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027_SistemaSerramento_2020

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ISSN 2283-7213

SERRAMENTO

Poste Italiane spa - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (Convertito in legge 27/02/2004 n. 46), art. 1, comma 1 - LO/M/ - euro 10,00 - In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio CMP Roserio (Mi) per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa - Editrice webandmagazine s.r.l. - Via Valla, 16 - I-20141 Milano - www.webandmagazine.media

SISTEMA

NU M ER O 27 - M A R Z O 2 020

LA RIVISTA TECNICA DEL SERRAMENTO E DEI MATERIALI: ACCIAIO, ALLUMINIO, COMPOSITO, LEGNO, OTTONE, PVC E VETRO

! La voce di GVL attraverso due interviste e gli eventi di Torino ! La Legge di Bilancio 2020 agevola anche l’ideazione estetica ! Le porte tagliafuoco secondo la EN 16034 dell’1/11/2019 ! L’innovazione del serramento di legno al Politecnico di Torino ! Focus sull’intorno dell’infisso: sistemi di chiusura e di protezione ! I trend del serramento innovativo al prossimo Saie di Bologna

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Summary www.webandmagazine.media - www.webandmagazine.com

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EDITORIALE

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FINANCIAL EXPERT

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OUTLOOK

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MEETING CAU LO “SHOW WOOD” MADE IN COLLINAS di Sonia Maritan

L'ACQUA DI VENEZIA di Sonia Maritan IL NUOVO CREDITO D’IMPOSTA PER L’INNOVAZIONE: FINALMENTE INVESTIRE SUL DESIGN CONVIENE di Filippo Macigni PORTE “TAGLIAFUOCO” di Samuele Broglio

SHOP WINDOW L’INTORNO DELL’INFISSO: SISTEMI DI CHIUSURA E DI PROTEZIONE a cura della redazione

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CONVENTION GVL È NATO IL GRUPPO VALORE LEGNO a cura della redazione con introduzione di Sonia Maritan

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INTERVIEW FAS UNA QUESTIONE DI CUORE di Sonia Maritan

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INTERVIEW CARDINALE DOVE LA MATERIA VIENE SAGOMATA E PLASMATA di Sonia Maritan

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INTERVIEW WORKING PROCESS IL DESIGN INTELLIGENTE NELL’ERA DELLA RIVOLUZIONE DIGITALE di Sonia Maritan

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ON THE FIELD TWT prima parte QUANDO LA SINERGIA PORTA AL CAMBIAMENTO di Sonia Maritan

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PREVIEW SAIE Bologna Italia LA NUOVA EDIZIONE DI SAIE SI TERRÀ DAL 14 AL 17 OTTOBRE 2020 PRESSO BOLOGNAFIERE di Beatrice Guidi

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INDIRIZZI UTILI

UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A TUTTI I PARTECIPANTI DEL NUMERO PER LA PREZIOSA COLLABORAZIONE: Nicola Agus, Marco Anselmi, Armando Baietto, Silvano Bandolin, Giada Bordoni, Daniela Bosia, Samuele Broglio, Guido Callegari, Daniela Calza, Nadia Capotosti, Corrado Carbonaro, Camillo Cardelli, Aldo Cardinale, Claudio Cardinale, Giordano Carrara, Furio Carturan, Andrea Cattani, Andrea Cau, Giorgio Cau, Paolo Cau, Rosella Cau, Paolo Cipelli, Roberto Cortevesio, Dario Costamagna, Bianca Damiani, Mara Damiani, Gert De Roover, Chiara Elia, Francesco Elia, Lorenzo Elia, Thomas Engelfried, Patrizia Esposito, Fabrizio Fanzecco, Gabriele Fanzini, Mauro Fistarol, Leandro Fossati, Marianna Franchino, Mario Fugazzi, Luca Galeasso, Silvia Galvani, Andrea Gandolfi, Antonella Gandolfi, Donato Gandolfi, Florian Gargiulo, Giancarlo Gavardi, Sergio Gazzola, Luca Gentilcore, Davide Maria Giachino, Rinaldo Guagnoni, Michael Guglielmetti, Jan Aril Lied, Valentino Maccagni, Filippo Macigni, Rino Macigni, Iren Madriossian, Roberto Maj, Valentino Magnani, Emil Magnelli, Ismaele Maino, Mauro Melis, Luca Merli, Massimo Nicostrati, Nicola Pedrotti, Filippo Pellitteri, Paolo Perservati, Marco Piana, Laura Porporato, Sonia Pradelli, Diego Ramacci, Matteo Ramacci, Francesco Saverio Ratti, Martin Rauscher, Addis Ravi, Oliver Rihl, Paolo Risposi, Marco Rizzi, Francesco Rimonti, Alex Sartori, Giuseppe Sartori, Emanuele Sbarufatti, Filippo Schegginetti, Marco Schiavi, Massimo Schiavetta, Valentina Serra, Samuele Speroni, Roberto Tommasoni, Giombattista Traina, Simona Tunno, Fabio Viscardi, Kehai Wu, Mauro Zamberlan, Daniele Zanuttini, Alberto Zuani, Cristian Zuani, Massimiliano Zuani, Tomas Zuani.

numero 27 marzo 2020


direttore responsabile editor in chief architetto sonia maritan redazione@webandmagazine.com

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numero 27 - marzo 2020 

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NU M E R O 2 7 - M A R Z O 2 0 2 0

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giornalisti journalist adello negrini, felice ragazzo, mauro zamberlan, pietro ferrari, pietro vigna redazione@webandmagazine.com coordinamento generale general coordination franco riccardi logistica@webandmagazine.com ufficio grafico graphic layout ufficiografico@webandmagazine.com

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amministrazione administration laura gregorutti amministrazione@webandmagazine.com web and media advertising web and media advertising beatrice guidi direzione marketing beatriceguidi_mkt@webandmagazine.media advertising@webandmagazine.com gloria murrighili mkt@webandmagazine.media Trimestrale: Poste Italiane spa Sped. Abb. Post.D.L. 353/2003 (Convertito in legge 27/02/2004 n.46), art. 1, comma 1 - LO/MI/

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L’ACQUA DI VENEZIA

di Sonia Maritan Editorial

Una tale pandemia, di cui fatico da settimane a definire i contorni forse perché il Covid-19 è come tutti i virus invisibile – le dimensioni delle particelle virali variano da poche decine a poche centinaia di nanometri (milionesimi di millimetro) e sono visibili solamente al microscopio elettronico –, è tale per il cambiamento che impone al mondo intero. Anche il livello tecnologico raggiunto dagli strumenti digitali è tale che ci permette di simulare il progetto così com’è, “passeggiando” addirittura all’interno delle battute di un serramento, ragionando virtualmente a dimensioni solo leggermente superiori a un nanometro – il nanometro equivale a un miliardesimo di metro – che equivale a dire che usiamo la stessa scala di rappresentazione nella quale si muove un Sonia Maritan all’arsenale di Venezia in occasione della Biennale 2016. virus! Questo ragionevolmente dovrebbe farci affermare che l’evoluzione tecnologica sia stata grandiosa, d’altra parte, diversamente, non considereremmo Leonardo Da Vinci un Genio e non potremmo studiare con un’attrezzatura adeguata le malattie infettive. La decrescita poi sembrerebbe di per sé anacronistica, ma allora, come si potrà creare il giusto equilibrio? Da molti anni ormai le aziende si affannano a presentare prodotti “puliti”, cicli produttivi virtuosi e abbiamo rifiutato l’economia lineare che produce scarti per passare a quella circolare che non ne crea, perché emula la natura di cui siamo parte, tanto che quando non viviamo in sintonia con i cicli naturali, il metabolismo del nostro corpo va fuori sincronia rispetto il ritmo circadiano. Il prezzo del progresso implica la rinuncia a questo equilibrio legato alla scansione corretta del “mio tempo”? Allora dobbiamo rimediare, perché il pensiero è come un fiore che si apre. D’altra parte il fordismo ha rivoluzionato notevolmente l'organizzazione della produzione a livello globale diventando uno dei pilastri fondamentali dell'economia del XX secolo con notevoli influenze sul settore dell'industria manifatturiera, eppure quella produzione basata principalmente sull'utilizzo della tecnologia della catena di montaggio al fine di incrementare la produttività risulterà alienante per la classe operaia. Questo perché ogni individuo vive in prima persona la contraddizione tra "natura" e "cultura" che Freud ritiene insolubile: per quanto la scelta della cultura corrisponda al processo di civilizzazione, questa non può essere vissuta dal singolo individuo se non come una alienazione da se stesso per il sacrificio della pulsionalità immediata che essa richiede. Ecco il prezzo che il singolo deve pagare per poterne beneficiare ed ecco perché servono degli strumenti conoscitivi per riuscire a gestire tale contraddizione. Con la rivoluzione digitale non servono più quei lavoratori non specializzati che eseguivano operazioni ripetitive perché oggi sono deputate alle macchine e si ricercano esclusivamente tecnici qualificati, rendendo più dignitoso il lavoro di tutti che richiede aggiornamento e formazione continui per mantenere l’alto livello di specializzazione richiesto in ogni campo. Soprattutto, la diffusione planetaria di internet ha portato a una generale democratizzazione della comunicazione che porta con sé vantaggi inusitati rispetto agli scambi di saperi che permette, ma la tecnologia ha anche modificato il “mio tempo” e siamo per questo di fronte a un cambiamento epocale che richiede un salto di qualità intellettuale, morale e quindi anche comportamentale. Io credo sia già in atto proprio grazie al tessuto imprenditoriale. L’azienda, infatti, è un organismo vivente e si comporta come tale: nasce, cresce, si ammala, guarisce, evolve, affronta difficoltà come stimoli alla sua crescita (ad esempio la perdurante crisi del 2008), forma la sua identità, vince tante battaglie e diventa grande perché è resiliente! Questo noi siamo orgogliosi di raccontare ogni giorno, non basterebbero mai le pagine per descrivere le innovazioni di prodotto e di processo che osserviamo, ad esempio in termini di filiera corta oppure del tentativo di creare un nuovo prodotto più ecosostenibile, ed è in questo slancio che possiamo auspicare un cambiamento, oggi più radicale e globale, tale da impedire alle navi di avvicinarsi alla città più bella del mondo perché adesso – grazie alla quarantena forzata –, l’acqua di Venezia è pulita e trasparente.

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FINANCIAL EXPERT di Filippo Macigni

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IL NUOVO CREDITO D’IMPOSTA PER L’INNOVAZIONE: FINALMENTE INVESTIRE SUL DESIGN CONVIENE La linea di prodotti che apportava un’innovazione di natura estetica e non funzionale-tecnica, fino allo scorso anno, appariva un po’ come la Cenerentola del settore. La Legge di Bilancio 2020 ha apportato un’evoluzione e una semplificazione riguardo a questa misura agevolativa, cambiando l’intera struttura della normativa e presentandola come nuovo Credito d’imposta per la ricerca, sviluppo, innovazione e design. Dal 2015 esiste la possibilità di poter recuperare a livello fiscale una quota parte dei propri investimenti compiuti in Ricerca e Sviluppo. Negli anni, sono sorti diversi dibattiti in merito alla definizione dei confini concettuali su cosa rientrasse all’interno di questi due ambiti  Ricerca e Sviluppo, appunto, e cosa no. Ciò ha avuto i suoi riflessi anche a livello nazionale, con i numerosi interpelli compiuti verso il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Agenzia delle Entrate, il tutto poi risultando nella pubblicazione di diverse circolari esplicative e interpretative. Nonostante la continua evoluzione della normativa, era chiaro fin da subito che tale agevolazione fiscale operava una differenza fra innovazione di natura funzionale-tecnica ed estetica, dichiarando ammissibile solo la prima tipologia di investimento. Si definivano come passibili del Credito d’imposta tutti quei costi riconducibili ad attività aziendali che avrebbero potuto portare alla creazione di prodotti che fossero nuovi o drasticamente migliorati per il mercato a livello di caratteristiche fisiche e tecniche. Esiste sul mercato anche un’altra tipologia di innovazione: quella che produce come risultato un prodotto sì nuovo per il mercato, ma diverso secondo canoni estetici e di design; sono le lavorazioni che contraddistinguono i settori della moda, del fashion, arredamento, tessile, ecc…

Le imprese che operano in questo ambito investono notevoli risorse e tempo per creare prodotti nuovi per la propria clientela, lavorando su quelli che sono i gusti estetici del mercato stesso, senza però intaccare la sostanza ultima del prodotto.


sistemaserramento - marzo 2020

Un esempio fra tutti: una tiralampo può essere bianca o nera, ma una tiralampo rimane. Solo che noi consumatori finali non vediamo ciò che c'è stato dietro la scelta di farla bianca, anziché nera. Questa seconda innovazione è sempre stata esclusa come ammissibile dal Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, fino al 2019, creando una distorsione sul mercato, perché un’intera filiera veniva a essere esclusa da questa agevolazione. Con la Legge di Bilancio 2020 è avvenuto un drastico rinnovamento in merito a questa misura agevolativa, cambiando l’intera struttura della normativa e tanto da presentarlo come nuovo Credito d’imposta per la ricerca, sviluppo, innovazione e design. Finalmente, a partire dal 2020, è stata esplicitamente riportata a chiare lettere la possibilità di recuperare una quota parte dei costi sostenuti per: “Attività di design e ideazione estetica svolte da imprese operanti nei settori tessile, moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile, arredo, ceramica, per la concezione di nuovi prodotti e campionari” (art. 202 Legge di Bilancio 2020). Entro la fine di febbraio 2020 il Ministero dello Sviluppo Economico emanerà un decreto in cui espliciterà più in dettaglio i parametri che definiscono in che modo una determinata attività rientra nella definizione riportata

sopra, ma il concetto chiave è quello di avere riconosciuto gli sforzi estetici nella creazione di nuovi prodotti all’interno della definizione di Ricerca e Sviluppo. In particolare, si parla di un recupero fiscale pari al 6% delle spese sostenute nell’esercizio fiscale 2020 da una impresa, fino a 1,5 milioni di Euro, a partire dal 2021. Il nuovo impianto normativo si è evoluto anche nel senso di una maggiore semplificazione: • Ha eliminato la soglia minima di costi imputabili come R&S, per accedere all’agevolazione (30.000  fino al 2019); • Il recupero fiscale è calcolato non più su base incrementale rispetto ad analoghi investimenti compiuti in periodi precedenti, ma su base assoluta, cioè come quota dei costi sostenuti in un anno. Questo lavoro spesso presupponeva una rilevante memoria storica per le imprese, per risalire agli investimenti in R&S compiuti talvolta fino a 7 anni prima. • È stata uniformata l’aliquota. Fino al 2019, con alterne vicende, ogni singola voce di spesa ammissibile aveva una propria percentuale di recupero (25 o 50%), il cui Credito finale era pertanto la somma di diversi importi, risultati da diverse aliquote.

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FINANCIAL EXPERT

Scendendo brevemente nel concreto, le spese imputabili all’agevolazione sono: personale dedicato interamente o in quota parte ai progetti così definiti di R&S, con una maggiorazione in caso di neoassunti e con il titolo di dottorati; le spese di consulenza esterna tecnica, anche per costi di prototipazione; le quote di ammortamento dei macchinari e l’acquisto di materiali e forniture. Come si può vedere, una larga parte delle spese possono essere imputate come voce ammissibile, così da maturare questo Credito d’imposta. Grazie a questa nuova apertura della normativa, fonda-

fondi europei e finanza agevolata

mentalmente sarà possibile per tutte le imprese del mondo del fashion, moda, arredamento, serramento, l’accesso a uno strumento in grado di agevolare una quota dei rilevanti costi che sostengono per la creazione di nuovi prodotti, collezioni o linee. La conoscenza di un tale mezzo diventa perciò essenziale per supportare in maniera incisiva la pianificazione degli investimenti che ogni impresa in questo settore normalmente sostiene, per riuscire a rimanere concorrenziale sul mercato e mantenere gli alti standard qualitativi, che contraddistingue il made in Italy, soprattutto a livello globale.

Laurea Magistrale in Scienze Politiche, specializzazione Relazioni Internazionali e Studi Europei presso l’Università di Firenze con la tesi incentrata sull’impatto dei Progetti del Comune di Firenze co-finanziati dai Fondi Europei. La sua esperienza concreta nel campo dell’Europrogettazione e Finanza Agevolata si forma prima con un corso specifico; a seguire, un’esperienza in prima persona, in particolare nella progettazione LLP e Interreg. Ha lavorato come Project Officer all’interno di Valore Consulting Srl, società operante nel settore della Finanza Agevolata, declinata nella creazione di progetti per call europee, e su aree nazionale-regionale (POR FESR). Adesso è libero professionista nel campo della Finanza Agevolata e Fondi Europei. La sua idea motrice è offrire alle imprese l’opportunità di crescere e svilupparsi, consapevole che i Fondi Europei sono un reale mezzo per il raggiungimento di questo determinato obiettivo. Collabora con Gruppo Ventidue Srl, studio professionale di comunicazione, formazione e immagine d’impresa, comprendendo che oggi per essere incisivi sul mercato è essenziale una adeguata Strategia di Comunicazione e di Vendita.

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Dott. Filippo Macigni - Consulente in Finanza Agevolata Pistoia (PT) 51100 - Via San Biagio in Cascheri, 189 334 222 3805 - filippo@filippomacigni.com – filippomacigni@pec.it C.F. MCGFPP90C26G713C - Partita IVA 01929500476


di Samuele Broglio

OUTLOOK

PORTE TAGLIAFUOCO

Il nuovo regime di certificazione delle porte comunemente definite “tagliafuoco” conseguente all'entrata in regime di obbligatorietà il Primo Novembre 2019 della EN 16034 relativa alle prestazioni legate alla tenuta fuoco-fumo, divide gli esperti in due gruppi: coloro che approvano la posizione presa dai Vigili del Fuoco e chi è contrario. Se la discussione rimane a livello nazionale, mancando un fronte unito delle Associazioni, sono scarse le possibilità di modifica della Circolare, e che questa venga accolta. È però possibile che qualche azienda, nazionale o estera, richieda l'intervento della Commissione Europea che potrebbe decidere diversamente in merito a come la normazione debba essere interpretata. Nello scorso mese di Novembre il comando dei Vigili del Fuoco, recependo l'entrata in regime di obbligatorietà in data 1 Novembre 2019 della EN 16034 relativa alle prestazioni legate alla tenuta fuoco-fumo, ha emesso una circolare esplicativa indirizzata a tutti gli operatori del mercato, redatta al fine di esplicare il nuovo regime di certificazione delle porte comunemente definite come “tagliafuoco”. È necessario ricordare che, come da regole europee per la Marcatura CE, sino all'entrata in regime di obbligatorietà della EN 16034, ormai in periodo di coesistenza dal 1/11/2016, le porte tagliafuoco potevano venire immesse sul mercato: • o certificate tramite la vecchia certificazione ministeriale, ancora valida anche per le porte esterne prima del 1 Novembre 2019 essendo in vigore il periodo di coesistenza che permette alle norme nazionali di continuare ad avere valore in contemporanea con la normazione europea; • oppure già certificate tramite la Marcatura CE, ottenuta nel rispetto dei dettami della Norma Armonizzata di riferimento.

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Per le porte tagliafuoco però, allo scadere del periodo di coesistenza, la situazione si è rivelata più complessa

del solito, in quanto la EN 16034 non è una Norma che si possa impiegare da sola in quanto essa tratta solamente degli aspetti legati alla resistenza al fuoco/tenuta al fumo, e quindi deve obbligatoriamente essere utilizzata in combinazione con le norme “normali” pertinenti per il prodotto di cui si vuole procedere alla Marcatura. Considerando solo i serramenti (la EN 16034, per esempio, può venire utilizzata anche per marcare gli aspetti fuoco/fumo di portoni industriali) la situazione si presenta quindi così: • serramenti esterni resistenti al fuoco/fumo  possibilità di Marcare CE utilizzando la EN 16034 in combinazione con la EN 14351-1; • serramenti interni resistenti al fuoco/fumo  impossibilità di marcare CE utilizzando la EN 16034 in quanto la EN 14351-2 è e rimane non armonizzata (e lo sarà ancora per lungo tempo) data la sua non pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. Stando così le cose, prima della citata Circolare si riteneva che la Marcatura CE delle porte con caratteristiche fuoco/fumo avrebbe riguardato una sparuta minoranza di prodotti, in quanto mediamente, salvo alcune rare eccezioni ad esempio riguardanti i cavedi e


dato) debbono essere considerate come porte esterne e quindi venire Marcate CE tanto quanto quelle che danno totalmente all'esterno (questo francamente, almeno a mio avviso, piuttosto inaspettato). A fronte di tale posizione ministeriale gli esperti si sono divisi in due gruppi, ossia coloro che approvano la posizione presa dai Vigili del Fuoco e chi, come me, è perlomeno perplesso se non decisamente scettico o addirittura contrario. I favorevoli motivano la loro approvazione ricordando che, ai fini dello sgravio del 50% per la riqualificazione energetica, i serramenti che si affacciano su un locale non riscaldato possono venire assimilati ai serramenti esterni e quindi godere dell'agevolazione, cosa questa che non ha mai sollevato obiezioni da chicchessia, cosa questa che a loro avviso dimostra come tali serramenti possano essere tranquillamente definiti come omologhi ai serramenti esterni. Dal loro punto di vista la mancata armonizzazione della EN 14351-2 la rende assolutamente inesistente dal punto di vista legale, facendo di essa un mero documento tecnico volontario che non deve essere in alcun modo preso in considerazione in rapporto alla Circolare dei VVFF.

marzo 2020

i pozzi luce, ben difficilmente verranno richieste caratteristiche di resistenza al fuoco e/o tenuta al fumo a un serramento che si affaccia sull'esterno in quanto certe richieste sono proprie di serramenti che garantiscono la compartimentazione antincendio all'interno dell'involucro edilizio. La Circolare però ha inaspettatamente cambiato le carte in tavola stabilendo che: • porte che diano all'esterno sono da considerare come serramenti esterni, e quindi a decorrere dal 1 Novembre 2019 debbono recare la Marcatura CE per essere immesse sul mercato (come previsto); • porte che dividano due locali interni all'involucro edilizio con uguali climi debbono essere considerate porte interne, e quindi stante l'impossibilità di Marcatura data la non armonizzazione della EN 14351-2 continuano ad essere sottoposte alle regole nazionali e quindi alla certificazione ministeriale (sempre come previsto); • porte che dividono due locali interni all'involucro edilizio con climi differenti (per esempio un appartamento riscaldato da un locale scale non riscaldato, oppure un ufficio riscaldato da un’officina/deposito non riscal-

DAL 2012 la DITTA “SAMUELE BROGLIO CONSULENZE E PERIZIE” svolge attività di consulenze e perizie legali, nello specifico Samuele Broglio è consulente tecnico-normativo e perito in cause legali e vanta: • una conoscenza approfondita della regolamentazione europea in materia di prodotti da costruzione; • una conoscenza approfondita della normativa armonizzata europea e nazionale in materia di serramenti e di legno in genere; • una conoscenza pratica delle lavorazioni nel settore legno e serramenti in genere. UN ESPERTO A TUTTO TONDO DEL SETTORE SERRAMENTO - DAL 2007 MEMBRO DELL’UNI CT 33 GL12 (EX UNI GL870101) “PORTE FINESTRE CHIUSURE OSCURANTI E RELATIVI ACCESSORI”; SAMUELE BROGLIO - DAL 20/02/2014 MEMBRO DEL CEN TC33 PLENARY “DOORS WINDOWS SHUTsamuelebroglio@alice.it TERS BUILDING HARDWARE AND CURTAIN WALLING” (RUOLO “OBSERVER”); - DAL 16/04/2014 MEMBRO DEL CEN TC33 WG1 “WINDOWS AND DOORS” (RUOLO “COMMITTE MEMBER”); - DAL 10/06/2015 MEMBRO DELL’UNI CT022 GL12 “FINITURE PER LEGNO (MISTO LEGNO MOBILI)”; - COLLABORATORE SPECIALIZZATO DI SVARIATE TESTATE TECNICHE NEL SETTORE SERRAMENTI.

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OUTLOOK 012

I contrari basano il loro ragionamento su di un percorso più complesso, che prende in esame il testo della EN 14351-1 (armonizzata e quindi equivalente a legge, date le ultime pronunce della Corte di Giustizia Europea) e nello specifico del suo scopo, ossia della parte di Norma che definisce a quali prodotti essa si applichi. Lo schema di ragionamento è il seguente: • la EN 14351-1 è armonizzata, quindi come detto sopra essa è a tutti gli effetti una legge; • nello “Scopo” della EN 14351-1 è chiaramente statuito che essa non si applica a “....porte interne pedonali secondo il PrEN 14351-2....”; quindi la EN 14351-1, avente valore di legge, richiede che per definire a cosa essa non vada applicata si debba leggere la EN 14351-2 sia che essa sia armonizzata che no, e addirittura anche se essa sia ancora a livello di progetto, rendendo così obbligatorio fare riferimento a tale documento; • nella EN 14351-1, nel capitolo “Termini e definizioni”, spiega che una porta esterna pedonale è quella che “...separa il clima esterno dal clima interno...” definizione che è evidentemente differente dal dire che “separa due climi differenti”; • nella EN 14351-2 (ora non più Progetto in quanto pubblicata anche se non armonizzata) nel capitolo “Termini e definizioni” la porta interna è definita come “prodotto da costruzione che è progettato e utilizzato per chiudere un'apertura permanente in un elemento di separazione interna e il cui uso previsto principale è il passaggio di pedoni (per esempio: porte d'ingresso in appartamenti o uffici dovrebbero essere considerate come porte interne pedonali)”; • nella EN 14351-2 le porte pedonali esterne sono divise in due tipologie, ossia le porte di semplice comunicazione interna e le porte di comunicazione interna con specifiche caratteristiche legate a rumore, permeabilità all'aria e prestazioni termiche; • ora, dato che nel capitolo “Termini e definizioni” della EN 14351-2 (ripeto non armonizzata, ma esplicitamente richiamata nel testo della EN 14351-1 al fine di stabilire cosa da questa seconda Norma debba venire escluso) si fa proprio riferimento a porte d'ingresso ad appartamenti o a uffici per esplicare cosa si intenda per porta interna (ossia per porta non assoggettabile a EN 143511) e dato che la seconda tipologia si riferisce senza dubbio a porte interne all'involucro edilizio ma poste tra climi differenti, parrebbe proprio (a mio avviso ciò è

certo, ma è una mia opinione) che, a prescindere dalle differenze di condizione termica, non vi sia motivo per considerare esterne le porte poste all'interno dell'involucro edilizio ma che anzi la normazione armonizzata vieti espressamente ciò. Per inciso, il fatto che i Decreti collegati allo sgravio del 50% includano tra i prodotti che possono accedere ad agevolazione le porte interne danti su locali non riscaldati, di per sé non include tra le porte esterne (e quindi sottoposte a obbligo di Marcatura) tali tipologie di porta in quanto: • nei predetti Decreti non si fa cenno a un obbligo di Marcatura CE per tutti i prodotti agevolabili; • sempre in tali Decreti non si limita l'accesso all'agevolazione alle sole caratteristiche dichiarabili in Marcatura CE (altrimenti come si farebbe ad accedere con gli oscuranti, per i quali il valore g è e resta al di fuori delle caratteristiche riportabili in Marcatura stante la non armonizzazione della EN 13659:2015); •sempre in tali Decreti si fa riferimento al solo valore di Trasmittanza Termica, ossia a un valore dichiarabile anche senza l'impiego della Marcatura CE (se non obbligatoria) ma semplicemente determinabile ai sensi della EN ISO 10077-1 e dichiarabile su carta intestata della ditta (come per inciso si fa per il valore g). Nel mese di Dicembre è stato organizzato un incontro tra le Associazioni del settore e i Vigili del Fuoco, nel quale si è trattato anche questo argomento; data la disuniformità di vedute delle Associazioni coinvolte si è deciso di rimandare la discussione a un successivo incontro da tenersi nei prossimi mesi così da monitorare la situazione. Che cosa accadrà ora? In caso la discussione rimanga a livello nazionale, non vedo grosse possibilità di modifica della Circolare, in quanto solo un fronte unito delle Associazioni, che non c'è, potrebbe richiedere tale modifica con possibilità di vederla accolta. È però possibile che qualche azienda, nazionale o estera, ritenga che la Circolare la danneggi e quindi, vista la potenziale violazione della legislazione europea derivante da una scorretta forzatura nazionale dello scopo delle Norme Armonizzate, decida di avanzare denuncia formale alla Commissione Europea chiedendone così l'intervento, intervento che a mio avviso


avrebbe buone possibilità di essere messo in campo. A questo punto il dibattito nazionale diverrebbe inutile e sterile in quanto sarebbe la Commissione a decidere come la normazione debba essere interpretata.

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Cosa può interessare alle ditte produttrici di serramenti normali di tale argomento, dato che esse non producono le porte con caratteristiche fuoco/fumo la cui produzione è riservata a poche aziende specializzate? Ebbene, facendo l'avvocato del diavolo, mi verrebbe da dire che qualora venisse accettata la visione dei Vigili del Fuoco in base alla quale le porte poste all'interno di un involucro edilizio ma separanti due climi differenti (come accade spesso per i caposcala, che molte volte danno su vani scala non riscaldati) sarebbero da inserire tra le porte esterne, potrebbe accadere, per esempio, che tutti quei caposcala venduti senza Marcatura CE dal 2010 a oggi (e sono tanti) in quanto in buona fede ritenuti porte interne divengano istantaneamente non conformi in quanto immessi sul

mercato in violazione all'obbligo di Marcatura, cosa che francamente non è da poco e che potrebbe anche portare a non secondarie ripercussioni. Rischi concreti per chi produca serramenti privi di caratteristiche fuoco/fumo al momento non ne vedo, in quanto la Circolare dei Vigili del Fuoco è relativa solo e unicamente alle porte tagliafuoco e quindi una sua estensione automatica al mercato delle normali porte pare quantomeno improbabile, cosa questa che a oggi può lasciare tranquilli i produttori di tali tipologie di serramento. Per ora comunque siamo ai primi passi di quello che parrebbe essere un lungo processo che, come ormai solitamente accade non solo in Italia ma in tutta Europa, potrebbe facilmente trascinarsi per anni e portare pure a strane soluzioni di compromesso non del tutto in linea con la tanto vantata chiarezza e inflessibilità delle istituzioni, comunitarie o nazionali che siano. Come dicono gli anglosassoni; “wait and see”.

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www.falegnameriacau.it di Sonia Maritan meeting Falegnameria Cau

LO “SHOW WOOD” MADE IN COLLINAS

Il contenitore "Show Wood" rappresenta un innovativo showroom facile da raggiungere, con un ampio spazio espositivo, attento al servizio su misura e dotato di falegnameria interna, quella di CAU a Collinas, in provincia di Cagliari, dove si sono realizzati tre eventi consecutivi che hanno visto protagonista il legno attraverso il suo abbinamento con altri materiali come suggeriscono i relativi titoli: nel primo del 28 settembre 2019 “Il Legno Incontra Il Legno”, nel secondo del 26 ottobre 2019 “Il Legno Incontra Il Metallo” e nel terzo dell’8 febbraio 2020 “Il Legno Incontra Il Tessuto”. Diamo cronaca di una serie di meeting organizzati a partire dall’autunno scorso presso la Falegnameria CAU, un’azienda artigianale per la produzione di serramenti di legno fondata da Paolo Cau e oggi portata avanti insieme ai tre figli che la stanno connotando con un’immagine moderna: l’amministratrice Rosella Cau, con i fratelli Giorgio e Andrea responsabili del reparto produzione, ha creato infatti uno stimolante luogo di incontro valorizzando questa attività storica a conduzione familiare. Ripercorriamo i tre eventi che vedono il legno protagonista valorizzato di volta in volta nel binomio legno - legno, legno - metallo e legno - tessuto.

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! COVERWOOD: IL LEGNO INCONTRA IL LEGNO Il 28 settembre 2019 la Falegnameria CAU ha presentato ufficialmente “CoverWood Il Legno Incontra Il Legno”, il nuovo prodotto della linea infissi di Falegnameria CAU. In poco più di due ore, 120 visitatori hanno varcato l’ingresso dello showroom di Collinas trasformando questo evento

pubblico in un successo di critica e partecipazione, il primo di tre incontri pubblici dedicati alle innovazioni nel settore dei serramenti. Nel corso della serata la famiglia CAU ha potuto re-incontrare “vecchi” clienti, svolgere consulenze, presentare ai nuovi e futuri clienti di Falegnameria CAU tutte le ultime novità del suo catalogo, degustare i vini e le prelibatezze locali, ma soprattutto è stata l’occasione di dimostrare a tutti i presenti, le infinite potenzialità e le importanti caratteristiche di CoverWood che nasce dall’esigenza di eliminare i disagi della manutenzione degli infissi di legno e, grazie alla possibilità di rimuovere la cover esterna con estrema facilità, non solo permette di risparmiare tempo e denaro ma consente di adattare le due facciate delle finestre a colori e stili armonizzandole con lo stile scelto dal cliente. Infatti, l’infisso in legno è composto di due parti: l’anta di legno che sostiene il vetro e la cover esterna, sempre in legno, che può essere sganciata e sostituita con poche semplici operazioni, grazie alle clip che la sosten-


THE SHOW WOOD MADE IN COLLINAS

gono e a una chiave in dotazione. CoverWood è realizzato in due spessori 85 mm e 95 mm. È dotato, di base, di triplo vetro con doppia camera con gas argon: nelle Finestre 4-20-4-20-4 Basso Emissivo nelle portefinestre e gli scorrevoli 6/7-20-4-20-6/7 Basso Emissivo. ! GIANO: IL LEGNO INCONTRA IL METALLO Il 26 ottobre 2019 a Collinas, in occasione di “Show Wood Il Legno Incontra Il Metallo”, si è tenuto il secondo appuntamento del programma Show Wood con un centinaio di visitatori, in occasione del quale l’azienda ha scelto di ospitare l’estro e la professionalità del Fabbro Designer Fabrizio Fanzecco che ha proposto una ringhiera in ferro battuto raffigurante “L’albero della Vita”. «“L’albero della vita” – ha spiegato Fabrizio Fanzecco – è per me una simbologia importante. Ho scelto di esprimere questo simbolo all’interno della mia produzione artigianale e artistica, per provare a rappresentare il senso del radicamento dei valori familiari all’interno della famiglia, valori che ci aiutano a stare uniti ma che al contempo ci danno la forza di svilupparci e di crescere, e di far crescere la famiglia». Una soluzione di arredo e design, quasi un pezzo unico dove l’anima del metallo si intreccia ai gradini di legno massello di una scala artigianale della Falegnameria CAU. «Un elegante connubio di legno e metallo con il quale Fabrizio riesce a creare una vera e propria “opera d’arte” – afferma entusiasta Rosella Cau, amministratrice dell’azienda di famiglia –, pensata e realizzata strizzando l’occhio a tutte quelle persone che desiderano avere in casa un complemento d’arredo unico e inimitabile».

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The Show Wood container represents an innovative Showroom: easy to reach, with a large exhibition space, attentive to tailor-made service and equipped with internal carpentry; created three consecutive events: in the first of 28 September 2019 "The Wood Meets The Wood", in the second of the 26 October 2019 "The Wood Meets The Metal" and in the third of the February 8, 2020 "Wood Meets Fabric". We report on a series of meetings organized since last autumn at Falegnameria CAU, an artisan company for the production of wooden window frames founded by Paolo Cau and today carried out together with the three children who are connoting it with an image modern: the administrator Rosella Cau, with the brothers Giorgio and Andrea in charge of the production department, has in fact created a stimulating meeting place enhancing this historical family-run business. We retrace the three events that see wood protagonist enhanced from time to time in the combination of wood - wood, wood - metal and wood - fabric. Un momento della presentazione di Rosella Cau dell’evento “Show Wood Il Legno incontra il Tessuto”, tenutosi lo scorso 8 febbraio presso lo “Show Wood” della Falegnameria CAU a Collinas, in provincia di Cagliari. Rosella Cau è fra la designer Mara Damiani con la quale hanno creato la linea Contrast e Furio Carturan titolare di Filatex Ricami che inseme alla moglie Bianca Damiani ha dato corpo all’idea.

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meeting Falegnameria Cau www.falegnameriacau.it

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Durante la serata sono stati mostrati agli ospiti tutti gli infissi legno/metallo della gamma Giano. Un infisso in legno caratterizzato da un rivestimento in alluminio, bronzo o acciaio Corten. Giano è un prodotto in grado di rispondere alle esigenze di chi ama gli abbinamenti forti come la robustezza del metallo e intensi come il calore del legno. L’innovativa soluzione garantisce, infatti, all’interno, bellezza, ricercatezza, calore e altissime prestazioni di taglio termico e acustico grazie al legno, al variegato design con cui si può presentare e alle molteplici colorazioni che si possono realizzare (anche a campione) per adattarsi ai cromatismi degli arredi e all’identità dei singoli ambienti interni. All’esterno, resistenza, protezione, adattabilità grazie al rivestimento in alluminio e bronzo, alle infinite colorazioni e alle innovazioni apportate nelle tinte effetto legno, che rendono l’infisso adattabile alle specifiche necessità cromatiche delle facciate esterne e consente l’inserimento dello stesso nei centri storici dove il semplice alluminio è spesso escluso dagli organi di tutela del patrimonio storico. Legno e Metallo, quindi, come gli strumenti e i suoni che il compositore e polistrumentista Nicola Agus ha inserito nella scaletta musicale che ha accompagnato la serata insieme ai sapori e la tradizione del territorio, quello stesso territorio da cui Falegnameria CAU trae forza e ispirazione.

! CONTRAST: IL LEGNO INCONTRA IL TESSUTO Circa 150 visitatori da tutta l’isola sono giunti a Collinas lo scorso 8 febbraio per scoprire come il Legno può incontrare il tessuto. Il terzo evento programmato all’interno del contenitore Show Wood di Falegnameria CAU ha visto la partecipazione di molti visitatori curiosi di scoprire le ultime novità riguardo i complementi d’arredo in legno e come in questo ambito il Legno possa incontrare il tessuto. La nuova linea Contrast di Falegnameria CAU nasce dalla rielaborazione grafica di iconografie tradizionali sarde. Colori, forme geometriche e animali che nell’insieme raccontano le peculiarità della Sardegna, ma lo fanno attraverso un linguaggio rivisitato. I serramenti da interno della nuova linea nascono dalla collaborazione di Falegnameria CAU con l’artista e designer Mara Damiani e con l’azienda artigiana Filatex. «Il progetto “Il legno incontra il tessuto” – racconta Rosella Cau Amministratrice di Falegnameria CAU – nasce circa 10 mesi prima dell’evento. Contrast di Filatex è un progetto di arredamento sartoriale che inserisce scampoli di tessuto in complementi di arredo, che ho pensato si potesse adattare anche al nostro mondo. Ogni singolo pezzo è stato progettato a mano attraverso lunghe ore di lavoro, tanti schizzi, un’infinità di bozze; ogni elaborato è stato quindi ri-dise-


Alcuni momenti degli incontri organizzati da CAU, che vedono il legno protagonista valorizzato di volta in volta nel binomio legno - legno, legno metallo e legno – tessuto, tenutesi rispettivamente il 28 settembre 2019, il 26 ottobre 2019 e lo scorso 8 febbraio 2020, presso la Falegnameria CAU a Collinas, in provincia di Cagliari.

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gnato al computer, passando successivamente ai mockup per poi arrivare alle misure tecniche necessarie per l’esito finale e alla realizzazione vera e propria dei pezzi di tessuto ricamati». Rivestire le porte interne e i complementi d’arredo in legno con decori, fantasie e tessuti è una delle ultime tendenze nel mondo dell’interior design in “casa” CAU. Un modo alternativo per rifinire e dare un tocco in più agli interni di una casa ideato da Falegnameria CAU, Mara e Bianca Damiani e gli artigiani di Filatex Ricami. Il terzo meeting si è svolto così sul filo del telaio con Mara Damiani per scoprire come arredare una casa con l’arte del tessuto. «Il progetto “Il legno incontra il tessuto” – racconta Mara Damiani – è nato grazie all’energia positiva e alla voglia di mettersi in gioco di Rosella Cau che desiderava sperimentare e mischiare stili e competenze artigianali, dopo aver ammirato alcune realizzazioni della linea Contrast di Filatex: un progetto di arredamento sartoriale che sfrutta pezzi in tessuto inseriti in complementi di arredo. Un’idea nata dall’intensa collaborazione tra Mara, sua cugina Bianca Damiani e il marito di lei Furio Carturan. Bianca e Furio sono titolari di Filatex, un’azienda tessile di Decimomannu specializzata in ricami e confezionamento di tessuti. Rosella mi contattò attraverso i social, anticipandomi il suo desiderio di raccontare il legno in maniera differente, cercando di creare delle commistioni con altri materiali quali il metallo e il tessuto. Dal nostro incontro ha preso forma la linea Contrast, il cui nome riecheggia i contrasti della nostra terra, perché il progetto si basa sull’uso di colori forti e contrastanti come il rosso, il nero, il sughero e l’écru, forme decise e con carattere come i triangoli, le galline, i cavalli, l’immancabile pavoncella sarda. Il risultato è una vera danza di colori e memorie, di immagini e sogni di Sardegna». I primi cinque pezzi, presentati in anteprima l’8 febbraio scorso, sono una libreria e quattro porte da interno che presenta uno o due soggetti della Linea Contrast, una diversa dall’altra, lo scopo, infatti, è quello di proporre un pezzo d’artigianato unico, ogni elemento è ricamato, ogni tessuto

bordato, come ogni cucitura, tutto è stato realizzato su misura, scelto e studiato in maniera minuziosa. Sono come abiti studiati per poter essere “indossati” alla perfezione su misura di uno specifico ambiente. Una volta concluso il lavoro di sartoria i tessuti ricamati vengono portati a Collinas nel laboratorio artigianale di Falegnameria CAU, dove Giorgio e Andrea Cau realizzano materialmente il prodotto, unendo magistralmente i tessuti ricamati con le porte da interno. «CAU – conclude Mara – è stato un partner ambizioso e coraggioso. Spesso mi interrogo su cosa, in un mondo pieno di immagini e oggetti, possa fare davvero la differenza sul mercato. Noi insieme siamo riusciti a fare qualcosa di originale e come designer mi piacerebbe lavorare ancora sul legno. Un progetto legato alla ricerca che ormai porto avanti da diversi anni sul senso di appartenenza all’isola certamente si potrebbe sposare con un materiale così vivido».

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a cura della redazione shop window sull’intorno dell’infisso: sistemi di chiusura e di protezione

TESSUTI PER LA PROTEZIONE SOLARE La collezione di tessuti per la protezione solare Solar Fabrics di Dickson propone un’ampia scelta di stili, texture ed effetti tessili. I tessuti resistono allo scoloramento provocato dall’esposizione al sole e alle intemperie, offrono una protezione efficace contro i raggi UV e attenuano il calore e l’irraggiamento solare. I tessuti sottoposti a trattamenti ad alte performance rafforzano le proprietà del filo rendendo le tele idrorepellenti, resistenti all’usura e facili da pulire, oltre ad accrescere la resistenza del tessuto ai danni ambientali: la polvere, la muffa, i gas di scarico e le altre sostanze inquinanti si posano quindi sulla superficie della tela senza penetrarvi.

www.dickson-constant.it

TENDA PARASOLE PER LE MANSARDE Gestibile comodamente da interruttore o telecomando, la tenda parasole AMZ Z-Wave di Fakro è in grado di mantenere le condizioni climatiche ideali nel sottotetto, proteggendo gli ambienti dall’irraggiamento solare e trattenendo il calore all’esterno (in linea con il DL 311/2006 e il successivo DPR 59/2009). Posizionata all’esterno della finestra e realizzata in tessuto con fibre vetrose in PVC durevoli e resistenti agli agenti atmosferici, questa tenda mantiene ideali le condizioni climatiche all’interno della mansarda, risultando ben 8 volte più efficace rispetto alle tende interne di qualsiasi genere. Una soluzione efficace, sia durante l’estate sia in inverno, che riduce l’uso di energia per gli impianti di condizionamento.

www.fakro.it

LA PERGOLA BIOCLIMATICA MODULARE

Med Twist di Gibus è la pergola bioclimatica modulare accessoriabile caratterizzata da una solida struttura in alluminio estruso verniciato a polveri con una copertura a lame orientabili che, in grado di ruotare da 0 a 120°, consentono la gestione del flusso d’aria e della luce diretta per ottimizzare il microclima dell’area esterna fondendo l’indoor con l’outdoor in uno scambio fluido e armonico di energia. Proposta in molteplici finiture è dotata dei più evoluti comfort ed è accessoriabile con una serie di optional utili a implementarne le performance: vetrate, chiusure zip, riscaldatori, impianti audio e anche sistemi di illuminazione LED che permettono di sfruttare la pergola giorno e notte tutto l’anno.

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www.gibus.com


LE GRATE CERTIFICATE ALL’EFFRAZIONE

www.inferriatevep.com

AUTOMAZIONE DELLE PORTE DA GARAGE Nice presenta un innovativo aggiornamento che arricchisce l’offerta Spy per l’automazione delle porte da garage: le nuove guide Spyrail, dotate di un nuovo gruppo di alimentazione che diventa simmetrico. La nuova soluzione Spyrail, che prevede la possibilità di alimentare la guida sia dal lato destro che alternativamente dal lato sinistro, consente infatti di configurare liberamente l’automazione per la porta del garage secondo le esigenze per rendere semplice e accogliente l’ingresso a casa. Ulteriore accessorio, a completamento della gamma Nice Spy, è la luce a LED SpyLight che non richiede alcun collegamento elettrico. I prodotti Spy sono pratici, completi e pronti all’uso.

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In un’ottica di innovazione e ricerca l’Ufficio Tecnico di V&P, sollecitato dalla rete commerciale e dalle esigenze del mercato odierno, nel corso del 2019 ha svolto un intenso lavoro volto alla progettazione, alla realizzazione e alla certificazione all’effrazione di differenti modelli di grate. Ogni modello è stato pensato, disegnato e realizzato con sistemi e tecnologie innovative, senza trascurare il design, la funzionalità e la trasparenza dell’oggetto al fine di garantire la massima apertura dei vani finestra interessati. Tra i nuovi modelli introdotti citiamo la grata Big certificata in RC4, le grate Titano e Gladio certificate in RC3 e le grate Maxi e Tratto.

www.niceforyou.com

FRANGISOLE A GUIDE MECCANICHE

All’avanguardia in fatto di robustezza e resistenza, design e protezione solare il frangisole proposto da Vanin. Le lamelle hanno dimensione 97 mm, verniciate a fuoco e resistenti nel tempo e possono essere orientate in qualsiasi posizione. Il meccanismo di movimentazione è silenzioso grazie all’inserimento di una guarnizione longitudinale in fase di profilatura. È dotato di protezione contro le effrazioni poiché ha integrato un sistema di bloccaggio e sganciamento automatico di sicurezza in caso di ostacoli nella discesa del telo. Disponibile anche la versione con trattamento seaside per l’anticorrosione dei componenti trattati soprattutto per zone di mare.

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www.vaninsrl.it


www.gruppovalorelegno.it a cura della redazione convention GVL

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Il GVL è il risultato dell’obiettivo comune di molte aziende del settore legno che hanno deciso di unire esperienze e risorse per definire una strategia comune nella promozione del materiale naturale per eccellenza, con lo scopo di riportarlo a un ruolo centrale all’interno delle nostre case e delle nostre vite. Costituito a inizio 2019, il gruppo oggi conta su decine di aziende associate, tutte motivate dallo stesso fine e rappresentative di tipologie di prodotto e di lavorazioni distintive. Dalla piccola falegnameria alla grande industria il percorso tracciato è stato condiviso e porta sullo stesso piano le potenzialità di ogni soggetto che, grazie alla forza del gruppo, ha la possibilità di promuovere un mestiere antico e nobile come la lavorazione del legno in tutte le sue forme. Il Gruppo Valore Legno nel 2019 organizza due eventi concernenti questo progetto innanzitutto di comunicazione dei valori impliciti nell’utilizzo di un materiale naturale: la partecipazione a Restructura dal 14 al 17 novembre 2019 e l’organizzazione del convegno autunnale il 28 novembre 2019 presso il Politecnico di Torino, – organizzato da Ica Academy e il “Gruppo Valore Legno” con il patrocinio del Politecnico e dell’ordine degli architetti di Torino –, come format ripetibile che ha approfondito scenari nell’ambito dei quali trovare una sinergia di scopo fra i diversi interlocutori in un contesto macroregionale, lanciando successive iniziative in relazione a marchi di qualità, tesi di laurea, borse di ricerca e progetti, particolarmente legati al contesto regionale.

È NATO IL GRUPPO VALORE LEGNO

Nell’editoriale dello scorso numero abbiamo anticipato qualcosa del convegno tenutosi al Politecnico di Torino il 28 novembre 2019, “Fenestram: l’innovazione del serramento di legno per la qualità ambientale in architettura”. Un convegno la cui organizzazione a più riprese mi ha impegnata tutto l’anno scorso, coinvolta da alcune aziende con cui nel corso degli ultimi vent’anni ho condiviso numerosi progetti, perché in effetti da qui è nato qualcosa di più grande. La sede del Politecnico di Torino è stata particolarmente rappresentativa per il target di progettisti al quale ci siamo rivolti, ma anche il progetto nel suo insieme, prima e dopo, ha palesato tutta una serie di caratteristiche che sono degne di nota. Al primo incontro, organizzato a febbraio 2019, ne sono infatti seguiti molti altri e alla fine mentre si scriveva il canovaccio del format e si selezionavano i temi del convegno, con i professori Guido Callegari e Davide Maria Giachino, le aziende aumentavano e grazie al proselitismo di Roberto Cortevesio – che desiderava da tempo raccogliere tutti i suoi clienti sotto il cappello di un progetto che potesse prendere voce a favore del serramento di legno – via via questi imprenditori hanno espresso il deside-


rio di formare un gruppo che quest’anno sta acquisendo una forma giuridica, probabilmente consortile. Si tratta di una quarantina di serramentisti piemontesi che operano nel settore legno e che hanno ritenuto opportuno prendersene cura con maggior dedizione unendosi e ampliando il loro raggio d’azione oltre la propria azienda che inevitabilmente rimane il cuore della loro attività. Questo

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insieme di aziende che ha voluto rappresentarsi come “Gruppo Valore Legno” ha sponsorizzato il convegno, e i temi trattati da relatori specializzati hanno raccolto l'apprezzamento dell’uditorio rispetto il format esclusivamente dedicato al serramento ligneo. Diamo dunque spazio alla cronaca della giornata di lavori del 28 novembre scorso al Politecnico di Torino organizzata da Ica Academy e il “Gruppo Valore Legno” con il patrocinio del Politecnico e dell’Ordine degli architetti di Torino, che ho avuto il piacere di presentare. Ai saluti istituzionali della professoressa Daniela Bosia (Vice Direttore DAD Politecnico di Torino), dell’architetto Laura Porporato (Consigliere OAT) e di Lorenzo Elia (Presidente Sezione Legno Confindustria Cuneo), sono seguite le quattro sessioni di lavoro – di cui riportiamo una sintesi – precedute dal discorso di apertura del professor Guido Callegari (Politecnico di Torino DAD).

IS BORN THE VALORE LEGNO GROUP The GVL is the result of the common goal of many companies in the wood sector who have decided to combine experiences and resources to define a common strategy in the promotion of the natural material par excellence, with the aim of bringing it back to a central role within our homes and our lives. Established at the beginning of 2019, the group today has dozens of member companies, all motivated by the same purpose and representative of product types and distinctive processes. From the small carpentry to the large industry, the path traced has been shared and brings the potential of each subject on the same level, thanks to the strength of the group, has the opportunity to promote an ancient and noble profession such as woodworking in all its forms. . In 2019 the Gruppo Valore Legno organizes two events concerning this project, first of all to communicate the values implicit in the use of a natural material: participation in Restructura 2019 and the organization of the autumn conference on 28 November 2019 at the Politecnico di Torino as a repeatable format which has investigated scenarios in which to find a synergy of purpose between the various interlocutors in a macro-regional context, launching subsequent initiatives in relation to quality brands, research projects, particularly related to the regional context. In apertura, l'interno e l'esterno dell'Aula Magna intitolata a Giovanni Agnelli e un'immagine di Sonia Maritan, in veste di moderatrice, con il prof. Guido Callegari che dopo i saluti istituzionali ha aperto i lavori.

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convention GVL www.gruppovalorelegno.it

1. SESSIONE:INNOVAZIONE DELL’INVOLUCRO EDILIZIO

Introduzione della prof.ssa Valentina SERRA Politecnico di Torino DENERG

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Valentina Serra.

Valentina Serra introduce la prima sessione evidenziando i driver dell’innovazione: energia, risorse, tempo e spazio, riferendosi agli ampi ambiti di intervento sull’edilizia esistente e sul patrimonio culturale e all’obiettivo di passare da costruzioni a zero emissioni a quelle a energia positiva, cioè in grado di produrre energia e fornirla alla rete. Sottolinea come la riduzione del fabbisogno energetico si debba accompagnare al miglioramento della qualità dell’ambiente interno, come da Direttiva 844/2018 che integra la Direttiva 31/2010/UE, ponendo la salute e il benessere degli occupanti in primo piano. Obiettivo generale è la predisposizione degli edifici all’intelligenza intesa come la capacità di un edificio di adattare il proprio funzionamento alle esigenze dell’occupante e della rete e di migliorare l’efficienza energetica e la prestazione complessiva. Al tema energia e risorse si affiancano come driver dell’innovazione, il fattore tempo, esplicitabile in velocità realizzativa e di risposta e il fattore spazio, inteso come possibilità di raggiungere mercati a oggi inesplorati.


Architetto Armando Baietto Studio Baietto Battiato Bianco Ricerca e sperimentazione: i serramenti di Palazzo Novecento a Torino

Opera degli architetti Giuseppe Pagano Pogatschnig e Gino Levi Montalcini, il Palazzo fu fatto costruire nel 1930 da Riccardo Gualino, in corso Vittorio Emanuele II a Torino, quale sede delle proprie aziende. In seguito al fallimento dell’imprenditore, nel 1932, la proprietà passa alla FIAT, con la sede degli uffici di Giovanni Agnelli e di Umberto Agnelli, fino agli anni 70 del ‘900. Infine è acquisito dal Comune di Torino per farne sede degli uffici delle Imposte Dirette, fino al 2005. Nel 2007, Palazzo Novecento, con altri edifici, viene conferito in un fondo per la valorizzazione di parte del patrimonio immobiliare della città. Il progetto prevede la trasformazione da terziario a residenza con il restauro e recupero delle parti comuni, oltre a una revisione dei caratteri distributivi, richiamata dal cambio d’uso. L’esigenza di una diversa articolazione degli spazi interni ha richiesto l’inserimento di un nuovo meccanismo distributivo verticale in un’ansa della corte d’onore. È un volume trasparente, ritmato in orizzontale da sottili linee metalliche delle strutture dei

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Armando Baietto.

vetri. Un segno nuovo, che dialoga con l’esistente ma autonomo, nella forma e nei materiali. L’involucro esterno dell’edificio viene mantenuto con il suo impaginato d’origine e riportato alle cromie del primo progetto: approfonditi saggi stratigrafici hanno restituito consistenza e caratteristiche degli intonaci e riportato alla luce le tracce dell’apparato pittorico del 1930, per un loro recupero e consolidamento. Nel progetto ha prevalso un atteggiamento di tipo interpretativo, dove gli interventi, quando non di restauro, cercano relazioni di compatibilità con il materiale d’origine, di coerenza con la costruzione originaria. L’azienda Cafasso si è impegnata nella realizzazione dei serramenti esterni, secondo un complesso e articolato programma funzionale di progetto. L’edificio, interessato da un vincolo di tutela, presenta cinque diverse tipologie di serramenti di facciata, oltre ad alcune varianti delle medesime. Ma la tipologia più sfidante è quella a ghigliottina e a vasistas, a taglio orizzontale, che caratterizza i fronti sulla via pubblica. Il serramento originale del 1930 apriva a ribalta nella parte superiore e a coulisse e a ribalta, nella parte inferiore e, nello spessore dei montanti, ospitava i contrappesi. Negli anni Ottanta del Novecento, quel serramento è stato so-

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convention GVL www.gruppovalorelegno.it

stituito con altro di caratteristiche formali e funzionali più modeste, in occasione di un intervento di manutenzione straordinaria. La richiesta dei progettisti, di conservare nel nuovo serramento le caratteristiche funzionali e morfologiche del manufatto antico, ha richiesto una fase di ricerca e di sperimentazione durata più di un anno. Un confronto sulle diverse possibili tecnologie ha portato a una soluzione

Architetto Luca Gentilcore Ariston Confort Challenge: un avamposto per le ricerche scientifiche in Groenlandia Il contesto è dei più proibitivi: un'isola vulcanica, circondata dai ghiacci e quasi totalmente disabitata, con temperature minime di -30°. Ariston Thermo, brand italiano specializzato nel settore della climatizzazione residenziale e sostenitore dell'iniziativa con l'ambizione di portare il comfort nei climi estremi, si è rivolto per la realizzazione alla competenza di Leap Factory. Pre-assemblata in laboratorio, la casa artica da 60 metri quadri è stata spedita in kit di montaggio in due container via terra fino a Copenaghen e poi a bordo di una nave rompighiaccio. Luca Gentilcore.

Nella primavera 2018, una versione speciale di Frame è stata montata a Disko Island, in Groenlandia. Qui, a nord del circolo polare artico, un'equipe dell'Università di Copenaghen, impegnata a studiare i cambiamenti climatici, ha scelto d'insediare la nuova base avanzata della Arktic Station oltre la cittadina di Qeqertarsuaq, al fine di ospitare, a rotazione, gruppi di ricercatori che vi si stabiliranno per almeno dodici mesi.

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in grado di garantire i requisiti previsti, senza per questo rinunciare alle qualità e alle specificità del sistema di apertura e alla snellezza dei telai. Un tema diverso, ma ugualmente straordinario è rappresentato dal serramento scorrevole minimale, posato al quinto piano della manica su via della Rocca, sopraelevazione del 1941: un’apertura continua di 25 metri lineari su un fronte strada arretrato. Mantenendo la coerenza con l’intervento di sopraelevazione, quindi con una costruzione più recente, è stato proposto un serramento di tipo “minimale”, scorrevole, i cui telai hanno dimensioni comprese fra i 25 e i 45 mm. A opera conclusa si può affermare che l’intervento sui serramenti, così come le altre azioni di trasformazione, ha seguito la logica dell’aggiornamento tecnologico, nella prospettiva del recupero e della conservazione dei caratteri originari dell’architettura storica.


2. SESSIONE: IL LEGNO COME SCELTA AMBIENTALE

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Una volta a destinazione, i 5.000 pezzi, ottenuti da macchine a controllo numerico con precisione del decimillimetro e sottoposti a severe verifiche di qualità per garantire elevate prestazioni, sono stati installati da una squadra di operai locali (gli Inuit, un piccolo popolo dell'Artico) coadiuvati da un tecnico Leap. L'accurata logistica, la leggerezza e precisione dei componenti, nonché la facilità di montaggio hanno permesso che manodopera non specializzata portasse a compimento il lavoro a regola d'arte, senza scavare fondazioni al suolo, senza utilizzare cemento, colle o altri prodotti chimici, e senza produrre scarti: un assemblaggio “pulito”, ecologico, veloce e sicuro.

Introduzione del prof. Corrado Carbonaro Politecnico di Torino DAD I Criteri Ambientali Minimi (DM 11 ottobre 2017) stabiliscono dei criteri di base per il ciclo di vita dei serramenti, riguardo la materia prima, il legno deve essere approvvigionato da boschi/foreste gestiti in maniera sostenibile e responsabile o utilizzando legno riciclato, mentre il contenuto di materia riciclata o recuperata delle materie plastiche deve essere maggiore o uguale al 30% del peso. I criteri premianti invece stabiliscono che la distanza di approvvigionamento deve essere minore o uguale a 150 km per almeno il 60% del materiale e i materiali rinnovabili maggiori o uguali al 20% in peso, escluse le strutture portanti.

Corrado Carbonaro.

Corrado Carbonaro tratta della sostenibilità ambientale dei serramenti attraverso l’economia circolare sottolineando che abbiamo già consumato le risorse disponibili per anno e spendiamo molto di più rispetto a quanto possiamo fare. Le analisi delle performance ambientali sono basate su: materie prime, produzione, uso, manutenzione/sostituzione, fine vita, eventuale riciclo secondo il Life Cycle assessment (ISO 14040-43).

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Architetto Fabio Viscardi Studio CTV - Il legno dalla finestra al frangisole in un contesto industriale – Civitanova

Fabio Viscardi.

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I casi di studio oggetto della presentazione sono due: l’uso del serramento di legno in un edificio direzionale e il “Performance Lab” di ICA, un edificio destinato alle prove fisiche sui materiali attrezzato con dotazioni d’avanguardia per la valutazione della resa e qualità delle vernici per legno. I due edifici sono accomunati all’appartenenza al complesso industriale di ICA a Civitanova Marche e rap-

presentano lo sviluppo di un percorso che ha per protagonista il legno. Un edificio è sempre una modificazione di un luogo e se questo è contenuto all’interno di un’area industriale a maggior ragione necessità di un approccio attento ai modi d’uso e alle tecnologie adottate, che devono garantire idoneità e prestazioni adeguate. I due edifici presentati rappresentano secondo noi una di-


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scontinuità nell’introduzione, in tale contesto, di una materiale come il legno nei serramenti e nei rivestimenti di facciata. In particolare, nell’edificio direzionale del 2007 che ospita la presidenza, è stato sperimentato l’inserimento del serramento in legno nel reticolo strutturale di facciata in alluminio (curtain wall), in un insolito connubio tra tecnologie apparentemente concorrenti. Il risultato che presentiamo

è, a nostro avviso, interessate sia sotto il profilo del linguaggio architettonico, sia per le qualità che il serramento di legno dimostra possedere anche in contesti non residenziali. Il secondo esempio è il “Performance Lab” di ICA che adotta l’accoya® come materiale caratteristico della facciata, in una sequenza di listelli verticali che filtrano i fronti vetrati e conferiscono all’insieme un ritmo scandito e non oppressivo. L’uso di questo materiale è stato preferito per la rigorosa certificazione del suo processo produttivo, per la sua provenienza da foreste certificate e sostenibili nel rinnovo del materiale vegetale e per la possibilità di riciclaggio o riutilizzo a fine ciclo. Infine è importante sottolineare come, per la riuscita nel tempo di queste realizzazioni, sia necessario avere a disposizione trattamenti protettivi di finitura di alta qualità come le vernici altamente tecnologiche all’acqua che riducono i cicli manutentivi.

Architetto Ismaele Maino - Studio Archisma Un nuovo concetto di hotel: Eco Maison Aux Pieds du Roi – Cervinia

Ismaele Maino.

Oggi parlare di “nuovo concetto di Hotel” in senso generale risulta alquanto delicato, ma parlare invece di un intervento locale sostenibile inserito nell’ambiente risulta nettamente più sensato. Il progetto si inserisce in uno degli ambienti più caratterizzanti dell’habitat alpino, Cervinia, una tra le più alte località d’Europa abitate, una conca glaciale da cui sorge erto questo sperone di roccia con i suoi 4461 metri chiamato Cervino. L’intervento ha voluto, concordemente alla committenza, valorizzare un linguaggio tradizionale di trasformazione unendo il backgroud locale con modernità e comfort, ne è nato un edificio molto interessante in termini di forme, materiali e soluzioni tecnologiche. Come per tutti i progetti ci si è dovuti adeguare a norme, normative e ambiti ine-

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dificabili, nonché a un lotto molto limitato su cui sorgeva la vecchia scuola. Con la committenza non scevra da dinamiche di ricettività si è creata una sinergia altamente produttiva che ha portato a un risultato finale di grande pathos, generando una struttura perfettamente integrata nel paesaggio circostante con l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione e di fonti energetiche rinnovabili con la scelta di materie prime certificate a basso impatto ambientale. Dopo diverse proposte si è optato per una soluzione poco articolata, con un impianto distributivo compatto a sviluppo verticale, una “C” con 5 livelli fuori terra più sottotetto. Nonostante i 335 mq di sviluppo planimetrico a piano, dove si sarebbe potuto far stare una decina di camere, si è deciso per un approccio che premiava il comfort e lo spazio realizzando delle unità molto grandi (la gran suite spa occupa 160 m2) unico nel genere in Valle d’Aosta.

Comfort non vuol dire però solo spazio, comfort vuol dire benessere, vuol dire piacere è per questo che si è scelto un progetto coordinato interno esterno e viceversa, era importante mettere in risalto il paesaggio esterno con l’ambiente interno andando a creare connessioni sensoriali tra i due sistemi. Si sono scelti materiali naturali che danno al fruitore sensazioni tattili e olfattive molto importanti: il legno, la pietra e il metallo come materiali di finitura ma anche costruttivi che hanno permesso una certificazione Beauclimat. Particolare attenzione è stata data alle vedute con finestre scorrevoli molto grandi capaci di proiettare i clienti verso l’esterno andando quasi a toccare l’imponenza del Cervino. Anche in questo caso la scelta è stata pensata sotto l’ottica della sostenibilità andando a scegliere serramenti di legno altamente performanti, che consentono di vivere l’esterno comodamente dalla propria stanza.

3. SESSIONE: IL SERRAMENTO COME PRODOTTO DI FILIERA TERRITORIALE

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Introduzione dell’ingegner Marianna Franchino e del Dottore Forestale Luca Galeasso Environment Park

Da sinistra, l’immagine BibLus-net, la filiera territoriale per la qualità ambientale a 360°, le 3 dimensioni della sostenibilità.


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Marianna Franchino.

Marianna Franchino e Luca Galeasso partendo dalle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile dato dalle responsabilità sociale, economica e ambientale mettono in primo piano l’obiettivo di aumentare l’impiego di legno da filiera corta, tramite una piattaforma online con cui gli operatori del settore del legno possono tracciare e certificare le proprie forniture: si tratta del marchio LCT, ottenuto con legno che rispetta l’ambiente e contribuisce alla riduzione delle

Luca Galeasso.

emissioni climalteranti. La sostenibilità dei prodotti e dei materiali rappresenta un aspetto essenziale della sostenibilità complessiva di un edificio e di un progetto. Molti protocolli di valutazione ambientale degli edifici hanno iniziato a considerare i materiali, la provenienza delle materie prime e la filiera di lavorazione tra i criteri di valutazione, valutando la «regionalità» tra i fattori da premiare.

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Architetto Dario Costamagna Il serramento made in Piemonte certificato PEFC - Locanda Mistral in Val Maira

Dario Costamagna.

L’edilizia costituisce un ambito strategico nelle tematiche della sostenibilità ambientale (intesa come la possibilità di soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli delle generazioni future) per almeno tre importanti motivi: • Gli edifici sono responsabili del 40% delle emissioni globali, • Il mercato propone materiali e tecnologie che facilitano il raggiungimento di obiettivi ambiziosi dal punto di vista

energetico, • Molte aziende hanno cominciato a considerare la sostenibilità un valore e uno sbocco reale di mercato e non solo un’imposizione legata ai CAM. Il progetto dell’ampliamento della locanda Mistral ad Acceglio si inquadra in un contesto in cui la sostenibilità dell’edificio è valutata sia nella scelta dei materiali sia nel sistema costruttivo. Nella valutazione dei materiali da utilizzare per la realizzazione dell’ampliamento si è tenuto conto del loro impatto ambientale, con particolare attenzione alla provenienza: • Pareti di legno, orditura copertura e materiale isolante certificato PEFC, • Serramenti di legno locale certificati PEFC e Low Carbon Timber, • Manto di copertura in pietra locale. Nella scelta del sistema costruttivo è stato considerato il ciclo di vita dell’edificio ed è stato quindi previsto un sistema interamente “a secco”, in modo da concepire l’edificio come un “deposito di materiali” totalmente smontabile a eccezione della platea di fondazione. Nello


Rispetto al contenimento energetico, le alte performances del serramento (in termini di Uf 1,12 W/m2k - larice, Ug 1,0 W/m2k, g 0,54, Tl 77%, tenuta all’aria secondo EN1026 E UNI EN 12207: CLASSE 4) sono certificate all’origine da enti terzi: Sigillo di qualità CasaClima e Certificazione di Componente Passiv Haus, e in fase di posa tramite la prova di tenuta all’aria (blower-door-test). Il trattamento superficiale dei serramenti con un ciclo vernici bio effetto cera non influisce sull’emissività del legno, mantenendo intatta la possibilità del materiale di emettere VOC positivi all’interno dell’ambiente (terpeni).

Architetto Silvano Bandolin - Studio Archiloco La bioedilizia nell’edilizia scolastica: la scuola materna di Carignano guarda il sole - Torino

Silvano Bandolin.

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specifico i serramenti utilizzati si caratterizzano per una serie di elementi che garantiscono la sostenibilità ambientale senza pregiudicare le prestazioni tecniche. Con riferimento al loro processo produttivo, la realizzazione del serramento in termini di PEI (contenuto di energia primaria non rinnovabile), GWP (potenziale di effetto serra) e AP (potenziale di acidificazione), sono contenuti grazie all’uso di legname proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile (certificati PEFC) e a filiera corta (certificato Low Carbon Timber). La posa in opera dei serramenti inoltre non prevede l’uso di isolanti e materiali di origine sintetica.

gono di aiutare i piccini a orientarsi e vincere il disagio del grande spazio vuoto. Le tecnologie innovative applicate nella costruzione della scuola e gli speciali allestimenti personalizzati mettono gli educatori in condizione di spiegare ai bambini che è possibile vivere confortevolmente senza sprecare energia (e denaro), limitando l’inquinamento dell’ambiente. L’edificio “NZEB”, con struttura portante antisismica in legno lamellare (X-Lam) è stato assemblato impiegando materiali naturali e riciclabili. Per riscaldarlo servono meno di 1,5 litri/m2 anno di carburante. La prefabbricazione a secco ha consentito di abbreviare i tempi di cantiere, ottenere una elevatissima qualità costruttiva (certificata dal Blower Door Test) e inoltre favorirà l’azione di recupero e riutilizzo dei materiali a fine vita. Le elevate prestazioni energetiche raggiunte dal fabbricato sono il frutto dell’attenta progettazione dei singoli dettagli costruttivi e del diligente impegno di una folta

La proposta che ha consentito allo Studio di aggiudicarsi questo progetto prevedeva la creazione di tre scuole indipendenti e colorate, disposte a pettine e orientate verso il sole, unite da una manica di laboratori e servizi. Quest’ultima è caratterizzata da una lunga vetrata affacciata sulla corona alpina, che consente l’introspezione interna sul grande arcobaleno colorato che anima il pavimento e sull’installazione della filastrocca di Elio Giacone che lo illustra. La scuola dell’infanzia rappresenta la prima struttura sociale con la quale il bimbo si confronta e relaziona, non appena lascia gli spazi limitati e conosciuti dell’abitazione. Gli allestimenti colorati delle pareti e dei pavimenti della nostra scuola si prefig-

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squadra di artigiani specializzati che hanno seguito le puntuali prescrizioni del capitolato. Il legno, materiale naturale per eccellenza, che sottrae CO2 dall’atmosfera, incorporandola al suo interno, è stato utilizzato anche per rivestire parte della facciata e per costruire serramenti con elevate prestazioni, sia termiche che acustiche, i quali stanno sfatando il falso pregiudizio della maggiore onerosità di manutenzione, patologia generalmente legata all’inadeguatezza dei materiali o anche a difetti di costruzione e/o progettazione.

Evidentemente ognuno di questi progetti meriterebbe molte più pagine come le introduzioni degli accademici a ognuna delle sessioni richiedono articoli dedicati che produrremo nei prossimi numeri approfondendo il materiale raccolto in questo simposio dedicato al serramento di legno. Riguardo l’ultima sessione segnaliamo di aver già pubblicato integralmente la relazione di Samuele Broglio nel numero 26 di Sistema Serramento, sotto la rubrica Outlook con il titolo “Cosa consegnare (...e cosa no)”. Il contributo illustra quale sia lo schema certificativo stabilito dal format Europeo e cosa e come si deve dichiarare la prestazione dei serramenti. Questa quarta è ultima sessione è stata introdotta da Davide Maria Giachino | Politecnico di Torino DAD e la sua lezione dal titolo “Evoluzione dei sistemi di posa dei serramenti” la pubblicheremo integralmente nel prossimo numero di Sistema Serramento. Infine, è degna di nota anche la prima uscita pubblica di “Gruppo Valore Legno” che si è realizzata in occasione di Restructura 2019 a Torino con l’allestimento di uno stand che rappresentava il GVL attraverso il logo, anche riportato su gadget realizzati da Mango in forma di portachiavi tondi di legno e la sua immagine coordinata che richiama all’intimo rapporto del materiale con la natura e a una serie di principi generali traslabili al più ampio contenitore dell’involucro edilizio che coerentemente deve accogliere serramenti naturali per essere un prodotto molto più che ecosostenibile, ma addirittura biocompatibile avendo la capacità di essere metabolizzato dagli organismi viventi senza recare alcun effetto dannoso sulle loro funzioni vitali.

Sonia Maritan con l'ing. Simona Tunno che ha curato l'allestimento dello stand e insieme a Ica Academy ha collaborato all'organizzazione dei due eventi).

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La partecipazione a Restructura dal 14 al 17 novembre 2019 del Gruppo Valore Legno ha comportato lo studio del logo e dell'immagine coordinata oltre alla realizzazione dello stand qui raffigurato che premia il valore etico e salutare del legno oltre a rappresentare la localizzazione di tutte le realtà piemontesi aderenti fino a fine 2019.


ELENCO AZIENDE GRUPPO VALORE LEGNO 1. Albertone Serramenti - 2. Artigianlegno - 3. Berardelli Massimo - 4. Bertolottolegno s.r.l. - 5. Bonelli Serramenti s.r.l. - 6. Brunetto Legno s.a.s. - 7. Cafasso s.n.c. 8. Cappuccio Serramenti s.r.l. - 9. Cavallero F.Lli Snc - 10. Cobola Falegnameria s.r.l. - 11. Cortevesio E C. s.r.l. - 12. Doc Legno s.r.l. - 13. Dal Dosso s.r.l. - 14. Fab Snc Di Bisi o R. Ed I. - 15. Falegnameria Bertalmio - 16. Fal. Cardinale Serramenti 17. Falegnameria Campari s.n.c. - 18. Falegnameria Legnowood - 19. Falegnameria Marvulli s.n.c. - 20. Fal. Orlando s.n.c. - 21. Fal. Serramenti Pellerino G.P. - 22. Falegnameria Vittone - 23. Fas s.r.l. - 24. Fd r Design - 25. F.lli Boido Falegnameria - 26. F.lli Vallino s.n.c. - 27. Franco Fedele Falegnameria - 28. Il Falegname Cortese - 29. Lamtech s.r.l. - 30. Legnoblock s.n.c. - 31. Linea Legno s.a.s. - 32. Morellato F.lli s.n.c. - 33. Navello s.p.a. - 34. Osella Serramenti s.n.c. - 35. Pepino & Leonardo s.n.c. - 36. Piero Fedele FALEGNAMERIA - 37. Scavino Franco & C s.n.c. - 38. S.E.I.L. s.n.c. - 39. Serramenti Bono s.n.c. - 40. Serramenti Demaria.

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UNA QUESTIONE DI CUORE

Queste aziende insieme ad altre hanno costituito un network che sta cercando di indicare i suoi valori, secondo quei principi propri di chi sceglie tutti i giorni con coerenza di operare all’interno di una filiera “pulita” creando serramenti che proteggono le abitazioni senza essere nocivi per la salute, un gruppo che si è aggregato un anno fa per comunicare la qualità intrinseca del manufatto ligneo. In questo contesto, ho l’occasione di raccogliere anche la testimonianza di Lorenzo Elia nella sua veste di imprenditore che come titolare di Fas Serramenti ritrae per noi la sua lunga storia. «È una storia particolare che nasce nel 1957, quando nostro padre Giovanni Elia con il socio di allora arrivarono da un paesino dell’Astigiano dove avevano imparato i rudimenti

di Sonia Maritan interview

FAS www.fasserramenti.com

Lorenzo Elia lo incontriamo presso Fas Serramenti a Castellinaldo d'Alba, in provincia di Cuneo, l’azienda, di cui è contitolare insieme alla sorella Chiara Elia, si trova in una posizione dominante, non solo perché rappresenta una delle aziende di rilievo nel settore del serramento naturale, ma anche per la posizione stessa della fabbrica. Circondata dalla natura e dalla bellezza del paesaggio che regala il panorama del Roero nell’alto Monferrato, si colloca infatti in una valle: un contesto particolarmente coerente con la scelta di produrre serramenti di legno, un materiale naturale, riciclabile, i cui scarti di lavorazione sono facilmente riutilizzabili e la cui degradabilità è garantita. Lorenzo Elia è anche Presidente Sezione Legno Confindustria Cuneo, un ruolo istituzionale che gli permette di trasmettere i suoi principi a platee più ampie e diversificate e di farsi interprete in prima persona di molteplici iniziative per il settore.

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! La scorsa estate con un gruppo di produttori di serramenti visitiamo Fas Serramenti in molteplici occasioni perché Lorenzo Elia, dopo diversi incontri al Politecnico di Torino, mette a disposizione i suoi spazi per le riunioni presso l’azienda, e incontro dopo incontro, proprio qui il gruppo di imprese si connoterà come Gruppo Valore Legno. Di GVL trattiamo a pagina 22 di questo numero, composto anche dalla voce di alcuni altri produttori piemontesi che come Fas hanno restituito attraverso la loro realtà uno spaccato ricco e dinamico del settore che rappresentano.


Come si chiamava nel 1900? «Nel Novecento si chiamava “Falegnameria Cento” – “Cento” è il vero nome del vecchio proprietario –, e FAS è un acronimo che sta per “Fabbrica Albese Serramenti” che allora andava molto in voga, nel 1966/67 è stata iscritta alla camera di commercio come FAS, da lì in poi abbiamo portato avanti l’azienda e piano piano ci siamo specializzati sempre più nella produzione di finestre, perché in quegli anni le medie aziende facevano sia serramenti sia porte. Comunque, il 1984 è stato il nostro anno zero, perché siamo partiti proprio da zero, ma alla fine

sistemaserramento - marzo 2020

della falegnameria e subentrarono in una piccola falegnameria, che esisteva fin dal 1900, nella quale facevano lavori di falegnameria in una frazione vicino ad Alba. Loro continuarono le attività di questa fabbrica che all’epoca faceva prevalentemente i tini per il vino, le botti. In seguito, nel 1962, ci fu il primo ampliamento e fu costruita una casa a pochi metri dalla sede di partenza, con le abitazioni al primo piano e sotto al piano terra una parte dedicata a un’esposizione di mobili e un’altra alla loro produzione. In quegli anni si incominciavano a fare le prime finestre, ma il business del mobile “tirava da morire”. Poi nel 66 fu realizzato il primo pezzetto di capannone, nel 71 ancora un altro pezzo di capannone attaccato a quello già esistente, dopodiché l’azienda continuava a crescere, e nel frattempo sono cresciuti anche i figli. Nel 1984 c’è stata la divisione dei soci fondatori, un socio si è dedicato a rilevare una parte commerciale che avevamo come azienda, e io, con mia sorella Chiara in veste di Direttore Commerciale, come famiglia Elia dall’84 ci occupiamo di questa azienda».

dell’anno eravamo già in condizioni di saldare il debito del socio, avemmo anche la fortuna di trovare un buon commerciale – che purtroppo adesso non c’è più – con il quale abbiamo iniziato a lavorare in modo importante sul mercato di Torino. E da lì abbiamo registrato una crescita sempre costante, con un cliente storico per il quale ci sono stati dei periodi negli anni ’90 in cui lui era quasi un mono - cliente, quindi con esposizioni finanziarie molto forti, però devo dire che noi non ci abbiamo mai rimesso. Dieci anni dopo, nel 1994, sempre nella sede storica c’è stata un'altra svolta, data però da un danno pazzesco: due metri e mezzo d’acqua sulla testa. Siccome è stata un’esperienza terribile, ed era già successo nel ’48, ho pensato “è una cosa che capita ogni 50 anni, ma se invece iniziasse a capitare ogni dieci?”. Allora abbiamo iniziato a cercare terreni sicuri da altre parti, finché per caso siamo arrivati in questo paesino di Castellinaldo d'Alba dove abbiamo acquistato l’attuale terreno e il Primo maggio del 2004 abbiamo iniziato a costruire il capannone nel quale ci troviamo adesso. Siamo entrati il Primo gennaio del 2005, l’abbiamo fatto praticamente in sette mesi, nel 2007 abbiamo fatto un ulteriore ampliamento e poi ci siamo fermati». In apertura e in queste pagine alcune immagini dello showroom. Nella foto di gruppo, Sonia Maritan è fra i fratelli Lorenzo e Chiara Elia. Seguono diverse immagini del reparto dedicato alla produzione e al magazzino. Nella foto di gruppo, in ultima pagina, da sinistra a destra: Sonia Maritan, Chiara Elia, Francesco Elia e Lorenzo Elia.

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interview FAS www.fasserramenti.com

Hai creato le potenzialità per una produzione importante! «Purtroppo non facciamo milioni di pezzi al giorno, abbiamo le potenzialità per farne un buon numero ma non ci sono da fare, quindi come dico io sempre è come avere una Ferrari e non avere la benzina». Il mercato globale non rappresenta un’opportunità, per un’azienda attrezzata, di rispondere con il made in Italy? «Il made in Italy è sicuramente quotato, anche nelle finestre abbiamo una bella nomea, siamo apprezzati in tutte le cose che facciamo; il vero problema è che i competitor che abbiamo propongono prodotti di fascia bassa. Io ho girato diversi mercati all’estero per qualche anno, tutti impazzivano all’idea di avere un prodotto italiano, poi quando gli si facevano le offerte, dopo aver visto i prezzi, cambiavano idea. Quando ho capito la solfa, gli ho spiegato che rispetto a quello a cui erano abituati loro il nostro serramento costa anche 4/5 volte di più, e allora chi restava era davvero interessato. Noi abbiamo, per esempio, una collaborazione importante in Iran, però è sempre molto difficile vendere le finestre: è un prodotto particolare. La questione per l’estero è ovviamente molto complessa, ma come tutte le cose, quello che vale per l’estero vale anche per l’Italia. A un serramento come il nostro devi dare assistenza, per esempio, noi abbiamo un rivenditore in Sicilia che oltre a fare il suo lavoro si organizza per dare anche il servizio richiesto intorno al nostro prodotto, per cui o si ha la forza di prevedere anche questi aspetti nel rapporto oppure diventa difficile proporre un prodotto come la finestra. Abbiamo fatto altre forniture in altri paesi, dove abbiamo delle persone che sanno il fatto loro, sono molto preparate.

Rimane comunque il fatto che non si possono dare servizi, se i clienti non hanno soldi per pagarteli». Io penso che debba far parte del pacchetto e quindi di un modo di interpretarla questa finestra di legno! E la percezione che l’utente finale ha di un prodotto dipende da quello che trasmette la filiera stessa. «Prima di tutto, per quanto riguarda la parte legno, ci siamo propri dimenticati degli architetti, ma la finestra almeno per l’architettura di oggi, secondo me, in generale è ormai di dominio dei progettisti e per chi compra, non esiste più, perché questi manufatti moderni hanno solo vetrate. L’elemento finestra come tradizionalmente veniva intesa non esiste più, parliamo di finestra di legno in zone come questa, in cui c’è ancora la casa tradizionale, ma più le case diventano moderne, disegnate da architetti e designer, e più diventano superfici di solo vetro, verso un minimale sempre più spinto. Se un domani spuntasse un vetraio più furbo degli altri che si inventasse qualche guarnizione particolare o un meccanismo rivoluzionario non ci sarebbe più bisogno di legno, di alluminio e neanche di pvc». “La finestra immateriale” è il titolo di un mio editoriale di circa un anno fa e alludeva, analizzando il trend del settore, proprio ai sipari di cristallo che sembrano una negazione del concetto stesso di finestra. Ci sono però altre strade e sicuramente proprio quella che passa dalla condivisione di un progetto fra produttore e architetto può aprire nuove vie. D’altra parte il confronto del serramento di legno dall’84 a oggi sembra appartenere a un altro mondo e tu lo hai vissuto in prima persona… «Ricordo il passaggio dai serramenti da 45 mm agli spessori


è richiesta un’ingegnerizzazione del processo di posa che non è più quello di una volta, quindi una complicazione in più di tutto l’aspetto legato al servizio».

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di 55 mm, ed era un concetto all’avanguardia, mettere la traversa di alluminio è stato un cambiamento che se uno non l’ha vissuto non lo capisce. Ricordo con certezza che nel 1977/78 per i primi serramenti che mio padre vendeva si faceva il prezzo con e senza guarnizione. In seguito, la guarnizione si acquisì di default, e poi sono stato io a concludere il passaggio generazionale dalla battuta contro la soglia alla traversa in alluminio, perché in quegli anni lì per me era fondamentale e, poi i vetri camera, il doppio vetro, anche questa è stata una bella battaglia. Successivamente ci sono stati tutti i cambiamenti a cui siamo arrivati oggi e sono cambiate anche le macchine nel frattempo: siamo passati da un centro di lavoro di SCM che noi abbiamo usato per quindici anni, a una linea CML che è costata molto. Il cambiamento l’ho visto, noi abbiamo fatto questo acquisto pensando di avere una macchina flessibile e, in effetti, sulla linea abbiamo una flessibilità strepitosa, perché con questa facciamo veramente di tutto. Dal 2009 ci lavora un ingegnere elettronico esterno, 2/3 volte a settimane è in azienda e monitora lui questa macchina perché quando si cambiano i coltelli deve essere modificato anche l’intervento della fresa sul pezzo di legno perché si consumano e quindi richiedono una manutenzione continua».

Per l’aspetto normativo, l’ingegner Simona Tunno che è qui con noi  e si è dimostrata anche una parte importante del comitato esecutivo per GVL , sta collaborando con Fas Serramenti? «Si lei è veramente un supporto molto importante, tutto quello che abbiamo fatto in termini di normativa l’ha seguito lei.

Quindi, oggi un’azienda che funzioni deve essere dotata di una tecnologia innovativa, deve essere aggiornata sulle normative e deve saper rispondere a un mercato molto diversificato. È diventato tutto più complicato? «Facciamo una battaglia quotidiana con gli agenti che si trovano davanti a finestre giganti e di fronte a necessità di vetri davvero mastodontici in termini di peso, e adesso

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interview FAS www.fasserramenti.com

Le questioni normative sono impegnative in termini di costi e anche di applicabilità, etc... Dall’altra parte, se prese per il verso giusto, possono anche tornare molto utili, per esempio, il disciplinale del vetro, che io avevo già seguito frequentando numerosi corsi, mi ha reso più consapevole rispetto il mio lavoro quotidiano. Anche se alla fine, per non discutere cambiamo i vetri perché il nostro vetraio non accetta le contestazioni, insomma come tutte le cose ci sono i pro e contro, ma io preferisco discutere sulle prove di tenuta all’acqua, perché dimostrano che il serramento non è il serramento di una nave o di un aereo, ma ha dei limiti

intrinseci per quanto possa essere prestante. La normativa ha la sua ragione di essere, la questione è che stiamo rendendo tutto molto difficile perché dietro non abbiamo personale qualificato, che sia all’altezza di quanto è richiesto, perché chi fa questo mestiere non lo impara a scuola, per cui ben vengano questi corsi di formazione con tanto di rilascio di attestato riguardo la posa in opera; ovviamente ha dei costi ma dall’altra parte riesce anche a dare un bel servizio e una bella immagine. Io sono molto preoccupato però sulla durata di una garanzia di dieci anni sulla posa in opera, ad esempio, come sono molto preoccupato dei dieci anni di garanzia sulla verniciatura che diamo anche noi, perché inevitabilmente c’è anche una valenza commerciale. Comunque, lo sono fino a un certo punto, perché qui da noi c’è scritto a caratteri cubitali “serramenti in legno”, per cui chi viene qua viene per il serramento in legno e sa che lo vuole. Ce ne sono pochi che cambiano il serramento di pvc con uno in legno, chi ha il pvc in mente va direttamente a cercarlo e non viene da noi, c’è già una divisione a monte».

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Come immagini la vostra azienda tra dieci anni? «Da qui in avanti, come tra dieci anni, voglio immaginare che l’azienda sia un punto di riferimento nel mercato come lo è ora, perché vorrebbe dire che è ancora più consolidata e che mio figlio Francesco, che adesso sta facendo esperienza e si sta occupando di post vendita per Fas, sarà diventato grande con lei».


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CARDINALE SERRAMENTI www.falegnameriacardinale.com di Sonia Maritan interview

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A Rondissone in provincia di Torino, vicino a Chivasso, visitiamo la Cardinale Serramenti specializzata in serramenti esterni e interni. Qualità, certificazioni e rispetto per l’ambiente rappresentano i cardini della mission di un’azienda che riporta il primo obiettivo alla falegnameria, un luogo dove la materia viene sagomata e plasmata con stile, eleganza e ricercata esclusività, dove viene effettuata la sverniciatura, il restauro e la riverniciatura di vecchi infissi in legno di ogni genere; l’attestazione delle certificazioni più importanti che diventa sinonimo di professionalità rappresenta il secondo punto, e infine c’è l’attenzione per l’ambiente che ha un valore sacrale perché rappresenta il luogo di approvvigionamento. Claudio Cardinale ci racconta questa realtà, che ha progressivamente investito in tecnologie, creata dal fratello Aldo e condivisa oggi con lui.

DOVE LA MATERIA VIENE SAGOMATA E PLASMATA Claudio Cardinale con Sonia Maritan in visita all'azienda.

! Parliamo con Claudio Cardinale della storia dell’azienda ma anche di com’è strutturata oggi. «La nostra azienda nasce principalmente grazie a mio fratello Aldo, che ha qualche anno più di me, e dopo aver lavorato in una vecchia bottega di falegnami per qualche anno, imparando il mestiere, all’inizio degli Anni 80 si è messo in proprio e all’inizio degli Anni 90 sono entrato anch’io, da lì in avanti siamo cresciuti tantissimo rispetto al punto dal quale eravamo partiti, fino ad arrivare a oggi. Inizialmente era una falegnameria più generica, poi con il passare del tempo ci siamo specializzati e appassionati al serramento: gli Anni 90 sono stati belli, impegnativi e ricchi di soddisfazioni, abbiamo sempre creduto nel “progetto legno” e lo abbiamo portato avanti sviluppandolo e investendo in strutture e tecnologie, aspetto fondamentale ormai.

I fratelli Aldo e Claudio Cardinale nel loro showroom.

Dopo i grandi numeri degli Anni 90, le cose sono cambiate sia a livello di mercato sia economico, per cui adesso il target lo abbiamo individuato di più nel cliente privato e nell’architetto che spesso va di pari passo col primo, che abbia necessità di avere un serramento di un certo tipo di qualità, un servizio e avere anche un approccio professionale diverso da quello che può dare il venditore puro». Oggi Cardinale Serramenti è un’altra realtà, anche se rimane nella parola “falegnameria” il valore della cura del legno? «Oggi il dettaglio fa la differenza! Nel tempo, alla perfezione abbiamo aggiunto l’eleganza, la cura minuziosa del particolare e il bisogno assoluto di originalità. Alla stabilità abbiamo unito la garanzia della durata nel tempo, la resistenza agli agenti atmosferici e la realizzazione di una strut-


Come si esplica il processo produttivo per arrivare al risultato finale, ad esempio, del serramento che vediamo qui? «Tutto inizia dall’ufficio tecnico per la progettazione e la realizzazione, il cuore è la progettazione. Redigiamo il preventivo e nel momento in cui questo viene accettato dal cliente, parte la produzione, per cui mandiamo i disegni del progetto in formato CAD/CAM dall’ufficio tecnico direttamente al centro di lavoro e da là gli operatori hanno già tutto quello che occorre per produrre la finestra». Oltre che per la produzione dei serramenti vi caratterizzate anche per il servizio di restauro che offrite sui vecchi infissi in legno e questo richiama anche alla manutenzione ordinaria, magari programmata, degli infissi nuovi? «Questo rappresenta un aspetto cruciale per la finestra di legno! Noi preventivamente consegniamo tutta una serie di informazioni al cliente, già a partire dal primo contatto, spiegando le caratteristiche del serramento e come si faccia la manutenzione, gli forniamo tutti i manuali per poterla eseguire e gli diamo il kit per poterlo fare: speriamo sempre che lo usi e faccia la manutenzione, però diamo anche un servizio di manutenzione nel caso non la esegua. Normalmente, all’inizio, presi dall’entusiasmo del nuovo acquisto, gli utenti “ci stanno dietro”, poi se ne dimenticano e si ricordano nuovamente dei loro infissi solo quando non funziona più qualcosa; in questo caso possiamo stipulare un contratto di manutenzione programmato e noi con cadenza annuale passiamo a fare la manutenzione.

Questo è importante e molti lo apprezzano, chi ha aderito è molto soddisfatto proprio per il fatto che non deve più pensarci. Naturalmente è un servizio a pagamento e riteniamo anche riconosciuto  non da tutti, nel senso che solo alcuni aderiscono al programma manutentivo  a contorno del nostro lavoro di specialisti del settore, che con l’occasione possiamo anche fare una verifica complessiva del sistema serramento. Purtroppo, spesso la finestra di legno non viene scelta proprio perché si crede che abbia necessità di tutta una serie di attenzioni e molti ancora la riconducono al ricordo delle vecchie finestre verniciate male fatte negli anni 70-80 che erano da carteggiare, a quei tempi diventava effettivamente un “lavoraccio” ripristinarle e solo un professionista era in grado di rimettere a nuovo le finestre se non erano  ormai  da buttare».

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tura pratica e funzionale. Versatilità produttiva e specializzazione settoriale sono i perni di questa sinergia su cui si muove il nostro impegno e il nostro lavoro, quello di una società dinamica e completa che si propone oggi come riferimento competitivo e risolutivo: dalla fornitura del semilavorato al montaggio chiavi in mano di intere strutture. Soddisfiamo tutte le esigenze, dalla cantieristica edile, al serramento personalizzato di qualsiasi forma e colore, al cliente privato come al consumatore finale. Per consentire a tutti di rinnovare la propria casa, acquistando le porte e le finestre desiderate, siamo in grado di offrire finanziamenti su misura del cliente. Inoltre, proponiamo il servizio di sverniciatura, restauro e riverniciatura di vecchi infissi in legno di ogni genere e questo ci lega al nostro esordio come Falegnameria Cardinale che resta ancora quel luogo dove la materia viene sagomata e plasmata».

Questo è un problema legato alla comunicazione, alla possibilità di sensibilizzare l’utente finale sull’attuale facilità di manutenzione  anche con un semplice panno , attraverso l’esperienza del Gruppo Valore Legno che, portando il contributo di tutto voi, e la trasmissione di questa conoscenza potrebbe fissare dei punti intorno al quale il serramento si dovrebbe configurare, raccontando: “Che cosa vuole la tua finestra di legno”. Come se la facessimo vivere, per cui se la mia finestra parlasse mi direbbe che vuole che venga creato anche un programma di manutenzione… «Negli ultimi quindici anni, con l’avvento del pvc, si è consolidato il trend contrario a quello che regge il principio manutentivo, come se qualcosa potesse durare per sempre! Comunque, la modalità adottata è diventata: “Si monta l’infisso e poi sparisce l’azienda”, ma naturalmente dopo un po’ di anni si verificano dei problemi che non possono essere risolti. Questa è un’esperienza che uso di

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o niente” che non ha senso perché se dall’altra parte chi si ha di fronte aveva una mezza idea che propendeva in una determinata direzione e io vado in sostanza contro la sua idea, che sia giusta o sbagliata, creo quel distacco che allontana il cliente».

In queste pagine, alcune immagini dedicate alla produzione, al magazzino e allo showroom.

fronte ai miei clienti, per sensibilizzare un po’ le persone che mi trovo davanti mostro il campione di un angolo di serramento in pvc, perché è giusto parlare anche di quello che c’è sul mercato come alternativa a quello che propongo io. Infatti, che piaccia o no, c’è, per cui io metto a confronto le tre tipologie di serramento con la presunzione di conoscere questi prodotti e quando presento al potenziale cliente il serramento di pvc, il serramento di legno e il serramento in legno-alluminio, il più delle volte poi il mio interlocutore punta sul legno o legno-alluminio. L’acquirente, comunque, si rende conto da solo di quali siano i vantaggi e quali gli svantaggi di ogni prodotto, anche semplicemente per le differenze che si manifestano visivamente, e dopo aver spiegato quali sono le caratteristiche di ogni materiale spesso condividiamo la stessa opinione e il cliente si convince del fatto che il suo gusto possa essere assecondato. E secondo me, è il modo migliore per ragionare con un cliente potenziale, senza fare l’integralista e dire “questo

Fingi, per un attimo, di avere di fronte una coppia di clienti che vuole assolutamente il serramento in pvc perché ha saputo che così non si tagliano gli alberi! «Gli alberi vecchi bisogna tagliarli per lasciare spazio ai giovani che hanno una crescita più rapida e con la fotosintesi danno molto più ossigeno rispetto a un albero che ha già trenta anni o più. Invece il pvc richiede una grossa quantità di energia e il ciclo produttivo ha un impatto ambientale molto inquinante; non solo in produzione ma anche durante l’utilizzo perché le micro polveri si continuano a staccare dal materiale, e anche a fine ciclo l’impatto è devastante per l'ambiente, e comunque sarà ancora da stabilire dove andrà a finire». Ipotizziamo, ancora, continuando il colloquio con la fantomatica coppia che non sia sensibile ai problemi legati al cambiamento climatico. Dal punto di vista della prestazione del serramento perché dovrebbe scegliere il legno e non il pvc? «Il serramento di pvc viene sempre pubblicizzato in quanto dotato di valori molto alti di isolamento termico senza menzionare l’omega in metallo posizionato al suo interno che crea un ponte termico abbassando il valore iniziale. Questo, però, non lo dice mai nessuno! Invece, considerando che senza l’alluminio il serramanto “non sta in piedi” è obbligatorio inserire l’anima metallica. Mentre con una finestra


segna serramenti ultra moderni, alla ristrutturazione del centro storico dove dobbiamo andare a riprendere tutte le sagomature esistenti: si può fare tutto con il legno».

In azienda quali specie legnose lavorate? «Principalmente abbiamo cercato negli anni di fare una scelta sui tipi di materiali anche per ottimizzare i costi e la produzione, e dare una qualità costante al prodotto, quindi acquistiamo il Pino lamellare presso un'azienda del nord Europa che ha una piantagione con una crescita molto fine quindi una resa del materiale molto compatta e uniforme. Non si tratta dunque di quel pino che tutti intendono come “materiale povero”, ma di un materiale selezionato e molto bello che si presta bene a ogni lavorazione e che noi possiamo garantire. Questo è l’indirizzo che diamo al cliente che non ha richieste particolari, ma facciamo anche le finestre in Castagno e utilizziamo anche altri legnami come il Rovere, americano o slavo, o il Sassofrasso per offrire anche un target diverso. Il cliente solitamente si fa consigliare da noi, ma possiamo realizzare il serramento come lo vuole e con tipologie legnose particolari se richiesto».

Quale sarà il futuro di Cardinale Serramenti? «Io penso che il nostro sia un settore maturo, con una tradizione radicata che arriva da una storia che è praticamente millenaria, e secondo me oggi dobbiamo modernizzare le nostre aziende a partire dalla parte gestionale fino alla digitalizzazione, parlo di BIM e alludo soprattutto al marketing sul web e quindi alla comunicazione dell’azienda sul canale digitale. Adesso il mondo è cambiato ed è cambiato il consumatore medio, ci sono sempre più ragazzi giovani che quando cercano qualcosa prendono in mano il cellulare e guardano cosa viene proposto dello specifico prodotto, quindi chi offre il prodotto giusto allo specifico cliente».

Va anche considerato che ogni legno ha le sue caratteristiche prestazionali in effetti, e una classe di durata; ad esempio una finestra in facciata esposta a est richiederebbe una specie legnosa consona, ma questo fa parte dell’esperienza del tecnico esperto nel serramento esterno. Invece, i centri di lavoro odierni permettono di realizzare qualunque disegno per soddisfare ogni gusto estetico! «Sì, abbiamo una flessibilità enorme, possiamo coprire un po’ tutte le esigenze del mercato, dall’architetto che di-

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di legno abbiamo l’isolamento migliore in assoluto e soprattutto naturale, senza dover disturbare nessun altro se non la natura».

Cosa manca oggi al settore del legno e cosa può portare il Gruppo Valore Legno? «Quello che manca è la coesione tra noi produttori e l’unità di intenti, al di là di quello che può essere il campanilismo e il fatto di promuovere la mia azienda invece della “sua”, l’intento dovrebbe essere di valorizzare la finestra di legno! L’importante è avere un’unità di intenti per valorizzare il nostro lavoro e il materiale che lo caratterizza: il legno è il principe delle costruzioni fra i materiali strutturali perché è l’unico che continua ad avere valori positivi rispetto ad altri materiali tradizionali. Personalmente ritengo determinante che tutti si formino, che sappiamo tutto di quello che riguarda il materiale e di quello che gli gira attorno. Secondo me bisogna formarsi per non fermarsi».

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Così come si analizzarono a lungo le ripercussioni della rivoluzione industriale sul cambiamento di strutture tecnologiche, economiche e sociali che svilupparono la produzione e trasformazione di beni materiali, sembra difficile capire quale cambiamento introduca nella concezione stessa di design l’attuale rivoluzione digitale, mentre si svolge, e cogliere nell’immediato il nesso fra questa sfera e un produttore di tecnologie come Working Process; eppure sono le aziende che conducono ai progetti più ambiziosi  nomea che gli è riconosciuta dopo vent’anni  quelle che cambiano il corso della storia. Parliamo con Paolo Perservati il direttore marketing della azienda, di una realtà che della meccatronica ha fatto il suo fiore all’occhiello dando forma all’industria 4.0 per la produzione di serramenti in legno massello, ignorando i molti ostacoli imposti anche alla vitalità del tessuto produttivo italiano ai tempi del corona-virus, per concentrarci su un vantaggio che invece si può implementare, essendo Working Process già dotata di tutti gli strumenti, ad esempio svolgendo regolarmente le sue attività principali da remoto, rafforzando tutta una serie di attitudini proprie di chi opera nell'era digitale.

IL DESIGN INTELLIGENTE NELL’ERA DELLA RIVOLUZIONE DIGITALE Da sinistra destra, in piedi : Massimo Schiavetta, Antonella Gandolfi, Daniela Calza, Giordano Carrara, Francesco Rimonti, Filippo Schegginetti, Diego Ramacci, Paolo Perservati, Massimo Nicostrati e accovacciati Francesco Saverio Ratti, Emil Magnelli Samuele Speroni.

Da sinistra a destra, Massimo Schiavetta, Daniela Calza, Thomas Engelfried, Emanuele Sbarufatti, Matteo Ramacci, Paolo Perservati, Massimo Nicostrati, Filippo Schegginetti, Oliver Rihl, Jan Aril Lied, Samuele Speroni.

Esordiamo subito con lo spiegare il concetto di “manifatturiero avanzato” che Working Process ha saputo sviluppare e vestire sul settore specifico della produzione di serramenti in legno massello. «Il manifatturiero avanzato è sinergico al nuovo modello di industria 4.0 che passa per il concetto di smart factory, in Working Process composta di tre parti. La smart production che è l’integrazione di nuove tecnologie produttive. Esse

creano collaborazione tra tutti gli elementi presenti nella produzione ovvero collaborazione tra operatore, macchine e strumenti. Il primo beneficio è immediatamente visibile per l’utilizzatore, in quanto ha flussi armonici di interazione tra l’uomo e la macchina e tra la macchina e l’azienda. Lo smart service, invece, comprende tutte le ‘infrastrutture informatiche’ e tecnologie digitali che permettono di integrare i sistemi; ma anche tutte le strutture che


Andrea Cattani, Sartori Giuseppe, Alex Sartori, Andrea Gandolfi, Gabriele Fanzini, Florian Gargiulo, Giancarlo Gavardi, Emil Magnelli, Emanuele Sbarufatti, Marco Anselmi, Kehai Wu, Paolo Cipelli, Mario Fugazzi, Valentino Maccagni, Addis Ravi, Marco Rizzi, Paolo Risposi, Roberto Maj, Michael Guglielmetti.

In piedi: Francesco Saverio Ratti, Antonella Gandolfi, Marco Schiavi, Giordano Carrara, Valentino Magnani, Paolo Perservati, Kehai Wu, Diego Ramacci, Filippo Schegginetti . Seduti: Matteo Ramacci, Daniela Calza, Samuele Speroni, Emil Magnelli, Massimo Schiavetta, Iren Madriossian.

permettono, in modo collaborativo, di integrare le aziende fornitore - cliente, grazie al costante monitoraggio e alla connessione delle nostre macchine operative nel mondo. Siamo sempre al fianco dell’utente e possiamo anticipare e prevenire eventuali fermi macchina di lungo periodo.

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Alcune immagini del team di Working Process ad alcuni fra i moltissimi eventi ai quali partecipa per far conoscere il suo know-how sui mercati di tutto il mondo.

Andrea Gandolfi, Paolo Perservati.

Conoscere lo stato della macchina o della linea di produzione è fondamentale per tutto il service preventivo. Infine, la smart energy è l’attenzione ai consumi energetici, creando sistemi con prestazioni migliori, riducendo gli sprechi di energia secondo i paradigmi tipici della sostenibilità: i centri di lavoro di Working Process utilizzano specifici moduli Siemens per il recupero dell’energia in rete, i consumi sono davvero limitatissimi e l’energia viene inviata solo dove serve. Durante le lavorazioni di tenonatura e profilatura, su impianti anche con più di 10 elettromandrini, si va a ottimizzare l’utilizzo dei motori solo in funzione del profilo da eseguire e controllare l’apertura o la chiusura delle bocche di aspirazione in modo continuo. Possiamo affermare che costituisca un processo rivoluzionario del concetto stesso di lavorazione, nel quale il manifatturiero basato sulla conoscenza diventerà la base della nuova economia e della nuova manifattura. Si tratta di una catena del valore importante che inizia dalla ricerca e lo sviluppo, il design, fino alla progettazione, il marketing e la logistica. Insomma, si tratta di dare valore alla manifattura in un particolare momento di evoluzione dell’industria italiana che possiamo definire epocale, come lo fu la rivoluzione industriale, inserita nel nuovo paradigma di industria 4.0 figlia della rivoluzione digitale.

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In effetti, proprio in questo modello risiedono tutte le potenzialità per rispondere anche a questo momento particolare dato dal virus Covid-19 che impedisce di fatto alle aziende di operare secondo le logiche “tradizionali”».

Cliente Tip Top Fenster.

Cliente Leiab Fonster AB.

Quali sono i parametri principali di questo nuovo modello “produttivo”? «La meccanica strumentale si è evoluta molto in questi ultimi anni per rispondere alle richieste degli utenti. L’avvento dell’automazione spinta, il paradigma industria 4.0 e la continua necessità di formazione degli smart factory operatori, hanno imposto la necessità di progettare macchine e impianti di qualità. Oggi il prezzo, in genere, non è il parametro più importante al quale guardano gli acquirenti. Sicuramente i parametri tecnologici, di risparmio energetico e facilità d’uso sono quelli più interessanti. Per esempio grazie a un’interfacCliente Rauh SR Fensterbau. cia user friendly l’operatore visualizza i dati macchina in modo semplice e intuitivo; i touch screen sia per la parte di supervisore sia per il PLC macchina sono gestionale per essere totalmente interconnessi, dalla proormai largamente diffusi. Gli operatori vengono formati alduzione al marketing avremo un database unico e ovviamente avremo anche un PLM di ultima generazione. I l’utilizzo software CAD/CAM ancora prima che la macbenefici, saranno molteplici, si potrà lavorare meglio e ci china sia meccanicamente pronta, una volta allestita la saranno meno possibilità di commettere errori o usare dati macchina inizia il training al suo utilizzo. Inoltre, grazie ai monon aggiornati». derni sistemi di progettazione si sono ridotti i tempi di sviluppo di un nuovo prodotto ed è diminuito il time to market. La meccanica di ultima generazione è tale grazie agli struEcco allora che in Working Process la progettazione e la menti evoluti di cui si è dotata? produzione sono in armonia». «Sì, in particolare, dipende dai sistemi di ricerca, sviluppo, «Abbiamo deciso, già da anni – aggiunge il Consigliere Deprogettazione e la loro interazione con le tecnologie applilegato di Working Process Filippo Schegginetti -– di dotare cate. In Working Process viene utilizzato il sistema di progetla produzione di workstation portatili tramite le quali, i tectazione CAD 3D e Catia V5 che permette ai progettisti di nici, possono accedere direttamente ai disegni al fine di vieseguire analisi strutturali FEM. Per quanto riguarda l’interasionarli, così possono vedere l’elemento che dovranno zione, e i sistemi di interfaccia uomo/macchina, l’azienda creare/assemblare. Entro dieci mesi tutta l’azienda, e inadotta tecnologie di ultima generazione in grado di rentendo ogni singolo dipartimento, sarà dotato di un nuovo


gio di consultare i disegni 3D delle macchine e comprendere le fasi di montaggio. Inoltre, tutti i disegni sono sempre aggiornati con l’ultima revisione dell’ufficio tecnico. Un vantaggio notevole poiché i vari dipartimenti operano con l’ultima versione del progetto evitando errori o ripresa di lavori già eseguiti. Facendo produzione su commesse, acquisire in modo corretto e aggiornato il livello di personalizzazione e un plus valore che diamo al nostro cliente, in questa ottica essere sempre aggiornati al minuto diviene imprescindibile».

Cliente Atlantem Industries con Sonia Maritan.

dere semplice l’utilizzo del centro di lavorazione o intere linee produttive. Anche il carico e lo scarico delle macchine è studiato in modo ergonomico al fine di facilitare gli operatori. Inoltre, i nostri sistemi prevedono il monitoraggio da remoto, sia per la manutenzione preventiva sia per il governo della macchina. Nell’ufficio tecnico dell’impresa, Catia V5 è il principale software di progettazione CAD 3D parametrico realizzato da Dassault Systèmes, dotato di interfaccia semplice da utilizzare per qualsiasi tipologia di utente. Di conseguenza è una soluzione adeguata per la realizzazione di macchine e sistemi complessi. Esso è in grado di coprire l’intero processo di sviluppo dei prodotti: dall’ideazione alla sua creazione e messa in esercizio, in modo pienamente integrato e associativo. Anche in produzione e in pre assemblaggio l’azienda utilizza postazioni Catia V5, che permettono agli addetti al montag-

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Cliente Dovista A/S.

Come si traduce questo processo produttivo hi-tech nell’elaborazione finale del prodotto di design, ambito nel quale includiamo oggi anche la finestra? «Si tratta di un processo hi-tech, ma di facile gestione in Working Process perché lo sviluppo di un’idea è condiviso con l’utilizzatore in una sorta di co-engineering, mettiamo a disposizione i nostri know how ed esperienza e li applichiamo con il cliente per realizzare insieme il progetto. L’innovazione sempre più spinta dei sistemi di produzione, non è solo legata al progresso tecnologico, ma anche alla presenza di tecnici in grado di assorbire le richieste degli utilizzatori e trasformarle in progetti concreti. Per costruire una macchina per fare finestre e porte è necessario conoscere molto bene il prodotto finale. Tutte le sue attuali complessità, ma anche le evoluzioni future, ecco perché siamo sempre in stretto contatto con gli attori del mercato: utensilieri, software house, sistemisti, produttori di ferramenta e altri componenti ormai parte integrante della finestra. Lo studio dell’architettura della macchina viene fatto seguendo i crismi della meccanica evoluta e questa consente di elaborare attraverso il manifatturiero avanzato prodotti davvero accurati e raffinati».

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Nella foto a destra, sopra : Gabriele Fanzini, Paolo Cipelli, Alex Sartori, Luca Merli, Emanuele Sbarufatti, Florian Gargiulo, Donato Gandolfi, Leandro Fossati, Antonella Gandolfi. Sotto: Kehai Wu, Daniela Calza, Sonia Pradelli, Marco Anselmi, Andrea Gandolfi, Sergio Gazzola.

Qualità e custom made di un prodotto di design, realizzabile con le vostre tecnologie, che dialoga con l’universo delle nanotecnologie e persino delle particelle subatomiche  che solo da poco la fisica sta scoprendo , materie che si svelano da un giorno all’altro al microscopio elettronico condizionando la creatività di designer, sempre più difficile da arginare! «Oggi nel mondo della lavorazione del legno, in tutti i suoi aspetti, è di fondamentale importanza l’utilizzo di nuovi materiali che uniti al legno creano vere e proprie opere d’arte, un trend sottolineato negli ultimi anni dal Salone del Mobile di Milano e la Design Week, precursori di tutti gli altri eventi collegati sul mercato mondiale. Ecco allora che anche le moderne macchine per la lavorazione del legno devono tenere conto di molte necessità, per soddisfare il gusto dei produttori e di conseguenza dei consumatori. Tutto inizia da un buon progetto: la forma segue la funzione. Il nostro design è in funzione all’ottimizzazione del processo e alla facilità di lavoro per l’operatore nelle varie fasi del processo produttivo. La costruzione di macchinari e impianti destinati ai settori produttivi nel mondo del design è il cuore del made in Italy, senza dimenticare i settori del food e del fashion. La nostra attenzione è puntata soprattutto sulla qualità del prodotto e sulle possibilità di personalizzazione, due ambiti in cui la creatività e il know-how italiani non hanno pari al mondo. Siamo focalizzati continuamente sulle strategie per affrontare una rivoluzione tecnologica per sua natura in continuo divenire a cui non si può rinunciare. Certamente la ricerca nel campo dei materiali sta a sua volta correndo grazie alla capacità di esplorazione che il microscopio elettronico oggi consente e questa sfera coinvolgerà anche il legno».

L’impresa emiliana dopo vent’anni si è affermata sul mercato proprio per la sua visione costantemente antesignana: cosa vi pone sempre un passo avanti? «Facciamo meccatronica – precisa Paolo Perservati – progettiamo e sviluppiamo sia la parte meccanica dei nostri macchinari, sia la parte informatica, logica e quella di supervisione. Sfruttiamo la conoscenza globale e utilizziamo in maniera creativa tutto quello che c’è di meglio in termini di tecnologie dei materiali, software, componenti elettronici e meccanici. Ciò ci permette di creare soluzioni made in Italy d’avanguardia per i nostri partner e consente a loro di sviluppare dei veri vantaggi competitivi nei confronti dei propri concorrenti. In questi vent’anni abbiamo messo in campo le strategie per affrontare una rivoluzione tecnologica a cui non si può rinunciare attraverso la costante evoluzione dello schema “prodotto, processo, concetto”. Ci piace consegnare rigorosamente quanto promesso. Ma il nostro lavoro non finisce con la consegna e il collaudo dell’impianto. La qualità dei processi è molto di più della qualità dei prodotti. Abbiamo creato un sistema virtuoso nella gestione del progetto che inizia dall’acquisizione della commessa fino al collaudo degli impianti». La produzione di Working Process è incentrata sulle macchine e le linee a controllo numerico per la lavorazione di infissi in legno massello: la forte specializzazione in questo campo è diventato oggi un altro segno distintivo? «Quando l’impresa ha iniziato la propria attività nel 2000, aveva una missione ben definita: quella di rivoluzionare le metodologie di lavorazione di porte e finestre in massello producendo macchine e linee a controllo numerico esclusivamente per la lavorazione di infissi in legno. Su una superficie di 30.000 m2, di cui 10.000 coperti, da vent’anni


Paolo Perservati e Sonia Maritan.

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progettiamo e costruiamo macchine per la lavorazione del legno. L’azienda di Niviano di Rivergaro, in provincia di Piacenza, occupa oltre 50 addetti e i mercati di riferimento sono i principali Paesi europei ma anche quelli di impianti di produzione venduti in altri Paesi: dall’America all’Australia. Per la distribuzione dei propri prodotti Working Process si avvale del supporto di agenti e rivenditori locali. Nel nostro ambito non ci poniamo dunque limiti e certo l’emergenza che stiamo vivendo non ci fermerà, anche se avrà ripercussioni sull'economia di ogni settore. Tra queste cose la salute è al primo posto. Non poter andare in ufficio ci ha aperto gli occhi sulla necessità di avere modalità di lavoro slegate dai luoghi fisici, dall’ufficio, dalla sede dell’Azienda. Questa emergenza è paradossalmente istruttiva per il mondo delle aziende, dalle grandi alle piccole e medie imprese e noi la cogliamo come un esercizio per il futuro.

La tecnologia offre tutti gli strumenti per condividere chat, telefonate, documenti e videoconferenze in modo 100% sicuro, grazie a soluzioni intuitive e interfacce a prova di analfabeti digitali. L'attenzione di Working Process è rivolta al DPCM e le direttive dettate dal Ministero della Salute per salvaguardare la salute dei dipendenti, fornitori, clienti e tutti coloro che interagiscono con la nostra azienda e contenere il contagio e uscire quanto prima da questa emergenza che coinvolge oramai il mondo intero. Le tecnologie digitali ci aiutano a continuare le nostre attività, con l'obiettivo di rispettare gli impegni assunti con i nostri clienti. E quando tutto sarà risolto, vi invitiamo a fare una bella passeggiata nel bosco, perché noi di Working Process vogliamo condividere con la sfera dei nostri contatti anche la passione e il benessere che un materiale come il legno, che lavoriamo ogni giorno, è capace di trasmettere e il “Forest Bathing” è davvero un’esperienza che vi invitiamo a fare: https://www.working-process.com/forestbathing-il-bagno-nella-foresta-che-ti-cura-e-ti-fa-starebene/».

INTELLIGENT DESIGN IN THE ERA OF THE DIGITAL REVOLUTION Just as the repercussions of the industrial revolution on the change of technological, economic and social structures that developed the production and transformation of material goods were analyzed for a long time, it seems difficult to understand what change the current digital revolution introduces in the very conception of design, as it unfolds , and immediately grasp the connection between this sphere and a producer of technologies such as Working Process; yet it is the companies that lead to the most ambitious projects - a name that has been recognized after twenty years - those that change the course of history. We talk, with its marketing director Paolo Perservati, about a reality that has made its flagship of mechatronics shaping industry 4.0 for the production of solid wood windows, ignoring the general alarmism created by the crown-virus, to focus on an advantage that can instead be implemented, as the Working Process is already equipped with all the tools, for example by regularly carrying out its main activities remotely.

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QUANDO LA SINERGIA PORTA AL CAMBIAMENTO prima parte

di Sonia Maritan on the field TWT

www.twt.tools

Il 30 gennaio abbiamo visitato l’azienda TWT di Rovereto, in provincia di Trento, e posto al Presidente Filippo Pellitteri alcune domande in merito al percorso fatto a partire dal 2016, anno in cui è nata questa importante realtà italiana nella produzione di utensili per la lavorazione di finestre in legno e legno alluminio. L’incontro con il team dell’azienda si è svolto in tre diversi momenti che proponiamo in altrettante parti anche nei numeri successivi di Sistema Serramento: il tavolo di lavoro del mattino incentrato sulle risposte del Presidente di TWT, un secondo tavolo tecnico il pomeriggio e la visita al reparto produttivo. L’insieme di questi momenti illustra con chiarezza i progetti di TWT che prenderanno forma nel corso dell’anno che si è appena aperto, quando ci incontriamo (ndr), e la visione d’insieme proiettata verso una forte specializzazione nella produzione di utensili per la lavorazione di finestre in legno e legno - alluminio.

Filippo Pellitteri.

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Il tavolo di lavoro del mattino si raccoglie intorno al Presidente di TWT Filippo Pellitteri, il New Business Developer Nicola Pedrotti, l’agenzia di comunicazione di TWT rappresentata da Mauro Zamberlan consulente partner di StudioCentro Marketing, l’editore di Web and Magazine Pietro Ferrari, oltre alla sottoscritta che si trova a condurre l’incontro piacevolmente stupita da un presidente giovanile e grintoso che ha già preparato e distribuito ai presenti tutte le risposte alle domande preventivamente richieste, consentendo così a noi tutti di compiere “just in time” un passo ulteriore per approfondire la strategia di un gruppo che

oggi si connota come la principale realtà a livello nazionale nel suo settore. Filippo Pellitteri precisa, sin dal suo esordio riguardo la sua carica attualmente duplice di amministratore e di presidente, sicuramente un ruolo importante e pieno di responsabilità, che i traguardi non si raggiungono da soli: si deve avere al proprio fianco una squadra, questo per lui è l’aspetto più importante perché i valori delle persone sono i valori dell’azienda. E cominciamo proprio parlando di persone che sono state una parte fondamentale di questa storia! Mario Baldo, a causa del suo recente pensionamento, ha passato il testi-


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mone di Amministratore Delegato di TWT al Presidente Filippo Pellitteri. Dal 2016 a oggi, cosa ha trasferito Rekord a TWT? Quali i traguardi più importanti che hanno favorito la crescita di TWT? «Modi e abitudini diversi di affrontare le tematiche ci hanno permesso di confrontarci e migliorare, unire i due differenti know-how e le molteplici esperienze, perché è chiaro che ci sono dei metodi diversi per arrivare “a fare goal”. Risulta sempre un grande insegnamento guardare cosa fa il mio concorrente, così come dall’altra parte vedere cosa facciamo noi, aprirsi a questi know-how dall’interno ha permesso di unire le due cose e renderci più forti. I traguardi più importanti riguardano i risultati ottenuti e la possibilità di offrire dei prodotti tecnologicamente più performanti e aumentare i servizi alla nostra clientela. Questo è il risultato che volevamo dare, e a quasi un lustro dalla nascita di TWT ci sembra anche il modo migliore per portare ancora un saluto a Mario Baldo che ha condiviso con noi questo esordio positivo».

In questa doppia pagina e nella successiva ci troviamo nella sala riunioni di TWT, alle pareti sono appoggiati angoli, finestre e nelle vetrine gli utensili. Il tavolo di lavoro coinvolge Sonia Maritan che intervista Filippo Pellitteri (nella foto in primo piano), ma anche Mauro Zamberlan (alla sua sinistra), oltre a Nicola Pedrotti (nella doppia pagina successiva nella foto in primo piano in alto a destra) e Pietro Ferrari (nella foto in piedi).

Mario Baldo affidando a Filippo Pellitteri la carica di Amministratore delegato, assunta pro tempore, lo ha definito “un manager di grande spessore dal punto di vista umano e professionale”. Chiediamo a Filippo Pellitteri, il volto più autorevole di TWT, come inizi la sua storia nel settore e cosa comporti ricoprire un ruolo di prestigio come il suo? Il nuovo assetto societario, oltre a prevedere lui in veste di Presidente, come sarà strutturato in merito ai ruoli assunti al suo interno? «L’aspetto più importante che vorrei sottolineare, come ho già anticipato in apertura, è che i traguardi non si raggiungono da soli, ma con una squadra consapevole e motivata.

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I responsabili dei vari ambiti strategici dell’azienda sono persone direttamente interessate in qualità di soci TWT: la divisione commerciale è di pertinenza di Thomas Zuani, l’ufficio tecnico di Massimiliano Zuani, il back office di Silvia Galvagni e la produzione di Alberto Zuani, quindi a ogni sfera fa capo un rappresentante di questa società direttamente coinvolto in quanto contitolare dell’impresa. Riguardo la mia storia, è ormai lunga: ho iniziato a lavorare con Zuani quando avevo 20 anni, ho cominciato come semplice rappresentante e dopo, man mano, sono diventato responsabile di zona, successivamente direttore commerciale e infine presidente».

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TWT è il frutto di una sinergia di tre storiche realtà imprenditoriali trentine: Zuani, Rekord e Garniga, nata da una nuova idea di impresa che custodisce, condivide e valorizza l’esperienza e il know-how delle singole aziende, assieme ai valori che le hanno contraddistinte. Un’unione che ha puntato al mercato internazionale come primo obiettivo? E come si esplica la nuova idea di impresa? «Il primo obiettivo è stato quello di consolidare i mercati già conosciuti da noi per non perdere il fatturato: perché il rischio, unendo due aziende, è di poter perdere parte del fatturato in quanto la gente non si sa più orientare. Quindi consolidare quello che avevamo, questo è stato il primo e più importante traguardo per noi.

Con la nostra unione siamo andati a riempiere i punti vuoti che singolarmente avevamo, Zuani era forte in Germania mentre Rekord era molto presente in Francia, insieme siamo entrati “a gamba tesa” nel settore serramento e oggi possiamo confrontarci con altre aziende europee che sono più grosse per il ventaglio di settori che abbracciano, ma noi siamo forti della nostra specializzazione “serramentistica”, con una flessibilità di disegni e una fornitura di servizi diversi che escono da quello che è l’utensile standard ed è qui che facciamo la differenza!» «Comunque, la mentalità tedesca in questo senso insegna! C’è una cosa che l’italiano non ha – aggiunge Mauro Zamberlan –, invece è necessaria perché per fare una società bisogna usare il “noi”, non essere individualisti, ci sono tante piccole aziende che si sentono superiori a tutti, ci vuole un po’ di umiltà e capire dove si è posizionati rispetto al mercato globale». «Pensiamo a come è nato il gruppo Homag in Germania – interviene anche Pietro Ferrari, un veterano del mercato teutonico –, erano tutte aziende con una fortissima personalità, tutte aziende che avevano il nome del fondatore, eppure sono state brave a mettere insieme queste realtà diverse e farle convivere: oggi il gruppo Homag è Homag e basta». Realizzare una nuova identità però non è per niente banale – riprende Filippo Pellitteri – e porta con sé una maturazione generale del modo stesso di intendere il lavoro. Infatti, la nuova idea di impresa si esplica riuscendo a dare al mercato un prodotto altamente tecnologico, aggiungendo

Filippo Pellitteri e Nicola Pedrotti.


dei servizi che aiutino il cliente a realizzare il proprio progetto e rendendolo consapevole dei costi di esercizio – sembra un concetto breve così espresso a parole ma non è stato per niente semplice realizzare questo passaggio – . L’immagine che vorremmo trasmettere dell’attività è di un’impresa che vuole condividere sempre di più le esigenze del nostro cliente. Quel servizio che una volta si dava sotto forma “di amicizia”, quasi come “regalo” – in effetti, si tratta di una competenza specifica ed è importante affermare che la nostra qualità ha un costo – adesso lo abbiamo strutturato, perciò riusciamo a fornirlo effettivamente con precisione e rigore, ma lo facciamo pagare, e questo abbiamo constatato che è un vantaggio per il

Dunque, tre aziende di primo piano nella produzione di utensili per la lavorazione del legno nel settore del serramento, tre marchi “made in Rovereto” conosciuti in tutta Italia e nel mondo! Come si trasferisce il valore di tre knowhow diversi sul fronte del prodotto? «Stiamo lavorando per unificare il prodotto utilizzando i know-how delle tre aziende, nel senso che usciamo con un prodotto nuovo nel 2020 che però analizziamo meglio più avanti. Questo riguarda la tecnologia». «In effetti, noi parliamo sia del manufatto finale sia dell’utensile – aggiunge il Dottor Mauro Zamberlan – a volte diventa più importante il manufatto e a volte l’utensile, perché il manufatto arriva già dal cliente».

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Nicola Pedrotti.

cliente, riconosciuto in termini di serietà e di identità dell’azienda stessa. Specialmente in Italia è presente una forte esigenza di ricerca di sviluppo del nuovo prodotto, pertanto dobbiamo essere legati al progetto del cliente e non solo all’utensile, che diventa una conseguenza, perché in questo contesto effettivamente il servizio assume il peso più rilevante. Bisogna però stare attenti, va bene inventare però bisogna fare le prove, è necessario che ci sia un progetto, perché gli italiani con la creatività “volano”, ma le idee poi devono essere realizzabili e affidabili. In questo il serramentista tedesco insegna! Comunque, uniamo le rispettive capacità e facciamo delle prove, creiamo delle concretezze perché noi, in definitiva, dobbiamo caricarci delle problematiche dei clienti, mettere a fuoco le varie situazioni e risolverle».

Pietro Ferrari.

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on the field TWT www.twt.tools

Tre realtà diverse ma complementari quindi, che oggi corrono fianco a fianco per affrontare una nuova sfida: portare l’eccellenza trentina, tutta italiana, nel resto del mondo sotto il marchio di TWT. Quali sono i mercati che hanno risposto più favorevolmente alla vostra offerta? «Sicuramente il mercato italiano a cui teniamo molto, e parlando di estero al primo posto metterei la Germania, poi la Francia, la Spagna e Paesi Scandinavi dove richiedono alta tecnologia e servizi più completi. Parliamo comunque di mercati europei, perché in quelli extraeuropei non hanno l’esigenza del serramento europeo, manca la cultura del prodotto “su misura”». «In effetti, hanno una concezione completamente diversa di edilizia – precisa Mauro Zamberlan – passano dai grandi grattacieli alle case prefabbricate». «Per quanto riguarda i grattacieli anche in Europa montano altri tipi di serramenti che non sono in legno – riprende Filippo Pellitteri – perciò i nostri lavori sono soprattutto legati alle ristrutturazioni del parco edilizio esistente e quindi dobbiamo costruire degli utensili che realizzano profili di 40 o anche 150 anni fa, perciò davvero minimali, a proposito del trend attuale legato al serramento esterno minimale, anche se indubbiamente per i disegni attuali abbiamo dovuto ampliare lo spessore per dare una garanzia migliore di prestazione acustica, risparmio energetico, etc».

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Possiamo affermare che la fusione di Garniga, Rekord e Zuani abbia portato alla nascita della più importante realtà italiana nella produzione di utensili per la lavorazione di finestre in legno e legno-alluminio, e a una delle aziende leader del settore in Europa? «Dopo tre anni dalla nostra fusione posso confermare che è nata la più grande realtà italiana e nel frattempo c’è stata una trasformazione anche nelle vendite nel senso che una volta si vendevano utensili anche a clienti minori a fronte di investimenti limitati, ora purtroppo le piccole realtà stanno chiudendo, mentre le aziende medie e grandi diventano sempre più grosse. Questi clienti vogliono affidarsi a un’azienda che gli dia delle garanzie di continuità, non è possibile che un cliente acquisti un macchinario da un fornitore più piccolo di lui, deve esserci un allineamento, è questo che ci ha convinto a dar vita alla fusione som-

mando le nostre esperienze e facendole confluire nella medesima specializzazione: una visione aggiornata d’impresa che ci ha portato a ordini di un certo livello. Si tratta di una strategia d’impresa che passa attraverso innumerevoli sinergie, per fare un esempio citiamo quella realizzata in un contesto fieristico fra TWT e Leuco France perché settimana prossima saremo a Lione (nelle due foto a sinistra) e condivideremo lo stand con Leuco: loro rappresentano il settore del mobile e noi quello del serramento». Per TWT non può che rappresentare un ambito cruciale quello della Ricerca & Sviluppo! Un impegno ben rappresentato dalle nuove geometrie di taglio presentate all’ultima edizione di Ligna a Hannover lo scorso maggio. In occasione di quella stessa fiera, è stato anticipato il lancio nel 2020 di una nuova concezione di utensile per il mercato del serramento di legno di cui chiediamo un’anteprima immaginando che prenderà luce alle prossime fiere, Xylexpo di Milano, in una data (ancora da stabilire) posticipata a causa del virus Covid- 19 e il FensterbauFrontale/Holzhandwerk di Norimberga che è stato posticipato per la stessa ragione all'inizio dell'estate dal 16 al 19 giugno. «Si tratta di una novità di processo! Di questo abbiamo parlato sulla rivista tedesca di BAU alla quale ci appoggiamo per il mercato tedesco, come facciamo con voi per quello italiano. Ci trovavamo con questi giornalisti tedeschi a cena e con loro si parlava delle aziende 4.0, a fine serata ci eravamo lasciati dicendo che ci saremmo visti l’indomani mattina per fare la visita al reparto produttivo di TWT. Allora improvvisamente ho capito che la visita dovesse essere notturna, perché l’azienda 4.0 non si può visitare di giorno quando ci sono tutti gli operatori e che avesse senso organizzare invece la sera le visite quando non c’è nessuno e l’azienda va avanti da sola! Ho lanciato una provocazione dicendo: “Oggi fino alle 23.30/00.00 lavoriamo”e poi ho accompagnato i giornalisti nella visita notturna: un’esperienza nuova. Infatti, la campagna pubblicitaria del 2020 consiste proprio in questo, nel far vedere una produzione che va avanti da sola e nel mostrare dov’è la tecnologia di TWT». Riportiamo uno stralcio dell’articolo della rivista tedesca BAU che ci permette di evidenziare altre caratteristiche del-


terà di farlo (ndr), una soluzione che stabilisce nuovi standard nella lavorazione ad alta velocità a oltre 120 metri al secondo. TWT ha sviluppato un sistema di utensili completamente nuovo con l'obiettivo non solo di raggiungere alte velocità di taglio con bassa rumorosità, ma anche di garantire un funzionamento regolare e quindi un'alta qualità della superficie. La società ha costantemente perseguito la sua "strategia di tolleranza zero". Le viti normalmente utilizzate per il fissaggio dei taglienti offrono tolleranze aggiuntive. È stato quindi sviluppato un sistema di fissaggio per la battuta e i bordi di taglio circonferenziali, in cui la vite per la prima volta non ha influito sulla precisione dimensionale. Quando si inseriscono i coltelli, vengono spinti nella posizione corretta da molle integrate. Inoltre, i coltelli sono fissati assialmente tramite una scanalatura. Invece di taglienti sinterizzati, le barre tonde di metallo duro rettificato in H5 (tolleranza 0-8 millesimi di millimetro) vengono utilizzate come componente base che viene impiegato anche per le frese. Tutte le viti di fissaggio possono essere raggiunte in senso radiale. È richiesto un solo attrezzo per il montaggio dei taglienti. Ciò elimina le rientranze necessarie per l'accesso ai collegamenti a vite verticale. Il risultato è un design compatto del corpo della base dell'utensile con dischi ampiamente chiusi, che si riflette sotto forma di turbolenza significativamente ridotta e quindi riduzione del rumore, ma anche di una migliore evacuazione del truciolo. Lo strumento è già utilizzato dai clienti pilota e tutti i test hanno avuto successo. Il magazzino ricambi è attualmente in fase di allestimento a Rovereto e sarà quindi disponibile per la consegna a marzo. Si tratta di un nuovo sistema di utensili per l’ingegneria meccanica, in attesa di essere brevettato, che avvicina il produttore di utensili al costruttore di macchine perché le macchine che raggiungono i loro limiti con strumenti con-

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l’azienda, l’insolita visita notturna con i giornalisti tedeschi, oltre ai nuovi utensili Laser HP (Bauelemente-Bau 01/20). “È buio pesto nella sala di produzione, i contorni delle macchine possono essere riconosciuti solo dalla luce fioca dei lampioni. In effetti, sono le dieci di sera passate! Nessun operatore era visibile, eppure presso la TWT s.r.l. la produzione funzionava ancora. Le luci sui terminali dell'operatore, il braccio della pinza, che stava cambiando un nuovo utensile, e il lieve ronzio delle rettificatrici e dei centri di lavorazione CNC lo dimostravano. Ancora una volta, infatti, era stato effettuato un turno di notte per portare a termine una commessa di prodotti destinata a qualche fiera. L’azienda TWT di Rovereto può quindi non solo offrire ai suoi clienti modelli di utensili per la produzione di finestre e porte in legno, ma anche far affidamento sulla propria esperienza nei processi di produzione altamente automatizzati e persino autonomi. Il progetto di Rauh Fensterbau GmbH, che ora è in grado di produrre oltre 120 sistemi diversi, è un ottimo esempio dei differenti concetti di singoli utensili implementati per i clienti di tutto il mondo. Con i suoi 51 dipendenti, TWT s.r.l. è un'azienda familiare di dimensioni piuttosto gestibili. Tuttavia, grazie alla specializzazione in utensili per la produzione di finestre e porte in legno, l'azienda può affermare di essere il numero tre nel mercato europeo in questo segmento. Al fine di essere in grado di affermarsi con successo sui mercati internazionali anche contro concorrenti significativamente più grandi, l'azienda persegue una rigorosa politica di qualità che include tutti i dipendenti. Inoltre, TWT è sempre in grado di attirare l'attenzione su di sé con nuovi concetti di utensili, tecnologie di rivestimento e un elevato grado di flessibilità, fidelizzando i propri clienti. L'azienda è anche in grado di farlo con il sistema di utensili Laser HP (High Performance), che sarà presentato al pubblico, non appena l’emergenza corona virus ci permet-

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on the field TWT www.twt.tools

venzionali a causa delle vibrazioni innescate possono essere azionate con il sistema Laser HP a velocità elevate senza la necessità di una carcassa più pesante”. L’ambito multidisciplinare nel quale si muove il grande mercato edilizio al quale ci riferiamo, rimane comunque complesso e coinvolge le tendenze legate al prodotto finito nel settore specifico del serramento e i prodotti e i materiali coinvolti aprono a un ventaglio sempre più ampio se includiamo quelli compositi. Quanto pesa ancora il settore del legno nel business di TWT? «Rappresenta il nostro mercato principale, dove viene concentrato il massimo sforzo, rimane il mercato basilare anche in relazione alla nostra specializzazione nella produzione di utensili per la lavorazione di finestre in legno e legno - alluminio che rappresentano una parte importante del mercato europeo, quindi, coerentemente alle storie dei tre marchi uniti sotto il cappello di TWT, l’azienda mantiene una vocazione spiccatamente green perché continua a occuparsi di legno con una competenza altamente specialistica». Se immaginiamo la produzione di una finestra mentre si compie il suo ciclo produttivo e il livello di raffinatezza raggiunto dal manufatto finale, ci accorgiamo che le figure coinvolte nel suo progetto e nella sua realizzazione sono molteplici. Possiamo affermare che la filiera del serramento (compresa la comunicazione) si sia “accorciata” grazie al linguaggio digitale capace di mettere in comunicazione un architetto con un operatore di un centro di lavoro? «Sì, è così, il cliente è sempre più coinvolto nella progetta-

zione e sempre pronto a nuove soluzioni da condividere con gli architetti». «A livello di progettazione è vero soprattutto per il mercato italiano anzi per l’Europa meridionale – precisa Nicola Pedrotti –, ma rispetto alla comunicazione anche all’estero c’è un serramentista che si interfaccia via web con il produttore di macchine quando c’è un problema. In particolare, è una questione di mentalità che coinvolge tutta la fascia mediterranea in cui rientra anche la Francia e la Spagna oltre all’Italia, una cultura che viene dalla storia e che porta alle ristrutturazioni del parco edilizio esistente, quello di maggior riferimento per quest’area geografica». Quando ho scritto sul blog di TWT ho prefigurato l’idea di prodotti/materiali che concorrono alla realizzazione di un sistema serramento sempre più complesso, ma con la tecnologia attuale possibile, ed evoluto anche in termini manutentivi e di sostituzione di parti che possibilmente non richiedano la rimozione di ante e telai. Il presidente dell’azienda trentina Filippo Pellitteri come immagina la finestra del futuro? «Per chi vuole un prodotto di alta qualità e durabilità nel tempo, il mercato offre un sistema legno - alluminio che elimina la manutenzione esterna mantenendo inalterata la bellezza e il calore che il legno trasmette all’interno. La scommessa sarà di creare un sistema legno - alluminio che effettivamente costi meno dell’attuale e che possa dare le stesse prestazioni, e per questo ambito specifico stiamo collaborando con Europrofili e sviluppando un’innovazione del progetto Esperia. Questa è una delle sinergie di cui abbiamo parlato all’inizio e che stiamo portando avanti. Nella

Da sinistra a destra: Nicola Pedrotti, Cristian Zuani, Tomas Zuani, Filippo Pellitteri, Daniele Zanuttini, Mauro Fistarol, Roberto Tommasoni e Martin Rauscher (Responsabile della filiale tedesca).


stessa logica si colloca quella con Roverplastik, di cui tu hai avuto l’anteprima in occasione del Press Day di Roverplastik del 21 gennaio a cui hai preso parte come giornalista. Questo importante sodalizio è nato dall’esigenza di dare al mercato italiano non un classico prodotto come fanno tanti, ma di condividere un progetto mettendo in campo le varie esperienze delle due aziende, testando e certificando i vari prodotti». I legami come quelli creati con Roverplastik possono creare sinergie anche in termini di servizio sul mercato globale? «Sicuramente possono dare un servizio ulteriore alla nostra clientela». «Abbiamo altri tipi di collaborazione – aggiunge Nicola Pedrotti –, come la ricambistica degli utensili via web per i sistemi TWT. Il servizio di gestione della ricambistica a livello digitale è davvero utile: noi vendiamo a un cliente dei sistemi di utensili che hanno tutti i relativi ricambi, periodicamente il cliente deve cambiarli e il sistema lo informa esattamente di quali sono i ricambi e praticamente invia l’ordine gestendolo all’interno del sistema, fornendo anche altre funzionalità. Si tratta di un software che è una versione a più livelli di Archimede, studiata con noi e che in pratica ci dà la possibilità di progettare le finestre al cliente, di cambiare le dimensioni per i serramenti salvati in libreria, modificare i disegni delle bugne e fare la stampa della lista di taglio per la produzione: gestisce tutto, in sostanza con un click ci invia l’ordine». «Vogliamo anche sottolineare che il QR code è sull’utensile – precisa Filippo Pellitteri –, non è tanto importante che

ci sia sul pezzo di ricambio perché è dall’utensile che viene generata la lista dei pezzi di ricambio, è questo a essere particolarmente interessante per i produttori di serramenti».

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Da sinistra a destra: Alberto Zuani, Tomas Zuani, Massimiliano Zuani, Silvia Galvani, Filippo Pellitteri e Cristian Zuani.

In quali comparti si svilupperà il business di TWT, oltre ai serramenti, secondo le prospettive attuali e l’osservatorio di un attore internazionale? «Siamo troppo affezionati al settore del serramento e continueremo in questa direzione, anche perché in questo momento il mercato richiede sempre più un’azienda specializzata».

WHEN SYNERGY LEADS TO CHANGE On 30 January we visited the TWT company in Rovereto, in the province of Trento, and asked President Filippo Pellitteri some questions about the path taken since 2016, the year in which this important Italian company was born in the production of tools for processing of wooden windows and aluminum wood. The meeting with the company team took place in three different moments that we propose in as many parts also in the subsequent issues of Sistema Serramento: the morning work table focused on the responses of the TWT President, a second technical table in the afternoon and the visit to the production department. The set of these moments clearly illustrates the TWT projects that will take shape during the year that has just opened, when we meet, and the overall vision projected towards a strong specialization in the production of tools for the processing of wooden windows and wood - aluminum.

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di Beatrice Guidi preview SAIE

www.saiebologna.it

Torna la fiera delle costruzioni che pone al centro progettazione, edilizia, impianti e un focus specifico dedicato ai serramenti innovativi. SAIE si rinnova e riparte da Bologna con quattro macro aree: Progettazione e Digitalizzazione, Edilizia, Impianti, Servizi.

LA NUOVA EDIZIONE DI SAIE SI TERRÀ DAL 14 AL 17 OTTOBRE PRESSO BOLOGNAFIERE

!"Progettazione, edilizia, impianti. La nuova edizione di SAIE, dal 14 al 17 ottobre 2020 presso BolognaFiere, si rinnova e riparte dai capisaldi del costruire per confermare il proprio ruolo di riferimento, formativo e informativo, per tutti gli operatori della filiera. Una fiera che sa evolversi con un attento sguardo al futuro: protagoniste di SAIE 2020 saranno, infatti, le tante trasformazioni che stanno cambiando il volto del settore. Da sempre di vitale importanza per l’economia del Paese, il comparto edile, con le sue quasi 736.700 imprese attive, dopo anni di difficoltà, si trova al centro di un radicale cambiamento a livello tecnologico, normativo e dei trend di mercato. Proprio per questo la vera anima della manifestazione sarà l’innovazione, con il preciso obiettivo di rispondere alle esigenze dei professionisti del settore e sostenere il loro percorso di ripresa economica. SAIE 2020 darà, quindi, visibilità a tutti quei prodotti, servizi e tecnologie che contribuiscono al rinnovamento del comparto e a tutte quelle soluzioni che da sempre rappresentano l’eccellenza del nostro “saper costruire” con quattro macro aree: Progettazione e Digitalizzazione, Edilizia, Impianti, Servizi. Dopo l’ultima efficace edizione che ha visto la partecipazione di oltre 40.000 professionisti e 450 espositori, la manifestazione si conferma un appuntamento referenziato di business e networking per l’intera filiera. Nell’edizione 2020 di SAIE, grande attenzione verrà riservata al settore serramenti, comparto di primaria importanza e direttamente collegato al tema fondamentale dell’efficienza

energetica e della salubrità dell’edificio. A tal proposito verrà organizzata la Piazza dei Serramenti Innovativi, l’iniziativa speciale riservata alle eccellenze della filiera del serramento, dove un’area espositiva dedicata, workshop


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tecnici di formazione specializzata e presentazioni commerciali organizzate dalle aziende partner forniranno ai partecipanti nozioni e strumenti per interpretare in modo efficace le novità di mercato, con riferimento ai temi più attuali e con analisi dei benefici fiscali legati al tema 4.0. Gli attori della filiera potranno conoscere le ultime evoluzioni e le prossime tendenze, individuando rinnovate e concrete opportunità professionali e imprenditoriali. I trend topic della Piazza del Serramento Innovativo saranno: smart windows, trasparenze, nanotecnologie, posa in opera, isolamento, digitalizzazione, personalizzazione del prodotto. Ampio spazio sarà poi dedicato ai più recenti approfondimenti normativi, come le nuove disposizioni legislative del Codice degli appalti e del decreto sulla messa in sicurezza degli edifici a rischio sismico, e agli incentivi finanziari come l’Eco-bonus, il Sisma-Bonus e il Bonus Facciate.

SAIE IS RENEWED AND RESTARTS FROM BOLOGNA Design, building, installations. The new edition of SAIE, from 14 to 17 October 2020 at BolognaFiere, gets renewed and starts again from the cornerstones of building to confirm its role of reference, training and information for all operators in the supply chain. A fair that knows how to evolve with a careful look into the future: protagonists of SAIE 2020 will be the many transformations that are changing the face of the sector. Always vital for the country's economy with about 736,700 operating companies, the construction sector is in the center of radical changes involving technologies, regulations and market trends after years of difficulties. For this reason, innovation will be the focal point of this event, with the specific goal to satisfy the needs of professionals of the sector and to support them on the path of economic recovery. SAIE 2020 will therefore give visibility to all those products, services and technologies that contribute to the renewal of the sector and to all those solutions which always represented the excellence of our know how. After the latest successful edition involving over 40,000 professionals and 450 exhibitors, SAIE confirmed itself as a referenced business and networking appointment for the entire supply chain. The four macro areas of the event are: Design and Digitization; Building; Installations; Services. Each one will respond concretely to the needs of the operators, providing an accurate exhibition and training activities characterized by engaging demonstrations and a structured program of workshops and conferences. In particular, the Design and Digitization exhibition sector will show the great changes brought about by BIM and other technological innovations, such as design software, advanced survey systems, drones, augmented reality, 3D printers and digital platforms. The Building macro area will highlight new materials and new construction techniques, both for internal spaces (finishes, floors, windows, coatings) and for external spaces (insulators, finishes, construction site equipment, curtain walls). Great attention will also be paid to the world of installation engineering, from air conditioning to water-sanitary-systems, considering also electrical engineering and building automation. The integration of building and implantation is, in fact, fundamental in order to create a fluid and uninterrupted process, with a significant impact on optimizing the costs of construction, management and maintenance of all buildings. Finally, protagonists of the Services area will be professional, technical and financial consultancy, design studios, associations and engineering and architecture companies. Wide space will then be devoted to the latest regulatory issues, such as the new legislative provisions of the Procurement Code and the decree concerning seismic risk buildings, and also to financial incentives such as Eco-bonus, Seism-Bonus and Bonus Facades. There are also many special initiatives planned, such as SAIE Excellences, aimed at showing the excellence of the supply chain and enhancing products and application solutions through the story of professional authors of real projects or particularly significant case studies; this results to be an extraordinary opportunity to closely evaluate how new building technologies are integrating with the existing one, in order to mark the future of construction synergistically.

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! Il design chiama il legno, secondo Adello Negrini ! L’autodeterminazione della trasmittanza termica ! Quale sarà l’obiettivo principale dell’utensile? ! PVC sostenibile: cresce il volume del suo riciclo ! Nella città dei fiori rinasce l’Hotel Miramare ! Foggia e dimensioni della finestra nella storia ! Le nostre interviste a Christian Mango, Enrico Scarpa e Gianluca Toppi

Sistema Serramento è un trimestrale che tratta dell’evoluzione del serramento nei diversi materiali, come il pvc, il metallo, i materiali compositi e il legno. La rivista si rivolge a tutti gli attori coinvolti nella realizzazione di un prodotto divenuto ormai “sistema”, in tutte le sue declinazioni materiche, per i ruoli che svolge di chiusura della parte più vulnerabile dell’involucro edilizio e barriera climatica e acustica essenziale, ma anche elemento di fascino che lo rende determinante nel connotare il ritmo della facciata o materia di design decisiva per porte da interno “estensibili” all’ambito dell’arredamento. Inoltre, la rivista è sfogliabile gratuitamente su tre portali: www.webandmagazine.media www.webandmagazine.com https://issuu.com/web-and-magazine Siamo presenti anche sulle pagine della casa editrice di Facebook e Instagram. I video sono caricati sul nostro canale YuoTube e nel nostro sito. Ogni uscita è anche promossa con l’invio di Newsletter periodiche che incrementano costantemente i dati di diffusione della rivista. ! MODALITÀ DI PAGAMENTO ABBONAMENTO tramite bonifico bancario con tutti i vostri dati e causale utilizzando il seguente IBAN: CREDITO VALTELLINESE: IT24T0521601633000000005133, BIC/SWIFT BPCVIT2S

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Lo stato dell’arte degli “amati” incentivi La buona durata dei serramenti di PVC La solidità di persiane e scuri di alluminio Il serramento che non c’era è lungo 22 metri La tecnologia diffusa della formula “Lego” I numeri da record del prossimo BAU

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Vademecum sulla Marcatura CE/Dop/Label Fare impresa con l’Azienda AD VALORAE La ricerca neuro-scientifica “Lively Colours” La voce di Jürgen Köppel, presidente Eumabois Uno sguardo sulla finestra dalla parte del legno La genesi degli utensili, i suoi segreti e traguardi

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! Outlook: la posa in opera guadagna due norme ! COLFERTexpo: gli strumenti per il serramentista ! La nuova frontiera della falegnameria Zacchello ! Technology Without Compromises come strategia ! Dalla persiana antica ai sistemi di automazione

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N U M E R O 2 4 - GI U GN O 2 0 1 9

Il primo serramentista quotato in Borsa Il Marchio di posa garantito 10 anni Nel cuore della tecnologia con gli utensilieri Persiane e scuri di legno secondo l’esperto Il PVC nell’economia circolare Un nuovo standard nel flow coating

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NU M E R O 2 3 - M A R Z O 2 0 1 9

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N U M E R O 2 1 - OT T O B R E 2 0 1 8

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Sistema Serramento is a quarterly that deals with the evolution of the window in different materials, such as PVC, metal, composite materials and wood. The magazine is aimed at all the actors involved in the creation of a product that has now become a "system", in all its material forms, for the roles it plays in closing the most vulnerable part of the building envelope and essential climatic and acoustic barrier, but it is also an element of fascination that makes it decisive in connoting the rhythm of the facade or decisive design material for “extensible” interior doors to the furnishing area. The magazines are browsable for free on three websites, www.webandmagazine.media, www.webandmagazine.com and https://issuu.com/web-and-magazine. We are on Facebook, Instagram and YouTube. Besides each issue is promoted through periodical newsletters which increases the global diffusion.


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