Skip to main content

IlMensilediVicenza+ n. 292

Page 1

Versione online di VicenzaPiĂš n. 292: Domenica 1 Gennaio 2017

Manovra, voto su emendamenti alla Camera - Oggi previsto verdetto su misure fiscali (ANSA) - ROMA, 20 NOV - Al via il voto sugli emendamenti alla manovra. La commissione Bilancio ha iniziato l'esame delle proposte di modifica dall'articolo 3, che proroga il superammortamento e introduce l'iperammortamento al 250% per gli investimenti legati a industria 4.0. Nella prima giornata di votazioni si dovrebbero affrontare gli articolo 'fiscali', che riguardano ad esempio il fisco light per le piccole imprese e gli autonomi, ma anche il pacchetto di misure anti elusione-evasione.


Di Ansa

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ECONOMIA&AZIENDE

Veneto Banca: sì ad azione responsabilità per Consoli e chi ha guidato istituto fino aprile 2014 L'assemblea di Veneto Banca ha approvato a grande maggioranza l'esercizio dell'azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici per il dissesto dell'istituto di credito. Interesserà i componenti del Cda e del collegio sindacale di Veneto Banca in carica sino al 26 aprile 2014, nonché Vincenzo Consoli "in qualità di direttore generale, sulla base e nei limiti delle responsabilità riscontrabili ed imputabili a carico di ciascuno". All'assemblea erano presenti oltre 500 aventi diritto al voto, titolari di circa 9,9 mld azioni pari al 97,69%. I sì sono stati pari al 99,99%. Di Ansa

La vittoria di Trump spaventa i mercati,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


crolla Asia, Tokyo perde il 5,4%. Male anche Seul e Shanghai (ANSA) - MILANO, 9 NOV - L'elezione del repubblicano Donald Trump spaventa i mercati provocando il crollo delle borse asiatiche. Gli investitori temono per le ripercussioni sul fronte economico, commercio e immigrazione. Si attende anche la decisione della Federal Reserve che, dopo l'appuntamento elettorale, potrebbe aumentare i tassi. Le Borse asiatiche sono tutte in calo. Tokyo ha chiuso a -5,4%, Shanghai e Shenzhen -0,6 mentre Seul -2,2%. Di Ansa

ECONOMIA&AZIENDE

Veneto Banca, Beniamino Anselmi: preferisco rinunciare a poltrona ma essere in pace con coscienza Un passo indietro "perché certe scelte preferisco non farle" e "forse sono un uomo fuori dal tempo: preferisco non prendere nulla, rinunciare alla poltrona, ma esser in pace con la coscienza e con le persone che incontro per strada". Beniamino Anselmi, spiega all'ANSA il perché delle sue dimissioni dalla presidenza di Veneto Banca: una scelta dettata da un conflitto di coscienza rispetto alla possibilità che la fusione con la Popolare di Vicenza porti con sé esuberi, e forse licenziamenti, per troppi dipendenti. "Non stiamo parlando di barattoli ma di persone - spiega -. Se parlo di esuberi devo dire come li tratto. Non é solo un problema contrattuale: quando tocco il lavoro creo tensioni che si riflettono sulle famiglie,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


sui figli, creo degli sconvolgimenti di carattere sociale che lasciano ferite sulle persone". Di Ansa

POLITICA

Referendum last minute, il dibattito per i cittadini indecisi tra il Sì di Veronica Cecconato e il No di Giorgio Langella E' ormai dietro l'angolo il giorno in cui tutti i cittadini votanti si rechereanno alle urne per sire Sì o No alla riforma costituzionale. Per informare ed invitare al voto noi di VicenzaPiù abbiamo ospitato dibattiti e intervistato personalità come Federico Formisano per rendere più chiaro possibile quanto riguarda il referendum del 4 dicembre. Oggi vi proponiamo un dibattito tra le ragioni del Sì con Veronica Cecconato, Segretaria provinciale PD, e quelle del No di Giorgio Langella, Segretario provinciale del PCI Veneto. Di Sara Todisco

Rispondendo ai quesiti del moderatore, il professor Italo Francesco Baldo, i due esponenti cercheranno di "convincere" un ipotetico cittadino incontrato per la strada a votare l'una per il Sì l'altro per il No, motivando le proprie risposte.

GIUSTIZIA / ECONOMIA&AZIENDE

Sentenza della Cassazione sulla Consob:

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


punto a favore a tutela dei risparmiatori Banca Popolare di Vicenza Otre alle responsabilità innegabili, anche se tutte da dimostrare si spera in tempi più accelerati di quelli attuali, dei vertici della Banca Popolare di Vicenza condotti da Gianni Zonin, si fa un gran discutere sulle corresponsabilità di Banca d'Italia e della Consob per i mancati interventi reali per impedire che le condotte disastrose della precedente gestione arrivassero a danneggiare in modo drammatico decine di migliaia di soci vicentini, veneti e di altre regioni. Arriva una sentenza della Cassazione che fissa le responsabilità anche in termini pecuniari dei dirigenti interessati della Consob per uno dei casi esaminati. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Su questa sentenza, che ritiene la Consob responsabile del mancato controllo e la chiama a rispondere dei danni arrecati ai soci che avevano dato fiducia non solo alla banca ma agli organi contro preposti alla vigilanza, ci sarà da riflettere ma di sicuro il pronunciamento della Cassazione è un punto a favore di chi sostiene la necessità di intervenire drasticamente a tutela di risparmiatori che si sono ritrovati investitori al loro totale insaputa e con rischi maggiori di quelli che pensavano di poter correre, cioè nessuno. (Clicca qui per scaricare il testo integrale della sentenza).

POLITICA

Referendum Costituzionale, l'opinione di Federico Formisano: "la riforma andava fatta"

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Continua l'informazione di VicenzaPiù sul referendum costituzionale. Dopo una spiegazione semplificata del complesso quesito referendario, il presidente del Consiglio Comunale Federico Formisano ha espresso ai nostri microfoni anche la propria opinione sul referendum quindi sulla legge che lo ha mosso. Pur ammettendo di avere alcuni dubbi sull'Italicum, il presidente Formisano non ne esclude la necessità per il Paese. Mettere d'accordo tutti sarebbe difficle e "pur mettendosi intorno ad un tavolo per discuterne ognuno alla fine rimarebbe della propria idea". Ciò che bisogna domandarsi dunque secondo il presidente è se sia o meno necessaria questa riforma e la sua risposta è "Sì, doveva essere fatta". Le sue motivazioni nell'intervista a VicenzaPiùTv. Di Sara Todisco

ECONOMIA&AZIENDE

Veneto Banca: 100 milioni alle imprese di Confindustria Vicenza Il Gruppo Veneto Banca annuncia 100 milioni di euro di nuove risorse a disposizione delle circa 2000 imprese associate a Confindustria Vicenza: è quanto messo a disposizione per il rilancio e il consolidamento del tessuto economico-produttivo locale da Veneto Banca d’intesa con l’associazione di categoria. Veneto Banca ha stanziato un plafond di 100 milioni di euro per supportare sia i piani strategici di investimento a medio-lungo termine sia le necessità più immediate delle imprese: finanziamenti a condizioni agevolate secondo una scala di rating condivisa e spese minime di istruttoria. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Questo accordo con Veneto Banca - dice Mirko Bragagnolo, delegato al Credito e Finanza di Confìndustria Vicenza - va ad arricchire il pacchetto di linee di credito convenzionate che offriamo alle nostre imprese associate. Vogliamo infatti essere al fianco delle aziende nel loro sforzo di miglioramento e crescita, anche offrendo loro linee di credito convenienti, trasparenti e differenziate, spaziando da quelle a sostegno del circolante ai finanziamenti a medio termine a supporto dei progetti di investimento". “Le nostre aziende vanno sostenute nella concretezza delle loro necessità, nell’operatività quotidiana come negli investimenti di più ampio respiro – sottolinea Oreste Felice Invernizzi, Direttore Mercato di Veneto Banca –, per questo lavoriamo per mettere a disposizione linee di credito e servizi come quelli previsti nell’ambito del plafond sottoscritto con Confindustria Vicenza”. “Siamo in prima linea con le aziende e le associazioni di categoria per rispondere con efficacia alle loro esigenze e sostenere così il tessuto produttivo e occupazionale. Non a caso, oltre agli accordi già siglati, ne seguiranno altri con le principali associazioni di categoria delle regioni italiane dove siamo presenti”.

POLITICA

Referendum, Achille Variati al gazebo in centro: “i vicentini negli ultimi giorni rifletteranno sul merito e spero votino sì” Come abbiamo preannunciato il sindaco di Vicenza Achille Variati si è presentato al gazebo di “Vicenza per il Sì” allestito in questa gelida mattinata di giovedì 1 dicembre, a pochi giorni dal referendum costituzionale di domenica. Lungo corso Palladio il sindaco ha portato il suo saluto e sostegno ai componenti del comitato, fermandosi a parlare e stringere la mani ai vicentini in una giornata di mercato che ha creato qualche complicazione al gazebo, più volte spostato per far passare auto e furgoni. Variati ha affrontato ai nostri

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


microfoni il tema di un possibile voto pro o contro Matteo Renzi e le sue ventilate dimissioni a pochi giorni dal referendum per provare a spersonalizzare il voto, analizzando anche la battaglia tra i partiti politici. Ma soprattutto ha spiegato le ragioni per cui votare sì: “Poteva essere fatta meglio la riforma, però va nella direzione giusta: la campagna elettorale è stata sporcata dalla politica partitica, ma sono certo che i vicentini negli ultimi giorni rifletteranno sul merito e spero voteranno sì”. Di Edoardo Andrein

Con Variati era presente anche la deputata Daniela Sbrollini (a breve la sua intervista) per un Partito Democratico che ha coinvolto sempre di più negli ultimi giorni il comitato civico “Vicenza per il Sì” con incontri insieme ai parlamentari ed esponenti dem, o in collegamenti televisivi dalla sede Pd in via dell'Oreficeria. La tavola per domenica è apparecchiata, ma lo spettro di un Sì o No per Renzi continua ad aleggiare.

POLITICA

Referendum, Vicenza Capoluogo vota Sì: "dibattito uno dei più svilenti che si siano mai visti" Vicenza Capoluogo L’Associazione Civica Vicenza Capoluogo invita i cittadini a recarsi alle urne domenica 4 dicembre per esprimersi sul referendum della Riforma Costituzionale. L’invito scaturisce proprio da quanto è scritto nella Costituzione all’articolo 48: “il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.” L’azione civica è sempre stata orientata alla valorizzazione del voto quale importantissimo strumento di partecipazione per alimentare una società autenticamente democratica e responsabile nella consapevolezza che l'azione politica e amministrativa non sia solo per i cittadini, ma anche dei cittadini, sognata e costruita con loro e frutto appunto di preferenze, di istanze e di scelte democratiche. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L’esito del referendum del 4 dicembre è in mano dei cittadini, non dei partiti. Ci chiediamo però cosa realmente andremo a votare domenica. Si andrà alle urne per scegliere se modificare alcuni articoli della Costituzione o con l’ obiettivo di consolidare questo governo o di farlo cadere? Riteniamo che il dibattito offerto sia stato uno dei più svilenti che si siano mai visti poiché è mancato totalmente il metodo e si è condotta una campagna referendaria che pressoché mai ha affrontato la sostanza dei quesiti, ma quasi sempre ha coniato slogan che hanno avuto l’unico effetto di sollecitare la tendenza a schierarsi in modo deciso, a prescindere. Sarebbe stato auspicabile un percorso partecipativo che avesse potuto aiutare il cittadino a conoscere approfonditamente i contenuti della riforma in modo completo, chiaro ed esaustivo per votare con consapevolezza e avremmo auspicato più maturità e coscienza da parte dell’attuale classe politica, a tutti i livelli, proprio per il rispetto che si deve alla nostra Carta Costituzionale. Il Direttivo di Vicenza Capoluogo, dopo un periodo di analisi e confronto, si esprimerà a favore del Sì, pur evidenziando che la riforma non è certamente perfetta, ma rappresenta un rilevante passo in avanti verso un miglioramento delle istituzioni. I suoi contenuti, a nostro avviso, delineano importanti strumenti per garantire stabilità di Governo ed un Parlamento più snello ed efficiente che possa legiferare in tempi più rapidi. Inoltre, in aggiunta alla riduzione dei costi, alla nuova forma che prenderà il Senato, all’eliminazione del CNEL, la riforma introduce meccanismi che ostacoleranno l’utilizzo strumentale della conversione in legge dei decreti, istituisce il referendum propositivo e obbliga il Parlamento all’esame e alla discussione delle proposte di iniziativa popolare, migliorando il rapporto fiduciario con l’elettorato. Tutti passi in avanti nella disciplina degli strumenti di democrazia diretta. Infine, la riforma del Titolo V, con particolare riferimento alla sanità, conferisce allo Stato disposizioni generali e comuni senza togliere autonomia regionale in tema di programmazione ed organizzazione.

POLITICA

Gioco d'azzardo, Raffaele Colombara: cresce più dell'eroina, arrivano i fondi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


stanziati? L'interrogazione comunale di Raffaele Colombara, Consigliere Comunale lista Variati, dopo che i SERD del Veneto segnalano il continuo aumento di casi di giocatori compulsivi, il cui trend di crescita è ormai superiore a quello di eroina e droghe tradizionali. Arrivano i fondi stanziati per la cura e la prevenzione dell’azzardo? Quali dati ad un anno dal regolamento sugli orari di apertura delle sale gioco? Il gioco d'azzardo e le patologie ad esso legate costituiscono una delle questioni sociali e sanitarie emerse con maggior gravità negli ultimi anni. Il Comune di Vicenza si è mosso da subito e ha adottato una serie di misure tra le prime in Italia. Di Emma Reda

L'azione delle amministrazioni locali come quella berica ha fatto sì che negli anni anche lo Stato, seppur in maniera incerta e per certi versi schizofrenica, abbia cominciato a farsi carico della questione. Un’azione, quella delle Amministrazioni locali, oggi addirittura sotto tiro con denunce da parte di associazioni di categoria contro le amministrazioni che agiscono con provvedimenti a tutela della salute dei cittadini. Manca oggi una normativa nazionale; manca una seria volontà di ridurre l’offerta di gioco. Da almeno tre anni da parte del Parlamento e del Governo si promette di diminuire il numero delle oltre 400.000 macchinette disseminate sul territorio nazionale, un numero abnorme, specie se confrontato con gli altri paesi europei: ma ad oggi, nessuna reale riduzione del numero. Non parliamo poi di quanto promesso sulla Pubblicità. D’altro canto, tra i risultati che le amministrazioni locali sono riuscite ad ottenere c’è quella di aver spostato l'attenzione sull'aspetto socio sanitario dell’emergenza: di qui l'introduzione del GAP (Gioco d'Azzardo Patologico) tra le patologie riconosciute dal sistema sanitario; sempre grazie alla pressione delle amministrazioni locali, finalmente lo stanziamento di fondi per cura e prevenzione. Lo Stato ha stanziato 100 milioni per la prevenzione e la cura della dipendenza da GAP (Gioco d'Azzardo Patologico) così suddivisi: 50 milioni nel "Fondo per la prevenzione e cura di soggetti a rischio di patologie derivanti dalla dipendenza dal gioco d'azzardo", art. 1,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


comma 133 legge di stabilità per l'anno 2015 (190/2014); altri 50 milioni fuori dal fondo: art. 1, comma 946 legge di stabilità per l'anno 2016 (208/2015). Fondi poi mai effettivamente assegnati: un balletto durato due anni, più volte inceppato al tavolo Stato-Regioni. La situazione si è sbloccata lo scorso ottobre: al Veneto sono stati destinati una prima tranche di 4 milioni, fondi che la Giunta regionale ha poi diviso tra la Ulss 9 di Treviso (Castelfranco, sede dell’osservatorio regionale gioco azzardo, capofila per Padova, Belluno e Venezia), e l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, riferimento per Vicenza e Rovigo. Risulta assegnata anche la seconda tranche, per analoghi 4 milioni , ma sulla sua suddivisione ancora non si hanno notizie. L'anno scorso a ottobre si teneva a Vicenza un importante convegno sul gioco d’azzardo in cui il territorio berico metteva sul piatto un innovativo progetto per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo. “Fuori dal Gioco” (Allegato A) ha la peculiarità di essere un progetto su scala provinciale che mette insieme tutti gli attori del territorio, dalle Ulss ai Comuni (tra cui Vicenza) al privato sociale, al mondo della scuola, fino alle banche, per un intervento integrato che prende in carico tutti gli aspetti del problema, da quello sociale e sanitario a quello formativo, a quello economico e amministrativo. Un progetto pilota, unico su scala nazionale, pronto ad essere finanziato e poter quindi sperimentare in modo integrato prevenzione, cura e riabilitazione, interpretando un’esigenza del territorio emersa in questi anni dalle molte iniziative portate avanti dalle amministrazioni a livello locale. Il nostro Comune, infine, ha introdotto una normativa di regolamentazione degli orari di apertura delle sale da gioco (ord. 32259, aprile 2015 1), concertata con altri comuni della provincia (Bassano, Schio, Thiene), ripresa da altri e successivamente integrata (ord. 135478, ottobre 2015 2). In essa si prevede che il gestore attivi un percorso validato dal SERD di Vicenza e attuato da altre agenzie per la formazione del personale delle sale da gioco, insieme a una campagna di informazione e prevenzione nei confronti dei giocatori. Prevede, al termine del primo anno, la consegna al Suap del Comune di una dettagliata relazione sulle azioni intraprese e gli effetti ottenuti dal programma di contrasto alla ludopatia, in particolare per quanto riguarda il numero di giocatori che si sono successivamente rivolti al SERD incoraggiati dall’iniziativa. La relazione deve poi essere verificata con i dati sanitari sulla ludopatia registrati dalla competente Ulss - SERD, al fine di valutare l’adeguata attuazione del progetto. Tutto ciò premesso SI CHIEDE ALL'AMMINISTRAZIONE In merito allo stanziamento dei 4+4 milioni destinati alla Regione Veneto: Secondo quali criteri e con che tempi verranno ripartiti questi fondi?

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, destinataria della prima tranche, aveva inizialmente destinato l’importo ad azioni di studio e prevenzione, a discapito delle molte attività extraospedaliere di cura e riabilitazione (la maggioranza) attive sul territorio. La distribuzione è stata successivamente modificata. Per quanto riguarda la seconda tranche, si terranno in debito conto le esigenze delle strutture del territorio, in prima linea per quanto riguarda la cura e la riabilitazione dei malati? Sono previsti stanziamenti per il progetto interdipartimentale “Fuori dal Gioco” presentato dalla Provincia di Vicenza? In merito all’ordinanza (e successiva integrazione) che regolamenta gli orari di apertura delle sale da gioco: Ad un anno dall’inizio della sperimentazione quali sono risultati e valutazioni? All’interno del progetto era prevista la somministrazione di questionari che A) avevano lo scopo di rendere consapevoli gli utenti sulle modalità del gioco; B) dovevano dare indicazione sulla presenza e sulla percentuale di dipendenti presenti all'interno del numero di giocatori per struttura. Quali dati sono emersi? E’ possibile rilevare in che percentuale i giocatori patologici incidono sudato complessivo del giocato? Quali tipi di controllo sono stati effettuati per verificare il rispetto della normativa? Si ringrazia per la risposta in aula e per iscritto. Alcuni dati: Il Governo ha dichiarato che in Italia i consumi dell’azzardo ammontavano nello scorso anno a circa 88 miliardi e rappresentavano il 10% dei consumi e il 4% del Pil. La fetta più grossa è quella delle slot machines col 55,8%, seguite dal gioco on line e dal gratta e vinci. La spesa media per i 17 milioni di giocatori si aggira sui 5 mila euro l’anno. Ma, come in tutte le statistiche, il valore medio nasconde le vere emergenze, cioè i giocatori compulsivi (almeno 2 milioni) che scommettono (e perdono) decine se non centinaia di migliaia di euro l’anno, mandando in rovina se stessi, famiglie e aziende. La dipendenza in Veneto riguarderebbe circa 15 mila persone. I Servizi per le dipendenze del Veneto segnalano il continuo aumento di casi di giocatori compulsivi, il cui trend di crescita è ormai superiore a quello di eroina e droghe tradizionali. A Vicenza, quante le slot? I calcoli sono per approssimazione. Secondo i dati disponibili sul sito web dei Monopoli di Stato, nel 2015 erano poco più di 200 gli esercizi commerciali - bar, tabaccherie, pizzerie e ristoranti - con licenza per le slot. Cui si devono aggiungere una quindicina di sale da gioco

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


e scommesse, bingo compresi, che al loro interno contano decine di apparecchi. Se ogni bar ne contiene almeno due e ogni “gaming hall” almeno una quarantina, il conto al ribasso dice che sarebbero circa un migliaio, in città, le slot machine. 1 https://www.comune.vicenza.it/fotonot/124969-ordinanza_32259_2015.pdf 2 http://www.comune.vicenza.it/fotonot/135478-ordinanza_ludopatia.pdf

Liliana Zaltron e Luca Canale introducono la presentazione di "Vicenza. La città sbancata" in sala Stucchi È da poco iniziata la presentazione di "Vicenza. La città sbancata", presso palazzo Trissino in Sala Stucchi con le parole di Liliana Zaltron, consigliere comunale di M5S nonché organizzatrice dell'evento atto a presentare il nostro libro testimonianza che raccoglie gli articoli, solo, da noi scritti fin dal 13 agosto 2010 sull'annunciato flop della Banca Popolare di Vicenza, che ha danneggiato e/o impoverito 118.000 soci dell'Istituto prima presieduto da Gianni Zonin. "Ho trovato doveroso presentare un libro come questo in una sede istituzionale" dichiara la Consigliera, lasciando la parola ad un socio tradito attivo sin da subito per fare giustizia, Luca Canale: "in questo libro ho trovato tutte le risposte che la magistratura sta cercando da tempo. Farebbero prima a studiarsi Vicenza. La città sbancata". Di Sara Todisco

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


POLITICA

"Vicenza. La città sbancata" nel palazzo comunale con il M5s, tra il silenzio dei media e l'assenza di altri politici. Giovanni Coviello: al convegno BPVi tentativo di "lavarsi la faccia" In una "gelata" per temperatura, ma "calda" per gli interventi e l'argomento, sala Stucchi del Comune di Vicenza a palazzo Trissino nel pomeriggio del 1 dicembre dalle ore 17.30 è andata in scena la presentazione del libro "Vicenza. La città sbancata" organizzata dal Movimento 5 Stelle, sul più grave scandalo bancario della storia bancaria della Repubblica italiana che sta riguardando Banca Popolare di Vicenza. Una presentazione, mandata in onda in diretta streaming dal Movimento, ma "oscurata" dai media locali. E con l'assenza in sala dei politici: nessun altro consigliere comunale o rappresentante delle istituzioni, oltre a quelli del M5s, era presente. Di Edoardo Andrein

Un'assenza segnalata anche dal senatore Enrico Cappelletti, presente nonostante sia in piena campagna referendaria: "noi come 5 Stelle abbiamo la coscienza a posto, contro il silenzio assordante delle altre forze politiche". Dopo l'introduzione della promotrice Liliana Zaltron e di un socio BPVi, Luca Canale, il direttore e autore del libro, arrivato a 1200 copie vendute con la seconda ristampa aggiornata con il servizio sanitario InOltre e i consigli ai soci per riavere i loro soldi, Giovanni Coviello ha tenuto un discorso parlando del libro e della situazione che ha causato il sistema BPVi: "il timore è che nulla stia cambiando" ha ribadito in più occasioni, spiegando che "presentare in questo luogo il libro, frutto del lavoro della redazione di VicenzaPiù, è un fatto simbolico importante". In una città quella di Vicenza dove al convegno di sabato scorso al teatro Comunale "nessuno dei relatori intervenuti, a parte il giornalista Stefano Righi, ha nominato Gianni Zonin. Un convegno che a differenza di questo incontro è stato organizzato per lavarsi la faccia e giustamente snobbato dalle principali associazioni

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


" ha fatto notare Coviello mostrando i video tratti dal convegno con le proteste dei soci BPVi. Come anticipato è arrivato da Roma per intervenire alla presentazione anche Alberto Spampinato, cronista parlamentare e direttore di Ossigeno per l'Informazione che ha detto: "Si tratta di un libro molto interessante, un’antologia che dimostra che mentre le cose succedevano tutti potevano tenere gli occhi aperti, ma alcuni giornalisti l'hanno fatto: i giornali invece dovrebbero essere le sentinelle dei cittadini". E ha ricordato anche la richiesta danni milionaria di Gianni Zonin per conto della Fondazione Roi. "Fare costose cause giudiziarie è un modo mafioso per "uccidere" i giornalisti", ha chiosato Coviello, citando poi una frase di Amalia Sartori: 'i giornalisti sono povera gente, basta fargli un po' di cause per zittirli".

POLITICA

Referendum, Luca Fantò: importante che a votare siano in molti e ben informati Luca Fantò, Segretario regionale PSI del Veneto Il PSI del Veneto chiude la sua campagna lanciando un appello al voto ed alla consapevolezza. Questo referendum, per quanto poco condivisibile nella sua forma, può ancora rappresentare un momento democratico per la nostra nazione. Il PSI del Veneto, nei mesi che sono passati, si è impegnato ad informare i cittadini sul merito della riforma. Domenica sarà la popolazione a dire la sua ed è importante che a votare siano in molti e ben informati. Perchè la nostra Costituzione non deve essere luogo di scontro tra tifoserie politiche ma di ponderata condivisione. Far conoscere per permettere una scelta consapevole, questa la scelta del PSI del Veneto. Ora è arrivato il momento di votare! Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


POLITICA

Referendum costituzionale, a due giorni dalle votazioni il dibattito tra il Sì di Giuliano Parodi e il No di Massimo D'Angelo A due giorni dal più che discusso referendum costituzionale, noi di VicenzaPiù continuiamo a tenervi informati con le posizioni dei nostri opsiti che cercano di "convincere" il cittadino che si incontra per la strada a votare Sì o No. Questa la sfida proposta dal moderatore Italo Francesco Baldo nel chiedere le ragioni del No a Massimo D'Angelo, Coordinatore Mobilità Filt Cgil Vicenza, e del Sì a Giuliano Parodi, Coordinatore provinciale Pd, che si sono confrontati sulle motivazioni della riforma costituzionale al voro domani, i suoi pregi e i suoi difetti. Continuate a seguirci per arrivare al voto informati. Di Sara Todisco

DIRITTI UMANI

"Percorsi di Pace", Vicenza solidale con il popolo palestinese Presentato stamane, 2 dicembre, il calendario di eventi che il Comune di Vicenza ha organizzato in occasione della Giornata mondiale di solidarietà con il popolo palestinese, che si tiene ogni 29 novembre. Istituita dalla Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) alla fine degli anni '70, nella data in cui nel 1947 fu adottata la risoluzione 181, che "stabiliva la creazione in Palestina di uno 'Stato ebraico' e uno 'Stato arabo' con Gerusalemme come corpus separatum sottoposta a un regime internazionale speciale", si legge nella pagina dedicata del sito di UNRIC. "Dei due Stati previsti dalla risoluzione" prosegue, "solo uno, Israele, ha visto la luce. Il popolo palestinese, attualmente di otto milioni, vive principalmente nel territorio palestinese occupato da Israele dal 1967, compresa Gerusalemme est, oltre che in paesi arabi confinanti e in campi profughi nella regione".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Piero Casentini

Vicenza, il cui Consiglio comunale ha approvato, lo scorso anno, una Mozione di Solidarietà con il Popolo Palestinese, continua a promuovere la pace con due filoni di attività. La rassegna "Percorsi di Pace", grazie alla collaborazione con il Conservatorio Arrigo Pedrollo, che nel 2012 ha dato avvio ad una serie di corsi accademici a Gerusalemme attraverso una convenzione stipulata con l'istituto Magnificat della Custodia di Terra Santa, si aprirà il 5 dicembre dalle ore 17.45 con un incontro ed un concerto presso la sala di contrà San Domenico a Vicenza. L'Orchestra Sinfonica degli Studenti, diretta dal maestro Claudio Martignon, eseguirà brani di Schubert, Solci, Reinecke, Sofianopulo. Il prossimo gennaio un altro incontro darà la parola a Sergio D'Agostino, chirurgo pediatrico di Surgery for Children che lavora in Palestina, mentre in febbraio verrà dato conto di quanto ha fatto il Comune di Vicenza nei territori occupati. Antonio Dalla Pozza, assessore alla progettazione e sostenibilità urbana, ha detto: "non è solo una dichiarazione d'intenti, ma è un impegno pratico quello che Vicenza sta portando avanti nei confronti della Palestina. L'anno scorso abbiamo concluso una parte del programma finanziato quasi totalmente dalla Farnesina: con AIM abbiamo sistemato via Paolo VI a Betlemme, una via centrale della città". Un'occasione che ha aperto allo "scambio di saperi sulle tecniche costruttive e alla collaborazione per contribuire a sviluppare lavoro. Il Ministero ci ha chiesto di proseguire nei progetti, questa volta sulla gestione dei rifiuti, già avviati dal Comune di Campobasso. Vicenza seguirà un impianto di compostaggio dell'umido nella discarica di Al Minya. Ulteriori fondi verranno stanziati dal Comune per proseguire con la cooperazione internazionale" ha dichiarato Dalla Pozza. Isabella Sala, assessore alla comunità e alle famiglie, delegata ai temi della pace e della cooperazione, ha detto che entrambi i filoni di attività rispondono "all'applicazione dell'articolo 2 dello Statuto comunale, che in linea con la Costituzione ripudia la guerra e promuove la collaborazione pacifica tra i popoli. Proseguire l'attività di cooperazione e di sensibilizzazione è un impegno che vogliamo portare avanti". Roberto Antonello, direttore del Conservatorio Arrigo Pedrollo, ha parlato del "valore sociale della musica di cui parlava già Platone", sottolineando "l'esperienza unica che vede il Conservatorio di Vicenza aprire una sede staccata a Betlemme. Il 5 dicembre ripercorreremo l'esperienza avviata e che ha portato a scambi di buone pratiche, non solo sul lato tecnologico, ma artistico e culturale". Miriam Gagliardi, di Salaam Ragazzi dell'Olivo, e in rappresentanza del Comitato Vicentino per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi, attivo da 3 anni, ha ripercorso la storia dell'associazione, ricordando che "ci sono molti detenuti politici palestinesi, la cui liberazione è stata chiesta tramite una campagna internazionale lanciata nel 2013, sostenuta da migliaia di persone e da 8

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


premi Nobel per la Pace. È importante inoltre" sostiene Gagliardi, "utilizzare correttamente il lessico: i palestinesi vivono in territori occupati". Dalla Pozza ha aggiunto un ricordo personale, ricordando come "non sia descrivibile la sensazione provata attraversando i checkpoint che si aprono sul muro alto otto metri che divide Gerusalemme da Betlemme."

BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

Interventi azionisti indignati al convegno su BPVi. E lunedì la maggioranza di Achille Variati alla burla aggiunge la beffa: 5 minuti per un solo rappresentante dei soci truffati I circa 200 soci presenti sabato 26 nella sala del Teatro Comunale da 900 e passa posti in cui si è svolto il convegno burla sulla BPVi organizzato in coppia da Achille Variati e da Renato Bertelle hanno "messo in piazza" il proprio dramma con una dignità e una determinazione, a volte composta altre drammatica, ma comunque sconosciuta ai due organizzatori. Il "QuattroPoltrone" (sindaco, presidente della provincia di Vicenza e dell'Upi oltre che membro del Cda della Cassa Depositi e Prestiti) quel sabato mattina si voleva, solo, lavare il viso con una spruzzata d'acqua e senza dosi massicce, e comunque insufficienti, di sapone dopo essersi comportato come la scimmietta ("non vedo, non sento, non parlo") del sistema di potere incernierato su Gianni Zonin, come ha ufficializzato anche Jacopo Bulgarini d'Elci. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Mentre era a caccia di notorietà il maladense, che lessicalmente non sa se presiede un'associazione di 487 soci traditi dalla Banca Popolare di Vicenza, con quattro sesti del direttivo dimissionario, o se ha 300 clienti del suo studio legale nello stesso settore. Ma se a entrambi, e non solo a loro, farebbe bene guardarsi questo video, che la nostra Sara Todisco ha montato estraendo i brani di protesta più intellegibili dal video completo dell'evento, la maggioranza di Achille Variati, che per quanto ha fatto dovrebbe essere invitato a dimettersi dai cittadini, se non lo fanno i Consiglieri comunali che pure dovrebbero rappresentarli, ha aggiunto alla burla la beffa.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Per lunedì 5 dicembre,

infatti, dimenticando la mai effettuata convocazione chiesta dal M5S fin da settembre 2015 (cfr. "Vicenza. La città sbancata"), è stato convocato a richiesta di Possamai (PD per Variati), Pupillo (Lista Variati) e Guarda (UDC con Variati) un Consiglio Comunale sulla vicenda della Banca Popolare di Vicenza in cui verranno concessi, udite udite, ben 5 minuti a un rappresentante dei Confidi (si contano con due mani ma servono migliaia di aziende che stanno per andare in crisi), a uno dei sindacati bancari (che tutelano oggi più di 5.000 dipendenti, non tutti incolpevoli e molti sulla via del licenziamento) e a uno delle associazioni che rappresentano anche loro migliaia di soci, i troppo pochi che si fanno coraggio tra le decine di migliaia messi sul lastrico dal sistema Zonin. Quello contro cui Bulgarini puntava il dito denunciando l'asservimento della politica locale che ora pensa di far sua la denuncia del vice sindaco, peraltro subito silenziato da quel sistema, lavandosi mani e viso in... 5 minuti.

ECONOMIA&AZIENDE

“Ripartiamo da te” Banca Popolare di Vicenza: nuova proposta per famiglie e privati Banca Popolare di Vicenza “Ripartiamo da qui. Ripartiamo da te”: Banca Popolare di Vicenza avvia la seconda fase del programma di sostegno e rilancio del territorio dedicata a famiglie e privati. A un mese dal lancio del plafond di un miliardo di euro a sostegno delle imprese, BPVi ha completamente rivisto e rinnovato la propria gamma di prodotti dedicati alla sfera personale con soluzioni studiate ad hoc e altamente convenienti: un’offerta davvero unica sul mercato sia nell’ambito dei prestiti che nella gestione del risparmio. L’offerta è composta da sette prodotti e comprende due tipologie di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


finanziamento, quattro diverse soluzioni per la gestione del risparmio e il servizio di Home Banking via internet e mobile. Di Redazione VicenzaPiù

Nell’ambito dei prestiti la Banca mette a disposizione: · MUTUO CASA, con una gamma di proposte completa che offre soluzioni a tasso fisso, variabile o flessibile, pensata per offrire ai clienti ampia scelta in base alle diverse esigenze; · PRESTITI PERSONALI, soluzioni facili e rapide per avere le risorse necessarie a realizzare i propri progetti in modo semplice, conveniente e flessibile, grazie anche alle differenti combinazioni di durata. Per quanto riguarda, invece, la gestione del risparmio BPVi propone prodotti e servizi studiati su misura per rispondere al meglio alle esigenze dei risparmiatori. Nel dettaglio l’offerta comprende: · CONTO N’EVO, la nuova evoluzione del conto corrente modulare e flessibile che premia la fedeltà dei clienti con tanti vantaggi, fino all'azzeramento del canone: N'evo ti premia riaccreditando una parte o l'intero canone, in base all’utilizzo dei numerosi prodotti e servizi messi a disposizione; · DEPOSITO VINCOLATO, con tassi vantaggiosi e tante differenti combinazioni di durata e rendimento: è possibile, infatti, scegliere di vincolare i propri risparmi per una delle scadenze disponibili o ripartirli su più vincoli, anche con scadenze diverse. Si può inoltre decidere, dove previsto, di ricevere gli interessi in un'unica soluzione alla scadenza del vincolo, o suddivisi in più accrediti periodici; · DEPOSITO TITOLI, garantisce 3 anni di bollo pagato, senza limiti di importo, sia su nuove aperture che su titoli trasferiti da altra Banca, oltre a importanti vantaggi anche sui diritti di custodia e le commissioni di negoziazione; · SOLUZIONI DI RISPARMIO GESTITO che, attraverso un’ampia gamma di prodotti offerti dalle migliori case di investimento italiane ed estere, permettono di cogliere le opportunità dei mercati obbligazionari e azionari di tutto il mondo. Infine con BPViGO!, il servizio di Home e Mobile Banking, i clienti hanno i principali servizi bancari a portata di mano e sempre disponibili dal proprio computer, smartphone o tablet. Un servizio di banca online che, oltre ai classici servizi di conto corrente, offre sistemi di pagamento all’avanguardia,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


utilizzabili tramite App, come il Prelievo Cardless, per prelevare contanti dagli sportelli automatici direttamente con il proprio smartphone, e BPVi MoneyGO!, il servizio che consente di trasferire denaro con la stessa semplicità dell’invio di un sms. Vale la pena di ricordare che il plafond di 1 miliardo di euro stanziato a sostegno delle imprese nella prima fase del progetto “Ripartiamo da qui Imprese”, ha già consentito l’erogazione di circa 750 finanziamenti, per un totale di circa 165 milioni di euro complessivi, a partire dal 20 ottobre 2016. “Questa iniziativa dedicata alle famiglie e ai privati - ha dichiarato Iacopo De Francisco, Vice Direttore Generale Vicario di Banca Popolare di Vicenza conferma la nostra missione essenziale di fare banca. Dopo poco più di un mese dal lancio del progetto – 1 miliardo per le aziende del nord est – che ha avuto positivi riscontri in termini di erogazioni, presentiamo oggi la seconda tappa della nostra ripartenza centrata sulle persone, che coinvolgerà successivamente anche i soci/azionisti. In questo modo intendiamo dimostrare ai nostri clienti e al territorio che Banca Popolare di Vicenza è pronta, con la propria efficienza e professionalità, a costruire un nuovo rapporto di collaborazione che duri nel tempo.” (nella foto da sinistra Luca Reverberi, Responsabile Direzione Community Banking e Iacopo De Francisco Vice Direttore Generale Vicario)

POLITICA

Referendum costituzionale, il No della Lega Nord con Matteo Celebron Dopo aver ascoltato dibattiti e la posizione per il Sì del sindaco Achille Variati sulla riforma, pubblichiamo le ragione del No della Lega Nord con il Segretario cittadino Matteo Celebron. Una netta contrarietà in merito alla riforma costituzionale quella della Lega ed è chiaro l'invito del Segretario ai microfoni di VicenzaPiùTv a tutti i cittadini per votare No: "si tratta di una riforma fortemente centralista che riporta a Roma materie importanti come la sanità e l'ambiente e una Regione virtuosa come il Veneto sarebbe fortemente penalizzata". Trovate le idee e le infomazioni sul referendum costituzionale qui, per andare a votare e informati. Di Sara Todisco

LAVORO

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Banca Popolare di Vicenza, Unisin: pronti all'accordo? Unisin Gruppo Banca Popolare di Vicenza Il 28 novembre la Direzione ci ha convocato "per parlare del rinnovo del CIA in scadenza il 31 dicembre 2016" così come richiesto dalle OO.SS..In apertura di incontro però la Direzione ha mostrato le sue vere intenzioni dichiarando che si parlerà del rinnovo del CIA in un’ottica complessiva che preveda "con immediatezza la diminuzione del costo strutturale del lavoro e del personale per minimo 700 posizio- ni di esubero entro il 2017" da ottenere: ? con il ricorso al fondo di solidarietà di settore per circa 400 colleghi (la DG non forni- sce dati) ? con le giornate di solidarietà retribuite al 60% da distribuire su tutti gli altri a copertu- ra delle restanti posizioni. Di Redazione VicenzaPiù

Così il 5 dicembre ripartirà un confronto bruscamente e immotivatamente interrotto dalla Direzione a febbraio del 2016 e per cui la stessa DG ha già stabilito la data di chiusura (massimo 16 dicembre) e il contenuto (vedi articolo 30 novembre Corriere della Sera). In conclusione: dopo oltre otto mesi di totale assenza di confronto sindacale la Direzione si risveglia bruscamente e comunica alla stampa che otterrà quello che vuole con un confronto rapidissimo “che non dovrebbe raggiungere punte eccessivamente aspre”! Evidentemente conta sul fatto che le OO.SS. aziendali accettino questi metodi che impediscono di fatto persino la possibilità di presentare l’accordo ai colleghi per chiederne l’approvazione, magari riservando loro il ruolo di “spingitore dei colleghi” (al fianco dei gesto- ri) verso l’adesione “volontaria”. Noi, insieme agli altri sindacati (a tutti i livelli) avevamo invece chiesto che per riprendere la trattativa fosse presentato il Piano Industriale. Ma così non sarà. Dopo aver dichiarato <1500 esuberi che non potranno essere gestiti solo con i fondi a disposizione dei bancari> (Mion – Il Sole 24Ore 26/10/16) ci chiedono un “atto di fede”: senza conoscere il piano di rilancio (se c’è) e le sue modalità dobbiamo prendere una decisione immediata e par- ziale che certo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


traghetterà il management verso il ricco appannaggio per un altro anno ma lascia senza garanzie gli altri 5.000 colleghi! Garanzie indispensabili, visto che lo stesso management non è stato in grado di rivela- re la strategia industriale ( cessioni, fusioni, esternalizzazioni, licenziamenti ecc.) con cui pensa di invertire la tendenza che sempre più ci trascina verso il baratro. Managers che si autodefiniscono <di eccellenza> ma, visti i risultati raggiunti, di eccellente non vediamo che il loro compenso, non certo la gestione commerciale e del personale, la- sciata ai soliti noti che utilizzano i soliti metodi (anche per tentare di convincere la cliente- la). <Vogliamo poter finalizzare un accordo che consenta un’uscita volontaria ai colleghi aventi diritto ma soprattutto vogliamo tutelare chi resta in un momento così incerto e delicato.> Sin da dicembre 2015 le OO.SS. di BPVi unitariamente dichiararono: Oggi a maggior ragione, visto il precipitare della situazione, ribadiamo quella necessità, an- che per evitare che il costo dei prepensionamenti possa essere scaricato sui 5000 colleghi che restano e sulle loro famiglie. Per queste ragioni riteniamo che Direzione e Proprietà debbano valutare eque e di buon giudizio le seguenti proposte per poter raggiungere un accordo dignitoso e condiviso da tutti: ? Il management e gli alti dirigenti dovranno accettare, durante gli anni in cui i colleghi sosterranno il peso delle giornate di solidarietà, una riduzione del 30% dei propri emolumenti (che in bilancio 2015 ammontano a circa 15 mi- lioni). I soldi risparmiati potrebbero integrare il plafond con il quale si paga la soli- darietà (attualmente di soltanto 7 milioni di €, esauriti i quali le giornate di solidarietà non avranno alcuna retribuzione né versamenti contributivi). ? L’accordo dovrà contenere l’espressa garanzia che, almeno per i prossimi 3 anni, gli ulteriori eventuali esuberi saranno trattati in linea con le soluzioni trovate in questo accordo e comunque senza deroghe al CCNL e senza licenziamenti. ? L’immediata fornitura alle OO.SS dei dati puntuali relativi all’organico, indispensabile per una trattativa minimamente consapevole. Gli stessi dati saran- no poi aggiornati con cadenza trimestrale. ? Un drastico cambio nelle modalità di gestione delle risorse umane. Comportamenti scorretti e pressioni commerciali dovranno essere sanzionati. ? Valutare il reimpiego dei colleghi nella gestione delle sofferenze, da non esternalizzare, visto che l’unico business rimasto sembra essere quello del re- cupero degli NPL.

ECONOMIA&AZIENDE

Banche popolari in spa, Consiglio di Stato sospende misure attuative Bankitalia: dubbi su diritto recesso e rimborso soci

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare la circolare della Banca d'Italia che contiene le misure attuative per la trasformazione della banche popolari in Spa. La riforma per gli istituti bancari è stata varata dal governo nel 2015. Il Consiglio di Stato ha anche rinviato a una prossima camera di consiglio la trattazione nel merito della questione, dopo che la Corte costituzionale si sarà pronunciata sulla legittimità della riforma stessa. Secondo il Consiglio di Stato, sulla limitazione del diritto di recesso per i soci, la circolare Bankitalia sulla trasformazione delle Popolari in spa presenta "profili di non manifesta infondatezza" di legittimità costituzionale e "appare affetta da vizi derivati nella parte in cui disciplina l'esclusione del diritto al rimborso". "I provvedimenti impugnati (e la disciplina legislativa sulla cui base sono stati adottati) incidono direttamente su prerogative relative allo status di socio della banca popolare, così presentando profili di immediata lesività". Di Ansa

AMBIENTE / SCUOLA E FORMAZIONE

"Mostri senza testa", elaborazioni personali degli studenti del liceo artistico Boscardin sull’impatto paesaggistico a Borgo Berga Legambiente Vicenza informa che domenica 4 dicembre alle ore 10.30, presso il salottino del piano seminterrato al Polo Giovani B55 di Contrà Barche, 55, Vicenza, si terrà l’inaugurazione della mostra dal titolo “Mostri senza testa”. Saranno esposte le rielaborazioni digitali e un’installazione polimaterica degli alunni della classe quarta

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


D del liceo artistico Boscardin di Vicenza. Tutte le opere nascono da una riflessione che Legambiente Vicenza e Italia Nostra hanno cercato di stimolare nelle scuole, riguardo all’importanza del Paesaggio e alla tutela dei patrimoni culturali, artistici e storici che offre la città di Vicenza e che spesso vengono messi in pericolo proprio dall’opera dell’uomo. Di Redazione VicenzaPiù

In particolare si è cercato di trovare nuove forme di comunicazione, che riuscissero a smuovere le coscienze attraverso l’emozione che può suscitare l’arte, sul tema “Borgo Berga”, argomento d’attualità di particolare importanza che coinvolge la nostra città da qualche anno, ma che negli ultimi mesi è diventato piuttosto scottante vista la paventata possibilità, diventata concreta, di perdere il rinomato titolo di “Patrimonio dell’Umanità UNESCO” che la città ha dal 1994. Grazie alla disponibilità e alla sensibilità della dirigente scolastica Maria Pia Veladiano e delle professoresse Maria Baldisserotto e Claudia Rancati, che hanno coordinando il progetto, l’idea delle associazioni è potuta diventare realtà. Tutto il lavoro rientra in una convenzione tra Legambiente Vicenza e l’istituto Boscardin per l’attività di alternanza scuola-lavoro. La mostra resterà aperta fino all’11 dicembre. Sarà possibile visitarla tutti i giorni dalle 15 alle 19, domenica 11 anche la mattina, dalle ore 9 alle ore 13. L’8 dicembre resterà chiusa. Negli orari di apertura saranno presenti gli alunni del liceo Boscardin che potranno fornire informazioni e guida.

POLITICA

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Referendum, Alessandra Moretti: “pochi consiglieri regionali hanno fatto campagna per il Sì”. E messaggia sul “voto di pancia” con il direttore Giovanni Coviello “Ci sono pochi consiglieri regionali e presidenti di regioni che fanno campagna per il sì”. Alessandra Moretti, consigliere regionale e capogruppo del Partito Democratico in Veneto, è stata ospite a Radio1 Rai alla trasmissione “Un Giorno da Pecora” condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Nella lunga intervista (ascolta qui l'originale) la politica vicentina ha affrontato anche il tema dei costi nei Consigli regionali, con gli stipendi più alti d'Europa: con la riforma ci sarà il taglio degli emolumenti e dei rimborsi, anche se rimangono i vitalizi per gli ex consiglieri prima del 2015 (qui i 24 vicentini che ancora lo percepiscono). Di Edoardo Andrein

La Moretti, che si è impegnata assiduamente sui media e per incontri sul territorio a sostegno del Sì al referendum, fa notare che se passa la riforma “ io vedrò dimezzato il mio stipendio da consigliere regionale da 8 mila euro netti al mese a 4mila”. Sarà per questo che i consiglieri regionali o voteranno No oppure non si sono “spesi” per sostenere il Sì nella battaglia elettorale? La capogruppo Pd poi ha parlato anche del presidente Luca Zaia dandogli “ voto 6 in pagella, una sufficienza per il suo operato finora. Ma per Natale gli regalerei un gel per capelli, ora mette una brillantina orribile”. Oltre al gel in queste ore Moretti avrà consigliato anche all'ex sfidante Zaia di “non votare con la pancia” domenica 4 dicembre, come scritto in una frase di un lungo messaggio su whats app (che pubblichiamo interamente a seguire) inviato come esortazione a votare sì e arrivato anche al direttore di VicenzaPiù: "Dopo decenni di discussioni - scrive Alessandra Moretti -finalmente la Riforma della Costituzione può diventare realtà. Serve un sì per approvarla. O un no, se preferisci che tutto resti così com’è. Con il sì possiamo finalmente superare il bicameralismo paritario, possiamo aprire nuovi spazi di partecipazione, riordinare le competenze tra Stato e Regioni

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ed evitare i conflitti che bloccano lo sviluppo. Con il sì il nostro sistema istituzionale diventa più efficiente, più snello, più aperto alla partecipazione delle persone. Ed anche più attento all’uguaglianza. Innanzitutto perché riportare allo stato le scelte su politiche sociali, del lavoro e dell’energia garantisce uguaglianza nei servizi per tutte e tutti, a prescindere dalla Regione in cui si vive. E poi perché con la modifica dell’art 55 si inserisce in Costituzione l’equilibrio di genere nella rappresentanza istituzionale. Ti chiedo di riflettere bene prima di votare, di informarti su cosa effettivamente cambia, leggere il quesito, poche righe che possono aiutare l’Italia a cambiare, ad essere più moderna e diventare un Paese migliore per tutte e tutti, soprattutto per donne e giovani. Domenica non votare con la pancia. Vota con la testa e con il cuore. Vota per modificare la seconda parte della Costituzione. Vota per dire sì al cambiamento che serve al Paese. Vota per dare un futuro migliore all’Italia. Un abbraccio". Se Giovanni Coviello ha sardonicamente risposto: “Io invece voto sì con la pancia solo perché c'è di peggio, ma spero non mi vengano le coliche”, non gli è stata da meno la capogruppo in Regione del Pd che al direttore ha inviato tre emoticon con la risata sganasciante...

ECONOMIA&AZIENDE

BPVi: nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione di Banca Nuova, presidente è Salvatore Bragantini Banca Popolare di Vicenza comunica che l’assemblea degli azionisti di Banca Nuova (detenuta al 100% dalla Banca Popolare di Vicenza), riunitasi in data odierna 2 dicembre, ha preso formalmente atto delle dimissioni dei Consiglieri di Amministrazione avvenute in data 8 novembre u.s. ed ha pertanto proceduto alla nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione previa decisione di ridurne il numero dei componenti da nove a cinque. I nuovi Consiglieri rimarranno in carica per gli esercizi 2016, 2017 e 2018 (dunque fino all’approvazione del bilancio di esercizio del 31 dicembre 2018). Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L’Assemblea ha nominato Salvatore Bragantini Presidente e Alessandro Pansa Vice Presidente. ll nuovo Consiglio di Amministrazione risulta da oggi così composto: § Salvatore Bragantini, Presidente (Consigliere e Vice Presidente della Banca Popolare di Vicenza dal luglio 2016). § Alessandro Pansa, Vice Presidente (Consigliere della Banca Popolare di Vicenza dal luglio 2015 e riconfermato nel luglio 2016). § Iacopo De Francisco (Vice Direttore Generale Vicario e responsabile della divisione Mercati della Banca Popolare di Vicenza, entrato nel Gruppo nel giugno del 2015). § Alberto Beretta (Responsabile della divisione Crediti della Banca Popolare di Vicenza, entrato nel Gruppo nel luglio del 2015). § Anna Tosolini (Responsabile della direzione Corporate Development della Banca Popolare di Vicenza, entrata nel Gruppo nel luglio del 2015). Con l’elezione del nuovo CdA di Banca Nuova prosegue il percorso di rinnovamento degli organi societari del Gruppo BPVi all’insegna della discontinuità con il passato.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE / ASSOCIAZIONI

Dopo il convegno burla by Variati e Bertelle "Noi che credevamo nella BPVi" rispedisce al mittente anche la beffa: l'invito a intervento unico di 5 minuti in

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


consiglio comunale. Il "Quattropoltrone" Achille Variati si dimetta Dopo il convegno burla organizzato da "QuattroPoltrone" Achille Variati e da Renato Bertelle, il maladense in crisi di identità tra presidente di soci traditi o avvocato di clienti acquisiti, e dimenticando la mai effettuata convocazione chiesta dal M5S fin da settembre 2015 (cfr. "Vicenza. La città sbancata"), "è stato convocato - abbiamo scritto - a richiesta di Possamai (PD per Variati), Pupillo (Lista Variati) e Guarda (UDC con Variati) un Consiglio Comunale sulla vicenda della Banca Popolare di Vicenza in cui verranno concessi, udite udite, ben 5 minuti a un rappresentante dei Confidi (si contano con due mani ma servono migliaia di aziende che stanno per andare in crisi), a uno dei sindacati bancari (che tutelano oggi più di 5.000 dipendenti, non tutti incolpevoli ma molti sulla via del licenziamento) e a uno delle associazioni che rappresentano anche loro migliaia di soci, i troppo pochi che si fanno coraggio tra le decine di migliaia messi sul lastrico dal sistema Zonin". Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

"La maggioranza di Achille Variati - premettevamo -, che per quanto ha fatto dovrebbe essere invitato a dimettersi dai cittadini, se non lo fanno i Consiglieri comunali che pure dovrebbero rappresentarli, ha aggiunto alla burla la beffa". Ed ecco la risposta all'invito ad intervenire al Consiglio Comunale del 5 dicembre per soli 5 minuti riservati a un solo rappresentante di tutte le associazioni che l'Associazione Noi che credevamo nella BPVi, sicuramente numericamente la più rappresentativa, ha fatto pervenire ieri, oltre che a Federico Formisano, il presidente del Consiglio Comunale che aveva trasmesso per competenza l'invito, per conoscenza e per trasparenza, alle associazioni invitate e ai consiglieri comunali e regionali: «Il Sindaco, espressione della maggioranza del Consiglio Comunale, è già a conoscenza di cosa la nostra associazione pensa di riunioni e manifestazioni organizzate in questa maniera. Eravamo convinti che la riunione di sabato nascondesse un errore palese di rappresentanza. Dobbiamo ritenere, oggi, che questo tipo di invito sia invece un modus operandi per non trattare un argomento così importante per il territorio e i cittadini. Dispiaciuti e amareggiati, salutiamo cordialmente» Associazione "Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza" Siamo "solo" loro difensori fin dal 13 agosto 2010 (cfr. "Vicenza. La città sbancata") e non soci truffati dalla BPVi ma se potessimo ci "iscriveremmo" a questa e ad altre associazioni che, come quella che fa capo a Don Torta, dopo la burla rispediscono al mittente anche la beffa.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Quella di volersi lavare mani e viso in 5 minuti delle responsabilità contro cui il vice sindaco Jacopo Bulgarini d'Elci ha puntato il dito denunciando l'asservimento della politica locale al sistema incernierato su Gianni Zonin venendo, però, subito silenziato da quel sistema tuttora avvinghiato a quel che resta del territorio messo sul lastrico da gesta infami come testimonia il video di soli 48 secondi estratto da quello completo degli interventi al convegno dei soci a cui, senza il nostro intervento deciso col cosiddetto moderatore di Tva, che ci ha subito minacciato (ascolta inizio di questo video "lungo", ndr), sarebbe stato impedito di parlare e consentito solo di fare domande scritte. Vergogna, sindaco Quattropoltrone: si dimetta!

ECONOMIA&AZIENDE

Banca Popolare di Vicenza stima azione responsabilità contro ex vertici: "danni per centinaia di milioni di euro" Il danno subito dalla Banca Popolare di Vicenza dalla gestione dei vertici in carica dal 2013 al 2015 "si può ragionevolmente stimare nell'ordine di diverse centinaia di milioni di euro". Lo scrive il cda nella relazione all'assemblea del 13 dicembre che discuterà l'azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori. "La quantificazione di tale danno andrà verosimilmente incrementandosi" anche per un "ingente danno reputazionale", dice il Cda, che "ritiene che sussistano sufficienti e fondati elementi per promuovere l'azione di responsabilità" nei confronti "di ex direttori generali e di ex vice direttori generali, di ex amministratori esecutivi e non esecutivi (incluso il Presidente Gianni Zonin ndr), nonché di ex sindaci, in carica tra il 1 gennaio 2013 e il mese di maggio 2015". Di Ansa

"La natura delle violazioni sin qui emerse - indica ancora il Cda - lascia già

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


intravedere possibili profili di responsabilità anche in capo alla società all'epoca incaricata della revisione legale dei conti".

CULTURA

Virgilio Scapin, portatore sano di vicentinità Venerdì 2 dicembre, a palazzo Cordellina, si è tenuto l'ultimo incontro della rassegna "Dolci d'autunno le luci. Carte private di scrittori vicentini", organizzata dall'Assessorato alla Crescita del Comune di Vicenza e dalla Biblioteca Bertoliana, in collaborazione con l'Accademia Olimpica e con il sostegno dell'agenzia letteraria Leggere. Ultima personalità della cultura vicentina, almeno per data di nascita, ad essere oggetto di un tentativo di descrizione a più voci, è stato Virgilio Scapin, scrittore, libraio, attore, bon vivant, vissuto tra il 1932 e il 2006. Grande amico di Goffredo Parise, Scapin condusse per molti anni la celebre libreria Due Ruote, sita nell'omonima contrada incastonata nel centro storico di Vicenza. Di Piero Casentini

Esordì nella narrativa con il libro Chierico provvisorio, del 1962, nel quale elaborò l'esperienza maturata in seminario. Sette anni più tardi scrisse Supermarket provinciale, seguito dalla raccolta di racconti I Magnasoete, nella quale celebrava il mondo contadino di Breganze, piccola patria che tempo dopo l'avrebbe insignito della cittadinanza onoraria. Il successo di critica arrivò nel 1983 col romanzo La giostra degli arcangeli, che gli valse il premio Grinzane Cavour, mentre il nostrano Campiello gli consegnò il premio Selezione nel 1995 per Il bastone a calice. Nel 1998 licenziò il suo ultimo romanzo, Una maschia gioventù. Indimenticabile la parte di don Schiavon che Scapin impersonò in Signore & Signori, graffiante critica alla società veneta realizzata nel 1965 dal regista Pietro Germi. Sul grande schermo Scapin tornò nel 1969 con la parte del conte Lancillotto, ne

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il commissario Pepe diretto da Ettore Scola, e più avanti con un piccolo cammeo ne Il comune senso del pudore, di Alberto Sordi. Fondatore della Confraternita del Baccalà, di cui fu Priore, era legato da sincera amicizia al vignaiolo Firmino Miotti. Arguto, vivace sotto l'aspetto bonario e generoso della sua mole, Scapin è rimasto nel ricordo di molti vicentini, tanto che la bella sala affrescata non è bastata ad ospitare tutti gli interessati. Molti i relatori invitati a raccontare, da un punto di vista personale, la poliedrica figura di Scapin: Tiziana Agostini, Marco Cavalli, Adriana Chemello, Paolo Lanaro e Maurizia Veladiano. Cesare Galla, vicepresidente dell'Accademia Olimpica, ha dato avvio all'incontro parlando di un "clima di vicentinità empatica, inclusiva, questa sera con Scapin. Un personaggio, vicentino verace, che non ha mai avuto un problema critico con la sua città natale", a differenza dell'amico Parise. "Proprio in questi giorni" ha proseguito Galla, "la Regione Veneto sta cercando di approvare una legge sul bilinguismo, ebbene con Virgilio si parlava solo dialetto ma era un autore italiano. L'Accademia Olimpica accolse Scapin nel 1999, riconoscendone l'appartenenza integrale ad una cultura che non è solo locale". La parola è passata a Marco Cavalli, critico letterario, traduttore e grande amico di Scapin dalla prima adolescenza. "Provvisorio" ha detto Cavalli, "è un aggettivo che si addice a Scapin, il cui bersaglio principale era il clericalismo in salsa veneta. Secondo Scapin" ha continuato Cavalli, "l'opposizione di sinistra in Veneto, o almeno a Vicenza, non c'era. Al cattolicesimo risposero con il cattolicesimo di sinistra, doppia ipocrisia". Cavalli ha tratteggiato un ricordo vivido della poliedrica figura di Scapin: "satireggiava dal vivo" ha detto il giovane amico, "aveva una passione per Marziale, tradotto da Guido Ceronetti, anche se giudicava esagerata l'influenza del traduttore sull'autore originale. Insieme traducemmo alcuni componimenti" alla cui lettura il pubblico è scoppiato in una sincera risata. Tiziana Agostini, fondatrice del centro culturale Walter Tobagi di Venezia, già vicepresidente dell'Ateneo Veneto, ha cercato di ricostruire il profilo di Scapin scrittore. "Una complessa personalità, declinata in comportamenti ed interessi molteplici" ha sostenuto Agostini, "nei quali entrava da assoluto protagonista, nonostante il carattere riservato". Negli ultimi dieci anni di vita dello scrittore, Agostini revisionò tutte le cose che scriveva: "aveva la capacità di descrivere minuziosamente un luogo, raccontandone l'anima" ha proseguito Agostini, sottolinenando come "la narrativa di Scapin partisse sempre da un dato di realtà, per poi essere approfondita storicamente ed infine condita dalla sua immaginazione. Non si prendeva troppo sul serio, prova ne da la scarsa cura che dedicava alla conservazione dei suoi scritti". Negli ultimi tempi, ha ricordato Agostini, Scapin avrebbe voluto scrivere la storia di una donna: "era molto sensibile al femminile" ha concluso. Maurizio Veladiano, scrittrice e giornalista, ha detto che Scapin "era un uomo semplice, generoso. Amava definirsi un flemmatico, uno che si siede in riva al fiume e aspetta. Scriveva rapido, di getto, eppure diceva che lo scrivere era una felicità che gli costava fatica. Era un perfezionista, diceva che il contenuto senza la forma non aveva senso. La malattia gli creò un vuoto attorno" ha ricordato Veladiano. "Se qualcosa di lui rimane" ha concluso la scrittrice, "sta dalle parti di Breganze dove per lui abitava la felicità". Adriana Chemello, letterata e docente all'università di Padova, e Paolo Lanaro, poeta, hanno illuminato altri aspetti della personalità di Virgilio Scapin, in un racconto corale carico di affetto e di autentico interesse.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


LAVORO

Banca Popolare di -Vicenza, First Cisl: dopo 9 mesi di silenz-io la banca si sveglia da-l lungo letargo First CISL Gruppo BPVi Dopo 9 mesi di silenz-io Banca Popolare di -Vicenza si sveglia da-l lungo letargo e pun-ta a far ripartire un-a trattativa sospesa -dalla stessa azienda -lo scorso 22 febbraio-. “Lo definirei un ri-sveglio dinamico – di-ce il Segretario dell-a Sas di complesso Fi-rst CISL Paolo Ghezzi- -. Bpvi vuole pigiare il- piede sull’accelerat-ore e chiudere la tra-ttativa il prossimo 1-6 dicembre. Ha già de-ciso tutto lei ? Da c-he mondo è mondo gli -accordi si fanno in 2-. -E’ fin troppo chiaro -che l’istituto stia t-entando di forzare la- mano e di comprimere- i tempi dei ragionam-enti che rimangono ne-cessari e che necessi-teranno della piena c-ondivisione dei colle-ghi. Di Redazione VicenzaPiù

Come -First CISL ci prender-emo tutti i giorni ch-e reputeremo utili. N-on diamo mandati in b-ianco ad alcuno e tra-ttando aspetteremo l’-approdo del nuovo pia-no industriale che il- presidente Mion annu-ncia essere pronto -entro questo dicembre-, almeno così ha dich-iarato Giovedì a “Mil-ano Finanza”. La trat-tativa che sta per ri-partire dovrebbe inve-stire una platea mini-ma di 700 colleghi, d-a prepensionare, con -intervento della banc-a ed una solidarietà -che Bpvi stima al 60%-. L’azienda farà bene- ad essere più precis-a perché analizzeremo- -i numeri con occhio a-ttento e -con la certtezza che -non faremo pagare ai -colleghi le pensioni -dorate di chi lascia.- Si venga a trattare -con le idee chiare se-nza cadere in colossa-li contraddizioni. Lu-nedì ci hanno detto c-he per il piano indus-triale non ci sarebbe-ro stati significativ-i aggiornamenti salvo- apprendere che il pr-esidente Gianni Mion sa già molto di più. -In prossimità della r-ipresa del confronto -chiariamo fin d’ora c-he lo stato di crisi -aziendale riguarda tu-tti e come tale, i sa-crifici richiesti, do-vranno interessare tu-tti dai manager ai di-pendenti in un rappor-to direttamente propo-rzionale alle rispett-ive disponibilità. Pe-r il resto non rinunc-eremo all’idea della -volontarietà, di un n-uovo ed innovativo mo-do di fare banca e al-l’idea di puntare ad -una gestione domestic-a degli NPL per evita-rne una svendita che -non

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


apporterebbe sign-ificativi benefici”.

ECONOMIA&AZIENDE

Relazione integrale Cda BPVi per proposta di "Azione di responsabilità": il dg è chiamato col nome e cognome Samuele Sorato, il presidente Gianni Zonin solo con l'incarico... Non senza aver premesso una, solita, stranezza, cioè la pronunciabilità del nome del dg Samuele Sorato ma l'identificare Gianni Zonin solo con la sua carica di Presidente del Cda, Pubblichiamo la "Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione sul primo ed unico punto all'ordine del giorno" dell'Assemblea ordinaria della Banca Popolare di Vicenza convocata per il 13 dicembre (qui il primo lancio Ansa, ndr) e cioè la "Proposta di azione di responsabilità nei confronti di ex amministratori, ai sensi degli artt. 2392 e 2393 codice civile; nei confronti di ex componenti della Direzione generale, ai sensi dell'art. 2396 codice civile; nei confronti di ex sindaci, ai sensi dell'art. 2407 codice civile; e nei confronti della ex società di revisione, ai sensi dell'art. 15 del D.Lgs. n. 39/2010; informativa agli Azionisti; delibere inerenti e conseguenti". Di Edoardo Pepe

Signori Azionisti, in merito alla proposta – di cui all’ordine del giorno – di deliberazione dell’esercizio di un’azione di responsabilità nei confronti (i) di ex amministratori, ai sensi degli artt. 2392 e 2393 c.c.; (ii) di ex componenti della direzione generale, aisensi dell'art. 2396 c.c.;(iii) di ex sindaci, ai sensi dell'art. 2407 c. c.; e (iv) della società di revisione incaricata della revisione legale dei conti per le prestazioni svolte sino al maggio 2015, ai sensi dell’art. 15 del

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


D.Lgs. n. 39/2010, di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. (“BPVi” o la “Banca ”), il Consiglio di Amministrazione fa presente, preliminarmente, che le indagini condotte in modo analitico dalle Autorità di Vigilanza (BCE, Banca d'Italia e Consob) già forniscono un primo, significativo, quadro di irregolarità che abbracciano l'operato, nel suo insieme, dei precedenti vertici aziendali. A seguito delle suddette attività ispettive, il Consiglio di Amministrazione ha autonomamente avviato verifiche e approfondimenti, supportato da un primario studio legale che si è avvalso dell’assistenza di una società di consulenza, specializzata in verifiche di natura forensic, le cui risultanze definitive non sono ancoradisponibili. A tale riguardo, si precisa che lo studio legale incaricato, anche tenuto conto del perimetro considerato dalle suddette attività ispettive, ha concentrato le analisi e le conseguenti valutazioni sulle attività svolte e sui fatti verificatisi nel periodo intercorso tra il 1 gennaio 2013 e il mese di maggio 2015 , riservandosi l‘opportunità di estendere, ove richiesto dalla natura della fattispecie esaminata, dette attività anche a periodi antecedenti. Allo stato, il Consiglio si riserva di svolgere ulteriori approfondimenti circa la rappresentazione contabile dei fenomeni che hanno determinato un pregiudizio economico per la Banca, e ciò anche all’esito dei procedimenti sanzionatori promossi dalle Autorità di Vigilanza, nonché delle attività di indagine avviate dalle competenti autoritàgiudiziarie. In questa fase, si è quindi deciso, in attesa di definire l'esatto perimetro del complessivo quadro delle irregolarità imputabili ai precedenti vertici aziendali, di soffermarsi su quelle condotte che, sulla base delle informazioni fin qui raccolte, risultano in contrasto coni principi di sana eprudente gestione e che, pertanto, consentono alla Banca di intraprendere sin da subito l’azione di responsabilità. IlConsiglio di Amministrazione precisa, peraltro, che vi sono ulteriori profili di criticità certamente rilevanti ai fini della relativa imputazione ai cessati esponenti aziendali e forieri di autonome ragioni di grave pregiudizio al patrimonio della Banca, i quali sono già emersi all’esito delle verifiche effettuate ad oggi da parte dei consulenti della Banca. Si tratta, più precisamente, delle anomalie che hanno contraddistinto il processo di negoziazione delle azioni della Banca, per le quali – pur essendo ancora in corso ulteriori approfondimenti ed essendo tuttora pendenti procedimenti sanzionatori e accertamenti da parte, rispettivamente, delle Autorità di Vigilanza e della magistratura inquirente – le verifiche sin qui svolte consentono di ritenere fondata l’imputazione a detti soggetti di significative violazioni degli obblighi di condotta che la legge pone a loro carico. Anche su questi profili, pertanto, si propone sin d'oradi deliberare l'esercizio dell'azione diresponsabilità, laddove l’esito didette verifiche dovesse confermarne l’opportunità. Una prima fattispecie censurabile riscontrata riguarda gli investimenti effettuati tra il 2012 e il 2013 da BPVi e dalla controllata BPVi Finance nei fondi "Optimun Evolution Multi Strategy I-II" e "Athena Capital Balanced Fund" (nel seguito, i "Fondi Athena e Optimum"), per un importo complessivo di circa 350 milioni di Euro.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L'analisi ha messo in luce l'elevato grado di imprudenza e opacità che ha caratterizzato l'utilizzo di così ingenti risorse economiche della Banca. In particolare, è stato rilevato che la decisione di effettuare tali investimenti è stata assunta in assenza di adeguata istruttoria esenza cheil consiglio di amministrazione in caricaall’epoca – chepure, negli anni, nonostante i flussi informativi si fossero limitati alla comunicazione del solo nozionale degli investimenti sottoscritti, aveva incrementato laconsistenza e il profilo di rischio dei fondi – avesse mai richiesto verifiche di sorta. Inoltre, le operazioni effettuate non risultano coerenti con i livelli di rischio previsti nelle linee guida sugli investimenti approvate dal consiglio di amministrazione, atteso che – come emerso dagli accertamenti svolti dalle funzioni interne della Banca – iFondi Athena e Optimum erano stati impiegati i) per finanziare, attraverso la sottoscrizione di strumenti finanziari di debito (c.d. "private placement") di nuova emissione, società caratterizzate da basso merito creditizio e appartenenti a gruppi già pesantemente esposti con la Banca, ii) per acquistare ingenti partecipazioni in altrettante società appartenenti agli stessi gruppi indebitati con la Banca, nonché iii) per acquistare azioni BPVi. Alla luce delle verifiche effettuate, pertanto, è stata riscontrata la sussistenza di profili specifici di responsabilità imputabili, oltre che ai manager che hanno direttamente condotto e gestito gli investimenti, anche a componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale in carica all’epoca dei fatti. Quanto al danno, l’utilizzo del plafond stanziato dal consiglio di amministrazione ha cagionato un evidente pregiudizio alla Banca. Al riguardo, avuta conoscenza della composizione degli asset sottostanti i predetti fondi, le competenti funzioni aziendali della Banca hanno provveduto alla disamina delle posizioni detenute nei fondi in oggetto, dalla quale è emerso che gli investimenti nei tre fondi, alla data del 30 giugno 2015, avevano determinato per il Gruppo una perdita di 103,2 milioni di Euro rispetto al valore dell’investimento iniziale. Alla luce di ciò, sono state avviate delle trattative, alcune delle quali sono ancora in corso, con i gestori dei fondi, volte a trovare soluzioni per rientrare o, quanto meno, limitare l'ingente perdita. In particolare, con riferimento al Fondo "Athena Balanced Fund ", all'inizio del 2016 è stato sottoscritto un accordo transattivo, in forza del quale la Banca (che già aveva ricevuto un parziale rimborso di 30 milioni di Euro dal fondo) ha ottenuto la restituzione, a fronte del totale disinvestimento, di ulteriori Euro 34 milioni, oltre ad azioni della Banca stessa detenute dal fondo (n. 258.533 azioni). Il pregiudizio economico in capo alla Banca (a titolo di solo "danno emergente"), e limitatamente al Fondo "Athena Balanced Fund", può perciò essere quantificato in circa 33 milioni di Euro, rispetto a un investimento iniziale di 100 milioni di Euro. Al contempo, nelle more delle trattative in corso con il gestore dei fondi "Optimum Multistrategy I e II", l'investimento complessivo iniziale (di BPVi e di BPVi Finance) in tali fondi, pari ad Euro 250 milioni, è stato significativamente svalutato (per circa 115 milioni di Euro) e iscritto nel

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


bilancio consolidato al 31 dicembre 2015 per un importo pari a circa 135 milioni di Euro (circa 90 milioni di Euro per BPVI Finance e circa 45 milioni di Euro per BPVi). Nel bilancio semestrale consolidato al 30 giugno 2016, l’investimento nei fondi "Optimum Multistrategy I e II" è stato oggetto di ulteriore svalutazione per complessivi 23,6 milioni di Euro (circa 6,2 milioni di Euro per BPVi e circa 17,4 milioni di Euro per BPVI Finance). In secondo luogo, le dimensioni della crisi aziendale in cui BPVi si è vista coinvolta hanno indotto il Consiglio di Amministrazione – con l'ausilio delle funzioni interne e dei consulenti legali incaricati – a promuovere un approfondimento sulla politica creditizia attuata dalla Banca a partire dal 2011 e fino al maggio 2015. Approfondimento che, benché ancora in itinere, ha già messo in luce gravi e reiterate irregolarità nella gestione dei rischi connessi all'erogazione del credito, riconducibili a una valutazione spesso incompleta, superficiale o erronea del merito creditizio. L'analisi è stata svolta su di un campione di operazioni creditizie di valore superiore a 5 milioni di Euro, ovvero a 1 milione di Euro nel caso di operazioni con esponenti bancari ex art. 136 TUB, e classificate, alla data del 31 dicembre 2015, come "incaglio" o "sofferenza". Le indicazioni emerse dall'analisi statistica sono in sé sintomatiche di un'attività creditizia priva di gradualità nell'incremento dei volumi e carente nelle cautele adottate nel frazionamento delle erogazioni, che ha determinato l'anomala – in controtendenza con il trend del sistema bancario nel periodo di riferimento – crescita degli impieghi, cui ha fatto seguito, a partire dall'esercizio 2013, il progressivo aumento delle rettifiche sui crediti. Emblematica, a questo riguardo, è la circostanza che, sul campione di operazioni creditizie esaminato, risultino crediti deteriorati (tra incagli e sofferenze) per circa 3,4 miliardi di Euro. Nello specifico, l'analisi fin qui condotta ha evidenziato profili di irregolarità nella gestione di talune rilevanti posizioni creditizie, in alcuni casi sottoposte direttamente all'attenzione del consiglio di amministrazione in carica all'epoca dei fatti. È stato infatti accertato che la Banca ha fornito sostegno finanziario a investimenti immobiliari e mobiliari, pur a fronte di apporti di capitale, da parte dei beneficiari, nulli o, comunque, marginali, con la conseguenza di dover in tal modo sopportare l'intero rischio connesso. Inoltre, i finanziamenti sono stati di frequente concessi a soggetti sprovvisti di rating o con rating negativo, all'esito di istruttorie di tenore meramente descrittivo e spesso carenti di analisi sulla capacità di rimborso dei beneficiari o caratterizzate dall'assenza di idonee garanzie. Tali anomalie hanno interessato anche operazioni creditizie a favore di esponenti aziendali, ivi inclusi exconsiglieri di amministrazione. Sotto questo profilo, nonpossono quindi escludersi situazioni di violazione della disciplina in materia di conflitto di interessi. Dall'esame a campione fin qui svolto risulta che la politica creditizia attuata dalla Banca fino al maggio 2015 hacagionato un ingente pregiudizio al patrimonio di BPVi, lacui quantificazione definitiva potrà essere fornita in termini puntuali anche in corso di causa, eventualmente con il contributo di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


un esperto in materia contabile-finanziaria. Emblematica delle gravi criticità che emergono dalla ricostruzione della politica degli impieghi da parte della precedente gestione (e, ingenerale, diuna gestione imprudente della Banca)èl'operazione San Marco, posta in essere dai precedenti vertici aziendali con il dichiarato intento di aprire una filiale della Banca aCortina d'Ampezzo. Tale operazione ha visto la Banca dapprima (nel luglio 2011) fornire sostegno finanziario per un importo pari a Euro 20 milioni a favore di una società (la Anpezo S.r.l., poi divenuta San Marco S.r.l.) del tutto priva di capacità reddituale, per l'acquisto e la ristrutturazione di un complesso alberghiero sito in Cortina d'Ampezzo, all'interno del quale sarebbe dovuta sorgere la filiale BPVi; e, in un secondo momento (nell'ottobre 2013), acquisire una quota del capitale sociale in San Marco S.r.l.per accelerare il perfezionamento delprogetto immobiliare. Da un punto di vista generale, l'esame dell'operazione ha disvelato l'unità di intenti dell'ex direttore generale e diexconsiglieri diamministrazione nelvoler perfezionare un'operazione che, nella logica prudenziale che deve presiedere la gestione di una banca, non può trovare giustificazione nella volontà di aprire una filiale. In particolare, la Banca si trova oggi ad affrontare le conseguenze di un finanziamento accordato a una società non meritevole di credito, messa nelle condizioni di acquistare e restaurare il complesso alberghiero grazie alla sola leva finanziaria. Conseguenze che hanno da ultimo costretto la Banca – nell'ottica di attenuare il danno – a: (i) partecipare, nel 2015, alla ricapitalizzazione della società volta sia a dare copertura alle perdite complessive risultanti dal bilancio 2014 - non coperte da riserve - sia ad effettuare un versamento in conto capitale idoneo ad assicurare la continuità aziendale per l’esercizio 2015; e (ii) incrementare ulteriormente la propria quota nel capitale sociale di San Marco S.r.l., compensando il credito vantato verso quest'ultima con il debito da conferimento derivante dalla sottoscrizione, per pari importo, dell'aumento di capitale deliberato dalla stessa San Marco S.r.l. nel 2016 (per coprire le ulteriori perdite al 31 gennaio 2015). Per tali ragioni, sono stati individuati degli specifici profili di responsabilità a carico dell'ex direttore generale, dott. Samuele Sorato, e di ex consiglieri di amministrazione, per aver assunto le decisioni relative all'operazione in parola, in violazione degli obblighi di agire informato e di sana e prudente gestione, nonché di ex sindaci, per aver tenuto un comportamento di colpevole accondiscendenza rispetto all'operato degli amministratori, pur essendo statoevidente l'elevato tassodi rischio connesso all'operazione. Le oggettive irregolarità sopra indicate si aggiungono ai molteplici profili di criticità e di anomalia riscontrati anche all’esito degli accertamenti ispettivi condotti dalle Autorità di Vigilanza (Banca d'Italia e Consob), con particolare riferimento al processo di negoziazione delle azioni di BPVi.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Meritano particolare attenzione i rilievi che riguardano i) la diffusione del fenomeno del c.d. "capitale finanziato", intesa come quella prassi di assicurare, con varie modalità, forme di agevolazione e sostegno finanziario ai clienti della Banca ai fini dell'acquisto o della sottoscrizione delle azioni BPVi, gestione degli ordini di vendita, vuoi con riferimento all'osservanza delle norme di comportamento a carico dell'intermediario in materia di investimenti e di gestione dei portafogli. Inoltre, le Autorità di Vigilanza hanno espresso riserve circa le modalità di determinazione del prezzo delle azioni nel 2013 e 2014, anni in cui la Banca ha posto in essere le operazioni di aumento di capitale. Queste specifiche aree sono state oggetto di procedimenti sanzionatori promossi dalle Autorità di Vigilanza, tuttora in corso, e non si può escludere che possano essere oggetto di ulteriori future contestazioni. Alla luce anche delle contestazioni formulate dalle Autorità competenti, questo Consiglio precisa che le fattispecie e i comportamenti (commissivi e omissivi) imputabili ai precedenti vertici aziendali saranno valutati e considerati con particolare attenzione nella prospettiva, anche all’esito delle verifiche ancora in corso e dei procedimenti pendenti ed in via di conclusione, di avviare anche su questi aspetti specifiche iniziative risarcitorie, ai sensi degli artt. 2392, 2393, 2396, 2407 c.c. e/o delle altre disposizioni di legge e regolamentari applicabili, che si chiede sin d’ora di voler deliberare. Il quadro che emerge dagli accertamenti sin qui effettuati, anche alla luce delle risultanze delle verifiche ispettive condotte dalle Autorità competenti, è dunque sintomatico di irregolarità gestorie, conseguenze di unassetto organizzativo deficitario, che integrano profili di responsabilità anzitutto nei confronti di precedenti componenti della direzione generale (inclusi quindi, oltre ad ex direttori generali, anche ex vice-direttori generali), per una serie di comportamenti (connotati da colpa grave, se non addirittura da dolo) in violazione dei doveri di sana e prudente gestione. In secondo luogo, emergono gravi profili di responsabilità (seppur con le dovute differenziazioni in relazione al ruolo e all'arco temporale di permanenza in carica) in capo ad ex componenti del consiglio di amministrazione, ivi inclusi amministratori non esecutivi, i quali, pur in presenza di inequivocabili indici sintomatici delle gravi irregolarità sopra evidenziate, sono rimasti colpevolmente inerti laddove avrebbero dovuto attivarsi per evitare il verificarsi o l'aggravarsi degli eventi pregiudizievoli; nonché di precedenti membri del collegio sindacale, per la reiterata violazione dei doveri di controllo, informazione e/o intervento, che, se correttamente adempiuti, avrebbero permesso (quantomeno) di limitare i danni cagionati alla Banca dalle illecite condotte menzionate.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Quanto all'ammontare dei danni, non è possibile né opportuno – allo stato – fornirne una quantificazione puntuale, considerato che occorre attendere l'esito dei procedimenti sanzionatori per un più compiuto apprezzamento delle grandezze anche con riferimento ai rischi legali (compresi quelli rivenienti da contenziosi promossi o che dovessero essere promossi da soci o ex soci) cui la Banca è, o potrebbe essere in futuro, esposta in dipendenza degli elementi di criticitàriscontrati. Ciò premesso, considerando anche il pregiudizio riconducibile alle irregolarità emerse nel comparto del credito (tutt'ora infasedi approfondimento) econ riferimento agli investimenti nei fondi Athena e Optimum, si può ragionevolmente stimare il danno attuale che ha subito il patrimonio della Banca nell'ordine di diverse centinaia di milioni di Euro, sul presupposto che la quantificazione di tale danno andrà verosimilmente incrementandosi insede giudiziale, tenuto contosiadel danno potenziale legato aifattiche, per le ragioni di cui sopra, potranno essere addebitati ad esito degli approfondimenti in atto, sia - in ogni caso – dell’ingente danno reputazionale subito dalla Banca, che ha determinato la grave perdita di raccolta dalla clientela. Pertanto,

ASSOCIAZIONI

Bretella, gazebo in corso Palladio contro i continui rimandi. Giovanni Rolando: "le istituzioni non prendano in giro i cittadini di Vicenza" Per tutta la giornata di sabato 3 dicembre in contrà Cavour, angolo corso Palladio, vicino al Municipio di Vicenza, il Comitato Albera No tir Sì bretella ha allestito un presidio con gazebo informativo per spingere la realizzazione della nuova arteria stradale da viale del Sole a località Moracchino, la bretella Pasubio o Albera, primo stralcio della nuova tangenziale. Con striscioni, bandiere e diffusione di volantini i componenti del comitato saranno anche nei prossimi giorni nei mercati dei quartieri e in Regione, per una “campagna d'inverno” contro il traffico di 2.500 tir al giorno e 41mila veicoli quotidiani dentro la città di Vicenza. Di Edoardo Andrein

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


“Ruspe in azione subito – spiega uno dei promotori Giovanni Rolando dopo le tante promesse vane e gli innumerevoli rinvii all'infinito, spingiamo le istituzioni a non prendere in giro i cittadini di Vicenza con continui rimandi. Richiamiamo le istituzioni alle responsabilità, per far partire le ruspe dopo trent'anni di attesa. Per dire basta al rinvio delle decisioni, alle lungaggini burocratiche che impediscono di avviare il cantiere dopo l'assegnazione dell'appalto avvenuta fin dal 19 luglio 2016”. "Diamo inizio a questa campagna in pieno inverno – continua Rolando per ottenere subito l'obiettivo della libertà da un traffico infernale dentro i quartieri cittadini. Perchè ogni istituzione e la classe dirigente al potere facciano ognuno la propria parte: dal Presidente del Consiglio, al ministro Delrio, alla Regione, al Comune, Provincia e Anas nazionale e regionale. Per vedere in concreto le ruspe in azione come promesso ormai più e più volte; e di sei mesi in sei mesi sempre rinviate".

CULTURA

La Polizia scientifica alla caccia del vero volto di Andrea Palladio Quali erano le vere sembianze del volto di Andrea Palladio? Aveva barba, baffi e pochi capelli, come è immortalato dalla statua a lui dedicata affianco alla Basilica di Vicenza? Oppure era sbarbato, con una folta chioma che spuntava anche da un copricapo, come lo ritrae l'incisione che compare nella prima traduzione inglese della sua opera Quattro Libri dell'Architettura? O potrebbero essere vere entrambe queste rappresentazioni, relative all'identico uomo ritratto in momenti diversi della vita? Un mistero lungo 500 anni potrebbe chiarirsi grazie alle tecniche utilizzate dagli agenti della Polizia scientifica, le cui ricerche saranno osservabili nel percorso della mostra intitolata "Palladio. Il mistero del volto", aperta dal 3 dicembre 2016 al 4 giugno 2017 nel Palladio Museum di Vicenza.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Piero Casentini

Una mostra incentrata sull'assenza di ritratti coevi del grande architetto, che non volle tramandare la sua immagine neppure in occasione della pubblicazione della sua opera, ma che potrebbe presto arricchirsi di un ritratto proveniente da una collezione russa, dipinto niente meno che da Tintoretto prima del 1599. Altro pezzo raro che si aggiunge alle collezioni del CISA, il Centro Internazionale di studi di architettura di Vicenza, diretto dal professor Guido Beltramini, riguarda un busto marmoreo realizzato nel 1813 dall'atelier di Antonio Canova, anch'esso in mostra. Due postazioni multimediali permetteranno ai visitatori di osservare i confronti che i tecnici della Polizia di Stato stanno svolgendo sui particolari del volto estrapolati dai vari ritratti del Palladio, insieme alle elaborazioni del probabile invecchiamento del volto del grande architetto.

FATTI

Un Vicenza bruttino cade al Piola Novara - Vicenza 2-1 (p.t. 1-1) Marcatori: 9’ Raicevic (V), 33’ Lukanovic (N)56’ rig. Galabinov (N) Note: presenti sugli spalti oltre un centinaio di tifosi berici. Espulso all’85’ Signori (V) Dopo essere andati quasi subito in vantaggio con il bomber montenegrino, che si infortuna di lì a poco, i biancorossi cedono il pallino di centrocampo ai padroni di casa, che prima pareggiano poi colgono una clamorosa traversa e ad inizio ripresa vanno avanti con un tiro dal dischetto. Fiacca la reazione del Vicenza, affidata a due tiri dalla distanza di Bellomo e Urso, entrambi fuori dallo specchio della porta. Ultimi nove minuti col Lane in 10 uomini per l’espulsione di Signori. Di Alberto Belloni

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Le pagelline Benussi 6: niente da fare sui due gol. Compie una grande parata su faranno al 49’. Avventurosa l’uscita di piede verso il fine gara, ma la sconfitta non passa certo per le sue mani. Incolpevole. Pucino 5: potrebbe sembrare che l’estensore dei giudizi sia troppo severo col ragazzo, ma anche oggi pochi i cross precisi e timido l’atteggiamento di spinta. La mancata diagonale su Calderoni che batte di sinistro indisturbato al 30’ è il prologo al gol di Lukanovic, su cui l’esterno biancorosso sta praticamente a guardare. Fantastico. Adejo 5: una gara incolore, senza nemmeno la cattiveria sportiva che di solito esprime. Al 39’ si fa sovrastare da Galabinov su un traversone abbastanza prevedibile e solo la traversa salva Benussi dal 2-1. In calando. Esposito 6-: meglio del compagno di reparto. Fa argine con una certa efficacia agli attacchi del Novara e va anche a cercare gloria in avanti sui calci da fermo. Ringhia il giusto e tutto sommato si guadagna la pagnotta. Essenziale. D’Elia 6: un primo tempo opaco, nel quale non affonda mai i colpi. Cresce nella ripresa ma in mezzo all’attacco iberico sono rimasti solo gli hobbit e quindi l’arma dei traversoni risulta molto spuntata. Velleitario. Urso 6: Baroni vince la sfida a centrocampo, dove i suoi corrono di più e soprattutto meglio. Tra gli intenditori biancorossi il fanese è quello che regge di più il confronto, soprattutto a livello fisico, come si vede quando a tempo scaduto rincorre Kupitz per mezzo campo. Ammirevole. Signori 4,5: primi 45’ minuti da desaparecido. Comincia meglio il secondo tempo ma poi è sua l’ingenuità che costa il pareggio, quando allarga leggermente il braccio sull’incursione di di Dickman. Ci prova di testa all’84’ con palla fuori e un minuto dopo recrimina con l’arbitro che interrompe un’azione del Vicenza, probabilmente in termini non proprio urbani e lascia i compagni in inferiorità numerica. Follia di frustrazione. Bellomo 5: diciamo sempre che è l’unica luce in cabina di regia, ma evidentemente al Piola l’Enel gli ha tagliato i fili. Infatti trotterella per il campo senza un lampo, se si esclude un ottimo tiro dal limite dell’area al 38’, con palla appena alta. Nel confronto con Viola, esce battutissimo. Balbettante. Orlando 6,5: tutto suo il gol del vantaggio iberico, dopo un virtuosismo in area e pronta battuta a rete. ma è per tutto il resto della gara che merita la

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


palma di migliore in campo: lucido, preciso, propositivo e con tanta benzina in corpo. Ci si consola così… Giacomelli 5,5: parte benino, partecipando all’azione del gol e poi sfodera una bella giocata al 13’. Dopo una ventina di minuti, però, si spegne progressivamente e non impensierisce mai la difesa biancazzurra. Non a caso il mister lo cambia. Fumoso. Raicevic 6: disputa solo una ventina di minuti nei quali segna il gol del momentaneo vantaggio e sciorina un paio di buone giocate. Poi prende un terrificante alcione da Troest e deve alzare bandiera bianca. In ripresa. Di Piazza 5,5: sarebbe da sufficienza per l’impegno a velocizzare la manovra negli ultimi 20 metri, ma è un peso piuma e alla fine lo scatto non gli basta. Un paio di conclusioni non impensieriscono Da Costa. Alla lunga resta solo la buona volontà. Che a questo Vicenza non basta… Vita 6: entra e butta sul tappeto un paio di giocate, l’ultima delle quali procura un quasi rigore (ma il fallo era appena fuori area). Giocatore recuperato. Galano 5,5: solo una manciata di minuti, nei quali tuttavia non cerca nemmeno di cambiare il volto alla partita: giusto qualche passaggio laterale e un paio di scatti verso la porta, senza troppa convinzione. Così, serve a poco… Bisoli 5,5: probabilmente ha cercato di motivare bene la squadra per l’impegno di Novara, ma in campo si è visto un Lane volenteroso e poco più. Il centrocampo di casa ha tenuto in mano il pallino per lunghi tratti, rallentando a suo piacimento la manovra e alla resa dei conti (documentata dal taccuino del cronista) il portiere piemontese in 94’ minuti ha dovuto solo parare un tiro cross di Giacomelli nel primo tempo. Anche con la scusante dell’infortunio a Raicevic, è davvero troppo poco per pensare di portare a casa i tre punti.

POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

Prime sentenze contro Bankitalia e Consob per mancato controllo: per i soci BPVi e Veneto Banca si prospettano "patrimoni" ben più consistenti da cui attingere i ristori Le recentissime sentenze di Arezzo il 30 novembre "contro" Banca d'Italia e quella di Milano del 27 novembre "contro" la Consob aprono nuove interessanti strade per i risparmiatori soci di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. «Banca Etruria, l'assoluzione

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


inguaia Bankitalia. E insegna che serve una Procura nazionale per i reati finanziari», titolava Il Fatto Quotidiano che nel sommario precisava: «Non c'è stato alcun ostacolo degli ex vertici all'attività di vigilanza. Quindi via Nazionale aveva tutti gli elementi per accorgersi delle difficoltà finanziarie dell'istituto. Ma la sentenza, al di là del conflitto d'interesse potenziale del procuratore Rossi, evidenzia anche che per indagare su casi come questo servono mezzi, specializzazione e distanza dai "grovigli armoniosi"». E su VicenzaPiu.com il 1° dicembre titolavamo così la sentenza della Cassazione del 27 novembre: «Sentenza della Cassazione sulla Consob: punto a favore a tutela dei risparmiatori Banca Popolare di Vicenza». Di 5 Schei de Mona

Anche in base a questi recenti, importanissimi pronunciamenti giudiziari le associazioni dei consumatori dovrebbero fare fronte unico nei confronti delle Vigilanze che non hanno certamente fatto il loro mestiere per segnalare la supposta mala gestio di questo o quel "banchiere" a danno finale dei soci Se con la memoria si torna indietro nel tempo alle vicende del Monte dei Paschi di Siena quando Bankitalia dichiarò tranquillamente che MPS aveva celato i documenti, sembra ancora credibile questa autodifesa alla luce di quanto successo dopo e delle prime sentenze che chaimano in causa i controllori e le loro mancanze. Vigilare vuol dire prevenire, regolare significa emettere regolamenti e non certo fare "il centro studi". Se in una classe ci sono 1 o 2 allievi indisciplinati il problema, molto probabilmente, è negli allievi; se, invece, gli allievi non ligi al dovere sono 10 - 15 il problema è anche nel corpo insegnanti. Mi sembra un tunnel senza uscita mirare solo ai Cda e ai collegi sindacali delle singole banche, anche perché, come ha dimostrato, il caso Zonin è facile diventare nullatenenti... Si vadano a vedere invece i bilanci delle vigilanze, si consideri il livello di responsabilità (anche a livello strategico, di visione, di capacità) e si agisca di conseguenza anche e soprattutto sui patrimoni diretti e indiretti visto che Stato, banche e istituzioni finanziarie "gestiscono" Consob e Bankitalia.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Infatti Banca d'Italia è societariamente "controllata" dai... controllati, le banche del sistema oltre a Inps, Inail e Generali, a cui distribuisce anche utili consistenti; il governatore di Bankitalia e il presidente e i 4 membri del Cda di Consob sono nominati con decreto del presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri sentito il parere del Consiglio dei Ministri (per il goverantore esprime il parere anche il Consiglio superiore di Via Nazionale); i 13 membri del Consiglio superiore di Banca d'Italia e i sindaci sono eletti dalle società partecipanti. Se Banca d'Italia e Consob venissero confermate per BPVi e Veneto Banca come corresponsabili in solido dei loro flop di fatto (come cominciano a far pensare le sentenze citate in premessa), i soci "traditi" o "truffati" dalle ex Popolari venete troverebbero un "interlocutore" ben più dotato dei mezzi, leggi soldi, oggi (in)disponibili nelle due ex Popolari. E altrettanto avverrebbe anche per i soci di Banca Popolare di Bari e di VolksBank, se gli effetti delle loro trasformazioni vicine in Spa dovessero evidenziare i problemi drammatici venuti a galla a Vicenza e Montebelluna. E non visti dalle Vigilanze... così come, lo ha detto anche Stefano Righi del CorSera, dalle varie, miopi e interessate società di revisione internazionali che, a fronte di certificazioni imprudenti, di capitali da aggredire ne hanno di enormi... (Nella foto Alberto Angela è nei caveaux della riserva aurea dell'Istituto centrale, ndr)

CULTURA / LA VOCE DEL SILENO

Filosofia e amore, qualche appunto: da La voce del Sileno Per gentile concessione di "La voce del Sileno", Anno 1-2016 - 30 novembre Molti nel corso dei secoli, a partire dai filosofi presocratici, hanno dissertato sull’amore, che tanto coinvolge gli uomini e sul quale difficile è fare chiarezza. L’eros avvince, ma l’eros, legato oggi solo alla sfera sessuale, per non dire solo genitale, diviene solo piacere sensibile che ha una sua stagione, quella dei giovani, ma poi se non si trasforma in qualcosa di più elevato, di intelligente diremo, finisce per diventare dimensione “laida” della vita. Ben lo sapeva Empedocle, cui Paolo Lioy dedicò un saggio, rimasto sconosciuto anche in occasione del centenario dello studioso, ne quando sosteneva che l’amore tiene unite tutte le quattro radici che formano l’universo (terra, acqua, aria e fuoco).

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Italo Francesco Baldo

Sarà però Platone a darci il primo e grande saggio sull'amore, partendo proprio dalla sfera sessuale, ma comprendendo bene che se non si sublima questa forza, allora essa diviene solo piacere sensibile e negativo. Nel Simposio (200 a segg.) con chiarezza afferma che l'amore, eros, è un desiderio di acquistare e o conservare ciò che non si possiede e pertanto gli uomini tendono a ciò, è anche un desiderio di vincere la morte, generando, ossia lasciando qualcosa di vitale dopo di sé. In secondo luogo l'amore è tensione verso la bellezza e la bellezza nel mondo greco è sempre e solo armonia di proporzioni anche riferite alle persone e alle loro relazioni. La bellezza sensibile, la prima coglibile, si protende verso quella della sapienza, cioè della filosofia che è l'amore più nobile che possa esistere. Amor di sapienza intitolava Mario Dal Pra, uno dei suoi primi saggi (Tip. Comm.Le Ed. Vicenza, s.d., e seconda edizione 1941), per intendere l'avviamento elementare allo studio della storia della filosofia e della pedagogia. Così nei secoli le riflessione del grande filosofo greco sono rimaste alla base di ogni riflessione intorno all'amore, anche quando il cristianesimo ha proposto la sua visione dell'amore, non più come eros, ma agape, come su ciò ha ben riflettuto su questo Benedetto XVI nella sua enciclica Deus caritas est Nel mondo dei greci egli considera che essi "senz'altro in analogia con altre culture - hanno visto nell'eros innanzitutto l'ebbrezza, la sopraffazione della ragione da parte di una « pazzia divina » che strappa l'uomo alla limitatezza della sua esistenza e, in questo essere sconvolto da una potenza divina, gli fa sperimentare la più alta beatitudine. Tutte le altre potenze tra il cielo e la terra appaiono, così, d'importanza secondaria: « Omnia vincit amor », afferma Virgilio nelle Bucoliche - l'amore vince tutto - e aggiunge: « et nos cedamus amori » - cediamo anche noi all'amore [2]. Nelle religioni questo atteggiamento si è tradotto nei culti della fertilità, ai quali appartiene la prostituzione « sacra » che fioriva in molti templi. L'eros venne quindi celebrato come forza divina, come comunione col Divino." Con il cristianesimo non l'eros ma l'agape e questa, dice san Paolo (1 Cor 10, 17), è l'unione con Cristo è allo stesso tempo unione con tutti gli altri ai quali Egli si dona. Io non posso avere Cristo solo per me; posso appartenergli soltanto in unione con tutti quelli che sono diventati o diventeranno suoi. La comunione mi tira fuori di me stesso verso di Lui, e così anche verso l'unità con tutti i cristiani. Diventiamo « un solo corpo », fusi insieme in un'unica esistenza. Amore per Dio e amore per il prossimo sono ora veramente uniti: il Dio incarnato ci attrae tutti a sé. Da ciò si comprende come agape sia ora diventata anche un nome dell'Eucaristia: in essa l'agape di Dio viene a noi corporalmente per continuare il suo operare in noi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


e attraverso di noi. Solo a partire da questo fondamento cristologicosacramentale si può capire correttamente l'insegnamento di Gesù sull'amore. Il passaggio che Egli fa fare dalla Legge e dai Profeti al duplice comandamento dell'amore verso Dio e verso il prossimo, la derivazione di tutta l'esistenza di fede dalla centralità di questo precetto, non è semplice morale che poi possa sussistere autonomamente accanto alla fede in Cristo e alla sua riattualizzazione nel Sacramento: fede, culto ed ethos si compenetrano a vicenda come un'unica realtà che si configura nell'incontro con l'agape di Dio. La consueta contrapposizione di culto ed etica qui semplicemente cade. Nel « culto » stesso, nella comunione eucaristica è contenuto l'essere amati e l'amare a propria volta gli altri. Un' Eucaristia che non si traduca in amore concretamente praticato è in se stessa frammentata" Nel mondo medioevale la mistica soprattutto si è occupata dell'amore con Ildegarda di Bingen, Libro delle visioni, e il logico beato Raimondo Lullo con il Libro dell'amato all' amante. Ricordiamo anche come nella prospettiva monastica dei Carmelitani Scalzi venga ripreso proprio il tema dell'amore come fondamento stesso della realtà religiosa e ciò in particolare con le Sante Terese (D'Avila, Di Lisieux e Edith Stein). Nella linea filosofica il neoplatonismo fiorentino nel Quattrocento riprenderà la visione platonica. In Niccolò Cusano con la riflessione Tota pulchra est amica mea (ultima ed. Vicenza, Editrice Veneta 2012). E' una predica dedicata alla Madonna per la sua nascita l'8 settembre, ma riflette su tutto il valore della bellezza che è divina e si fonde nell'amore armonico tra il Creatore e la creatura di cui è simbolo la Theodokos, la madre di Dio. Sarà Marsilio Ficino nel suo Sopra lo amore ovvero Convito di Platone a riportare in auge la visione del filosofo greco, ma una visione attenta anche della elaborazione cristiana, tanto che il saggio si chiude con In che modo si debba rendere grazia a lo spirito santo che ci ha illuminati e accessi a disputare di amore . Il neoplatonico fiorentino con chiarezza avverte intorno all'amore volgare, quello che dovrebbesi chiamare solo amore sensuale che porta al piacere, ma non eleva l'uomo. In questo la lezione di Platone è evidente, ma è pure evidente che, amore che egli intende è amor della Sapienza divina e "amandola tutta con affetto d'Amore, tutta ancora con Amore perpetuo la godiamo."

FATTI / POLITICA

Referendum, affluenza al 78% a Vicenza rimane record. Alle ore 19 col 68%. Alle ore 12 era del 25% Per il referendum costituzionale si vota dalle ore 7 alle 23, solo domenica 4 dicembre: c'è da mettere una croce sul Sì o sul No al quesito: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione?". L'aggiornamento dell'affluenza, il totale votanti delle 23 e lo spoglio in diretta on line sono visionabili a questo indirizzo. Clicca qui invece per visualizzare tutte le informazioni per gli elettori di Vicenza.Aggiornamento ore 23.30. L'affluenza finale attorno al 78% a Vicenza, che rimane la piú alta, e al 68% in tutta Italia sembra, dai primi exit poll, portare a una larga vittoria del No con una forbice 5559% e 41-45%. C'è già aria di sconforto nella sede del Pd di Vicenza in via dell'Oreficeria. E la prima proiezione è: Sì 40,8% e No 59,2%. Di Edoardo Andrein

Aggiornamento ore 19.30 Si conferma alto il dato dell'affluenza rispetto al precedente referendum costituzionale e alle ultime elezioni politiche. La provincia di Vicenza con il 68% risulta avere la più alta percentuale di votanti in tutta Italia alle ore 19. La città capoluogo è sul 65%. Il dato nazionale si attesta attorno al 57%. Anche il Veneto è la prima Regione in Italia. Aggiornamento ore 12.44. I primi dati sull'affluenza arrivati dal Ministero dell'Interno su questo sentito appuntamento elettorale indicano alle ore 12 un'affluenza per gli oltre 81 mila elettori della città di Vicenza al 25,85%, superiore rispetto al 20% nazionale.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Su Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca ma non solo comincia a vacillare l'infallibilità di Banca d'Italia: la sua risposta da... Trequattrini a Malagutti che replica a modino

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


C'è un fronte, quello delle cosiddette autorità di Vigilanza, in primis Banca d'Italia e Consob, che sta cambiando e che potrebbe indebolire la granitica entità che sembra vivere sempre senza colpe, senza alcun controllore che possa in qualche modo giudicare se c'è correttezza nell'operato (o deviazione....) delle nostre banche. Se è certo che mancanze, e che mancanze!, ci sono state da parte della Banca Popolare di Vicenza e, forse meno anche se da tempo è più "colpita" da una almeno apparentemente maggiore attenzione proprio di quelle autorità, di Veneto Banca, arrivano le prime sentenze che chiamano alle loro corresponsabilità, anche "solide", proprio Bankitalia e Consob come abbiamo scritto sotto il titolo "Prime sentenze contro Bankitalia e Consob per mancato controllo: per i soci BPVi e Veneto Banca si prospettano "patrimoni" ben più consistenti da cui attingere i ristori". Di 5 Schei de Mona

Una cosa, come sempre, è l'istituzione, altre cosa sono, talvolta, gli uomini che la costituiscono. Sono uomini e quindi con il dono, come tutti, dell'errare (errare è umano!) e non dell'infallibilità. Ma quel talvolta ora sempre diventare uno "spesso", tanto più nelle dichiarazioni di molti di quegli "uomini", da sempre, non c'è mai ammissione di colpa. È incredibile, e allo stesso tempo non credibile!! Leggiamo, a tal proposito, cosa risponde Banca d'Italia tramite il suo responsabile della comunicazione Gian Luca Trequattrini (nomen, omen?) su l'Espresso n. 48 del 13 novembre ad alcune osservazioni del collega Vittorio Malagutti sul comportamento dell'Istituto centrale nei confronti della Popolare di Bari e di quella ormai ex di Vicenza apparse sul n. 44 del settimanale e che noi avevamo riportato col titolo "Risparmio tradito a Bari come a Vicenza: carte segrete che accusano Bankitalia e strani incroci con la BPVi per il gruppo dei Fusillo". Leggiamo la risposta di Trequatrini e la contro replica di Malagutti e cominciamo a rifletterci come pare stia facendo anche l'Adusbef in alcune sue decisioni.

Lettera di Banca d'Italia e firma di Gian Luca Trequattrini

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L'articolo di Vittorio Malagutti "Banche, il giallo di Bari. Le carte segrete che accusano Bankitalia" (l'Espresso n. 44) riporta correttamente l'esito "parzialmente sfavorevole" dell'ispezione che mandammo nel 2013 presso la Banca Popolare di Bari. Le carte erano "segrete" per ubbidienza alla volontà del Parlamento, che assoggetta tutte le nostre ispezioni al segreto d'ufficio. Dopo quell'ispezione seguimmo da presso la Banca, per essere sicuri che le debolezze rilevate venissero eliminate, il che avvenne. Nel novembre di quello stesso anno la Banca d'Italia approvò l'integrazione della banca abruzzese Tercas nel gruppo Popolare di Bari, autorizzando anche l'intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi a sostegno dell'operazione. Un "salvataggio" nell'interesse dei depositanti di Tercas e del rilancio del gruppo abruzzese; ma anche nell'interesse della Popolare. In che senso le carte sull'ispezione del 2013 "accusano" la Banca d'Italia? Perché sapevamo di difficoltà della Popolare di Bari ma non le abbiamo comunicate ai soci? Anzitutto quel giudizio ispettivo, non seguito da proposte sanzionatorie come accade per i giudizi più pesanti, era nella media. I problemi non erano insormontabili e infatti sono stati sormontati. La legge ci vieta di informare l'assemblea dei soci dell'esito di una ispezione e ci impone di limitare l'informazione al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale. È ancora la legge ad affidare all'assemblea dei soci il compito di fissare il prezzo delle azioni di un'azienda non quotata. La Banca d'Italia continua comunque a seguire con attenzione la situazione del gruppo pugliese. Gian Luca Trequattrini Banca d'Italia

Risponde Vittorio Malagutti Banca d'Italia commenta un'affermazione che l'Espresso non ha fatto. Cioè che le carte dell'ispezione del 2013 alla Popolare di Bari fossero segrete per volontà della Vigilanza. Nella lettera si legge poi che "i problemi (della Popolare di Bari, ndr) non erano insormontabili e infatti sono stati sormontati". Quindi, secondo Banca d'Italia, il bilancio 2015 della Popolare di Bari chiuso con 475 milioni di perdite lorde, con le azioni svalutate del 20 per cento e di fatto diventate invendibili, sarebbero segnali che le difficoltà dell'istituto pugliese sono ormai superate. Temo che i 70 mila azionisti di Popolare di Bari non siano dello stesso avviso. Infine, nella primavera del 2014, Banca d'Italia autorizzò l'Opa di Popolare Vicenza su Banca Etruria. L'acquisizione non venne poi completata solo per la strenua opposizione (di campanile) dei toscani. Ebbene, meno di un anno dopo, Vicenza chiuse un bilancio con 750 milioni di perdite, per poi scampare al crack solo grazie all'intervento del Fondo Atlante. Banca Etruria invece è stata salvata per decreto dal governo, a spese (in buona parte) di azionisti e obbligazionisti. Nell'interesse di chi, nel 2014, Banca d'Italia autorizzò quell'operazione? O la Vigilanza riteneva che i problemi di Popolare Vicenza e Banca Etruria fossero "sormontabili"? I fatti hanno dimostrato il contrario.

BANCHE / LIBRI / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


M5S presenta "Vicenza. La città sbancata" seconda edizione, Alberto Spampinato di Ossigeno per l'informazione: un esempio di libertà di stampa. Ignorato da politici e media locali Organizzata, simbolicamente in sala Stucchi, il 1° dicembre da Liliana Zaltron, capogruppo in Comune del Movimento 5 Stelle, la presentazione della seconda edizione di "Vicenza. La città sbancata", il libro testimonianza sul più grave scandalo bancario della storia bancaria della Repubblica italiana che sta riguardando la Banca Popolare di Vicenza, è andata in scena con la diretta streaming dal M5S ma è stata "oscurata" dai media locali e ignorata dai politici locali, tutti, dal sindaco fino all'ultimo dei consiglieri, invitati ufficialmente dagli organizzatoti. Nessun "teatrale" primo cittadino o censurato "secondo" era presente, nessun assessore tra quelli visti al Teatro comunale il 26 novembre a partecipare ossequiosi al convegno burla sulla BPVi organizzato da Achille Variati e Renato Bertelle, ha trovato utile ascoltare le versioni reali dei fatti e non quelle del sistema di potere imperniato su Gianni Zonin, di cui Jacopo Bulgarini d'Elci ha denunciato l'abbraccio mortale al mondo politico vicentino. Di Pietro Cotròn

E nessun altro consigliere comunale o rappresentante delle istituzioni era presente, oltre a Zaltron, al "giustificato" Daniele Ferrarin e ai due senatori pentastellati Enrico Cappelletti e Massimo Girotto. In sala, però, spiccavano il coraggio civico di Giovanni Rolando, figura significativa del Pd, accompagnato da Lucio Zaltron, e quello di Massimo D'Angelo, "cane sciolto" ma di riferimento per la Cgil, ma l'assenza dei politici locali era evidenziata anche dal senatore Enrico Cappelletti, presente nonostante fosse in piena campagna referendaria: "noi come 5 Stelle abbiamo la coscienza a posto, contro il silenzio assordante delle altre forze politiche". E a non perdersi la lezione di "libertà di stampa", che avrebbe fatto comodo a tanti pseudo colleghi e che è stata impartita dal collega Alberto Spampinato, direttore dell'Osservatorio Ossigeno per l'informazione , c'erano fisicamente tanti altri vicentini, tra cui membri "di peso" delle associazioni dei soci BPVi, mentre moltissimi altri hanno potuto seguire la diretta streaming del M5S a cui da oggi aggiungiamo i nostri video a partire proprio da quello sull'intervento di Spampinato, difensore della libertà di © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


stampa in nome della quale l'Osservatorio, finanziato da FNSI, Ordine nazionale dei Giornalisti e dai colleghi che fanno vera informazione, ha preso posizione ufficiale a difesa del nostro direttore Giovanni Coviello , che oggi è nell'elenco dei giornalisti minacciati. Alberto Spampinato ha, infatti, ricordato anche la richiesta danni milionaria di Gianni Zonin per conto della Fondazione Roi, mentre Giovanni Coviello , dopo aver chiosato che f«are costose cause giudiziarie è un modo mafioso per "uccidere" i giornalisti"», ha citato poi una frase di Amalia Sartori: «i giornalisti sono povera gente, basta fargli un po' di cause per zittirli». "Si tratta di un libro molto interessante - ha sottolineato il direttore di Ossigeno per il libro di VicenzaPiu.com -, un'antologia che dimostra che mentre le cose succedevano tutti potevano tenere gli occhi aperti, ma solo alcuni giornalisti l'hanno fatto: i giornali invece dovrebbero essere le sentinelle dei cittadini". "E non i cani di compagnia", ha aggiunto nell'intervento che vi proponiamo sulla libertà di stampa di fatto compressa in Italia.

POLITICA

Banca Popolare di Vicenza, Consiglio comunale straordinario il 5 dicembre. Daniele Ferrarin: la farsa continua! Daniele Ferrarin, consigliere comunale M5s VicenzaDove ha vissuto fino ad ora la maggioranza del governo cittadino vicentino (PD , Lista Variati, Vicenza Capoluogo e UDC )? Solo ora si accorgono del dramma che molti vicentini stanno vivendo quotidianamente , cittadini rimasti senza i risparmi di una vita! E' stato convocato il 5 dicembre il Consiglio Comunale su richiesta dei capi gruppo della maggioranza consigliare, Possamai, Pupillo e Guarda. Consiglio tematico come previsto dall'art. 18 del Regolamento del Consiglio Comunale. La questione da trattare riguarda la situazione della Banca Popolare di Vicenza. Il Movimento cinque stelle ritiene che la “farsa continua”! Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Dopo il fallimento della “passerella” pubblica recentemente organizzata al Teatro Comunale dal Sindaco Variati e altri corresponsabili “morali” della vicenda, si tenta di riportare a livello istituzionale una discussione che ormai si sta concludendo per i piccoli risparmiatori e piccole- medie imprese nel peggiore dei modi. Le possibilità di recuperare il danno subito da parte dei danneggiati dal crollo del sistema “Zonin” con gli attuali equilibri politici appare praticamente impossibile. La lentezza delle attività investigative e la mancanza di provvedimenti restrittivi degli organi competenti dimostrano il livello di connivenza esistente tra i vari apparati dello Stato, Banca D'Italia, Governo Renzi, e organi giudiziali. Deve esser chiaro che vi sono responsabilità da parte di varie istituzioni anche locali che hanno governato a livello Comunale e Regionale . Nel salotto “buono” di Zonin la presenza di Sindaci e Presidente di Regione è stata una costante di chi si è succeduto alla guida di tali istituzioni. La seduta “tematica” del Consiglio Comunale avrà un valore se saprà cogliere queste responsabilità della politica che, nell'interesse di tutta la comunità Vicentina, doveva vigilare e non lo ha fatto, come ammesso dallo stesso Sindaco Variati. Il Consiglio Comunale, inoltre ha un'occasione per dare indicazioni chiare , a chi la rappresenta nel sostenere senza se e senza ma la “costituzione di parte Civile” dell'Amministrazione comunale di Vicenza nei confronti di tutti i responsabili della vicenda, per il grave danno arrecato alla città.

POLITICA

Al referendum stravince un No composito, ma concordiamo con Psi del Veneto: ha vinto il popolo italiano che ha votato in massa Riceviamo da Luca Fantò, Segretario regionale del PSI Veneto, un commento al risultato refefendario che ci trova concordi Oggi ha vinto il popolo italiano che in massa si è recato a votare. L'Italia ha risposto a quei sostenitori del SI e del NO che prospettavano la fine

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


della democrazia. Il PSI del Veneto esprime la propria soddisfazione per la prova che il popolo italiano ha saputo dare. La Politica è tornata ad appassionare gli italiani, ed è questo il vero successo del referendum costituzionale. Ha votato quasi il 70% degli aventi diritto, ha vinto la Costituzione. Non schierati sugli spalti delle tifoserie, eretici come sempre, spesso non capiti, noi socialisti ci siamo battuti per informare i cittadini. Decine i dibattiti organizzati in questi mesi dal PSI Veneto e volti ad informare la cittadinanza. La Costituzione non appartiene ad una parte ma a tutti i cittadini italiani. I socialisti del Veneto, col loro a impegno, hanno inteso onorarla. Ora è tempo di pensare al futuro. Il risultato del referendum non ferma il cambiamento ma propone un cambiamento diverso. Di Citizen Writers

POLITICA

Referendum, il No avviato a una larga vittoria. A Vicenza sconfitta meno pesante per il Sì A un'ora dalle urne chiuse per il referendum costituzionale l'andamento dei dati nazionali indica una larga vittoria del No con una differenza che si aggira attorno a 20 punti di distacco (60% a 40%): a Vicenza città la forbice tra il Sì e il No si attesta invece a 10 percentuali a favore del No (alla fine 53-47% in città). C'è forte scoramento nella sede del Partito Democratico di Vicenza, semivuota (foto): presenti la segretaria provinciale Veronica Cecconato e il deputato renziano Filippo Crimì che commenta: "si profila un risultato del Pd attorno al 40% che è rimasto quello delle ultime elezioni europee". Il premier Matteo Renzi ha annunciato le

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dimissioni e la crisi di governo. Di Edoardo Andrein

BANCHE

"Dimesso" Iorio da Ad BPVi, Gianni Mion: "con molta pazienza e buona sorte usciremo dalla palude". Fabrizio Viola probabile nuovo Ad a Vicenza con "vista" anche su Montebelluna Aggiornamento alle 11.59 Oggi Francesco Iorio ha lasciato la carica di Ad e dg della Banca Popolare di Vicenza, in cui si era distinto, oltre che per un ingaggio alla Higuain da pre crisi juventina, per piani e contropiani mai andati a buon fine, e avrebbe accettato la sfida immane di salvare quel che resta della fu Popolare vicentina Fabrizio Viola, che in passato era stato ai vertici della BPVi da cui era uscito, così come fece Luciano Colombini, uno degli altri nomi fatti come successore dell'ex ad Ubi, rifiutando i metodi di Gianni Zonin. Avevamo anticipato il 24 novembre questa ipotesi riprendendo quanto scritto da Stefano Righi il 21 su Il Corriere economia facendo riferimento alla persistente ritrosia di Iorio a farsi da parte dopo che Beniamino Anselmi, dopo essersi dimesso da presidente del Cda di Veneto Banca non condividendo la volontà del Fondo Atlante di voler fondere le due ex Popolari venete, aveva lasciato anche le cariche di Consigliere di Veneto Banca, della controllata Banca Apulia e del partecipato consorzio SEC Servizi.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Scrivevamo allora: "A non accennare a uscite (forse per riguadagnare la faraonica buonuscita a cui ha dovuto rinunciare dopo la milionaria buonentrata incassata) è l'ad Francesco Iorio, che finora ha elaborato piani e contropiani con Gianni Zonin, Stefano Dolcetta e ora con Gianni Mion tutti con gli esiti ben noti, e che pare sempre meno gradito non solo dall'attuale presidente della Vicentina ma anche dalla proprietà di Atlante che, scriveva Stefano Righi su Corriere Economia di lunedì 21 novembre, a gestire la complessa fusione vorrebbe Fabrizio Viola già in passato vice direttore generale della BPVi e fino all'8 settembre 2016 Amministratore Delegato del Monte dei Paschi di Siena da cui è uscito per tutti i "giochi" di equilibrio in corso ma che aveva raccolto all'inizio del 2012 la pesantissima eredità lasciata dalla coppia Mussari-Vigni, conti in profondo rosso e una lunga bufera giudiziaria, per firmare tutti i passi di un difficile processo di risanamento e pulizia, ancora in corso". E aggiungevamo una domanda, che ripetiamo oggi dopo le dimissioni di Iorio chieste coram populo anche dalle associazioni dei soci e da gran parte dei soci stessi anche in occasione del convegno burla del 26 novembre scorso: "Ma la domanda negli ambienti finanziari non sarebbe tanto se Iorio lascerà (improbabile sua sponte) le sue coccarde ma se Viola accetterebbe di recuperare da una coppia di navi con mille falle i residui legni non marci che potrebberoservire a varare una barca nuova, magari più piccola, una barchetta, ma in grado di galleggiare prima e mettersi in mare poi. Per diventare una banchetta, è il nostro timore per non dire triste certezza, che nel mare della finanza globale e nell'oceano in tempesta della fiducia persa a Vicenza e Montebelluna parrebbe fin d'ora destinata, comunque, ad affondare". Ora sembrerebbe che Viola abbia accettato e allora riportiamo un piccolo commento che ci ha fatto Gianni Mion che sa di risposta ai nostri dubbi: " Caro direttore, ogni giorno occorre aprire il negozio, ogni giorno i ranghi devono essere presidiati. Aspettiamo l'Ad nuovo, il piano, l'esecuzione dei progetti e, con molta pazienza e con la buona sorte, usciremo anche noi dalla palude. A Dio piacendo". E di sicuro, aggiungiamo noi, l'uscita dalla palude piacerebbe anche ai vecchi soci, se loro non verranno lasciati affondare in quella palude... Ovvio, poi, che con un manager bancario di spessore come Fabrizio Viola alla guida di BPVi anche l'altro Ad "veneto", Cristiano Carrus, potrebbe

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


essere vicino almeno a un "ridimensionamento" del suo ruolo in Veneto Banca o, di sicuro, nella banca unica che nascesse dalla fusione delle due ex Popolari e in cui l'esperienza di Viola sarebbe un sicuro valore aggiunto.

Di seguito il lancio di La Repubblica da noi pubblicato alle 11.08 e poi confermato dalla nota ufficiale della BPVi In vista della fusione con Veneto Banca, all’indomani del referendum, e alla vigilia dell’assemblea di Banca popolare di Vicenza che tra le altre cose, dovrà chiedere ai soci di approvare un azione di responsabilità contro la passata gestione, si dimette l’amministratore delegato Francesco Iorio. Al suo posto fonti finanziarie riferiscono che dovrebbe essere nominato Fabrizio Viola, ex amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena e prima ancora di Bpm. Iorio, ex direttore generale di Ubi, era arrivato in Veneto con il mandato di raccogliere l’eredità del tandem Zonin-Sorato, e promuovere un piano sulla base del quale lanciare un aumento di capitale da un miliardo. Ma la ricapitalizzazione era andata deserta e Vicenza era stata salvata dal fallimento solo grazie all’intervento del fondo Atlante, gestito da Alessandro Penati. Alla presidenza era stato nominato Gianni Mion, storico manager veneto della famiglia Benetton, e ora Atlante avrebbe preferito un ad di sua fiducia anche per gestire il secondo piano di risanamento della banca in vista dell’istituto in vista della fusione con Veneto Banca.

BANCHE

BPVi, Francesco Iorio si è dimesso il 4 dicembre. Il sostituto sarà scelto dal cda il 6 dicembre Banca Popolare di Vicenza comunica che il Consiglio di Amministrazione della Banca ha preso atto delle dimissioni rassegnate da parte del dottor Francesco Iorio il 4 dicembre. Iorio, Amministratore Delegato e Direttore Generale dal giugno del 2015, ha guidato la Banca in uno dei momenti più difficili della sua storia, che ha visto la trasformazione in S.p.A. e il riassetto della struttura azionaria. Iorio ha avviato, con il determinante sostegno del Fondo Atlante, un complesso processo di ristrutturazione e rilancio della Banca. Il Consiglio di Amministrazione ha espresso il proprio unanime e convinto ringraziamento, apprezzando l'alta qualità del lavoro svolto e la competenza, la trasparenza e l'impegno con cui Francesco Iorio ha guidato la Banca.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Redazione VicenzaPiù

Gianni Mion e Salvatore Bragantini esprimono il più profondo rammarico per la decisione del dott. Francesco Iorio al quale, nonostante il breve periodo di collaborazione, sono legati da amicizia e stima; la sua intelligenza e professionalità, unanimemente riconosciutegli, hanno contribuito a salvare la Banca Popolare di Vicenza nel momento più difficile della sua lunga e gloriosa storia. Gianni Mion e Salvatore Bragantini ringraziano Francesco Iorio e gli augurano di raccogliere nuovi successi professionali. Il 6 dicembre è prevista una riunione del Consiglio di Amministrazione per cooptare un nuovo Amministratore e per designare il nuovo Amministratore Delegato.

ECONOMIA&AZIENDE / ASSOCIAZIONI

Associazione "Noi che credevamo nella BPVi": vince il No e Iorio-Schettino si dimette, Amen! Associazione "Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza" All’alba del giorno della vittoria del No, l’A.d. di Banca Popolare di Vicenza, Iorio-Schettino si dimette. “Strana coicidenza”! L’uomo che, arrivato alla dirigenza di Popolare di Vicenza nel 2015 favoleggiava di un 2016 di rilancio e di nuovi utili annunciando un piano industriale di rinnovamento grazie alla Spa e di nuova valorizzazione e solo 500 esuberi del personale tra margherite e cavalli bianchi. Lo Schettino di Popolare di Vicenza: la Banca sta affondando come è affondata la Costa Concordia, ma lui nega l’evidenza. Caro Francesco Iorio ci dispiace. La favola è finita. Non ci abbiamo mai creduto e ora non ci crede neanche Lei. Amen! Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


POLITICA

Referendum, l'esultanza del fronte del No di Vicenza con M5s, FdI, Pci, Lega, Fi Di seguito le note di soddisfazione di partiti e politici che hanno sostenuto il No, all'indomani del risultato del referendum costituzionale del 4 dicembreComitato No Vicenza: È terminata spiega il Coordinatore Giorgio Conte - come molti non immaginavano nemmeno, una campagna referendaria opaca, sleale, a tratti persino disgustosa. Anche in Italia, dopo l'esperienza inglese e americana, i grandi mezzi di comunicazione non hanno compreso ciò che stava avvenendo, non hanno interpretato il comune sentire degli italiani che avrebbero respinto una riforma pasticciata imposta da una maggioranza politica anomala. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Le ingerenze internazionali si sono dimostrate più dannose che inutili ed oltre alle dimissioni di Renzi sarebbero opportune anche quelle dei vertici di alcune associazioni (da Confindustria a Coldiretti) asservite in modo indecoroso all'oramai ex Premier. Gli italiani hanno dimostrato, ancora una volta, di essere liberi e forti. Il centrodestra, che in questa fase ha ritrovato la sua unità, deve invece lavorare ad una seria proposta di governo fatta di poche ma chiare priorità. Accanto ad esse, la previsione di una nuova Assemblea Costituente che potrà finalmente lavorare ad una riforma costituzionale largamente condivisa. Il Comitato per il No di Vicenza, che ho voluto con Elena Donazzan, può ritenersi soddisfatto. La grande affluenza vicentina e la vittoria del NO sono motivi di grande orgoglio perché il risultato di un forte impegno, lungo oltre tre mesi, rappresentato da oltre 50 incontri e confronti pubblici. Movimento 5 Stelle Vicenza: L'esito del Referendum Costituzionale - fa sapere Daniele Ferrarin - è l'affermazione della democrazia di un popolo sovrano, è la vittoria dei cittadini che hanno saputo difendere le istituzioni democratiche da avventurieri legati alle potenze finanziarie internazionali e alle lobby affaristiche delle grandi opere. Loro, i cittadini, sono stati e sono tuttora gli attori principali di questa lunghissima campagna elettorale che ha sancito la sconfitta del Governo Renzi-Boschi-Verdini. La Costituzione ha certamente bisogno di essere rimodulata alle mutate condizioni economico sociali dell'Italia, ma va riformata con il contributo e la partecipazione dei cittadini, della società civile, della rappresentanza dei lavoratori e dei rappresentanti delle categorie economiche. Ma, innanzitutto, vanno attuati i principi basilari costituzionali del diritto al lavoro e il disimpegno di interventi militari all'estero che pesano gravemente nel Bilancio dello Stato. Rimangono poi da risolvere questioni che un Referendum Costituzionale non può risolvere: una società giusta dove in primo piano vi sia la centralità dell' essere umano e con esso i suoi bisogni; la possibilità per tutti di avere una casa, un lavoro, un reddito e poter avere accesso agli studi, affermando i valori della cultura e del sapere; un sistema che non veda la supremazia dello sfruttamento dell'uomo sull' uomo e che contrasti senza condizioni il disegno del nuovo "schiavismo" che il capitalismo globalizzato ha imposto; diffondere la cultura della pace, della tolleranza, del rispetto dell'ambiente, di un impegno intransigente contro le opere inutili, dare voce a chi non c'è l'ha e smantellare privilegi anacronistici. Tutto questo non sarà regalato dall'attuale sistema, ma dovrà essere conquistato dai cittadini che dovranno, con il loro voto, demolire un sistema “partitocratico” proteso a difendere i propri interessi. FdI-An-Mcr: “Quando il Popolo Sovrano può esprimersi contro l'arroganza di governi abusivi e l'arroganza dei poteri forti il verdetto è scontato e la voglia di partecipazione, dimostrata in questo caso dall’affluenza record, è al di là di ogni più rosea aspettativa” queste le parole di Sergio Berlato, Consigliere regionale del Veneto e Coordinatore regionale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, sull’esito del referendum costituzionale. “La valanga di NO ha travolto Renzi ed il suo Governo, troppo attenti agli interessi delle lobbies finanziarie e bancarie, ma poco attenti alle esigenze delle imprese, delle famiglie e dei cittadini” prosegue Berlato. Sugli eventuali scenari futuri il Coordinatore regionale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale è deciso “non vogliamo altri Governi tecnici. Adesso bisogna restituire al più presto

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


agli italiani il diritto di eleggersi i propri rappresentanti in Parlamento. Renzi tenterà di prendere più tempo possibile, tentando di far dimenticare agli italiani la sonora bocciatura ricevuta, magare usando i suoi ben noti mezzucci da illusionista ai quali ci ha abituato in questi anni". “Ci auguriamo che il Presidente della Repubblica prenda atto della volontà degli italiani e, se non dovesse sciogliere le Camere, tentare la via del solo Governo di scopo atto a varare una nuova legge elettorale che ci porti al voto anticipato quanto prima. Ogni altra alchimia di palazzo rappresenterebbe un vero e proprio schiaffo alla volontà popolare così chiaramente espressa con il voto di ieri” afferma Berlato. PCI e FGCI (federazioni regionali del Veneto): Sconfitta la revisione costituzionale voluta dal governo Renzi. Il voto di ieri ha dimostrato la volontà popolare di resistere al tentativo di stravolgimento della Costituzione. La grande affluenza alle urne e la netta vittoria del NO in tutto il territorio nazionale (la risicata affermazioni del SI in tre regioni sono l'eccezione che conferma la regola) ci insegnano che la scelta dell'elettorato non è stata “di pancia” e anti-tutto. È stata una chiara scelta Politica in difesa dei diritti costituzionali e di quella “sovranità che appartiene al popolo” che venivano messe in discussione dalla revisione costituzionale votata a stretta maggioranza da un parlamento di fatto delegittimato dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla legge elettorale denominata “porcellum”. La valanga di voti in difesa della Costituzione dimostra come non si possa pensare di governare in maniera democratica un paese attraverso architetture istituzionali che danno la maggioranza a chi è minoranza. È una condanna del sistema maggioritario che è stato una delle cause principali della “cattiva politica” di questi ultimi decenni e dello scollamento tra istituzioni e cittadini. Ma c'è un'altro aspetto che, certamente, deve essere analizzato con attenzione ma che si può già da ora evidenziare. Chi ha vinto il referendum sono state soprattutto quelle forze politiche, sociali e quelle associazioni oggi emarginate, spesso vilipese e considerate “vecchie”. Ha vinto quella che Renzi definiva con volgare disprezzo “accozzaglia”. Ha vinto l'A.N.P.I. con la sua determinazione in difesa della Costituzione nata dalla Resistenza. Hanno vinto i Sindacati di Base che da subito si sono schierati per il NO. Ha vinto la CGIL che, finalmente e dopo qualche mese ha invitato a votare NO. Ha vinto la cosiddetta “sinistra radicale”. Hanno vinto i comunisti, quei “mille con la bandiera rossa e i simboli del lavoro” che, senza risorse economiche e con la sola forza della passione politica hanno portato avanti una battaglia di vero cambiamento nelle piazze, nei quartieri, davanti alle fabbriche. Un cambiamento che non può che derivare dalla piena attuazione di quella Costituzione che il governo Renzi voleva stravolgere. Ha perso, invece, l'arroganza di un governo che ha creduto di imporre la sua volontà a un popolo che credeva rassegnato. Ha perso chi ha voluto scrivere una “riforma” costituzionale in maniera sbagliata, confusa, illeggibile. Sono stati sconfitti Confindustria e la CISL, le grandi banche d'affari, i vari personaggi simbolo del capitalismo più sfrenato da Marchionne a Briatore a Renzo Rosso che si sono schierati per il Sì. Hanno perso Schauble e gli Stati Uniti, la BCE e il Fondo Monetario Internazionale che prefiguravano scenari apocalittici qualora vincesse il NO. Ha perso chi chiedeva democristianamente di “turarsi il naso” o di “succhiare l'osso”. Ha perso chi chiedeva un Sì perché “bisognava pur cambiare qualcosa” senza

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


chiedersi se in meglio o in peggio. Ha perso la “grande” informazione nazionale e internazionale. E, soprattutto, nonostante i milioni spesi in campagna elettorale, nonostante l'arroganza dimostrata e la presenza continua di Renzi e dei suoi seguaci in tutti i giornali e le televisioni a ogni ora e tutti i giorni, ha perso l'apparenza e ha vinto la sostanza. Quello di ieri non è stato un “voto di pancia”, è stato un voto di cittadini pensanti che vogliono ritornare ad essere parte di un popolo sovrano e non sudditi che si possono convincere con alcune promesse e qualche elemosina. Il compito che ci aspetta adesso è di continuare la lotta per la piena occupazione, perché il lavoro sia garantito, sicuro e giustamente retribuito. Lottare per una società più giusta. Perché la democrazia, la dignità del lavoro, la ridistribuzione della ricchezza, la salute e l'istruzione tornino ad essere diritti universali garantiti da uno Stato protagonista e non solo finanziatore delle imprese private. Perché sia garantito a tutti il diritto alla casa e a vivere in un ambiente che non sia devastato dalla speculazione. Perché i diritti siano proprietà di chi vive del proprio lavoro e non vengano piegati al profitto di qualche padrone. Continueremo a lottare per la piena attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza. Prc Veneto: In questi anni - afferma Paolo Benvegnù - nel succedersi di governi di centrodestra, tecnici e a guida PD, il tratto comune è stato il progressivo smantellamento del sistema del Welfare e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Le conseguenze di queste politiche sono sotto gli occhi di tutti: disoccupazione di massa, precarizzazione del lavoro, crescita della povertà fino alla indigenza di quote crescenti della popolazione del nostro paese, concentrazione della ricchezza in una parte minoritaria. Il dato che traspare dai risultati del referendum, quelli disponibili letti sul piano nazionale e locale, indicano con chiarezza che non solo una larga maggioranza ha votato per il no, ma che i risultati più netti, la forza trainante del no viene soprattutto dalle aree di maggior sofferenza sociale, dal Sud e dalle periferie urbane. Una chiara indicazione del fatto che la natura popolare di questa vittoria del NO travalica gli schieramenti politici e assume un chiaro connotato di ribellione alle politiche di massacro sociale di questi anni. Dopo il referendum costituzionale del 2006, ora per la seconda volta, il tentativo di concentrazione di poteri nell’esecutivo, la sostanza delle riforme costituzionali promosse prima dalla destra e poi dal PD - lo spostamento del potere dal basso verso l’alto - ha ricevuto di nuovo un rifiuto netto ed inequivocabile. Questa vittoria va consolidata e resa fonte di una politica attiva per l’attuazione dei contenuti vivi e fondanti della Costituzione italiana, i contenuti di libertà ed eguaglianza, contro il crescere delle diseguaglianze, della tutela del lavoro e dei suoi diritti contro il loro progressivo smantellamento. E’ da qui che noi partiamo, dalla necessità resa evidente dai risultati di questo referendum, di una chiara svolta nel governo del paese, di rottura con le politiche economiche e sociali dominanti in questi anni, fuori e in alternativa alla destra populista e liberista e al partito democratico, il partito del jobs act, delle privatizzazioni, della controriforma confindustriale della scuola e della controriforma costituzionale. Le forze che sono state protagoniste della campagna per la difesa della Costituzione e per l’attuazione dei suoi contenuti, le reti che in tutto il paese e nel Veneto hanno dato vita ai Comitati per il NO, hanno forti ragioni per dare continuità

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


e corpo a un’iniziativa di massa che abbia il suo cuore nella difesa dei diritti sanciti dalla Costituzione e la loro applicazione. Per il lavoro, la sanità pubblica e la scuola pubblica, per la difesa del nostro territorio e dell’ambiente, per l’uguaglianza tra le cittadine e i cittadini. Per dare uno sbocco anche politico ed elettorale alla domanda popolare di radicale cambiamento che si è espressa nel voto di domenica 4 dicembre 2016. Costruire un sinistra di popolo e antiliberista per una vita degna per tutte e per tutti! Lega Nord – Liga Veneta di Vicenza: La provincia di Vicenza, secondo i dati ufficiali del Ministero dell’Interno, è stata la provincia veneta dove il No ha ottenuto il migliore risultato: il 63,13 % dei voti. Anche i risultati dell’affluenza sono stati da record: in provincia di Vicenza il 78,50 % degli elettori è andato a votare. Una partecipazione democratica che da tempo non vedevamo sul nostro territorio. Questo è il risultato di un lavoro capillare ed efficace che tutti, dai nostri rappresentanti politici ai Segretari di Sezione, militanti, sostenitori e simpatizzanti, hanno fatto in questi tre mesi di campagna elettorale. Un sentito grazie deve andare a tutti i nostri rappresentanti istituzionali, che hanno partecipato ai quasi 60 incontri che abbiamo organizzato sul territorio, coprendo capillarmente tutta la provincia di Vicenza, prima nel Veneto anche per il numero di eventi organizzati. Grazie ai Segretari di Sezione e Circoscrizione che hanno coordinato l’organizzazione e partecipato attivamente agli incontri sul territorio; senza la loro disponibilità ed il loro aiuto, non avremmo potuto raggiungere un risultato così importante. Grazie ai militanti, sostenitori e simpatizzanti che hanno attaccato i manifesti sulle plance elettorali, che hanno organizzato i gazebo nelle piazze, che hanno volantinato alla sera o nelle pause di lavoro casa per casa, ma soprattutto grazie a tutti quelli che stanotte come rappresentanti di lista hanno presenziato ai seggi e vissuto in prima persona lo spoglio delle schede, tenendosi in contatto e scambiandosi i dati in tempo reale. Il Commissario Franco Manzato dichiara: “Un’esperienza davvero emozionante, che dimostra che la Lega Nord – Liga Veneta di Vicenza è unita ed organizzata, con tanta voglia di fare e di continuare a portare avanti un progetto politico ben preciso che ha, fra i nostri principali obiettivi, una sempre più spinta autonomia per il Veneto” “Il risultato di questo referendum, anche a Vicenza, boccia le maldestre politiche del Governo Renzi. Ad una riforma Costituzionale scritta male, va aggiunto un totale immobilismo sul tema del risparmio e una riforma del mercato del lavoro che precarizza sempre più”. Lo afferma Matteo Celebron, segretario cittadino della Lega Nord, che commenta così il risultato sul referendum costituzionale. “Con questo voto – afferma Celebron – il popolo non solo ha bocciato la riforma costituzionale, ma di fatto ha mandato un segnale alle politiche attuate in questi anni dal Governo Renzi. I reali problemi dei cittadini sono stati dimenticati, mentre il Premier continuava a raccontare un’Italia che non esisteva”. “Oltre a tematiche importanti quali sicurezza ed immigrazione – continua il segretario del carroccio – qui da noi a pesare è stata l’inerzia dell’esecutivo Renzi in materia di risparmio e lavoro, con gli azionisti delle due popolari venete truffati ed inascoltati. Un’inevitabile bocciatura anche per il Partito Democratico vicentino e per Achille Variati, plenipotenziario sindaco e presidente di Provincia”. “Ora inizia un nuovo cammino – conclude Celebron

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


– che ci vedrà in prima linea soprattutto per il referendum sull'autonomia del Veneto che si terrà la primavera prossima. E’ arrivato il momento, dopo aver mandato a casa Renzi, di inviare un segnale forte a Roma per quello che sarà un momento storico per il popolo veneto”. “Game over, Renzi a casa, si torni a votare il più velocemente possibile: questo è il messaggio della straordinaria valanga di NO con cui i cittadini italiani hanno seppellito per sempre la fallimentare esperienza del Governo dei Renzi, degli Alfano, dei Verdini, e del regista di tutti i governicchi degli ultimi anni: Giorgio Napolitano. Il voto del popolo è stato chiarissimo e rappresenta una picconata all’establishment e a quei poteri forti che, a Roma e a Bruxelles, hanno creato il “mostro” Renzi e che tanti danni hanno fatto al nostro Paese in questi anni”. Lo dichiara l’europarlamentare della Lega Nord, Mara Bizzotto, dopo la netta vittoria del NO al referendum costituzionale. “Dopo questo nettissimo pronunciamento popolare contro Renzi, si vada a votare il prima possibile - conclude l’eurodeputata leghista Mara Bizzotto – Dopo ben 3 governi (Monti, Letta e Renzi) imposti dalla UE e non eletti dal popolo, i cittadini italiani hanno il sacrosanto diritto di votare subito un nuovo Governo e un nuovo Presidente del Consiglio”. Forza Italia: “Il risultato della consultazione è storico. Straordinario è il risultato che in Veneto ha fatto registrare il 61,87% per il NO e il 38,13% per il SI con l’affluenza più alta tra tutte le Regioni, pari al 76,66%”. Sull’esito del Referendum costituzionale intervengono, con una nota, i Consiglieri del Gruppo consiliare di Forza Italia Massimiliano Barison, Massimo Giorgetti ed Elena Donazzan. “Che il dato sia storico - proseguono gli esponenti azzurri - lo dimostra il confronto con l’affluenza alle altre consultazioni referendarie: ad esempio con i precedenti due referendum costituzionali del 2001 (34,1%) e del 2006 (52,5%). I Veneti non si sono fatti condizionare dalla potenza mediatica messa in campo dal governo, o dai recenti viaggi con annessi firme di ‘Patti’, o dalle regalie dell’ultimo momento, come lo sblocco di contratti fermi da molti anni. È la fine del centralismo e soprattutto dell’Eldorado raccontato dal premier, e la richiesta forte di affrontare invece i problemi veri e reali della gente: immigrazione, lavoro, sicurezza, futuro per i giovani”. “In Veneto - puntualizzano - i cittadini reclamano più autonomia e la risposta al neo centralismo di Renzi è stato plebiscitario. Non solo non devono essere spogliate le Regioni delle loro funzioni, ma la richiesta è che il Veneto ne abbia di maggiori. Questo è il voto di un Veneto che vuole contare di più. Continuare ad ignorare questa attesa è sbagliato e pericoloso, perché l’onda di protesta si leverà sempre più forte. Il dato della Sicilia la dice lunga sul fatto che questo sia stato un forte voto di protesta: in una Regione a statuto speciale, quindi dove nulla cambiava, ha stravinto il NO con oltre il 71% contro una media nazionale del 59%”. “Ora confidiamo che sia il presidente della Repubblica a capire questa forte protesta concludono Barison, Giorgetti e Donazzan - dando compito al Parlamento di aggiustare l’Italicum, sciogliendo poi le Camere per il voto. Ogni ulteriore dilazione dei tempi è un accanimento terapeutico inutile e dannoso per il Paese” . "Nei mesi di intensa e capillare campagna elettorale, iniziata la scorso 28 giugno con la nascita del nostro Comitato per il No, insieme all'amico Giorgio Conte abbiamo organizzato oltre cinquanta incontri sul territorio in cui abbiamo spiegato ai cittadini che il Veneto avrebbe perso autonomia con le nuove norme costituzionali e siamo stati in grado di far capire loro che

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


quelle norme avrebbero inciso in modo significativo sulla nostra vita. Non solo: quello che i veneti hanno espresso, e gli italiani più in generale, è anche un voto politico contro le misure del governo Renzi, incapace di dare risposte concrete alle esigenze del popolo italiano. Un altro fatto è emerso inoltre da questa consultazione referendaria: che spocchia e arroganza, mostrate da Renzi, dalla Boschi, e dai loro accoliti in molteplici situazioni, non pagano mai. Ora è necessario promulgare subito una nuova legge elettorale per tornare al più presto al voto. Gli italiani, che ieri hanno dato grande dimostrazione di quanto desiderino essere popolo sovrano, hanno il diritto di eleggere il proprio governo, dopo troppo anni di 'governicchi' che hanno fatto più danni che altro. In questo quadro il centrodestra deve riorganizzarsi e compattarsi, per esprimere una credibile proposta di governo, magari copiando il virtuoso ed efficiente modello veneto". Lo afferma in una nota l'assessore regionale del Veneto di Forza Italia, Elena Donazzan, commentando l'esito del referendum costituzionale che ha evidenziato una vittoria schiacciante del 'No'.

LAVORO

Banca Popolare di Vicenza, Uilca: non ci mancherà la guida inconsistente di Iorio UILCA Banca Popolare di Vicenza La giornata di oggi doveva sancire la piena ripresa della trattativa con la Direzione; si è in realtà aperta con le dimissioni dell’Amministratore Delegato Francesco Iorio. Il dimissionario A.D. è arrivato nel Gruppo Banca Popolare di Vicenza incensato come il “Salvatore della Patria” in un momento particolarmente difficile per il nostro Istituto a Giugno 2015; tuttavia durante la sua permanenza NON abbiamo visto concretizzarsi nessuno dei suoi proclami (dal “padello” al rilancio aziendale, passando attraverso la trasformazione in SPA, l’aumento di capitale e la quotazione in Borsa). Di Redazione VicenzaPiù

In eredità ci restano un “elefante mai fatto a fette!” (oltre 7.000 reclami lo certificano) e molte certezze rispetto al suo lauto stipendio d’ingresso, di © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


permanenza e, speriamo di no, d’uscita. Per Iorio, l’esperienza presso Banca Popolare di Vicenza, è stata una vetrina che l’ha sicuramente “arricchito”… e di molto. Sbigottisce che, in tutto questo, ai Lavoratori non abbia MAI realmente pensato. Quella mano tesa verso i Dipendenti da aiutare in un momento di gravissima difficoltà con Soci e Clienti non è mai stata porta. Non ci mancherà certamente la sua guida inconsistente; auspichiamo tuttavia che il futuro Amministratore Delegato sappia sviluppare un vero piano di rilancio per il Gruppo Banca Popolare di Vicenza e possa essere una guida per i colleghi, che necessitano di certezze relativamente al proprio posto di lavoro e alla valorizzazione delle rispettive professionalità. La UILCA, sostiene da sempre la necessità di sedersi al tavolo delle trattative proponendo un percorso che possa segnare il rilancio del Nostro Istituto; vorremmo che da oggi si verificasse una svolta decisiva nel segno della discontinuità sempre proclamata nell’arco dell’ultimo anno e mezzo, ma mai, di fatto, posta in essere. Abbiamo incontrato la Direzione in data odierna al fine di contestualizzare l’eventuale attivazione di un fondo esuberi che progressivamente potrebbe coinvolgere 700 Colleghi, come annunciato la scorsa settimana. La Delegazione Aziendale ha provveduto a consegnarci una prima BOZZA di Accordo che contempla tutti i temi che sono in discussione, dagli Inquadramenti, al rinnovo del Contratto Integrativo, al Fondo Esuberi su base volontaria, nonché della solidarietà difensiva declinata in 12 giornate per ciascun dipendente, retribuite al 60% con relativa astensione dal lavoro. La UILCA, come sempre, analizzerà l’intera proposta e valuterà la stessa nell’interesse complessivo dei Colleghi, sia di quelli che lasceranno l’attività lavorativa, sia di quelli che resteranno in Azienda. La Uilca e’ solo da una parte, quella dei lavoratori!

POLITICA

Referendum, Vicenza per il Sì: “Beppe Grillo deriva autoritaria”. E Alessandra Moretti riparte da Matteo Renzi Dopo le molte “esultanze” del variegato fronte del No, ecco alcuni interventi degli sconfitti al referendum costituzionale, tre donne vicentine che hanno sostenuto con forza la riforma nei mesi scorsi: la presidente del comitato “Vicenza per il Sì”, Anahid Balian, e per il Partito Democratico la capogruppo regionale Alessandra Moretti e la deputata Daniela Sbrollini Anahid Balian: l’Italia si è espressa e ha scelto il no. C’è un primo dato che mi consola: l’altissima affluenza in tutta Italia e in particolare a Vicenza conferma la sensazione che ho percepito in questi mesi di un Paese che ha riscoperto la voglia di partecipare

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


attivamente alla vita politica. Sorrido leggendo oggi i commenti di coloro che esultano perché convinti che d’ora in poi tutto cambierà... credo che l’Italia preferisca vivere di illusioni che di realtà. Di Redazione VicenzaPiù

Sono orgogliosa di aver sostenuto una riforma che, per quanto non perfetta, sarebbe servita a sbloccare l’impasse in cui siamo e a correggere “l’inutile doppione” in cui, a giudizio di Costantino Mortati, uno dei più celebri Padri Costituenti, è stato trasformato il Senato. Sono felice che in tanti abbiano speso insieme a me molto del loro tempo per informare le persone e per diffondere un’idea in cui hanno creduto. Da tutto questo ho scoperto che c’è ancora chi ha voglia di discutere del bene pubblico realmente e non stando dietro ad uno schermo. Dalla chiusura di questa campagna referendaria c’è un fatto molto oscuro e inquietante che rimane. L’invito del leader Cinque stelle (esorto questi ultimi a leggersi l’art. 49 della Costituzione della quale, pare, ne siano oggi i tutori) Beppe Grillo a votare con la pancia e non con la testa: è in questo che io vedo il vero pericolo di una deriva autoritaria. Alessandra Moretti: Nella vita ho imparato che le sconfitte servono più delle vittorie. In politica soprattutto, quando perdi acquisisci simpatia da parte di quello stesso popolo che fino a qualche minuto prima ti odiava. Eh già, perché in questo Paese di mediocri e di invidiosi, chi ha successo va malmenato, va ridimensionato, va punito. Ieri sera Matteo Renzi ha ammesso la sconfitta e con la sua umana coerenza ha dato le dimissioni assumendosene tutta la responsabilità. 1015 giorni in cui mai nessun Governo ha fatto tante riforme in così poco tempo. Un Governo guidato da un giovane Presidente che si è battuto per restituire all'Italia la dignità e la credibilità che si merita, in Europa e nel mondo. Un giovane che con generosità e tenacia ha dimostrato che la politica può essere una cosa bella e grande quando persegue i propri ideali portando avanti quelle riforme che non parlano solo di economia ma anche di civiltà. Io sono fiera di Matteo Renzi e gli sono grata per come ha condotto questa grande battaglia e per come ha ammesso la sconfitta. Volevamo diminuire il numero delle poltrone e gli enti inutili. Alla fine, a lasciare la poltrona è l'unico che meritava di restare. Abbiamo conquistato, da soli e contro una parte del PD, il 40% dei consensi. Ripartiamo da qui con una leadership autorevole. Perché dalle sconfitte ci si rialza più forti di prima e noi siamo già in piedi a guardare al futuro senza paura. Daniela Sbrollini: Oggi desidero ringraziare di cuore tutte le persone che hanno partecipato a questa difficile campagna referendaria con passione e onestà! Grazie a Matteo Renzi per la passione, il coraggio e soprattutto la

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


coerenza che ha dimostrato anche ieri dopo la sconfitta! Nessuno in questo Paese si è mai dimesso da nulla dopo aver perso! Anche questa è una lezione! Hanno vinto i No dei grillini, dei leghisti, di una parte della sinistra, di una minoranza del PD, della destra della Meloni, di Forza Italia e forse ho dimenticato qualcuno. Questi schieramenti non hanno nulla in comune tra di loro e non sono d'accordo sulla legge elettorale e neanche sulla visione della società. Abbiamo perso un referendum importante non le elezioni. Partiamo da più del 40% di consensi e lavoreremo per correggere i nostri errori! In politica si può vincere o perdere ma le idee rimangono! Adesso mi interessa la tenuta e l'unità del Paese! Io continuerò a lavorare sul mio territorio e in Parlamento come ho sempre fatto nel rispetto delle opinioni di tutti! Non servono i fanatismi ma i contributi di tutti quelli che vogliono bene all'Italia!

POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

Banca Popolare di Vicenza in Consiglio Comunale, 30 minuti per il presidente Gianni Mion: "troppi...". Ma annuncia: “transazione con grande numero di azionisti” Al Consiglio Comunale del 5 dicembre con ordine del giorno la richiesta di dibattito sulla vicenda della Banca Popolare di Vicenza presentata dai capogruppo di maggioranza del Partito Democratico, Lista Variati e UDC, “riteniamo opportuno che in un consesso istituzionale del Comune capoluogo ci sia l'occasione di confrontarsi” ha detto in apertura di dibattito il capogruppo Pd Giacomo Possamai, sono stati concessi dalla presidente del Consiglio Comunale Sabrina Bastianello (che sostituisce l'assente Federico Formisano) trenta minuti per il discorso del presidente BPVi Gianni Mion. Sono rimasti solo cinque, però, quelli per ciascun intervento del consorzio Confidi per le aziende, dei sindacati bancari e delle associazioni di soci. Di Edoardo Andrein

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Mion ha commentato il tempo messogli a disposizione, dicendo: “non so se ci arrivo a trenta minuti...”; ma poi ha annunciato che: “è in corso in queste ore il piano per i tentativi di transazione con un grande numero di azionisti che hanno perso tutto e hanno fatto rilevanti investimenti: un tentativo coordinandosi con Veneto Banca, fissando un importo superiore al prezzo di recesso per il maggior numero possibile di azionisti. Vogliamo sistemare il passato per rilanciare la banca, ma saranno necessarie nuove ricapitalizzazioni e anche rendere la banca più efficiente, non solo con la riduzione personale, ma adeguando i servizi bancari al mondo che cambia”.

ECONOMIA&AZIENDE

Banca Popolare di Vicenza, Stefano Righi su CorEconomia: "Iorio, diciotto mesi a 10.000 euro al giorno (lordi)" Francesco Iorio divenne amministratore delegato della Banca Popolare di Vicenza il primo giugno 2015. Fu Gianni Zonin, allora presidente della cooperativa bancaria, a volerlo sotto Monte Berico dopo aver ottenuto il via libera dalle autorità di Vigilanza. Iorio veniva da Ubi, dove era direttore generale e a Vicenza doveva risolvere l’urgente problema della sostituzione di Samuele Sorato, dimessosi in gran fretta e in contrasto con la presidenza Zonin all’inizio del mese precedente. Per giustificare la rinuncia ai bonus maturati in Ubi, Iorio pretese un bonus di entrata che Vicenza stimò in 1,8 milioni di euro. A questi si aggiunsero 1,5 milioni lordi annui per l’incarico di lavoro, con durata triennale. Di Rassegna Stampa

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


«Sono venuto per raccogliere una sfida professionale importante ma anche molto rischiosa, sia dal punto di vista professionale che reputazionale», disse Iorio in occasione dell’assemblea di bilancio della scorsa primavera. Svolte Ora la sfida si interrompe, resta, gravissima, la crisi della banca – la più grave dell’Italia repubblicana, con un buco di 8,75 miliardi di euro e 120 mila azionisti coinvolti – e, a margine, il conteggio delle competenze. Iorio ha lavorato per Banca Popolare di Vicenza per 18 mesi e 4 giorni, le dimissioni infatti risalgono a domenica 4 dicembre. Per questo periodo ha già incassato un totale 4,053 milioni di euro. Resta da capire come verrà chiusa la vicenda sui 18 mesi restanti del suo contratto. Se le parti si sono accordate per un totale riconoscimento delle competenze ai 4,053 milioni se ne dovrebbero aggiungere altri 2,25. Se le parti si sono incontrate a metà strada, a Iorio andranno ulteriori 1,125 milioni. Il totale insomma varia tra i 4,053 milioni già in tasca e due ipotesi alternative: la più alta porta il totale a 6,3 milioni di euro, l’altra a 5,178 milioni. In entrambi i casi, un bell’andare: si varia da 9.448 euro a 11.496 euro al giorno, lordi, per 548 giorni di lavoro. E se Iorio non avesse alcun compenso per i diciotto mesi di contratto a cui rinuncia? La media giornaliera lorda della retribuzione non sarebbe poi male: 7.395 euro. Natale (uno) e Ferragosto (due) compresi Arriva Viola, risolve problemi Ora si attende (martedì mattina?) l’annuncio del nuovo amministratore delegato: sarà Fabrizio Viola, ex del Monte dei Paschi di Siena, che a Vicenza ha già diretto la banca all’inizio della sua carriera. Viola sarà anche il ceo della banca che risulterà dalla fusione con Veneto Banca. Il suo è un arrivo annunciato (Corriere Economia lo indicò già il 21 novembre): ha il know how necessario per gestire ampie complessità e la fiducia della Bce che lo vorrebbe da subito a capo anche dell’altra banca disastrata del Nordest, la Veneto Banca da fondere al più presto con la Vicenza. Da Corriere Economia di Stefano Righi

POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

Achille "quattropoltrone" Variati invita Mion a parlare della BPVi per lavarsi il viso. Dopo il teatro semideserto sala comunale pubblica vuota rifiuta di nuovo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


sue bugie: si dimetta! Abbiamo detto qualcosa a caldo sull'incontro di Gianni Mion, presidente della nuova Banca Popolare di Vicenza che non può prescindere dalla vecchia BPVi, con la giunta di Achille Variati (presenti pochi assessori), i consiglieri comunali (assente forse, da uno sguardo in sala, solo Michele Dalla Negra) e il rappresentante scelto dai Confidi per spendere i 5 minuti concessi, mentre non ci sono per gli stessi 5 minuti il rappresentante unico dei sindacati dei bancari e quello, altrettanto unico, delle Associazioni dei soci truffati. Se lo speaker ufficiale, assente il presidente del Consiglio comunale Federico Formisano in Usa per radiosi motivi familiari (diventerà bisnonno, auguri!), ha imputato le assenze all'incapacità di sindacati e associazioni di inviduare un delegato unico (a Vicenza di unico non c'è solo il... quotidiano) siamo certi che questo non sia vero per le associazioni dei soci e lo dimostrano le comunicazioni di rifiuto dell'incontro girate a chi l'ha organizzato nello stile del convegno burla targato Variati & Bertelle. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Il secondo flop della seconda rappresentazione teatrale messa in scena da chi, Jacopo Bulgarini d'Elci ha detto "tutta la vecchia politica"), per anni non ha visto quel che succedeva in via Btg. Framarin per opera degli uomini di Gianni Zonin (male) o ha fatto finta di non vedere (peggio) è testimoniato dalla sala vuota predisposta per accogliere il pubblico di quelli che con la loro assenza totale hanno inferto un secondo schiaffo a chi pensa di lavarsi il viso riempiendo poltrone con povera gente che, invece, è stanca se non scandalizzata di quelle in cui ancora siede sussiegosamente il " QuattroPoltrone" Achille Variati. Costui con le sue bugie, domani ne riveleremo altre, ha perso definitivamente il contatto con la realtà e per due volte (troppa autostima o vecchiaia politica o entrambe?) è stato incapace anche di prevedere quante sedie servissero per l'autocelebrazione postuma del suo amore virtuale per Vicenza (in teatro più di 600 su 900 erano vuote, nella sala comunale tutte

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


erano inutili e sono costate solo ore di lavoro dei dipendenti). Lui ideatore del Parco della Pace, che ci costerà un occhio della testa quando non è capace neanche di far usare in santa pace Campo Marzo; lui promoter di stazioni per la Tic Tac Tav, che aggiungeranno altro cemento alla faccia dei proclami sul bello e pro Unesco; lui custode dei fatti di Borgo Berga, con un direttore generale indagato su cui nulla più si sa ma che rimane "rattescamente" al suo posto; lui che ha inventato il termine " compensazioni", confondendolo con quello dei "compensi" ai suoi amici nei cda di turno; lui che ha messo su l'affare del secolo, per Rimini, di prima gestire male e poi svendere la Fiera di Vicenza; lui che promette più tangenziali delle tangenti pagate dal costruttore comunale di fiducia...; lui, Achille Variati, ha fatto, insomma, il suo tempo purtroppo a scapito anche del poco tempo buono che rimane a migliaia di concittadini e concittadine, che, anche se avrebbero poturo apprezzare le belle parole di Mion, non avranno di che vivere (meglio o alla meno peggio) visto che il nuovo presidente, mettiamoci l'anima in pace, deve salvare i soci, ma non i vecchi bensì i nuovi, quelli che in Atlante hanno messo i soldi che già, lo ha ripetuto stasera, non bastano a salvare quello sfascio di gestione zoniniana condotta "senza la cura del buon padre di famiglia". Ha fatto il suo tempo il primo cittadino nonchè "occupante" di altre tre poltrone danneggiando la città che gli abbiamo affidato (sì, purtroppo anche io nel 2008 e non mi consola aver fatto il possibile nel 2013 per non riconsegnargliela) ma ancora oggi organizza teatrini senza lo stile e la dignità di Matteo Renzi: costui, il primo ministro, ha perso il consenso al referendum e, almeno, si è messo da parte, mentre Achille Variati sta sfidando l'ira dei suoi concittadini pretendendo addirittura comprensione per il suo non aver fatto quel che poteva e doveva fare con i suoi "amici" della BPVi. Chi tratta da stupidi creduloni delle sue incredibili favole i suoi concittadini non può essere il primo di loro, ma si metta in fila dietro, molto indietro l'ultimo e ringrazi il cielo che le 600 poltrone del Teatro Comunale e tutte le sedie della sala comunale di stasera siano rimaste vuote. Piene, potrebbero essere un rischio per lui e un lavoro vero per il vice questore aggiunto della Digos, Nevio Di Vincenzo, anche stasera impegnato a perdere tempo nel vuoto di Palazzo Trissino, fisico e ideale, fatte salve alcune eccezioni per le quali vi rinviamo a domani, invece che a occuparsi dei cittadini o a dedicarne un po' al meritato riposo. E poi noi preferiremmo raccontare e commentare subito quello che hanno detto stasera Gianni Mion e i presenti (pochi suoi assessori anche, glielo ricordiamo) invece che continuare a occuparci all'infinito delle sue, di Variati, bugie e dei suoi maldestri tentativi di irretire ancora una volta una città e un'area distrutte da quei politici, lui in testa, contro cui si è lanciato anche il sui fido Bulgarini e a cui rivolgiamo l'invito a seguire il suo esempio se mai lui glielo desse: Achille Variati ridia alla politica degli ideali almeno una parte di quello, troppo, che dalla politica come professione ha preso e si dimetta!

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


DANZA E BALLO / INTERVISTE

Il Boys Vicenza compie gli anni il 7 dicembre 2016, il fondatore Gianni Quaiotto racconta i primi 21 e i... prossimi: belle ragazze ma non solo Il 7 dicembre 2016 il Boys, rinomato locale di lap dance e topless bar di Vicenza, compirà 21 anni e come regalo verrà presentato il Calendario Boys 2017 con le foto di alcune ragazze ospiti speciali del locale. Ad aprire quello che fu il primo lap dance in Italia e a "curarlo" ancora oggi, è Gianni Quaiotto, 68 anni e un passato nel mondo dell’abbigliamento, che ha raccontato ai microfoni di VicenzaPiù TV la storia della sua attività. L’inizio come locale gay, discoteca con dj alla console, nel 1996 ha lasciato il passo allo stile che grosso modo è quello che conosciamo: ragazze che ballano, variamente vestite, e che possono accompagnare i clienti nei privé. Sesso regolarmente escluso. Un locale aperto sei giorni su sette, che dà lavoro a una quarantina di persone, frequentato da gente di tutte le età, rigorosamente maggiorenni... Di Piero Casentini

POLITICA

Referendum, tra il Sì e il No c'è ancora dibattito. Anche all'interno di VicenzaPiù La grande ambiguità di questo referendum (qui l'articolo del direttore ndr) è stata quella (voluta da Renzi) di "personalizzare l'evento" e di (s)fuggire dal merito. Ora, era impossibile per chi ha a cuore la Costituzione, votare a favore di una riforma indecente nella forma e nella sostanza. Una riforma che avrebbe disegnato una Costituzione senza respiro temporale, pronta ad essere modificata a seconda di chi fosse diventato capo del governo (il termine "capo" è quello usato nell'Italicum) e, quindi, avrebbe controllato la Camera dei deputati. L'essersi trovati "nell'accozzaglia" (come la definisce Renzi) non vuol dire che questa sia una coalizione di qualsiasi tipo.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Giorgio Langella

Renzi, poi, avrà anche ammesso la sconfitta (e ci mancherebbe) e quindi potrà anche aver fatto "bella figura" ma dire che la campagna l'ha fatta da solo (praticamente) quando aveva i principali giornali (Repubblica, Corriere, La Stampa ecc.) dalla sua parte così come BCE, USA, Schauble, Confindustria, CISL, associazioni di categoria (padronali), JP Morgan, Finch, FMI ecc. ecc. mi sembra eccessivo. Il No ha vinto, me ne sto convincendo, più che per un rifiuto verso il personaggio, perché i risultati di questo governo sono disastrosi per la maggioranza dei cittadini. La posizione di Renzi che dice di lasciare la palla all'opposizione è indice della sua visione dell'architettura istituzionale come un fatto che deve favorire il vincitore. Una cosa profondamente sbagliata che evidenzia un atteggiamento miope. Le colpe del risultato più evidente (che è quello della spaccatura del paese in fazioni) sono di chi ha promosso una "riforma" importante e decisiva come quella costituzionale all'interno del palazzo senza un dibattito preventivo tra i cittadini. Si è arrivati a un qualcosa di confuso e ambiguo, poco trasparente e dai contenuti a dir poco pericolosi. Il contrario di quella che dovrebbe essere la Costituzione. Forse anche per questo gli elettori hanno bocciato Renzi e il suo considerare il governo come proprietà privata (sua e di chi lo sostiene).

FATTI

Turchia: mentre il Comune di Vicenza si "apre" ai turchi, dal Veneto parte la proposta Fnsi per i giornalisti incarcerati Nei giorni scorsi, mentre il Comune di Vicenza ospitava una delegazione di dirigenti ed esperti di un Centro per l'Impiego non epurati dallo Stato del duro e puro Erdogan in Turchia, la Federazione nazionale della stampa italiana, Fnsi, durante un convegno intitolato "Riflettori puntati sulla Turchia" e organizzato a

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Venezia, ha lanciato tramite il presidente Giuseppe Giulietti e il segretario aggiunto vicario e componente della Federazione europea dei giornalisti Anna Del Freo (nella foto i presenti), una proposta di una delegazione internazionale di giornalisti che partecipi ai processi dei 121 colleghi giornalisti incarcerati in Turchia. La richiesta verrà presentata agli organismi europei e internazionali. Di Edoardo Andrein

“Le associazioni di stampa territoriali – spiega Giulietti – adottino ciascuna uno o più colleghi turchi incarcerati. Solo se l'attenzione internazionale sui giornalisti e le altre vittime delle epurazioni governative non cala riusciremo ad aiutarli”. Intanto il presidente musulmano turco Erdogan ha aperto un nuovo canale statale Trt World ed è tornato ad attaccare i media stranieri definiti “senza morale” per come stanno raccontando le vicende turche sin dal 2013. “In Italia – fa sapere il presidente Fnsi - un gruppo di giuristi e avvocati esperti di diritti umani si sono già messi a disposizione gratuitamente per la difesa dei cronisti turchi incarcerati”. “Al prossimo comitato direttivo della Federazione europea – aggiunge Anna Del Freo – il 9 dicembre spingerò fortemente per la proposta, di cui si è già parlato in seno al Comitato, di tenere l'assemblea annuale della Efj proprio in Turchia. Sarebbe importante riuscire a portare nel Paese il meeting annuale dei sindacalisti europei. Sarebbe come accendere un altro riflettore sulla condizione dei nostri colleghi turchi”. In tema Europa, inoltre, sempre nei giorni scorsi, prima della fine del governo Renzi, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, dopo un viaggio in Armenia per una cerimonia nel centenario dal massacro di un milione e mezzo di persone ha detto: “pensiamo che, sulla definizione giuridica del termine genocidio, la discussione debba essere lasciata agli organismi internazionali”. Una posizione morbida, con un occhio di riguardo probabilmente ai fervidi rapporti economici con la Turchia, evidenziati anche dalle ospitate turche sul lavoro in Comune di Vicenza. A discapito ancora una volta però della salvaguardia dei diritti umani. Ai quali almeno i giornalisti, cercano di prestare attenzione in modo concreto. Per una stampa e una società veramente libera, prospettata anche da Alberto Spampinato di Ossigeno per l'informazione durante il suo intervento a Vicenza alla presentazione di "Vicenza. La città sbancata".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


E per la quale cerchiamo di batterci ogni giorno anche noi di VicenzaPiù.

POLITICA

Minoranza nazionale veneta, Pd: legge impresentabile, incostituzionale, vera e propria presa in giro Consiglio regionale del Veneto "Abbiamo fatto di tutto per impedire che questa Legge impresentabile e inapplicabile venisse approvata, dato che è una presa di giro, in quanto sicuramente incostituzionale. Il Veneto, infatti, non fa parte delle minoranze storiche nazionali e il richiamo alla Convenzione quadro è quindi sbagliato, dato che eventuali aggiunte, successive alla ratifica, possono essere fatte soltanto dallo Stato, con una dichiarazione indirizzata al Segretario generale del Consiglio d’Europa”. Con queste motivazioni, affidate ad una nota, il Gruppo consiliare del Partito Democratico “ha votato contro il Pdl 116 sull’applicazione, nei confronti del popolo veneto, della Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali”. Di Redazione VicenzaPiù

“È un pasticcio totale quello della Maggioranza- spiega il Partito Democratico- che maschera delle rivendicazioni politiche camuffandole sotto l’aspetto di rivendicazioni culturali, ma questo è un corto circuito che non porta da nessuna parte. Troviamo imbarazzante, inoltre, che Zaia possa promulgare un provvedimento del genere e che possa essere pubblicato sul BUR ufficiale della Regione. Tenendo anche presente che, fino a quando la Legge non verrà dichiarata incostituzionale, produrrà comunque degli effetti”. “Esiste già una Legge - informa il Gruppo consiliare PD - la numero 8 del 13 aprile 2007 ‘Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto’, con al proprio interno tutti gli elementi per poter garantire la promozione e la tutela dei diversi dialetti presenti nella nostra Regione, in tutte le loro sfumature, ed era una

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


possibilità, questa, che la Maggioranza poteva sfruttare per uscire dall’impasse, anziché insistere su un provvedimento inutile”. “Per promuovere e tutelare la cultura veneta - continuano i consiglieri regionali Democratici- ci sono infatti altri modi: far vedere nelle scuole le Commedie di Goldoni o parlare della storia della Repubblica di Venezia, solo per fare due esempi. Si potrebbe cominciare con il finanziare la Legge 3 del 14 gennaio 2003 ‘Iniziative di promozione e valorizzazione dell’identità veneta’”. “Nessuno nega l’orgoglio veneto - afferma il Partito Democratico - e siamo disponibili sempre e comunque a discutere oltre i nostri confini, nell'interesse dei cittadini, ma è un fatto gravissimo sentire dai banchi della Maggioranza che c’è l’orgoglio di essere veneti e non italiani, e sorprende davvero che di fronte a dichiarazioni di questo tipo ci sia stato l’imbarazzante silenzio - assenso delle rappresentanze della Destra storica in Consiglio regionale”. “Alla fine - chiosano i consiglieri Dem - è stato eliminato il patentino per la lingua veneta, ma la bocciatura rimane. È una presa in giro, quello che è uscito dalla porta è rientrato dalla finestra, perché resta la valutazione, con tanto di costituzione di un Albo presso la Giunta regionale per raccogliere le dichiarazioni spontanee”. “Ma chi è che valuta?- conclude il Gruppo consiliare PD - e in base a quale criterio viene stabilito chi è in grado di verificare la ‘veneticità’ delle persone? Senza poi dimenticare i costi di questa normativa priva di senso. Sarà possibile comunicare e ricevere informazioni in ‘altra lingua’ con le spese conseguenti per traduttori e interpreti, così come accadrà per tutta la documentazione, come passaporti e carte di identità”.

BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

Gianni Mion, presidente di BPVi, parla a tutti i Consiglieri comunali di Vicenza e a pochi assessori: con coraggio e... superficialità Al di là della simpatia personale che può ispirare Gianni Mion, 73enne manager padovano già braccio destro di Gilberto Benetton, da poco insediatosi sulla poltrona che in BPVi fu di Gianni Zonin, l'Innominato e innominabile almeno in ambienti istituzionali, le parole che il presidente della banca ha pronunciato in sala Bernarda lunedì 5 dicembre (qui il video integrale del suo intervento, ndr), non risultano convincenti, a partire dal cenno al suo rammarico per le dimissioni di Francesco Iorio, che, lo dice lui, gli stava pure simpatico... Nonostante Mion parli chiaro, senza inglesismi o

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


tecnicismi, "il banchese" l'ha definito lui, a cui molti ricorrono come al latinorum di manzoniana memoria, il presidente ha evitato di affrontare alcuni nodi cruciali e dolorosi sia pure davanti a pochi assessori, a nessun rappresentante dei sindacati e a nessun delegato delle associazioni dei soci, in rotta con Variati e con la politica dello struzzo che tira fuori la testa dalla sabbia dopo la tempesta. Di Piero Casentini

È vero che l'ex manager Benetton e imprenditore in proprio, oltre che uomo immagine di quel che rimane della Popolare vicentina, ha sdoganato la proposta, comunque parziale e da irrobustire, di azione di responsabilità contro l'ex consiglio di amministrazione, quello dell'Innominato Gianni Zonin, ma non ancora ha spiegato, il nuovo presidente Gianni Mion, contro chi partità l'azione e per quali precisi motivi nè si è soffermato su quali ipotesi di responsabilità ricadano anche sulla vecchia società di revisione dei conti, la Kpmg. La società lussemburghese, che a Vicenza gode di grande credibilità istituzionale anche in tempi recenti, forse perché l'assessore Michela Cavalieri ne è stata consultant, potrebbero dire i maliziosi riferendosi, però, ai primi anni '90, quando era ancora giovane, tra il 2014 e il 2016 e dopo le sue evidenti sviste in Banca Popolare di Vicenza, è stata scelta per fare da advisor nella fusione in SVT tra FTV ed AIM mobilità. Stando all'oggi, Kpmg è impegnata, ora, nella fusione delle Fiere emiliane, nelle quali anche Vicenza è di fatto coinvolta dopo essersi "data" a quella di Rimini sotto lo sguardo compiaciuto del suo presidente in pectore Matteo Marzotto, già consigliere di amministrazione in BPVi, banca verso la quale entrambe le Fiere sono notevolmente esposte. Ricordata questa mancanza, Mion ha evitato anche di accennare al recente blocco che il Consiglio di Stato ha inferto alle norme emanate da Banca d'Italia per attuare la legge di trasformazione delle popolari in società per azioni, fortemente voluta dall'ora tramontato governo Renzi. Eppure il blocco, ovviamente a scapito della proprietà attuale, potrebbe avere ricadute positive sui tanti soci della Popolare di Vicenza che avrebbero voluto esercitare il diritto di recesso. L'oratoria di Mion non ha nulla di presidenziale, anzi, e gli va riconosciuta l'assunzione di responsabilità già dimostrata nel convegno al Teatro, quandò sopportò l'onere di parlare in pubblico tra la disperazione di chi ha perso molto, moltissimo se non tutto. Fa spazientire, invece, quando riferendosi ai colloqui col "dottor Achille Variati", Mion accenna al ruolo ufficioso svolto dalla banca, quello cioè di ammortizzatore sociale, dal momento che i finanziamenti erogati ad aziende che non andavano bene, ai tempi dell'Iri si sarebbe detto decotte, avrebbero sorretto posti di lavoro altrimenti a rischio.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L'ammortizzatore, se c'è stato, si è scaricato sui soci e non sulla banca, che si permette ancora stipendi stellari per i dirigenti, si pensi a Francesco Iorio fresco di dimissioni. Quando, poi, promuove ora e subito la fusione, ferale per i sindacati locali ma anche per vari analisti finanziari italiani e stranieri, tra Veneto Banca e BPVi, viene il sospetto che il nuovo presidente abbia in mente soprattutto il nuovo azionista di riferimento, cioè il Fondo Atlante, piuttosto che gli azionisti azzerati e i molti dipendenti mentre, quando afferma che se fosse stata ascoltata Banca d'Italia che voleva quella fusione sotto le ali di Zonin non sarebbe successo il disastro che oggi deve gestire, forse il buon Mion trascura che sommando due negatività quella ceh ne risulta è una negatività maggiore. Quando dice, poi, che la banca, dopo le ristrutturazioni necessarie, cioè taglio del personale e riduzione delle sedi, sarà molto appetibile per gli investitori, a chi pensa Mion? Perché non credo che i quasi 120 mila soci azzerati avranno ancora fiducia in BPVi, e quindi laddove il presidente dice che i vicentini di tutta la provincia si identificano con questa banca, forse può essere vero per il passato, prima che fosse ridotta com'è, l'ha detto anche lui, non dalla Bce ma da una gestione non da "buon padre di famiglia", ma certo non per il presente. Mentre per il futuro si vedrà chi avrà ancora qualcosa da investire... Intenerisce, poi, la speranza verso il futuro di questo top manager oggi prestato ai banchieri, quando prende a modello per il futuro Credem, capace secondo lui di assumere centinaia e centinaia di nuovi dipendenti negli ultimi anni. Fa bene, invece, Mion a rivendicare la soddisfazione nell'essere stato giudicato presentabile, perché è una persona sulla cui onestà non vi è motivo di dubitare. Ma non credo troverà molti consensi se i criteri che seguirà saranno quelli che, nell'interesse dell'attuale socio di fatto unico e nel sogno di disegnare un progetto veneto che mai c'è stato quando avrebbe potuto e dovuto esserci, porteranno a dover contare, tra qualche tempo, quanti vivi ci saranno ancora.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Fabrizio Viola si rimbocca le maniche: è il leader maximo sia di BPVi che di Veneto Banca ormai... fuse. A Iorio 1.5 mln di euro Lo aveva anticipato Stefano Righi il 21 novembre su Il Corriere della Sera, lo avevamo rilanciato noi il 24, tutti lo hanno previsto ieri e oggi arriva l'ufficialità di Fabrizio Viola come nuovo Ad di Banca Popolare di Vicenza, al posto di Francesco Iorio, a cui Mion & c. dovranno corrispondere la lauta indennità di preavviso, più vicina a

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


1,5 milioni di euro piuttosto che a uno solo... Ma oggi il mondo finanziario apprende anche dell'ingresso di Viola nel Cda di Veneto Banca in cui assume anche il ruolo di Presidente del Comitato Strategico. In una frase ora è lui, Fabrizio Viola, ex MPS oltre che ex vice direttore di BPVi uscito per contrasti con Gianni Zonin, la guida unica delle due ex Popolari venete verso la loro fusione. Ci sarà, poco, tempo per valutare gli effetti complessivi della doppia nomina e della fusione, ma per ora pubblichiamo di seguito le due note ufficiali di BPVi e Veneto banca. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Banca Popolare di Vicenza. Fabrizio Viola nuovo consigliere delegato della Banca Popolare di Vicenza Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Vicenza, riunitosi oggi sotto la presidenza di Gianni Mion, ha deliberato all'unanimità, con il parere favorevole del Collegio Sindacale, la cooptazione di Fabrizio Viola nel Consiglio di Amministrazione attribuendogli il ruolo di Consigliere Delegato. Il dottor Viola vanta una pluriennale esperienza ai massimi vertici dei principali istituti bancari italiani, maturata anche in contesti di ristrutturazione e rilancio dell'attività. Nato nel 1958, laureato in Economia Aziendale all'Università Bocconi di Milano, è stato Direttore Generale di Banca Popolare di Milano dal 2004 al 2008, prima di essere nominato Amministratore Delegato della Banca Popolare dell'Emilia Romagna. Entrato in Banca Monte dei Paschi di Siena nel gennaio 2012 in qualità di Direttore Generale, è stato nominato Amministratore Delegato nel maggio dello stesso anno, carica che ha ricoperto fino a settembre del 2016. Nel periodo 1990-2001 Fabrizio Viola ha ricoperto cariche nel Gruppo IMI, nel Gruppo Fondiaria e, in qualità di Vice Direttore Generale, in Banca Popolare di Vicenza. Il Consiglio di Amministrazione di Banca Popolare di Vicenza formula al dottor Viola i migliori auguri di un proficuo lavoro in stretta collaborazione con i dipendenti, i dirigenti ed i Consiglieri della Banca . "La nomina di Fabrizio Viola" - ha dichiarato il Presidente Gianni Mion -

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"sottolinea la volontà di rafforzare il processo di rilancio, anche nella prospettiva della definizione del piano di fusione con Veneto Banca, da sottoporre in tempi brevi all'Autorità di Vigilanza e agli azionisti". *** Nel corso della stessa seduta, il Consiglio di Amministrazione, nell'esprimere unanime ringraziamento per l'elevata professionalità con cui ha guidato la Banca, ha approvato le condizioni economiche per l'uscita di Francesco Iorio, al quale verrà corrisposta l'indennità di preavviso relativa alla risoluzione anticipata del rapporto di lavoro. Veneto Banca. Fabrizio Viola entra nel consiglio di amministrazione di Veneto Banca e assume al contempo la carica di Presidente del Comitato Strategico Il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca, riunitosi in data odierna sotto la presidenza dell'ingegner Massimo Lanza, ha provveduto alla cooptazione del dottor Fabrizio Viola in sostituzione del dottor Beniamino Anselmi quale Consigliere dell'Istituto e alla sua nomina quale Presidente del Comitato Strategico. Il dottor Fabrizio Viola, con la Presidenza del Comitato Strategico, assumerà un ruolo centrale nell'accelerazione del piano di rilancio della Banca, anche in vista della definizione del piano di fusione con Banca Popolare di Vicenza da sottoporre in tempi brevi all'Autorità di Vigilanza e agli azionisti.

LAVORO

Due incidenti mortali in aziende vicentine, Maurizio Ferron della Fiom: "non sono tragiche fatalità" Maurizio Ferron, segretario generale FIOM Cgil di Vicenza e provincia, interviene sul gravissimo incidente mortale avvenuto a Sandrigo nell’azienda metalmeccanica Baldin Spa, che purtroppo si aggiunge a quello avvenuto anche a Isola nel settore dei laterizi Prima di tutto esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie degli operai coinvolti negli incidenti e ai loro compagni di lavoro. Purtroppo anche quest’anno il numero dei lavoratori che perdono la vita sul lavoro è drammaticamente aumentato. Questo è il segno più evidente di come sia necessario un maggior impegno in termini di prevenzione e tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che vada ben oltre il mero rispetto formale degli obblighi di legge o le dichiarazioni di circostanza!

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Redazione VicenzaPiù

Un impegno che deve vedere tutti coinvolti. Proprio in questi giorni stiamo svolgendo le assemblee per presentare l’ipotesi del nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici. Uno dei temi fondamentali presenti nelle piattaforme e che ha trovato nell’intesa alcuni avanzamenti sulla trattativa per il nuovo contratto riguarda proprio il capitolo sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro al fine di prevenire gli infortuni a partire da un coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) sull’analisi dei mancati infortuni, cioè di quelle situazioni che evidenziano di per sé dei rischi per la sicurezza. Ricordiamoci sempre che questi incidenti come anche quelli meno gravi che succedono tutti i giorni sui luoghi di lavoro, non sono mai una tragica fatalità, ma sono frutto di potenziali situazioni di rischio su cui occorre intervenire preventivamente!

FATTI

"Vicenza. La città sbancata" dopo la vetrina è ora nella "pila" principale da Galla. Come i libri su Vatileaks La seconda ristampa di “Vicenza. La città sbancata", aggiornata con le tutele legali e psicologiche per i soci truffati, dopo il lancio iniziale in vetrina, si trova ora nella “pila” di libri da Galla in piazza Castello, la posizione di maggior prestigio della storica libreria del titolare Alberto Galla. Questo spiega l'equivoco che ci aveva fatto pensare non avesse promosso i libri best-seller su Vatileaks di Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, anch'essi prima posizionati in vetrina e poi nella pila dei libri più venduti. Dopo il nostro articolo intitolato “I libri di Vatileaks in fondo a Galla Crucis: niente vetrina a Vicenza.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Cattolica, di facciata", era infatti arrivata una giusta “rettifica” che abbiamo pubblicato insieme alla risposta e alle considerazioni del direttore di VicenzaPiù Giovanni Coviello. Di Edoardo Andrein

FATTI

Gianni Zonin chiama in causa in tribunale Sorato, Giustini e Banca Popolare di Vicenza: "in vent'anni distribuiti ai soci i consistenti utili" Di seguito pubblichiamo la nota con cui Gianni Zonin annuncia di aver notificato un atto di citazione per l’accertamento della correttezza della sua attività di Presidente di Banca Popolare di Vicenza Il dott. Gianni Zonin ha notificato il 6 dicembre 2016 un atto di citazione dinanzi al Tribunale delle Imprese di Venezia per l’accertamento della correttezza della sua attività di Presidente di Banca Popolare di Vicenza dal 1996 sino al 2015. Per 17 anni consecutivi, durante la sua Presidenza, BPVi ha distribuito ai soci i consistenti utili conseguenti alla gestione profittevole della Banca. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Nel periodo successivo alle dimissioni del dott. Zonin, avvenute nel novembre 2015 i due diversi consigli di amministrazione che si sono succeduti hanno ridotto il valore di un’azione della Banca da 48 Euro dapprima a 6,30 Euro e successivamente a 0,10 Euro. Il dott. Zonin condivide e comprende lo stato d’animo dei risparmiatori e dei soci di BPVi, che in due anni si sono visti quasi azzerare il valore delle loro azioni, e dei quali il dott. Zonin e la sua famiglia fanno parte, avendo sottoscritto ogni aumento di capitale sociale della Banca e non avendo mai proceduto ad alcuna dismissione del pacchetto azionario. Il dott. Gianni Zonin ritiene giusto ricostruire la propria attività quale Presidente dell’istituto e così contribuire all’accertamento delle responsabilità per alcune importanti deviazioni dalla corretta gestione. In particolare, l’atto si propone di dimostrare che il deterioramento economico della Banca Popolare di Vicenza ha tre origini concomitanti: la grave crisi finanziaria ed economica del nostro Paese; l’impatto negativo della straordinaria normativa europea applicata alle banche italiane; una gestione scorretta da parte della direzione della banca, posta in essere con modalità tali da non poter essere accertata dal C.d.A. Il procedimento instaurato si propone inoltre di costituire la sede più naturale ed appropriata per ricostruire i fatti che oggi sono contemporaneamente sottoposti al giudizio della Consob, di Banca d’Italia, della Procura della Repubblica di Vicenza e del Tribunale delle imprese. Per evitare il conflitto di giudicati, per evitare dispersione di conoscenze e di aggravio dei costi è interesse del dott. Gianni Zonin (ma anche della comunità e del nostro Stato) essere giudicato per la propria attività di Presidente di BPVi in un unico processo civile, che comprenda tutte le contestazioni e le difese proposte dinanzi alla autorità regolatrici. Contestazioni che hanno già dato atto che solo l’esercizio dei poteri di indagine speciali di BCE e Consob hanno consentito di scoprire la scorrettezza del comportamento della direzione. L’atto di citazione prevede la chiamata in causa di Banca Popolare di Vicenza, del dott. Sorato e del dott. Giustini per il 24 maggio 2017. Il dott. Zonin è assistito, in questo procedimento, dal Prof. Avv. Francesco Benatti e dall’Avv. Lamberto Lambertini. Nel procedimento penale dinanzi alla Procura della Repubblica di Vicenza è assistito dal Prof. Avv. Enrico Ambrosetti e dall’Avv. Nerio Diodà.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


POLITICA

L'elogio "quotidiano" di Achille Variati sul suo GdV: questa (non) è la stampa, bellezza. Tesoretti e pacchi di voti, alla De Luca? Quattropoltrone si dimetta, almeno come... Renzi Grazie ad un articolo bijoux, un gioiello per il suo destinatario, tal Narciso "quattropoltrone" Variati, scopriamo nuove, profonde analisi locali sul referendum appena svoltosi e... perso da chi ha votato Sì, tra cui alcuni col naso turato, come chi vi scrive, oppure altri convintamente, come il mio responsabile del quotidiano web, mentre anche in redazione da noi è valsa la percentuale 60-40, mi sa. A Vicenza, leggiamo nel titolo del bijoux cadeau, nel sommario e nell'occhiello, che «nel caveau dei consensi che seguono Variati... Il tesoretto dei "27 mila" si è ripresentato ai seggi. Quando il sindaco si schiera nelle urne tende a replicarsi la formula che gli consegnò le chiavi di palazzo Trissino». La firma del "regalo" ossequioso al sindaco, quadripoltronato, di Vicenza sul locale quotidiano unico è quella di G.M.M. Sappiamo, ovviamente, e con noi lo sanno i lettori più attenti di chi è quella firma ma la lasciamo rispettosamente così come appare sul GdV. Di Gianfri Bogart

Perchè magari il nostro collega si è così voluto almeno nascondere un po' ai non esperti per celare un minimo di imbarazzo che avrà provato di fronte al suo pezzo, scritto per professione o per convinzione lo sanno solo lui e il neo direttore, che ogni giorno di più si capisce perchè Luciano Vescovi , desideroso di un Giornale di Vescovi, lo abbia sostituito all'almeno "autoconvinto" Ario Gervasutti. Leggete e valutate voi il gioiello mediatico oggi regalato a chi noi, in assenza di politici di opposizione con gli attributi, in ciò emuli dei sudditi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


acritici della maggioranza, chiediamo che si dimetta per quello che ha fatto (disastri di cemento e ambientali passati e in progetto) e soprattutto per quello che non ha fatto (mille promesse non mantenute e nessuna azione preventiva a tutela dei soci risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza per cui oggi versa lacrime di coccodrillo in convegni e consigli comunali ad hoc). Ma se, ovviamente, convegni, consigli e lacrimoni sono stati e verranno bocciati da chi, è stato "truffato" e da chi sta dalla parte dei truffati, a differenza dei politici, ma non solo loro, asserviti al sistema incernierato su Gianni Zonin e denunciato come "globale" a Vicenza anche da Jacopo Bulgarini d'Elci, il fedele vice di Achille Variati, longevo qui come professionista della politica come in Italia lo è Giorgio Napolitano, con gli effetti per Vicenza e l'Italia che vediamo e paghiamo, il "giornale unico" ha individuato e elogiato il tesoretto del politico quattropoltrone subito a caccia di una nuova. Ma se dal tesoretto, contraddicendo la tesi poco "diamantina" del GdV, ci sfiliamo almeno noi che non sapevamo nel 2008 quando abbiamo "peccato" votando Variati, di essere parte, ci preoccupa che a Vicenza il quotidiano locale definisca tesoretto quello che altrove viene condannato come "pacchi di voti" gestiti alla De Luca, visto che sullo stesso giornale sempre oggi si legge dei cantieri che potrebbero non partire a causa della sconfitta del Sì... Grandi elogi quindi, a Variati e ai suoi "pacchi di voti", ma, nel finale, con quel tesoretto di 26.000 voti che vengono pianti come non sufficienti a vincere, pur sperando nelle divisioni altrui, intravediamo una metamorfosi, magari incoscia di G.M.M.: chissà che il suo non sia un elogio funebre... per quei poteri che si incarnano nelle gestioni zoniniane e variatiane. Se così non fosse, caro G.M.M., "questa (non) è la stampa, bellezza!" Se così non fosse, Achille Variati basta con i suoi condizionamenti a tutto tondo del locale giornale, che oltre che di Vescovi è sempre di più anche di Variati e sempre meno di Vicenza! Faccia un bel cadeau lei alla sua città, se le vuole bene almeno da vecchio: faccia come Renzi che si è dimesso prima di candidarsi a qualcos'altro... Sarebbe un vero bijoux politico, da farle chapeau.

L'articolo odierno di G.M.M. su Il Giornale di Vicenza Questa è la storia di un esercito invisibile. Le sue armi sono le schede elettorali, il suo campo di battaglia sono i seggi. Resta a lungo nascosto nella pancia della maggioranza silenziosa e all'improvviso, solitamente una volta ogni due anni, si manifesta rivelandosi in tutta la sua potenza di fuoco. È l'esercito dei "27 mila", come i voti che nel 2008 consegnarono a sorpresa la vittoria al generale Achille, come Achille Variati, che conquistò palazzo Trissino contro ogni pronostico. Da allora quella panzer division riesce a mobilitarsi e ad entrare in azione ogni qualvolta il suo comandante decida di prendere posizione e di schierarsi in prima fila in una competizione elettorale. Non è proprio una cosa del tipo "al mio segnale scatenate l'inferno", troppo gladiatorio per lo stile sobrio del generale Achille; forse più

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


un "avanti miei prodi", adelante con juicio. La prima sortita dei "27 mila" andò in scena nell'aprile 2008, al ballottaggio contro Lia Sartori: per la precisione furono 27.645. Cinque mesi dopo le truppe si rimisero in moto per la consultazione sull'ex Dal Molin. Nonostante quello fosse un referendum autogestito, azzoppato dai tribunali amministrativi che ne sfilarono i crismi dell'ufficialità, ai gazebo allestiti su piazze e marciapiedi si presentarono più di 24 mila vicentini, ribadendo le proporzioni di un tesoretto di consensi gelosamente custodito per 5 anni. Fino alle elezioni del 2013, al termine di una lunga stagione politica, che avrebbe sfibrato chiunque, non l'esercito dei "27 mila", tornati puntuali alle urne per regalare a Variati la conferma a palazzo Trissino, lievitando fino a quota 28.098, un bottino che consentì il cappotto al primo turno senza dover attendere il ballottaggio, spazzando via il ritorno di fiamma del centrodestra e respingendo persino il vento impetuoso dei battaglioni pentastellati. Un anno dopo un nuovo squillo di tromba alle europee che spinsero il Pd di Matteo Renzi oltre il tetto del 40%: la lista dem incamerò 23.205 preferenze, che sommate ai voti centristi variamente sparsi spostano il pallottoliere intorno alla soglia dei 26 mila. E proprio 26 mila è il numero che ha preso forma intorno al Sì anche domenica scorsa. Per la prima volta non ha vinto, ma quando mai riusciranno a rimettersi insieme le brigate di partigiani e missini, leghisti e grillini, forzisti e comunisti per battere l'esercito del generale Achille? di G.M.M.

EVENTI

Il maestro Igor Roma le "suona" alla BPVi al Teatro Astra di Schio Questa sera, 7 dicembre, presso il Teatro Astra di Schio alle ore 20:30 Casa del Consumatore ed Elena Bertorelli, delegata nazionale per Casa del Consumatore, sono orgogliosi di presentare il Grande Concerto di Natale in solidarietà dei risparmiatori azzerati delle Banche. L'evento sarà un girotondo solidale in musica classica con Maestro di fama internazionale Igor Roma che porterà sul palco autori come Mozart, Bach, Chopin e Beethoven. L'ingresso sarà libero e gli organizzatori invitano a partecipare numerosi e ad invitare parenti. Sarà una bella occasione per essere solidali con coloro che hanno perso tutte nelle tristi vicende delle banche, come Popolare di Vicenza e Veneto Banca, con un'offerta libera destinata unicamente alla solidariertà ai risparmiatori. Di Sara Todisco

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Sono stati invitati i Sindaci di tutti i comuni del vicentino, e hanno già aderito Schio e Marano Vicentino fornendo anche il patrocinio, Torrebelvicino e Thiene che da gennaio ospiteranno uno sportello di Casa del Consumatore per offrire consulenza ai risparmiatori traditi; con loro alla serata ci saranno anche Santorso Velo d'Astico. Presso un banchetto ci sarà anche la pubblicazione di Giovanni Coviello, direttore responsabile di VicenzaPiù, "Vicenza. La città sbancata", una rassegna di tutto ciò c'è da sapere sulla Banca Popolare di Vicenza dal 2010 ad oggi, e che la redazione di VicenzaPiù ha scritto, da sempre. Delle vendite del libro parte del ricavato andrà appunto ai risparmiatori azzerati. Nel piacevole clima delle feste e con il sottofondo di un tale Maestro, il valore aggiunto sarà lo scopo della serata: la solidarietà effettiva, con dei contributi, alle vittime del crak bancario locale.

FATTI

La giunta comunale dà l'ok a pista ciclabile viale d'Alviano, lampioni per i pedoni e riqualificazione scuole Il Comune di Vicenza annuncia che la pista ciclabile di viale d'Alviano si farà sul marciapiede sud, che sarà allargato di 50 centimetri verso la strada. La decisione è stata presa dall'assessorato alla progettazione e sostenibilità urbana che oggi ha ottenuto dalla giunta comunale il via libera al progetto definitivo, con l'obiettivo di realizzare i lavori durante la prossima estate. L'annuncio è dell'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza i cui uffici, dopo aver analizzato le diverse soluzioni sul campo, a partire da quella dell'esproprio per la larghezza di un metro dei giardini che si affacciano sulla strada, hanno optato per un contenuto allargamento del marciapiede verso

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


la carreggiata, e per la contestuale riduzione della sola corsia stradale centrale della carreggiata sud, lasciando inalterate le sezioni delle corsie dove transitano i mezzi del trasporto pubblico locale. Di Redazione VicenzaPiù

“Questo intervento – ha ricordato l'assessore Dalla Pozza – che si estende per circa 500 metri da viale Bacchiglione all'incrocio con via Pagliarino, rappresenta la prima fase di definitiva messa in sicurezza della mobilità ciclabile tra due porte storiche della città, cioè porta Santa Croce e porta San Bortolo, entrambe importanti attrattori di traffico. La nuova pista darà inoltre continuità ai percorsi ciclabili che provengono da viale Mazzini, e quindi dalla ciclovia ovest di via dei Cairoli, da viale Trento, da viale Ferrarin, da via Lamarmora e da via Bacchiglione, e da qui si dipanano lungo la circonvallazione e verso il centro storico”. Quanto risparmiato dagli espropri permetterà tra l'altro di sistemare subito l'incrocio con viale Bacchiglione, realizzando una piattaforma protetta per ciclisti e pedoni, e aprendo successivamente il varco di collegamento ciclopedonale lungo l'argine, all'altezza del parco padre Uccelli, in attesa della realizzazione del percorso cicloturistico in arrivo dal ponte di viale Diaz. Non solo: raccogliendo le richieste degli abitanti di via Vico, lo slargo all'incrocio con via Pagliarino sarà sistemato con la creazione di due ampie aiuole, lo spostamento di un passaggio pedonale, il raccordo con la pista ciclabile proveniente da San Marco e la previsione di una decina di nuovi posti auto. Saranno inoltre realizzati due attraversamenti rialzati all'incrocio della pista con via Pajello e con via Sarpi. L'intervento costerà 450 mila euro per questo primo stralcio, mentre con gli ulteriori 150 mila euro preannunciati dalla Regione verrà completato il tracciato tra via Pagliarino e porta San Bortolo. Otto attraversamenti pedonali corrispondenti ad altrettanti luoghi particolarmente critici della rete stradale cittadina saranno illuminati grazie a uno stanziamento straordinario di 100 mila euro. Oggi, su proposta dell'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza, la giunta comunale ha deciso di intervenire in strada

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


del Pasubio, all'incrocio con strada di Vallarsa, via Battaglione Val Leogra, viale San Lazzaro, viale Milano, in corrispondenza della stazione delle corriere SVT, viale Sant'Agostino, viale Riviera Berica, all'incrocio con strada della Commenda, e strada Postumia, sia vicino alla fermata dell'autobus e del distributore, sia di fronte alle scuole Pasini. “Come abbiamo fatto per la Marosticana – ha detto a proposito di strada Postumia l'assessore Dalla Pozza – anche per questa strada stiamo avviando con i residenti un ragionamento per migliorare la sicurezza di pedoni e ciclisti e per scoraggiare in modo deciso gli automobilisti che confondono questo viale urbano con uno svincolo autostradale. Per questa amministrazione l'obiettivo della sicurezza dell'utenza debole della strada rimane prioritario”. I nuovi impianti degli attraversamenti pedonali saranno a led, coniugando quindi l'illuminazione dedicata con il risparmio energetico. Per la scuola secondaria Calderari è pronto il progetto definitivo di rifacimento della pavimentazione della palestra, preparato dal settore lavori pubblici e manutenzioni e approvato oggi dalla giunta che per rinnovare lo spazio dedicato all'attività sportiva investirà 39 mila euro. La palestra avrà una nuova pavimentazione, con relativo battiscopa lungo tutto il perimetro, e alcune nuove attrezzature sportive. “Si tratta della penultima palestra scolastica della città dove interveniamo – ha spiegato l'assessore alla formazione Umberto Nicolai -. Successivamente ci occuperemo della palestra della ex scuola Rodolfi di via stradella Mora, per la quale è già pronto il progetto, che segnerà la conclusione degli interventi sull'impiantistica sportiva scolastica. Del resto la sistemazione delle strutture sportive può essere considerata il fiore all'occhiello di questa amministrazione. Abbiamo così raggiunto l'obiettivo di offrire agli studenti e agli atleti luoghi adeguati dove fare sport, percorso che ci porta alla candidatura per gli Europei 2019 under 21”. La scuola Calderari negli ultimi anni è stata interessata da interventi di riqualificazione energetica con la sostituzione degli infissi esterni e il miglioramento sismico dell'edificio. La giunta ha approvato anche il progetto definitivo per l'impianto di riscaldamento della palestra della scuola primaria Pertini che va a completare il lavoro già effettuato per migliorare la resa del riscaldamento nel resto dell'edificio. Il lavoro prevede una spesa di 60 mila euro. Infine la notevole dispersione termica segnalata nella scuola dell'infanzia Saviabona, a causa dei serramenti in alluminio datati, ha reso necessaria la sostituzione di questi ultimi. La giunta ha approvato oggi il progetto definitivo che prevede il rinnovamento di una parte degli infissi con una spesa di 50 mila euro, in previsione di un completamento con futuri stralci.

FATTI

Bretella dell'Albera, la pazienza infinita: i trent'anni di una storia all'italiana, iniziata

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


con il giovane capogruppo Dc Achille Variati Quella della bretella dell'Albera o Pasubio, primo stralcio, dal Villaggio del Sole a località Moracchino, della nuova tangenziale di Vicenza, rappresenta una delle storie simbolo di un paese bizzarro, l'Italia, che ancora oggi non riesce a cambiare. Una storia che nel 2017 compierà trent'anni esatti. È iniziata, infatti, nel 1987 quando l'allora capogruppo della Democrazia Cristiana, un giovane Achille Variati, fu promotore della prima deliberazione all'unanimità del Consiglio comunale sul progetto originario di realizzazione di questa opera viabilistica che sgravasse dal traffico pesante dei camion la città di Vicenza. Una storia all'italiana fatta di tanti annunci, discussioni e progetti, ma pochi fatti e denari concreti. Di Edoardo Andrein

Soldi che, invece, in quarant'anni sono già stati spesi per diversi progetti definitivi, mai portati a compimento, per un'arteria di semplice realizzazione: 5,3 km di strada a due corsie, una per ogni senso di marcia, di larghezza 3,75 metri ciascuna. Dopo aver superato gli ostacoli sul cambio di progetto e i finanziatori dell'opera, negli anni duemila è arrivato l'accordo di programma tra Regione, Provincia, Comune e Società Autostrade sulla base di un costo di 97 milioni: il bando di gara di Anas è arrivato, però, solo nel 2014 dopo che il governo aveva finanziato l'opera in legge di stabilità. Il bando europeo si è chiuso nel febbraio 2015, ma si è dovuto attendere luglio 2016 per l'aggiudicazione all'impresa vincitrice, il Consorzio Integra, una “cooperativa rossa” con al suo interno anche Maltauro, che aveva già partecipato alla costruzione della nuova base Usa di Vicenza. I tempi, però, si sono ancora dilatati: prima sembrava ci fosse di mezzo un ricorso della seconda azienda classificata nel bando, la Cerutti Loreno, ma andando a spulciare le carte non è mai stato effettivamente presentato. E nemmeno i problemi degli espropri per 98 cittadini e imprese influiscono, trattandosi di opera di pubblica utilità. La presentazione del progetto esecutivo della ditta vincitrice, intanto, ha già superato da più di un mese i 120 giorni del termine previsto e non è ancora stato fissato un cronoprogramma. Dopo l'ultimo incontro con tecnici Anas in Comune di Vicenza a fine novembre 2016, le ruspe in azione per la bretella dell'Albera

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


sono state spostate a settembre del 2017, altri nove mesi a causa di ulteriori passaggi tecnici. Poi sono previsti 720 giorni per portare a termine l'opera. Una storia infinita, come la pazienza che stanno dimostrando cittadini e residenti. (nella foto il tracciato della nuova tangenziale, con il primo stralcio tratteggiato in rosso della bretella)

Gianni Zonin denuncia chi lui doveva controllare in BPVi e i suoi legali Lambertini e Benatti organizzano e presiedono convegni accreditati introdotti da Antonino Cappelleri Gianni Zonin, per 36 anni nel cda della Banca Popolare di Vicenza di cui 20 come presidente, dopo aver ha citato in giudizio noi rei di aver denunciato la malagestio della Fondazione Roi per opera del suo Cda, di cui lui era presidente, ora, udite udite, porta in tribunale a Venezia anche la sua ex BPVi anche se in effetti non era sua ma di chi, 118.000 e passa soci, ci hanno messo i soldi poi andati in altre tasche come con intelligente semplicità ha detto in Sala Bernarda anche il consigliere di Forza Italia, Roberto Cattaneo. Il re del vino ha reagito così alla decisione con cui l'attuale Cda ha deliberato l'azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori per «gravi irregolarità» convocando per il 13 dicembre l'assemblea per approvarla. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Continuando in una strategia che sembra studiata bene da tempo, visti i diversi percorsi dell'indagine parallela su Vincenzo Consoli, agli arresti

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


domiciliari e con i beni sequestrati come dominus di Veneto Banca come Zonin, tribunali o non tribunali, lo era di BPVi, e, dopo essersi nel frattempo e prudentemente liberato dei suoi beni, il re del vino di Gambellara ha giocato d'anticipo sul team di Antonino Cappelleri e, prima di esserci chiamato per i reati ipotizzati in un'indagine di certo più complessa della sua azione singola, ha portato lui in tribunale non solo la BPVi ma anche due suoi dirigenti, l'ex direttore generale Samuele Sorato e il suo vice Emanuele Giustini, entrambi indagati con lui e altre 5 esponenti apicali della banca in ambito penale ma senza ancora rinvii a giudizio. Lo ha fatto, decidete voi se con una contadina ingenuità, con disprezzo per i soci impoveriti se non azzerati, con un notevole pelo sullo stomaco o con la spudorata supponenza di poter scaricare su altri le sue responsabilità o foss'anche solo corresponsabilità come se gli ultimi 36 anni di attività di vertice in aziende (nella banca di fatto ora fallita e nelle veramente sue aziende vinicole, che, invece, questi problemi non li hanno avuti) non gli avessero insegnato almeno a scegliere o controllare quelli contro cui ora rivolge i suoi strali. E lo ha fatto con il deposito di un atto di citazione ricco (parola consueta per lui) di sessanta pagine, preparate con l'assistenza legale di Francesco Benatti, professore dell'Università di Milano, e dell'avvocato Lamberto Lambertini di Verona con studi anche a Vicenza, Milano e Roma. E l'avvocato Lambertini è proprio il legale di fama che il 24 novembre ha organizzato a Vicenza, subito dopo il pronunciamento sull'azione di responsabilità da parte del Cda a guida Gianni Mion, il convegno " L'azione di responsabilità nelle società di capitali..." (qui il programma) a cui, incuriositi dall'argomento e dai relatori, avevamo presenziato titolando poi e dopo aver "digerito" tutto, sospettosi ma prudenti come siamo, la nostra breve cronaca "Azione di responsabilità, un altro convegno "o famo strano?" con ex sindaco di Banca Nuova Marco Poggi, neo membro cda BPVi Abriani che grida a "last call" per soci e Cappelleri che parla di crimini economici e navigazione". Ora quel convegno dal tema tempestivo era presieduto proprio dal prof. Francesco Benatti, prima firma del collegio che tutela con Lambertini, seconda firma, Gianni Zonin, ed era impreziosito dalla presenza del procuratore capo di Vicenza, che eidentemente non ne conosceva lo "svolgimento", e da un membro del Cda, Niccolò Abriani, che aveva appena votato di procedere con l'azione di responsabilità ma dedicava una parte del suo intervento a convincere, fuori tema, i presenti della bontà dell'ultima offerta del 15% delle perdite come ristoro ai soci truffati ("last call" disse). E quel convegno, pur se organizzato su un tema interessante ma da organizzatori e relatori in gran parte o quasi pro Zonin, dava diritto a crediti formativi per i legali e i commercialisti presenti, molti dei quali, lo sottolineò orgoglioso Niccolò Abriani, erano avvocati e consulenti appartenenti al gotha dei professionisti vicentini. Pur se "vessati" in passato da tanti, troppi esponenti dei poteri forti e dai loro servi e ora denunciati anche da Zonin e minacciati dal neo direttore di Tva di essere accompagnati fuori dal teatro di Vicenza perchè alzavamo la voce

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


a favore dei soci che si volevano muti in un convegno burla organizzato da Achille Variati e Renato Bertelle, continuiamo a denunciare l'inquinamento ambientale cronico di Vicenza che la sta uccidendo più di quello fisico. Ora se il convegno con i difensori di Zonin era accreditato dai rispettivi Ordini nazionali come "formativo" per avvocati e commercialisti, ci verrebbe da chiedere, ce lo suggerì all'epoca un qualificato avvocato locale, come mai dopo le iniziali aspettative e assicurazioni fu, invece, privato dell'accreditamento per i crediti formativi un altro convegno con un tema meno gradito a chi oggi denuncia la banca e i suoi sottopsoti, che lo avrebbero gabbato a sua insaputa (distratto o ingenuo Zonin oppure incapace allora?). Il convegno verteva su "Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Quale tutela legale per azionisti e obbligazionisti?" ed è stato organizzato l'11 ottobre a Vicenza, con un pienone al Palazzo delle Opere Sociali, da Altalex Formazione, organizzazione che è tipicamente "premiata" per la sua serietà e per i contenuti dei suoi corsi con l'accreditamento e relativi crediti formativi. Bocciato il convegno o il contenuto? Per un puro caso? Di impuro inquinamento ambientale... Povera Vicenza! Per amore dell'informazione e come servizio agli avvocati e commercialist non di grido assenti al convegno ve lo proponiamo integralmente. Chi avrà voglia di vederlo e capacità di capirlo valuti se il convegno era sulle azioni di responsabilità o se era semplicemente un'arringa multipla " boccia azioni di responsabilità", magari di allenamento per la causa di Zonin, l'uomo che passa il tempo a denunciare gli altri con potenti avvocati visto che chi raccoglie le denunce di migliaia di soci della ex Popolare, che si fidavano delle assicurazioni del suo ex Presidente, lamenta carenze di personale per indagare sul crac della BPVi ma trova il tempo di inaugurare convegni made in Lambertini.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Samuele Sorato contesta addebiti di Gianni Zonin: in BPVi non si muoveva foglia senza che lui volesse. Cappelleri riassuma le accuse reciproche e rinvii a giudizio entrambi, ora!

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"All'alba dell'8 dicembre, una vecchia coppia bancaria-italiana preanuncia la rottura da noi sempre sperata. Preghiamo tutte le autorità competenti di rimanere con le orecchie aperte. Noi lo faremo augurandovi un lungo e litigato divorzio!": così l'Associazione Noi che credevamo nella BPVi commenta oggi il "battibecco" legale tra Samuele Sorato e Gianni Zonin, che scarica tutto sul "suo" fido dg e il suo vice Emanuele Giustini come se in 36 anni di gestione della Banca Popolare di Vicenza dal cda per 16 anni o dalla presidenza per altri 20 il grande imprenditore del vino non avesse imparato neanche a gestire i suoi sottoposti che tutto facevano a sua "scaiolana" insaputa. Abbiamo già riferito delle lagnanze e dell'abitudine senile di Zonin a scatenare cause costosissime, anche contro chi come noi è un "poareto" come lui visto che noi di soldi non ne abbiamo per DNA e lui li ha tutti "donati" ai cari figli... Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Oggi riprendiamo da Il Giornale di Vicenza quanto a difesa di Samuele Sorato riferisce a Diego Neri il suo avvocato che ci convince, è una nostra opinione supportata da chi stava in banca e in quel cda, ma che non scagiona il dg dall'aver accettato per anni fior di quattrini non per fare il dg ma il "servo sciocco" di Gianni "Scaiola" Zonin.. Ecco quanto dice al GdV il suo legale, l'avv. Fabio Pinelli, a nome di Sorato. «L'atto di citazione nei miei confronti? È il consueto puerile tentativo di scaricare su terzi responsabilità integralmente proprie».Emanuele Sorato non le manda a dire, e ribatte punto per punto alle affermazioni, che ritiene diffamatorie, di quello che chiama il «cav. Zonin». Assistito dall'avv. Fabio Pinelli, l'ex direttore generale di BpVi, indagato al pari del presidente per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza e citato in causa nell'azione di responsabilità dall'attuale vertice, va al contrattacco.«Chiunque sia venuto a contatto con BpVi negli ultimi due decenni conosce perfettamente che ogni decisione, di qualsiasi tipo, è stata assunta in prima persona da Zonin, successivamente avallata da consigli di amministrazione interamente nelle sue mani, nei quali esprimeva sistematicamente il proprio imperialismo condizionante; e solo dopo applicata dal management per la sua esecuzione». Sorato parla di «strumentale azione di accertamento» davanti al giudice, e fa riferimento al fatto che Zonin nell'atto «indica circostanze di fatto oggettivamente e consapevolmente non vere, destinate a precoci smentite».Quali sono le ragioni? «Zonin conosce perfettamente quale fosse il novero dei poteri della direzione generale e nello specifico del direttore © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


generale e quali erano invece quelli di sua pertinenza e del suo Cda». Non solo: «Conosce perfettamente che tutte le comunicazioni istituzionali della Banca alle autorità di vigilanza sono state oggetto di specifiche deliberazioni da parte del Cda, nelle sue mani». E ancora: «Il cav. Zonin conosce perfettamente che il direttore generale non ha mai di fatto esercitato i propri poteri in materia di concessione di finanziamenti, limitandosi alle delibere per l'erogazione dei mutui ai dipendenti». E infine: «Conosce perfettamente l'assenza di qualsiasi ruolo istituzionale del direttore generale, nella redazione e nell'approvazione dei bilanci; così come conosce a memoria il ruolo istituzionale proprio, delle funzioni preposte e del Cda».Sorato, oltre a ridimensionare il suo ruolo, sottolinea, ricordando il processo davanti al giudice del lavoro intentato dalla BpVi, che «lo ha già certificato il tribunale di Vicenza, adito dalla Banca senza alcun risultato, per far accertare asserite responsabilità del direttore generale. Queste responsabilità nei confronti della Banca non ci sono, ha statuito il tribunale, perché le azioni della direzione sono sempre state - testualmente - "a conoscenza della società, con l'avallo ottenuto dagli organi di controllo interno"».Pertanto, le affermazioni di Zonin sono diffamatorie, e Sorato si riserva di querelarlo. «D'altra parte - conclude Sorato -, ho già fornito ogni chiarimento in ordine ai rilievi mossi dagli organi ispettivi, in considerazione della mia assenza nella fase ispettiva, in ragione delle rassegnate dimissioni».

POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

BPVi, Liliana Zaltron e M5S ad Achille Variati e Gianni Mion: è finito il tempo di convegni, tavole rotonde e sterili discussioni Riceviamo da Liliana Zaltron, capogruppo M5S in Consiglio comunale di Vicenza, e pubblichiamo In questi giorni sono andati in scena un convegno definito "tardivo lava coscienze" e un consiglio comunale fuori tempo massimo. La verità è che questa amministrazione, oltre ad aver compreso con enorme ritardo la portata del disastro che ha coinvolto decine di migliaia di persone, pensa anche di assolvere il suo compito mettendo in scena delle iniziative di "facciata". Questa amministrazione non ha ancora capito che non bastano le parole... le persone sono stanche di sentire le solite parole, parole, parole. Oltre un anno fa, nel settembre 2015, come M5S, avevamo proposto un consiglio comunale perché, come scrivevamo nella nostra richiesta di convocazione "...il consiglio comunale non può a nostro avviso rimanere indifferente al disagio e all'incertezza crescente di tanti soci della Banca Popolare di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Vicenza...". Di Redazione VicenzaPiù

Ma in quell'occasione la nostra proposta è stata accantonata. Il consigliere Possamai - capogruppo del PD -, primo firmatario della attuale richiesta di dibattito presentata con un anno di ritardo, allora dichiarava che la questione sarebbe "finita in qualche modo in consiglio comunale" escludendo però una riunione monotematica come richiesto dal Movimento 5 Stelle. Ora, dopo aver perso più di un anno, lo stesso Possamai ha chiesto una riunione monotematica. Adesso siamo assolutamente fuori tempo massimo! E' finito il tempo per questo tipo di convegni, tavole rotonde e sterili discussioni. Possono tranquillamente evitare incontri di questo genere per cercare di rifarsi il maquillage. Anziché continuare a parlare, questa amministrazione deve attivare dei canali straordinari di assistenza per i cittadini colpiti dal dissesto. Questa amministrazione deve stanziare una somma per supportare i risparmiatori che risultino talmente in difficoltà da non poter neppure chiedere la tutela legale. Questa amministrazione deve mettere in campo una serie di attività di supporto e sostegno. Perché quello della BPVi non è solo un problema economico, è un problema sociale e l'amministrazione deve intervenire!!! E anche al presidente della banca, Gianni Mion, ricordiamo che non c'è più tempo da perdere. E' necessario procedere a risarcire chi ne ha diritto, procedere con l'azione di responsabilità e presentare un piano industriale solido e trasparente. La mancata azione di responsabilità, le mancate risposte sui tavoli di conciliazione, le continue dichiarazioni sugli esuberi hanno sicuramente contribuito ad affossare la raccolta diretta della banca. Inoltre non pensa il presidente Mion che sarebbe un bel gesto da parte di tutto il Consiglio di Amministrazione quello di dimezzarsi il compenso ?? Invece di iniziare il risanamento dai lavoratori - ultimo anello della filieraannunciando esuberi e licenziamenti che andrebbero ad aggiungere disastro al disastro, sarebbe sicuramente un bel gesto il dimezzamento dei compensi del CDA e dei dirigenti... non pensa Presidente?! Ricordiamo inoltre al presidente Mion, che stiamo aspettando la nomina del

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


nuovo CDA della Fondazione Roi che alcuni mesi fa aveva annunciato essere imminente, ma ad oggi ancora non è avvenuto! Il nuovo CDA potrà così finalmente procedere anche a quantificare puntualmente le perdite del patrimonio della Fondazione ascrivibili alla passata gestione, e valutare di agire in giudizio contro i responsabili. Attendiamo risposte concrete e auspichiamo arrivino nel più breve tempo possibile. Di tempo ne è già stato perso troppo!!! Liliana Zaltron Movimento 5 Stelle - Vicenza

POLITICA

Referendum, il Sì ha perso perchè Matteo Renzi si è montato la testa? Lui forse sì, ma a Vicenza Anahid Balian di sicuro pensa di essere già una "superstar" Un distacco del genere non se l'aspettava nessuno. Una grande e inattesa partecipazione al voto con venti punti di differenza a favore del No, con i sondaggi che ancora una volta hanno sbagliato previsioni. Ciò che era chiaro da tempo, invece, è che si sarebbe trattato di un voto pro o contro Matteo Renzi. Anche il premier ha personalizzato il referendum fin da subito rincarando la dose con frasi ad effetto "se vengo sconfitto al referendum lascio la politica". Renzi che però ora può ripartiredal 40% di voti per lui, ne è convinto, non per il Partito Democratico, ed è destinato a tornare al governo, dato che è evidente da anni che gran parte degli italiani non votano più con un'idea proporzionale e partitica come nella prima Repubblica, ma con una concezione maggiorataria sulla persona. Di Edoardo Andrein

Una personalizzazione del referendum che è stato un azzardo per il boy

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


scout fiorentino: se avesse superato il 50% dei voti sarebbe andato in preda a un delirio di onnipotenza, già affiorato dopo i grandi onori tributatigli in occasione dell'ospitata alla Casa Bianca nell'ultimo ricevimento di Barack Obama. L'esposizione mediatica e la presenza sul territorio del primo ministro da vera e propria campagna elettorale politica non ha portato bene alle modifiche ipotizzate per la Costituzione. Il Senato, che nei decenni passati ha causato la caduta di governi sia di centrodestra che centrosinistra, è rimasto com'è e ora l'incertezza istituzionale è tornata ad imperare in Italia. La batosta farà tornare un po' con i piedi per terra Renzi, l' "uomo solo al comando" dopo un periodo a palazzo Chigi e alla guida del partito nel quale hanno scarseggiato altri leader politici che potessero contendergli il "trono". Ma l'effervescenza politica non sembra aver mandato “fuori di testa” solo l'ex sindaco di Firenze. Negli ultimi anni, ad esempio, la vicentina Alessandra Moretti dopo le 230 mila preferenze alle elezioni europee si è lanciata, con l'annuncio ufficiale “al popolo” in piazza dei Signori a Vicenza, nel tentativo di spodestare il “doge” Luca Zaia, sopravvissuto anche al Mose e altri scandali veneti, prima di ricevere una dura mazzata elettorale. Ora, mentre "Ale" pare tornata con i piedi per terra, si è lanciata su una strada da novella superstar della politica Anahid Balian, presidente di “ Vicenza per il Sì”, comitato diventato presto una succursale elettoralereferendaria del Pd vicentino, dopo essere partito con l'obiettivo di entrare nel merito dei provvedimenti della riforma per stare “lontano” dai partiti. Un comitato che abbiamo seguito fin dall'inizio, incuriositi anche da questa giovane di origini armene, studiosa di diritto e praticante avvocato "scesa in campo" per la prima volta. VicenzaPiù era l'unico media che ha seguito la presentazione del comitato, al quale poi abbiamo dato ulteriore spazio in occasione degli altri eventi organizzati nei mesi successivi. Tranne il confronto tra professori di diritto costituzionale ai Chiostri di Santa Corona: non è stato fatto entrare, infatti, un giornalista iscritto all'ordine da uno zelante custode e un addetto del comitato che successivamente hanno fatto accedere in una sala già oltre i limiti di capienza altre persone a loro scelta. Al dibattito era presente un altro giornalista del quotidiano locale, "assoldato" per moderare, ma che non ha poi dedicato nemmeno due righe per informare i suoi lettori, tra cui le decine di cittadini rimasti fuori dalla sala. I media locali, prima delle ultime settimane di campagna elettorale e dell' "abbraccio” del Pd, avevano completamente ignorato il comitato "apartitico" per il Sì al referendum di Vicenza, salvo uno spazio a pagamento comprato dalla stessa presidente Balian, figlia di un noto dentista in città che ha fatto da tramite con l'agenzia pubblicitaria del quotidiano. La campagna del comitato si è sviluppata, comunque, in diversi aperitivi elettorali nei locali e bar del centro storico con Balian che è stata invitata nel rush finale a decine di incontri, a fianco di esponenti dem vicentini, tra cui il sindaco Achille Variati, guadagnandosi anche la "benedizione" da parte di Alessandra Moretti e Daniela Sbrollini a che "possa continuare sulla strada del partito". Ciò che ci rimane più impresso del nuovo volto femminile della politica vicentina, però, sono le sue sorridenti promesse verso noi di VicenzaPiù, tutte disattese: l'organizzazione di un dibattito pubblico con un nostro moderatore, o la sua presenza per un confronto con il No davanti alle nostre telecamere; o ancora un suo saluto alla nostra redazione per ringraziarci dei

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


servizi sul comitato passando a trovarci in viale Milano. Ma soprattutto ci ha colpito un ultimo episodio avvenuto a esito noto del referendum: dopo aver richiesto invano via mail e telefonato a vuoto più volte per avere una breve dichiarazione post voto a Balian, abbiamo deciso di pubblicare il suo commento che conteneva una forte critica ai 5 Stelle postato sui social network, come è prassi deontologicamente valida per personaggi pubblici e dato che anche la promessa di inviare un comunicato stampa non è mai stata mantenuta. La risposta che ci è arrivata dall'interessata è una vergognosa accusa rivolta alla nostra testata di "non essere stati corretti". Sì, la nuova "superstar" vicentina è proprio pronta per l'arena politica visto che ama i cani da compagnia e già non tollera i cani da guardia, del potere, a cui ora sembra già puntare dopo un noviziato caduco e perdente.

ECONOMIA&AZIENDE

Banche venete, sottosegretario Baretta: manca disegno sulla finanza veneta Di seguito la dichiarazione del sottosegretario Pier Paolo Baretta nel corso della presentazione del libro "Banche rotte" di Maurizio Crema a Più libri, più liberi, la Fiera della Piccola e Media Editoria in corso a RomaUna lettura critica delle vicende delle banche venete deve partire dalla necessità di fare chiarezza. Non ho mai parlato di speculatori, perché credo sia corretto parlare di risparmiatori, distinguendo tra risparmiatori azionisti, risparmiatori obbligazionisti e risparmiatori correntisti. Tra di loro, anche tra coloro che sono stati truffati, ci sono posizioni e responsabilità diverse che fanno emergere con forza il problema dell'assenza di educazione finanziaria nel nostro Paese. Di Redazione VicenzaPiù

Per questo abbiamo presentato una proposta di legge su questo tema, perché crediamo che i cittadini debbano essere tutelati anche attraverso la messa a disposizione di strumenti di conoscenza ed interpretativi che

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


vadano al di là dei controversi moduli Mifid o delle lusinghe delle banche. Le vicende di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza aprono una riflessione profonda sulla società veneta. Ci sono precise responsabità degli amministratori delle banche, ma, anche, una omissione generale.Il Veneto ha avuto una crescita economica molto veloce alla quale non ha fatto da contraltare una necessaria maturazione istituzionale, politica e di assetti economici e culturali. Sicché, dopo cinque anni con scossoni continui all'assetto economico e sociale, non siamo stati in grado di dare una risposta adeguata alla crisi. È esemplificativa, in tal senso, la reazione all'arrivo del fondo Atlante, avvertito come un pericolo di colonnizzazione. Eppure non un solo euro degli imprenditori veneti è stato investito per salvare i due istituti. A questo punto, è necessario ripartire da due nodi cruciali: l'azione di responsabilità e il piano di ristoro per i risparmiatori. Solo attraverso questi due interventi si potrà segnare una cesura tra passato e futuro, restituendo fiducia al territorio e ai risparmiatori. Per quanto riguarda il futuro, le due banche devono lavorare a un piano industriale per la fusione, anche guardando complessivamente al sistema finanziario veneto, ossia a quello delle molte, troppe, banche di credito cooperativo e delle molte fondazione bancarie, dentro una prospettiva di crescita. Un disegno sulla finanza veneta è un disegno sul Veneto. È questo che serve, è questo che manca.

CONSUMATORI

A Schio Igor Roma in concerto per i risparmiatori BPVi azzerati. C'era anche "Vicenza. La città sbancata" a tenere alta l'attenzione sulle dimenticanze dei media Il buio calato nella sala del teatro Astra di Schio è stato rotto da una voce che ha ben scandito l'articolo 47 della Costituzione italiana: "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese". Poi, a ritroso, l'articolo 45: "La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell'artigianato". Di Piero Casentini

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


È iniziato così lo spettacolo organizzato mercoledì 7 dicembre da Casa del Consumatore, che ha visto il pianista Igor Roma incantare i tanti spettatori riuniti allo scopo di sensibilizzare la cittadinanza al problema, non solo economico, che stanno vivendo i quasi 120 mila risparmiatori azzerati dal crollo delle azioni di Banca Popolare di Vicenza. "Risparmiatori" ha voluto precisare Elena Bertorelli, delegata nazionale di Casa del Consumatore nell'insolita ma riuscita veste di presentatrice, perché i soci di BPVi non erano speculatori, ma risparmiatori che avevano riposto fiducia in una banca presente nel territorio Vicentino da 150 anni, convinti della sicurezza del loro risparmio da bancari spesso senza scrupoli. Alcuni "testimonial" rappresentativi sono stati presentati sul palco, durante l'intervallo tra i due tempi del concerto: due pensionati, che hanno riposto tutti i loro risparmi nelle quote di BPVi, e quindi, secondo Bertorelli, per nulla speculatori perché altrimenti avrebbero diversificato il portafoglio; due azioniste entrate tra i soci di Banca Popolare di Vicenza con l'ultimo aumento di capitale, quello del 2014, quando i bancari ancora proponevano l'investimento come vantaggioso e sicuro; la figlia di un anziano che aveva tentato di vendere le quote per far fronte a delle spese mediche, ma che ha finito per vendersi gli orologi per pagarsi le iniezioni, mentre Francesco Iorio percepiva 10 mila euro lordi al giorno. Infine, una signora il cui marito è invalido al 100%, ma che nel questionario MiFID fattogli compilare dalla banca, risulterebbe di grado D, ossia esperto di prodotti finanziari. "Questa è la realtà" ha scandito Bertorelli, che non si rassegna alla "elemosina" che la nuova dirigenza starebbe per proporre ai "vecchi soci", le cui quote sono passate da 62,50 euro a 0,10. "Uno tsunami" l'ha definito Bertorelli, che ha spazzato via qualcosa come 6 miliardi di euro di risparmio privato, il tutto senza che nulla intervenisse per fermarlo. Al termine del secondo tempo, dopo gli applausi scroscianti che hanno ringraziato dell'esecuzione il maestro Roma, sono saliti sul palco i rappresentanti dei vari sponsor dell'evento: il vivaio Manfron, lo studio tecnico Storti, il salone il Ricciolo, ai quali è stata consegnata una targa di ringraziamento. Il sindaco di Schio, Valter Orsi, che ha concesso il patrocinio all'evento concedendo gratuitamente l'uso del teatro, ha ribadito che per qualsiasi altra iniziativa a favore dei risparmiatori azzerati, le istituzioni ci sono. Per il Comune di Marano Vicentino, che ha pure patrocinato l'evento, ha parlato il consigliere Turcato, ricordando che in meno di due mesi lo sportello aperto da Casa del Consumatore ha ricevuto una cinquantina di persone. Cittadini

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


che prima di allora avevano vissuto l'azzeramento dei loro risparmi con un senso di vergogna, come se fosse loro la colpa. Bertorelli ha ribadito l'impegno dell'associazione, presente ogni lunedì davanti al Tribunale di Vicenza, e che tra poco aprirà altri due sportelli di consulenza gratuita nei comuni di Torrebelvicino e Thiene. Mentre il pubblico usciva, una signora ha detto ad un altra "ga rason la Elena (Bertorelli, ndr), semo deventà na famiglia": se c'è un risultato già raggiunto, che nessuno potrà scippare, è questo, quello cioè di fare uscire dalla solitudine decine e decine di persone che così facendo ritrovano fiducia nel prossimo. Presso un banchetto c'era anche la pubblicazione di Giovanni Coviello, direttore responsabile di VicenzaPiù, "Vicenza. La città sbancata", una rassegna di tutto ciò che sulla Banca Popolare di Vicenza abbiamo pubblicato dal 2010 ad oggi per mettere in guardia, da soli, i lettori/soci. Parte del ricavato delle vendite del libro è stato, quindi, destinato proprio agli organizzatori del concerto di solidarietà.

ASSOCIAZIONI

Borgo Berga, centri sociali: sequestro "dal basso" dell'Ecomostro Nuovo blitz oggi 8 dicembre all'interno del cantiere di Borgo Berga da parte dei centri sociali sotto la sigla del gruppo "Vicenza si solleva" con l'aggiunta questa volta della firma "L’Ufficio Sollevazioni dell’Altrocomune di Vicenza". Di seguito la nota di rivendicazione (in alto un paio di foto dell'operazione) E’ ormai acclarato, anche dalla magistratura, che le irregolarità e gli abusi insistono sull’area del cantiere di Borgo Berga dall’anno 2008. Quelli che vengono giuridicamente considerati “abusi” o “anomalie” si sono trascinate negli anni nel silenzio degli organi preposti. Come rilevato dagli attivisti e dai comitati che si battono contro questo ecomostro abusivo la data del 2 Novembre ha visto la scadenza delle concessioni autorizzatorie formali, peraltro a nostro avviso anch’esse frutto di pesanti illegittimità. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Nelle settimane successive a questa data da più parti si è sollecitato un intervento risolutivo della questione. Rilevato da questi uffici l’inerzia e la lentezza delle cosiddette Istituzioni formali, è stato dato mandato ai nostri attivisti di procedere nella giornata di oggi a quel provvedimento di sequestro così tanto atteso da chi ogni giorno lotta per la difesa della propria città e dei Beni Comuni. Il provvedimento in oggetto è stato applicato mediante saldatura dell’ingresso del cantiere, la sigillatura delle macchine operatrici nonché degli uffici tecnici. Diffidiamo sin da ora Sviluppo Cotorossi dal proseguire nelle attività edificatorie e di cantiere e dal rimuovere i sigilli oggi apposti al cantiere.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Stefano Righi fa sue nostre perplessità sul convegno su azioni di responsabilità "salutato" da Antonino Cappelleri e organizzato da Lamberto Lambertini e presieduto da Francesco Benatti entrambi legali di Zonin Riferendo il 24 novembre del convegno sulle azioni di responsabilità nei confronti delle società di capitale organizzato a Vicenza, in coincidenza con quella che il Cda della Banca Popolare di Vicenza ha deciso di sottoporre all'approvazione dell'assemblea il 13 dicembre e rivolta contro chi ha gestito la BPVi ai tempi di Gianni Zonin, dallo studio dell'avvocato Lamberto Lambertini, a cui è affidata la causa che l'ex presidente ha ora instaurato contro la sua ex Banca, il suo dg Samuele Sorato e il suo vice Emanuele Giustini, scrivevamo: «...A rendere ancor più di "cronaca" il convegno accreditato come "formativo" per avvocati e commercialisti, ma che in più di un passaggio è parso, a detta di alcuni presenti, "un

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


convegno sponsorizzato, di fatto, da Zonin & c. in cui si vuole far passare l'idea, tra i professionisti presenti, che gestire una azienda è difficile, e alle volte si può anche sbagliare. Comodo dirlo, con il senno di poi...", c'erano anche, tra i "portatori" di saluti, Alberto Rizzo, presidente del Tribunale di Vicenza, e Antonino Cappelleri, a capo della procura di Vicenza dove sono in corso di svolgimento le indagini sulla BPVi...». Di Redazione VicenzaPiù

Tornavamo sull'argomento mercoledì 7 dicembre, dopo aver conosciuto i nomi dei legali di Zonin nella denuncia di cui stiamo riferendo, quando scrivevamo anche: « ...Ora quel convegno dal tema tempestivo era presieduto proprio dal prof. Francesco Benatti, prima firma del collegio che tutela con Lambertini, seconda firma, Gianni Zonin, ed era impreziosito dalla presenza del procuratore capo di Vicenza, che eidentemente non ne conosceva lo "svolgimento"...». Ecco, quindi, come oggi riferisce delle vicende dell'azione legale, dell'organizzazione del convegno e dei partecuapnti all'evento Stefano Righi su Il Corriere della Sera. La lite vicentina e il ruolo dei legali Si infiamma la battaglia sulla Popolare di Vicenza. Dopo che l'ex presidente Gianni Zonin (nella foto) ha chiamato in causa la banca e due top manager, ieri l'ex amministratore delegato Samuele Sorato ha ricordato come funzionavano le cose in banca negli anni in cui ne reggeva il timone. I due si troveranno faccia a faccia il 24 maggio, davanti al giudice di Venezia. Intanto, martedì prossimo gli azionisti della banca voteranno l'azione di responsabilità verso i precedenti amministratori. L'argomento è d'attualità, tanto che il 24 novembre scorso, a Vicenza, si è tenuto un convegno su «L'azione di responsabilità nelle società di capitali». Al convegno organizzato dallo studio Lambertini & Associati, con la partecipazione degli avvocati Francesco Benatti e Lamberto Lambertini, gli stessi che accompagneranno a Venezia l'ex presidente Zonin nella causa contro la Banca Popolare - hanno portato il loro saluto sia il presidente del tribunale di Vicenza, Alberto Rizzo, che il procuratore della Repubblica, Antonino Cappelleri, che sta indagando proprio sul crac della banca.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Primo sabato natalizio delicatissimo per il derby Vicenza-Verona. Antonio Dalla Pozza ai vicentini: "munitevi di tanta pazienza ed evitate la zona stadio" Nel lungo ponte dell'8 dicembre, primo week end pre-natalizio, in città a Vicenza sarà un sabato 10 dicembre delicatissimo. A spiegare la situazione un preoccupato assessore alla mobilità Antonio Dalla Pozza appena tornato da un incontro in questura per il sentito derby di calcio Vicenza-Verona: la chiusura di alcune strade in centro in zona stadio è stata prolungata dalle ore 12.30 alle 18.30 e durante tutta la giornata saranno impegnati trenta agenti di poliza locale insieme al massiccio dispiego di forze dalla questura che seguiranno gli spostamenti degli ospiti, per i quali sono stati messi a disposizione anche dieci mezzi di Svt per la gestione dell'arrivo in stazione. Inoltre saranno rimossi i cassonetti e vietato l'accesso e parcheggio di motoveicoli e biciclette all'interno della zona di prefiltraggio dello stadio. Di Edoardo Andrein

"Chiediamo - afferma Dalla Pozza - ai residenti della zona e ai vicentini che verranno in centro di munirsi di tanta pazienza e di evitare la zona dallo stadio: ci saranno ripercussioni anche in piazza Matteotti, corso Padova e in altre zone della città, oltr che sui caselli autostradali e alla stazione. Ci auguriamo sia una festa di sport, ma le implicazioni saranno pesanti per la gestione dell'ordine pubblico". Sono previsti 1800 veronesi in città, quelli che hanno già acquistato il biglietto per entrare allo stadio in un settore ospiti già esaurito. Di seguito maggiori dettagli dal Comune: “Invito i cittadini a munirsi di pazienza e ad evitare le vie circostanti lo stadio Menti in occasione della partita di calcio Vicenza – Verona di sabato 10 dicembre poiché si potrebbero verificare incolonnamenti e ingorghi della

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


viabilità – dichiara l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza -. Durante l'incontro che si è tenuto questa mattina in questura il dispositivo di ordine pubblico previsto farà scattare la chiusura di via Bassano e via Spalato dalle 12.30 e non dalle 13 visto l'elevato numero di tifosi che arriverà a Vicenza per assistere alla partita. I pannelli a messaggio variabile di Aim posizionati lungo le strade principali segnaleranno le eventuali criticità”. In occasione della partita Vicenza - Verona in programma sabato 10 dicembre alle 15, su richiesta della questura, competente per l'ordine pubblico, in aggiunta alle limitazioni del traffico previste in via ordinaria quando gioca in casa il Vicenza Calcio, è prevista la chiusura anche di via Bassano e via Spalato, per un periodo di tempo di circa due ore prima dell'inizio della competizione sportiva, quindi dalle 12.30. L'accesso alle due strade sarà sempre garantito ai residenti ed esercenti, nonché agli utilizzatori del parcheggio Centrobus di via Bassano. L'accesso al parcheggio d'interscambio dovrà avvenire dal lato di via dello Stadio, utilizzando il sottopasso ferroviario, con provenienza viale della Pace, via Vittime civili di guerra, via Martiri delle Foibe. Dalle 11 viene istituito il divieto di sosta con rimozione forzata in via Bassano, via Trissino, nel tratto tra via Bassano e via Spalato, e in via Spalato. Il divieto di circolare in via Bassano e via Spalato, che rappresenta un rafforzamento delle abituali chiusure introdotte durante le partite del Vicenza Calcio (tra cui quelle di viale Trissino, nel tratto davanti al Menti, e di via dello Stadio), viene proposto solo in occasione delle gare ritenute più delicate dalla questura sotto il profilo dell'ordine pubblico.

AMBIENTE

Code in zona stazione, arriva il semaforo per l'attraversamento dei pendolari. E per lo smog da lunedì forse chiusura porte dei negozi L'assessore Antonio Dalla Pozza ha presentato a palazzo Trissino alcune delibere approvate dalla giunta comunale relative alla mobilità a Vicenza: novità che riguardano la messa in sicurezza di strada Marosticana, l'adesione all'iniziativa nazionale “Club città 30 e lode – mobilità in comune” e gli interventi di adeguamento e di sostituzione e installazione di alcuni impianti semaforici, per una spesa di 130 mila, tra cui un sefamoro a chiamata per il continuo passaggio pedonale davanti alla stazione ferroviaria "per evitare che si formino code di auto i pedoni in viale Venezia e viale Milano, i pendolari dovranno munirsi di un po' di pazienza", ha detto Dalla

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Pozza. Di Edoardo Andrein

Attivazione che dovrebbe partirla prossima estate, come per gli inteventi di messi in sicurezza per i passaggi pedonali, con isole salvagente, migliore segnaletica e illuminazione, in strada Marosticana. E in questi giorni di forte inquinamento da pm10 in città, lunedì prossimo "forse sarà necessaria un'ordinanza di chiusura porte per i negozi" annuncia Dalla Pozza, ufficializzando anche l'adesione sperimentale del Comune di Vicenza all'iniziativa nazionale "Club città 30 e lode", una serie di pratiche per migliorare la mobilità in città. Di seguito maggiori dettagli dal Comune: La giunta comunale ha approvato il progetto definitivo per la messa a norma e la realizzazione di quattro impianti semaforici per una spesa complessiva di 130 mila euro, finanziati con un mutuo. Nello specifico gli interventi, che prenderanno il via la prossima estate, prevedono la sostituzione di due impianti semaforici obsoleti: il primo all’incrocio tra viale Dal Verme, strada Sant’Antonino e via Lamarmora, mentre il secondo all'intersezione tra viale Jacopo Dal Verme, via dei Laghi e via Curtatone. Inoltre, verranno realizzati due nuovi impianti semaforici a chiamata: uno ciclo pedonale in viale Riviera Berica (località Gallo) e uno pedonale in viale Venezia (piazzale della Stazione). “Si tratta di quattro intersezioni molto trafficate in cui, tra l'altro, i passaggi pedonali e ciclo pedonali mostrano alcune criticità – ha precisato l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza –. Via via che passa il tempo stiamo sostituendo gli impianti semaforici più obsoleti con altri di nuova generazione, tutti con dispositivi a led, che ci consentiranno una riduzione dei consumi pari anche all'ottanta per cento. L'intervento, che rientra nell'ottica dell'efficienza energetica, è compatibile con il nostro piano di azione per l'energia sostenibile e riguarderà due dei semafori più importanti a nord della città. Grazie all'installazione di nuove centraline e di spire di rilevazione del traffico, potremmo essere in grado di alleviare parzialmente il problema degli accodamenti su strada Sant'Antonino e su viale dal Verme, dal momento che attualmente le centraline sono di vecchia generazione e riescono a gestire solo un ridotto numero di tempi semaforici”.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


“Per quanto riguarda i due nuovi semafori a chiamata pedonale – ha aggiunto l'assessore Dalla Pozza –, quello che realizzeremo in località Gallo, all'inizio della Riviera Berica, in corrispondenza dell'attraversamento della pista ciclabile Casarotto, diventerà un presidio di sicurezza per i ciclisti. L'impianto si collocherà, infatti, in una zona attualmente molto difficile per l'attraversamento e darà continuità alla ciclabile che si snoderà per 32 chilometri dal centro storico di Vicenza al Comune di Noventa Vicentina. Il nuovo semaforo consentirà, inoltre, di moderare la velocità dei mezzi in un punto di attrazione turistica, vista la presenza delle ville palladiane, e ad alta densità commerciale, dove serve attenzione e prudenza alla guida”. “L'impianto semaforico su viale Venezia, invece, che sarà posto all'altezza del piazzale est della stazione, l'attraversamento più classico per chi deve andare a prendere il treno, - ha precisato Dalla Pozza – permetterà di risolvere in parte il problema degli accodamenti, soprattutto nelle ore di punta oltre che nei momenti di partenza ed arrivo dei treni maggiormente frequentati dai pendolari. Essendo un impianto a chiamata pedonale, garantirà non solo più sicurezza agli utenti ma anche una maggiore scorrevolezza del traffico mediante il raggruppamento in un unico punto di quanti attraverseranno la strada, ed eviterà lo stillicidio di passaggi che oggi è causa della formazione di colonne lungo viale Venezia. Siamo assolutamente consapevoli che si tratta solamente di una misura transitoria che non risolve il problema alla radice: in ragione, tuttavia, degli elevati costi di una eventuale struttura che superi, sopra o sotto, viale Venezia, dei pareri necessari in una zona sottoposta a vincolo monumentale, e della necessità di concepire un manufatto che non abbia barriere architettoniche e che non aggravi la percezione di insicurezza in chi lo utilizza, sarà necessario attendere la definizione più strutturale che verrà data, assieme alle risorse per realizzarlo, dal progetto dell'alta velocità”. La giunta ha approvato l'adesione del Comune di Vicenza all’iniziativa nazionale “Club Città 30 e lode - mobilità in comune”, promossa dall’associazione “Italian Cycling Embassy”, con l’obiettivo di creare le condizioni per migliorare la mobilità nelle città d'Italia, soprattutto di piccole e medie dimensioni, per la realizzazione di Piani di mobilità sostenibile per la rigenerazione urbana. Tra i principali interventi: l'incentivazione del trasporto pubblico, della ciclabilità e della pedonalità, la riduzione del traffico privato e la moderazione della velocità veicolare, e molto altro. Lo ha comunicato oggi l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza. “Da tempo stiamo facendo rete con i colleghi assessori alla mobilità di città tra i 30 e i 170 mila abitanti per condividere esperienze e buone pratiche per migliorare la mobilità urbana – ha sottolineato l'assessore Dalla Pozza –. Si tratta soprattutto di città del nord anche se di recente, con l'adesione di Siena e Pomezia, ci stiamo allargando fino al centro Italia. L'obiettivo è quello di fare squadra tra centri urbani con problemi simili e con risorse sempre limitate. In realtà, attraverso politiche di mobilità si può fare molto per combattere problemi come quello delle ermissioni climalteranti in atmosfera, soprattutto da parte dei comuni più piccoli che rappresentano la maggioranza degli enti aderenti all'iniziativa”.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Attualmente, oltre a Vicenza, hanno manifestato interesse ad aderire all’iniziativa i Comuni di Abbiategrasso, Bergamo, Cagliari, Crema, Cremona, Fano, Ferrara, Livorno, Lucca, Mantova, Monza, Pavia, Pisa, Pistoia, Pomezia, Reggio Emilia, Rimini, Sassari, Siena, Udine e Varese. Per l'adesione all'iniziativa, che nel primo periodo sperimentale sarà di tre anni, il Comune di Vicenza verserà all'associazione la somma di mille euro con i quali verranno finanziati alcuni studi per la risoluzione dei problemi di mobilità che verranno applicati in modo omogeneo alle varie città. La spesa per le successive due annualità (2017 e 2018) sarà valutata in base all’andamento effettivo del progetto. L'associazione “Italian Cycling Embassy” curerà la segreteria dell’iniziativa garantendo il coordinamento tecnico-organizzativo delle attività, e predisponendo una prima campagna di promozione, anche attraverso il lancio di un sito internet, per promuovere l’iniziativa in modo unitario a livello nazionale e nei Comuni coinvolti. Tra gli obiettivi perseguiti grazie all'iniziativa rientra, innanzitutto, la creazione di un nuovo modello di mobilità urbana con l'incentivazione del trasporto pubblico, della ciclabilità e della pedonalità, la riduzione del traffico privato e la moderazione della velocità veicolare in modo da aumentare la sicurezza stradale e l’accessibilità, migliorare la qualità dell’aria, ridurre l’inquinamento acustico, l’incidentalità e la congestione. In secondo luogo, al fine di promuovere un nuovo modello di vivibilità, rigenerazione e riqualificazione dello spazio pubblico urbano, si punta alla riorganizzazione fisica e gestionale delle strade e piazze delle città per restituirle alle funzioni più proprie di incontro, socialità, gioco, commercio e cultura, rispetto a quelle esclusivamente circolatorie e di sosta che spesso attualmente le caratterizzano. Infine, si cercherà di coinvolgere la comunità sociale ed economica anche con lo scambio di esperienze e conoscenze tra realtà diverse, per favorire il processo di cambiamento e di formazione di una nuova cultura politica, tecnica e civica della mobilità urbana. Sono stati stanziati 350 mila euro per la sistemazione dei punti più critici della viabilità di strada Marosticana – ha annunciato l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza che ha presentato la delibera relativa al progetto definitivo del primo stralcio di lavori nell'importante arteria cittadina approvata dalla giunta nei giorni scorsi -. La scelta degli interventi è stata fatta con un metodo innovativo, coordinando le segnalazioni dei cittadini degli ultimi 5 anni con le nostre analisi ed integrandole con i dati sull'incidentalità lungo la strada. Ne abbiamo quindi discusso durante tre assemblee pubbliche con i cittadini stessi, cercando di individuare gli interventi prioritari”. I 350 mila euro stanziati dall'amministrazione comunale sono a disposizione per una serie di interventi urgenti e prioritari che verranno eseguiti tra la primavera e l'autunno 2017 privilegiando i periodi con una diminuzione del traffico. La progettazione è stata affidata dal settore mobilità all'architetto Luca Pasquali. Altri 200 mila euro verranno stanziati per intervenire nel 2018. La priorità è stata data soprattutto alla messa in sicurezza dei passaggi pedonali con una ridefinizione della sezione stradale, che verrà ridotta, limitando così la velocità dei veicoli e collocando isole salvagente lungo i

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


passaggi pedonali rivestiti di colato plastico rosso e collocando l'illuminazione zenitale a luce bianca a led molto luminosa. In questo modo verranno trattati 13 attraversamenti pedonali alcuni dei quali principali. Tra questi vi è un punto in cui strada Marosticana sviluppa una doppia curva in corrispondenza di un birreria da un lato e di un bar dall'altro. Qui la strada verrà risagomata con l'inserimento di tre passaggi pedonali protetti e una coppia di fermate bus, che renderanno possibile la realizzazione di alcuni posti auto e che inviterannoi veicoli a moderare la velocità. Poco più avanti l'incrocio con via Lago Maggiore, teatro di un incidente mortale, verrà messo in sicurezza con un impianto semaforico già previsto, al quale sarà asservito un attraversamento pedonale dotato di semaforo a chiamata. Un altro punto delicato, davanti al centro commerciale "Schiavotto" vedrà rafforzati i presidi di sicurezza con la creazione di isole salvagente, dove ora vi è solo zebratura, o con isole salvagenti di maggiori dimensioni rispetto alle attuali in corrispondenza dell'attraversamento pedonale. In prospettiva, con successivi investimenti, potrà essere prevista la creazione di una rotatoria tra le vie lago di Lugano, Odorico da Pordenone e strada dei Molini. Inoltre a Polegge, da via Cecchi sino all'incrocio con strada di Polegge, verrà realizzata una cosiddetta "fascia polifunzionale" centrale, di colore e finitura diversa dal resto della carreggiata stradale, attraverso il restringimento delle corsie, attraverso la quale si potranno effettuare le manovre in entrata e uscita dai passi carrai. L'intervento darà la percezione immediata di essere arrivati in un ambito urbano e pertanto inviterà alla limitazione della velocità. Inoltre verrà migliorata la rotatoria di strada Ponte dei Carri con la risagomatura dello spigolo nord che impedirà di "tagliare" la rotatoria, obbligando, anche in questo caso, a moderare la velocità. “Infine un altro punto sensibile, di cui ci occuperemo, è l'incrocio con via Cresole, dove verranno creati marciapiedi e isole salvagente, mentre in questo momento non vi sono le risorse - che contiamo comunque di reperire nello stanziamento 2018, per posizionare un semaforo che migliori le svolte a sinistra in direzione Bassano, facilitando l'immissione in strada Marosticana – ha detto Dalla Pozza -. Con questo intervento sì andranno anche a riordinare i punti di sosta degli autobus, con la creazione di banchine e tratti di raccordo con i marciapiedi, per migliorare la funzionalità del trasporto pubblico e dare maggior sicurezza agli utenti. oltre ai 400.000 euro già stanziati, 50.000 dei quali destinati nel 2015 alla realizzazione del semaforo all'incrocio con via lago maggiore, l'investimento complessivo per concludere tutti i lavori necessari in Marosticana sarà di ulteriori 400 o 500 mila euro e, se verranno confermate anche nei prossimi bilanci le risorse, si può pensare che terminino nel 2019 - ha spiegato Dalla Pozza - con un investimento mai visto prima per questa strada così importante e trafficata. Questi sono i fatti con cui diamo seguito alla promessa che avevo fatto alla madre dell'ultima vittima, travolta mentre attraversava sulle strisce, e all'associazione vittime della strada, a cui va il mio ringraziamento per lo stimolo propositivo con cui si è confrontata con l'amministrazione comunale, di fare tutto il possibile perché tragedie simili non si possano ripetere".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ECONOMIA&AZIENDE

Banca Popolare di Vicenza: per il 150° anniversario dalla fondazione incontro sulla storia dell'Istituto e concerto di Natale Banca Popolare di Vicenza annuncia che in occasione del 150° anniversario dalla fondazione l’Istituto ha organizzato per lunedì 12 dicembre due iniziative per ripercorrere la storia della Banca e per ricordare il suo profondo legame con la città di Vicenza. A Palazzo Thiene, sede storica della Banca, alle 18, si terrà un incontro su invito con il Professor Giorgio Roverato dell’Università degli Studi di Padova sul tema “Banca Popolare di Vicenza 150 anni di storia”. A seguire, alle 20.30, presso la Chiesa di Santa Corona a Vicenza avrà luogo il concerto di Natale dei coristi della Cappella Marciana, il celebre coro della basilica di San Marco di Venezia, ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Di Redazione VicenzaPiù

Il coro, diretto dal maestro Marco Gemmani, eseguirà dei brani tratti dalle collezioni di musica sacra del compositore Claudio Monteverdi accompagnati dall’ottocentesco organo De Lorenzi della Chiesa di Santa Corona. Il concerto è realizzato dalla Banca in collaborazione con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia.

LAVORO

Venti morti sul lavoro a Vicenza nel 2016. La necessità di cambiare il sistema, dalle

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


radici Pochi giorni fa, due morti sul lavoro in provincia di Vicenza. Sono 20 da inizio anno, un aumento enorme rispetto all'anno scorso. In Italia, da gennaio a oggi, i morti per infortuni nei luoghi di lavoro sono oltre 600. E diventano più di 1.300 se si considerano i lavoratori deceduti in itinere o nelle strade. È una guerra continua in un paese dove sono calate le garanzie per chi vive del proprio lavoro e sono stati cancellati i diritti fondamentali. Il lavoro è sempre più precario, insicuro e peggio retribuito. I “grandi” successi occupazionali propagandati dal governo Renzi sono dovuti principalmente (se non esclusivamente) alle decontribuzioni regalate alle imprese e a quella precarizzazione selvaggia voluta da leggi sul lavoro che definire sbagliate risulta un complimento. Di Giorgio Langella

Crescono in maniera sconsiderata forme di pagamento ignobili come i voucher e addirittura con i “buoni pasto”, si mascherano forme indecenti di lavoro non retribuito chiamandole in maniera truffaldina “alternanza scuolalavoro”, calano gli occupati soprattutto nelle fasce di età compresa tra i 25 e i 49 anni. Aumenta la povertà per molti e la ricchezza per pochissimi. Ci dicono che non ci sono le risorse mentre si “investono” oltre 60 milioni di euro ogni giorno in spese militari. La corruzione e l'evasione fiscale costano ai contribuenti decine e decine di miliardi ogni anno. I processi per le morti di lavoratori sia per infortunio che per malattie professionali finiscono abitualmente con un nulla di fatto, con l'assoluzione e la prescrizione. I recentissini casi della Marlane-Marzotto e dell'Eternit lo dimostrano inequivocabilmente. Questi sono i veri problemi del paese. Problemi che, chi detiene il potere, si “dimentica” spesso e volentieri di affrontare. E quando fa qualcosa sono provvedimenti che aumentano le disparità a favore di quell'entità ritenuta ormai intoccabile (e quasi mitologica) che chiamano “impresa”. Non esiste una politica industriale, tutto sembra affidato alla provvidenza. L'obiettivo principale è speculare, sfruttare persone e territorio per “fare soldi”. Il trionfo del capitalismo è in questa barbarie che lorsignori si ostinano a chiamare modernità ma è quanto di più vecchio e ingiusto si possa

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


immaginare. Il cambiamento di lorsignori serve solo a conservare le loro ricchezze e i loro privilegi. Altro non è che “reazione”. Il cambiamento va fatto ridando dignità al lavoro e rimettendo al centro dell'azione politica i diritti e i bisogni di chi vive del proprio lavoro. Il cambiamento va conquistato lottando costantemente, ogni giorno, per raggiungere questi obiettivi. Tutti gli altri discorsi su come si debba “garantire governabilità” a chi, pur non avendo ottenuto la maggioranza, “vince” le elezioni nascondono la volontà di relegare il lavoro e i lavoratori al ruolo di strumenti nelle mani del capitalismo. Strumenti che devono essere sfruttati e che devono essere scartati quando ritenuti troppo usurati o troppo costosi. Quello che proponiamo non sono piccoli aggiustamenti del sistema raggiunti con qualche elemento di “democrazia” o con qualche diritto individuale in più. Quello che proponiamo è una trasformazione totale del sistema, dalle radici. Quello che proponiamo è il ribaltamento delle priorità. Prima del privilegio di impresa, della speculazione e della possibilità di accumulare individualmente sempre più ricchezza viene il diritto collettivo a vivere tutti e bene. Prima di tutto vengono i diritti inalienabili alla salute, all'istruzione e ad avere un lavoro garantito, sicuro e ben retribuito. Che sono, poi, i diritti previsti dalla nostra Costituzione. È una rivoluzione? Ebbene, sia.

ARCHITETTURA

Un doppio progetto di Vincenzo Scamozzi a Schio? L'architetto Luigi De Munari riprende e corrobora un'attribuzione di Renato Cevese Vincenzo Scamozzi, il grande architetto vicentino che portò a termine molte opere di Andrea Palladio, fissò le sue regole architettoniche ne La idea dell'architettura universale, edita a Venezia nel 1615, il cui frontespizio è ben riprodotto nella sovraccoperta del primo libro scritto da Luigi De Munari, intitolato Un progetto di Vincenzo Scamozzi a Giavenale di Schio e il caso dell'oratorio ora S. Giustina. Di Piero Casentini

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il collegamento grafico sottintende un'attribuzione, che l'autore raccoglie da Renato Cevese, compianto storico dell'arte studioso delle ville venete, il quale aveva indicato proprio in Vincenzo Scamozzi il progettista della villa Dal Ferro, oggi Barettoni, che diverrebbe così l'unico esempio di architettura scamozziana nel territorio scledense. Un'attribuzione che l'autore, architetto da oltre quarant'anni, corrobora ed estende alla vicina chiesetta di S. Giustina, sito di antichissimo culto pagano, che conserva una lapide marmorea risalente al I secolo d. C. già inserita dal Mommsen nel Corpus Inscriptionum Latinarum. Una chiesetta campestre, sorta sui resti di una tomba romana, trasformata, secondo l'autore, in oratorio qualche anno dopo la costruzione della vicina villa Dal Ferro, le cui analisi compositive, sciolte grazie ai disegni della facciata tracciati secondo la tecnica di Wittkower, dimostrano un'assonanza suggestiva con i canoni scamozziani di provenienza scientista. La narrazione conduce il lettore in un intenso viaggio a ritroso nel tempo, soffermandosi nel clima della Riforma, che a Vicenza ebbe numerosi seguagi, propugnatrice di una religiosità più essenziale e meno secolarizzata, anche dal punto di vista architettonico. Un libro affascinante, all'interno del quale ben si bilanciano le parti testuali digitali e quelle che riproducono la scrittura e i disegni a mano libera dell'autore. Un'opera composta con l'equilibrio e la leggerezza della migliore saggistica, senza il peso di note a piè di pagina ridondanti, che si fa leggere a livelli diversi senza alludere con saccenza a sottotesti dotti, ma lasciando al lettore, come davanti ad una costruzione composita, il divertimento d'individuarene gli elementi interpretativi che affiancano i dati documentati. Avvalendosi della relazione tecnica stesa in occasione dell'ultimo restauro, il libro presenta un tema aperto che si tinge di giallo: il ritrovamento, sotto il pavimento dell'aula, dello scheletro di un giovane, inumato senza alcun segno di riconoscimento. Una sepoltura che fa pensare ad un rapporto affettivo intenso in seno alla famiglia che ereditò la proprietà della chiesetta, a lungo indivisa a quella della vicina villa Dal Ferro. La tesi esposta, che indica in Vincenzo Scamozzi il progettista tanto della dimora privata quanto dell'oratorio, farà probabilmente discutere ancora a lungo, perchè l'iter per accettare un'attribuzione ha bisogno di tempo e di attente valutazioni, ma il valore della tesi è comprovato dal fatto che il libro è già acquistabile presso il bookshop del Palladio Museum, diretta emanazione del CISA, Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza, di cui il prof. Cevese fu il direttore.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


POLITICA

Referendum, l'analisi di “Vicenza per il No": grande scarto tra sì e no nel vicentino Di seguito il commento e l'analisi di Maurizio Ferron e Roberta Radich di “Vicenza per il No: comitato provinciale per il futuro della Costituzione” a pochi giorni dal referendum costituzionale Il Comitato Vicenza per il No composto da moltissimi attivisti provenienti dal mondo associativo, di cittadinanza attiva, movimentista e dai partiti progressisti ha espresso la grande soddisfazione per la vittoria del NO, sottolineando il grande scarto tra sì e no nella provincia (63,13% di voti per il NO e il 36,87% per il Sì) e l’altissima affluenza alle urne, la più alta del Veneto con il 78,5%. Di Redazione VicenzaPiù

Questa grande partecipazione dei cittadini al voto, che arriva dopo mesi intensi in cui si sono svolte innumerevoli iniziative di approfondimento e confronto serio anche tra le diverse opzioni, dimostra un rinnovato interesse per la partecipazione politica, capacità di dialogo, di impegno civico. Un patrimonio prezioso, un capitale sociale che va riconosciuto e promosso. Le ragioni del NO sono state anche diverse e possono essere riassunte in: Un NO a Renzi in quanto responsabile di aver personalizzato in modo grave e plateale questo tema e di aver sovrapposto la politica contingente del Governo con la politica Costituzionale. Un NO che è frutto di un crescente malessere sociale: hanno votato NO soprattutto i giovani, popolo dei voucher e i cittadini vittime di politiche che hanno minato e minano i diritti e i valori della Carta Costituzionale: Job’s act e precarizzazione del lavoro, riforma della Scuola, consumo dei territori con lo Sblocca Italia, privatizzazioni dei beni pubblici, tagli alla sanità e al sociale, ecc. Inoltre un NO consapevole e informato al merito della riforma, ai sui contenuti e un NO all’Italicum.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Tutte queste ragioni si riassumono però in un’unica domanda fondamentale e cioè che i cittadini in prima persona siano ascoltati e possano essere veramente partecipi delle scelte che riguardano la vita politica e istituzionale, economica e sociale; cioè le scelte sulla vita concreta di tutti. La politica non si esaurisce in un teatrino mediatico in cui si alternano vari personaggi, spesso con toni violenti. I cittadini hanno dimostrato che l’Italia ha solidi anticorpi democratici e importanti “riserve etiche”, per usare una espressione di Alexander Langer, che hanno permesso la messa in campo di energie dal basso a fronte di una riforma verticistica e sostenuta con una pervicacia mai vista prima dal partito di governo. I comitati di cittadini hanno svolto una campagna totalmente autofinanziata, mettendo generosamente a disposizione il proprio tempo e le proprie energie, a fronte di una campagna governativa finanziata con più di 10 milioni di euro e il sostegno unilaterale di quasi tutte le testate giornalistiche e televisive, nonché con l’esposizione mediatica perenne del presidente del Consiglio senza possibilità di controparti. La par condicio è stata pesantemente disattesa e il lavoro degli oltre 750 comitati territoriali in tutta Italia è stato praticamente invisibile. Questo è avvenuto anche nella provincia di Vicenza che ha ospitato, per mesi, decine di iniziative, confronti, dibattiti, capillari nei vari comuni che non hanno avuto visibilità e possibilità di portare all’attenzione di tutti entrambi i punti di vista. Nonostante questo ha vinto la forza delle argomentazioni del NO a difesa dei valori e delle garanzie della Carta Costituzionale, arginando un disegno sbagliato nel merito con un accentramento del potere associato a una legge elettorale ipermaggioritaria. E’ stato inoltre rimarcato che il Comitato continuerà la propria attività per seguire le vicende della Legge elettorale, che sarà al vaglio della consulta nel gennaio prossimo e per sostenere l’attuazione reale della Costituzione Italiana in cui la maggioranza dei cittadini ha dimostrato di riconoscersi. Un ringraziamento a tutti i cittadini e le cittadine che hanno partecipato al voto ed in particolare quanti hanno espresso il No, a tutti gli attivisti e le attiviste, a tutte le organizzazioni sociali e le forze politiche che, malgrado le differenze, hanno saputo unirsi e dedicarsi generosamente in questi mesi per raggiungere questo grande e inequivocabile risultato.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

BPVi - Veneto Banca, il decreto Mps possibile rete di sicurezza per ricapitalizzazione: ma in ballo ci sono 1.300 mln di bond subordinati di cui 250 ai risparmiatori

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


di Federico Nicoletti, da Il Corriere del VenetoIl decreto per mettere in sicurezza l'aumento di capitale di Mps paracadute anche per la ricapitalizzazione delle due ex popolari venete. È quanto emerge dalle indiscrezioni sulla norma che il governo si prepara a varare. Ma resta da vedere, nel caso di Bpvi e Veneto Banca, come verrebbero trattati i 250 milioni di bond subordinati in mano ai risparmiatori, dei 1.300 toccati da ipotetiche conversioni. Il caso Montepaschi potrebbe stendere una rete di sicurezza anche per le ricapitalizzazioni delle ex popolari venete. Pur se non indolore, nel caso in cui Atlante non facesse da solo, visto che in ballo ci sono in particolare 250 milioni di euro di bond subordinati in mano ai risparmiatori retail, sul totale di 1,3 miliardi potenzialmente toccati. Di Rassegna Stampa

C'è anche il futuro di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, da quel che emerge, legato al decreto omnibus sulle banche che il governo tiene pronto per mettere al sicuro l'aumento di capitale da 5 miliardi di Mps, dopo il no della Banca centrale europea alla proroga dei termini. Una norma d'urgenza, il cui testo a Palazzo Chigi è già sul tavolo, e che spianerebbe la strada all'intervento dello Stato, se la soluzione di mercato non andasse a buon fine. Mettendo alla fine lo Stato al posto di Atlante in uno schema simile a quello già visto all'opera per le venete. Schema buono non solo per Mps, ma a questo punto, in prospettiva, anche per tutti gli altri casi difficili, comprese le due ex popolari venete, in cui il nuovo aumento di capitale è solo una questione di tempo. Legato al piano di dismissione delle sofferenze e al progetto di fusione tra le due, che sarà guidato dal nuovo amministratore delegato di Bpvi, ed ex di Mps, Fabrizio Viola già al lavoro a Vicenza (dove ieri è giunta la notizia dell'istanza di opposizione presentata da alcuni azionisti alla richiesta di archiviazione sulle indagini Mps che toccano anche lui). La prospettiva è chiara. Lo stesso dominus del fondo Atlante, Alessandro Penati, ha sdoganato l'aumento definendolo «ovvio» due settimane fa. Atlante ha a questo punto ancora in cassa 1,7 miliardi di euro dei 4,2 originari e, secondo le indiscrezioni, si prepara a un'assemblea il 15 dicembre per cambiare il regolamento, che destinava il 30% dell'ammontare originario alla gestione delle sofferenze, per potersi muovere con più libertà nel mettere a disposizione i fondi per la ricapitalizzazione delle due banche. Affiancando poi ai propri la ricerca di altri soldi dai fondi d'investimento.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Anche per questo c'è fretta nel definire gli elementi spinosi - dalle conciliazioni con i soci sulle azioni, all'accordo sui primi 700 esuberi di personale a Vicenza, dove la trattativa parte lunedì - per mettere a punto un piano di fusione capace di essere attrattivo. Ma è chiaro anche, a questo punto, se dovesse arrivare il decreto Mps, che si aprirebbe una ulteriore rete di sicurezza, se Atlante non fosse in grado di far da solo. Non indolore però, visto che l'intervento pubblico potrà avvenire solo dopo la conversione dei bond subordinati, in passato emessi anche ai risparmiatori retail. Pur se le indiscrezioni sul decreto affermano che tra i meccanismi allo studio ci sarebbe il riacquisto dal Tesoro dei bond dei piccoli risparmiatori. I conti, nel caso delle due venete, sono presto fatti, sulla base dei numeri contenuti nei prospetti dei recenti aumenti di capitale e nei bilanci semestrali. A Vicenza le emissioni subordinate in essere al 30 giugno sono per 722 milioni, di cui 450 collocate a investitori istituzionali. Ai risparmiatori ne restano per 275 milioni su quattro emissioni. Una, per altro (Isin: IT0004548258), a soci ed azionisti partita il 31 dicembre 2009 per 85,6 milioni, scade il prossimo 31 dicembre ed è quindi relativamente a rischio; l'ammontare vero scende così a 190 milioni. E va considerato che altri 42,9 milioni emessi il 24 giugno 2011 (Isin: IT0004724214), in scadenza nel 2018, sono sottoscritti da assicurati con polizze index linked. Le emissioni davvero in ballo sono due: la prima per 99,2 milioni in scadenza il 15 dicembre 2017 (Isin: IT0004657471), la seconda per 47 milioni, il 28 dicembre 2018 (Isin: IT0004781073). Sul fronte Veneto Banca, il prospetto all'aumento di capitale parla di titoli subordinati residui per 622 milioni di euro. Di questi ne sono stati collocati alla clientela per 95 milioni. La parte in mano ai risparmiatori retail è il 65%: 61 milioni. Il totale dei bond in potenza toccati tra le due banche, in mano ai risparmiatori, è di 250 milioni. Indipendentemente da come andrà a finire, il mercato sta già facendo scontare lo scenario ai titoli subordinati delle due banche. Ieri, dietro a tre bond di Mps, tra i maggiori ribassi sulla piattoforma Eurotlx c'era il decennale da 200 milioni di Veneto Banca emesso lo scorso anno e in scadenza nel 2025: con un calo dell'8,37% è caduto ieri a un valore di 44,11; lo stesso decennale di Popolare di Vicenza è sceso a 46,74, -5%; i rendimenti netti a scadenza dei due titoli sono oltre il 21%.

POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Variati a Roma per blindare l'alta velocità", Liliana Zaltron e M5S: il sindaco non è mai corso a Roma per il disastro subito dai soci della Banca Popolare di Vicenza dell'era Zonin Riceviamo una nota di Liliana Zaltron, capogruppo del Movimento 5 Stelle - Vicenza, e la pubblichiamo non potendo, in questo caso, non aggiungere la nostra totale condivisione con chi il dramma dei soci truffati dalla Banca Popolare di Vicenza dell'era del "cerchio stregato" di Gianni Zonin lo ha denunciato da tempo e lo portato fin dentro Palazzo Trissino il 1° dicembre non con gli show a "copione" del Consiglio comunale del 5 dicembre ma presentando simbolicamente in Sala Stucchi (nella foto i relatori) il libro testimonianza "Vicenza. La città sbancata" nella totale assenza dei membri della Giunta di Achille Variati e dei consiglieri comunali di maggioranza e della minoranza che non fosse quella rappresenatat da M5S, tutti invitati ufficialmente e che non possono dire di non aver saputo nulla dei misfatti che si consumavano dai primi anni 2000 in Via Btg. Framarin perchè quel libro riporta semplicemnte gli articoli da noi scritti fin dal 13 agosto 2010 nella totale censura locale. Il direttore Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Ecco la nota di Liliana Zaltron "Variati a Roma per blindare l'alta velocità" si leggeva sul Giornale di Vicenza il 07/12. "C'è da chiudere un cancello, prima che i buoi scappino" e ancora "C'è da blindare questi tesori, prima che a Palazzo Chigi si insedi un nuovo inquilino... le dimissioni annunciate dal premier dopo il referendum di domenica... finiscono col mettere nel limbo un pacchetto di grandi opere che l'amministrazione comunale di Vicenza attende con trepidazione... la priorità è raggiungere un traguardo che è burocratico ma anche politico: la firma sull' addendum al progetto Tav...".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il sindaco di Vicenza Achille Variati non ha dimostrato altrettanta preoccupazione e non si è certo attivato per cercare che i "buoi non scappassero" quando più di un anno fa era emerso chiaramente l'impatto devastante che ci sarebbe stato su migliaia di persone a seguito delle vicende riguardanti la BPVi. Ora invece, con estrema fretta, il sindaco si precipita a Roma per blindare l'alta velocità. Priorità e necessità ben diverse quelle del sindaco di Vicenza rispetto a quelle dei cittadini di Vicenza! Un' alta velocità che ricordiamo al sindaco essere stata completamente snobbata dai cittadini nel pseudo sondaggio da lui commissionato che ha visto la partecipazione di 545 persone, chiaro indicatore che ben altre sono le priorità e le necessità dei cittadini. Il sindaco dovrebbe prioritariamente lavorare affinché l'amministrazione attivi canali di assistenza per i cittadini colpiti dal dissesto a seguito delle vicende riguardanti la Banca Popolare di Vicenza, il sindaco dovrebbe lavorare affinché l'amministrazione stanzi una somma per i risparmiatori che risultano talmente in difficoltà da non poter neppure chiedere la tutela legale. Il sindaco dovrebbe lavorare affinché l'amministrazione metta in campo una serie di attività di supporto e di sostegno a tutti i cittadini che necessitano di aiuto. Sono ben altre le necessità dei cittadini, non certo la Tav ! Inoltre le risorse economiche che il governo vorrebbe spendere per un opera inutile quale è la Tav - e su cui il sindaco cerca garanzie - devono essere destinate a ben altro... a qualcosa di utile per tutti!

BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

Da Gianni Mion "Noi che credevamo nella BPVi" e il direttore di VicenzaPiù. Intanto lunedì l'annuncio del Cda della Fondazione Roi e martedì l'azione di responsabilità Un primo, doppio effetto lo ha avuto la "denuncia" del convegno burla organizzato per il 26 novembre da Achille Variati e da Renato Bertelle, avvocato vero ma sedicente presidente di un'associazione di soci traditi dalla Banca Popolare di Vicenza dell'era del "cerchio stregato" di Gianni Zonin & c. (dimostreremo subito dopo questo week end al sindaco e a sostegno della richiesta di sue dimissioni per "bugie" manifeste) che l'Associazione Nazionale Azionisti Banca Popolare di Vicenza è puramente virtuale così come il suo presidente che aveva invitato da solo sul palco). Il lunedì successivo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


al "sabato del teatrino" politico locale il presidente Gianni Mion , ecco un "effetto", ci ha invitato per venerdì alle 16,30 a un incontro a quattrocchi con lui. E per lo stesso giorno, per le 15, lo abbiamo saputo incrociandoci nell'area di Via Btg Framarin, Mion aveva invitato, questo è l'altro effetto di una "non partecipazione" motivata alla recita del 26 novembre, anche l'Associazione Noi che credevamo nella BPVi, che oggi rende pubblico l'incontro, ragion per cui pubblichamo la sua nota e poi riferiamo del nostro incontro col presidente Mion Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Scrive Noi che credevamo nella BPVi nella nota che c'è stato un «cordiale incontro tra e i responsabili dell'Associazione "Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza" e il nuovo Presidente BPVi, dr. Gianni Mion. L'incontro si è svolto in un'atmosfera di confronto con l'Associazione che ha fatto alcune richieste tra cui quella di vedere le carte della delibera dell'azione di responsabilità della prossima assemblea del 13/12/2016 e di aver la possibilità di avere un proprio avvocato al tavolo dell'azione di responsabilità stessa». Bene, questo ci arriva e questo annotiamo con piacere. Riferiamo con qualche dettaglio in più, visto che ... c'eravamo, del nostro incontro col presidente della BPVi a cui abbiamo subito spiegato, su sue due esplicite e secche richieste, intanto che non "ce l'abbiamo con la banca" che ora presiede ma con chi l'ha distrutta inzialmente, con chi l'ha danneggiata ulteriormente dopo l'uscita del vecchio Cda e con chi dovesse gestirne male i resti E abbiamo, poi, risposto alla seconda delle sue domande inziali che nulla vogliamo, non è nella nostra storia né tantomeno nel mio DNA personale, dall'attuale BPVi se non un rapporto professionale e non falsato dalla pessima gestione attuale dei rapporti con la stampa indipendente, o con quel che ne rimane, attuata dal portavoce, ex Zaia ed ex Zonin, Giampiero Beltotto. Il resto del lungo incontro, quindi, è servito a conoscersi e a scambiarsi sensazioni più che "informazioni" aziendali oltre che racconti personali e professionali di vita con un presidente che si trova a gestire il compito di dover tutelare gli interessi del nuovo e unico socio che l'ha scelto, il Fondo Atlante

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


, e di provare a ridurre i danni subiti da decine di migliaia di soci cercandone gli spazi fra le azioni utili e indispensabili ad Atlante stesso, che senza la gestione delle litigations, non può andare da alcuna parte. Prendiamo e diamo atto a Mion, intanto, che nel frattempo siamo usciti dalla black list dei non invitati ai momenti pubblici, quelli in cui si possono fare, e noi le facciamo, domande non preventivate, ma siamo pronti a rientrarci perchè fidarsi è bene, non fidarsi è meglio . Visto lo spessore dimostrato da Mion, che ha parlato in teatro il 26 novembre (qui il video, e in copertina la foto di un presidente che appare solo e che deve aprirsi..., ndr), con noi il 2 dicembre, lo stesso giorno con l'Associazione presieduta da Luigi Ugone e il 5 dicembre con i presenti in Sala Bernarda (qui il video, ndr), pochi assessori ma quasi tutti i consiglieri, il delegato Confidi, nessun sindacalista e nessuno del mondo associativo, confidiamo, comunque e fin da subito, in incontri trasparenti in occasione, intanto, dell'annuncio lunedì 12 dei nomi del nuovo Cda della Fondazione Roi, altro fatto incompiuto che sabato 26 avevamo rimproverato di persona a Mion dopo averlo denunciato da lungo tempo su questo mezzo, e, poi, della conferenza stampa dopo l'assemblea convocata per il 13 dicembre per l'azione di responsabilità in cui conosceremo, pensiamo, anche il nuovo Ad della BPVi nonchè presidente del Comitato strategico di Veneto Banca, Fabrizio Viola. Chiamato a riparare i danni a Vicenza dell'era lunga di Zonin e di quella più corta, ma non per questo meno dannosa, del suo ultimo ad, Francesco iorio, guarderemo senza preconcetti, come facemmo all'arrivo di Iorio in cui avevamo riposto speranze poi disilluse dal suo operato, a quello che Viola con Mion vorrà fare per costruire un futuro tuttora incerto per Banca Popolare di Vicenza, per Veneto Banca e per tutti i loro azionisti, i 118.000 vecchi e il di fatto unico nuovo, Atlante, nella prospettiva dell'unione delle due ex Popolari Venete.

CULTURA / LIBRI

Goffredo Parise, gli Americani a Vicenza, la censura e un minestrone Il dattiloscritto de Gli Americani a Vicenza, come rivela un timbro dell'ufficio-pagamenti della Garzanti sul retro, fu consegnato da Goffredo Parise il 20 giugno 1958; in luglio la redazione de L'illustrazione italiana procedette al taglio del capitolo settimo (non avesse voluto pubblicarlo, l'autore l'avrebbe infatti semplicemente tolto dal fascicolo consegnato) su verosimile imbeccata dello stesso Livio Garzanti che pochi mesi dopo, memore dell'accusa subita di oltraggio al pudore per la pubblicazione del pasoliniano Ragazzi di vita, avrebbe imposto al nuovo romanzo di Parise Atti impuri il

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


cambio di titolo in Amore e fervore. Gli Americani uscì così censurato nell'agosto 1958, e presto Parise passò il dattiloscritto all'amico Giorgio Lanza, che lo passò all'amico Pino Dato, che inavvertitamente lo imboscò fino al 2001. Di Dario Borso

Parise tenne per sé una copia-carbone, che però perse sicuramente prima del 1966: l'avesse infatti tenuta, avrebbe senz'altro inserito il capitolo settimo nell'edizione Scheiwiller di quell'anno, senza attendere per farlo l'Antologia del Campiello 1970. Quanto alla perdita: fu smarrimento o invece un'altra consegna a terzi, come con Lanza? Sulla prima ipotesi non abbiamo indizi documentali, sulla seconda sì. Nell'Antologia del Campiello il racconto è preceduto da un'autopresentazione di Parise di aprile 1970, dove parlando dei tre souvenir lasciatigli dalla terra natia, dopo aver citato dialetto veneto e Palladio, si dilunga sul terzo: « una interminabile ouverture amorosa offertami gratis una primavera di circa venticinque anni fa da un usignolo nascosto tra i cipressi dei colli vicentini: e mai più udito. Pensai allora (il tour de force durò una mezz'oretta) se mai fosse possibile chiedere un appuntamento a un simile genio per gli anni a venire, da qualche parte nel mondo o anche, se necessario, non a questo mondo. Non dico per un successivo concerto ma almeno per un brevissimo stilema di riconoscimento: perché tutto non risultasse vano». Circa venticinque anni prima era nata una relazione amorosa con Elsa Fonti che ebbe il suo nido segreto tra i cipressi di Montecchio Maggiore dove Elsa viveva (colli vicentini dunque, da non confondere coi berici) e la limitrofa rocca di Brendola proprio nel 1957, anno in cui Parise scrisse gli Americani e sposò Mariola Sperotti. La relazione continuò sussultoria fino al 1959, quando Parise propose alla Fonti di trasferirsi con lui a Roma, e dopo una lunga pausa riprese su basi diverse alla fine degli anni Sessanta. A testimonianza di quest'ultima fase amicale, rimangono un quadro di Mario Schifano donatole da Parise e la descrizione di un loro primaverile incontro veneziano alla voce Grazia dei Sillabari. La mia ipotesi è appunto che come spontaneo contraccambio l'usignolo-Fonti gli abbia reso la copia-carbone

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


degli Americani, donatale a fine anni Cinquanta in ricordo di quell'estate (in situazioni analoghe, Parise avrebbe donato i manoscritti de Il prete bello e de Il ragazzo morto e le comete agli altri due suoi amori, Giosetta Fioroni e Omaira Rorato). Uno potrebbe obiettare: la tua è solo un'ipotesi. Almeno però l'ho sviluppata sulla base delle copiose lettere di Parise ad Elsa, che le conservò e batté a macchina dopo la morte di lui con l'intento farle conoscere, com'è dichiarato in un'introduzione alle stesse di cui riporto dei brani (evitando di citare le lettere stesse per motivi legali): « Più lo respingevo, più lui insisteva, dicendomi che avevo troppe sovrastrutture. Aveva anche ragione. Un giorno entrò dalle Apolloni a Vicenza (un negozio sul corso) e comprò un gatto di feltro mettendomelo in mano con aria furtiva. Il giorno dopo me ne comunicò il prezzo. Mi regalò Il ragazzo morto e le comete, e poi fui costretta a mandargli un vaglia per l'importo, perché continuava a dirmi che mi aveva fatto un regalo di valore. Si offese per il vaglia ma lo incassò: cosa che non mancai di fargli notare. Anche io avevo un carattere pessimo. Era nel 195354. Non ne facemmo nulla e lui si mise con la Mariola Sperotti, che essendo ricca, di famiglia nota a Vicenza, che nuotava, andava a cavallo, era ciò che il suo fondo di snobismo desiderava di più [...]. Trovandoci in Piazza dei Signori il giorno di San Giuseppe 1957 [19 marzo], alla ennesima richiesta di Edo di fare un giretto con lui nel pomeriggio, io accettai [...]. Fu una bella estate, ad Asolo, a Venezia, a Torcello, anche sul Garda a Cisano da un suo amico [...]. Una volta arrivammo da Comisso sotto un temporale terribile, che bloccò un paio di volte la sua 500. Comisso ci fece vedere i suoi quadri - dipingeva al momento cardinali enormi e rossi - e ci lasciò nel seminterrato dove c'era un divano: entrato poi più tardi all'improvviso (ebbi l'impressione che avesse spiato dietro la porta), ci disse con occhio tondo che eravamo belli come due etruschi sul sepolcro. Diede ad Edo il manoscritto de La mia casa di campagna e mi ricordo ancora la bellezza delle pagine sul cielo delle stagioni. Alla fine di luglio ad Edo venne nostalgia della Mariola: sparì [...]. Una settimana dopo il suo matrimonio [celebrato il 29 agosto 1957] venne a cercarmi, ed a rapirmi nuovamente con il suo catorcio. Era disperato e sconvolto, e nonostante non volessi, lo riaccettai perché era la sola maniera per essere meno infelici». All'estateautunno 1957 risale la stesura degli Americani... Invece il castello di illazioni costruito nel 1987 da Garboli col patrocinio dell'erede Fioroni (e rinforzato ora da Scarpa) è basato sul si dice, esattamente come l'altro di dieci anni dopo riguardante L'odore del sangue, romanzo abbozzato da Parise nel 1979 poco dopo un infarto. Introducendo la prima edizione dell'Odore (Mondadori 1997), il critico appunto afferma che l'autore «d isse prima di morire a Giosetta Fioroni [...] che alcune parti del romanzo erano buone, altre da rifare. Ma non riscrisse né ritoccò. Aveva riaperto il plico giusto in tempo per la sola rilettura. Di lì a pochi giorni fu portato in ospedale e dopo due mesi morì [† 31 agosto 1986]». E da questa voce Garboli deduce: P « arise non ha distrutto il suo dattiloscritto, si è limitato a tenerlo nascosto per tanti anni. Vicino a morire, lo ha riletto e lo ha in parte approvato. Nessuno sa o può dire cosa ne avrebbe fatto se fosse vissuto più a lungo. Sicuramente ne avrebbe riconosciuto le sviste, le imperfezioni, le ripetizioni, gli errori, le incongruenze. Avrebbe corretto e modificato. Ma nessun editore ha il diritto di sostituirsi all'autore e di farne le veci. Il dattiloscritto che Parise ha consegnato alla posterità, senza curarsi di lasciare istruzioni ai suoi eredi, deve essere riprodotto così com'è

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


». Peccato che le cose stiano altrimenti. Tra il 1980 e il 1981 un progressivo deterioramento del sistema vascolare costrinse Parise a quattro by-pass e alla dialisi, sicché pensò al testamento e il 16 giugno 1981 nominò l'amico Nico Naldini titolare unico dei diritti d'autore, aggiungendo in P.S.: « Nell'archivio di Via Vittoria c'è un abbozzo di romanzo: non deve essere pubblicato mai, ma distrutto: non ha forma, è delirante, ripetitivo, senza stile, insomma è un minestrone. Puoi leggerlo solo tu e decidere forse per qualche stralcio, che però non c'è». Al quinto piano di via Vittoria c'era il monolocale romano, sempre meno accessibile al proprietario; solo tu significa non anche la Fioroni; minestrone è minestrone.

FATTI

Vicenza - Verona, il derby si tinge di biancorosso VICENZA-VERONA 1-0 (p.t. 0-0) Marcatori: 68’ Galano (V) Note: In Curva Nord circa 1.800 veronesi. Spettatori complessivi 10.697, per un incasso di quasi 109 mila euro. La partita Un Vicenza giudizioso e ordinato soffre solo nel primo quarto d’ora e poi ribatte colpo su colpo ai primi della classe. Nella ripresa, con la nebbia a far da padrona, il fantasista Galano trova il guizzo del vantaggio. Gli scaligeri provano a riequilibrare il risultato ma i biancorossi portano a casa i tre punti senza nemmeno soffrire troppo. La gara termina con il pubblico di fede berica che intona cori di giubilo e con la squadra arrampicata sulle reti della Sud. Di Alberto Belloni

LE PAGELLINE Benussi 6,5: una respinta avventurosa al 7’ ma per fortuna gli scaligeri non ne approfittano. Poi para un tiro dal limite di Luppi e nel secondo tempo si disimpegna bene su Zaccagni. Stipendio guadagnato anche stavolta.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Pucino 6 un discreto primo tempo, nel quale spinge con una certa continuità sulla fascia destra. Solo un errore di misura al 15’. Nella ripresa si distingue meno, ma anche per colpa della visibilità. Esposito 6,5: molto grave il suo pasticcio al 16’ che dà via libera ad una pericolosa ripartenza degli ospiti. Il resto della sua partita però e confortante. Domina sulle palle aeree e non fa errori nelle chiusure. Inoltre prende un palo nella ripresa. Adejo 6: prima mezzora abbastanza avventurosa, con due sviste al 10’ e al 28’. Poi trova le misure e nella ripresa non soffre particolarmente, chiudendo i varchi agli attaccanti veronesi. D’Elia 6,5: dopo un’incertezza al 10’ disputa una buona prima frazione di gioco, forando tre o quattro volte la fascia mancina del Verona, con pericolosi traversoni al centro. Utile e tonico anche nei secondi 45’, con un intervento in area salvarisultato. Rizzo 7: stavolta deve aver preso un Valium perché resta calmo nonostante i gialloblù picchino con continuità. Per lui 90’ interessanti, di eccellente continuità. Forse il migliore in campo. Urso 7: soddisfacente la sua prestazione come argine davanti alla difesa. E fa anche quello che non ti aspetti con un paio di giocate di fino, che non sono esattamente nelle sue corde. Bene così, Ciccio! Bellomo 7: gioca una gara giudiziosa, distribuendo palloni con efficacia e dandosi da fare anche in fase di copertura. Al 78’, in mezzo alla nebbia, avrebbe anche l’opportunità del raddoppio. La sua presenza in campo, comunque, dà valore aggiunto a tutta la squadra. Vita 6-: parte con qualche giocata positiva ma è un fuoco di paglia, perché poi va perdendosi, sbattendo quasi sempre contro il muro veronese. Non a caso il mister lo cambia all’inizio del secondo tempo. Dalla sua un fallo da rigore per intervento di braccio, non rilevato da Nasca Galano 6,5: fino al momento del gol non incanta, con un tiro ribattuto al 5’ e un’indecisione in area scaligera al 25’. Ma quando al 68’ gli capita sui piedi il pallone buono, lo difende bene e poi di interno sinistro fa secco Nicolas, regalando al Lane una vittoria di platino. Un voto in più per la stoccata. Giacomelli 5,5: Non pervenuto. Contro i cugini vorrebbe spaccare il mondo, ma la tensione gli gioca un brutto scherzo e a conti fatti non lascia traccia nella partita. Da quella parte il Vicenza si rende meno insidioso insidioso e quando lo fa non è per merito di Jack. Orlando 6: riesce a farsi notare nonostante dalla tribuna la sua zona sia poco visibile. Niente di trascendentale ma anche il suo contributo è utile per portare a casa il risultato. Zaccardo 6: servono chili e centimetri in difesa, per salvare l’1-0. L’ex nazionale entra e mette un paio di pezze sul forcing finale degli uomini di Pecchia. Le interviste

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Bisoli: “Sono orgoglioso per ciò che ho visto in campo, soprattutto perché i miei sono stati capaci di non innervosirsi per i continui falli dei veronesi. Si vede che il lavoro comincia a pagare. Abbiamo sofferto solo nei primi 15’, poi abbiamo preso le misure, vincendo praticamente tutti i duelli individuali. E’ una enorme soddisfazione aver regalato al mio pubblico una vittoria così importante nel derby, alla fine del quale il Presidente era in lacrime per la commozione. Ieri avevo detto che Galano avrebbe segnato e così è stato. Probabilmente il Verona ci ha sottovalutato, non credendo che avremmo potuto tenere i nostri ritmi per 90’ ma invece non siamo mai calati. E’ una grande felicità vedere una città che gioisce: queste sono le soddisfazioni che contano, non i contratti miliardari. Almeno per me, che ormai non sono lontano dalla pensione.” Pecchia: “Provo un grande dispiacere, soprattutto perché nel secondo tempo non si è giocato. Nel primo quarto d’ora avevamo la partita in mano e avrebbe dovuto far male ai nostri avversari, invece non abbiamo concretizzato le occasioni. Sul gol i miei hanno protestato per un fallo del Vicenza, ma io dalla mia posizione ho potuto vedere ben poco.” Presidente Pastorelli: “Finalmente una soddisfazione vera. Questa squadra sta crescendo e a gennaio apporteremo le modifiche opportune per renderla ancora più competitiva. Lavoreremo per far arrivare un centrocampista e sono convinto che se riusciremo a portare a casa quello che stiamo puntando, ci farà fare un grande salto di qualità. Naturalmente cercheremo anche una punta, ma nel mercato di riparazione non è facile trovare elementi capaci di fare la differenza. Tuttavia ne abbiamo bisogno e qualcosa faremo anche per la prima linea.”

CINEMA / CULTURA / FATTI

"Giochi di una volta", il 1° DVD di ViPiùShop: a Natale un regalo intelligente, bello, ricco di significati, duraturo. E pro stampa libera come i libri di VicenzaPiù Dopo "Lino & Lane" (per acquistarlo a 5 euro su Amazon clicca qui), il primo libro della collana generalista Vicenza Popolare, e dopo "Vicenza. La città sbancata" (per acquistarlo a 12 euro su Amazon clicca qui), con cui Media Choice srl, l'editore del network multimediale VicenzaPiù, ha lanciato Vicenza Paper, una collana di inchieste e approfondimenti, e prima che il 2017 parta con una grande iniziativa per la "comunità dei lettori e degli utenti" del nostro network, ViPiùShop, la nostra sezione che sta per debuttare in attività di e-commerce, vi propone in occasione delle feste natalizie e di fine anno una prima serie di quattro Dvd , tutti di elevata qualità

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


per realizzazione e contenuti, tra cui scegliere i regali che farete o che vi farete: intelligenti, belli, ricchi di significati, duraturi e utili alla stampa libera, la nostra e la vostra. Tutti ad un costo limitato e uguale per ognuno di loro di 12 euro Iva inclusa, se ritirati presso di noi in Viale Milano 31 a Vicenza, o di 12 euro più 2,90 euro di spedizione. Di Informazione Aziendale

Se li vuoi a casa tua ordinali, quindi, via mail a libri@mediachoice.it (dove è possibile ordinare anche i nostri libri) o tramite Amazon, nella categoria Film e Tv, i primi 4 titoli della serie di DVD sono Giochi di una volta, Giulietta e Romeo nei romantici vcastelli di Montecchio Maggiore, Soldati nelle due guerre mondiali e Storia di Alte Ceccato. Oggi vi presentiamo Giochi di una volta, 64 minuti tutti da vedere e da provare a rifare Giochi di una volta Film documentario sui giochi del tempo passato, rappresentati da ragazzi in costume d'epoca con spiegazioni pratiche per poterli ricostruire (clicca qui). Una raccolta di testimonianze che diventa un patrimonio indimenticabile da consegnare alle generazioni future per riscoprire la nostra storia e non dimenticare le nostre tradizioni. Il Film racconta la storia di come giocavano una volta i bambini , quelli che per avere un giocattolo lo dovevano per forza costruire, con scarti del legno, sassi o tappi di bottiglia, tutto andava bene. Con un po' di inventiva e qualche consiglio si riusciva a dare valore a qualcosa che valore non aveva più. Erano i tempi delle corti e delle contrade, dove qualsiasi strada polverosa era il luogo ideale per trovarsi con gli amici, quelli a cui mostrare le cicatrici sulle ginocchia, conseguenza di una sfida a saltamussa o a scalon. Il film-documentario inizia con la citazione della poesia di Severino ChiarelloMonforte che alla cultura paesana e agli oggetti della tradizione contadina è sempre stato molto legato.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Recitata da Tiberio Bicego, interpreta anche vecchie filastrocche della cultura orale vicentina. Quindi si passano in rassegna 36 giochi a ognuno dei quali è associato un disegno stilizzato, una descrizione e infine una rappresentazione filmica girata per le contrade di San Germano dei Berici, un paese che ancora oggi porta intatti i segni di quella cultura che si è andati a rievocare, grazie all'interpretazione fornita da alcuni ragazzi sotto la direzione artistica di Roberto D'Alessandro e con i costumi di Mariangela Gabrieli della compagnia teatrale"Il mondo alla rovescia". Il tutto commentato da chi quei giochi li ha vissuti davvero, e da queste testimonianze si respira il profumo dell'infanzia in contrada, dove, con poco, ci si divertiva tanto: il film è anche una sorta di manuale di istruzioni in cui si può capire come costruire una trottola o una fionda, andando così a costruire una sorta di libro dei ricordi. Regia Franco Albanelli Voce Adelina Putin Riprese Diego Torresan Testo Luigi Centomo Direzione Artistica Robero D'Alessandro Costruzione Giochi Maurizio Guiotto Costumi Mariangela Gabrieli Musiche Orlando Lanzini e Alessandra Marchionne Location CASE BEGGIONI S.Germano dei Berici (VI) Ctr. S.ANTONIO S.Germano dei Berici (VI) CA' LARGA S.Germano dei Berici (VI) Ctr. Parlati Recoaro Terme (VI)

FATTI

Vicenza-Verona senza grossi incidenti, grazie anche alla... nebbia. Ma il Menti non era esaurito Era un sabato da bollino rosso in città a Vicenza per il primo week end natalizio e soprattutto per il derby Vicenza-Verona di calcio allo stadio Menti (qui nostro servizio sulla partita con le pagelline di Belloni). L'ingente dispiegamento di forze dell'ordine per l'arrivo di 1800 tifosi veronesi e gli appelli ai vicentini dell'assessore Antonio Dalla Pozza, che ha tifato per i biancorossi dalla curva sud ed è arrivato alla partita come al solito in bicicletta, parcheggiata però al

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


di fuori della “zona rossa” predisposta dalla polizia intorno alla stadio, hanno generato apprensione in molti cittadini che hanno evitato di passare in zona stadio (nella foto gli agenti presidiano l'area con i bus messi a disposizione da Svt per i tifosi ospiti). Di Edoardo Andrein

Ma visti gli ampi spazi vuoti, soprattutto nei distinti, i tifosi non si sono presentati in massa nemmeno al Menti per la partita più sentita della stagione. Nel frattempo l'attesa prima del derby si è risolta senza eccessivi danni e scontri: ci sono stati però pericolosi lanci di bottiglie di vetro dagli autobus dei veronesi, alcuni lacrimogeni utilizzati dalla polizia per disperdere gli ultras più facinorosi e alcune scritte contro i vicentini comparse sui muri. Dopo la partita, invece, nonostante la sconfitta del Verona, non si sono verificati particolari scontri, anche probabilmente grazie alla fitta nebbia che è calata sul capoluogo berico, creando disagi al traffico in centro che ha visto le preventivate colonne di auto in zona stadio e nelle aree di parcheggio dentro le mura della città. Rimane però l'ennesima giornata di sport che, a causa di un ridotto numero di ultras, ha costretto Vicenza a diventare una città blindata. E fatto desistere più di qualcuno a recarsi allo stadio per il derby.

ECONOMIA&AZIENDE / ASSOCIAZIONI

Fondazione Roi, scelto il presidente: domani l'annuncio. Il Gentiloni della Roi Ilvo Diamanti ci eviterebbe Stefano Dolcetta ex BPVi Fondazione Roi, scelto il presidente. Il ruolo potrebbe essere coperto da Diamanti. Domani la comunicazione da Mion e Variatidi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


A. Al., da Il Corriere del Veneto L'ultima esplicita richiesta di rinnovo (completo) della Fondazione Roi giunta dal sindaco di Vicenza Achille Variati è di ottobre. La domanda, ora, starebbe trovando risposta. E non a caso, domani, sono annunciate «comunicazioni» sulla Fondazione (clicca qui per nostra anticipazione, ndr) voluta dal marchese Giuseppe «Boso» Roi per lo sviluppo culturale della città e in particolare di quel palazzo Chiericati che contiene anche alcune sue collezioni private. Comunicazioni che arriveranno dal presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Mion e dal sindaco stesso, che si sono incontrati in sala Bernarda solo lunedì scorso per il consiglio comunale sulla banca franata e sui risparmiatori azzerati e che, a conclusione del dibattito, hanno parlato proprio della Roi. Di Redazione VicenzaPiù

Sul tavolo i nomi del futuro presidente, quella «personalità vicentina» di cui si vocifera da tempo e che potrebbe essere Ilvo Diamanti, sociologo, politologo, saggista. Tra i nomi fatti ci sarebbe stato anche Lino Dainese, imprenditore e mecenate, presidente del Cisa, il centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio. L'intreccio con la Popolare di Marostica (e le beghe giudiziarie - Dainese è infatti indagato con tutto l'ex cda per falso in bilancio) avrebbero fatto abbandonare la scelta. Così come sarebbe definitivamente tramontata l'ipotesi Stefano Dolcetta della Fiamm di Montecchio Maggiore, già presidente dell'istituto di credito di via Battaglione Framarin. Da decidere, però, non c'è solo il nome del presidente della Roi, che era la settima azionista della Bpvi con le sue 510mila azioni che valevano 30 milioni e oggi corrispondono a 51mila euro. Ci sono anche i consiglieri da scegliere. Tre sono diretta espressione della Popolare, uno è da statuto il direttore scientifico di palazzo Chiericati (Giovanni Villa), il cui compenso è frutto di un finanziamento da 30mila euro della Roi. Tra nomi dei possibili consiglieri ci sarebbe quello di Andrea Valmarana, figlio dei proprietari di villa La Rotonda dove di recente è stato ospitato un convegno su temi bancari con Alessandro Penati, presidente della società Quaestio Management sgr che gestisce il Fondo Atlante (proprietario di Bpvi e Veneto Banca, acquistate dopo il passaggio a Spa e la riduzione di valore delle azioni). Anche il professor Giuseppe Barbieri sarebbe stato contattato per il Cda. Cda che era presieduto da Gianni Zonin, dimessosi in luglio. In ottobre hanno invece dato la disponibilità a lasciare la carica il vicepresidente Marino Breganze de Capnist e la consigliera Annalisa

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Lombardo, mentre restano in carica Giovanna Rossi di Schio, Emilio Alberti e Francesco Gasparini. Domani intanto la Popolare di Vicenza celebra i 150 anni dalla fondazione. Alle 20,30, nella chiesa di Santa Corona avrà luogo il concerto di Natale dei coristi della Cappella Marciana: ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.

POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

Gigi Copiello: "i poteri forti della città hanno cambiato indirizzo". Giacomo Possamai: "ora scegliamo bene i nostri interlocutori" Giacomo Possamai, capogruppo PD di Vicenza, replica su Il Corriere del Veneto a un interessante articolo di Gigi Copiello, ex segretario della Cisl, sullo stesso giornale che riportiamo qui a seguire mentre in fondo c'è la replica del giovane politico vicentino. *I poteri forti di Vicenza hanno cambiato indirizzodi Gigi Copiello, da Il Corriere del Veneto La Fiera ha cambiato indirizzo. I muri rimangono al loro posto, ma il Consiglio di amministrazione si riunisce a Rimini. A Milano fa riferimento il Cda della Popolare di Vicenza. Presto cambierà indirizzo qualche ramo di Aim. E qualcosa succederà anche in Camera di Commercio di Vicenza. I «poteri forti» lasciano Vicenza, si può ben dire. E basti ricordare quanto ambiti e contesi fossero i posti in quei Cda per dire che un'epoca è finita. Non ci saranno più le cronache e le chiacchiere su accordi e disaccordi, affidamenti e tradimenti che hanno per decenni accompagnato i rinnovi di quelle cariche. Adesso, di tutto questo, se ne occupano altri. Se c'è un commento da fare, non riguarda le cose, ma le chiacchiere. Di Rassegna Stampa

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


È infatti nell'ordine naturale delle cose quello che sta avvenendo. «Piccolo non è (più) bello» ed è in corso la corsa ad unire ed aggregare. Così sta avvenendo dappertutto, da ultimo a Vicenza. Erano chiacchiere invece quelle che rivendicavano, promettevano e assicuravano la «vicentinità» di tutte quelle cose, cascasse il mondo. Il mondo non è cascato e sono rimaste le chiacchiere. Comprese quelle che parlavano di aeroporti ed interporti a Vicenza. Amen. Cos'è allora che rimane per Vicenza? Quello che c'è, a Vicenza. C'è la «Centrale del latte»: venduta anni fa ai torinesi. Ha lasciato la vecchia sede ed i vecchi impianti, ma non Vicenza, dove continua ad operare nella nuova sede e con nuovi impianti. Ci sono poi le Università di Padova e Verona, con la nuova sede che va verso il raddoppio. Ci sono, piacciano o meno, gli americani, che hanno raddoppiato la Ederle con la Dal Din. C'è quindi un dare ed un avere, un attivo ed un passivo, nelle cose. Ma al di là dei conti, c'è una logica in tutte queste cose. Quello che non conta, non conta più, è la «vicentinità», intesa come autosufficienza e isolamento. Quello che conta sono le relazioni. Ai torinesi della Centrale, ai padovani e ai veronesi delle università, persino agli americani, interessano le relazioni con Vicenza. Sono qui per quello. A loro interessa quel poco o quel tanto che Vicenza rappresenta come relazioni: con clienti, utenti, ambienti. Fuori dai denti: tanto più piccola, chiusa ed arroccata è Vicenza, meno interessa. Così va il mondo. Che ha messo fine ad ogni provincialismo, a quel «piccolo mondo» che trovò proprio nel vicentino Fogazzaro il suo conio, continuato con moneta più vile negli anni a seguire. Quel piccolo mondo se valeva nell'antico, non esiste più nel moderno. Bisogna allora cambiare indirizzo: investire sulle relazioni, piuttosto che subire le relazioni. Ad esempio: non c'è più la città di Vicenza, c'è la grande Vicenza. E l'area vasta di Vicenza, quella che fu la Provincia, è solo una piccola enclave, che dovrà decidersi o per Padova o per Verona. E molte altre cose ancora sono possibili. Se si cambia indirizzo. A Vicenza.

*Ora scegliamo bene i nostri interlocutori di Giacomo Possamai, capogruppo Pd in Consiglio Comunale di Vicenza « I poteri forti della città hanno cambiato indirizzo», ha scritto Gigi Copiello su questo giornale (CorVeneto, ndr). Il nodo non è tanto se il cap dei nuovi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


indirizzi non è più il nostro 36100, ma come costruiamo un rapporto con questi nuovi interlocutori. E come intendiamo sceglierli. E il tema non è certo solo vicentino, basti citare la padovana Aps incorporata in Hera o la fusione tra Banco Popolare di Verona e Banca Popolare di Milano. Partiamo da un dato, origine di qualsiasi riflessione sul ruolo del nostro territorio: la totale incapacità di creare un «sistema Veneto». Prendiamo i nostri vicini più «ingombranti»: Emilia-Romagna e Lombardia. Hanno entrambi saputo costruire un modello, pur in modo differente. Nel primo caso con una forte regia del pubblico nel settore dei servizi pubblici locali, Regione in testa, che ha portato alla nascita del colosso Hera. Lo stesso in campo fieristico, con l'aggregazione tra Bologna, Modena e Ferrara, che risale addirittura alla fine degli anni '80. Il caso della Lombardia è molto diverso, incentrato sulla forza e la potenza di Milano: tesi che vale sia per Fiera di Milano sia per A2A nei servizi pubblici, ma naturalmente ancor di più per il mondo economico. Il Veneto invece ha preferito autoconvincersi che era possibile proseguire per sempre con tre fiere in concorrenza tra loro, aziende di servizi pubblici locali che servono dieci o dodici piccoli comuni, banche nate come «popolari» completamente snaturate. Il ragionamento vale anche per l'università: con tre poli d'eccellenza come Padova, Venezia e Verona, siamo riusciti a riacciuffare solo in extremis il treno di Industria 4.0 perché dopo vent'anni di discussione il Politecnico veneto è ancora materia da convegni. Colpe enormi le ha la Regione che non è mai stata in grado di disegnare una strategia che rispondesse alla più banale delle domande: «qual è il ruolo del Veneto?». Ma grandi responsabilità sono in capo anche alle classi dirigenti del mondo dell'economia e d ell'educazione. Siamo diventati terra di conquista proprio per questo: perché eravamo (e siamo) divisi. Abbiamo una fortuna: il campo si sta allargando ancora. Tra un po' nemmeno Milano o il sistema emiliano romagnolo potranno bastare a se stessi. Dovranno guardarsi attorno, come per altro stanno già facendo. Abbiamo due strade davanti a noi: presentarci in ordine sparso condannandoci all'irrilevanza o recuperare il (tanto) terreno perduto per poi scegliere i nostri interlocutori. I primi passi per percorrere la seconda strada? Solo qualche esempio: aggregare quello che è rimasto in mano veneta nei servizi pubblici locali per poi ragionare con i soggetti extraregionali, completare in fretta la Sfmr come fattore di aggregazione reale della metropoli veneta, lavorare per una grande università del Veneto che federi davvero i tre poli esistenti. C'è ancora (poco) tempo per scegliere questa via.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Da 62,5 euro a 10 centesimi per azione: gli errori che hanno azzerato il capitale della BPVi e dei suoi soci

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il valore delle azioni BPVI ha avuto un andamento per lo meno eccentrico. Naturalmente è necessaria una spiegazione. Il valore di partenza è quello dei tristemente noti 62,5 euro applicato sino al 31 dicembre 2014, con l'ultimo aumento di capitale del 2014. A datare maggio 2015, quando il valore unitario delle azioni era stato ridotto in aprile a 48 euro, e grazie ad una decisione presa a febbraio 2015 vi è stato un nuovo aumento di capitale della Banca Popolare di Vicenza per 250 milioni tramite una conversione "forzata" di un corrispondente prestito obbligazionario. Quindi il valore è precipitato a 6,3 euro per azione (valore di recesso non esercitabile in base alle regolamentazioni di Banca d'Italia su cui ora pende la recente "bocciatura" della Corte dei Conti, ndr) con la valutazione peritale della PwC, un calcolo comunque opinabile perchè basato solo su metodi reddituali (cioè su previsioni di redditi futuri) derivanti dal piano industriale Iorio con un'attualizzazione basata su un confronto con "Aziende simili" che, nella realtà, erano molto eterogenee fra di loro e nei confronti della banca vicentina. Di Fabio Lugano

Il 28 marzo 2015, però, è stato approvato il bilancio 2015, da cui appariva un valore teorico, di bilancio, per azione pari a 21,47 euro per azione. Si trattava di un valore teorico ottenuto dividendo il patrimonio netto di 2,534 miliardi di euro per i 118 milioni di azioni circolanti. Un puro valore di libro da correggere tenendo conto , ad esempio, del non reale valore di bilancio della partecipazione in Cattolica di Assicurazione o dell'insufficiente copertura delle sofferenze su crediti, ma comunque un valore contabile certificato dall'ente di revisione e dal CdA. Quindi, con l'aumento di capitale al 28 aprile 2016, si è passati al valore di 0,1 euro per azione. Perchè? Semplicemente perchè, con un'operazione sbagliata, si è voluti andare su un mercato non ricettivo per cercare un capitale che invece era da ricercare diversamente, con cessioni ed altre operazioni straordinarie. Il mercato, che già non valutava correttamente banche considerate solide come Intesa o Ubi, ha letteralmente rifiutato una banca discussa e bisognosa di una profonda e radicale ristrutturazione come Popolare di Vicenza. L'operazione di aumento di capitale esterno era

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


da evitarsi come il diavolo, cercando invece gli strumenti internamente con ristrutturazioni, cessioni, scorpori ed anche transando con i precedenti membri dei CdA e con altri attori esterni eventuali loro responsabilità. Si è cercata la strada peggiore, nel momento peggiore e nel modo peggiore, e si è ottenuto l'azzeramente del valore delle azioni.

ECONOMIA&AZIENDE

Gianni Mion organizza due celebrazioni "low cost" dei primi 150 anni della BPVi: l'oratore ufficiale, il prof. Giorgio Roverato, lo prende alla lettera e la definisce "una banchetta" In occasione del 150° anniversario dalla fondazione della Banca Popolare di Vicenza, l'Istituto di via Btg Framarin ha organizzato per lunedì 12 dicembre due iniziative "low cost", come giustamente ha tenuto a precisare il presidente Gianni Mion in Consiglio Comunale il 5 dicembre scorso quando ha anche detto che per ridare entusiasmo bisogna "scongelare" alcune attività di promozione esterna della BPVi. Prima del concerto di Natale dei coristi della Cappella Marciana, il celebre coro della basilica di San Marco di Venezia, ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, quando, in collaborazione con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, "il coro, diretto dal maestro Marco Gemmani, eseguirà dei brani tratti dalle collezioni di musica sacra del compositore Claudio Monteverdi accompagnati dall'ottocentesco organo De Lorenzi della Chiesa di Santa Corona" è previsto un altro evento più ufficiale".

Di Pietro Cotròn

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Per ripercorrere la storia della Banca e per ricordare il suo profondo legame con la città di Vicenza" a Palazzo Thiene, sede storica della Banca, alle 18, si terrà, infatti, un incontro su invito con il Professor Giorgio Roverato dell'Università degli Studi di Padova sul tema "Banca Popolare di Vicenza 150 anni di storia". Inutile dire che il lungo momento difficile dela banca non verrà superato in un batter d'occhio ma di certo neanche chi è chiamato al suo capezzale in qualche modo la aiuta un po'. Passi per i 5.480.000 euro appena "trasferiti" nelle capienti tasche dell'ex Ad Francesco Iorio, scelto da BCE e Gianni Zonin, ma neanche il pragmatico presidente Mion magari si sarebbe immaginato che il professor Giorgio Roverato chiamato per domani, lunedì 12 dicembre, all'orazione storica, venerdì scorso 9 dicembre l'abbia quasi trasformata in "orazione funebre". Davanti a Flavio Zanonato, ex sindaco di Padova ed ex ministro, e alla presenza di Piero Ruzzante, vice capogruppo del Pd in Regione, il professore padovano davanti alla platea del Comitato del No di Padova riunito in sala Nassirija in un pasaggio del suo intervento ha definito la Banca Popolare di Vicenza "una banchetta". Va bene che i due eventi organizzati dallo staff di Gianni Mion sono "low cost" ma forse i vertici della futura capogruppo delle due ex Popolari venete avrebbero potuto spiegare al prof, che sulla banchetta magari ha ragione, che ai primi 150 anni se ne vorrebbero far seguire degli altri... Glielo hanno spiegato? E allora diffidino, come fa tutta l'Italia, dall'ingaggiare i soliti professoroni o... professorini fate vobis, che, magra consolazione, pubblicano le loro elucubrazioni su un mezzo web locale, popolato da vecchi o invecchiati pachidermi della politica e degli interessi locali, abili a sfruttare le scie, difficilmente capaci o interessati a prevederle...

LAVORO

Ossigeno per l'Informazione e il "rosario" 2016 dei giornalisti: subite intimidazioni da 400 tra cui Giovanni Coviello, direttore di VicenzaPiù di Alberto Spampinato da Ossigeno per l'Informazione Gli ultimi episodi. Il primato del Lazio. Sette-dodici anni per essere prosciolti da un’accusa di diffamazione. Il ruolo di OssigenoSono 400 i giornalisti italiani che nel 2016 hanno subito intimidazioni,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


minacce e gravi abusi a causa del loro lavoro (e tra questi c'è anche il nostro direttore, Giovanni Coviello, a cui Gianni Zonin ha "chiesto" addirittura un milione di euro di danni di fatto per aver "rivelato" documenti sul caso della Fondazione Roi, ndr). Nel solo Lazio, la Regione che veste la maglia nera, sono 103. Nella stessa Regione, nell’ultima settimana Ossigeno ha verificato e reso noti altri gravi episodi. A Frosinone è stata danneggiata l’automobile di una cronista.A Velletri e Latina è stato impedito con la forza ai cronisti di fotografare alcuni amministratori e funzionari comunali che uscivano dal carcere. In Sicilia, invece, un giornalista è stato querelato per avere pubblicato una petizione popolare di indubbio interesse. Di Rassegna Stampa

Per fortuna questa settimana si registra anche l’esito positivo di alcuni dei tantissimi procedimenti giudiziari basati su accuse strumentali. La Cassazione ha prosciolto due giornalisti del quotidiano Roma di Napoli che erano stati condannati, rispettivamente, a otto e a dieci mesi di detenzione. E’ una buona notizia, ma ci sono voluti ben dodici anni per affermare che avevano fatto nient’altro che il loro dovere. A Bari, con la stessa motivazione, il Tribunale ha assolto tre giornalisti ai quali erano stati chiesti due milioni di euro di danni: l’articolo contestato è del 2009. Ora è stato considerato di pubblico interesse. Per ottenere questa sentenza di primo grado ci sono voluti sette anni e la difesa è costata diecimila euro. A Roma, la Corte d’Appello ha chiuso con il proscioglimento dei giornalisti e il riconoscimento del diritto di cronaca una delle celebri cause di Silvio Berlusconi contro il quotidiano l’Unità. L’allora premier voleva un milione e 800 mila euro per quattro articoli del 2009 sulle cene ad Arcore. Anche in questo caso per dare ragione ai giornalisti ci sono voluti sette anni e migliaia di euro di spese legali. Tutto ciò è la riprova di quell’andamento punitivo, tuttora incontrastato, dei procedimenti giudiziari per diffamazione a mezzo stampa descritto e dimostrato in modo inoppugnabile da Ossigeno, con dati ufficiali, nel dossier pubblicato il 24 ottobre scorso (leggi). Quei dati hanno fatto gridare allo scandalo, ma non cambiano lo stato delle cose.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Non è piacevole continuare a sgranare il rosario delle minacce e delle intimidazioni contro i giornalisti e dimostrare che non si è approntato finora alcun rimedio. E’ triste, ma è doveroso dirlo. Dà forza ai tanti giornalisti che fanno nient’altro che il loro dovere e prima di vederlo riconosciuto devono subire processi lunghi e costosi e, in molti casi, anche la derisione e l’isolamento. Questo è uno dei gravi problemi irrisolti del nostro paese. Ossigeno continua a ricordarlo a chi ha il dovere di risolverlo.

FATTI

“Cronaca di una passione”, la tre giorni di film e dibattito sul dramma dei suicidi economici è andata in scena a Vicenza Un film che diventa occasione per incontrare la gente sul dramma dei suicidi per crisi economica. Si è conclusa oggi, domenica 11 dicembre, la tre giorni di proiezioni al cinema Primavera di Vicenza, del film indipendente "Cronaca di una passione", non distribuito nelle grandi sale e prodotto da una picccola casa cinematografica, Moovioole. Scritto e diretto da Fabrizio Cattani il film racconta il dramma dei suicidi a causa di crisi economica e vessazione fiscale; e sta girando l'Italia (qui il programma) grazie al supporto di associazioni e parrocchie, iniziando proprio dal Veneto, la regione più toccata dai suicidi per la crisi economica. Di Edoardo Andrein

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Per la tappa nel capoluogo berico, segnato dal dramma della crisi della Banca Popolare di Vicenza, è stato organizzato anche un dibattito post visione (nella foto) con il regista Cattani insieme a Don Enrico Pajarin della Caritas Vicentina e Stefano Osti, responsabile di S.t.r.a.d.e., il servizio territoriale accompagnamento nella difficoltà economica, Giampiero Turchi, docente dell’Università di Padova e responsabile scientifico di InOltre, il servizio di consulenza e supporto psicologico della Regione Veneto gestito da Emilia Laugelli. Tra il 2012 e il 2015 in Italia, 628 persone si sono tolte la vita per cause legate direttamente al deterioramento delle condizioni economiche personali o aziendali. Su un totale di 16,7 milioni di pensionati italiani, quasi 8 milioni percepiscono meno di mille euro mensili e oltre 2 milioni meno di 500 euro. Nello stesso periodo sono state chiuse piu? di 450.000 aziende di cui 57.000 per fallimento. Gli ultimi dati del rapporto Istat documentano un Paese con consumi calanti e famiglie impossibilitate a far fronte a costi di cure ed esami diagnostici, pagare le bollette e il riscaldamento, con poverta? e rischio di esclusione che riguardano un quarto della popolazione, ai livelli piu? alti d’Europa. Il rapporto segnala che in Europa oltre alla disoccupazione cresce la precarieta?, quella che sino a poco tempo fa era uso edulcorare chiamandola flessibilita?. Di seguito la presentazione del film: Cronaca di una passione è il coraggioso film di Fabrizio Cattani, interpretato da Vittorio Viviani e da Valeria Ciangottini, dedicato ad una delle maggiori tragedie italiane dei nostri tempi. Dopo Maternity Blues, Fabrizio Cattani torna con un film coraggioso: un lavoro struggente e doloroso, toccante e commovente dedicato ai tanti suicidi di coloro che non hanno retto alla crisi economica. Ispirandosi a fatti di cronaca realmente accaduti Cattani entra con estrema delicatezza e rispetto nel vivo di un dramma quanto mai attuale: in un Paese ferito in profondità dalla crisi economica, la tragedia di chi perde tutto strozzato non da volgari usurai ma da uno Stato sordo ed indifferente, che non ha più alcun moto di comprensione e oramai privo di ogni senso di umanità. Come nel suo precedente film Cattani racconta senza pregiudizi, in maniera asciutta, essenziale e con rispetto per il dramma che sta raccontando, le conseguenze di folli atti giudiziari e mala burocrazia che portano gente “semplice” a gesti estremi suggerendo un possibile “concorso di colpa”. Con l’esigenza precisa di lasciare una traccia, un documento di questa epoca di sfacelo per la piccola e media impresa. Nella logica della testimonianza, portata e raccolta fra la gente, “Cronaca di una passione” e il suo regista compiranno un vero e proprio tour lungo lo Stivale che partirà dall’autunno per arrivare alla primavera, iniziando dal Nord Est, l’area con la più alta percentuale di suicidi legati alla crisi economica nel periodo 2012-2015 per poi proseguire nel resto del paese. Sinossi: Giovanni e Anna sono due coniugi sessantenni che per una vita hanno vissuto insieme serenamente e dignitosamente, gestendo con passione la loro trattoria nella cittadina di provincia in cui vivono. Da qualche anno pero? anche la loro attività risente della grave crisi economica che attanaglia tutto il Paese. Accumulano debiti con lo Stato a causa di una cartella esattoriale che non sanno come saldare. Tirano avanti finche? l’Agenzia di riscossione

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dei tributi decide per loro disponendo il pignoramento forzato della loro casa e la successiva messa all’asta. Da questo momento per Giovanni e Anna comincia un inesorabile calvario che li portera? alla perdita della loro attivita?, della loro casa, della loro serena quotidianita? ed intimita?. Trasferiti in una casa famiglia dai servizi sociali, saranno costretti a vivere in camere separate e in condizioni quasi di degrado. Abbandonati al loro destino e ignorati dalla societa? nonostante ne facciano parte, i due coniugi, pur avendo la morte nel cuore, faranno di tutto per ricominciare a vivere. Quando la posta in gioco sara? la dignita?, sceglieranno una soluzione estrema.

POLITICA

Profughi, il presidente di ViNova Otello Dalla Rosa: la Lega sta oltrepassando i limiti della civiltà politica Otello Dalla Rosa, presidente ViNova Abbiamo letto oggi sulla stampa la dichiarazione rilasciata dal segretario della Lega del Veneto, Toni Da Re, che sfrutta l'emergenza profughi per lanciare un suo delirante proclama: “Stiamo parlando di una guerra dichiarataci dallo Stato. E da un governo che non esiste più… e da quei quattro tirapiedi della massoneria, banche mondiali che vogliono distruggere la civiltà europea attraverso quel confine naturale che è l’Italia." Non abbiamo timore di dire che con tale linguaggio la segreteria della Lega sta davvero oltrepassando i limiti della civiltà politica. Di Redazione VicenzaPiù

E' arrivato il momento che il Veneto moderno, aperto e responsabile metta insieme le forze, dando vita a un movimento trasversale che inizi a declinare i punti fermi di una riscossa della nostra regione sulla scena nazionale ed europea.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


1. Bisogna superare la logica “nazionalista veneta”, perché non vogliamo un Veneto arretrato che torna allo staterello indipendente, al dialetto e alla chiusura verso il mondo esterno e tutto ciò che è moderno. Siamo per un progetto di città-regione efficiente, autonoma e federata alla rete nazionale ed europea. Siamo per uno statuto di città-metropolitana sostenuto da una federazione ampia di municipi attorno al Veneto Centrale, con due quartieri di riferimento: la fascia pedemontana manifatturiera e il sistema urbano sempre più integrato delle città di Venezia, Padova, Vicenza e Treviso. 1. Siamo contrari alle logiche localistiche e distributive da "parrocchia” che ancora oggi dominano nelle politiche regionali e nelle vecchie province. Siamo invece per un grande progetto di semplificazione amministrativa, con agenzie Venete efficienti e qualificate: un’agenzia unica di gestione dei migranti, capace di offrire servizi innovativi e personalizzati ai comuni, in grado di riconoscere i rifugiati che hanno diritto d'asilo dai migranti irregolari, che riesce ad organizzare veramente i rimpatri e regolare la gestione degli ingressi nel mercato del lavoro, programmando altresì politiche di qualificazione urbana nelle aree degradate; un’agenzia unica di servizio per il mercato del lavoro regionale, l'attrazione degli investimenti esteri e la gestione integrata delle aree industriali, sia per ridurre il consumo di suolo, sia per aumentare l'efficienza energetica e logistica. risulta poi improrogabile il coordinamento dello sviluppo dei servizi di pubblica utilità, muovendosi nella prospettiva di ambiti di regolazione regionale per acqua, ambiente e trasporti pubblici. 1. Non vogliamo uscire dall’Euro e dall’Europa. La relativa calma finanziaria post-referendum è dovuta all’ombrello assicurato dalla BCE all’Italia e dal sistema protettivo del risparmio che l’Europa assicura anche a paesi, come l'Italia, che faticano a ripagare i debiti a causa della bassa crescita dell'economia. La crisi delle banche va superata attraverso la creazione di un nuovo tipo di “agenzia finanziaria di territorio”, capace di gestire in modo separato e con il contributo di investitori internazionali i servizi bancari di breve termine, canalizzando il risparmio “azionario” verso le imprese e le infrastrutture moderne del nostro territorio. Siamo per un’Europa governata dalle città e dai territori disponibili a una grande alleanza che porti a costruire una Nuova Unione Europea. Si tratta di un cambiamento profondo per la nostra regione, per l'Italia e per l’Europa. Le polemiche strumentali della parte più arretrata della Lega alimentano solo sentimenti di odio ed egoismo, allontanandoci dalla soluzione dei problemi e dai veri obiettivi che dovremo tutti avere di fronte: rilanciare lo straordinario patrimonio produttivo, sociale e culturale del Veneto come modello per il futuro dell'Italia e dell'Europa.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

Ilvo Diamanti presidente, Andrea Valmarana e Giovanna Grossato consiglieri: ecco i tre designati da Mion in quota BPVi per cda della Fondazione Roi: ora "fuori tutti gli altri" scelti da Zonin per le sue azioni e cause temerarie Forse dovremo pagare un milione di euro di danni alla Fondazione Roi, dopo la relativa citazione del suo ex presidente Gianni Zonin, per averla difesa dal dissesto causato dal suo vecchio Cda, ai cui vertici c'erano oltre all'imprenditore vitivinicolo, rimasto ora senza vigne per averle prudenzialmente donate ai figli, Marino Breganze e Annalisa Lombardo nominati dallo stesso Zonin, come allora presidente della fu (in tutti i sensi) Banca Popolare di Vicenza. Forse dovremo pagarli, anche se dopo la prima udienza già tenutasi il 25 ottobre scorso la seconda è stata fissata per il 27 settembre 2018 (veloce la giustizia, eh?, e poi ci lamentiamo delle indagini in procura...!) ma se, invece, potremo rivalerci per una cifra analoga (o maggiore così come ha chiesto il Cav. Lav. Dott. di Gambellara) per lite temeraria da domani finalmente conosceremo i tre nomi del nuovo Cda in quota BPVi, a cui rivolgerci per i "contro danni". Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Proveremo domani, quindi, una gioia anche personale oltre che per la città, privata in buona parte dei contributi statutari della Roi al Chiericati a causa dei dissennati "investimenti" precedenentiDomani, infatti, Gianni Mion, presidente della nuova, si spera, BPVi, comunicherà i tre nomi del Cda di sua competenza. E, se siamo in grado di confermare le voci che davano Ilvo Diamanti che sarà il nuovo presidente della Fondazione con un evidente salto di qualità rispetto al passato, possiamo anche sciogliere i dubbi sul Andrea Valmarana

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


della storica e ben nota famiglia che è un tuttuno con la Rotonda del Palladio e che sarà il secondo nome che farà Mion domani per il Cda. Cda che per la quota della Popolare verrà, poi, completato da Giovanna Grossato, che, già insegnante di Storia dell'Arte al Liceo classico di Vicenza, svolge ora attività giornalistica e di critica come direttore responsabile dal 2009 di AreaArte, un portale, in passato rivista cartacea, che pubblica gli eventi del Triveneto affidandosi a giovani redattori, e come collaboratrice de "Il Giornale di Vicenza" e di altre riviste di settore. Speriamo, ovviamente, che, dopo una così lunga gestazione dell'identificazione dei tre nomi espressi dalla BPVi, cambino completamente e senza ulteriori ritardi anche gli altri consiglieri, cioè " il direttore scientifico di palazzo Chiericati (Giovanni Villa), il cui compenso è frutto di un finanziamento da 30mila euro della Roi", ricordava oggi criticamente Il Corriere del Veneto, evidenziandone l'evidente conflitto di interessi che deve sciogliere Achille Variati, e tutti gli altri, cooptati grazie a una modifica statutaria proprio dal cda deficitario a guida Zonin, e cioè Giovanna Rossi di Schio, Emilio Alberti e Francesco Gasparini. Cambiati tutti i consiglieri che non hanno compreso o hanno consentito che la vecchia gestione producesse i risultati davanti agli occhi di tutti, sarà il nuovo cda a dover dilapidare in futuro e ancora una volta una parte del patrimonio della Fondazione Roi per pagare gli eventuali danni subiti e subendi da chi vi scrive e che di sicuro dovrà disporre già ora di pagare nel frattempo decine di migliaia di euro agli avvocati dello studio Ambrosetti che seguono le tre cause intentate dal nullatenente Zonin contro di me, sottotenente... di Marina Militare, alias Guardia Marina, contro addirittura Barbara Ceschi a Santa Croce, la nipote del marchese Giuseppe Roi, e contro un altro mezzo web, pare, che però non si è "palesato".... Se non dovessimo cercare anche noi soldi per pagare il, magari e per fortuna più equo e più "modesto", nostro legale, Marco Ellero, ci verrebbe da sorridere per un ex pluri presidente che, se condannato per l'azione di responsabilità scaricherà i costi sull'assicurazione pagata dalla banca, e nel frattempo ha impegnato gli avvocati della Roi per sostenere una sua costosa e immotivata ripicca...

RELIGIONI

Padre Silvano Garello dal Bangladesh: "qui la minoranza è cattolica, in Italia quali ideali trasmettiamo ai profughi?" Una lettera dal Bangladesh da parte del missionario cornedese Padre Silvano Garello fa riflettere i cittadini. La lettera è stata pubblicata sul numero natalizio del bollettino parrocchiale “Cornedo in Dialogo”. Il missionario è presente nel territorio bengalese da più

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


di 40 anni e coglie l’occasione per formulare un confronto con la nostra realtà locale. “In Bangladesh- scrive Padre Garello- su 165 milioni di abitanti, i cattolici distribuiti in 7 diocesi e 140 parrocchie, sono circa mezzo milione. Ora, guardando solo al Vicariato di Valdagno, in esso vi sono quasi duemila non cattolici. In Bangladesh la chiesa si dibatte nel passaggio tra una pastorale di conservazione ed una pastorale di primo annuncio e di testimonianza. Di Marta Cardini

Finora ho svolto il mio lavoro in campo catechistico, biblico e di educazione dei laici cristiani, soprattutto attraverso la stampa e in questi ultimi anni ho notato che gli islamici stanno “conquistando il mondo” con la natalità. Mentre i cattolici italiani con le loro culle vuote rivelano sempre più l’incapacità di futuro e una debole risposta alla richiesta di ragioni di vita”. Il missionario cornedese riflette poi sul tema dell’immigrazione in Italia: “L’accoglienza dei rifugiati diventa una verifica umana e pastorale del nostro stile di vita. Ma ai nostri ospiti quali ideali stiamo trasmettendo? Più che di proteste abbiamo bisogno di proposte!”. Infine fa riferimento ai fatti avvenuti in Belgio e in Francia, paesi un tempo cristiani che, col passare del tempo, “hanno perso le proprie radici spirituali”. Secondo Padre Garello la preghiera e il Vangelo rimangono ancora soluzioni possibili per dare risposte creative a ciò che la vita chiede.

FATTI

Basilica Palladiana, menzione speciale del premio AIF “Adriano Olivetti” per recupero e inclusione sociale guardasala Il Comune di Vicenza annuncia che con il progetto “La Basilica Palladiana: innovare la cultura in tempi di crisi” il monumento

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


simbolo di Vicenza, incluso nel 1994 nella lista dei beni patrimonio dell'umanità dell'Unesco, si è aggiudicato la menzione speciale della giuria alla seconda edizione del Premio AIF “Adriano Olivetti”. Il nuovo riconoscimento, che premia le buone pratiche di valorizzazione delle risorse umane e culturali, ha valorizzato l’esperienza di rinascita che in questi anni ha interessato la Basilica Palladiana andando di pari passo con un percorso formativo di recupero e inclusione sociale che ha coinvolto il personale di guardasala. Di Redazione VicenzaPiù

Nel biennio 2015-2016, cercando di perseguire anche obiettivi di contenimento della spesa e ottimizzazione delle risorse, l'amministrazione comunale di Vicenza ha, infatti, scelto di avvalersi, per il servizio di guardasala in Basilica, della collaborazione di un associazione che si occupa di percorsi di inserimento sociale e lavorativo per persone in difficoltà economica. “Si tratta di una scelta organizzativa nuova, mirata anche all’inclusione sociale, che è piaciuta all’AIF – ha dichiarato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci –. L'inserimento di questi collaboratori, opportunamente formati, all'interno dello staff di guardiani della Basilica Palladiana, in affiancamento al personale della ditta selezionata attraverso gara d'appalto, ha offerto a una ventina di persone la possibilità di svolgere mansioni di pubblica utilità, di socializzare con i colleghi, di respirare l'atmosfera di bellezza che solo la cultura e l'arte possono offrire, dopo esperienze di vita marcate da sostantivi di segno contrario. Ci piace pensare che il nuovo capitolo della vita di queste persone possa essere raccontato con parole migliori, grazie anche alla bellezza da cui sono stati circondati”. Il Premio AIF (Associazione Italiana Formatori) “Adriano Olivetti” nasce, infatti, con la finalità di diffondere le buone pratiche riguardanti percorsi innovativi di apprendimento e valorizzazione delle persone e di sviluppo delle organizzazioni, segnalando progetti formativi e di valorizzazione del capitale umano che si sono contraddistinti per i risultati di apprendimento ed evolutivi ottenuti a livello individuale, di team e organizzativi, al fine di “riconoscere, far conoscere e premiare chi lavora bene, con passione,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


migliorando il benessere e la professionalità delle persone e la competitività delle organizzazioni”. Il progetto vicentino sarà pubblicato a cura dell’AIF all’interno del volume Annual della seconda edizione del Premio AIF “Adriano Olivetti” che riporterà la presentazione dei soggetti vincitori. Grazie al premio, si allunga il palmares del gioiello palladiano, riconosciuto nel 2014 monumento nazionale dallo Stato italiano, vincitore del premio dell'Unione Europea per il patrimonio culturale al concorso Europa Nostra 2014, e uno dei maggiori attrattori turistici di Vicenza, con ben 65.680 titoli d'ingresso venduti, di cui 7.323 relativi ad abbonamenti per accessi stagionali, solo nell’ultima stagione estiva. Si tratta, infatti, di un monumento che, valorizzato nella molteplicità delle sue funzioni, oggi è centro espositivo, luogo di convegni e iniziative culturali, location di prestigio per eventi privati (dai matrimoni con rito civile alle cene aziendali): un ambiente unico al mondo per la sua storia e le formidabili architetture, ma anche un luogo per incontrare gli amici, nell’esclusiva terrazza con angolo bar. Gli esiti dell'indagine di customer satisfaction sembrano confermare l'efficacia del progetto, registrando un gradimento del pubblico sul servizio offerto pari a 4,90 punti sui 6 previsti. Il “caso Basilica palladiana” – ovvero probabilmente l’unico esempio di monumento italiano aperto anche in orario notturno, il cui esercizio 2016 si è chiuso con un saldo positivo di circa 150 mila euro reinvestibili in attività culturali – è stato al centro anche dell’intervento che Loretta Simoni, direttore del settore Cultura, musei e promozione della crescita del Comune di Vicenza, ha tenuto alcuni giorni fa in occasione del focus group dedicato a “L’innovazione nei musei italiani: priorità, ostacoli e soluzioni” promosso dall’Osservatorio per i beni e le attività culturali del Politecnico di Milano. Grande interesse ha suscitato nel pubblico di “addetti ai lavori” del Politecnico (direttori di musei, provider di servizi per la cultura, rappresentanti di fondazioni bancarie) anche la presentazione degli effetti del nuovo sistema di bigliettazione del circuito museale vicentino introdotto lo scorso aprile. “Sono valutazioni e riscontri positivi sulle politiche culturali attuate a Vicenza – ha aggiunto il vicesindaco Bulgarini – che arrivano dall’esterno e che confermano la lungimiranza di scelte che hanno portato a una gestione più moderna e 'da privato' che in passato, attenta alle economie e ai risultati”.

POLITICA

Governo Gentiloni, Sergio Berlato: il gioco delle 3 carte per sostituire Renzi con il più renziano

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Sergio Berlato, Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale, commenta l’incarico affidato dal Presidente della Repubblica a Paolo Gentiloni per formare un nuovo GovernoResponsabile sarebbe stato un Governo incaricato per approvare una nuova legge elettorale utile a restituire ai cittadini la possibilità e il diritto di eleggersi i propri rappresentanti. Un Governo praticamente fotocopia del precedente è l’ennesima presa in giro. Siamo al quarto Governo messo in piedi senza alcuna legittimazione popolare. Con il referendum gli italiani hanno manifestato chiaramente la volontà di mandare a casa gli artefici di queste alchimie politiche utili agli interessi delle lobbies finanziarie, ma incapaci di tutelare quelli delle imprese e delle famiglie. Di Redazione VicenzaPiù

Mentre Renzi presentava pronte dimissioni, al fine di passare sulla stampa amica come politico serio e responsabile, dietro le quinte lavorava con il Presidente della Repubblica, dimostratosi non molto diverso da Napolitano, per farsi sostituire da uno dei suoi uomini più fedeli. In questo modo, Renzi continuerà a governare per interposta persona pensando di prendere in giro gli italiani che già con il voto del 4 dicembre hanno decretato il suo fallimento. In quell’occasione, la bocciatura fu netta, così come lo sarà se i cittadini saranno costretti ad aspettare il 2018 per poter finalmente decidere da chi farsi governare.

STORIA / FATTI

Renzo Ghiotto, il Tempesta de I piccoli maestri è andato avanti Se ne è andato per sempre Renzo Ghiotto, partigiano col nome di battaglia Tempesta, uno dei piccoli maestri narrati da Luigi Meneghello. Era nato a Montecchio Maggiore nel 1924, un anno

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dopo il fratello Renato, giornalista che diresse il Giornale di Vicenza all’indomani della Liberazione, e con il quale avrebbe condiviso un periodo da emigrante in Argentina, dopo la guerra. Tempesta fece parte del gruppo di vicentini che andarono in montagna con Antonio Giuriolo, il capitano Toni, combattendo armi in pugno i nazifascisti. Incontrai Renzo Ghiotto nel 2012 quando il Comune di Vicenza, dietro impulso di ISTREVI, l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Vicenza, decise di omaggiare gli ultimi piccoli maestri di una targa ricordo. Di Piero Casentini

Non dimentico la scossa vitale che mi provocarono le parole, limpide e cariche di serena fiducia, che Tempesta pronunciò in quella occasione. Disse, mi permetto di parafrasarlo, che l’andata in montagna scaturì dalla legge morale, conquistata grazie all’incontro maieutico con Giuriolo, e quando si ha quella dentro di sé, ed il cielo stellato sopra la testa, riprendendo la conclusione della Critica alla ragion pratica di Immanuel Kant, non si teme più nulla. Aveva 88 anni eppure sembrava un ragazzo. Mi vergognai un poco, sentendomi meno libero e leggero di quanto apparisse lui che, nonostante i segni del tempo, era rivolto al futuro con curiosità e gratitudine. Capii che la sua conquista, definitiva e totale, era la libertà: di scegliere, di agire secondo coscienza, assumendosi la responsabilità di discernere il bene dal male, e magari sbagliando, ma sempre in prima persona. Renzo Ghiotto non smise mai di riaffermare i valori per i quali aveva combattuto: nel gennaio del 2015 insieme a Dante Caneva e ad altri 200 cittadini, inviò una petizione al sindaco Achille Variati per chiedere che la bandiera della città di Vicenza, decorata con due medaglie d’oro al valor militare, una delle quali guadagnata dalla Resistenza, venisse spostata da palazzo Trissino durante i lavori del convegno su Giorgio Almirante. Gli onori non lo avevano imbonito né addomesticato, bollò il convegno patrocinato dall’amministrazione Variati come “inappropriato, fuorviante ed offensivo per i vicentini democratici che considerano la Resistenza matrice della Repubblica italiana”. Renzo Ghiotto, al termine di una lunga e operosa vita, se ne è andato più leggero, dopo che un macigno gli era stato recentemente tolto dal cuore. Nel marzo del 1945, Tempesta aveva assistito alla condanna a morte di Guido Bottegal decisa, pare, da Giovanni Garbin , comandante partigiano col nome di Marte. Bottegal, il Poeta, il Fuggitivo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


come lo chiamava il suo mentore ed amante Giovanni Comisso, era un ragazzo di vent’anni, ribelle, che lo scrittore aveva spedito in Altopiano per farlo stare lontano dai guai. Aveva disertato dalla Marina repubblicana, era stato imprigionato dai fascisti, a Cesuna lavorava per la Todt. Marte non si fidava, forse lo riteneva una spia, e lo condannò a morte. Tempesta non seppe o non poté opporsi e il giovane venne assassinato dai partigiani garibaldini in un bosco. L’anno scorso Giorgio Spiller, dell’ANPI Sette Comuni, ha fatto da tramite con la famiglia Bottegal per ripristinare la croce che per lunghi anni, dopo la guerra, segnalava il luogo dell’esecuzione. Quando Tempesta seppe di questa iniziativa, disse a Spiller: “dio ti benedica per quello che fai”. In una guerra, anche se combattuta dalla parte giusta, vengono spezzate vite innocenti. Ora Renzo Ghiotto mi auguro sia in pace, magari dalle parti di malga Fossetta, insieme a Dante, a Gigi, Lelio, Bene, Enrico e a Toni, ma su in alto, qualche migliaio di metri sopra i prati ghiacciati, tra il cielo stellato che lo incantava.

FATTI

Vivibilità delle province italiane, Vicenza al 26° posto nell'indagine de Il Sole 24 ore: in salita di 9 posizioni, ma dietro Verona Il Sole 24 Ore ha stilato la classifica 2016 sulla vivibilità delle province italiane prendendo in esame un’ampia serie di indicatori che compongono l'indagine annuale sulla qualità della vita: affari e lavoro, cultura e del tempo libero, demografia, ambiente, giustizia e sicurezza. Vicenza si piazza al 26° posto, in salita di nove posizioni. È il 70° posto nell'ambiente e servizi che penalizza maggiormente Vicenza, con il capoluogo berico che è da anni una delle città più inquinate d'Italia per lo smog e risulta avere pochi spazi verdi, secondo le statistiche sui metri quadrati per abitante. La nostra princia è al terzo posto in Veneto, dietro a Belluno (4°) e Verona (20°). (Clicca qui per il dettaglio con tutti i dati sulla posizione di Vicenza nella classifica sulla qualità della vita). Di Edoardo Andrein

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


STORIA / FATTI

72 anni fa Antonio Giuriolo moriva in combattimento Il 12 dicembre 1944 Antonio Giuriolo moriva in combattimento sull’Appennino tosco-emiliano, nei dintorni di Lizzano in Belvedere. Aveva 32 anni, comandava la brigata partigiana Matteotti di Montagna, impiegata in linea affianco degli Alleati contro i nazifascisti. Il suo corpo rimase insepolto e coperto dalla neve fino a primavera, quando la guerra finì e i resti mortali furono traslati nel Vicentino dopo essere stati amorevolmente composti dai suoi partigiani. Figura di primo piano dell’antifascismo italiano, Giuriolo a Vicenza è ricordato con l’intitolazione di un viale, di una scuola ed una targa affissa sopra l’ingresso della Biblioteca civica Bertoliana. La vicenda della lapide, nella ricostruzione fatta da Luigi Meneghello nel libro Fiori italiani, offre un interessante spaccato della mentalità vicentina. Di Piero Casentini

La guerra era appena finita e i piccoli maestri volevano che il loro capitano

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


venisse ricordato pubblicamente nel luogo da lui più frequentato. Fu Franco, cioè Licisco Magagnato, a dettarne le parole: “In tempi servili / qui cercava rifugio / nella storia e nella poesia / qui nell’attesa / insegnava la dignità del cittadino / Antonio Giuriolo / cresciuto e caduto per la religione / della libertà”. La terz’ultima e penultima parola, “religione / della”, furono sverniciate per ordine del sindaco, benché fossero comunque leggibili dato che sono incise nel marmo. La censura della formula crociana “religione della libertà”, fu imposta dal potere laico forse per non disturbare la Curia, adducendo il motivo che di religione ce ne sarebbe una sola. Magagnato, stando a quanto scritto da Meneghello, protestò animatamente, sostenendo che la libertà sarebbe la mamma delle religioni, ma il sindaco, dopo aver convenuto col giovane storico dell’arte, gli fece capire che quella crociana era una formula giusta, ma inopportuna. Più tardi fu riverniciata, con un’abbondanza di colore che ha finito per rendere tutt’altro che uniforme la scritta, nel frettoloso tentativo, forse, di pareggiare i conti con la coscienza laica della città. In provincia un’altra lapide ricorda “il capitano con gli occhi di bambino” e risponde, idealmente, a quella cittadina. Sta a 1460 metri d'altezza, sull’Alpe di Campogrosso, dove Giuriolo fu trovato ferito e malconcio dopo il tremendo rastrellamento del 5 giugno 1944, quando si divise irrimediabilmente dai suoi studenti: “Su questi monti portava la sua malinconia / e l’aspirazione ad un mondo di liberi / Toni Giuriolo / quando lo prendeva l’angoscia della città / Fra i suoi monti visse partigiano / perseguitato dai nemici e dagli eventi / sull’Appennino lontano / cadde combattendo / il 12-12-1944”. L’angoscia della città, come biasimarlo.

FATTI

Il ringraziamento della Biblioteca Bertoliana per la donazione di “Vicenza. La città sbancata” “Vicenza. La città sbancata”, dopo essere arrivato sulla scrivania dell'ex premier Matteo Renzi ed essere stato consegnato personalmente anche nella mani del viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini e del sottosegretario all'economia Pierpaolo Baretta, entrambi componenti del governo recentemente caduto, entra anche nei palazzi della Biblioteca Bertoliana in contrà Riale: il direttore della storica istituzione culturale cittadina Giorgio Lotto ha inviato una lettera di ringraziamento al direttore di VicenzaPiù Giovanni Coviello: “Ringraziando per la donazione che andrà ad arricchire il patrimonio della Biblioteca civica Bertoliana, cogliamo l'occasione per inviare un cordiale saluto”. Di Edoardo Pepe

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Fondazione Roi, confermati i tre nomi del cda in quota BPVi anticipati da VicenzaPiù: Ilvo Diamanti, Giovanna Grossato e Andrea Valmarana. A palazzo Thiene assente Achille Variati Come abbiamo anticipato ieri sera, domenica 11 dicembre, sono il presidente Ilvo Diamanti e i consiglieri Giovanna Grossato e Andrea Valmarana i tre nomi nuovi del cda della Fondazione Roi in quota Banca Popolare di Vicenza. Ad annunciarli ufficialmente questo pomeriggio il presidente BPVi Gianni Mion nella storica sede dell'istituto bancario a palazzo Thiene in centro a Vicenza. Era prevista anche la presenza di Achille Variati, ma il sindaco della città non era presente alla presentazione dei tre nuovi membri. Di seguito maggiori dettagli e le dichiarazioni nella nota ufficiale della banca. A breve le interviste di VicenzaPiùTv ai presenti (Nella foto da sinistra Mion, Diamanti, Grossato e Valmarana). Di Edoardo Pepe

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il Presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Mion e il Consigliere Delegato Fabrizio Viola hanno individuato i tre componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Roi. Il Presidente Mion e il Consigliere Delegato Viola, proporranno al Consiglio di Amministrazione della Banca Ilvo Diamanti quale Presidente della Fondazione Roi, Andrea Valmarana e Giovanna Grossato come Consiglieri. Ilvo Diamanti è sociologo, politologo e saggista. Dal 1999 al 2003 è stato direttore scientifico della Fondazione Nord Est di Venezia. E’ docente di Scienza Politica all’Università “Carlo Bo” di Urbino, dove è stato pro-rettore, e dal 1995 insegna nel master “Etudes Politiques” presso l’Università Paris II Panthéon - Assas. Ha collaborato e collabora con importanti testate nazionali. Andrea Valmarana è dottore commercialista e revisore contabile e ricopre l’incarico di Sindaco e Consigliere in diverse società. Partecipa come relatore a convegni di natura fiscale e ha pubblicato diversi articoli sulle riviste specializzate. Ha seguito la costituzione e l’amministrazione di due Fondazioni Universitarie, ed è consulente per la Fondazione “Ing. Aldo Gini” dell’Università di Padova. Giovanna Grossato è giornalista e critica d’arte. Collabora con la pagina della cultura de “Il Giornale di Vicenza” ed è direttore responsabile dal 2009 della rivista “Area Arte Veneto”. Ha pubblicato alcune monografie su artisti storici e contemporanei e realizzato diversi lavori multimediali a soggetto storico artistico. E’ stata titolare della cattedra di Storia dell’Arte al Liceo classico “A. Pigafetta” di Vicenza. “Per il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Roi - ha dichiarato Gianni Mion, Presidente della Banca Popolare di Vicenza - proporremo tre validi intellettuali e professionisti specializzati in ambiti diversi per garantire una gestione quanto più trasparente e professionale sia nell’ambito economico che dal punto di vista culturale. La Fondazione Roi rappresenta, infatti, un’istituzione tra le più prestigiose della città di Vicenza”. Il Sindaco di Vicenza Achille Variati ha fatto pervenire al Presidente Mion il seguente messaggio: “La ringrazio per la cortesia istituzionale di avermi anticipato i nominativi che ha indicato per il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Roi. Ritengo che siano figure assolutamente competenti e di spiccata indipendenza da tutti, in grado di guidare la Fondazione, che ha un ruolo di primaria importanza per l’arte e la cultura della nostra città, nella direzione indicata dal marchese Roi.”

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI / ECONOMIA&AZIENDE

Azione di responsabilità vs Gianni Zonin & c.: nell'intervista esclusiva a suo legale Lamberto Lambertini la sua strategia per l'ex presidente BPVi e i suoi omaggi ad... Antonino Cappelleri Pubblicato il 12 dicembre alle 23.45, aggiornato il 13 alle 9.32 e alle 10.59. Il 24 novembre a Vicenza si è tenuto un convegno sulle "Azioni di responsabilità in società di capitale...", organizzato dallo studio Legale dell'avvocato Lamberto Lambertini che col prof. Francesco Benati, che ha presieduto l'evento, rappresenta Gianni Zonin nella causa da lui (strategicamente e tatticamente) intentata a Venezia contro la Banca Popolare di Vicenza, l'ex dg Samuele Sorato e il suo vice Emanuele Giustini proprio mentre oggi, 13 dicembre, è chiamata a votare sull'azione di responsabilità (clicca qui per cronaca aggiornata in tempo reale e qui per la linea di Zonin preannunciata di fatto dall'avvocato Lamberto Lambertini, ndr) contro di lui e altri componenti dei vertici dell'ex Popolare vicentina l'assemblea dei soci, di fatto il solo Fondo Atlante dopo l'azzeramento degli altri 118.000 e passa risparmiatori traditi dalla BPVi dell'era dell'imprenditorre vitivinicolo di Gambellara, ora nullatenente dopo aver donato quasi tutto, paternamente e prudentemente, ai figli. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Il 24 novembre, quindi, titolavamo "Azione di responsabilità, un altro convegno "o famo strano?" con ex sindaco di Banca Nuova Marco Poggi, neo membro cda BPVi Abriani che grida a "last call" per soci e Cappelleri che parla di crimini economici e navigazione" segnalando anche la presenza del presidente del Tribunale di Vicenza Alberto Rizzo e, soprattutto, di Antonino Cappelleri, a capo della Procura di Vicenza che indaga su Zonin & c., pche ha pronunciato uno degli interventi di saluto iniziale che pubblicavamo sotto quel titolo. Il 7 dicembre, proponendo ai nostri lettori il video completo del convegno, davamo notizia della "mossa d'attacco mediatico e strategico" di Zonin (" Gianni Zonin denuncia chi lui doveva controllare in BPVi e i suoi legali Lambertini e Benatti organizzano e presiedono convegni accreditati introdotti da Antonino Cappelleri") e il 9 anche su Il Corriere della Sera la presenza del dr. Cappelleri veniva riportata criticamente: "Stefano Righi fa sue nostre perplessità sul convegno su azioni di responsabilità "salutato" da Antonino Cappelleri e organizzato da Lamberto Lambertini e presieduto da Francesco Benatti entrambi legali di Zonin".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Oggi 13 dicembre, dicevamo all'inizio, si deciderà sull'azione di responsabilità contro Zonin & c, sulla cui efficacia reale abbiamo forti dubbi, ma ci sembra arrivato il momento di proporrel'intervista che il 24 novembre stesso ci concesse cortesemente l'avvocato Lamberto Lambertini che, quel giorno, tra cose dette e allusioni e pur nona vendolo portato noi sull'argomento per una sorte di "auto-pudore", ci delineò la visione legale e strategica di Zonin (azioni di responsabilità con scarso esito di successo e comunque destinate a concludersi con transazioni pagate dalle assicurazioni ), lanciò un messaggio (a noi e a loro) di grande fiducia nella "prudenza" delle "autorità giudiziarie venete" ed espresse soddisfazione per "l'intervento pacato" del procuratore capo di Vicenza. Tutto signorilmente corretto in un convegno in cui si concedevano anche crediti formativi agli avvocati partecipanti. L'unico neo, che vorremmo che qualcuno diagnosticasse come benigno e non subdolamente maligno, è che alcuni esponenti delle autorità giudiziarie venete e quel procuratore capo hanno presenziato e sono intervenuti a un convegno organizzato da uno studio di elevato profilo e di riconosciuta professionalità, che fa il suo mestiere difendendo e tutelando Gianni Zonin, un indagato da chi i suoi legali non hanno lesinato di omaggiare per la loro presenza al convegno. Riportiamo qui anche la trascrizione del video dell'intervista perchè chi decidesse di vederlo possa anche leggerne i passaggi con pacata attenzione e, magari, senza qualche istintivo preconcetto che di sicuro ha chi scrive e chi è stato impoverito dalla gestione della vecchia BPVi.

Avvocato Lamberto Lambertini, lei ha organizzato e promosso un convegno (per il 24 novembre 2016, ndr) sulle azioni di responsabilità ed è ovvio collegare l'argomento del convegno alle azioni che si stanno intraprendendo sia in Veneto Banca che in Popolare di Vicenza. Siccome sia il suo studio sia lei sia alcuni relatori hanno dei rapporti di lavoro (con l'ex presidente della BPVi Gianni Zonin, ndr) io eviterei il discorso nello specifico... Io pensavo di assistere ad un quarto d'ora poi sono rimasto molto di più ed anche oltre quello che riguardava lo specifico della parte che mi interessava perché comunque ho sentito delle argomentazioni che sono interessanti. Se potesse riassumere in un minuto tutta questa marea di informazioni, molte specialistiche, per il normale lettore che oggi comunque si sta appassionando a questo tema cosa potrebbe dirgli? Il convegno è a Vicenza ma casualmente nel senso che le azioni di responsabilità non sono oggi soltanto di moda ma è da tanto tempo che si esercitano. Dico solo casualmente a Vicenza perché in realtà sicuramente a Vicenza si sta discutendo molto di questa cosa... il convegno oggi ha detto, non in riferimento alle vicende locali ma in assoluto, che le azioni di responsabilità debbono avere una forte componente oggettiva nel senso che laddove ci siano responsabilità comprovabili le azioni devono essere promosse, perseguite fino alla sentenza. Lo dico a lei che è un giornalista di qualità, spesso le notizie giornalistiche, ma senza per questo essere critico perché l'informazione è doverosa, si basano su elementi, come dire, non

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


completamente oggettivi, si basano su pareri si basano su opinioni e a volte determinano una aspettativa eccessiva. Con tutto questo voglio dire che laddove le responsabilità ci sono devono essere perseguite, laddove c'è soltanto un'impressione allora forse è meglio pensarci. Credo che le autorità giudiziarie venete, che sicuramente esercitano sia in sede civile che in sede penale con molta capacità la loro funzione, stiano dimostrando che occorre sempre avere una certezza prima di muoversi. Abbiamo sentito prima che il Tribunale di Milano ha condannato un fallimento per azione temeraria. Beh certamente questo è un rischio che nel Veneto non si correrà sia perché, se saranno promosse azioni immagino, penso, saranno promosse sulla base di elementi concreti sia perché laddove questi elementi non siano concreti, si tratti semplicemente di sensazioni, si tratti di semplici di voci, beh penso, spero, auspico ma ne sono certo non si eserciteranno azioni particolarmente nei confronti di precedenti amministratori. Per parlare di banche locali bisogna sempre ricordare, ma è stato detto oggi, che ci sono stati alcuni elementi veramente molto importanti che hanno danneggiato l'intero sistema bancario italiano, da un lato la crisi, dall'altro, io credo, una normativa europea che ha stretto i cordoni, ha stretto la gestione delle banche in un corridoio molto spesso difficilissimo da seguire. È vero i risparmiatori di Vicenza, i risparmiatori di Montebelluna , i risparmiatori veneti hanno perso molto con le banche cosiddette venete, ma hanno perso molto con Unicredit , hanno perso molto con altre banche nazionali e questo indipendentemente dalla gestione delle medesime banche.

Le avevo promesso di non parlare delle banche ma, dopo averla ringraziata per la sintesi che è stata abbastanza corretta, mi costringe a fare un piccolo intervento sulla parte finale perché se noi abbiamo dubbi, alcuni, cioè, di quei giornalisti che lei reputa di qualità e la ringrazio se mi ha messo tra questi, siamo molto dubbiosi sulla validità anche etica degli ultimi aumenti di capitale quando quelle nuove regole già si conoscevano e sono stati comunque chiesti soldi a soci quando gli aumenti avrebbero dovuto rispondere a normative già nuove. Comunque, esercitato il mio diritto di... replica, eccole un'altra domanda e poi chiudiamo visto che è stato molto esaustivo: una sua relatrice ha sostenuto che è sempre opportuno inserire delle clausole di manleva, di rinuncia alle azioni di responsabilità perché per quanto opinabili le reputava valide. Con questa premessa di azioni di responsabilità da instaurare, anche se hanno un esito scarso di riuscita se non sono ben documentate, perché comunque ci sarebbe l'utilità di prevedere degli accordi parasociali che evitino queste azioni a priori?

Nei casi che stiamo esaminando no, nei casi più normali quelli che riguardano le società per azioni più generali, non solo quelle bancarie, normalmente quando c'è l'ingresso di un nuovo capitale sociale chi lascia chiede di essere tenuto indenne dalle azioni di responsabilità. Oggi parliamo anche però, per stare al tema caldo che mi pare le interessi, parliamo anche delle rinunce e delle transazioni nel senso che in realtà le azioni di responsabilità quasi sempre, non so se succederà anche nei casi che le interessano, si chiudono con transazioni che sono normalmente di interesse

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


sia per chi è colpito dall'azione di responsabilità sia per chi insegue l'azione di responsabilità e queste transazioni hanno un oggetto prevalentemente economico. Io sono convinto che, e già mi pare lo dicesse il prof, Abriani (membro del Cda della Banca Popolare di Vicenza, ndr), ci sono tutta una serie di azioni in corso che troveranno una loro soddisfazione di carattere economico perché ci sarà un intervento da parte delle banche. Ma non si dimentichi che anche che nella gestione sociale interviene sempre un'assicurazione rispetto a fatti non dolosi e tenga conto che nello sceverare i fatti dolosi dai fatti colposi c'è una differenza che a volte può sfuggire a chi legge soltanto dall'esterno le azioni. Bisogna entrare nel merito, bisogna valutare. Non le posso dire di più, ma le posso dire che ci sono alcune valutazioni che vengono fatte dagli enti regolatori che stanno distinguendo chi ha danneggiato, quindi chi ha creato con dolo un danno, da chi invece ha una colpa lieve. Che cosa significa? Significa sostanzialmente chi in questo momento non ha una colpa diretta nel commettere quei fatti. Tenga conto, io non sono penalista ma c'era oggi il procuratore capo (Antonino Cappelleri, ndr) che ha fatto un intervento molto pacato e secondo me molto molto proficuo anche nell'interesse proprio dei risparmiatori o degli azionisti. Credo che questo, la colpa e il dolo, per i penalisti fa una grande differenza e allora vedrà che tra un po' di tempo le cose troveranno una loro, come dire, una loro sistemazione, possibilmente non all'italiana, possibilmente soddisfacendo i diversi interessi che si confrontano in questo caso. Ma noi oggi volevamo parlare appunto delle azioni di responsabilità in generale e ci siamo comunque riusciti.

ECONOMIA&AZIENDE

Assemblea BPVi approva azione di responsabilità con 489 sì. Parla Gianni Mion. E poi i soci: "anche contro Francesco Iorio". Fondo Atlante chiede modifiche. Alla fine interviene Fabrizio Viola Pubblichiamo qui in premessa la "Relazione illustrativa sul primo ed unico punto all'ordine del giorno" letta da Gianni Mion, presidente della Banca Popolare di Vicenza.Ore 13.55. È stata approvata ufficialmente l'azione di responsabilità, la rivalsa giudiziaria contro l'operato degli ex amministratori. Con votazione per alzata di mano hanno partecipato in totale 815 soci con le deleghe. Risultato: 489 favorevoli, il 60% dei presenti ma il 99,99% dei titoli, 2 contrari, 323 astenuti e 1 non legittimato al voto. Ha parlato in conclusione il nuovo ad Fabrizio Viola: "missione difficile, comprendo alcune

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


reazioni dei soci sui contenuti dell'azione, ma è stata costruita con raziocinio e professionalità, faremo presto per agire con ponderazione e con l'obbiettivo di essere efficaci. In Montepaschi Siena abbiamo recuperato 650 milioni. O si cambia o si rischia di morire". Di Edoardo Andrein

ore 13.00. Interviene l'avvocato Alessandro De Nicola per il Fondo Atlante, socio di maggioranza, che propone di cambiare la delibera rendendo espliciti due punti dell'azione di responsabilità: "per tutti quelli in carica in qualsiasi periodio fino a maggio 2015" e per chiarezza chiede di aggiungere: "inclusa ogni opportuna azione cautelare o revocatoria". Infine conferma il voto favorevole. ore 12.04. Spazio al susseguirsi di interventi dei soci, quaranta accreditati a parlare, tra alcune contestazioni iniziali del pubblico durante il primo intervento, alle quali ha risposto con una "frecciata" il vicepresidente BPVi, Salvatore Bragantini: "in questa sala sono state approvate tutte le scelte del vecchio cda negli anni precedenti". Ha preso la parola Riccardo Rocca di uno studio di avvocati di Milano che ha ricordato "la differenza tra deliberarle e attuarle le azioni di responsabilità ", e ha ricordato il caso passato della Telecom, chiedendo di fissare date precise e una data per arrivare al sequestro preventivo. Poi in rappresentanza di "Noi che credavamo nella BPVi" Fabio Lugano ha espresso "soddisfazione per i soci sull'azione di responsabilità, ma chiediamo di valutare anche l'allargamento degli interessati al recente dimissionario ad Francesco Iorio, perchè ha predisposto un piano aziendale che ha portato al disastro la banca". L'associazione si asterrà dalla votazione di oggi. E Luigi Ugone ha poi aggiunto: "l'azione è troppo limitata nei fatti e nel tempo, 2013-2015, è un'operazione politica e di marketing, troppi lati oscuri". Posizione sostenuta anche dall'associazione di soci don Torta che lascia libertà di scelta ai soci e chiede soprattutto di tenere in piedi i contenziosi. Quindi spazio a Giuliano Xausa del sindacato Fabi: "meglio tardi che mai per l'azione di responsabilità, ma per la banca il tempo non è più un optional: non è che forse tutto questo tempo è stato ben studiata per concludersi con un nulla di fatto? Un ingiustificabile ritardo, come per le © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


conciliazioni con i soci, invece abbiamo visto troppa celerità per esuberi e licenziamenti, ma non pagheremo noi lavoratori le colpe di altri". Mentre il socio Luca Canale ha fatto notare come non sono mai citati i nomi degli ex amministratori nel testo dell'azione "un’anomala ritrosia nel nominare Gianni Zonin e Samuela Sorato, e anche il ritardo nel presentare il piano industriale". Successivamente bagarre con l'intervento dell'avvocato Bertelle, sul quale pubblicheremo in giornata un'inchiesta sulla sua associazione. ore 10.33. È iniziata l'assemblea della Banca Popolare di Vicenza sull'azione di responsabilità, l'azione legale di risarcimento contro gli ex amministratori ed ex componenti del cda, tra cui l'ex presidente Gianni Zonin, il più citato nei commenti dei soci in attesa di accreditamento all'ingresso della Fiera di Vicenza. Sono presenti 573 persone in proprio e 240 con delega, per un totale di 820, pari al 99,35%, quindi ampiamente sopra la metà del capitale sociale. Presenti anche i rappresentanti del fondo Atlante, arrivati con un po' in ritardo. Il presidente Gianni Mion ha salutato in apertura dei lavori il nuovo ad Fabrizio Viola: "pieno supporto dei vertici aziendali per affrontare questa importante sfida". Poi Mion ha dovuto fare spesso da paciere per contenere gli interventi dei soci.

BANCHE / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE

Assemblea ordinaria degli azionisti del 13 dicembre 2016: Relazione illustrativa sul primo ed unico punto all’ordine del giorno Relazione del consiglio di amministrazione all'assemblea del 13 dicembre 2016 in merito al primo ed unico punto all'ordine del giorno (clicca qui per la cronaca aggiornata, ndr)1. Proposta di azione di responsabilità nei confronti di ex amministratori, ai sensi degli artt. 2392 e 2393 codice civile; nei confronti di ex componenti della Direzione generale, ai sensi dell'art. 2396 codice civile; nei confronti di ex sindaci, ai sensi dell'art. 2407 codice civile; e nei confronti della ex società di revisione, ai sensi dell'art. 15 del D.Lgs. n. 39/2010; informativa agli Azionisti; delibere inerenti e conseguenti. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Signori Azionisti, in merito alla proposta - di cui all'ordine del giorno - di deliberazione dell'esercizio di un'azione di responsabilità nei confronti (i) di ex amministratori, ai sensi degli artt. 2392 e 2393 c.c.; (ii) di ex componenti della direzione generale, ai sensi dell'art. 2396 c. c.; (iii) di ex sindaci, ai sensi dell'art. 2407 c. c.; e (iv) della società di revisione incaricata della revisione legale dei conti per le prestazioni svolte sino al maggio 2015, ai sensi dell'art. 15 del D.Lgs. n. 39/2010, di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. ("BPVi" o la "Banca"), il Consiglio di Amministrazione fa presente, preliminarmente, che le indagini condotte in modo analitico dalle Autorità di Vigilanza (BCE, Banca d'Italia e Consob) già forniscono un primo, significativo, quadro di irregolarità che abbracciano l'operato, nel suo insieme, dei precedenti vertici aziendali. A seguito delle suddette attività ispettive, il Consiglio di Amministrazione ha autonomamente avviato verifiche e approfondimenti, supportato da un primario studio legale che si è avvalso dell'assistenza di una società di consulenza, specializzata in verifiche di natura forensic, le cui risultanze definitive non sono ancora disponibili. A tale riguardo, si precisa che lo studio legale incaricato, anche tenuto conto del perimetro considerato dalle suddette attività ispettive, ha concentrato le analisi e le conseguenti valutazioni sulle attività svolte e sui fatti verificatisi nel periodo intercorso tra il 1 gennaio 2013 e il mese di maggio 2015, riservandosi l‘opportunità di estendere, ove richiesto dalla natura della fattispecie esaminata, dette attività anche a periodi antecedenti. Allo stato, il Consiglio si riserva di svolgere ulteriori approfondimenti circa la rappresentazione contabile dei fenomeni che hanno determinato un pregiudizio economico per la Banca, e ciò anche all'esito dei procedimenti sanzionatori promossi dalle Autorità di Vigilanza, nonché delle attività di indagine avviate dalle competenti autorità giudiziarie. In questa fase, si è quindi deciso, in attesa di definire l'esatto perimetro del complessivo quadro delle irregolarità imputabili ai precedenti vertici aziendali, di soffermarsi su quelle condotte che, sulla base delle informazioni fin qui raccolte, risultano in contrasto con i principi di sana e prudente gestione e che, pertanto, consentono alla Banca di intraprendere sin da subito l'azione di responsabilità. Il Consiglio di Amministrazione precisa, peraltro, che vi sono ulteriori profili di criticità certamente rilevanti ai fini della relativa imputazione ai cessati esponenti aziendali e forieri di autonome ragioni di grave pregiudizio al patrimonio della Banca, i quali sono già emersi all'esito delle verifiche effettuate ad oggi da parte dei consulenti della Banca. Si tratta, più precisamente, delle anomalie che hanno contraddistinto il processo di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


negoziazione delle azioni della Banca, per le quali - pur essendo ancora in corso ulteriori approfondimenti ed essendo tuttora pendenti procedimenti sanzionatori e accertamenti da parte, rispettivamente, delle Autorità di Vigilanza e della magistratura inquirente - le verifiche sin qui svolte consentono di ritenere fondata l'imputazione a detti soggetti di significative violazioni degli obblighi di condotta che la legge pone a loro carico. Anche su questi profili, pertanto, si propone sin d'ora di deliberare l'esercizio dell'azione di responsabilità, laddove l'esito di dette verifiche dovesse confermarne l'opportunità. ***** Una prima fattispecie censurabile riscontrata riguarda gli investimenti effettuati tra il 2012 e il 2013 da BPVi e dalla controllata BPVi Finance nei fondi "Optimun Evolution Multi Strategy I-II" e "Athena Capital Balanced Fund" (nel seguito, i "Fondi Athena e Optimum"), per un importo complessivo di circa 350 milioni di Euro. L'analisi ha messo in luce l'elevato grado di imprudenza e opacità che ha caratterizzato l'utilizzo di così ingenti risorse economiche della Banca. In particolare, è stato rilevato che la decisione di effettuare tali investimenti è stata assunta in assenza di adeguata istruttoria e senza che il consiglio di amministrazione in carica all'epoca - che pure, negli anni, nonostante i flussi informativi si fossero limitati alla comunicazione del solo nozionale degli investimenti sottoscritti, aveva incrementato la consistenza e il profilo di rischio dei fondi - avesse mai richiesto verifiche di sorta. Inoltre, le operazioni effettuate non risultano coerenti con i livelli di rischio previsti nelle linee guida sugli investimenti approvate dal consiglio di amministrazione, atteso che - come emerso dagli accertamenti svolti dalle funzioni interne della Banca - i Fondi Athena e Optimum erano stati impiegati i) per finanziare, attraverso la sottoscrizione di strumenti finanziari di debito (c.d. "private placement") di nuova emissione, società caratterizzate da basso merito creditizio e appartenenti a gruppi già pesantemente esposti con la Banca, ii) per acquistare ingenti partecipazioni in altrettante società appartenenti agli stessi gruppi indebitati con la Banca, nonché iii) per acquistare azioni BPVi. Alla luce delle verifiche effettuate, pertanto, è stata riscontrata la sussistenza di profili specifici di responsabilità imputabili, oltre che ai manager che hanno direttamente condotto e gestito gli investimenti, anche a componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale in carica all'epoca dei fatti. Quanto al danno, l'utilizzo del plafond stanziato dal consiglio di amministrazione ha cagionato un evidente pregiudizio alla Banca. Al riguardo, avuta conoscenza della composizione degli asset sottostanti i predetti fondi, le competenti funzioni aziendali della Banca hanno provveduto alla disamina delle posizioni detenute nei fondi in oggetto, dalla quale è emerso che gli investimenti nei tre fondi, alla data del 30 giugno 2015, avevano determinato per il Gruppo una perdita di 103,2 milioni di Euro rispetto al valore dell'investimento iniziale. Alla luce di ciò, sono state avviate delle trattative, alcune delle quali sono ancora in corso, con i gestori dei fondi, volte a trovare soluzioni per rientrare o, quanto meno, limitare l'ingente perdita. In particolare, con riferimento al Fondo "Athena Balanced Fund", all'inizio del 2016 è stato sottoscritto un accordo transattivo, in forza del quale la Banca (che già aveva ricevuto un parziale rimborso di 30 milioni di Euro dal fondo) ha ottenuto la restituzione, a fronte del totale disinvestimento, di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ulteriori Euro 34 milioni, oltre ad azioni della Banca stessa detenute dal fondo (n. 258.533 azioni). Il pregiudizio economico in capo alla Banca (a titolo di solo "danno emergente"), e limitatamente al Fondo "Athena Balanced Fund", può perciò essere quantificato in circa 33 milioni di Euro, rispetto a un investimento iniziale di 100 milioni di Euro. Al contempo, nelle more delle trattative in corso con il gestore dei fondi "Optimum Multistrategy I e II", l'investimento complessivo iniziale (di BPVi e di BPVi Finance) in tali fondi, pari ad Euro 250 milioni, è stato significativamente svalutato (per circa 115 milioni di Euro) e iscritto nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2015 per un importo pari a circa 135 milioni di Euro (circa 90 milioni di Euro per BPVI Finance e circa 45 milioni di Euro per BPVi). Nel bilancio semestrale consolidato al 30 giugno 2016, l'investimento nei fondi "Optimum Multistrategy I e II" è stato oggetto di ulteriore svalutazione per complessivi 23,6 milioni di Euro (circa 6,2 milioni di Euro per BPVi e circa 17,4 milioni di Euro per BPVI Finance). ***** In secondo luogo, le dimensioni della crisi aziendale in cui BPVi si è vista coinvolta hanno indotto il Consiglio di Amministrazione - con l'ausilio delle funzioni interne e dei consulenti legali incaricati - a promuovere un approfondimento sulla politica creditizia attuata dalla Banca a partire dal 2011 e fino al maggio 2015. Approfondimento che, benché ancora in itinere, ha già messo in luce gravi e reiterate irregolarità nella gestione dei rischi connessi all'erogazione del credito, riconducibili a una valutazione spesso incompleta, superficiale o erronea del merito creditizio. L'analisi è stata svolta su di un campione di operazioni creditizie di valore superiore a 5 milioni di Euro, ovvero a 1 milione di Euro nel caso di operazioni con esponenti bancari ex art. 136 TUB, e classificate, alla data del 31 dicembre 2015, come "incaglio" o "sofferenza". Le indicazioni emerse dall'analisi statistica sono in sé sintomatiche di un'attività creditizia priva di gradualità nell'incremento dei volumi e carente nelle cautele adottate nel frazionamento delle erogazioni, che ha determinato l'anomala - in controtendenza con il trend del sistema bancario nel periodo di riferimento - crescita degli impieghi, cui ha fatto seguito, a partire dall'esercizio 2013, il progressivo aumento delle rettifiche sui crediti. Emblematica, a questo riguardo, è la circostanza che, sul campione di operazioni creditizie esaminato, risultino crediti deteriorati (tra incagli e sofferenze) per circa 3,4 miliardi di Euro. Nello specifico, l'analisi fin qui condotta ha evidenziato profili di irregolarità nella gestione di talune rilevanti posizioni creditizie, in alcuni casi sottoposte direttamente all'attenzione del consiglio di amministrazione in carica all'epoca dei fatti. È stato infatti accertato che la Banca ha fornito sostegno finanziario a investimenti immobiliari e mobiliari, pur a fronte di apporti di capitale, da parte dei beneficiari, nulli o, comunque, marginali, con la conseguenza di dover in tal modo sopportare l'intero rischio connesso. Inoltre, i finanziamenti sono stati di frequente concessi a soggetti sprovvisti di rating o con rating negativo, all'esito di istruttorie di tenore meramente descrittivo e spesso carenti di analisi sulla capacità di rimborso dei beneficiari o caratterizzate dall'assenza di idonee garanzie. Tali anomalie hanno interessato anche operazioni creditizie a favore di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


esponenti aziendali, ivi inclusi ex consiglieri di amministrazione. Sotto questo profilo, non possono quindi escludersi situazioni di violazione della disciplina in materia di conflitto di interessi. Dall'esame a campione fin qui svolto risulta che la politica creditizia attuata dalla Banca fino al maggio 2015 ha cagionato un ingente pregiudizio al patrimonio di BPVi, la cui quantificazione definitiva potrà essere fornita in termini puntuali anche in corso di causa, eventualmente con il contributo di un esperto in materia contabile-finanziaria. ***** Emblematica delle gravi criticità che emergono dalla ricostruzione della politica degli impieghi da parte della precedente gestione (e, in generale, di una gestione imprudente della Banca) è l'operazione San Marco, posta in essere dai precedenti vertici aziendali con il dichiarato intento di aprire una filiale della Banca a Cortina d'Ampezzo. Tale operazione ha visto la Banca dapprima (nel luglio 2011) fornire sostegno finanziario per un importo pari a Euro 20 milioni a favore di una società (la Anpezo S.r.l., poi divenuta San Marco S.r.l.) del tutto priva di capacità reddituale, per l'acquisto e la ristrutturazione di un complesso alberghiero sito in Cortina d'Ampezzo, all'interno del quale sarebbe dovuta sorgere la filiale BPVi; e, in un secondo momento (nell'ottobre 2013), acquisire una quota del capitale sociale in San Marco S.r.l. per accelerare il perfezionamento del progetto immobiliare. Da un punto di vista generale, l'esame dell'operazione ha disvelato l'unità di intenti dell'ex direttore generale e di ex consiglieri di amministrazione nel voler perfezionare un'operazione che, nella logica prudenziale che deve presiedere la gestione di una banca, non può trovare giustificazione nella volontà di aprire una filiale. In particolare, la Banca si trova oggi ad affrontare le conseguenze di un finanziamento accordato a una società non meritevole di credito, messa nelle condizioni di acquistare e restaurare il complesso alberghiero grazie alla sola leva finanziaria. Conseguenze che hanno da ultimo costretto la Banca - nell'ottica di attenuare il danno - a: (i) partecipare, nel 2015, alla ricapitalizzazione della società volta sia a dare copertura alle perdite complessive risultanti dal bilancio 2014 - non coperte da riserve - sia ad effettuare un versamento in conto capitale idoneo ad assicurare la continuità aziendale per l'esercizio 2015; e (ii) incrementare ulteriormente la propria quota nel capitale sociale di San Marco S.r.l., compensando il credito vantato verso quest'ultima con il debito da conferimento derivante dalla sottoscrizione, per pari importo, dell'aumento di capitale deliberato dalla stessa San Marco S.r.l. nel 2016 (per coprire le ulteriori perdite al 31 gennaio 2015). Per tali ragioni, sono stati individuati degli specifici profili di responsabilità a carico dell'ex direttore generale, dott. Samuele Sorato, e di ex consiglieri di amministrazione, per aver assunto le decisioni relative all'operazione in parola, in violazione degli obblighi di agire informato e di sana e prudente gestione, nonché di ex sindaci, per aver tenuto un comportamento di colpevole accondiscendenza rispetto all'operato degli amministratori, pur essendo stato evidente l'elevato tasso di rischio connesso all'operazione. ***** Le oggettive irregolarità sopra indicate si aggiungono ai molteplici profili di criticità e di anomalia riscontrati anche all'esito degli accertamenti ispettivi condotti dalle Autorità di Vigilanza (Banca d'Italia e Consob), con particolare

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


riferimento al processo di negoziazione delle azioni di BPVi. Meritano particolare attenzione i rilievi che riguardano i) la diffusione del fenomeno del c.d. "capitale finanziato", intesa come quella prassi di assicurare, con varie modalità, forme di agevolazione e sostegno finanziario ai clienti della Banca ai fini dell'acquisto o della sottoscrizione delle azioni BPVi, nonché ii) le anomalie nella negoziazione delle azioni BPVi, vuoi - in particolare - con riferimento alla gestione degli ordini di vendita, vuoi con riferimento all'osservanza delle norme di comportamento a carico dell'intermediario in materia di investimenti e di gestione dei portafogli. Inoltre, le Autorità di Vigilanza hanno espresso riserve circa le modalità di determinazione del prezzo delle azioni nel 2013 e 2014, anni in cui la Banca ha posto in essere le operazioni di aumento di capitale. Queste specifiche aree sono state oggetto di procedimenti sanzionatori promossi dalle Autorità di Vigilanza, tuttora in corso, e non si può escludere che possano essere oggetto di ulteriori future contestazioni. Alla luce anche delle contestazioni formulate dalle Autorità competenti, questo Consiglio precisa che le fattispecie e i comportamenti (commissivi e omissivi) imputabili ai precedenti vertici aziendali saranno valutati e considerati con particolare attenzione nella prospettiva, anche all'esito delle verifiche ancora in corso e dei procedimenti pendenti ed in via di conclusione, di avviare anche su questi aspetti specifiche iniziative risarcitorie, ai sensi degli artt. 2392, 2393, 2396, 2407 c.c. e/o delle altre disposizioni di legge e regolamentari applicabili, che si chiede sin d'ora di voler deliberare. ***** Il quadro che emerge dagli accertamenti sin qui effettuati, anche alla luce delle risultanze delle verifiche ispettive condotte dalle Autorità competenti, è dunque sintomatico di irregolarità gestorie, conseguenze di un assetto organizzativo deficitario, che integrano profili di responsabilità anzitutto nei confronti di precedenti componenti della direzione generale (inclusi quindi, oltre ad ex direttori generali, anche ex vice-direttori generali), per una serie di comportamenti (connotati da colpa grave, se non addirittura da dolo) in violazione dei doveri di sana e prudente gestione. In secondo luogo, emergono gravi profili di responsabilità (seppur con le dovute differenziazioni in relazione al ruolo e all'arco temporale di permanenza in carica) in capo ad ex componenti del consiglio di amministrazione, ivi inclusi amministratori non esecutivi, i quali, pur in presenza di inequivocabili indici sintomatici delle gravi irregolarità sopra evidenziate, sono rimasti colpevolmente inerti laddove avrebbero dovuto attivarsi per evitare il verificarsi o l'aggravarsi degli eventi pregiudizievoli; nonché di precedenti membri del collegio sindacale, per la reiterata violazione dei doveri di controllo, informazione e/o intervento, che, se correttamente adempiuti, avrebbero permesso (quantomeno) di limitare i danni cagionati alla Banca dalle illecite condotte menzionate. Quanto all'ammontare dei danni, non è possibile né opportuno - allo stato fornirne una quantificazione puntuale, considerato che occorre attendere l'esito dei procedimenti sanzionatori per un più compiuto apprezzamento delle grandezze anche con riferimento ai rischi legali (compresi quelli rivenienti da contenziosi promossi o che dovessero essere promossi da soci o ex soci) cui la Banca è, o potrebbe essere in futuro, esposta in dipendenza degli elementi di criticità riscontrati. Ciò premesso, considerando anche il pregiudizio riconducibile alle © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


irregolarità emerse nel comparto del credito (tutt'ora in fase di approfondimento) e con riferimento agli investimenti nei fondi Athena e Optimum, si può ragionevolmente stimare il danno attuale che ha subito il patrimonio della Banca nell'ordine di diverse centinaia di milioni di Euro, sul presupposto che la quantificazione di tale danno andrà verosimilmente incrementandosi in sede giudiziale, tenuto conto sia del danno potenziale legato ai fatti che, per le ragioni di cui sopra, potranno essere addebitati ad esito degli approfondimenti in atto, sia - in ogni caso - dell'ingente danno reputazionale subito dalla Banca, che ha determinato la grave perdita di raccolta dalla clientela. Pertanto, tenendo presente le risultanze degli approfondimenti fin qui effettuati, fermi il possibile ampliamento del perimetro delle contestazioni all'esito degli accertamenti in itinere e la necessità di una puntuale verifica dei presupposti della fattispecie di responsabilità per ciascuna singola posizione/operazione, il Consiglio di Amministrazione della Banca attualmente in carica ritiene che sussistano sufficienti e fondati elementi per promuovere l'azione di responsabilità, ai sensi degli artt. 2392, 2393, 2396, 2407 c.c. e/o di ogni altra iniziativa risarcitoria e/o di regresso e rivalsa, nei confronti di ex direttori generali e di ex vice direttori generali, di ex amministratori esecutivi e non esecutivi (incluso il Presidente del Consiglio di Amministrazione), nonché di ex sindaci, in carica nel periodo intercorrente tra il 1 gennaio 2013 e il mese di maggio 2015 - o in un diverso e più ampio periodo anteriore da considerarsi in base alle evidenze già emerse, nonché ai fatti che verranno contestati - tenendo conto del ruolo rispettivamente ricoperto e dell'arco temporale in cui è stata ricoperta la carica da ciascuno di essi. Con riferimento alle prestazioni svolte dalla società di revisione sino al maggio 2015, l'attività di verifica, allo stato, non ha ancora approfondito compiutamente l'analisi sulla possibile responsabilità di detta società (e delle persone fisiche che hanno collaborato nella revisione) in relazione al mancato rispetto da parte della società di revisione de qua degli obblighi di legge in subiecta materia, così come integrati dall'applicazione dei principi di revisione. Ciò nonostante, la natura delle violazioni sin qui emerse lascia già intravedere possibili profili di responsabilità anche in capo alla società all'epoca incaricata della revisione legale dei conti, KPMG S.p.A., nonché nei confronti delle persone che hanno collaborato nella revisione - così come previsto dall'art. 15 del D. Lgs. 39/2010 - per violazione dei doveri imposti a loro carico nello svolgimento dell'incarico ricevuto. Ciò posto, considerata altresì la possibilità che le indagini condotte dalle autorità inquirenti - dotate di poteri ben più efficaci di quelli a disposizione della Banca e dei suoi consulenti - facciano emergere specifici profili di responsabilità anche a carico della società di revisione, si chiede che l'Assemblea prenda atto e, per quanto occorrer possa, autorizzi la possibilità di agire a titolo di responsabilità anche nei confronti dei detti soggetti e, nel caso, anche con separata e successiva azione di responsabilità ex art. 15 del D. Lgs. 39/2010 e art. 2393 c.c.. ***** Alla luce dei rilievi che precedono, il Consiglio di Amministrazione della Banca ritiene, sulla base delle indicazioni ricevute dai consulenti e a seguito di un proprio autonomo apprezzamento, che sussistano i presupposti di legge per promuovere l'azione sociale di responsabilità, ai sensi degli artt. 2392, 2393, 2396, 2407 cod. civ., nonché ogni altra iniziativa opportuna

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


(anche in via di rivalsa o regresso) nei confronti di ex componenti della direzione generale (inclusi, oltre ad ex direttori generali, anche ex vicedirettori generali), di ex amministratori, esecutivi e non esecutivi (incluso il Presidente del Consiglio di amministrazione), nonché di ex sindaci, in carica nel periodo intercorrente tra il 1 gennaio 2013 e il mese di maggio 2015 - o in un diverso e più ampio periodo anteriore da considerarsi in base alle evidenze già emerse, nonché ai fatti che verranno contestati - finalizzata al risarcimento di ogni danno, patrimoniale e non (anche di natura reputazionale), patito e patiendo, che la Banca dovesse subire o aver subito per effetto o in conseguenza della avvenuta violazione da parte degli anzidetti esponenti aziendali e componenti dell'organo di gestione e di quello di controllo, nel periodo in cui hanno rivestito le rispettive cariche, degli obblighi, per quanto di rispettiva competenza, di cui agli articoli 2381, 2391, 2391 bis, 2392, 2396, 2403, 2403 bis, 2407 cod. civ., nonché di ogni altra disposizione di legge o regolamentare che disciplina le regole di condotta cui gli appartenenti alla direzione generale, gli amministratori e i sindaci devono improntare il proprio operato, nonché di ogni altra disposizione normativa applicabile, ivi incluso l'art. 2043 cod. civ. e, così, in via esemplificativa e non esaustiva, di tutti i danni, patrimoniali e non, anche di natura reputazionale, conseguenza: dell'investimento nei Fondi Athena Capital Balanced Fund e Optimum Evolution Multistrategy I -II; dell'erogazione di finanziamenti e/o di altre forme di sostegno finanziario accordate a soggetti privi di merito creditizio, in stato di difficoltà finanziaria e/o, comunque, in assenza di adeguate garanzie a presidio di tali affidamenti e, più in generale, di ogni danno patrimoniale e non, connesso all'attività di erogazione del credito (e così, a titolo esemplificativo, quelli subiti in conseguenza dei finanziamenti accordati a Lujan S.p.A. e San Marco S.r.l.); delle violazioni, delle carenze (anche di natura organizzativa), delle anomalie e/o delle irregolarità imputabili a ex componenti della direzione generale (inclusi, oltre ad ex direttori generali, anche ex vice-direttori generali), a ex amministratori, esecutivi e non esecutivi (incluso il Presidente del Consiglio di amministrazione), nonché a ex sindaci, in carica nel periodo intercorrente tra il 1 gennaio 2013 e il mese di maggio 2015 o in un diverso e più ampio periodo anteriore da considerarsi in base alle evidenze già emerse, nonché ai fatti che verranno contestati dalle Autorità competenti incluse quelle Giudiziarie - tra cui gli importi che la Banca fosse tenuta a riconoscere a terzi all'esito dei giudizi promossi in relazione a dette violazioni e/o anomalie; degli esborsi che la Banca fosse tenuta a sostenere in conseguenza delle sanzioni che le Autorità competenti, incluse quelle Giudiziarie, commineranno o hanno già comminato a ex organi di gestione, amministrazione, direzione e controllo, o alla Banca medesima, all'esito dei procedimenti sanzionatori e/o giudiziari già avviati o che dovessero essere avviati. Quanto alla possibile estensione del perimetro delle condotte imputabili ai summenzionati esponenti aziendali e componenti degli organi sociali della Banca in dipendenza dell'accertamento di ulteriori aree di criticità (a titolo esemplificativo e non esaustivo, quelle evidenziate nel paragrafo a pagina 5 e pagina 6, relativo alle attività ispettive), il Consiglio precisa che l'esito dei procedimenti sanzionatori e delle indagini tuttora in corso potrebbe fornire

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


un quadro informativo ancora più preciso al riguardo, atteso - con specifico riferimento alle iniziative in gestazione sul versante penale - che le autorità inquirenti sono dotate di mezzi d'indagine molto più efficacidi quelli a disposizione della Banca e dei suoi consulenti. Con la conseguenza che tali evidenze potranno senza ombra di dubbio integrare il quadro degli illeciti a fondamento della domanda risarcitoria. ***** Vicenza, 3 dicembre 2016 Per il Consiglio di Amministrazione f.to Il Presidente, Gianni Mion

BANCHE / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE

Fatto grave in assemblea BPVi: l'avvocato Renato Bertelle fa il populista pro domo sua e non accetta limiti a un intervento a cui non si era iscritto. E lo fa in nome di un'associazione a dir poco "obsoleta" se non più esistente «Fatto grave in assemblea: l'avvocato Renato Bertelle fa il populista pro domo sua e non accetta limiti a intervento a cui non si era iscritto. E lo fa in nome di un'associazione a dir poco "obsoleta" se non più esistente»: riassumiamo così col titolo l'intervento contro ogni regola dell'assemblea odierna della BPVi sull'azione di responsabilità contro i precedenti amministratori e dirigenti (clicca qui per la cronaca aggiornata in tempo reale, ndr) dell'avvocato Renato Bertelle non tanto per la lunghezza dell'intervento, andato ben al di là di quello riservato a tutti i soci anche se sinceramente insufficiente a raccogliere le drammatiche riflessioni di chi è stato espropriato dalla gestione dei Cda della Banca Popolare di Vicenza a guida Gianni Zonin, quanto per aver parlato senza essersi iscritto a farlo e usando come cuneo l'iscritto Ugo Zerbato, l'unico membro del consiglio direttivo che ci risulti rimasto con lui nella sedicente "Associazione Nazionale Azionisti Banca Popolare di Vicenza". Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di questa associazione l'avvocato Bertelle si dice presidente pur continuando a fare il legale e l'ha utilizzata anche e insieme al sindaco Achille Variati per organizzare il convegno del 26 novembre come da noi svelato. Quanto successo è particolarmente grave anche per eventuali riflessi sulla validità dell'assemblea stessa non per quanto Bertelle ha detto, anche se sa tanto del populismo oggi in voga visto che contraddice anche le tesi da lui sostenute in passato e che oggi dimentica per richiamare "popolo" alla sua corte, ma per come un avvocato intenda il significato di legalità, quella a cui richiama gli altri, impossessandosi del microfono senza essere iscritto a parlare e per come lo faccia a nome di un'associazione di soci di fatto operativamente inesistente. Torneremo dopo l'assemblea a fornire i dettagli sulla "storia" della sua sedicente "Associazione Nazionale Azionisti Banca Popolare di Vicenza", cosa a cui non volevamo arrivare per non agevoalre "qualcuno" a generalizzare nel mondo dei difensori dei legittimi interessi. Ma se per tutelare i propri legittimi interessi, traditi da chi si è fatto beffa della loro fiducia, come urlava oggi un socio truffato, oggi i soci sono costretti a guardarsi intorno anche per scegliere chi li possa meglio rappresentare, ecco siamo al fondo del degrado di Vicenza e della sua area, oltre che della sua anima.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Alessandro De Nicola per Quaestio emenda la proposta del Cda BPVi e chiede l'estensione dell'azione di responsabilità a tutti gli anni fino a maggio 2015 e a possibili revocatorie (Approvata ufficialmente l'azione di responsabilità, qui la cronaca aggiornata in tempo reale).

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Alessandro De Nicola per Quaestio Sgr, a cui fa capo il Fondo Atlante, il proprietario unico di fatto della nuova Banca Popolare di Vicenza, i cui precedenti oltre 118.000 soci sono di fatto stati azzerati prima dal crac della gestione a guida dei cda di Gianni Zonin e poi dai passi successivi dell'era legata al nome di Francesco Iorio, ha fatto sue, sintetizzandole, alcune richieste dell'assemblea odierna, 13 dicembre 2016, che delibera sull'azione di responsabilità contro gli ex responsabili della gestione della BPVi, e ha emendato, chiarendola e completandola, la proposta del Cda del BPVi. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

L'avv. De Nicola ha chiesto, quindi, di estendere esplicitamente il periodo di interesse a tutti gli anni "non prescritti" antecedenti alla data di maggio 2015 e ha incluso negli atti da attivare possibili richieste di revocatoria di passaggi di proprietà (con implicito riferimento alle donazioni dell'ex presidente della ex Popolare vicentina). Il rappresentante di Quaestio ergo Atlante non ha, invece, recepito l'istanza generale di estendere le azioni legali anche al periodo successivo a maggio 2015, quello gestito da Francesco Iorio.

POLITICA

Società partecipate, senzatetto, circhi e autovelox: le decisioni della Giunta di Vicenza Dopo Giunta scaglionato, oggi 13 dicembre a Palazzo Trissino: gli assessori del Comune di Vicenza Cavalieri, Sala, Zanetti e il sindaco Variati hanno divulgato quanto deciso dall’Amministrazione comunale. Michela Cavalieri, assessore alle Risorse economiche e alle politiche del lavoro, ha presentato il report sul monitoraggio delle società partecipate del Comune. Per quanto riguarda il primo semestre del 2016, Cavalieri ha espresso soddisfazione: “i risultati che emergono” ha detto, “descrivono società sane, non in perdita, grazie ad un lavoro di razionalizzazione e di gestione soddisfacente. AIM e Acque vicentine presentano una situazione positiva, in particolare AIM." Di Piero Casentini

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Per quanto riguarda il College Valmarana Morosini” ha concluso Cavalieri, “è recentemente pervenuta una proposta d’acquisto dell’intero pacchetto azionario. Valuteremo pubblicamente l’offerta economica migliore”. Isabella Sala, assessore alla Comunità e alle famiglie, ha presentato gli ultimi aggiornamenti sul tema dell’accoglienza delle persone senza fissa dimora. “Con il freddo la situazione è diventata più critica” ha detto Sala, “abbiamo individuato un’area comunale in via Framarin dove saranno a breve posizionate tre casette mobili dove i senzatetto potranno passare la notte. Ogni modulo può ospitare fino a cinque persone, attualmente non sono riscaldate ma stiamo valutando la possibilità di allacciare la corrente elettrica”. Sala ha ricordato che nei locali della stazione ferroviaria è presente un’area simile, servita da bagni chimici. “Sono interventi salvavita” ha concluso, “messi a punto per superare l’inverno”. Filippo Zanetti, assessore alla Semplificazione e innovazione, ha descritto il regolamento dell’attività circense che passerà alla valutazione del Consiglio comunale. “Sono cambiate le norme di presentazione delle domande, ma soprattutto” ha detto Zanetti, “abbiamo irrigidito le norme a tutela dei diritti degli animali. Il regolamento è stato sviluppato con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato ed inoltre è stato vagliato da Enpa. La normativa nazionale” ha concluso Zanetti, “non permette di vietare gli spettacoli circensi con animali”. Il sindaco Achille Variati, infine, ha annunciato che da domani saranno attivi i due autovelox installati su entrambe le corsie di marcia di via Aldo Moro, in fasce orarie modificate di giorno in giorno dal comando di Polizia locale. “Il Comune non vuole fare cassa” ha precisato Variati, “ma ricondurre gli automobilisti al rispetto delle regole, così da evitare pericoli”. Di seguito ulteriori informazioni da parte del Comune di Vicenza La giunta ha licenziato oggi il testo del nuovo regolamento per l'esercizio dell'attività circense che sarà sottoposto al voto consiliare. “Il testo che abbiamo adottato oggi disciplina l'attività dei circhi in modo più esauriente rispetto a quanto previsto dal vigente regolamento comunale sui parchi divertimenti – ha dichiarato l'assessore alla semplificazione e innovazione Filippo Zanetti –. L'esigenza primaria che ha portato alla definizione del nuovo regolamento era quella di definire una normativa che tutelasse nel miglior modo possibile la detenzione degli animali da spettacolo viaggiante, anche alla luce del fatto che la legge non prevede la possibilità di vietare circhi con la presenza di animali. Ci siamo conformati, quindi, a quanto disposto dalla disciplina europea e dalle linee guida CITES del Ministero dell'Ambiente per le strutture che intendono detenere animali da utilizzare

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


negli spettacoli”. Nel nuovo regolamento vengono, inoltre, stabiliti con precisione i periodi di permanenza dei circhi all'interno del territorio comunale e, precisamente, nell'area ex foro boario: in primavera, dall'1 febbraio al 15 aprile, sarà possibile ospitare i circhi di piccole dimensioni, mentre in autunno, dall'1 ottobre al 15 dicembre, quelli più grandi. Sono, poi, ridotti da 6 a 4 mesi prima, anziché da 15 a 9, i termini di presentazione (obbligatoriamente on line) delle domande in modo da evitare tempi di programmazione troppo lunghi e scongiurare, così, il rischio di disdette e rinunce. Nella valutazione delle istanze, secondo criteri della rotazione e della novità, non saranno prese in considerazione domande da parte di circhi che nelle precedenti edizioni hanno ricevuto sanzioni disciplinari. “Il testo del regolamento è stato elaborato insieme al servizio veterinario dell'Ulss n. 6 e al Corpo Forestale dello Stato, che ringrazio – ha precisato l'assessore Zanetti –. È stato, inoltre chiesto, un parere all'Enpa nazionale che, oltre a suggerirci alcune modifiche utili ad adeguare alcuni articoli alla normativa europea, ci ha manifestato il suo apprezzamento per come è stato stilato il regolamento”. Da domani, mercoledì 14 dicembre, le telecamere per il controllo elettronico della velocità installate in via Aldo Moro entrano in funzione. Ciò significa che chi non rispetterà il limite di velocità dei 90 chilometri orari previsto per entrambi i sensi di marcia potrà essere fotografato e sanzionato. “Non ci interessa fare cassa con questi strumenti – dichiara il sindaco Achille Variati – , e per questo motivo le telecamere per ora saranno attivate in determinate fasce orarie stabilite dal comando e non 24 ore su 24, ma vogliamo che gli automobilisti siano prudenti e rispettosi del codice della strada. Il nostro obiettivo è contenere il rischio di incidenti, a maggior ragione in questo periodo di gelate invernali in cui il fondo stradale può risultare scivoloso. Durante la sperimentazione delle telecamere sono stati rilevati dai duecento ai trecento sforamenti giornalieri del limite di velocità. Mi auguro che da domani gli automobilisti rinuncino a correre ai 100 all'ora percorrendo via Aldo Moro. Da parte nostra, accanto alla segnaletica già molto evidente e conforme alle norme, aggiungeremo a breve ulteriori cartelli perché sia ancora più chiara la presenza delle telecamere, ma le regole vanno rispettate per la sicurezza propria e degli altri utenti della strada”. Come ricordato dal comandante della polizia locale Cristiano Rosini, per chi supera il limite di velocità fino a un massimo di 10 chilometri orari, è prevista una sanzione amministrativa che va da un minino di 41 euro a un massimo di 169 euro; per chi supera il limite di velocità oltre i 10 fino a un massimo di 40 chilometri orari, una sanzione amministrativa che va da un minimo di 169 euro a un massimo di 679 euro e la decurtazione di 3 punti della patente; per chi supera il limite di velocità oltre i 40 fino a un massimo di 60 chilometri orari, una sanzione amministrativa che va da un minimo di 531 euro a un massimo di 2.125 euro, la sospensione della patente di guida da 1 a 3 mesi e la decurtazione di 6 punti; per chi supera il limite di velocità oltre i 60 chilometri orari, una sanzione amministrativa che va da un minimo di 828 euro a un massimo di 3.313 euro, la sospensione della patente di guida da 6 a 12 mesi e la decurtazione di 10 punti.

BANCHE

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Gianni Zonin su azione di responsabilità: "Ho operato con dedizione, correttezza e onestà" Gianni Zonin, ex presidente di Banca Popolare di Vicenza, dichiara: “Prendo atto di quanto deliberato oggi dall’Assemblea degli Azionisti di Banca Popolare di Vicenza in merito all’azione di responsabilità verso gli ex-vertici, che costituisce la naturale soluzione per l’accertamento delle responsabilità gestionali che hanno inciso sulla utile gestione di BPVI. L’azione da me promossa e notificata il 6 dicembre scorso dinnanzi al Tribunale delle Imprese di Venezia va esattamente nella stessa direzione: avere una sede giudiziaria che possa obiettivamente accertare le cause e le responsabilità della situazione attuale è interesse degli azionisti e della comunità, con l’estensione anche alla gestione successiva alle mie dimissioni, come da molti raccomandato". Di Redazione VicenzaPiù

"Ritengo in tutta coscienza di avere operato in tutti questi anni con dedizione, correttezza e onestà nell’interesse della Banca e della comunità di cui questa Banca è stata per anni motore economico e sociale, con la distribuzione ai soci per 17 anni consecutivi sotto la mia Presidenza di consistenti utili conseguenti alla gestione profittevole. Per questo motivo, come già esplicitato anche nell’atto sopracitato e in altre sedi, sono a piena disposizione degli inquirenti per chiarire la mia posizione in riferimento a tutte le contestazioni dinanzi alla autorità regolatrici. Ho piena fiducia nel lavoro della magistratura e spero nell’interesse dei risparmiatori, degli indagati e delle comunità coinvolte che si faccia definitiva chiarezza su quanto accaduto a Banca Popolare di Vicenza da parte chi può meglio ricostruire quanto è avvenuto nei mesi successivi alle mie dimissioni”.

ECONOMIA&AZIENDE

Assemblea BPVi con approvazione

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dell'azione di responsabilità, l'intervento della socia indignata Maria Grancan L’assemblea della Banca Popolare di Vicenza, svoltasi oggi 13 dicembre, ha portato all’approvazione dell’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori per il loro operato (che VicenzaPiù ha seguito e aggiornato in tempo reale). Diversi gli interventi dei soci (che a breve pubblicheremo integralmente, ndr), e qui evidenziamo quello della signora Grancan Maria, socia truffata come molti altri che al meglio riassume i motivi dell’indignazione che ha portato lei e gli altri soci a parlare davanti a quel microfono. “Se fossimo in Giappone i responsabili di questo scempio si sarebbero presentati davanti ai soci e avrebbero fatto ‘harakiri’ (forma di suicidio di antiche origini, praticato in Giappone dai samurai che prevedeva di infliggersi un colpo di arma da taglio al ventre per espiare una vergogna per colpe esclusivamente proprie o per gravi errori, ndr). Di Sara Todisco

Da noi si premiano con compensi e buone uscite milionarie”. Un esordio forte quello con cui la socia si rivolge alla tavolata del presidente Gianni Mion & co. Poi continua con l’elenco dei misfatti della malagestio della Banca Popolare guidata da Gianni Zonin, ma prima cerca lo sguardo di Mion: lo vuole guardare in faccia per poi continuare. “Rivogliamo i nostri risparmi, non c’è altro da dire” continua la signora Grancan. “Noi non abbiamo perso, noi siamo stati derubati! Avevamo investito con fiducia, quella fiducia nella parola data: per un vicentino è sacra”. Ha le idee chiare anche sul futura la socia: “andremo casa per casa noi vicentini per i nostri sudati risparmi, senza aspettare Cappelleri né gli avvocati!”. Il resto dell’intervento nel video di VicenzaPiù.Tv.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Assemblea BPVi per l'approvazione dell'azione di responsabilità: il video documento con tutti gli interventi di soci, associazioni e Fabi Aggiornamento al lancio delle 23.15 del video parziale del 13

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dicembre ora pubblicato in maniera integrale. Sono stato una quarantina, tra cui molti soci singoli, vari rappresentanti di associazioni vere o "abortite" (ogni allusione a quella di Renato Bertelle non è puramente casuale e a breve questo fatto apparirà chiaro a tutti, ndr), alcuni avvocati e professionisti e un solo sindacalista, Giuliano Xausa di Fabi, a intervenire mercoledì 13 dicembre all’Assemblea della Banca Popolare di Vicenza in cui è stata approvata l'azione di responsabilità (seguita da noi con aggiornamenti in tempo reale). Sono stati messi loro a disposizione 3 minuti ad intervento, il più delle volte però ampiamente sforati in un exploit di indignazione. Favorevoli all’azione di responsabilità i più hanno fatto la dichiarazione di voto, per poi lasciarsi andare ad uno sfogo più o meno diplomatico dato dalla rabbia dell’essere stati truffati. Di Pietro Cotròn

Nell’intervento riassuntivo della socia indignata Maria Grancan si trovano i concetti espressi dalla maggioranza: al di là dei sentimenti di frustrazione e indignazione c’è la voglia di riscatto, di riavere quello che è stato “rubato, e non perso” cioè i risparmi di vicentini lavoratori da una vita affidati ad una Banca del territorio, del popolo. Che ha tradito l’uno e l’altro. Alla guida della Banca e degli interventi Gianni Mion che ha cercato di moderare e limitare, quando reputato necessario, gli interventi più dirompenti, tra cui uno, indignato, dell'avvocato Galletti che ha stigmatizzato un inciso del vice presidente Salvatore Bragantini definendolo un "ometto" dopo che questi aveva affermato con un certo fastidio e rivolto al pubblico che protestava che "tutti voi che siete oggi qui avete votato in passato per quanto prposto dai precedenti cda!". Pur se con diverse interpretazioni della libertà di parola e d’espressione, concessa molto oltre i tempi stabiliti anche a chi non aveva diritto ad intervenire non essendosi registrato a parlare (e qui torniamo al principe della legge interpretata solo a vantaggio suo e in "malo" modo, vista la provenienza maladense del convegnista preferito da Achille Variati, il solito Renato B.) ma gestita con cronometrica pignoleria con chi protestava anche solo piangendo, quella di mercoledì 13 è stata una giornata che ha dato comunque voce ai soci che dovevano fare le "comparse" della rappresentazione accanto al protagonista fondo Atlante , che comunque col suo delegato, l'avv. Alessandro De Nicola, ha correttamente recepito una parte delle istanza di "base" per precisare l'azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori. C'è stato anche chi, come l'associazione Noi che credevamo nella BPVi, non l'ha fatto astendendosi perchè voleva evidenziare simbolicamente che voleva un'azione più larga e decisa di quella che ora tutti i soci, al 99,99% (soci residui indagati esclusi), si aspettano di vedere attuata...

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Come? Vedremo e riferiremo.

FATTI / AMBIENTE

Emergenza smog, Achille Variati ai vicentini: "Non aprite le finestre. E 19 gradi in casa, mettetevi un maglione" Per contrastare l'emergenza smog il sindaco e presidente della provincia Achille Variati ha convocato urgentemente una conferenza stampa insieme ai tecnici del Comune di Vicenza sulla situazione nell'agglomerato di Vicenza, il più critico dei quattro vicentini, che arriva fino all'area del Chiampo. La Regione e la Provincia hanno definito negli ultimi tempi alcuni livelli di criticità e misure cordinate e collettive: disposizioni ai Comuni veneti, alcune permanenti, per comportamenti virtuosi, che devono tradursi in ordinanze. Oggi la città capoluogo ha emesso un'ulteriore ordinanza perchè i negozi non possano tenere aperte le porte, con una sanzione di 50 euro per chi sgarra. Di Edoardo Andrein

E la raccomandazione è che le temperature stiano entro i 19 gradi in abitazioni civili; mentre per quelle non civili, scuole e altri edifici, si deve arrivare a massimo 20 gradi. "Il Comune - ha detto Variati - in ottobre scorso ha già emesso la prima ordinanza sul divieto dei veicoli più inquinanti; ora sulle temperature i 19 gradi non sono granchè, ma in casa si può stare con il maglione, negli ultimi anni ci siamo abituati a stare in maglietta, il cambiamento di comportamenti ce lo impone la natura, c'è bisogno della collaborazione di tutti, non muore nessuno di freddo". E per la bassa qualità dell'aria il consiglio di Variati ai vicentini è:

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Non aprite le finestre, se proprio bisogna meglio in tarda mattinata o nel primo pomeriggio, nelle ore più calde della giornata. E spegnete il riscaldamento nelle ore notturne". Infine l'amara conclusione di Variati: "Siamo rassegnati a vivere in un mondo inquinato: al nord è un problema gravissimo, dobbiamo sperare in un colpo di vento o pioggia".

BANCHE / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE

Francesco Iorio ex Ad della BPVi solo ora ha rinunciato alla buonuscita incassando però 1,5 mln per l'anno di preavviso. I chiarimenti dati alla Consob rivelano la bugia del "new deal". A Fabrizio Viola per Vicenza andranno 700.000 euro Pubblichiamo il comunicato stampa che la Banca Popolare di Vicenza ha "diffuso su richiesta della Consob ex art. 114 comma 5 e 116 comma 1 D.Lgs. 58/98" riguardo alla risoluzione del rapporto contrattuale con l'ex Ad Francesco Iorio, che, dalla lettura di quanto scritto, non avrebbe rinunciato, in occasione della sua conferma come Ad da parte del Fondo Atlante, alla sua buonuscita, come dichiarato in precedenza dalla BPVi del presidente Gianni Mion, ma avrebbe acconsentito solo ad una sua graduale riduzione con azzeramento in due anni. No comment al momento attendo una chiarimento da parte di Mion e sperando che almeno la cifra del compenso del nuovo Ad, Fabrizio Viola, sarà in futuro confermata, come appena comunicato, in 700.000 euro più premi di risultato senza nuove, spiacevoli scoperte magari legate a chiarimenti chiesti da Consob. Di Pietro Cotròn

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Vicenza, 13 dicembre 2016 - Banca Popolare di Vicenza, su richiesta della Consob, informa che: In data 6/12/2016, il Consiglio di Amministrazione di BPVI ha preso atto delle dimissioni da Consigliere Delegato e approvato le condizioni della risoluzione del rapporto di lavoro del dott. Francesco Iorio, il quale ha guidato la banca nella difficile prima fase di rilancio, che ha visto l'assunzione del suo controllo da parte del Fondo Atlante. Su richiesta della Consob si precisa che il consenso del dott. Iorio alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro ed alla rinuncia alla carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale è stato motivato dalla volontà di agevolare il disegno dell'azionista di controllo di procedere all'aggregazione di BPVI con Veneto Banca, pur essa come è noto controllata dal Fondo Atlante, sotto la guida di un unico manager, che è stato individuato nel dott. Fabrizio Viola. Il CdA di BPVI ha espresso al dott. Iorio la propria gratitudine per l'opera prestata, e per il senso di responsabilità dimostrato nella circostanza. Le condizioni economiche della risoluzione del rapporto di lavoro e di amministrazione del dott. Iorio con BPVI erano state predeterminate negli accordi contrattuali da lui stipulati con il precedente Organo di gestione della Banca nel luglio 2015. Tali accordi prevedevano, in caso di risoluzione senza giusta causa del rapporto di lavoro e di amministrazione del dott. Iorio da parte della Banca, come pure in caso di dimissioni per giusta causa del dott. Iorio (fattispecie nella quale erano espressamente ricompresi i casi della riduzione delle sue deleghe ovvero del suo affiancamento da parte di altro amministratore delegato), un indennizzo di Euro 1,5 mln lordi in aggiunta al costo del preavviso di 12 mesi. Questi accordi originari sono stati rinegoziati nel luglio 2016, successivamente all'acquisizione da parte del Fondo Atlante del controllo della BPVI, con la riduzione da Euro 1,5 a 1 mln lordo del predetto indennizzo aggiuntivo rispetto al preavviso, il suo collegamento ad un impegno di non concorrenza del dott. Iorio, e la previsione di un suo progressivo decremento, sino al suo totale azzeramento nell'arco di due anni. L'accordo di risoluzione del rapporto di lavoro e di amministrazione del dott. Iorio approvato dal CdA nella seduta del 6 dicembre 2016 prevede il riconoscimento a favore del dott. Iorio del solo costo aziendale del preavviso di 12 mesi previsto dai predetti accordi contrattuali, ossia il costo aziendale della sua remunerazione annua fissa di Euro 1,5 mln lordi. Il dott. Iorio ha infatti rinunciato all'indennità suppletiva, già ridotta a Euro 1.000.000,00 nell'accordo del luglio 2016, in caso di suo licenziamento senza giusta causa o di sue dimissioni per giusta causa, a fronte del suo impegno di non concorrenza, cui la Banca ha correlativamente rinunciato. Il pagamento del suddetto importo al dott. Iorio è stato effettuato per il 50% alla firma dell'accordo, e per l'ulteriore 50% verrà effettuato entro il 29 gennaio 2017. L'accordo di risoluzione del rapporto di lavoro e di amministrazione del dott. Iorio, migliorativo per la Banca rispetto alle pattuizioni contrattuali di partenza citate, è stato negoziato dal Presidente del CdA dott. Mion e dal Vicepresidente dott. Bragantini, ed è stato ratificato dal CdA in data 6 dicembre 2016, sentito il Comitato Remunerazioni.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di questo accordo è stata già informata la Vigilanza della BCE.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

La "banchetta" BPVi: Giorgio Roverato replica e noi facciamo ammenda. Ma anche no... Scrivevo l'11 dicembre «... neanche il pragmatico presidente Mion magari si sarebbe immaginato che il professor Giorgio Roverato chiamato per domani, lunedì 12 dicembre, all'orazione storica venerdì scorso 9 dicembre l'abbia quasi trasformata in "orazione funebre". Davanti a Flavio Zanonato, ex sindaco di Padova ed ex ministro, e alla presenza di Piero Ruzzante, vice capogruppo del Pd in Regione, il professore padovano davanti alla platea del Comitato del No di Padova riunito in sala Nassirija in un pasaggio del suo intervento ha definito la Banca Popolare di Vicenza "una banchetta". Va bene che i due eventi organizzati dallo staff di Gianni Mion sono "low cost" (lo speech di Roverato, appunto, e il concerto a Santa Corona, ndr) ma forse i vertici della futura capogruppo delle due ex Popolari venete avrebbero potuto spiegare al prof, che sulla banchetta magari ha ragione, che ai primi 150 anni se ne vorrebbero far seguire degli altri...» Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

« Glielo hanno spiegato? - proseguivo - E allora diffidino, come fa tutta l'Italia, dall'ingaggiare i soliti professoroni o... professorini fate vobis, che, magra consolazione, pubblicano le loro elucubrazioni su un mezzo web locale, popolato da vecchi o invecchiati pachidermi della politica e degli interessi locali, abili a sfruttare le scie, difficilmente capaci o interessati a prevederle... ».

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Ora il professore ha postato un suo commento al mio articolo e mi pare giusto e doveroso proporlo in evidenza a tutti e non relegarlo nei commenti perchè noi, che abbiamo ragione oppure no, amiamo il confronto. Pubblico, quindi, di seguito, perchè i lettori lo conoscano e lo valutino, il commento del prof. Roverato, ma, detto che mi assumo la paternità dell'errore di aver dato per presente l'annunciato Ruzzante, poi assente, prendo atto che la nostra fonte avrà pure estrapolato ma, rimanendo alla sostanza, la denominazione "banchetta" il prof l'ha usata e gli sottolineo, caso mai non l'avesse capito o, più facile, nel caso non mi fossimo spiegato, che io stessi non gli ho imputato quel "vezzeggiativo" o "diminutivo", su cui concordo (e lo avevo scritto) quando sogno ma che diventa "dispregiativo" quando torno alla realtà dei soci truffati (da chi lei, come tutti a Vicenza, non ha mai osato dirlo), ma i contesti in cui "banchetta" e "celebrazioni" si incrociavano. Dopo aver ringraziato Giorgio Roverato per gli apprezzamenti che ha fatto al nostro tentativo di fare giornalismo libero, non esente, concordo, da errori, gli chiarisco, ahimè io più vecchi a lui più giovane, che il vezzeggiativo diminutivo "professorino" l'ho usato, non me ne voglia se non gli si reputa inferiore, in confronto a professoroni come Mario Monti... quello che sosteneva che le banche italiane non avevano bisogno di aiuti europei perchè erano solide così come lui, il nostro Monti...no, era questo che intendevo, lo emula scrivendo anche nella sua replica come sia difficile trovare 5 miliardi per la "bancona" MPS mentre, parrebbe di capire dalle sue certezze per il futuro della ex Popolare vicentina, sarebbe agevole cercare una cifra almeno uguale per le due banchette, BPVi e Veneto Banca... Ecco perchè diffido e invito anche ora a diffidare di chi "pontifica" dall'alto di cattedre da cui dovrebbe avere una visione migliore e più "alta" della mia. Lunedì l'ho ascoltata con attenzione, professor Roverato, per capire meglio e senza mediazioni di chi avessi scritto. Ero alla sua sinistra e l'ho anche fotografata mentre ammaliava un gruppo di super invitati pronti a trasferirsi al concerto, incantando tutti meno il sindaco Achille Variati, che, timbrato il cartellino dell'impegno pubblico, dopo un po' se n'è andato, lui che di BPVi mai ha capito o mai ha voluto capire.... L'ho ascoltata eppure lei ha sostenuto che la BPVi, bancona, banca o banchetta che sia, sarebbe stata salvata da Atlante. Prof faccia due conti, dovrebbe saperli fare meglio di noi, umili ingegneri, e non parli allora di salvezza ma solo di agonia prolungata a carico di soci e dipendenti propri oltre che di fondi del sistema bancario e "postale" che ha finanziato Atlante e che a breve ne pagheranno il rinculo negativo come sta avvenendo per le 4 banche "risolte". L'ho ascoltata, prof, e non l'ho mai sentita fare il nome di chi ha fatto parte del cerchio stregato di Gianni Zonin, conducator incluso, Un professore dovrebbe avere almeno il coraggio di fare i nomi se ricostruisce fatti storici visto che promuove o boccia i suoi studenti se parlano solo ma non espongono dati, fatti e nomi. Comunque passi per tutto questo, ma un'ultima considerazione me la lasci tutta per lei che, provando l'assenza di Ruzzante, pensa di aver dimostrato

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


una presunta falsità delle mie annotazioni, che è lecito non condividere e si possono contestare con argomentazioni e non con una polemica... "ruzzante", ma che spero ora abbia capito dopo che ho provato a spiegarle meglio... Se « non conviene mai estrapolare una frase, e meno ancora una parola, dal contesto in cui l'una o l'altra viene pronunciata: nemmeno "a fin di bene". Perché poi vi si inciampa. Almeno a me questo è stato insegnato fin da ragazzino», come lei ha detto e come concordo ragion per cui le ho testè spiegato il ragionamento completo che nasce da quello che lei sosteneva fosse un termien frainteso, "banchetta", è gravissimo "falsificare" la parole scritte: io non ho mai scritto, lei sì, di un « mezzaccio web» ma solo che lei publica le sue elucubrazioni su « un mezzo web locale», non «mezzaccio web» ripeto. E che quel mezzo web sia p «opolato da vecchi o invecchiati pachidermi della politica e degli interessi locali, abili a sfruttare le scie, difficilmente capaci o interessati a prevederle...», me lo ha appena confermato lei. Il direttore P. S. Grazie e, nel suo interesse, continui a informarsi da noi... che, come lei, non ci adontiamo perchè la nostra 'informazione vive di fatti reali, non di dialettica da speech ossequiosi.

Ecco il post di Giorgio Roverato, professore dell'Università degli studi di Padova Comprendo che fare del giornalismo libero sia, ai giorni nostri, difficile e faticoso. E non sarà certo per questo articolo che cesserò di leggervi e, quando lo meritate, di apprezzare le vostre battaglie È un duro lavoro, il vostro, lo so. Fatto spesso di fretta, se si vuol seguire la notizia, o anticiparla. Ma anche se si è di fretta, non conviene mai estrapolare una frase, e meno ancora una parola, dal contesto in cui l'una o l'altra viene pronunciata: nemmeno "a fin di bene". Perché poi vi si inciampa. Almeno a me questo è stato insegnato fin da ragazzino. Nel caso specifico quel "banchetta", detto a conclusione di un ragionamento ben più articolato, era in paragone al caso di una banca non solo di maggior dimensione in termini sia di numero di sportelli che di effettivo insediamento nazionale, di cui ricordavo l'immeritata fine e l'annullamento delle sue stesse insegne per cercar di contenere il profondo rosso del terzo gruppo bancario italiano. Che, proprio quella sera, tutte le testate giornalistiche radiotelevisive davano ormai per spacciato dopo l'ultimatum della BCE sui tempi della sua (ormai pressoché impossibile) ricapitalizzazione da 5 miliardi di euro. Quel gruppo è Monte Paschi di Siena, e la banca annullata nell'agonia di questo era Antonveneta, che Montepaschi comprò dallo spagnolo Santander a un prezzo che neanche un gruppo più solido avrebbe mai accettato di pagare. Credo sia evidente che di fronte alle conseguenze devastanti sull'intero sistema creditizio italiano del possibile fallimento di Montepaschi, il termine "banchetta" riferito alla BpVi ha tutt'altro significato: è un termine comparativo rispetto a ciò che il crollo di Montepaschi provocherebbe.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


BpVi, comunque, anche se acciaccata, è viva e vegeta: salvata dal fondo Atlante, e nonostante abbia causato lacrime e sangue a decine di migliaia di risparmiatori, non scomparirà. E si riprenderà come in altri momenti drammatici ha saputo fare. Grazie a un nuovo gruppo dirigente. Come questo pomeriggio a Palazzo Thiene (beh, ormai è già martedì, quindi ieri pomeriggio) ha cercato di spiegare il "professorino": il quale ha pure parlato delle "anomalie" che hanno portato al disastro una banca secolare, come ne aveva già scritto su quel giornalaccio web citato nell'articolo. Tutto qui. No, dimenticavo due cose: il "professorino" non s'adonta né per il nomignolo, né per scrivere su un giornalaccio. Consiglierebbe però alla redazione di VicenzaPiù di scegliersi altri informatori: che non estrapolino ciò che non è estrapolabile, e che non diano presenti a qualche riunione persone che a quelle riunioni erano assenti perché a letto con l'influenza, ad esempio il consigliere regionale Ruzzante! Dettagli? sì, ma imbarazzanti. Grazie per l'ospitalità, Giorgio Roverato.

ECONOMIA&AZIENDE

Banca Popolare di Vicenza, 700 mila euro lordi più bonus per l'ad Fabrizio Viola Banca Popolare di Vicenza comunica che il dott. Viola è stato cooptato nel CdA di BPVI, e nominato Amministratore Delegato, in occasione della predetta seduta del CdA del 6 dicembre 2016. Il trattamento economico del dott. Viola è stato approvato dal CdA tenutosi oggi, con il parere favorevole del Comitato Remunerazioni. Il dott. Viola ha dato la propria disponibilità a ricoprire l’incarico di amministratore delegato - senza cioè un parallelo rapporto di lavoro subordinato dirigenziale - a fronte di un emolumento fisso di Euro 700.000,00 annuali lordi, oltre ad un emolumento variabile vincolato al raggiungimento di obbiettivi da definirsi e subordinato alle condizioni patrimoniali e reddituali di sostenibilità da parte della Banca, nonché soggetto a tutte le altre prescrizioni normative vigenti in materia di remunerazione variabile dei material risk takers. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Per completezza di informazione, nell’ottica del citato disegno di aggregazione tra BPVI e Veneto Banca, si fa presente che il suddetto trattamento economico si cumulerà con quello che potrà essere riconosciuto al dott. Viola da Veneto Banca. Di seguito il resoconto BPVi sull'assemblea (qui nostra cronaca in diretta minuto per minuto): Si è tenuta oggi l’assemblea ordinaria degli azionisti della Banca Popolare di Vicenza, presieduta da Gianni Mion, a cui hanno partecipato nel momento di massima affluenza 986 azionisti (310 per delega) in rappresentanza del 99,4% del capitale sociale. In merito all’unico punto all’ordine del giorno, l’assemblea ha deciso con il voto favorevole di circa il 99,9% del capitale sociale presente al momento della votazione, di promuovere l’azione di responsabilità nei confronti di ex amministratori, ex componenti della Direzione generale ed ex sindaci. L’azione è finalizzata al risarcimento: ·

di ogni danno, patrimoniale e non (anche di natura reputazionale), derivante dalla violazione, da parte degli anzidetti esponenti, nel periodo in cui hanno rivestito le rispettive cariche, degli obblighi e delle norme che disciplinano le regole di condotta cui essi si devono attenere; · di tutti i danni, compresi i costi sopportati dalla Banca per stipulare transazioni con azionisti, anche di natura reputazionale, derivanti dalla negoziazione delle azioni BPVi (incluso il processo di determinazione del prezzo delle azioni, il fenomeno del capitale finanziato, le lettere di impegno e/o il rispetto della disciplina che regola i servizi di investimento e dell'intermediazione finanziaria). Tenuto conto della relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione, quest’ultimo è stato altresì autorizzato dall’Assemblea a procedere con l’estensione progressiva del perimetro dell’azione di responsabilità con riferimento a ulteriori fatti o profili che dovessero emergere, all'esito delle verifiche in corso, nonché nei confronti della società di revisione KPMG S.p.A. – e dei soggetti persone fisiche responsabili della revisione – ai sensi e per gli effetti dell’art. 15 D. Lgs. 39/2010 come successivamente modificato.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


SANITÀ / FATTI

Epidemia di meningite, Ulss 6: a Vicenza nessun pericolo. Il dott. Ennio Cardone: "pronti ad attivarci" ULSS 6 Vicenza L’epidemia di meningite da meningococco di gruppo C manifestatasi in Toscana, congiuntamente ai recenti casi registrati a Milano, hanno suscitato un allarme anche tra i vicentini. La situazione epidemiologica in ambito locale non giustifica, tuttavia, tale preoccupazione: dopo il focolaio di casi registrato nel 2007 nella Provincia di Treviso, infatti, in tutto il Veneto si sono verificati solo rari casi sporadici, senza connessione tra loro, di malattia da Meningococco C. Di Redazione VicenzaPiù

L’offerta attiva della vaccinazione contro il Meningococco C, condotta in quest’ultimo decennio ai nuovi nati come anche ai quattordicenni, consente oggi di poter contare su un'importante copertura vaccinale nei soggetti fino all’età di 24 anni che si traduce, di fatto, sia in una diretta protezione della persona vaccinata sia in una significativa riduzione della diffusione del meningococco C e della probabilità che la popolazione venga a contatto con soggetti portatori del germe. «La costante sorveglianza dell’andamento delle malattie infettive - sottolinea il dott. Ennio Cardone, direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell'ULSS 6 Vicenza - permette di evidenziare prontamente eventuali situazioni che richiedono un'azione vaccinale straordinaria ed in tal caso il Servizio Igiene e Sanità Pubblica è pronto ad attivarsi. Oggi le risorse del Servizio Igiene e Sanità Pubblica sono pienamente operative nel garantire alla popolazione, nelle diverse fasce di età, le numerose vaccinazioni che il calendario regionale prevede. Questa è una delle più efficaci azioni dello stato di salute ed uno snodo irrinunciabile per qualunque strategia di salute pubblica».

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


POLITICA

Nomine BPVi per la Fondazione Roi, l'ok di Pd, lista Variati e Udc: "discontinuità rispetto al passato" La nota congiunta dei capigruppo di maggioranza in Consiglio comunale Sandro Pupillo della lista Variati, Giacomo Possamai del Pd, Daniele Guarda dell'Udc Accogliamo con grande favore le nuove nomine annunciate ieri dal Presidente Mion per il consiglio d’amministrazione della Fondazione Roi: in primis il presidente Ilvo Diamanti, ma consideriamo una novità positiva anche l’inserimento di Andrea Valmarana e Giovanna Grossato come consiglieri. Di Redazione VicenzaPiù

Avevamo chiesto più volte, anche presentando un Ordine del Giorno votato all’unanimità in Consiglio Comunale, che la Banca Popolare di Vicenza nominasse, per il nuovo CdA della Fondazione Roi, persone che fossero in discontinuità rispetto al passato e che rappresentassero figure di assoluta indipendenza, acclarata competenza e di specchiata moralità, per formare una squadra qualificata al fine di fare definitiva chiarezza sui bilanci e per lavorare alacremente avendo come strumento guida proprio lo statuto della Fondazione. Ci sembra in particolare che la figura del Presidente, che è quella che attira sempre più attenzione, risponda pienamente a queste caratteristiche: Ilvo Diamanti è persona di caratura nazionale, se non europea, distante da qualsiasi logica localistica o di vicinanza alle parti politiche. Siamo quindi a maggior ragione soddisfatti di esserci espressi pubblicamente nel maggio di quest’anno, chiedendo un cambio di prospettiva rispetto alle ipotesi sui Presidenti che circolavano in quelle settimane. La nomina di Diamanti rispetta in pieno la tesi che avevamo proposto. Concludiamo con gli auguri di buon lavoro a Diamanti e all’intero Consiglio di Amministrazione, certi che sapranno guidare con saggezza e

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


lungimiranza la Roi sulla strada della promozione e del sostegno della cultura e dell’arte in Città. Riteniamo che la loro nomina sia un messaggio chiaro, deciso e molto rispettoso delle volontà del Marchese Giuseppe Roi.

AMBIENTE

Inquinamento a Vicenza, M5s: mai un assessore all'ambiente ha dimostrato tanta incapacità Daniele Ferrarin, Movimento 5 Stelle Vicenza La propaganda dell'Assessore Dalla Pozza non ha limiti. Da mesi presente sui media per illustrare provvedimenti di prevenzione sull'inquinamento dell'aria da polveri sottili Pm10 a Vicenza. Provvedimenti perfettamente inutili, come dimostra la rilevazione dei dati, adottati dalla Giunta Variati- D'Elci- che in violazione al dovere di difesa della salute dei cittadini tarda a predisporre provvedimenti di carattere emergenziale. L'ultima “frontiera” per l'onnipresente Dalla Pozza sono le porte aperte dei negozi del Centro storico. 23 su 50 di quelle monitorate. Di Redazione VicenzaPiù

Mai un assessore all'ambiente ha dimostrato tanta incapacità non solo progettare una vera soluzione alla problematica, ma anche dare semplici indicazioni su come ogni persona, singolarmente, può contribuire non alla soluzione ma al miglioramento della situazione. E' forte il sospetto che i pseudo provvedimenti presi siano frutto di azioni di autotutela per gli amministratori da eventuali azioni di salvaguardia di cittadini e Istituzioni competenti in materia di salute pubblica. ?Alcune domande facciamo al Presidente della Provincia, per ora, e Sindaco di Vicenza.: • quali proposte ha presentato ai vari Governi “amici” per sollecitarli a predisporre leggi e norme per il graduale abbandono delle energie fossili e conseguente utilizzo delle energie rinnovabili? • quali iniziative in ormai nove anni di guida della città ha predisposto nei

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


confronti della regione Veneto per attivarla a creare un tavolo di concertazione di provvedimenti per la qualità dell'aria, a livello “padano”? • Quali iniziative nei confronti dei Sindaci dell'area vasta di Vicenza per sincronizzare provvedimenti atti ad assume una valenza territoriale ampia. Le risposte le conosciamo, nulla di nulla, la salute dei cittadini non è mai stata in primo piano per i nostri amministratori, si attivano per trovare risorse inutili come la Tav e sono veloci a rilasciare provvedimenti costruttivi che impattano fortemente con l'ambiente come Borgo Berga.

VOLONTARIATO

"Riempimi di gioia" arriva all'ottava edizione. Isabella Sala: tutta la città mobilitata Sabato 17 e domenica 18 dicembre sarà possibile donare generi alimentari di prima necessità in 37 supermercati ed ipermercati di Vicenza, Olmo di Creazzo, Dueville e Povolaro. La raccolta benefica Riempimi di gioia, giunta all'ottava edizione, devolve quanto generosamente donato a persone con difficoltà economica e agli istituti di assistenza della città. Un'iniziativa che l'anno scorso ha raccolto 31 tonnellate di derrate alimentari, tra pasta, riso, prodotti in scatola e latte, destinate a circa 8 mila persone. L'assessore alla comunità e alle famiglie del Comune di Vicenza, Isabella Sala, ha detto: "c'è già tutta la città mobilitata, grazie all'impegno di tante associazioni e della Protezione civile". Di Piero Casentini

"Quest'anno" ha proseguito Sala, "si aggiunge la richiesta di conferire legumi secchi, anche perché questo è l'anno internazionale dei legumi, un alimento povero di costo ma ricchissimo di proprietà nutrizionali." Sala ha concluso rivolgendo un appello a tutti: "donate quanto potete", indirizzando infine un ringraziamento anticipato a tutti i volontari e ai donatori. Giorgio Casaro

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


, coordinatore del Gruppo volontari della Protezione civile, ha precisato che "come Protezione civile gestiamo la logistica, dividiamo il cibo secondo le tipologie e riusciamo, già prima di Natale, a consegnare quanto donato". Ippolito Berlato, vicepresidente della sezione provinciale dell' Associazione Nazionale del Fante, ha detto: "come Fanti ringraziamo l'amministrazione comunale di Vicenza che ci da modo di collaborare nella raccolta. Donando si riceve, ho assistito a persone anche straniere che dopo aver donato qualcosa hanno detto di essere stati aiutati in precedenza proprio da Riempimi di gioia. Voglio ringraziare tutte le persone che donano". Chiunque volesse dare una mano ai volontari impegnati nella raccolta, può contattare il numero 0444 222514 oppure scrivere all'indirizzo di posta elettronica riempimidigioia@comune.vicenza.it Ulteriori informazioni dal Comune di Vicenza Sabato 17 e domenica 18 dicembre torna “Riempimi di gioia”, la raccolta di generi alimentari da destinare alle persone in difficoltà economiche e agli istituti di assistenza della città. Sono 37 i supermercati e ipermercati della città coinvolti, di cui tre situati ad Olmo di Creazzo, Dueville e Povolaro. Centinaia di volontari hanno dato la propria disponibilità per partecipare alle fasi di raccolta e di distribuzione. E' comunque ancora possibile aderire come volontari in affiancamento alle associazioni impegnate affinché la raccolta abbia un buon successo. L’iniziativa, nata da una proposta del consiglio comunale nel 2009, ha conosciuto un crescendo di partecipazione e di richieste di donazione di quanto raccolto da parte di soggetti impegnati nel sostegno a famiglie in difficoltà. Nell'edizione 2015 sono state raccolte 31 tonnellate di alimenti da 700 volontari e consegnati a circa 8000 persone, di cui 1800 anziani, e 5000 famiglie. Dal 2009 al 2015 i supermercati coinvolti sono passati dagli iniziali 14 alla punta di 40 e ai 37 attuali; i volontari impiegati dai 255 iniziali del 2009 sono progressivamente cresciuti a 392 nel 2010, 432 nel 2011, 562 nell’edizione 2012 fino ai 600 del 2013 e 2014. In aumento anche le tonnellate di cibo raccolte: 13 nel 2009, 24 nel 2010, 28 nel 2011, 29,5 nel 2012, 31,5 nel 2013, 32,5 nel 2014, nel 2015 31 tonnellate. Le 31 tonnellate del 2015 erano così suddivise: 13 di pasta, 4 di sughi e pelati, 3 di prodotti in scatola (tonno, carne e legumi) e 1 tonnellata di latte. Gli altri prodotti donati consistevano in alimenti per la prima infanzia, zucchero, sale, biscotti, caffè e altri solubili. Quest'anno, oltre agli alimenti tradizionali, viene chiesto di donare legumi secchi a sostegno della campagna delle Nazioni Unite a favore dei legumi considerando le straordinarie proprietà nutrizionali e il costo contenuto. Fino ad ora sono 37 i supermercati e ipermercati della coinvolti, tre dei quali situati al di fuori del comune di Vicenza, Creazzo e Dueville. Anche quest’anno all’ingresso dei supermercati si alterneranno gruppi di volontari che consegneranno ai clienti un volantino a firma del sindaco Achille Variati in cui si spiegano le finalità dell’iniziativa, accompagnato da un sacchetto in cui inserire prodotti alimentari non deperibili da acquistare e riconsegnare poi all’uscita (olio, tonno, legumi secchi e in scatola, pelati, pasta, riso, zucchero, fette biscottate, biscotti, marmellata, crema al cioccolato da spalmare, latte, caffè, orzo, panettoni e pandori, prodotti per bambini e lattanti...). "Riempimi di gioia” è sostenuta da una campagna di affissioni che presenta il logo ormai conosciuto, un sacchetto con uno “smile” che invita all’adesione. La gestione della raccolta, curata dall'assessorato alla comunità e alle famiglie del Comune di Vicenza, è affidata per la parte operativa al Gruppo volontari

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


della protezione civile e per la parte organizzativa al settore Servizi sociali e abitativi del Comune. I 37 supermercati coinvolti: VICENZA A&O : Via F. Baracca 200, Via Giuriato 64, Via Laghi 109 ALI : Via Periz 11, Via Rossini 71 AUCHAN: Strada delle Cattane71 B2 : Strada Ca’ Balbi 218 CONAD: Viale della Pace 85 CRAI: Strada Marosticana 24 DIAL QUALITY: Viale della Pace 250, Via Quadri 77 FAMILA: Galleria Parco Città 86 GB RAMONDA: Via Btg Framarin 71 INTERSPAR : Viale del Mercato Nuovo 50, Borgo Berga, Viale Roma PAM : Viale Trento 215, Viale Mazzini 29 PRIX QUALITY: Via Monte Asolone 19, Dalla Scola 46, Via Riviera Berica 575, Via Riviera Berica 335, Viale dell’Industria 1,Viale Anconetta 197, Viale S. Lazzaro 43, Via Monte Zovetto 63 QUIK:Via Galileo Galilei 33, Viale Trieste 52, Largo Goethe 17 RIVIERA SISA: Via Salvemini 51 SUPER A&O: Strada Ca’ Balbi 99 PUNTO SIMPLY: Via Prati 16 TUODI’: Via del Carso 118 DUEVILLE Alì: Via Valdastico POVOLARO Ipersimply: Via Marosticana 56 CREAZZO Famila: Via Ortigara 1

Collaborano alla raccolta: Aim, Acque Vicentine, Agesci scout Vicenza 8, Agesci scout Vicenza 14, Alpini di Laghetto, Alpini di Anconetta, Ass. Ozanam onlus “IL MEZZANINO, Ass. genio e trasmissioni ", Ass. Native Onlus , Ass. Naz. Del Fante Fed.Prov di Vicenza, Ass. Nazionale Bersaglieri , Ass. Nazionale Marinai d'Italia , Ass. Sottoufficiali, Blu Emergency Onlus, Centro Islamico "ETTAWBA", CISOM – Corpo di Soccorso dell'Ordine di Malta , Croce Rossa Italiana, Atletica Vicentina, Gruppo sportivo non vedenti Vicenza, Istituto Rossi , Italbras, Marathon Club , Nucleo Volontari Prot.Civile 75 Anc.Vicenza (carabinieri), Caritas S.Pietro, Pro Senectute , Unitalsi, Parrocchie, cittadini volontari, amministratori e dipendenti del Comune di Vicenza. Enti e istituzioni che sostengono la raccolta Vicenza Calcio, Acque Vicentine, Aim gruppo, Progetto Comunità Europea “Youth 4 Earth – Giovani per il Pianeta” e ditta Leodari.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


GIUDIZIARIA / ECONOMIA&AZIENDE

Dedicato a Gianni Zonin, presidente BPVI senza deleghe e colpe, e ai membri dei suoi Cda: la responsabilità degli amministratori di società di capitale privi di delega Vari, tra i pochi indagati, membri del Cda della Banca Popolare di Vicenza, nelle, scarne, dichiarazioni riscontrabili sulla stampa, si difendono spesso anche con la generica motivazione di aver approvato in Cda decisioni, oggi contestate o contestabili, su base fiduciaria nei confronti di chi le proponeva e con la convinzione sottesa che l'assenza di deleghe specifiche desse loro il diritto di stare in Consiglio, retribuiti e ossequiati per questo, ma senza avere responsabilità. In queste condizioni si pone anche Gianni Zonin, sempre leggendo la stampa che ha ricevuto le 60 pagine di difesa a base di contrattacchi, pagine di sicuro per articolate dall'avvocato Lamberto Lambertini, che col prof. Benatti, tutela in questa "contesa" l'ex presidente della BPVi, ma che ce ne ha rifiutata la copia come se noi potessimo essere in grado di confutare le sue di certo solide argomentazioni. Di Marco Bortolan

In assenza di quelle motivazioni e in attesa fiduciosa di un ripensamento professionale abbiamo semplicemente chiesto a un nostro collaboratore esterno, l'avv. Marco Bortolan, di dare una "ripassatina" al Codice e alle sentenze non di certo per confutare l'inconfutabile (non per motivi tecnici ma per assenza delle 60 pagine da valutare) ma per spiegare qualcosa in punta di diritto ma in maniera semplice ai nostri "umili" lettori. L'avvocato Bortolan è un "libero professionista" e a quella parola "libero" oggi associamo un valore maggiore di quello della sua di certo minore "fama" dell'avvocato lamberto Lambertini. A cui, umilmente, chiediamo ancora oggi copia delle 60 pagine magari per spiegarle anche col suo aiuto, come già fece in un'intervista concessaci su argomenti analoghi in occasione del convegno a Vicenza sulle "Azioni di responsabilità in società di capitale..

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


.". Egregio avvocato stia... sereno, perché Davide sconfisse, sì, Golia, ma quella era un'altra storia ma soprattutto ra un mito... La parola passa ora all'avvocato Marco Bortolan. Il direttore

Ci fu una vicenda processuale diversi anni fa che vide come imputati gli amministratori della Banca Popolare di Brescia fusasi nel 1999 con la Cassa di Risparmio di Reggio Emilia, che scaturì da una attenta e scrupolosa attività ispettiva della Banca d'Italia, la quale nel 2002 segnalò doverosamente alla Procura della Repubblica di Brescia il riscontro di false comunicazioni sociali operate dall'organo amministrativo della Banca a danno soprattutto dei piccoli risparmiatori per favorire altri azionisti ed investitori "privilegiati", fra le altre cose si legge nella sentenza della Cassazione Penale Sez. V 19-06-2007, n. 23838 "era stata indebitamente omessa la contabilizzazione delle gestioni di patrimoni, assistite da anomale garanzie, assai rischiose per l'azienda di credito le quali avevano cagionato elevatissime perdite per l'istituto bancario ed avevano portato BIPOPCARIRE in uno stato di crisi". Il GUP presso il Tribunale di Brescia, però, in data 31.5.2005 pronunciò una sentenza di non luogo a procedere nei confronti degli amministratori senza delega, sull'assunto che soltanto gli amministratori operativi forniti di specifici poteri fossero stati gli autori della infedele esposizione della situazione patrimoniale della banca. La Procura di Brescia fece ricorso in Cassazione, sottolineando l'errore in cui incorse il Giudice dell'Udienza Preliminare, di considerare privi di responsabilità gli amministratori della banca senza delega ed il Giudice di Legittimità aderì a tale tesi, andando a chiarire che anche l'amministratore non esecutivo può essere ritenuto responsabile dei reati commessi nell'ambito della società, nel caso di specie nell'attività di false comunicazioni ai soci azionisti della banca, sotto forma di omissione, qualora avuta la rappresentazione del fatto pregiudizievole non abbia fatto alcunché per impedirlo. La convinzione erronea che la mancanza di delega "esoneri" sempre e comunque da responsabilità l'amministratore chiamato in causa, deriva probabilmente dal fatto che prima della riforma del diritto societario (D.Lgs. n. 6 del 2003) la diligenza imposta agli amministratori di società di capitali era quella richiesta al mandatario, ossia la diligenza del buon padre di famiglia, concetto assai noto ai giuristi ma forse non del tutto comprensibile ai più. Il significato di tale espressione derivante dalla tradizione del diritto romano altro non è che il grado di attenzione, di prudenza, di scrupolo che l'uomo medio tiene nel gestire i propri affari. Ed ecco che quindi il mandatario ossia colui che sia incaricato di svolgere un atto giuridico per conto di un altro soggetto mandante, per essere esente da responsabilità per le conseguenze della propria condotta deve semplicemente dimostrare di aver tenuto una diligenza media. L'evoluzione del mondo degli affari, l'ampliamento e la maggior complessità degli assetti societari, hanno poi suggerito la modifica di tale tipo di responsabilità in capo agli amministratori delle società di capitali ancorata

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


tradizionalmente al parametro del pater familias, al punto che la riforma del diritto societario ha previsto una diversa diligenza. Secondo il riformato art. 2392 del codice civile, gli amministratori sono tenuti ad adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge e dallo Statuto sociale con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro specifiche competenze con conseguente solidale responsabilità verso la società dei danni derivanti dall'inosservanza di tali doveri. Tutti gli amministratori sono tenuti poi ad agire in modo informato; ciascun amministratore può chiedere agli organi delegati che in Consiglio di Amministrazione siano fornite informazioni relative alla gestione della società (art. 2381 c.c.) La responsabilità degli amministratori per i danni subiti dalla società si estende a tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione, siano essi dotati o meno di deleghe, e ciò per il potere/dovere di vigilanza circa l'andamento della società che la legge impone a tutti gli amministratori senza distinzione fra chi sia destinatario di specifiche attribuzioni o deleghe e chi ne sia invece sprovvisto. Quindi anche gli amministratori senza deleghe possono essere considerati responsabili degli illeciti commessi dal consiglio di amministrazione e, se un amministratore viene messo al corrente della strategia aziendale, al fine di essere esente da responsabilità è comunque tenuto a opporsi in quanto la mancanza di delega non equivale a una mancanza di poteri e il silenzio protratto può essere considerato violazione del più generale potere/dovere di vigilanza. L'amministratore senza deleghe è tenuto a dimostrare la non riconducibilità a sé del fatto dannoso provando di avere osservato, con riferimento all'addebito contestato, i doveri e gli obblighi di diligenza impostigli dalla Legge, facendo annotare il proprio dissenso rispetto all'operazione commerciale nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del CDA, o dando immediata notizia del proprio dissenso al Presidente del Collegio Sindacale. Gli amministratori privi di deleghe (cosiddetti non operativi), sia chiaro, non sono sottoposti ad un generale obbligo di vigilanza, tale da trasformare la loro responsabilità per omissione in una sorta di responsabilità oggettiva per le condotte dannose degli altri amministratori, ma rispondono solo quando non abbiano impedito fatti pregiudizievoli di quest'ultimi in virtù della conoscenza - o della possibilità di conoscenza per il loro dovere di agire informati ex art.2381 c.c. di cui si è detto sopra - di elementi tali da sollecitare il loro intervento alla stregua della diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro specifiche competenze. (Cass. civ. Sez. I, 31/08/2016, n. 17441). Avv. Marco Bortolan Libero professionista

AMBIENTE

Acque Vicentine: acqua non potabile nelle

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


frazioni di Torri di Arcugnano e Fontega Acque Vicentine comunica che è stata emessa questa mattina 14 dicembre dal Sindaco di Arcugnano un’ordinanza di non potabilità dell’acqua per la frazione di Torri di Arcugnano e la lottizzazione Fontega. Il provvedimento riguarda circa mille utenze. Sono già state avvertite le scuole e si sta procedendo ad informare i residenti interessati. A seguito delle segnalazioni per acqua maleodorante arrivate al gestore lunedì sera, Acque Vicentine aveva prelevato dei campioni e l’esito delle analisi, giunto questa mattina, non è stato favorevole sotto l’aspetto microbiologico. Di Redazione VicenzaPiù

Immediatamente dopo le segnalazioni il gestore si è subito mobilitato, effettuando numerosi lavaggi delle condotte. Gli interventi effettuati nella mattinata di ieri non sono stati però sufficienti a ripristinare completamente le condizioni di normalità. Le attività stanno proseguendo nella giornata di oggi, anche con il dosaggio di disinfettante. Anche per questo sarà possibile che gli utenti avvertano un leggero odore di cloro aprendo il rubinetto. Dopo gli interventi, saranno eseguiti nuovi prelievi e i cittadini saranno avvisati non appena le analisi torneranno a dare esito favorevole. Acque Vicentine raccomanda ai residenti nelle località interessate di utilizzare l’acqua di rubinetto per bere, per la preparazione di alimenti e per gli usi domestici solo previa bollitura di almeno 5 minuti.

FATTI

Guardia di Finanza, italiano arrestato con un chilo di hashish Comando Provinciale Guardia di Finanza Vicenza Nel corso di un pattugliamento eseguito nell'ambito del Dispositivo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Permanente di Contrasto ai Traffici Illeciti predisposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, nella tarda serata del 13 dicembre 2016 è stato sottoposto a controllo un furgone caratterizzato dalla presenza sui relativi sportelli di scritte pubblicitarie di un'impresa artigiana che transitava nel Comune di Gambellara. Dai primi accertamenti dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza è emerso che l'automezzo era intestato ad un'azienda di Brescia ed il conducente era un soggetto italiano incensurato residente anch'egli nella provincia bresciana. Di Redazione VicenzaPiù

Durante il controllo il conducente, nel fornire tanto sterili quanto contraddittorie informazioni circa la sua presenza sul territorio berico, si mostrava particolarmente agitato, ingenerando così sospetto che potesse trasportare qualcosa di illecito. Veniva, pertanto, eseguita dai militari delle Fiamme Gialle, anche con l'ausilio di un'unità cinofila presente presso il Comando Provinciale di Vicenza, un'ispezione all'interno dell'abitacolo, dove - occultata sotto il sedile del guidatore - è stata rinvenuta una busta di plastica contenente dieci panetti di hashish da un etto ciascuno, per un peso complessivo di circa un chilo di sostanza stupefacente. I Finanzieri hanno informato il Pubblico Ministero di turno, dott.ssa Claudia Brunino e, poi, hanno arrestato il soggetto italiano, M.M. di 43 anni, che è stato, quindi, condotto presso la Casa Circondariale San Pio X di Vicenza a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Ancora una volta, le Fiamme Gialle vicentine hanno dimostrato una particolare sensibilità nel controllo economico-finanziario del territorio verso ogni forma di arricchimento illegale, tra le quali rientra il traffico di droga da parte di persone che, senza scrupoli, mettono a rischio la vita di molti giovani in cambio di facili guadagni, generando, con le conseguenze dell'uso quali gravi problemi di salute, incidenti stradali e infortuni, una vera e propria piaga sociale.

RELIGIONI

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Un piccolo cimitero islamico a Vicenza, coraggiosa scelta politica. Ma l’integrazione non è raggiungibile con i cimiteri Riceviamo da Mustapha Ouanit e pubblichiamo La Costituzione italiana prevede il diritto di culto. Come prevede anche la possibilità, per gli appartenenti a tutte le religioni, di essere sepolti secondo il proprio rito. La risposta dell'amministrazione comunale di Vicenza alla concessione di un terreno idoneo per la sepoltura delle salme di fede musulmana è un'ottima ricompensa per la comunità islamica anche se l’obiettivo dell’integrazione, come sappiamo tutti quanti, non è certo raggiungibile attraverso i cimiteri! Di Citizen Writers

Si tratta, comunque, di una coraggiosa scelta politica e di un'importante dimostrazione di rispetto e di attenzione. Oggi ci sono molti ricongiungimenti familiari e i figli di chi muore sono spesso nati in Italia. Il rimpatrio, che già era problematico, ora non ha più significato. Nel vicentino ci sono circa 14 mila fedeli islamici provenienti da vari paesi di fede islamica. La richiesta di avere un cimitero musulmano, nasce da un’esigenza che non si può più trascurare. Il riferimento è legato propriamente alle nascite che formano nuove famiglie qui in Italia. Oggi è qui in Italia che cresce la seconda generazione di immigrati ed è qui che abbiamo bisogno di un luogo per la sepoltura dei nostri defunti. Finora le salme sono sempre state rimpatriate in terra d’origine anche se il rimpatrio ha spese onerose da sostenere. Innanzitutto richiede una colletta per pagare le spese del viaggio, che si aggirano intorno ai 4 mila euro, e che viene raccolta tra i fedeli alla cerimonia funebre a cui i fedeli sono tenuti ad andare. Questa situazione rende più rispondente alle necessità la soluzione di seppellire i propri cari in terra d’accoglienza anche per via del succedersi delle generazioni di immigrati.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


AMBIENTE

AIM Ambiente: contro le Pm10 due giorni di lavaggio strade AIM Vicenza comunica che, recependo l’invito del sindaco Achille Variati ad adottare provvedimenti strutturali e comportamenti virtuosi per combattere l’inquinamento atmosferico, da questa mattina 14 dicembre ha avviato un servizio straordinario di lavaggio delle strade. L’attività viene svolta da tre autobotti e continuerà fino alle 14.00 di domani; servirà per abbattere le polveri sottili disperse nell’aria ed è possibile grazie al fatto che le temperature, in queste 48 ore, non saranno così rigide. I tratti stradali interessati sono stati suddivisi in 4 aree e comprendono circa 80 vie per un totale complessivo di circa 120 chilometri, considerato che la stragrande maggioranza delle strade a doppio senso, sarà trattata su entrambi i lati. Di Redazione VicenzaPiù

Qualora le temperature lo permettessero, e se la concentrazione delle polveri sottili non dovesse diminuire, AIM Ambiente sta valutando di effettuare il servizio di lavaggio anche nella giornata di sabato.

FATTI

Ordinanza anti-bivacchi: dopo Vicenza, anche a Trieste. Ma lì viene bocciata dal Tar... Un'ordinanza a Trieste ha vietato lo stazionamento all’aperto, il consumo di alimenti e la collocazione di oggetti personali sul suolo pubblico. Un divieto emanato dal sindaco Roberto Dipiazza dopo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


che alcune persone dormivano all’aperto nei dintorni della stazione centrale del capoluogo triestino. Anche a Vicenza il sindaco Achille Variati per il Giardino Salvi ha vietato di sdraiarsi, dormire e sedersi in posti che non siano le panchine e di parcheggiare le biciclette fuori dalle rastrelliere, in quella che l'amministrazione comunale di Vicenza considera un'area a rischio degrado della città (qui il video di VicenzaPiùTv con le opinioni dei vicentini). Di Edoardo Andrein

A Trieste un richiedente asilo pakistano, Nawaz Shah, è stato sanzionato dalla polizia municipale con alcune decine di euro in seguito all'ordinanza perchè trovato a dormire all’aperto e così ha deciso di presentare ricorso per chiedere l’annullamento della sanzione: il Tar del Friuli Venezia Giulia ha giudicato illegittima la misura e ha condannato il ministero dell’Interno a rifondere al ricorrente le spese di giudizio, liquidate con mille euro. L'azione giudiziaria è stata promossa dagli avvocati dell'ASGI, l'Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione: la difesa ha sostenuto che non si possono adottare ordinanze che vanno a colpire soggetti in stato di bisogno e di totale indigenza: “sono ordinanze illegittime che producono disagio sociale e rallentano il corretto funzionamento della pubblica amministrazione, con dispendio di risorse pubbliche e sovraccarico di spese a carico del contribuente”, sostiene l'ASGI che chiede di “rafforzare l'azione di prevenzione verso le fasce più povere della popolazione”. Il sindaco Variati presentando l'ordinanza di Vicenza aveva dichiarato: " Non è pensata per andare contro i gruppi di immigrati che si ritrovano al Giardino Salvi, anche se gli stranieri che provengono dall'Africa hanno abitudini e comportamenti diversi dai nostri". Il diritto di ricorrere alla giustizia, però, è uguale per tutti i cittadini.

POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

Dopo il dramma BPVi in commissione

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


comunale di Vicenza c'è l'esempio positivo di Banca Popolare Etica: "rapporti anche con Aim e Acque Vicentine" In commissione sviluppo economico del Comune di Vicenza, dopo le molte udienze sul dramma della crisi Banca Popolare di Vicenza, è stata "ospitata" Banca Popolare Etica, per approfondire (clicca qui per saperne di più) un altro modo di fare finanza che si sta espandendo anche a Vicenza. Sono stati invitati Paolo Ferraresi, responsabile area nordest, affiancato dal direttore della filiale di Vicenza Francesco Tretti, dal coordinatore del Git di Vicenza Nicola Stocchiero e da Marco Bianchi, primo vicentino a entrare nel cda nazionale di Banca Etica che ha illustrato con l'aiuto delle slide una presentazione della finanza etica e di una banca che “dice chiaramente dove finiscono i soldi dei risparmiatori” ha spiegato. Di Edoardo Andrein

"Come BPVi..." è sbottato sarcasticamente, tra una amara risata generale, il consigliere Dino Nani che ha perso una ingente somma di denaro come socio della popolare vicentina. A palazzo Trissino per l'audizione richiesta dalla IV commissione presieduta da Ennio Tosetto erano presenti anche i consiglieri Rucco, Cicero, Dovigo, Zoppello, Zaltron, Ruggeri e Pesce. Il Comune di Vicenza, oltre a detenere azioni BPVi, è anche socio di Banca Etica. “E dal 2009 siamo in rapporti con Aim e Acque Vicentine – ha aggiunto il direttore Tretti - per sostenere il bene comune: ad esempio abbiamo finanziato impianti fotovoltaici o cinque autobus ecologici a metano. Oppure ancora attraverso fidi o sedi di cooperative sociali con cui collabora il Comune”. La domanda finale di Cicero riassume la decisione dell'invito nel palazzo comunale: "Ma quello che è stato spiegato qui stasera non è quello che dovrebbero fare tutte le banche?".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


La risposta di tutti i presenti è concorde: “Sì, dovrebbero...”.

LAVORO

I dati su lavoro e povertà che aumenta in modo impressionante anche al Nord Le “comunicazioni obbligatorie” diffuse dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dimostrano inequivocabilmente che le politiche del lavoro del governo Renzi non hanno generato quell'aumento occupazionale tanto propagandato. Tutt'altro. Nel terzo trimestre del 2016, per tutte le tipologie contrattuali, ci sono state 2.386.169 attivazioni di rapporti di lavoro che hanno interessato 1.864.841 lavoratori. Rispetto al terzo trimestre del 2015 si è registrata una diminuzione pari al 5,4% per quanto riguarda i rapporti di lavoro e del 5% per quanto riguarda i lavoratori. Di Giorgio Langella

Le cessazioni di rapporti di lavoro sono state 2.322.957 che hanno interessato 1.846.096 lavoratori. Un saldo positivo di rapporti e lavoratori estremamente esiguo. In Veneto ci sono state 159.985 attivazioni di rapporti di lavoro (tutte le tipologie contrattuali) per 140.216 lavoratori. Le cessazioni dei rapporti di lavoro sono state 160.023 per 143.067 lavoratori. Nella nostra regione, un piccolo, ma significativo, saldo negativo. Se si considerano i rapporti di lavoro con contratti a tempo indeterminato, la situazione è, invece, fortemente negativa con 406.691 attivazioni (-18,7% rispetto al terzo trimestre del 2015) a fronte di 483.162 cessazioni. Il saldo è, quindi, di -76.471 unità.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


A livello nazionale, la percentuale di attivazioni di rapporti di lavoro con contratti a tempo indeterminato è il 17% del totale delle attivazioni. Una minima percentuale che evidenzia la instabilità del lavoro “creato” nel terzo trimestre di quest'anno. Questi dati ministeriali evidenziano il fallimento di quanto la propaganda governativa aveva promesso con la riforma denominata “jobs act”. Una serie di cancellazioni di diritti per i lavoratori e di favori all'impresa che avrebbe dovuto portare a un aumento vertiginoso del lavoro a tempo indeterminato (i contratti a tutele crescenti che, con la cancellazione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, non sono, di fatto, per nulla stabili). Nulla di tutto ciò. Il vero obiettivo delle riforme del governo era proprio questo. Mantenere alto il tasso di disoccupazione, aumentare la precarietà del lavoro esistente, ricattare chi vive del proprio lavoro limitando e cancellando progressivamente qualsiasi diritto, generare conflitti e maggiore competizione tra chi è costretto ad accettare qualsiasi cosa pur di lavorare. Premesse, queste, per una reale e drammatica riduzione salariale favorita dalla diffusione dell'uso dei voucher e, persino, dei “buoni pasto” come forme normali di retribuzione, con il conseguente impoverimento generalizzato della maggioranza della popolazione. Un aumento della povertà che si riscontra nel recente documento “Poveri noi” pubblicato qualche giorno fa dall'associazione Openpolis che fotografa una crescita della povertà nel nostro paese. Se nel 2005 le persone che si trovavano in povertà assoluta erano 1.911.000 (nel 2006 erano calate a 1.660.000), nel 2015 (dopo i vari governi “politici” o tecnici che si sono susseguiti e che comunque si sono dimostrati asserviti al pensiero unico liberista) la povertà assoluta è condizione “normale” per 4.598.000 persone. Un aumento impressionante che si registra in tutte le aree geografica del nostro paese (il Nord passa da 588.000 a 1.843.000 persone, il Centro da 302.000 a 671.000, il Sud da 1.021.000 a 2.084.000). Un altro dato emblematico è quello che registra un aumento della povertà per tutte le fasce d'età ad esclusione di quella sopra i 65 anni (che cala del 4,1%). Tra i giovani sotto i 17 anni e nella fascia d'età compresa tra i 35 e i 64 anni l'aumento è di quasi 3 volte, nella fascia d'età compresa tra i 18 e i 34 anni l'aumento è di oltre 3 volte. Dato, questo, che evidenzia un impoverimento delle persone in età lavorativa che conferma la precarietà del lavoro e la diminuzione salariale complessiva. Ed è di fronte a questa situazione disastrosa che nasce il nuovo governo Gentiloni. Un governo che conferma il precedente (con Poletti ancora ministro del lavoro), che opererà per consolidare le riforme approvate in questi anni e che ne continuerà la politica fallimentare. Politica per il lavoro che ha favorito l'impresa dimenticandosi dei principi e degli obblighi contenuti nella Costituzione che è stata confermata dal voto popolare di domenica 4 dicembre. Principi e obblighi che vincolano la Repubblica (e, quindi, le istituzioni di ogni ordine e grado) a operare per garantire ai cittadini un lavoro sicuro e giustamente retribuito al fine di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Le possibilità di cambiamento ce le dobbiamo conquistare con la fatica e con la determinazione necessarie. Non ci resta che lottare per riprenderci i nostri diritti e il nostro futuro.

POLITICA

"Vicenza dimenticata", le immagini sul degrado della fotografa Caterina Soprana. Idea Vicenza: Variati fa markette elettorali nei quartieri Sono raccolte in un opuscolo intitolato "Vicenza dimenticata" che verrà consegnato a categorie economiche, associazioni e professionisti: fotografie che immortalano luoghi abbandonati in città a Vicenza e da anni in stato di degrado scattate da una professionista come Caterina Soprana “perchè la fotografia vale più di mille parole”. Così Idea Vicenza ha presentato a palazzo Trissino una approfondita indagine sul territorio: dal vistoso cantiere a porta santa Croce, uno degli accessi principali alla città, all'area ex Domenichelli, fino all'ex Fiera ai giardini Salvi, o il “lago” nel cantiere vicino a via Aldo Moro in zona Cà Balbi. Di Edoardo Andrein

“Aree abbandonate, pubbliche e private, nelle quali c'è anche mancanza di cura e di sicurezza: e quando c'è degrado c'è delinquenza. L'amministrazione aveva promesso grandi sogni, ma non è stato fatto nulla” ha detto il presidente di Idea Vicenza Valerio Sorrentino. A dargli man forte il consigliere comunale Francesco Rucco:

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Sono tante le opere annunciate dall'amministrazione: all'inizio del mandato di Variati fu fatto il Pat, che si è rivelato un libro dei sogni, i soldi sono stati spesi su opere minori non lasciando niente di visibile per la città. Hanno preferito fare markette elettorali nei quartieri”. Ma quali sono le soluzioni proposte dalla lista civica del centrodestra? “Non abbiamo la bacchetta magica, nei prossimi mesi organizzeremo un convegno ad hoc invitando persone che si occupano di queste tematiche, a New York hanno fatto turismo con il recupero delle aree abbandonate”. (a breve intervista video a Rucco e la fotogallery con le immagini)

EVENTI

"Vicenza in Festival 2017", ancora riserbo sul cartellone Conferenza stampa piuttosto criptica, stamane 15 dicembre, nella sala Stucchi di Palazzo Trissino. Il vicesindaco di Vicenza nonché assessore alla Crescita, Jacopo Bulgarini d'Elci, ha presentato l'inedito programma di concerti ed eventi intitolato Vicenza in Festival 2017, messo a punto dall'agenzia Due Punti Eventi. Promosso dall'amministrazione comunale e Confcommercio Vicenza, il festival dovrebbe portare nel capoluogo berico artisti italiani ed internazionali, ma ad oggi l'unica serata divulgata è quella che si terrà il 10 maggio nel Teatro Comunale con il concerto dedicato alle opere verdiane del Coro e Soli del Teatro La Fenice di Venezia. Di Piero Casentini

Altri eventi si terranno il 9, 10 e 11 giugno al Foro Boario, tra il 10 e il 18 giugno allo stadio Menti e tra il 7 e il 10 settembre in Piazza dei Signori. Bulgarini ha espresso gratitudine nei confronti di Confcommercio, dato che il festival "non comporta alcun costo diretto per le casse comunali, ma piena collaborazione per quanto riguarda gli spazi e la logistica". Ernesto Boschiero

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


, direttore di Confcommercio Vicenza, si augura che il cartellone di eventi, seppur ancora in gran parte da sciogliere, saprà attirare in città persone che prima d'ora non hanno mai visitato il capoluogo berico. "Fare turismo" ha detto Boschiero, "non è una cosa semplice, si deve dare risposte ad esigenze nuove". Stefano Soprana, presidente della prima sezione cittadina dei commercianti, ha sottolineato come il festival "non riguarda solo il centro storico, ma include aree limitrofe come lo stadio Menti ed il Foro Boario". Valerio Simonato, titolare dell'agenzia Due Punti Eventi, ha rassicurato tutti: "il riserbo è dovuto al calibro degli artisti che stiamo contattando, appena avremo la certezza delle loro adesioni comunicheremo tempestivamente il contenuto delle date indicate".

FATTI

Campo Marzo, Achille Variati telefona al nuovo questore: "complimenti, serve tolleranza zero" Il sindaco Achille Variati al termine della retata a campo Marzo ha telefonato al questore Giuseppe Petronzi per complimentarsi direttamente A nome dell’amministrazione comunale faccio i complimenti alle forze dell’ordine per la brillante operazione dei giorni scorsi in Campo Marzo che ha portato a sequestri di droga, identificazioni ed espulsioni. Alle operazioni coordinate dalla questura ha partecipato anche la polizia locale con due pattuglie per un intervento che si è rivelato molto efficace. Di Redazione VicenzaPiù

Rinnoviamo quindi la massima disponibilità dell’amministrazione, ed in particolare del comando della polizia locale, a collaborare con la questura per non dare tregua ai delinquenti che portano degrado a Campo Marzo e in altre zone sensibili della città: per queste persone l’unica risposta possibile è la tolleranza zero.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Sono particolarmente soddisfatto anche per la celerità con cui la questura ha organizzato le espulsioni di cittadini extracomunitari non in possesso dei requisiti per stare in Italia e impegnati in attività illegali. Se da una parte abbiamo il dovere dell’accoglienza verso chi fugge da guerre e persecuzioni e chiede asilo, dall’altra c’è bisogno della massima severità verso chi pensa di poter vivere nel nostro Paese senza averne diritto ed infrangendo la legge: chi non rispetta le nostre regole deve essere rimandato nel suo Paese di origine.

ASSOCIAZIONI

Campo Marzo, Vicenza ai Vicentini: bene la Questura, malissimo Comune e Prefettura Alessandro Cegalin, Vicenza ai Vicentini Vicenza ai Vicentini affida ad una nota il proprio punto di vista riguardo la dichiarata volontà del nuovo Questore, Giuseppe Petronzi, di aumentare l’ attività di controllo e repressione di degrado e attività criminali in Campo Marzo. Dopo aver assistito all’ ultima retata e letto le dichiarazioni di intento del Questore Petronzi non possiamo che dimostrare apprezzamento per l’ approccio energico che la questura intende mettere in campo per porre freno al dilagare di degrado e criminalità in Campo Marzo e zone adiacenti. Di Redazione VicenzaPiù

Purtroppo, però, a fronte del rinnovato impegno delle Forze dell’ Ordine non possiamo non sottolineare come manchi all’appello uno dei principali responsabili della sicurezza in città, cioè l’amministrazione comunale. Il Comune e l’ assessore Rotondi, al di là dell’ installazione di telecamere e dell’ emanazione di qualche ordinanza fiacca e temporanea, rimangono assenti ingiustificati nella lotta al degrado che si sta impadronendo di zone

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


sempre più ampie della città. Potremmo addirittura affermare di essere preoccupati per come la “linea morbida” che la giunta Variati ha opposto fino ad oggi al livello di degrado crescente e dilagante che minaccia Vicenza, possa rendere a breve termine Vicenza una meta ambita da spacciatori e criminali d’ogni sorta provenienti da altre realtà territoriali dove hanno vita più difficile. Un’ altra considerazione, poi, la dobbiamo dedicare alla Prefettura, che continua imperterrita ad assecondare le direttive romane stipando immigrati sul territorio in modo scriteriato, gli stessi immigrati che continueranno fatalmente ad alimentare il ricambio del personale dedito all’ attività di spaccio a Campo Marzo. In conclusione, pur apprezzando l’energia del nuovo Questore e sperando che riesca a sostenere la propria azione a lungo termine, per non risultare inefficace, nutriamo poca fiducia in un repentino miglioramento della situazione. Fino a quando il Comune continuerà a “dormire” e ad autoassolversi ed il Prefetto non si convincerà ad attivarsi nei confronti dei propri referenti governativi per porre un freno agli arrivi sul territorio vicentino, non crediamo che il pur encomiabile impegno delle Forze dell’ Ordine possa risultare risolutivo per “liberare” Campo Marzo e risollevare le sorti della sicurezza a Vicenza dalla intollerabile situazione nella quale è stata colpevolmente lasciata precipitare.

ECONOMIA&AZIENDE / AMBIENTE

Smog, i commercianti contro Achille Variati per le multe sulle porte aperte: "indiscriminatamente penalizzanti" Confcommercio Vicenza Confcommercio Vicenza chiede al Comune di revocare gli obblighi e i divieti per gli esercizi commerciali, contenuti nell’ordinanza “anti Pm10” del 13 ottobre. E lo fa con una lettera a firma del direttore Ernesto Boschiero, inviata al sindaco Achille Variati e alla Direzione del Settore Ambiente. Il provvedimento è quello che ordina, in particolare “… il divieto di utilizzo in tutto il territorio comunale di dispositivi che, al fine di favorire l’ingresso del pubblico, consentono di mantenere aperti gli accessi verso i locali interni di edifici appartenenti alla categoria E5 e conseguente obbligo di mantenere chiuse le porte”.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Redazione VicenzaPiù

A motivare la richiesta di revoca dell’Associazione, il fatto che le disposizioni emesse dal Comune sono, secondo Confcommercio Vicenza, troppo generiche e “appaiono indiscriminatamente penalizzanti” nei confronti dei negozianti. Il direttore Boschiero sottolinea, nella missiva, “la sproporzione tra i limiti imposti e la sostanziale marginalità degli effetti facilmente attesi dal provvedimento, effetti non delineati nell’ordinanza, forse neanche preventivati e che, c’è da temere, nemmeno saranno mai misurati adeguatamente, con il rischio quindi di ritrovarsi, per ulteriori occasioni, a subire il ripetersi di limitazioni inutili”. Inoltre, per Confcommercio, il Comune - che ad onor del vero ha applicato una disposizione Regionale – non ha nemmeno individuato con precisione i dispositivi vietati, gli edifici interessati (non si capisce ad esempio perché si dovrebbe applicare ai magazzini all’ingrosso), né preso in considerazione i casi in cui gli esercenti comunque mettono in campo azioni per limitare lo spreco di energia. “Che il Comune debba intervenire quando si superano le soglie di guardia di Pm10 è indubbio e doveroso – è il commento del Direttore di Confcommercio Vicenza Ernesto Boschiero -, che si arrivi a sanzionare, come sta avvenendo oggi, operatori economici che con il problema dell’inquinamento dell’aria c’entrano poco o nulla è però assurdo. Sappiamo tutti più che bene che sono altre le cause dell’aumento delle Pm10 ed è lì che si deve intervenire: non certo inviare i vigili ad elevare multe ai commercianti, tra l’altro già in difficoltà per la situazione economica che stiamo vivendo. Per questo è urgente sospendere l’ordinanza e i controlli e poi aprire un tavolo di discussione. Noi avevamo già dato la disponibilità prima che l’ordinanza fosse emessa: il Comune ci convochi”.

ECONOMIA&AZIENDE

Riforma banche popolari: ordinanza Consiglio Stato a Consulta, anche su decreto legge. Rischio "effetti dirompenti"

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


su risarcimento dei soci Il Consiglio di Stato ha trasmesso alla Corte Costituzionale l'ordinanza con cui solleva dubbio di legittimità sulle norme per la trasformazione in spa delle banche popolari contenute nel decreto legge del marzo 2015. Alla Consulta viene sottoposto non solo il 'nodo' relativo al diritto di recesso per i soci e al loro rimborso, già oggetto dell'ordinanza del Consiglio di Stato del 2 dicembre, ma anche quello che riguarda l'utilizzo del decreto legge. La Consulta dovrà verificare se c'erano i presupposti di necessità e urgenza per agire per decreto. Di Ansa

Se la Corte Costituzionale accogliesse questo rilievo, l'intera norma sulle Popolari potrebbe essere travolta, come spiegano i legali che hanno curato i ricorsi, con "effetti dirompenti" sia per le richieste di risarcimento dei soci sia perché si certificherebbe, dicono gli avvocati, che "la volontà delle assemblee è stata in parte coartata". Per Assopopolari e il suo presidente, Sforza Fogliani, l'ordinanza di oggi "è un atto di accusa preciso e impietoso".

POLITICA

Campo Marzo, Rucco a Variati: "compia finalmente un atto di coraggio, rimuova Rotondi" Francesco Rucco, capogruppo Idea Vicenza Il Sindaco Variati si complimenta con il nuovo Questore per l’operazione di polizia di questi giorni in Campo Marzo diretta a colpire immigrazione clandestina e, soprattutto, lo spaccio. Ci uniamo ai complimenti sinceri verso il Questore ma non possiamo evidenziare come il Sindaco si limiti solo a complimentarsi e a ripetere –come un mantra- lo slogan di questi 10 anni di amministrazione “Tolleranza

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Zero”. “Tolleranza Zero” in realtà mai attuata dal Sindaco Variati né tantomeno dal suo assessore Rotondi. Di Redazione VicenzaPiù

Anzi ci saremmo aspettati la rimozione nei mesi scorsi dell’assessore alla sicurezza, dimostratosi più volte inadeguato al ruolo che ricopre, per il quale non ha sortito alcun risultato utile alla città di Vicenza. Quindi Sindaco basta slogan. I cittadini hanno capito che non siete in grado di governare l’ordine in città e compia finalmente un atto di coraggio: rimuova l’Assessore Rotondi.

POLITICA

Borgo Berga, Enrico Cappelletti: Variati inviti i dipendenti comunali ad aiutare la magistratura nella ricostruzione della verità Enrico Cappelletti, Senatore M5S Cosa intende fare il sindaco di Vicenza per ricordare ai dipendenti del Comune indagati nell'inchiesta di Borgo Berga che collaborare con la giustizia significa contribuire alla salvaguardia del patrimonio cittadino? Ci saremmo aspettati che la tutela del patrimonio riconosciuto dall'Unesco sarebbe stata messa davanti ad ogni strategia difensiva personale. Ed il sindaco della città dovrebbe attivarsi a questo scopo. Vicenza rischia l'espulsione dall’Unesco a causa di Borgo Berga nel silenzio della politica, locale e nazionale. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Infatti mentre i dirigenti comunali non rispondono alla magistratura, il Governo non ha mai risposto alla nostra interrogazione parlamentare presentata più di tre anni fa in cui denunciavamo la violazione dei vincoli ambientali e di sicurezza di Borgo Berga. Serve una maggiore consapevolezza del patrimonio artistico della città. Serve fare qualcosa per meritare il riconoscimento Unesco prima che sia troppo tardi. E per farlo bisogna ripristinare le condizioni paesaggistiche prespeculative con l'immediata demolizione della struttura.

FATTI

Parking Barche, 56 nuovi posti auto. Stefano Soprana: promessa di Variati mantenuta Confcommercio Vicenza “E una notizia che attendevamo da anni e ora che finalmente il parcheggio di contrà Barche viene aperto a tutti i cittadini non possiamo che esserne soddisfatti. Il presidente della Provincia Achille Variati, che ringrazio per aver mantenuto la sua promessa, ci aveva chiesto di avere ancora un po’ di pazienza. E la nostra pazienza, ma soprattutto la nostra tenacia nel chiedere insistentemente da anni che questo parcheggio fosse aperto a tutti, ora sono state premiate”. Questo il “commento a caldo” di Stefano Soprana, presidente della Sezione 1 Centro Storico di Confcommercio Vicenza, alla notizia dell’accordo tra Comune e Provincia che porterà, nei prossimi giorni, ad avere una nuova area di sosta di 56 posti auto in una zona nevralgica della città. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Quella del parcheggio di contrà Barche era una delle “battaglie storiche” del Consiglio della Sezione 1 Confcommercio, che finalmente si risolve con un “lieto fine”: a quanto è dato a sapere, il parcheggio a pagamento sarà operativo nel giro di una settimana, dunque giusto in tempo per gli ultimi giorni di shopping natalizio. Ai 46 posti del parking Matteotti e ai 195 del Canove se ne aggiungono dunque ora altri 56: “Questa zona – prosegue il presidente Soprana - è per molti cittadini e turisti la via di accesso al centro storico, al pari di Porta Castello, dove però c’è il parking Verdi che può contare, da solo, su 490 posti, o corso Fogazzaro, con il suo parking da 405 posti. Non siamo ancora a quei livelli, ma in ogni caso, considerando anche le zone a “strisce blu”, possiamo dire che la disponibilità è certamente migliorata e comincia ad essere buona. Importante inoltre – aggiunge Stefano Soprana – è il mantenimento della passerella di collegamento del Ponte delle Barche, che costituisce un altro punto di entrata nel Centro Storico. Questo parcheggio, dunque, facilita ulteriormente l’acceso di cittadini e turisti alla nostra città, alle sue bellezze architettoniche e ai negozi”.

AMBIENTE

"Vicenza Dimenticata", le foto del degrado di Vicenza. L'intervista di VicenzaPiùTv a Francesco Rucco

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L'intervista di Piero Casentini per VicenzaPiùTv a Francesco Rucco, consigliere comunale di Idea Vicenza che ha presentato insieme ai suoi colleghi della lista civica l'opuscolo "Vicenza Dimenticata", una raccolta di immagini catturate dall'obbiettivo di Caterina Soprana, fotografa vicentina, che testimoniano l'abbandono di varie aree della città capoluogo (qui il nostro servizio "Vicenza dimenticata", le immagini sul degrado della fotografa Caterina Soprana. Idea Vicenza: Variati fa markette elettorali nei quartieri) . Nell'intervista Rucco spiega come è nata l'idea di questa iniziativa e quali aree della città riguarda, spiegando anche in che modo verranno diffuse le foto (guardane qui alcune nella nostra fotogallery). Di Edoardo Pepe

BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

Questa non è la storia di uno di voi: Renato Bertelle, l'avvocato presidente di una fu associazione di soci BPVi, fa dire bugie al sindaco. Con Zonin e Variati star lui sarà una comparsa di "Vicenza. La città fantasma"? L'avvocato Renato Bertelle, notissimo a Malo dove ha costruito la sua ricca carriera professionale che, sia pur scalfita, patrimonialmente, dalle azioni che aveva anche lui della Banca Popolare di Vicenza, poteva consentirgli una serena e agiata vecchiaia lasciando magari spazio a qualche giovane legale, tipo il figlio, si è invece invischiato in una storia triste e trista, che non lo fa uno di voi, cioè dei risparmiatori/azionisti traditi dalla BPVi di Gianni Zonin & c., ma lo vede protagonista di un continuo cambio di abito tra la toga istituzionale da avvocato ancora a caccia di clienti, fra i soci della fu Popolare, e la mantella rivoluzionaria del difensore degli oppressi che raccoglie in una cosiddetta e pomposa "Associazione nazionale degli Azionisti della BPVi" di cui si fa nominare Presidente, lui che fa l'avvocato di alcuni di quei truffati, poveri sì ma tipicamente più di lui.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Ci stiamo occupando del bifronte avvocato presidente, togliendo tempo e spazio a cose ben più serie (ma, anche se a strappi, lo facciamo per evitare altri danni a chi già ne ha subito per 6,3 miliardi complessivi e non solo) da quando, con la qualifica di presidente dell'Associazione nazionale degli Azionisti della BPVi valida per il 50% del suo tempo, ha fatto l'organizzatore occulto del convegno (qui la sua stroia prima, durante e dopo) offerto in dono (magari non dovendo, così, pagare la sala del Teatro e i servizi annessi, qualche migliaio di euro) al "quattropoltrone" Achille Variati, da poco convertitosi mediaticamente a paladino verbale e verboso degli oppressi con incredibili "mea culpa", lui che era solito frequentare politicamente l'altra sponda della banca. Se il convegno, da lui ideato e a cui era stato "invitato" come relatore unico per tutte le ben più consistenti e reali associazioni di soci, è stato disertato da associazioni e soci aggiungendo al flop ancora da smascherare della banca il flop smascherato degli organizzatori, l'avvocato presidente, di fronte ai nostri "richiami" si è perso in mille contraddizioni in una sdrucciolevole replica definendo prima "clienti", appunto, i 300 soci della sua associazione e poi, correggendo il termine in soci (era stato, ha detto, colpa di "un involontario lessico"), affermando che i soci/clienti non erano 300 ma ben 487... Clienti, 300, 487 ... Beh, è da tempo che sosteniamo che l'Associazione, che ha fatto dire ufficialemnte anche l'ennesima bugia al sindaco Variti, pentito ma non sul serio, di fatto non c'è. Una piccola sintesi (piccola si fa per dire visto che implicherebbe anche responsabilità, diciamo, legali) la pubblichiamo ora e poi, ora abbiamo altro da fare, il resto lo documenteremo a seguire. Per statuto di quell'associazione, quella costituita per... decidete voi cosa, ogni anno i soci devono versare una quota fissata dal suo consiglio direttivo e se non lo fanno hanno solo diritto di tribuna e non di voto durante le sue 'assemblee. Se nessuno ha ancora rinnovato la quota di 10 euro per l'anno 2017 e se mai c'è stata un'assemblea dalla costituzione nel 2015 ad oggi... Ma, peggio, il direttivo ha in carica solamente, oltre a un "ignaro" Remo Costa, il "nostro" Renato Bertelle e Ugo Zerbato, colui che ha ceduto,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


pensiamo illecitamente ma la banca, old style, non ci ha ancora risposto..., la parola all'avvocato presidente in assemblea BPVi lo scorso 13 dicembre, mentre si sono dimessi in pochissimo tempo gli altri quattro componenti, immaginate perchè, Simone Bassotto, Elena Bertorelli, Luca Canale e Alessandro Dalla Via. I probiviri del collegio per dirimere le controversie interne (e le dimissionin massa cosa sono?) non sono mai stati eletti. Se il termine per la prima assemblea di bilancio è scivolata ad aprile 2017 poichè si considera l'anno lungo dalla fondazione nel 2015 al 2016 come primo esercizio, andrà convocata una assemblea per approvare il bilancio chiuso nel 2016, la sede legale dell'associazione è ancora nello studio di Dalla Via dimessosi dal direttivo il 5 marzo, data dell'assemblea BPVI di Gambellara per la conversione in spa, e presso quello studio arrrivano ancora gli estratti conto che non si sa se vengano controllati e registrati dal presidente e dal secondo membro del consiglio senza consiglieri... meno Bertelle, Zerbato e Costa che lo è, dice, a sua insaputa, ma mai ha partecupato a un direttivo... Pensate che basti questo a dimostrare che Bertelle ha indotto in inganno anche il sindaco, che rimane sempre sorpreso da quello che gli succede intorno? Se non vi basta, vi dirò in seguito di più ma ora devo lasciarvi perchè sto andando presso due studi di legali e consulenti che mi spiegheranno le diverse strade penali e civili da loro consigliate, perchè io le possa trasferire ai nostri lettori solo in cambio di stima per il lavoro che il giornale che ho l'onore di dirigere sta facendo a tutela dei soci truffati. Se avessero letto, invece che le veline della banca, i nostri articoli dal 13 agosto 2010, quando data il primo warnig raccolto in "Vicenza. La città sbancata", forse molti non avrebbero avuto poi bisogno nè delle tutele interessate dei Bertelle di turno nè della postume lacrime di coccodrillo dei simil Variati sempre impoltronati e, quindi, impoltroniti, se non per la ricerca di aggi e agi personali... Noi questi avvocati presidenti e questi politici impenitenti li manderemmo a casa, adesso, subito. Per non dover scrivere in futuro un altro e più tragico libro, "Vicenza. La città fantasma", con Gianni Zonin, Achille Variati e i loro epigoni protagonisti e con molte comparse tra cui, da qualche tempo, anche l'avvocato maladense.

SANITÀ

Team for Children Vicenza Onlus: quando i bambini nella malattia insegnano che "niente è impossibile". Il Day Hospital

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Oncoematologico al San Bortolo di Vicenza Team for Children Vicenza Onlus nasce dall'unione di forze di tante famiglie e di tanti volontari che mettono a disposizione tempo, dedizione ed entusiasmo, nonché la propria esperienza personale per aiutare i bambini colpiti da tumori. Il supporto è psicologico, emotivo, affettivo ma anche medico ed economico nei confronti delle famiglie che spesso si "ammalano" assieme ai propri piccoli. Associazione giovanissima che nasce nel 2014 con la Presidente Coralba Scarrico (al centro nella foto con, alla sua destra, Angelo Guzzo Presidente di Acque Vicentine e altri volontari dell'Associazione) . Di Sara Todisco

"Non sapevo nemmeno bene cosa fosse la leucemia quando è entrata nella vita del mio bambino. Era un giorno come un altro e quel giorno mi ha cambiata per sempre". Oggi il suo bambino sta bene, ma Coralba continua a lottare assieme alle famiglie dei bambini e ragazzi affetti da tumori, ma non solo. Un'importante vittoria per il Team è quella ottenuta grazie alla collaborazione con la Fondazione San Bortolo Onlus con la quale sono riusciti ad ottenere il Day Hospital Oncoematologico di Vicenza rendendo le visite all'ospedale più piacevoli, accogliendo i bambini e le loro famiglie in un ambiente dedicato e protetto, costruito a misura di bambino e, non da meno, riducendo le trasferte alla Clinica di Padova che portava ovvi disagi dovuti alla distanza. Qui i bambini possono combattere la battaglia contro le patologie oncoematologiche che li hanno colpiti. Un luogo per che accoglie dai neonati ai giovani 18enni, non colpiti solo da patologie oncologiche, ma anche da diabete e altre malattie. Questa vittoria, assieme agli altri obiettivi raggiunti, per Team for Children vuole essere solo il primo passo della collaborazione fattiva con Ulls 6 e il Reparto Pediatrico dell'Ospedale di San Bortolo diretto dal Dott. Massimo Bellettato, il quale nasce a sua volta dall'Associazione Team For Children di Padova fondata da Chiara Girello Azzena, "tutte persone con un cuore grande", come li definisce Coralba Scarrico.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Vedere realizzarsi il Day Hospital è stato come vedere un sogno diventare realtà: lo abbiamo voluto, desiderato e con fatica euro dopo euro visto concretizzarsi. Per chi tutti i giorni deve recarsi in ospedale, la situazione precedente era davvero difficile: gli immunodepressi dovevano passare oltre che per luoghi grigi, in mezzo ad altri malati. E parliamo di famiglie che non possono scegliere, i bambini ogni giorno, pioggia, neve o nebbia devono recarsi in ospedale. Ricordo quando ci fu l'alluvione e dovetti andare a Padova. Ora è tutto diverso con l'accogliente Day Hospital a Vicenza, hanno uno spazio tutto loro". Una pacifica battaglia è vinta, ma ciò che questi giovanissimi insegnano agli adulti è che "niente è impossibile" e con questa fiducia, per il bene dei piccoli "lottatori" contro la malattia, Team for Children si impegna a raggiungere anche gli altri obiettivi non meno importanti. "La grande missione inizia ora" infatti per il Team nel dare continuità all'impegno con la garanzia di una presenza costante di un oncologo presso il Day Hospital, acquistando materiali elettromedicali per migliorare l'assistenza e ridurre i tempi di attesa. In particolare l'obiettivo del 2017 sarà quello di far ottenere l'assistenza domiciliare ai bambini che hanno bisogno di piccoli aiuti (cambio del catetere, delle medicazioni). Alle famiglie poi si vorrebbe offrire ogni tipo di aiuto e sostegno, anche quello economico in caso di necessità. Donazioni, lasciti, 5 per mille, acquistare i gadget, ordinando bomboniere e oggettistica, adottare un papero (il simbolo di Team For Children, ndr) sono alcuni dei modi per contribuire a questa iniziativa che assieme ai bambini lotta contro il tumore, per vincerlo. "Un euro ad una famiglia non cambia nulla magari, per i nostri bambini e ragazzi fa la differenza" dichiara la Presidente Coralba "ma il sorriso di un bambino che è in ospedale fa la differenza eccome, e non ha prezzo. Non ci sono tanti messaggi da lasciare, ognuno ha la propria coscienza. Non bisogna aspettare di entrare nel ‘nostro mondo' e vivere la sofferenza per aiutare". A coloro che invece purtroppo hanno appena conosciuto la realtà della malattia, che sia oncologica o meno nei propri piccoli o ragazzi, Coralba parlando anche del suo vissuto sa che "arriverà la paura e la sensazione di essere soli. La paura è umana" dice "ma non dovete mai sentirvi soli perché non lo siete. Noi siamo qui e faremo da catena umana per farvi passare il fiume in pena della malattia dei vostri figli. Vivete e concentratevi sui vostri figli, lottate con loro". E invita a chiedere aiuto, senza mai vergognarsi. "Ho visto bambini lottare per la vita con una dignità che noi adulti non conosciamo. E purtroppo ho visto diversi che se ne sono andati, con la stessa dignità e forza che poi hanno trasmesso alle loro famiglie".

MUSEI / FATTI

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Palazzo Chiericati, Jacopo Bulgarini d'Elci: "una storia di successo e una scommessa vinta" Dall'apertura dell'Ala Novecentesca di Palazzo Chiericati, avvenuta il 7 ottobre scorso, il palazzo palladiano che si affaccia su piazza Matteotti ha registrato un aumento di visitatori del 323,31% rispetto allo stesso periodo di tempo, poco meno di due mesi e mezzo, dell'anno scorso. Il vicesindaco di Vicenza Jacopo Bulgarini d'Elci, durante la conferenza stampa indetta stamane 16 dicembre nel salone d'onore di Palazzo Chiericati, ha parlato di "incremento spettacolare, che sfiora il raddoppio considerando tutti i musei civici". Sommando gli accesi a tutto il polo museale cittadino, senza contare le mostre temporanee, l'aumento di visitatori calcolato è dell'80% per i mesi di ottobre e novembre, mentre il dato parziale di dicembre si aggira sul 43% in più rispetto al 2015. Di Piero Casentini

Bulgarini ha espresso viva soddisfazione dichiarando che "questo risultato conferma una tendenza positiva già registrata nel triennio 2013-2015 e premia un lavoro di comunicazione e di promozione significativo, rappresentato anche da articoli apparsi non solo sulla stampa locale, ma anche su quella nazionale". Bulgarini ha offerto alcuni dati circa la provenienza geografica dei visitatori, dicendo che "è cresciuto il pubblico del territorio Vicentino e Veneto, che si rivela il primo bacino d'utenza". Una scommessa vinta, secondo il vicesindaco: "ci eravamo prefissi di rilanciare il museo civico come museo di territorio, senza modificare le collezioni, ma sprovincializzando gli allestimenti. Così facendo abbiamo raccontato come Vicenza, non solo dal punto di vista dell'architettura, ma anche della pittura, abbia avuto un ruolo da protagonista". L'assessorato alla crescita, guidato da Bulgarini, ha predisposto una nuova iniziativa che può essere una stimolante idea regalo per Natale e non solo: consiste in tre tipologie di voucher, acquistabili presso l'ufficio Iat di piazza Matteotti, che potranno essere convertiti in biglietti dal beneficiario entro un anno. Sì va dal biglietto unico da 15 euro, valido sette giorni e che apre le porte a otto siti museali ( Teatro Olimpico

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


, Palazzo Chiericati, Museo del Risorgimento e della Resistenza, Museo Naturalistico e Archeologico, Chiesa di Santa Corona, e i tre musei privati di Palazzo Leoni Montanari, Palladio Museum e Museo diocesano), al biglietto unico family da 18 euro, identico al precedente ma valido per due adulti e fino a quattro figli minorenni, passando per il biglietto residenti da 7 euro, valido 30 giorni per l'accesso ai cinque musei pubblici. Ulteriori informazioni da Comune di Vicenza Palazzo Chiericati, con l'apertura dell'Ala Novecentesca (il 7 ottobre 2016), ha registrato un sensibile aumento degli ingressi: da ottobre al 15 dicembre 2016 ha registrato un aumento di visitatori rispetto allo stesso periodo del 2015 corrispondente a + 323,31%. Andando nel dettaglio, nell'ottobre 2016 le presenze risultano cresciute di 4 volte rispetto allo stesso mese del 2015, in novembre 2016 l'aumento è cinque volte superiore se confrontato con il 2015. Anche dicembre conferma il trend in crescita, con gli ingressi superiori già di 3-4 volte rispetto al 2015. A crescere sono stati soprattutto i visitatori italiani, provenienti principalmente dal Veneto e in generale dal nord Italia, a testimonianza dell'efficacia dell'importante campagna di comunicazione dedicata esclusivamente all'apertura dell'Ala Novecentesca, primo esempio di promozione ad ampio spettro dedicata al settore museale cittadino. Anche il Teatro Olimpico ha beneficiato del notevole afflusso di visitatori con dati in forte aumento.In generale la crescita complessiva di visitatori nei musei, tra ottobre e dicembre, risulta straordinaria, con un aumento pari a +80% a ottobre e novembre, mentre per il mese di dicembre (fino al 15) l'aumento è pari al 43,48%. Un forte aumento risulta a partire da ottobre quando i visitatori sono stati 9.786 (+ 300,74% rispetto al 2015 con 2.422), in novembre 6.483 (+414,52% rispetto al 2015 con 1.260) e in dicembre 2.637 (+ 255.87% rispetto al 2015 con 741; i dati di dicembre qui considerati escludono gli ingressi alle mostre temporanee, nel 2015 Illustri, nel 2016 Grande Guerra).Come ben si può vedere dai dati, l'aumento si riscontra anche per il Teatro Olimpico con 11.397 visitatori in settembre 2016 (+ 22,08% rispetto al 2015 che ha registrato 9.336 visitatori), 13.273 in ottobre 2016 (+ 65,66% rispetto al 2015 che ha registrato 8.012 visitatori), 6.987 in novembre 2016 (+ 50,61% rispetto al 2015 che ha registrato 4.639 visitatori) e 2.958 fino al 15 dicembre 2016 (+ 4,38% rispetto al 2015 che ha registrato 2.834 visitatori). Già a settembre le presenze erano in crescita, ma l'aumento risulta più netto a partire dalla riapertura dell'Ala Novecentesca che ha fatto da traino al Teatro Olimpico, cosa singolare visto che quest'ultimo da sempre è l'attrattore principale. Complessivamente l'aumento di visitatori nei Musei civici cittadini dopo la riapertura di palazzo Chiericati quindi da ottobre al 15 dicembre risulta pari +71,12%. “Un museo civico deve innanzitutto farsi riscoprire e frequentare dal territorio: questa è la tesi che abbiamo da sempre sostenuto e proprio questo sta avvenendo negli ultimi mesi del 2016 – ha spiegato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci -. I vicentini stanno riscoprendo o anche scoprendo un museo che è completamente nuovo e diverso: perché racconta lo straordinario contributo del territorio vicentino all'arte pittorica, oltre a quello ben noto all'architettura, e lo fa in modo moderno e accattivante, con un allestimento innovativo ed emozionante. Allo stesso tempo il nuovo museo parla ai visitatori da fuori provincia e regione, così come a quelli stranieri, valorizzando finalmente collezioni che in passato

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


rischiavano di essere trascurate. Il grande successo di numeri, le tante pagine uscite su giornali, riviste, pubblicazioni di settore, l'entusiasmo che viene trasmesso da chi esce da Palazzo Chiericati, tutto questo ci fa dire che si tratta di una scommessa vinta. E ci spinge a proseguire sulla strada della valorizzazione del patrimonio storico della nostra città, che anno dopo anno vede aumentare turisti e appassionati”. “E visto che tanto successo stanno riscuotendo i musei vicentini – ha proseguito Bulgarini d'Elci -, abbiamo pensato di trasformarli in un possibile dono, per Natale e non solo. Regalando a parenti e amici un biglietto d'ingresso al circuito dei musei si fa un doppio centro: è un regalo che non rischia di passare di moda, e che sorprenderà chi lo riceve, e che allo stesso tempo supporta la cultura della nostra bellissima città”. Nell'ottica della promozione dei Musei civici, l'assessorato alla crescita ha ideato tre voucher pensando potessero rivelarsi interessanti idee regalo per il prossimo Natale. Da oggi, infatti, sono in vendita allo Iat di piazza Matteotti le tre tipologie di voucher che potranno essere convertiti in biglietti entro 365 giorni dalla data di acquisto recandosi allo Iat stesso: biglietto unico da 15 euro valido sette giorni che consente la visita a otto siti museali (i cinque musei comunali - Teatro Olimpico, palazzo Chiericati, Museo del Risorgimento e della Resistenza, Museo Naturalistico e Archeologico, chiesa di Santa Corona- e i tre privati - Gallerie Italia – Palazzo Leoni Montanari, Palladio Museum, Museo diocesano); biglietto unico family da 18 euro per la visita di otto siti, valido sette giorni, che consente l'ingresso a 2 adulti e fino a 4 figli minorenni; biglietto residenti a 7 euro per la visita ai cinque siti dei Musei civici (Teatro Olimpico, palazzo Chiericati, Museo del Risorgimento e della Resistenza, Museo Naturalistico e Archeologico, chiesa di Santa Corona), valido 30 giorni e usufruibile su esibizione di un documento che attesta la residenza a Vicenza e provincia.

POLITICA

Borgo Berga, Lega Nord: silenzio di Bortoli è gravissimo, Variati sindaco part time Nota di Matteo Celebron, Lega Nord “Il fatto che Variati non sapesse della decisione di Bortoli di avvalersi della possibilità di non rispondere, è il chiaro segnale di quanto il Sindaco trascuri l’amministrazione cittadina”. Lo afferma Matteo Celebron, segretario cittadino della Lega Nord che interviene così in merito alla notizia secondo cui il Sindaco di Vicenza non sapesse della decisione del direttore generale del Comune di avvalersi della possibilità di non rispondere in merito al caso che riguarda l’edificazione del lotto “E” a Borgo Berga.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Redazione VicenzaPiù

“Il silenzio di Bortoli è gravissimo – afferma Celebron – ancor di più se si pensa che ancora oggi lo stesso Bortoli non solo è dipendente della pubblica amministrazione, ma è il direttore generale in carica, ruolo che dovrebbe essere di garanzia per la trasparenza e l’attività del Consiglio comunale stesso. Il fatto che il sindaco non fosse informato della decisione di avvalersi della possibilità di non rispondere è un chiaro segnale di quanto l’amministrazione sia abbandonata a sé stessa, con Variati molto più interessato alla campagna elettorale per le provinciali piuttosto che svolgere il ruolo che i cittadini con il loro voto gli hanno temporaneamente conferito”. “Vorrei ricordare – sottolinea il segretario del carroccio – che fu proprio Variati nella primavera del 2015, in un commento al Giornale di Vicenza, a confermare la propria fiducia a Bortoli e ad affermare che se anche ci fossero stati degli errori, era da valutare se quegli ‘siano stati compiuti in buona fede’. Risulta quindi tardiva e dannosa la presa di posizione del sindaco e della maggioranza PD. Bortoli proprio perché di nomina fiduciaria, doveva essere sollevato dall’incarico fin da subito, almeno fino alla conclusione del procedimento che lo vede oggi protagonista”. “Mi auguro – conclude Celebron – che Variati torni prima possibile ad occuparsi della città, i problemi in Comune sono molti e Vicenza ha bisogno di un sindaco a tempo pieno, non di un part time”.

FATTI

Marano Vicentino è il comune più virtuoso d'Italia Sul quotidiano nazionale La Stampa del 16 dicembre compare un’intera pagina sulla classifica dei Comuni più virtuosi d’Italia, decima edizione del concorso che premia l’attuazione di buone pratiche per migliorare la qualità della vita, dell’ambiente e della gestione pubblica. In testa alla graduatoria promossa

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dall’Associazione Comuni virtuosi c'è Marano Vicentino piccolo paese di 9620 anime dell'Alto Vicentino. Di seguito la lista con l’elenco completo dei finalisti e a seguire vi proponiamo l'articolo di Federico Taddia apparso su La Stampa. Di Edoardo Pepe

Albano Laziale – RM, Almese – TO, Argelato – BO, Artegna – UD, Atella – PZ, Bassiano – LT Belluno, Biccari (FG), Boltiere – BG, Bonefro – CB, Busseto – PR, Capannori – LU, Caronno Pertusella – VA, Castelvetro di Modena – MO,Ceglie Messapica – BR, Cesena, Codognè – TV, Colico – LC, Coriano – RN, Curno – BG, Desenzano del Garda – BS, Este – PD, Foiano Val Fortone (BV), Formigine – MO, Fornovo Taro – PR, Fossacesia – CH, Inveruno – MI, Isola delle Femmine – PA, Isola Vicentina – VI, La Maddalena – OT, Lago – CS, Lazzate – MB, Librizzi – ME, Loiano – BO, Magliano Sabina – RM, Maranello – MO, Marano Vicentino – VI, Merano – BZ, Modugno – BA, Mogoro – OR, Montebelluna – TV, Montecassiano – MC, Monterotondo Marittimo – GR, Montesano sulla Marcellana (SA), Muscoline – BS, Narni – TR, Nicolosi – CT, Pandino – CR, Parma, Pessano con Bornago – MI, Perano – CH, Peschiera del Garda – BS, Ponte di Piave – TV, Porto Cesareo – LE, Pozzuoli – NA, Racale – LE, Rivalta – TO, Rocchetta di Vara – SP, Ronciglione – VT, Rosà – VI, Saluzzo – CN, San Casciano Val di Pesa – FI, San Martino di Lupari – PD, San Michele al Tagliamento – VE, Scontrone – AQ, Seravezza – LU, Sestri Levante – GE , Siligo – SS, Spilamberto – MO, Torrevecchia Pia – PV, Tramonti – SA, Tremezzina – CO, Trento, Treviso, Turbigo – MI, Unione Bassa Est – PR, Unione della Bassa Romagna – RA, Vescovato – CR, Vetralla –VT, Volterra – PI, Zagarolo – RM, Zero Branco – TV

«Tiriamo su bene i toseti, ci saranno loro nel paese». Pensare al domani partendo dai toseti, dai bambini. Un mantra che si ripete, di bocca in bocca, come una litania condivisa: lo dice il pensionato volontario, che con corda e paletta aspetta i piccoli fuori da scuola per accompagnarli a casa con il «Pedibus» ed evitare l’ingorgo di auto con genitori isterici fuori dal cancello. Lo ripete l’agricoltore, mentre sistema una cassetta di ortaggi biologici disegnando con le dita nell’aria un lungo itinerario tra fossi e filari, auspicandosi un rilancio culturale ed economico delle aziende del territorio. Lo sostiene la pensionata con la spesa in mano, mentre andando a casa si ferma a guardare i nomi dei nuovi nati, nella bacheca che l’amministrazione ha voluto mettere in piazza per dare un segno concreto di vitalità. Cartoline

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


di ordinaria quotidianità da Marano Vicentino (Vi), centro di 9620 anime che ha vinto la decima edizione del concorso promosso dall’Associazione «Comune virtuosi», risultando quindi il migliore nell’attuazione di buone pratiche capaci di migliorare la qualità della vita, dell’ambiente e della gestione del bene pubblico. «Sostenibilità e partecipazione: sono state le due leve con cui abbiamo cercato di sfidare la depressione collettiva causata dalla crisi economica, per offrire prospettive ai cittadini e influire nei comportamenti della gente». Piera Moro, psicologa di 63 anni con una vita trascorsa nei servizi sociali, è il sindaco di Marano, eletta nel 2012 con una lista civica orientata a sinistra. Nebbia e campi arati, capannoni e frutteti, una tradizione contadina che ha lasciato negli anni il passo ad artigiani e piccoli industriali, un vivace fermento civico suggellato da una settantina di associazioni censite e un’economia minata dal crac della Banca Popolare di Vicenza che ha bruciato risparmi per quasi 16 milioni di euro solo tra gli abitanti del paese. «Essere virtuosi in questo contesto significa soprattutto fare rete, mettere in gioco tutte le potenzialità e non sprecare le risorse in un’ottica di rispetto per le generazioni prossime - spiega il sindaco -. Bisogna fare un patto con i cittadini: insieme si progetta, si cambia e si cresce. Noi non abbiamo fatto nulla di eccezionale: il nostro merito è quello di aver fatto tante piccole cose, in modo organico e consapevole». E se ai cittadini bisogna chiedere qualche sacrificio in più, il sindaco è stata la prima a rinunciare allo stipendio, destinando i fondi in parte ad una consulenza legale per un ricorso, vinto, contro una direttiva che permetteva ad una discarica locale di smaltire materiale altamente inquinante, e in parte per costruire aggregazioni di piccoli artigiani nella zona, in modo da cooperare in modalità più strutturata. Così come è stata virtuosa la scelta di salvaguardare il suolo, impedendo consumi di terreno agricolo e favorendo la riqualificazioni di aree dismesse. «La qualità della vita passa da queste scelte: sono scelte che incidono sulle casse comunali, ma sono scelte responsabili e ponderate, per non svendere il nostro paesaggio», spiega Francesco Luca, 35 anni, assessore alla Qualità del territorio e responsabile di tutto quello che riguarda l’urbanizzazione e l’ambiente. Ed è lui, insieme a una cinquantina di contadini dell’area, che sta disegnando un innovativo itinerario cicloturistico: 25 chilometri di sentieri, carreggiate e strade secondarie già esistenti, con cui tagliare le campagne, incontrare chi quelle terre le lavora, riscoprire la coltivazione e la lavorazione dell’antico mais «Marano» e, magari, assaggiare o acquistare qualche prodotto. Ed è sempre lui a coordinare la raccolta differenziata, con sacchi dotati di microchip per renderli riconoscibili e permettere così di stabilire le imposte in base al consumo, destinando però appositi bidoni bianchi alla raccolta dei pannolini, per non gravare sulle tasche delle famiglie con bambini piccoli o anziani. E se è dai toseti che bisogna partire, ecco anche i bimbi impegnati a sorvegliare il territorio, grazie all’operazione «Segugio fiuta rifiuti» ideata da un giovanissimo. «Durante un’attività promossa da Legambiente mi sono accorto di quanto sporco nascosto di fosse in giro: allora mi è venuta l’idea di coinvolgere i miei compagni di classe e diventare delle sentinelle». Parola di Tommaso Rossi, 11 anni e ciuffo sbarazzino, che ha proposto al comune

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


di allestire una cassetta in cui segnalare la presenza di rifiuti e sollecitare gli addetti ad intervenire settimanalmente, preferibilmente a bordo dell’auto elettrica acquistata dalla giunta. «Essere virtuosi non costa di più che non esserlo - conclude il sindaco Moro . Però significa esserci, stare in mezzo alla gente, ascoltarla, coinvolgerla. Amministrare con intelligenza, buon senso e lungimiranza qualcosa che non ti appartiene perché appartiene a tutti. Con un occhio al presente e uno al futuro. Perché i toseti sono lì che ci guardano».

SCUOLA E FORMAZIONE

Buona scuola, Provincia e Ust: 300 insegnanti vicentini a "lezione" Provincia di Vicenza Dalla scuola alla buona scuola non c'è semplicemente lo spazio di una parola. Ci sono docenti, formatori e amministratori che si confrontano su cosa sia il meglio per gli studenti. Come è successo a Vicenza, dove qualche giorno fa un esercito di 300 insegnanti ha partecipato ad un seminario organizzato da Provincia di Vicenza e Ufficio Scolastico Territoriale di Vicenza. Tempo, organizzazione e didattica i temi centrali, che esperti dell'Università di Padova e di INDIRE (Ente strumentale al MIUR finalizzato alla ricerca e all'innovazione nella scuola) hanno sviluppato approfondendo competenze digitali, benessere degli studenti, ambienti dell'apprendimento innovativi. Di Redazione VicenzaPiù

“E' la prima esperienza di collaborazione con il Provveditorato su questi temi -sottolinea Maria Cristina Franco, consigliere provinciale con delega all'istruzione- e di certo vista la risposta non sarà l'ultima. Segno che la scuola sente forte l'esigenza di darsi un’organizzazione nuova, che tenga

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


conto non solo delle tante e radicali riforme che la stanno interessando, ma anche di un contesto sociale in continua evoluzione.” Ecco allora che durante l'intera giornata di studio, con seminario al mattino all'Istituto Canova e laboratori al pomeriggio all'Istituto Da Schio, sono stati approfonditi aspetti che vanno dal benessere degli studenti ai tempi della scuola e dell'apprendimento, dalle competenze digitali agli ambienti di apprendimento innovativi, per uscire dalla staticità dell'aula tradizionale e creare spazi flessibili che favoriscono la collaborazione e l'inclusione. E' emersa forte la necessità di creare ponti tra scuola e territorio e di incentivare la partecipazione degli studenti quale strumento per la cittadinanza attiva. “Si pretende la buona scuola -conclude la Franco- ma senza mettere a disposizione i fondi che sarebbero necessari per concretizzare la riforma. Provincia e Ufficio Scolastico di Vicenza si sono rimboccati le maniche e hanno chiamato a raccolta gli istituti scolastici vicentini, per fare fronte comune e tracciare la strada dell’innovazione prima che modelli precostituiti siano calati dall’alto senza i necessari tempi di sperimentazione. Ogni singolo docente è chiamato a fare la sua parte e, a giudicare dall'ampio consenso alla nostra chiamata, possiamo affermare che a Vicenza siamo pronti.”

ECONOMIA&AZIENDE

Bilancio 2017, Variati e Cavalieri: tasse non aumentano, priorità ai bisognosi e grande attenzione ai quartieri In una complessa giunta comunale straordinaria che si è protratta a lungo facendo slittare il dopo giunta con la stampa di oltre mezz'ora, il sindaco Achille Variati e l'assessore alle risorse economiche e alle politiche del lavoro Michela Cavalieri, hanno presentato questa mattina 16 dicembre il documento sul bilancio di previsione 2017, i cui "pilastri" sono sintetizzati dal Comune di Vicenza: "Nessun aumento delle tasse comunali, priorità ai servizi per chi ha bisogno e grande attenzione ai quartieri: per il secondo anno consecutivo arriva a tempo di record dalla giunta comunale, in modo che possa essere trattato dal consiglio comunale entro il mese di gennaio, e andare così immediatamente a regime a garanzia di un'ottimale programmazione delle attività e degli investimenti". Di Edoardo Pepe

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di seguito le dichiarazioni di Variati e Cavalieri, poi il dettaglio del documento punto per punto: “A fronte di un contesto di riferimento – ha ricordato l'assessore Cavalieri su cui gravano i 17 milioni di tagli dei trasferimenti accumulati dal 2011 e l'obbligo di legge di garantire un saldo non negativo tra entrate e spese, proponiamo un bilancio corrente del valore complessivo di 117 milioni di euro, di cui circa 70 direttamente a carico del Comune. Si tratta di una cifra in gran parte incomprimibile, fatta eccezione per 14,5 milioni di euro che rappresentano la spesa effettivamente discrezionale. Una cifra che l'amministrazione utilizzerà ispirandosi, anche per il 2017, ad alcune linee guida: cittadini al centro, pubblica amministrazione efficiente e pressione fiscale invariata e contenuta”. “A questo bilancio – ha precisato il sindaco Variati – , che si concentra principalmente sul rispondere alle esigenze di chi ha bisogno e sulle necessità espresse dai quartieri, contiamo di poter aggiungere risorse che devono arrivare dall'esterno per la realizzazione di grandi opere altrimenti impensabili per le casse comunali, dal filobus connesso al progetto dell'alta capacità ferroviaria, al completamento della tangenziale, fino ai progetti con cui concorriamo al bando periferie”.

Cittadini al centro Nel 2017 le risorse per i servizi socio assistenziali rimangono invariate rispetto agli ultimi quattro anni e pari a ben 12 milioni di euro; idem per le tariffe dei servizi scolatici, a partire dalla mensa, grazie alla decisione di coprire con gli introiti legati alla lotta all'evasione fiscale l'aumento di costi del 30% dovuto all'introduzione obbligatoria di prodotti biologici e certificati. Alla sicurezza saranno destinate risorse per 1,5 milioni di euro, di cui 150 mila euro per nuovi progetti di videosorveglianza e controllo dei parchi cittadini, oltre alla spesa del personale relativa a 118 agenti attivi sul territorio. Una città d'arte come Vicenza, infine, per il 2017 avrà a disposizione 3,4 milioni di euro per le attività culturali e turistiche, comprensivi di un potenziamento dei servizi di promozione e apertura dei musei, da cui ci si attende peraltro un aumento delle entrate.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Pubblica amministrazione efficiente Nell'ambito di un'oculata e pluriennale azione di contenimento del debito, che dal 2011 al 2016 è passato da 81 a 54 milioni di euro, il bilancio 2017 beneficia di una riduzione di ben 1,4 milioni di euro sul costo dell'indebitamento, nonostante un'attività espansiva sul fronte degli investimenti. Anche i costi che non hanno riflesso sulla qualità dei servizi calano, portando la spesa corrente del 2017 a 72 milioni di euro rispetto ai 79 del 2008. I tempi medi di pagamento dei fornitori, infine, scendono a 38 giorni. Politica fiscale Sul fronte delle tasse comunali, l'amministrazione non ha previsto alcun aumento, confermando aliquote estremamente contenute, in particolare per quanto riguarda l'Imu sui capannoni industriali (al minimo) e sulle case con contratto agevolato (la più bassa del veneto), la Tasi addirittura azzerata per botteghe e laboratori, l'esenzione Irpef per i redditi sotto i 15 mila euro (16 mila beneficiari), la Tari tra le più basse d'Italia. Investimenti Raggiungono quota 42,5 milioni di euro le entrate in conto capitale, di cui 8,5 relative a nuovi mutui e ben 10,9 provenienti da fondi comunitari, tra i quali i nuovi Por-Fesr per l'edilizia residenziale pubblica e la mobilità sostenibile. Si tratta di somme che l'amministrazione destinerà principalmente alla riqualificazione dei quartieri: ben 4,9 milioni di nuovi mutui per il recupero dell'ex Centrale del Latte, l'ex scuola di Laghetto, le strade, i marciapiedi, le piazze, la mobilità sostenibile, le scuole, gli impianti sportivi, i progetti del bilancio partecipativo. Nel 2017, infine, 2,8 milioni di nuovi mutui saranno destinati alla manutenzione e cura del patrimonio pubblico, tra cui i lavori per l'attivazione del nuovo Front office comunale, lavori allo stadio Menti e puntuali interventi di arredo e cura urbana.

POLITICA

Tav a Vicenza: il senatore Cappelletti del M5S: "il ministro Delrio si premura di rispondere al sindaco ma non a noi" Enrico Cappelletti, senatore del M5S Il Ministro Delrio, confermato alle infrastrutture da appena qualche

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


giorno, si è premurato di rassicurare il sindaco di Vicenza sulla realizzazione della Tav del tratto vicentino. Sicuramente non ha avuto la stessa premura nel dare una risposta alle nostre interrogazioni presentate nel 2015 in cui mettevamo in evidenza i rischi dell'opera sul patrimonio storico, artistico e culturale della città, ma anche sull'ambiente. Nelle interrogazioni al Ministro avevamo espresso la nostra preoccupazione e quella dei cittadini per un'opera inutile, costosa e dannosa per il territorio vicentino riconosciuto dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Di Redazione VicenzaPiù

Vicenza rischia di perdere tale riconoscimento a causa di queste mostruose costruzioni che sono un intollerabile scempio. Per questo ci saremmo aspettati dal Ministro quantomeno una risposta. Ancora una volta i cittadini non vengono informati e coinvolti nei processi decisionali, mentre la politica continua a gettare miliardi di denaro pubblico in opere in grado di sconvolgere completamente il territorio

ECONOMIA&AZIENDE

Maxi evasione nell'Alto Vicentino: stufe e climatizzatori venduti “in nero”, fatture false e lavoratori irregolari Comando Provinciale Guardia di Finanza di Vicenza Stufe e climatizzatori vendute “in nero” per oltre 11 milioni di euro, frodi IVA mediante fatture false per quasi 2 milioni di euro emesse da 3 società “cartiere” e impiego di n. 18 lavoratori irregolari di cui 2 completamente “in nero”. Sono queste le principali violazioni riscontrate dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza nei confronti di una nota società dell’Alto Vicentino e che, in

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


questi giorni, hanno portato a sequestrare la somma di € 515.819,58 sui conti correnti della società, in esecuzione della misura cautelare disposta dal G.I.P. di Vicenza. Di Redazione VicenzaPiù

Gli indizi principali erano stati acquisiti dai finanzieri del Nucleo PT di Vicenza che, coordinati dalla Procura berica, avevano eseguito perquisizioni presso sedi di società ed abitazioni in diverse Regioni (Veneto, Lazio e Piemonte). Le fonti di prova delle rilevanti evasioni fiscali sono state trovate proprio all’interno della società vicentina dopo che i militari avevano setacciato gli uffici dell’azienda trovando numerosi casseforti (una delle quali nascosta da un fittizio quadro elettrico) e rinvenendo una contabilità parallela a quella ufficiale, in cui venivano indicati sia i compensi dati “fuori busta” ai lavoratori sia le stufe e i climatizzatori venduti sottobanco. Non solo: i militari hanno scovato anche le dettagliate istruzioni date dal titolare ai dipendenti della società di come predisporre i documenti per realizzare le frodi fiscali attuate mediante società “cartiere”, aventi sede in Calabria. Il sequestro preventivo concerne la sola IVA evasa mediante le false fatture ricevute dalle società “cartiere”. Per quanto riguarda la posizione complessiva della società controllata, la stessa ha concluso con l’Agenzia delle Entrate un accordo sul constatato debito fiscale e sta ora versando al Fisco le imposte dovute.

LAVORO

Banca Popolare di Vicenza, Uilca: firmato l’accordo per 300 esuberi UILCA, coordinamento Gruppo Banca Popolare di Vicenza "Un accordo che non basta a risolvere i problemi della Banca Popolare di Vicenza ma che è un segnale di ripresa nelle relazioni industriali dopo mesi di assordante silenzio e che offre la possibilità

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


di uscita ai colleghi più anziani volontariamente e senza ripercussioni traumatiche sulla tenuta della occupazione in azienda e senza gravare sulle economie dei dipendenti". Il segretario nazionale Uilca Paola Minzon commenta così l'accordo sottoscritto quest'oggi tra azienda e organizzazioni sindacali relativo ad un fondo esuberi per 300 dipendenti in Bpvi. Di Redazione VicenzaPiù

"Dopo un lungo ed incomprensibile arco temporale di immobilismo da parte aziendale rispetto alla grave situazione in cui versa il Gruppo Banca Popolare di Vicenza, oggi abbiamo finalmente concluso un accordo propedeutico ad affrontare le prossime vertenze relative al prossimo piano di impresa presumibilmente orientato ad una fusione- spiega Luca Faietti segretario responsabile Uilca Bpvi. "La Delegazione Aziendale ha accolto le nostre proposte che proponevano di discutere della sola uscita di colleghi prossimi a maturare i requisiti pensionistici ed a eliminare la solidarietà difensiva, vale a dire i 12 giorni annui retribuiti al 60 per cento." L'uscita dovrà infatti avvenire su base esclusivamente volontaria, con incentivi congrui, senza scaricare alcun costo sui colleghi in servizio. Inoltre, per garantire certezze a tutti i dipendenti, si è negoziata la proroga Contratto Integrativo con il ripristino senza soluzione di continuità degli accordi sugli inquadramenti decaduti il 31 ottobre 2016. "In Bpvi, anche dopo le parole del nuovo AD Viola che abbiamo apprezzato, parte un rinnovato rapporto fiduciario tra azienda e dipendenti, presupposto indispensabile per affrontare il futuro con la consapevolezza che si stia ripartendo con una corretta delle relazioni industriali". conclude Paola Minzon. L’Accordo prevede pertanto: FONDO ESUBERI: potranno aderire al Fondo coloro i quali matureranno i requisiti di accesso alla finestra pensionistica dal 01.07.2017 al 31.12.2019: per i primi 40.000 euro di reddito annuo lordo il riconoscimento dell’85% della retribuzione mensile; da 40.001 a 50.000 euro il 75% della retribuzione per la fascia superiore al primo scaglione, il 65% della retribuzione oltre i 50.001 euro per la fascia eccedente il secondo scaglione. Vengono altresi? garantite l’Assistenza Sanitaria Integrativa, le polizze Assicurative collettive, le condizioni creditizie e bancarie, le “provvidenze sociali” del contratto Integrativo. DIPENDENTI CON REQUISITI PENSIONISTICI: coloro che hanno maturato o matureranno il requisito di accesso alla Pensione entro il

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


30.06.2017 avranno diritto ad un incentivo di 3 mensilita? calcolate su 1/12 di RAL per ogni mensilita?. OPZIONE DONNA: per coloro che aderiranno alla pensione attivando la prevista normativa pensionistica denominata “opzione donna” sara? previsto un incentivazione pari a 12 mensilita? RISCATTO LAUREA: per coloro che potranno accedere all’esodo volontario attraverso il riscatto dei contributi del percorso di Laurea, la Direzione valutera? la corresponsione di un incentivo netto corrispondente ad effettuarne il riscatto entro un limite massimo pari a euro 60.000. FORMAZIONE: sono previsti processi di riconversione e riqualificazione professionale attraverso percorsi di formazione che valorizzano le risorse del Gruppo in un’ottica di crescita del patrimonio umano. PART TIME: L’Azienda valutera?, nella prospettiva di un loro positivo accoglimento le richieste di Part Time anche di durata biennale, triennale nonche? a tempo indeterminato. Il criterio di valutazione per la concessione terra? conto della presenza sul territorio. CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE: le previsioni contrattuali in scadenza il 31.12.2016 vengono prorogate al 30.06.2017 con impegno delle Parti di incontrarsi 30 giorni prima della scadenza per un’ulteriore proroga al 31.12.2017. INQUADRAMENTI: le previsioni sugli inquadramenti, scadute lo scorso 31.10.2016, verranno prorogate, senza soluzione di continuita?, al 30.06.2017 con impegno delle Parti ad incontrarsi 30 giorni prima della scadenza per un’ulteriore proroga al 31.12.2017.

LAVORO

Accordo esuberi BPVi, Fabi: uscite solo su base volontaria, buonsenso del nuovo management

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il Gruppo Banca Popolare di Vicenza e i sindacati firmano il primo accordo di riorganizzazione dopo 24 mesi d’interruzione delle trattative. “É un’intesa importante perché prevede 230 uscite ma solo su base volontaria, senza alcuna forma di coercizione nei confronti lavoratori. Questo accordo, a cui si è giunti anche grazie al buonsenso del nuovo management, dovrà essere il paradigma per affrontare le riorganizzazioni del prossimo futuro. Il mantenimento del criterio di volontarietà delle uscite resta, infatti, la nostra linea del Piave. Se nei prossimi mesi si tenterà di forzarla, imponendo i licenziamenti collettivi, andremo allo scontro proclamando lo sciopero generale della categoria”, dichiara Giuliano Xausa, Segretario nazionale della FABI, il principale sindacato dei lavoratori bancari. Di Redazione VicenzaPiù

Nel dettaglio l’accordo prevede: ° 230 prepensionamenti volontari e incentivati, gestiti attraverso il Fondo esuberi, l’ammortizzatore sociale di categoria. Potranno accedervi tutti coloro che maturano i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2019. °La proroga del contratto integrativo aziendale fino al 30 giugno 2017, con possibilità di ulteriore proroga al 31 dicembre 2017.

ECONOMIA&AZIENDE

"Nuove Acque": il percorso del "matrimonio" tra Acque Vicentine e Avs per un risparmio di 7,3 milioni di euro: in ottobre 2017 l'atto di fusione

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


A pochi giorni dal Natale, lunedì 19 dicembre 2016, inizierà il percorso sulla via Vicenza - Schio, e viceversa, della fusione per incorporazione tra Acque Vicentine e Alto Vicentino Servizi che farà nascere una società unica dell'acqua che coprirà 69 Comuni e 550 mila abitanti. Due società virtuose che hanno chiuso il bilancio 2015 con un fatturato di 40 milioni per Avi e 33 milioni per Avs. Il “regalo” natalizio è descritto nel documento di progetto per lo studio di fattibilità che sarà presentato lunedì ai Comuni soci, seguendo le linee guida arrivate anche dal decreto Sblocca Italia e da quello Madia che spingono alla razionalizzazione del settore idrico, secondo dinamiche industriali attualmente già in atto per altre realtà italiane come il Gruppo Hera e Acea. Di Edoardo Andrein

Allo stato attuale in Veneto sono presenti 16 operatori nei 9 ATO, Ambito Territoriale Ottimale, individuati dalla Regione. Nel documento di progetto sono definite tre aree che evidenziano i dati positivi delle due aziende: quella economico-finanziaria, l'altre del personale e l'area tecnicooperativa. L'operazione di aggregazione tra le due aziende genererà sinergie crescenti dallo 0,4% al 3,6%, liberando risorse per complessivi 7,3 milioni di euro nel periodo 2017-2022. Nella nuova società denominata “Nuove Acque” la ripartizione delle quote dovrebbe vedere Acque Vicentine in maggioranza con una percentuale tra il 59 e il 63% e Avs, in corrispondenza, tra il 41 e il 37%. Il range che potrebbe essere più ridotto con un possibile adeguamento tariffario di Avs a quello di Avi che andrebbe al 51 - 56% con l'Avs al 49 - 44%. Il nuovo soggetto su scala provinciale punta ad essere il riferimento all'interno del proprio ATO, oltre che a mantenere e incrementare l'attuale modello di servizio per i cittadini. Inoltre vuole garantire una vicinanza al territorio di riferimento e uno stretto collegamento con gli enti pubblici territoriali, anche in coerenza con gli esiti referendari, e realizzare un ambizioso piano di investimenti di lungo periodo con una particolare attenzione alle tariffe. “Nuove Acque”, infatti, si prefigge di conseguire sinergie operative e industriali in grado di liberare risorse per maggiori investimenti, contenere le tariffe o fornire servizi aggiuntivi.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L'attuale presenza di Avi e Avs sul territorio potrà essere confermata anche in seguito all'operazione di aggregazione, con una nuova sede aziendale e confermando l'attuale assetto di presidi operativi e di sportelli che oggi non evidenziano ridondanze o sovrapposizioni. Le prossime tappe in calendario nel 2017 per l'operazione di aggregazione inizieranno intorno al 31 marzo 2017, quando ci sarà l'approvazione dei bilanci 2016 delle due società, poi a fine aprile è prevista la predisposizione del progetto di fusione con la presentazione in Assemblea di Coordinamento. Il 19 maggio, invece, i cda di Avi e Avs dovranno approvare il progetto di fusione presso le sedi delle società e il 16 giugno è prevista la redazione da parte dell'esperto nominato dal tribunale della relazione sul rapporto di cambio. Dopo l'approvazione dei Consigli comunali degli enti soci il 31 luglio ci saranno le Assemblee straordinarie di Avi e Avs per l'approvazione del progetto. Infine il 20 ottobre 2017 dovrebbe avvenire la redazione e sottoscrizione dell'atto di fusione e il deposito presso il registro delle imprese.

FATTI

Il presepe "provocatorio" vicentino: “Siamo tutti cittadini del mondo” I membri dell’associazione “Arte al Centro” di Cornedo quest’anno hanno deciso di fare gli auguri di Buone Feste ai cittadini attraverso una versione nuova, originale e rivisitata del presepe. “La sua unicità sta nel fatto che, grazie al contributo di alcuni artisti associati, esso si compone di un collage di opere che raffigurano, oltre alla scena principe ovvero la Natività di Gesù in tutto il suo significato, anche le tematiche odierne, d’attualità- spiega il presidente Gianfranco Gaspari- prendendo come spunto la ormai sempre più difficile situazione migratoria di questi ultimi anni, le guerre in atto, le difficoltà economiche, i senzatetto e le situazioni legate alle calamità naturali. Lo scopo è quello di provocare una riflessione tra i cittadini”. Di Marta Cardini

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Gli artisti partecipanti sono 17 e le loro rappresentazioni sono interpretate secondo il loro stile e i materiali impiegati. La scena centrale, ovvero la Natività è opera dell’artista Loria Orsato, mentre lo sfondo è opera del fotografo arzignanese Ronald Menti e fa riferimento al dramma dei migranti. La stella cometa centrale è invece stata realizzata in polistirolo dall’artista Denis Orsato. Tutte le altre opere di cui si compone il presepe rappresentano le guerre in atto, la fuga dei migranti, il dramma della violenza contro le donne, il problema degli esperimenti nucleari e dell’inquinamento. Stasera 16 dicembre alle ore 20.30 si terrà l’inaugurazione del presepe con la presenza del Sindaco Martino Montagna nella sede dove è esposto il presepe, presso le ex scuole elementari San Lazzaro di Cornedo, in via Don Bosco, 19.

FATTI

La lingua veneta sul web: traduttore, dizionari e manuali di grammatica. Roberto Ciambetti: "non è folclorismo" A lanciare il nuovo sito www.linguaveneta.it è stato il Presidente del Consiglio regionale Veneto Roberto Ciambetti a palazzo Ferro Fini, sede dell’assemblea legislativa veneta (nella foto un momento della presentazione). Curato dall’Ufficio Stampa e Comunicazione del Consiglio il sito web creato da Daniele Guiotto avrà il Traduttore On Line, i Dizionari di lingua veneta e i Manuali di grammatica veneta disponibili gratuitamente. "Il Veneto, rafforzato nella sua storia, nella sua identità e nella sua cultura, potrà riservare ai veneti un futuro importante - ha spiegato Ciambetti, che aggiunge - lo studio della storia della lingua veneta non rappresenta una semplice manifestazione folcloristica". Di Edoardo Andrein

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Ecco l'intervento di Ciambetti: "La Regione del Veneto, tramite la forza propulsiva del Consiglio regionale, in più occasioni ha promosso iniziative di valorizzazione dell’identità veneta; il momento culminante è rappresentato senza dubbio dalla Legge regionale n. 8 del 2007 che tutela, valorizza e promuove il patrimonio linguistico e culturale veneto e giunge ad una definizione della lingua veneta, indicandola come la matrice comune delle specifiche parlate storicamente utilizzate nel nostro territorio. E il veneto, inteso anche come lingua, rappresenta una ricchezza di cui essere fieri, da approfondire ed è questo l’obiettivo del sito web. Un sito che, peraltro, non è nuovo: era stato attivato già dieci anni fa; abbiamo però inteso aggiornarlo nella veste grafica e rivitalizzarlo nei contenuti. Il risultato consiste in una finestra sulla storia, sulla cultura, le tradizioni e la realtà veneta. I contenuti del sito internet consentono, tramite la rete, di approfondire il nostro modo di parlare e di comunicare al mondo la nostra storia plurimillenaria. Una storia che parte dalla stele di Isola Vicentina, la prima testimonianza di epoca antica in cui si fa riferimento alle genti venete, passa attraverso la tradizione della Serenissima ed arriva ai giorni nostri. Attraverso questo strumento, i veneti possono ritrovare le radici della propria cultura e l’orgoglio di essere parte di una grande storia”.

ECONOMIA&AZIENDE

Banca Popolare di Vicenza: valutazione SREP e indicazioni Bce su requisiti patrimoniali al limite, liquidità da incrementare e riduzione di NPL. Serve nuovo piano strategico Banca Popolare di Vicenza rende noto che in seguito al processo annuale di revisione e valutazione prudenziale (SREP – Supervisory Review and Evaluation Process) condotto dalla Banca Centrale Europea, i requisiti patrimoniali su base consolidata da rispettarsi a partire dal 31 marzo 2017 sono i seguenti: 8,75% CET1 ratio transitional, 10,25% Tier 1 ratio transitional, 12,25% Total Capital ratio transitional. Poiché la Banca non ha al momento strumenti di tipo Tier 1, il requisito minimo da rispettare in termini di CET1 ratio è di fatto pari al 10,25%. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


I requisiti patrimoniali sopraindicati includono un requisito aggiuntivo (Pillar 2 Requirement) del 3,00% e un requisito combinato di riserva del capitale (Capital Conservation Buffer) dell’1,25%, entrambi da detenere interamente in termini di CET1 ratio. Al 30 giugno 2016 i coefficienti patrimoniali del Gruppo Banca Popolare di Vicenza, calcolati con metodologia standard, sono pari a: 10,75% CET1 ratio transitional, 10,75% Tier 1 ratio transitional, 12,40% Total Capital ratio transitional. Inoltre, nella stessa ‘SREP decision’ viene richiesto di: predisporre un piano strategico aggiornato; predisporre un funding plan teso a migliorare la posizione di liquidità della Banca e contenente iniziative utili a stabilizzare l’indicatore LCR ad un livello di almeno 10 punti percentuali al di sopra dei minimi regolamentari; valutare tutte le possibili iniziative e strategie per ridurre lo stock di Non Performing Loans. Si precisa che i coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2016 saranno comunicati in occasione dell’approvazione della bozza del bilancio 2016 da parte del CdA e che potrebbero essere influenzati, tra l’altro, dall’esito dei complessi processi valutativi attualmente in corso, tenuto conto anche del difficile contesto di mercato.

FATTI / AMBIENTE

Aria pessima, Liliana Zaltron e M5S a giunta Variati: basta con solo e sempre misure straordinarie Riceviamo da Liliana Zaltron, capogruppo Movimento 5 Stelle Vicenza, e pubblichiamo Anche quest'anno si ripete il solito copione e puntualmente la giunta Variati non si smentisce. Infatti si corre ai ripari con le misure di emergenza, come di consueto, e la soluzione, oltre al "tradizionale" blocco delle auto, è quella di tenere chiuse le porte dei negozi. E il sindaco dichiara "Ma è davvero giunto il tempo di provvedimenti strutturali - servono rimedi eccezionali". Solo ora signor Sindaco si accorge che servono provvedimenti strutturali ? E' già da parecchio

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


tempo che noi del Movimento 5 Stelle chiediamo che vengano adottati dei provvedimenti seri, un piano permanente in cui le emergenze vengano sostituite da nuove strategie. Di Redazione VicenzaPiù

Abbiamo suggerito all'assessore una serie di provvedimenti da adottare in modo sistematico rimanendo inascoltati. Ad oggi la sola cosa che questa amministrazione ha saputo fare è stata quella di emanare una ordinanza con cui si obbligano gli esercenti a tenere chiuse le porte degli esercizi commerciali. C'è bisogno di ben altro! E' necessario mettere in atto un piano di attività che preveda nuovi modi di muoversi, meno inquinanti, seriamente orientati al trasporto pubblico. Alla base di tutto dovrebbero esserci, non ci stancheremo mai di dirlo, analisi, studi, monitoraggi, argomentazioni tecnico/scientifiche. La salute dei cittadini è a rischio. Il sindaco ha il dovere di tutelare la salute dei cittadini ed è un dovere che ha quotidianamente, il dovere di non arrivare a situazioni di emergenza, il dovere di mettere in campo azioni per non arrivare a queste criticità.

GIORNALISMO / FATTI / POLITICA

È legittimo chiedere dimissioni di un sindaco e noi lo facciamo per Variati con fatti. GdV e giornali Athesis titolano il falso contro M5S: "In cella il vice della Raggi". Che non è Marra! Ogni giornale è libero di fare una battaglia pro o contro un politico e VicenzaPiu.com la sta portando avanti contro il sindaco di Vicenza, Achille Variati, di cui abbiamo chiesto le dimissioni per i tanti, troppi, non credibili, bugiardi "non sapevo", di cui abbiamo fatto ieri un dettagliato riassunto titolando: «Achille Variati, il sindaco che non sa mai nulla per tempo. Ora saprà dimettersi dopo flop BPVi, caso

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Bertelle, silenzio di Bortoli...?». Anche il sindaco ci dà... ragione quando attacca la sua collega di partito, Alessandra Moretti, che avrebbe detto bugie sulla sua assenza per malattia al Consiglio regionale mentre, invece, era in India per una cerimonia nuziale, e la striglia così: «Quando uno ha un incarico pubblico, come Moretti, ha dei doveri in più verso la collettività: verso chi l'ha votato e chi no. Tra questi ce n'è uno che ho sempre cercato di applicare: non dire le bugie...». Peccato che anche Variati di bugie ne abbia dette per cui anche per lui vale il vangelo di Luca (6,41): «Perchè guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?». Di Gianfri Bogart

Ma una trave cicloplica la troviamo oggi anche sui giornali del gruppo confindustriale nostrano, quelli che fanno capo all'editore Athesis, cioè Brescia Oggi, L'arena di Verona e il "nostro" Il Giornale di Vicenza. Noi da tempo invitiamo, legittimamente, Achille "quattropoltrone" Variati a dimettersi almeno da sindaco di Vicenza, prima di danneggiarla più di quanto abbia fatto col "non fare" o col "fare male" e, soprattutto, col "non sapere" quello che di male gli succede intorno e motiviamo la richiesta con fatti e nomi in attesa di smentite o di... dimissioni. I confindustriali Brescia Oggi, L'arena di Verona e il "nostro" Il Giornale di Vicenza disapprovano, anche loro lecitamente, il Movimento 5 Stelle, vogliono mandare a casa, legittimamente, almeno Virginia Raggi, sindaco di Roma, e lo fanno titolando oggi: C « aos, in cella il vice della Raggi». Peccato che in carcere c'è Raffaele Marra, uomo di fiducia del sindaco ma dirigente di spicco del personale e non suo vice, che è il pentastellato Daniele Frongia. Daniele Frongia è in carcere? No. Daniele Frongia è il vice di Raggi? Sì. Il Giornale di Vicenza non conosce la differenza tra un vice sindaco e un dirigente per quanto di rango elevato e di fiducia come Antonio Bortoli lo è di Variati (anzi costui lo è di più perchè Bortoli è dg e non "solo" direttore del personale) senza che il foglio locale abbia scritto che è « indagato il vice del sindaco», cioè il buon Jacopo Bulgarini d'Elci?

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Oppure Il GdV di oggi scrive bugie che neanche Ario Gervasutti ha mai scritto? Rispondete voi... in edicola. Forse il falso "arrestato" Daniele Frongia andrà in tribunale contro il "falso" mediatico, ma se questa è la stampa vicentina, volete che Variati si dimetta per le sue bugie e i fatti avvenuti a sua insaputa, crac BPVi incluso?

SANITÀ / AMBIENTE

Pfas, i medici Isde Veneto: gli studi della Regione sulla popolazione esposta non sono scientificamente attendibili Vincenzo Cordiano, ematologo, presidente della sezione di Vicenza e referente regionale per il Veneto dell'associazione Medici per l'ambiente-ISDE Italia onlus, diffonde l'elaborato con le osservazioni sui risultati degli studi presentati a luglio e a ottobre e mai pubblicati su riviste scientifiche intitolato "Gli studi della Regione Veneto sulla popolazione esposta ai PFAS non sono scientificamente attendibili". Di seguito pubblichiamo il documento integrale. Di Edoardo Pepe

Il comitato direttivo ISDE Veneto ha esaminato la documentazione presentata durante la conferenza stampa del 22.7.2016 in cui sono stati esposti i risultati degli studi condotti dal Sistema Epidemiologico Regionale (SER) e dal Registro Tumori del Veneto (RTV) per valutare lo stato di salute della popolazione esposta alla contaminazione da PFAS. Nel comunicato stampa N° 1006 del 22/07/2016 della Regione Veneto si legge che: “ Sul piano oncologico ed epidemiologico, l’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche (PFAS) emerso nel 2013 in una vasta area del Veneto, ma in atto presumibilmente da almeno 20 anni, non ha portato al momento a rilevare un peggioramento del trend di salute dei cittadini nei territori maggiormente esposti.” Del tutto analoga la valutazione dei risultati dello studio presentato dal Registro Tumori il 28 ottobre, riguardante la popolazione dei 21 comuni

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


definiti come esposti a PFAS :“In conclusione, tutte le diverse tipologie di analisi effettuate non documentano una maggiore incidenza di tumori maligni nelle popolazioni considerate, rispetto ai valori medi regionali”( Comunicato nr. 1479-2016). Non condividiamo le conclusioni del SER e del RTV per i seguenti motivi. 1. I risultati dello studio di mortalità 2007 – 2014 del Sistema Epidemiologico Regionale (SER), pur con i limiti dell'estensione temporale di soli otto anni, dimostrano un aumento di mortalità per alcune malattie non neoplastiche nelle zone contaminate: cardiopatie ischemiche sia negli uomini che nelle donne, rispettivamente +21% e +11%; malattie cerebrovascolari + 19% nei maschi; diabete mellito (+ 25%) e Alzheimer (+14%) nelle donne. Lo stesso studio del SER rileva inoltre nella popolazione dei 21 Comuni più inquinati, in entrambi i sessi, una prevalenza significativamente maggiore del riferimento regionale di dislipidemie e ipotiroidismo. Queste sono malattie la cui eziopatogenesi è legata anche ai meccanismi d’azione degli interferenti endocrini, categoria di sostanze chimiche cui appartengono i PFAS. Lo studio SER ha sostanzialmente confermato i risultati della precedente indagine ISDE – ENEA che, analizzando i dati di mortalità di un periodo molto più lungo, 1980- 2009, aveva evidenziato un eccesso statisticamente significativo di mortalità in entrambi i sessi per ogni causa e per diabete mellito, infarto acuto del miocardio e malattie cerebrovascolari; nelle femmine, aveva rilevato anche un eccesso statisticamente significativo di mortalità per malattia di Alzheimer e cancro del rene. Non comprendiamo, quindi, come sia possibile, da una parte, affermare che “non si sia rilevato un peggioramento del trend di salute dei cittadini nei territori maggiormente esposti” e, dall’altra, attribuire a stili di vita l’eccesso di mortalità osservato, senza peraltro addurre alcuna prova a sostegno di tale affermazione che costituisce, allo stato attuale, una mera opinione personale dell’autore dello studio; è d’altronde ben difficile ipotizzare che proprio nelle aree contaminate le persone abbiano uno stile di vita significativamente peggiore delle popolazioni limitrofe. Probabilmente il trend non è aumentato perché lo stato della salute nei territori con l’acqua potabile e la catena alimentare contaminate per decenni dai PFAS è da sempre peggiore rispetto alle altre aree della regione e, in ogni caso, il SER non misura alcun trend. Questi risultati, tutt’altro che tranquillizzanti, imporrebbero, in ossequio al principio di precauzione sancito dalla normativa europea, l’adozione immediata di provvedimenti atti a: 1. eliminare l’esposizione della popolazione ai PFAS, quali l’approvvigionamento alternativo di acqua potabile (ovviamente garantendo il rifornimento di acqua destinata al consumo umano non inquinata), la sospensione della produzione e commercializzazione di alimenti contaminati 1. intraprendere, affidandoli ad esperti indipendenti, studi epidemiologici di tipo analitico. Entrambe le richieste sono state più volte avanzate da ISDE alle autorità regionali.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


1. Un aspetto della questione, per nulla chiaro ma veramente importante, riguarda la definizione dei comuni “esposti “: mentre nel documento tecnico allegato alla delibera 1517/2015 la popolazione esposta (circa 270.000 soggetti) era stata individuata come residente nei comuni in cui si era verificato in rete o in pozzi privati almeno un superamento dei limiti di performance per PFOA, PFOS o altri PFAS (PFOA >500 ng/L, PFOS >30 ng/L, altri PFAS >500 ng/L), la nota 203887 del 24.05.2016 del Direttore Generale Area Sanità e Sociale individua 21 comuni sulla base della ricostruzione della filiera acquedottistica, per una popolazione di 127.000 soggetti. Nella lista dei comuni entrano così tra gli esposti Alonte e Asigliano che nel 2013 non presentavano alcun superamento dei limiti e ne escono molti altri che invece li avevano superati, come, ad esempio, Vicenza che aveva livelli altissimi nel luglio 2013 ( 1600 ng/L di PFOA, 80 di PFOS e 1800 di altri PFAS). E’ grave a nostro parere che non siano resi pubblici i criteri utilizzati per questa nuova definizione dei comuni esposti. 1. Per quanto riguarda le malattie neoplastiche, osserviamo che: 1. Esiste un problema prioritario di affidabilità dei dati del Registro Tumori poiché i dati sicuramente certificati dalla IARC (Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro – OMS) si fermano al 2006. E’ quindi indispensabile sapere se i dati presentati alle conferenze stampa sono stati sottoposti alla IARC, come aveva dichiarato il responsabile del registro, e se sono stati accreditati. Presentare i dati di un solo anno e relativi a una piccola popolazione è al di fuori di qualsiasi regola internazionale e nazionale dei registri e francamente dubitiamo sia stato fatto su dati validati dalla IARC. 2. Esiste anche un problema di credibilità scientifica dei criteri utilizzati nel disegno dello studio sui tumori nella “zona rossa”. Infatti, fra tutte le molecole del gruppo PFAS, solo il PFOA è stato valutato dalla IARC come “possibile cancerogeno” per testicolo e rene. E dei 21 Comuni “esposti”, due, Alonte e Asigliano, nel 2103 non presentavano inquinamento superiore ai limiti stabiliti dall’ISS per nessuna categoria di PFAS; in altri tre (Boschi sant’Anna, Minerbe e Roveredo di Guà), i limiti erano superati solo dal PFOS. Gli effetti cancerogeni dei PFAS sono stati quindi studiati su una popolazione in parte non esposta a sostanze classificate come cancerogene. Sorprendentemente, inoltre, per i 19 casi di cancro del testicolo identificati sono riportati i tassi di incidenza in ognuno dei 21 comuni, quando è ovvio che in almeno due municipalità non possono esserci casi di cancro testicolare. Inoltre, nell’analisi dell’ASL 5 (reperibile nel sito RTV), risulta che il tasso di incidenza del cancro al testicolo è decisamente più alto del riferimento regionale: 11.3 su 100.000 rispetto a 7.1. E nella popolazione maschile di circa 20.000 soggetti residenti nella zona sud dell’ASL 6 sono stati rilevati 4 casi, che portano a un

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


tasso ancora più alto, di circa 20 su 100.000. Ci risulta problematico, pertanto, condividere in questa situazione la dichiarazione attribuita al prof. Rugge, di essere “confidente in questi dati fino alle estreme conseguenze” e le conclusioni identiche riportate in entrambi gli studi regionali : “… da nessuna delle analisi effettuate è emersa alcuna evidenza di una maggiore incidenza di tumori a carico delle popolazioni esposte a PFAS, sia per le sedi oggetto (testicolo e reni) di particolare attenzione che per tutti i tumori.” 1. Molte perplessità suscita infine, a nostro parere, la decisione della regione Veneto di finanziare con 100-150 milioni di euro l’anno per dieci anni, la “cosiddetta presa in carico “di parte della popolazione esposta che verrà sottoposta annualmente, per i prossimi dieci anni a visite mediche periodiche ed analisi di laboratorio.” Premesso che i dettagli “della presa in carico” non sono stati finora pubblicati, la decisione di sottoporre oltre 100.000 persone ad analisi di laboratorio aspecifiche, senza contemporaneamente dosare i PFAS nel sangue dei partecipanti, non permetterà di stabilire eventuali correlazioni fra le patologie multifattoriali PFAS-associate né nel singolo caso né nell’intera popolazione studiata. Non si comprende perché “dalla presa in carico” della popolazione sarebbero esclusi i bambini sotto i 14 anni e gli adulti sopra i 65 anni, le donne gravide e i neonati, come già avvenuto per lo studio sul biomonitoraggio umano. Sembra quasi che, per le autorità regionali e statali, le fasce più suscettibili agli effetti tossici dei PFAS, non esistano o non siano meritevoli di attenzione. E quand’anche, fra dieci o più anni, fosse stabilita un’eventuale correlazione nei singoli individui fra patologie e livelli ematici di PFAS, come giustificheranno le autorità la decisione di aver lasciato ampie fasce della popolazione veneta esposte per un decennio a concentrazioni elevatissime di PFAS? A nostro avviso gli obiettivi dello studio regionale potrebbero ugualmente essere perseguiti con un’indagine condotta mediante intervista telefonica dei partecipanti da ripetere annualmente, con notevole risparmio di risorse economiche. In conclusione, la Regione Veneto con le sue strutture scientifiche (SER, Registro Tumori e altri registri), non appare in grado di affrontare con credibilità una situazione caratterizzata da notevole incertezza scientifica. Riteniamo, così come è stato fatto negli USA in occasione dell’inquinamento prodotto dalla DuPont, che si debba, attraverso un bando pubblico di ricerca, affidare ad esperti indipendenti la conduzione di studi analitici sulla popolazione esposta che affrontino i possibili molteplici effetti avversi di queste sostanze e chiariscano il ruolo causale di queste sostanze sulle patologie già rilevate negli studi descrittivi finora condotti.

LAVORO

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Chiusura storica azienda tessile Zanella, 95 donne a casa. Il sindaco di Caldogno Ferronato: "fulmine a ciel sereno alla vigilia delle festività natalizie" La nota del Comune di Caldogno Il sindaco di Caldogno, Nicola Ferronato, esprime il suo sentimento di incredulità e profondo sgomento per l’improvvisa decisione da parte della holding americana Tengram di chiudere in anticipo la collaborazione con Vicenza Manufaturing srl, sancendo così già da gennaio 2017 la chiusura della Zanella, storica azienda tessile che ad oggi impiega 95 dipendenti, in larga maggioranza donne, per quasi la metà residenti nel territorio calidonense. Di Redazione VicenzaPiù

«Per le famiglie e per tutti noi è stato un fulmine a ciel sereno, visto che eravamo al corrente di importanti investimenti effettuati solo pochi mesi fa, con l’acquisto di nuovi macchinari per lo stabilimento – osserva il sindaco -. Siamo costernati per una decisione così drastica, calata dall’alto proprio alla vigilia delle festività natalizie senza alcun tipo di coinvolgimento dei dipendenti e dei sindacati, senza tener conto delle gravi ricadute occupazionali e sociali che questa chiusura comporterà. Come Comune già da tempo abbiamo attivato vari progetti per favorire il reinserimento al lavoro di chi lo perde per colpa della crisi, e ovviamente faremo tutto il possibile per essere vicini alle famiglie dei dipendenti della Zanella, ai quali esprimiamo la massima solidarietà, ma è chiaro che un “colpo” di questa portata sarà particolarmente duro per la nostra comunità». Affranto anche Marcello Vezzaro, attuale assessore all’urbanistica ed ex sindaco, che aveva seguito in prima persona negli anni scorsi le difficili fasi del passaggio di proprietà della Zanella: «A partire da sette anni fa, eravamo stati in costante contatto con il Prefetto e con il curatore fallimentare e avevamo ospitato in sala consiliare diversi incontri con i vari gruppi che si sono fatti avanti per rilevare l’azienda – ricorda -. Credevamo che il rischio

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


di una chiusura fosse ormai scongiurato, eravamo fiduciosi sulla continuità operativa e sulle prospettive future per una realtà così importante per il nostro tessuto socio-economico. Rimaniamo allibiti che un fondo americano come Tengram, dopo avere acquisito un marchio vicentino così prestigioso ad un costo sicuramente inferiore al valore, avendo ordini già pronti per la prossima primavera a dimostrazione di un mercato ricettivo, di punto in bianco abbia deciso di chiudere lo stabilimento di Caldogno. Come minimo sarebbe doveroso un incontro in cui qualcuno spieghi ai dipendenti chiaramente come stanno le cose».

FATTI / ECONOMIA&AZIENDE

Renato Bertelle, scontro social tra soci BPVi pro e contro il bifronte avvocatopresidente L'inchiesta pubblicata da VicenzaPiu.com sulla controversa figura dell'avvocato Renato Bertelle, presidente anche della "non operativa" Associazione nazionale degli Azionisti della BPVi, che abbiamo intitolato “Questa non è la storia di uno di voi: Renato Bertelle, l'avvocato presidente di una fu associazione di soci BPVi, fa dire bugie al sindaco. Con Zonin e Variati star lui sarà una comparsa di "Vicenza. La città fantasma"?, ha scatenato uno scontro tra soci della Banca Popolare di Vicenza sul social network Facebook che sta “scoperchiando il vaso” di perplessità sul bifronte avvocato presidente. Di Edoardo Andrein

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Tra i principali difensori dell'avvocato c'è Elisabetta Gatto, la battagliera azionista BPVi che si è fatta notare nel suo personale show durante il convegno burla al teatro Comunale: “io ho pagato i famosi 10 euro all'inizio, ora mi manda le e-mail. Lasciatelo stare povero avvocato, io devo solo ringraziare Bertelle, il primo che ha dato un contatto per noi truffati”. Ad accusare Bertelle è invece Giuseppe Zini: “tengo a precisare che l'avvocato Bertelle presiede una associazione che rappresenta solo se stesso e che esiste solo sulla carta. Parola del fondatore dell'associazione Dr. Dalla Via”. E in risposta a Gatto aggiunge: “Le e-mail sono dell'avvocato Bertelle, sono e-mail sue personali; se manda email a nome di una associazione esistente sulla carta rischia molto, stiamo già procedendo contro questo suo falso, rischia la radiazione dall'albo degli avvocati. Verrai chiamata a testimoniare su questa affermazione”. Ma ci sono anche altri lettori che esprimono un giudizio, come Fabio Munaretto: “per me esperienza negativa, meglio rivolgersi ad associazioni con i contro fiocchi”. Mentre Adelaide Sabrina Lora scrive: “scusate, ma non capisco tutta questa irritazione contro l'avvocato Bertelle, ha tutta la mia stima e riconoscenza per come si adopera a favore dei soci danneggiati”. La conclusione la lasciamo all'intervento salomonico di Stefania Ricciolo Marcante, la quale chiede di fare “un solo nome di tutti questi avvocati che non stanno facendo i propri interessi sulla pelle di noi truffati e agiscono in estrema onestà... E di associazioni varie che pur di accaparrarsi clienti le sparano davvero grosse!”.

FATTI / POLITICA

Alessandra Moretti si dimette da capogruppo del PD in Regione, "senza aver detto bugie". Le assenze sono vere ma la sua decisione merita rispetto, vero Achille Variati? Se Alessandra Moretti si è dimessa stasera 17 dicembre da capogruppo del Partito Democratico in Regione Veneto, è in seguito ad un episodio sollevato da un articolo de Il Fatto Quotidiano dal titolo “La capa del Pd ha la febbre? No, il “mal d’India”. Apriti cielo. Il caso diventa nazionale e finisce su tutti i giornali. Solo che il viaggio in India nascosto dalla "messa in malattia", come uno dei più classici “furbetti all'italiana”, Alessandra Moretti l'ha sempre negato sostenendo di essersi ammalata prima di partire e spiegando che “avevo programmato il viaggio in India diversi mesi fa, assieme a mio padre. Siamo stati invitati al matrimonio di una persona a noi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


molto cara e abbiamo accettato con piacere l'invito, anche perché l'agenda del Consiglio Regionale del Veneto, al momento dell'invito stesso, era libera”. In effetti della partenza verso l'India, sapevano in molti, dato che con lei è andato anche l'assessore alla sicurezza del Comune di Vicenza Dario Rotondi. Di Edoardo Andrein

È probabile che sia così, perchè vabbè che le bugie hanno le gambe corte, ma pubblicare autonomamente foto sui social network di un viaggio “nascosto” sarebbe stato quantomeno un ingenuo azzardo. Non sono mancate, però, polemiche, critiche e derisioni da parte di cittadini e colleghi politici per la presunta ennesima gaffe, tra cui il "sempre sincero" vicesindaco di Vicenza Jacopo Bulgarini d'Elci che ha ironizzato sulla vicenda, o Achille Variati, “il sindaco che non sa mai nulla per tempo”, che ha accusato la sua “chioccia” politica di aver detto bugie. In realtà l'unica malattia del "caso India" è il mal di pancia che si trascina da tempo nel gruppo regionale veneto del Partito Democratico: un'insofferenza già fatta trapelare da alcuni colleghi del Pd all'inizio della legislatura per l'ipotesi della nomina di Moretti a capogruppo in Regione Veneto. E un' “intolleranza” per il Consiglio regionale è stata manifestata anche dalla vicentina del Pd, viste le sue presenze poco sopra il 72% che la collocano al penultimo posto, anche se l'ultimo con un 15% vicino allo zero è addirittura di Luca Zaia, magari giustificato da impegni istituzionali. Le assenze di Moretti hanno fatto storcere il naso al partito, fino alla decisione di rimettere il mandato da capogruppo resa nota questa sera: “Questa mattina - ha postato su Facebook Moretti - ho scritto ai consiglieri regionali del PD per convocarli lunedì mattina. Durante quell'incontro intendo rimettere il mio mandato da capogruppo in Regione. Ritengo opportuno in questa fase non esporre i colleghi a strumentalizzazioni di sorta e, pur avendomi loro rinnovato la fiducia, credo sia doveroso tutelare la coesione della squadra in Regione e nel contempo dare un segnale ai cittadini”. Un "pragmatico" messaggio di solidarietà alla ex collega nella lista civica Variati alle elezioni del 2008 è arrivato dallo storico esponente Pd Giovanni Rolando, anche lui in passato consigliere regionale: “Inevitabile la sua disponibilità a lasciare. Quel ruolo comporta grande responsabilità e trasparenza totale e deve essere svolto dimostrando anche nella percezione della gente che ci si dedica con tutte le forze per il bene comune. Poi si può sbagliare ma non per leggerezza nei confronti anche del partito e gruppo. Io penso che importante è che quando si cade ci si può rialzare. È ciò che auguro, anzi ne sono sicuro, anche ad Alessandra © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


”. La parabola, però, dell' “Alessandra nazionale” dopo questo ennesimo polverone appare sempre più in picchiata. Come la percentuale delle sue presenze al lavoro.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
IlMensilediVicenza+ n. 292 by Giovanni Coviello - Issuu