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Eco di villa sora - giugno 2025

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ECO DI VILLA SORA

PERIODICO DEGLI STUDENTI DI VILLA SORA

GIUGNO 2025 NUMERO 2

Presemi con bontà per mano di Francesca Sanseverino

Il ballo di fine anno, un sogno americano che diventa realtà

di Matilde D’Onofrio

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea - Podcast

di Thomas De Giusti

In Memoria di Papa Francesco

di Daria Dornescu

Come superare la maturità (senza perdere la testa)

di Giulia Bettini

Catullo, il poeta dell'amore che non passa mai di moda

di Beatrice Angelini

di Sofia Nappa

”Sakura”: tutti i segreti e dove ammirarla

di Flaminia Pagliarini

11 Maggio: La Festa della Mamma

di Martina Stolfa

Il primo maggio - una festa nazionale

di Giorgia Orso

“Se fa male, non è amare” – Una guida per uscire da una relazione violenta di Cecilia Arcangeli

10 motivi per cui disegnare fa bene! di Vittoria Santosuosso

Addio ritardi!

di Sofia Alviani

di

Spazio Podcast & Approfondimenti

di Arianna Karol Zicarelli

Una questione privata, la resistenza attraverso gli occhi di Beppe Fenoglio

Strage di Capaci: l’attentato che scosse l’Italia di Daniele Polenta

Invincible 3, fino a che punto si può spingere un super eroe? di Leonardo Cerioni Guida alle migliori mostre a Roma

di Laetitia Della Porta

Storia della buonanotte di Anna Screpanti

Hanno collaborato allo spazio podcast e approfondimenti coordinato dalla prof.ssa Silvia Filippi: Beatrice Angelini, Cecilia Arcangeli, Alyssa Cardillo, Edoardo Cavassini, Matilde D’Onofrio, Arianna Ferrante, Francesco Ferrarini, Andrea Maggi, Marco Marsella, Lorenzo Morganti, Anita Nocilla, Valerio Panzironi, Davide Radogna, Vittoria Santosuosso, Beatrice Scordino, Leonardo Spalletta, Elena Spiriti, Rebecca Spitaleri, Rachele Tamagnini, Giulia Tiburzi, Rebecca Tiburzi, Jacopo Torri, Ginevra Vona, Lara Zago

Coordinatrici di redazione:

Prof ssa Laura Ferrante

Prof.ssa Alessandra Allegretti

Prof.ssa Francesca Sanseverino

Progetto grafico: Chiara Ferrarelli

PRESEMI CON BONTÀ PER MANO

L’ABBRACCIO AL MONDO DI SANTA MARIA AUSILIATRICE, MADRE, GUIDA E FARO DI SPERANZA

In un cuore medievale che pulsa a circa 65 chilometri da Roma, arroccato su uno stretto sperone tufaceo, tra vicoli stretti e ripide scale acciottolate, sorge il Santuario della Madre del Buon Consiglio del borgo di Genazzano. Si tratta non solo di un luogo di culto, ma di un’opera d’arte vivente che incarna una promessa di consiglio e conforto, un rifugio per chi cerca guida e speranza, in cui devozione antica e bellezza miracolosa si intrecciano in un abbraccio eterno, proprio come l’amorevole abbraccio con cui la Madonna cinge il bambino nell’iconografia cristiana. Questo luogo, reso sacro dalla presenza dispensatrice di grazie della Madre del Buon Consiglio e caro alla tradizione agostiniana, è stato recentemente visitato dal neo eletto Papa Leone XIV che, accolto con grande entusiasmo dai presenti, ha voluto rendere omaggio alla Madonna, raccogliendosi in preghiera e affidando il suo pontificato all’intercessione mariana.

La scelta di visitare questo santuario non è casuale: Maria, Madre del Buon Consiglio, è simbolo di saggezza e discernimento; il Papa, inoltre, ha sottolineato come la Vergine sia una luce che illumina il cammino dei fedeli, proprio come fece Santa Maria Ausiliatrice, madre premurosa e consolatrice, con San Giovanni Bosco, prendendolo per mano e tenendo poi per mano anche noi, guidandoci per i sentieri di questo mondo. Don Bosco non ha mai lasciato quella mano, ma ha sempre cercato protezione sotto il manto di Maria, guida materna della sua missione educativa.

«Ma no, ma no, si sforzava di spiegare Don Bosco, cercando di dominare la propria commozione Voglio dire che la Madonna è veramente qui, qui in mezzo di voi!»

Per i ragazzi dell’oratorio, Maria era una presenza concreta nella loro quotidianità, una Mamma capace di rispondere alle loro necessità più profonde e di guidarli verso la realizzazione di un progetto di vita radicato nella grazia divina. La devozione di don Bosco a Santa Maria Ausiliatrice divenne il cuore pulsante della spiritualità salesiana, un pilastro su cui costruire un cammino di fede e speranza.

Oggi più che mai, la gioventù si trova a fronteggiare le inquietudini e le incertezze di un mondo complesso e mutevole Le sfide imposte dalla società contemporanea, un progresso tecnologico che avanza inarrestabile e la ricerca di senso e di verità si intrecciano in un labirinto spesso arduo da percorrere In questo scenario, la figura di Santa Maria Ausiliatrice è una fiaccola d’amore incrollabile a cui affidarsi, certezza che mai delude, Colei che volentieri viene in nostro soccorso: una Madre che ascolta con amore, accoglie con dolcezza e protegge con fermezza coloro che, smarriti nel tumulto della vita, cercano un saldo appiglio.

Nel giorno della sua solenne festività, che quest’anno celebriamo a Villa Sora il 23 maggio 2025, i giovani, uniti alla comunità salesiana, sono invitati a riscoprire la bellezza e la carità di Maria, lasciandosi guidare nel proprio cammino spirituale

Così come Don Bosco affidò la sua opera e i suoi giovani alla Sua protezione, oggi ogni giovane può guardare alla Vergine come alla umile e alta più che creatura dantesca, sintesi perfetta di umiltà e virtù, di accoglienza e determinazione, compagna di viaggio costante nella vita degli uomini e madre sempre presente, anche per chi si allontana da casa.

IL BALLO DI FINE ANNO, UN SOGNO AMERICANO CHE DIVENTA REALTÀ

Quante volte noi italiani sogniamo il ballo di fine anno in stile americano?

I bellissimi vestiti delle ragazze, le sale organizzate secondo un tema specifico e l’atmosfera magica che si crea!

Per fortuna la nostra scuola, Villa Sora, realizza questo piccolo grande sogno per tutti i ragazzi delle medie e del liceo nell’ultima settimana di scuola

Ogni anno i rappresentanti d’istituto si riuniscono e iniziano a metter giù diverse idee per il ballo di fine anno

Il tema è differente per ogni anno Negli ultimi due anni i temi sono stati: Anni ‘90 nel 2023 e Country nel 2024, ora dobbiamo solo aspettare che ci comunichino il tema del 2025!

Struttura della serata

Appena si arriva a scuola, intorno alle 19/19:30, si fa una prima sosta allo stand, curato nei minimi dettagli e ispirato al tema della serata, per fare le foto

Successivamente chi vuole può scegliere il tavolo per cenare con i propri amici

Appena arrivano tutti inizia la vera serata Chi vuole può mangiare oppure ci si possono fare le foto

A un certo punto parte la musica: il dj anima la serata con delle musiche a tema e poi proponendo altri generi musicali.

In questo momento ci si scatena molto, momento preferito di ogni invitato. Prima di andare a casa, di solito si sceglie il miglior costume che indossa un ragazzo e una ragazza e coloro che vincono fanno un ballo insieme.

La serata termina verso le 23:30/00:00

GALLERIA

Foto del 2024, il cui tema prescelto era il Country. Anche tutti i docenti sono vestiti a tema

e ognuno va via dal cortile con il Sorriso stampato sul volto

Il nostro Ballo di fine anno per fortuna è molto simile a quello americano, il famoso Prom! Di solito le ragazze americane iniziano a prepararsi almeno qualche settimana prima del grande evento, sistemare le unghie, andare dal parrucchiere, scegliere il vestito!

I ragazzi il giorno del ballo vanno a casa delle loro ragazze e portano dei fiori da polso, il corsage, e insieme si dirigono verso la location Durante la serata si mangia, si balla e si fa festa.

Ma negli altri Paesi come funziona il ballo di fine anno?

NAZIONALED'ARTEMODERNA

In Svezia questa manifestazione è conosciuta come studentbalen, ossia ballo studentesco, organizzato durante le settimane che precedono il diploma del triennio di scuola superiore (gymnasieskola) e può essere alquanto formale, anche se l’evento cambia molto da scuola a scuola

In India l’equivalente è l’Annual Day o Sports Day, durante il quale vengono organizzati molti eventi come commedie, balli e cerimonie di premiazione per gli studenti che hanno totalizzato i voti più alti nelle rispettive materie

ECONTEMPORANEA - PODCAST di Thomas De Giusti

Mercoledì 7 Maggio le sezioni del liceo classico e scientifico dei quinti anni hanno avuto la splendida possibilità di visitare la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea situata a Roma. La Galleria offre una vastissima collezione di opere, proveniente da artisti di tutto il mondo, fra i quali Klimt, Van Gogh, ma anche molti artisti contemporanei come Maurizio Cattelan Ma non è solo un museo: è un luogo vivo, in continua evoluzione, dove ogni opera racconta una storia, ogni spazio stimola una riflessione, ogni visita è un’esperienza unica Speriamo con questo Podcast di potervi condividere il nostro viaggio e tutto quello che abbiamo potuto apprendere di persona Inquadra il QrCode e ascolta!

di Matilde D’Onofrio

IN MEMORIA DI PAPA FRANCESCO

Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, ci consegna una testimonianza palpabile e vibrante del Vangelo incarnato, vissuto fino in fondo. Nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, figlio di emigranti piemontesi, ha trasportato nella sua vocazione sacerdotale l'anima del popolo argentino: un'anima fatta di resilienza, di vicinanza, di Fede concreta Con un semplice "Fratelli e sorelle, buonasera" , diede inizio a un pontificato che avrebbe cambiato profondamente il volto della Chiesa

Un Papa del popolo, un Papa della misericordia, Francesco è stato, prima di tutto, il Papa della misericordia. Ha desiderato che fosse il cuore pulsante del suo pontificato: ha aperto porte, abbattuto muri, accolto senza giudizio. La misericordia, per lui, non era solo un concetto teologico, ma uno stile di vita, un metro di giudizio, un volto di Dio che doveva raggiungere ogni uomo e ogni donna, soprattutto chi si sentiva escluso, ferito, dimenticato Con insistenza ha parlato di tenerezza, di cura, di compassione Ha esortato la Chiesa a essere un "ospedale da campo" , più interessata a curare le ferite che a difendere delle dottrine astratte Con gesti semplici ma potentissimi (come lavare i piedi ai detenuti, baciare i malati, spalancare le porte di Santa Marta ai senzatetto) ha dimostrato che il Vangelo è anzitutto un atto d'amore.

Papa Francesco non ha avuto timore di esprimersi con franchezza Ha denunciato la cultura dello scarto, il potere cieco del denaro, l'indifferenza globale davanti alle tragedie dell'umanità Con le sue encicliche Laudate deum, Laudato si' e Fratelli Tutti, ha eretto un magistero profondo e accessibile, un invito incessante a costruire un mondo più giusto, più umano, più fraterno Nel Laudate deum invita le persone di tutte le confessioni religiose a reagire Ricorda ai cattolici che c’è la responsabilità di prendersi cura della Creazione di Dio e il rispetto delle leggi della natura Il Santo Padre invita a camminare in comunione ed a impegnarci tutti nella riconciliazione con il mondo che ci ospita

"Chi non vive per servire, non serve per vivere"

Papa Francesco

La sua attenzione verso i migranti, verso l'ambiente, verso i popoli oppressi, ha superato i confini della Chiesa, rivolgendosi anche ai non credenti, ai distanti, agli scettici. Ha cercato con forza il dialogo interreligioso, promuovendo la pace come vocazione comune L'incontro vv

ad Abu Dhabi con il grande imam di al-Azhar, l’abbraccio con il Patriarca Bartolomeo, le sue visite in luoghi martoriati dalla guerra, sono segni indelebili del suo impegno per l'unità e la riconciliazione.

Papa Francesco ha condotto una Chiesa chiamata a mettersi in cammino. Ha incentivato l'ascolto reciproco, ha insistito sull’importanza di uno stile pastorale che sappia "accompagnare, discernere e integrare", piuttosto che escludere o condannare. Non ha cercato risposte semplici, ma ha esortato tutti - laici, religiosi, vescovi - a porsi in ascolto dello Spirito. Ha affrontato sfide difficili, riformando strutture, combattendo con determinazione gli abusi nella Chiesa, portando trasparenza e giustizia, pur tra ostacoli e critiche.

Sempre con il suo stile mite ma deciso, ha ricordato che il potere, nella Chiesa, è servizio, non privilegio.

La morte di Papa Francesco si può definire non come la fine di un'epoca, ma l'inizio di una responsabilità

Ci consegna un'eredità che non possiamo semplicemente ammirare: siamo chiamati a raccoglierla, a farla fruttare, a viverla con coraggio. Le sue parole continueranno a risuonare:

"La realtà è più importante dell'idea"

"Il tempo è superiore allo spazio"

"L'unità prevale sul conflitto"

Ci lascia il sorriso di un uomo che ha saputo vivere con leggerezza e profondità. Ci lascia I’immagine di un Papa che camminava lentamente, con la mano tesa e il cuore spalancato. Ci lascia la certezza che Dio è vicino, è tenero e misericordioso.

Foto di: Marco Garro on Flickr

consona al luogo in cui ti trovi

8 Condividi i dubbi con gli amici Studiare insieme può chiarire i dubbi e abbassare la tensione orta c 9

COME SUPERARE LA MATURITÀ (SENZA PERDERE LA TESTA)

20 pratici consigli per sopravvivere alla maturità

La maturità non si prepara solo sui libri Si prepara nei pomeriggi in cui vorresti mollare tutto, nelle paure che tieni per te e nei sogni che non hai ancora avuto il coraggio di dire ad alta voce

L’esame è un confine tra ciò che sei stato e ciò che stai per diventare. Una porta che si apre su un mondo nuovo, dove non ci saranno più probabili interrogazioni o rischiosi compiti in classe, ma scelte vere, responsabilità e fantasie da rincorrere. In quei giorni intensi di giugno il tempo sembrerà fermarsi

La pressione, l’ansia, le aspettative: tutto si mescola in una tempesta emotiva che può confondere ma anche mortificare. Si tratta di una prova? Si. Ma non è quella che pensi. Non serve essere perfetti: serve essere presenti. Serve provarci, cadere, rialzarsi, studiare anche quando si è stanchi e credere, anche solo un po', in se stessi.

E per affrontare questo percorso al meglio non servono solo libri e appunti, ma anche cura di sé, tenacia e un pizzico di sfacciataggine. Per questo ho raccolto 20 consigli per superare la maturità (senza perdere la testa). Non per garantire un voto più alto ma per aiutarti a vivere questo momento con meno paura e con più fiducia.

1 Ricordati che siamo tutti sulla stessa barca La maturità è un rito di passaggio, non sarai né il primo né l’ultimo, quindi non disperarti.

2.Il punteggio non è la priorità. In questo momento potrebbe esserlo, ciò nonostante il voto non rispecchia quanto sei intelligente, ma è solo il risultato di alcune prove.

3.Ripeti gli argomenti come se fossi un professore. Se riesci a spiegarlo significa che hai capito veramente i concetti.

4.Ritaglia uno “spazio sacro” per studiare. Scrivania in ordine, una candela accesa e zero distrazioni: creare un ambiente che ti metta in modalità focus e a tuo agio è fondamentale.

5 Non rivedere tutto fino all’ultimo secondo. Il ripasso dell’ultimo minuto serve solo a confonderti Fidati di ciò che sai

6 Prenditi cura anche dei tuoi compagni. Una rassicurazione, una parola gentile possono alleggerire la tensione di tutti E fanno bene anche a te

7 Pensa agli outfit da indossare durante le tre prove. Non sottovalutare questo elemento e vestiti in maniera consona al luogo in cui ti trovi

8 Condividi i dubbi con gli amici. Studiare insieme può chiarire i dubbi e abbassare la tensione

9 Porta con te un oggetto "antistress” Una penna, un evidenziatore, qualcosa che ti dia sicurezza e su cui poter scaricare l’ansia

9 on te un oggetto "antistress” Una penna, un evidenziatore, qualcosa che ti dia sicurezza e su cui poter scaricare l’ansia

10 Premiati. Hai finito di ripassare? Regalati qualche minuto sul divano, del cibo, o una serie TV Sarà un rinforzo positivo

11 Cambia materia ogni 90 minuti Il cervello si annoia facilmente e cambiare stimola l’attenzione

12 Concediti delle pause Non la classica “pausa” TikTok per due ore Esci, fai due passi o ascolta della musica

13 Fai una playlist “pre-esame” Ti darà la carica giusta Non a caso nel mondo dello sport agonistico la musica viene considerata doping.

14.Evita chi semina il panico, ma soprattutto non essere quella persona. Blocca, silenzia o prendi le distanze.

15.Sorridi spesso e impara a sorridere anche se sei teso. Il cervello non capisce la differenza tra sorriso vero o falso, inoltre, sorridere abbassa il cortisolo (l’ormone dello stress).

16.Non c’è solo la maturità nella vita. Lo so, sembra assurdo adesso. Ma tra 3 mesi ripenserai a quanto sembrava impossibile e ci riderai su.

17.Cura la tua salute mentale. Parla se ti senti sopraffatto perché a volte basta dire “non ce la faccio” per cominciare a farcela

18 Non confrontarti troppo con gli altri. C’è chi ha già finito tutto e chi deve iniziare Tu fai il tuo percorso

19 Abbraccia l’imperfezione. Un errore o un vuoto mentale può succedere e non rovinerà né l’esame e né te

20 Immagina il momento dopo. Quando uscirai dall’orale, respirerai profondamente, dirai “è fatta” e sentirai di essere cresciuto Perché lo sarai davvero

Ogni esame è una soglia Quando la varchi, qualcosa cambia Cambia il modo in cui ti guardi, in cui affronti la vita Diventi un po' più forte e un po’ più libero Tu non sei solo un voto, una media o una traccia svolta bene Sei tutto quello che hai imparato, anche fuori dai banchi Sei i tuoi crolli e le volte in cui ti sei rialzato Sei la forza che non pensavi di avere e il futuro che stai cominciando a costruire

Alla fine non ricorderai tutto quello che hai studiato, piuttosto ricorderai che ce l’hai fatta anche quando non ci credevi neanche tu e questo, credimi, vale molto di più di qualsiasi punteggio Superare la maturità non significa solo avere un diploma in mano ma dimostrare a te stesso che puoi affrontare qualcosa di grande e che puoi cadere e rialzarti

Respira. Sorridi. Non sei più solo uno studente: sei qualcuno che sta diventando.

di Giulia Bettini

”SAKURA”: TUTTI I SEGRETI E DOVE AMMIRARLA

La fioritura primaverile dei ciliegi, comunemente chiamata “Sakura” , è un fenomeno spettacolare celebrato in Giappone con l'antica tradizione dell'hanami, un momento di contemplazione e festa sotto i sakura in piena fioritura Questo evento simboleggia la bellezza temporanea ma al contempo semplice e profonda della vita; viene osservato anche in altre città del mondo, come ad esempio Washington

D C , USA

Qui i ciliegi donati dal Giappone nel 1912 colorano il Tidal Basin e ogni anno attirano milioni di visitatori per il National Cherry Blossom Festival

A Parigi, in Francia, nel giardino del Parco

Sceaux, poco fuori città, gli alberi offrono uno spettacolo incantevole di fiori rosati

A Bonn, in Germania, le strade della città si trasformano in tunnel floreali che sembrano città

sembrano usciti da una fiaba A Stoccolma, in Svezia, Kungsträdgärden, il giardino reale, è il luogo perfetto per osservare i ciliegi in piena fioritura Ovunque sboccino i ciliegi, il loro fascino continua ad unire le persone e le culture rendendo la primavera un periodo di meraviglia, riflessione e unione, nascoste dietro ai semplici e naturali gesti anche di un solo albero

11 MAGGIO: LA FESTA DELLA MAMMA

Ogni 11 Maggio si ricorda la Madre di tutti noi, la Vergine

Maria; ma in generale festeggiamo tutte le mamme con fiori e abbracci. É una ricorrenza meravigliosa, che unisce la famiglia,macomenascedavvero?

La sua nascita risale al periodo greco-romano: al tempo, le madri erano festeggiate negli eventi dedicati alle divinità femminili e alla fertilità Le dee erano, infatti, simbolo di maternità,virtùapprezzatissimadallasocietà.

Nella modernità la Festa della mamma ha origine negli Stati

Uniti, in seguito ad una richiesta di Anna M. Jarvis che si ispirò al sogno della sua mamma La morte della donna nel 1905 ha portato Jarvis ad istituire questa commemorazione, che nel giro di 50 anni si è diffusa per quasi tutti i paesi del continente É stata poi resa festa nazionale dal presidente WoodrowWilson,nel1914.

Questa ricorrenza è diventata una roccia per i calendari di bbbbb

qualsiasi città del mondo che, pur di festeggiare la donna più importantedellavita,hacambiatodate,luoghieusanze Per esempio, nel Regno Unito si parla di "Mothering Tuesday", e si festeggia la quarta domenica di Quaresima; questasceltaèdatadaunalungatradizionebritannica,dovei lavoratori lontani dovevano tornare nella chiesa di battesimo e quindi dalla propria mamma! Per festeggiare, i bambini cucinano la Torta Simmel -dolce fatto da due strati di pasta di mandorle.

InMessico,d'altrocanto,c'èil"diadelamadre";perlastrada si possono vedere e sentire balli e canzoni a tema, e i figli portanolemadriamangiarefuori.

Nel resto del Sudamerica, la festività è così importante che ragazzi e genitori rimangono a casa (l'evento si festeggia il 10 Maggio)

In alcuni paesi - come Spagna e Portogallo - la Festa della mamma si celebra l'8 Dicembre, proprio il giorno dell'Immacolata Concezione, per onorare la Madonna; in Indonesia, invece, la festa coincide con la celebrazione del primo Congresso delle donne nel 1928 e si svolgono anche manifestazionipoliticheasostegnodelledonne Pensare che in Norvegia, si festeggia la seconda domenica di febbraio, e si donano alla mamma non solo regali e fiori, ma anche piatti speciali a base di pesce fatti a mano Mentre il Kenya rende omaggio alle madri - la seconda domenica di maggio - regalando fiori: ogni fiore ha un significato, ma quello per eccellenza è di sicuro il garofano rosa o rosso Chi, purtroppo, ha perso la mamma, può omaggiarla con un garofano bianco (simbolo di amore puro, senza secondi fini e barriere) ujnklm

di Flaminia Pagliarini
Foto di: neelam279 on Pixabay
di Martina Stolfa

Ma, in Italia? Nel nostro Paese, la festività è arrivata solo nel 1933, quando il fascismo ha deciso di festeggiare le madri per motivi propagandistici Era molto importante la politica natalista, e le donne più “attive” erano quelle più premiate Inoltre lo stato italiano è sempre stato molto maschilista.

In seguito, negli anni '50, la Festa della mamma prese un'accezione diversa, e ne furono istituite ben due: la prima, dalla chiesa di Assisi, fu creata per motivi religiosi; la seconda, Ligure, promossa dai fiorai al fine di aumentare le vendite Solo nel 1959, finalmente, divenne la giornata che conosciamo oggi e che festeggia le donne e il loro duro lavoro

Nonostante le differenze, possiamo dire quindi che le nostre mamme sono fantastiche, e che dovremmo trattarle come tali. Sono super-eroine che lottano senza maschera, e di sicuro meritano più di un solo giorno per apprezzare il loro grandissimo impegno. AuguriMamme!

IL PRIMO MAGGIO - UNA FESTA NAZIONALE di

Il primo maggio è la Festa del lavoro Ma sapete perché, il primo maggio, nel nostro paese è festa nazionale? Lo è perché è la giornata che celebra le lotte che, durante i secoli, i lavoratori hanno combattuto per poter veder riconosciuti i propri diritti. In poche parole, se la mamma e il papà tornano a casa dopo 8 ore di lavoro anziché 12 o 15, e nel fine settimana restano con voi anziché lavorare, è merito degli sforzi e dei sacrifici fatti dalle generazioni di lavoratori precedenti E lo stesso vale per il vostro diritto all’istruzione perché, fino a non troppi decenni fa molti bambini invece

realtà, una lunga storia L’idea nacque in Francia il 20 luglio 1889, quando alcuni partiti proclamarono una grande manifestazione per ridurre la giornata ad 8 ore.

Ancora prima, nel 1885 in Australia, era stato coniato il motto “Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire” , uno slogan condiviso dai movimenti di lavoratori di tutto il mondo che fu la scintilla per le rivendicazioni sindacali e la ricerca di un giorno, il primo maggio, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per affermare i propri diritti Ma perché proprio quella data? Fu una scelta simbolica per ricordare il 1º

Giorgia Orso

ore La protesta durò tre giorni e culminò, il 4 maggio, col massacro di piazza Haymarket a Chicago, quando uno sconosciuto lanciò una bomba su un gruppo di poliziotti uccidendone sette, insieme a quattro civili. Quella manifestazione divenne il simbolo delle rivendicazioni degli operai di tutto il continente che, in quegli anni, lottavano per avere diritti e condizioni di lavoro migliori.

A Parigi, il primo maggio del 1890, ci fu la prima manifestazione internazionale, dove si registrò un’altissima adesione Da quel momento, la data divenne festa nazionale in molti Paesi, tranne che negli Stati Uniti, dove il Labor Day (festa del lavoro) si festeggia il primo lunedì di settembre

In molti paesi d’Europa, la festività del primo maggio fu adottato nel 1889, in Italia due anni dopo Anche nel nostro Paese, però, questa festività ha trovato filo da torcere In epoca fascista, per esempio, tra il 1924 e il 1944 la festa del lavoro fu anticipato al 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma, prendendo il nome di Natale di Roma, festa del lavoro

Nel 1947 tornò a essere festeggiato il primo maggio e proprio quell’anno, a Portella della Ginestra, in Sicilia durante la manifestazione furono uccise 11 persone in una sparatoria organizzata dalla banda del mafioso Salvatore Giuliano.

La legge 260 del 1949 istituisce la festa del lavoro e stabilisce che per il primo maggio i lavoratori ricevano una retribuzione pari a quella di una normale giornata lavorativa, in aggiunta a quella per l’eventuale lavoro effettivamente svolto

Una curiosità: dal 1990 a Roma viene feste

Numero medio di ore settimanali effettive di lavoro nella mansione principale (occupati di età compresa tra 20 e 64 anni).
Fonte: Eurostat, dati 2025

festeggiato con un “concertone”, una maratona musicale con importanti cantanti Il concerto del 1° maggio a Roma eè l’occasione per tanti giovani (e meno giovani!) di ritrovarsi ascoltando buona musica e condividendo i valori dei lavoratori di ieri e di oggi, per non dimenticare che bisogna sempre battersi per i propri diritti, e anche per quelli di chi ha meno voce

“SE FA MALE, NON È AMARE” – UNA GUIDA PER USCIRE DA

UNA RELAZIONE

VIOLENTA

In Italia, ogni giorno, troppe donne vivono nel silenzio e nella paura, vittime di violenza da parte di chi dice di amarle Si tratta di una realtà cruda e più diffusa di quanto ci aspettiamo, che spesso resta invisibile dietro le mura di casa, mimetizzata tra parole dolci seguite da urla, carezze che si trasformano in pugni, attenzioni che diventano controllo. Riconoscere che quella che si sta vivendo non è una relazione d’amore, ma una relazione violenta, è il primo passo per salvarsi Ma non sempre è semplice

La violenza contro le donne può presentarsi in molti modi Non è fatta solo di lividi sul corpo Esiste una violenza silenziosa, fatta di umiliazioni costanti, di parole che feriscono più di uno schiaffo C’è chi viene spinta ad abbandonare il lavoro, chi viene allontanata da amici e familiari, chi ogni giorno si convince che “forse ha esagerato”, che “forse se l’è cercata” Ma l’amore vero non umilia, non ferisce, non fa paura.

Il caso di Giulia Cecchettin, giovane studentessa uccisa dal suo ex fidanzato nel novembre 2023, ha scosso profondamente il Paese La sua morte ha portato migliaia di persone a scendere in piazza, a chiedere giustizia e rispetto per il genere femminile Punire i colpevoli non

non basta, serve prevenire, ascoltare e credere alle donne quando parlano

Cosa dicono gli psicologhi al riguardo?

La psicoterapeuta Valeria Fiorenza Perris spiega come la violenza psicologica sia tra le più pericolose, perché meno visibile e spesso sottovalutata Chi subisce queste forme di abuso finisce per perdere fiducia in se stessa, sentendosi colpevole e inadeguata Ma è proprio nei momenti più bui che si può iniziare a risalire Rivolgersi a uno psicologo, a un centro antiviolenza, non è solo chiedere aiuto: è scegliere di riprendersi la propria vita, passo dopo passo, senza essere giudicati per sofferenze che proviamo senza volerlo

Voci di donne che ce l’hanno fatta È molto piacevole sentire storie di donne che ce l’hanno fatta, storie come quella di Elena e Chiara, due donne che oggi vivono lontane dai loro aggressori, dimostrano che uscire da una relazione tossica non è impossibile. Elena racconta che, per anni, si era convinta che lui l’amasse davvero, anche quando la insultava e le impediva di vedere i suoi amici Un giorno, ha sentito in TV il numero 1522 e ha trovato il coraggio di chiamare Da lì, ha iniziato un coragg mmm

percorso che l’ha portata alla libertà mmmAnche Chiara ha trovato rifugio in un centro antiviolenza: “Pensavo di non avere via d’uscita, ma quando ho trovato persone pronte ad ascoltarmi senza giudicare, ho capito che meritavo di più”

Pensavo di non avere via d’uscita, ma quando ho trovato persone pronte ad ascoltarmi senza giudicare, ho capito che meritavo di più

Il numero 1522 è attivo 24 ore su 24, gratuito e anonimo Rispondono operatrici esperte, pronte ad ascoltare e indirizzare ogni donna verso i servizi più adatti: sostegno psicologico, assistenza legale, protezione In caso di pericolo immediato, si può contattare il 112, numero unico per le emergenze Sul sito www 1522 eu si trovano anche le informazioni per contattare il centro antiviolenza più vicino

Ogni passo che ogni donna che soffre di violenza farà, anche molto piccolo e apparentemente insignificante, sarà un passo in più verso la sua rinascita

di Cecilia Arcangeli
L’app YouPol della Polizia di Stato, disponibile per android e iOS permette di denunciare in modo diretto, anche in forma anonima, un episodio di violenza e richiedere un intervento della Polizia. Fonte: poliziadistato.it, novembre 2024
Per le donne vittime e i loro bambini vittime di violenza esistono le Casa Rifugio, strutture dedicate sul territorio nazionale, a indirizzo segreto, pronte ad accoglierli a titolo gratuito con l’obiettivo di proteggerli e salvaguardarne l’incolumità fisica e psichica. Fonte: telefonorosa.it

10 MOTIVI PER CUI DISEGNARE FA BENE!

Disegnare non è un semplice passatempo rilassante È un vero e proprio training per il cervello Secondo la scienza disegnare fa bene: al cervello, alle emozioni, alla salute

1. Accende il cervello

Disegnare attiva più aree cerebrali contemporaneamente. Mentre guardiamo, tracciamo e immaginiamo, il cervello si attiva in maniera globale Gli studi mostrano che chi pratica l’arte con costanza sviluppa una maggiore quantità di materia grigia, la sostanza che ospita i neuroni e le sinapsi. Più materia grigia significa migliori funzioni cognitive, memoria più forte e mente più agile. Disegnare è un modo concreto per mantenere il cervello giovane e attivo

2. Incrementa la creatività

Per creare dobbiamo inventare, scegliere, improvvisare Questo esercizio continuo stimola la fantasia e l’immaginazione, due abilità fondamentali in molti aspetti della vita quotidiana, dal lavoro alla risoluzione dei problemi Con il tempo, disegnare ci aiuta a pensare in modo più flessibile e originale, ma anche a esprimere visivamente concetti interiori

3. Migliora la memoria

Sorprendentemente, disegnare può migliorare la memoria, anche in chi soffre di declinio cognitivo

Disegnare ci costringe a utilizzare le nostre capacità di “immagazzinamento mentale” per ricordare una serie di tecniche e conoscenze artistiche Facciamo inconsciamente uno sforzo per ricordare con la nostra memoria visiva i passaggi da seguire. La nostra immaginazione artistica aiuta il nostro cervello a rafforzare la sua capacità di ricordare le cose

4. Aiuta a comunicare meglio

L’arte è un linguaggio. Quando mancano le parole, un’immagine può dire tutto. Disegnare ci permette di esprimere pensieri complessi e sentimenti profondi in un processo di introspezione che ci fornisce il tempo di elaborarli meglio Questa capacità rafforza l’intelligenza emotiva e ci aiuta a entrare in contatto con gli altri in modo più autentico. Il disegno può essere anche molto più di un’espressione estetica. Può diventare un mezzo per dare voce a emozioni complesse. Quando disegniamo ciò che sentiamo, traduciamo stati d’animo in forme, colori, simboli. Questo processo aiuta a riconoscere, accettare e condividere le emozioni. E non riguarda solo chi disegna Anche chi osserva un’opera emotiva può empatizzare con l’artista sentendosi toccato e compreso. È il potere dell’empatia visiva: un ponte tra l’artista e il pubblico, tra l’interiorità e il mondo esterno

5. Riduce lo stress

Disegnare rilassa in quanto ci fornisce l’evasione necessaria per allontanarci dallo stress della vita quotidiana. Quando ci immergiamo in un disegno, la mente si calma, il respiro si regolarizza, l’ansia si mmmmmm

di Vittoria Santosuosso

attenua È uno stato simile alla meditazione Il cervello smette di inseguire pensieri e si concentra sul presente

Anche pochi minuti al giorno possono fare la differenza per il benessere mentale

6. Allena il pensiero critico

Fare arte non è solo istinto: richiede analisi, scelta, riflessione Spesso dobbiamo risolvere problemi visivi, capire cosa non funziona, cercare alternative Questo tipo di esercizio sviluppa le capacità logiche e il pensiero creativo. E si rispecchia anche nella vita quotidiana.

7. Migliora la motricità

Disegnare vuol dire precisione La mano si allena, i movimenti si fanno più coordinati Non è un’attività utile solo ai bambini: anche gli adulti si avvantaggiano di questo allenamento motorio Serve per scrivere meglio, usare utensili con più sicurezza, o semplicemente muoversi con più controllo.

8 Fa sentire bene

Ogni piccolo traguardo, ogni disegno completato, stimola il rilascio di dopamina: l’ormone del benessere Ci sentiamo soddisfatti, rilassati, più positivi Questo rafforza la motivazione e crea un circolo virtuoso: più disegniamo, più stiamo bene. E più vogliamo continuare.

9 Rafforza l’attenzione

Chi disegna impara a osservare Luce, ombre, proporzioni, colori: nulla sfugge a un occhio allenato Questo allenamento visivo si riflette anche nella vita quotidiana. Diventiamo più attenti, più concentrati, più presenti.

10 Aumenta l’autostima ed è anche divertente

Creare qualcosa con le proprie mani è gratificante Ci dà un senso di padronanza e competenza Ogni progresso, anche piccolo, rafforza la fiducia in sé Con il tempo, disegnare può diventare uno strumento per costruire un’identità più solida e positiva.

Ultimo, ma non meno importante: disegnare è piacevole

In conclusione disegnare è molto più che creare immagini È un esercizio completo per mente, corpo e spirito Aiuta a pensare meglio, sentire di più, comunicare davvero.

Foto di: Dow on Pixabay

ADDIO RITARDI!

Vi capita spesso di arrivare in ritardo a scuola? A me sì Quindi, da ritardataria cronica ho escogitato 10 modalità per essere finalmente puntuale.

1. Svegliarsi prima

Può sembrare ovvio e scontato, ma svegliarsi almeno mezz’ora prima del solito aiuterebbe a regolarsi meglio con il tempo Poiché, per esperienza personale, il problema dei ritardatari la mattina non é tanto il dormire troppo e di conseguenza avere i minuti contati per prepararsi, ma il non saper gestire il tempo in modo consapevole. Mi sono capitate situazioni in cui sono arrivata in ritardo perché, essendomi svegliata presto, avevo talmente tanto sonno da perdere la concezione del tempo, e ritrovarmi a fissare il vuoto per svariato tempo

2 Andare a dormire presto

Può sembrare ovvio ma andare a letto e assicurarsi di dormire almeno otto ore, aiuta

3 Svegliarsi più tardi

Sì, non prendetemi per pazza, ma a volte anche svegliarsi all’ultimo ed avere la scarica d’adrenalina data dalla fretta, aiuta a ad evitare ritardi. Quante volte uno si sveglia di colpo per il pensiero di aver dormito troppo, rendendosi conto di averlo effettivamente fatto, mette la prima cosa che trova ed esce di corsa? A me capita spesso perché alla fine é una cosa normale (é una cosa normale, vero ?)

4 Creare una routine basata sugli orari / Monitorare il tempo

Un consiglio che posso darvi é di cronometrare ogni singola azione che svolgete al mattino (anche il tempo che impiegate a mettervi le pantofole o starnutire, mi raccomando), possibilmente prima usando un giorno feriale per le prove indi cronometrare cose come il tempo che utilizzate a farvi la doccia (si spera), lavarvi i denti, o percorrere la strada per scuola

5 Cambiare l’orario a tutti gli orologi

Un metodo infallibile é quello di non sapere che ora realmente sia e basarsi sull’istinto dell’uomo primordiale che é dentro di noi Tra le controindicazioni sicuramente ci sono i vari attacchi di cuore che potreste subire leggendo di esservi svegliati alla 9:30 di mattina, ma non vi preoccupate, il cavernicolo che é in voi saprà indirizzarvi verso la ragione

6 Mettere la sveglia lontana

La cosa migliore sarebbe di posizionare la sveglia in un altra stanza vicina a un volume tale da far chiamare la polizia ai vicini per disturbo della quiete pubblica In questo modo per eliminare il frastuono stordente bisognerà per forza di cose alzarsi dal letto per evitare una denuncia

7 Incaricare qualcuno

Avete presente quando vi chiedete che scopo hanno i fratelli? Ecco, quello di svegliarvi Specialmente i fratelli maschi, sono specializzati nell’infastidire talmente tanto da smuovervi dall’attività che stavate svolgendo Allora perché non sfruttarli? Incaricateli di svegliarvi la mattina, lasciando loro la possibilità di farlo nella modalità che preferiscono senza che voi possiate replicare. Lo so, potrebbe essere difficile non sbraitargli addosso quando vi lanceranno un secchio di acqua ghiacciata o produrranno suoni nelle vicinanze delle vostre orecchie, ma vi assicuro che porteranno a termine il loro compito in modo diligente e professionale, e voi arriverete in orario.

8. Comprarsi una Xpeng X2 (no adv)

Andate di corsa e non c’è modo che riusciate ad arrivare in orario a causa del traffico? Xpeng X2 é ciò che serve a voi! Il modello più innovativo di macchina volante sul mercato, al modesto costo di 300.000€! Cosa non si farebbe pur di arrivare in orario?

9. Corrompere qualcuno

L’ultima spiaggia é convincere qualcuno a farvi entrare lo stesso, per esempio il portinaio o la prof incaricata di monitorare la situazione all’entrata. Per fortuna la nostra scuola super all’avanguardia ci toglie il peso di umiliarci di fronte a qualcuno grazie all’amatissimo totem all’entrata! E sì, i secondi di ritardo valgono, quindi assicuratevi di avere un orologio che li conta.

Avete ragione, in realtà ho trovato solo nove trucchi per arrivare puntuale a scuola, perché sono una ritardataria cronica e non ho avuto il tempo di pensare al decimo Se qualcuno sarà bocciato per i ritardi non me ne assumo la responsabilità

di Sofia Alviani
Foto di: Geralt on Pixabay
10 trucchi per arrivare puntuale a scuola

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: LA DE-UMANIZZAZIONE DELL’ARTE

Non è sconosciuta, ormai, l’idea di immagini create con l’intelligenza artificiale. Quasi tutti hanno visto il prodotto di ciò che l’IA può fare in pochi secondi, e quasi tutti sono stati ingannati da questo tipo di produzione, credendo che l’immagine fosse reale. Oggi vorrei concentrarmi in particolare sull’ ”arte” IA. Queste virgolette sono volontarie, poiché cercando velocemente la definizione di arte su Google, si può subito leggere che l’arte è "Qualsiasi forma di attività dell'uomo come riprova o esaltazione del suo talento inventivo e della sua capacità espressiva ” Enfasi su “dell’uomo ”

In questo articolo, per convenzione continuerò a chiamare l’arte IA come tale, così come coloro che digitano quelle due parole nelle tastiere dell'intelligenza artificiale come “artisti”, quando in realtà davvero non lo sono

Quindi, qual è il problema dell'arte IA? Realisticamente e una comodità, no? In realtà la prima questione è proprio questa: la comodità L’arte non dovrebbe essere qualcosa di facile, ma è un'attività di per sé faticosa che implica un’enorme pazienza e un grandissimo impiego di tempo. Non per nulla Da Vinci ha lavorato sulla Gioconda per quattro anni, o Monet trenta sul Ciclo delle ninfee! Utilizzare l’intelligenza artificiale per realizzare opere artistiche è davvero un insulto all’impegno e alla passione degli artisti sia antichi che contemporanei, che hanno dovuto affinare le loro doti per anni prima di poter creare delle opere degne di lode

Un altro enorme problema dell’arte IA è il fatto che i modelli di intelligenza artificiale sono allenati sui lavori di migliaia di artisti senza il loro consenso, effettivamente rubandoli Ciò vuol dire che tutto ciò che viene generato dell’IA è semplicemente il rimescolamento di opere preesistenti.

Questo viene spiegato bene in un articolo di Wired, che dice: mmmmmm

“L'intelligenza artificiale utilizza informazioni tratte da opere e documenti già esistenti per essere formata a riconoscere modelli e correlazioni.

Questo processo avviene attraverso lo scraping, ovvero l'estrazione automatica di contenuti da siti web e database online I dati raccolti vengono poi immagazzinati e utilizzati per generare risposte alle richieste degli utenti.”

Questo ha portato ad un problema recente: il trend Studio Ghibli, ovvero il far ricreare all’intelligenza artificiale delle immagini nello stile dell’amato studio giapponese, creatore di film come Il castello errante di Howl e KikiConsegne a domicilio Questo trend è comparso su tutti i social media, scatenando anche una forte reazione da uno dei fondatori dello studio, Hayao Miyazaki. Lo stile, infatti, è stato copiato senza il consenso dello mm

studio, riducendo la magia di anni e anni di disegno e animazione a semplici prompt. Miyazaki stesso è da sempre stato contro l’arte IA, definendola “un insulto alla vita stessa”

Per concludere, come ha detto molto eloquentemente questo articolo di Forbes, tradotto, “[Questa] tecnologia è una soluzione a un problema che non è mai esistito ”

Infatti chi davvero ama l’arte, si impegna a crearla Se non si sa disegnare, basta semplicemente acquistare un’opera da un’artista che ci mette il cuore nel realizzarla, invece di chiedere ad una macchina di replicare l’anima umana Altrimenti, c'è solo un’altra opzione: prendi una matita, una gomma, un foglio di carta, un bel video su Youtube, e impara!

Fermo immagine tratto da: Wired, articolo a cura di Alessandro Patella
Fermo immagine tratto da: Forbes, articolo a cura di Dani Di Placido

SPAZIO PODCAST & APPROFONDIMENTI

Inquadra il QrCode e ascolta o leggi gli approfondimenti

SPECIALE “BEATIFICAZIONE & CANONIZZAZIONE”

La santificazione e la beatificazione

Approfondimento a cura di: Giulia Tiburzi, Elena Spiriti, Rebecca Tiburzi, Leonardo Spalletta, Lara Zago (E3A)

Chiara Corbella

Puntata podcast a cura di:

Carlo Acutis

Approfondimento a cura di:

Marco Marsella, Andrea Maggi, Anita Nocilla, Valerio Panzironi (E3A)

Lorenzo Morganti, Arianna Ferrante, Francesco Ferrarini, Davide Radogna, Jacopo Torri (S3A)

Piergiorgio Frassati

Approfondimento a cura di:

Chiara Luce Badano

Approfondimento a cura di:

Matilde D'Onofrio, Vittoria Santosuosso, Cecilia Arcangeli, Beatrice Angelini, Edoardo Cavassini (C3A)

Rebecca Spitaleri, Ginevra Vona, Beatrice Scordino, Alyssa Cardillo, Rachele Tamagnini (C3A)

APPROFONDIMENTO GAUDIUM ET SPES

A cura del E4A

Gli studenti del quarto anno del liceo di scienze umane, opzione economico sociale, hanno svolto un lavoro in gruppi dal titolo “Riflessioni dalla Gaudium et Spes” relative alla partecipazione dell’uomo alla vita

economico-sociale e politica Dopo aver chiarito di quale dignità è insignita la persona e quale compito, individuale e sociale, egli è chiamata ad adempiere, il Concilio Vaticano II (1062-1965), con la sua Costituzione Pastorale Gaudium et Spes, pone l’attenzione su alcuni problemi contemporanei Tra questi, sottolinea come anche nella vita economicosociale sono da tenere in massimo rilievo e da promuovere la dignità della persona umana, la sua vocazione integrale e il bene dell’intera società L’uomo, infatti, è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale Un ruolo rilevante è assunto dal lavoro e dalle sue condizioni, che devono rispettare tutte le dimensioni dell’essere umano Da una coscienza più viva della dignità umana, inoltre, sorge lo sforzo di instaurare un ordine politico-giuridico nel quale siano meglio tutelati nella vita pubblica i diritti della persona All’esito dei lavori di gruppo gli studenti hanno redatto un manifesto riepilogativo dei punti salienti trattati

L’arte di amare ai giorni d’oggi

Nel I secolo d C , il poeta latino Ovidio scrisse l’“Ars Amatoria”, un’opera in versi che si proponeva come un vero e proprio manuale per l’arte della seduzione. Ironico, provocatorio, Ovidio invitava i giovani romani (e, nel terzo libro, anche le donne) a considerare l’amore non come un sentimento irrazionale e incontrollabile, ma come un campo di battaglia in cui contano l’astuzia, la parola e la strategia. Oggi, in un’epoca dominata dai social network, dalle app di incontri e da dinamiche come il ghosting, il corteggiamento sembra muoversi su strade completamente diversi. Eppure, osservando più da vicino, alcune logiche sembrano sopravvivere al tempo Nel suo “manuale d’amore”, Ovidio suggerisce ai lettori di frequentare luoghi pubblici – come i giochi al Circo Massimo o i teatri – per incontrare potenziali amanti Secondo il poeta, amare è un’arte che si impara: bisogna saper scegliere il luogo giusto, il momento opportuno e soprattutto le parole adeguate La retorica amorosa è fondamentale Bisogna scrivere lettere, saper lusingare, corteggiare con eleganza e una certa furbizia Per Ovidio, la costanza è una virtù: chi ama deve insistere, superare gli ostacoli, Ovifio

questo riduce il valore del singolo legame Se Ovidio insegnava a mostrarsi desideroso ma anche controllato Il suo approccio, pur con evidenti limiti legati alla visione patriarcale e al contesto culturale dell’epoca, valorizza la relazione e l’interazione reale. L’amore è vissuto come gioco intelligente, non come capriccio passeggero. Nel mondo contemporaneo, il corteggiamento ha subito trasformazioni radicali. Le app di incontri hanno reso la conoscenza tra persone quasi istantanea. Così il primo approccio non avviene più in piazza o al teatro, ma nello spazio virtuale. Questo ha reso l’amore apparentemente più accessibile, ma anche più fragile e impersonale Al posto delle lettere d’amore, oggi si usano emoji, messaggi vocali, stories su Instagram Il linguaggio del desiderio si è contratto in simboli e abbreviazioni, e spesso lascia spazio a dinamiche elusive come il ghosting – sparire improvvisamente da una relazione senza spiegazioni oppure lanciare segnali ambigui solo per mantenere l’attenzione dell’altro, senza reale coinvolgimento Nel mondo digitale, spesso l’altro è sostituibile, e perseverare nella conquista, oggi molti si arrendono alla prima difficoltà, oppure

CATULLO, IL POETA DELL'AMORE CHE NON PASSA MAI DI MODA

Quando pensiamo agli antichi Romani, ci vengono in mente soldati in armatura, senatori severi e oratori pieni di retorica Eppure, nel I secolo a C tra loro c'era un giovane poeta che scriveva versi d'amore così sinceri da farci pensare che parlasse proprio di noi, oggi, nel pieno delle nostre storie complicate, dei nostri messaggi lasciati in "visualizzato", delle emozioni che ci travolgono Questo poeta si chiamava Gaio Valerio Catullo, e l'amore per lui non era un tema, ma una tempesta

Lesbia: l'amore che accende e distrugge

Il nome che torna ossessivamente nei mm LI

di Beatrice Angelini

suoi versi è Lesbia, pseudonimo di una donna reale, Clodia: colta, affascinante, libera, ma anche infedele e crudele L'amore di Catullo per lei è totalizzante, assoluto, contraddittorio. La ama con tutta l'anima, la odia con altrettanta intensità In pochi versi riesce a racchiudere sentimenti che tutti, almeno una volta, nella vita abbiamo provato

Nel celebre carme 5, Catullo invita Lesbia a vivere l'amore senza preoccuparsi del giudizio altrui:

"Viviamo, mia Lesbia, e amiamo, / e i brontolii dei vecchi burberi stimiamoli tutti un soldo "

di Arianna Karol Zicarelli

oppure fuggono nel silenzio Va detto, tuttavia, che le dinamiche contemporanee non sono solo negative La tecnologia ha ampliato le possibilità di scelta, ha permesso a molte persone di trovare legami autentici. Il concetto stesso di amore si è pluralizzato: non più solo coppie eterosessuali monogame, ma anche relazioni aperte, poliamore, amori a distanza. Allo stesso tempo, però, questa libertà è spesso accompagnata da un senso di insicurezza e instabilità emotiva. L’idea di “doversi vendere bene” online può causare ansia da prestazione, e il confronto continuo con modelli idealizzati può rendere difficile accettare i difetti reali dell’altro Forse sì In un’epoca in cui l’amore sembra diventato liquido e volatile, recuperare una dimensione di attenzione, pazienza e comunicazione profonda, come suggeriva Ovidio, potrebbe renderci relazioni più umane L’“ars amatoria”, pur con tutti i suoi limiti storici, ci ricorda che amare richiede tempo, dedizione e ascolto Oggi più che mai, forse, abbiamo bisogno di una nuova arte di amare: non per manipolare o conquistare, ma per imparare ad abitare con autenticità la complessità dell’altro

Immagine realizzata con IA

Un inno alla libertà dei sentimenti, alla gioia di amare senza limiti, che sembra scritto per le giovani generazioni, spesso costrette tra regole sociali e aspettative

Nel carme 7, Catullo risponde a Lesbia mmmmmmm

che vuole sapere quanti baci basterebbero:

"Quanti granelli di sabbia della Libia / si trovano in Cirene, tra l'oracolo bollente di Giove / e la tomba sacra del vecchio Battus "

E ancora nel carme 11, parla con amarezza del tradimento:

"Tu, Lesbia, puoi vivere con trecento amanti,/ e tuttavia non mi ami come io ti ho amato "

Ma il dolore trova la sua massima espressione nel carme 85:

"Odio e amo Forse ti chiedi perché lo faccia / Non lo so, ma sento che accade, e mi tormento "

Dalla Grecia con amore: le sue fonti poetiche

Catullo non nasce dal nulla Si ispira ai poeti greci dell'età ellenistica, in particolare a Saffo, poetessa dell'isola di Lesbo (da cui il nome Lesbia), che già nel VII secolo a C parlava di amore con parole semplici e potenti Da lei prende il tono intimo, personale, e l'idea che l'amore possa essere raccontato in tutta la sua verità, anche quando è doloroso o imbarazzante

Nel carme 51, Catullo rielabora un celebr celebre componimento di Saffo:

"Mi sembra uguale agli dèi / chi ti sta di fronte e ti guarda / e ascolta il dolce suono della tua voce "

Un altro modello è Callimaco, poeta raffinato, che insegnava a scrivere in modo breve ma intenso, curando lo stile come un gioiello Ma Catullo fa un passo in più: rende tutto più vero, meno filtrato dalla tradizione, più simile alla vita reale

Immagine realizzata con IA

Catullo e i grandi della letteratura amorosa

Catullo ha lasciato un segno fortissimo nella letteratura successiva Il suo modo di raccontare l'amore ha influenzato i poeti elegiaci latini, come Tibullo, Properzio e Ovidio, che hanno portato avanti il modello dell'amore non corrisposto, dell'amante sottomesso, dell'amore come guerra

Nel Medioevo, il tono diretto di Catullo sembrava troppo audace, ma è stato riscoperto nel Rinascimento, e in epoche più vicine a noi, ha ispirato profondamente autori come Giacomo Leopardi, che, come lui, ha vissuto amori sofferti e ha trasformato il dolore in bellezza

Nel Novecento, Umberto Saba e Cesare Pavese hanno colto nella poesia catulliana quel legame tra amore e fragilità, tra passione e malinconia. Pavese, nei suoi "Dialoghi con Leucò", mostra un amore tragico e senza speranza che ricorda il rapporto tra Catullo e Lesbia.

"Viviamo, mia Lesbia, e amiamo, e i brontolii dei vecchi burberi stimiamoli tutti un soldo "

Perfino Fabrizio De André ha echi catulliani, nelle sue canzoni d'amore piene di ironia, dolore e dolcezza. E oggi? Oggi Catullo è più vivo che mai, anche se non lo sappiamo I suoi versi potrebbero essere citazioni su Instagram Instagram, frasi in una canzone indie, righe in un messaggio lasciato in sospeso

Un amore che ci riguarda

La forza di Catullo è che non ha paura di ,

mostrarsi fragile, né di essere ridicolo, e questo lo rende profondamente umano Non cerca l'amore perfetto, ma racconta quello reale, con tutte le sue MMMMMMM contraddizioni E proprio per questo lo capiamo: perché chiunque, a qualunque età, ha vissuto o vivrà un amore che fa male, che brucia, che ritorna anche quando non dovrebbe

Catullo ci insegna che amare non è solo "voler bene", ma anche perdersi, arrabbiarsi, soffrire, scrivere versi per non dimenticare In un mondo dove spesso l'amore viene banalizzato o nascosto dietro l'apparenza, lui ci ricorda che è una delle esperienze più profonde che possiamo vivere

Nel carme 72 possiamo trovare questo:

"Una volta dicevi di conoscere solo Catullo, Lesbia, e di non voler avere nemmeno Giove al posto mio./ Una volta ti amavo, non tanto come la gente comune ama un'amica, ma come un padre ama i generi ed i cognati./ Adesso ti ho conosciuto: perciò anche se ardo con maggiore violenza tuttavia mi sei molto più senza valore e di poca importanza./ Come è possibile dici? Perché tale offesa costringe l'amante ad amare di più, ma a voler bene di meno "

E allora sì, possiamo dire che Catullo è uno di noi Solo che, a differenza nostra, lui ha saputo trasformare tutto questo in poesia E l'ha fatto duemila anni prima che noi scrivessimo il nostro primo messaggio con un cuore alla fine

STRAGE DI CAPACI: L’ATTENTATO CHE SCOSSE L’ITALIA

Il 23 maggio 1992 un attentato mafioso sull’autostrada A29 tolse la vita al giudice Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta. Un colpo allo Stato che segnò per sempre la coscienza del Paese.”

CHI ERA GIOVANNI FALCONE?

Giovanni Falcone è stato un magistrato italiano che ha impiegato la sua vita alla lotta alla mafia Fu tra i primi a comprendere la struttura unitaria e verticistica dell’organizzazione mafiosa Cosa Nostra, creando un metodo investigativo diventato un modello per il mondo intero Attuando una rigorosa ricerca su prove di innumerevoli patrimoni bancari, insieme al pool antimafia, fu il primo ad aver istituito il maxiprocesso a Cosa nostra Dopo 349 udienze, la corte di Cassazione si ritira in camera di consiglio. Ne uscirà con il verdetto 35 giorni dopo. 346 sono le condanne e 114 le assoluzioni. I giudici infliggono 19 ergastoli e 2265 anni di carcere a capimafia e “colonnelli” Il processo inizia il 10 febbraio 1986 e si concluderà 30 gennaio 1992

La decisione della Corte di Cassazione prese alla sprovvista

Toto Riina, capo indiscusso del potere criminale combattuto da Falcone, che all’ora governava la "cupola" (il vertice dei boss siciliani). I sicari di Riina fecero diversi sopralluoghi a Roma per programmare la vendetta finale contro Falcone, ma capirono che la capitale non era il luogo adatto per tendere un agguato di tale importanza Decisero quindi di attaccare il magistrato a Palermo, dato che era solito recarsi il venerdì

Ognuno deve assumersi le sue responsabilità", disse Riina ai suoi durante un summit, "e chiddu chi veni ni pigghiamu".

Ossia: "Succeda quel che succeda". Era il momento della scontro finale tra Cosa nostra e Falcone

COSA É SUCCESSO DOPO QUESTO TRIONFO PER IL MAGISTRATO FALCONE?

Il 23 maggio 1992, solamente dopo 5 mesi dalla conclusione del maxi processo, Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della loro scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, saranno vittime dell’attentato che fece sconvolgere l’Italia intera

DOVE É ACCADUTA LA STRAGE E COME SI É CONSUMATA?

Il 23 maggio 1992, Giovanni Falcone stava tornando a Palermo, come era solito fare nei fine settimana. Partito con il jet di servizio all’aeroporto di Ciampino intorno alle 16.45, atterra a Punta Raisi dopo circa 50 minuti

All’arrivo lo attendono 3 Fiat Croma, sotto il comando del capo della squadra mobile della Polizia di Stato.

Falcone si sistema alla guida di una Fiat Croma bianca e, accanto a lui si trova la moglie Francesca Morvillo, mentre l’autista giudiziario Giuseppe Costanza occupa il sedile posteriore Alla guida della croma marrone c’è Vito Schifani, con accanto l’agente scelto Antonio Montinaro e, sul retro, Rocco Di Cillo. Nella vettura azzurra ci sono Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo. mm

La Croma marrone è in testa al gruppo; segue la Croma bianca, guidata da Falcone e, in coda, la Croma azzurra Le auto lasciano l’aeroporto e attraversano l’autostrada in direzione Palermo La situazione sembrava apparentemente tranquilla, tanto che non vengono attivate neppure le sirene durante il tragitto Ma all’improvviso, su una strada parallela, una autovettura si affianca alle tre Croma blindate Sono i sicari di Riin che danno la segnalazione di ok ai killer in agguato sulle alture del litorale

Alle ore 17 58, presso il chilometro 5 della A29, una carica di cinque quintali di tritolo, posizionata in un tunnel scavato sotto la sede autostradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine, viene azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina, che si esercitò per alcuni giorni affinché avesse potuto commettere la strage

Pochissimi istanti prima della detonazione, Falcone si era accorto che le chiavi di casa si trovavano nel mazzo assieme alle chiavi della macchina e le aveva tolte dal cruscotto, provocando un rallentamento improvviso del mezzo Brusca, rimasto spiazzato dal rallentamento , preme il pulsante in ritardo, e l’esplosione riesce ad investire in pieno solamente la croma marrone, scaraventando i resti dei 3 uomini di scorta oltre la carreggiata opposta di marcia

La detonazione provoca una immensa esplosione creando una voragine enorme sulla carreggiata Sentito il caos che portò la detonazione , gli automobilisti che si trovano lì vicino insieme agli abitanti delle villette che davano sull’autostrada, danno un tempestivo l’allarme alle autorità e prestano i primi soccorsi tra la strada sventrata tra detriti e polvere

La seconda auto, la croma bianca del giudice, si schianta contro il muro di cemento Falcone e la moglie, vengono scaraventati violentemente contro il parabrezza

Circa venti minuti dopo, Giovanni Falcone viene trasportato sotto stretta scorta di un corteo di vetture e di un elicottero dell’Arma dei Carabinieri, presso l’ospedale Civico di Palermo Il magistrato aveva riportato ferite apparentemente innocue al momento dell’impatto Gli altri agenti e i civili coinvolti vengono anch’essi trasportati in ospedale mentre la Polizia Scientifica inizia i primi rilievi sulla strada e i Vigili del Fuoco hanno il compito di estrarre i corpi sfigurati di Schifani, Montinaro e Di Cillo

Alle 19:05, ad un’ora e sette minuti dall’attentato, dopo i disperati tentativi di rianimazione Giovanni Falcone muore a causa della gravità del trauma cranico e delle lesioni interne riportate dopo l’impatto La moglie, Francesca Morvillo, morirà anch’ella poche ore dopo

Subito dopo la strage, la città di Palermo viene tappezzata di volantini che riportano una citazione del giudice Falcone: "Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle

gambe di altri uomini"

Due giorni dopo a Roma avvenne l’elezione del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, e a Palermo si svolgono i funerali delle vittime, il funerale della I repubblica che non riuscì a difendere i propri uomini . Ai funerali parteciparono anche alti esponenti del FBI e della DEA, poiché Falcone aveva collaborato con un giudice americano di origine italiane, Rudolf Giuliani per sconfiggere Cosa nostra in America

Al funerale parteciperanno circa 10 000 mila persone, colme di rabbia e tristezza

Le parole del cardinale Pappalardo durante l’omelia riassumono in poche frasi l’atrocità della mafia: “Un attentato con i connotati di un attacco allo Stato stesso Un attentato che viene da un occolto potere basato sulla prepotenza e sulla forza del danaro Bisogna recuperare i veri valori dell’ esistenza a cominciare dalla vita”

UNA QUESTIONE PRIVATA, LA RESISTENZA ATTRAVERSO

GLI OCCHI DI BEPPE FENOGLIO di

Beppe Fenoglio, ancor prima di diventare uno dei più importanti autori della letteratura italiana del ventesimo secolo, fu un partigiano Nato della cittadina piemontese di Alba nel 1922, Fenoglio si unisce alla brigata partigiana Garibaldi nel 1944, per poi passare ai cosidetti “badogliani”, operando nelle colline delle Langhe, sua terra natale É pertanto evidente quanto l'esperienza partigiana dell'autore abbia avuto un'influenza decisiva nelle sue opere Non a caso, in Una questione privata, salta subito agli occhi l'incredibile minuziosità con cui l'autore descrive il territorio delle Langhe e le azioni del partigiano Milton, protagonista dell'opera. Lo stile dell'autore è asciutto e semplice, molto realistico nella descrizione dei paesaggi e nella drammaticità degli eventi, senza però mai risultare patetico o eccessivamente sentimentale. La Seconda Guerra Mondiale e la lotta partigiana rappresentano quindi indubbiamente l'importante sfondo della narrazione di Fenoglio, ma sarebbe sbagliato considerarle il suo centro nevralgico.

Come suggerisce il titolo stesso dell'opera, le vere motivazioni che spingono Milton alla ricerca di Giorgio, amico catturato dai fascisti, non sono tanto la guerra partigiana e forse neanche la più sincera volontà di salvare il compagno, quanto piuttosto una questione privata: la gelosia nei confronti di Fulvia, figura relegata al passato e amata da Milton, che tuttavia instaurò forse una relazione

proprio con Giorgio Ed è qui che emerge in tutta la sua originalità la profonda psicologia dei personaggi descritti da Fenoglio Milton è un partigiano abile e razionale ma anche un uomo fragile e umano, innamorato di Fulvia Il lettore, tuttavia, ha il costante sospetto che tale amore sia completamente idealizzato Fenoglio la descrive attraverso dei flashback che a noi appaiono istantanee di un passato troppo lontano, mitizzato, forse deformato, difficile da considerare davvero attendibile,

Nonostante la distanza del narratore, che non giudica nessuna azione e nessun pensiero, il romanzo è permeato da un senso di malinconia e disfatta Milton sembra agire costantemente per un fine irraggiungibile, alla ricerca di qualcosa che non potrà mai ottenere L'elemento più affascinante, e forse anche straniante, è proprio questo: alla fine Milton non ottiene nulla, non salva il suo amico e non ottiene risposte, non ha nessun tipo di crescita, è un personaggio completamente statico Tutte le sue azioni lo riportano allo stesso punto, alla stessa ossessione Queste caratteristiche donano al romanzo una dimensione estremamente drammatica, in cui non sembra esserci una risoluzione, in cui le speranze non vengono mai soddisfatte Dopo tutto ciò che Milton tenta di ottenere, paradossalmente riesce solamente a causare involontariamente la morte di un ragazzino prigioniero dei fascisti

Il finale è dunque perfetto: poco importa se Milton sia morto o meno, ciò che resta è il senso di vuoto, la consapevolezza che nulla è stato davvero risolto.

Daniele Polenta

INVINCIBLE 3, FINO A CHE PUNTO SI PUÒ SPINGERE UN SUPER EROE?

Da poco è uscita su Prime video la terza stagione di Invincible, che conferma la serie come una delle più audaci e mature nel panorama dei supereroi animati Basata sul fumetto di Robert Kirkman, questa stagione esplora con intensità i dilemmi morali, le relazioni complesse e le conseguenze delle azioni dei protagonisti Offre così uno sguardo profondo sull’umanità dietro i superpoteri Diciamo una cosa subito, questa è una serie per adulti e in quanto tale racconta la sua storia prendendosi tutte le libertà che vuole Ciò comprende una certa dose di violenza, anche abbastanza esplicita Tuttavia questo è solo un modo, piuttosto realistico di rappresentare la realtà e il mondo super eroistico che è ben diverso da rose e fiori Dal punto di vista tecnico, l’animazione è ben realizzata, anche se è evidente che la maggior parte del budget è andata sul finale

Trama e Temi di Invincible 3

La stagione si apre con Mark Grayson, l’ormai affermato super eroe Invincible, che affronta le ripercussioni delle sue scelte passate Mark cerca di definire la propria identità lontano dall’ombra del padre, Omni-Man, l’antagonista della prima stagione, affrontando sia un conflitto interiore che esteriore Da una parte abbiamo il litigio tra Invincible e Cecil Quest’ultimo è il capo della difesa americana che è disposto a tutto per proteggere il pianeta, anche con metodi non condivisi da Mark Dall’altra, l’introduzione del personaggio di Powerplex, aggiunge una nuova dimensione al conflitto interiore di Mark Questo dà modo di mettere in discussione la responsabilità di Invincible per la distruzione di Chicago, avvenuta nello scontro finale contro Omni-man Inoltre esplora le conseguenze delle azioni degli eroi, che a volte, per salvare il mondo sono costretti a sacrificare delle vite La serie continua a esplorare la linea sottile tra bene e male, evitando le soluzioni semplici tipiche di altri universi supereroistici

Gli episodi finali

Gli episodi 7 e 8, sono sicuramente il cuore di questa stagione Il primo vede il ritorno di Neil Armstrong, l'antagonista della seconda stagione, mentre il secondo vede l'arrivo di Conquest Neil Armstrong è un cattivo che era stato sconfitto nel finale della stagione precedente, col potere di aprire portali per altre dimensioni Per vendicarsi porterà con lui 18 versioni malvagie del caro Invincible Ciò metterà a dura prova, lui e i suoi cari Sia quelli super come la fidanzata, Atom Eve e il fratello minore Oliver, che quelli umani come la madre, Debbie

Conquest invece è uno dei più vecchi, forti e spietati

Viltrumiti Questi sono degli alieni conquistatori che giungono dallo spazio profondo per conquistare finalment

Leonardo Cerioni

finalmente la terra, dopo il fallito tentativo di Omni-Man nella prima stagione Quest’ultimo infatti era stato inviato per mimetizzarsi tra gli umani per prendere il controllo al momento giusto Nel farlo ha dato vita a Mark, che era all'oscuro di tutto questo Quando Omni-Man ci provò, fu fermato da Invincible, dato che aveva sviluppato dei valori umani e quindi voleva bene ai terrestri Questi due episodi si sono distinti per la loro intensità emotiva e le sequenze d'azione mozzafiato, in degli scontri brutali che mettono alla prova i limiti fisici e morali di Mark

Accoglienza Critica e social di Invincible

La stagione ha ricevuto recensioni generalmente positive Tuttavia, alcuni critici hanno notato che, nonostante i temi potenti, la stagione risulta essere interessante ma non sempre soddisfacente Infatti essendoci tante cose da dire, ma poco tempo, il rischio è quello di andare troppo veloci e restare superficiali Sui social, invece, Invincible è sempre spopolato sin dalla prima stagione Anche questa volta non è stato da meno In particolare su Tik-Tok ci sono moltissimi video che riprendono delle scene ridicolizzandole Uno dei più famosi è quello di "Sea-Salt"

In una scena del finale Mark chiede aiuto, disperato e urlando, a Cecil, la cui pronuncia del nome in inglese corrisponde alla pronuncia di sea-salt che in italiano è "sale marino" Quindi su Tik-Tok girano foto e video del sale con sopra la faccia di Cecil

Conclusione

La terza stagione di Invincible si distingue per la sua profondità narrativa e la volontà di affrontare temi complessi senza compromessi Nonostante alcune imperfezioni, la serie continua a offrire una visione fresca e provocatoria del genere supereroistico, consolidando il suo posto tra le produzioni più interessanti e mature del panorama televisivo attuale

Invincible, terza stagione, composta da 8 episodi, arriva in Italia su Prime Video dal 6 febbraio 2025.

GUIDA ALLE MIGLIORI MOSTRE A ROMA

di

Laetitia Della Porta

In questi mesi, la capitale offre un itinerario culturale ricchissimo, attraverso varie mostre, è capace di unire grandi nomi dell’arte come Caravaggio, Picasso e Frida Kahlo a proposte più sorprendenti e interattive, tra dinosauri e esplorazioni spaziali Che siate appassionati d’arte, curiosi della scienza o in cerca di una mostra da vivere con tutta la famiglia, ecco sei esposizioni da non perdere per scoprire Roma attraverso l’arte e la scienza Caravaggio 2025 Dal 7 marzo al 6 luglio 2025, Palazzo Barberini ospita "Caravaggio 2025", una delle più importanti mostre mai dedicate all'artista Con un numero eccezionale di opere provenienti da collezioni pubbliche e private, tra cui il recentemente riscoperto “Ecce Homo” e il “Ritratto di PproROVE

Maffeo Barberini" , la mostra offre una panoramica unica sulla sua evoluzione artistica L'esposizione è arricchita da prestiti eccezionali come la "Santa Caterina" dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e "Marta e Maddalena" dal Detroit Institute of Arts Un evento imperdibile per gli amanti dell'arte barocca

Picasso lo straniero Dal 27 febbraio al 29 giugno 2025, il Museo del Corso presenta "Picasso lo Straniero", una mostra che esplora l'identità e l'opera di Pablo Picasso durante il suo soggiorno in Francia L'esposizione, curata da Annie CohenSolal, raccoglie oltre 100 opere tra dipinti, fotografie, disegni e lettere, molte delle quali inedite Particolare attenzione è dedicata alla primavera romana del 1917, periodo in cui Picasso collaborò con artisti come Jean Cocteau e Sergej Djaghilev La mostra offre una riflessione profonda sul concetto di "straniero" e sull'impatto dell'immigrazione sull'arte e sulla società

Frida Kahlo: through the lens of Nickolas Muray Presso il Museo Storico della Fanteria questa mostra sarà visitabile dal 15 marzo al 20 luglio 2025 Curata da Vittoria Mainoldi, l'esposizione offre uno sguardo intimo sulla celebre artista messicana attraverso circa 60 fotografie, sia a colori che in bianco e nero, scattate dal fotografo ungherese Nickolas Muray tra il 1937 e il 1946 Queste immagini ritraggono Frida in momenti di vita quotidiana, sola, con il marito Diego Rivera, con amici e con lo stesso Muray

Art of PLAY La mostra "Art of Play" è un'esperienza immersiva unica nel suo genere, molto diversa dalle solite mostre, è visitabile a Roma presso il Pratibus District fino al 25 maggio 2025 Con 16 installazioni interattive che invitano adulti e bambini ad immergersi nel mondo del gioco; l'esposizione celebra il gioco come forma d'arte, stimolando la creatività e l'immaginazione di visitatori di tutte le età

Dinosauri... smisurati! La mostra si tiene presso il Parco Da Vinci di Fiumicino dal 2 maggio al 1° giugno 2025. L'esposizione, gratuita e all'aperto, presenta 20 riproduzioni a grandezza naturale di dinosauri e altri animali preistorici, come il T-Rex e il Mammut Il percorso è suddiviso in due sezioni dedicate alle ere Mesozoica e Cenozoica, offrendo un viaggio attraverso la preistoria; durante il weekend sono previsti anche laboratori didattici per i bambini

STORIA DELLA BUONANOTTE

Questa poesia è un’elegia in forma di fiaba crudele dove non vi è rancore, ma la sacralità del sentimento perduto E la condanna che ne deriva non è gridata, ma bisbigliata, con la dolcezza di chi ancora, nonostante tutto, vorrebbe che, almeno una volta, fossero asciugate le lacrime giuste

racconta a tua figlia di me quando tornerà a casa con le ginocchia sbucciate per colpa di un amore che l’ha fatta strisciare

dille che una volta tanto tempo fa prima che imparassi a scappare c’ero io con le labbra pronte a dirti che non c’era niente di più vero di quello che sentivo

consolala ti prego e spiegale che eri un codardo perché l’amore lo avevi ma ti faceva troppa paura

raccontale che l’amore non basta, non sempre, e parlale di come mi hai lasciata con tutti quei “ti amo” che non ho più potuto dire

e quando lei ti chiederà se m’hai amata diglielo ma falla sedere prima e asciugale le lacrime in fretta quasi per rimediare al fatto che non hai mai asciugato le mie

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