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VicenzaPiù n.255, 22 maggio 2013

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Messaggio elettorale a pagamento. Comm. Resp. Beatrice Giometto

Con Manuela DAL LAGO Sindaco di Vicenza

GIOMETTO voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere

Andrea Pittarello Candidato al Consiglio comunale di Vicenza

Traccia una croce sul simbolo e scrivi:

Pittarello

Messaggio elettorale a pagamento. Committente Responsabile: Andrea Pittarello

Non scegliere il passato guarda avanti committente responsabile Valerio Sorrentino - messaggio elettorale a pagamento

VicenzaPiù www.vicenzapiu.com Direttore responsabile Giovanni Coviello

Periodico indipendente, non riceve finanziamenti pubblici

Prossima uscita 29 marzo

n° 255 - 22 maggio 2013 - euro 1,20

VOTA GIOVANE

I giovani candidati provano a farsi luce in uno scenario dominato dai vecchi professionisti della politica COERENZA E CONCRETEZZA Elezioni comunali 2013

vota e scrivi

ENNIO TOSETTO Messaggio elettorale a pagamento. Comm. Resp. Ennio Tosetto


Quotidiani on-line: www.vicenzapiu.com - www.bassanopiu.com - www.montecchiopiu.com - www.schiothienepiu.com - www.arzignanopiu.com

22 maggio 2013 pag 3

Un governo ad orologeria di Paolo Mele

G

overnicchio, governino, governo dell'inciucio, governo di larghe intese, governo con riserva, ovvero come aveva fin dall'inizio affermato il neo-premier: “ Governo... ma non ad ogni costo!” Alludendo, probabilmente, al significato meramente economico di tale ultima parola. Queste e molte altre sono state le “qualifiche” attribuite all'attuale Guida del Nostro Paese. Una guida per alcuni eLetta, nuova, come una pagina di storia mai Letta, e per altri, invece, il solito Letta-maio di interessi politici. Un teatrino di “giovani” comparse, dietro le cui quinte continuerebbero ad aleggiare le parassitarie cariatidi della ancien règime, non escluso l'escluso Amato. Mentre nella buca del suggeritore ha trovato posto, come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il supertecnico Filippo Patroni Griffi, una delle menti grigie della trapassata Giunta Fiscale Monti. Che cos'è sto governo, co-

munque, lo scopriremo a breve, quando e se i suoi componenti multipartitici e, nota positiva, multietnici, si saranno accordati sul da farsi. E se il vice premier Alfano, a cui è stato negato il ministero di Grazia e Giustizia, da lui già retto con magistrale disgrazia ed ingiustizia per molti italiani, nell'interesse del suo mandante Berlusconi, riuscirà, in forza del nuovo incarico, ugualmente a garantire l'impunità del suo Capo. Certo è che, anche se agli Interni, il watussiano ministro, non avrà il controllo delle aule di presunta giustizia, ma potrà disporre con maggiore discrezionalità, non necessariamente liberale, della piazza, che da sempre funge come strumento di pressione per le scelte politiche del Paese. Il luogo ove è ubicato l'interruttore del governo medesimo, dal quale lui potrà decidere se tenere o meno alla larga le contrapposte opposizioni della Lega e dei Grillini per evitare corto circuiti o improvvisi spegnimenti. Peraltro quello che resta della Giustizia ben potrà essere amministrato dalla solerte ed innocua neobis ministra Cancellieri, ed uguali garanzie giungono dal Ministero del-

l'Economia con Saccomani, già ai vertici di Banca Italia, uomo di fede e di fidi … anche se non per tutti. Comunque, senza dilungarsi sulle doti o meno di ministri, ministre, minestre o minestrine, come direbbe il grande Totò, non è escluso che a favorire la durata del governo possa essere anche il rapporto di parentela tra il giovane Enrico ed il più maturo zio Gianni Letta, storico portavoce del Pdl. Quello con la L in più rispetto al partito del giovin nipote. L'”enfant prodige” intanto si è prontamente recato dai suoi colleghi europei per rendere gli ossequi e cercsare di rinviare le esequie del nostro Paese . Infatti è già scontro sulla sospensione - abolizione - rimborso dell'Imu, sulla riduzione costi-posti politica, sulla riforma elettorale, sull'Iva, sulla defiscalizzazione del lavoro, sugli esodati, sui disoccupati, sui cassintegrati e … su chi “c'è li ha mannati”, mali sistemici -come direbbe Barroso- dell'Italia, ma non solo, di cui questo Governo ad orologeria deve ora farsi carico, prima di implodere.

di Alessandro Betto

Q

uanto mi piacciono i social network: è una specie di portineria virtuale dove trovi di tutto un po' e dove, tra la confusione e le banalità di chi ama mettere in piazza dettagli che appartengono alla sfera più intima (quella che, un tempo, era definita come privata), a volte ci si imbatte in frasi che risvegliano parti di quell'anima spesso anestetizzata da questa vita 2.0! Dico questo perché proprio di recente, in occasione della celebrazione della giornata mondiale della lotta contro l'omofobia e transfobia, ho letto l'affermazione “non serve es-

Il bivio tra due Paesi di Liliana Chikeru Nyenke

M

olti adolescenti stranieri, io sono una giovane di origini nigeriane, sono indecisi tra la cultura di appartenenza e la cultura dominante, per intenderci quella del luogo in cui si vive. Questa decisione è molto difficile ed certamente volte da squilibrio alla propria identità che si sta costruendo. I conflitti tra i genitori e gli adolescenti stranieri sono dovuti alla cultura. Alcuni genitori immigrati certe volte vietano al proprio figlio o alla propria figlia di integrarsi del tutto

nella società dominate. Questo è dovuto perchè non vogliono che la cultura di appartenenza venga “dimenticata” e “sostituita” dalla nuova. Molte di queste discussioni finiscono molto male. Possiamo ricordare la ragazza marocchina che è stata uccisa dal proprio padre e sepolta nel giardino di casa perché aveva una relazione con un ragazzo italiano. La cosa che voglio dire è che tutti abbiamo il diritto di frequentare chi vogliamo senza differenza di razza, di sesso e di religione. L’ importante è che si stia bene con le persone con cui si vuole avere rapporti. Parlando da adolescente straniera, i miei genitori sono integrati abbastanza bene e

Candidati al Consiglio comunale di Vicenza Abbiamo scelto di candidarci a fianco di Manuela Dal Lago, nella lista civica che che por ta il suo nome, perc hé è una donna c he ama Vicenza, una persona concreta e porta perché che competente ed esperta. esperta. un’amministratrice competente Le elezioni comunali del 26 e 27 maggio sono una oppor opportunità che tunità per tutti i Vicentini c he desiderano qualcosa di nuovo e sono disposti a cambiare, per essere finalmente

liberi dagli schemi. Quando si fa fa qualcosa qualcosa u migliorare certi che che sarà migliore; migliore; ma per migliorare di nuovo nuovo non si è certi qualcosa, q u ualcosa, si deve deve fare fare a qualcosa di nuovo.

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Tutti i panda del mondo sere panda per desiderare il benessere dei panda” e mi è piaciuta proprio tanto! La trovo semplice, immediata ed estremamente efficace. Questo soprattutto per la capacità di risvegliare quel comune senso di tenerezza e protezione che l'immagine del Panda esercita sull'immaginario collettivo. E' senza dubbio più facile essere sensibili e magnanimi verso una creatura che sembra l'immagine dell'eterno cucciolo che sentirsi coinvolti in cause che possono essere totalmente esterne ed apparentemente lontane alla nostra vita quotidiana. Non è insensibilità (almeno non sempre) o menefreghismo ma il semplice svolgersi della quotidianità che ognuno di noi declina in modo differente. Se così non fosse saremmo tutti impegnati in politica, attivisti del so-

Angelino Alfano ed Enrico Letta

Vita Gay Vic ent ina

Per Per v votare otare Manuela Dal Lago Sindaco di Vicenza e LUCA MILANI e MAR MARTINA TIN IN NA RINI al Consig Consiglio lio comunale tracciare una croce c r o c e sul s u l simbolo s i m b o l o della d e l l a «Lista « L i s t a civica civica Manuela Dal Lago» e scriv scrivere ere MILANI e RINI negli negli spazi azi per le preferenze. prefferenze. e

ffacebook.com/lucamilani.vicenza a acebook.com/luca amilani.vicenza | ffacebook.com/martina.rini.52 ac acebook.com/martina.rini.52

ciale, dell'ambiente, amanti dell'arte, conoscitori della musica e molto, molto di più. Invece siamo semplicemente umani con difetti (molti) e pregi (per quelli a cui va meglio), ma comunque possiamo fortunatamente essere ancora spronati anche da piccole frasi come quella del panda. Scegliamoci un panda, uno al giorno magari, e cominciamo a desiderare il suo benessere anche se è molto lontano da noi e dalla nostra vita. In questo modo avremo noi stessi la possibilità di essere il Panda di qualcuno innescando un meraviglioso miglioramento continuo a prova di Norme UNI EN ISO 9000 per la Qualità Totale dell'animo umano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

StranIeri, italiani oggi non mi impongono determinate cose o comportamenti. Mi hanno trasmesso la cultura nigeriana attraverso il cibo, la musica e l‘abbigliamento ma mi hanno lasciato integrare per bene. La tendenza che abbiamo noi della seconda generazione è quella di integrarci così tanto sentendoci “italiani” e certe volte dimenticando chi siamo veramente. A volte ci integriamo così tanto che veniamo allo stesso tempo “lodati” e “presi in giro”. Ma dobbiamo ricordare anche che abbiamo un bivio e dobbiamo seguire una delle due strade. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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FEDERICO FORMISANO

22 maggio 2013 pag 4 Messaggio elettorale a pagamento. Comm. Resp. Federico Formisano

Prix “apre” ai facchini della Transporter. D’Angelo: cooperativa “dubbia”, sindacati morbidi Un’altra storia di intrecci complicati tra proprietari, cooperative, politici e sindacati.

di Giovanni Coviello

V

enerdì 3 maggio Massimo D’Angelo della Filt Cgil con Rox Oliha e Thomas Munaretto della Uiltrasporti aveva manifestato con i 32 lavoratori in sciopero perché non pagati regolarmente dalla cooperativa che, vincendo l’appalto ai soliti, sospetti, prezzi stracciati gestisce la logistica e il facchinaggio al centro di distribuzione della Prix Discount a Grisignano di Zocca. “Non abbiamo soldi per mangiare”, questa la testimonianza dei lavoratori che noi abbiamo rilanciato sia venerdì sia domenica con due servizi e con un video “senza trovarne altri riscontri sui media locali, a cui pure sarebbe demandato il compito di informare i propri lettori di più e meglio di quanto possa fare la nostra redazione”. E allora, dopo un rinvio dell’incontro ottenuto per martedì, la proprietà dei Prix Discount, che fa capo alla famiglia Fosser, giovedì ha ricevuto i sindacati e i lavoratori dopo che D’Angelo aveva rinnovato domenica il suo drammatico appello: «Spero si trovi una soluzione per questi poveri disperati. Nell’attesa diamo fiducia alla proprietà e abbiamo deciso di sospendere lo sciopero. Se ci sono inadempienze salariali chiederemo al Prix di farsene carico e di sanare la situazione del pregresso economico. Se ciò non dovesse accadere i lavoratori sono pronti a scioperare ad oltranza». «Ci siamo incontrati - ci dice ora D’Angelo -. C’era il rappresentante legale della proprietà avvocato Lora, che ha preso atto della situazione e ha assicurato che Prix rispetterà l’impegno di anticipare gli stipendi nel caso di ulteriori ritardi da parte della cooperativa assegnataria dell’appalto. Però non abbiamo risolto i problemi. La società cooperativa Transporter, che fa parte del consorzio Sorgente di Verona, è subentrata il 1° gennaio alla cooperativa Leone. Avrebbero dovuto pagare i lavoratori assorbiti dalla leone dopo 60 giorni ma la paga l’hanno fatta slittare. Invece di pagare tutto gennaio entro il 28 febbraio, la prima paga l’hanno data entro la prima settimana di marzo e questo problema se lo sono portato avanti. Lì c’è il primo problema perché dopo oltre 60 giorni senza stipendio il lavoratore non ce la fa. Però a monte di questa situazione c’è stata una disattenzione, chiamiamola così, di chi in qualche modo ha dialo-

gato, perché a noi della Filt Cgil il tavolo di concertazione prima non ce lo hanno mai dato (né la la Sorgente né la Transporter, ndr), poi so che c’è stata un’organizzazione sindacale che ha trattato e, quindi, la situazione è degenerata». La Uil è l’altra organizzazione? «Sì, perché a quanto pare loro all’epoca avevano tutti gli iscritti. Noi abbiamo tentato, abbiamo fatto richieste di incontri e poi ci siamo ritrovati una situazione che è degenerata. Lo sciopero lo ha indetto la Uil ma, dopo gli accordi iniziali, lo ha indetto solo per i ritardi salariali. Ma ora noi della Filt abbiamo aperto un tavolo perché lì non c’è solo il problema dei ritardi salariali, il problema è quello della mancata applicazione del contratto. I sabati non li pagano al 50% in più. A quanto dicono i lavoratori non sono pagate le ore reali che fanno, quindi è una situazione complessa. Il Prix in questa situazione ha detto di poter anticipare la paga ma che non può sostituirsi alla cooperativa nella contrattazione. E io ho preparato una lettera che solo ora sembra sbloccata dalla Uil e in cui chiediamo insieme un incontro per discutere di tutte le mancate applicazioni contrattuali» Voi dovete discutere con Transporter oppure con Sorgente? «Noi in primis le richieste le inviamo a Transporter e, quindi, a Sorgente il consorzio di cooperative a cui fa capo» E nell’ambiente sindacale si parla di possibili denunce della committenza, Prix, nei confronti della Transporter, perché il Prix avrebbe subito avuto seri danni. I latticini, ad esempio, non sono arrivati sabato sui banchi dei loro supermercati nonostante abbiano usato altri lavoratori non altrettanto efficienti di quelli in sciopero, però, per evidenti motivi di mancanza di esperienza in quel tipo di processo lavorativo. Se D’Angelo sottolinea apertamente che «Prix è amareggiato perché loro dicono che mai dal lontano 74 hanno un’azione di lotta», il sindacalista è, invece, abbottonato sulle possibili implicazioni legali perché, si commenta negli stessi ambienti sindacali, la committenza nella contrattualizzazione degli appalti si tutelerebbe con clausole molto rigide per cui Prix potrebbe chiedere i danni alla Sorgente e a sua volta la Sorgente potrebbe minacciare di rivolgersi a chi ha fatto la manifestazione o comunque indetto lo sciopero. D’Angelo si limita solo a dichiarare che, nel caso, la Filt Cgil non si farà «intimidire da queste storie. Non so se scatteranno le de-

Operai della Transporter in sciopero davanti al magazzino Prix a Grisignano (D’Angelo è il secondo da sinistra)

nunce o no, è una discussione che stiamo facendo, la situazione è abbastanza grossa. La Transporter, di Verona così come il consorzio, nasce ad agosto 2012 per sostituire la terza cooperativa del consorzio che era insediata anche alla Brendolan, che gestisce i supermercati Vivo. Io ora mi trovo a gestire anche la vertenza Brendolan perché loro sono stati cacciati via da Brendolan: Transporter e il consorzio Sorgente ha lasciato il Tfr e l’ultima mensilità da pagare». D’Angelo non lo dice esplicitamente ma il suo timore è che il consorzio faccia nascere, diciamo, con superficialità cooperative «perché da Brendolan sono passate attraverso quel consorzio tre cooperative, l’ultima Transporter che muore con la morte dell’appalto da Brendolan e si insedia qui al Prix prendendo l’appalto sempre con la Sorgente. È una cooperativa nata da pochi mesi da agosto 2012, è la terza che il consorzio Sorgente mette da Brendolan perché prima ce ne sono state due. Sono cooperative che vivono meno di un anno e poi vanno via. Sorgente perde l’appalto da Brendolan, acquisisce il Prix ed inserisce la Transporter anche al Prix». Quindi Transporter sarebbe una delle punte dell’iceberg di quelle cooperative che nascono e muoiono e sono gestite dal consorzi: «Non sono le vere cooperative. Se si va a guardare bene esce fuori...». Cosa? Qui D’Angelo si ferma o “deve fermarsi”. Almeno per ora. Riprendiamo allora con lui il discorso specifico sulla vertenza

Prix: «Ora noi dal punto di vista contrattuale, dopo la lettera di richiesta di incontro che ora anche la Uiltrasporti dovrebbe aver sbloccato, noi aspettiamo che la Transporter/Sorgente ci diano l’incontro, ma non so se lo faranno. Se non dovessero farlo non so cosa accadrà perché i lavoratori sono in attesa di trovare delle soluzioni» Lo sciopero era stato sospeso in attesa di questo incontro con Prix? «Lo sciopero era è stato indetto dalla Uil per quella giornata dopo di che è stato aperto il tavolo attuale e i lavoratori sono rientrati sabato a lavorare anche se la situazione, come vi ho detto, è ingarbugliata. Ora alcuni lavoratori sono passati con noi della Filt Cgil legittimando la nostra lotta. Prima erano tutti con la Uil, per cui inizialmente la cooperativa non ci aveva concesso il tavolo dicendo che non rappresentavamo i lavoratori, nonostante non sia questo il vero problema... Hanno forzato, hanno dialogato solo con Uil disattendendo le nostre richieste» Quando dice “hanno dialogato” intende Prix o il consorzio? «Intendo il consorzio e la cooperativa perché in queste situazioni la committenza e la proprietà non si siedono mai al tavolo. È stata un’eccezione che la proprietà ci abbia dato l’incontro perché probabilmente l’azione è stata tanto forte, grazie, onestamente, al rilievo mediatico che le avete dato voi di VicenzaPiù». E D’Angelo va oltre: «Io ho sempre detto e lo ho anche dichiarato nel primo suo servizio che noi

non abbiamo fatto lo sciopero contro il Prix. Il Prix, diciamolo, si è seduto al tavolo con noi e noi gli abbiamo detto grazie ma gli abbiamo anche detto che loro sono responsabili solidalmente con la cooperativa. E Loro ci hanno detto: “sappiamo, vedremo”». Ricordato che inizierebbe anche un contenzioso tra le varie parti e anche fuori dai luoghi sindacali, dal punto di vista dei lavoratori è stato sbloccato qualcosa in questo momento? «I lavoratori hanno avuto una parte dei pagamenti ma rimangono ancora delle mensilità da corrispondere e vanno rispettati tutti gli altri punti contrattuali. Serve un monitoraggio completo ma al momento non so cosa vogliano fare. Le controparti sono sicuramente potenti e con un fatturato di svariati milioni di euro toccano vari interessi che con questa azione e con altre siamo andati a pestare ...». D’Angelo non lo dice esplicitamente ma l’area sindacale che fa “veramente” sindacato suppone, e teme forse, che molte cooperative («non sono vere cooperative» ripete come un mantra il sindacalista) di quell’area, quella veronese, di cui fa parte anche la Mirror, di cui già abbiamo denunciato con Cub Vicenza i problemi al Comune di Vicenza, farebbero riferimento a potenti politici o politicanti. Vicini a Comunione e Liberazione: vox populi ... A proposito: la Transporter di Verona, che fa parte del consorzio “Gruppo Sorgente il Lavoro”, ha lo stesso indirizzo del consorzio. © RIPRODUZIONE RISERVATA


22 maggio 2013 pag 5

Inciucio sanitario

Dopo le rivelazioni di VicenzaPiù sul mancato completamento del collaudo per l'ospeale di Santorso il M5S annuncia battaglia, la Fds spiega di volerci vedere chiaro, mentre Pd e Pdl tacciono

di Marco Milioni

«

Le notizie di queste ore però gettano ancora una volta una luce sinistra sul cosiddetto sistema veneto delle grandi opere pubbliche, ricordiamo che attualmente si trova agli arresti l'ingegner Piergiorgio Baita della Mantovani, e sull'eredità che questo ha lasciato rispetto alla cosiddetta finanza di progetto. Una luce sinistra che si estende alla Lega, che comunque facendo parte della medesima maggioranza, ha sempre condiviso tali scelte». Va giù pesantissimo il M5S che in una nota diramata da Francesco Celotto il 17 maggio (Vicenzapiu.com dello stesso giorno) per conto del “Gruppo grandi opere Veneto”, si rivolge direttamente alla giunta regionale. Il 17 infatti sono ancora nell'aria le tensioni dovute alla pubblicazione su VicenzaPiù del giorno prima (a

Le pagine Facebook del Pd e del Pdl

pagina 6) dei contenuti di una lettera scottante del segretario generale della sanità veneta Domenico Mantoan. Il quale senza tanti giri di parole precisa al governatore Luca Zaia del Carroccio che su uno dei nosocomi più chiacchierati del Veneto addirittura i collaudi sarebbero incompleti a fronte di una struttura che è già in esercizio. Il M5S per di più attacca ad alzo zero anche il grosso della politca veneta puntando l'indice anche contro Pdl e Pd: «E non può essere sottaciuto anche il sostanziale silenzio col quale i vertici del Pd, hanno avallato tali scelte, giacché tanto per essere chiari, nel raggruppamento d'impresa che ha ottenuto la concessione per la realizzazione e gestione dell'ospedale di Santorso nel Vicentino non mancano le coop della cosiddetta area rossa. Il Movimento Cinque Stelle non rimarrà in silenzio e il nostro gruppo chiederà l'intervento dei nostri deputati e senatori affinché con tutti mezzi a disposizione dei parla-

mentari sia fatta chiarezza sulla vicenda, costi in primis. Vogliamo sapere se per esempio al concessionario siano state applicate salate sanzioni per eventuali ritardi nella consegna del manufatto». Sul versante del consiglio regionale non manca la presa di posizione di Pietrangelo Pettenò della Fds il quale spiega di essersi già messo al lavoro sulle carte e che prestissimo farà sentire la sua voce. Frattanto però i silenzi che contano rimangono tali. Daniela Carraro, direttrice generale della Ulss 4 Alto Vicentino tace anche se formalmente interpellata. Lo stesso dicasi per Mantoan. Ma per capire lo stato d'animo della politica regionale su un argomento «che scotta» basta dare una breve sbirciata sul portale veneto degli azzurri e dei democratici. Se gli azzurri affrontano nell'ordine: sondaggio sullo ius soli; sondaggio sull'Imu; considerazioni dei parlamentari sull'economia; considerazioni dei parlamentari sull'Imu; elucubrazioni di Maurizio Sacconi sulle proposte in materia di lavoro lette sul Corsera; Dennis Verdini scosso dalle violenze di piazza; considerazioni dei parlamentari sul femminicidio; considerazioni dei parlamentari sulla sospensione dell'Imu come «vittoria di Silvio Berlusconi», considerazioni parlamentari sull'Imu; dichiarazioni di Verdini che smentisce di avere riferito a chicchessia degli stati d'animo di Berlusconi; Carlo Giovanardi il quale precisa che la Camera non ha riconosciuto l'assistenza sanitaria integrativa alle coppie gay; Silvio Berlusconi che

L’ospadale in costruzione a Santorso

vaticina una lunga durata del governo bypartisan. Durerà per caso fino al momento in cui i big del Partito democratico non metteranno il becco su questioni spinose come l'affaire Santorso, in cui non mancano i soggetti vicini al Pdl, ma pure al Pd? Sì perché a sfogliare il portale dei democrat veneti, l'ottimismo azzurro sembra sostituito dalla «viva e vibrante» preoccupazione circa il meteo e la bretella nord di Vicenza. Il capogruppo in consiglio regionale Lucio Tiozzo di Santorso sembra non avere sentore e preferisce esternare sul maltempo. Gli fa eco il collega di banco, nonché arzignanese doc Stefano Fracasso, che chiede un piano straordinario. La deputata berica Daniela Sbrollini chiede urgentemente il bacino di Caldogno contro le piene, dimenticandosi però l'Ulss, nel cui comprensorio, a Cogollo del Cengio, c'è un invaso che potrebbe contenere molta più acqua di quello di

Caldogno. I deputati Andrea Martella e Michele Mognato assicurano che faranno la loro parte nel chiedere gli stanziamenti per la messa in sicurezza idraulica in salsa veneta, mentre l'onorevole Alessandra Moretti, che incidentalmente è anche vicesindaco di Vicenza, chiede al ministero delle infrastrutture lumi sulle risorse per la tangenziale o bretella Nord Vicenza. Tutti a chiedere soldi. Ma su Santorso, e sulla possibilità di risparmiare soldini, magari tagliando eventuali inefficienze, nulla c'è. Forse Santorso, chissà se così la pensa il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, è un argomento «divisivo». A Roma alle divisioni preferiscono le somme? Intanto di vedere la versione integrale del contratto di affidamento della realizzazione e della gestione della struttura da parte dell'Ulss ai privati non se ne parla più. © RIPRODUZIONE RISERVATA


22 maggio 2013 pag 6

Gli under 25 in lista: chi e cosa li hanno convinti e perché il loro futuro è qui I giovani candidati al Consiglio comunale di Vicenza sotto i venticinque anni di età si presentano alla città in queste pagine. La carrellata permetterà ai lettori di avere una panoramica per quanto possibile completa dei candidati di tutte le liste in cui ci siano under 25. Per conoscerli meglio abbiamo rivolto ad un giovane di ogni lista queste due domande: “Perchè ti sei candidato e chi ti ha spinto di più a farlo?” e “Qual è la prima cosa che faresti da eletto per far desiderare a un giovane di diventare vecchio in questa città? Di tutti gli altri candidati under 25, invece, riportiamo il twit con cui si presentano. Noi li abbiamo contattati tutti in base alle segnalazioni avute da ogni lista e di quelli che non ci hanno risposto riportiamo, comunque, il nome, scusandoci per eventuali omissioni. Se la campagna elettorale in corso sembra comunque dominata, almeno per i due grandi schieramenti tradizionali, da persone tutto tranne che giovani, saranno questi ultimi capaci di uscire dal guscio e rendersi protagonisti? O finiranno anche loro nel sistema di cooptazione che da anni imbriglia e appassisce Vicenza? L'occasione c'è e noi spazio e attenzione gliene diamo sempre, su web a cartaceo. Spetta, ora, ai nuovi arrivi farsi largo con idee innovative. Il direttore

Lega Nord per Dal Lago

Matteo Celebron: 24 anni, lavoro nella Pubblica amministrazione. Mi sono candidato a consigliere comunale per mettermi in gioco ed essere protagonista attivo nella costruzione della Vicenza del futuro. La candidatura è stata una scelta personale dettata dalla voglia di rimboccarsi le maniche e portare il proprio contributo all’interno del Consiglio comunale. Per quanto riguarda le politiche giovanili penso che da subito bisognerebbe creare una programmazione annuale di eventi indirizzati ai giovani trovando un accordo con i locali della Città per “occupare” zone che oggi sono inaccessibili ai vicentini (vedi Campo Marzo). Mi batterei sicuramente perché gli spazi inutilizzati di proprietà comunale diventassero luoghi dove studenti e giovani possano ritrovarsi per attività formative e ricreative. Nicolò Naclerio: commerciante, 24 anni. Sicurezza e futuro! Vicenza torni città sicura, restituiamo ai vicentini i quartieri abbandonati al degrado! Piermattia Cingano: 24 anni, Laureato in Economia del Commercio Internazionale. Giovani idee a servizio di Vicenza. Marino Andrea Basso Vogliamo dare una speranza ai giovani, trovare lavoro e rendere migliore il nostro paese, che il Veneto torni nelle mani di chi l’ha costruito e lo ama.

Alice Rancan: 21 anni commessa. Mi sono candidata perché apprezzo e condivido il modo di pensare del sig. Cicero. Ciò che mi ha spinto a candidarmi in questa lista sono le sue caratteristiche: libertà, perché essendo lista civica non mi sono schierata in nessuna specifica ideologia politica, e concretezza, perché tutto il programma della lista tratta di precise e rilevanti problematiche del territorio e di pratiche soluzioni per risolverle. Candidandomi ho scelto di offrire il mio contributo in forma di idee nuove e di impegno. La prima cosa che farei sarebbe quella di creare strutture polisportive che diano più possibilità di praticare sport alle persone diversamente abili e di fornire incentivi alle società che praticano i cosiddetti “sport minori”. Gianluca Frigo: 23 anni, sono studente di scienze politiche presso l‘università di Padova. Giovani, diamo una svolta al nostro futuro, favoriamo una politica capace di operare e dare adeguate risposte a noi tutti per il bene della nostra città. Marco Franceschini: studente universitario 20 anni. Una Vicenza più attiva e più sicura per tutti. Offrire ai cittadini nuove opportunità ed esperienze è per me obiettivo primario. Marta Castagnero: 24 anni disoccupata. Sono una ragazza altruista e vorrei fare qualcosa per la mia città. Vedo solo nuvole all’orizzonte, Vicenza merita una luce migliore. Francesco Dalla Tomba: 22 anni studente universitario. Tra le vie di Vicenza i problemi si fanno sempre più grandi, il tempo per ignorarli è finito, ascoltare è la chiave per iniziare a rinnovare.

di una città con troppo potenziale sprecato. Due cose in contemporanea. 1) Vicenza più vivibile, il che significa più stimolante, e di conseguenza più ricca. Una città viva è sinonimo di una città sicura, e quello che farei è innanzitutto aprire alla cultura, negletta ormai da troppi anni, e agevolare in merito proposte e iniziative dei giovani. 2) Vicenza più sostenibile. Non solo per il benessere dei cittadini e dei turisti, ma anche per ridarle il ruolo di eccellenza che merita nello scacchiere mondiale. Gregorio Carolo: studente universitario di 20 anni. Nessuno si senta straniero! Mettiamo in moto le energie pulite di questa città, apriamoci alle molte culture e alle famiglie diverse che ora convivono sotto i nostri tetti. Alessandro Bedin: 24 anni neolaureato. Vicenza si merita un futuro migliore: realizziamolo insieme. Filippo Artuso: Laureato in scienze politiche, 22 anni, collaboratore redazionista. Mi candido per una città più giovane e viva, con nuovi spazi di aggregazione e una mobilità sostenibile. Una città più moderna e dinamica Vanessa Cazzola: 24 anni laureanda in Lingue. Per una Vicenza davvero di tutti, libera da inquinamento e cemento David Morpungo Francesco Casarotto

PDL

Sinistra Ecologia e Libertà per Dovigo

Lista Cicero

Marta Basso: studentessa di Economia e Management 20 anni. Chi mi ha spinto di più a candidarmi sono stati i miei amici di Sinistra Ecologia e Libertà, ma la motivazione per cui l’ho fatto è ben lontana dall’essere politica. Piuttosto, a convincermi è stata la necessità civica di impegnarmi per migliorare Vicenza, e l’amara constatazione

Paolo Sibillin: 25 anni neolaureato. Candidarsi ad una competizione elettorale, seppur amministrativa, è una scelta di impegno civile e sociale, indipendentemente dalla squadra a cui appartieni. La scelta della squadra è la rappresentazione del mio essere nella società. L’obbiettivo è quello di affrontare le tematiche della mia comunità cercando di comprendere e tradurre questo in atti costruttivi. Cercare, con ogni mezzo lecito, che questa divenga sempre più una città che offra ai giovani in particolare, ma a tutti, una qualità di vita la più elevata possibile sia sul piano della possibilità di lavoro, di studio, di vita sociale, sia su quello della sicurezza generale, intesa come difesa delle cose e delle persone sotto ogni profilo e specialmente della salute.

Camilla Tartaria: 24anni impiegata in uno studio legale, laureata con un figlio. Riprendiamoci la città. Dariya Cherkasskaya

Lista Sorrentino

Leonardo De Marzio studente 21 anni. Semplicemente perché sono convinto di una cosa: che i giovani siano l’unica energia che porta il futuro a Vicenza. Questa nostra città deve ritrovare un progetto di continuità, l’esperienza tecnica di chi ha lavorato per Vicenza deve essere trasmessa alle nuove leve, per poter crescere una nuova classe di amministratori che fatica a vedere la luce dietro l’ombra di chi non vuol fare un passo indietro. Mi candido per portare una visione nuova per Vicenza, fatta di Europa, giovani, volontariato, cultura e responsabilità. Valerio Sorrentino mi ha chiesto di candidarmi per la mia Vicenza e ho accettato subito! Prendere il giovane e porlo al centro di un progetto, che possa coinvolgerlo così appieno che non potrà rendersi conto del passare del tempo, facendo vivere la città, intesa come comunità umana, al 100% riportando nel cuore l’orgoglio ormai quasi sopito di essere VICENTINO. Giovanni Cannavale disoccupato 24 anni. Più spazio per i giovani Anna Irene Ward 21 anni studentessa. Se vogliamo cambiare il paese, bisogna partire da noi stessi. Coerenza, fermezza e valori per una Vicenza migliore.

PdAC


22 maggio 2013 Davide Primucci: 22 anni. Mi sono candidato per portare un programma anticapitalista in favore dei giovani, precari e disoccupati. Ci siamo candidati per rovesciare il capitalismo, l’unico autentico responsabile di questa crisi economica e sociale. L’apertura di spazi sociali: mancano sale di studio, sale prova, sale cinema e teatri popolari, altri luoghi di cultura e di svago per i ragazzi. La città è piena di immobili di proprietà pubblica che vanno ristrutturati e convertiti per questi usi. L’ex Cinema Arlecchino va riaperto per farne un polo culturale giovanile. Si deve ristrutturare lo stabile dell’ex Macello con un progetto creato con e per i giovani. Bisogna ristrutturare l’ex caserma Borghesi per creare residenze universitarie e una mensa per gli studenti della città. Riccardo Vallesella: 21 anni studente. Alternativa Comunista pone al centro i luoghi di cultura: devono essere gratuiti per studenti, precari e disoccupati. Gianmarco Mirandola: 20 anni studente. Basta sfratti! Assegnazione gratuita delle case sfitte ai bisognosi. Realizziamo un piano di ristrutturazione delle case sfitte per ridare lavoro agli operai edili. Barry Zeinab: 21 anni studentessa Scelgo Alternativa Comunista perché c’è bisogno di verde pubblico nei quartieri. Inoltre le aree agricole devono rimanere tali, basta cemento!

Partito Democratico

Bianca Ambrosini 22 anni. Ho deciso di candidarmi come Consigliere comunale per mettere a disposizione della nostra città la mia passione politica e la mia voglia di fare, dedicandomi in particolar modo al mondo dei giovani del quale anche io faccio parte. Vorrei una Vicenza sempre più giovane,dinamica,vivace,creativa ed è proprio per questo motivo che mi impegnerò affinché il centro e i quartieri della città “prendano vita” in più occasioni, mescolando musica e cultura e utilizzando spazi ancora poco conosciuti ed usufruiti,come ad esempio Campo Marzo. Altro obiettivo sarà quello di valorizzare il polo universitario che in questi ultimi anni sta crescendo, rendendolo più competitivo e accessibile alle esigenze degli studenti.

Lista civica Variati Sindaco

Simone Maniglio 21 anni. Mi sono candidato perché credo nella cittadinanza attiva, valore che ho imparato negli anni del liceo, quando sono stato rappresentante della consulta provinciale degli studenti, e all’università, in quanto rappresentante di corso, e credo che solo nella cittadinanza attiva le persone possano intervenire nelle decisioni per il bene collettivo, perché la democrazia è attivarsi e non si risolve col solo voto ad ogni quinquennio. In caso venissi eletto le prime cose che porterei in consiglio sono due proposte nate dalla mia collaborazione con Irene Silvan, la ragazza con cui faccio il ticket, ovvero creare delle vie preferenziali di assunzione in attività comunali per i giovani ed estendere l’orario del servizio serale di bus nei giorni prefestivi fino alle 4.

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7

Lista civica Manuela Dal Lago

Valentina Vinchesi 25 anni. Ho deciso di candidarmi con Manuela Dal Lago perché con lei ho la certezza di poter realizzare e concretizzare grandi idee per il futuro della nostra città, è una persona vera, desiderosa di ascoltare, capire e dar voce a tutti noi, anche i più giovani, per creare una Vicenza dei vicentini. Vorrei poter creare insieme ai ragazzi una Vicenza nuova, i giovani sono il cuore pulsante della città, grazie a noi si può creare una città viva, a misura di tutti. Alex Ferrarin Laura Marchetto Giulio Pavan

Rifondazione Comunista

Lista Meridio

Silvia Dalle Rive 22 anni. Sostenendo attivamente il sindaco di Firenze Matteo Renzi assieme ad altri ragazzi che vogliono dare una svolta alla politica il mio slogan è “Vicenza Adesso!”.

Davide Ceccato: 20 anni studente. Non c’è stato un CHI mi ha spinto di più a candidarmi, ma un COSA: voglio dare un contributo alla mia città natale, per renderla più sicura, valorizzarla in tutti i suoi aspetti e renderla una città più adatta ai giovani. Questa candidatura vuole far capire ai miei coetanei che la politica non è in mano solo ai “vecchi” ma anche e soprattutto a noi giovani. Proporrei di rendere il centro più a misura di giovani, dando priorità alle loro proposte e idee. È necessario costruire nuovi parcheggi per renderlo un luogo più accessibile e che attiri i giovani. Inoltre proporrei l’uso dei parchi presenti nella nostra città (Parco Retrone o Querini) per iniziative musicali e sportive. Naomi Loss 24 anni commessa. La politica deve essere anche dei giovani! Più ordine sociale, trasparenza e opportunità lavorative. Lavoriamo insieme per il Nostro futuro, per la Nostra città. Anna Tescaro 23 anni impiegata.

Giacomo Possamai 23 anni. “Vicenza è giovane. Basta volerlo!

Stefano Dal Pra Caputo 22 anni. Un disegno per Vicenza.

Irene Silvan 21 anni. Giovani in campo per una Vicenza promettente.

No Privilegi Politici Sì Dal Molin

Federico Rosali 24 anni. Credo ancora in questa politica, ora ti chiedo di credere in me! Di questi tempi si parla solo di mala politica, ma sono in molti quelli che sono attivi e pensano in primis al bene della comunità. Per i giovani servono nuovi punti di ritrovo “sani”, strutture sportive, parchi, centri doposcuola. Non si può pretendere che crescano con la concezione di comunità senza punti di ritrovo al di fuori di quelli scolastici. Trovo ridicolo investire in nuovi impianti quando basterebbe risistemare quelli esistenti in disuso o in stato di semi-abbandono. Ogni disciplina sportiva che porta in alto il nome della nostra città merita rispetto e strutture adeguate.

Giulia Bisogni 21 anni. Mi sono candidata per dare un segnale diverso a quei giovani delusi dalla politica, che la vedono come una “cosa” sporca, distante, inconcludente, e far capir loro che politica è anche esser partecipi alle attualità del territorio. Una volta eletta la prima cosa che vorrei fare è la creazione di spazi per i giovani. Credo che il comune di Vicenza dovrebbe attivarsi maggiormente per creare libero accesso a luoghi di aggregazione e partecipazione giovanile, perché i giovani devono poter esprimere il loro punto di vista nella politica cittadina. Un altro grosso problema che credo debba essere risolto, è la situazione dei mezzi di trasporto pubblici, spesso e volentieri sovraffollati ed eccessivamente costosi, per tutti ma in particolar modo per gli studenti e le loro famiglie. Nicola Marin 19 anni Alberto Braggio 23 anni Scyon Cavazza 23 anni

A cura di Martina Lucchin e Edoardo Andrein


Onestà Coerenza Buon Senso

Vota SILVANO SGREVA

22 maggio 2013 pag 8

I padroni dell’Udc Luigi D’Agrò, ex deputato dell'Unione democratica di Centro, scatta un'istantanea del partito di Casini e ne delinea una deriva autocratica in corso anche nel Veneto e nel Vicentino: indice puntato su De Poli

di Marco Milioni

«

L’Udc? Partito finito». Quando Giuseppe Gargani, europarlamentare dell’Udc, affida questo sfogo al Corriere dell’Irpinia, è il 4 aprile 2013, la disamina che segue il voto politico di pochi giorni prima è già in corso. E nel partito che si è sempre professato come vero erede della Dc, i mal di pancia interni si moltiplicano, dalle Alpi agli Appennini sino a giungere alle estreme propaggini del

Luigi D’Agrò con i titolari del ristorante De’ Gobbi

Paese. Dopo il voto di marzo, l’Udc ha pagato parecchio finendo fagogitata nel blocco di Mario Monti che a sua volta non ha fatto scintille. Luigi D’Agrò ex deputato Udc, volto notissimo nel Bassanese come nel Vicentino, parla di un «partito che a Roma, ma non solo» è stato in qualche modo mortificato da una deriva personalistica. «L’opposto di quanto dovrebbe essere» in una formazione che si richiama ai valori del popolarsimo italiano ed europeo. Onorevole D’Agrò, l’Udc alle ultime politiche non ha affatto brillato, pagando peraltro uno scotto pesantissimo al raggruppamento di Scelta Civica. Che è successo? «Le cause non vanno ricercate solo nel passato. A livello nazionale il partito ha dovuto patire una involuzione personalistica che per certi versi lo ha fatto sempre più somigliare alle creature di Silvio Berlusconi e di Umberto Bossi». Con quali conseguenze? «Anzitutto di tipo culturale ed ideale. L’Udc di diversi anni fa, cosa che avveniva in maniera maggiore nella Dc, faceva riferimento a diverse aree, le si chiami pure correnti, che però erano portatrici di uno o più orizzonti ideali. C’era

lo scontro, ma poi la sua composizione forniva linfa vitale al movimento». E oggi che cosa succede? «Gli organi direttivi si sono trasformati in una sorta di comitato esecutivo ristretto. Le decisioni sono sempre o quasi sempre mero appannaggio della leadership nazionale, parenti vari inclusi, quasi fosse principalmente impegnata a gestire il potere più che ad immaginare uno scenario per il nostro Paese». E poi? «E poi è accaduto che questa povertà di progetto lo ha svuotato anche sul piano delle proposte. Tanto che l’Udc è divenuto una sorta di partito neoliberista, distante dalle sue radici. Il tutto sempre giustificabile in ragione del fatto che la liderarship si è occupata troppo o solo della gestione degli assetti di potere. Troppi sono i personaggi di peso, teste pensanti, che hanno deciso di abbandonare l’Udc, consci di questa situazione». E a livello locale che cosa è successo? «Possiamo dire che ciò che ha fatto Pierferdinando Casini a Roma, Antonio De Poli lo ha repli-

cato nel Veneto». Stessi criteri? Stesso effetto di trasformare il partito in una sorta di comitato organizzativo? «Con qualche sfumatura e con qualche distinguo, ma non siamo troppo lontani. Adesso non per parlare bene del sottoscritto, ma ai miei tempi l’Udc veleggiava verso il 9%. Oggi meglio lasciar perdere». E a Vicenza? «La cosa si è replicata ancora, in piccolo». Come in fisica coi frattali? «Il meccanismo è più o meno lo stesso». Facciamo un esempio pratico. A Bassano del Grappa quando l’Udc decise di lasciare lo schieramento di centrodestra ci fu un dibattito interno ponderato. Si cercò di analizzare quali fossero le lacune del Pdl della città del ponte. Si ragionò sui contenuti della alleanza. Durante la consiliatura di Achille Variati a Vicenza invece l’Udc molla il centrodestra di botto per andare dall’altra parte. Come si può interpretare la cosa? «Tale passaggio avvenne a ridosso dell’approvazione del Pat. Non un bellissimo segnale visto che il Pat è uno dei momenti in cui attorno

Antonio De Poli alla amministrazione si creano pressioni di ogni genere. Al netto di questo non riesco a vedere nella politica dell’Udc a Vicenza qualcosa che vada oltre la gestione amministrativa corrente. Manca una prospettiva di ampio respiro. Tutto è ridotto ad un civismo di bandiera che è poi il drappo dietro al quale si nasconde una certa povertà di orizzonti». Nel capoluogo berico più volte si è parlato della presenza contemporanea dell’Udc Massimo Pecori in giunta e del padre Paolo come magistrato di spicco alla Procura della Repubblica. Ora al di là di ogni questione giuridica o consimile, ai tempi della Dc degli anni Sessanta per esempio, si sarebbe posta una questione sul piano dell’estetica politica quanto meno? «Io faccio una premessa. Conosco bene Paolo Pecori. E so che mai farebbe qualcosa per favorire il figlio. Ciò detto però ai tempi d’oro della Dc una questione del genere non si sarebbe mai posta». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Nisticò: educazione e Costituzione alla base del reciproco rispetto e della convivenza di Alessandro Pagano Dritto

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a Catanzaro a Vicenza, dalla Calabria al Veneto. Avvocato, consigliere comunale, insegnante di diritto in una scuola di Arzignano, ha percorso l’Italia e a taccuini chiusi, mentre si reca verso Piazza Duomo alla conferenza stampa che tre donne del suo partito, il Partito Democratico, terranno riguardo la legge sul femminicidio di prossima discussione, riflette: «I meridionali sono forti perché hanno sempre sofferto. E se anche hanno il desiderio di fuggire, poi sono legati alla loro terra». Una frase del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è alla base della sua attività: «uomini e donne, entrate nella vita pubblica e portate nuova speme». E lei, infatti, nella politica ci è entrata. Alla prima domanda, guarda la pioggia, quasi esita, risponde. «Chi è Francesca Nisticò?» «Una donna di passione civica. Sono qui a Vicenza da undici anni, faccio l’avvocato. I primi a cono-

scermi in città sono stati gli immigrati, ho seguito le loro cause. Poi la frase di Napolitano» «Lei è anche insegnante» «Il problema nella scuola italiana è che si insegna troppo poco la Costituzione, i valori che la fondano: se uno non li conosce non può sapere se e quando vengono calpestati. Ad oggi insegnarli è iniziativa del professore di italiano, quando invece bisognerebbe aver compiuto degli studi specifici. Così io ho sollevato il mio collega da questa responsabilità. Nel poco tempo che mi è dato posso almeno insegnare i principi fondamentali, tenere qualche breve corso» «Cosa ci dice la Costituzione riguardo uno degli argomenti che la tocca di più, la questione femminile?» «Ci insegna ad avere sane relazioni tra elementi della società, reciproco rispetto. Ed è nel rispetto dei principi costituzionali che dobbiamo insegnare questi valori nelle scuole, nelle famiglie innanzi tutto. Ma sono cambiamenti lenti, perché ci portiamo dietro un lungo retaggio che ci impone un modello arcaico e tradi-

zionale; il matrimonio riparatore e il delitto d’onore sono stati rivisti soltanto negli anni ’80, prima sposare una donna dopo averla stuprata voleva dire non aver stuprato. Abbiamo bisogno di pochi principi, chiari, invece la nostra società tende a essere lassista» «Lei insiste molto sul concetto di educazione» «Certo, è essenziale. Non si può pensare che basti la punizione. La punizione è il deterrente estremo, deve precederla un’educazione che permetta un’evoluzione sentimentale e culturale» «Da consigliere comunale: come si traduce tutto questo nella dimensione locale?» «Il problema chiaramente è nazionale. A livello cittadino, comunale, si possono organizzare incontri nei consultori usati da associazioni di volontariato. È un percorso di civiltà giuridica d’amore, ci vogliono sportelli di ascolto, di ascolto anche di chi maltratta, cosa che non si fa. Dovrebbe essere il giudice a imporre un trattamento psicologico, ma per ora può essere fatto solo se volontario». «Lei oggi indossa una maglietta

bianca. La scritta, metà in verde e metà in rosso, recita: Per le preferenze, vota donna + uomo. Me la spiega?» «Questa formula sarà introdotta per la prima volta alle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio prossimi. Il cittadino avrà la possibilità di votare una o due persone: se ne vota una può votare un uomo o una donna, come preferisce, ma se ne vota due deve scegliere un uomo e insieme una donna. Non può invece votare né due omini né due donne, perché altrimenti il voto al secondo nome è annullato e viene considerato solo il primo. Questo per permettere un equilibrio tra i due sessi, altrimenti ci sarebbe il rischio di romperlo a favore dell’uno o dell’altro. Qualcuno si è presentato agli elettori già accoppiato, ma naturalmente è solo un consiglio di voto, poi ognuno è libero di scegliere chi vuole; l’importante che, se due, siano un uomo e una donna. Io per esempio sarei in coppia con Eugenio Capitanio» «Come mai se l’è scritto nella maglietta?» «Dario Vico nel Corriere della Sera

l’ha definita Il passo avanti di cui nessuno parla. Questa cosa è stata detta solo all’inizio, pochi di quelli con cui parlo ne sono a conoscenza. E invece è importantissima. E allora me lo scrivo anche sulla maglietta» © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Nisticò


MICHELE DALLA NEGRA

22 maggio 2013 pag 9

Punto su punto VicenzaPiù sottopone nuovamente al sindaco uscente alcune domande alle quali o non ha dato mai risposta o per le quali non è stato sufficientemente preciso. E la palla poi passa al resto dei candidati

di Marco Milioni

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Da alcuni mesi in varie forme VicenzaPiù e Vicenzapiu.com hanno posto, direttamente o indirettamente, al primo cittadino uscente, il democratico Achille Variati, diversi quesiti. Molti sono rimasti sostanzialmente senza risposta. Qui di seguito ne è stata approntata una sintesi (per motivi di brevità è impossibile citarli tutti) che viene rivolta nuovamente a Variati e proposta anche ai candidati sindaco affinché possano farsi una loro opinione in merito al fine di renderla pubblica. Chiedendo a tutti quindi la gentilezza di una celere risposta porgiamo a tutti cordiali saluti». Con queste poche righe e con queste premesse VicenzaPiù ha chiesto a coloro che sono in lizza per le municipali di fine maggio una serie di pareri su questioni specifiche raggruppate in cinque aree specifiche: uno, Aim e dintorni; due caso Campo Marzo; tre, referati ed incarichi professionali; quattro Raffaello verso Picasso; cinque, via Vecchia Ferriera. Primo punto.

nel depuratore di Sant’Agostino siano finiti in passato metalli pesanti in quantità e altre sostanze che lì non dovrebbero starci giacché si tratta di un impianto destinato a reflui civili od assimilabili? Per quale motivo la dirigenza di Aim e la giunta comunale hanno deciso di dare spazio in Aim Servizi a Rete ad un Gildo Salton, che oltre ad una storica vicinanza all’ex governatore veneto Giancarlo Galan, è finito sulle cronache regionali per il cosiddetto caso della voragine di Sinergie? Quest’ultima come ricorda il Corveneto del 5 aprile 2012 pagina 19 «ha chiuso il proprio bilancio 2011 con una perdita di 92 milioni». È vero o non è vero, come in qualche modo preconizza il consigliere Sandro Guaiti, che Aim abbia rinunziato ad uno o più contenziosi civili avviati nel 2009 avverso ad Ecoveneta? Se questa circostanza fosse confermata non la riterrebbe un danno per la collettività? E se fosse confermata perché comune o Aim non ne hanno dato sufficiente pubblicità? In ultimo che giudizio politico dà della legge in forza della quale si sono messe a gara le reti secondarie del trasporto del gas? Si può ritenere che grandi opere come Tav e Spv assorbano de facto risorse preziose che Stato e regione Veneto potrebbero dirottare a beneficio di un riammodernamento radicale del trasporto pubblico locale e di quello pendolare?» Secondo punto.

Sede AIM

Quanto al primo punto il quesito multiplo messo all’attenzione del primo cittadino e di conseguenza al resto dei candidati è questo: «Non le pare che sulla causa civile avviata da Aim contro Ecoveneta-Maltauro e contro il precedente cda marchiato Hüllweck l’amministrazione abbia un po’ messo in sordina l’argomento? Lei ritiene ancora valide le ragioni per cui sono state avviate le cause? E che cosa dice delle commesse affidate da enti partecipati dal comune, come la Fiera proprio a Maltauro? E ancora come valuta i rilievi mossi da Giuliano Tricarico, ex membro del cda di Aim al superdirigente della stessa società (Dario Vianello)? E ancora come si può spiegare il fatto che

Gian Giuseppe Carpenedo con l'assessore Tommaso Ruggeri alla presentazione delle iniziative de Il Fiero

Al punto due le domande sono invece state formulate così: «Recentemente sui media locali ha tenuto banco la cosiddetta vicenda di Campo Marzo nell’ambito della quale si è appreso che parte delle politiche di rilancio del sito sono state affidate ad un

soggetto Il Fiero, riferibile a Gian Giuseppe Carpenedo. Quest’ultimo (che peraltro respinge ogni addebito e professa la sua estraneiità alle accuse) è finito indagato nell’ambito di una inchiesta condotta dall’Antimafia campana. Al di là di ogni considerazione in merito al processo, rispetto alle quali vale ovviamente il principio della presunzione di innocenza, non sarebbe stato meglio, in termini di opportunità che l’amministrazione congelasse ogni rapporto con Carpenedo? Come

Marco Goldin organizzatore di Raffalelo vs Picasso con la sua sua Linea d’ombra

Pecori era in forza alla giunta comunale. Al di là di ogni considerazione sul piano della correttezza amministrativa e giuridica, ritiene il sindaco queste circostanze sostenibili sul piano della

Achille Variati

valuta il sindaco alcune notizie su Carpenedo uscite sui media nazionali? Il sindaco Variati lo aveva già conosciuto in passato? Come considera la partecipazione dell’ex amministratore delegato del Vicenza Calcio Danilo Preto, anch’egli finito nel mirino della magistratura per una vicenda in cui compare anche il nome del clan palermitano Lo Piccolo, alla manifestazione di Libera contro le mafie del 25 febbraio 2011? Chi invitò Preto? L’amministrazione comunale per caso?» Terzo punto. Si giunge così alla terza frazione che è così composta: «VicenzaPiù, nel numero 252, ha evidenziato alcune circostanze in capo all’assessore Massimo Pecori. Più precisamente si parlava di incarichi professionali ricevuti da BpVi (che col comune ha in essere uno dei cosiddetti accordi urbanistici pubblico-privato) mentre lo stesso

casso (dubbi sollevati anche da alcune testate locali, tra cui VicenzaPiù peraltro). Ora al di là delle questioni generali, il Carroccio accusa l’amministrazione di non essersi spesa presso il consorzio Vicenzaé affinché fossero forniti ai consiglieri comunali che li chiedevano i mandati di pagamento relativi ai buffet o consimili organizzati nell’ambito della mostra medesima. Si può sapere quali sono le persone fisiche o giuridiche cui è stata assegnata l’incombenza della organizzazione dei rinfreschi? Di chi si tratta e quanto è stato pagato nel dettaglio?». Quinto punto. L’ultima frazione è invece strutturata così: «Il caso via Vecchia Ferriera è riesploso quando il 16 aprile Vicenzapiu.com ha dato notizia di una durissima diffida giunta alla amministrazione comunale ad opera di un cittadino scontento dell’operato degli uffici. Tra i professionisti di cui si avvale una delle parti in causa, ovvero la proprietaria dello stabile dell’ex Totem Margherita Carta Veller, c’è Veronica Veller. Le risulta che quest’ultima sia in una delle liste a supporto di Achille Variati? E le risultano legami di stretta parentela tra la proprietaria e la stessa Veronica Veller? Come giudica la vicenda? Come valuta l’operato degli uffici e della direttrice Piron?». © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’assessore Massimo Pecori nell’ufficialità di una seduta di giunta

estetica politica e della opportunità sul piano etico? Il sindaco ha mai chiesto lumi in merito all’assessore agli affari legali?». Quarto punto. E la disamina prosegue: «Recentemente le opposizioni di centrodestra, Lega in primis, hanno sollevato la questione delle presunte opacità nell’ambito della gestione della mostra Raffaello Verso Pi-

Cantiere Veller


22 maggio 2013 pag 10

Qui Equizi Punto uno, non capisco perché il comune, salvo errori, non si sia costituito parte civile nei processi relativi alla gestione di Aim. C'e da chiedersi poi perché delle vicende menzionate i media locali, a parte voi, parlano pochissimo. La messa in gara dei servizi della nostra multiutility, deliberata recentemente, assomiglia molto, anche se riveduto e modificato, al piano Borra di hüllweckiana memoria. Concordo appieno sul fatto di utilizzare i fondi per Tav e Spv per rimodernare il trasporto pubblico. Io a Variati porrei anche un'altra domanda. Come mai il superdirigente Vianello non è stato sostituito? Oltre al cda, secondo me, doveva essere cambiato anche lui, ma, a quanto pare, è insostituibile. Ha resistito a più cambi di maggioranza comunale e anche allo tzunami della vecchia gestione, se non sbaglio, ancora sotto processo. Punto due, questa questione l'ho sollevata io poco prima di Pasqua, ma il sindaco o, al suo posto, il solerte e preciso portavoce Jacopo Bulgarini D'elci non mi hanno risposto. Chiederei inoltre se il comune, anche per queste iniziative, chiede il certificato antimafia e di conoscere l'opinione sulla questione dell'ex questore Dario Rotondi ora candidato consigliere proprio nelle liste del sindaco uscente. Punto tre, ritengo che dal punto di vista etico la posizione di Massimo Pecori sia indifendibile. Punto quattro, la trasparenza è uno dei punti principali del nostro programma. È dovere del sindaco fornire ai consiglieri tutta la documentazione richiesta. L'amministrazione Variati, secondo me, ha trasformato il comune in una casa con i vetri ben oscurati per fare in modo che i cittadini non vedano che cosa accade dentro. Punto cinque, questo caso, secondo me, dimostra che i partiti e anche i movimento sono molto uniti quando serve. Io lo chiamerei non il compromesso storico, ma il compromesso in salsa vicentina. Margherita Carta Veller, non so se sia ancora tesserata, è stata candidata sindaco della Lega Nord. La figlia della Carta Veller si chiama Veronica Veller e, salvo casi di omonimia, è candidata con una lista di Variati. Ciliegina sulla torta chi è il tecnico istruttore della pratica dell'ex Totem? L'architetto Alessandro Ceola iscritto al meetup di Vicenza del Movimento 5 Stelle, attivista del gruppo di Vicenza e, a quanto si vocifera, a breve futuro dirigente dell'edilizia privata del comune di Vicenza. Franca Equizi

Qui Zentile Punto primo, una cosa è Aim, un’altra è la Tav, un’altra la Spv. Per quanto riguarda Aim, essendo la domanda troppo dettagliata, pur avendo seguito le vostre inchieste, non ho approfondito il tema e non sono in grado, quindi, di fornire una risposta. Per quanto riguarda «la messa in gara delle reti» Aim si sta avviando verso un percorso di de-pubblicizzazione. Infine, per quanto riguarda la (o meglio il) Tav sono dell’idea che sia un’opera inutile. Basterebbe potenziare le linee storiche, esistenti, per investire, puntualmente, sui treni locali, e a medio e piccolo raggio, quelli di cui l’utenza ha necessità. La Spv non è argomento direttamente pertinente con l’amministrazione comunale di Vicenza, pur considerando l’opera, non economicamente conveniente, e dannosa per l’ambiente. Punto secondo, non ho seguito la vicenda Campo Marzo, ma se questo signor Carpenedo ha effettivamente delle aderenze poco raccomandabili, allora l’amministrazione dovrebbe togliergli l’incarico. Per quanto riguarda la vicenda del signor Danilo Preto, non sono in grado di rispondere. E non sta a me dare giudizi sulla partecipazione alla manifestazione di Libera. Punto terzo, se le condizioni erano queste io non l’avrei nominato. Non essendo a conoscenza dei fatti però non sono in grado di dare un giudizio. Punto quarto, ho anch’io i miei dubbi su come sia effettivamente stata amministrata la mostra durante la permanenza in basilica (ma anche prima, e dopo). Ma non sono in grado di rispondere specificamente sull’argomento rinfreschi. Punto cinque, effettivamente nel pieghevole della civica che supporta Variati, Veronica Veller risulta in lista. Poi, che ci siano legami di parentela con Margherita Carta non lo so. I Veller, a Vicenza, sono una dinastia... può darsi. La vicenda assume i toni “del giallo” e non è certo un buon biglietto da visita per gli uffici comunali. Per quanto riguarda l’operato dell’architetto Piron del Comune di Vicenza rispondo da dipendente pubblico e non come candidato sindaco. Ritengo che i colleghi siano stati diligenti e corretti sul caso Totem, ma qualche volta, spesso, interviene la politica sull’operato degli uffici: e nascono così “i sbrodeghi”. Guido Zentile

Qui Dovigo Nel ringraziarvi per aver richiesto la nostra opinione, non posso però non manifestarvi alcune perplessità. Ci sembra che i quesiti posti siano da indirizzare a chi sta già gestendo le situazioni, più che a chi sta proponendo un programma politico per Vicenza. Non è sulla ricerca di ciò che non ha funzionato che abbiamo voluto impostare la nostra campagna elettorale, ma sulla nostra visione di città e sulle proposte che, siamo certi, la trasformeranno... possiamo confermare che trasparenza e confronto sono due punti cardine del nostro programma, sia per l'ente comune che per le società ad esso collegate. Ed anche il trasporto pubblico è per noi una priorità. Personalmente mi son candidata per porre una proposta politica, non per alimentare o ragionare sui vari "rumors" che sempre si rincorrono in campagna elettorale. Non amo i dettagli pruriginosi, soprattutto quando non saprei che dire perché troppo specifici. Posso solo dire che ho sempre ritenuto di dover pretendere, anche da me prima di chiederlo agli altri, l'impegno a non assumere incarichi comportanti conflitto di interessi o qualsiasi tipo di favore a parenti o amici, e mantenere un comportamento pubblico improntato sul rispetto delle persone, dell'ambiente e sulla minimizzazione degli sprechi. Ci sembra infine condivisibile che siano rese note, non tanto ai consiglieri comunali, ma a tutti i cittadini, tutte le informazioni relative alle spese della mostra Raffaello vs Picasso. Non è insomma solo una questione di buffet, ma di analisi costi-benefici, di valutazione delle ricadute economiche e culturali complessive sul territorio e, non da ultimo, una questione di opportunità in tempi di crisi. Valentina Dovigo

Qui Sangineto Grazie intanto per avermi offerto l'opportunità di entrare nel vivo delle problematiche di Vicenza ben evidenziate dai vostri media. Ne riconosco la gravità, in particolare per alcune, tuttavia ammetto di non aver abbastanza elementi per poter esprimere un giudizio attendibile senza il rischio di apparire quantomeno superficiale. Approfondire uno per uno questi temi richiederebbe un tempo che non abbiamo, sia per i tempi dell'uscita editoriale sia per le elezioni. Posso comunque ribadire che lo spirito con cui sto cercando di vivere questa straordinaria esperienza di candidato sindaco della mia città è quello di restituire una speranza di cambiamento positivo e di uscita da questa fase di indubbia involuzione testimoniata proprio dalle problematiche che VicenzaPiù ha coraggiosamente affrontato. Il compito di ribadire questa mia posizione, senz'altro originale a quanto ho avuto modo di verificare nel corso dei vari appuntamenti con gli altri candidati, l'ho quindi affidato ad uno spot che non esito a definire "dirompente" per la modalità con cui propone un cambiamento epocale per Vicenza. E che invito tutti a vedere per meditarci. Maurizio Sangineto


22 maggio 2013 pag 11

Qui Dal Lago

Qui Zaltron

Un conto è chiedermi pareri o posizioni generali su grandi temi, un altro è scendere nel dettaglio di questioni per le quali non ho informazioni a sufficienza e sulle quali, non a caso, le domande erano poste in maniera dettagliata a chi avrebbe dovuto avere dati e riscontri adeguati. Non sarebbe corretto da parte mia esprimermi su vicende in cui vengono chiamate in causa, con tanto di nome e cognome, specificatamente terze persone, per cui, pur ringraziandola per la cortesia che ha avuto nell’inviarmi i quesiti fino ad oggi da altri inevasi, declino l’invito alla risposta, attendendo, casomai, che i primi destinatari delle domande diano adeguata e motivata replica. Manuela Dal Lago

Punto primo, certamente le questioni poste sono da chiedere in particolare a chi nella città negli ultimi lustri ha avuto le chiavi delle porte del potere oltre a quelle dei cassetti. Le risposte precise quindi non possono essere date da un movimento di Cittadini che, ma precisiamo solo sino ad ora, non ha ancora potuto incidere in maniera massiccia nella gestione delle scelte che riguardavano i vicentini. Noi del Movimento 5 Stelle, da cittadini, abbiamo la netta convinzione che tutta la vicenda Aim sia stata avvolta da un silenzio ovattato. Silenzio che l’Amministrazione ha con dovizia, voluto mantenere costante. E, proprio sulla questione Aim ad esempio, abbiamo rotto il silenzio con precise puntualizzazioni e domande, "guadagnandoci " anche una querela. Quesiti che non hanno avuto risposta esaustiva. Ciò la dice davvero lunga su come si tenda ad evitare la discussione e le risposte. Ad esempio risultano a tutt’oggi alcune domande inevase: destinatari delle consulenze, chi sono? Quanti soldi nel dettaglio sono stati pagati? Cosa hanno dovuto fare precisamente e come e perché sono stati scelti? Flussi negativi del derivato, non solo quello del 2008, ma quelli degli ultimi anni, che sono sicuramente negativi, visti i tassi praticamente a zero, che cosa ha da dire il signor sindaco? Il quale brilla per la sua straordinaria assenza di risposte? Come verrà ripagata l'enorme mole del debito? Ce lo vuole dire Variati come farà la città (noi) a ripagare questa massa di debito o no? Soenergy: è stata un'affare? A noi non sembra... ma qualcuno ha mai provato a domandare ai cittadini oppure agli operai Aim qualcosa? Pochi che decidono in silenzio il destino dei denari di tutti e a noi, questo proprio non va bene! Ci domandiamo tuttora e, se andremo alla guida della città scoperchieremo tutte le pentole, apriremo tutti i cassetti! Lo sappiano i cittadini di Vicenza! Se invece dovessimo essere forza di opposizione, ma lo diciamo solo per una questione di pura ipotesi, visto che abbiamo la pressoché assoluta certezza di andare al ballottaggio e poi di vincere, “faremo le pulci”. Chiedermo conto di ogni cosa che ci appare per lo meno dubbia. Punto secondo, il Movimento 5 Stelle sull’argomento può osservare come per ragioni di opportunità, fermo restando il principio inviolabile della presunzione d’innocenza, potrebbe essere ragionevole per lo meno sospendere, congelando, i rapporti. Non sappiamo se il Sindaco conosce i soggetti, per cui bisogna chiederlo a lui. Punto terzo, il Movimento 5 Stelle sull’argomento può certamente valutare, fermo restando il principio della correttezza amministrativa e giuridica, come non spetta a noi giudicare sotto il profilo legale-giuridico il contesto. Tuttavia il M5S non si sottrae ad un giudizio politico: Noi dobbiamo far rilevare qualora fossero constatabili interrogativi in merito, che è perlomeno politicamente imbarazzante per un sindaco aver come assessore soggetti a cui vengono conferiti incarichi professionali da terzi che hanno rapporti con il comune. A nostro parere si configura politicamente una situazione sistematicamente non sostenibile. Certamente sappiano i cittadini che noi apriremo anche questi cassetti e, certamente noi ci distingueremo quando saremo alla guida della città proprio su questi temi, evitando in maniera categorica queste situazioni. Punto quarto, il Movimento 5 Stelle sull’argomento può osservare che siamo in prima linea sul tema del taglio delle spese inutili. In un momento di gravissime difficoltà economiche che colpiscono i i cittadini certamente suona come una “campana rotta” il fatto che si faccia passare sotto silenzio come si spendano denari. E’ giusto che l’amministrazione dica a chi sono andati i soldi, come sono stati effettuati i pagamenti, quanto si sia speso e per quali ragioni precise. Noi saremo sempre sul fronte di coloro che vogliono la trasparenza. Punto quinto, il Movimento 5 Stelle sulla questione di Via vecchia Ferriera ha capito che certamente tutta l’area è interessata da affari che ci paiono poco chiari! Si osserva come quella zona della città fosse in prima istanza un’area con vocazione e destinazione urbananistica produttiva. E’ però chiaro che in virtù della mutevole e mutata condizione del mercato (chi vuole più capannoni oggigiorno?) la questione del pratico utilizzo è venuta a galla. Dapprima in modo quasi strisciante, ma poi sempre con maggiore evidenza, affiorando come panna sul latte. In quelle aree a destinazione industriale si sono "fatte vive" attività che non hanno nulla di produttivo. Il terziario, i locali di spettacolo e di ristorazione si sono allocati, dove si sarebbero dovute trovare fabbriche. Questo è sotto gli occhi di tutti e la denuncia politica non si fa attendere. Come giudichiamo la questione? Rispondiamo in un modo solo. Stiamo arrivando! Apriremo i cassetti e chi ha sbagliato si prepari! Liliana Zaltron

Qui Sorrentino Sono sicuramente quesiti che, a prescindere dalla loro validità, necessitano di risposte. Questo sinora non è avvenuto. Da parte mia, rilevo che su Aim Variati ha costruito la propria campagna elettorale cinque anni fa, accusando la dirigenza Aim di ogni nefandezza. Rilevo altresì che, una volta iniziati i contenziosi, l'atteggiamento del Comune è stato senz'altro tiepido, se non distaccato. Proprio per evitare antipatiche illazioni, il sindaco dovrebbe dare esaurienti risposte. Valerio Sorrentino

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Qui Giampiccolo Punto primo, non sono un appassionato di cause legali. Sono certo che la gestione di centro destra o centro sinistra non sarà mai a favore della trasparenza e dell'interesse della stragrande maggioranza della popolazione. Non mi appassionano gli scontri di cordate di potere e penso che la giustizia, il rispetto dell'ambiente e il bene della collettività saranno possibili solo cambiando sistema economico. Ora, con il capitalismo, l'interesse è sempre quello dei profitti di pochi, sia che siano rappresentati da Variati sia da Hüllweck, Dal Lago, Grillo... Il nostro programma prevede il blocco dell'uscita dall'in house di Aim; quindi siamo contrari alla messa in appalto dei servizi pubblici essenziali forniti da Aim, azienda che deve essere messa sotto il controllo di lavoratori e utenti. Raffaello Giampiccolo


22 maggio 2013 pag 12

Marostica contesa di Marco Polo

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Marostica la situazione è incandescente. A duellare a suon di programmi, priorità e credibilità per contendersi il governo della città in aggiunta alla lista del sindaco uscente Gianni Scettro, si sono candidate la lista del Movimento 5 Stelle che propone come primo cittadino Gedorem Andreatta e la lista «Marostica più» che fa capo a Marica Dalla Valle. Il leader del M5S marosticense individua subito la principale differenza rispetto alla classica distinzione in partiti, che ultima-

mente sembra essere passata di moda alle comunali: «Il nostro è un movimento misto – spiega Gedorem Andreatta – che raccoglie adesioni da destra, da sinistra, dai giovani e meno giovani. In tanti hanno deciso di sostenerci, tante persone con competenze diversificate. Il nostro principio cardine sarà il buon senso, senza il quale governare diventa un inutile esercizio di potere perché non si terrebbe conto delle reali esigenze della cittadinanza». Andreatta ha le idee ben chiare sul come deve muoversi un comune in tempi di vacche magre come il presente: «Non possiamo rimanere passivi a riscuotere l’Imu, a fare tagli e ad industriarci sul come far coesistere le varie esigenze con poche ri-

sorse. L’amministrazione che intendiamo noi deve saper convogliare le risorse per rilanciare il turismo, spingere le aziende verso la specializzazione. Inoltre è essenziale che il comune diventi un accentratore per quanto riguarda le risorse derivanti dalla solidarietà». La lista che appoggerà Andreatta è così composta: Roberto Bao, Fabrizio Bernar, Giovanni Bernardi, Paolo Bonin, Chiara Bordignon, Marco Dalla Gassa, Valentina Forcato, Massimo Gasparotto, Sergio Graziani, Fabio Mazzocato, Carla Miccoli, Alessandro Morello, Luciana Nico, Antonio Romare, Alberto Romeo, Elisa Simonetto. Articolato e studiato fin nei dettagli anche il programma della lista «Marostica più» del candidato sin-

daco Marica Dalla Valle, scuola Pd. La Dalla Valle esprime un concetto che delinea la filosofia che condizionerà le scelte di questa lista qualora vincesse le elezioni: «Se dobbiamo indicare un solo un sogno, allora quello giusto è senz’altro valorizzare Marostica intesa come territorio, persone, aziende, prodotti tipici enogastronomia, turismo. Abbiamo un tesoro sotto i piedi e dobbiamo renderci conto che lo stiamo sfruttando al 10%. La cosa bella di questo sogno è che è realizzabile, con l'aiuto e la condivisione di tutti, perchè siamo convinti che tutti noi siamo innamorati della nostra bella città». Ma non di sogni vive la politica, soprattutto oggigiorno in cui le possibilità finanziarie hanno subito una forte ri-

Gedorem Andreatta

duzione: «Con le risorse limitate con cui ci troviamo a fare i conti dovremo fare delle scelte concrete. E le scelte concrete portano a risultati positivi solo qualora siano condivise dalla popolazione. Riteniamo per questo che la partecipazione del cittadino sia il cardine della nostra azione di governo». Di seguito i candidati: Angela Bernardi, Sergio detto Spera Bertacco, Paolo Bonotto, Giancarlo Broglio, Antonio Capuzzo, Giulia Cunico, Sergio Fantin, Maria Rita Frison, Loris Girardi, Loris Giuseppe Marchiorato, Fabio Marini, Valterino Maroso, Simone Mattesco, Giuseppe Minuzzo, Serena Vivian, Paola Volpato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marica Dalla Valle

Scettro tenta una nuova scalata al castello comunale (m. p.) Gianni Scettro, 57 anni, professione commercialista, torna in pista. L’ex sindaco della città degli scacchi non ha digerito il golpe perpetuato ai danni della sua giunta e che ha portato Marostica al commissariamento. L’antefatto risale allo scorso novembre quando quattro membri della maggioranza (Alcide Bertazzo, Matteo Minuzzo, Mariangela Cuman e Giovanni Dalla Valle) hanno dato le dimissioni, seguiti da sette consiglieri di minoranza, facendo mancare il numero legale al consiglio comunale. Il fatto fu seguito da reciproche accuse, in particolare i dimissionari sostenevano che «le decisioni venivano prese da poche persone, a qualsiasi livello istituzionale e anche le commissioni venivano convocate per presentare scelte già fatte e con poche possibilità di valutare altri percorsi». Tali critiche sono sempre state respinte con forza da Scettro che ha sostenuto fin dal principio che sono stati proprio i successi della sua amministrazione ad aver scatenato le dimissioni a

catena. Ed ora rilancia la sua candidatura a primo cittadino: «La lista civica «Marostica con Scettro» nasce dall’esigenza di un gruppo di persone che già facevano parte dell’amministrazione precedente e che hanno il forte desiderio di completare il lavoro iniziato. Per fare questo e proporci con maggior credibilità abbiamo anche rinnovato profondamente le nostre fila con forze fresche portate da tanti giovani, di diversa estrazione sociale e competenze, rappresentanti del mondo delle associazioni, del volontariato, dell’imprenditoria, del commercio, delle professioni». La principale distinzione con la precedente esperienza amministrativa è presto trovata: «In primis posso dire che nella costruzione di questa lista non c’è stata alcuna interferenza esterna. Per influenze esterne intendo gruppi politici o persone che tramano nell’ombra per favorire questo o quell’interesse. Il gruppo nasce solo dalla forte volontà di un gruppo di cittadini che crede di poter dare qualcosa di importante a

Gianni Scettro questa città, che agisce liberalmente con grandi motivazioni, serenità e trasparenza». L’ex e aspirante nuovo primo cittadino marosticense ha già molto chiare quali sono le priorità del suo programma: «La prima necessità è il completamento delle opere iniziate nel precedente mandato. Le opere

pubbliche che ci interessano in particolare sono il completamento del cinema Politeama, la pista ciclabile Bassano-Marostica, la rotatoria via Gianni Cecchin, la sistemazione della laterale di via Sant’Antoniovia Rialto. L’altra grande priorità riguarda il sociale. Se i cittadini di Marostica dovessero confermarmi la loro fiducia focalizzerei il nostro operato sul sostegno alle nuove povertà, alle famiglie in difficoltà, agli anziani, alle persone con problemi. È soprattutto necessario dare nuova fiducia ai giovani, oggi fortemente delusi e scarsamente affezionati alla cosa pubblica». Alla luce della chiusura turbolenta della scorsa amministrazione, Gianni Scettro fa un importante riflessione: «Beh risulta difficile dire se farei delle scelte o prenderei delle decisioni diverse. Ogni esperienza ha il suo corso. Se dovessi venir confermato lavorerei per Marostica libero da qualsiasi condizionamento, questo è un punto in cui sarò intransigente». Infine Scettro individua i vantaggi di cui il comune potrebbe

godere qualora venisse rieletto sindaco: «Credo che in un momento di grande difficoltà avere alle spalle una solida esperienza sia molto utile. Quando le risorse sono poche e le prospettive non rosee, è molto meglio non sprecare tempo o commettere errori di valutazione. Nel corso dello scorso mandato abbiamo maturato la comprensione delle esigenze della cittadinanza. Abbiamo già toccato con mano le difficoltà che un sindaco incontra nel gestire un territorio, i rapporti con gli enti, le difficoltà sociali. Tutti aspetti delicati ed importanti». Di seguito i 16 candidati alla carica di consigliere comunale della civica «Marostica con Scettro»: Federico Campagnolo, Pietro Campana Bianchin, Rita Carraro, Umberto Ciccarelli, Mariateresa Costa, Mara Dalla Rosa, Pietro Fantinato, Michele Guarda, Camillo Lorenzon, Davide Maglia, Ivan Moresco, Luca Tasca, Silvia Toniazzo, Matteo Vivian, Daniela Zanini, Domenico Zonta. © RIPRODUZIONE RISERVATA


22 maggio 2013 pag 13

A Rossano la sfida è «Forte» di Marco Polo

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omenica 26 e lunedì 27 maggio i cittadini di Rossano Veneto si recheranno alle urne per scegliere il successore di Gilberto Trevisan. La partita è più aperta che mai, anche perché il capoluogo mondiale della bicicletta è stato dilaniato da aspre diatribe, tra cui le più note sono quelle relative alla salvaguardia del pozzo di via San Paolo e il destino della cava Biasuzzi. Saranno quattro le liste che si sfideranno e fra queste annotiamo la civica «Rossano Forte - Guarise Sindaco con coraggio». Augusto Guarise, infatti, si candida a sindaco di Rossano Veneto e lo fa a modo suo, prendendo di petto una situazione che «sta sfuggendo di mano». L’ex primo cittadino, che fu eletto a soli 25 anni, vanta una discreta esperienza politica avendo già vestito i panni del consigliere pro-

vinciale nonché di consigliere comunale: «Siamo stanchi che Rossano sia sotto il rigido controllo di alcuni poteri forti – disamina Guarise – il potere dev’essere restituito ai cittadini con l’unica finalità di raggiungere il bene pubblico. Negli ultimi anni non è stato assolutamente così, è ora di dire le cose come stanno. L’autorità che deriva dal rivestire una carica istituzionale è stata spesso utilizzata per scopi che poco hanno a che fare con gli interessi della comunità. Questi poteri sono lieti nel far rimanere il paese culturalmente arretrato perché la conoscenza rende tutti più liberi, favorendo il disinteresse e l’indifferenza generale per riuscire a fare meglio i propri «affari». Il risultato a cui siamo arrivati è il degrado che tocca in primis il territorio, dal punto di vista urbanistico e ambientale, e di conseguenza la qualità della vita. La lista «Rossano Forte - Guarise Sindaco - con coraggio» è formata da un

gruppo di persone libere e forti che vogliono restituire questo paese ai cittadini, togliendolo dalle mani di chi lo controlla e lo lascia povero di democrazia, di partecipazione, di trasparenza, di intelligenza e di servizio alla collettività». Continua e va giù duro il candidato a primo cittadino: «Di fatto il nostro comune ha perso l’anima, la volontà mia, e quella del gruppo che abbiamo costituito, è quella di far tornare le cose alla normalità del buon amministrare». Per raggiungere questo obiettivo Guarise è appoggiato da una squadra dall’età media molto bassa ma composta «da persone di assoluta competenza». Per «Rossano Forte» il primo cambiamento da introdurre riguarda l’atteggiamento che devono avere gli amministratori che hanno l’onere e l’onore di rappresentare i cittadini: «La nostra priorità è quella di «rottamare» i comportamenti! Facciamo ovviamente riferimento ai comportamenti poco onesti, propensi all’ingordigia e

inclini all’affarismo. Per cambiare questo andazzo riteniamo che la qualità delle persone sia decisiva, occorre innanzitutto essere onesti, competenti e generosi. Per carità, non è sufficiente essere «nuovi e giovani» per essere buoni amministratori, però riteniamo positivo far entrare ragazzi preparati nella gestione della cosa pubblica e per questo la nostra lista è composta per metà da giovani sotto i 28 anni. Invitiamo i cittadini di Rossano a leggere attentamente il nostro programma, articolato su elementi chiave quali sobrietà, trasparenza, rispetto per l'ambiente, onestà intellettuale e visione laica dell'azione amministrativa». In conclusione Augusto Guarise prende con i rossanesi un impegno importante: «Se saremo eletti do la mia parola che ci dimezzeremo lo stipendio di amministratori come esempio di sobrietà e concretezza verso i cittadini». Ecco i nomi e la qualifica dei componenti della lista: Giuseppe Augusto Guarise (candi-

Augusto Guarise

dato sindaco, insegnante in pensione), Claudia Baggio (laurea in Scienze dell'educazione), Lorenzo Bisinella (laurea in Architettura), Tarcisio Bizzotto (laurea in Medicina veterinaria), Pietro Freda (insegnante in pensione), Matteo Siviero (laureando in Giurisprudenza), Emanuele Guarise (studente universitario di Ingegneria), Lorenzo Pierobon (agrotecnico), Enrico Rebellato (perito meccanico), Chiara Trentin (laurea in Giurisprudenza), Eva Zarpellon (agente di assicurazioni e promotore finanziario). © RIPRODUZIONE RISERVATA

Martini alla Carica: e Trevisan vi oppone Marcon (m.p.) Nella serrata competizione per la carica di primo cittadino di Rossano Veneto una delle candidature più pesanti ed autorevoli è quella di Morena Martini. L’ex assessore provinciale in quota Pdl e consigliere comunale di opposizione uscente da tempo stava lavorando al progetto di «dare una seria alternativa all’attuale amministrazione», cavalcando appieno il «diffuso disagio dei rossanesi che in questi anni si sono sentiti impossibilitati nel partecipare in maniera democratica alla conduzione del Comune». Morena Martini trasmette la consueta carica e lo fa con la rinnovata convinzione e motivazione di chi intravede la possibilità di cambiare le cose: «Ci siamo resi conto che si devono superare le barriere politico-culturali per il bene di Rossano – spiega l’ex assessore provinciale – . La lista «Insieme per Rossano», appunto, vuole unire le nostre migliori forze per dare vita ad un nuovo soggetto formato da persone che si sono distinte in questi anni per la loro

esperienza amministrativa e che lavoreranno accanto a volti nuovi nel campo politico, capaci di portare un apporto di nuove competenze nel nostro Comune. Una lista composta da un gruppo di persone valide, appartenenti a diverse sigle politiche e alla società civile». Uno dei concetti chiave espressi dalla Martini riguarda l’esperienza amministrativa e il vantaggio che questa può conferire quando bisogna gestire un apparato comunque complesso come un Comune: «Non è così facile come può sembrare governare un paese di quasi 8 mila abitanti. Ad esempio abbattere la burocrazia è uno dei cardini del nostro programma ma anche una proposta che viene da più parti. Ma senza conoscere la macchina amministrativa quest’operazione è pressoché impossibile. Non ci si improvvisa amministratori, non si acquisiscono dall’oggi al domani le competenze necessarie a prendere in maniera saggia decisioni anche complesse. I cittadini sono gli unici ai quali dobbiamo

rendere conto del nostro operato, è per migliorare la loro qualità della vita che mi sono interessata fin dalla maggior età a tutto ciò che potesse riguardasse la mia comunità. Mi sento pronta a guidare Rossano, a rilanciare Rossano, a partire dalla conoscenza delle nostre radici, delle nostre tradizioni. E mettendo al centro quel dialogo che è stato un illustre assente nella passata amministrazione della quale, francamente, non se ne poteva più». In quest’avventura Morena Martini, che tutt’oggi insegna lingue presso il Liceo Gian Battista Brocchi di Bassano del Grappa, sarà accompagnata da Davide Berton (studente universitario e cuoco), Adriano Guarise (artigiano), Ylenia Zampieron (fotografa e grafica), Giorgio Campagnolo (ingegnere), Loris Gobbo (imprenditore), Marco Zonta (consulente informatico), Helga Battaglin (operatrice socio sanitaria), Paola Ganassin (impiegata), Giovanni Bragagnolo (imprenditore) e Ugo Marinello (architetto). A cercare conferme nel solco

tracciato dal sindaco uscente è il candidato Ezio Marcon, già membro della Giunta guidata da Gilberto Trevisan, quest’ultimo incandidabile dopo aver già guidato Rossano Veneto per due mandati consecutivi. La priorità della lista «Progetto RossanoMarcon», che tanto ricorda la precedente «Progetto RossanoTrevisan», è dare continuità all’azione amministrativa intrapresa e portata avanti in questi anni. «Ezio Marcon è la figura più idonea a continuare l’ottimo lavoro che abbiamo portato avanti in questi anni – sostiene Gilberto Trevisan, primo cittadino uscente e candidato con la lista legata a Marcon –. Basti osservare tutte le opere pubbliche che siamo riusciti a portare a compimento, come il PalaBrunello, ampliamento dell’asilo nido, parcheggio a sud del municipio solo per citarne alcune, nonostante gli stringenti vincoli di bilancio. Certo ci sono ancora tanti progetti realizzabili, sono sicuro che il gruppo di lavoro che si è cementato nella passata amministrazione sia l’ideale per

Morena Martini

migliorare ulteriormente il nostro paese». I candidati della lista sono: Elena Lisciotto, Paolo Oselladore, Gilberto Trevisan, Roberto Marinello, Davide Pegoraro, Marialuisa Bordignon, Diana Marchetti, Aldo Sartore, Franco Rossi e Moreno Bonamin. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Elezioni, CambiAmo Rossano: ecco «l’ambizioso programma» di Marco Polo

I

l 26 e 27 maggio si svolgeranno le elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale di Rossano Veneto e, per la prima volta nella storia del paese, si presenta una lista completamente slegata dai partiti tradizionali: CambiAmo Rossano, il cui candidato a Sindaco è Franco Marchiori, conosciuto in paese grazie al giornale «Il Grillo Pensante» e per la sua pubblicazione sulla storia di Rossano Veneto nel Ventennio Fascista. «Ci tengo a ribadire che la nostra lista non è collegata ad alcun partito politico – afferma il candidato sindaco – le persone che la compongono sono espressione della società civile ed hanno elaborato un programma politico originale, frutto della sensibilità e delle specifiche competenze di ciascuno». «Inoltre vorrei sottolineare – continua Marchiori – come il nostro programma vuole essere la risposta ad una domanda che riteniamo fonda-

mentale: come dovrebbe essere Rossano per essere il tuo paese ideale? Questo interrogativo, che ritengo per nulla banale o retorico, è stato il nostro punto di partenza: solo chi ha il coraggio di sognare una Rossano diversa la può realizzare!». Secondo il principale esponente della lista CambiAmo Rossano le novità introdotte sono diverse ma la forza principale di questa nuova forza politica sta nella qualità delle persone e delle esperienze da loro maturate: «Come già detto ciascuno dei componenti della lista ha contribuito in base alle proprie esperienze lavorative ed interessi personali. Le nostre proposte per le politiche sociali sono state elaborate, oltre che dal sottoscritto, che da quasi quindici anni lavora nel mondo del sociale, da Stefania Alessi, medico ospedaliero, da Paola Lago, di professione impiegata ma presidentessa e anima dell’associazione «Culture Amiche» e da Giovanni Marangon, che collabora presso uno studio legale specializzato in diritto di famiglia. Per la cultura, oltre al sottoscritto, hanno portato il loro significativo contributo Simone

Bragagnolo, commerciante e regista dell’Associazione Teatrale di Rossano G&CO, e Beatrice Prai, già dottoressa in Filosofia e laureanda in Scienze Filosofiche, componente del prestigioso Coro Città di Piazzola. Per il capitolo istruzione ci siamo avvalsi dell’esperienza di Debora Siviero, insegnante della scuola dell’infanzia di Rosà e attivamente impegnata nel locale Comitato Genitori. I temi territoriali/ambientali/energetici sono stati curata da Stefano Marchiori, Mariano Agostinelli e Massimo Baggio, i primi due ingegneri che operano nel campo delle energie rinnovabili, il terzo tecnico che ha maturato una grande esperienza nel settore pubblico – ramo edilizia e urbanistica – per diversi anni proprio nel comune di Rossano Veneto. Infine il capitolo delle attività produttive, del bilancio e del personale è in gran parte opera di Patrizia Bragagnolo, imprenditrice nonché rappresentante degli industriali rossanesi tra il 2008 ed il 2012». Per Franco Marchiori il programma amministrativo dev’essere chiaro e con nette priorità: «Entrando nello specifico del pro-

Stelle acuminate

Franco Marchiori gramma amministrativo ritengo utile citare alcuni punti che considero fondamentali. Molto importante è il progetto globale di riqualificazione del centro di Rossano, da attuarsi per step successivi. Particolarmente stimolanti saranno le proposte per rivitalizzare la vita sociale e culturale di Rossano, per dare una risposta alle esigenze dei giovani, degli anziani e più in generale delle famiglie. Villa Caffo diverrà finalmente il polo culturale del paese e in essa verrà aperto un Caffè Letterario, attività economica perfettamente

compatibile e coerente con il contesto nel quale verrà inserita. Per i giovani, invece, intendiamo realizzare una sala prove, uno Skate Park e dei campetti polifunzionali liberamente fruibili, con l’obiettivo di stimolare la creatività e la libera aggregazione delle giovani generazioni. Presteremo una particolare attenzione alla salvaguardia del territorio e alla tutela delle poche aree naturali residue, nonché al risparmio energetico sia per gli edifici comunali, che per quelli di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione, con possibilità di accedere ad agevolazioni, sotto forma di riduzioni dell’IMU. Per venire incontro alle esigenze dei nostri imprenditori proponiamo un’opera di semplificazione burocratica per la documentazione necessaria allo svolgimento delle attività produttive, una maggior informatizzazione delle procedure, la creazione di un’attiva collaborazione con le associazioni che supportano le start-up innovative e l’orientamento giovanile». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Bigolin

A pochi giorni dalla partenza di Beppe Grillo da Vicenza, dove ha tenuto un comizio in piazza dei Signori, il M5S scalda i motori in vista delle amministrative del capoluogo. Ma nel comprensorio della città del ponte deflagra nuovamente il caso Rossano, dove una lista a cinque stelle accreditata di parecchie chance di vittoria lamenta di essere stata stoppata «da una manovra interna»

di Marco Milioni

L

'ex comico genovese da settimane è in giro per l'Italia con i suoi fedelissimi con l'obiettivo di dare una ulteriore scintilla ai candidati alla carica di primo cittadino. Il tutto avviene mentre alcuni autorevoli personaggi pubblici come, ta gli altri, Adriano Celentano, Marco Travaglio, Dario Fo' e Massimo Fini, hanno da diverso tempo e in modi diversi accreditato il M5S come l'unica forza in grado di esprimere una coerente opposizione «all'inciucio in atto in parlamento» tra centrodestra e centrosinistra. Il prologo. Ad ogni modo nella primavera dello scorso anno i grillini si presentarono in un centinaio di comuni ottenendo parecchi risultati lusinghieri. Sarego nel Vicentino fu il primo comune a fregiarsi delle cinque stelle. Poi toccò a Mira nel Veneziano, a Comacchio, nel Ferrarese sino al botto di Parma. Adesso col vento in poppa delle politiche la base spera in un qualche bis, anche se nel tempo le tensioni interne si sono moltiplicate. In terra berica. Nel Vicentino, la grana che potrebbe rimbalzare tra un social network e un newsgroup è quella di Rossano Veneto, dove una querelle tra le due anime del movimento (quella della prima ora più pacata ed incline ad un approccio soft ai problemi) si è scontrata con quella più arrembante che

si è unita attorno alla candidatura a sindaco di Marco Bigolin, piccolo imprenditore locale, proviene da una famiglia di mugnai notissima in paese, uno dei leader della protesta contro l'insediamento nel comprensorio di un sito di rifiuti pericolosi. Lo scontro. In queste ore i suoi aficionados sono ancora furenti. In paese in fatti il centrodestra è ancora diviso in due aree. Da una parte c'è il gruppo vicino all'eurodeputato Lia Sartori e al leghista Flavio Tosi, area che esprime giunta e maggioranza. Dall'altro c'è la base locale che si raccoglie attorno all'ex assessore provinciale del Pdl Morena Martini. Una frammentazione che avrebbe dato grandi chance di vittoria ad un M5S assurto alle cronache anche per le battaglie ambientaliste. La candidatura di Bigolin sarebbe sfumata però a causa del tentativo (poi abortito perché carente dei requisiti di legge a partire dalle firme) di costruirne attorno una di area cinque stelle, ma riferibile a Paolo Pigatto, uno dei primi simpatizzanti del M5S in zona. Quando lo staff di Grillo però ha constatato la presenza di due soggetti interni ed in concorrenza avrebbe deciso di non concedere il logo a nessuno dei due raggruppamenti. Anche se secondo gli attivisti del gruppo Bigolin, la lista concorrente non era nulla più che una azione di disturbo studiata a tavolino anche con l'appoggio di un pezzo del meetup area pedemontana Veneta noto come Apv. Un gruppo che avrebbe funzioni di coordinamento ma che a detta dei suoi detrattori si sa-

rebbe trasformato in una sorta di direttivo de facto senza riconoscimenti formali. Accuse immediatamente rispedite al mittente peraltro (Bassanopiu.com del 30 aprile). Le manovre. E così dalla fine di aprile le braci hanno continuato ad ardere sotto la cenere quando pochi giorni fa alcuni esponenti del raggruppamento vicino a Bigolin sono entrati in possesso di una serie di e-mail: apriti cielo. L'idea che per una manovra di corridoio anche in buona fede si rischi di consegnare il comune a quell'ala del Pdl vicinissima all'onorevole azzurro Giancarlo Galan fa alzare a tutti la pressione. Di più, le missive vengono viste come una sorta di libro di bordo delle manovre di corridoio rispetto alle quali alcuni membri di spicco di Apv interloquiscono con i referenti della lista «anti Bigolin», il quale viene accusato di avere fatto parte del Pdl sino a poco tempo fa. Ma in uno degli scambi epistolari della mailing list contestata si legge un passaggio preciso in cui pare si si cerchi di mettere a punto una strategia mediatica comune tra l'area che fa riferimento ad Apv e il gruppo avverso a Bigolin: «...Ridurrei il tutto a un qualcosa di più sintetico, in cui dire che si è cercato fino all'ultimo di presentare un'ica lista... cosa purtroppo non andata a buon fine... Eviterei per ora accenni all'iscrizione al Pdl che è un buon jolly se riuscirete a trovare dichiarazioni a supporto...». E ancora un'altra e-mail ed un'altro passaggio: «Abbiamo cercato sino all'ultimo di mediare... Tuttavia il riavvicinamento sem-

brava ormai impossibile. Di qui, la decisione di presentare la nostra lista in concorrenza con quella di Bigolin». Un passaggio pesante perché gli oppositori di quest'ultimo non erano mai venuti allo scoperto giacché solo lo staff di beppegrillo.it conosce nomi e cognomi dei sottoscrittori della lista poi abortita. Il candidato e la vice garante. Bigolin (in foto) dal canto suo è laconico e spiega: «Io sono stato simpatizzante ed iscritto al Pdl dal 2010 al 2011 senza alcun ruolo amministrativo per di più. La cosa l'ho resa pubblica, l'ho dichiarata a tutti, tanto che non era stata posta alcuna situazione ostativa alla mia canditatura». Frattanto la situazione diventa rovente. I due gruppi si guardano in cagnesco. Per di più c'è una nota redatta da Annamaria Conte, coorganizzatrice del meetup Apn che manda su tutte le furie il gruppo di Bigolin il quale ritiene l'azione di Apn assimilabile a quella «di un direttivo di partito, una sorta di soviet creato per esercitare il potere». Dinamite per chi fa «dell'ognuno vale uno» la sua bandiera. E la nota «dei mal di pancia», indirizzata il 13 aprile via email recita così: «In esecuzione della delibera dell'assemblea Apv dello scorso 10 aprile, trasmetto richiesta di chiarimenti. Attendo vs risposta in merito. Saluti». E nell'allegato si legge: «Con la presente si chiede una relazione

urgente, da farsi ai referenti eletti Apv, in relazione all'incontro “Fare impresa” previsto per il prossimo 19 aprile... Tale relazione si rende necessaria per verificare i contenuti della serata e le modalità di presentazione della stessa attraverso stampa, data l'appartenenza dei vostri gruppi alla stessa Apv e l'utilizzo dei canali comuni per la pubblicizzazione dell'evento... Tale relazione dovrà essere effettuata entro 24 ore dalla ricezione della presente... In merito alla lettera inviata dal gruppo Rmc alle piccole e medie imprese si è rilevato un uso non autorizzato del simbolo del Movimento 5 Stelle. Precisiamo che il meetup Area Pedemontana è stato riconosciuto come ufficiale e ha la possibilità dell'uso del simbolo in quanto al suo interno è presente Barbara Guidolin, che lo ha in concessione. La stessa, quindi, sotto sua responsabilità, autorizza i gruppi all'uso del simbolo. Vi esortiamo, pertanto, a non fare più uso di questo simbolo senza prima aver chiesto l'autorizzazione a chi ne è responsabile o aver esposto l'attività in Apv». Firmato «il vice garante Annamaria Conte». Quest'ultima interpellata per una replica nel merito al momento non risponde. © RIPRODUZIONE RISERVATA


22 maggio 2013 pag 15

IL BANDO 2013, LINFA VITALE PER LE AZIONI SOLIDALI DELLE ASSOCIAZIONI VICENTINE Anche per il 2013, nell’ambito del progetto di gestione “Volontariato in Rete”, il Centro di Servizio per il Volontariato di Vicenza promuove il Bando “Azioni Solidali”, strumento ideato per fornire a tutte le associazioni iscritte al Registro Regionale un’opportunità concreta per tradurre in realtà le loro proposte. Il Bando promosso dal CSV si è rivelato negli anni uno strumento prezioso, che le organizzazioni del territorio hanno imparato a conoscere e apprezzare: le associazioni che hanno partecipato, infatti, sono state 80 nel 2012, 198 nel 2011, 174 nel 2010 e 158 nel 2009. Una premessa necessaria è che il Bando 2013 (come già quello dello scorso anno) è condizionato dalla riduzione delle risorse economiche a disposizione. Ciò determina una ristrutturazione delle linee di intervento proposte, ferma restando però la volontà di rispondere sia alle esigenze delle associazioni più organizzate, sia a quelle delle associazioni piccole e medie, di più recente costituzione. Resta altissimo l’impegno del CSV a trovare

aggia infatti la presidente del CVS vicentino, Maria Rita dal Molin Esistiamo noi, risorsa umana, capaci di essere concreti e partecipi, comunque impegnati, noi che guardando oltre l’ostacolo sappiamo far tesoro delle nostre abilità, proponendo nuove vie, sentieri, che vanno sistemati, codificati, percorsi, ma che alla fine lasceranno le nostre impronte di coraggio e determinazione. In questa svolta culturale dobbiamo essere ancora più bravi di ieri a intercettare i bisogni, a prevenirli, a far sì che il nostro agire accompagni il cambiamento anche in termini di coinvolgimento”.

strategie nuove ed efficaci per assicurare la progettazione sociale anche in questa stagione di crisi economica generalizzata. Promuovere cittadinanza attiva, infatti, significa stimolare e supportare la capacità di non vincolare la propria progettualità solo alla disponibilità di risorse economiche: per fare questo, la prima, fondamentale tat-

tica è mettersi in rete, creare sinergie tra le associazioni, ma anche con enti e istituzioni, e ciò non solo per ottimizzare la destinazione e l’utilizzazione di energie e risorse, ma anche per rendere ogni singola azione sul territorio sempre più efficace e mirata. “La risorsa economica viene a mancare: e con questo? - ci incor-

Le risorse per il Bando 2013 ammontano a un totale di Euro 70.000,00; la scadenza per la presentazione dei progetti è prevista per il 15 luglio 2013. Saranno finanziate tre linee di intervento interne ai Gruppi Rosso e Verde. Il Bando non prevede il finanziamento di progetti formativi, ai quali si risponderà attraverso una sorta di linea di intervento Aran-

cione, che sarà però esterna al Bando, finanziata e gestita direttamente dal CSV di Vicenza. Il Bando 2013 è il risultato dell’impegno profuso dal Consiglio Direttivo, presieduto da Maria Rita Dal Molin, alla luce delle linee progettuali definite dall’Assemblea dell’Ente Gestore del Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Vicenza, la Federazione provinciale di Vicenza “Volontariato in Rete”. Le risorse che il CSV mette a disposizione del Volontariato Vicentino, come ogni anno, sono frutto del sostegno delle Fondazioni Bancarie Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza Belluno e Ancona, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Cassa di Risparmio di Venezia, Cassamarca, Monte di Pietà di Vicenza, Banca del Monte di Rovigo. Nei prossimi giorni le associazioni riceveranno tutte le indicazioni per la presentazione dei progetti; informazioni più dettagliate circa il Bando 2013 saranno presto disponibili consultando il sito www.csv-vicenza.org alla voce Bandi.

ASSEGNATI CONTRIBUTI PER UN TOTALE DI EURO 12.000,00 PER 24 PROGETTI Il Consiglio Direttivo di Unisolidarietà Onlus riunitosi il 7 maggio u.s. ha deliberato l'erogazione di contributi per un ammontare di 12.000,00 Euro. Sono i contributi legati al Bando Azioni di contrasto alle nuove povertà 2013 frutto dell’accordo tra Unisolidarietà Onlus e il CSV di Vicenza siglato in data 17 luglio 2012. Tutti i progetti sono stati esaminati dalla Commissione bandi e progetti. Con soddisfazione riusciamo a dare una concreta risposta a

tangibili bisogni espressi dalla nostra comunità, con particolare attenzione alle fasce più deboli. Ecco le Associazioni di Volontariato che risultano assegnatarie del contributo di Euro 500,00 previsto dal Bando. M.P.V. C.A.V. Thiene, G.V.V. Gruppi di Volontariato Vincenziano A.I.C. Italia Consiglio Cittadino Vicenza, Associazione Solidarietà Umana Onlus, Associazione Donatori di Sangue Campese, Gruppo di Solidarieta' Montecchio Mag-

giore – G.S.M., Salzena Solidale Anteas, Utopie Fattibili, C.A.V. Valdagno, Associazione Native Onlus, Associazione Ozanam Onlus, C.A.V. Schio, Diamoci una mano Anteas, A.C.A.T. Bassano Asiago, Solidarietà e Speranza, A.C.A.T. Orizzonti Liberi, La casa sull'albero, Fileo Onlus, C.A.V. Vicenza, Associazione Progetto Giulia, Centro Astalli Vicenza, C.A.V. M.P.V. Onlus di Arzignano, Società di San Vincenzo de' Paoli, DI.A.PSI.GRA. Italiana, Gruppo Insieme


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VicenzaPiù n.255, 22 maggio 2013 by Giovanni Coviello - Issuu