SISTEMA
SERRAMENTO
Poste Italiane spa - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (Convertito in legge 27/02/2004 n. 46), art. 1, comma 1 - LO/M/ - euro 10,00 - In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio CMP Roserio (Mi) per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa - Editrice webandmagazine s.r.l. - Via Valla, 16 - I-20141 Milano - www.webandmagazine.media
17 SETTEMBRE 2017 ISSN 2283-7213
LA RIVISTA TECNICA DEL SERRAMENTO E DEI MATERIALI: ACCIAIO, ALLUMINIO, COMPOSITO, LEGNO, OTTONE, PVC E VETRO
• LA CASA ITINERANTE DI BIOSPHERA 2.0
• VOCE AL DESIGN DEL SERRAMENTO
• IL DECRETO PRODOTTI DA COSTRUZIONE
• CONTENZIOSO "DI SPECIE" SUL LEGNO-ALLUMINIO
• COLFERT: L'EVENTO DEI SERRAMENTISTI
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numero 17 settembre 2017
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OPENING SECTION 02 03 04
COLOPHON SOMMARIO EDITORIALE LUX MIRABILIS di Sonia Maritan
LINK BIOSPHERA 2.0 BIOSPHERA 2.0: LA CASA ITINERANTE
ommario
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SECTION HIGH TECH 48
di Roberta Bocca
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EXPERTISE ROMITI DISPUTA DI "SPECIE" SUL LEGNO-ALLUMINIO
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OUTLOOK DECRETO NAZIONALE SUI PRODOTTI DA COSTRUZIONE di Samuele Broglio
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ASSA ABLOY Italia SOSTENIBILITÀ COME STRADA PER L’INNOVAZIONE
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FritsJurgens IL GIOIELLO DELLE CERNIERE INVISIBILI PER PORTE A BILICO
EFFEBIQUATTRO I PROTAGONISTI DELL’ECCELLENZA
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INTERVIEW VELUX AUTORI DI LUCE ZENITALE
TWT EVOLUZIONE COSTRUTTIVA PER UN UTENSILE DI NUOVA CONCEZIONE
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Lamello LA SOLUZIONE PER LA RIMOZIONE DEL VECCHIO TELAIO
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Meccatronica L’EMOZIONE DELL’AUTOMAZIONE CHE MOVIMENTA MAXI ANTE
INTERVIEW BAUXT SICUREZZA “SUPERIOR”
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Simonswerk LA CERNIERA IDEALE PER PORTE D’INGRESSO IN LEGNO
INTERVIEW SAPA BUILDING SYSTEMS: DOMAL VICONA E ORIGINAL SYSTEMS TUTTA LA VITA DELL’ALLUMINIO
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SECTION DESIGN INTERVIEW
INTERVIEW INTERNORM I PRIMI NELL’INNOVAZIONE
di Sonia Maritan
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di Sonia Maritan
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PREVIEW COLFERT NEL CUORE DELLA TECNOLOGIA di Silvia Maestri e Sonia Maritan
di Sonia Maritan
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INNOVATION AT LIGNA HOMAG GROUP UNA PRIMA DI GRANDE INTERESSE
di Pietro Ferrari
di Adello Negrini
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INTERVIEW ALPAC MISSION: AMBIENTI SANI
di Sonia Maritan
di Alessandro Romiti
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INTERVIEW ENSINGER I MAESTRI DEL TAGLIO TERMICO
di Sonia Maritan
di Sonia Maritan
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PROJECT ROVERPLASTIK LA “CLASSE A3” DI CARPI
di Sonia Maritan
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PUBBLIREDAZIONALE ECLISSE IL PRIMO SISTEMA COMPLETO E MODULARE PER PORTE A SCOMPARSA EXHIBITION PREVIEW BATIMAT STRUMENTI DEL FARE
di Beatrice Guidi
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INDIRIZZI
di Sonia Maritan
LUX MIRABILIS
EDITORIALE
Il ReThink Daylight, un workshop di due giorni organizzato da Velux per i progettisti, incentrato sulla progettazione della luce naturale in architettura, si è trasformato in un’esperienza personale e professionale. Sono stata parte di un gruppo di giornalisti laureati in Architettura, che, insieme ad altri otto colleghi, si è prestata a partecipare a una versione del workshop, ridotta a 4 ore, certo non sufficiente a trasformarci in progettisti illuminotecnici, ma certamente a farci irrimediabilmente pensare alla luce in un modo nuovo! Come ci racconta Fabio Capanni in “Spazio, luce, architettura”, «nel corso dei secoli si sono sviluppate due tesi fondate sull’assunto di considerare la luce come fatto costitutivo dell’architettura: da una parte la spazialità continua di nuova concezione del gotico: la “lux mirabilis” dell’abate Suger, formata su un inedito rapporto fra spazio, forma e struttura, […] da cui nasce il sogno della scatola trasparente; dall’altro un’inUn momento del workshop ReThink Daylight organizzato da Velux. terpretazione del rapporto fra spazio, forma e struttura più prettamente classica, nella quale, una spazialità plastica e materica di tipo gerarchico, scaturisce dall’azione di una luce pulsante, regolata da varchi appositamente disposti e dimensionati sulla continuità della cortina muraria. […] Le Corbusier, fra queste due tesi – continua il Professor Capanni –, prova a operare una sintesi che prosegue il percorso transalpino della ricerca di uno spazio continuo generato da luce diffusa, ma che al contempo non rinuncia alle virtualità offerte dalla peculiarità della luce di interagire con la gravità della materia per generare spazio». Sperimentazione che arriva fino a noi, anche se resta ancora oggi difficilmente superabile l’interpretazione del muro sud del santuario di Notre-Dame Du Haut a Ronchamp che trascende il fatto costruttivo e assurge a una dimensione prettamente espressiva: «è pura materia plastica modellata dalla luce che ne anima le scabrose superfici». In occasione del ReThink Daylight ci hanno omaggiato anche di un altro libricino dello stesso autore: “Architettura e luce”, dal quale risulta evidente, come si evidenzia anche durante il corso, che è innanzitutto dalla nomenclatura corretta che occorre partire, distinguendo principalmente fra luce diretta e indiretta, zenitale e laterale, concentrata e uniforme, incidente e radente. Caratteristiche che possono essere abbinate e incrociate secondo l’obiettivo progettuale, a eccezione della luce concentrata e quella uniforme che non possono convivere. Sotto la supervisione di due tutor qualificati – Erika Galdi e Giulio Camiz, del team di progettisti Velux Italia – osservando immagini di progetti emblematici, per riconoscere le caratteristiche che l’illuminazione può assumere grazie alle scelte progettuali legate all’involucro e alla sua permeabilità, abbiamo redatto un abaco dei principi base. Di seguito, sono stati esposti parametri tecnici e normative per orientarsi nelle scelte progettuali nel rispetto del quadro prescrittivo e con la consapevolezza di una lettura scientifico-analitica del fenomeno. Infine, è arrivato il momento del progetto estemporaneo: disegno e realizzazione di un plastico elementare per sperimentare in modo diretto e pratico quanto emerso nella prima parte del workshop e per osservare il comportamento di un oggetto architettonico all’interno di un simulatore di luce solare. Avendo a disposizione materiali quali carton-legno, taglierini, colla, abbiamo discusso così sull’uso della luce e ne abbiamo sperimentano teoria e pratica, realizzando un plastico “a tema” impostato sulla misura geometrica del quadrato e poi sottoponendolo a verifica all’interno di un cielo artificiale. Obiettivo del workshop, pienamente raggiunto, era quello di far emergere il fascino, l’utilità e l’economicità di questa inesauribile risorsa e fornire ai partecipanti strumenti concreti per trasformare un fenomeno fisico in opportunità compositiva e funzionale. Come direbbe Fabio Capanni, abbiamo condiviso la certezza che «dove la luce e l’ombra si sfiorano, lì sta l’inizio e la fine, lì nasce l’architettura».
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di Sonia Maritan
LINK
BIOSPHERA 2.0 www.aktivhausbiocostruttori.com
intermateriale
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Iniziata il 1 marzo 2016 a Courmayeur la grande avventura di Biosphera 2.0, la casa della “Zero Energy”, quando fu ufficialmente presentata alla stampa, promossa da Aktivhaus, Politecnico di Torino, Vda structure, Univida e dagli istituti Zephir, Minergie e Pefc, con il patrocinio della Regione Valle d’Aosta e la partecipazione di aziende che operano nel settore dell'edilizia a risparmio energetico, ha proseguito poi il suo viaggio fino a maggio di quest'anno facendo tappa in 9 diverse località da Aosta a Milano a Riccione fino a Cuneo, Torino e Locarno per arrivare poi a Bolzano e infine a Roma. Noi l’abbiamo intercettata proprio in occasione di Klimahouse, dove abbiamo incontrato il CEO di Aktivhaus Mirko Taglietti, e via via abbiamo incontrato diversi attori di questo progetto itinerante e raccolto la testimonianza di alcuni sponsor, come Internorm, fornitore dei suoi serramenti di ultima generazione e Rockwool che ha fornito i suoi sistemi a cappotto ad alte prestazioni.
BIOSPHERA 2.0: LA CASA ITINERANTE L'innovativo progetto di casa ecosostenibile, realizzata con tecnologie e materiali di ultima generazione, in grado di produrre autonomamente l'energia necessaria per garantire agli abitanti una temperatura ideale interna tra i 21 e i 25 gradi ha toccato località montane con temperature molto rigide e località marittime con temperature molto più alte, passando da -10° a + 40° con l'obiettivo di sperimentare l'efficienza di una passive house in condizioni climatiche molto diverse tra loro. L’idea, nata grazie a un concorso lanciato dal gruppo Woodlab del Politecnico di Torino e dalla start up Be-eco, ha visto la partecipazione di oltre 100 studenti di architettura e ingegneria provenienti da tutti gli atenei d’Italia. Vincitore del concorso il Progetto Elio, un’abitazione energeticamente autosufficiente, in grado di produrre energia senza utilizzare impianti di riscaldamento tradizionali e di refrigerazione. La casa, che ha una superficie di 25 mq, lunga 12 metri, larga e alta tre, è formata da soggiorno, bagno, angolo cucina e camera da letto, con grandi finestre isolanti su un lato, che si troveranno esposte a nord o a sud, a seconda che si voglia catturare o evitare il calore esterno. È costruita con pannelli X-Lam, fatti di
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assi incrociate e incollate di abete ecosostenibile, spesse 10 centimetri, ulteriormente isolati con lana di roccia ed equipaggiata con finestre isolanti Internorm di ultima generazione nelle versioni pvc/alluminio della serie KF500 e legno/alluminio HF310, oltre al portoncino in alluminio AT410. Si tratta di serramenti che garantiscono un alto livello di risparmio energetico, grazie alle tecnologie applicate agli infissi in pvc e legno, certificati a livello internazionale per case passive.
Sonia Maritan e Pietro Ferrari durante la visita a Biosphera 2.0 in occasione di Klimahouse.
Durante Klimahouse, quando visitiamo il modulo abitativo guidati dalle parole del CEO di Aktivhaus Mirko Taglietti, Biosphera 2.0 non ha ancora completato il suo viaggio, ma “ha già fatto molta strada”. «Biosphera ha fatto otto tappe, 3.000 chilometri, ha ospitato 34 persone e ha raccolto una mole enorme di dati che stiamo rielaborando proprio per capire i lati positivi e negativi. Questi ultimi per fortuna sono molto ridotti, per esempio è emerso che il problema più grande da affrontare è il caldo, lavorando solo sulla deumidificazione per contenere comunque l'efficienza energetica della struttura. Comunque tutte le persone che sono state ospitate hanno lasciato dei feedback estremamente positivi. Tutto quello che è stato progettato ha raggiunto gli
obiettivi che ci eravamo preposti anche se a oggi ci sono ancora margini di perfezionamento sopratutto sul fattore caldo. Biosphera 2.0 è un messaggio aperto a tutti, che abbiamo veicolato in questi 11 mesi per formare una cultura che unisca la sensibilità della committenza alla competenza del progettista e ovviamente alla qualità del costruito dell'impresa che si assumerà la responsabilità del prodotto finito». La nostra visita del modulo abitativo è molto approfondita. «Questo è un modulo ad altissima efficienza energetica. È un modulo itinerante che è stato realizzato in base a quelli che sono i criteri delle costruzioni secondo il “Zero Energy”, quindi la struttura è stata realizzata in modo tale da avere tutta una serie di accorgimenti che la rendono estremamente efficiente a livello energetico. Fondamentalmente la struttura è caratterizzata da un involucro altamente prestazionale che consente di avere dei consumi energetici molto bassi, questo sia in ambiente caldo sia in ambiente freddo. Infatti, il progetto è itinerante per sperimentare ogni possibile clima: Courmayeur a marzo dello scorso anno, poi Milano, Torino e infine, Riccione quest'estate. Questo ha consentito di verificare che il modulo è in grado di fornire un elevato comfort abitativo sia in ambienti estremamente freddi sia caldi: siamo passati dai -23 gradi di temperatura percepita a Courmayeur ai + 38 gradi di Riccione nell’estate del 2016 – precisa Mirko Taglietti mentre ci troviamo all’interno di Biosphera 2.0 –. Il modulo è stato abitato durante questo itinerario, durato circa 11 mesi, da 34 persone e per quanto possibile è sempre stata monitorata sia
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Al progetto hanno collaborato architetti del Politecnico di Torino e biologi dell’Università della Valle d’Aosta. Questa collaborazione tra progettisti e studiosi delle dinamiche vitali del corpo umano ha consentito di progettare un habitat ideale in termini sia di temperatura, che di controllo igrometrico e di qualità dell’aria, creando quell’equilibrio di tecniche, materiali costruttivi e impianti tecnologici in grado non solo di eliminare ogni apporto energetico da combustibile, ma di creare in soli 25 metri quadri un ambiente dalla massima salubrità e comodità. La casa ha ospitato nel corso dei mesi diversi abitanti permettendo così di monitorare scientificamente i parametri vitali dell'uomo e studiare le reazione dell'organismo al variare delle condizioni climatiche. Nel corso della ricerca sono stati quindi raccolti dati relativi al sistema energetico e alle qualità biofisiche di Biosphera 2.0.
la qualità dell'aria tramite strumenti presenti all'interno, sia i parametri fisiologici delle persone che vi abitavano. Abbiamo utilizzato braccialetti, misuratori cardiaci e misuratori dei valori dell'epidermide per riuscire a capire se le persone che ci vivevano stavano effettivamente bene. L’abitacolo è del tutto autonomo dal punto di vista energetico, grazie alla presenza di un generatore fotovoltaico da 2 kW sul tetto e da una batteria da accumulo da 6 kW all'interno. Riguardo la climatizzazione, quindi tutto quello che attiene al riscaldamento e al raffreddamento (compresa la cucina) sono alimentati elettricamente. Il sistema di ventilazione meccanica ha dei filtri, determinati inquinanti presenti all'esterno non sono presenti all'interno o lo sono in misura minore. L'acqua calda e i sanitari funzionano con pompa di calore. In condizioni normali, anche con qualche giorno senza sole, il modulo poteva essere abitato senza bisogno di un apporto energetico aggiuntivo. In una struttura di questo tipo il bilancio energetico finale può essere pareggiato tra ciò che viene prodotto e quanto viene consumato». Sonia Maritan e Pietro Ferrari intervistano il CEO di Aktivhaus Mirko Taglietti che illustra loro Biosphera 2.0. Nella foto in alto, invece, Andrea Molteni (agente di Tecnosugheri e di Artuso), mentre fa accomodare all’interno del modulo abitativo i gruppi di visitatori.
Chiediamo se questo modulo abitativo si possa definire attivo. «Si tratta certamente di un ottimo risultato, ampiamente riscontrato già nel corso del primo anno, e possiamo indubbiamente considerare questo modulo attivo. Alla fine dell'anno valuteremo comunque tutti i dati perché si è trattato di una sfida importante e di un primo esperimento a tutti gli effetti. Avevamo delle ipotesi all'inizio di questa avventura che solo alla fine del viaggio potremo confermare, ma certo possiamo essere ottimisti per gli incoraggianti riscontri già avuti sin qui». Il dilemma caldo/freddo ci impone di
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chiedere in quale condizione climatica il modulo abitativo abbia risposto meglio. «Sicuramente il problema del freddo ormai è superato completamente, con le tecnologie costruttive attuali basta costruire con determinati criteri e non ci sono più problemi di tenuta. Ad esempio con i -23 gradi di temperatura minima percepita il sistema di riscaldamento del modulo ha funzionato meno di 20 minuti. Più problematica è la gestione del caldo e dell'umidità del clima estivo. Al giorno d'oggi la sfida maggiore è risparmiare nella fase di climatizzazione, infatti i picchi energetici si verificano proprio nel periodo estivo». Ci sembra importante inquadrare questo progetto e capire se dobbiamo considerarlo sperimentale o reale. «Biosphera 2.0 è una casa campione ma in realtà è lo specchio di 15 anni di costruzioni, rispondenti al protocollo Passiv House, nato in Germania 26 anni fa, e a oggi il protocollo più diffuso al mondo con oltre 60.000 abitazioni costruite. L'Italia che sfortunatamente è abbastanza arretrata in questo campo ha cominciato a vedere l'ingresso di edifici ad alta prestazione anche grazie alla fiera Klimahouse e l’agenzia CasaClima. In 10 anni in Italia abbiamo comunque bruciato le tappe, circa 11 anni fa abbiamo costruito la prima Passiv House e 5 anni fa abbiamo costruito la prima Active House. Biosphera è un progetto che si muove su due canali fondamentali. Il primo canale è quello dell'efficienza energetica a un costo accettabile, pari a circa il 6-7% in più di una casa tradizionale. Il secondo canale, ma in un certo senso il principale, è il benessere abitativo, cioè il benessere umano. Oggi in Europa si spendono circa 25 miliardi di euro, solo in relazione ai costi sanitari stimati per curare le fisiopatologie respi-
Un aggiornamento interessante, di fine luglio, relativo a questo progetto arriva da una delle aziende partner del progetto. Oggi Biosphera 2.0 raggiunge un nuovo grande traguardo, una nuova importantissima collaborazione. Il Coordinamento Scientifico del progetto Biosphera 2.0, infatti, nell'ambito degli studi finalizzati a testare il rapporto tra la fisiologia umana e l'involucro confinato che la circonda, ha chiesto la collaborazione dell'Esercito per accogliere il modulo abitativo presso il Polo Alloggiativo "Li Gobbi", nella città militare Cecchignola di Roma. Considerata la sensibilità dell'Esercito per la salvaguardia dell'ambiente e l'attenzione rivolta al benessere psico-fisico del personale dipendente, il V Reparto Affari Generali dello Stato Maggiore dell'Esercito ha individuato l'8° Reparto
Si potrà visitare Biosphera nella nuova tappa di Genova, dal 27 settembre al 5 novembre, per il festival della scienza nella splendida cornice del porto antico rinnovato dall'Architetto Renzo Piano.
Biosphera 2.0 raggiunge a luglio un nuovo grande traguardo: una nuova importantissima collaborazione dell'Esercito per accogliere il modulo abitativo presso il Polo Alloggiativo "Li Gobbi", nella città militare Cecchignola di Roma.
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ratorie dovute alla Sindrome da edificio malato e queste ricerche si riferiscono solo all'analisi degli edifici adibiti a ufficio. Per gli edifici privati si stima un numero superiore, tra le 5 e le 8 volte. La casa va quindi costruita intorno all'uomo. Non si deve percepire nessun disagio termico. Nasce per questo l'involucro in forma diretta, in grado di garantire elevate prestazioni con un consumo di energia pressoché nulla. Questo è il primo passaggio. Il passaggio successivo è l'aria, quindi installare delle macchine che ventilano e che ricambiano l'aria permanentemente: filtrino l'aria dall'esterno, quindi montino filtri che non permettano il passaggio di pollini, batteri, acari, polveri sottili e tutta una serie di inquinanti basati sui metalli pesanti. I filtri (di cui sono dotati anche gli aspirapolveri) sono in grado di abbattere fino al 99,3% delle polveri sottili, e altre tipologie di filtri (da laboratorio) che arriveranno nel prossimo futuro, raggiungono il 99,6%».
Infrastrutture di Roma quale organo tecnico designato a porre in essere tutti gli adempimenti connessi con lo sviluppo dell'iniziativa Biosphera 2.0. È un Capitano dell'esercito, con formazione da architetto, il primo militare che abiterà per un periodo dai 7 ai 15 giorni il modulo e i suoi parametri vitali verranno costantemente rilevati e registrati attraverso un bracciale di monitoraggio e un sensore cardiaco. Raggiunge quindi la sua 10° tappa Biosphera 2.0, una tappa che la vede impegnata all'interno del Polo Alloggiativo "Li Gobbi" nella città militare Cecchignola di Roma dell'Esercito Italiano che potrà testarne le potenzialità e i vantaggi energetici. I test, condotti in collaborazione con il dipartimento energia e psicologia dell'esercito analizzeranno le condizioni climatiche e ambientali in relazione allo stato psicofisico dell'abitante. L'iniziativa potrebbe rappresentare una soluzione innovativa utile a soddisfare particolari esigenze abitative, connesse con le peculiari attività che il personale dell'Esercito svolge nei diversi contesti operativi nazionali ed esteri. Un lungo viaggio quindi che non si ferma, che ha voluto valutare scientificamente quali risultati è possibile ottenere in una casa che utilizza le nuove tecnologie della bioedilizia, che ha voluto anche far conoscere al pubblico, attraverso incontri con tecnici delle aziende che hanno collaborato a Biosphera 2.0 e che si sono svolti nel corso delle diverse tappe, il livello di comfort che può raggiungere un'abitazione “zero energy” e che oggi vuole testare come questo innovativo progetto possa essere utile anche in ambiti diversi dall'edilizia residenziale.
di Alessandro Romiti
EXPERTISE
legno
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Premesso che per il serramento in legno-alluminio una specie vale l’altra, il caso narrato ha origine da una applicazione insolita di due specie legnose che, in modo commercialmente “non giustificato” sono state usate in una fornitura di serramenti di legno-alluminio. Le due specie, una di conifera e l’altra tropicale sono, infatti, all’origine del contenzioso, non essendo la prima contrattualmente designata dall’acquirente.
DISPUTA DI "SPECIE" SUL LEGNO-ALLUMINIO L’approccio allo studio e al miglioramento delle prestazioni dei serramenti ha permesso una applicazione intensa della ricerca, in una moltiplicazione di strumenti normativi che si sono avvalsi di sistemi di controllo delle prestazioni sempre più raffinati e precisi. Possiamo poi affermare che il mercato del legno – che riguarda la perizia oggetto dell’articolo –, seppur eroso dal prodotto in pvc, vede due tipologie di serramenti che sono ben differenziate: quelli in legnoalluminio e l’altra in legno lamellare esclusivo. La prima si caratterizza dalla presenza di un “carapace” in profilato metallico che assicura in esterno una perfetta protezione dagli agenti meteo, che implica una conseguente maggiore
Veduta del fronte di mezzogiorno, categoricamente adeguato a presentare i serramenti massimamente sollecitati nell’uso per ampiezza ed esposizione.
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durabilità intrinseca del sistema a prescindere dalla specie legnosa utilizzata per la costruzione dei serramenti. Sull’uso delle specie legnose per serramenti, possiamo affermare che molte specie legno tropicali (l’okoumè, le shorea spp, il sapelli, l’iroko) sono bene diffuse e vantano probabilmente un maggiore accredito presso i consumatori, rispetto alle specie conifere che sono principalmente due: il larice e il pino silvestre. Questa prerogativa è ingiusta per i sistemi di serramento in legno-alluminio, dove il nodo di incastro e le parti inferiori dei serramenti, sono tutte ben protette dal profilato di lega: al netto della colorazione delle specie tropicali e la loro nettezza da nodi, si potrà affermare che, una specie vale l’altra. Il caso narrato ha origine da una applicazione insolita di due specie legnose che, in modo commercialmente “non giustificato”, sono state usate in una fornitura di serramenti di legno-alluminio. La parte in vista interna dei serramenti è laccata e – chiaramente – permette di assegnare una finitura di copertura finale bianca, assicurata dalla vernice coprente. La finitura delle finestre non sarà un dettaglio nella comprensione dell’insolita controversia, visto che le specie legnose sono marcatamente differenziate: il 30% di okoumè con tono scuro (la specie legno contrattualmente designata dall’acquirente, con un costo di materiale maggiore di oltre 400 € al
funzionanti dopo un lustro di utilizzazione. L’analisi del consesso dei periti – applicati nel contraddittorio più accurato – è stata praticamente definitiva, perché condotta dopo un periodo prolungato d’esercizio dei manufatti: a distanza di cinque anni, le grandi porte pedonali dei locali massimamente utilizzati (la zona living della residenza è anche esposta a mezzogiorno) non presentavano cedimenti o anomalie funzionali, anche grazie alla tassellatura eseguita in modo efficiente al fine del contenimento dello sviluppo di momenti torcenti che tendono a deformare le ante. L’argomento è avvincente, perché insolito all’archivio di un esperto di settore, ma l’evento statisticamente rilevante: una massiva e prevalente introduzione di una specie legnosa “povera” (lo sarà il pino silvestre, se confrontato con la specie tropicale) al posto di quella che era stata originariamente pattuita con il rivenditore. Le valutazioni che sono state
A sinistra: le fessure che aprono sulle giunzioni d’angolo sono espressione della corretta equilibratura del legno che deve naturalmente assestarsi verso riduzioni dell’umidità contenuta. Sotto: veduta del profilo con la parte esterna in alluminio. Nella pagina successiva, in alto: la cornice fermavetro evidenzia la marcatura degli anelli di accrescimento della specie conifera. In basso a sinistra: le fessure sulle cornici sono dovute ai ritiri trasversali delle sezioni, sottoposte a un naturale assestamento al ribasso di umidità e conseguente ritiro. In basso a destra: ancora una tracciatura della specie conifera che evidenzia gli anelli di accrescimento (loosened grain).
metro cubo) l’altra una specie conifera, seppure eccellente per assortimento e proprietà di durabilità: il pino silvestre, con un tono chiaro e alcuni nodi caratteristici. Dopo la consegna, durante una manutenzione è stata riconosciuta la presenza di legno “conifera” che non aveva alcuna “giustificazione contrattuale” nei manufatti e da lì è stata avviata una controversia che ha avuto un esito giudiziario con una dirimente consulenza tecnica, determinata in una convergenza univoca per la soluzione: la quota importante dei due terzi di una specie conifera, non ha inficiato né ridotto le caratteristiche prestazionali dei manufatti, efficienti e
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condotte dai tecnici coinvolti ha permesso di escludere qualunque minaccia di decadimento prestazionale dei serramenti, che sono apparsi ampiamente collaudati da una utilizzazione quotidiana e costante da parte della famiglia
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della parte acquirente. L’ausiliario d’ufficio che ha riconosciuto la sostituzione della specie legnosa, ha attestato anche la perfetta equipollenza di essa con l’altra, impiegata nel residuo 30 % dei componenti e ha riconosciuto solo una riduzione proporzionale del prezzo per la differenza economica che sussiste tra le due specie, individuandola in modo approssimato alle quantità effettivamente impiegate per la produzione delle circa 30 finestre. Resta quindi da riconoscere per la tipologia di serramenti legno-alluminio la completa ininfluenza delle specie legnose nella costruzione dei telai interni: i sistemi di lavorazione e, soprattutto di essicazione, sono tali da garantire una performance prestazionale costante e non scriminabile nella specie legnosa.
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di Samuele Broglio
intermateriale
OUTLOOK
Samuele Broglio.
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È stato da poco pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto 16 giugno 2017 n°106 relativo alla commercializzazione dei prodotti da costruzione regolamentati dal CPR, che naturalmente tocca anche il settore serramenti essendo questi soggetti a Marcatura CE nel rispetto del Reg.305/11 (il Regolamento 305/2011, entrato in vigore l’1 luglio 2013, che ha sostituito in via definitiva la Direttiva CPD 89/106/CEE). Questa trattazione mette in risalto quello che aggiunge il Decreto n° 106, rispetto al predetto Regolamento, Decreto positivo nel suo complesso per gli imprenditori del settore serramenti.
DECRETO NAZIONALE SUI PRODOTTI DA COSTRUZIONE In seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del nuovo Decreto 16 giugno 2017 n°106, relativo alla commercializzazione dei prodotti da costruzione regolamentati dal CPR, innanzitutto è ragionevole chiedersi a cosa serva questo specifico decreto; considerato che il Regolamento (UE) CPR 305/2011 – nato per disciplinare l’immissione e la libera circolazione sul mercato europeo dei prodotti da costruzione –, a differenza della vecchia Direttiva CPD 89/106/CEE che doveva obbligatoriamente essere recepita a livello nazionale con apposito decreto, è già di per sé parte della legislazione nazionale senza alcun bisogno di documento di recepimento. In effetti, però il Regolamento lasciava liberi alcuni campi, ossia quello delle sanzioni aggiuntive a quelle già conosciute del richiamo e del ritiro che debbono essere fissate a livello nazionale nonché quello relativo alla chiara definizione delle autorità e delle modalità di controllo sia nei confronti delle imprese e del mercato sia nei confronti degli organismi notificati, cosa questa che ha reso necessario l'atto legislativo nazionale. Tralasciando tutta la corposa parte dedicata agli organismi notificati, che non interessa direttamente i produttori di serramenti e che quindi mi asterrò dal trattare, il Decreto dice ben poco di nuovo dal punto di vista tecnico, rispetto al Regolamento CPR, in quanto d'altronde
ben poco poteva essere detto data la natura imperativa del Regolamento stesso. Degno di nota però, dal punto di vista dell'applicazione nazionale di alcune procedure previste a livello generale dal testo regolamentario, è che: 1. all’Art. 5 comma 3 si stabilisce chiaramente che ai fini dell'applicazione dei commi a) e b) dell’Art.5 del Regolamento (deroga da Marcatura CE per prodotti unici e prodotti realizzati in cantiere) il soggetto definito come “soggetto incaricato della sicurezza dell'esecuzione delle opere da costruzione” si configura come il Direttore Lavori; 2. all'Art.5 comma 4 si stabilisce che ai fini dell'applicazione del comma c) dell'Art.5 del Regolamento (deroga da Marcatura CE per prodotti destinati a stabili formalmente protetti) come “stabili formalmente protetti” si intendono quelli soggetti a tutela e individuati del D.lgs. 22 Gennaio 2004 n°42 e successive modificazioni; 3. all'Art.6 comma 5 si stabilisce che, ai fini dell'applicazione delle procedure stabilite dal CPR nell'Art.37 (procedure semplificate per le microimprese) l'azienda debba allegare alla DoP idonea documentazione per certificare la sua reale natura di microimpresa ai sensi della Raccomandazione CE del 6 maggio 2003 (avere meno di 10 addetti e in contemporanea avere meno di 2 mln di Euro di giro d'affari).
Nota: su tale argomento faccio presente che il Decreto Requisiti Minimi e il recepimento anticipato dello stesso da parte di autorità locali, quali la Regione Lombardia, dati i valori termici stringenti in esso contenuti che obbligano a eseguire la determinazione dei valori di Uf e
di psi_g mediante calcolo rigoroso ai sensi della UNI EN ISO 10077-2, avrebbe potuto essere foriero di non poche discussioni, qualora il micro-serramentista avesse deciso di autodeterminare tali valori così come permesso dall'Art.37 del CPR. Invece, con il nuovo decreto, che riconosce su di un documento legislativo nazionale la legittimità delle semplificazioni regolamentarie, al punto di fissare regole per la loro applicazione, sarà molto più semplice per i microimprenditori pretendere che vengano riconosciuti i diritti loro attribuiti in sede comunitaria. La parte più importante del Decreto però è quella relativa alle sanzioni aggiuntive a quelle già previste dal testo regolamentario, ossia il richiamo e il ritiro del prodotto dal mercato (sanzioni, faccio presente, che, se applicate in toto, porterebbero quasi sicuramente alla chiusura di qualsiasi azienda e che quindi sono sicuramente più preoccupanti delle sanzioni aggiuntive previste dal Decreto nazionale), e che si concretizzano nelle classiche sanzioni di tipo pecuniario ma che, nei casi più gravi e se relative a prodotti destinati a uso strutturale o antincendio, possono giungere pure all'arresto fino a sei mesi del trasgressore. Il Decreto elenca una lunga serie di violazioni che, a mio avviso, è troppo corposa per essere qui trascritta integralmente e per la quale si rimanda al testo del Decreto, liberamente consultabile via Internet digitando “Decreto 16 giugno 2017 n° 106”, agli Artt. 19, 20, 21 (l'Art 22 tratta di sanzioni, ma relativamente agli organismi notificati). Riassumendo in breve si può comunque notare che: • i produttori, secondo il tipo di trasgressione sono sanzionati con ammende che vanno dai 1.000 € ai 24.000 € se i prodotti non sono a uso strutturale o
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Queste precisazioni potrebbero sembrare inutili (le prime due) o addirittura essere viste come un aggravio burocratico (la terza, che obbliga a esibire documentazioni aziendali di tipo fiscale), ma bisogna tenere conto del fatto che: • le prime due precisazioni fanno chiarezza sia su chi sia il soggetto responsabile dell'accettazione dei prodotti da costruzione in cantiere e su quale sia la discriminante per far sì che un'opera da costruzione sia definita come “formalmente protetta”, togliendo così ogni dubbio in materia; • la terza precisazione, molto più importante a mio avviso, non solo definisce in quale modo si attesti la natura di microimpresa (argomento non toccato dal CPR che richiede una semplice documentazione tecnica specifica), ma in pratica equivale a un'ammissione formale dell'esistenza e dell'applicabilità a livello nazionale delle procedure semplificate riservate alle microimprese. A chi dica, giustamente, che lo Stato italiano non potrebbe in nessun modo impedire l'applicazione di una clausola regolamentaria rispondo che, per quanto ciò sia vero, purtroppo molti soggetti nazionali (Pubbliche Amministrazioni, progettisti, direttori lavori, committenti) spesso non leggono e non conoscono le regolamentazioni europee, e che quindi l'esistenza di tale ammissione in un Decreto nazionale potrebbe servire a ridurre di molto le occasioni di discussione, quando accada che un microimprenditore usi le semplificazioni a lui accordate dalla legislazione comunitaria.
legati all'antincendio (Nota: le porte su via di fuga sono prodotti potenzialmente legati all'antincendio), mentre salgono a cifre comprese tra i 2.000 € e i 50.000 € in caso di prodotti strutturali o antincendio; • costruttori o direttori lavori, che installino o permettano l'installazione di prodotti non in regola con la Marcatura CE, sono sanzionati con ammende che vanno dai 4.000 € ai 24.000 € nel caso si tratti di prodotti non strutturali o legati all'antincendio, che salgono a cifre comprese tra i 10.000 € e i 50.000 € nel caso lo siano; • progettisti che prevedano l'installazione di prodotti non in regola con la Marcatura CE sono sanzionati con ammende che vanno dai 2.000 € ai 12.000 € nel caso si tratti di prodotti non strutturali o legati all'antincendio, che salgono a cifre comprese tra i 5.000 € e i 25.000 € nel caso lo siano; • gli operatori economici in genere (importatori, distributori, rivenditori ecc...) sono sanzionati con ammende che vanno dai 500 € ai 24.000 € se i prodotti non sono a uso strutturale o legati all'antincendio, mentre salgono a cifre comprese tra i 1.500 € e i 50.000 € in
caso di prodotti strutturali o antincendio; • in ogni caso i semplici errori formali così come repertoriati dall'Art 59 del Regolamento (errori di compilazione della DoP, mancanza di DoP, mancanza di documentazione tecnica) non sono sottoposti a sanzione purché vengano sanati nei tempi prescritti; in caso tali errori non vengano sanati/non possano venire sanati, entreranno in vigore le sanzioni previste, in quanto si tratterà non più di errori formali ma bensì di manchevolezze sostanziali. In buona sostanza il Decreto rispetta l'impostazione mitteleuropea del Regolamento, che considera ininfluenti e quindi sanabili le mere divergenze formali e che concentra tutta la sua attenzione sul rispetto della parte sostanziale del processo (corretta esecuzione delle prove e corretta tenuta del piano di controllo produzione), senza la quale la Marcatura non può esistere. In questo modo, fortunatamente, si mettono in secondo piano tutti quegli aspetti formali tanto amati da una parte dalla nostra Pubblica Amministrazione e spesso utilizzati come motivazione per comminare sanzioni.
Purtroppo, nel quadro sanzionatorio manca ogni riferimento al cliente finale, il quale non è in alcun modo sanzionato qualora decida in modo volontario e cosciente di acquistare prodotti non in regola con le Marcature obbligatorie, magari al solo fine di effettuare un risparmio sui costi d'acquisto, il che nel caso di piccoli lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria, nei quali le figure di direttore lavori e/o di progettista sono assenti, lascia come unico colpevole il solo fabbricante/operatore economico; questo a mio avviso è uno dei principali limiti del Decreto, il quale invece sotto gli altri punti di vista si rivela tutto sommato soddisfacente per quanto riguarda il rapporto con gli operatori economici. Al termine del Decreto si rileva poi un profluvio di note e noticine che, a giudizio di chi scrive, potevano essere anche evitate in quanto non esplicative ma al limite confusive del quadro generale; le note in oggetto, però non paiono variare il senso del Decreto, e quindi se ne eviterà la trattazione lasciando a chi voglia lo sfizio della loro lettura. Altri aspetti del Decreto, quali le regole di formazione del Comitato sui prodotti da costruzione oppure le tariffe per i servizi rilasciati dalla Pubblica Amministrazione repertoriate in un Allegato a parte, lasciano a mio avviso un po' più a desiderare in quanto: • il Comitato si configura più come un organismo di coordinamento tra Ministeri che non come un luogo d'incontro tra la Pubblica Amministrazione e il sistema economico al fine di definire precise posizioni nazionali da tenere nei luoghi opportuni, cosa quest'ultima che invece accade da anni in molti altri Paesi europei; il mancato coordinamento tra il sistema economico e il livello politico-amministrativo rende a mio avviso l'Italia più debole dei suoi partner comunitari sul piano delle azioni di lobbying nazionali, ora più che mai necessarie a fronte di un’Europa che sempre più si configura come un insieme di Stati in chiara competizione tra di loro; • allo scrivente pare quantomeno strano che le tariffe applicate dalla Pubblica Amministrazione per i servizi a pagamento siano in alcuni casi inferiori per quanto riguarda gli stabilimenti posti all'estero rispetto a quelle in uso per gli stabilimenti posti sul territorio nazionale; lo scrivente ritiene che, non potendo probabilmente porre quote più vantaggiose per gli stabilimenti sul territorio nazionale senza rischiare che le stesse fossero viste a livello comunitario come agevolazioni all'industria nazionale, sarebbe stato meglio fissare quote unificate per tutti senza differenziazioni, che, per quanto economicamente non rilevanti, risultano quantomeno incomprensibili se non fastidiose. Tali argomenti dovranno comunque essere trattati a livello di rapporti tra le Associazioni dei produttori e l'amministrazione statale, e le risultanze di tale trattativa comunque non influenzeranno più di tanto la vita degli operatori economici. Qui termina la mia trattazione del Decreto, che in buona sostanza può essere definito come positivo per gli imprenditori del settore serramenti, i quali già da molti anni si sono messi in regola con la Marcatura obbligatoria e al limite, hanno nella loro documentazione, solo alcuni “buchi” formali che potranno essere sanati senza sanzione alcuna.
di Adello Negrini
INTERVIEW
EFFEBIQUATTRO
www.effebiquattro.it
design porte da interno
In Effebiquattro il made in Italy non è un’etichetta, ma la somma di valori che fanno di una porta un’opera d’arte.
I PROTAGONISTI DELL’ECCELLENZA
UN UOMO, UN’AZIENDA Il made in Italy è come la libertà, della quale si è detto: “Libertà, libertà…quanti delitti si commettono in tuo nome!”. Quelli che riguardano il made in Italy non sono propriamente “delitti”: meglio è definirli “abusi”, sicuramente in buona fede. Cosa vuol dire, in questo caso, “abusi”? Vuol dire che ormai, tutto ciò che viene prodotto in Italia è made in Italy: sì, certo, lo è sul piano del significato letterale, non sempre su quello dei contenuti. Il made in Italy, se gli si vuole dare la sua giusta interpretazione, dev’essere invece vissuto come una somma di valori conquistati e mantenuti nel tempo, così radicati che anche il mutare delle tendenze non ne modifica le modalità di espres-
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famosi nel mondo, ha sicuramente un senso, che ci porta tra l’altro ad affermare che Effebiquattro forse si dovrebbe chiamare “Barzaghi”, se è vero com’è vero che il Cavalier Mario Barzaghi ha fatto della sua azienda un’eccellenza che non porta il suo nome, ma ha ben pochi uguali nel settore dell’arredo.
Mario Barzaghi con la figlia Giovanna Barzaghi e alcuni momenti dell’intervista di Adello Negrini a Mario Barzaghi e Stefano Brivio, Responsabile Marketing di Effebiquattro.
L’AMERICA IN BRIANZA Chi volesse leggersi “Marketing Management” (l’opera principale di Philip Kotler – Chicago, 27 maggio 1931, Professore di Marketing Internazionale all’Università dell’Illinois), e poi intervistasse Mario Barzaghi, scoprirebbe non senza stupore come l’imprenditore della Brianza, la regione italiana a più alto tasso di imprenditorialità, a torto spesso
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sione: sono, questi valori, patrimonio non di tutti, la tradizione artigianale del falegname-artista, con la capacità manuale che nessuna macchina è in grado di imitare, l’innato gusto del design, la cura dei particolari, la scelta dei colori, gli abbinamenti di un materiale vivo come il legno con altri materiali (il vetro, per esempio), le lavorazioni delle superfici mirate a ottenere effetti speciali, veri e propri bassorilievi: componenti di una creatività esclusiva in grado di fare di un prodotto un pezzo unico fuori da ogni standard. E non è per caso che i made in Italy “conclamati”, accreditati presso l’opinione internazionale, abbiano un nome: il fatto che Ferrari, Parmigiano Reggiano e Foppapedretti siano i marchi italiani più
Alcune immagini dello showroom di Effebiquattro.
ritenuta ”solo” la patria di bravi falegnami (il che peraltro è un autentico merito), abbia fatto del vero marketing, creando un nuovo mercato (l’obiettivo fondamentale di questa disciplina). IL FUTURO DELLA PORTA SECONDO EFFEBIQUATTRO Ciò che ha fatto Mario Barzaghi – questo è sorprendente – non è frutto di un inconsapevole automatismo, ma di un modo di fare impresa che nasce da esperienze vissute anche con fatica, dalla consapevolezza che il mutare dei tempi va letto, interpretato e sfruttato in positivo, non speculando ma investendo, fino addirittura a fare della crisi
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un’occasione di rinnovamento, non rifiutando nemmeno ciò che in passato poteva sembrare una deviazione da un percorso storico: capire per esempio che il laminato, ovviamente trattato con creatività, diventa una componente irrinunciabile di una nuova fase industriale, la dice lunga sulla capacità di leggere il futuro aziendale. MA C’È DI PIÙ In buona sostanza, il nuovo mercato di Barzaghi è la porta interpretata non come manufatto strumentale per passare da un locale a un altro, sì, questo ovviamente resta, bensì come complemento di arredo personalizzato, che non deve però diventare esso stesso arredo. È una visione che merita un approfondimento: si producono porte meravigliose, con finiture spettacolari, che diventano il vero e proprio arredo della casa. Non è certo un fatto negativo, ma ogni componente dell’habitat deve avere il suo ruolo specifico, ed è solo dall’armonica integrazione dei ruoli che nasce un’area abi-
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tativa o rappresentativa di eccellenza. Effebiquattro questo l’ha capito, e a conferma valgano due soli straordinari esempi: le porte del Bosco Verticale di Boeri (il capolavoro edilizio della Milano del design) sono di Effebiquatto, così come il restauro conservativo della serramentistica interna del Teatro alla Scala è stato affidato all’impresa di Seregno. Ci sembra di poter dire: “Il meglio per l’ambiente, nel rispetto dell’ambiente”. E questa filosofia vale come abito mentale d’impresa, non a torto applicato al grattacielo più innovativo del mondo, così come al Tempio della Musica. GLI STRUMENTI DEL MARKETING DI BARZAGHI Capacità di fare marketing deve voler dire anche capacità di individuarne gli strumenti promozionali, prima fra tutti la comunicazione, troppo spesso confusa con il marketing stesso, che invece non è costituita dalle notizie-stampa e dai cataloghi, utili ma complementari. Anche questo Effebiquattro l’ha capito,
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affidando alla comunicazione non convenzionale la diffusione del suo nuovo volto, un compito vitale svolto da un team altamente coeso e pervaso dalla stessa passione del Presidente Mario (settantatre anni molto ben portati, in fabbrica dall’alba al tramonto, trasmettitore esemplare di un entusiasmo contagioso). Giovanna Barzaghi, la figlia che cura tra l’altro “Toc Toc” (la pregevole pubblicazione aziendale periodica distribuita in decine di migliaia di esemplari presso i rivenditori e nelle manifestazioni fieristiche più importanti, oltre che in occasione del FuoriSalone“), e Stefano Brivio, Responsabile Marketing, portano in Italia e all’estero il rinnovato impegno della loro azienda, che nel Maggio 2016 si è presentata al mercato con il suo nuovo fiammante abito. Fanno fatica i concorrenti a seguire l’attivismo del Cavalier Barzaghi, che vuole fortemente che anche le manifestazioni fieristiche del suo settore siano il monitor delle attività svolte dagli attori del settore stesso, e non, come capita, un mix di proposte che confondono il visitatore. Barzaghi ha l’autorità per farlo, perché è nato protagonista e non gregario. CONSIDERAZIONI Quando la produttività è passata dai “grandi numeri“ ai piccoli lotti iperpersonalizzati, Mario Barzaghi ha dato il meglio di sé: aveva, come ancora ha, un’area di 55 mila metri quadrati su cui aveva costruito la vita della sua famiglia
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e dei suoi collaboratori. Poteva dismette- Alcune immagini dello stand di Effebiquattro re tutto, chiudere, dislocare. E invece, all’ultima edizione di MADE expo. senza attribuirsi qualità miracolistiche (il miracolo nell’impresa significa capacità imprenditoriale), dismise metà della impiantistica ormai superflua, comprese l’opportunità che il laminato (di qualità…!) avrebbe potuto offrire, comprese come gestire il ruolo del designer in modo che diventasse un plus-valore senza entrare in concorrenza con l’architetto-cliente. Comprese il contributo che la grande distribuzione può offrire al business: a essa è affidata la fascia di base delle porte, mentre alla rivendita specializzata va la fascia medio-alta, e al cliente direzionale il top di gamma. Comprese insomma come l’esperienza di anni e anni di amore per la “sua” porta potesse tradursi nella passione di ricercare nuovi traguardi, senza rinnegare il passato. Oggi, le cento porte al giorno realizzate con il contributo dei novanta collaboratori, dicono che Effebiquattro è entrata prepotentemente, ma ancora con lo stile di sempre, nella sua seconda giovinezza, ricca di aspettative poggiate su solide basi: un successo annunciato. Onore al merito.
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di Sonia Maritan
INTERVIEW VELUX
www.velux.it www.Rethinkdaylight.it
design finestre da tetto
All’ultima edizione di MADE expo abbiamo avuto il piacere di intervistare Massimo Buccilli, in veste di Amministratore Delegato di Velux Italia, intervista che di seguito restituiamo, ma la notizia di maggior rilievo riguarda la sua nuova carica di Presidente di MADE expo di cui è stato insignito l’8 maggio scorso. Apriamo quindi con le prime battute del neo presidente di cui la FederlegnoArredo ci ha dato cronaca, in attesa di ritrovarlo dal 13 al 16 marzo 2019 per la prossima edizione di MADE expo.
AUTORI DI LUCE ZENITALE In queste pagine, alcuni momenti dell'intervista di Sonia Maritan a Massimo Buccilli, in veste di Amministratore Delegato di Velux Italia, ma anche di Presidente di MADE expo: carica di cui è stato insignito l’8 maggio scorso. Sulla pagina di destra, i giornalisti (Pietro Ferrari in alto e Sonia Maritan in basso) come i visitatori dello stand, mentre vivono un’esperienza di realtà aumentata, dove è possibile vedere come può trasformarsi il sottotetto utilizzando le finestre Velux e visitare virtualmente un reparto produttivo dell’azienda.
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Massimo Buccilli è il nuovo presidente di MADE eventi, la società che organizza la fiera internazionale dell’architettura e dell’edilizia. Amministratore Delegato di Velux Italia e con un’esperienza consolidata nel settore, avendo già fatto parte del CDA MADE Eventi e ricoprendo incarichi associativi in FederlegnoArredo. È nello stile di Massimo Buccilli, neo Presidente di MADE expo, affermare che «Insieme al CDA sono già al lavoro per progettare la prossima edizione della rassegna»! Massimo Buccilli darà una spinta propulsiva alla manifestazione che si è riconfermata uno degli eventi leader europei per il mondo dell’architettura e delle costruzioni. L’8 maggio è stato eletto anche il nuovo CDA di MADE Eventi: Claudio Balestri (Oikos), Paolo Fantoni (Gruppo Fantoni), Roberto Galli (Italserramenti) ed Emanuele Orsini
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rilancio del settore e l’aumento della capacità di attrazione sia nazionale sia estera, saranno le linee guida sui cui lavoreremo da subito. MADE expo ha, infatti, tutte le potenzialità per divenire nei prossimi anni uno degli eventi più importanti d’Europa e forse del mondo, ripartendo dalle eccellenze italiane del settore». Un po’ di entusiasmo deriva anche dall’edizione che si è chiusa a marzo? «Avendo io fatto parte del CDA MADE Eventi negli anni passati posso testimoniare il grande impegno speso per affinare continuamente questo format fieristico. L’ultima edizione di MADE expo di marzo 2017 ha soddisfatto il 95% dei visitatori, secondo l’indagine sui visitatori realizzata da TNS mentre era in corso
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(Sistem Costruzioni), attuale Presidente di FederlegnoArredo. Direttore generale della società è stato confermato Giovanni Grassi. Tutti imprenditori di grande rilievo che non potranno che portare nuova creatività a quella “Milano Architettura Design Edilizia” il cui acronimo è MADE che, di fatto, negli anni sta avvicinando il design all’edilizia. D’altra parte, manufatti come le finestre da tetto, di cui Velux è fra i produttori leader a livello mondiale, sono davvero sempre più parte del progetto di interior design. La visione del neo Presidente di MADE expo riguardo la prossima edizione appare subito chiara: «Il rilancio di MADE expo, pur nel complesso periodo dell’edilizia in Italia, rappresenta una notevole sfida professionale – dichiara ancora Massimo Buccilli – Rimettere al centro l’interesse degli espositori per favorire il
l’evento. Non solo, nell’85% dei casi il visitatore professionale ha dichiarato di aver trovato più di quanto si aspettasse: un dato in crescita rispetto all’edizione 2015, soprattutto tra i progettisti. Visitatori ancor più soddisfatti rispetto alla precedente edizione soprattutto per la sua crescente specializzazione e rilevanza». È proprio al MADE expo, allo stand di Velux Italia, che incontriamo Massimo Buccilli nella veste di Amministratore Delegato dell’azienda. Il “biglietto da visita” dello stand è rappresentato da un disegnatore che dal primo giorno inizia a coprire le pareti esterne dello stand – con l’obiettivo di terminarle per la fine della manifestazione – di fumetti inerenti racconti di vita all’interno di sottotetti contraddistinti dalla presenza di una “velux”, divenuto sinonimo di finestra da tetto grazie alla celebrità del marchio. Potremmo definirlo uno stand interattivo quello di Velux a MADE expo 2017? «Sì, l'intenzione che ha guidato il progetto dello stand è stata proprio questa: interagire con i nostri clienti». Lo stand di Velux, propone innumerevoli attività che sono in corso nelle diverse aree dialoganti in un unico grande spazio aperto, come raccontano le fotografie è stato ricreato quello che è il percorso che il consumatore deve affrontare quando decide di utilizzare il sottotetto a fini abitativi.
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In questo senso va anche la scelta di essere nello spazio di aggregazione in via Tortona 31, nota “via di design” a Milano? «Sì, per l’edizione 2017 abbiamo partecipato a “The Design Experience”, che ha inaugurato il 3 aprile il nuovo setting
completamente rinnovato con due nuove vetrine di Archiproducts Shop: oggetti connessi, interazioni digitali e realtà aumentata per una nuova 'design experience'. Ci interessano i luoghi in cui le funzioni di co-working, formazione, eventi e showroom convivano in un’unica e fluida organizzazione orientata a fare “rete” per rispondere alla nuova esigenza di luoghi espositivi e di lavoro condivisi, non orientati solo alla vendita, ma prima di tutto alla conoscenza dei prodotti. Anche il nostro stand ha raccolto in un unico contenitore architetti, designer e brand per progettare, costruire e innova-
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re senza soluzione di continuità, anche il consumatore deve affrontare quando durante la fiera». decide di utilizzare il sottotetto a fini abitativi. Partiamo appunto da un’esperienOggi l’interattività accompagna la za di realtà aumentata, dove è possibile conoscenza del prodotto traducendola vedere come può trasformarsi il sottotetin un’esperienza personale, grazie al to utilizzando le finestre Velux. concept di uno showroom divenuto più Dimostriamo come il prodotto segue dei dinamico, persino più “liquido”, anche rigorosi processi di controllo qualità porin questa occasione espositiva come tandoli a una visita virtuale di una nostra quella offerta da MADE expo. produzione. Lo stand di Velux, in effetti, colpisce pro- Abbiamo inoltre delle installazioni che prio per le innumerevoli attività in corso vengono dimostrate da nostri posatori nelle diverse isole “produttive” raccolte certificati e abbiamo anche l'area della dentro un’unica “agorà” aperta. progettazione, dove docenti e importanti «Qui abbiamo cercato di ricreare in architetti parleranno della loro esperienbuona parte quello che è il percorso che za nella progettazione.
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Qui è possibile per un privato o un architetto, venire con un proprio progetto e ricevere consigli utili da parte dei nostri progettisti; è stato creato un angolo di consulenza live, in cui è possibile progettare il proprio sottotetto ma anche l'arredo del sottotetto grazie all'aiuto di alcuni esperti».
Durante MADE expo un disegnatore usa le pareti esterne dello stand come fogli bianchi da ricoprire di fumetti inerenti racconti di vita all’interno di sottotetti e sempre contraddistinti dalla presenza di una “velux”, parola che è diventata sinonimo di finestra da tetto grazie alla celebrità del marchio. In queste immagini alcuni suoi disegni work in progress…
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L’area funzionale che mostra la produzione e l'istallazione del serramento attraverso due esperienze di realtà aumentata, e poi la sala di progettazione dedicata agli architetti e i privati, ma anche il forum con i convegni in corso, esprimono l’approccio dell’azienda verso il cliente: avvicinarsi sempre di più al cliente è una necessità considerando che si tratta di un prodotto che deve essere conosciuto e progettato quasi su misura? «In realtà oggi, in diverse regioni d'Italia, ci sono delle leggi specifiche regionali che consentono lo sfruttamento dei sottotetti dove molto spesso la procedura normativa per avviare questo lavoro è abbastanza semplice. Una consulenza specializzata come quella che possiamo offrire noi determi-
na però il miglior risultato finale dal punto di vista estetico e funzionale». Non può mancare la novità prodotto, molto raffinato con la sua caratteristica curvatura appena accennata. «Grazie all'innovativo vetro di finitura curvo con tecnologia CurveTech, abbiamo ridisegnato la finestra per tetti piani; il risultato è una finestra che lascia entrare più luce e regala sempre una vista pulita sul cielo. Il design moderno e minimale assicura un'integrazione ottimale nel tetto, facendo di questo prodotto una soluzione perfetta in contesti architettonici contemporanei. Con il vetro curvo la pioggia scivola via agevolmente, portando con sé lo sporco. Il basamento isolato in PVC e la vetrata bassoemissiva fanno sì che non ci siano dispersioni termiche e che sia sempre garantito un buon comfort interno». In occasione di MADE expo 2017 i tecnici di Velux Italia avevano invitato i progettisti a portare con sé i dettagli costruttivi o il progetto di una mansarda a cui stavano lavorando: un’ulterio-
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Quale sarà il prossimo passo di Velux Italia? «Questa primavera partiranno dei corsi di mezza giornata rivolti ai progettisti, con oltre 40 tappe in tutta Italia entro fine anno. I corsi saranno focalizzati sulla progettazione dell’illuminazione naturale negli edifici: una sorta di Academy itinerante in cui si toccheranno diversi aspetti del tema.
Dai principi elementari legati alla lettura delle immagini alle normative nazionali, alle grandezze illuminotecniche, per finire con lo studio di strumenti e metodi di lavoro per il miglioramento dell’uso della luce naturale nei progetti, anche i più ordinari. Inoltre, lo scorso autunno Velux ha lanciato a Roma e a Milano ReThink Daylight, un workshop dedicato ad architetti e progettisti con la passione per la luce naturale. Due giornate di lavoro in cui invitiamo i partecipanti a portare i loro progetti e durante le quali possono sperimentare, confrontarsi, imparare a usare l’illuminazione naturale e zenitale in qualsiasi tipo di edificio. Abbiamo immaginato i workshop come un’occasione per dimenticare per due giorni computer e software per tornare a lavorare con le mani, costruendo modelli e testandoli all’interno di un simulatore di luce naturale, perché è giusto ricordare che la luce naturale oltre a portare con sé bellezza e comfort è un elemento architettonico con un elevato valore economico: un edificio luminoso vale di più e si vende in tempi più brevi rispetto a uno buio e male illuminato».
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re iniziativa volta a offrire un servizio specializzato per i prodotti per tetti a falda e tetti piani? «In effetti i temi legati al nostro prodotto coinvolgono diversi aspetti anche legati all’involucro e in questa occasione i nostri consulenti si sono messi a disposizione gratuitamente per: •• simulazioni 3D sull’uso della luce naturale per valorizzare l'immobile e migliorare il comfort; •• soluzioni per minimizzare i ponti termici e garantire la perfetta tenuta all'aria tra finestra e tetto; •• brevi training su come calcolare il FLDm richiesto dalla certificazione CasaClima con il software Velux Daylight Visualizer».
di Sonia Maritan
INTERVIEW INTERNORM
www.internorm.com/it
design serramenti in PVC e legno
All’ultima edizione di MADE expo 2017 abbiamo fatto visita a Daniele La Sala – Amministratore Delegato di Internorm Italia – che abbiamo avuto anche il piacere di intervistare. SmartWindow, progetto presentato nel 2014, indica chiaramente la direzione intrapresa dall’azienda che guarda all’interazione fra diverse funzioni del serramento e all’intelligenza di cui può essere dotato. Fra tante, la stella del 2017 è però la finestra HF410 realizzata con l'inedita tecnologia I-tec Core: nuova tecnica di costruzione del profilo in legno multilamellare che allo scorso Klimahouse ha vinto il premio KlimaPrize 2017 nella categoria qualità estetica e sostenibilità economica.
I PRIMI NELL’INNOVAZIONE Internorm, che non è più prettamente quello dei serramentisti. «Esatto, ci sono stati grandi cambiamenti nel settore dei serramentisti. Ci sono state grandi evoluzioni, hanno capito tutti cosa si doveva fare e cosa non si doveva fare. Soprattutto il tempo per me si è un po’ rallentato, c'è stato uno spazio per la riflessione nel periodo di crisi. In questo è emersa la nostra coerenza, perché abbiamo sempre fatto un percorso individuando nel nostro marchio la nostra forza senza concentrarla in un prodotto. Stiamo inoltre affrontando il tema della digitalizzazione da mettere al servizio dei venditori e dei nostri partner. Vogliamo creare una relazione con loro Daniele La Sala è l’Amministratore anche attraverso il web». Delegato di Internorm Italia da ormai più di 15 anni. Un tempo abbastanza Non possiamo però trascurare l'aspetampio – gli domandiamo – per fare un to dell'innovazione continua, che un bilancio? grande marchio applica anche attra«Sì, 15 anni come Amministratore verso l’evoluzione dei suoi prodotti? Delegato ma sono in Internorm Italia da «Certo, ormai è consolidato che noi con25 anni: sono passati tanti anni ed è tempo di bilanci, un bilancio positivo che contiene varie indicazioni. Tra queste, la principale è che abbiamo fatto un bel percorso, posizionando il nostro marchio e cercando di dare un contributo al settore del serramento». Mentre visitiamo lo stand, un’ampia vetrina prodotti che espone finestre e porte finestre in PVC, PVC/alluminio e legno/alluminio in uno spazio aperto e luminoso che invita al suo ingresso, affermo che è cambiato molto da 15 anni a questa parte, a partire dal target a cui si rivolgono aziende come
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segniamo puntuali fino al 97% rispetto al 50-65% dei nostri concorrenti. L'innovazione la diamo per scontata, noi la mettiamo al primo posto sin dalla nostra fondazione nel 1931. Abbiamo un sistema di produzione che ci porta a garantire la funzionalità del nostro prodotto per 30 anni». Se andiamo alle origini di Internorm, quelle del fondatore fabbro, ha senso ipotizzare nella logica produttiva aziendale l'idea di fare alluminio/PVC e non solo PVC/alluminio? «È una questione prestazionale e di costi, sarebbe molto più costosa».
derante rispetto prodotto – quindi In queste pagine, alcuni momenti dell'intervista Ricerca & Sviluppo – prezzo, punto di Sonia Maritan a Daniele La Sala, vendita, pubblicità? Amministratore Delegato di Internorm Italia. «Un prodotto innovativo devi renderlo fruibile al mercato per cui tutta la logistica e la comunicazione sono fondamentali. Comunque nel nostro prodotto c'è un bel mix, perché è un prodotto industriale, molto evoluto e questo è un elemento distintivo di Internorm che offre un rapporto qualità/prezzo ed esclusività superiore ma a un costo accettabile. I nostri prodotti sono tutti identificabili, perché costruiti interamente in Austria».
SmartWindow, un progetto che avete presentato nel 2014, indica chiaramente la direzione intrapresa dall’azienda in termini di comfort che un serramento interattivo e intelligente può garanPer ottenere il vostro continuo livello di tire. In questo concetto rientra anche la innovazione quale elemento è prepon- VMC: prodotta anch’essa da Internorm? «No, la Ventilazione Meccanica Controllata non la produciamo noi, ma la ventilazione I-tec di Internorm è completamente integrata nel telaio della finestra, facile da pulire e quindi molto più igienica dei sistemi di ventilazione centralizzata. Il concetto della SmartWindow mi sta molto a cuore perché relaziona sistemi domotici dandoci il comfort che vogliamo e rendendoci la vita più facile. Quindi la domotica diventa l’elemento vitale nel quale confluiscono e interagiscono con intelligenza tutti gli automatismi, dal ricambio d’aria automatico ai sistemi di oscuramento,
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Nella prima foto a destra, HF410 essenza rovere vintage e nella seconda, HF410 essenza frassino. In basso, HF410 finestra in legno-allumino con tecnologia I-tec Core - particolare dell'angolare. Nelle foto centrali in basso, HS330 Porta alzante scorrevole in legno-alluminio - foto ambientata. HS330 Porta alzante scorrevole in legno-alluminio - foto angolare. L'HS330 di Internorm è un alzante scorrevole in legno/alluminio dalle soluzioni tecniche ed estetiche raffinate. Uw di soli 0,73, legni pregiati, soglia ribassata e meccanismo dal movimento fluido e leggero.
permettendo la gestione in remoto di finestre e oscuranti da smartphone e tablet con I-tec SmartWindow». Qual è lo Showroom ideale oggi? «Lo Showroom ideale è un Flagship Store. Noi abbiamo iniziato un percorso in questo senso: abbiamo cominciato da Roma, Genova, Bologna, Affi, Monza, Bolzano, Rimini. Puntiamo molto al posizionamento, al “dove”. Il prodotto lo puoi comunicare attraverso il web ma l'atmosfera la devi
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design Sistema I-Tec Oscuramento con veneziana fotovoltaica, foto del particolare della veletta.
vivere. Nei nostri Flagship Store abbiamo “First in innovation” è la frase che camuna bella combinazione di questi ele- peggia nello stand di Internorm: grazie menti che fa la differenza». alle vostre soluzioni all’avanguardia per finestre e portoncini? Come si lega lo showroom classico a «Esattamente, che ci permettono da questo stile “espositivo”? decenni di fissare gli standard in tutta «Il Flagship Store è un po’ un punto di Europa e fare tendenza nei mercati di arrivo, noi lo abbiamo creato come un riferimento dei serramenti. Solo per fare modello di riferimento dei nostri prodotti. alcuni esempi, al 1966 risale la prima Abbiamo espositori dedicati disegnati produzione di finestre in PVC in Austria, espressamente da un architetto per noi al 1979 la prima finestra in PVC con che creano degli ambienti riconducibili al guscio esterno in alluminio colorato, al nostro marchio». 2002 il primo incollaggio perimetrale all’anta della lastra vetro, al 2010 l’innovativo design della finestra complanare, etc. Insomma, possiamo affermare di essere fra coloro che tracciano le linee d'indirizzo con passione e spirito innovativo». La novità presentata al MADE expo 2017 veste legno? «Decisamente sì, al MADE expo 2017 è protagonista la finestra che rivoluziona il concetto del legno/alluminio, si tratta di HF410 realizzata con l'inedita tecnologia I-tec Core: il legno multilamellare nel nucleo della finestra che garantisce maggiore stabilità e robustezza, ma anche la riduzione dello spessore del profilo e la possibilità di ottenere più
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In alto, la ferramenta di sicurezza: Posizione sollevata del deflettore di chiusura solo nell'istante prima della chiusura del serramento. A destra, la ferramenta di sicurezza. Posizione dei deflettori di chiusura sia ad anta chiusa che ad anta aperta. In alto al centro, KF500 Finestra in PVC e PVCalluminio. Nella pagina a destra, KS430 Porta alzante scorrevole in PVC-alluminio. Particolare dell'angolare soglia ribassata in fibra di vetro elimina le barriere architettoniche. KS430 Porta alzante scorrevole in PVC-alluminio ambientata con vista interna.
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luminosità grazie alla favorevole proporzione tra superficie vetrata e struttura in legno. Una nuova tecnica di costruzione del profilo in legno, con diverse lamelle di legno incollate che formano un’anima estremamente robusta e rigida, in grado di sostenere maggiori carichi rispetto a un telaio in legno massello: si tratta della stessa tecnica che viene utilizzata nella realizzazione delle capriate in legno e la novità sta proprio nell'utilizzo di tale tecnica per realizzare il profilo di una finestra. Alla gamma di essenze e colori, che utilizza legni pregiati tutti da forestazione
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sostenibile, fa da contraltare, all'esterno, il guscio in alluminio per un'elevata protezione dalle intemperie. Questa finestra, nel corso dello scorso Klimahouse, si è aggiudicata il premio KlimaPrize 2017 nella categoria qualità estetica e sostenibilità economica». Secondo la visione Internorm, la finestra è un elemento d'arredo o un manufatto edilizio? «Diciamo che è l’insieme di questi concetti: coordinandosi con l’arredo interno e nel contempo rappresentando il componente trasparente dell’involucro edilizio. Oggi la finestra è un sistema in grado di soddisfare estetica, contenuti tecnologici e sicurezza. Noi crediamo che con i nostri prodotti riusciamo a offrire tutto questo».
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di Sonia Maritan
INTERVIEW BAUXT
www.bauxt.com
design porte d’ingresso
«Come in natura il riccio di mare protegge ciò che ha di unico e prezioso al suo interno, allo stesso modo ogni blindata Bauxt tiene al sicuro ogni casa e chi la abita», questo il significato del disegno del dermascheletro del riccio marino sulle pareti dello stand di Bauxt a MADE expo 2017, dove abbiamo avuto il piacere di incontrare Lorenzo Snaidero– titolare di Bauxt – che ci parla di tecnologia, flessibilità, design, innovazione, comfort e sostenibilità ambientale: parole chiave per l’azienda, come indica il nuovo catalogo.
SICUREZZA “SUPERIOR” Dal 1984 Bauxt progetta, innova e produce porte blindate e connessi sistemi di sicurezza 100% made in Italy nei propri stabilimenti di Latisana in provincia di Udine. Il mondo di Lorenzo Snaidero è ormai diventato quello della porta blindata e gli chiediamo da quanto tempo ne faccia parte. «Da fine estate 2016».
il nostro interesse prioritario è consolidare il nostro mercato e aprirci ai mercati esteri. Abbiamo presentato alcune novità, abbiamo iniziato a proporre le grate in Classe 3 e 4. E abbiamo novità anche riguardo la comunicazione: abbiamo creato un nuovo catalogo in italiano e in altre sette lingue, con un taglio che possa parlare non solo ai clienti tradizionali della nostra azienda ma anche a nuove Come è stato il suo percorso? fasce di interlocutori come architetti e «È stato un bel percorso, perché dopo professionisti, oltreché veicolare il maressermi laureato in legge ho lavorato in chio con più forza all'estero». uno studio legale e poi ho iniziato a lavorare in un fondo d'investimenti, ho incominciato ad analizzare le varie partecipate valutando l’andamento di innumerevoli aziende, in particolar modo delle piccole e medie imprese».
Questo le ha fatto acquisire una visione molto concreta dell'imprenditoria italiana che di fronte a un'azienda da far crescere deve essere stata importante… «Sì, rappresenta tuttora un “bagaglio” prezioso, perché mi permette di avere non solo una visione limitata all'interno, ma anche una visione esterna all'azienda più realistica, soprattutto dal punto di vista commerciale». In questa visione strategica dell'impresa come valuta il settore in generale e specificatamente quale direzione sta imprimendo a Bauxt? «Rispetto al settore in generale dipende dalle fasce di mercato. Noi siamo in una fascia alta, con tutti i pro e i contro, che io comunque vedo come delle possibilità, e
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difensivo. Lo sfondo bianco delle pareti dello stand, sul quale campeggiano i disegni dei loro scheletri colorati, è stata una scelta estetica che ha un grande impatto visivo».
Voi siete presenti anche nel mondo del Contract? «Abbiamo fatto alcuni progetti sia in Italia sia all'estero. Avendo ampliato il nostro target e soprattutto creato un catalogo in otto diverse lingue pensiamo che il nostro marchio “viaggerà” più in Il catalogo, come le pareti dello stand, fretta e che gli architetti potranno essere riporta il disegno di alcuni scheletri di gli ambasciatori del nostro made in ricci di mare: assurto a simbolo di un Italy». nuovo messaggio? «La rappresentazione del riccio di mare Lo stand “ci racconta” anche gli ultimi è stata una scelta sia concettuale sia prodotti di Bauxt, dalla porta d’ingresestetica. La particolarità dei ricci di mare so, con la cerniera a scomparsa, alle è data dal loro corpo formato da un der- grate: dotate di decori personalizzabimascheletro rigido costituito da diverse li? piastre saldate assieme che assumono «Sì, possiamo realizzarle su disegno, una consistenza rigida e provviste di grazie al nostro know-how e inserire aculei più o meno vistosi, secondo la fregi sulle barre o inserti su una fascia specie, garantiscono un ulteriore scudo predisposta da 100 millimetri. Infatti, le
In queste pagine e in quelle successive, alcuni momenti dell'intervista di Sonia Maritan a Lorenzo Snaidero, titolare di Bauxt, e alcuni immagini degli ultimi prodotti presentati dall'azienda.
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Come sta avvenendo la penetrazione all’estero? «Ogni Paese richiede una precisa strategia, ci sono Paesi più vicini alla mentalità italiana in cui la sicurezza ha un certo peso, mentre in altri la sicurezza ha un peso minore e un'azienda deve ovviamente adattare i propri prodotti a ogni mercato e studiare un approccio specifico per ogni diversa cultura. Abbiamo per fortuna un prodotto trasversale sia come design sia come sicurezza».
grate blindate Lumen 3 e Lumen 4, certificate in Classe 3 o Classe 4 secondo la stessa classificazione delle porte blindate (norma UNI EN 1627:2011), le produciamo come le porte d’ingresso nei nostri stabilimenti di Latisana. Le inferriate blindate sono la soluzione perfetta per mettere in sicurezza le finestre, le porte-finestra e le porte di servizio di casa, di uffici, di locali commerciali o negozi. Sono caratterizzate da una robusta struttura in acciaio arricchita da numerose protezioni antitaglio posizionate in tutti i punti più deboli ed esposti ad attacchi spesso presenti in prodotti di questo tipo. Disponibili in numerose configurazioni e dimensioni, con profondità ridotta a solo 30 millimetri, costituiscono una protezione attiva».
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lindro, doppio cilindro o con serratura elettromeccanica». Percepisco molta passione in quello che fa… «A tutta la mia famiglia l'azienda è sempre piaciuta, mio fratello Francesco ha fatto tanti anni in Bauxt, prima di passare a “Smania” …ma ha lasciato il cuore qui». Fra 10 anni come sarà la Bauxt? «Sempre meglio, ancora più bella e più famosa nel mondo».
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Certamente, uno dei valori aggiunti che può avere un prodotto d'alta gamma come il vostro è anche il "su misura". Così anche per il vostro best seller: Superior? «Assolutamente sì, con un’ampissima gamma di materiali, finiture, stili, e una totale flessibilità in termini di misure, disegni, soluzioni, la blindata SUPERIOR è uno dei prodotti di punta del catalogo Bauxt: simbolo di qualità e affidabilità, ha segnato la storia dell’azienda friulana. Le nuove cerniere a scomparsa, progettate e realizzate ad hoc per Superior, segnano un nuovo importantissimo step nell’innovazione Bauxt: è nata così la nuova blindata Grand Superior. Le cerniere Next di Grand Superior sono a scomparsa, consentono l’apertura dell’anta fino a 100°, sono registrabili su due assi e visibili ad anta aperta con finitura color argento. Grand Superior è disponibile in 3 modelli diversi: monoci-
di Sonia Maritan
INTERVIEW
SAPA BUILDING SYSTEMS: DOMAL, WICONA E ORIGINAL SYSTEMS
www.domal.it www.wicona.it www.originalsystems.it www.sapagroup.com
design serramenti in alluminio
La visita del 19 aprile scorso presso Sapa Building Systems prospetta a me, Adello Negrini – Esperto del settore finiture e delle tecnologie di verniciatura – e Pietro Ferrari – Editore di Web and Magazine – una realtà che ritrae tutta la filiera "made in Italy" rappresentata in Italia da tre brand molto diversificati fra loro e calibrati al target di riferimento – accomunati dal valore primario della qualità – che coprono tutto il mercato dell'edilizia in Italia, dall'archistar al piccolo serramentista: Domal, Wicona e Original Systems.
TUTTA LA VITA DELL’ALLUMINIO Alla Sapa Building Systems con Adello Negrini – Esperto del settore finiture e delle tecnologie di verniciatura – e Pietro Ferrari – Editore di Web and Magazine –, siamo accolti da Roberta Salma – Brand Manager Wicona e Original Systems – e Marina Sedani – Network & Communication Manager Domal – che ci presentano una realtà veramente smisurata, eppure perfettamente organizzata. Fra lo showroom e una delle sale di accoglienza passiamo insieme l’intero pomeriggio ed è Marina Sedani a fornirci i primi dati di questo Gruppo. «Siamo in Sapa Building Systems, azienda del Gruppo Sapa che conta circa 23.000 dipendenti. Sapa è una multinazionale norvegese ed è presente in tutto il mondo: in 40 Paesi con 155 presse, 39 linee di ossidazione e 24 impianti di verniciatura. Del Gruppo, noi
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rappresentiamo la Business Unit “Building Systems” ma Sapa è una realtà molto più ampia e comprende anche la divisione “extrusion” che ha sedi in Italia a Ornago e Feltre, e una terza business unit che però non ha presenze in Italia denominata “precision tubing”. Le soluzioni in Alluminio Sapa fondamentalmente si manifestano in svariati ambiti: dagli ambienti domestici, all’automotive fino ai trasporti. Nello specifico nella nostra divisione abbiamo un portfolio di tre brand: Wicona, Domal e Original Systems». Considerate le dimensioni di questa realtà chiediamo come nasca il Gruppo e come si identifichino i tre diversi brand, circoscrivendo la domanda al solo settore inerente i sistemi di chiusura. Entrando nello spe-
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In apertura, Roberta Salma con Sonia Maritan, e Pietro Ferrari nello showroom Domal, nella pagina di destra in gruppo facciamo il giro della sala mostra di Sapa Building System.
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cifico dei tre brand – di cui Roberta Salma ci restituisce un identikit chiaro – possiamo comprendere le diverse sfaccettature di questo settore, connesse tra loro attraverso la materia prima, l’Alluminio. «Dobbiamo sottolineare che i tre brand in Italia – Wicona, Domal e Original Systems – sono molto diversificati. Con Wicona parliamo di grandi progetti e in particolar modo soluzioni su misura di
facciate continue. Quindi, seppur ci siano anche sistemi a catalogo per finestre, porte e scorrevoli a marchio Wicona, per questo brand l'interlocutore principale è il grande facciatista, archistar e investitore: un brand di posizionamento elevato. Domal, invece è principalmente rivolto al mondo del residenziale e della ristrutturazione. Circa due anni fa Sapa con il brand Domal, che vanta in Italia 40 anni di storia, ha deciso di lanciare una rete di serramentisti partner chiamata "Maestri Serramentisti Domal": il network di professionisti qualificati in grado di offrire soluzioni di qualità e consulenza professionale ai privati. Un progetto che al momento conta circa 150 partner. Si tratta di serramentisti che sottoscrivono un contratto di partenariato a fronte del quale Domal si impegna a fornire percorsi di formazione sia tecnici sia commerciali, a pubblicizzare il marchio e la
Rete al cliente finale e supportare i partner attraverso iniziative promozionali. Il terzo brand, Original Systems, si rivolge indirettamente al serramentista attraverso la sola commercializzazione a 15 Distributori Ufficiali che godono di un’esclusiva sul territorio nazionale. Original Systems è conosciuto per il Sistema R, che risale al 1970, una gamma che si è ben definita negli anni, che propone finestre, scorrevoli e qualche proposta anche per la facciata. È chiaro quindi che questi marchi si rivolgono a tre mondi completamente diversi». Per Domal, brand tra i leader nel settore dei sistemi per l’edilizia in alluminio, è in fase di avvio una campagna di informazione rivolta all’utente finale il cui claim recita: “DOMAL: L’ALLUMINIO
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È DI CASA” e della quale in questa occasione Marina Sedani ci dà un’anticipazione. «Si tratta di una promoflash ideata da Publitalia 80 Creativity Media Factory. La campagna, on air su Canale 5 da domenica 30 aprile fino a sabato 6 maggio, trasmessa all’interno del programma “Caduta Libera”, il quiz show preserale condotto da Gerry Scotti. L’idea creativa si snoda su tre concept da 50’’ ciascuno e ha come storyteller d’eccezione Gerry Scotti, scelto come testimonial per la sua affidabilità e credibilità, valori fondanti dell’azienda e che fanno da guida alla professionalità dei suoi Maestri Serramentisti. I tre soggetti raccontano e mostrano – anche grazie a delle ambientazioni di forte impatto – le principali soluzioni offerte da Domal in grado di soddisfare
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L’incontro è interessante e l’ampiezza del profilo di Sapa Building Systems svela molte curiosità inerenti il settore: la padronanza totale della filiera si configura come uno dei valori aggiunti. Il Gruppo grazie ai suoi Brand riesce a interloquire con tutta la filiera che utilizza il prodotto: dall'architetto al cliente finale? «Infatti, rispetto a Wicona, con Domal andiamo a interagire sia con il privato sia con gli architetti. Uno dei grandi vantaggi di Sapa, oltre ad avere tre brand che coprono tutto il mercato dell'edilizia in Italia, dall'architetto al piccolo serramentista, è che ha tutta la filiera "made in Italy": un impianto di estrusione ad Atessa, diversi magazzini per smistare le consegne e, fiore all’occhiello, un impianto di verniciatura all’avanguardia.
In queste pagine, in alto da sinistra Roberta Salma con Marina Sedani e a seguire alcuni momenti dell’intervista con Adello Negrini (al centro) e Pietro Ferrari. Sotto e nelle pagine successive alcuni dettagli del serramenti esposti nello showroom.
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tutte le necessità. Aliante è la linea che risponde alle ultime tendenze progettuali, con ridotto spessore dei profili a favore della massima luminosità degli ambienti, creando continuità visiva tra interno ed esterno. La linea Alba, ideata per una gestione della luce ottimale, racchiude i sistemi oscuranti come persiane in alluminio e tapparelle con lamelle orientabili. Il terzo soggetto evidenzia le infinite possibilità di colori e finiture offerte da Domal, incluso l’originale bicolore e il più ricercato alluminio-legno. Questo flight conclude la prima e articolata fase di on air del piano Domal – avviata il 26 febbraio con tre differenti soggetti – su Radio (RTL 102,5) e TV (La7, Mediaset e Sky). Prosegue invece per tutto il 2017 la comunicazione sulle principali testate specializzate».
Si tratta di un impianto verticale che permette il cambio colore in soli 40 secondi, con il quale possiamo verniciare fino alla Classe 3. Tra i diversi trattamenti che facciamo c'è il Seaside, un trattamento di verniciatura che consente una durabilità della finitura particolarmente adatta ad ambienti aggressivi: sulla verniciatura Seaside diamo una garanzia dai 10 ai 15 anni, anche se in realtà potremmo dire che è “eterno”. Oltre a questo impianto di verniciatura abbiamo anche un impianto per l'assemblaggio: una macchina che fa l’accoppiamento del taglio termico e consente anche la fornitura di soluzioni in bicolore in tempi brevissimi. Possiamo affermare che in Italia siamo gli unici ad avere una filiera interna completa, in quanto disponiamo anche di una fonderia, oltre all’impianto di estrusione dove vengono estruse le barre per ognuno dei tre brand. Parlando di sostenibilità, nei nostri impianti utilizziamo circa il 50% di alluminio riciclato a cui si aggiungono ovviamente panetti di alluminio primario per garantire la massima qualità della lega. Tutto questo è utile all’ottenimento dei punteggi per la Certificazione LEED, in quanto parliamo sia della percentuale di materiale riciclato ma anche della filiera totalmente in Italia, e considerato che fra i parametri LEED viene valutata anche la distanza dal sito produttivo, avere la gestione di “tutta la vita” dell’alluminio costituisce un valore aggiunto importante».
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Fate anche il processo di ossidazione? L’Esperto del settore finiture e delle tecnologie di verniciatura di Web and Magazine chiede se sia un procedimento in regresso. «No, non facciamo l’ossidazione all’interno ma abbiamo un partner molto vicino a noi, a proposito di questo trattamento rileviamo che gli scorrevoli minimali – ad esempio quelli di Domal – oggi si iniziano a vendere molto di più ossidati, al contrario delle finestre che invece vengono richieste molto meno con questa finitura. L’ossidazione comunque da una buona resistenza agli agenti esterni, soprattutto nelle zone marittime, così
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come la verniciatura Seaside, che per ratore e la bocca pressa era di due noi costituisce l’altra alternativa per il metri, mentre oggi è di circa cinque trattamento superficiale dell’alluminio». metri, aumentando notevolmente la sicurezza e la salute degli operatori». Che cosa ha comportato l’acquisto del nuovo impianto di verniciatura? Il contesto nel quale vi muovete: fatto «Nel precedente stabilimento avevamo 100 del mercato del serramento (legno, un vecchio impianto verticale. Con l’at- PVC e alluminio), l'alluminio che quota tuale impianto riusciamo a ottimizzare di mercato occupa oggi dalle vostre tempi e consumi legati al processo di analisi? verniciatura. L'operatore ha una sua «Circa Il 33%. Ha ripreso quota rispetto cabina comandi, si tratta di una cabina agli ultimi anni. Inizialmente era più aperta con robot antropomorfi con tre forte, poi è sceso con l'avvento del PVC e pistole. La vernice è in polvere a impatto adesso ha ripreso quote di mercato. Il zero e senza cromo». materiale che ha perso maggiormente, dal nostro punto di vista, è stato il legno, Questo nuovo impianto assolve tutto il e secondo Eurostat anche il misto, ma vostro ciclo produttivo? noi crediamo che dipenda soprattutto «Sì, perché è in grado di lavorare a ciclo dal tipo di destinazione d’uso». continuo, secondo le esigenze del mercato». L’evoluzione digitale poi avrà una sua parte, considerato – come osserva Qual è la sua capacità produttività? Pietro Ferrari – che in alcuni casi si è «Ha una capacità produttiva di 60 ton- arrivati a stampare direttamente sul nellate al giorno e 60 cambi colore». supporto materico senza la mediazione della carta decorativa, e questo eviIl ciclo produttivo nel vostro caso tocca dentemente aprirà a nuovi campi una filiera davvero ampia che inizia applicativi anche nel serramento. con il processo di estrusione per termi- Nell’ambito dei vostri laboratori, avete nare con l'impianto di verniciatura: è anche una stampante 3D per prototipi automatizzato l’intero processo? e test? «La filiera non è ancora totalmente auto- «Sì, riusciamo a produrre internamente matizzata, però è importante sottolinea- campioni con altezza fino a 60 centimere che il primo valore di Sapa in tutti e tre tri con la stampante 3D per studiare i brand è la sicurezza. Per fare un esem- esattamente che cosa stiamo progettanpio, tre anni fa abbiamo rifatto tutti i ban- do. Questo strumento semplifica molto il chi pressa, nei quali la distanza tra l’ope- lavoro per l’ufficio tecnico».
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design Il punto di partenza rimane un tratto distintivo della realtà odierna: una struttura così grande come si è formata? Roberta Salma che lavora da moltissimi anni in azienda rappresenta anche la sua memoria storica. «La Sapa di oggi è il risultato di una joint venture avvenuta nel 2013 tra Sapa e Hydro. Quest’ultima ha portato con sè il brand Domal e Wicona, mentre Original Systems arriva da Sapa». Come si fa a creare un linguaggio “comune” in un'azienda con più di 20.000 addetti? Marina Sedani ci dà un assaggio di alcune fra le moltissime strategie portate avanti dal Gruppo. «Il Gruppo è organizzato con le Brandhouse per i propri brand che si occupano di coordinare le strategie di R&S, marketing e comunicazione cross country. Wicona ne è un esempio. Nel caso di Domal, essendo nato come brand italiano, è un po’ sui generis, nel senso che ha una ricerca e sviluppo e un marketing completamente locale. L'offerta Domal si struttura in diverse linee che raggruppano i sistemi secondo analogie estetiche o di applicazione. La linea Aliante, minimale e dedicata ai prodotti più recenti con ridotta superficie dell’alluminio in vista. La linea Alpina, delle soluzioni allumino-legno, la linea Altrove, dedicata alle applicazioni outdoor come pergole e verande, la linea Alba per gli oscuranti e la linea Alchimia che racchiude il cuore dell’offerta. Il lavoro più interessante che è stato fatto con queste famiglie di prodotti, oltre che richiamando l'alluminio nel loro nome, è stato quello di assegnare a ogni collezione un significato proprio e connotativo. Noi abbiamo dalla nostra il plus di avere un prodotto molto prestazionale e innovativo, ma andavano aggiunti gli aspetti di “vendita”, di cui il nostro settore è storicamente carente, per supportare il serramentista nella proposizione commerciale. Una comunicazione impostata con un linguaggio chiaro, diretto e
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“seducente” costituisce sicuramente un passo importante verso il serramento come elemento di design: d’altra parte siamo fra i promotori della campagna “IN FISSA PER”». Marchi storici come Domal o Wicona hanno contributo a tracciare, in qualche modo, l’evoluzione tecnologica del taglio termico? «Decisamente, anzi mi fa piacere confermarlo raccontandovi una piccola curiosità, da vecchia letteratura americana, secondo la quale il primo vero inventore del taglio termico sia stato proprio Wicona. Mentre, nel presente, l'ultima evoluzione di Wicona per quanto riguarda il taglio termico è il WICLINE 75 TOP, che offre, oltre alle schiume isolanti in materiali innovativi, le alette rivestite in foil, quindi barrette di taglio termico con setto verticale all'interno. È un sistema brevettato, sia per la forma geometrica della barretta che per la mescola che la compone. Il grande vantaggio di questo sistema è che arriviamo a una trasmittanza termica con UW di 1.0, quindi a livello di Passive House, con una sezione di soli 75 mm, rendendolo idoneo anche per le ristrutturazioni». Riguardo le facciate, quali sono le ultime tendenze costruttive di rilievo? «L’involucro edilizio è in continuo mutamento, oggi si utilizza molto una facciata customizzata e in cellule poiché ciò garantisce una velocità di posa maggiore rispetto alle soluzioni tradizionali. La scelta ovviamente dipende dal tipo di progetto, ma è sempre più comune l’installazione di facciate a doppia pelle Wicona». La filiera del made in Italy in un processo compiuto e rivolto a tre diversi attori corrispondenti ai tre brand di Building Systems è quanto abbiamo assorbito dall’approfondito scambio avuto con Roberta Salma e Marina Sedani: dai pani di alluminio all’estrusione delle barre fino alla verniciatura, il Gruppo Sapa è una realtà importante anche per la possibilità che ha di controllare tutto il ciclo di vita del prodotto.
di Roberta Bocca
PROJECT
ROVERPLASTIK
www.roverplastik.it
intermateriale
section High Tech
La realizzazione di un edificio residenziale in legno di 2 piani, composto da due unità abitative, collocato a Carpi, costituisce una delle ultime sfide per La Casa verde – che si occupa della progettazione e della realizzazione di edifici ecologici in tutta l’Emilia Romagna –; un progetto che ha adottato per i fori finestra 18 soluzioni RoverBlok di Roverplastik di cui 9 nella versione con VMC integrato, così da implementare l’isolamento termico e acustico dell’involucro.
LA “CLASSE A3” DI CARPI IL PROGETTO: UN EDIFICIO RESIDENZIALE A BASSO CONSUMO La realizzazione di un edificio residenziale in legno, di 2 piani, composto da due unità abitative, certificato in Classe A3 e collocato a Carpi, costituisce una delle ultime sfide per La Casa verde che si occupa della progettazione e della realizzazione di edifici ecologici in tutta l’Emilia Romagna, sin dalla sua fondazione avvenuta 5 anni fa. L’azienda costruttrice di case bioecologiche Casa Verde di Carpi in provincia di Modena, che ha l’obiettivo di risparmiare energia sia nella realizzazione dell'immobile sia nella gestione dell’abitazione da parte del cliente, è specializzata nella costruzione di edifici di alta qualità che raggiungono la classificazione di CLASSE A3 e A4 (secondo la nuova certificazione nazionale in vigore da ottobre 2015), dall’ottimo rapporto “qualità-prezzo. In questo progetto di Carpi per il quale La Casa verde si è rivolta a Roverplastik, specializzata nelle tecnologie legate alla costruzione del foro finestra, è stata adotta la soluzione RoverBlok. In risposta alla tipologia costruttiva di questo progetto - un edificio in legno, caratterizzato da elevati valori di salubrità, anti-sismicità e da un abbattimento dei costi legati alla sua realizzazione e alla sua gestione - Roverplastik ha fornito, l’ultima generazione di RoverBlok, la
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soluzione monoblocco che garantisce un elemento di integrazione e continuità tra l’involucro e il serramento, anche nella versione dotata di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC). Questo progetto per i fori finestra adotta infatti, ben 18 soluzioni RoverBlok di Roverplastik di cui 9 nella versione con VMC integrato, che concorrono all’ottima prestazione in termini di isolamento termico e acustico. È anche grazie ai monoblocchi di Roverplastik, che l’edificio ottiene i massimi risultati a livello di isolamento termicoacustico oltre a garantire una eccellente tenuta all’aria e all’acqua. Il cantiere, ultimato a dicembre 2016, è stato realizzato con oltre il 95% di materiali naturali - le strutture sono in legno, gli isolanti in fibra di legno e fibra di roccia - rispettando i canoni delle costruzioni in bioedilizia. Questo ha consentito di poter apporre sulla realizzazione l’eti-
section High Tech
L’edificio residenziale su due piani, composto da due unità abitative e a basso consumo.
chetta di casa Bio Ecologica. L’edificio è a emissioni zero e quindi già in linea con gli standard previsti per il 2020. IL PRODOTTO: LA NUOVA GENERAZIONE ROVERBLOK L’ultima generazione di RoverBlok, la soluzione monoblocco di Roverplastik che garantisce un elemento di integrazione e continuità tra l’involucro e il serramento, si distingue per l’uso, per la prima volta, di materiali innovativi che garantiscono da una parte una riduzione importante del peso del prodotto (50% rispetto ai blocchi tradizionali) portando a una soluzione più maneggevole che facilita l’installazione in cantiere. Dall’altra, l’uso dei nuovi materiali elimina qualsiasi continuità tra i profili e i complementi di ancoraggio alla muratura andando così a soddisfare le future normative che prevedono ad esempio l’abolizione dell’alluminio, incompatibile con l’uso dei sistemi a cappotto. La spalla di RoverBlok è oggi realizzata in poliuretano espanso, materiale leggero e isolante che migliora le prestazioni, riduce gli spessori e quindi l’ingombro.
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La costruzione in fase di cantiere in cui si evidenzia l’attenzione riposta nella realizzazione di ogni foro finestra dell'abitazione che adotta 18 RoverBlok di cui 9 nella versione con VMC integrato. Nelle foto della pagina a destra, in basso: Uno scorcio del settore produttivo di Roverplastik e un altro dettaglio che evidenzia come il prodotto venga confezionati su misura.
La grande novità, oltre all’impiego del poliuretano, è rappresentata dalla pellicola in Velo Vetro Mineralizzato che ricopre a vista l’elemento isolante: a esclusiva Roverplastik, è appositamente studiata per tutte le finiture di facciata e può essere pitturata, rasata o intonacata
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secondo le esigenze. L’utilizzo combinato del poliuretano e di Velo Vetro Mineralizzato rende RoverBlok un manufatto dal comportamento termoigrometrico bilanciato, esente da tensionamenti. Questo ha permesso all’azienda di adottare profili paraspigolo in plastica, in
section High Tech
Il RoverBlok.
Il RoverBlok con VMC integrato.
linea con i prodotti tradizionalmente utilizzati nell’ambito degli isolamenti a cappotto e con le linee guida Europee di settore: l’assenza di profili in alluminio massimizza l’efficacia del taglio termico e semplifica le fasi di posa in opera e finitura. RoverBlok assicura risparmio energetico, un ottimo isolamento acustico e massima resa estetica grazie a complementi di finitura completamente a scomparsa. Le prestazioni raggiunte da RoverBlok durante le prove ambientali (aria, acqua e sicurezza) soddisfano tutti i livelli previsti, indipendentemente dalla destinazione d’uso e dal contesto geografico ambientale dell’edificio. RoverBlok è disponibile per scuri a battente, per avvolgibili e per frangisole, e in generale per ogni sistema oscurante, e si adatta a ogni tipo di muratura e di soluzione architettonica, sia in caso di nuove costruzioni sia di ristrutturazioni. RoverBlok in tutte le versioni viene anche offerto nella variante con unità VMC (ventilazione meccanica controllata) single room in grado di garantire negli ambienti un ricambio continuo dell’aria, senza dover aprire le finestre.
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di Sonia Maritan
INTERVIEW ENSINGER
www.insulbar.de/it
poliammide
section High Tech
In visita allo stand di Ensinger, in occasione del MADE 2017, ci addentriamo nel mondo “invisibile” dei profili termoisolanti Ensinger sul quale il General Manager dell’azienda, Daniele Saibene, punta un grande riflettore che grazie alla lunga esperienza maturata nel settore illumina gli aspetti più interessanti. Più recente anche un importante riconoscimento per l’azienda: insulbar ESP e insulbar REG che, sottoposti a verifica secondo i severi criteri dell'organizzazione Cradle to Cradle Products Innovation Institute, hanno conquistato la medaglia d’oro della certificazione Material Health.
I MAESTRI DEL TAGLIO TERMICO In occasione del MADE expo, io e Pietro Ferrari ci rechiamo allo stand di Ensinger, di cui parliamo insieme a Daniele Saibene, General Manager dell’azienda, e a una rappresentante dell’Ufficio Stampa di Ensinger Italia. Ci rendiamo subito conto dell’approfondita preparazione tecnica di Daniele Saibene e gli chiediamo da cosa derivi. «Dal fatto che lavoro ormai da 18 anni in Ensinger».
Partiamo dalle origini dell'azienda. «L'azienda è tedesca con sede a Stoccarda. Lo scorso anno abbiamo festeggiato contemporaneamente i 50 anni dell'azienda e gli 80 anni del fondatore Wilfried Ensinger. Ensinger Italia, sempre lo scorso anno, ha festeggiato i 25 anni di storia. Il gruppo Ensinger si occupa dello sviluppo, della produzione,
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azienda». Pietro Ferrari, Editore di Web and Magazine, osserva che è una tendenza sempre maggiore nell'industria tedesca quella di controllare la materia prima di base. Il valore del knowhow di Ensinger secondo lei deriva anche all'interscambio tra i diversi ambiti in cui opera? «Certo, uno dei punti chiave nella realizzazione di un prodotto di altissima qualità deriva proprio dalle conoscenze profonde dei materiali plastici. Ciascuna divisione può infatti sfruttare le conoscenze delle altre». Le barrette isolanti Ensinger sono specifiche per i serramenti in alluminio? «Sì, i profili termoisolanti di cui Ensinger è una delle imprese leader a livello mondiale, sono destinati esclusivamente ai serramenti in alluminio o misto alluminio/legno: i profili a marchio insulbar® creano un taglio termico fra i gusci interni ed esterni delle intelaiature in metallo. Gli isolamenti con profili insulbar® ottengono valori ottimali per quanto riguarda risparmio energetico e riduzione di costi di riscaldamento e climatizzazione. Grazie a tutto questo i profili insulbar® soddisfano le massime esigenze qualitative sotto ogni punto di vista e da 40 anni sono impiegati con successo in tutto il mondo».
Un ritratto di Daniele Saibene, il General Manager di Ensinger e altri scatti dell’intervista che gli ha fatto Sonia Maritan durante il MADE expo 2017.
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nonché della distribuzione e vendita di compound, semilavorati, profili e componenti tecnici, realizzati in materie plastiche a elevate prestazioni. Ensinger si serve a tal fine di molteplici processi di produzione, fra cui in particolar modo estrusione, lavorazione meccanica e stampaggio a iniezione. Con 2.300 dipendenti suddivisi fra le 32 sedi, l’impresa è presente con stabilimenti di produzione o filiali commerciali in tutto il mondo. Abbiamo uno stabilimento anche ai confini con la Repubblica Ceca che è l'unico sito produttivo dei profili isolanti per finestre, porte e facciate continue. Ensinger ha più di una divisione produttiva: oltre alla divisione dedicata a insulbar® per quanto riguarda il mercato edilizio, abbiamo altre divisioni che si occupano di altri ambiti come l'automotive, il medicale, l'aerospaziale, il food. Quindi abbiamo una grandissima competenza dal punto di vista dei materiali plastici e questo ci permette di avere un’eccellente conoscenza nei compound, perché abbiamo una divisione specifica per questo settore. Il compound utilizzato nei nostri prodotti è generato all'interno della nostra
In percentuale, per un leader di mercato, quanto incidono le voci principali: produzione, ricerca e sviluppo e comunicazione? «Dal mio punto di vista è fondamentale ascoltare la voce del settore per le ricerche di mercato e quindi per ottenere il risultato finale che è incrementare le vendite. È necessario andare incontro alle necessità e non creare qualcosa che non è richiesto. Ovviamente sempre utilizzando le competenze che si hanno per realizzare qualcosa di innovativo». Obiettivo che rende la comunicazione interna ed esterna fondamentali così come il settore Ricerca & Sviluppo? «Assolutamente sì. Poi la casa madre deve saper ascoltare le esigenze dei mercati che sono comunque sempre diverse. Di conseguenza bisogna anche essere abili e flessibili nel muoversi su diversi fronti». Secondo lei, il mercato futuro quale ulteriore sviluppo di prodotto chiederà? «Secondo me, uno degli aspetti che si potrebbe sviluppare in futuro riguarda le nanotecnologie che nel nostro settore non sono ancora state studiate e queste costituirebbero una reale innovazione».
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Riguardo a un “futuro” già disponibile per certi settori, voi disponete di una stampante 3D? «Noi stampiamo i nostri prototipi con una stampante 3D. È da circa un anno che portiamo avanti questo progetto e devo dire che ci è stato molto d'aiuto, in quanto offre un elevato rapporto qualità/costi. Si tratta di prodotti realizzati per verificarne la funzionalità. La stampa 3D è perfettamente integrata ormai nei nostri processi produttivi ed è un ulteriore servizio proposto ai nostri clienti». Per quanto riguarda il mercato, può darci qualche riferimento? «Innanzitutto l'80% dei profili che noi rea-
lizziamo sono customizzati, perché tutti cercano di crearsi qualcosa di personale. Noi operiamo in tutto il mondo, principalmente in Europa e l'Italia è il secondo Paese dopo la Germania. La particolarità del mercato italiano è di essere molto frammentato in tante piccole realtà locali che offrono però prodotti molto interessanti, comparabili a quelli offerti dalle grandi aziende».
A giugno, insulbar ha ricevuto il Cradle to Cradle Material Health Certificate per la propria sostenibilità. Il profilo in poliammide provvede al taglio termico per serramenti, porte e facciate, aumentando l'efficienza energetica degli edifici.
Voi fate un prodotto “invisibile” che è necessario mettere in mostra. Il MADE Expo ha permesso ai visitatori di prendere visione della gamma completa dei vostri prodotti e delle novità? «Il concetto espresso nella sua domanda è reale, il nostro è un prodotto che nella filiera del serramento sta in una posizione poco visibile e partecipare al MADE expo è un modo per confermare la nostra presenza sui mercati mondiali, per incontrare i nostri clienti e relazionarci con loro. In questa occasione, oltre alla grande novità insulbar LO con lambda ottimizzato è stato possibile prendere visione della gamma completa di barrette isolanti per il taglio termico di finestre, porte e facciate in metallo insulbar® di Ensinger».
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Quale ruolo ha avuto negli ultimi anni la componente ecologica per Ensinger? «È un argomento interessante e anche in questo caso abbiamo seguito il trend del mercato. C'è stata una particolare enfasi qualche anno fa da parte di diverse aziende che ricercavano il prodotto "green" ed Ensinger si è adoperata in questo realizzando insulbar RE (presentato nel 2013), un prodotto al 100% riciclato che risponde ai requisiti delle certificazioni DGN e LEED».
A proposito di novità, ci parla della campagna di comunicazione “InFissaPer”? «In occasione di questo evento, MADE expo 2017, abbiamo formalizzato la nostra partecipazione al programma di informazione “InFissaPer”, una campagna di comunicazione realizzata in collaborazione con UNICMI – Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro e dei serramenti, nata nel 2014 dalla fusione di Uncsaal e Acai – le Associazioni che rappresentano le imprese italiane impegnate nel mercato dell’involucro edilizio e delle costruzioni metalliche. “InFissaPer” si ripropone di focalizzare l’attenzione sugli infissi in alluminio fornendo tutte le informazioni sulle sue proprietà, vantaggi e caratteristiche. Aderiscono a UNICMI le maggiori realtà industriali della filiera italiana del serramento di alluminio: produttori di sistemi, accessori, componenti per l’isolamento e la tenuta, distributori, costruttori e assemblatori di serramenti, posatori. UNICMI rappresenta circa 22.000 aziende che esprimono un fatturato di oltre 7 miliardi di euro, tra cui per l’appunto anche Ensinger».
materiali compositi, possiamo affermare che il vostro sia già definibile come tale? «Sì, perché la derivazione inglese è compound, una mescola. Quindi il nostro prodotto è una mescola di materie prime. La materia prima è una poliammide 66 con l'aggiunta di fibra di vetro al 25%, che garantisce rigidità al profilo. La poliammide può essere al 100% riciclata o può essere al 100% vergine, questo dipende dalla scelta del cliente ed è un prodotto che realizziamo in casa, quindi controlliamo anche il processo produttivo della materia prima che utilizziamo per la nostra estrusione. Rispetto a tanti altri prodotti presenti sul mercato il nostro garantisce la possibilità di personalizzare i profili, garantendo spessori parete sottilissimi, inferiori al millimetro, con tolleranze centesimali, anche 0,05 millimetri. Il polipropilene lo utilizziamo principalmente per gli spaziatori bordo caldo, ovvero i distanziatori nel vetro camera. Per quanto riguarda l'isolamento termico sul mercato sono presenti profili in poliammide, in PVC, in ABS. I nostri profili in poliammide sono quelli che, per quanto riguarda la nostra tecnologia, garantiscono la possibilità di ridurre lo spessore e mantenere una tolleranza Il profilo isolante con valore Lambda otti- che altri materiali invece non consentono». mizzato, il nuovo prodotto insulbar LO, risponde alle esigenze di serramenti Questo estruso con quale processo viene sempre più ampi? ottenuto? «Sì, si tratta di un nuovo profilo altamente «A inietto compressione a caldo». termoisolante. Con un valore lambda di soli 0,18 W/mK, il nuovo profilo rende pos- In PVC non producete nulla? sibile un migliore valore Uf con la stessa «Nella nostra divisione no, perché la profondità di telaio oppure una minor pro- nostra azienda che conosce le materie fondità di telaio con il medesimo valore Uf. plastiche a 360 gradi usa il PVC in altri setSiamo riusciti a ridurre la conducibilità ter- tori e grazie a questa conoscenza ci senmica del profilo isolante di un ulteriore tiamo di escluderlo totalmente dalla pro40% grazie a insulbar LO, che permette di duzione di profili termoisolanti. Il PVC realizzare telai dall'aspetto snello e al secondo noi occupa la base di una piratempo stesso rispondenti alle aspettative mide della qualità, mentre la poliammide più elevate in tema di proprietà isolanti: si posiziona al centro». grandi superfici vetrate, profili snelli, elevata efficienza energetica, mantenendo Questo materiale vi consente di proporun ottimo taglio termico: questi sono i re la giusta soluzione per soddisfare il requisiti ideali di progetto che sia gli archi- trend del minimalismo? tetti sia i committenti desiderano ottene- «Certamente, proprio grazie alla poliamre». mide, in quanto è un prodotto che può garantire a livello qualità e prestazioni il Riguardo l'evoluzione nell'ambito dei massimo».
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LE NOVITÀ DI HIGH PERFORMANCE
· Efficiente taglio termico I profili insulbar® High Efficiency hanno stabilito nuovi canoni per
quanto riguarda il taglio termico, in quanto consentono eccellenti valori U e rappresentano una scelta ideale nel settore delle case passive e a basso consumo energetico. Ad esempio insulbar® LEF - le barrette termoisolanti dotate di pellicola di alluminio Low-E basso emissivo – rappresentano un’alternativa facile ed efficiente agli espansi isolanti e permettono di ottenere eccellenti valori Uf. Possono essere verniciate a polvere e anodizzate in fase di assemblaggio.
Le due foto ritraggono insulbar REG (a sinsitra) e insulbar LEF (a destra).
· Elevate esigenze antincendio I profili insulbar® High Resistance offrono soluzioni di sicurezza per sistemi di protezione antincendio con taglio termico e a basso consumo energetico, come richiesto ad esempio nell’edilizia pubblica. insulbar® FS – il profilo Fire Stop – è un profilo termoisolante rinforzato con fibra continua, ignifugo, non fondibile, particolarmente adatto a sistemi di protezione antincendio.
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· Elevate esigenze meccaniche I profili insulbar® High Performance presentano eccellenti caratteristiche meccaniche e vengono quindi impiegati laddove siano richieste elevata rigidità e capacità di carico. La versione insulbar® REG, definisce il profilo "normale" o universale, cioè rinforzato con fibre di vetro rendendolo estremamente resistente e, quindi, ideale per assemblati e per sistemi che devono essere rivestiti prima dell'assemblaggio, come ad esempio nel caso di sistemi bicolori. Realizzati in poliammide 66, adatti per verniciatura a polveri e anodizzazione nell'assemblaggio, i profili High Performance sono disponibili su richiesta anche dotati di una percentuale superiore di fibra di vetro e nella versione in polipropilene.
di Adello Negrini
INTERVIEW ALPAC
www.alpac.it
intermateriale
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Alpac, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di monoblocchi termoisolanti e sistemi avanzati per l’isolamento finestre ha presentato a marzo il nuovo monoblocco con ventilazione meccanica integrata. In occasione di MADE expo 2017 parliamo con Matteo Grisi di questa realtà che crede nella ricerca e nell’innovazione continue, che investe nelle persone e nella cultura ambientale.
MISSION: AMBIENTI SANI la VMC nel monoblocco finestra. Abbiamo la sede centrale nel cuore del Nordest, a Schio, non lontano da Vicenza. Recentemente abbiamo aperto anche una nuova sede a Roma, con l’obiettivo di supportare più da vicino i nostri clienti del Centro e Sud Italia. Il Gruppo Alpac si compone di due realtà: Alpac, cuore tecnologico del Gruppo e Climapac, nuova società specializzata nella riqualificazione energetica non invasiva e nel servizio alle rivendite di serramenti».
Quando nasce Alpac? E quale percorso individua nella specializzazione – totale, assoluta, appassionata – la vostra mission primaria? «35 anni fa è nata l’azienda, oggi Alpac è sinonimo di sistemi per la chiusura del foro finestra: monoblocchi termoisolanti per avvolgibili, frangisole, tende oscuranti, scuri e persiane, cui si aggiunge un'ampia gamma di cassonetti e la nuova linea Ingenius VMC, Monoblocchi finestra con Ventilazione Meccanica Integrata. Siamo stati la prima azienda a integrare
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Parliamo dei monoblocchi finestra ad alto isolamento termico e acustico e dei nuovi controtelai isolanti con Ventilazione Meccanica Controllata firmati Alpac a MADE expo 2017. «Ci siamo presentati al MADE expo con tutta una serie di macchine VMC (ventilazione meccanica controllata), tutte corredate di filtro F7. La nostra è al momento l'unica gamma completa con questo depuratore che filtra i PM 2,5. Sebbene ci sia poca informazione riguardo a questo specifico problema in casa, noi abbiamo cercato di anticipare i tempi e offrire soluzioni idonee. Per questo abbiamo creato tutta una serie di macchine adatte a purificare l'aria di casa, rinnovandola con quella esterna, creando una situazione ottimale sia dal punto di vista del comfort sia della salute. Abbiamo dal
section High Tech
della macchina. La nostra macchina la possiamo trovare nel monoblocco, che produciamo noi, incassabile nel muro, e nel Mybox, un cassonetto per interventi di riqualificazione energetica ad alto isolamento, che ospita anche la macchina VMC senza nessuna griglia in facciata». Che novità presentate in fiera? «Le macchine che abbiamo presentato al MADE expo 2017 si chiamano Plus 70 e Plus 100 e sono le ultime nate della famiglia Ingenius. Un'estensione della gamma verso l'alto. Volumi maggiori, stanze più grandi hanno bisogno di macchine più grandi e queste sono le nostre soluzioni a queste problematiche. La finitura della griglia è ampiamente personalizzabile: dal plexiglass, al gres, all'effetto legno».
Quali sono le caratteristiche che distinguono la vostra offerta dalla concorrenza? «Premesso che si tratta sempre di un filtraggio e di un recupero di calore, noi abbiamo la particolarità di avere tutta la gamma con il filtro F7 e permettiamo Da quanto tempo producete VMC? un'ampia libertà di implementazione «Da circa due anni. Le nostre macchine
Gli scatti effettuati durante la presentazione dello stand da parte di Matteo Grisi a Sonia Maritan.
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punto di vista del comfort e anche dell'economia della gestione di queste macchine dei benchmark tecnologici che riguardano il recupero di calore. Riusciamo a recuperare fino al 93% delle calorie. Questo è un recupero continuo, è sempre attivo. C'è uno scambio tra l'aria che esce calda e viziata e l'aria che entra fresca e purificata dal filtro F7, che viene preriscaldata attraverso uno scambiatore che permette di recuperare in modo molto efficace tutte le calorie disponibili. Creare ambienti sani e confortevoli in cui vivere è la nostra mission».
le possiamo trovare in una soluzione a incasso stand alone, quindi indipendenti dal monoblocco e che risultano essere una soluzione ideale in caso di ristrutturazione di un'abitazione esistente, dove non è possibile mettere un monoblocco o sostituire i serramenti. In entrambi i casi è possibile comunque inserire la macchina VMC con un impatto minimamente invasivo». Queste macchine quanti metri quadri di abitazione coprono per il ricambio efficace dell'aria? «La nostra macchina più prestazionale fa cento metri cubi ora che equivalgono più o meno a due stanze. L'ideale sarebbe comunque riuscire a inserire una macchina per ogni stanza in modo da gestire al meglio le esigenze specifiche del singolo ambiente». Ci dia qualche numero esplicativo del mercato che copre l’azienda? «Il nostro market share sul monoblocco è superiore al 50%». Il prodotto di punta o quello che vendete di più? «In questo momento il nostro prodotto di punta è il monoblocco INGENIUS con ventilazione meccanica integrata».
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section High Tech Nella pagina a sinistra, dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra: le cover Ingenius personalizzabili; ancora un momento dell'intervista di Sonia Maritan a Matteo Grisi; sotto, la foto dello stand con in primo piano la VMC Ingenius Compact. In questa pagina, in alto i monoblocchi Plus 100 e Plus 70 e in basso un dettaglio dell'interfaccia utente dei sistemi VMC Ingenius.
prodotti sono tutti sistemi integrati, costruiti interamente da noi. Il nostro primo mercato, anche in termini numerici, è quello italiano, ma esportiamo anche in altri Paesi, come Svizzera e Francia». Il vostro target qual è? «Abbiamo diversi interlocutori: il progettista, a cui il monoblocco con VMC porta dei vantaggi in termini di semplificazione progettuale; l’impresa di costruzioni che con noi ha un unico interlocutore per l’intera gestione del foro finestra e il ricambio dell’aria; e infine il serramentista, a cui offriamo monoblocchi per qualsiasi serramento».
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Il monoblocco con VMC è diventato il vostro fiore all'occhiello? «Sì, siamo stati i primi a integrare la VMC nel monoblocco finestra, presentando questo nuovo prodotto nel 2015 a MADE expo. È importante sottolineare che i nostri
di Pietro Ferrari
INNOVATION AT LIGNA
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Homag ha presentato a Ligna nuove tecnologie per la lavorazione del serramento: il Gruppo sta infatti entrando in un nuovo segmento di mercato per coprire l'intera gamma di lavorazioni del legno massiccio.
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HOMAG GROUP www.homag.com
UNA PRIMA DI GRANDE INTERESSE
In queste immagini, Homag LPP300 per la lavorazione del legno massiccio. Particolari della macchina.
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Con più di vent’anni di esperienza nel settore del legno massiccio, Homag sta ora entrando in un nuovo segmento di mercato. Al Ligna, la società ha presentato, per la prima volta nella sua storia, macchine di spianatura, in linea con lo standard Homag, tra cui l'interfaccia utente powerTouch. Così Homag copre l'intera gamma di lavorazioni del legno massiccio e offre soluzioni a isola con tecnologie perfettamente allineate da un'unica fonte, sia per la lavorazione del legno massello sia per i materiali in legno. Esempi di queste soluzioni complete si trovano nella produzione di finestre e profili. Concentrandosi sulla catena del valore della lavorazione della finestra, la nuova serie LPP 300 di Homag muove il primo passo nella produzione di finestre, la progettazione prima di passare all’elaborazione sulla macchina CNC. Lo stesso vale anche per la verniciatura di profili e barre con la tecnologia Homag Lamination o con il partner MOMAG di Homag. Per tutti i processi, Homag offre tutto da una singola fonte, sia al momento della vendita sia nella somministrazione dei servizi. Un particolare vantaggio della nuova serie LPP 300 è powerTouch con comfort operativo, sviluppato appositamente per queste macchine. Questa proposta è unica nel settore: con pochi tocchi, l'ope-
ratore può caricare e selezionare i programmi di elaborazione sul touchscreen. Le macchine della serie LPP 300 dispongono anche di un alimentatore variabile, una velocità variabile del mandrino, un sistema di gestione utensili e un morsetto del mandrino proLock. Le macchine della serie LPP (Lumber Processing Profiles) per la lavorazione del legno con particolare attenzione alla realizzazione del profilo sono disponibili in varie classi di prestazioni e con cinque, sei o addirittura sette mandrini. Inoltre, per questi macchinari è naturalmente disponibile il ben conosciuto pacchetto completo Homag: dalla massima qualità della macchina e della lavorazione, attraverso la connessione teleservice
section High Tech
ro. Non è stato un compito facile, ma abbiamo messo il nostro cuore e l'anima e le nostre molteplici esperienze nel nostro progetto e continueremo a lavorare sulle macchine» afferma Vera Zimmermann, Product Manager per la tecnologia CNC. PowerTouch si è affermata come filosofia operativa di Homag sul mercato mondiale: facile, uguale, ergonomica, evolutiva. Questo sistema unisce il design e la funzionalità in una nuova generazione di sistemi di controllo. Al centro del concetto c’è un grande monitor multitouch da
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tramite il servizio Homag ServiceBoard, fino alla connessione alla piattaforma "tapio" (Industry 4.0). «La nuova Homag LPP 300 è una macchina molto speciale per noi, che combina il più moderno funzionamento della macchina con una costruzione pesante e solida della macchina. Con questo centro integreremo i desideri dei nostri clienti in una configurazione di macchina tradizionale che consente a chi lavora il massello in modo solido dinamico e innovativo di creare superfici piane perfettamente riproducibili in futu-
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21,5 widescreen che consente di controllare direttamente le funzioni della macchina con il tocco. Il comfort di funzionamento sviluppato per il LPP 300 offre, oltre alla nota PowerTouch, una guida grafica tramite il controllo del gesto (ad es. "spostamento" per cambiare i mandrini) che consente una gestione intuitiva.
di lavorazione di superfici, ad esempio nella tecnologia di levigatura. Le caratteristiche includono la gestione integrata degli strumenti e la creazione interattiva di formulazioni (modelli di programma che possono essere salvati e reperiti dall'utente), appositamente progettati per le applicazioni della macchina selezionata.
UTILIZZO CROSS-PRODUCT DI POWERTOUCH CON COMFORT OPERATIVO Il principio è utilizzato in numerose macchine Homag nell'ambito della tecnologia
LA TECNOLOGIA DI BLOCCAGGIO: BMP 800/900 POWERPROFILER Profili stretti, giunti precisi, fine finitura: la serie BMB imposta il parametro di riferimento nella produzione di finestre.
section High Tech
priata tecnologia di serraggio. Questo fornisce la base per i sistemi del futuro e per le innovazioni. Le finiture di alta qualità necessitano di strumenti ben mantenuti. I rivestimenti e i depositi di resina sugli utensili rendono difficile il taglio e compromettono la sua stessa qualità. Ciò non deve verificarsi. Il sistema di pulizia pulisce automaticamente gli utensili che vengono rimossi durante la notte, puliti in un bagno ad ultrasuoni e successivamente asciugati nel serbatoio attraverso un processo di rotazione.
In queste immagini, il gestionale powerTouch per la lavorazione del legno massiccio. Il centro BMB924 per la produzione delle finestre. Il sistema di fissaggio a bordo delle macchine BMB900.
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Nessun altro concetto combina la flessibilità e le prestazioni in un ambiente così compatto. Ciò è reso possibile grazie al sistema di bloccaggio, che consente la chiusura libera in ogni direzione, la consolle aggiuntiva per l'elaborazione di elementi e porte d'arco e il software endto-end con la programmazione dei componenti woodWOP, la visualizzazione delle piante e il monitoraggio dei componenti. I profili di componenti stretti, con conseguenti aree estremamente complesse (o quasi inesistenti), consentono l'appro-
di Silvia Maestri e Sonia Maritan
PREVIEW COLFERT
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www.assaabloy.it www.yalelock.it www.eclisse.it www.fritsjurgens.com/it/ www.lamello.ch www.automazionispeciali.it www.twt.tools www.simonswerk.it
ASSA ABLOY ITALIA
NEL CUORE DELLA TECNOLOGIA ASSA ABLOY Italia, Eclisse, Fritsjurgens, Lamello, Meccatronica, Simonswerk e TWT parteciperanno all’VIII edizione di COLFERTexpo, la fiera dedicata ai professionisti del serramento, in programma dal 29 settembre al 1 ottobre al PalaExpo di Venezia. Il 29 settembre COLFERT presenterà il Forum “Economia digitale e innovazione”, temi sui quali punta questa edizione. L’INDUSTRIA 4.0 costituisce una grande occasione di riscossa per la manifattura e l’economia: l’innovazione muta ampiamente i processi produttivi, rende più rapide le attività di sviluppo di nuovi prodotti e incide profondamente sulla crescita delle persone, che sempre più dovranno essere al centro dell’azienda. Persone, Processi, Prodotti: sono questi i tre assi lungo i quali si muove la quarta rivoluzione industriale rappresentata dall’INDUSTRIA 4.0.
SOSTENIBILITÀ COME STRADA PER L’INNOVAZIONE A COLFERTexpo, ASSA ABLOY Italia, presenterà soluzioni innovative che coniugano design e semplicità d’utilizzo presentando alcuni dei propri best seller. COLFERTexpo, per ASSA ABLOY Italia, costituisce oggi l'appuntamento di riferimento per il mondo della ferramenta e degli accessori per serramenti, dei sistemi di oscuramento, protezione e sicurezza, dell’involucro edilizio e delle schermature. L’evento, nato nel 2003, è inoltre una vetrina molto importante nel segmento distributivo del prodotto tecnico sia per il produttore di serramenti sia per l’installatore. ASSA ABLOY Italia, specialista del settore della sicurezza per le soluzioni di apertura porte, presenterà a COLFERTexpo soluzioni innovative che coniugano design e semplicità d’utilizzo presentando alcuni dei propri best seller; le sue tecnologie variano dalle più semplici e tradizionali a quelle più innovative, adatte a soddisfare ogni esigenza di sicurezza, protezione e accessibilità: • Il chiudiporta ASSA ABLOY, nato da una lunga ricerca e progettato per proteggere la struttura della porta in apertura e chiusura anche in condizioni ambientali estreme, garantendone il perfetto funzionamento a differenti temperature; • Gli innovativi prodotti Smart Living, ENTR Yale e Yale SCLAK, rivoluzionarie
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soluzioni di apertura intelligente che permettono di controllare la serratura tramite smartphone, tablet e altri dispositivi bluetooth in combinazione con sofisticati sistemi di allarme e telecamere; • I nuovi prodotti di ASSA ABLOY Italia Eff Eff con una gamma di incontri elettrici all’avanguardia per soddisfare qualunque tipo di esigenza installativa.
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PREVIEWCOLFERT
FRITSJURGENS
IL GIOIELLO DELLE CERNIERE INVISIBILI PER PORTE A BILICO Progettare e realizzare la cerniera perfetta per la porta perfetta è la missione che si è prefissata FritsJurgens, specialista della porta a bilico, che presenta il sistema brevettato System M. FritsJurgens punta al meglio dell’architettura e dell’estetica, con un approccio alla qualità e a una bellezza senza tempo garantita dal supporto di esperti altamente qualificati. La cerniera modello System M è il nuovissimo gioiello della collezione FritsJurgens cerniere per porte a bilico, sistemi unici poiché non richiedono l’installazione di dispositivi architettonici nel pavimento e nel soffitto. Questo nuovo sistema perfeziona il design della porta a bilico FritsJurgens dando origine a un’esperienza insuperata, quella del controllo totale del movimento della porta: l’apertura è senza sforzo, il movi-
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mento di estrema eleganza, la chiusura soft close. Grazie al sistema brevettato, che consta di due alberi a camme di prima qualità precisamente coordinati, la porta in rotazione si ferma perfettamente al proprio punto di chiusura a 0°. System M concentra una forza immane in uno spazio assai compatto: il sistema a cerniera integrata è di estrema solidità e pressoché indistruttibile. Progettato per durare per sempre, senza necessità di manutenzione, il sistema permette la rotazione fino a 180º in due direzioni; Posizione di blocco a 0º, 90º e -90º; Self closing da -125º e +125º; Soft close.
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section High Tech
TWT
EVOLUZIONE COSTRUTTIVA PER UN UTENSILE DI NUOVA CONCEZIONE Il sistema 4Life, rappresenta l’evoluzione costruttiva di un utensile di nuova concezione dove le fasi di sgrossatura e finitura avvengono in un unico passaggio.
TWT presenta il sistema 4Life, un’evoluzione nel concetto di costruzione dell’utensile, dove le fasi di sgrossatura e finitura avvengono in un unico passaggio. 4Life offre 4 vantaggi essenziali: 1) la distanza ridotta tra l’inserto sgrossatore e quello finitore assicura una maggiore efficacia, ovvero:
• la ripartizione del taglio riduce notevolmente i carichi sull’albero motore; • la particolare angolatura fra i taglienti previene le microvibrazioni dell’utensile che inevitabilmente si ripercuotono sul legno lavorato; • si ha meno scheggiatura in fase di tenonatura e controsagoma; • si ottiene un eccellente grado di finitura in lungovena; 2) è un sistema “Zero Tollerance”, grazie all’utilizzo di HSK Hydro; 3) gli inserti con doppia affilatura riducono il contatto del tagliente nella delicata fase di asportazione del truciolo; 4) ridotta manutenzione: gli inserti di sgrossatura si sostituiscono 1 sola volta ogni 4 manutenzioni. Tali vantaggi sono assicurati grazie anche a NaDia Diamond Coating, l’innovativo coating applicato sui coltelli.
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LAMELLO
LA SOLUZIONE PER LA RIMOZIONE DEL VECCHIO TELAIO Lamello propone sul mercato una nuova versione di Tanga DX200, un maneggevole e leggero concentrato di potenza per la rimozione del vecchio telaio murato dei serramenti. Lamello propone sul mercato una nuova versione delle affermate macchine Tanga: la nuova Tanga DX200 è disponibile da questo mese ed è persuasivo per la elevata potenza, la maneggevolezza e tanti vantaggi aggiuntivi. I componenti innovativi della Tanga DX200 sono il peso ridotto di quasi un chilo e un corpo più piccolo che rendono la macchina molto più maneggevole. Inoltre, l’elettroutensile è convincente per una maggiore potenza, un'ampia profondità di taglio fino a 70 mm, un nuovo attacco a serraggio rapido e la guida a colonna scorrevole. Ulteriore caratteristica di rilievo è la piastra di base girevole che permette di eseguire tagli diritti o angolari. La potente troncatrice Tanga DX200 da
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1700 W garantisce la rimozione efficiente dei telai di vecchi infissi e offre maggiore comfort all'utente durante la lavorazione. Tramite un taglio di distacco è possibile rimuovere la finestra in modo pulito, senza danneggiare il muro circostante, le piastrelle o il davanzale. Ciò riduce la necessità di interventi successivi di restauro e i tempi di permanenza presso il cliente. A seconda dell'utensile da taglio è possibile lavorare su telai in legno, alluminio o telaio in PVC con anima rinforzata in acciaio. Con il potente disco diamantato è possibile praticare tagli anche nello sguincio, ivi compresi cemento, mattoni, piastrelle, intonaco o viti. La nuova Tanga DX200 è disponibile presso i rivenditori specializzati da settembre 2017.
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section High Tech
MECCATRONICA
L’EMOZIONE DELL’AUTOMAZIONE CHE MOVIMENTA MAXI ANTE
Il knowhow di Meccatronica nasce dalla ricerca e la produzione di macchine automatiche per l’industria applicata a serramenti speciali, così nasce la specializzazione nell’automazione di opere architettoniche. e apertura manuale in caso di black out. Invisibile, sicuro e potente, il sistema Easydoor C16 lascia a progettisti e produttori di serramenti la libertà di creare senza preoccupazioni, in armonia con ogni stile e materiale.
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Aprire un’intera parete, movimentare ante alte 7 metri e pesanti 3mila kg trasmette forti emozioni. Emozioni che da oltre 40 anni Meccatronica di Preganziol in provincia di Treviso esporta in tutto il mondo. Nata nel 1976 per un’intuizione di alcuni giovani tecnici specializzati nella ricerca e produzione di macchine automatiche per l’industria, che nel 2004 iniziò ad applicare questa conoscenza all’automazione di opere architettoniche e serramenti speciali. Meccatronica lavora a stretto contatto con serramentisti e architetti per trovare la soluzione più adatta a soddisfare le loro esigenze, seguendo ogni fase dello sviluppo di un progetto: dall’ideazione, alla realizzazione meccanica, elettronica e software. Tra le soluzioni di punta vi è Easydoor C16, gamma di prodotti per l’automazione di alzanti e porte scorrevoli, che Meccatronica esporrà a Colfert Expo. Pur essendo estremamente compatto, solo 90x60 mm, Easydoor C16 assicura una forza e una precisione straordinarie, in grado di movimentare serramenti anche di notevoli dimensioni. Il sistema è completamente invisibile: tutte le parti che compongono l’automazione trovano alloggio e protezione in un estruso in alluminio prodotto in esclusiva per Meccatronica. Semplice nell’uso, Easydoor C16 è interfacciabile con tutti i sistemi di domotica ed è gestibile con radiocomando. È dotato, inoltre, di funzione anticollisione
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PREVIEWCOLFERT
SIMONSWERK
LA CERNIERA IDEALE PER PORTE D’INGRESSO IN LEGNO In Simonswerk, specialista tedesco dei sistemi di cerniere, nasce Baka Protect 4000, una cerniera regolabile nelle tre dimensioni e in grado di reggere porte fino a 180 kg di peso pensate per resistere alle effrazioni. Rheda-Wiedenbrück. Sicurezza, funzionalità ma anche comfort, benessere e stile. È quanto deve essere in grado di offrire oggi un portoncino di ingresso. Da qualche tempo, in questo settore i prodotti che sono il frutto di una lunga tradizione vengono rivisitati sempre più frequentemente negli aspetti estetici, funzionali, tecnologici e normativi. Realizzati sia in legno massiccio sia in legno e in vetro, i portoncini di ingresso devono anzitutto assicurare stabilità e sicurezza. Un’evoluzione che implica spesso un incremento dei pesi delle ante, specie nel caso dei portoncini vetrati laddove il vetro di sicurezza deve assicurare protezione contro le aggressioni e le effrazioni. Una maggiore stabilità e un’accresciuta sicurezza sono i plus che offre la nuova cerniera BAKA Protect 4000 sviluppata appositamente da !"#$%&'()*, lo specialista tedesco dei sistemi di cerniere. Questo prodotto è, infatti, in grado di reggere porte pesanti fino a 160 kg e addirittura, con l’ausilio di una terza cerniera posizionata nel terzo superiore dell’anta, fino a 180 kg. La generosa spina passante da 1 cm di diametro in acciaio massiccio che garantisce il perfetto allineamento del corpo cerniera, lo speciale sistema di regolazione laterale che sostiene l’anta sia in trazione sia in spinta e il sistema di boccole a scorrimento radente ed esente da manutenzione, permettono di movimentare anche porte particolar-
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section High Tech
ta anche per collaborare alla resistenza antieffrazione della porta, motivo per cui diverse aziende europee si sono già affidate al produttore tedesco per la movimentazione delle proprie porte d’ingresso antieffrazione progettate e testate in accordo alla normativa europea EN 1627 e seguenti. Come la maggior parte delle cerniere Simonswerk anche BAKA Protect 4000 è certificata CE secondo la normativa EN 1935:2002. Prestazioni elevate richiedono l’utilizzo di materiali di prima scelta. Disponibile in acciaio, in acciaio verniciato e in acciaio inox satinato, la cerniera di Simonswerk può essere completata dal punto di vista estetico dai terminali superiori e inferiori Basic, Soft e ZK e da una gamma di coperture in sei finiture diverse che la rendono adatta rispettivamente ad ambienti moderni, classici e tradizionali. Come dire che, stabilità, robustezza e sicurezza si accompagnano alla massima eleganza.
BAKA Protect Serie 4000 • Regolabile in 3D (+/- 3 mm su tutti gli assi) • Portata elevata fino a 180 Kg •Sistema di scorrimento esente da manutenzione • Idoneo per tutte le geometrie di profilo • Perno cerniera passante e a scomparsa • Disponibile con perno anti-sfilamento • Prodotta in acciaio e disponibile in varie finiture
mente alte e larghe. A tale scopo Simonswerk mette a disposizione sul proprio sito internet delle tabelle di carico dettagliate. Regolabile comodamente nelle tre dimensioni, la nuova cerniera si adegua a tutte le geometrie di profilo sia con che senza la guarnizione in battuta, in aria 4 mm e in aria 12 mm. La problematica comune di distribuzione del peso su più cerniere è stata risolta dal sistema di regolazione che garantisce, una volta terminate le regolazioni, che il peso dell’anta sia distribuito su tutte le cerniere in modo uguale. La cerniera è concepita per evitare l’interruzione della guarnizione in battuta aumentando il comfort abitativo dell’utilizzatore finale. Inoltre BAKA Protect 4000 è stata pensa-
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PREVIEWCOLFERT
ECLISSE
IL PRIMO SISTEMA COMPLETO E MODULARE PER PORTE A SCOMPARSA ECLISSE Syntesis® Collection, il primo sistema completo e modulare per porte a scomparsa, porte a battente filo muro, vani tecnici e battiscopa filo muro. ECLISSE Syntesis® Collection include soluzioni scorrevoli a scomparsa prive di cornici esterne, soluzioni per porte battenti filo muro, vani tecnici perfettamente nascosti nella parete e un innovativo profilo battiscopa, in un sistema completo e modulare per la progettazione di pareti completamente lisce. Una visione progettuale completa, con tecnologie dialoganti e perfettamente integrate tra di loro e nella parete, che fornisce i prodotti e le tecniche per la realizzazione di superfici di sicura resa estetica e funzionale.
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ECLISSE Syntesis® Collection comprende: • ECLISSE Syntesis® Line scorrevole, controtelaio per porte a scomparsa senza finiture esterne; • ECLISSE Syntesis® Luce, controtelaio per porte a scomparsa senza finiture esterne predisposto per punti luce; • ECLISSE Syntesis® Line battente, telaio per porta a battente filo muro; • ECLISSE Syntesis® Tech, telaio per vani di servizio filo muro; • ECLISSE Syntesis® Battiscopa, innovativo profilo per battiscopa filo muro.
pubbliredazionale
un soggiorno, come a quelli di piccole dimensioni e ai bagni. ACCESSORI: L’ADATTATORE VITRO PER PORTE IN VETRO ECLISSE propone Vitro, un adattatore per le porte in vetro che permette di fissare il pannello porta al controtelaio per porte senza finiture esterne ECLISSE Syntesis Line scorrevole ed ECLISSE Syntesis Luce. Il kit comprende una veletta in acciaio inox, un complemento per il montante di battuta rivestito in pvc verniciabile, due porta spazzolini in alluminio rivestiti in pvc verniciabile e il guida porta.
IL CONSIGLIO DELL’ESPERTO Durante una ristrutturazione può capitare di ripensare alla ripartizione degli ambienti interni e prevedere una nuova apertura, magari a scomparsa. Il problema è che spesso è difficile trovare e riprodurre la stessa finitura delle porte esistenti. Ecco quindi che una porta in vetro, trasparente oppure satinata, può diventare una valida alternativa che garantisce un impatto visivo leggero e maggiore luminosità.
Saremo presenti a ColfertExpo: Stand A83
ECLISSE s.r.l.
Via Sernaglia, 76 31053 Pieve di Soligo, Treviso - Italia telefono +39/0438 980513 fax +39/0438 980804 info@eclisse.it www.eclisse.it
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LE PORTE SCORREVOLI A SCOMPARSA IN VETRO LEGGEREZZA E LUMINOSITÀ Una porta in vetro può essere una soluzione valida in più stanze della casa. E se è a scomparsa, permette anche di risparmiare spazio. Spesso capita all’interno di uno spazio di avere l’esigenza di una separazione ma una porta tradizionale in legno potrebbe essere una soluzione troppo pesante. Una porta scorrevole a scomparsa in vetro invece risolve due problemi: lascia filtrare la luce naturale con la sensazione di essere sempre in un open space. Belle e funzionali, le porte scorrevoli in vetro sono adatte ad ambienti spaziosi come
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di Beatrice Guidi
A Paris Nord Villepinte, dal 6 al 10 novembre 2017, INTERCLIMA+ELECHB, IDÉOBAIN e BATIMAT saranno imperniati attorno a 6 universi specifici e connessi tra loro, secondo lo spirito di Mondial du Bâtiment, per essere in linea con i cambiamenti nell’edilizia e ottimizzare le sinergie tra espositori e visitatori, agevolando tutti gli operatori del settore a scoprire le soluzioni per affrontare le sfide attuali in un contesto di mercato con prospettive favorevoli.
STRUMENTI DEL FARE
www.lemondialdubatiment.com/en www.batimat.com/en/Home www.ideobain.com/en www.interclimaelec.com
come invitati speciali; il Club International, luogo d’incontri e d’affari per tutti gli operatori che desiderano ottimizzare le relazioni d’affari internazionali. I temi approfonditi da questo grande Salone dell’edilizia saranno: l’industria edile e l’architettura nell’ambito del BATIMAT, i materiali e attrezzature per il bagno nell’area dedicata a IDÉOBAIN con le ultime tendenze di stile e di progettazione del settore e le attrezzature tecniche per realizzare edifici in INTERCLIMA+ELECHB per i progettisti e gli installatori della filiera.
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Le Mondial du Bâtiment è un appuntamento irrinunciabile per la filiera per affrontare le sfide attuali e future. Evento nato dall’unione dei saloni INTERCLIMA+ELECHB, IDÉOBAIN e BATIMAT – legati da una strategia di comunicazione digitale di ampia portata – esso presenta tutti i materiali e le soluzioni edili di oggi e di domani. Questo evento di riferimento internazionale, si terrà a Paris Nord Villepinte dal 6 al 10 novembre 2017, e a 2 mesi dalla sua apertura, si preannuncia come un’edizione molto promettente per scoprire le soluzioni e le innovazioni e facilitare gli scambi e le messe in relazione tra gli operatori dell’edilizia. Nella prossima edizione, Le Mondial du Bâtiment avvicina gli operatori a un contesto di mercato con prospettive favorevoli, offre i mezzi per affrontare le sfide attuali e lo fa offendo numerosi strumenti di lavoro ai visitatori, come gli Hubs des Solutions (spazi di animazione progettati per rispondere alle aspettative di 60.000 grandi consulenti); 50 visite guidate organizzate per evidenziare le innovazioni presentate dai responsabili tecnici dei marchi; 8 percorsi di visita (una selezione di soluzioni) destinati alle imprese generali, agli artigiani e agli installatori; gli Awards che decodificano le tendenze del mercato, di cui sono già stati annunciati i vincitori il 18 settembre scorso; i paesi francofoni
EXHIBITION PREVIEW BATIMAT
BORDI FERRAMENTA DECORATIVA maniglie pomoli chiusure FERRAMENTA STRUTTURALE sistemi di cerniere guarnizioni giunzioni angolari LEGNAMI MATERIALI DI FINITURA levigatura verniciatura nobilitazione rivestimento TECNOLOGIE DI FINITURA levigatura verniciatura nobilitazione rivestimento TECNOLOGIE DI PRODUZIONE sezionatura foratura bordatura fresatura anubatura inserimento della ferramenta impianti di produzione pellets
BORDI
info@plastivar.it - www.plastivar.it PLASTIVAR s.r.l. 23879 Verderio (Lecco) Viale Rimembranze, 1 telefono +39/039 510662 - fax +39/039 510663 Produzione bordi in ABS e accoppiato alluminio.
LEGNAMI
info@arduinilegnami.com - www.arduinilegnami.com ARDUINI LEGNAMI s.p.a. 29010 Roveleto di Cadeo (Piacenza) Via Emilia Est, 238 telefono +39/0523 509029 fax +39/0523 509423 Dal 1957 il vostro partner ideale nell’approvigionamento di tutti i migliori legni africani, nord americani ed europei.
FERRAMENTA STRUTTURALE
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info@celegon.it - www.celegon.it CELEGON s.r.l. 30095 Mirano (Venezia) Via Galileo Galilei, 6 - Zona Industriale telefono +39/041 5728404 fax +39/041 5728522 Porte e sistemi rototraslanti.
info@castellanalegnami.it - www.castellanalegnami.it CASTELLANA LEGNAMI s.a.s. 31037 Castione di Loria (Treviso) Via Marco Biagi, 24 telefono +39/0423 401814 fax +39/0423 709886 Importazioni e commercio Latifoglie Americane ed Europee, Conifere, Resinosi e Lamellari per serramenti.
info@kemichal.it - www.kemichal.it KEMICHAL s.r.l. 35010 Trebaseleghe (Padova) Via Dell’Artigianato, 2 telefono +39/049 9385648 fax +39/049 9385070 Vernici e coloranti per legno dal 1962
info@derwood.it - www.derwood.it DERWOOD s.r.l. 30030 Martellago (Venezia) - Via Fornace, 2 telefono +39/041 5400521 fax +39/041 5401942 Specializzati in tavolame di latifoglie e lamellari per serramenti.
foscale@tin.it - www.eugeniofoscalelegnami.com EUGENIO FOSCALE LEGNAMI 13894 Gaglianico (Biella) - Via Cavour, 63/65 telefono +39/015 543145 - fax +39/015 2542843 Vasto assortimento legnami per falegnameria, perline. Specializzato in Larice
info@morosinilamellari.com - www.morosinilamellari.com MOROSINI LAMELLARI s.r.l. 4057 Martinengo (Bergamo) - Via Trieste, 72 telefono +39/0363 987044 r.a. fax +39/0363 987010 Cerchiamo agenti per la Lombardia Pannelli a lista intera e finger-joint, lamellari per infissi.
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info@mserv.it MULTI SERVICE s.r.l. Sede amministrativa: 30027 San Donà di Piave (Venezia) Via Calnova, 8/2 Sede operativa: 31016 Cordignano (Treviso) Via Strada Maestra d’Italia, 75 Paolo Grandin - cell. +39/335 8333469 paolo.grandin@mserv.it Assistenza tecnica - cell. +39/338 9987412 fax +39/0421 480706 Vendita e installazione macchine C.N.C. nuove e usate, ricambi, software Cad-Cam, assistenza tecnica e training operatori macchina.
nfo@tvm.it - www.tvm.it TVM AUTOMAZIONI s.r.l. 32010 Perarolo di Cadore (Belluno) Zona Industriale Località Ansogne telefono +39/0435 501734 fax +39/0435 517098
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www.leitz.org Gli utensili Leitz EdgeExpert sono performanti anche nella lavorazione di pannelli rivestiti con decorativi delicati, garantiscono bordi lisci e privi di scheggiature, per lavorazioni su macchine a ciclo continuo e centri di lavoro CNC.