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Direttore editoriale Giovanni Coviello
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Progetti, non careghe di Giovanni Coviello
Quante questioni sui tavoli e nelle segreterie (o segrete?) della Vicenza della politica e degli interessi! A cominciare dal Dal Molin militarizzato a stelle e strisce a un passo dalla Basilica, tolto non solo ai vicentini (imprenditori, manager o amanti dei viaggi che fossero), cosa ovvia e prevedibilissima da tutti meno che dal padre di tutti gli attori - il sindaco Enrico Hüllweck, che il si alla base lo diede e lo fece dare ma a patto che il dal Molin rimanesse un aeroporto civile (!?) - ma tolto anche, e per alcuni (potenti) questa è la cosa più grave, alla preminenza degli interessi privati, quelli edilizi prima ancora che quelli degli appalti per la costruzione della Ederle 2. Così che non sarebbe assurdo pensare che dietro i No Base ci siano anche i sorrisi, per lo meno compiacenti, di chi vede svanire tanti affari in euro a favore di lavori meno consistenti e per di più retribuiti nell’ormai più vile dollaro. E questo è sostenibile anche sulla scorta di quanto quegli stessi interessi, quando i timori che la regia del business sfuggisse a Vicenza, fecero venire a galla sui giornali locali (o, meglio, sul Giornale locale) per provare a modificarle le trame pro base tessute dal buon Cicero. Che, e non è un caso, da allora è stato abbandonato e messo alla gogna da chi, come il suo ex padre putativo Enrico, usando a turno gli altri e defilandosi dalle responsabilità dirette, ha governato la città per 10 anni. (continua a pagina 3)
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Anno 2 - Numero 80 - Sabato 17 novembre 2007
autostrada privata
È guerra politico-affaristica nella Serenissima Brescia-Padova. Galan (e la Sartori) mettono sulla graticola la presidente Dal Lago. La strategia: indebolirla ma lasciarla lì, per evitare che si candidi a Palazzo Trissino nel 2008. Sullo sfondo, gli interessi di una cordata di privati vicini a Dell’Utri a pagina 5
Tangenziale Nord, quanto mi costi
Progetti edilizi: a Borgo Scroffa un cubo al quadrato
a pagina 4
da pagina 6
Finanza creativa, i Comuni a rischio derivati
Valle Agno, la farsa: un’oasi tra i capannoni
a pagina 10
a pagina 11
Piscine di Vicenza: un mare di corsi.
Iniziano le nuove attività. Informazioni in segreteria. Tel 0444 924868 nido blu • acquacità • scuola nuoto • sincro • pallanuoto • acquagym • hydrogym • hydrobike • kiklos palestra La segreteria è aperta dal lunedì al venerdì dalle 09,00 alle 12,00 e dalle 16,00 alle 20,00. Sabato dalle 9,00 alle 12,00. Piscine di Vicenza. Viale Ferrarin 71 • www.piscinedivicenza.it • segreteria@nuotovicenza.it
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17 NOVEMBRE 2007
opinioni
La proposta. Movimento Zero riprende la bozza dei sindacati e stende un piano organico di rilancio (“Aim Pro”)
MZ: “Ecco come salvare Aim Da Galan e dalle lobby”
Aim: no alla privatizzazione, no all’inglobazione, no alla lottizzazione. Le Aziende Industriali Municipalizzate, spa al 100% del Comune di Vicenza, hanno bisogno di una radicale riforma. Lo sfacelo economico, finanziario e giudiziario in cui versa dopo anni di gestione a metà fra la spietata spartizione politica (poltrone divise con il manuale Cencelli) e la disastrosa conduzione speculativa (lo spezzatino arrivato a 30 società varato dal piano Interdonato) rende urgente una proposta che rimetta al centro il senso stesso di Aim: dare un servizio pubblico ai cittadini. Gli unici ad aver indicato la strada giusta, rimasta senza echi sia a Destra che a Sinistra, sono stati i sindacati Cgil-Cisl-Uil: una società i cui azionisti siano tutti i Comuni della Provincia di Vicenza, rimanendo così interamente pubblica e rinunciando alla gara con altre società (gestione in house). Noi di Movimento Zero condividiamo in pieno. E rilanciamo perfezionando il progetto. La nuova Aim – che potrebbe chiamarsi Aim Pro: come Pro- Paolo Ruffato
Il deposito degli autobus. Il trasporto pubblico è un’attività importante dell’ex municipalizzata
vincia, e come il latino “pro”: a favore, per i cittadini - dovrà avere una proprietà suddivisa in quote azionarie uguali fra i Comuni della Provincia. In essa dovranno confluire le società multiservizi presenti nel Vicentino (Pasubio Servizi, Etra, Mbs). Il presidente potrà essere licenziato ogni tre mesi per giusta causa, se, cioè, i risultati raggiunti non saranno considerati all’altezza. Il consiglio di amministrazione dovrà essere composto
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dai presidenti delle singole società di servizio, e devono essere esclusivamente tecnici dotati di credenziali ed esperienze nel settore, senza tessere di partito e senza precedenti penali. La loro nomina deve essere approvata dal consiglio comunale ma su proposta vincolante di un’Autorithy indipendente, un pool di esperti esterni senza legami con la realtà economica locale, che avrà anche il compito di monitoraggio costante della situazione societaria ed economica dell’azienda. Preventive a tutto ciò le seguenti azioni: la vendita di tutte le partecipazioni non strategiche
in collegate e partecipate, l’azze- munale, una per i cimiteri. ramento totale di ogni incarico Questa è la via, né di Destra né di e funzione e l’abolizione della Sinistra, contro da un lato il tenfigura del direttore tativo di impoverire generale, sostituito il territorio con una con un direttore fimaxi-holding (l’idea nanziario. di Galan) che porInfine, sull’esempio Pubblica, terebbe all’appalto di esperienze simili provinciale, esterno selvaggio, di grande succes- affidata e dall’altro le presso, Aim Pro dovrà a tecnici sioni di lobby induaccorpare anche le striali locali che voe accorpata funzioni dell’attuale gliono saccheggiare Amcps: manuten- ad Amcps i settori più ricchi zione immobili pubper lasciare ai soliti blici, delle strade, tonti, cioè i cittadidell’arredo urbano e ni, i debiti di quelli delle telecomunicain dissesto. zioni, gestione del verde, dell’il- Aim Pro: buon pro ci faccia. luminazione e del riscaldamento pubblico, cura dei servizi cimitePaolo Ruffato riali. Amcps si fonderebbe con la Movimento Zero - Vicenza nuova società. Le struttura interna della nuova Aim Pro dovrà essere snellita in sole cinque società, ognuna con un presidente e un direttore finanziario ma senza un proprio cda: una per il gas e l’energia, una per i trasporti, una per il ciclo dei rifiuti, una per la manutenzione del patrimonio co- Il parcheggio Bassano in zona Statio è gestito da Aim
Vicenza sempre più povera: fuori gli attributi! segue dalla prima Accanto al Dal Molin al centro della politica degli interessi c’è la grande questione Aim: con i business d’oro del gas e dei rifiuti ambiti dagli imprenditori privati, che muovono le loro pedine dalla scacchiera sempre meno industriale e sempre più politica di Assindustria; e col patrimonio dei suoi storici buoni servizi alla collettività che rischia di essere tolto ai cittadini se non sarà più finanziato dai quei settori a valore aggiunto che ne possono rendere equilibrata la gestione e che oggi si vorrebbero alienare. Perso il Dal Molin civile per la base militare, a rischio l’uso pubblico del patrimonio aziendale di Aim a favore di (alcuni) privati, alienata la proprietà della Centrale del latte per assistere oggi alle liti di chi vuole essere per puro vezzo alla prima di un teatro costruito senza mettere a budget politico e pratico i suoi elevati costi di gestione, sono tante altre le ricchezze di cui Vicenza si sta rassegnando a fare a meno. Ad esempio, la Fiera in via di svuotamento, come conferma anche l’esproprio del Novello; la squadra di volley femminile di A1 esiliata insieme ai suoi valori
sportivi, sociali e di immagine, grazie ad un palasport dichiarato pronto dall’assessore allo sport l’11 settembre ma ancora chiuso nel momento in cui scriviamo; lo snodo della Tav di cui si sa sempre meno da quando Cicero è stato silenziato. Soprattutto, Vicenza sta perdendo sempre di più la sua capacità di intraprendere, tra delocalizzazioni di massa che diminuiscono sempre di più anche la ricchezza diffusa del territorio con effetti a medio e lungo periodo che saranno devastanti, e assenza di discussioni nelle sedi appropriate sulle linee da seguire per rilanciare e sviluppare un’economia locale che fra poco sarà costretta a confrontarsi con una discesa del livello generale della vita ben più pericolosa della manifestazione dei No Da Molin del 15 dicembre. Manifestazione che qualcuno, tra i soliti noti, vorrebbe impedire, invece di assicurarsi che si svolga semplicemente nella legalità e nel rispetto della democrazia. Più grave ancora, se continuerà, sarà l’assenza di progetti e programmi politici per il futuro di Vicenza. Invece di continuare a discutere solo di nomi e bilancini con cui dividersi assessorati
e poteri dopo le amministrative, Sartori, Berlato, i partiti (se ancora esistono non solo come aggregati di gruppi di pressione per poltrone e careghe), Assindustria e le altre associazioni si confrontino su questo piano e ci dicano cosa vogliono fare. Saranno poi i cittadini a decidere a chi dare la propria fiducia. Certo per un politico o per chi aspira a fregiarsi di questo aggettivo, magari affiancandolo, come è di moda, a quello di imprenditore, è rischioso lasciare agli elettori il potere di decidere, invece che agli accordi più o meno sottobanco. Ma è l’unico modo per ridare vitalità a una città che da troppo tempo soffre anche per l’assenza di una qualunque reale opposizione. E sarebbe l’unico modo giusto per differenziarsi dal resto dell’Italia politica, che vegeta su poteri, sottopoteri e aggregazioni di puro comodo. Nel passato vicino (e ormai lontano) in cui da Vicenza si celebravano i fasti del ricco Nordest, la diversità dall’Italia media era l’aspirazione proclamata. Che i politici e i potenti locali la mettano ora in atto confrontandosi sul futuro, se hanno il coraggio e le palle per farlo e non solo per dirlo. Giovanni Coviello
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17 NOVEMBRE 2007
fatti¬izie
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In cambio del Dal Molin, una tangenziale da 300 milioni di euro. Troppi? I costi del progetto a confronto con quelli di altre strade
Cara tangenziale, diamo un po’ di numeri
DI LUCA MATTEAZZI
Non sarà la strada più costosa d’Italia, ma di certo la nuova tangenziale, se mai sarà realizzata, rischia di piazzarsi comodamente nelle prime posizioni di questa classifica. La notizia, uscita la settimana scorsa, relativa alle prime ipotesi sui costi ha fatto strabuzzare gli occhi a molti: dagli iniziali 100 milioni di euro di cui si discuteva fino a qualche tempo fa, si è passati a parlare La A31 Valdastico vista all’altezza del casello Vicenza Nord di cifre dalle tre alle quattro volte superiori, con un conto finale che A4. E infatti il costo al chilometro (un conto è fare una rotatoria per in base alle prime stime potrebbe fu di circa 9 milioni di euro. Già più riallacciarsi alla viabilità ordinaria, superare i 300 milioni di euro, e cara, ma comunque distante dai un conto è fare un viadotto). E pure forse arrivare a 400. In pratica, 50 livelli della futura tangenziale, la il tunnel sotto l’aeroporto non è poi milioni di euro a chilometro. Tutta Valdastico Sud. Per i 54 chilometri così sicuro. Detto questo, qualche colpa, a quanto pare, del tunnel di che uniranno Vicenza con il Polesiconfronto è comunque possibile oltre due chilometri che il governo ne (di cui 5 in trincea o in galleria, e farlo. avrebbe chiesto di 4,2 su ponti e viadotti), è stata mesParlando di tangeninserire per passare sa a bilancio una cifra vicinissima ziale, viene immediasotto alla zona del Dal Molin. E se si va La tangenziale to cercare un riferi- al miliardo di euro. Che, in presso al chilometro, vuol dire tra i 18 e i mento nella tangena scavare in una zona sud è costata 19 milioni di euro. ziale sud, inaugurata di falde e risorgive solo un paio di anni come quella di Vicen- 9 milioni al Un paragone più calzante, visto che fa. Per completare i za Nord, che fa da ser- chilometro, il grosso della spesa della futura batoio d’acqua anche la Valdastico 19. quasi 11 chilometri di tangenziale è dovuto al tunnel, lo asfalto che corrono da per altre province del La nuova si può avere cercando altre galleTorri al casello di ViVeneto, i costi schizstrada 50 rie. Per restare in provincia, l’unicenza Ovest sono stati zano alle stelle. ca realizzata di recente è il traforo spesi circa 90 milioni tra Schio e Valdagno: in condizioni di euro, praticamente Ma quanto costa cocompletamente diverse – nell’Alto un quinto di quello struire una strada? Vicentino si è scavato sotto le monche si sta preventivando per la tanLa prima cosa da dire è che, nel tagne, nel capoluogo si tratterebbe genziale nord: in quel caso però, caso della tangenziale nord, si sta di scendere nel sottosuolo senza al di là di qualche viadotto e degli ragionando ancora su ipotesi che rovinare le falde – la direttissima svincoli, non furono necessari parsono poco più che delle bozze. Il sotto lo Zovo è costata 82 milioni ticolari accorgimenti tecnici, visto tracciato presentato in provincia è di euro (senza gli svincoli sul lato che per passare sotto i Berici si riututt’altro che definitivo, così come ovest), sufficienti per realizzare 4 tilizzarono le vecchie gallerie della non sono ancora chiari gli svincoli chilometri e mezzo di galleria e altri 6 di raccordi. Cifre importanti, ma non troppo distanti da quelle spese in Alto Adige, regione virtuosa ed efficiente per antonomasia, per una serie di strade completate negli ultimi anni. La circonvallazione di Naturno e Stava in Val Venosta, ad esempio: 61,5 milioni di euro per 6 chilometri e 300 metri di strada, di cui oltre la metà in galleria. Oppure la circonvallazione di Monguelfo, in Val Pusteria, lunga poco meno di 4 chilometri (di cui uno abbondante in galleria) e costata 23 milioni di euro.
L’assessore Cicero. Sullo sfondo la tangenziale sud della città
Visto così, il prezzo della nuova tangenziale sembrerebbe decisamente
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re tra i 220 e i 230 milioni di euro. Questo in situazioni ottimali, ma le stime, come specifica lo stesso Osservatorio, dovrebbero poi essere calate nella situazione specifica: e in un contesto idrogeologico fragile e delicato come quello di Vicenza i 300 milioni potrebbero starci. Ne sono convinti anche i sostenitori del No al dal Molin, come l’ingegner Eugenio Vivian: “La cifra mi sembra attendibile – spiega -. Pensiamo che anche quando si costruisce un pozzo, bisogna fare un’attenzione maledetta per evitare che eventuali agenti inquinanti presenti negli strati superficiali scendano in profondità e finiscano nella falda. Con un cantiere come quello della tangenziale, dove si parla di due chilometri di galleria a decine di metri di profondità, questi problemi sono moltiplicati. E poi sono necessari sistemi tecnologici sofisticatissimi: sia per la costruzione, perché si tratta in pratica di lavorare sommersi nell’acqua, sia per asciugare l’impermeabilità e la sicurezza I costi elevati volta terminati i Qualche dato in più sono dovuti al una lavori. I costi sono alarriva dall’Osservatissimi, anche perché torio dell’Autorità di tunnel una sciocchezza fatvigilanza sui lavori da scavare ta qui, vorrebbe dire pubblici che, basan- in una mandare in crisi il sidosi sulle cifre di un zona idrica stema idrico di mezza certo numero di opere delicatissima regione, con ripercusrealizzate negli ultimi sioni pesantissime sia anni, ha elaborato un per gli usi civili sia per quadro generale per l’economia”. la stima dei costi delle A questo punto, però, il problema infrastrutture. In base a questi calè politico. Con cifre simili in ballo, coli, una strada a due corsie per care il governo che si è detto disposto reggiata (e quindi simile al progetto solo a cofinanziare l’opera, non è della tangenziale) dovrebbe costare che alla fine i costi elevatissimi po86 mila euro al metro se costruita trebbero diventare un pretesto per in galleria, e 3 mila se realizzata in accantonare la questione circonvalsuperficie o in trincea. Applicando lazione? Difficile, visto che ormai la queste stime alla situazione vicentangenziale è indicata da tutti come tina, si avrebbero circa 200 milioni unica compensazione per la base, di euro per i 2,5 chilometri di gallema non impossibile. Al commissaria, e un’altra quindicina per gli alrio governativo Paolo Costa l’ardua tri 4,5 chilometri in superficie. Per sentenza. un totale che potrebbe così oscilla-
fuori scala: ma se si mettono in conto le condizioni molto particolari in cui si deve realizzare l’opera, la prospettiva cambia. Prendiamo, ad esempio, il tunnel sotto la città di cui si è discusso molto qualche anno fa. L’idea, sostenuta con grande forza dall’assessore alla mobilità Claudio Cicero, prevedeva una galleria per bypassare il centro storico: tre chilometri di strada dalla zona di viale San Lazzaro ai pressi dello stadio, con passaggio e svincolo sotto la stazione, per evitare le code e gli ingorghi della circonvallazione interna. Il costo messo in preventivo per il project financing oscillava tra i 170 e i 180 milioni di euro, cioè circa 60 milioni di euro per chilometro. Neanche tanti, se si considera che l’Anas, per l’ipotetico tunnel lungo che avrebbe dovuto passare sotto la tangenziale di Mestre (progetto poi abbandonato a favore del passante) aveva messo in preventivo una spesa di 1,3 miliardi di euro, cioè quasi 150 milioni di euro a chilometro.
Il progetto, ancora provvisorio, per la parte nord della circonvallazione
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fatti¬izie Cosa c’è dietro lo scontro Galan-Dal Lago sull’autostrada: la rivalità con la Sartori e le mire della cordata Gambari-Dell’Utri
Premiato poltronificio Serenissima Fra elezioni 2008 e privatizzazioni DI ALESSIO MANNINO
Il ministro degli Affari Regionali Linda Lanzillotta, con la sua circolare anti-casta che intima agli enti locali di dare una sfoltita ai cda delle partecipate, ha dato la stura in Veneto a una guerra senza quartiere fra il clan Galan e il clan Dal Lago. Oggetto della contesa, il nuovo statuto dell’Autostrada Serenissima Brescia-Padova, che oggi prevede un cda di ben 15 membri (pubblici e Manuela Dal Lago, attuale presidente della Brescia-Padova privati), e che invece dovrà essere snellito in modo da mi, sotto l’egida della Dal chiaramente capire che la averne al massimo 5 nomi- Lago, vorrebbero un cda a componente del Carroccio nati da Province e Comu- 9 componenti di cui cin- berico facente capo al parni. que pubblici e tre privati, lamentare Stefano StefaUna questione di poltrone, questi ultimi ne vorreb- ni, tramite il fido Schneck, dunque. A cominciare da bero uno a 10, di cui 4 di preferisce che l’ingomquella di presidente, la più propria spettanza (con in brante presidente della Sedelicata e ambita, di cui è mezzo uno nominato dal- renissima continui a fare titolare l’ex dama di ferro le Camere di Commercio). la presidente della Seredella Provincia di Vicenza, Una seggiola di differenza nissima. la leghista (corrente Maro- che la settimana prossima, Perché la vox populi – finoni) Manuela Dal Lago. quando si riunirà il consi- ra mai smentita – dice che Che conta sull’appoggio glio (precisamente merco- la Dal Lago potrebbe cortrasversale di buona par- ledì 21 novembre, scaden- rere come candidata sinte degli altri consiglieri di za della proroga alle legge daco a Vicenza nel 2008. amministrazione espressi Lanzillotta) potrebbe por- Prospettiva che non piace dagli enti locali, e che rap- tare allo stallo qualora in per niente alla ‘sindaca’ in presenta la volontà di far questi ultimi giorni utili pectore Lia Sartori, l’eurestare in mano pubblica non si arri- ronorevole azzurra ombra la maggiovasse a un ac- silenziosa di Galan. Il quale ranza azionacordo. ha optato per l’aggressione ria della Brefrontale, a palle incatenascia-Padova. Finora l’unica te, contro Manuela, accuAll’altro lato pedina che ha sandola dello scandalo deldel ring gioca raggiunto la la consulenza milionaria in attacco un sua postazio- (più di 4 milioni di euro, fronte che va ne definitiva per l’esattezza) da pagare dal governasembra essere all’avvocato Willy Asciotore regionaproprio quel- ne, che ha redatto lo studio le Giancarlo la della pre- per far prorogare la conGalan, forsidente Dal cessione alla Brescia-Pazista in quoLago, ricon- dova. “Dev’essere chiaro a ta Dell’Utri e fermata dalla tutti che la concessione per nemico stoProvincia di la Serenissima è finita per rico di MaVicenza, cioè sempre”, ha sillabato con nuela, ai soci dal collega di sicumera qualche giorno fa privati della partito Atti- il Doge Azzurro. In scadenspa autostralio Schneck. za nel 2013, il suo rinnovo dale, capeg- Lia Sartori, eurodeputata di Fi Dopo qual- dipende dal prolungamengiati dal breche giorno di to dell’incompiuta Valdasciano Rino (finta) suspence, Titti Sch- stico. Su cui avrà voce in Mario Gambari a capo neck ha dato il via libera: capitolo anche la Regione, della Reconsult Srl (23% Manuela resta. Facendo dovendo pronunciarsi nel delle azioni). Mentre i pri-
corso dell’iter amministra- seduta dalla Serenissima tivo riguardo al tratto che (43%) e da Gambari, che dovrebbe collegare Trento ne è presidente e ne detiecon Rovigo. Di qui la sua ne nel complesso il 27%. uscita categorica sulla fine Rigotti, tesserato ai Circoli della concessione. del Buon Governo di DelUn “the end” che potreb- l’Utri, è in affari con questi be allora aprire le porte ai in EPolis, in cui il senatore privati, mediante un bando azzurro è responsabile deldi gara. Privati che, è facile la raccolta pubblicitaria. prevederlo, saranno colos- E, giusto per chiudere il si stranieri, come ad esem- cerchio, sempre da Infrapio la spagnola Abertis. com vengono sia l’altro paEcco perché la cordata di pabile come nuovo ad, cioè imprenditori locali rappre- Bruno Tosoni, consigliesentati da Gambari spinge re di amministrazione Inper avere un peso determi- fracom, sia lo stesso Leponante ai vertici della socie- re, che ha preso il posto di tà: per avere voce in capi- Rigotti come vicepresidentolo se e quando si tratterà te Infracom. di privatizzare. Ai Gambari E’ chiaro che Galan punboys, che Galan attacchi ta a demolire la credibiliviolentemente i tà politica della soci pubblici di Dal Lago e dello cui la Dal Lago è La strategia è status pubblico l’esponente più cuocere della Bresciain vista (usando a fuoco lento Padova per spiagentilezze come nare la strada Manuela Dal “bassa voracità al salotto Gampoltronesca”), fa Lago. bari-Dell’Utrisolo comodo. An- Ma per Rigotti. E così che perché il pas- lasciarla alla la sua strategia so del Gambari Bs-Pd prevede di metproietta un’omtere sulla gratibra molto gracola la Manuela dita allo stesso per sfiancarla e Galan: quella dell’universo indebolirla, facendola pasforzista che gira attorno sare come politicante ata Marcello Dell’Utri. A taccata alla poltrona. Ma essere in lizza come ammi- poi non batte ciglio se il nistratore delegato, figura giro leghista di Stefani, vinon a caso “privatistica” di cino alla sua amata Sartori cui si parla (presidente come sostitudel Cisa pallativa del diretdiano, che non tore generale casualmente (il dimissioha ottenuto nario Carlo una settimaLepore, in na fa un fidisgrazia per nanziamento la vicenda statale grazie Ascione), è ai buoni uffiquell’Alberci di Stefani), to Rigotti decide di lapatron della sciarla al suo Abm MerSerenissimo chant Bank, posto. L’inazionista di tento è cuomaggioranza cerla a fuoco dei quotidialento ma per ni EPolis e non averla tra ex socio della Giancarlo Galan, governatore del Veneto i piedi nelstessa autola corsa per strada. Nonil Comune di chè ex vicepresidente di Vicenza. La mai doma MaInfracom. Ovvero l’azienda nuela si farà mettere aldi telecomunicazioni pos- l’angolo così?
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17 NOVEMBRE 2007
approfondimenti
Il privato vuole ampliare il suo edificio con una procedura sotto esame da parte degli avvocati comunali. Per non dover passare in Sala Bernarda
Dal cubetto al cubone Nuovo progetto all’ex Q8 DI ALESSIO MANNINO
Davanti alle mura di via Ceccarini, lungo il viale che dalla rotatoria di Borgo Scroffa porta all’ospedale San Bortolo, se girate lo sguardo a destra trovate un edificio a forma di cubo in splendido isolamento rispetto a ciò che vi sta attorno. E’ la sede dell’immobiliare di Fabio Amadu (ex consigliere di Forza Italia della circoscrizione 4), sotto la quale è stata ricavata una cinquantina di box auto al posto del libero parcheggio ospitato dal distributore ex Q8 che c’era fino a tre anni fa. Oggi “Le Mura” di Amadu vuole ingrandire il cubo, ampliandolo fino a raggiungere i 3 piani di altezza e i 4500 metri cubi di volume. Dal cubetto al cubone.
Il nuovo progetto per l’area Q8
ra nello spazio rimanente”. Praticamente ciò che si vedrà dall’esterno sarà una palazzina trasparente, un mini, scintillante grattacielo. Con tripla destinazione d’uso: commerciale, direzionale e residenziale. Non senza un tocco di poesia: “… l’intenzione progettuale è quella di non porsi in contrasto con le mura cittadine, … ma di creare un edificio fatto di trasparenze che… forIl progetto Albanese ma una sorta di canneto artificiale Ma leggiamo come lo presenta contenente al suo inla relazione tecnica terno giardini dispoinviata nel giugno sti ad altezze diverse. scorso dall’architetto … Esternamente alautore del progetto, Secondo il l’edificio sono previFranco Albanese: parere di sti nuovi parcheggi, “L’edificio esistente (il nuove aree verdi e cubetto, ndr) rimane parte, si può una pavimentazione inalterato… ai lati del costruire in cemento lisciato, quale vengono affian- senza voto nell’andamencati due nuovi spazi perché l’area è che ad uso commerciale già urbanizzata to organico dei suoi giunti ricorda forme e direzionale” con un vegetali”. Una piccola blocco, a sud-est, che domus aurea, via. “si sviluppa su tre piani… Entrambi i corpi sono vetrati Consiglio sì, consiglio no su tre lati… Sono previsti un apIl cubetto esistente verrà “intonapartamento di dimensioni ridotte cato di nero”, rivestito da un invosul lato ovest, e un appartamento lucro di “parti metalliche e vetro, padronale di importante metratu-
pali metallici bianchi e intonaco bianco”. Si tratta di un vero e proprio ampliamento. Che, se si sta al vecchio piano regolatore (Prg), non sarebbe possibile se non con un voto del consiglio comunale. Il privato invece chiede di evitare il passaggio politico. Evidentemente perché teme gli venga bocciato il progetto. La zona in questione, infatti, è tecnicamente definita come RSA 3, cioè borgo storico. La normativa prevede che si possa bypassare il consiglio tramite il cosiddetto IED (intervento edilizio diretto). Ma la stessa normativa (art. 27.3.2 NTA) ammette lo IED solo nei casi di manutenzione, risanamento e restauro di costruzioni già presenti, e lascia aperta la possibilità di ampliamenti solo facendo ricorso allo IUP (intervento urbanistico preventivo), il quale però necessita di una decisione consiliare. Nodo legale Nel corposo faldone dell’istruttoria, il parere legale dello studio Rizzi di Venezia a favore di Amadu (giugno di quest’anno)
rendosi a precedenti casi finiti al fa riferimento alla legge 61 del 1985, che farebbe premio sulla Tar che ha dato ragione ai privati. normativa del Prg. In sostanza, Ma si attende ancora un suo parela motivazione su cui, secondo il re proprio sul nodo dell’altezza. privato, dovrebbe poggiare il sì del Comune, sarebbe che il lotto Silenzio-diniego in questione sarebbe già fornito Oggi la pratica attende l’intervendi opere di urbanizto dell’Ulss, e in ogni zazione (fognature, caso un esplicito accesso alla viabilità, pronunciamento fiilluminazione, etc). nale da parte del CoL’ufficio urbanistica, Manca mune (altrimenti c’è a fine agosto, dà il il via libero il diniego, e non l’assuo ok ma precisando definitivo senso). I residenti e che dovrà essere con- dei legali, negozianti della zona siderata altezza mas- del Comune sono stati tenuti alsima “l’altezza degli l’oscuro del progetto e dell’Ulss edifici circostanti dei dal Comune, dopo quali sia prescritto… essersi visti sfilare il restauro”. Cioè 2 la possibilità di un piani, e non 3. E inparcheggio pubblico fatti, pochi giorni fa, ecco arrivare (trasformato in garage privato) o, una nota dell’avvocato Rizzi, sein alternativa, di una piazzola che condo cui sarebbe sottinteso che desse un po’ di sfogo e di verde l’altezza da considerare sarebbe a uno snodo trafficatissimo alle quella degli edifici più alti, e non porte del centro storico. Il consipiù bassi. L’avvocatura comunale gliere dei Verdi Ciro Asproso ha intanto aveva già dato ai primi di già interrogato la giunta sul proquesto mese il suo benestare in blema. Staremo a vedere se tutte una forma alquanto involuta, rifele ciambelle riescono col cubo.
Il “cubo” così come appare oggi
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approfondimenti
17 NOVEMBRE 2007
Viaggio a Borgo Scroffa: palazzine eleganti, tanti negozi, la parrocchia come centro d’aggregazione. E un solo incubo: il traffico
Un quartiere tutto auto e chiesa DI LUCA MATTEAZZI
“Guardi
qua dietro. Chi se lo immaginerebbe un panorama così a due passi dal centro?”. La signora Bruna Redolfi De Zan è affacciata al balcone del soggiorno, indicando una distesa di giardini, orti, parchi che continuano fino al campanile di Santa Lucia e, sullo sfondo, agli alberi del parco Querini. Un angolo di campagna nel cuore della città, completamente nascosto alle migliaia di persone che ogni giorno sfrecciano inconsapevoli a qualche metro di distanza, chiusi nelle auto e negli autobus incolonnati lungo Borgo Scroffa; un’oasi verde che fa capire al volo perché i residenti della zona dicano sempre che sì, nonostante tutto lì si vive bene. Peccato solo che basti affacciarsi dall’altra parte della casa per trovare uno scenario completamente diverso. E che le finestre che guardano verso la strada sia decisamente meglio tenerle chiuse. “Quando sono arrivata qui, all’inizio non riuscivo a dormire per i rumori del traffico – aggiunge la signora -. Adesso è il contrario: è quando vado in vacanza che mi sento strana, con tutto quel silenzio”. Non siamo all’Albera, ma nei discorsi della gente il ritornello non cambia, e il problema nu-
La rotatoria con via Ceccarini: le code non sono scomparse
mero uno di una città che sembra essere cresciuta oltre le proprie possibilità è sempre quello: il traffico. “Siamo in centro, ma con una viabilità da circonvallazione: strade degli anni ‘50, e traffico del 2007”, sintetizza Alberto Cozza, consigliere di circoscrizione con il gruppo Per la 4. “Questo è un quartiere – continua Bruna Redolfi De Zan, anche lei consigliere in circoscri-
La chiesa di Araceli: con oratorio e cinema è il cuore della comunità
zione per il Partito Democratico -: ci sono i negozi, c’è l’oratorio che è frequentato da un gran numero di bambini, c’è il centro anziani, c’è la chiesa. Eppure le macchine corrono, corrono troppo. E poi c’è la rotatoria”. La rotatoria della discordia La rotatoria è quella all’incrocio tra via IV novembre, via Gallieno, e via Ceccarini, finita al centro delle polemiche ancora prima di nascere. Ma i problemi viabilistici della zona hanno origini più antiche, e nascono in una strada troppo stretta per sopportare il fiume di veicoli che da buona parte della zona est la attraversa per raggiungere il centro. Del problema si discute da anni, e nel 2000 si era anche sperimentata la soluzione di far diventare Borgo Scroffa un senso unico, con annessa pista ciclabile: i residenti erano contenti; i commercianti, che con la diminuzione del traffico vedevano diminuire anche i clienti, decisamente meno. Dietrofront, quindi, e dopo un po’ Borgo Scroffa è tornato a doppio senso di marcia, anche se con alcune limitazioni (chi arrivava dall’ospedale, ad esempio, non poteva svoltare a sinistra). Adesso tocca alla rotatoria, da sempre annunciata come la soluzione alle colonne e agli ingorghi della zona. E in effetti, da questo punto di vista,
la situazione è migliorata: “La centro, in modo da distribuire rotatoria è ancora in fase di stu- meglio il traffico. “Era necessadio, ma ha già ridotto di molto rio avere un quadro d’insieme le colonne – osserva Roberto – ribadisce Cozza -, altrimenti Cattaneo, capogruppo di Forza si finisce con il farsi la guerra: Italia in circoscrizione 4 e con- commercianti contro residenti, sigliere provinciale -. Caso mai, i automobilisti contro ciclisti, ciproblemi più grossi sono adesso clisti contro pedoni. Ma fino ad allo sbocco di Santa Lucia su via ora abbiamo ottenuto solo la roFratelli Bandiera, dove servireb- tatoria provvisoria”. be uno spartitraffico e un attraversamento pedonale sicuro”. Le altre croci: “È vero, la rotatoria ha fluidifica- parcheggi e urbanistica to il traffico – concorda la Redol- Non di solo traffico, comunque, fi De Zan -, ma la mattina le code soffre Borgo Scroffa. Ad esempio ci sono lo stesso, e poi è perico- c’è il problema parcheggi. “Ma losissima per pedoni e ciclisti. Ci quali parcheggi? - ride sconsolasono anziani che non riescono ta Bruna Redolfi De Zan -: pensi più ad attraversare a quanto son penae che si lamentano, lizzati i negozianperché erano abiti della strada”. E tuati ad andare a Con la anche i residenti, a fare la spesa in cen- rotatoria il dire il vero, visto che tro a piedi o a ritirac’è chi è costretto ad traffi co è re la pensione alle affittare garage in poste, e adesso sono più fluido. altri condomini persegregati all’inter- Ma ciclisti ché non sa dove lano del quartiere”. e pedoni sciare la macchina. Una soluzione, o rischiano “Effettivamente i almeno un tampone parcheggi mancano potrebbe essere la - riconosce Cattaneo posa di una serie di -, e il Comune si è dissuasori di velocità lungo Bor- lasciato sfuggire l’opportunità go Scroffa, e la creazione di pas- dell’ex Q8”. E poi c’è lo sviluppo saggi pedonali più sicuri, magari urbanistico. Perché se il trafficon un semaforo a chiamata. “Ci co è aumentato, molto dipende hanno detto che non ci sono sol- anche dal fatto che il numero di di – continua la consigliera -, ma abitanti, negli ultimi anni, è creil punto è che prima di fare una sciuto molto. “Si è costruito tanrotatoria come questa si dovreb- to – sottolineano sia Cozza che be mettere mano a tutta la viabi- la Redolfi De Zan -: in tante vie lità del quartiere”. sono spuntati condomini al posto La circoscrizione aveva anche di villette, in alcuni casi si è provotato una proposta, tre anni fa, prio snaturata la tipologia della per il riordino complessivo della via. E questo ha creato una serie viabilità. Tutto ruotava attorno di malumori”. Qualche esempio? alla creazione di due sensi unici In via Mariani due condomini al - uno lungo l’asse borgo Scroffa posto di uno spazio libero, in via via IV Novembre, l’altro lungo Bardella un altro palazzone al corso Padova – che avrebbero posto di una casa singola. Ed è funzionato uno da via d’entrata e così un po’ dappertutto. l’altro come canale di uscita dal Continua a pagina 8
Degrado al parco giochi di via Brenta: quel che resta di una giostrina
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approfondimenti
Segue da pagina 7 Negozi e spirito di comunità Il cahier de doleance potrebbe anche allungarsi: ci sarebbero i parchi gioco, con le giostre disastrate e le panchine fuori servizio, i marciapiedi colabrodo e invasi dalle biciclette, la mancanza di un mercato rionale. Ma sarebbe ingeneroso verso un quartiere che, traffico a parte, vive bene, tranquillo, comodo ai servizi, e con una certa vivacità. Nel centinaio di metri che vanno dalla rotatoria alla chiesa di Araceli, si affacciano, tra le altre cose, una farmacia, un’edicola, un panificio, Mancano i parcheggi, e le auto usano i marciapiedi: una scena abituale un bar, una pasticceria, un negozio di abbigliamento, una cartolibreria, nema e la chiesa con i locali della la cucina, nulla di più. Al contrario, un’erboristeria e, da qualche tem- parrocchia fanno da calamita per l’integrazione ha trovato qui esempi po, anche un kebab. Come dire che tutte le attività della comunità. “È importanti proprio con le attività chi vive in zona ha tutto a portata di una comunità molto vivace – spie- dell’oratorio e della parrocchia, che mano. E non è poco, soprattutto in ga Cattaneo -. L’oratorio è frequen- la domenica è frequentata dalla couna quartiere come tato, ci sono ragazzi munità di filippini guidati da don questo, che vanta che vengono anche Paolino. l’indice di vecchiaia dalle altre zone della “Tutto vero – commenta Cozza più elevato della città Il quartiere è città perché qui c’è lo , ma ho l’impressione che anche (l’indice di vecchiaia è vivo: studio assistito per gli qui stia succedendo quello che si è il numero di ultrases- da un lato stranieri. C’è il centro già visto in altre zone della città. I santacinquenni ogni i negozi, arcobaleno, che fa da negozi ci sono, ma come in centro cento under 114, e qui dall’altro punto di aggregazione quelli di abbigliamento stanno sosi arriva a 244, più per gli anziani, dove si stituendo i fruttivendoli e i casolini. chiesa, che in centro storico). può scambiare qual- E io ricordo che, quando ero ragaz“È vero che ci sono cinema e che parola, fare un zo, bambini e anziani riempivano le tanti anziani, ma ci oratorio partita a carte e, il gio- strade anche dopo cena. Adesso la sono anche tanti giovedì mattina, seguire sera in giro non si vede nessuno”. vani – puntualizzano la ginnastica dolce, Anche in Borgo Scroffa, insomma, però i consiglieri di circoscrizione -. che è molto apprezzata. E poi c’è il si stanno insinuando i tarli che hanNelle scuole elementari della zona, cinema, che ormai è un’istituzione”. no impoverito altre zone della città. le classi prime sono ogni anno stra- Anche con gli immigrati, nessun Toccherà alle nuove famiglie che piene”. problema. L’apertura del kebab stanno arrivando decidere il futuro Di fronte ai negozi, poi, dall’altra ha provocato al massimo qualche della zona. E magari anche ad un parte della strada, l’oratorio, il ci- battuta sugli odori che escono dal- nuovo piano del traffico.
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Il quartiere in cifre
Nuovi condomini in via Bardella: nelle laterali di Borgo Scroffa si è costruito molto, forse troppo
Nei 9 chilometri quadrati di territorio della circoscrizione 4 (da Borgo Scroffa ad Ospedaletto) – una zona prevalentemente residenziale, priva di grossi insediamenti industriali e di grandi centri commerciali - vivono oltre 18 mila persone, con una densità di oltre 2 mila abitanti per chilometro quadrato, più o meno come nella zona 6, quella di San Lazzaro e dei Pomari. Nel dettaglio, solo nei due quartieri di Araceli e Sant’Andrea, a ridosso del centro storico, sono concentrati
poco più di 6 mila abitanti, e qui la densità abitativa supera i 6 mila abitanti per chilometro quadrato. In più c’è un’altissima percentuale di anziani: l’indice di vecchiaia della zona è 244,4, e questo vuol dire che ci sono quasi 250 persone con più di 65 anni ogni 100 ragazzi al di sotto dei 15 anni di età. Un record, in città, anche se non si sa quanto invidiabile. Un po’ al di sotto della media, invece, la percentuale di immigrati, che nella circoscrizione si ferma attorno al 10 per cento.
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associazioni
Tra boicottaggi e valanghe di fax, i 12 anni del Movimento Gocce di Giustizia Che per Natale aprirà il primo Equobar della città
Le Gocce che scavano la roccia. Dell’ingiustizia DI LUCA MATTEAZZI
Adriano Sella ne è convinto: “Si sta muovendo una rivoluzione silenziosa”. Per il fondatore del movimento Gocce di Giustizia le cose stanno lentamente ma inesorabilmente cominciando a cambiare: e il numero di persone che è attento a temi come il consumo critico, la giustizia sociale, i diritti dei più deboli è in continuo aumento. Anche nella nostra città, come dimostra il successo crescente di iniziative come il commercio equo e i gruppi di acquisto solidale. Le origini Forse non gli piacerà sentirselo dire, ma una parte del merito va anche al movimento fondato, ormai dodici anni fa, da questo missionario saveriano che dal 1990 al 2002 ha vissuto in Brasile e che proprio toccando con mano la realtà delle popolazioni dell’Amazzonia si è reso conto che le beneficenza tradizionale non bastava più. “Serviva una svolta, una cambiamento di stile, per passare dall’assistenzialismo a un processo che portasse alla costruzione di giustizia e diritti – spiega -. Tanto che uno dei nostri primi slogan è stato proprio ‘Basta elemosina, sì giustizia’. E quindi il nostro sforzo è stato proprio quello di promuovere una cultura che posa contribuire a creare giustizia: tra i popoli, tra le culture, con l’ambiente, tema che sta diventando sempre più attuale”. Sull’argomento don Adriano ci h anche scritto un libro (“Una solidarietà intelligente”, eidizoni EDB), ma soprattutto ha cercato di dar vita a qualcosa di concreto. “Negli incontri che facevo – racconta -, ho visto che c’era richiesta di proposte, di capire cosa si poteva fare. C’erano tanti gruppi interessati all’argomento, ma mancava la capacità di lavorare assieme, di fare rete, come si dice oggi. ed è questo che abbiamo fatto noi”. Nasce così, nel 1995, il movimento Gocce di Giustizia: non una vera e propria associazione (anche
Proteggere le popolazioni dell’Amazzonia: uno degli obiettivi di Gocce di Giustizia
comico genovese non aveva ancora il seguito attuale ma era già stato bandito dalla Rai (non è un caso se anche gli Amici di Beppe Grillo hanno aderito al movimento): “Faceva un programm a in cui parlava della macchina a idrogeno, delle energie La campagne rinnovabili, e degli abuAl movimento aderiscono, si delle multinazionali tra gli altri, i Beati costrut– ricorda il missionario tori di pace, l’associazione -: erano le stesse cose Scuola di villaggio, la Papa che dicevamo noi. Solo Giovanni XXIII, la coopeche il programma era rativa Insieme, la coopetrasmesso all’estero ma rativa Unicomondo. E in non in Italia. Noi, quindi, questi dodici anni le iniabbiamo cominciato ad ziative si sono moltiplicate, inviare Fax alla Rai per a partire dalle tante camLe miniguide hanno riscosso togliere la censura a Grilpagne di sensibilizzazione un grande successo lo, e lui mi ha detto che combattute a colpi di fax e era stato contattato. Ma credo che poi posta elettronica. Tra le prime c’è stanon se ne sia fatto nulla perché negli ta raccolta firme a favore degli Indios, spettacoli era prevista la pubblicità, tra perché venisse riconosciuto il loro dicui quelle delle stesse aziende contro le ritto alla terra, tra le quali Grillo parlava. Sarebbe stato un ultime la valanga di controsenso”. mail che sono state inviate a mezzo mondo Le Miniguide per chiedere al Papa di L’altro fronte caldo su cui insiste Gocandare in Iraq e blocce di Giustizia è quello del consumo care l’inizio della guercritico. Si devono a loro le piccole mira. In mezzo, c’è stata niguide all’acquisto responsabile che anche la mobilitazione si trovano oggi un po’ in tutti i negozi a favore di Beppe Grildel commercio equo, e che hanno inIl commercio solidale è uno dei punti di riferimento dell’associazione lo del 1996, quando il se poi, per motivi fiscali, è stata creata anche l’associazione), ma una specie di ponte tra le varie realtà già sensibili a certe tematiche, per promuovere e organizzare iniziative comuni.
il primo cd; la cooperativa AlterAttiva, contrato un successo inatteso. “Abcreata per l’apertura del primo equobiamo preso spunto dalla guida pubbar della città. “Abbiamo trovato uno blicata dal Centro Nuovo Modello di spazio a Polegge e dovremmo aprire Sviluppo, e abbiamo cercato di farne prima di Natale – annuncia Adriano uno strumento più agile, perché poi Sella -. Sarà un bar in cui si consumequando si è al supermercato non ci si ranno i prodotti del commercio equo, può ricordare tutto – continua Sella -. ma anche tutti quei prodotti locali All’inizio ne abbiamo stampate alcune ottenuti con criteri etici, nel rispetto copie con il ciclostile, giusto per noi i dell’ambiente e dei lavoratori. E sarà per i nostri amici. Poi, viste le richieste, anche uno spazio culturale, con riviste, ne abbiamo stampate alcune migliaia, giornali, libri, e con la possibilità di ore anche quelle sono andate finite subiganizzare spettacoli e discussioni”. to. Adesso stiamo preparando l’ottava edizione, che uscirà nel 2008, perché il Segnali di speranza lavoro grosso è poi quello di aggiornare L’obiettivo è sempre quello di contrii contenuti”. Tanto più quando si prenbuire a diffondere una cultura e un do iniziative forti come i boicottaggi, modo di vivere diverso, alternativo ai uno strumento che Gocce di Giustizia ritmi frenetici e alla smania dell’accuha sempre proposto: sia con le grandi mulo che oggi vanno per la maggiore. multinazionali (Nestlé, Nike...), sia con Un’utopia? Don Adriano risponde di le aziende locali favorevoli al progetto no: “C’è una realtà somamericano sul Dal Momersa che sta crescendo lin (Banca Popolare di molto: il commercio Vicenza, Giornale di Le miniguide equo si è diffuso molVicenza). “Essere docuto, la finanza etica sta mentati è fondamenta- al consumo guadagnando spazio, le, altrimenti quando critico sono l’attenzione al risparmio proponi un boicottag- sempre un energetico pure. Recengio rischi la querela successo: temente abbiamo riceimmediata”, precisa il nel 2008 vuto le lettere di due rafondatore. pronta gazze giovanissime che l’ottava erano entusiaste delle L’equobar nostre proposte e che ci E poi ci sono le altre edizione chiedevano come fare iniziative: la partecipaper coinvolgere i loro zione a Festambiente coetanei. Ed è significativo che anche con la Boicottega, il laboratorio per la Nestlé e la McDonald stiano propoeducare al consumo responsabile; il nendo dei prodotti equi e solidali: loro dibattito - evento Vicenza Mondo, arlo fanno per darsi una facciata presenrivato proprio domenica 11 settembre tabile, ma è il segnale che la richiesta alla sesta edizione; il gruppo Voci condel pubblico in questa direzione è semtro, che mette in musica le iniziative pre più forte”. del movimento e che sta preparando
Consigli pratici Gli obiettivi del movimento Gocce di Giustizia sono ambiziosi: realizzare un nuovo stile di vita basato sulla sobrietà, combattere le ingiustizie del sistema economico liberista, promuovere le energie rinnovabili, i comportamenti ecocompatibili e relazioni sociali più profonde. Per raggiungerli si parte però da proposte concrete, applicabili anche nella vita di tutti i giorni. L’esempio classico è quello della spesa. Da anni il movimento pubblica la miniguida al consumo responsabile, un piccolo volumetto con i consigli per una spesa ‘giusta’:
valutare se l’acquisto è davvero necessario, preferire i prodotti locali, evitare i prodotti e le marche che non rispettano l’ambiente e i diritti dei lavoratori (e nella miniguida c’è un lungo e dettagliato elenco delle aziende da boicottare). Recentemente però Gocce di Giustizia ha distribuito anche una guida ad una vita alternativa (AlternatiVita), anche qui con suggerimenti tanto semplici quanto preziosi: cercare di lavorare per vivere e non il contrario, riappropriarsi del valore del tempo libero per stare con familiari ed amici, cercare di riutilizzare i prodotti usati, evitare scelte dettate solo dall’apparenze e dall’estetica, rivolgersi alla finanza etica. Per chi volesse saperne di più, informazioni sul sito goccedigiustizia.it
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altovicentino
17 NOVEMBRE 2007
Enti pubblici e finanza creativa: dopo l’allarmismo delle settimane scorse, ecco chi rischia e chi guadagna con swap e derivati
Swap, chi ha mangiato la salsiccia avvelenata? DI ANDREA ALBA
Questa volta l’ha gridato la tv pubblica italiana, a tutti i sintonizzati del Belpaese: lo ha fatto lo scorso 14 ottobre con la prima puntata dell’anno della trasmissione Report dedicata a mutui a tassi variabili, “swap” e derivati. Il servizio ha infatti messo in luce ciò che molti già sapevano, ma nessuno aveva il coraggio di dire apertamente: ovvero che sia nel privato che nel pubblico c’era mezza Italia (e se non mezza, almeno un quarto) indebitata con vari istituti bancari per aver sottoscritto la “scommessa” degli swap. Spesso capendoci poco o punto. Milena Gabanelli. Secondo Report ci sono anche istituzioni vicentine tra chi ha acquistato derivati
I passaggi chiave banche nel frattempo però è stato Il primo scossone avviene lo scorso distribuito in tutto il mondo, spezluglio. Banca Italease, che ha venzettato e venduto all’interno di produto i “derivati” a migliaia di clienti, dotti finanziari “salsiccia”: i derivati. entra in una crisi senza precedenti. Come spiegato egregiamente dalla Le perdite potenziali dell’istituto tv pubblica, «quando poi i clienti bancario arrivano a 700 milioni di non hanno pagato si è visto che la euro, e la banca inizia a pretendere salsiccia era marcia ma ormai non dai clienti la chiusura immediata si sa più chi ce l’ha in pancia: chi ne dei derivati “in rosso” (per chi lo ha ha mangiata troppa tracolla, come acquistato), per recuperare almeno la banca inglese Norparzialmente sui buthern Rock». chi di bilancio. Molti I giorni passano e il clienti, piccoli impren- Marano, costo del denaro, l’Euditori, vengono a loro Breganze, ribor, in Europa sale. volta messi in crisi: gli viene posta l’opzione Chiampo, Malo E’ il terzo scossone: un mucchio di enti e “o chiudi lo swap e e Rossano: aziende in Italia da saldi o vieni segnalaecco i Comuni tempo hanno trasforto alla Centrale Rischi mato i mutui contratti di Bankitalia”. Che in che hanno pratica equivarrebbe a sottoscritto gli a tasso fisso in “swap” a tasso variabile. Che è non ricevere più credi- “swap” una sorta di scommesto da nessuna banca. sa: fissato un numero, Il secondo “scrollone” se l’Euribor resta sotto avviene il mese dopo, questo valore il cliente guadagna, agosto, dall’altra parte dell’oceano. se invece lo supera il cliente dello Le banche a stelle e strisce hanno swap ci rimette. E quando il tasso prestato denaro allegramente ai sale, inaspettatamente, molti si trocittadini americani, e i destinatavano con un potenziale “buco” nel ri spesso e volentieri non sono più bilancio di proporzioni colossali: la in grado di restituirlo: sono i muscommessa alcune banche hanno tui “subprime”. Il “rischio” delle
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convinto a sottoscriverla anche ad amministratori pubblici, ad assessori al bilancio e in qualche caso persino a padri curati di conventi francescani. E (ma questo fortunatamente non sembra il caso dei pochi enti pubblici vicentini coinvolti) a chi lo “swap” non piaceva più, perché iniziava a rimetterci, qualcuno ha offerto lo scambio con un contratto “più vantaggioso”, basato su un algoritmo ancora più complicato e nel quale la “scommessa” diventava proprio un terno al lotto. A perdere, ovviamente. Il panorama vicentino Questa, per sommi capi e con molte semplificazioni, è la cornice di quanto in certa misura è avvenuto e avviene anche nella nostra provincia. Limitandoci per ovvi motivi agli enti pubblici, nel Vicentino in tempi diversi hanno sottoscritto lo “swap” anche i comuni di Marano Vicentino e Breganze, e l’Ipab “La Casa” di Schio. Secondo le informazioni di “Report”, a questi enti vanno aggiunti i municipi di Chiampo, Malo e Rossano Veneto. Com’è andata? «A noi è andata bene, fortunatamente – commenta il sindaco di Breganze, Ausonio Zanazzo – ci abbiamo guadagnato qualche migliaio di euro. Ora l’abbiamo chiuso». «Abbiamo perso qualche migliaio di euro – osserva invece il primo cittadino maranese, Francesco Nardello, in carica da qualche mese – lo swap era stato contratto dalla precedente amministrazione». Migliaio di euro in più, migliaio in meno, entrambi comunque sembrano tirare un sospiro di sollievo che pare voglia sottintendere “Mai più”. Il caso di Schio Chi invece ora è esposto per circa 200mila euro è l’Ipab di Schio: che andrebbe comunque a pagare tale somma solo in caso di realizzo immediato, e spera di tornare in attivo nel 2009, ma dovrà risarcire all’istituto Unicredit, col quale lo “swap” è stato stipulato, 11mila euro questo semestre e almeno 30mila euro il prossimo anno. La casa di riposo scledense lo swap «l’aveva stipulato per la prima volta nel 2003, coprendo con questo strumento il
mutuo acceso per il recupero della ha messo nelle mani delle aziende struttura Valbella – spiegava infatti uno strumento prezioso per poternei giorni scorsi l’attuale direttore si difendere dalle richieste di sciogenerale Danilo Paglia –: è andata glimento e saldo immediato degli bene, nel 2005 è stato chiuso con un swap da parte della banca. Che in guadagno di 140mila euro. Nel marcaso contrario minacciava la sezo 2006, un mese prima del cambio gnalazione alla centrale rischi della del consiglio di amministrazione, il Banca d’Italia. Il 12 luglio scorso alla precedente direttore generale CaSipab, media impresa di Arzignano, nova ha firmato questo nuovo acricevono una raccomandata da Itacordo. L’attuale CdA ne è venuto a lease: raccomandate simili sembra conoscenza solo una volta insediato. fossero arrivate anche a migliaia di E’ andata bene fino a metà di quealtre società che, come la Sipab, avest’anno: oggi le “cedole”, se si posvano sottoscritto un contratto-quasono chiamare così, sono negative dro di interest rate swap, strumento e prevediamo una perdita di circa di copertura dal rischio di rialzo dei 40mila euro nel 2008. Inoltre il titotassi d’interesse. lo, se realizzato, comporterebbe una «Ai nostri clienti di punto in bianco perdita di circa 200mila euro. Ma veniva chiesto di saldare 93mila euro se si guarda al valore storico, cioè di “mark to market” negativo, entro alla somma di quanto lo strumensette giorni, pena l’assoggettamento to finanziario ha fatto guadagnare a vincolo delle somme presenti nei fino a giugno 2007 con quanto si è conti correnti e la segnalazione alla perso con questa “cedola” negatiCentrale Rischi della Banca d’Italia va di 11mila euro, la casa di riposo – spiegava l’avvocato Maria Cristina quest’anno lo concluderà ancora in Costa, dello studio Schiavo –: abbiaguadagno. Inoltre dal 2009 il tasso mo risposto per vie legali, la banca concordato dello “swap” salirà al 4,8 il 24 luglio ha replicato con un’anapercento, superando l’Euribor se loga raccomandata in cui riduceva il l’indice resta fermo al livello attuale, termine a tre giorni, il primo d’agoe dovremmo riprendesto ci siamo rivolti re a guadagnare». al Tribunale con un In pratica, in questo esposto penale e la ricaso il mutuo contrat- Buone notizie chiesta di un provveto va considerato come per i clienti dimento d’urgenza». un pacchetto azionaE il magistrato berico rio: se l’indice finan- Italease: Valeria Zancan, enziario europeo Euribor il saldo tro pochissimi giorni, supera il tasso d’inte- immediato rispondeva con un resse di riferimento provvedimento temdegli swap non concordato tra Ipab e poraneo, il primo a banca le “azioni” per- è obbligatorio livello nazionale, con dono valore, generano cui accoglieva la tesi “cedole” negative – in degli avvocati ed iniquesto caso, gli 11mila biva Italease dall’ateuro da pagare entro il semestre – e tuare i suoi propositi. Il mondo delin caso di realizzo l’istituto va inconl’imprenditoria e della finanza trattro a una pesante perdita; nel caso teneva il fiato: e l’ha trattenuto fino al contrario l’Euribor rimanga sotto ad ottobre, quando con un secondo il tasso concordato – come secondo provvedimento definitivo (dopo il dg Paglia è stato fino a giugno – la aver sentito i testi), il magistrato ha società che ha stipulato lo “swap” nuovamente accolto il ricorso, sepguadagna, e in caso venda per inpur solo parzialmente. Il tribunale tero il pacchetto ottiene un buon ha infatti confermato l’inibizione ricavo. L’Ipab quindi terrà fermo all’istituto di credito di segnalare il “pacchetto”, nella previsione che come sofferente alla Centrale Rischi nel 2009 si torni in attivo. Quando della Banca d’Italia l’impresa che rigli si chiede “Lei avrebbe stipulato fiuti di risolvere il contratto nell’imlo swap?” Paglia tuttavia risponde mediato: «la cosa più importante con un secco “No”. «Non l’ho fatto - spiegavano i legali di Sipab - inolprima di assumere questo incaritre nel testo si afferma che con tutta co, quando ero amministratore di probabilità anche un’azione di nulliun’azienda privata, e pure subii fortà del contratto verrebbe accettata, ti pressioni dagli istituti bancari. E perché Italease al momento della non lo farei ora, perché per mia opistipula era priva dell’autorizzazione nione personale il denaro pubblico a fare tali contratti. In questo modo non andrebbe impiegato in questo di fatto diventa ininfluente che l’istimodo». Sperando che l’Euribor non tuto di credito minacci di risolvere salga, quindi, Vicenza e provincia il contratto e pretenda somme dalforse “se la cavano”. l’impresa: se verrà accettata l’azione di nullità, la società potrebbe addiBanca Italease e Vicenza rittura venire risarcita». Bisognerà Altro discorso, ma correlato, è quelaspettare la conclusione dell’azione lo della vicenda Banca Italease, la di nullità (che i legali hanno annuncui stipula e risoluzione di contratciato) per mettere la parola “fine”, ti derivati ha notoriamente messo ma già la mancata segnalazione alla in difficoltà molte piccole imprese Centrale Rischi per un imprenditoitaliane. Anche questa parte della re è una buona notizia. Ed è arrivata storia ha risvolti tutti vicentini: il da Vicenza, per di più dal Tribunale: tribunale berico, infatti, per primo chi l’avrebbe mai detto?
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17 NOVEMBRE 2007
altovicentino
Nella vallata dell’Agno, la Regione individua una zona di tutela in mezzo alla zona industriale Le preoccupazioni del Wwf e le soluzioni alternative
L’oasi (infelice) tra i capannoni DI FEDERICA CEOLATO
rispettata e tutelata nelle azioni di quelle poche aree rimaste, e nei comportamenti quotidia- interessanti dal punto di vista Passeggiando tra boschi e ni – ed è anche cultura, che va naturalistico, in un territorio campi in una domenica soleg- trasmessa e divulgata, anche sempre più antropizzato e ingiata, colorata d’autunno, può a scuola. “All’associazione – dustriale – continua Soldà -. In capitare di trovare dei cartelli spiega Alberto Solparticolare, siamo gialli che riportano la scritta dà, presidente della impegnati da anni “Divieto di caccia – Oasi Pro- sezione provinciale In zona con le zone delle tezione Fauna”. Significa che dell’associazione è ancora Rotte del Guà e delin quell’area il mondo anima- ambientalista - si possibile le Poscole, carattele, uccelli o altro tipo di fauna sono rivolti anche rizzate da un’alta ammirare cacciabile, può rifugiarsi, ri- molti insegnanti diversità ambienprodursi o sostare in assoluta delle scuole supe- animali rari tale. Purtroppo, la tranquillità, lontano dagli spa- riori di Cornedo e come provincia di Vicenri o da altri pericoli o minacce Castelgomberto, il martin za ha destinato solo che provengono dall’uomo. Ma che hanno manifeil 7% di territorio pescatore quando l’area in questione è tra stato il loro disapagro-forestale alcapannoni rumorosi e strade punto attraverso l’istituzione di Oasi trafficate, la situazione si fa più l’invio di una cinper la Protezione difficile e complicata, quasi ri- quantina di lettere alla nostra della Fauna, a fronte di una dicola se non tutto impossibile. sede”. media regionale di circa il 20%, E’ quanto succede nella vallata La stessa questione dell’inop- il minimo previsto per legge. dell’Agno, dove è stata indivi- portunità di realizzare la zona Se già la percentuale è limitata duata un’area di circa 420 etta- protetta in detta area è stata e l’area destinata a protezione ri, che comprende il più grosso sollevata anche da più di qua- comprende per tre quarti una concentramento di ranta imprese della zona densa di attività produtticapannoni delle zona e dal presiden- ve, come si può pensare di salzone industriali dei Contro la te dell’associazio- vaguardare flora e fauna senza comuni di Castel- decisione ne Industriali del poter garantire e tutelare il loro gomberto, Corneraggruppamento habitat naturale? Inoltre, tale della Regione do e Brogliano. La di Valdagno. E an- decisione sembra andare anche Regione Veneto ha, si sono che i cacciatori non contro gli interessi degli stessi infatti, previsto tale mobilitati sembrano poi così cacciatori, i cui rappresentanti area, denominata scuole e contenti di questa si stanno interessando al caso”. “delle Poscole”, nel situazione. “Come imprenditori. Piano Faunistico Wwf Valle dell’Agno L’alternativa Venatorio 2007- E anche i prima, provincia- Eppure una soluzione è a porcacciatori 2012. le di Vicenza oggi tata di mano. Basterebbe spoe Comitato Locale starsi un chilometro più a sud. Le proteste dai prossimi mesi “E’ in fase di presentazione al È Il Wwf a farsi portavoce di un del 2008, in linea con le mo- Presidente della Regione, prodisagio generale. Sottolinean- difiche dello statuto nazionale, prio in questi giorni, la richiedo che la natura è un bene pre- ci interessiamo e ci mobilitia- sta della sezione Wwf Veneto zioso di tutti e per tutti - che va mo per proporre la protezione di inserimento di una nuova area protetta al posto di quella indicata, che potrebbe essere, invece, individuata nelle Rotte del Guà - afferma Soldà - in una zona compresa tra i Comuin termini di cultura identitaria, Le zone protette sono poche, ma ni di Arzignano e Trissino, pomi riferisco anche alla progressiva la mancanza di tutele non è l’unico sta appena un chilometro più scomparsa della biodiversità locale. fattore che contribuisce all’impovea sud. Il valore di quest’area è Venendo meno gli allevamenti e le rimento della fauna e della flora del dimostrato dai numerosi studi agricolture di montagna, con l’insevicentino. Cambiamenti anche più e pubblicazioni della sezione diamento umano che scende verprofondi sono spesso riconducibili Wwf Valle dell’Agno”. Percorso valle, si fanno sempre più rare alle trasformazioni dell’economia e rendo questo territorio, si può, quelle specie che vivevano in quelle dei modelli di vita. “Non nego una infatti, avere la fortuna di inzone, proprio perché viene a scomcerta preoccupazione per l’abbancrociare il blu turchese delle ali parire il loro habitat. Così la coturdono crescente, cui stiamo assistendel Martin Pescatore o i mille nice, un uccello simile alla pernice, do, dei luoghi abitati nelle nostre colori del Gruccione, uccelma più grande e con un piumaggio zone montane – sottolinea Alberto li poco diffusi, ma che ancora policromo, come tanti altri animali, Soldà, responsabile provinciale del abitano i nostri luoghi, dove oltre a piante e alberi”. F.C. Wef -. Oltre ad una grave perdita nidificano lungo gli argini del torrente.
La scomparsa della coturnice
In alto: l’area interessata dal progetto
Le Rotte del Guà Qual è l’area proposta dal Wwf come possibile oasi faunistica? Si tratta di un invaso di circa 100 ettari di superficie, che si è formato dalla rottura, o rotte, degli argini del Guà, un torrente che scorre per 155 chilometri, cambiando nome cinque volte (Agno, Guà, Frassino, Santa Caterina e Garzone). In quest’area confluiscono il torrente Agno, Poscola e Chiampo, ed è per questo che si chiama Guà, ossia “le acque”. Nella zona sono state ri-
levate 110 specie vegetali diverse e 130 tipi di uccelli, anche rari, dei quali una sessantina nidifica in zona.
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Il portale Sì.Energia mette in rete tutte le ultime novità su fotovoltaico ed energie rinnovabili. Il responsabile: “”Un vantaggio per l’economia e per l’ambiente”
Alto Vicentino ed eco-business: un portale con vista sul solare
DI MARTA CARDINI
Sole, vento, terra: le cosiddette energie rinnovabili sono un business nuovo e in continua espansione. Nel vicentino, per mettere a disposizione di addetti ai lavori, imprese e privati tutte le ultime novità in questo campo, è stato recentemente costituito il consorzio Sì.energia, che ha da poco promosso un incontro sul tema del fotovoltaico presso il Centro congressi dell’Associazione Artigiani Confartigianato di Vicenza sul tema del fotovoltaico, incontro rivolto in particolare ai progettisti. Nel corso dell’incontro, Giuseppe Tavella, coordinatore e ricercatore La realizzazione di un impianto del Consorzio Sì.Energia, ha affronl’ing. Giuseppe Tavella – vuole estato i temi riguardanti il fotovoltaisere una piattaforma di lavoro e di co di ultima generazione, i progressi divulgazione a disposizione di tutti. che si sono succeduti nel corso degli A breve saranno predianni nell’ambito delle sposte aree specifiche tecnologie che sfrutdedicate non solo ai tano l’energia solare progettisti, ma anche e tutti gli aspetti ine- Il portale alle università e agli renti la progettazione mette in e le più avanzate teccomunicazione enti pubblici dove tutti potranno evidenziare i niche di installazione. progettisti, propri progetti. È noIl convegno ha dato stra intenzione creare, anche la possibilità di ricercatori e tra tutti i soggetti inpresentare il portale imprenditori teressati al risparmio (l’indirizzo è www. interessati energetico, una sana sienergia.eu), sempre al fotovoltaico competizione, metpiù visitato da progettendo in rete idee, initisti e operatori del ziative ed esperienze settore energia e tra in modo che la diffusione e l’utilizi primi in Italia per quanto riguarzo delle energie rinnovabili diventi da l’informazione quotidiana sulle sempre più forte ed inarrestabile energie rinnovabili e della mobiliper il bene di tutti». tà sostenibile. «Il portale - spiega
Quali e quante sono le fonti di energia rinnovabili? “Il sole, che viene utilizzato negli impianti fotovoltaici e solari termici; il vento, che viene usato nelle turbine eoliche; la terra, sfruttata negli impianti geotermici e l’acqua, che viene utilizzata per la generazione elettrica”.
Ingegner Tavella, a cosa serve il portale? “L’obiettivo è di creare una finestra, dove ci sia la possibilità di dare voce ai progettisti, alle università che stanno svolgendo ricerche sulle energie rinnovabili e ai Comuni cosiddetti “virtuosi” perché si avvalgono di queste fonti di energia. Essi possono fare vetrina delle proprie realizzazioni mettendo in rete i propri lavori. Questo può favorire la tendenza ad aumentare l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili”. Cosa si intende per “energie rinnovabili”? “Si chiamano energie da fonte rinnovabile. S’intende che la fonte che io sfrutto, ad esempio il sole, non si esaurisce nel tempo”.
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vata dal terreno. Il rimanente 25 per cento, che andrebbe prelevato dalla presa elettrica, è possibile generarlo con i sistemi fotovoltaici. In questo modo si utilizzerebbero soltanto fonti di energia rinnovabili. E anche l’ambiente ne trarrebbe giovamento”. Stanno aumentando, in generale, i fruitori di queste fonti di energia? “Sì, specialmente i fruitori di impianti fotovoltaici e solari termici, impianti che si ripagano nel tempo. Questi sistemi possono azzerare i consumi nelle abitazioni e fanno in modo che l’attività umana che ci sta dietro sia a impatto zero, o comunque a basso o ridotto impatto ambientale”.
Quali vantaggi si ha ad utilizzarle? “Si ha un vantaggio economico e un vantaggio ambientale. Il vantaggio economico è che un impianto che sfrutta energia da fonte rinnovabile riesce a ripagarsi perché l’energia prodotta è gratuita, non ha il costo del combustibile. Inoltre l’energia prodotta da fonte gratuita viene sempre Cosa deve fare un privato che incentivata dallo Stato. Vendendo vuole installare un impianto l’energia prodotta dal sole si ha un per risparmiare energia? incentivo. Nel caso dell’impianto fo“Un privato che ha intovoltaico, ci vogliono tenzione di intervenire all’incirca dai 7 ai 10 nella propria abitazione anni perché il sistema per risparmiare energia, fotovoltaico si ripaghi. deve farsi fare un’analisi Il vantaggio ambientale Gli impianti di fattibilità per analizè che producendo enersolari sono zare le soluzioni migliogia da una fonte rinnosempre ri e il rapporto costovabile non ho bruciato beneficio. Quello delle un combustibile, non più diffusi energie rinnovabili è un ho immesso gas nocivi E si ripagano business nuovo. Comunell’atmosfera, ma ho in 7-10 anni ni, Università e progetprodotto energia elettisti stanno investendo trica in modo sostenimolto nella ricerca in bile, senza danneggiare questo ambito. Un pril’ambiente. vato ora può farsi i calcoli preventivi Inoltre alcuni sistemi di riscaldamene analizzare la possibilità di installarsi to geotermico, che servono per riscalun fotovoltaico anche tramite il nuovo dare o rinfrescare, sfruttano per il 75 portale ”. per cento l’energia geotermica prele-
Caro sole, quanto mi costi Uno degli aspetti più interessanti del portale è la possibilità di calcolare in modo automatico quale potrebbe essere l’impianto più adatto per fornire alla propria abitazione energia rinnovabile, e quali i costi. Vuoi un impianto fotovoltaico? Basta inserire i dati sull’orientamento e l’inclinazione del tetto, e sulla quantità di energia consumata, ed una tabellina ti mostra qual è la soluzione che fa per te, con tanto di analisi dei costi, dei tempi di ammortamento, e dei benefici per l’ambiente in termini di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Cerchi un sistema integrato solare - termico? Anche qui, il sistema ti chiede quante persone vivono in casa, quanto si consuma,
che sistema di riscaldamento si utilizza al momento, e poi calcola cosa conviene installare, quanto si risparmia ogni anno, e quanto ci guadagna l’ambiente. Stesso discorso anche per chi volesse provare a vedere come vanno le cose con il geotermico. Provare per credere.
Nel sito internet si può calcolare il tetto solare su misura
T R O Fatti, personaggi e sport vicentino SP Direttore editoriale Giovanni Coviello
Volley Minetti torna a vestire la maglia biancorossa a pagina 14
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Anno 2 - Numero 38- Sabato 17 novembre 2007 Supplemento al settimanale VicenzaPiù n°80
Dopo l’uccisione di Gabriele Sandri, il calcio è di nuovo nel caos Due riflessioni dopo l’ennesima settimana di ordinaria follia
La zona oscura Un ragazzo muore per un tragico errore. E senza girarci neanche tanto attorno senza chiedersi il perché e il percome i tifosi, anche se sarebbe meglio considerarli come orde di Quando, alcuni mesi fa, l’Ispettore aria; invece no: uno in aria ed uno Raciti venne assassinato da un timi è scappato mentre correvo (tra barbari senza coscienza, si coalizzafoso fuori dallo stadio di Palermo, parentesi. Accade spesso, alle forze no, si aggregano e prendendo come scrissi che la Polizia doveva sparare. dell’ordine italiane, che scappi un capro espiatorio questa assurda e Lo scrissi e lo riscriverei: nessuna colpo correndo. Il che vuol dire che, ingiustificabile morte e prima impietà verso la teppa sottoproletaria o sono armati co moschetti ’91, e alGabriele Sandri, anche la musica pongono il blocco delle partite e poi era una sua passione che, mascherandosi coi vessilli dello lora bisognerebbe comprargli qualmarciano su Roma, e già qui l’assosport, mette a ferro e cosa di nuovo; oppure dere delle decisioni giuste e severe nanza fa tremare, con un solo obietfuoco le nostre città. In galera che soffrono tutti di dopo aver visto il sangue scorrere. tivo: colpirle le forze dell’ordine ed Ma oggi, allora, cosa gravi problematiche non c’è Ma anche e in buona parte dell’inin particolare i poliziotti, ovvero chi scriveremo? Oggi a livello di manualità l’ennesimo poliziotto andato fine, e allora bisogneformazione, in primis quella teleha ucciso un tifoso, poi i carabinieri ha ammazzato l’en- nessuno rebbe farli visitare) e visiva, che con i suoi toni arroganti e poi ancora la sede del Coni. Ananesimo innocente, e allora balle varie. Intanto sta dimenticando il suo dovere e lizzata a mente fredda questa vicenquesta volta era uno i bossoli non si trocon toni sempre da rimane avvolta né questa che dormiva in macvano – se li saranno più alti ed anche nell’assurdità più china. E già comincia volta. mangiati i topi – e il violenti non ha totale. Assurda la manfrina. Di co- Adesso, proiettile che volava capito che la semma allo stesso miche come questa in aria, da chi sarà avanti plice animosità tempo preoccuabbiamo una lunga stato deviato questa può trasformasi pante perché ci fa tradizione, in Italia. un altro volta? Da un merlo? Pinelli, come sapete, Comunque, ora il deanche in odio. capire che il virus cadde dalla finestra bito è stato pagato, Insomma qui si del “tifo violento” per un “malore attivo”. Il proiettied anche se fa orrore dirlo, il sanè perso il senso non è mai stato le che uccise Carlo Giuliani stava gue di un innocente è stato lavato della misura. Ora guarito ma solo volando libero e felice nel cielo di col sangue di un altro innocente. In più che mai seranestetizzata dai Manifestazioni di cordoglio Genova, quando incontrò un calcigalera non c’è andato nessuno l’alvono misure dure vari decreti go- per la morte del giovane naccio, anche lui in gita di piacere. tra volta, e non ci andrà nessuno affinché nessuna famiglia possa più vernativi, e lasciato li a maturare, Si urtarono, e, disgraziatamennemmeno questa. Adesso, avanti piangere un proprio caro solo perpronto a riemergere nelle sue forme te, Giuliani ne morì. La manfrina un altro. A chi toccherà, la prossiché aveva scelto di andare allo stapiù virulente. odierna non è appunto diversa da ma volta? tante altre. Ho sparato due colpi in G.C. dio nel giorno sbagliato. Per troppo tempo il calcio e le istiT.Q. tuzioni competenti hanno permesso alla violenza di permeare il suo spirito e toppo spesso questo sport si è lavato la coscienza facendo finta di nulla. Insomma la zona oscura del calcio esiste e qualcuno deve curarla o tutto finirà primo o poi in un bagno di sangue. Forse l’immagine più eloquente che ci fa capire dove questo sport si è spinto al di la dei fotogrammi degli scontri, ci viene, come spesso, dai bambini. Di quella domenica di novembre bisognerebbe ricordare a imperitura memoria gli occhi rossi di un ragazzino, allo stadio di Bergamo, che si stringe tra centro medico le braccia del padre in una espressione di puro terrore. Lui che era li solo per vedere dare i calci alla palPonte di Barbarano - Piazza degli Alpini la. Le colpe per questo giorno triste tel. 0444 877860 sono di molti. Di chi ha sparato. Di mail: cmmmsrl@alice.it chi ha omesso che cosa realmente è accaduto in quell’autogrill. Di chi IN COLLABORAZIONE CON non ha capito quello che stava sucVia IV Novembre, 47 36021 Barbarano (VI) cedendo, tanto alla fine quello che Tel/Fax 0444 776083 conta è giocare perché i soldi devowww.palextra-center.it no girare. Di chi non riesce a pren-
Adesso il debito è pagato
Calcio Bassano Troppi pareggi, servono vittorie e punti a pagina 17
Basket La riscossa del Famila a pagina 18
Hockey Morale da risollevare per i Diavoli a pagina 19
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17 NOVEMBRE 2007 Pallavolo Serie B1 maschile. Sarà l’alzatore della scorsa stagione il timoniere del gioco biancorosso dopo l’abbandono di Rudy Cavaliere
Palladiogroup.it Vicenza, Michetti torna in regia
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La regola vorrebbe che il capitano sia sempre l’ultimo ad abbandonare la nave. La scelta dell’ex numero uno della Palladiogroup.it Vicenza è stata sicuramente un duro colpo per la squadra biancorossa, ma ora il timone è stato riaffidato a un comandante altrettanto esperto è ben conosciuto: Claudio Michetti. Il palleggiatore toscano aveva deciso di lasciare il campo per dedicarsi a tempo pieno alla carriera da allenatore sempre all’interno della società di patron Coviello, ma di fronte alle necessità della formazione e alla richiesta del club si è reso disponibile a tornare in campo nel suo vecchio ruolo. Michetti, classe 1977, ha militato per le ultime due stagioni in serie B1 nella prima squadra maschile del gruppo Vicenza Volley, dopo una precedente esperienza con il club nel 1998/1999 in serie C. “Sono molto legato a questa società, mi dispiace per il momento di diffi-
Claudio Michetti
coltà e, anche se all’inizio non sarà semplice, la molla che mi ha spinto a tornare è la volontà di dare una mano alla squadra. La voglia di giocare c’è sempre stata, avevo smesso non perchè mancasse ma perché volevo concentrarmi nel ruolo di allenatore. Ritorno al mio vecchio amore, sperando di poter dare il
mio contributo, anche se mi spiace che il mio rientro sia coinciso con la partenza di Rudy Cavaliere. Non sono spaventato dal punto di vista tecnico, ma sicuramente dovrò lavorare tanto fisicamente per tornare ai livelli dello scorso anno. Spero di riuscire a dare il 100% delle mie possibilità”. “Avevamo un problema tecnico e di organico da risolvere - è il commento del tecnico della Palladiogroup.it Vicenza Mario Fangareggi - Claudio si è dato disponibile, e del resto era la strada più logica tecnicamente, visto che avevamo questa buona soluzione in casa. Insieme a lui e grazie alla sua disponibilità la percorriamo decisamente a partire da questa sera. Fino a pochi mesi fa ha giocato nella categoria, e in più è un giocatore con certa esperienza; non può essere considerato il salvatore della patria, ma non si tratta sicuramente di un rattoppo. Avevamo bisogno di
un altro palleggiatore oltre a Nicola (Rizzi, ndr) e siamo molto convinti della scelta. Dobbiamo crederci e continuare, siamo ancora all’inizio del campionato e con ventuno partite al termine possiamo giocarsi le nostre chances”. “In questo momento la partenza di Cavaliere aveva lasciato la squadra in uno stato di confusione, com’era logico che fosse visto il distacco del palleggiatore titolare e oltretutto di un giocatore esperto, un punto di riferimento - ammette il capitano biancorosso Enrico Greggio - Il ritorno di Claudio, che fino a sei mesi fa palleggiava in B1, può dare la scossa giusta per ripartire. Conosciamo bene il giocatore e l’uomo e sappiamo che darà il massimo per darci una mano e che potrà essere utile per la sua esperienza, oltre che per le sue caratteristiche tecniche. Noi ‘vecchi’ contiamo molto sul suo apporto per riuscire a sistemare alcune lacu-
ne della squadra”. “Con l’arrivo di Claudio siamo messi in condizione tutti di dare di più - aggiunge il vice capitano Andrea Egidi - Lui viene ad aiutarci e a rafforzare la nostra squadra, sia dal punto di vista tecnico-atletico che della personalità, visto che stiamo parlando di un’atleta di trent’anni con diversi campionati alle spalle. Io ero e rimango pronto a dare il massimo per la squadra e fare la mia parte bene, anche cambiando ruolo se ce ne fosse stata la necessità. L’arrivo di Claudio dovrà dare ad ognuno di noi lo stimolo per rimetterci in carreggiata; finora ci sono stati dei problemi, ma abbiamo l’obbligo di provare a risolverli. Sarebbe grave se ci fossimo già espressi al nostro massimo, invece abbiamo grandi margini di crescita, anche se ci vuole tanta tanta applicazione e concentrazione”. P.M.
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speciale motori
EICMA 2007. A Milano la casa di Monaco incanta il pubblico, mentre la Yamaha celebra il mito Teneré
Desideri a due ruote Si è chiuso con un grande succes- zare l’attenzione dei visitatori. Le so di pubblico la 65^ edizione del novità non sono mancate anche EICMA. A calcare i 40mila metri qui. Ha debuttato in anteprima quadri dei padiglioni della fiera assoluta la Yamaha Yzf-R1 10th di Milano, ben mezzo milione di Anniversary con la livrea del camspettatori che hanno potuto tocca- pione Noriyuki Haga. Un’edizione re con mano le novità di oltre 1300 limitata di 500 esemplari realizzaespositori per questo fine 2007 e le ta per celebrare il 10° anniversario anteprime del prossimo anno. della R-Series e la vittoria del CamTra gli stand più vistati quello del- pionato Costruttori Sbk 2007. Una la casa di Monaco della Bmw che moto unica, caratterizzata dalle ha presentato la BMW F 800 GS, livree “SBK replica” disegnate da una nuova maxienduro con ruota Aldo Drudi e completata dal coprianteriore di serie da 21”, scelta per sella monoposto di serie. Dopo sei privilegiarne l’utilizzo in fuoristra- anni di successi è arrivato anche da. Il motore ha un’architettura il nuovo T-Max, rinnovato in ogni bicilindrica frontemarcia e una cu- dettaglio, tanto da non avere nembatura di 800 CC. La meno una vite in copotenza dichiarata è mune col precedente 85 CV. Si propone di modello. In sei anni il essere una moto spe- A calcare i bicilindrico Yamaha cialistica ed è dedica- 40mila metri ha raggiunto quote ta ad un pubblico di di vendita siderali: quadrati dei esperti. In esposizio100.000 pezzi circa ne anche la BMW G padiglioni venduti in Europa, di 450 X che ha debut- della fiera cui addirittura il 78% tato come prototipo saranno ben in Italia. Che dire poi nel Mondiale Enduro della rinascita del mezzo milione WEC 2007: all’Eicma mito Ténéré. Fin dal era dunque in mostra di spettatori lancio del modello il frutto di un anno di originale nei primi gare culminato con la anni ‘80, il nome presentazione della Ténéré è associato ai moto di serie BMW Motorrad, che robusti modelli dual purpose, procompie così un ulteriore passo in tagonisti di grande successo in nuavanti. Le particolari e brevettate merose edizioni della Parigi-Dakar, soluzioni tecniche della nuova G molto amati da un seguito di soste450 X creano impulsi di sviluppo nitori affezionati per tutti gli anni e contribuiranno a far ulterior- ‘80 e ‘90. Grazie alla sua ineguamente sviluppare la concorrenza gliabile reputazione di affidabilità, tecnologica in questo segmento di alle grandi prestazioni, all’elevato mercato. comfort sulle lunghe distanze e Anche lo stand della casa dei tre l’invidiabile tenuta di strada anche diapason non poteva non cataliz- sui terreni più ostili, questa moto
è stata uno dei modelli più venduti da Yamaha in tutta Europa. Nel 2008 Yamaha lancia la nuovissima XT660Z Ténéré, progettata per offrire ad una nuova generazione di motociclisti in cerca di avventura l’opportunità di esplorare un nuovo mondo di possibilità. Sempre fedele all’originale filosofia del design “per andare ovunque”.
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speciale motori
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EICMA 2007. Triumph non si smentisce mai, la Kawasaki presenta la baby Ninja 250R
Fascino inglese e guerrieri Ninja Se l’anima british di Triumph è la Bonneville, modello di grande fascino che richiama sempre molti appassionati attorno allo stand della marca inglese, le novità all’Eicma 2007 sono state altre due: la Speed Triple, che probabilmente rappresenta la streetfighter per eccellenza, e la Rocket III nella versione Touring. La prima si connota per il telaio doppio trave nero, gli scarichi alti e il doppio fanale: cambia la forcella, ora Usd anodizzata nera; il manubrio, a doppio spessore della Magura; i cerchi in lega dal nuovo disegno e i freni Brembo con pinze ad attacco radiale. Non cambia il motore nella sua configurazione a tre cilindri dal rombo sordo e corposo, in grado di erogare 131 cv. E neppure la sostanza della moto. La Touring della Rocket III è l’ultima versione della grossa tre cilindri con motore longitudinale da 2,3 litri di cilindrata: le borse laterali in pelle, gli schienali per guidatore e passeggero, le barre
di protezione cromate, le protezioni ginocchia e uno splendido parabrezza Roadster conferiscono alla Roket un’immagine seriosa da viaggiatrice nata. La stagione 2008 è alle porte e all’edizione Eicma 2007 Kawasaki si è presentata con l’asso nella manica: la nuovissima ZX-10R moto estrema per i guerrieri della SBK. Damigella d’onore e non meno accattivante per il target sportivo giovane la “sorellina”, l’aggressiva Kawasaki Ninja 250R, dedicata ai centauri che muovono i loro primi passi nel mondo delle due ruote e lo vogliono fare con un mezzo prestante, ben fatto ed accattivante. Sempre per la nuova stagione la Kawasaki cambia il colore alle Top Seller naked e crossover della casa: Z750 Z1000 ER-6n e Versys. Regina dello stand Milano è stata la 1400GTR commercializzata da solo un mese e che ha riscosso immediatamente i favori del pubblico e l’ammirazione della concorrenza.
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Calcio serie C2. Per i giallorossi quattro pareggi di fila, ma rimangano in testa alla classifica. Glerean: “Non ci siamo montati la testa”
Il Bassano e la “maledizione” del quarto X DI FRANCESCO CAVALLARO
Quattro pareggi nelle ultime quattro partite. Qualcosa, forse, si è inceppato nel giocattolo Bassano. La cosa buona è che i giallorossi rimangono comunque primi (26 punti) nel girone B di serie C2, a due lunghezze dalle inseguitrici Portosummaga e Reggiana. Ma qualche dubbio inizia ad insinuarsi: non è che la squadra di Ezio Glerean sia un po’ troppo distratta in fase difensiva? Prendi i gol subiti, fatalità sempre tra le mura amiche, con Spal e Reggiana; sono frutto di distrazioni che una formazione in predicato di salire direttamente in serie C1 non si può permettere. Per fortuna che in attacco la squadra c’è. Eccome. E allora viene spontanea una riflessione: i giallorossi sono più portati a fare gol che a difendersi. La scoperta dell’acqua cal-
da. Perché alla fine della fiera tutte le squadre allenate da Glerean si sono contraddistinte per questo particolare. Il diretto interessato non sembra per niente preoccupato dagli ultimi quattro risultati. “Mettiamoci Ezio Glerean bene in testa che siamo in serie C2 - spiega lo stesso Glerean -; nel calcio capitano questi momenti. Sarebbe stato grave se avessimo perso le ultime quattro gare. E invece abbiamo guadagnato quattro punti sciorinando delle buonissime prestazioni: da parte mia guardo il bicchiere mezzo pieno. Non siamo né invincibili né imbattibili; anche perché non possiamo giocare sempre a cento all’ora. Ora guardiamo in avanti, le possibilità per rifarci ci sono. Ho la fortuna di
allenare un gruppo bellissimo: i ragazzi stanno bene insieme. In questo momento il mio compito è di rincuorarli e dir loro che, giocando così, ricominceremo a vincere molto presto. Certo che la serie C2 è un campionato logorante, accusiamo un gran dispendio di energie a livello mentale e fisico; tutte le squadre, dalla seconda all’ultima, sono in grado di metterci in difficoltà. Stiamo sereni, i prossimi tre punti sono dietro l’angolo”. Mister, per caso il Bassano si è montato la testa? “Ma ci avete visto in campo? - risponde quasi seccato -; i ragazzi corrono e si dannano per la causa. E soprattutto mantengono un atteggiamento umile: la ricetta vincente per fare bene. Da adesso in avanti
migliorerà anche in testa al girone; la condizione e, però un conto fra qualche settiè sentire il fiato mana,potremmo sul collo delle di nuovo contare inseguitrici, un su Pirri, pedina altro è viaggiare fondamentale a +5. A primadel nostro scacvera questi punti chiere. Mantepersi per strada niamo la calma, ci avrebbero fatnon è successo to comodo. Paniente”. zienza, in fondo Davvero? Massisiamo ancora la mo Dalle Nogacapolista”. Dalre, protagonista Massimo Dalle Nogare le Nogare, avete in occasione del incontrato Spal e big match contro la Spal (suo il se- Reggiana nel giro di due settimacondo gol) è comunque rammari- ne. Che impressione ti sei fatto? cato. Non tanto per le prestazioni “Rimango della mia opinione: della squadra, che ha dimostrato sono le formazioni da battere per di essere in palla, quanto per i salire in serie C1. In particolare, punti persi contro Spal e Reggia- la Reggiana è stata costruita per na, alias le due favorite – insieme conquistare la promozione. Se naturalmente al Bassano - alla dovesse mancare il salto di cavittoria finale. “Da parte mia c’è tegoria sarebbe un fallimento grande amarezza per come sono su tutti i fronti. Da parte nostra andate le cose - sottolinea l’attac- cercheremo in tutti i modi di rocante -; diciamo pure che abbia- vinare i piani dei granata”. Fino mo gettato al vento quattro punti ad ora ci stanno pure riuscendo i preziosi. È vero che siamo ancora giallorossi. O quasi.
il sogno diventa realtà
azzurro e serie a con
Sono tante le biancorosse di Vicenza che sono state lanciate in A1 e hanno realizzato il loro sogno azzurro. Tra queste Paola Paggi, Isabella Zilio, Valentina Fiorin e ora De Gennaro e Stefania Dall’Igna. Il club biancorosso da sempre investe nel vivaio, dalle squadre giovanili della Joy VolleySchool fino alla Novello di B1 femminile, alla Palladiogroup.it di B1 maschile e alla Minetti Infoplus di A1 femminile
enta
: capitani si div
Rudy Cavaliere
Moky De Ge
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U18
Metodo Infoplus Vicenza: le principesse della pallavolo CAMPIONI D’ITALIA UND ER 18 2005-06
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ssione in N
azionale
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17 NOVEMBRE 2007 Basket A1. La formazione scledense ritrova gioco, velocità e risultati “C’è il clima giusto per fare bene. È il massimo vedere il palazzetto sempre stracolmo”
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Tremate, tremate le arancioni son tornate
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DI FRANCESCO CAVALLARO
tichiari abbiamo gustato della buoVenezia, che hanno scombussolato na pallacanestro; sì, a questo punto un po’ i piani. Passato il momentacpossiamo solo che migliorare”. In cio le arancioni adesso guardano con Il Famila Basket particolare, De Angelis ha parole di maggiore serenità al futuro. che tutti conoelogio per coach Sandro Orlando: E il general manager Paolo De Ansciamo ha fat“E’ un ragazzo giovane che si sta gelis, professore di Marketing dello to capolino a mettendo in gioco alla sport all’Università di Montichiari e ha grande: si vede la sua Chieti, è più che soddefinitivamenmano; sa trasmettere disfatto. “L’ho semte (ri)preso in alle ragazze un grande pre detto che siamo Coach Orlando mano il bastone carattere e carica insieun diesel, commenta della vittoria. è un ragazzo me. Ha tutto il nostro il dirigente. All’inizio Ora, dopo le difficoltà iniziali dovugiovane sostegno, la società della stagione ci mante al poco tempo per la preparazioripone su di lui la mascavano quattro gioca- che si sta ne, la squadra di coach Orlando sta sima fiducia. Tuttavia, trici impegnate con la mettendo mettendo in fila tutte le avversarie. mi preme sottolineare Nazionale. Chiaro che in gioco Le arancioni vanno che è un piacela serietà dell’intera non abbiamo svolto alla grnade re: gioco veloce, ritmi altissimi in dirigenza. Se tutti noi una preparazione con attacco e in difesa: per le altre recontinuiamo a fare la tutti i crismi; la squastano solo le briciole. Davvero era nostra parte i risultati dra sta venendo fuori solo questione di tempo. D’altronde arriveranno di conseguenza”. alla distanza e questo conta più di le giocatrici si sono allenate per la I tifosi si aspettano lo scudetto. Fa qualsiasi altra disamina. Tempo due, prima volta tutte assieme a soli dieci quasi strano dirlo: Schio è una trantre settimane e vedremo il vero Fagiorni dall’esordio contro Ribera. Poi quilla cittadina di 38mila abitanmila. Già in trasferta contro il Monquelle due sconfitte, contro Napoli e ti, non un capoluogo di provincia. “Qui c’è il clima giusto per fare bene - spiega lo stesso professore -; il Famila riesce a coinvolgere tutta la cittadinanza. E non nascondo che alle ragazze fa piacere essere riconosciute per strada. Se le cose vanno bene i complimenti si sprecano, altrimenti ci scappa anche qualche battutina ironica. Va bene così, fa parte del gioco. È il massimo vedere il palazzetto stracolmo ad ogni gara: gli scledensi vivono per il Famila. Da parte nostra faremo di tutto per ripagarli”. Con De Angelis, docente con cognizione di causa, non può mancare una battuta sui tristi fatti di domeLa formazione scledense ha conquistato una bella vittoria contro Montichiari nica scorsa. “Si è deciso di fermare i campionati di calcio di serie B e C - sottolinea De Angelis -; non vedo come questo possa in qualche modo risolvere il problema. Ho avuto più volte l’occasione di parlare con l’ex presidente del Napoli Ferlaino; ebbene, mi raccontava che a Napoli i diffidati andavano a mettere la firma nella caserma San Paolo, a duecento metri dallo stadio. Terminata la partita, gli stessi tifosi si ripresentavano per la seconda firma. Che senso ha tutto questo? In Italia serve la certezza della pena. Dovremmo tutti prendere esempio dal Bassano calcio che domenica scorsa, mentre altre tifoserie si scontravano, ha organizzato il terzo tempo all’esterno dello stadio: i tifosi giallorossi e quelli della Reggiana si sono fermati a mangiare e bere insieme. E, cosa ancora più sorprendente, alla fine si sono uniti anche i giocatori di entrambe le squadre. Questo è il vero modo di fare sport”.
Rugby serie C. Tornano in campo i biancorossi dopo il turno di riposo
I Rangers hanno fame di mete
Dopo una settimana di riposo, i Ranger tornano in campo DI FRANCESCO BIANCHI
S. Antonino ha ceduto allo Jesolo Rugby (risultato finale: 9-26). Sempre domenica scorsa anche I Rangers Rugby Vicenza hanno la Scuola di Minirugby ha potuto osservato un turno di riposo, utile schierare al gran completo le sue per sistemare gli equilibri interni formazioni Under 7, 9, 11 e 13, nel della squadra in vista dei prossimi corso di un torneo quadrangolare a impegni nel Campionato di Serie C San Bonifacio, a cui hanno parteci– Girone Elite. Però tutte le altre forpato i minirugbisti di CUS Verona, mazioni del club berico sono scese West Verona e Sud Tirolo (Bolzain campo e hanno dato spettacolo. no). Solo vittorie e primo posto per La squadra Seniores femminile ha le formazioni biancorosse Under 13 affrontato la seconda giornata dele Under 9, mentre le la Coppa Italia Sedue squadre Under 11 ven, disputatasi sui hanno incassato una campi della Ghirada Nella sola sconfitta di mi(Treviso). Le vicensura, conquistando il tine, che accusavano formazione secondo e il terzo podiverse assenze per femminile, sto nella classifica geinfortuni vari, hanno ottimo esordio nerale per categoria. rimediato un buon di Flavia Alla fine ottimo terzo terzo posto nel tor- Maistrello tempo offerto a tutti neo e altri dieci punti in maglia i partecipanti dagli che consolidano la biancorossa amici del Sud Tirolo, seconda posizione con generosa distribunella classifica genezione di prodotti tipici rale del girone venetirolesi (il rugby è anche questo!). to-emiliano, alle spalle del ColorDomenica 18 novembre ritorna la no. Ottimo esordio con la maglia Serie C e i ragazzi del tecnico Bovo biancorossa di Flavia Maistrello, affronteranno una difficile trasferta proveniente dal Valsugana Padova. a Portogruaro, in casa del Rugby Nel settore Juniores si segnalano le Lemene, che precede il Vicenza di vittorie degli Under 15 e degli Under cinque lunghezze nella classifica 17, che hanno superato rispettivadel girone. Trasferta anche per gli mente il Valpolicella in trasferta Under 19, impegnati a Conegliano, (risultato finale: 5-34) e il CUS Vementre Under 15 e 17 giocheranrona in casa (risultato finale: 17no in casa rispettivamente contro i 10). Per le veronesi non c’è niente coetanei del Rugby Alto Vicentino da fare, il gatto biancorosso graffia (inizio ore 10:00) e del West Verona duro. Battuta d’arresta, invece, per (inizio ore 11:00). l’Under 19, che sul terreno di via
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17 NOVEMBRE 2007 La società. I numeri del volley Grumolo delle Abbadesse parlano di 100 atleti tesserati. “Non ci interessano le promozioni, ogni ragazza merita di giocare”
Grumolo, la pallavolo a gestione familiare DI ANNA MOLON
UFFICIO STAMPA FIPAV
L’antico centro agricolo di Grumolo delzle Abbadesse ospita dal 2000 l’associazione sportiva dilettantistica Grumolo, iscritta alla Fipav dopo essersi staccata dall’Atletica Sa.va. Partita con una 3^ divisione femminile, la società guidata attualmente da Gianni Pettenon è riuscita a salire di categoria nel giro di 2 anni, fino a partecipare nella Seconda divisione e Under 18 in ritiro a Lignano scorsa stagione al campionato di 1^ divisione. Un’occasione ben vengano, ma siamo consache Mauro Mietpevoli che Grumolo to, direttore sporè una realtà dilettivo della società, tantistica, basata sul definisce “un’op- Grumolo è una volontariato e il noportunità più che realtà piccola: stro primo impegno una vera e propria si sopravvive è di dare un servizio promozione”, favo- con le ragazze sociale alla comunirita dal fatto che la che non tà”. Bandita quindi federazione aveva forma di trovano spazio qualsiasi deciso di innalzare “selezione all’ingresil numero di squa- nelle altre so”: “Per noi, ogni dre che potevano società ragazza che entra in accedere a tale capalestra merita di tegoria. giocare – spiega - a prescindere dalle abilità atletiLa retrocessione in 2^ divisione, che che possiede”. pur con il prevedibile rammarico di non aver sfruttato al me- “Grumolo è una realtà piccoglio l’occasione, è stata accolta la – prosegue - che sopravvive senza troppi patemi. “Non pun- con le ragazze che non trovano tiamo alle promozioni – spiega spazio in altre società dei coMietto – se i risultati arrivano muni limitrofi, come a Torri di
A destra l’allenatrice della prima squadra Mara Tezza
Hockey in line. Passato lo spauracchio squalifica, per i biancorossi cominciano le difficoltà del campionato
I Diavoli affilano le unghie
Quartesolo o Camisano”. Oltre alla 2^ divisione, l’ASD Grumolo può contare su una Under18, un’Under16 che partecipa al Torneo Città di Vicenza, un’Under12 e il minivolley, per un totale di circa 100 atleti tesserati. In maggioranza femmine, anche se dall’anno scorso i ragazzi che vogliono praticare il volley possono partecipare alla categoria amatoriale mista iscritta al CSI. La società è “a conduzione familiare”, dal momento che quasi tutti i genitori delle ragazze sono impegnati a vario titolo all’interno del gruppo sportivo. “Io stesso ho una figlia che gioca in 2^ divisione e un’altra che giocava qualche anno fa – racconta Mietto – e così tanti altri genitori si rendono disponibili, chi come arbitro, chi come segnapunti o autista per le trasferte”. Perché la palestra - come tiene a ribadire il direttore sportivo – non deve trasformarsi in un parcheggio dove sistemare le ragazze, ma va vissuta come momento per rendersi utili e collaborare al buon funzionamento della società. Quest’anno, il fischio iniziale del campionato è stato preceduto da una novità: il Grumolo, per la prima volta, ha organizzato una settimana di ritiro per l’Under 18 e la 2^ divisione, nel villaggio Ge.Tour di Lignano Sabbiadoro, per rinvigorire il fisico e rafforzare l’affiatamento delle compagini allenate da Mara Tezza.
La Caoduro Diavoli Vicenza nella trasferta a Trieste contro l’Edera non è riuscita ad imporsi. I Diavoli sapevano di dover affrontare un impegno ostico, contro una delle maggiori pretendenti al titolo che, oltre al gruppo già forte dello scorso anno, ha inserito alcune pedine importanti, come il portiere Riva, Vellar e Corradin, a rinforzare ulteriormente la rosa. Prima della gara, momento di gloria per il portiere biancorosso Pesavento, premiato con una targa quale miglior portiere del girone B nella stagione 2006/2007 e subito chiamato ad un gran lavoro dall’attacco dei triestini che hanno avuto molte occasioni soprattutto dalla distanza con tiratori come Simsic e realizzatori come Sotlar, sempre imprendibile in attacco. I Diavoli quindi sono tornati sconfitti da Trieste, ma con la consapevolezza di non aver giocato al meglio delle loro possibilità. Per i biancorossi, si trat-
Marco Pesavento
ta di un passo falso in un inizio di campionato decisamente difficile che li vedrà impegnati, dopo Arezzo in casa e Trieste in trasferta, contro Milano 17 Rams a Vicenza e poi nel derby contro i campioni d’Italia dell’Asiago in trasferta a Sandrigo. I Diavoli contano quindi di rifarsi prontamente sulla pista di casa dove mantengono l’imbattibilità da oltre un anno. S.N.
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economia
La moneta Usa vale sempre di meno, ma l’economia americana vola. Ecco come Greenspan ha dato scacco matto al mondo intero
Dollari? No, grazie. Meglio euro Da molte settimane la notizia principale dei notiziari economici è sempre la stessa: “Nuovo record dell’euro sul dollaro”. Tutto il resto passa in secondo piano, e non senza motivo. Infatti il deprezzamento del dollaro è un fenomeno che influisce su tutte le economie mondiali, andando a determinare prima di tutto un rialzo delle materie prime. Un esempio è il prezzo del petrolio che, espresso in valuta statunitense, continua a salire anche perché le imprese petrolifere, fino ad oggi obbligate a vendere la loro merce in dollari, non vogliono rimetterci ottenendo in cambio del loro “oro nero” una valuta ogni giorno più debole e con minor potere d’acquisto. Ma siccome devono accettarla (non è detto che le cose restino così per sempre), per compensare il continuo deprezzamento del dollaro su tutte le altre valute del mondo fissano prezzi sempre più alti. In questo modo loro non ci perdono niente, anzi. Noi invece paghiamo la verde a 1,37 euro al litro. E gli Usa? Già, quali sono le conseguenze per gli Stati Uniti nell’avere una moneta così debole verso tutte le altre? Pensate sia davvero uno svantaggio? In realtà, per loro vale il famoso detto che non tutto il male vien per nuocere. Se da una parte infatti il dollaro si deprezza sull’euro giorno dopo giorno, dall’altra l’euro fa il contrario. E così i quantitativi di prodotti finiti europei venduti negli Usa registrano un netto calo perché comparativamente più costosi.
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DI MARCO ZACCARIA
Il prezzo alla pompa è frutto di una dinamica complessa
ropei. Tuttavia non è escluso che tale indebolimento sorga egualmente, per lo meno in termini di comparazione con gli indici azionari americani che, invece, potrebbero essere spinti al rialzo dai maggiori profitti delle imprese a stelle e strisce. Imprese che, contrariamente alle loro cugine europee, sostengono i loro costi in dollari e possono mantenere inalterati i margini di profitto. a fronte di aumenti quantitativi di prodotti venduti nel mondo perché più convenienti proprio grazie all’indebolimento del dollaro.
tense. Se un fenomeno come questo accadesse in Europa, per noi italiani le conseguenze non sarebbero altrettanto positive. Il debito italiano in-
IPERMERCATO
AUCHAN
MILANO
VICENZA OVEST
VIA LANZA
Persino il mercato immobiliare americano potrebbe trarne vantaggio. Risultano oggi identici i prezzi di un appartamento vista spiaggia a Miami con uno di pari dimensioni ma di fiLe imprese del Il prezzo niture molto meno vecchio conti- del greggio pregiate nelle penente, infatti, so- vola per riferie romane. stenendo i loro compensare Basta pensare che costi in euro, non il continuo nel quartiere Calpossono permettersi di compri- deprezzamento tagirone di Roma (quartiere dormimere i loro prezzi del dollaro torio senza i più di vendita nella elementari servizi eguale misura in pubblici) un apcui il dollaro va a deprezzarsi. I loro margini di partamento di 60 mq arriva a profitto andrebbero a ridursi costare 220.000 euro, equi(per non dire azzerarsi) pro- valenti a oltre 320.000 dollavocando gravi conseguenze ri americani (5300$ al mq.). alla valutazione delle imprese Solo poche imprese europee quotate e generando così un dal marchio globale come indebolimento dei listini eu- Porsche, Ferrari, Tod’s e Lu-
xottica hanno resistito al col- fatti è per la maggior parte in po inferto dagli americani, mano ai nostri connazionali, anzi dalla FED, da sempre fedeli la banca centrale compratori di tiamericana, la vera toli di stato. Saartefice di questo La politica rebbe a dire che d e p r e z z a m e n t o di svalutare la mentre le imprese del dollaro. Ma- moneta americane stannovrando la va- non è no guadagnando luta americana in replicabile come mai prima questo modo, gli d’ora sulle spalle in Europa: americani hanno del resto del monfatto, per il mo- gli Stati ci do industriale, mento, un vero perderebbero noi europei abaffare. Vediamo il biamo un cappio perché. al collo che, quaIl debito americano, il più lora la Bce dovesse abbassare grande del mondo (e in con- i tassi, inizierebbe pian piano tinuo aumento), è stato fi- a strozzarci. nanziato da nazioni esterne (rispetto agli Usa) quali Giappone, Cina e molte altre. Solo una piccola parte è in mano al popolo americano. E questa discesa del dollaro, unitamente all’aumento dei tassi fatto registrare negli ultimi anni ha comportato una sostanziosa riduzione di valore di tali titoli di debito. Per contro, le imprese americane non hanno mai guadagnato tanto come quest’anno, grazie anche al dollaro deboVia Lanza, 41 - Vicenza Ovest le che ha fatto aumentare le Prenotazione tavoli: 393.1365903 esportazioni andando persiInfoline: 0444.560264 no a ridimensionare negli ulAperto da MARTEDÌ a SABATO timi mesi la comunque perdalle 23,00 alle 4,00 sistente negatività della biwww.plazalapdance.com lancia commerciale statuni-
VENEZIA
Il motivo è semplice. Se le autorità monetarie decidessero abbassando i tassi di far deprezzare l’euro, le nostre imprese riceverebbero ossigeno riuscendo ad aumentare le proprie esportazioni e finanziandosi a tassi più favorevoli. In questo modo nessun investitore vorrebbe però acquistare nuove emissioni di titoli di stato, essendo il taglio dei tassi segnale di crescente inflazione e parallela diminuzione della remunerazione dei titoli di stato. Gli stati europei si penalizzerebbero con le loro mani non riuscendo a collocare agevolmente come prima i propri titoli di debito, e se le cose rimangono come ora, le imprese europee faticheranno a vendere al di fuori del vecchio continente. L’unica speranza è che in seguito ad un taglio dei tassi europei le nuove emissioni di titoli di debito vengano egualmente sottoscritte da qualcuno (meglio se non da noi). Solo in questo modo l’allievo Europa potrebbe in qualche modo evitare di soccombere di fronte all’attacco sferrato dal maestro Usa. Anche se l’attuale situazione non è certo facile per noi europei, non si può far altro che applaudire la strategia americana. E sarà meglio far tesoro di questa “lezione” che viene da lontano, una lezione impartita al mondo intero da un piccolo signore anziano oggi in pensione: il suo nome è Alan Greenspan.
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storie
Boom dei corsi di scrittura creativa e di manoscritti spediti agli editori. Gli aspiranti scrittori aumentano. Ma il talento scarseggia
Cercarsi capolavoro disperatamente: gli scrittori del cassetto DI STEFANO FERRIO
Vicentini che scrivono? Aspiranti eredi di grandissimi concittadini come Piovene, Parise, Meneghello e Rigoni Stern? Un numero incalcolabile e in crescita continua, anche se con scarsa vocazione per il capolavoro. “Prendiamo il caso di questa signora, da cui ricevo il manoscritto sulla storia straordinaria dell’amore che le ha cambiato la vita - se ne viene fuori ridacchiando Patrizia Saterini, direttrice editoriale della vicentina Punto d’Incontro. - Uno Scrivere è una strada difficile eppure è sempre più battuta magari si aspetta il fidanzato morto il giorno prima del matrimonio, il moroso della meraviglioso diventato poi chiamo narrativa del cassetmigliore amica vanamente e suo marito. Punto, fine”. to: storie autobiografiche o perdutamente desiderato, il Ciò che rende stupefacente familiari buttate giù come bel cappellano trasferito dal questa vicenda è il candore capita, tentando di fare leva vescovo dopo la con cui l’aspi- sul più abusato sentimentanotte del peccarante autrice in- lismo. A colpire è la qualità Il 50% dei to...”. via in lettura un disastrosa della scrittura, tiInvece. “Nulla di manoscritti romanzo scrit- pica di un’Italia dove, come tutto ciò - conti- che arriva to nel modo più ci ripetono le statistiche, si nua Patrizia Sapiatto possibile, legge pochissimo. Al punto agli editori terini, avendo e dove si dipana da non capire che, prima di intuito la nostra sono “narrativa la “trama” più mettersi al computer, forse ovvia curiosità -. da cassetto”: prevedibile del bisognerebbe avere sfogliaNella lettera ac- storie banali mondo. Eviden- to qualche libro altrui”. compagnatoria, la e piatte temente sicura di Fortuna che grazie alle sue nostra Casati Moavere dato vita a affermate collane di medicidignani mi preun’opera in gra- na alternativa, spiritualismo cisa che, come succede nei do di interessare un vasto e multietnico e fiabe illustramigliori romanzi Harmony, indistinto pubblico di letto- te, in nemmeno una ventina quell’estate in Liguria, fra ri. “Il fatto è - commenta la d’anni la Punto d’Incontro bagni di mezzanotte e cop- editor - che non si tratta di si è ricavata una nicchia di pe del nonno mangiate in un caso isolato. Fra le cen- mercato così consolidata, spiaggia con le canzoncine tinaia di manoscritti che mi da potersi permettere anche dei Righeira in sottofondo, arrivano ogni mese, un buon l’avventura della narrativa. lei si è imbattuta nell’uomo 50% appartiene a questa che “E’ bello e gratificante pubblicare romanzi - conclude Patrizia Saterini - ma per una realtà piccola come la SALUMI VALLIGIANI DELL’ALTO ASTICO E POSINA nostra implica rischi noteSPECIALITÀ: SALAMI • SOPPRESSE • VALLIGIANE voli. Soprattutto perché, a differenza di quanto accade con i saggi, i libri di fiction o i mific hanno vita breve sugli scafSalu fali dei negozi. Se un titolo non decolla durante i primi tre mesi, ti mandano in resa tutte le copie, da girare ai negozi remainders che li rivendono scontati, oppure da spedire al macero”. A giudicare dalle classifiche di vendita, solitamente impietose con gli esordienti, proprio il macero resta il destino più probabile per la sparuta percentuale di vicentini che ogni anno rieAzienda certificata Salumificio VERZA di Toniolo Andrea scono a pubblicare una loro UNI EN ISO 36010 Cogollo del Cengio (VI) 9001: 2000 Via delle Calcare, 1 (Zona A) opera prima. Forse va addiCERT. n. 3134 Tel./Fax 0445 320512 rittura meglio ai tantissimi CSQA Email salumificioverza@libero.it che invece restano al palo,
autorizzati a sperare di ave- abbiamo lavorato alla creare nel famoso cassetto il ma- zione di un personaggio noscritto con cui diventare i vicentino, chiamato Berto nuovi ‘casi’ delle patrie let- Caneva, e al racconto di una tere, alla pari di una Tamaro sua giornata emblematidegli anni ‘90, o del Saviano ca. Qualcuno ci si è appasappena finito su centinaia di sionato al punto da avere migliaia di comodini grazie continuato durante l’estate, al suo “Gomorra”. Un’im- portandomi poi un lungo precisabile ma volenterosa racconto ultimato con cura. minoranza di questi ultimi, Stavolta siamo partiti da ilfolgorata dall’intuizione che lustri esempi di autobiograsi può anche imparare, af- fie per mettere a fuoco come folla corsi come quello af- passare, sulla pagina, dalla fidato dalla Casa di Cultu- vita reale a quella romanzara Popolare di Vicenza alla ta”. veneziana Tiziana Agostini, Buche delle lettere degli autrice di numerosi saggi editori e corsi di scrittusulla scrittura. ra creativa servono quanto “Quest’anno - racconta la meno a censire un indestessa Agostini, che è anche cifrabile “percento” delle vicepresidente dell’Ateneo avventure letterarie che i Veneto - partecipano allievi vicentini continuano a tenquanto mai eterogenei. Al- tare. “Le donne sono di più, cuni lavorano in settori dove ma si buttano di meno - riviene richiesta buona scrit- vela ancora Patrizia Saterini tura, come scuo-. Ci sommergono le, uffici stampa Un consiglio di trame rosa, e o studi pubbliquasi mai tentaagli aspiranti citari - mentre no l’azzardo deltanti altri arriva- Meneghello? l’erotismo, che no semplicemen- Prima invece potrebbe te da casa loro. di mettersi pagare di più. Sono pensiona- alla tastiera Quanto agli uoti, casalinghe e meglio leggere mini, molti sono studenti animati autentici topi di i romanzi dallo stesso, imbiblioteca che pellente fuoco dei grandi hanno studiato creativo. Un bianche per anni i sogno diffuso resta quello di miti e le leggende da cui trarre esprimere il romanzo della un nuovo Signore degli Anelli. propria vita, vuoi legandola Ma per questi, come per tutte all’album di famiglia, vuoi le Rowling nostrane e i loro scavando nelle intimità del novelli Harry Potter abbiaprivato”. mo dovuto creare un’apposita “Strade difficili, eppure sem- commissione di lettura”. pre più battute” continua la Non mancano trilogie da midocente, che cita alcune del- gliaia di pagine. Asterix, gallico le esercitazioni più signifi- eroe dei fumetti, commentecative svolte all’interno dei rebbe “Sono pazzi, questi vipropri corsi: “L’anno scorso centini”.
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“VERZA ”
Tra gli scrittori in erba spiccano le donne. Però sono le più restìe a pubblicare i propri lavori
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Ogni settimana, tratto dalla stampa locale o nazionale, un articolo che fa riflettere, discutere o arrabbiare. O anche divertire
Gli alleati di Prodi? Montezemolo, Geronzi e Bazoli. E Bertinotti La chiama «utilità particolare» Lodovico Festa nel suo Il partito della decadenza. Gli anni di Prodi e di Montezemolo (Boroli, Milano 2007, pp.174, E14,00). Confindustria l’ha assunta nell’Italia d’inizio 2000, frutto di una consapevolezza cresciuta con i decenni fino a trasformare l’associazione degl’industriali italiani in un centro di potere consolidato «in parte nuovo (anche se le sue radici fondamentali sono antiche) che avrà nel nuovo presidente confindustriale se non la mente, almeno il portavoce».
da vedere – è la tesi di Festa – quanto giovi al Paese. (…)
Che cosa vogliono (…) Tutto resterebbe confinato agli addetti ai lavori, se Confindustria non fosse anche l’espressione più elevata e vistosa dell’alta borghesia produttiva italiana, quindi per molti versi il termometro, anche se magari indiretto, degli umori, delle velleità e delle incapacità borghesi nazionali. Non a caso il racconto delle questioni confindustriali s’intreccia, anzi apre gli Appunti su borghesia e storia nazionale che Sergio Chi sono Soave regala in appendice al Quest’ultimo è oggi Luca Cor- libro di Festa. Dicendola pedero di Montezemolo, suben- raltro subito tutta: l’Italia è trato ad Antonio l’unico Paese caD’Amato alla tepitalistico di un sta di Confinducerto rilievo nel stria alla fine del L’establishment quale l’esecutivo maggio 2003. «Si filo-prodiano poggia piuttosto costituisce così organicamente su include – osserva Festa componente Confindustria, una – quello che è stato di sinistra esplicidefinito il “piccolo Tronchetti tamente anticapie s t a b l i s h m e n t ” » . Provera, Fiat, talistica, nel quale Piccolo soprattutto Corsera e una Sinistra antiaper la caratura dei Capitalia mericana ha ancosuoi protagonisti, ra grande rilevanlontani da figure za e questo con la indiscutibilmente benedizione, anzi charmant come quelle di Gian- l’incoraggiamento della granni Agnelli, dall’aplomb ferreo de borghesia, dalla Confindudel giro legato a Mediobanca di stria (eccola) al Corsera, per Enrico Cuccia e dall’importan- giungere fino al prestigioso te controcanto svolto dal filone laboratorio dell’Università di certi democristiani liberali Bocconi di Milano. e modernizzanti. Il “piccolo Un Paese anomalo, insomma, establishment” odierno, elenca in cui la borghesia non ha di Festa, s’incentra sul cosiddetto fatto mai saputo organizzarsi, club Montezemolo (l’ex presi- non è riuscita a darsi espresdente di Confindustria Luigi sione coerente e organica, Abete, Diego Della Valle più lo men che meno voce politica, stesso Montezemolo), a cui si anzi costantemente ha lavoraaffiancano Marco Tronchetti to d’intelligenza con il nemico, Provera, il Corriere della Sera con le forze politiche e cultudi Paolo Mieli e, in un cerchio rali, cioè, che in Italia hanno allargato, l’universo Fiat e sempre operato ai danni della Banca di Roma, poi Capitalia. borghesia salvo sfruttarne le Il tutto in regime di rapporti- incapacità strutturali e struscontri con Giovanni Bazoli. mentalizzarne tic e posture a Tra costoro e il governo Prodi proprio vantaggio. (…) si è stretta un’alleanza che è
Romano Prodi
Da dove vengono Dal canto suo, Soave per descrivere la borghesia parla di mimetismo intrecciato con il trasformismo e con l’attitudine al compromesso. Per un risultato prevedibile: la scarsa autorità cronica della borghesia, secondo un copione esattamente speculare a ciò che accade da sempre nei Paesi a economia di mercato, e la debolezza storica dei ceti dirigenti italiani. E la cosa è peraltro antica, tutt’uno con la storia unitaria del Paese. La borghesia italiana esce infatti debole dal Risorgimento, nonostante dell’unificazione politica della penisola sia stata l’artefice. E ritardataria, dato che si dota di una organizzazione di rappresentanza unitaria e nazionale, la Confindustria appunto, solo nel 1920. Da lì il riconoscimento che la Confindustria, rappresentante l’anima più disposta a gestire il conflitto sociale della borghesia italiana, dà al ruolo di mediazione svolto dal governo durante gli anni di Giovanni Giolitti. Accanto a ciò parte della grande borghesia scelse il compromesso con il fascismo (e con il suo utilizzo di mezzi illegali di lotta antioperaia, quali le squadre di azione). Un compromesso che non venne meno neanche con l’assassinio di Giacomo Matteotti, e che nel dicembre 1923 fu sancito dall’incontro con la Confederazione delle corporazioni fasciste presieduta da Benito Mussolini. Sicché Luigi Einaudi denunciava il complice «silenzio degl’industriali». Sempre un passettino indietro sulla storia, la borghesia raggiunge l’equilibrio con il regime quando questo garantisce il sistema intrecciato tra in-
dustrie e banche, con la Banca lariali territoriali in nome di d’Italia in funzione di vigilan- un egualitarismo contrattuale za, e a loro volta gl’industriali che ancora perdura, s’istituiva garantiscono l’appoggio del- la cassa integrazione straorla grande stampa che hanno dinaria per le grandi aziende pezzo dopo pezzo conquistato. onde socializzare l’onere delle Questo modello è sopravvis- ristrutturazioni. Per Soave fu suto al fascismo e di fatto ha quella la resa finale della borcaratterizzato tutta la storia ghesia. Fu anche il preludio al dell’Italia repubblicana. (…) compromesso storico, quando i Nel dopoguerra la grande bor- governi di solidarietà nazionale ghesia industriale assunse il presieduti da Andreotti cercaruolo di forza destinata a gui- rono di arginare i disastri prodare la ricostruzione economi- vocati dal patto Fiat-Cgil. Fu ca del Paese con la presidenza probabilmente qui, dice Soave, di Confindustria esercitata da che la borghesia accettò defiAngelo Costa dal nitivamente l’idea 1945 al 1955. Fudell’utilità dell’acrono anni in cui la cesso al governo grande borghesia della Sinistra onde riuscì a imporsi La borghesia realizzare obiettivi come forza trai- italiana moderati. nante e pure, con incoraggia la costituzione nel l’alleanza Dove vanno 1956 di Confintesa organica con La borghesia che (nata dall’accordo aveva inneggiato la sinistra tra Confindustria, a Mao negli anni C o n f a g r i c o l t u r a estrema Sessanta fu ambie Confcommergua verso chi vocio), un soggetto leva combattere il che avrebbe dovuterrorismo anche to rappresentarne gl’interessi sul terreno culturale. Così agepolitici inserendo propri can- volando quella sopravvivenza didati nelle liste moderate, so- di ambiguità e miopie nei conprattutto a fronte degl’indirizzi fronti della memoria storica impressi alla Dc dalla segre- che, in un clima di egemonia teria capeggiata da Amintore sostanziale ma non sostanziata Fanfani. (…) Tornando alla di contenuti, ha accompagnato storia, clamorosa fu l’incom- il Centrosinistra oltre la caduta prensione della nuova stagio- del Muro di Berlino, oltre l’Unne del protagonismo sindaca- dici Settembre, fino alla creale degli anni Sessanta, con la zione del Partito Democratico. borghesia arroccata in difesa Con cui siamo di nuovo ai giorsolo di alcuni interessi parti- ni nostri e alla conclusione del colari. Il colpo di grazia giunse libro di Festa: riuscirà Prodi, nel decennio successivo, dopo ma soprattutto l’Italia, a gall’esplosione del Sessantotto, leggiare oltre l’«onda antipoquando nel 1975 Agnelli firmò litica»? Risposte e bilanci, non un accordo con i sindacati con paradossalmente, sono affidati cui si accettava l’inflazione ori- anche a Confindustria. ginata automaticamente dalla scala mobile uguale per tutti, da Il Domenicale si abolivano i differenziali sa11 novembre 2007
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17 NOVEMBRE 2007
regione
TURISMO – Riconoscimento del Sistema Turistico Locale di Cavallino Treporti, sganciandolo da quello di Venezia
Chisso: autonomia turistica un altro passo per il Veneto “L’autonomia amministrativa ha fatto bene a Cavallino Treporti e ai suoi abitanti e sono convinto che l’autonomia turistica varata dal consiglio regionale possa dare una marcia in più ad un segmento economico di grande rilevanza, che in questo Comune ha delle specificità assolute”. E’ stato questo il commento dell’assessore regionale Renato Chisso al riconoscimento del Sistema Turistico Locale di Cavallino Treporti, sganciandolo da quello di Venezia, accordato in aula dal Consiglio veneto.“Qui c’è il maggiore polo europeo del turismo all’aria aper-
ta, con caratteristiche assolutamente diverse dal sistema di ospitalità della città lagunare e del suo immediato entroterra – ha spiegato Chisso – dove lo scorso anno sono state registrate quasi 5 milioni 300 mila presenze nei villaggi turistici e nei campeggi, cui si aggiungono circa 600 mila presenze nelle strutture alberghiere: si tratta del 9 per cento delle 60 milioni di presenze turistiche del Veneto. Sono presenti 32 strutture
ricettive all’aperto, con oltre 65 mila posti letto e dotate di certificazione ambientale e di servizi di prim’ordine, caratteristiche di qualità oggettive e ambientali riconosciute da tutti gli operatori internazionali. Questo provvedimento – ha concluso Chisso – risponde del resto ad una richiesta che è emersa proprio dall’imprenditoria locale”. Con il voto del Consiglio, il nuovo STL parteciperà alle iniziative promozionali della Regione e ai finanziamenti previsti per le iniziative autonome dei Consorzi di promozione turistica finalizzate alla migliore valorizzazione delle singole aree e specificità locali.
Sanità e cure primarie: modello Veneto competitivo in Europa” “Ho ritenuto fondamentale evidenziare oggi come la Regione del Veneto abbia posto il tema della continuità assistenziale quale cardine dello sviluppo delle Politiche sanitarie e come nel nostro Paese non esista modello unico di sistema sanitario, ma una differenziazione organizzativa legata alle varie tradizioni e alle potenzialità di ogni Regione. In particolare, ho presentato il modello veneto di assistenza primaria che, per molti versi, avendo iniziato il suo processo di adeguamento nel 1997, ha già superato molte tappe verso un innalzamento della qualità e della quantità delle cure primarie. Nella Regione del Veneto è in piena implementazione lo sviluppo delle Utap ( unità territoriali assistenza primaria) nei loro diversi modelli, mentre ho appreso che per molte Regioni tutto ciò rappresenta ancora un miraggio.” Così ha detto l’Assessore alle Politiche sanitarie, Francesca Martini, al II Forum Meridiano
Sanità, Studio Ambrosetti a Villa D’Este di Cernobbio (Como). Prosegue Martini: “Ho, poi, evidenziato come nodo fondamentale per avviare processi di integrazione europea sia il dibattito
in merito ai sistemi sanitari regionali: il patto di stabilità e la necessità di riduzione della spesa pubblica impongono una razionalizzazione dell’organizzazione dei servizi sanitari e il
Veneto ha dimostrato di essere in grado di raccogliere la sfida delle aree sanitarie di eccellenza in Europa. Tutto si sostanzia anche attraverso il ruolo sempre più forte che sta assumendo la nostra Regione nell’ambito del confronto tra i sistemi sanitari delle Regioni europee: in quest’ottica il prossimo 27 novembre a Dussendorf il Veneto sarà capofila al Forum degli Assessori della Sanità delle Regioni europee grazie alla sua stretta interazione con la rete dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità)”. Ha spiegato Martini “il grande tema della sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari impone oggi una accelerazione dei processi di riforma costituzionale in senso federalista come via obbligata e logica per legare competenze di governo, risorse, possibilità di sviluppo dei servizi sanitari in un ottica di reale e stringente responsabilità di bilancio. Tema quanto mai attuale in un Paese come il nostro dove
la maggior parte delle Regioni del Centro Sud presentano ancora adesso sbilanci di miliardi di euro che siamo costretti a ripianare attraverso le risorse che vorremmo, invece, destinare all’innalzamento della qualità e della quantità delle prestazioni. Ho qui ricordato che attraverso, la recente stipula dell’accordo con la Regione Lombardia, la Regione del Veneto fa capo ad una massa critica di 15 milioni di cittadini e ad una produzione di PIL pari al 33% del PIL nazionale”. “Ho infine sottolineato –conclude Martini- come l’immigrazione massiccia di cui è oggetto attualmente la nostra Regione comporti proprio in ambito di cure primarie e di prevenzione la necessità di forti investimenti”. Durante i lavori del II Forum Meridiano Sanità è emerso grande interesse per la presentazione da parte dell’Assessore Martini dell’imminente delibera di Giunta per la promozione di screening sanitari nei confronti delle badanti che sono a stretto contatto con soggetti ad alta fragilità sanitaria. Scelta resa necessaria dal fatto che in Veneto è emersa una recrudescenza di patologie come la tubercolosi debellate da decenni. Sarà la prima delibera di giunta del genere in Italia.
25 Carciofini sott’odio
Il tronista in tonaca di Alessio Mannino
“Dovrei smetterla di andare in tv. Dovrei tacere. E invece eccomi qui a scrivere un libro che racconta la mia verità”. Firmato: don Sante Sguotti, l’ex parroco innamorato della provincia di Padova che ha fondato la ‘Chiesa Cattolica dei Peccatori’ (ora fa il camionista per una ditta vicentina). Lo scrive nel libro autobiografico uscito da pochi giorni, di cui omettiamo il titolo per venire incontro al suo conflitto interiore che gli suggerisce di non farsi “pubblicità”. Peccato che poi la pubblicità se la faccia eccome, dando alle stampe la descrizione del suo rapporto d’amore con la sua bella fin nei minimi particolari. Pagine di palpeggiamenti adolescenziali e turbamenti tipici di chi non l’ha mai vista prima. Digressioni sul destino degli spermatozoi dei preti. Proposte para-anglicane per sperimentare il sacerdozio con famiglia a carico. Ora, di entrare negli affari interni della Chiesa ci guardi Iddio. Fatti della Chiesa, non nostri. Su questo, diciamo solo che non c’era bisogno di uno fra le migliaia di pretini che sotto la tonaca nascondono il segreto di un amore o relazione sessuale per sapere né che anche i sacerdoti sono uomini come gli altri (e sarebbe ora che anche i loro superiori lo riconoscano, vero Papa Ratzi?), né che la stessa Chiesa sia fatta di peccatori. Bella scoperta. La morale della storiella di don Sante è un’altra. Perché è un altro il suo peccato, un’altra la sua vocazione: la vocazione al teatrino. Mediatico, pruriginoso, esibizionistico, da rotocalco televisivo. Che anche i preti piangano e s’innamorino lo sapevamo anche senza di lui e della sua Chiesa con annesso sito internet (su cui troneggia la copertina del suo libro). Ma che lo vengano a dire in tv, che lo spiattellino sul mercato editoriale, che facciamo le piccole star autoproclamandosi paladini di un’altra Chiesa, questo è francamente troppo. E’ la religione che si arrende allo spettacolo e addirittura ne entra a far parte. Don Sante in realtà è figlio di Woityla, che per l’ossessione di comunicare e essere presente nel circuito dei media, come risultato ha prodotto casi come quelli di don Sante. Che non trova affatto sbagliato fare dei propri sentimenti carne da talkshow, considerando il proprio banalissimo caso come pietra di paragone teologica e morale. Don Sante Sguotti: non molto diverso da un tronista di Maria De Filippi.
17 NOVEMBRE 2007
tempo libero
L’angolo dell’oste. Con un bicchiere di recioto o una cioccolata calda, viaggio nella pasticceria della tradizione
Baìcoli, zaletti e putane I dolci della nonna I nomi potranno anche far sorridere, ma sulla bontà non si discute. Tra torta putana, torta rosegota (o sbrisolona), zaletti, biscotti baicoli e biscotti pazientini, la pasticceria veneta tradizionale abbonda di prodotti dai nomi coloriti e dal gusto garantito. Quasi tutti, tra l’altro, ottenuti con ingredienti “poveri” e ricette semplici. Tra i più noti ci sono sicuramente biscotti come zaletti e baicoli. I primi, ricordati già in alcune commedie di Carlo Goldoni, sono originari delle province di Padova, Venezia e Treviso, e si caratterizzano per la presenza, nell’impasto, di una percentuale di farina gialla da polenta (da cui il nome di zaletti), oltre che di uva passa, pinoli e, soprattutto nella zona
dei Colli Euganei, giuggiole. Cosparsi di zucchero a velo, sono ottimi sia con il caffé che con uno dei tanti vini dolci della regione, dai recioti al torchiato di Fregona. L’abbinamento classico dei baicoli, altro biscotto famoso ben oltre i confini della regione, è invece con la crema di zabaione, oppure con una tazza di cioccolata fumante: Biscotti veneziani per eccellenza, i baicoli prendono il nome dalla forma che ricorda molto vagamente quella dei piccoli cefali che popolano la laguna e che i pescatori chiamano, appunto, baicoli: hanno una lavorazione lunga e complessa, ma il risultato è un biscotto delicato e leggero, che si conserva a lungo nelle tradizionali scatole di latta. E sempre in tema di
biscotti, se vi capita provate anche i biscotti pazientini, a base di burro, mandorle e nocciole, oppure i forti bassanesi, arricchiti con briciole di pan di spagna e spezie. Dolci “poveri” e pasticceria secca, irresistibili con i vini passiti Diffusa in tutnella grappa) e pane raffermo ta le regione è anche la torta ammorbidito nel latte. In qualputana, o pinza, o torta vilache versione, al tutto vengono na. Tipica della cultura contaaggiunti anche miele e ciccioli, dina, la putana si basa su un per un sapore ancora più deciimpasto in cui finiscono – olso. In ogni caso, è bene ricortre a burro, zucchero, uova e darsi di servirla tiepida, come farina – frutta secca di varia se fosse uscita dal forno solo da natura (noci, mandorle, fichi, qualche minuto. uva passa lasciata in ammollo
Appuntamenti. Al Canneti musiche e poesie dalla Sardegna. A Torri va in scena il teatro della guerra di Giulio Bedeschi
In fiera, sui sentieri del benessere Fiere Si parla di salute e benessere, in Fiera, dove nel fine settimana è in programma la quarta edizione di “Bené – Sentieri del Benessere”. Nei padiglioni di via dell’Oreficeria, sette percorsi accompagneranno i visitatori alla scoperta delle vacanze all’insegna del relax e della forma fisica, dei più moderni ed efficaci metodi per trovare il giusto equilibrio tra corpo e mente, dei prodotti di cosmesi e medicina naturale, dei progetti di biorachitettura e design “naturale”, delle attrezzature per la “beauty technology”, dei segreti della buona alimentazione e delle ultime novità in fatto di sport e fitness. La fiera è aperta sabato e domenica dalle 9,30 alle 19,30, e lunedì dalle 9,30 alle 18.
Musica Omaggio alla Sardegna, sabato 17, all’auditorium Canneti, con un recital di poesie, musiche e canti dal cuore dell’isola. La voce di Gisella Vacca, accompagnata dal piano di Josep Maria Cols e dall’arpa di Chiara Vittone, interpreta i testi principali della poesia, della tradizione e della canzone d’autore sardi, raccontando storie, miti e leggende dell’Isola. Inizio alle 20, ingresso libero. Per chi ama la chitarra classica, invece, sempre sabato sera appuntamento all’auditorium Vivaldi di Cassola con il concerto di Alessando Antico, con un repertorio che spazia dai preludi di Bach agli autori spagnoli dell’Ottocento, per arrivare alle trascrizioni della musica leggere e delle più note colonne sonore. Si comincia alle 20,45, ingresso libero.
In Fiera Bené: come curare se stessi e sentirsi meglio
Teatro al Palasport di Torri di Quartesolo, sabato 17 l’attore Andrea Brugnera porta in scena “Centomila gavette di ghiaccio”, uno dei testi più famosi di Giu-
lio Bedeschi, l’alpino di Arzignano che ha raccontato come pochi la tragedia della seconda guerra mondiale (inizio alle 20,30, biglietto a 7 euro). Al Teatro San Marco, la rassegna autunnale di teatro amatoriale Fitainsieme continua con il suo omaggi vvo a Goldoni con “Il Campiello”, magistrale descrizione del popolino veneziano che vive attorno alla propria piazzetta, luogo di vita comune in cui si
incrociano passioni e sentimenti, conflitti e riappacificazioni (spettacoli il sabato alle 21 e la domenica alle 16, biglietti da 7 a 5 euro). Al teatro Busnelli di Dueville, infine, la compagnia GlossaTeatro propone una rilettura moderna di uno dei classici della commedia dell’arte firmata Molière come “Il medico per forza” con “Arlecchino medico dei matti” (inizio alle 21, ingresso libero).
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17 NOVEMBRE 2007
Popcorn. In home video l’opera prima del regista messicano Inàrritu. Una storia intrisa di violenza, senza moralismi
L’uomo, un cane disperato: la parabola di Amores Perros DI GIULIANO CORÀ
Da sempre invisibile in tv, da anni introvabile a noleggio e in vendita, è finalmente disponibile sul mercato dell’home video questa bellissima opera prima (2000) del messicano Alejandro Inàrritu. Primo capitolo della cosiddetta ‘trilogia dell’incomunicabilità’ – gli altri due, entrambi capolavori, sono 21 grammi (2003) e Babel (2006) – Amores Perros è forse, soprattutto, un canto sulla solitudine. E’ anche un film ‘moralista’, pur se una valutazione come questa
può urtare, parlando di Inàrritu, che nei suoi film sembra limitarsi a ‘mostrare’, e che, se anche lascia percepire una profonda pietas umana, tuttavia dà sempre l’impressione di voler evitare qualsiasi ‘strumentalizzazione’ teorica e moralistica tramite le sue storie. E’ forte tuttavia, qui, la sensazione di trovarsi di fronte ad una ‘parabola’ sulla violenza, apparentemente soluzione assoluta che invece tradisce, lasciando ognuno impotente come e forse peggio di prima. Funzionale a questa ‘tesi’ è anche qui l’incrociarsi e lo sfiorarsi di vite, storie e personaggi, che alla fine costituiscono gli elementi di
un unico ‘coro’ tragico. Violenti sono Octavio e Ramiro, possessivamente innamorati della stessa donna, frequentatori di bestiali combattimenti di cani. Violento è Daniel, che abbandona la moglie per l’amante. Violento è El Chivo, ex rivoluzionario divenuto barbone e assassino prezzolato. Violenze commesse ‘per amore’, ma tutte ‘deludenti’: nessuna di esse paga, ognuna annega nel fallimento. Simboli e vittime, i cani: usati come macchine per uccidere da umani più feroci di loro, apprendono una violenza di cui pure sono ‘innocenti’. Gettati via come immondizia quando sono inutili, si
Combattimenti clandestini e amori falliti dallo stesso regista di “21 grammi”
attaccano a chi li cura. Amori e cani, dunque: tutti ugualmente disperati, inutili e falliti. “Tornerò” promette El Chivo, ma la landa infernale in cui si inoltra
sembra inghiottirlo senza speranze di resurrezione. Attendiamo attoniti la prossima, terribile storia di Alejandro González Iñárritu.
Sul comodino. Un’antropologa forense racconta le sue notti passate tra autopsie. Che quasi mai rivelano quello che ci si aspetta
Cristina Cattaneo e la notte dei morti parlanti DI GIOVANNI MAGALOTTI
Cristina Cattaneo, antropologa forense, docente universitaria e direttrice del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense (Labanof) dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università degli Studi di Milano, è certamente uno dei più noti medici legali italiani. A due anni di distanza da “Morti senza nome”, con il quale aveva introdotto i lettori ai segreti del suo mestiere, ritorna nelle librerie con “Turno di
notte”, in cui amplia e completa le riflessioni avviate nel precedente volume. Si tratta di un testo che non si segnala, evidentemente, per il suo valore letterario, ma per la sua rilevanza come resoconto umano e professionale. L’autrice si concentra sulla dimensione notturna del proprio lavoro, quando “ti sistemi davanti alla televisione oppure vai a letto sapendo che, se squilla il telefono, nel giro di qualche ora ti troverai al freddo, […] a decidere se il cadavere trovato in una pozza di sangue […] sia stato trafitto da uno o due coltelli o quanti col-
pi da fuoco siano stati sparati…”. Di notte il male sembra venire più facilmente, la violenza contro l’essere umano (in qualunque forma essa si manifesti: un brutale omicidio, uno stupro, un suicidio inesplicabile) è persino amplificata, e ogni rivelazione si fa ancora più dolorosa: “Qui capisci che il male non sta soltanto nel dolore di chi, morendo, ha sofferto per pochi istanti, ma poi è precipitato nel nulla; sta anche, e soprattutto, in tutto ciò che viene a mancare a chi gli era vicino: i gesti, le parole, le discussioni, persino i disaccordi. Uno strazio fatto di sensazioni
Cristina Cattaneo
intense (compassione, tenerezza, malinconia), pungenti ma anche dolci”. Una parte importante del volume è poi dedicata alla sistematica smentita di tutti i luoghi comuni, alimentati dai mass media, sull’indiscutibilità delle risorse della medicina legale: l’assoluta certezza delle analisi, l’inconfutabilità degli esiti, l’effettiva possibilità di aiutare la Giustizia. L’autrice racconta con passione casi in cui è stato impossibile giungere a determinazioni cer-
te; e altri in cui la speranza di poter servire la Legge è andata delusa. La conclusione è importante: con gli anni Cristina Cattaneo si è convinta che il compito principale di chi fa il suo lavoro “non sia scoprire la verità ma fornire, da un punto di vista scientifico, i migliori strumenti tecnici a disposizione per risolvere un problema […]. La risposta, quando possibile, va cercata altrove: nelle testimonianze, nelle intercettazioni telefoniche, ma non, in questo periodo storico, nelle scienze biologiche e nella medicina”. Cristina Cattaneo, Turno di notte, Mondadori, Milano, 184 pp., € 15
Da 12 anni Amicizie, Incontri, Convivenze, Matrimoni
“La vita è quello che scegli”
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Per lui Monica 26enne, sono solare, spontanea, altruista, fantasiosa e creativa, intellettualmente vivace. Vorrei incontrare un uomo con il quale instaurare un rapporto serio, in cui credere, fondato su veri principi. Arianna 30enne. Sono una bella ragazza, mora. Amo la compagnia, mangiare in trattoria, le cose vere e semplici, ma anche le serate eleganti e chic. Non ho bisogno di un uomo a tutti i costi…. Vediamo se qualcuno riesce a farmi scattare la scintilla. Claudia 33enne, amo la bici da corsa e la musica jazz. Incontrerei un uomo non banale e di presenza gradevole, qualcuno in grado di guardare oltre la superficie. Astenersi perditempo. Katia 35enne nubile, molto sensibile, forse troppo. Sono anche una donna forte che sa affrontare gli ostacoli della vita. Cerco un uomo che abbia dei progetti. Adoro stare con la persona che amo. Nicoletta 37enne nubile molto carina, lavoro come impiegata. Cerco un uomo maturo, realizzato nel lavoro, con una mente effervescente, passionale che mi sappia anche proteggere. Marilisa 38enne, inguaribile romantica, miro più ai sentimenti che ai soldi. Vorrei conoscere per condividere degli interessi. Faccio yoga e sono interessata alla spiritualità, amo scrivere ed incontrerei volentieri un giornalista, un redattore o uno scrittore anche per hobby. Sonia, ho 39 anni e tutti mi dicono che ho tanta voglia di vivere e la trasmetto agli altri. Sono intelligente e carina, single per scelta, ora sento il bisogno di trovare un uomo che mi doni affetto, amicizia, sesso e tenerezza.
Per lei Marta 40enne. Donna manager di bella presenza, forte, dolce e romantica. Cerco un compagno di bella presenza, affidabile e coraggioso, capace di prendersi delle responsabilità. Amante della pace e che apprezza le gioie semplici della vita. Lucia 42enne divorziata, impiegata. Se sei ironico, intelligente, sincero nel bene nel male, un po’ pigro fisicamente ma dinamico mentalmente, coraggioso nelle emozioni, non convenzionale nel modo di porsi, vale la pena di incontrarsi. Mara 44enne laureata, sono colta amorevole e passionale. Penso di avere molto da dare e desidererei condividere le gioie della vita con un uomo che sappia veramente amarmi. Laura 47enne. Vitale ed in pace con se stessa, amante della natura, dell’arte, teatro, danza. Sono interessata alla crescita nella mente, nel cuore, nello spirito. Coltivo il piacere per la scrittura e per le relazioni umane. Maria Teresa 50enne. Amo esprimermi schiettamente e vivere gioiosamente. Cerco un uomo con le idee chiare, capace di essere discreto e piacevole allo stesso tempo, magari anche dotato di una certa ironia, necessaria a vivere meglio. Francesca 53enne vedova. Arrivo da una esperienza matrimoniale appagante e felice, sono serena e credo ancora nell’amore. Mi piacerebbe trovare un compagno che ami la vita e le piccole cose, che mi prenda per mano per assaporarle insieme.
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Lucio 34enne, sono un ragazzo tranquillo, simpatico estroverso. Non ho relazioni in corso, ne ho avute, ma penso di non aver trovato la persona giusta. Dico quello che penso, so quello che voglio, per il resto amo divertirmi e prendere la vita sempre dal lato più colorato. Paolo 58enne grafico pubblicitario. Ho l’hobby dei minerali e sono un collezionista. Divorziato da 10 anni, determinato nelle scelte. Cerco una donna per poter instaurare un rapporto che possa avere degli sviluppi. Roberto 36enne artigiano, alto 180 diplomato. E’ bello viaggiare lontano, quando è possibile, ma credo che la felicità sia dentro di noi stessi, nel leggere un libro, nel guardarsi negli occhi, nel fare insieme le cose. Fabio 38enne celibe, alto, moro. E’ difficile descriversi, posso dire di essere ironico e sincero, di poche parole, non tengo mai il muso. Mi piace viaggiare in paesi lontani ma anche nelle regioni italiane. Amo condividere sensazioni sport e passioni. Federico 40enne celibe. Sono alto ed amo lo sport. Sono concreto, apprezzo molto i fatti e meno le parole. So amare una persona in modo profondo, starle vicino e non dimenticarla mai. Credo nell’amore perché so che esiste.
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Giuseppe 44enne libero. Cerco una donna che mi completi, ho doti non comuni di comunicazione, passione, organizzazione e di grande serenità che ho sviluppato nella mia carriera professionale e nel mio impegno sociale. Al centro del mio mondo c’è sempre stata una donna: preziosa e sensuale.
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Luigi 51enne divorziato, alto e longilineo. Amo la musica, l’arte, la pittura, la montagna e mi piace anche il nuoto. Sono sensibile, romantico, altruista, ottimista. Cerco una donna di carattere buono, dolce, sensibile, anche timida, di buoni principi morali. Alessandro 35enne, sono un bel ragazzo stile mediterraneo, sensuale, passionale e sensibile, vivo da solo e sono economicamente indipendente, di sani principi morali, anche un po’ esigente. La mia anima gemella deve essere: sincera, sensibile, elegante, con un po’ di sale, per rendere il rapporto saporito e duraturo. Penso ad un matrimonio e dei bellissimi bambini.
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HANNO DETTO
“Avrebbe dovuto lui, il ministro [dell’Interno, Giuliano Amato], comunicare ai genitori di Gabriele Sandri quel che era successo. Precipitarsi in diretta su Rai1, Rai2, Rai3 ai tg di mezza giornata, per ricostruire subito i fatti avvenuti su quella piazzola e chiarire in maniera inequivocabile che il calcio non c’entrava nulla. Che nessuna violenza sarebbe stata giustificata. (…) Invece, niente. Che non l’abbia fatto, non giustifica le violenze avvenute. Significa solo che il ministro non è all’altezza”. Oscar Giannino Libero 13 novembre 2007
“Spero che gli italiani abbiano finalmente capito, dopo il grande bagno mediatico degli scorsi giorni, che i rom non sono romeni, che la criminalità dei rom è diffusa ma generalmente non violenta e che il caso di Tor di Quinto è soltanto una impennata del sismografo sul grafico della criminalità, vale a dire un fenomeno non diverso in ultima analisi dall’omicidio di Perugia o dall’uccisione di otto persone in una scuola finlandese”. Sergio Romano Corriere della Sera 13 novembre 2007
Le quote di questa settimana VOLLEY World Cup Testa a testa risultato
“E’ vero che i magistrati invadono il campo della politica? O invece è vero che i magistrati fanno più o meno il loro dovere (…) e la politica non vuole saperne di essere giudicata? La risposta varia caso per caso, ovvio. Ma io sospetto che la seconda spiegazione sia più vicina alla verità. (…) Chi viene indagato tace e si difende (qualche volta, si scusa). Ma non comincia, per partito preso, ad accusare gli accusatori e a giudicare i giudici”. Beppe Severgnini Corriere Magazine 8 novembre 2007
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