Page 1

Voltana On Line

30 2011

www.voltanaonline.it

Sacconi, vendetta socialista sui lavoratori di Luca Telese gue”, nascosti e quasi occultati, come certe procure estorte ai parenti con firma tremante sul letto di morte. Di tutta la sterminata collezione di prodigiosi rancori prodotta dal berlusconismo, quello degli ex socialisti alla Sacconi è il distillato più pericoloso, perché in buona fede. E il contrabbando, dunque, è l’unico strumento possibile per attuare la vendetta, la guerra contro i mulini a vento che gli ex sessantottini spretati del garofano pensano di essere chiamati a celebrare. Per gente come loro – Sacconi, Brunetta, la Boniver – una riforma così si sarebbe dovuta offrire al Paese con una messa giuslavorista, un coro egemonico, una kultur kampf da celebrare nel punto massimo del consenso. Invece, a loro eterna vergogna, quando erano al massimo del consenso non hanno avuto il coraggio di sporcarsi le mani e di mettere in gioco i loro frivoli indici di popolarità. Così, dove la vanità ha

fallito, ecco il colpo di coda del rancore. I ragazzi che si vantarono di essere discepoli dei grandi giuslavoristi socialisti progressisti, dei Giugni e dei Brodolini, fanno a pezzi lo Statuto dei Lavoratori nel crepuscolo della ritirata e della sconfitta, come i gauleiter nazisti che provavano a smontare le fabbriche del nord. C’é un aneddoto che mi raccontò lo E venne il giorno della riforma stesso Sacconi – persona peraltro clandestina, la riforma di contrabsquisita, sul piano personale – quelbando, la libera licenziabilitá solo per cui, nella stagione dei golpe gnata ed invocata dai tanti Stranadegli anni settanta lui e Brunetta more del liberismo italiano come la una notte di paura si erano precipipanacea di tutti i mali, finalmente tosamente ritirati in una baita, teimposta con un piccolo e miserabile mendo di essere arrestati nel corso golpe di ferragosto. di un colpo di stato. Ecco, quella C’è qualcosa di grottesco e beffarallucinazione iperdemocratica di do nel fatto che il ministro del Lavoallora, si riverbera nell’ allucinazioro Maurizio Sacconi abbia partorito ne iperpadronale di oggi, nel regaquesto prodigio di controriforma lino osceno alla Fiat, la legge ad quasi in segreto, di soppiatto, con aziendam gentilmente concessa, un apparato di codicilli infilati ad per evitare una condanna certa. arte nella finanziaria “lacrime e sanCome allora Brunetta e Sacconi pensano di essere gli esecutori di una vendetta contro l’egemonia culturale degli odiati comunisti, I sacrifici li devono fare i cittadini. prossimo settembre. Abolizione dei contro i lavoratori e i precari che li I sacrifici li decidono i parlamentari. finanziamenti diretti e indiretti ai hanno (giustamente) spernacchiati giornali, con effetto retroattivo al I Parlamentari non fanno sacrifici. È ovunque, e che loro hanno il teatro dell'assurdo. Forse abbiamo primo gennaio 2011. Contribuzione (giustamente) combattuto senza del 60% dei capitali regolarizzati perso il senso della realtà. I media tregua, considerandoli al pari di usano la tecnica della confusione e ci con lo Scudo Fiscale. Statalizzazione nemici di classe. becchiamo come i polli di Renzo pri- di tutte le concessioni in mano ai Il sacconismo, che è per definizioma che sia loro tirato il collo. Provia- privati. Abolizione immediata di ne in buona fede perché è l’ ideolomo a ridefinire le regole. I sacrifici tutte le province. Riduzione del gia del neocatecumeno, e del conli devono fare tutti. I sacrifici li deci- 50% del numero dei parlamentari. vertito zelante che deve farsi perdono e votano i cittadini. I parlamen- Abolizione delle doppie e triple donare il suo passato, é molto pegpensioni. Tetto massimo per ogni tari fanno i sacrifici. Così va meglio! gio del berlusconismo cialtrone dei pensione di 4.000 euro al mese. Dove andare a prendere i soldi? ladri, degli avvocaticchi, e dei paCancellazione delle Grandi Opere Questa domanda è ridicola, perché taccari di corte del cavaliere. È il Inutili (Tav Val di Susa 22 miliardi, la risposta la sanno tutti: si vanno a frutto più ideologico della destra Ponte Messina 4, Gronda Genova 6, prendere dove ci sono! E allora iniitaliana. Ma proprio per questo è ecc.). Eliminazione delle Authority ziamo. Taglio delle spese militari e quello che negli ultimi giorni del e degli stipendi dei trombati dalla rientro delle missioni di guerra in Reich innescherà la rivolta sociale Libia e in Afghanistan. Abolizione di politica lì collocati. dei nuovi indignados italiani, che tutte le pensioni parlamentari in asChi vuole aggiunga i suoi suggeri- non ne vogliono sapere di farsi senza di un periodo di contribuzione menti per la manovra, può inviare mettere sul lastrico nel tempo feropari a quello di tutti gli altri cittadini. una e-mail ... ce della crisi. Abolizione immediata dei finanziaLUCA TELESE menti pubblici ai partiti iniziando dal visita il sito www.beppegrillo.it/ dal sito www.lucatelese.it

La manovra economica dei cittadini


Pagina 2

www.voltanaonline.it

Silvio, il Grande Manovratore Dopo il desolante comizio di Umberto Bossi a Ponte di Legno, nel quale il senatur ci ha informati che prima vengono i poveracci, quelli che rubano bistecche nei “grandi magazzeni” (sic), mostrando così di essersi incamminato verso una narrativa stralunata che credevamo esclusiva del Grande Venditore di Arcore, vediamo che ci aspetta, sia in termini di eventuale correzione della manovra che di contesto congiunturale più ampio del maleodorante stagno italiano. (…) Berlusconi ha parlato della possibilità di emendare la manovra, ovviamente a saldi invariati. Ma ha messo anche alcuni paletti, conficcandoli su un terreno di sabbie mobili, dove la logica affonda invariabilmente. Ad esempio, no alla eliminazione del cosiddetto “contributo di solidarietà” (già il nome fa prudere le mani), per queste motivazioni: «È stato introdotto non perché dia un grande introito, visto che secondo i nostri calcoli darà un gettito di molto meno di un miliardo di euro, ma perché non fossero le classi più disagiate, attraverso magari minor servizi da parte degli enti locali, a dover pagare maggiormente il costo della manovra: è stato quindi introdotto per un fattore di giustizia, per equilibrare i sacrifici. Credo che sia qualcosa che sia giusto avere in questa manovra» A ben vedere, questa è una considerazione massimamente sinistra, quasi bertinottiana o ferreriana. Che tradotta, diviene: «sappiamo che il gettito è risibile, quindi non serve allo scopo, ma lo mettiamo lo stesso, per lenire l’ invidia sociale e non certo per pagare i servizi. In questo modo, potremo massimizzare la distorsione all’ offerta di lavoro qualificato, potenzieremo l’incentivo ad espatriare e, dulcis in fundo, per massimo di “giustizia sociale”, non toccheremo gli autonomi, tranne quelli che devono fatturare tutto per legge, non certo il grosso, quello che dichiara imponibili medi di 30.000 euro an-

dal sito http://phastidio.net Andrà molto peggio, prima di andare meglio

nui». Vai Silvio, la Giustizia sia con te ! Ma per ridurre l’arrabbiatura dei contribuenti forzati e mostrare tutta la collegiale coesione del nostro prestigioso esecutivo, Berlusconi precisa, poi, che il contributo era previsto per due anni, e non per tre. Pensate che immagine di compattezza riusciamo a fornire ai nostri partner ed ai mercati, davanti ad un Premier che, con questa precisazione, ci significa delle due l’una: o ha un ministro dell’Economia furbastro, oppure lui è rintronato e non controlla più alcunché del processo esecutivo. Grande ! Il nostro Venditore in chief si è poi detto contrario a manovre sull’Iva. Qui occorre precisare: se si trattasse di aumentare le imposte indirette (e magari eliminare le pensioni di anzianità) non solo per fare cassa ma per finanziare una riduzione del costo del lavoro, sia direttamente nelle tasche dei lavoratori che attraverso riduzioni dell’Irap a carico delle imprese, la manovra avrebbe una sua razionalità. Ma alzare l’Iva solo per fare cassa sarebbe del tutto controproducente, in un Paese che ha peraltro un’altissima evasione di questa imposta. E Berlusconi infatti segnala il problema, ma con i suoi standard: «Un punto in più di Iva cambierebbe molto le cose perché sarebbero almeno 5 miliardi in più. l’Iva aumentata determina una contrazione dei consumi magari non rilevante, ma comunque ci sarebbe una contrazione certa dei consumi; inoltre vi sarebbe una maggiore tendenza all’evasione che purtroppo si rafforzerebbe con l’aumento dell’Iva» Ottimo. Ma allora perché non agire per recuperare l’evasione Iva? E perché essere così sensibili all’ evasione sulle imposte indirette e fregarsene su quelle dirette, con il discorso sulla “giustizia sociale” solo sui dipendenti a reddito medioalto? Mistero. Nel frattempo, il Pil tedesco del secondo trimestre cresce di solo lo 0,1 per cento, contro attese per un più 0,4-0,5 , a conferma del ral-

lentamento vistoso in atto in Europa, e non solo. Il dato tedesco segue la crescita zero francese dello stesso periodo (con spesa dei consumatori in calo dello 0,7 per cento trimestrale), che mette a rischio il target di crescita fissato dal governo di Parigi, il 2 per cento. Per raggiungere il quale servirebbe una crescita dello 0,7 per cento negli ultimi due trimestri dell’anno, che allo stato attuale non appare raggiungibile. Meno male che il Governo italiano ha cifrato la manovra correttiva con una crescita di Pil di ben l’1 per cento nel 2011 e 1,3 per cento nel 2012, mentre saremo fortunati se riusciremo a tenere la testa ed il naso sopra lo 0,5 per cento, vista la ovvia natura recessiva di questa manovra, malgrado l’ enorme spinta alla crescita che verrà dalla abolizione dei ponti non religiosi. Ultima considerazione sul Pil italiano del secondo trimestre, a più 0,3 per cento congiunturale, quindi migliore di quelli tedesco e francese: prima che qualche casalinga disperata e qualche editorialista del Giornale vi vengano a dire che andiamo meglio di tutti, sappiate che ci sono elevate probabilità che quel dato sia figlio di un accumulo involontario di scorte, che quindi dovranno essere riassorbite con tagli alla produzione, che peraltro sono già ampiamente visibili. Attendiamo il dato definitivo. Meno male che abbiamo il metadone della Bce, che compra a mani basse, almeno per ora. Non chiedetevi che accadrà quando Trichet si farà prendere dalle vertigini e rallenterà o cesserà gli acquisti, però. Addavenì, l’eurobond. Dal sito http://phastidio.net Andrà molto peggio, prima di andare meglio

info: mariopaganini@gmail.com


Pagina 3

www.voltanaonline.it

overno Perché questo G i nelle non mette le man ni ? tasche degli italia essi in Perché li ha già m mutande !

UNA SIGNORA MOLTO ...“ARRABBIATA” "Io non sono affatto d'accordo con un nuovo innalzamento dell'età pensionabile, sono 39 anni che lavoro, sarei potuta andare in pensione con 35anni, ma la legge Dini/Prodi me ne ha aggiunti altri 5, poi c'è la finestra che si apre dopo 13 mesi e adesso sono stati aggiunti altri mesi a partire dal prossimo anno, 2012, un mese in più, dal 2013, due mesi in più. Ora basta! Basta! Piuttosto propongo di portare le quote delle pensioni a non più di 1.500 euro al mese; non oltre, un pensionato con massimo 1.500 euro può vivere bene, chi invece ora prende già di più, significa che ha anche di più ed è giusto che consumi quello che ha messo da parte; invece di distribuirlo tra parenti ed eredi e lasciti, cominci a lasciare fin da subito. Inoltre il problema si proporrà di più in futuro perché se i giovani oggi a 30 anni ancora non hanno un lavoro è ovvio che a 60/ 65 anni non avranno 40 anni di contributi ! Quindi bisogna andare noi in pensione e far lavorare i giovani: Mi sembra talmente ovvio..."

www.beppegrillo.it Ma qualcuno sano di mente pensa realmente che con 19 milioni di pensionati e 4 milioni di dipendenti pubblici possiamo farcela? Per mantenerli vengono spalati ogni anno nelle caldaie della locomotiva Italia, sempre più lenta, in affanno, con salite ormai proibitive, altri 100 miliardi di debito pubblico, come fossero carbone, che corrispondono almeno a 5 miliardi di interessi annui in più. Pagati dai sempre più rari contribuenti, le aziende chiudono e ci sono 4 milioni di disoccupati. Il tasso sul nostro debito sale e gli interessi non possono che aumentare. Nel 2011, se va bene, pagheremo 100 miliardi di interessi. L'Italia non ha alcuna possibilità di farcela con questa zavorra. Il numero di dipendenti pubblici è pari alla popolazione dell'Irlanda e noi stiamo a fare il tricchetracche sulle Province. Vanno chiuse tutte, che altro c'è da discutere? Le pensioni vanno riviste nel loro insieme. Non ha senso che ci siano doppie e triple pensioni, una basta e avanza. Le pensioni in essere vanno erogate con il metodo contributivo, tanto hai dato, tanto prendi (esattamente il contrario delle pensioni dei Parlamentari) e comunque le pensioni devono avere un tetto non superabile, 3.000 euro mi sembrano equi e di un minimo per chi non dispone di redditi sufficienti per vivere. I manager che hanno guadagnato milioni di euro nella loro vita non hanno bisogno di una pensione di 10/20.000 euro al mese, lo stipendio annuo di un impiegato.

Non è possibile dividere l'Italia in due sulle pensioni con la strategia del "Chi ha dato, ha dato. Chi ha avuto, ha avuto". È pericoloso. I giovani, ma anche molti quarantenni e cinquantenni, in pensione non ci andranno mai. Perché devono pagare con tasse e contributi la pensione a Mastella, a Amato o a un Consigliere Regionale della Lombardia o della Sicilia? Questo non ha senso. La riforma delle pensioni deve iniziare da chi in pensione c'è già senza alzare continuamente l'asticella dell'età pensionabile accampando la scusa risibile dell'aspettativa di vita. Non me frega un cazzo delle statistiche. Dopo 35 anni di contributi ho il diritto di riposarmi. Un operaio non andrà in pensione a 70 anni, sarà morto prima! I giovani non hanno più nulla da perdere, non il lavoro, non la pensione, non i servizi sociali, non la speranza di un futuro migliore. Nella manovra economica non è stata spesa una parola per loro. Attenti alla loro rabbia. Quando le nuove generazioni capiranno che oggi sono soprattutto loro a pagare la crisi e che in futuro erediteranno il debito pubblico, non sarà più possibile alcuna mediazione. L'aria che tira è sempre più brutta.

U J E' DAL VOLTNTÉ

CI SONO VOLTEUNTÉ

J èn i pasa e i dè seinza mutiv j è tot precis. U j è dal vólt ch’a m’avreb lasé dri dal spal i pinsir catìv e tnì d’asté ch’u s’fëga séra par fé ciapér e’ vól a la mi anma. L’è un pëz ormai ch’a m’in so ’dé che stér a e’ mond sól par campé u n’um basta piò.

Gli anni passano e i giorni senza scopo sono tutti uguali. Ci sono volte in cui vorrei lasciarmi dietro le spalle i cattivi pensieri ed aspettare che arrivi la sera per far prendere il volo alla mia anima. È un pezzo ormai che mi sono accorto che stare al mondo solo per campare non mi basta più.

dal sito www.beppegrillo.it

150

Immagine e poesia di Paolo Gagliardi


Pagina 4

www.voltanaonline.it

Il Cardinale Angelo Bagnasco sulla manovra: «Tutti paghino le tasse» sociale. sollevati dalla crisi economica, con I giovani si interrogano, i giovani un occhio alla Gmg e uno sguardo domandano, questi giovani, sottoliattento all’Italia, ai suoi sbandanea il presidente della Cei, menti politici, al dovere morale di «cercano un punto di riferimento nepartecipare, ognuno per la sua par- gli adulti, nelle Istituzioni, nella Chiete, al bene della società, cominsa, orientano la propria attenzione ai ciando col pagare le tasse. valori», offrendo un esempio di coIn questo la Chiesa, i pastori, sen- me si possano prendere sul serio le za porsi «dentro alle questioni tecni- domande più vere, quelle che più contano per le nuove generazioni. che», devono essere di «richiamo spirituale ed etico», facendo Anche nell’urgenza e nella neces«appello alla coscienza di ciascuno», sità dei tagli economici, è necessaperché «sono impressionanti le rio che la politica offra maggiore cifre sull’evasione in Italia» e paattenzione alla famiglia, che in quegare le tasse «è un dovere di tutti», sta crisi, soprattutto in Italia, è stata per contribuire alla vita pubblica e ed è «una valvola di sicurezza enorme e sarebbe miope e dannoso non considerarla un ganglio vitale». A dal sito http://phastidio.net questo proposito il cardinale sottolinea che non sarebbe utile per nesVi avevano detto che l’Italia sarebbe uscita dalla crisi prima e meglio di suno «perdere questo patrimonio, altri. Vi hanno dato “il malato d’Europa”, ed il commissariamento da questo punto fermo: se la famiglia, la parte dell’Unione europea e della Bce; vita, la libertà educativa non sono al Vi avevano promesso (nel 1994) due aliquote Irpef, al 23 ed al 33 per cencentro della politica, la società non to. Non le avete avute; va da nessuna parte». Vi avevano promesso (pochi mesi addietro) tre aliquote Irpef, al 20, 30 e Dai tagli, sempre da un punto di 40 per cento, finanziate con l’eliminazione parziale di alcune agevolavista etico, secondo il cardinal Bazioni fiscali, per allargare le basi imponibili ed aumentare il gettito. gnasco, andrebbero salvaguardate Avrete l’eliminazione delle agevolazioni fiscali ed assistenziali per anche le missioni all’estero nella fare cassa, ma non le tre aliquote; porzione in cui «non riguardano tanVi avevano promesso quozienti familiari ed asili nido. Rischiate di avere to i bilanci, ma i diritti fondamentali un taglio lineare del 20 per cento sulle detrazioni per carichi familiari che in certe parti del mondo non soed asili nido; no rispettati». Vi avevano promesso liberalizzazioni, semplificazioni burocratiche e Nel medesimo contesto «è necesspinta alla crescita della produttività. Rischiate di avere lo spostamen- sario rivedere gli stili di vita». Afferto sulle domeniche delle festività “non religiose”; mazione che è un naturale riferiVi avevano promesso l’”anarchia etica”. Vi hanno dato il sondino di Stato; mento ai valori proposti dai giovani a Madrid (anche in contrapposizioVi avevano promesso liberalizzazioni e libero mercato incastonati ne a quelli propagandati dalla connell’articolo 41 della Costituzione. Avrete limiti agli sconti praticabili testazione laicista) e che l’ arcivesui libri; scovo di Genova non lascia gallegVi avevano promesso l’eliminazione degli ordini professionali. Avete avugiare nel vuoto, ma concretizza nei to la controriforma dell’Ordine forense; particolari riferiti alla realtà italiana, Vi avevano detto che il problema d’Italia era l’Unione europea. Oggi nei quale risposta etica al difficile mogiorni pari vi dicono che è fondamentale che “La Bce compri i nostri mento: «Tutti facciano la loro parte, titoli di stato“, in quelli dispari che la Bce e Draghi complottano per rinunciando a benefici eccessivi e commissariare il governo italiano; privilegi». Vi avevano detto che l’evasione fiscale era giustificata dall’eccessiva Di fronte alle deformazioni pressione fiscale. Irridevano chi diceva che le “tasse sono bellissidell’economia, dello «statalismo» e me”, perché servono a pagare servizi pubblici. Oggi si sono inventati del «capitalismo selvaggio» si tratta il solve et repete e le campagne di pubblica gogna contro l’evasione di «individuare correttivi da una sinfiscale; tesi superiore, che insieme accresca il senso dell’uomo. Abbiamo vissuto Dicevano che Prodi era un gabelliere, per essersi inventato l’Eurotassa. al di sopra delle nostre possibilità, Oggi parlano anch’essi di eurotassa e di “contributi di solidarietà”; laddove c’è ancora un livello troppo Vi avevano promesso il federalismo fiscale. Avrete maggiori tasse locali, alto, ci si ricomponga». (Segue a pag. 5 ) in aggiunta a quelle centrali. articolo di Roberto I. Zanini tratto dal sito http://www.avvenire.it

La politica deve «ritrovare e coltivare» il rapporto con la gente, sui problemi che contano, sui valori autentici, a cominciare dalla centralità della persona. La gente «sente di essere abbandonata dal mondo politico», troppo attento a «interessi personali», ha bisogno di una nuova iniezione di fiducia. I cattolici vogliono partecipare, «senza nostalgia del passato vogliono esserci e ci saranno». Da Madrid, intervistato dalla trasmissione di Raiuno Radioanch’io, il cardinale Angelo Bagnasco interviene sui grandi interrogativi sociali

IL PESCATORE DI PERLE


Pagina 5

www.voltanaonline.it

(Segue da pag. 4 )

Se con gli indignados deve esserci dialogo, questo è possibile proprio partendo dal comune «desiderio di giustizia sociale».

LA FAMIGLIA ED IL PRIVATO di Mario Paganini

I nostri nonni hanno duramente sofferto, ma in molti si sono rimasti una casa. I nostri genitori hanno lavorato sodo, combattuti tra gli articolo di Roberto I. Zanini insegnamenti familiari, che invitatratto dal sito http://www.avvenire.it vano al risparmio, e gli assillanti appelli della pubblicità, che invitaN.B. Il quotidiano “Avvenire” ha scelto di mettere il Copyright agli articoli pubblicati. vano al consumo, ma quasi tutti soIl testo è stato qui riprodotto (senza fini di no riusciti a mettere qualche cosa lucro) esclusivamente per finalità di docuda parte. Inoltre uno stretto controlmentazione e per dare un’informazione lo delle nascite ha reso tutto più veramente completa e fedele. facile. Meno bocche da sfamare: Non riprodurre ulteriormente, se non dopo più risorse per chi già c’è. Il massiaver contattato l’editore e l’autore. mo del godimento, poi, poteva essere facilmente raggiunto quando IL DELIRIO ...le bocche da sfamare non esistevano affatto! DELL’ECONOMIA Ora i nostri figli o, più in generale, i giovani, ci guardano e ci interCENTRO SOCIALE rogano. Che cosa gli possiamo dire? Quali insegnamenti e testimonianze siamo in grado di dare? E LUGO che cosa lasceremo loro in eredità? Volendo le risposte potrebbero 23 SETTEMBRE 2011 essere mutuate da alcune riflessioni di Dario Olivero (la Repubblica 19/08/2011): “Lo scenario è fin troppo evidente a tutti. Il mercato ha vinto su ogni cosa, la politica si è ridotta a specchio della finanza. Non si produce, si scommette. Non si progetta, ci si indebita. Non si assume, si affitta. Non si costruisce, si rimanda. Non si spera, si consuma. Tutto già detto, tutto già scritto. Tutto finito. Il campo di battaglia è vuoto. Nessun sol dell’avvenir risplende all’orizzonte. Nessuno spettro si aggira per l’Europa. O no?” Ancora una volta la famiglia è la valvola di sfogo, lo stabilizzatore sociale dei tempi tormentati che stiamo vivendo. Ma fino a quando sarà possibile ciò? Le famiglie avranno energie e risorse infinite? Purtroppo, no! Riflettiamo su alcune questioni di attualità. Lasciare il lavoro a settant’anni, significa: non dare occupazione ai giovani e, forse, anche una riduzione qualitativa e quantitativa dei prodotti o dei servizi offerti. Come direbbero loro signori: andremo verso “minor efficienza e minor produttività” del sistema. Non solo, ma in Italia occorre tener presenti anche altri due fenomeni o, potremmo chiamarli: due

IL TONDO

stili di vita tipici, e cioè: l’arte di arrangiarsi e uno Stato sociale non particolarmente brillante ed efficiente. Fino ad oggi, un ciclo generazionale durava venti, più spesso, trent’anni. Guarda caso coincideva (quasi) con la durata lavorativa. Una generazione si prendeva, via via sempre di più, cura dell’altra. Nonni giovani si prodigavano (moltissimo) per i nipoti. Poi, un giorno, i figli e (un poco) anche i nipoti collaboravano ed accudivano i genitori ed i nonni nelle loro necessità. Oggi questo meccanismo si è già parzialmente fermato. E il fenomeno delle “badanti” lo rende manifesto. Maggiore lavoro (precarietà, mobilità, flessibilità, ecc.), maggiore stress (procurato dai ritmi del lavoro e della vita), minor reddito e maggiori imposte sono tutti, di per se stessi, una grave minaccia per la famiglia. Un ciclo generazionale, articolato su di una normalità pari a quarant’anni, rappresenta, in assenza di servizi o di valide alternative, la fine della famiglia tradizionale. Inoltre forme di convivenza, più o meno stravaganti e innaturali, possono contribuire a non realizzare immediatamente quanto sta per accadere, distraendo tante persone in buon fede o fornendo coperture ideologie e filosofiche indegne. Altra valvola di sfogo alla crescente povertà: le ...riscoperte forme di redistribuzione del reddito tra privati. Ne sono esempio: gli scambi di lavoro prestati nella semi-clandestinità; le economie occulte e parallele, frutto di rapporti umani o di relazioni di buon vicinato, con la cessione (gratuita o quasi) di capi di abbigliamento, di generi alimentari, ecc. Poi, come sempre, quando non c’è “la luce del sole” l’illegalità può trovare un terreno fertile. Le vicissitudini e le traversie per ottenere un posto di lavoro, i lacci ed i laccioli del mercato del lavoro, le “raccomandazioni” per una progressione sul posto di lavoro, queste sono tutte cose arcinote. Così come le tante forme di condizionamento, di estorsione e di ricatto, che però sfuggono alle statistiche ufficiali. Tant’è che si finisce con il rassegnarsi ai furti ed alle rapine, nonostante i proclami di quanti sono chiamati a gestire la cosa pubblica.


Pagina 6

www.voltanaonline.it

FORSE IL CAPITALISMO SI STA AUTODISTRUGGENDO stanza domanda. Negli ultimi due/tre anni c’è stato un peggioramento a causa del massiccio trasferimento di reddito dal lavoro alla rendita, dai salari al profitto; il differenziale di reddito è cresciuto. La propensione alla spesa delle famiglie è maggiore di quella delle aziende, poiché le aziende hanno maggiore propensione al risparmio delle famiglie, pertanto la redistribuzione del reddito e della ricchezza rende il problema della scarsa domanda ancora peggiore Karl Marx aveva ragione. Ad un certo punto, il capitalismo può auto-distruggersi. Non si può continuare a trasferire reddito dal lavoro al capitale senza causare ecces-

so di capacità produttiva e calo della domanda aggregata. Questo è ciò che è accaduto. Pensavamo che i mercati funzionassero. No, non stanno funzionando. Il singolo può essere razionale. L’azienda, per sopravvivere e crescere può abbattere sempre più il costo del lavoro, ma i costi del lavoro sono il reddito e quindi il consumo di qualcun altro. È un processo auto-distruttivo

La CGIL proclama per il 6 settembre lo Sciopero

cendo per altro un “irrisorio beneficio economico”. Per questo motivo la CGIL ha deciso di lanciare una petizione popolare a difesa delle feste della Liberazione, del Lavoro e della Repubblica. È possibile firmare la petizione sul sito della CGIL (www.cgil.it) o direttamente presso le diverse sedi delle Camere del Lavoro dietro le parole “alziamo insieme la nostra voce perché l’identità ed il futuro dell’Italia sono un bene indisponibile ad ogni manipolazione”.

Le aziende non stanno facendo nulla, non sono di aiuto, sono nervose per l’accresciuto rischio. Dichiarano che stanno tagliando la capacità in eccesso poiché non c’è abbastanza domanda, ma questo porta ad uno stallo. Se non si impiega personale, non ci sarà abbastanza reddito, né fiducia da parte dei consumatori, e quindi non abba-

Generale contro la manovra di Ferragosto Per la CGIL la manovra è “depressiva” e “socialmente iniqua”, perché non viene destinata alcuna risorsa né alla crescita, né all'occupazione, mentre i redditi e i consumi dei cittadini continuano a ridursi. Per la CGIL ad essere colpiti dal provvedimento sono, ancora una volta, i soggetti sociali più deboli: lavoratori, pensionati, famiglie ; mentre si continua ad evitare di intervenire sull'evasione fiscale, sulle rendite finanziarie e sulle grandi ricchezze. Il decreto del 13 agosto oltre ad essere “inefficace” perché, come spiega la CGIL, “non affronta in maniera strutturale le cause del deficit, né pone le basi per ridurre realmente il debito”, possiede “caratteri antisindacali” in quanto “pretende di cancellare per legge uno strumento di regolazione generale dei diritti dei lavoratori come il Contratto Nazionale di lavoro”. La manovra di Ferragosto prevede, infatti, che gli accordi aziendali possano regolare le condizioni di lavoro in deroga al CCNL e alle leggi anche in materia di licenziamento. Per la CGIL questa norma rap-

presenta un “nuovo gravissimo taglio ai diritti dei lavoratori”. È proprio sull'articolo 8 del decreto ('misure a sostegno dell' occupazione') che la CGIL si sofferma nella lettera inviata a CISL e UIL, il 22 agosto scorso. Alle due Confederazioni la CGIL apre una serie di questioni: “L’art. 18 della manovra non è un attacco alla autonomia delle parti?”, “Non è forse chiaro che trasformare l’art. 18 in materia contrattabile di non meglio identificate 'rappresentanze sindacali operanti in azienda', mina l’efficacia dell’articolo stesso?”, “Non è forse evidente che una norma che non si basa sulla rappresentanza, e affida poteri su tutte le materie fuori dai contratti, è la proliferazione di qualunque forma di sindacalismo ed un attacco esplicito al sindacato confederale?”. Altra scelta contenuta nella manovra e fortemente criticata dalla CGIL è quella di spostare o accorpare alla domenica le festività civili e laiche, per la CGIL significa “colpire l'identità e la storia del nostro Paese, indebolirne la memoria”, rappresenta, prosegue “un grave limite per il futuro”, produ-

Considerazioni di NOURIEL ROUBINI fonte Marx Was Right. Capitalism May Be Destroying Itself

Nouriel Roubini insegna economia presso la New York University, non è un marxista; è stato uno dei primi a prevedere la crisi del 2008.


www.voltanaonline.it

I VALORI NON SONO IN VENDITA, TANTO MENO IN SALDO !

Pagina 7

di Tiziano Bordoni

della Costituzione che fa del lavoro pagata anche questa dai lavoratori il valore fondante di questa Repub- perché la sua attuazione “non doveblica?) va provocare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica e per le impre- Il 2 Giugno, con cui si conchiude se private”. la lunga stagione di una compromessa monarchia e s’inaugura per Non vogliamo che questa propol’Italia una nuova stagione di spesta di sostanziale cancellazione delranza. le festività laiche sia invece accompagnata dal silenzio e chiediamo il Quei giorni rappresentano ogni più alto pronunciamento di forze anno l’occasione non per stanchi politiche, associazioni e società ciriti, ma per sottoporre a verifica vile. l’attuazione di quanto rappresentano: il rinnovare l’insegnamento e La soppressione proposta va l’analisi delle ragioni che portaro- semplicemente rigettata, senza no alla soppressione delle libertà mediazioni. La manovra finanziaria progettata civili e sociali in questo Paese per Abbiamo avuto sentore che i pridal governo Berlusconi è iniqua, più di vent’anni, l’effettiva applica- mi pronunciamenti contrari a livello sbagliata e ferocemente classista. zione del diritto al lavoro per tutti, locale si basano anche su questioni Non risolve nessuno dei problemi il funzionamento trasparente e di “opportunità” commerciale: una del nostro Paese ed innescherà partecipato degli strumenti demo- soppressione delle festività interfeun’altra spirale recessiva e depres- cratici della Repubblica. rirebbe con i flussi turistici legati siva anticipata da una contrazione La proposta delle forze politiche ad esse e per questo andrebbe ritidei consumi e da un peggioramento che sono al Governo rappresenta rata. delle condizioni di vita delle classi l’esatto contrario: un ulteriore scipGiusta la richiesta, insufficiente la lavoratrici. Questa manovra si salda po per i lavoratori, una caduta ulte- motivazione. alla cronica assenza di una politica riore della laicità dello Stato Va ritirata perché se si vuole rieconomica di rilancio produttivo, (perché una misura del genere non costruire un’etica pubblica in queall’ossessione alla “privatizzazione” viene proposta anche per le festivisto Paese, bisogna farlo ricomindi quanto resta del patrimonio di tà religiose? Nemmeno negli anni ciando a dire che non tutto è in beni pubblici e comuni che è sola ’50 quando Paese era ben più convendita, non tutto può essere piegaranzia contro il baratro della defessionale, la Democrazia Cristiana gato a logiche di mercato. flagrazione sociale di questo paese avrebbe osato proporre una misura Con i valori non si può e non si e alla volontà reazionaria di compri- come quella oggi in discussione). deve fare. Siano essi religiosi o laimere oltre il sopportabili i livelli Abbiamo vissuto un periodo di ci. retributivi trasferendo ulteriori quo- festeggiamenti per il 150 esimo te di produttività dal lavoro (sia esso dell’Unità d’Italia. Un tripudio di Tiziano Bordoni dipendente, autonomo, precario o Capogruppo Federazione della Sinistra discorsi e iniziative a volte anche stabile) alla rendita e al capitale. Provincia di Ravenna retoriche e una festa istituita ma Durante le più o meno lunghe pause balneari si cerca di modificare Opss. Scusate mi sono perso alcuni miliardi di euro... drasticamente l’equilibrio di poteri presidente dell'ABT (Associazione 1 - C'è un sistema per incassare le e garanzie su cui si regge la nostra Bancaria Ticinese) ... Costituzione e la Repubblica Italiana imposte sui capitali fuggiti all'estero, in particolare nelle banche sviz- 2 - (dal sito www.repubblica.it) E se una come noi la conosciamo. zere. Sarebbe sufficiente mettere in volta tanto a pagare fossero le emitLa brutalità e la cesura passa antenti TV ? Ora che la manovra di moto la diplomazia e concludere che attraverso operazioni simbolidegli accordi fiscali bilaterali, sulla Tremonti chiede sacrifici ai pensioche come la proposta di “spostare” scia di quello concluso tra la Svizze- nati, agli insegnanti e alle piccole alla domenica le feste laiche e civili ra e la Germania o in fase di conclu- imprese, viene in mente una strada che rappresentano guarda caso, sione con la Gran Bretagna. Poi toc- alternativa che il Governo può permoniti e pilastri fondanti di questa cherà alla Francia. In buona sostan- correre: mettere all'asta le restanti Nazione: frequenze che ha ancora in mano e za si tratta di accordarsi sul cosid- Il 25 Aprile, data della Liberazione detto modello Rubik, per cui la Sviz- incassare molti milioni di euro dalle di questo Paese da una lunga e bru- zera farebbe da esattore dello Stato emittenti che se le aggiudicherantale dittatura fascista. italiano sui redditi da capitale italia- no. Invece le frequenze stanno per no in Svizzera. Se volete saperne di essere regalate alle TV senza il mi- Il 1° Maggio festa dei lavoratori nimo corrispettivo in cambio ... più, interpellate Claudio Generali, (dobbiamo rammentare l’articolo


Voltana On Line n.30-2011  

News, politics

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you