AGGIORNAMENTI VMA 30 SETTEMBRE 2026
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
Gli Aggiornamenti segnalano alcune novità esaminate nel corso dell’attività dello Studio. Si resta a disposizione per approfondimenti riguardo alle stesse: aggiornamenti@vm-associati.it A cura di: Michela Bassani (MB) Andrea Di Gialluca (ADG) Lorenza Filippone (LF) Davide Galofaro (DG) Valentina Garilli (VG) Mario Manna (MM) Francesca Marchetti (FM) Giorgia Marra (GM) Alfonso Papa Malatesta (APM) Michele Maria Rossi (MMR) Eugenio Ruggiero (ER) Federica Sisca (FS) Annalisa Stirpe (AS) Enrico Tonelli (ET) Ernesta Visentini (EV)
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
2
In questi Aggiornamenti: Transizione digitale •
4
L’adozione della Copyright Policy ai sensi del Codice di Buone Pratiche per i Fornitori di Modelli GPAI
4
•
Pubblicato in GURI il DPCM che segna l’avanzamento del sistema IT-Wallet ai sensi dell’art. 64-quater, co. 5, CAD
5
•
Importanti aggiornamenti nella sezione del sito dell’ACN dedicata alle c.d. “domande frequenti” in materia di applicazione della normativa NIS
6
Approvati dal CdM, in esame definitivo, i decreti legislativi attuativi della legge italiana sull'IA
7
•
Imposte e tributi
9
•
Fringe benefit e auto aziendali: il Decreto Omnibus aumenta del 50% la tassazione dei veicoli più datati
9
•
Affrancamento delle partecipazioni black list: l’aliquota sale al 36%
9
•
Il nuovo Testo unico adempimenti e accertamento: D.lgs. 5 agosto 2026, n. 141
9
Contabilità pubblica e giustizia contabile •
Legge Foti: una prima lettura dalle Sezioni Unite
Proprietà Intellettuale •
Il d.l. 100/2026 convertito con l. 145/2026 ricalibra la stabilità delle misure cautelari anticipatorie dopo la bocciatura della CGUE (C132/25 del 23.4.2026)
Enti locali •
12 12
13
13
14
Accertamento e riscossione delle entrate delle regioni e degli enti locali: le novità in Gazzetta
14
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
3
Transizione digitale L’adozione della Copyright Policy ai sensi del Codice di Buone Pratiche per i Fornitori di Modelli GPAI I fornitori di modelli di intelligenza artificiale di uso generale (General-Purpose AI Models – modelli GPAI), firmatari del Codice di buone pratiche (CoP) elaborato ai sensi dell’art. 56 del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), devono adottare una Copyright Policy corrispondente alle misure inserite nel capitolo Copyright del CoP stesso. La Policy rappresenta una buona pratica anche per chi non fosse firmatario del CoP. Le misure adottate nel CoP mirano a fare in modo che lo sviluppo e l’immissione sul mercato dei modelli GPAI avvengano nel rispetto del diritto d’autore, ivi inclusi i diritti sui programmi per elaboratore e sulle banche dati, e diritti connessi. La Copyright Policy andava formalmente adottata dai fornitori firmatari entro il 2 agosto 2026 per i modelli elaborati dopo il 2 agosto 2025. Per i modelli elaborati prima del 2 agosto 2025, la scadenza è il 2 agosto 2027 (cfr. art. 111, par 3, AI Act). Le responsabilità inerenti all’adozione e attuazione della Policy vanno allocate nel contesto del modello organizzativo/organigramma aziendale del fornitore (cfr. CoP, capitolo Copyright, misura 1.1). Le misure del CoP da riflettere nella Policy sono, in sintesi: 1. Predisporre, aggiornare e attuare una policy sul copyright, in un unico documento aziendale interno, con responsabilità organizzative definite (misura 1.1). 2. In caso di web crawling, utilizzare contenuti legalmente accessibili; non aggirare misure tecniche di protezione ed escludere siti individuati come sistematicamente e reiteratamente lesivi del copyright su scala commerciale (misura 1.2). 3. In caso di web crawling, identificare e rispettare le riserve di diritti ex art. 4, par. 3, Direttiva Copyright (direttiva UE 2019/790), usando tecnologie in grado di rilevare robots.txt e altri protocolli machine-readable appropriati (misura 1.3). 4. Adottare tecnologie adeguate e proporzionate per mitigare il rischio di output che riproducano illecitamente contenuti protetti utilizzati nel training; vietare impieghi lesivi del copyright nei termini d’uso (misura 1.4). 5. Designare un punto di contatto facilmente accessibile per la presentazione in via elettronica di reclami (misura 1.5). Le misure che il CoP dedica al web crawling (nel nostro elenco, punti 2 e 3) si rivolgono ai fornitori di modelli che raccolgono contenuti dalla rete ai fini di addestramento dei modelli stessi, tanto direttamente, quanto tramite terzi che raccolgano i dati per loro conto. Se il fornitore non svolge né commissiona tale attività, resta comunque soggetto all’osservanza delle condizioni di liceità previste dalla
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
4
normativa sul diritto d’autore. In tal caso, il fornitore potrebbe essere chiamato a compiere ragionevoli sforzi per valutare come i curatori dei dataset pubblici o in licenza abbiano trattato le riserve di diritti, eseguendo verifiche a campione, escludendo risultati dubbi e annotando l’attività in un registro dedicato. Questo specifico aspetto non è trattato esplicitamente nel CoP. Il CoP non contiene un obbligo di pubblicazione della Policy, ma raccomanda fortemente di pubblicare una sintesi. La pubblicazione della sintesi, a differenza della pubblicazione della sintesi dei dati di addestramento (cfr. art. 53, par. 1, lett. d, AI Act), non è obbligatoria. La Policy resta un documento aziendale interno, che i firmatari del CoP sono tenuti ad esibire in caso di controlli da parte dell’AI Office o della Commissione. Resta utile per facilitare la prova da parte dei fornitori di modelli di aver usato diligenza per il rispetto del copyright altrui (art. 53, par. 1, lett. c, AI Act). (APM-AS)
Pubblicato in GURI il DPCM che segna l’avanzamento del sistema ITWallet ai sensi dell’art. 64-quater, co. 5, CAD Il 3 agosto 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 marzo 2026, che definisce i compiti e le funzioni attribuiti alla società PagoPA S.p.a. e all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la realizzazione dell’infrastruttura tecnologica del sistema IT-Wallet e fissa la data a decorrere dalla quale l'IT-Wallet pubblico dovrà essere reso disponibile, secondo quanto previsto dall'art. 64-quater, co. 5, CAD. Nello specifico, il DPCM prevede che l’IT-Wallet (pubblico) sia reso «disponibile ai cittadini con un rilascio graduale delle funzionalità dalla data di pubblicazione del presente decreto» (art. 5). Sempre il DPCM fissa poi, per le Pubbliche Amministrazioni, il termine di 12 mesi dalla data di pubblicazione del decreto per registrarsi nel sistema IT-Wallet, scaduto il quale dovranno necessariamente aderire al sistema e rendere disponibili i dati e documenti (di cui sono c.d. “titolari di fonte autentica”) necessari per il rilascio degli attestati elettronici di attributi pubblici (sempre art. 5). Obiettivo del sistema dell’IT Wallet è infatti soprattutto quello di voler consentire la trasmissione elettronica di dati e documenti provenienti da Amministrazioni pubbliche, e dalle stesse certificati, direttamente nella disponibilità del cittadino, il quale potrà usufruirne nell'ambito di interazioni sia analogiche che elettroniche, con soggetti sia pubblici che privati. A questo proposito, ad esempio, lo stesso art. 6 del decreto specifica che, per la presentazione di istanze e dichiarazioni alle pubbliche amministrazioni per via telematica ai sensi dell’art. 65, CAD, le stesse sono valide anche quando presentate avvalendosi delle soluzioni IT-Wallet, laddove quindi
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
5
l’autenticazione dell'utente ai fini della sua identificazione è effettuata avvalendosi dell'attestato elettronico di dati di identificazione personale trasmesso tramite l'ITWallet, che è considerato equivalente alle altre modalità di identificazione elettronica dell'utente, quali lo SPID, la carta di identità elettronica o la carta nazionale dei servizi. La pubblicazione in G.U.R.I. del suddetto decreto è stata poi preceduta da quella di un altro importante decreto attuativo del sistema IT-Wallet, ossia del decreto del 17 giugno 2026 di approvazione delle Linee guida relative all'IT-Wallet, il quale istituisce il registro pubblico dei soggetti che partecipano al sistema IT-Wallet e disciplina l’emissione, la revoca e la presentazione degli attestati elettronici. In base alle risultanze scaturenti da questa prima fase di sperimentazione dell'IT Wallet, le Linee Guida contenute nell'Allegato 1 al predetto decreto saranno periodicamente aggiornate. (VG)
Importanti aggiornamenti nella sezione del sito dell’ACN dedicata alle c.d. “domande frequenti” in materia di applicazione della normativa NIS L’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale, la quale sovrintende all'implementazione e all'attuazione del d.lgs. n. 138/2024 in qualità di autorità nazionale competente NIS, ha aggiornato sul proprio sito la sezione relativa alle c.d. domande frequenti, ossia uno dei canali tramite i quali l’ACN comunica e aggiorna i propri chiarimenti interpretativi relativi all’attuazione della normativa. Nello specifico, a luglio 2026, l’ACN ha fornito specificazioni relative al tema degli obblighi degli organi di amministrazione e direttivi nell'ambito della governance della cybersicurezza, delle misure di sicurezza per la supply chain dei soggetti NIS, nonché dell’esercizio dei poteri di monitoraggio, vigilanza ed esecuzione dell'Agenzia. Nel primo caso, l’ACN precisa che, mentre l'approvazione dei documenti previsti dall'articolo 23 del decreto NIS, i quali devono definire gli indirizzi e la pianificazione strategica delle misure di sicurezza, costituisce una competenza esclusiva dell'organo collegiale e non può essere delegata, rimane invece delegabile lo svolgimento delle attività necessarie all'attuazione operativa degli obblighi, tra cui la predisposizione e l’aggiornamento della documentazione di natura tecnica e operativa, che può essere demandata alle strutture competenti, senza necessità di approvazione da parte degli organi di governo. Nel secondo caso, invece, i chiarimenti dell’ACN riguardano il processo e i requisiti di sicurezza che i soggetti NIS devono implementare per proteggere la sicurezza della propria catena di approvvigionamento. L’obiettivo è quello di rimodulare l’adempimento di tali obblighi parametrandolo alle concrete esigenze di ciascun soggetto NIS e
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
6
circoscrivendo gli adempimenti alle sole forniture che possono avere un impatto sulla sicurezza. Infine, con riferimento alle attività di monitoraggio, vigilanza ed esecuzione, l’ACN chiarisce che, al fine di rimanere aggiornata sullo stato di attuazione degli obblighi da parte dei soggetti NIS, le attività di monitoraggio, analisi e supporto (tra cui rientra la predisposizione delle stesse “domande frequenti”) hanno lo scopo di creare un canale di comunicazione continuativo tra i soggetti NIS e l’Agenzia. Tutto ciò, al fine di intervenire in caso di non conformità ed evitare, qualora possibile, l’applicazione di misure di esecuzione o di sanzioni amministrative. La sezione relative alla c.d. domande frequenti sul sito dell’ACN è in costante aggiornamento e se ne consiglia il monitoraggio al fine di rimanere aggiornati sull’attività interpretativa dell’Agenzia.
(VG)
Approvati dal CdM, in esame definitivo, i decreti legislativi attuativi della legge italiana sull'IA Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, i decreti legislativi attuativi della legge delega n. 132/2025, in materia di Intelligenza Artificiale. Del contenuto di ciascun decreto e dalla loro approvazione in esame preliminare del 10 giugno 2026 abbiamo parlato negli Aggiornamenti VMA del 29 luglio 2026. Rispetto alla versione approvata a inizio estate sono intervenute alcune modifiche, a seguito dell’acquisizione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti, della Conferenza Unificata e del Garante per la protezione dei dati personali. Con riferimento al primo decreto, in materia di poteri delle Autorità nazionali e di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione, si segnala in particolare l’esclusione dall’obbligo di revisione umana delle decisioni relative alle attività di ricerca e selezione delle candidature, anche quando comportino la mancata ammissione alle fasi successive della selezione. Quest’ultime non rientrano tra le decisioni definitive concernenti la costituzione, la modifica o la risoluzione del rapporto di lavoro, le quali invece non possono essere adottate solo sulla base di un trattamento automatizzato. Con riferimento al secondo decreto, in materia di utilizzo dell’IA per l’attività di polizia e di responsabilità civile e penale (l’unico già pubblicato nella GURI del 15 settembre 2026: d.lgs. n. 160/2026), sono stati invece definiti i requisiti minimi della banca dati relativa all’attività di videosorveglianza con riconoscimento facciale a posteriori, consentita al solo fine di identificare persone già indiziate della commissione del reato. Infatti, l’identificazione biometrica in tempo reale è ammessa solo in casi
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
7
eccezionali, per periodo limitati e previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria; ad ogni modo, è vietata la costituzione di banche dati biometriche tramite la raccolta massiva e non mirata di informazioni dal web. (VG)
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
8
Imposte e tributi Fringe benefit e auto aziendali: il Decreto Omnibus aumenta del 50% la tassazione dei veicoli più datati L’art. 2 del Decreto Omnibus (d.lgs. n. 148 del 2026) ha modificato la disciplina riguardante la tassazione dei fringe benefit, in particolare delle auto aziendali e dei relativi optional. Secondo la modifica apportata all’art. 51, co. 4, del TUIR, a partire dal periodo di imposta 2026, ai fini della tassazione del reddito di lavoro dipendente, viene aumentata del 50% la misura di tassazione dei veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti. L’incremento si applica ai veicoli immatricolati da più di cinque anni e ai veicoli concessi in uso promiscuo dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2024, nonché ai veicoli ordinati dai datori di lavoro entro il 31 dicembre 2024 e concessi in uso promiscuo nell’anno 2025, anche nel caso in cui il veicolo sia stato concesso in uso promiscuo ad un diverso dipendente. Ai fini della determinazione dei fringe benefit dell’auto aziendale concessa in uso promiscuo, le somme eventualmente addebitate al dipendente per accessori e allestimenti del veicolo sono integralmente deducibili dal valore convenzionale. La stessa normativa prevede inoltre una maggiorazione forfetaria del 5% del valore del fringe benefit nei casi in cui il veicolo assegnato in uso promiscuo sia dotato di accessori o allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non sostenuti direttamente dal lavoratore. (ADG-MB)
Affrancamento delle partecipazioni black list: l’aliquota sale al 36% Il d.lgs. n. 148 del 2026 (c.d. decreto Omnibus), pubblicato in G.U. in data 11 agosto 2026, modificando l’art. 5, della l. n. 448 del 2001, ha incrementato dal 21 al 36% l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione delle partecipazioni non quotate detenute in società ed enti residenti o localizzati in Stati o territori a fiscalità privilegiata, individuati in base ai criteri di cui all’art. 47-bis, co. 1, del TUIR. Viene precisato che detta imposta sostitutiva non può essere rateizzata. (ADG-MB)
Il nuovo Testo unico adempimenti e accertamento: D.lgs. 5 agosto 2026, n. 141 Il d.lgs. 141/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 agosto 2026 e in vigore dal giorno successivo, ha approvato il Testo unico delle disposizioni legislative in
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
9
materia di adempimenti e accertamento, le cui norme si applicheranno a decorrere dal 1° gennaio 2027 (art. 368 del Testo unico). Il provvedimento, adottato in attuazione dell’art. 21, comma 1, della l. 111/2023 (delega al Governo per la riforma fiscale), procede al riordino organico delle disposizioni che regolano gli adempimenti tributari, anche dichiarativi, nonché le attribuzioni e i poteri dell’Amministrazione finanziaria in materia di accertamento. Il decreto reca, inoltre, disposizioni di coordinamento e correttive degli altri testi unici di riordino del sistema tributario (artt. da 2 a 8 del decreto). Nel Testo unico sono state trasfuse, tra l’altro, le norme in materia di adempimenti e controlli contenute nei d.P.R. 633/1972, 640/1972, 641/1972 e 642/1972, nei d.P.R. 600/1973 e 605/1973, nel d.P.R. 917/1986 e nei d.lgs. 346/1990 e 347/1990; esso raccoglie, pertanto, numerose disposizioni relative agli adempimenti e ai controlli in materia di imposte sui redditi, IVA, imposta di registro e altri tributi indiretti, nonché di tributi erariali minori. Il Testo unico si articola in tre parti. La Parte I (artt. da 1 a 88), relativa ad adempimenti, comunicazioni e dichiarazioni, comprende tre titoli. Il Titolo I (artt. da 1 a 48) è dedicato agli adempimenti e disciplina, in particolare, l’anagrafe tributaria e il codice fiscale, l’anagrafe dei rapporti e le scritture contabili ai fini delle imposte sui redditi, prevedendo altresì misure di semplificazione fondate sui servizi digitali dell’Agenzia delle Entrate. Il Titolo II (artt. da 49 a 51) riguarda le comunicazioni, tra cui quelle connesse alle dichiarazioni, quelle rilevanti ai fini degli ISA per le imposte dirette e quelle aventi ad oggetto i dati delle liquidazioni periodiche IVA. Il Titolo III (artt. da 52 a 88) regola le dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi, la dichiarazione degli investimenti e delle attività detenuti all’estero e la dichiarazione precompilata, e contiene inoltre la disciplina dei CAF. La Parte II (artt. da 89 a 363), relativa a collaborazione, controlli e accertamento, si compone anch’essa di tre titoli. Il Titolo I (artt. da 89 a 150) raccoglie gli istituti di collaborazione con l’Amministrazione finanziaria, tra i quali il concordato preventivo biennale, la promozione dell’adempimento spontaneo, i meccanismi di risoluzione delle controversie fiscali nell’Unione europea, l’interpello sui nuovi investimenti e il regime di adempimento collaborativo. Il Titolo II (artt. da 151 a 241) definisce i poteri di controllo dell’Amministrazione finanziaria e reca, altresì, la disciplina della cooperazione amministrativa internazionale ai fini dello scambio automatico di informazioni in materia fiscale. Il Titolo III (artt. da 242 a 363) detta, infine, le regole sull’accertamento delle imposte sui redditi, dell’IVA, dell’imposta di registro e degli altri tributi indiretti. Chiude il Testo unico la Parte III (artt. da 364 a 368), formata da un unico titolo recante le disposizioni transitorie e finali, nel quale trovano collocazione, tra l’altro, le norme di interpretazione autentica e l’elenco delle disposizioni abrogate (art. 367).
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
10
(ADG-MMR)
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
11
Contabilità pubblica e giustizia contabile Legge Foti: una prima lettura dalle Sezioni Unite Le Sezioni Unite della Cassazione, pronunciandosi sulla giurisdizione del Giudice contabile per l’azione di danno erariale promossa in relazione ai medesimi fatti sui quali è stata avviata anche l’azione civile di responsabilità, ribadito il granitico principio dell’indipendenza tra l’azione civile e quella contabile ed esclusa, quindi, la violazione del ne bis in idem, colgono l’occasione per negare che la legge Foti abbia introdotto una limitazione delle responsabilità diversa da quella che già l'art. 1, comma 1, prima parte, della legge n. 20 del 1994 circoscriveva ai soli fatti o omissioni "commessi con dolo o colpa grave” (Cass. Civ., Sez. Unite, Ord., 25/08/2026, n. 24765). Secondo il Supremo Consesso, la legge n.1 del 2026, piuttosto, si sarebbe limitata a specificare, in positivo e in negativo, la “colpa grave” rilevante ai fini della responsabilità amministrativocontabile, il cui accertamento è interamente rimesso alla Corte dei Conti. (FM)
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
12
Proprietà Intellettuale Il d.l. 100/2026 convertito con l. 145/2026 ricalibra la stabilità delle misure cautelari anticipatorie dopo la bocciatura della CGUE (C-132/25 del 23.4.2026) L’articolo 2 del decreto-legge n. 100 del 12 giugno 2026, convertito senza modifiche sul punto dalla legge n. 145 del 7 agosto 2026, ha sostituito il comma 4 dell’articolo 132 CPI e il comma 4 dell’articolo 162-bis LDA. Il legislatore è intervenuto sulla c.d. strumentalità attenuata di cui godevano i provvedimenti cautelari a carattere anticipatorio (come l’azione inibitoria), i quali, a differenza delle misure a carattere conservativo, una volta concessi, rimanevano efficaci anche in difetto dell’instaurazione del giudizio di merito. La nuova previsione, identica nei due corpi legislativi, dispone che se il giudizio di merito non viene iniziato nel termine perentorio fissato dalla norma, oppure si estingue dopo essere stato avviato, il provvedimento cautelare anticipatorio è dichiarato inefficace se il destinatario presenti apposita istanza entro 30 giorni dalla scadenza del termine o dall’estinzione del giudizio. Se il destinatario non si attiva tempestivamente, la misura cautelare conserva efficacia. In caso di misure cautelari già concesse al 12 giugno 2026 (data del decreto legge), il termine per l’istanza è di 60 giorni e il beneficiario della misura può essere rimesso in termini per l’istaurazione del giudizio di merito. L’obiettivo della novella è quello di evitare, attraverso la previsione di un meccanismo di controllo ad iniziativa del destinatario, che una misura provvisoria continui indefinitamente a produrre effetti in assenza di un processo di merito, lasciando però al destinatario stesso l’onere di attivarsi tempestivamente. Ricordiamo che con la sentenza del 23 aprile 2026, C-132/25, M.M. Ristorazione c. Villa Ramazzini, la CGUE ha ritenuto incompatibile con l’art. 9, par. 5, della direttiva Enforcement (2004/48/CE) la normativa italiana nella misura in cui consentiva alle misure cautelari anticipatorie di restare efficaci senza termine. La riforma serve ad adeguare la disciplina italiana al diritto UE.
(AS - EV)
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
13
Enti locali
Accertamento e riscossione delle entrate delle regioni e degli enti locali: le novità in Gazzetta Il 12 agosto 2026 è entrato in vigore il D.Lgs. n. 147 del 7 agosto 2026 contenente Disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale e attuativo della “Delega al Governo per la riforma fiscale” contenuta negli articoli 13 e 14 della legge 9 agosto 2023, n. 111. Il provvedimento introduce, tra l’altro, strumenti di potenziamento della collaborazione tra enti e contribuenti (art. 1-3); estende alle entrate delle regioni e degli enti locali gli istituti del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza (art. 4); riscrive l’art. 53 del d.lgs. n. 446/1997 sull’Albo per l’accertamento e la riscossione delle entrate delle Regioni e degli enti locali, prevedendo altresì l’istituzione di una Commissione consultiva per l’adozione di linee guida sui criteri di affidamento e di svolgimento dei servizi di accertamento e di riscossione dell’entrate, sugli obblighi di comunicazione periodica dei soggetti affidatari e degli enti, sulla remunerazione prevista per le attività affidate, sugli esiti delle attività di accertamento e riscossione (art. 5); interviene sulle modalità di incasso delle somme, stabilendo che, in caso di riscossione affidata ad un soggetto iscritto all’albo dell’art. 53 del d.lgs. 446/1997 e di incasso tramite il sistema Pago-pa, le somme siano accreditate all’ente e ai soggetti affidatari “ciascuno per la quota di propria competenza” (secondo i criteri che saranno stabiliti con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, art. 6), estende l’accertamento esecutivo ai tributi regionali (dal 1.1.2027, art. 8), stabilisce che l’avviso di presa in carico di cui al comma 792, dell’art. 1, della l. 160/2019 debba essere inviato al debitore dal soggetto legittimato alla riscossione forzata solo “se diverso da quello che ha emesso l’atto di accertamento esecutivo” (art. 9). Il decreto legislativo interviene quindi sulle sanzioni amministrative tributarie (art. 12), sui singoli tributi (art 13-32) e sull’attuazione del federalismo fiscale (art.33 -36). Benché in vigore, per la piena attuazione di alcune delle disposizioni richiamate bisognerà attendere l’emanazione dei decreti attuativi. A questi è ad esempio demandata la definizione dei requisiti per l’iscrizione all’albo per l’accertamento e la riscossione delle entrate delle regioni e degli enti locali, i presupposti per la sospensione e la cancellazione dall’albo, le modalità di iscrizione e di verifica sul possesso dei requisiti.
(FM)
ROMA - Piazza Barberini,12 - 00187 - Tel. +39 06 4871 829 - roma@vm-associati.it MILANO – Via E. Besana, 5 - 20122 - Tel. +39 02 7609 6301 - milano@vm-associati.it
14