STRUTTURALEGNO ISSN 2283-8651
LA RIVISTA DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO E DEI SISTEMI IBRIDI PER EDIFICI SANI, DUREVOLI E SOSTENIBILI
54 SETTEMBRE 2026 english text
Poste Italiane spa - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (Convertito in legge 27/02/2004 n. 46), art. 1, comma 1 - LO/MI/ - euro 10,00 - In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio CMP Roserio (Mi) per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa - Editrice webandmagazine s.r.l. - Via Valla, 16 - I-20141 Milano - www.webandmagazine.media
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Speciale SPAZI IN EVOLUZIONE: l’approccio transdisciplinare del benessere A Restructura WOODCIRCLES, legno & economia circolare: il cerchio si chiude La Settimana Del Legno: fra edilizia sostenibile, naturale e vernacolare Meccanica e decorazione: per costruire il presente guardiamo al passato Uno dei pilastri della conservazione dei beni culturali lignei: il trattamento anossico Lo stabilimento austriaco di Egger fornirà il teleriscaldamento a oltre 50.000 abitanti FOCUS CONNESSIONI fra gli elementi per concept modulari e standard o tailor made REBUILD sbarca in Italia: il format nato in Spagna in novembre andrà in scena a Rimini Restructura 2026: a Lingotto Fiera ristrutturazione, recupero e riqualificazione Pavatex: la fibra di legno per un involucro confortevole in ogni stagione
Legno & Economia Circolare: il cerchio si chiude Il settore delle costruzioni ha un enorme impatto ambientale: è responsabile di circa il 50% di tutti i
FONTE
Futuro
materiali estratti e del 35% della produzione totale di
rifiuti nell’UE. La sola produzione di cemento e acciaio è
Oggi
URBAN FOREST
responsabile di circa il 15% delle emissioni globali di gas serra. URBAN SAWMILL
ASSEMBLAGGIO / DISASSEMBLAGGIO
Si stima che, migliorando l’efficienza nell’uso dei materiali e sostituendo quelli non rinnovabili ad alta intensità energetica con materiali rinnovabili, sia possibile evitare fino all’80% di tali emissioni.
PASSAPORTO DIGITALE
CERTIFICAZIONE
WOODCIRCLES sviluppa soluzioni per l’uso circolare dei materiali da costruzione in legno, al fine di ridurre le
Legno Ingegnerizzato
emissioni di gas serra, la produzione di rifiuti e il consumo
PRODUZIONE
di materiali. Il WOODCIRCLES Travelling Demonstrator presenta alcune delle soluzioni sviluppate.
Punti chiave di WOODCIRCLES Come riutilizzare e riciclare i
Come progettare edifici in legno
edifici esistenti.
il riutilizzo e il riciclo in futuro.
materiali in legno provenienti da
in modo da rendere più semplici
WOODCIRCLES è un progetto che riunisce 19 partner europei, tra cui città, imprese e istituti di ricerca. È coordinato dal Danish Technological Institute e cofinanziato dall’Unione europea.
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STRUTTURALEGNO ISSN 2283-8651
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RIVISTA DELL’ARCHITETTURA IN LEGNO
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STRUTTURALEGNO 54 SETTEMBRE 2026
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Speciale SPAZI IN EVOLUZIONE: l’approccio transdisciplinare del benessere A Restructura WOODCIRCLES, legno & economia circolare: il cerchio si chiude La Settimana Del Legno: fra edilizia sostenibile, naturale e vernacolare Meccanica e decorazione: per costruire il presente guardiamo al passato Uno dei pilastri della conservazione dei beni culturali lignei: il trattamento anossico Lo stabilimento austriaco di Egger fornirà il teleriscaldamento a oltre 50.000 abitanti FOCUS CONNESSIONI fra gli elementi per concept modulari e standard o tailor made REBUILD sbarca in Italia: il format nato in Spagna in novembre andrà in scena a Rimini Restructura 2026: a Lingotto Fiera ristrutturazione, recupero e riqualificazione Pavatex: la fibra di legno per un involucro confortevole in ogni stagione
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TRIMESTRALE: POSTE ITALIANE SPA SPED. ABB. POST.D.L. 353/2003 (CONVERTITO IN LEGGE 27/02/2004 N.46), ART. 1, COMMA 1 - LO/MI REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE - ROC 23567 REGISTRO MONDIALE DELLE PUBBLICAZIONI ISSN 2283-8651 RIVISTA TRIMESTRALE QUARTERLY MAGAZINE UNA COPIA ONE COPY EURO 10,00 ABBONAMENTO ANNUO ITALIA EURO 40,00 A YEAR’S SUBSCRIPTION ABROAD EURO 80,00
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EDITORIALE di Sonia Maritan ABITARE LA NATURA
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OPEN HOUSE ESSETRE di Sonia Maritan L’INNOVAZIONE CHE NASCE IN “CASA ESSETRE”
SPECIALE SPAZI IN EVOLUZIONE 14 15
INTRODUZIONE: SPECIALE SPAZI IN EVOLUZIONE di Alfredo Fusco LIBER ABITARE LA NATURA
18
GLI ATTI DE LA SETTIMANA DEL LEGNO di Carlo Micheletti SISTEMI INNOVATIVI PER UN'EDILIZIA SOSTENIBILE
22
GLI ATTI DE LA SETTIMANA DEL LEGNO di Beatrice Spirandelli NATURALE E VERNACOLARE
30
ECOLOGICUS STORA ENSO by Maria Milita, on behalf of the Woodcircles consortium WOODCIRCLES
39
CHRONICHAE EGGER di Pietro Giovanni Ferrari ZERO EMISSIONI
42
COLLOQUIUM iCLT di Sonia Maritan IL CTL SU MISURA E SENZA COLLA
48
COLLOQUIUM SOPREMA di Sonia Maritan COMFORT IN OGNI STAGIONE
50
SCIENTIA di Felice Ragazzo MECCANICA E DECORAZIONE
56
LIGNUM SERVARE – XVI parte di Alessia Ottone MANUALI DI CONSERVAZIONE PREVENTIVA
SOMMARIO • NUMERO 54 / 2026
FOCUS CONNESSIONI 60
COLLOQUIUM FRIULSIDER A SIMPSON STRONG-TIE COMPANY di Sonia Maritan 60 ANNI DI SOLIDITÀ E 70 DI INNOVAZIONE
64
COLLOQUIUM SOLTECH di Sonia Maritan LE CONNESSIONI SU MISURA
69
PUBBLIREDAZIONALE RIWEGA FISSAGGI STRUTTURALI E ISOLAMENTO TERMOACUSTICO
72
ANTICIPATIO REBUILD di Iacopo Lena EDILIZIA INDUSTRIALIZZATA, REBUILD ARRIVA IN ITALIA
74
ANTICIPATIO RESTRUCTURA di Iacopo Lena RESTRUCTURA 2026, DAL COSTRUITO VERSO LA CITTÀ FUTURA
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INDIRIZZI UTILI
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EDITORIALE
di Sonia Maritan
Sonia Maritan con Alfredo Fusco, a Milano, dopo la presentazione meneghina di ReBuild tenutasi lo scorso maggio a Riva del Garda.
8 • strutturalegno
ABITARE LA NATURA
Con il primo saggio italiano che porta la progettazione biofila dentro le mura domestiche “ABITARE LA NATURA. Il biophilic design per il benessere in casa”, Alfredo Fusco apre la sua stagione editoriale sul tema. È in fase di pubblicazione anche “ALTER ECO: il design dell’abitare fecondo” e in corso di elaborazione un terzo libro: “LESS IS FRUGAL”. Nel primo libro, che avrò il piacere di presentare fra qualche mese, i concetti del biophilic design rimandano alla biofilia, termine coniato dal biologo Edward O. Wilson che afferma: «L’essere umano è Natura». Il biophilic design è quella disciplina che, invece di trattare la natura come elemento decorativo, la considera componente attiva del progetto: capace di influenzare percezioni, comportamenti, stress, qualità della vita. È parente stretta del salutogenic design, quella corrente che progetta
gli spazi a partire da ciò che genera salute, non da ciò che la preserva soltanto. Negli Stati Uniti il biophilic design è ormai un vero e proprio movimento sociale, mentre in Italia è ancora confinato ai circuiti accademici. Negli ultimi decenni le nostre case sono diventate efficientissime. Domotica, classe energetica, infissi a triplo vetro, pompe di calore. Un passaggio culturale essenziale e confacente all'homo comfort, ma non alla necessità salutistica degli ambienti chiusi in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo. Senza accorgercene, abbiamo perso qualcosa: il contatto quotidiano, quasi istintivo, con gli elementi naturali da cui dipende il nostro benessere. Dobbiamo passare dalle certificazioni energetiche a quelle salutistiche. La disconnessione dalla Natura è un’anomalia recente. Gli “elementi biofili compensativi” nelle città saranno “vitali” perché entro il 2050, 7 esseri umani su 10 abiteranno contesti urbani. La svolta sta nel cessare di concepire la città come macchina inerte di asfalto e cemento per ripensarla come organismo vivente che respira, assorbe acqua e regola la propria temperatura. Dalla casa alla città e viceversa. A livello individuale, gli strumenti compensativi biofili – giardini verticali, orti pensili, pareti vegetali – paiono irrilevanti, ma moltiplicati per migliaia di abitazioni divengono capillari di una rete ecologica urbana. Alla scala collettiva servono tetti e pareti vegetali, corridoi ecologici e riforestazione metropolitana, secondo principi-guida, come la “regola 3-30-300 di Konijnendijk”, ovvero ogni abitante in città dovrebbe vedere 3 alberi dalla finestra,
vivere in un quartiere alberato al 30%, avere accesso a un parco o una foresta a 300 metri da casa o dal lavoro. L’assenza di viste dirette su elementi naturali, determina infatti una carenza primaria nella connessione essere umano – Natura, fondamentale per il benessere psicofisico. Nell’esperienza multiforme e multisensoriale della Natura, Fusco attinge al vasto repertorio di forme, materiali, colori, texture propri del mondo naturale. L’impiego di materiali autentici e poco processati, come i legni nelle sue diverse specie legnose ma anche nella varietà di tipologie costruttive lasciate a vista (LVL, GLT e CLT), la pietra naturale, il bambù e le fibre tessili organiche – lino, cotone, lana – non solo genera benefici tattili e visivi, ma richiama anche la matericità primordiale della Natura. Costruire una casa che assecondi i principi dell’“ecologia profonda” non significa però assecondare solo i principi della biofilia, ma anche quelli della circolarità promossi con la nuova rubrica ECOLOGICUS che apriamo con WOODCIRCLES, un progetto di innovazione quadriennale co-finanziato dall'unione europea che mira a sviluppare soluzioni circolari e sostenibili per il legno nell'edilizia, con l’obiettivo di accelerare la transizione verde del settore delle costruzioni. Il cronotopo di WOODCIRCLES ci porta nell’“ecologia profonda” di un pensiero circolare che tocca l’aspetto costruttivo degli immobili. Un tema che ritroveremo a Restructura quest’anno come illustrato nell’articolo di Stora Enso all’interno di questo numero di Struttura Legno nello speciale SPAZI in EVOLUZIONE, ma che era già stato anticipato lo scorso 15 novembre all’ultima edizione della stessa fiera dall’arch. Raimondo Da Col - Waugh ThistletonArchitects in occasione del convegno organizzato dal presidente di Gruppo Qualità Legno, arch. Davide Maria Giachino, che presentai al Lingotto Fiere. “Progettare il legno di domani. Modularità, disassemblabilità e riuso” il titolo dell’intervento di Da Col che parte dai vantaggi del materiale: efficiente, a basse emissioni di CO2 e salutare, ponendosi la domanda “Come costruire in funzione di adattabilità e smon-
tabilità?”. La risposta: secondo criteri circolari, la scelta dei materiali, la loro longevità (anche degli edifici), il loro disassemblaggio e il loro riutilizzo. Per creare edifici più longevi e non solo banche dati di materiali, bisogna puntare in prima istanza all’adattabilità e alla longevità e solo in seconda istanza alla disassemblabilità e alla riutilizzabilità, quindi a edifici ben ingegnerizzati secondo un processo olistico (che metta al tavolo i diversi esperti di fuoco, impianti, logistica etc): un processo complesso che deve portare a un edificio semplice basato sulla modularità, la standardizzazione e le connessioni fra gli elementi ben studiate (rimandiamo anche al relativo focus sul tema pubblicato in questo numero con Friulsider, Soltech e Riwega) e quindi a un processo di assemblaggio e disassemblaggio che deve essere facile, veloce e sicuro. È necessario prevedere, al contrario, le fasi di smontaggio attraverso una modalità il meno distruttiva possibile e in questo senso sono apprezzabili i sistemi di connessioni a viti e bulloni e le componenti riutilizzabili (il BIM deve fornire anche informazioni qualitative, non solo quantitative). Da Col ci parla di minimizzazione: “Va bene utilizzare il legno ma nel modo più materiale – efficiente e che garantisca flessibilità (ad esempio nella connessione trave - pilastro), attraverso un kit di parti che segue sempre lo stesso principio per assicurare l’efficienza del processo edilizio”. Ci restituisce, in definitiva, una visione dinamica degli edifici costituiti da layer diversi che comportano una sostituibilità e una manutenibilità estreme. Eloquenti i tre esempi di Waugh ThistletonArchitects, quello di adattabilità attraverso l’edificio produttivo estendibile di Vitsoe HQ a Royal Leamington Spa (Regno Unito), quello di Black & White a Londra completamente a vista concepito per essere sottoposto a disassemblaggio per il 95% e quello in kit di parti del Mind a Milano. Lo speciale SPAZI in EVOLUZIONE offre spunti interessanti in questo senso con gli articoli a firma dell’arch. Beatrice Spirandelli e dell’ing. Carlo Micheletti, e con i prodotti di iCTL e di Soprema. “Abitare la natura” prevede un approccio transdisciplinare!
strutturalegno • 9
OPEN HOUSE
ESSETRE
di Sonia Maritan www.essetre.com
L’INNOVAZIONE CHE NASCE IN “CASA ESSETRE”
Chi lavora nel settore del legno sa quanto sia importante vedere i centri di lavoro in funzione. È proprio da questa esigenza che è nato Techno Tour 2026, l’open house di Essetre pensato per offrire un’esperienza concreta a chi conosce già il brand e ai professionisti del settore che ancora non hanno provato le macchine Essetre. In questa occasione abbiamo raccolto la voce di Cristina Sella, di Gianluca Viero e naturalmente di Gianni Sella, che il 27 maggio ha spento 80 candeline.
In queste pagine alcune immagini del Techno Tour 2026 che si è svolto dal 16 al 20 marzo presso lo stabilimento di Essetre a Thiene, in provincia di Vicenza, con l’immensa Techno Flex, ma anche la Techno Fast con un gruppo di clienti intorno. Nelle immagini di gruppo, nel nuovo Showroom aziendale, da sinistra a destra, Gianluca Viero, Sonia Maritan ed Eleonora Peretti, e in produzione (nella foto sopra, da sinistra a destra), Cristina Sella, Sonia Maritan e Andrea Sella, sempre in produzione Gianluca Viero indica alcuni dettagli a Sonia Maritan. Infine, una fotografia dedicata ai festeggiamenti di Gianni Sella per il suo 80simo compleanno (nella fotografia insieme alla figlia Cristina).
On these pages, some pictures from TECHNO TOUR 2026, which took place from March 16th to 20th at the Essetre factory in Thiene (Vicenza), featuring the impressive Techno Flex as well as the Techno Fast surrounded by a group of customers. In the group photos, set in the new corporate Showroom, from left to right: Gianluca Viero, Sonia Maritan and Eleonora Peretti; in the production area, from left to right: Cristina Sella, Sonia Maritan, and Andrea Sella; also in the production area, Gianluca Viero pointing out some details to Sonia Maritan. Finally, a picture dedicated to Gianni Sella's 80th birthday celebrations (alongside his daughter Cristina).
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Quello che si è svolto dal 16 al 20 marzo presso lo stabilimento di Essetre a Thiene, in provincia di Vicenza, è stato un open house per vedere, toccare, capire. Nel nuovo Showroom aziendale, tra demo live, incontri tecnici e momenti di networking, diversi operatori del settore hanno potuto scoprire da vicino le prestazioni reali dei centri di lavoro della serie Techno. Il Techno Tour 2026 ha accolto visitatori da Europa e Stati Uniti, confermando l’interesse globale verso soluzioni effi cienti e automatizzate per la carpenteria in legno. Tra un coffee break e un aperitivo, l’evento è diventato anche un momento di confronto diretto con tecnici e area manager: un’occasione concreta per valutare investimenti e nuove collaborazioni. Eventi come questo dimostrano un aspetto fondamentale: vedere una macchina in funzione cambia tutto. Testare le prestazioni dal vivo permette ai clienti di Essetre e ai professionisti interessati di: • capire davvero la produttività dei centri di lavoro, • valutare in diretta la qualità della lavorazione, • confrontarsi direttamente con chi le progetta e le costruisce: il personale di Essetre.
L’INCONTRO CON CRISTINA SELLA DALLA QUALE ABBIAMO RACCOLTO L’ENTUSIASMO PER L’EVENTO ORGANIZZATO IN “CASA”
«Techno Tour 2026 è stato molto più di un open house: è stata un’occasione per dialogare tra professionisti del settore, conoscere le novità e i centri di
lavoro diventati ormai dei punti di riferimento, conoscere la nostra realtà e le tante persone che ci lavorano. ll Techno Tour è un momento in cui sono presenti nello showroom gran parte delle macchine della serie Techno: è un momento positivo che coincide con la presenza di numerosi ordini dei clienti. Quest'anno abbiamo la Techno Fast e la Techno Saw che sono sempre in esposizione nello showroom. Abbiamo con l'occasione anche altre tecnologie esposte della gamma Techno, come la PF 1250, una macchina che va prodotta su commessa perché ha delle applicazioni molto particolari, ma anche la Multiwall e la Flex , una macchina che è quasi un prototipo con delle prestazioni avanzatissime. Questa è una grandissima opportunità per noi commerciali, perché non capita spesso di a ere in officina tutta la serie delle tecnologie più avanzate. La grande novità però è stata Techno Flex, il nuovo centro di lavoro progettato per pannelli XLAM/CLT e travi curve. Grazie a una soluzione brevettata, la macchina lavora tutte le facce del pezzo senza riposizionamenti, riducendo tempi e aumentando la precisione. Un vantaggio concreto? Meno movimentazione, meno errori, più produttività. Durante l’evento, macchine come Techno Fast, Techno Saw e Techno PF 1250 sono rimaste operative per tutta la sua durata. Al Techno Tour si è potuto assistere a lavorazioni reali, come: tra i fino a mm di altezza con echno Fast, • elementi strutturali per case in legno con Techno Saw, pannelli fino a millimetri di larghezza con Techno PF 1250.
Inoltre, le demo del software E Live hanno mostrato come automazione, digitalizzazione e produzione possano dialogare in modo fluido».
IL TECHNO TOUR È STATO ANCHE L’OCCASIONE PER INAUGURARE IL NUOVO SHOWROOM
«Quest'anno siamo pronti ad aprire lo showroom e l'abbiamo inaugurato con un evento commerciale di Weinig e Holz-Her accogliendo trenta rivenditori e tecnici dalla Germania e dall'Austria, seguito dalla visita di una delegazione asiatica giunta in Essetre per vedere in anteprima la Techno Flex, ultima nata in casa Essetre.
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OPEN HOUSE INNOVATION BORN AT ESSETRE: THE SUCCESS OF TECHNO TOUR 2026 From march 16th to 20th, Essetre's headquarters in Thiene (Vicenza) hosted Techno Tour 2026, an open house event designed to offer woodworking professionals from across Europe and the United States a hands-on experience to assess the real performance and productivity of Essetre's cnc working centres. The event marked the official opening of Essetre's new showroom: a dedicated, secure space built in collaboration with local customers using Essetre working centres for the ceiling beams and CLT walls. Equipped also with two independent meeting rooms, it allows visitors to move freely without interfering with production. Techno Tour is always organised at a time when most of the machines from the Techno series are on display in the production area; it’s a positive moment that coincides with a strong volume of customer orders. This year, visitors were able to see different machines from the Techno series range: • Techno Flex: the new working centre designed for XLAM/CLT panels and curved beams. Featuring a patented milling solution, it processes all faces of the workpiece without repositioning, significantly reducing lead times, material handling and potential errors. • Techno Fast: Essetre’s flagship working centre for beam processing. To guarantee ultra-fast delivery, this model is built on a fully independent assembly line with its own dedicated warehouse and specialist technical team.
• Techno Saw XS: The latest 5-axis entry-level machine designed for timber frame and packaging industries. Highly compact and fast, it processes sections up to 305x120 mm. • Techno PF 1250 / 1500: A patented CNC working centre for timber structures, roofs and large-scale XLAM/CLT walls (up to 1250/1500 mm wide). Equipped with two opposing electrospindles, it processes top and bottom faces simultaneously without the need to rotate the workpiece. Beyond live machine demonstrations, the E-Live software showcased how automation and digitalization integrate seamlessly to optimize production workflows. Techno Tour also featured an off-site experience at two local customers’ factories, allowing guests to observe Essetre machines operating within real production environments. During the event, visitors were also greeted by the founder Gianni Sella, who celebrated his 80th birthday this year (on May 27th). He is still actively engaged at his drafting station, continuing to guide the team and fulfill customer requests with enduring passion.
Siamo estremamente soddisfatti di avere questo spazio dedicato all’accoglienza: non ci sono interferenze con la produzione e i Clienti possono muoversi in libertà e in sicurezza. La struttura dello showroom è stata realizzata in collaborazione con due nostri clienti le tra i del soffitto e la parete in CLT all’ingresso sono state prodotte con centri di lavoro Essetre. Le macchine nello showroom sono costantemente rinnovate e sono sempre funzionanti con dei tecnici specializzati che affiancano gli rea anager nelle demo Live. Abbiamo realizzato due sale riunioni indipendenti dotate di attrezzature tecnologiche e impianti televisivi e di col-
legamento call di ultima generazione; queste due sale all’occorrenza diventano un unico grande spazio per accogliere delegazioni più numerose, come è successo all’inizio di marzo con il nostro partner Weinig. La grande novità del Techno Tour 2026 è stata anche la collaborazione con due nostri clienti in zona che a loro volta hanno aperto le porte delle loro Aziende per permettere ai nostri Clienti in visita di vedere i centri di lavoro funzionanti in realtà produttive. Un vero e proprio “Fuori Salone” che ha comportato uno sforzo organizzativo notevole per tutto lo staff commerciale e marketing».
IL TOUR NEL REPARTO PRODUTTIVO ORGANIZZATO PER LA VISITA DI WEBANDMAGAZINE
«Questa è l’area di assemblaggio delle Techno Fast: una linea produttiva indipendente dal resto della produzione con magazzino e squadre di tecnici dedicati per ottimizzare i tempi di montaggio e garantire tempi di consegna molto veloci. In un’altra area troviamo il modello XS della Techno Saw, molto compatta e flessibile e predisposta per andare in linea, con la quale siamo in grado di fare tagli velocissimi in settori come l'imballaggio. Al centro dello stabilimento spicca maestosa la Techno Flex: ha la struttura di una Multiwall studiata e realizzata in base alle esigenze del cliente. La testa a fresare brevettata di questo modello è stata presentata l'anno scorso alla Ligna di Hannover: la lavorazione avviene da sotto il pezzo senza necessità di muoverlo
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grazie a questa soluzione che sostituisce completamente il concetto di utterfl La macchina scorre su guide grazie alle traverse automatiche che possono all’occorrenza essere posizionate anche manualmente».
IL TOUR NEL REPARTO PRODUTTIVO CONTINUA CON GIANLUCA VIERO, AREA MANAGER CHE HA ESPOSTO ALCUNI DETTAGLI TECNICI DEI CENTRI DI LAVORO ESSETRE
«Techno Saw XS è l’ultima macchina entr le el della linea echno l’e oluzione semplificata del modello echno a già in produzione da di ersi anni un centro di taglio a 5 assi per lavorare elementi con sezione massima 305 x 120 mm e principalmente destinata al settore delle pareti a telaio e imballaggio; il centro ha un sistema di carico pezzo dotato di posizioni variabili in modo tale che il cliente possa adattarlo in base alle proprie esigenze autonomamente. Anche i supporti di scarico sono a posizioni variabili. La macchina è dotata di 2 pinze per la gestione del pezzo: la prima lavora sull’intera lunghezza della rulliera di entrata mentre la seconda gestisce il pezzo quando si trova all’interno della cabina fino allo scarico sul tappeto lungo l’intero piano di uscita stata considerevolmente migliorata la velocità di lavorazione per eseguire tagli dritti o angolari in brevissimo tempo. La dotazione di base della macchina comprende un elettromandrino con lama di diametro 420 mm, al centro della quale è stata aggiunta una fresa con lunghezza massima di 80 mm per le forature in verticale sulle travi. Nella parte inferiore è installato un tappeto per l’evacuazione degli sfridi e dei trucioli da lavorazione mentre tutti i pezzi tagliati, compresi quelli corti, vengono gestiti dalla seconda pinza. formati di file di progetto importabili sono BTL ed Excel.
La macchina può essere dotata sia di stampante a etichette sia di stampante a getto d’inchiostro a 2 testine per stampare dimensioni pezzo, ID, logo azienda, barcode, Qrcode direttamente sulla superficie del pezzo Techno PF 1250 invece è un rivoluzionario centro di lavoro a CN coperto da brevetti per la realizzazione di strutture in legno, tetti, travature e pareti X-LAM/ CLT di grandi dimensioni. Le misure standard di lavorazione sono di larghezza 1250 mm per altezza 400 mm (opzionale 600 mm). Per esigenze superiori, come la costruzione di grandi edifici residenziali, aeroporti o strutture sportive, Essetre ha in catalogo anche la versione con larghezza 1500 mm e altezza 400 mm (opzionale 600 mm). a configurazione di base per i centri di lavoro Techno PF 1250/1500 comprende 2 elettromandrini contrapposti per lavorare contemporaneamente la parte superiore e inferiore di un pezzo in modo tale da non avere la necessità di do erlo ruotare possibile installare un ulteriore elettromandrino di grande potenza e lama da diametro 1000 mm per realizzare tagli o lavorazioni per le piastre metalliche. Tre magazzini portautensili da 5, 9 e 11 posizioni consentono di avere a disposizione un buon numero di utensili per le diverse esigenze di lavorazione. La configurazione infine completata da un aggregato motosega». Al termine della visita, viene a salutarci anche il fondatore, Gianni Sella. Scherza sulla longevità delle sue macchine e delle sue invenzioni, quasi dimenticandosi di menzionare un traguardo speciale: il 27 maggio ha festeggiato 80 anni! Un compleanno importante, che lo vede ancora lì, saldamente seduto alla sua postazione di disegnatore, pronto a fare da maestro e a esaudire, con la passione di sempre, ogni richiesta dei clienti!
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SPECIALE
SPAZI IN EVOLUZIONE Questo contributo di Alfredo Fusco lo abbiamo adottato come apertura dello Speciale SPAZI IN EVOLUZIONE, una sezione che inauguriamo per dare particolare enfasi all’era biofila che usco e altri studiosi della materia hanno ormai intrapreso con risvolti tangibili per il progetto di luoghi di produzione di benessere da abitare. This contribution by Alfredo Fusco opens the SPACES IN EVOLUTION special section, dedicated to the growing focus on biophilic design and on the creation of spaces capable of contributing to the well-being of those who inhabit them.
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SPAZI IN EVOLUZION
DOVE LA CASA RESPIRA: IL BENESSERE BIOFILO DELL’ABITARE CONTEMPORANEO
LIBER
ABITARE LA NATURA
di Alfredo Fusco
Nella residenza contemporanea il benessere non coincide più soltanto con comfort, efficienza e prestazione tecnica. Il biophilic design riporta al centro il rapporto originario tra essere umano e natura, trasformando la casa in un dispositivo di salute, equilibrio e rigenerazione. In un tempo segnato da iperurbanizzazione, sovraccarico cognitivo e vita prevalentemente indoor, la questione dell’abitare si misura sempre più con la salute mentale ed emotiva di chi occupa gli spazi. È in questo scenario che la biofilia torna a imporsi come chiave interpretativa e progettuale. Il termine, nelle sue radici greche, unisce bios e philia, vita e amore, e indica un orientamento profondo verso il vivente. Erich Fromm ne colse per primo la valenza psicologica, leggendo nella biofilia una tensione alla crescita, alla cura, alla gioia della vita. Edward O. Wilson, nel 1984, ne offrì poi una formulazione biologica più compiuta, definendola come l’innata tendenza dell’essere umano a rivolgere attenzione alle forme di vita e ai processi vitali. Negli anni successivi Stephen Kellert mostrò come
tale predisposizione non potesse essere lasciata inerte: doveva essere coltivata, educata, tradotta in scelte concrete di progetto. Da questa consapevolezza nasce il biophilic design, non come semplice estetica del verde, ma come applicazione spaziale di un sapere che intreccia biologia evolutiva, psicologia ambientale, ecologia affettiva e cultura del progetto. La sua ambizione è precisa: reintegrare la Natura negli ambienti costruiti affinch la casa torni a parlare un linguaggio comprensibile al corpo e alla mente. Non basta aggiungere una pianta in soggiorno o qualche superficie lignea occorre costruire una relazione, diretta o indiretta, con i sistemi naturali, con le loro forme, i loro ritmi, le loro qualità sensoriali, la loro capacità di suscitare fascinazione Tutte le immagini, contenute nel saggio "Abitare la Natura. Il biophilic design per il benessere in casa" e in questo contributo, sono restituzioni progettuali di ambienti indoor biofili, elaborate negli anni 2025-2026 dal biophilic designer Alfredo Fusco architetto, il quale ne detiene il copyright.
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LIBER e affiliazione. La prima cattura l’attenzione senza sforzo, la seconda genera un legame emotivo persistente con il vivente. Entrambe, quando vengono accolte nello spazio domestico, concorrono a ridurre la fatica mentale e a restituire equilibrio. La casa contemporanea diventa così un ecosistema percettivo. La luce naturale, per esempio, non è soltanto una risorsa energetica: regola il ritmo circadiano, sostiene il tono dell’umore, favorisce un riposo più profondo. Un interno pensato per accogliere la variazione luminosa del giorno restitui-
sce allo spazio una qualità dinamica e quasi organica. Analogamente, la ventilazione naturale migliora la salubrità indoor, riduce inquinanti e allergeni e ripristina un rapporto elementare con l’aria come esperienza sensibile, non solo come dato impiantistico. Nella tradizione mediterranea della casa a corte questo principio era già sapientemente incorporato oggi torna come criterio di progetto avanzato. Anche la vegetazione svolge una funzione che oltrepassa la decorazione. Giardini interni, terrazze verdi, pareti vegetali e affacci sul paesaggio attenuano lo stress, qualificano il microclima, migliorano la percezione dell’abitare e introducono continuità tra interno ed esterno. Lo stesso vale per i materiali naturali: legno, pietra, fibre, superfici tattili, geometrie organiche e andamenti non rigidamente ortogonali evocano quella complessità armonica che il corpo riconosce come familiare. La casa biofila, in questa prospettiva, non un lusso n un vezzo formale. È una forma più esigente di sostenibilità: non soltanto riduzione dell’impatto, ma produzione di benessere. E suggerisce che l’abitare del futuro, per essere davvero evoluto, dovrà tornare a un principio antico e radicale: fare della casa un luogo capace di custodire la vita perch sa ancora riconoscere, dentro lo spazio costruito, la lingua viva della Natura. In tal senso, il progetto domestico cessa di essere mera organizzazione funzionale e diventa pedagogia silenziosa dell’abitare, della cura e della prossimità.
WHERE THE HOUSE BREATHES: BIOPHILIC WELL-BEING IN CONTEMPORARY LIVING In contemporary residential design, well-being is no longer defined solely by comfort, efficiency and technical performance. Biophilic design brings the relationship between people and nature back to the centre, interpreting the home as a space capable of promoting balance, health and regeneration. In a society characterised by urbanisation, cognitive overload and prolonged time spent indoors, the quality of living is increasingly associated with mental and emotional well-being. The concept of biophilia derives from the Greek terms bios and philia, life and love. Erich Fromm highlighted its psychological dimension, while Edward . ilson defined it as an innate human tendency to direct attention towards life forms and natural processes. Stephen Kellert later helped translate this inclination into principles that could be applied to the design of the built environment. Biophilic design developed from this approach, going beyond a simple green aesthetic. Its aim is to re-establish a relationship between built spaces and natural systems through forms, rhythms, materials and sensory qualities that can be perceived by both body and mind. The presence of a plant or a timber surface alone is not enough: design must create a deeper connection with nature, encouraging the ability to attract attention effortlessly and generate an emotional bond with living systems, which can help reduce mental fatigue. The home is therefore interpreted as a perceptual ecosystem. Natural light, beyond its energy-related function, follows the circadian
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rhythm and the changing hours of the day, contributing to the quality of domestic space. In the same way, natural ventilation improves indoor health and restores a sensory dimension to air, beyond its purely technical role within building systems. Principles already present in Mediterranean traditions, such as the courtyard house, can therefore return as relevant contemporary design tools. Vegetation also plays a role that goes beyond decoration. Indoor gardens, green terraces, planted walls and views towards the landscape can strengthen continuity between indoors and outdoors, while contributing to both spatial perception and microclimate regulation. The same logic applies to the use of natural materials such as timber, stone and fibres, together with tactile surfaces, organic geometries and layouts that are less rigidly orthogonal. The biophilic home is therefore presented as a more comprehensive form of sustainability, in which reducing environmental impact is combined with the ability of space to generate well-being. Residential design is no longer concerned solely with the functional organisation of rooms, but becomes a means of restoring an everyday relationship between people, nature and the built environment.
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SPAZI IN EVOLUZION
LA SETTIMANA DEL LEGNO
di Carlo Micheletti .operamista.it
SISTEMI INNOVATIVI PER UN'EDILIZIA SOSTENIBILE
Questo contributo presenta una panoramica di sistemi costruttivi basati sull’impiego di materiali naturali e locali, tecniche per strutture e finiture che evidenziano le proprietà strutturali, termoigrometriche, la capacità di regolazione del microclima interno e la riduzione dell’impronta carbonica, con l’obiettivo di promuovere soluzioni a basso impatto ambientale e ad alta efficienza energetica. KEYWORDS: Recupero dei materiali, riuso edilizio, tecniche costruttive alternative, rigenerazione silviculturale dei boschi italiani, edilizia sostenibile.
Fig. 1 - Studio Albori con Ing. Carlo Micheletti Opera Mista S.r.l.: progetto 2018-2019 realizzazione 2019-2020 Costermano sul Garda (VE).
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L’intervento presenta una panoramica di sistemi costruttivi alternativi ai metodi edilizi convenzionali, con l’obiettivo di promuovere soluzioni a basso impatto ambientale e ad alta efficienza energetica. Verranno analizzate tecniche basate sull’impiego di materiali naturali e locali come argilla, calce, paglia, strutture in legno di Castagno cipollato locale, tecniche alternative per strutture e finiture evidenziandone le proprietà strutturali, termoigrometriche, la capacità di regolazione del microclima interno e la riduzione dell’impronta carbonica. Particolare attenzione sarà dedicata ai sistemi di fondazione in gabbioni a secco, che minimizzano l’uso di cemento armato, e all’utilizzo di materiali di recupero in chiave strutturale e architettonica. Verranno presentati dati comparativi su durabilità, ciclo di vita, costi e prestazioni energetiche, per una valutazione integrata dell’efficacia di questi approcci. L’intervento si propone come contributo tecnico alla diffusione di pratiche edilizie resilienti, circolari e contestualizzate, in
linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e rigenerazione del patrimonio costruito.
SISTEMI INNOVATIVI PER UN'EDILIZIA SOSTENIBILE
In un contesto edilizio sempre più vincolato da criteri ambientali, energetici e di rigenerazione del territorio, necessario ripensare profondamente il concetto stesso di sostenibilità. Questo intervento propone una sintesi di esperienze tecniche e operative maturate nell’ambito della progettazione e costruzione di edifici mediante tecnologie a basso impatto ambientale, con materiali naturali e sistemi strutturali alternativi alle tecnologie convenzionali in calcestruzzo armato e acciaio.
OLTRE IL CEMENTO: LE FONDAZIONI CHE RISPETTANO IL SUOLO
Spesso ci sentiamo dire che il cemento inevitabile. Non vero. La normativa italiana impone resistenza, stabilità e sicurezza, non materiali specifici. Da oltre dieci anni, progettiamo e realizziamo fondazioni senza cemento. n sistema che utilizziamo frequentemente quello dei gabbioni in rete metallica zincata riempiti di pietre locali. unzionano come sottofondazioni drenanti, su cui si appoggiano travi lignee strutturali. una soluzione progettata e verificata nel rispetto della normativa vigente, già adottata in edifici pubblici e privati, anche multipiano. Dove il terreno lo consente, usiamo anche viti di fondazione in acciaio zincato: una tecnologia già ampiamente adottata in Nord Europa. Hanno un’impronta ecologica contenuta e riducono i costi fino al rispetto a una platea in c.a. bbiamo utilizzato anche scarti di cava (blocchi ciclopici), container, pali in
Fig. 2-3 - Arch. Barbara D'Agaro e Ing. Carlo Micheletti - Opera Mista S.r.l.: struttura in legno, pareti prefabbricate in paglia, a S.Rocco di Tretto, Schio in provincia di Vicenza (realizzazione 2020-2021).
Fig. 4 - Arch. Jimmi Pianezzola con Ing. Carlo Micheletti - Opera Mista S.r.l.: realizzazione 2015-2017.
Castagno e, dove possibile, materiali riciclati derivanti da demolizioni. utto dipende dal contesto, dal suolo e dalla volontà di fare le cose con coerenza ambientale.
PARETI E INVOLUCRO: MATERIA CHE RESPIRA
Dal abbiamo sviluppato progettazioni, consulenze e realizzazioni su quasi un migliaio di edifici naturali. olti sono realizzati in paglia, un materiale che cresce in sei mesi, ha una bassissima energia grigia e ottime proprietà isolanti. Le pareti prefabbricate in paglia raggiungono trasmittanze inferiori a , W m . Le finiture sono in calce all’esterno e argilla all’interno, per una regolazione naturale dell’umidità. In alternativa, usiamo calce e canapa, che offrono eccellenti prestazioni termoacustiche e durabilità, e soluzioni ibride con terra cruda stabilizzata, terra-paglia o materiali di riuso, come bottiglie di ve-
tro, carta impastata (papercrete), o elementi lignei recuperati.
IL LEGNO CHE NON VALE (PIÙ): LA RIGENERAZIONE DEL CASTAGNO
In Italia abbiamo centinaia di migliaia di ettari di castagneti abbandonati, in molti di questi, nel Canavese mediamente alberi su sono affetti da cipollatura, un difetto strutturale che rende il legno inadatto all’impiego nelle sezioni portanti tradizionali. La filiera ferma, e il bosco si degrada. Con il progetto Si Parte dal Bosco, abbiamo sviluppato un’idea semplice: non buttare via quel legno, ma ripensare la sua forma di utilizzo. Nasce così il brevetto Ethris: tagliamo le porzioni sane dei tronchi e le trasformiamo in elementi triangolari da circa cm di altezza, assemblabili come mattoni strutturali da comporre come un poroton in legno. Il sistema strutturale, sismo resistente, leggero, consente il faci-
Fig. 5-6-7 - Settanta7 S.r.l. Studio Associato con Ing. Carlo Micheletti Opera Mista S.r.l.: realizzazione a Borgosatollo, in provincia di Brescia. (Progetto 2020 - Realizzazione 2022-2023).
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SETTIMANA DEL LEGNO
le posizionamento di impianti e materiali isolanti, e completamente modulare. Lo stiamo usando per realizzare un edificio in zona sismica 2, tre piani in legno di Castagno locale. La posa rapida: un piano terra e un solaio sono stati completati in due giorni e mezzo.
CONCLUSIONE: L’INNOVAZIONE NASCE DA CIÒ CHE HAI INTORNO Fig.8-9-10-11 - Arch. Luca Malavolta con Ing. Carlo Micheletti - Opera Mista S.r.l.: realizzazione a Castellamonte in provincia di Torino (progetto 2023).
Costruire in modo sostenibile non significa rinunciare a tecnica, comfort o sicurezza. Significa scegliere, ogni volta, la soluzione più adatta al contesto, conoscendo
bene le alternative. Noi costruiamo con paglia, legno locale, calce, argilla. Riutilizziamo pietra, recuperiamo scarti. E valorizziamo ciò che il bosco ci offre. L’edilizia sostenibile non è una moda, ma un cambiamento radicale di sguardo: dalla prestazione astratta all’intelligenza costruttiva. E quando funziona, non solo protegge l’ambiente: rigenera territori, economie locali e conoscenze dimenticate. ibliografia 1. Opera Mista srl 2. Casalogica srl 3. Si Parte Dal Bosco Rete di Impresa SB
INNOVATIVE SYSTEMS FOR SUSTAINABLE CONSTRUCTION Natural materials, alternative foundations, resource recovery and the use of local timber: an overview of construction techniques designed to reduce en ironmental impact and impro e building efficiency. Sustainable construction today requires a rethink of traditional building systems, favouring solutions capable of reducing the use of energy-intensive materials, making use of local resources and improving building performance. This approach includes the use of clay, lime, straw and local timber, the reuse of recovered materials and the adoption of structural systems as alternatives to conventional reinforced concrete and steel solutions. BEYOND CONCRETE: LOW-IMPACT FOUNDATIONS The choice of foundation system can significantly affect a building’s environmental footprint. Solutions that have been tested include galvanised steel mesh gabions filled with local stone, used as draining sub-foundations for timber structures, and galvanised steel foundation screws, which can be employed where ground conditions allow. These techniques can be combined with solutions based on the reuse of locally available materials, such as quarry waste, stone blocks, containers, Chestnut piles and components recovered from demolition. The choice depends on ground conditions, structural requirements and the possibility of reducing the consumption of new resources. WALLS AND BUILDING ENVELOPE: NATURAL MATERIALS AND MICROCLIMATE REGULATION Among the materials used for the building envelope, straw plays a particularly important role, thanks to its low embodied energy and good insulating properties. Prefabricated walls made from this material can achieve thermal transmittance values below 0.12 W/m²K and are completed with lime finishes on the outside and clay on the inside, helping regulate indoor humidity. Other possibilities include lime and hemp systems, stabilised raw earth, earth-straw mixtures and reclaimed materials. The aim is to create building envelopes capable of combining thermal and acoustic insulation, durability and natural regu-
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lation of the indoor microclimate, while reducing reliance on industrially produced materials. REGENERATING LOCAL CHESTNUT TIMBER Another area of research concerns the recovery and valorisation of abandoned talian Chestnut woodlands. A significant proportion of the available timber is affected by ring shake, a defect that limits the use of logs in traditional structural sections. The Si Parte dal Bosco project addresses the issue by changing the way the raw material is used. This process led to the development of the patented Ethris system, in which the sound portions of the logs are transformed into modular triangular elements, approximately 90 centimetres high, which can be assembled to form load-bearing structures. The system has been developed to provide lightness, seismic resistance and easy integration with building services and insulation materials. It is currently being used in the construction of a three-storey building made from local Chestnut timber in seismic zone 2, with particularly short installation times. BUILDING FROM AVAILABLE RESOURCES The proposed approach starts from the principle that sustainability primarily means choosing the solution best suited to the specific context. Straw, local timber, lime, clay, stone and reclaimed materials can be combined with contemporary technologies to create efficient buildings without compromising safety or construction quality. The recovery of waste materials, the enhancement of local forestry supply chains and the use of natural materials also make it possible to connect building design with the regeneration of local areas and economies. From this perspective, innovation does not necessarily depend on introducing new materials, but also on the ability to reinterpret resources and techniques that are already available, integrating them into construction systems that are more efficient, circular and adapted to local conditions.
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SPAZI IN EVOLUZION
LA SETTIMANA DEL LEGNO
di eatrice Spirandelli .ma a.it .menssanaincasasana.com
N R LE E VERN COL RE
La ristrutturazione degli edifici esistenti una strategia essenziale per rispondere alle sfide ambientali e sociali contemporanee. Rispetto al più diffuso iter di demolizione e ricostruzione, il recupero non solo un’alternativa, ma una scelta consapevole che, se progettata con attenzione, può coniugare efficienza energetica, riduzione dell’impatto ambientale e tutela dell’identità culturale. KEYWORDS: Architettura vernacolare, materiali naturali, riuso, economia circolare, bioedilizia.
Questo principio ancora più rilevante nel caso dell’architettura vernacolare, che rappresenta un’opportunità unica per valorizzare materiali naturali locali, tecniche costruttive tradizionali e un sapere artigianale tramandato nel tempo. Il settore delle costruzioni, tra i principali responsabili del consumo di risorse e della produzione di rifiuti, deve affrontare una transizione sostenibile per raggiungere gli obiettivi climatici dell’ E. In questo scenario, la riqualificazione edilizia diventa un’azione strategica, soprattutto quando integra efficienza energetica e impiego di materiali provenienti da filiere agricole e forestali. n esempio concreto il progetto di riqualificazione di un edificio ernaco lare situato nel paesaggio tipico del la Liguria. Questo intervento dimostra come l’incontro tra tecniche tradizionali e innovazione tecnologica possa restituire nuova vita a un manufatto ritenuto ormai perso, riducendo il consumo di risorse e minimizzando l’impatto ambientale. Questo caso studio evidenzia il ruolo della riqualificazione nella conservazione della memoria storica dei luoghi, garantendo al tempo stesso qualità architettonica e benessere abitativo. L’architettura vernacolare, quindi, non solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per progettare il futuro in chiave sostenibile.
1 PROGETTAZIONE CONSAPEVOLE: RISPETTO DEL PATRIMONIO, DEI MATERIALI E DELLA SALUTE
La progettazione consapevole alla base di ogni ristrutturazione sostenibile, che deve essere orientata nel contempo alla riduzione degli impatti am-
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bientali e alla salvaguardia dell’identità culturale del territorio in cui si opera. Quando il progetto impone una scelta tra demolizione e recupero, essa privilegia la conservazione del patrimonio esistente per limitare l’uso di materiali ad alta impronta ecologica e minimizzare i rifiuti da costruzione e demolizione, uno dei principali problemi dell’industria edilizia. Secondo il uildings Performance Institute Europe per raggiungere obiettivi significativi di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 entro il almeno il degli edifici esistenti dovrebbe essere sottoposto a un processo di riqualificazione energetica[1]. Il miglioramento dell’efficienza deve essere necessariamente accompagnato con l’impiego di materiali naturali, che consente di ridurre significativamente il contenuto di energia grigia presente nei componenti tecnologici e costruttivi, contribuendo a un’edilizia meno impattante. L’accordo di Parigi richiede di limitare il riscaldamento globale a , C e ciò comporta la riduzione delle emissioni di CO2 incorporate degli edifici nuovi del rispetto alla pratica comune, che significa un massimo di g di CO2 mq di superficie[2], risultato raggiungibile soltanto con l’impiego di materiali locali e di origine vegetale. Negli ultimi anni, numerose iniziative europee hanno promosso strategie per la riqualificazione energetica degli edifici. La Renovation Wave della Commissione Europea si posta l’obiettivo di ristrutturare 3 milioni di edifici entro il 3 per dimezzare le emissioni nel settore edilizio creando nuove opportunità di lavoro, incentivando interventi di recupero e riqualificazione energetica e promuovendo l’adozione di un modello circolare che riduca al minimo i rifiu-
ti da demolizione. La Commissione ha promosso, nell’ambito del Green Deal, il Ne European auhaus per collegare sostenibilità, estetica e inclusione sociale nella ristrutturazione del patrimonio edilizio europeo. Nel programma si inserisce il progetto VERS S Vernacular che punta a reinterpretare l’architettura tradizionale in chiave sostenibile, integrandola con le sfide dell’efficienza energetica e della transizione ecologica. L’architettura vernacolare valorizzata come modello di riferimento per edifici a basso impatto ambientale e soluzioni climaticamente adattive, per dimostrare che il sapere costruttivo tradizionale può offrire risposte innovative alle sfide climatiche, coniugando sostenibilità, bellezza e identità culturale tramite strategie passive. Lo stesso anno l’ E ha emesso la nuova Direttiva EP D per migliorare l efficienza energetica degli edifici esistenti, in linea con il Green Deal Europeo. Essa incentiva la riqualificazione piuttosto che la demolizione, promuovendo l’uso di materiali naturali e a basso impatto ambientale, capaci di migliorare l’isolamento termico riducendo l’impronta ecologica degli interventi. Sebbene non imponga l’uso esclusivo di questi materiali, favorisce soluzioni che rispettino il principio dell economia circolare e della sostenibilità e incoraggia interventi che migliorino le prestazioni energetiche senza compromettere l’integrità storica, privilegiando materiali compatibili con le tecniche costruttive tradizionali e soluzioni che ne preservino il valore culturale. nche nel Regno nito il dibattito sulla ristrutturazione edilizia centrale: la campagna Retro irst, lanciata dall’ rchitects’ ournal nel , ha portato all’opinione pubblica i vantaggi della ristrutturazione rispetto alla demolizione, evidenziando come la riqualificazione degli edifici esistenti possa ridurrispetto a re le emissioni di CO2 del una nuova costruzione. Essa propone una tassazione agevolata per il retrofit, con l’obiettivo di incentivare il recupero rispetto a demolizione e ricostruzione. Nei Paesi assi il Restauratiefonds fornisce finanziamenti agevolati e consulenza tecnica ai proprietari di immobili storici, con l obiettivo di preservare il patrimonio architettonico locale e rispettare l integrità storica e culturale delle strutture tradizionali. Esistono molte campagne nate dal basso che promuovono la riqualificazione edilizia come strumento per la salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale. In Italia, il movimento orum Salviamo il Paesaggio sensibilizza l’opinione pubblica sui rischi legati alla demolizione indiscriminata e sottolinea i vantaggi del recupero del patri-
monio esistente. In Europa il movimento Re-cycling Social Housing ha sviluppato progetti di retrofit edilizio e urbano, dimostrando come il coinvolgimento delle comunità locali possa portare a soluzioni sostenibili e rispettose della storia e della cultura dei luoghi. HouseEurope una iniziativa dei Cittadini Europei volta a promuovere nuove leggi che facilitino la ristrutturazione e la trasformazione degli edifici esistenti, rendendo tali processi più semplici, accessibili e socialmente orientati.
Fig. edificio oggetto della ri ualifica ione è un esempio di architettura vernacolare (un casone) situato su un versante terrazzato del golfo del Tigullio, che al piano inferiore veniva utilizzato come stalla e magazzino e a uello superiore come stan a di abita ione.
2 PERCHÉ SCEGLIERE DI NON DEMOLIRE?
La riqualificazione una strategia chiave per ridurre l’impatto ambientale dell’edilizia, perch la demolizione ricostruzione comporta un elevato consumo di risorse naturali ed energia e aggrava nel contempo il problema dei rifiuti da costruzione e demolizione. Ogni anno, il settore edilizio produce circa milioni di tonnellate di detriti in Europa solo il di questi viene effettivamente riciclato e il resto finisce in discarica[3]. La demolizione degli edifici implica anche un consumo importante di materie prime. Il settore delle costruzioni
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SE I
N DEL LEGNO
Fig. Il progetto ricalca i olumi originari e si inserisce nel sistema tradizionale dei terrazzamenti preesistenti, prevedendo per l ampliamento una copertura piana a erde che corre in continuità con il terreno.
responsabile di circa il del consumo globale di risorse naturali e del dell’energia primaria mondiale, in cui la produzione di cemento e acciaio particolarmente impattante. Optare per la riqualificazione piuttosto che per la demolizione permette di ridurre fino al il consumo di materiali nuovi, abbattendo la domanda di nuove risorse naturali. La costruzione di un nuovo edificio genera tra il e il delle emissioni totali associate al suo intero LC la ristrutturazione può ridurre queste emissioni tra il e il di CO2 rispetto alla demolizione e ricostruzione[4]. Il recupero edilizio si configura una soluzione concreta per un futuro a basse emissioni, capace di preservare il patrimonio storico e culturale. La perdita di queste testimonianze architettoniche impoverisce il paesaggio urbano e riduce la qualità dell’ambiente costruito.
C I
V
C
L’architettura vernacolare una testimonianza autentica dell’identità culturale e costruttiva di un territorio, risultato di secoli di adattamento alle condizioni ambientali, sociali ed economiche locali, che incarna un patrimonio di conoscenze empiriche stratificatesi nel tempo. Essa si sviluppata “senza architetti attraverso una serie di continui tentativi ed errori che ha permesso alle comunità di adattarsi alle specificità morfologiche del territorio, sfruttando al meglio le risorse locali e le condizioni climatiche. Questi edifici si distinguono per la capacità di preservare l’identità culturale del
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territorio, l’uso di materiali locali a basso impatto ambientale e l’adozione di strategie passive di efficienza energetica. rulli, dammusi, case a corte, tablà e masi alpini, per fare qualche esempio, sono stati concepiti per garantire il massimo comfort interno senza bisogno di impianti sofisticati, sfruttando in modo strategico l’orientamento corretto e i materiali locali nel disegnare la forma e le aperture dell’edificio. ncora oggi lo stesso approccio olistico consente di ridurre significativamente la domanda energetica degli edifici, anche se con la diffusione dell’energia su larga scala si progressivamente persa la consapevolezza dell’importanza della progettazione bioclimatica, portando alla dipendenza da sistemi impiantistici energivori. La demolizione di questi edifici comporta la perdita irreversibile di una memoria storica preziosa, mentre un loro recupero consapevole consente di conservarne il valore culturale e di migliorarne le prestazioni energetiche e funzionali. Essi costituiscono un modello intrinsecamente sostenibile che, se adeguatamente recuperato, può offrire ottime prestazioni energetiche e ambientali. n vantaggio ulteriore nel caso si impieghino materiali naturali la riduzione del consumo di energia grigia, in quanto si evita l’impiego massiccio di materiali industriali e si riducono i rifiuti da costruzione con l’impiego di materiali locali possibile un ulteriore risparmio di risorse ed energia. L’evoluzione tecnologica permette di affi nare le strategie vernacolari originarie.
SE I Quando il fabbisogno energetico minimo, i tradizionali sistemi di climatizzazione diventano superflui, sostituiti da soluzioni a basso consumo. L’uso di fonti rinnovabili può completare il processo, trasformando l’edificio in un sistema autosufficiente e sostenibile. La valorizzazione delle tecniche costruttive tradizionali ha anche importanti ricadute culturali e sociali. La demolizione di edifici vernacolari comporta la perdita di un sapere artigianale tramandato per generazioni, mentre un restauro consapevole permette di integrare tecnologie moderne senza alterare il carattere originario delle strutture. La tutela dell’architettura vernacolare può avere anche un impatto significativo sul turismo sostenibile: in molte regioni, la ristrutturazione di borghi storici ha incentivato nuove forme di economia locale.
4 UN APPROCCIO CIRCOLARE
Il riuso e il riciclo di materiali e componenti edilizi sono alla base del concetto di economia circolare, una filosofia produttiva ispirata a ciò che avviene in natura, dove nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma. L’obiettivo principale la massima riduzione della produzione di rifiuti, secondo un modello di sviluppo positivo in cui si trae il massimo valore da prodotti o sottoprodotti non più utili in un determinato comparto produttivo. L’analisi dell’evoluzione dei modelli costruttivi evidenzia come, fino all’avvento dell’industrializzazione, l’uomo abbia utilizzato esclusivamente materiali disponibili localmente, spesso riusandoli o riciclandoli, inserendosi in un ciclo di trasformazione compatibile con le dinamiche ecosistemiche. L’attuale sistema edilizio si caratterizza al contrario per un elevato consumo di risorse non rinnovabili e per la generazione di rifiuti difficilmente recuperabili, contribuendo significativamente all’impronta ecologica del settore. Passare a un nuovo approccio circolare naturale, che implica la transizione verso l’impiego di materiali naturali tradizionali reinterpretati in chiave innovativa e il recupero di scarti agricoli e organici rappresenta una soluzione strategica che consente non solo di ridurre il consumo di materie prime vergini e le emissioni di CO2 associate ai processi produttivi convenzionali, ma anche di migliorare le prestazioni ambientali degli edifici, contribuendo al benessere degli occupanti. Negli ultimi decenni, gli scarti organici e agroalimentari sono stati principalmente valorizzati per la produzione di energia, in quanto considerati biomassa rinnovabile, anche se il bilancio ambientale di questa pratica risulta poco vantaggioso. Se impiegata nel setto-
re edilizio, la stessa biomassa non solo evita emissioni immediate di CO2, ma consente di ridurre l’impatto ambientale legato alla produzione di materiali convenzionali. L’adozione di questo paradigma costruttivo si inserisce in un quadro più ampio di sinergie tra settori produttivi: la trasformazione degli scarti agroalimentari in materiali da costruzione crea nuove opportunità economiche per il comparto agricolo e industriale, favorendo lo sviluppo di processi produttivi circolari e a ridotto impatto ambientale. tilizzare la biomassa in forma di scarti agroalimentari per la produzione di materiali edili non comporta alcuna emissione immediata di CO2 e risparmia quella connessa alla produzione di componenti “ordinari che altrimenti sarebbero stati utilizzati al loro posto e che non c’ più bisogno di produrre. Se l’edificio concepito secondo i principi dell’edilizia circolare e completamente “disassemblabile a fine vita, la materia prima seconda naturale utilizzata potrà tornare organicamente nel ciclo biologico dopo avere condotto una lunga vita come componente edilizio, migliorando notevolmente l’impronta ecologica legata alle emissioni dello stesso. Il recupero di edifici vernacolari mediante l’impiego di materiali naturali
N DEL LEGNO
Fig. na immagine di cantiere che e iden ia le due strutture in legno e in pietra, oltre che lo zoccolo in roccia al piano terreno che è stato interamente coibentato con pannelli in vetro cellulare, con l intento di e itare l impiego di materiali isolanti di origine sintetica.
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N DEL LEGNO salubrità, efficienza termica e durabilità. ben vedere la natura ci indica la strada da percorrere: l’essere umano l’unico animale che non utilizza prodotti di scarto agricolo per costruire la propria casa.
5 UN ESEMPIO CONCRETO
Fig. a successione dell in olucro esterno in pietra, ri estito nell intradosso con cocciopesto e rinfor ato con rete elettrosaldata, e l in olucro interno in telaio di legno di Abete bilama isolato con paglia di riso, entrambi attraversati da tiranti annegati nel sottofondo che servono a consolidare le murature originarie.
consente di coniugare la conservazione del patrimonio architettonico con il miglioramento delle prestazioni energetiche e del comfort abitativo. L’utilizzo di isolanti di natura vegetale – quali sughero, fibra di canapa, paglia compressa, lana di pecora, pannelli in fibra di legno – migliora l’efficienza termica degli edifici senza comprometterne la traspirabilità, contribuendo alla regolazione dell’umidità interna e alla qualità dell’aria quando combinati con rivestimenti altrettanto igroscopici. Questa scelta non costituisce soltanto una risposta alle attuali sfide ambientali, ma delinea un nuovo paradigma costruttivo basato sulla logica della rigenerazione e della circolarità. L’impiego di risorse locali e rinnovabili consente di ridurre il consumo di energia e di materie prime, migliorando al contempo le prestazioni degli edifici in termini di Fig. a copertura dei olumi esistenti stata realizzata, analogamente al fabbricato preesistente, con ciappe in ardesia locale, mentre l ampliamento in legno coperto da una copertura a verde che corre in continuità con il livello del terreno.
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Si tratta del progetto di riqualificazione di un rudere inserito con discrezione nel pendio collinare del golfo del igullio, risalente alla fine del I secolo, precedentemente adibito a stalla e magazzino al piano inferiore e a locale soggiorno al primo piano, a cui si aggiunta una piccola cucina addossata. L’edificio era composto da due volumi adiacenti: il principale originario, caratterizzato da importanti muri perimetrali in pietra ben conservati, e un annesso più recente in laterizio in cattivo stato di conservazione. Le coperture a doppia falda erano completamente crollate, cos come il solaio intermedio in legno. Sui resti murari era cresciuta vegetazione spontanea, mentre all’interno del rudere e lungo i fianchi sono rimaste le pietre e le ardesie oggetto di crollo. La proprietà ha commissionato un recupero filologico, mantenendo il più possibile la sagoma e l’involucro esistenti, limitando il consumo ulteriore di suolo e intervenendo in modo non invasivo con materiali naturali. La risposta stata un progetto da realizzare con l’impiego di tecniche tradizionali e di prodotti caratterizzati da un contenuto di energia grigia il più possibile ridotto, privilegiando le tecniche a secco per rendere l’intervento per quanto possibile reversibile. L’obiettivo principale stato il mantenimento delle caratteristiche tipologiche e morfologiche dell’immobile, in coerenza con le peculiarità delle tradizionali case liguri di presidio del territorio rurale, costruite sfruttando il declivio del terreno e realizzate in pietra
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NATURAL AND VERNACULAR Renovating existing buildings is a key strategy for reducing the environmental impact of construction while preserving the cultural identity of places. This principle takes on particular significance in ernacular architecture, where local materials, traditional techniques and craft knowledge can be reinterpreted to impro e energy efficiency and li ing uality. The restoration of a vernacular building in the Gulf of Tigullio shows how renovation can provide an alternative to demolition and reconstruction, limiting resource consumption and waste production while preserving the construction heritage of the local area. Restoring existing buildings whenever possible reduces the need for materials with a high environmental footprint and helps limit waste. Vernacular architecture is particularly interesting because it developed through adaptation to local climatic and morphological conditions, making use of locally available materials and passive strategies based on orientation, building form and the distribution of openings. The reuse of materials and the use of natural resources are central to a circular approach to construction. Recovering existing components, using local materials and making use of agricultural or forestry byproducts can reduce the consumption of virgin raw materials and the embodied energy of building components. Insulation materials such as cork, hemp fibre, straw, sheep’s wool and wood fibre can also improve thermal performance without compromising the breathability of structures.
con tetti in ardesia. L’intento inserire il costruito con discrezione nel pendio collinare, rispettandone l’andamento a terrazzamenti e valorizzando le peculiarità del paesaggio ligure. Si prevista la conservazione dei muri a secco che compongono il paesaggio terrazzato, il recupero di quelli in cattivo stato di manutenzione e la totale salvaguardia degli esemplari di ulivi che caratterizzano l’area. L’integrazione con il contesto ottenuta attraverso la conservazione dei volumi esistenti, uno ricostruito per questioni di sicurezza statica, e l’aggiunta di un terzo volume, di nuova costruzione, “mimetizzato nei terrazzamenti e coperto da un tetto verde per garantire la continuità con gli stessi. L’orientamento delle aperture a sud e la conformazione del suolo sono i punti di forza del progetto, che assicura la vista sul mare da tutte le stanze principali. Si mantenuto l’approccio bioclimatico originario: l’orientamento delle strutture e la distribuzione degli spazi interni sono stati studiati per massimizzare il guadagno solare passivo nei mesi invernali e mitigare il surriscaldamento estivo. utte le finestre verticali, a eccezione dell’ingresso preesistente al primo piano sul lato ovest, sono rivolte a sud, cos da sfruttare il calore solare nella stagione invernale. Il volume del soggiorno, in buona parte interrato e coperto da un tetto verde per migliorare l’inerzia termica, stato posizionato a est per rimanere ombreggiato nelle ore pomeridiane. L’ombreggiamento della grande vetrata a sud sarà garantito dalla
The case study concerns the restoration of a late nineteenth-century ruin set into the terraced hillside of the Gulf of Tigullio. The original building, with stone perimeter walls, had lost both its roof and timber intermediate floor, while a secondary brick volume was in poor condition. The project retained the existing form and envelope as far as possible, favouring natural materials, traditional techniques and dry construction systems. The design preserves dry-stone walls and olive trees while retaining the building’s original bioclimatic approach. The main openings face south to maximise winter solar gains, while the new living area is integrated into the terraced terrain and covered by a green roof. The main stone volume was consolidated, and an independent structural frame made of twin-laminated spruce was inserted inside it and insulated with rice straw. Timber systems and wood-fibre insulation were used for the intermediate floor and roof, while cellular glass was selected for elements in contact with the ground. The finishes follow the same approach: untreated bio-larch is used for windows and shutters, while lime- or raw-earth-based plasters are used for internal and external surfaces. Cocciopesto is employed in wet areas, and the floors are made from solid robinia wood. Materials recovered from demolition were cleaned and reused, while lime-and-hemp screeds and dry sand subfloors helped minimise the use of cement and additives. The project demonstrates how vernacular architecture can be restored sustainably by combining conservation, natural materials, bioclimatic strategies and contemporary technologies, improving efficiency and comfort without losing its relationship with the surrounding landscape.
presenza di un pergolato con piante autoctone caducifoglie, mentre gli altri serramenti saranno protetti dal sole estivo dallo spessore importante delle murature. Per rispettare i requisiti di aero-illuminazione naturale delle stanze al piano superiore senza modificare il volume in pietra con nuove aperture, sono stati previsti lucernari sulla copertura a doppia falda. Il blocco principale in pietra stato oggetto di un accurato intervento di consolidamento tramite il rivestimento dell’intradosso con intonaco di cocciopesto rinforzato con rete di consolidamento e la cerchiatura delle pareti mediante barre d’acciaio passanti nel sottofondo del primo solaio. ll’interno del perimetro originario di pietra stata letteralmente infilata una struttura staticamente indipendente in telaio di bete bilama, isolata con paglia di riso e posizionata a una distanza minima di cm dal filo interno della muratura. La stessa tecnologia stata scelta per il solaio interpiano e le falde di copertura, coibentate con fibra di legno per garantire un’elevata efficienza termica anche d’estate. L’isolamento del primo solaio stato realizzato con uno strato di conci di vetro cellulare, un materiale scelto anche per l’isolamento di tutti gli elementi controterra in modo da evitare l’impiego di prodotti sintetici. La copertura a doppia falda stata rivestita con ciappe in ardesia locale, posate secondo la tradizione costruttiva della zona. Il volume minore retrostante, un aggiunta successiva priva di fondazioni e statica-
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N DEL LEGNO sono realizzati in legno massello di Robinia, una specie infestante, valorizzata attraverso l’utilizzo integrale del tronco. La posa avviene su massetti in calce e canapulo e su un sottofondo a secco in sabbia, minimizzando l’uso di additivi e materiali cementizi per garantire la completa reversibilità dei materiali impiegati. Il progetto dimostra come il recupero dell architettura vernacolare possa avvenire in modo sostenibile, rispettando il valore storico degli edifici e reintroducendo tecniche costruttive tradizionali in una chiave contemporanea. Il risultato un intervento che non solo preserva il patrimonio edilizio locale, ma ne rafforza la resilienza e la capacità di adattarsi alle esigenze moderne senza comprometterne l identità autentica.
Fig. a posa del sottofondo in calce canapulo.
mente compromessa, stato demolito e ricostruito con muratura portante in laterizio porizzato poich in gran parte interrato. Il nuovo ampliamento a est, destinato a ospitare il soggiorno e in gran parte inserito nel terrapieno terrazzato, stato realizzato con struttura in legno protetta da un cavedio a monte. Per mantenere la continuità architettonica con l’edificio esistente, i collegamenti interni tra i tre volumi sono stati ricavati sfruttando aperture preesistenti nella struttura in pietra. utti gli elementi derivanti dalle demolizioni sono stati ripuliti, stoccati e riutilizzati per eventuali integrazioni alle pareti perimetrali del volume principale e per la ricostruzione delle scale esterne di accesso all’edificio. I serramenti sono previsti in bio-larice non trattato, cos come gli scuri, che nell’edificio in pietra sono a battente e completamente integrati nello spessore della muratura, mentre nel volume aggiunto presentano una apertura alla vicentina, in armonia con il linguaggio architettonico del nuovo intervento. Le superfici interne e quelle esterne dei due ampliamenti sono trattate con intonaci a base di calce o terra cruda, arricchiti con inerti locali o paglia, in modo da preservare l’aspetto materico. Negli ambienti umidi previsto l’uso di finiture in cocciopesto, adoperato anche per il rivestimento delle docce. utti i pavimenti, inclusi quelli dei bagni,
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Note: 1. Lettera 1. BPIE publication page, https:// www.bpie.eu/publication/97-of-buildingsin-the-eu-need-to-be-upgraded/, last accessed 2025/05/13. 2. Legambiente, https://www.legambiente.it/ wp-content/uploads/2023/10/EmbodiedCarbon-2023.pdf, last accessed 2025/05/13 3. Sito ufficiale UE, https://cordis.europa.eu/ article/id/421617-recycling-and-reusingbuilders-rubble/it, last accessed 2025/05/13 4. Legambiente, https://www.legambiente. it/comunicati-stampa/decarbonizzare-lecostruzioni-la-nuova-sfida-del-settoreedilizio/ , last accessed 2025/05/13 ibliografia Architects' Journal, RetroFirst Campaign, 2019. • Buildings Performance Institute Europe (BPIE), The Renovation Wave Strategy, 2020. • Building Research Establishment (BRE), The Green Guide to Specification, 2020. • Commissione Europea, Strategia REPowerEU per l’efficienza energetica, 2022. • Dutch Circular Economy Initiative, Circular Construction in the Netherlands, 2021. • European Environment Agency (EEA), Waste Management in the EU, 2020. • Eurostat, Statistics on Waste, 2021. • Forum Salviamo il Paesaggio, Report sulle strategie di recupero edilizio, 2023. • International Energy Agency (IEA), Global Status Report, 2021. • UNEP, Sustainable Construction and Materials, 2020. • World Green Building Council (WGBC), Sustainable Buildings Report, 2021. • John May, Antony Reid, Architettura senza architetti, Rizzoli, 2020 • Beatrice Spirandelli, Progettare edifici passivi con materiali naturali, Legislazione tecnica, 2020. •
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11 & 12 NOV. 2026 ALLIANZ MICO MILAN
EVENTO DI NETWORKING PER IL MONDO DEL PROGETTO, CON FOCUS SULL’INNOVAZIONE PRODOTTI E MATERIALI SELEZIONATI PUBBLICO DI SOLI ARCHITETTI, INTERIOR DESIGNER E PROGETTISTI CONTENUTI FORMATIVI • Talk con cfp • Mostra di materiali a cura di Baolab REGISTRATI PER L’INGRESSO GRATUITO
Con la partecipazione di:
ARCHITECTATWORK.IT
SPAZI IN EVOLUZION
ECOLOGICUS
S OR ENSO
di Sonia aritan . oodcircles.eu
WOODCIRCLES
Legno & economia circolare: il cerchio si chiude. Woodcircles un progetto di innovazione quadriennale co-finanziato dall unione europea che mira a sviluppare soluzioni circolari e sostenibili per il legno nell edilizia, con l’obiettivo generale di accelerare la transizione verde del settore delle costruzioni. Woodcircles coordinato dall Istituto ecnologico Danese e riunisce le competenze di partner europei leader lungo l intera catena del valore delle costruzioni in legno. Woodcircles dimostra il potenziale di circolarità delle soluzioni sviluppate in tre città pilota europee: orino (Italia), artu (Estonia) e Rotterdam (Paesi assi). RIUTILIZZO E RICICLO DEL LEGNO NELL'EDILIZIA: MATERIAL STOCK, URBAN FOREST & URBAN SAWMILL
Il settore delle costruzioni europeo si trova di fronte a una sfida cruciale: rinnovare un patrimonio edilizio in gran parte obsoleto e soddisfare la crescente domanda di nuovi edifici senza aumentare ulteriormente l impatto ambientale. I metodi costruttivi tradizionali, basati su un’economia lineare del tipo “prendi-produci-smaltisci , comportano un elevato utilizzo di risorse non rinnovabili, grandi quantità di rifiuti e significative emissioni di carbonio. Questo approccio determina inoltre una perdita di valore economico, poich materiali e componenti vengono smaltiti a fine vita anzich essere recuperati e riutilizzati. ciò si aggiungono ostacoli normativi, incentivi economici che favoriscono il nuovo costruito e una bassa produttività dovuta alla limitata automazione del settore. L economia circolare propone invece un modello che mira a mantenere nel tempo il valore ambientale, economico, funzionale e intellettuale degli edifici e dei loro componenti. Lobiettivo trasformare materiali e componenti da rifiuti a risorse. Nell’ambito del progetto Woodcircles sono state individuate diverse soluzioni per affrontare le sfide della circolarità nel settore delle costruzioni in legno. Ciascuna soluzione stata sviluppata dalle aziende partner attraverso specifiche attività di ricerca e innovazione. ra queste, un’attività consisteva nell’analizzare il potenziale dell rban orest, ovvero il patrimonio di legno già
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presente negli edifici esistenti, come fonte di materia prima secondaria per l economia circolare nel settore delle costruzioni. Il lavoro, portato a termine dall Università di Cambridge, combina una mappatura dei flussi di legno a livello europeo con un analisi degli stoc di legno presenti negli edifici di artu (Estonia), orino (Italia) e Rotterdam (Paesi assi). I primi risultati sulla mappatura dei fl ussi di legno in Europa ci dicono che nel il sistema europeo del legno ha movimentato circa milioni di tonnellate di materia prima legnosa essiccata. Nonostante esistano fi liere consolidate di riciclo della carta e dei pannelli truciolari, il recupero del legno proveniente da demolizioni per applicazioni strutturali di alto valore è ancora molto limitato. Si stima che il solo settore europeo delle costruzioni generi circa , milioni di tonnellate secche all anno di rifiuti legnosi provenienti da costruzione e demolizione circa di questo legno potrebbe essere riutilizzato in applicazioni ad alto valore; ciò consentirebbe di recuperare circa , milioni di tonnellate di legno, una quantità teoricamente sufficiente a coprire l intera produzione europea di CL del . Poich la stima si basa su statistiche disponibili, non tiene conto del legno da demolizione non dichiarato e dovrebbe quindi essere considerata prudenziale. Woodcircles propone il concetto di rban Sa mill, una filiera capace di trasformare il legno recuperato da demolizioni in nuovi prodotti ingegnerizzati e materiali isolanti, prolungando il seque-
Figura 1: L'economia lineare è uno dei principali fattori di pressione ambientale nel settore delle costruzioni. Figure 1: The linear economy is a major source of environmental pressure in the construction sector. Figura 2: L'economia circolare propone un modello che mira a trasformare materiali e componenti da rifiuti a risorse. Figure 2: The circular economy proposes a model that aims to transform materials and components from waste into resources. PHOTO CREDITS: STORA ENSO
stro di carbonio e riducendo il consumo di risorse vergini. Per comprendere la quantità e la qualità che potrebbero alimentare tale filiera, stata sviluppata una metodologia bottom-up basata su GIS, utilizzando edifici di riferimento, per analizzare la rban orest. Lapproccio permette di identificare la posizione del legno negli edifici, stimarne massa, volume e tipologia, prevedere quali materiali saranno disponibili in futuro attraverso demolizioni e ristrutturazioni e infine supportare strategie di riuso e riciclo ad alto valore. Il patrimonio edilizio europeo rappresenta insomma una vera e propria miniera urbana di legno. na quota significativa del legno oggi destinato a energia o smaltimento potrebbe essere recuperata e trasformata in nuovi prodotti da costruzione ad alto valore, contribuendo alla decarbonizzazione del settore edilizio, alla riduzione dei rifiuti e allo sviluppo di filiere circolari del legno. Per realizzare questo potenziale sono necessari dati più precisi sugli edifici, mercati del riutilizzo efficienti e una maggiore diffusione della decostruzione (smontaggio selettivo volto al recupero) rispetto alla demolizione convenzionale, poich il recupero del legno dipende in larga misura dalla qualità del processo di smantellamento e da come il materiale viene successivamente gestito e stoccato. ra le migliori pratiche individuate figurano le verifiche preliminari alla demolizione per identificare materiali recuperabili, la pianificazione preventiva dello smontaggio, la formazione degli ope-
ratori, lo sviluppo di mar etplace digitali per i materiali recuperati e incentivi contrattuali per favorire il recupero anzich la demolizione. ffinch la decostruzione sia efficace, gli edifici devono essere progettati secondo i principi del Design for Disassembly (DfD). Nel caso delle costruzioni in legno, l economia circolare offre grandi opportunità grazie alla rinnovabilità del materiale e alla possibilità di riutilizzare elementi strutturali. uttavia, persistono ostacoli culturali, normativi ed economici, legati soprattutto a preoccupazioni sulla durabilità, la sicurezza antincendio e la disponibilità del legno.
L’APPROCCIO REMANUFACTURING PER PRODURRE LEGNO INGEGNERIZZATO CON MATERIALI PROVENIENTI DA URBAN FOREST
Nell ambito del progetto Woodcircles, Stora Enso ha, tra le altre cose, sperimentato l approccio Remanufacturing per creare prodotti in legno ingegnerizzato utilizzando materiali provenienti da rban orest. Si tratta di un approccio attualmente non utilizzato per i rifiuti di legno da costruzione. ttualmente, in Europa, l opzione principale per lo smaltimento a fine vita il riciclo ( do ncycle) in trucioli oppure la combustione per il recupero energetico. Entrambe queste opzioni si collocano a un livello inferiore nella gerarchia della circolarità rispetto al Remanufacturing, che, oltretutto, prolunga lo stoccaggio del carbonio nel materiale. l fine di garantire un elevato potenziale di replicabilità, la sperimentazione si
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ECOLOGIC S S OR ENSO WOODCIRCLES - WOOD & CIRCULAR ECONOMY: CLOSING THE LOOP Woodcircles is a four-year EU co-funded innovation project focused on developing circular and sustainable wood solutions for the construction sector, supporting the green transition of buildings. Coordinated by the Danish Technological Institute, the project involves 20 European partners representing the entire timber construction value chain. Its solutions are being tested in three pilot cities: Turin, Tartu, and Rotterdam. More information is available on Woodcircles.eu and through reports published on the European portal, while a second article by Struttura Legno presenting the project results is planned for 2027. REUSE AND RECYCLING OF WOOD IN CONSTRUCTION: MATERIAL STOCK, URBAN FOREST & URBAN SAWMILL The European construction sector must both renovate aging buildings and meet new construction demand while reducing its environmental footprint. Current linear construction practices generate significant waste, carbon emissions, and resource consumption, while failing to recover the value of materials that are discarded rather than reused. The circular economy offers a more sustainable alternative by maintaining the value of buildings and materials for as long as possible. Within the oodcircles pro ect, researchers explored ways to increase circularity in timber construction, focusing on the concept of the Urban Forest: the large amount of wood already embedded in existing buildings that could be recovered and reused as a secondary raw material. By combining European wood-flow analysis with studies in Tartu, Turin, and otterdam, the pro ect found that although recycling systems for paper and particleboard are well established, demolition wood is rarely reused in high-value structural applications. n 2022, Europe generated approximately 7.2 million dry tonnes of wood waste from construction activities, and about 21 of this material could potentially be reused for higher-value purposes, an amount comparable to Europe’s annual CLT production. To unlock this potential, oodcircles developed the Urban Sawmill concept, a circular value chain that converts reclaimed demolition wood into engineered wood products and insulation materials. The project also created GIS-based tools to map wood stocks in buildings and predict future material availability from renovation and demolition. Europe’s buildings represent a significant source of reusable wood. Greater recovery and reuse of this material could reduce waste, lower carbon emissions, and decrease dependence on virgin resources. However, realizing this potential requires better building data, stronger reuse markets, wider adoption of deconstruction practices, and greater implementation of Design for Disassembly (DfD), while also addressing challenges related to durability, fire safety, regulations, and market conditions (Figure 1 / 2). THE REMANUFACTURING APPROACH FOR PRODUCING ENGINEERED WOOD FROM URBAN FOREST MATERIALS ithin the oodcircles pro ect, Stora Enso tested an innovative remanufacturing approach to produce engineered wood products from reclaimed wood sourced from the Urban Forest. Unlike current end-of-life practices in Europe — mainly downcycling into wood chips or energy recovery through combustion — remanufacturing allows wood to remain in higher-value applications while extending carbon storage (Figure 3 / / 5 / /7). The pilot pro ect relied on existing or near-market technologies to ensure
scalability. Following criteria defined by Stora Enso, reclaimed wood was collected from demolition sites in Denmark by DTI and E&P. Damaged or unsuitable elements were removed, while the remaining timber was sorted, measured, labelled, photographed, and digitally tracked to ensure full traceability before being shipped to Stora Enso’s plant in Austria. At the plant, the reclaimed timber underwent industrial processing similar to virgin wood production, including cleaning, grading, cutting, planing, and testing of mechanical properties. The process simulated the operation of a potential Urban Sawmill. sing standard production lines, the reclaimed wood was transformed into CLT panels. Two five-layer master panels measuring 2.5 8 metres were successfully produced: one entirely from reclaimed wood and the other from a mix of reclaimed and virgin timber. Additional testing included destructive bending tests and oint-strength evaluations. Boards rejected during grading were repurposed for the production of wood-fibre insulation materials, further supporting circularity. After storage, the CLT panels were CNC-cut and prepared for use in the pro ect’s Travelling Demonstrator. The activity demonstrated that high-quality engineered wood products can be manufactured from reclaimed wood using existing industrial equipment and processes. However, successful implementation requires specific quality-control measures, especially for removing metal contaminants and managing the variability of reclaimed timber. Current European grading standards, designed for virgin wood, may not fully reflect the characteristics of reclaimed material. verall, the results highlight the strong potential for integrating reclaimed wood into mainstream construction value chains, contributing to a more circular and sustainable construction sector. Final performance assessments will be presented at the end of the project. NEW CONSTRUCTION DESIGN ne of the main goals of the oodcircles pro ect is to explore how structural timber recycling and reuse can become standard practice in the construction sector. To achieve this, the pro ect analysed Design for Disassembly (DfD) and adaptability strategies through the study of existing pro ects, demolition methods, and construction systems, focusing on improving the potential for disassembly, reuse, and adaptability (Figure 8). As part of this work, the pro ect developed a modular construction system for multi-storey timber buildings based on DfMA D principles (Design for Manufacture, Assembly and Disassembly). The system was designed to be adaptable, expandable, and reusable, while incorporating material passports to improve traceability and information sharing throughout the building lifecycle. The research examined three interconnected levels of disassembly. The first concerns connections, which must allow accessibility, standardisation,
è basata su tecnologie prossime o già presenti sul mercato; per questo motivo i requisiti per il legno di scarto come possibile fonte di materia prima per l industria delle segherie sono stati definiti da Stora Enso. Seguendo questi requisiti, DTI ed E&P hanno selezionato legno di recupero proveniente da cantieri di demolizione in Danimarca. Sono state scartate le travi compromesse da funghi, crepe o di dimensioni non idonee. Il materiale è stato suddiviso in diversi lotti a seconda della provenienza e della specie le-
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gnosa. D I ha inoltre portato a termine una prima rimozione di corpi estranei, il rilievo di dati caratteristici (contenuto di umidità, dimensioni, densità, modulo di elasticità) e ha etichettato e fotografato ogni elemento. utti i dati sono stati trasmessi a Stora Enso in formato digitale per garantirne la tracciabilità. I lotti sono stati spediti presso lo stabilimento Stora Enso di bbs an der Donau, in Austria. Quì si sono svolte le successive procedure necessarie per trasformare la materia prima consegnata in tavole idonee alla produzione di pannelli CL
maintenance of structural performance, and damage-free dismantling. The second focuses on components such as beams, columns, and panels, considering factors like dimensions, weight, transportability, and ease of access. The third level evaluates the building as a whole, integrating all previous aspects to determine the overall potential for disassembly and reuse. This methodology was incorporated into an open-source assessment tool developed together with the niversity of ueensland, enabling structures to be evaluated according to S 20887 standards and the three levels of analysis. The pro ect is also investigating financial, technical, insurance, and perceptual barriers that currently limit the adoption of reused timber components. At the end of the pro ect, detailed reports on deconstruction and reuse strategies, along with guidelines for the oodcircles system, will be made available through the Build-in-Wood Community website. DIGITALISATION The WOODCIRCLES project is developing innovative digital solutions to support a circular wood economy. sing the Trimble Locus 3D platform, the pro ect maps existing wood stocks and predicts future wood availability within the rban Forest. t is also creating a digital, data-driven Urban Sawmill model to transform recovered wood waste into standardized and reusable products. n addition, advanced B M technologies are being developed to integrate information on reclaimed materials throughout the design, manufacturing, assembly, and disassembly processes, enabling more efficient reuse of timber components. All these solutions are demonstrated through the digital twin of the Travelling Demonstrator, showcasing the potential of digital technologies to accelerate circular timber construction. SUSTAINABILITY The DC CLES solutions are being evaluated by Fundaci ENT and the University of Cambridge using a life-cycle-based approach that measures environmental impacts (LCA), economic performance (LCC), and social aspects (S-LCA). The evaluation focuses on two key areas: the recovery and remanufacturing of wood from existing buildings, and the design of new timber buildings that can be adapted, disassembled, and reused at the end of their service life. For construction and demolition wood waste recovery, the performance of WOODCIRCLES solutions is compared with current common European practices, while for new buildings the benchmark is a standard timber building without DfMA D strategies. The remanufacturing solutions aim to achieve the same technical performance as conventional products while replacing virgin materials with reclaimed materials. Environmental results are assessed using both the Product Environmental Footprint (PEF) and Environmental Product Declaration (EPD) methodologies. To support the analyses, the pro ect is also developing a dedicated database containing primary and secondary data on WOODCIRCLES products and processes, complemented where needed by generic life-cycle databases such as Ecoinvent. Data provided by project partners will remain confidential.
classe C (EN 33 ): determinazione dell umidità, etichettatura, rimozione delle impurità metalliche (viti, chiodi). Successivamente le travi di legno di recupero, che avevano una forma approssimativamente rettangolare, sono state tagliate in tavole grezze, classificate visivamente e piallate. Parallelamente, sono state misurate e raccolte le proprietà meccaniche, come il modulo di elasticità e la densità, per test successivi. Ogni singola tavola è stata etichettata manualmente mantenendo la piena tracciabilità.
ACTIVATION AND IMPLEMENTATION OF WOODCIRCLES SOLUTIONS: THE LOCAL CONTEXT The WOODCIRCLES project aims to bring circular timber construction solutions into real urban environments and support their large-scale adoption across Europe. To achieve this, BAS F A, together with local partners and municipalities, engaged stakeholders in Turin, Tartu, and otterdam through workshops, study visits, and training activities involving public authorities, industry representatives, property owners, NG s, and technical experts. The pro ect also analysed policies and urban conditions in taly, the Netherlands, and Estonia to identify effective strategies for promoting material circularity and extending building lifespans. n addition, case studies from these countries were reviewed to assess the maturity of timber reuse practices and gather best practices in legislation, design, and decision-making. The findings show that municipalities have a crucial role in encouraging timber recovery and reuse through circular economy policies, sustainable public procurement, material-recovery planning, and financial incentives. hile circular timber construction is gaining momentum, pro ects using significant amounts of reclaimed structural timber remain limited. Most current examples rely on modular design, prefabrication, Design for Assembly and Disassembly (DfAD), material passports, traceability systems, and combinations of virgin and reclaimed timber. The study identified key factors for expanding timber reuse, including specialised expertise, public-private collaboration, access to funding, supportive procurement policies, and infrastructure such as material banks, circular hubs, and urban sawmills. To facilitate wider adoption, ODCIRCLES will publish strategies and guidelines to help cities replicate circular timber solutions and strengthen urban wood recovery and reuse across Europe. THE WOODCIRLCES TRAVELLING DEMONSTRATOR OPENS ITS JOURNEY The Woodcircles Travelling Demonstrator began its European tour in August 202 as a practical showcase of the pro ect's vision for circular construction (Figure ). Designed according to Design for Manufacture, Assembly and Disassembly (DfMA D) principles, the demonstrator highlights circular wood use, material recovery, component reuse, and new value chains based on reclaimed timber. The tour started in Tartu, Estonia, and will continue to Turin, otterdam, and Taastrup, adapting to each local context while serving as a platform for exchange among researchers, industry professionals, public authorities, students, and citizens. The demonstrator promotes a key message of the WOODCIRCLES pro ect: the future of construction should maximize the value of materials already embedded in the built environment. It also serves as a real-life example of how circular design, timber reuse, and disassembly-oriented construction can support a more sustainable and resource-efficient building sector. The demonstrator will be showcased at the Restructura Fair in Turin from 12 to 1 November 202 (Figure 10).
na parte delle tavole prodotte stata selezionata da D I per eseguire prove di flessione distruttive a quattro punti. utti questi step hanno simulato a tutti gli effetti le attività di un ipotetica Urban Sawmill. tilizzando la stessa linea di produzione delle tavole vergini, le lamelle di Woodcircles sono state rifilate, sono stati realizzati i giunti a pettine, l’incollaggio lungo i bordi, la creazione di singoli strati e l’assemblaggio finale dei pannelli CL nella pressa. Sono stati prodotti con successo due
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ECOLOGIC S S OR ENSO caratteristiche e delle sfide specifiche poste dal legno di recupero, in particolare la rimozione delle impurità metalliche e la necessità di un accurata selezione e pulizia per garantire la qualità del prodotto. Nonostante le procedure standard, stato necessario adattare specifiche misure di controllo qualità. Poich l obiettivo principale era testare la lavorabilità del legno di recupero in condizioni industriali, i criteri di selezione applicati sono stati più flessibili rispetto alle pratiche standard del settore per il legno vergine, sia in termini di classificazione strutturale sia di contenuto di umidità. Gli attuali standard europei di classifi cazione, progettati per il legno vergine, potrebbero non cogliere appieno la variabilità e le caratteristiche uniche del legno di recupero. uttavia, i risultati suggeriscono un potenziale promettente per l integrazione del legno di recupero nella produzione tradizionale di prodotti in legno e, di conseguenza, nella catena del valore delle costruzioni, supportando la transizione verso un economia circolare. La valutazione delle prestazioni di questi elementi sarà presentata al termine del progetto.
PROGETTARE GLI EDIFICI DI DOMANI
Figura 3: Parte del legno oggetto della sperimentazione proviene dalla demolizione di una copertura in Danimarca. L’immagine mostra le travi reticolari al momento del recupero. Figure 3: Some of the timber used in the test comes from the demolition of a roof structure in Denmark. The image shows the trusses at the time of recovery. PHOTO CREDITS: DTI
Figura Il materiale di recupero, rifilato e pulito dalle impurità metalliche, pronto per il taglio in tavole grezze. Figure 4: Reclaimed material, trimmed and cleaned of metal impurities, ready to be cut into rough planks. PHOTO CREDITS: STORA ENSO
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aster Panel a strati, con uno spessore totale di mm, ciascuno di , metri; un pannello è stato realizzato al con legno di recupero, il secondo con un mi di legno vergine e riciclato. Durante la produzione di CL , sono state selezionate anche lamelle grezze giuntate a pettine per testare la resistenza delle giunzioni. Inoltre, tutte le tavole scartate durante la fase di selezione visiva del processo di produzione CL sono state inviate a D I per essere utilizzate nella produzione di fibre di legno per prodotti isolanti. Dopo un lungo periodo di stoccaggio, i pannelli sono stati tagliati a misura utilizzando macchine a controllo numerico (CNC) e ogni elemento stato etichettato per essere impiegato nel Travelling Demonstrator. Questa attività ha dimostrato la fattibilità della produzione di prodotti in legno ingegnerizzato di alta qualità a partire da scarti di legno attraverso una linea di produzione industrializzata, utilizzando attrezzature e procedure industriali esistenti. uttavia, tale fattibilità subordinata al riconoscimento e alla risoluzione delle
ra gli obiettivi di Woodcircles c’ quello di studiare, testare e descrivere come rendere le strategie di riciclo e riutilizzo del legno strutturale una pratica comune nel settore delle costruzioni. questo scopo, sono state analizzate da WTA le pratiche di DfD (Design for Disassembly, progettazione per lo smontaggio) e di adattabilità attraverso lo studio di progetti, di metodi di demolizione e di sistemi costruttivi, concentrandosi sull adattabilità e sul potenziale di smontaggio e riutilizzo, descrivendo lo stato dell arte e indagando possibili migliorie. È stato inoltre sviluppato un sistema costruttivo per edifici in legno multipiano concepito come un kit di parti che segue le regole per Df D (Design for anufacture, ssembly and Disassembly). Il sistema adattabile, versatile, espandibile e modulare la sua filosofia progettuale è quella di massimizzare il potenziale di smontaggio e riutilizzo, nonch di utilizzare passaporti dei materiali per consentire il trasferimento delle informazioni sui componenti e la tracciabilità. Nell’ambito dello studio, portato a termine insieme a Rothoblaas, stata dedicata particolare attenzione ai diversi livelli che compongono una struttura e alle loro reciproche interazioni, al fine di garantirne lo smontaggio e il riutilizzo. Il primo livello riguarda le connessioni, che devono garantire accessibilità,
standardizzazione, mantenimento delle prestazioni strutturali durante il ciclo di vita e assenza di danni agli elementi lignei durante lo smontaggio. Il secondo livello considera i componenti – travi, pilastri e pannelli – il cui smontaggio dipende dalle caratteristiche delle connessioni, ma anche da dimensioni, peso, trasportabilità e accessibilità. Il terzo livello riguarda infine l edificio nel suo insieme, integrando le valutazioni precedenti per definire il grado complessivo di disassemblaggio della struttura. La metodologia stata integrata in uno strumento Open-Source, sviluppato congiuntamente con la niversity of Queensland ( ustralia), che consente di valutare qualsiasi struttura secondo i criteri della norma ISO 20887 e i tre livelli di analisi descritti. in corso un indagine che ha l obiettivo di individuare e descrivere le barriere di natura finanziaria, tecnica, assicurativa e di tipo percettivo che ostacolano l adozione di componenti riutilizzati. l termine del progetto, sarà possibile accedere al report che descrive le esperienze acquisite in merito alle strategie di decostruzione e riutilizzo, insieme alle linee guida del sistema Woodcircles, dal sito della Build-in-Wood Community.
DIGITALIZZAZIONE
Per favorire l’economia circolare del legno, WOODCIRCLES punta sull’impiego di tecnologie digitali innovative. In particolare, il progetto sviluppa strumenti per mappare e prevedere la disponibilità di legno della Urban Forest attraverso la piattaforma di gestione urbana 3D Trimble Locus. Inoltre, sta definendo un modello operativo di Urban Sawmill basato su attrezzature digitali e processi data-driven, capace di trasformare rifiuti legnosi eterogenei in prodotti standardizzati e riutilizzabili. n ulteriore ambito di sviluppo riguarda l’adozione di processi I avanzati, che integrano dati sui materiali recuperati, su progettazione, produzione, assem-
blaggio e smontaggio, con l’obiettivo di facilitare il riutilizzo e o il riuso : degli elementi in legno. utte queste soluzioni sono state integrate nel gemello digitale del Travelling Demonstrator, che ne dimostra le potenzialità e l’applicazione pratica.
Figura 5: Tavole grezze pronte per ulteriori lavorazioni nelle successive fasi di piallatura e selezione. Figure 5: Raw boards ready for further processing in the subsequent planing and selection phases. PHOTO CREDITS: STORA ENSO
SOSTENIBILITÀ
Le soluzioni proposte da WOODCIRCLES vengono valutate da Fundació ENT e dall Università di Cambridge attraverso un approccio basato sul ciclo di vita per quantificare l’impatto ambientale (LC ), i vantaggi economici (LCC) e sociali (S-LC ). La valutazione si concentra su due aspetti complementari dell’edilizia circolare in legno: in primo luogo, il recupero e riciclo del legno già presente negli edifici esistenti, per prolungarne il valore e la vita utile attraverso processi di recupero, rielaborazione e riutilizzo in secondo luogo, la progettazione di futuri edifici in legno pensati per essere facilmente adattati, smontati e riutilizzati al termine del loro ciclo di vita. Le prestazioni delle soluzioni WOODCIRCLES vengono confrontate con scenari di riferimento: per il recupero del legno pro-
Figura 6.1/6.2: Selezione e taglio delle teste delle tavole e realizzazione di giunti a pettine. Figure 6.1/6.2: Selection and trimming of board ends and production of finger oints. PHOTO CREDITS: STORA ENSO
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ECOLOGIC S S OR ENSO
Figura 7: CLT Master Panel prodotti, pronti per il taglio CNC presso lo stabilimento di Stora Enso in Austria. Figure 7: CLT Master Panels, ready for CNC cutting at the Stora Enso plant in Austria. PHOTO CREDITS: STORA ENSO
veniente da rifiuti di costruzione e demolizione (C DW), il confronto avviene con le pratiche attualmente diffuse nell’ nione Europea per i nuovi edifici, il riferimento un edificio tradizionale in legno che non adotta strategie di Df D. Le soluzioni di Remanufacturing sono progettate per offrire prestazioni equivalenti a quelle convenzionali, sostituendo le materie prime vergini con materiali secondari ma garantendo gli stessi requisiti tecnici, tra cui durabilità, isolamento, capacità strutturale e sicurezza antincendio. I risultati dell LC vengono valutati utilizzando sia il metodo PE (Product Environmental ootprint) sia il metodo EPD (Environmental Product Declaration). supporto delle analisi, inoltre in fase di sviluppo un database con dati primari e secondari sui prodotti e sulle soluzioni WOODCIRCLES, integrato, quando necessario, da banche dati di ciclo di vita generici come Ecoinvent. I dati primari forniti dai partner del progetto saranno trattati in modo confidenziale.
ATTIVAZIONE E IMPLEMENTAZIONE DI SOLUZIONI WOODCIRCLES: IL CONTESTO LOCALE
WOODCIRCLES mira a trasferire in contesti reali le conoscenze e le soluzioni innovative sviluppate dal progetto, promuovendo l’edilizia circolare in ambito urbano e favorendone la diffusione su larga scala. Per raggiungere questo obiettivo, sono state realizzate attività di sta eholder engagement nelle tre città pilota del progetto – orino, artu e Rotterdam. URBASOFIA, responsabile del coinvolgimento degli attori locali, insieme a ICONS, Comune di Torino, Envipark, IREN, Gemeente Rotterdam e Municipalità di Tartu, ha organizzato or shop, study visit e programmi di formazione rivolti ai principali sta eholder
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del settore. Le attività hanno favorito un dialogo continuativo tra amministrazioni pubbliche, imprese della costruzione e demolizione, operatori della gestione dei rifiuti, professionisti, proprietari immobiliari, organizzazioni non governative e partner tecnici del progetto. Parallelamente, stata condotta un’analisi dei contesti locali e delle politiche pubbliche adottate in Italia, Paesi assi ed Estonia per promuovere la circolarità dei materiali e la longevità degli edifici. Lo studio ha evidenziato opportunità e strumenti a disposizione delle città per accelerare la transizione verso un’edilizia più sostenibile, con risultati potenzialmente replicabili in altri contesti urbani europei. na seconda analisi ha riguardato casi studio realizzati nei tre Paesi, con l’obiettivo di valutare il livello di maturità delle pratiche di riutilizzo dei materiali nel settore delle costruzioni e di approfondirne requisiti tecnici e processi decisionali. L’attività di ricerca ha consentito di costruire una base di conoscenze e buone pratiche, legislative e progettuali, per rafforzare il ruolo delle città nella valorizzazione delle urban forest e nella gestione dei rifiuti in legno. I risultati mostrano che le amministrazioni comunali possono favorire il recupero e il riutilizzo del legno proveniente da demolizioni e ristrutturazioni attraverso: una chiara visione strategica, integrando obiettivi di economia circolare nelle politiche urbane; strumenti di gestione quali appalti pubblici circolari, pianifi cazione orientata al recupero dei materiali e gestione del patrimonio basata sul riuso nonch misure di sostegno economico, incluse agevolazioni fiscali e incentivi che rendano il recupero una strategia competitiva. L’analisi di edifici conferma che la
costruzione circolare in legno è un settore in crescita. uttavia, gli edifici che impiegano quote rilevanti di legno strutturale recuperato restano ancora limitati. Nella maggior parte dei progetti la circolarità è perseguita tramite progettazione modulare, prefabbricazione, Df D, passaporti dei materiali, sistemi di tracciabilità e utilizzo combinato di legno vergine e recuperato. Le condizioni chiave individuate per favorire il riutilizzo del legno sono: competenze tecniche specialistiche, collaborazione tra amministrazioni, imprese, università e sviluppatori, leadership pubblica, criteri di sostenibilità negli appalti, accesso a finanziamenti e infrastrutture dedicate al recupero dei materiali, come material ban , hub circolari e segherie urbane. Infine, le principali raccomandazioni sviluppate per i comuni riguardano: l’utilizzo degli appalti pubblici come leva di mercato introducendo quote minime di legno recuperato, il ruolo di mar et shaper per orientare il settore verso soluzioni circolari, la promozione del riutilizzo strutturale del legno attraverso adeguati standard tecnici, lo sviluppo di incentivi e strumenti finanziari dedicati, la creazione di ecosistemi urbani per il recupero dei materiali e la realizzazione di progetti pilota capaci di rafforzare la fiducia del mercato e ridurre i rischi percepiti. La scalabilità locale e la replicabilità europea dei risultati saranno supportate dalla pubblicazione di strategie basate sulle soluzioni WOODCIRCLES, finalizzate a promuovere la circolarità del legno nelle città europee.
IL WOODCIRCLES TRAVELLING DEMONSTRATOR INIZIA IL SUO VIAGGIO
Dopo mesi di pianificazione, progettazione, coordinamento e collaborazione, il Woodcircles ravelling Demonstrator ha iniziato il suo viaggio attraverso l Europa questo agosto . Più che un semplice prototipo, il Woodcircles ravelling Demonstrator l espressione concreta di ciò che l edilizia circolare può diventare. Nella sua essenza, una struttura a un solo piano basata sui principi di progettazione per la produzione, l assemblaggio e lo smontaggio (D D). Il suo design mette in evidenza i principi che guidano il progetto Woodcircles: l uso circolare del legno, un migliore recupero dei materiali, la progettazione per lo smontaggio, il riutilizzo degli elementi costruttivi e la creazione di nuove catene del valore attorno al legno secondario. Il viaggio iniziato al useo Nazionale di artu in Estonia, prima tappa di un itinerario europeo più ampio. Da l , proseguirà per orino, dove verrà ospitato
Figura 8: Modalità per estendere la vita utile dei componenti edilizi e preservare i materiali al loro massimo valore, delineando al contempo le strategie di fine ita. Figure 8: Methods for extending the service life of building components and preserving materials at their maximum value, while outlining end-of-life strategies. PHOTO CREDITS: WTA Figura Il ra elling emonstrator iene riconfigurato per adattarsi agli spa i disponibili in ogni citt . Figure 9: The Travelling emonstrator is reconfigured to fit the a ailable spaces in each city. PHOTO CREDITS: WTA
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ECOLOGIC S S OR ENSO Ci vediamo a Restructura di orino, dal al novembre Per ulteriori approfondimenti vi invitiamo a consultare il sito eb Woodcircles. eu o i report già pubblicati sul portale Europeo. Inoltre, un secondo articolo verrà realizzato nell anno con i risultati del progetto e pubblicato su Struttura Legno a complemento di questo primo contributo.
FIRME
presso la fiera Restructura al Lingotto, e poi Rotterdam e aastrup, adattando forma e narrazione a ciascun contesto locale, fungendo da punto di incontro e dialogo con le comunità locali, i professionisti, i ricercatori, gli studenti, i rappresentanti delle città e i cittadini. Il messaggio comune: il futuro dell edilizia deve sfruttare al meglio i materiali che già possediamo.
Figura 10: Il Travelling Demonstrator assemblato nella prima tappa a Tartu. Figure 10: The Travelling Demonstrator assembled during the first stop in artu. PHOTO CREDITS: MARION KADE, CITY OF TARTU
Maria Milita, usiness Development anager - Stora Enso Con la preziosa collaborazione di (in ordine lfabetico) With the valuable collaboration of (in alphabetical order): • Da Col Raimondo, ssociate rchitect - Waugh histleton rchitects, • Godina Martha, Research ssociate, niversity of Cambridge, • Martínez Verónica, Environment anagement - undaci EN , • Rodríguez Bejarano Francisco, echnical Consultant - Rotho laas srl, • Romagnoli Giorgia, Environmental Economist - R SO I , • Temali Remark, Communication and outreach office, ICONS.
SCHEDA PROGETTO / PROJECT DATA Circular economy, Ecodesign, Life Cycle nalysis, Sustainable design (for recycling, for environment, eco-design), Waste recycling, Digitalization for design and construction, Rene able construction materials, Design for manufacture and Disassembly
Keywords Project number Project name
IN EGR ED, CIRC L R, ND DIGI LL S PPOR ED S S IN LE SOL IONS OR W S E ND C R ON C P RE IN ILDINGS ND HE CONS R C ION SEC OR
Call
HORI ON-CL -
Type of action
HORI ON Innovation ctions
Granting authority
European Research E ecutive gency
Project starting date Project end date
une 3
Project duration
-CIRC IO-
INI I
ION
-t o-stage
3
ay months
Coordinator
Danish echnological Institute (D I)
KEY CONCEPTS
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Urban Forest
oresta urbana : l insieme dei materiali lignei incorporati negli edifici e nelle costruzioni esistenti, compresi gli arredi.
defines the rban orest’ as ood materials bound in existing buildings and constructions incl. furniture.
Urban Sawmill
Segheria rbana : un innovativo impianto di trattamento dei rifiuti di legno a guida digitale in grado di valorizzare i rifiuti edili di legno eterogenei e di basso valore (le risorse della Urban Forest), trasformandoli in prodotti standardizzati, omogenei e a valore aggiunto.
introduces the rban a mill’ – an innovative upcycling and recycling facility developed to turn Urban Forest resources (wood waste) into standardised construction materials.
Traveling Demonstrator
Il ravelling Demonstrator una struttura fisica in legno che illustra i principi del sistema costruttivo Woodcircles.
The Travelling Demonstrator is a physical wooden structure that illustrates the principles of the Woodcircles construction system.
Remanufacturing
ra i percorsi di fine vita definiti nella norma ISO : (E) la rigenerazione (remanufacturing) comporta la trasformazione di un componente nelle sue parti costituenti (in questo caso le tavole di legno) per creare un nuovo prodotto idoneo all’uso.
mong the end of life path a s defined in 20887:2020(E), remanufacturing involves transforming a component into its constituent parts (in this case, ooden boards in order to create a ne product fit for use.
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SPAZI IN EVOLUZION
CHRONICHAE
ZERO EMISSIONI
EGGER
di Pietro Ferrari www.egger.com
Lo stabilimento Egger di Unterradlberg fornirà in futuro il teleriscaldamento alla città di St. Pölten. Con la firma del contratto di fornitura di calore con EVN, prende il via un progetto energetico pionieristico: a partire dalla fine del , il calore rinnovabile prodotto dallo stabilimento di pannelli truciolari Egger verrà immesso nella rete di teleriscaldamento di St. Pölten. Insieme al fornitore di energia EVN e alla città di St. Pölten, il produttore di materiali a base di legno Egger sta realizzando un progetto di modernizzazione dell'approvvigionamento energetico del suo stabilimento di Unterradlberg ( ). tal fine, Egger sta investendo specificamente nelle infrastrutture energetiche locali. Gli effetti positivi si estendono oltre i confini dello stabilimento: in futuro, l'impianto sarà integrato nella rete di teleriscaldamento della città. Il 18 giugno , i partner del progetto hanno firmato il contratto di fornitura di calore, dando cos ufficialmente il via a questo progetto pionieristico. La prima fornitura di calore prevista per la fine del . «Negli ultimi anni, abbiamo investito massicciamente nell'approvvigionamento di energia rinnovabile presso il
nostro stabilimento, in diverse fasi. In due centrali a biomassa, produciamo elettricità e calore da fonti rinnovabili, utilizzando combustibili di origine biogenica per i nostri processi. Nel nostro stabilimento, in condizioni operative normali, non utilizziamo gas naturale e forniamo già calore alle aziende limitrofe Egger Getränke e Sunpor Kunststoff GmbH. Siamo lieti di poter ora compiere il passo successivo nell'ambito di un piano energetico regionale completo e di poter presto fornire teleriscaldamento alla città di St. Pölten», afferma Martin Wurzl, Egger Plant Director Technical/Production. «Dal 2009, forniamo a St. Pölten, capoluogo del Land, calore di scarto sostenibile proveniente dall'impianto di trattamento dei rifiuti attra erso il nostro gasdotto
Lo stabilimento Egger di Unterradlberg dispone già di due centrali a biomassa e, in condizioni operative normali, produce senza utilizzare gas naturale.
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CHRONICHAE _EGGER
Il prossimo progetto energetico apporterà benefici non solo all'impianto di nterradlberg, ma anche all'intera regione grazie alla sua integrazione nel sistema di teleriscaldamento.
di 30 km da Dürnrohr. Quest'anno è entrata in funzione anche la nostra centrale termica a biomassa a St. Pölten. Con la finalizzazione dell accordo di fornitura di calore per l'industria, poniamo un altro importante tassello per un sistema di teleriscaldamento efficiente sicuro ed ecocompatibile per il capoluogo del Land» spiega Stefan Szyszkowitz, portavoce del consiglio di amministrazione di EVN.
INNOVAZIONI TECNICHE
Al centro del piano di investimenti c'è una nuova turbina a vapore che verrà installata presso lo stabilimento Egger di nterradlberg. Genererà circa , megawatt (MW) di elettricità per lo stabilimento Egger utilizzando il vapore della caldaia a biomassa n. 1. Ciò porterà la percentuale di elettricità prodotta in loco a circa l . Il vapore di scarico risultante verrà poi utilizzato per il teleriscaldamento. Inoltre, una nuova pompa di calore immetterà calore nella rete di teleriscaldamento utilizzando il vapore di scarico della turbina n. , già presente e collegata alla caldaia a biomassa n. . I combustibili utilizzati saranno, ad esempio, cippato di legno proveniente dalla produzione Egger, scarti di legno e residui biogenici di produzione non più utilizzabili come materie prime. Complessivamente, durante i mesi invernali verranno immessi nella rete di teleriscaldamento circa W di acqua calda, pari a circa il del fabbisogno di calore degli utenti del teleriscaldamento di St. Pölten. È particolarmente significativo che questo ulteriore beneficio venga ottenuto senza un maggiore consumo di combustibile, il che significa che l efficienza complessiva degli impianti energetici può esse-
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re notevolmente aumentata. Un vantaggio fondamentale: in questo modo, l'utilizzo del gas naturale nelle reti di teleriscaldamento può essere ulteriormente ridotto e sostituito con calore proveniente da fonti rinnovabili.
UNA SOLIDA PARTNERSHIP PER LA REGIONE
n progetto di queste dimensioni può avere successo solo con partner validi e strategici. Un concetto energetico sostenibile è stato sviluppato in stretta collaborazione con EVN e la città di St. Pölten. La rete di teleriscaldamento passa vicino alla centrale di Egger ed già stato pianificato un punto di trasferimento. EVN si occuperà del collegamento alla rete esistente e realizzerà le infrastrutture necessarie dal punto di trasferimento presso la centrale elettrica fino alla rete di teleriscaldamento esistente. Ciò consentirà di integrare in modo efficiente il calore prodotto nella rete di approvvigionamento della città. Il programma del progetto prevede la prima fornitura di calore da parte di Egger nel quarto trimestre del .
POSIZIONAMENTO NELLA STRATEGIA CLIMATICA DI EGGER
Egger persegue una strategia climatica ben definita con l obiettivo di ridurre le proprie emissioni di gas serra, in linea con l'Accordo di Parigi sul clima. L'azienda si impegna a raggiungere l obiettivo di net zero entro il . Per raggiungere tale obiettivo, vengono implementate misure complete, con particolare attenzione alla decarbonizzazione dell'approvvigionamento energetico dei propri stabilimenti. Lo sviluppo di progetti energetici specifici per il sito si inserisce in questo approccio a lungo termine.
I partner presentano un progetto energetico lungimirante. Da sinistra a destra nella foto di gruppo: Anton Waxenegger (Managing Director Fernwärme St. Pölten), Stefan Steigenberger (Project Manager EGGER), Karl Flor (Head of Project Development EVN Wärme), Hannes Mitterweissacher (Chief Technology fficer GG ), Martin ur l ( lant Director Technical/Production EGGER), Stefan Szyszkowitz (Spokesman of the EVN Executive Board), Matthias Stadler (Mayor of St. Pölten), Franz Gruber (Managing Director Fernwärme St. Pölten).
Il progetto di Unterradlberg combina numerosi aspetti positivi: maggiore produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili presso lo stabilimento Egger, nessun fabbisogno aggiuntivo di combustibile, un utilizzo più efficiente dell e-
nergia esistente e il collegamento alla rete di teleriscaldamento della città di St. Pölten. In questo modo, contribuisce in modo significativo a garantire un approvvigionamento energetico a prova di futuro per la regione.
UNTERRADLBERG WILL IN FUTURE SUPPLY DISTRICT HEATING FOR THE CITY OF ST. PÖLTEN Together with the energy supplier EVN and the city of St. Pölten, the wood-based material manufacturer Egger is implementing a project to modernise the energy supply at its plant in Unterradlberg (AT). Egger is investing specifically in its local energy infrastructure for this purpose. The positive effects extend beyond the plant boundaries: in future, the plant will be integrated into the city's district heating supply. On 18 June 2026, the project partners signed the heat supply contract, thereby officially setting the starting point for this pioneering pro ect. The first heat delivery is planned for the end of 2027. "Over the past few years, we have invested massively in renewable energy supply at our plant in several stages. In two biomass power plants, we generate renewable electricity and heat from biogenic fuels for our own processes. We produce at our plant in normal operation without natural gas and are already supplying heat to the neighbouring companies Egger Getränke and Sunpor Kunststoff GmbH. We are pleased that we can now take the next step as part of a comprehensively conceived regional energy concept and will soon be able to supply district heating to the city of St. Pölten,” says Martin Wurzl, Egger Plant Director Technical/Production. “Since 2009, we have been supplying the state capital St. Pölten via our 30 km transport pipeline from Dürnrohr with sustainable waste heat from the waste treatment plant. This year, our biomass heating power plant in St. Pölten also went into operation. With the heat partnership now finalised for feeding in industrial heat, we are setting another important building block for an efficient, secure and environmentally friendly district heating supply for the state capital,” explains EVN Executive Board spokesman Stefan Szyszkowitz. Technical innovations - At the heart of the investment plan is a new steam turbine that will be installed at the Egger plant in Unterradlberg. t will generate around .77 megawatts (M ) of electricity for the Egger plant from the steam from biomass boiler 1. This will raise the proportion of electricity generated on site to around 87 . The resulting exhaust steam will then be used for district heating. In addition, a new heat pump will feed heat into the district heating network using the turbine exhaust steam from the existing turbine 2 from biomass boiler 2.
The fuels used will be for example wood dust from our own production, wood waste and biogenic production residues that can no longer be used as materials. In total, around 10 MW of hot water are to be delivered into the district heating pipeline during the winter months, which corresponds to around 10 of the heat demand of district heating customers in St. Pölten. It is particularly noteworthy that this additional benefit is achieved without a higher fuel input, meaning the overall efficiency of the energy facilities can be significantly increased. A key advantage: in this way, the use of natural gas in district heating network operations can be further reduced and replaced by heat from renewable energy. Strong partnership for the region - A project of this size can only succeed with good and strategic partners. A viable energy concept was developed in close cooperation with EVN and the city of St. Pölten. The district heating pipeline runs close to the Egger plant, and a transfer point has already been planned. EVN is taking over the connection to the existing network and is building the necessary infrastructure from the transfer point at the power plant to the existing district heating pipeline. This integrates the heat generated efficiently into the city’s supply system. The project schedule provides for Egger’s first heat delivery in the th quarter of 2027. Positioning within Egger’s climate strategy - Egger pursues a clearly defined climate strategy with the goal of reducing its climate-impacting greenhouse gas emissions in line with the Paris Climate Agreement. The company is committed to the Net Zero target by 2050. To achieve this, comprehensive measures are being implemented, with a focus on decarbonising the energy supply of its own plants. The development of site-specific energy pro ects fits into this long-term approach. The project in Unterradlberg combines numerous positive aspects: more self-generated electricity from renewable sources at the Egger plant, no additional fuel requirements, more efficient use of existing energy, and connection to the district heating network of the city of St. Pölten. In this way, it makes an important contribution to the future-proof energy supply of the region.
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SPAZI IN EVOLUZION
COLLOQUIUM
iCLT
di Sonia Maritan www.ictl.eu/.it
IL CTL SU MISURA E SENZA COLLA
Questa intervista dedicata all’iCTL ha un abbrivio entusiasmante dato l’intrinseco valore innovativo del pannello strutturale – in formati su misura – con strati collegati interamente in modo meccanico. 1. Il sistema iCLT (Intelligent Cross-Laminated Timber) si differenzia dal CLT convenzionale principalmente per la completa eliminazione degli adesivi chimici. Come è nata l'idea di questo progresso tecnologico nel campo dei pannelli in legno massiccio con connessioni interstrato interamente meccaniche? «L'idea è nata dalla chiara esigenza di orientare l'edilizia moderna in legno verso la purezza assoluta dei materiali e una vera e propria economia circolare. I pannelli convenzionali di grande formato prevedono l'uso di leganti sintetici, emissioni di composti organici volatili e una complessa lavorazione del materiale al termine del ciclo di ita dell edificio Il nostro obiettivo era sviluppare un elemento strutturale solido con piena capacità portante che rimanesse al 100%
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naturale, non pericoloso per la salute, facilmente smontabile al termine del suo ciclo di vita e al contempo accessibile. L'unione meccanica degli strati di legno mediante uno schema di iti definito con precisione si è rivelata la soluzione ideale per un sistema costruttivo moderno e sostenibile». 2. Un'altra caratteristica dell'iCLT è che i prodotti vengono realizzati su misura per il progetto specifico. Il fatto che i pannelli vengano prodotti nelle forme richieste già nella fase di assemblaggio primario è uno dei principali vantaggi di questa tecnologia, che si traduce in un ciclo produttivo praticamente senza sprechi, riducendoli fino al 0 rispetto ai metodi tradi io nali. Potrebbe descriverci più precisamente il ciclo produttivo?
«L'intero ciclo è integrato in un'unica postazione di lavoro e viene eseguito su una macchina CNC a portale. Nella fase di preparazione le ta ole certificate vengono tagliate trasversalmente a lunghezze precise, garantendo che solo il materiale effettivamente necessario entri nel piano di lavoro, con un risparmio di legno fino al rispetto alla produzione convenzionale di CLT incollato. L'operatore dispone gli strati di legno direttamente nell'ingombro del pannello desiderato lasciando gli spazi per finestre e porte già in fase di stratificazione con tolleranze tecnologiche minime. Il portale CNC avvita quindi saldamente gli strati tra loro secondo lo schema specificato ed esegue la la orazione finale con precisione millimetrica rifilatura dei bordi, fresatura delle scanalature e foratura dei fori di montaggio o installazione. Tutto avviene all'interno di un'unica configurazione su un unica macchina il che semplifica note olmente il processo di produzione». Il processo produtti o si basa uindi sulla defini ione delle dimensioni esatte, consentendo la realizzazione di ogni pannello come componente unico, senza che ciò comporti diseconomie di scala. Potrebbe spiegare in dettaglio la tecnologia che permette di ottenere questo risultato? La tecnologia per cui un modello digitale definisce non solo la geometria esterna, ma anche la disposizione interna dei collegamenti meccanici sotto forma di una griglia ottimizzata di viti. Si tratta di un processo completamente automatizzato?
uali antaggi offre uesta configurazione? « l cuore del processo un modello dettagliato dell edificio dal uale engono generati direttamente i dati di produzione per i centri di lavoro CNC. Il software posiziona automaticamente le viti in base a una griglia. La densità del disegno delle viti si adatta alle sollecitazioni strutturali dell'elemento: utilizziamo una disposizione portante standard per le aree tipiche e raddoppiamo la densità per le zone strutturalmente più sollecitate. A seconda dei requisiti strutturali e ingegneristici, produciamo pannelli con o strati l processo stesso combina un efficiente alimentazione manuale del legno grezzo con la completa automazione CNC per l'avvitatura, il dimensionamento, la fresatura e la foratura. Questa tecnologia elimina completamente la necessità di presse e tempi di indurimento dell'adesivo, offre assoluta libertà geometrica e consente di realizzare ogni pannello come un pezzo unico senza costi aggiuntivi». . Il processo produtti o ha significati e implicazioni ambientali. 'assen a di adesi i modifica radicalmente il profilo ambientale della struttura, che rimane interamente riciclabile e non rilascia composti organici volatili o formaldeide negli ambienti interni. Si trattava di un obiettivo prioritario o è stato raggiunto come beneficio secondario deri ante dall'implementazione del progetto, apportando quindi un valore aggiunto? «Era inequivocabilmente un obiettivo primario in dall inizio ci siamo prefissati di creare un sistema che fosse al
COLLOQUIUM _iCLT CUSTOM-SIZED, GLUE-FREE CTL This interview on iCTL gets off to an exciting start, given the inherently innovative nature of the structural panel – available in custom sizes – with layers connected entirely by mechanical fasteners. 1. The iCLT (Intelligent Cross-Laminated Timber) system differs from conventional CLT primarily through the complete elimination of chemical adhesives. ow did the idea for this technological ad ancement in the field of solid timber panels with entirely mechanical inter-layer connections come about? «The idea arose from a clear need to move modern timber construction toward absolute material purity and a genuine circular economy. Conventional large-format panels involve the use of synthetic binders, volatile organic compound emissions, and complicated processing of the material at the end of the building’s life cycle. Our goal was to develop a solid structural element with full structural load-bearing capacity that remains 100% natural, non-hazardous to health, easily demountable at the end of its life cycle, and yet affordable. Mechanically joining the timber layers using a precisely defined screw pattern proved to be the ideal path toward a sustainable and modern construction system». 2. Another feature of iCLT is that the products are made to measure for the specific pro ect. he fact that the panels are manufactured in the required shapes as early as the primary assembly stage is one of the main advantages of this technology, resulting in a production cycle with virtually no waste, which reduces waste by up to 30 per cent compared with traditional methods. Could you explain the production cycle to us? «The entire cycle is integrated into a single workstation and runs on a portal CNC machine. n the preparation phase, certified boards are cross-cut to exact lengths, ensuring that only the material actually needed enters the processing table, delivering up to a 30% saving in timber compared to conventional glued CLT production. The operator lays out the timber layers directly into the required panel footprint, leaving out window and door openings right during layup, with only minimal technological tolerances. The CNC gantry then securely screws the layers together in the specified pattern and performs the final machining to millimetre accuracy: trimming the edges, routing grooves, and drilling assembly or installation holes. Everything takes place within a single setup on one machine, which dramatically simplifies the production process . he production process is therefore based on defining the e act dimensions, enabling each panel to be constructed as a unique component without this leading to diseconomies of scale.
Could you explain in detail the technology that achieves this result he technology whereby a digital model defines not only the external geometry but also the internal layout of the mechanical connections in the form of an optimised grid of screws. Is this a fully automated process? hat ad antages does this configuration offer «The core of the process is a detailed 3D model of the building, from which production data is generated directly for the CNC machining centres. The software automatically positions the screws based on an grid. The density of the screw pattern adjusts to the structural stress of the element, we use a standard load-bearing layout for typical areas and double the density for structurally demanding zones. Depending on structural and engineering requirements, we manufacture panels with 3, , 5, or 7 layers. The process itself combines efficient manual feeding of the raw timber with full CNC automation for screwing, sizing, routing, and drilling. The technology completely eliminates the need for presses and adhesive curing times, provides absolute geometric freedom, and enables each panel to be made as an original without extra costs». he production process has significant en ironmental implications. he absence of adhesi es radically alters the en ironmental profile of the structure, which remains entirely recyclable and does not release volatile organic compounds or formaldehyde indoors. Was this a priority ob ecti e, or was it achie ed as a secondary benefit resulting from the pro ect s implementation, thereby pro iding added value? «It was unequivocally a primary objective. From the very beginning, we set out to create a system that was 100% natural and technologically efficient. Solid timber construction holds immense potential, but conventional CLT pays a steep price in the form of tonnes of adhesive, substantial offcut waste from cutting openings out of standardized panels, and suboptimal end-of-life recycling. We took the structural principle of cross-laminated timber, retained its performance benefits, and eliminated its most significant environmental and manufacturing drawbacks . he panels offer high fire safety performance, with standard threelayer and multi-layer variants achieving REI ratings of 30 to 60 minutes; the mechanical bonding of the layers prevents the detachment of charred parts and maintains structural integrity even
naturale e tecnologicamente effi ciente. Le costruzioni in legno massiccio hanno un potenziale immenso, ma il CLT convenzionale ha un prezzo elevato in termini di tonnellate di adesivo, notevoli scarti di lavorazione dovuti al taglio delle aperture nei pannelli standardizzati e un riciclo a fine ita non ottimale b biamo preso il principio strutturale del legno lamellare a strati incrociati (CLT), ne abbiamo mantenuto i vantaggi prestazionali ed eliminato i suoi principali svantaggi ambientali e produttivi». 5 I pannelli offrono elevate prestazioni in termini di sicurezza antincendio, con varianti standard a tre strati e multistrato che raggiungono valori I da 0 a 0 minuti l'incollaggio meccanico degli strati impedisce il distacco delle parti carbonizzate e mantiene l'integrità strutturale anche
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durante un'esposizione prolungata ad alte temperature. Quindi, iCLT è comparabile con altri materiali strutturali? «In termini di prestazioni antincendio, iCLT è pienamente paragonabile al CLT convenzionale e, per certi aspetti, si comporta in modo ancora più prevedibile. Il legno massello si carbonizza a una velocità lenta e prevedibile, e lo strato carbonizzato risultante agisce come barriera termica a protezione del nucleo portante. Nei prodotti incollati, le temperature estreme possono causare il degrado dell'adesivo e il distacco dello strato superficiale noto come delaminazione termica l fissag gio meccanico a vite mantiene gli strati saldamente uniti anche in condizioni estreme. Queste proprietà sono state accuratamente erificate tramite test e sono pienamente dichiarate nella nostra Valutazione Tecnica Europea (ETA)».
during prolonged exposure to high temperatures. So is iCLT on a par with other structural materials? n terms of fire performance, iCLT is fully comparable to conventional CLT and in certain respects, behaves even more predictably. Solid timber chars at a slow, predictable rate, and the resulting char layer acts as a thermal barrier protecting the load-bearing core. In glued products, extreme temperatures can cause adhesive degradation and surface layer detachment, known as thermal delamination. Screwed mechanical fastening holds the layers firmly together even under extreme conditions. These properties have been thoroughly verified through testing and are fully declared under our European Technical Assessment (ETA)». 6 he system is certified to uropean standards. hat about the raw material? Does the company also offer other systems or products? «The primary raw material for iCLT is exclusively kiln-dried, planed structural softwood timber, predominantly spruce. All timber holds PEFC certification, ensuring it originates from sustainably managed forests. ur operations rest on two main pillars. The first is the turnkey delivery of prefabricated iCLT load-bearing structures for construction and building companies, including related complementary structural materials. The second pillar is our licensing model, we provide technology, certification, and know-how to partners who want to manufacture the panels locally». 7 The iCLT system provides a complete timber load-bearing structure in a single, coordinated delivery, comprising wall panels, roof structures and ooring systems. Is this the same package a ailable in different thicknesses, or are there different types depending on the functional application? The iCLT system provides tailored solutions depending on the specific structural assembly. all panels are produced in multiple configurations, full details of which can be found on our website www.iclt.eu, each has its specific role and field of application. Floor assemblies vary according to the scale and type of the building, whether an apartment block or a single-family house. Here, the driving factors are fire resistance, acoustics, and structural deflection. e also offer a broad selection of options for roof structures. hether dealing with walls, floors, or roofs, we are always on hand to assist clients in choosing the best solution for their specific pro ect as part of our technical consulting services . hat e actly do you offer to manufacturing companies looking to expand their technology portfolio, and what does the available
. Il sistema certificato secondo gli standard europei ETA. E per quanto riguarda la materia prima? L'azienda offre anche altri sistemi o prodotti? «La materia prima principale per iCLT è esclusivamente legno di conifera strutturale essiccato in forno e piallato, prevalentemente Abete rosso. Tutto il legno certificato a garanzia della sua provenienza da foreste gestite in modo sostenibile. La nostra attività si basa su due pilastri principali. Il primo è la fornitura chiavi in mano di strutture portanti prefabbricate in iCLT per imprese edili, inclusi i relativi materiali strutturali complementari. Il secondo pilastro è il nostro modello di licenza forniamo tecnologia certificazione e know-how ai partner che desiderano produrre i pannelli localmente». 7 Il sistema iCLT fornisce una struttura portante in legno completa in un'u-
licensing cooperation model entail, which provides technical documentation, uropean certification and technical support during the implementation of their production processes? «We offer timber builders and carpentry companies the opportunity to gain complete control over their production process without being dependent on third-party CLT suppliers. For sawmills and timber processors, we provide a tool to add high value to their local sawn timber. The primary advantage is accessibility, while a conventional CLT line demands huge investments and massive production halls, iCLT requires only a single workstation. We either connect clients with our technology partners and assist them in selecting a new machine, or we install our screw-driving conversion kit onto their existing CNC gantry machining centre. The licensing partner receives full know-how, detailed production documentation, rights to use the ETA certification, staff training, and continuous technical support». 9 Does the partnership include support ranging from initial consultancy and assessment of production capacity right through to the start of production on existing or new CNC machines, ensuring high added value for local production with minimal environmental impact? Does this mean your model is replicable? «Yes, the model is replicable. It is engineered to allow small and medium-sized enterprises to enter the market with a premium solid timber wall system without prohibitive capital investment risks. We guide partners through the entire journey, from auditing their premises and machinery through software customization to the actual production rollout. By building a network of regional manufacturers instead of large, centralized operations, we keep raw material processing in local regions and minimize both logistics costs and the carbon footprint associated with long-distance transport». 10 From which business context did the iCLT system originate and develop? What is your history? «The iCLT system was not developed in a laboratory vacuum, it was born directly on construction sites, emerging from our years of experience in timber design and contracting. Day after day, we ran into the limitations of glued CLT, long supplier lead times, and excessive material waste. We engineered the structural and fastening concept independently from our field experience and subsequently partnered with leading woodworking machinery manufacturers, such as Hundegger, Essetre, and TechnoWood, to create an industrial-grade technological framework. The result is an easily adoptable system that levels the playing field for local manufacturers across Europe».
nica fornitura coordinata, comprendente pannelli per pareti, strutture del tetto e sistemi di pavimentazione. Si tratta della stessa configura ione disponibile in diversi spessori oppure esistono tipologie diverse a seconda dell'applicazione funzionale? «Il sistema iCLT fornisce soluzioni su misura in base allo specifico assemblaggio strutturale. I pannelli a parete sono prodotti in molteplici configurazioni i cui dettagli completi possono essere trovati sul nostro sito web www.iclt.eu, ognuno ha il suo ruolo specifico e campo di applicazione. Le tipologie dei piani variano a seconda della scala e della tipologia dell edificio che si tratti di un condominio o di una casa unifamiliare. In questo caso, i fattori determinanti sono la resistenza al fuoco, l’acustica e la deflessione strutturale ffriamo anche un'ampia scelta di opzioni per
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COLLOQUIUM _iCLT le strutture del tetto. Che si tratti di pareti, pavimenti o tetti, siamo sempre a disposizione per assistere i clienti nella scelta della soluzione migliore per il loro progetto specifico nell ambito dei nostri servizi di consulenza tecnica». 8. Cosa offrite esattamente alle aziende manifatturiere che desiderano ampliare il proprio portfolio tecnologico e in cosa consiste il modello di cooperazione in licenza disponibile, che fornisce documentazione tecnica, certifica ione europea e supporto tecnico durante l'implementazione dei processi produttivi? « ffriamo alle imprese di costruzione in legno e di carpenteria l'opportunità di ottenere il controllo completo del proprio processo produttivo senza dipendere da fornitori terzi di er le segherie e le aziende di lavorazione del legno, forniamo uno strumento per aggiungere alto
valore al legname segato localmente. Il vantaggio principale è l'accessibilità: mentre una linea CLT convenzionale richiede ingenti investimenti e capannoni di produzione enormi, iCLT richiede una sola postazione di lavoro. Mettiamo in contatto i clienti con i nostri partner tecnologici e li assistiamo nella scelta di una nuova macchina, oppure installiamo il nostro it di con ersione per la filettatura sul loro centro di lavoro a portale CNC esistente. Il partner licenziatario riceve il know-how completo, la documentazione di produzione dettagliata, i diritti di utilizzo della certificazione la forma zione del personale e un supporto tecnico continuo». 9. La partnership prevede un supporto che va dalla consulenza iniziale e dalla valutazione della capacità produtti a fino all'a io della produ ione su macchine CNC esistenti o nuove, garantendo un elevato valore aggiunto per la produzione locale con un impatto ambientale minimo? Questo significa che il ostro modello replica bile? «Sì, il modello è replicabile. È progettato per consentire alle piccole e medie imprese di entrare nel mercato con un sistema di pareti in legno massello di alta qualità senza rischi di investimento di capitale proibitivi. Guidiamo i partner lungo tutto il percorso dalla erifica dei loro locali e macchinari alla personalizzazione del soft are fino all effetti o avvio della produzione. Costruendo una rete di produttori regionali anziché grandi operazioni centralizzate, manteniamo la lavorazione delle materie prime nelle regioni locali e minimizziamo sia i costi logistici sia l'impronta di carbonio associata al trasporto a lunga distanza». 0. a uale contesto a iendale nato e si è sviluppato il sistema iCLT? Qual è la vostra storia? «Il sistema iCLT non è stato sviluppato in un laboratorio isolato, ma è nato direttamente nei cantieri edili, frutto della nostra pluriennale esperienza nella progettazione e realizzazione di strutture in legno. Giorno dopo giorno, ci siamo imbattuti nei limiti del CLT incollato, nei lunghi tempi di consegna dei fornitori e nell'eccessivo spreco di materiale. Abbiamo progettato il concetto strutturale e di fissaggio in modo indipendente basandoci sulla nostra esperienza sul campo, e successivamente abbiamo collaborato con i principali produttori di macchinari per la lavorazione del legno, come Hundegger, Essetre e TechnoWood, per creare un framework tecnologico di livello industriale. Il risultato è un sistema facilmente adottabile che offre pari opportunità ai produttori locali in tutta Europa».
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COLLOQUIUM
di Sonia aritan .soprema.it
CO OR IN OGNI S GIONE
Pavate : la fibra di legno per un involucro confortevole in ogni stagione. Dalle coperture alle pareti, fino ai pavimenti, la gamma Pavate amplia le possibilità di progettare l’isolamento con un materiale di origine naturale. una proposta che si inserisce nell’approccio di SOPRE all’involucro edilizio: scegliere soluzioni adatte a ciascuna funzione e farle lavorare insieme. n edificio confortevole deve proteggere dall’acqua, limitare le dispersioni termiche e attenuare i rumori. Per questo impermeabilizzazione e isolamento vanno considerati come parti di un unico progetto. SOPRE affianca alle proprie soluzioni impermeabili una gamma di materiali isolanti con caratteristiche diverse, cos da rispondere alle esigenze della copertura, delle pareti e degli ambienti interni. In questo quadro si colloca Pavatex, la gamma di isolanti in fibra di legno proposta da SOPRE . I pannelli combinano prestazioni termiche e acustiche con l’impiego di legno proveniente da foreste gestite responsabilmente e certificate PE C. La scelta del materiale assume un ruolo particolare nei progetti che prestano attenzione all’origine delle risorse e al comfort degli spazi abitati. uale idea di edificio guida lo s iluppo delle solu ioni S M « e città del futuro richiedono edifici capaci di affrontare condizioni climatiche diverse e di offrire ambienti piace oli da i ere uesto significa la vorare sull’intero involucro: protezione
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dalle infiltrazioni efficienza energetica comfort esti o e in ernale ualità acu stica. La disponibilità di soluzioni per impermeabilizzazione e isolamento consente a di affrontare ueste esigenze in modo coordinato. Ogni materiale mantiene una funzione precisa; il risultato dipende dalla scelta dei componenti e dalla corretta progettazione del sistema . o e tro a impiego a ate « a fibra di legno a ate pu esse re impiegata nelle nuo e costru ioni e negli inter enti di ristruttura ione con prodotti destinati a coperture pare ti e pavimenti. La gamma comprende pannelli con forme e caratteristiche differenti: a atherm® è indicato per tetti e pareti; Pavawall ® Smart è un supporto per rivestimenti nei sistemi a cappotto; a a e ® Confort è un pannello semirigido; Isolair ® Multi svolge inoltre funzioni di schermo per sottotetti rigidi e di pannello antipioggia per facciate ventilate a giunti chiusi. uesta articolazione rende a ate in teressante per i progetti di bioedilizia e più in generale per gli inter enti in cui si
uole integrare un isolante in fibra di legno nell’involucro. La scelta del pannello dipende dall’applicazione e dalla stratigrafia pre ista le prestazioni di un materiale vanno sempre valutate nel sistema costruttivo in cui sarà installato . Comfort termico, acustica e atten ione ai materiali... « solare significa ridurre gli scambi di calore tra interno ed esterno contribuendo al comfort sia nei mesi freddi sia in uelli caldi a struttura dei pannelli in fibra di legno offre anche un contributo al controllo dei rumori. Si tratta di aspetti rileanti negli edifici residenziali ma anche in uffici e spazi destinati ad altre atti ità ccanto alle prestazioni cresce l’attenzione per la provenienza e la documentazione dei materiali. SOPREMA indica per a ate l’uso di legno pro eniente da foreste locali gestite responsabilmente e presenta i pannelli come conformi ai Criteri Ambientali Minimi. Sono informazioni utili uando si alutano i prodotti da inserire in un progetto .
chi si ri olge la gamma « a ate si ri olge a progettisti, imprese e costruttori impegnati nelle nuove costruzioni e nella ri ualificazione degli edifici l alore della gamma sta nella possibilità di individuare un prodotto coerente con l’elemento da isolare e con le condizioni di posa supporto di uesta scelta mette a disposizione le schede dei prodotti una brochure dedicata e un servizio di consulenza tecnica online. Strumenti che aiutano a passare dalle caratteristiche del singolo pannello alla soluzione più adatta al progetto on a ate la fibra di legno entra così in una proposta più ampia per l’involucro: un materiale da scegliere per le sue caratteristiche specifiche e da integrare con attenzione nel sistema edilizio affinch efficienza e comfort diventino risultati concreti .
COMFORT IN EVERY SEASON a ate wood fibre for a comfortable building en elope in e ery season. rom roofs and walls to oors, the a ate range e pands the possibilities for designing insulation with a material of natural origin. It fits within s approach to the building en elope selecting solutions suited to each specific function and making them work together as an integrated system. «A comfortable building must protect against water, reduce heat loss and limit noise transmission. For this reason, waterproofing and insulation should be considered as parts of a single design strategy. Alongside its waterproofing solutions, S EMA offers a range of insulation materials with different characteristics, designed to meet the requirements of roofs, walls and interior spaces. ithin this framework, avatex is S EMA’s range of wood fibre insulation products. The panels combine thermal and acoustic performance with the use of wood sourced from responsibly managed, EFC-certified forests. This choice of material is particularly relevant in pro ects where attention is paid both to the origin of resources and to the comfort of occupied spaces». hat concept of the building guides the de elopment of solutions «The cities of the future require buildings capable of responding to different climatic conditions while providing pleasant and comfortable indoor environments. This means taking a holistic approach to the entire building envelope: protection against water infiltration, energy efficiency, summer and winter comfort, and acoustic performance. The availability of solutions for both waterproofing and insulation allows S EMA to address these requirements in a coordinated way. Each material performs a specific function, while the overall result depends on the correct selection of components and the appropriate design of the complete system». here can a ate be used « avatex wood fibre insulation can be used in new-build pro ects and renovation works, with products designed for roofs, walls and floors. The range includes panels with different formats and characteristics: avatherm® is suitable for roofs and walls; avawall® Smart acts as a substrate for render systems in external thermal insulation applications; avaflex® Confort is a semi-rigid insulation panel. solair® Multi can also be used as a rigid underlay board for roofs and as a rain-protection board for ventilated fa ades with closed oints.
This broad range makes avatex particularly suitable for bio-based construction pro ects and, more generally, for applications where wood fibre insulation is to be integrated into the building envelope. The choice of panel depends on the specific application and the intended build-up: the performance of an insulation material should always be assessed within the construction system in which it will be installed». hermal comfort, acoustics and attention to materials « nsulation means reducing heat transfer between the inside and outside of a building, contributing to comfort in both winter and summer. The structure of wood fibre panels also provides a contribution to acoustic performance and noise control. These aspects are important not only in residential buildings, but also in offices and other occupied spaces. Alongside performance, increasing attention is being paid to the origin and environmental documentation of building materials. S EMA states that avatex products use wood sourced from responsibly managed local forests and presents the panels as compliant with the talian Minimum Environmental Criteria (CAM). This information can be valuable when assessing products for inclusion in a building pro ect». ho is the range designed for « avatex is aimed at designers, contractors and construction professionals working on both new buildings and renovation pro ects. The strength of the range lies in the possibility of selecting a product that is appropriate for the building element to be insulated and for the specific installation conditions. To support this selection process, S EMA provides product data sheets, a dedicated brochure and an online technical consultancy service. These tools help professionals move from the characteristics of an individual panel to the solution best suited to the requirements of the pro ect. ith avatex, wood fibre therefore becomes part of a broader approach to the building envelope: a material selected for its specific characteristics and carefully integrated into the construction system, so that efficiency and comfort can translate into tangible results».
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SCIENTIA
di Felice Ragazzo www.feliceragazzo.it
MECCANICA E DECORAZIONE
Il professor Felice Ragazzo ha concepito questo scritto sulla Libreria lignea dell’Abbazia di San Martino delle Scale di Palermo il 21 maggio 1997, quasi trent’anni fa, e lo ha riproposto perché lo ha considerato particolarmente pertinente in vista di una recente lezione che ha preparato per il “Master Internazionale sul Restauro Architettonico – facoltà di Architettura – Roma 3”. La libreria costruita tra il 1764 e il 1772 viene eretta in un periodo storico che precede di poco la Rivoluzione Industriale e certamente in un momento alto di cultura fabbrile in cui meccanica e decorazione si uniscono mirabilmente. Intervento scritto su suggerimento dell’allora dottorando Edoardo Dotto di Palermo e ora professore Ordinario in Disegno (ICAR 17) Presso l’Università di Catania. Il brano fu accolto con vistosa enfasi e poi fu edito su: “MEMOI G iedificata Fabrica”. A cura di Ida Parlavecchio ed Emilia Valenza. L’idea di ripubblicare un testo datato poco meno di trent’anni fa mi è venuta dopo che, ripreso in mano il Catalogo
Figura 1: Ricostruzione dell’antica libreria (disegni di E. Dotto).
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legato all’evento: «MEMORIA e PROGETTO 1997 – ABBAZIA DI SAN MARTINO DELLE SCALE – 29 giugno – 20 luglio – Riedificata abrica in vista della lezione presso il “Master Internazionale sul Restauro Architettonico – facoltà di Architettura – Roma 3” e avendo scorso il testo, sono stato sorpreso per la sua pregnante pertinenza in considerazione di una platea di corsisti oramai alquanto lontani da adeguato lessico, sia tecnico, sia culturale, per quanto
Figura 2: Frammenti – 1 (disegni di E. Dotto).
Figura 3: Frammenti – 2 (disegni di E. Dotto).
riguarda opere di rilevante pregio architettonico in epoca storica, realizzate con il materiale legno, come allora ritenni fosse la meravigliosa Libreria, convinzione che mantengo immutata. Ciò che principalmente mi ha colpito è stata l’aggiornata metodologia nell’organizzazione degli argomenti: dalla morfologia dei componenti in rapporto alle tecniche del tempo e del contesto di origine, dall’analisi dello
stato di conservazione del materiale, ma, soprattutto, la precoce citazione del rapporto tra meccanica e digitale nelle lavorazioni lignee, sia per la fabbricazione ex novo, sia per interventi di restauro. Ho anche ripercorso l’excursus sui caratteri evolutivi delle tecniche e dei gusti nell’arco di un paio di secoli, dove tecnologia ed estetica si fronteggiano. Insomma, mi sono accorto che la riproposizione di questo testo può re-
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SCIENTIA
Figura 4: Frammenti – 3 (disegni di E. Dotto).
care non poco giovamento a quei giovani architetti, ingegneri, studiosi del legno al fine di meglio orientarsi nella materia-legno impiegata nelle costruzioni.
Figura 5: Cumulo di componenti di rivestimento (foto di E. Dotto). Figura 6: Frammento di Base attica in cui si differenziano le specie legnose di supporto da quelle di rivestimento (foto di E. Dotto).
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Quanto più ci affanniamo a costruire il presente, tanto più può tornarci utile specchiarci nel passato. Come può illuminarci in questo senso la libreria di San Martino delle Scale (Fig. 01) a Palermo? Sicuramente in modo magistrale, benché la vicenda presenti risvolti amari. Il solo prendere visione delle immagini residue di questo pregiato manufatto ligneo genera stupore per il fatto stesso che sia esistito. Tuttavia, le distruzioni che hanno colpito innumerevoli manufatti lignei, non soltanto quelle causate dai noti agenti pato-
geni – insetti e funghi – ma soprattutto quelle dovute all’incuria umana, hanno avuto luogo anche su questo di Palermo. Fortunosamente, del manufatto disponiamo ancora di consistenti frammenti e si sta concretizzando la volontà di ricomporli (Figg. 02/04). È grazie a questa eventualità che possiamo tentare di evidenziare ciò che, a rassemblamento avvenuto, sarà nuovamente celato, perché interno a un corpo che mostrerà nuovamente la sua bellezza. Altri in questa pubblicazione tratteranno di vicende storiche, di qualità estetiche, di propositi di restauro, di ripristino di funzione culturale. Con il presente intervento vogliamo, invece, secondo la visione del faber, sottolineare due qualità a prima vista contraddittorie: la ricca meccanica dei componenti e la
MECHANICS AND DECORATION Professor Felice Ragazzo revisits a text written in 1997 on the wooden Library of the Abbey of San Martino delle Scale in Palermo, built between 1764 and 1772. The text, brought back into focus for a lecture at the International Master’s Programme in Architectural Restoration at Roma Tre University, still provides useful tools for understanding the relationship between construction techniques, material culture and decoration in historic timber works. The Library belongs to a period immediately preceding the Industrial Revolution, when form, technique and manual skill were closely interconnected. Its analysis makes it possible to observe the morphology of the components, assembly systems and state of conservation, while also reflecting on the relationship between mechanics and digital technologies, now relevant both to ex novo production and to restoration. Substantial fragments of the original structure still survive, despite damage caused over time by biological agents and human neglect. The possibility of reassembling them offers an opportunity to study elements that, once the Library has been reconstructed, will once again become partly hidden. Particular attention is focused on two complementary aspects: the mechanical complexity of the components and the expressive strength of the decoration. The Library represents a significant example of pre-contemporary craft culture, in which classical formal references coexisted with construction procedures linked to manual tools. This tradition would soon be transformed by industrial technologies, although classical forms and innovations in production continued to coexist for a long period. The examination of the timber cladding boards helps to clarify both the assembly criteria and the solutions adopted to compensate for the anisotropic behaviour of wood. Manually produced joints and recesses made it possible to connect the individual pieces, while transverse reinforcement elements contributed to overall stability. The mouldings also performed a dual function, both decorative and structural. Examination of the board ends further reveals the use of less valuable timber species for supports and internal thicknesses, while walnut was reserved for the external surfaces. The surfaces of the timber boards show evidence of manual working carried out using frame saws, roughing tools and small planes. The fluted wooden column is particularly significant: while its fluting and entasis refer back to enaissance architectural treatises, its construction system derives from shipbuilding techniques. The pieces forming the flutes are conceived like the planking of a boat and are supported by internal transverse elements capable of bending them until the characteristic entasis of classical columns is achieved. The result is a lightweight yet technically sophisticated structure. The same interaction between mechanics and decoration emerges in the carved and turned elements. The phytomorphic decorations of the mouldings, the fragments of friezes and capitals, and the sculpted female face reflect both architectural culture and a high level of manual skill. The scarcity of some surviving fragments, however, makes complete reconstruction difficult: according to agazzo, this is precisely where contemporary digital technologies could provide useful tools for documenting and reproducing missing elements. Rosettes, astragals and circular moulded frames also demonstrate the role of turning and anticipate pre-industrial methods of production. The Library thus becomes an example of how design, technique, material and the ability to imagine the future can converge within a single artefact.
potente immagine delle decorazioni. Qualità esaltate, beninteso, da un materiale sublime: il legno. Secondo quest’ottica, il punto di maggiore interesse è costituito dal fatto che il nostro manufatto rappresenta un momento alto di cultura fabbrile pre-contemporanea che, a partire dal Rinascimento, può essere considerata il presidio cognitivo in senso tecnico di notevoli capolavori. Si tratta di una cultura in cui coesistono con i riferimenti formali di derivazione classica gli algoritmi costruttivi impostati secondo il funzionamento di strumenti manuali. È confortevole constatare che questi modi di fare hanno travalicato gli angusti confini regionali e hanno pervaso uniformemente il nostro Paese, e anzi si sono diffusi oltre i suoi confini. , quindi, in rapporto a questa unità di conoscenza e di capacità di fare che possiamo autenticamente parlare di tradizione. Una tradizione lungamente sedimentata nel tempo, ma che di lì a poco muterà di segno, poiché il periodo in cui la libreria è stata costruita, tra il 1764 e il 1772, è oramai segnato dai prodromi della Rivoluzione Industriale. Tuttavia, come ben risulta dalla cultura figurativa, anche relativa ai componenti di arredo, l’unità tra forma e tecnica sarà raggiunta soltanto un secolo e mezzo dopo, pertanto, per tutto
questo periodo, abbiamo assistito a un coesistere tra perpetuazione, sotto vari profili stilistici, di forme ispirate al mondo classico ed evoluzione delle tecnologie costruttive, soprattutto favorite da nuovi modi di trasmettere il moto degli utensili, come è stato con il funzionamento di motori a vapore prima ed elettrici in seguito. Singolarmente, con la collaborazione tra Basile e la nota azienda Ducrot, proprio nella Palermo a cavallo tra il secolo XIX e il secolo XX, ovvero poco più di un secolo dopo la costruzione della libreria di San Martino delle Scale, si è avuto, nella produzione di suppellettili, un momento alto del rapporto tra formalismo decorativo e innovazione tecnologica. Non quindi privo di significato indagare oggi un manufatto che consideriamo pregevole dal punto di vista della tradizione, sia sotto il profilo figurativo, sia tecnico. Oggi, infatti, che vediamo esaurita la spinta propulsiva del tipo di modernità sorta intorno agli Anni Venti, è più che mai utile e necessario riandare alle fonti della tradizione autentica per trovare nuove idee da spendere nella costruzione del presente. Un presente che si caratterizza per il prorompere di nuove tecnologie a carattere digitale, le quali modellano in modo nuovo le tecniche, sì da favorire il sorgere di nuovi modi di intendere la
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SCIENTIA
Figura 7: Parasta dell’ordine superiore (foto di E. Dotto).
Figura 8 Frammenti fitomorfi di un capitello (foto di E. Dotto). Figura 9: Volto femminile intagliato a sommità della parasta (foto di E. Dotto).
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conservazione e la tutela, ma anche la creazione ex novo, di oggetti realizzati per il nostro buon vivere. Partiamo dai tavolati di rivestimento (Fig. 05). Attraverso i cumuli di questi componenti, proprio perché sono visibili le loro parti retrostanti, risultano chiari sia i criteri di assemblaggio, sia
i mezzi per ovviare, come si poteva allora, agli inconvenienti prodotti dalla nota anisotropia del legno. Nel primo caso, sono ben visibili gli scassi e le giustapposizioni manualmente realizzate per rendere possibile l’assemblaggio dei pezzi. Nel secondo caso, invece, sono le armature trasversali a produrre l’azione richiesta. Anche il gioco delle modanature è possibile percepirlo nella doppia valenza, decorativa e costruttiva. Infatti, dalla lettura delle testate dei tavolati si può vedere come siano state impiegate specie legnose di scarso pregio per realizzare supporti e spessori interni, mentre gli esterni sono realizzati con legno di Noce, specie legnosa assai pregiata (Fig. 06). Le conformazioni delle superfici dei pezzi di tavolato di legno massello dei fasciami, mostra come sezionatura e spianatura delle superfici siano state effettuate mediante tecniche manuali, in cui si è ricorso all’uso di seghe a telaio, sgrossini e pialletti, così come mostrato anche in alcune tavole della coeva Encyclopédie di Diderot. Un altro elemento costruttivo-decorativo che desta interesse è dato dalla colonna scanalata di legno. Le forme di scanalature ed entasi, per esempio, appaiono conformi ai Trattati rinascimentali di architettura. Il sistema costruttivo, invece, è mutuato dalle tecniche navali. Infatti, i pezzi che realizzano tali scanalature sono concepiti come fasciame di barca e il loro assemblaggio avviene per mezzo di rocchi trasversali interni a mo’ di orditura, i quali, per diametro e spaziatura sono regolati in modo da flettere il fasciame affinch assuma la caratteristica forma a entasi delle colonne classiche. Si tratta, a tutti gli effetti di una struttura che unisce al pregio della leggerezza una concezione tecnica evoluta (Fig. 02 – lato sinistro). Ci si può avviare alla conclusione di queste osservazioni volgendo l’attenzione alle decorazioni a intaglio e torni-
te. Qui siamo di fronte a un misto di sottile erudizione architettonica e di alta capacità manuale di scolpire e tornire il legno. Tuttavia, anche in questo caso, meccanica e decorazione si uniscono mirabilmente. Per l’intaglio, è in questo senso esemplare il gioco delle decorazioni fitomorfe nei giri di cornici alla base e alla sommità delle lesene (Fig. 07). Tuttavia, gli esemplari a intaglio più raffinati sono certamente riferibili ai frammenti di fregio, cornice e capitello (Fig. 08). Per non parlare del volto dalla spiccata espressione ieratica (Fig. 09). In termini di patrimonio culturale è assai negativo disporre di così poca parte di un fondamentale dettaglio architettonico copiosamente presente nella libreria. Varrebbe la pena di fare appello, a chi per casualità possedesse un esemplare di tale dettaglio, di renderlo disponibile affinch , potendolo riprodurre facendo magari ricorso a nuove avanzate tecnologie digitali, la ricomposizione della libreria non risulti priva di tanto valore estetico. Come si diceva non mancano, con rosette e astragali, i riferimenti alla tecnica della tornitura. Ma ove la tornitura assume una fisionomia preindustriale è nelle cornici modanate a disegno circolare poste nella mezzeria di alte pannellature (Figg. 10/11). Ecco, per concludere un ulteriore esempio di qualità e valore che non potrebbero sussistere se non si intrecciassero disegno, tecnica, materiale e, più di ogni altra cosa, capacità di prefigurare il futuro. Figura 10: Particolari decorativi di fregio, cornice e capitello (foto di E. Dotto). Figura 11: Ricostruzione 4. Modulo della scaffalatura (disegni di E. Dotto).
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LIGNUM SERVARE
di
lessia Ottone .artecontrolconsulting.it
N LI DI CONSERV IONE PREVEN IV – VI P R E
IL RIGORE DELLA SCIENZA AL SERVIZIO DELL’ARTE – PARTE 2: METODOLOGIE STATISTICHE APPLICATE AI TRATTAMENTI IN ANOSSIA MULTI-BOLLA
La rubrica Lignum Servare ora a firma di lessia Ottone, laureata in Scienze e ecnologia per la Conservazione e il Restauro dei eni Culturali all’ niversità degli Studi di Roma La Sapienza , (sono state pubblicate fino al numero 3 dodici parti a firma di Gianfranco agri che prosegue con la sua rubrica rtis Servare ne IL LEGNO) tratta del metodo scientifico e dei parametri statistici nelle tecnologie di disinfestazione del patrimonio ligneo e in questo contributo in particolare del trattamento anossico. INTRODUZIONE
Nel precedente contributo abbiamo esaminato i fondamenti metodologici che governano la diagnostica applicata ai beni culturali, analizzando la cruciale distinzione metrologica tra i concetti di accuratezza (la vicinanza al valore vero) e precisione (la riproducibilità della misura). bbiamo evidenziato come l abbandono dei biocidi chimici abbia imposto l adozione di tecnologie fisiche ed ecocompatibili, il cui successo biologico indissolubilmente legato alla capacità di monitorare in tempo reale e con sensori ad alta reattività le fluttuazioni di temperatura e umidità. Figura 1: Meccanismo apertura spiracoli, tratto da Selwitz, Maekawa Inert Gases in the Control of Museum Insect Pests -cap 1 “Research in conservation” - The Getty Conservation Institute (1998).
Espandendo questi principi, l attenzione deve ora focalizzarsi su uno dei pilastri della conservazione dei beni culturali lignei: il trattamento di disinfestazione radicale in anossia controllata (o atmosfera modificata). Nel trattamento anossico, si immette azoto (gas inerte) sostituendolo all’ossigeno presente all’interno della bolla sigillata, riducendo quest’ultimo sotto lo , . Privato d aria, l insetto accelera la respirazione e apre gli spiracoli (organi che regolano i liquidi). Questo ne provoca la morte per disidratazione in ogni stadio biologico (uovo, larva, adulto), senza alterare chimicamente i manufatti biologici o lignei. Quando questo trattamento viene eseguito in ambito museale mediante l impiego simultaneo di più bolle anossiche, la semplice lettura strumentale si rivela approssimativa ( igura ). Per garantire l eradicazione dei parassiti ed evitare danni strutturali alle opere, imprescindibile applicare l analisi multivariata e i parametri dispersivi su una complessa matrice di dati: concentrazione di ossigeno residuo (O ), temperatura ( ) e umidità relativa ( R).
RIVEDIAMO I CONCETTI DI MEDIA, MEDIANA E DEVIAZIONE STANDARD
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Per operare con rigore metrologico in un sistema multi-bolla, necessario superare le ambiguità del dato singolo, introducendo precisi indici statistici capaci di sintetizzare il comportamento termodinamico dei volumi confinati: La Media Aritmetica: Rappresenta il
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baricentro matematico della distribuzione dei dati termo-igrometrici calcolato su tutte le sonde attive nelle diverse bolle. Pur essendo l indicatore più comune, risente drasticamente della presenza di outlier, ovvero valori anomali causati da un malfunzionamento momentaneo o da un posizionamento errato di un singolo sensore. La Mediana: il valore che occupa la posizione centrale in una sequenza ordinata di dati. Dividendo esattamente a metà la distribuzione, si configura come una misura robusta. Se una singola sonda all interno di una bolla sperimenta un picco fittizio, la edia globale ne risentirà, mentre la ediana rimarrà stabile, offrendo una fotografia fedele del reale progresso del microclima collettivo. La Deviazione Standard (Errore quadratico medio): matematicamente, rappresentata dalla radice quadrata della media dei quadrati degli errori ed esprime la dispersione dei dati attorno alla edia ritmetica, riflettendo l entità degli errori casuali e l omogeneità dell ambiente di trattamento. na Deviazione Standard ridotta indica che tutte le bolle stanno rispondendo in modo uniforme un valore elevato evidenzia una pericolosa disomogeneità microclimatica ( igura ).
GESTIONE DEL BIAS STRUMENTALE
Gli studi scientifici dimostrano che l efficacia biocida totale su tutti gli stadi vitali dei parassiti si ottiene unicamente se la concentrazione di ossigeno
residuo viene mantenuta stabilmente al di sotto dello , . In uno scenario multi-bolla, l operatore deve monitorare simultaneamente molteplici sensori. Diventa allora fondamentale comprendere il concetto di bias (o errore sistematico), ovvero la divergenza costante tra il valore letto dallo strumento e il valore vero della grandezza fisica, accennato nel precedente contributo. Prendendo, ad esempio, le misure della concentrazione di ossigeno residuo, un bias negativo dei sensori di ossigeno può rivelarsi fatale: un errore sistematico dello strumento dello , in difetto indurrebbe l operatore a considerare un livello apparentemente sicuro dello , , bench , all’interno della bolla anossica, in realtà l ossigeno sia allo , . Questa minima discrepanza permette ad alcune larve o uova di sopravvivere, vanificando l’efficacia dell’intervento stesso. La validazione del protocollo esige dunque una taratura periodica dei sensori per minimizzare il bias complessivo della rete di monitoraggio ( igura 3).
Figura 2 appresenta ione grafica dei parametri statistici.
L’IMPORTANZA DELLA PROPAGAZIONE DELL'ERRORE
Durante l anossia, anche i valori di temperatura e umidità relativa, oltre a quelli della concentrazione di ossigeno residuo, non devono essere semplicemente letti e presi cos come sono, ma devono essere considerati all’interno di modelli fisici per valutare le condizioni interne alla bolla e al legno non accessibili, al fine di sintetizzare i valori
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LIGN
SERV RE
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Figura 3 Grafico di calibrazione O2 e bias.
misurati tramite la edia, la ediana o altri parametri rappresentativi. Poich anche i sensori possiedono tolleranze intrinseche (e, in questo articolo, considereremo solo le incertezze standard), entra in gioco la teoria della Propagazione dell Errore. L incertezza associata a una grandezza calcolata indirettamente (quindi, non misurata direttamente) non una banale somma lineare dei singoli errori, ma si propaga secondo la legge statistica di Gauss (che non approfondiremo ulteriormente in questo contributo), combinando le incertezze delle variabili indipendenti in quadratura, secondo la formula:
Se l’operatore trascura questo principio, rischia di considerare uniforme il trattamento basandosi solo sulla media. na Deviazione Standard elevata dell umidità relativa tra le diverse bolle potrebbe indicare che sta avvenendo
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un disseccamento localizzato e disomogeneo. Calcolando l incertezza propagata, il disinfestatore può stabilire se le variazioni rientrino nell intervallo di confi denza (vedi precedente articolo) o se sia necessario intervenire per regolare i sistemi di umidificazione centralizzati, proteggendo il legno da tensioni e fessurazioni interne.
CONCLUSIONI
Il presente articolo non intende, ovviamente, demonizzare o invalidare la veridicità dei parametri letti sugli apparati strumentali e datalogger, ma vuole sottolineare come l integrazione (e la consapevolezza ) di queste accortezze statistiche sposti l asse da un intervento di emergenza a un monitoraggio calibrato sul processo in atto. La gestione rigorosa di un sistema multi-bolla anossica non può prescindere dal calcolo sistematico della ediana per neutralizzare gli outlier, dal controllo del bias dei sensori di ossigeno e dalla quantificazione dell incertezza propagata sui parametri termo-igrometrici. Solo cos l anossia si trasforma da pratica empirica decontestualizzata a protocollo con esito garantito e sicuro per i beni culturali.
PREVENTIVE CONSERVATION MANUALS – PART XVI THE RIGOUR OF SCIENCE IN THE SERVICE OF ART – PART 2: STATISTICAL METHODOLOGIES APPLIED TO MULTI-ENCLOSURE ANOXIC TREATMENTS he ignum er are column, by lessia ttone, continues its e ploration of the scientific method applied to the conser ation of wooden cultural heritage. fter addressing the concepts of accuracy, precision and thermo-hygrometric monitoring, this contribution focuses on controlled-ano ia disinfestation treatment and on the importance of statistical tools in the management of multi-enclosure systems. In an anoxic treatment, the oxygen inside a sealed enclosure is replaced with nitrogen until its concentration falls below . . Under these conditions, insects increase their respiration rate and open their spiracles, resulting in dehydration and death at every stage of their life cycle, from egg to adult, without chemically altering the ob ects being treated. However, when several enclosures are treated simultaneously, simply reading the individual instruments is not sufficient: to verify the effectiveness of the disinfestation process and maintain safe conditions for the wood, residual oxygen, temperature and relative humidity must be analysed together. Several statistical parameters therefore become essential. The arithmetic mean summarises the overall behaviour of the data, but it can be influenced by anomalous values caused, for example, by a malfunctioning or incorrectly positioned sensor. The median, being less sensitive to outliers, provides a more robust indication of the actual evolution of the microclimate. The standard de iation measures the dispersion of values around the mean: a low value indicates uniform behaviour across the different enclosures, while high values may reveal uneven microclimatic conditions. Another decisive factor is instrumental bias, namely the systematic error that consistently separates the measured value from the true value. When monitoring oxygen, even a small discrepancy can compromise the treatment: a sensor that systematically un-
derestimates the concentration by 0.2% could indicate an oxygen level of 0.05% when the actual value is 0.25%, allowing larvae or eggs to survive. For this reason, the protocol requires periodic sensor calibration, which is essential for reducing the overall error of the monitoring network. Temperature and relative humidity must also be interpreted by taking into account the uncertainties inherent in the instruments themselves. When these quantities are used within models or combined to obtain indirect values, error propagation comes into play: individual uncertainties are not simply added together, but are combined statistically. Neglecting this aspect can lead to a treatment being considered uniform when it is not. A high degree of humidity variation between enclosures, for example, may indicate localised drying and the need to intervene in the humidification systems before stresses or cracks develop in the wood. The aim is not to question the reliability of sensors and data loggers, but to integrate instrumental readings with correct statistical interpretation. In a multi-enclosure system, monitoring the median to limit the influence of outliers, checking the bias of oxygen sensors and quantifying uncertainty in thermo-hygrometric parameters make it possible to transform monitoring from the simple collection of data into a tool for controlling the process. It is this rigorous approach that makes anoxia a genuinely reliable protocol for the disinfestation and protection of wooden cultural heritage.
FOCUS CONNESSION
COLLOQUIUM
FRIULSIDER A SIMPSON STRONG-TIE COMPANY di Sonia Maritan www.friulsider.com
60 ANNI DI SOLIDITÀ E 70 DI INNOVAZIONE
Simpson Strong-Tie fornisce soluzioni che aiutano le persone a progettare e costruire strutture più sicure e resistenti. La dedizione nel perseguire prodotti e tecnologie sempre migliori e nell’offrire ai clienti un servizio e un supporto eccezionali, è stata al centro della missione del Gruppo Simpson dal 1956. In qualità di pionieri nel settore edile e specializzati a livello mondiale nelle soluzioni strutturali, il gruppo risolve i problemi attraverso l’uso agile di ingegneria e innovazione. L'ingresso di Friulsider – che produce e distribuisce sistemi di fissaggio sicuri e innovativi per la tecnologia costruttiva – nel Gruppo Simpson Strong-Tie ha creato un'importante contaminazione positiva tra competenze complementari. Ne parliamo con l’Amministratore Delegato di Friulsider, Fabrizio Tofoni. Chiediamo all’Amministratore Delegato di Friulsider Fabrizio Tofoni, collocata a San Giovanni al Natisone, di poter approfondire – insieme alla redazione di Struttura Legno – alcuni passaggi della realtà di rilievo che rappresenta e che produce internamente sistemi di fissag gio. Un’eccellenza manifatturiera del made in Italy che ha ampliato la sua visione internazionale diventando parte di Simpson Strong-Tie, Gruppo americano con 70 anni di esperienza nelle soluzioni di connessioni strutturali. ) I sistemi di fissaggio di Friulsider e quelli di Simpson Strong-Tie si sono reciprocamente arricchiti nello scambio sinergico del loro know-how produttivo, oltre che commerciale? Attraverso quali strategie? «L'ingresso di Friulsider nel Gruppo Simpson Strong-Tie ha creato un'importante contaminazione positiva tra competenze complementari. Da un lato Friulsider ha portato in dote una consolidata esperienza nella produzione di ancoranti metallici e plastici, sviluppata internamente in Italia; dall'altro Simpson Strong-Tie ha messo a disposizione un patrimonio di conoscenze nell'ambito delle connessioni strutturali e delle soluzioni per l'edilizia in legno. Simpson Strong-Tie è infatti un riferimento mondiale nelle connessioni strutturali per il mondo legno.
Ritratto dell’Amministratore Delegato di Friulsider, Fabrizio Tofoni,
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La strategia è stata quella di favorire la collaborazione tra team, condividere know-how tecnico e best practice, armonizzare processi e ampliare progressivamente il portafoglio prodotti disponibile nei diversi mercati. Questo approccio ci consente oggi di offrire ai clienti una proposta più completa e di affrontare le esigenze progettuali con una visione sempre più integrata. Inoltre, essere parte di un gruppo internazionale di peso importante ci ha consentito di investire in progetti di ampliamento dei nostri spazi e in nuove linee produttive». 2) A quando risale questa fusione? Ha avuto il pregio di dare più forza all'identità della realtà friulana e a quel senso di appartenenza che si è manifestato a metà novembre con le problematiche date dai nubifragi? «L'ingresso di Friulsider nel Gruppo Simpson Strong-Tie risale al 2022. Fin dall'inizio l'obiettivo è stato quello di valorizzare le competenze, la cultura aziendale e l'identità manifatturiera costruite in oltre sessant'anni di storia. Essere parte di un gruppo internazionale non ha indebolito le nostre radici, anzi le ha rafforzate. Friulsider continua infatti a rappresentare un importante centro produttivo e di competenza tecnologica momenti di difficoltà issuti sul territorio hanno dimostrato quanto sia forte il senso di appartenenza delle persone all'azienda e quanto l'azienda stessa sia profondamente legata alla comunità locale. Questo spirito costituisce uno dei principali punti di forza su cui continuiamo a costruire il nostro futuro».
3) Un anniversario che unisce maggiormente le due compagini imprenditoriali e l'obiettivo di renderla una realtà di livello globale? «Il sessantesimo anniversario di Friulsider e il settantesimo anniversario di Simpson Strong-Tie rappresentano molto più di una ricorrenza. Sono la testimonianza di due storie accomunate da valori simili inno azione affidabilità attenzione alle persone e vicinanza al cliente. Celebrare questi traguardi insieme significa riconoscere il contributo che ciascuna realtà ha portato al successo del gruppo e ribadire una visione comune: crescere come organizzazione globale mantenendo la capacità di comprendere e ser ire le specificità dei mercati locali».
Stabilimento Friulsider | Simpson Strong-Tie, San Giovanni al Natisone.
4) Quali sono i nove valori su cui si fonda la cultura aziendale di Simpson StrongTie | Friulsider? «La nostra cultura aziendale si basa su nove valori fondamentali che guidano quotidianamente il nostro modo di lavorare: attenzione al cliente, visione a lungo termine, qualità, azioni da leader, persone, crescita, innovazione, attenzione agli altri, divertimento. Non si tratta di principi astratti, ma di valori che trovano applicazione concreta nelle relazioni con i clienti, nella gestione delle persone, negli investimenti e nelle scelte strategiche che orientano lo sviluppo dell'azienda». 5) Il gruppo ha recentemente ampliato il proprio perimetro integrando la Business Unit Etanco Italia. Una strategia volta ad ampliare il target e la notorietà del brand?
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COLLOQUIUM_FRIULSIDER 60 YEARS OF SOLIDITY AND 70 YEARS OF INNOVATION Simpson Strong-Tie provides solutions that help people design and build safer, stronger structures. The commitment to continually improving products and technologies, while providing customers with exceptional service and support, has been at the heart of the simpson group’s mission since 1956. As a pioneer in the construction industry and a global specialist in structural solutions, the group solves problems through an agile approach to engineering and innovation. The entry of Friulsider – which manufactures and distributes safe, innovative fastening systems for construction technology – into the Simpson Strong-Tie Group has created an important exchange between complementary areas of expertise. We discuss this with Fabrizio Tofoni, managing director of Friulsider. Together with the editorial team of Struttura Legno, we asked Fabrizio Tofoni, Managing Director of Friulsider, based in San Giovanni al Natisone, to explore some of the key aspects of this established company, which manufactures fastening systems inhouse. A Made in Italy manufacturing business that has broadened its international outlook by becoming part of Simpson StrongTie, the American group with 70 years of experience in structural connection solutions. 1) Have Friulsider’s fastening systems and those of Simpson Strongie mutually benefited from the e change of their manufacturing and commercial know-how? Through which strategies? «Friulsider’s entry into the Simpson Strong-Tie Group has created an important positive exchange between complementary areas of expertise. On the one hand, Friulsider has contributed its well-established experience in the in-house production of metal and plastic anchors in Italy; on the other, Simpson Strong-Tie has made available a wealth of knowledge in structural connections and solutions for timber construction. Simpson Strong-Tie is, in fact, a global reference in structural connections for timber construction. The strategy has been to encourage collaboration between teams, share technical know-how and best practices, harmonise processes and progressively expand the product portfolio available in different markets. This approach now allows us to offer customers a more comprehensive range and address design requirements with an increasingly integrated perspective. In addition, being part of a major international group has enabled us to invest in projects to expand our facilities and introduce new production lines».
2) When did this merger take place? Has it helped strengthen the identity of the Friuli-based company and the sense of belonging that emerged in mid- o ember during the difficulties caused by the se ere storms «Friulsider joined the Simpson Strong-Tie Group in 2022. From the outset, the objective was to enhance the expertise, corporate culture and manufacturing identity built up over more than sixty years of history. Being part of an international group has not weakened our roots; on the contrary, it has strengthened them. Friulsider continues to be an important manufacturing centre and hub of technological expertise. The difficult moments experienced locally demonstrated how strong people’s sense of belonging to the company is and how deeply the company itself is connected to the local community. This spirit is one of the main strengths on which we continue to build our future». 3) Do these anniversaries bring the two companies even closer together and reinforce the objective of developing a global organisation? «Friulsider’s sixtieth anniversary and Simpson Strong-Tie’s seventieth anniversary represent much more than milestones. They bear witness to two histories built around similar values: innovation, reliability, attention to people and proximity to customers. Celebrating these milestones together means recognising the contribution each organisation has made to the Group’s success and reaffirming a shared vision: to grow as a global organisation while retaining the ability to understand and serve the specific needs of local markets . 4) What are the nine values on which the corporate culture of Simpson Strong-Tie | Friulsider is based? «Our corporate culture is based on nine fundamental values that guide
«L'integrazione di Etanco Italia rappresenta un'importante opportunità di crescita e di ampliamento delle competenze. Grazie a questa operazione il gruppo rafforza la propria presenza in ambiti altamente specializzati come le facciate ventilate e le coperture tecniche. L'obiettivo non è soltanto quello di ampliare l'offerta, ma anche di dialogare in maniera sempre più efficace con progettisti, studi di ingegneria e professionisti coinvolti nelle scelte costruttive a monte del processo decisionale. Essere presenti fin dalle prime fasi della pro gettazione consente infatti di generare maggior valore per tutti gli attori della filiera». 6) Il servizio proposto con la Business Unit Etanco Italia amplia anche il ventaglio di prodotti a livello europeo con la produzione e commercializzazione di tasselli e ancoranti? «L'integrazione amplia certamente l'offerta disponibile e rafforza la capacità del gruppo di proporre soluzioni complete per l'involucro edilizio.
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a combinazione tra i sistemi di fissag gio sviluppati da Friulsider, le connessioni strutturali di Simpson Strong-Tie e le competenze di Etanco nel settore delle facciate e delle coperture permette di rispondere a esigenze progettuali sempre più complesse attraverso un interlocutore unico». 7) Le nuove linee produttive vi permetteranno di aumentare la distanza dai prodotti low cost provenienti dall'Estremo Oriente (soprattutto attraverso le certifica ioni) possibile uantificare il mercato europeo dei sistemi di fissag gio che coprite attualmente? «Gli investimenti produttivi che stiamo realizzando hanno l'obiettivo di aumentare efficienza ualità capacità pro duttiva e sostenibilità dei processi. Riteniamo che la differenza competitiva non si giochi esclusivamente sul prezzo, ma soprattutto sulla capacità di offrire prodotti certificati prestazioni docu mentate supporto tecnico e affidabili tà nel tempo. In un contesto in cui la sicurezza delle costruzioni e la conformità normativa
the way we work every day: customer focus, long-term outlook, quality, leadership, people, growth, innovation, caring for others and having fun. These are not abstract principles, but values that find practical application in our relationships with customers, in people management, in investments and in the strategic decisions that guide the company’s development». 5) The Group has recently expanded its scope by integrating the Etanco Italia Business Unit. Is this a strategy aimed at broadening the target market and increasing brand awareness? «The integration of Etanco Italia represents an important opportunity for growth and for expanding our expertise. Through this operation, the Group is strengthening its presence in highly specialised areas such as ventilated fa ades and technical roofing systems. The objective is not only to broaden the product range, but also to engage increasingly effectively with designers, engineering firms and professionals involved in construction decisions at the earliest stages of the decisionmaking process. Being involved from the initial design phases makes it possible to generate greater value for all players throughout the supply chain». 6) Does the service offered through the Etanco Italia Business Unit also broaden the European product range in terms of the manufacture and distribution of plugs and anchors? «The integration certainly broadens the available product range and strengthens the Group’s ability to provide complete solutions for the building envelope. The combination of fastening systems developed by Friulsider, Simpson Strong-Tie’s structural connections and Etanco’s expertise in façades and roofing enables us to respond to increasingly complex design requirements through a single point of contact». 7) Will the new production lines allow you to differentiate yourselves further from low-cost products from the Far East, particularly through certification Is it possible to uantify the share of the uropean fastening systems market that you currently cover?
assumono un'importanza crescente, il alore delle certificazioni dei controlli di qualità e della tracciabilità diventano elementi distintivi fondamentali. l mercato europeo dei sistemi di fissaggio è un settore molto ampio e competitivo: la nostra ambizione è continuare a crescere attraverso innovazione, ampliamento dell'offerta e presenza sempre più capillare nei mercati strategici». 8) Può mettere a confronto i mercati di Italia, Spagna e Portogallo? «L'Italia è un mercato caratterizzato da una forte attenzione agli aspetti normati i tecnici e alle certificazioni Commercializziamo i nostri prodotti attraverso una rete di agenti sul territorio, mentre serviamo direttamente i clienti del segmento OEM e dell'offerta Etanco. La Spagna si distingue per il dinamismo dei segmenti della nuova edilizia e della ri ualificazione degli edifici l ortogallo, pur rappresentando un mercato di dimensioni più contenute, mostra interessanti tassi di crescita e una crescen-
«The manufacturing investments we are making are intended to increase efficiency, quality, production capacity and process sustainability. e believe that competitive differentiation is not based solely on price, but above all on the ability to offer certified products, documented performance, technical support and long-term reliability. In a context where construction safety and regulatory compliance are becoming increasingly important, certification, quality controls and traceability are fundamental distinguishing factors. The European fastening systems market is a very large and competitive sector: our ambition is to continue growing through innovation, expansion of the product range and an increasingly widespread presence in strategic markets». 8) How would you compare the markets in Italy, Spain and Portugal? «Italy is a market characterised by a strong focus on regulatory and technical aspects, as well as certifications. e market our products through a network of agents throughout the country, while directly serving customers in the OEM segment and the Etanco offering. Spain stands out for the dynamism of both new construction and building renovation. Portugal, although a smaller market, is showing interesting growth rates and increasing openness towards innovative solutions. The S&P Clever Reinforcement division, specialising in structural reinforcement systems, is also present in both countries». 9) What percentage of turnover is accounted for by timber construction? Has the new concealed bracket been promoted since the latest edition of Klimahouse? «Timber construction represents a strategic and constantly evolving segment for the Group. n recent years, we have invested significantly in developing solutions dedicated to this sector, which continues to benefit from growing attention towards sustainable and efficient construction. Among the most recent developments is the BTCALU concealed aluminium bracket for timber-to-timber and timber-to-concrete applications. It was developed to meet the needs of designers and installers looking for a certified, fire-resistant, high-quality product that allows timber to be fixed to concrete using a concealed connector».
te apertura verso soluzioni innovative. n entrambi i aesi inoltre presente la di isione le er einforcement specializzata nei sistemi di rinforzo strutturale». 9) Quale percentuale di fatturato copre l'edilizia in legno? La nuova staffa a scomparsa è in promozione dall'ultima edizione di Klimahouse? «L'edilizia in legno rappresenta per il gruppo un segmento strategico e in costante evoluzione. Negli ultimi anni abbiamo in estito in modo significativo nello sviluppo di soluzioni dedicate a questo settore, che continua a beneficiare della crescente attenzione erso costruzioni sostenibili ed efficienti Tra le novità più recenti rientra anche la staffa a scomparsa in alluminio per applicazioni legno-legno e legno-calcestruzzo, la BTCALU, sviluppata per rispondere alle esigenze di progettisti e installatori che ricercano un prodotto certificato resistente al fuoco e di alta ualità che permetta di fissare il legno al cemento con un connettore a scomparsa».
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FOCUS CONNESSION
COLLOQUIUM
SOLTECH
di Sonia Maritan www.soltechonline.com
LE CONNESSIONI SU MISURA
La fornitura di ancoraggi standard e soluzioni su misura, con l’obiettivo di rendere le strutture in legno sicure, durature e innovative, ha portato Soltech s.r.l a progettare una gamma di prodotti molto ampia. In questo primo dialogo con il fondatore Emanuele Gatti, appassionato di carpenteria metallica, approfondiamo il know-how aziendale nelle connessioni attraverso dieci punti. In queste pagine, una gamma rappresentativa dell’offerta di articoli prodotti da Soltech s.r.l. nell’ambito della carpenteria metallica: Airtec, Steel su cemento, Steel su legno, piastra a più vie su misura, portapilastri, tiranti.
These pages feature a representative selection of the products manufactured by Soltech s.r.l. in the field of metal fabrication.
1. Perché Soltech s.r.l si è specializzata proprio nelle connessioni per la carpenteria in legno? In quante e quali categorie merceologiche opera? «Soltech s.r.l. si è specializzata nelle connessioni metalliche per la carpenteria di strutture in legno per rispondere alla crescente complessità strutturale e alla necessità di garantire duttilità, sicurezza antisismica e durabilità agli edifici in legno Più di 30 anni fa, l'azienda ha “intercet-
tato” il passaggio da una carpenteria tradizionale a un'edilizia industrializzata in legno (come l'avvento dei sistemi a telaio e X-LAM), dove la connessione metallica rappresenta il vero punto nevralgico della stabilità strutturale. L'azienda opera principalmente in quattro macro-categorie merceologiche: • Sistemi di ancoraggio standard: piastre, angolari, hold-down, viti e tiranti in pronta consegna; • Portapilastri e staffe d'ancoraggio: soluzioni certificate (marcatura ed per il fissaggio a terra di pilastri e travi; • Sistemi brevettati per l'attacco a terra: soluzioni ad altissima tecnologia per la durabilità, guidate dal sistema • Carpenteria metallica speciale su misura: elementi personalizzati sagomati su progetto del cliente». 2. In quale percentuale si distinguono oggi le due proposte di ancoraggi standard e soluzioni su misura che l’azienda offre? «Oggi la ripartizione tra le due proposte si attesta indicativamente su un 70% per gli ancoraggi standard e un 30% per le soluzioni su misura. Sebbene il catalogo standard con oltre 30.000 articoli garantisca i volumi principali per la gestione quotidiana dei cantieri, la quota "custom" (sartoriale) è in forte e costante crescita. Questo aumento è trainato da architetture in legno sempre più ardite ed efficienti che non possono essere risolte con la ferramenta commerciale da catalogo». 3. Come nascono le soluzioni su misura nella carpenteria in legno: attra-
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verso le richieste del cliente oppure i progetti di ricerca interni al reparto Ricerca & Sviluppo di Soltech s.r.l? «Le soluzioni su misura nascono da una stretta sinergia simbiotica tra le richieste del cliente e la ricerca interna di Soltech s.r.l.: • Input del cliente: il progettista o il carpentiere sottopone un problema specifico legato al cantiere • Sviluppo interno (R&S): l ufficio tecnico e il reparto R&S non si limitano a eseguire il componente, ma ottimizzano la connessione tramite strumenti avanzati. razie alle certificazioni 1090 e ISO 3834, l'azienda ingegnerizza la soluzione industriale rendendola idonea alla marcatura ». 4. Come si è evoluto il settore delle costruzioni in legno dal vostro osservatorio privilegiato? « egli ultimi decenni abbiamo assistito alla definiti a transizione del legno da materiale per "strutture secondarie" (tettoie, coperture) a materiale per edifici multipiano. Il mercato è passato da un approccio artigianale a una vera e propria ingegnerizzazione dei processi. Oggi c'è molta più consapevolezza rispetto al passato sulle performance antisismiche del legno, ma l'attenzione si è spostata drasticamente sui temi della durabilità biologica della struttura e della fisica edile (tenuta all'aria, ponti termici, gestione dell'umidità)». .
uali sono le difficolt di mettere in dialogo diversi materiali strutturali in cantiere? «Mettere in connessione materiali con risposte fisiche e meccaniche profondamente diverse (come cemento armato, acciaio e legno) comporta tre grandi sfide:
• Tolleranze millimetriche: i diversi materiali presenti in cantiere hanno tolleranze di lavoro differenti. Il cemento armato, ad esempio ha tolleranze, nell'ordine dei centimetri, mentre le strutture in legno (tagliate a controllo numerico) richiedono precisioni millimetriche; • Comportamento igrotermico e dilatazioni: l'acciaio subisce dilatazioni termiche, il legno reagisce fortemente alle variazioni di umidità e il calcestruzzo soffre i fenomeni di ritiro e umidità residua; • Trasmissione dei carichi: concentrare sforzi enormi (sismici o del vento) su elementi di giunzione metallica senza causare lo schiacciamento locale delle fibre del legno». 6. Quali sono i punti più delicati in un edificio in legno, oltre all attacco a terra? « scludendo l'attacco a terra, risolto con il sistema di cordolo ventilato ispezionabile AIRTECH per eliminare marcescenze e ristagni (a cui verrà dedicata una trattazione a parte), le altre zone critiche sono: • I nodi di giunzione tra pareti e solai di interpiano e di copertura: punti esposti a infiltrazioni d aria ponti acustici e termini e dove sorge la necessità di blindare la continuità strutturale contro le forze di taglio; • Le forature impiantistiche: i passaggi dei condotti ( idraulica elettricità) che rischiano di compromettere l'ermeticità dello strato di tenuta all'aria; • Le zone di continuità esterno/interno: balconi in legno passanti o terrazze, do e il rischio di infiltrazione dell acqua piovana dietro il cappotto isolante è altissimo».
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COLLOQUIUM_SOLTECH CUSTOM CONNECTIONS The supply of standard anchors and custom solutions, with the aim of making timber structures safe, durable and innovative, has led oltech s.r.l. to de elop a ery broad product range. In this first con ersation with founder manuele atti, who has a passion for metalwork, we explore the company’s know-how in connection systems through ten key points. . hy did oltech s.r.l. specialise specifically in connection systems for timber structures? How many product categories does the company operate in, and what are they? «Soltech s.r.l. specialised in metal connections for timber structures in response to growing structural complexity and the need to ensure ductility, seismic safety and durability in timber buildings. More than 30 years ago, the company identified the shift from traditional timber construction to industrialised timber building systems, including the development of timber-frame and CLT systems, in which the metal connection represents a crucial point for structural stability. The company operates primarily in four main product categories: • Standard anchoring systems: plates, brackets, hold-downs, screws and tie rods available for immediate delivery; • Post bases and anchoring brackets: certified solutions (CE marking and ETA) for fixing posts and beams to the ground; • Patented ground connection systems: advanced solutions designed to improve durability, led by the A TECH system; • Custom special metalwork: bespoke components shaped according to the customer’s design». 2. What is the current percentage split between the two types of solutions offered by the company: standard anchors and custom solutions? «Today, the split between the two is approximately 70% standard anchors and 30% custom solutions. Although the standard catalogue, with more than 30,000 products, accounts for the majority of volumes required for day-to-day site operations, the custom, or “tailor-made”, segment is growing strongly and consistently. This growth is being driven by increasingly ambitious and efficient timber architecture that cannot always be addressed using standard commercial hardware from a catalogue». 3. How are custom solutions for timber construction developed: from customer requests or from internal research projects carried out by Soltech s.r.l.’s Research & Development department? «Custom solutions arise from a close interaction between customer requirements and Soltech s.r.l.’s internal research:
• Customer input: the designer or timber contractor presents a specific problem encountered on site; • Internal development (R&D): the technical office and D department do more than simply manufacture the component; they optimise the connection using advanced tools. Thanks to EN 10 0 and S 383 certifications, the company engineers the solution for industrial production, making it suitable for CE marking . 4. From your perspective, how has the timber construction sector evolved? ver the last few decades, we have seen the definitive transition of timber from a material used for “secondary structures”, such as canopies and roofs, to a material used for multi-storey buildings. The market has moved from a craft-based approach to genuine process engineering. Today there is much greater awareness than in the past of timber’s seismic performance, while attention has increasingly shifted towards the biological durability of the structure and building physics, including airtightness, thermal bridges and moisture management». .
hat are the main difficulties in ol ed in integrating different structural materials on site? «Connecting materials with very different physical and mechanical responses, such as reinforced concrete, steel and timber, involves three major challenges: • Millimetre tolerances: the different materials used on site have different working tolerances. einforced concrete, for example, may have tolerances measured in centimetres, whereas timber structures, cut using CNC machinery, require millimetre precision; • Hygrothermal behaviour and expansion: steel is subject to thermal expansion, timber reacts strongly to changes in humidity, and concrete is affected by shrinkage and residual moisture; • Load transfer: very high forces, such as seismic or wind loads, must be concentrated on metal connection elements without causing local crushing of the timber fibres . 6. Apart from the ground connection, what are the most critical points in a timber building?
7. Cosa manca ancora a questo settore per uscire dalla sua nicchia di mercato e approdare a un target generalista (se è auspicabile che accada)? «Per un approccio totalmente "generalista", al settore mancano ancora due fattori chiave: • Uniformità nella formazione professionale: molti progettisti e imprese edili tradizionali non hanno ancora le competenze strutturali specifiche per il legno, tendendo a replicare i dettagli tipici del cemento armato; • emistifica ione dei falsi miti sui costi e sulle caratteristiche del materiale legno: il cliente finale associa ancora spesso il legno all'idea di precarietà, a costi proibitivi o a una scarsa sicurezza in caso di incendio. In realtà, il comportamento al fuoco degli elementi strutturali in legno è prevedibile e progettualmente controllabile: durante un incendio la carbonizzazione proce-
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«Leaving aside the ground connection, addressed through the AIRTECH inspectable ventilated sill system to prevent rot and moisture accumulation – which will be covered separately – the other critical areas are: • onnections between walls and intermediate oors or roofs areas exposed to air leakage, acoustic and thermal bridges, where structural continuity must also be secured against shear forces; • Openings for building services: penetrations for ducts and systems such as mechanical ventilation, plumbing and electrical services, which can compromise the airtightness layer; • Areas of continuity between exterior and interior: projecting timber balconies or terraces, where the risk of rainwater penetrating behind the insulation system is particularly high». 7. What does the sector still need in order to move beyond its market niche and reach a broader audience, assuming that this is desirable? «For timber construction to become fully mainstream, the sector still needs two key elements: • Consistency in professional training: many designers and traditional construction companies still lack specific structural expertise in timber and tend to reproduce details typically used for reinforced concrete; • Dispelling misconceptions about the cost and characteristics of timber: end users still often associate timber with a sense of impermanence, prohibitive costs or poor fire safety. n reality, the fire behaviour of structural timber elements is predictable and can be controlled at the design stage: during a fire, charring progresses gradually from the surface towards the interior, while the remaining uncharred section substantially retains its mechanical properties. When the supply chain is able to communicate these aspects effectively and demonstrate in a standardised way that industrialised timber construction can reduce construction times and long-term energy management costs, the market will become firmly established on a mass scale . 8. Which markets do you mainly operate in? Is your geographical reach expanding? «Soltech s.r.l. operates primarily in the talian domestic market, serving the established timber construction and sustainable building districts. However, our geographical reach is expanding significantly both into neighbouring European markets and into international markets, with targeted pro ects and supplies, for example in regions with particularly demanding seismic requirements».
9. To what extent do you contribute to developing technical knowledge within the sector, and through which tools or activities? «The company actively contributes to the dissemination of technical knowledge through four practical channels: • University collaborations: the development and scientific validation of complex products has often been carried out in cooperation with universities located throughout taly; • Participation in trade fairs and industry conferences: active involvement in technical forums, such as the “Timber Forum”, to promote good construction-site practices and structural durability; • Training for professionals and site operators: courses organised in cooperation with professional bodies to promote and disseminate knowledge of timber structural design among industry professionals, as well as training programmes for the qualification and certification of timber carpenters, developed together with industry associations and organisations. Direct dialogue with designers and professionals working on construction sites every day creates an important exchange of expertise: on the one hand, it helps improve the knowledge and awareness of those physically carrying out the work; on the other, it allows designers and companies in the sector to gain a better understanding of the practical issues encountered on site. This interaction between design and construction contributes to the continuous improvement of the entire timber construction supply chain; • Technical support and software: direct technical assistance for designers and the development of calculation tools and software to facilitate the correct design of connections». 10. What could be done to provide greater institutional representation for the sector and raise awareness throughout the supply chain, all the way to the end user? At institutional and economic level, there is a need to promote more streamlined technical regulations and targeted incentives that reward the actual sustainability — and decarbonisation — of materials throughout their life cycle (LCA). To raise awareness throughout the supply chain and among end users, a kind of “building maintenance and traceability logbook” should be introduced. Showing buyers that, thanks to inspectable and digital technologies such as humidity sensors and inspection cameras that can be inserted into sill systems — their timber home can be monitored and protected over time just like a car is a key step towards overcoming end-user mistrust».
de gradualmente dalla superficie erso l'interno, mentre la parte di sezione non carbonizzata conserva sostanzialmente le proprie caratteristiche meccaniche uando la filiera sarà in grado di comunicare efficacemente anche questi aspetti e di dimostrare che un edificio in legno industrializzato riduce i tempi di cantiere e i costi di gestione energetica a lungo termine in modo standardizzato, il mercato diventerà stabilmente di massa». 8. In quali mercati operate prevalentemente Il ostro ambito geografico si sta ampliando? « Soltech s.r.l. opera prevalentemente sul mercato nazionale italiano, servendo i distretti storici della carpenteria e della bioedilizia utta ia l ambito geografico si sta espandendo in modo sensibile sia verso i mercati europei limitrofi sia erso scenari internazionali con progetti e forniture mirate, ad esempio,
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COLLOQUIUM_SOLTECH in mercati esigenti sotto il profilo antisi smico». 9. In quale misura contribuite alla crescita culturale del settore e come (attraverso quali strumenti)? «L'azienda contribuisce attivamente alla diffusione della cultura tecnica attraverso quattro strumenti concreti: • Collaborazioni universitarie: lo sviluppo e la alidazione scientifica di pro dotti complessi è spesso avvenuta in sinergia e collaborazione con diversi poli universitari distribuiti su tutto il territorio nazionale; • artecipa ione a fiere e con egni di settore: presenza attiva in tavoli tecnici come il imber orum per fare divulgazione sulle buone pratiche di cantiere e sulla durabilità delle strutture; • Formazione per professionisti e operatori di cantiere: organizzazione di corsi in collaborazione con gli Ordini professionali, per promuovere e diffondere la cultura della progettazione delle strutture in legno tra i tecnici del settore, e di percorsi formativi per la ualificazione e certificazione dei carpentieri del legno, in collaborazione con associazioni e organismi di settore. Il confronto diretto come progettisti e operatori che lavorano quotidianamente in cantiere crea un importante scambio di competenze: da un lato contribuisce a migliorare la prepara-
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zione e la consapevolezza di chi realizza concretamente le opere, dall’altro permette a progettisti e aziende del settore di conoscere le problematiche esecutive riscontrate sul campo, una sinergia tra progettazione e cantiere che favorisce il miglioramento continuo dell’intera filiera delle co struzioni in legno; • Technical Support e software: assistenza tecnica diretta ai progettisti e sviluppo di tools/programmi di calcolo per facilitare la corretta progettazione delle connessioni». 10. Cosa si potrebbe fare per rappresentare a livello istituzionale il settore e sensibili are tutta la filiera fino all utente finale «A livello istituzionale ed economico, è necessario promuovere normative tecniche più snelle e incentivi mirati che premino la sostenibilità reale (decarbonizzazione) del ciclo di vita dei materiali ( er sensibilizzare la filiera fino all uten te finale bisognerebbe introdurre una sorta di "libretto di manutenzione e tracciabilità dell edificio Mostrare al compratore che, grazie a tecnologie ispezionabili e digitalizzate (sensori di umidità, telecamere d'ispezione inseribili nei cordoli), la sua casa in legno è monitorabile e protetta nel tempo esattamente come un'auto, rappresenta la chiave per azzerare la diffidenza dell utente finale».
FOCUS CONNESSION
PUBBLIREDAZIONALE
FISSAGGI STRUTTURALI E ISOLAMENTO TERMOACUSTICO
RIWEGA
.ergepearl.com .ri ega.com .roofro .com .3therm.it
Innovazione integrata per le costruzioni in legno: fissaggio strutturale ad alte prestazioni e comfort acustico e termico dell involucro per rispondere alla crescente complessità delle costruzioni in legno con prodotti prestanti e un supporto tecnico qualificato. Il gruppo Ergepearl riunisce aziende specializzate nello sviluppo di soluzioni tecniche per l edilizia in legno, con l obiettivo di offrire ai professionisti sistemi affidabili, certificati e capaci di semplificare progettazione e posa. In questo contesto, RoofRox rappresenta il riferimento per i fissaggi strutturali ad alte prestazioni, mentre Riwega therm sviluppa sistemi dedicati all isolamento termico e acustico dell involucro. Due competenze complementari che consentono di affrontare in modo integrato le principali esigenze delle moderne costruzioni in legno.
ROOFROX GIGA: UNA NUOVA GENERAZIONE DI CONNESSIONI STRUTTURALI
Nelle strutture in legno la qualità delle connessioni rappresenta un elemento determinante per sicurezza, prestazioni e velocità di esecuzione. Da questa esigenza nasce GIGA, la nuova famiglia di piastre e angolari certificati E sviluppata da RoofRo , progettata per offrire massima versatilità con un numero ridotto di prodotti. La filosofia progettuale di GIG semplice: un unico sistema in grado di rispondere alle più diverse esigenze di cantiere, riducendo il numero di componenti da gestire e limitando il rischio di errori in fase di montaggio. La disposizione millimetrica dei fori consente infatti l utilizzo di differenti sistemi di fissaggio – viti tutto filetto, chiodi n er, viti CNS e ancoranti per calcestruzzo – permettendo di ottimizzare ogni collegamento sia legno-legno sia legno-calcestruzzo. La gamma comprende angolari rinforzati, angolari lisci, versioni L per taglio e trazione e piastre strutturali, disponibili in differenti dimensioni e portate per adattarsi alle più diverse configurazioni progettuali. L impiego di acciai a ele-
vate prestazioni, unito alla possibilità di utilizzare rinforzi certificati E , permette di raggiungere capacità portanti molto elevate mantenendo semplicità applicativa. La progettazione della gamma stata sviluppata anche pensando alla standardizzazione del cantiere: meno codici da gestire, maggiore rapidità nella scelta del componente corretto e una significativa riduzione dei tempi di posa. L ampia documentazione tecnica e le certificazioni E consentono inoltre al progettista di disporre di dati affidabili per il dimensionamento delle connessioni. n ulteriore vantaggio rappresentato dalla produzione interamente Made in Italy, garanzia di qualità costruttiva, controllo produttivo e continuità di fornitura. Il risultato un sistema capace
In queste pagine, due immagini della nuova generazione di connessioni strutturali RoofRox GIGA e due immagini di Riwega therm PhoneStrip per la desolidarizzazione dei giunti parete-solaio.
GIGA
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P
LIRED
ION LE RIWEGA
PhoneStrip
di coniugare elevate prestazioni strutturali, ottimizzazione del magazzino e maggiore efficienza operativa in cantiere.
RIWEGA THERM PHONESTRIP: IL COMFORT ACUSTICO PARTE DALLA CONNESSIONE
L efficienza di un edificio in legno non si misura soltanto in termini strutturali, ma anche attraverso il comfort abitativo. In questo ambito PhoneStrip di Ri ega therm rappresenta una soluzione innovativa per la desolidarizzazione dei giunti parete-solaio. La fascia costituita da cartone alveolare riempito con sabbia di quarzo compressa, rivestito da uno strato protettivo in PE che garantisce stabilità e durabilità. Il principio di funzionamento sfrutta l attrito interno generato dalla sabbia per trasformare le vibrazioni in microvibrazioni, riducendo efficacemente la trasmissione del rumore strutturale senza dipendere dal carico applicato. Rispetto ai sistemi tradizionali, PhoneStrip elimina la necessità di utilizzare elementi antivibranti separati sotto hold-do n e angolari, semplificando la stratigrafia del nodo costruttivo e riducendo tempi e possibilità di errore in cantiere. La resistenza a compressione certificata consente inoltre l impiego come elemento portante nei giunti strutturali, mantenendo inalterate le prestazioni acustiche nel tempo. n ulteriore vantaggio rappresentato dalla semplicità di installazione: il materiale può essere facilmente tagliato
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in cantiere, fissato mediante chiodatura, incollaggio o avvitatura e mantiene le proprie caratteristiche prestazionali anche durante le normali fasi di montaggio. La lunga durabilità certificata completa un sistema pensato per accompagnare l intera vita utile dell edificio. Le prove sperimentali hanno evidenziato un efficace riduzione della trasmissione laterale del rumore nei principali nodi costruttivi in L , mentre la certificazione E ne attesta la durabilità e l idoneità all impiego nelle costruzioni europee. La disponibilità in diverse larghezze permette inoltre di adattare facilmente il sistema alle differenti sezioni delle pareti.
GIGA
UN PARTNER TECNICO PER IL PROGETTISTA
La crescente complessità delle costruzioni in legno richiede prodotti performanti, ma soprattutto un supporto tecnico qualificato. Per questo il gruppo Ergepearl, attraverso RoofRo e Ri ega therm, mette a disposizione di progettisti, ingegneri, imprese e produttori di strutture un servizio completo di consulenza tecnica, assistenza alla progettazione e calcoli strutturali, accompagnando il professionista dalla scelta della soluzione fino alla sua corretta applicazione in cantiere. L obiettivo fornire non soltanto prodotti certificati, ma un vero supporto progettuale capace di trasformare innovazione, sicurezza e comfort in valore concreto per ogni edificio in legno.
PhoneStrip
STRUCTURAL FASTENING AND THERMAL-ACOUSTIC INSULATION Integrated innovation for timber construction: high-performance structural fastening and thermal and acoustic comfort for the building envelope, responding to the growing comple ity of timber construction with high-performance products and ualified technical support. The Ergepearl Group brings together companies specialising in the development of technical solutions for timber construction, with the aim of providing professionals with reliable, certified systems designed to simplify both design and installation. ithin this framework, RoofRox specialises in high-performance structural fasteners, while Riwega therm develops systems dedicated to the thermal and acoustic insulation of the building envelope. These two complementary areas of expertise make it possible to address the main requirements of modern timber construction through an integrated approach. ROOFROX GIGA: A NEW GENERATION OF STRUCTURAL CONNECTIONS n timber structures, the quality of connections is a decisive factor in terms of safety, performance and installation speed. GIGA, the new family of ETA-certified plates and angle brackets developed by oof ox, was created in response to this requirement and designed to provide maximum versatility with a limited number of products. The design philosophy behind G GA is straightforward: a single system capable of meeting a wide variety of site requirements, reducing the number of components that need to be managed and limiting the risk of installation errors. The precise spacing of the holes allows different fastening systems to be used fully threaded screws, Anker nails, CNS screws and concrete anchors making it possible to optimise both timber-to-timber and timber-to-concrete connections. The range includes reinforced angle brackets, plain angle brackets, L versions for shear and tensile loads, and structural plates, available in different sizes and load capacities to suit a wide variety of design configurations. The use of high-performance steels, together with the possibility of using ETA-certified reinforcements, makes it possible to achieve very high load-bearing capacities while maintaining ease of installation. The range was also designed with construction-site standardisation in mind: fewer product codes to manage, faster selection of the correct component and a significant reduction in installation times. Extensive technical documentation and ETA certifications also provide designers with reliable data for dimensioning connections. A further advantage is that production is entirely Made in Italy, ensuring manufacturing quality, production control and continuity of supply. The result is a system that combines high structural performance, optimised stock management and greater operational efficiency on site.
RIWEGA THERM PHONESTRIP: ACOUSTIC COMFORT STARTS AT THE CONNECTION The efficiency of a timber building is measured not only in structural terms, but also through living comfort. n this area, PhoneStrip by iwega therm provides a solution for decoupling wall-to-floor oints. The strip consists of honeycomb cardboard filled with compacted quartz sand and covered with a protective E layer that ensures stability and durability. ts operating principle uses the internal friction generated by the sand to break vibrations down into micro-vibrations, effectively reducing the transmission of structure-borne noise regardless of the applied load. Compared with traditional systems, honeStrip eliminates the need to use separate anti-vibration elements beneath hold-downs and angle brackets, simplifying the build-up of the construction oint and reducing installation time and the possibility of errors on site. ts certified compressive strength also allows it to be used as a load-bearing element in structural oints, while maintaining its acoustic performance over time. A further advantage is its ease of installation: the material can be easily cut on site, fixed by nailing, bonding or screwing, and retains its performance characteristics throughout normal installation operations. ts certified long-term durability completes a system designed to perform throughout the entire service life of the building. Experimental testing has shown an effective reduction in flanking noise transmission at the main connection points in CLT (X-LAM) structures, while ETA certification confirms its durability and suitability for use in European construction. Availability in different widths also makes it easy to adapt the system to different wall sections. A TECHNICAL PARTNER FOR DESIGNERS The growing complexity of timber construction requires high-performance products, but above all qualified technical support. For this reason, the Ergepearl Group, through oof ox and iwega therm, provides designers, engineers, contractors and structural manufacturers with a complete service covering technical consultancy, design assistance and structural calculations, supporting professionals from the selection of the most appropriate solution through to its correct application on site. The ob ective is to provide not only certified products, but genuine design support capable of turning innovation, safety and comfort into tangible value for every timber building.
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ANTICIPATIO
REBUILD
di Jacopo Lena www.rebuildexpoitalia.com
EDILIZIA INDUSTRIALIZZATA,
REBUILD ARRIVA IN ITALIA
Industrializzazione dei processi, decarbonizzazione, efficienza energetica e transizione digitale saranno al centro della prima edizione italiana di REBUILD, in programma dal 17 al 19 novembre a Rimini. Il format, nato in Spagna nel 2018, arriva per la prima volta nel nostro Paese con l’obiettivo di riunire imprese, progettisti, investitori e professionisti attorno ai cambiamenti che stanno interessando il settore delle costruzioni.
Gli Advanced Architecture Awards 2026 di REBUILD Expo Italia
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Dal 17 al 19 novembre Rimini ospiterà la prima edizione italiana del format europeo dedicato ai nuovi modelli costruttivi. Nel corso delle tre giornate sono attesi oltre 7.000 professionisti, mentre l’area espositiva ospiterà più di 250 aziende con prodotti, servizi e soluzioni rivolti all’evoluzione dei processi edilizi. La manifestazione si inserisce in una fase in cui il comparto deve confrontarsi con l’aumento dei costi di costruzione, la carenza di manodopera specializzata, le nuove esigenze abitative e la necessità di ridurre l’impatto ambientale degli edifici. «Arriviamo con l’obiettivo di trasformare l’edilizia affinch sia più competiti a effi ciente decarbonizzata e digitale , spiega Gema Travería, direttrice di REBUILD Italia. l centro della proposta c’ in particolare l’industrializzazione, che secondo Travería può «ridurre i tempi di con segna ottimizzare le risorse e diminuire i costi deri anti dalle de iazioni rispetto
al progetto iniziale», contribuendo allo stesso tempo a garantire standard qualitativi più uniformi negli edifici e ad attrarre nuove competenze nel settore. Il format nasce dall’esperienza spagnola di REBUILD, avviata nel 2018. L’ultima edizione di Madrid, svoltasi a marzo, ha riunito oltre 32.000 professionisti e più di 700 aziende espositrici generando, secondo i numeri diffusi dagli organizzatori, un impatto economico superiore a 84 milioni di euro.
UN PROGRAMMA TRASVERSALE PER LA FILIERA
L’edizione italiana avrà un’impostazione multispecialistica e coinvolgerà numerosi segmenti della filiera: sistemi costruttivi offsite e modulari, involucro edilizio, rivestimenti interni, impiantistica, comfort climatico, efficienza energetica, materiali innovativi, interior e illuminazione, bagno e cucina industrializzata, soluzioni in legno, ascensori
INDUSTRIALISED CONSTRUCTION, REBUILD COMES TO ITALY rocess industrialisation, decarbonisation, energy efficiency and digital transition will be at the heart of the first italian edition of REBUILD, scheduled to take place from to no ember in imini. aunched in spain in , the format is coming to Italy for the first time with the aim of bringing together companies, designers, in estors and professionals to discuss the changes affecting the construction industry. rom to o ember, imini will host the first Italian edition of the uropean e ent dedicated to new construction models. Over the three days, more than , professionals are expected to attend, while the exhibition area will host over companies presenting products, services and solutions aimed at the evolution of construction processes. The event comes at a time when the industry is having to deal with rising construction costs, a shortage of skilled labour, new housing needs and the need to reduce the environmental impact of buildings. «We are coming to Italy with the aim of transforming construction so that it becomes more competitive, efficient, decarbonised and digital», explains ema ra er a, irector of B I Italia. Industrialisation will be a particular focus and, according to Travería, can «reduce delivery times, optimise resources and lower the costs resulting from deviations from the original project», while helping to ensure more consistent quality standards in buildings and attract new skills to the sector. The format builds on the experience of REBUILD in Spain, where it was launched in 2018. The latest edition in Madrid, held in March, brought together more than , professionals and over 700 exhibiting companies, generating, according to figures released by the organisers, an economic impact of more than €84 million. A CROSS-SECTOR PROGRAMME FOR THE CONSTRUCTION SUPPLY CHAIN The Italian edition will take a multi-specialist approach, involving numerous segments of the supply chain: offsite and modular construction
e mobilità verticale. A questi si aggiungono le tecnologie digitali applicate alle costruzioni, dal BIM all’automazione, fino a robotica e intelligenza artificiale. na parte centrale del programma sarà affidata al Congresso di Architettura Avanzata e Costruzione 4.0, che coinvolgerà più di 300 relatori internazionali, quattro palchi e oltre 180 sessioni. Gli incontri affronteranno l’evoluzione del settore attraverso casi di studio, scenari di mercato e buone pratiche nazionali e internazionali. Tra i temi previsti figurano industrializzazione, politiche abitative, rigenerazione urbana, edilizia sostenibile, decarbonizzazione, digitalizzazione dei cantieri, supply chain, nuove competenze professionali e applicazione delle tecno-
systems, building envelopes, interior coverings, building services, indoor climate comfort, energy efficiency, innovative materials, interiors and lighting, industrialised bathrooms and kitchens, timber solutions, lifts and vertical mobility. These will be joined by digital technologies applied to construction, from B M and automation to robotics and artificial intelligence. A central part of the programme will be the d anced rchitecture and onstruction . ongress, featuring more than 300 international speakers, four stages and over sessions. The meetings will examine the e olution of the sector through case studies, market scenarios and national and international best practices. Topics will include industrialisation, housing policies, urban regeneration, sustainable construction, decarbonisation, construction-site digitalisation, the supply chain, new professional skills and the application of emerging technologies to construction processes. The event is being organised in collaboration with Italian hibition roup. «This partnership with REBUILD marks the beginning of a journey that we hope to consolidate over time, drawing on the synergy between our networks and the complementary nature of our respective organisations within the exhibition industry», says Fabio de Santis, Director of I s ent onference i ision. Alongside the exhibition and conference programme, initiatives dedicated to networking and innovation are also planned. These include the d anced rchitecture wards and the tartup ech orum for onstruction, focused on projects and technological solutions for the sector.
logie emergenti ai processi costruttivi. La manifestazione nasce dalla collaborazione con Italian Exhibition Group. « uesta partnership con se gna l’a io di un percorso che speria mo di consolidare nel tempo facendo le a sulla sinergia tra i nostri net or e sulla natura complementare delle no stre realtà nel comparto fieristico», afferma Fabio de Santis, Direttore Event & Conference Division di IEG. Accanto alla parte espositiva e congressuale sono previste inoltre iniziative dedicate al networking e all’innovazione. ra queste figurano gli Advanced Architecture Awards 2026 e il Forum Startup Tech per le Costruzioni, rivolto a progetti e soluzioni tecnologiche dedicate al settore.
Sotto, da sinistra: il futuro industrializzato e sostenibile del settore tramite la rete di cluster di costruzione; una precedente edizione di REBUILD.
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ANTICIPATIO
RESTRUCTURA
di Iacopo Lena www.restructura.com
RES R C R , DAL COSTRUITO VERSO LA CITTÀ FUTURA
Dal 12 al 14 novembre l’Oval Lingotto Fiere di Torino ospita la 38ª edizione della manifestazione dedicata a ristrutturazione, recupero e riqualificazione, con oltre aziende e un programma centrato sulla trasformazione del patrimonio edilizio esistente. Come trasformare gli edifici esistenti in una risorsa per le città del futuro? È il tema attorno al quale si sviluppa Restructura 2026, in programma dal 12 al 14 novembre all’Oval Lingotto Fiere di Torino. Giunta alla 38ª edizione, la manifestazione riunisce aziende, progettisti, imprese, artigiani e professionisti della filiera delle costruzioni, concentrandosi quest’anno sul tema “Dal costruito alla città futura”. L’area espositiva ospiterà oltre 150 aziende attive nei diversi comparti del settore. Materiali naturali e sostenibili, sistemi costruttivi, soluzioni per l’efficienza energetica, impianti, finiture, involucro
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edilizio, tecnologie e attrezzature per il cantiere comporranno un’offerta orientata soprattutto alla riqualificazione e all’evoluzione del patrimonio esistente. Il programma culturale sarà articolato in tre giornate tematiche. Il 12 novembre “Riconvertire l’esistente” affronterà restauro, riuso adattivo, retrofit energetico e valorizzazione degli edifici, con la partecipazione dell’architetta Amelia Tavella, vincitrice del Global Award for Sustainable rchitecture . Il 13 novembre, con “Ripensare la città”, l’attenzione si sposterà sulla trasformazione urbana, sulle infrastrutture e sui nuovi modi di abitare; tra gli ospiti è an-
nunciato Ben Van Berkel, fondatore di UNStudio. La giornata conclusiva del 14 novembre, “Rinnovare il costruire”, sarà invece dedicata a tecnologie, nuovi materiali, costruzione off-site e applicazioni dell’intelligenza artificiale ai processi edilizi, con la presenza di Andrew Waugh, Founding Director di Waugh Thistleton Architects. Accanto all’esposizione e agli incontri, Restructura proporrà alcuni progetti speciali. La Re-Stone Area sarà dedicata alla pietra naturale e alle sue applicazioni nel recupero, nel restauro e nell’architettura contemporanea, mentre lo Startup Village riunirà realtà emergenti impegnate nello sviluppo di nuove soluzioni per le costruzioni. Un progetto realizzato con l’ingegnere Roberto Viazzo approfondirà invece efficienza energetica e riqualificazione, mettendo in relazione progettazione, tecnologie e impianti. Torna inoltre la Call4Ideas, promossa da GL events Italia con il supporto del Comitato Scientifico di Restructura e di Edison Next. L’iniziativa è rivolta a progettisti, imprese, enti pubblici e gestori di patrimoni immobiliari e punta a individuare interventi già realizzati o in fase avanzata su edifici pubblici esistenti. Innovazione, sostenibilità, efficienza, qualità progettuale e replicabilità delle soluzioni saranno tra i criteri utilizzati per la selezione dei progetti, che verranno poi presentati durante la manifestazione. Completa il programma un calendario di oltre 100 appuntamenti tra convegni, workshop e momenti di formazione rivolti agli ordini professionali, con possibilità di ottenere crediti formativi. Gli organizzatori prevedono complessivamente più di 15.000 visitatori nel corso delle tre giornate.
RESTRUCTURA 2026, FROM THE BUILT ENVIRONMENT TOWARDS THE CITY OF THE FUTURE From 12 to 14 November, Oval Lingotto Fiere in Turin will host the 38th edition of the event dedicated to renovation, recovery and redevelopment, with more than 150 companies and a programme focused on the transformation of the existing building stock. How can existing buildings be transformed into a resource for the cities of the future? This is the central theme of Restructura 2026, scheduled to take place from 12 to 14 November at Oval Lingotto Fiere in Turin. Now in its 38th edition, the event brings together companies, designers, contractors, craftspeople and professionals from across the construction supply chain, with this year’s focus on the theme “From the Built Environment to the City of the Future”. The exhibition area will host more than 150 companies operating across the different segments of the industry. Natural and sustainable materials, construction systems, energy-efficiency solutions, building services, finishes, building envelopes, technologies and site equipment will make up an offering focused primarily on the redevelopment and evolution of the existing building stock. The cultural programme will be structured around three themed days. On 12 November, “Reusing the Existing Built Environment” will address restoration, adaptive reuse, energy retrofitting and the enhancement of existing buildings, with the participation of architect Amelia Tavella, winner of the Global Award for Sustainable Architecture 2026. On 13 November, “Rethinking the City” will shift the focus to urban transformation, infrastructure and new ways of living; the announced guests include Ben Van Berkel, founder of NStudio. The final day, 14 November, “Renewing Construction”, will instead be dedicated to technologies, new materials, off-site construction and applications of artificial intelligence in construction processes, with the participation of Andrew Waugh, Founding Director of Waugh Thistleton Architects. Alongside the exhibition and talks, Restructura will present a number of special projects. The Re-Stone Area will be dedicated to natural stone and its applications in recovery, restoration and contemporary architecture, while the Startup Village will bring together emerging companies developing new solutions for the construction sector. A project developed with engineer Roberto Viazzo will instead explore energy efficiency and building redevelopment, linking design, technologies and building services. The Call4Ideas also returns, promoted by GL events Italia with the support of the Restructura Scientific Committee and Edison Next. The initiative is aimed at designers, companies, public bodies and property managers, and seeks to identify projects already completed or at an advanced stage on existing public buildings. Innovation, sustainability, efficiency, design quality and the replicability of the solutions adopted will be among the criteria used to select the projects, which will then be presented during the event. The programme is completed by a calendar of more than 100 events, including conferences, workshops and training sessions aimed at professional bodies, with the possibility of obtaining professional development credits. The organisers expect a total of more than 15,000 visitors over the three days.
strutturalegno
INDEX STRUTTURALEGNO 2026
▼ COMMERCIANTI▼
di BRUGNARA & CHISTÈ s.r.l. Centro taglio tetti e case in legno - Vendita legname 38015 LAVIS (Trento) - Via Stazione F.S., 4 tel +39/0461 246408 info@fal.tn.it - www.fal.tn.it Punto di riferimento per la vendita di legname all'ingrosso e al dettaglio - Nuovo Centro Taglio Hundegger K2-Industry 5 ASSI - Linea di finitura travi automatizzata - Levigatrice e impregnatrice travi - Ampio Magazzino e XLAM in pronta consegna - Materiale per edilizia - 3 centri taglio Progettazione e Consulenza - Trasporto in cantiere.
▼ COLLE E ADESIVI▼ COLLANTI CONCORDE S.R.L. COLLE SPECIALI PER APPLICAZIONI INDUSTRIALI Via Schiaparelli, 12 – Zona Industriale 31029 Vittorio Veneto (Treviso) , Italy Tel +39 0438 912121 info@collanticoncorde.it www.collanticoncorde.it DELTAVIL 999/2C + CTZ F15 certificati EN 17619:2021 – Classe di durabilità XT7 Collanti Concorde è lieta di annunciare un importante traguardo per la propria gamma di adesivi: DELTAVIL 999/2C, in combinazione con il catalizzatore CTZ F15, ha ottenuto la certificazione CATAS di conformità alla normativa EN 17619:2021, raggiungendo la classe di durabilità XT7, il livello più elevato previsto dalla norma. La certificazione attesta la resistenza al taglio per trazione su incollaggi legno-legno destinati ad usi esterni non strutturali, confermando l’elevata affidabilità del sistema adesivo, anche in condizioni ambientali particolarmente severe. Questo risultato dimostra che il sistema DELTAVIL 999/2C + CTZ F15 è idoneo per applicazioni in cui sono richieste elevata durabilità, stabilità del giunto incollato e affidabilità nel tempo, anche in presenza di condizioni climatiche particolarmente impegnative.
▼ EDILIZIA▼ srl
Valle d’Anterselva 1 39030 Rasun-Anterselva (Bolzano) tel +39/0474 496128 r.a. - fax +39/0474 496192 info@holzhof-prugger.com www.holzhof-prugger.com Legname per edilizia e imballaggio. Travi lamellari. Produzione listelli e morali abete.
X-LAm DOLOmITI s.p.a. Sede operativa: via Innsbruck, 51 - 38121 Trento (TN) Stabilimento produttivo: viale Venezia, 35 38050 Castelnuovo (TN) - tel +39/0461 186 5070 info@xlamdolomiti.it - www.xlamdolomiti.it Nel cuore del Trentino si trova XLam Dolomiti: fondata nel 2012 dal Gruppo Paterno, ha rapidamente conquistato una posizione di rilievo nella produzione di pannelli Xlam/CLT e rappresenta oggi una delle realtà più autorevoli e all'avanguardia del settore a livello internazionale. Una delle caratteristiche distintive di XLam Dolomiti è l'approccio integrato al ciclo edilizio; l'azienda offre ai clienti un servizio completo: dalla produzione dei pannelli, alla progettazione e costruzione degli edifici, garantendo una perfetta integrazione delle varie fasi, sino alla realizzazione finale. Abitazioni private, complessi residenziali e industriali di grandi dimensioni, i progetti sono eterogenei e sfidanti ma la strada intrapresa è chiara: portare avanti la tradizione del legno, con uno sguardo rivolto all'innovazione, per costruire non solo edifici, ma anche un futuro più sostenibile e responsabile per tutti. XLam Dolomiti is located in the heart of Trentino: founded in 2012 by the Paterno Group, it quickly gained an important position in the production of Xlam/CLT panels and today represents one of the most authoritative and cutting-edge companies in the sector at an international level. One of the distinctive features of XLam Dolomiti is the integrated approach to the building cycle; the company offers customers a complete service: from the production of the panels, to the design and construction of the buildings, guaranteeing perfect integration of the various phases, up to the final realization. Private homes, large residential and industrial complexes, the projects are heterogeneous and challenging but the path taken is clear: carrying forward the tradition of wood, with an eye towards innovation, to build not only buildings, but also a more sustainable and responsible for all.
▼ LEGNAMI▼ Compagnia Del Legno s.p.a. Viale della Vittoria, 245 - 31029 Vittorio Veneto (TV) tel +39/0438 940433 cdl.info@cdlegno.com - www.cdlegno.com Una realtà nata tra i faggi del bosco del Cansiglio che si è innamorata del profumo, delle venature e dei nodi del legno: COMPAGNIA DEL LEGNO si caratterizza sul territorio come agenzia d’importazione legname proveniente da varie parti del mondo. È possibile trovare il legno più adatto al settore di applicazione: segati di conifera europei, segati nord e sud americani, lamellari per serramenti, pannelli multistrato, mdf, nonchè LVL e pavimenti prefiniti.
legnami Di Nunzio Legnami s.r.l. Timber Agency C.so Svizzera 185 - Int. 003 - P. 2 - Sc. D 10149 TORINO tel +39/011 7509020 r.a. - fax +39/011 7509005 info@dinunziolegno.it - www.dinunziolegno.it Rappresentanze: segati resinosi e di latifoglie • travi lamellari • KVH - BILAMA • pannelli per casseforme • perline • tronchi • Travi U.T • compensati • X-LAM • elementi per pallets • pellet.
Imola Legno s.p.a. Socio Unico Sede legale e stabilimento: Via Don Luigi Sturzo 10 - 40026 IMOLA (BO) tel +39/0542 630411 - fax +39/0542 640418 Deposito di Molfetta: Via dell’Arte Bianca 4 - 70056 MOLFETTA (BA) tel +39/080 3385825 - fax +39/080 3385826 info@imolalegno.com - www.imolalegno.com
▼ PANNELLI
IN LEGNO MASSICCIO▼ iCLT s.r.o. Studené 106, Jílové u Prahy (Czech Rep.) Giampietro Lavarda lavarda@iCLT.eu tel +39 351 573 4734 Lucie Biskupova biskupova@iCLT.eu Il sistema iCLT (Intelligent Cross Laminated Timber) rappresenta un progresso tecnologico nel campo dei pannelli in legno massiccio, distinguendosi dal CLT convenzionale principalmente per la totale eliminazione dei leganti chimici e il passaggio a un collegamento tra gli strati interamente meccanico.
▼ SOFTWARE▼
CONCRETE s.r.l. Via della Pieve, 19 - 35121 Padova tel. +39/049 8754720 - mob. +39/3357556114 commerciale@concrete.it - www.concrete.it
Sismicad Legno Il software semplice e completo per il calcolo sismico di strutture in legno con le norme italiane. Gestisce pareti in legno X-LAM, Platform-Frame nonché con altre tecnologie e pannelli dotati anche di fogli di controvento in OSB, gessofibra etc. Prevede collegamenti tipo Holddown e particolari condizioni di vincolo non-lineari. Tratta anche verifiche di colonne, travi, arcarecci e delle loro giunzioni con piastre in acciaio o alluminio e viti, chiodi o bulloni. Tutte le verifiche prevedono relazioni tecniche e disegni. Il software per i moderni professionisti del calcolo strutturale proposto da chi tratta questi strumenti da venticinque anni.
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Via 4 Novembre 71 38030 Roverè della Luna (Trento) tel +39/0461 658553 - fax +39/0461 658548 info@segnalegnami.it - segnalegnami@mailboxpec.it www.segnalegnami.it Segheria, travi Uso Trieste, travi Uso Fiume, travi Spigolati e Torniti in Abete, Larice e Rovere, Lamellari Piallatura e spazzolatura travi e tavolato Progettazione e taglio strutture in legno - ESSICCAZIONE TECNICA DELLE TRAVI.
Abies Engineering s.r.l. Piazza Aldo Moro, 16 - 35030 Rubano (Padova) tel. +39/049 8979095 - fax +39/049 8984196 info@abieseng.com - www.abieseng.com Il primo software italiano interamente dedicato al calcolo e alla verifica di strutture in legno.
Cadwork Italia s.r.l. Via Budapest, 4 - 65010 Pescara Vendita, formazione: Acerboni Stefano tel. +39/085 9096912 – acerboni@cadwork-04.ch Assistenza e amministrazione: tel. +39/085 9096910 hotline-it@cadwork-04.ch - admin@cadwork-04.ch Cadwork sviluppa e distribuisce soluzioni software 3D-CAD/CAM per l’edilizia, la falegnameria e l’arredamento. Costruzioni in legno, carpenteria, ingegneria del legno, falegnameria, architettura, scale. Dalla progettazione e costruzione alla produzione fino al controllo dei centri taglio CNC – tutto compatibile con il BIM.
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2026
STRUTTURALEGNO
▼ TECNOLOGIE▼
HOLZmATIC Engineering s.r.l. Zona Artigianale Rasun, 19 39030 RASUN/ANTERSELVA (Bolzano) tel +39/0474 496552 • fax +39/0474 498358 holzmatic@rolmail.net - www.holzmatic.it
Hundegger Italia s.r.l. Via Marie Curie, 15 39100 Bolzano tel +39/0471 823630 • fax +39/0471 812415 info@hundegger.it - amministrazione@hundegger.it www.hundegger.de Già da molti anni, l'azienda Hundegger è leader di mercato nel settore dei centri di taglio CNC con una quota di mercato che supera il 90 percento. Le macchine universali e flessibili vengono utilizzate per tutte le parti in legno di carpenteria, lavorazioni, costruzioni con telai in legno, costruzioni a tronchi d'albero, costruzioni prefabbricate, fino alla produzione di attrezzi per parco giochi. Innovativa - competente - orientata al cliente. Per mezzo della loro struttura modulare, le macchine CNC possono essere adattate rapidamente e perfettamente alle specifiche richieste del cliente. L'alta precisione e qualità degli impianti completamente automatici incrementano il rendimento e la competitività di un'azienda di carpenteria in legno dalle piccole alle grandi imprese.
PRIBO s.r.l. Via Galizia, 12 38087 SELLA GIUDICARIE (Trento) tel +39/0465 901945 - fax +39/0465 901959 info@pribo.it - www.pribo.it Progettazione e fornitura macchine e impianti per la lavorazione del legno. Scortecciatrici - Decatastatori - Accatastatori. Tecnologie per segheria – Piallatrici per legno rotondo – Vasche per immersione per pacchi/tavole – Rusticatrici – Macchine per la produzione di truciolo per lettiere di animali – Macinatori per scarti – Canali vibranti – Tavoli di montaggio per pareti in legno.
▼ VERNICI ▼ ADLER Italia s.r.l. Via per Marco, 12/D 38068 Rovereto (Trento) telefono +39/0464 425308 - fax +39/0464 480957 info@adler-italia.it - www.adler-italia.it Con circa 730 dipendenti, ADLER è il principale produttore austriaco di vernici, pitture e prodotti per la conservazione del legno. Fondata nel 1934 da Johann Berghofer, l'azienda familiare è oggi gestita da Andrea Berghofer, la terza generazione della famiglia Berghofer. Dallo stabilimento di Schwaz escono ogni anno circa 21.000 tonnellate di vernici che vengono spedite a clienti in oltre 30 Paesi del mondo. ADLER ha società di vendita in Germania, Italia, Polonia, Paesi Bassi, Svizzera, Repubblica Ceca e Slovacchia; l'unico sito produttivo è la fabbrica di vernici ADLER-Werk a Schwaz / Tirolo (A). ADLER è stata una delle prime aziende del suo settore a raggiungere una produzione climaticamente neutrale dal 2018. ADLER ha ridotto al minimo la propria impronta ecologica attraverso una serie di misure. ADLER compensa le emissioni residue inevitabili attraverso certificati di protezione del clima riconosciuti e contribuisce così al finanziamento di nuovi progetti di protezione del clima.
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