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Vicenza icenzaPiù Più n° 271 - 30 giugno 2014 - euro 1 1,20 1,,20 20
Direttore responsabile Giovanni Coviello
www.vicenzapiu.com
La targa degli operai
Askoll
PPeriodico eriodico iindipendente, ndipendente, non non riceve riceve ffinanziamenti inanziamenti ppubblici ubblici
LL’nformazione ’’n nffo ormazio one dalla da d alllla a A alla all lla lla aZ
Mentre gli operai della Askoll P&C di Castell’Alfero ci ringraziano per aver salvato il posto di lavoro con un’azione pressante di informazione, che potrà essere utile anche ai lavoratori vicentini, il presidente di Confindustria Vicenza, Giuseppe Zigliotto, non accetta il nostro editore perchè l’informazione di VicenzaPiù non sarebbe “etica” facendo calare una cappa sconcertante sull’indipendenza soprattutto dei giornali che fanno capo all’associazione imprenditoriale ed evidenziando una minaccia alla libertà della stampa, contestata non perchè non veritiera ma perchè sgradita
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Su Vicenza sventola la bandiera della Ritmica ...
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28 giugno 2014
VicenzaPiù si rinnova, ma non leggetelo: per Confindustria Vicenza non è etico / di Giovanni Coviello
O
ggi volevamo aprire questo numero lanciando il rinnovato Vicenzapiù, che dopo un piccolo stop dovuto alla sua riprogettazione in termini di periodicità (diventa mensile), di pagine, potenziate ad almeno 36, e di formato, più agile, da rivista tipo L’Espresso o Panorama che dir si voglia. Ma un argomento “superiore” ci impedisce di farlo se non in premessa visto che, a furia di denunciare e documentare malefatte, di aziende, politici e sindacati, ora ci becchiamo anche la scomunica, oddio, speriamo temporanea e appellabile…, di Confindustria Vicenza. Per cui, cari lettori, prima di essere anche voi additati come appartenenti a una setta, accusata di non essere… occulta perché ama essere informata senza filtri, e prima, quindi, di leggere il nuovo VicenzaPiù, udite, udite… Con una comunicazione a firma Giuseppe Zigliotto Confindustria Vicenza, di cui è presidente, ha respinto la domanda di associazione presentata il 17 (giorno infausto…) di aprile dichiarando Media Choice srl, la società editrice di VicenzaPiù, di fatto come sgradita (per l'esattezza non rispondente al Codice etico dell'associa-
zione!) essendo il suo un network che osa "denigrare" Confindustria Vicenza. Il documento, riprodotto in copertina per totale trasparenza, recita così: «Il rigetto della domanda è fondato sulla previsione statutaria dell'art.5 , comma 2, che impone al Consiglio Direttivo dell'Associazione una valutazione del richiedente e dei suoi rappresentanti, anche alla luce del proprio Codice Etico. In tale esame si è ritenuto che i comportamenti tenuti dall'impresa e dal suo rappresentante nello svolgimento dell'attività editoriale, come rilevato in numerosi articoli pubblicati sui propri quotidiani anche a firma di Giovanni Coviello, direttore responsabile nonché amministratore unico della società richiedente, siano contrari al Codice Etico in quanto reiteratamente riportano affermazioni e deduzioni che creano discredito non solo sui vertici associativi ma anche sull'imprenditoria locale e sul sistema Confindustriale». Detto della singolarità dell'accusa censoria e sottolineato come mai Assindustria Vicenza abbia avuto rilievi “oggettivi” da fare nelle varie sedi opportune su, addirittura, presunte "denigrazioni" immaginiamo l'imbarazzo che ora coglierà anche i colleghi degli altri media locali, a cui esprimiamo solidarietà fin d'ora, dopo che Giuseppe Zigliotto, che ama farsi fotografare con
i suoi cani, li ha "gratificati" come disciplinatamente ed «eticamente» allineati a Confindustria Vicenza visto che scrivono per giornali con editori associati, qui o altrove, nel rispetto del suddetto suo Codice etico, che magari sono anche di sua proprietà, come Il Giornale di Vicenza, oppure che appartengono a suoi esponenti come Luca Bertolami, il presidente proprio della Sezione Servizi Innovativi e tecnologici, a cui sarebbe stata associata Media Choice srl se fosse stata zigliottescamente “etica”, e la cui società edita, pensiamo “eticamente”, un portale web nato da una nostra costola con la benedizione (etica?) di un ex senatore DC condannato per tangentopoli. Analogo imbarazzo immaginiamo colga i colleghi di giornali con pagine locali (come Il Corriere della Sera Corriere del Veneto e Il Gazzettino edizione di Vicenza e Bassano) i cui editori solo "eticamente" e semplicemente iscritti all'associazione degli imprenditori, qui o altrove. Per non dire che della compagine societaria di Media Choice fa parte anche chi ha un’attività rilevante nel territorio e in Italia e che ci affretteremo a tranquillizzare, anche qui pubblicamente su questo numero rinnovato di Vicen-
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zaPiù, su una eventuale sua espulsione da Confindustria per due motivi. Intanto il nostro socio non è responsabile della nostra mancata eticità avendo considerato il suo un semplice investimento imprenditoriale (minoritario) e avendoci, quindi, sempre lasciato liberi di informare i lettori su chicchessia e su qualunque argomento. Poi perché lo avevamo informato che la nostra richiesta di iscrizione voleva essere un’apertura verso un’associazione così democratica che da anni censura anche l’invio dei suoi comunicati a un network con tre testate iscritte regolarmente al Tribunale e al ROC (è etico ed intelligente, sig. Zigliotto?). P.S. Abbiamo, intanto, chiesto un incontro proprio al presidente, firmatario del giudizio etico (addirittura Papa Francesco ha detto di non aver titolo a giudicare, ad esempio, i gay), sperando che lui, che pure abbiamo amabilmente intervistato anche per VicenzaPiùTv nel giorno dell’assemblea confindustriale congiunta a Gambellara, l'abbia solo siglato leggendo in maniera distratta un foglio per lui scritto dal ghostwriter di turno, che per appellarsi al Codice etico poteva meglio e più intelligentemente alludere e riferirsi a mie eventuali "indegnità giuridiche" personali. Anche se magari pure queste legate a persecuzioni dirette o indirette della libertà di stampa... Intelligenti pauca. © RIPRODUZIONE RISERVATA
/ Giuseppe Zigliotto
con i suoi cani
/ Giuseppe Zigliotto intervistato dal direttore di VicenzaPiu ̀ il 16 giugno prima della
scomunica del 23
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VicenzaPiù si avvale di opere d’ingegno (testi e fotografie) distribuiti gratuitamente con le licenze Creative Commons “Attribuzione”e “Attribuzione - Non opere derivate”. Ringraziamo tutti gli autori che ci permettono di utilizzare i loro lavori segnalando il nome o il link ad un loro spazio web personale. Per maggiori informazioni: www.creativecommons.it Giornale chiuso in redazione alle ore 9.00 di kunedì 30 giugno 2014 Tiratura: 7.000 copie
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30 giugno 2014
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Microvett: dal fondo in Cima / di Federica Raccanelli
/
La Micro-Vett di Imola
I
l mondo dei motori elettrici ed ecosostenibili sembrava essere fiore all’occhiello italiano, Micro-Vett era l’azienda specializzata nella produzione di veicoli a propulsione elettrica nata nel 1986 da Gaetano Di Gioia. La Micro-Vett ha voluto portare in Italia l’innovazione per quanto riguarda i motori alimentati ad energia elettrica e quindi in grado di non inquinare l’ambiente. L’azienda di Di Gioia si è adoperata nella produzione anche di batterie e motori elettrici da utilizzare sulle scocche di autoveicoli pre-assembleati da costruttori esterni. Tra i principali partner di MicroVett si possono ricordare Iveco per gli autocarri Daily, con Fiat e la Piaggio hanno poi collaborato per i furgoncini Porter, meno costosi dei Daily e con un’autonomia di 100km. I problemi da subito riscontrati dall’azienda sono stati gli alti costi di produzione e la limitata autonomia dei veicoli. Questo ha fatto sì che i maggiori acquirenti dei prodotti fossero i comuni italiani e le Poste Italiane. Con alcuni miglioramenti tecnici, come l’installazione di accumulatori più potenti nel 2000, si rilevò un incremento di richieste da parte della clientela. Nascono la city car Casaliny Ydea e il veicolo commerciale Doblò, prodotto fino al 2009 e poi sostituito dal Fiorino e dal Qubo con un costo leggermente inferiore. Il Fiorino aveva autonomia maggiore dato il suo peso più contenuto e ciò ha permesso una sua più larga diffusione anche presso numerose aziende europee, in Spagna, Francia e Germania. Il successo di Micro-Vett è
giunto anche con la vendita di 371 veicoli alla città di Reggio Emilia, utilizzati da vari enti affiliati alla città. L’azienda imolese ha anche rifornito di veicoli Fiat, Enel DHL, Disneyland, Til Reggio emilia, Waste Management, il Comune di Livorno e Stoccolma. Ha poi mandato in produzione altri tre veicoli: la E500, la versione elettrica della 500 della Fiat, il Ducato trasformato e poi il nuovo arrivato, che è andato a sostituire il Porter, l’Edy1 dal prezzo di listino più basso. In totale si stima che Micro-Vett sia stata produttrice di oltre 4.500 veicoli elettrici. La ditta a causa dei mancati pagamenti, per la maggior parte proprio degli enti pubblici, e dello stop degli incentivi per la conversione dei veicoli in mezzi elettrici, si è vista ben presto costretta a portare i libri in tribunale. Il 18 febbraio del 2013 il drammatico epilogo: Micro-Vett ha dichiarato il fallimento dopo 27 anni di attività con circa una trentina di
lavoratori che si sono trovati senza il posto di lavoro. Il tracollo è avvenuto in dodici mesi, perchè è dal 2012 che iniziavano a trapelare le prime indiscrezioni sullo stato finanziario dell’azienda. Successivamente alla dichiarazione di fallimento sembrava giungesse in porto l’accordo con la società olandese El-KW Nederland con proprietari Jeroen Geurts e Jurgen Kalleveen. Si prevedeva il reintegro immediato di 10 dipendenti su 24. La società olandese assieme a due private equity avevano costituito una cordata e, offrendo 400 mila euro, si erano aggiudicate l’intero blocco aziendale. Il futuro della Micro-Vett sembrava tornare a rivedere la luce attraverso la nuova proprietà olandese, che aveva già lasciato una caparra di 100.000 euro ma la trattativa si bloccava. A causa di varie dissonanze su valutazioni e magazzino le parti poi si irrigidivano e l’affare non andava in porto lasciando spazio all’azienda Cima di Creazzo per una aggiudicazione senza concorrenti per l'importo della base d'asta. In un capannone industriale già attivo Cima Automotive continuerà ad operare nel campo della mobilità elettrica, ma con un nuovo progetto: un kit che permette la trasformazione dei veicoli endotermici (con motore a scoppio) in veicoli elettrici. Cima prevede un investimento complessivo – con tecnologie d'avanguardia - da due milioni di euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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L’uomo delle rotatorie era il lobbista con le amministrazioni pubbliche di destra Con lui ad occuparsi di quelle di sinistra per la Microvett era Raffaello De Brasi, ex deputato del Pd. L’ex assessore e consigliere delegato alla mobilità ora è general manager della Cima Automotive di Creazzo / di Federica Raccanelli
È
direttamente da Claudio Cicero, l’ex assessore di Enrico Hüllweck e poi consigliere delegato di Achille Variati, dopo e prima la sua collocazione elettorale in opposizione in sala Bernarda, che ci facciamo raccontare la storia dello sbarco a Vicenza dei motori elettrici della ex Microvett di Imola per cui ha lavorato prima di riapprodare anche lui insieme a loro a Creazzo presso la Cima. «Sono un ex dipendente MicroVett, quando è stato dichiarato il fallimento siamo stati tutti messi in mobilità e io, cercando nuove risorse, ho trovato la disponibilità di Giulio Bocchi, presidente della Cima di Creazzo. Per quanto riguarda i dipendenti imolesi, essendo stati messi tutti in mobilità, ora la Cima non ha il problema di reintegrarli. Sono stati comunque assunti uno dalla Veloce e uno dalla 4C Auto, come addetto alla manutenzione. Io ora per Cima sono general manager. Abbiamo un nuovo brevetto per la trasformazione dei motori da en-
dotermici ad elettrici. Un kit che permetterà questa modifica del motore al più basso costo possibile e che ora dobbiamo omologare. La Cima ora ha fondato Cima Automotive, di cui Bocchi è amministratore unico. Pensiamo, comunque, che prima ancora di costruire direttamente vetture elettriche, il mercato della trasformazione dei motori endotermici in elettrici potrebbe essere molto interessante: si userebbero anche componenti del motore già in uso nelle auto e questo abbatterebbe i costi. Ora si sta “correndo” con il Ministero e gli organi preposti per effettuare le omologazioni e tutti i test necessari, in 3 o 4 mesi potremmo essere pronti anche se le procedure sono molto puntuali e attente. Ho utilizzato la mia esperienza in Micro-Vett per realizzare ciò che lì non esisteva, in modo da economizzare al massimo. Bocchi è una persona estremamente attiva interessata a tutto ciò che è novità, è stato stimolato dalla mia proposta e quindi ha deciso di espandere la sua azienda nel settore motori. Ora abbiamo già rapporti con Fiat, di cui a breve ci saranno i riscontri, ma abbiamo contatti anche, seppur
minori, con Piaggio e con Iveco. Siamo anche in trattativa con VEM per un veicolo di fabbricazione cinese, un piccolo mezzo da lavoro. Faremo delle proposte per classi di potenza. L’autonomia è un falso problema in realtà. Aumentare la carica delle batterie fa aumentare ovviamente i costi quindi da noi si punta sulla consapevolezza dell’acquirente delle potenzialità del veicolo per, quindi, utilizzarlo in base alle sue caratteristiche. Abbiamo dei contatti con AIM Energy per rifornire i caricatori nella città ma sarà possibile ricaricare i veicoli che usciranno da noi anche con le prese di casa di notte, quando c’è un consumo di energia minore rispetto al giorno. Abbiamo anche contattato la FIAMM per le batterie, vedremo ora come andranno i nostri contatti». Come ha conosciuto la MicroVett prima di andare a lavorarci? «Nel 2003 quando iniziava il progetto con Veloce è stata fatta una ricerca di mercato, poi è stato aperto il bando e si sono presentati i rappresentanti della Micro-Vett. Dopo aver fatto tutti i test che servivano, sono stati scelti. Nel 2005 Veloce è partito, era l’unico progetto per il trasporto elettrico che funzionava in Italia e Micro-Vett portava i
suoi clienti a Vicenza come referenza. Nel 2008 sono stato chiamato dall’allora presidente di Microvett, Gaetano Di Gioia, che mi propose di andare a lavorare per lui come responsabile delle Pubbliche relazioni. Io mi occupavo delle amministrazioni pubbliche ma ho progettato anche bus, 500 da corsa e moto». Anche Raffaello De Brasi, ex deputato del Pd, ci ha dichiarato di essere stato «consulente dal 2008 al 2011 di Microvett nel campo delle relazioni legate agli enti pubblici. Claudio Cicero ha iniziato a lavorare per MicroVett nel 2010, io non ho mai avuto l’occasione di conoscerlo se non all’interno dell’azienda. Ritengo sia stato notato dal Di Gioia come persona abile quando si sono venduti i mezzi alla Veloce di Vicenza e poi gli sia stato chiesto di entrare in azienda» «Certo che me lo ricordo - dice Cicero -, avevamo lo stesso ruolo, ci occupavamo entrambi della comunicazione con le amministrazioni. Io mi occupavo delle amministrazioni di destra e lui invece di quelle di sinistra. Lui l’ho conosciuto in MicroVett, prima, confermo, non ne avevo mai avuto l’occasione» © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Cicero, il consigliere a geometria variabile. Ed elettrica / di Martina Lucchin
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ato a Tripoli (Libia) nel 1961, Claudio Cicero inizia il suo impegno politico come Presidente del Comitato di Gestione Asilo Nido Ferrovieri per poi diventare Presidente del 7° Circolo Didattico e consigliere di Circoscrizione dal 1991. Sette anni più tardi viene eletto in consiglio comunale a Vicenza nelle file di Alleanza Nazionale durante il mandato del sindaco in quota Forza Italia Enrico Hüllweck. Dal 2000 Cicero gestisce la delega assessorile alla Mobilità, a cui si aggiungono Trasporti e Infrastrutture Stradali, facendo scoprire alla città di Vicenza le rotatorie. Da allora soprannominato il "signore degli anelli", Cicero conclude la sua esperienza da assessore nel 2008 dopo aver preso parte attiva a fianco del sindaco Hüllweck alla vicenda della base americana all'ex aeroporto Dal Molin con corollari finali di polemiche anche amministrative. Scoperta la passione "civica", Cicero, dopo aver raccolto circa il 10% di consensi come candidato sindaco, siede inizialmente tra le opposizioni insieme ad un altro consigliere della sua lista nel primo mandato del sindaco di centrosinistra Achille Variati come capogruppo di "Cicero…Impegno a 360°”. Torna ad occuparsi di mobilità dal 2010 come consigliere delegato proprio nella giunta dell’avversario Achille Variati. Due anni più tardi il ca-
/ Claudio Cicero con Achille Variati
lendario fascista appeso al suo ufficio gli costa, per lo meno ufficialmente, il ritiro della delega da parte del sindaco. Cicero torna a sedere da solo e con un consenso elettorale nettamente calato in sala Bernarda anche nel 2013 durante il secondo mandato di Achille Variati. Battibecchi continui con l'attuale assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza a parte, la recente attività politica di Claudio Cicero si è concentrata nella raccolta firme per l'abolizione della legge Merlin e sulla situazione dei nomadi a Vicenza. Sul piano professionale, che si intreccia con le sue “caratteristiche” politiche, Claudio Cicero ha sempre vantato un connotazione tecnica con attitudini dichiarate all’inventiva e alle soluzioni pratiche in varie aziende, da quelle di macchine orafe alle ultime nel settore dei motori elettrici. Ed è in quest’ambito che la sua storia, professionale e di politico, per sua dichiarazione (vedi accanto) anche lobbista, si intreccia con la Microvett di Imola, che produceva motori elettrici per mezzi di trasporto e per cui Cicero ha lavorato subito dopo la perdita dell’incarico assessorile. La società con ex sede in Via Gambellara (segno del suo destino veneto?, ndr) è passata in pochi anni dalla leadership di settore e da premi prestigiosi (vedi box) a un recente fallimento dalla cui procedura è stata acquistata dalla
/ Claudio Cicero con Enrico Hullweck
Cima di Creazzo di cui Claudio Cicero è ora diventato Direttore generale. La Microvett è, già dai tempi della giunta Hüllweck, fornitrice a Vicenza di Veloce, Vicenza Logistic City Center S.r.l., “il primo Centro Eco-Logistico di Vicenza”, che, come recita nel suo sito, è nato «per iniziativa del Comune e ha come obiettivo la distribuzione "intelligente" ed ecologica delle merci nell'area più densamente urbanizzata della città. Per dare operatività al progetto - denominato VELOCE - è stata costituita una società pubblico/privato che ha come ragione sociale "Vicenza Logistic City
Center s.r.l.". Soci della società sono il Comune di Vicenza, con una quota maggioritaria del 55%, e le Associazioni di Categoria (Industriali, Apindustria, Artigiani, C.N.A. Commercianti) in rappresentanza del settore spedizionieri/corrieri e del settore commercio e servizi». Gli articoli del numero del 24 aprile 2014 di “Sabato sera”, il periodico leader incontrastato dell’informazione imolese, sono qui riprodotti per sua gentile concessione © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Caso Mario Novello e volley: vendita forzosa delle sue quote societarie per risarcire Coviello Il match di carte bollate che da mesi vede fronteggiarsi Giovanni Coviello, oggi direttore del network di media VicenzaPiù, e Mario Novello noto imprenditore di Isola Vicentina, fa segnare un nuovo punto a favore del primo. L’ambito è quello della nota querelle uscita «dagli ultimi scampoli» delle vicende della società del volley femminile di serie A di Vicenza / di Marco Milioni
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Dal 9 aprile 2014 - spiega Coviello riferendosi alla querelle seguita per lui dallo Studio legale Doria - sono entrato in possesso della documentazione dalla quale si evince che il Tribunale di Vicenza ha disposto la vendita forzosa delle quote societarie riferibili a Novello. All’udienza di quel giorno, infatti, il GF.E. ha conferito l’incarico per la vendita delle quote di Mario Novello nella Novello srl al notaio, dott.ssa Cardarelli . La vendita, preceduta dalla pubblicazione dell’avviso su Il Giornale di Vicenza e sui portali Internet dedicati, verrà effettuata senza incanto in due tentativi, il secondo dei quali con una diminuzione del prezzo base di un quinto». Più nel dettaglio, e come reso operativo negli “avvisi legali” su Il Giornale di Vicenza del 3 giugno scorso e dei portali utilizzati allo scopo dal Tribunale di Vicenza, nelle carte si legge che si «procederà alla vendita senza incanto della quota di partecipazione societaria del valore nominale di circa euro 7.306 (settemilatrecentosei/00), pari al 40,13% (quaranta virgola tredici per cento) circa del capitale sociale, della società Novello Srl... al prezzo base di euro 350.000».
/ L'avviso legale sulla vendita coatta delle quote della Novello srl (a destra)
Ma di che cosa si tratta più concretamente? Su Vicenzapiu.com del 17 luglio 2013 la vicenda viene così delineata: «Novello non avrebbe onorato alcuni impegni nei confronti dell’ingegnere, che nel frattempo aveva lasciato la presidenza della squadra a Franco Ferappi con Mario Novello vicepresidente... con delega proprio alla gestione» (l’altro vice presidente era Angelo Mapelli, della Regas, ndr). Coviello era diventato general manager del club sportivo. Motivo per cui lo stesso Coviello avrebbe «chiesto 30.000 euro che non gli sono stati corrisposti pur in presenza di una scrittura privata che in tal senso certificava lo stato delle cose. Per questa ragione l’ex general manager della società sportiva ha fatto ricorso al tribunale chiedendo un pignoramento, la cui esecuzione è divenuta com-
/ Mario Novello saluta il pubblico dell'allora Minetti Vicenza di cui era divenuto il socio
di riferimento
plessa: sia per le schermaglie messe in campo dalla difesa sia per la difficoltà nel reperire proprietà o conti correnti (di Mario Novello, ndr) che non fossero a zero». Questo era lo stato della situazione all’estate del 2013. Il tribunale civile di Vicenza però nel frattempo, per consentire il recupero forzoso del credito vantato e ad oggi riconosciuto a Coviello (30.000 euro più le spese per un totale ad oggi di 50.000 euro, ndr), ha mandato avanti la pratica sino alla decisione di ordinare la vendita forzosa degli asset societari in capo a Mario Novello, in pratica le quote della Novello s.r.l., e la cui custodia giudiziaria il Tribunale stesso ha, nel frattempo, affidato al noto professionista vicentino Gianni Giglioli. La vendita è stata messa in calendario il 2 luglio presso la «As-
sociazione Notarile Vicentina per le Procedure Esecutive». Rimane però sul tappeto la vicenda umana: «All’epoca dei fatti - precisa Coviello - sul mio conto è stato detto e scritto di tutto. Novità come quelle di queste ore fanno piacere per carità anche se mai ripagheranno, neanche in parte, quello che in termini pratici ho perso e che in termini morali hanno provato a togliermi. Tuttavia questa battaglia, basata su documenti verificati e su argomentazioni circostanziate, ho deciso di combatterla con la schiena diritta, ben conscio dei sacrifici e delle fatiche da affrontare. C’è un pezzo del sistema vicentino che non mi piace e che tende a spingere al margine chi decide di non adeguarsi a certi riti». © RIPRODUZIONE RISERVATA
/ La stretta di mano a Ferappi e Novello di Coviello che a loro e altri affido ̀ fiducioso il
club poi azzerato
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Askoll 3 dopo Castell’Alfero: a Povolaro contratto di solidarietà per 220 dipendenti / di Federica Raccanelli
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artedì 27 maggio in Askoll 3, a Povolaro, sono state indette due assemblee sindacali, di un’ora ciascuna, per spiegare in cosa consisterà il contratto di solidarietà con al massimo il 45% dell’orario di lavoro per tutti i dipendenti, 220 persone. Un anno fa era già stato rinnovato il medesimo contratto per circa 150 dipendenti anche in Askoll 2. Ad oggi, da quanto ci dice il sindacalista della Fim Cisl Stefano Chemello, non si teme che possa succedere quanto si è rischiato nell’astigiano a Castell’Alfero, il licenziamento in blocco, cioè, per 223 lavoratori, poi trasformatosi, dopo una lunga battaglia di cui è stato dato merito anche a VicenzaPiù, in una serie di strumenti tra cui, proprio, un contratto di solidarietà. Il contratto di solidarietà in alternativa alla cassa integrazione risulta essere un contratto più tutelante per quanto riguarda i lavoratori, economicamente e anche a livello di normative. “Per loro è una novità e quindi abbiamo dovuto spiegare cosa succede nelle varie casistiche” spiega il sindacalista Chemello. Le motivazioni riconducibili alla crisi economica sono sicuramente note a tutti e si stanno ripercuotendo anche in questo gruppo di aziende. “Le persone, continua Chemello, hanno sicuramente timore dopo le notizie della chiusura di Castell’Alfero, logico pensare: quando toccherà a noi? I lavoratori non dormono sicuramente sonni sereni ma di certo non si può vivere sempre nella paura. Abbiamo trovato il problema e ora, assieme alla RSU, stiamo cercando delle soluzioni. Con il contratto di solidarietà, dato il calo della produzione, abbiamo fatto evitare all’azienda il licenziamento della forza lavoro risultante in esubero”.
/ Convocazione dell'assemblea in Askoll Tre
/ La foto con la targa per VicenzaPiu dei dipendenti Askoll P&C salvati dal licenziamento prima della partenza della
delegazione per Vicenza
La cassa integrazione è già stata vissuta nei mesi scorsi dai dipendenti e la soluzione meno dolorosa è ora questa tipologia di contratto. I lavoratori, restii nel rilasciare interviste, si dividono. Alcuni esprimono timore: “Siamo preoccupati per tutto, è una cosa normale. Ogni realtà è a se ma sicuramente la situazione non è facile”. Altri invece si dimostrano parzialmente ottimisti: “Non siamo informati se saranno interessate più Askoll per i licenziamenti, ma
penso per il momento sia stato un caso circoscritto a Castell’Alfero”. Opinioni che sembrano condivise anche dal sindacalista RSU Giovanni Sciurti, dipendente Askoll da 17 anni: “I dipendenti ora avevano la necessità di capire in cosa effettivamente consistesse il contratto in Askoll 3. Anche se si sta a casa per 2 giorni a settimana, comunque ci si sente abbastanza tutelati.” © RIPRODUZIONE RISERVATA
Marioni elettrico, quando pensava alle famiglie (F.R.) Dopo le pompe per acquari, i motori per elettrodomestici, il gruppo Askoll punta sulla mobilità elettrica. Questa la notizia che il Giornale di Vicenza e La Repubblica lanciavano ad inizio del 2013, fissando per il 2014 l’appuntamento per l’avvio della riconversione industriale della holding con sede a Dueville guidata da Elio Marioni. “Produrremo in Italia a partire dal prossimo anno, creando qui nuovi posti di lavoro”, diceva infatti Marioni annunciando l’investimento nel progetto di 20 milioni di euro. Complice la crisi del bianco, che a tutt’oggi non accenna a finire (vedi il caso Electrolux e la quasi chiusura dello stabilimento piemontese Askoll di Castell’Alfero), la Askoll si preparava dunque a portare sul mercato minicar, motorini e bici elettriche a basso costo. Riconvertire le eccedenze e creare nuovi posto di lavoro era quindi l’obiettivo perseguito con questo progetto dalla Askoll di Marioni. “Ho 2500 dipendenti diretti. Come si può pensare che io, con una responsabilità sociale di tutte queste famiglie, non senta il peso di tutte le mie scelte? Ognuna ha una ricaduta collettiva. A volte tuttavia bisogna optare per le azioni di rottura, quelle difficili, che pesano
sull’animo ma garantiscono la continuità dell’intero sistema. È il prezzo da pagare per continuare a esistere in un mercato in cui domina il caos. Non possiamo arrenderci”, diceva il patron di Askoll a La Repubblica nel marzo 2013 commentando l’allora recente chiusura dello stabilimento di Moncalieri, sfiorata quest’anno invece da quello di Castell’Alfero. Il 2014 è iniziato da qualche mese, ma di motori elettrici non si sente parlare in quel di Askoll. Ma l’anno è ancora lungo. © RIPRODUZIONE RISERVATA
/ Elio Marioni e un plastico del mega Centro Equestre previsto nel 2009 a Dueville e migrato ora a Caldogno con i 20 milioni di investimenti previsti
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La consegna del riconoscimento a VicenzaPiù dei lavoratori di Askoll P&C alla presenza del sindaco Variati / di Edoardo Andrein
/ La consegna dela targa (da sx): Andrein, Variati, Toniolo, Lucchin,Marchiori, Cortellazzi, Coviello
e Martina Lucchin
È
avvenuta sabato 24 maggio presso la sede di VicenzaPiù in viale Trento la consegna al direttore Giovanni Coviello e alla redazione di un riconoscimento dell’impegno profuso per far conoscere alla cittadinanza la vertenza Askoll P&C di Castell’Alfero in provincia di Asti. Alla presenza del sindaco di Vicenza Achille Variati, intervenuto per il riconoscimento dato a un editore indipendente di Vicenza, i lavoratori dello stabilimento di Castell’Alfero facente capo al gruppo con sede nella provincia di Vicenza, Tiziano Toniolo della RSU Cisl, Sandra Marchiori, Dina Cortellazzi, Giseppe Chiparo ed Enzo Poglio hanno consegnato personalmente la targa per “gratitudine e stima per il grande contributo e sostegno nella vertenza Askoll P&C”. Dopo le dichiarazioni di Tiziano Toniolo, sindacalista della Rsu Cisl Askoll, della dipendente Sandra Marchiori, del direttore Coviello e del sindaco Variati, che vi proponiamo nel video di VicenzaPiùTv (http://www.youtube.com/watch?v= 7RLeZOr6Sa4 ), la sede della reda-
zione si è arricchita oltre che della targa anche delle firme della delegazione di lavoratori e dei componenti della redazione, presenti Martina Lucchin ed Edoardo Andrein, apposte sul numero speciale di VicenzaPiù con la copertina dedicata all’anniversario degli otto anni dalla nascita del giornale e con la foto di un manifestante Askoll che durante il corteo di protesta nel vicentino mostrava il numero precedente in cui VicenzaPiù aveva dedicato ben sei pagine alla vertenza in corso e ora risolta.
/ La Askoll Tre a Povolaro ̀
/ Rsu e operai Askoll firmano n. 269 d VicenzaPiu ̀
Almeno temporaneamente anche se con nubi permanenti sul futuro dei lavoratori astigiani e di quelli vicentini che devono sostenere la concorrenza
degli altri siti della Askoll in cui il costo del lavoro è molto più basso. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Crisi del sistema bancario e la Popolare di Vicenza fa shopping / di Giancarlo Marcotti
L
a crisi che ormai sta investendo da sette anni la nostra economia non ha risparmiato praticamente nessun settore e stilare una classifica dei comparti che hanno dovuto subire i maggiori danni è operazione praticamente improponibile. C’è però un “misuratore”, magari non valido in assoluto, ma assolutamente razionale, per capire dove la crisi ha “picchiato” di più: le quotazioni dei titoli di Borsa. Dall’inizio della crisi allora qual è stato il settore che ha visto scendere maggiormente le proprie quotazioni? Su questo non ci sono dubbi, è il comparto bancario, limitando l’analisi solo ai titoli presenti sul nostro indice principale, il calo registrato dal maggio 2007 ad oggi è risultato in media del 71%. E questo nonostante dal 2007 alla fine dello scorso anno ci siano state ricapitalizzazioni del sistema (cioè soldi freschi che sono entrati) per un ammontare globale di circa 40 miliardi di euro. Non sono bastati, anzi, nei primi sei mesi dell’anno in corso il comparto bancario è ricorso a diverse operazioni di aumento di capitale per un ammontare complessivo superiore agli 11 miliardi, una cifra pari a tre volte l’Imu sulla prima casa! Ecco l’elenco delle operazioni in ordine di importo: Banca Monte dei Paschi di Siena 5 miliardi, Banco Popolare 1,5 miliardi, Banca Popolare di Vicenza (non è quotata, ndr) 1 miliardo, Banca Carige 800 milioni, Banca Popolare Emilia Romagna 750 milioni, Veneto Banca 500 milioni, Banca Popolare di Bari 500 milioni, Banca
/ Il Monte dei Paschi di Siena
Popolare di Milano 500 milioni, Credito Valtellinese 400 milioni, Banca Popolare di Sondrio 350 milioni e Banca delle Marche (un Istituto commissariato) per 300 milioni. Tutti questi soldi “freschi” servono principalmente per presentarsi con i conti in ordine alla “vigilanza unica europea” il nuovo organismo che dovrà monitorare i maggiori Istituti a livello continentale. Ma Banca Monte dei Paschi di Siena potrà così rimborsare, almeno in parte, i Monti-bond, ai quali aveva fatto ricorso negli anni scorsi, nel momento più duro della crisi. Altri Istituti, però, ed è proprio il caso della Banca Popolare di Vicenza, oltre ad “irrobustirsi” patrimonialmente potrebbe utilizzare parte degli introiti per possibili acquisizioni. L’offerta per la Popolare dell’Etruria, Istituto aretino il cui neo vice-Presidente è il padre dell’avvenente Ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, è stata rifiutata (fortunatamente), quindi ora le attenzioni verranno rivolte verso altre realtà. Naturalmente occorre guardare ai “saldi”, a quelle banche cioè con i conti … “in disordine” ed ecco
/ La Banca Popolare di Marostica
/ Gianni Zonin, presidente della BpVI, e Samuele Sorato, suo direttore generale
che, se qui vicino c’è la Banca Popolare di Marostica, poco sotto al Po c’è proprio una bella “svendita”: la Cassa di Risparmio di Ferrara. Se ne era già parlato diverso tempo fa, ma ora i colloqui si sono intensificati e si sta arrivando alla stretta finale, il prossimo mese verrà formula l’offerta ufficiale da parte della Banca Popolare di Vicenza. L’Istituto emiliano, ricordia-
molo, è stato commissariato, dopo che sono emersi ammanchi ed una contabilità “creativa” non proprio ortodossa, ma sembra proprio che i Commissari abbiano fatto un bel lavoro e si possa trattare con ampi margini di successo. Anche perché il Presidente Zonin si è rivolto all’intera comunità ferrarese in maniera più che conciliante, parlando della salvaguardia totale dei livelli occupazionali, sia per quanto riguarda la sede che per quel che concerne le filiali, ma non solo, ipotizzando anche un forte investimento per l’intero territorio. Insomma Zonin anziché il vino stavolta ha messo sul tavolo miele a profusione e Ferrara non vede l’ora che arrivi “l’uomo della provvidenza” in grado di far tornare un po’ di fiducia nel futuro di una comunità che da troppo tempo ormai vive solo di ricordi. © RIPRODUZIONE RISERVATA
/ L'agenzia di Viale Mazzini della Cassa di Risparmio di Ferrara
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Le nostre domande aperte alle banche vicentine / di Giovanni Coviello
I
l ruolo della banche è da tempo al centro dell’attenzione. Ecco quindi una serie di domande che VicenzaPiù pone a tutte quelle del territorio che sono o banche popolari e istituti di credito cooperativo. Per le risposte ce ne faremo immediati e diligenti diffusori. 1. Qual è sinteticamente la fotografia ad oggi della Banca da lei diretta o presieduta? 2. L’argomento banche e aggregazioni è all’ordine del giorno. Cosa è sul piatto dei vostri Cda nell’immediato e nel prossimo futuro e con quali obiettivi? 3. Acquistare o farsi acquistare da un’altra banca tiene conto anche della mission originaria dell’Istituto nei confronti del territorio di appartenenza? Se sì, come pensa di mantenerla o rafforzarla? Quali sono i riflessi in termini di occupazione in previsione anche delle economie di scala ed organizzative che le aggregazioni sottintendono? 4. L’Istituto da lei rappresentato è una banca popolare o un istituto di credito cooperativo. Quali sono ad oggi i vantaggi delle relative normative e quali gli svantaggi? La Borsa è uno strumento di chiarezza e di sviluppo, oltre che di trasparenza?
5. La BCE, dopo aver concesso al sistema finanziario centinaia di miliardi a costi vicini allo zero anche per aiutarli a uscire dalla propria crisi, ultimamente ha fissato tassi negativi per i depositi della Banche presso l’Istituto centrale. Draghi, non remunerando più i capitali bancari in BCE anzi penalizzandoli, ha così inviato un nuovo e forte messaggio verso la necessità di aprire i cordoni della borsa per il credito ai privati e alle aziende. Come sta attuando la sua banca questo indirizzo, che comunque pare ostacolato dalle rigide normative che deve applicare in base ai vari parametri fissati da Basilea 1, 2 e 3? 6. Quanto investe e come il suo istituto in settori come il sociale, la cultura, la formazione, lo sport e similari e quanto pesa in questi investimenti, oltre all’obiettivo finanziato, anche la volontà di costruire un’immagine meno “antipatica” delle banche, spesso in gara con i politici per impopolarità? 7. Conviene ancora e, se sì, perché affidare soldi alla banca? 8. Se dovesse inviare un tweet alla Bce e poi alla Banca d’Italia, un altro alla politica e l’ultimo ai soggetti da finanziare cosa scriverebbe in ognuno dei blocchi da 140 caratteri che oggi sono tanto di moda?
/ Gianni Zonin, BpVI, e Vincenzo Consoli, Veneto Banca
/ Giuseppe Bottecchia, presidente della Popolare di © RIPRODUZIONE RISERVATA
Marostica
VicenzaPiù interroga Giorgio Napolitano, l’euroscettico / di Giancarlo Marcotti
S
appiamo tutti che la crisi che ormai stiamo vivendo da anni nasce come crisi finanziaria e solo successivamente impatta anche nel campo economico. Per molti è la crisi dei “mutui subprime”, ed è senz’altro vero, ma l’incubo arriva con il fallimento di Lehman Brother’s che, ricordiamolo, era una delle più importanti investment Bank del mondo. Il suo fu il più grande fallimento nella storia delle bancarotte mondiali, qualcosa pari a 613 miliardi di dollari il debito quantificato alla fine. Ebbene, da allora molta acqua è passata sotto i ponti, le Banche “too big to fail” ossia “troppo grandi per fallire” anziché smembrarsi si sono ulteriormente accorpate, ora hanno dimensioni gigantesche, ma si sa che un conto sono le parole ed i proclami, un altro le azioni concrete. Sostanzialmente, nel mondo, la crisi finanziaria è durata poco, si è conclusa nel marzo del 2009 quindi sei mesi dopo il fallimento di Lehman, ma gli strascichi lasciati in ambito economico sono stati ben più lunghi “da smaltire”. Anzi nel nostro Paese la crisi morde tutt’ora, è ben presente e non abbiamo la più pallida idea di che tempi siano necessari per uscirne. È stato così solo da noi? Certo che no! Ma questa crisi ha fatto calare il velo su alcune contraddizioni che da anni covavano all’interno della vecchia Europa ed in particolare fra i Paesi aderenti alla moneta unica. La crisi venuta da lontano, quindi, in Europa, è servita ad evidenziare la regina delle assurdità e cioè che economie assolutamente diverse, completamente agli antipodi, abbiano come unità di conto la stessa mo-
neta, questa è la follia dell’euro! Ed ecco che, come molti avevano perfettamente preconizzato, è accaduto che i Paesi forti sono diventati sempre più forti e quelli deboli, sempre più deboli. Chi lo aveva previsto? Margareth Thatcher, ad esempio. Oddio, mi sembra già di sentire le grida dei beoti che si innalzano contro “l’emblema del capitalismo selvaggio” “l’ultraliberismo che ha creato sconquassi in tutto il mondo” ecc. ecc. Ok, ok, lasciamo perdere Margareth Thatcher vi faccio un altro nome di chi aveva perfettamente previsto per tempo come l’avvento dell’euro avrebbe portato alla distruzione della nostra economia ed all’egemonia di quella tedesca. Oh bene, e chi è questo “guru” che sapeva tutto, e con largo anticipo? Giorgio Napolitano Giorgio Napolitano?! Ma Marcotti sei improvvisamente impazzito? Giorgio Napolitano il nostro Presidente della Repubblica? Sì certo, proprio lui, Giorgio Napolitano il nostro Presidente della Repubblica! Ma se lo sanno tutti che è il più grande fautore dell’euro! Non c’è discorso od intervento del nostro Presidente in cui non ci sia un passaggio a favore della moneta unica descritta come fonte di equilibrio e stabilità, nonché portatrice di pace e prosperità. Certo adesso dice così! Ma nel 1978 … Nel 1978?! Ma allora Marcotti sei proprio andato fuori di testa, nel 1978 non solo non esisteva l’euro, ma non era neppure nella mente dei suoi padri fondatori. Certo, l’euro no! Non esisteva, ma in quegli anni stava per prendere forma un “antenato” dell’euro, potremmo dire un progenitore, la cui sperimentazione avrebbe preso corpo di lì a poco: lo SME, Sistema Mo-
netario Europeo. Il discorso tenuto da Giorgio Napolitano alla Camera dei Deputati il 13 dicembre 1978 è, come tutti gli interventi dei parlamentari, agli atti, e quindi si può consultare. Ebbene fatelo (http://keynesblog.com/2013/04/23/quando-napolitano-era-contro-leuro/), e troverete un’analisi di una lucidità e di una precisione tale da rimanere allibiti. Napolitano aveva perfettamente preconizzato cosa sarebbe accaduto entrando in un sistema di cambi “quasi” fissi fra le varie monete d’Europa, un Sistema che, era chiaro, sarebbe stato l’anticamera dell’euro, cioè della moneta unica. Ed allora carissimi lettori, VicenzaPiù chiede pubblicamente al sig. Presidente della Repubblica italiana: “può cortesemente spiegare agli italiani chi o cosa le abbia fatto cambiare opinione riguardo all’adesione del nostro Paese all’euro?” © RIPRODUZIONE RISERVATA
/ Giorno Napolitano
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La Popolare di Marostica guarda avanti / di Giovanni Coviello
I
l primo a rispondere alle nostre domande, e lo ringraziamo visti i tempi ristretti della richiesta, è Giuseppe Bottecchia, il neo presidente della Banca Popolare di Marostica, che lui intanto descrive così rispondendo al nostro primo quesito: «È una banca profondamente nuova che si distingue per una netta discontinuità rispetto al passato. Sia nella governance che nella gestione. Direi che è una banca che ha in corso un cambiamento profondo sia culturale che aziendale. E il cambiamento è legato a quella che è più che un’ipotesi l’aggregazione intesa, in questo caso, non come acquisizione di altri brand ma come cessione del proprio controllo se non si trovasse una via autonoma. Su queste ipotesi, sulla futura vicinanza al territorio e sui livelli occupazionali Giuseppe Bottecchia è sufficientemente chiaro: «La banca sta sviluppando un piano “stand alone”, verificando i presupposti idonei per la conservazione della propria indipendenza ed autonomia. Ma stiamo pure valutando, come suggeritoci da Bankitalia, la possibilità di una aggregazione che consenta di tutelare al contempo tre pilastri per noi imprescindibili: dipendenti, soci e territorio. Mi permetta di dire che la banca da me presieduta, anche dopo le attività di riorganizzazione interna e gli accantonamenti prudenziali fatti, rimane una banca sana e con un eccellente livello di patrimonializzazione. Ab-
/ Una filiale della Banca Popolare di Marostica
biamo un total capital ratio quasi pari all11%, pertanto migliore dei principali gruppi bancari nazionali. Tuttavia siamo certi e consapevoli che il modello di banca sta cambiando e che vanno cercate alleanze strategiche idonee a tutelare innanzitutto i posti di lavoro e poi i soci e il territorio. Proprio per questo siamo anche prudenti e non stiamo trascurando nessuna ipotesi, anche quella del piano “stand alone” che vede come presupposto propedeutico un rafforzamento patrimoniale. Qualunque sia la soluzione che la Banca Popolare di
/ Il quartier generale della BpVI guarda a Marostica
Marostica adotterà, cioè aggregazione o autonomia, le economie da perseguire non interesseranno i livelli occupazionali.». Visto che «il modello di banca sta cambiando» per ammissione dello spesso presidente risulta pertinente l’altra domanda sui vantaggi e svantaggi odierni delle normative che regolano le banche popolari e cooperative e sui possibili vantaggi in termini di chiarezza e sviluppo, oltre che di trasparenza, che, se fosse possibile, consentirebbe la quotazione in Borsa. Il neo presidente al riguardo si definisce «un
fermo sostenitore del messaggio cooperativo che è nato a fine ottocento proprio qui in Veneto. Il modello economico soprattutto locale si basa sulle piccole e medie imprese a cui corrispondono le piccole e medie banche, radicate sul territorio, che hanno dimostrato di sapere servire i loro territori egregiamente per più di un secolo. Io penso che non sia vero che solo le grandi banche possano garantire, per le peculiarità del nostro modello industriale, uno schema di servizio idoneo allo sviluppo dei nostri territori. Non penso neanche
/ La Volksbank, uno dei due corteggiatori della Popolare di Marostica
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Il presidente Bottecchia e il suo tweet di fiducia che la quotazione e la ricerca della massimizzazione del valore dell’azione sia coerente con il sostegno oggi dell’economia e dell’imprenditoria locale. Sappiamo tutti che se vogliamo massimizzare il profitto dovremo fare pagare di più i servizi, quindi il credito, contenere o annullare la mutualità, sacrificare il territorio e i dipendenti. La quotazione così intesa è chiaramente antitetica rispetto ad un modello di servizio rivolto alle fasce più deboli, proprio quelle escluse o emarginate dal mercato del credito. Noi siamo una banca cooperativa che tutela il socio, il territorio e la mutualità e tali ritengo dobbiamo rimanere nella natura. Dopo le domande più generali è d’obbligo passare alla pratica di chi, privati e aziende, chiede più credito a un sistema che pare riottoso e che la BCE, dopo avergli concesso centinaia di miliardi anche per farlo uscire dalla propria crisi, ha voluto sollecitare a riversarli sugli impieghi, sia pure frenati da Basilea 1, 2 e 3, fissando tassi negativi per i depositi delle Banche presso l’Istituto centrale. «Ritengo che oggi non ci sia un problema di liquidità – ci dice Bottecchia -, in quanto penso che nei mercati ce ne sia anche troppa. Il problema è diverso, ed è quello dei criteri di valutazione degli affidamenti da parte delle normative e delle Autorità di settore che sembrano non tenere conto del particolare momento di congiuntura economica. Mi spiego meglio: non possiamo pensare che esistano aziende
/ Giuseppe Bottecchia
meritevoli e non meritevoli in assoluto e quindi aziende da affidare e aziende da non affidare. Oggi tutte le imprese, anche le migliori, subiscono l’effetto domino delle difficoltà ad incassare i crediti dai loro clienti e non per questo noi come banche possiamo abbandonarle. Oggi i vincoli normativi che provengono dagli IAS, Basilea I e II impongono di fatto limitazioni alle potenzialità nell’erogazione del credito. Lo
/ L'assemblea del cambiamento della Banca Popolare di Marostica
confermano gli effetti prodotti dalle ispezioni dell’Autorità di vigilanza e la svalutazione dei portafogli crediti che ne conseguono. È necessario rivedere questi criteri di valutazione e classificazione dei crediti in questo particolare momento storico, per sostenere e permettere il rilancio definitivo della nostra economia». Una volta tornati con i piedi per… terra è interessante sapere quanto, come e perché la Popolare di Marostica investa in settori come il sociale, la cultura, la formazione, lo sport e similari in un periodo in cui le banche non godono di popolarità: «Questa è una Banca Popolare e di questo siamo orgogliosi. La nostra indole è la cooperazione, la mutualità, il sostegno delle fasce deboli. Abbiamo e continuiamo a sostenere quelle iniziative locali meritevoli, la cultura, lo sport e le tradizioni. Per questo noi non possiamo parlare solo di utili ma di valore aggiunto che creiamo per i nostri soci, clienti e concittadini. Lo documentano, nonostante il particolare momento, le iniziative che abbiamo fatto e che continuiamo a fare e che ci vedono partner e sponsor». Se il credito parrebbe bloccato più dalle normative che non dalla disponibilità di liquidità, conviene ancora e perché affidare i propri soldi in banca? «Ovviamente si perché la banca è una “Istituzione”, un soggetto vigilato e regolamentato. In più va detto che la normativa di settore italiana è molto più stringente di quella di molti altri Paesi europei. I depositi sono protetti dal fondo di garanzia dei depositanti, strumento riservato alle sole banche. E comunque chi deposita in una banca locale sa per certo che i propri depositi finanzieranno l’economia locale e quindi lo sviluppo dei propri territori». Le nostre “domande aperte” alle nostre banche si chiudevano con la richiesta di un tweet da inviare alla Bce e poi alla Banca d’Italia, un altro alla politica e l’ultimo ai soggetti da finanziare. Per un momento allora il doverosamente serioso presidente Giuseppe Bottecchia si lascia andare a un’umana battuta che nel suo pizzico di umorismo sintetizza, seriamente, molti degli argomenti trattati: «Io sono un tradizionalista per età ed esperienza, e più che un modaiolo tweet alla BCE e alla Banca d’Italia come alla politica offrirei di fare a tutti questi esponenti solo ogni tanto una breve esperienza in uno sportello bancario di una Banca Popolare di provincia a contatto con le famiglie, gli agricoltori, le imprese, i disoccupati, i pensionati, i meno abbienti, tutti coloro che non possono avere accesso al credito perché i cosiddetti criteri di Basilea li condannano come non “affidabili” . Sono sicuro che i tecnocrati tornerebbero a fare i regolatori con uno spirito diverso e questo sarebbe apprezzato dai soggetti da finanziare a cui potrei finalmente scrivere magari con un tweet: “ora abbiate fiducia che qualcosa cambierà”». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Francesco Rucco, un avvocato per “tutelare” gli studenti vicentini dell’ateneo veronese / di Giovanni Coviello
L
’ESU di Verona (l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario), ha tra i suoi membri del Cda come rappresentante della Regione del Veneto, l’avvocato vicentino Francesco Rucco che ha una lunga esperienza politica e che oggi è consigliere di minoranza di centro destra. A lui abbiamo chiesto per prima cosa, viste le polemiche che si accompagnano sistematicamente agli incarichi agli esponenti dei partiti, se percepisca o meno un emolumento per l’incarico? «È previsto un gettone di presenza per le sole sedute di consiglio di amministrazione pari a euro 36 lorde. Mediamente ne facciamo uno al mese». Quali sono i compiti dell’Esu e, oltre alle due convenzioni attive per il servizio mensa con il S. Bortolo e con La Conchiglia, ha altri servizi utilizzabili dagli studenti che a Vicenza frequentano i corsi del’ateneo veronese? «Oltre alla ristorazione sono previsti servizi di assistenza agli studenti come borse di studio per garantire il diritto
allo studio per coloro che hanno meriti scolastici e, quindi, un ottimo andamento negli studi nonché per coloro che hanno difficoltà economiche oggettive. Inoltre sono previsti corsi di lingua all’ estero. Di recente è stato attivato su Verona il corso di cinese che vorremmo portare anche a Vicenza. Quale tipo di contributo specifico lei porta con la sua esperienza politica, che le ha già fatto ricoprire incarichi in altri Cda? «Sono stato in passato per 7 anni nel Cda di Ipab Vicenza che si occupa di servizi alla persona. Avendo, poi, vissuto l’esperienza universitaria in prima persona, credo di avere delle idee per migliorare i servizi agli studenti». Nell’ambito del vostro Cda gli uomini che ne fanno parte che idea hanno di voi politici? «All’interno del Cda di Esu siedono professori universitari e rappresentanti degli studenti. Con tutti costoro abbiamo una collaborazione continua e proficua. È un mix di diverse esperienze a favore dello studente». Cosa manca allo sviluppo compiuto dell’attività univer-
/ Rucco, a sinistra, con i colleghi dello studio Contin
sitaria a Vicenza e quali sono, invece, i suoi pregi attuali? «Manca di sicuro il centro universitario sportivo. Sarebbe interessante legare i servizi degli studenti anche al merito sportivo. Il centro sportivo va pensato nell’area del parco dell’ex Dal Molin dove esistono già strutture sportive come rugby e tennis che vanno potenziate con strutture complementari come calcio, basket ecc. Quanto ai pregi ritengo che
/ Francesco Rucco
/ Abalti e Rucco con Sorrentino ai tempi del vechio sodalizio politico
l’università vicentina goda di ottime strutture con sale studio, aule e laboratori moderni». Come vede dal suo osservatorio i giovani studenti? «Gli studenti vicentini hanno la possibilità di vivere una dimensione universitaria a dimensione di uomo, senza caos e con segreterie efficienti. Le facoltà principali quali economia e ingegneria sono il fiore all’occhiello e garantiscono un agevole accesso al mondo del lavoro, nonostante la crisi». Oltre all’ovvio spirito di servizio, come lei ci direbbe, cosa anima di più la sua presenza
nel Cda tra il mantenere rapporti con i soci importanti e l’avere comunque una certa visibilità pubblica? «L’ESU è ente strumentale della regione Veneto e mi consente di lavorare per far crescere l’università di Vicenza, la mia città. Credo che sia un’ottima opportunità che, unita al ruolo di consigliere comunale, dia concretezza alle mie idee. Con riguardo a questa ultima domanda quali sono i suoi progetti politici futuri? «Penso a dare il meglio nel presente. Il futuro in politica non è programmabile…» © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Arrigo Abalti, il civil servant della FSU / di Giovanni Coviello
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a Fondazione degli Studi Universitari di Vicenza (FSU) ha come soci fondatori il Comune di Vicenza, la Provincia di Vicenza e la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Vicenza mentre come soci sostenitori annovera la Banca Popolare di Vicenza, la Regione Veneto e Confindustria Vicenza tra i membri del Cda c’è, oltre a Umberto Lago, Arrigo Abalti che viene oltre che dalla politica dal mondo della scuola. Anche a lui abbiamo fatto alcune domande, simili a quelle poste a Rucco per l’ESU, partendo dalla stessa e più ovvia, se percepisca, coè, un emolumento per l’incarico? «Per questo incarico non percepisco nulla, neanche sotto forma di rimborso spese. Si tratta di fare il civil servant». Quali sono i compiti della FSU e come interagisce con le varie università che hanno sedi distaccate a Vicenza? «Gestire i rapporti con le facoltà presenti a Vicenza, curare le relazioni con le università di provenienza (Verona e Padova), accompagnare lo sviluppo e la crescita della presenza universitaria in città». Quale tipo di contributo specifico lei porta con la sua precedente esperienza politica che
l’ha portata anche a gestire le Terme di Recoaro? «La mia esperienza più che politica è di tipo amministrativo, questo facilita la comprensione dei problemi in chiave più globale. Chi, come me, ha amministrato la cosa pubblica sa che la crescita dell’università a Vicenza è un fatto politico prima di tutto, nel senso che si riesce a raggiungere gli obiettivi se lo sviluppo è una scelta condivisa dagli Enti Locali e dalle forze produttive. Relazionarsi con il mondo universitario non è sempre facile». Nell’ambito del vostro Cda gli uomini di cultura e di impresa, che ne fanno parte, che idea hanno della politica? «Ognuno ha la sua, ma trattandosi di persone intelligenti sanno distinguere tra demagogia e politica. Nelle nostre chiacchierate, che ovviamente spesso avvengono a margine delle riunioni, si sente soprattutto l’assenza di interlocutori credibili ed efficaci nel mondo della politica. Il male della politica è nella mediocrità di gran parte dei suoi rappresentanti. E questo, per chi crede nel futuro dell’Università a Vicenza, è un grave limite. Cosa manca allo sviluppo compiuto dell’attività universitaria a Vicenza e quali sono, invece, i suoi pregi attuali? «Manca un progetto di lungo termine che definisca davvero il ruolo della presenza universitaria
Esu e RSU per gli universitari (G. C.) Il vicentino offre eccellenze sia a livello degli istituti medi superiori (siano essi professionali o tecnici) sia a livello universitario. Questo livello è garantito non solo dagli istituti stessi ma anche dalle associazioni e dalle fondazioni che vedono nello studio tecnologico e scientifico la principale ricetta in primis per la formazione e la realizzazione dell’alunno stesso, ed in secondo luogo per riavviare un sistema economico che faceva dell’eccellenza in ambito scientifico (applicata dall’agricoltura all’industria) uno dei cardini del sistema economico vicentino.
/ Arrigo Abalti
a Vicenza, che potrebbe essere uno dei motori di sviluppo dell’economia locale. Per me l’università è una risorsa in tutti i sensi, ma gli enti pubblici iniziano a soffrire per l’esiguità delle risorse che possono mettere a disposizione ed i privati non investono con la stessa forza. Tempo fa avevo proposto di patrimonializzare gli stabili in uso all’Università - ora della Provincia - per consentire alla Fondazione di avere titolo per accendere mutui e procedere con il percorso tracciato, ad esempio il recupero della Caserma Borghesi per fare la mensa e portarvi altre facoltà, ma la miopia ragionieristica di certi amministratori locali ha fermato tutto. E oggi la Borghesi è ancora uno dei tanti cimiteri degli elefanti della città. I pregi della Fondazione? Vent’anni fa non c’era niente, oggi ci sono Facoltà e presenze, le aziende cercano i nostri laureati e in viale Margherita sta per sorgere anche il secondo lotto di Economia...». Come vede dal suo osservatorio i giovani studenti? «Non li vedo perché non hanno rapporti con la Fondazione ma direttamente con le Facoltà». Oltre all’ovvio spirito di servizio, come lei ci ha già detto, cosa anima di più la sua presenza nel Cda tra il mantenere rapporti con i soci importanti e l’avere comunque una certa visibilità pubblica? «La visibilità pubblica ce l’ha il Presidente. Noi consiglieri ci li-
mitiamo a dare il nostro contributo di idee ed a concorrere alla costruzione del futuro dell’università. Per quanto riguarda i rapporti poi, sono rapporti che avevo già, non si aggiunge nulla». Ha ancora qualche ambizione politica? «La politica è una vocazione e come tale rimane anche quando non la si pratica direttamente. L’ultima volta che mi sono candidato è stato nel 2008 e oggi sono un fruitore passivo della politica, nel senso che leggo e mi piace confrontarmi con chi ha la pazienza di conversare con me. Ambizioni politiche? Non saprei, non ci penso, però con le persone giuste e con un progetto serio la voglia di rimettermi in gioco potrebbe tornare». © RIPRODUZIONE RISERVATA
/ Arrigo Abalti con giovani scolari
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Scienze e tecnologie, Vicenza ed i suoi istituti / di Massimiliano Muscas
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a sempre il vicentino sforna cervelli in ambito scientifico tecnologico. Ovviamente non parliamo solo di scienziati e ricercatori del livello di Lioy o Faggin ma di professionisti che ogni giorno fanno delle scienze il loro pane quotidiano. Questa cultura scientifica presente in modo diffuso nel vicentino (ed amata dai teenager secondo le più recenti indagini degli istituti superiori) non nasce però dal nulla. Questo amore per la scienza e dell’alta preparazione degli studenti vicentini nasce, lo affermo anche da giovane docente, tra i banchi di scuola degli istituti superiori di ogni tipo, dai professionali ai tecnici. Sono tre gli istituti che da sempre, oltre ad offrire una preparazione scientifico tecnologica all’avanguardia, diplomano ogni anno professionisti in grado di affrontare con la stessa facilità sia il mondo del lavoro che quello accademico. Il primo dei tre istituti, in ordine alfabetico,è l’Istituto Tecnico S. M. B. Boscardin (http://www.boscardin.it), indirizzo Tecnico Settore tecnologico chimica, materiali e biotecnologie.
Il Boscardin inizia la sua avventura scientifica grazie alla “sperimentazione Brocca” che lo rende il metro di riferimento per le attività laboratoriali delle scienze naturali per tutto il Veneto. Con la fine del progetto Brocca l’istituto si è ulteriormente specializzato fornendo due diversi indirizzi di diploma scientifico, il primo il biotecnologie sanitarie ed il secondo in biotecnologie ambientali. Caratteristica fondamentale dell’istituto è la grande quantità di laboratori (dalla microbiologia all’anatomia, dalla fisica alla chimica analitica) gestiti da personale docente e tecnico di altissimo livello. Le molte ore di laboratorio affiancate ai numerosi progetti extra curricolari permettono quindi agli alunni di conseguire un diploma spendibile in ogni ambito lavorativo ed universitario. Il secondo istituto d’eccellenza è senza dubbio l’IPSIA F. Lampertico, http://www.lampertico.vi.it. Nato come istituto meccanico nei primi anni sessanta diventa subito la scuola professionale di eccellenza contando alla fine degli anni 60 ben sette sedi distaccate in tutta la provincia, ora autonome. L’istituto, frequentato da più di 1200 alunni, offre oggi ben tre indirizzi di alto profilo tecnologico. Il primo di questi è “Manutenzione e assistenza tecnica” che fa conseguire agli alunni
/ L’Istituto Boscardin
una qualifica quinquennale (spendibile anche per l’entrata all’università) incentrata sullo studio delle materie tecniche meccaniche ed elettroniche. Il secondo indirizzo è quello “Chimico e Biologico” che fornisce le conoscenze tecniche per operare in un qualunque laboratorio chimico oltre che una buona base per affrontare corsi di studio superiori sia universitari che specializzanti. Il terzo ed ultimo indirizzo è quello “Odontotecnico” che forma tecnici di primo livello con perfetta padronanza della professione. Il terzo istituto è quello più conosciuto fuori dalla regione e senza dubbio un esempio per gli istituti dello stesso tipo: parliamo infatti dell’ITIS A. Rossi (http://www.itisrossi.vi.it). Negli anni il “Rossi” ha diplomato migliaia di alunni che si sono sempre distinti in ambito lavorativo ed accademico in ogni aspetto delle attività industriali. Ora l’offerta formativa presenta cinque indirizzi: Logistica e trasporti, Chimica materiali e biotecnologie, Informatica e telecomunicazioni, Elettronica ed elettrotecnica, Meccanica meccatronica e energia. Questi indirizzi specialistici, uniti alla tradizione dell’istituto nelle attività extracurriculari come la partecipazione a bandi e gare tecnologiche, forniscono agli alunni una formazione di primo livello che fa sì che i “ragazzi del Rossi” siano tradizionalmente tra i migliori diplomati italiani nei loro settori di specializzazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA
/ Un'esercitazione al Lampertico / L’ITIS A. Rossi (sotto) e un’ala del Lampertico (a destra)
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Meccatronica, l’eccellenza vicentina / di Massimiliano Muscas
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n questo periodo di scelte importanti per l’avvenire formativo e lavorativo di ogni giovane, vogliamo soffermarci su alcune realtà accademiche di eccellenza a Vicenza. La prima è quella del Corso di Laurea triennale in Ingegneria Meccanica e Meccatronica dell’Università degli Studi di Padova e con sede in Vicenza. Nostra guida alla scoperta del corso di studi è il professore Paolo Mattavelli, docente coordinatore del corso di studi ed esperto di elettronica di potenza, che ha avuto importanti esperienze lavorative all’estero. Perché uno studente dovrebbe scegliere meccatronica come specializzazione? «Questa branca di studio offre la possibilità di una preparazione multidisciplinare di altissimo livello perché l’insegnamento e la preparazione nel corso vicentino sono paragonabili se non superiori rispetto a quelli degli istituti di ricerca più avanzati (MIT-CPES ecc.)». Dopo la laurea quali sono le possibilità di lavoro per i neodottori? «Anche qui i dati sono ottimi: entro 6 mesi i laureati trovano posti di lavoro inerenti al proprio titolo di studio entrando quindi da subito nel mondo del lavoro». Le aziende del vicentino hanno
/ I laboratori del Corso di Laurea triennale in Ingegneria Meccanica e Meccatronica
contatti con il corso di laurea e gli studenti? «Sì, il dipartimento è l’unico dipartimento distaccato dell’università che fa ricerca (e non solo didattica). Questo permette continue collaborazioni con le realtà locali che fanno dell’innovazione tecnologica la cura per la crisi economica». Con questi presupposti diamo un’occhiata più precisa al corso ed alle sue attrattive «La sede di studio è centralissima e fa parte di quella che sta diventando a tutti gli effetti una cittadella universitaria con un occhio rivolto ai ben più rinomati campus stranieri. I servizi sono gestiti anche dalla Fonda-
/ L'inaugurazione della sede di S. Margherita
zione Università di Vicenza che si occupa di facilitare un’esperienza di studio di altissimo livello per gli studenti del corso. Dal punto di vista lavorativo i laureati possono, quindi, sfruttare al meglio le loro potenzialità entrando da subito nel tessuto produttivo della provincia senza subire il deleterio tira e molla contrattuale che subiscono molti laureati in altri settori». © RIPRODUZIONE RISERVATA
/ Una delle realizzazioni dell'ITIS A. Rossi
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PRESENTATO IL BANDO 2014 Concreta opportunità per il Volontariato Vicentino
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abato 14 giugno a Montecchio Precalcino, presso il Centro Servizi dell’Ulss 4 “Alto Vicentino”, si è tenuta la presentazione del Bando 2014, che ha visto la partecipazione di numerose Associazioni della provincia. Anche quest’anno, infatti, l'Ente Gestore del Centro di Servizio per il Volontariato di Vicenza (CSV di VI), nell’ambito del progetto di gestione “Volontariato in Rete”, potrà favorire le Associazioni iscritte all’albo regionale offrendo loro un aiuto concreto per realizzare le proprie idee attraverso lo strumento del bando, grazie al sostegno delle Fondazioni
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n’altra concreta ed importante opportunità di co-progettazione è assicurata dallo strumento della Formazione On Demand 2014 che vede impegnati per la formazione delle Associazioni Vicentine altri 50.000,00 euro. L’attività di formazione rappresenta un settore nel quale i Centri di Servizio per il Volontariato hanno da sempre concentrato
Bancarie Fondazioni Bancarie Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza Belluno e Ancona, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Cassa di Risparmio di Venezia, Cassamarca, Monte di Pietà di Vicenza, Banca del Monte di Rovigo. L’importo complessivo stanziato per il Bando 2014 è di 150.000,00 euro. È possibile trovare tutte le indicazioni e le informazioni utili nel nostro sito www.csv-vicenza.org nella sezione Bandi. Si ricorda che la scadenza per la presentazione dei progetti è fissata per venerdì 25 luglio 2014.
molte delle loro energie. I suoi principali obiettivi sono: favorire la crescita delle competenze necessarie alle organizzazioni di volontariato per rispondere al meglio ai bisogni del contesto di riferimento; favorire lo scambio, la messa in rete di esperienze e competenze attraverso la progettazione e la realizzazione di percorsi formativi su tematiche di interesse trasversale a
“In questi anni di forte impegno condiviso nella gestione del CSV di Vicenza - ha ricordato ai volontari la presidente del CSV Maria Rita Dal Molin - è maturata la necessità di rivalutare il ruolo del volontariato per poter partecipare da protagonisti al cambiamento che sta coinvolgendo tutti i settori e i contesti sociali. La progressiva carenza di risorse non può e non deve condizionare l’agire dei volontari: per questo è necessario favorire i processi partecipativi con le istituzioni, uscire dalle singole realtà associative, promuovere nuove alleanze per fare rete e definire insieme, con scrupolosa attenzione, le reali priorità del territorio”.
tutte le organizzazioni di volontariato; valorizzare e sostenere lo sviluppo delle capacità proprie delle singole organizzazioni. L’attività di formazione è dunque deputata per eccellenza a far crescere il volontariato nella provincia di Vicenza attraverso la qualificazione dei volontari. Lo strumento della Formazione On Demand, che già da qualche anno l'Ente Gestore si impegna a promuovere, sostiene le attività “formative” proposte dalle associazioni stesse. In questo modo si mira a soddisfare bisogni formativi diversi e ulteriori rispetto a quelli già proposti dal Centro stesso, su tematiche condivise e di comune interesse alle associazioni proponenti.
La Formazione On Demand è un valido strumento che vede l’Ente Gestore del CSV di Vicenza impegnato con l’associazione proponente/capofila ad assicurare, una volta completata la fase di programmazione e attivazione del corso, concrete risposte a bisogni associativi primari. L’iter per accedervi è già attivo. Sono già stati pubblicati nel sito i primi percorsi formativi proposti dalle OdV. Tutte le informazioni e le indicazioni necessarie sono consultabili visitando la sezione dedicata alla Formazione nel sito www.csv-vicenza.org, dove è possibile, sia aderire alle proposte pubblicate, sia presentarne altre affinché vengano esaminate.
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Delegazione vicentina partecipa all'assemblea generale di ALDA a Strasburgo
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all'organizzazione europea con sede italiana a Vicenza una grande spinta per sostenere il rilancio europeo partendo dal basso. Una delegazione vicentina ha partecipato all'Assemblea Generale di ALDA – l'Associazione Europea per la Democrazia Locale – che si è tenuta a Strasburgo (Francia) il 5 e 6 giugno. Il gruppo era composto da rappresentanti dell'Associazione “Volontariato in Rete” Federazione Provinciale di Vicenza Ente Gestore del Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Vicenza e in particolare dalla Presidente, Maria Rita Dal Molin e da Maria Grazia Bettale. Erano presenti anche la Cooperativa Margherita e tutto il gruppo dell'ufficio di ALDA di Vicenza, sede italiana dell'organizzazione. ALDA è la principale organizzazione europea impegnata a promuovere la partecipazione dei cittadini a livello locale per il consolidamento della democrazia dal basso, con un'azione che verte su tutta l'Unione Europea e nel Vicinato. "Mi piace l'idea di questa Europa che, nell'incontro, valorizza differenze e competenze, generando al tempo stesso legami forti, tesi a promuovere nuove e concrete opportunità di sviluppo, di progettazione europea, di democrazia locale, di condivisione, appartenenza e partecipazione" afferma Maria Rita Dal Molin, Presidente del CSV di Vicenza e socio di ALDA. Altri soci attivi di ALDA erano rappresentati con delega, tra questi i Comuni di Thiene e Schio, l'Associazione Vicentina Eurocultura e le cooperative sociali COSMO di
Vicenza e Studio Progetto di Cornedo Vicentino. Durante l’Assemblea sono state ribadite le linee guida di ALDA che rimane forte e attiva. La Direttrice, Antonella Valmorbida, che ha assunto il ruolo di Segretario Generale, afferma: "Questo nuovo titolo non cambia sostanzialmente il mio lavoro, ma mi dà ancora più carica per proseguire le nostre attività e farci carico delle responsabilità nei confronti dei nostri soci e di tutta la rete. Tra i nostri obiettivi, quest'anno, abbiamo la copertura - con le nostre iniziative e con la presenza di soci - di tutta l'Unione Europea e il Vicinato (Est e Sud) dell'Unione Europea. I tempi sono difficili e non si può non responsabilizzarsi di fronte ai bisogni della popolazione, in par-
La Presidente del csv vicenza Maria Rita Dal Molin e il presidente di ALDA - Oriano Otoč an.
ticolare dei giovani. ALDA è uno strumento per rafforzare le comunità locali, enti locali e società civile, aiutandole a prendere in mano il proprio destino. Sosteniamo, in questo, un’Europa forte e nel contempo più solidale". Ancora una volta Antonella Valmorbida ci riporta a un concetto a
noi caro, quello di comunità di destino, con la consapevolezza che le opportunità devono essere maggiormente conosciute ed agite insieme: oggi più che mai, infatti, è necessario non perdere preziose occasioni di offrire risposte concrete al percorso europeo dei cittadini. Foto di gruppo della delegazione
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VicenzaPiu.Tv, 24 ore in streaming, tutti i giorni, tutti i mesi FAU (I Fedeli amici dell’uomo) Documentari monografici sulle varie razze canine. Questa collana parla dello standard, dell’alimentazione, del carattere, dell’educazione e della toelettatura dei nostri amici a quattro zampe, ma racconta anche la storia e le origini delle più belle razze canine. Inizieremo con Il Setter, Il Breton, Il Pointer, Il Bracco, Il Drahatar, Il Golden retriver, Il Segugio italiano, Il Labrador, La caccia di valle, La caccia al cinghiale.
/ di Angela Mignano
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icenzaPiu.Tv quasi a regime proprio quando sono scoccati otto anni dal primo numero di VicenzaPiù datato 25 febbraio 2006 e si arricchisce, dopo lo sport, l’informazione, lo spettacolo, la cultura, le inchieste, i dibattiti e le dirette, anche di una serie di documentari la cui programmazione è disponibile sul sito www.vicenzapiu.tv, quello della streaming tv di Vicenza. Si potranno sempre conoscere i programmi e gli orari cliccando alla voce Palinsesto del sito dello streaming e consultando i lanci quotidiani sul network web VicenzaPiu.com e VicenzaPiùSport.com. Di seguito, in questa pagina, descriviamo brevemente le prime serie di documentari che trasmetteremo mentre le pagine successive danno una primo spaccato, sul campo, di quello che la nostra redazione, con nuovi giovani, sta costruendo. ADRIARTICA Adriartica è un viaggio, una sfida, un’avventura, un’insieme di gesti al fine di comunicare un messaggio preciso: i limiti che a volte ci poniamo possono essere sospinti avanti, modificati o addirittura abbattuti. Ecco perchè Sandro Dutto, in sedia a rotelle da anni, insieme a Simone Chieregato hanno deciso di affrontare questa impresa. Partenza da Venezia per giungere fino a Capo Nord con delle moto a 3 ruote. Senza volere ostentare nulla, con il loro concreto esempio, cercheranno di mostrare come la volontà, sostenuta dallo spirito, può dare frutti preziosi. L’itinerario si snoderà attraverso Germania e Polonia, per passare poi alle tre Repubbliche Baltiche. Attraversata la Russia, passando per San Pietroburgo, la rotta prosegue a Nord, attraverso la regione della Carelia Russa fino a giungere a Murmansk. Da qui il passo è breve per arrivare in Norvegia ed effettuare il giro di boa a Capo Nord. Nel viaggio di ritorno si percorreranno le strade lungo i fiordi norvegesi, passando poi attraverso la Svezia, la Danimarca e Paesi Bassi. Un’ultima tappa a Parigi prima di rientrare a Venezia. Un viaggio di 40 giorni attraverso 15 nazioni, lungo quasi 14.000 km. COSTUMI CULINARI Secondo Peirone viaggia con la sua troupe alla ricerca di cibi e pietanze insolite o poco conosciute, a volte squisite ed a volte addirittura quasi disgustose. Un format simpatico e talvolta ironico che svela bizzarre tradizioni locali.
CUORE TUAREG Marzouga, in Marocco, è da oltre 10 anni scenario di uno dei più importanti e difficili rally motociclistici, il Tuareg Rally. Quando il Team di Energia e Sorrisi insieme al Highway Truck Team, parteciparono anni fa a questa gara, rimasero affascinati dalla magia dei luoghi visitati e dal calore della gente. Nelle edizioni successive, la partecipazione al rally è diventata anche occasione di far giungere in questi luoghi aiuti di prima necessità e materiale scolastico in collaborazione con una Onlus locale. Cuore Tuareg è avventura fantastica, tra Rally e Solidarietà, dove moto e camion portano aiuti solidali: una sfida umanitaria e una sfida sportiva, dove l’unica medaglia è il sorriso. EXPLORER: LOS TRIBES La passione per l’esplorazione, l’interesse per le antiche culture e la salvaguardia delle tradizioni ancestrali, sono i temi proposti da questa serie. Con rigore scientifico, la collana vi proietterà nei luoghi più sperduti della terra alla ricerca di tribù incredibili che rappresentano la protostoria dell’umanità. Ciò che si vede oggi, domani potrebbe scomparire...
FRAMMENTI Una bellissima raccolta di clip che raccolgono i frammenti della nostra storia, dal Costume allo Sport, dalla Cultura allo Spettacolo. Un viaggio attraverso gli usi e i costumi di un tempo e tante curiosità da scoprire per mantenere viva la nostra Memoria. LA GRANDE GUERRA Il racconto dettagliato dei momenti più importanti, dei fatti cruciali e delle battaglie che hanno segnato il periodo storico del primo conflitto mondiale. Intenso, approfondito e ben fatto: consigliato! LA STORIA DEL 900 ITALIANO Una serie di documentari storici che raccontano le vicende più importanti e i momenti più salienti che hanno segnato la storia del Novecento in Italia. La ricostruzione degli eventi che hanno portato alla nuova sistemazione del Paese, dall’unita’ d’Italia alla Seconda Guerra Mondiale. La figura centrale del documentario è Benito Mussolini, ritratto non solo come uomo politico e stratega, ma anche come uomo e figura carismatica. Un documentario unico, con immagini d’archivio inedite. MISSIONE RELITTI Uno splendido viaggio nelle profondità oceaniche alla ricerca di misteriosi relitti. Tra splendidi fondali e pesci di ogni specie vi racconteremo la storia e le tragedie che hanno coinvolto questi imponenti e ormai dimenticati mostri di ferro. PESCA NEI LAGHI DEL SUD ITALIA I laghi costituiscono un ambiente idoneo per quasi tutti i pesci delle acque interne siano essi di fondo o di superficie. La rilevante profondità e la ricchezza di plancton, formano un habitat che consente alla popolazione ittica di giungere a dimensioni maggiori di quelle conseguite nei fiumi e la fauna è la più disparata. I sistemi per insidiare i pinnati sono molti: il ledgering, la pesca a fondo, lo spinning, la roubasienne e così via.
TERRE DIFFICILI Tre documentari ambientati in altrettanti continenti per raccontare storie di vita al limite ma che segnano ogni singola giornata del nostro pianeta. SUD AMERICA, “I volti di Cochabamba”. Un viaggio tra la povertà, le carceri, il narcotraffico e la droga che rovinano migliaia di persone ogni giorno. AFRICA, “Ethiopia: il popolo che cammina”. Scopriamo la vera vita africana. Accompagnati dalle Suore missionarie, scopriamo le reali necessità di un popolo che vive come centinaia di anni fa. Senza acqua nè cure mediche. EUROPA, “Romania: terra di piccole grandi donne”. Dagli orfanotrofi alla strada. La condizione di molte donne e quella degli zingari che vivono nelle discariche. Entreremo anche in un manicomio incontrando Maria e altre donne che ci racconteranno il loro duro passato. VINI D’ITALIA Pillole che insegnano ad assaporare e ad accompagnare ai giusti cibi, i vini della grande tradizione italiana, attraverso la storia dei vitigni, l’analisi e la descrizione di quello che da molti è definito “il nettare degli dei”. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Ben arrivato VicenzaPiuSport.com! / di Carlo Calcara
(curatore del portale)
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oal, meta, traguardo e punto. Ogni settimana lo sport vicentino mette a segno colpi importanti. Lottare e vincere sul campo non è mai stato così secondario in tempi come questi, in cui la pesante congiuntura economica inghiotte una dietro l’altra importanti società, non tenendo conto del blasone o del seguito. La partita parte dalle tribune, dove ogni stagione presidenti sfiduciati da federazioni varie vedono assottigliarsi sempre più la possibilità di offrire al proprio pubblico uno spettacolo bello e competitivo ad alti livelli. Lo sport che non sia il calcio (sacro agli italiani come il piatto di pasta fumante a mezzogiorno) sta pian piano perdendo i pezzi, sul piano economico. Perché se è vero che ogni giorno la dirigenza deve lottare contro l’amministrazione, la federazione o più
semplicemente i proprietari degli impianti, è anche vero che questo sta portando nello sport una nuova generazione di imprenditori ed appassionati, che tralasciano il portafoglio pur di inseguire una passione, quella sportiva. Non esiste difficoltà troppo grande o montagna troppo alta da scalare, perché lo sport è di tutti, e a tutti deve arrivare, sempre offrendo il miglior spettacolo possibile. Il pubblico cresce, riscopre questo o quel palazzetto, riaffolla seggiolini abbandonati, a volte si disaffeziona a quel movimento pallonaro italiano che tanti veleni porta con se per riappropriarsi di uno spazio proprio, vicino, familiare, lottando spalla a spalla con chi sta in campo, un canestro, un goal, una meta alla volta. Ed è proprio per tutti coloro che credono in questo sport intenso e fatto di sentimenti che VicenzaPiù ha deciso di sdoppiarsi. Da oggi lo sport vicentino, già trasmesso in molte sue espressioni da VicenzaPiu.Tv, la nostra
streaming tv 24 h su 24, ha una nuova e accogliente casa sul web: chiunque vi può trovare le proprie passioni, dal calciofilo ortodosso all’appassionato di basket, dal ciclista della domenica a chi dell’acqua clorata non sa proprio fare a meno, passando per i colpi ad altezze vertiginose del volley per approdare
al parquet dell’hockey, il tutto sgommando a tutta velocità. Un progetto nuovo del network VicenzaPiù, trasparente e interattivo, dove il tifo ed i tifosi (quelli veri) sono al centro, e a cui speriamo di poter far dire fra qualche tempo, ci volevi proprio VicenzaPiuSport! © RIPRODUZIONE RISERVATA
Le bufale indecenti delle cessioni del Vicenza Calcio: Ballardin non ci sarebbe cascato / di Giovanni Coviello
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a alcuni anni a fine campionato parte il rito dello sfoglia margherita sulle sempre più fantomatiche cessioni del glorioso Lane, il club che fu del mai dimenticato Pieraldo Dalle Carbonare prima di passare nelle mani mai amate ma “dignitose” della inglese Enic e, quindi, di finire in quelle omertose di una fiduciaria, la Pannorica, uno dei pochi se non unici casi in Italia, in cui i vari presidenti (Sergio Cassingena, Danilo Preto, Tiziano Cunico) nascondono una proprietà chissà perchè ignota. In questo contesto nascono le sempre più improbabili e drammatiche rivelazioni su possibili acquirenti che nel migliore dei casi sono o si dimostrano degli spiantati, nel peggiore sono un’offesa alla “nobile” Vicenza ancora maggiore dei sempre più deludenti campionati disputati. Perché se è indubitabile che le cordate vicentine non hanno le risorse per coprire i vecchi debiti noti, per non parlare di quelli probabilmente ignoti, ma almeno in vari casi fanno riferimento a nomi dignitosi (probabili come quelli di Diquigiovanni o Dalle Rive, autoreferenziali come quello di Filippi per giunta associato ad altri ignoti come gli indonesiani spariti, senza mai comparire, tra la fuliggine di un vulcano), è ancora più vero che è indecente accreditare per i sogni di rinascita, prima ancora che di gloria, dei tifosi biancorossi nomi come quelli di Massone, Mehmeti, Mbock per non parlare degli ignoti indonesiani e dell’altra ignota e sedicente finanziaria svizzera. Ma se ormai è risaputo che i vertici del Vicenza
Calcio a turno giocano una strana e pericolosa partita nel diffondere notizie “false e tendenziose”, di cui un giorno dovranno pur rendere conto a tifosi biancorossi fin troppo pazienti, quello che non comprendiamo è come a cadere in questi ricorrenti tranelli, che abbiamo smascherato per primi così tante volte da non occuparci più dell’ultima vacca (e neanche bufala) svizzera, siano colleghi e colleghe ben più esperti di calcio di chi vi scrive e di chi altro ne scrive su questo mezzo e lo commenta su VicenzaPiùTv Occupandosene ogni santo minuto di ogni santo giorno, i santoni e le santine mediatiche del calcio di Via Schio dovrebbero verificare le notizie e non solo fare da megafono ai melmosi desiderata e agli ignoti disegni del club così come fanno in tutte le altrettanto sante conferenze stampa settimanali in cui recitano il copione degli intervistatori con domande che sembrano delle “alzate” per chi risponde. E il termine pallavolistico di “alzata” è volutamente non casuale: quando dirigevo il ben noto
club di volley femminile della città anche io davo informazioni ai giornalisti sportivi locali. Ma mai, dico mai, se avessi detto una bufala (e mai dicevo comunque bugie, ma al massimo semi verità) un Federico Ballardin, tanto per fare il nome di un ora collega de Il Giornale di Vicenza, l’avrebbe digerita lui e fatta ingurgitare ai lettori come una verità indiscussa e per giunta propalata da anni secondo uno schema da drone dell’informazione: «noi solo sappiamo che oggi ci sarà un incontro decisivo; ieri si sono visti e l’operazione è definita salvo pochi dettagli superabili di cui ora non parliamo ma che noi conosciamo; dopo l’incontro chiave è saltato tutto, ma è colpa dei perfidi mancati acquirenti, che... non ci hanno inviato prima il loro comunicato stampa da copiare e incollare». Il giovane Ballardin di qualche anno fa non ci sarebbe cascato, ai miei collaboratori ho detto di non perderci tempo sulle notizie riservate, a comando. Perciò dovevo dire la verità a Federico o, se gli chiedevo riservatezza e non di farmi da amplificatore trombone, gli spiegavo la semi verità che non danneggiasse il club e gli consentisse di informare i suoi lettori, nostri tifosi, gradualmente ma con onestà intellettuale. Col vantaggio che conoscendo le verità e perché nascevano le semi verità, quando qualcosa di definitivo accadeva lui, Federico Ballardin, lo scoop vero lo faceva. Sempre. P.S. Non sappiamo se f.b. abbia fatto carriera al GdV come avrebbe meritato, ma i tifosi del volley lo stimano ancora. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Spazio alle nobili, si parte dal Vicenza Calcio Da luglio tutto il campionato 2013 – 2014 su VicenzaPiu.Tv in streaming / di Carlo Calcara
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ndici metri di rabbia ed una stagione da cestinare proprio sul più bello, con una curva addobbata a festa pronta solo a scandire i passi di una scalata che profumava di serie cadetta. Un’estate ancora di incertezze e dolori per i colori biancorossi, stretti tra l’impegno di una società attiva per la prossima stagione in attesa di un acquirente fantasma che si accolli i debiti di una gestione a dir poco infelice, e le difficoltà di un mercato che lascia intravedere per il Lane ancora una stagione di rincorsa, posizione poi non così scomoda però come riporta l’esempio del palio senese. Ricostruire la rosa e consolidare la società, ma prima di tutto iscriversi al campionato, evitando i balletti ed i proclami che lo scorso anno hanno poi portato alla pesante penalizzazione costata il terzo posto in classifica. "Mi dispiace come non mai. Adesso è presto per fare proclami, ma posso dire che stiamo lavorando anche per la prossima stagione e ne avevamo parlato sia per la conferma in C sia nell'eventuale ritorno in serie B. Pur-
troppo mi trovo ancora a commentare un'amarezza, ne abbiamo date tante a questo pubblico meraviglioso, posso dire che resto saldo nel mio mandato, questa conclusione resta comunque un punto di ripartenza. Studieremo un budget misurato alla categoria, mister Lopez per adesso è senz'altro dei nostri" Queste le parole del presidente Cunico dopo la delusione dei calci di rigore appena maturata, un impegno effettivo commisurato però ad ora solo al gran darsi da fare per liberarsi dello stesso. Fiumi d’inchiostro sono stati versati per i colori biancorossi del Vicenza e ci sembrerebbe troppo aggiungere altro che non sia la constatazione di come, nonostante tutto, tutti i tifosi siano rimasti a fianco di questa squadra, sostenendola e portandola sulle spalle moralmente. Il mercato si è aperto con una riconferma importante, quella di Zauli, guida prima spirituale che non tattica, un simbolo di quello che è stato il glorioso Lane a guidare la ripartenza in un momento fosco, come i tanti che ci sono stati nella storia recente di questa squadra. Un mercato che giocoforza vedrà lo smantellamento della rosa di quest’anno, con i pezzi più pregiati messi sul mercato per fare cassa, ed
una rosa che verrà completata con gli innesti di molta benzina “verde” e qualche puntello un po’ più stagionato, in grado di dare alla squadra quella leadership che in questo campionato appena concluso è mancato dannatamente. Un ruolo che nonostante la buona stagione non potrà di certo ricoprire Maritato, in procinto di restare alla corte di Lopez, ma che manca dell’esperienza necessaria per trascinare i compagni. Intanto si registra il completamento del pacchetto arretrato, con due cavalli di ritorno, Nicolò Brighenti e Matteo Gentili, forza fisica e modi spicci per en-
Real, l’altro Vicenza
trambi, ma nel campionato che attende i biancorossi saranno manna dal cielo. Sarà un luglio piovoso, quindi inutile appellarsi al solito cliché della torrida estate del calciomercato, ma è un ottimo clima per coltivare per bene la rosa biancorossa, sperando che a settembre finalmente possa sbocciare. Intanto a tutti i tifosi, sempre tanti e caldi, VicenzaPiu.Tv da luglio farà rivivere in streaming tutte le partite della stagione appena conclusa sperando con loro che la nuova storia sia migliore. © RIPRODUZIONE RISERVATA
/ Il Real riparte da Michele Marcolini
Da luglio tutto il campionato 2013 – 2014 su VicenzaPiu.Tv in streaming (c. c.) Come per i cugini giallorossi, con cui incroceranno le armi di nuovo nel corso della prossima stagione, la rivoluzione tecnica è il nodo da cui riparte l’annata del Real Vicenza. Alla festa di fine anno Lamberto Zauli sedeva al fianco di Lino Diquigiovanni, e ai meno smaliziati mai sarebbe sembrato che il divorzio fosse nell’aria dalle parole di tecnico, presidente e direttore sportivo. La realtà racconta però che dopo una bella stagione passata all’ombra della torre Bissara, con un altro biancorosso sulle spalle a differenza degli anni di Guidolin e della Coppa Italia, Lamberto Zauli è in procinto di firmare per passare la stagione a Pordenone (altra squadra che i biancorossi incroceranno la prossima stagione). Insieme a lui sono partiti in tanti, accasati da altre parti, come bomber Alessandro alla Casertana e come potrebbero diventare Mei e Fissore, in partenza proprio per raggiungere Zauli in Friuli, o lasciati andare dalla società, come nei casi di Porcino e Rebecchi. Quindi l’imperativo al centro tecnico di Villaggio del Sole è ricostruire! Partendo dal mister, che per
questa stagione (si spera sia lui ad aprire e chiudere il ciclo, sarebbe una novità per la gestione Diquigiovanni) sarà Michele Marcolini, savonese classe ’75 e con trascorsi al Menti in casacca Vicenza Calcio. A lui sarà affidato il compito di guidare la compagine berica, che in un anno è passata dai dilettanti alla Serie C unica. Già diversi sono i colpi messi a segno ad ora per puntellare la rosa in vista del difficile campionato che attende la squadra. Colpi come il bomber della Serie D di quest’anno, Carlo Bigoni, 23 reti per lui tra i dilettanti, o Nicola Calcagnotto, difensore già in forza al Real due stagioni orsono. Si unisce a loro Riccardo Carlini, esterno classe ’91 di provenienza Lumezzane e, in attesa che il 1° Luglio sia ufficializzato l’acquisto di Raphael Odogwu dalla Virtus Vecomp, si fa strada un’altra pista calda, quella che porta ad Emanuele Bardel-
loni, un’altra punta proveniente invece dalla Pergolettese. Sull’asse Brescia-Vicenza potrebbero essere altri i colpi in arrivo, come Emanuele Gatto, centrocampista classe ’94 di proprietà del Torino. In attesa che l’apertura ufficiale del Calciomercato stappi il mercato biancorosso del Real non resta che mettersi comodi in attesa di una nuova estate di passione biancorossa all’ombra della Basilica. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Sotto il ponte di Bassano VicenzaPiu.Tv trasmetterà in streaming da luglio i trionfi 2013 - 2014 / di Carlo Calcara
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Ringrazio Petrone per i successi appena raccolti, ora noi continueremo verso il futuro, quindi invito l’allenatore a prendere i premi ed i suoi giocatori e a lasciare Bassano». E’ ancora fresca l’onta pubblica che il patron Stefano Rosso ha fatto patire all’ormai ex guida tecnica dei giallorossi virtussini. Da allora (era il 23 maggio), ne è passata di acqua sotto il Ponte degli Alpini! Petrone e il capitano Emanuele Berrettoni hanno, come da parole sempre di Rosso Jr., “abbandonato la barca”, ora c’è un nuovo corso a Bassano, e dopo una stagione bellissima, partita con tutta l’aria di una spedizione fallimentare, c’è voglia di continuare la splendida cavalcata. Condottieri sempre in resta la famiglia Rosso, che rinnamoratisi del calcio a tinte giallorosse hanno deciso di rinnovare l’im-
pegno nel sodalizio che tante gioie e lustro, non solo sportivo, ha portato alla città. Anche l’ex Sindaco, Stefano Cimatti, farà parte della prossima stagione virtussina, e come lui sono un’altra trentina gli imprenditori che hanno risposto all’appello della famiglia Rosso per poter garantire alla squadra una società solida e la prospettiva di un campionato
da giocarsi con una rosa competitiva. Obbiettivo dichiarato la salvezza per quest’anno, e per questo nessuno meglio di Antonino Asta poteva essere l’uomo giusto per la ripartenza. Asta, 44 anni, è di natali siculi, Alcamo per la precisione, ma ha nei colori granata del Torino la sua vera casa. Prima da giocatore (sotto la guida anche del Trap), poi da al-
lenatore, dove nel vivaio granata ha mosso i suoi primi passi in panchina. “Noi vogliamo solo te, sei la nostra unica scelta” queste le parole al miele sussurrategli al primo faccia a faccia nel quartier generale dei Rosso, ed ovviamente questo, unito alla decisione con cui i Diesel l’hanno contattato ed alla bontà del progetto Bassano, hanno fatto passare in secondo piano agli occhi dell’allenatore le laute offerte ricevute per accasarsi in altri lidi. Da lui e da un folto blocco di riconferme, Rossi, Cortesi, Maran, Proietti, Furlan, Toninelli, Cenetti, Maistrello, Semenzato, Iocolano, Bizzotto e Pietribiasi, ripartirà la stagione del Bassano, oltre ovviamente ad innesti importanti quali saranno sicuramente quello di una punta e di un paio di centrocampisti di fisico per dare battaglia alle contendenti della prossima Serie C unica. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Arzignano, il Grifo che ritorna a ruggire: Vicenzapiu.Tv c’era (c.c.) Come fosse una novella proveniente dal profondo nord dell’Europa ecco che il Grifone torna a far sentire il suo ruggito nei piani alti. Il Grifone è, come i più accorti di voi
o semplicemente i tifosi sanno, il simbolo che per anni ha voluto dire calcio a 5, e non solo in Veneto, ma nell’Italia tutta. Il Grifone è simbolo di regalità e giustizia, e proprio per
giustizia la mitologica bestia ha dovuto ripiegare le ali e sprofondare nelle serie minori del campionato italiano. Ma smaltito il giro in purgatorio ecco il ritorno ad ali spiegate laddove egli merita. La serie A (sia pure la A2, poco importa) riapre le porte all’Arzignano Grifo, uno dei suoi nobili figli rimasti ingarbugliati nella rete di fosche vicende giudiziarie e rinato, per riportare a splendere i suoi colori biancorossi in un posto tra le migliori dello stivale. Una stagione quella appena conclusasi che ha tutta l’aria di una rivincita morale contro lo sporco che taluni personaggi avevano attirato addosso alla nobile realtà del futsal. Una stagione che ha avuto come ciliegina sulla torta lo spareggio promozione vinto ai danni della compagine toscana della Poggibonsese (VicenzaPiu.Tv c’era!), con il bagno di folla che solo le grandi meritano una volta conquistato un ambito trofeo. C’era anche Michele Trolese al Palatezze quel giorno, lui che prima
della prematura scomparsa aveva creduto nella rinascita del Grifo e che ha reso possibile ciò che in un momento di sfavorevole congiuntura economica sembrava impensabile. Lo slancio è stato il suo, ma sono tanti quelli da citare che hanno messo cuore e anima in questo progetto portandolo a riconquistare la grande ribalta. Più di tutti in cima agli onorabili protagonisti c’è il fautore pratico di questo miracolo, patron Mirco Rossetti, che si abbandona alla gioia più pura nella festa che pare senza fine di un Palatezze strapieno e rassicura i fans biancorossi: “Voglio garantire ai nostri tifosi, al nostro pubblico e agli appassionati che di sicuro non molleremo ora, non siamo stati e non saremo una meteora. Saremo ai nastri di partenza della prossima serie A2 con l’obiettivo di fare il meglio possibile ma senza strafare, partendo come quest’anno all’insegna del gruppo e dei giovani di Arzignano.” © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Il saggio 2014 di ritmica, il presidente Magrin: / di Maurizio Magrin
/ Ritmo ... vicentino
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i sarà da fare qualche considerazione su un’occasione in parte persa dalla “città ufficiale” per dare maggiore visibilità al passato di Vicenza grazie al doppio saggio di ginnastica ritmica del 24 maggio scorso, a cui VicenzaPiùTv ha dedicato, con un successo di tele-web spettatori che è andato al di là di ogni più rosea previsione, le due relative dirette e varie repliche sul proprio canale streaming, l’unico di Vicenza a trasmettere informazione, sport e cultura 24 ore su 24 (su www.vicenzapiusport.com ci sono ora i due video on demand e da luglio trasmetteremo in streaming 16 anni di storia della ritmica vicentina). Per ora lasciamo spazio alla lettera del presidente di Vicenza Ginnastica, Maurizio Magrin, con un solo commento: «bravi e brave tutti voi“. Parafrasando il celebre duetto del primo atto della Traviata tra Violetta ed Alfredo, opera lirica tra le più fantastiche e musicata dal nostro grande Giuseppe Verdi , mi riesce ancor più facile descrivere stati d’animo così e così, circonfusi di alti e bassi, con momenti magici che si sono avvicendati in modo convulso nel corso di un sabato particolare, considerato così da me, ahimè presidente con la lettera minuscola, di una Compagine scritta questa volta in maiuscolo. Un comandante non in balia delle onde, bensì supportato da uno Staff di primordine invidiato, vezzeggiato da mamme e papà e considerato alle volte alla stregua di consigliere particolare in situazioni / Onde
particolari che si ripresentano con la crescita repentina e con la fanciullezza alle spalle. Un sogno che si è avverato anno dopo anno e che proprio quest’anno, in occasione di un Saggio definito dai più come il più centrato, bello, magnifico, coinvolgente, fuori dimensione, fantastico, è stato la chiave di volta di 14 anni di impegno, professionalità di tutte le Insegnanti che si sono avvicendate, passione, coraggio, simpatia, semplicità, naturalezza, sburocratizzazione, bruttissima parola che è l’antitesi di quello che siamo noi tutti e del nostro pensare, che vediamo le cose sotto un altro punto di vista, che poi, diciamolo, non è quello edulcorato dei convegni (con la minuscola) dove si parla di Sport (con la maiuscola) e si fanno discorsi fumosi sull’integrazione, sullo sport maestro di vita, sullo sport considerato udite udite anche cultura, su tante belle cose che poi alla fine vengono umiliate e offese in nome di questa brutta parola :
/ La bandiera vivente di Vicenza
Burocrazia. Bene, noi non siamo di questo mondo, sembriamo alieni catapultati in altra dimensione dove ci sono delle regole talmente astruse che se potessimo emigrare lo faremmo volentieri lasciando gli addetti ai lavori ed i commentatori alle loro faccende e ai loro brindisi solitari e convenevoli vari. Passato lo sfogo di due giorni, pari alla caduta degli dei ed in compagnia del secondo movimento del concerto per violino e orchestra op. 35 di Tschaikowsky , quello diretto da Claudio Abbado, torno al tema del titolo, quella croce, spina nel fianco che si presenta ad ogni Saggio. L’entrata dei genitori. Quest’anno un po’ meglio direi, però, la ressa, l’assalto alla diligenza c’è stato come era pensabile, più composto però, (stiamo crescendo) meno disordinato, rilassato, con gli irriducibili in prima fila, duri e puri. E’
stata vincente la soluzione proposta da Marta, Responsabile Tecnica di una struttura che poi se vediamo bene, fa il pari con i numeri di 3 o 4 società sportive. La matematica infine non è un’opinione, è una scienza esatta e l’aver scorporato dal Saggio serale le atlete delle tre Palestre, diciamo più allargate, e di pari età con le colleghe del primo corso delle altre sezioni, ci ha permesso di compensare i numeri sia delle atlete pomeridiane quanto di quelle serali e di rientrare nei numeri imposti. Era da anni che al Palazzetto dello Sport non si vedevano i 1600 posti a sedere autorizzati completamente. Ma la sera, la sera ragazzi altra musica, .. qui ci vuole... non me ne abbiaTschaikowsky, ma l’ho cambiato con Wagner e la cavalcata delle Walchirie, perché dopo la quasi pace e serenità stava sopraggiungen-
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“Croce e delizia. Delizia al cor” / Il pienone serale
do… l’incubo di vedere la strada di fronte al Palazzetto bloccata, il tappo che si stava formando… e le giubbe biancoazzurre (insomma i vigili, mica stiamo a disquisire se è già di ordinanza la divisa estiva o ancora quella invernale) all’orizzonte, e le ritardatarie che non arrivavano, e l’assalto che premeva. Quanta invidia per Giovanni Drogo di Dino Buzzati, giovane tenente ventunenne destinato all’ avamposto isolato del Forte Bastiani, l’immensa fortezza gialla ai confini del deserto dei Tartari, in quell’atmosfera di mistero, sospesa nel tempo, in un clima eroico di gloria e speranza pietrificata in attesa del nemico che non arriva mai. Improvvisamente il battito del tempo, poi che sollievo. La nursery approntata nell’atrio a fianco dell’area partorienti, ma con giudizio, non troppo presto, perché speriamo che l’Ambulanza se la cavi. Ore 20,30 tutti dentro, in fila per quattro, diciamo per edulcorare la scena, biglietti prego, avanti c’è posto, lassù si vede meglio… parole al vento. Ma ecco, alla fine della serata quel tuffo (eufemismo per non dire coltellata) al cuore che non ti aspetti. Solo 900 euro raccolti in nome di una pregevole realtà che ha saputo dare una risposta , unica nel nostro Veneto, a gravi lesioni cerebrali che possono colpire tutti noi indistintamente: La Brain onlus. 25 centesimi a persona nel corso di due Saggi, una miseria. Mi aspettavo ben di più in considerazione di un’organizzazione per gestire un Saggio che è meglio ricordarlo non è costato due lire e nemmeno tre. La realtà la conosciamo tutti benissimo ogni giorno di più, ma non possiamo più pensare ad un Palazzetto concesso a costi zero, nemmeno ad un parcheggio a zero euro, per sorvolare su altre quisquilie, forse invisibili ai più, ma sonanti, vi assicuro. E così mi sta prendendo l’idea da portare in Consiglio Direttivo dell’Associazione, di mettere almeno a pagamento i posti centrali schienati, prenotandoli come si prenota il posto in treno o aereo, 5 o 10 euro da destinare alla beneficenza, tanti posti, tanti euro. Non ci sarà la corsa all’accaparramento posando borse, pullover e marchingegni vari. E anche i due o quattro o dieci posti riservati contribuiranno a questa lodevole iniziativa. La disillusione poi mi
ha fatto preferire Sibelius a Wagner, con la Karelia suite di Vladimir Aschenzy. Ecco, la delizia al cor sta arrivando nel corso del secondo movimento, sgorgando. La serenità di un Saggio cercato e voluto per il piacere di noi tutti, per colmare in parte un vuoto, perché Vicenza merita e meritava questo, l’ha detto convinto anche l’assessore Nicolai che conosco da anni, perché è la nostra Città, perché… Vicenza siamo noi, certamente con i nostri difetti e con le nostre mancanze, una Città che ci ha dato tanto quale qualità di vita, una Città vivibile, una bomboniera l’ha definita il mio amico di naia alla Cecchi-
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gnola nel 1974, quando lasciando Monza per la confusione del Gran premio di formula 1 l’otto settembre scorso, si è trovato catapultato tra il sacro e profano alloggiato al Pellegrino, 50 metri da Messe e campane a go go. Infine un grazie particolare a quei ragazzi e studenti del 48 di due secoli fa , quelli che fanno fatto la rivoluzione in Europa portandola anche a Vicenza, con le barricate, con il sangue, contro la tirannia, un grazie ai popolani vicentini che hanno creduto in ciò e a quanti quasi un secolo dopo, con la costituzione del primo Comitato di Liberazione nazionale in Veneto e l’attività partigiana, hanno scritto pagine indelebili contro la pazzia, contribuendo in modo determinante alla liberazione definitiva. Non l’ho accennato in quel breve intervento del dopo Saggio serale, però credetemi, se ho rivolto gli occhi al cielo non era per vedere i palloncini a forma di cuore saliti sul Palazzetto, ma per ricordare sommessamente quanti, giovani, donne, fanciulli, adulti, anziani hanno dato lo loro vita perché noi, seppur in un breve ricordo in VICENZA CITTA’ STORICA con le bombe sulla Città, Vicenza in fiamme e l’arrivo degli americani eseguito dal gruppo Junior , 4 Vicenza e Montecchio, potessimo avere un futuro diverso da quello a loro imposto. Ecco il significato di quello Stemma, della nostra Città, con quelle medaglie in fondo, giù, che non sono percing al naso, all’ombelico o non so dove. Sono percing unici di cui dobbiamo essere orgogliosi, due appendici che ogni Comune d’Italia ci invidia perché solo Vicenza… ha due medaglie d’oro. Teniamone conto. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Con Zandalasini e Ogwumike sarà un Famila di puro talento / di Nicolò dalle Molle
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ei scudetti in dieci anni, quattro Coppe Italia in cinque anni, tre supercoppe italiane consecutive, due “triplete” già conquistati e uno ancora da completare. Eccoli i numeri da capogiro di questi ultimi anni di presidenza di Marcello Cestaro. Il patron del Famila ha investito molto in quella che da sempre è la sua squadra del cuore. È stato proprietario anche di altre società come il calcio Padova o l’Hockey Asiago ma il suo unico, vero, grande amore è sempre stato per le ragazze della palla a spicchi per le quali in questi anni ha fatto davvero grandi sforzi economici. Da un po’ di tempo a questa parte, complice anche la crisi economica, Cestaro si è visto costretto a tagliare progressivamente il budget a disposizione del Famila. Questo ha costretto il DG De Angelis a uno sforzo ulteriore di scout di possibili talenti relativamente sconosciuti al pubblico del basket in gonnella ma che hanno saputo dimostrare il proprio valore sul campo: Yacoubou e Lavender su tutte. Giocatrici che hanno poi abbandonato a malincuore la maglia orange per accasarsi in club con ambizioni e disponibilità economiche più importanti. Al contenimento della spesa ora si aggiunge al progetto Famila anche un necessario ringiovanimento della rosa che vede tra le sue fila le veterane Macchi e Masciadri, ragazze di 34 e 35 anni che, nonostante dimostrino ogni giorno il loro strepitoso valore, sono ormai giunte inevitabilmente al termine delle loro gloriose carriere. Ecco allora spiegati i criteri degli acquisti italiani di questo mercato estivo della società scledense: in arrivo ai piedi del Pasubio Giulia Gatti e Cecilia Zandalasini. Il play gira Italia, classe 1989, lascia Ragusa dopo le esperienze a Geas, Napoli, Pozzuoli, Como e Taranto, per vestire la maglia orange e misurarsi sul glorioso palcoscenico dell’Eurolega. A proposito della massima competizione continentale, indiscrezioni parlano di una possibile rivoluzione della formula
/ Da sinistra: Giulia Gatti, Iva Sliskovic, Cecilia Zandalasini e, in basso, Chiney Ogwumike
di svolgimento: regular season con solo due gironi da dieci squadre (ciò significa nove partite casalinghe europee assicurate, robe da stropicciarsi gli occhi) e ritorno alla Final 4 (questo punto dovrebbe essere certo). Più partite di Eurolega, quindi, e un più difficile approdo alla fase finale che diventerà probabilmente affare per le solite note, salvo grandi sorprese. Un’altra giocatrice giovane che vestirà la maglia arancione sarà Cecilia Zandalasini. Indicata dalla stessa Chicca Macchi come sua erede, la diciottenne ala di Broni avrà la possibilità di confrontarsi con le migliori giocatrici in circolazione. Un bel salto per lei che proviene da Sesto San Giovanni, società che, dopo aver rinunciato per problemi economici alla massima categoria due anni fa, è ripartita dalla serie A3 con il settore giovanile. Zandalasini è stata la protagonista assoluta del cammino che ha portato il Geas a dominare il proprio girone del campionato cadetto, salvo poi perdersi nel momento cruciale dei playoff e vedere così svanire i propri sogni di gloria di tornare in serie A1. Un traguardo che Zandalasini, però, non si è fatta sfuggire in questa stagione è stata la conquista dello scudetto under 19 contro le rivali della Reyer Venezia che l’avevano vinto l’anno scorso proprio contro le rossonere. L’ala di Broni ha chiuso questa sua strepitosa stagione con la chiamata in nazionale maggiore
da parte di Ricchini e con la partecipazione alle qualificazioni ad Euro 2015. Con le partenze di Godin e Nadalin, a lottare sotto le plance ci sarà Iva Sliskovic. Nazionale croata di 30 anni, possiede caratteristiche fisiche, atletiche e tecniche simili alla francese e all’italocanadese: dotata di un buon tiro dalla media distanza, aggressiva a rimbalzo è già stata allenata a Madrid e a Vigo da Mendéz che l’ha fortemente voluta nel suo nuovo roster. Al momento resta un vuoto da colmare in posto quattro per il quale molto probabilmente verrà richiesto a Macchi l’ennesimo sacrificio di adattarsi a un ruolo non propriamente suo. Con le conferme di Honti e Anderson, l’ultima straniera a mancare all’appello è la fatidica lunga americana. Due le piste sondate dal DG De Angelis in questo senso: la riconferma di Erlana Larkins, che dopo un mese di ambientamento ha dimostrato a tutta Italia il suo valore e il perché sia una delle migliori rimbalziste della WNBA, oppure l’ingaggio della giovane stella del momento Chiney Ogwumike. Statunitense di origini nigeriane, classe 1992, proveniente dal college di Stanford è stata la scelta numero uno al Draft 2014, un vero e proprio fenomeno cestistico e mediatico negli States. Nella sua prima esperienza nel campionato professionista a stelle e strisce con la maglia delle Connecticut Sun, Chiney viaggia con una media di
17 punti e 8 rimbalzi a partita. 193 cm per 78 kg, Ogwumike è dotata di un’eleganza sopraffina nei movimenti in post basso: sa sempre farsi trovare al posto giusto al momento giusto e difficilmente sbaglia un canestro. È una giocatrice completa e molto matura in grado di spostare gli equilibri di una partita con discreta facilità. Con le conferme di Sottana, Ress e Spreafico, il roster del Famila sembra essere davvero al gran completo. In uscita anche Vandersloot che ha già firmato per Cracovia dove troverà un’altra ex orange Jantel Lavender. Lasciano la cittadina laniera in prestito invece le giovani Reggiani ed Ercoli che vestiranno la maglia della Gesam Gas Lucca, e Martina Mosetti che lascerà l’Italia per frequentare il Boston College e partecipare quindi al campionato NCAA. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Con l’Obiettivo Risarcimento il flash back del grande volley rosa a Vicenza / di Nicolò dalle Molle
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durata un solo anno la permanenza dell’Obiettivo Risarcimento al Palacampagnola, impianto rivelatosi troppo grande per l’affluenza di pubblico della pallavolo femminile. Coerente e valida la scelta allora della società di patron Grison di lasciare Schio per tornare nel glorioso palazzetto di via Goldoni a Vicenza, teatro delle imprese italiane ed europee della Minetti fino a qualche anno fa. Giusto allora sperare di tornare a riempire l’impianto magari riaccendendo l’interesse per la pallavolo in rosa nella città del Palladio. Anche perché quest’anno l’Obiettivo Risarcimento, dopo una stagione di ambientamento in serie A2, ha intenzione di provare a conquistare la massima serie. Per raggiungere questo traguardo è stato allestito un roster competitivo che mescola giocatrici giovani e futuribili con altre esperte e talentuose. Iniziamo dagli addii: i più dolorosi sono stati sicuramente quelli di Sestini e Milocco, due atlete di valore assoluto che hanno deciso a malincuore di lasciare l’Obiettivo Risarcimento. La prima per tornare a giocare in Toscana, vicina a casa, la seconda, invece, per lasciare per la prima volta la provincia e misurarsi con realtà di grande rilievo in Italia. Lascia Vicenza anche Boyana Andreeva, grande delusione di questa stagione: dalla bulgara ci si attendeva sicuramente molto di più, almeno per quanto fatto vedere in preseason mentre il suo rendimento è andato in costante calo fino all’esclusione dallo starting seven da parte di coach Rossetto. Addio anche per Michela Peretto: la schiacciatrice di Valdagno,
classe 1982, aveva iniziato la stagione da comprimaria per poi rilevare Andreeva e disputare un girone di ritorno ad alti livelli. Le conferme: sono tante le atlete che hanno voluto vestire ancora la maglia dell’Obiettivo e sposare l’ambizioso progetto per questa nuova stagione. In primis il capitano Simona Ghisellini: 40 primavere sulle spalle per lei quest’anno ma una grinta e una leadership senza pari hanno fatto sì che sia ancora lei una delle due palleggiatrici della squadra. L’altra è la giovane Caterina Cialfi, classe 1995: in questa stagione si è distinta per talento, sfrontatezza e un pizzico d’incoscienza. Un duo di alzatrici molto eterogeneo che permetterà ancora una volta a coach Rossetto di scegliere la sua regista in base al tipo di avversario che gli si parerà innanzi. Confermate anche le coppie di liberi Lanzini e Fiori e i centrali Fronza e Pastorello. Anche per Alessia Lanzini gli anni iniziano ormai a farsi sentire, lei che è classe 1981, e sarà quindi probabile vedere un maggiore utilizzo della giovane Silvia Fiori che nell’ultima stagione è stata la giocatrice che ha trovato meno spazio. Pronte invece a contendersi una maglia da titolare Fronza e Pastorello che hanno saputo crescere notevolmente in questa stagione nonostante avessero entrambe precedenti esperienze in campionati di questo livello. Ultima conferma quella di Laura Baggi: la talentuosa schiacciatrice di Lodi ha iniziato con il freno a mano tirato lo scorso campionato ma ha poi via via trovato la forma migliore e il feeling corretto con la squadra e ha saputo regalare diverse prestazioni esaltanti. Gli arrivi: quattro inserimenti di qualità per coach Rossetto che, confermata l’ossatura della propria squadra, ha scelto degli elementi in grado di diventare il valore aggiunto per il
/ Da sinistra: Elisa Cella, Joanna Frackowiak, Irina Smirnova, Marilyn Strobbe
team senza stravolgerne la sua forma e la sua natura. Dalla Russia arriva la schiacciatrice Irina Smirnova, classe 1990, 188 cm d’altezza, alla sua prima esperienza in Italia. È sicuramente la scommessa più grande per la società di Grison visto che non si è mai confrontata con il campionato italiano ma potrebbe rivelarsi davvero un buon colpo di mercato. Una giocatrice di sicuro valore, invece, anch’essa straniera, è Joanna Frackowiak. Schiacciatrice polacca, ma può adattarsi anche al ruolo di opposto, classe 1986, di 185 cm nell’ultima stagione ha indossato la maglia della Riso Scotti Pavia risultando la terza miglior realizzatrice del campionato. Gli altri due arrivi sono, invece, una sorta di ritorno a casa. Sia Marilyn Strobbe che Elisa Cella, infatti, hanno vestito la maglia della Minetti Vicenza e hanno deciso di tornare nella città del Palladio per riportare la grande pallavolo in rosa. Elisa Cella, in particolare, è già stata protagonista di quattro promozioni sul campo delle squadre per cui ha giocato. Schiacciatrice di 186 cm, classe 1982, ha vestito le maglie delle più importanti squadre italiane: da Forlì a Jesi passando per Piacenza. Arriva da due esperienze all’estero prima in Polonia e poi in Francia che, però, non l’hanno soddisfatta appieno e ha sentito perciò il bisogno di tornare in Italia. Marilyn Strobbe, invece, centrale di 188 cm, classe 1989 di Arzignano, ha giocato l’ultima stagione in serie A2 a Scandicci. Il roster è praticamente pronto, lo staff tecnico che rimane invariato pure, si attende solo l’inizio del raduno e della nuova stagione che speriamo possa regalare grandi gioie ai tifosi dell’Obiettivo Risarcimento. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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30 giugno 2014
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Il Quidditch di Harry Po
Sbarca anche a Vicenza lo sport a cavallo di scope volanti reso famoso prima dai libri e poi dai film / di Massimiliano Muscas
L
a parola “ Quidditch” identifica lo sport a cavallo di scope volanti reso famoso prima dai libri e poi dai film sulle avventure del celebre maghetto Harry Potter. Da diversi anni però il “ Muffle Quidditch” è una realtà sportiva nel mondo anglossassone (migliaia di giocatori) e negli ultimi anni anche in Italia (con una decina di squadre iscritte ai vari tornei nazionali ed europei). Nell’ultimo periodo anche Vicenza ha visto nascere la sua squadra i Dracones Quidditch Venetica, che è anche il nome del profilo face book del team. Abbiamo intervistato quindi alcuni dei responsabili della squadra dopo un allenamento a Vicenza. Come prima cosa chiediamo a Carlo cos’è il Quidditch “reale” rispetto a quello che abbiamo conosciuto grazie all’autrice J.K.Rowling. “È uno sport come altri” è la prima risposta del giocatore nonché uno dei tre fondatori della squadra. Proprio nell’essere uno “sport come altri” vede la sua essenza, divertirsi assieme e tenersi in forma, questo è il primo obbiettivo della squadra, salute & divertimento. Chiediamo poi a Davide, studente del Dams residente in provincia di Padova, come funziona questo nuovo sport. “In verità è piuttosto semplice e molto simile a quello descritto dalla Rowling...certo, noi però non vogliamo”. Lo sport ricorda moltissimo due attività sportive molto conosciute nell’ambiente anglosassone, la Pallamano e soprattutto il Rugby. Si gioca in 7 contro 7: un portiere, due difensori (battitori), tre attaccanti (cacciatori) ed un cercatore. Non vi sono limiti nei cambi (il gioco prevede una buona scorta di fiato e quindi si cambia spesso giocatore) ma vi è un paletto molto importante: in ogni istante di gioco ogni squadra deve avere in campo almeno due giocatori per ogni genere e, quindi, che vi siano sempre almeno 2 ragazze e 2 ragazzi in campo. Lo scopo del gioco è far sì che gli attaccanti (cacciatori) mandino un
/ Il Campo da Quidditch durante una partita in Harry Potter e la pietra filosofale
/ Un’azione (sopra) e un torneo di Quidditch (in basso)
pallone (grande come uno regolamentare da pallavolo) attraverso uno dei tre cerchi sospesi difesi dal portiere avversario: questo avviene
o accompagnandolo o lanciandolo con la mano. I difensori (battitori) possono ostacolare questo obiettivo colpendo gli attaccanti avversari
con dei palloni più piccoli (da dodgeball o da pallamano) o più semplicemente attraverso un placcaggio uguale a quelli del rugby. Questo placcaggio, però, non può esser fatto alle spalle ma solo sul fianco o anteriormente. Il tutto avviene con l’handicap della scopa (fino a poco tempo fa in legno ora in leggero pvc o altri materiali sintetici) di una lunghezza che va dai 50 agli 80 cm circa e che deve esser portata sempre con una delle due mani e mai fatta cadere. Mentre questo avviene sotto gli occhi severi di un arbitro i due cercatori si lanciano all’inseguimento del “boccino”, che è rappresentato da un “giocatore neutrale”, de facto un secondo arbitro, che scappa dai due giocatori avendo però la massima libertà di azione, sia fisica (per non farsi bloccare dai cercatori) sia di campo visto che il boccino può uscire dal campo (cosa che fa sempre) delimitato da un’elisse di 27 x 44 metri. Ogni “gol” vale 10 punti mentre la “cattura” del boccino ne vale 30, all’arrivo dei 150 punti la squadra vince al temine di una partita che dura solitamente 20-60 minuti. “Sembra complicato, come vi allenate?”chiediamo all’allenatore. “L’allenamento è semplice, inizia con corsa e vira subito in allenamento per scaldare i muscoli prima e rinforzarli poi visto che la maggior parte dei giocatori dopo la prima mezz’ora è già stanca durante i primi allenamenti. L’allenamento si concentra, quindi, sui fondamentali
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Potter vola a Vicenza
oi dai film sulle avventure del celebre maghetto (tiri e passaggi) e su degli schemi, poi la classica partita.” ci racconta il giovane allenatore neppure trentenne con un passato nel rugby come giocatore ed allenatore e un presente nelle arti marziali. “Ora parliamo dei Dracones, dove vi allenate, chi siete?” “Siamo un gruppo di ragazzi che va dai 17 ai 28 anni, veniamo da tutto il Veneto ma per lo più da Vicenza, Padova e Mestre”. Carlo continua poi spiegandoci che la squadra comprende sia lavoratori che studenti universitari, tutti con
/ Il Quidditch visto da LEGO
/ Il videogioco Harry Potter Quidditch World Cup
/ La Burro Birra
la voglia di fare uno sport diverso anche dopo aver avuto ottimi risultati in altri sport (lui stesso custodisce a casa molti trofei di pallamano ottenuti ai massimi livelli nazionali). Gli allenamenti avvengono soprattutto a Vicenza, dove risiedono
verde con la presenza anche di docce e spogliatoi. “Per ora dobbiamo allenarci in centro, al Querini, o a SanPioX”, ci raccontano, “ma preferiremmo uno spazio diverso sia per poter organizzare al meglio la presenza di curiosi
molti giocatori, e Padova per permettere a tutti i giocatori di fare almeno un allenamento settimanale e per farsi… pubblicità. La sede invece è a Vicenza dove si stanno aprendo i canali con comune e circoscrizioni per avere uno spazio
(che spesso vogliono provare con noi) sia per danneggiare il meno possibile il manto erboso (come fanno spesso i calciatori improvvisati)”. Insomma i ragazzi oltre a volersi divertire col Quidditch amano anche la compagnia di un sempre più nutrito pubblico vicentino e vogliono anche rispettare gli spazi che utilizzano. “I prossimi impegni della squadra?”chiedo allora curioso. Davide ci risponde bevendo dalla borraccia dopo essersi lamentato scherzosamente con l’allenatore per
la faticaccia odierna: “L’obiettivo è arrivare con la squadra ben motivata e rodata in modo da poter partecipare ai principali tornei estivi, poi per settembre organizzare un torneo qui a Vicenza. Ma per questo ci servono sponsor e per ora la nostra squadra non ne ha”. Insomma la squadra è ben avviata ma la vera prova del fuoco organizzativa i nostri giocatori la dovranno superare a settembre quando contano di ospitare un torneo qui a Vicenza. Dopo questa chiacchierata arrivano anche gli altri giocatori, inizia a fare un po’ fresco ma la squadra non è libera ancora di andare. “Ora a bere bimbi”, dice l’allenatore, ma al bar non vi è la burro birra... © RIPRODUZIONE RISERVATA
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28 giugno 2014
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Garcia Moreno, un’altra promossa ad Arzignano sotto gli occhi di VicenzaPiu.Tv / di Carlo Calcara
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estino analogo, economicamente parlando per un’altra bella realtà dello sport di Arzignano, il Garcia Moreno 1947. Altro sport, il basket, ma medesime difficoltà economiche, quelle che in un momento come questo che stiamo vivendo nella provincia sta spegnendo come candeline al vento tante storiche società sportive. Non è il caso del Garcia Moreno, e ci auguriamo che non lo sia neanche per la prossima stagione. Dopo una stagione travagliata come quella dell’annata 2012/2013 i Griffons erano riusciti a strappare l’ultimo biglietto disponibile per continuare l’avventura in DNC solo attraverso i playout, passando per la poco invidiabile striscia di 13 sconfitte consecutive che sembrava aver dato una spallata decisiva alle speranze di salvezza del Garcia. Tempo una stagione ed ecco il ribaltone che non ti aspetti, con il gran lavoro della famiglia Dal Dosso per cercare di costruire
una squadra competitiva da mettere agli ordini di coach Marco Venezia. Inizio titubante, con i griffons che partono male nella stagione 2013/2014, ma che riescono a ribaltare i pronostici e a donare ai supporters che via via nel corso dell’anno andavano riempiendo il Palatezze un finale di stagione da brividi! Parte concedendo il fattore campo agli avversari nei playoff il Garcia Moreno, vantaggio che non si farà mai sentire nel corso della cavalcata verso la finale. Primo ostacolo da affrontare il fortissimo Gemini Mestre, secondo in classifica al termine della stagione dietro solo all’imprendibile Trieste. Serie segnata? Nemmeno per sogno! I griffons ribaltano i pronostici e portano a casa la possibilità di affrontare nel derby vicentino i cugini di Bassano. Sfida aperta al Palangarano con una sconfitta che sa di sentenza, ma anche qui il cuore del Garcia Moreno prevale, e la squadra di coach Venezia riesce a ribaltare la serie e ad accedere alla finale contro un’altra matricola terribile, Bertinoro. In terra emiliana
i griffons timbrano subito il cartellino, tornando a casa con il match point in mano. In un Palatezze gremito come non mai il 28 Maggio la trionfale cavalcata si conclude con la dolcezza di una consonante (questa un’altra esclusiva di VicenzaPiu.Tv). È Serie B! Capitan Bellato al settimo cielo, Bolcato MVP
Pallanuoto Vicenza, Greco B e saluti: “Mi sarebbe piaciuto rimanere” (C. C.) Doveva essere quella in A2 la promozione per cui Matteo Greco era stato chiamato a guidare la Pallanuoto Vicenza. Parrebbe un eccesso lodare allora il tecnico
genovese per il salto di categoria appena ottenuto, dalla C alla B, se non fosse per tutto quello che dal lontano 2006 è successo nelle acque biancorosse delle Piscine di Vi-
cenza. Greco arriva come detto nell’estate del Mondiale tedesco, Italia campione del Mondo, Pallanuoto Vicenza che ancora rispondeva al nome di Caoduro Vicenza Pallanuoto. Un binomio quello tra il neo tecnico ed il settebello berico finalizzato al raggiungimento della A2 dicevamo, spettro inseguito per tre anni a cavallo tra il 2007 ed il 2009, quando per due volte la corsa della squadra vicentina si ferma ai playoff. Poi il ridimensionamento, con l’addio del main sponsor e il lavoro sulle giovanili per tentare di porre rimedio ad una squadra le cui ambizioni vengono stravolte dall’improvviso calo di disponibilità economica. Dopo il saluto ai big che alla spicciolata lasciano Viale Ferrarin avviene anche la retrocessione in Serie C. Da qui si riparte con una formazione infarcita di giovani prodotti del vivaio, dapprima i risultati sono altalenanti, poi, con la
della serata, e la certezza che con il sudore della fronte si può ottenere tutto. Ora una nuova sfida in ballo, cercare di puntellare la società per la prossima stagione, se a Dal Dosso riuscirà ancora l’impresa non c’è limite a quello che questo Garcia Moreno può fare! © RIPRODUZIONE RISERVATA
stagione 2013/2014 alle porte Greco sentenzia: “Questo campionato è alla nostra portata, abbiamo tutte le carte in regola per vincerlo”. Sconfitta alla prima a Trieste, la squadra però non si disunisce ed inanella una vittoria dopo l’altra arrivando al big match con la capolista Bentegodi speranzoso. La sconfitta che ne segue invece che mitigare infuoca gli animi dei berici, che da li in poi sono perfetti, dieci gare e dieci vittorie, con primato assicurato con la prestazione maiuscola in casa proprio contro i veronesi, piegati senza storia. Il resto è storia recentissima, con le vittoria di Adria ed il tuffo nelle acque della piscina di Porto Viro per Matteo Greco, fautore di una stagione straordinaria ma con le valige fatalmente in mano. Se ne torna in Liguria il coach della risalita, ma si spera possa essere solo un arrivederci a presto. Intanto per i Ragazzi della Pallanuoto Vicenza solo la certezza di essere stati B… ravissimi! © RIPRODUZIONE RISERVATA
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30 giugno 2014
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Vacanze 2014: sei gay? Ecco dove non puoi andare / di Anna Barbara Grotto
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indubbiamente tempo di pensare alle vacanze; ma se sei lesbica o gay o transessuale non hai la stessa libertà di scelta della tua meta che invece ha una persona eterosessuale. Beh sempre che tu non voglia andare in vacanza fingendoti fidanzata al tuo migliore amico gay… La Confederación Española LGBT COLEGAS ha pubblicato una piantina del mondo, dove i Paesi in cui vigono leggi contro le persone LGBT sono evidenziati in rosso, che macchia sinistramente di color sangue parte dell’Africa, del Medioriente e ovviamente (triste recente realtà) l’intera Russia. Che di per sé getta una fetta incredibilmente estesa del mondo nell’odio omofobico legalizzato. In Spagna a questa ricerca è seguita una campagna di boicottaggio dei Paesi omofobi: “Decidere di andare in vacanza in un Paese in cui, se siete una coppia omosessuale, rischiate di essere maltrattati, incarcerati fino addirittura mettere a repentaglio la vostra vita, è un rischio davvero inutile da correre. Vi sono alternative al turismo LGBT molto più interessanti e sicure sia in Europa che in America”, dice Javier Checa, coordinatore del turismo LGBT di COLEGAS. I Paesi in cui gay, lesbiche e transessuali non sono ben accetti sono più dei 21 evidenziati da questa ricerca, ma l’elenco che segue rappresenta i luoghi da evitare tassativamente:
Afghanistan: le relazioni omosessuali sono punite con la morte per lapidazione. Arabia Saudita: l’omosessualità è punita con carcere, multe, percosse, reclusione in istituti mentali, fino alla pubblica esecuzione per amputazione. Brunei: recentemente introdotta la morte per lapidazione per gli omosessuali. Egitto: arresti e carcere per i gay, che si sono intensificate negli ultimi mesi. Emirati Arabi Uniti: carcere, multe, espulsione per gli stranieri, e in alcuni casi la pena di morte. Gambia: fino a 14 anni di carcere. Ghana: esistono gruppi che si organizzano in vere e proprie retate, in cui violentano e spesso uccidono le persone omosessuali. Giordania: arresti anche solo per il fatto di radunarsi fra omosessuali. India: nel 2013 è stato introdotto il reato di omosessualità. Iran: la polizia, con l’aiuto di gruppi di cittadini, organizza le cosiddette “incursioni del terrore” per “pulire le strade e le città dai criminali”, compresi gli omosessuali. Mauritania: l’omosessualità è punita con la morte per lapidazione. Nigeria: l’omosessualità è punita con frustate per gli uomini non sposati, e la prigione o la pena di morte per gli uomini sposati. Sono proibiti persino i rapporti di amicizia e qualsiasi interazione, anche lavorativa, con gli omosessuali. Pakistan: è istituita la flagellazione fino a 100
frustate e la morte per lapidazione per avere rapporti omosessuali. Russia: nel 2013 è stato istituito il divieto di ogni manifestazione pubblica della diversità sessuale attraverso la legge che vieta la cosiddetta “propaganda gay”. I gruppi neo-nazisti sono aumentati, così come le azioni di giustizia fai-da-te al fine di applicare alla lettera tale legge. Senegal: i “colpevoli di omosessualità” sono puniti con la reclusione di almeno sei mesi. Siria: il clima di guerra ha portato ad un aumento di ricatti, torture e uccisioni di omosessuali. Somalia: in alcune zone le relazioni omosessuali sono punite con la morte, in altre zone con il carcere. Sudan e Sud Sudan: punizioni che vanno da 100 frustate alla lapidazione. Uganda: nei primi mesi del 2014 è entrata in vigore una legge che condanna l’omosessualità con l’ergastolo. Conseguentemente, negli ultimi mesi le violenze contro le persone LGBT si sono intensificate. Yemen: l’omosessualità è punita con la flagellazione e la lapidazione. Zimbabwe: la comunità LGBT è già oggetto di violenze. Il Parlamento, inoltre, sta studiando l’entrata in vigore di una legge simile a quella ugandese. FONTE: http://www.colegaweb.org/vayas-allilos-peores-22-destinos-para-el-turismo-lgbt/ © RIPRODUZIONE RISERVATA
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