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VicenzaPiù n.259, 25 ottobre 2013

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n° 259 - 25 ottobre 2013 - euro 1,20

Giglioli contrattacca

Il Vicenza Calcio in rete. Con VicenzaPiùTv


25 ottobre 2013 pag 2

I

l 21 e 22 settembre di questo 2013, Anno Europeo dei Cittadini, abbiamo vissuto la Tredicesima Edizione di “Azioni Solidali Vicentine”. Voglio ringraziare ancora ciascuno di voi per la grande condivisone che avete dimostrato nel vivere e nel percorrere insieme “passi solidali”. Mi porto nel cuore i tanti interventi, i sorrisi, gli sguardi dei bambini che ci osservano mentre coloriamo il mondo nella nostra Agorà d’eccellenza, il cuore di Vicenza, abitando Piazza Duomo, Piazza Garibaldi e Piazza dei Signori. Quando una turista mi ha chiesto "What’s happening?", nel sentire la mia risposta "Today is the day of volunteering" si è commossa e io con lei ...grazie! Tutta la nostra manifestazione si è caratterizzata per la grande partecipazione della comunità e delle istituzioni. Durante il Talk Show dell’Agorà, uno dei momenti più significativi del nostro incontro, abbiamo saputo costruire insieme un senso condiviso ai concetti di cittadinanza e comunità di destino. Molti contributi sono giunti da parte del Sindaco di Vicenza Achille Variati, dell’Onorevole Federico Ginato e di Antonella Valmorbida Direttrice di ALDA Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale. Numerosi sono stati anche gli interventi del

ASSEGNATI CONTRIBUTI PER UN TOTALE DI EURO 18.550,00 PER 38 PROGETTI

pubblico presente, dei Rappresentanti del Comitato di Gestione del fondo speciale per il Volontariato Riboni Vicenzo e Maria Grazia Bettale, dei Consiglieri del CSV di Vicenza, presenti il Vice presidente Marco Gianesini, Rita Dal Santo, Monica Tamburini e Carlo Pepe. Tante, come sempre, sono state le voci dei rappresentanti del Volontariato, così tante che ad elencarle si rischia sempre di dimenticare qualcuno; i loro interventi hanno saputo stimolare e rinnovare il nostro comune impegno, ricordando a tutti i presenti che solo in rete e in sinergia con le istituzioni può fare la differenza. Voglio ringraziare anche la comunità thienese e in particolare

Mons. Livio Destro per l’accoglienza in Duomo, segno concreto del valore di fratellanza ed appartenenza. Non è mancato, in questi due giorni, nemmeno il ricordo all’Amico Cristiano Sarracco, Presidente dell’Associazione H81, la cui prematura scomparsa ha toccato il cuore di tutti noi. “Ciao Cristiano!” Ora non ci resta che fare tesoro di tutti gli stimoli raccolti, delle tante parole nelle quali ci siamo riconosciuti e che abbiamo fatto nostre, con l’invito di rivederci tutti insieme il 6 dicembre per celebrare la giornata internazionale del volontario e per continuare a percorrere i nostri “Passi Solidali”. Infine vi ricordo che avete tempo fino al 31 ottobre per partecipare al concorso del CSV di Vicenza “Racconta le Azioni Solidali”… Che aspettate? Forza! Partecipate numerosi! La Presidente Maria Rita Dal Molin Chi è interessato a chiedere ulteriori informazioni su concorso può telefonare al numero 0444-235308 o scrivere una mail all’indirizzo: info@csv-vicenza.org - specificando nell’oggetto “Concorso Azioni Solidali 2013”.

Il Consiglio Direttivo del Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Vicenza, riunitosi il giorno 8 ottobre u.s., ha deliberato l'erogazione di contributi per un ammontare di Euro 18.550,00. Sono i contributi legati al Bando 2013 gruppo Verde linea di intervento “Attrezzatura informatica e d’ufficio” e gruppo Rosso linea d'intervento “Attrezzature e macchinari”. I progetti sono stati esaminati dalla Commissione provinciale per la progettazione sociale “Bandi e progetti”. Con grande soddisfazione riusciamo a dare una concreta risposta alle numerose richieste delle Associazioni di Volontariato, malgrado il momento di profondo cambiamento e il venir meno delle risorse economiche. Questa linfa vitale che ci apprestiamo a consegnare nelle “mani” dei tanti volontari permetterà numerose Azioni Solidali al Volontariato Vicentino, in questo 2013 “Anno Europeo dei Cittadini”. Ecco il totale dei progetti finanziati per ogni gruppo e per linea di intervento: GRUPPO VERDE Linea di intervento “Attrezzatura informatica e d’ufficio” Euro 10.300,00 – n. 25 progetti A.D.DI.MA. Associazione Difesa Diritti del Malato (160,00 Euro), A.N.A. sezione di Marostica (450,00 Euro), A.P.A.A. Associazione Protezione Animali Ambiente (450,00 Euro), A.S.A. Associazione Solidarietà in Azione (430,00 Euro), Amici del cuore per il progresso

RACCONTA LE AZIONI SOLIDALI Racconta le Azioni Solidali Vicentine è il concorso, giunto alla sua 4° edizione, promosso in occasione della manifestazione, “Azioni Solidali Vicentine”, che invita i partecipanti a fissare in un’opera (sono ammessi foto, video, quadri, disegni, racconti e poesie) un momento significativo della manifestazione e del volontariato in genere. Le premiazioni avverranno il 5 dicembre, giornata internazionale del volontariato. ATTENZIONE! È ancora possibile inviare la propria opera, IL CONCORSO SCADE IL 31 OTTOBRE 2013

della cardiologia (450,00 Euro), Associazione A.I.B. Antincendi Boschivi Protezione Civile (450,00 Euro), Associazione di Volontariato e Protezione Civile Schiavon-Longa (400,00 Euro), Associazione Donatori di Sangue Campese (350,00 Euro), Associazione Nazionale Carabinieri Nucleo Volontariato e P.C. Valchiampo (450,00 Euro), Associazione Ozanam (450,00 Euro), Civiltà del Verde (430,00 Euro), Donne per le Donne (430,00 Euro), El Filo' Mossano Anteas (300,00 Euro), G.V.V. Gruppi di Volontariato Vincenziano - A.I.C. - Italia - Consiglio Cittadino Vicenza (450,00 Euro), Gruppo di Protezione Civile "Clipeus" (450,00 Euro), Gruppo Volontari Protezione Civile Malo P.C.M. (430,00 Euro), Il Faro Comitato Vicentino Antidroghe (400,00 Euro), La Casa sull'Albero (450,00 Euro), La Pervinca (450,00 Euro), LILT - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Sezione Provinciale di Vicenza (400,00 Euro), Sankalpa (450,00 Euro), Sintonia (330,00 Euro), Utopie Fattibili Associazione di Volontariato Penitenziario (450,00 Euro), Viviamo in Positivo VIP - Arzivip (410,00 Euro), Volontariato Gulliver (430,00 Euro) GRUPPO ROSSO Linea di intervento “Attrezzature e macchinari” Euro 8.250,00 - n. 13 progetti A.C.A.T. Vicenza (450,00 Euro), A.P.A.A. Associazione Protezione Animali Ambiente (1.000,00 Euro), A.R.S. Amici della Radio Sarcedo (700,00 Euro), Amici del Cuore Alto Vicentino (300,00 Euro), Associazione A.I.B. Antincendi Boschivi Protezione Civile (500,00 Euro), Associazione di Volontariato e Protezione Civile Schiavon-Longa (800,00 Euro), Associazione Volontari Protezione Civile di Sandrigo (200,00 Euro), F.I.D.A.S. Vicenza Associazione donatori di sangue (400,00 Euro), F.I.R. - S.E.R. Vicenza - Federazione Italiana Ricetrasmissioni - Servizio Emergenza Radio (1.000,00 Euro), Gruppo Volontari Protezione Civile Costabissara (600,00 Euro), SERAV - Servizio Emergenza Radio Alto Vicentino (900,00 Euro), Solidarietà Umana (500,00 Euro), Viviamo in Positivo VIP - Arzivip (900,00 Euro)


25 ottobre 2013 pag 3

VicenzaPiùTv spezza il monopolio: è suo il Vicenza Calcio in streaming Quotidiani on-line: www.vicenzapiu.com - www.bassanopiu.com - www.montecchioarzignanopiu.com - www.schiothienepiu.com - www.venetopiu.com

V

icenzaPiùTv cresce in fretta e intacca, per la prima volta a Vicenza, un monopolio, quello televisivo. Siamo nati, anche se dopo una lunga gestazione, appena un paio di mesi fa, ma ne abbiamo già fatta di strada, tanta da aver vinto la gara per la trasmissione delle differite delle gare di campionato del Vicenza Calcio in streaming su www.vicenzapiu.com / www.sportelevision.it come ci ha comunicato la Lega Pro mentre andavamo in stampa con questo numero. La nostra emittente si è aggiudicata i diritti esclusivi di trasmissione via Internet delle differite delle partite in casa e fuori casa dei biancorossi. Ciò significa che qualsiasi tifoso vicentino nel mondo – e non solo in regione, come avveniva finora via etere - potrà finalmente seguire le sfide dei ragazzi di Giò Lopez. Una bella novità per gli sportivi e un bel traguardo (ma non resterà l’ultimo) per l’emanazione vicentina di Sportelevision, una tv che ha esordito sul canale 193 a fine agosto con la telecronaca del derby di Coppa Italia Lega Pro tra Real Vicenza e Bassano Virtus arrivando subito a trasmettere l’altro derbissimo di Coppa, tra Real e lo storico Lane. Insomma, siamo partiti praticamente l’altro giorno, ep-

pure sembra passato già tanto tempo perché la nostra programmazione si è subito evoluta, abbracciando, oltre al calcio di vertice locale, anche basket e pallavolo. Mentre sono in arrivo altre discipline oltre a eventi di spettacolo e culturali, l’altro settore editoriale curato dal nostro canale multimediale. Uno per tutti la serie di Incontri senza censura trasmessi in esclusiva. Il gradimento del pubblico per le trasmissioni in streaming l’abbiamo apprezzato domenica 6 ottobre, offrendo la diretta della Supercoppa Italiana di basket femminile tra Famila Wuber Schio e Gesam Gas Lucca su VicenzaPiu.tv e su Sportelevision.it riscontrando un grande successo di accessi da tutt’Italia. In generale VicenzaPiùTv grazie anche al partner Sportelevision, sta operando con lo stile che caratterizza VicenzaPiù dalla sua nascita, nel 2006, cioè in modo indipendente e dando spazio anche a realtà che altrove non riceverebbero sufficiente attenzione per farsi conoscere. Se il Vicenza Calcio in streaming however arriva appena dopo le vicentine di Seconda Divisione Real Vicenza e Bassano Virtus, delle quali VicenzaPiùTv aveva già acquisito dalla Lega Pro i relativi diritti tv in esclusiva per le diffe-

rite, la rubrica infrasettimanale “Chiaramente calcio” si propone come un talk show sulle vicentine del pallone senza siparietti preconfezionati. Una trasmissione genuina che coinvolge il pubblico attraverso l’interazione sulla pagina Facebook, sull’ashtag Twitter e sul sito www.vicenzapiu.com. Nella prospettiva della nuova Lega Pro unificata 2014-15 “Chiaramente calcio” segue, oltre a Vicenza Calcio, Real Vicenza e Bassano Virtus, anche il campionato di serie D attraverso la partecipazione in studio di giocatori e dirigenti di Trissino Valdagno e Marano Calcio, quest’ultimo impegnato in un duello con l’ambizioso Pordenone per l’approdo ai campionati professionistici. Un programma che per contenuti e approccio traccia una strada, senza urla ma con dialettica, diversa nel panorama televisivo vicentino. Anche l’esperienza di un contenitore dedicato a tutti gli high lights di Lega Pro Prima e Seconda Divisione è inedita a livello locale. Nel volley femminile stiamo seguendo in esclusiva l’Obiettivo Risarcimento Vicenza di Delio Rossetto impegnato nella sua prima stagione di serie A2 al PalaCampagnola di Schio. Per la serie C di basket maschile diamo già spazio ai ragazzi della Banca Po-

La Vicenza Ginnastica dà i numeri quindi, ricevuto dopo la trasmissione dal presidente della A.S.D. Vicenza Ginnastica arch. Maurizio Magrin e volentieri pubblichiamo una nota che sa anche di ottimismo e di gioventù, due ingredienti di cui la nostra vita ha bisogno per avere un vero senso. Il direttore

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porTelevision VicenzaPiùTv, canale 193 del digitale terrestre e in streaming su www.sportelevision.it , ha trasmesso un saggio stupendo delle ginnaste vicentine nell’ambito della sua sempre più

ricca programmazione che affianca agli sport più noti quelli cosiddetti minori ma anche quelli che fondandosi sul volontariato di qualità costruiscono relatà agonisticamente e socialmente di vertice. Abbiamo,

E’ indubbio che lo sport vicentino, in particolare quello dilettantistico, coinvolge una pluralità di persone, tra tecnici, atleti, dirigenti, Movimenti sportivi e Federazioni, che ad inizio di ogni stagione sportiva devono fare i compiti di casa per riuscire a superare l’evidente impasse derivante dalla congiuntura stagnante che si riversa gioco forza anche sul settore sportivo. Naturalmente dopo aver mostrato i muscoli o sgomitato per bene per accaparrarsi presso le strutture pubbliche quell’ora in più che può alle volte decidere le sorti di una squadra. La domanda di sport si fa sempre più assillante e ciò è un bene perché è rimasto uno dei pochi baluardi dell’associazionismo e della socialità, al pari delle parrocchie. E’ altresì vero che negli ultimi tempi a Vicenza e circondario è nato un notevole vivaio di attività e ciò ha fatto in modo di proiettare nel pianeta degli sport più gettonati discipline sportive che 10 o 15 anni fa erano Cenerentole appena abbozzare. E i risultati conquistati nel gradimento hanno di fatto spostato l’asticella del Rugby, dell’Atletica Leggera e della Ginnastica Ritmica verso altri numeri, posizionando le società beriche tra le più gradite e

Lino Diquigiovanni ospiste di Enrico Soli in una puntata di Chiaramente Calcio polare di Vicenza e ci stiamo avvicinando anche al rugby, mentre a livello regionale l’emittente trasmette la Reyer Venezia di basket di A1 nelle sue due “versioni”, maschile e femminile, oltre al volley maschile di serie A2 di Padova e al calcio a 5 nazionale con i campioni della Luparense. Coerentemente con le scelte descritte e sempre con l’indipendenza che contraddistingue lo stile di VicenzaPiù, in settembre la sua casa editrice Media Choice ha pubblicato l’instant book “Lino & Lane”, un volume di Enrico Soli, il conduttore di Chiaramente Calcio e uno dei suoi telecronisti, sulla squadra del presidente Diquigiovanni, che

aiuta a ripercorrere non solo la storia del Real Vicenza, ma più in generale quella degli ultimi anni di calcio in città. Cresce la tv, ma VicenzaPiù rimane incisivo come sempre anche sugli altri mezzi di comunicazione: il giornale cartaceo, con il quindicinale per il quale, grazie al suo successo, è vicino il ritorno ad una più frequente periodicità, il network web Vicenzapiu.com e ora anche i libri. Mezzi diversi per raggiungere pubblici in parte diversi tra loro e interessanti per gli investitori pubblicitari.

gettonate a livello regionale. E a proposito di Ginnastica Ritmica, dopo le prime due settimane di attività, già si delineano le posizioni anche per l’anno sportivo 2013/14 con numeri “pesanti”, in solo apparente antitesi con l’immagine leggiadra della ginnastica, disciplina, però, che richiede grande preparazione fisica e mentale. I dati che vengono calati sul tappeto di gioco confermano, infatti, gli exit pol legati alle iscrizioni delle due settimane precedenti. Come prevedibile, alcune tra le nove sedi di corsi di base superano le due cifre e le altre sezioni non solo riconfermano, ma in alcuni casi aumentano la già notevole presenza dell’anno passato. Patronato Leone XIII, Ferrovieri, Altavilla, Santa Croce, Stanga, Laghetto, Montecchio Maggiore, Santa Bertilla e Caldogno sono una piacevole sorpresa

e ciò impone una riflessione più che positiva circa i più che buoni rapporti con le Amministrazioni Comunali interessate e la Provincia, che ci vede presenti con i gruppi agonistici in cinque strutture. I numeri usciti sulla ruota di Vicenza e cintura urbana, numero Jolly Montecchio, SuperStar la Lioy alla Stanga, sono imponenti. Un grazie a tutto il corpo insegnante e alla Direttrice tecnica, prof. Marta Magrin, che lavora e opera con passione, e a quanti hanno fatto in modo che la scritta che campeggia sul nostro sito internet: il valore della ritmica per le giovani vicentine sia da tempo non solo uno slogan fortunato ma anche una bella realtà condivisa da centinaia di Famiglie.

VicenzaPiù Direttore Responsabile GIOVANNI COVIELLO direttore@vicenzapiu.com Editore MEDIA CHOICE s.r.l. Via Pirandello, 11 - Vicenza 0444 1830808 - info@mediachoice.it Stampa Centro Servizi Editoriali 36040 Grisignano Di Zocco (VI) V. Del Lavoro, 18 Tel. 0444 414303 Autorizzazione VicenzaPiù Tribunale di Vicenza n. 1181 del 22 agosto 2008 SchioThienePiù / BassanoPiù Supplemento di VicenzaPiù

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Giornale chiuso in redazione alle ore 15.00 di giovedì 24 settembre 2013 Tiratura: 11.000 copie


Vita Gay Vic ent ina

25 ottobre 2013

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Barilla sulla bocca di tutti. Non «nella», proprio «sulla» Dopo la gaffe (possiamo chiamarla così, con un voluto e bonario eufemismo?) di Guido Barilla, che in diretta su Radio24 alla trasmissione "La Zanzara" afferma che non farà mai una pubblicità che rappresenti una famiglia gay, il mondo (non solo l'Italia) ha gridato allo scandalo omofobo. Ma com'è andata davvero?

di Anna Barbara Grotto

I

l 25 settembre l'imprenditore Guido Barilla, pronipote di Pietro Barilla fondatore dell'omonima azienda, interviene alla trasmissione radiofonica "La Zanzara" in risposta all'on. Boldrini, che aveva precedentemente denunciato un certo modo di rappresentare il ruolo della donna negli spot televisivi. Nel prendere parola a difesa delle pubblicità Mulino Bianco-style, Guido Barilla è stato il classico elefante in un negozio di cristalli. Diciamo che peggio di così non poteva andare: le sue affermazioni hanno infastidito tutte le donne, non solo le femministe e soprattutto scatenato la reazione del mondo gay a livello internazionale. L'abbiamo capito, dato che l’ha ribadito anche nei giorni a seguire: per Guido Barilla il "ruolo fondamentale della donna" è chiaramente quello di servire a tavola, meglio se la pasta che porta il suo nome. Afferma, infatti, che "è ovvio" che una donna si svegli prima la mattina per preparare la colazione al resto della famiglia (possibilmente le merendine del Mulino Bianco, aggiungo io), anche se poi ha davanti un’intera giornata di lavoro in ufficio; ed ancora, che è tradizione della famiglia italiana che sia la moglie e madre a servire da mangiare. E già lo scivolone sarebbe stato suf-

ficientemente controproducente così; ed invece ha osato andare oltre: «Noi abbiamo una cultura vagamente differente. Per noi il concetto di famiglia è sacrale, rimane uno dei valori fondamentali dell'azienda. Non faremo uno spot gay perché la nostra è una famiglia tradizionale». La frittata è fatta. Il conduttore Giuseppe Cruciani incalza con le domande (figuriamoci: la polemica gli è stata servita su un piatto d'argento, o forse è meglio dire su un piatto di ceramica bianca decorato con la farfalla…), e l'imprenditore peggiora la sua posizione, con concetti se non altro poco diplomatici, come "i gay non devono infastidire gli altri" e concludendo con un laconico "se non gli piace, che mangino un'altra pasta!". La reazione internazionale non s'è fatta attendere, ed il motivo è presto detto: non era un parere espresso con quattro amici al bar, ma una dichiarazione pubblica di uno degli imprenditori italiani più conosciuti al mondo. A chi pensa che in nome della libertà di opinione non ci dovrebbe essere nulla di cui scandalizzarsi, rispondo con un piccolo esercizio: proviamo a sostituire in tutte le frasi del signor Barilla la parola "gay" con "nero" o "ebreo" o qualsiasi minoranza vi venga in mente, anche linguistica, perché no. Toh, proviamo con "veneto". «Non faremo mai uno spot con una

famiglia di veneti, perché il nostro concetto di famiglia è vagamente differente». Ovvio reagire, che ne dite? Nel giro di poche ore, la rete in tutto il mondo si è intasata di commenti, foto, addirittura filmati che inneggiavano al boicottaggio della Barilla. #boicottabarilla e #boycottbarilla sono schizzati in vetta alle classifiche degli hashtag più utilizzati. Su Youtube hanno iniziato a girare parodie degli spot del Mulino Bianco. In America il clamore è stato potentissimo, ed il boicottaggio in rete è stato addirittura supportato da vip e star: la moglie del candidato democratico a sindaco di New York Bill de Blasio, Chirlane McCray, ha postato una foto in cui sta comprando al supermercato la pasta di un altro marchio, commentandola citando l’invito di Barilla «se non vi piace il nostro messaggio, trovatevi un’altra pasta» e rispondendovi con un più che esplicito «...invito accettato». Addirittura l'attrice e cantante Cher su Twitter ha invitato tutti i suoi amici gay e gayfriendly a non acquistare mai più la "pasta omofoba". Alla Barilla si tenta di correre ai ripari: immaginiamo che il loro ufficio marketing e comunicazione abbia avuto un bel da fare nelle ultime due settimane! Così dapprima arrivano online affrettate scuse scritte (affrettate in quanto tornavano sul concetto di donna come colei che serve a tavola: facile pensare che fossero scritte sua sponte da Guido Barilla, impensabile che un team di

comunicazione insistesse su parte dei concetti dello scandalo in corso); poi ecco che in tempi brevissimi (in ballo c'erano milioni di euro, mica “solo” una questione etica) viene pubblicato un filmato di Guido Barilla in persona che chiede scusa. "MI SCUSO" era anche la scritta che troneggiava in homepage del sito ufficiale. Da notarsi che il video è stato divulgato innanzitutto in inglese: forse che la comunità LGBT americana abbia più potere economico di quella italiana? Domanda retorica. E comunque non sono mancate le risposte e le parodie delle scuse stesse: lo spassosissimo filmato a ideazione Ocone-Di Cioccio su tutti, che vi invito a cercare su Youtube. Ovviamente c'è anche chi sostiene Guido Barilla: il Moige in primis (Movimento Italiano Genitori); ma anche alcuni esponenti dell'estremismo di destra, come Casa Pound, non si sono lasciati sfuggire l'occasione di farsi fotografare con in mano una bella confezione di tortiglioni dal tipico sacchetto color blu. La palla al balzo è stata presa, poi, anche dai concorrenti, che dallo slogan «A casa Buitoni c’è posto per tutti» sino a «Le uniche famiglie che non sono Garofalo sono quelle che non amano la buona pasta» hanno, al contrario, rilanciato un messaggio di apertura e compartecipazione. Oltreché di invito a tavola. L'indignazione ed il boicottaggio durano da un paio di settimane, anche se il tutto ha rischiato di finire a

tarallucci e vino: il video di Anna Paola Concia che assieme a Fiorello si mangia, ridendo e scherzando, un piatto di pasta Barilla non è certo servito a riappacificare il mondo gay con l'azienda in questione. Al contrario, ha ridicolizzato una presa di posizione della comunità LGBT contro ogni forma di omofobia, a partire dal mondo del lavoro e della comunicazione; presa di posizione che forse in Italia non è mai stata così potente e coesa. Molto più costruttivo, invece, l'incontro avvenuto fra l'imprenditore Barilla ed i rappresentanti delle associazioni LGBT italiane. Flavio Romani (presidente Arcigay), Paola Brandolini (presidente Arcilesbica), Ilaria Trivellato (Famiglie Arcobaleno), Aurelio Mancuso (presidente Equality Italia), e Franco Grillini (presidente Gaynet,), in un paio d’ore di riunione avvenuta lunedì 7 ottobre, hanno avuto modo di illustrare a Guido Barilla il proprio punto di vista sulla questione. Dal confronto, l'azienda Barilla si è impegnata a fare "una proposta concreta" (qualcuno chiede uno spot che rappresenti tutte le famiglie) e a proseguire il dialogo. Confortante per tutti, per la civiltà stessa del nostro Paese, il fatto che alla frase «ho molto ancora da imparare» detta dall'imprenditore nel video di scuse siano seguiti i fatti. Insomma un passo verso la conoscenza di quella "diversità" che è facile demonizzare quando è l'ignoranza a parlare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il coraggio di essere sé di Alessandro Betto

C

osa possono mai avere in comune una onlus che lavora sulle differenze culturali, una associazione che da oltre vent'anni si dedica ai ragazzi, una giovane realtà che promuove l'integrazione con il mondo omosessuale ed il coordinamento studentesco di alcune scuole superiori? Si chiama "il coraggio di essere sé" il progetto/soggetto che accomuna queste realtà e gioca la sua esistenza proprio sul difficile equilibrio di quello che rappresenta il "sé" nella delicata fase dell'età scolare. In vero sono ormai un paio di anni che Centro Capta, Arciragazzi Vicenza e DELOS collaborano al fine

di combattere il bullismo e l'omofobia mettendo insieme le esperienze e le competenze specifiche di ogni associazione per poter meglio raggiungere lo scopo di rispondere alle domande dei ragazzi. E già, perché proprio di questo si tratta: sono infatti i ragazzi i veri "datori di lavoro" di questo progetto che, venuti a conoscenza della possibilità di ospitare nelle loro scuole un gruppo di persone con cui discutere di bullismo e degli approcci sociali all'omosessualità, hanno cercato le modalità per rendere possibile l'incontro. Anche alcuni professori si sono dimostrati interessati ed hanno partecipato agli incontri che sono modulati in maniera differente a seconda del tempo disponibile e del numero di partecipanti. Vicenza non è ovviamente l'unica

Città (e Provincia) dove associazioni più o meno note fanno attività di questo tipo con l'unico scopo di far riflettere i ragazzi sul mondo che li circonda e su come sia facile cadere in pregiudizi ed erronei preconcetti. La vera "novità", a mio avviso, oltre all'attuale collaborazione tra associazioni con diversi ambiti di competenza che aiuta a dare una visione più articolata dell'argomento, è l'inversione di tendenza rispetto a quanto accadeva anni fa in termine di provenienza della richiesta. Infatti, mi stupisce come, anche a fronte di una circolare del Ministro Profumo (Ministero dell'Istruzione maggio 2012) che poneva attenzione alle piaghe di bullismo e omofobia nella scuola, siano più frequentemente gli stessi ragazzi, e non il corpo docente, a cogliere le opportunità di sperimentare nuovi

Un’assemble all’Istituto Fogazzaro di Vicenza percorsi offerti per la sensibilizzazione a questa tematica. Parimenti importante sarebbe che questa apertura mentale venisse anche dai genitori dei ragazzi ma, ad oggi, mi risulta che il lavoro in questo senso sia portato avanti solamente (ma egregiamente) da AGedO, l'associazione nazionale

che riunisce i genitori di omosessuali. Maggiori informazioni sul progetto si possono avere contattando direttamente il Centro Capta (http://www.centrocapta.it ), Arciragazzi (http://www.arciragazzivi.it ) o DELOS (www.delosvicenza.it) © RIPRODUZIONE RISERVATA


25 ottobre 2013 pag 5

L’imputato Giglioli accusa Intervista esclusiva a Giglioli sugli intrecci tra politica e interessi nel caso Aim Ecoveneta

di Giovanni Coviello

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ercoledì 16, il giorno prima di una delle due udienza dedicate agli interrogatori degli imputati per il caso Aim Bonifiche & Ecoveneta (la prossima è fissata per il 30 ottobre) , ci ha rilasciato per VicenzaPiùTv una lunga intervista Gianni Giglioli, consulente e uno dei tre imputati insieme a Giuseppe Rossi, ex presidente di Aim, e a Carlo Valle, titolare della piattaforma di gestione di rifiuti di Marghera poi ceduta, dopo il suo sequestro per la presenza massiccia di materiali tossici, all’attuale Aim Bonifiche col passaggio attraverso Ecoveneta del gruppo Maltauro. Il video ha registrato una grande attenzione per cui ne pubblichiamo la trascrizione per i nostri lettori come documento di ricostruzione, valutazione e riflessione su uno dei casi più eclatanti a Vicenza di intreccio tra politica e interessi, dopo aver chiesto, e rimanendo in attesa che ci vengano concesse, analoghe interviste a Giuseppe Rossi, che comunque tempo fa già ci raccontò la sua versione, e a Carlo Valle, finora più … riservato degli altri nell’esporsi pubblicamente. A voi leggere e, se volete valutare quanto detto anche col linguaggio del corpo clicca qui http://www.vicenzapiu.com/leggi/g ianni-giglioli-e-gli-intrecci-dellapolitica-intorno-al-caso-aim-ecoveneta. Dott. Giglioli è in corso un processo che ha destato l’attenzione dei media quando il processo non era tale ma erano indagini ed ha trovato stranamente una scarsa attenzione quando il processo vede in azione proprio gli imputati. C’è lei, c’è Giuseppe Rossi ex amministratore di Aim, c’è il geometra Valle però i media stranamente non se ne occupano. Non è questo l’argomento questa sera. Giovedì 17 lei ha una seconda puntata dell’udienza. Non spetta a noi occuparci di questioni tecniche processuali né tantomeno esprimere pareri perché è compito della Corte che sta lavorando bene da

quello che ho visto nell’ultima udienza a cui ho partecipato. Però vorrei cercare una chiave politica di lettura dei fatti raccontati nell’udienza che lei ha preteso che vedesse lei tra i primi interrogati facendo un bisticcio anche con il suo avvocato perché ha voluto essere interrogato per primo. Forse non ce la fa più a non parlare probabilmente. Scusi questa lunga premessa ma mi riaggancio ad un’Italia devastata da un’inchiesta al giorno su corruzione, malaffare, tangenti e così via. Da alcuni mesi i media ne parlano poco perché sono molto riservati i PM che se ne stanno occupando e che stanno privilegiando i fatti alle interviste, ma c’è un’inchiesta in corso sulle infrastrutture e gli appalti nel mondo delle infrastrutture venete: Mose, ospedali, strade e così via. Secondo alcune interpretazioni questo mondo farebbe riferimento ad una parte politica che si identifica in Lia Sartori e in Galan. Nell’ultima udienza lei ha fatto il nome proprio di Lia Sartori, per cui vorrei che raccontasse brevemente per quale situazione ha tirato in ballo Lia Sartori e poi le farò la domanda a cui terrei che rispondesse Ritengo che valga la pena che io racconti la mia inchiesta. In realtà ci sono state due inchieste, una del Pubblico Ministero e poi la mia. Ritengo che … Scusi, Lia Sartori l’ha nominata perché? Non per caso, adesso le racconto la storia economica e politica in sintesi in modo che poi lei possa fare le domande se ritiene di dover approfondire. Nel 2003 il ministro Altero Matteoli di AN venne a Vicenza ad inaugurare una ricicleria. Nell’occasione ad una cena al Giardinetto, mi pare sia a Cavazzale, invitò non solo i rappresentanti in Aim di AN, del mondo diciamo della allora non so se si chiamasse Popolo delle Libertà o in qualche altra maniera. C’era AN, c’era Forza Italia, c’era Giuseppe Rossi, me lo ha confermato, anzi fu lui ad organizzare la cena, e poi una serie di industriali. In quell’occasione il ministro invitò caldamente l’imprenditoria vicentina oltre che Aim a non perdere la

Frame ripreso da VicenzaPiùTV

Il pm interroga Giglioli ghiotta occasione che veniva offerta dalla volontà politica romana e veneziana (presente era anche l’assessore Giorgetti anche lui di An, assessore regionale) per essere protagonisti della depurazione anzi della bonifica di tutti i fondali della laguna veneta. Per fare ciò era necessaria una piattaforma dove poter arrivare con dei mezzi di trasporto marittimo, dove poter scaricare il materiale, eventualmente selezionarlo, organizzarne poi l’invio, la spedizione nel modo migliore in conformità certamente a tutte le norme di legge, non penso neanche lontanamente che fosse nella volontà o nell’intenzione di un ministro arrivare ad ipotizzare reati di questo genere. Rossi colse al balzo l’idea e probabilmente, dico probabilmente perché non ne ho certezza, il primo referente che gli venne in mente come possibile partner fu Ecoveneta, società del gruppo Maltauro da sempre specializzata nello smaltimento di tossici nocivi. Fatto sta che Ecoveneta decise di prendere al balzo in affitto la piattaforma di Marghera che allora era sotto il nome di Servizi Costieri ed era controllata da Carlo Valle, prese in affitto l’azienda e ne fece la propria gestione. Tutto andò bene tant’è che nel frattempo venne costituita una società comune che si chiamava Aimeco tra Aim (al 45%, ndr), TreVi (5%, ndr) e 50% Ecoveneta per una gestione nel lungo termine di questo progetto importante e miliardario. Ma Succede un fatto traumatico. Ecoveneta che fa capo al dott. Simonetto, tanto per capirci e non restare nel vago, non a Lombardi che si è preso la denuncia (e poi la condanna patteggiata a Venezia, ndr) per l’attività illecita svolta a Marghera, ma tutto faceva capo a Simonetto, Simonetto era a conoscenza di tutto… Che ruolo aveva Simonetto in Ecoveneta? In Ecoveneta non aveva un ruolo …

Non sono si curo di che ruolo avesse, sono sicuro che quando venne il momento di cedere delle quote di Ecoveneta lui venne a trattare l’accordo In Maltauro cosa era Simonetto? Presidente, era ed è presidente. Oggi membro anche dell’Accademia Olimpica, non dimentichiamolo e teniamolo presente questo dato che è un dato politico e civico di non poca rilevanza. Bene, Ecoveneta svolge un’attività illecita, i Nos scoprono che utilizza (nella piattaforma di Marghera, ndr) il materiale raccolto da Ecoveneta e non quello raccolto precedentemente da Servizi Costieri per farne un uso improprio, se ben ricordo, nel creare la piattaforma per le ferrovie per un tratto ferroviario. Da lì arrivano alla piattaforma e la sequestrano. Il giorno dopo il gruppo Maltauro ossia il buon Lombardi, che era presidente della Ecoveneta ed era amministratore di Aimeco, la società mista con Aim, firma il trasferimento dell’affitto di azienda da Ecoveneta ad Aimeco: questo significa scaricare metà del costo di una piattaforma, che a quel punto è bloccata, sulla città di Vicenza perché Aimeco è posseduta al 50% dai cittadini di Vicenza (Aimeco è l’attuale Aim Bonifiche). Bene non è finita lì, che cosa succede? Che stranamente, con preveggenza probabilmente, venne suggerito di uscire dal progetto di risanamento della laguna di Venezia perché uno scandalo così enorme, Venezia, Provincia, Comune si scandalizzarono, ci furono denunce, ci fu una sentenza passata in giudicato che condannò e ci fu un’opinione pubblica fortemente contraria ad affidare un’attività di bonifica a persone così inaffidabili. Ma le persone così inaffidabili si chiamano i dirigenti e i titolari o comunque i referenti di Ecoveneta non di Aim fino a quel momento. Cosa succede, mi pare evidente che qualcuno in Maltauro, Simonetto,

avesse interesse a togliersi anche l’altra metà della patata che continuava a bollirgli in mano costandogli quattrini e così fece esercitando pressioni, così mi è stato detto da Rossi in un’occasione comune per cui anche il mio avvocato potrà testimoniarlo, mettendo, dicevo, sottopressione Rossi perché venissero cedute le quote Aimeco di Ecoveneta ad Aim togliendo quindi ogni onere, spesa, responsabilità ad Ecoveneta Gruppo Maltauro. Il tutto da parte di Lia Sartori. Il nome è stato fatto, io lo ho ripetuto pari pari. Lei ci ha raccontato di come si sia arrivati alla cessione in capo ad un’azienda pubblica di quote di una piattaforma che era sotto sequestro. Molti dettagli si conoscono, alcune cose le abbiamo raccontare noi di VicenzaPiù, altre le hanno raccontate altri media. Lei sostiene fermamente la sua estraneità ai fatti che le sono stati imputati, tra l’altro starebbe dimostrando con le sue carte di aver addirittura avvantaggiato Aim. Per la lettura politica, calandola sul locale, ha fatto il nome di Sartori, ha fatto il nome del Gruppo Maltauro. Sono due nomi oggi ancora presenti fortemente nel tessuto vicentino e veneto, tra l’altro in particolare molto attivi con un’amministrazione comunale che non pare distante da questi interessi. E diamoci una risposta! Arriviamo alle elezioni (del 2003, ndr). A causa della mia azione contro Rossi che determinò le dimissioni del CdA per allontanare Rossi da Aim non per la ragione della piattaforma, che non c’entrava niente, ma per la mancata o per la non trasparente operazione gas che doveva coinvolgere potentati vicentini privati … Potentati intende confindustriali? Confindustriali, i nomi li ho fatti in tribunale e non è il caso di ripeterli in questa sede. Diciamo che poi l’operazione l’ho bloccata, quindi non si è fatto nulla però lui, Rossi, politicamente si è bruciato. Scusi traduco in volgare: Rossi aveva il compito politico di traghettare il business del gas verso, diciamo, confindustriali Diciamo a privati in parte iscritti a Confindustria e in parte probabilmente no, perché io non li ho mai incontrati, li incontrava sempre solo l’avvocato Borra, quindi lui era il referente L’avvocato Borra che ha dichiarato in udienza da testimone di essere tipicamente assente in molti dei consigli in cui si decidevano certe cose L’avvocato Borra era il consigliere, era il consigliori, lo è stato per un certo periodo di tempo, di Rossi, quindi è una cosa diversa. Allora, affossato il progetto Borra (sul gas, continua ...


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L’imputato Giglioli accusa ... segue

ndr), Rossi era opportuno che levasse le tende, ho fatto in modo che ciò accadesse, AN ne uscì con le ossa rotte, la campagna elettorale di Variati puntò proprio sulla vicenda non della piattaforma ma sulla mala gestio di Aim complessivamente e vinse di un pelo le elezioni. Vinse anche perché dichiaratamente, Galan lo ha confermato di recente, Lia Sartori non ebbe l’appoggio da parte della Lega più precisamente della Dal Lago. Fatto sta che Variati vinse, Variati sale in sella ed a questo punto ha due possibilità, le conosco perché nel frattempo mi chiama come assessore Assessore alle partecipate quindi Aim inclusa Alle partecipate, si pentì rapidamente perché nel primo CdA di Aim io portai un elenco di 24 domande in cui chiedevo venisse reso conto dell’operato nel periodo di amministrazione di Zanguio, che fu in parte referente politico del sindaco Hullweck e in parte di Variati. Non si fece nulla in quella piattaforma, non si mise la gente in cassa integrazione, si rescisse il contratto per lo smaltimento che era altamente favorevole, un milione e tre contro cifre che ancora non sanno di preciso a quanto ammontano e c’era un contratto preciso perché c’era il contratto per vendere la piattaforma lucrando 5 milioni di euro: non si sa la ragione per cui non è stato rispettato ovvero la ragione me la ha detta Vianello successivamente: per avidità, perché speravano di poter prendere di più nell’operazione complessiva che riguardava oltre la piattaforma di Marghera anche la discarica. Quindi aggiungendo avidità a, diciamo, favori politici accadde che l’operazione Ecoveneta e, quindi, Ecoveneta ha procurato alla città di Vicenza un danno complessivo non quantificato da me ma quantificato dai consiglieri di Aim, che hanno presentato un ricorso a Venezia contro Ecoventa, in dodici milioni di euro. Il ricorso poi ritirato dal sindaco Variati poco prima delle elezioni del 2013 quello radicato a Venezia spiega chiaramente … Lo ritira poco prima delle recenti elezioni? Allora Variati aveva due possibilità che gli ho offerto, quella di andare in fondo per capire di chi erano le responsabilità per la mala gestio della piattaforma di Marghera e i nomi sono il direttore generale chiaramente perché è stato quello che non si è mai opposto … Chi era il direttore generale? Vianello era direttore generale, era quello che sapeva prima durante e dopo Zanguio per le capacità o incapacità che aveva e le persone che gli sono state attorno La interrompo. Lei spesso ha tirato in ballo anche nella deposizione il dott. Vianello. Vianello, lei ricorda, sono decenni che è in Aim e sicuramente è un valido dirigente ma se Variati ha basato la campagna

sulla mala gestio di Aim comunque è strano che un direttore generale sia stato post Variati molto bravo e pre Variati un po’ meno bravo a meno che, siccome non lo conosco come persona che non decide, non decidesse niente prima. Ma questa è una mia osservazione anche se lei l’ha fatta in tribunale ma questo è solo per puntualizzare con chi ci ascolta (legge, ndr). L’altra cosa che torna strana, devo fare questa domanda, è in un libro scritto dall’ex direttore del Giornale di Vicenza Giulio Antonacci. Nel libro “2550 giorni” ci sono tante allusioni e pochi fatti, a me piacerebbe un po’ il contrario tanti fatti e poche allusioni ma ognuno scrive come vuole, però su alcuni nomi è molto preciso. Lei prima ha sostenuto che ha rotto un gioco degli industriali in senso lato ma in un passaggio Antonacci scrive esplicitamente, testualmente che i due delegati di Confindustria presso la prima giunta di Variati erano Tommaso Ruggeri e Gianni Giglioli. Lei ha detto in pratica di aver rotto un gioco che portava verso interessi privati, Antonacci dice “attenzione Giglioli e Ruggeri erano nominati da Confindustria per difendere i suoi interessi in giunta” Dobbiamo fare una precisazione: all’interno di Confindustria vicentina si era creato un conflitto tra, diciamo, due gruppi importanti, quello di Amenduni e quello di Ingui, e dei piccoli imprenditori che facevano capo poi al neo eletto allora presidente (Roberto Zuccato, ndr) che io ho appoggiato esplicitamente. In realtà fu proprio questo presidente a propormi a Variati, io non volevo fare l’assessore, Variati insistette ma non aveva capito di che pasta sono fatto: non mi vendo per nessuna ragione! Morale della favola entrando in CdA di Aim indussi il sindaco a leggere quelle maledette 24 domande che in pratica chiedevano conto del mancato operato di due anni del presidente, del consiglio e di Vianello. Poco tempo dopo iniziarono delle pressioni per ridimensionare il mio ruolo. La mia seconda operazione rilevante, adesso le collego, è un aspetto importante, fu bloccare la gara d’appalto che aveva assegnato la Fiera nuova, 65 milioni di euro, al Gruppo Maltauro. Ma non lo feci per cattiveria, lo feci perché c’era un errore urbanistico, il progetto firmato Altieri e firmato Albanese che doveva essere alzato poi dalla Maltauro non rispettava i limiti Altieri è riconducibile alla Sartori Notoriamente è riconducibile alla Sartori anche per ragioni affettive che io rispetto tra l’altro, negli affetti io non entro chi tocca gli affetti muore! Hanno toccato i miei e se ne pentiranno. Io bocciai il progetto perché illegittimo e così ebbi conferma dall’ufficio tecnico. Si cancellò tutto con grande sorpresa dell’allora presidente della Fiera continua ...

Caso Aim, j'accuse di Giglioli a Variati e Maltauro di Marco Milioni

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’Aim avrebbe rinunciato ad un contenzioso civile milionario intentato avanti al tribunale veneziano contro Ecoveneta-Maltauro per i danni patiti a causa dell’affaire Marghera. Il che sarebbe avvenuto su input del sindaco democratico Achille Variati, poco prima che quest’ultimo fosse riconfermato primo cittadino durante le elezioni della primavera del 2013. Le accuse, pesantissime, le ha lanciate mercoledì 16 ottobre alle telecamere di Vicenzapiu.com Gianni Giglioli, ex assessore alle partecipate nel 2008, proprio nell’esecutivo Variati (nelle pagine accanto la trascrizione dell’intervista, ndr). La questione è complessa; di mezzo c’è il procedimento penale per il caso Aim-Marghera pendente avanti al tribunale berico, originatosi perché, in tesi d’accusa, San Biagio ci avrebbe rimesso non poco nell’acquisto di una piattaforma per il trattamento dei rifiuti ereditata dal Gruppo MaltauroEcoveneta, il quale però l’avrebbe «sbolognata alla multiservizi berica nel momento in cui la procura veneziana sequestrava la struttura per una serie di comportamenti gestionali inidonei da parte del soggetto privato. Tra gli imputati ci sono l’imprenditore Carlo Valle, l’ex presidente di Aim Giuseppe Rossi (quando in comune governava il centrodestra) e, appunto, l’ex assessore Giglioli il quale però è stato indagato nella sua vecchia veste di consulente di Aim. Quest’ultimo da anni ha avviato una vera battaglia tesa a confermare la bontà del suo operato, tanto che con la prescrizione in arrivo, il professionista sarebbe intenzionato a rinunciare per salvaguardare la sua «onorabilità». Ed è nell’ambito di questo solco che in qualche modo si possono ri-

condurre le dichiarazioni pubblicate sul canale Youtube di Vicenzapiu.com (il passaggio saliente della lunga intervista è collocato al minuto 18:35). Alla grossa Giglioli sostiene non solo di avere fatto saltare, all’epoca della giunta di centrodestra, l’accordo che prevedeva che in qualche modo il ramo gas finisse nelle mani del gruppo industriale capitanato da Valbruna. Ma, sostiene anche di essersi impuntato affinché non fossero fatti sconti al Gruppo Maltauro (nel riquadro il quartier generale in zona industriale a Vicenza) accusato a più riprese di avere rifilato un bidone ad Aim. I media locali peraltro a più riprese hanno parlato di due contenziosi civili avviati da Aim per danni. Uno contro il vecchio Cda, l’altro contro Ecoveneta. Ed è proprio nei confronti di quest’ultimo che si sarebbero scagliati gli strali di Giglioli che non intende passare per quello che ha sfavorito la collettività, mentre lo stesso Giglioli in qualche modo fa capire che il suo allontanamento dall’esecutivo Variati sia in realtà riconducibile alla volontà da parte del professionista, mal accolta in ambito politico, di inchiodare Maltauro-Ecoveneta alle sue responsabilità, anche in considerazione del fatto che nell’ambito di una inchiesta cugina condotta dalla magistratura veneziana, Bruno Lombardi, all’epoca manager apicale di Ecoveneta, ha ammesso le sue responsabilità patteggiando la pena. All’oggi la giunta Variati non ha commentato il j’accuse dell’ex assessore indirizzato direttamente al sindaco, ma indirettamente anche a Maltauro. Lo stesso silenzio lo si registra da parte dei vertici della spa di San Biagio, all’interno della quale il direttore generale Dario Vianello è sempre stato indicato da Giglioli come il gran cerimoniere di tutte le danze che hanno contraddistinto i passaggi più delicati della storia di Aim dagli anni Duemila ad oggi. In queste ore per di più a palazzo di giustizia si è cele-

Il vecchio ingresso di Ecoveneta e la sede centrale della Maltauro

brato un nuovo capitolo del processo Aim-Marghera. A fine mese (in qualità di testimoni) saranno ascoltati Variati e l’ex presidente di Aim Roberto Fazioli, chiamato proprio da Variati a risanare i conti. Secondo le difese potrebbe trattarsi di un passaggio chiave. Per inciso una querelle sul presunto ritiro dell’azione civile da parte di Aim (che costituirebbe un dannno potenziale per l’erario di San Biagio e per il socio comunale) era già andato in scena durante la campagna elettorale. All’epoca i vertici della multiutility si difesero spiegando che il contenzioso civile,radicato però a Vicenza, fosse tuttora pendente. Giglioli però parla, usando l’espressione gergale di «ricorso» radicato a Venezia. Ma come stanno le cose realmente? In questo senso torna utile ricordare che il GdV, quotidiano di Confindustria Vicenza e quindi ben addentro alle vicende dei grossi gruppi, raccontava il 12 gennaio 2010 in pagina 12 che un contenzioso tra Maltauro-Ecoveneta e Aim, inizialmente radicato a Venezia si sarebbe dovuto spostare a Vicenza. Sempre nello stesso servizio il cronista Ivano Tolettini riferiva, in questo senso, il convincimento del giudice veneziano in merito ad alcune questioni formali: «...Aim Bonifiche dovrebbe perseguire per responsabilità i precedenti amministratori di Aim, in caso contrario dovrà riproporre la richiesta danni a Ecoveneta al tribunale di Vicenza». Nello stesso servizio poi si sottolinea che «... pur senza dirlo apertamente, l’’amministratore delegato di Ecoveneta Bruno Lombardi avrebbe manifestato un certo possibilismo a parlare con Fazioli riguardo a una possibile soluzione condivisa sul futuro di Aim Bonifiche». A che cosa si riferirebbe Lombardi? Che strada ha preso quel contenzioso? Si tratta di scelte che hanno cagionato danni alla collettività? Queste domande saranno poste a Variati e Fazioli nella prossima udienza?


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L’imputato Giglioli accusa ... segue

Pellizzari ma con mia determinazione. Una curiosità lei ha detto firmato Albanese, l’attuale presidente della Fondazione del Teatro oppure è un omonimo? È quello Ma Albanese è architetto oppure no? Non lo è mai stato Ma come fa a firmare un progetto? Firma il fratello, lui potrebbe fare, sarebbe un ottimo vetrinista … Vorrei arrivare a finire il collegamento perché è interessante. Dopo che io diedi le dimissioni Ha dato le dimissioni o l’hanno dimissionata? No! Ho dato io le dimissioni perché volevo difendermi da un preannunciato avviso di garanzia collegato al nome di mia moglie nel frattempo deceduta, per essere libero di poter agire. L’indagine fatta dalla Procura della Repubblica parte dalla mia valutazione della quota di Aimeco, 1 euro contro i trecentomila che voleva Simonetto fino alla perizia che avviene sei mesi dopo che contesta il valore quando invece il valore è oggettivamente provato Supponevano un suo interesse immobiliare E lì finisce l’indagine, nonostante sia andato io dalla procuratrice a raccontarle il resto della storia lei quella parte di storia l’ha tenuta lì registrata e chiederò al mio avvocato domani di chieder conto di copia di cosa sono andato a raccontare Torniamo alla politica Torniamo alla politica, anche se questo in parte è politica giudiziaria, non sono andati a vedere poi cosa ho fatto per Aim da quella data di maggio in poi, plusvalenza di 5 milioni di euro non realizzata e via di seguito. C’è un perché di tutto questo, il perché era tener nascoste le vergogne di Ecoveneta. Se fosse entrato un terzo, il Gruppo Stabila ad esempio, avrebbe certamente visionato come ha fatto il Tribunale di Venezia e si sarebbe accorto che il 97% della merce immonda che era sulla piattaforma era di Ecoveneta e non era di Valle. Questa è una sentenza Sì questa è una sentenza. Il Giornale di Vicenza non ha riportato niente di questo, non ha riportato neppure la notizia che Aim nel frattempo con il CdA rinnovato con un avvocato eccellente all’interno aveva promosso un’azione contro Ecoveneta per 12 milioni di euro per dolo (ho qui la copia se volesse interessarle ma interesserà di più la Procura). Veniamo a capire le cose: si voleva tenere nascosta la vicenda, per tenerla nascosta non dovevano entrare terzi soggetti, si doveva mettere a tacere tutto, i giornali non dovevano parlarne, non dovevano parlare neppure della sentenza di Venezia difatti i giornali rispettosamente hanno mantenuto l’ordine del silenzio a parte il suo che peraltro notoria-

mente è un giornale di … malalingue. Io a questo punto mi chiedo come possa essere accaduto che, dopo che ho dato le dimissioni, venga dato senza gara d’appalto e dopo aver fatto causa a Ecoveneta del Gruppo Maltauro per 12 milioni di euro, ripeto senza gara d’appalto e con affidamento diretto, proprio a Maltauro il nuovo progetto della Fiera firmato sempre dalle stesse persone per 40 milioni di euro. C’è qualcosa di strano in tutto questo o no? Come è possibile scusi? A me non pagano una parcella di 10.000,00 euro per la perizia che ho fatto attendendo il giudizio penale, dall’altra parte c’è un giudizio penale da 12 milioni di euro a Venezia e non attendono di conoscere il giudizio? Scusi è un dettaglio … Io ho letto che non le pagano quella perizia perché non le hanno mai dato l’incarico di fare quella perizia, allora come fa ad essere indagato per una perizia che Aim non le vuol pagare perché non le ha mai dato l’incarico? L’ho letto, lo abbiamo pubblicato questo documento. Mi sbaglio, ricordo male? È una cosa kafkiana: quel documento non è mai esistito … Spieghi cosa vuol dire kafkiana È una cosa che si crea di notte Insomma non la pagano perché no le hanno mai dato l’incarico ma contestualmente lei è processato per aver esercitato un incarico svantaggioso mai affidato. A volte si paga gente che non ha avuto un incarico, almeno lei non è stato pagato perché non ha ricevuto l’incarico Pagano gente che non fa niente o che ha fatto danno mentre gente che ha lavorato giustamente non si paga. Per equilibrio no? La processano per questo Arriviamo ad un altro passaggio niente male. Ad un certo momento in un incontro privato con Variati, il sindaco mi chiede che opinione ho di Vianello Glielo chiede Variati? Il signor Achille Variati nel suo ruolo istituzionale di sindaco, ci incontriamo nel suo ufficio Era ancora assessore? No non più. Vado da lui a parlare e mi chiede “Ma tu che opinione hai di Vianello?” dopo che gli ho portato la sentenza di Venezia per cui ha fatto un sobbalzo e non ha rinominato l’avvocato che ha voluto in CdA Chi era l’avvocato? Era l’ex presidente degli avvocati adesso mi sfugge il nome (l’ex presidente dell’ordine degli avvocati di Vicenza era Aldo Campesan, ndr). Guarda caso non rinomina questo avvocato e mi chiede che opinione ho di Vianello. L’opinione che ho di Vianello è la stessa che ho da sempre. Io sono stato sotto la gestione Quaresimin consigliere di Aim prendevo 125.000 lire, sono orgogloso, ogni tre mesi e dovevo tener d’occhio, questa era la preghiera che mi aveva fatto Quaresimin, avrei dovuto fare il presidente ma

doveva farlo Mondardo per ragioni di accordo di Lega: “ Tiello d’occhio che non faccia errori”. Mondardo mi è ancora riconoscente, non gli ho fatto fare errori di sorta, nessun trabocchetto. Ma io in quell’occasione promossi Vianello ad un ruolo di prossimo direttore generale perché lo stimo tuttora, persona onesta non ruberebbe un euro. Lo stimo una persona leale però leale al padrone che comanda in quel momento. Allora una persona così può essere altamente pericolosa nel senso che esegue gli ordini di chi comanda. Nell’occasione Variati, quando gli esposi la vicenda di Venezia, perse l’occasione di rendere pubblica la cosa e rendere trasparente una vicenda vergognosa che riguarda un imprenditore vicentino. Io sono convinto di una cosa che quando si parla di politica comunale in realtà si parla sempre di aree,, maledizione, e di appalti e a Vicenza ci sono due nomi che si alternano nel tempo: Ingui e Maltauro. È ora di farla finita. Un’altra curiosità. Non ero presente all’udienza in cui è stato interrogato il dott. Vianello, ho letto sul Giornale di Vicenza che Vianello ha dichiarato di essere venuto a conoscenza della sentenza di condanna, patteggiata a Venezia, di Lombardi di Ecoveneta recentemente dai giornali. Suppongo

dal nostro perché siamo gli unici che lo hanno pubblicato. Ma un direttore generale può non essere a conoscenza di una sentenza così importante che riguarda di fatto un ramo dell’azienda che gestisce? È una cosa che rasenta la falsa testimonianza in quanto deve sapere che sulla base della sentenza di Venezia Aim Bonifiche ha presentato ricorso ex art. 447 bis: il 4 marzo 2009 è stato depositato, quindi dal 4 marzo 2009 era a conoscenza necessariamente di un ricorso fatto da lui, da Aim. Quindi queste cose qui non si possono dire, non si possono raccontare, mi dispiace Vianello si vuol far male da solo e me ne rincresce. Il Sole 24 Ore dell’8 ottobre 2013 attesta che il progetto sulle bonifiche di Marghera non solo non era legge al tempo in cui feci la perizia ma è tuttora in discussione e sul giornale che non citiamo per non fargli pubblicità (il GdV, ndr) oggi (mercoledì 16 ottobre, ndr) è uscito un articolo stupendo in cui Zaia promette miliardi di euro per la bonifica di Marghera. Si ripresenta la stessa storia. Probabilmente a questo punto Aim andrà a comprare un’altra piattaforma non lo so. La chiudiamo qui provvisoriamente perché penso che questa sia una storia che richieda ancora approfondimenti. Non si è presentato all’altra udienza il dott. Zanguio che era ammalato se non sbaglio, il

17 ottobre o uno dei prossimo giorni è previsto l’interrogatorio come testimone del sindaco Achille Variati richiesto dal suo avvocato. Mi conferma questa cosa e non mi anticiperà cosa verrà chiesto, ma il perché Variati è chiamato come testimone Perché Variati conosce le cose che le ho detto … se non che ha presentato la giustificazione Ci da adesso questa notizia, questa notizia sarebbe quella su cui dovevamo impostare il discorso. Perché giustificato? Bellissima giustificazione di cui ho copia dicendo che per ragioni istituzionali inderogabili prese da tempo domani deve trovarsi a Roma a ministero del lavoro Il suo avvocato chiederà che venga riconvocato? Ha già richiesto la riconvocazione Lei ci mette un po’ di malizia, scusi, dott. Giglioli, perché se il sindaco non viene perché è impegnato però dovrà comunque venire. Dove sta questa non volontà del sindaco a venire? Facciamo un’ipotesi, che a qualcuno piaccia l’idea che finisca tutto in prescrizione. Non succederà Perché non succederà? Io ho rinunciato alla prescrizione e se non cambia magistrato resto lì fino in fondo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Le accuse di Giglioli su Aim scatenano una dura interrogazione del M5S al sindaco

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iliana Zaltron e Daniele Ferrarin, Consiglieri Comunali Movimento Cinque Stelle hanno presentato questa interrogazione dopo la nostra intervista Le dichiarazioni rese di recente da Gianni Giglioli alla stampa locale gettano un’ombra densa e nera sul cosiddetto affare Marghera. Lo stesso dicasi per le notizie recenti relative al processo penale in corso a Vicenza proprio incentrato sulla questione della piattaforma di Aim Bonifiche. Leggere che l’allora sindaco Enrico Hüllweck apprenda solo ora che il sito di Marghera era sotto sequestro per lo scandalo Houdini, provoca un senso di ilarità che sfocia nel ridicolo e nel grottesco. È mai possibile infatti che il primo cittadino, socio pro tempore di Aim, non sapesse che quella piattaforma fosse al centro di una burrascosa vicenda giudiziaria in cui al centro c’è quel Gruppo Maltauro oggi al centro delle polemiche del nuovo tribunale? Ora dunque delle due l’una. O Vicenza per anni ha avuto un primo cittadino inesistente, oppure Hüllweck sapeva e ha tenuto nascosto il tutto. Altrettanto gravi appaiono poi le dichiarazioni di Giglioli, che se confermate, sono di una gravità senza pari. Giglioli infatti afferma che sarebbe stato proprio l’attuale primo cittadino Achille Variati a spingere Aim a ritirare un contenzioso civile con il

gruppo Maltauro-Ecoveneta. Al di là del fatto che una fattispecie del genere potrebbe generare un nocumento mal sopportabile dalle casse di Aim, non è pensabile che San Biagio e la giunta rimangano aggrappate in questo silenzio avvilente. Ciò considerato i sottoscritti Consiglieri chiedono al Sindaco: - se risulti (a lui o ad altri) che Aim abbia ritirato uno o più contenziosi in essere con EcovenetaMaltauro - se, ove fosse avverata la ipotesi di cui sopra, il sindaco sia in qualche modo stato avvisato di

tale fattispecie o se in qualche modo la abbia avallata - come il sindaco valuti, sul piano etico, l’operato di Ecoveneta e del manager Bruno Lombardi in relazione al cosiddetto affare Marghera - come il sindaco valuti, sul piano etico, il fatto che il Gruppo Maltauro, alla luce dei preoccupanti precedenti, sia incaricato della realizzazione del nuovo tribunale, del nuovo polo fieristico e di altri importanti lavori a Vicenza per conto di enti pubblici. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Liliana Zaltron e Daniele Ferrarin con i candidati del Movimento 5 Stelle


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Berlato alla carica: tra tessere e malaffare da quindici anni ci rimettono solo i veneti di Martina Lucchin Smetti di rompere le uova nel paniere degli affari pubblici in Veneto e il tuo nome sparirà dal caso delle tessere fasulle del Pdl. Le espressioni forse non sono state esattamente così colorite ma il succo della proposta giunta alle orecchie di Sergio Berlato, e da lui «registrata dalla voce di un rappresentante delle istituzioni locali» sarebbe questo. A riferire dell’offerta, non propriamente … legale, è lo stesso europarlamentare e coordinatore provinciale del Pdl vicentino durante la conferenza stampa al bar Garibaldi di sabato 19 ottobre che abbiamo pubblicato integralmente su VicenzaPiù.com grazie ai colleghi di VicenzaPiùTv. La proposta fatta a Berlato, accusa l’eurodeputato che è pronto di fare nomi alla Guardia di Finanza, sarebbe un vero e proprio scambio di favori che vede da un lato l’oblio della denuncia, presso le procure e pubblica, del coordinatore sul diffuso malaffare negli appalti pubblici veneti e dall’altro la magica scomparsa dell’accusa rivolta allo stesso Berlato per falso e illecito trattamento dei dati personali nell’indagine della procura di Vicenza sulle “tessere false” del Pdl provinciale. Ma ricapitoliamo con ordine le due vicende. Ad inizio luglio, con una conferenza stampa che vedeva presenti tra gli altri anche l’ex sindaco di Vicenza Enrico Hüllweck, Berlato afferma di aver messo nelle mani della procura di Vicenza e Venezia i documenti, con tanto di nomi e cognomi, che attestano le irregolarità nella gestione degli appalti pubblici regionali di somma urgenza. Questi infatti venivano affidati negli anni sempre ad un manipolo ristretto di consorzi e aziende sotto la gestione di ambienti politici di destra (vedi i quindici anni di Galan alla guida della regione) e di sinistra. Come ricorda sabato Berlato , durante la campagna elettorale per le elezioni europee del 2009 ben 140 imprenditori gli riferiscono di essere «costretti a cercare lavoro ovunque tranne che in Veneto dove il sistema è bloccato.. perché Il 50 per cento delle opere pubbliche viene assegnato a chi dimostra certe amicizie politiche. Imprenditori tradizionalmente e storicamente legati al centro destra hanno quindi deciso di votare per la Lega per scardinare il sistema». L’accusa, temporalmente almeno, segue la grande risonanza mediatica (Berlato accusa esplicitamente il Giornale di Vicenza di aver fatto da cassa di risonanza interessata, ndr) data dal dicembre 2011 alla “scoperta” da parte della procura di Vicenza e alla contestuale pubblicazione quotidiana dei nomi di svariati tesserati al Pdl che, in fase precongressuale, sarebbero stati presi in gran parte dall’elenco di un’associazione di cacciatori veneti, creando tessere non regolari. Il dibattito politico interno si animava proprio in vista del congresso del 12 febbraio e

Berlato, che pure sosteneva l’insussistenza dell’accusa anche col ragionamento che dovendo i tesserati votare di persona e non per delega nessuna possibilità in più gli avrebbero dato tessere “inventate”, viene tirato in ballo dai vertici regionali del partito, in primis dall’asse Galan-Sartori. Secondo l’europarlamentare con il preciso intento di delegittimare la sua candidatura a sicura guida provinciale del partito e far saltare il congresso, vista l’incapacità di batterlo con un alternativa politica credibile. Il congresso invece si faceva e Berlato, unico candidato anche per accordi imposti a Roma tra le fazioni in campo, diventava ed è tuttora coordinatore provinciale. Le due questioni non dovrebbero avere alcun legame, ma così non sarebbe, secondo l’eurodeputato. Il 16 ottobre la Procura di Vicenza, sotto la guida del procuratore Paolo Pecori, avverte Berlato della chiusura delle indagini preliminari relative alle tessere fasulle il che equivale ad un avviso di garanzia. Su Berlato e Maria Cristina Caretta, presidente dell’Associazione cacciatori veneti, pendono, quindi, le ipotesi di reato di concorso in falsità materiale in scritture private e illecito trattamento di dati sensibili. Nella sostanza il coordinatore Pdl della provincia di Vicenza potrebbe avere avuto un qualche vantaggio dalle tessere fasulle, questa la tesi del pm, che secondo Berlato avrebbe, però, aperto l’inchiesta senza querele e solo in base a un iniziale esposto di persona riconducibile a collaboratori de Il Giornale di Vicenza. Ora l’esponente del Pdl ha venti giorni di tempo per portare le sue controdeduzioni. Ed è in questo momento che le due vicende si intrecciano. «Una persona delle istituzioni e per conto di terzi», ha rivelato Berlato, «mi ha prospettato di barattare il ritiro delle accuse legate all’indagine sulle tessere con un mio ripensamento nella battaglia sugli appalti in Veneto». Cosa ritenuta «assolutamente inaccettabile» e che Berlato ha rifiutato, ricevendo “in cambio”, è il suo pubblico sospetto, l’avviso di garanzia che avrebbe lo scopo di alzare un polverone su una vicenda di grande impatto, come gli appalti denunciati come pilotati, grazie ai “fumi legali” su un fatto interno al partito e senza conseguenze elettorali pratiche. La stampa viene quindi convocata da Berlato per diversi motivi. Per ribadire «piena fiducia nella magistratura» senza alcun dubbio sulla sua estraneità ai reati imputategli. Ma anche per chiedere che si proceda con forza nello sviluppare un’indagine «per la cittadinanza più interessante: capire come possano essere stati utilizzati soldi pubblici per arricchimenti personali… Un fenomeno che ha dissanguato i veneti negli ultimi 15 anni». Se infatti alcune delle denunce di Berlato consegnate alla procura di Venezia trovano eco nel caso Baita-Mantovani, venuto recentemente alle cronache, la procura di Vicenza invece «ha aperto un fascicolo, ma non è ancora emerso a cosa hanno portato le indagini». Insomma Berlato sembra dire a chi di

La conferenza stampa di Sergio Berlato (a destra Renzo Mazzaro, autore del libro inchiesta I padroni del Veneto) dovere di volgere lo sguardo anche verso i pesci più grossi, per quanto possano essere dentro anche al suo stesso partito. Non si sbilancia troppo invece sul responsabile della proposta di baratto, limitandosi a dire che «non si tratta di un politico». «A volte mi capita di lasciare il registratore acceso sbadatamente», continua però l’europarlamentare che offre alla Guardia di Finanza, qualora ne sia interessata, un pieno appoggio contro i responsabili dell’indecente proposta di “baratto”: «sono a disposizione degli inquirenti e pronto a fare nomi e cognomi». Sergio Berlato afferma inoltre di non aver nessun ripensamento sulla battaglia contro il malaffare in Veneto da lui avviata. Nonostante esistano per

lui rischi a livello politico e personale: «la minaccia più “simpatica che ho ricevuto è stata quella di non ricandidarmi, ma non baratto un seggio con l’onestà». Berlato sostiene che ci sia un tentativo di delegittimazione nei suoi confronti per rendere meno plausibili le accuse sugli appalti pubblici e per ostacolare la sua rielezione nel 2014 al parlamento europeo. Non a caso infatti la questione dei tesseramenti è tornata in auge proprio adesso, dopo venti mesi dai fatti, ma per rendere «alquanto improbabile la mia ricandidatura». Nessun timore inoltre per il possibile «processo mediatico» ad personam che i giornali, e Berlato più volte fa il nome del GdV, potrebbero dedicargli, ma solo l’augurio che

si tenga alta l’attenzione anche sulla questione degli appalti. Una scelta di campo quindi che il dirigente pidiellino, che secondo un collega non locale girerebbe armato per timore di atti gravi nei suoi confronti, mantiene anima e corpo con il sostegno, a suo dire, del coordinamento provinciale, ma soprattutto dei cittadini. «Il mio destino non dipende da Galan o Sartori», sottolinea infatti il coordinatore vicentino che dice anche di dover rispondere solo alla sua coscienza e ai suoi elettori: «considerato che per il momento il sistema non è ancora stato scardinato, la battaglia non si ferma!». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Regina mossa Le dimissioni di Mantovani dalla presidenza della spa di via dell'Oreficeria assomigliano sempre di più alla prima spaccata durante una partita di biliardo. Tra posizioni contrapposte, manovre e contromanovre il caso innescato in settembre dall'affaire Bulgarini potrebbe sfociare in qualcosa di ben più difficile da gestire per l'intellighenzia cittadina

di Marco Milioni

I

l primo dato che emerge è una sostanziale scollatura in seno alla Confindustria berica. A sostenere l'operato dell'ex presidente della fiera Paolo Mantovani c'è il numero uno di piazza Castello Giuseppe Zigliotto, che ha dalla sua la base. La quale per giunta vede di cattivo occhio, questi i boatos che arrivano da palazzo Trissino, la recente convergenza di interessi creatasi tra alcuni big di Assindustria come Maltauro e Gemmo, che per altro sono mani e piedi immersi nei lavori di ampliamento del polo di Vicenza Ovest. Il fatto che nel cda della stessa fiera segga Giuseppe Michelazzo, marito di Irene Gemmo, ha provocato l'orticaria a molti soci di Assindustria, che non hanno mancato di far conoscere il loro disappunto ai vertici dell’associazione. In un contesto del genere emerge il secondo dato che è quello relativo

al forsennato fuoco di sbarramento iniziato all'improvviso da Stefano Stenta, presidente pro-tempore della fiera non appena da un pezzo del mondo politico vicentino e non solo sono state chieste le carte e i documenti sullo stato dei lavori di ampliamento, che potrebbero costare più del previsto o potrebbero portare ad un'opera diversa da quanto preventivato inizialmente. Il niet di Stenta finito sui media la settimana passata (Vicenzapiu.com del 3 ottobre) ha acuito ulteriormente tensioni già presenti sotto forme le più varie. Il M5S, che dall'estate punta l'indice sulle liason con casa Gemmo, ha alzato la posta chiedendo lumi sui conti e prendendo di mira il sindaco democratico Achille Variati dopo che si è scoperto l'altarino degli affidamenti della fiera alla Regina Rossa srl di cui è socio il suo vice Jacopo Bulgarini d'Elci. Della situazione ne ha approfittato il Pd. Che per marcare le sue differenze dal cerchio magico di Variati non ha esitato a prendere le distanze dal comportamento dello stesso Bulgarini. Sia con un silenzio eloquente in

consiglio comunale, sia con una serie di bordate partite dai big della sala Bernarda durante alcune riunioni di partito. Lo stesso ha fatto la lista civica di Manuela Dal Lago, la quale ha cercato di ravvivare un centrodestra più immerso a contemplare un futuro poco roseo, che teso a fare le pulci ad una giunta che da settimane manovra senza una opposizione dura e combattiva. Rimane l'eccezione del gruppo consiliare del M5S, che pur scontando, almeno al momento, la scarsa forza di sfondamento del duo Liliana Zaltron, Daniele Ferrarin, il 26 settembre in consiglio, con un paio di domandine sul caso Regina Rossa è riuscito a mettere in difficoltà, come mai era successo prima, il sindaco. Segno evidente che l'ansia non è generata dalle marachelle politiche del vice, bacchettato persino dal suo capo, ma dal pericolo che l'affaire consulenze potesse fornire la stura utile a scoperchiare la pignatta della fiera. A questo punto i grillini, come succederà per il caso Cotorossi, si giocheranno la faccia. Perché se non

saranno in grado di far saltare fuori le carte (il che spetta loro di diritto, sostengono), «faranno la figura dei pierini col fucile caricato ad acqua invece che a pallettoni». Ma la partita potrebbe presto spostarsi anche su un campo da gioco giudiziario. Sempre durante la seduta-match del 26 settembre, Bulgarini, in evidente disagio, si è lasciato scappare una frase indirizzata al M5S che potrebbe costar caro al suo esecutivo: «Io credo che voi sappiate benissimo come so benissimo io da chi l'avete ricevuta e perché... Chi dentro la Fiera vi ha ha girato quei documenti ha commesso un illecito... e mi auguro che sarà chiamato a rispondere...». La questione è delicata. Il vicesindaco afferma di conoscere nome e cognome della persona che illecitamente ha fornito le fatture che squarciavano il velo su Regina Rossa. Ora quindi è tenuto a fare quel nome. Ma che cosa succederebbe se la condotta della persona presa di mira fosse in realtà irreprensibile sotto il profilo penale? In casi del genere è sempre bene leggere con attenzione gli articoli 368 e 595 del codice penale (calunnia e diffamazione). Come fa infatti il membro di una giunta comunale a non sapere che i consiglieri comunali hanno sempre diritto ad ottenere dagli uffici del comune «nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso...»? Così almeno sancisce il Testo unico degli enti locali all'articolo 43 comma due. La materia infatti si è fatta sci-

Jacopo Bulgarini d’Elci volosa. Subito dopo il consiglio del 26 settembre Bulgarini aveva più volte ripetuto di avere la denuncia pronta. Da allora poca acqua è passata sotto i ponti. Il vicesindaco ha annunciato di volere vendere ad un socio terzo le suo quote di Regina Rossa. Stenta fa sapere che le richieste sugli affidamenti avanzate dai grillini non possono essere esaudite per ragioni di privacy. Questi ultimi annunciano una battaglia a suon di diffide e esposti in procura. Di conseguenza i mesi di novembre e dicembre saranno cruciali per capire se la battaglia cominciata in estate rimarrà alle schermaglie iniziali o se i Cinque stelle decideranno di aumentare il tenore dello scontro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Grilli tremanti A Vicenza i Cinque stelle, sono ad un punto di svolta. Dopo le elezioni di comunali della scorsa primavera il movimento, che aveva promesso un'opposizione dura, anche grazie al supporto degli eletti a Roma, fatica a trovare il passo tra beghe interne e difficoltà oggettive a comprendere la differenza tra attivismo di base e tematiche amministrative complesse (m.m.) Non lo dicono apertamente ma si stanno leccando ancorale ferite. Il M5S forte di un boato alle elezioni politiche che aveva permesso di sfondare la soglia del 25% aveva le carte in regola per fare bene a Vicenza, ma le ambizioni locali degli aficionados di Beppe Grillo si sono schiantate su un 6% raccolto alle comunali. Una magra consolazione arriva da Treviso, dove lo stesso movimento, che lì aveva già un consigliere di peso come David Borrelli (il fiduciario di Gianorberto Casaleggio nel Veneto), è riuscito a fare addirittura peggio. Nel frattempo i Cinque stelle di Vicenza, che hanno condotto una campagna elettorale fiacca e che mai hanno attaccato la giunta sui temi più scottanti, hanno provato a rimettere la barca in movimento con alcune iniziative. La più eclatante è quella che riguarda il supporto de facto a Legambiente e Comitato antiabusi per chiedere

luce sulle pratiche edilizie che riguardano la lottizzazione del nuovo tribunale a Borgo Berga. Da agosto i “grillini” chiedono le carte in comune, ma al momento dagli uffici non è arrivato nulla. Per un movimento che secondo Grillo, una volta nelle assemblee elettive, avrebbe rivoltato l'Italia come un calzino, i conti parlano di un esordio magro. Di più, da alcune settimane in seno al movimento sono ricominciate le tensioni interne. Da una parte c'è il gruppo dei dissenzienti che fa riferimento a Laura Treu. Un gruppo che non avrebbe lesinato critiche alla compagine «storica» capitanata da Giordano Lain per via del deludente risultato elettorale. Per tutta risposta alcuni aficionados dell'ala riferibile a Lain contrattaccano accusando la cerchia di Treu di essere troppo sensibile ai consigli che arrivano dal centrosinistra e rinfacciano alla fazione dell'ex ministro

nonché padre «della legge 30» di essersi spesa per diminuire l'intensità del fuoco contro la giunta e gli uffici per l'affare Borgo Berga, giacché gli strali lanciati dai consiglieri Zaltron e Ferrarin verso giunta e uffici non sarebbero andati giù proprio ad alcuni aficionados di Treu. Addirittura quando un gruppo di parlamentari del M5S è venuto in missione a Vicenza per prendere posizione a favore della battaglia lanciata da Legambiente, il senatore padovano Giovanni Endrizzi ha dovuto «strigliare» alcuni attivisti locali che volevano ammorbidire il testo del duro comunicato che sarebbe poi seguito a quella iniziativa (Vicenzapiu.com del 31 agosto). Frattanto gli eventi si accavallano. Maurizio Ottomano, durante la campagna elettorale uno dei più fidati di Lain, è passato dalla parte opposta, questa almeno è la voce che circola a palazzo Trissino. Più volte l'operato di Ferrarin, in buoni rap-

Giordano Lain porti con Lain, è stato apertamente contestato, mentre la posizione di Zaltron appare più defilata e su posizioni più mediane. Ma l'ultima baruffa chioggiotta è andata in scena una decina di giorni orsono. È circolato tra gli attivisti un duro documento contro Lain (una sorta di sfiducia), accusato alla grossa di scarse capacità di dialogo e di usare metodi troppo spicci; documento che sarebbe stato messo ai voti e che sarebbe stato bocciato per un soffio. La lite poi si sarebbe trasferita sulla nomina in seno alla tesoreria della associazione che supporta operativamente il meetup vicentino. Il gruppo

che fa riferimento a Treu «avrebbe preteso» di ripetere le operazioni in ragione del numero alto di persone che pur votando non hanno espresso preferenze tra i due candidati più gettonati. Ne è scaturita una discussione dove sono volate parole grosse mentre i nervi erano a fior di pelle. Lo schieramento vicino a Treu comunque non sembra disposto a concedere sconti a Lain tanto che a giorni potrebbe tornare alla carica, il tutto mentre il meetup nella sua interezza fatica a tenere l'agenda della politica cittadina. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Le Religioni

I testimoni di Geova: chi sono? di Lee Gheno

C

hi sono e che cosa sono i testimoni di Geova? Sono un movimento? Una “setta”? Sono una “nuova” religione? Sono una confessione cristiana? E che tipo di persone sono i fedeli testimoni di Geova? Sono fanatici fondamentalisti? Vivono reclusi per gran parte del tempo e si fanno vedere solo quando suonano alla nostra porta? E poi, perché suonano alla nostra porta? Perché credono in quello che credono? E come incide quello in cui credono sulla loro esistenza quotidiana? Vorremmo che i lettori di VicenzaPiù trovassero risposta a queste e altre domande. Vorremmo cioè conoscere meglio i testimoni di Geova. Così, senza intenti apologetici, vorremmo presentare alcuni fatti su di loro. Innanzi tutto, i testimoni di Geova sono una “setta”? Sarebbe bene che i media prendessero a cuore la lezione dei sociologi della religione e smettessero di usare – come suggerisce la recentissima Enciclopedia delle religioni in Italia (p. 7) – il termine “setta”, in quanto “è ambiguo, impreciso e si

presta facilmente a un uso valutativo e discriminatorio”. I testimoni di Geova non sono una setta, termine quasi invariabilmente usato, e recepito, in senso criminologico e con connotazione negativa; sono sicuramente una religione di minoranza in Italia, ma occorre altresì aggiungere subito che sono “comunque certamente la maggior realtà organizzata in modo unitario presente nel Paese dopo la Chiesa cattolica” (ancora l’Enciclopedia delle religioni in Italia, p. 9). Sono una confessione religiosa? Senz’altro. Anzi, non tutti sanno che questa espressione – che pure compare nella nostra Costituzione – è di difficile definizione, eppure è stata proprio una sentenza favorevole ai testimoni di Geova emessa nel 1993 dalla Corte costituzionale a delineare per la prima volta gli elementi che individuano dal punto di vista giuridico una confessione religiosa. I tre criteri delineati in quell’occasione dal nostro massimo organo giuridico – riconoscimenti pubblici, statuto, o comune considerazione – venivano tutti soddisfatti dai Testimoni: la loro è una quindi una confessione religiosa pienamente legittima e legittimata. Ma è una confessione cristiana? Il discorso a questo punto scivola fa-

cilmente verso la teologia. Naturalmente, se dev’essere una confessione religiosa a decidere della religiosità di un’altra confessione e di quale tipo di religiosità si tratti, è molto probabile che negherà di riconoscerne i tratti che l’accomunerebbero a sé. Infatti, è facile aspettarsi che un sacerdote cattolico dirà che i Testimoni non sono cristiani. Ma il Catechismo cattolico, appena negli anni ’30 del secolo scorso (solo un’ottantina d’anni fa), diceva che neppure gli evangelici erano “cristiani” (Pietro Gasparri, 1932, §§ 137-8), salvo essere poi smentito dal Vaticano II.

Stran...Ieri, italiani oggi

Il cittadino è il vero Mediatore Civico di Carlos La Torre

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arlare di conflitto è qualcosa che l’essere umano ha sperimentato dall’inizio della sua evoluzione e che, se guardiamo indietro, fino a ora non è stato mai cosi distante da poter capire la sua natura/gestibilità. Nell’ultimo decennio ha iniziato a comparire con più forza la terminologia Mediazione (antica come il conflitto), per far fronte alla diversità di conflitti che inondano il mondo moderno. Cosi oggi sentiamo parlare di Mediazione culturale, familiare, sociale, linguistica e cosi via. Questo ci deve far riflettere su come l’essere umano si senta interiormente e come non si possa fare a meno di eludere il problema. Cosi nel 2011 ho avuto la curiosità di partecipare a un corso di “Cittadino Mediatore Civico” organizzato dal Comune Di Vicenza “in collaborazione con l’Università di Padova, master in mediazione, e con il patrocinio dall’Assessorato alla Famiglia e alla Pace (servizi sociali e abitativi)”. La Mediazione civica è uno strumento neutro nella risoluzione dei conflitti con possibili ambiti di interventi: un quartiere, un parco, un condominio, nei servizi e uffici pubblici ed altri luoghi dʹinterazione

sociale. Con la finalità di creare una realtà altra da quella propria ed esclusiva delle parti in conflitto, ossia che non appartenga a nessuno in modo esclusivo, ma che necessiti del concorso di tutti per essere generata e mantenuta. Un percorso formativo interessante che rafforza i legami sociali trasformando i conflitti in opportunità, permettendo così una concreta valorizzazione delle risorse del territorio. Tuttavia posso affermare a titolo personale che finché non ci sarà da parte dell’individuo (cittadino) la consapevolezza di assumersi la responsabilità di ciò che succede nella società

continuando a delegarla (rimandarla) senza volerla affrontare direttamente, continueremo a essere i soliti spettatori di un destino che in questo senso ha poco di che far gioire. Ma, siccome sono ottimista, posso dire che i tempi sono maturi e che c’è il desiderio interiore di riprendersi in mano la propria vita e indirizzarla verso un mondo migliore, non in un futuro lontano o vicino, ma oggi, adesso, in questo momento: “Non esiste un percorso verso la felicità, la felicità è il percorso”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pertanto, la qualifica di “cristiano” non può essere conferita da un esponente religioso. Valutiamo quindi le cose da una prospettiva storica. Si dice che i testimoni di Geova non possano essere definiti cristiani perché non credono nella dottrina della Trinità. Ma i cristiani dei primi secoli erano forse trinitari? No, dicono unanimemente gli storici. Giudicati con il criterio della Trinità, padri della Chiesa come Giustino, Origene, Clemente, ecc., non sarebbero stati cristiani. Altri ritengono che si debbano considerare cristiani solo coloro che aderiscono a organismi ecumenici, come il Consiglio ecumenico delle chiese. A parte il fatto che neppure la Chiesa cattolica è membro formale di questo ente, se fosse l’ecumenismo il criterio per definire chi è cristiano e chi no, allora di nuovo tutte le chiese che prima del XX secolo non ne avevano neppure l’idea non erano cristiane. Insomma, è meglio attenersi a una definizione semplice, condivisa e intuitiva: è cristiano chi si sforza di seguire il modello di comportamento di Cristo e di seguirne la guida in campo dottrinale e morale. Conclusione: i testimoni di Geova possono a pieno titolo essere definiti una confessione cristiana. Ma che tipo di persone sono i fedeli che appartengono a questa confessione cristiana? Sono persone normalissime. Sono i vostri vicini di casa. Nella provincia di Vicenza, dove i testimoni di Geova sono presenti sin dagli anni ’20 del secolo scorso, oggi sono circa 3.500. I loro figli frequentano le stesse scuole che frequentano i vostri. Fanno acquisti negli stessi negozi in cui fate acquisti voi. Sono forse vostri colleghi di lavoro. Oppure hanno un’attività commerciale della quale voi vi avvalete per qualche motivo. Dopo aver lavorato a lungo, forse ora sono i pensionati che incontrate per strada. Insomma, ciascuno di loro potrebbe essere la classica “persona qualunque”. Ma con una particolarità: quella persona nel corso del tempo ha imparato ad apprezzare quello che dice la Parola di Dio,

la Sacra Bibbia. Dal costante e continuo confronto con questo libro sacro è convinta di essere stata arricchita. Ha riscontrato che i princìpi che ha letto nelle Sacre Scritture lo aiutano a diventare, o a porsi la meta di essere un coniuge migliore o un figlio migliore, un educatore migliore, un lavoratore più solerte o un manager più responsabile nei confronti degli altri, un vicino di casa migliore, forse più paziente (o che si impegna per esserlo sempre di più). Ci riesce sempre? Ovviamente no, essendo un essere umano limitato. Ma si sente responsabile verso Dio, che, sempre dalle Sacre Scritture, ha appreso avere un nome, Geova. E sempre perché si sente responsabile verso Dio e perché vuole essere a tutti gli effetti un cristiano e imitare Cristo, compie la stessa opera che compiva lui insieme ai suoi discepoli e va a parlare ad altri della sua fede. Per questo vi capiterà di vedere questo vostro vicino, o vostra vicina, arrivare a casa vostra per chiedere se siete disposti a vedere come la Bibbia sia davvero un libro utile per noi e ci aiuti ad avere speranza per il futuro. Ognuno di loro naturalmente ha le proprie caratteristiche personali. Qualcuno forse vi risulterà più simpatico e qualcun altro meno. Ciascuno però vuole educatamente, e se possibile, far conoscere le cose che ha appreso dalla Bibbia. Nessuno di loro intende insistere se il suo interlocutore indica esplicitamente che non gradisce – forse perché in quel momento preso da altri assilli – parlare di Dio e della speranza biblica per il futuro. Ma in che cosa credono i testimoni di Geova? Come praticano la loro religione? Dove si riuniscono per tenere le loro funzioni religiose nell’ambito della provincia di Vicenza? Come si tengono le loro riunioni e perché? Ci piacerebbe fornire ai lettori di VicenzaPiù una risposta a queste e altre domande. Per questo torneremo a scrivere dei testimoni di Geova. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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VicenzaPiù n.259, 25 ottobre 2013 by Giovanni Coviello - Issuu