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VicenzaPiù n.81, 24 novembre 2007

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Direttore editoriale Giovanni Coviello

Spedizione in A.P. - 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Verona

Tutto e il contrario di tutto di Giovanni Coviello

Martedì 20 novembre, sul Giornale di Vicenza, leggiamo a proposito del “sì unanime alla Ederle 2 sul lato ovest del Dal Molin” espresso il giorno prima a Padova, anche se in maniera non vincolante, dal Comipar (il comitato misto paritetico regionale che si esprime sui progetti edilizi che riguardano le servitù militari) che : “«La scelta dell’opzione ovest accoglie le istanze del Comune - osserva il sindaco Enrico Hüllweck, presente al vertice con l’assessore Marco Zocca - così si migliora il progetto, trovando il consenso di buona parte della popolazione. Inoltre, viene confermato il mantenimento dell’operatività dell’aeroporto». Peccato che due giorni prima, stesso giornale e stessa firma, il ‘povero’ cronista segnalasse le proteste della società Aeroporti Vicentini sintetizzate da una chiara affermazione: «Chiederemo i danni al governo». E confermate da Dino Menarin, commissario della Camera di commercio, azionista di maggioranza dell’aeroporto. (continua a pagina 3)

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Anno 2 - Numero 81 - Sabato 24 novembre 2007

Trampolino Cisa

Il 2008 sarà l’anno del Palladio. Madrina del giubileo vicentino, Lia Sartori presidente del Cisa (il Centro Studi Palladiani). Nonchè probabile candidata sindaco alle comunali della prossima primavera. I membri del cda, l’attività di ricerca, i punti deboli di una vetrina strategica da pagina 6

Provincia: le questioni sul tappeto. E quelle dimenticate

Piruea Ftv, Forza Italia fa uscire allo scoperto Ingui

a pagina 4

a pagina 8

Formaggi e mattone in crisi, Asiago punta sulle piante carnivore

Locali di successo: il Totem delle notti vicentine

a pagina 10

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Piscine di Vicenza: un mare di corsi.

Iniziano le nuove attività. Informazioni in segreteria. Tel 0444 924868 nido blu • acquacità • scuola nuoto • sincro • pallanuoto • acquagym • hydrogym • hydrobike • kiklos palestra La segreteria è aperta dal lunedì al venerdì dalle 09,00 alle 12,00 e dalle 16,00 alle 20,00. Sabato dalle 9,00 alle 12,00. Piscine di Vicenza. Viale Ferrarin 71 • www.piscinedivicenza.it • segreteria@nuotovicenza.it


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24 NOVEMBRE 2007

opinioni

Lo testimonianza. Dopo l’uscita sugli under 30, lettera aperta al ministro dell’Economia. Firmata da un giovane che non ha paura di uscire di casa

Caro ministro Padoa Schioppa, Bamboccione sarà lei

Bamboccione sarà lei, signor ministro. Rispondo solo ora all’esilarante espressione coniata da “sir” Tommaso Padoa-Schioppa allorché ha presentato i benefici della nuova Finanziaria a favore dei giovani. Sono un po’ in ritardo, è vero. Ma nel frattempo ho avuto di meglio da fare. Ho 26 anni e lo scorso 6 ottobre mi sono sposato con Lara, 27. Rientro ampiamente nella fascia dei “bamboccioni” tanto denigrata da Padoa-Schioppa: la sua infelice uscita non mi sta in tasca. A parte che il ministro ha fatto di tutta l’erba un fascio. Cioè non si è preoccupato di distinguere coloro che non se ne vanno da casa per pigrizia o altro da quelli che tra i 20 e i 30 anni hanno già abbondantemente salutato mamma e papà. Altro che bamboccioni. Ci sono under 30 che vivono da soli, convivono o sono già sposati. Sì, coniugati. Come il sottoscritto. E non sono un bamboccione. Sono strafelice di essermi preso le mie responsabilità: prendere, partire per crearmi la mia famiglia. Diversa, per forza di cose, da quella di origine. Fissi, prendo 500 euro al mese; gli altri, che sommati danno una cifra comunque inferiore ai mille, mi arrivano grazie ad altre collaborazioni giornalistiche. Se c’è

Tommaso Padoa-Schioppa, ministro dell’economia e delle finanze

lavoro vengo retribuito, altrimenti no. Concetto tanto semplice quanto banale. Aggiungo che sono un precario; il mio cocopro – sì, quello dei 500 euro - scade il prossimo 31 dicembre (caspita, mi è venuto in mente che devo andare dal mio capo per parlargli del rinnovo. Speriamo me lo conceda…). Mia moglie idem. Lei sta finendo un dottorato di ricerca. A questo proposito mi faccio sempre quattro risate quando mi racconta del suo compenso mensile; tre anni fa guadagnava 828 euro; nel 2006 un euro in meno e quest’anno 811 euro. Il compenso dei dottorandi è l’unica cosa che con l’euro è diminuito. Vai a capire perché.

Fatti, personaggi e vita vicentina www.vicenzapiu.com info@vicenzapiu.com Direttore Editoriale GIOVANNI COVIELLO direttore@vicenzapiu.com Direttore Responsabile GIAMPAOLO ZORZO Editori PIÙ MEDIA SRL Strada Marosticana, 3 – Vicenza amministrazione@piu-media.com & EDIZIONI LOCALI SRL via Nizza, 8 – Verona Redazione di Vicenza Strada Marosticana, 3 Vicenza tel. 0444 923362 - 922766 Fax 0444 926780 redazione@vicenzapiu.com

Collaborano: ANDREA ALBA ANDREA BASSO MARTA CARDINI FRANCESCO CAVALLARO FEDERICA CEOLATO GIULIANO CORÀ STEFANO FERRIO GIOVANNI MAGALOTTI Redazione di Verona Via Nizza, 8 telefono 045 8015855; Fax 0458041460 Pubblicit Strada Marosticana, 3 Vicenza tel. 0444 923362 - 922766 Fax 0444 926780 vendite@vicenzapiu.com

Redattori LUCA MATTEAZZI l.matteazzi@vicenzapiu.com ALESSIO MANNINO a.mannino@vicenzapiu.com ILARIO TONIELLO i.toniello@vicenzapiu.com

Stampa Stampato da Pentagraph Srl via Tavagnacco, 61 33100 Udine

Redazione sportiva TOMMASO QUAGGIO t.quaggio@vicenzapiu.com PAOLO MUTTERLE p.mutterle@vicenzapiu.com

Autorizzazione Tribunale di Treviso n. 1132 supplemento di Treviso Sette del 24 novembre 2007

Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana Iscrizione al Registro Nazionale della stampa n.8857 del 15-12-2000

Siamo in affitto per ovvi motivi; la rata è di 500 euro al mese, cioè il mio intero stipendio fisso. Con i chiari di luna che ci sono abbiamo deciso di aspettare a investire sul mattone. Anche perché ci è stato detto da più parti che fra qualche anno i prezzi delle case diminuiranno: nessuno le comprerà più a questi prezzi esorbitanti. Piccola digressione: già in questo preciso momento i costruttori, pur di vendere, scendono anche di 10mila euro sul prezzo di “listino”. Tanto vale aspettare tempi migliori. Dunque, né io né mia moglie abbiamo un contratto a tempo indeterminato. Eppure abbia-

mo deciso comunque di sposar- dovevo aspettare? Di superare i ci. Non mi sembra una scelta da 40 e poi non avere le forze per bamboccioni. La maggior parte crescere i miei figli? Questa è la dei nostri amici, appena dato società moderna, ahimè. Anche l’annuncio, ci hanno presi per gli adulti, quelli veri, catalogano matti. Senza un lavoro fisso, sen- noi under 30 come bamboccioza sicurezze economiche, senza, ni. In fondo a loro fa comodo senza, senza… Ma con la voglia temere stretta la tanto sospirata di stare insieme e affrontare, in “carega”. Si tratta di giustizia; due, le difficoltà che inevitabil- mi sta bene che mi stipulino dei mente ci presenta la vita di tutti cocopro, cococo e chi più ne ha i giorni. Smielato? No, è diver- più ne metta. Tuttavia, se fanno so. Mi sento cresciuto. Sono di- così con me lo facessero anche ventato un adulto. con gli over 50. Ah, Allora non capisco loro tengono famiproprio perché TPS glia? E io no? Sisi sia scagliato congnor ministro, diaContratti da tro di noi. Pensasse mo spazio e fiducia a dei veri benefit precaro a vita. a quelli che lei chiaper le giovani coppi Eppure non c’è ma “bamboccioni”. o per gli under 30 chi rinuncia a Siamo governati da che vanno a vive- formarsi politici che stanno re da soli invece di di gran lunga sopra una famiglia inventare nuovi apla soglia dei sessanpellativi buoni solo ta e settanta. Anche per (alcuni) giornanoi che abbiamo listi. Pensasse a fare appena superail ministro seriamente. to la boa del quarto di secolo Ultima riflessione. Mi è capitato – fa quasi impressione scriverlo di chiedere delle informazioni – vogliamo fare parte del gioco. in un ufficio postale sul con- Va là, che vi fa pure comodo che to in comune. Mi riceve niente ci siano bamboccioni dall’altra meno che il direttore. Espongo parte della barricata. Con loro i miei dubbi. Il responsabile mi l’avrete sempre vinta. O forse guarda negli occhi con un po’ no. Occhio a quelli sposati sidi imbarazzo: “Come, lei è già gnor ministro. sposato?”. Già sposato? E cosa F.C.

Ormai a Vicenza è tutto un teatro segue dalla prima Il giornalista scriveva che “Il trasferimento della Ederle 2 nel settore ovest del Dal Molin è una doccia fredda che ha gelato la ricapitalizzazione e il piano di rilancio della società che gestisce lo scalo civile: un’operazione da tre milioni di euro … Costruire la nuova base americana a est comportava un maggiore impatto sulla città, ma consentiva all’aeroporto di proseguire la propria attività. Trasferire la caserma a ovest significa mitigare il carico, ma impone la demolizione della pista e la chiusura dello scalo per almeno 4 anni … Menarin fa capire che l’indeterminatezza sul futuro della pista non può che procurare danni, a partire dalla fuga dei nuovi partner commerciali e finanziari. Menarin fa esplicitamente riferimento all’accordo con il Catullo, che a questo punto sfuma: «Nessuno

verrebbe a investire su un aeroporto in questa situazione»”. Insomma la base si fa ad ovest e, Comune, Commissario governativo e Usa sono tutti d’accordo, così va tutto bene per l’aeroporto civile. No, ribatte la società che finora sull’aeroporto civile ha investito utilizzando direttamente i soldi di Comune, Provincia e enti e associazioni varie: se la Ederle 2 va ad ovest il Dal Molin muore. Chi ha ragione in questa pantomima? Non si sa. Chi ne subisce i danni? Vicenza. Sulle verità cangianti all’ombra della basilica Palladiana si potrebbero scrivere un bel numero di opere teatrali e il nuovo Teatro Comunale, rappresentandole, ne potrebbe avere indubbi vantaggi con un cartellone fitto fitto. L’altra pièce in via di programmazione in versione double face? Quella sul Cda di Aim: un cda voluto così tanto, ci racconta Il Corriere del Veneto del 20 novembre, che

sindaco e assessore delegato, il 13 novembre, sono costretti ad un’epica caccia all’introvabile amministratore unico (malvolentieri) uscente Mauro Zanguio per fargli firmare la dovuta convocazione dell’assemblea elettiva. Ma il 21 novembre, sponda Giornale di Vicenza, cosa leggiamo? Ovvio, che la nomina del Cda è rinviata per vari (interessati) motivi. Potremmo continuare con il giallo della Manuela Dal Lago, un giorno confermatissima presidente dell’Autostrada Serenissima, purché non si candidi a Sindaco, e il giorno successivo in bilico. E si potrebbe continuare. Ma qualcuno fa capire che è tutto normale nel teatro a tema ‘politica & interessi’? Forse sì, peccato che di comico ne rimane poco quando a pagare è lo sviluppo (frenato o bloccato, a voi la scelta) della città. Giovanni Coviello


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fatti&notizie

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I problemi sul tappeto per l’ente rinnovato a maggio Confronto destra-sinistra su tangenziale, Serenissima, Cis e altro ancora

La Provincia dimenticata Appunti per Palazzo Nievo

DI ALESSIO MANNINO

E la Provincia? A quasi sei mesi dalle elezioni che hanno dato una schiacciante maggioranza al centrodestra (con una Forza Italia pigliatutto: 12 consiglieri su 36), dell’ente di Palazzo Nievo si parla solo per le uscite pubbliche del presidente leghista Attilio Schneck a proposito dell’autostrada Serenissima e della tangenziale nord collegata alla nuova base americana al Dal Molin. Così abbiamo fatto una ‘ricognizione’ dei temi andati in sordina, e abbiamo posto qualche domanda al capogruppo del Pd, Piero Collareda, e al consigliere azzurro Roberto Cattaneo.

L’ingresso del’autostrada Brescia-Padova

scledense, anche se potenziato, non sarebbe sufficiente. Schneck ha silenziato tutto rimandando la soluzione. “L’affanno che caratterizza questa giunta è quello di distinguersi da quella precedente, cioè dalla Dal Lago, che aveva previsto un nuovo inceneritore. Lo svarione di Mondardo è stato redarguito da Schneck”, che evidentemente non vuole dare troppo a vedere la strategia Palazzo Nievo di ‘differenziazione’ (che ha radici nella diversa affiliazione dello stesso Schneck in seno alla Lega, lui molto vicino a Stefano Stefani). Cattaneo non si sbilancia: “Si tratta di fare tutte le valutazione tecniche opportune. In ogni caso la questione, per ora, è ferma lì”. Arenata.

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dinaria. Oggi sta lavorando per il riuso del Del Lellis, e ricordiamo che Schio è città allenata a cambi e riconversioni”. Cattaneo, dal canto suo, non vede un gran problema nello scorgere i soliti nomi, politicamente marchiati, della sanità privata nel consorzio di imprese coinvolte: “Sono le stesse perché lavorano bene. Questa è la prassi: è giusto che vinca chi ha dimostrato di dare un buon servizio”. Possibile che non ci siano altre aziende di impiantistica in tutta Italia brave come la Gemmo? Meglio soprassedere.

base: “Un’opera con scopi di guerra fa fatica ad avere compensazioni. Sono amareggiato. Anzitutto, lo ripeto, per come la decisione è Cis dimenticato stata presa”. Cioè calata da Roma Eterna Dal Lago Ultimo, delicato punto un po’ in concorso col Comune in mano E cominciamo proprio dalle due dormiente: il Centro Intermodale al centrodestra. Recriminazioni questioni che scottano. Il consiglio di trasporto merci di Montebello Privatizzazione soft fuori tempo massimo, ormai. “Lo Scarsa compensazione provinciale ha dato il suo ok alla (Cis). Nel mese scorso sarebbero Altro tema caldo, l’ospedale uniso, e infatti, a questo punto, spero Tangenziale nord: può bastare riduzione dei posti pubblici nel cda dovuti partire i lavori per far pasco di Santorso da costruire grazie di avere una compensazione più come contropartita alla cessione della Serenissima Brescia-Padova, sare le merci dalla linea ferroviaa un project finane meglio che si può. del Dal Molin all’eserma il vero nodo da ria e dall’autostrada alle strade cing di 175 milioni Anzi, sarebbe già tancito Usa? Cattaneo sciogliere è tutto podella provincia. Il 46% del terdi euro (i privati che to averla, perché qua (portavoce del colitico, e ha un nome reno è del gruppo della famiglia figurano nel conc’è il rischio di vedere mitato del sì, ovvero e cognome: Manuela dell’onorevole leghista Filippi, sorzio sono, fra gli solo i primi 20 milio- Tangenziale dei dipendenti EderDal Lago, l’ex inqui- I privati della pupillo di Stefani. Cronache degli altri, la Gemmo e lo ni e poi…”. E poi, sot- nord: le): “A spanne, e per lina di Palazzo Nievo. Bs-Pd vicini a ultimi giorni è uno spiacevole instudio Altieri, entinteso, nisba. Viva la “C’è il rischio difetto, costerà 300 Su questo sono con- Dell’Utri? cidente (per fortuna senza consetrambi molto vicini a sincerità. Conferma di vedere milioni. I 20 promescordi sia Collareda “Gira e rigira guenze gravi) avvenuto alla ditta Galan e alla Sartori). bipartisan di Catta- solo i primi si dal governo sono che Cattaneo. “E’ lei sei sempre Unichimica dei Filippi a Torri di Non è che scledensi neo: “Compensaziouna prima spesuccia. il problema. - taglia amico di 20 milioni Quartesolo. Il centrodestra locae thienesi vedranno ne? Poco niente, se Ma la Provincia non corto il primo –. C’è le spinge perché si trovi un’altra ridimensionati il Del è solo la tangenziale dal governo” sborserà gli altri: priun filo rosso, anzi, in qualcuno” ubicazione. Giusto per essere Lellis e il Boldrini nord. Bisognerà punma perché non li ha, questo caso bisognemaliziosi: che sia a Montebello per far posto a un tare su mantenere e secondo perché non rebbe dire verde, che quella giusta, visto che i lavori policlinico privauno scalo un po’ più sarebbe giusto”. E alspiega bene tutte le del Cis non accennano a iniziatizzato? “Per me la presenza dei piccolo, preparandolo più in avanlora, chi li metterà? Gli Americani? ultime vicende della Serenissima”. re (stoppati, dicono i ben inforprivati è positiva. Ci sono ospeti per metterlo a disposizione degli “Io credo che mettendosi attorno Lo scandalo della maxi-consulenza mati, per la rivalità Stefani-Dal dali condotti a livello privatistico aeroporti di Venezia e Verona, con a un tavolo con loro si possa otteall’avvocato Ascione, l’insistenza dei Lago quando questa che funzionano becui va fatto un accornere un contributo”. privati (vicini alla corrente dellutriaera in Provincia)? nissimo, come a Mido per salvare l’aeroMa come, se hanno na di Forza Italia) per avere maggior Cattaneo confessa lano. Quindi, per me, porto di Vicenza”. Per sempre detto che loro peso, i violenti attacchi del goverdi ignorare l’argoprivatizzare va bene, la serie: io speriamo finanzieranno solo natore Galan alla Dal Lago. “Sì, è mento: “Sto cominma bisogna vedere che me la cavo. le opere interne alla certamente una questione politica”, ciando a seguirlo come”. Già, come. base? “Gli Americani ricalca Cattaneo, sottintendendo ora, ma a quanto ne “Se si tratta di servizi Inceneritore sono persone ragiolo scontro fra la Forza Italia che fa so se ne discuterà ben precisi e parziali, che passione nevoli. Ripeto: seconriferimento a Galan e alla Sartori e presto”. Collareda è come la lavanderia, Negli ultimi giorni è do me possono dare Manuela, la leghista che piace al Pd. sprezzante: “Il Cis, la mensa, le pulizie arrivata alla ribalta la qualcosa”. Ammesso “Ma sia chiaro: io sto con Galan”. un’altra bell’addoretc, è un conto, ma se bega su come aumene non concesso che ciò Cioè con la fine della concessione mentata di questa poi i privati vogliono tare lo smaltimento avvenga, bisognerà alla società nel 2013 e alla gara, cioè Provincia. C’è un metterci anche le tac Roberto Cattaneo di rifiuti in Provincia. vedere a quanto am- Pietro Collareda alla privatizzazione. Guarda caso peso diciamo esterno e i macchinari, allora L’assessore Antonio monti, questo “qualcocon privati che, con Rigotti (socio che grava sul Cis, ed è quello di no”, è il distinguo di Collareda. Mondardo ha proposto di “potensa”. Collareda, dal canto suo, difendel primo azionista privato di SeFilippi. Ora bisogna fare chiarezChe non teme contraccolpi poziare” l’inceneritore di Schio. L’ex de l’emissario di Prodi, l’europarlarenissima, Gambari), sono molto za, e bisogna considerare l’idea litici per il sindaco di centrosiassessore Walter Formenton ha rimentare Paolo Costa (“ha fatto un vicini a Forza Italia. “Cosa vuole, gidi ridimensionarlo”. E questo, nistra di Schio, Luigi Dalla Via: preso l’idea antica di un nuovo incelavoro importante”), ma ribadisce rando e girando ci si ritrova sempre per ora, è tutto. “La sua battaglia è stata straorneritore, perché in ogni caso quello la sua contrarietà di principio alla amici di qualcuno…”, replica con un eloquente sorriso Cattaneo. Un commento da scolpire. Collareda invece non ci sta, ed è su posizioni oggettivamente filo-Dal Lago: “La società autostradale deve rimanere sotto controllo pubblico”.


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fatti&notizie Torna il manuale Cencelli: presidente ad An, cda a Fi e Lega Le responsabilità politiche della crisi? Silenzio

Aim, tutto come prima: il solito gioco di caréghe DI ALESSIO MANNINO

Rimandato sine die (addirittura a gennaio 2008), il rinnovo del consiglio di amministrazione del gruppo Aim non più a 7 ma a 5 componenti (così come prescrive la circolare Lanzillotta allegata alla Finanziaria) puzza di poltronite. Complice la fine dei clamori politico-giudiziari, in quest’ultimo mese seguito Il ballo delle poltrone: l’iniziale speranza di un cambiamento si è presto spenta all’audizione dell’ottantenne commissario Marzo Zanguio in probabile, di Maurizio Castro, potere sartoriano di sostituirsi Sala Bernarda le decisioni sulla ex candidato di An già chiama- a quello che fino a quest’anno spa di San Biagio si sono nuoto a gestire le sorti della Fiera. era considerato il baricentro vamente inabissate in camera Saremmo degli ingenui se non politico di Vicenza: l’asse Dal caritatis, nelle segrete stanze pensassimo che possa essere Lago-Fi non sartoriana-Assindei partiti. Prima con Forza Itastata tutta una messinscena: dustria-centrosinistra moderalia che ha reclamato due posti An si becca come da tradizio- to (oggi Pd). in cda e per giunta prenotanne la presidenza Aim, così da doli per i suoi due consiglieri rendere pretestuosa la rivendi- Nessuna risposta uscenti, Sergio Carta e Renato cazione da parte del partito di Queste le preoccupazioni reali Moscatelli, che hanno corteseFini della candida- nei corridoi della politica bemente fatto di satura a sindaco. Che rica. Sullo stato dei conti, su pere di non gradire. invece tutti sanno come uscire dalla crisi, sulle Poi con la richiesta benissimo essere responsabilità politiche e suldi Hüllweck (azioappannaggio esclu- la riorganizzazione della mulnista unico di Aim Voltare pagina? sivo e obbligato del tiservizi, tutto tace. Eppure ci in qualità di sindaprimo partito della sarebbe da dire come far fronte co), che vorrebbe Macché. CdL, Forza Italia. a un’esposizione con le banche vedere confermato C’è puzza di (sotto forma di mutui) di 130 Zanguio come con- poltronite Cambio milioni di euro; come ridare sigliere. E infine di scacchiere un progetto a una società che, con il ritorno della Gli azzurri, sotto non dimentichiamolo, ha come voce – non smentil’egida di Lia Sar- missione fornire servizi ai citta – dell’assessore tori, si preparano tadini (e per questo si sono fatti comunale Arrigo dunque alla caccia grossa a avanti i sindacati Cgil-Cisl-Uil, Abalti (An) come neo-presiVicenza: due posti nel cda di rimproverando la latitanza del dente (o di Maurizio Castro, Aim giusto per cominciare, centrosinistra); e infine come attuale presidente della Fiera, col contentino della presiden- assegnare la gestione a persoed ex candidato di An). za ad An (che nonostante l’at- ne non compromesse politicatuale scontro fra Berlusconi e mente con quella precedente, Messinscena Fini, a Vicenza non potrà fare affidata all’An di Giorgio ConNon c’è niente da fare, cari sfracelli, pena l’irrilevanza po- te (l’ex presidente Beppe Rossi miei: si continua imperterriti a litica). Abalti, era il suo bracragionare con il manuale Cenavvicinatosi cio destro), alla celli a mo’ di breviario. Dove a Berlato ma corrente sarci sono i partiti, ecco scattare contemporatoriana di Fi e l’istinto alla spartizione delle neamente non alla Lega Nord. caréghe. E dire che avevamo inviso alla donE invece oggi ci apprezzato la volontà di uscire na forte di Fi, potremmo ridal solito circo del capo di An in potrebbe essere trovare con un provincia, Sergio Berlato, che a l’uomo giusto. presidente di più riprese ha giurato di non Salvo sorpreAn e un cda in volere un suo uomo alla testa se eclatanti sul mano alla Sardi San Biagio. E invece ecco ripiano nazionatori. Proprio spuntare il nome di Abalti (che, le, un siffatto un bel modo diciamolo, è anche consigliere scacchiere perper voltare paprovinciale e nel cda del Centro metterebbe al Mauro Zanguio gina. Studi Palladio) o quello, meno

Il “Partito del Popolo della Libertà” non è una trovata estemporanea. Ma il frutto di una strategia di riposizionamento

Il nuovo partito del Cavaliere: un capolavoro. Di marketing posta per dominare la scena (senza L’ex comunista Giuliano Ferrara, più la seccatura di quei rompic… di entusiasta, l’ha definita la svolta Fini e Casini – e di Bertinotti, Dili“maoista” del Cavaliere (riferendosi berto & Co per Walter). alla Rivoluzione Culturale, un parto A Vicenza sarà Lia Sartori – o un tutto interno al regime cinese degli candidato sindaco molto simile a Anni Sessanta, allo scopo di dare lei, cioè del suo clan – a cavalcare una spazzata al vecchiume e all’onda d’urto del Berlusconi 2 alle l’immobilismo). Ernesto Galli della comunali della prossima primaLoggia lo definisce, come prima e vera. Per superare il 30% dei voti come sempre, un “partito di plastiattribuiti al Pd cittadino. Sondaggi ca”. Curzio Maltese lo ridimensiona tenuti rigorosamente nel cassetto a exploit per rincorrere la novità del (che poi sono quelli “veri”, su cui Partito Democratico veltroniano. si affinano le strategie dei politici) Tutto vero, tutto corretto. Ma il sidanno il centrosinistra in città più gnificato più autentico del nuovo forte di quello che si pensi. Per la Partito del Popolo della Libertà di Sartori si tratterà di usare la nuova Berlusconi lo si ritrova stampato in arma del Ppl per imbrigliare l’intesei lettere nell’editoriale di mercolera CdL dietro di lei. dì 21 scorso sul GiorE spegnere sia qualnale di famiglia: “Con sivoglia velleità del la gente contro la ca- La Sartori centrosinistra, sia le sta”. Silvio, nel corso utilizzerà manovre che dietro di tutto quest’anno, il nuovo le quinte stanno maha seguito un percormarchio turando per un’alterso parallelo a quello di nativa allo strapotere Beppe Grillo: ha pre- come un’arma sartoriano (leggi: parato con cura e pa- in più per Manuela Dal Lago zienza nuove truppe la scalata candidata sindaco). – i Circoli della Bram- a palazzo La Lega Nord ha billa e di Dell’Utri Trissino già fatto sapere che – e poi, acquietatosi potrebbe replicare il clamore per Walter il suo consueto schema corsaro di e il Pd, ha messo in scena la “sorandare da sola al primo turno per presa” del nuovo marchio. Un’inalzare il prezzo del suo appoggio gegnosa operazione di marketing al secondo. Magari abbinandosi a politico che mira a cannibalizzare una lista civica made by Dal Lago. l’elettorato alleato (di qui la rabbia Alleanza Nazionale, che a Roma è di Gianfranco Fini) e a intercettare il furibonda, sotto le volte della Basimalessere verso la politica (l’ondata lica dovrà probabilmente ridursi a di cosiddetta “antipolitica”). Berlupiù miti consigli, se vuole portare sconi si è inventato un nuovo cona casa senza colpo ferire qualche tenitore perché da tempo ha capito posto di rilievo (come la presidenche se non vuole rassegnarsi all’ineza Aim). Ma le alchimie interne al sorabile declino, deve reinventarsi. centrodestra locale dipenderanno Ritrovando l’entusiasmo e il sorriso molto da come si evolverà il quadro smagliante del ’94, della “discesa in nazionale. Di certo, che Berlusconi campo”. Ecco, la sua è una seconda continui a farsi passare come “non discesa in campo. professionista della politica” è orCosì oggi il bipolarismo italiano si mai un falso storico. E’ un politico avvia a ruotare intorno a due Grandi razza, altroché. Perché della polidi Centri: da una parte il Pd di Veltica moderna sa usare come nessun troni, e dall’altra il suo PPL. Una altro i segreti: i segreti del brand, Democrazia Cristiana di destra, e cioè di come vendere al popolo una di sinistra. E quest’ultima, il un’immagine sempre fresca del Pd, ben contenta di fare da sponda proprio prodotto. E’ il marketing, al nuovo giocattolo di Silvio, che già bellezza. si offre per Grandi Coalizioni biparA.M. tisan con legge elettorale fatta ap-


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approfondimenti

Nel cda della fondazione spicca il predominio della cordata Sartori-Galan

Centro di potere e vetrina elettorale La mappa politica del vertice Cisa DI ALESSIO MANNINO

Longhi (già titolare di innumere- re, due industriali: Lino Dainese, voli altre cariche, vero dominus della famosa azienda omonima, e Una vetrina. della ragnatela di potere confin- Ambrogio Della Rovere, uno dei Un centro di dustrial-democristiana che inglo- tre saggi di Assindustria che nelpotere. Un fio- bava Vicenza). Per poi fare spazio, la primavera di quest’anno si dire da sfoggiare nel novembre 2004, a Lia Sartori. misero in polemica con Calearo e all’occhiello. Un Completando la lista dei consi- Amenduni. titolo onorifico glieri attuali, si attestano come da spendere nei presenze storiche quella dell’avvo- …e l’intreccio salotti. E’ tutto cato Lelio Barbieri, vicepresidente Per tirare le fila. Il cda del Cisa ha questo il se- dell’Accademia Olimpica, e quella una composizione che pende netdersi al vertice dell’urbanista Dionisio Vianello tamente per il gruppo di potere del Cisa, il Centro Internazionale (espresso dalla Camera di Com- galanian-sartoriano: presidente Studi Architettonici dedicato ad mercio). Ma il più longevo di tutti Sartori, vice Carta, Miracco assiAndrea Palladio. Non è un caso è l’architetto Sergio Carta: è nel stente di Galan, Abalti che rappreche a presiederlo, in occasione dei cda dal 1988. Di recente è tornato senta un’Alleanza Nazionale che fasti del cinquecentenario palla- alla ribalta come consulente del per mettere il bollino su Aim deve diano del 2008, sia proprietario dell’area riavvicinarsi a Fi, Menarin che le lei, Amali Sartori, ex Domenichelli. Ma ultime vicende in Assindustria l’Eminenza Azzurra Sartori Carta ha un’antica hanno visto oggettivamente sullo di Forza Italia – o storia politica alle stesso fronte della Sartori, e Dalla presidente: come si chiamerà – spalle: era vicesin- Rovere idem se non di più. Resil’operazione data come probabile daco socialista con ste, ultimo residuo del regno Dal futuro sindaco l’anno è chiara. Corazzin e Variati a Lago, Franzina. Sfruttare a fini cavallo fa anni ’80 e Sedere nel cda del Cisa, in definitiprossimo. ’90. E oggi è vicepre- va, è importante non per il potere elettorali la La mappa… sidente del Cisa. effettivo che conferisce l’istituto: visibilità per Dal 2002 il Cisa è Per la Provincia ci più di una passerella non è. E’ il le celebrazioni una fondazione, cioè sono l’azzurro (di fatto stesso di esserci, e da lì indel 2008 un istituto di diritto ascendenze democri- trecciare rapporti personali che privato (e non più un stiane) Andrea Pel- nella geografia dell’influenza poente pubblico). I suoi soci sono la lizzari e l’ex portavoce di Manuela litica possono contare più di titoRegione Veneto, la Provincia e il Dal Lago a Palazzo Nievo, Antonio loni e prebende: è questo il valore Comune di Vicenza, la Camera di Franzina. Quest’ultimo è stato vi- di stare nel consesso palladiano. Commercio berica e l’Accademia cepresidente per molti anni, fino a E poi ci sono le elezioni comunali Olimpica. In occasione della sua quando, con l’arrivo della Sartori, dell’anno venturo. privatizzazione, uscì il Ministero la Provincia ha passato il predo- Ora, la Lia, infrangendo la rotadei Beni Culturali: lo Stato inten- minio al clan sartoriano, che ha zione che a turno assegna a ciadeva risparmiare e non erogare indotto il Comune a far converge- scun socio la presidenza, è stata più fondi per realtà culturali come re la nomina su confermata nello questa. Lo status privatistico si è Carta. Da ricollescorso giugno. In tradotto in un maggior peso della gare al Comune modo da risplenRegione e della Camera di Com- anche l’assesdere come firma mercio, i soci più danarosi. Lo si sore alla scuola e autrice del giuvede bene scorrendo i nomi che Arrigo Abalti e bileo di Vicenza, dall’anno successivo al cambio di il pittore Roberossia l’anno palstatus si sono installati nel consi- to Floreani: uno ladiano 2008. In glio di amministrazione. In parti- esponente di cui lei – o uno del colare due: quello di Dino Mena- spicco di Alleansuo giro fra gli rin, presidente dell’ente camerale, za Nazionale, dal azzurri – si cane di Franco Miracco, portavoce del passato dc e oggi diderà a sindagovernatore regionale Giancarlo in sponda con co. L’operazione Galan. Da allora sono sempre ri- Sergio Berlato; politica è chiara: masti nel cda, pur cambiando il l’altro a capo del sfruttare la visipresidente. Il quale, nel biennio circolo culturale bilità e il presti2003-2004, era il potentissimo di destra Ezra gio della poltrona Amaila Sartori, nuova presidente del Cisa predecessore di Menarin, Danilo Pound. Per finipiù importante

Palazzo Barbaran Da Porto, trionfo di colonne e stucchi nonché sede del Centro

del Cisa come cavallo elettorale. Perché al Cisa arriveranno finanziamenti, soprattutto regionali, che in vista delle elezioni possono essere abilmente utilizzati per far entrare nell’orbita della presidente realtà culturali (associazioni, compagnie teatrali, etc) che fruttano voti. Il segno politico è ancora più evidente se si pensa che a essere stato presidente per due volte fu il solo Longhi, che negli anni Ot-

tanta seppe unificare sotto la sua egida, fra Comune, Camera di Commercio, fondazioni (Rumor e Nordest) e Assindustria, un sistema di relazioni che oggi la Sartori aspira a replicare. A partire da una sua imitazione, in piccolo, proprio nel Cisa. Una specie di viatico simbolico all’ascesa di Sua Eminenza Azzurra (che non per niente ha come ostacolo principale la Dal Lago, anch’essa, se vogliamo, un’aspirante nipotina di Longhi).

Malinconie novembrine. Ancora nessuna iniziativa per il 500nario

Che fine ha fatto l’anno palladiano? Giusto un’osservazione. Siamo agli sgoccioli di novembre, a poco più di un mese dall’inaugurazione dell’anno giubilare del Palladio. Possibile che ancora non ci sia un opuscolo, un manifesto, delle uscite pubbliche (anche sui giornali) che pubblicizzino il programma di eventi per il 2008? E non tanto per noi vicentini. Quanto per i visitatori del resto del Paese e soprattutto per quelli stranieri. Il Palladio non è solo l’architetto più famoso di Vicenza (benché fosse padovano di nascita). E’ il più famoso d’Italia nel mondo. Il turismo berico conoscerà nel 2008 un’occasione irripetibile, la sua acme storica. E invece non c’è ancora niente. Neppure il programma, a dire il vero. Tutta l’attenzione è stata risucchiata dal nuovo teatro di Hüllweck. Gli unici fatti recenti

Andrea Palladio

sono la mostra in programma al Cisa (non in Basilica, genialmente chiusa per lavori) e un finanziamento straordinario da parte dello Stato proprio per il Cisa, giunto grazie ai buoni uffici del parlamentare leghista Stefano Stefani. Grazie, ma non basta. A.M.


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approfondimenti

24 NOVEMBRE 2007

Riferimento internazionale d’eccellenza, il centro rischia di rimanere confinato alle élite. Le celebrazioni palladiane potrebbero segnare la svolta

Un profeta di cultura (quasi) dimenticato DI LUCA MATTEAZZI

Nemo propheta in patria. Il celebre detto sembra valere anche per il Cisa, il Centro internazionale di studi palladiani. Alzi la mano chi, al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori e degli appassionati di cose vicentine, sa di preciso cosa succede e cosa si nasconde dietro l’elegante portone di palazzo Barbaran Da Porto, all’angolo tra contrà Porti e contrà Riale, proprio di fronte alla sede storica della banca Una mostra curata dal Cisa all’interno di palazzo Barbaran Da Porto Popolare. Forse, assicurano i bene informati, è più facile trovare qualla struttura organizzativa, mettere to diventata una pietra miliare per cuno interessato ai lavori del centro in piedi ogni anno mostre, corsi, chi vuole approfondire l’opera deldiretto da Guido Beltramini tra i convegni. A disposizione hanno l’architetto, Franco Barbieri, consituristi in arrivo da Inghilterra e fondi fissi per circa mezzo milione derato uno dei massimi studiosi di Stati Uniti che non tra e centinaia di euro stanziati dai soci fondatori arte e storia vicentina, di vicentini che ogni (Comune, Provincia, Regione e cae Renato Cevese. O, giorno passano lì sotmera di commercio), ai quali vanper citarne solo alcuto. Eppure i motivi Lionello no aggiunti i contributi in arrivo ni tra i tanti stranieri, per essere orgogliosi Puppi, James da altri entri, come possono essere studiosi del calibro di una realtà come i fondi del ministero per iniziatidi Howard Burns quella del Cisa non Ackerman, Howard Burns. (che ha insegnato a ve particolari (come nel caso delle mancherebbero. celebrazioni palladiane), o quelli, Cambridge, Harvard, Che nomi! Al Cisa non preziosissimi, della Fondazione Caallo Iuav di Venezia e Per farsi un’idea del mancano riverona. adesso è alla Normale prestigio del ceni pezzi da Il risultato è un programma di atdi Pisa, e scusate se è tro palladiano basta novanta tività variegato, che ha come fiore poco) e James S. Acdare un’occhiata ai all’occhiello le mostre allestite nei kerman (professore membri del comitato saloni del palazzo palladiano: tra ad Harvard, ed autore scientifico. “I maggioquelle degli ultimi anni spiccano anche lui di alcuni dei testi base su ri specialisti europei e nordameriquelle dedicate a Scamozzi, alla Palladio): nomi che forse ai profani cani”, si legge nella presentazione storia della villa veneta e ai disegni diranno poco, ma che a chiunque sul sito web, e non gli si può certo architettonici di Michelangelo. Poi abbia messo piede in qualche corso dare torto. Nell’elenco figurano ci sono gli incontri con le scuole, i universitario di storia dell’arte suoinfatti nomi come quelli di Lionelconvegni di studi, i corsi per archineranno più che familiari. lo Puppi, per molti anni docente a tetti e studiosi di tutto il mondo, le Non solo mostre Padova e a Venezia e autore di una pubblicazioni (gli annuari con studi Spetta a loro, in collaborazione con monografia su Palladio che è subie saggi, i cataloghi delle mostre), l’aggiornamento della biblioteca e degli archivi palladiani, la fototeca. E una fondamentale attività di consulenza al fianco delle istituzioni pubbliche quando si tratta di mettere in cantiere il restauro di qualche palazzo importante: c’è la mano del Cisa, ad esempio, negli studi che hanno preparato i lavori alla Basilica, così come è sempre il Cisa a coordinare il check up del Teatro Olimpico in vista di un prossimo restauro. Gli appunti Un centro d’eccellenza, insomma. Anche se, a voler essere pignoli, qualche piccola pecca la si potrebbe trovare. Qualcuno potrebbe gradire, probabilmente, una presenza più visibile nella vita culturale della città, un ruolo di stimolo nel dibattito pubblico che il Cisa ha esercitato poche volte: difficile ricordare, almeno negli ultimi anni, una presa

parlante delle vicende vicentine; ma se non lo fa un ente con il prestigio e le spalle larghe del Cisa, è difficile vedere chi potrebbe farlo. L’altro tasto delicato è quello delle mostre. Detto che il Cisa non ha come compito primario quello di allestire rassegne, l’ente di contrà Porti si trova, da sempre, a fare i conti con un dilemma di difficile soluzione: puntare tutto sull’approfondimento scientifico, condannandosi ad intercettare al ristretto circuito degli addetti ai lavori, o cercare qualcosa di più facile impatto, capace di far presa anche su un pubblico più vasto. Finora le esposizione hanno privilegiato, giustamente, la ricerca e l’approfondimento: e, nonostante i tentativi di tradurre tutto in un linguaggio semplice – i modellini in legno delle ville nella di posizione forte di palazzo Baramostra del 2005, il grande modelbran da Porto, se si fa eccezione per lo del ponte sul reno in quella del una piccola serie di editoriali fir2003 -, la risposta del pubblico, in mati da Beltramini sul Corriere del termini di numeri, è Veneto. Una linea di sempre stata tiepida. condotta che si spieInevitabile: non si può ga, in buona parte, Il Centro certo pretendere che proprio con le scelte si trova di una mostra sui disedel direttore che ha gni di Scamozzi, per sempre preferito il fronte ad un quanto valida, faccia basso profilo, il lavo- dilemma: gli stessi numeri della rare dietro le quinte cultura d’élite pittura impressionista (nel senso migliore o apertura o di Picasso. Resta il del termine), lontano al grande fatto che il cruccio di dai riflettori. Anche pubblico? non riuscire a sfonquando è chiamato in dare, a fare il botto, è causa in prima persoprobabilmente rimana, Beltramini è uno sto ai dirigenti del centro. Nel 2008 che preferisce lasciare la ribalta ad toccherà alla grande mostra su Palaltri. Ed è anche vero che non è cerladio: che sia la volta buona? to il compito del Cisa fare il grillo

Weekend con Andrea Nel prossimo fine settimana si potrà cominciare ad avere un’idea di quello che potrebbero essere l’atmosfera del cinquecentenario palladiano del 2008. Da venerdì 30 novembre a domenica 2 dicembre, infatti, è in programma una tre giorni interamente dedicata al grande architetto, con musei e palazzi aperti, visite guidate, esposizioni di disegni e progetti. Tutto per dare l’opportunità a vicentini e turisti di cominciare a scoprire l’opera e i lavori dell’architetto. Nel dettaglio, da venerdì una trentina di disegni palladiani saranno esposti a palazzo Chiericati, men- Palazzo Chiericati

tre da sabato saranno aperti al pubblico il teatro Olimpico, palazzo Chiericati, la cappella Valmarana a Santa Corona, palazzo Valmarana in corso Fogazzaro, palazzo Thiene, la loggia del Capitanio, palazzo Bonin Longare e palazzo Porto Breganze. Nella sede del Cisa di palazzo Barbaran da Porto saranno inoltre esposti i modelli in legno delle più importanti architetture palladiane.


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fatti&notizie

24 NOVEMBRE 2007

La provocazione di Baschirotto (Forza Italia): apriamo un dibattito per ridisegnare il piano di interventi dietro viale Milano. “No ad un quartiere stile Pomari”

La proposta: un tocco palladiano al Piruea Ftv DI LUCA MATTEAZZI

Che fine ha fatto il piruea delle Ftv? Da un paio d’anni, il grande progetto di riqualificazione urbanistica dell’area compresa tra via Torino e la linea Ferroviaria, dove avrebbero dovuto trovare posto decine di migliaia di metri cubi di palazzi, appartamenti e uffici, è fermo in qualche cassetto. Affondato durante la discussione in consiglio comunale con tutti gli altri piruea, non se ne è più parlato, nonostante tra i suoi sponsor più tenaci ci fosse una big come l’ex presidente della provincia Manuela Dal Lago. Che ne è stato? La domanda devono essersela posta in tanti, in queste settimane in cui si comincia a respirare aria di fine mandato, e in cui da palazzo Trissino si cominciano a sfornare annunci che hanno già il sapore della campagna elettorale (il nuovo stadio, la mega pista da skateboard). Tra i primi ad affrontare la questione, il capogruppo di Forza Italia in circoscrizione 1 Giorgio Baschirotto. Che, visto il silenzio

Qui sopra e sotto, scene di degrado nell’area interessata al progetto, una zona a lungo occupata da vagabondi

nel quale è caduto il piruea, ha deciso di giocare d’anticipo e di lanciare una proposta - provocazione. Anche perché non si sa mai che il piano per l’ex area Ftv non rispunti fuori negli ultimi mesi dell’Hullweck 2, magari nel tentativo di approvarlo in fretta, senza il dibattito che un progetto di quella portata merita. Ecco, dunque, la proposta, contenuta in una lettera inviata ai media e in un ordine del giorno presentato in circoscrizione. Baschirotto precisa subito che lui, al Piruea, è favorevole: “Il degrado chiama degrado -spiega -, ed è evidente come lì un intervento di riqualificazione urbanistica sia indifferibile, anche per un recupero degli equili-

bri sociali, che vediamo sempre più delicati in quell’area che ha come epicentro Viale Milano”. Quello che non lo convince, caso mai, è il modo in cui si pensava di costruire: nei progetti del piruea c’erano solo indicazioni su cubature e volumetrie, ma niente sull’aspetto che i palazzoni avrebbero dovuto avere. E invece, in una zona strategica come quella dell’ex Ftv, questo aspetto può fare la differenza: “Questa zona è la “porta” per chi giunge a Vicenza con treno od autobus – continua -, e si trova in un contesto urbanistico rilevantissimo per la città, tra il nuovo teatro cittadino e la stazione, adiacente al perimetro delle antiche mura”. Quindi, ben venga la riqualificazione, e se si è deciso di costruire si costruisca pure, ma il comune dovrebbe avere il “coraggio osare sotto il profilo architettonico”. A Torino si pensa a Renzo Piano per i nuovi grattacieli, un po’ in tutte le città si cerca di affidare i progetti più importanti ai grandi nomi: anche Vicenza dovrebbe seguire questa strada, magari affidandosi ad un concorso di idee per cercare autori di talento a prezzi più abbordabili. “Cerchiamo di non rifare i Pomari – continua il capogruppo -. Ben venga l’intervento, ma

assumiamoci la responsabilità era “maravigliar li veneziani” di guardare oltre il metro cubo - spiega Baschirotto -. Il che è fine a se stesso. Il mio intento tutto dire, considerato che allora è proprio quello di Venezia era potenza aprire un dibattito, egemone e forse la perché non ci si ricapitale economica trovi davanti ad un Costruire e commerciale del progetto da appro- va bene ma mondo. Non sarebvare all’ultimo mi- bisogna avere be bello ritrovare nuto in tutta fretta. il coraggio quello spirito e riCon quel piano di provarci quasi cindi osare e interventi si cambia secoli dopo?”. guardare oltre que la faccia di mezza La sfida è lanciata. città, ed eventuali la logica del Adesso bisogna veerrori si pagheranno metro cubo dere chi avrà la voper decenni”. glia, e il coraggio, di L’occasione del cenrimettere in discustenario palladiano, poi, capita a sione uno dei più grandi progetti proposito. “Quando circa cinque- urbanistici in programma in citcento anni fa i nostri avi commis- tà. Un progetto contro il quale, sionarono ad Andrea Palladio la negli ultimi anni, hanno sbattuto basilica palladiana, loro intento le corna in tanti.

Retroscena. Dietro la mossa di Forza Italia, un altro capitolo della lotta per il sindaco

La Sartrori e l’affondo contro i re del mattone L’idea di Giorgio Baschirotto è quella di riaprire il dibattito su una delle aree d’oro della città. Dal punto di vista politico, però, la lettura che si può dare della mossa di Forza Italia – o, meglio, di quella parte di Forza Italia che oggi si sente più vicina alla Sartori e a Galan - è più complessa. La proposta del capogruppo azzurro in circoscrizione suona, seppur implicitamente, come una sconfessione di uno dei maggiori progetti dei due mandati di Hullweck, forse il maggiore nel campo dell’urbanistica: la grande lottizzazione dei Pomari. O quanto meno come una presa di distanza da un modo di progettare la città pensando prima di tutto al metro cubo da monetizzare. E suona anche come una

sfida ad alcuni dei poteri forti della città, un invito a portare alla luce certi interessi che di solito si tenta di far passare sotto silenzio: quelli dei gruppi privati coinvolti nel progetto alle Ftv, ad esempio, che guarda caso sono in gran parte gli stessi dei Pomari, con il gruppo Ingui in testa. Difficile, non vedere in tutto ciò un altro tassello della guerra di posizione che da mesi oppone la leader forzista Lia Sartori a quel gruppo di interessi in cui si ritrovano lo stesso Ingui, la famiglia Amenduni, una parte dei vertici di Assindustria, e che ha come posta in gioco la successione ad Enrico Hullweck. Sul futuro delle Ftv si potrebbe aprire a breve un nuovo terreno di confronto. L. M.


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24 NOVEMBRE 2007

fatti&notizie I disservizi dovuti a informazioni errate o poco chiare sono all’ordine del giorno Con danni pesanti per i consumatori. Ma anche per produttori e commercianti

Etichette sospette: così le griffe si lavano le mani. Ma non i capi DI STEFANO FERRIO

Non sappiamo leggere e non vogliamo scrivere. Fra le conseguenze: vestiamo sempre peggio ed esportiamo fra crescenti difficoltà. Il viaggio in un’Italia ignorante, destinata a pagare scotti sensibili sul fronte dei servizi e competitività, può partire dal seguente dialogo. “Guardi, signora, che il suo vestito da sera non è lavabile”. “Impossibile, con tutto quello che l’ho pagato”. “Legga cosa c’è scritto nell’etichetta: capo non lavabile”. Signora della Vicenza bene con un palmo di naso, e consorte avvisato sulle precauzioni da prendere per il prossimo regalo di anniversario. Come ci illustra lo scampolo di conversazione ambientata in una delle pulisecco della città, il massimo del Made in Italy sconfina spesso nel suo minimo. Ovvero migliaia di euro “investiti”, o forse è meglio dire scialacquati, in una griffe che, dopo il presunto figurone di un paio di serate mondane, prende mestamente la via della spazzatura, al pari di un impermeabile usa e getta comperato fuori dallo stadio. La morale della favola arriva al termine di accurati monitoraggi, svolti sul territorio dall’Associazione Artigiani vicentina. Troppi

Un negozio di vestiti

gli choc come quello ricostruito sopra, ma anche i contenziosi originati da disastrosi lavaggi, per non attivare la categoria su un campo minato che continua a far esplodere la rabbia e lo scontento della clientela nei confronti dei titolari di pulilampo. “Ma anche i nostri associati - spiega Pierluigi Dal Lago, dirigente degli Artigiani vicentini - sono tante volte vittime di etichette errate o incomplete, vere e proprie aberrazioni di un mercato sempre più selvaggio come quello dell’abbigliamento”. Né mancano, aggiunge lo stesso Dal Lago, casi di negozianti eroici che, di fronte a etichette volutamente ambigue, si lanciano in azzardatissimi “Se vuole, proviamo”, suscitati da una specie di moto di compassione nei confronti dell’affezionato cliente. Gesti quasi sconsiderati, dove

l’artigiano, per vocazione professionale, rischia una richiesta danni da centinaia di euro a fronte di un incasso lordo di neanche dieci. La problematica è così complessa da dare vita, ogni autunno, a corsi di aggiornamento caratterizzati da più incontri. In questi ultimi c’è anche uno sfondo da osservare, oltre la ribalta di animati confronti a proposito di difetti frequenti nei capi di abbigliamento, sistemi innovativi di lavaggio, risparmio energetico, o automazione della stiratura. Questo sfondo è un Paese che, quanto a commercio e servizi, sconta nel modo più dantesco il peccato collettivo di non leggere. Esercizio che vale per saggi e romanzi, ma anche per etichette, istruzioni, e testi di accompagnamento ai beni di consumo. L’impressione di brancolare in fondo alle classifiche europee più disparate trova conferma nell’indagine svolta dall’Associazione Artigiani sui prodotti d’abbigliamento. Sessantadue sono stati i campioni acquistati in diciassette fra mercati, centri commerciali, bancarelle e negozi del Vicentino, per un totale di 117 capi di vestiario. Ogni indumento è stato sottoposto a verifiche riguardanti tre aspetti fondamentali della qualità come etichettatura, salubrità e presta-

zioni (tenuta). Più di uno su quattro, ovvero il 27%, risulta fuorilegge, ovvero non conforme ai prescritti requisiti obbligatori richiesti. Se il 62% di questi problemi sono inerenti alla non veridicità dei dati sulla composizione fibrosa (ad esempio si dichiara lana, e invece è tessuto sintetico), il 38 riguarda il mancato rispetto di varie prescrizioni: presenza dell’etichetta di manutenzione, lingua italiana, codici meccanografici, denominazione delle fibre per esteso, correttezza delle informazioni sulla responsabilità del prodotto. Il quadro peggiora in modo drastico per quanto concerne i requisiti facoltativi, non soggetti ai fulmini della legge, ma fondamentali circa la qualità del prodotto e il rispetto di chi lo acquista. In questo ambito i capi non conformi sono il 71%, più di due su tre, con un significativo 18% relativo alla non salubrità, dovuta per esempio a determinati accessori metallici. Fortuna che nell’immaginario collettivo, noi italiani sappiamo almeno vestire. Un’eleganza pagata a carissimo prezzo

in termini di sicurezza, trasparenza e credibilità. D’altra parte, se in “lettura” va male, in scrittura il voto non migliora. “Quanto a comunicazione tecnica sui prodotti, rispetto al nord Europa siamo a livelli molto arretrati - chiarisce Alberto Colpo, vicepresidente della categoria Comunicazione e sistemi innovativi in seno all’Assoartigiani vicentina - . Infatti le nostre imprese soffrono un grave deficit in quei rapporti con la clientela garantiti da descrizioni, istruzioni e consigli per l’uso ritenuti indispensabili ad un acquirente informato e maturo. Troppi faticano a mettersi al passo delle norme europee in ambiti come la traduzione dei testi, o le comunicazioni sulla sicurezza. Nell’Europa di oggi ciò significa mettere sul mercato prodotti competitivi e tecnologicamente avanzati che, a parità di prezzo, vengono penalizzati a favore di quelli accompagnati da un completo corredo di immagini e testi”. Altra magagna, altra giornata di studio sul tema svoltasi mercoledì scorso in via Fermi. A forza di “ripetizioni”, si può arrivare al sei.

Capi non lavabili, sintetico venduto per lana. Il 27% dei vestiti non è a norma

informazione pubblicitaria

L. 123/07: ANCHE LE PERSONE GIURIDICHE RISPONDONO IN CASO DI OMICIDIO O LESIONI COLPOSE GRAVI La recente entrata in vigore della L.123/07 ha apportato molte novità in ordine alla misure in tema di tutela della salute e sicurezza sul lavoro e, tra queste, ha modificato sensibilmente gli aspetti sanzionatori della materia. In tal senso, infatti, da un lato il Governo è stato delegato a provvedere, entro nove mesi, alla riformulazione dell’apparato complessivo, tenendo conto delle responsabilità e delle funzioni svolte da ciascun soggetto obbligato, attraverso la previsione di quattro livelli di sanzioni (art..1 let. F) ricompresi tra la ammenda massima di € 100.000,00 e l’arresto sino a tre anni. Dall’altro, s’è introdotto, nel testo del d.lgs 231/01, un nuovo articolo (il 25-septies) al fine di inasprire le pene previste per il caso di omicidio colposo e di lesioni colpose gravi o gravissime, commessi in violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro. Il d.lgs. 231/01 reca la disciplina della respon-

sabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, ed ha introdotto il concetto di responsabilità in sede penale delle stesse, aggiungendola a quella della persona fisica che ha realizzato materialmente il fatto illecito (es. amministratori , dipendenti etc…). Questo ampliamento della responsabilità significa in parole povere il coinvolgimento nella punizione di taluni illeciti penali del patrimonio degli enti e, in definitiva, degli interessi economici dei soci che un tempo erano invece lasciati indenni da conseguenze che non rientrassero nell’eventuale risarcimento del danno, se ed in quanto esistente. Ebbene la nuova legge, ora, in relazione a casi di omicidio colposo e di lesioni colpose gravi o gravissime (previsti dagli articoli 589 e 590, terzo c. del codice penale) ha previsto che anche le società o, comunque, gli enti dotati di personalità giuridica, potrebbero sentirsi comminare una sanzione pecuniaria in

misura non inferiore a “mille quote”. Ossia una “multa” variabile tra l’importo di € 258.228,45 e di €1.549.370,70 in base alle condizioni economiche dell’impresa ritenuta responsabile. E ciò ove non si dimostri d’aver adottato un sistema organizzativo e gestionale per la sicurezza (alla luce di quanto prevede lo stesso d.lgs. 231/01) tale da poter essere valutato da un Giudicante, come idoneo ad evitare la sanzione (art.6) o quantomeno a sentirla ridurre notevolmente (art.12), e che assuma come riferimento norme nazionali o internazionali riconosciute (es. OHSAS 18000, INAIL etc…). Lachiver Servizi srl è a disposizione per fornire ogni più opportuna consulenza in merito alla applicazione della normativa in materia al fine dell’eventuale implementazione dei sistemi organizzativi e gestionale in linea con la stessa. Avv. A.Casali

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altovicentino

24 NOVEMBRE 2007

Dopo lo stop ai palazzinari, l’incendio ai caseifici e il no del Trentino, i Sette Comuni rischiano un nuovo esodo. Ma le alternative ci sono

Altopiano in bilico tra futuro e “terzo mondo” DI ANDREA ALBA

La sera del 17 novembre, sabato scorso, un’improvviso bagliore rischiarava e illuminava il cielo di Asiago: era il rogo inaspettato e – stando ai primi accertamenti – accidentale del magazzino del Consorzio dei caseifici, all’ingresso del paese. Otto squadre di vigili del fuoco, anche da fuori provincia, hanno lavorato per ore per spegnere le fiamme senza poter impedire che migliaia di forme di formaggio andassero bruciate. Ma è solo uno dei fatti di cronaca che in queste settimane hanno interessato l’Altopiano: pochi giorni prima dall’Alto Adige arrivava un deciso “alt” alle ambizioni autonomiste degli asiaghesi, e qualche giorno prima ancora una mano tutt’ora ignota attentava con una molotov all’auto di un dipendente dell’ufficio tecnico comunale di Roana, lavoratore noto per la sua inflessibilità nel non concedere deroghe ai regolamenti edilizi.

Le risorse turistiche si possono fruttare di più

Comuni. Una decisione che è stata tradotta in realtà durante l’estate già dal sindaco di Asiago Andrea Gios per il proprio Comune, che era già stata annunciata e messa in pratica dal sindaco di Gallio Antonella Stella tempo prima (e si sospetta che la sua L’altopiano che cambia coraggiosa fermezza Quest’ultimo gesto ha sia alla base del graprodotto un risultato vissimo attentato che immediato: il sindaco la Stella aveva subito di Roana Mario Porto Il sindaco a inizio 2006), che è con l’appoggio di quasi di Roana: stata accolta ora anche tutto il consiglio co- “Diventeremo dal primo cittadino di munale ha accelerato terzo mondo, Rotzo Matteo Dal Pozil processo di revisioc’è il rischio zo e dal presidente delne delle concessioni la Comunità Montana edilizie, annunciando di una nuova Sette Comuni Gianun giro di vite a breve. migrazione” carlo Bortoli. In prati“Stop” all’urbanizzaca, ormai l’Altopiano zione indiscriminata la direzione l’ha presa. che dagli anni ’70 a Ma in un territorio con 20mila oggi ha visto all’opera, tra qualche abitanti, dei quali una buona fetarchitetto, molti “palazzinari” fra i ta (1800, secondo le stime della dolci declivi che circondano i Sette

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comunità montana di qualche anno fa) quotidianamente scendono in pianura per lavorare, un’altra grossa porzione è impiegata nel ramo edile e molti altri nel lattiero caserario e agro-silvo pastorale, a cosa porteranno questi mutamenti? Ai quali va aggiunto il fattore climatico: un’altra grande fonte di occupazione per Asiago e dintorni è naturalmente il turismo tradizionale, invernale; ma di anno in anno gli altopianesi guardano al cielo con sempre maggiore preoccupazione: la neve sembra farsi sempre più desiderare. Quali conseguenze produrranno i fattori elencati sull’economia dell’Altopiano? La parola alle istituzioni Il primo cittadino roanese, Mario Porto, è pessimista. «Diventiamo un Terzo Mondo – esordisce –; checchè se ne dica, con l’incendio del caseificio il consorzio ci metterà tre anni a recuperare le perdite di produzione. Servirà un anno di lavoro solo per ricostituire le scorte. E la neve è un’altra fonte di preoccupazione: se “fiocca” entro Natale facciamo la stagione, se no ci perdiamo anche lì». In una terra che ha già sofferto grandi privazioni, in termini di tessuto sociale, per Porto «il pericolo è che dal declino dell’economia nasca una nuova ondata di migrazione verso la pianura. E che da 20mila abitanti si passi a 17mila, senza possibilità di ritorno perché quelli che vanno via sono i giovani, che poi si accasano giù. Il problema è sentito. La speranza può essere forse una riqualificazione dell’edilizia, con la ristrutturazione dell’esistente: costruire non si può più, ma l’Altopiano è pieno di case e condomini vecchi di trent’anni, da ammodernare». La ricetta potrebbe quindi essere “costruzioni di qualità”: «I nuovi edifici saranno necessariamente pochi – conclude Porto – ma uno sviluppo edilizio che comporti più qualità e maggiori prezzi può portare agli stessi guadagni». Secondo Antonella Stella invece «la speranza è che l’economia vada nella direzione di una maggiore differenziazione. Negli ultimi 25 anni il “la” lo ha dato l’edilizia, ora si deve dare una svolta ambientale. Possibili ricette possono essere una riqualificazione dell’agricoltura con la valorizzazione dei prodotti tipici, e poi un turismo di qualità. Il quale va a braccetto con un’edilizia di qualità: solo se si evi-

L’altra carta vincente per il numero uno della comunità montana “cimbra” è il turismo. Già, perché di cose da scoprire nei dintorni di Asiago ce ne sono fin che si vuole: altro che stelle alpine, ci sono persino paludi popolate da piante carnivore. «La Telelavoro, guide turistiche e scommessa è preparare degli acpiante carnivore compagnatori che possano far visiIl telelavoro in Altopiano esiste già, tare luoghi, malghe, sentieri, antiche come spiega l’attivissimo presidenlavorazioni, gusti del posto e reperti te della locale comunità montana delle varie epoche. Ad esempio, una Giancarlo Bortoli. «Lo abbiamo guida potrebbe portare gli escuravviato nel 1998 – osserva - una sionisti in un tour che inizia in una società per metà a capitale pubblimalga di Marcesina, alla scoperta co che all’epoca è stata premiata a della lavorazione artigianale del forlivello nazionale per la sua innovamaggio, per poi passare alla vicina tività. Funziona bene, impiega dieci palude, popolata da piante carnipersone che svolgono ruolo di call vore uniche nel continente, quindi center per enti pubblici e Comuni. passeggiare sino alla chiesetta di Il presidente della società è stato il San Lorenzo e illustrare il significato primo studente d’Italia a laurearsi in delle scritte in latino spezzate, racvideoconferenza». I numeri possono contare la storia del ragazzo morto sembrare piccoli, ma nell’Altopiano i nella palude, poi proseguire verso la posti di lavoro vengono centellinati grotta della Tana dei Briganti, tornae dieci occupati equivalgono a dieci re attraverso una trincea della Prifamiglie che non devono scendema Guerra Mondiale e rituffarsi nel re a valle per avere uno stipendio. passato per-cristiano mostrando ai «Purtroppo – continua – troviamo visitatori l’altare del dio Thor. Condifficoltà ad ampliare l’esperienza cludendo con la grotta perché Enel e Telecom di Ernesto, e i suoi renon potenziano le reti perti di 10mila anni fa. presenti in altopiano. Ma serve appunto una Ma a mio avviso ci Telelavoro, formazione alle guide sono molte altre dire- turismo, turistiche: di bellezze zioni su cui puntare prodotti tipici. e rarità l’Altopiano è per un nuovo sviluppo Le nuove ricco, inoltre in questi economico». economie anni sono stati recuBortoli snocciola idee: perati un po’ alla volta «Il caposaldo dell’eco- devono molti luoghi caratterinomia restano i setto- partire da qui stici e sentieri». Altra ri turistico e agroalicarte vincente potrebmentare. Da lì non si be essere «il bed and scappa: l’incendio del breakfast – conclude il presidente magazzino non ne ha intaccato la – che va letteralmente “reinventato” struttura produttiva, e in Altopiaperché fino agli anni ’50 del secono esistono molte altre realtà simili lo scorso era normale tradizione in come il consorzio Pennar e quello di ogni famiglia affittare una camera al Enego, per non dire delle 78 malghe “foresto”, padovano o vicentino, che gestite a livello familiare e sparse nel saliva in villeggiatura, concedendo territorio. Da valorizzare: abbiamo anche l’uso comune della cucina. la più grande concentrazione di malLa tradizione c’era: va rivitalizzata». ghe d’Europa. Restando nel settore, Bed&breakfast, guide turistiche, tel’industria alimentare conta prometlelavoro ed edilizia di manutenzione tenti sviluppi nel settore della carne e di qualità. Scommesse? Certo, ma e dello speck. Nell’industria delle anche una speranza – forse l’unica confetture, oltre alla Rigoni vanno per uno sviluppo “conservativo” delaggiunte le numerose e promettenti la più bella montagna vicentina. piccole produzioni degli agriturismi, che proprio ora iniziano a sviluppare la vendita oltre al consumo del ristorante. Inoltre, l’agricoltura di nicchia che va “pompata”: molti non lo sanno ma il primo radicchio rosso trevigiano dell’anno viene prodotto in Altopiano, da sempre. Infatti abbiamo intenzione di chiedere la denominazione “raTelelavoro, una chance in più per l’Asiaghese dicchio di Asiago”». tano scempi nell’urbanistica si può avere una valorizzazione turistica dell’esistente. Inoltre una possibile svolta occupazionale la potrebbe dare il telelavoro».


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ovestvicentino

24 NOVEMBRE 2007

Valdagno. Fa discutere l’idea di un nuovo invaso sull’Agno lanciata da un consigliere della Lega: “Farebbe risparmiare” Ma il Comune la stronca sul nascere: “Non tocca a noi decidere”

Acqua ed energia: la diga della discordia DI MARTA CARDINI

Parli di energie alternative e pensi al sole, al vento, al massimo al calore della terra. Quasi sempre, però, ci si dimentica dell’acqua, la più sfruttata tra le energie rinnovabili. E invece e proprio di ricavare elettricità dall’acqua che si torna a discutere nelle vallate dell’ovest vicentino, rispolverando una tradizione che da quelle parti ha origini antiche. La proposta arriva da un consigliere del Comune di Valdagno, secondo cui un invaso idrico in Valle dell’Agno, se realizzato, farebbe risparmiare energia, con una serie di vantaggi economici ed ambientali. Questo è quanto sostiene Carlo Fongaro, consigliere leghista della lista civica “Sviluppo per Valdagno”. Una proposta approdata in consiglio comunale lo scorso 6 novembre. La mozione chiedeva a Sindaco e Giunta di attivarsi al fine di commissionare uno studio di fattibilità per la realizzazione di un invaso idrico in territorio comunale, o a confine con altri comuni, che verifichi sia gli aspetti tecnici e ambientali, sia gli aspetti economici conseguenti alla eventuale realizzazione. Mozione che ha avuto il voto favorevole di Lega Nord e “Sviluppo

per Valdagno”, l’astensione di “Novale C’è”, Forza Italia e Udc, ma il voto contrario della maggioranza.

ovvio che tali opere, comunque, anche se dovessero essere fattibili sul piano tecnico, esse devono prima essere accettate dalla cittadinanza».

Un’idea nuova. Anzi, vecchia Le ragioni del sì «Ritengo la bocciatura della Fongaro spiega che lo sviluppo maggioranza- commenta Car- della nostra economia e le abilo Fongaro- un atteggiamento tudini della società contempostrumentale poiché la questio- ranea comporterebbero una ne è stata liquidata senza nem- richiesta sempre maggiore di meno capire che cosa si volesse energia e di acqua. Il fenomeno proporre. Durante del riscaldamento la discussione, videl pianeta, il costo il “terrorismo” La proposta: siddetto “effetto che la maggioranza verificare serra”, evidenziefaceva sull’argo- se nella zona rebbe che uno dei mento, ho ricormaggiori rischi ai è fattibile dato ai consiglieri quali stiamo anche un invaso in un invaso dando incontro è la vallata già esiste: per produrre drastica riduzione quello sulla strada energia delle riserve idriche che porta al rifue che tale scarsità, e come riserva gio della Gazza. Un qualora dovesse invaso di circa 50 d’acqua accentuarsi, commetri di diametro, porterebbe sia uno costruito più di 60 anni fa e stato di sofferenza per l’agriche non è mai stato un proble- coltura e per gli uomini, sia ma per nessuno. La mozione una riduzione della produzione aveva solo lo scopo di verifica- di energia elettrica da parte di re se nella nostra zona sarebbe centrali che rischiano il black fattibile un invaso idrico per la out a causa della siccità. produzione di energia elettrica «Sappiamo però- continua e come riserva di acqua. Non si Fongaro- che il metodo di provoleva assolutamente entrare durre energia elettrica sfruttannel merito né delle dimensioni do l’acqua in caduta rientra tra dell’eventuale invaso e nem- le cosiddette “energie da fonti meno sulla localizzazione. E’ rinnovabili”. I metodi di costru-

L’impianto idroelettrico dello stabilimento Marzotto

zione degli invasi idrici avreb- lo studio di fattibilità non è di bero raggiunto livelli di qualità competenza del Comune. La tali da garantire la massima si- proposta andava fatta agli enti curezza e che quindi essi vanno competenti e preposti a quevalutati solo per l’aspetto tecno- sto per legge. Ci sono leggi che logico e non sul piano emotivo. impediscono al Comune di fare Il territorio dell’alta studi di fattibilità. Valle dell’Agno ha Forse era più opuna morfologia caportuno rivolgersi ratterizzata dalla all’Ato-Bacchigliopresenza di valli, di La replica: ne, che ha un ambivarie dimensioni, la valutazione to di 142 Comuni». attraversate da cor- di questo tipo Una posizione che si d’acqua di discrenon è piaciuta a di progetti ta portata». Fongaro. «La pro«Un invaso idri- non spetta posta non riguarco in questa parte ai comuni dava la costruzione della vallata- condi un invaso, ma lo clude- sarebbe imstudio della possiportante sia per la bilità di costruircreazione di una lo- specifica il conrilevante riserva idrica per la sigliere- e poi si può sempre nostra comunità, mediante la valutare. Credo invece che il regimazione delle precipitazio- Comune sia un soggetto comni atmosferiche, sia per la pro- petente per dare il via a queduzione di energia idroelettrica. sto tipo di studio, è chiaro che La legislazione italiana e la legi- poi in un secondo momento le slazione europea in materia di autorizzazioni devono essere liberalizzazione dell’energia si molteplici. Che senso ha che stanno orientando in modo da l’amministrazione abbia scartaconsentire importanti vantaggi to a priori l’argomento? Penso economici per i soggetti e per i sia corretto che lo studio venga territori che si attiveranno per commissionato dal Comune. la produzione di energie rinno- L’amministrazione ha invece vabili». escluso a priori la strada della produzione di energia alternatiUn no “burocratico” va. Lo studio di fattibilità avrebLa mozione non ha però fatto be potuto consentirci di sapere breccia nella maggioranza in se si poteva fare un bacino, di consiglio comunale. Per motivi quali dimensioni e portata e se burocratici, più che per i con- ci conveniva economicamente. tenuti. «La mozione di Carlo Magari si scopriva che si poteva Fongaro sull’invaso idrico è sta- fare a Recoaro! E poi: dobbiamo ta bocciata- spiega il sindaco di sempre e solo usare il petrolio Valdagno Alberto Neri- perché per avere energia?».


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La presidente della Confesercenti e i problemi del commercio. “Periodo nero, la gente ha paura di spendere”. E sulla manifestazione del Dal Molin “Sarebbe meglio rinviare”.

Ornella Vezzaro, la sindacalista dei negozianti

DI LUCA MATTEAZZI

Un passato da sindacalista nelle fila della Cgil prima, da gestore di una tabaccheria poi. Un presente che la vede ormai da dodici anni alla guida della Confesercenti vicentina. Per Ornella Vezzaro le giornate sono un rincorrersi di impegni e riunioni, tanto più adesso, che ad infittire ancora di più un’agenda già ricca ci si è messa pure la manifeOrnella Vezzaro stazione dei No Dal Molin del 15 dicembre, con tutto quello la città per tutta la giornata, e che ne è seguito in fatto di per chi lavora è una giornata clamore mediatico e vertici in persa. Di fatto, un evento così prefettura. “Siavuol dire mandare mo preoccupati, la gente al centro molto preoccupati commerciale: che La – spiega la presisenso ha andare in dente -. Io sono manifestazione: centro, parcheggiaconvinta che vada “La libertà di re lontano, trovare rispettata la liber- espressione il caos?”. tà di espressione va rispettata Fosse dipeso da lei, di tutti, ma la data ma la data del la manifestazione del 15 dicembre l’avrebbe spostata 15 dicembre non è certo l’ideapiù in là di qualle. Non per la ma- non è certo la che settimana, pur nifestazione, ma migliore” riconoscendo che proprio per la colattorno alla quelocazione nel castione l’allarme lendario. Anche perché non è sicurezza è stato un po’ monuna cosa che dura dalle 3 alle 5 tato: “L’anno scorso sono are poi tutti a casa: qui si blocca rivate migliaia di persone, ed

è andato tutto bene”, ricorda. D’altra parte, anche il fronte del no deve stare attento a non eccedere. “Conosco alcune di quelle persone, e ne posso anche capire alcune motivazioni – continua -. Ma non sono d’accordo quando eccedono. Non si può impedire alla gente di andare a lavorare e toccare il diritto al lavoro, altrimenti il movimento corre il rischio di creare una sorta di ostilità da parte dei cittadini qualunque. Che la base è un male lo sappiamo, ma ormai a questo punto credo che dovremmo batterci soprattutto per il male minore: l’ostruzionismo totale mi lascia perplessa, io cercherei piuttosto di chiedere tutto il possibile, perché ho la sensazione che da questa decisione non torneranno indietro”. Pragmatica e concreta, come sempre. Dal 1995 alla guida della Confesercenti (è al terzo mandato), la Vezzaro ha condotto la “piccola” tra le associazioni dei commercianti attraverso un periodo di grandi trasformazioni. È cambiata la Confesercenti, che non è più l’associazione di benzinai e ambulanti di un tempo, ed è cambiato ancora di più il contesto attorno: dal miracolo Nordest si è passati allo spettro di una crisi con cui anche i commercianti devono fare i conti. “Per il commercio va male – conferma -. Le finanziarie non ci aiutano, le associazioni di consumatori e gli istituti di ricerca ci dicono un giorno sì e l’altro anche quanto sono aumentati i costi e quanto è diminuito il

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potere di acquisto, così un po’ presentargli le nuove offerte tutti cominciano a farsi i con- – spiega la presidente -. Queti in tasca. E anche chi non ha ste cose sono sempre più improblemi di soldi, non spende, portanti, ma non tutti l’hanno perché si crea questa psicosi”. capito. E spesso è una questioPer un motivo o per l’altro, ne di testa, non di età”. insomma, denaro ne circo- Rinnovarsi, andare incontro la sempre meno. E chi lavora alle richieste del pubblico, codietro il bancone di un nego- gliere gli umori di una clienzio lo vede tutti i giorni. “Poi è tela sempre più esigente. Un cambiata la mentalità – conti- messaggio che la Vezzaro si nua -: adesso c’è gente che po- sforza di portare avanti anche sticipa le rate del mutuo, ma fa con l’attività dell’associaziocredito al consumo per avere ne. È della Confesercenti, ad l’ultimo telefonino o per non esempio, l’idea delle Piazze perdersi le vacanze alla moda”. dei Sapori, con i banchetti di Un consumismo dilagante che, prodotti tipici che invadono le contrariamente a quanto si piazze delle città e dei paesi. potrebbe pensare, non fa fare i E sempre della Confesercensalti di gioia a venditori e com- ti è stata l’idea di mandare i mercianti, anzi. Tanta gente prodotti tipici su una nave da compra a rate, spesso sopra crociera, per farli conoscere a le proprie possibilità, e il più turisti da tutto il mondo. Tutte delle volte riuscidue operazioni riure a farsi pagare è scite con successo. un’impresa. “Una E pazienza se i rapLa crisi: volta si spendeva porti con l’altra asdi meno, ma i sol- “Tanta gente sociazione di catedi li avevi subito. ricorre al goria, la ConfcomAdesso non le dico credito al mercio, non sono la fatica di tanti consumo, un granché. “Ci ho miei associati per ma per i provato, un paio di essere pagati. Il ma non ho commercianti volte, punto è che la postrovato possibilità sibilità di spendere farsi pagare è di dialogo. Ma io si è ridotta, le fa- un’impresa” ho ancora la menmiglie sono spesso talità di quando ero al limite, e basta sindacalista, e vado un imprevisto per posticipare avanti comunque”. Pazienza tutto. Se fai un incidente con anche se, tra lavoro e incontri la macchina, salta tutto il pia- istituzionali, il tempo che reno di pagamenti”. sta è sempre troppo poco. “È Pur con tutte le difficoltà, co- vero, conciliare lavoro e famimunque, il settore del com- glia è difficile, e i sacrifici sono mercio si dimostra vitale; e se tanti”. tante attività chiudono, sono Quel che resta, alla fine, è la altrettanto numerose quelle soddisfazione di un lavoro che che aprono. “C’è ancora tanta è anche una passione. La stesvoglia di imprenditoria, per sa che dovrebbero metterci i fortuna”, commenta la Vezza- giovani che volessero tentare ro. Il rovescio della medaglia l’avventura del commercio. è l’improvvisazione (“Ci sono “Qualche consiglio? Prima di persone che sono costrette a tutto di capire cosa piace vechiudere dopo tre mesi, e poi ramente: se si vuole aprire aprono subito un’altra attivi- un negozio non basta lavorartà”) e, spesso, la scarsa capa- ci otto ore al giorno, bisogna cità di innovarsi e adeguarsi ai dedicarci tempo e risorse, e tempi che cambiano. In epoca quindi deve esserci la passiodi hard discount e grande di- ne. Poi è utilissimo andare a stribuzione, le formule e le lavorare nel settore: stare dieabitudini che erano valide fino tro al bancone ti aiuta a capia qualche anno fa non bastano re molte cose. Infine è fondadi più. “Bisogna sapere come mentale avere già delle risorse accogliere il cliente, come fi- di partenza: aprire un’attività delizzarlo, magari mandargli costa, e se non si ha niente si una mail o un sms per fargli rischia di trovarsi subito in gli auguri di compleanno o per difficoltà”.


T R O Fatti, personaggi e sport vicentino SP Direttore editoriale Giovanni Coviello

Volley B1 Palladiogroup.it cerca il riscatto. Novello cresce a pagina 14

Vicenza Calcio L’ultima chiamata per Gregucci a pagina 17

Volley Bassano Il Fiorese riprende a correre a pagina 18

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Anno 2 - Numero 39- Sabato 24 novembre 2007 Supplemento al settimanale VicenzaPiù n°81

Davide Rigon, pilota ventunenne di Thiene, fa man bassa di titoli e si laurea Campione Italiano Formula 3000 e Campione Euro Series3000

Un campione che vale doppio È stata davvero una stagione straordinaria quella di Davide Rigon. Il pilota vicentino con tre gare di anticipo sulla fine del campionato si portato a casa sia il Titolo di Campione Italiano Formula 3000 sia il titolo di Campione Euro Series3000. Un trionfo per Rigon, che ha fatto valere tutto il suo talento in una stagione non certo facile, ma che lo ha sempre visto tra i protagonisti. Ecco come commenta le sue vittorie che gli valgono anche la superlicenza per la Formula1 e un test in Gp2 che lo ha già vestito dei panni della promessa. “Ho avuto nelle ultime gare la percezione di poter vincere, ma episodi come quello in Gara 2, a Spa mi hanno fatto dubitare di poter vincere, qui in Italia, il campionato. La vittoria, la quarta della stagione, è arrivata dopo una gara, quella di Monza, bellissima. Alla prima curva ero in testa, ma non ho pensato al titolo ho solo dato il meglio di me, ho spinto al massimo per tutta Davide Rigon la gara e sentivo che la macchina andava molto bene. Anche a fine gara ho visto che le gomme non erano molto rovinate, a dimostrazione del fatto che sono riuscito a non sforzarle, pur non tenendo un ritmo basso”. “Questa vittoria non è solo merito mio – continua il pilota -, ma è frutto della cooperazione dei miei meccanici e del mio ingegnere che per tutta la stagione ha saputo cogliere le mie informazioni e darmi una macchina molto competitiva. Questo successo e questi titoli sono il miglior riconoscimento che avessi mai potuto dare ai miei sponsor che mi hanno appoggiato e supportato, investendo su di me. Sono stato un buon investimento per quest’anno! Un ringraziamento particolare va a tutti i miei amici, alla mia famiglia che mi è stata vicina e alla mia fidanzata Elisa, che in questa stagione è stata sempre al mio fianco, dandomi sempre l’appoggio necessario per non perdere mai la concentrazione nel week-end”. A coronare un’annata davvero al top ancor prima del gran finale dell’Euroseries 3000 in programma domenica

25 novembre, a Barcellona Rigon ha infatti partecipato alla sessione di test collettivi della GP2 Series in programma sul circuito del Paul Ricard. Il veneto che, grazie al titolo di F.3000, ha ottenuto anche la superlicenza per la Formula 1, si è già recato nella sede della Fisichella Motor Sport International per “fare il sedile” e prendere un primo contatto con il team. La prima prova con una GP2 Il driver vicentino sul tracciato di Les Castellet ha portato a termine un’importante due giorni di test che gli sono serviti per prendere confidenza con una monoposto complessa come la Dallara del GP2. Nella giornata di prove ha abbassato il suo limite con questa macchina, conquistando il decimo tempo e abbassando il riscontro cronometrico fino al limite di 1’13”338, percorrendo 34 tornate. Nelle quattro giornate di test, dopo aver stilato il complessivo dei tempi, Rigon ha conquistato la 22esima posizione assoluta, dopo aver percorso ben 126 giri, al suo esordio assoluto su questa monoposto, davanti a piloti che han-

Con la Gp2 (nella foto) Davide ha ottenuto ottimi risultati

no già più volte provato questa vettura, dimostrando le sue capacità in un panorama internazionale. “È stata un’esperienza bellissima. Nella prima giornata ho dato il meglio di me, ma c’era ancora qualcosa che non mi dava la possibilità di risalire la classifica. Sono sceso da subito in pista arrabbiato e in quel pomeriggio ho fatto il mio miglior tempo assoluto; a cinque minuti dal termine occupavo agevolmente la sesta posizione, ma poi alcuni piloti hanno montato nel finale gomme nuove e ho perso qualche posizione. Questo

non significa che non sia soddisfatto, sono entusiasta del risultato che ho ottenuto e sono riuscito a confrontarmi in un panorama internazionale come la GP2 con piloti di grande valore, per potermi rendere conto delle mie reali potenzialità. Sono comunque un professionista e per questo cerco sempre di raggiungere il miglior risultato possibile; in Francia penso di aver raccolto una fantastica prestazione, che spero di poter ripetere e, perché no, incrementare in futuro”. T.Q.

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24 NOVEMBRE 2007 Volley. Ancora difficoltà per i ragazzi di Fangareggi, bene Mosele e Joy Volley Vicenza. Le biancorosse di Nica risalgono la china

Palladiogroup.it cerca la scossa Novello in crescendo DI GIANFRANCO GALANTI

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Qui Palladiogroup.it: Palladiogroup. it Vicenza non riesce a conquistare punti e torna dalla trasferta di Mestre con la settima sconfitta consecutiva. I vicentini sono scesi in campo fin dal primo momento con Claudio Michetti, che nonostante i pochi allenamenti ha subito trovato un buon feeling con i compagni. Fatali ai biancorossi sono stati gli inizi degli ultimi due set, nei quali Greggio e compagni hanno subito il gioco avversario, trovandosi immediatamente con un notevole svantaggio; non sono bastati i sette punti recuperati nel terzo parziale e i sei del quarto per ribaltare il risultato. Coach Fangareggi commenta così la prestazione dei suoi ragazzi: “Continuiamo ad avere delle difficoltà, che sono indipendenti dall’organico. Ci dobbiamo convincere che giochiamo bene, ad ogni partita abbiamo delle occasioni, ma non riusciamo a concretizzare; finora è sempre andata così: per dei piccoli particolari abbiamo perso dei punti importanti. Tutti

campionato la Palladiogroup.it potrà tornare nella sua casa domenica 25 alle ore 17.30 il Palasport di via Goldoni. Dall’altra parte della rete ci saranno i forti veronesi del Pastificio Avesani.

La Novello Vicenza

noi, ed io da allenatore in primis, dobbiamo metterci con tranquillità a capire da dove nascono i nostri problemi e dobbiamo essere più determinati in quello che facciamo. Non è con un giocatore in più o con un palazzetto a disposizione che i nostri problemini si possono risolvere. Reagire non è facile, ma dobbiamo continuare a lottare”. Dalla prossima partita di

Qui Novello: Torna alla vittoria la Novello Vicenza, che nell’importante scontro diretto si sbarazza in quattro set dell’Omega Group San Donà centrando così la seconda vittoria stagionale in campionato dopo il successo con il Torriana. Data l’importanza della posta in palio il pubblico del Centro Sport Palladio non ha assistito a una partita bellissima tecnicamente, come del resto era prevedibile, ma alla fine le ragazze di coach Peppe Nica sono riuscite ad ottenere il loro obiettivo, ovvero i tre punti. Da evidenziare la prova di Valentina Tirozzi, che si conferma come la principale bocca da fuoco dell’attacco vicentino superando ancora una volta i venti punti personali. “Sono contento perché abbiamo vinto e oggi era la cosa più importante - commenta il tecnico biancorosso Peppe

Nica -. Questa era una partita da vincere più che da giocar bene, infatti non siamo stati particolarmente brillanti, e nel primo set, complice il nervosismo, abbiamo giocato male. Poi però ci siamo ripresi, disputando una partita regolare che pur senza strafare ci ha permesso di vincere l’intera posta”. Sabato 24 novembre la Novello è impegnata in trasferta sul campo di un’altra matricola che viene dalla serie B2, l’Atomat Udine. Qui Mosele: Basta poco più un’ora ai ragazzi della Mosele Elettronica Vicenza per chiudere la pratica Cavarzere. I biancorossi hanno disputato una buona gara, non conducendo il gioco solamente per pochi scambi ed hanno così trovato la prima vittoria stagionale in trasferta (comprese le gare di Coppa Veneto) e la seconda consecutiva in campionato. Questo il commento di Baraldo al termine dell’incontro: “Abbiamo condotto una buona gara, giocando bene in tutti i fondamentali. Dopo la partenza a razzo, nel secondo

set c’è stato un calo di tensione, ma fortunatamente siamo riusciti a tenere le redini del gioco in mano e lo stesso è stato anche nel set conclusivo”. Nella quinta giornata di campionato i ragazzi della Mosele Elettronica Vicenza si troveranno di fronte il Logimont Bosco Montorio. Tranne cambiamenti di programma dell’ultima ora, la partita sarà disputata alle ore 21 Palazzetto dello Sport. Qui Joy volley: Il Joy Volley Vicenza si impone di autorità contro il Fontaniva al termine di una buona partita, in cui le ragazze di Carboniero sono riuscite a ridurre il gli errori che erano costati la sconfitta con il Ceggia sette giorni fa. Abbiamo commesso molti meno errori rispetto all’ultima partita-commentacoachCarboniero-sviluppando un gioco più sicuro e più pulito”. La prossima partita per il Joy Volley Vicenza è in programma sabato 24 novembre alle 18 sul campo dell’Incap Dba Padova, un avversario sulla carta pari livello delle biancorosse.


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speciale motori

Il periodo invernale è il momento migliore per l’acquisto del nuovo e dell’usato

Usato con il marchio doc L’inverno è ormai arrivato ma per del settore. Solo rispettando questa gli amanti delle due ruote il freddo procedura, le moto che rientrano alle volte porta con sé le occasioni nei limiti previsti, potranno essere migliori. È questo infatti il periodo garantite per 12 o 24 mesi con i progiusto per fare il grande passo, ov- grammi ufficiali di garanzia BMW vero salire in sella alla moto dei de- Motorrad. Nelle Concessionarie sideri, oppure stanchi della propria BMW Motorrad sarete accolti da due ruote cercare un’occasione nuo- interlocutori affidabili, competenti e va o usata. Nei mesi invernali infat- professionali, che sapranno seguirti i prezzi tendono ad abbassarsi, o vi anche dopo aver scelto la vostra quantomeno gli stessi concessionari moto grazie ad un eccellente servizio propongono delle ghiotte occasioni post vendita. Yamaha ha dato il via sul nuovo e sull’usato. Ecco alcu- invece al servizio Multicheck, che ni consigli utili una volta che avete offre ai propri Concessionari la posdeciso di fare l’acquisto. Anzitutto il sibilità di alleggerirsi della garanzia sull’usato, rendendo dubbio più frequente è inoltre possibile per indirizzato alla scelta il cliente ottenere asdi una moto sportiva, Nei mesi sistenza ad una rete enduro, nuda. Ovviainvernali qualificata, professiomente c’è solo l’imbarazzo della scelta. Se ci i prezzi tendono nale e capillarmente presente sul territorio orientiamo verso l’usa- ad abbassarsi to allora dobbiamo te- e i concessionari nazionale per la riparazione dei motoveinere ben a mente una propongono coli che presentano normativa europea reun difetto. Con quelativa alla garanzia sui delle ghiotte sto servizio Yamaha beni di consumo. Dal occasioni ed Europ Assistance marzo 2002 infatti i si fanno garanti dei Concessionari e commercianti di motoveicoli sono ob- diritti del consumatore, che comunbligati a garantire i veicoli usati per que sono tutelati dalla legge anche almeno 12 mesi. Per BMW i conces- senza l’intervento della copertura sionari offrono anche di più. Per tale Multicheck, e in più rendono obbliragione acquistare una moto usata gatori ben 56 controlli preliminari presso una Concessionaria BMW dei veicoli posti in vendita, oltre ad Motorrad significa poter scegliere offrire un servizio in più ai clienti fra una tra le garanzie più complete dell’usato di ogni marca, facendo in del mercato. Ogni moto usata infatti, modo che non si sentano mai soli. dovrà essere ispezionata, ricondizio- Per questo, insieme alla garanzia nata e certificata da professionisti usato, i clienti usufruiranno gratui-

tamente e per l’intera durata della garanzia (12 mesi) di un servizio di assistenza qualificato 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. MultiCheck è un servizio offerto per motocicli e scooter Yamaha usati, con età massima di 7 anni. L’età massima per i veicoli di altre marche è di 5 anni.

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24 NOVEMBRE 2007

EICMA 2007. La Ducati campione del mondo mostra i muscoli, la casa giapponese punta anche sulle novità cromatiche

Monster696 tutto nuovo; Kawasaki si rifà il look Indiscussa regina della kermesse milanese ‘07 è stato il nuovo Ducati Monster696. Completamente ridisegnato e riprogettato, identifica al meglio la generazione futura delle moto naked mantenendo comunque il suo inconfondibile stile e la forte personalità che da quindici anni lo contraddistingue. L’introduzione di nuove tecnologie costruttive e l’applicazione di nuovi materiali si sposano perfettamente con i distintivi canoni estetici del Monster, peculiarità assolute che fanno di questa Ducati una vera “icona” nel mondo motociclistico. Il telaio del nuovo Monster è formato da una struttura a traliccio di tubi d’acciaio di diametro maggiorato direttamente ispirata alla Desmosedici Campione del Mondo MotoGP 2007. L’impianto frenante anteriore fa invidia alle migliori supersportive. Il cruscotto è ora totalmente digitale. Il Monster 696 sarà disponibile sul mercato internazionale a partire da aprile 2008. La famiglia Ducati Superbike per il 2008 propone due importanti novità, due interessanti declinazioni sia in termini di cilindrata che di equipaggiamento e componentistica: la leggera e agile 848, più piccola di cilindrata e l’estremo opposto con la potente e sofisticata 1098R, la moto da che il prossimo anno prenderà il via al Campionato Mondiale Superbike guidata da Troy Bayliss e da Michel Fabrizio. A stupire ulteriormente appassionati e tifosi delle rosse Ducati la versione definitiva della Desmosedici RR, vera Gp replica, derivata diretta-

mente dalla MotoGP (prodotta in 1.500 unità) e la speciale edizione Tricolore del Monster S4R S. Kawasaki invece propone per il 2008 dei nuovi dei colori per i suoi modelli. La Z1000, si potrà scegliere tra i 3 nuovi colori: Metallic Diablo Black, Lime Green e Pearl Crystal White. La Z750 arriverà con 2 nuovi colori: Pearl Wildfire orange e Metallic Ocean Blue. Nel 2008 il motore sarà nero cosi come lo saranno i telai. I cerchi della Z nera saranno anche loro Diablo Black mentre per la moto blu saranno Silverish. La Versys sarà disponibile in tre differenti abbinamenti di colori: Candy Lime Green, Metallic Diablo Black e Candy Plasma Blue. Anche la Versys acquista un tono più scuro, i cerchi da grigi diventano neri tranne che sulla Versys Candy Plasma Blu che rimangono silverish. Il telaio acquista una finitura opaca. La moto Candy Lime Green è differente dalle altre due, il telaio di questa particolare versione sarà nero opaco anziché silver opaco. La ER-6f arriva in due nuovi colori: metallic Dialo Black e Lime Green. Il Diablo Black ha un nuovo abbinamento più brillante, il telaio e la forcella non sono più neri ma diventano silver cosi come le piastre delle forcelle. Il tutto viene contrastato dal colore del motore che diventerà nero. Il modello ER-6n avrà tre nuovi colori: Candy Lime Green, Metallic Diablo Black e Candy Plasma Blue. Il Diablo Black e il Candy Lime Green ricevono una rifinitura più darkness. Il modello Plasma Blue invece riceve: il telaio, la forcella, il forcellone e i cerchi silver.

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24 NOVEMBRE 2007

Calcio serie B. Il patron Cassingena affida di nuovo i biancorossi a Gregucci. “Il mister deve trovare nuove soluzioni, stiamo sbagliando in mentalità”

Mister confermato contro il gufo che svolazza sul Menti DI FRANCESCO CAVALLARO

Il Vicenza annaspa al quart’ultimo posto con 12 punti; non vince in casa da una vita e nell’ultima trasferta contro l’Avellino ha rimediato una scoppola tremenda: tre a zero e una prestazione da cancellare. Nell’occasione la squadra di Gregucci è stata in balia dei campani per tutta la durata del match. Purtroppo qualcosa di simile era capitato una settimana prima fra le muta amiche contro il Pisa. Dopo un avvio dignitoso la banda (del buco?) biancorossa si è fatta sovrastare dalla neopromossa. Adesso basta subire. In casa del Rimini occorre tirare fuori gli artigli se non si vuole precipitare in una situazione al limite del dramma sportivo. Nei giorni scorsi, causa la pausa forzata dovuta alla sospensione

di tutti i campionati (che tristezza, davvero: si era detto mai più. Invece…), mister Gregucci ha avuto modo di riflettere sugli errori commessi dai suoi. E già questa è una notizia; nel senso che la società, nonostante i biancorossi stia- Angelo Gregucci no quanto meno stentando, ha rinnovato per l’ennesima volta la fiducia al tecnico pugliese. L’impressione però è che stavolta sia davvero l’ultima chance concessa al mister; al prossimo passo falso il presidente Sergio Cassingena non potrà più chiudere un occhio. A vederlo da vicino non sembra neanche che il primo tifoso del Vicenza ce l’abbia con lui. Tutt’altro. Alla specifica domanda: “Gregucci è in discussione?” lo stesso Cassingena risponde convinto: “È

l’allenatore dei biancorossi e non ho nessuna intenzione di sostituirlo”. Detto in altri termini: secondo la società il tecnico ha tutte le carte in regola per rimettere in sesto la squadra. Ciò che assolutamente non va giù al presidente è l’atteggiamento complessivo del Vicenza. Non fa nomi, ma si capisce lontano un miglio che ha il dito puntato contro i nuovi acquisti. Questo il suo pensiero: “La squadra non è abbastanza cattiva; ci stiamo rendendo ridicoli agli occhi delle nostre avversarie. E questo non va per niente bene. Non faccio disamine tecniche, non è il mio compito; tuttavia non posso concepire una formazione così molle, non stiamo giocando alla pari con le altre. Voglio più ago-

nismo in campo da parte dei miei giocatori”. Il messaggio è chiarissimo; e Cassingena affida ancora una volta i biancorossi a Gregucci. “Il mister deve trovare nuove soluzioni, sottolinea il presidente; non abbiamo problemi fisici, Sergio Cassingena stiamo sbagliando troppo in termini di mentalità. Le altre formazioni ci sovrastano; non esiste proprio. Soluzioni? Lasciamo che sia Gregucci a sbrogliare la matassa. Adesso i ragazzi devono solo lavorare a testa bassa. Occorre invertir fin da subito la tendenza. Anche se va detto che attorno al Menti sta svolazzando da un bel po’ di mesi un gufo grande così: bisognerebbe sparargli”. L’unica nota positiva di questo periodo è il ritorno all’attività

agonistica di Julio Gonzalez, ex attaccante del Vicenza. A due anni dal pauroso incidente che gli è costato il braccio sinistro il paraguaiano ha esordito la settimana scorsa con la maglia del Tacuary; Julio corona così il suo sogno di tornare a giocare. Sembrava impossibile. Ma era scritto nel suo destino che ricominciasse. Non più nel Vicenza (l’attaccante non ha superato le visite mediche italiane per l’idoneità), ma nella sua terra natia. “Mi fa molto piacere - conclude il presidente, ancora legatissimo all’ex attaccante; tutta Vicenza è affezionata a lui -. Per Julio ci sarà sempre posto all’interno della nostra società. Ora, ad esempio, è il nostro osservatore per il Sudamerica”. Auguri di cuore.

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Sono tante le ragazze che da Vicenza prima e ora anche da Imola sono state lanciate in A1 e hanno realizzato il loro sogno azzurro. Tra queste Paola Paggi, Isabella Zilio, Valentina Fiorin e ora Mocky De Gennaro e Stefania Dall'Igna. Il club da sempre investe nel vivaio, dalle squadre giovanili della Joy VolleySchool fino alla Uisp Volley di B2 femminile, alla Novello di B1 femminile, alla Palladiogroup.it di B1 maschile e alla Minetti Infoplus di A1 femminile. elle: promessa

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24 NOVEMBRE 2007 Calcio serie C2. La ricetta della Bassano piace a tutta l’Italia: pane, vino e sorrisi contro la violenza negli stadi. Un ritorno ai vecchi tempi quando il calcio era solo uno sport

INFOPLUS s.r.l. Via Cecchin 2 - 36063 Marostica VI Tel. 0424/470772 Fax.0424/471255 www.infoplus.gare.it E-mail: infoplus@appalti.org DI FRANCESCO CAVALLARO

Pareva di essere su Marte. Non avevamo mai visto una cosa del genere: tifosi e giocatori del Bassano che - a fine partita - mangiavano, bevevano, scherzavano insieme ai loro “colleghi” della Reggiana. Una situazione talmente bella che quasi non ci si credeva. E per di più nella domenica della follia pura, lo scorso 11 novembre; appena poche ore prima un agente della polizia aveva ucciso con un colpo di pistola (partito accidentalmente?) Gabriele Sandri, tifoso laziale in viaggio verso Milano, in un autogrill nei pressi di Arezzo. E non è che a Bassano la notizia non fosse giunta. Si sapeva eccome della tragedia. Solo che, a differenza di Bergamo e Taranto, il calcio è continuato ad essere un motivo di aggregazione. Non di scontro. Una buona notizia che nei giorni scorsi ha fatto il giro di tutta Italia: ne han-

Il terzo tempo conquista anche il Giappone certo mancare il giorno di San Martino), castagnaccio, frutta di tutti i tipi, carne e polenta ai ferri. Davvero, sembrava di essere ad una sagra paesana. E il bello è che ognuno, gratuitamente, La tifoseria in festa. La sportività della squadra ha fatto il giro del mondo poteva prendere quello che gli piaceva di più. Per no parlato quotidiani e televisioni non parlare delle bevande. Abbiamo nazionali. Siamo felici e orgogliosi fatto fatica a trovare una bottiglia di poter raccontare ciò che abbiamo d’acqua; al tavolo veniva servito solo visto con i nostri occhi. Ebbene, sudel buon vino novello (“Ma nessuno bito dopo il fischio finale – proprio che beve?” si lamentava un organizall’esterno dello stadio “Mercante” zatore che ad un certo punto ha co- un cantante-speaker invitava i minciato a girare fra il pubblico per sostenitori giallorossi e emiliani a versare personalmente un “goto”) e fermarsi per un brindisi in compabirra. gnia. Fosse stato solo un bicchiere di Nel bel mezzo dell’happening un vino novello. Macchè, c’era di tutto. anziano tifoso di casa ha chiesto ad Castagne a volontà (non potevano

Volley A2. Primo successo esterno per i giallorossi. Dalla Fina: “Ora continuiamo così”

Fiorese ritrovato, anche in trasferta La prima vittoria della stagione fuori casa per Fiorese ha un sapore tutto particolare. Nell’ultimo match casalingo con la Materdomini: la conferma c’è stata e i giallorossi, dopo il pessimo inizio di campionato, hanno dimostrato di aver finalmente ritrovato sé stessi. Alla vigilia si pensava che sarebbe bastata un’ottima prestazione, magari strappando un punto, quanto basta cioè per scacciare la paura che la vittoria con Castellana fosse stata un semplice fuoco di paglia. E invece è arrivata una vittoria che definire importante è dir poco, e sono arrivati tre punti fondamentali per la classifica e per il morale della ritrovata squadra di mister Dalla Fina. Non era una trasferta facile con gli irpini, reduci dalla vittoriosa uscita in quel di Pineto, che contavano di fare il bis puntando sull’ottimo stato di forma di Perez Moreno e sulla voglia di rivincita di Willy Kirchhein , l’ex di turno, uno dei migliori in campo insieme al nostro Ronaldo nel recente All Star Game. Ma il Fiorese di questi tempi non è più la squadra intimorita e bloccata, bensì un gruppo forte, unito, sicuro di sé e capace di tirare fuori il carattere

Dalla Libera esulta

nei momenti che contano, di non cedere neanche un millimetro nei momenti decisivi. “Abbiamo giocato una partita di carattere — racconta Mister Mirko Dalla Fina —, con qualche indecisione di troppo, ma comunque senza mai perdere il controllo del noi stessi e delle nostre convinzioni. Per me è stato importante vedere in campo la stessa aggressività e la stessa determinazione che abbiamo avuto in casa due setti-

mane fa, segno che l’exploit con Castellana non è stato un episodio isolato, bensì l’inizio di una nuova fase. Ieri sera è stata una partita diversa, perché diverse erano le condizioni ambientali e diverso era l’avversario: Castellana forse non si aspettava di vederci così, mentre Avellino sapeva di trovare un squadra in ottima forma. Pur non giocando benissimo siamo stati spietati nelle fasi decisive del match e quando una squadra viene fuori nei momenti decisivi, pur non esprimendosi al massimo e dopo essere stata sotto tutto il set, vuol dire che è una squadra forte e, cosa più importante, che è una squadra consapevole della sua forza. Il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi sta dando i suoi frutti e la strada intrapresa è quella giusta: adesso continuiamo così ”. Domenica 25 novembre si torna al PalaBassano dove arriverà il Taviano di De Giorgi e Chocholak. Intanto sono già disponibili le magliette per la tifoseria giallorossa, taglie per bambini e adulti a scelta, per informazioni potete rivolgervi allo spicchio giallorosso o scrivere a spicchiogiallorosso@tiscali.it. T.Q.

un suo amico, compagno di tante partite, se per caso avesse un cellulare. “Devo avvertire mia moglie, ha detto a gran voce; io da qui non mi muovo più”. Così anche l’allenatore della Reggiana Alessandro Pane; il quale, dopo le interviste di rito, si è “fiondato” a banchettare con i propri tifosi. E non ne voleva proprio sapere di salire sulla corriera che intanto strombazzava per attirare la sua attenzione. “Dai che ti lasciamo qua!” urlava a squarciagola l’autista. Scene da film. Impossibili in altre realtà. Possibili invece a Bassano. E ora, a grande richiesta, si replica domenica prossima in occasione del testa a testa Bassano-Portosummaga (26 punti la capolista, due in meno i veneziani); i tifosi “Fedelissimi” giallorossi, ottenuto il via libera da parte della prefettura (che ha un po’ storto il naso per i contorni che ha preso l’iniziativa: in questo modo

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le due tifoserie vengono a contatto, alla faccia delle regole previste dal decreto Pisanu), si stanno già organizzando con il menù. Un’anteprima: tra le altre specialità verrà servita carne di “musso”. E siccome ora tutti vogliono conoscere da vicino il terzo tempo targato Bassano, domenica prossima al “Mercante” sbarcherà anche una televisione giapponese. Non tanto per seguire la partita, quanto per riprendere l’evento post-gara. Mentre negli spalti faranno capolino le bandiere della Scozia; i sostenitori giallorossi lanceranno un messaggio di sportività pura: come gli scozzesi hanno applaudito la loro Nazionale anche se non ha centrato la qualificazione agli Europei, così i tifosi dei giallorossi desiderano essere vicini sempre e comunque alla loro squadra del cuore. Capito, teppisti della domenica rovina del calcio moderno?

Hockey pista. Infoplus/Metalba fermato dal Viareggio

Infoplus, giovani promesse crescono L’Infoplus/Metalba martedì 20 novembre era ospite della pista bollente del PalaBarsacchi di Viareggio contro i vicecampioni d’Italia, gli stessi finalisti del campionato proprio ai danni dei bassanesi, sconfitti per 2-1 nelle semifinali della scorsa stagione. Amaro il verdetto della gara che vede i giallorossi soccombere ad un avversario di indubbia caratura. Un ko inatteso poiché giunge a soli tre giorni di distanza dalla lussuosa notte di Eurolega contro il Barcellona. La prima squadra scenderà adesso in campo sabato 1 dicembre PalaDalLago alle 20.45 contro Novara. Le soddisfazioni, intanto, arrivano dai giovani. Dopo il quinto posto dell’Italia giovanile dei giovani bassanesi Filippo e Mauro Dal Monte, altri tre giallorossi sono stati convocati in Nazionale Under 15 e sono Marco Vidale, Marco Milani e Paolo Trento. Merito del lavoro del settore giovanile del Bassano Hockey 54. Il quinto posto dell’Italia giovanile agli Europei in Francia, a Nantes, ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, anche se il progetto è a lungo termine con alcuni giocatori ancora poco più che 16enni. I portacolori giallorossi Filippo e Mauro

Dal Monte si sono comportati molto bene, soprattutto Mauro, uno dei meno battuti dell’Europeo. Per il “piccolo” Filippo, autore però di una rete nella rassegna europea, la presenza in campo è stata davvero risicata ma comunque ottima. La squadra allenata dall’altro giallorosso Mirco De Gerone, non si è comportata così male, e tutto frutto di un pareggio mal gestito con la Germania. Peccato, aggiungiamo noi, ma non bisogna assolutamente perdersi d’animo perché la strada è lunga per risalire la china. Un grande Complimento dalla società e ai tesserati giallorossi. E continua il successo del lavoro del Bassano Hockey 54 con altre tre convocazioni in Nazionale Italiana, quella sperimentale Under 15. Sono stati scelti tre atleti giallorossi, proprio come due anni fa, quando furono selezionati i fratelli Dal Monte e Luca Milani. Una continuità che è merito del lavoro del settore giovanile dei suoi rappresentati e responsabili, nonché di tecnici e dirigenti. I tre atleti sono Marco Vidale, portiere Primavera, Marco Milani, difensore Allievi e Primavera, e Paolo Trento, attaccante Primavera. T.Q.


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24 NOVEMBRE 2007 La società. Non solo pallavolo per la Polisportiva di Montorso e Zermeghedo che raggruppa circa 200 atleti, divisi tra volley, calcio e basket

Una sferzata di energia Per far volare la Contea DI ANNA MOLON

UFFICIO STAMPA FIPAV

Nata sul finire degli anni novanta, la Polisportiva La Contea raggruppa circa 200 atleti, suddivisi nella triade sportiva formata da volley, calcio e basket. Il settore pallavolo raccoglie una settantina di ragazze di Montorso e Zermeghedo, di cui 30 impegnate nel minivolley e seguite da Valeria Scolaro e Marta Piccinotti, con l’aiuto di Francesca Chiomento, e le restanti ripartite tra la 2^ divisione e l’Under 18 allenate da Enzo Dalla Vecchia e l’Under 14 guidata da Cosimo Caputo. La prima squadra ha chiuso in bellezza il campionato scorso, con la promozione storica in 2^ categoria. “È

Rugby serie C. Ancora amara la classifica del First XV vicentino, bene le giovanili

I giovani Rangers suonano la carica La Contena, squadra promossa in seconda divisione

la prima volta che una nostra squadra viene promossa in un campionato provinciale” esulta soddisfatta Rosa Zanetti, dirigente del settore volley e moglie del direttore responsabile Claudio Chiomento. Per festeggiare degnamente il sospirato salto di categoria anche l’Amministrazione comunale di Montorso Vicentino ha voluto premiare le atlete neopromosse in occasione della Festa dello Sport di settembre. Nella splendida cornice di Villa Da Porto,

Il momento della premiazione del passaggio di categoria

&

le ragazze hanno ricevuto dal Sindaco una medaglia personale, un gesto per gratificare ufficialmente la polisportiva e le sue giocatrici che hanno contribuito, con il loro impegno, ad arricchire la bacheca societaria. Dopo questa sferzata di fiducia ed energia, la polisportiva La Contea guarda con spirito combattivo al futuro. Parola d’ordine: crescere, per fare un ulteriore salto di categoria. Ma per migliorare gioco e competitività del team, c’è bisogno di strutture funzionali. “Nel palazzetto dello sport - spiega Rosa Zanetti – il pavimento è rivestito di una gomma ruvida che sta rovinando le ginocchiere e le scarpe delle nostre atlete”. Niente tuffi per recuperare la palla quindi, pena brucianti sbucciature alle ginocchia. La dirigente lancia a nome della Polisportiva un appello all’Amministrazione: “Auspichiamo che l’attuale pavimento venga sostituito con il parquet, per consentire alle ragazze di scivolare senza farsi male”. E vista in un’ottica di miglioramento, una pavimentazione di qualità andrebbe a tutto vantaggio delle prestazioni sportive delle atlete de La Contea. La prima squadra guidata dal coach Dalla Vecchia è un bel gruppo affiatato e compatto, formato da giovanissime, quasi tutte sotto i 17 anni, amiche in campo e nella vita, visto che si trovano anche al di fuori del contesto sportivo. Prima del fischio d’inizio del campionato, le ragazze della 2^ divisione hanno avuto un’occasione in più per rinforzare il loro già spiccato spirito di squadra, andando una settimana in ritiro a Igea Marina, in Romagna.

Piccoli ma scatenati: la formazione U17 in azione

DI FRANCESCO BIANCHI

La squadra Seniores del Rangers Rugby Vicenza esce piuttosto malconcia dalla gara contro il Rugby Lemene, che domenica 18 novembre si è imposto a Portogruaro con un perentorio 42 a 9. I biancorossi non sono riusciti a contenere l’impeto del team veneziano e sono tornati a casa con le pive nel sacco, come si dice. La classifica non cambia, però, e il Vicenza resta terzultimo davanti ad Alpago e Montereale, ma non più in compagnia del Villadose, che grazie a una vittoria ha raggiunto in quartultima posizione il Conegliano. In testa al Girone Elite conduce sempre il Rugby Casale, che si sta dimostrando la squadra da battere della stagione 2007/08. Il Vicenza ha schierato a Portogruaro una formazione a ranghi ridotti, con solo tre giocatori di riserva a causa di alcuni infortuni dell’ultima ora. La sconfitta del First XV è compensata da un settore Juniores che nello scorso weekend ha regalato solo vittorie. Davanti al

pubblico dell’«Angelo Gobbato» gli Under 15 hanno surclassato i cugini del Rugby Alto Vicentino con un travolgente 91 a 0, mentre gli Under 17 hanno superato senza difficoltà il West Verona con il risultato di 68 a 0. Più difficile il successo degli Under 19, che hanno battuto in trasferta il Conegliano (17-26), guadagnando anche il punto di bonus in classifica in virtù delle quattro mete segnate. Ottime prestazioni anche nel torneo di minirugby giocato a Treviso. Per l’Under 13 doppia vittoria sulle due squadre del Benetton Treviso e pareggio contro il Casale. Solo vittorie per le prima formazione biancorossa Under 11 e sconfitte di misura per la seconda, mentre l’Under 9 ha conquistato un secondo posto finale dopo tre vittorie ed una sconfitta. Primo posto per i piccolissimi dell’Under 7. Domenica 25 scenderà in campo l’U19 contro i Badia Polesine, recupero di una gara di campionato. La Prima Squadra, invece, giocherà nuovamente in trasferta, questa volta sul proibitivo campo del Monselice Rugby, terza forza del campionato. Anche la Scuola di Minirugby sarà di scena fuori casa, ma a Rovigo, dove incontrerà i minirugbisti del glorioso club locale e del Rugby Badia.


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24 NOVEMBRE 2007

economia

Magmatici, iperconcorrenziali, poco trasparenti: ecco come i mercati finanziari mettono in crisi chi non conosce i ferri del mestiere

Prodotti di investimento: quando la fregatura è in agguato DI MARCO ZACCARIA

tutelati da potenziali rischi indesiderati. Obiezione perfettamente corretta, ma con una precisazione: la banca propone, il cliente dispone. Quando una banca propone un prodotto finanziario, dovrebbe descriverne le caratteristiche e gli eventuali rischi (per legge sono obbligati a farlo), se poi al contrario il cliente non sta ad ascoltare o non legge con attenzione il prospetto informativo non può additare la banca come colpevole dei propri fallimenti in materia di investimento.

Come abbiamo potuto constatare tutti noi da qualche anno a questa parte, l’offerta di prodotti di investimento nel nostro paese è aumentata in misura importante. Tuttavia, rispetto ad altri paesi dell’ UE, persistono molte limitazioni non solo per il comune investitore spesso privo di specifiche competenze in materia finanziaria, ma anche per i traders professionisti che possono avvalersi di piattaforme telematiche sempre più efficienti. Malgrado gli sforzi praticati in Italia per assicurare una maggiore trasparenza in materia di investimento (articolo 21 del Testo Unico della Finanza), i risparmiatori si sentono sempre più vulnerabili, non riuscendo a comprendere quanto esposto nei complessi prospetti informativi messi a disposizione dalle banche. E così accade spesso che il risultato dell’investimento stipulato, nella sua evoluzione, non si dimostri aderente alle aspettative maturate al momento della sottoscrizione. E che si faccia quindi ricadere la colpa sulle banche e sulle assicurazioni responsabili della “costruzione” di questi prodotti di investimento sempre più sofisticati.

Il prez

conosce le combinazioni ottimali di ingredienti, tempi di cottura e di tutto quant’altro è necessario. Il trader molto probabilmente non riuscirà a preparare che una frittata. Se però spostiamo la sfida nell’ambito degli investimenti finanziari, con ogni probabilità sarà il trader a spuntarla mentre sarà lo chef, stavolta, a fare la “frittata”. L’obiezione che qualcuno potrebbe avanzare è che gli investitori privi di nozioni finanziarie, rivolgendosi alle banche, dovrebbero essere

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vestimento sarebbe quindi una operatività di scalping illogico proporre prodotti di (centinaia di operazioni di bassa qualità che non trove- acquisto e ventita a livelli di rebbero alcuna collocazione prezzo discrezionali). presso una clientela che ipotizziaLa diversità dei mo essere razio- Il consiglio mercati finanziari nale. rispetto a qualdegli esperti: La conclusione siasi altro settore se non siete è che i prodotti è la numerosifinanziari come più che sicuri tà di concorrenti le obbligazioni di quello con cui dobbiastrutturate o le che state mo confrontaropzioni esotiche sottoscrivendo, ci. Nessun setto(prodotti com- evitate re dell’industria In realtà, però, non sempre plessi) o i certiha un nemmeno le banche e le assicurazioni ficati di investilontanamente sisono davvero colpevoli, anzi: mento dalle più mile numero di qualora vi sia scontento tra i inimmaginabili formulazio- concorrenti. Basta pensare propri clienti, queste corrono ni non sono di per sé stessi ai quantitativi di denaro che il rischio di perdere una fetscadenti o di buona qualità, ogni giorno vengono spostati ta di clientela apportatrice di ma semplicemente rispec- nelle maggiori piazze financommissioni. Come dire che chiano o non rispecchiano ziarie del mondo. E’ qualcosa se le banche vendono prole esigenze di investimento di inimmaginabile. dotti scadenti si penalizzano dell’individuo sottoscrittore. Detto questo è facilmente con le loro stesse Infatti sarebbe comprensibile che una gran mani. I prodotti irrazionale sotto- parte degli investitori poco di qualità, invece, scrivere prodotti esperti, che spesso agiscoMalgrado oltre a costare la aventi un merca- no di testa propria, ricevano stessa somma alla gli sforzi to molto ristret- grosse delusioni dai propri banca, risultano per to (senza quota- investimenti finanziari. Un premianti sia per assicurare zione in borsa, esempio può aiutare a chiagli investitori, trasparenza, ad esempio) o rire la situazione. Prendiamo che troveranno i risparmiatori dai volumi assai due persone, un trader proun prodotto adecontenuti con lo fessionista (un operatore di sono sempre rente alle proprie scopo di attuare mercati finanzari) privo di necessità, sia per più disorientati grossi arbitraggi nozioni culinarie e un esperl’istituto di crediche richiedono al to chef. Hanno a disposizione to o l’assicuraziocontrario volumi gli stessi ingredienti e devone erogatrice, che entrerà in molto importanti per essere no creare un piatto capace di possesso di maggiori comprofittevoli; oppure sotto- soddisfare il palato più fine. missioni grazie alla maggior scrivere un prodotto illiqui- La vittoria sarà ovviamente massa di denaro investito. do per mettere in pratica nelle mani dello chef perché Per qualsiasi società di in-

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Proprio come un cliente allergico ai funghi eviterebbe al ristorante (dove comanda lo chef) le pappardelle ai porcini, all’apparenza ottime ma per lui veleno, così il cliente privo di nozioni finanziarie dovrebbe evitare di accollarsi rischi potenziali non sapendo con esattezza cosa va a sottoscrivere. Con una differenza. Se mangio i funghi e sono allergico, vado dal dottore e guarisco in poco tempo; se perdo i miei risparmi investendoli in un mercato che non conosco , beh… qui il dottore non può fare niente. Il consiglio finale, dunque, è questo: se non avete idea di cosa state sottoscrivendo, e si intende un’idea precisa, evitate di accollarvi rischi. Potreste inciampare in spiacevoli perdite difficili da recuperare.


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24 NOVEMBRE 2007

giovani

Buffet, foto a sorpresa e video box: alla ricerca dei segreti del locale di via Vecchia Ferriera, da anni uno dei più frequentati in città

Trascorrono gli anni, passano le mode, il Totem… resta DI ANDREA BASSO

Vent’anni e non sentirli. Già, il noto locale sito in via Vecchia Ferriera spegnerà nel 2008 ben 20 candeline. Anche se, ad onor del vero, sono ancora in corso accertamenti per verificare l’esatta data di nascita del club vicentino di proprietà del signor Giuseppe Sofia. Quattro lustri di grandi successi e serate all’insegna del divertimento allo stato puro. Tutto ha inizio nel 1988: un Dj Buffa alla consolle vecchio capannone, prima sede di una fonderia, viene svuotato totalmente per dare cale, si creano interminabili il via ad un progetto tanto serpentoni di persone non rischioso, quanto ambizioso. appena vengono aperti i batL’idea è di dare vita ad un lo- tenti. Questo a testimoniancale diverso dalle za, se ancora ce solite discoteche, ne fosse bisogno, dove tutte le persodell’enorme fasciPunk, rap, ne siano accettate, no che il Totem dove sia possibile disco e musica continua ad eserentrare in giacca classica. citare sul popolo e cravatta, ma an- Al Totem della notte. che con pantaloni ci si può Varcate le porstracciati e cami- aspettare te del locale, ci si cia sbottonata. In trova di fronte ad di tutto poche parole, nelle un’unica grande menti dei fondatosala in cui latiri del Totem, alegtano elementi di giava il desiderio di creare un ornamento: pochi tavolini, luogo in cui l’abito, una volta qualche divanetto qua e là, tanto, non facesse il monaco. qualche sedia. Al cliente vieA due decenni dall’anno della ne offerto uno spazio enorme fondazione si possono tirare per esibirsi in balli che, a sele somme e, il responso, non conda delle scelte del dj, pospuò che essere positivo. Ora sono essere frenetici o sencome allora, di fronte al lo- suali, soft oppure hard; tanto

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la bella musica non manca di certo. Da un po’ di tempo a questa parte, però, grazie ad una delle ingegnose trovate targate Totem Club, prima di dare il via alle danze, il personale del locale offre ai propri clienti un buffet. “Con l’avvento della legge che impone lo stop all’alcol alle 2 di notte - spiega lo storico dj Buffa , è stato necessario mettersi alla ricerca di qualche diversivo che consenta al locale di riempirsi con qualche ora di anticipo rispetto agli anni passati. Prima il nostro club si popolava attorno all’una di notte, ma con l’entrata in vigore del provvedimento emanato nell’ottobre scorso, sono stati messi in difficoltà tutti i locali notturni. Da un colpo di genio è nata l’operazione rinfresco: il locale apre alle 22 e offre alla clientela la possibilità di pasteggiare a ritmo di musica; il tutto senza che il prezzo del biglietto venga mutato”. Un’iniziativa che finora ha dato i frutti sperati: i clienti hanno apprezzato gli sforzi profusi dallo staff del locale vicentino e, puntualmente, si ritrovano numerosi all’orario di apertura per sgranocchiare qualcosa in compagnia prima di potersi scatenare. Terminato l’orario buffet, il volume della musica viene alzato, le canzoni iniziano ad essere più movimentate, e la pista inizia ad animarsi. Lo stile delle canzoni varia: Dj Buffa è un maestro nel comporre compilation che partono da note canzoni del passato, per poi passare alle new hit, prima di deliziare la clientela

con sigle dei cartoni anima- migliori, si guadagneranno ti. Punk, rap, disco e musica di diritto la pubblicazione in classica, al Totem, con Buffa rete. Un modo divertente e alla consolle, ci si può aspet- diverso di passare la serata tare davvero di tutto. E il di- all’interno di un locale. vertimento è assicurato. Nel Il successo che da anni acgiro di qualche minuto tutto compagna il Totem Club, non il traffico confluisce al centro ha mutato lo stile inconfondie, tutti i clienti, si ritrovano bile che caratterizza il locale a cantare a squarciagola bat- stesso: il rifiuto a selezionare tendo e agitando le mani al la propria clientela e la voloncielo, abbracciandosi oppure tà di aggregare persone ‘totalorganizzando trenini chilo- mente diverse’ in un unico stametrici che viaggiano attorno bilimento; questo il marchio al perimetro del locale. di fabbrica che da vent’anni Nel frattempo, mimetizzato a questa parte accompagna le tra la folla, si aggira il foto- serate in via Vecchia Ferriera. grafo dello staff. Anche que- “Un luogo in cui si possa sensta un’idea partorita dagli tirsi sé stessi, dove l’abito non ingegnosi organizzatori delle conti, dove tutto ciò che conta serate al Totem Club: con- sia la voglia di divertirsi che sentire ai clienti di trovare accomuna i clienti - sorride uno o più ricordi della serata Buffa -. E’ un luogo di svago passata al locale. Come? Tut- in cui, conclude, non mi sento te le fotografie scattate dalla di dire che esercito una prodigitale del ragazzo dell’equi- fessione; pure io, dentro al pe verranno pubTotem, mi diverto blicate nel giro di facendo divertire qualche giorno nel le persone a ritmo Non si può sito ufficiale del di musica”. locale stesso ovve- più bere Raggi laser, giganro www.sirkus.it. dopo le due. teschi monitor o Un’idea, questa, E allora bizzarre fontanelle che è stata ben il divertimento ai bordi della pista: presto ‘rubata’ da comincia per stupire ed atmolti altri locali tirare la clientela, in anticipo del veneto e di alal giorno d’oggi, i tre discoteche itaproprietari dei loliane. cali più chic spenE non è l’unica novità appor- dono quantità esorbitanti di tata allo storico locale: da denaro. Il risultato? Qualche qualche tempo è infatti sor- mese di boom prima di ripiomto il videobox, una specie di bare tristemente nell’anoniconfessionale in stile grande mato. Il Totem Club, invece, fratello in cui chiunque ha la è l’esempio lampante di come possibilità di entrare e dire la l’elemento più importante per propria opinione sull’anda- avere successo sia solamenmento della serata, lanciare te un tocco di semplicità. “Un proposte o dare dei consigli. luogo dove il cliente non è un Le interviste verranno suc- semplice cliente bensì un adepcessivamente visionate e, le to”: parola di Buffa.

Semplicità e idee sempre nuove: il segreto del locale è tutto qui


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edicola

Ogni settimana, tratto dalla stampa locale o nazionale, un articolo che fa riflettere, discutere o arrabbiare. O anche divertire

stipendio oggi dipende C’era una volta il direttore di banca. dai «risultati», ossia da Quando un artigiano, commerciante quali schifezze e truffe o impresa chiedeva un fido, andava a hanno rifilati ai clienti. vedere di persona le gru, i capannoni, Ridotti a promotori fii magazzini del potenziale debitore. nanziari senza preparaEra un personaggio ben inserito nella zione specifica, assillati realtà economica locale. I profitti della «dagli uffici-marketing banca venivano in parte notevole da che dettano quale clienquesta attività. E non erano piccoli: te chiamare, a quale ora dopotutto, ricavava interessi da denae per quale prodotto» e Maurizio Blondet ro che per il 90% era creato dal nulla, e dalla telefonata del capoper il 10% apparteneva non alla banca area che vuole «risultati», altrimenti ma ai depositanti, che di interessi non niente «incentivi» e premio annuale. ne vedevano. (…) E i vecchi direttori hanno perso Oggi non più. Come spiega un dolola «delega»: non sono più loro a dire roso articolo su Libero Mercato (Jack se quell’artigiano o impresa meritano Free, «Il vecchio bancario? Condandi essere affidati, ma «processi autonato a morte», 13 novembre 2007), il matizzati», decisi da lontani computer bancario deve «vendere» a qualunque con software irreali, «made in USA». malcapitato entri in banca assicurazio«Processi di vendita massificati», dice ni, «prodotti finanziari» che puzzano, Libero, «non serve pensare: tutto è «derivati» e «strutturati» col trucco, e pianificato» dagli arroganti neo-bandi cui il cliente non ha bisogno. Vuoi il fido? Allora beccati anche questo swap chieri che imitano Wall Street. (…) dollaro-yen, o questa quota di hege La vera tragedia è che la banca, prima, fund con portafoglio colmo di azioni era almeno una ausiliaria dell’ecodi Pechino. Non ti ocnomia reale, dell’inducorre? Ma la banca, per stria e del commercio. darti il fido, ti chiede di Oggi ne è il parassita «contribuire ai profitti La nuova distruttore. (…) E’ un dell’istituto, che oggi si frontiera della cambiamento di «culfanno così». Altrimenti speculazione tura», come si dice: dal niente credito. è l’agricoltura. credito come ausiliario I risultati sono quelli al credito-marketing Perché anche raccontati spesso dalla predatorio. (…) Invece Gabanelli e da Libero i più poveri è urgentissimo cambiastesso: negozi ben av- devono re subito quella «culviati portati al fallimen- mangiare tura», magari con puto dalla leva negativa nizioni esemplari e pedi quegli «strutturati», nali. Perché ora viene la su cui bisogna pagarecessione, le occasioni re margini che superano i fatturati; di profitti finanziari diminuiscono, e prestiti-ponte per pagare quei debiti gli avvoltoi speculativi hanno preso improvvisi; colossali indebitamenti di mira l’ultimo settore dell’economia occulti di Comuni Province e Regioni. reale: l’agricoltura, quella che ci dà da Non è colpa dei bancari. E’ che il loro mangiare, che soddisfa i primari bisostatus è stato cambiato: parte del loro gni umani. «Di colpo, gli investitori

[leggi: speculatori] sono interessati più al rame e al minerale di ferro che ai derivati sul credito», leggo sul Telegraph. «E il Credit Suisse ha stilato uno studio eccellente sulle opportunità offerte dai mercati agricoli». Il settore schifato per decenni (i crediti ai coltivatori non rendono niente, meglio l’hi tech e l’ingegneria finanziaria) diventa di colpo appetibile alla speculazione. Il trasporto delle derrate dall’altra parte del mondo costa sempre più (caro-petrolio, mancanza di offerta di flotte), sicchè l’autarchia agricola può ridiventare conveniente. Anche in recessione, la gente deve mangiare. I cinesi cominciano a mangiare più carne. Parte delle preziose granaglie sono consumate per il demente sogno del bio-carburante, e sottratte all’alimentazione umana e animale. Soprattutto, la domanda è superiore all’offerta, e tale resterà per decenni. Occorrerà che la produzione globale di cibo cresca del 3,3% l’anno, ha scoperto lo studio del Credit Suisse: in tempi di recessione, di economia a crescita negativa, è una pacchia per la speculazione. I prezzi cresceranno per decenni, perché i terreni agricoli non sono sufficienti, anche la rimessa a cultura delle terre che la UE ha voluto lasciare incolte dando incentivi alla non-coltura («sovrapproduzione», sancivano gli oligarchi di Bruxelles) aggiungerà solo l’1% annuo alla terra arabile. Naturalmente, la speculazione vede subito l’affare in questo modo: «investire direttamente in queste materie prima attraverso exchange traded funds», ossia altri strumenti finanziari esoticamente strutturati. (…)

www.flickr.com/pandiyan

Quando la finanza è contro l’economia reale

Un campo di grano. La domanda di cibo sarà superiore all’offerta per molti decenni a venire

Ma, ancora una volta, con «quella» cosiddetta «cultura» trionfante nel mercato libero globale. Non serve, dice il Telegraph, studiare quelle aziende, andare a vedere le loro fabbriche, pensare dove e perché sia meglio investire. Troppo difficile. La soluzione è «pagare qualcun altro per farlo». Per esempio rivolgersi al CF Eclectica Agricolture Fund britannico, che già investe in queste «opportunità», ed è «aperto a investitori al dettaglio». Ancora una volta, vogliono i vostri soldi: e vi fanno balenare il sogno di fare profitti stando in poltrona, mentre milioni nel mondo faticano sulla terra strozzati dal credito, e altri milioni chiedono di mangiare. Naturalmente è il solito inganno. Vogliono rifilarvi un altro prodotto strutturato, un altro derivato, un incomprensibile bond o future dell’Eclectica Fund. Beccatevi questo «prodotto», c’è dentro il credito al contadino, il nuovo subprime! Con questa «cultura» dominante, non ausiliaria ma predatoria, questi affameranno il mondo. (…)

Perché l’agricoltura, anche la più «efficiente», non si presta ai profitti rapidi e monetari richiesti. Nessuna tecnologia, nessun alimento gonfiato o ormonizzato, indurrà una mucca ad accelerare il parto del vitello - richiederà sempre dieci mesi. Nessun fertilizzante Monsanto aumenterà del 30-40% la produzione di granaglie. Il segreto dell’agricoltura è «risparmiare» investimenti al minimo necessario per la produzione naturale, non aumentarli a dismisura e a credito. Quelli renderanno sterili terre, e strozzeranno contadini, per accalappiare un profitto semestrale da mostrare a Wall Street. Quelli stanno mettendo i loro becchi dentro l’ultimo, cruciale settore dell’economia reale; e in piena recessione. Draghi se ne accorgerà due anni dopo. A lui, il cibo non mancherà. Di quella «cultura» è maggiordomo, per quello l’hanno messo dov’è. Maurizio Blondet da www.effedieffe.com 14 novembre 2007

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regione

24 NOVEMBRE 2007

PROGETTI – Uno degli obiettivi della risoluzione approvata dall’assemblea plenaria riunitasi a Stegersbach, nel land austriaco del Burgenland

Alpe Adria. Riforma strutturale per affrontare le nuove sfide so apprezzamento per il lavoro sin qui svolto per portare a compimento la riforma strutturale della Comunità di Lavoro, decisa nel 2006. “La riforma strutturale – ha detto De Bona - è l’esito importante di un processo di ridefinizione e rilancio del ruolo di Alpe Adria. Con l’allargamento ad est dell’Unione Europea, infatti, Alpe Adria non è più al confine dell’Unione, non ha più il ruolo di ponte fra Paesi membri dell’Unione Europea e Paesi non membri, ma si trova al centro, nel cuore dell’Europa unita”. L’assessore veneto ha concluso sottolineando che importanti spunti e suggerimenti per la prosecuzione del cammino di rinnovamento di Alpe Adria sono arrivati proprio dal progetto europeo

Proseguire nel processo di ristrutturazione della comunità di lavoro Alpe-Adria in modo tale che possa fungere da capofila anche per i progetti co-finanziati dall’Unione europea, utilizzando in tal senso i risultati e le esperienze accumulate nell’ambito del progetto Interreg IIIB “Matriosca-AAP”, in corso di realizzazione, per la creazione di un’area di cooperazione trasnazionale nello spazio Alpe Adria-Pannonia. E’ uno degli obiettivi della risoluzione approvata dall’assemblea plenaria di Alpe Adria, riunitasi nei giorni scorsi a Stegersbach, nel land austriaco del Burgenland che ha la presidenza di turno della comunità. Per il Veneto era presente l’assessore regionale Oscar De Bona che ha espres-

Matriosca, che ha indicato la strada da percorrere per una cooperazione sempre più rafforzata ed integrata. Nella risoluzione approvata l’assemblea ha affermato la propria ferma volontà di concludere entro il Trentennale dell’istituzione della Comunità di lavoro Alpe-Adria (avvenuta il 20 novembre 1978) il processo di rinnovamento della cooperazione regionale nel territorio dell’Alpe-Adria-Pannonia, resosi necessario per poter affrontare le attuali sfide. Inoltre, è stato rivolto a tutti i membri l’invito ad impegnarsi nel 2008, anno di celebrazione del Trentennale, a dare maggiore visibilità alla Comunità di lavoro e al suo ruolo di testa di ponte nell’area centroeuropea.

INIZIATIVE - De Bona: “Un’importante opportunità in più per i veneti e per il loro futuro”

Al via il grande progetto tra Veneto Brasile e Perù Un nuovo progetto che incrocia Veneto, Brasile e Perù. L’obiettivo è verificare se esistono ipotesi di sviluppo tra la nostra realtà regionale e quella del Minas Gerais in Sudamerica. Nei giorni scorsi l’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona lo ha presentato a Sarmego di Grumolo delle Abbadesse in provincia di Vicenza. “Si tratta di due realtà - ha spiegato l’assessore - che non sono mai state coinvolte in alcuna iniziativa promossa dalla Regione, ma dove la presenza dei Veneti emigrati dall’inizio del secolo scorso è massiccia e dove il legame di appartenenza alla terra d’origine è ancora molto forte e sentito”. Domani partirà alla volta dei due paesi latino americani una delegazione di giovani veneti per conoscere e far conoscere le rispettive realtà locali in un’ottica di futuro sviluppo reciproco. Inoltre, attra-

Minas” ed è promosso dall’Istituto Luigi Sturzo, in collaborazione con l’Associazione dei Veneti nel Mondo onlus, l’Istituto Estadual do Patrimonio Historico e Artistico de Minas Gerais, la Fundaçao Tori-

verso incontri istituzionali, saranno illustrate le condizioni e le problematiche attuali degli italiani che vivono in queste zone. Il progetto si chiama “Estrada Cultural nel

no, l’Associazione Italo-Brasilera de Minas Gerais, dal Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e dalla Regione. All’incontro vicentino, oltre all’assessore De Bona, sono intervenuti anche Aldo Rozzi Marin presidente dell’Associazione Giovani Veneti nel mondo, Giuseppe Sbalchiero presidente dell’associazione Artigiani di Vicenza, Maria Luisa Teso sindaco di Grumolo delle Abbadesse ed Ettore Beggiato cittadino onorario di Serafina Correa (Brasile). Tutti hanno sottolineato l’importanza di questa iniziativa facendo rilevare come i veneti sparsi in tutto il mondo oggi siano più di 5 milioni e tutti accomunati dallo stesso amore per la terra d’origine. “Sono tanti – ha concluso De Bona – anche gli imprenditori di origine veneta che vogliono sentirsi più vicini al Veneto ed associare questi interessi a quelli della nostra economia è estremamente importante. Anche l’associazionismo in emigrazione oggi è cambiato e può contribuire a questo connubio. Del resto, gli stessi imprenditori che vivono all’estero sono disposti a pagare un po’ di più i prodotti, purché arrivino e siano fabbricati qui da noi”.


25 Carciofini sott’odio

Squadra anti-canne di Alessio Mannino Proposte per la sicurezza e la salute dei nostri figli dopo la benemerita azione di repressione delle forze dell’ordine, che hanno presa la salutare abitudine di entrare coi cani anti-droga nelle aule per additare al ludibrio della scuola i ragazzi che si fanno le canne. Check-point. Istituzione di posti di blocco con mitragliatrici spianate all’ingresso dei licei. I poliziotti addetti verranno istruiti da reduci americani dell’Iraq. Vietato anche solo nominare il nome di Mario Lozano: porta sfiga. Professor Cane. Inserimento di cani laureati nelle migliori università italiane che con la scusa di insegnare educazione civica individueranno gli studenti in odor di erba. Rollo ma non mollo. Test a sorpresa: ogni allievo dovrà girarsi manualmente (in gergo: rollare) una sigaretta di tabacco. I più bravi e svelti verranno segnalati come potenziali consumatori di marijuana. Perquisizioni a tappeto. Metal-detector in ogni porta delle aule. Proibiti gli accendini, le merendine vegetali (non si sa mai) e la carta non protocollata. Verrà approntato un regolamento ripreso dalle norme anti-terrorismo Usa. Campagna sui media: “Se fumi sei come Bin Laden”. Bush si congratula per l’idea. Infiltrati. Iscrizioni di agenti in borghese, vestiti da studenti con zaino, felpa lunga, pantaloni a vita bassa e i-pod. Al sospetto che possa essere avvertita come strana la presenza sui banchi di questi trentenni-quarantenni con la barba che non si ricordano la data della scoperta dell’America e che sono più alti di mezzo metro rispetto ai compagni, i vertici della Sicurezza rispondono che ormai i giovani crescono più in fretta. Pannella. Per convincere dei danni irreparabili delle droghe leggere, dopo avergli fatto fumare un congruo numero di canne viene fatto girare come conferenziere totalmente abbioccato e vaneggiante l’antiproibizionista Marco Pannella. Lo giuro! Per educare al rispetto della legge e della salute, ai ragazzi verrà fatto recitare ogni mattina un giuramento scritto da Maurizio Gasparri in cui ci si impegna a odiare la canna come strumento contrario alla libera concorrenza del mercato. Ops, questo era un pezzo della riforma televisiva, qualcuno a Mediaset deve aver fatto confusione…

24 NOVEMBRE 2007

tempo libero

L’angolo dell’oste. Dal rischio di scomparsa alle tavole dei grandi chef. Un ortaggio adatto a mille usi

Il fiolaro di Creazzo Un broccolo da alta cucina Ormai ci siamo. Adesso che le prime gelate hanno cominciato ad imbiancare le campagne, si avvicina il momento migliore per portare in tavola il broccolo fiolaro di Creazzo. È solo quando il freddo si fa pungente e la terra sembra andare il letargo, infatti, che questo ortaggio dal nome curioso – dovuto ai germogli che spuntano lungo il fusto della pianta principale, quasi fossero tanti piccoli figli (fioli, appunto) – raggiunge il massimo del suo sapore: cercando di proteggersi dalle basse temperature, la pianta limita la quantità di acqua nelle foglie e concentra così in poco spazio tutti quei sali e quegli zuccheri che la fanno apprezzare da tanti gourmet

e buongustai. E che le danno quelle virtù nutrizionali che l’hanno fatta diventare, nella tradizione popolare, un vero e proprio toccasana: come tutte le piante della sua famiglia, il broccolo fiolaro è ricco di sostanze antiossidanti e antitumorali, e contiene anche grandi quantità di sali come il potassio e il calcio, che lo rendono adatto, ad esempio, per le persone ipertese. Arrivato come pochi altri ortaggi vicino all’estinzione (negli anni ’60 e ’70, sulla scia del boom economico, la sua coltivazione era stata quasi completamente abbandonata) il broccolo di Creazzo sta adesso attraversando una seconda giovinezza: chef

e ristoratori lo hanno riscoperto, e da novembre a febbraio lo si trova regolarmente nei menù di quei ristoranti che hanno un occhio di riguardo per la tradizione. In La verdura umile è stata riscattata dai cuochi più prestigiosi antipasto, abbinato sia al pesce sia ai for- viamente come contorno nei maggi (da provare il tortino secondi; e anche nei dessert, di broccoli su salsa di asiago per dare un tocco particolastravecchio e il budino di po- re a biscotti come i zaletti o lenta e broccoli con il verde dolci come la pinza. Se poi vi di Montegalda); nei primi, o capita di passare nella zona come elemento forte di zuppe di produzione, potreste troe vellutate, o come ragù per varlo anche nella pizza. Con paste di vario formato; ov- risultati sorprendenti.

Appuntamenti. All’Astra Titino Carrara rievoca l’epopea delle famiglie di teatranti. A Valdagno si parla di superbia

In viaggio tra teatri itineranti e peccati capitali Teatro Nuovo appuntamento con la stagione teatrale dell’Astra. Sabato 24, alle 21 sul palco di contrà Barche salirà Titino Carrara per un one man show in cui l’attore ripercorrerà, attraverso i ricordi della propria infanzia, l’epopea e le vicende dei teatri itineranti che erano ancora così diffusi nell’Italia del secondo dopoguerra. Un mondo fatto di famiglie nomadi che vivevano lontano dagli schemi borghesi, grazie a fantasiosi espedienti e ad un repertorio teatrale sconfinato, da adattare di volta in volta agli umori della piazza (biglietto a 15 euro). Per la rassegna autunnale Fitainsieme, invece, la compagnia Teatro del Corvo di Padova propone “Non siamo angeli”, commedia ambientata nel piccolo universo della colonia penale della Guyana francese, dove i detenuti riescono, grazie a piccoli lavoretti occasionali, a costruire un’ottima rete di rapporti con la

Titino Carrara

comunità locale. Fino a quando, dalla Francia, non arriva il cattivo di turno. Spettacoli sabato sera alle 21 e domenica pomeriggio alle 16: biglietti a da 7 a 5 euro. A Trissino la classica commedia degli equivoci si mescola con interpretazioni psicanalitiche in “Due dozzine di rose scarlatte”, commedia pirandelliana in cui una marito manda involontariamente, e anonimamente, una serie di mazzi di rose alla moglie, fino a farla innamorare del misterioso “fiorista”. La compagnia è La Piccionaia – I Carrara. Inizio alle 21.

gruppo veneziano dei Mr Bizzarro and the Highway experienxe festeggia il disco di debutto “Waiting for the Ufo’s”. Si inizia alle 22, ingresso libero. Di tutt’altro tenore lo spettacolo in programma domenica 25 alle 15,30 a Bassano del Grappa: gli amanti della lirici potranno infatti assistere ad una delle più celebrate composizioni mozartiane come il Don Giovanni. Per informazioni e biglietti telefonare allo 0424/524214 oppure allo 0424/217819.

Convegni Al cinema teatro Super di Valdagno continuano gli appuntamenti sui peccati capitali. Alternando la proiezione di classici del grande schermo e conferenze con relatori di rilievo nazionale, la rassegna tenta di approfondire un tema che non è soltanto religioso. Questa settimana tocca alla superbia. Martedì 27 novembre è in programma il film “Lo specchio magico”, mentre venerdì 30 la conferenza è affidata a Matteo Marzotto. L’ingresso è a offerta libera.

Musica Serata dedicata alla presentazione di nuovi cd, quella di sabato 24 novembre. Alle 21,30, al teatro Astra, il gruppo Dardo Moratto alza il sipario sul proprio nuovo lavoro: in due ore di concerto, con la presenza di ospiti come Mauro Carollo al trombone e Luca Pettenon ai cori, la band suonerà tutte le otto canzoni di “Primavera a gennaio”, oltre a varie outtakes e a qualche cover in linea con il loro pop anglosassone con sfumature mediterranee (biglietto a 5 Euro). Al Sabotage bar di via dell’Industria, invece, il

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24 NOVEMBRE 2007

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Popcorn. Delude la Leggenda di Beowulf di Zemeckis: la computer graphics ridicolizza una storia epica che poteva dare più emozioni

Troppi effetti speciali, Beowulf annoia DI GIULIANO CORÀ

Essendo il cinema l’arte dell’illusione data dall’immagine in movimento, quando sono apparsi gli effetti speciali di ultima generazione mi sono solo chiesto: sono professionalmente utili? E, da spettatore, mi fanno sognare? Con questo spirito, ho applaudito Transformers: non certo un film ‘colto’ ma talmente ricco di magia, proprio grazie agli effetti speciali, da immergere lo spettatore in una dimensione rara di fantasia. Con Beowulf è l’effetto speciale in sé che si fa

film, la motion caption performance che trasforma l’interpretazione di un attore in immagini di computer graphics. E la storia è davvero ‘colta’: Beowulf, poema epico sassone, scritto verso il VII secolo. Beowulf è un eroe uccisore di mostri e nemici. Quando viene a sapere che alla corte del re danese un mostro semina morte, vi si reca, per la gloria dell’impresa. Lo uccide, conquistando il regno, ma cede alla passione, e quando, ormai vecchio, guarda con malinconia al suo passato, ecco riemergere da esso il frutto terribile del suo errore, ed egli dovrà combattere ancora. E non solo un mo-

stro, ma anche se stesso. Una vicenda colma di spunti epici ed eroici, che avrebbero potuto costituire materia per una storia emozionante, sia pur servendosi degli effetti speciali: come, per esempio, nel magnifico Signore degli Anelli. Invece, nulla di tutto ciò. Qualche aggiunta inutile: un po’ di sesso e di splatter. Ma la motion capture, questo mitico espediente che pareva dovesse trasportarci in una dimensione mai vista, ha fallito miseramente. I corpi sono gonfi e tridimensionali come le figure di plastilina animate e certe figure sono ridicole: il volto della regina ricorda comicamente quello dei

Il film è tratto da una leggenda nordica

protagonisti dello spot di un’assicurazione tedesca, in questi mesi in tv; mentre la faccia del mostro assomiglia in modo imbarazzante a Barbalbero. ‘Vo-

levamo stupirvi con effetti speciali …’ e siamo solo riusciti ad annoiarvi e farvi ridere. Chissà come starà sghignazzando Beowulf, dall’alto del Walhalla.

Sul comodino. Venticinque racconti scritti con la consueta limpidezza: ma con un’amarezza di fondo che lascia il segno

Solitudine e disperazione: il Benni che non t’aspetti DI GIOVANNI MAGALOTTI

Ci sono almeno tre buoni motivi per leggere l’ultimo libro di Stefano Benni. Primo: si tratta di venticinque racconti, alcuni brevi, altri di media lunghezza. Ora, il modulo narrativo del “racconto”, per quanto sia stato abbastanza frequentato nel corso del Novecento letterario italiano, è ancora guardato con un certo

pregiudizio da un largo numero di lettori. Preferire il romanzo al racconto è assolutamente legittimo, ma guai a considerare quest’ultimo una forma minore di narrativa. Esso richiede invece una notevole maturità di scrittura: la capacità di mettere a fuoco i dettagli importanti, un perfetto controllo del ritmo e spiccate doti di sintesi, come minimo. Tutte qualità che “La grammatica di Dio” possiede. Secondo: ogni rac- Stefano Benni

conto, seppure con sfumature diverse, affronta il tema della solitudine. Si tratta di una scelta che rivela un’acuta profondità di sguardo sulla realtà in cui viviamo. In un mondo come il nostro in cui la tecnologia spinge le persone a chiudersi in se stesse piuttosto che a socializzare (in modo paradossale rispetto alle aspettative e forse alle apparenze), la solitudine è una condizione esistenziale più diffusa di quanto non si creda.

Fra poveracci che acquistano dieci telefonini per illudersi di “comunicare” con qualcuno e poi non riescono a pagare la bolletta, e scienziati presi dalle loro sofisticate ricerche al punto da “autoescludersi” per sempre dal mondo, il campionario proposto dall’autore bolognese è assai variegato. Terzo: Stefano Benni è conosciuto e apprezzato soprattut-

to per la limpidezza della sua prosa e per l’ironica leggerezza del suo tocco. In questo volume, la limpidezza rimane, ma il suo proverbiale umorismo a tratti si perde: in alcuni racconti prevale, senza nessun moralismo e con una crudezza decisamente insolita, una disperazione che lascia il segno. In questo senso, “La grammatica di Dio” offre diverse sorprese anche ai fan dello scrittore. Stefano Benni, La grammatica di Dio, Feltrinelli, 184 pp., € 14


Da 12 anni Amicizie, Incontri, Convivenze, Matrimoni

“La vita è quello che scegli”

Info incontri 340 9425847 Valeria, responsabile Club Di Più

Per lui

Per lei

Maria31enne. Sono una persona sincera e fedele che ama la famiglia non ho particolari vizi, mi piace il fai da te in casa, con la persona che amo sono dolce ed equilibrata e la cosa deve essere reciproca.

Lucy 39enne.Hon ripreso gli studi che avevo lasciato. Vorrei incontrare un uomo motivato ad avere un rapporto stabile. Lo cerco espansivo, soddisfatto del suo lavoro, ottimista; e se non lo è lo posso convertire all’entusiasmo.

Lilli. Mi lascerò trascinare dal vento, ascoltando la dolce melodia dei gabbiani, diventerò leggera come una piuma e navigando tra oceani di nuvole ti ricorderò. Sfiorando leggermente le nostre labbra, ci guarderemo ancora una volta, ed esalando il nostro ultimo respiro, ci baceremo all’infinito.

Silvia 40enne. Ho un carattere estroverso, amo la compagnia e odio la volgarità. Sono sensibile agli altrui problemi e quasi sempre mi attivo per dare conforto e una buona parola. Sono un pò gelosa, amo la lealtà e la sincerità del cuore. Mi piacerebbe conoscere un uomo desideroso di essere amato.

Debora 34enne. Amo la natura, gli animali, sono buona, affettuosa, gentile, generosa. Amo le rose blu, sono appassionata di dolci, gelati, pizze. Mi piace passeggiare lungo la riva del mare, anche al tramonto. Cerco un’uomo dolce, affettuoso, simpatico, con gli stessi interessi e gusti, amante della tranquillità, e soprattutto che sappia regalare alla persona che gli sta accanto la dolcezza e l’amore. Patrizia 35enne. Sono una ragazza decisa e cerco un uomo che sappia quello che vuole, disposto a condividere progetti seri per il futuro. Ti cerco sicuro, di bell’aspetto. Sono sincera la bellezza fisica non mi lascia indifferente. Sono carina e mi piace anche scherzare. Paola 37enne. A volte si è convinti di avere la propria vita in mano e di poterla controllare in ogni momento, ma bastano un paio di episodi non previsti per perdere il controllo su tutto e renderti conto della pochezza umana. Sto cercando quello che la vita mi ha tolto: la felicità di poter avere a fianco una persona con cui condividere ogni momento della vita.

Mara 42enne. Mi ritengo una donna sensibile, stanca di conoscere persone che hanno paura di impegnarsi affettivamente, cerco un uomo disposto a condividere i momenti belli e quelli difficili. Un uomo semplice, vero. Miriam 44enne. Cerco una persona libera che desideri come me intraprendere un percorso di conoscenza reciproca e amicizia. Mi interessa condividere del tempo insieme per un cinema, passeggiate, visite a mostre, esposizioni, concerti ecc...se poi il tutto dovesse canalizzarsi verso un rapporto più intimo e importante meglio...ma senza l’assillo di questo obiettivo. Laura 47enne. Amo il mare d’inverno, il suono della pioggia, e il profumo dell’erba appena tagliata. Mi ritengo una delle ultime romantiche, ho sempre il sorriso sulle labbra. Non sono stata fortunata in amore eppure ho voglia di innamorarmi ancora, perchè ho tanto da dare. Amo le cose semplici della vita. Ho sofferto troppo e vorrei incontrare un uomo che mi faccia star bene e mi regali un sorriso.

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Franco 34enne libero. Non riesco ad esprimermi molto ...in poche parole riesco a dire che: non cerco avventure, non cerco sesso, cerco una ragazza per avere una relazione seria; sono una persona che in amore tende a dare il massimo di sé e reputa la fedeltà al primo posto. Maurizio35enne. Tendo ad essere impulsivo però ci sto lavorando, amo la crescita personale. Nelle difficoltà della vita cerco sempre di essere positivo e penso anche di essere spiritoso, mi piace quando le persone ridono. Cerco una donna intelligente e carina che mi sappia amare per quello che sono e sopratutto con sincerità. Patrik 38enne single, di aspetto giovanile e credo piacente, ho un appartamento mio. Di carattere sono tendezialmente riservato e riflessivo, ma so essere deciso e risoluto all’occorrenza. Non pongo limiti alla provvidenza, ti cerco così come sei.

Mirco 41enne vero single (mai sposato, senza figli)dolce, frizzante cerca una lei 28/34anni preferibilmente italiana magra o formosa .Dolce, allegra ma affidabile per un rapporto importante e duraturo. Amo la natura, viaggiare e tengo molto alla sincerità. Paolo 42enne. Sono uscito da una storia importante di 7 anni ma per mille ragioni anche esterne quest’anno e’ andato tutto male, ora voglio ricominciare un’altra vita. Cerco una donna normale, libera, semplice. Riccardo 43enne. Mi vedono come un tipo interessante, di sicuro sono molto paziente, in amore sono schietto: solo se è amore altrimenti non mi interessa. Mi piace la casa ma anche uscire con gli amici, fare qualche bel viaggio in giro per il mondo perché sono curioso. Ho imparato l’auto-ironia, altrimenti la vita è un po’ duretta….

Laureata al conservatorio, concertista in Italia e in Europa, amo la casa e vestirmi con gusto, seguire la moda, adoro i fiori e sono golosa di cioccolata, professionalmente affermata, sola sentimentalmente. Moira. Mi piacciono le belle cose, la lealtà, le persone che mi fanno ridere, la compagnia. So dare tutto l’amore quando una persona lo merita. Apprezzo le belle cose della vita, la semplicità della natura. Ogni tanto l’uomo dovrebbe imparare dalla natura invece di complicare le cose. Amo i ristoranti e le uscite in compagnia con le moto. Di più, le serate con amici in casa oppure con una persona speciale accanto ad un caminetto... Mi piace dipingere, fare giardinaggio, lavorare nel gesso, cucinare e inventare nuove ricette( non uccido nessuno però).Altro ancora da scoprire...

Marco 39enne. Sono un leone stanco ma non vinto, un uomo che vorrebbe ancora vedere sorgere il sole, godersi le piccole e grandi cose della vita, con la persona giusta accanto.

Sono un 44enne timido, credo in certi valori (che vanno perdendosi)come la famiglia, il rispetto, stima, sincerità, fedeltà, e amore per la propria donna. In due si può migliorarsi a vicenda, perdonare i difetti e assaporare i pregi del proprio patner.

E’ abbastanza difficile definirmi con degli aggettivi, sono a metà tra un poeta maledetto e Dylan Dog, perennemente in bilico tra un edonistico autocompiacimento ed il baratro della follia, so per questo di essere una persona molto originale, nel senso che con me non ci si può annoiare, può sempre succedere di tutto.

Luca 40enne. Mi piace la tranquillità e stare all’aria aperta. Credo nella fedeltà e nel rispetto reciproco. Cerco una compagna ( massimo 38 ) semplice e fisicamente carina, con cui costruire qualcosa di concreto e stabile. Non mi entusiasmano seni abbondanti e tatuaggi.

Luciano 45enne. Sono un uomo che crede nella famiglia, e in quei valori che legano. Nel contesto attuale, sembra regnare la fretta e la superficialità tra i rapporti umani. Ma altrettanto più unica che rara è la storia che voglio, e la donna che cerco. In conclusione, credo di essere un tipo fuori moda!!

Sono un artista nel campo della grande musica, diplomato in violino, poi cantante lirico; Amo la musica come la donna e tutto ciò che è femminile. Cerco massima serietà nel rispetto della persona, tutto il resto non è altro che un contorno che fa da cornice al proprio destino!

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HANNO DETTO

“Bisogna evitare il rischio inciucio”. Romano Prodi sull’offerta di alleanza di Berlusconi al Pd www.canisciolti.info 21 novembre 2007

“Nella conferenza stampa in cui ha annunciato ufficialmente il varo del suo nuovo partito, Silvio Berlusconi ha precisato che esso «dovrà nascere dal basso, dalla gente». … Lui, per il momento, ha deciso solo qualche dettaglio secondario: il leader (se medesimo), il programma (quello del suo governo), il simbolo e la data dell’assemblea costituente. La «gente», invece, prenderà solennemente e democraticamente la decisione più importante: quella del nome. Scegliendo tra le due idee tra le quali lui è indeciso: Partito della Libertà o Popolo della Libertà”. Sebastiano Messina La Repubblica 20 novembre 2007

Le quote di questa settimana VOLLEY World Cup Testa a testa risultato “Ieri mattina ad Omnibus… Buttiglione ha detto testualmente: «Questo governo è straordinariamente impopolare e non lo dicono i sondaggi; lo dice il mio barbiere, che è un termometro fedele di quello che succede». Accidenti, ci siamo detti, ecco uno che applica ancora oggi il metodo leninista. Come Lenin aveva l’esempio vivente della sua cuoca per capire quanto la Rivoluzione fosse popolare tra i lavoratori, Buttiglione ha il suo barbiere per capire quanto sia impopolare il governo in carica”. Maria Novella Oppo L’Unità 16 novembre 2007

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