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CRISTO REDENTORE DELL’UOMO
Basilica del Carmine - Mesagne Quaresima 2011
Via Crucis sulla prima Enciclica di Giovanni Paolo II (1979) in preparazione spirituale alla sua beatificazione
CONCLUSIONE (8) Redentore del mondo! In lui si è rivelata in modo nuovo e più mirabile la fondamentale verità sulla creazione, che il libro della Genesi attesta quando ripete più volte: "Dio vide che era cosa buona". In Gesù Cristo il mondo visibile, creato da Dio per l'uomo riacquista nuovamente il vincolo originario con la stessa sorgente divina della Sapienza e dell'Amore. Come nell'uomo-Adamo questo vincolo è stato infranto, così nell'uomo-Cristo esso è stato di nuovo riallacciato.
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XV STAZIONE LA RESURREZIONE
VIA CRUCIS CON GESU’ REDENTORE DELL’UOMO
«Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete.» (Mt 28,5-7)
(1) Il redentore dell’uomo, Gesù Cristo, è centro del cosmo e della storia. A Lui si rivolgono il mio pensiero ed il mio cuore in questa ora solenne, che la Chiesa e l'intera famiglia dell'umanità contemporanea stanno vivendo. Attraverso lui Dio ha dato alla vita umana quella dimensione che intendeva dare all'uomo sin dal suo primo inizio, e l'ha data in maniera definitiva ed insieme con quella munificenza che, di fronte al peccato originale ed a tutta la storia dei peccati dell'umanità, ci permette di ripetere con stupore le parole della sacra Liturgia: "O felice colpa, che meritò di avere un tanto nobile e grande Redentore!"(4).
(22) La pienezza di vita, che è in Cristo, è contemporaneamente per l'uomo. Perciò, la Chiesa, unendosi a tutta la ricchezza del mistero della Redenzione, diventa Chiesa degli uomini viventi, viventi perché vivificati dall'interno per opera dello «Spirito di verità», perché visitati dall'amore che lo Spirito Santo infonde nei nostri cuori. Donaci la tua salvezza. Cristo, nostra vita. Cristo, nostra speranza. Cristo, nostra pace.
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I STAZIONE LA CONDANNA
XIV STAZIONE IL SEPOLCRO
Insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà. (Lc 23,23-25)
Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. (Mt 27,59-60)
(9) Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente, è diventato la nostra riconciliazione presso il Padre. Proprio Lui, solo Lui ha soddisfatto all'eterno amore del Padre, a quella paternità che sin dal principio si è espressa nella creazione del mondo, nella donazione all'uomo di tutta la ricchezza del creato, nel farlo «poco meno degli angeli», in quanto creato «ad immagine ed a somiglianza di Dio»; e, egualmente, ha soddisfatto a quella paternità di Dio e a quell'amore, in un certo modo respinto dall'uomo con la rottura della prima Alleanza e di quelle posteriori che Dio «molte volte ha offerto agli uomini». Rendi più giusto il mondo.
(18) Se, tutto porta, pur con tutta la ricchezza della vita temporale, per inevitabile necessità, alla frontiera della morte ed al traguardo della distruzione del corpo umano, appare a noi il Cristo oltre questo traguardo: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me..., non morrà in eterno». In Gesù Cristo crocifisso, deposto nel sepolcro e poi risorto, «rifulge per noi la speranza della beata risurrezione, la promessa dell'immortalità futura». Rendici più generosi nel bene. Per la tua umiliazione. Per la tua sofferenza e la tua croce. Per la tua morte e sepoltura.
Tu che sei innocente. Tu che sei buono. Tu che sei misericordioso.
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XIII STAZIONE LA DEPOSIZIONE
II STAZIONE LA CROCE
Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. Mt 2757-58)
I soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve, re dei Giudei!». E, sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti, gli misero la croce sulle spalle e lo portarono via per crocifiggerlo. (Mt 27,27-31)
(9) L'uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non s'incontra con l'amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente. E perciò appunto Cristo Redentore rivela pienamente l'uomo all'uomo stesso. Questa è la dimensione umana del mistero della Redenzione. In questa dimensione l'uomo ritrova la grandezza, la dignità e il valore propri della sua umanità. L'uomo che vuol comprendere se stesso fino in fondo deve, con la sua inquietudine e incertezza ed anche con la sua debolezza e peccaminosità, con la sua vita e morte, avvicinarsi a Cristo, entrare in Lui con tutto se stesso, deve "appropriarsi" ed assimilare tutta la realtà dell'Incarnazione e della Redenzione per ritrovare se stesso.
(9) La croce è una nuova manifestazione dell'eterna paternità di Dio, il quale in Cristo si avvicina di nuovo all'umanità, ad ogni uomo, donandogli il tre volte santo «Spirito di verità». Perdona le nostre colpe. Tu che porti la nostra croce. Tu che sei il Santo di Dio. Tu che sei l'Agnello senza macchia.
Signore, ascolta la nostra preghiera. Perché sappiamo rimanere sulla croce con fede. Perché la croce non sia motivo di ribellione. Perché sappiamo accogliere la croce come dono.
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III STAZIONE LA PRIMA CADUTA
XII STAZIONE LA MORTE
Proprio per essere stato messo alla prova ed aver sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova. Egli, in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia. (Eb 2,18; 12,2)
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». Gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo! ». E Gesù, emesso un alto grido, spirò. (Mt 2745-47.49-50)
(9) L'amore è più grande del peccato, della debolezza, della «caducità del creato», più forte della morte; è amore sempre pronto a sollevare e a perdonare, sempre pronto ad andare incontro al figliol prodigo, sempre alla ricerca della «rivelazione dei figli di Dio», che sono chiamati alla gloria futura. Questa rivelazione dell'amore viene anche definita misericordia, e tale rivelazione dell'amore e della misericordia ha nella storia dell'uomo una forma e un nome: si chiama Gesù Cristo. Insegnaci l'umiltà del cuore. Tu che sei umile di cuore. Tu che sei venuto a servire. Tu che hai amato gli ultimi.
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(10) La Chiesa, che non cessa di contemplare l'insieme del mistero di Cristo, sa con tutta la certezza della fede, che la Redenzione, avvenuta per mezzo della croce, ha ridato definitivamente all'uomo la dignità ed il senso della sua esistenza nel mondo, senso che egli aveva in misura notevole perduto a causa del peccato. E perciò la Redenzione si è compiuta nel mistero pasquale, che attraverso la croce e la morte conduce alla risurrezione. Noi ti rendiamo grazie. Sei morto per la nostra salvezza. Con la tua morte hai vinto la morte. Ci hai riaperto il Cielo.
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XI STAZIONE LA CROCIFISSIONE
IV STAZIONE LA MADRE
Presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo. (Gv 19,17-18)
Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima». (Lc 2,34-35)
(8) Egli è l'uomo perfetto, che ha restituito ai figli di Adamo la somiglianza con Dio, già resa deforme fin dal primo peccato. Poiché in Lui la natura umana è stata assunta, senza per questo venire annientata, per ciò stesso essa è stata anche a nostro beneficio innalzata a una dignità sublime.
(22) Noi tutti, che formiamo la generazione odierna dei discepoli di Cristo, desideriamo unirci a Lei in modo particolare. Se, infatti, in questa difficile e responsabile fase della storia della Chiesa e dell'umanità avvertiamo uno speciale bisogno di rivolgerci a Cristo, che è Signore della sua Chiesa e Signore della storia dell'uomo in forza del mistero della Redenzione, noi crediamo che nessun altro sappia introdurci come Maria nella dimensione divina e umana di questo mistero.
Perdonaci, o Signore. Tu sei il Crocifisso che soffre. Tu sei il Crocifisso che ama. Tu sei il Crocifisso che dona.
Prega per noi. Madre addolorata. Madre dal cuore trafitto. Sollievo dei sofferenti.
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V STAZIONE IL CIRENEO
X STAZIONE LA SPOGLIAZIONE
Lo condussero fuori per crocifiggerlo. Allora costrinsero a portare la croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo. (Mc 15,20-21)
Giunti in un luogo detto Golgota, che significa luogo del cranio, gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere. Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. E sedutisi, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: «Questi è Gesù, il re dei Giudei». (Mt 2733-37)
(21) La dignità della partecipazione alla missione regale di Cristo si esprime nella disponibilità a servire, secondo l'esempio di chi "non è venuto per essere servito, ma per servire". Alla luce di questo atteggiamento di Cristo si può veramente "regnare" soltanto "servendo". Signore, noi ti preghiamo. Per una carità più viva. Per una disponibilità più generosa. Per un cuore più grande.
(7) Egli, Figlio del Dio vivente, parla agli uomini anche come Uomo: è la sua vita stessa che parla, la sua umanità, la sua fedeltà alla verità, il suo amore che abbraccia tutti. Parla, inoltre, la sua morte in Croce, cioè l'imperscrutabile profondità della sua sofferenza e dell'abbandono. La Chiesa non cessa mai di riviverne la morte in Croce e la Risurrezione, che costituiscono il contenuto della sua vita quotidiana. Signore, noi ti preghiamo. Perché sia sempre rispettata la dignità dell'uomo. Perché l'uomo non sia mai privato della sua libertà. Perché ogni uomo veda negli altri dei fratelli.
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IX STAZIONE LA TERZA CADUTA
VI STAZIONE LA VERONICA
Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. (Is 53,5)
Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi. Noi splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. (Is 53,2-3)
(9) Il Figlio «che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore». Se «trattò da peccato» Colui che era assolutamente senza alcun peccato, lo fece per rivelare l'amore che è sempre più grande di tutto il creato, l'amore che è Lui stesso, perché «Dio è amore». Ascoltaci, Signore. Per una vita più austera. Per una mentalità più evangelica. Per un mondo più pulito.
(18) Lo sguardo alla situazione dell'uomo nel mondo contemporaneo ci fa indirizzare ancor più il pensiero e il cuore a Gesù Cristo, al mistero della Redenzione. La Chiesa, penetrando nell'intimo di questo mistero, vive anche più profondamente la propria natura e missione. La Chiesa non ha altra vita all'infuori di quella che le dona il suo Sposo e Signore. Difatti, proprio perché Cristo nel mistero della sua Redenzione si è unito ad essa, la Chiesa deve essere saldamente unita con ciascun uomo. Signore, fa' che vediamo il tuo volto. Nell'ammalato e nel sofferente. Nell'affamato e nell'abbandonato. Nel bisognoso e nel povero.
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VII STAZIONE LA SECONDA CADUTA
VIII STAZIONE LE DONNE DI GERUSALEMME
Quando era oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati sul suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia. (1Pt 2,23-24)
Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: « Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli ». (Lc 23,27-28)
(7) L'unico orientamento dello spirito, l'unico indirizzo dell'intelletto, della volontà e del cuore è per noi questo: verso Cristo, Redentore dell'uomo; verso Cristo, Redentore del mondo. A Lui vogliamo guardare, perché solo in Lui, Figlio di Dio, c'è salvezza, rinnovando l'affermazione di Pietro: "Signore, a chi andremo? Tu hai parole di vita eterna".
(9) La redenzione del mondo - questo tremendo mistero dell'amore, in cui la creazione viene rinnovata - è, nella sua più profonda radice, la pienezza della giustizia in un Cuore umano: nel Cuore del Figlio primogenito, perché essa possa diventare giustizia dei cuori di molti uomini, i quali proprio nel Figlio primogenito sono stati, fin dall'eternità, predestinati a divenire figli di Dio e chiamati alla grazia, chiamati all'amore.
Noi ti preghiamo.
Abbi pietà di noi.
Signore, distruggi la guerra. Signore, spegni il fuoco della violenza. Signore, dona la pace.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo.
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