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VicenzaPiù n.250, 22 febbraio 2013

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VicenzaPiù www.vicenzapiu.com Direttore responsabile Giovanni Coviello

Periodico indipendente, non riceve finanziamenti pubblici

Prossima uscita 15 marzo

n° 250 - 22 febbraio 2013 - euro 1,20

LA FILIPPICA Dai meandri del caso Cis e sullo sfondo di un’area ora crollata di valore e in abbandono spuntano le rivelazioni e le accuse di Filippi che imbarazzano la Lega e la Dal Lago


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22 febbraio 2013 pag 3

Fusione fredda

In vista delle elezioni amministrative di primavera Vicenza Capoluogo e la civica di Variati, senza clamori particolari, si fondono: e annunciano un ticket di candidati senza uomini di partito

di Marco Milioni

L

a lista civica che sosterrà la ricandidatura di Achille Variati sarà «party free» ovvero senza candidati iscritti ai partiti. Il primo cittadino ha svelato la sua scelta giovedì durante un incontro a palazzo Trissino, nel quale ha precisato che la lista che lo appoggerà nasce dalla fusione della lista «Variati sindaco», presente oggi in sala Bernarda con la civica Vicenza Capoluogo che fa capo «all’assessore al sociale Giovanni Giuliari». Quest’ultimo dal canto suo tiene a sottolineare che «ovviamente non scompare» l’associazione che da anni è collegata alla civica che in queste ore muove i suoi ultimi passi. «Non abbiamo paura di contaminare e non abbiamo

paura di essere contaminati» ribadiscono Variati e Giuliari che tessono le lodi di una amministrazione «che in questi cinque anni di mandato ha puntato molto sulla partecipazione, specie quella giovanile». L’incontro di giovedì fra le anime del neonato gruppo (c’erano fra gli altri Marco Appoggi, Stefano Soprana, Filippo Zanetti e Giovanni Diamanti) ha fornito al primo cittadino l’opportunità di precisare che il coordinatore della

sua campagna elettorale sarà il suo portavoce Jacopo Bulgarini (presente assieme a Variati) il quale si avvarrà della collaborazione del consigliere comunale Maurizio Franzina «nell’ambito di un coordinamento più generale spiega Bulgarini - con le altre forze che appoggeranno la corsa del capo dell’esecutivo». Più nel dettaglio il nome preciso che è stato scelto per la civica è «Lista civica Variati sindaco». La corsa di Variati comincia tutta-

Si impennano i sondaggi per la lista "Crozza presidente" di Giovanni Coviello

T

ra le liste che si sottoporranno alle scelte degli elettori qualcuno cercherà anche quella con la scritta "Maurizio Crozza presidente", forse una delle soluzioni più vantaggiose, se non "la" soluzione, per questa Italia di sprechi e campanilismi che dal richiamo al bipolarismo è stata capace di far nascere decine di gruppuscoli parlamentari e centinaia di ipotetiche formazioni politiche. Crozza presidente potrebbe, intanto, toglierci un peso e cioè quello del nostro nome associato a comicità o tragedia, perché lui è attore di professione che interpreta personaggi politici tristemente comici o, allegramente per loro, tragici per il paese. Lui è attore, quindi comicità e drammaticità non avrebbero altra connotazione se non quella della sua professionalità. E poi, in un lungo tempo di spending review, come non immaginare e apprezzare l'enorme risparmio che l'elezione di Crozza porterebbe alle casse nazionali disastrate dalla casta politica ma rimpinguabili grazie all'istituzione dello

stipendio unico al miglior interprete politico dello "one man show"? Lui sa fare il presidente Napolitano come, col passare dei suoi anni, neanche re Giorgio saprà più. E poi c'è un Berlusconi più amato a destra ma anche ..., pensate, a sinistra come quello interpretato da lui, che, sfido chiunque a esibire sondaggi diversi, sa far sorridere anche i berlusconiani che mai hanno identificato come comunista Pieluigi Bersani quando ad incarnarlo con i suoi aforismi rurali e folk è il candidato Crozza? Sondaggi su "Crozza presidente"? Non potrebbero che essere in "salita" come solo lui saprebbe far dire al teorico della salita in politica, Mario Monti, odiato per Imu, tasse e fedi (bancarie, ecclesiastiche e non solo) se parla in proprio, improvvisamente fonte di sorrisi se a interpretare il drone della Golman Sachs, che ora si è messo anche in proprio, sale sul palco Maurizio Crozza. Di quanti Bossi, La Russa, Gasparri, Casini, Montezemolo, Briatore e di quanti costi relativi, diretti o indiretti, ci libererebbe la sua scelta come protagonista unico della scena politica? E per lui nelle vesti di Antonio Ingroia voterebbero anche Marcello Dell’Utri e Nicola Cosentino, per non

via da una novità sul piano grafico. La rondine che campeggiava sul vecchio logo e che era stata la mascotte concettuale della «incredibile rimonta sul centrodestra» sparisce completamente; lo stesso dicasi per il design e colori in un mix che ricorda un po’ la prima Forza Italia e un po’ lo stemma della Lazio. Sul piano più generale l’aggregazione tra i due soggetti era stata ampiamente annunciata, non tanto formalmente quanto sul piano sostanziale, giacché da oltre un anno e mezzo le due compagini in sala Bernarda operavano de facto all’unisono. Allo stesso tempo la strada era stata tracciata da mesi dallo stesso Variati. Sul piano politico comunque la novità

infatti non ha suscitato alcun clamore anche tra le opposizioni. Diversa invece è la partita sul piano dei gruppi consiliari che sino alla scadenza del mandato amministrativo rimarranno così come sono adesso mentre il primo cittadino rimarrà comunque iscritto al Pd del quale è uno degli esponenti più in vista nel Veneto. Il divieto di appartenenza ai partiti infatti vale per i candidati della lista ma non per il candidato alla carica di capo dell’esecutivo municipale che sfiderà gli altri raggruppamenti a maggio in una campagna elettorale che si annuncia movimentata. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Austerity Opc Crozza che imita Giorgio Napolitano parlare di Filippo Penati. Direte che questa sarebbe una dittatura, "ma va là" ci tranquillizza subito Ghedini made in Crozza: "quale dittatura sa sorridere di se stessa?". "Ma lo spread? Monti lo vuole l'Europa, Bersani piace a Hollande, Berlusconi è figlio di Put...in.". Ecco l'ultima domanda che si alza dal fondo della sala dai politici che col suo arrivo passerebbero dalla casta ad una vita finalmente casta. Ma allora non avete capito la ragione finale e dirimente per cui in tanti cercano la lista "Maurizio Crozza presidente" per affidarsi a quel simbolo per il teatro della politica? Lui Maurizio Crozza, se verrà eletto portando in dote il costo di uno stipendio unico in cambio di tanti politici interpretati (della serie "compri 10 ma paghi 1"), ci riporterà in alto in Europa e nel mondo. Perchè Angela Merkel è lui.

(m.m.) Era l’8 dicembre 2012 quando su VicenzaPiù a pagina 5 viene pubblicato un ampio servizio in cui il presidente dell’Opera Pia Cordellina Mario Zocche dipinge un appassionato affresco per i progetti che ha in mente per il rinnovamento dell’Ipab di via Durando: sinergie, analisi dei mutati assetti sociali, propositi e difficoltà contingenti per un ente che al di là del patrimonio può contare su un budget annuo di «60.000» euro. Ora giacché il segretario Diego Fontana, stando al sito dell’opera pia, percepisce dalla stessa 25.000 euro annui di emolumento; la cifra non è pletorica rispetto agli affidamenti conferiti dalla Opc? Ovviamente Fontana farà senz’altro il suo

Pubblicità politica Comunicato preventivo per la diffusione di messaggi politici elettorali relativi alle campagne per le elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica fissare per i giorni 24 e 25 febbraio 2013. Ai sensi della legge n. 28 del 22.02.2000 e successive modifiche e per effetto della Delibera n. 666/12/CONS dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29/12/2012. Media Choice srl, Editrice di VicenzaPiù, BassanoPiù e nel network web Vicenzapiu.com, dichiara di aver depositato un documento analitico, a disposizione di chiunque abbia interesse a prenderne visione, presso gli uffici della propria redazione siti in Via L. Pirandello, 11 - 36100 Vicenza - Tel 0444/1830808. Tutti i messaggi politici elettorali devono recare l'indicazione del committente e la dicitura "messaggio elettorale". Saranno pubblicati tutti gli annunci pervenuti nei termini indicati nel rispetto delle condizioni stabilite nel documento analitico.

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lavoro in modo scrupoloso e puntuale, ma è la proporzione e non l’uomo, che stride, almeno in un periodo di vacche magre in cui si chiede agli enti pubblici o para pubblici di tenere una condotta all’insegna della austerità.

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Giornale chiuso in redazione alle ore 13.00 di giovedì 21 febbraio 2013 Tiratura: 12.000 copie


22 febbraio 2013 pag 4

L’affondo di Alberto

La vicenda Cis torna alla ribalta con l’annuncio della proprietà di volere vendere le aree e massimizzare gli introiti. Prendono corpo così i retroscena in cui il senatore Filippi, già al centro della polemica, clamorosamente rivela a sua volta che Dal Lago dal lontano 2007 era a conoscenza del baratro cui stava andando incontro il centro merci di Montebello, sul quale pesa un buco di venti milioni

di Marco Milioni

«

Stiamo procedendo con l’iter di valorizzazione dell’area... Dal primo gennaio c’è una nuova normativa che, per dimensioni, fa rientrare quest’area nella competenza regionale... saltando l’iter delle delibere comunali. Così l’area diventa decisamente più appetibile e in tempi più brevi». A pagina 11 sul Corveneto del 17 febbraio, edizione vicentina, parla così Monica Grassi. La professionista è la coordinatrice del gruppo di liquidatori che per conto dei proprietari di Cis, la spa semipubblica che a Montebello doveva realizzare un grande parco logistico poi naufragato tra i veti incrociati della politica e i morsi della crisi, dovrà cercare di tenere in equilibrio un’operazione che da anni fa gridare allo scandalo del carrozzone pubblico sul cui groppone pesa un fardello da venti milioni di euro. Frattanto però i retroscena che allignano in seno ad una delle più discusse operazioni degli ultimi anni, almeno nella provincia berica, si alimentano costantemente anche in relazione all’avvicinarsi

Alberto Filippi, imprenditore classe ‘66, è un ex esponente di spicco del Carroccio. Milita ora tra le file de La Destra ed è in corsa per la Camera alle politiche del 2013

delle politiche di fine mese. Il Carroccio dopo l’ennesimo annuncio sulla messa in liquidazione dei terreni del comparto Cis (globalmente 500.000 metri quadri di cui alla grossa solo metà è in mano alla spa pubblico-privata. L’altra appartiene invece alla famiglia del senatore Alberto Filippi) rischia di pagare uno scotto durissimo in termini d’immagine perché l’operazione Montebello porta scolpito sul suo logo il nome del grande dominus storico della partita, Manuela Dal Lago. Un tempo potentissima presidente della provincia e della “A4”, oggi parlamentare leghista

Mappa area Cis comprensiva del terrenni della Af99 di Filippi con i tracciati del nuovo casello

uscente in fase calante, ma con un futuro quasi certo da candidata civica di area Lega per le municipali di Vicenza di primavera. Dal Lago infatti sino alla seconda metà degli anni Duemila sommava la figura di numero uno a palazzo Nievo con quella di numero uno della Serenissima, il che le conferiva lo status di plenipotenziario per i destini del Cis giacché tra i principali soci della spa ci sono, appunto, provincia, e Brescia Padova. Ma in realtà è quanto meno dal 2005 che ai vertici di palazzo Nievo capiscono che il centro merci di Montebello potrebbe avere un avvenire tormentato. Anzitutto perché gli enti pubblici sono a corto di risorse per realizzare un progetto milionario previsto inizialmente su 500.000 metri quadri. Poi perché si fatica ad intravvedere il privato o i privati che siano disposti ad acquistare complessi logistici ad un prezzo che tenga in piedi la partita. Sicché sempre nel 2005 Dal Lago incrocia l’allora militante leghista Alberto Filippi sapendo che quest’ultimo è alla ricerca di una nuova area per la sua Unichimica che allo stato fa affidamento su due sedi: una a Torri di Quartesolo, l’altra ad Arzignano. Secondo lo stesso Filippi, l’approccio della Dal Lago, almeno inizialmente, è senza dubbio «virtuoso» perché la presidente in quella fase storica «intuisce» che proprio grazie al possibile arrivo di Unichimica, alla parte pubblica potrebbero esser tolte un bel po’ di castagne dal fuoco. Anche in ragione del fatto che con l’avanzare della crisi sempre meno sono i soggetti interessati ad intervenire su quell’area destinata «in grandissima parte a logistica». Di più, Cis deve uscire dall’impasse creatasi dopo che la spa, nel novero dell’intero piano di 500.000 metri quadri utili all’interporto, è riuscita ad assicurarsi solo la metà, una metà peraltro spaccata in altri pezzi. Lo stesso Filippi fa sapere che con quelle premesse la ditta di famiglia, che commercializza prodotti chimici, si mette «di buzzo buono» per reperire sul mercato bancario, ovvero da Antonveneta, una ventina di milioni di euro, quindici dei quali necessari a comperare quei 250.000 metri quadri che il privato, la famiglia Rizzi, per anni ha negato a Cis spa. Gli altri cinque se ne vanno in spese complementari tra cui tre milioni di «affrancamento fiscale». Sempre

Stefano Stefani e Umberto Bossi

secondo il leghista i patti prevedono che sull’intero comparto privato (250-260.000 metri quadri), quello targato Af99, la società di famiglia, l’utilizzo fondiario è pari al 30%. Della superficie utile poi un 70% è destinata al logistico, un 30% a commerciale. Il tutto ovviamente può diventare realtà se i Filippi saranno in grado di mettere mano al portafogli per garantire ai Rizzi quei 15 milioni che questi ultimi chiedono per vendere il lotti da loro acquistati anni prima, quando la destinazione d’uso era agricola. Nel 2006 le due famiglie perfezionano l’acquisto, i Rizzi ottengono l’incasso sperato che genera una copiosa plusvalenza poiché quelle aree a detta del senatore oggi candidato per La Destra, furono pagate dagli stessi Rizzi non più di un paio di milioni di euro. Le proteste non mancano, perché c’è chi non gradisce sul piano ambientale il cambio d’uso dei terreni. Ma comunque la macchina si mette in movimento poiché il 21 giugno 2007 il comune di Montebello indice un tavolo tecnico istituzionale (una conferenza

Il vecchio progetto del Cis

di servizi) nella quale si delinea un cammino di massima che porterà all’insediamento di Unichimica in una sorta di simbiosi con gli insediamenti in capo al pubblico. «Sembrano tutti d’accordo sul piano istituzionale, ovvero ci viene detto proprio in sede di conferenza dei servizi che la nostra azienda può finalmente trasferirsi a Montebello stante la allora vigente disciplina urbanistica» tiene a precisare Filippi. Però, sostiene sempre il senatore, poco dopo dai piani alti della provincia e dal comune di Montebello cominciano ad arrivare ammonimenti di altro segno. Ammonimenti con i quali si chiede di togliere il piede dall’acceleratore sul nuovo deposito marchiato Unichimica perché il territorio malvolentieri accetterebbe un sito con quelle caratteristiche ad alto impatto ambientale. Sul territorio, a partire dai piani alti del comune di Montebello c’è chi punta su un utilizzo più commerciale, che rispetto al logistico meno si presterebbe ad un presunto degrado della zona. CONTINUA


22 febbraio 2013 pag 5

L’ex padano e la rivincita sulla Manuela (m.m.) Quei ritardi e quelle prospettive nere (vedi servizio precedente) secondo il senatore Alberto Filippi sono una vera e propria mazzata per l’impresa di famiglia. Perché «nessuno ci avrebbe dato un altro finanziamento per realizzare un’altra sede in un altro sito». Di lì a poco la banca chiede anche il rientro immediato per dieci dei venti milioni prestati al gruppo Filippi. «Noi - attacca l’ex esponente del Carroccio - abbiamo onorato gli impegni facendo affidamento anche sulle nostre sostanze, ma la cosa sul piano economico ci sta costando Dio solo sa quanto». Intanto gli anni passano e a palazzo Nievo si mette in moto l’iter per l’approvazione del piano territoriale della provincia, il Ptcp. Il 29 settembre 2009 in prima pagina il GdV pubblica un articolo a firma di Eugenio Marzotto (direttore della testata è Giulio Antonacci) per il quale Filippi è pronto ad una serie di azioni civili e penali. Il senatore contesta in toto il contenuto delle accuse che lo vedrebbero al centro di una speculazione immobiliare. Filippi non ci sta, parla di poteri economici e politici che tramite i media si sta-

SEGUE

Ma in quale contesto maturerebbe un mutamento del genere? Nel Natale 2005 Manuela Dal Lago e Giampaolo Gobbo, allora numero uno del Carroccio veneto, fanno visita all’allora leader lumbard Umberto Bossi. Chiedono se sia possibile che si creino le condizioni per una fine anticipata della consiliatura a palazzo Nievo in modo da permettere alla stessa Dal Lago di correre per un posto alla Camera. Bossi frattanto sonda anche altri esponenti del Carroccio, ma nel febbraio 2006 opta per il giovane Filippi lasciando la Dal Lago a bocca asciutta. Per l’entourage dell’imprenditore, che all’epoca veniva descritto sui media più vicino alla corrente di Stefano Stefani, corrente in quel momento impegnata in una guerra di trincea con l’ala pro Dal Lago, questo è lo spartiacque. Il momento in cui Dal Lago elaborerebbe la sua inimicizia per Filippi proprio perché esclusa dalla corsa a Montecitorio. Quest’ultimo da parte sua però procede lungo la sua strada di imprenditore preparando le carte in attesa di un trasferimento che viene preceduto anche con una convenzione col comune di Torri per la riqualificazione di un sito, quello di Unichimica, che ricade sotto la legge Seveso in materia di alto impatto ambientale. Nonostante tutto però il tempo passa e le cose non si sbloccano. Filippi evidentemente contrariato chiede spiegazioni a Dal Lago. A palazzo Nievo si mormora da anni di un incontro molto teso

Manuela Dal Lago con Roberto Maroni

rebbero accanendo su di lui. Vede «l’accanimento nei suoi confronti» come un dispetto architettato da qualcuno che non gli perdona di avere soffiato a Dal Lago il posto in parlamento. Alla fine però proprio in relazione a quell’articolo definito infamante Filippi viene convinto dai suoi consiglieri ad accettare di firmare una lettera in cui garantisce al GdV che non procederà sul piano giudiziario contro la testata di via Fermi, la quale è chiamata a sdebitarsi, sostiene il senatore, con una serie di articoli

che nel 2007 tra i due sarebbe avvenuto presso la sede di Brescia Padova a Verona; l’episodio è confermato dall’imprenditore: «Le dissi che era un anno che avevamo le carte pronte e che non comprendevamo come mai lei cambiasse le carte in tavola». A detta di Filippi che non fa sconti alla sua ex compagna di partito, Dal Lago si giustifica spiegando che «se i soci del Cis fanno la logistica falliscono» perché sarebbero costretti a mettere poi in vendita aree con destinazione logistica a prezzi di 100 euro al metro quadro, prezzi assolutamente fuori mercato anche in ragione che le aree in mano alla società misto-pubblica non hanno il fronte strada. Nello stesso periodo la Dal Lago, proprio per cercare di sollevare le sorti di Cis spa, almeno questa è la convinzione di Filippi, comincia, d’accordo coi sindaci del comprensorio, a pensare ad un futuro per quel comparto diverso da quello pensato sino ad allora: magari con più aree commerciali e meno logistiche. Più nel dettaglio il logistico passerebbe al 30% delle superfici utili, mentre il commerciale passerebbe al 70%: il tutto nell’ambito della programmazione territoriale inserita nel piano urbanistico intercomunale, il Pati il cui iter era cominciato nel 2005 (proprio quando Dal Lago avvicina Filippi per proporre un suo coinvolgimento) e che vedeva coinvolte le municipalità di Montebello, Montorso, Zermeghedo e Gambellara. © RIPRODUZIONE RISERVATA

più benevolenti. Filippi però torna a lamentarsi «poiché non appena firmo quella sorta di manleva ricominciano gli attacchi». E così tra 2010 e 2011 è il momento del gran tourbillon in casa leghista; Stefani e Dal Lago, i rivali di un tempo, si riavvicinano sotto le insegne del cerchio magico bossiano. Dal Lago, un tempo maroniana doc, salta dall’altra parte mentre Filippi converge verso l’ala tosiana del Carroccio, da mesi in avvicinamento ai maroniani. Ne viene fuori una guerra fatta a colpi di espulsioni e provvedimenti disciplinari. Inizialmente è l’ala bossiana che colpisce duro. Non ci sono solo Stefani e Dal Lago, ma anche l’onorevole Paolo Franco, segretario provinciale del partito. I tre onorevoli manovrano per rendere impossibile la vita agli oppositori ed è in questo contesto che secondo Filippi, maturerebbe la sua espulsione dal Carroccio, la quale poco o nulla avrebbe a che fare con le vicende del Cis. Così è

in un clima di scontro all’ultimo sangue che sempre secondo Filippi, maturerebbe la manovra con cui nell’aprile 2011 in consiglio provinciale proprio in sede di approvazione del Ptcp, si prova a demolirlo sul piano politico. Una manovra che l’entourage della Dal Lago avrebbe preparato con gli emissari dell’europarlamentare Sergio Berlato del Pdl. «Ma siamo sicuri che Berlato sia stato informato correttamente su come stessero le cose?» si domanda Filippi il quale si lamenta per essere stato oggetto di una campagna denigratoria diretta a più mani proprio perché qualcuno avrebbe voluto fargli pagare il sorpasso a Dal Lago in sede di nomination parlamentare. Sul portale del Corriere Veneto il 30 luglio 2011 viene pubblicato un lungo servizio di Marco Bonet nel quale si riportano le parole del senatore che nega senza tema una liason tra la vicenda Cis e la sua espulsione dal movimento padano: «In quella vicenda io sono vittima, avrei di che rivolgermi alla procura. Tra Vicenza e Montecchio è stata autorizzata la costruzione di quattro centri commerciali e solo il mio, che era quello con la viabilità migliore e con il maggior vantaggio pubblico, è stato bloccato». Filippi si toglie così un sassolino dalla scarpa e respira altra aria fresca quando Sergio Berlato sul GdV del 17 gennaio 2012 a pagina 21 “assolve” Filippi: «Assistetti al tentativo di liquidare la questione come una bega personale nei confronti del senatore Filippi... utilizzato come capro

espiatorio per far passare un piano territoriale che conteneva ben altre problematiche di cui l’area Cis di Montebello pareva essere una delle meno criticabili. Era e rimane un caso politico che interessa migliaia di cittadini e piccoli commercianti che la Lega, almeno a parole, afferma di voler tutelare. Non mi occupo di scelte imprenditoriali altrui... soprattutto se fatte in modo legittimo. A me interessa la posizione politica di un partito per verificarne la coerenza tra quello che predica in campagna elettorale e ciò che pratica». Sullo sfondo però rimangono i nodi irrisolti. La proprietà di Cis spa, annunciando di volere vendere le aree per fare casse e per evitare un buco da venti milioni, gonfia i sospetti di chi già dalla fine dei Novanta aveva visto nella operazione Cis una mera speculazione fondiaria e non tanto una opportunità per migliorare la logistica per le imprese vicentine. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Franco con Manuela Dal Lago


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Il rifiuto

Il «no» dei vertici di San Biagio alla ricollocazione di alcuni operai addetti presso il sito di Aim bonifiche a Marghera scatena le reazioni della Cgil veneziana mentre Meridio mette sulla graticola sia il management che il sindaco di Vicenza Variati

di Marco Milioni

P

otrebbero essere riutilizzati e formati per installare impianti fotovoltaici». Era un destino di salvezza sul piano occupazionale quello che il presidente di Aim holding Paolo Colla sul GdV del 9 novembre 2012 a pagina 25 prevedeva per sette dipendenti di Aim bonifiche, maestranze in forza al sito di Marghera, un sito al centro di una complicatissima vicenda giudiziaria ancora in essere. All’inizio della settimana però è arrivata la doccia fredda della Cgil veneziana che senza mezzi termini accusa Colla di avere cucinato una polpetta avvelenata. Una pietanza pensata per quietare, almeno in prima battuta, i timori dei lavoratori in cassa integrazione salvo poi passare, questa è la tesi del sindacato, ad una vera e propria «minaccia» di licenziamento

Lavinia Magaraggia, amministratore unico di Aim Bonifiche

se gli stessi lavoratori non accetteranno una sorta di demansionamento che dovrebbe garantire loro il posto. La Cgil-Filctem non ci sta e dà ad intendere che i lavoratori siano stati messi di fronte al fatto compiuto nell’ambito di una sorta di

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ricatto sul piano occupazionale. «Da giovedì scorso - si legge in una nota diramata il 19 febbraio i lavoratori della Aim Bonifiche sono in sciopero per protestare verso la minaccia di licenziamento subita da parte dell’amministratore delegato di Aim Vicenza. Aim Bonifiche è una piattaforma di smaltimento di rifiuti tossici nei pressi della Raffineria di Venezia, è una piattaforma molto discussa e coinvolta in vicende giudiziarie. Dal 2004 è stata acquisita dalla municipalizzata Aim Vicenza. Ora, dopo tanti anni di smaltimento, i rifiuti tossici sono rimasti molto pochi e la Aim Vicenza ha pensato bene di chiuderla, vendere le aree al miglior offerente e lasciare a casa i lavoratori. Con Aim Vicenza è da più di due anni che il sindacato sta cercando di trovare una soluzione, dopo vari interlocutori e mesi di cassa integrazione sembrava che si fosse trovato un accordo per la ricollocazione nel gruppo per questi sei lavoratori, la Aim Vicenza aveva nel tempo prospettato varie soluzioni: vendita del sito comprendendo i lavoratori stessi, ricollocazione presso le municipalizzate che si interessano di nettezza urbana dell’alto Trevigiano, oppure del nuovo progetto del fotovoltaico o addirittura impegnarli sulle bonifiche del sito stesso». E ancora: «Hanno invece preconfezionato una polpetta avvelenata. All’ultimo momento hanno proposto la ricollocazione presso Valore Ambiente in qualità di operatore ecologico, solo per il primo turno la mattina dalle 6.00 alle 12.00 per sei giorni alla settimana senza nessun rimborso spese, riteniamo che questa sia una proposta preconfezionata per farsi dire di no ed indurre il lavoratore al licenziamento. Abbiamo proposto delle alternative, delle correzioni, se non anche il fatto di rimettersi a disposizione di Aim Bonifiche entrando in cassa integrazione e la risposta dell’amministratore delegato Dottor Colla è stata “Allora io vi licenzio!”. Ecco perchè i lavoratori dalla scorsa settimana presidiano i cancelli di Aim Bonifiche e non desisteranno da questa loro protesta sin quando l’azienda non rientrerà la minaccia di licenziamenti e tornerà al tavolo per trovare una soluzione a questi lavoratori che per anni hanno lavorato per Aim Vicenza in condizioni difficili e senza mai pretendere niente». Immediata è la reazione sul piano politico. Gerardo Meridio, consigliere comunale in forza al gruppo

del Pdl, ma candidato sindaco con il movimento Mir, attacca ad alzo zero: «Evidentemente è finito l’idillio tra un certo mondo sindacale e Colla. Il quale null’altro è che il paravento del sindaco vicentino, il democratico Achille Variati». Poi un altro affondo diretto ad Aim nonché al primo cittadino: «Vorrei tanto sapere, coi lavoratori in cassa integrazione, quanto percepisce, magari l’emolumento pieno, l’amministratore unico di Aim bonifiche Lavinia Magaraggia, che mi pare, non rischi il suo posto come gli operai della srl che amministra». A completare il quadro c'è poi l’esposto presentato in novembre alla procura della Corte dei conti della regione Veneto dall’ex assessore alle partecipate ed ex consulente di Aim Gianni Giglioli. Una iniziativa che va collocata nell’ambito delle ben note vicende che coinvolgono lo stesso Giglioli nonché i vertici aziendali, passati e presenti. Nell’esposto il professionista denuncia le perdite subite dalla capogruppo per una presunta mala gestio della controllata Aim Boinifiche e afferma (VicenzaPiù

Il sito di Marghera di Aim bonifiche

244): «Non solo, omettendo ogni scelta gestionale attiva, rinunziando persino alla messa in liquidazione, l'inattività gestionale ha provocato i seguenti danni alla capogruppo Aim, società interamente partecipata dal Comune di Vicenza… In totale circa 8 milioni di euro. A questo devono aggiungersi crediti ancora in essere verso Aim Bonifiche srl al 31 giugno 2012 per €4.883.665,04 (essenzialmente per finanziamenti a titolo oneroso) ed il danno ambientale da risarcire, in quanto il Ministero lo pretende da Aim Bonifiche e non da Ecoveneta…». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Variati bacchetta la Cgil (m.m.) La vicenda dei lavoratori di Aim Bonifiche impiegati presso l'impianto di Marghera si arricchisce di un nuovo capitolo. Se martedì era stata la Cgil a protestare per l'aut aut addebitato al management di San Biagio, mercoledì è il sindaco di Vicenza, in qualità di azionista di maggioranza ad intervenire, ridimensionando, almeno dal suo punto di vista, la portata dell'intera partita. Le micce ieri avevano preso fuoco quando la Filctem-Cgil lagunare aveva diramato una nota in cui si lamentava del comportamento del presidente di Aim Paolo Colla. Il quale, sostiene il sindacato, di fronte al no dei sette lavoratori della piattaforma ad un diverso in-

Paolo Colla e Achille Variati

carico, più in linea con le necessità aziendali, aveva minacciato il licenziamento. Appresso era arrivata la coda polemica col consigliere Gerardo Meridio che aveva infilzato Colla definito il paravento di Variati. E tant'è quest'ultimo stamani una volta terminata la giunta ha replicato senza tentennamenti: «C'è una protesta in corso? Non mi risulta che l'azienda abbia lasciato a piedi qualcuno. Si ritengano fortunati». Nel frattempo però la protesta della Cgil non si placa poiché nel pomeriggio il sindacato ha diramato un comunicato ancora critico nei confronti della multiservizi berica. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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22 febbraio 2013 pag 7

Tu per chi voti? di Paolo Mele

T

u per chi voti? Chissà quante volte sotto elezioni vi hanno posto o avete rivolto, a parenti e conoscenti, questa domanda. Una domanda a cui oggi, in un’epoca senza più ideologie, ma di generici idealismi di riferimento, è sempre più difficile dare una risposta schietta e veritiera. La scena elettorale, infatti, è affollata da una miriade di partiti e partitini i cui programmi politici, oltre ad essere quasi del tutto si-

mili l’uno all’altro, appaiono scarsamente credibili, in ragione del modesto spessore, o ancor peggio, della comprovata incapacità dei loro proponenti. Un tempo, infatti, quando esisteva una vera destra, una vera sinistra e un altrettanto vero centro, i politici erano selezionati per le loro effettive capacità e meriti, frutto di una lunga gavetta all’interno del partito e di una scuola di cultura ideologica e sociale. E non, dunque, come quelli attuali, ibridi candidati, spesso di dubbia candidezza, di questa o quella idea politica, a cui “si votano”, e per cui soprattutto vorrebbero farsi votare, per mero opportuni-

smo personale, considerati i vantaggi economici che offre un posto in politica, soprattutto per coloro che, come molti rampolli di questa rampante “democrazia”, sono privi di stabile occupazione. A questo punto, il voto, ovvero la croce apposta sulla scheda elettorale, non rappresenta più un simbolo di fede, ma di “analfabetismo” politico, stante l’oggettiva impossibilità di fare una scelta responsabile, essendo la stessa volta a garantire l’elezione di irresponsabili, che dopo aver beneficiato della nostra croce, ce la configgeranno prontamente sulle spalle, semmai con un rincaro di tasse e vitalizi a loro

esclusivo favore. Dunque a poco serve scegliere Monti, convinti che ci salverà dal mare agitato dalla tempesta, da lui stesso generata, o salire sul barcone di Grillo per farsi traghettare verso una inesistente terra promessa, o ancora credere a Bersani ed alleati, ai compagni, ai fratelli d’Italia o ai cugini di campagna, eccetera eccetera. Tanto difficilmente le cose cambieranno. E di ciò siamo in qualche modo, tacitamente, quasi tutti consapevoli, nonostante ci si illuda e si speri ancora nel miracolo, optando rassegnati per il meno peggio, per l’amico dell’amico, o per il più simpatico a cui daremo la nostra preferenza last minute. Tanto premesso, sono sicuro che alcuni sarebbero curiosi di chiedermi: ma tu, allora, per chi voti? Ed io gli risponderei che forse sa-

Anche nella Chiesa di Vicenza c’è divisione di Italo Francesco Baldo

I

l papa all’udienza generale di mercoledì 13 febbraio ha parlato di una chiesa divisa, preda di correnti, di protagonismi, di moti non certo di spirito, di posizioni politiche. Con semplicità Benedetto XVI ha dato alla Chiesa il segnale della necessità di un cambiamento nella fede, nella speranza e nella carità, non nella visione di parte, ma di unità. A Vicenza com’è la situazione? La divisione è emersa chiara e ben delineata da diverse prospettive ed è arrivata al culmine con la questione della Base americana. Forte del pensiero unico qualche anno fa nella chiesa tuonava un gruppo di presbiteri, segnando con ciò, quello che era noto, la divisione del clero a Vicenza, che non credo sia oggi ricucita. A contendere era l’autorità, il principio di autorità che costoro mal sopportano, come disse in un colloquio privato al sottoscritto un teologo vicentino della liberazione. Quale è il male? Non è difficile da identificare, ed ha ragioni precise. Da un lato la pessima interpretazione del Concilio vaticano II, detto da un rettore di Seminario (mons. Cavallon), come una rivoluzione, proprio nei giorni in cui papa Benedetto XVI, con precisione affermava che esso è nella continuità della Chiesa. Vi sono infatti presbiteri che sostengono che vi siano due conce-

Italo Francesco Baldo

zioni della Chiesa, una pre-conciliare ed una post-conciliare. Alla prima apparterrebbero i cosiddetti tradizionalisti, come se la Tradizione non fosse, insieme al Vangelo, fondamento al Magistero e, quindi, una delle fonti della stessa Chiesa. Ma qui tocchiamo quella che il Beato Rosmini chiamava “piaga”. Mentre i seguaci della Chiesa postconciliare sarebbero attivi nella modernità, spesso nel modernismo a dire il vero e nella teologia della liberazione, una politicizzazione dei compiti della Chiesa stessa, come hanno ben definito Giovanni Paolo II e l’allora cardinale Ratzinger. Tra l’altro conseguenza della prima concezione è la sesta piaga della Chiesa (cfr. Vicenza, Il Sileno 2006), ossia la politicizzazione di parte del clero, quello che si mette sempre più in evidenza, magari con Via Crucis parziali ad uso e consumo di posizione politiche, durante una delle diverse manifestazioni No Dal MOLIN. Costoro ritengono che Cesare sia più importante e operano anche nella omelie, spesso lunghe e ideologizzate e dove possono, invece di essere

vicini alle persone. Un tempo “buttare la tonaca alle ortiche” significava “spretarsi”, oggi non sanno nemmeno che cosa sono, anzi si nascondono usando abiti “civili”, come se non dovessero essere segno perenne della loro vocazione e ministero. Per grazia vi sono poi molti altri sacerdoti che impegnano la loro vita secondo la missione ricevuta dal vescovo, il quale la riceve dal papa, senza il quale non vi è legittimità del vescovo e quindi anche del presbitero. Sentire un presbitero di alpeggio irridere al concetto di autorità, fa male oltre che ecclesialmente anche culturalmente: non sa il latino e quindi non sa che autorità significa innalzare non opprimere, ma tanto ha ricevuto “liberazionale” insegnamento magari in Seminario, dove si politicizza la parabola del buon pastore che segue alcune pecorelle, quelle politicamente corrette, e deride e nega valore alle altre, che magari intendono, con avallo, del papa, avvalersi del rito domenicale secondo il messale di Giovanni XXIII del 1962. Infine, anche il clero attraversa la crisi dell’uomo nella nostra società, sempre più ridotto ad una folla di solitudini, ad un autorappresentarsi in un singolarismo dove tutto è ciò che io voglio. Perfino la legge deve essere quello che io voglio. Temo che il sacerdozio tenda a diventare magari una propria autorealizzazione, anziché una chiamata ed un servizio. Un sacerdote bresciano disse chiaramente di es-

sere “sacerdote dentro” perché fuori certo non lo si vedeva. L’abito non fa il monaco, ma almeno ne dà l’idea. Concludo. Ut unum sint, affinché siano uniti e mai divisi, perché diceva Erasmo da Rotterdam “il massimo della nostra religione è la pace e l’unanimità”. La pace non è quella del pacifismo, ma è Cristo risorto, nel rispetto delle posi-

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L’avvocato Paolo Mele, ex marinaio, in una manifesatzione per i marò italiani incarcerati in India

rebbe meglio chiedermi per chi non voto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

zioni, però non confondiamo, come si fece attaccando al Seminario una bandiera arcobaleno o utilizzando in Chiesa questo simbolo, che non ha nulla a che vedere con il mondo della fede cattolica. L’unanimità è ciò che il Magistero, seguendo il Vangelo e la Tradizione insegnano, come ben diceva anche il cardinale vicentino Elia Dalla Costa. Ma costoro non prevalebunt, non prevarranno, le risorse dell’uomo e della fede, speranza e carità (non solidarietà troppo laica nell’origine del termine) avranno ancora vita lunga, nonostante tutte le avversità anche all’interno della chiesa vicentina. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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22 febbraio 2013 pag 8

Pdl non paga Fajetti: l’addetto stampa è meno fortunato di Fede. Zanettin: lo pagherà Berlato di Pietro Troncon

C

on una nota stampa odierna della sua Jam Multimedia e a sua firma Luca Fajetti, giornalista e volto noto di Tva ma anche addetto stampa del coordinamento provinciale del Pdl, comunica «la cessazione del rapporto di collaborazione dal 1° gennaio 2013 ... con il Pdl di Vicenza

(provinciale, ndr) per insolvenza del partito» denunciando al mondo vicentino una sorte peggiore di Emilio Fede, collega più noto e più fortunato di Fajetti nel dirimere le sue vertenze, economiche e non solo, col suo precedente datore di lavoro. La nota rincara la dose con una frase inequivocabile sulla rivendicazione legale di Fajetti sul non essere stato pagato («Una ingiunzione di pagamento è stata già

depositata in Tribunale a Vicenza») prima di preoccuparsi professionalmente di avvisare (quasi due mesi dopo il “fattaccio”) i colleghi che fanno i giornalisti: «Resta inteso che tutto quanto (era scritto “ciò”, ci siamo permessi di correggere con un più comprensibile “quanto” il collega forse innervosito, ndr) prodotto a livello di comunicazione da quella data in poi non è ascrivibile alla Jam multimedia».

Le colonne della Piazza Grande di Luciano Parolin Il 4 ottobre 1831 Don Guzzani sacerdote della chiesa di San Giacomo in Riale, scriveva preoccupato al Podestà Andrea Valmarana sullo stato della chiesa e dei quadri che subivano danni irreparabili per la presenza di ratti, pipistrelli e

Il leone di San Marco

altro che “in più luoghi hanno lacerato i quadri a tela che compongono il soffitto” La spesa occorrente per riparare il tutto risulta di Lire 52,86. Si invoca l'autorizzazione a procedere. Il Podestà gira la supplica al delegato Governativo Austriaco Pasqualigo. Pochi giorni dopo il Podestà scriveva ancora al delegato Imperiale Pasqualigo per riposizionare il leone di San Marco mancante da tempo dalla sua sede, la colonna di Piazza dei Signori. Le colonne in Piazza dei Signori, simbolo della dedizione a Venezia, sono state erette in tempi diversi. La colonna di San Marco nel 1464, il Leone marciano fu installato nel 1473, nove anni dopo. Il Leone ha il libro aperto in segno di pace, era ricoperto da una patina d'oro, per indicare ai forestieri che si trovavano a Vicenza Città dell'oro. Il leone fu scolpito dal lapicida Antonio da Milano. I soldati di Massimiliano il 5 ottobre 1509 durante la guerra di Cambrai

entrano a Vicenza, ne fanno un caposaldo strategico e distruggono il Leone. Nel 1797, con l'avvento di Napoleone i giacobini Vicentini, rimuovono dalla colonna il Leone. Nel 1640 fu eretta la colonna del Redentore che regge in mano il mondo. Stemmi e fregi ornano la base esagonale delle colonne 31 dicembre 1831- Il podestà Valmarana scrive al Delegato sullo stato del leone depositato ai magazzini comunali “ essendo questa scultura di buon scalpello, per cui merita di essere conservata, seguendo il desiderio di alcuni cittadini, s'invoca la concessione di restituirlo al suo posto, sopra la colonna, ad ornamento di questa piazza. Pensiamo che la domanda possa incontrare la compiacenza della Cesarea Regia Delegazione pertanto si attenderanno le analoghe autorizzazioni” Ottenuto il permesso di rimettere il leone sulla colonna, le autorità ne rimandarono l'attuazione per molti anni, sino ai

Il divano di Maria Cristina Strocchi

svolge, ma per quello che è. Molti si definiscono come liberi professionisti, mentre dovrebbero dire: "faccio il libero professionista"... Non "sono un libero professionista". Non parliamo poi delle persone in pensione: colui che fino a quel momento veniva considerato e stimato, un po' alla volta con il pensionamento viene dimenticato. Ho sempre presente la triste vicenda di un famoso medico che aveva molti pazienti ed era

primi mesi del 1863 quando, fu chiesto ai padri di Monte Berico l'utilizzo di un carro speciale col quale si trasportavano da Chiampo i massi per la costruzione del campanile e con il quale si trasportarono i marmi per lo zoccolo a base esagonale della colonna, il tutto ad opera dello scultore Giuseppe Groggia. L'ing. Luigi Dalla Vecchia in una sua relazione sul “pieno restauro del Leone”ci informa dettagliatamente. Il 23 maggio 1863 lo scultore Groggia, presentava all'Amministrazione una “fattura” per alcune addizionali relative al ricollocamento del Leone sulla piazza Maggiore rilevando che in questo restauro erano state aggiunte delle parole non previste nel preesistente contratto come ad esempio le lettere incise sulla base del Leone, cioè

Emilio Fede

in proprio». Che brutta cosa. Politica e giornalistica. È l’Italia bellezza, è l’Italia... © RIPRODUZIONE RISERVATA

Con la modifica dell'art.3 del contratto lo scultore Groggia Giuseppe, si assumeva l'incarico per il restauro del Leone, del basamento, delle gambe e altra parte mancante. Le estremità della coda mancavano. Per le sicurezza e solidità alcuni lavori furono proposti in zinco, con artefice Valentino Porto, ma con contratto a carico dello scultore signor Groggia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eretto MDXX (1520) Demolito MDCCXCVII (1797) Riposto MDCCCLXIII (1863) In totale 44 lettere, che, calcolate per 9 (nove) soldi ciascuna, considerando la difficoltà operativa, importano la somma di 3,96 fiorini.

Il Redentore

quesiti a: mc.strocchi@vicenzapiu.com

Devi produrre Proviamo ad analizzare la regola disumana: "devi produrre" ossia un altro virus letale della nostra mente che di solito si riferisce agli anziani, ma che in tempo di crisi coinvolge molte persone anche giovani, facendole sentire "fallite". In realtà, non dobbiamo mai generalizzare né attribuire la colpa a noi stessi. Se una persona perde il lavoro, non è colpa sua di questi tempi e continua a valere come persona perché non dobbiamo attribuire il valore dell'individuo all'attività che

Perchè non sarebbe stato pagato Luca Fajetti? Ce lo dice Pierantonio Zanettin, vice coordinatore provinciale del Pdl che oggi con Galan è stato nostro ospite alla tavola rotonda con Moretti e Ginato del Pd: «Il suo contratto per essere ritenuto valido dal Pdl nazionale, che provvede ai pagamenti, doveva avere la firma mia oltre che quella del coordinatore provinciale Sergio Berlato, che ora ne risponderà

Maria Cristina Strocchi

invitato a conferenze, cene e incontri sociali e che con il pensionamento venne emarginato, cadendo in una tale depressione che lo portò al suicidio. Anche senza arrivare a queste situazioni estreme, as-

sistiamo spesso all'abbandono degli anziani nella più completa solitudine. La colpa è della nostra società, della produttività che porta molti ad una corsa frenetica per restare al passo con i ritmi e le esigenze pressanti della società tanto che non trovano più il tempo per ascoltarsi, per comunicare con il coniuge, i figli, con se stessi e con i propri genitori anziani. Cosa fare per combattere questa norma disumana? Iniziare a fare un sano auto-monitoraggio settimanale, ponendosi queste salutari domande: Come mi sto comportando con me stesso? Ho rispetto della

mia salute? Come mi sto comportando con il/la mia coniuge? Sto dedicando il giusto tempo ai miei figli? Mi occupo dei miei genitori? Dico loro quanto li amo, ringraziandoli per ciò che mi hanno dato? Queste salutari domande impediscono di perdere "la rotta" della propria vita e di provare sentimenti di colpa per aver trascurato i propri cari in nome della produttività. Impariamo a fare del nostro meglio imparando a dare le giuste priorità. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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22 febbraio 2013 pag 9

L'attacco del Pd a Enrico Cappelletti del M5S: era candidato con la Lega Nord nel 1996 Da Il Mattino di Padova

Il segretario provinciale dei democratici (padovani, ndr) Piero Ruzzante lancia l'attacco: «Enrico Cappelletti, il capolista al Senato, si era già presentato con la Lega nel '96 e nel '98. Dov'è il rinnovamento?» (nella foto la schermata dei risultati delle elezioni politiche del 1996 nel collegio di Padova, ndr). «Il capolista al Senato in Veneto di Grillo, Enrico Cappelletti, altro che nuovo: è un #riciclato5stelle! Apriamo gli occhi sui grillini, rischiamo un Parlamento di riciclati,

non diamo fiducia ad un movimento di dittatorelli che cacciano le neomamme dalle giunte». Parte l'attacco del Partito Democratico padovano al movimento di Beppe Grillo. L'affondo arriva dal segretario provinciale Piero Ruzzante che ha utilizzato Twitter per lanciare l'hashtag #riciclato5stelle proprio contro Cappelletti. «Nel 1996 Enrico Cappelletti, oggi capolista al Senato per Grillo in Veneto, era il candidato della Lega Nord - trombato - nel collegio 15 di Padova Centro. Nel 1998 riesce a battere ogni record pigliando 0 preferenze alle comunali

di Albignasego», è l'affondo di Ruzzante ... Infine, un appello: «Andiamo a scoprire chi sono questi candidati? Sono accreditati di un consenso al simbolo, ma chi manderemo in Parlamento? I nostri candidati stanno girando la provincia, incontrano migliaia di persone, loro chi sono? Chi li vede? Anche in rete sono assenti... A forza di chiedere trasparenza sono diventati così trasparenti che nessuno sa chi siano. Dietro quelle 5 stelle che persone ci sono?». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cappelletti a Ruzzante: sì, sono stato candidato con Lega. Ma ora basta con LN, Pdl e Pd di Enrico Cappelletti*

M

i stupisce l'attacco di Piero Ruzzante sul Mattino on line di Padova (ripreso da VicenzaPiu.com, ndr). Mi spiace perché quando ci confrontammo nel 1996, concluse la campagna elettorale dichiarando ai giornali la stima che aveva nei miei confronti e, pur nel rispetto delle differenze, arrivò addirittura ad auspicare che il sottoscritto continuasse a fare attività politica. Carta canta (basta leggere le sue dichiarazioni al Mattino). Personalmente, ho sempre dichiarato, e compare su tutti i giornali, la mia militanza politica nella Lega Nord di 20 anni fa. Peraltro, con

oltre 17.000 voti personali di preferenza, a 28 anni, non mi sembra di essere stato trombato... Anzi, ho portato la Lega Nord ai suoi massimi storici in città. Il Piero finge anche di non ricordare che, ad iniziare con me l'attività politica nella Lega Nord di quegli anni, c'era anche qualche suo assessore Pd della giunta Zanonato, rispetto al quale Piero si guarda bene dall'utilizzo del termine "riciclato". In tutti questi anni ho lavorato molto. Dopo la laurea, mi sono specializzato all'Università dove hanno studiato Margaret Thatcher e Tony Blair. Sono stato 4 anni in India, per conto di una società di Treviso. Poi ho lavorato come export manager e direttore vendite Italia, presso un paio di aziende del territorio. Fino a che non mi

sono messo in proprio, per mettere a frutto le tante esperienze di una vita di lavoro. Insomma una vita normale, di chi deve lavorare per vivere e per farlo è disposto al sacrificio. Detto questo, è fuori dubbio che tra il M5S e la Lega Nord di 20 anni fa ci sono tantissimi punti in comune. Nel 1992 volevamo cambiare l'Italia. E ci siamo in parte riusciti mandando a casa una intera classe politica incapace e corrotta. Oggi però, guardandoci indietro, cosa vediamo? Semplicemente che i politici che hanno avuto la nostra fiducia, la Lega Nord e Pdl in primis ma anche i vari partiti della sinistra, si sono comportati peggio di quelli della prima Repubblica. Mi basta dare due dati: dal 2000 ad oggi il tasso di sviluppo del-

l'Italia è l'ultimo al mondo. Solo Haiti ha fatto peggio di noi, ma se ci impegniamo ancora un poco la superiamo... Ci siamo distinti per corruzione, sprechi, malversazioni, precariato, disoccupazione e debito pubblico. Si, proprio il debito pubblico è il dato più rivelante di tutti: pochi sanno (e Ruzzante certo non ve lo dice), che dal 1992 al 2012 è più che raddoppiato, rivelando nei numeri quanto l'attuale classe politica sia stata peggiore della precedente. Insomma, caro Piero, tu ed i tuoi amici del centro destra, con cui vi siete allegramente alternati al governo in tutti questi anni, nella migliore delle ipotesi siete stati dei perfetti incapaci, nella peggiore - in caso di responsabilità penali accertate - preparatevi a risponderne nelle sedi più oppor-

Enrico Cappelletti

tune. È per questo che mi sono nuovamente candidato, dopo 17 anni. Ed è per questo che chiedo a tutti i cittadini onesti di fare altrettanto, per riprenderci in mano una fetta del nostro futuro, perché se spegniamo anche questa piccola fiamma di speranza, che cosa ci resta? * Candidato al Senato del Movimento 5 Stelle © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ruzzante a Cappelletti: la militanza nella Lega dimostra che Dna dell’M5S è di destra di Piero Ruzzante*

N

on avevo dubbi che Enrico Cappelletti avrebbe confermato la mia versione dei fatti relativi alla sua candidatura nel 1996 come parlamentare nel collegio 15 di Padova centro storico per la Lega Nord. Ora informi anche i suoi amici grillini del Veneto che mi stanno insultando sui siti di mezzo mondo dicendo che è falso e che è un caso di omonimia, "che ci fa un vicentino candidato a Padova?" eccetera eccetera. Ho voluto portare in emersione questa storia per soli due motivi: il primo che mi sono stancato di vedere presentate le candidature grilline come novità assolute come persone che mai si sono impegnate in politica secondo le affermazioni del loro leader. Non è così. Enrico

si è candidato nel 1996, ha perso, io avevo 31 anni e ho preso il doppio dei suoi voti 37.000 e sono diventato deputato. Era bella l'idea della politica in cui non ti proteggevi dietro le liste bloccate, ma correvi in un collegio, se vincevi eri dentro se perdevi eri fuori. Ma poi i tuoi ex amici della Lega hanno eliminato la bellezza del maggioritario con il porcellum e le liste bloccate, impedendo ai cittadini di poter scegliere chi li rappresentava in Parlamento. Mi dispiace che Cappelletti non lo abbia ricordato prima parlando genericamente di militanza nella Lega Nord e anche in questa replica abbia omesso la sua seconda esperienza politica di candidato nel 1998 al consiglio comunale di Albignasego dove prese 0 voti di preferenza. Non ci si deve vergognare né si deve omettere nulla della propria esperienza (non sono queste le regole che vi siete dati

voi grillini?). Allora il primo motivo è esattamente questo: non è vero come dice Berlusconi che siete di sinistra anzi il capolista del Senato viene dalla Lega Nord, è stato trombato nel 96, è stato trombato nel 98 e ora con le liste bloccate verrà eletto nel 2013. Non è nuovissimo, è un po' "un usato" pure lui e ha una storia politica di militanza di destra esattamente come Antonio Endrizzi candidato in Lombardia che è stato assessore del Pdl. Mediti chi da sinistra ha intenzione di votarli. La seconda motivazione sta tutta nella risposta che Cappelletti dà in questa intervista: "è fuori dubbio che tra il M5S e la Lega Nord di 20 anni fa ci sono tantissimi punti in comune". Ecco appunto proprio qui sta il punto. Abbiamo bisogno di una seconda prova dopo il rovinoso fallimento della Lega Nord che in queste elezioni crollerà (nel Veneto prenderà

metà dei voti del Pd)? Abbiamo bisogno di una seconda illusione ottica dopo che la prima è rovinosamente caduta sui fallimenti del loro finto federalismo, sulla parentopoli bossiana, sui Belsito e sui fondi in Tanzania, sui pericolosi rapporti con le organizzazioni criminali e in queste elezioni addirittura con l'alleanza con Grande Sud? Può permetterselo l'Italia o il Veneto in una fase così delicata di affidare il proprio futuro nelle mani di un movimento così propagandistico e populista che oltretutto non sta dando grandi prove di governo dove da un anno sta amministrando (vedi Parma e Mira)? Errare è sicuramente umano, ma non è proprio necessario perseverare. Abbiamo bisogno di dare risposte al 24% di disoccupati giovani del Veneto, alle migliaia di imprese che chiudono, alle famiglie che non arrivano a fine

Piero Ruzzante

mese. Siamo sicuri che un governo di Grillo ci dia più garanzie per il futuro dei nostri figli? E che sappia rapportarsi con l'Europa avendo la capacità di far arrivare quegli investimenti necessari per il rilancio della nostra economia e per rimettere al centro lo sviluppo economico? Nel Veneto ci hanno fatto grulli una volta evitiamo di cadere per la seconda volta nella trappola del populismo e della demagogia. * segretario provinciale del Pd padovano © RIPRODUZIONE RISERVATA


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22 febbraio 2013 pag 10

Maria Cristina Caretta dà la caccia ai voti La sua missione è promuovere la cultura rurale e tenere la destra unita di Guido Gasparin

M

aria Cristina Caretta, nata a Thiene (VI) l’11 gennaio 1964 e ivi residente, presidente della Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane e del Movimento per la Caccia e la Cultura Rurale, è numero uno di Fratelli d’Italia per la Camera in Veneto. A poche ore dal voto abbiamo avuto con lei un colloquio a 360 gradi. Quali sono le sue sensazioni a poche ore dalle elezioni? Continuiamo a registrare grande affluenza di pubblico a tutte le riunioni indette dal neonato Movimento per la Caccia e per la Cultura Rurale che, in occasione delle politiche, ha sottoscritto un accordo politico programmatico con Fratelli d’Italia - Centrodestra nazionale. La presenza media ad ogni incontro pubblico è stata di oltre 200 persone e in alcuni Comuni si è ampiamente superato il numero di 500 partecipanti, senza contare l’incontro del 15 dicembre in Fiera a Vicenza che ha registrato una presenza di oltre 2.400 persone. Credo che Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale nella prossima legislatura avrà il compito di iniziare la riaggregazione di tutte le forze di destra, che potrebbero contare su un bacino elettorale che va dal 10 al 20 %. Che contributo darà Fratelli d’Italia

Cristina Caretta al centrodestra e come si pone nei confronti della Lega? Una volta compiuto il percorso di riaggregazione della destra italiana, Fratelli d’Italia rappresenterà il punto di riferimento di tutti coloro che continuano a preservare nel proprio cuore valori ed ideali che non tramonteranno mai. La Lega è un partito oramai superato, sia nel tempo che nella funzione politica. Oggi una parte di coloro che votavano Lega come strumento di protesta si sono orientati verso altri strumenti più attuali e, si pensa, più efficaci. Coloro invece che votavano Lega rincorrendo il miraggio del federalismo o della secessione si sono resi conto che, con le utopie irrealizzabili, non si risolvono i problemi dei cittadini. Come giudica il movimento ambientalista e animalista? Abbiamo già detto in più occasioni

che il nostro Paese non può continuare a vivere di scontri ideologici o di contrapposizioni sterili causati da integralismi irrazionali, che causano danni incalcolabili al patrimonio faunistico e ambientale. Per difendere il nostro territorio dalla cementificazione selvaggia e dalle minacce dell’inquinamento dobbiamo unire tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia dell’ambiente. Ecco perché abbiamo dato vita all’Associazione e alla Fondazione per la difesa e la promozione della Cultura Rurale: intendono unire le forze di tutti i portatori della cultura rurale, compresi i cacciatori, i pescatori, gli agricoltori, gli allevatori e gli ambientalisti seri e propositivi. Gli ambientalisti si oppongono alle grandi opere che consumano il territorio. Sono opere che, consumando il suolo agricolo, limitano però in qualche modo anche l’attività venatoria. Cosa ne pensa? Ribadiamo la nostra avversione per qualsiasi posizione integralista o demagogica. Molte formazioni animalambientaliste sono dei cavalli di Troia che vengono usati, in base alle convenienze, da ben determinati schieramenti politici collocati a sinistra nello scenario politico italiano ed europeo. Noi siamo favorevoli alla realizzazione di infrastrutture senza le quali la nostra economia perderebbe inevitabilmente la propria competitività. Siamo contestualmente dell’avviso che queste opere

Ignazio La Russa presenta Cristina Caretta e gli altri candidati possano essere realizzate con il minimo danno per il nostro territorio e per le persone che vi abitano. Come si descrive in qualità di donna impegnata nell’associazionismo e nella politica? Sono una donna come tante altre che si è resa conto della necessità di scendere in campo in prima persona per cercare di dare risposte concrete ai tanti problemi che affliggono le nostre categorie e che da troppo tempo sono irrisolti per l’incapacità, la codardia, o la mancanza di impegno di chi ci doveva rappresentare. Sono orgogliosa di rappresentare una comunità umana meravigliosa, fatta di volontariato, di valori e di ideali che sono i cardini del nostro impegno civile. Come giudica il video realizzato dai due candidati padovani di Fratelli d’Italia e da molti considerato

omofobo? Prendiamo le distanze dal video-parodia, realizzato in maniera autonoma da alcuni esponenti padovani e diffuso in rete senza consultare preventivamente nessun dirigente del partito. Il tentativo di ricavarsi un briciolo di visibilità deve essere conciliabile con il buon gusto e con il senso di responsabilità. Abbiamo immediatamente chiesto agli autori di questa discutibile iniziativa di rimuovere immediatamente il video dalla rete e di scusarsi con coloro che si possono sentire offesi nelle proprie convinzioni. Pur essendo convintamente schierati a difesa della famiglia tradizionale, riteniamo doveroso rispettare chiunque abbia orientamenti sessuali diversi dai nostri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sbrollini al rush finale col Pd: Livia Turco mi ha passato il testimone del suo lavoro Sul mio lavoro parlamentare stupidaggini quelle scritte da NV, che non ha poi pubblicato il mio punto di vista

di Daniela Ceccon

C

andidata alla Camera nella lista Veneto 1 per il Pd e già parlamentare, la vicentina Daniela Sbrollini è stata la donna più votata in Veneto alle primarie del suo partito. Nonostante questo, si è ritrovata in lista solo al nono posto. Il rammarico c’è, racconta nella nostra intervista, ma anche l’emozione per le elezioni imminenti e la voglia di tornare ad occuparsi di diritti e sociale. Come vive questa settimana di attesa? Sto vivendo questi giorni con grande emozione, perché so che abbiamo lavorato tanto. E’ stato faticoso, ma bello, siamo riusciti a girare tutti i 581 Comuni del Vicentino, cosa che ci ha permesso di rinsaldare il nostro legame con il territorio. Partecipare a questi incontri è stato un modo per confrontarsi con la gente, e questo mi è piaciuto molto, perché è il mio modo di fare politica. Sono

stanca, come tutti, ma sono anche piena di fiducia e positiva. Il nono posto però… non si aspettava qualcosa di meglio? Il rammarico c’è: sono stata la donna più votata della Regione, ho creduto molto nelle primarie e sono contenta di averle fatte, ma quando a passarti davanti sono persone che non hanno neanche partecipato, è naturale provare rabbia e dispiacere. Sono stata una dei pochi parlamentari uscenti ad essere legittimata dagli elettori, mi aspettavo decisamente qualcosa in più. Questo è però uno sprone a fare di meglio e il risultato che ho ottenuto alle primarie è importante: cercherò di continuare a lavorare per la mia Regione come ho fatto finora. A proposito, è di qualche giorno fa la critica del direttore de La Nuova Vicenza, Alessio Mannino, che la accusa di non aver portato a Roma le istanze della città e della provincia da cui proviene. Come risponde? Quelle uscite su La Nuova Vicenza sono stupidaggini: ho ri-

Daniela Sbrollini porta la sua solidarietà ai lavoratori della Bella Zoilo

sposto al direttore, ma il mio punto di vista non è stato pubblicato. I dati riportati nell’articolo, fra l’altro, non sono corretti: manca il lavoro che ho svolto nelle commissioni e non si dice nel calcolo delle presenze in parlamento sono stata penalizzata dalla gravidanza, che allora non veniva calcolata. Alcune delle mie proposte sono diventate legge, come quella sulla doppia preferenza di genere, altre lo sarebbero diventate se il

governo fosse caduto dieci giorni dopo, come quella sul femminicidio, che è praticamente pronta. E poi, non si può mettere sullo stesso piano l’attività di chi è all’opposizione rispetto a chi lavora nella maggioranza, dove è sicuramente più facile trovare supporto e approvazione alle proprie proposte. Pensa di essere eletta? Roma dà per certi undici posti nella mia lista, quindi ci sono buone possibilità.

Se le cose dovessero andare bene, quali sono i primi provvedimenti ai quali comincerà a lavorare? Come ho detto, la legge sul femminicidio è pronta. Con il Comitato “Nun te regghe più” ho lavorato alla proposta sull’adeguamento dello stipendio dei parlamentari italiani alla media europea, che ha già superato il vaglio delle commissioni. Poi, continuerò ad occuparmi dei temi che da sempre mi stanno a cuore: welfare, stato sociale, sanità, infanzia. E’ il momento di fare una grande battaglia di civiltà per i diritti, dalle unioni civili alla legge 40 (procreazione assistita, ndr). Una cosa di cui vado molto orgogliosa, e che comunico qui in anteprima, è la richiesta che mi ha fatto Livia Turco di portare avanti il suo lavoro (sull’immigrazione, ndr). Trovo sia una cosa davvero importante e me ne occuperò con grande senso di responsabilità. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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22 febbraio 2013 pag 11

La formazione per una crescita motivazionale e operativa per i volontari “Sono sempre più convinta che una buona formazione sia determinante nello sviluppo di ogni organizzazione e dei suoi associati. Essa infatti costituisce un elemento strategico per innovarsi per far evolvere il ruolo e le competenze che ciascun volontario può offrire alla comunità. In un momento di crisi come questo, durante il quale la progettazione sociale viene penalizzata dalla drastica diminuzione dei fondi messi a disposizione, dobbiamo pensare in grande, senza timori: la formazione ci aiuta a farlo. La formazione consente infatti a ogni associazione di aumentare l’efficacia del proprio intervento attraverso una specializzazione che non significa isolamento, ma al contrario capacità di unire le forze, di organizzare reti settoriali,

DIDATTICA E CONTENUTI

Rispondenza del corso alle sue aspettative

Metodologia didattica utilizzata

Incremento delle proprie conoscenze/competenze

Applicabilità alla propria realtà associativa

scarsa

9

1,56%

mediocre

14

2,43%

51

8,84%

275

47,66%

226

39,17%

2

0,35%

scarsa

3

0,52%

mediocre

7

1,21%

62

10,75%

260

45,06%

241

41,77%

4

0,69%

scarsa

6

1,04%

mediocre

16

2,77%

73

12,65%

260

45,06%

217

37,61%

5

0,87%

scarsa

7

1,21%

mediocre

21

3,64%

95

16,46%

266

46,10%

177

30,68%

11

1,91%

di sviluppare nuove progettualità consolidando gli interessi comuni, coordinando gli interventi nel territorio e ottimizzando così l’utilizzo delle risorse. Imparare a riconoscerci in un’appartenenza più ampia vuol dire arricchire la nostra esperienza come volontari

DOCENZA scarsa

1

0,17%

mediocre

7

1,21%

17

2,95%

121

20,97%

Competenza nel merito degli argomenti

Chiarezza dell’esposizione

Disponibilità nei confronti dei partecipanti

429

74,35%

2

0,35%

scarsa

2

0,35%

mediocre

6

1,04%

30

5,20%

152

26,34%

384

66,55%

3

0,52%

scarsa

2

0,35%

mediocre

3

0,52%

14

2,43%

146

25,30%

409

70,88%

3

0,52%

ORGANIZZAZIONE E LOGISTICA

Sede di svolgimento

Qualità del materiale didattico (lucidi, dispense, ecc.)

scarsa

4

0,69%

mediocre

3

0,52%

50

8,67%

194

33,62%

321

55,63%

5

0,87%

scarsa

4

0,69%

mediocre

10

1,73%

58

10,05%

235

40,73%

242

41,94%

28

4,85%

ETÀ DEI PARTECIPANTI AI CORSI nessuna indicazione 2,08% più di 60 25,65%

NOTIZIA DEL CORSO

IL CORSO HA FACILITATO L’INSTAURARSI DI RELAZIONI CON ALTRE ASSOCIAZIONI ?

NUMERO DELLE ORE DELLA DURATA DEL CORSO

nessuna indicazione 2,60%

18-30 9,88%

Altro 10,92%

nessuna indicazione 4,50%

nessuna indicazione 8,32%

scarso 15,08%

eccessivo 2,60%

31-40 16,29%

No 25,65% Newsletter CSV 16,46%

51-60 22,70%

41-50 23,40%

Comunicazione CSV 56,85 % Sito CSV 13,17%

adeguato 77,82%

Si 66,03 %

e come persone, un’esperienza che quotidianamente ci vede uniti nel rappresentare un vero e proprio “capitale sociale” per questa nostra generosa comunità vicentina.” Maria Rita Dal Molin presidente CSV di Vicenza


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22 febbraio 2013 pag 12

Pd vs PdL, toni pacati per nuove prospettive politiche di Guido Gasparin

U

n incontro che non si è concentrato sulle polemiche tra gli opposti schieramenti, ma che anzi è stato a tratti esilarante (vedere i video per credere), come se fra Pd e PdL scorresse in fin dei conti buon sangue. Una sorta di patto tra gentiluomini ha reso piacevole il secondo confronto organizzato oggi pomeriggio al Caffè Garibaldi di Vicenza da VicenzaPiù. Sulla sponda Pd Alessandra Moretti (vicesindaco di Vicenza) e Federico Ginato (segretario provinciale del partito), rispettivamente numero tre e numero quattro nella lista per la Camera, sul fronte PdL l’ex governatore del Veneto ed ex ministro Giancarlo Galan, capolista alla Camera, e l’ex parlamentare e vicecoordinatore provinciale del partito Pierantonio Zanettin, numero cinque al Senato. Il dibattito moderato dal direttore di VicenzaPiù Giovanni Coviello si è aperto con le impressioni di Moretti e Galan su questa campagna elettorale. Per la prima si è percepito il clima di sfiducia della gente nella politica: «non siamo però tutti uguali – ha tenuto a precisare – e il voto di protesta potrebbe causare l’instabilità, che in questo momento non serve al paese». Per Galan non è stata certamente la più bella cam-

Federico Ginato, Alessandra Moretti, Giovanni Coviello, Giancarlo Galan, Pierantonio Zanettin

pagna elettorale a cui ha partecipato, «perché è stata soprattutto una campagna mediatica e perché non mi piace l’attuale sistema elettorale privo delle preferenze». «Ma allora perché il porcellum non è stato cambiato?», ha incalzato Coviello. Secondo Galan «perché in Parlamento c’erano troppe resistenze. In ogni caso la riforma elettorale va fatta nel primo anno della nuova legislatura». «E’ stato proprio il porcellum ad allontanare ulteriormente la gente dalla politica – ha ribadito Moretti – la legge va cambiata e inoltre va ridotto il numero dei parlamentari e vanno abbassate le indennità». «Al nostro partito – ha sottolineato Ginato – va concesso il merito di aver comunque organizzato le primarie e le parlamentarie, che hanno consentito ai cittadini di decidere chi mandare in Parlamento». E le primarie non dispiacciono nemmeno

a Galan, il quale ricorda però che, oltre che in Italia, vengono praticate solo negli USA. «Porcellum o non porcellum – ha spiegato Zanettin – ho sempre vissuto le ultime sfide politiche come se il posto me lo dovessi guadagnare. Nel 2006 ho preso il posto di Galan diventato ministro, nel 2008 sono rimasto a casa e questa volta per essere eletto occorre che in Veneto il centrodestra vinca sul centrosinistra». Inevitabile un riferimento alla Minetti da parte di Alessandra Moretti, secondo cui le scelte delle liste vanno fatte tenendo conto dei valori, dell’esperienza e della competenza dei candidati. Prima battuta di Galan: «se alle regionali del Veneto avessi candidato 12 Minetti avrei sicuramente perso molti voti». Un passaggio ha riguardato il ruolo dell’informazione. Per Galan, come in tutte le professioni, «ci sono i gior-

nalisti bravi, attenti e onesti e ci sono i giornalisti cialtroni, prezzolati e venduti». Secondo Moretti il giornalismo deve recuperare una funzione educativa, mentre per Zanettin si avverte il bisogno di tornare agli editori puri. Ginato ha invece puntato l’attenzione sulla necessità di una legge contro il conflitto di interessi. E poi i magistrati. Zanettin già durante la sua prima esperienza in Parlamento (2001-2006) propose una legge sull’ineleggibilità ed incompatibilità dei magistrati, poi arenatasi in Senato. «E’ inammissibile – spiega – che Ingroia possa tornare a fare il magistrato come ha promesso che farà se non dovesse entrare in Parlamento. Dove sta la terzietà di chi deve applicare la legge?». Si è poi discusso delle diverse anime che compongono Pd e PdL e dei futuri scenari politici. «Con Italia Bene Comune – ha esordito Moretti - abbiamo creato un’alleanza basata su un programma, precisi obiettivi e regole e sul principio democratico che le decisioni vanno prese a maggioranza. Puntiamo sull’eliminazione delle disuguaglianze sociali, salvaguardando il welfare». Secondo Galan «per Monti non ci sarà un futuro politico, mentre gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra rimarranno nel tempo. Auspico che in Italia si formi un vero bipolarismo». Una frecciata di Ginato nei confronti del PdL: «Noi del Pd abbiamo già metabolizzato la fu-

sione tra Ds e Margherita, mentre voi del PdL siete ancora in ritardo, come dimostrano gli ex An che hanno creato Fratelli d’Italia. Una sana sconfitta di Berlusconi farebbe bene per il ricompattamento del centrodestra». Risposta secca di Zanettin: «Il miglior balsamo per un partito non sono le sconfitte, ma le vittorie». E poi Galan: «All’ingovernabilità prospettata dopo il voto da qualcuno preferisco di gran lunga la sconfitta di Bersani. Ricordo che in Belgio sono rimasti senza Governo per un anno e mezzo e mica sono falliti». Il tutto seguito da un batti e ribatti sulle previsioni del prossimo voto. «Noi abbiamo guadagnato», ha sottolineato Ginato; risposta di Galan: «fino a due mesi fa non c’erano dubbi sulla vittoria del centrosinistra, oggi invece vi è più di qualche dubbio». Tutti d’accordo su una riduzione del peso fiscale (ma il PdL la vorrebbe accompagnata da una diminuzione del peso dello Stato) e per finire una domanda secca sui pregi e sui difetti del partito avversario. Zanettin: «il pregio sono le primarie e il difetto è che non ha vinto Renzi». Ginato: «il pregio è che con la nascita di Fratelli d’Italia hanno fatto chiarezza al loro interno, il difetto è che hanno candidato Berlusconi». Galan: «il Pd ha un unico pregio: in Veneto perde sempre». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giuliari si scontra con Coviello e quasi se ne va Lo trattiene Cappelletti (M5S). Toldo assediato dalle “gattare” dell’Altovicentino si alza prima della fine. Grillini disciplinati

U

n dibattito con diversi colpi di scena quello tra Montiani (Scelta civica con Mario Monti) e Grillini (Movimento Cinque stelle): Francesco Giuliari che si alza e vuole andarsene perché il conduttore e direttore di Vicenza Più Giovanni Coviello non gli permette delle precisazioni sulle dichiarazioni dell’altro montiano Toldo per rispettare lo spazio dei Grillini; un ulteriore attrito tra il direttore di Vicenza Più Giovanni Coviello e il candidato Francesco Giuliari, già parlamentare, sui decreti attuativi riguardanti l’applicazione dell’Imu agli edifici ad uso commerciale della Chiesa cattolica, dei sindacati e dei partiti. Con Coviello che denunciava la mancata riscossione dell’imposta sugli immobili per un vizio di forma del decreto attuativo («e questi non pagheranno più nel 2013») e Giuliari che sosteneva che comunque Chiesa, partiti e sindacati dall’entrata in vigore della legge dovranno pagare anche retroattivamente rispetto al decreto valido. Una questione che verrà approfondita da Vicenza Più, non v’è dubbio! E infine al momento delle domande da parte del pubblico un gruppo di signore dell’Altovicentino che attaccano il montiano Toldo sul tema del canile e gattile, servizio che

Lista Monti vs M5S Francesco Giuliari, Alberto Toldo, Giovanni Coviello, Enrico Cappelletti nell’Ulss 4 non sarebbe garantito (anche qui si prospetta un articolo inchiesta di Vicenza Più). Con il sindaco di Valdastico e presidente dei sindaci dell’Ulss 4 che si alza indispettito e se ne va evitando il confronto con una signora che gliene dice di pesanti: «lei è un bugiardo, ci ha preso in giro per anni sul canile …!» Con i Grillini che prendono la palla al balzo e accolgono le istanze del gruppo di “gattare” (in senso buono, ovvero animaliste). Veniamo con ordine: al dibattito tra Montiani e Grillini partecipano due esponenti della Lista civica Alberto Toldo e Francesco Giuliari e tre del Movimento 5 stelle, Enrico Cappelletti, Giacomo Torre e Giordano Lain.

L’argomento iniziale riguarda lavoro e imprese: entrambi gli schieramenti sono per dare facilitazioni alle imprese con i montiani su posizioni più liberali rispetto al lavoro. Cappelletti insiste nel sottolineare come si debbano agevolare soprattutto le Pmi, vera spina dorsale dell’economia e come si debba facilitare con una franchigia fiscale le start up. Sui problemi del credito al consumo e per le imprese Toldo dice che non è colpa di Monti, «è una situazione strutturale che dura da anni». Mentre Cappelletti punta il dito sul premier: «è colpa di Monti che ha dato soldi alle banche senza chiedere e imporre a loro nulla!» Poi la dolorosa Imu per gli italiani e anche per la tavola rotonda.

Un ulteriore attacco a Monti da parte dei Grillini: «è pazzesco chi ha un monolocale paga l’Imu e le fondazioni bancarie invece no!» «Invece di far pagare questa odiosa tassa (l’Imu, ndr)», precisa Cappelletti, «Monti avrebbe potuto indire l’asta per le frequenze tv che comunque sono un bene pubblico: lì si sarebbero potute trovare le risorse per evitare ulteriori tasse!» Anche in questo incontro si è parlato di elezioni amministrative a Vicenza: «Né Variati, né Dal Lago», ha affermato Lain dei 5 Stelle, «per riammodernare Vicenza e tutto l’hinterland ci vuole aria nuova perché bisogna migliorare la qualità della vita e eliminare i tanti sprechi che ci sono. La città è matura per fare un salto di qualità!» Francesco Giuliari dal canto suo afferma che «la città di Vicenza negli ultimi 30 anni ha avuto dei buoni amministratori all’altezza del loro compito, e sia Variati in comune, sia Dal Lago in provincia hanno fatto bene!» «L’errore? poco coinvolti gli assessori e gli altri amministratori». Cappelletti a quel punto non ci vede più e domanda a Giuliari: «E il disastro di Borgo Berga a chi lo imputiamo?», con un Giuliari che ammette che a Porta Monte è stato

fatto peggio che al Dal Molin. Spazio a Torre del M5S che da insegnate parla di scuola e dell’importanza di mantenere in vita dignitosamente la scuola pubblica che è fondamentale per il futuro del paese: «niente finanziamenti alla scuola privata, come dice l’art. 33 della Costituzione, e basta con i tagli alla scuola pubblica che significano tagliare le gambe all’Italia!» Toldo risponde ricordando che oltre il 50% della scuola dell’infanzia in Veneto è privata e che svolge un ruolo importantissimo: quindi anche la scuola privata va salvaguardata e aiutata. Project financing e caso Santorso (ospedale): per i montiani sono necessarie regole certe e trasparenza totale sui finanziamenti. «Purtroppo a Santorso è successo che c’è stata l’abdicazione di ogni ruolo pubblico», ha affermato Toldo. Cappelletti invece si dichiara contrario: «Il project financing è come una pistola carica che va tenuta in mano da un poliziotto, non da una persona che non sa utilizzarla o peggio che la utilizzerebbe per fini personali». «Mai più a contratti che privatizzano gli utili e che fanno cadere sul pubblico le perdite», conclude Cappelletti. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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22 febbraio 2013 pag 13

Fli vs Mir by ViPiù: Monti o non Monti, ma tutti contro Variati C on il direttore di VicenzaPiù due movimenti moderati che potrebbero fare la differenza a livello nazionale, ma anche in città alle comunali. Gran fervore al Caffè Garibaldi di piazza dei Signori a Vicenza dove il direttore del periodico VicenzaPiù Giovanni Coviello ha condotto due tavole rotonde particolarmente affollate di candidati e di contenuti. Eventi promossi Media Choice editore anche delle 5 testate web della famiglia vicenzapiu.com e bassanopiu.com. Nella tavola rotonda tra Fli e Mir, per Futuro e Libertà il deputato uscente Giorgio Conte, già vicesindaco di Vicenza con Hüllweck, accompagnato da Enzo Giordino, entrambi candidati nelle liste del partito di Gianfranco Fini. Per Moderati in rivoluzione Gerardo Meridio, già sindaco di Dueville, già presidente dell’IPAB di Vicenza, attuale consigliere comunale di Vicenza, accompagnato da Daniele Costa, entrambi candidati nelle liste del partito di Samorì. Un dibattito sereno, disteso, un confronto civile tra “ex amici” (Conte e Meridio sono stati entrambi nel Pdl) ora su posizioni diverse. “Di fronte ad una situazione che poteva risultare la fotocopia di altre campagne elettorali, ovvero Berlusconi contro i comunisti, abbiamo scelto una soluzione alternativa”, ha affermato in apertura Giorgio Conte. Ma perché con Monti?

Enzo Giordino, Giorgio Conte, Giovanni Coviello, Gerardo Meridio, Daniele Costa

“Semplicemente per non vanificare i tanti sacrifici che sono stati fatti dagli italiani in questi 12 mesi di governo tecnico finalizzati a salvare il Paese dalla bancarotta!” Insomma per Conte quella del Fli è stata una scelta di grande responsabilità in appoggio al Premier uscente che con altrettanto coraggio e responsabilità, a detta dell’esponente del Fli, ha anteposto il bene dell’Italia alla sua carriera personale: “E pensate che gli era stato proposto il Quirinale pur che rimanesse fuori dall’agone politico”. Invece per Meridio (Mir) quello di Monti è stato un errore storico: “doveva starsene fuori e fare il tecnico”. “In comune con il Fli”, ha proseguito Meridio, “abbiamo imposto pulizia nelle nostre liste: niente condannati, e in un momento storico come questo non ci devono essere nemmeno gli indagati”.

“Uno dei motivi per i quali sono uscito dal Pdl è proprio questo, e Berlusconi avrebbe dovuto farsi da parte”. Prosegue Meridio. “Per tornare a Monti dico che ha fatto gli interessi delle banche e non degli italiani e mi chiedo perché il Premier uscente dopo aver ‘assegnato’ grandi risorse alle banche italiane non abbia anche obbligato gli istituti di credito ad una politica creditizia meno restrittiva verso gli imprenditori e le famiglie! Questo però non lo ha fatto!” “Col Mir in lista non solo non ci sono condannati, ma nemmeno ex parlamentari: questo è il nostro valore aggiunto!”. Ad affermarlo il Daniele Costa che sottolinea come Monti abbia imposto un livello di austerità maggiore di quello a sua volta imposto dall’Ue al Paese. “Purtroppo c’è stata poca equità nell’imporre i sacrifici

agli italiani, e poi c’è da sfatare un mito”, conclude Costa: “A far scendere lo spread non è stata tanto l’azione di governo, ma l’intervento di un altro Mario, che di cognome fa Draghi: la Bce infatti ad un certo punto ha garantito per Spagna e Italia!” Conte e Giordino hanno poi insistito sul fatto che una volta al governo sarà necessario mettere mano a una serie di riforme per il Paese a partire dal nodo delle imprese e del lavoro e risolvere quel credito di 48 miliardi di euro che le aziende vantano dallo Stato. Per i due esponenti del Mir ci vuole invece una azione di governo concreta e pratica per abbattere il debito pubblico ed evitare che lieviti. “Vendiamo le riserve auree della Banca d’Italia che valgono circa 250 miliardi di euro, la Germania l’ha già fatto”, afferma Meridio! E sempre per abbattere il debito pubblico vanno messe in campo anche le Fondazioni bancarie. Inoltre per il Mir per uscire dalla crisi è necessario agevolare il credito alle imprese e detassare il costo del lavoro. Raccolta anche la provocazione del direttore Coviello sulle elezioni comunali di maggio: cosa farà il Mir? sarà fagocitato dal Pdl? “Troveremo spazio nel centro destra con il candidato che proporremo, perché vincono i candidati giusti e le proposte giuste”, ad affermarlo Daniele Costa con fare diplomatico, ma

è evidente che il candidato del MIR potrebbe essere Meridio stesso che sorrideva sornione nonostante la richiesta insistente di conferma del direttore di Vicenza Più. Giordino del FLI invece ha spiegato che l’intenzione loro sarà quella di mettere in piedi una lista civica per Vicenza cercando di declinare l’esperienza nazionale a livello vicentino. “Una cosa è certa comunque”, ha affermato Giordino, “non vogliamo a che fare con chi propone la secessione dal Paese, con gli alleati di Berlusconi e con quelli che strizzano l’occhio a movimenti estremisti come i No Dal Molin”. E puntualizza Conte: “Il nostro sarà un progetto politico amministrativo alternativo a Variati dialoga con gli estremisti!” Anche Meridio attacca Variati: “Cosa ha portato in cinque anni Achille alla città?”, si domanda, “Hüllweck ci ha dato il teatro, il tribunale, il restauro della basilica palladiana. Ora con Variati la nostra città è gestita dagli estremisti!” La prova? “L’abuso del tendone dei No Dal Molin che è sempre lì, mentre stalle e palazzine abusive (giustamente) vengono abbattute!” E chiude Meridio: “Variati è come il dio nordico del caos, l’astuto Loki (fratello di Thor): noi vogliamo e dobbiamo liberare questa città dal dio dell’inganno!”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lavoro e sprechi: confronto aperto, ma il candidato Santini è “assente ingiustificato” (g.g.) Segnato dalla defezione del candidato al Senato per il Pd Giorgio Santini (fino a poche settimane fa vice di Bonanni alla Cisl) il quinto incontro del ciclo organizzato al Caffè Garibaldi di Vicenza da VicenzaPiù in vista delle ormai imminenti elezioni politiche. Era previsto il confronto con Massimo D’Angelo di Cgil e Luc Thiabault dell’Usb, ma Santini, tramite la sua segretaria, ha prima annunciato un ritardo di mezzora e poi non si è presentato. «Speriamo non sia vero quanto anticipatomi da un dirigente di Rivoluzione civile venuto per ascoltarlo: non verrà per non confrontarsi con la base sindacale» ha chiosato amareggiato il direttore di VicenzaPiù che ha aggiunto: «Non voglio neanche pensarlo altrimenti come votarlo per andare in senato dove dovrà affrontare ben altri contraddittori? Penso sia “solo” stata mancanza

di educazione e di rispetto verso chi avrebbe voluto conoscere le sue idee». Moderati da Giovanni Coviello, D’Angelo e Thibault si sono comunque rivolti a Santini: il primo chiedendo se il Pd, in caso di vittoria, avrà come priorità il tema dei salari, il secondo accusando il partito di aver stretto l’alleanza con Monti, favorendo così le politiche contro la classe operaia. Molti i temi, sia nazionali che locali, affrontati dai sindacalisti, partendo dal malaffare che spesso accompagna la gestione della cosa pubblica e puntando il dito contro le spese inutili, tra cui, secondo Thibault, quelle militari. Per le questioni locali ampio spazio è stato dato al nuovo ospedale di Santorso e agli ex ospedali di Schio e Thiene, ai quali, in tema di presunti sprechi, è stato dedicato un ampio servizio fotografico nell’ultimo numero cartaceo di Vi-

cenzaPiù. Entrambi i sindacalisti hanno puntato il dito contro il progetto di finanza. Per Thibault “il percorso del nuovo ospedale è stato accompagnato da investimenti inutili fatti negli ospedali di Schio e Thiene poco prima della loro chiusura per favorire i privati”; secondo D’Angelo “è necessario recuperare la cultura della legalità, che in questo paese sta scemando pericolosamente”. E poi il tema di Aim: “Si è Passati dalla fase dello spezzatino - sostiene D’Angelo - alle riforme volute da Variati e ai tanti interrogativi legati al futuro dell’azienda”. Per il rappresentante di Cgil anche nel settore dei trasporti dominano gli sprechi, “basta pensare agli 11 vettori privati che in provincia di Vicenza lavorano a fianco di Aim e Ftv”. Un’altra emergenza è quella della sicurezza nel posto di lavoro. Secondo Thibault e D’Angelo le sta-

Luc Thibault, Giovanni Coviello, Massimo D’Angelo

tistiche degli infortunati e dei morti non rispecchiano la reale situazione di emergenza, perché i dati ufficiali non riportano le situazioni di lavoro nero. Infine un giudizio negativo di entrambi nei confronti del proliferare delle cooperative, “che spesso generano condizioni di lavoro precarie

e al limite dello sfruttamento”. “Tutti temi interessanti - ha chiosato il direttore Coviello - provvederò a fare avere una copia del video dell’incontro a Santini, per capire se in Senato ci possa essere spazio tramite lui per queste discussioni”. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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22 febbraio 2013 pag 14

Fracasso difende Ipab di Vicenza ed attacca Sernagiotto: non attento alle politiche sociali di Filippo Zenna

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on vuole ricercare il marcio perché nel complesso delle politiche regionali per il sociale ce n'è già tanto. Stefano Fracasso, consigliere regionale di minoranza, vice presidente del gruppo consiliare Pd e membro della quinta commissione (Assistenza, Igiene, Sanità, Sicurezza sociale), interviene con toni moderati però decisi sulla questione Ipab di Vicenza. Dalla delibera di diffida dello scorso 9 gennaio, firmata dall'assessore Sernagiotto, s'è passati ad un fuoco incrociato di polemiche. Così forte da far nascere fantasmi di possibile strumentalizzazione politica. «Non voglio minimamente pensare che tutto sia nato perché siamo in campagna elettorale. Se così fosse saremmo davvero alla frutta«. Poi la difesa della gestione Rolando e dell'intera struttura vi-

centina: «I conti sono in ordine, non c'è stato alcun rilievo di mala gestione e non ha alcuna motivazione un tentativo di commissariamento, a meno che non ci siano questioni politiche ad alimentarlo». Rolando s'è già presentato in Regione per sbloccare la situazione e Fracasso gli tende la mano perché non ci si impantani in un settore già molto delicato: «Secondo me si sono voluti trasformare degli elementi di carattere amministrativo in valutazioni di tipo politico. Nell'ispezione all'Ipab non ci sono elementi di rilievo per arrivare al commissariamento. E poi, il paradosso è evidente, l'accordo di programma l'ha firmato poco meno di un anno fa la stessa Regione e quell'accordo di programma ora aspetta di essere portato a compimento». La questione Ipab di Vicenza è un assist che Stefano Fracasso sfrutta per entrare nel macro-argomento dei servizi sociali e lanciare stoccate alla Regione, di conseguenza a Sernagiotto. «Ci sono stati provvedimenti che hanno messo in allarme il mondo del sociale. Il bilancio di previsione della Regione parla

chiaro: il sociale è stato ridimensionato in maniera netta. E non è una questione politica - tiene a precisare Fracasso, ex sindaco di Arzignano - bensì di numeri. L'analisi sul triennio 2010-2013 è spaventosa: nel 2010 c'erano 2,5 milioni per la famiglia ed ora nulla, nello stesso periodo i fondi per i servizi disabili adulti ed anziani sono passati da 10 a 2,6 milioni, sull'emer-

genza sociale c'è stato un taglio di 1,5 milioni e nel terzo settore siamo intorno ai 700mila euro». Affondo deciso, al quale Sernagiotto e l'amministrazione Zaia probabilmente replicheranno: «Molte cose dipendono dal Governo centrale - tiene a precisare Fracasso - e bisogna pur dire che nel dicembre scorso, grazie al forte impegno del Pd, sono stati rifinanziati sia il Fondo nazionale per la non autosufficienza che il Fondo per le politiche sociali. A breve, grazie a questa manovra, la Regione Veneto beneficerà di circa 40 milioni di euro. In un momento di grande difficoltà, sono proprio le politiche sociali quelle che hanno massimo bisogno di attenzione e di garanzie sul piano economico. Abbiamo bisogno che la rete assistenziale non si spezzi. È questo che non abbiamo visto nella Regione Veneto, al di là dei numeri. Noi continuiamo il confronto, ma non vediamo nella controparte ferma volontà a perseguire le politiche sociali».

Stefano Fracasso

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Sernagiotto: nessun commissariamento politico, Rolando faccia pure ricorso (f.z.) «Facciano pure ricorso al Tar. Pure Chioggia lo ha fatto ed alla fine ha perso». Remo Sernagiotto, assessore ai servizi sociali della Regione Veneto, replica così a Rolando, presidente dell'Ipab di Vicenza, dichiaratosi pronto a procedere davanti al Tar per la delibera regionale dello scorso 9 gennaio che potrebbe trasformarsi in commissariamento. Sernagiotto non usa mezzi termini, probabilmente perché stufo di invettive ed insinuazioni su presunte manovre politiche alla base dei controlli sull'istituto di pubblica assistenza vicentino. «Non esiste alcun commissariamento politico. Devono smetterla. A me è arrivata una denuncia ed in qualità d'assessore ai servizi pubblici ho mandato l'ispettivo che ha riscontrato situazioni anomale. Di lì ho fatto delibera per procedere ad ulteriori segnalazioni. È stato seguito il classico iter, non c'è nulla di subdolo. Il dottor Mario Modulo è in possesso dell'intera documentazione ed è lui ad occuparsene. Ma, ci tengo a ripeterlo e a sottolinearlo, non esiste alcuna strumentalizzazione di natura politica e mi secca dovermi difendere da certe ac-

cuse». Come dire, la misura è colma e Sernagiotto non ne può più: «Non ho mai avuto problemi di questo genere eppure ho fatto effettuare controlli su molti altri istituti, alcuni dei quali collegati ad amministrazioni di centro-destra. Sono dieci le Ipab che ho commissariato, ma non c'è mai stata una reazione del genere. Guarda caso, adesso si crea tanta confusione a Vicenza, dove il sindaco è di centro-sinistra ed il presidente dell'Ipab è un ex consigliere comunale». L'assessore regionale ne approfitta pure per replicare a Stefano Fracasso, vice-presidente del gruppo con-

Remo Sernagiotto

siliare Pd e membro della quinta commissione, che ha criticato aspramente la giunta regionale per la scarsa attenzione alle politiche sociali e per i tagli drastici operati nel triennio 2010-2013: «Fracasso sta facendo soltanto propaganda elettorale. La spending review obbligava ad un taglio del 5% sul sociale ed è stata firmata da Pdl, Pd e Udc. Eppure la Regione Veneto ha deciso di rendere meno forte l'impatto, tagliando di uno 0,5% nel 2012, dell'1% nell'anno corrente e del 2% del 2014, così da avere l'opportunità di organizzarsi e non avvertire troppo il peso dei tagli. Alle politiche sociali siamo atten-

tissimi, sono una priorità. Basti pensare che nei Ceo della nostra regione le extra lea sono gratuite sia per il trasporto che per la giornata alimentare, mentre in Emilia Romagna, che per Fracasso sarà sicuramente una regione civile,

gli stessi servizi costano nove euro al giorno. Dica a Fracasso di informarsi su queste cose e magari di andare a protestare in Emilia Romagna». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Meridio: io sindaco dopo il bugiardo Variati difeso da Peroni, uno dei tanti nostri lettori di Giovanni Coviello

È

faticoso fare libera informazione: non mentalmente per noi, anzi, ma solo praticamente per le nostre “casse”, attaccate da chi vuole servi i giornali e proni i giornalisti. Ma l’informazione indipendente (e senza contributi pubblici, nazionali e ... locali) paga in numeri e credibilità. Perché ci sono inserzionisti veri, non “telecomandati” dalla cattiva politica e sempre più numerosi, che pagano la loro promozione non per i numeri addomesticati dei “lettori medi” ma per parlare ai nostri sempre più numerosi lettori: 12.000 le copie stampate e distribuite di VicenzaPiù n. 250 e BassanoPiù n. 12 e decine di migliaia i lettori unici delle nostre 5 testate web come da dati statistici inoppugnabili e che si autosuperano ogni giorno. Così tanto che lo dimostriamo non solo con i dati (veri e sempre disponibili per chi investe su di noi) ma con la “vitalità” dei nostri media. Dobbiamo farlo, credeteci, non per autocelebrarci, come fanno altri che poi sono costretti a correggere i dati di, falsi, lettori, ma per legittima difesa e orgoglio di redazione oltre che di direttore/editore: comprai solo il n. 2 di La Repubblica di Eugenio Scalfari mentre lui aveva “impaginato” ed editato anche il n. 1 e per questo mi piace … imitarlo. In piccolo. Dicevamo vitalità. Ecco, noi scriviamo

qualcosa sulle testate consorelle web, poco tempo dopo, a volte solo poche ore, gli interessati, le associazioni, i partiti ci scrivono per replicare, confermare, approfondire. Domenica 17 febbraio 2013, utilizziamo come esempio un giorno di festa (perché nei feriali sembreremmo troppo letti e l’invidia diventerebbe ulteriore malanimo), ci hanno scritto per parlare ai nostri lettori prima Giorgio Langella, segretario regionale del PdCI e promotore anche a livello nazionale di Rivoluzione Civile, per obiettare sulla politica locale a Davide Vittorelli, coordinatore cittadino di Sinistra Ecologia Libertà, sempre in un ping pong democratico su VicenzaPiù, poi Lanfranco Tarabini per il Comitato Difesa salute e Territorio per replicare alle affermazioni sulla Pedemontana, sempre da noi pubblicate, di Massimo Follesa e, quindi, Enrico Cappelletti, n. 1 tra i candidati al senato del Movimento 5 Stelle, che risponde alle accuse sul suo passato leghista del segretario provinciale del Pd di Padova fatte su Il Mattino di Padova e riportate nel Vicentino solo da noi ... (che poi chiude il botta e risposta, come leggete anche qui a pagina 9). E sempre domenica Enrico Peroni, segretario cittadino del Pd, ha fatto da “avvocato difensore” di Achille Variati (il suo portavoce il 17, ohi ohi!, era in vacanza e lui non aveva la voglia, o la possibilità, di farlo direttamente?) per l’affermazione solo da noi pubblicata in tempo reale del neo candidato sindaco del Mir di Samorì, Gerardo Meridio: «È

lui il più bugiardo di tutti in città e alla fine la gente che lo sa deciderà di conseguenza. Nel film Il gladiatore all’imperatore che gli chiede di togliere la maschera e di dire chi è, il vincitore mostra il suo volto e dice: sono io, Massimo Decimo Meridio». Enrico Peroni lancia, quindi, il suo comunicato: «Gerardo Meridio è un personaggio unico, dopo il fallimento Ipab e zero proposte per Vicenza, con molto coraggio, si propone come candidato Sindaco. Gerardo Meridio è un personaggio unico. Sono passati solo tre anni e mezzo dal commissariamento dell’ Ipab da lui gestita per lunghi dodici anni. Tutto il CdA da lui presieduto fu commissariato “per violazioni di legge e gravi violazioni dello Statuto di Ipab”. Con coraggio, dopo cotanto fallimento, il Gerardo, ha deciso oggi di proporsi come candidato Sindaco. Attendiamo ancora una sola proposta per Vicenza, dato che in Consiglio Comunale in 5 anni si è distinto per fare opposizione distruttiva. Nel frattempo crediamo che con il suo annuncio odierno abbia anche giá sottolineato la posizione che otterrà alle prossime elezioni comunali, Massimo DECIMO Meridio». Ma, caro Peroni, solo qualche mese fa Variati flirtava, eccome, con Gerardo Meridio, prima che costui ritirasse la ben nota sua proposta di delibera consiliare anti ostruzionismo, sponsorizzata così tanto dal nostro primo cittadino da apostrofare l’oppositore Meridio con uno storico «è un quaquara-

Ginato, Moretti, Coviello, Galan e Zanettin a una delle 9 tavole rotonde di VicenzaPiù quà», che provò (e ancora prova) a ritorcere contro il nostro diritto di satira. Forse Variati ha fatto replicare il buon Enrico per non dire un’altra bugia, facendola così dire dal capo di un partito, di cui Achille non riconosce il primato se non quando gli serve? Perché, poi, anche un ragazzo impegnato, sensibile e da sempre in lotta per i diritti personali come Enrico Peroni usa come arma politica di replica l’accenno (da querela per diffamazione?) a un «fallimento Ipab» imputato a Meridio, che non ci risulta sia mai stato decretato da un giudice né chiesto da un fornitore non pagato, e il ricordo di un commissariamento, ora minacciato anche per il nuovo presidente Giovanni Rolando? (pagina 14) Non per questo va considerato un infame, caro Peroni, Rolando, né tale può essere giudicato il prima amico Meridio per aver, poi, contrastato Variati, almeno nel caso

della delibera anti ostruzionismo, per disciplina di partito, la stessa che ha fatto muovere domenica il segretario del Pd cittadino a difendere il “tesserato Pd” Variati. Così come fece, per la stessa disciplina, quando il primo cittadino abbracciò il “mussoliniano” Cicero tradendo (fu bugiardo?) le promesse fatte prima delle elezioni a chi, nel centrosinistra, lo votò. Detto questo (e visto che non tocca a noi difendere Meridio, che è solo uno dei tanti abbonati a VicenzaPiù e non un tesserato a un partito che ci piacerebbe fondare, quello della coerenza), torniamo all’argomento iniziale. Siamo contenti che in tantissimi, Enrico Peroni incluso, ci leggano, e, come visto, considerino i nostri media una bacheca democratica di informazione e confronto. Siamo contenti. Ma non soddisfatti. Finché non ci leggeranno tutti.

Peroni si scusa per il “fraintendimento” sul fallimento inesistente dell’Ipab e poi cancella la nostra mail

ignorati da chi lei ha invitato alla sua “personale” conferenza stampa, sono stati seguiti da decine di migliaia di nostri lettori e utenti web. Lo ha capito anche un certo Giancarlo Galan, con cui non siamo certamente teneri, ma che, lo ha dimostrato, guarda negli occhi chi lo affronta. “Chiamami Peroni, sarò la tua birra” era uno slogan bellissimo. Potrà mai usarlo, lei e chi lei dovrebbe rappresentare, se lo tramutasse in un “Chiamami Peroni, sarò il tuo candidato”? Mentre si risponde, e di tempo lei che èp giovane ne avrà, continui pure a mandarci le note e gli inviti ad eventi che sa che agli “altri” non interessano e che le stanno a cuore: noi non la censureremo. Mai.

(g.c.) «Carissimo Direttore, le scrivo (lunedì 18 febbraio, ndr) per specificare che nel mio comunicato stampa di domenica (del comunicato integrale di lunedì Peroni omette, però, il titolo molto chiaro sull’invece inesistente “fallimento” di Ipab, ndr) in risposta alle dichiarazioni di Gerardo Meridio, quando parlo di fallimento intendo solo ed esclusivamente il fallimento politico della gestione di Ipab. Non mi riferisco alla fattispecie giuridica del fallimento in quanto tale affermazione non avrebbe alcun collegamento con la realtà dei fatti. Mi scuso se vi è stato un fraintendimento del mio comunicato»: così ci scriveva Enrico Peroni, segretario cittadino del Partito democratico, e da lì in poi ci tempestava di telefonate ed sms, questi ultimi tutti gelosamente archiviati, per “pregarci” di pubblicare quanto prima la sua pubblica ammenda. Detto che se nessun fraintendimento ci può essere stato leggendo il comunicato completo e non quello stranamente “acefalo” di lunedì e che se scuse vanno porte queste sarebbero dovute non a noi

ma al destinatario delle accuse riconosciute come “fraintese” (all’origine, però, non da chi scrive), ci complimentiamo anche per l’urgenza che più volte il buon Enrico ci ha manifestato per consentirgli di riparare al suo “maldetto”. Non tutti hanno l’onestà di ammettere i propri errori, specialmente se rischiano di far del male a terzi, ma Enrico Peroni, a differenza di molti dei suoi riferimenti politici locali, l’ha fatto, noi gliene diamo atto e pensiamo che altrettanto farà il “pluriaccusato” (da lui, da Rolando, da Variati...) per mille malefatte, Gerardo Meridio. Ora Enrico riconquisterebbe completamente la nostra, povera, stima se denunciasse pubblicamente chi denigra presso di lui, senza metterci il nome sia pure con la premessa di «direttore» di un altro mezzo locale, chi scrive e, quindi, VicenzaPiù e il suo “difficile e rischioso” lavoro giornalistico senza padri, padroni e padrini. Non deve difenderci, come lui mi ha detto di aver fatto mentre mi chiedeva di accelerare la pubblicazione delle sue “ scuse”. Deve solo consentirci di conoscere il nome

del “collega direttore” a cui chiedere scusa anche se solo avessimo un sospetto che l’anonimo vicentino avesse colto nel segno nei suoi parlottii con Peroni. Oppure per chiedergli di togliersi la maschera, tipicamente vicentina, dell’ipocrisia e dell’accusa fatta senza assumersene la paternità e la responsabilità. Lei Peroni, lunedì, ha dimostrato almeno per una volta di non essere ipocrita. Aiuti quindi il collega a fare il suo outing ...visto che sarebbe un giornalista. Una domanda, però. Mercoledì 20 ha invitato anche questo direttore parolaio e paroliere alla conferenza stampa tenuta col capogruppo del Pd cittadino Federico Formisano? Noi, non invitati, non c’eravamo per saperlo. Se Lia Sartori, scrive Renzo Mazzaro su “I padroni del Veneto”, ha detto che «I giornalisti bisogna denunciarli perché tra l’altro non hanno neanche i soldi per pagarsi l’avvocato», Giampaolo Pansa, su “Carta straccia”, virgoletta un’altra frase pronunciata da un altro politico poco amnate della libertà di stampa: «I giornali? È un segno di civiltà non leggerli. Bisogna lasciarli

in edicola». Quelli indipendenti, almeno. A proposito, così commenta la frase Pansa, «chi sentenziava così? Il maledetto Caimano, ossia Silvio Berlusconi? Macchè, è stato il postcomunista e oggi democratico D’Alema. Lui ha anticipato tutte le ire del Cavaliere nei confronti della carta stampata. Con assonanze sorprendenti…». Tranquillo Enrico, siamo abituati a ben altre censure ma gli ospiti, tutti candidati parlamentari al top delle loro liste, dei nostri 9 convegni con ben 14 partiti oltre alla presenza anche di esponenti del mondo sindacale ed imprenditoriale, tutti regolarmente

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Enrico Peroni e Federico Formisano, i conferenzieri a nostra insaputa


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Il vademecum con candidati vicentini per la Camera e il Senato I

n questo inserto abbiamo raccolto per voi l’elenco dei candidati alla camera dei deputati per il collegio Veneto 1, che comprende Vicenza, e al senato per cui si vota come collegio unico in Veneto. Abbiamo raccolto i dati e con un po’ di fatica una sinte-

tica biografia dei singoli candidati. Ci sono stati di aiuto gli uffici stampa, quando esistenti, e i dirigenti dei vari partiti ma è stato a dir poco arduo il lavoro per Daniela Ceccon e Guido Gasparin: Non avendo avuto risposte alle richieste di “cernita” dei nomi vi-

PD

CAMERA 3 Alessandra Moretti Nata a Vicenza nel 1973, dal 2008 è vicesindaco di Vicenza con delega all’istruzione e alle politiche giovanili e dal 2009 è membro della direzione nazionale del Pd. Laureata in giurisprudenza, è avvocato specializzato in diritto di famiglia, in particolare nelle cause di separazione e affidamento dei minori. Non è stata scelta tramite le primarie del Pd. Twitter: @ale_moretti 4 Federico Ginato Classe 1974, assessore nel Comune di Pojana Maggiore e membro della commissione Politiche giovanili dell’Anci, è dipendente della Regione Veneto e si occupa di energie rinnovabili e consulenza ambientale. Dal 2009 è segretario provinciale del Partito Democratico. Ha una laurea in Scienze politiche e ha lavorato per molti anni con una ong impegnata nella cooperazione internazionale in Perù e in Bolivia.Nelle primarie del Pd è stato quello che ha preso più voti (circa 6mila) in provincia diVicenza. Facebook: Federico Ginato 9 Daniela Sbrollini Nata a Brindisi nel 1971, vive a Vicenza da molti anni, dove lavora all’Anci Veneto. È stata consigliere provinciale dal 2001 al 2008, anno della sua elezione in Parlamento nella Camera dei deputati, dove lavora nella commissione Affari Sociali, in quella bicamerale per l’Infanzia e nella commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso Palazzo Chigi. Secondo i dati pubblicati da OpenParlamento, registra una presenza dell’82,66% e ha un indice di produttività parlamentare (calcolato sul numero, la tipologia, il consenso e l’iter degli atti presentati) di 160,7, che la pone in 319° posizione su 630 deputati. Twitter: @DaniSbrollini 12 Filippo Crimì Ha 25 anni, è laureato in Medicina all’Università di Padova e da quattro anni lavora come volontario alla Croce Rossa. Sostiene Matteo Renzi. È stata la vera sorpresa “giovane” delle primarie del Pd: a Vicenza è arrivato terzo con 2154 voti. Twitter: @f_crimi 15 Luigi Creazzo Quarantottenne nato a Vicenza ma che ha vissuto a Milano per vent’anni, fino al 1993, dove si è formato all’Accademia delle Belle Arti. È un libero professionista e si occupa di scenografia, pubblicità, teatro ed architettura. È uno dei costituenti del Pd a livello nazionale (è uno dei 3mila che, nel 2007,

centini pubblichiamo su VicenzaPiu.com e sul network collegato tutti i candidati in Veneto 1 per la camera e le liste complete per il senato di Casa Pound, Donne per l’Italia, Fiamma Tricolore, Forza Nuova, Io amo l’Italia - Magdi Allam, Intesa Po-

ne scrissero le carte costitutive) e per il partito lavora oggi nell’esecutivo regionale come responsabile Diritti e Nuova Cittadinanza. Non è presente sui principali social network. 20 Alessia Duso Nata nel 1986, è vicesegretario dei Giovani Democratici della Provincia di Vicenza. Laureatasi in Giurisprudenza all’Università di Padova nel 2011, è praticante avvocato – si occupa di urbanistica e appalti. Duso è anche vicesegretario del comitato Vicentini x Renzi. Twitter: @AlessiaDuso 23 Alberto Carpenedo Ventiseienne di Trissino, studente di Lettere Moderne all’Università di Padova, nel marzo del 2012 è stato eletto segretario provinciale dei Giovani Democratici vicentini. Twitter: @albertocarpe 27 Enrico Peroni Nato nel 1987 a Montecchio Maggiore, vive a Creazzo e si è laureato l’anno scorso in Diritto, istituzioni e politiche dell’UE. Dopo un master in Europrogettazione alla VIU di Venezia, è diventato consulente nell’ambito della progettazione europea (ma anche regionale e ministeriale), soprattutto in ambito pubblico. Dal 2010 è il segretario cittadino del Pd di Vicenza. Twitter: @EnricoPeroni 30 Luciano Prospero Presidente di Debug srl, azienda vicentina che produce e progetta sistemi elettronici, è il responsabile del circolo cittadino di Vicenza Zona 5. Non è presente sui principali social network. SENATO 3 Giorgio Santini Nato a Marostica nel 1954, occupa la terza posizione in quota Pd per il Senato. Ex segretario generale aggiunto della Cisl, è stato corteggiato anche dalla lista Monti, ma ha accettato la richiesta di Bersani. Ha lavorato a Roma per molti anni, ma la sua famiglia è rimasta nel Bassanese. Non è stato scelto tramite le primarie del Pd. Non è presente sui principali social network. 4 Rosanna Filippin Nata 48 anni fa a Bassano del Grappa, è avvocato. Dall’ottobre del 2009 è segretaria regionale del Pd e assessore all’Urbanistica nel Comune di Bassano. Ha aderito al Partito Democratico sin dalla sua nascita e ne ha guidato per due anni la sezione provinciale di Vicenza. Non è stata scelta tramite le primarie del Pd. Twitter: @rosannafilippin 6 Emilia Laugelli Classe 1960, ha cominciato il suo impegno politico nel ’95 come assessore ai Servizi Sociali nel Comune di Schio. Di professione fa la psicoterapeuta: dal 2010 è responsabile di unità operativa di psicologia clinica ospedaliera all’ospedale di Santorso e dal 2011 è responsabile di un servizio regionale di prevenzione del rischio di suicidio. Twitter: @emilaugelli 13 Meri Ballico

polare, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito dei pensionati, Popoli sovrani d’Europa, Progetto Nazionale, Riformisti per Craxi. Questo inserto, scusandoci fin d’ora per eventuali errori od omissioni e sempre disponibili ad integrarlo anche nella sua versione

Quarantaquattrenne nata a Valdagno, ha vissuto prima a Trissino e poi a Brogliano. Ha una laurea in economia e commercio a Ca’ Foscari e lavora in Comune a Trissino come responsabile del servizio finanziario-sport-politiche giovanili dell’ente. È la capogruppo di minoranza nel Consiglio comunale di Brogliano, oltre che tesoriera provinciale del Partito Democratico e coordinatrice del Comitato Valle dell’Agno per Matteo Renzi. Facebook: Meri Ballico 17 Keren Ponzo Ha 43 anni, vive a Trissino, anche se ha abitato a Roma per 30 anni, dove si è laureata in Lettere. Lavora a Padova in una banca di credito al consumo come consulente. È segretaria del circolo Pd di Trissino, responsabile provinciale Scuola e delegata nazionale. Alle primarie ha sostenuto Laura Puppato. Twitter: @keren_ponzo PDL

CAMERA 6 Dino Secco Nato a Bassano del Grappa nel 1952, è stato assessore provinciale e vicepresidente della Provincia di Vicenza fino a maggio scorso. Laureato in Storia e filosofia, dal 2004 al 2009 è stato anche consigliere comunale a Solagna e, prima di dedicarsi alla politica a tempo pieno, ha lavorato a Bassano come funzionario comunale. È presidente del Consorzio Vicenza è. Non è presente sui principali social network. 11 Francesca Lotto Classe 1958, nata a Vicenza, commerciante, è vicesindaco e assessore alle Politiche Giovanili di Quinto Vicentino. Facebook: Francesca Lotto 13 Gilberto Trevisan Nato a Bassano nel 1956, è sindaco di Rossano Veneto dal 2008. Lo scorso aprile è uscito a testa alta dal processo per il “Lotto 51”, nel quale era accusato di abuso d’ufficio e falsità ideologica. Non è presente sui principali social network. 17 Mariano Randon Classe 1987, è coordinatore provinciale della Giovane Italia di Vicenza, consigliere comunale di Brogliano e consigliere della Comunita’ montana Agno Chiampo. Critico nei confronti di Berlato, sostiene Galan. Twitter: @MarianoRandon 23 Enrico Hüllweck Nato a Vicenza nel 1946, è laureato in medicina e svolge la professione di medico pediatra. È stato per dieci anni (1998-2008) sindaco di Vicenza. È stato eletto in parlamento nel

web, vuole essere un piccolo vademecum per chi vota e legge i nostri periodici. Non potendo scegliere i propri singoli candidati con le preferenze potranno almeno farsi un’idea in più in base alla composizione complessiva delle liste stesse.

1994 con la Lega Nord e, dopo la caduta del governo nel ’96, è passato a Forza Italia. Al suo matrimonio, nel 2004, Berlusconi è stato testimone di nozze. Ha partecipato alle politiche del 2008, ma non è stato eletto. Non è presente sui principali social network 25 Lucio Zoppello Nato a Vicenza nel 1957, ingegnere, è consigliere comunale di Vicenza in quota Pdl. Non è presente sui principali social network 28 Marco Tolettini Nato a Riva del Garda nel 1962, ingegnere, dal 2009 è consigliere comunale a Schio in quota Pdl. Non è presente sui principali social network SENATO 5 Pierantonio Zanettin Nato a Vicenza nel 1961, professione avvocato, è stato in Parlamento per sette anni: deputato di Forza Italia dal 2001 al 2006 e poi senatore, sempre con Forza Italia, fino al 2008. Vice coordinatore provinciale del Pdl e primo non eletto nel 2008, è stato ricandidato su richiesta dei vertici nazionali del partito. Non è presente sui principali social network. 15 Giovanni Maria Forte Classe 1949, è stato sindaco di Costabissara per oltre vent’anni. Laureato in Scienze Agrarie, docente di Economia ed Estimo a Thiene e imprenditore agricolo, è dal 2011 assessore provinciale alla Viabilità e vicesindaco di Costabissara. Non è presente sui principali social network. 20 Rossella Olivo Commerciante cinquantenne, al suo secondo mandato come sindaco di Romano d’Ezzelino, oggi è del Pdl ma ha un passato nella Lega. Non è presente sui principali social network. LEGA NORD

CAMERA 2 Filippo Busin Nato a Thiene nel 1967, è stato assessore al Bilancio del Comune di Thiene fino a maggio dell’anno scorso. Twitter: @FilippoBusin 5 Luciano Todaro Nato a Bassano nel 1956, geometra, è segretario bassanese della Lega Nord consigliere comunale a Bassano dal 2009. Facebook: Luciano Todaro 7 Antonio Mondardo Classe 1964, è nato a San Bonifacio (VR) e dal 2009 è sindaco del Comune di Grancona. Fino a maggio dello scorso anno è stato assessore all’Ecologia, Progetto Giada, impianti termici della Provincia Vicenza, dove peraltro è stato vicepresidente dal 1997 al 2002 e assessore anche dal 2002 al 2007. È membro del Consiglio di amministrazione delle Poste del Triveneto. Facebook: Mondardo Antonio


VicenzaPiù & BassanoPiù 13 Franco Sella Nato ad Asiago nel 1976, insegnante, dal 2009 è assessore allo Sport del Comune di Asiago. Non è presente sui principali social network. 15 Paola Sabrina Bastianello Nata a Vicenza nel 1973, è consigliere comunale della Lega Nord a Vicenza. Non è presente sui principali social network. 17 Tamara Bizzotto Classe 1969, nata a Bassano, dal 2009 è consigliere comunale a Bassano in quota Lega Nord. Facebook: Tamara Bizzotto 19 Marisa Gonella Nata a Campiglia dei Berici nel 1939, ex impiegata, è sindaco del suo Comune dal 2009. Non è presente sui principali social network. 22 Maurizio Caron Classe 1961, nato a Nove, di professione ceramista, dal 2009 è consigliere comunale a Nove. Non è presente sui principali social network. 26 Maria Cecilia Dal Balcon Facebook: Maria Cecilia Dal Balcon SENATO 5 Erika Stefani Nata nel 1971 a Valdagno, avvocato, dal 2009 è vicesindaco del Comune di Trissino. Facebook: Erika Stefani 8 Manuela Lanzarin Nata a Bassano del Grappa nel 1971, ha un diploma di interprete e traduttore e, fino alla sua elezione di sindaco del comune di Rosà nel 2002, ha lavorato nel settore commerciale estero. A maggio dello scorso anno ha concluso i dieci anni di mandato da sindaco e nel frattempo, nel 2008, è stata eletta in Parlamento, dove lavora nella commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici. Secondo i dati pubblicati da OpenParlamento, registra una presenza del 96,34% e ha un indice di produttività parlamentare (calcolato sul numero, la tipologia, il consenso e l’iter degli atti presentati) di 284,4, che la pone in 132° posizione su 630 deputati. Twitter: @LanzarinManuela 13 Fabio Pietro Radere Nato nel 1965 a Schio, dal 2009 è assessore ai Servizi Sociali del Comune di Piovene Rocchette.Di professione fa il rappresentante di articoli idrotermosanitari. Non è presente sui principali social network. MOVIMENTO 5 STELLE

CAMERA 9 Flavio Ferrazzi Designer quarantatreenne, ha concluso nel 2004 l’Accademia di Belle Arti a Venezia. Lavora per un’azienda di abbigliamento e vive a Bassano del Grappa. La scorsa primavera si è candidato con il Movimento 5 Stelle alle elezioni comunali di Rosà, dove la lista ha ottenuto il 15,6% dei voti. Twitter: @FlavioFerrazzi1 11 Fabio Pino Nato nel 1971, impiegato, vive a Montecchio Maggiore. Si è candidato alle comunali di Vicenza nel 2008 con il Movimento 5 Stelle, ma senza essere eletto. Ha poi supportato il gruppo di Sarego che ha portato all’elezione del primo sindaco del movimento in Italia. Facebook: Fabio Pino 12 Michele Albiero Operaio vicentino di 40 anni, lavora da quando ne aveva 16 inizialmente come ap-

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prendista e poi come magazziniere. Dal 2009 lavora come invalido civile al 50%. Facebook: Michele Albiero 14 Davide Marchiani Disoccupato, 36 anni, vive a Grumolo delle Abbadesse, ha fatto di tutto, dal magazziniere al fornaio, dall’autista all’agente di commercio. È stato candidato sindaco alle comunali di Vicenza nel 2008. Twitter: @Davide Marchiani 15 Ettore Franzon Impiegato di Thiene, ha 38 anni e una laurea in Pianificazione della città e del territorio. Ha partecipato alle comunali di Thiene del 2007 con una lista civica e a quelle del 2011 con il Movimento 5 Stelle, ma non è mai stato eletto. Twitter: @ettorefran SENATO 1 Enrico Cappelletti Nato a Padova nel 1968, vive a Vicenza da dieci anni. Titolare di una società di consulenza che si occupa di certificazioni “green” di prodotto, ha una laurea in Scienze politiche, un master ottenuto ad Oxford e una lunga esperienza di lavoro in India. Twitter: @IT_greenproduct 11 Francesco Celotto Ha 46 anni e vive a Bassano del Grappa dal 2010 dopo diversi anni vissuti all’estero. È laureato in Giurisprudenza e ha un master in Business administration. Come imprenditore, si è occupato di import-export e produzione di mobili in Polonia e da qualche anno ha aperto una società di consulenza nel settore delle energie rinnovabili a Sofia, in Bulgaria. Ha scritto il libro “Strada chiusa”, dedicato ai retroscena della costruzione della Pedemontana Veneta. È presidente dell’associazione Veneto Sostenibile, che si occupa di tutela ambientale ed è uno dei portavoce del Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa. Facebook: Francesco Celotto 13 Enrico Maggi Vicentino, 40 anni, laureato in Ingegneria Gestionale, imprenditore. È amministratore di Opensymbol, azienda nel settore delle tecnologie informatiche Open Source che ha fondato assieme a un collega nel 2004. Twitter: @Enrico Maggi 17 Massimiliano Leone Nato a Rho (Milano) 41 anni fa, ha un diploma di ragioniere e una laurea in Lettere e filosofia. Da 12 anni lavora in banca, occupandosi di marketing, comunicazione e web, e da qualche tempo vive a Vicenza. Ha partecipato alla creazione della prima lista civica Amici di Beppe Grillo di Vicenza nel 2008. Twitter: @massileo 21 Silvia Tedesco Quarantottenne di Villaverla, ha un diploma di grafica pubblicitaria e una specializzazione all’Istituto Superiore di Design di Schio. Nel 2005 ha aperto in società un’azienda artigianale del settore legno. Dal 2006 è consulente tecnico per il tribunale di Vicenza. Facebook: Silvia Tedesco. FRATELLI D’ITALIA

nato a Lusiana 08/12/52 13 Sonia Pesavento nata a Thiene 25/06/77 15 Gaetano Bertoldo nato a Marano Vic. 21/08/50 17 Federica Santacatterina nata a Schio 12/02/80 18 Attilio Lunardi nato a Quinto Vic. 19/10/48 22 Giacomino Scocco nato a Valli del Pasubio 13/05/39 24 Alessandro Ghiotto nato a Montecchio Maggiore 07/06/65 SENATO 6 Antero Cecchetto, nato a Malo 06/10/58 14 Augusto Balzi, nato a 29/07/56 UDC

CAMERA 3 Massimo Pecori nato a Vicenza 09/07/75, ex difensore civico di vicenza, avvocato e assessore agli affari legali ed istituzionali, al patrimonio, al turismo, ai servizi elettorali e demografici, al decentramento e alla partecipazione del Comune di Vicenza. 5 Stefania Tescaroli nata a Lonigo 12/08/69, consigliera comunale ad Adria (RO) 10 Mariano Cuman nato a Sandrigo 15/09/56, impiegato Ulss 6 Vicenza, Vice-Segretario Provinciale UDC consigliere comunale a Dueville 16 Miranda Gonella in Barco nata a Valdagno 26/10/50, ex assessore al sociale nel Comune di Trissino, impegnata in Pro-Loco di Arzignano, 21 Monica Bertinato nata a Vicenza 21/02/66, commercialista in Arzignano, impegnata in varie Associazioni del Territorio 24 Listrani Tommaso nato a Vicenza 30/09/66, commerciante, Consigliere Comunale a Costabissara 28 Daniele Guarda nato a Vicenza 07/06/65, capogruppo UdC in consiglio comunale a Vicenza 30 Mosele Silvana nata a Vicenza 12/12/42, pensionata, impegnata nel Sociale, membro della Compagnia di Teatro Amatoriale 31 Renato Belluzzo nato a Lonigo 12/12/68, impiegato, Consigliere comunale a Lonigo SENATO 2 Antonio De Poli, nato a Vicenza 04/10/60, ex assessore regionale alle politiche sociali ed europarlamentare, eletto nel 2008 alla Camera dei Deputati, portavoce nazionale dell’Udc 13 Stefano Dall’Ara nato a Valdagno 26/11/49, medico, ex consigliere comunale a Valdagno ed ex consigliere provinciale CON MONTI PER L’ITALIA

CAMERA 2 Maria Cristina Caretta nata a Thiene 11/01/64, presidente ACV-Confavi 5 Umberto Venturini nato a Torri di Quartesolo 01/02/61, presidente provinciale ACV-Confavi 10 Domenico Tescari

CAMERA 4 Alberto Toldo nato a Thiene 17/10/72, commerciante (ha

con un socio un negozio di giornali e tabacchi). Sindaco dal 2004 di Valdastico. Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 4 dal settembre 2009. Presidente della Conferenza regionale per la Programmazione sociosanitaria. 7 Francesco Giuliari nato a Vicenza 27/08/48, sposato, è padre di tre figli. Laureato in Matematica a Padova, ha svolto la professione di insegnante per 30 anni effettivi, raggiungendo l’età della pensione. È consigliere comunale a Vicenza dal 1970. Dal 1993 al 2006 è stato consigliere e assessore agli interventi sociali al comune di Caldogno. 8 Lorenza Breda nato a Bassano del G. 03/08/53, Diplomata in ragioneria, ha esperienza lavorativa pluriennale nelle piccole e medie imprese italiane ed estere come Impresa commercio materiali Edili, Cartiera di Carmignano, Sodoca – Biesheim, Carta Italia. Attualmente assessore alle politiche sociali del comune di Bassano del Grappa. 10 Lucia Mongelli nata a Bari 1970, sposata, madre di quattro figli. Ha frequentato il liceo Classico e si è poi laureata nel 1993 in lettere moderne, all’università di Bari. È insegnante di materie letterarie presso la scuola media statale “Vittorelli” di Bassano del Grappa. 16 Corrado Filippi Farmar nato a Valli del Pasubio 23/11/56, vicesindaco di Valli del Pasubio e presidente della Comunità Montana Leogra Timonchio 19 Mauro Grandotto nato a Schio 15/01/64, manager. 25 Federico Capellina nato a Noventa Vicentina 23/04/71, architetto, si è formato presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (Iuav). Ha collaborato con diversi studi nazionali ed internazionali. 26 Giuseppe Milan nato a Grisignano di Zocco 01/01/51, è ordinario di Pedagogia interculturale e sociale presso il dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia, Psicologia applicata dell’Università di Padova. È docente di Pedagogia interculturale e sociale e direttore del Centro Interdipartimentale di Pedagogia dell’Infanzia. FARE PER FERMARE IL DECLINO

CAMERA 3 Aldo Agostini classe 1962, Sposato, con due figli laureato in giurisprudenza alla Università, imprenditore nel settore della sicurezza informatica a Bassano del Grappa 8 Elisa Baù dottoranda in lingue e lettarature straniere Classe 1986, residente a Tezze sul Brenta 11 Patrik Rigodanzo Classe 1977, residente a Montecchio Maggiore, Laureato in Chimica, sposato con 1 figlio, imprenditore nel settore della concia 16 Corrado Saugo classe 1955, sposato con 1 figlio, architetto libero professionista a Thiene 20 Maurizio Pini, classe 1953, ingegnere elettronico, Presidente di Federmanager Vicenza, residente a Pianezze Luigi Sernaglia classe 1955, con 4 figli, risiede a Bassano del Grappa ed è consulente nel settore dell'organizzazione aziendale Donato Marchetto classe 1955, con 2 figlie, risiede a Vicenza, consulente finanziario-assicurativo


VicenzaPiù & BassanoPiù SENATO 2 Susanna Magnabosco classe 59, sposata con figli, imprenditrice ad Arzignano. Ha ricoperto. Responsabile del gruppo di Vicenza della Fondazione Marisa Bellisario. È stata vicepresidente di Confindustria Vicenza. 7 Annamaria Costalunga Classe1960, residente a Vicenza, opera nel settore bancario come direttore di filiale 18 Loris Mattei classe '52, sposato con figli, imprenditore nel settore del legno dove ricopre ruoli di rappresentante in associazioni di categoria CENTRO DEMOCRATICO

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società privata, consigliere comunale a Sovizzo. 15 Kaoutar Badrane nata nel 1981, residente a Bassano del Grappa. Avvocato e responsabile regionale per il Veneto “Rete Nuovi Italiani”. 17 Eros Parolin nato nel 1964, residente a Tezze sul Brenta. Dipendente azienda privata. 19 Valeria Porelli nata nel 1975, residente a Vicenza. Avvocato, già consigliere comunale a Vicenza. 22 Alessandra Greselin nata nel 1974, residente a Vicenza. Insegnante e presidente Associazione Culturale “Fare Vicenza”. 24 Andrea Brazzale nato nel 1988, residente a Sarcedo. Consigliere comunale a Sarcedo 30 Daniela Pretto nata nel 1955, residente a Vicenza. Insegnante. MIR

CAMERA 4 Marco Mirijello nato a Vicenza 06/09/1965, odontoiatra,in passato ex coordinatore provinciale IDV. Impegnato nel mondo del volontariato prima come Ispettore provinciale dei Volontari del Soccorso CRI di Vicenza e attualmente in associazioni che operano nel campo della disabilità.. 13 Ornella Di Biase nata a Pescara 21/06/1972, medico specialista in anestesia e rianimazione attualmente in servizio presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Arzignano. Mamma di tre bimbi che coniuga famiglia e lavoro. 15 Roberto Tessaro nato a Thiene 22/02/72, consulente del lavoro a Breganze. Consigliere comunale con la lista civica a Sarcedo dal 1995 ad oggi. 20 Mario Frigo nato a Vicenza 07/03/66, architetto ex consigliere comunale di Vicenza. 23 Riccardo Munarini nato a Thiene 01/02/74, avvocato, molto impegnato nel sociale come volontario della Croce Rossa di Thiene SENATO 6 Anna Simeone nata aVicenza 06/0961, dipendente di Poste Italiane e impegnata come rappresentante dei genitori nella scuola elementare di Laghetto a Vicenza. FUTURO E LIBERTÀ

CAMERA 9 Maristella Miele nata a Sandrigo 15/05/63 Vicenza delusa dalla militanza nel Pd passa al MIR, disoccupata. 24 Daniele Costa nato il 26/02/76 Camisano imprenditore passione per gli animali ed esperto negli acquari 28 Mezzaro Marco nato a Camisano 15/2/79, Commercialista 30 Silvia Lazzari nata a Camisano 13/10/80, Imprenditrice SENATO 2 Gerardo Meridio nato a Thiene 06/08/60, Vicenza, consigliere comunale a Vicenza già presidente IPAB e Vicesindaco a Dueville 11 Alessando Zagonel nato a 6/3/67 Vicenza, Avvocato Penalista, spesso contro il Comune per l’alluvione 12 Alessandra Brazzale nata a 26/05/64 Dueville, Dipendente comunale 16 Ruggero Peretti nato ad Arzignano 14/10/64 imprenditore 21 Diego Beltramelli nato il 05/06/46 Vicenza ex cons. Ipab e Cons. circoscrizione, commerciante SEL

CAMERA 3 Giorgio Conte nato nel 1961, residente a Vicenza. Parlamentare, ingegnere libero professionista e coordinatore regionale FLI del Veneto. 7 Mario Guerra nato nel 1953, residente a Grancona. Medico e coordinatore provinciale FLI a Vicenza. 8 Franco Perlotto nato nel 1957, residente a Recoaro Terme (VI). Alpinista ed esperto operativo della cooperazione internazionale, già sindaco di Recoaro Terme 11 Stefano Giunta nato nel 1957, residente a Pove del Grappa (VI). Ingegnere libero professionista, consigliere comunale a Bassano del Grappa 13 Fabrizia Tonello nata nel 1961, residente a Sovizzo. Dipendente

CAMERA 7 Raffaella Borin nata a Bassano del Grappa 01/10/67 18 Sara Lievore nata Torrebelvicino 13/06/54 28 Anna Cinzia Treto nata a Valdagno 31/05/55 SENATO 17 Claudia D’Ambros nata a Vicenza 11/04/54 20 Sergio Piotto nato a Bassano del Grappa 26/04/55

LA DESTRA

CAMERA 3 Alberto Filippi nato a Vicenza 07/01/66, imprenditore, nelle ultime elezioni eletto in Senato nelle fila della Lega Nord 4 Domenico Obrietan nato ad Abbazia 03/09/47, segretario provinciale del partito 7 Stefano Giovanni Boschiero nato a Schio 30/05/77 21 Chirveno Fontana nato a Vicenza 17/07/50 24 Odilia Maltauro nata a Monteviale 16/11/42 28 Anna Maria Martini nata a San Vito di Leguzzano 20/01/59 29 Luca Mattei nato a Thiene 18/10/76 30 Luca Moscheni nato a Vicenza 27/08/63 31 Daniele Dall’Osto nato a Vicenza 11/03/86 SENATO 2 Ampelia Berto nata a Vicenza 28/08/72, ex sindaco di Bressanvido 7 Silvio Destro nato a Malo 28/08/65 17 Dario Roan nato a San Vito di Leguzzano 02/09/54 21 Gianfranco Zenari nato a Montecchio Maggiore 12/06/63 RIVOLUZIONE CIVILE

CAMERA 6 Cinzia Bottene casalinga, Consigliere Comunale di Vicenza per la lista “Vicenza Libera”, attivista pacifista No Dal Molin 9 Roberta Radich psicologa, psicoterapeuta e sociologa, presidente della Fondazione Capta onlus di Vicenza. Si occupa di clinica e di progettazione nel sociale, promozione della convivenza sociale e interculturale, con particolare attenzione alle famiglie, ai minori e alle seconde generazioni. Facebook: roberta radich 10 Giuliano Ezzelini Storti 31 anni, vive a Recoaro Terme, operaio, diplomato Ragioniere, studente di Storia presso l’Università di Padova, RSU CGIL della MCS SPA (ex Marzotto Abbigliamento), a lungo consigliere comunale di Recoaro Terme, segretario provinciale del PRC di Vicenza, membro comitato politico nazionale P.R.C. e coordinamento nazionale Giovani Comunisti. Facebook: giulianoezzelinistorti twitter: @GiulianoEzzelin 12 Margherita Fusari Consigliere Comunale di Altavilla Vicentina per il Pdci, 59 anni. In pensione dal 2012 ha lavorato per oltre trentanni presso un Patronato Sindacale, occupandosi in particolare di pensioni e infortuni sul lavoro. 13 Federica Perin 41 anni, madre single di due figlie di 23 e 16

anni, vive a Malo. Da sette mesi in Cassa Integrazione Straordinaria senza possibilità di riassunzione a causa della delocalizzazione dell’azienda per cui lavorava (Filivivi). Rsu, iscritta alla Filtcem-Cgil e membro del Direttivo Provinciale di categoria. Facebook: federica.peri71 SENATO 10 Antonella Zarantonello 53 anni, sposata e madre di due figlie di 29 e 23 anni, vive a Lonigo. Operaia tessile qualificata, disoccupata da diversi anni aiuta il marito nella sua piccola attività autonoma. Dal 1994 responsabile di zona dell’ONLUS “Granello di Senape”, dal 2000 al 2010 collaboratrice dell’associazione “ANS21”. 11 Ezio Lovato agente Arpav, direttivo provinciale PDCI, nato ad Arzignano. 53 anni, dipendente pubblico dal 1986 come tecnico della prevenzione (ex vigile sanitario) presso il Settore Igiene Pubblica dell’ULSS 5 Ovest Vicentino e, a partire dal 1999, come tecnico della prevenzione dell’ARPAV - Dipartimento di Vicenza Iscritto alla CGIL. Militante della sinistra da oltre 35 anni e già segretario regionale del PRC oggi è membro della direzione provinciale del PdCI. VENETO STATO

CAMERA 4 Gianluca Valente, nato a Vicenza 05/02/68 8 Ettore Bellin, nato a Padova 17/9/60 9 Loris Lavarda, nato a Vicenza 22/5/70 11 Giorgio Ronzani nato a Lusiana 13/04/50 17 Mirko Colpo nato a Arzignano 02/1079 19 Baio Orfeo, nato a Thiene 01/04/69 22 Germano Bertacche nato a Vicenza 21/10/70 25 Marina Dal Ferro, nata a Thiene 20/10/53 26 Annalisa Pozza, nata a Thiene 17/11/67 SENATO 1 Marco Busato, nato a Thiene 03/12/68 9 Ruggero Zigliotto, nato a Montecchio Maggiore, 24/05/55 12 Lara Puppin, nata a Venezia 25/05/67 13 Cinzia Bertacche, nata a Milano 27/03/61 15 Ivan Carollo, nato a Zugliano 24/10/53 18 Luigi Battistin, nato a Vicenza 17/07/29 20 Flavio Fetta, nato ad Arzignano 04/02/58 LIGA VENETA

CAMERA 1 Dimitri Piotto nato a Bassano del Grappa 04/11/74, residente a Rosà, Consigliere Comunale a Rosà dal 2007 al 2012. Laureato in Scienze Politiche a Padova, dipendente Acli di Vicenza, responsabile allo sviluppo associativo dell’area bassanese. Impegnato nel volontariato. SENATO 3 Gian Pietro Piotto nato a Tezze sul Brenta 12/09/49, residente a Rosà. Presidente della “Liga Veneta Repubblica” consigliere comunale a Rosà dal 1997 al 2002. Collezionista di libri di Storia Locale.


BassanoPiù

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Fratture pedemontane di Guido Zentile

L

a Pedemontana Veneta è un vasto territorio, prevalentemente collinare, compreso tra la pianura padana, a sud, e la fascia montuosa, a nord, fascia che si allunga dalla Lessinia, alle Piccole Dolomiti, all’Altopiano di Asiago, fino alle dolomie del bellunese. L’hardcore pedemontano è tra le province di Vicenza e Treviso, i cui territori sono segnati da un devastante progetto, in minima parte a lavori iniziati, che si appropria di un nome che geograficamente indica un’area che rileva degli aspetti antropici, culturali ed ambientali di rispettabile livello, e che nulla ha da fare con la teoria della classe Rck (intendo il cemento): l’autostrada Pedemontana Veneta. Sono già stati consumati fiumi di inchiostro (o meglio, digitalmente parlando, di ricariche di toner, che accumulano rifiuti pericolosi al contrario della classica stilografica: ma c’è qualcuno che la usa ancora?), e chissà quanto ancora scriverà chi informa i media, con scarsa visibilità concessa, per far valere oltre a quella della gente del luogo la voce della protesta che legittimamente viene lanciata, non solo dalla varie associazioni ambientaliste, ma anche dalle forze politiche antagoniste. In molti si spremono a dimostrare l’assoluta inutilità di tale opera, non solo per il peso che avrà sulla campagna, compromettendo la naturalità di un territorio e la salute dei

Gli effetti del sisma di maggio 2012 su una chiesa del Vicentino

propri abitanti, ma anche per le ripercussioni sociali che avrà sull’economia locale: questa autostrada non porterà alcun beneficio. Servirà solo ad allontanare quel minimo di politica industriale che, forse, ancora ci rimane per salvaguardare la dignità di un lavoro correlato con la propria realtà territoriale. Non entro nell’ambito della Regione, ma fra Pedemontana, Valdastico sud, e ora anche l’eventuale possibile materializzarsi del suo prolungamento a nord, la nostra Provincia, amministrativamente ancora viva e configurata, ha già dato oltre il limite dell’implosione. E l’alta velocità, o capacità, ferroviaria, e il sistema delle tangenziali? E i vari P.A.T./P.I., strumenti che spolverano, come il formaggio sul risotto (e qui ci sarebbe ampia scelta di menu), metri cubi su metri cubi (e qui la scelta è ben de-

terminata), togliendo respiro alle zone agricole? Tornando alla “nostra” salutare autostrada voglio ricordare un altro aspetto da non sottovalutare, un aspetto che riguarda il nostro ambiente massacrato, aspetto che nonostante le continue manipolazioni del nostro territorio rimane inossidabile, anzi lo si va a stuzzicare: il rischio sismico. Le balle che ancora si raccontano circa il “cuscino” su cui giace la pianura, e quindi la vedono lontana da possibili terremoti, sono tra le più grosse ed eclatanti. La nostra Regione, come d’altronde l’Italia e tutta la fascia che sta nell’immenso catino Mediterraneo-Tirreno-Adriatico si trova in un’area in cui l’attività endogena è molto attiva, e la zona che comprende la fascia pedemontana è fra le aree che rappresenta un rischio sismico medio-alto. E noi, in senso metaforico, continuiamo a co-

struire, non solo sugli alvei alluvionali, ma sopra le faglie e micro faglie o in loro prossimità. E quelle fratture “virtuali”, seppur si manifestino apparentemente tranquille (i grossi eventi sismici risalgono alla notte dei tempi), sono sempre attive e accumulano energia, energia che può esplodere con forte accelerazioni facendo arrivare le onde eventualmente generate ben oltre il distretto sismico da cui sono generate. E l’autostrada è li che attraversa due distretti: il Lessino-Scledense, e la Pedemontana Sud. Le epoche e le ere geologiche sono molto lunghe e l’instabilità del nostro suolo la si può notare analizzando le mappe che hanno formato i nostri territori, territori che magari nel soprassuolo non avevano quasi nulla di costruito. Ma ora c’è solo, o quasi, cemento, con il rischio di vedere tutto devastato (come i capannoni in Emilia nel terremoto

del maggio 2012). La prevenzione sismica, almeno per salvaguardare le case in cui abitiamo, non esiste mentre per quanto riguarda l’autostrada a me interesserebbe solo mettere in salvo gli operai, sfruttati, che vi lavorano … Anzi i tagli al sociale, alla cultura e ai servizi pubblici arrivano a colpire importanti istituzioni, come l’I.N.G.V. (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia); una realtà importante e fondamentale per il nostro Paese. Ma forse l’unica “preoccupazione” degli “imprenditori” è quella di costruire e cementificare, mentre i “politici”, che quegli imprenditori supportano e da quegli affaristi sono sponsoirizzati, consegnano con i loro piani (anti)urbanistici il territorio ad un leviatano, un mostro che divora e ci divorerà. Ma vogliamo tutto questo? © RIPRODUZIONE RISERVATA

I bambini della materna Fiorasi all’aperto durante le scosse di maggio

Il catasto degli alberi monumentali. Finalmente! di Luciano Parolin

I

l 21 dicembre 2012, ultimo giorno di legislatura è stata approvata la legge, per la difesa degli alberi monumentali, le amministrazioni comunali avranno 12 mesi di tempo per censirli e chi li danneggia potrà essere sanzionato con 100 mila euro. Finalmente una buona notizia! L’unione tra natura e storia patria, sarà protetta dallo Stato. I grandi alberi, le cattedrali verdi che ombreggiano an-

cora lungo le strade saranno protetti come i monumenti. La legge n° 10 del 1° febbraio 2013, difende anche il verde cittadino ed è uno strumento importante per lo sviluppo urbano sostenibile e della bellezza dei nostri giardini, troppo spesso bistrattati. I grandi alberi in Italia sono oltre 20 mila, quanti ne conta Vicenza? Uno dei doveri della prossima amministrazione sarà quello di prendere carta e penna e fare il censimento del patrimonio arboreo ed arbustivo con annesso un regolamento per la tutela dell’ambiente urbano. Credo

Uno dei più noti alberi abbattuti a Vicenza

fermamente che non sarà più possibile fare scempio della storia e della natura, senza una spiegazione logica, come, per esempio a Vicenza, i platani di Santa Libera, l’albera di Viale Trento, il Cedro di Viale Trieste, il pino di Borgo Scroffa e altri sacrificati spesso alle rotatorie. Gli alberi secolari vanno protetti, la loro tutela diventa obbligatoria, niente abbattimenti o danneggiamenti. Il Comune, ogni Comune, sarà obbligato a rispettare gli standard minimi in materia di verde urbano e dovrà controllare ogni azione. Purtroppo, almeno nel capoluogo e

in questo lustro di governo, il verde, invece di rappresentare un elemento di bellezza e di decoro, è diventato un problema, non solo per la crisi economica, ma anche per chi è preposto al coordinamento e all’organizzazione del progetto ambiente. Progetto che, ora, in ogni città, e Vicenza se vuole essere capoluogo deve anche essere un riferimento nei suoi comportamenti progettuali, mette ancora di più in discussione chi e come ha condotto sino ad oggi l’ambiente nel suo territorio. © RIPRODUZIONE RISERVAT


BassanoPiù

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Nove emula Argenta con Fazioli Sotto accusa Aim ed Acque vicentine. Per il territorio Nove abbraccia il modello di Argenta che ha generato un colosso come Soelia e Soenergy Pubblichiamo, il documento completo e programmatico di Roberto Fazioli "estratto" dal video integrale da noi pubblicato sulle nostre testate web col suo intervento nel giorno della sua presentazione come nuovo presidente di Novenergia e Noveimpianti. Ci sarà di che discutere.

a cura di Giovanni Coviello

R

inascita costituzionale è il nome che gli dò nel senso che questo progetto industriale parte dall’assunto, appunto, di matrice costituzionale che ha come più grosso sponsor la Corte Costituzionale che con la sentenza 199 del 2012, recentissima, ha fatto suonare la campanella di fine della ricreazione. Non io, la Corte Costituzionale dicendo che cosa? "Svegliatevi, più del 90% dei cittadini italiani ha votato sì ai referendum". Ora grazie a quel voto referendario finalmente l’Italia è tornata in Europa, cioè anche in Italia si applicano i principi comunitari. Quindi come sta avvenendo da più parti in Europa, Danimarca, Francia …. In Germania c’è già "da mò" (da tempo, ndr), nei paesi scandinavi c’è già da mò e si applicano strumenti di auto governo locale o di auto produzione locale che sono appunto le cosiddette società in house, che non sono cose terze, sono auto produzione, auto gestione. Cioè chi ha responsabilità di governo locale si organizza a livello imprenditoriale industriale per dare risposte ai propri cittadini. Io, vedete, sono in forte imbarazzo perché sapete bene da dove vengo, lo tradisce la mia s che scivola evidentemente. Io mi sono trovato ad esempio ad essere invitato molto spesso dai comitati referendari per il sì. Evidentemente

La sede di Novaenergia

sono intervenuto e di fianco a me trovavo moltissimi referenti della regione Emilia Romagna e della regione Toscana che incitavano a votare sì contro la privatizzazione dell’acqua, al che io sapete con il mio noto imbarazzo ed il mio noto "indipendentismo" esibivo agli astanti una cartina geografica. Dov’è che si è privatizzata l’acqua secondo voi? in Emilia Romagna ed in Toscana. Dove ci sono le tariffe più alte dell’acqua? In Emilia Romagna ed in Toscana. Allora l’evidenza empirica e non una tesi teorica dimostrano che i servizi, laddove si portano avanti processi di privatizzazione de facto o de jure, tendono ad avere tariffe più alte. Il gigantismo industriale in Italia ha solo fatto dei danni, lo sa bene il Nord Est che è la patria dello sviluppo fatto di reti di piccole e medie imprese. E invece si vuole insistere con le aggregazioni. Le aggregazioni sono quanto di più allontanante dai bisogni si possa immaginare. Guardate calo un altro asso: sapete come ha fatto la Thatcher a privatizzare tutto in Gran Bretagna? Alla fine qual è l’evoluzione dei servizi pubblici locali in Gran Bretagna? Sono spariti! È un’evoluzione no? Il trasporto pubblico locale in Gran Bretagna semplicemente non c’è più. Qual è il problema! Vuoi tagliare in continuazione i trasferimenti, come state soffrendo in Veneto ma altrettanto ovunque? Bene, togliete il servizio, non fate prima? La Thatcher per privatizzare e sovente smantellare i servizi pub-

blici locali cosa ha fatto? Ha prima tolto l’autonomia agli enti locali, ha trasferito gli affidamenti del servizio pubblico locale, li ha trasferiti a livello regionale dopo di che ha portato tutto in borsa. Scusate, qualche parallelismo lo notate? Quindi ecco questo continuo stress verso le aggregazioni, che sovente vengono sostenute da più parti. C’è stato anche un convegno recentemente in Veneto su questo tema in cui anche gli esponenti sindacali hanno richiamato alla necessità di grandi aggregazioni ma non fanno mai i conti con il numero in basso a destra. Cioè queste grandi aggregazioni spesso sono, diciamo così, l’antefatto di grandi processi di privatizzazione, l’allontanamento dall’obbligatorietà di rispondere alle reali esigenze dei cittadini, perché, vedete, quanto più io sono lontano dalle esigenze dei cittadini e tanto meno mi preoccupo di quello che dice la signora Maria tutte le mattine mentre prende il caffè e va dal sindaco o dall’assessore. È chiaro? Ciò detto doverosamente, per fortuna di recente la Corte Costituzionale ha abrogato un provvedimento di Monti che aveva de facto riproposto l’articolo 23 bis che in modo bipartisan Pd e Pdl avevano approvato, tanto per essere chiari e non fare giri di parole. Un provvedimento che vietava de facto l’in house mettendo l’Italia fuori dalla conformità ai principi comunitari. La Corte Costituzionale ha detto “si può”. Su questo “si può” stiamo impostando un piano industriale che consente anche in una realtà piccola come Nove, io lo ho già fatto in una realtà piccola come Loiano. Con 4000 e rotti abitanti nell’appennino bolognese pian piano ha fatto rete e questi cittadini altrimenti abbandonati a se stessi, al più a qualche azione dei vicini, adesso hanno anche qualche servizio in più, come lo scuolabus e così via. Non si sta parlando di rivoluzioni epocali, si sta parlando di rimettere al centro non il fatto che si diano dividendi: attenzione quando un’impresa pubblica dà dividendi agli enti locali pensando di fare cosa razionale sta facendo una cosa che se ma lo dicono i miei studenti li boccio perché semplicemente è il federalismo fiscale al contrario. Allora le risorse prodotte dal territorio già sono poche, quelle poche mettiamole a sistema come già sta avvenendo in Europa. Il caso Grenoble, Lille, Parigi non vi dicono niente? A Grenoble, Lille, si sono ripresi la gestione in house dell’idrico. Il caso Parigi è anche emblematico. In Olanda c’è una legge che

Da sx Ettore Dal Santo, Roberto Fazioli, Manuele Bozzetto e Samuele Zanardello, Assessore Comunale con delega alle Società Partecipate

espressamente vieta qualsivoglia forma di privatizzazione del servizio idrico, c’è in Spagna addirittura. Proprio a causa della crisi dobbiamo rimboccarci le maniche e fare, non soffrire. Allora le nostre alternative sono: o diamo ai sindaci la responsabilità di dire “cari concittadini non ce n’è più per nessuno” oppure diamo ai sindaci la possibilità di dire “proviamo a fare realmente qualcosa”. Ed è ciò che anima questo progetto industriale che si chiama Rinascita costituzionale, a partire dal miglior parere pro veritate, che non ci dà un avvocato pagato ma ci dà l’avvocato superiore che è la Corte Costituzionale: il parere della Corte Costituzionale non lo abbiamo pagato ed abbiamo già fatto una prima opera di risparmio. La consulenza della Corte Costituzionale è stata gratis per Nove. Ed è sulla base quindi della sentenza della Corte Costituzionale che parte il comune di Nove e con Nove, auspicabilmente, anche altri comuni perché l’idea, non nascondiamocelo, è quella di fare un minimo di rete. Voi sapete bene da dove vengo, vengo da un paesino, dove peraltro non abito ma è una realtà più o meno molle, lo sperso paesino di Argenta nella bassa Romagna. Lì ci fu una delle prime scelte realmente indipendentiste italiane il 1° luglio del 2001 ed è ancora in piedi nonostante tutti dicessero “muore domani, muore domani”. E poi alla fine, signori miei, quel paesino lì ha prodotto una roba che si chiama Soenergy, che ha vinto la gara Consip per Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Lombardia e Trentino battendo A2A, Edison e tutti i vostri amici, mi spiego? Allora queste grandi economie di scala si scontrano contro una piccola aziendina del comune di Argenta che ha una struttura manageriale fatta di una

persona ed un solo presidente, fine della fiera e vinciamo la gara Consip per il secondo anno. Quante gare Consip ci sono state? Due. Quindi su due gare abbiamo vinto noi. Soenergy fornisce gas ad Aim ora? (nostra domanda retorica). Queste sono informazioni riservate (tutti ridono, ndr). Quindi, a mero titolo di esempio, quando vedete dei comuni che sono forniti da altri sono fuori legge. Chi nei convegni si riempie la bocca sulla concorrenza non è neanche capace di andare su internet e vedere chi ha vinto la gara Consip. Quindi a voi giornalisti l’onore, magari anche l’onere di andare a vedere da chi si rifornisce chi … è molto facile. Quindi questa strategia, attenzione (al di là delle provocazioni, voi mi conoscete … ), parte da un assunto che è quello della Corte Costituzionale e ha un obiettivo: non è quell’idea di profitti al Comune, io al sindaco ho già detto “dividendi zero”. Quindi, è chiaro, dividendi zero vuol dire dividendi zero e tutte le risorse che si potranno sviluppare da una gestione efficiente, efficace, in rete, fondata sul fare e non sul far fare. Io oggi volevo presentarmi con la tuta arancione perché quando sono entrato in azienda il primo giorno, una settimana fa mica tanto tempo fa, ho visto che questa azienda esiste perché ci sono ancora gli operai, esiste perché c’è della gente che sa lavorare. Ed allora come primo atto del CdA di stamattina (mercoledì 20 febbraio, ndr) abbiamo tolto gli incarichi esterni e cercheremo giovani di Nove non di altrove che vengono in bottega ad imparare un mestiere. Pensavo di chiamar questo progetto “vecchio buon senso contadino”, però in onore dell’avvocato superiore l’ho chiamato “Rinascita costituzionale”.


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Però è la stessa cosa, è buon senso contadino applicato. Vi faccio notare che la Rinascita costituzionale richiede alcune cose, richiede quelle cose che molte società pubbliche non hanno. Voi mi conoscete bene: a Vicenza Aim Vicenza fu salvata grazie all’in house e lì facevo battaglie inenarrabili parzialmente portate a casa, la resistenza era incredibile, diciamo così. Bisogna quindi rifare tutti i modelli di governance, società completamente pubbliche, società che rispondono a quello che si chiama in house. Se non vogliamo chiamarla in house, si chiama autoproduzione in forma societaria. È così, poi è più lungo e uno dice in house. Siccome noi abbiamo gli operai, abbiamo le competenze a iniziare da Nove cominciamo a lavorare su un territorio un po’ più ampio, nessuna

Da sx Ettore Dal Santo, Roberto Fazioli, Manuele Bozzetto

volontà di espanderci oltre un certo limitato limite, non c’è nessuna mania di diventare chissà cosa, penso che altre mie realtà siano diventate troppo grandi e quando diventi troppo grande perdi le redini. Attenzione, la cosa drammatica è che l’evidenza già lo dice per cui, quando sento nei convegni parlare della necessità di grandi aggregazioni, dico “questi dove vivono?”. Vivono in un contesto in cui conta solo la finanza e la finanza ragiona solo sul foglio Excel: guardate le banche non guardano mai nel merito, non entrano mai nel merito di un piano industriale, non ne sarebbero capaci (sottovoce, ndr). Quando io non sono capace di fare qualcosa allora utilizzo altre robe che sono quelle di dire “fammi vedere quanto sei grande,

quanto più sei grande tanto più ti do credito”. Dopo di che come stiano andando le azioni delle banche lo vedete tutti. Dai pur credito a quelli che sono solo grandi, prima o poi ti tirano il pacco (si dice dalle mie parti), per cui spesso rimangono in piedi solo le banche locali che hanno una residuale capacità di adesione al territorio. Quindi il territorio, questo come quello di vari altri luoghi, è in crisi e se non si parte da ciò che si ha non si va da nessuna parte. Quindi noi partiremo dal gas e dall’acqua per cercare di sforzarci tutti di costruire altre cose, altri servizi a cominciare dal comune di Nove e coinvolgendo altri territori. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il sindaco di Nove Manuele Bozzetto sceglie l’in house e Fazioli per farne beneficiare il territorio (g.c.) Nel giorno della presentazione di Roberto Fazioli e degli altri due membri del cda, Ettore Dal Santo e Margherita Bagarella, dipendenti del Comune di Nove, abbiamo intervistato anche il sindaco di Nove. Sindaco Manuele Bozzetto la scelta di Roberto Fazioli a capo della multi utiliy locale con la filosofia in house la dice lunga. Perché in house e perché Fazioli? In house perché vogliamo capire fino in fondo. Ce lo dice l’Europa, ce lo dicono le norme e ce lo fa fare la nostra volontà di capire quanto un’amministrazione possa realmente rispondere ai bisogni dei propri cittadini esercitando una propria titolarità di funzioni. Il cittadino è vicino all’amministrazione e viceversa quindi dal mio punto di vista è un’operazione di tipo politico nel senso buono e vero. Noi vogliamo in democrazia capire cosa possiamo fare e con chi. Il chi, appunto, sono Fazioli, che ha un’esperienza enorme nel settore, una società Novenergia partecipata al 100% dalla nostra amministrazione e la novità di due funzionari comunali. È la prima volta che c’è un controllo analogo diretto, che c’è la possibilità che dei funzionari della nostra amministrazione con una figura tecnica potranno con questa società dare quei servizi in pieno accordo con la nostra amministrazione su obiettivi e scelte che noi indicheremo come amministrazione. È un’opera-

zione nuova diversa, io credo percorribile e praticabile ed in questo sta anche la scelta della mia amministrazione. Detto che la scelta non è più “utili” per il comune ma soldi investiti sulla comunità direttamente senza passaggi intermedi, il prof. Fazioli viene da Argenta e da Soenergy piccola realtà locale che poi è diventata enorme e che, tra l’altro, è tra i fornitori di gas di Aim Vicenza. Quali sono le ambizioni di Nove visto che già operate su un territorio più ampio di quello novese? L’esempio che ha fatto è calzante, se lo ha fatto Argenta penso che potremo farlo anche noi. Lui ha esperienza, ha una percorribilità, cioè quello che ci propone è fattibile è percorribile, quindi è una scelta che facciamo secondo questo spirito. Una terza questione fondamentale, noi come amministratori soffriamo molto per i vincoli, per i limiti, per gli stop che ci impongono spending review, patto di stabilità, e molte volte è incomprensibile, avendo le risorse in casa, non poter programmare, progettare, fare ulteriori interventi. Questo tipo di società, io credo, potrà fare quel tipo di investimenti o avere anche quelle concessioni che viceversa un’amministrazione locale non può oggi fare. E quindi penso che vada proprio in questa logica, possiamo farlo anche grazie attraverso questo tipo di operazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Panorama incorona Palazzo Roberti: «Libreria più bella d’Italia» L’Italia intera invidia Bassano per la sua «Grandiosa libreria distribuita sui tre piani di un magnifico palazzo del '700»

di Marco Polo enezia, Firenze, Roma, Napoli. Sono solo alcune delle più incantevoli, affascinanti ed irripetibili città d’arte e cultura che rendono inimitabile il Bel Paese. Uno degli scrigni a cui viene unanimemente riconosciuto il ruolo di diffondere e tramandare il sapere sono le librerie. Ebbene i bassanesi possono essere giustamente fieri, la libreria più bella d’Italia non si trova in una delle succitate magiche città bensì proprio dove il Monte Grappa e il fiume Brenta, unendosi, hanno dato il meglio di sé: Bassano! La ridente città del pedemonte veneto racchiude all’interno di quel che resta delle sue fortificazioni ciò che il settimanale Panorama descrive così: «Grandiosa libreria distribuita sui tre piani di un magnifico palazzo del ‘700. Ci sono persino una terrazza e un bel giardino. Ma il vero pezzo forte resta il salone in cui si tengono incontri con scrittori, concerti o mostre in una scenografia di affreschi della scuola di Giambattista Tiepolo». Un’incoronazione in piena regola

V

Palazzo Roberti

merito di una splendida location che a cavallo tra il ‘700 e ‘800 si fece dimora di Napoleone Bonaparte, colui che decretò la fine della secolare Repubblica Serenissima, razziandola di ricchezze pari all’attuale debito pubblico italiano prima di «regalarla» all’Austria in seguito all’odioso Trattato di Campoformio, e uno scultore «nostrano» amato e apprezzato in tutto il mondo, Antonio Canova. Aperta nel 1998, la libreria ha, infatti, trovato la sua sede ideale a Palazzo Roberti,

edificio nobiliare settecentesco, di proprietà della famiglia Manfrotto (Tranquillino fu l’ideatore – 1974 – del primo innovativo treppiedi per macchina fotografica, prodotti che in pochi anni divennero una componente essenziale di tutti gli studi fotografici nel mondo) che tuttora gestisce l’attività dislocata al suo interno, con l’impegno e la dedizione di Lavinia, Lorenza e Veronica. Un esempio pressoché unico in Italia di grande libreria indipendente. L’elegante contesto architettonico

Acqua azzurra, acqua cara di Daniela Ceccon

Q

uando si parla di acqua, la prima cosa da ricordare è il referendum del giugno 2011, con il quale più di 26 milioni di italiani hanno chiesto l’abrogazione parziale della norma che stabilisce la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, nella parte in cui prevede che tale importo includa anche la remunerazione del capitale investito dal gestore. In pratica, gli italiani hanno deciso che nessuno debba trarre guadagno dalla vendita dell’acqua, considerato un bene primario di proprietà di tutti. Ad oggi, in molti Comuni, il risultato di questo referendum non viene rispettato e la gestione dell’acqua è affidata a multiutility private (in tutto o in parte) che traggono profitto dalla gestione del servizio idrico. Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua si occupa di monitorare e denunciare queste situazioni di fatto fuori legge, ottenendo alcuni risultati, anche se spesso

solo parziali. L’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, per esempio, ha deliberato un rimborso parziale delle bollette consegnate agli utenti dai gestori del servizio idrico che non rispettavano il referendum per l’acqua pubblica per il periodo di lugliodicembre 2011. Ma i parametri del rimborso disattendono il parere del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale, dal momento che l’authority ha deciso di applicare il cosiddetto “metodo tariffario transitorio”, anziché il rimborso del 7% di quanto versato ai gestori, come sarebbe previsto dal risultato del referendum. Nel frattempo, molti Comuni stanno cercando di applicare il risultato di quel referendum a livello locale. Il 13 febbraio il Consiglio comunale di Vicenza ha approvato una delibera che dovrebbe dare il via ad un percorso che miri a trasformare il gestore del servizio idrico integrato in una società di diritto pubblico, senza scopo di lucro e aperta alla partecipazione dei cittadini. La decisione ha fatto seguito all’introduzione, qualche

Manifestazione per l’acqua bene pubblico

settimana fa, di un articolo dello Statuto comunale che sancisce il diritto all’acqua. Il progetto di creare un consorzio partecipato da cittadini e lavoratori che sia indipendente dalle leggi del mercato deve ora trovare l’appoggio degli altri trenta comuni soci di Acque Vicentine Spa (di cui il Comune di Vicenza è azionista di maggioranza) e la collaborazione di Alto Vicentino Servizi Spa, che attualmente gestisce il servizio idrico nell’alto vicentino.

si sviluppa su tre piani, due dei quali - il piano terra e il mezzanino - sono destinati all’esposizione e alla vendita dei libri. Il Piano Nobile, invece, oltre ad alcune stanze, presenta un salone il cui restauro ha ridato luce agli splendidi affreschi che ne decorano le pareti. «La libreria di Palazzo Roberti è così bella e ben gestita che mi rimette in pace con l’Italia… è la più bella che conosca!». Così si è espressa Concita De Gregorio, giornalista e scrittrice, firma de la Repubblica e direttrice de l’Unità dal 2008 al 2011, in occasione della sua visita a Palazzo Roberti. Ma non è stato l’unico personaggio di spessore ad esprimere parole dolci per la libreria bassanese. «Felice di essere stata parte della storia di questa splendida libreria e felice per la cura di ogni cosa (Mariapia Veladiano, scrittrice)». «Alla Libreria Palazzo Roberti, che mi fa scrivere sui margini dei libri come Fermat, e mi ha permesso di penetrare in questo vero tempio del libro, senza provocare rigetti come tutti gli altri templi. Una libreria meravigliosa, come le libraie! (Piergiorgio Odifreddi, matematico e saggista)«. «L’utopia della libreria dove subito si trova quello che si cerca (Vittorio Sgarbi)». «Sono onorato di essere qui in questo tempio della cultura a ragionare su chi siamo e su dove andiamo (Vito Mancuso, teologo)». «Una bella libreria, che a

A Bassano del Grappa e nella zona del Brenta la questione dell’acqua è legata al conflitto fra gestione centrale e autonomie locali. In questa zona, il servizio idrico è gestito da Etra Spa, multiutility a totale proprietà pubblica che gestisce il servizio idrico integrato, il servizio rifiuti e altri servizi nel bacino del fiume Brenta, che si estende dall’Altopiano di Asiago ai Colli Euganei, comprendendo l’area del Bassanese, l’alta padovana e la cintura urbana di Padova. Ad affidare ad Etra la gestione del servizio idrico integrato con affidamento in house è stato Ato Brenta (Ambito Territoriale Ottimale Brenta), il consorzio di 73 Comuni nato in seguito alla Legge Galli del 1994, che aveva definito gli adempimenti di Stato, Regioni ed Enti locali nella riorganizzazione dei servizi idrici. Regolazione, pianificazione e controllo della gestione del servizio idrico integrato sono i compiti che la legge aveva affidato ad Ato Brenta. Dal 31 marzo questo consorzio cesserà di esistere e, al suo posto, sorgerà il Consiglio di Bacino Brenta, formato sempre da sindaci e Comuni (28 del Bassanese e dell’Altopiano, 44 padovani e uno trevigiano). Si tratta

Palazzo Roberti

Firenze se la sognano, e tanti lettori, tanta gente che si è interessata perfino del mio lavoro. Che strano! Vale la pena certe volte, certe rare volte, uscire dallo studio ed andare in giro per il Mondo (Roberto Innocenti, illustratore)». «Non solo mi piacerebbe presentare i libri in questa meravigliosa libreria, ma potrei passare il resto della vita ad amare questo indimenticabile palazzo (Antonio Forcellino, storico, scrittore e restauratore)». Chiudiamo con il noto scrittore Gianpaolo Pansa: «Sono stato, purtroppo per poco, prigioniero (volontario) non del silenzio, ma di questo meraviglioso regno del libro. Del suo creatore e monarca e delle sue deliziose libraie. E adesso dove posso andare? In nessun posto. Grazie di avermi fatto entrare nel vostro sogno!». © RIPRODUZIONE RISERVATA

di una formalità, anche se il nuovo istituto sarà più snello e più veloce nel prendere decisioni, visto che a guidarlo saranno in tre, anziché in sette com’era in Ato Brenta. Con il decreto “Salva Italia” emanato dal governo Monti alla fine del 2011, dal 28 dicembre 2012 la competenza sulle tariffe è stata affidata all’Agenzia per l’energia elettrica e per il gas (Aeeg), che, secondo quanto riportato dalla direttrice dell’Ato Brenta, Giuseppina Cristofani, probabilmente le aumenterà. E’ anche possibile che, se la nuova tariffa dovesse essere superiore anche a quella del 2012, i cittadini dovranno versare la differenza. La speranza dei sindaci interessati, critici rispetto alle decisioni prese dall’Agenzia, è che il Consiglio di Bacino Brenta sia in grado di influire maggiormente sulle decisioni dell’Aeeg , che di fatto rappresenta lo Stato centrale e che, vista la presenza di una convenzione condivisa da 73 sindaci, non potrà evitare di tenere conto dell’opinione dei primi cittadini. Acqua pubblica sì, quindi, ma i prezzi “popolari” chi li fa? © RIPRODUZIONE RISERVATA


IL VICENTINO VIC ENTINO CONTA. C ONTA. PROVIAMOCI. PROVIAMOC I.

ALBERTO TOLDO Si vo vota ta solo barrando il simbolo NON N ON scrivere nomi di candida candidati ti sia per la C amera (scheda rosa) Camera che per il S Senato enato (scheda gialla)

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Un documen Un documento to di iden identità tità e la tesser tessera a elettorale. ele ttorale. Chi ha smarrito la tesser tessera a elettorale ele ttorale de deve ve chiederne un duplic duplicato ato in C Comune omune ((aperto aperto anche dur durante ante le operazioni oper azioni di v voto). oto).

SCELTA SC EL LT TA CIVICA: C IVICA: nè destra destra nè sinistra solo o rif riforme fo orme radicali rad

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Scelta Scelta Civica Civica è nata per dare dare una prospettiva prospettiva ai milioni di italiani che v vogliono ogliono cambiare cambiare l’Italia. V orrei pr Vorrei proseguire oseguire il mio impegno per il Veneto, Veneto, la mia Provincia Provincia e l’l’Alto ’Alto A Vic Vicentino. entino. P Per er c continuare ontinuare ad occuparmi occuparmi di Sanita’ e Stato Stato sociale, per dar lor loro o e. M a sopr attutto per c oncorr rrer e e a forza vigore. Ma soprattutto concorrere forza e vigor determinare a attori di cr crescita, nuovo vo me mercato ercatto d del el de terminare ffattori escita, un nuo lavoro nostro All’impresa o. All’im l’imp impresa e a lav oro e lo ssviluppo viluppo del nostr o territorio. terra serv e uno S t tato e all’iniziativ a priv ata di questa terra all’iniziativa privata serve Stato p iù lleggero, eggero, ssenza enza m olta d ella ssua ua sspesa pesa p ubblica. L e più molta della pubblica. Le risorse pubbliche pubbliche vanno vanno concentrate concentrate ssulle ulle rragioni agioni d risorse dii sviluppo d ella n ostra e conomia ia, ssull’attenzione ull’attenzione a iù sviluppo della nostra economia, aii p più d eboli e ssulla ulla sspesa pesa ssociale. ociale. P er u na ssocietà ocietà ssenza enza p iù deboli Per una più g aranzie solo solo per per a lcuni, m ac on opportunità opportunità per per ttutti. utti. garanzie alcuni, ma con S celta lt Civica. C Civic a. Il merito, la competenza, competenza, lo ssviluppo, viluppo, la Scelta sensibilità.


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VicenzaPiù n.250, 22 febbraio 2013 by Giovanni Coviello - Issuu