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022_SistemaSerramento_2018

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ISSN 2283-7213

SERRAMENTO

Poste Italiane spa - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (Convertito in legge 27/02/2004 n. 46), art. 1, comma 1 - LO/M/ - euro 10,00 - In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio CMP Roserio (Mi) per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa - Editrice webandmagazine s.r.l. - Via Valla, 16 - I-20141 Milano - www.webandmagazine.media

SISTEMA

NU M ER O 22 - D I CEM B R E 2018

! ! ! ! ! LA RIVISTA TECNICA DEL SERRAMENTO E DEI MATERIALI: ACCIAIO, ALLUMINIO, COMPOSITO, LEGNO, OTTONE, PVC E VETRO !

Lo stato dell’arte degli “amati” incentivi La buona durata dei serramenti di PVC La solidità di persiane e scuri di alluminio Il serramento che non c’era è lungo 22 metri La tecnologia diffusa della formula “Lego” I numeri da record del prossimo BAU


IL VERO PECCATO È NON ESSERCI

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direttore responsabile editor in chief architetto sonia maritan redazione@webandmagazine.com

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coordinamento generale general coordination franco riccardi logistica@webandmagazine.com ufficio grafico graphic layout ufficiografico@webandmagazine.com

numero 22 - dicembre 2018 N U M E R O 2 2 - D I CE M B R E 2 0 1 8

giornalisti journalist adello negrini, roberta bocca, pietro ferrari, paolo ferrari, felice ragazzo, paolo rolandi, cinzia russo, alessio santucci, michela vassena, mauro zamberlan, redazione@webandmagazine.com

Lo stato dell’arte degli “amati” incentivi La buona durata dei serramenti di PVC La solidità di persiane e scuri di alluminio Il serramento che non c’era è lungo 22 metri La tecnologia diffusa della formula “Lego” I numeri da record del prossimo BAU

amministrazione administration amministrazione@webandmagazine.com web and media advertising web and media advertising silvia maestri direzione marketing advertising@webandmagazine.com beatrice guidi advertising@webandmagazine.com gloria murrighili mkt@webandmagazine.media gloria zanoni +39/348 7075231 advertising@webandmagazine.com Trimestrale: Poste Italiane spa Sped. Abb. Post.D.L. 353/2003 (Convertito in legge 27/02/2004 n.46), art. 1, comma 1 - LO/MI/ registro degli operatori di comunicazione - roc 23567 registro mondiale delle pubblicazioni ISSN 2283 -7213 international standard serial number rivista trimestrale quarterly magazine una copia one copy euro 10,00 abbonamento annuo italia euro 30,00 a year’s subscription abroad euro 60,00 Modalità di pagamento abbonamento tramite bonifico bancario con tutti i vostri dati e causale utilizzando i seguenti IBAN:

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editoriale SOTTO LO STESSO CIELO di Sonia Maritan

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outlook AMATI INCENTIVI di Samuele Broglio

on the field WORKING PROCESS LA FORMULA “LEGO” di Sonia Maritan

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feedback PVC FORUM Italia LA DURATA DEI SERRAMENTI DI PVC di Pietro Ferrari

identikit LAMELLO UN CONCENTRATO DI POTENZA di Pietro Ferrari

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identikit TWT 4LIFE: IL CONCETTO DI UTENSILE SI EVOLVE di Mauro Zamberlan

interview CAFASSO IL SERRAMENTO CHE NON C'ERA 056 di Sonia Maritan interview FINITURE INNOVAZIONE ORIZZONTALE E VERTICALE: NUOVE SFIDE PER NUOVI MERCATI di Sonia Maritan

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meeting ROVERPLASTIK LA NUOVA CULTURA DEL BIM di Sonia Maritan

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INDUSTRY EXPERTS BLINDS by VANIN VANIN LINEA PERSIANE E SCURI DI ALLUMINIO di Paolo Vanin

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innovation HOMAG GROUP UNA FINESTRA DI LUCE di Pietro Ferrari

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innovation NEW FINISHING FINESTRE APERTE SUL FUTURO: UN CONNUBIO DI TRADIZIONE E INNOVAZIONE di Martina Toppi

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on the field LEITZ prima parte QUANDO LA PRECISIONE FA LA DIFFERENZA di Sonia Maritan

preview BAU MONACO DI BAVIERA GRANDE ATTUALITÀ E GRANDI NUMERI di Beatrice Guidi

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fair SAIE BOLOGNA SAIE 2018 SI PRESENTA CON RISULTATI POSITIVI di Beatrice Guidi

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indirizzi utili

Auguri Buon Natale Felice Anno Nuovo

003 sistemaserramento - dicembre 2018 - summary


Si è aperta l’Era del superminimale, quello cupano anche meno spazio e richiedono che raccontiamo in queste pagine è di meno manutenzione grazie alla lunga duIroko ed è lungo 22 metri: in pratica sono rata dei LED. Questo si riflette sulla progetstate applicate al legno le normali procetazione elettrica, ma anche sull'architettura dure in uso nel settore dei serramenti medegli edifici imponendo di armonizzare illutallici. minazione artificiale e naturale nel proLa “ricerca di luce” si esplica a tutti i livelli cesso di progettazione, con tecnici in della filiera, imponendo ai grandi produtgrado di combinare tutte le componenti tori di tecnologie nuove sfide di fronte a software e hardware in un edificio intelliprofili sempre più stretti e la creazione di figente. Diventa così possibile comandare le nestre integrate che ottengono vantaggi persiane e l'illuminazione dallo smartphone, crescenti per le loro prestazioni complesimpostando diverse configurazioni e "atmosive e rendono imprescindibile la collabosfere" ambientali. In questo modo la geSonia Maritan mentre raccoglie informazioni riguardo serramenti del tutto inediti. razione tra produttori e fornitori per stione dell'energia negli edifici del futuro approdare a una raffinatezza progettuale sarà molto più consapevole. Non più solo sempre più spinta. sostenibile, ma anche intelligente e "smart". La flessibilità tecnologica degli impianti aumenta e crea un Sotto lo stesso cielo, la tecnologia diventa più democratica legame più stretto col progettista, col disegno e con l'idea e regala luce a profusione. stessa di finestra, per superare i limiti dati dalle forme realizUn pensiero luminoso, non solo per ricordare che la luce nazando profili inediti con nuove tecnologie, e arrivando, nel turale è più sana, ma anche per portarvi fra le vie delle nostre caso di produttori particolarmente ambiziosi, a “estrudere” città adorne di “strass” e augurarvi Buone Feste! con le macchine anche il legno. Una sofisticazione soddisfatta dal livello tecnologico ragThe era of the superminimal giunto dagli strumenti digitali che permette di simulare il progetto così com’è, “passeggiando” addirittura all’interno The era of the superminimal windows, what we write about in delle battute – riducendosi virtualmente a dimensioni solo these pages is by Iroko and is 22 meters long: in practice, the leggermente superiori a un nanometro –, per costruire un normal procedings used in the field of metal frames have been campione talmente realistico da trasformarsi in uno dei serapplied to wood. A sophistication allowed by the technologiramenti che verrà posato in cantiere. cal level reached by the digital tools to simulate the project as it is, "walking" even within the bars - reducing virtually to dimenD’altra parte, la progettazione BIM risulta interoperabile: le sions only slightly higher than a nanometer -, to build a sample modifiche apportate da ogni attore avvengono in tempo so realistic that it becomes one of the frames that will be laid reale e permettono di identificare e risolvere le questioni e i on site. problemi costruttivi con rapidità. Progettare BIM, inoltre, On the other hand, the BIM design is interoperable: the chanrende più efficiente il monitoraggio di tutte le fasi realizzative ges made by each actor take place in real time and make it possible to identify and resolve issues and constructive proe significa disporre subito di tutte le informazioni sui costi e i blems quickly. Furthermore, planning BIM makes monitoring of tempi per costruire l’opera, ma anche sapere in anticipo all the implementation phases more efficient and means imquanto costeranno la sua gestione e la sua manutenzione in mediately having all the information on costs and times of mafuturo. naging and service in future. L'edificio stesso è sempre più digitale. Nello "Smart Building", tutti i dispositivi sono connessi a una rete comune che consente loro di comunicare, aprendo una riflessione sulla luce naturale, quella artificiale e la loro indispensabile interazione; oggi le lampade non solo consumano meno energia, ma oc-

di Sonia Maritan Editorial

SOTTO LO STESSO CIELO

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di Samuele Broglio

outlook

Lo stato dell’arte concernente gli incentivi fiscali segnala una forte incongruenza sui limiti di costo che non fanno alcuna distinzione fra le zone climatiche con valori economici bassi rispetto il reale prezzo di mercato del serramento fatto in Italia, e propone un’analisi di quale sia il serramento idoneo per rispettare i nuovi limiti termici che verosimilmente verranno adottati.

AMATI INCENTIVI Come tutti gli anni siamo arrivati alla fine dell’anno, e si ripresenta la domanda «ma cosa ne sarà degli incentivi/detrazioni per le riqualificazioni energetiche?» Come tutti gli anni nello stesso periodo si susseguono le ipotesi, che spesso solo ipotesi restano a dispetto dell'autorevolezza dei soggetti ipotizzanti, e si moltiplicano le ansie e le insicurezze, e quindi data la natura pessimistico/ansiogena della nostra società si accumulano le previsioni più fosche e catastrofiche. L'argomento più gettonato a oggi è l'arrivo del cosiddetto “Decreto ammazza-detrazioni”, che dovrebbe fissare, oltre al solito rinnovo dei limiti tecnico-prestazionali fermi ormai dal lontano 2010, anche dei limiti specifici per il prezzo unitario dei singoli interventi che andrebbero a integrare i già presenti limiti sull'ammontare complessivo dell'intervento stesso. Nel nostro settore tali limiti si sostanzierebbero nella fissazione di un valore massimo a metro quadro per il serramento, inteso come valore comprensivo anche di costi di installazione del nuovo, disinstallazione e smaltimento del vecchio nonché di IVA e di tutti gli altri oneri necessari quali per esempio eventuali parcelle di tecnici. A dire il vero questo decreto, previsto nella scorsa Finanziaria dal passato Governo, avrebbe dovuto venire emanato già entro e non oltre fine Febbraio 2018, ma senza che ciò abbia provocato alcun dispiacere negli operatori del settore (e ci mancherebbe altro) ciò non è stato, e quindi nell'anno appena passato ci si è potuti muovere in

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una cornice ben nota senza doversi misurare con nuovi valori termici o, ancor peggio, con limiti di prezzo fissati per legge come se si fosse in un regime vetero-comunista di brezneviana memoria. Durante l'anno si sono rincorsi svariati allarmi, provocati da notizie fatte circolare dai soliti “ben informati” che davano il Decreto per imminente, ma nulla è accaduto. Ciò che è accaduto è che dai palazzi ministeriali sono filtrate bozze più o meno ufficiali del documento, le quali oltre a differire ben poco tra di loro nell'impianto generale concordavano in pieno su due aspetti pratici: • fissazione dei nuovi limiti di trasmittanza termica su valori coerenti con il cosiddetto “Decreto Requisiti Minimi”, ossia per trattare delle due zone climatiche più comuni in Italia e più difficili tecnicamente, a 1,4 W/mqK per la Zona E e 1,0 W/mqK per la Zona F (per inciso valori già operativi da qualche tempo in Lombardia e provincia di Trento e in corso di implementazione in Emilia Romagna); • fissazione di un limite di costo pari a 350,00 /mq per gli interventi in Zona A, B, C e D e pari a 450,00 /mq per gli interventi in Zona E e F. Ora, i limiti termici non paiono poi eccessivamente discutibili (se non, in via generale, il limite di 1,0 W/mqK in Zona F che allo scrivente è sempre parso un pochino eccessivo applicato a tutta la zona che in certi casi ha valori di gradi-giorno molto prossimi alla Zona E; personalmente ri-


tengo che, dato il livello prestazionale richiesto che è molto vicino al limite fisiologico di serramenti non fantascientifici, si sarebbe dovuta splittare la Zona F in due sub-zone, una più “morbida” nella quale far rientrare i Comuni al di fuori della E per poco e una più “rigida” nella quale ricomprendere le località più fredde come i Comuni di alta montagna, ma tant'è), soprattutto se si considera da un lato che quelli attuali sono in vigore da quasi 10 anni e dall'altro che l'evoluzione tecnologica nel nostro mondo è comunque progredita nell'ultimo decennio. Per contro, invece, i limiti di costo paiono del tutto discutibili sia per quanto riguarda la loro quantificazione assoluta, sia dal punto di vista dell'accorpamento delle zone climatiche. Tali limiti di costo, per ammissione degli stessi tecnici ministeriali, non derivano da un'analisi di mercato approfondita che abbia tenuto conto del prezzo medio reale di mercato dei serramenti, magari con un occhio di riguardo a quelli “Made in Italy”, ma bensì riportando pari pari i valori economici di cui al Conto Termico, incentivo che per quanto riguarda i privati non ha avuto poi un successo travolgente a onta sia della sua stabilità (non si rinnova di anno in anno come gli Ecobonus) sia della maggiore celerità di rientro della detrazione (5 anni per il Conto Termico invece dei 10 dell'Ecobonus). È evidente come valori economici così bassi, pari in molti casi a poco più del 50% del reale prezzo di mercato del serramento fatto in Italia e realmente necessario per la zona di riferimento, sarebbero abbordabili solo e unicamente da prodotti lowcost provenienti da oltreconfine, da Paesi a più basso costo del lavoro e da minore livello di imposizione fiscale. Logicamente le Associazioni di categoria non sono state ferme, e a più riprese sia in collaborazione che singolarmente hanno fatto presente ai competenti Ministeri soprattutto che: • i valori economici esposti nella bozza di Decreto non sono assolutamente compatibili con i prezzi raggiungibili dalla produzione nazionale; • l'accorpamento di valore tra prodotti destinati alla Zona E e quelli destinati alla Zona F non ha senso, in quanto le tecnologie necessarie per raggiungere i valori termici richiesti sono molto differenti sia in natura sia in costo, cosa questa che impedisce di considerare economicamente omologhi i serramenti destinati a zone climatiche caratterizzate da valori di Uw così differenti. A oggi, 27 novembre 2018, data nella quale questo articolo viene scritto, non si è avuta ancora alcuna risposta ai rilievi da parte dei Ministeri competenti, anche se in incontri più o meno formali i respon-


outlook sabili ministeriali pur difendendo la logica dirigistica del Decreto hanno ammesso che le osservazioni avanzate dalle Associazioni tutto sommato erano logiche e motivate; ciò farebbe pensare che il Decreto, se e quando arriverà, dovrebbe sì contenere valori limite al metro quadro, ma non così irrealistici come quelli prospettati dalle bozze circolate. Purtroppo, però, questa non è nulla più che un'altra ipotesi e quindi facilmente smentibile da futuri fatti. Diverso è il ragionamento se si considera la cosa dal punto di visa dei nuovi valori termici, valori che come già scritto sopra non sono purtroppo contestabili, soprattutto in quanto già operativi in Lombardia da lungo tempo senza che ciò abbia provocato catastrofi. Dal punto di vista tecnico mi pare però utile effettuare una piccola analisi di quale sia il serramento idoneo per rispettare i nuovi limiti che quasi certamente verranno istituiti. La mia valutazione sarà più rivolta ai serramentisti della sfera del legno che a quelli di altri settori, non solo per il fatto che da tale mondo io provengo, ma anche perché negli altri settori i sistemisti propongono già “pacchetti” pre-studiati, mentre in quello del "legno", nel quale il fabbricante parte dalla materia prima e si compone il proprio sistema, è necessaria una maggiore conoscenza della problematica per rispondere adeguatamente alle richieste. In pratica: • per quanto riguarda la Zona E è necessario almeno un serramento in legno tenero da 68 mm con installato vetro Low-E con Ug 1,0 e canalino warm-edge; il calcolo dell'Uf e possibilmente anche dello psi_g (ponte termico di bordo) andrà effettuato con l'impiego della UNI EN ISO 10077-2 (analisi dei nodi) e non più ricavandolo dai valori di appendice della UNI EN ISO 10077-1; • per quanto riguarda la Zona F è necessario almeno un serramento da 80 mm in legno tenero con installato vetro Low-E con Ug 0,6 e canalino warm-edge; il calcolo dell'Uf e dello psi_g, come nel caso precedente, andranno eseguiti utilizzando la UNI EN ISO 10077-2. Come si vede dallo specchietto precedente i nuovi limiti termici non richiedono più solo di variare le composizioni del serramento utilizzando componenti più performanti, ma anche di affinare le modalità di calcolo così da ottimizzare il risultato numerico finale.

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I valori da ricavare da UNI EN ISO 10077-2 si possono ottenere: • per quanto riguarda l'Uf, tramite cascading dal proprio sistemista o produttore di utensili, ricordando però che per il settore legno non è detto che i valori ottenuti in cascading possano coprire tutte le possibili variazioni di combinazione tra materiale e profilo; • sempre per l'Uf, tramite calcolo dei nodi fatto eseguire direttamente dal fabbricante sulle proprie combinazioni caratteristiche; • per quanto riguarda lo psi_g, solo e unicamente tramite calcolo del nodo sulla combinazione caratteristica del fabbricante; da evitare categoricamente è l'uso di valori forniti dalle vetrerie, in quanto lo psi_g rappresenta non il ponte termico del solo canalino, ma bensì quello creato dall'insieme profilo + vetro + canalino, insieme che è nella disponibilità del solo fabbricante e di nessun altro. Per quanto riguarda il calcolo diretto dei valori di Uf e di psi_g le vie sono sostanzialmente due: • per le imprese di grosse e di medie dimensioni ricorrere a un Ente Notificato in quanto i serramenti esterni sono sottoposti ad attestazione in sistema 3 (ciò è naturalmente possibile anche per le micro-imprese); • dato che per le micro-imprese (fino a 10 addetti – apprendisti esclusi – e non oltre ai 2 milioni di fatturato; entrambi i parametri sono da soddisfare contemporaneamente) nel rispetto dell'Art 37 del CPR è possibile trattare prodotti in sistema 3 come se fossero sottoposti a sistema 4, tali imprese possono acquistare un apposito software, formare adeguatamente il personale e quindi provvedere in autonomia alla determinazione dei valori necessari. È evidente come la seconda ipotesi sia decisamente vantaggiosa, in quanto da un lato si riducono drasticamente i costi (il calcolo di un nodo costa circa 200 e su un singolo tipo/spessore di serramento vi sono almeno 4/5 nodi, mentre un software costa nell'ordine dei 700), mentre dall'altro la ditta diviene estremamente flessibile in quanto a fronte di eventuali variazioni di composizione, come per esempio quelle derivanti dall'introduzione nel ciclo produttivo di un nuovo canalino vetro o di un nuovo materiale per i telai, oppure di una nuova composizione dei cassonetti avvolgibili, è in grado di provvedere autonomamente e a tempo zero a determinare i nuovi valori termici dell'aggregato finale.


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di Pietro Ferrari

FEEDBACK PVC Forum Italia www.pvcforum.it

Uno studio sui cambiamenti fisico/meccanici e superficiali di profili in PVC per serramenti dovuti all’azione degli agenti atmosferici rileva che tali cambiamenti sono talmente irrilevanti da non esercitare alcun effetto pregiudizievole sulla funzionalità dei serramenti.

LA DURATA DEI SERRAMENTI DI PVC colore. Per il controllo delle proprietà fisico-meccaniche del Il Gruppo Serramenti e avvolgibili di PVC Forum si distingue materiale, sono state smontate finestre esposte agli agenti dalla sua nascita per un approccio concreto e documenatmosferici per 8 e 15 anni, confrontando il lato interno non tato alle problematiche del suo materiale di riferimento, esposto con quello esterno esposto agli agenti atmosferici. particolarmente interessante il suo ultimo contributo al Queste analisi sono state effettuate in conformità delle “Ditema della durata del serramento. Le condizioni del clima come e possibile immaginare possono influenzare la durata prestazionale dei materiali e non e facile rispondere alla domanda: quanto dura un serramento? Il quesito va posto in termini più esatti: fino a che punto gli agenti atmosferici esercitano la loro influenza e su quali proprietà del materiale che lo caratterizza? Per esposizione agli agenti atmosferici si devono intendere tutte le influenze esercitate dalla luce, dalla temperatura, dall’umidità e dalle sostanze presenti nell’aria. Per quanto riguarda il profilo per finestre in PVC questo quesito può venire ulteriormente suddiviso, facendo distinzione tra il cambiamento delle proprietà fisicomeccaniche e il cambiamento dell’aspetto dei profili (stato superficiale). Le proprietà meccaniche più importanti possono venire descritte alla luce del comportamento del modulo elastico nella prova di trazione e della tenacità. Lo stato superficiale può venire descritto sostanzialmente con rife- Un serramento Finstral in PVC. rimento al valore massimo della rugosità e al


Il Gruppo Serramenti e Avvolgibili Il Gruppo Serramenti e Avvolgibili (SIPVC) e il principale e piu numeroso gruppo di settore interno al PVC Forum Italia. Le aziende associate rappresentano una significativa parte della filiera italiana del serramento e degli oscuranti in PVC. A tutela dell'immagine e della qualita e sostenibilita del serramento in PVC, il Gruppo fornisce in modo sistematico consulenza tecnica, aggiornamento normativo, tutela del mercato, formazione e informazione a tutte le aziende associate e ai professionisti del settore.

dal PVC Forum Italia. Per ulteriori informazioni consultare il documento integrale dello studio pubblicato su: www.pvcforum.it/serramenti pvc/documentazione/caratteristiche prestazionali.

sistemaserramento - dicembere 2018

sposizioni relative alla qualità e alla prova di profilati per finestre di materia plastica e di finestra in plastica RAL/RG 716/1”. Le esperienze acquisite nelle condizioni pratiche di impiego e le analisi condotte su vecchie finestre smontate (dopo 8 e 15 anni di utilizzo) hanno dimostrato che, con le sollecitazioni di agenti atmosferici che si verificano nell’Europa centrale, non intervengono cambiamenti degni di rilievo nella idoneità pratica e nelle proprietà del materiale. I profili per finestre in PVC sono ovviamente soggetti alle influenze degli agenti atmosferici, ma anche dopo lunghi anni di esposizione a questi ultimi, i cambiamenti che intervengono nelle proprietà fisico-meccaniche sono talmente irrilevanti che non esercitano alcun effetto pregiudizievole sulla funzionalità dei serramenti. Tali mutamenti si limitano a uno spessore di circa 150 microns e non rivestono praticamente alcuna importanza per i profili bianchi in quanto di regola non risultano visibili sulla finestra montata. Per quanto riguarda i profili colorati di PVC, il sottilissimo film danneggiato dagli agenti atmosferici determina, dopo circa 5-10 anni, uno schiarimento più o meno visibile. Qualora si rivelasse necessario risanare per motivi estetici questi profili divenuti più chiari, cosa che si e verificata solo in pochi casi, questi telai possono venire durevolmente rivestiti con adeguati sistemi messi a disposizione da svariati fabbricanti di prodotti vernicianti. I dati riportati nello studio sono stati desunti da molti documenti raccolti negli anni

Sezione di una finestra Rehau.

Pvc Forum Italia The Group of Doors and Shutters (SIPVC) is the largest and most numerous industry group within the PVC Forum Italia. The member companies represent a significant part of the Italian chain of windows and shutters in PVC. To protect the image and the quality and sustainability of PVC frames, the Group systematically provides technical advice, regulatory updates, market protection, training and information to all member companies and professionals in the sector. www.pvcforum.it - info@pvcforum.it - gabriele.sala@zelian.it

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Cafasso www.cafasso.eu - falegnameriabroglio.it - www.csi-spa.com di Sonia Maritan INTERVIEW

Alessandro Cafasso, rappresenta la quarta generazione dell’omonima azienda che dal 1904 produce serramenti. Ci restituisce oltre cent’anni di storia, ma lo fa guardando avanti, come dimostra la forte sinergia creata con Samuele Broglio che oltre a essere un noto consulente del settore è socio in un’altra storica azienda conosciuta come “La falegnameria”, dove Guglielmo Broglio, il fratello geniale, crea serramenti e prototipi molto complessi, alla portata di pochi, e quando la tecnologia disponibile non basta, produce anche gli strumenti per conseguire l’obiettivo: è sicuramente il caso di questo serramento di 22 metri! E un minimale di tale sezione e di tali dimensioni, rappresenta davvero una novità degna di nota.

IL SERRAMENTO CHE NON C'ERA

Alessandro Cafasso e Samuele Broglio, ci accolgono presso la Cafasso, come avviene fra vecchi amici – questo settore ci ha fatto ormai incontrare innumerevoli volte in diverse situazioni – anche per questo i temi da affrontare sono numerosi e li separiamo in due ambiti: un’intervista vera e propria che riportiamo di seguito e una tavola rotonda che rimandiamo al prossimo numero. «L’azienda è nata dal mio bisnonno nel 1904 ed è a Castelnuovo Don Bosco dalla sua fondazione – esordisce Alessandro Cafasso –. Si producevano già allora infissi, ma c’era anche una parte dedicata all’arredamento che, poi, nel tempo è andata a perdersi e, negli ultimi trent’anni, è rimasta la produzione di infissi di legno e di legno-alluminio che è diventata il nostro core business. Quello che distingue la nostra azienda è che noi cerchiamo di seguire tutto il processo produttivo, quindi l’infisso viene progettato, costruito, verniciato. Abbiamo un nuovissimo impianto Cefla all’avanguardia in un contesto di Fabbrica 4.0. Abbiamo visto che se produciamo tutto internamente, riusciamo ad avere un buon controllo e soprattutto a garantire al cliente una qualità alta e costante».

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Pietro Ferrari chiede se abbiano mai pensato di esternalizzare la finitura prima di questo investimento. «Abbiamo sempre verniciato internamente – risponde Alessandro Cafasso –, con tecnologie elevate, proprio in conformità al nostro impegno di seguire tutto il processo produttivo fino alla posa “chiavi in mano” al cliente. In

Sonia Maritan davanti al poster di una prestigiosa realizzazione di Cafasso, i serramenti per il Museo Egizio di Torino.

azienda siamo venticinque addetti di cui cinque appartenenti alla famiglia. Abbiamo poi una fascia di dipendenti nella propria pienezza professionale. Un importante passaggio nella crescita tecnologica dell’azienda è stato l’occasione del cantiere per il Teatro Carignano, il “salotto di Torino”, dieci anni fa, per il quale abbiamo realizzato dei portoni particolari in massello di Rovere di quattro metri per tre e mezzo di altezza con i sovraluce centinati, realizzati in collaborazione con le “Belle Arti”. Abbiamo realizzato anche tutte le porte interne e da lì è iniziata un’evoluzione che ha portato alla visione di rendere lo speciale ordinario, quindi di avere una linea produttiva in grado di soddisfare questa esigenza. Abbiamo investito in quegli anni in un im-


Alessandro Cafasso, represents the fourth generation of the homonymous company that since 1904 produces windows and doors. It gives us over a hundred years of history, but it does so by looking ahead, as shown by the strong synergy created with Samuele Broglio who, besides being a well-known consultant in the

Samuele Broglio, Alessandro Cafasso e Sonia Maritan in corso d’intervista.

pianto molto particolare della Weinig che poi è stato raddoppiato con un secondo impianto attrezzato con una serie di utensili molti specifici, realizzati da Raffaele Di Cecco della Vivaldi che ha dato un forte valore aggiunto». Ritengo che essere attrezzati per gli speciali significhi esserlo per lavorare con il Ministero per i beni e le attività culturali, nello specifico per i Beni architettonici. «Dopo il Teatro Carignano, siamo passati al Museo Egizio, una nuova sfida, molto più grande. Che però è stata figlia del primo lavoro al Carignano, e poi si sono susseguiti altri lavori sempre più prestigiosi come la Compagnia di San Paolo e l’Ambasciata Italiana a Mosca. In tutti questi casi era importante mantenere le caratteristiche estetiche del passato e accompagnarle con le prestazioni richieste nel

sector, is a partner in another historic company known as "La falegnameria", where Guglielmo Broglio, his brilliant brother, creates frames and prototypes very complex, within reach of a few, and when the technology is not enough, also produces the tools to achieve the goal: it is certainly the case of this 22 meters window!And a “minimal” of such section and of such dimensions, is really a noteworthy novelty.

sistemaserramento - dicembre 2018

A GIANT STEP IN MINIMAL WINDOWS

Broglio, Cafasso, un sodalizio vincente.

contesto attuale, comprese, in maniera crescente, le caratteristiche di antieffrazione, di sicurezza. Tutti i nostri serramenti sono oggi realizzati con ferramenta di acciaio, e cercano di coniugare estetica, prestazione, sicurezza e durata in un unico concetto che abbia però sempre anche un suo riscontro formale, particolarmente per il fatto che ormai operiamo per oltre il 50% in contesti di sostituzione, dove il richiamo ai valori architettonici dell’immobile è frequentemente richiesto». Certamente il mercato attuale è dominato dagli interventi di sostituzione, ma è singolare la scelta della “specializzazione nella specializzazione” di Cafasso Serramenti per la realizzazione di lavori come quelli citati; con vincoli che vanno ben oltre quelli legati alle preesistenze più “comuni” sottoposti a una riqualificazione architettonica ed

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Alessandro Cafasso – Così, abbiamo dovuto operare in un campo particolare anche per la posa, in una situazione in cui alcuni alloggi erano già abitati e continuavano a essere occupati, e siamo intervenuti andando a sostituire gli ancoraggi dei serramenti, intervenendo fino al nodo primario per riuscire a garantire queste prestazioni di tenuta al vento. Ci sono anche aspetti prestazionali nella Torre Littoria legati al vetrocamera della finestra in un serramento denominato legno-vetro che si presenta esternamente tutto in vetro con un’apertura a vasistas. Ma, a questo punto, cederei la parola all’esperto delle prestazioni: Samuele Broglio». «Ci sono due cantieri con delle problematiche diverse: uno è il cantiere di Palazzo Novecento – Riprende SaDettagli che contano. muele Broglio –. Su Palazzo Novecento c’è un tema di compenetrazione di vari elementi, ossia di necessità energetica. Operare nel contesto di teatri, di musei o di ediestetiche, normative, di risposta ai regolamenti comunali e fici di grande pregio è ben diverso. di necessità energetico - acustiche legate alla certifica«Nella nostra azienda abbiamo cercato di conciliare la trazione Leed. Dunque, da un lato, dal punto di vista estetico, dizione costruttiva del passato con le tecnologie del futuro. non si poteva prescindere dalla tipologia di serramento a La tecnologia in reparto sfrutta appieno le caratteristiche saliscendi, perché l’edificio è nato così. Si tratta di uno staprestazionali che solo quindici anni fa erano di là da venire, bile di altissimo livello con un’utenza abitativa coordinata a queste tecnologie abbiamo cercato di unire tutte le alla quale si voleva garantire lo stesso livello estetico, senza competenze che i tempi moderni richiedono in termini di contare che l’edificio è censito come bene storico dalle prestazioni, mantenendo l’estetica della tradizione storica. “Belle Arti”. I saliscendi dovevano essere deplanari per una Lo studio va svolto in tutte le direzioni e le materie sono precisa richiesta della committenza che richiedeva la masmolto più complesse. Abbiamo anche formato i nostri tecsima intuitività di funzionamento possibile. Per contro, ocnici installatori che sono tutti dipendenti con i corsi avanzati correva anche rispondere alle istanze del comune di Torino di Casaclima e aggiornati costantemente sulla normativa, che richiedeva che entrambe le ante potessero aprirsi consulle tecniche di posa, con una grande attenzione anche temporaneamente a vasistas ad almeno 45 gradi. Bisoai materiali innovativi». gnava poi rispettare anche le dimensioni esistenti perché

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Diamo una misura del risultato raggiunto per un immobile vincolato come bene culturale, fra quelli citati, perché l’intervento, a lavori ultimati, avrà portato su più fronti a un esito funzionale “nuovo”. «Teniamo presente che gli ultimi interventi, come Palazzo Novecento e Palazzo della Reale Mutua Assicurazioni, avevano oltre che dei concetti estetici anche delle problematiche prestazionali ed energetiche da raggiungere, portandole su classe A». «Non dimentichiamo i requisiti della sicurezza in uso e del carico del vento». – Aggiunge Samuele Broglio –. «Parliamo di edifici che arrivano al diciottesimo piano, per Torino tantissimo, con prestazioni di resistenza al carico del vento che ai tempi della loro progettazione non si erano mai considerate, ma che oggi sono ovviamente richieste. – lo incalza


arriva a 36 decibel su un serramento di 1 metro per 1,40 metri). A questo punto abbiamo capito che dovevamo inventare un serramento nuovo». Un livello di sofisticazione tale richiede un “approccio nanotecnologico”! «Il livello tecnologico raggiunto dagli strumenti digitali è tale che ci permette di simulare il progetto così com’è, “passeggiando” addirittura all’interno delle battute, riducendosi virtualmente a dimensioni solo leggermente superiori a un nanometro – il nanometro equivale a un miliardesimo di metro –. Dopodiché abbiamo realizzato un pezzo zero su macchinari non in linea (non è economicamente pensabile impiegare una linea complessa come quella della Cafasso per produrre un campione), abbiamo apportato le modifiche necessarie e l’abbiamo portato a testare in laboratorio, presso CSI di Bollate in provincia di Milano ottenendo le prestazioni richieste. Voglio far presente la modalità di selezione del campione, pensata per una prova con assoluto margine di sicurezza: non è stato fatto un serramento per il vento e l’acqua e uno separato per l’acustica, ma è stato fatto un serramento solo, che prima è stato provato per l’acqua, l’aria e il vento, e dopo è stato provato per la resistenza acustica, così da dare garanzie anche dal punto di vista della durata a fronte delle sollecitazioni dovute al ciclo di vita. Poi il “serramento 0” è andato in cantiere ed è stato posato, ha passato la prova acustica in facciata e oggi è là come serramento di fornitura! Per ben valutare il valore del risultato è necessario tenere presente che questa finestra è un tre ante compresso in due in cui il blocco sotto è uno scorrevole: ci sono tre aperture in due, il che moltiplicando i giunti complica non poco le cose dal punto di vista prestazionale».

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non era possibile realizzare un serramento invasivo rispetto a quelli preesistenti. Per quanto riguarda i saliscendi si è dovuto anzitutto ragionare sui pesi, in quanto lo spazio riservato ai contrappesi nelle casse laterali è stato sfruttato al massimo, in parte dai vetricamera stratificati dato il loro elevato peso (nei serramenti originali era installato un semplice vetro singolo), e in parte per il fatto che si è dovuto utilizzare un solo peso invece che due pesi laterali come si usava in passato; ciò è dovuto al fatto che date le tolleranze necessarie oggi, non si può più ammettere uno squilibrio, anche se minimo, nella forza agente sui due lati della finestra, e quindi si è dovuto optare per un peso singolo collegato ai due lati della finestra mediante appositi passaggi cavo creando un sistema autobilanciato. Restava l’ultima problematica, puntando lo stabile alla Certificazione Leed, si aveva come “conditio sine qua non” una permeabilità all’aria almeno di Classe 3 se non di Classe 4 e un’acustica di almeno 38 decibel su un deplanare largo 2,25 metri. Per fare in modo che tutte queste prestazioni confluissero nel serramento richiesto, è stata effettuata una progettazione specifica che ha creato un oggetto che non esisteva prima. Il deplanare, con tutto il rispetto del classico sistema inglese - americano, ha pesanti limiti fisiologici; quindi è stato analizzato l’esistente attraverso un’inchiesta presso i produttori di finestre inglesi e americani, specificando esattamente le richieste di apertura e quelle prestazionali, ed è emerso che eravamo lontanissimi come dimensioni, prestazioni di permeabilità all’aria e acustica (che al massimo

Le aziende come le vostre, unite, sono in grado di rispondere a specifiche produttive estremamente sfidanti nell’ambito di un progetto anche molto ardito, che molte aziende non sarebbero in grado di sostenere. «Dalla mia, ho la collaborazione alla stesura delle norme alla quale ormai mi dedico da anni oltre alla collaborazione di un progettista, quale è mio fratello. E per arrivare dal concetto all’oggetto ci sono voluti due mesi e oltre di lavoro di affinamento, e fino a ché le prove di acqua, acustica e vento non ci hanno dato dei risultati, non siamo stati sicuri del cammino fatto».

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Indubbiamente, c’è voluto coraggio! Per raggiungere questo risultato, Guglielmo Broglio – fratello di Samuele – ha operato a livello di sezioni, di profilatura, di guarnizioni? «È stata fondamentale la gestione del posizionamento delle guarnizioni, di una serie di camere e di una serie di filtraggi: questo serramento ha una grossa problematica, essendo deplanare e non potendo lavorare come un alzante scorrevole, perché non può effettuare traslazioni, ma solo salire e scendere; quindi ha bisogno di una serie di guarnizioni mobili che vadano a intercettare sia i passaggi d’aria sia i passaggi di suono, frantumandoli, usando anche delle guarnizioni in posizioni in cui non è previsto che vengano usate». Una volta che il prototipo di Guglielmo ha superato tutte le prove previste dalla normativa, com’è stato tradotto in un “prodotto di serie” da Cafasso? «Abbiamo redatto un manuale molto “spesso”, sia in formato cartaceo sia digitale, con tutte le dimensioni dei singoli elementi, splittato l’oggetto pezzettino per pezzettino nei variegati dettagli tecnici che Alessandro Cafasso ha passato al programmatore della macchina. Alcuni componenti, che sul mercato non si trovano, vengono prodotti direttamente da noi, con una stampante 3D che ci siamo auto costruita, come per esempio i tamponcini plastici con una funzione strutturale, e lo stesso vale per i componenti metallici. In sintesi, noi abbiamo fatto la progettazione e la prototipazione del serramento, abbiamo fatto eseguire le prove di laboratorio, abbiamo creato un manuale per la produzione e abbiamo prodotto direttamente piccoli componenti di plastica e di metallo per realizzare parti di serramento che diversamente non è possibile trovare sul mercato, e infine Cafasso con la sua attrezzatura all’avanguardia ha prodotto la parte legno vera e propria». «I serramenti sono stati tutti prodotti e installati – aggiunge Alessandro Cafasso con un pizzico di orgoglio –. Questo risultato se non fosse il frutto di un lavoro di squadra e dell’unione di moltissime competenze sarebbe stato impossibile da raggiungere».

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Il progetto di Palazzo Novecento ha richiesto la vostra partecipazione anche al “tavolo” Leed? «Ho partecipato al tavolo Leed sempre col supporto di Samuele e in funzione di quello che assieme si stava facendo». – Risponde Alessandro Cafasso, e Samuele Broglio aggiunge – «Questo progetto non è un lavoro da solista, ma da orchestra, di un’orchestra così affiatata che non ha bisogno di un direttore».

In queste pagine i disegni e il rendering del superminimale lungo 22 metri.

Uno di quei progetti in cui le difficoltà sono state innumerevoli! «Tantissime, a partire da un elemento che potrebbe sembrare banale come i cassonetti/controtelai, particolare progettato in toto dal team di Alessandro». – Chiosa Samuele Broglio, e Alessandro Cafasso spiega – «Dentro al controtelaio, progettato ad hoc per adattarsi alla struttura esistente e non reperibile in commercio, sono contenuti serramento e frangisole orientabile; il tutto è stato ideato, progettato e realizzato da noi, e sottoposto al Blower Test e alle nuove prove acustiche di facciata ottenendo risultati ottimi». La tecnologia è stata provvidenziale nella fase di produzione di un numero così importante di infissi? «È stato particolarmente importante poter contare su macchine estremamente flessibili, in cui l’abbinamento tra progetto produttivo e versatilità dell’utensile hanno giocato un ruolo determinante per rispondere alle differenze di dimensioni delle finestre. Entrano in gioco poi anche gli strumenti di gestione dei processi produttivi. Aggiungo che abbiamo dovuto dare a questi serramenti anche delle caratteristiche di durata che sono comuni ai nostri prodotti, ma che a maggior ragione in un prodotto così speciale vanno garantiti, comprendendo la qualità della posa in opera, molto specifica e dedicata». «C’è stato anche un piano di controllo a campione – aggiunge Samuele Broglio –, qui si va oltre la precisione, quindi stiamo ragionando più in termini di meccanica che di altri settori con un controllo specifico ogni “x” pezzi montati».


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Come vengono controllati i pezzi? «Eseguendo a intervalli precisi una serie di controlli dei nodi, dove è necessario misurare alcuni valori. Qui oltre alla tecnologia subentrano altre cose: l’esperienza, la competenza e l’organizzazione aziendale».

e poi portato il serramento al CSI per la prova a norma, naturalmente passata senza problemi. I braccetti sono stati studiati per essere inseriti esattamente nella cava ferramenta così da non stravolgere la struttura del serramento Cafasso».

Il secondo cantiere è la Torre Littoria che non richiama solo il vetro strutturale! «Nel progetto della Torre Littoria è protagonista un serramento con vetro strutturale che aggiunge la richiesta, da parte della committenza, di un doppio vasistas che potesse simulare un saliscendi complanare, che, con delle sezioni ridotte, ha richiesto un elevato numero di punti di chiusura per arrivare in Classe 5, e vetri molto pesanti – chiarisce Samuele Broglio –. La committenza voleva un’apertura a trenta centimetri, che non esiste, mentre la richiesta di Classe 5 al vento obbligava a un elevato numero di punti di chiusura superiori. Il braccetto vasistass allora andava posto sotto il baricentro del serramento, il che creava una leva svantaggiosa dal punto di vista dinamico. Data la richiesta della progettazione di passare anche la prova ciclica a 10.000 cicli la cosa non era facile. Il braccetto è stato ideato dal solito team composto da me e mio fratello, e da noi costruito direttamente sulla fresatrice per metalli che abbiamo in ditta. Il braccetto è un tubolare d’acciaio con una slitta di scorrimento in nylon e ammortizzatore di fine corsa; in pratica un oggetto complesso, che pesa circa sei volte un braccetto normale. Per una preprova interna abbiamo fabbricato artigianalmente una macchina sulla quale il campione ha eseguito 15mila cicli,

Non capisco perché siano tanto famosi alcuni personaggi televisivi e non lo siano certi valorosi Serramentisti Italiani come Cafasso e Broglio, uomini che realizzano serramenti che prima non esistevano!? Vogliamo chiudere, temporaneamente – proprio come si fa con il movimento diacronico di una finestra –, con un altro capolavoro: il loro superminimale. «Adesso abbiamo il terzo giocattolo in costruzione che è un superminimale lungo 22 metri, questo è in corso d’opera – afferma Samuele Broglio con una scintilla negli occhi – e verrà installato nell’attico dello stesso Palazzo Novecento». – Alessandro Cafasso aggiunge con grande entusiasmo –. «Con il nostro minimale si godrà di un bel panorama su tutta Torino, a partire dalla Mole Antonelliana, la pompeiana, che è stata un colpo di genio di Montalcini con enormi travi lunghe 22 metri, incornicia il serramento con il grosso valore aggiunto di un profilo snello, enfatizzando questo ritmo dato dai contrafforti che scandiscono la facciata sull’attico». «Si tratta di due elementi fissi da quattro metri e due elementi da otto metri con quattro ante apribili – spiega Samuele Broglio –; con un bel carico di fibra di vetro per la resistenza meccanica, in Iroko che è molto durevole, guide di scorrimento THK, verniciato da Giotto con vernici Ica. Qui tutti i componenti li costruiremo noi e Cafasso farà l’assemblaggio e monterà le vetrature; in pratica applicheremo al legno le normali procedure in uso nel settore dei serramenti metallici. Data l'eccezionalità dell'opera, si tratta del primo vero superminimale di legno di grandi dimensioni installato in Italia (con queste sezioni ci sono, ma solo in metallo) – termina Alessandro Cafasso – , credo che quando sarà finito ci sentiremo di nuovo...».

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Nel cuore della falegnameria.

A fine novembre, mentre terminiamo questo numero di Sistema Serramento, stanno installando il superminimale: un regalo natalizio per Torino e un inno alla bellezza.


di Sonia Maritan INTERVIEW

Finiture www.finiture.it

L’ampia automazione dei processi attraverso la robotica riguarda ormai diversi ambiti, riflette il contesto produttivo verso cui si guarda che a Xylexpo si è trasformato nel tentativo di dare forma alla fase 4.0. come testimoniato da diverse interviste già pubblicate. Per la verniciatura, il robot antropomorfo, di cui Finiture è un assoluto specialista, rappresenta il riferimento più aggiornato, ma anche l’impregnazione orizzontale dei profili continua a evolversi. Ne parliamo con il titolare di Finiture, Giovanni Sedino e il Sales engineer responsabile di area per una parte del mercato estero, Luigi Canella.

INNOVAZIONE ORIZZONTALE E VERTICALE: NUOVE SFIDE PER NUOVI MERCATI Allo stand di Finiture a Xylexpo 2018 ci sono due protagonisti: il robot RAS e il nuovo modello di tunnel per l’impregnazione orizzontale dei profili, Pro Flow Evo 1. «Pro Flow Evo 1 è dotato di PLC per la gestione automatica del ciclo di lavoro e del lavaggio. Una rulliera motorizzata trasporta orizzontalmente i pezzi da trattare – afferma Luigi Canella – una fotocellula posta in entrata della macchina mette in funzione, per un tempo fissato da un timer, la pompa di ricircolo e le lame d'aria solamente quando entra un pezzo da impregnare e limitatamente per il tempo necessario. L'impregnante viene erogato da una serie di ugelli nella seconda camera, mentre una lama d'aria nella prima camera evita eventuali fuoriuscite di prodotto all'esterno. Nelle camere successive a quella di impregnazione viene asportato il prodotto in eccesso».

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Quali sono i vantaggi e la resa produttiva del sistema? «I punti di forza di Pro Flow Evo 1 sono l’accessibilità, la facilità di pulizia e la possibilità di usare diversi tipi di prodotti in modo semplice. La macchina è, infatti, dotata di un impianto di lavaggio automatico che agevola il cambio di colore, nonché di un generatore di vapore che ne semplifica la pulizia. La produttività si aggira intorno ai quattro metri al minuto, significa che, riferendoci all’impregnazione orizzontale di elementi di finestra, un profilo da un metro e venti è completo in circa venti secondi. Pro Flow Evo 1 è adatto a un

medio produttore di serramenti e può essere messo in linea con una linea di produzione automatica di elementi di finestre. Un sistema di soffiaggio indipendente con turbina ad alta efficienza e otto lame d’aria disposte quattro a quattro, rimuove il prodotto in eccesso dai pezzi, preparandoli alla fase successiva di asciugatura. La macchina è progettata per trattare qualsiasi tipo di prodotto adatto all’impregnazione con flow coating.


AUTOMATION AND PRODUCTIVITY

È possibile quindi applicare fungicidi, antibatterici, tinta e primer. Per quanto riguarda l’applicazione di fondo e finitura, invece, si procede con la spruzzatura tramite robot». Fra Ras e Pro Flow Evo 1 viene proposto il ciclo completo? «Dipende da qual è il ciclo di produzione, però se ci riferiamo a quello classico impregnazione-primer-fondofinitura, possiamo fare impregnazione-primer con il Pro Flow e dopo aver assemblato gli elementi, passiamo al robot con scanner e auto programmazione per l’applicazione del fondo e della finitura. Il vantaggio rispetto a fare un’impregnazione a pezzo già assemblato è che il prodotto penetra integralmente il pezzo, teste comprese, proteggendolo al meglio. Naturalmente dipende dal tipo di costruzione, se è tenonato, la verniciatura deve essere rigorosamente fatta dopo l’assemblaggio, se invece ho una giunzione meccanica, l’assemblaggio può essere effettuato anche dopo la finitura».

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The wide automation of processes through robotics is now about different areas, reflecting the productive context to which we look at. Xylexpo has been transformed in the attempt to give shape to the phase 4.0, as pointed out by several interviews already published. For painting, the anthropomorphic robot, of which Finiture is an absolute specialist, represents the most updated reference, but also the horizontal impregnation of the profiles continues to evolve. The strongpoints of Pro Flow Evo 1 are accessibility, ease of cleaning and the complete use of different types of products in an

easy way. The machine is, in fact, equipped with an automatic washing system that facilitates color change, as well as a steam generator that simplifies cleaning. Productivity is around four meters per minute, meaning that, referring to the horizontal impregnation of window elements, a profile of one meter and twenty is complete in about twenty seconds. Pro Flow Evo 1 is suitable for an average manufacturer of window frames and can be put in line with an automatic production line of window elements. An independent blowing system, with a high efficiency turbine and eight air blades arranged four to four, remove the in excess product from the pieces, preparing them for the next drying phase. The machine is designed to handle any type of product suitable for flow coating impregnation.

cambi colore e cicli di lavaggio, in base alle esigenze del ciclo produttivo. Il processo è completato dal sistema di essiccazione che può essere di due tipi: in linea o con buffer di accumulo. Nel primo caso i tempi di essiccazione sono molto brevi e pertanto si fa ricorso a un tunnel ad aria calda con radiazione infrarossa.

I cicli possono essere personalizzati? «La macchina è dotata di un PLC che controlla tutte le operazioni. Si possono gestire velocità,

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INTERVIEW Finiture www.finiture.it

In queste pagine, il Pro Flow Evo 1 e alcuni momenti dell'intervista di Sonia Maritan a Luigi Canella e Giovanni Sedino.

Nel secondo caso utilizziamo la nostra esclusiva tecnologia LDP che, controllando tutti i parametri di essiccazione in un sistema a circuito chiuso, in particolare umidità, temperatura e velocità dell’aria, garantisce un processo stabile, affidabile e a basso consumo energetico». Giovanni Sedino, a cui chiediamo quali siano stati i riscontri allo stand, amplia ulteriormente l’esposizione in merito all’ultima novità di Finiture. «La macchina è stata pensata per un cambio colore rapido e per una pulizia veloce, grazie a tutti gli elementi interni smontabili e all’accesso laterale. Il modello base è tuttora utilizzato per effettuare l’applicazione di acqua e/o di prodotto impregnante trasparente. Pro Flow Evo 1 è ideale per tutti quelli che vogliono fare il ciclo completo con la necessità del cambio colore e soprattutto di risparmio di aria compressa».

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Finiture produce quindi impianti ad alta flessibilità produttiva? «Abbiamo realizzato recentemente – dice Luigi Canella – per uno dei primi gruppi mondiali nella produzione di porte, due impianti, uno in Danimarca e uno in Lettonia, rispettivamente per porte da interno e per porte da esterno realizzando il tutto con procedura verticale.

Si tratta di due impianti automatizzati estremamente innovativi (tradizionalmente la porta si vernicia in orizzontale), che possono verniciare su entrambi i lati in successione una porta bianca, una porta gialla, e così via.


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lancella entra nella cabina senza alcun tempo morto per il ciclo di lavorazione». Terminiamo parlando di legno strutturale con il titolare di Finiture, un settore per il quale l’azienda sta iniziando a progettare qualche impianto, perché chi produce tecnologie per lavorare l’X-Lam ha necessità che alcune parti delle costruzioni in legno abbiano una finitura particolare. «Nel settore del legno strutturale ci sono dei prodotti particolari da spruzzare. Forti del nostro know-how, nel senso che la tecnologia dei nostri impianti ben si adatta anche agli elementi in ambito strutturale, ci siamo impegnati in questo settore affrontando le notevoli differenze di pesi e dimensioni peculiari del settore CLT rispetto a quelle dei nostri abituali mercati di riferimento».

In pochi secondi si cambia automaticamente il colore fornendo al software il codice di riferimento. Nell’operazione di cambio colore viene sprecata una minima quantità di vernice e l’operazione viene fatta nel momento in cui la bi-

Sarà un mondo che creerà nuove aspettative? «L’impatto con un mondo così diverso da quello tradizionale del serramento e del mobile è una sfida in cui vorremmo portare il nostro valore aggiunto. Abbiamo realizzato un primo impianto presso un grande produttore austriaco che è molto soddisfatto. L’impianto consente di usare due prodotti diversi contemporaneamente: uno, con caratteristiche prettamente isolanti, è applicato sul bordo esterno, l’altro è applicato internamente e ha scopi per lo più estetici».

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di Sonia Maritan MEETING

Roverplastik www.roverplastik.it - www.oneteam.it

Lo scorso 27 novembre a Milano, Roverplastik ha raccontato la digitalizzazione del suo universo edile per un nuovo accesso al mercato, coadiuvato da One Team che fornisce servizi di consulenza e di soluzioni informatiche professionali complete per il BIM, il CAD, il GIS, il Document Management (EDM/PDM) e il Facility Management e di servizi di assistenza pre e post vendita realizzati su misura delle esigenze specifiche dei clienti. La stessa Roverplastik cedendo i dati al Service si è digitalizzata: sono oltre 5.000 i tecnici, i progettisti e le società di ingegneria di tutto il mondo che hanno utilizzato gli oggetti BIM di Roverplastik.

LA NUOVA CULTURA DEL BIM L’attenzione di Roverplastik ai cambiamenti del mondo BIM porta a una nuova strategia che ancora una volta anticipa i tempi. Partita come esigenza interna, considerando che le soluzioni dell'azienda si collocano a metà tra progetto e costruzione, Roverplastik ha ritenuto necessario condividere il percorso – i corsi che rivolge alla forza vendita hanno questo scopo –, e dalle prime librerie BIM disponibili già da anni, ora è diventata completamente autonoma nella gestione BIM. L'importanza fondamentale di questo processo si rivela nel passaggio dall'ingegnerizzazione di prodotto al BIM, che permette di controllare tutte le tappe di processo collegando il prodotto che va in magazzino a quello che va in cantiere, innanzitutto ottimizzando la flessibilità di produzione e quindi modificando il prodotto su misura in tempo reale. Il mondo è definitivamente cambiato e Roverplastik è pronta a raccontarlo: invece dell’anonimo capitolato stilato su documenti generici, oggi Revit o altri software esportano automaticamente gli abachi in tutti i capitolati del mondo. «Di fatto è stato digitalizzato tutto il mondo del progetto, ma anche del prodotto, che confluiscono nello stesso file. – afferma Aldo Guardini, Direttore Tecnico –. Questo significa che, in tempo reale, il prodotto "arriva" aggiornato attraverso una notifica a tutti i progetti in corso sul pianeta che prevedono l'utilizzo di quel prodotto. Questo aggiornamento può essere dettato dalla normativa che lo richiede, oppure da una scelta dell’azienda che stabilisce che una determinata caratteristica possa diventare un valore aggiunto da comunicare al progettista. Quello che conta è che si azzera il tempo dell’up date fra il prodotto nuovo e lo stato dell’arte! Si rendono direttamente evidenti le caratteristiche del prodotto al serramentista o al progettista, garantendo un ag-

I relatori della presentazione alla stampa dedicata al BIM: Aldo Guardini (a sinistra) e Claudio Barluzzi (a destra).

giornamento continuo del network a 360° e offrendo l’accesso a tutta la filiera. La stessa Roverplastik cedendo i dati ai device si è digitalizzata! Come Academy – conclude il Direttore Tecnico di Roverplastik – siamo “untori” di questo nuovo mondo BIM che garantisce qualità, una qualità che il progetto si porta dietro».


ROVERPLASTIK ON THE PATH OF BIM

Vediamo i punti essenziali di questa forte innovazione che coinvolge, dal prodotto alla sua comunicazione, il nuovo approccio al mercato di Roverplastik, così come ci è stata restituita durante la conferenza stampa del 27 novembre scorso a Milano. 1. QUAL È L’APPROCCIO DI ROVERPLASTIK ALL’INTRODUZIONE DEL BIM? Roverplastik, azienda operante nell’ambito del foro finestra da oltre 50 anni con l’obiettivo di migliorare il comfort e il benessere abitativo e di contribuire al risparmio energetico, guarda con ottimismo e positività ai cambiamenti che la “rivoluzione BIM” porterà. L’approccio dell’azienda è radicale, dal concept al cantiere: l’azienda, infatti, non si limita a rendere disponibili i propri prodotti nelle librerie BIM ma porta avanti una vera e propria interazione BIM con il cliente, sia esso progettista o serramentista. Roverplastik, infatti, tra le uniche aziende del settore, interpreta il BIM non come un semplice strumento, ma come una vera e propria metodologia operativa che segue un processo che parte dalla programmazione, passa per la progettazione, la realizzazione e prosegue fino alla manutenzione. L’azienda è convinta che questo nuovo processo rivoluzionerà il mondo dell’edilizia e il concetto di costruire perché lo strumento a disposizione di imprese edili, studi di progettazione e architetti, permetterà di avere una visione chiara di come sarà l’opera una volta realizzata, ancora prima di cominciare gli scavi. In questo senso, per fornire risultati precisi sulle specifiche complessive dell’opera finale che sono di vitale importanza per tutte le normative vigenti in termini di efficienza energetica, sono fondamentali le caratteristiche tecniche ed energetiche dei vari prodotti che vengono utilizzati. Per questo, le opportunità saranno molteplici e l’azienda si è mossa in anticipo per essere pronta a coglierle, accettando la sfida del BIM da subito.

2. COME SI È STRUTTURATA ROVERPLASTIK PER GESTIRE LA RIVOLUZIONE BIM? Per ridefinire i workflow interni, ottimizzandoli per l’adozione del BIM, Roverplastik ha svolto un’attività di Business Process Management effettuando una mappatura dei processi e una verifica degli standard. Oltre a questa organizzazione interna, Roverplastik ha avviato una collaborazione con One Team e gli esperti del portale mondiale BIM&Co. Le due aziende stanno formando insieme la rete vendita e i responsabili della parte commerciale, ma anche produttiva di Roverplastik già da alcuni mesi. Vengono, infatti, organizzati corsi di aggiornamento concernenti le principali novità normative legate al BIM, ai cambiamenti che questo nuovo metodo porterà e a esempi concreti di applicazione e funzionamento del Building Information Modeling.

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Roverplastik's attention to changes in the BIM world leads to a new strategy that once again anticipates the times. Given as an internal need, considering that the company's solutions are halfway between design and construction, Roverplastik has deemed it necessary to share the path - the courses that the sales force has for this purpose -, and the BIM collections already available, have

now become completely independent in the BIM management. The fundamental importance of this process is revealed in the transition from product engineering to BIM, which makes it possible to control all the stages of the process by connecting the product that goes into the warehouse to what is going on site, first of all by optimizing the flexibility of production. - and then modifying the customized product in real time. The world has definitely changed and Roverplastik is ready to tell it: instead of the anonymous specifications on generic documents, today Revit or other software automatically export the schedules in all the world capitals.

3. QUAL È LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO PER L’INTRODUZIONE DEL BIM? CHE COSA PREVEDE? L’introduzione obbligatoria del BIM fa riferimento al Decreto 560/2017 entrato in vigore il 27 gennaio 2018. Strumento attuativo dell’articolo 23, comma 13 del DLgs

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MEETING Roverplastik www.roverplastik.it - www.oneteam.it

50/2016, “Codice dei contratti pubblici”, il Decreto definisce le modalità e i tempi di progressiva introduzione – da parte delle stazioni appaltanti, delle amministrazioni concedenti e degli operatori economici – dell’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche. L'utilizzo di tali metodologie costituisce parametro di valutazione dei requisiti premianti di cui all’Art. 38 del DLgs 50/2016, “Qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza”. Le disposizioni del Decreto si applicano a opere la cui progettazione sia stata attivata successivamente alla data della sua entrata in vigore. È invece facoltà delle stazioni appaltanti utilizzare i metodi e gli strumenti elettronici specifici alle varianti riguardanti progetti di opere relativi a bandi di gara pubblicati prima dell'entrata in vigore del Decreto stesso. A decorrere dalla data di entrata in vigore del Decreto, le stazioni appaltanti quindi, in via facoltativa possono richiedere l’uso dei metodi e degli strumenti elettronici per le nuove opere nonché per interventi di recupero, riqualificazioni o varianti. L’obbligatorietà dell’utilizzo di metodi e strumenti elettronici di modellazione è prevista con la seguente tempistica:

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4. QUALI SONO I PRODOTTI ROVERPLASTIK GIÀ DISPONIBILI SU BIM? I prodotti Roverplastik sono disponibili nelle librerie BIM già da diversi anni. Di recente, l’azienda ha aggiornato le sue soluzioni BIM che imprese, studi di progettazione e architetti possono scaricare e fondere nei loro progetti: 14 nuovi modelli 3D sono andati a integrare quelli già pubblicati, per un totale di 47 soluzioni Roverplastik. I prodotti aggiunti sono stati scelti dopo un’analisi di mercato volta a selezionare quelli più utilizzati, ormai diventati uno standard in azienda.

Tra i nuovi prodotti pubblicati ci sono i blocchi RoverBlok in diverse configurazioni, in base ai sistemi oscuranti utilizzati. 5. SU QUALE PIATTAFORMA SI TROVANO LE LIBRERIE PRODOTTI DI ROVERPLASTIK? Roverplastik si è affidata a One Team e al suo metodo unico per l’introduzione e l’adozione del metodo BIM in azienda, frutto di attività di ricerca ed esperienze maturate nel corso degli anni con importanti partner quali, per esempio, UNI e Politecnico di Milano. Gli oggetti BIM a marchio Roverplastik sono quindi inseriti su www.bimandco.com, una piattaforma collaborativa, dove tutti gli attori della modellazione digitale possono creare, pubblicare e utilizzare oggetti BIM da tutto il mondo, gratuitamente. BIM&CO offre un database sempre disponibile in quanto inserito in un Cloud, che può interagire con tutti gli oggetti BIM del mercato. BIM&CO utilizza lo strumento Autodesk® BIM, un portafoglio completo di soluzioni per l’edilizia che supportano sia i workflow basati su BIM sia quelli basati su CAD, consentendo ad architetti, ingegneri e fornitori di progettare, simulare, visualizzare e costruire edifici migliori. 6. QUALI SONO I VANTAGGI PER ROVERPLASTIK? L’aver strutturato l’intero processo aziendale in ottica BIM, accettando le sfide di questa rivoluzione in anticipo rispetto alla maggior parte delle aziende del comparto, ha permesso a Roverplastik di raggiungere da subito numerosi vantaggi. Roverplastik e le sue soluzioni, infatti, sono ora disponibili in un contesto globale, alla portata dei progettisti di tutto il mondo, e questo consente all’azienda un vantaggio competitivo importante. Dal 2014 a oggi, sono oltre 5.000 i tecnici, i progettisti e le società di ingegneria di tutto il mondo che hanno utilizzato gli oggetti BIM di Roverplastik. L’azienda, quindi, può già offrire ai clienti oggetti semplificati in un formato che agevola il loro lavoro e ne aumenta l’efficienza, risultando un punto di riferimento con cui potersi interfacciare quotidianamente. La rivoluzione BIM genera nuove opportunità di business, aprendo un mercato più ampio per le aziende che si preparano ad affrontarla: Roverplastik è ora in grado di soddisfare tutte le richieste dei progettisti che lavorano con il metodo BIM, in costante crescita. 7. QUALI SONO I VANTAGGI PER I CLIENTI DI ROVERPLASTIK? In generale, la tecnologia BIM migliora il metodo di lavoro dei professionisti coinvolti nella realizzazione di un edificio.


sistemaserramento - dicembre 2018

Progettare con il BIM risulta più veloce e semplice: ogni oggetto inserito possiede numerose informazioni sulle sue caratteristiche e, in caso di variazioni sull’oggetto stesso, il sistema invia un alert a chiunque abbia inserito quel dato oggetto BIM in un progetto, così che possa verificare i cambiamenti e aggiornare il progetto. La progettazione BIM risulta interoperabile: le modifiche apportate da ogni attore avvengono in tempo reale e permettono di identificare e risolvere le questioni e i problemi costruttivi con rapidità. Un progetto BIM, inoltre, rende più efficiente il monitoraggio di tutte le fasi, da quelle di cantiere grazie ai sistemi di controllo volti a controllare tempistiche ed eventuali interferenze, fino a realizzazione avvenuta. Progettare BIM, infatti, significa anche avere da subito tutte le informazioni sui costi e i tempi per costruire l’opera, ma anche sapere in anticipo quanto costeranno la sua gestione e la sua manutenzione in futuro. I prodotti BIM di Roverplastik, inoltre, sono personalizzabili: l’azienda è in grado quindi di soddisfare le esigenze di ogni progettista e di ogni commessa realizzando una soluzione ad hoc per ogni specificità.

IL PROGETTO BIMREL BIMReL (BIM Regione Lombardia) è un progetto, in corso di sviluppo, finanziato da Regione Lombardia nell’ambito del bando Smart Living che ha l’obiettivo di creare un portale che accolga gratuitamente le librerie di oggetti BIM dei produttori di componenti per l’edilizia, così da creare un sistema digitale per la gestione delle informazioni lungo l'intero ciclo di vita di un edificio, definendo le esigenze informative e tecnologiche. Il coordinatore scientifico del progetto è il Politecnico di Milano che sta lavorando insieme ai partner tecnici One Team e TraceParts per raggiungere tale obiettivo. Il nuovo portale si distingue dagli altri portali tematici BIM perché è l’unico che garantisce a tutti i progettisti italiani la conformità UNI11337 per tutta la documentazione pubblicata dai produttori, inclusi gli oggetti BIM. È quindi un unico riferimento certificato per i contenuti relativi a progetti digitali e voci di capitolato secondo la normativa italiana. Tutti gli oggetti BIM di Roverplastik, una volta validati attraverso una guide line che sarà resa disponibile al momento della pubblicazione del portale, troveranno spazio nella piattaforma BIMReL e potranno quindi essere selezionati e inseriti in progetti pubblici e privati. Aldo Guardini – Direttore Tecnico di Roverplastik – e Claudio Barluzzi – Bim Coaching Executive Manager – mentre raccontano alla stampa, accolta in uno stabile storico di Viale Monte Nero presso la sede meneghina dell’agenzia Com&Media, come si sia strutturata Roverplastik per gestire la rivoluzione BIM.

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La rubrica Industry Experts Blinds a firma Vanin, noto marchio di settore, dopo le Schermature tecniche e i Sistemi oscuranti di legno propone adesso i Sistemi oscuranti di alluminio. Il grande esperto Paolo Vanin ci porta a esplorare questo mondo focalizzando sulla dimensione micro di questi prodotti, descrivendoci accuratamentei dettagli di ogni prodotto. di Paolo Vanin

INDUSTRY EXPERTS BLINDS by VANIN www.vaninsrl.it

LINEA PERSIANE E SCURI DI ALLUMINIO La Vanin Linea Persiane e Scuri di Alluminio rappresenta la realtà produttiva più giovane fra le proposte del Gruppo Vanin che propone soluzioni all’avanguardia, personalizzabili e abbinabili allo stile di ogni casa. Dopo il notevole sviluppo sotto l’aspetto qualitativo nel settore degli oscuranti di legno grezzi e finiti, l’azienda Vanin ha voluto affiancare la realizzazione di persiane e scuri di alluminio per rimanere in linea con la richiesta del mercato attuale. Una realtà consolidatasi negli anni sfruttando il knowhow dell’azienda nel settore.Gli oscuranti di alluminio, infatti, in questi anni hanno avuto una richiesta notevole soprattutto per la loro grande solidità e resistenza verso gli agenti atmosferici e per la minima necessità di manutenzione anche dopo anni.

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FAMIGLIE E MODELLI Le Persiane e Antoni di alluminio di Vanin sono caratteriz-

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zate da lamelle orientabili o fisse, aperte o chiuse e inserite all’interno di un’intelaiatura da mm 72x46. Le giunzioni degli angoli sono effettuate tramite squadrette in lega di alluminio e per tutti i fissaggi sono previste viti e rivetti con finitura nera o in tinta a richiesta. Le lamelle, grazie alla loro posizione inclinata, impediscono l’entrata diretta o totale della luce, proteggendo da sguardi indiscreti e da tentativi d’intrusione. Sono realizzabili a una o più ante con soluzioni anche a pacchetto e finestra e porta con traversi intermedi. La principale peculiarità sta nella completa assenza di spigoli, in quanto il profilo è stato progettato pensando alle linee lisce e pulite del legno. I modelli proposti in questa linea sono molteplici, dalla persiana con le stecche aperte, chiuse, orientabili e “centro storico”, a quella con pannelli bugnati, lisci o dogati. Gli Scuri di alluminio di Vanin sono caratterizzati da solide strutture, lisce o dogate, di 28 mm di spessore, ideali per le


YOUNG BUT EXPERIENCED

INDUSTRY EXPERTS BLINDS by VANIN

The Vanin Linea Persiane e Scuri di Alluminio represents the youngest production reality among the Vanin Group's proposals, which offers avant-garde solutions that can be customized and matched to the style of each home. After the noteworthy development in terms of quality in the sector of the raw and finished wood blinds, the Vanin company wanted to support the construction of shutters and aluminum shutters to remain in line with the current market demand. A reality consolidated over the years by exploiting the company's know-how in the sector. The aluminum blinds, in fact, in recent years have had a considerable demand above all for their great solidity and resistance to atmospheric agents and the minimum need for maintenance. even after years.

soluzioni a pacchetto e alla padovana. Le doghe sono insonorizzate con polistirolo per ridurre l’effetto “cassa armonica”. Le giunzioni degli angoli sono effettuate tramite squadrette in lega di alluminio. Vengono proposti gli scuri con cerniere a semi-scomparsa, realizzate in alluminio estruso con perni e viteria di acciaio inox, nere ma con possibilità di verniciarle in tinta. Studiate appositamente per garantire un risultato estetico di elevato pregio, i modelli in offerta sono a doghe verticali e orizzontali applicati a filo muro, a pacchetto, a murare o con telaio alla padovana e vicentina.

! FINITURE E COLORI La finitura superficiale dei profili Vanin può essere effettuata, dopo aver subito un processo di sgrassaggio e decapaggio, tramite verniciatura nelle molteplici tinte RAL, tramite tecnologia polvere su polvere o tramite processo di sublimazione nelle tinte effetto legno secondo la mazzetta Vanin. Tutte le polveri utilizzate sono omologate QUALICOAT. Con la tecnologia polvere su polvere i profili vengono ricoperti con uno strato di polvere che riproduce le venature del legno mediante un apposito applicatore automatico. Questo tipo di tecnologia permette di riprodurre fedelmente le sfumature, le tonalità e i contrasti del legno, conferendo al prodotto finito di alluminio la capacità di trasmettere anche al tatto le sensazioni del calore e della bellezza del legno. Le finiture effetto legno sublimato vengono realizzate con impianti di ultima generazione. La tecnica della sublimazione consiste nella decorazione per termo-impressione di supporti decorati trasferibili su profili in alluminio pre-verniciati. La sublimazione dona un effetto legno liscio o ruvido, estremamente realistico, ottima definizione grafica ed estetica, copertura sui 4 lati e resistenza ai raggi ultravioletti. dicembre 2018 - sistemaserramento

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di Pietro Ferrari INNOVATION

Homag Group www.homag.com

Le nuove tecnologie Homag per il serramento riducono i profili ed esaltano la luminosità rispondendo pienamente alla tendenza minimal nel serramento, in particolare con sistemi di finestre integrati che ottengono il 20% in più di vetro.

UNA FINESTRA DI LUCE

Oggigiorno sempre più persone optano per finestre con profili ridotti. Queste finestre rappresentano il design più recente mentre consentono la fruizione di più luce naturale nelle stanze. Tuttavia, la produzione di profili stretti per consentire più luce diurna presenta anche sfide importanti ai produttori e fornitori di macchine: come possono essere serrati i profili stretti? In che modo è possibile garantire un'elevata qualità di lavorazione e connessioni precise? Queste sono le domande che le aziende di costruzione di finestre stanno ponendo oggi ai produttori e ai fornitori di macchine. Inevitabilmente, questo tipo di sistema serramento innovativo può essere proposto solo se i produttori di tecnologia e i fornitori di macchine continuano a collaborare strettamente. Il 20% in più di vetro, e quindi di luce, si ottiene con sistemi di finestre integrati. Le finestre integrate sono un bell’esempio di questo tipo di collaborazione tra produttori e fornitori. I profili stretti assicurano la massima luminosità con un aspetto elegantemente snello. Questo è possibile grazie alla tecnologia adesiva, che garantisce un legame sicuro tra il vetro e il telaio. Le proprietà delle finestre parlano da sole. Più luce negli ambienti: i profili di larghezza minima permettono aree di vetratura più grandi. Ciò si traduce in un aumento fino al 20% in termini di percentuale di vetro e quindi più luce diurna rispetto ai sistemi convenzionali. Si ottiene un design moderno: a livello esterno,

quando viene installato nell'intradosso, il telaio è praticamente invisibile, creando un aspetto moderno e minimalista. Anche i requisiti di manutenzione sono ridotti: la lastra di vetro e il telaio sono fissati e collegati saldamente tra loro. L'ala rimane stabile e lo sforzo necessario per il successivo riaggiustamento viene significativamente ridotto. Molti altri i vantaggi, a partire da una maggiore protezione anti-intrusione: la lastra di vetro non può essere separata dal telaio dell'ala e il pannello rinforza il telaio, rendendolo

Profilo di finestra realizzato con tecnologia Homag.


NARROW PROFILES, MORE DAYLIGHT

sistemaserramento - dicembre 2018

Nowadays, more and more people are opting for windows with narrow view widths. These windows represent the latest design while allowing more daylight into rooms. However, producing narrow profiles to allow more daylight also presents machine manufacturers and suppliers with a few chal-

lenges: How can the narrow profiles be clamped? How can high processing quality and precise connections be guaranteed? These are the questions that window construction companies are putting to machine manufacturers and suppliers in the industry today. And justifiably so, since this type of innovative window system can only be created if the manufacturers of machine technology and suppliers continue to work together closely. 20% more glass: integrated window systems - Integrated win-

Tecnologie di fresatura in azione.

più robusto in caso di tentativo di effrazione. Si garantisce inoltre un elevato isolamento termico: la cornice stretta consente i migliori valori U per le finestre. Anche la produzione risulta semplificata: la profilatura delle parti del telaio è semplice e richiede meno lavorazione e utilizzo del legno, riducendo così i costi degli utensili; l'incollaggio protegge la statica dell'ala e il giunto angolare può essere tenuto in posizione facilmente; l'angolo avvitato è il complemento perfetto: le singole parti

possono essere lavorate con una finitura superficiale completa e il telaio può essere montato senza una pressa. Ancora, la tecnologia di serraggio che permette il bloccaggio libero di vari profili: l'unità di presa e la tecnologia di serraggio garantiscono la massima flessibilità nella lavorazione. I componenti possono essere bloccati liberamente in tutte le direzioni, anche quando vengono riaggiustati, ciò significa una profondità di serraggio libera e una posizione di serraggio libera, anche nella battuta.

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INNOVATION Homag Group www.homag.com

Profili di finestra a confronto.

dows are an example of this type of collaboration between manufacturers and suppliers. Narrow profiles ensure maximum light with an elegantly narrow look. This is possible thanks to the adhesive technology, which ensures a secure bond between the pane and the frame. THE WINDOWS' PROPERTIES SPEAK FOR THEMSELVES More light in the room: Narrow wing profiles mean larger areas of glass. This results in an increase of up to 20% in terms of the proportion of glass and therefore more daylight compared to conventional systems. Modern design: Flush to the outside when installed in the soffit, the frame is practically invisible, creating a modern, minimalist look. Low maintenance requirements: The glass pane and the frame are fixed in place and securely connected to one another. The

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Soluzione integrale.

wing remains stable and the effort involved in subsequent readjustment is significantly reduced. Increased break-in protection: The pane of glass cannot be separated from the wing frame. The pane reinforces the frame, making it more robust in the event of a break-in attempt. High thermal insulation: The narrow frame enables the best U values for the windows. Simple production: The profiling of the frame parts is easy and requires less machining and use of wood, thereby lowering tool costs. The gluing secures the statics of the wing, and the corner joint can be held in place easily. The screwed corner is the perfect complement: the single parts can be processed with a full surface finish, and the frame can be fitted without a press. Clamping technology: free clamping of various profiles - The gripping unit and clamping technology ensure maximum flexibility in processing. The components can be clamped freely in all directions, even when they are being reclamped — this means a free clamping depth and free clamp position, even in the rabbet.


EDIZIONE EDITION

Fiera di Verona

Verona Fairgrounds

7-10 Febbraio February 2019 Mostra internazionale sull’impiego del legno nell’edilizia International exhibition on the use of wood in building Edilizia

Tetti e coperture

Pavimenti

Infissi

• Construction

• Flooring

• Roofings and Coverings

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IN CONTEMPORANEA CON

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FINESTRE APERTE SUL FUTURO: UN CONNUBIO DI TRADIZIONE E INNOVAZIONE

di Martina Toppi INNOVATION

NEW FINISHING www.cmlfinishing.it

Legno per la tradizione, strategie di lavoro tecnologiche per l’innovazione: è questo il concetto che ha dato il via ad alcune nuove tecnologie per la verniciatura di serramenti di legno, come quelle adottate da New Finishing srl presso l’azienda Brutti Serramenti.

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Avete presente quella sensazione che si prova quando si è comodamente seduti sul proprio divano, fuori nevica e il paesaggio incorniciato dalla finestra del vostro salotto è semplicemente idilliaco? Ecco, tenete a mente questa scena, immaginatela nei minimi dettagli e io ve ne fornirò uno solo, uno solo in grado di rovinarla: la cornice che racchiude questo panorama non è altro che un serramento in un materiale anonimo, che distoglie l’attenzione dal paesaggio e guasta completamente il quadro pittoresco. E insieme alla vista rischia di essere minimizzata anche la sensazione di relax e benessere che il momento potrebbe donarvi. Garantire un godimento totale della vostra casa

e del mondo all’esterno di essa è esattamente la filosofia alla base del lavoro delle aziende impiegate nella produzione di finestre di legno. Queste aziende lavorano con passione, preoccupandosi di mettere a frutto anni e anni di tradizione e strategie. Perché, ammettiamo pure che il progresso sia un fattore estremamente positivo, ma in certi campi la tradizione, se saggiamente combinata con l’innovazione, paga. E anche tanto. Lo sguardo al mondo esterno infatti, in questo settore, deve avere la capacità di rafforzare uno sguardo puntato al futuro, un flash-forward degno del ventunesimo secolo.


THE PERKS OF LOOKING BACK IN ORDER TO LOOK FORWARD

Do you know that feeling when you’re sitting on your couch, looking out at the nature, it is snowing and the view is simply lovely? Well, keep in mind this picture, with all the tiniest details, I will add just one more thing, but one able to destroy it all: the frame to this landscape is nothing else that a window constructed in an anonymous material which ruins the taste of your view and possibly even the sense of relax and peace that it could give you. Legno per la tradizione, strategie di lavoro tecnologiche per l’innovazione: è questo il concetto che ha dato il via ad alcune nuove tecnologie per la verniciatura di serramenti di legno, come quelle adottate da New Finishing srl presso l’azienda Brutti Serramenti. Gianluca Toppi, specialista dei sistemi di verniciatura per porte e finestre di legno presso la New Finishing srl, ci spiega, con un occhio consapevole e critico verso il tradizionale impianto di verniciatura per infissi, quale sia la filosofia che è stata adottata per la realizzazione di questo impianto altamente innovativo. L’impianto è concepito con tre isole di lavoro indipendenti (carico-scarico, pre-trattamento e finitura) ma collegate fra loro in modo tale da poter concludere il ciclo di lavorazione con un cospicuo risparmio di manodopera, tempo e materiale. «La prima isola di lavoro – ci illustra Gianluca Toppi – è destinata al carico di materiale grezzo e allo scarico di quello finito, tramite un sistema di bilancelle, inserite su un convogliatore bi-rotaia Power & Free che percorre tutto il macchinario, smistando il materiale alle due principali aree di lavorazione. Una prima denominata Rock-flow e un’altra denominata Ghost-C, quest’ultima dedicata alla rifinitura del serramento.

Wood stays for tradition, working strategies for the future: due to this, here we would like to tell you about finishing’s systems for wooden windows provided by New Finishing srl to Brutti Serramenti.

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Wood stays for tradition, working strategies for the future: due to this, here we would like to tell you about finishing’s systems for wooden windows provided by New Finishing srl to Brutti Serramenti.

The aim of many modern, local companies, working in the production and finishing of wooden windows’ framework, is exactly this: to guarantee to their clients the best enjoyment of their house and of the world that stands outside it. These companies work with passion, adding innovation to several years of tradition and strategy. The progress is always an appreciable improvement, but it pays back better if it’s combined with the solid basis of tradition. It pays back a lot. In this industry section to look outside is also to look forward, a flashforward perfectly fitting the twenty-first century in which we are living.

Rock-flow consiste di un doppio flow-coating a traslazione automatica, cui sono destinate due fasi diverse di impregnazione del legno (preservazione e pre-verniciatura), necessarie a proteggerlo e renderlo più resistente agli agenti atmosferici ai quali verrà sottoposto. Il primo vantaggio di questo doppio sistema è dovuto all’impiego di due bracci mobili che permettono di trattare l’intero profilo del serramento utilizzando solo il 35% della vernice di norma richiesta da un sistema di impregnazione tradizionale (parliamo di 20 litri laddove invece si era abituati a impiegarne ben 60: il beneficio è pressoché evidente). In secondo luogo, come anticipato, il risparmio riguarda anche i tempi di la-

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INNOVATION NEW FINISHING www.cmlfinishing.it

vorazione: infatti, l’operatore manuale può comodamente pulire e preparare una delle due camere di impregnazione, mentre l’altra è in fase di lavorazione. Ghost-C è un robot a sei assi che risponde come non mai alla nuova frontiera degli impianti di verniciatura dei serramenti: il sistema di lettura infatti, all’entrata della cabina, è in grado di riconoscere forme e dimensioni dei manufatti appesi alle bilancelle e trasmettere al robot le informazioni necessarie per il trattamento di finitura secondo le modalità più consone al prodotto». Tre sono i grandissimi vantaggi di questa soluzione altamente tecnologica: in primo luogo quello di poter verni-

ciare i pezzi in totale movimento con un risparmio impressionante dei tempi di esecuzione, un secondo relativo alle illimitate capacità dimensionali che permettono di trattare serramenti di grandi dimensioni e ultimo, ma non meno importante, la possibilità, qualora si ritenesse necessario un intervento di verniciatura manuale, di “parcheggiare” il Ghost-C, rendendo così disponibile la cabina di verniciatura per ulteriori lavorazioni manuali. In sostanza, il successo dell’impianto è fondato su un ottimo connubio tra esperienza, innovazione e tradizione, in grado di garantire la flessibilità che solo un progetto di questa natura può promettere, senza però tradire l’attenzione e la

Gianluca Toppi, Systems Specialist for Wooden Windows and Doors, providing us an incisive knowledge about the perks of the tradition in the production of painting’s installations for windows, explain us the main concept at the core of this project.

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The installation is composed by three working areas (one loading and unloading area, one area for the preliminary manufacturing process and one for the finish touch). The three areas are connected and thanks to that the working process can be concluded with an huge saving of manpower, materials and time. «The first working area – explains Gianluca Toppi – is meant to provide the loading of the raw material and the unloading of the polished one. It works through a double trail track, Power & Free system, of mobile and suspended flying bars: this system is able to sort the material to the other two working areas. These are the Rock-Flow and the Ghost-C. Rock-Flow consists of a double flow-coating, involving an automatic translation: this area is meant to work in two different phases of impregnation (preservation and pre-painting) needed to protect the wood and to make it hard-wearing against the weathering. The main perk of the double system is that it operates with two mobile arms that treat the whole length of the window. In this way the system needs just the 35% of the product normally required by an industrial impregnation system (we are talking of 20 liters against 60: a huge difference). Add to this the fact that this solution also allows to save time of working: the worker is easily able to clean and prepare one of the two impregnation chambers, whilst the other one is at work. On the other hand, we have Ghost-C which consists in a six-axis robot, a brand new-frontier in the industry of panting-installations for


possibile, laddove si abbiano il coraggio e l’intuizione del cambiamento. New Finishing srl ce lo ha dimostrato.

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cura che l’occhio e la mano umana sanno dare al prodotto finale. Prodotto che, in questo modo, risulta piacevole all’occhio, con un’estetica classica e curata, ma che è costato molto meno in termini di tempi e costi di produzione rispetto a un simile prodotto artigianale. Cos’altro si può aggiungere? Grazie alla vostra finestra di legno, prodotta con innovativi sistemi tecnologici ma tradizionalmente rifinita, guardare fuori verso il paesaggio che circonda la vostra casa, diventerà un’abitudine e un momento di piacere che senza dubbio migliorerà la qualità della vostra vita. Guardare al futuro senza dimenticarsi di quello che il passato ci ha lasciato in eredità è insomma

In queste pagine l’impianto altamente innovativo Ghost-C di New Finishing srl che consente di poter verniciare i pezzi in totale movimento con un risparmio significativo dei tempi di esecuzione, dotato di illimitate capacità dimensionali che permettono di trattare serramenti di grandi dimensioni e con la possibilità, qualora servisse un intervento di verniciatura manuale, di “parcheggiare” il Ghost-C, rendendo così disponibile la cabina di verniciatura per ulteriori lavorazioni manuali. Queste foto vedono ancora protagonista Ghost-C insignito del Primo premio al concorso ‘XIA Innovation Award’ nel settore finitura, durante la recente Fiera Xylexpo 2018 di Milano.

windows. In fact, the reading system, placed at the cabin’s entry, is able to acknowledge shapes and size of the product hanging from the suspended scaffolding. After that, it sends the needed information to the robot that operates the polishing and finishing work in the most suitable way». There are three main benefits to this brand-new and technological system: saving time by the use of the trekking system, working on huge windows, without dimensional limits, and the parking system allowing the worker to set in for a manual intervention. In fact, if a man-power operation is needed, Ghost-C can be parked and the painting cabin used for the manual polishing. In conclusion, a project like this one is an absolute winner in his industrial branch, since it combines the experience and the advanced technologies, the tradition and the innovation. The result is an installation extremely flexible: a characteristic very much required in the nowadays industrial production. Clients will be able to operate in a high-technological way, without losing at all the importance provided by the human eye and hand. The resulting product, characterized by a lovable and classical esthetic, will cost much less in terms of time and production, against the traditional craft product. What else needs to be said? Thanks to this wooden window, highly polished, you will look outside your house and find the beauty of the landscape added to the beauty of your window. We know very well that this could make the difference. To look forward without forgetting the past is possible: it requires courage and ability to change. New Finishing – srl provide both.

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IL MONDO LEITZ prima parte: il viaggio a Oberkochen

di Sonia Maritan ON THE FIELD

Leitz www.leitz.org prima parte

Il mio viaggio verso Leitz compiuto con Gianni Gregori è stato di ampio respiro, oltre a incontrare Jürgen Köppel mi ha permesso di conoscere Liborio Abbacchi. Ognuno di loro, mi ha consentito di abbracciare questa realtà più da vicino e di apprezzare questo settore, in apparenza molto tecnico eppure anche così votato al progetto di manufatti moderni dei quali gli utensilieri, soprattutto nel settore legno, portano un contributo determinate per la filiera del design e dell’edilizia. Tre i momenti che proponiamo, l’incontro con Jürgen Köppel, la visita dello showroom con Gianni Gregori e Liborio Abbacchi, e del settore produttivo con quest’ultimo. Lo showroom, di cui riportiamo il tour, e la parte produttiva ci regaleranno il cuore della Leitz mentre Jürgen Köppel – in pubblicazione sul prossimo numero – ci restituirà la sua vision.

QUANDO LA PRECISIONE FA LA DIFFERENZA – fai sempre delle cose nuove, noi abbiamo una ricerca e sviluppo che è molto spinta». «Parlando della meccanica essenziale – precisa Liborio Abbacchi – possiamo dire che ci sono dei limiti ormai difficili da superare. Secondo me portare avanti questo progresso è un compito importante, specialmente per le ditte più esperte e potenti del settore. Noi come Leitz siamo molto

Gianni Gregori (a sinistra) e Liborio Abbacchi (a destra), sotto la sede della casa madre a Oberkochen e a seguire alcune immagini dell'ampio showroom.

! SHOWROOM

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«Lo showroom della Leitz racchiude tutta la storia della ditta dal primo utensile prodotto nel 1876 fino a oggi. Tutto è cominciato qui a Oberkochen, il fondatore dell’azienda è Albert Leitz, l’azienda è ancora oggi di proprietà della famiglia del fondatore». – Con queste parole Liborio Abbacchi apre il tour nello showroom. «È un’azienda familiare». – Conferma Gianni Gregori. «La prima attività è stata la produzione di utensili – afferma Liborio Abbacchi – e da qui c’è stato un percorso costante e continuo di ricerca e sviluppo, produzione e assistenza su questa tipologia di prodotto». «Una volta arrivati al nostro livello – sottolinea Gianni Gregori


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fieri di poter contribuire costantemente a questo sviluppo». «Negli ultimi anni la ricerca si è molto concentrata sull’attacco dell’utensile e sulle bocche d’aspirazione – precisa Gianni Gregori –, siamo andati un po’ fuori da quello che è l’utensile in sé e stiamo cercando di aiutare anche chi fa le macchine dando informazioni su come costruire le bocche d’aspirazione; contemporaneamente facciamo

corsi ai progettisti spiegando i vantaggi che hanno utilizzando i vari attacchi che proponiamo, queste scelte influenzano moltissimo il grado di finitura del prodotto finale». «C’è anche da dire che gli utensili diventano sempre più complessi, – aggiunge Liborio Abbacchi – nel senso che un utensile singolo è a un livello veramente buono, ma adesso stiamo cercando di creare dei movimenti che aggiungano funzionalità anche al singolo utensile». Chiedo se il primissimo utensile fosse destinato a una finestra. «Credo che fosse una punta semplice a forare che girava a mano – risponde Liborio Abbacchi –. Oggi, oltre alla tecnica si parla di digitalizzazione e di Industria 4.0 e il focus è sulla disponibilità di dati più precisi per fare delle analisi più puntali. La connettività con i macchinari sarà un punto fondamentale». «Questo aspetto attualmente è in fase di discussione fra i vari costruttori di macchine utensili europei – lo incalza Gianni Gregori –. La discussione verte sul tipo di linguaggio che deve essere adottato, con cui vengono trasmessi i dati alle varie utenze». «Il nostro responsabile ricerca e sviluppo, Kisselbach, è parte attiva di questo percorso. Un percorso che in prospettiva sarà a disposizione di tutto il mondo, in una distribuzione omogenea. – Conferma Liborio Abbacchi e riprende –. In questa stanza sono state messe in mostra le sfide che affrontiamo noi ogni giorno, con i clienti, con il

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ON THE FIELD Leitz www.leitz.org prima parte

Dando per scontata la qualità di un prodotto, oggi il mondo si muove attorno al servizio che fa la differenza. «Il primo segnale risale ad alcuni anni fa con il leasing dell’utensile, che permette al cliente di pagare solo il pezzo o i metri che lavora tenendo sempre a disposizione l’utensile». – Conferma Liborio Abbacchi. «Questo modo di interpretare l’utensile è tipicamente utilizzato da chi produce parquet laminato con dei volumi enormi in termine di materiale lavorato e usura dell’utensile – spiega Gianni Gregori –. In questo modo riesce a spalmare i costi in maniera diversa». Quando c’è stato questo passaggio? «Tra i dieci e i quindici anni fa. In questo lasso di tempo abbiamo sviluppato moltissimo e senza mezzi termini possiamo dire che Leitz ha anticipato i tempi».

mercato, con le altre aziende. Una sfida importante per noi è quella col materiale, si tratta di un mondo nuovo anche per noi. In realtà ogni cliente rappresenta una sfida diversa. Per chi cerca la soluzione ottimale, non esiste un utensile universale uguale per tutti: c’è chi cerca la qualità, chi cerca il prezzo, chi cerca la flessibilità, chi la produttività. Tutto questo in coerenza con la qualità di base Leitz ripartendo la nostra offerta tra soluzioni standard e personalizzate». «È fondamentale conoscere le caratteristiche del materiale che si va a lavorare – aggiunge Gianni Gregori –. Basilare è anche sapere il limite o punto di fusione di questi nuovi materiali, che ovviamente si scaldano ancora di più durante la lavorazione, creando problematiche che con il legno non si hanno».

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Chiedo se i materiali compositi abbiano comportato cambiamenti nella lega degli utensili. «Ci sono certe differenze. Quello che vorrei sottolineare è che non ci vediamo come un fornitore del prodotto, ma come dei collaboratori dei nostri clienti, partiamo da una conoscenza e da una condivisione delle sue problematiche. Partendo da questo punto di vista cambiano “solamente” le sfide».

L’utensile è il cuore del progetto e la filiera si è accorciata avvicinando gli architetti. Questo è dovuto alla digitalizzazione. «L’utensile deve garantire agli utilizzatori un alto e costante grado di finitura e ricorrenti nuove tipologie di lavorazione, partendo dalla prima lavorazione nelle segherie, fino al prodotto finale dove l’intervento degli architetti è molto presente – risponde Gianni Gregori –. Per quanto riguarda la digitalizzazione possiamo dire che questa nuova tecnolo-


«Attualmente la funzione del chip si limita alla gestione del magazzino utensili su macchine con una quantità ragguardevole di frese – precisa Gianni Gregori – inoltre, sul chip sono riportate le dimensioni generali della fresa». Avere tutti questi utensili codificati crea un laboratorio diffuso di tutti gli utensili all’opera! «La scelta dell’utensile, come già detto più volte, implica la conoscenza del materiale che si deve lavorare, elemento che purtroppo non ci viene sempre comunicato – precisa Gianni Gregori –. In questo caso Leitz attinge alle proprie esperienze utilizzando utensili già prodotti e collaudati, se queste condizioni non ci sono facciamo dei test nei nostri laboratori e determiniamo l’utensile giusto per il materiale richiesto. Per permettere tutto questo ci vuole un investimento costante e attrezzature molto avanzate». «In questa stanza dedicata alla Ricerca & Sviluppo – illustra Liborio Abbacchi, mentre proseguiamo e ci troviamo in una successione di piccoli ambienti allestiti con schemi grafici alle pareti –, parliamo delle attività per affrontare le sfide già illustrate, con filiali in tutto il mondo e con categorie merceologiche diverse per tipi di prodotti». «La produzione degli infissi – asserisce Gianni Gregori – viene fatta principalmente in Austria a Riedau, e parzialmente in Italia a Lana». «Qui c’è la base, ma la varietà dei prodotti è molto più ampia e molto più complicata. – Commenta Liborio Abbacchi che ci invita a seguirlo –. Adesso passiamo al service, il cuore dello sviluppo futuro, l’affilatura è un concetto di rigenerazione dell’utensile».

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gia è prioritaria per la gestione dell’utensile durante il suo impiego in produzione, ma soprattutto nella fase dell’affilatura». «Se la macchina e l’utensile sono in grado di fornire informazioni all’utilizzatore, questo può concentrarsi maggiormente sul lavoro effettivo che deve svolgere. Comunque, per creare degli standard per il settore completo e con questo avere un vantaggio dalla digitalizzazione vanno puntualizzati ancora dei passaggi. – Dice Liborio Abbacchi e continua. Con i RFID-Tags o “chips” che inseriamo negli utensili, abbiamo creato la base della digitalizzazione. In futuro non si limiteranno alla mera descrizione del prodotto, ma si potranno aggiungere un gran numero di funzioni. Abbiamo anticipato queste tematiche già nel 1993, ma il mercato non era maturo: il sistema di lettura deve leggere un linguaggio univoco per tutti. Per questo bisogna lavorare insieme. Qualcuno vorrebbe scrivere le informazioni direttamente sul chip, dove c’è la connettività che permette di far circolare molte informazioni in più: noi usiamo già nel Complete Care le informazioni che ci permettono di risparmiare tre minuti nella gestione di ogni utensile. Sulle lame abbiamo, per esempio, il DatamatrixCode, che ha una funzionalità molto simile a quella dei chips».

Si arriva a un punto in cui l’utensile viene sostituito? «Per quest’aspetto vanno fatte le seguenti considerazioni, in futuro la tendenza è quella di avvitare i coltelli sul corpo fresa in alluminio, di conseguenza se il dente è deteriorato, viene sostituito senza passare attraverso un centro di affilatura, in quanto i coltelli sono avvitati. In presenza di frese con denti in metallo duro o PKD saldo brasati, se il corpo fresa non è danneggiato, si ripristina la parte del tagliente attraverso la saldobrasatura, in questo caso il corpo fresa è in acciaio. – Spiega Gianni Gregori, illustrando alcuni utensili per aspetti specifici –. Una specificità si riferisce a utensili montati in sequenza per la profilatura di pavimenti in laminato con elevate velocità di avanzamento, dove un utensile asporta una quantità di materiale correlata al tipo di profilo che si vuole ottenere. In questo caso si parla di velocità di avanzamento tra i 200-300 Mt/min».

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ON THE FIELD Leitz www.leitz.org prima parte

«Qui vogliamo mostrare che noi non forniamo un utensile ma un processo, ad esempio, l’usura di un solo utensile fra questi cinque utensili sarebbe insostenibile – aggiunge Liborio Abbacchi che prosegue –. A volte abbiamo pannelli che usurano l’utensile maggiormente in determinate posizioni, ad esempio, dove c’è la carta decorativa, perché c’è una superficie più dura rispetto all’interno anche di cento volte. È un materiale “composito”, per questo Leitz ha delle soluzioni che allungano la vita dell’utensile, anche in questo caso utilizzando utensili speciali. Parlando della tecnologia RipTec: ci riferiamo a denti con profili seghettati, che hanno varie funzioni, oltre a un minor consumo energetico creano una pressione ridotta sull’utensile e infine aumentano la durata dei metri lineari prodotti, di conseguenza garantiscono anche una tenuta della qualità nel tempo». Ogni utensile è progettato per fare il suo lavoro in maniera ideale, in modo da agevolare il passaggio successivo. Ad esempio nel caso di una lavorazione su un’inclinazione a 45° tra lo spessore e il piano, nel terzo passaggio si realizza una specie di dentino e poi si crea il profilo finale. «Qui abbiamo gli utensili universali – afferma Liborio Abbacchi –, questa tipologia di utensili oltre a garantire delle finiture ottime con velocità di avanzamento sostenuto, deve anche far sì che le macchine si fermino il meno possibile per il cambio utensile». Questo vuol anche dire che voi studiate, ad esempio, per un produttore di parquet laminato i cinque passaggi di utensili e quindi determinate il progetto del centro di lavoro? «La complessità e il disegno del profilo da ottenere determina il numero di utensili che si devono utilizzare per processarlo, nello stesso impianto si possono produrre più tipologie di profili – chiarisce Gianni Gregori –. In questo caso si possono combinare assieme gruppi di utensili per funzioni differenti mantenendo gruppi comuni a diverse soluzioni. L’utensile deve permettere che il suo tagliente in PKD venga utilizzato interamente, per permettere questo la fresa viene montata su un dispositivo con regolazioni micrometriche che consente la registrazione della fresa senza alterare la geometria del profilo».

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Mi rendo conto che ci sono tantissime variabili, la qualità del supporto, il materiale, la priorità del cliente, la velocità… Successivamente, alcuni corner molto eloquenti raccontano il mondo del pannello.

«Stesse logiche ma diversi utensili – anticipa Liborio Abbacchi –. Per ogni singola applicazione abbiamo anche i nostri specialisti». Anche qui la lavorazione è relativa al diverso materiale utilizzato, ogni pannello: un OSB, un tamburato avrà un utensile diverso. «Diverse configurazioni secondo i diversi materiali che l’utensile va a processare – chiarisce Gianni Gregori –, anche in questo caso è possibile avere utensili dedicati alle varie consistenze dei materiali». Quindi il tagliente all’esterno è più duro, ma la regolazione non è solo data dall’inclinazione? «La peculiarità di una fresa è avere il dente adeguato nella posizione opportuna, nel caso di un pannello rivestito in melamina – precisa Gianni Gregori –, i taglienti che lavorano la parte dura devono avere la possibilità di registrazione nel momento in cui il dente perde il cosiddetto “filo”».


Un’ala dello showroom è dedicata ai diversi mercati. Poi passiamo alla finestra, come è noto, l’utensiliere la progetta per stabilire quali utensili produrre: in mostra ci sono le soluzioni per il cascading. «Le varianti, per quanto riguarda l’infisso sono moltissime, oltre al profilo che si diversifica per design e per destinazione (montagna, pianura, nazione ecc.) varia la ferramenta – racconta Gianni Gregori –, in modo particolare le cerniere, di guarnizioni ce ne sono di mille tipi, e così di vetri. Questi espositori con i diversi tipi di finestre le portiamo a volte anche in fiera». Una lama da tronco grezzo con la corteccia ancora attaccata mostra anche il settore della prima lavorazione. «Questa è una multilama, il legno viene tagliato bagnato, va in essiccazione dopo, tagliare legno bagnato o essiccato varia moltissimo il modo di costruire la lama». – Spiega Gianni Gregori. I materiali però sono i più disparati. «Pvc, plexiglass e materiali innovativi vengono studiati dal punto di vista delle lavorazioni. Anche il laminato HPL – afferma Liborio Abbacchi –. Questi, dal nostro punto di vista, sono tutti materiali definiti “Advanced Materials”. Di questa categoria di materiali fa parte anche il poliuretano». «Questi materiali vengono usati molto nelle case, di questi

materiali ce ne sono un’infinità – aggiunge Gianni Gregori –. Per cui è necessario conoscere la scheda tecnica del materiale». Di conseguenza cambia il tipo di usura e manutenzione del tagliente. «In certi casi si sostituiscono i denti, e per certi utensili si continua a fare come si faceva una volta. Dipende dal materiale – asserisce Liborio Abbacchi –. La richiesta del mercato è di avere un utensile che garantisca una maggior durata, Leitz in questo caso utilizza diversi tipi di rivestimento, definiti coating, che allungano la vita dell’utensile». Prima parlavamo del fatto che un escamotage può essere quello di orientare un po’ diversamente l’utensile, sulla faccia nuova. «Questo è un esempio di come arrivando al limite meccanico, si può trovare un modo per allungare la vita all’utensile coadiuvati dalla tecnologia RipTec – rimarca Liborio Abbacchi – questa tecnologia (seghettatura del profilo in combinazione con coltelli lisci) allunga la vita dell’utensile e aumenta il grado di finitura».

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«Possiamo anche posizionare i taglienti a distanze diverse se conosciamo il prodotto che il cliente vuole lavorare – aggiunge Liborio Abbacchi –. Parliamo di decimi di millimetro: richiede un’analisi scientifica che poi va verificata, nella pratica, presso il cliente». «La spinta dei coltelli superiori al pannello – chiosa Gianni Gregori – devono essere verso il basso mentre devono essere in direzione opposta nella parte inferiore». «La gamma di utensili in Leitz è veramente ampia: basta guardare il nostro Lexikon, dove è raffigurata solo la parte degli utensili standard – aggiunge Liborio Abbacchi –. Ad esempio, gli utensili che lavorano il profilo delle finestre entrano in una gamma di frese e concetti speciali. Le frese per questo settore sono di una tipologia, dove garantiamo una finitura tale da escludere il passaggio del ciclo di levigatura». «Bisogna anche dire che i diversi produttori hanno diverse specifiche di cui dobbiamo conoscere la varietà e di cui possediamo un vero e proprio archivio». – Chiarisce Gianni Gregori.

Riferendomi al grado di finitura dell’utensile per il plexiglass, che grazie alla qualità del taglio potrebbe non richiede ulteriore carteggiatura, immagino un’altra possibile strada evolutiva. «Chi lavora questo tipo di materiale richiede una finitura tale da eliminare il ciclo di lucidatura che si effettua tramite dei liquidi e dischi particolari». – Conclude Gianni Gregori.

A TRIP INTO THE TECHNOLOGY Sonia Maritan trip to Leitz made with Gianni Gregori was wide ranging,: “as well as meeting Jürgen Köppel this trip allowed me - Sonia says - to get to know Liborio Abbacchi. Each of them illlustrated me to embrace this reality more closely and to appreciate this sector, apparently very technical and yet also so devoted to the project of modern manufactured products of which the tools, especially in the wood sector, bring a certain contribution to the supply chain of design and building. Three moments we propose, the meeting with Jürgen Köppel, the visit of the showroom with Gianni Gregori and Liborio Abbacchi, and the production sector with the latter. The showroom and the production side will give us the heart of Leitz while Jürgen Köppel - in the next issue of Sistema Serramento and also of IDM-L’Industria del Mobile - will give us back his vision.

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di Sonia Maritan ON THE FIELD

Working Process www.working-process.com

In occasione dell’Open House di giugno abbiamo visitato la Working Process, una realtà dinamica, come ha dimostrato nella circostanza di Xia Xylexpo 2018 che le ha tributato il 2° posto nella Sezione “Prima lavorazione e trasformazione del Massiccio” premiando la macchina Logos Life Evo XS 2353 Executive, un centro di lavoro declinato in molti target ma forte della stessa tecnologia.

LA FORMULA “LEGO”

Sonia Maritan con Filippo Schegginetti in visita al dipartimento di Service.

Alla Working Process integriamo l’intervista raccolta a Xylexpo, e ritroviamo Logos Life Evo XS 2353 Executive premiata in occasione di Xia Xylexpo, una macchina dedicata alla realizzazione di elementi per serramenti che, grazie a uno speciale sistema di movimentazione del pezzo, alle teste operatrici e al manipolatore non pone più alcun limite alle forme, sezioni e alle dimensioni delle finestre di legno. Il sistema se dotato di IMML (Intelligent Magazine Multi Level) e UML (Unloading Multi Level) sempre marchiati Working Process, permette di far lavorare la macchina senza presidio con una produzione pressoché continua, anche su lotto 1; in autonomia fino a otto ore: tutti gli elementi vengono stoccati in modo che l'operatore possa già cominciare a scaricare il materiale lavorato durante il turno precedente. Una macchina, ideata sin dall’inizio ponendo la finestra al centro, analizzandone la storia per capirne il futuro e quindi costruendo macchine in grado di esaltarla e non di limitarla e relegarla a trend/design e prestazioni del passato. Ma qual è l’impostazione dell’azienda? Da dove partono

gli ordinativi e quali sono in Working Process i passaggi e i reparti cruciali del processo aziendale? Ne parliamo con Paolo Perservati, Massimo Schiavetta e Stefano Schegginetti. Il racconto però inizia da Filippo Schegginetti, partendo dagli uffici, dove il dipartimento di Service tira le fila di ogni progetto che poi diventa centro di lavoro.

Pietro Ferrari con Stefano e Filippo Schegginetti.


THE DOMINO STRATEGY Executive presented at Xia Xylexpo, a machine dedicated to the construction of elements for doors and windows that, thanks to a special piece handling system , the operating heads and the manipulator no longer limits the shapes, sections and dimensions of the wooden windows. The system, if equipped with IMML (Intelligent Magazine Multi Level) and UML (Unloading Multi Level) always branded Working

Process, can work without pressure with an almost continuous production, even on lot 1; in autonomy up to eight hours: all the elements are stored so that the operator can already begin to unload the material worked during the previous shift. A machine, conceived from the outset by placing the window at the center, analyzing its history to understand its future and then building machines capable of enhancing it and not limiting it and relegating it to the trend/design and performance of the past.

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In queste pagine e in quelle successive, alcune immagini della visita alla sede della Working Process: dagli uffici al reparto produttivo.

Sonia Maritan con Stefano e Filippo Schegginetti.

«Il Service non è solo un dipartimento aziendale, è un’attitudine, un atteggiamento. Questa business unit si muove con propri mezzi e con propri uomini dedicati solo ed esclusivamente al servizio del cliente; dall’ufficio acquisti/spedizioni dedicato alla contabilità/fatturazione fino ad arrivare a più di 10 tecnici. Può suonare strano, ma i nostri tecnici entrano in contratto con il cliente che ha acquistato, fin dalle prime fasi della vendita, quando organizziamo confronti tecnici interni». Quindi ogni tecnico segue la sua macchina legata al suo cliente? «I nostri tecnici prendono in gestione la macchina e la commessa fin dalla sua nascita – esordisce Antonella Gandolfi responsabile service –, un aspetto molto importante perché fin dalla genesi del progetto il nostro tecnico è in grado di comprendere insieme alla software house coinvolta, al-

l’utensiliere e al cliente finale quali siano le sue necessità e le sue richieste, che dovranno poi essere realizzate grazie al lavoro comune di questi player che in sinergia portano al successo del progetto. Il nostro tecnico è dunque cruciale, nel fornire tutte quelle informazioni inerenti la macchina, per mettere in campo ogni singolo fattore così da essere molto rapidi nello svolgimento dell’intervento che verrà richiesto: dall’engineering parte tutto». Un servizio flessibile e dinamico? «Cerchiamo di creare un processo razionale per dare un servizio vincente. Siamo italiani quindi dinamici e ci adattiamo alle richieste che ci vengono fatte con tutti i dipartimenti aziendali: ufficio tecnico meccanico, ufficio software, service, produzione e via dicendo, hanno tutti spiccate attitudini alla gestione del fuori standard, alla richiesta speciale; non possiamo creare macchine flessibili senza esserlo noi stessi, e come le nostre macchine siamo anche “produttivi nella flessibilità” senza mai perdere di vista la qualità del lavoro che svolgiamo». La macchina ci porta nel mondo della meccanica? «Ogni componente che esce da Working Process è progettato all’interno da noi, con i sistemi CATIA 5 per la progetta-

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zione meccanica. Deteniamo il know how e how to, ormai da 19 anni disegniamo macchine per la produzione di porte e finestre. Il grande apporto – afferma Marco Schiavi, responsabile dell’Ufficio Tecnico – è dato dai sistemi tridimensionali che rendono fattibili operazioni in precedenza inimmaginabili: dettagli che prima non si vedevano in maniera così evidente come lo studio del passaggio dei cavi. Sono dei sistemi che vengono dalla meccanica, ti offrono tutta la parte di analisi del ferro grazie al Finite Element Method, prima di lanciare la parte in lavorazione, sappiamo già dove si verificheranno eventuali movimenti di carpenteria, sapere in anticipo come si comporterà un oggetto ci dà la possibilità di limitare l’errore». Ufficio software, automazione e logica …elettromeccanica pura? «Una volta fatto lo scheletro e dati i muscoli, grazie alla progettazione meccanica si dona il cervello alla macchina, qui i tecnici hanno i loro sistemi di sviluppo Siemens provvisti di simulatori e di emulatori, sono in grado capire come si comporterà la macchina prima ancora che la macchina fisicamente ci sia, questo ci permette già in fase di studio di ottimizzare la parte di logica ed elettronica. E naturalmente è determinante anche per lo sviluppo R&D».

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Per la produzione di un centro di lavoro come "Evo", mediamente, quanto tempo ci vuole? «Il tempo di attraversamento della commessa varia dai 6 ai 12 mesi. Noi abbiamo una parte che può essere personalizzata, ma le componenti fondamentali partono dal concetto di standard che vengono poi combinate per creare la customizzazione. Facciamo macchine di alta qualità con un prezzo sicura-

mente importante, oggi le nostre macchine vengono identificate grazie al fatto che non ci sono mai stati compromessi dal punto di vista qualitativo e considerate assolutamente necessarie anche dai grandi gruppi». La vostra presenza sul mercato è rafforzata anche dalla vostra crescita? «Abbiamo fatto l'acquisizione di CML nel 2012 – interviene Stefano Schegginetti, esperto dell’attività di finance – mentre il mondo andava a rotoli. Abbiamo fatto una crescita per linee esterne, oggi, con le varie business unit, vogliamo crescere per linee interne, puntando a un consolidamento sul mercato di alto livello e vogliamo restare una realtà italiana». «Indubbiamente – aggiunge Paolo Perservati – abbiamo avuto una crescita ulteriore con l’acquisizione di CML, una ricchezza e un know-how che abbiamo implementato, ma la cosa più importante di questa unione è stata la volontà di creare un gruppo col quale potevamo sviluppare competenze trasversali, quindi, se da un lato i centri di lavoro sono stati sempre visti come iperflessibili ma poco produttivi o delle linee iperproduttive ma rigide, con il merging tra Working Process e CML abbiamo unito le due impostazioni. Siamo riusciti così a creare una serie di macchine che ci


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pongono a un livello superiore, un obiettivo preciso che ci eravamo posti. Non accettiamo compromessi, come ci definiamo nella nostra filosofia TWC: “Together With Customers”, ovvero “Technology Without Compromises”. Noi riteniamo che il nostro livello tecnologico sia necessario per andare a produrre un serramento di qualità ed evoluto tecnologicamente. Tutta questa tecnologia oggi detenuta va comunicata correttamente, dal mio ingresso in working process ho voluto fortemente concentrarmi proprio sul marketing e la comuni- Il 2° Premio di Xia Xylexpo a Logos Life Evo XS 2353 Executive. cazione, e su tutti quegli strumenti che sono di supporto e stimolo alla vendita. Oggi ne vediamo i frutti, chiuderemo un 2018 fortemente dure più complesse li ingessano. Chi vuol fare un grande positivo con un portafoglio ordini in aumento del 40% e ci fatturato si sposta quindi sullo standard, sui volumi e sulla apprestiamo a crescere nel 2019 con un trend addirittura produzione di macchine più piccole e dedicate. Attualsuperiore». mente vediamo non solo il ritorno dei nostri grossi clienti, ma l’affacciarsi di nuovi clienti impressionati dalle refeÈ necessario per dialogare con i grandi gruppi? renze che siamo in grado di fornire; perché stiamo fa«Diciamo che il limite non è legato al fatto di esser piccoli cendo soprattutto una crescita per vie interne, per arrivare – riprende Filippo Schegginetti – perché il medio - piccolo a quella massa critica che ci consentirà sempre di più di riesce a interpretare velocemente le richieste del cliente, avere anche la solidità di company che permette di intermentre i grandi gruppi che costruiscono di tutto nel loquire con chiunque con serenità». mondo del legno possono fare cose simili, ma le proceImpossibile non notare la livrea fucsia e bluette che denota una macchina, all’interno del reparto produttivo, soprattutto se raffrontata col grigio chiaro e scuro che caratterizza Working Process! «Altra personalizzazione, anche se solo cromatica. La vera particolarità della macchina che forniamo a questo cliente francese è quella di poter lavorare dei profili che sono impiallacciati. Abbiamo sviluppato questa tecnica nel 2009-2010 come CML e abbiamo portato questo tipo di lavorazione anche all’interno del centro di lavoro». L’invito all’Open House di Working Process prometteva però una novità, e naturalmente l’ultima nata costituisce la “chicca” finale, di cui ci parla Paolo Perservati. «La nuova macchina di questo segmento si chiama Heroes e in questo caso si vede come siamo riusciti a unire la flessibilità con l’altissima cadenza produttiva in uno spazio compattissimo: riusciamo a produrre in totale flessibilità cinque elementi al minuto, uno diverso dall'altro. In questa configurazione, che vediamo davanti a noi, riusciamo ad avere una completa sincronia tra 3 sistemi di carico/sca-

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rico, 8 teste operatrici e sulle 2 aree di lavoro teste/profili, il tutto senza mai lasciare il pezzo dal bloccaggio iniziale. Una rivoluzione, Heroes senza dubbio sarà una milestone settoriale». Una macchina che tiene conto delle necessità manutentive? «All’interno di Heroes, oltre a un livello tecnologico superiore – interviene Massimo Schiavetta – abbiamo portato anche delle innovazioni sotto il punto di vista dell’interazione uomo/macchina, che non vuol dire solo la tranquillità di utilizzare il software per pilotare la macchina senza entrare in contatto con la stessa, ma anche aver semplificato l’interazione con la macchina per tutta la parte che riguarda il service e la manutenzione, aver posto diversi apparati all’interno di due stazioni di controllo CNC. Abbiamo pensato anche una manutenzione ergonomica, facile, a misura d’uomo, con dispositivi che sono esterni alla zona di lavoro macchine, dove l’operatore o il manutentore può andare a operare, interagire, controllare i vari componenti dell’impianto mentre lavora, senza fermi macchina. Tutto questo è stato generato da noi assieme a un nostro cliente che aveva questa necessità ed è poi diventato uno standard. Qui tutto è sotto controllo, un’interfaccia dunque sicura, a misura d’uomo. Su questo impianto Heroes, dove abbiamo integrato anche una piallatrice Ledermac acquistata dal nostro cliente, abbiamo sostituito alcune parti meccaniche, andando ad allocare sia dei sistemi automatici per l’introduzione dell’elemento, ma anche tutta la parte di estrazione del pezzo corto su nostre specifiche. Possiamo anche

Il team completo del dipartimento di Service.

andare a cambiare i motori all’interno sostituendoli con degli elettromandrini che ci danno la possibilità di interagire anche con l’utensile: cambio utensili rapido e altissima velocità di rotazione. Interagire con una macchina di terzi per renderla ancora più ad hoc per il nostro cliente è una cosa che pochissimi, se non nessuno, vuole fare. Parlavamo di componentistica standard, però modulata e allocata sulle macchine in modo da renderle speciali e customizzate. Noi lavoriamo con quella che può essere definita la “formula Lego”, tanti mattoncini uguali che però messi assieme in modo differente danno oggetti diversi. Sono sempre le stesse, sempre uguali per tutte le nostre modellistiche di macchina». Infine, completiamo il giro del reparto produttivo. «Questo è un esempio di quello che stiamo raccontando, si tratta di Logos Life Evo XXS, il nostro centro di lavoro entry level, ma completo di tutti gli elementi che vediamo applicati agli impianti di maggior dimensione, dalla testa operatrice, al gruppo delle pinze, al manipolatore, ai portali di


Noi lavoriamo con ogni singolo componente certificato e tracciato in modo da poter andare a ritroso: ogni elemento ha la sua storia. Inoltre, lavorando solo su commessa e non su produzione ragioniamo in termini lean, organizzando anche la produzione dei nostri fornitori».

carico e di scarico. È un vero e proprio “Lego”, ci piace essere modulari, abbiamo i basamenti delle macchine, ma la filosofia di lavoro è sempre identica. Non abbiamo voluto creare un modello entry level con componentistica cinese, perché il cliente più è piccolo e più ha bisogno di essere flessibile con un livello tecnologico più elevato. Il nostro cliente deve produrre sempre con lo stesso standard qualitativo, può cambiare solo la produttività; dunque, la stessa tecnologia per il grande e per il piccolo». La stessa tecnologia per qualunque impianto e concepita con la formula “Lego”? «Sempre con la medesima tecnologia – riprende Filippo Schegginetti – per la macchina base da cinque finestre al giorno come per quella a cinque elementi al minuto, per quella da 400mila euro fino a quella da 5 milioni. Questo è possibile, innanzitutto, perché siamo in grado di sviluppare al nostro interno delle economie di scala e poi perché riusciamo a generare dei processi coerenti che portino vantaggi alle fasi di produzione.

Un’azienda che non pone limiti alla creatività e all'ingegno? Chiediamo, in conclusione, a Massimo Schiavetta. «La flessibilità tecnologica di un impianto Working Process vuol dire anche un legame col progettista, col disegno e con l'idea stessa di finestra: un impianto che dia sfogo alla creatività, però legata alla necessità della finestra e delle sue prestazioni. Prima di realizzare questa nuova generazione di macchine, abbiamo cercato di capire quali fossero le nuove tendenze nell'ambito del serramento. Non siamo partiti solo dal trend attuale, ma abbiamo cercato di anticipare delle nuove idee. Questo fa parte sia di una strategia nostra, sia di un modo di offrire qualcosa che sia il più sensato in assoluto. Abbiamo individuato due aspetti che riguardavano il settore legno: i nostri clienti perdevano contro il pvc in termini economici, ma anche, per assurdo, contro l'alluminio e contro il serramento in metallo in un mercato di fascia estremamente alto; abbiamo riscontrato che i limiti erano dati dalle forme, da parametri estetici che rendevano impossibile la realizzazione dei profili con le tecnologie disponibili. Ci piace pensare che con le nostre macchine si possa “estrudere” il legno».

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Da sinistra a destra, Filippo Schegginetti, Massimo Schiavetta e Paolo Perservati.

HEROES dall'alto.

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Con Tanga DX200 la rimozione del vecchio telaio dei serramenti diventa più agevole grazie alla precisione di questo innovativo utensile e alla sua maneggevolezza.

di Pietro Ferrari IDENTIKIT

LAMELLO www.lamello.it

UN CONCENTRATO DI POTENZA Tanga DX200 viene a ragione definito un “maneggevole concentrato di potenza per la rimozione del vecchio telaio dei serramenti”. Si tratta di un nuovo utensile proposto da Lamello che, con un peso ridotto, sviluppa 1700 W e consente una profondità di taglio di 70 millimetri. La caratteristica più importante dell’utensile a livello prestazionale è la possibilità di intervenire senza nessun danneggiamento della spalletta del vano finestra. Oltre all’asportazione pulita del vecchio controtelaio della finestra dalla muratura circostante, con nessuna necessità di interventi aggiuntivi di restauro da parte dell’imbianchino o dello stuccatore, Tanga DX200, genera solo una quantità minima di polvere e sporco, permette un risanamento rapido e conveniente con un minor tempo di intervento presso il cliente e una maggiore praticità durante la lavorazione.

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UN’OPERATIVITÀ SEMPLICE E VANTAGGIOSA Tra i vantaggi operativi di Tanga DX200, vanno sottolineati i seguenti: si tratta di un utensile estremamente maneggevole che garantisce la massima profondità di taglio e prestazione su un minimo ingombro con un peso ridotto. Facili da eseguire sono anche i tagli angolari o longitudinali grazie a una rapida rotazione della piastra di base, tutto questo con una profondità di taglio di 70 millimetri per una rimozione pulita dell’infisso. La guida su asta scorrevole antipolvere garantisce non solo la sicurezza di lavorazione, ma anche la lunga durata dell’utensile. Scendendo ancora in dettaglio troviamo, rispetto a utensili analoghi, una riduzione di peso di 900 grammi, da 5,4 a 4,5 chilogrammi, particolarmente apprezzabile per lavori sco-


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TANGA DX200 LAMELLO, A POWERFUL MULTIPURPOSE CUTTER Tanga DX200 is a powerful multipurpose cutter equipped with a 1700 W motor for the efficient removal of old window frames by cutting into the wood frame. The all-round cut allows windows to be removed without damaging the surrounding brickwork or the windowsill. The Tanga DX200 is characterised by its impressive 70 mm cutting depth, smooth-running guidance and powerful motor for high working speed. modi sopra testa. Un’unica piastra di base permette di effettuare sia il taglio longitudinale sia il taglio angolare, la sostituzione della piastra di base può essere compiuta con dispositivo di sfera a pressione per uno scorrimento più agevole della stessa, l’attacco a serraggio rapido permette una sostituzione celere dell’utensile, senza perdita di viti. Un apposito angolo a incastro rimovibile funziona come protezione antipolvere e facilita la lavorazione nei tagli angolari. L’ergonomia, poi, non è stata trascurata e un’ampia impugnatura e motore sottile permettono una grande maneggevolezza dell’utensile. È disponibile, infine, un dispositivo per la regolazione dell’altezza di taglio, come accessorio. A un corredo di dischi e di seghe circolari di diversi diametri si aggiungono squadra d’appoggio e regolatore di altezza per realizzare un sistema coerente e funzionale per la rimozione del telaio del serramento.

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Tra le soluzioni TWT, il 2018 sta incoronando come protagonista il nuovo sistema 4Life, utensile da taglio innovativo.

di Mauro Zamberlan IDENTIKIT

TWT www.twt.tools

4LIFE: IL CONCETTO DI UTENSILE SI EVOLVE L’utensile 4Life di TWT è frutto dell’assemblaggio di 4 componenti ad alta precisione: • inserto sgrossatura; • frazionamento del taglio; • doppia spoglia del tagliente; • tagliente con rivestimento NaDia in DLC – “Diamond Like Carbon”. Il rivoluzionario design degli inserti 4Life permette allo sgrossatore e al finitore di lavorare in contemporanea, per conferire al processo di taglio una coordinazione e un’efficacia mai ottenute prima. Ogni inserto utilizzato è lavorato con doppia affilatura e rivestito con l’esclusivo rivestimento NaDia in DLC, per assicurare la massima precisione e durata della componentistica. 4Life è un sistema “Zero Tollerance” grazie all’utilizzo di HSK Hydro.

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VANTAGGI TECNICI DI 4LIFE 4Life è stato progettato e testato con successo per superare efficacemente le problematiche di natura tecnica che intervengono nelle varie fasi di lavorazione. In ogni sua specifica tecnica, dall’assemblaggio al design degli inserti, 4Life rappresenta una rivoluzione nella tecnologia di taglio industriale.

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MAGGIOR EFFICACIA GRAZIE ALL’INSERTO DI SGROSSATURA COMBINATO ALL’INSERTO DI FINITURA La ripartizione del taglio riduce notevolmente i carichi sull’albero motore. La particolare angolatura e la ridotta distanza tra i taglienti previene efficacemente le microvibrazioni dell’utensile salvaguardando il prodotto in lavorazione.


4LIFE: THE ‘TOOL’ CONCEPT EVOLVES

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The revolutionary design of the 4Life inserts allows to perform the roughing and finishing work phases simultaneously, resulting Among TWT’s many solutions, the year 2018 is acclaiming the in a coordination and effectiveness of the cutting phase never new system 4Life, the innovative cutting tool. seen before. Each insert used is double-sharpened and then coated with an The TWT tool 4Life is the result of the assembly of 4 high precision exclusive NaDia in DLC technique to provide maximum precicomponents: sion and longer life to the components. 4Life is a “Zero Tole• Roughing insert; rance” system thanks to the use of the HSK Hydro chuck. • Fractional cutting; • Double clearance cutting edge; TECHNICAL ADVANTAGES FROM USING 4LIFE • Cutting edge with NaDia DLC coating – “Diamond-Like Carbon”. 4Life has been designed and successfully tested to efficiently solve the technical problems that can arise during the various processing phases. In each one of its technical specifications, from assembly to the design of the inserts, 4Life represents a revolution in industrial cutting technology.

I particolari carburi di tungsteno utilizzati, grazie alla granulometria estremamente fine, unita alla qualità del processo di affilatura, consentono di avere un filo tagliente estremamente performante. Il rivestimento in DLC NaDia estende la qualità del taglio iniziale per moltissimi metri rispetto a quanto ottenuto dallo stesso inserto non ricoperto, riducendo le sostituzioni degli inserti di sgrossatura a 1 volta ogni 4 manutenzioni.

Lo speciale assemblaggio degli inserti limita la scheggiatura in fase di tenonatura e controsagoma, e garantisce un eccellente grado di finitura in lungovena.

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MASSIMA PRECISIONE E LUNGA DURATA CON GLI INSERTI DOTATI DI DOPPIA AFFILATURA E RIVESTITI CON NADIA DIAMOND COATING La doppia affilatura riduce il contatto con il tagliente nel delicato momento dell’asportazione del truciolo.

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VANTAGGI ECONOMICI DI 4LIFE La tecnologia 4Life è stata concepita per offrire sensibili vantaggi economici, legati principalmente alla maggiore durata della componentistica e alla precisione della lavorazione. La scelta degli utensili 4Life comporta un investimento del 10% superiore a utensili dello stesso tipo, con un pareggio economico dopo soltanto 12.000 metri di lavorazione del prodotto. In combinazione con il sistema “Zero Tollerance”, l’utensile a tecnologia 4Life è ideale per livelli di produzione medioalti. Grazie al design degli inserti e all’esclusivo rivestimento NaDia Diamond Coating, i componenti di 4Life risentono meno dell’usura e comportano una riduzione notevole dei fermi-macchina. 4Life incrementa la normale produttività dell’impianto e permette una gestione semplificata delle manutenzioni. La gestione della ricambistica è semplificata con l’introduzione del Qr Code per il riordino automatico di tutti gli inserti standard e speciali.

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NADIA: IL RIVOLUZIONARIO SISTEMA DI RIVESTIMENTO PER INSERTI DI TAGLIO Il sistema di rivestimento NaDia nasce da un ambizioso progetto di ricerca con l’obiettivo di migliorare la performance degli utensili. Dopo un’attenta fase di sperimentazione, preceduta da studi condotti con le prestigiose collaborazioni dell’Università di Trento e di FBK (Fondazione GREATER EFFICIENCY FROM THE ROUGHING INSERT BEING COMBINED WITH THE FINISHING INSERT Distribution of the cutting action significantly reduces stress on the drive shaft. The special angle and the shorter stacking between the cutting inserts effectively prevent tool micro-vibration, thereby safeguarding the product being processed. The special assembly of the inserts reduces chipping during tenon and counter-profile making, and guarantees excellent finish levels when ripcutting.

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EXCELLENT PRECISION AND LONG LIFE THANKS TO THE DOUBLE CLEARANCE CUTTING EDGE INSERTS COATED WITH NADIA DIAMOND COATING Double sharpening reduces contact with the cutter during the delicate chip evacuation phase. The special tungsten carbides used, due to their extremely fine grade and high sharpening quality, provide for especially high performance of the cutting edge.

The DLC NaDia coating extends the initial cutting quality by a very large number of metres compared to that obtained with a noncoated insert. This reduces the roughing insert replacement rate down to once every 4 maintenance operations. ECONOMIC ADVANTAGES FROM USING 4LIFE The 4Life technology has been conceived to offer high economic advantages, mainly concerning longer component duration and higher processing precision. When you choose to use 4Life tools, your investment is 10% higher than with tools of the same kind but with the break-even point after only 12,000 metres of product processing. In combination with the “Zero Tolerance” system, the tool with 4Life technology is ideal for medium/high production levels. Thanks to the design of the inserts and to the exclusive NaDia Diamond Coating treatment, the 4Life components suffer less wear and therefore considerably reduce machine down-time.


4Life increments the normal production rates of the plant and allow for simplified maintenance management. Spare parts management is simplified with the introduction of a QR Code system for the automatic sorting of all standard and special inserts. NADIA: THE REVOLUTIONARY COATING SYSTEM FOR CUTTING INSERTS The NaDia coating system is the result of an ambitious research project aimed at improving tool performance. After an in-depth experimental phase, preceded by studies conducted with prestigious entities such as the University of Trento and the FBK (Fondazione Bruno Kessler) foundation, today the aspiration of considerably extending the life of the insert has become a reality. The ‘secret’ lies in the coating of the tools with Liquid-Diamond via a process that applies a very hard coating to the inserts and whole tools.

utensili perfetta e durevole, con una drastica riduzione dei tempi di manutenzione e costi di investimento molto contenuti. Il rivestimento in DLC (Diamond Like Carbon) viene depositato mediante tecnologia PE-CVD (Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition) a bassa temperatura, garantendo un’ottima adesione. L’elevata durezza nasce dalla simultanea presenza di Carbonio ibridizzato sp2 (grafite) e sp3 (diamante). I test effettuati in laboratorio e on-the-job dalle più affermate aziende internazionali di lavorazione del legno, confermano prestazioni molto elevate dell’utensile, con una durata dei coltellini che può aumentare anche del 300%. Molto evidente inoltre il miglioramento in termini di qualità di finitura per tutte le tipologie di prodotto ligneo: legno massello e lamellare, pannelli listellari, multistrato e truciolari nobilitati con tranciati lignei.

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Bruno Kessler), oggi, la possibilità di prolungare notevolmente la vita dell’inserto è diventata realtà. Il “segreto” è il rivestimento degli utensili in Liquid-Diamond, attraverso un processo che riveste gli inserti e gli utensili integrali con un coating molto duro. NaDia assicura una finitura degli

NaDia ensures a perfect and long-lasting finish and therefore a drastic reduction in maintenance time with very small investment costs. The DLC (Diamond Like Carbon) coating is applied using low temperature PE-CVD (Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition) technology, which guarantees excellent adhesion. The very high hardness values derive from the simultaneous presence of sp2 (graphite) and sp3 (diamond) hybridised carbon. Laboratory and on-the-job testing performed by major international wood-cutting industry companies confirm the tool’s very high performance levels, with up to a 300% increase in cutting insert duration. Significant improvement has been confirmed in the finishing quality of all wood product types: solid wood, glulam, blockboard panels, plywood and chipboard panels improved with wood veneering.

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di Beatrice Guidi

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La manifestazione bavarese si presenta per l’edizione 2019 con numeri da record sia in termini di espositori sia in termini di aspettativa di visitatori. Questo la porta ad affrontare i grandi temi del settore con una visione completa e approfondita: digitale e architettura, connessione tra casa e lavoro, integrazione tra sistemi e costruzioni, smart come illuminazione ed edifici e molto altro ancora.

GRANDE ATTUALITÀ E GRANDI NUMERI !

DIGITALE E ARCHITETTURA Quando Internet arrivò alle masse ormai 20 anni fa, la posta elettronica rivoluzionò la comunicazione. L'avvento dell'era mobile e del World Wide Web onnipresente fu sancito dal primo iPhone dieci anni più tardi, nel gennaio 2007. Da allora il digitale è entrato sempre più nelle nostre vite. Non solo: i confini fra digitale/virtuale e analogico/reale sono sempre più sfumati. E nell'edilizia? In questo settore la digitalizzazione è in atto ormai da alcuni anni. Gli studi di progettazione lavorano già dalla metà degli anni Novanta con strumenti digitali, prevalentemente ancora bidimensionali (come CAD) e poco più che diretti sostituti del tecnigrafo. Gli ultimi sviluppi in ambito IT e soprattutto BIM (Building Information Modeling) stanno però cambiando radicalmente il quadro. Oggi è normale vedere team di progetti internazionali che lavorano insieme e contemporaneamente sugli stessi dati. Queste tecnologie agevolano notevolmente l'interazione e il lavoro, contribuendo a migliorare la qualità dei progetti. Certo, le idee architettoniche e i progetti nascono sempre dalla creatività di architetti, arredatori e allestitori. Sono loro che sintetizzano in un progetto tutti i parametri di spazio, forma e materiali, ma anche aspetti sociali e storici e, non da ultimo, le esigenze del committente e dell'utilizzatore. Emergono anche in questo ambito i primi approcci alla cosiddetta "progettazione generativa", dove lo sviluppo del progetto viene affidato in parte a logaritmi che tengono conto dei materiali e degli impianti. Il progetto viene quindi finalizzato in ambito digitale e realizzato coinvolgendo tutte le discipline. L'acquisto di strumenti BIM e la progettazione con queste tecnologie comportano un investimento iniziale, ma la spesa viene ampiamente ammortizzata nel corso del progetto. Nei progetti di grandi dimensioni questa

Alcune immagini relative alla passata edizione del 2017 del BAU a Monaco di Baviera.

modalità di progettazione è già consolidata. In futuro, gli strumenti digitali verranno impiegati anche nei progetti più piccoli e negli interventi di ristrutturazione, affermandosi come standard in tutto il mondo.


! CONNESSIONE TRA CASA E LAVORO Il mondo del lavoro sta vivendo una fase di profondo cambiamento. Molti operatori non guardano più solo alla retribuzione, ma anche alla flessibilità dell'orario di lavoro e a come conciliare meglio vita privata e lavoro. Non si tratta di un nuovo approccio, sono nuove le circostanze: la digitalizzazione favorisce, infatti, una crescente compenetrazione fra il lavoro e la vita privata delle persone. La sera si può dare una rapida occhiata alla posta elettronica, nei giorni festivi si può rispondere a un cliente importante... per molti ormai sono abitudini consolidate. Per contro, la vita odierna non segue più schemi rigidi. I lavoratori prediligono stili di vita individuali e valorizzano la libera espressione delle proprie idee. In entrambi i casi si tratta di esigenze che ben si conciliano con le tecnologie moderne. Spesso non è più necessario essere fisicamente presenti in ufficio 8 ore al giorno. Molti lavoratori, grazie alla mobilità dei dati, possono svolgere le loro mansioni anche da casa o in un bar all'angolo. In questo modo si può conciliare il lavoro con la cura dei figli o l'assistenza ai familiari, gestendo il tempo in modo più efficiente e intelligente. Gli orari di lavoro fissi o elastici, concepiti per il mondo analogico, possono essere rimpiazzati da modelli flessibili. Tutto ciò riguarda naturalmente anche l'industria delle costruzioni e, in particolare, la configurazione degli uffici e dei

luoghi di lavoro. Non è più necessario prevedere postazioni di lavoro fisse per ciascun addetto, optando invece per diverse configurazioni secondo le esigenze di ciascuna realtà. Ciascuno, arrivando in ufficio la mattina, sceglierà una postazione dove lavorare per quella giornata. In questo modo si può ridurre la superficie degli uffici anche del 20%. I dati sono comodamente accessibili in cloud. Ancor più significativo l'impatto sulla progettazione di abitazioni. Le piante delle case devono essere disegnate in modo da poter essere facilmente adattate: Home Office, case compatibili con le esigenze di diverse generazioni, densità abitativa, ampliamenti e ridefinizioni funzionali devono essere possibili con pochi interventi. La digitalizzazione e la conseguente flessibilizzazione del lavoro e della vita privata richiedono più che mai edifici con strutture flessibili, anche per rispondere all'emergenza abitativa nelle aree ad altissima concentrazione urbana. Infine, non vanno trascurati gli effetti sulla città, dove i nuovi concetti di mobilità richiederanno in futuro nuove infrastrutture digitali.

sistemaserramento - dicembre 2018

A questa evoluzione devono prestare attenzione tutti gli artigiani del settore edile, per mantenere la loro competitività. In futuro sarà possibile passare direttamente dal progetto alla produzione grazie alla stampa 3D. Questa pratica è già realtà nella produzione di componenti di acciaio o legno. Ora le macchine potranno essere alimentate con dati 3D anche in altri settori. Si otterrà così non solo una riduzione di tempi e costi, ma anche una maggiore sostenibilità delle costruzioni. Il lavoro dell'artigiano è quindi destinato a cambiare, ma il suo know-how sarà sempre richiesto.

! INTEGRAZIONE TRA SISTEMI E COSTRUZIONI Le attività di architetti e ingegneri sono sempre più inscindibili. Sistemi e impianti tecnici e tecnologici in continua evoluzione richiedono figure specializzate e competenti. L'edilizia, oltre a un bel progetto e a una buon utilizzo dei materiali, ruota sempre più attorno a strutture complesse, costruzioni leggere e componenti high-tech. Basta pensare alla facciata, la "pelle" dell'edificio, che in poco spazio deve ospitare spesso impianti di ventilazione o generazione di energia. Le strade di architetti e ingegneri si incrociano su questi aspetti, rendendo necessaria una progettazione dettagliata e integrata fin dalle prime fasi. Solo in questo modo si possono evitare errori di progettazione irreversibili. Lo sviluppo continuo di nuove tecnologie svolge un ruolo fondamentale in questo contesto. Esistono ormai molte aziende impegnate nella progettazione di cavi in bassa tensione per sistemi domotici intelli-

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genti, cavi speciali destinati agli impianti tecnici dell'edificio o cavi di rete per la connessione a Internet. I nuovi edifici devono essere progettati mantenendo una visione d'insieme e senza perderne di vista la complessità. Gli strumenti digitali aiutano a progettare nell'ottica più corretta. Che si tratti di acciaio, calcestruzzo o legno, la struttura portante è in molti casi l'elemento chiave di un progetto. E anche per questo motivo, architetti e ingegneri sono chiamati a collaborare. Tanto più l'edilizia diventa complessa, tanto più cresce la spinta alla semplificazione. La risposta sta nella prefabbricazione e nelle costruzioni modulari. In fabbrica, molti componenti possono essere assemblati meglio e più velocemente: una volta in cantiere, l'opera di montaggio assomiglierà così a un puzzle. In questo modo non solo si risparmia tempo e denaro, ma si migliora anche la precisione e, in ultima analisi, la qualità di una costruzione. Naturalmente questi sistemi esistono già da tempo, per quanto l'industria edilizia resti aggrappata alle sue tradizioni. Difficile però negare i vantaggi dell'edilizia modulare prefabbricata. Un contributo fondamentale giungerà in futuro dagli strumenti di progettazione digitali che consentono di trasferire i dati dei modelli 3D direttamente agli impianti per la produzione di componenti.

! ILLUMINAZIONE ED EDIFICI SMART

L'edificio stesso è sempre più digitale. Nello "Smart Building", tutti i dispositivi sono connessi alla "Smart Grid", una rete comune che consente loro di comunicare in modo diretto o indiretto, con l'ausilio della tecnologia IoT (Internet of Things). I vantaggi sono numerosi, a partire da una gestione ottimizzata dei flussi energetici, grazie alla distribuzione mirata o allo stoccaggio dell'energia raccolta dalle celle solari. Nelle reti più grandi l'energia in eccesso può essere distribuita anche a edifici limitrofi. Interi quartieri possono es-

sere collegati in reti intelligenti per sfruttare l'energia disponibile direttamente dove viene prodotta. Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito anche a profondi cambiamenti nell'illuminazione artificiale. La tecnologia dei LED, ormai standard nei progetti illuminotecnici, ha letteralmente messo sottosopra il settore dell'illuminazione. Oggi le lampade non solo consumano meno energia, ma occupano anche meno spazio e richiedono meno manutenzione grazie alla lunga durata dei LED. Questo si riflette sulla progettazione elettrica ma anche sull'architettura degli edifici. Le revisioni non devono più essere effettuate dal "padrone di casa", ma possono essere affidate ogni due o tre anni a specialisti esterni. L'estetica dell'illuminazione assume così un ruolo sempre più centrale. Ormai da tempo i team di progettazione includono designer per le luci, che vengono consultati e coinvolti dagli architetti fin dalle primissime fasi. Spetta a loro, fra le tante cose, armonizzare illuminazione artificiale e naturale, svolgendo quindi un ruolo centrale nel processo di progettazione. Nell'edificio intelligente la luce è anch'essa integrata nella rete intelligente che collega tutti i dispositivi presenti nell'edificio. Diventa così possibile comandare le persiane e l'illuminazione dallo smartphone, impostando diverse configurazioni e "atmosfere" ambientali. Si possono programmare anche scenari di emergenza in caso di incendio. Lo Smart Building non ha confini (o quasi), a condizione che i singoli componenti possano comunicare fra loro attraverso la Smart Grid. Mentre in passato i singoli impianti dovevano essere gestiti e controllati dal progettista, oggi sono richieste figure specializzate di "progettisti di edifici intelligenti": tecnici universali in grado di combinare tutte le tecnologie software e hardware in un edificio intelligente. In questo modo la gestione dell'energia negli edifici del futuro sarà molto più consapevole. Non più solo sostenibile, ma anche intelligente e "smart".

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about the future of building. The key themes that a majority of the lectures will focus on are presented here in brief. THE FORUMS AT BAU These themes are almost identical to the key themes at BAU (cf. also BAU´s reputation is founded not only on the presentations put on by BAU MAG II). The themes of each day in the BAU Forums are presenthe exhibitors—all those well known names and brands that fill the ted in the tables below. exhibition halls. Of almost equal importance now are the high-qua- For a detailed and constantly updated listing of themes and speality lectures given in the forums at BAU. kers, go to: Experts from all over the world, among them many prominent planners and architects, come here to give answers to the big questions www.bau-muenchen.com


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di Beatrice Guidi

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Oltre 40mila professionisti in visita per 450 aziende in mostra alla prima edizione organizzata da Senaf, per una fiera che soddisfa i professionisti e gli esperti del settore, che qui possono trovare gli strumenti più innovativi e più adeguati per perfezionare le proprie competenze. Il prossimo autunno, mantenendo la biennalità a Bologna, nascerà la nuova edizione di SAIE a Bari per il mercato del Centro e del Sud Italia.

SAIE 2018 SI PRESENTA CON RISULTATI POSITIVI

Si è chiusa con soddisfazione per gli organizzatori la 53esima edizione di SAIE, la fiera italiana dell’edilizia e dell’ambiente costruito, che ha volutamente rimesso al centro il cantiere, raccontandolo in diverse piazze dell’eccellenza attraverso case history e testimonianze di best practice nazionali e internazionali.La manifestazione è stata visitata da oltre 40mila professionisti che si sono incontrati, scambiati idee e progetti e hanno potuto vedere dal vivo i nuovi prodotti e le nuove tecnologie di 450 aziende in esposizione. «La filiera delle costruzioni è cambiata e continuerà a diventare sempre più digitalizzata, non solo nella progettazione, ma anche nella rilevazione e nella misurazione dei dati, nella sicurezza, nei materiali e nelle tecnologie» – ha commentato Emilio Bianchi, Direttore Generale di Senaf, a cui BolognaFiere da quest’anno ha affidato la gestione dell’evento. «Abbiamo quindi un compito importante – ha proseguito il Direttore – quello di accompagnare le aziende nella diffusione delle loro novità, offrendo esperienze che possano essere coinvolgenti per il visitatore. Siamo certi che questa prima edizione, organizzata da Senaf, abbia dato un segnale forte al mercato e riposizionato la fiera come strumento di promozione utile alle imprese». Gli organizzatori hanno inoltre annunciato la nuova edizione di SAIE in programma a Bari il prossimo autunno: «Dopo un’attenta valutazione del mercato italiano, di comune accordo con BolognaFiere – ha dichiarato Bianchi – abbiamo ritenuto che servisse un nuovo evento per il mercato del Centro e del Sud d’Italia e per i paesi che si affacciano sul Mediterraneo

e sull’Adriatico, sempre mantenendo la biennalità di SAIE a Bologna: appuntamento, quindi, alla Fiera del Levante dal 24 al 26 ottobre 2019 per la prima edizione di SAIE Bari». Soddisfazione per la buona riuscita della manifestazione bolognese è stata espressa anche dal Presidente di ANCE Bologna Giancarlo Raggi. «La fiera sta andando molto bene, è un punto di incontro importante tra imprese, fornitori e progettisti. Qui l’edilizia va avanti, con qualità e innovazione. SAIE rappresenta per noi un evento indispensabile, da cui la nostra città si sente caratterizzata». Grazie all’invito di Federcostruzioni, SAIE quest’anno ha potuto contare anche sulla visita del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha trascorso negli spazi di BolognaFiere un’intera mattinata, incontrando imprese e visitatori. Toninelli è intervenuto al convegno sulla nascita della nuova piattaforma digitale europea, organizzato dalla federazione di Confindustria. Aprendo il dibattito, la Presidente di


Good results for Saie 2018

Federcostruzioni Federica Brancaccio ha chiesto al rappresentante del Governo sostegno per accelerare l’evoluzione digitale del settore. «Molte piccole aziende si spaventano di fronte alla sfida della digitalizzazione, per questo dobbiamo chiedere di sostenere questo cambiamento, di dare un supporto perché velocemente si possa accompagnare il sistema a una crescita che è sociale, sicura, sostenibile e aiuta le eccellenze del nostro tessuto economico fatto di piccole e medie imprese». Richiesta accolta dal Ministro, che ha dichiarato : «Mi fa piacere essere qui oggi in mezzo a voi perché è per me centrale il rilancio delle buone infrastrutture e della buona edilizia, come volano che può far ripartire la nostra economia. Il vostro è un settore che esce da troppi anni di sofferenza. Adesso si intravede una timida ripresa, ma questa tendenza va sorretta, incoraggiata, rafforzata».

Da Luca Ferrari, Presidente di ISI, Ingegneria Sismica Italiana, la testimonianza che le aziende del settore, presentandosi a SAIE 2018, iniziano ad apprezzare il valore aggiunto che deriva dal fare sistema. «Nel nostro stand ci sono aziende che avrebbero i numeri e le capacità per proporsi da sole – ha detto Ferrari – ma che espongono le loro novità insieme, sotto il cappello della nostra associazione, che funziona quindi da collante e da portatore di interesse per la filiera». Un’altra novità importante di questa edizione di SAIE, secondo Ferrari, è che sta diventando sempre di più una fiera che soddisfa i professionisti e gli esperti del settore, quindi in particolare geometri, architetti e ingegneri, che qui possono trovare gli strumenti più innovativi e più adeguati per perfezionare le proprie competenze.

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The 53rd edition of SAIE, the Italian construction and built environment fair, has been closed with satisfaction for the organizers, who deliberately put the yard back in the center, telling it in different squares of excellence through case histories and best practice testimonies national and international. The event was visited by over 40 thousand professionals who met, exchanged ideas and projects and were able to see live the new products and new technologies of 450 companies on display."The supply chain has changed and will continue to become more and more digital, not only in the design, but also in the detection and measurement of data, safety, materials and technologies" - commented Emilio Bianchi, General Manager of Senaf, to which BolognaFiere has entrusted the management of the event this year. "We therefore have an important task - continued the Director - to accompany companies in disseminating their innovations, offering experiences that can be engaging for the visitor. We are sure that this first edition, organized by Senaf, has given a strong signal to the market and repositioned the fair as a useful tool for business promotion ". The organizers have also announced the new edition of SAIE scheduled for Bari this autumn: "After a careful assessment of the Italian market, in agreement with BolognaFiere - said Bianchi - we felt that a new event for the market of the Center was needed and the South of Italy and for the countries bordering the Mediterranean and the Adriatic, always keeping the SAIE biennial in Bologna: then, at the Fiera del Levante from 24 to 26 October 2019 for the first edition of SAIE Bari".

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