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VicenzaPiù www.vicenzapiu.com Direttore responsabile Giovanni Coviello
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Prossima uscita 29 marzo
n° 258 - 20 settembre 2013 - euro 1,20
VicenzaPiù TV goool!
StranIeri, italiani oggi
20 settembre 2013
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Il cammino verso la maturità di Mustapha Ouanit*
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a crisi economica del 20082013 ha avuto avvio nel 2008 in tutto il mondo in seguito ad una crisi di natura finanziaria che era cominciata con mutui basati sul alti tassi d'interesse, anche da usura. Quel mutuo immobiliare impacchettato era trasformato in obbligazioni e non guardava in faccia a nessuno. Tra i principali fattori di questa crisi figurano gli alti prezzi delle materie prime, una crisi alimentare mondiale e una elevata inflazione globale che hanno provocato una degradazione massiccia mai vista di tutti i mercati, soprattutto quelli del lavoro e creditizio: c'è addirittura chi ha ridotto i consumi oppure, per paura di spendere, evita di entrare nei negozi, un segnale allarmante. È una crisi di fiducia e di panico, come dicevo prima, con la minaccia di una recessione clamorosa in tutto il mondo e per finire una crisi creditizia con conseguente il crollo di fiducia dei mercati borsistici. È un mondo che sta zoppicando vivendo i limiti e danni del capitalismo ad oltranza, dopo avere vissuto e visto capitolare il sistema comunista. Una crisi senza precedenti considerata da molti economisti come una delle peggiori crisi economiche della storia. Tutto ciò è legato a tanti fattori: economici, politici e sociali, ma soprattutto quelli psicologici legati al lato profondo di ognuno di noi. Ma secondo me il pilastro magico (orrendo?) intorno al quale si manifestano tutti questi fattori sarebbe il tasso d'interesse e l'usura che sono la rovina totale di tutte le società. Esso rovina i rapporti tra gli uomini e tra gli stati, divide le nazioni in debitrici e creditrici, attiva perversi meccanismi inflativi che giungono all'azzeramento delle risorse monetarie di intere popolazioni. Il
tasso d'interesse elevato e l’usura sono i maggiori responsabili delle deforestazioni equatoriali che rischiano di provocare enormi danni ecologici in tutto il pianeta. Infatti, per fare fronte al solo debito estero paesi come il Bangladesh, il Senegal e le Filippine hanno proceduto, per monetizzare, a massicce operazioni di disboscamento che hanno già provocato nel microambiente notevoli variazioni climatiche e hanno dato via a ben più gravi squilibri nella biosfera. Il tasso d'interesse e l’usura sono dunque la rovina del mondo sociale, soprattutto per le famiglie che vengono invitate e convinte a consumi inutili mediante offerte di finanziamenti del loro debito: auto nuova ogni due anni, mutuo per la seconda casa, prestito per le vacanze e carta di credito che magicamente trasforma un rettangolino di plastica magnetizzata in un tesoro apparentemente senza limiti ma che poi è necessario pagare con interessi molto salati. E allora ci vuole un secondo lavoro che si aggiunge alla fatica del primo. Bisogna che lavori la moglie (madre della famiglia) parcheggiando i figli nei nidi e nelle scuole a tempo indeterminato, bisogna sacrificare l'armonia della famiglia al mito del consumo e al tasso d'interesse che lo sostiene. Nel pubblico come nel privato il tasso d'interesse (usura) è il pilastro portante di una società robotizzata, disumanizzata e disumanizzante che non conosce uomini ma solo produttori e consumatori, debitori e creditori. Un mondo in cui l'umanità non conta niente, un mondo di schiavitù dove già e sempre di più non conta il fatto di essere ma conta solo quello di avere. Dunque quale reale alternativa potremmo adottare oltre al modello capitalistico liberale? Non sarà forse il tempo di ritornare sui fondamenti delle leggi economiche? Porre l'uomo (umano) al centro degli interessi piuttosto che denaro e profitto senza sforzi. Oggi come oggi l'artificiosità del sistema
capitalistico ci mette di fronte ad una realtà che già da tempo è stata denunciata e vietata dal modello economico islamico. Quali sono dunque i criteri più importanti del sistema economico islamico? Una serie di divieti e imposizioni: no a *riba* (interessi e usura), no a *gharar*e a *maysir*(incertezza e speculazione), no a *haram* (settori come il gioco di azzardo, l’alcol, la pornografia e il tabacco...). Ma sì all'obbligo di condividere profitti e perdite e all'etica, ovvero sì a stanziare i fondi per settori socialmente utili. Alcuni però pensano che adottare come modello economico quello suggerito dal mondo islamico non sia possibile, visto che i progressi e la follia materialistica in cui viviamo non possono ammettere principi datati quattordici secoli fa. Il modello economico islamico ci impone tassi di interesse a zero in tutti gli scambi finanziari al fine di incitare il partenariato e la con-
divisione dei rischi e benefici. Basta guardare i provvedimenti che la banca centrale europea e americana stanno adottando in campo finanziario e le politiche commerciali adottate dai grande mercati di distribuzione nel mondo con finanziamenti a tasso zero, senza dimenticare i profitti realizzati dalle banche islamiche in Inghilterra e nei paesi dell’oriente sopratutto Malesia e Indonesia. Basta diminuire i tassi d'interessi, diminuirli e farli tendere sempre più vicino allo zero per rilanciare l'economia dando più fiducia al risparmiatore e al mercato finanziario così da favorire i crediti da parte delle banche. Ecco perché nel modello economico islamico si gode del privilegio di essere cosciente di quanto pericoloso possa essere giocare con i limiti indicati dal modello islamico e le conseguenze che questo comporta: tale modello richiede dei valori morali
Mustapha Ouanit ed etici nei meccanismi dell'economia e dello sviluppo sociale. * Membro del consiglio direttivo dell’Unione immigrati di Vicenza © RIPRODUZIONE RISERVATA
Enrico Soli
Lino & Lane Un personaggio in cerca del Vicenza
editore
Costo 6 euro, in omaggio a nuovi abbonati a VicenzaPiù online. Info: libri@mediachoice.it,
20 settembre 2013 pag 3
VicenzaPiùTv: indipendenti sempre di … Più
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di Giovanni Coviello
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o avevamo preannunciato ed ecco che dal 27 luglio, sintonizzandosi sul canale 193 del digitale terrestre appare il quadro con scritto SporTelevision e, nelle ore da noi gestite, VicenzaPiùTv, il nuovo canale regionale, che con l’avvio della stagione agonistica, sarà una piattaforma televisiva in onda 24 ore su 24 sul digitale terrestre e in streaming su www.vicenzapiu.tv, alias www.sportelevision.it. Che non fossero solo sogni ma … splendide realtà lo dimostrano i diritti subito acquisiti da VicenzaPiùTv, che arricchisce l’offerta del network VicenzaPiù edito da Media Choice, già ben noto per i suoi periodici cartacei e per i suoi quotidiani web: le differite in esclusiva del Bassano Virtus di Renzo Rosso, del Real Vicenza di Lino Diquigiovanni (sul quale è già pronto il primo libro edito da Media Choice, “Lino & Lane” di Enrico Soli), quelli sugli high lights di tutto girone dello storico Vicenza Calcio oltre che del girone completo delle altre due squadre vicentine, la trasmissione in esclusiva tv di Incontri senza censura e tanto altro ancora, il tutto comunicato sui web
VicenzaPiu.com. Il canale tematico SporTelevision & VicenzaPiùTv, nelle sue varie componenti, fa capo a professionisti che vantano una lunga esperienza nel settore. Il loro obiettivo è quello di «dare spazio non solo al maggior numero possibile di realtà sportive di Vicenza e del Veneto ma anche ad eventi culturali e di spettacolo di quest’area a cui dedicherà anche innovative finestre di informazione e approfondimento, il tutto grazie alla collaborazione con una rete di realtà editoriali e pubblicitarie particolarmente radicate sul territorio». Mentre ha riacceso gli “schermi” Canale 68, di cui però sono ancora ignoti i programmi e le linee di sviluppo, e mentre nascono, e a volte si esauriscono, con una certa frequenza iniziative televisive, come quella di Lpn, di imprenditori affascinati dal mezzo ma che devono ancora “farsi le ossa” nel suo migliore utilizzo e nell’attirare nuovi telespettatori, «SporTelevision sul canale 193 - continuano i suoi ideatori - si presenta con buone credenziali e migliori prospettive. All’esperienza specifica di produzione ed emissione del gruppo fondatore, la Rte (acronimo di Reti televisive europee, ndr), questo è il nome della società con sede a Padova e uffici di partner locali già attivi a Vicenza con VicenzaPiùTv e in via di apertura anche a Verona e Venezia, aggiunge, provando
a farle moltiplicare in sinergia, forze e competenze strettamente legate alle aree interessate». Per VicenzaPiù e il suo editore Media Choice è stato naturale abbracciare il progetto di Rte, anche se è e sarà impegnativo per un’azienda editoriale in crescita che, nel suo piccolo, dà lavoro a molti giovani, giornalisti o aspiranti tali che vogliano esercitare o imparare il “mestiere di informare”, nei vari ruoli, senza lacci, così come consente un network che non beneficia di contributi, né pubblici né privati che non siano pubblicità fatta per incontrare i nostri lettori. Il nuovo canale 193 di SporTelevision & VicenzaPiùTv (per completezza di informazione il relativo Lcn è stato ceduto proprio dalla famiglia Barbieri che è ancora titolare del “codice di emissione” di canale 68) e il suo vero e potente streaming, utile ai nostri fans sul web e laddove il segnale non fosse per ora ricevibile, vogliono far crescere a Vicenza, come promesso da Rte, un’offerta di informazione oggi troppo limitata grazie a una nuova iniziativa imprenditoriale tra l’altro in un settore in crisi e difficile come quello dell’editoria televisiva. Sul suo libro autobiografico “2550” Giulio Antonacci racconta quei suoi giorni da direttore del Giornale di Vicenza. Anche se molte volte bisogna “decrittare” quello che scrive, una frase
Un frame della rubrica Chiaramente più bello col conduttore Soli, il collega Polo, il portiere Lombardi, il dg Seeber e ... Susanna mi ha colpito nel capitolo che riguarda le altre, iniziative editoriali a Vicenza quando parla delle entrate pubblicitarie di Abc, un mezzo scomodo ai poteri: «queste ultime vennero a rarefarsi per azioni precise di dissuasione rivolte agli inserzionisti». Ovviamente senza specificare che gli inserzionisti sono tipicamente industriali ed imprenditori, quelli a cui facevano e fanno capo il GdV e altri media locali e quelli che, nella loro componente conservatrice e coltivatrice dei rapporti col potere, quello in carica, di destra o sinistra poco importa purché curi i loro affari… Ma per i lettori e per gli inserzionisti “indipendenti”, quelli senza paraocchi che continuano a decretare il nostro successo, sia pur fati-
coso, così recita il nostro spot per VicenzapiùTv: «L’indipendenza paga. E VicenzaPiù col suo network di periodici cartacei e di quotidiani su web lo dimostra sempre di ... Più. Decine di migliaia di lettori e centinaia di migliaia di utenti, continuamente in crescita, ora si preparano a vedere VicenzaPiuTv. Sul canale digitale 193 di SporTelevision quattro ore quotidiane di sport, spettacoli, politica, economia e, ovviamente, informazioni. Quattro ore tutte sulla vita locale di Vicenza, Bassano, Schio, Thiene e provincia. Tutte col bollino blu di VicenzaPiùTv. Indipendente sempre di Più sul canale 193». © RIPRODUZIONE RISERVATA
Caso Volley, a Coviello l'ennesimo round: all'asta quota di maggioranza della Novello
E su Novello nubi sulla struttura societaria di Marco Milioni
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on l’ordinanza del giorno 10 luglio il giudice Antonio Picardi del tribunale berico ha aggiunto un nuovo tassello al contenzioso civile che vede opposti la famiglia Coviello ed il gruppo che fa riferimento a Mario Novello, nell'ambito degli ultimi scampoli delle vicende della società del volley femminile di serie A di Vicenza (ricordiamo che l'ex patron del club di volley femminile di serie A di Vicenza, l'ingegnere Giovanni Coviello, oggi è direttore di VicenzaPiù, ndr). In buona sostanza Novello non avrebbe onorato alcuni impegni nei confronti dell'ingegnere, che nel frattempo aveva lasciato la presidenza della squadra a Franco Ferappi con Mario Novello vicepresidente (insieme ad Angelo Mapelli attuale deus ex machina della Regas di Torri di Quartesolo militante in B2, ndr) con delega proprio alla gestione ed era rimasto solo general manager del club sportivo. Motivo per cui lo stesso Coviello avrebbe chiesto 50.000 euro (30.000 più le incombenze di legge) che non gli sono stati corrisposti pur in presenza di una scrittura privata che in tal senso certificava lo stato delle cose. Per questa ragione l'ex gm della società
sportiva ha fatto ricorso al tribunale chiedendo un pignoramento, la cui esecuzione era divenuta complessa: sia per le schermaglie messe in campo dalla difesa sia per la difficoltà nel reperire conti correnti che non fossero a zero. Ad ogni buon conto il giorno 10 luglio Picardi con una dettagliata ordinanza ha così respinto al mittente i distinguo della controparte ponendo di fatto la causa in dirittura d'arrivo: «... Ritenuto che il decreto ingiuntivo si fonda su una scrittura contenente un riconoscimento di debito e che nessuna delle argomentazioni dedotte da parte opponente appare allo stato idonea a scalfire la sussistenza e la legittimità della pretesa creditoria fatta valere dall'ingiungente ... anzi la documentazione complessivamente acquisita sembra allo stato vieppiù convalidare gli assunti dell'ingiungente opposto...». In realtà non si tratta della parola definitiva perché secondo il magistrato in tre momenti diversi (entro il 24 settembre 2013, entro il 24 ottobre 2013 e entro il 13 novembre 2013) vanno esperiti ancora alcuni passaggi intermedi della causa ovvero: uno, deposito di una memoria contenente la precisazione delle domande ed eccezioni; due, deposito di una memoria contenente le integrazioni istruttorie e per la produzione di eventuali altri documenti; tre, richiesta di prova contraria. Nel merito poi la causa è
rinviata al giorno 3 marzo 2014 ma a questo punto l'orientamento del giudice parrebbe ben definito avendo lo stesso rigettato «... l'istanza di sospensione della provvisoria esecuzione ...». Sullo sfondo però c'è un'altra doppia questione, tutta da chiarire, che riguarda lo stato e la solidità del Gruppo Novello. Se, a detta di ambienti vicini allo stesso Novello magari per “spingere” a non procedere per acquisire quote a loro detta di scarso valore, l’azienda pare che versi in serie difficoltà finanziarie tanto che si vocifera di concordato in vista, la Novello srl aveva chiuso in utile di 20.992,97 euro il bilancio 2012 approvato solo pochi mesi fa; tra l'altro dopo una fusione per incorporazione avvenuta con effetto dal 27 dicembre 2012 della "vecchia" Novello srl, prima diventata società unipersonale «soggetta a direzione e coordinamento Novi srl» e poi "chiusa", nella nuova Novello srl, che prima si chiamava Novi srl. Intanto l'avvocato Paolo Doria che patrocina Coviello, per ottenere quanto reclamato dal suo assistito, l'11 luglio, il giorno dopo le decisioni assunte dal giudice Picardi, ha chiesto e ottenuto la trascrizione del pignoramento della quota della srl riferibile a Mario Novello al registro delle imprese. Di più il legale ha anche presentato istanza di vendita della quota della srl pignorata iscrivendo a ruolo in tribunale la procedura espropriativa.
Coviello affida a Ferappi e Novello la società poi da loro chiusa E, quindi, la cancelleria per le esecuzioni mobiliari del tribunale civile di Vicenza con provvedimento n. 2277/13 del 25 luglio il giorno ha disposto che l’11 ottobre 2013 presso l'Istituto Vendite Giudiziarie di Vicenza a Longare siano messe
VicenzaPiù Direttore Responsabile GIOVANNI COVIELLO direttore@vicenzapiu.com Editore MEDIA CHOICE s.r.l. Via Pirandello, 11 - Vicenza 0444 1830808 - info@mediachoice.it
all'asta le quote societarie di maggioranza relativa della Novello srl di Isola Vicentina riferibili all'imprenditore Mario Novello e a lui sequestrate nell'ambito del pignoramento. © RIPRODUZIONE RISERVATA
TV VicenzaPiù.com Redazione e Pubblicità
Viale Trento, 197 - Vicenza 0444 1830808 redazione@vicenzapiu.com pubblicita@vicenzapiu.com MARCO MILIONI m.milioni@vicenzapiu.com Segretaria di redazione ANGELA MIGNANO info@mediachoice.it
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Giornale chiuso in redazione alle ore 11.00 di giovedì 19 settembre 2013 Tiratura: 11.000 copie
20 settembre 2013
Salton nel buio Sulla stampa regionale l'amministratore unico di Aim Servizi a Rete preconizza un percorso industriale che potrebbe coinvolgere tutta San Biagio e di riflesso anche l'amministrazione. Ma si tratta di una mera speculazione mentale o l'inizio di un percorso stimolato dall'esecutivo cittadino?
di Marco Milioni
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ianni Favero sul Corriere Veneto del 10 settembre (pagina 11 dell'edizione di Vicenza) illustra il suo punto di vista sul tema delle multiutility nelle Tre Venezie. O più dettagliatamente della necessità di procedere verso le grandi aggregazioni tra gestori che chiama «economie di scala». Un percorso del quale «tutti parlano» e che tutti vogliono». E così ad esempio delle opportunità che si materializzerebbero sulla strada dei super-accorpamenti cita quelli che sono giù avvenuti, come Hera. Della quale racconta le capacità di fornire dividendi ma non la montagna debitoria che la attanaglia: due miliardi di euro come spiega Giovanni Stinco su ilfattoquotidiano.it del 31 marzo del 2012. Tanto per inciso Favero non ricorda nemmeno le pesanti difficoltà di altri mastodonti come Iren, o i 4,7 miliardi di debito di A2A (bresciatoday.it del 15 ottobre 2012). Super
I sindacati di Aim gruppi il cui schema di fusione è molto grato alla politica come spiega appunto Stinco sulla edizione elettronica de Il Fatto: «All'orizzonte invece restano sempre le manovre per fondere Iren, Hera e il colosso A2A. Una maxi operazione finanziaria sponso-
rizzata apertamente dal sindaco di Torino Piero Fassino e riproposta più volte negli ultimi mesi». Ad ogni modo Favero per dare sostanza alla sua analisi interpella Gildo Salton che trasforma in amministratore delegato di Aim, quando a
La giostra settembrina
meno di novità dell'ultim'ora è l'amministratore unico di Aim Servizi a Rete. Refuso o constatazione della realtà de facto a San Biagio? Epperò tra le dimenticanze di Favero c'è n'è una più sostanziosa. Il cronista infatti non ricorda all'ignaro lettore che Salton è tra i protagonisti del disastro Sinergie descritto per filo e per segno proprio dal Corsera. E ancora Favero (autore peraltro, va detto, di Undercover, bellissimo libro che racconta la storia vera di un carabiniere infiltrato nella malavita) si "dimentica" di riferire le critiche al vetriolo di un esperto del settore come Roberto Fazioli, ex presidente di Aim e oggi sulla cresta dell'onda a Nove. Il manager felsineo infatti ripete ormai la stessa cosa alla nasuea da mesi: il mito dei privati che portano capitale fresco nelle mutiutility per fare investimento è, per l'appunto, un mito. Un concetto preciso che Fazioli fa seguire da un altro ragionamento, anche questo ribadito in tanti incontri pubblici: quando le piccole municipalizzate si aggregano ai grandi soggetti i servizi peggiorano. Per contro, alla fine della sua analisi Favero sente il bisogno di ascoltare il parere di uno come Giancarlo Galan (ex governatore veneto in quota Pdl) che pur accarezzando l'idea di una grande fusione di rango regionale fa sapere di preferire la privatizzazione tout court. Una scelta chiara rispetto alla quale non si approfondisce però la questione dei monopòli. Come si fa a conciliare una visione completamente liberista dello scena-
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Gildo Salton rio quando la gestione di molti asset pur data in concessione finisce per affidare al gestore privato un monopolio che la stessa dottrina liberale avversa perché lesivo della concorrenza? C'è poi una postilla che riguarda Vicenza. Se Salton punta al grande treno delle aggregazioni venete la giunta ed il consiglio comunale ne sono stati informati? È questo l'orientamento dell'amministrazione comunale? I sindacati Aim che dicono al riguardo? Quando all'inizio dell'estate infatti la scena politca fu scossa dalla questione relativa alla futura ma certa uscita di Aim dalla gestione integrata col comune dei servizi municipalizzati, la giunta capitanata dal democratico Achille Variati spiegò che la cosa fosse in qualche modo un passaggio obbligato. Lo scopo? Permettere ad Aim di partecipare alle gare. Ma come si coniuga nel dettaglio la partecipazione a future gare con una eventuale agglomerazione presso gestori più o meno grandi? © RIPRODUZIONE RISERVATA
Vicenza e Borgo Berga
Dal caso Borgo Berga ai mal di pancia dell'Ovest Vicentino per passare alle infinite crisi aziendali sino al caso perfluorati: per la politica berica si presenta all'orizzonte un autunno caldo con molte incognite e parecchie certezze (m. m.) Le ferie estive sono ormai agli sgoccioli e a Vicenza come in provincia gli amministratori, ma più in generale la classe dirigente, debbono fronteggiare una situazione non semplice. Su tutto i comuni vedono diminuire costantemente i trasferimenti da Stato e regione, mentre la crisi continua a mordere duramente. Al tutto si aggiunge la doppia querelle sul nuovo tribunale che riguarda l'accorpamento con Bassano e la storiaccia dei presunti abusi. Fra le tante crisi aziendali che stanno scuotendo il Vicentino all'oggi quella di Mcs (nell'ambito della quale non mancano i nessi col caso pfoa o perfluorati) è forse quella che più si cuce addosso ad un territorio in cui la manifattura tradizionale, colpa della crisi, ma anche di capitani d'industria sempre più concentrati sull'oggi e meno sul domani, stanno pagando duramente il fio per scelte poco lungimiranti. Un peso che si moltiplica per cento sulle spalle dei lavoratori che per-
dono o che potrebbero perdere il posto. Nel comprensorio dell'Agno Chiampo è riesploso invece il contrasto tra le industrie conciarie e la giunta di Arzignano. La recentissima nomina di Alberto Serafin a capo della multiservizio pubblica Acque del Chiampo ha mandato in fibrillazione la politica locale. Il sindaco della città del Grifo Giorgio Gentilin (Pdl di ascendenza tosiana) ha compiuto una mossa astrattamente apprezzabile decidendo di recidere il cordone ombelicale di sudditanza che lega i conciari alla gestione del ciclo dell'acqua. Ma ha preso una cantonata andando a scegliere un personaggio Serafin, il quale più che vantare competenze tecniche specifiche vanta rapporti ben ammanagliati con la politica. Tanto che ad Arzignano tutti sanno che gli sherpa dell'operazione, che poi altro non è che la prosecuzione della medesima operazione che voleva Serafin a capo di un progetto di comunicazione sui reflui conciari,
sono l'ex consigliere provinciale del Pdl Arrigo Abalti e l'ex assessore provinciale all'innovazione Andrea Pellizzari, pure lui del Pdl. I quali pare abbiano avuto l'avallo diretto dei plenipotenziari berici dei numi tutelari dell'operazione: ovvero l'eurodeputato del Pdl Lia Sartori e Flavio Tosi, sindaco leghista veronese. Leggi, il nuovo asse forte che sta nascendo in seno alla politica regionale che vede il sindaco di Vicenza Achille Variati (Pd) non distante dai due. Di più, Gentilin ha commesso un altro errore, quello di non essersi consultato con i sindaci azionisti di Acque del Chiampo. I quali, o almeno in parecchi tra loro, non hanno mai nutrito molta simpatia nei confronti della presa di Assoconcia sulla multiutility del comprensorio. I sindaci però hanno preso malissimo la scelta in solitaria di Gentilin dettatagli da Pellizzari e dal vicesindaco ombra della città del Grifo, ovvero dall'assessore alla comunicazione ed alla polizia locale Enrico Marcigaglia.
Rimane da capire poi se l'arrivo di Serafin, specialista in comunicazione politico-istituzionale, cambi i piani di Acque del chiampo rispetto al progetto dell'impianto per il trattamento dei fanghi. Un'opera che sta creando da mesi forti tensioni in vallata. E sullo sfondo poi rimane un'altra domanda. A chi Serafin, sempre che lo farà, affiderà la comunicazione di Acque del Chiampo? Nel capoluogo frattanto il sindaco Variati dopo l'ubriacatura relativa alla vittoria alle comunali di primavera sta scegliendo un profilo basso. Una tendenza che si è concretizzata in primis con la vicenda del nuovo palazzo di
giustizia. Per il quale si stanno spendendo fiumi di inchiostro per l'accorpamento con quello di Bassano, mentre la vicenda ben più pepata dei presunti abusi edilizi sta facendo fatica a trovare posto sui grandi quotidiani locali (ne parla peraltro il fattoquotidiano.it del 5 settembre; recentissime sono anche le critiche del neonato Osservatorio Out). Ma a turbare i sonni di palazzo Trissino c'è però l'attivismo del M5S, che in qualche maniera ha contribuito a far emergere la querelle su Borgo Berga alla stregua di caso nazionale. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Comunicato stampa
“Azioni Solidali Vicentine 2013” Anno Europeo dei Cittadini
XII Festa provinciale del Volontariato. Le Associazioni vicentine si incontrano e si raccontano e Associazioni Vicentine si delle relazioni ...e dei legami, mentre per tutto il giorno sarà
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preparano al loro grande appuntamento annuale, “Azioni Solidali Vicentine 2013”, che si terrà tra sabato 21 e domenica 22 settembre. “Azioni Solidali Vicentine” è un evento organizzato dal CSV di Vicenza che, giunto ormai alla sua tredicesima edizione, torna puntuale anche quest’anno per dare alle associazioni del nostro territorio un’occasione per incontrarsi e raccontarsi, portando al centro dell’agorà luogo simbolo della cittadinanza attiva - i propri valori, espressi attraverso la concretezza di azioni, esperienze e progetti. Quest’anno saremo presenti nel cuore di Vicenza in Piazza dei Signori, Piazza Duomo e Piazza Garibaldi.
Sabato 21 settembre, dalle 9 alle 19, le associazioni vicentine animeranno il cuore di vicenza, esponendo progetti ed esperienze nei loro gazebi, per condividere e confrontare le diverse espressioni dell’essere volontari. Alle 13.30, presso la Loggia del Capitaniato, si terrà il talk show dell’Agorà, un momento di dialogo che in questo 2013, Anno Europeo dei Cittadini sarà dedicato ai temi della cittadinanza europea e dei diritti, sui quali le associazioni vicentine hanno già cominciato a confrontarsi grazie al progetto promosso dal CSV “Diamo voce alle Azioni Solidali”. “Un momento di grande apertura e scambio - afferma la presidente Maria Rita Dal Molin –, in un contesto dove le differenze diventeranno opportunità, confronto, ricchezza e valori. La piazza, “l’Agorà”, è l’emblema della nostra manifestazione prosegue la Presidente del CSV di Vicenza - da sempre luogo in cui le persone possono incontrarsi, confrontarsi, tradurre il concetto di cittadinanza in partecipazione attiva e responsabile alla vita della comunità, per garantire un migliore tenore di vita a tutti, nessuno escluso. Il luogo simbolo delle Azioni Solidali è infatti una piazza animata dai principi costituzionali cui si rifà la Carta dei Valori del Volontariato, sempre più aperta a una dimensione europea che consente di ampliare la rete
moltiplicando le possibilità di incontro e confronto per promuovere un senso di appartenenza a una comunità che ormai non è più solo locale o nazionale, ma europea.” Dalle 14.30 le Associazioni daranno vita a momenti di animazione per bambini e adulti,
aperta in Piazza dei Signori l’Osteria Solidale gestita dall’Associazione ACAT di Bassano/Asiago. Torna inoltre per il quarto anno consecutivo il concorso promosso in occasione della manifestazione, “Racconta le Azioni Solidali”, che invita i parteci-
panti a fissare in un’opera (sono ammessi foto, video, quadri, disegni, racconti e poesie) un momento significativo dell’evento e del volontariato in genere. Le premiazioni avverranno il 5 dicembre, giornata internazionale del volontariato. Non poteva mancare, infine, l’iniziativa “SMS Solidale”. Invitiamo a partecipare tutta la cittadinanza, per raccogliere altri spunti e contributi utili a redigere il nostro documento
per dare voce alle azioni solidali. “L’idea nasce dalla voglia di lanciare dei messaggi – spiega ancora la Presidente del CSV come abbiamo fatto anche lo scorso anno, per fare in modo che lo spirito della manifestazione duri nel tempo. Il nostro desiderio è ‘abitare il tempo e l’agorà della solidarietà’, colorando un simbolico mondo ricco di azioni e pensieri”. Domenica 22 settembre, a conclusione della manifestazione, si terrà la Santa Messa dedicata alle Associazioni di Volontariato. Quest’anno abbiamo scelto Thiene, grazie alla disponibilità di Mons. Livio Destro, Arciprete del Duomo, e alla concomitanza della Festa del Volontariato che si terrà nella giornata di domenica 22 settembre. Le Associazioni vicentine sono invitate a portare i loro gagliardetti alla S. Messa che sarà celebrata alle ore 10.00 in Duomo a Thiene. “Azioni Solidali Vicentine 2013” è patrocinata dalla Regione Veneto, dall’Amministrazione Provinciale di Vicenza, dall’Amministrazione Comunale di Vicenza, dalla Prefettura di Vicenza, dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Vicenza, dal Comitato di Gestione del Fondo speciale regionale per il Volontariato, dall’ANCI Veneto, dalle Amministrazioni Comunali di Asiago, Thiene, Montecchio Maggiore, dal Coordinamento Nazionale dei CSV d’Italia – CSVnet, dalle Aziende SocioSanitarie Provinciali n. 3, 4, 5 e 6. La manifestazione vede la collaborazione della Fiera di Vicenza e dei Media partner Il Giornale di Vicenza, Tiscali, Advenias, La Voce dei Berici, La Difesa del Popolo, VicenzaPiù, MaCoMe e ALDA – EYCA. Vi aspettiamo numerosi con le vostre famiglie per vivere tutti assieme la magia di Azioni Solidali Vicentine 2013! Per info: Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Vicenza Tel +39 0444 235308 Mail: ufficiostampa@csv-vicenza.org
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“Azioni Solidali Vicentine 2013” Anno Europeo dei Cittadini
PROGETTO: DIAMO VOCE ALLE "AZIONI SOLIDALI" DELLE ASSOCIAZIONI VICENTINE NELL'ANNO EUROPEO DEI CITTADINI
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013, Anno Europeo dei Cittadini: a vent’anni dall’introduzione della cittadinanza europea, un anno dedicato a promuovere i diritti che essa conferisce e a incoraggiare il dialogo tra le istituzioni nazionali e internazionali, col duplice intento di illustrare quanto finora realizzato e rispondere alle aspettative future dei cittadini. Chi fa del volontariato un impegno quotidiano osserva e sente il tema dei diritti, della loro promozione e del loro rispetto, da un punto di vista privilegiato: ogni associazione, in base alla sensibilità e alle competenze dei suoi volontari opera infatti per dare concretezza ai diritti delle persone come ammalati, anziani, stranieri, bambini... dell’ambiente, della protezione civile ecc... Grazie al loro sguardo attento e costruttivamente critico, alla loro efficacia operativa, alla capacità di interagire con le istituzioni, le organizzazioni di volontariato svolgono un ruolo essenziale nel promuovere e valutare gli strumenti normativi e pratici che dovrebbero garantire a ogni cittadino una migliore qualità della vita, a livello locale, nazionale e internazionale. Per tutti questi motivi, il Centro di Servizio per il Volontariato di Vicenza ha promosso un progetto per raccogliere le esperienze e le riflessioni delle Associazioni Vicentine rispetto al tema della cittadinanza europea. Il progetto “Diamo voce alle Azioni Solidali” è stato pensato in preparazione della manifestazione annuale, giunta alla tredicesima edizione, che animerà
Piazza dei Signori, Piazza Duomo e Piazza Garibaldi (Piazza Poste). Grazie alla collaborazione delle Associazioni Vicentine che hanno partecipato e che ringrazio, è stato possibile far emergere il vissuto, i sogni, le aspettative delle Associazioni rispetto alla dimensione della cittadinanza europea, per poi favorirli a livello locale, nazionale e internazionale, per farli giungere opportunamente tradotti alle altre Organizzazioni Europee nell’ottica di promuovere la conoscenza e il dialogo, è il caso di dire, tra Associazioni concittadine. C’è ancora tempo per partecipare e dare il proprio contributo per redigere un documento condiviso, fino al 21 settembre, quando insieme animeremo le Piazze del Cuore di Vicenza, la nostra simbolica piazza “L’Agorà della Solidarietà” in un contesto dove le differenze diventano opportunità, confronto, ricchezza e valori. Ed è con questo spirito che il Volontariato Vicentino si prepara a salutare il Ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge che ci farà visita proprio durante la manifestazione il 21 settembre in Piazza dei Signori. E’ sempre motivo di gioia presentare la manifestazione annuale del volontariato, perché per noi rappresenta un’occasione di grande partecipazione in cui il volontariato, oltre che confrontarsi con la cittadinanza e le istituzioni, si racconta nel contesto dell’agorà. La piazza è un luogo d'incontro e come tale vogliamo viverlo giorno
per giorno con quanti parteciperanno. La piazza da sempre rappresenta il luogo dove ci si trova, si vive, privilegiando comportamenti che al centro mettono la persona e il suo progetto di vita, nessuno escluso. Una piazza ricca dei valori costituzionali, ben riportati anche nella Carta dei Valori del Volontariato, riproposta alle associazioni che nel CSV di Vicenza vedono proprio un luogo nato per supportare e qualificare l’azione dei volontari. Il nostro agire ben si coniuga con la scelta di fondo di ogni volontario di divenire capitale sociale, espressione di cittadinanza attiva che abita le città, le piazze, creando legami e relazioni, veri momenti di incontro… che promuovono appartenenza, condivisione, attenzione, accoglienza, non discriminazione, solidarietà, prossimità… .
La Presidente Maria Rita Dal Molin
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a quanto emerso fino a questo momento, appare chiaro che le Associazioni Vicentine operano ormai in stretta sinergia con numerose istituzioni del territorio, dai comuni alle scuole,
dalle ULSS alle comunità religiose, senza dimenticare ovviamente le altre organizzazioni che portano avanti progetti affini o complementari. Se la dimensione nazionale è ormai alla portata di molte associazioni, la rete dei loro contatti coinvolge sempre più spesso realtà similari che operano in contesto europeo, soprattutto nel caso di chi si occupa di tutela dell’ambiente, di persone immigrate, di infanzia, di mobilità sostenibile. La conoscenza degli strumenti informatici e normativi utili a istituire un dialogo infraeuropeo diventa in questo senso un’esigenza sempre più sentita, dimostrando ancora una volta come il tema della formazione sia molto
caro alle Organizzazioni, che profondono un grande impegno per formare i propri volontari, oltre che per informare la popolazione. Nell’aprire il proprio sguardo alla dimensione europea, il mondo del volontariato vicentino non perde tuttavia di vista quella locale, consapevole che per migliorare la qualità della vita di ciascuno è fondamentale attivarsi per creare una rete di solidarietà che può arrivare lontano, ma che deve partire dalle soglie di casa, dalle persone che ogni giorno ciascuno incontra sulla propria strada, per trasformare la società in una comunità attenta e reciprocamente responsabile. Il contatto quotidiano e concreto con il territorio e le persone per cui si opera, ricordano infatti le Associazioni, fonda l’agire stesso del volontariato, determinando un patrimonio di conoscenze specifiche che, a ogni livello, rischia talvolta di essere offuscato dalla standardizzazione delle incombenze burocratiche. Proprio questa riflessione tuttavia permette di chiudere il cerchio, tornando a sottolineare l’importanza del dialogo tra le Associazioni, che conoscono da vicino le realtà locali e settoriali all’interno delle quali operano, e le istituzioni, che possono offrire garanzie e strumenti operativi generali, che vanno opportunamente declinati per innalzare la qualità della vita di tutti, nel rispetto di ogni peculiarità, a livello locale, nazionale, europeo.
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UN MONDO CHE PERCORRE PASSI SOLIDALI
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a XIII Festa provinciale del Volontariato “Azioni Solidali Vicentine 2013”, che si terrà tra sabato 21 e domenica 22 settembre 2013, è una manifestazione che nel corso delle edizioni si è dimostrata sempre più attenta ad essere un “ponte tra generazioni” con particolare attenzione all’incontro dei giovani e dei bambini, creando momenti di animazione, informazione, scambio di esperienze. Per questo l’obiettivo di questa edizione è quello di coinvolgere il mondo della scuola, grazie alla collaborazione tra il Centro di Servizio di Volontariato e l’Ufficio Scolastico Territoriale di Vicenza, che hanno siglato un accordo per promuovere interventi educativi e formativi valorizzando il volontariato come strumento di formazione alla cittadinanza attiva nelle scuole. L’impegno degli organizzatori in tal senso trova conferma nelle parole della presidente del CSV Maria Rita Dal Molin:- “Siamo convinti che “Azioni Solidali Vicentine 2013” costituisca per gli alunni ed insegnanti delle scuole della provincia di Vicenza una opportunità formidabile per conoscere ed entrare in contatto con il
volontariato vicentino nelle sue molteplici e ricchissime forme. Un volontariato portatore di valori e competenze, esempio per i nostri studenti di cittadinanza attiva e di impegno concreto in vari settori: sociale, sociosanitario, protezione civile e soccorso, tutela dei beni ambientali e culturali. Si sa che chi dice futuro dice giovani ed ecco allora che “Azioni Solidali Vicentine” vuole parlare ai giovani del volontariato e al volontariato dei giovani, creando varie occasioni perché i ragazzi e le associazioni abbiano l’opportunità di incontrarsi e raccontarsi liberamente, per conoscersi e riconoscersi, faccia a faccia, senza filtri, proprio come insegna lo spirito del volontariato più genuino”. Nella mattinata di sabato 21 settembre gli alunni e insegnanti percorreranno liberamente dei “Passi Solidali” per Piazza dei Signori, Piazza Garibaldi (delle Poste) e Piazza Duomo a Vicenza, tra gli stand delle associazioni, esplorando il variegato e ricco mondo del volontariato vicentino, creando il proprio percorso di incontro e contatti in base alla curiosità, agli interessi, agli obiettivi educativi e formativi di ogni singolo gruppo classe. Gli studenti trove-
ranno volontari che, con animazioni divertenti e insieme formative racconteranno le loro esperienze e le loro sfide. Noi crediamo che queste occasioni possano diventare anche le sfide per nuovi giovani volontari. “Passi Solidali” è una tappa del cammino che mondo del volontariato e mondo della scuola devono percorrere insieme, nella consapevolezza che su questo terreno si gioca anche il tema del rinnovo e del ringiovanimento delle forze volontarie attive sul territorio, si gioca cioè la sfida di affrontare il futuro e i bisogni della comunità con energie fresche ed idee nuove. Sono previsti in particolare dei momenti di animazione e di incontro con le seguenti associazioni: c/o Piazza dei Signori - VIP VIVIAMO IN POSITIVO VICENZA (clownterapia) - FIDAS VICENZA ASSOCIAZIONE DONATORI DI SANGUE (donazione) - CIVILTA’ DEL VERDE (tutela dei beni ambientali e culturali) - P.A. CROCE VERDE (protezione civile e soccorso) – Ambulaclaun - Pagliacci del Cuore
c/o Piazza Garibaldi (delle Poste) - DONATORI DI SANGUE CAV. PIETRO TREVISAN (donazione) - GRUPPO STORICO ARCHEOLOGICO MEDOACUS (tutela dei beni ambientali e culturali) c/o Piazza Duomo - PROTEZIONE CIVILE CALTRANO (protezione civile e
soccorso) - GRUPPO CINOFILO DA SOCCORSO L’ARGINE (protezione civile e soccorso) - VOLARE LONTANO ONLUS (sociale) - ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI VICENZA (protezione civile e soccorso) Vista la collaborazione tra il CSV di Vicenza e Architetti Senza Frontiere Veneto, segnaliamo che “Azioni Solidali Vicentine 2013” dialogherà con l’evento “La città dell’Architettura n.1” (presente dal 6 settembre al 6 ottobre nella Basilica palladiana dalle 10 alle 19, ingresso gratuito). L’evento vede tra i promotori Architetti Senza Frontiere Veneto presente in Basilica Palladiana con la mostra “NEEDS - architetture nei Paesi in Via di Sviluppo”, tre tavole rotonde ed un workshop per la realizzazione di un college in Zimbabwe (info su www.cittadellarchitettura.it). Ringraziamo fin d’ora tutti coloro che vorranno partecipare ad “Azioni Solidali Vicentine 2013” e in particolare le oltre 100 Associazioni che con i loro stand saranno presenti tutta la giornata di sabato 21 settembre per far conoscere il loro impegno a favore della comunità vicentina.
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«Messaggio trasversale» Il cuore di un uliveto che va in fiamme, gli appetiti lungo il tracciato della Pedemontana Veneta, il j'accuse di chi parla di azione «di stampo mafioso» tesa a colpire Antonino Casale, il contadino simbolo delle battaglie per la legalità nella vallata dell'Agno. È in questo quadro che si collocano i fatti avvenuti a Castelgomberto, nell'ovest Vicentino a fine agosto: frattanto i carabinieri indagano
di Marco Milioni Quei filari di olivi in cui «ogni pianta sembra innescata da una mano esperta» hanno tolto un bel po' di sonno ad Antonino Casale, ma non la voglia di tenere la schiena diritta cosa che fa «da quarant'anni» anche se l'incendio «con ogni probabilità doloso» che a fine agosto ha colpito un centinaio dei suoi mille olivi a Monteschiavi di Castelgomberto «ha uno sgradevole retrogusto» quello che si legge in certi romanzi, in primis quelli di «Leonardo Sciascia». E così quello che sulle prime potrebbe apparire «come un gesto legato non si sa bene a quale ripicca o a quale avvertimento» ha segnato «profondamente» questo scorcio di fine estate. Ad ogni modo sempre alla fine del mese scorso Casale è andato dai vigili del fuoco di Arzignano a chiedere con sollecitudine un nuovo sopralluogo perché siano approfondite le problematiche, anche da un punto di vista tecnico, che sono all'origine delle fiamme del 10 agosto «forse appiccate con una modalità assai singolare verso l'ora di pranzo» senza la volontà «di scatenare un maxi incendio ma di colpire chirurgicamente sì cercando di far morire il fusto» mentre le foglie già sono rinsecchite e morenti (in foto). Una regolare denuncia è stata depositata il 16 agosto ai carabinieri di Trissino. «Intanto confida l'imprenditore ai suoi amici di sempre - speriamo che fra quelle colpite non me le abbiano ammazzate tutte, mentre in famiglia non sono mancate le lacrime. Casale è di poche parole. Spiega che deve ancora quantificare con precisione i danni e spiega che ora «la palla deve passare alle autorità preposte» alle quali però chiede rapidità ed accuratezza nelle indagini.
Ma per avere una visione più completa sull'accaduto non si può non tenere conto di chi sia Casale. Classe 1949, nato a Santa Teresa di Riva nel Messinese, laurea in filosofia, è arrivato nel Veneto ai primi degli anni Settanta. In quel periodo pur insegnando storia e filosofia al liceo si porta dalla Sicilia l'amore per la terra giacché proviene da una famiglia di piccoli imprenditori agricoli. Ma la passione di Casale in quegli anni è la politica. Allontanatosi prestissimo dal Pci abbraccia l'ala movimentista e critica della sinistra per poi entrare nel gruppo di ricerca e studio Praxis (fondato da Mario Mineo, zio di Corradino, quest'ultimo ex direttore di Rai News 24 e oggi senatore democratico), un antesignano dei moderni think tank, per il quale Casale cura inchieste in mezza Italia. Poi arriva un lungo momento di riflessione che coincide con gli anni '80 sino ai primi anni '90 quando esplode Mani Pulite. Casale a Castelgomberto fonda il Comitato per la trasparenza nella pubblica amministrazione. Presto diviene un punto di riferimento per tutta la valle del torrente Agno, da Recoaro a Montecchio Maggiore: controllo dal basso della cosa pubblica, ricerca, studio, analisi, ma soprattutto iniziative concrete per il territorio sono il faro di Casale e del suo gruppo politicamente trasversale. Ed è in questo solco che si inseriscono le battaglie «tutte sempre vinte» tiene a sottolineare come quelle del contestato insediamento avicolo, il cosiddetto affare Poja. La lotta contro l'amministrazione provinciale per evitare che a Montecchio Maggiore si costruisse un anfiteatro artificiale davanti a villa Cordellina caldeggiato dalla allora potentissima presidente leghista Manuela Dal Lago. Ma la più dura è quella che sempre alla metà degli anni Duemila vede il comitato spuntarla sul comune di Castelgom-
Massimo Follesa e Antonino Casale
berto e su una serie di immobiliaristi per il vincolo della grande zona verde prospiciente villa Da Schio, la cosiddetta praderia. Nella parte di maggior pregio della stessa praderia Casale, con l'aiuto di altre associazioni, si batte con successo perché il ministero dei beni culturali tramite la Soprintendenza regionale ponga un vincolo tombale di protezione paesaggistica su di un'area posta a ridosso del previsto svincolo della Pedemontana. Un'area su cui si sono accavallati negli anni appetiti milionari. Terminata questa battaglia e con un passato anche da consigliere comunale nonché da candidato sindaco e candidato al parlamento come indipendente nell'Idv, Casale tira i remi in barca, lascia l'impegno attivo e si dedica alla sua altra grande passione: la terra. Cura un migliaio d'ulivi a Monteschiavi nel comune di Castelgomberto, su quel lembo di collina che divide la valle dell'Agno dal comprensorio di Isola Maolo Schio e dalla stessa Montecchio. «Sicché con un mix di fantasia, mestiere e intuizione», Casale, affiancato dalla sempre presente consorte Luciana, «l'altra colonna dell'azienda agricola di famiglia», comincia a produrre un olio extravergine particolare frutto di una mescolanza di piante autoctone, venete e siciliane. Un olio venduto quasi esclusivamente nei mercatini a kilometro zero o in sede. Casale nel frattempo ha maturato la convinzione di riscoprire le lavorazioni tradizionali e «conservative». Sul piano pratico come concettuale i suoi convincimenti potrebbero assomigliare a quelli della decrescita conviviale di Serge Latouche o del bio-regionalismo americano, ma il percorso dell'imprenditore castrobretense appare personale ed autonomo. Da quattro anni e più i Casale quando espongono i propri prodotti nei mercati del comprensorio, lasciano in bella vista un ciclostile
che recita così: «La sperimentazione ha lo scopo di selezionare le piante più adatte al territorio... il tutto finora è stato compiuto con le nostre sole forze, spesso in mezzo alla diffidenza e alla ostilità di chi vedeva, erroneamente, in questa coltura una rottura col passato agricolo consolidato ma in crisi. E di chi paventava, a ragione, un concreto esempio di ostacolo alla cementificazione di quelle zone agricole non più funzionali alla destinazione rurale». Ma quale è il movente di un gesto del genere se di dolo si tratta? Invidie? Ripicche? Intimidazione dal retrogusto mafioso? Casale non azzarda alcun commento. Assorto nei suoi pensieri e scrutando la distesa di capannoni che si scorgono dalla sua altura ammonisce: «Faccio molta fatica a pensare che si tratti di fiamme accidentali. Ed è normale avere timori, i più svariati. Incluso il messaggio trasversale». Sarà un caso, ma di fatto sotto i piedi della tenuta di Monteschiavi, è previsto il passaggio della Spv. E ancora questa primavera quando a Castelgomberto si è votato per il rinnovo del consiglio comunale, un opuscolo anonimo che ha fatto molto parlare in paese parlava di un non bene identificato parco del gusto che gli aficionados del sindaco uscente e riconfermato Lorenzo Dal Toso (area Lega) avrebbero voluto realizzare in un lotto di quella praderia, vincolata dal ministero proprio grazie alla battaglia, alle raccolte firme e ai flash mob ideati da Casale. Che è un po' guardiano, custode morale nonché memoria storica di quel vincolo ambientale inserito come una spina nel fianco degli appetiti legati alla Pedemontana. Un vincolo, si rumoreggia in vallata, che a Roma qualcuno vorrebbe rivedere. E se l'agricoltore, un omone colto con le mani da boscaiolo, la parlata lenta, precisa e una capigliatura che ricorda un po' un Albert Einstein ru-
rale, comunque preferisce l'understatement, Franca Equizi portavoce del comitato Sos Legalità va giù di brutto parlando di intimidazione «di stampo mafioso» e di clima «omertoso» mentre l'architetto Massimo Follesa, portavoce del Covepa, il coordinamento che si batte contro la Pedemontana Veneta o Spv spara ugualmente a palle incatenate: «Come evidenzia la stampa però spiega il professionista che è anche consigliere d'opposizione per una lista civica nel vicino comune di Trissino - non posso essere sottaciuti i nessi con la vicenda Spv e con il pesante apparato degli appetiti fondiari che lungo l'asse Trissino-Brogliano-Castelgomberto-Cornedo si sono moltiplicati con il proseguire dei lavori di una arteria sempre più contestata». Si tratta di parole pesanti, ma intanto in paese tutti sanno e nessuno vuole parlare. Il consigliere, che alcuni mesi fa ha deciso in polemica coi vertici del suo partito di non rinnovare la tessera del Pd se la prende pure col suo ex partito: «I democratici hanno una nutrita schiera di parlamentari vicentini. Che pontificano su tutto, ma sul caso Castelgomberto nemmeno una interrogazione, nemmeno uno straccio di comunicato». Ad ogni modo «il signore degli ulivi», come lo hanno ribattezzato gli amici, incassa anche «la solidarietà» del governatore veneto Luca Zaia (Lega), del consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (Fds) nonché del collega di banco Giuseppe Berlato Sella (Pd). Solidarietà arriva anche dalla opposizione consiliare di Castelgomberto, almeno quella che fa riferimento al Pdl: silenzio invece dalla minoranza di centrosinistra e silenzio dalla maggioranza di area Lega. Il tutto avviene mentre le autorità cominciano a muoversi. Casale ha già ricevuto per ben tre volte le visite dei detective dell'Arma dei Carabinieri: prima quelli di Valdagno, poi quelli di Trissino. In prefettura il suo esposto è stato letto per filo e per segno ed immediatamente trasferito alla procura berica, mentre in vallata già si parla di una prossima segnalazione alla procura antimafia di Venezia e alla commissione parlamentare antimafia. Frattanto i media vicentini rimangono, quasi tutti, nel silenzio più assoluto sebbene pochi giorni fa Presa Diretta su Rai 3 abbia dedicato un lungo approfondimento alla penetrazione del fenomeno mafioso nel Veneto e nel Vicentino. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Piano incrinato
Dopo il caso Desio & Robé e la vicenda delle autorizzazioni illegittime da oltre vent'anni, almeno per il Tar Veneto, Agostino Cogo, l'imprenditore che a metà anni Duemila aveva avviato un contenzioso ancora in essere col comune alza il bersaglio. E punta l'indice su un piano urbanistico vicino. Ma stavolta le accuse coinvolgono i vertici tecnici della provincia di Vicenza...
di Marco Milioni
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n soldoni l'imprenditore del ramo moda Agostino Cogo punta l'indice sul cosiddetto "Piano particolareggiato statale 11", un pacchetto di convenzioni fondiarie con annesso progetto attuativo nate sul finire degli anni Ottanta che vede protagonisti tra gli altri il comune di Grumolo, la siderurgica Gabrielli ed alcuni proprietari terrieri della zona incluso Cogo. Il quale però muove alcuni appunti. In primis il suo fondo sarebbe stato intercluso, ovvero lasciato senza sbocchi sulla pubblica via, il che avrebbe generato «una serie di problemi e danni anche economici ancora perduranti» proprio in relazione agli interessi del Cogo (l'area non è molto distante dalla Desio & Robé, di recente al centro di una querelle simile). In seconda battuta alcune parti dell'iter sarebbero mancanti
della sua firma il che sempre secondo l'imprenditore metterebbe un macigno sulla regolarità dell'iter seguito. In terza istanza, in alcuni procedimenti collegati, l'amministrazione di Grumolo avrebbe concesso ampliamenti agli edifici della Gabrielli, in spregio alle norme vigenti. Così almeno denuncia Cogo, che oltre ad avere inviato una serie di esposti al comune ha chiesto anche alla provincia di intervenire sostituendosi al comune «come previsto dalla legge». Non avendo ottenuto risposte soddisfacenti «nemmeno dall'architetto Roberto José Bavaresco», direttore del settore urbanistica di Palazzo Nievo, Cogo è passato alle vie di fatto indirizzando una sfilza di esposti e denunce: dapprima alla polizia locale del comprensorio. Poi alla procura della repubblica di Vicenza. E le acque hanno così cominciato a smuoversi giacché proprio la municipale convenzionata dei comuni di Torri, Quinto, Grumolo e Grisignano compie più sopralluoghi e redige, tra i
tanti, un verbale per abuso edilizio a carico della Gabrielli: e ancora a carico della Leasint spa proprietaria dello stabile, nonché dell'imprenditore Firmino Menaldo, tutti soggetti che compaiono nella cosiddetta convenzione "Statale 11". Il rapporto di polizia giudiziaria, che porta la data del 2 gennaio 2012 e il protocollo numero 24 (fascicolo 3-1-9918/2011), è firmato dal comandante dei vigili urbani Paolo Bertozzo in persona. L'accusa è quella di avere violato l'articolo 181 comma 1 del decreto legge 42/2004 ovvero il «Codice dei beni culturali e del paesaggio». Si tratta di una accusa grave perché la sanzione annessa è di tipo penale. Il tutto finisce tra l'altro in un ponderoso memoriale di una ottantina di pagine, detto memoriale Cogo, che scatena anche una querelle in consiglio comunale a Grumolo originata da una interrogazione del consigliere di minoranza Vittorio Bettinardi datata 14 giugno 2012. Sul fronte opposto c'è la provincia di
La sede della Gabrielli spa
Lo Scaranto pensiero (m.m.) VicenzaPiù e Vicenzapiu.com hanno raccontato più volte i contorni del cosiddetto caso Grumolo. Chi scrive ha sempre chiesto a tutte le persone interessate il proprio punto di vista, ma come capita spesso anche in altri contesti, provincia e amministrazione comunale di Grumolo preferiscono tacere. Cosa che accade non di rado. Unica eccezione, si fa per dire, è quella del primo cittadino di Grumolo, che interpellato nel merito della querelle amministrativa a chi scrive ha replicato così: «Caro Signor Milioni, il 19 luglio il Santo Padre Papa Francesco invitava a
porre attenzione alle male lingue e ai malintenzionati. La informo che a Padova al mercoledì alle 6.40 c’è un treno che parte e arriva per le 10 a Roma, dove potrà assistere alla udienza generale del Papa. Di sicuro potrà ricavare spunti e scrivere qualcosa di intelligente». Ora si potrebbe rammentare al sindaco che recentemente il papa ha anche tuonato contro una lobby gay e una lobby affaristica che in Vaticano si coprono vicendevolmente occultando trame economiche e giochi di potere. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Vicenza che con una nota del giorno 8 marzo 2012 firmata proprio da Bavaresco spiega: «... considerato che in applicazione delle norme del piano regolatore e dello strumento urbanistico attuativo, per la tipologia commercio all'ingrosso si applicano gli stessi standard previsti per le attività produttive artigianali e industriali, non si rilevano i segnalati elementi di irregolarità dei provvedimenti in oggetto. Si comunica, pertanto, che non sussistono i presupposti per potere avviare una procedura in base all'articolo 30 della legge regionale 11/2004 da parte della provincia». In realtà Bavaresco contattato da chi scrive perché fornisse altri elementi non ha risposto. Nessuna risposta nel merito è giunta nemmeno dalla Gabrielli né dal sindaco di Grumolo Flavio Scaranto che non replica nel
Vittorio Bettinardi
merito (servizio a lato). Dalle voci filtrate da borgo Berga pare che la squadra di polizia giudiziaria della forestale in forza alla procura della repubblica di Vicenza stia vagliando l'intera documentazione mentre Cogo nel frattempo annuncia di volersi muovere sul piano amministrativo investendo, come nel caso Desio & Robé, il Tar veneto al fine di chiamare in causa «le inerzie della re-
gione». Ed è in questo contesto che giunge lo sfogo dell'imprenditore: «Perché mai alla Gabrielli si concede di tutto e di più sapendo tutti in realtà come stanno le cose? E la procura oltre ad indagarmi perché ho chiesto le carte che il comune mi doveva e che per anni mi ha negato, che cosa ha fatto sino ad oggi?». © RIPRODUZIONE RISERVATA
Vita Gay Vic ent ina
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La teoria del gender: per i gay o contro i gay? Sabato 21 settembre a Verona due iniziative in netta contrapposizione di Anna Barbara Grotto
S
abato 21 settembre Verona ospiterà uno dei convegni più discussi degli ultimi tempi: con il patrocinio del Comune, i saluti del sindaco Tosi e l'appoggio del presidente della Provincia Miozzi e del vescovo Zenti, nella prestigiosa sede del palazzo della Gran Guardia si terrà un incontro dal titolo “La teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo?”. Nel sito dell'Associazione Famiglia Domani, che insieme al MEVD-Movimento Europeo Difesa Vita ha organizzato l’incontro, si legge la seguente introduzione: "Il dibattito in Parlamento e le campagne mediatiche per la legalizzazione del reato di omofobia e del matrimonio omosessuale sono già iniziate. Diventa dunque ogni giorno più importante approfondire l’ideologia che è dietro a queste campagne tese a sovvertire l’ordine naturale e cristiano" che spiega in modo inequivocabile che il tenore dell'iniziativa è di confutare le teorie del gender e contrastare l'ampliamento dei diritti. Tirati in ballo a baluardo inespugnabile sono, chiaramente, la natura umana e la fede cristiana. Il convegno vedrà un insieme di monologhi senza la dialettica tipica del dibattito, dato che tutti i relatori sono di estrazione cattolica, trai quali: Roberto De Mattei, docente di Storia della Chiesa presso l'Università Europea di Roma, noto per le sue posizioni antievoluzioniste, ha pubblicamente affermato che il disastroso terremoto del 2011 in Giappone può essere definito "esigenza della giustizia di Dio", e che per i bambini morti si è trattato di "un battesimo di sofferenza con cui Dio ha inteso purificare le loro anime". Mario Palmaro, docente di Filosofia del Diritto all'Università Europea di Roma, collabora con varie pubblicazioni di stampo cattolico e con Radio Maria. Fra tutte, riportiamo una sua affermazione che non lascia dubbi sul suo parere circa le cosiddette teorie riparative: “L'omosessualità è una condizione patologica. Dalla quale, se si vuole, si può uscire”. Chiara Atzori, infettivologa, lavora all’ospedale Luigi Sacco di Milano, nota sostenitrice delle teorie riparative, ha affermato che "nei Paesi dove è avvenuta
la normalizzazione dell’omosessualità i risultati sanitari sono stati devastanti" accusando di fatto gli omosessuali di essere dei moderni untori. Dina Nerozzi, neuropsichiatra infantile, docente di Psiconeuroendocrinologia all’Università di Tor Vergata di Roma, antiabortista, si è scagliata contro le teorie di genere, a suo parere "ideologia che dichiara guerra non solo alla natura ma anche alla scienza e utilizza il potere giudiziario per imporre una precisa agenda politica”. Giusto specificare che "le teorie di genere", che questo convegno intende confutare, si riferiscono a studi e ricerche volte alla promozione dei diritti delle donne e delle minoranze sessuali, contro ogni forma di discriminazione. Tali ricerche si basano su studi umanistici e filosofici, ma anche su un più moderno modo di intendere la scienza, che contesta il concetto di "natura umana" così come strumentalizzato nelle culture eterosessiste, maschiliste e omo-transfobiche. I "Gender studies” e le “Queer Theories" studiano la natura in tutte le sue sfaccettature: non una natura "normalizzata" e stereotipata, quindi, ma in grado di produrre varietà e differenze. Il genere non è più strettamente binario ma ne vengono colte tutte le effettive sfumature, per valorizzare le diverse identità e porre al centro il benessere e l'unicità di ogni singolo individuo. Alla profonda e consapevole apertura di questi studi, si contrappone un convegno che utilizza, al contrario, la natura e la fede in modo arbitrariamente strumentale, per riportare una sorta di presunto ordine. Le reazioni indignate sono giunte da tutta Italia, anche e soprattutto per il patrocinio del Comune: il sindaco Tosi è stato definito "sponsor dell'omofobia" da L'Espresso, e Verona, su molti blog e social network, è divenuta ormai "capitale dell'omofo-
bia di Stato". Per tutta risposta, ai microfoni della trasmissione "La Zanzara" su Radio 24, Tosi ha dichiarato: "Pensare che i gay siano malati è un'opinione legittima, non è reato" aggiungendo poi addirittura "se l'Arcigay volesse fare un convegno in cui dicono che gli etero sono tutti malati gli diamo spazio, lo facciano pure. Non è mica un problema, è libertà di
opinione". Vien voglia di spiegare al sindaco che libertà d'opinione non significa libertà d'odio. Le reazioni contrarie a quest'incontro sono state subito forti e risolute: il giorno stesso del convegno, le associazioni LGBT veronesi hanno organizzato una grande manifestazione di protesta. Il Circolo Pink GLBTE Verona, Arcigay Pianeta Urano Verona, Milk center Verona, Gruppo Lieviti - Bisessuali, pansessuali e queer, Arcilesbica Verona e lo Sportello Migranti LGBT Verona hanno invitato tutti coloro che si sentono indignati ed esasperati da questo stato di cose ad arrivare in città per manifestare la propria contrarietà. Appuntamento alle 15:00 (anche se gli attivisti cittadini promettono che il loro presidio inizierà dal primo mattino) in piazza Bra davanti al palazzo della Gran Guardia, sede del convegno.
Date le numerose e importanti adesioni ricevute dalla manifestazione di piazza, fra cui tutte le associazioni LGBT venete, moltissime associazioni LGBT e non di tutto il nord e di gran parte d'Italia, e di un netto appoggio anche dei sindacati e di alcuni importanti esponenti del mondo culturale e politico, ecco che l'estrema destra e gli integralisti cattolici, molto radicati nel territorio veronese e in quello veneto in generale, non si sono fatti attendere: Forza Nuova e Christus Rex saranno presenti a loro volta sabato 21 settembre per manifestare il loro appoggio al convegno cattolico ed in difesa della famiglia tradizionale. Insomma c'è da chiedersi se sabato i flash dei turisti saranno attirati più dall'Arena o da ciò che succederà ai suoi piedi... © RIPRODUZIONE RISERVATA
Vita Gay Vic ent ina
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Diritti Lgbt: il resto d’Europa va avanti mentre l’Italia sta a guardare A che punto siamo nella discussione della legge contro l’omo-transfobia? E gli italiani, al di là dalla politica e delle leggi, a che punto sono? Ed il resto d’Europa, nel frattempo, che fa?
di Anna Barbara Grotto
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a proposta di estendere la legge Mancino ai reati di stampo omotransfobico è stata talmente modificata, in un gioco tipicamente italico di equilibrismi per compiacere le larghe intese ed il Vaticano, da rendere palese che per i nostri politici i gay, le lesbiche e i transgender sono cittadini di serie B anche per quanto ri-
guarda la difesa dai pregiudizi e dai crimini. Triste, ma è così: la legge Mancino non verrà semplicemente estesa tout court anche ai crimini d’odio per orientamento sessuale o identità di genere, bensì in discussione in aula vi è un testo rivisitato, smorzato, tagliato a fronte di centinaia di emendamenti contrari. La legge così riscritta rischia di essere talmente blanda e addirittura poco chiara da divenire controproducente, tanto che molte associazioni ed attivisti LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) sostengono che sarebbe
preferibile non venisse approvato in questa forma, in quanto inefficace. Rete Lenford (Avvocatura per i diritti LGBT) in una nota afferma che l’inserimento di parole come “omofobia” e “transfobia”, omettendone però una precisa definizione dal punto di vista del diritto penale, rischia di rendere inutilizzabile la legge; inoltre vi sono delle aggravanti del decreto Mancino da cui i crimini d’odio omofobico e transfobico sono stati irragionevolmente esclusi. Non solo inefficace, ma addirittura a rischio di divenire un boomerang,
La regina Elisabetta e il suo abbigliamento “rainbow” quasi uno strumento di difesa dell’omofobia: in nome della libertà d’opinione, infatti, molti politici si stanno battendo perché la legge non venga approvata o passi ma con tutte quelle clausole che permettano agli omofobi di “esprimersi”. Qualcuno l’ha già definita “la norma salva preti”, non a caso. Ma l’Italia, per fortuna, non è solo quella delle lungaggini giuridiche e di tanta inefficienza politica. Anzi, sempre più i cittadini si dimostrano non solo pronti di fronte ad un ampliamento dei diritti alle persone LGBT, ma addirittura fattivamente già attivi, in anticipo rispetto alla legislazione. È successo in agosto. Un imprenditore, più precisamente Umberto Costamagna, classe 1955, presidente della società di call center Call&Call, ha promosso una lodevole iniziativa in accordo coi sindacati e –pensate un po’- persino col benestare del parroco: 15 giorni di congedo matrimoniale retribuito anche per i dipendenti omosessuali che debbano andare all’estero per sposarsi. Finora in Italia solo grandi multinazionali come Ikea lo prevedevano, forti di una legislazione e di una cultura che in nord Europa e America sono radicate. Interessante come la Call&Call abbia sedi in tutta Italia: un grande gesto di civiltà che unirà da nord a sud tutti i dipendenti gay e lesbiche, in un diritto negato dalla legge italiana ma dato da un imprenditore davvero illuminato. Beh illuminato rispetto all’arretratezza del nostro Paese, ovviamente. Perché se guardiamo fuori dai nostri confini, la musica cambia eccome. Solo per citare gli ultimi eventi in ordine cronologico, l’Austria, ad esempio, in data 1 agosto è divenuto il 13° Paese europeo a riconoscere il diritto di adozione dei figli, nelle coppie dello stesso sesso, al genitore non biologico. Le altre nazioni in cui è già presente questo diritto sono: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Olanda, Nor-
vegia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Nel frattempo, i matrimoni gay sono diventati legali in Inghilterra e in Galles: in data 17 luglio la Regina Elisabetta II ha dato il suo assenso all’entrata in vigore della legge, che va a modificare le civil partnership, già in vigore dal 2005. Questa legge ha diviso profondamente il partito conservatore britannico, ma ha trovato nel suo primo ministro David Cameron uno dei più convinti sostenitori. Anche la Croazia s’è mossa: il ministro della Funzione Pubblica, Arsen Bauk, ha annunciato che in autunno sarà pronta una legge sulle unioni civili fra persone dello stesso sesso. Il governo di centrosinistra guidato da Zoran Milanovic ha annunciato che le coppie omosessuali saranno in tutto e per tutto equiparate alle coppie eterosessuali; le adozioni non saranno contemplate, ma pare che sia in cantiere l’introduzione del diritto di adozione al partner non biologico. La legge, per ora solo annunciata, ha provocato forti reazioni negli ambiti cattolico e ortodosso. In particolar modo la potentissima Chiesa Cattolica croata ha già raccolto un numero spropositato di firme contrarie, pare più di 750.000. Vedremo se il Governo Milanovic avrà la stessa forza del Governo Hollande, che non ha ceduto di fronte alle forti pressioni della Destra ultracattolica e alle proteste di piazza, approvando ad aprile di quest’anno matrimonio e adozione (quest’ultima già comunque possibile per i single) anche per le coppie dello stesso sesso. Per tutti sia di insegnamento il faroDanimarca, primo Paese al mondo ad aver autorizzato le unioni civili tra omosessuali: la legge esiste già dal 1989. E dal 2012 ci si può sposare anche in Chiesa (evangelico-luterana). Sperando che per l’Italia non sia l’Eldorado… © RIPRODUZIONE RISERVATA
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