Versione online di VicenzaPiù n. 299 sabato 1 Luglio 2017
FATTI
Congresso PSI, tanti i temi trattati: dalla necessità di intervenire a sostegno di correntisti e dipendenti delle banche venete al referendum sull'autonomia del Veneto Si è celebrato sabato a Vicenza, presso l'Hotel Palladio, il Congresso provinciale del PSI vicentino. Il Segretario uscente ha presentato ai compagni i principali temi congressuali ed ha aperto il dibattito. Nel dibattito che è seguito si è parlato di organizzazione del partito sul territorio, della situazione delle banche venete, del referendum sull'autonomia e della situazione dei Comuni della provincia, anche in vista delle prossime elezioni amministrative. Il PSI della provincia di Vicenza ha individuato alcune priorità da affrontare nell'immediato futuro. La necessità di intervenire a sostegno dei correntisti e dei dipendenti delle banche venete, vittime
di una gestione spesso patronale che ha mostrato i difetti della peggior imprenditoria italiana. Di Redazione VicenzaPiù
La necessità di svelare l'inganno elettorale che si cela dietro il referendum sull'autonomia rigettando l'assunto per cui chi non è a favore del referendum leghista è contro i veneti. La necessità che i partiti del centrosinistra lavorino nella più stretta collaborazione. Collaborazione sinora mancata o attuata a "macchia di leopardo". Collaborazione necessaria per sconfiggere una Lega che in Veneto da anni lavora in maniera poco efficace, curando più la ricerca del consenso che il benessere del cittadino. La necessità di ribadire l'importanza della battaglia, che i socialisti stanno portando avanti fin dagli anni'80, per l'accorpamento dei Comuni. La necessità, per rilanciare il lavoro giovanile, di tutelare e promuovere il piccolo commercio, il piccolo artigianato, l'agricoltura sostenendo un giusto equilibrio tra innovazione e produzione. Il Congresso ha affrontato anche temi locali. In particolare, dopo l'intervento illustrativo del compagno Tosetto, sono emersi dubbi sulla creazione del Fondo Immobiliare come proposto dalla Giunta del capoluogo berico. Al termine del dibattito, all'unanimità, sono stati votati il documento congressuale finale, il Direttivo provinciale e confermato il Segretario provinciale uscente che ha a sua volta nominato Vicesegretario con delega all'organizzazione e promozione del partito sul territorio, il compagno Gianluca Capristo.
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POLITICA
Legge elettorale proporzionale: riunione del Comitato Vicentino per la Costituzione lunedì in CGIL Vicenza La riunione del Comitato Vicentino per la Costituzione fissata per lunedì 29 maggio alle 17, 30 in CGIL Vicenza illustrerà i perché di una legge Elettorale costituzionale di tipo proporzionale e della petizione popolare da firmare su change.org a: "Restituire la sovranità agli elettori consultando anche il sito www.iovotono.it. Il perché di base per una petizione popolare è illustrato nella nota che pubblichiamo. Perché dopo la bocciatura dell'Italicum ci vuole una nuova legge che garantisca il voto libero e uguale dei cittadini. Perché più ?rme raccogliamo più forte sarà la pressione democratica e dal basso nei confronti del Parlamento. Di Note ufficiali
Che cosa vogliamo? L'elezione proporzionale sulla base dei voti di lista; nessuna forma di premio elettorale che trasformi in maggioranza chi è solo minoranza stravolgendo il voto; l'abolizione dei capilista bloccati che, lasciando la scelta in mano alle segreterie dei partiti, creano una ampia quota di nominati in Parlamento; nessuna candidatura delle stesse persone in più collegi. Dopo avere difeso con il No la nostra Costituzione il 4 dicembre, vogliamo avere un Parlamento legittimo e pienamente rappresentativo delle volontà politiche dei cittadini. Solo così un nuovo governo, godendo della ?ducia di un Parlamento realmente rappresentativo, avrà l'autorevolezza di guidare il paese. La petizione Al Presidente del Senato Al Presidente della Camera dei Deputati
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Il risultato straordinario del referendum del 4 dicembre segna una svolta nella storia del nostro Paese. Con questo referendum il popolo italiano non solo ha respinto la deformazione della Costituzione contenuta nella proposta Renzi- Boschi ma ha anche rifiutato l'ltalicum, un sistema elettorale disegnato a misura della riforma costituzionale, espressione dello stesso disegno neo autoritario ed accentratore. La Corte Costituzionale il 25 gennaio ha cancellato il ballottaggio demolendo un pilastro dell'ltalicum, ma sono rimasti in piedi altri due pilastri che tendono a svilire le elezioni riducendole ad una mera procedura per l'attribuzione del potere di Governo ad un ristretto gruppo, attraverso il controllo del Parlamento, a scapito della rappresentanza. Per rendere omogeneo e coerente il sistema elettorale nelle due Camere, come richiesto dal Capo dello Stato, sarebbe inaccettabile la soluzione di estendere al Senato i meccanismi dell'ltalicum. Al contrario è indispensabile che, con un sussulto di dignità, il Parlamento intervenga per cancellare gli aspetti inaccettabili non rimossi dalla sentenza della Corte costituzionale. Riteniamo che due interventi di fondo siano assolutamente necessari per ripristinare il modello di democrazia costituzionale che le elettrici e gli elettori hanno solennemente riconfermato con il voto del 4 dicembre. Occorre: - assicurare con le elezioni la piena rappresentatività del Parlamento, delle province e delle aree metropolitane, ripristinando l'eguaglianza del voto dei cittadini; - garantire la possibilità per i cittadini di scegliersi i rappresentanti, oggi designati dai capi partito. Il premio di maggioranza rimane inaccettabile, anche con la soglia del 40 % dei voti, in quanto comporta l'attribuzione alla lista "vincitrice" di oltre 90 seggi in più rispetto ai voti ricevuti, sottraendoli agli altri partiti, dando vita ad una profonda divaricazione fra la volontà espressa dagli elettori e la composizione del Parlamento. Ugualmente inaccettabile è il sistema dei capilista bloccati che, combinato con collegi di dimensioni ridotte, porterebbe al risultato che la stragrande maggioranza dei deputati sarebbero nominati dai capi dei partiti senza che gli elettori possano concorrere in alcun modo alla scelta dei loro rappresentanti. In questo modo rimarrebbe confermato il carattere oligarchico dei partiti e l'impermeabilità del Parlamento alle domande che vengono dalla società e alle ragioni della giustizia sociale e dell'uguaglianza (lavoro, sanità, scuola, previdenza, ambiente). Per questi motivi, prima che si giunga allo scioglimento delle Camere è indispensabile che siano approvate profonde modifiche alla normativa elettorale vigente. CHIEDIAMO che la riforma delle leggi elettorali in discussione nel Parlamento sia informata ai seguenti principi. Il sistema elettorale deve ripristinare la rappresentanza, garantire l'eguaglianza dei cittadini nell'esercizio del diritto di voto, restituire ai
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rappresentati il diritto di scegliere i propri rappresentanti, ricondurre i partiti alla loro funzione costituzionale di canali di collegamento fra la società e le istituzioni, piuttosto che di strutture di potere autoreferenziali. Questi risultati possono essere ottenuti con modelli diversi, a condizione che venga garantita l'elezione proporzionale sulla base dei voti di lista. Per questo chiediamo fermamente: che si rinunci ad ogni forma di premio maggioritario; che si rinunci ai capilista bloccati; che si rinunci alle candidature multiple. Non esistono formule magiche, ed è possibile valutare sistemi misti (come quello tedesco, per esempio): quello che conta è che sia raggiunto l'obiettivo di rendere il Parlamento realmente rappresentativo. Occorre ripristinare la piena credibilità e rappresentatività del Parlamento perché i cittadini debbono tornare ad essere protagonisti del voto ed artefici, con il concorso dei partiti, della scelta delle rappresentanze parlamentari, come richiede il principio fondante della Costituzione che stabilisce che la sovranità appartiene al popolo. Rivendichiamo sulla base della vittoria del No, che ha confermato la validità della Costituzione, una legge elettorale in grado di eleggere Camere pienamente rappresentative, che rispondono agli elettori del loro operato. Roma, 9 febbraio 2017. Primi firmatari: Alessandro Pace, Massimo Villone, Anna Falcone, Alfiero Grandi, Domenico Gallo, Silvia Manderino, Mauro Beschi, Antonello Falomi, Tommaso Fulfaro, Felice Besostr,i Sandra Bonsanti, Tomaso Montanari, Pietro Adami, Vincenzo Vita, Antonio Pileggi, Antonio Caputo, Paolo Maddalena, Claudio De Fiores, Enzo Palumbo, Gaetano Azzariti, Francesco Baicchi, Lorenza Carlassare, Alfonso Gianni, Franco Russo, Giovanni Russo Spena, Mauro Sentimenti, Livio Pepino, Giovanni Palombarin,iCesare Antetomaso, Carlo Di Marco, Sergio Caserta, Mauro Volpi, Panche Pardi, Agostino Carrino, Maria Agostina Cabiddu, Roberto Zaccaria, Franco Astengo, Vittorio Bardi, Nico Cerana, Francesco Rampone, Antonio Di Pietro, Guido Mastelotto, Gerardo Labellarte, Andrea De Pietri, Walter Pirracchio, Marta Pirozzi, Gianni Ferrara, Bia Sarasini.
SCUOLA E FORMAZIONE
L'IPSS Montagna premiato dalla Regione Veneto per il miglior progetto della provincia riferito alla Settimana dello
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Sport 2017 Quest'anno l'Assessore all'Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan, ha inserito nel calendario scolastico la Settimana dello Sport in tutte le scuole di ogni ordine e grado del Veneto, un'idea sostenuta con lo scopo di incentivare la pratica motorio-sportiva fra i giovani ed i giovanissimi. Le giornate programmate per attuare le iniziative sono state il 2, 3 e 4 marzo. L'Istituto Montagna, su proposta dei docenti di Scienze Motorie e Sportive, in stretta collaborazione con il Dirigente Scolastico ed il suo staff, ha messo a punto un progetto articolato che ha coinvolto tutta la componente studentesca ed il corpo docente (qui la strutturazione delle tre giornate dello sport). Di Redazione VicenzaPiù
L'Assessorato Regionale all'istruzione, dopo aver visionato quanto messo in atto da tutti gli istituti in ognuna delle sette province del Veneto, ha riconosciuto a sette scuole elementari e ad altrettante scuole medie ed istituti superiori la validità dei loro progetti Quello dell'Istituto Montagna è risultato il migliore fra gli istituti superiori della provincia di Vicenza ed una delegazione della scuola ha ricevuto l'ambito riconoscimento giovedì 25 maggio al Teatro Toniolo di Mestre. "Voglio complimentarmi con tutti i ragazzi ed i docenti che hanno contribuito ad ottenere tale risultato - sono le parole del prof. Domenico Caterino, Dirigente Scolastico reggente dell'Istituto - . Si tratta di riconoscimenti che ci inorgogliscono in modo particolare e confermano che il Montagna è proprio una grande scuola."
POLITICA / LAVORO
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Voucher: la startup Amicojob dalla parte del Governo contro la Camusso "Il Governo vada avanti senza badare alle minacce di un sindacato anacronistico": è così che Amicojob srls Startup Italiana di riferimento nel random working con un board composto interamente da ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni, auspica la rapida approvazione di una legge che preveda la liberalizzazione del lavoro per imprese e famiglie sotto i 10.000 Euro lordi annui. La collaborazione occasionale (voucher, ndr), sostiene Amicojob, deve essere estesa e non ridimensionata. Ovviamente una quota del 25% dovrà essere trattenuta quanto a Inail, contributi per maternità e malattia, etc (similmente alla gestione separata). Di Note ufficiali
La Notax area dovrebbe quindi coincidere con il limite dei 10mila Euro, non gravando così sui lavoratori. Garantire a milioni di italiani un microreddito oggi è più importante che garantire anacronistiche tutele di stampo pensionistico, che purtroppo allo stato attuale già rappresentano una chimera. L'alternativa è il lavoro nero o il non lavoro. Crediamo sia più dignitoso fornire agli italiani un lavoro, per quanto saltuario, piuttosto che uno strumento sociale (come il reddito inclusivo o di cittadinanza) che implementa l'immobilismo economico del nostro paese. L'Europa cresce, il resto del mondo pure, solo l'Italia continua a restare ferma, intrappolata da mille difficoltà burocratiche.
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Per salvare BPVi e Veneto Banca un miliardo da privati? Bruno Zago pronto a cercarlo di nuovo: se il sistema e le due banche lo vogliono sul serio e con
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"manager all'altezza" Giorgio Barbieri sul Il Mattino di Padova e su altri quotidiani locali del gruppo Finegil Repubblica propone un'interessante intervista all'imprenditore trevigiano Bruno Zago, patron del gruppo ProGest, che nel 2016 era a capo a capo dell'associazione dei grandi soci di Veneto Banca e aveva lanciato la sfida per l'aumento di capitale da un miliardo, il cui flop aveva poi portato Atlante a impadronirsi della banca a 10 centesimi ad azione, prima di essere "scoraggiato", diciamo così, a portarla a termine insieme ai componenti della sua cordata da quell'Europa che oggi pretende che siano proprio i "privati" a immettere una cifra simile nelle due ex Popolari venete per consentirne poi la "ricapitalizzazione precauzionale" da parte dello Stato. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Se oggi lo stesso sottosgretario all'economia Pier Paolo Baretta rilancia insistentemente il suo appello - proposta (qui la prima volta che lo rese pubblico proprio a noi di VicenzaPiù a Roma il 21 febbraio scorso) a trovare uno zoccolo duro in Veneto per consentire il salvataggio delle due banche e assicurarne un ancoraggio all'area, l'intervista a Zago assume un significato particolare. Lui sarebbe pronto a riprovarci sembra dire a Vastager, Bce, Banca d'Italia e Governo italiano ma "... Veneto Banca deve dimostrare di essere interessata a questo aiuto... al buio non si può far niente, ma sono ancora convinto che in Veneto i soldi si troverebbero... chi ora governa la banca deve essere chiaro e dimostrare di voler coinvolgere seriamente il territorio in questo salvataggio... ci deve essere uno sforzo di chiarezza e trasparenza da parte di chi oggi governa la banca. Un anno fa era ancora molto credibile un rilancio di Veneto Banca e Vicenza. Oggi le banche hanno perso tanto in reputazione, depositi, clienti... oggi non c'è alternativa ad un intervento dello Stato. Con tempi fissati per l'uscita e manager all'altezza...». Quindi per Zago, e come dargli torto, due sono le condizioni per cercare e trovare privati ancora disponibili a riaprire le borse: la volontà reale del sistema nel suo complesso a operare in trasparenza e la ricerca di manager
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adeguati, con ciò facendo capire che quelli che si sono succeduti a Gianni Zonin e Vincenzo Consoli non hanno fatto che peggiorare o, al massimo, "impaludare" la situazione. Come d'altronde ha "sentenziato" per alcuni, i primi dell'era Francesco Iorio e Cristiano Carrus, il presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti, quando ha puntato il dito contro i "prospetti falsi" che sarebbero stati elaborati e firmati per portare, senza successo, le due banche in Borsa; come ha decretato per gran parte degli stessi, nella fase immediatamente successiva, Alessandro Penati, quando ha definito da horror story i loro nuovi conti dopo l'ingresso di Atlante; come dimostra l'evoluzione delle trattative degli ultimi messi in cui Fabrizio Viola e, al solito, Cristiano Carrus paiono contare come il due di picche. Così poco che ieri ci veniva di scrivere provocatoriamnte "a ridatece Gianni Zonin" per la sua abilità nelle "pubbliche relazioni", usate, però, lo dicevamo utopisticamente ma chiaro e tondo, per il bene della banca e non dei amici suoi e del suo ego smisurato. E oggi, un po' meno provocatoriamente, visto il... basso profilo tecnico diplomatico dei due cda attuali a guida Gianni Mion e Massimo Lanza (che stanno alla autorità regolatorie italiane e europee come Pier Carlo Padoan e Paolo Gentiloni stanno a Angela Merkel e Wolfgang Schäuble) aggiungiamo, udite udie, che Banca d'Italia ci aveva visto in gran parte giusto quando voleva la fusione di BPVi e Veneto Banca facendo un solo, piccolo... errore. Palazzo Koch, per incoffessabili ma sempre più chiari motici, voleva Zonin "capo assoluot" e unico e voleva far fuori Vincenzo Consoli, colui che, nonostante Bankitalia, aveva condotto Veneto Banca a superare tecnicamente e con le sue forze lo stress test della BCE, a diffenza del gambellarese che lo aveva superato quel test, l'unico fatto certo quando si confrontano le gestioni dei due Istituti, proprio e solo grazie all'uso delle sue arti diplomatiche che gli avevano fatto ottenere l'ok alla riconsiderazione dei calcoli con la concessione notturna e domenicale, dopo la bocciatura del giorno prima, di 250 milioni di euro di obbligazioni. Noi, al posto di Ignazio Visco, avremmo affidato a Vincenzo Consoli, sotto veri controlli di Bankitalia e Consob, quelli mai effettuati con trasparenza e obiettività da questi enti, la guida tecnica delle due banche e avremmo incaricato Gianni Zonin delle pubbliche relazioni col vantaggio, indotto, di poter anche risparmiare sui vini con cui innaffiare le trattative. Ma noi non siamo Visco e il progetto di fusione è andato come è andato. E, purtoppo, Bruno Zago non frequenta i salotti in cui si riuniscono i banchieri e gli imprenditori (?) del sistema, per cui il suo progetto di finanziamento andrà come è scritto...
Zago: «Pronto a fare un ultimo tentativo ma serve chiarezza» di Giorgio Barbieri, da Il Mattino di Padova
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«Oggi vogliono un miliardo di euro dai privati. Un anno fa hanno invece fermato chi cercava di raccogliere quel denaro. Se ci avessero lasciato fare probabilmente non saremmo arrivati a questo punto». Ne è convinto l'imprenditore trevigiano Bruno Zago, patron del gruppo ProGest, che nel 2016 era a capo a capo dell'associazione dei grandi soci di Veneto Banca e aveva lanciato la sfida per l'aumento di capitale da un miliardo. Fino a quando, racconta, «mi è stato fatto elegantemente capire che era meglio che lasciassi perdere e che non mi immischiassi ulteriormente. Abbiamo poi visto come sono andate le cose. Io comunque sono pronto a mettermi in prima linea per garantire a questo territorio la presenza di banche importanti. E sono convinto che non sarei l'unico. Ma Veneto Banca deve dimostrare di essere interessata a questo aiuto». Sulle ex popolari venete è in corso un duro scontro con Bruxelles. Ha la sensazione che per Veneto Banca e Popolare di Vicenza siamo ormai arrivati ai titoli di coda? «L'Unione europea ha ragione a volere un miliardo di euro dai privati. Per due motivi: il primo perché se i privati investono vuol dire che ritengono che la banca possa stare sul mercato, il secondo perché legherebbe nuovamente la banca al suo territorio. Lascia invece l'amaro in bocca il fatto che un anno fa abbiano fermato chi, come il sottoscritto, si era speso per raccogliere quel miliardo. Se ci avessero lasciato fare forse non saremmo a questo punto. Ma ora bisogna guardare al futuro e cercare di salvare questi due istituti. Al buio non si può far niente, ma sono ancora convinto che in Veneto i soldi si troverebbero». Crede dunque che il territorio sia in grado di mettere a disposizione il denaro richiesto dalla Ue? «Sono convinto che diversi imprenditori sarebbero ancora disponibili a spendersi in prima persona. Ma chi ora governa la banca deve essere chiaro e dimostrare di voler coinvolgere seriamente il territorio in questo salvataggio. Altrimenti, se non si trovano questi soldi, è giusto che la banca fallisca. Ma sarebbe una cosa gravissima per tutto il Veneto e le sue tante imprese». Ma che cosa è cambiato nel corso di questo anno? «Se un anno fa non si sapeva nulla, oggi si sa ancora meno. E in queste condizioni non si può chiedere agli imprenditori di investire. In questo senso ci deve essere uno sforzo di chiarezza e trasparenza da parte di chi oggi governa la banca. Un anno fa era ancora molto credibile un rilancio di Veneto Banca e Vicenza. Oggi le banche hanno perso tanto in reputazione, depositi, clienti. Ci sono moltissime cause, contenziosi. E i costi sono sempre alti. Il rilancio doveva essere gestito in maniera molto diversa. Poi tutto si può ancora fare, anche trovare un miliardo di capitali privati per le due Popolari. Ma, ripeto, ci vuole maggiore chiarezza». Che cosa non ha funzionato un anno fa, quando lei era a caccia di investimenti privati?
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«Un anno fa mi è stato fatto elegantemente capire che era meglio che mi fermassi. In realtà se ci avessero dato più tempo ce l'avremmo fatta. Ma la Banca centrale europea e la Banca d'Italia volevano davvero che arrivassero i privati nelle Popolari venete? È una domanda che ancora oggi continuo a farmi. La Consob mi ha fatto capire che rompevo un po' le scatole a loro, e loro hanno cercato di dirmi di stare tranquillo. Comunque continuo ancora a credere ad una grande banca del Veneto». Poi è invece arrivato il fondo Atlante che rischia di bruciare 3,5 miliardi di euro. «Di sicuro navigava in acque migliori di adesso. Ma oggi non c'è alternativa ad un intervento dello Stato. Con tempi fissati per l'uscita e manager all'altezza. L'errore vero sono questi tempi così lunghi, a Bruxelles tirano avanti in maniera impressionante». Con il rischio concreto di un fallimento. «Se non si troveranno privati disposti a investire un miliardo di euro il significato è uno solo: che le due ex popolari non stanno in piedi. E se non stanno in piedi bisogna anche entrare nell'ottica che sarebbe giusto lasciarle fallire. Sono pronto a fare un ultimo tentativo, e non sono l'unico, ma ci vuole chiarezza da parte di tutte le parti in causa».
ECONOMIA&AZIENDE
La formazione in Regione Veneto: il, non più, presunto Clan Romano fa "risparmiare" sui controlli dei rendiconti e i fornitori dei CFP appartengono ai CFP. Come per l'Irigem degli Jannacopulos di Rete Veneta fan di Donazzan Pubblicato il 17 marzo, aggiornato il 28 maggio alle 20.04. «Nell'ambito della nostra inchiesta sulla «formazione in Regione Veneto, il presunto "Clan Romano" ed Elena Donazzan. 700 mln dei fondi pubblici 2007-2013 in "mano" a consulenze private..», ci sono arrivate, ve lo abbiamo raccontato, ben 12 "diffide" a non pubblicare più e a "cancellare" quanto già pubblicato con tanto di riferimenti documentali ai nomi e ai fatti riferiti. Ne prendiamo atto e... proseguiamo dopo aver compiuto alcuni passi a tutela nostra e della prosecuzione del nostro lavoro per i lettori e i cittadini veneti». Così scrivevamo il 17 marzo, oggi vi rinfreschiamo la memoria e da oggi in poi, scusandoci per l'attesa legata ad ulteriori informazioni
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acquisite e ad alcuni casi, vedi BPVi e Fondazione Roi, che ci hanno assorbito più del previsto, pubblicheremo nuove puntate dopo aver controllato, con cura, altri documenti, senza mai averne ricevuti a smentita di quanto finora scritto. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Ebbene, scrivevamo il 17 marzo, molti esperti di finanziamenti pubblici affermano, all'unanimità, che il danaro pubblico ricevuto non si deve utilizzare solo per finalità collettive, bensì deve essere speso. Spendere i soldi ricevuti è il primo obiettivo da perseguire. E allora i guadagni possono essere ingenti, se si conoscono i trucchi della rendicontazione, ovvero quell'obbligo imposto dalla Regione e dallo Stato agli enti beneficiari di risorse collettive per dimostrare la "bontà" delle attività formative finanziate. Se il comune cittadino veneto spulciasse i libri regionali ufficiali e pubblici della rendicontazione dei fondi regionali ed europei potrebbe rendersi conto che le irregolarità - nell'ultimo periodo - riscontrate dagli uffici ispettivi, nell'attuazione dei corsi a finanziamento nella nostra Regione sono inferiori allo 1%. Un risultato... straordinario, che equivale a un 10, se con o senza lode lo vedremo, per tutte le scuole accreditate in Regione per la formazione e l'istruzione professionale. Ma il quesito che oggi ci poniamo è il seguente: perché i tagli per le irregolarità dei finanziamenti per la formazione sono quasi inesistenti? Sono veramente tutti estremamente regolari o i controllori sono disattenti ed ogni tanto si fanno sfuggire qualche milione perché non avevano il tempo per completare le procedure di verifica. Questo quesito potrebbe apparire una mera "illazione" del provocatore di turno, magari autore del solito dossier ingombrante per i piani alti della politica e della dirigenza che le è vicina, o viceversa. Ma l'illazione diventa dubbio fino a sconfinare nella ragionevole certeza grazie alla lettura "incrociata" dei bilanci di alcune società controllate o collegate a queste Istituti. Stati patrimoniali e Conti economici che si gonfiano di immobili e liquidità, mentre la disoccupazione giovanile nazionale raggiunge il 41% e il 25%
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degli italiani (veneti compresi) è in povertà assoluta o relativa. Attenzione non vogliamo fare di tutt'erba un fascio. Vi sono anche realtà funzionali che spendono quanto ricevono, ma non sono la maggioranza. Incrociando le visure camerali con i proprietari e le dichiarazioni fiscali di molti enti di formazione, la nostra inchiesta sta evidenziando risorse consistenti distratte dai nobili scopi educativi della formazione verso meno aristocratici conti correnti. Un fiume di soldi che ha visto e vede crescere il portafoglio dei titolari delle scuole e non l'occupazione. Alvei di personale assunto ad esempio per la progettazione dei corsi, che spesso è il solito taglia incolla centrifugato di vecchi progetti sbiancati con l'amuchina. Progetti, per esempio, a S. Donà di Piave per conto di Ipea della gestione Florio che risultano coordinati anche dal commercialista, le cui fatture venivano rendicontate ai fini dei contributi. Acquisti di immobili a suon di milioni di euro (case,terreni ed alberghi) da parte di Camouflage srl principale fornitrice di Ipea ma di proprietà della stessa coppia Florio Rossato, citata nei precedenti articoli. Irigem di Rosà che ha quasi sempre un solo fornitore per la pubblicità, uno per la locazione delle aule scolastiche, uno per il noleggio delle attrezzature scolastiche ed informatiche. Fornitori che coincidono, però, quasi sempre con la proprietà stessa del Centro di formazione professionale, la famiglia Jannacopulos a cui fa capo Rete Veneta, oltre che ora anche Antenna 3, e molto vicina a Elena Donazzan, l'assessore a cui Santo Romano risponde politicamente E non pare esserci provincia che abbia enti esenti da queste "cattive" prassi. Anche lo scandalo ed il buco milionario dello IAL Veneto, non è stata una semplice mala gestione dei soliti "furbetti" sindacalisti, ma una vera e propria complicità nell'omissione di controllo di alcuni funzionari e dirigenti regionali allora preposti. E' sempre più chiaro che il gran commis della Formazione, Santo Romano, ha sentito l'esigenza di appaltare dal 2009 ad oggi servizi di controllo dei rendiconti, degli enti finanziati, ad un soggetto esterno, magari tarando un capitolato teleguidato, per fedelissimi funzionari veneziani. Dal 2009 aveva vinto l'appalto la lombarda Iter Audit, gia indicata nei precedenti articoli e che successivamente in data 13 settembre 2013 viene posta in liquidazione, . Lo scettro del controllo dei rendiconti dei corsi finanziati viene poi gestito dalla capofila di un Raggruppamento Temporaneo di Imprese BDO spa di Milano, che ha appena vinto - per la seconda volta - l'appalto regionale, con ancora minori risorse finanziarie per... "velocizzare" i controlli e ridurre la spesa "pubblica". Certo è che anche la società BDO di Milano riesce a mantenere i costi di verifica dei rendiconti affidatigli dalla Regione recuperando una buona parte dei vecchi dipendenti di Iter audit, come Greco e Ferro o risparmiando su i revisori dei conti, come Greta Angelini, che si firmano revisori e non lo sarebbero (non lo sono, dicono i documenti in nostro possesso...) ma controllano guidati dalla committenza i rendiconti (da "guidare"?). Ora il controllo di come sono stati spesi gli "schei" pubblici è ancora più
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"efficiente". Si controlla quello che serve, si vede ciò che serve vedere ed in particolare si applicano le regole del contratto "ad personam", su segnalazione interna. Tutto è reso possibile da una gara d'appalto che non permette al vincitore di eseguire nei metodi e tempi, e con quelle modeste risorse, una verifica finanziaria puntuale, come previsto dalla normativa nazionale ed europea. A presto.
POLITICA
"Roi. La Fondazione demolita" denuncia e a Luca Zaia chiediamo bilanci e dati della Roi dal 2009 in poi: è la Regione del Veneto infatti a esercitare 'le funzioni di controllo e vigilanza' di cui all’art. 25 del Codice Civile Pubblicato il 26 maggio alle 23.31, aggiornato il 28 maggio alle 20.01. «Nel Registro Regionale delle Persone Giuridiche, istituito con deliberazione della Giunta Regionale nr. 112 del 19 gennaio 2001 (pubblicata nel B.U.R. n. 22 del 6.03.2001), sono iscritti, con l'attribuzione di un numero d'ordine progressivo, gli Enti privati (Associazioni, Fondazioni, Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza depubblicizzate, Regole, ecc.) cui sia stata attribuita la personalità giuridica di diritto privato, che operino nelle materie attribuite alla competenza regionale e le cui finalità statutarie si esauriscano nell'ambito della Regione Veneto»: così, per legge, è scritto nel Registro della Regione Veneto che al n. 333 delle 833 tra Associazioni, Regole e Fondazioni di competenza, di cui alcune in via di cancellazione, annovera la "Fondazione Giusepe Roi" con sede a Vicenza in Contrà S. Marco 37, iscritta al tribunale di Vicenza al n. 89 con C.F. 95021110242 e riconosciuta il 3 novembre 1988. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
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Il secondo libro dossier della nostra collana Vicenza Papers, "Roi. La Fondazione sbancata", racconta e documenta quanto noto, non tutto, della sua malagestio fino ad oggi e dal 2009, anno della morte del suo fondatore marchese Giuseppe Roi, che aveva voluto l'omonima Fondazione perchè dedicasse le sue ingenti risorse (circa 100 milioni di attuali euro tra patrimonio immobiliare, 70 mln, e mobiliare, circa 30) esclusivamente al Chiericati in quanto Museo civico di Vicenza. Alla guida della Roi nel 2009 era subentrato un Cda con Gianni Zonin autodesignatosi alla presidenza tra i tre membri di nomina per statuto della Banca Popolare di Vicenza, da lui steso presieduta. Nel nostro libri di atti ufficiali ne pubblichiamo più d'uno, dalla denuncia nei nsotri confronti per un milione di euro di danni per aver rivelato il malfatto, ripetiamo "una parte" e non tutto, fino all'acquisto/sottoscrizione, fuori e contro statuto, di decine di milioni di euro di azioni sempre della BPVi e a quello per 2.5 milioni dell'ex Cinema Corso, abbandonato. Pubblichiamo anche lo statuto "stuprato" per anni da quel 2009 e che è l'unico documento fornito dalla Regione Veneto, non senza resistenze da quello che ci è stato riferito, a chi aveva diritto a chiederlo, la nipote di Boso Roi, Barbara Ceschi a Santa Croce. Ci ripromettiamo, quindi, di chiedere a stretto giro alla Regione Veneto, presso la quale per legge sono depositati e dalla quale devono essere controlalti vari atti delle Fondazioni, quanto riteniamo necessario per la nostra difesa legale (siamo a nostro parere titolati a farlo) ma anche ai cittadini per valutare l'operato degli organi amministrativi da. 2009 e soprattutto a chi del nuovo Cda valuterà e approverà il biancio 2016 che però nasce dalle chiusure dei bilanci precedenti, in cui ci sono dati, diciamo, poco chiari come risulta nel nostro libro e come ha confermato anche il dr. Andrea Valmarama, neo vice presidente della Fondazione, quando ha detto fin dall'inizio e poi confermato a noi su fatti specifici su cui lo abbiamo interrogato: "non mi è mai successo di trovare in un ente di cui avrei dovuto occuparmi solo pacchi di articoli di stampa e ben pochi documenti contabili... ". In attesa di formulare la nostre richieste specifiche, che ci auguriamo siano precedute da quelle di Consiglieri regionali interessati all'onestà delle Fondazioni in modo che il buio che avvolge una di queste, la Roi, non oscuri i comportamenti virtuosi delle altre, ci piacerebbe tanto, usiamo un desiderio eufemistico, che il presidente Luca Zaia e chi di dovere, senza l'opposizione della Fondazione, che parrebbe molto sospetta in questo caso, rendano pubblici i dati di bilancio, patrimoniali ed economci della Fondazione Roi e i controlli di legge obbligatori per la regione (e la Prefettura di Vicenza ) perchè si capisca come e da chi dal 2009 sia stata demolita, perchè si prendano i relativi provvedimenti e affinchè sul futuro del Cda attuale e della Roi si accenda una luce che squarci le nebbie attuali. A favore del governatore, per evitargli ricerche di obblighi, riportiamo qui il documento completo su Associazioni, Regole e Fondazioni presente sul sito della Regione (da leggere in particilare da pagina 24 a 26) e pubblichiamo di seguito il testo che, in quelle pagine, defisce la normativa di Vigilanza e Controllo sulle Fondazioni da parte delle autorità
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competenti (Prefettura o Regione), che esercitano "funzioni di controllo e di vigilanza sulle Fondazioni ai sensi dell'art. 25 del Codice Civile" e che hanno compiti di verifica della corrispondenza delle attività svolte con quella statutarie e della gestione economica e patrimoniale...
Vigilanza e Controllo sulle Fondazioni L'autorità competente (Prefettura o Regione) esercita funzioni di controllo e di vigilanza sulle Fondazioni ai sensi dell'art. 25 del Codice Civile. In particolare provvede alla nomina e alla sostituzione degli amministratori o dei rappresentanti, quando le disposizioni contenute nell'atto di fondazione non possono attuarsi; annulla, sentiti gli amministratori, con provvedimento definitivo, le deliberazioni contrarie a norme imperative, all'atto di fondazione, all'ordine pubblico o al buon costume; scioglie l'amministrazione e nomina un commissario straordinario, qualora gli amministratori non agiscano in conformità dello statuto o dello scopo della fondazione o della legge. A differenza di quanto stabilito per le Associazioni, dove l'Assemblea degli associati può sciogliere l'Ente, l'organo amministrativo della Fondazione non può deliberare lo scioglimento, ma solo proporre l'estinzione della stessa all'autorità competente. Ai sensi dell'art. 6 del D.P.R. n. 361/2000, spetta, infatti, all'autorità competente dichiarare l'estinzione della Fondazione, dopo aver accertato, su istanza di qualunque interessato o anche d'ufficio, l'esistenza di una delle cause di estinzione previste dall'art. 27 del Codice Civile (cause previste nell'atto costitutivo e nello statuto, scopo raggiunto o divenuto impossibile). Ai sensi dell'art. 28 del Codice Civile, anziché dichiarare l'estinzione della Fondazione, l'autorità competente può provvedere alla sua trasformazione, allontanandosi il meno possibile dalla volontà del fondatore. Ai sensi dell'art. 26 del Codice Civile, l'autorità competente può, altresì, disporre il coordinamento dell'attività di più fondazioni o l'unificazione della loro amministrazione, rispettando, per quanto è possibile, lavolontà del fondatore. Vigilanza e Controllo sulle Fondazioni (DGR. n.2078 del 7.12.2011) La Regione del Veneto esercita le funzioni di controllo e vigilanza, di cui all'art. 25 del Codice Civile, sulle Fondazioni iscritte nel Registro Regionale delle Persone Giuridiche di diritto privato, secondo le disposizioni dettate con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 2078 del 7 dicembre 2011 e con successivi Decreti attuativi del Direttore della Sezione EE.LL., Persone Giuridiche, Controllo Atti, Servizi Elettorali e Grandi Eventi. Tali provvedimenti, adottati in un'ottica di semplificazione amministrativa, sono consultabili nel sito internet: www.regione.veneto.it/web/enti-locali, Registro Regionale delle Persone Giuridiche - Enti Iscritti, Controlli sulle Fondazioni. Le Fondazioni iscritte nel suddetto Registro, devono far pervenire, entro il 15 maggio di ogni anno, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa da più dichiaranti, secondo il modello presente nel sito sopraindicato, sottoscritta dal legale rappresentante e dal Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti (o dal Revisore Unico). La dichiarazione dovrà attestare la situazione economica e patrimoniale in essere, la corrispondenza dell'attività svolta e programmata alle finalità statutarie e la persistenza della
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stessa attività entro l'ambito territoriale regionale. Nel caso in cui gli Enti non trasmettano la dichiarazione entro il termine indicato o la stessa sia incompleta o contenga elementi di criticità, verrà richiesto agli stessi di far pervenire, entro 30 giorni, una serie di documenti contabili (bilanci consuntivo e preventivo e relazioni correlate), sui quali effettuare un controllo approfondito. Qualora, poi, gli Enti non forniscano alcuna documentazione o non rispettino quanto a loro prescritto, la Sezione potrà porre in essere i provvedimenti più opportuni sino alla revoca del riconoscimento giuridico o alla trasformazione o all'estinzione della Fondazione (artt. 26, 27 e 28 CC - art. 6 DPR. 361/2000), nei casi di maggiore criticità. Entro il 28 febbraio di ogni anno viene trasmessa, a cura della Sezione EE.LL., relazione al Presidente della Giunta Regionale sull'attività di vigilanza e controllo riferita all'anno precedente.
LAVORO
Voucher, Rifondazione comunista: il governo Gentiloni e il PD oltre ogni decenza. Vanno mandati a casa! Quello che sta accadendo sui voucher è di una gravità inaudita e va oltre ogni decenza, scrive nella nota che pubblichiamo di seguito Roberta Fantozzi, responsabile nazionale ‘Politiche economiche' di Rifondazione comunista Sinistra europea. E' la prima volta nella storia della Repubblica che un governo abroga una legge per evitare di sottoporsi al voto referendario e nel giro di un mese la ripropone, persino negli stessi giorni in cui si sarebbe dovuto effettuare quel referendum! E' risibile la cosiddetta limitazione dei voucher alle aziende sotto ai 5 dipendenti, in un paese in cui la dimensione media di impresa è di 3,7 dipendenti. Di Note ufficiali
E' gravissimo che il governo si predisponga a generalizzare per tutte le imprese una delle peggiori forme di precarietà: il "lavoro intermittente", quello in cui le lavoratrici e i lavoratori mettono a disposizione tutto il proprio
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tempo di vita nell'attesa di essere chiamati per qualche giorno o qualche ora. Il governo vuole cancellare i limiti che oggi circoscrivono il lavoro a chiamata sotto i 25 e sopra i 55 anni di età. Un'operazione di maquillage sui voucher mentre si generalizzano le peggiori forme di precarietà. Un governo nemico dei diritti del lavoro e che sfregia ogni regola democratica. Parteciperemo a tutte le mobilitazioni contro quello che sta avvenendo, a partire dai presidi indetti dalla CGIL. Vanno mandati a casa, loro e le politiche liberiste e autoritarie che distruggono diritti e vita delle persone e imbarbariscono sempre di più la società.
FATTI
Nella tappa di Asiago hanno "debuttato" anche le biciclette MTB dell'UPGSP della Questura di Vicenza Ieri, 27 maggio, la Provincia di Vicenza ha ospitato la ventesima tappa del 100° Giro d'Italia Pordenone - Asiago. Il dispositivo di ordine e sicurezza pubblica, pianificato dalla Questura di Vicenza e attuato dagli uomini e dalle donne della Polizia di Stato, assieme al personale dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, dislocato lungo tutto il tracciato della tappa nella nostra Provincia, ha consentito agli spettatori di godere dello spettacolo offerto dal passaggio della carovana rosa nella massima sicurezza. Ad Asiago, per l'occasione, hanno fatto la loro prima apparizione le biciclette MTB guidate dai poliziotti del Reparto Volanti della Questura di Vicenza che hanno assicurato un pattugliamento in profondità lungo gli ultimi 3 km della tappa odierna (nella foto al Traguardo il Questore dr. Giuseppe Petronzi e il dr Cristiano Fiorin, Dirigente UPGSP, Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico). Di Redazione VicenzaPiù
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Si tratta di un progetto di controllo del territorio del centro storico e dei parchi della Città di Vicenza che di imminente istituzione visto che il servizio vero e proprio nell'ambito dei parchi e del centro storico di Vicenza inizierà entro la prima metà del mese di giugno. Particolare attenzione, ovviamente, è stata dedicata ieri alla Città di Asiago, dove si sono concentrati il maggior numero di spettatori. Qui il servizio è stato integrato dal personale del Reparto Prevenzione Crimine "Veneto" della Polizia di Stato, che ha provveduto ad effettuare un'attività di controllo del territorio supplementare. La carovana ciclistica, come da tradizione, è stata scortata dalla Polizia Stradale, Specialità della Polizia di Stato che quest'anno festeggia il 70° anniversario della fondazione. Nel servizio di scorta, sono stati impiegati 40 poliziotti di cui 26 motociclisti, 12 operatori in auto e 2 operatori a bordo di un'officina meccanica mobile. Presente anche una nuova Alfa Romeo Giulia Veloce turbo benzina, un piccolo gioiello da 280 cv del rinnovato parco veicolare della Polizia Stradale. Infine, sempre a cura della Polizia Stradale, ad Asiago, dalle ore 14.00 alle ore 18.00, è stato allestito un Gazebo aperto al pubblico, nell'ambito del progetto "Biciscuola" promosso da RCS - "La Gazzetta dello Sport", che ha permesso di far conoscere ai più giovani i valori del ciclismo e del Giro d'Italia, ed i temi della sicurezza e dell'educazione stradale. A coadiuvare il più ampio dispositivo di ordine e sicurezza pubblica presidiato dalle Forze di Polizia, ha contribuito anche al prezioso contributo delle Polizie Locali dei Comuni interessati dal transito, nonché, non da ultimo, dei tanti volontari della Protezione civile regionale.
POLITICA
La vera stretta di mano di Melania Trump Io, femminista molto pentita, m'inchino davanti alla grazia e alla classe di Melania Trump. Mentre la stampa di tutto il mondo è impegnata nelle critiche al fatto che Melania non ha accostato la sua mano a quella di Donald Trump, pochi si sono accorti che Melania Trump ha preso la mano di Nechama Rivlin, moglie del Presidente di Israele Reuven Rivlin, costretta a vivere con un concentratore di ossigeno. In questa foto ci sono sensibilità, generosità, stile, amore e vera classe sociale. Ci sono vita, movimento e c'è una voglia matta di dimostrare la propria individualità. Noi siamo abituati alle nostre "politiche", spesso artefatte, quelle che si mettono il velo quando vanno nei paesi arabi e rompono il protocollo solo quando vanno dal papa: facile rompere il protocollo laddove tutto ti è consentito senza fatica (qui la photo gallery).
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Di Paola Farina
Melania Trump ha dato prova di coraggio presentandosi senza velo nei paesi arabi, ha dato prova di rispetto e conoscenza del protocollo quando si è presentata dal papa con il velo. Melania ha sposato Trump nel 2005 ed in Italia come nel mondo ci sono coppie che non si prendono per mano dal giorno successivo a quello del matrimonio. E' vero che Benjamin Netanyahu prende sempre sua moglie Sarah per mano in pubblico, come usava fare anche Obama e più volte mi sono chiesta se è amore, affetto o circostanza. E mi fermo qua. Melania Trump continui così, con questo suo stile incantevole, con il suo erotismo ammiccante, sottile, intrigante, a volte con scollature e tagli audaci, altre con abiti bon ton. Lo stile è elegante, rarefatto, ricercato, è un'icona di bellezza e raffinatezza. Se le donne fossero davvero solidali tra di loro, tutte le racchie del mondo dovrebbero apprezzare almeno la bellezza di Melania Trump. Nemmeno una "critica" come me riesce a trovare in Melania alcun difetto, nemmeno quello di aver sposato Trump, perché liberista, liberale e anima libera, quale ritengo di essere, credo che ogni persona sia libera di scegliersi, soprattutto nel privato, quello che vuole. E comunque la stampa tutta ed il mondo intero si sono coalizzati contro "i Trump": in fondo Trump è stato eletto democraticamente...
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Gentiloni chiede alla Merkel di ammorbidire UE, Il Fatto: in alternativa fusione a tre con MPS già “promosso” di BPVi e Veneto Banca a rischio crac
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La crisi delle due banche popolari venete rischia di trascinare a picco, oltre a un pezzo dell'economia nazionale, anche il governo e i vertici della Banca d'Italia. La situazione è disperata al tal punto che da ieri si contano due novità di rilievo. Stando a quanto risulta al Fatto, Paolo Gentiloni ha deciso di intervenire e ha parlato della sorte di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca con Angela Merkel durante i colloqui del G7 a Taormina. In sintesi, il premier avrebbe chiesto alla cancelliera di ammorbidire la posizione tedesca - che a Bruxelles conta più di qualunque altra cosa - sulla vicenda nella speranza così di ammorbidire anche la Commissione europea. Di Rassegna Stampa
Merkel avrebbe mostrato di comprendere il problema, ma spiegato a Gentiloni di non poter contenere facilmente la linea oltranzista di parte della Cdu, il suo partito, che fa capo al ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble. Nel ruolo del poliziotto cattivo. L'altra novità è l'ipotesi, disperata, finita sul tavolo dei protagonisti: la fusione a tre tra le due popolari venete e il Monte dei Paschi di Siena, sempre nel tentativo di salvare le prime due visto che per Siena la soluzione sembra più vicina. Manca, però, chi si prenda la briga d'intestarsela pubblicamente. Da giorni i vertici di Pop Vicenza e Veneto Banca sono in agitazione massima. Giovedì si sono presentati alla riunione con Pier Carlo Padoan con l'ipotesi di dimettersi se il ministro non gli avesse dato un segnale di garanzia sulla tenuta dei due istituti. Le due banche hanno già presentato all'Ue i loro piani di ristrutturazione, che prevedono la loro fusione, con una fabbisogno di capitale totale stimato in 6,4 miliardi e lo smaltimento di 9,6 miliardi di crediti in sofferenza. Ma servono i soldi dello Stato. Dopo un'iniziale via libera, però, qualcosa pare cambiato a livello Ue, forse anche per effetto del risultato elettorale francese. La direzione Concorrenza della Commissione, guidata da Margrethe Vestager, ha infatti deciso a sorpresa nelle scorse settimane che dei 6,4 miliardi, almeno 1,5 dovranno metterceli i privati, a copertura di nuove svalutazioni sulle sofferenze. La richiesta è stata fatta filtrare alla Reuters. Risultato: il panico. Da mesi Padoan è in balia dell'Antitrust Ue e della Bce sulla crisi bancaria italiana. Otto mesi fa la vigilanza di Francoforte, guidata da Danièle Nouy, ha ordinato a Mps un aumento di capitale da 5 miliardi senza dare
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spiegazioni. A Natale - dopo che l'aumento "privato" sognato da Matteo Renzi con Jp Morgan era fallito - ha ordinato l'espiazione: i miliardi sono saliti a 8,8. Padoan ha accusato la Bce di essere poco trasparente: non si capisce, in sostanza, come avrebbe calcolato il fabbisogno di capitale. Poi ha obbedito e il 23 dicembre il governo ha stanziato 20 miliardi per salvare le banche. Solo che il decreto scritto al Tesoro subordina qualunque operazione all'ok di Bce e Commissione. I contatti per Mps sono partiti subito: se, come sembra, per Siena la soluzione arriverà tra giugno e luglio, la partita si chiuderebbe in sei mesi. Le due venete non hanno questo tempo e la decisione di non unire i dossier bancari fatta dal governo si sta rivelando disastrosa. I due istituti sono in condizioni critiche. L'ad di Vicenza, Fabrizio Viola, ha ottenuto l'ok ad emettere obbligazioni garantite dallo Stato per 2,2 miliardi, dopo i 5,2 già emessi a febbraio. Veneto Banca ne ha emesse per altri 1,4 miliardi. Intanto, la fuga dai conti correnti è lenta ma costante, il nervosismo alle stelle: raccontano nei palazzi romani che il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda avrebbe confessato il suo disappunto per la cedevolezza di Padoan ai diktat europei ad alcuni imprenditori preoccupati durante l'assemblea di Confindustria di mercoledì. In Veneto va anche peggio. Gli amministratori delle due banche sanno che se il salvataggio pubblico non dovesse arrivare e scattasse il bail-in si troverebbero a dover spiegare a un magistrato perché non hanno preso atto prima che le due banche erano decotte. Padoan, come prima il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, li ha convinti a restare, ma non lo faranno a lungo. Il fondo Atlante, che controlla le due banche, ha già detto che non ci metterà più un euro, così come altri istituti. Si studiano maxi tagli e si cercano cavalieri bianchi, ma con poca speranza. Per questo si studia pure la mossa disperata: la fusione a tre con Mps. Un'ipotesi ardita, che avrebbe costi altissimi visto che i tre istituti si sovrappongono in molte aree. Il solo fatto che ci pensino dà l'idea della situazione. di Carlo Di Foggia, da Il Fatto Quotidiano
FATTI
AIM Ambiente: il vapore al posto del diserbante. Saranno eliminate completamente le sostanze contenenti glifosate per il trattamento dei 650 chilometri di strade e marciapiedi cittadini Al posto del diserbante, per combattere le erbacce lungo la strada o i marciapiedi, arriva il ‘vapodiserbo', un sistema naturale per eliminare le piante infestanti. È un progetto pilota avviato in questi giorni da AIM Ambiente che intende eliminare completamente
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l'utilizzo di prodotti fitosanitari, ovviamente studiati per trattamenti in ambito urbano, ma che comunque richiedono alcune precauzioni nel loro utilizzo, soprattutto in aree frequentate da persone. AIM Ambiente, nell'ambito dell'attività di igiene urbana, si occupa per conto l'amministrazione comunale, con 3 interventi annui nell'intervallo di tempo compreso tra aprile e settembre, anche del controllo della vegetazione che cresce spontanea lungo le carreggiate, nei marciapiedi e nei bordi delle aiuole spartitraffico, su tutta la rete stradale cittadina per circa 650 chilometri Di Redazione VicenzaPiù
Questa iniziativa è stata intrapresa anche in ossequio delle nuove normative europee, poi recepite dagli organismi regionali che ne hanno ricavato uno strumento particolarmente cogente per le amministrazioni comunali, che a loro volta dispongono l'utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari, alternativi a quelli chimici, laddove possibile. Ed è così che, già da aprile è entrato in servizio il ‘vapodiserbo' lungo le strade e i marciapiedi cittadini, che andrà ad eliminare l'utilizzo di prodotti chimici. Va ricordato comunque che già in passato i trattamenti con prodotti contenenti glifosate avvenivano con un rispetto di almeno 30 metri dalle aree limitrofe a scuole, parchi e corsi d'acqua. In situazioni particolari, Aim Ambiente interviene con decespugliatori, anche elettrici e quindi a basso impatto ambientale, al fine di contenere la proliferazione delle erbe infestanti.
FATTI
Cub Vicenza a fianco dei lavoratori Alitalia, Maria Teresa Turetta a Roma: "no ai tagli del personale" Sabato 27 maggio, a Roma, si è tenuta una manifestazione dei dipendenti Alitalia che ha preceduto lo sciopero di domenica 28 dei
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lavoratori. A causa dell'astensione dal lavoro sono stati cancellati circa 200 voli e i disagi si sono fatti sentire parecchio anche a causa del G7 in corso a Taormina. Sabato in piazza sono scese 10 mila persone e c'era anche il Cub Vicenza con Maria Teresa Turetta che afferma: "Abbiamo manifestato con i lavoratori di Alitalia per rigettare i lincenziamenti. Non si devono tagliare i posti di lavoro". Cub è per la nazionalizzazione, Alitalia deve venire riassorbita da una società pubblica. "I privati ci hanno lucrato e l'hanno gestita malissimo conclude Turetta - non tolleriamo i tagli dei posti di lavoro". Di Monica Zoppelletto
Quello che si chiede è che lo Stato intervenga nella crisi dell'azienda sostenendo i lavoratori e realizzando piani di rilancio. Alitalia non deve stare nelle mani dei privati, deve tornare ad essere un'azienda pubblica.
ECONOMIA&AZIENDE
Amber chiede che Sofil titolare del 89,6% di Parmalat non partecipi al voto su azione di responsabilità chiesta dal fondo. Chi chiese lo stesso quando Atlante bocciò la richiesta nei confronti di Franesco Iorio & c. in BPVi? Radiocor ha appena riferito che il rappresentante del fondo Amber Capital ha chiesto, nel corso del suo intervento davanti all'assemblea degli azionisti di Parmalat, che l'azionista Sofil non partecipi al voto sulla delibera dell'azione di responsabilità verso cinque dei consiglieri in carica nel periodo 2011-2012. in quanto sarebbe "illogico e inopportuno" che Sofil, azionista di Parmalat con l'89,6% partecipi al voto sull'azione di responsabilità. Nessuno,
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anche tra le associazioni dei soci traditi da Banca Popolare di Vicenza pose una questione analoga quando bastò il no del fondo Atlante, titolare di 15 miliardi di azioni da 10 centesimi a fronte dei 10 milioni di titoli di chi nella Banca aveva messo i suoi risparmi, a bocciare la proposta fatta dai soci di stra minoranza, dopo l'azzeramento di fatto delle loro azioni, di estendere la scontata anche se tardiva azione di responsabilità verso i vecchi amministratori capeggiati da Gianni Zonin anche ai consigli a trazione Francesco Iorio. Di Pietro Cotròn
I componenti e i vertici di quei consigli, tra cui Iorio e Stefano Dolcetta, sono quelli che Giuseppe Guzzetti ha accusato come autori di "prospetti falsi" per la fallita quotazione in Borsa che spalancò le porte proprio ad Atlante e gli stessi che Alessandro Penati, presidente di Quaestio sgr, la società di gestione del fondo stesso, ha individuato come coloro che gli presentarono conti poi rivelatisi non veritieri e così tragici da definirli poi come una "horror story". Sulla vicenza BPVi, quindi, il buio impera e chissà se sarà mai svelato un segreto che copre lo "sbancamento" di un territorio e che assomiglia a quello che ha coperto gli autori dell'abbaimeno del volo Itavia su Ustica: non si muore solo fisicamente. Amber nella delibera appena presentata ha chiesto azione di responsabilita' nei confronti di Antonio Sala, Marco Reboa, Francesco Gatti, Yvon Guerin e Daniel Jaouen.
FATTI
"I solisti veneti" in scena al Teatro Olimpico il 14 giugno
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Grandi solisti e un mirabile capolavoro musicale solo recentissimamente riportato alla luce. Anzitutto "I SOLISTI VENETI" diretti da Claudio Scimone. Insieme a loro un cast di solisti vocali di fama mondiale - Leyla Martinucci, soprano e Sarah Larsen, mezzosoprano - pronti a presentare al pubblico la prima esecuzione moderna nel Veneto della serenata vivaldiana La Gloria e Himeneo. L´attesissima esecuzione, eccezionalmente arricchita dall´impareggiabile cornice del Teatro Olimpico, brilla quale autentico evento artistico e culturale di primaria grandezza al cuore del Veneto Festival 2017 e promette uno spettacolo d´assoluta eccezione alla cui straordinarietà concorreranno non solo il talento dei celebri "Solisti" di Claudio Scimone e dei due protagonisti - la Gloria (Layla Martinucci) e Himeneo (Sarah Larsen) - ma anche l´attenta ed elegante regia di Ivan Stefanutit e i vivaci colori dei costumi appositamente tagliati a Venezia dal rinomato Nicolao Atelier. Di Redazione VicenzaPiù
La Gloria e Himeneo di Antonio Vivaldi, la cui partitura è stata resa pubblica solo lo scorso anno, è una Serenata per due voci e orchestra scritta nel 1725 in occasione delle nozze tra Luigi XV di Francia e la ventiduenne principessa polacca Maria Leszczynska: un evento che fu oggetto di sontuose celebrazioni nell´Europa intera. Anche a Venezia, ove l´Ambasciatore Jacques-Vincent Languet Conte de Gergy commissionò al maggior compositore veneziano dell´epoca, Vivaldi appunto, una serenata celebrativa. Il libretto fu affidato alla penna di un eccellente poeta, del quale tuttavia oggi non conosciamo con sicurezza l´identità, anche se alcune recenti ricerche indicherebbero il nome di Nicolò Sebastiano Biancardi, napoletano da tempo risiedente a Venezia col nome di Benedetto Domenico Lalli. Il soggetto, d´ispirazione mitologica, cadde su due personaggi: la Gloria, nella sua personificazione allegorica, e Himeneo, protettore dei matrimoni, che in versi fluidi gareggiano nel decantare le virtù della coppia di sposi prospettando loro le gioie imminenti delle nozze e i copiosi frutti della loro unione. Vivaldi ne fece un capolavoro. La Gloria e Himeneo infatti rivela una ricchezza musicale eccellente, frutto di un Compositore all´apice del proprio successo e della propria grandezza artistica; un´emozionante serie di Arie (i Recitativi, brevissimi, sono limitati esclusivamente a
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preparare e collegare le Arie) di eccezionale bellezza che porta a considerare questa serenata un vero e proprio concerto di arie, forma musicale graditissima al pubblico del Settecento come a quello di oggi. Il successo della prima esecuzione, che si diede la notte del 12 settembre 1725 negli splendidi giardini dell´Ambasciata di Francia a Venezia, fu grandioso e risuonò in tutta Europa. Lo riportano con enfasi le cronache dell´epoca: sul Mercure de France si scrisse che La Gloria e Himeneo fu recitata da bravissimi Musici, e Cantatrici, quali con soavità della loro voce, quali novelli Orfei, trassero [a] sé numero infinito di gondole, quale nascondea il mare istesso agl'occhij de' riguardanti.
FATTI
Borgo Berga, Daniele Ferrarin (M5S) presenta mozione a Variati per chiedere la revoca dell'incarico da Dg di Antonio Bortoli Daniele Ferrarin, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, lo scorso 31 gennaio ha presentato una mozione al sindaco di Vicenza Achille Variati per chiedere la revoca dell'incarico da direttore generale del Comune di Vicenza di Antonio Bortoli in merito alla questione di Borgo Berga. Ferrarin non capisce come mai è trascorso così tanto tempo prima di discutere questa mozione, la discussione è prevista per il 31 maggio. Nella mozione si legge che il 28 giugno del 2016 il procuratore Antonino Cappelleri che coordina le attività investigative sulla vicenda della lottizzazione, presunta abusiva, di Borgo Berga, ha inviato 18 avvisi di garanzia a vari soggetti, tra cui il Direttore generale del Comune dott. Antonio Bortoli. Di Redazione VicenzaPiù
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A dicembre sono stati interrogati: Antonio Bortoli, dg generale del Comune che si era occupato dell'approvazione del recupero dell'area; Lorella Bressanello, ex capo dipartimento territorio; Franco Zanella, dirigente dell'urbanistica. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti presumibilmente con un'azione coordinata dei rispettivi difensori al fine di, pur avvalendosi di una facoltà che la legge riserva, rallentare l'iter investigativo al fine di produrre dei benefici a carico degli stessi.
BANCHE / GIUDIZIARIA / ECONOMIA&AZIENDE
Clamoroso: in attesa di Antonino Cappelleri, trasferito a Milano su richiesta del Gip di Vicenza un filone dell'indagine sulla BPVi di Gianni Zonin. La risposta agli appelli dei soci? La notizia apparsa oggi su Il Corriere del Veneto mette sotto una nuova luce la "visita" del 24 maggio presso la Procura di Milano dei sostituti procuratori di Vicenza Gianni Pipeschi e Luigi Salvadori che da oltre un anno indagano sul crollo della Banca Popolare Vicenza che ha azzerato il valore delle azioni di 118.000, 70.000 circa dei quali "ristorati" poi con 9 euro invece che con i 62.50 della valutazione pre crollo e per giunta con la spada di Damocle della tassazione su cui l'Agenzia delle Entrate non ha dubbi mentre la BPVi ha avanzato le sue contro deduzioni in un comunicato. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
La notizia, infatti, è che i due pm vicentini non sono andati a Milano per scambi tecnici di informazione ma perchè, scrivono Andrea Priante e Federico Nicoletti, "anche la procura di Milano ha aperto un'inchiesta sulla Banca Popolare di Vicenza".
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"Stando alle indiscrezioni trapelate fino a questo momento - aggiungono i colleghi del CorVeneto - , l'indagine si focalizza sul reato di ostacolo all'attività degli organi di vigilanza e sarebbe relativa a presunte manovre, compiute dagli ex vertici dell'istituto di credito, per mascherare alcune operazioni illecite agli occhi della Consob. A questo nuovo filone investigativo, trasferito a Milano per questioni di competenza territoriale (pare su indicazione del gip di Vicenza), sarebbe legata la «visita» al palazzo di giustizia del capoluogo lombardo, compiuta il 24 maggio dai sostituti procuratori di Vicenza Gianni Pipeschi e Luigi Salvadori, gli stessi che da oltre un anno indagano sul crollo di PopVicenza che ha travolto migliaia di risparmiatori. I due magistrati avrebbero infatti incontrato i colleghi del Primo dipartimento della procura di Milano che si occupano di diritto penale dell'economia, affari civili societari e reati fallimentari. L'indagine della procura berica, che pare ormai prossima alla chiusura, vede finora l'iscrizione sul registro degli indagati di nove persone (gli ex vertici dell'istituto, compreso l'ex presidente Gianni Zonin) accusati di aggiotaggio e - appunto - di ostacolo all'attività degli organi di vigilanza, oltre alla banca stessa alla quale si imputa una responsabilità di tipo amministrativo. A questo punto è probabile che, almeno in parte, gli stessi nomi compaiano anche nell'indagine appena avviata dalla procura di Milano". Questa notizia, che potrebbe preludere a una svolta clamorosa nel caso di una non peregrina possibilità di richiesta di riunificazione delle indagini, che, ricordiamo il procuratore capo di Vicenza Antonino Cappelleri lo scorso anno aveva assicurato ai nostri microfoni che si sarebbero concluse entro maggio 2017 (domani?), fa da risposta a molte mail che ci sono giunte in questi ultimi mesi. Tra queste ne scegliamo uan arrivataci proprio ieri e che descrive lo stato d'animo di chi in passato aveva ripsoto la sua fiducia nella banca vicentina.
Salve Direttore, mi è venuta voglia di scriverle nuovamente, l’'ho fatto già alcune volte e lei ha pubblicato un paio di mie mail. Sono quel Paolo di Torino a cui hanno rifilato azioni BPVi per la concessione di un mutuo tra l'’altro già promesso da un’'altra banca, senza neppure dirmelo. Lo hanno fatto ma molto dopo, a cose quasi fatte. Da più di un anno quasi giornalmente li riempio di reclami, con mail e lettere, al loro ufficio reclami, ai loro dirigenti, in filiale, ai loro uffici stampa, in sede centrale ecc. Sono come la gomma, rimbalzano. Mando sempre a loro copia di tutta la pubblicità negativa che gli faccio, comunicando il mio caso a giornali, TV, Politici, Comuni, Circoscrizioni, parrocchie, Forum e in molte altre parti. Se solo lo 0,01 % di questa pubblicità negativa raggiungesse potenziali loro futuri clienti che a causa di queste notizie desistessero dal diventarlo, probabilmente avrebbero un danno forse 100 o 1000 volte più grande di quello causato a me di poche migliaia di euro a cui loro non vogliono porre rimedio. Sono talmente stolti e incapaci che hanno anche preferito che io portassi via il conto da loro, l’'accredito pensione e che effettuassi la surroga del mutuo. Detto questo penso anche al Procuratore Cappelleri: indaga da molti mesi su una truffa conclamata e senza ombra di dubbio che tale sia. Migliaia di clienti spinti o costretti ad acquistare, finanziandole, azioni non quotate per avere fidi o mutui, questo quando c’è una legge la 2358 che lo vieta. Poi azioni supergonfiate di valore senza controllo, come fossero false, tipo banconote false, solo questo basterebbe ad annullare tutti i contratti.
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Addirittura la banca è stata multata per comportamenti scorretti dall’Antitrust e dalla Consob. Che altro deve succedere per risarcire totalmente tutti? Qualche persona in malafede asserisce che chi acquista azioni è consapevole del rischio. Certo ma la cosa è diversa se tale azioni te le impongono. Io perdo molto di più dal ribasso di altre azioni, ma lì nessuno mi ha obbligato ad acquistarle. Un discorso a parte per i Ponzio Pilato della Consob e di Banca d’'Italia, sono anch’'essi in parte responsabili, ma non fanno niente per aiutare le vere vittime di questa enorme truffa. Anzi vanno a rallentatore con le cause e gli arbitrati finanziari. Io ne ho uno in corso per questa faccenda alla Banca d’Italia dal giugno del 2016 . Ti vogliono praticamente stancare. Se la definiamo la Repubblica delle banane pensa, direttore, che sia esagerata la cosa? Concludo con il consiglio che ho dato più volte alla Banca: non hanno una sola possibilità su un milione di rifarsi una verginità, neanche cambiando nome; potranno resistere ma non a lungo. Visto che per avere i clienti che avevano ci hanno impiegato decine di anni, non ne possono aspettare altrett’anti, e non se li possono nemmeno cercare in Congo o in Somalia. A mio avviso esiste solo un patto con i vecchi clienti, pregarli, scusandosi, di rimanere ancora clienti della banca per un certo numero di anni da stabilire, poi sequestrare tutto il sequestrabile ai responsabili, familiari e prestanome, e infine restituire tutto ma tutto alla clientela derubata, anche ratealmente a breve e medio termine, iniziando dai più piccoli azionisti e dai più disagiati. Questo resta da fare, il resto è dabbenaggine, utopia e la fine della banca. Cordiali saluti Paolo
FATTI
Nomadi, Lucio Zoppello presenta una domanda di attualità al sindaco: "A quando l'ordinanza per la zona rossa anche a Vicenza Est?" Il consigliere Lucio Zoppello presenta una domanda d'attualità sulla questione nomadi. Nello specifico chiede quando ci sarà l'ordinanza per la zona rossa anche a Vicenza Est. Questa la domanda di attualità presentata al sindaco Achille Variati. Premesso che nelle edizioni di sabato 27 maggio di vari giornali e testate televisive locali sono stati pubblicati articoli o fatti servizi sul problema "NOMADI DEL CAMPO DI VIALE CRICOLI E BOLLETTE DELL'ACQUA NON PAGATE ..."; che altresì per quanto attiene ai canoni di utilizzo delle piazzole solo 6 occupanti su 32 hanno pagato il dovuto e 4 nuclei
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hanno invece lasciato il campo; che i nomadi sono purtroppo al centro dell'attenzione anche per altre problematiche come lo stazionamento abusivo in parcheggi pubblici con le immancabili situazioni di degrado che portano e i conseguenti disagi lamentati dai cittadini residenti; che tale fenomeno interessa oramai da tempo la zona est della città,(dal park "Bassano" in zona Stadio (dove ora nell'area camper fanno bella mostra di se e sono un ottimo biglietto da visita per i turisti che vengono in città i panni stesi sulle reti di recinzione e le vettovaglie sparse nell'intorno) al C.C."Palladio" nella frazione di Settecà. Di Redazione VicenzaPiù
RICORDATO che l'assessore ROTONDI solo poche settimane fa in risposta ad una precedente interrogazione dello scrivente affermava l'impossibilità di istituire la cosiddetta "zona rossa" ai quartieri ad est della città, cosi come fatto per quelli ad ovest, se non dopo il verificarsi di atti criminosi e l'accertamento di reati; che però ben 3/4 dei controlli effettuati dalla polizia locale hanno avuto esito positivo accertando la presenza impropria e le situazioni di degrado; che dai controlli effettuati alcuni di questi nomadi sono stranieri senza permesso di soggiorno e perciò passibili di specifico decreto di espulsione; CONSIDERATO che in un recente servizio di una emittente TV locale veniva data notizia del ritrovamento da parte della polizia di rame rubato all'interno di un camper che stazionava proprio in prossimità del C.C. "Palladio"; che nello stesso servizio l'on. Alessandra Moretti, autorevole esponente del PD regionale e nazionale, intervistata sul tema afferma: «Io credo che oggi i sindaci abbiano gli strumenti e i poteri per poter garantire la lotta contro il degrado urbano. - Oggi i sindaci possono applicare tutta una serie di misure, perché il governo ha dato loro tutta una serie di possibilità, e quindi di allontanamento proprio per garantire la vivibilità dei cittadini nei confronti delle zone in cui appunto abitano»; che ad Ospedaletto, l'altro giorno, sia stato commesso un furto che avrebbe una matrice nomade; TUTTO CIO' PREMESSO CHIEDE DI CONOSCERE da Codesta Amministrazione: 1) se corrisponde a verità il ritrovamento di refurtiva nel camper stazionante
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a Vicenza est, e in caso affermativo se ciò non costituisca condizione sufficiente, visto l'accertamento del reato, per l'emanazione di una ordinanza che istituisca una "zona rossa" anche per i quartieri e frazioni di Vicenza est; 2) perché, in ogni caso, quanto affermato dall'on. Moretti non è stato finora messo in atto, in particolare perché non sia stato applicato il decreto di espulsione per i nomadi stranieri senza permesso di soggiorno; 3) se fra i nuclei di nomadi girovaganti nella zona est ve ne sia qualcuno proveniente dal campo di viale Cricoli visto le 4 piazzole non più occupate, e se fra questi vi siano coloro trovati con la refurtiva.
FATTI
Asfaltatura Viale del Sole, prosegue la raccolta firme. Si vuole chiarezza sull'inizio e la fine dei lavori La sistemazione dell'asfaltatura del tratto di Viale del Sole dalla rotatoria dell'Albera all'incrocio con via Brg. Granatieri di Sardegna è ancora un tema di dibattito per il Comitato dell'Albera di Vicenza "no tir sì bretella". In occasione della Sagra del Geranio il Comitato ha proseguito con la raccolta delle firme per la petizione da presentare al sindaco Achille Variati per i lavori di asfaltatura. Il Comitato vuole notizie certe del bando per l'appalto lavori e date di inizio e ultimazione dei lavori. Di Monica Zoppelletto
FATTI
Cappelletti di M5S a Padoan: "Conferma i legami denunciati da Baretta tra sistema
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politico locale e disastri BPVi e Veneto Banca?" Enrico Cappelletti (M5S) parla delle banche venete. "Abbiamo chiesto al Ministro Padoan delucidazioni in merito alle dichiarazioni del Sottosegretario Baretta, riportate dal Corriere del Veneto del 23 maggio scorso, circa la sussistenza di legami tra il potere finanziario ed il potere politico veneto e sulla responsabilità di quest'ultimo nel dissesto delle banche. In particolare, abbiamo chiesto al Ministro di attivarsi urgentemente al fine di verificare: 1) quali sono le giunte compromesse con il sistema degli affari sostenute da Zaia ed in quali termini si concretizza tale compromissione. Di Redazione VicenzaPiù
2) chi sono i soggetti del mondo politico dentro fino al collo nella finanza e nelle banche, popolari e non, quali sono i termini di tale coinvolgimento e quali sono gli istituti di credito, anche non popolari, in cui tali soggetti sarebbero coinvolti; 3) perchè la maggioranza politica che ha governato il Veneto non è di certo estranea alla crisi degli istituti bancari e per quali motivi il Presidente Zaia, contrariamente a quello che vuol far credere, non è l'osservatore neutrale al dì sopra delle parti". "La Procura di Vicenza - continua il senatore M5S - sta indagando nei confronti degli ex vertici della BpVi per reati gravissimi, aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, dichiarando di non poter escludere altri reati quali il falso in bilancio, associazione a delinquere, truffa ed estorsione. Vogliamo sapere se la politica ha a che fare con tutto questo, se le allusioni del sottosegretario Baretta sono supportate da elementi probatori di cui può dare indicazioni. E' evidente che in caso affermativo sarebbe opportuno che il sottosegretario si rivolgesse alla Procura anche per evitare di incorrere egli stesso nel reato di omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale" conclude Cappelletti
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FATTI
Firmato il contratto Superstrada Pedemontana Veneta, Luca Zaia: "Corriamo per concludere l'opera entro il 2020" "E adesso vogliamo vedere quei cantieri correre, vogliamo rispettare il cronoprogramma che ci siamo dati e la data del 2020 per la conclusione dell'opera, vogliamo che i risarcimenti per gli espropri siano effettuati senza ritardi". E' questa la volontà espressa dal Presidente del Veneto nel corso del punto stampa odierno convocato per comunicare la firma del contratto, tra la Regione e la concessionaria SIS, per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta, avvenuta ieri sera in uno studio notarile di Mestre, dopo un lungo pomeriggio di approfondimento e verifiche del testo e dopo che la Giunta regionale, in mattinata, con un nuovo provvedimento aveva dato il via libera alla stipula, attuando così in tempi più che celeri alla deliberazione del 16 maggio scorso, che approvava lo schema di contratto del Terzo Atto convenzionale modificativo della Convenzione del 2009 e dell'Atto Aggiuntivo del 2013 per l'affidamento in concessione della progettazione definitiva ed esecutiva, nonché della costruzione e della gestione della Superstrada. Di Redazione VicenzaPiù
"Come da impegni che ci eravamo assunti - ha sottolineato il Presidente abbiamo continuato assiduamente anche in questi giorni a rapportarci con l'ANAC, l'Autorità nazionale Anticorruzione e la Corte dei Conti, con l'invio alla loro attenzione tutti i documenti, i provvedimenti e le relazioni che delineano i diversi passaggi di questa fase (delicata ma risolutiva) di un'operazione che abbiamo sempre condotto in totale trasparenza, in modo visibile e leggibile da parte di tutti. Un'operazione che ci consentirà di raggiungere i due più importanti obiettivi: portare a termine un'opera viaria, la più grande in costruzione in Italia, di grande utilità per i veneti e per le nostre imprese, e impedire che decine di chilometri di cantieri abbandonati possano rappresentare una sanguinosa ferita aperta per anni sul nostro © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
territorio". Il governatore ha rivendicato che la Regione "direttamente responsabile dell'opera solo dall'inizio del 2017", ha affrontato con assoluta determinazione ogni aspetto di questa eredità, ponendo rimedio al grande problema derivante dalla sovrastima dei flussi di traffico (si prevedevano in origine 33 mila veicoli), che di fatto aveva compromesso l'operazione nel suo complesso: "Non esiste in Italia un'autorità che certifichi i flussi di traffico - ha evidenziato - ma tutti i soggetti che si sono occupati di questa previsione si sentono di garantire che nel 2021 si può realisticamente attendere il passaggio di 27 mila veicoli, togliendo le esenzioni e abbattendo il costo dei pedaggi del 23% per le auto e del 16% dei camion". "Una soluzione doveva essere trovata e noi lo abbiamo fatto - ha concluso il Presidente -, nell'interesse dei veneti, riuscendo persino a scongiurare l'ipotesi di introduzione dell'addizionale IRPEF che avevamo preso in considerazione soltanto in termini precauzionali e prudenziali, grazie allo spacchettamento in due tranche, una di 140 milioni nel 2018 e una di 160 milioni nel 2019, del mutuo trentennale che la Regione ha stipulato con la Cassa Depositi e Prestiti lo scorso 19 maggio, rimanendo così all'interno della propria capacità di indebitamento annuale e rispettando le condizioni imposte dal fiscal compact. La task force che abbiamo costruito specificatamente per la Pedemontana - ha aggiunto - ha svolto uno straordinario e proficuo lavoro, grazie al quale oggi possiamo comunicare che un'opera che vale 2 miliardi e 258 milioni, di cui circa 300 milioni di espropri, che si snoda per 95 chilometri di tracciato, a cui si aggiungono 68 chilometri di viabilità di adduzione richiesta dai Comuni, 16 caselli, 36 comuni, unisce la A4 da Montecchio, in provincia di Vicenza, alla A27 a Villorba, in provincia di Treviso, è una realtà, è una sfida che vinceremo anche grazie ai suggerimenti utili che abbiamo raccolto in Consiglio regionale, dove non siamo andati a ‘fare il giro del palo', ma a condividere uno dei percorsi fondamentali di questa legislatura". Il Vicepresidente e Assessore al Bilancio ha anticipato che già da domani in Commissione consiliare a palazzo Ferro Fini si discuterà delle modalità attraverso le quali si chiuderà la partita dal punto di vista finanziario, mentre l'Assessore ai Lavori pubblici e alle Infrastrutture ha sottolineato che "nonostante il grande affollamento di gufi in questa vicenda, siamo andati avanti e abbiamo raggiunto l'obiettivo che ci eravamo dati" e ha annunciato che continuerà a interloquire costantemente con i sindaci dei territori interessati per monitorare l'evolversi dei cantieri. La dirigente Elisabetta Pellegrini, che ieri sera ha firmato per conto della Regione del Veneto il contratto con l'Amministratore delegato del SIS, Matterino Dogliani, ha affermato che entro una decina di giorni dovranno essere pronti i programmi esecutivi e che si provvederà quanto prima al risarcimento degli espropri già concordati, avviando a seguire la procedura per gli altri, mentre è già stato messo a punto un sistema di monitoraggio continuo per verificare il rispetto dei tempi e della qualità degli interventi. L'ingegner Giuseppe Fasiol, responsabile Unico del Procedimento (R.U.P.) dell'opera, ha confermato che ora si potranno accelerare i lavori sull'intero tracciato, nei cantieri già aperti che interessano ben 80 chilometri di strada e nei rimanenti 15, nel trevigiano, che partiranno a breve, con una potenzialità
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di spesa di 40/45 milioni di euro al mese.
FATTI
Sandrigo, motociclista travolto da una trattrice agricola Ancignano di Sandrigo, ore 09:08 di martedĂŹ 30 maggio. F.D., uomo 64enne di Marostica, alla guida di motociclo Suzuki stava percorrendo via Croce con direzione di marcia verso Bassano del Grappa. Nell'effettuare la manovra di sorpasso a destra della trattrice agricola John Deere condotta da M.C. 47enne di Pozzoleone, che aveva iniziato regolare manovra di svolta a sinistra per immettersi su fondo agricolo adiacente alla carreggiata, veniva agganciato dallo spandivoltafieno portato dalla trattrice agricola, deviando la sua traiettoria cadendo rovinosamente a terra finendo la propria corsa su campo agricolo ivi presente. A seguito delle lesioni occorse a seguito della caduta il motociclista veniva soccorso da ambulanza del 118 e trasportato in codice giallo all'ospedale civile di Vicenza. Illeso il conducente della trattrice agricola. Rilievi e regolazione traffico a cura di 1 pattuglia della Polizia Locale Nordest Vicentino. Di Comunicati Stampa
FATTI
Banche venete, Elisabetta Gardini: "Bene
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Zaia a tornare sul tema" "Fa bene il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, tornare sul tema delle banche venete in difficoltà. Questo governo deve dare la prova di coraggio che il Governo Renzi non ha saputo dare. Infatti, a suo tempo, Renzi impedì che nella vicenda di Banca Etruria, Banca Marche, Cari-Chieti e Cari-Ferrara intervenisse il Fondo interbancario perché la Commissione Europea lo riteneva un fondo pubblico, contrariamente a quanto pensava la stessa Banca d'Italia è la conclusione fu che le quattro banche fallirono. Con le banche venete questo non deve accadere: deve intervenire il Fondo interbancario. Di Redazione VicenzaPiù
Se poi la Commissione insiste sulla sua interpretazione, si vada a dirimere la questione davanti alla Corte di Giustizia. Per quanto riguarda i crediti deteriorati, che senso ha "vendere a sconto" ai grandi fondi di investimento? Molto meglio che le banche li gestiscano da sole. In questo modo, non solo le famiglie e le imprese vedranno estinti i loro debiti invece di vederli trasferiti agli acquirenti ma, secondo uno studio di Banca d'Italia, le banche che negoziano in proprio nel medio periodo ci guadagnano di più". È quanto dichiara in una nota la capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo, Elisabetta Gardini.
FATTI
Pedemontana, Filippin e Ginato : “Zaia faccia chiarezza. Priorità a espropriati e imprese” "Espropriati e imprese che aspettano i pagamenti siano le priorità. Ma Zaia non si dimentichi neppure della trasparenza e chiarisca con i Veneti le risposte date alle questioni aperte dalla Corte dei Conti". Così la senatrice Rosanna Filippin e il deputato Federico Ginato
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commentano la firma del contratto della Pedemontana da parte del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. "La firma del contratto non cancella purtroppo gli errori fatti e le tante incertezze che ancora ci sono sull'opera. Di Redazione VicenzaPiù
In consiglio regionale lo aspettano da tempo perché faccia la massima chiarezza sui cambi di posizione dell'ultimo periodo e soprattutto sui dubbi avanzati dalla Corte dei Conti. Crediamo che un atto di trasparenza sia quanto meno dovuto ai veneti e in particolare ai tanti che per quest'opera hanno subito espropri, non ancora indennizzati, o hanno eseguito lavori che attendono da tempo di essere pagati".
BANCHE / GIUDIZIARIA / FATTI / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
L'indagine BPVi trasferita a Milano: l'ira di Achille Variati e la risposta di Alessandra Moretti confermano che la decisione merita considerazione. Variati chiederà un processo a Vicenza anche per la Fondazione Roi? «Non è una buona notizia, non è affatto una buona notizia». È la reazione, diffusa dall'Ansa, del sindaco di Vicenza Achille Variati alla notizia del trasferimento di parte dell'indagine sulla Banca Popolare di Vicenza al tribunale di Milano. «Credo che una vicenda che affonda le sue radici in questo territorio, che ha portato sofferenza a tante persone, avrebbe dovuto trovare piena definizione giudiziaria qui a Vicenza. Tutto ciò che si allontana - conclude il sindaco - rischia di essere annacquato, ritardato, dimenticato. No, credo davvero che dovremmo fare di tutto per tenere il processo a Vicenza». A un
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primo esame appare a dir poco fuori luogo la presa di posizione del sindaco di Vicenza che è anche presidente della provincia berica, di tutte le province italiane associate nell'Upi e membro del cda di Cassa Depositi e Prestiti, finanziatrice di Atlante, e che, quindi, ha una responsabilità estesa ma in quell'ambito politico che, lo predicano lui stesso e il suo partito, dovrebbe essere sempre totalmente separato dal potere giudiziario. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Ma Achille Variati, che è stato sempre silente prima, durante e dopo il flop della BPVi , salvo la pilatesca e fallita assemblea con l'avvocato Renato Bertelle e l'apparizione da flop mediatico all'assemblea da tutto esaurito di Noi che credevamo nella BPVi, e che mai aveva reso pubbliche considerazioni analoghe contro le indagini a Roma su Veneto Banca, la cui crisi ha colpito fortemente anche Vicenza e il suo territorio, si scaglia oggi furente contro la decisione del Gip del Tribunale di Vicenza Barbara Maria Trenti che da mesi, come da noi anticipato senza farne il nome per non ostacolare il suo lavoro, coperto da "ferie", si era chiusa nel suo ufficio a studiare le carte che le arrivavano dai pm Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi, al comando del procuratore capo Antonino Cappelleri. Eppure di fronte alla richiesta di (tardive?) misure cautelari nei confronti di Zonin & c. è il Gip di Vicenza, non di Timbuctù, a essersi dichiarato "incompetente" per territorio visto che a Milano si è concretizzato, con le comunicazioni non veritiere fornite alla Consob che nel frattempo ha sanzionato la banca per comportamenti irregolari dal 2011 al 2015, il reato di "ostacolo alla vigilanza", quello per cui le indagini ora sono svolte dalla Procura tra le più esperte in Italia nell'ambito dei reati ascrivibili alla banca di Gianni Zonin. Se la procura meneghina è guidata dal dr. Francesco Greco, le cui competenze giudiziarie sono sempre state assunte come riferimento mentre lo stesso Procuratore capo di Vicenza ha sempre lamentato la scarsezza di risorse a lui affidate per il caso e la inadeguatezza delle competenze specifiche anche per motivare la lunghezza dei tempi per la chiusura della fase inquirente, stupisce e preoccupa ancora di più la levata di scudi di
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Variati che, proprio lui che per ammissione pubblica del suo stesso vice sindaco Jacopo Bulgarini d'Elci faceva parte del sistema di potere locale che nulla ha fatto per opporsi al sistema economico finanziario che ha gestito a lungo il territorio, con gli effetti da noi preannunciati fin dal 13 agosto 2010 (cfr. "Vicenza. La città sbancata"), paventa che dietro il trasferimento a Milano di un filone dell'indagine ci possa essere un annacquamento, un ritardo e una volontà di dimenticare. L'accusa alla Procura di Milano è molto grave per cui sarebbe il caso che un uomo di potere come Achille Variati, con quattro cariche importanti ricoperte di cui tre istituzionali e la quarta "finanziaria", la motivi e la circostanzi dettagliatamente altrimenti il suo anomalo appello a "fare di tutto per tenere il processo a Vicenza" (farà sfilare i 118.000 soci truffati?) sa tanto di fedele, ma impropria, inopportuna e grave difesa di chi questo territorio lo ha distrutto stando alle accuse che anche noi desideriamo vengano verificate in un legittimo processo che, però, a Vicenza non è stato ancora chiesto. Un collega della stampa nazionale di certo ben più di peso di chi vi scrive ha commentato l'uscita di Variati così: « Ma come si permette di intervenire per giunta contrabbandando la verità e facendo apparire cattiva quella che è una buona notizia?...». Ma, rimanendo a Vicenza, stupisce ancora di più chi scrive che Variati, uomo di indubbie capacità di navigazione tra potenti di ogni tipo, abbia espresso in maniera addirittura più dura concetti simili a quelli della politica più gaffeuse di Vicenza e d'Italia, Alessandra Moretti, che ricordiamo come partecipante a cene elettorali con Samuele Sorato e membri di Confindustria Vicenza e che esibiva festosa nel suo gazebo proprio Gianni Zonin: D « opo due anni di indagini - ci ha scritto la consigliera regionale del PD -, oggi veniamo a sapere che per il reato di ostacolo alla vigilanza la procura di Vicenza non è territorialmente competente. Mi chiedo come mai sia stato necessario così tanto tempo e quali possano essere le conseguenze del trasferimento del caso alla procura milanese in termini sia di rischio di prescrizione dei reati che di un'efficace adozione delle misure cautelari attese e più volte annunciate». Ma a Moretti oggi risconosciamo il merito di aver fatto meglio di chi l'aveva scelat come vice sindaco pri che decollasse per carriere nazionali, europee e regionali. Alla nostra risposta (« pensiamo che il ministro Orlando le possa rispondere. Per noi è a Milano, e andava deciso prima, perchè quì tutto e tutti bloccano l'inchiesta. Lei i vertici di quella banca e del nostro territorio li conosce...») ha digitato un semplice, onesto ed eloquente: « Concordo». Tornado, quindi, al nostro sconcerto sulle dichiarazioni di Variati, a cui va riconosciuta, ripetiamo, la fedeltà al sistema a cui ha fatto riferimento Bulgarini, sempre l'Ansa ci informa che "negli ambienti giudiziari i pareri sono molto discordi e già alcuni difensori ipotizzano che il trasferimento a Milano possa finire per attrarre tutto il fascicolo alla competenza ambrosiana. Non va dimenticato che, su basi per certi versi simili, anche l'indagine su Veneto Banca è stata trasferita a Roma». Quando Variati non si scandalizzò anche se Vincenzo Consoli è pur sempre un... cittadino di Vicenza.
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P.S. Caro sindaco, lei, ovviamente, su questa linea desidererebbe anche che nascesse e fosse celebrato a Vicenza un processo contro chi, gli uomini di Zonin e il direttore onorario del museo Civico, hanno demolito ( cfr. " Roi, la Fondazione demolita") la Fondazione voluta dal mecenate marchese Giuseppe Roi?
BANCHE / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE
Penati di Quaestio sgr: per BpVi e Veneto Banca la Bce chiede un nuovo aumento a condizioni non specificate e allo stato non sono pensabili ulteriori investimenti "Non si riscontrano allo stato le condizioni per qualsiasi ulteriore investimento nelle vostre banche (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, ndr) da parte dei fondi da noi gestiti". Questa la conclusione di una missiva (clicca qui per l'originale, ndr) inviata dal presidente di Questio, Alessandro Penati, ai vertici dei due istituti veneti sull'impegno sondato per sottoscrivere un ulteriore aumento di capitale di circa un milardo richiesto dalla Commissione per la Concorrenza della UE per sbloccare la "ricapitalizzazione precauzionale" per 4.7 miliardi almeno a carico dello Stato. Di Redazione Economica VicenzaPiĂš
Tra le varie incertezze che spingono Penati a questa decisione, informa Radiocor, viene specificato "l'ulteriore aumento che Bce potrebbe richiedere per approvare la fusione, se non accennare genericamente a un nuovo cospicuo aumento dello srep che sarebbe richiesto". Nuovi interventi dei fondi Atlante sulle banche venete sono, quindi, problematici sia sul fronte del capitale che degli Npl. Da una parte, infatti, si legge nella lettera, "il Fondo Atlante 1, l'unico che da regolamento puo' investire in strumenti di capitale delle banche, ha disponibilita' residue per meno di 50 milioni". Dall'altra, Atlante 2 "ha gia' impegnato in via preliminare 450 milioni per l'acquisto di junior tranche delle cartolarizzazioni che avete previsto nell'ambito del piano di ristrutturazione e fusione da voi deliberato e da noi sostenuto
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". La lettera, firmata dal presidente di Quaestio Alessandro Penati, nota quindi che "ogni eventuale ulteriore investimento in Npl delle vostre banche da parte di Atlante 2 sarebbe problematico in quanto le nostre risorse attualmente disponibili appaiono gia' ora insufficienti a soddisfare le domande che cui provengono da altre istituzioni bancarie che necessitano di dismettere i loro portafogli". La lettera di Quaestio, firmata dal presidente Alessandro Penati, fa riferimento alle missive inviate dai cda delle due banche lo scorso 26 maggio "in cui si chiede una nostra decisione circa l'impegno a sottoscrivere un ulteriore aumento di capitale". La sgr rileva che nella richiesta inviata dalla due banche "non sono specificati" una serie di elementi: "L'ammontare richiesto, in quanto si parla di sottoscrivere in tutto o in parte l'ammontare ulteriore a carico di privati che la Commissione europea - Dg Comp avrebbe richiesto in via ufficiosa (o solo in via verbale); se questo ammontare sia sufficiente a garantire l'accesso delle banche alla ricapitalizzazione precauzionale; se la Dg Comp non intenda avanzare altre richieste oltre al suddetto ulteriore aumento di capitale; quale trattamento la Dg Comp applicherebbe ai nostri precedenti investimenti nel caso autorizzasse l'accesso alla ricapitalizzazione precauzionale; a che prezzo avverrebbe il proposto aumento di capitale e a quale quota del capitale corrisponderebbe; se l'accesso ai fondi precauzionali implichi l'autorizzazione alla fusione delle due banche da parte di Bce; l'ulteriore aumento che Bce potrebbe richiedere per approvare la fusione, se non accennare genericamente a un nuovo cospicuo aumento dello Srep che sarebbe richiesto". "Le tante incertezze di cui ai punti precedenti - spiega Quaestio - impediscono di fatto una decisione per qualunque investitore responsabile". Quaestio ricorda d'altra parte che il fondo Atlante 1 "ha gia' effettuato un versamento di 938 milioni in conto futuro aumento di capitale proprio per sostenere il piano di ristrutturazione e fusione deliberato dalle banche il 9 e 10 febbraio ultimo scorso e predisposto in stretto contatto con Bce". A fronte di questa posizione al termine dei cda di Popolare di Vicenza e Veneto Banca che si sono svolti oggi a Milano fonti della banche ne riassumono l'esito così: «Stiamo lavorando, ma il boccino rimane nelle mani del governo». I tempi sono «strettissimi», è stato aggiunto, e comunque, la partita si sta giocando sul sistema bancario nazionale.
FATTI
Per il “classico”… ad Arcugnano Una piacevole sorpresa, come quella dello scorso anno, ci è stata regalata dal Comune di Arcugnano con l'impegno preciso del Sindaco Paolo Pellizzari e dei suoi collaboratori. Dopo l'Iliade, ecco l'Odissea il secondo grandissimo capolavoro della classicità greca
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che ha formato in più di 2500 anni generazioni di uomini e donne che nel poema hanno saputo creare e ricreare il proprio animo. Così Thema Teatro e la Corale "Le voci dei Berici" di Arcugnano e di Grisignano di Zocco e diversi altri artisti hanno fornito un compendio, esaustivo, del poema omerico che vede Odisseo (Ulisse) protagonista. Di Italo Francesco Baldo
Attraverso disavventure e scoramenti alle fine l'eroe vedrà la sua patria e dovrà in essa ripristinare l'autorità, visto che i profittatori, esistono in ogni tempo hanno cercato di far man bassa dello Stato. Accanto al valore dello Stato quello della famiglia e tutto retto dalla positiva divinità. Emblema del viaggio di ogni tempo, di ogni uomo verso l'ignoto, ma con il desiderio di conoscere e saper vedere dentro di sé, l' Odissea è stata presentata con quel sapore classico che avvicina passato e presente, senza mai però prevaricare il testo classico, come è di moda, vecchia, più per far scalpore che non per capacità di originalità, che, come ben ha insegnato Giorgio Strehler e altri, non è frutto di phantasilosenden Vorstellungen (rappresentazioni prive di fantasia), ma di autentica capacità di lettura e rilettura, che soprattutto si conviene ai classici, che 1. sono tali perché si rileggono. Sono altresì 23. Una ricchezza; 3. Esercitano un'influenza indimenticabile, il pubblico ha mostrato grande attenzione e partecipazione; 4. sono continua scoperta anche quando vengono accompagnati dalla musica, come facevano gli aedi antichi; 5. Sono anche riscoperta ogni volta che ne sentiamo anche semplicemente parlare. 6. Il classico è un testo che non ha mai finito di dire quel che ha da dire e 7. portano su di sé la traccia delle letture che hanno preceduto la nostra e dietro di sé la traccia che hanno lasciato nella cultura o nelle culture che hanno attraversato (o più semplicemente nel linguaggio o nel costume). Infatti, 8. Un classico è un'opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso; tanto che 9. I classici sono testi che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti. Esercitano questi testi 120. La funzione di un talismano di fronte alle brutture del mondo e 11, non ti lascia indifferente perché dialoghi sempre con lui - il viaggio di Ulisse è il viaggio di ognuno di noi nella vita -. Non a caso la vera formazione 12. Avviene con i classici, oggi perduti nella scuola italiana a favore di progetti
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spesso troppo effimeri anche per riuscire semplicemente a menzionarli. Il classico 13. Invita a considerare l'attualità, senza ritenerla l'unico fondamento, ma sapendola ben collocare. Per questo le attualizzazioni dei classici sono quasi sempre fallimentari. Infine 14 il classico invita a comprendere la inconsistenza delle cose attuali spesso considerate come esiziali. Certo questi punti, mutuati anche da quando ebbe a dire Italo Calvino possono non sempre essere così evidenti, ma essi agiscono dentro di noi e per questo è necessario che il classico sia continuamente riportato all'attenzione; in esso si racchiudono le nostre radici, senza le quali lo stesso albero della modernità cessa di esistere. Non a caso spesso la sperimentazione culturale ed in particolare quella teatrale non lascia che il tempo che trova, e soprattutto lo spreco di denaro...pubblico. Così ad Arcugnano abbiamo avuto modo di vedere coniugato il passato e il moderno, nelle proposte del Coro e su tutte ha costantemente dominato quella recita di versi in greco antico di Francesco Dalla Riva, che ha portato gli spettatori a vivere il classico e il moderno con intelligente semplicità, frutto di grande lavoro degli attori (Daniele Berardi, Anna Farinello, Aristide Genovese, Francesca Marchiani, Piergiorgio Piccoli e Anna Zago), dell'orchestra, della voce del soprano Simonetta Baldin e del Coro "le Voci dei Berici", diretto da Michele Bettinelli. Lunedì prossimo 5 giugno Odissea, seconda parte "La vendetta".
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Vicenza, affitta un locale per lavorare ma è pieno di amianto: ora ha un tumore al polmone. L’Osservatorio Nazionale Amianto costituirà una sede a Vicenza Il Sig. Pierleonzio Caliaro, fotografo da oltre 40 anni, non poteva immaginare che la sua grande passione lo avrebbe portato a contrarre il cancro al polmone da amianto. Invece è la triste e concreta realtà. Nel 1991, il Sig. Caliaro affitta un locale di circa 250 mq nell'hinterland di Vicenza, per potervi creare la sede della sua azienda: uno studio grafico e fotografico. Questo locale che per 18 anni è stato per lui, per sua moglie e per i suoi due figli come una seconda casa aveva un "ospite" indesiderato e di cui tutti ignoravano l'esistenza: l'amianto, questo killer silenzioso che quotidianamente si faceva spazio nella vita di questa famiglia. Di Redazione VicenzaPiù
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Passando all'interno dello studio la maggior parte del tempo, l'intera famiglia, inconsapevolmente, è stata esposta ad un grave rischio per la propria salute. Come citato dal Prof. Irving Selikoff in "Asbestos and disease" del 1978, anche "una dose piccola, "straordinariamente piccola", di fibre di amianto può costituire la scintilla che poi porta al mesotelioma". Ma, oltre al mesotelioma, sono patologie asbesto correlate anche quelle fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici con le complicazioni cardiocircolatorie) e altre neoplasie (tumore della laringe, dell'ovaio, della faringe, dello stomaco, del colon retto e dell'esofago). Anche il tumore al polmone può essere causato da basse dosi, o presunte tali. La prima avvisaglia risale al 2009 quando, in seguito ad alcune infiltrazioni d'acqua all'interno del locale, con annesse polveri "sospette", il Sig. Caliaro tramite l'ufficio ambiente dell'Associazione Artigiani ha richiesto che questo materiale venisse analizzato tramite un laboratorio specializzato. I risultati hanno parlato chiaro: il 5% di quelle polveri era composto da amianto. Il locale, ancora sotto sequestro con tutto il materiale e le attrezzature fotografiche, è stato dichiarato inagibile nel successivo 2010. Consapevole dei rischi e della pericolosità alla quale sia lui che la sua famiglia erano stati esposti, tutti cominciano a sottoporsi a controlli periodici presso l'Ospedale e gli ambulatori di Vicenza fino al 2013 quando al Sig. Caliaro viene diagnosticato un nodulo ai polmoni che dopo 3 anni (nel 2016) si è trasformato in un tumore al polmone. Un calvario durato quasi 7 anni, cioè da quando è stata scoperta la presenza di amianto all'interno dello studio, anni fatti di preoccupazione e controlli che purtroppo hanno portato ad un esito aa cui nessuno avrebbe mai voluto giungere. "Una volta individuato il pericolo a cui sono stato esposto ho cominciato a fare delle ricerche su internet per cercare qualcuno che potesse tutelare e assistere sia me che la mia famiglia. Ed è così che ho conosciuto l' Osservatorio Nazionale Amianto e l'Avv. Ezio Bonanni che mi ha messo subito in contatto con la Dott.ssa Paola Calvaresi, Medico Volontario dell'ONA che fin da subito aveva capito la gravità della mia situazione", dichiara il Sig. Pierleonzio Caliaro. "Lo scorso anno, nel 2016, a seguito della triste diagnosi di tumore polmonare ho subito un intervento importante e che, fortunatamente, sembra essere andato bene. Dovrò comunque continuare a fare controlli sperando che la malattia non si ripresenti. Ringrazio ancora la Dott.ssa Calvaresi e tutto l'ONA, in quanto è anche grazie alla loro assistenza se si è riusciti a prendere in tempo questo brutto male in tempo. Un grazie anche ai medici del Reparto di Pneumologia di Vicenza che dal 2009 mi seguono. Ora sono seriamente preoccupato per
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mia moglie, alla quale è già stato diagnosticato un nodulo al polmone, ad oggi sotto controllo, e per i miei figli che adesso stanno bene ma come ben sappiamo gli effetti potrebbero vedersi anche tra 20-30 anni. Dove sono le istituzioni? Chi doveva vigilare e non l'ha fatto?", conclude il fotografo vicentino. Il Sig. Pierleonzio Caliaro è assistito legalmente, oltre che dall'Avv. Ezio Bonanni, dall'Avv. Francesco Buso, Foro di Vicenza, il quale dichiara " Stiamo continuando a sbattere contro un muro di gomma. Insieme all'ONA continuiamo a sostenere l'importanza di una sorveglianza sanitaria più stretta e rigorosa. L'inziale denuncia relativa ai soli danni aziendali è stata posta in archivio in quanto antecedente la diagnosi di tumore polmonare. Adesso però dai danni aziendali si è passati ai danni fisici e noi non ci fermeremo". L'Osservatorio Nazionale Amianto, che dal 2008 tutela i familiari e i cittadini esposti ad amianto, attraverso il suo Presidente, l'Avv. Ezio Bonanni ha dichiarato "L'insorgenza del tumore al polmone, causata dall'amianto, è stata diagnosticata anche grazie all'attenta e scrupolosa analisi di uno dei medici volontari dell'Associazione, la Dott.ssa Paola Calvaresi. Chiediamo una maggiore attenzione da parte degli organi di controllo, e l'obbligo di bonifica, fermo restando che agiremo in tutte le sedi di competenza per ottenere dall'Inail la costituzione della rendita, quindi i ratei mese per mese, per vivere dignitosamente e l'azione di risarcimento danni. Nei prossimi mesi l'ONA nella citta di Vicenza avvierà ulteriori azioni per il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto e per la costituzione delle rendite Inail di coloro che risulteranno aver contratto delle patologie. E' necessaria oltre la bonifica e anche la sorveglianza sanitaria".
FATTI
E' uscito il bando per il Servizio Civile Nazionale: una importante opportunità per molti giovani
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C'era una volta il Servizio Civile come alternativa al Servizio Militare per chi avesse scelto l'obiezione di coscienza. Oggi che la Leva obbligatoria è stata abolita, quella possibilità non è più nemmeno un fatto di genere e si è allargata in infinite possibilità per ragazzi e ragazze, di spendere un anno della propria vita per rendere letteralmente un servizio alla collettività. “È una preziosa opportunità per molti giovani” dichiara Barbara Corzato assessore alle politiche giovanili “il Comune investe energie e passione per accogliere i giovani e trasferire loro quante più conoscenze possibile attraverso il lavoro sul campo. Invito ragazze e ragazze a presentare la richiesta e a passare un anno con noi, promettiamo che sarà indimenticabile!” La proposta è rivolta a tutti i giovani dai 18 ai 28 anni Di Comunicati Stampa
Nel solo Comune di Schio, inteso come uffici comunali, sono a disposizione 18 posti distribuiti su cinque progetti: 1)Temporanea/permanente: Servizio Cultura 2 posti 2)Schiodati: Servizio Politiche Giovanili 5 posti 3)Biblioteca: rete di sapere: Biblioteca 4 posti 4)La terza stagione: Servizi Sociali (anziani) 2 posti 5)Una comunità che educa: Servizi Sociali (infanzia) 5 posti 433€ al mese lo "stipendio" riconosciuto, più il buono mensa, per 30 ore settimanali. Che si tratti di una biblioteca, di progetti ed eventi culturali, di uno sportello aperto ai giovani, degli uffici in cui si mettono a punto le politiche per la famiglia o gli interventi di assistenza sociale (questi sono i luoghi in cui si attueranno i progetti del Comune di Schio), al termine di questa esperienza si proseguirà il proprio cammino con una valigia piena di competenze, umanità e sguardi che prima non si possedevano. Un incontro informativo si svolgerà mercoledì 14 giugno alle ore 18.00 presso Palazzo Toaldi Capra. Alcuni volontari porteranno la propria testimonianza. Le domande per i progetti sopra elencati vanno presentate entro le ore 14.00 di lunedì 26 giugno 2017 esclusivamente alla sede di Arci Servizio Civile Vicenza Via Nino Bixio, 41. In alternativa si può
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consegnare la domanda all'Informagiovani, nella sola data di martedì 20 giugno dalle 16.00 alle 18.00. I progetti inizieranno in autunno e questo è un buon momento per programmare i mesi a venire, specialmente per quei giovani incerti su cosa fare nell'immediato futuro. Il Servizio Civile è innanzitutto un'esperienza umana e di relazione che quanti hanno provato non dimenticano. Ma non di rado diventa un trampolino per entrare nel mondo del lavoro, grazie ai contatti e alle competenze acquisite.
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Volontariamente... CSV incontra il Centro Aiuto alla Vita di Schio, che assiste le mamme e le future mamme in difficoltà. Anche questa settimana appuntamento questa su VicenzaPiu.Tv con la rubrica "Volontariamente... CSV", uno spazio per chi a Vicenza dà ancora un esempio di solidarietà, impegno e partecipazione. Curata dal Centro di Servizio per il Volontariato di Vicenza, la rubrica arricchisce il palinsesto di VicenzaPiu.Tv (clicca qui per vedere cosa c'è in programma), la tv web del network VicenzaPiu.com, che trasmette in streaming 24 ore su 24 (vai su www.vicenzapiu.tv oppure scarica l'App gratuita VicenzaPiùTv) e che, già ricca di storie, documentari e rubriche varie, a breve verrà allargata all'informazione indipendente sempre di... Più. Il 31 maggio l'appuntamento è con l'Associazione Centro Aiuto alla Vita di Schio, che aiuta le mamme in difficoltà. Assieme alla coordinatrice del CSV Rita Dal Molin, che conduce come sempre il programma, ci sono la presidente regionale dei Centri e Movimenti per la vita Bruna Rigoni Pozza, la presidente del Centro Aiuto alla Vita di Schio Gabriella Toso e il consigliere Leonardo Busellato. Di Redazione VicenzaPiù
Il Centro aiuto alla Vita nasce per assistere le donne in difficoltà di fronte ad una maternità inattesa o indesiderata. "Noi cerchiamo di essere utili e di essere vicine a queste ragazze e alle loro famiglie
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- spiega la presidente regionale Rigoni Pozza - offrendo un appoggio psicologico e pratico che possa consentire di scegliere di portare avanti la gravidanza anche quando le circostanze sono complicate." L'aiuto si concretizza sia nel mettere a disposizione materiale di prima necessità come latte artificiale, pannolini, indumenti, passeggini e altre attrezzature, sia nell'offrire ospitalità alle mamme. "Ospitiamo le ragazze madri presso la Casa di Accoglienza Aurora - spiega la presidente del Cav di Schio Gabriella Toso - e offriamo un servizio di custodia per i bambini di madri sole al centro Fiordaliso". Inoltre il centro organizza incontri, eventi e concorsi scolastici per diffondere la cultura per la vita. Un lavoro incessante, che, sottolinea il consigliere Busellato, "regala esperienze straordinarie dal punto di vista umano". "VOLONTARIAMENTE... CSV" il mercoledì alle 19 propone "incontri" di circa 15-20 minuti in cui, oltre a un breve focus sulle attività del CSV, sono presentate le associazioni del territorio con interviste e immagini. Per vedere le repliche delle singole rubriche basterà consultare il palinsesto di VicenzaPiu.tv su www.vicenzapiu.tv/palinsesto mentre le stesse saranno poi sempre raggiungibili o sul canale YouTube di Vicenzapiu.com oppure on demand sull'App VicenzaPiùTv. La programmazione delle "prime visioni" di "VOLONTARIAMENTE... CSV" dopo le puntate dedicate a Donna Chiama Donna, Asa Onlus, Midori, A.D.A.O., Sankalpa, il Centro Astalli e Civiltà del Verde si conclude il 31 maggio con il Centro Aiuto alla Vita di Schio.
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Scontri Vicenza-Brescia, 25 denunciati. A breve verranno emessi i daspo In riferimento agli episodi di violenza occorsi in occasione dell'incontro di calcio Vicenza - Brescia, disputato presso il locale impianto sportivo R. Menti il 26 marzo 2017, le indagini svolte dalla DIGOS della Questura di Vicenza, con la collaborazione della DIGOS di Brescia, hanno consentito di deferire all'Autorità Giudiziaria 25 ultras bresciani. Come noto, all'incontro di calcio assistettero circa 5900 spettatori, di cui 598 ospiti, giunti a Vicenza a bordo di autobus e mezzi propri. Questi, in base alle disposizioni impartite, parcheggiarono i loro mezzi presso l'area di sosta del casello autostradale A4 di Vicenza Ovest da cui, a bordo di bus navetta, opportunamente scortati da personale in servizio di ordine pubblico, furono condotti allo stadio. Di Redazione VicenzaPiù
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Durante le fasi di afflusso, in prossimità dello stadio, i tifosi bresciani, invece di accedere all'area parcheggio loro dedicata, cercarono di dirigersi verso i tifosi vicentini. Fu quindi necessario l'intervento della forza pubblica per ricondurre i tifosi ospiti nel loro settore. Nel frangente, alcuni tifosi bresciani aggredirono il personale di Polizia con aste, cinture, calci e pugni, nonché con il lancio di bottiglie e pietre. Appena ricondotti all'interno del loro settore, il gruppo di tifosi bresciani, in numero di circa 150, iniziava a spingere con forza il cancello che delimita il parcheggio ospiti dalla pubblica via, chiudendolo con violenza per impedire l'intervento del personale di Polizia. In tal modo, detto cancello, veniva forzato, cadendo pericolosamente a terra ed attingendo alcuni poliziotti. Nelle varie fasi sopra descritte furono feriti ben 6 poliziotti: un operatore della Questura subiva la frattura del gomito con prognosi di gg 30, mentre, 5 operatori del Reparto Mobile di Padova, ricorrendo a cure mediche, ricevevano varie prognosi, dai 7 ai 20 giorni, per essere stati colpiti al torace, alla testa ed ai piedi (in quest'ultimo caso, a causa della riferita caduta del cancello). Con riferimento a tali fatti, la DIGOS della Questura di Vicenza ha avviato immediate e serrate indagini. Sono stati quindi acquisiti i filmati dell'impianto di videosorveglianza dello stadio e quelli della Polizia Scientifica, estrapolando i fotogrammi in cui venivano evidenziate varie condotte illecite. Con la collaborazione della DIGOS di Brescia sono stati identificati 25 tifosi ospiti che sono stati quindi deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza. In particolare, sono state effettuate 21 denunce per resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 C.P., aggravata dall'aver commesso il fatto col volto travisato e/o da più persone riunite 2 e/o mediante l'uso di oggetti atti ad offendere), 9 denunce per travisamento del volto in occasione di manifestazioni sportive (art. 5 L. 152/1975), 12 denunce per possesso di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive (art. 6-ter L. 401/1989), 2 denunce per lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive (art. 6-bis L. 401/1989), ed una per danneggiamento aggravato (art. 635 C.P.). Nei confronti dei sopra indicati 25 deferiti all'A.G. è in corso l'emissione di provvedimento di divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive (DASPO).
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Emergenza profughi, Sergio Berlato: "La Serracchiani scopre solo ora qualcosa che non va" Sull'emergenza flussi migratori e sulla politica di accoglienza del Governo nazionale, Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale denuncia ormai da tempo una situazione fuori controllo. Leggendo le ultime dichiarazioni della Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Deborah Serracchiani, ex vicepresidente nazionale del PD, ci accorgiamo che ci danno finalmente ragione anche i più vicini consiglieri di Renzi - afferma il Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Sergio Berlato. Di Redazione VicenzaPiù
La Presidente Serracchiani pare abbia scoperto, meglio tardi che mai, che la stragrande maggioranza dei presunti profughi arrivati in Italia sono giovani, in età militare, maschi, in apparente stato di salute e non riportanti alcun segno che possa palesare la provenienza da luoghi in cui infuriano conflitti o guerre di sorta - continua Sergio Berlato. La preoccupazione della Serracchiani emerge quando fa riferimento alle varie situazioni di tensione sociale, aggressioni, tentate violenze che si sono registrate di recente anche in Friuli Venezia Giulia dove esiste un centro di accoglienza in una ex caserma a Gradisca che rispecchia le stesse problematiche dei nostri centri accoglienza di Bagnoli (PD) e Conetta (VE) - prosegue il Consigliere Sergio Berlato. Un altro piccolo sforzo nell'analisi e forse anche la Serracchiani arriverà alla conclusione che dietro alla gestione dei presunti profughi ci sono principalmente interessi privati e di cooperative favorite da una certa politica che ora, grazie all'emendamento presentato da Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale e approvato nei giorni scorsi in Commissione bilancio alla Camera, dovranno finalmente rendicontare dettagliatamente le ingenti quantità di risorse pubbliche che percepiscono dal Governo.
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Tutte o quasi le "Considerazioni finali" di Ignazio Visco sulla situazione delle banche, BPVi e Veneto Banca incluse Vi proponiamo, aggiornandoli gradualmente e in sequenza temporale partendo dall'inizio dell'intervento, alcuni stralci diffusi da Radiocor sulle "Considerazioni finali" in occasione della diffusione della Relazione annuale sul 2016 del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, il cui mandato scade a ottobre e che punta a un contrastato rinnovo. Vi anticpiamo quelli che riguardano più direttamente le problematiche delle banche, segnatamente delle due ex popolari venete, rinviando a una fase successiva le sue considerazioni più generali sull'economia e sul mondo del lavoro e i commenti dei presenti. Di Redazione Economica VicenzaPiù
Il sistema bancario italiano "non e' in crisi. La doppia recessione e' stata subita e non determinata. Il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco sprona il settore ad ammodernarsi e a procedere con decisione sulla strada della riduzione dei costi, della riorganizzazione aziendale, della governance. "Non e' una cosa che riguardi solo le banche in difficolta': riguarda anche le banche sane, se vogliono restare tali". Accelerare il calo dei crediti deteriorati "e' una via obbligata per riguadagnare la fiducia dei mercati, per recuperare redditivita'". Per ridurre i deteriorati le riforme, sul fronte della giustizia civile, vanno fatti ulteriori passi avanti. Le crisi delle banche si gestiscono in modo efficace se i tempi sono rapidi e certi ma oggi in Europa ci sono "processi decisionali poco compatibili con la rapidita' degli interventi. Manca un'efficace azione di coordinamento" con riferimento, in questo passagio, alle crisi del Monte dei Paschi e delle due banche venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. L'analisi di Visco sul processo decisionale che passa anche da Bruxelles e Francoforte e' critica: "Nel nuovo assetto europeo gli interventi sono affidati a una molteplicita' di autorita' e istituzioni - nazionali e sovranazionali - tra loro indipendenti con processi decisionali poco compatibili con la rapidita' degli
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interventi". Risolvere i casi di crisi serve a rafforzare la fiducia di chi risparmia e investe nel nostro Paese... Un ammodernamento profondo si impone per le banche (anche le "banche sane", rimarca il Governatore) e la finanza. L'innovazione offre occasioni d'oro per "sviluppare un'economia robusta, una finanza stabile e utile, un sistema sociale piu' giusto". I crediti deteriorati delle banche sono, assieme al debito pubblico, uno dei "due fattori di debolezza che riducono i margini di manovra dello Stato e degli intermediari" e "rendono vulnerabile l'economia italiana alle turbolenze sui mercati e possono amplificare gli effetti delle fluttuazioni cicliche". Il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco nelle Considerazioni finali richiama a una rapida riduzione degli npl delle banche italiane. Una bad bank secondo Visco "sarebbe ancora utile" ma c'e' un'incertezza in Europa su come farla che va rimossa al piu' presto. In Italia sul terreno delle riforme, della finanza pubblica con la riduzione decisa del debito, e delle banche "servono passi avanti, non retromarce". Il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco nelle ultime Considerazioni Finali del suo primo mandato nota come l'Italia abbia risposto con fatica ai grandi cambiamenti in atto che hanno trasformato lo scenario economico mondiale. "L'esigenza di superare la crisi ha sollecitato, sollecita ancora, uno sforzo eccezionale". Visco indica la strada da seguire: "rimuovere i vincoli all'attivita' di impresa, incoraggiare la concorrenza, stimolare l'innovazione". L'Italia, aggiunge Visco, "deve approfittare del consolidamento della ripresa per accelerare in necessario aggiustamento, strutturale, dei conti pubblici; l'elevato debito e' un fattore di vulnerabilita' grave, condiziona la vita economica del Paese". Secondo Visco, "un programma di riduzione del debito pubblico credibile puo' rafforzarsi da se': si puo' innescare un circolo virtuoso simile a quello che ci consenti' di aderire all'euro". Il Governatore Visco, che apre le Considerazioni Finali ricordando la scomparsa di Carlo Azeglio Ciampi, osserva che con l'accelerazione della riduzione del debito pubblico "non potremmo rendere un tributo migliore alla memoria di Ciampi, che quel programma di adesione all'euro defini' e mise in atto". Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco saluta il presidente della Bce Mario Draghi presente alle Considerazioni finali. "Le misure che nel consiglio direttivo della Bce, e do il benvenuto al presidente Draghi, abbiamo deciso di adottare - ha detto Visco - alla meta' del 2014 hanno contrastato con successo i rischi di una spirale inflazionistica". Draghi e' seduto in prima fila tra Mario Monti e Rosy Bindi. I crediti deteriorati si stanno riducendo ricorda Visco anche grazie alla timida ripresa economica. Lo scorso anno "si sono ridotti sia i flussi sia l'incidenza del loro stock e di quello delle sofferenze sul totale dei prestiti. La prosecuzione della ripresa sostiene queste tendenze". E anche le cessioni programmate dai maggiori gruppi (il riferimento e' a UniCredit, ndr) "potranno accrescere significativamente l'entita' della riduzione del rapporto tra sofferenze nette e impieghi". Riguardo la 'bad bank' per i deteriorati di cui si torna a discutere in Europa "Siamo ancora convinti che sarebbe una misura potenzialmente utile, a condizione che il prezzo di trasferimento degli attivi non sia distante dal loro reale valore economico" tuttavia "va al piu'
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presto chiarito se vi e' un'effettiva determinazione a proseguire su questa strada: l'incertezza rallenta la definizione delle transazioni in corso, scoraggia quelle che potrebbero realizzarsi nei prossimi mesi". Un'azione di chiarezza che spetta alla Commissione Europea. Le banche di credito cooperativo, "con la riforma in corso di attuazione, potranno ricorrere al mercato e rafforzare il sostegno alle economie locali con maggiore efficienza e sicurezza, conservando lo spirito mutualistico che le contraddistingue". Cosi' il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco nelle Considerazioni finali. Visco ricorda l'accurata azione di vigilanza svolta negli ultimi anni sulle banche cooperative: ispezioni per i due terzi delle 330 banche della categoria di cui 60 solo lo scorso anno e annuncia che per i due gruppi maggiori "avvieremo nel 2018 insieme con la Bce un esercizio di valutazione approfondita analogo a quello effettuato nel 2014" per le banche spa. Visco da' poi un giudizio positivo sulla riforma delle popolari che ha portato, ricorda, alla nascita della terza banca del Paese: Banco Bpm. "La riforma migliora gli incentivi a vagliare l'operato degli amministratori, la trasparenza nella gestione aziendale, la capacita' di ricorso al mercato dei capitali; amplia la partecipazione dei soci in assemblea, riducendo il rischio di concentrazioni di potere in capo a gruppi organizzati minoritari". 'L'elevata consistenza e i bassi prezzi di mercato delle esposizioni deteriorate riflettono tempi di recupero eccessivi, molto piu' lunghi che negli altri principali Paesi'. Lo ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ricordando nelle Considerazioni finali che 'alla fine del 2015 la durata effettiva era in media di quasi otto anni per le procedure fallimentari, di oltre quattro per quelle esecutive immobiliari'. Secondo il Governatore, 'gli interventi legislativi degli anni scorsi muovono nella giusta direzione ma perche' si riduca congruamente il periodo di recupero dei crediti devono essere rafforzati. Sarebbe particolarmente utile accrescere il grado di specializzazione nella trattazione della materia concorsuale, prevedendo l'accentramento dei procedimenti piu' complessi anche attraverso la revisione della competenza territoriale'. "Banca d'Italia in questi anni e' stata criticata anche con toni aspri, e' stata accusata di non aver capito cosa accadeva o di essere intervenuta troppo tardi. Non sta a me giudicare, posso solo dire che l'impegno del direttorio e' stato massimo". Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco parlando a braccio durante le Considerazioni finali. "Abbiamo appreso, non solo che non vi e' stata piena consapevolezza, a livello politico, nei media, da parte della clientela della trasformazione in atto, ma anche e soprattutto abbiamo visto che anche al momento della vendita al dettaglio, ben prima che si parlasse dei rischi di risoluzione, la comprensione del rischio connesso con obbligazioni subordinate - la cui offerta era del tutto legittima e prevista dalle regole internazionali sul capitale delle banche - era gia' molto bassa. Per non parlare di quella connessa con i rischi in capo alle azioni cosi' capillarmente diffuse tra i soci delle banche popolari". Cosi' il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco in un passaggio a braccio del suo discorso dedicato alle nuove norme sulle risoluzioni bancarie dopo il recepimento delle quali "il mondo e' cambiato". "L'educazione finanziaria - ha aggiunto - e' un processo di lunga lena: una discontinuita' come quella connessa con l'introduzione del burden sharing,
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prima e del bail-in, poi, ha chiaramente mostrato quanto sia importante investirvi. E quanto sia importante il controllo della correttezza dei comportamenti e l'azione di tutela delle parti piu' deboli. Tutela che non puo' essere solo ex post. Su questo siamo impegnati e, per la nostra parte, ci impegneremo di piu'". "Oggi piu' che mai e' importante partire dalla valutazione delle persone che guidano una banca. Quando si consolidano posizioni di dominio assoluto aumenta il rischio che si sfrutti la propria intoccabilita' per abusi e favoritismi". Lo ha sottolineato, in un passaggio a braccio all'interno delle Considerazioni finali, il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, secondo cui, "questo puo' portare in un arco di tempo piu' o meno breve a situazioni di dissesto. Da meno di due anni - ha ricordato - la Vigilanza ha il potere di rimuovere i manager, cosa diversa dal potere precedente, di sciogliere l'intero cda solo in caso di amministrazione controllata, una situazione che richiedeva il verificarsi di particolari condizioni. Ora, se ci si accorgera' che gli azionisti, dopo essere stati messi sull'avviso, ritardano a prendere i provvedimenti necessari si dovra' intervenire con tempestivita' e decisione. E' stato fatto, lo si fara' quando necessario". "Abbiamo avuto conferma - ha proseguito il Governatore - che le crisi bancarie vanno risolte prima possibile. Lasciare che si trascinino per mesi, per anni e' deleterio perche' con il passare del tempo cambiano le regole, cambiano le persone, cambia la congiuntura, cambia il mercato bancario. Da noi, rispetto al passato le leve della Vigilanza per affrontare le crisi sono oggi meno efficaci: l'utilizzo dei fondi pubblici e' limitato a pochi casi eccezionali e persino l'intervento del Fondo di tutela dei depositi e' considerato un improprio aiuto di Stato. Tra stabilita' ed efficienza, inclusa la minimizzazione, che va ricercata, dell'intervento pubblico a fini di tutela della concorrenza, le norme ormai privilegiano decisamente quest'ultima".
FATTI
Energie Per Vicenza: "Dopo l'episodio di sangue a Campo Marzo Variati rimuova Rotondi" Al nuovo episodio di sangue che ha macchiato il parco cittadino di Campo Marzo, il gruppo di Energie Per Vicenza, chiede al Sindaco Achille Variati di rimuovere l'assessore alla Sicurezza Dario Rotondi per la palese inefficienza ed inefficacia dell'azione di prevenzione e controllo che ha caratterizzato troppo a lungo questo quinquennio, dove la situazione peggiora di anno in anno visibilmente. La percezione di insicurezza da parte dei cittadini ormai ha raggiunto livelli allarmanti che minano alla base il vivere quotidiano e la libertĂ dei vicentini di poter disporre serenamente e senza dover guardarsi
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le spalle, dei parchi, delle vie e delle piazze della loro città, libertà che vogliamo sia garantita ma che da dieci anni a questa parte è diventata un'utopia sempre più lontana. Di Redazione VicenzaPiù
Il Sindaco dia una prova di voler difendere fermamente questa libertà, a livello trasversale e senza colore politico, senza cadere nei proclami estemporanei a tamponamento delle falle dell'azione della sua giunta, poiché la misura ormai è colma e vanno date delle risposte ai cittadini che ogni giorno vivono il disagio di dover prestare attenzione quando svoltano gli angoli delle strade, le cittadine che devono chiudere la borsa, dei ragazzi e ragazze che vivono il centro storico la sera venendo invasi dalle richieste di elemosina o di acquisto di mercanzia varia da parte di decine di personaggi che agiscono indisturbati, per non parlare della paura generale di episodi ben peggiori le cui avvisaglie sono già ben delineate da tempo. Vicenza non può essere una città insicura e gestita con questo pressapochismo, le grandi mostre tanto paventate dall'amministrazione sono ben poca cosa rispetto al disagio che proveranno i turisti nel venire a visitare il centro storico, per non parlare dei quartieri ormai dimenticati (a scanso di iniziative a spot), e al conseguente danno d'immagine che porteranno fuori dai confini del comune che mina la possibilità di un ritorno successivo dei turisti, linfa vitale per portare respiro ad un commercio ormai annaspante. Siamo convinti che i grandi eventi non possano essere il tappeto sotto il quale nascondere tutta la polvere e la sporcizia accumulata in questi anni, benché possa essere anche un bellissimo tappeto, poiché la sicurezza è l'elemento fondamentale del vivere sociale e del prosperare della città e in questo campo l'assessore Rotondi non può continuare a nascondersi dietro un dito che si fa sempre più sottile o, sotto la gonna sempre più corta di un Sindaco che può dare almeno alla fine della sua azione amministrativa, la prova di aver compreso uno dei tanti errori commessi nella scelta della sua giunta.
FATTI
Accoltellamento a Campo Marzo, PrimaNoi: "La maggioranza scenda in
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piazza per difendere la propria città" "Ecco la faccia dell'integrazione e dell'accoglienza sbandierata dai sinistri personaggi al Governo" -è l'accusa degli attivisti del comitato di cittadini PrimaNoi a margine dell'accoltellamento tra nigeriani andato in scena ieri sera a Campo Marzo a Vicenza. "Ormai tutti sanno che il parco che si affaccia alla stazione dei treni è terra di bivacco per immigrati e sedicenti profughi che arrivano da tutta la provincia e da fuori regione" -spiegano. "Ormai tutti sanno che campo Marzo è divenuto una piazza di spaccio per gang nigeriane, tra cui a farla da padrone ci sono anche i cosiddetti richiedenti asilo e coloro che incredibilmente hanno ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Di Redazione VicenzaPiù
E' una situazione al limite che peggiora a vista d'occhio, non solo in quella zona, ma anche in altri luoghi del capoluogo berico come Corso San Felice e Viale Verona, dove è aumentato il numero delle prostitute africane tra le quali ci sono alcune ragazze in età minorile". Il Comitato fa una proposta a tutti i movimenti, le associazioni e i comitati che "manifestano apertamente il disagio di una situazione di pericolo evidente per la nostra gente". "L'estate è alle porte, quindi il degrado urbano conseguente a queste presenze non potrà che aumentare vertiginosamente, a meno che qualcuno non si decida di raddrizzare la schiena ai loschi figuri che stanno prendendo possesso delle nostre città. Dobbiamo fare rete tra tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra comunità scendendo in piazza possibilmente tutte le sere. Un sacrificio che dobbiamo assolvere se vogliamo provare a riprenderci quelle zone della città occupate abusivamente dalla feccia, nonostante il lavoro prezioso delle forze di Polizia ma che risulta inutile fino a quando a Roma non si decideranno di bloccare gli sbarchi di questi soggetti" -hanno concluso i rappresentanti del comitato.
FATTI
Accoltellamento Campo Marzo, Matteo
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Celebron: "Ennesimo episodio di violenza. Variati e PD responsabili" "Il Partito Democratico e Achille Variati incapaci di dare risposte concrete su Campo Marzo. Risse violente e spaccio sono ormai all'ordine del giorno". Secco il commento del segretario cittadino della Lega Nord di Vicenza Matteo Celebron che interviene dopo l'ennesimo episodio di violenza avvenuto nella giornata di ieri a Campo Marzo. Due ragazzi di colore sono venuti alle mani procurandosi vistose ferite che hanno attirato subito l'attenzione dei passanti, impauriti e spaventati dall'atteggiamento dei due africani. "In dieci anni di amministrazione hanno ridotto Campo Marzo ad una colonia africana - afferma Celebron - dove lo spaccio e le risse fanno da contorno ad un'occupazione costante che non permette ai vicentini di mettere piede all'interno del parco cittadino". Di Redazione VicenzaPiù
"Quella di ieri - continua il segretario del carroccio - non è che l'ennesima rissa che quotidianamente si verifica a Campo Marzo. Il continuo arrivo di migranti a Vicenza, sono più di 800, che non ha mai visto l'opposizione della maggioranza in comune, non fa altro che alimentare e sostenere la rete di spaccio e degrado che ha come sede principale proprio Campo Marzo. Il tempo delle scuse è finito - evidenzia Celebron -, il PD governa Comune, Provincia e anche a Roma, dove il Ministro Minniti, non più tardi di qualche mese fa, aveva annunciato misure ad-hoc per la sicurezza; è questo il risultato?". "Da tempo come Lega Nord, insieme agli altri gruppi di minoranza, chiediamo maggiore incisività sul tema del degrado, in particolar modo sul triangolo Viale Roma, Viale Milano, Piazzale Bologna. Quanto accaduto ieri - conclude Celebron - è la conferma dell'inadeguatezza delle misure utilizzate fino ad oggi; Variati se ne assumerà le responsabilità o farà da scaricabarile come è suo solito?"
FATTI
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Noi che credevamo nella BpVi e in Veneto Banca: "Chiediamo spiegazioni a Variati" Scriviamo in queste ore in forma ufficiale al Sindaco di Vicenza per chiedere conto delle pensantissime considerazioni fatte sulla assegnazione ad altra Procura di parte dell'indagine su Popolare di Vicenza. Aspettiamo dal primo cittadino risposte chiare ed ufficiali. Non vorremmo che queste dichiarazioni lascino dubbi di qualcosa di non detto o non fatto da parte delle Istituzioni che ci rappresentano e che ci devono tutelare. Non vogliamo un campanilismo ad orologeria. Di Redazione VicenzaPiù
FATTI
Nasce nuovo circolo territoriale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale a Vicenza "Si rafforza in Provincia di Vicenza la presenza di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale, con la nascita del circolo territoriale nella città di Vicenza. Si tratta di un passo importante per il consolidamento delle forze di centrodestra, in un territorio che ha subito per dieci anni il mal governo del centrosinistra. Nel nuovo circolo di Vicenza sono confluiti numerosi liberi professionisti, imprenditori, lavoratori dipendenti, forze dell'ordine, insegnanti e pensionati. Attorno a Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale si sta avvicinando sempre più gente che mai prima d'ora si era interessata alla politica, dimostrando di apprezzare e condividere il messaggio lanciato dal Presidente nazionale Giorgia Meloni".
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Di Redazione VicenzaPiù
FATTI
Accoltellamento a Campo Marzo, Francesco Rucco: "Giunta inadeguata" Dopo le cruenti immagini di violenza in Campo Marzo, ormai terra di conquista della micro criminalità e degli spacciatori, ribadiamo - dice Francesco Rucco di Idea Vicenza - ancora una volta tutta l'inadeguatezza di questa Giunta (ed in particolare dell'Assessore Rotondi) a gestire la sicurezza in città. Il problema sicurezza non riguarda solo Campo Marzo ma anche larghe zone del centro e della periferia ormai in mano a delinquenti e in stato di degrado. Chiediamo con forza che il Governo Centrale mandi anche a Vicenza l'esercito per il recupero ed il controllo del nostro territorio, prima che sia definitivamente tardi. Di Redazione VicenzaPiù
FATTI
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Banche venete, Alessandra Moretti: "Cosa aspetta Zaia a coinvolgere Veneto sviluppo?" "Zaia non sta muovendo un dito per il salvataggio delle banche venete e invece dovrebbe e potrebbe fare molto: per prima cosa la finanziaria regionale, Veneto Sviluppo, dovrebbe essere integrata con le banche, in modo da ottenere una prima ricapitalizzazione a partire dal patrimonio della società controllata dalla Regione", lo dice in una nota la consigliera regionale del Pd Alessandra Moretti. "Con la fusione di Veneto Sviluppo nel sistema bancario locale la Regione avvierebbe un percorso virtuoso per arrivare a una rete simile a quella delle Landesbank tedesche, tuttora il principale pilastro della finanza in Germania. Di Redazione VicenzaPiù
Zaia invece di stare a braccia conserte dando la colpa al governo, come sempre gli abbiamo visto fare in questi anni, provi a praticare quell'autonomia che tanto sbandiera. L'autonomia non è solo un pezzo di carta ma significa rimboccarsi le maniche e agire con autodeterminazione, per quello che si può e si deve. Tanto per cominciare convocando un tavolo di privati e imprenditori da coinvolgere nella ricapitalizzazione preventiva delle banche venete: da Bruxelles arrivano indicazioni positive in tal senso, visto che una delle ipotesi in campo è proprio quella dell'ingresso di fondi di private equity per sbloccare l'impasse con l'Ue. Visto che i tempi sono stretti sarebbe utile che il governatore si impegnasse in prima persona nella direzione indicata, e che lo facesse il prima possibile", conclude Moretti.
ECONOMIA&AZIENDE
BPVi e Veneto Banca: spunta ipotesi fondi di private equity, riduzione pretese di
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Bruxelles agevolerebbe soluzione. Viola: fare presto! I commenti di Messina, Patuelli e Gros-Pietro I fondi di private equity potrebbero essere la soluzione per sciogliere il nodo del salvataggio delle due banche venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, secondo quanto si apprende da fonti finanziarie citate da Radiocor. La trattativa tra le Autorita' italiane e la Commissione di Bruxelles per la ricapitalizzazione precauzionale dei due istituti si e' arenata sulla richiesta di un intervento preventivo e aggiuntivo di risorse private per oltre un miliardo per poter dare poi il via libera all'intervento pubblico. L'emergere di nuovi attori privati per sostenere le due banche, dopo che l'azionista di maggioranza, il Fondo Atlante, ha dato forfait, potrebbe concretizzarsi se emergesse una soluzione di compromesso, con una richiesta dimezzata rispetto a quella del miliardo Di Redazione Economica VicenzaPiĂš
Il meccanismo della ricapitalizzazione precauzionale impedisce di utilizzare i fondi pubblici per la copertura delle perdite gia' contabilizzate dalla banca e per quelle prospettiche in un "futuro vicino", termine che lascia ampio margine di discrezionalita'. Nel confronto con Bruxelles i tecnici italiani opinano, rispetto all'interpretazione della Dg Comp, il fatto che la sostanza debba prevalere sul formalismo delle regole e che accanto agli oneri previsti dal piano di ristrutturazione delle venete vadano considerati anche i benefici in termini di utili che nel 'futuro vicino', secondo la definizione della Brrd, si produrranno per effetto di quella ristrutturazione. Intanto Fabrizio Viola, Ad di BPVi e presidente del comitato strategico di Veneto Banca, entrando nella sede di Bankitalia dove il governatore Ignazio Visco ha tenuto le sue Considerazioni finali, in merito ai negoziati per il salvataggio delle due banche ha detto: ""Bisogna fare in fretta, nei tempi piu' stretti possibili. Stiamo lavorando in modo serrato". Il dossier delle banche venete "e' in mano alle autorita', compreso anche il Governo", ha quindi osservato Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, lasciando Banca d'Italia. "Il Governatore - ha aggiunto ha sottolineato la frammentazione delle autorita' competenti che rallenta
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un'azione che dovrebbe essere rapida e incisiva. Credo che un intervento dell'autorita' politica possa accelerare i tempi di cio' che si deve fare". "Il bail-in delle banche venete non deve avvenire. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan lo ha gia' escluso, di conseguenza...". Lo ha dichiarato il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, lasciando anche lui Palazzo Koch. A chi gli chiedeva se l'eventuale annuncio di elezioni anticipate potrebbe complicare il salvataggio delle due banche, Patuelli ha replicato: "Confido che questo problema venga risolto al piu' presto" e quindi in ogni caso prima del voto. "Una volta che viene deliberato l'intervento pubblico e che i privati hanno gia' perso importi significativi - ha poi spiegato Carlo Messina, ad di Intesa, incalzato sul tema dai cronisti - ci vuole l'intervento statale". E quanto alle resistenze di Bruxelles e alle richieste di un ulteriore coinvolgimento dei privati, Messina ha affermato: "Bisogna farsi rispettare in tutte le sedi e credo che ci debba essere un giusto equilibrio visto che gia' ci sono state delle perdite supportate dal sistema privato".
POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Antonino Cappelleri, Gianni Zonin e Achille Variati: i veleni di Vicenza scuotono la Procura. È ricorso in cassazione dopo il trasferimento a Milano di parte delle indagini Per anni il sistema locale, politico, imprenditoriale e associativo, nell'indifferenza anche di ambienti della curia e della cultura, nulla ha fatto per impedire il disastro abbattutosi su decine di migliaia di soci tanto inermi quanto vicentinamente creduloni della Banca Popolare di Vicenza "segnata" dal 1980 e per 36 anni, di cui 20 alla presidenza, da Gianni Zonin e da uomini da lui scelti. Su costoro ora è da irresponsabili, o corresponsabili, scaricare una parte più o meno grande delle colpe, che, se le hanno, come le hanno, derivano tutte dalle scelte dello zar e dai mancati controlli dei prescelti come pure dovrebbe ben sapere un altro dei decisori di Vicenza, Achille Variati, che a Vicenza regna in un modo o nell'altro, prima da consigliere comunale proprio dal quel 1980 in cui il re del vino entrava nel cda della banca, una coincidenza oggi inquietante, poi dal 1990 da sindaco e così via. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
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Ora il sindaco nonchè presidente della Provincia di Vicenza, delle province italiane associate nell'Upi e membro del Cda di Cassa Depositi e Prestiti, i cui soldi (che sono poi i soldi dei correntisti postali) stanno svanendo a centinaia di milioni nel salvataggio improbabile delle due banche venete, è rimasto il simbolo unico e plastico del potere o delle accondiscendenze intorno al potere della corte che da via Btg. Framarin si estendeva a Palazzo Bonin Longare fino ad essere "cantato" da Via Fermi... Ed è così calato nel suo ruolo il nostro sindaco che, lui che mai ha levato la sua voce a difesa reale dei truffati facendo nomi e cognomi dei vertici della BPVi responsabili del crac di Vicenza e del suo territorio, ha urlato al complotto quando su richiesta del gip di Vicenza, la dr.ssa Barbara Maria Trenti, il filone delle indagini sul paventato ostacolo alla vigilanza nei confronti di Consob, con sede a Milano è passato proprio alla procura di Milano, guidata da Francesco Greco, che ha appena recuperato un miliardo e 330 milioni per le irregolarità della famiglia Riva nella Ilva, . Ha urlato così tanto, e senza averne titolo, lui uomo delle istituzioni, dicendo « credo davvero che dovremmo fare di tutto per tenere il processo a Vicenza », che l'odierna azione del procuratore di Vicenza Antonino Cappelleri, che ha ricorso in Cassazione sembra addirittura frutto del diktat di Variati, la cui imprudenza mediatica in questo caso è così evidente e lontana dal look comportamentale del fine politico da essere a dir poco sospetta. Sembra, ripetiamo, ma in una città in cui il colore più diffuso dopo il nero dell'ignoto è il grigio delle trame, l'alzata di Variati per la schiacciata di Cappelleri non fa di certo bene soprattutto a quest'ultimo, alla distinzione dei poteri e al rispetto delle Istituzioni In una nota apparsa sul Corriere del Veneto, ma a noi e ad altri media colpevolemente non inviata (abbiamo già segnalato il fatto al Procuratore e all'Ordiendei Giornalist come nostro diritto e dovere, ndr), il dr. Cappelleri ha dovuto, quindi, precisare considerazioni, bocciature di altri magistrati e rammarichi da "veleni di Vicenza" che vi lasciamo leggere a questo link non avendo la nota originale nella sua interezza e non volendo, quindi, addentrarci in interperetazioni personali. Mentre leggiamo su VVox di altre frasi sulla stessa nota attribuite a Cappelleri ("Cappelleri precisa che questa nota è stata diffusa per una «corretta precisazione» sull'attività svolta dalla procura resa opportuna da «le aspettative dell'opinione pubblica sull'indagine che si occupa delle irregolarità nella gestione della Banca Popolare di Vicenza, le proteste di lentezza dell'azione giudiziaria, i ripetuti auspici e le lecite aspettative di risultati concreti, insieme alla constatazione di alcune recenti divulgazioni mediatiche non del tutto esatte»
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") i nostri dubbi sulla scarsa trasparenza complessiva aumentano invece che dissolvrsi, per cui, nell'attesa della risposta chiesta al Procuratore di Vicenza, ci limitiamo, pertanto, per i fatti al lancio Ansa, un'altra, la terza?, nota. La procura di Vicenza ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione il decreto, che è considerato "abnorme", emesso dal Gip che si è dichiarato incompetente in favore dell'autorità giudiziaria di Milano per il reato di ostacolo alla vigilanza della Consob nell'inchiesta sulla Banca Popolare di Vicenza. Lo comunica in una nota il procuratore della Repubblica di Vicenza Antonino Cappelleri. La vicenda è legata a una richiesta di sequestro di 106 milioni. Cappelleri rileva che il Gip ha emesso "al contempo il sequestro per così dire provvisorio per l'importo richiesto, emissione che la procura ritiene non prevista tra i poteri di legge del Gip". In sostanza, la procura ritiene che il decreto d'urgenza del giudice incompetente "si limiti alle sole misure cautelari personali"; sicché il sequestro "come è dato, viene ritenuto vano, anzi controproducente in quanto prevedibilmente subito travolto dalle possibili contestazioni difensive".
FATTI / AMBIENTE
A Vicenza non si scopa bene Il bel pensiero del sindaco Achille Variati di coinvolgere i richiedenti asilo in attività a favore della comunità vicentina ha trovato un'adesione non pari a quella che ci si sarebbe aspettata da coloro che vengono aiutati dallo Stato Italiano nelle loro difficili condizioni, ma le risposte positive non sono mancate. Fatto importante perché indica un desiderio di essere parte. Ma come sempre le belle idee debbono avere almeno il 99% di "tecnica" ossia essere realizzate con la massima precisione possibile. Ai rifugiati è stato chiesto di provvedere a "scopare" le strade di diversi quartieri. Per fare ciò sono stati muniti di tre strumenti: una scopa di saggina, un piccolo badile senza sponde e sacchetti di color rosa per riporre quanto raccolto (foto Vicenza Today). Di Edoardo Pepe
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L'unico strumenti valido: i
sacchetti di plastica, mentre il badile si rivela, data la piccolezza, inadatto mentre ancor più inadatte sono le scope fornite, che sono quasi per nulla strumenti veramente atti a pulire le strade. Per scopare le strade ci vogliono strumenti come riportato dalla foto, che vengono utilizzati dai netturbini AIM. Chissà come mai nessuno ha pensato a provvedere di idonei strumenti per la pulizia delle strade i richiedenti asilo che con serietà compiono il lavoro: essi faticano di più, mentre, è ben noto, che con attrezzi idonei si lavora meglio. Sarebbe interessante scoprire chi ha provveduto a fornire le scope e i badili inadatti, forse anche lui necessita di istruzioni appropriate per saper come e con quali buoni attrezzi scopare.
FATTI
Politiche agricole, Sergio Berlato: in Terza commissione il tema dell’emergenza idrica in Veneto La Terza commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto, presieduta dal Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Sergio Berlato, nel corso dell'ultima seduta, ha affrontato il tema dell'emergenza idrica in Veneto e il suo impatto in agricoltura ricevendo in audizione le organizzazioni agricole, AVEPA, AVISP, Consorzi di Bonifica e ANBI, ARPAV e Federazione degli ordini dei tecnici agronomi e
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forestali del Veneto. Nel corso dei lavori sono stati sottolineati almeno due elementi di criticità, ossia la mancanza di precipitazioni nevose nel corso dell'inverno e di precipitazioni piovose nel prosieguo dell'anno, mancanze che hanno provocato criticità sia al livello delle sorgenti montane sia a quello delle falde di pianura, ma se da un lato il livello delle sorgenti montane appare in ripresa, rimane ai minimi storici il livello di falda. Di Redazione VicenzaPiù
Nel mese di aprile i problemi sono apparsi evidenti per tutti i corsi d'acqua regionali; particolarmente critica la situazione del fiume Adige, la cui portata di 25 metri cubi al secondo rappresenta il minimo storico assoluto e costituisce un ulteriore aggravamento del problema del cuneo salino. L'unico dato positivo del periodo è rappresentato dal livello dei serbatoi idroelettrici, ai massimi storici; ma questa considerazione vale soprattutto per il Veneto: i serbatoi dell'Adige, infatti, sono ai minimi, ma in questo caso il problema non è solo Veneto. Il Presidente della Terza commissione Sergio Berlato, a fronte dei problemi provocati dalla mancanza di precipitazioni e della situazione di particolare criticità in cui versa il fiume Adige, ha proposto una ‘soluzione mediana' che contemperi i vari interessi in gioco e che sarà contenuta in una Mozione che verrà presentata in Consiglio regionale, un atto politico che consentirà alla Giunta di predisporre un Piano Irriguo Regionale per prevedere e prevenire queste situazioni che ormai si presentano con una certa ciclicità e che tengano conto del fatto che, nel caso dell'Adige, la regione Trentino Alto Adige non potrà non essere coinvolta.
FATTI
USB, il 2 giugno nei negozi non è obbligatorio lavorare E' la stessa corte di Cassazione che ha stabilito (sentenza Cassazione sezione lavoro sentenza 7 agosto 2015, n. 16592) che
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nelle festività civili e religiose individuate dalla legge n. 260/1949 ogni dipendente può legittimamente, astenersi dal lavoro, con la sola eccezione dei servizi essenziali (come nei trasporti o nella sanità), anche nei casi dove la contrattazione collettiva, anche aziendale, lo preveda il contrario. Le ricorrenze individuate dalla sentenza sono: l'1 ed il 6 gennaio, il 25 aprile, il lunedì dopo Pasqua, il 1 maggio, il 2 giugno, il 15 agosto, il 1 novembre, l'8, il 25 ed il 26 dicembre. A seguito di questa pronuncia vai tribunali si sono pronunciati, l'ultimo in questi giorni a Firenze. Di Redazione VicenzaPiù
Secondo il giudice, "per l'eventuale prestazione lavorativa l'azienda deve trovare un accordo con il dipendente stesso". Niente straordinari, se non autorizzati dal lavoratore. Allo stesso tempo, il riposo festivo "è un diritto di cui le organizzazioni sindacali in sede di accordi collettivi non possono disporre, in assenza di uno specifico mandato ad esse conferito dal lavoratore". Non può imporlo il capo, non può imporlo il sindacato: la scelta di lavorare nelle giornate festive dovrebbe essere solo del lavoratore. La decisione del giudice tiene conto della "della giurisprudenza prevalente e più recente", ovvero si aggiunge a una lunga lista di sentenze che ribadiscono la non obbligatorietà della prestazione lavorativa nei giorni festivi. Anche nel Veneto prosegue la campagna contro la liberalizzazione degli orari di apertura di negozi e centri commerciali. Per il sindacato USB il lavoro nei giorni festivi rende impossibile la vita sociale e familiare dei lavoratori, tra l'altro sempre più precari. In questi giorni attivisti della USB hanno organizzato dei volantinaggi di controinformazione rivolti ai lavoratori del commercio e della grande distribuzione. Una campagna dove abbiamo informato gli addetti del settore del diritto ad opporsi al lavoro festivo. Ultimamente sempre nel Veneto qualche padrone della Grande distribuzione ha timidamente e forse strumentalmente affermato che forse sulle aperture domenicali si più discutere. Ricordiamo che in realtà il fatturato complessivo delle vendite non è aumentato si è solo spalmato su più giorni. Inoltre la Regione Friuli Venezia Giulia ha fatto un accordo in cui limita le aperture domenicali è un accordo debole ma perchè Luca Zaia e Elena Donazzan
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che si sono espressi per una riduzione delle aperture festive non convocano le parti e riducono drasticamente le aperture festive limitandole a luoghi turistici o per eventi particolari e dichiarando intoccabili quelle stabilite dalla Cassazione? La USB prosegue così la sua campagna nazionale contro le liberalizzazioni degli orari di apertura degli esercizi commerciali, contro la precarietà e lo sfruttamento. L'80% dei lavoratori del commercio e della grande distribuzione sono donne. Il lavoro nei giorni festivi sta rendendo loro la vita sociale e familiare impossibile, tra l'altro con contratti part time, precari e con salari bassissimi che occupano tanto tempo e restituiscono pochissimo reddito. Con la lotta al lavoro festivo intendiamo rimettere al centro il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori alle feste, ad un salario e ad un lavoro all'insegna della dignità, e vogliamo affermare il diritto di critica e di rappresentanza di un sindacato "fuori dal coro", che ha scelto bene da che parte stare.
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Bilancio "finale" di Banca d'Italia: maledizioni tra euro, Ciampi, Visco e... banche italiane, BPVi e Veneto Banca incluse Mese di maggio, per le aziende ... è tempo di bilanci. Oddio forse sarebbe bene averli un po' prima, ma sappiamo di doverci accontentare, soprattutto se si parla di una azienda pubblica come Banca d'Italia. A proposito, ma stiamo parlando davvero di una azienda pubblica o è privata? Guardate, meglio non addentrarci in questo ginepraio perché non ne usciamo, in sintesi Bankitalia è un Istituto di diritto pubblico la cui proprietà è in mano a soggetti privati. Lo so che vi sembra un ossimoro, ma vi assicuro che è così, il capitale sociale è nelle mani principalmente di soggetti privati, nella maggioranza Banche (Banca Intesa Sanpaolo ed Unicredit hanno oltre il 50% del capitale), ma anche Assicurazioni (le Generali hanno il 6,3%) e solo marginalmente di enti pubblici economici (INPS, Inail che in totale non raggiungono però il 6%). Di Giancarlo Marcotti
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Insomma il capitale è privato, ma l'Istituto "persegue fini di pubblica utilità", e sapete perché si è scelta questa forma statuaria perlomeno anomala? Per "preservare l'indipendenza dell'Istituto dal potere politico". Non è né una barzelletta né una falsità, e dopotutto, in linea di principio è anche una cosa giusta. Non si è voluto dare, almeno in apparenza, le chiavi della cassaforte in mano esclusivamente al potere politico. Per fare un esempio concreto, pensate a quelle casseforti per la cui apertura necessitano due chiavi che, per ovvi motivi di sicurezza, sono in mano a due persone diverse le quali, naturalmente, non devono far parte della stessa "Istituzione". In Italia cosa è accaduto? Dai, lo sapete tutti! Che queste due persone, o meglio le Istituzioni alle quali rispondono queste due persone (per chi non lo avesse ancora capito mi sto riferendo al potere politico ed a quello bancario) si sono messe d'accordo per aprire questa "cassaforte" ogni volta che volevano. I tempi di Guido Carli (storico Governatore della Banca d'Italia rimasto in carica per 15 anni fino al 1975) sono finiti, e da un pezzo: il suo successore, Paolo Baffi, fu costretto dopo quattro anni a dare le dimissioni per una vicenda per nulla chiara, il vicedirettore di allora Mario Sarcinelli finì addirittura in carcere e Baffi fu indagato, successivamente entrambi uscirono prosciolti perché totalmente estranei alla vicenda, ma nel frattempo Governatore della Banca d'Italia era diventato , Carlo Azeglio Ciampi sul cui operato c'è chi ha steso un velo pietoso. Se dei governatori successivi, Ignazio Visco ancora regnante, i media sono pieni delle loro gesta, interessantissime se ci fosse qualcuno disposto ad esaminarle senza le due chiavi suddette a rinchiudere anche gli occhiali da vista, Ciampi, ricordiamolo, diviene Governatore nel 1979. Vi dice niente questa data? Probabilmente no! Ed allora vi ricordo che stiamo parlando dell'anno nel quale l'Italia entra nel famigerato SME (Sistema Monetario Europeo) dal quale uscirà tredici anni dopo, nel 1992, con le ossa rotte, e dopo aver dilapidato tutte le riserve della Banca d'Italia (che ammontavano a 100.000 miliardi delle vecchie lire). Che cosa fosse lo SME lo sanno tutti, ma forse è bene ribadirlo: era la prova generale dell'euro! Ossia era un euro "non coniato" (l'avevano chiamato ECU) un po' più soft, nel senso che i cambi fra le varie monete degli Stati che ne facevano parte non erano fissi, come poi avvenne con l'euro, ma permettevano una minima flessibilità. Ebbene, se siamo usciti con le ossa rotte da un sistema di cambi che comunque permetteva una seppur parziale flessibilità, come faremo ad uscire indenni da un sistema, l'euro appunto, che non permette alcuna
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flessibilità? Il cambio è stato fissato infatti nel 1999 e come tutti sappiamo è stato di 1936,27 lire. Maledetto! E Ignazio Visco ieri nelle Considerazioni finali ci ha detto. « È illusorio pensare che la soluzione dei problemi economici nazionali possa essere più facile fuori dall'Unione economica e monetari... l'uscita dall'euro, di cui spesso si parla senza cognizione di causa, non servirebbe a curare i mali strutturali della nostra economia. Di certo non potrebbe contenere la spesa per interessi, meno che mai abbattere magicamente il debito accumulato... "determinerebbe rischi gravi di instabilità"». Basterebbe questo, senza ricordare il dramma delle banche italiane, da Mps a Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca inchiodate, dopo i loro errori e i mancati o indirizzati controlli di Bankitalia, dai freni interessati dell'Europa a trazione germanica, per ripetere all'euro e a tutto quello che gli gira intorno inclusi i suoi difensori odierni: stramaledetti! Di Giancarlo Marcotti in collaborazione con Giovanni Coviello
FATTI
Sicurezza, il PD risponde a Matteo Celebron: "Il segretario cittadino della Lega non sa nemmeno di cosa parla" Le tristi dichiarazioni del segretario cittadino della Lega Nord mettono in luce la poca visione politica sul tema della sicurezza. Pur premettendo che i delitti, secondo i dati della questura, sono in netto calo, il tema della sicurezza e dell'integrazione sono molto più complicati rispetto alle semplici e superficiali parole di Matteo Celebron. Critica l'alto numero di richiedenti asilo presenti in città, ma si dimentica di chiarire che se i suoi stessi sindaci della provincia rispettassero il piano della distribuzione dei migranti la situazione a Vicenza sarebbe completamente diversa. Di Redazione VicenzaPiù
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Vogliamo discutere seriamente di sicurezza? Caro Celebron, forse non conosci bene la realtà di Vicenza, ma da un rappresentante di un partito che si reputa il portabandiera della sicurezza ci aspettiamo di meglio. I problemi complessi non si risolvono con le chiacchiere. Se la lega Nord cittadina ha proposte serie e concrete le presenti nei luoghi opportuni. La sicurezza per il PD è un diritto di tutti i cittadini, da perseguire con serietà e severità ogni giorno e non solo in campagna elettorale.
FATTI
Sabrina Bastianello (Lega Nord Liga Veneta) presenta interrogazione a Variati e al consiglio comunale in merito alle sponsorizzazioni AIM Energy e ruolo dell’amministratore unico Sabrina Bastianello (Lega Nord Liga Veneta) presenta un'iterrogazione riguardo le sponsorizzazioni AIM Energy e ruolo dell'amministratore unico.Premesso che: Il dott. Otello Dalla Rosa è stato nominato amministratore unico di AIM Energy il 26/06/2015; Lo stesso Dalla Rosa nel luglio del 2016 ha fondato l'associazione Vinova, con il chiaro e mai celato intento di candidarsi a Sindaco alle elezioni del prossimo anno; L'associazione Vinova svolge frequentissimi incontri di preparazione della campagna elettorale, da cene nei quartieri ad incontri dal contenuto politico; Dalla Rosa, nonostante la decisione di candidarsi Sindaco, non si è però dimesso dal ruolo di amministratore unico di AIM Energy. Di Emma Reda
Tale decisione risulta in profondo contrasto, oltre che con le regole non scritte della "buona politica", con quanto sempre dichiarato dal Sindaco
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Variati su AIM, che si potrebbe riassumere con "fuori la politica dall'azienda di servizi pubblici locali" (anche se già in passato abbiamo contestato il reale rispetto di questo principio); Considerato che: La situazione sta però trascendendo le normali valutazioni di opportunità politica, che già sarebbero dovute bastare per imporre le spontanee dimissioni di Dalla Rosa o una richiesta in tal senso da parte del Sindaco; È pervenuta infatti a tutti i consiglieri comunali un invito a partecipare alla festa del Rugby Vicenza nei prossimi 2-3-4 giugno e tra gli sponsor principali dell'iniziativa risulta esserci proprio AIM Energy; Pochi giorni fa, per la precisione il 25 maggio, si è tenuta una manifestazione in collaborazione tra l'associazione Vinova e lo stesso Rugby Vicenza, pubblicizzata addirittura su Facebook; Non serve nemmeno utilizzare la dietrologia per vedere una possibile correlazione tra i due fatti, avvenuti ad una distanza di pochissimi giorni; AIM Energy risulta inoltre aver stipulato una convenzione con il Comune relativa alla fornitura di energia alle società sportive in occasione per l'anno 2017 in occasione di "Vicenza Città Europea dello Sport", iniziativa che lo stesso Dalla Rosa ha avuto l'opportunità di illustrare ai rappresentanti delle società in un incontro nei mesi scorsi; AIM Energy sembra sempre più attiva su altri versanti di sponsorizzazione, non a caso l'amministratore unico di AIM Energy, sponsor della manifestazione, sarà l'unica figura non istituzionale a fianco al sindaco Variati, all'assessore Dalla Pozza e all'europarlamentare Bonafè, ad essere invitato in qualità di relatore all'incontro inaugurale dell'edizione 2017 di Festambiente; Tutto ciò premesso e considerato, i sottoscritti consiglieri chiedono al Sindaco: 1) Se era a conoscenza di questa intensa attività di sponsorizzazione operata da AIM Energy e delle attività parallelamente condotte da Vinova? 2) Se ritiene opportuno che una delle aziende di servizi pubblici locali si trasformi in un veicolo di campagna elettorale per uno dei possibili candidati a sindaco del Partito Democratico? 3) Se non ritiene opportuno chiedere al candidato sindaco Otello Dalla Rosa di fare un passo indietro dal suo ruolo di amministratore unico di AIM Energy? 4) Se corrisponde al vero che sia attualmente in corso (o che ci sia stata nel recente passato) una trattativa tra Rugby Vicenza e AIM Energy in merito ad alcune bollette non pagate dalla stessa società sportiva relative ad una sede non utilizzata per alcuni anni ma alla quale non erano stati staccati i contatori? Si chiede di ricevere sia risposta scritta che in Consiglio Comunale.
FATTI / POLITICA
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Pedemontana Veneta, Zaia: "voglio veder correre i cantieri", ma le casse della Regione sono vuote e l'opposizione... Luca Zaia può esultare: la Superstrada Pedemontana Veneta è più vicina ad essere realtà. Un nuovo accordo, l'ennesimo verrebbe da dire, è stato firmato nello studio del notaio Gasparotti di Mestre l'altro giorno e potrebbe mettere una pietra tombale sulle diatribe politico legali che fino ad oggi hanno ostacolato l'opera. Una firma, siglata dai rappresentanti dei Comuni coinvolti, la Regione e Sis (la società incaricata dei lavori), che anticipa e in qualche modo scavalca le osservazioni della Corte dei Conti delle scorse settimane. Per comprendere la svolta serve però una breve cronistoria di un'opera pensata 27 anni fa e non ancora completata. Di Pietro Zanella
Era il 1990 quando la Regione propose per la prima volta il percorso pedemontano. Otto anni dopo il Parlamento aprì alla possibilità di costruire una nuova autostrada in Veneto, che nel 2001 divenne, invece una superstrada a pedaggio. Progetto approvato dal Cipe nel 2006. Le prime curve pericolose nel 2009 con il Consiglio di Stato che individua un errore di procedura assegna la gara d'ufficio al Sis. I lavori vanno a rilento, la società rivede gli accordi, l'opera resta a rischio. Nel 2016 il commissario Silvano Vernizzi blocca i lavori su richiesta di Sis: problemi di solvibilità bancaria. Regione, Cassa deposito e prestiti, infatti, dichiarano la non bancabilità del progetto. Tutto fermo, le associazioni schierate contro la superstrada esultano, meno gli espropriati che attendono i soldi dopo aver perso i loro terreni. Intanto nei cantieri già aperti si scoprono diverse irregolarità su cui indaga il Noe. Infine, solo una decina di giorni fa l'allarme della Corte dei Conti: "Sulla pedemontana c'è il rischio di un danno erariale". Tutto oggi sembra essere sparito sotto il tappeto. Il governatore del Veneto ha dichiarato, pochi giorni fa in diretta Facebook: "Ora voglio veder correre i cantieri". Da un punto di vista economico la Regione sembra avere nuove sicurezze.
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Con la nuova firma Sis ha rinunciato a parte dei suoi possibili futuri incassi, (passati da oltre 18 miliardi a 12) ed ora si è impegnata a trovare nuovi finanziatori per l'opera. Il tempo c'è, secondo le scadenze decise dalle parti, i soldi dovranno essere disponibili entro 8 mesi. Intanto le casse regionali impegneranno 300 milioni di euro. Tanto vale la prima rata del mutuo accordato dalla Cassa depositi e prestiti. Soldi che verranno prelevati dal fondo per le "spese impreviste". Un salasso per la Regione che dovrà affrontare un lungo periodo, fino al 2018, praticamente senza fondi per nuove proposte, almeno di decidere di non onorare i pagamenti già previsti o tagliare gli stipendi del personale. Sulla Pedemontana, inoltre, le opposizioni aspettano Zaia al varco, il nuovo accordo non risponde infatti alle domande- segnalazioni della Corte dei Conti. Il rischio, ammesso che la ricerca dei finanziamenti privati vada a buon fine, è che il nuovo accordo, come i vecchi salti sul più bello. L'organo di vigilanza, infatti, non ha mai negato il via libera ai lavori o ad accordi con Sis ma ha sempre e solo sottolineato alcune criticità. Solo il tempo potrà dire se queste sono state, magicamente, superate.
FATTI
Pedemontana, Berti e Borrelli (M5S): “C’è il rischio di una procedura d'infrazione dall’Europa per la Pedemontana. Per saperlo abbiamo fatto un’interrogazione al Parlamento europeo” La Pedemontana veneta finisce sotto la lente della Commissione Europea grazie al MoVimento 5 Stelle che l'ha sollecitata, dopo i dubbi sollevati dalla Corte dei Conti, attraverso un'interrogazione a risposta scritta, allegata a questa nota. "Questa situazione non è accettabile - tuona Jacopo Berti, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in consiglio regionale veneto - e siamo sempre alle solite, con i privati che fanno man bassa dei soldi dei veneti e con Zaia che glielo lascia fare. Ma vi pare normale che un fiume di soldi pubblici vada a un privato inadempiente e ingordo, che prenderà 8 miliardi e mezzo dei nostri soldi per costruire, anche se questo è tutto da vedere, un'autostrada che nasce obsoleta?". Di Redazione VicenzaPiù
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FATTI
Nasce il “Contratto INPS on line”, Bonomo (Confartigianato): “Un pasticcio. Ma vogliamo considerarlo un acconto su una riforma seria da affrontare dopo le elezioni” "Prendiamo atto che - con il voto di fiducia di pochi minuti fa alla Camera (la parola passerà ora a Palazzo Madama, prima alla Commissione Affari Costituzionali e Bilancio, poi di nuovo in aula il 13 giugno) - con la nascita del "contratto INPS on line", questo Governo ha "sfornato" un bel pasticcio". Lo afferma Agostino Bonomo Presidente di Confartigianato Imprese Veneto che prosegue: "la nuova regolamentazione del lavoro occasionale destinata a sostituire i voucher cancellati per evitare lo sciagurato referendum promosso dalla CGIL servirà marginalmente allo scopo a causa dei tanti vincoli di cui è caricata come gli eccessivi dati richiesti dalla piattaforma INPS (con forte aggravio burocratico), i costi ulteriori e soprattutto per il nuovo limite dei 5 dipendenti, che sembra un numero uscito per estrazione da un cilindro dato che non è nemmeno quello della definizione europea di micro impresa ( 9 dipendenti ) e che, in ogni caso, dovrebbe riguardare almeno l'intero artigianato". Di Redazione VicenzaPiù
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"Siamo delusi -prosegue- ma non per questo rassegnati. Vogliamo prendere questo atto del Governo come un "acconto" su una futura riapertura -magari subito dopo le paventate elezioni di autunno- del capitolo voucher che porti a rimediare a questa soluzione al forte ribasso che non accontenta nessuno. La flessibilità -prosegue il Presidente- passa necessariamente per strumenti agili e semplici che la regolamentino, altrimenti il rischio è favorire il sommerso". "Ci tengo a ricordare -sottolinea Bonomo- che pur essendoci stato un uso crescente man mano che il voucher si consolidava, nel periodo di suo massimo utilizzo non ha comunque mai superato la soglia del 0,23% del monte ore lavorate. Con il voucher il lavoro occasionale aveva finalmente trovato una regola semplice e funzionale che, con l'abrogazione, è oggettivamente venuta meno. Per questo -conclude- saremo parte attiva affinché, appena possibile, il capitolo venga riaperto e si lavori solo a titolo di esempio, su limiti di importo con distinzione tra le imprese che svolgono servizi in genere (alle persone, alle imprese etc) e le altre. Poste queste restrizioni, non ne servono altre".
FATTI
Morti sul lavoro, Sicilia e Veneto guidano luttuosa classifica Come emerge dall'ultima analisi condotta dall'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering sulla base di dati INAIL, il primo quadrimestre del 2017 si è concluso con un sensibile miglioramento rispetto lo stesso periodo del 2016, registrando 9 vittime in meno. Sono stati infatti 262 gli infortuni con esito mortale, di cui 194 in occasione di lavoro e 68 in itinere. La Sicilia e il Veneto sono le Regioni che guidano la triste classifica con 20 casi ciascuna, seguite dall'Abruzzo con 19 casi e, anche questo mese, da Emilia Romagna e Lombardia con 18 decessi. Il Sud, con un indice di incidenza sugli occupati pari a 13,6 e 47 casi di infortuni mortali rilevati (24,2% dei casi totali), risulta essere la macro area più colpita seguita dalle Isole con un indice di incidenza pari a 12 e 23 casi
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(11,9%). Di Redazione VicenzaPiù
Pescara rimane a capo della classifica provinciale con un indice di incidenza di morti sugli occupati pari a 112,5 (12 casi registrati). L'Aquila, anche questo mese, si posiziona al secondo posto con un indice di incidenza del 55,4 e 6 casi. Per il maggior numero di infortuni mortali sul lavoro (73 casi, pari al 37,6%) il settore economico non è individuabile. Subito dopo vengono registrati 29 casi (pari al 14,9%) nel settore delle Costruzioni. In terza posizione le attività manifatturiere registrano 24 vittime (12,4%). Le morti bianche che hanno coinvolto donne sono state 17, pari all' 8,8%, il restante 91,2% (177 casi), fa riferimento a infortuni mortali che hanno coinvolto uomini. 165 casi, pari all' 85,1%, hanno coinvolto cittadini italiani, mentre 29 casi, pari al 14,9%, stranieri. Le fasce d'età che contano maggiori vittime in questi primi quattro mesi del 2017 continuano ad essere quella tra i 55 e 64 anni e quella tra i 45 e 54 anni, rispettivamente con 65 (33,5%) e 56 (28,9%) casi. Analizzando la situazione e considerando l'indice di incidenza sugli occupati, si rileva tuttavia che la fascia d'età che continua ad essere maggiormente colpita è quella degli ultra sessantacinquenni (con un indice di incidenza del 33,8). Ci auguriamo che il comunicato e le tabelle statistiche possano diventare un utile strumento di lavoro per Voi e possano contribuire a diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro.
FATTI
Vicenza ai Vicentini, sangue, paura e... beffa a Campo Marzo A poche ore dall' ennesima, sanguinosa rissa in Campo Marzo con protagonisti due nigeriani, uno clandestino ed uno con permesso di soggiorno (e di delinquere) si apprende che i due sarebbero già stati
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rimessi in libertà, in barba alle parole di queste ore di amministratori e politicanti vari. Intanto le Sentinelle di Vicenza ai Vicentini non hanno perso tempo e già ieri sera sono tornate a pattugliare la zona: "Se Variati e Rotondi pensano di continuare a combattere il degrado e la criminalità di Campo Marzo unicamente a suon di proclami e dichiarazioni ai media, noi lo faremo continuando a modo nostro, scendendo in strada in prima persona" dichiarano i responsabili, che ieri hanno coinvolto nell'attività un gruppo di una quarantina di persone tra residenti e volontari. Di Redazione VicenzaPiù
"Il violento episodio dell'altra sera dimostra purtroppo che siamo punto e a capo. La presenza di sbandati e spacciatori che si contendono il territorio di Campo Marzo, unitamente al lassismo dell' amministrazione, costituiscono una miscela esplosiva ed un pericolo costante per l' incolumità dei vicentini. Ed il tanto decantato e atteso Decreto Minniti con il relativo Daspo Urbano? Che fine ha fatto? Delle due l'una: o siamo di fronte ad una norma inapplicabile, oppure ben peggio, non ne esiste la volontà di applicazione da parte delle nostre istituzioni." Insieme al Comitato di Piazza Castello , da mesi l'associazione chiede all'amministrazione un presidio fisso della Polizia Locale, preteso da oltre 1500 vicentini che con la loro firma hanno contribuito alla PETIZIONE organizzata all'inizio dell'anno e che verrà consegnata a breve a Palazzo Trissino. E' annunciata infine una manifestazione pubblica per sabato 10 giugno insieme al Comitato Piazza Castello per sensibilizzare nuovamente l'amministrazione sull'emergenza in corso e per ribadire la necessità di un presidio fisso. Ccampo Marzo va salvato! Ora!
BANCHE / GIUDIZIARIA / POLITICA / SCUOLA E FORMAZIONE
Antonino Cappelleri, il procuratore di Vicenza sfiduciato per... incompetenza. Milano tranquillizza ma aiuterebbe
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un'ispezione a Vicenza, vero Moretti e Zanettin? Non succede spesso che un procuratore capo venga bocciato due volte di seguito e sulle due inchieste più importanti sulla sua scrivania. Questo, però, è appena successo a Vicenza dove il dr. Antonino Cappelleri ha subito il no, sul caso di Borgo Berga, del Gip Massimo Gerace alla sua richiesta di demolizione delle costruzioni della cementificazione contestata, anche se il magistrato le definiva illegittime, per poi addirittura trovarsi il giudice a cui aveva fatto ricorso che non solo confermava il niet di Gerace, motivato da strane questioni di opportunità a "non demolire", ma addirittura benediceva la bontà degli edifici della Sviluppo Cotorossi che fa capo al gruppo Maltauro, quelle delle tangenti multiple e oggi incensato sulla stampa locale col suo nuovo, anonimo, brand ICM, che sta per Industrie Costruzioni Maltauro. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Ma dopo essere stato rimandato e poi bocciato dai giudici del tribunale che è stato costruito nella stessa area proprio da Sviluppo Cotorossi in questi giorni la Gip Barbara Maria Trenti ha bocciato di nuovo il povero Cappelleri sul secondo caso importante a lui affidato, anzi "sul" caso della inchiesta su chi, Gianni Zonin & c., avrebbe portato al disastro la Banca Popolare di Vicenza bruciando almeno 6 miliardi di euro nominali di 118.000 soci. Se la dr.ssa Trenti ha, infatti, approvato la richiesta di sequestro cautelare fatta da Cappelleri per 106 milioni (a carico oggi di... ignoti), l'ha poi di fatto resa inattuabile, a detta dello stesso procuratore capo, sia per i soli 20 giorni concessi per una operazione complessa, sia perché, e questo è il peggio di tutta la storia viste anche le reazioni di politici e politicanti locali in odore di "zoninità", ha dichiarato la "non competenza" di Vicenza a favore della Procura di Milano per un ramo dell'inchiesta, quella che aveva determinato la richiesta di sequestro e che riguarda il possibile reato di "ostacolo alla vigilanza" commesso nei confronti della Consob che ha sede, appunto, a Milano.
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Da questa decisione è nato un putiferio velenoso che ha spinto Cappelleri a definire l'atto di Trenti "abnorme", ha umiliato il procuratore che ha fatto ricorso contro un passaggio del Gip che lo ha stoppato, dopo che da tempo era costretto a difendersi dalle accuse di lentezza e ora lo ha sfiduciato quando aveva intrapreso una strada decisa. Noi "sensitivamente", anche se non in punta di diritto, in cui non siamo competenti, preferiamo Milano come sede indipendente di indagine (Veneto Banca e Vincenzo Consoli non hanno avuto Roma come sede di "inquisizione" gradita a Bankitalia, senza che in Veneto si levassero voci alla Variati a rivendicare l'autonomia giudiziaria?). Ma con noi, dalle reazioni arrivateci, sono (gran) parte dell'opinione pubblica (esclusi i suddetti politici e politicanti che forse temono che a Milano vengano fuori eventuali loro connivenze, dirette o anche solo indirette, che a Vicenza farebbero fatica ad emergere) e la massima parte dello stuolo di legali che segue i danneggiati, per tanti motivi... sensitivi ma soprattutto tecnici. A Milano la competenza del team del procuratore Francesco Greco per questo tipo di reati è consolidata ed elevata, mentre lo stesso Cappelleri ha sempre lamentato le inadeguate risorse umane e tecniche di Vicenza. E, soprattutto, a Milano, dove è in chiusura anche l'indagine che coinvolge per il caso MPS Alessandro Profumo e l'attuale amministratore delegato vicentino Fabrizio Viola, Gip e magistrati sono meno avvezzi a tutelare i banchieri, come invece è già successo a Vicenza, e più attenti ai danneggiati. Ecco perché, al di là dei pur sostanziali tecnicismi, in molti, caro sindaco pluripotenziario Achille Variati e carissimo governatore Luca Zaia, non siamo per l'autonomia vicentina e veneta in questo giudizio. Che, se ben condotto, potrebbe far giustizia della Vicenza e del Veneto peggiori. In quanto a Cappelleri, che pure ha un senso di rapporti con la stampa che non ci piace, oggi non vorremmo essere nei suoi panni di procuratore sfiduciato per... incompetenza. Ma, se fossimo in lui e se potessimo influire sull'avvocato Alessandra Moretti e sul suo collega nel CSM, Pierantonio Zanettin, non lavoreremmo come Variati perché il processo si faccia in... casa, ma perché il ministro Andrea Orlando con le autorità preposte disponga un'ispezione al Tribunale di Vicenza, disastrato logisticamente ma anche al centro di un terremoto senza precedenti.
FATTI
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La passeggiata delle Sentinelle per la sicurezza raccontata da VicenzaPiu.tv Pubblicato alle 15.26, aggiornato alle 19.54. Le Sentinelle per la sicurezza proseguono con le loro passeggiate nelle zone di Vicenza che considerano a rischio degrado. Parliamo di Campo Marzo, via Gorizia, la zona del Park Verdi, piazzale Bologna, viale Milano e corso San felice. Noi abbiamo passeggiato con loro per seguire da vicino la loro attività. Nel corso della serata abbiamo sentito le testimonianze di alcuni residenti delle zone considerate a rischio degrado e di alcuni referenti del Comitato piazza Castello. Ci sono state inviate delle foto da alcune Sentinelle che documentano l'attività di spaccio, durante il giorno, in alcune zone della città. Alla fine della passeggiata abbiamo intervistato due componenti del movimento Vicenza ai Vicentini: Gian Luca Deghenghi e Stefano Boschiero che ci hanno spiegato il motivo delle loro uscite settimanali. Di Monica Zoppelletto
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Fabrizio Viola: l'accordo con Vestager per MPS potrebbe dare più spazio a trattative per BPVi e Veneto Banca. Ue impone tagli e l'8% di remunerazione del denaro pubblico ma consente rimborsi a soci "truffati" Sull'accordo di fatto raggiunto con la Commissione per la Concorrenza della Ue per la "ricapitalizazione precauzionale" da parte dello Stato di Mps riferisce Radiocor precisando che il ministro Pier Carlo Padoan ha affermato che «formalmente ci saranno altri passaggi nelle prossime settimane ma quanto concordato avrà almeno due conseguenze positive: metterà sul mercato una banca forte e stabile, sostenibile che darà una mano allo sviluppo italiano nei prossimi anni e darà ulteriormente di fiducia alla soluzione dei problemi bancari che molto spesso sono stati esagerati e che gli
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accordi di oggi ridimensionano ulteriormente». Se la commissaria Margrethe Vestager ha dichiarato che l'accordo con Padoan «è un passo avanti per Mps e il settore bancario italiano», la notizia, arrivata mentre era in corso la riunione del consiglio di amministrazione di Banca Popolare di Vicenza, ha parzialmente rinfrancato l'Ad Fabrizio Viola. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Interpellato sulla questione l'amministratore delegato della BPVi ha risposto, come riferisce NordEst Economia, che la chiusura dell'accordo con la Ue su Mps potrebbe facilitare il lavoro per il salvataggio delle banche venete: « Nella misura in cui dossier si chiude, probabilmente c'è più spazio per lavorare sul nostro». In tema di rafforzamento patrimoniale, chiesto dalla Ue come condizione per dare via libera alla ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato, l'intervento di fondi di private equity nelle banche venete « è un'ipotesi», ha confermato Viola, che sulle dichiarazioni dei vertici di Poste Italiane, che sembravano di apertura almeno alla possibilità di valutare un intervento, Viola si è limitato a dire: N « on ho avuto modo di verificarlo». Dalla chiusura della trattativa per MPS emergono alcuni punti qualificanti che interesseranno non solo i dipendenti e i soci MPS ma anche quelli di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca nel caso che anche per le due banche venete si arrivasse in fondo alla trattativa in corso. Questi punti sono i tagli dei costi, leggasi soprattutto personale, la remunerazione elevata del capitale investito dallo Stato ma anche i rimborsi agli azionisti e agli obbligazionisti junior (subordinati) « vittime di miss selling» ( vendita fraudolenta). Gli impegni presi dalla banca autorizzata ad accedere alla "ricapitalizzazione precauzionale" servono a compensare l'alterazione delle condizioni di concorrenza in seguito all'immissione di denaro pubblico. Tra le condizioni per il riconoscimento che l'ingresso nel capitale dello Stato è giustificato, c'è quella che la banca "salvata" (nel caso Montepaschi) durante i cinque anni non potrà procedere ad acquisizioni La ristrutturazione, ha indicato la Commissione, dovrà essere p «rofonda» e garantire che la banca s«ia gestibile nel lungo termine». E lo Stato « deve essere remunerato in misura sufficiente». Non ci sono cifre su questo, ma a quanto risulta l'Antitrust europeo ha come riferimento un "return on equity", cioè il tasso di remunerazione del capitale
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conferito all'azienda dai soci, attorno all'8% a scadenza del piano di ristrutturazione. Quanto alla partecipazione di azionisti e obbligazionisti junior al salvataggio della banca, la Commissione ritiene percorribile la strada della compensazione di questi ultimi «vittime di miss-selling» (vendita fraudolenta). Ma si tratta di una questione che spetterà alla banca trattare Un fiduciario indipendente vigilerà sul rispetto di quanto concordato e dei termini dell'intera operazione.
FATTI / POLITICA
Il messaggio per il 2 giugno del presidente Sergio Mattarella a quanti svolgono pubbliche funzioni al servizio delle comunità Cari prefetti, nella ricorrenza della festa della repubblica desidero rivolgere, per il vostro tramite, un grato saluto a quanti svolgono pubbliche funzioni al servizio delle comunità, chiamati a tradurre la scelta repubblicana nell'esercizio quotidiano dei principi e valori costituzionali. Nei diversi contesti territoriali, i prefetti sono fortemente impegnati a garantire la. Coesione sociale e istituzionale e la sicurezza dei cittadini. Il presidio e il., buon andamento delle amministrazioni locali, preservandole da ingerenze criminali, e' garanzia della dialettica democratica rispetto a possibili tentativi di intimidazione o condizionamento. Vanno riaffermati con forza i principi di uguaglianza e pari opportunità contro ogni discriminazione e per la difesa dei diritti delle donne, dei minori e delle persone svantaggiate. Di Note ufficiali
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Le intollerabili piaghe del femminicidio, della violenza di genere, del bullismo, possono essere contrastate non soltanto attraverso l'impiego degli strumenti di prevenzione previsti per legge, ma anche con iniziative di educazione e sensibilizzazione per le quali è utile il coordinamento fra istituzioni e amministrazioni diverse. Gli eventi sismici che hanno colpito i territori dell'Italia centrale, aggravati dalle eccezionali avversità atmosferiche che si sono accanite su quelle popolazioni, hanno inferto una ferita al cuore del paese, sollecitandoci a preservare al meglio l'assetto dei nostri territori e a mantenere vigile ed efficiente il sistema di protezione civile che vive dell'impegno sinergico di molteplici componenti, pubbliche e private. La difficile gestione dell'emergenza sismica ha evidenziato la necessità che la collaborazione fra i livelli di governo sia sempre operosa e solidale, e lo stesso spirito deve accompagnare le azioni volte alla ricostruzione di quelle aree: priorità nazionale che non può conoscere arretramenti. Nel soccorso e nell'accoglienza dei migranti, nonché nei complessi e indispensabili processi di integrazione, i prefetti si prodigano nel favorire il dialogo con le comunità locali e, nell'ascolto reciproco, promuovere le condizioni di una convivenza serena e rispettosa della legalità e della dignità umana. Il bene della sicurezza, talvolta percepito come minacciato, appartiene a tutti, e tutti abbiamo il dovere di contribuirvi con comportamenti orientati alla legalità e all'interesse generale. L'attività svolta dalla magistratura e dalle forze di polizia per contrastare i fenomeni delinquenziali va sostenuta, insieme con i sindaci, da una rete di iniziative in grado di garantire la vivibilità dei luoghi e rimuovere i fattori di disagio ed esclusione sociale che possono favorire l'illegalità diffusa. Alla serenità dei cittadini contribuisce la consapevolezza dell'elevato impegno profuso dagli apparati dello stato per la lotta al terrorismo e per la sicurezza dei luoghi pubblici, anche attraverso attività coordinate di prevenzione e jntelligence. Il contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione e al malaffare, che vede i prefetti intervenire anche con gli strumenti di prevenzione amministrativa più avanzata, richiede un convinto coinvolgimento etico e culturale, in grado di contrastare elusione di regole e logiche di appartenenza. Le azioni a difesa della legalita' nelle attivita' economiche varranno anche a rafforzare la volontà di quegli imprenditori che, non rinunciando al loro futuro in italia, contribuiscono alla ripresa economica e occupazionale del paese. Con questi auspici, a voi prefetti e a quanti con voi celebrano la festa della repubblica, rivolgo auguri di buon lavoro. Sergio Mattarella
RELIGIONI / FATTI
Mons. Beniamino Pizziol il 3 giugno a Vicenza ordina sacerdoti Andrea
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Pernechele, Davide Zanoni, Luca Centomo e Stefano Guglielmi Diocesi in festa sabato 3 giugno per l'Ordinazione sacerdotale di quattro giovani vicentini. Alle ore 16 in Cattedrale mons. Beniamino Pizziol ordinerà preti Andrea Pernechele (27 anni di Stroppari di Tezze sul Brenta), Davide Zanoni (27 anni di Marano Vicentino), Luca Centomo (34 anni di Locara di San Bonifacio) e Stefano Guglielmi (34 anni di Monticello Conte Otto). I quattro giovani (nella foto col vescovo) hanno compiuto gli studi teologici e il cammino formativo presso il Seminario Vescovile di Vicenza. Già da qualche anno gli ordinandi presbiteri hanno affiancato alla formazione teologica in Seminario un'esperienza di tirocinio pastorale in una comunità parrocchiale: Andrea Pernechele a Nove e Marchesane; Davide Zanoni a Malo e Molina; Luca Centomo a Torri di Quartesolo, Lerino e Marola; Stefano Guglielmi a San Bonifacio. Di Redazione VicenzaPiù
Tanti saranno dunque i fedeli, i familiari e gli amici che si stringeranno a loro sabato 3 giugno in Cattedrale e poi nel successivo momento di festa in seminario aperto a tutti. Domenica 4 giugno - Solennità di Pentecoste - i novelli sacerdoti celebreranno la loro prima Santa Messa nelle rispettive comunità di origine e nelle prossime settimane riceveranno dal Vescovo la loro prima destinazione di servizio pastorale come presbiteri. Il Rettore del Seminario mons. Carlo Guidolin affida "i quattro giovani ordinandi alla preghiera di tutti, affinché più che organizzare o fare, siamo veri uomini di comunione, volti a incoraggiare e a sostenere i cammini di fede delle comunità a cui saranno inviati".
FATTI
L'arcobaleno della ritmica al palasport di
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Vicenza con "I mitici anni ‘60 ‘70 ‘80". E i papà a ballare con "le principesse per una notte" Vicenza Ginnastica è una grande famiglia, unita dall'amore per la ginnastica ritmica e dalla passione del presidente Maurizio Magrin, della moglie Santina e della figlia Marta. Lo si è visto ancora una volta giovedì sera al tradizionale saggio di fine anno delle allieve: due ore di stupore e divertimento al palazzetto dello sport di Vicenza. Tema della serata erano "I mitici anni ‘60 ‘70 ‘80", che il pubblico ha potuto rivivere a tempo di ritmica sulle note di Rolling Stones e Clash, Village People e Beach Boys, con incursioni irriverenti dalle parti di Rino Gaetano, Renato Zero e Bjork. La serata è stata presentata da Francesco Pozzato, con le musiche dal vivo della band Bouvier (qui la photo gallery). Di Luisa Contro
Genitori, fratelli e nonni
hanno aspettato a lungo, e non è una novità, fuori dal palazzetto l'apertura delle porte per aggiudicarsi un buon posto sugli spalti gremiti all'inverosimile; peccato solo per il troppo caldo all'interno della struttura. La fatica è stata subito ripagata dal colpo d'occhio iniziale, quando tutte le allieve si sono esibite sulle note dei Queen: un arcobaleno di colori grazie alle diverse divise che contraddistinguono le sedi dell'associazione ( Patronato, Santa Croce, Stanga, Laghetto, Santa Bertilla, Ferrovieri, Altavilla e Montecchio Maggiore). A seguire una girandola di esibizioni, molto applaudite dal pubblico, in cui si sono alternati esercizi di gruppo e solisti, sia a corpo libero che con gli attrezzi: protagoniste sono state tutte le allieve dell'associazione, dalle
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bimbe più piccole alle atlete che già gareggiano a livello regionale e interregionale.
Tra clavette, funicelle, cerchi lanciati in aria, palle riprese al volo e nastri che vorticavano leggeri, non sono mancate le emozioni per chi ha assistito alla spettacolo. Fino alla vera sorpresa della serata: l'ingresso in pedana di alcuni papà, che hanno ballato con le figlie "principesse per una notte". Gli esercizi sono stati ideati dalla responsabile tecnica Marta Magrin e dalle amatissime insegnanti, ex agoniste per l'associazione, molto brave a trasmettere alle atlete sia la disciplina che l'importanza del fare squadra, sempre con il sorriso sulle labbra. Naturalmente la grande famiglia di Vicenza Ginnastica non ha dimenticato la solidarietà, con un appello a fine serata a favore della comunità La Rocca-Associazione Brain di Altavilla Vicentina, casa famiglia per persone con gravi lesioni cerebrali a causa di incidenti. A fine serata ha salutato il pubblico anche l'assessore con delega allo sport Umberto Nicolai. Appuntamento all'anno prossimo, quindi, perché, come ha detto una mamma al Presidente, « è sempre una bella festa!» e... l'anno prossimo lo sarà ancora di più.
ECONOMIA&AZIENDE
Un pool di 4 fondi pronto a entrare in BPVi e Veneto Banca. CorSera: lettera di impegno di Atlas, Centerbridge, Warburg Pincus e Baupost Un prestito obbligazionario convertibile o altri strumenti partecipativi: la modalità non è ancora compiutamente definita ma sembra aver ricevuto un'accelerata, forse decisiva, la prospettiva dell'ingresso nelle banche venete dei quattro fondi anglosassoni che già un anno fa esaminarono il dossier e furono respinti. Secondo alcune fonti forse già oggi una delegazione italiana con rappresentanti del Tesoro potrebbe presentarsi a Bruxelles con una lettera di impegno dei fondi di private equity Atlas, Centerbridge, Warburg Pincus in
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cordata con l'hedge fund Baupost (qui la nostra anticipazione, ndr). Del resto il salvataggio di Banca Popolare Vicenza e Veneto Banca richiede tempi strettissimi ma strettissimo è anche il corridoio di intervento disegnato dalla Commissione Ue per autorizzare la ricapitalizzazione precauzionale dello Stato. Di Rassegna Stampa
Serve una iniezione preventiva da oltre un miliardo di risorse private. Ecco allora che il Tesoro avrebbe battuto la "vecchia" strada dei fondi anglosassoni trovando non solo un generico interesse ma anche - a quanto si dice - un impegno formale. Quindi ben di più che una mera ipotesi, tant'è che la delegazione italiana sarebbe pronta a presentarsi a Bruxelles con in mano delle carte che dovrebbero delineare lo schema dell'operazione. Già nel maggio 2016 il pool di fondi aveva manifestato interesse a rilevare in blocco dal Fondo Atlante le due banche venete con un'operazione da circa un miliardo anche se la cifra non è mai stata confermata. « Nella misura in cui un dossier si chiude, probabilmente c'è più spazio per lavorare sul nostro», ha detto ieri l'amministratore delegato di Popolare Vicenza e presidente del comitato esecutivo di Veneto Banca, Fabrizio Viola, a proposito della chiusura del dossier Mps fra Ue e Tesoro. Però sull'eventuale ingresso dei fondi di private equity, Viola - al termine della riunione del consiglio di amministrazione si è limitato ad affermare che «è un'ipotesi». di Mario Gerevini da Il Corriere della Sera
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Sul caso BPVi Antonino Cappelleri e Barbara Maria Trenti in disaccordo su tutto, anzi no: ambedue chiedono 106 milioni. A Gianni Zonin & c.? No, alla banca già in agonia
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Oggi sta al collega Diego Neri riassumere in maniera chiara su Il Giornale di Vicenza la sostanza dello scontro da veleni in tribunale tra il Gip Barbara Maria Trenti, che ha "inviato" a Milano un filone delle indagini sulla vecchia BPVi, quello sull'ostacolo alla vigilanza della Consob con sede a Milano, e il Procuratore capo di Vicenza Antonino Cappelleri, che invia... le sue note solo a chi lui gradisce, con ciò discriminando la stampa indipendente in una maniera che lasciamo giudicare ai lettori cittadini, ma che espelle anche dal suo ufficio un collega di Neri senza che altri collleghi prendano cappello e soprattutto senza che il suo direttore muova un dito a tutela del colaboratore. Ma si sa... il potere è sempre da adulare anche se talvolta bisogna ingoiare qualche rospo. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Questo non vale per noi, a cui il dr. Cappelleri, dopo la prima, evidentemente scomoda intervista concessaci a maggio 2016, ha sempre opposto il suo silenzio, giustificandolo con una riservatezza che con altri no ha, lui o il suo team, ma, in attesa che il procuratore, tra una bocciatura e l'altra delle sue istanze principali, ci risponda e che si muova anche l' Ordine dei Giornalisti del Veneto a cui abbiamo inviato, per... competenza, le nostre ultime rimostranze, torniamo alla cronaca puntuale di Neri che ci offre uno spunto importante per il futuro della Banca Popolare di Vicenza. "Dopo le indagini della guardia di finanza - scrive Il Giornale di Vicenza , il procuratore e i sostituti Gianni Pipeschi e Luigi Salvadori avevano sollecitato sequestri per 106 milioni di euro ancorandoli al reato di ostacolo all'attività di vigilanza della Consob. Ora, non è noto se vi siano altre richieste, per altri importi e altri indagati, in relazione a reati diversi (come l'ostacolo alla vigilanza di Bankitalia o l'aggiotaggio). L'ostacolo a Consob sarebbe stato compiuto però non da tutti i 9 indagati, ma solamente - nell'ipotesi degli investigatori - dalla Banca, intesa in senso di istituzione, dal direttore generale Samuele Sorato e dal vicedirettore Emanuele Giustini. Era questa struttura a dover rispondere formalmente a Consob, non il consiglio di amministrazione presieduto da Gianni Zonin. Per © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
questa ragione, i sigilli erano stati chiesti a BPVi (in un momento difficilissimo) e ai due ex manager. È probabile che altre misure possano essere state sollecitate, o lo saranno, anche a carico dell'imprenditore del vino. I sequestri sono stati autorizzati dal giudice, anche se in maniera «provvisoria»... ". Ora ecco il succo di cui scrive Diego Neri e che noi vogliamo sottolineare, senza entrare in tecnicismi che non ci competono (mica siamo Achille Variati?). Trenti e Cappelleri bisticciano su tutto, e noi ci aspettiamo un'ispezione ministeriale, non essendo il primo caso di contrasti su casi gravi tra ufficio del Gip e Procura di Vicenza, ma non sul "quid": imporre un sequestro da 106 milioni a carico, non di Gianni Zonin, su cui lo stesso GdV ipotizza azioni... future (alla faccia della rapidità locale a cui fa appello il nostro sindaco tuttologo) e degli altri otto indagati personalmente, ma. tra questi, solo a Samuele Sorato ed Emanuele Giustini, ovviamente incapienti per quell'importo, e al decimo indagato, la Banca Popolare di Vicenza, che, a caccia di denari come è (e Neri ricorda il "momneto difficlissimo"), per consentire lo sblocco del salvataggio di Stato palesemente osteggiato dalle autorità europee, dovrà ora combattere anche con l'ingiunzione a pagare 106 milioni! In un'Italia ingiusta e in una Vicenza che lotta per il primato nell'ingiustizia sarà tutto tecnicamente giusto (anche se Cappelleri parla, anzi scrive agli... amici, di una decisione "abnorme" di Trenti ma solo sulla competenza delle indagini e sulla scarsa fattibilità in 20 giorni dei sequestri ai... non Zonin), è in parte sospetta e di sicuro poco chiara questa concordanza tra Gip e Pm nel "sequestare" 106 milioni a una banca agonizzante. Se (ecco il sospetto) il rinvio a Milano delle indagini da parte del Gip potrebbe, di fatto e magari non per disegno, consentire quel ritardo nell'esecuzione a danno della BPVi attuale (l'unica che può ancora rimborsare i soci che non hanno aderito alla Opt, Offerta Pubblica di Transazione, e l'unica che, con Veneto Banca, ancora finanzia decine di migliaia di piccoli imprenditori e famiglie locali), appare a dir poco oscura (ecco la mancanza di chiarezza) la strategia attuale di Cappelleri. Fu proprio lui che giustificò, per iscritto, come legato alla necessità di non compromettere le attività di risanamento appena impostate dalla ex Popolare di Vicenza l'intervento in sordina chiesto dal suo ufficio alla Guardia di Finanza per sequestrare la prima documentazione ufficiale attinente le indagini e avvenuto solo il giorno dopo l'annuncio della garanzia, poi rivelatasi per quello che era, di Unicredit sull'aumento di capitale della Banca. Allora dr. Cappelleri, magari non risponda al perchè lei privilegi certi canali di comunicazione e non informi tutti in maniera trasparente, ma ci spieghi, è più importante per la città e per il territorio, che ha sempre meno fiducia nelle Iatituzione e vede solo manovre e pressioni, perchè allora fu "prudente" con entità più deboli della Ue, tipo Unicredit, per non danneggiare il futuro della banca e oggi è "aggressivo" dando una mano di fatto a chi a Bruxelles e Francoforte è un bel po' più forte e non fa che sognare di vedere che effetto fa un bail in?
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Ad oggi, ci legga Variati, l'unico effetto certo del ritardo in discussione, "abnorme" ritardo, certo che sì ma ancora prima di quello causato da Trenti, è che continua a salvare l'amico di tutti i vicentini del sistema denunciato da Jacopo Bulgarini d'Elci ma forse consente un, ultimo, respiro alla Banca Popolare di Vicenza per trovare i soldi che mancano e a cui oggi, sulla carta dei conti europei, deve aggiungere 106 milioni. Certo anche è che a Veneto Banca, "incastrata" nei legami carnivori e bankitalioti con la BPVi, la Procura di Roma, che ha seguito tutti i filoni delle indagini in corso, peraltro già chiuse da tempo per la parte di sua competenza, mai ha imposto un sequestro mortale dei beni, eseguito invece nei confronti di chi quella Procura rapidamente ha individuato come possibili responsabili personali...
FATTI
Letti e riletti del 2 giugno: per le ex Popolari la guerra in Tribunale aumenta rischio bail in, Abertis e Benetton vanno a nozze La festa del 2 giugno non frena il caso ex Popolari venete. Sono giorni frenetici in cui si decide il destino dei due istituti di credito. Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza hanno poco tempo per salvarsi, lo spettro del fallimento, o risoluzione che dir si voglia, si vede all'orizzonte con l'annesso bail in. A rendere più umana questa bestia nera ci prova Fabio De Gaspari responsabile asset management di Invest Banca che sulle pagine de Il Mattino di Padova in un articolo a firma di Luigi Dell'Olio scrive: "Che si chiami bain-in o in un altro modo, una ristrutturazione del debito a questo punto sembra probabile, ma l'impatto sul sistema italiano non dovrebbe essere dirompente". Di Pietro Zanella
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I numeri, però non sono rasserenanti visto che, stima l'esperto, "il salvataggio di Banca Marche, CariChieti, CariFerrara ed Etruria ha comportato un calo della raccolta per il sistema bancario italiano intorno ai 30 miliardi... dato che si parla di istituti più grandi, si può arrivare a 80 miliardi". Si tratta di stime, ancora poco accurate, ma la partita tra Roma, Milano e Bruxelles non è ancora finita. Intanto a Vicenza continua la battaglia sul piano giuridico e dopo il trasferimento di parte delle indagini in Lombardia, ecco che emrgono dahgli altri media locali alcuni particolari "clamorosi" sull'operato dei magistrati vicentini. "Sequestri, Zonin escluso dalla prima richiesta «Soldi da BpVi e Sorato»" titola il Giornale di Vicenza (qui i dettagli e il commento del nostro direttore, ndr) a firma Diego Neri. Oltre il danno, verrebbe da dire, anche la beffa. Archiviando la questione delle ex Popolari, altri grandi movimenti animano il mondo politico economico Veneto e nazionale. "Il governo spagnolo non si opporrà alle nozze tra Atlantia dei Benetton e il gruppo Abertis" Scrive il Gazzettino. Una novità importante che potrebbe riportare imprenditori italiani alla guida di A4 Holdding oggi controllata dal gigante spagnolo. I titoli delle due società ieri sono schizzati verso l'alto e dopo la borsa sarebbe arrivato anche il "si" del governo spagnolo.
POLITICA
Due donne con fascia e tricolore il 2 giugno a Vicenza e Giovanni Rolando sogna sindaca PD ma "discontinua": Daniela, Alessandra, Isabella, Francesca, Michela. Liliana Zaltron avvisata... Due donne, una con la fascia da sindaco e l'altra con la bandiera, hanno rappresentato la città di Vicenza alla cerimonia ufficiale per la celebrazione del 2 giugno alle dieci di stamattina in piazza dei
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Signori: l'assessora al bilancio Michela Cavalieri e la consigliera comunale Bianca Ambrosini (qui la photo gallery). "È una prima volta - ci dice il già consigliere comunale e regionale Giovanni Rolando che nella politica ha ancora molto da dire -. ma questo fatto sogno come il preludio bene augurante per una candidatura a sindaca.". Sarebbe una prima volta ancora più significativa ma prima bisognerebbe, per rimanere nell'area di Rolando, che una possibile candidata si presenti e vinca alle primarie del centrosinistra. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Ma poi servirebbe anche che la candidata del centrosinistra convinca la maggioranza dei vicentini nella primavera del 2018 quando si terranno le prossime comunali di Vicenza "Oggi ci sono le condizioni, basta che il Partito democratico in primis ci creda e ci lavori. Io faccio la mia parte", ne è convinto Rolando che distribuisce auguri di buon 2 giugno a destra, di meno, e a manca, di più. E quali potrebbero essere le candidate dopo l'auspicio tricolore di oggi? "Isabella Sala, Michela Cavalieri, Daniela Sbrollini, Alessandra Moretti, Francesca Lazzari... - elenca l'ex presidente Ipab -. Conta il profilo di genere e l'obiettivo da far maturare nella società civile di Vicenza e senza pregiudizi poi si sceglieranno la loro squadra.". Che Giovanni Rolando sia per una donna sindaca è, quindi, chiaro e questa sarebbe una grande innovazione civile e istituzionale, la prima volta per Vicenza. "Basta l'uomo solo al comando! Vicenza chiede discontinuità. E attenzione a non far la fine di Padova...", conclude Giovanni Rolando. E la città, su questo non si può non concordare col politico di lungo corso del PD, ha bisogno di innovazione e, soprattutto, di discontinuità dopo i danni e i disastri... continui degli ultimi anni. Se poi per la discontinuità basterà l'innovazione di un volto femminile o se bisognerà anche individuarla rompendo con i partiti e con le logiche (poco logiche) del passato, lo decideranno gli elettori e beh, allora, una come Liliana Zaltron potrebbe ringraziare Giovanni Rolando per il suo "endorsement"...
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Ma, a quel punto e ancora prima, gatto Giovanni saprebbe fiutare i tempi e alla Maurizio Sarri potrebbe commentare: "Endorsement? Non so nemmeno cosa significa...".
ECONOMIA&AZIENDE
In guerra Procura e Gip di Vicenza per il caso BPVi ma ad oggi non risultano aperti fascicoli su eventuali responsabilità di Bankitalia e Consob: le ultime accuse ignorate Mentre a Vicenza è tempo di veleni tra Procura e Gip del Tribunale di Vicenza, ogni giorno capisce sempre meno la povera gente truffata dalla Banca Popolare di Vicenza di cui Gianni Zonin per 20 anni, dopo 16 di "apprendistato" nel suo cda, è stato presidente, lui dice senza sapere cosa i suoi uomini facessero di male. Tra chi vorrebbe sapere cosa è veramente successo, e perchè, ci sono anche i i 70.000 soci circa che si sono accontentati delle briciole offerte, per evitare un eccesso di cause, da chi aveva finanziato il primo, ormai fallito salvataggio, il Fondo Atlante, e che per arrivare alla verità hanno bisogno che a dirgliela siano le Istituzioni visto che loro, per raccattare 9 euro per ognuno dei titoli in loro possesso, pagati fino a 62.5 euro l'uno, hanno dovuto sottoscrivere la rinuncia ad ogni altra azione legale. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Tra l'altro per questa rinuncia chi ha aderito all'Offerta Pubblica di Transazione rischia di dover pagare addirittura le tasse su quanto incassato che, per l'Agenzia delle Entrate, una questione da noi rivelata, sarebbe un reddito percepito a fronte di "impegno a non fare" e non rimborso incassato come refusione incondizionata di un danno.
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Ma a parte questo... dettaglio, oltre alle "lotte intestine" tra magistrati, inquirenti e giudicanti, è da tempo che assistiamo a "competizioni", chiamiamole così, tra associazioni di azionisti e legali per assistere al meglio i soci che non hanno accettato di metterci una pietra sopra ma anche, spiace dirlo, tra media che fanno degli scoop quotidiani (chi fa inchieste sa il tempo che ci vuole per leggere e, soprattutto, capire le "carte" con l'aiuto di esperti indiendenti e diposti a condividere le loro conoscenze per puro amore della verità). Allora spesso capita di dover leggere e decifrare di fretta (e per fretta intendiamo spesso un'ora a pagina, lo diciamo per modesta esperienza personale) documenti parziali, forniti talvolta, spesso?, da chi, accusato o difensore poco importa, è interessato a farli girare, e provando a interpretarli sotto l'incalzare del direttore di turno che il pezzo lo vuole, subito e che faccia cassetta. Ecco, ad esempio, perchè da giorni se non mesi leggiamo di intercettazioni e interpretazioni in cui i nomi dei Boschi, padre e figlia, per evidenti motivi politici fanno da protagonisti del racconto mediatico che, pur di colpire o difendere Matteo Renzi, tralascia, volutamente o inconsapevolmente, di approfondire fatti specifici e spesso basilari in cui, ad esempio, quei nomi appaiono. Dimenticando la passione politica e/o affrontando e superando le difficoltà di ricostruzione degli intrecci, non facili da individuare ma che i giornalisti possono e devono focalizzare tracciando una linea di analisi fatta anche di domande per i team investigativi, che hanno le competenze e i mezzi per associare alle ipotesi di lavoro gli eventuali riscontri, ai giornalisti, tra cui noi, rimane il compito, e non sarebbe minimale, di mettere in cima alle analisi, ora che le migliori Procure di Italia nel settore dei reati bancari, quella di Roma per Veneto Banca e l'altra di Milano per, attualmente, un filone di indagine sulla BPVi, il tema delle eventuali responsabilità degli organi preposti a vigilare sulle banche, in primis e in generale Banca d'Italia e per alcuni aspetti anche la Consob. Su alcuni media, in particolare Il Fatto Quotidiano, sia pure anche questo non immune dal fascino subito per il tema Maria Elena Boschi, oltre che immodestamente su VicenzaPiu.com, più affascinati da... Alessandrina nostra, appaiono perciò da tempo le domande sul perchè, e con quali basi di verifica, per anni la Banca Popolare di Vicenza sia stata dipinta e imposta, nonostante i buchi emergenti e ora esplosi, come istituto di " elevato standing". Ci spieghi, allora, chi può e deve perchè Ignazio Visco e Carmelo Barbagallo (a sx e a dx nella foto), rispettivamente Governatore e responsabile della Vigilanza di Bankitalia, nella Popolare di Zonin volevano, questo è un fatto, far confluire Veneto Banca, Etruria, CariChieti, Banca Marche, Carife e Marostica, tutte restie a subire il consiglio (diktat?) e tutte, poi, punite, meno la Popolare di Marostica che ha fatto in tempo a diventare bolzanina. Oltre a pochi altri media che, però, spesso si fermano a condanne generiche, noi con Il Fatto questo da tempo temiamo e scriviamo, ferme restando le responsabilità dei singoli organi amministrativi di tutti gli istituti coinvolti che vanno accertate con equità dalla magistratura
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. Ma i magistrati devono far luce sull'analisi che pochi media fanno per confermarla e sostanziarla o per smentirla con certezza documentata. Questo serve ed è prioritario per emettere un giudizio chiaro e giusto, che risponda alle richieste di sapere delle decine di migliaia di soci truffati, questa è l'unica certezza ad oggi, della BPVi (lo stesso vale per le altre banche) ma che, soprattutto, metta le basi perchè in futuro chi dovrebbe vigliare lo faccia senza disegni terzi ed estranei all'interesse dei risparmiatori tutelati dalla Costituzione Italiana, ma poco difesi finora da chi la dovrebbe applicare. Noi vogliamo e soprattutto i soci vogliono sapere se chi li ha truffati fosse solo ai piani alti delle banche a cui avevano affidato con fiducia i loro risparmi e guadagni o se a guidare e coprire i truffatori o a "punire" i disobbedienti ci siano coloro che dovevano controllare e che non l'hanno fatto, se per incapacità o per disegni propri e terzi ce lo dicano i giudici e procedano di conseguenza... Un esempio, ma tanti altri ce ne sarebbero, dei nostri dubbi, esperssi in questa lunga ma speriamo utile nota, lo potete trovare in un articolo su Il Mattino di Padova di ieri, 1° giugno, di Renzo Mazzaro, noto anche per la sua inchieste sul sistema Galan Sartori, . L'articolo nasce da un documento fornito (è una delle nostre ipotesi quadro) da alcuni difensori dei soci (e Mazzaro ne fa nomi e cognomi), racconta di una faccenda controversa (altra nostra ipotesi sulla difficoltà nel conoscere le questioni tecniche) su mutui Jp Morgan acquistati da Veneto Banca al tempo di Vincenzo Consoli. Il fatto, già illustrato dallo stesso Mazzaro (non sempre le ripetizioni aiutano ma potrebbe darsi che il direttore abbia voluto qualche pagina in più, un'altra nostra ipotesi quadro), lascia, però, campo, finito lo spazio dedicato alla ripetizione, alla descrizone di un meccanismo di "finanziamento" tramite il fondo lussemburghese Optimum, rifiutato dall'accusato principe dell'articolo, Consoli, "il cattivo", ma accettato dalla Banca Popolare di Gianni Zonin, "l'ingenuo", quella di elevato standing per Visco e Barbagallo, con tanto di... "appoggio della Vigilanza", riporta il testo dell'intercettazione di Consoli il nostro collega Mazzaro che, poi, virgoletta, un passaggio attribuito all'avvocato Massimo Malvestio, con ruoli importanti in Veneto Banca e non indagato, passaggio che, insieme ad altre denunce mediatiche, deve, e già starà facendo, riflettere gli inquirenti su Bankitalia: « Credo che quel rifiuto di Veneto Banca sia stato l'origine dei guai con il dottor Barbagallo (Carmelo, capo della Vigilanza di Banca d'Italia, ndr). Quelli me l'avevano detto abbastanza chiaro che era tutto ok. L'ha fatto anche la Popolare di Bari, a cui Barbagallo, contro il mondo, ha dato la Tercas (Cassa di risparmio di Teramo, ndr) con 250 milioni di dote. E naturalmente neanche a Bari Barbagallo si era accorto di nulla. Potrei pensare al millantato credito, se non se ne fossero veramente accorti. Ti potrebbe venire il dubbio, ma non è che puoi passare con il rosso: se lo fai deliberatamente vuol dire che sei d'accordo che il vigile guardi da un'altra parte». A noi vengono dubbi, sta ai magistrati scioglierli, giusto? Ma quando?
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Il documento alla base delle analisi di Mazzaro è di sicuro uno stralcio della massa enorme degli atti romani su Veneto Banca, ma, anche se è durissimo se non impossibile leggere, e capire, tutte le 80.000 pagine, noi ci stiamo provando a farlo visto che le abbiamo tutte e che bisogna provare a capire tutto per districarsi nel mega ginepraio... sperando che la stampa, tutta e a partire dall'amico Renzo, ci aiuti ma che, soprattutto, lo faccia la magistratura che ha mezzi e uomini capaci di farlo, a Roma e Milano, con la massima competenza e con la irrununciabile capacità di evitare le immaginabili pressioni del sistema, che se può condizionare banche, politici e media, deve trovare un baluardo nella Legge. Lo deve la magistratura a 200.000 soci truffati e ora anche all'Italia tutta che rischia un buco enorme, forse sistemico, per il disastro delle due banche venete, di entrambe o di una delle due, la vicentina, che poi ha trascinato nel baratro quella di Montebelluna, che a differenza della BPVi lo stress test BCE lo aveva superato (altro elemento dell'analisi da fare).
Stralcio dell'articolo di Renzo Mazzaro su Il Mattino di Pdova Le carte dell'inchiesat di Roma, Fondo Optimum? Ci provò anche con Montebelluna ...In quella telefonata Malvestio racconta un fatto analogo ma molto più grave: un'operazione da 400 milioni di euro messa in piedi dalla Popolare di Vicenza che finanziava una società lussemburghese, la Optimum Asset Management, perché sottoscrivesse azioni Bpvi, intestandole a fondi amministrati da una consociata nell'isola di Malta. Succede nel 2014, la Popolare di Vicenza si ritrova con un buco di 760 milioni e deve varare d'urgenza un aumento di capitale da 600 milioni. Li trova strizzando i correntisti, che vengono minacciati di revoca dei fidi se non comprano azioni Bpvi. E giocando di sponda con soggetti terzi, in questo caso il gruppo Optimum, che ricicla 400 milioni della stessa banca. È un cortocircuito del tutto illegale. La cosa non passa sotto silenzio, interviene la Bce, poi la Consob. Malta revoca la licenza di operare nell'isola alla società che gestisce i fondi Optimum. In Italia il cavalier Zonin scarica tutto sull'amministratore delegato Samuele Sorato, che viene licenziato (si fa per dire, se ne va con una buonuscita di 4,5 milioni di euro). Coincidenza: il 3 giugno 2015 Vittorio Malagutti sull'Espresso ricostruisce la vicenda. Il giorno dopo Massimo Malvestio, nella telefonata intercettata dalla Guardia di Finanza, aggiunge altri particolari. Dice che la stessa operazione erano venuti a proporla anche a Veneto Banca e Consoli aveva mandato lui in avanscoperta: «Sono andato io a trattarla e al "signorino" ho detto: guarda, non ti do neanche il biglietto da visita perché ti arrestano di sicuro e non vorrei che te lo trovassero in tasca... Io ho rinunciato a capire: a Vicenza non sono ancora tutti in galera, con quello che è venuto fuori. Hanno fatto l'operazione che noi abbiamo rifiutato. Quando gli ho chiesto se erano a posto con la testa, mi hanno detto che avevano l'appoggio della Vigilanza ... e credo che sia vero, perché sono operazioni di tale dimensione, di tale maldestra criminale stupidità che tu non puoi farla se non sei d'accordo con chi ti controlla». Qui Malvestio introduce un sospetto pesante: «Credo che quel rifiuto di Veneto Banca sia stato l'origine dei guai con il dottor Barbagallo (Carmelo, capo della Vigilanza di Banca d'Italia, ndr). Quelli me l'avevano detto abbastanza chiaro che era tutto ok. L'ha fatto anche la
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Popolare di Bari, a cui Barbagallo, contro il mondo, ha dato la Tercas (Cassa di risparmio di Teramo, ndr) con 250 milioni di dote. E naturalmente neanche a Bari Barbagallo si era accorto di nulla. Potrei pensare al millantato credito, se non se ne fossero veramente accorti. Ti potrebbe venire il dubbio, ma non è che puoi passare con il rosso: se lo fai deliberatamente vuol dire che sei d'accordo che il vigile guardi da un'altra parte». Queste intercettazioni provengono dalle carte della procura di Roma acquisite da...
IMMIGRAZIONE / FATTI
Migranti, da gennaio 60.200 sbarcati. Avvenire: tra le prime tre regioni ospitanti non c'è il Veneto superato da Lombardia, Campania e Lazio Con i quasi diecimila arrivi nell'ultima settimana, il conto degli sbarchi nel 2017 ha superato quota 60mila, il 29% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, quando erano stati 46mila. Secondo i dati aggiornati, diffusi dal Viminale, i nigeriani sono in testa tra le nazionalità delle persone sbarcate (8.120), seguiti da bengalesi (7.567) e guineani (6.144). In cinque mesi, i minori non accompagnati giunti in Italia via mare sono 6.242, ma il dato non conteggia ancora i numerosi arrivati degli ultimi giorni. La Lombardia rimane sempre la regione con il maggior numero di migranti ospitati (il 13% del totale), seguita da Campania e Lazio (9%). E proprio la distruzione deimigranti sul territorio è stato uno dei temi affrontati ieri nel corso di un vertice al Viminale tra il ministro Marco Minniti e il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio De Caro, accompagnato dal delegato per le politiche migratorie, Matteo Biffoni (nella foto un richiedente asilo impegnato nella pulizia di Piazza Matteotti a Vicenza). Di Rassegna Stampa
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«Un incontro molto positivo» lo ha definito Decaro. «A distanza di soli cinque mesi dal concreto avvio del piano di ripartizione nazionale dei ri chiedenti asilo e rifugiati - spiega il presidente dell'Anci - abbiamo raggiunto un buon risultato: le graduatorie pubblicate dimostrano che i Comuni stanno rispondendo con un graduale incremento dei posti Sprar. Naturalmente per noi amministratori è fondamentale che la clausola di salvaguardia sia davvero rispettata: i Comuni che presentano progetti per l'accoglienza devono vedersi garantito un numero di migranti proporzionato alla popolazione residente. È l'accoglienza diffusa l'unico sistema che garantisce l'integrazione e tutela i cittadini. Va garantito il diritto di chi viene accolto ma nel rispetto del diritto di chi accoglie». Da Avvenire
A scuola niente look da spiaggia: fuga di cervelli da Vicenza Di Pietro Cotròn
« Il "dress code", cioè le norme per l'abbigliamento, nelle scuole vicentine? Libero, ma con rispetto per il luogo. Tradotto: no a look da spiaggia in canottiera, pantaloncini e infradito, sì a bermuda al ginocchio e gonne non inguinali. Una regola non scritta, ma suggerita e fatta rispettare con il dialogo...». L'ho letto oggi sul GdV alle prese, poveretto, con le elevate problematiche dell'etica dei nostri dirigenti scolastici essendo restio a farlo con quella dei nostri dirigenti politici e imprenditoriali. E ho capito perchè c'è la fuga dei cervelli: negli States, lo dico per esperienza di padre con i figli lì, i prof universitari più quotati nella calda S. Diego o nella più continentale Pittsburgh sono d'esempio per i loro studenti con... infradito e non solo.
ECONOMIA&AZIENDE
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Ezzelino III da Onara invita per l'8 giugno a Montebelluna anche i soci di Veneto Banca che hanno venduto in tempo le azioni: tanti bei nomi tra cui l'ex vice presidente di BPVi Andrea Monorchio... bravo a fiutare l'aria L'Associazione Ezzelino III da Onara in una comunicazione che pubblichiamo invita alla sua riunione dei soci dell'8 giugno a Montebelluna tutti i soci di Veneto Banca che vantano pretese nei confronti dell'Istituto e estendono, provocatoriamente l'invito a "tutti quei soci di Veneto Banca che sono riusciti a vendere le azioni negli anni 2013/2014 prima del tracollo totale della banca" confidando, scrive Patrizio Miatello, "che grazie alla loro sensibilità, si possa ridare diritti a tutti, concretizzando così il valore della solidarietà...". Di seguito la convocazione all'incontro e l'elenco di anche alcuni dei soci più noti che, a detta dell'Associazione e per notizie spesso già confermate, avrebbero venduto azioni in tempo come Bruno Vespa, alcuni Benetton e, udite udite, Andrea Monorchio, che era anche vice presidente di Banca Popolare di Vicenza. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Supposto che l'ex ragioniere generale dello Stato non avesse così tanta necessità di realizzare in quegli anni controversi le sue azioni, a noi ne risultano mille, l'equivalente, cioè, di poche decine di migliaia di euro, ci piacerebbe conoscere da lui, se mai aderirà all'invito, quanto abbia pesato la sua ben nota perspicacia e previdenza finanziaria nel liberarsi per tempo di azioni Veneto Banca e come la stessa previdenza e perspicacia, supportata per giunta da informazioni interne alla BPVi nel cui Cda era "secondo" solo a Zonin, non lo abbia supportato nel comprendere e far conoscere la reale situazione della Popolare vicentina ai suoi azionisti...
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Spett.le Socio - Risparmiatore, la situazione per Veneto Banca è particolarmente difficile. Oltre ai problemi di questi ultimi giorni, rimangono ancora irrisolte le gravissime situazioni legate ai casi di maggior disagio. Alcuni risparmiatori hanno perso il superfluo, altri i risparmi, altri ancora l'indispensabile. Prima l'offerta di transazione ed ora l'offerta "welfare", proposte dalla Banca, non hanno consentito un contenimento dei disagi provocati dalla vicenda bancaria. Tra i soggetti colpiti ci sono ancora troppe persone per le quali il danno economico si sta tramutando in gravissimo disagio psico/fisico familiare. E' auspicabile dunque che tutti i soci e tutti i risparmiatori si uniscano con spirito di solidarietà per aiutare i più sfortunati. E' auspicabile che la macchina di soccorso del terremoto economico sociale che ha colpito migliaia di risparmiatori intervenga quanto prima per ridare un minimo di dignità a tutti i dimenticati. Per questo invitiamo tutti alla serata organizzata dall'Associazione Ezzelino III da Onara il giorno 08.06.2017 presso Auditorium Bachelet Piazza Mons. Furlan Montebelluna (TV) alle ore 20.30. In modo particolare estendiamo il presente invito a tutti quei soci di Veneto Banca che sono riusciti a vendere le azioni negli anni 2013/2014 prima del tracollo totale della banca. Confidiamo che grazie alla loro sensibilità, si possa ri-dare diritti a tutti, concretizzando così il valore della solidarietà. Fra i fortunati, che sono stati in grado di vendere le azioni negli anni 2013/2014 e che via via inviteremo alle nostre serate, invitiamo alla prossima riunione i seguenti Signori: Bruno Vespa, Federico Vespa, Alessandro Vespa, Eredi Cavasotto Sergio, Dametto Paola, Lazzarin Giovanni, Andriolo Giamberto, Antonioli Luigia, Imoli Dante, Ostani Giovanni, Baggio Gianfranco, Zanin Giuseppe, Murata srl, Piovesan Luciano, Parolin Battista, K2 Studio srl, Borghiero Giorgio, Pontin Carla, Schippa Eleuterio, Monorchio Andrea, Rebellato Paola, Zaffaina Silverio, Grespan Bruno, Genova Giovanni, Garbuio Giovanna, Bottari De Castello Stefano, Cancellieri Maria, Xausa Silvano, Serrajotto Luigi, Benetton Libera, Benetton Libero, Baseggio Patrizia, Trinca Noemi, Baseggio Aldo detto Walter, Serena Aldo. Associazione Ezzelino III da Onara
ECONOMIA&AZIENDE / INTERVISTE
Consoli su Il Gazzettino: «Ecco la mia verità». L'ex Ad di Veneto Banca parla per la prima volta dopo l'inizio dell'inchiesta sul crac
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Ci fa piacere ospitare oggi su VicenzaPiu.com l'intervista a Vincenzo Consoli su Il Gazzettino a firma, oltre che di Maurizio Crema autore di "Banche rotte", anche di Ario Gervasutti, l'ex direttore de Il Giornale di Vicenza, che abbiamo incontrato a Mestre lo scorso 26 maggio... Con lui e con alcuni colleghi, come Giorgio Meletti de Il Fatto Quotidiano e Stefano Righi de Il Corriere della Sera autore di "Il grande imbroglio", disposti a confrontarsi con le varie "rappresentazioni" basandosi su fatti documentati o ricontrabili, noi, autori di "Vicenza. La Città sbancata", cerchiamo di avere un costante dialogo per capire, verificare e raccontare senza schemi precostituiti e, soprattutto, senza interessi da difendere se non quelli dei lettori. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Ecco oggi, quindi, la prima parte dell'intervista a Consoli della cui "vicenda" per la gestione della "cattiva" Veneto Banca abbiamo parlato soprattutto quando era in connessione con la "buona", anzi "ottima", Banca Popolare di Vicenza e su cui ci piace riportare il racconto che ne fanno anche i colleghi del gazzettino, per confrontarla con la nostra e per informare i noastri lettori anche a costo di prenderci più di un rischio... Il direttore
Consoli: «Ecco la mia verità» l'ex Ad di Veneto Banca parla per la prima volta dopo l'inizio dell'inchiesta sul crac « Ho commesso errori, ma le cause di un simile disastro sono altre. Provo dolore immenso per i soci». Da due anni si è imposto il silenzio sulle vicende che hanno travolto lui, Veneto Banca e migliaia di azionisti: ora però con Il Gazzettino accetta per la prima volta di farsi intervistare, attento a calibrare le parole. La partita con la giustizia è ancora lunga e non vuole anticipare il processo né scoprire tutte le carte: ma aggiunge qualche elemento al quadro che finora è stato dipinto. Di Ario Gervasutti e Maurizio Crema Un leone ferito. Vincenzo Consoli avrebbe una gran voglia di ruggire, ma non può farlo per motivi di opportunità e di strategie processuali. Da due anni si è imposto il silenzio sulle vicende che hanno travolto lui, Veneto Banca e migliaia di azionisti: ora però con Il Gazzettino accetta per la prima volta di farsi intervistare, attento a calibrare le parole (oggi pubblichiamo la
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prima parte del colloquio, domani la seconda). La partita con la giustizia è ancora lunga e non vuole anticipare il processo né scoprire tutte le carte o discutere nei dettagli l'oggetto dell'inchiesta: ma può aggiungere qualche elemento al quadro che finora è stato dipinto. Perché adesso? «Perché ho la sensazione che ora, dopo tante vicissitudini e visto anche quel che è accaduto con gli ostacoli frapposti dall'Ue al cosiddetto salvataggio, ci sia più disponibilità a cercare di ricostruire ciò che è successo veramente». Che cosa glielo fa pensare? Chi ha perso i propri risparmi ha comprensibilmente il dente avvelenato. «Certo che lo so, ci mancherebbe. Ma ad oggi i fatti sono tutti da accertare. La ferocia che quasi quotidianamente mi riservano gli onori delle cronache stride con l'oggetto delle indagini». Crede che la procura di Roma, che ha indagato su Veneto banca, non la manderà a processo? «Non ho detto questo. Dico solo che è doloroso pensare come un principio democratico quale la presunzione di innocenza sia poi regolarmente disatteso nei fatti: spesso nel nostro paese appena si ha notizia di un'indagine, il processo e la condanna li subisci per direttissima ed in modo sommario sui media. E l'eventuale assoluzione della magistratura non ti restituirà quanto nel frattempo ti è stato portato via». Ritiene che la rabbia nei suoi confronti da parte degli investitori che hanno perso tutte o quasi le azioni di Veneto Banca sia indirizzata al bersaglio sbagliato? «Pochi giorni fa camminavo in una strada vicino alla caserma della Finanza a Vicenza...». Proprio lì... (Consoli coglie la battuta, ma la bocca non si allarga nemmeno di mezzo sorriso). «... e un'utilitaria mi si affianca, il guidatore abbassa il finestrino e mi dice: Lei è Consoli?. Sì, rispondo. E lui: Io sono con lei, resista e lotti, perché si è capito che cosa è successo. E se n'è andato». Allora faccia capire anche a noi che cosa è successo. Magari cominciando a chiarire se ha commesso errori e quali, se pensa di doversi scusare. «Il dispiacere e il dolore sono per me immensi, verso tutti i soci che hanno perso soldi. Il Veneto è la mia terra, è il luogo dove concentro la gran parte dei miei affetti, delle amicizie e delle relazioni. E Veneto Banca per me è stato l'impegno di una vita, il progetto a cui ho dedicato tutto, ogni mia energia e non solo. Si deve sapere che tra i soci che hanno perso i soldi c'è anche la mia famiglia, c'è mia sorella che faceva l'operaia e aveva investito in banca tutti i suoi risparmi e non li ha più, ci sono i miei figli». E loro non sono arrabbiati con lei? «A voler credere a certi giornalisti la responsabilità è solo mia. Di tutto. Ci si è anche dimenticati che nella vicenda gli indagati sono 14. Si sta assistendo ad un misero gioco a scarica barile, ma la realtà e ben più complessa. Non nego che ci possano essere stati errori, sia chiaro. Ma liquidare vent'anni di successi come se fossimo stati degli improvvisatori, mi pare un artificio sensazionalistico poco credibile». Davvero non ha nulla di cui pentirsi? «Soprattutto di aver sottovalutato la portata della crisi che ci stava investendo. Mi pento anche di non aver ceduto il passo quando Banca
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d'Italia ha imposto le dimissioni del CdA. Sono rimasto per il bene della banca, non certo il mio». Dalle carte risulta però che lei si è liberato di gran parte dei suoi beni: l'ha fatto per evitare i sequestri? «Il Tribunale di Roma ha sequestrato tutti i beni in mio possesso ed in possesso di mia moglie. Non ho compiuto nessun atto di spossessamento e questo voglio che sia chiaro. Bisogna andare ad indagare invece sulle reali cause di ciò che è successo». E quali sarebbero? «Di sicuro il tutto non è avvenuto perché c'era una ristretta cerchia di malfattori responsabili del malgoverno della banca; ma perché è cambiato il mondo e sono cambiate le regole. Alcune sono state cambiate troppo in fretta e mi riferisco soprattutto alla trasformazione delle popolari in Spa che ha colpito in particolare le banche popolari non quotate ovvero, guarda caso, soprattutto le due venete. Sta dicendo che la responsabilità non è là dove oggi viene cercata? «Come vi ho detto il dispiacere dei soci è il dispiacere mio. Ma sarebbe il caso di indagare sui modi e sui tempi in cui è iniziato il calvario di Veneto Banca e su chi effettivamente l'ha portata all'attuale situazione». Quando è avvenuto, secondo lei? «Ricostruiamo gli eventi sulla base dei dati di fatto, non delle opinioni. Fino a tutto il 2012 e buona parte del 2013 non ci sono particolari problemi. La banca funziona bene, i ricavi ci sono, le azioni fino al luglio 2013 come dice la stessa Consob vengono negoziate regolarmente». Poi però arriva l'ispezione della Banca d'Italia. «In realtà le ispezioni di Bankitalia sono due. La prima va dagli inizi di gennaio alla metà di aprile 2013 e si occupa unicamente del credito deteriorato e delle garanzie a fronte. Sono state inasprite e di molto le regole e le valutazioni, e noi abbiamo subito fatto gli accantonamenti richiesti già nel bilancio 2012 che per questo si è chiuso in rosso di 39 milioni». Quale sarebbe la spiegazione di questo rigore improvviso? «Penso sia dipeso dalla volontà di adeguarsi in fretta alle nuove e numerose regole della Bce che di lì a poco tempo avrebbe rilevato la vigilanza sulle maggiori banche italiane e quindi anche su Veneto Banca». E che cosa è successo con la seconda ispezione? «È continuata fino ai primi giorni di agosto 2013 e ha riguardato governance e credito in generale. Ci sono stati contestati in particolare 157 milioni di presunto capitale finanziato (le famigerate baciate, ndr.) e 231 milioni di minori accantonamenti su crediti. Di questi ultimi ne abbiamo contabilizzati 120 già nella semestrale 2013 e per il resto fu costituito su indicazione del Cda un gruppo di lavoro per le necessarie valutazioni. A questo gruppo fu affidata anche la valutazione delle presunte operazioni baciate». Non si trattava quindi di una richiesta di accantonamenti particolarmente elevata. «Di fatto, una partita contenuta: che cosa sono 200 milioni a fronte di 27 miliardi di impieghi? È come chiedere a una famiglia una correzione dello 0,7% del proprio bilancio». Ma c'erano altre contestazioni tipo crediti facili o scorrette classificazioni delle posizioni creditizie. «Si parlava anche di basso livello di patrimonializzazione, ovvero a loro
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avviso c'era poco capitale. Ma crediti facili... Quali crediti facili? Fatemi dire che spesso per la gestione del credito il trasferimento a "sofferenza", ovvero la trasformazione in credito deteriorato, non sempre è il sistema migliore per recuperarlo. La banca deve certamente guardare la forma ma deve soprattutto guardare alla sostanza per cercare di salvaguardare al meglio la sua posizione creditoria: se prendo un debitore e lo metto a sofferenza, quando poi devo vendere la sua casa per recuperare, è finita: perché quella casa varrà molto meno del suo valore effettivo». Questo però è un ragionamento da banchiere popolare... «Certo, un banchiere tedesco non ragionerebbe così, ed è lì che ci vogliono portare, ad applicare prontuari predefiniti, a decidere per algoritmi. Basta vedere che cosa sta succedendo anche in questi giorni...». Il braccio di ferro con Bankitalia che cosa ha portato? «Assolutamente nulla. Perché noi ragionavamo ancora in un'ottica dialettica, loro invece avevano già deciso». Che cosa? «Che non avremmo più dovuto operare da soli ma avremmo dovuto confluire nella Popolare di Vicenza ritenuta all'epoca banca aggregante; per di più senza alcuna nostra rappresentanza nel Cda. Ma l'operazione venne respinta dall'assemblea dei soci di Veneto Banca nell'aprile 2014. Nel febbraio 2014 erano arrivati gli ispettori della Bce in preparazione dell'avvio del passaggio sotto la vigilanza europea, e nell'aprile 2014 tutto il Cda si presentò dimissionario come imposto da Banca d'Italia». E la Bce che cosa ha controllato? Che cosa ha trovato? «Ha controllato la qualità del credito. Insomma il portafoglio crediti di Veneto Banca, in altre parole la qualità dei fidi, è stato analizzato prima da Bankitalia nel 2013 e poi da Bce l'anno seguente. Ma da quest'ultima con criteri nuovi, molto più restrittivi e di certo senza alcun riguardo per la specifica realtà delle popolari. Addirittura sono andati per proiezioni statistiche». Con quali risultati? «Dopo 6 mesi di ispezione, nell'ottobre 2014 Veneto Banca supera gli stress test. Capite perché mi sorprende che nessuno si chieda come è possibile che dopo analisi così profonde, protratte e ripetute, si possa parlare oggi retroattivamente di mancanza di bontà dei crediti o di una politica degli accantonamenti non corretta? Considerate poi che ci sono i controlli del nuovo collegio sindacale ed i controlli della società di revisione che è tenuta a verificare la qualità dei crediti concessi e l'adeguatezza dei relativi accantonamenti». Quando c'era stata l'ultima ispezione prima di queste? «L'aveva condotta Banca d'Italia nel 2009: e il risultato era stato lusinghiero anche sul fronte della qualità del credito. Considerate poi che subito dopo Banca d'Italia autorizzò le acquisizioni di Banca Apulia, Cassa di Risparmio di Fabriano e Banca Intermobiliare. Dopo tutti questi controlli e con tre bilanci firmati dai nuovi consiglieri insediati dall'aprile 2014 non capisco come si faccia ad addebitare ancora ogni colpa alla precedente amministrazione». Poi però c'è stata un'altra ispezione: quella della Finanza, con la perquisizione del febbraio 2015. Evidentemente sono emersi altri motivi... «La perquisizione del 2015 trae origine nientemeno che dal rilievo ispettivo di
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Banca d'Italia di fine 2013. Non dimenticate poi che nel gennaio 2015 c'era stato il decreto di riforma delle banche popolari, che in maniera frettolosa e pasticciata ha preteso un cambio radicale in tempi a dir poco risicati». Ad aprile 2014 accettando le indicazioni di Bankitalia l'intero Cda si dimette, e lei diventa Dg. Secondo lei come si è comportato il nuovo Cda? «Il presidente Favotto la ritengo una persona per bene, voleva bene alla banca e al territorio. Avremo anche avuto dei contrasti, ma io dico sempre quello che penso. Il nuovo Cda ha gestito da subito la banca. Hanno fatto loro il bilancio, tanto al 30 giugno che al 31 dicembre 2014, e nell'assemblea del 2015 il nuovo Cda con il parere favorevole del nuovo collegio sindacale ha stabilito il prezzo delle azioni a 30,5 euro». Prima era 39,5. La perdita è di 968 milioni. Di chi è la responsabilità? «Quale responsabilità? Basta fare i conti: si conferma in sostanza il valore precedente al netto dell'ispezione della Bce! Ad aprile 2015 il nuovo cda approva il bilancio 2014 che certifica un patrimonio netto di 2.930 milioni già dedotta la perdita di 968 milioni, dovuta per 670 milioni alla svalutazione degli avviamenti e 540 milioni di accantonamenti su crediti derivanti dai nuovi parametri imposti dalla Bce: stress test e AQR (Asset Quality Review, ovvero analisi della qualità degli attivi, ndr). E a settembre 2015 per fissare il prezzo di recesso il patrimonio è stato certificato in 2.407 milioni sulla base di un nuovo bilancio. Come vedete i conti tornano e Veneto Banca comunque aveva ancora un patrimonio importante, così come era considerevole quando nel 2016 fu fatto l'aumento di capitale a 10 centesimi che di fatto azzerò i vecchi soci e le cui conseguenze oggi sono sotto gli occhi di tutti». Il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti però recentemente ha detto che i prospetti su cui il fondo Atlante si è basato per rilevare le banche venete erano falsi. «Non posso dire nulla in merito, perché sono uscito dalla banca il 31 luglio 2015 e i prospetti per l'acquisizione da parte di Atlante sono del 2016. È significativo quanto dice Guzzetti: però è una domanda che non va fatta a me, ma a chi ha gestito la banca dopo di me». Con il senno di poi, non pensa che avrebbe fatto meglio ad andarsene prima? «Avrei dovuto, sì. Subito dopo gli stress test. Così non avrebbero avuto il capro espiatorio. Ma del sen di poi...». Dalle carte però emergerebbe che lei stava facendo di tutto per riprendersela, la banca. «Questa è una contestazione totalmente falsa, la nego in maniera assoluta. Ma a questo risponderò nello specifico nelle sedi opportune» Alla sua gestione è imputata una gestione amicale dei crediti. Chi sono gli amici degli amici? «È una porcheria ed un'accusa infamante. Noi abbiamo fatto credito in maniera pulita e corretta, talvolta sbagliando, ma questo fa parte del normale rischio di fare banca. Ma mi pare non si voglia tenere in alcun conto la portata devastante della crisi. In tutte le riunioni ripetevo questo concetto: i piccoli affidamenti si possono fare basandosi sulla conoscenza diretta, nella tradizione delle banche di territorio. Ma quando si tratta di aziende, anche piccole, non devono esistere amici né parenti; bisogna fare il lavoro dei bancari. Dare credito solo a chi lo merita. Ci sono mie registrazioni di
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molte riunioni con dirigenti, funzionari e struttura commerciale, se non le hanno fatte sparire, oltre a qualche intercettazione addirittura pubblicata. Lo ripetevo a tutti: stiamo attenti perché di credito si può morire». Nessun favore neanche ai membri del Cda? «Guardate che gli affidamenti ai consiglieri ed alle loro aziende sono del tutto legittimi, purché vengano rispettate le regole del testo unico bancario: andate a leggervelo. E noi a queste regole ci siamo sempre attenuti. All'atto delle concessioni le pratiche presentavano sempre adeguato merito creditizio ed erano supportate da adeguate garanzie. I consiglieri in carica sino all'aprile 2014 credevano nella banca tanto che tutti erano proprietari di pacchetti di azioni Veneto Banca per importi talvolta considerevoli». (1/continua)
POLITICA
Il PD a Vicenza liquida Jacopo Bulgarini d’Elci: W le donne a Palazzo Trissino Fa notizia quanto dichiara Giovanni Rolando, esponente ben noto del Partito Democratico e sua eminenza grigia, pardon "rossa". Politicamente, come sempre corretto, Rolando non vedrebbe un sindaco, ma una sindaca (chissà che direbbe del termine padre Dante) da individuarsi, attraverso le primarie, che non sono le scuole ex elementari, tra le donne del partito che si dedicano alla carriera politica e hanno raggiunto scranni importanti. Che lascerebbero? Mah! La sortita dell'eminente è un chiaro e preciso segnale contro la candidatura di cui si chiacchiera per la successione di Achille Variati, destinato alla famosa panchina del Parco della pace. Di Italo Francesco Baldo
L'attuale sindaco ha nominato già da quattro anni come suo vice Jacopo Bulgarini d'Elci e in molti lo hanno creduto il suo "delfino", capace di
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portare aria di novità, un po' passè, perfino in teatro con testi che Variati approfondisce. Nei caffè e pure nei circoli politici e nelle associazioni che hanno appoggiato, per non si sa quali vantaggi, il sindaco uscente il nome del prossimo candidato era dato per scontato. Come succede nei conclavi però quasi sempre coloro che entrano in odore di papato quasi sempre rimangono solo "eminenze", udendo, al participio passato, il suono delle trombe. Scompaginare la possibile designazione variatiana è stato il compito di Rolando, che ha tuonato: "Basta l'uomo solo al comando! Vicenza chiede discontinuità.". Variati, però, è del partito democratico ed eletto con i voti kompagni, ma il suo lungo corso non ha dato al Partito quella importanza che Rolando sperava, quindi meglio con le donne di casa propria , magari quella che solleva con Bersani il pugno chiuso. In realtà il grande sogno della giovinezza, di Rolando, non si è mai spento. Basta con le origini o il vezzo democristiano, cari anche a certi esponenti del partito, si torni alle origini e per figliare meglio... meglio una sindaca e che sia una vera red lady, anche se si paventa, quella che piace proprio a Rolando, una ladylike .
POLITICA
Vicenza ai Vicentini e Celebron per la Lega Nord in pratica concordi: "Recintare Campo Marzo? Ora la maggioranza rinsavisce" Vicenza ai Vicentini col suo direttivo e Matteo Celebron per la Lega Nord prendono posizione con le due note che pubblichiamo e molto simili nella critica ironica alle forze di centro sinistra che pra sarebbero favorevoli a un recinsione di Campo Marzo? A pochi giorni dall' ennesima, sanguinosa rissa in Campo Marzo con protagonisti due nigeriani, uno clandestino ed uno con permesso di soggiorno, peraltro già rimessi in libertà, apprendiamo che all'interno del PD cittadino starebbero discutendo sull'ipotesi di recinzione per Campo Marzo. Al netto di quest'ultima folgorazione sulla via di Damasco, e sulla tanto attesa e necessaria discussione dal tema recinzione si , recinzione no, ci viene il dubbio che qualcuno stia giocando irrimediabilmente con la pazienza dei vicentini. Di Emma Reda
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Considerando il fatto che noi di VAV insieme al Comitato Piazza Castello da anni sosteniamo che l'installazione di una recinzione per il parco sia, da una parte una parziale sconfitta della collettività, ma soprattutto una reale necessità dettata dalla contingenza, vorremmo poi ricordare all'amministrazione che da mesi insieme al Comitato Piazza Castello stiamo chiedendo all'amministrazione l'installazione di presidio fisso della Polizia Locale, preteso da oltre 1500 vicentini che con la loro firma hanno contribuito alla petizione organizzata all'inizio dell'anno e che verrà consegnata a breve a Palazzo Trissino. Proprio per questo annunciamo una manifestazione pubblica insieme al Comitato Piazza Castello fissata per il pomeriggio di sabato 10 giugno in Piazza Esedra (fronte Moresco) per ricordare all'amministrazione che il tempo delle chiacchiere è finito e per ribadire ancora una volta la necessità di un presidio fisso. Campo Marzo va salvato! Ora! Direttivo Vicenza ai Vicentini
Campo Marzo, Celebron: "in maggioranza soffrono di amnesia" "L'aria di campagna elettorale deve aver fatto cambiare idea a parte della maggioranza. Variati ci dica una volta per tutte cosa vuole veramente fare a Campo Marzo". Lo afferma Matteo Celebron, segretario cittadino della Lega Nord che commenta così le affermazioni lette oggi sul Giornale di Vicenza (di adesione a maggiori restrizioni nell'area, ndr) rilasciate dai consiglieri comunali di maggioranza sulle possibili soluzioni da attivare in merito alle problematiche del parco cittadini. "In maggioranza - afferma Celebron - soffrono di amnesia. Ricordo che fu proprio il consigliere delegato a Campo Marzo Dal Pra Caputo*, esattamente un anno fa, a dare il diniego per l'installazione di una recinzione a Campo Marzo, cosa gli ha fatto cambiare idea?". "I consiglieri comunali - conclude il segretario del carroccio - parlano a nome proprio o della maggioranza? Siamo stanchi di promesse: se Variati e la maggioranza sono conviti che la proposta di recintare Campo Marzo sia corretta, allora porti in Consiglio comunale entro l'estate un progetto, siamo pronti a votarlo".
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Matteo Celebron Segretario Lega Nord Vicenza *Dichiarazioni di Stefano Dal Pra Caputo - Giornale di Vicenza 20 giugno 2016 "Il comitato si è spinto fino a chiedere di recintare l'intero Campo Marzo. Qui, però, arriva il secco no del consigliere delegato Stefano Dal Pra Caputo. «Una recinzione del genere avrebbe un costo proibitivo per il bilancio del Comune, pari a circa 800 mila euro - risponde -. E poi, mi sembra una soluzione irrealizzabile. Come faremo a decidere chi può entrare e chi no nel parco? Piuttosto, si può ragionare su una recinzione soltanto per la zona bambini".
POLITICA
Alloggi comunali, Liliana Zaltron di M5S: il comune ci ha risposto solo dopo più di un anno, 146 sono inagibili non assegnabili. Ma si spendono 7 mln per acquistarne altri 50... Se si guarda alla gestione del Patrimonio Immobiliare del Comune da parte dell' Amministrazione non si può dire certo che brilli per efficienza: così inizia la nota, che pubblichiamo, di Liliana Zaltron, capogruppo del Movimento 5 Stelle Vicenza. Il Comune possiede 1499 unità abitative di edilizia popolare. A febbraio 2016 come Movimento 5 Stelle, interessato alla gestione della cosa comune, abbiamo chiesto il dettaglio della situazione di tali alloggi. La richiesta era: quante case sono utilizzate, quante sono sfitte ma assegnabili e quante sono inagibili? Per la risposta c'è voluto quasi un anno e mezzo: 146 unità sono inagibili non assegnabili. Di Note ufficiali
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Inoltre dal 2013, nove unità immobiliari erano nella lista delle proprietà da vendere, è risultato però - da dichiarazioni dell'assessore - che non si sia mai chiesta autorizzazione alla Regione e quindi la vendita è sempre stata solo virtuale; quest'anno finalmente le unità scompaiono dalla lista dei beni in vendita. Si potrebbe pensare che non ci siano i soldi per sistemare i 146 alloggi, ma il 30/05/2017 è stato deliberato in Consiglio Comunale l'acquisto di 50 alloggi per un importo di € 7.000.000,00. Qual è la ratio di tale decisione: mancata conoscenza che ben 146 unità non sono agibili (il dato è stato reso disponibile solo qualche giorno fa dopo più di un anno dalla richesta), semplice confusione e che altro? Abbiamo inoltrato una nuova interrogazione per capire come l'Amministrazione intenda procedere in relazione a detti immobili inagibili, la loro ubicazione e i dati catastali. Chiediamo inoltre se sono stati fatti preventivi per la ristrutturazione degli stessi e in caso affermativo a quanto ammonti la spesa. Speriamo di non dover attendere più di un anno anche per questa risposta! Liliana Zaltron Movimento 5 Stelle - Vicenza Comune di Vicenza Consiglio Comunale Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Al Sig. Sindaco di Vicenza Agli Assessori competenti Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale INTERROGAZIONE Premesso che -Nel Consiglio Comunale del 30/05/2017 è stato deliberato il "Programma triennale 2017-2019 di acquisto alloggi finalizzato all'incremento dello stock abitativo di proprietà comunale. Importo € 7.000.000,00 per n. 50 alloggi; - in data 16/02/2016 è stata presentata "Richiesta di accesso agli attiProprietà immobiliari Comunali Alloggi E.R.P. "nella quale chiedevo di avere lista delle suddette proprietà e per ciascun immobile chiedevo venisse comunicato: - stato dell'immobile: utilizzato, inutilizzato perché sfitto, inutilizzato perché non agibile - Rendita catastale - Posizione - alla suddetta richiesta di accesso agli atti non è mai stata data risposta; - nel corso della seduta della commissione consiliare del 25/05/2017 la richiesta del dettaglio delle suddette proprietà è stata nuovamente avanzata; - in data 30/05/2017 è pervenuta via email comunicazione nella quale venivano riportati i seguenti dati: numero complessivo di alloggi: 1499 in proprietà comunale alloggi attualmente locati n. 1247 alloggi attualmente inagibili non assegnabili n. 146 alloggi sfitti per lavori in corso di ristrutturazione n. 91 alloggi sfitti per lavori di manutenzione da riassegnare entro 90 gg n. 6 alloggi sfitti da assegnare entro 30 gg n. 9 Tutto ciò premesso la sottoscritta Liliana Zaltron, in qualità di consigliere
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comunale, chiede: Come intende procedere l'amministrazione in relazione ai 146 immobili che risultano inagibili e quindi non assegnabili; Se sono stati effettuati preventivi per la ristrutturazione degli stessi e in caso affermativo a quanto ammonta la spesa per la risistemazione; Ubicazione e dati catastali dei suddetti immobili. Si richiede anche risposta scritta Liliana Zaltron Movimento 5 Stelle-Vicenza
FATTI / POLITICA / AMBIENTE
Campo Marzo, Ennio Tosetto: una risorsa Il recente e non ultimo episodio in Campo Marzo ha aperto le ennesime prese di posizione tra chi invoca il pugno di ferro, chi una sorta di giustizia fai da te, chi pensa che sia possibile risolvere la questione attraverso un controllo sistematico con la formazione di ronde: inizia così la nota che pubblichiamo di Ennio Tosetto, consigliere comunale della Lista Variati. Ormai da troppo tempo si trascina questo problema senza che le varie iniziative, che pure sono state messe in campo, abbiano prodotto una soddisfacente soluzione al problema. Di Note ufficiali
Con soddisfacente intendo dire che ogni cittadino ha diritto di muoversi in sicurezza nella città e di viverne pienamente gli spazi, compresi Campo Marzo e le vie limitrofe, senza paura di incorrere in incontri sgraditi o pericolosi o, peggio ancora, di assistere a scontri tribali tra individui che si fronteggiano con armi e coltelli. La città di Vicenza e i suoi cittadini non sono abituati e non si vogliono abituare a vivere simili evenienze ed è ora di dire basta.
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Tutto si può capire: la società è più complessa, la mobilità è aumentata, ci sono forti migrazioni e il nostro Paese è in prima linea, ma non possiamo pensare di cedere o di accettare una società che si misura sulla violenza, sullo spaccio, sulla paura di muoversi negli spazi che in quanto pubblici sono di tutti. Spazi che devono essere amati e rispettati proprio perché sono un bene collettivo. In breve tempo bisogna trovare una soluzione che sia in grado di risolvere alla radice questo problema, se aspettiamo troppo sempre meno gente andrà in questi luoghi e Campo Marzo e le zone limitrofe diventeranno zone franche, off limits, e il degrado sarà inarrestabile. Campo Marzo è una delle porte di ingresso della Città storica, accesso che è stato oggetto in tempi recenti di importanti lavori di riqualificazione; in qualità di assessore ai lavori pubblici dal 2008 al 2013, mi sono occupato della riqualificazione di viale Roma e di Viale Eretenio e Campo Marzo, dell'illuminazione lungo Viale Venezia e di altre opere che hanno restituito questa area ad un valore di elevata qualità urbana. Credo sia giunto il momento di valutare senza tentennamenti di realizzare la recinzione di Campo Marzo, sui lati destro e sinistro rispetto a viale Roma; l'idea non è nuova e ho già avuto modo di esprimerla negli anni scorsi. In moltissime città europee i parchi sono recintati ed anche nel nostro paese molti parchi pubblici sono recintati, cito ad esempio Parco Sempione a Milano. Si dovrà discutere, ma in tempi brevissimi, in quale modo e con quali opere tale intervento potrà essere realizzato. Un parco recintato è gestibile e controllabile di giorno e di notte, quando può essere anche chiuso; all'interno possono trovare spazio gazebo e punti organizzati per la sosta, la lettura e il ristoro, chioschi, ecc. Non ci vuole molta fantasia, basta collegarsi ad internet, informarsi ed ispirarsi, gli esempi sono centinaia; si potrebbe promuovere un concorso di idee aperto a tutti i cittadini e poi in brevissimo tempo, dopo l'estate, decidere ed intervenire. La prossima manifestazione di Festambiente, visto che è previsto di realizzare una recinzione provvisoria, può essere una valida occasione per misurarne gli effetti. Con Campo Marzo recintato e assegnato ad una società di vigilanza, le diverse forze dell'ordine potranno dedicare le loro attenzioni di controllo in altri siti della città.
FATTI / ECONOMIA&AZIENDE
Letti e riletti per voi del 3 giugno: Zonin si salva dai sequesti e Consoli contrattacca, a Vicenza giudici "incazzati" e sotto scorta Il caso, ma sarebbe meglio dire casi, delle due Ex Popolari non abbandonano i cittadini-risparmiatori nemmeno sulle spiagge, causa ponte del 2 giungo, super affollate. La guerra tra procure e le
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grandi manovre per salvare le due venete non si sono fermate. A sorpresa a parlare in esclusiva per il Gazzettino è Vincenzo Consoli che in una lunga intervista racconta le sue verità e la difficile situazione in cui si trova: "Ma ad oggi i fatti sono tutti da accertare. La ferocia che quasi quotidianamente mi riservano gli onori delle cronache stride con l'oggetto delle indagini". L'ex numero uno di Veneto Banca pur dicendosi dispiaciuto per quanto accaduto all'istituto di credito e a migliaia di risparmiatori non ha rimpianti, o almeno così dice: "Si sta assistendo ad un misero gioco a scarica barile, ma la realtà e ben più complessa...ci possano essere stati errori, sia chiaro. Ma liquidare vent'anni di successi come se fossimo stati degli improvvisatori, mi pare un artificio sensazionalistico poco credibile". Di Pietro Zanella
Con Consoli ci sono altri 14 indagati e la Giustizia è ancora lontana dall'obbiettivo di individuare una verità fattuale oltre che penale. Intanto però, il tribunale di Roma ha sequestrato molti dei beni dell'ex manager e quelli dei suoi famigliari. Un rischio che non sembra correre Gianni Zonin. Alla posizione dell'ex capo supremo di Banca Popolare di Vicenza dedica un articolo il Mattino di Padova: "I titoli finanziati salvano Zonin dai sequestri". Secondo quanto riportato dal giornale patavino, la discussa richiesta della procura di sequestro di oltre 106 milioni di euro riguarda solo i beni della Bpvi e l'ex direttore generale Samuele Sorato e l'ex vicedirettore Emanuele Giustini, mentre nessun problema, almeno apparentemente, ci sarebbe per l'ex presidente ma la scelta del non sequestro non è di semplice interpretazione: "Zonin ha scaricato le responsabilità sui manager, a cominciare da Sorato. Una versione che la Procura ritiene in qualche modo credibile. Per il momento si tratta di ipotesi visto che le motivazioni dei sequestri sono contenute in quel provvedimento al centro dello scontro in atto a Vicenza e nato dalla decisione del gip Barbara Maria Trenti di trasmettere per competenza alla Procura di Milano. La decisione della togata, come riporta Valentino Gonzato su Il Giornale di Vicenza, ha anche delle conseguenza concrete sulla vita del Gip, una donna sempre più sotto assedio. "Il giudice per le indagini preliminari Barbara Maria Trenti... è stato messo sotto protezione. Il provvedimento d'urgenza è stato emesso mercoledì dal questore Giuseppe Petronzi . L'obiettivo è tutelarla, anche se al momento il magistrato non avrebbe ricevuto alcuna minaccia concreta. Misure analoghe potrebbero essere
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prese anche a garanzia degli altri magistrati che si occupano del dissesto della banca." Da Borgo Berga non filtrano commenti, ma intanto parla un altro togato l'ex procuratore di Vicenza, Antonio Fojadelli che sulle pagine de Il Corriere del Veneto si difende dalle critiche a mezzo stampa mossegli dall'attuale procuratore generale Antonino Condorelli: "le indagini di oggi pagano lo scotto dell'inerzia manifestata dai loro predecessori". Fojadelli non si sottrae allo scontro e all'intervistatore, Andrea Priante, dice: "La prima inchiesta sulla Bpvi fu aperta nei primi anni duemila...non venne individuato alcun illecito ma si puntò il dito sulla gestione padronale di Gianni Zoni...La magistratura fece il suo dovere. Semplicemente non furono evidenziati aspetti illegali...un procuratore deve attenresi alla legge".
ECONOMIA&AZIENDE / LAVORO
Qualcosa sui dati ISTAT: in Italia quello del lavoro è un mondo per vecchi Tutti i giornali ci fanno sapere che l'occupazione sta crescendo. Sbandierano i numeri diffusi dall'ISTAT e ci fanno credere che la disoccupazione sia in forte calo. La crisi è dietro le spalle. Ci parlano di decimi di punto in più o in meno e ci forniscono i dati. Ci dicono che il governo Renzi prima e quello Gentiloni adesso ci hanno garantito questo "grandioso" risultato. Di cosa ci dovremmo lamentare? I numeri di aprile 2017 sono là a dimostrarlo: 22 milioni 998 mila occupati, 94 mila in più in un mese, 277 mila in un anno. Tutto a posto, allora. Certo ... solo che, a leggere più in dettaglio i numeri, quegli stessi numeri, si capisce che l'aumento degli occupati si ha tra i lavoratori più anziani. Gli occupati con età inferiore ai 50 anni, infatti sono in calo. Di Giorgio Langella
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La tabella (le cifre sono espresse in migliaia) lo dimostra senza ombra di dubbio: Età degli occupati Inferiore a 50 anni Superiore a 50 anni
Aprile 2017
Marzo 2017
Aprile 2016
Aprile 2015
14.945
14.952
15.030
15.025
8.053
7.953
7.691
7.406
Come si può constatare l'aumento degli occupati si verifica tra i lavoratori più anziani (+ 100 mila in un mese; +362 mila in un anno; +647 mila in due anni; +1 milione 68 mila in tre anni), mentre risulta in calo tra i lavoratori più giovani (-7 mila in un mese; -85 mila in un anno; -80 mila in due anni; -256 mila in tre anni). È indicativo che, di fronte alle decontribuzioni per le nuove assunzioni, ci sia un aumento occupazionale sostanzialmente solo tra gli ultracinquantenni e che, di fatto, il lavoro per i più giovani sia diminuito o, se proprio si vuole essere ottimisti, stagnante. Una popolazione di occupati che diventa sempre più anziana è, infatti, indice di una prospettiva di crescita, innovazione e sviluppo alquanto incerta e della necessità di rivedere tutte le politiche di questi ultimi anni riguardo pensioni, investimenti per il lavoro e intervento dello stato in economia. Con le decontribuzioni a favore dell'impresa, con le politiche salariali che penalizzano i lavoratori, con i vari bonus, con l'aumento della precarietà e la diminuzione della sicurezza utili a tagliare i costi, con le privatizzazioni e il mito liberista della “competitività” e del “dio mercato” come unici regolatori di ogni cosa, non si può ottenere niente altro che un declino malinconico e inarrestabile.
Note: · Secondo le stime ISTAT, fa parte degli occupati (è bene sempre ricordarlo) chiunque abbia lavorato almeno un'ora nella settimana considerata nella rilevazione. · Per inciso, la disoccupazione in Italia è ancora di gran lunga superiore alla media europea (e, questo, senza considerare le persone che vorrebbero lavorare ma si sono rassegnate e che non compaiono tra i disoccupati ma tra gli inattivi)
ECONOMIA&AZIENDE
Le "baciate" a sua insaputa salvano Gianni Zonin dai sequestri: lo si legge su Il Mattino di Padova ma... La decisione della Procura di chiedere il sequestro di beni per 106 milioni di euro (per il reato di ostacolo alla vigilanza) nei confronti della Banca Popolare di Vicenza, dell'ex direttore generale Samuele
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Aprile
Sorato e dell'ex vicedirettore Emanuele Giustini - e non anche dell'ex presidente Gianni Zonin - è in queste ore all'esame degli avvocati difensori. Non avendo il provvedimento in mano, però, i legali declinano qualsiasi commento. Anche perché è probabile che altre misure vengano sollecitate (o lo siano già state) a carico dell'imprenditore del vino. Sembra però che dietro la distinzione delle posizioni tra gli ex direttori da un lato e Zonin dall'altro, ci sia quello che è il fulcro dell'inchiesta sulla BPVi: le "operazioni baciate", i finanziamenti concessi dall'istituto ai risparmiatori dietro acquisto delle azioni della banca stessa. Di Rassegna Stampa
Una pratica a cui la Popolare avrebbe fatto abbondantemente ricorso, stando non solo alle ipotesi investigative, ma anche alle contestazioni contenute nelle centinaia di pagine dell'azione di responsabilità promossa dalla nuova direzione. Ebbene, secondo quanto ha sostenuto Zonin in tutte le sedi (interrogatori e memoria consegnata al tribunale delle imprese di Venezia), il Cda era all'oscuro di tale situazione. Zonin ha scaricato le responsabilità sui manager, a cominciare da Sorato. Una versione che la Procura ritiene in qualche modo credibile? Per il momento si tratta di ipotesi visto che le motivazioni dei sequestri sono contenute in quel provvedimento al centro dello scontro in atto a Vicenza e nato dalla decisione del gip Barbara Maria Trenti di trasmettere per competenza alla Procura di Milano il filone d'inchiesta sul reato di ostacolo alla vigilanza. Decisione che ha scatenato l'immediata reazione della Procura che ha fatto ricorso in Cassazione. Ma il capo dei pm vicentini Antonino Cappelleri ha contestato anche la decisione del gip di emettere comunque pur avendo dichiarato la sua incompetenza sul reato di ostacolo alla vigilanza - il sequestro "provvisorio" di beni. Una soluzione che la Procura ha bocciato senza mezzi termini. «Emissione non prevista tra i poteri di legge del gip», ha spiegato il procuratore capo Antonino Cappelleri, «Si reputa che la possibilità cosiddetta d'urgenza del giudice incompetente si limiti alle sole misure cautelari personali, custodia in carcere ecc... Sicché il sequestro, come è dato, viene ritenuto vano, anzi controproducente in quanto prevedibilmente subito travolto dalle possibili contestazioni difensive». E, come non bastasse, esso comporta problemi anche sotto il profilo pratico risultando impossibile sottolineala Procura - darne esecuzione entro i 20 giorni dall'emissione del decreto.
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(s. t.), Il Mattino di Padova
POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
«Inchieste Bpvi. Ombre sul passato, procura e Vigilanza rimasero inerti»: l'accusa del PG Antonino Condorelli . La difesa e la stima per Zonin di Fojadelli, la vergogna dei potenti... Il procuratore generale di Venezia, Antonino Condorelli, per analizzare "ciò che sta accadendo (e cosa accadrà sul fronte delle maxi inchieste sugli scandali che hanno travolto le banche venete" anche in conseguenza dello scontro velenoso tra Procura e Gip di Vicenza, in un'intervista concessa a Andrea Priante per Il Corriere del Veneto del 2 giugno parte dalle "ombre che riemergono dal passato, e che incombono su quei magistrati che non intervennero per impedire il tracollo della Banca Popolare di Vicenza". Per Condorelli i toni dello "scontro", che lui definisce una fortissima divergenza di vedute, "rischiano forse di raggiungere alti livelli di drammaticità", ma "la causa principale va ricercata nel fatto che, per quanto riguarda l'indagine sulla Popolare, di indubbia importanza e risonanza economico-sociale, la procura di Vicenza si ritrova a lottare contro fortissimi pregiudizi". Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
"C'è troppa sfiducia nei confronti della magistratura - aggiunge Condorelli e questo accentua le tensioni. Sono probabilmente pregiudizi fortemente legati al passato. È sufficiente guardare agli ultimi anni del secolo scorso e ai primi di questo, per rilevare alcune inquietanti domande che sono state poste in ordine al comportamento della magistratura dell'epoca, e che forse gettano ombre che costringerebbero a porsi ulteriori dubbi".
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Alla domanda di Priante su quali fossero queste ombre la risposta di Condorelli ricorda le "storie" da noi raccontate anche su "Vicenza. La città sbancata" ed è netta: « È chiaro che questo disastro della Popolare affonda le radici in quegli anni, e che la procura di Vicenza non riuscì a fare la sua parte, almeno non fino in fondo, nel controllo di legalità sull'amministrazione della Banca e anche sull'operato degli stessi organi di vigilanza. Quel che non sappiamo è se tutto ciò avvenne perché c'erano delle opacità - chiamiamole delle "incrostazioni" - all'interno della magistratura, oppure se sia dovuto soltanto a una mancanza di attenzione. Insomma, a distanza di tanto tempo e col pensionamento degli interessati, è impossibile stabilire - quanto meno sul piano disciplinare - se il mancato intervento tempestivo da parte degli investigatori fu fatto 'in buona fede' o meno. Di certo, il risultato è che i bravi colleghi che oggi stanno indagando, ancora subiscono gli effetti dell'oggettiva inerzia di chi li ha preceduti". Lo scorso anno, osserva il collega del CorVeneto, fu il giudice Cecilia Carreri a puntare il dito contro l'ex procuratore di Vicenza, Antonio Fojadelli: nel 2002 chiese di archiviare un'inchiesta che «già allora - sono le parole del giudice - dimostrava che mancava ogni forma di controllo sulla gestione verticistica e padronale di Zonin». "Non ho nulla contro Fojadelli - gli dice il procuratore generale -. Però l'evidenza dei fatti ci porta a dire che avvenne qualcosa di non positivo. Purtroppo non è stato accertato quali furono le cause della mancanza di incisività dimostrata dalla procura». Il capo della Procura generale di Venezia sulla magistratura dei tempi di Zonin esprime un giudizio durissimo sintetizzabile in questa frase: " la procura di Vicenza non riuscì a fare la sua parte, almeno non fino in fondo, nel controllo di legalità sull'amministrazione della Banca e anche sull'operato degli stessi organi di vigilanza". Vigilanza su cui, lo abbiamo scritto ieri, nessuno ancora vigila. La risposta di Antonio Fojadelli è arrivata oggi sempre sul CorVeneto e sempre al collega Priante: "Un magistrato di quel livello dovrebbe pesare meglio le parole. La prima inchiesta su Popolare di Vicenza fu aperta dai miei uffici nei primi anni Duemila, sulla base di una relazione di Bankitalia che non parlava di "operazioni baciate" né di ostacolo all'attività di vigilanza. Piuttosto, si limitava a puntare il dito contro una gestione "padronale" da parte di Gianni Zonin... La magistratura fece il suo dovere. Semplicemente, all'epoca non furono evidenziati comportamenti illegali. Magari si poteva avere da ridire circa l'atteggiamento di Zonin, ma un procuratore deve attenersi alla Legge e all'epoca, nel quartier generale della PopVicenza, non registrammo alcun reato. Il fatto che oggi siano state riscontrate delle presunte irregolarità non significa che queste ci fossero anche nel 2002. In 15 anni può cambiare il mondo, figuriamoci la gestione di una banca. Mi sono sempre limitato a fare il magistrato, visto che non possiedo facoltà divinatorie". Ma sul magistrato vicentino, che è stato anche candidato sindaco bocciato a Conegliano per il Partito Democratico, sono stati espressi ripetutamente vari dubbi anche su media di prestigio come Il Sole 24 Ore che ha evidenziato come Antonio Fojadelli, una volta in pensione, è entrato in cda delle società di Gianni Zonin. E, non a caso, quando Priante gli chiede un giudizio sull'ex potentissimo presidente di BPVi, "Fojadelli non si nasconde", annota il
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collega, e risponde: "Ho sempre stimato molto Gianni Zonin: fu in grado di prendere una piccola banca e, nell'arco di una quindicina d'anni, trasformarla in un grande istituto. Se poi ha davvero commesso quei reati di cui si parla, ne risponderà in tribunale". Nessuno poteva avere facoltà divinatorie, ha detto l'estimatore di Gianni Zonin, che ha fatto così grande la banca da portarla al crac, magari anche lui non accorgendosene, ma rimane il fatto che chi a Vicenza non ha condiviso la stima ancora oggi esternata dall'ex Pm è uscito dall'operatività giudiziaria, in un modo o nell'altro, e chi l'ha coltivata, avvantaggiandosene direttamente o indirettamente, in magistratura, nella politica, nelle associazioni datoriali e nella stampa locale di scuderia, oggi dovrebbe porsi almeno molte domande... almeno quelle che ponevano, e a cui spesso rispondevano, molti articoli sulla stampa nazionale e, modestamente, anche i nostri dal 13 agosto 2010 in poi. Quelli che non si pongono queste domande o non sono capaci di porsele o... Sono, comunque, loro, e senza distinzione, i complici del sistema che ha sbancato tutta la comunità e non i pm e i Gip, che, come ha detto Condorelli, scontano un passato di cui la Vicenza dei potenti dovrebbe vergorgnarsi camminando a testa bassa e che la Vicenza degli onesti, la maggior parte, dovrebbe espellere dalla comunità. Per sempre.
POLITICA
Campo Marzo, Roberto Cattaneo: ora che la maggioranza ammette i suoi errori si lavori per la sicurezza Dopo anni che le opposizioni in Consiglio Comunale insistono nel chiedere che Campo Marzo vada concretamente messo in piena sicurezza e che una scelta fondamentale è quella di recintarlo, finalmente la sinistra che governa la città da ormai nove anni si arrende alla ragione e dopo aver constatato che non riesce affatto a controllare Campo Marzo, nonostante il grande impegno delle Forze dell'Ordine, ora i suoi esponenti fanno a gara per dichiararsi tra i promotori di questa opera indispensabile. È così che inizia la nota, che pubblichiamo di Roberto Cattaneo, Capogruppo FI del Consiglio Comunale di Vicenza. Lo afferma, continua il consigliere, anche il Giornale di Vicenza che intitola un suo articolo "Campo Marzo, resa del centrosinistra - Si alla recinzione". Di Note ufficiali
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E' per lo meno buffo leggere quanto dichiarano alcuni esponenti del centro sinistra, quali l'ex assessore Ennio Tosetto che al tempo della precedente Giunta Variati si era, come i suoi colleghi, opposto alle richieste del centro destra. Oppure dal consigliere delegato a Campo Marzo Stefano Dal Pra Caputo che solo ora, forse, riesce a rendersi conto che le sue iniziative ludiche servono a ben poco se non si garantisce la totale sicurezza di Campo Marzo. Mentre Raffaele Colombara ci dice che anche Londra ha parchi recintati ma non serve andare all'estero, anche in tante città italiane esistono parchi recintati. Non ci dimentichiamo che vi era chi ci definiva intolleranti e razzisti, magari anche fascisti, quando proponevamo quello che ora si vantano di proporre. Però cintare un parco è cosa giusta visto i tempi in cui viviamo ma non è sufficiente. Basta pensare al degrado dei Giardini Salvi che pure sono recintati ma che qualcuno, dimenticandosi di chiudere i cancelli alla sera, li fa ritrovare il giorno dopo sporchi e peggio ancora. Quindi la sicurezza deve accompagnarsi con una decorosa manutenzione e con un progetto serio e privo di quelle esitazioni che hanno caratterizzato tutti questi anni di gestione del centro sinistra. Ma è anche giunto il momento che questa maggioranza si ponga veramente il problema della sicurezza nei nostri parchi e si interroghi come potrà affrontare la città il tema della sicurezza e la lotta contro il crimine e il degrado in un'area come quella del Parco della Pace che è almeno otto volte più grande di Campo Marzo e distante dalle luci della città. L'utilizzo fin ora prospettato, al di la della bellezza o meno di un progetto, rischia di diventare, non solo economicamente, una autentica polpetta avvelenata per Vicenza.
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Ignazio Visco non vigila sulle banche, ma sulla sua poltrona sì: le sue Considerazioni "non" finali Non è un'impresa facile commentare le cosiddette "Considerazioni finali", ossia la Relazione annuale che il Governatore Ignazio Visco ha tenuto (nella foto) all'Assemblea di Bankitalia nella sede di via Nazionale. Visto quanto accaduto, e quanto sta accadendo al
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sistema bancario italiano, erano in molti ad attendersi un discorso di commiato, Visco, invece, ha avuto l'ardire di rilanciare una propria candidatura per rimanere seduto su quella poltrona anche per i prossimi sei anni. Ce ne vuole di coraggio! Dicevo che è difficile commentare il discorso di Visco perché si è trattato per la quasi totalità di insulse banalità, tolte le ovvietà rimaneva ben poco. E sì che di cose nell'ultimo anno ne sono successe, ma per il Governatore se non va tutto bene, siamo comunque sulla buona strada. Di Giancarlo Marcotti
Tuttavia cerchiamo di commentare quelle poche idee espresse lasciando perdere il resto, e partiamo da una affermazione che fa immediatamente rizzare i capelli: "Il sistema bancario italiano non e' in crisi. La doppia recessione e' stata subita e non determinata". Forse bisognerebbe ricordare al Governatore della Banca d'Italia che il terzo gruppo bancario italiano (Montepaschi Siena) non sappiamo a tutt'oggi, ultime rassicurazionia parte, che fine farà: è stato prima sospeso dalle quotazioni in Borsa annunciando che sarebbe stata una cosa di pochi giorni e dopo tre mesi è ancora scomparso da Piazza Affari. Ci sono due banche in Veneto, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, praticamente in stato comatoso. Matteo Renzi, poi, ci aveva detto che le quattro banche "salvate" dal suo governo, una volta risanate con soldi pubblici, sarebbero state rivendute ed i relativi proventi andati a beneficio degli investitori. Ebbene sapete tutti che quelle quattro banche sono state "vendute" (anzi sono state appioppate) ad altri Istituti per la stratosferica cifra di "1 euro"! Insomma cosa doveva succedere ancora perché Visco si presentasse all'assemblea di Bankitalia dicendo "scusatemi tanto, tolgo il disturbo"? Il Governatore invece sprona le banche a "riguadagnare la fiducia dei mercati per recuperare redditività" e quando parla di Npl (crediti deteriorati) non fa alcun accenno alla causa che li ha prodotti: forse per lui si sono "materializzati" dal nulla? Visco rievoca anche per un attimo la cosiddetta Bad Bank, ed a questo proposito è venuto il momento di chiarire che la Bad Bank non è una specie di magia attraverso la quale, con una formula rituale tipo abracadabra... puff... i crediti deteriorati scompaiono, perché forse è bene ricordare che se scompaiono da una parte è perché compaiono da un'altra.
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Scompaiono dai bilanci delle Banche (aziende private) e... ce li ritroviamo sul groppone noi. E poi non dimentichiamo che se non disinneschiamo l'automatismo che fa produrre alle nostre Banche gli Npl (ossia l'euro) questi continueranno a riprodursi... peggio delle locuste del deserto. Purtroppo però il nostro Governatore va in direzione contraria, e questa non è una novità, l'han messo lì proprio per questo. Egli infatti attribuisce le crisi bancarie al consolidamento di "posizioni di dominio" per cui si sfrutta " la propria intoccabilità per abusi e favoritismi". Forse si riferiva a tal Gianni Zonin? Ma allora Visco è bene che si faccia vedere da qualche neurologo, comincia infatti ad avere problemi di memoria, non sono passati infatti molti anni da quando Gianni Zonin era ricevuto con tutti gli onori a Palazzo Koch, anzi veniva invitato, proprio per aiutare Bankitalia, a risolvere problemi scottanti. Non era stato infatti sollecitato ad acquistare Banca Etruria? E lui, il viticultore, aveva anche ottemperato alle pressioni lanciando un'Opa a 1 euro per azione! Per fortuna che dall'altra parte ha trovato degli allocchi ancora peggiori di lui che hanno rifiutato l‘offerta...! E la sua BPVi non era stata pressantemente indicata come banca di "elevato standing" a cui far aggregare Veneto Banca, Carife e Banca Marche (le altre due delle quattro banche risolte, salvate e vendute a 1 euro) con gli effetti che sono davanti agli occhi di tutti e nelle tasche, strappate, di centinaia di migliaia di risparmiatori soci che delle Vigilanza di Bankitalia si fidavano? Caro Ignazio Visco, era soltanto il 29 maggio del 2014, tre anni fa, e lei già da tre anni sedeva sulla poltrona più prestigiosa di palazzo Koch, forse lo ha dimenticato? Non si ricorda tutte queste cose? Evidentemente no, e sembra non se le ricordino neppure molti dei giornali nazionali che hanno titolato benevolmente nei confronti del Governatore: un plauso che si è accompagnato a quello dell'ospite d'onore alla Relazione annuale di Bankitalia, il predecessore di Visco, Mario Draghi...
La verità di Consoli sul Gazzettino: «Una tempesta perfetta ha affondato Veneto Banca» Ospitiamo oggi su VicenzaPiu.com, dopo la prima parte, anche la seconda e ultima dell'intervista esclusiva a Vincenzo Consoli su Il Gazzettino a firma di Maurizio Crema e dell'ex direttore del GdV, Ario Gervasutti , che abbiamo incontrato a Mestre giorni fa per avere un costante dialogo con colleghi come lui, Giorgio Meletti, Stefano Righi... per capire, verificare e raccontare senza schemi precostituiti e, soprattutto, senza interessi da difendere se non quelli dei lettori. Ecco oggi, quindi, la parte finale dell'intervista a Consoli «della cui
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"vicenda" per la gestione della "cattiva" Veneto Banca abbiamo parlato soprattutto quando era in connessione con la "buona", anzi "ottima", Banca Popolare di Vicenza e su cui ci piace riportare il racconto che ne fanno anche i colleghi del Gazzettino, per confrontarla con la nostra e per informare i nostri lettori anche a costo di prenderci più di un rischio...» scrivevamo ieri e ribadiamo oggi. A seguire l'intervista.Il direttore Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
La verità di Consoli: «Una tempesta perfetta ha affondato la banca» di Ario Gervasutti e Maurizio Crema, da Il Gazzettino Vincenzo Consoli parla. Dopo due anni di silenzio e il crollo di Veneto Banca, che lui ha guidato per vent'anni. E in questa seconda parte dell'intervista al Gazzettino, affronta anche il tema delle azioni baciate, quelle fatte acquistare ai soci prestando loro soldi della stessa banca. È emerso che le baciate erano una prassi. Secondo lei era lecita, accettata, tollerata? «Vi garantisco che in Veneto Banca non c'è mai stata nessuna prassi! C'è comunque un prima e un dopo 2014, quando cambiano le norme. Il mondo delle popolari ha sempre avuto affidamenti a fronte delle proprie azioni. Da sempre. Alcuni statuti di banche popolari addirittura stabilivano che gli affidamenti andavano concessi prima ai soci e solo dopo, se restava qualcosa, ai clienti non-soci. Tenete anche conto che le presunte operazioni baciate evidenziate dalla Bce nell'ispezione del 2016 secondo nuovi e più stringenti criteri entrati in vigore nel 2014 sono di circa 250 milioni e si riferiscono ad un manipolo di operazioni relative a più anni. Come si fa a parlare di prassi? Ci si dimentica anche che Veneto Banca era una cooperativa e nelle cooperative i soci prendono e danno». Allora perché quando è iniziata la crisi alcuni sono riusciti a vendere e altri no? «Fino a tutto luglio 2013, come vi ho detto, non c'erano problemi. Questi iniziano alla fine della seconda ispezione, quando iniziano a circolare voci di chissà quali problemi patrimoniali, che come ho spiegato e come ha certificato Bankitalia erano in realtà contenuti. È iniziata la crisi di fiducia e di credibilità della banca». Ma c'è comunque chi ne ha beneficiato. «Non sono stati fatti favori ad amici. Si dovrebbe dedurre anche solo dal fatto
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che mia sorella, i miei figli, mia moglie ed io abbiamo perso i nostri risparmi». Ma le baciate... «Non voglio e non posso ora entrare nei dettagli. Mi limito a ripetere che secondo la Bce si tratterebbe di circa 250 milioni ed un esiguo numero di operazioni, in base a nuove e più stringenti regole. È scritto». E bastano solo - si fa per dire - a occhio e croce 300/400 milioni di bilancio contestato per far crollare così una banca con 27 miliardi di impieghi e di oltre 3 miliardi di capitale? Non crede che se così fosse, un territorio come il Veneto avrebbe dovuto e potuto coprire il buco ed evitare tutto ciò che è accaduto? «Vi ripeto i numeri relativi alle contestazioni patrimoniali dell'ispezione di Bankitalia nel novembre 2013: 157 milioni di presunto capitale finanziato e 231 milioni di accantonamenti sui crediti. Ma guardate che nel 2014 Veneto Banca ha fatto un aumento di 475 milioni e ha convertito 350 milioni di prestito obbligazionario. Poi però sono cambiate le regole della vigilanza, inasprite notevolmente: nel gennaio 2015 c'è il decreto di riforma delle popolari e nel febbraio il blitz della Finanza che per la sua particolare evidenza ha diffuso sfiducia, se non addirittura panico fra i soci e clienti». E lei che cosa ha fatto? «Nel luglio 2015 me ne sono andato, e da quel momento in poi non posso sapere che cosa è successo se non che si è solo continuato a urlare sull'aereo, sugli sprechi, sugli amici degli amici, sulle ruberie eccetera. Il patrimonio di una banca è importante, ma le banche muoiono prima di tutto di liquidità e di rischio reputazionale. Ricordatevi che credito e credibilità hanno la stessa radice». Lei disegna uno scenario che richiama un metodo basato sulla distruzione della reputazione. Ma se fosse stato applicato a una banca sana e ricca avrebbe avuto lo stesso effetto? «Senza alcun dubbio, sarebbe crollata». Allora qual è la causa di ciò che è successo? «La tempesta perfetta. Determinata da una serie di coincidenze temporali: la crisi devastante che ha avuto una durata non prevedibile, oltre ogni aspettativa; poi l'ispezione della Finanza con il suo carico mediatico; poi l'introduzione della norma sul bail-in; poi la trasformazione delle popolari in Spa improvvidamente repentina che ha gravato particolarmente sulle non quotate ovvero sulle due popolari venete. E poi c'è un capitolo a parte». Perché a parte? È più rilevante? «Sì, è determinante: l'avvento della vigilanza europea con il carico di regole nuove che ad essa si sono accompagnate. Improvvisamente nessuna politica di bilancio appare più abbastanza prudente. Gli accantonamenti sugli immobili non sono mai sufficienti, così le banche non finanziano più l'acquisto degli immobili e quindi questi si deprezzano ulteriormente e di conseguenza le banche perdono ancora di più nell'attività di finanziamento degli immobili. Una spirale viziosa che trova riscontro nei bilanci di quasi tutte le banche, e sottolineo quasi tutte, che ogni 6 mesi rivedono in aumento gli accantonamenti sui crediti. Inoltre Bce a quel punto richiede coefficienti patrimoniali più elevati e quindi aumenti di capitale. Per Veneto Banca con gli aumenti richiede anche la quotazione in Borsa in un momento di depressione degli indici borsistici delle banche. Per di più fra le varie Autorità non c'è raccordo, e le decisioni vengono prese con tempi che non si conciliano con i tempi delle banche e del mercato». Ma le regole Bce sono state imposte a tutti.
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«Sì: ma oltre agli eventi che ho descritto, nessuna ha subìto una crisi reputazionale basata sul costante attacco alla passata gestione da parte della nuova amministrazione e non solo, almeno a partire dal settembre 2015 e culminato con le pesanti e scellerate affermazioni in occasione dell'aumento di capitale da un miliardo: la banca è alla canna del gas, la banca è un malato terminale. Risultato: la banca è andata in affanno. Era un risultato ovvio e prevedibile, ed è sorprendente e singolare che chi se ne è occupato non l'abbia visto arrivare. O non abbia voluto vederlo». Sta dicendo che ci sono stati due pesi e due misure per Veneto Banca e per le altre? «Quello che è successo per tutti gli altri beni non è stato accettato per le azioni delle banche popolari non quotate: il rallentamento della negoziabilità, dei tempi di vendita. Faccio un esempio: se uno ha una casa acquistata qualche anno fa a 100 euro, oggi non la vende certo a quel prezzo. Ma quando parla del suo patrimonio, sa di avere in tasca un potenziale di 100. Se però è costretto a venderla in tempi ristretti, come è avvenuto per le popolari, è ovvio che il valore crolla molto lontano da 100». E la sua gestione non ha nessun ruolo in tutto questo? Le sembra credibile? «Come vi dicevo abbiamo certamente sbagliato la valutazione sulla durata della crisi; non abbiamo avuto la visione d'insieme. Come tutti, peraltro. Tant'è che le iniziative che alcune istituzioni hanno preso sono state drastiche, ottuse, non hanno tenuto minimamente conto della reale situazione conseguente alla devastante crisi economica. Guardate cosa sta succedendo in queste settimane con Bruxelles. Per questo dico che ora la gente ha gli elementi per capire cosa è realmente successo». Ma dal punto di vista operativo le contestazioni della Finanza e della procura di Roma non si limitano alla mancanza di visione: emerge un disegno in cui la sua gestione ha ruoli e responsabilità dirette. «Indicatemi una sola ragione plausibile per cui io, alla vigilia dei settant'anni e già tecnicamente in pensione dopo vent'anni ai vertici di una banca considerata tra le migliori in Italia, avrei dovuto tutto d'un colpo diventare una sorta di malvagio da fumetto mettendo l'istituto in ginocchio, giocando con i risparmi delle persone per vedere volatilizzare la mia reputazione, i risparmi di una vita oltre alla tranquillità mia e dei miei cari. Una sola ragione! È evidente che la storia che ci stanno raccontando non regge. Ma come si dice: ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità». Lei sostiene di non essersi arricchito guidando Veneto Banca per vent'anni? «Io posseggo, o meglio possedevo visti i sequestri, semplicemente il frutto di 45 anni di lavoro mio e di 25 anni di lavoro di mia moglie. E tutto quello che ho è alla luce del sole, in Italia. Mai avuto nessun conto all'estero. Tuttavia ogni settimana, da due anni, si legge dei miei possedimenti, dei quadri, della villa in cui abito, e tutto viene presentato in una luce losca e colpevole, come se fosse un demerito l'aver creato ricchezza e benessere per migliaia di persone in vent'anni di lavoro. Sono stati costruiti addirittura falsi dossier su presunte società all'estero, e calunnie di ogni genere oltre ad interpretazioni volutamente distorte su singoli fatti sfruttate mediaticamente per alimentare una campagna contraria». Non pensa che il suo stipendio fosse esagerato?
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«Ho avuto uno stipendio alto, ma in linea con quelli degli altri dirigenti bancari. Non mi pare comunque che gli stipendi degli attuali manager siano scesi nonostante le condizioni della banca oltretutto siano ben diverse dal passato. E mai una volta sono stato accusato dalla magistratura di essermi appropriato indebitamente di un solo centesimo. Mai. Vi ricordo che sono indagato per ostacolo alla Vigilanza e per aggiotaggio, non per altro. Si sta cercando di dare tridimensionalità a un orco a cui addossare tutte le colpe di quanto sta succedendo, e viene comodo che abbia la mia faccia». Le popolari sono accusate di aver continuato a fare credito eccessivo. Lo rifarebbe? «Ma quale credito eccessivo, quale credito facile! Veneto Banca negli ultimi anni della mia gestione non è cresciuta per crediti concessi, ma prevalentemente per linee esterne cioè per i crediti entrati con le acquisizioni di altre banche. Non condivido assolutamente, perché non rispondente alla realtà, la leggenda di un credito elargito facilmente». Non era forse questa, in altre parole, la peculiarità della banca di territorio? «Parlare oggi di banca del territorio è desueto e sicuramente pericoloso, ma quello che abbiamo fatto per vent'anni è stato, permettetemi di dirlo, non solo ineccepibile ma grandioso. Sono migliaia le persone e gli imprenditori che confermerebbero il ruolo essenziale che Veneto Banca ha avuto per loro e per le loro attività, se solo la si smettesse di svendere la troppo facile verità della banca portata alla rovina da un nugolo di malfattori. E poi guardate dove ci sta portando questa nuova ondata di iper burocratizzazione e regole: l'economia langue, le aziende soffrono e le uniche degne di nota e di aiuti, spesso forzando le regole del gioco, sono le grandi aziende, mentre le piccole e medie vengono ignorate come parte di un sistema desueto e abbandonate al loro destino. Stiamo in fondo assistendo alla negazione del modello economico italiano, e ce la stanno facendo bere». Ma non tutto il sistema bancario italiano è così. «Davvero credete a questa favola? Possibile che nessuno si fermi a cercare di capire come mai la gran parte delle banche italiane, ripeto la gran parte, sia in crisi? Tanto per dirne una, l'intero sistema bancario italiano è appesantito da oltre 300 miliardi di euro di crediti deteriorati ed ha fatto negli anni più recenti aumenti di capitale per cifre da capogiro. Mica solo le due venete». Anche Bankitalia dice che in alcuni casi non è stata fatta un'adeguata analisi delle garanzie immobiliari, ad esempio il famoso fido a Verdini. «Verdini aveva la garanzia di uno degli uomini più ricchi d'Italia, il quale subito dopo la concessione da Veneto Banca si è comprato il credito. Mai fatto credito agli amici degli amici». A proposito di acquisizioni: avete fatto male ad acquisire Intra, banca Apulia e Fabriano? «Intra si è rivelata un affare peggiore del previsto; ma consideriamo che si parla del 2007 ed all'acquisizione concorsero altre sette banche. Fabriano idem, nonostante fossero banche vivisezionate dalla vigilanza di Banca d'Italia. E comunque non abbiamo buttato via soldi dei soci, non c'è stata uscita di risorse dirette. A parte Intra, abbiamo fatto concambi: carta contro carta, azioni contro azioni. I problemi maggiori sono venuti dal credito di Bim, da cassa di Fabriano e da Intra». È stato un errore anche l'acquisizione delle banche nei paesi dell'Est?
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«No. Innanzitutto c'è da tenere conto che l'investimento sostenuto all'epoca è stato di dimensioni ridotte. Poi è evidente che la crisi non è stato un problema nostrano, ma diffuso ed ha colpito anche questi paesi. Nonostante tutto io sono ancora convinto che strategicamente si tratta di realtà importanti, con potenziali di crescita straordinari». Lei ha incontrato i vertici di Etruria e l'allora ministro Boschi. Perché? Lo giudica opportuno o lecito da parte della Boschi? «Se i magistrati o una commissione d'inchiesta mi formuleranno questa domanda, risponderò volentieri a loro». Sempre con il senno di poi, c'è qualcosa di cui è accusato e che non rifarebbe? L'acquisto dell'aereo, dei quadri... «Sono fatti talmente marginali dal punto di vista economico che non ha nemmeno senso parlarne: sono solo serviti ad alimentare un tragicomico gossip funzionale alla demolizione reputazionale della banca, oltre che mia. Vanno bene per alimentare la distorsione della realtà nell'immaginario collettivo. La banca aveva più di 50 miliardi di raccolta tra diretta e indiretta e un patrimonio di 3 miliardi: e stiamo parlando di cosa? Di un aereo che vale 7-8 milioni? E lo dico a prescindere dalla sua utilità». Si aspetta di andare a processo? «Staremo a vedere. Lasciatemi dire però che il processo a Veneto Banca è in realtà il processo alla banca di territorio. La crisi di decine di banche medio piccole in Italia, mai vista prima per ottant'anni, ne è la riprova. Ho sempre creduto che una banca è ricca se è ricco il territorio in cui opera e che la banca è parte viva nel generare la ricchezza del territorio; la storia delle banche è piena di esempi positivi. Non abbiamo capito per tempo che ora la compliance, il risk management, l'audit sono le funzioni che nel nuovo mondo governano le banche: non ci sono più persone ma procedure, computer e ratios. La storia dirà quanto più sicuro e virtuoso sarà un mondo simile». Lei non ci crede? «Quando penso a come è stato erogato il credito in Veneto Banca, a quante imprese oggi esistono perché Veneto Banca ha creduto negli imprenditori che le hanno create e quante imprese esistono ancora ed hanno superato crisi difficili perché Veneto Banca le ha sostenute, mi creda, sono sereno. E sarò felice di rispondere in qualsiasi Tribunale». Ma dove sono finiti i miliardi raccolti da Veneto Banca? In quali tasche? «Di sicuro quei 50 miliardi non sono svaniti. La ricchezza di questo territorio è rimasta: gli è stato solo sottratto il controllo». E questa è una conseguenza di ciò che è accaduto o fin dall'inizio era l'obbiettivo? «Su questo, no comment». (2/Fine)
Per il sistema elettorale è fatta: il prosecchellum scelta obbligata
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Di Pietro Cotròn
"L'adozione del prosecchellum è l'unica via per uscire da questa crisi strisciante che sta logorando la maggioranza, il governo, le istituzioni e, soprattutto, il tessuto socio-economico del Paese. L'avevamo detto in passato ma non siamo stati ascoltati, forse anche perché alla fine delle nostre riunioni politiche i discorsi non erano del tutto di senso compiuto. In ogni caso siamo disposti a offrire al sistema politico la nostra collaborazione, oltre che da bere naturalmente. E, per favore, non soffiamo sul fuoco di una polemica già rovente, ora è il momento di aprire la bocca solo per bere del buon prosecco o sorseggiare dell'ottimo vino. Cin!". lo afferma il direttivo di Prosecco e Libertà dopo l'aperitivo. Ps Il comunicato lo scriviamo prima dell'aperitivo che è meglio. Pps. dopo, però, avremmo scritto cose più divertenti. Ppps, forse anche un po' volgari. Cin!
POLITICA / LAVORO
Contro il governo che ha ripristinato i voucher abolendo il referendum: il PCI Veneto aderisce alla manifestazione del 17 giugno Dopo aver cancellato i voucher evitando, così, il referendum promosso dalla CGIL che aveva raccolto milioni di firme, il governo li ha ripristinati con nome diverso estendendoli alle imprese sotto i 5 dipendenti: inizia così la nota che pubblichiamo di seguito di Giorgio Langella, segretario regionale del PCI Veneto. Una decisione approvata in commissione con i voti di PD, FI, Lega, ALA, AP (ex NCD). La reintroduzione dei voucher, inoltre, fa parte della cosiddetta "manovrina" sulla quale il governo intende porre la fiducia. Una scelta che, oltre ad essere una vera e propria truffa ai danni dei cittadini, è palesemente anticostituzionale in quanto reintroduce, peggiorandolo, quello che era oggetto di referendum abrogativo. Di Note ufficiali
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Con questa scelta, inoltre, il PD si schiera con la destra più retriva e regala al padronato uno strumento che renderà ancora più precario il lavoro nel nostro paese. La reintroduzione, sotto falso nome, dei voucher altro non è che la "legalizzazione" del lavoro nero. La CGIL ha indetto una manifestazione di protesta e di lotta per il 17 giugno. Per difendere e attuare la Costituzione, per un lavoro sicuro, garantito e giustamente retribuito, il Partito Comunista Italiano impegna tutte le strutture territoriali a contrastare la "legge truffa" che ripristina, di fatto, i voucher, dà il proprio appoggio alla lotta della CGIL e opererà per la massima partecipazione dei comunisti alla manifestazione del 17 giugno. È necessario che le iniziative contro il governo, che è espressione del PD, si estendano in tutto il territorio nazionale e che si sviluppi un amplio fronte democratico che impedisca l'umiliazione di chi vive del proprio lavoro.
ECONOMIA&AZIENDE / BANCHE
Ben gli sta agli ingordi ma povera BPVi, povero Veneto e soprattutto povere famiglie! Tutti scrivono di tutto di questi tempi, e non prima, sulle banche venete, ma nessuno o solo qualcuno scende nel particolare. Si tratta di banche anche dall'illustre passato, che però sono state rovinate a dir poco da una gestione sconsiderata, che si basava sul principio della catena di Sant'Antonio, complici anche molti imprenditori ingordi, che, a fronte di millantati utili futuri, si sono fatti prestare soldi per acquistare azioni. A loro ben gli sta, anche se ancora non hanno avuto la condanna del pubblico ludibrio. BPVi, già boccheggiante di suo grazie a Gianni Zonin e a chi lui aveva scelto per guidarla e gestirla, ha avuto anche la bella esperienza di Francesco Iorio, presuntuoso manager che ha trattato personalmente con Zonin (e una bella "indagine" su dove e come siano stati impegnati i sui circa 6 milioni di euro di emolumenti per poco più di anno ci starebbe bene).
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Di Citizen Writers
Il "manager" si è attorniato di amici, neanche fosse Gesù Cristo (ma, bisogna riconoscerlo, è stato più modesto, ne ha assunto solo 10, a cifre iperboliche, e spesso con quel meccanismo inusuale della buona entrata) e di fatto non ha gestito la banca. Ha solo parlato, e tanto . Ma tant'è. Oggi solo poche filiali sono state chiuse e solo pochi dipendenti hanno lasciato la banca e, a fronte di costi elevatissimi, la gestione è quasi scomparsa. Nessuno più deposita quattrini nella Banca Popolare di Vicenza, nemmeno a tassi stratosferici; il cost income, rapporto tra costi e ricavi, rimane superiore al 100%, percentuale folle (una banca ben gestita dovrebbe avere un costincome del 55%) e gli impieghi residui (prestiti, mutui e finanziamenti) rischiano di rimanere in piedi solo per i clienti più a... rischio. Che futuro potranno avere queste banche visto che il discorso vale anche per Veneto Banca? Nessuno. Ogni capitale inserito andrà bruciato, e anche alla svelta. Ma è così difficile da capire? Alla fine è probabile che sarà salvata solo MPS mentre il Veneto verrà abbandonato alla sua fine, che tra l'altro è anche quello che molti pensano sia il disegno di taluno. Povere famiglie, che nemmeno hanno avuto la soddisfazione morale di trovare un vero ed attuato provvedimento cautelare. Il danno e la beffa. Evviva. Un lettore
FATTI / ASSOCIAZIONI
La lettera di solidarietà a firma "Il fuori coro" per l'aggresione al vice ispettore della Polizia locale di Caldogno, Isola e Costabissara
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"Siamo Ufficiali ed Agenti appartenenti alla Polizia Locale di diversi Comuni d'Italia che, uniti nel comune intento di vedere finalmente approvata la riforma della Polizia Locale, abbiamo costituito sui social network un gruppo denominato "IL FUORI CORO", un luogo d'incontro dove, le nostre voci, possono andare al di là, nel pieno rispetto della legge...": ---inizia così la--l-----e----------t-------t-----e----------------r--------a-------- di--so--l--------i---da----rie----t---à-- p-----er------------- --i g--r----a---vi f-a--tt--i- ---------------ri--f--e-----------ri-t---i -a----l---l'---a--g-g---re--s-----s-i-------o-n------e- --su-----b-ita- d----al vice ispettore della polizia locale dell'Unione dei Comuni di Caldogno, Isola e Costabissara, lettera che pubblichiamo di seguito e indirizzata da "Il fuori coro"" alle autorità competenti*. Di Redazione VicenzaPiù
La--- l-----e----------t-------t-----e----------------r--------a-------- di--so--l--------i---da----rie----t---à-- p-----er------------- --i g--r----a---vi f-a--tt--i---------------ri--f--e-----------ri-t---i -a----l---l'---a--g-g---re--s-----s-i-------o-n------e- --s--u-----b-ita- d----al c-------ol--------l-e-g---a *Al sindaco di Costabissara (VI) Maria Cristina Franco, al sindaco di Caldogno (VI) Nicola Ferronato, al Sindaco? di Isola Vicentina (VI) Francesco Enrico Gonzo, al Comandante della Polizia Locale dell'Unione dei Comuni di Caldogno, Isola e Costabissara (VI). Ermanno Pianegonda e p.c. alle autorità politiche nazionali e regionali competenti e cioè al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Paolo Gentiloni Silveri, al Ministro dell'Interno On. Domenico Minniti detto Marco, al Vice Ministro dell'Interno On. Filippo Bubbico e al Presidente Regione Veneto Luca Zaia "Il FUORI CORO" nasce con la ferma volontà di diffondere una identità e promuovere un senso di appartenenza tra tutti i 60.000 operatori della Polizia Locale d'Italia, portando avanti iniziative intese proprio a rafforzare lo spirito di Corpo unitario. Dall'articolo di cronaca del quotidiano on-line "ilgazzettino.it" del 21 Aprile u.s. "Pirata della strada trascina agente per 50 metri: 40 giorni di prognosi", abbiamo appreso che:
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"COSTABISSARA - Dalle 22 di mercoledì 19 aprile è caccia al pirata della strada. A Motta, all'altezza della nuova rotatoria sulla Provinciale 349, il conducente di un Golf grigia ha trascinato per una cinquantina di metri il vice ispettore della polizia locale dell'Unione dei Comuni di Caldogno, Isola e Costabissara. Il funzionario è ricoverato al San Bortolo di Vicenza con undici costole rotte, fratture e traumi vari per una prognosi di 40 giorni. Il fatto si è verificato poco prima delle 22 quando una pattuglia impegnata nel servizio serale ha intimato l'alt a una Golf grigia proveniente da Thiene. L'auto accosta, il vice ispettore si avvicina e chiede i documenti all'uomo alla guida che riparte all'improvviso. Sono attimi terribili per l'agente che viene trascinato e sballottato per una cinquantina di metri lungo la Provinciale 349 in direzione di Vicenza. Nella caduta sull'asfalto è stato sbalzato nella corsia opposta, fortunatamente sgombra in quel momento: soccorso dal Suem di Vicenza è stato ricoverato, cosciente, al San Bortolo. Il pirata dovrebbe avere le ore contate per i riscontri raccolti dalla polizia locale del comandante Ermanno Pianegonda". Da un altro articolo di cronaca del quotidiano on-line "vicenzatoday.it del 21 Aprile u.s. "Vicenza, fermato il "pirata" che ha investito l'agente: è un 43enne vicentino. La polizia locale di Vicenza hanno preso a Parco Città l'uomo che è fuggito allo stop di vigili a Costabissara, trascinando per 50 metri un vice ispettore", abbiamo appreso che: "È un vicentino del '74, iniziali A.D. e residente in città il pirata della strada che mercoledì alle 22 a Motta di Costabissara ha investito un vigile, trascinandolo per 50 metri sull'asfalto. Gli agenti della polizia locale di Vicenza, con appostamenti e attraverso il riconoscimento della Volkswagen Golf di grigia con la quale ha travolto il funzionario pubblico, hanno proceduto al fermo dell'uomo in zona Parco Città verso le ore 9 di venerdì. L'automobilista, dopo essere stato portato nella sede di contrà Soccorso Soccorsetto, è stato interrogato e denunciato per lesioni gravi e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo le prime ricostruzioni la sua patente di guida risulta essere revocata, contingenza che forse l'ha portato al gesto inconsulto. L'agente della polizia locale del Consorzio dell'Unione dei comuni di Caldogno, Costabissara e Isola Vicentina si trova attualmente ricoverato con fratture multiple in ortopedia all'ospedale San Bortolo". BENVENUTI NELL'ARENA Proprio come nell'arena per i ludi gladiatori. Aspettiamo il responso del pollice per capire se avremo vita oppure morte. Peccato però perché non siamo nell'Anfiteatro Flavio, non siamo nel II° secolo A.C.; siamo nel terzo millennio, nella civilissima provincia di Vicenza e la decisione se ci toccherà vita o morte, non è nelle auguste mani di un imperatore romano ma piuttosto in quelle ben più plebee di un automobilista. Un automobilista che con patente revocata ha investito un collega della Polizia Locale che lo aveva fermato durante un posto di controllo. Investito, trascinato per una cinquantina di metri e con un conseguente quadro clinico da brividi. Fratture e traumi vari, undici costole rotte e 40 giorni di prognosi. Ovviamente, anche in questo caso, il nostro "eroe" si è dato alla fuga. Il termine pirata della strada forse è riduttivo per questo individuo che si arroga il diritto di decidere se un collega, se un uomo che sta compiendo il proprio dovere meriti di essere investito rischiando la morte. Ecco il nodo, l'arroganza che si pone al
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di sopra di ogni etica e di ogni morale pretendendo di diventar diritto. Il diritto di circolare magari senza copertura assicurativa, magari sotto effetto di alcool o di sostanze stupefacenti; oppure con la patente revocata come ci rende noto questo ennesimo tristo fatto di cronaca. Ne è piena oramai questa cronaca di episodi analoghi a quello di Vicenza ed ogni episodio porta sempre con sé una amarezza infinita. Qui non si tratta più di discriminare se la legge debba punire più o meno severamente o se l'inasprimento delle pene possa essere un valido deterrente a dissuadere certi dolosi comportamenti. Qui si sta mettendo in gioco il Diritto stesso, ovvero quell'insieme di norme che uno Stato esercita, ma che spesso viene confuso con sinonimo di potere, di facoltà di fare ciò che si ritiene opportuno o conveniente in barba ad ogni regola, limite etico o morale; una sorta di superomismo Nietzscheiano adattato però ad una propria e ben più materiale filosofia opportunistica. Umane miserie ben più misere se si riflette che c'è un collega in ospedale che sembra stato "passato al setaccio". Un collega che non è tutelato per quello che fa tutti i giorni per la sua comunità ed al quale nulla sarà riconosciuto per quanto ha subito in questa occasione. Unica consolazione alla quale possiamo aggrapparci è che il pirata della strada è stato in breve rintracciato e denunciato. Un vicentino poco più che quarantenne al quale era stata revocata la patente. Un altro che nell'arena ha deciso per il pollice verso e poco importa se a farne le spese è un "vigile". Tanto, magari avrà pensato, ce ne sono anche troppi in giro. Benvenuti dunque nell'arena colleghi, non saluteremo come i famosi "morituri" ma scenderemo in campo con la determinazione di sempre, nonostante tutto, nonostante tutti. Non solo multe... La vecchia e classica figura del Vigile Urbano è in soffitta da anni da decenni, ora le metropoli, le città ma anche i piccoli centri urbani sono cambiati. La sicurezza urbana e il controllo del territorio sono diventate una priorità per tutte le amministrazioni locali. Sono cambiati i contesti rispetto al passato. I fenomeni criminosi si sono acuiti, le attività illegali sono aumentate, la maleducazione è aumentata, l'inciviltà è aumentata, l'immigrazione clandestina è aumentata... il tessuto urbano e sociale delle città in cui viviamo è cambiato... In questo contesto la Polizia Locale al pari delle altre F.O. opera nei centri urbani occupandosi di una miriade di attività istituzionali: Polizia stradale (controlli di ogni genere, rilevazione di incidenti stradali, viabilità, ecc.), Polizia edilizia (controlli di polizia giudiziaria sul rispetto delle normative vigenti in materia di abusivismo urbanistico-edilizio), Polizia amministrativa (controlli sugli esercizi commerciali), poi ci occupiamo di tutela dell'ambiente (controllo veicoli abbandonati, discariche abusive, e tutta un'altra serie di attività correlate alla tutela del territorio), controllo e repressione, per il commercio esercitato in forma ambulante, di tutte le attività illecite connesse alla vendita di merce contraffatta e non (i venditori abusivi di origine extracomunitaria e/o comunitaria vedi ROM) a tal proposito visto il propagarsi del fenomeno dell'abusivismo commerciale (cinesi, africani, ROM, bengalesi, ecc.) sarebbe opportuno operare congiuntamente alle altre F.O. per reprimere un fenomeno che sta pian piano portando degrado nelle nostre belle città d'arte, sulle spiagge, località turistiche balneari, montane, lacustri, rendendole dei veri e propri suk. Operiamo, senza alcuna tutela giuridico-contrattuale, nei campi ROM in molte situazioni di degrado e grave pericolo per l'incolumità degli operatori e sposti a rischi enormi. Operiamo nei siti ove sbarcano i "migranti-clandestini-profughi". La Polizia Locale
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interviene molte volte in operazioni coordinate INTERFORZE unitamente a Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza per attività anche complesse e articolate sotto il profilo tecnico organizzativo. Affianchiamo il personale sanitario nei TSO. Ci prendiamo carico di mille segnalazioni che vengono fatte dai cittadini in merito financo alle più assurde richieste. La vecchia figura del "Vigile Urbano" intento a fare le multe non esiste più, oggi quell'aspetto è una parte di altre decine di attività istituzionali che la Polizia Locale svolge sul territorio a servizio della collettività e dei cittadini cercando di salvaguardare e tutelare l'interesse generale. Ci occupiamo di microcriminalità, spaccio di droga, furti, scippi, rapine, prostituzione, reati compiuti da minori (per la maggior parte commessi da bambini - ragazzi di etnia ROM). Le Procure della Repubblica sparse sul territorio nazionale delegano alla Polizia Locale una miriade di indagini su disparate materie assorbendo molto personale in queste attività di Polizia Giudiziaria. Le attività di controllo del territorio rendono le nostre città più sicure, le preservano dagli "attacchi barbarici", dalla decadenza morale e permettono ai cittadini di vivere più serenamente con maggiori tutele. A fronte di questi gravosi impegni ne deriva una maggiore esposizione ai rischi, non passa giorno che non si leggano dalle cronache dei quotidiani locali di aggressioni o peggio a danno degli uomini e donne della Polizia Locale. Gli atti di violenza che subiscono gli appartenenti alla Polizia Locale, reiterati quotidianamente, non si contano più: agenti aggrediti, minacciati personalmente o fatti oggetto di atti vandalici ai propri beni (vedi auto incendiata ad una collega), feriti o addirittura uccisi (Niccolò Savarino, Michele Liguori, Maria Ilardo, Francesco Bruner, Vincenzo Cinque, Sara Gambaro, Luigi Ancora solo per citare alcuni...) un vero e proprio bollettino di guerra destinato a riportare sempre più cattive notizie. Una guerra ignorata dal mondo giornalistico a livello nazionale, capace solo di rappresentare la figura del Poliziotto Locale come il daziale degli anni 50 del secolo scorso, capace solo di far le multe e omettere di descrivere ciò che di positivo viene fatto e di riportare nelle cronache che i famigliari di tante Giacche Blu sono diventate vedove, vedovi, orfani... dimenticati non solo dai giornali ma purtroppo anche dalle Istituzioni. Con i fatti, non con le chiacchiere, le Donne e gli Uomini della Polizia Locale Italiana, dimostrano di essere il primo, vero, baluardo della legalità e di essere la vera Polizia di Prossimità, vicina al cittadino. Per tutto questo, D.ssa Franco, Dott. Ferronato, Dott. Gonzo, Dott. Pianegonda, Vogliate farvi carico, di far pervenire un'istanza, presso le opportune sedi Istituzionali, che rappresenti la voce dei 60.000 agenti e ufficiali, che indossano ogni giorno con alto senso del dovere l'uniforme di poliziotto locale e che chiedono RIFORMA e TUTELE per la categoria. Noi del FUORI CORO lo abbiamo fatto in più occasioni, anche recentemente scrivendo a cuore aperto al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato. Le Istituzioni debbono una risposta politica a chi le serve quotidianamente. Il tributo di sangue che sta versando la Polizia Locale d'Italia sull'altare del senso del dovere, dello spirito di sacrificio e di Corpo, rende urgente e improcrastinabile una Riforma organica e strutturale della P.L. che vada oltre la L. 65/86, adeguandosi ai cambiamenti e alle mutate esigenze dei nostri centri urbani che richiedono la cosiddetta "Sicurezza Integrata del Territorio", ma soprattutto una modifica all'art. 6 del D.Lgs. 201/2011 (cosiddetto Decreto Monti) che restituisca dignità ai 60.000 uomini e donne della Polizia Locale
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d'Italia e restituisca le Tutele cancellate maldestramente a danno di chi ogni giorno si sacrifica e veste con onore una divisa al pari delle altre Forze dell'Ordine. Ma noi, consci delle nostre possibilità e capacità, andiamo fieramente avanti e consapevolmente certi che prima o poi il "lavoro" paghi, attendiamo i giusti riconoscimenti e rimaniamo in attesa che chi è alla guida del Paese si accorga finalmente che 60.000 agenti e ufficiali della Polizia Locale d'Italia sono meritori delle dovute TUTELE e della tanto agognata RIFORMA... Con la presente, il Fuori Coro vuole infine rappresentare ed esprimere la più totale vicinanza al Comando del Corpo della Polizia Locale dell'Unione dei Comuni di Caldogno, Isola e Costabissara per il terribile fatto accaduto..., Sig. Sindaco, Sig. Comandante, la nostra solidarietà a tutti Voi. Certi di un Vs. positivo riscontro inviamo cordiali saluti. mail to: ilfuoricoro@libero.it Pagina facebook Il Fuori Coro - Polizia Locale IL FUORI CORO Adriana Gobbi (Roma) Alba Biccari (Trinitapoli - BT) Alberto Dibiase (Paderno Dugnano - MI) Alberto Largiader (Grosseto) Alberto Morano (Filadelfia - VV) Alberto Tortul (Paderno Dugnano - MI) Alessandro Colucci (Busto Arsizio - VA) Alessandro Giussani (Paderno Dugnano - MI) Alessandro Moretti (Pisa) Alessandro Munnia (Zafferana Etnea - CT) Alessandro Pavan (Milano) Alessandro Turini (Unione Valdera Comando territoriale Lari - PI) Alessio Fionda (Milano) Alice Balcan (Vimercate - MI) Alvaro Piccinno (Trepuzzi - LE) Andrea Alberti (Fiorenzuola d'Arda - PC) Andrea Belli (Roma) Andrea La Manna (Casamarciano - NA) Andrea Lucatorto (Bari) Andrea Parmeggiani (Modena) Andrea Recchia (Trecate - NO) Andrea Volpi (Fontanellato/Fontevivo - PR) Angela Cortesi (Roma) Angela Zampilloni (Comando Associato Albano Laziale e Castel Gandolfo RM) Angela Maria Greco (Roma) Angelo Palillo (Agrigento) Angelo Tedde (Sassari) Anita Canale (Milano) Anna Cicimurri (Anzio - RM) Anna Esposito (Roma) Antino Sanzone (Milano) Antonella Campanelli (Roma) Antonella Marucci (Agrigento)
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Antonella Morandi (Uboldo - VA) Antonella Scardino (Roma) Antonello Iazzetta (Volla - NA) Antonello Maiuri (Mazzano Romano - RM) Antonino Bonventre (Trapani) Antonino Mammana (Scicli - RG) Antonio Chiodo (Cusano Milanino - MI) Antonio Dalò (Toscolano Maderno - BS) Antonio Denaro (Parma) Antonio Gerani (Sassari) Antonio Mazzanobile (Palermo) Antonio Quagliata (Agrigento) Antonio Sillaro (Cerami - EN) Antonio Telesca (Origgio - VA) Attilio Marconetti (Lodi) Bachisio Lai (Oschiri - OT) Barbara Cerqua (Roma) Barbara Fazzari (Roma) Barbara Valeri (Roma) Bartolomeo Pacetto (Scicli - RG) Bettina Lusso (Pisa) Bruno Mormile (Roma) Carla Penno (Asti) Carlalberto Presicci (Desenzano del Garda - BS) Carlo Gugliotta (Modica - RG) Cesare Marianetti (Roma) Cinzia Lanciotti (Roma) Cinzia Pignani (Roma) Claudio D'Aquila (Chiari - BS) Claudio Pierangelini (Bracciano - RM) Claudio Provenzano (Tuglie - LE) Claudio Vanin (Jesolo - VE) Claudio Verde (Tursi - MT) Corrado Di Natale (Floridia - SR) Cristiano Curti Giardina (Napoli) Cristiano Giambrone (Torino) Cristina Antonini (Terni) Cristina Iencinella (Genova) Cristoforo Domiziano Franzini (Livigno - SO) Daniela Caporaso (Roma) Daniela Gennaro (Roma) Daniela Palmieri (Roma) Daniele Campani (Unione Valdera - PI) Danila Gabetti (Novara) Dario Boccuti (Avellino) David Rugeri (Terni) Davide Carmine Perone (Isernia) Diego Migliorati (Moncalieri - TO) Dino Olimbo (Faenza - RA) Domenica Zema (Reggio Calabria) Domenico Angelelli (Galatina - LE)
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Domenico Ligato (Latina) Domenico Sambataro (San Giovanni la Punta - CT) Donato Di Palo (Napoli) Donato Palmieri (Castellammare di Stabia - NA) Edoardo Malcesi (Bari) Efisio Muscas (Cagliari) Elena Severini (Roma) Elena Sutera (Modena) Eliana Bocci (Roma) Elio Chiappa (Farigliano - CN) Emanuela Mariani (Roma) Emanuela Spalvieri (Roma) Emanuele Messina (Busto Arsizio - VA) Emiliano Mecca (Tolve - PZ) Emiliano Nacar (Portici - NA) Enea Marimpietri (Roma) Enrica Michelini (Bibbiena - AR) Enrico Radice (Origgio - VA) Enza Spiridione (Matera) Enzo Cirelli (Campobasso) Eros Soffritti (Milano) Eros Zalambani (Cervia - RA) Espedito Giglio (Afragola - Na) Ettore Lupi (Ospitaletto - BS) F. Rita Tumminelli (Gela - CL) Fabio Sellone (Torino) Fabrizio Gambardella (Caronno Pertusella - VA) Fabrizio Piacentini (Roma) Federico Piva (Misano Adriatico - RN) Federico Sallusto (Portici - NA) Filippo Monica (Parma) Francesca Castellan (Roma) Francesco Bruzzese (Gardone Val Trompia - BS) Francesco Caldarola (Imperia) Francesco Caliccia (Penna in Teverina - TR) Francesco Castellani (Genova) Francesco Ciancio (Roma) Francesco Ferronetti (Napoli) Francesco Ganci (Roma) Francesco Lazzari (Roma) Francesco Nota (Deliceto - FG) Francesco Rapa (Agrigento) Francesco Toscano (Mentana - RM) Francesco Trigili (Buccheri - SR) Francesco Paolo Bellante (Palermo) Francesco Patamia (Reggio Calabria) Franco Abelardo (Tramutola - PZ) Franco Podda (Cagliari) Fulvio Riccardo Platania (Milano) Gaia Farace (Anacapri - NA) Giacomo Bonciani (Monza)
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Giacomo Desogus (Cagliari) Giacomo Peano (Gerenzano - VA) Gianfranco Piccolantonio (Molfetta - BA) Gianluca Gaddi (Roma) Gianluca Sebastiani (Ravenna) Gian Maria Rossetti (Zafferana Etnea - CT) Gian Piero Marotti (Roma) Gianna Ferrari (Sassuolo - MO) Gianni Cipullo (Velletri - RM) Gianni Levote (Sassuolo - MO) Gianni Sansonne (Milano) Gianni Scribano (Ispica - RG) Gianni Spedale (Palermo) Gianni Velardita (Aidone - EN) Giannico Zicola (Unione Terre d'Acqua - BO) Giorgio Galli (Uboldo - VA) Giorgio Mazzi (Viterbo) Giorgio Ruta (Modica - RG) Giorgio Vignaroli (Ladispoli - RM) Giovanna Dominioni (Viterbo) Giovanni Capuano (Nettuno - RM) Giovanni De Angelis (Terni) Giovanni Dongiovanni (Opera - MI) Giovanni Galleri (Corsico - MI) Giovanni Saviano (Borgo Val di Taro - PR) Giovannino Caruso (Rende - CS) Giuseppe Arlia (Terni) Giuseppe Ciasullo (Prato) Giuseppe Di Salvo (Carlentini - SR) Giuseppe Giannattasio (Alto Reno Terme - BO) Giuseppe Napoli (Caccuri - KR) Giuseppe Parisi (Gallipoli - LE) Giuseppe Sacco (Portici - NA) Giuseppe Scolaro (Iseo - BS) Giuseppe Talluto (Caltanissetta) Giuseppe Vurchio (Uboldo - VA) Giuseppe Francesco Minasola (Follonica - GR) Giuseppe Giovanni Palmieri (Gizzeria - CZ) Giuseppina Totaro (Palermo) Giusy Bisanti (Belmonte Mezzagno - PA) Grazia Berardino (Roma) Grazia Fanelli (Tursi - MT) Graziano Galassi (Osimo - AN) Hernanda Maresca (Roma) Ignazio Agati (Palermo) Ignazio Bonomo (Modica - RG) Ilenia Nicolaci (Milano) Immacolata Montefusco (Roma) Iolanda Ferraro (Corsico - MI) Ivan Polacci (Lucca) Jusva Gariboldi (Merate - LC)
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Laura Ferri (Misano Adriatico - RN) Laura Grimaldi (Roma) Laura Loreti (Roma) Laura Sarrocchi (Roma) Letizia Ferri (Rimini) Letizia Ventre (Roma) Lorenzo Fenzi (Valle del Boite - BL) Lorenzo Renna (Torchiarolo - BR) Luca Cicalese (Salerno) Luca Gualtieri (Milano) Luca Iuculano (Parma) Lucia Cataldo (Bari) Lucia Giugno (Pozzallo - RG) Lucia Grosso (Veglie - LE) Lucia Muselli (Piacenza) Luciana Russo (Paderno Dugnano - MI) Luciano Cioni (San Miniato - PI) Lucio Solimene (Avellino) Luigi Armenio (Molfetta - BA) Luigi Reccia (Napoli) Luigi Vella (Pavia) Luisa Gambaro (Galliate - NO) Maksim Spiller (Fagnano Olona - VA) Manlio Caviglioni (Roma) Manuela Valli (Castiglion Fiorentino - AR) Marcello Massari (Milano) Marcello Scivoletto (Modica - RG) Marco D'Errico (Paderno Dugnano - MI) Marco Iavazzo (Roma) Marco Rohrssen (Pesaro) Marco Rosati (Fossano - CN) Marco Zana (Orzinuovi - BS) Maria Sosto (Rossano - CS) Maria Giacoma Prestifilippo (Barrafranca - EN) Maria Grazia Di Rosa (Napoli) Maria Rosa Liuzzo (Uboldo - VA) Maria Scala Castellano (Morlupo - RM) Maria Stella Avola (Barrafranca - EN) Maria Teresa Medda (Unione Comuni Parteolla e Basso Campidano - CA) Maria Vincenza Buffoni (Roma) Marialba Leone (Bacoli - NA) Marialuce Benedetti (Como) Mariella Vella (Alcamo - TP) Marilina Vitale (Frattamaggiore - NA) Marina Marcelli (Roma) Mario Catania (Ramacca - CT) Mario Ciaccio (Sciara - PA) Mario Esposito (Casavatore - NA) Mario Micheli (Bergamo) Mario Negri (Castelnuovo di Porto - RM) Mary Scalese (Galatina - LE)
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Massimiliano Caboni (Cagliari) Massimo Castagna (Bolano - SP) Massimo Rosatelli (Velletri - RM) Matteo Mallia (Fontanellato/Fontevivo - PR) Maurizio Bartuccio (Fonte - TV) Mauro Iuliano (Torre del Greco - NA) Melania Cartei (Firenze) Michela Montalto (Roma) Michelangelo Pompei (Roma) Michele Capiali (Sassari) Michele Di Giacomo (San Salvo - CH) Michele Falco (Napoli) Michele Paolella (Fagnano Olona - VA) Michele Petrone (Tramutola - PZ) Milena Brunelli (Bologna) Monica Clava (Roma) Monica Patti (Roma) Monica Rossi (Fidenza - PR) Nanni Giovanni Nateri (Quartucciu - CA) Nicola Airò (Mandello del Lario - LC) Nicola Alberti (Sirmione - BS) Nicola Di Gioia (Modena) Nicola Grisanti (Milano) Nicola Perra (Cagliari) Nicola Vazzaz (Bologna) Omar Serra (Milano) Paolo Fiorelli (Morbegno - SO) Paolo Masini (Unione dei Comuni Empolese Valdelsa - FI) Paolo Pilloni (Cagliari) Paolo Rosa (Potenza) Pasquale D'Ascoli (Napoli) Pasquale De Marco (Milano) Pasquina Dima (Brindisi) Patrizia Corradini (Follo - SP) Patrizio Giugliano (Napoli) Piero Cancelliere (Matera) Piero Catellani (Reggio Emilia) Piero De Carlo (Sarnico - BG) Pietro Dello Iacovo (Paolisi - BN) Pina Moffa (Castelfranco Veneto - TV) Pino Grippo (Stornara - FG) Pompeo Bellino (Sant'Andrea di Conza - AV) Raffaele Nocerino (Napoli) Raffaele Stillitano (Vibo Valentia) Riccardo Muraglia (Terlizzi - BA) Roberta Berti (Roma) Roberta Greco (Vibo Valentia) Roberto De Rosa (Napoli) Roberto Caruso (Cosenza) Roberto Floris (Cagliari) Roberto Sarrocco (Nettuno - RM)
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Roberto Scipioni (Rimini) Roberto Visioni (L'Aquila) Rocco Figliulo (Tito - PZ) Rocco Rubicondo (Melfi - PZ) Rosario Di Marino (Bacoli - NA) Rossella Polidoro (Roma) Rudy Collodet (Sinistra Piave - TV) Sabrina Mipelli (Roma) Salvatore Della Luna Maggio (Teggiano - SA) Salvatore Esposito (Sciacca - AG) Salvatore Fico (Roma) Salvatore Pasquariello (Orta Nova - FG) Salvo Daidone (San Giovanni la Punta - CT) Samantha Scocchi (Roma) Serena Milan (Corpo Intercomunale Preganziol/Casier - TV) Sergio Liberali (Isola della Scala - VR) Sergio Terzetti (Godiasco Salice Terme - PV) Silvana Faliero (Montalbano Jonico - MT) Silvano Pulga (Milano) Silvia Lepore (Roma) Silvia Mazzarella (Roma) Simona Barbeschi (Roma) Simona Saracino (Varese) Simona Sgariglia (Nemi - RM) Simone Grisanti (Tivoli - RM) Simone Leoncini (Parma) Simone Masi (Unione Comuni Empolese Valdelsa - FI) Simone Miele (Roma) Sonia Prospitti (Roma) Stefania Crema (Unione Terre d'Acqua - BO) Stefania Fanfani (Ugento - LE) Stefania Lesce (Roma) Stefano Di Celmo (Unione Comuni Romagna Forlivese - FC) Stefano Di Maria (Rho - MI) Stefano Dondelli (Calvagese / Muscoline - BS) Stefano Pitarresi (Milano) Stefano Ramponi (Sommacampagna - VR) Stefano Rossetti (Viterbo) Tiziana Giavatto (Scicli - RG) Ugo Latella (Gioia Tauro - RC) Ulisse Barbarese (Terni) Valerio Carrozzo (Trepuzzi - LE) Vanda Vinci (Reggio Calabria) Veronica Gioia (Napoli) Vincenzo Cirillo (Meolo - VE) Vincenzo Cristiano (Livorno) Vincenzo D'Emma (Palermo) Vincenzo Di Paolo (L'Aquila) Vincenzo Di Rosa (Napoli) Vincenzo Intartaglia (Procida - NA) Vincenzo Montella (Portici - NA)
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Vito Bellomo (Bari) Vito Davighi (Comacchio - FE) Vittorio Massimo Grassi (Roma) Viviana Aquilino (Roma)
FATTI / POLITICA
I terroristi di Londra e gli altri non sono Kamikaze, soldati giapponesi che si immolavano solo contro obiettivi militari Inghilterra sotto attacco, ancora sangue innocente per mano di "pochi islamici" che però fanno la differenza (per ora almeno 6 morti e quasi 50 feriti) e ancora si leva qualche voce che tende alla comprensione, al sostegno, all'analisi... Scusate, ma quale analisi? Dopo l'attentato del 22 maggio 2017, che ha fatto ventidue vittime, la sera del 3 giugno un furgone ha investito i pedoni sul London Bridge e ha continuato il suo percorso verso il Borough Market, un'area molto frequentata e piena di locali. Questi assassini plurimi, finita la corsa del furgone, non contenti hanno cominciato ad accoltellare i passanti... Da questo momento la storia si ripete e via con gli slogan. Io sono Londra, ieri ero Manchester, prima Parigi, Nizza, Bruxelles, ma mai io sono Gerusalemme o Tel Aviv ... e sì che di attentati ce ne sono stati tanti in Israele... che da sempre è costretto a difendersi. Di Paola Farina
Se Israele uccide i terroristi, i giornali intitolano "Palestinese o Musulmano ucciso a Tel Aviv o a Gerusalemme"... o simili. Visto che tre attentatori sono stati eliminati dalla Polizia a Londra, mi spiegate adesso perché oggi i giornali non hanno scritto "Musulmani uccisi in Inghilterra"... Sono disorientata per la cecità degli europei (dopo 573 morti per terrorismo), non capisco le loro marce della pace e dell'accoglienza (ma
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quanti di loro dopo la marcia accolgono in casa un immigrato?), i gessetti, le bandierine... non capisco l'atavico pregiudizio antiebraico, le continue critiche all'America di Trump (Obama è un Nobel per la pace politico, ma, di fatto, di guerre ne ha fomentato più lui che altri)... E meno ancora capisco il dolore di facciata della gente. Il dolore appartiene purtroppo a chi perde qualcuno e non è necessario appropriarci anche di un sentimento doloroso che non ci appartiene... La morte va rispettata e non abusata, basti pensare che nella cultura ebraica il cimitero viene anche chiamato Bet hachayim, casa della vita o casa dei viventi. È forse perché ho insito nel mio DNA questo retaggio che ho molto rispetto per la morte. La pop star Ariana Grande, che questa sera bissa lo spettacolo mancato, dopo l'attentato che ha minato il suo tour ha espresso il suo dolore per le vittime col commento "non ho parole". Ma nessuno dimentichi che quest'artista è la stessa persona che qualche mese fa commentò l'elezione di Trump con la frase "assolutamente terrificante". Qualcuno abbia il coraggio di spiegarle che non è stato Trump a piazzare la bomba che ha assassinato i suoi ventidue fans e ferito molti altri, che non sono morti né per razzismo, né per islam fobia, ma d'islamismo. Anche questi ultimi attentatori sono islamici, giustamente uccisi dalla polizia inglese, come fa la polizia israeliana in caso di terroristi. Non è dato ora sapere se questi erano di seconda o terza generazione, se erano ben integrati (ma chi se frega), più o meno conosciuti dall'intelligence britannica. Fatto sta che l'attentatore del concerto di Ariana Grande era di seconda generazione, un altro esempio d'integrazione fallita. Ci hanno insegnato a chiamare "kamikaze" questi assassini e anch'io l'ho fatto, fino a quando un diplomatico giapponese mi ha spiegato che i kamikaze erano soldati giapponesi di un esercito regolare e s'immolavano per colpire solo soldati e attrezzature belliche di un nemico con cui erano in conflitto. Questi ammazzano amici e nemici colpevoli di aver scelto la democrazia. Smettano i politici di raccontare favole alla cittadinanza, ostaggio del buonismo politico e paraculato, cercare attenuanti tra i meandri della psicoanalisi... la smettano di cibarsi del "politicamente corretto" e comincino ad adoperarsi per tutelare le loro cittadinanze, colpevoli solo di averli votati in democrazia. Si ricordino i politici e le forze dell'ordine che la prevenzione antiterrorismo senza gli informatori e gli infiltrati è destinata a fallire, non l'ho deciso io, è una regola! C'è da aggiungere, per fortuna, che il sindaco londinese è musulmano, se fosse stato ebreo avrebbero detto di certo che tutto questo accade per colpa degli ebrei e di Israele... Per l'Europa sembra che il terrorismo islamista sia una sequenza di pellicole destinata ad essere elaborata in un finto documentario, per la cui celebrazione sono già pronte candele, fiori, vignette, striscioni, hashtag, canzoni e pelouches....Che vergogna!
P.S. Video in inglese, trasmesso anche in Israele, in cui si inneggia alla sharia... visibile in Inghilterra. L'Inghilterra è riempita da masse di persone che stanno cercando di creare uno stato islamico? Questi musulmani di lingua inglese lo rendono semplice da vedere per chi parla inglese. In nome di Allah, questo spettacolo di strada ha colpito le strade d'Inghilterra. È palesemente chiaro qual è il loro
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obiettivo - dominazione del mondo - anche oltre i miscredenti Video ripreso da questo link
POLITICA / SCUOLA E FORMAZIONE
Formazione in Regione Veneto, il 'complotto': per i corsi IPEA di Bassano trasferiti a IRIGEM tornano in scena Romano e Donazzan Dopo che, nell'ambito della nostra inchiesta sulla «formazione in Regione Veneto, il presunto "Clan Romano" ed Elena Donazzan. 700 mln dei fondi pubblici 2007-2013 in "mano" a consulenze private..», « ci sono arrivate a fine febbraio, ve lo abbiamo raccontato, ben 12 "diffide" a non pubblicare più e a "cancellare" quanto già pubblicato con tanto di riferimenti documentali ai nomi e ai fatti riferiti». Ne avevamo preso atto e... avevamo proseguito, dopo aver compiuto alcuni passi a tutela nostra e della prosecuzione del nostro lavoro per i lettori e i cittadini veneti, con l'articolo «La formazione in Regione Veneto: il, non più, presunto Clan Romano fa "risparmiare" sui controlli dei rendiconti e i fornitori dei CFP appartengono ai CFP. Come per l'Irigem degli Jannacopulos di Rete Veneta fan di Donazzan» pubblicato il 17 marzo ma, a parte un suo aggiornamento del 28 maggio scorso, avevamo rallentato lo studio delle carte, la base imprescindile di ogni nostro lavoro (nella foto Elena Donazzan a un open day Irigem). Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
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Come, infatti. ben sa chi ci segue, abbiamo dovuto completare il lavoro per presentare il 16 aprile scorso un'altra nostra inchiesta (cfr. il libro dossier " Roi. La Fondazione demolita" che bissa il primo della collana Vicenza Papers "Vicenza. La città sbancata") e le nostre risorsenon sono infinite anche per l'accuratenza dei riscontri che ci imponiamo. Ci scusiamo con i lettori, quindi, del rallentamento sul caso della formazione in Veneto, ma da oggi cercheremo di recuperare, in attesa di altre... minacce.
Siamo, quindi, nel marzo del 2014, i "magnifici" consulenti di Veneto Lavoro, Marco Giorio e Giansalvo Rosana, vengono incaricati di verificare l'accreditamento della "turbolenta" IPEA di Iles Braghetto e Marco Spiandorello. Dopo quasi due settimane di controlli dei due verificatori e la ricerca degli "aghi nel pagliaio" e sentite le inutili difese della scuola, Santo Romano, a fine luglio, firma la sospensione dell'accreditamento dell'Istituto, con sedi anche a Bassano, feudo di Irigem, per ben 360 giorni. In quel momento Ipea, gestita dalla nuova amministrazione Braghetto e Spiandorello, aveva realizzato attività formative a favore della Regione Veneto per quasi 2.500.000 euro, di cui vantava i relativi crediti. La motivazione della sospensione del Centro di Formazione Professionale ( CFP), siglata dal dirigente regionale, non ha a che fare con truffe o malversazioni conclamate a danno della Regione, bensì con "irregolarità" nei versamenti di quasi 300.000 euro del DURC, il documento di regolarità contributiva rilasciato dall'Inail - Inps, comunque obbligatorio per le aziende che erogano attività a favore della Pubblica Amministrazione. Ma in buona sostanza, ritiene l'amministrazione del CFP sospeso, la Regione sanziona drasticamente Ipea per non aver versato i contributi previdenziali alle scadenze previste, anche se contestualmente la medesima Regione era in ritardo di 16 mesi nelle erogazioni dei finanziamenti, che avrebbero consentito i pagamenti regolari. Eppure, sempre per Ipea e secondo qualche funzionario in disaccordo con i criteri adottati da Romano, circa il 50% delle scuole regionali soffriva dello stesso problema per "irregolarità contributiva", ma gli altri centri non erano mai stati colpiti con la sospensione dall'accreditamento, fatto che generava il circolo vizioso dei pagamenti ritardati del DURC. A seguito dello stop del centro scolastico Romano supera se stesso adducendo un'emblematica "tutela del diritto allo studio degli allievi in obbligo di formazione e istruzione" e il 3 agosto 2014 ammette con riserva i finanziamenti per i corsi 2014-2015 destinati ad Ipea e apre un bando per un eventuale subentro di altre scuole nell'eventualità "che Ipea non regolarizzasse il suo Durc entro il 15 settembre 2014". Eppure Ipea era in grave difficoltà finanziaria e i tempi concessi per sistemare le difformità contestate erano altrettanto impossibili. La finalità, direbbe un tal Andreotti se fosse ancora vivo "pensare male è peccato, ma spesso ci si azzecca", parrebbe evidente. Coincidenza vuole, infatti, che per i corsi di Bassano - quasi mezzo milione di euro annuali - si presenta, insieme ad alcune scuole di estetica dei dintorni, anche Irigem di Rosà. Tutto nella norma, se non fosse che il progetto presentato da Irigem non sarebbe stato conforme al bando e, come indicato nelle direttive del bando,
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doveva automaticamente essere escluso dalla graduatoria. Invece la Commissione di valutazione, presieduta dalla funzionaria Valeria Rancan, ora trasferita, lo classifica addirittura primo in classifica. Ciò nonostante Ipea il 15 settembre, contro tutte le umane previsioni, regolarizza, con una rateizzazione amministrativa, il DURC. A questo punto Romano è obbligato dalla legge a rimettere in gioco Ipea, restituendogli l'accreditamento precedentemente sospeso. Intanto le pressioni che arrivano da Rosà, sede Irigem, "sono escandescenti. Il "doge" della formazione, contravvenendo con un "colpo di scena" alle norme del bando, elaborato dalla fedele Lara Lupinc, recupera il fatidico "barbiturico burocratico" e somministra la dose fatale ad Ipea. Gli comunica, infatti, il 30 settembre 2014, citando la solita "tutela degli allievi e le loro famiglie", cantilena che si trova in tutte le delibere riservate alle scuole da "controlare con scrupolo", eliminare?, che bisognava ricontrollare tutto (sedi scolastiche, contratti di lavoro, curricula dei docenti ecc.). In questo modo la scuola invece di ripartire agli inizi di ottobre, già in ritardo di 20 giorni dal calendario scolastico, viene sottoposta ad un nuovo esame amministrativo. Le ulteriori proroghe dell'avvio dell'anno scolastico portano i genitori degli allievi, inferociti da 40 giorni di ritardi, davanti ai portoni d'ingresso della scuola, il 24 ottobre 2014. Trecento tra genitori ed allievi occupano la scuola e dopo un'ora arrivano polizia e ULSS di Bassano oltre alle telecamere di Rete Veneta di Jannacopulos, a cui fa capo anche... Irigem. Le lezioni riprendono regolarmente il 25 ottobre e le contestazioni rilevate dall'ULSS di Bassano vengono superate con una Pec trasmessa alla scuola il 31-10-2014 alle ore 12.40 . Stranamente, però, l'assessore Elena Donazzan alle ore 15.30 dello stesso giorno revoca l'accreditamento ad Ipea di Bassano citando le carenze igienico sanitarie rimosse dall'autorità sanitaria tre ore prima ed assegna i corsi e i finanziamenti ad Irigem, di proprietà della famiglia Jannacopulos... Alla prossima puntata.
FATTI
Caritas Vicenza: ecco il nuovo "braccio operativo", nominato il Consiglio direttivo di Diakonia Onlus L'Associazione Diakonia onlus, braccio operativo della Caritas Diocesana Vicentina, nell'assemblea dei soci di venerdì 26 maggio ha nominato il nuovo Consiglio Direttivo, che si è poi insediato ufficialmente il 31 maggio nominando all'unanimità presidente Carlo Crosara e consiglieri Daniele Marini, Anna Maria Fiengo, Giampietro
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Pellizzer ed Ennio Angerer. Nel contempo l'assemblea dei soci ha nominato anche i membri del Collegio dei Revisori nelle personedi Alessandra Scalabrin, Massimo Simoni e Francesco Vencato. Di Comunicati Stampa
Nel rinnovare le cariche sociali, i soci - 20 parrocchie e tre associazioni hanno considerato l'invito che papa Francesco aveva rivolto al Convegno di Caritas Italiana dello scorso anno: "Nel mondo di oggi, complesso e interconnesso, la vostra misericordia sia attenta e informata; concreta e competente, capace di analisi, ricerche, studi e riflessioni; personale, ma anche comunitaria; credibile in forza di una coerenza che è testimonianza evangelica e, allo stesso tempo, organizzata e formata, per fornire servizi sempre più precisi e mirati; responsabile, coordinata, capace di alleanze e di innovazione; delicata e accogliente, piena di relazioni significative; aperta a tutti, premurosa nell'invitare i piccoli e i poveri del mondo a prendere parte attiva nella comunità, che ha il suo momento culminante nell'eucaristia domenicale. Poiché i poveri sono la proposta forte che Dio fa alla nostra Chiesa affinché cresca nell'amore e nella fedeltà".
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In questo cambiamento d'epoca, infatti, sorgono nuovi bisogni, nuove emergenze, e la Caritas Diocesana, assieme al suo braccio operativo Diakonia onlus, intende mantenersi fedele alla sua mission, con forme consone ai tempi e ai bisogni. Il desiderio di qualificare sempre più il proprio agire, valorizzando il metodo Caritas "ascoltare, osservare, discernere" per testimoniare la carità, ha portato a comporre una squadra che attinge a molteplici professionalità: dalle competenze sociali e sociologiche, a quelle sanitarie e giuridiche, gestionali ed amministrative. Per tale motivo sono stati interpellati professionisti che svilupperanno questi filoni di competenze, mirando a valorizzare il prezioso agire del personale dipendente e dei numerosi volontari. Se la chiamata al servizio è stata inaspettata, la risposta dei nuovi consiglieri è stata pronta e generosa, incrociando il loro desiderio di dedicare tempo e competenze maturate nelle loro esperienze lavorative in favore degli ultimi e dei più poveri del nostro territorio, mantenendo uno sguardo aperto sul mondo. La nuova squadra si è posta l'obiettivo di far giungere pienamente sulle persone bisognose tutto il grande potenziale umano, spirituale e professionale che i tanti volontari e i dipendenti dedicano alle persone più deboli e fragili della nostra società. "A nome della Caritas Diocesana Vicentina - commenta il Direttore della Caritas, don Enrico Pajarin - ringrazio il Consiglio Direttivo precedente per il prezioso impegno esplicato nel corso della loro missione, in particolare alla dottoressa Maria Giacobbo, presidente negli ultimi 15 anni. Un sentito grazie anche al Collegio dei Revisori".
Unesco, i comitati all'attacco: "Da questa amministrazione poca trasparenza" "Per stessa ammissione del vicesindaco Jacopo Bulgarini D'Elci questa amministrazione era ignorante in materia dei vicoli imposti dall'impegno preso nel '95 con l'Unesco. A questo si aggiunge una mancata trasparenza nel percorso svolto dal Comune dopo il rapporto Icomos e la missione degli esperti". Non usa mezzi termini Sandro Piermatteo vicepresidente di Italia Nostra Vicenza, durante la conferenza stampa indetta dal coordinamento dei comitati interessati alla vicenda Unesco l'incontro con la cittadinanza organizzato martedì sera al teatro Astra. Tante le questioni in ballo: Borgo Berga, la caserma Dal Din, il parco della Pace e, ovviamente, il Tav. Opere costruite o in divenire che hanno cambiato l'aspetto della città. Di Pietro Zanella
"Bisognerebbe rileggersi le pagine de Il Giornale di Vicenza del '95 che celebravano l'entrata di Vicenza tra i patrimoni dell'Unesco per capire che genere di impegno si era preso quella volta, un impegno non rispettat © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
o" -Esordisce la professoressa Francesca Leder, relatrice dell'incontro Variati c'era ma in questi anni Vicenza come amministrazione e punto di riferimento per il Comitato pilota (composto da vari sopraintendenze, proprietari delle ville palladiane e enti locali del territorio) che avrebbe dovuto vigilare sullo sviluppo del sito Unesco non sono mai intervenuti." Comitati e associazioni non hanno allo Hia (Heritage impact Assemsenet) e al rapporto sulla missione esplorativa dei tecnici Unesco lo stesso valore dato dall'Amministrazione Variati. "Il Comune ha venduto come una sua vittoria l'arrivo dei tecnici di Icomos, e il risultato delle loro considerazioni. Eppure tramite diversi impulsi sono stati i comitati a richiedere l'intervento dell'Unesco- continua Leder- aggiungo che la cittadinanza non è stata informata in modo corretto. prima di tutto il rapporto presentato in una conferenza stampa da Variati qualche settimana fa non è nemmeno un rapporto ancora ufficiale, inoltre l'Unesco parla direttamente con lo Stato centrale che poi, eventualmente comunica con i comuni interessati. Vicenza deve aver qualche santo in paradiso perché l'amministrazione ha avuto ed utilizzato direttamente i documenti inviati all'ambasciatore Unesco, il documento non è stato nemmeno tradotto ma subito si è convocata una conferenza stampa." Un atteggiamento giudicato frettoloso ed esagerato secondo i rappresentanti dei comitati, che domani porteranno le loro considerazioni alla cittadinanza. Tra gli invitati all''incontro di domani, pensato in primo luo per i cittadini e per rispondere alle loro domande e ai loro dubbi su cosa significhi essere un sito UNESCO, quali vantaggi ma anche quali obblighi questo comporti, anche l'amministrazione. "Sono i padroni di casa speriamo che vengano" ha concluso la professoressa Leader che domani assieme a prof Tiziano Tempesta, docente dell'Università di Padova condurrà l'incontro. Ad organizzare l'evento le organizzazioni: Civiltà del Verde, Comitato Antiabusi, Comitato Borgo Berga-santa Caterinella, Comitato Pomari, Comitato Popolare dei Ferrovieri, Comitato Zona San Giovanni, ComitatoVicenza Est, Cristiani per la pace, Italia Nostra (sezione di Vicenza), No Dal Molin, U4V Unesco for Vicenza.
FATTI
Bilancio positivo per il 13° Festival Biblico a Vicenza: un successo di presenze, contenuti e “clima” Sono stati 32.300 gli spettatori complessivi del Festival Biblico di Vicenza, manifestazione che ha proposto 224 eventi a ingresso gratuito concentrati in undici giorni, dal 18 al 28 maggio, con più di 300 ospiti partecipanti. Questo in sintesi il dato della tredicesima edizione. Ma, al di là dei numeri, la gioia riguarda l'essere riusciti
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anche quest'anno a portare, nelle località dove si è svolto il festival, ospiti nazionali e internazionali che hanno saputo creare occasioni di riflessione e di incontro per le persone che hanno scelto di lasciarsi coinvolgere e partecipare. Altri risultati sono sottolineati dalla direttrice Roberta Rocelli. «Uno degli obiettivi principali - spiega - è stato raggiunto: mi riferisco al rinnovamento generazionale del nostro pubblico e alla connessione in platea tra le varie stagioni di vita". Di Redazione VicenzaPiù
"Un aspetto qualificante - continua la direttrice - è stata la capacità di costruire un cartellone in cui non fossero presenti soltanto i grandi nomi immediatamente riconoscibili, ma anche realtà da valorizzare e sperimentazioni, come il progetto Agire la parola e il percorso originale pensato a Verona. Questo è l'input che abbiamo dato e le persone l'hanno raccolto, tanto che appuntamenti considerati "minori" hanno superato le cento presenze». « Per me è importante il "clima" che si respira nel corso del festival commenta il presidente Ampelio Crema - e devo dire che ho notato proprio un'atmosfera gioiosa che gli spettatori hanno cercato e voluto. In questo senso il dabar, il nostro café culturale, ha costituito un polo di attrazione e di stimoli importantissimo. Il clima era sereno anche nell'organizzazione, nonostante le fasi concitate: lo staff è stato sempre lucido e reattivo e i circa duecento volontari hanno lavorato bene e con passione». «Il Festival Biblico è un lavoro corale, basato sulla condivisione.- osserva il presidente Roberto Tommasi - Sono perciò contento del risultato ottenuto da questa edizione grazie a tutte le persone coinvolte. Un grazie anche ai partner, che hanno reso possibile lo svolgimento del festival e la sua sostenibilità economica. "Condividere" significa inoltre coinvolgere la comunità in cui si porta la Parola, e mi pare che l'adesione e l'entusiasmo che si respiravano in tutti gli incontri siano la miglior risposta».
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Punti da migliorare ce ne sono, e già non mancano le idee per la prossima edizione. « Proseguiremo sulla strada della commistione, della mescolanza tra le voci del filone biblico e di altri filoni non prettamente ecclesiali. - conclude la direttrice Rocelli - Ci piacerebbe accostare ulteriormente i due pensieri, che sono più vicini di quanto si possa pensare. Potenzieremo inoltre la scelta delle periferie urbane quale spazio di incontro, conferenze, arte».
FATTI
Bando della Regione Veneto per contributo a manifestazioni sportive. 160 mila euro il finanziamento a disposizione, 25.300 euro per Vicenza. La Giunta regionale del Veneto su proposta dell'assessore allo sport Cristiano Corazzari ha approvato il bando, anno 2017, per la concessione di contributi per l'organizzazione di manifestazioni sportive. "Lo scorso aprile - spiega l'assessore -, dopo aver acquisito il parere favorevole unanime della Consulta regionale per lo sport e quello della competente Commissione del Consiglio regionale, abbiamo varato il Piano esecutivo annuale per lo sport, che ha fissato in 160 mila euro l'ammontare delle risorse del 2017 da destinare a contributi per la realizzazione di manifestazione finalizzate alla promozione della pratica sportiva. Ora abbiamo approvato il bando che definisce i criteri e le modalità di accesso a detti contributi". Di Redazione VicenzaPiù
Al fine di soddisfare, nei limiti delle risorse disponibili, l'intero territorio regionale, il finanziamento a disposizione è stato preliminarmente così ripartito a livello provinciale, in base a criteri di estensione territoriale e popolazione residente: Belluno 16.850 euro, Padova 25.690 euro, Rovigo 15.700 euro, Treviso 25.150 euro, Venezia 25.260 euro, Verona 26.050
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euro, Vicenza 25.300 euro. Possono accedere ai contributi a fondo perduto (dai 1.000 ai 5.000 euro) le associazioni costituite da almeno un biennio alla data di presentazione della domanda, regolarmente iscritte a federazioni sportive, enti di promozione e discipline sportive e in possesso dell'iscrizione al registro CONI; le società sportive di capitali o cooperative costituite da almeno un biennio; i comitati organizzatori di eventi sportivi promossi dal CONI o dal CIP. Sono finanziabili le manifestazioni sportive realizzate nel Veneto, avviate e concluse nel 2017, riconducibili alle discipline olimpiche e paralimpiche, alle discipline sportive associate e alle attività riconosciute come sport tradizionale veneto, di rilievo agonistico, dilettantistico e amatoriale. La domanda di contributo deve essere trasmessa entro il 30° giorno dalla data di pubblicazione del Bando sul B.U.R. Veneto utilizzando esclusivamente i moduli approvati dalla Regione, che saranno reperibili sul sito internet regionale.
FATTI
Anziani, problema o risorsa? In provincia di Vicenza la popolazione è sempre più anziana Nel vicentino boom di anziani, gli over 65 sono 300 mila in più del 2006 (+22%). Gli anziani - sottolineano i segretari di Spi Cgil Igino Canale, FNP Cisl Vittorino Deganello e Uil Pensionati Roberto Merlo - vengono considerati una fascia debole, ma invece possono rappresentare una grande risorsa, se accompagnati da politiche adeguate. Dai dati emersi si nota che anche il provincia di Vicenza la popolazione è sempre più anziana. Per quanto riguarda gli ultraottantenni la provincia di Vicenza registra la più bassa percentuale (6%) rispetto alla popolazione. I dati pongono una riflessione sui temi della salute e della sanità regionale e provinciale: il nostro sistema sanitario non è in grado di dare risposte giuste a una popolazione che invecchia. I servizi territoriali ci sono ma sono pochi e poco accessibili. Di Monica Zoppelletto
FATTI
Scuola, Baldin (M5S): “Iniziano i fenomeni
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di ghettizzazione, lo Stato intervenga” Riduzione delle risorse e problemi di integrazione: sono queste le sfide che la scuola pubblica deve affrontare in questo difficile momento. La consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle Erika Baldin ne ha parlato oggi con i vertici degli istituti comprensivi Barolini e Ambrosoli di Vicenza. "Nel generale contesto di riduzione delle risorse per le istituzioni scolastiche, che afferiscono a problemi di manutenzione ordinaria degli edifici - sottolinea Baldin - insieme ad una carenza programmatoria, si aggiungono in questi anni problemi connessi all'integrazione". Di Redazione VicenzaPiù
"I docenti sono attribuiti su base quantitativa, collegata al numero degli alunni - continua la consigliera - mentre non sono presi in considerazione elementi come la provenienza culturale e linguistica o il livello di conoscenza dell'italiano da parte di studenti provenienti da altri Paesi, la presenza di casi sociali ed altri aspetti che incidono sull'efficacia formativa per l'intera classe". "In alcune delle realtà con cui ho preso contatto oggi rivela Baldin, che ha visitato le due scuole assieme alla consigliera comunale M5S di Vicenza Liliana Zaltron - la percentuale di alunni di provenienza estera, sia di prima che di seconda generazione, supera frequentemente il 50 per cento. Mentre si iniziano a registrare fenomeni di ghettizzazione, visibile nello spostamento delle iscrizioni: molte famiglie iscrivono i propri figli nelle scuole del centro città, dove è minore la presenza di stranieri". Le due esponenti del Movimento 5 Stelle concludono con un plauso al personale scolastico: "Il personale della scuola fa veramente un operazione incredibile di supporto ai ragazzi e alle famiglie straniere - dice Baldin c'è però la necessità che anche lo Stato e, per quanto di sua competenza, la Regione mettano a disposizione risorse e strumenti per migliorare la situazione di convivenza con religioni e stili di vita tanto diversi".
FATTI
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Terrorismo, Sergio Berlato: "L'Europa dei buonisti fa massacrare i suoi figli" "In questo fine settimana abbiamo assistito ancora una volta al cortocircuito che vive l'Europa. A Londra si muore mentre a Manchester si esorcizza la paura del terrorismo ballando e cantando, in nome di un non meglio specificato amore globale che dovrebbe salvarci, non si capisce come, dal terrorismo" questo il commento secco di Sergio Berlato, Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale. Di Redazione VicenzaPiù
"Dalla strage di Charlie Hebdo l'Europa ha subito un attentato al mese ricorda Berlato - però ad ogni episodio drammatico i mezzi di informazione ci ripetono che i terroristi islamici che uccidono i nostri figli sono "lupi solitari", casi isolati senza una regia e una strategia precisa di attacco alla nostra società - prosegue il Consigliere regionale - ma vista la frequenza degli episodi e la capacità organizzativa fatichiamo a crederlo". " Arrivati a questo punto l'unica paura che dobbiamo esorcizzare è quella di usare il pugno duro con controlli a tappeto all'interno delle comunità islamiche per espellere dal territorio europeo chi esprime vicinanza a gruppi fondamentalisti" - conclude Berlato.
FATTI
Mose, Berti (M5S): "C'è chi prende il vitalizio" Jacopo Berti del Movimento Cinque Stelle parla del Mose: "Dopo tre anni tutti a spasso, e c'è pure chi prende il vitalizio". L'intervento integrale si può vedere e ascoltare nel video.
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Di Redazione VicenzaPiù
LAVORO / ECONOMIA&AZIENDE / SINDACATI / BANCHE
Banche, Romani (First Cisl): sui tagli al personale c'e' accanimento di Visco, maturi tempi per lavoratori in funzioni controllo È tempo di attuare l'articolo 46 della Costituzione. Lo chiede il sindacato dei bancari First Cisl. Quell'articolo della Carta "è la nostra stella polare, quella con cui si riconosce ai lavoratori il diritto a collaborare nella gestione delle imprese e noi siamo convinti che oggi si sia raggiunta, nel nostro sistema finanziario, la maturità per tradurre in pratica quell'articolo, avviando percorsi di partecipazione organizzativa e gestionale a partire proprio dalle funzioni di controllò. Così il segretario generale del sindacato, Giulio Romani, nel primo congresso dell'organizzazione nata dalla fusione tra Fiba Cisl e Dircredito. I lavoratori dovrebbero essere coinvolti anche nella gestione dei crediti deteriorati aggiunge il segretario generale di First Cisl. Di Redazione Economica VicenzaPiù
Il sindacato propone di affidare il recupero degli npl a veicoli finanziari in cui distaccare i lavoratori della banca cedente del credito deteriorato; gli addetti della banca cedente sono i più adatti a gestire un recupero del credito in un orizzonte di medio-lungo periodo. La "pretesa necessità di tagliare il personale" delle banche indicata dal Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco la scorsa settimana nelle Considerazioni Finali viene criticata dal segretario generale First Cisl Giulio Romani. "È un accanimento nei confronti della categoria che francamente non si vorrebbe ascoltare nelle parole di un rappresentante delle istituzioni". Un leit-motiv quello di Visco sui tagli degli addetti che si ripete da anni
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aggiunge il leader del sindacato dei bancari al primo congresso dopo la fusione tra la Fiba e il Dircredito. Da parte di Visco, piuttosto, "sarebbe opportuna una maggiore determinazione nello stimolare le imprese bancarie a investire sul versante della riprogettazione del business, senza la quale, ne siamo certi, i tagli serviranno solo a ridurre le dimensioni delle banche e non certo a farle sviluppare". La "pretesa necessità di tagliare il personale" delle banche indicata dal Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco la scorsa settimana nelle Considerazioni Finali viene criticata dal segretario generale First Cisl Giulio Romani. "È un accanimento nei confronti della categoria che francamente non si vorrebbe ascoltare nelle parole di un rappresentante delle istituzioni". Un leit-motiv quello di Visco sui tagli degli addetti che si ripete da anni aggiunge il leader del sindacato dei bancari al primo congresso dopo la fusione tra la Fiba e il Dircredito. Da parte di Visco, piuttosto, "sarebbe opportuna una maggiore determinazione nello stimolare le imprese bancarie a investire sul versante della riprogettazione del business, senza la quale, ne siamo certi, i tagli serviranno solo a ridurre le dimensioni delle banche e non certo a farle sviluppare".
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Veneto Banca concede 30 giorni di esclusiva a Banca Zarattini per l'acquisto di BIM Suisse Il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca S.p.A., riunitosi in data odierna, ha autorizzato Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni S.p.A. (BIM) a riconoscere a Banca Zarattini & Co. - a seguito delle offerte vincolanti pervenute da diversi potenziali acquirenti - un periodo di esclusiva di 30 giorni a decorrere dal 6 giugno 2017, durante il quale definire le condizioni di cessione del 100% delle azioni di Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni Suisse S.A. (BIM Suisse S.A.). Il CdA ha inoltre autorizzato la prosecuzione delle attività finalizzate alla migrazione del sistema informativo di BIM. Per ulteriori dettagli si rimanda al comunicato stampa diramato da Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni S.p.A. (BIM) in medesima data e pubblicato di seguito. Di Note ufficiali
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Il Consiglio di Amministrazione di Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni S.p.A. (BIM), riunitosi in data odierna, preso atto dell'autorizzazione a procedere da parte del CDA della controllante, nell'avviato iter di uscita dal Gruppo Veneto Banca e di focalizzazione sul proprio core business di banca private, ha: • riconosciuto a Banca Zarattini & Co. un periodo di esclusiva di 30 giorni a decorrere dal 6 giugno 2017, durante il quale definire le condizioni di cessione del 100% delle azioni di Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni Suisse S.A. (BIM Suisse S.A.), a seguito delle offerte vincolanti pervenute da diversi potenziali acquirenti. La cessione di BIM Suisse S.A. si inquadra nella nuova strategia di BIM, focalizzata sull'attività di Private Banking in Italia, nonché sulla razionalizzazione delle partecipazioni detenute anche in ottica di ottimizzazione del capitale. L'eventuale conclusione dell'accordo di cessione prevede inoltre la definizione di una collaborazione commerciale fra le parti, al fine di mantenere un'ampia capacità di risposta ai bisogni della clientela; • avviato il progetto di migrazione del sistema informativo, conferendo delega al Direttore Generale e al Consigliere con incarichi di negoziare una lettera di intenti con CSE Servizi e di avviare i cantieri progettuali correlati alla migrazione stessa. Tale operazione, resasi necessaria in considerazione del futuro deconsolidamento dal Gruppo Veneto Banca, consentirà a BIM di accedere a servizi e procedure integrate ed in linea con le esigenze della clientela Private (rendicontazione, processi paperless, sistemi di Home Banking evoluti, firma elettronica avanzata, CRM, etc.), nonché di ottimizzare le attività di gestione con importanti benefici sui costi operativi.
SCIENZA E TECNOLOGIA / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE
Finanziamento di un milione di sterline per la startup Mooges guidata dal vicentino Bruno Zamborlin Mogees, startup vicentina con sede a Londra che trasforma gli oggetti in strumenti musicali, ha ottenuto un finanziamento di un milione di sterline, ci informa NordEst Economia. Tra gli investitori di
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questo round anche Italian Angels for Growth (IAG), il principale network di business angels in Italia che, già nel gennaio 2016, aveva scommesso nella startup fondata e guidata dal giovane vicentino Bruno Zamborlin (a seguire una sua intervista) stanziando un capitale di 600 mila euro. Assieme a IAG ha partecipato un gruppo di investitori tra i quali: Elio Leoni Sceti, board director di ABInbev, azienda quotata, leader mondiale nella produzione di birra, (già amministratore delegato del gruppo Iglo e precedentemente CEO della storica etichetta discografica EMI), Haim Perry, fondatore e membro del consiglio di Hotels4U e Thomas cook UK e Eric Nicoli CBE, ex presidente non esecutivo di HMV Group plc, ex presidente del gruppo EMI. Di Rassegna Stampa
Anche A.I. Music Group,
fondato da Siavash Mahdavi, ha partecipato al round. "Mogees è un progetto fortemente innovativo e originale - ha dichiarato Giuseppe Visentini, champion dell'investimento per IAG - e riteniamo che questa immissione di capitale possa portare ad ampliarne l'utilizzo, oltre che nell'ambito musicale, in quello ludico ed industriale" "Siamo lieti - ha dichiarato Bruno Zamborlin, CEO e Fondatore di Mogees che un gruppo così esperto di investitori privati e di imprese ci abbia rinnovato la sua fiducia partecipando a questo round di investimenti. Ognuno dei sostenitori vanta un background di grande successo nel business e un enorme bagaglio di conoscenza. Sono orgoglioso dei risultati raggiunti fino ad ora e dell'opportunità per questa tecnologia di rivoluzionare alcuni settori che sono la forza trainante di questa espansione". Mogees è un'azienda che realizza una tecnologia basata sul "machine
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learning" in grado di trasformare tutte le vibrazioni prodotte dagli oggetti in informazioni di controllo attraverso tecnologie smart. Oggi applicata al settore della musica, in futuro potrebbe rivolgersi ai settori dell'IoT, dei videogiochi, dei sistemi di realtà virtuale e realtà aumentata, oltre che a progetti rivolti all'educazione musicale per bambini e al mondo industriale.
Bruno Zamborlin ha inventato Mogees, lo strumento musicale che si suona attraverso un'app di Daria Simeone da L'Huffington Post Che musica fa un albero? E un aereo di linea russo? Chiedetelo a Bruno Zamborlin che è andato a scoprirlo. 32 anni, vicentino, una laurea in informatica e un dottorato in Tecnologie Musicali, da 5 anni londinese di adozione e fondatore di Mogees, la start up di cui parlano tutti, dalla Bbc alla Cnn, e che ha creato lo strumento degli strumenti: quello in grado di produrre musica attraverso ogni oggetto che ci circonda. Si tratta di un sensore che, attaccato a un albero o alla fusoliera di un aereo – o a una porta, a un tavolo, a un attaccapanni -riconosce le vibrazioni create quando percuoti l’oggetto e le trasforma in musica, in modo da permetterti di “suonare l’oggetto” attraverso un’innovativa mobile app. I musicisti se ne stanno già innamorando. Tra loro uno dei padri dell’elettronica, Jean Michel Jarre, e Rodrigo y Gabriela, i chitarristi autori delle musiche di Breaking Bad. Per realizzare questa idea, Bruno ha scelto Londra. Durante un dottorato di ricerca di 4 anni alla Goldsmiths University, ha messo insieme, tassello per tassello, Mogees fino a fare la cosiddetta prova del fuoco: lo ha messo su Kickstarter per avere un’idea di quanti acquirenti potesse attirare con una campagna di crowdfunding. Dopo sole 24 ore dalla presentazione su Kickstarter è stata raggiunta la soglia necessaria alla sua produzione, ovvero 20mila sterline di pre-ordini che, alla data del 16 ottobre, sono arrivati a oltre 60mila sterline. E oggi, grazie anche agli entusiasti che hanno pagato 95 sterline per assicurarsi un Mogees, lo strumento andrà in produzione e presto sarà acquistabile su Amazon come nei negozi di musica. Bruno, però, così come il suo Mogees, è un po’ fuori dallo stereotipo dell’italiano emigrante che fa fortuna all’estero. Perché questo progetto è nato a Londra, ma ha molta Italia dentro di sé (a parte Bruno ovviamente). “Certamente non c’è posto migliore di Londra per creare un oggetto del genere – ha detto Bruno – e probabilmente se avessi dovuto realizzarlo in Italia ci avrei messo più tempo a rintracciare tutte le professionalità di cui avevo bisogno. Qui a Londra invece fai parte di una rete di start up che offre tantissimo, soprattutto per quello che riguarda il settore del Music Tech” conferma. Tant’è che oggi nel quartier generale di Mogees nel cuore di Shoreditch ci sono ben 12 dipendenti, tra cui una sola italiana, Beatrice Finauro, a capo del marketing. Per il resto c’è un po’ tutto il mondo, dall’Irlanda all’Iran. Tuttavia la fiducia a Bruno e al suo progetto, e quindi i soldi (un milione di euro), gli è arrivata proprio dalla sua Italia. Da Padova per l’esattezza, ovvero dall’incubatore d’impresa M31 di Ruggero Frezza e dagli imprenditori
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Francesco della Rovere e Andrea Ghello con un investimento che rappresenta il 90 per cento di quelli avuti. Quando gli chiedono se tornerà mai in Italia non sa cosa rispondere: “Londra è una città di passaggio – ha detto su Italian Kingdom – nessuno rimane mai troppo a lungo ed io sono un po’stanco di farmi amici che poi, dopo un po’, vanno via”.
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Massimo Lanza: bail-in BPVi e Veneto Banca irragionevole ma servono tempi rapidi, a giorni azione di responsabilità di Veneto Banca Pubblicato alle 19.56, aggiornato alle 23.50. Se "l'atto di citazione" per l'avvio dell'azione di responsabilità contro gli ex vertici "è questione di giorni", come ha annunciato il presidente di Veneto Banca, Massimo Lanza, uscendo dalla sede milanese dell'istituto al termine della riunione del cda, i fari sono stati puntati soprattutto sulla questione del salvataggio dlla banca che va di pari passo con quello della Banca Popolare di Vicenza. Il bail-in di Veneto Banca "mi sembra irragionevole e siccome credo nella ragionevolezza delle persone...". Lo ha dichiarato il presidente dell'istituto, Massimo Lanza, al termine della riunione del cda. Lanza ha spiegato che nel week end non si sono registrate novità nella partita per il salvataggio della banca e della Banca Popolare di Vicenza. Di Redazione Economica VicenzaPiù
"Però leggo delle cose che mi fanno piacere, ad esempio quale sarebbe il costo di un'opzione che io per scaramanzia non dico (il bail-in, ndr)", ha
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notato il presidente dell'istituto di Montebelluna. Lasciando la sede milanese della banca dopo un cda, durato circa cinque ore e definito "tecnico", Lanza ha sottolineato che l'istituto non è parte in causa nelle trattative con la Ue per ottenere uno "sconto" alla richiesta di un miliardo di capitale privato, posta come condizione dalla Dg Comp per dare via libera alla ricapitalizzazione precauzionale: "Questa direi che è una questione politica, non stiamo trattando noi - ha chiarito - Noi abbiamo fatto un piano, siamo andati a spiegarlo, l'abbiamo discusso, l'abbiamo negoziato, ci hanno fatto la tac. Questo è stato il nostro ruolo, poi c'è il ruolo politico e non sta a noi, sta al Mef", ha aggiunto. "I tempi lunghi sono un pò l'unica critica che faccio - ha detto ancora Lanza - Una banca non è una fabbrica, la banca si basa sulla fiducia e se cominciano a girare voci brutte la fiducia è messa in discussione, quindi il fattore tempo è un problema molto molto molto importante". Ai cronisti che gli chiedevano se sia ancora ottimista Lanza ha poi replicato: "Io per il mio ruolo devo esserlo e poi sono una persona ottimista e sommo i due ottimismi". Il presidente è comunque tornato a ribadire l'importanza del fattore tempo: "Negli Stati Uniti quando ci sono queste cose le decidono nottetempo, in un week end - ha notato - Questa forse è la cosa più preoccupante, cioè il tempo è, nel caso delle banche, una dimensione fondamentale". Lanza non ha comunque voluto fare previsioni, nemmeno in termini di auspicio, sui tempi per il via libera Ue al salvataggio: "Citofonate a Bruxelles", si è limitato a dire con un sorriso, ripetendo che "il tempo è una dimensione veramente importante". Lanza, inoltre, ha chiarito che nel corso del cda non sono stati trattati i dossier Arca sgr e Bim. Da segnalare, infine, che nel pomeriggio si è trattenuto nella sede della banca per circa due ore e mezza anche l'avvocato Giuseppe Lombardi. A chi gli chiedeva di quale dossier il legale si stia occupando per conto della banca, Lanza si è limitato a replicare: "Questioni tecniche".
FATTI
Progetto del Comitato genitori scuola Colombo nel Bilancio partecipativo Il Comitato genitori della scuola Colombo ancora una volta si mette in prima linea per migliorare la qualità della vita del territorio. Difatti abbiamo presentato un progetto intitolato "Luoghi Comuni" (progetto n. 11) al bando del comune di Vicenza per il Bilancio Partecipativo cioè un'importante occasione di progettare in modo partecipativo alcuni interventi nella città. Quando fu progettato il Villaggio del Sole si ricercò un'armonia tra uomo e natura. Ancor oggi si ha la chiara percezione come il Villaggio sia stato pensato in stretto dialogo con la collina di Monte Crocetta con aree verdi che penetrano fino al centro del quartiere costituendo veri e propri corridoi ecologici in
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"continuum" con il verde naturale collinare. Di Redazione VicenzaPiù
Il Villaggio del Sole è stato pensato come un quartiere dove il ritmo e la bellezza della natura potesse accompagnare la vita dei residenti, creando spazi di benessere sociale. Sparsi per il quartiere, numerosi sono gli angoli dove trascorrere il tempo, dove vivere una dimensione di paese in cui si cerca di mantenere le relazioni a misura d'uomo. Un ambiente formativo e di crescita fondamentale è la scuola. In questo spazio merita una riflessione il suo giardino. Passando molte ore al giorno in spazi chiusi è inevitabile che all'aperto i bambini sentano la necessità di muoversi in modo "diverso". Oltre a luogo di "sfogo", lo spazio esterno può essere molto più. Come genitori riteniamo importante creare uno spazio adeguato e a misura di bambino in questa risorsa che è il parco della scuola. Oggi è un posto abbandonato e inagibile: pensiamo possa divenire uno spazio educativo e di crescita in cui i nostri bimbi possano misurarsi con i ritmi e le bellezze della natura anche attraverso l'organizzazione di specifici laboratori. Vorremmo che visibilmente si percepisse il dialogo tra scuola e territorio grazie a bellezze artistiche, intrecciate con l'ambiente naturale, distribuite in alcune zone del quartiere dove dare luogo a spazi aggregativi utilizzabili da tutti: stiamo lavorando affinchè la scuola possa sempre più contaminare ed essere contaminata dal territorio. Il nostro progetto prevede che, anche attraverso la bellezza dell'arte e dei colori, si possa veicolare questo messaggio a chi abita al Villaggio del Sole oltre che a tutta la città. Gli interventi che prevediamo di svolgere riguardano quindi almeno tre aree verdi del quartiere: Parco scuola: 1. creazione di un sistema di drenaggio, manutenzione, pulizia 2. sistemazione delle panche e dei tavoli per creare delle aree studio esterne 3. creazione di un orto dove svolgere attività specifiche 4. predisposizione di alcuni giochi giganti posati a terra come ad esempio scacchi, tris... 5. installazioni di opere artistiche dell'artista Giacomo Tosato. Parco giochi: Si intende posizionare all'ingresso almeno un'opera dello stesso autore per creare collegamento con l'area esterna della scuola. L'idea è quella di predisporre un anfiteatro utilizzabile dalla scuola o da altre realtà del territorio per promuovere momenti aggregativi. Nei pressi delle installazioni si vorrebbero posizionare alcune panche di plastica facilmente
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rimovibili. Area filò: Vi sono poi varie aree verdi attrezzate con panchine dove, soprattutto gli anziani, sono soliti fermarsi e chiacchierare. E' nostra intenzione risistemarne almeno una rendendola in armonia con gli altri due spazi. Anche in questa area si posizioneranno elementi di abbellimento o si coloreranno oggetti già presenti per mantenere il collegamento visivo tra le zone: potranno essere abbellite panchine, bidoni della spazzatura o colonnine della telecom. Invitiamo quindi i cittadini con più di 16 anni a sostenere il progetto n. 11 "Luoghi Comuni" attraverso una semplice votazione fino il 15 giugno o recandosi nelle sedi delle circoscrizioni o on-line collegandosi al sito del comune di Vicenza https://www.comune.vicenza.it/servizi/bilpart2017/index.php Per chi ne avesse piacere il Comitato mette a disposizione sabato 10 giugno dalle 16 alle 18 presso il centro anziani Il Quadrifoglio al Villaggio del Sole una postazione internet per esprimere il proprio voto.
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Letti e riletti del 6 giugno: Pastorelli lascia il Vicenza, la Merkel attacca il Veneto "La Merkel vuol comprarsi il Veneto" titola, allarmante, Libero. L'articolo di Nino Sunseri si riferisce all'operazione di salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e alle trattative con la UE, trattative che secondo il giornalista sarebbero pilotate dall'alto: "C'è Berlino dietro lo stop al salvataggio delle popolari del Nord Est Col default i due istituti dovrebbero richiamare subito 30 miliardi di soldi prestati, provocando fallimenti a catena". L'analisi richiama alcune indiscrezioni pubblicate da Business Insider (gruppo Espresso), " Secondo questa ricostruzione l'obiettivo sarebbe la conquista, a poco prezzo, del ricco tessuto industriale della regione. La replica, in misura esponenziale, del copione già visto con gli aeroporti e i telefoni in Grecia." Uno scenario da brividi che risuona anche nelle parole, registrate da Il Gazzettino, del sottosegretario all'economia Pierpaolo Baretta: "Nel nostro territorio se falliscono quei due istituti ci sarà una crisi drammatica". Di Redazione VicenzaPiù
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Intanto, come riportato anche in questo sito, qualcosa si muove anche dopo il monito del presidente di Veneto Economia Massimo Lanza che ha definito il bail-in per le due ex Popolari irragionevole e ha assicurato l'imminente inizio dell'azione di responsabilità verso Veneto Banca. Staremo a vedere, ma a Borgo Berga continua lo scontro con la procura di Milano. La questione, però sarà presto risolta "Oggi, in prefettura a Vicenza si deciderà se estendere la protezione che la scorsa settimana era stata disposta nei confronti del gip finito al centro dello scontro con la procura per la scelta di dichiarare la competenza di Milano in un troncone dell'inchiesta. E proprio il giudice lombardo a giorni dovrà decidere se dare il via libera al sequestro di beni per 106 milioni di euro nei confronti di alcuni indagati." Riassume Benedetta Centin per il Corriere del Veneto. In città oltre al caso banche, però, c'è apprensione anche per le sorti del Vicenza calcio. A 13 giorni di distanza dall'ultimo comunicato inviato alla stampa, Alfredo Pastorelli torna a parlare annunciando con una nuova missiva le sue dimissioni. Scrive il Giornale di Vicenza: "Il cambio di rotta, risoluto nei toni,è in realtà un messaggio cifrato agli altrisoci?" Una domanda logica, visto che le dimissioni di Pastorelli dovranno essere accettate dal cda di via Schio, prima di diventare effettive. Sullo sfondo, infatti, resta la questione economica: il prossimo 26 giugno i soci di Vi.Fin dovranno sborsare circa 3 milioni di euro per iscrivere il Vicenza al prossimo campionato.
FATTI / POLITICA
Il Vicenza Calcio aiuta l'integrazione: ora si affida ad Allah. Variati premi Pastorelli e W il bianco rosso... nero e verde di Dubai: Lane akbar!
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Potremmo dire che l'avevamo detto un anno fa, a tifosi e sindaco di Vicenza, ma in questo caso ci dispiace confermare che l'avventura di Alfredo Pastrorelli & c. era tutt'altro che filantropica e da innamorati del Lane. Che ora affida i suoi sogni di sopravvivenza ad Allah... con "Boreas Capital Sarl", holding con sede a Lussemburgo e veicolo finanziario di un gruppo di investitori con base a Dubai negli Emirati Arabi... Tra bilanci strani del passato, condivisi con BPVi e Fondazione Roi, tra partecipazioni non proprio cristalline della Banca Popolare di Vicenza, partecipata, "baciata"?, da molti dei soci della Vi.Fin. attuale e socia essa stessa e non a caso anche della Kevios di Danilo Preto, se braccio destro o mente di Sergio Cassingena mai si è saputo, e non a caso banca sponsor del Vicenza Calci e tra fondi a go go lussemburghesi, maltesi e chi più ne ha più ne metta, pare di rivivere gli ultimi anni delle peggiori vicende della città. Di Pietro Cotròn
Ma Achille Variati e il suo assessore allo sport Umberto Nicolai, che hanno dilazionato 500.000 euro di canoni al club professionistico di Via Schio e non, a volte, le poche migliaia che magari povere società dilettantistiche devono al comune, un merito ora potrebbe ro, però, riconoscerlo, se rimarrà di parola viste le sue tante parole, all'ex presidente Alfredo Pastorelli: è grazie a lui che molti vicentini faranno un passo avanti nell'accoglianza ai musulmani, se Boreas arriverà a salvare la loro fede biancorossa.
FATTI / POLITICA
Vicenza calcio, Pastorelli out: ci sono due possibili compratori e amici di Preziosi competono con Boreas?
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"Fold" per dirla con i termini del poker. Con una mossa ad effetto Alfredo Pastorelli si è chiamato fuori dalle sorti del Vicenza calcio. Lo ha fatto affidando ad un comunicato ufficiale le sue dimissioni da tutte le cariche che ricopriva nella società di via Schio, compresa quella di presidente. Un cambio di marcia repentino, quasi un'inversione a "U" almeno rispetto al comunicato, apparso sul sito del Vicenza, di 13 giorni fa in cui sosteneva di essere l'unica garanzia per il futuro del Lane. La discrepanza è stata sottolineata da molti giornali locali: le dimissioni, che dovranno essere vagliate e accettate dal cda, sembrano un messaggio neanche tanto nascosto ai soci di Vi.Fin, la società che controlla il Vicenza. Servono soldi (circa 3 milioni) e servono in fretta. Da via Schio, al momento non si registrano reazioni e tutto tace, ma qualcosa bolle in pentola. Pastorelli potrebbe aver lasciato, sbattendo la porta, in vista di una non tanto clamorosa cessione. Di Libero Firmiani
Secondo alcune indiscrezioni, puntano ad acquistare la società due gruppi economici, uno italiano e uno straniero. Per il primo caso si tratta dell'holding lussemburghese Boreas Capital dietro la quale ci sarebbe un fondo arabo. Come riportato in passato, in via Schio è da tempo arrivata una lettera d'intenti su cui, però, resta il massimo riserbo. Le trattative con gli avvocati della holding starebbero andando avanti; così come gli investimenti arabo Lussemburghesi in terra veneta. Boreas capital sta, infatti, lavorando al progetto di un polo medico nel padovano e ha perfezionato l'operazione d'acquisto del hotel villa Michelangelo di Arcugnano. Due indizi che lasciano pensare che la holding voglia mettere radici in Veneto e che potrebbero far ricredere molti di quei sopraccigli che si erano alzati, all'indomani delle prime notizie di una cordata araba interessata al Vicenza. I soldi, pare, ci siano. Come sempre però i debiti cronici del Vicenza restano un nodo da sciogliere. Chi paga? Oltre all'offerte dal Lussemburgo, i beninformati registrano anche una danza di avvicinamento alle questioni biancorosse da parte di una vecchia conoscenza del calcio italiano. Alle porte di via Schio si sarebbe affacciato anche un gruppo di imprenditori genovesi, vicini all'ex presidente del Genoa Enrico Preziosi
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(nella foto). Al momento non ci sono conferme, sia in Vi.Fin che al Vicenza le bocche restano cucite. Una prassi normale durante un periodo di trattative. L'addio di Pastorelli, che da tempo sostiene di essere stato lasciato solo dagli altri soci di Vi.Fin, però, potrebbe essere letto anche come un ulteriore spaccatura nel cda, tra chi vuole vendere, magari per un'offerta non troppo vantaggiosa e chi vorrebbe provare ad aggiustare il giocattolo cercando nuove risorse.
FATTI
Popolari venete, Laura Puppato: "E' il momento dell'unità" "È il momento dell'unità di intenti tra tutte le parti coinvolte nelle questioni delle popolari venete, speculare sui problemi come fa la Regione è irresponsabile in uno scenario in cui per imercati e l'Unione Europea siamo osservati speciali. Solo la capacità di dimostrare che la politica è in grado di affrontare coesa il grave problema che ci troviamo sul tavolo, può darci margini di manovra e garantire il futuro alle due banche, altrimenti rischiamo di finire preda della speculazione internazionale". Lo dice Laura Puppato, ripetendo l'appello all'unità di intenti sul tema. "È giunto il momento anche che tutte le istituzioni si impegnino a dire la verità su quanto successo, il Governo ha già attivato ogni salvagente recuperando la situazione pre-fallimentare delle due banche dal default tramite il Fondo Atlante. Di Redazione VicenzaPiù
Tanto che al contrario di quanto affermato scioccamente da taluni esponenti della maggioranza di governo regionale, i risparmiatori-azionisti delle 4 banche: Etruria, Chieti, Ferrara e Marche, si sono più volti lamentati del diverso trattamento avuto dai risparmiatori veneti, che hanno visto salvare le loro azioni, per quanto ridotte ai minimi termini e gli stessi istituti sono ancora in vita - ha continuato Puppato - ora una politica, forte e lungimirante, che fa ciò che deve, non se ne lava le mani come sta facendo Zaia. Infatti si potrà riportare in serenità le banche, i loro clienti e i risparmiatori; garantendo così gli azionisti, se le azioni possedute
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riacquisteranno valore nel medio-lungo periodo, cosicché i risparmiatoti tornino a guadagnare dal proprio investimento e i clienti e lavoratori vedano la fine del tunnel cui lì hanno costretti gestioni dissennate".
FATTI
Profughi, Sergio Berlato: "Promiscuità e criminalità negli hub" Quello che noi sosteniamo e denunciamo fin dall'inizio dell'ondata migratoria incontrollata che ha investito l'Italia ora viene confermato anche da un rapporto del Garante Nazionale sulle condizioni igienico-sanitarie dei CIE e degli Hotspot - afferma il Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Sergio Berlato. Oltre a condizioni di vita indecorose e umanamente al limite, quello che emerge è una promiscuità tra gli ospiti dove si registra un'alta presenza di soggetti con un passato da delinquenti pronti a ripetere le loro azioni criminali nel nostro Paese prosegue il Consigliere Berlato. Di Redazione VicenzaPiù
Questa situazione sta sempre più aggravandosi perché i controlli e le identificazioni non sono state fatte in modo sistematico, perché si è adottata una politica di accoglienza senza freni e, non da ultimo, anche se in un secondo momento vengono attivate misure di identificazione, non risultano siano presi provvedimenti di espulsione con rimpatri sistematici dei soggetti non aventi diritto all'accoglienza - precisa Berlato. Tutta questa caotica e deleteria situazione, aggravata da una sinistra da oltre 4 anni al Governo, giova solamente alle cooperative chiamate a gestire con lauti guadagni un sistema incontrollabile - conclude Berlato.
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FATTI
Cristina Guarda su Pfas: "Migliaia di famiglie a rischio serve confronto e migliore comunicazione" "C'è una fetta importante della popolazione veneta che deve fare i conti con i rischi di patologie cardiovascolari, tiroidee, della maternità e neonatali. E questa mattina hanno ribadito all'assessore Coletto le loro preoccupazioni e la loro sofferenza a causa dell'inquinamento da Pfas". A dirlo è la consigliera della Lista AMP Cristina Guarda al termine dell'incontro a Palazzo Balbi tra l'assessore alla Sanità Luca Coletto e una delegazione di famiglie che vivono nella cosiddetta zona rossa. "Ho organizzato questo appuntamento per far raccontare direttamente da loro, dai genitori e dai ragazzi, il disorientamento E l'ansia dovuta ad alcune falle nel sistema del monitoraggio e alla mancanza di comunicazione su cosa fare per tutelarsi maggiormente. Di Redazione VicenzaPiù
Tutto ciò non nell'ottica di uno scontro con la Regione, ma con la voglia di superare il problema assieme. Abbiamo avuto garanzia del prosieguo del monitoraggio nella fase di cura delle patologie rilevate e plasmaferesi per i casi con concentrazioni più alte e sono stati spiegati i passaggi da seguire. Ma il monitoraggio in sé non è sufficiente. Occorre un confronto diretto con questi cittadini, non basta una semplice lettera recapitata a casa con i risultati delle analisi, senza sapere come leggere quei dati né a chi rivolgersi. Ho chiesto inoltre che si prosegua anche con una precisa formazione dei medici di base, così da aiutare la popolazione a comprendere meglio la situazione e comportarsi di conseguenza. Durante l'incontro abbiamo poi ribadito l'esigenza di elaborare linee guida per aiutare i cittadini, così come condiviso con il voto unanime di una mia mozione". "Infine - ricorda in chiusura la consigliera della Lista AMP - le mamme hanno ancora una volta sottolineato la necessità di nuove fonti per l'acquedotto. Non è una novità, lo chiedono da quattro anni e noi lo stiamo proponendo da inizio legislatura. Speriamo di arrivare presto alla definizione di un calendario con gli obiettivi e venga fatta chiarezza su quali fonti, tra i quattro progetti presentati da Viveracqua
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".
FATTI
Stuart Milk, l'attivista LGBT, a Vicenza Thomas Tedesco, presidente di Arcigay Vicenza parla della visita prevista per domani e giovedì 8 giugno di Stuart Milk, attivista LGBT. Avremo l'onore ed il piacere - si legge - di avere nostro ospite in città, grazie al Consolato USA a Milano, l'attivista LGBT più famoso al mondo. Gli eventi godono del patrocinio del Comune di Vicenza. Questa visita è resa possibile grazie alla disponibilità della Caserma Ederle ad ospitare per la prima volta della storia le celebrazioni durante il mese del Pride. Stuart Milk passerà l'intera giornata di domani in Caserma per vari impegni, mentre alla sera sarà nostro ospite ad una cena dove incontrerà chiunque abbia voglia di conoscerlo presso La Locanda Veneta. Di Redazione VicenzaPiù
Segnalo che alla cena parteciperà tutto il nostro gruppo giovani al completo grazie alla generosa sponsorizzazione de "La dieta Tisanoreica 2, Gianluca Mech" che si è reso disponibile ad invitarli a cena per dare loro modo di conoscere una personalità così importante. Il giorno 8 al mattino lo porteremo al Parco della Memoria, nato su nostra iniziativa presso il Parco Fornaci, per commemorare le vittime dell'olocausto, in quanto anche Harvey Milk era ebreo. A pranzo sarà occuapto con una delegazione di imprenditori ed industriali LGBT, mentre al pomeriggio ci sarano una serie di incontri in Comune presso Sala degli Stucchi con le varie associazioni LGBT della città.
FATTI
Daspo urbano, Variati: “Non solo il centro storico, ma anche le aree verdi dei
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quartieri vietati a chi provoca degrado” "In presenza di comportamenti che provocano degrado non avremo tentennamenti nell'applicare quanto la legge oggi finalmente ci consente, ovvero l'allontanamento dal luogo della violazione. Non solo in centro storico, ma anche nei quartieri. Useremo prudenza, perché si tratta di limitare la libertà personale, ma anche la necessaria severità". Questo il commento del sindaco Achille Variati alla decisione della giunta comunale di Vicenza di applicare quanto il decreto Minniti prevede in tema di "daspo urbano", ovvero la possibilità per i Comuni di individuare le aree e i luoghi della città in cui far scattare l'obbligo di allontanamento. Di Redazione VicenzaPiù
"La proposta della giunta, presto al vaglio del consiglio comunale nell'ambito della revisione del Regolamento di polizia urbana - ha aggiunto l'assessore alla sicurezza urbana Dario Rotondi - prevede che sia possibile disporre l'allontanamento per 48 ore di chi provochi degrado o limiti la fruizione da parte degli altri cittadini all'interno del centro storico cittadino delimitato dalla cerchia delle mura cinquecentesche, nell'area della Basilica di Monte Berico e del suo porticato, di Piazzale della Vittoria, del complesso di Villa Guiccioli, della Basilica dei Santi Felice e Fortunato, di Villa Capra detta La Rotonda, del Teatro Comunale, della Fiera di Vicenza, vicino alle scuole e all'università, nonché nei parchi pubblici cittadini e nelle altre aree verdi. A chi con il suo comportamento limiti gli altri cittadini o violi le norme in tema di ubriachezza e atti contrari alla pubblica decenza, venda abusivamente merce o faccia il parcheggiatore abusivo nei luoghi indicati dal Regolamento comunale, qualsiasi agente di polizia locale o rappresentante delle forze dell'ordine potrà dunque infliggere, oltre alla sanzione già prevista, l'obbligo di allontanamento per 48 ore. In caso di violazione dell'ordine di allontanamento, è prevista una sanzione da 300 a 900 euro". La persona sarà inoltre segnalata al questore che, nel caso ravvisi un pericolo per la sicurezza, potrà prolungare tale allontanamento dal luogo "violato" fino a 6 mesi o addirittura fino a 2 anni in presenza di un pregiudicato. Ignorare il "daspo" imposto dal questore corrisponderà a
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compiere un reato penale, punibile fino a tre mesi di detenzione.
ECONOMIA&AZIENDE
BPVi e Veneto Banca, per gaffe di Fabrizio Viola sul rientro dei fidi in caso di bail in Giannino chiede le sue dimissioni ma l'Ad rettifica e chiede... scusa Fabrizio Viola (amministratore delegato della Banca Popolare di Vicenza e presidente del comitato strategico di Veneto Banca) oggi su Il Corriere della Sera fa scrivere: «Desidero rettificare una mia inesattezza contenuta nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera il 2 giugno scorso. Infatti, nel valutare le conseguenze del bail in, ho fatto riferimento agli effetti che potrebbero, eventualmente, verificarsi nel caso di una liquidazione coatta amministrativa. Nello scusarmi per l'equivoco, desidero comunque evidenziare che una resolution delle due banche venete non potrebbe non avere effetti - sia pur indiretti - anche sull'offerta di credito nelle aree di riferimento delle due banche». Di Pietro Cotròn
Quale è stata la gaffe di Viola il 2 giugno scorso nell'intervista concessa al Corriere della Sera? Stefano Righi gli chiede: "Cosa significherebbe una eventuale risoluzione?" e il banchiere di lungo corso, sbertucciato poi sabato 3 giugno da "I conti della belva" su Radio 24, programma condotto da Carlo Alberto Carnevale Maffè, Oscar Giannino, Mario Seminerio Renato Cifarelli, è: « Gli effetti di una crisi non risolta delle due banche venete non sarebbero molto inferiori a quelli generati dal default della Grecia. Per essere più chiari: la procedura di bail-in impone il rientro forzoso degli impieghi a tutela dei depositi. Si pensi che BpVi e Veneto Banca hanno concesso prestiti "buoni", cioè al netto da sofferenze e incagli, per circa 30 miliardi. In gran parte concentrati nel Nordest, cioè nel territorio più importante per l'economia nazionale. Doverli richiamare da un momento all'altro creerebbe uno sconquasso tremendo, non senza conseguenze anche sul piano politico. Anche per questo faccio appello al senso di responsabilità delle autorità europee: le dimensioni in gioco non possono essere sottovalutate». Ma il rientro forzoso degli impieghi a tutela dei depositi dopo il bail-in (per primi in caso di "risoluzione" vengono coinvolti gli azionisti, poi gli obbligazionisti junior, poi i correntisti con più di 100.000 euro di depositi) è l'esatto contrario di quello che avverrebbe come poi, sia pure con qualche
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giorno di ritardo, Viola ammette. Un altro dei sintomi dello... stress test a cui sono sottoposti gli amministratori delle due banche o la conferma di una sorta di maledizione che incombe sulle due ex Popolari che al vertice pare continuino ad avere conducatores non proprio al livello delle necessità della loro gestione?
ECONOMIA&AZIENDE
Lanza e le due banche venete: perdere altri 6 miliardi costa meno dei 12 già andati. Un affare... Di Pietro Cotròn
Lunedì Massimo Lanza, presidente di Veneto Banca, in riferimento a chi ha quantizzato in oltre 12 miliardi le garanzie attuali dello Stato sui bond emessi dalle due banche venete per "far cassa", ha detto: "leggo delle cose che mi fanno piacere, ad esempio quale sarebbe il costo di un'opzione che io per scaramanzia non dico (il bail in, ndr)". Insomma è un nulla perdere altri 6.4 miliardi, quelli chiesti dalla BCE per la "ricapitalizzazione precauzionale" da parte dello Stato (incluso il miliardino chiesto ai privati o pseudo tali...) di due istituti che ad oggi non si immagina come potranno ripagare questi rischi. Ma, caro Lanza, 12 miliardi persi più altri 6.4 fanno 18 e passa miliardi che, poi, ricadranno su tutti gli italiani... Dopo la gaffe di Viola ecco quella di Lanza?
FATTI
Giovanni Rolando: anziani a Vicenza, una risorsa Anziani a Vicenza? Una risorsa. Ma occorre dare risposte concrete alle nuove domande e alle criticità che l'invecchiamento della popolazione porta con sè. Questo il succo della iniziativa promossa dalle tre sigle confederali dei pensionati provinciali all'Oasi Rossi di Santorso in Via Salzena. In provincia di Vicenza sono 181mila le persone over 65 su 867mila abitanti. 32.580 i non autosufficienti di cui 13.450 il numero di gravemente non autosufficienti. Ben 70mila sono le persone che vivono da sole. Nella sola città capoluogo il 40% delle persone vivono in solitudine con un 35% di uomini e il 65% sono donne. Il probabile scenario futuro è quello di una coppia
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di giovani con un unico figlio ma che dovranno farsi carico di due coppie di genitori anziani ha proseguito il dr. Leoni. Di Citizen Writers
Si vive di più, certo, in Italia ma si vive di più: sono oggi 17mila le persone ultracentenarie con la città di Siena che guida questa speciale classifica. In estrema sintesi questa la situazione ben illustrata con dovizia di dati e proiezione di slides da Alberto Leoni già dirigente Ulss. Che ha indicato nel welfare di prossimità e nella fondazione di comunità alcuni possibili rimedi, in prospettiva; per far fronte alle nuove caratteristiche sociali della popolazione anziana. Mentre Rita Turati, segretaria regionale dello spi Cgil, ha sottolineato la validità della nuova proposta di legge del Veneto "Promozione e valorizzazione dell'invecchiamento attivo" scaturita da un processo partecipativo di più soggetti sociali e politici e che nel mese in corso, dopo essere passata al vaglio positivo della commissione quinta regionale, andrà al voto in aula a Palazzo Ferro Fini. Presumibile che tale legge nuova regionale sulla promozione dell'invecchiamento attivo otterrà il voto favorevole, a dire della segretaria è più di un auspicio, di tutti i gruppi consiliari. Con l'approvazione di tale nuova legge verrà quindi abrogata la vigente legge regionale n. 9 riguardante "l'istituzione del servizio civile degli anziani " da tutti considerata non positivamente. Con l'intervento di Ladi De Cet, direttore Ipab di Valdagno, e di Erica Bertoncello, molto apprezzata assessore al sociale di Bassano del Grappa che ha portato l'esperienza concreta della sua comunità bassanese e l'intervento di Emanuele Rondoni segretario nazionale uilp, si sono conclusi i lavori di fronte ad una attenta platea 150 persone. Hanno portato la loro esperienza dirigenti di Auser , Anteas, Ada di Vicenza. Giovanni Rolando
FATTI
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Campo Marzo, Lucio Zaltron: si pensi a una diversa recinzione Ad ogni evento malavitoso reale o percepito, il problema riappare e la soluzione oggi sembra solo essere: recinzione si o no ? Numerosi sono stati altri tentativi perlopiù legati alla occupazione dell'area con eventi di vario genere ma che non hanno portato ad una definitiva e concreta soluzione del problema. Anche l'annunciata riqualificazione del caffè Moresco è attualmente ancora blindata da una inquietante recinzione. E intanto il tempo passa e la radicalizzazione del problema rischia di diventare una pericolosissima rassegnazione al degrado nella nostra comunità. Di Citizen Writers
Qualche anno fa l'Amministrazione aveva condiviso un progetto di un noto architetto che prevedeva una serie di interventi rivolti ad una "buona frequentazione" come, per esempio " l'area sgambatura per i cani" con la sua inevitabile recinzione che dopo numerose valutazioni negative, si è replicata di fatto in tutti i quartieri della città. Tutto ciò per dire che la soluzione definitiva è trasformare l'intero Campo Marzo in un recinto per cani? Sicuramente a qualche iscritto del nuovo Partito-movimento del duo Berlusconi -Brambilla potrebbe far piacere... Ma se invece si intervenisse seriamente con una movimentazione del terreno al fine di realizzare delle collinette e un "laghetto" ricuciti con qualche porzione di recinzione in modo armonioso con i manufatti esistenti e il nostro splendido paesaggio? Non credo che la temuta Sovraintendenza evidenzierà degli ostacoli così come per l'insediamento di un piccolo luna park permanente e una "struttura di vetro" polivalente collocata magari a ridosso dell'abbandonato caffè Moresco. Così come concordare con qualche Associazione (non solo con gli Alpini) qualche forma di creativo presidio permanente responsabile. Tutto ciò forse sarebbe possibile con un'azione politica come quella adottata per il futuro "parco della pace" anche perchè sicuramente sarebbe più economica e condivisa dai nostri concittadini. Lucio Zaltron
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FATTI / POLITICA
Fondazione Roi: oggi cda discute bilancio che nasce da buchi di Gianni Zonin e dei suoi Cda, con eredi nell'attuale a guida Diamanti e Valmarana. Sarebbe doveroso chiedere alla magistratura di valutare le responsabilità Il 26 maggio scorso vi aggiornavamo sulle ancora tristi (e "triste", plurale femminile di "tristo", cattivo, ndr) vicende della Fondazione Roi con, parziale, nuovo look in un articolo dal titolo più che chiaro: "Fondazione Roi, Andrea Valmarana: "bilancio 2016 verrà votato il 7 giugno ma noi tre nuovi membri non c'eravamo". Discontinuità reale con Gianni Zonin è solo andare poi in Procura ... col nostro libro che Valmarana ha letto". Il 7 giugno è arrivato oggi e ci permettiamo di fare delle considerazioni che reputiamo aggiuntive rispetto al nostro appello del 26 maggio e che poniamo ancora una volta all'attenzione del cda che si riunisce oggi e ancora prima di dettagllare, oltre allo scandalo delle azioni della BPVi e dell'ex Cinema Corso, altre "scorrettezze" (illiceità) dei precedenti cda che già abbiamo anticipato il 7 maggio così: "Fondazione Roi, vecchi conti non tornano e nuovo bilancio tarda: dal 2010 al 2015 solo 200.000 euro al Chiericati e altri 1.800.000 a "ignoti". Nuovo cda prigioniero dei 4 membri by Zonin". Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Ai componenti del Cda, in primis ai tre "nuovi" (Ilvo Diamanti, Andrea Valmarana e Giovanna Grossato nominati non senza difficoltà dall'attuale Banca Popolare di Vicenza), ricordiamo, ma lo sanno di certo, che ora è accertata la perdita di decine di milioni sulle azioni che Zonin "venditore" della BPVi ha "piazzato" a Zonin compratore della Roi. Se attendiamo la
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cifra esatta dai bilanci sempre più grigi della Roi, è già noto che la Fondazione ha incassato dalla BPVi 4.1 milioni di euro per 455.000 azioni a 9 euro l'una per le quali ha aderito alla transazione e, quindi, il danno tra prezzi di acquisto/sottoscrizione supera abbondantemente i venti milioni di euro (per non paralred ell'affaire ex Cinema Corso). Ora, se questa perdita presuntiva è già riportata in via presuntiva (poco importa se maggiore se le 455.000 azioni erano state valutate a 10 centesimi, minore se a libro erano state conteggiate a cifre più elevate) nell'ultimo bilancio firmato da Zonin e da 4 dei membri del Cda attuale ( Giovanni Villa, Emilio Alberti, Giovanna Rossi di Schio e mons. Francesco Gasparini) è dovere non più dilazionabile dell'attuale cda, se (e visto che) il precedente non l'ha fatto, intraprendere un'azione di responsabilità nei confronti di chi, e dovrà deciderlo al magistratura chiedendo e verificando le carte di cui lo stesso valmarana ha lamentato più volte l'assenza), avesse dilapidato il capitale lascaito alla cittàper il Choericati dal marchese Giuseppe Roi! Questa azione è tanto più dovuta, e ci parrebbe illecito legalmente ed eticamente riprovevole non intraprenderla, tanto più che il cda attuale, aderendo alla transazione della banca, ha rinunciato ad ogni azione di responsabilità nei confronti della stessa e dei suoi vertici precedenti, leggasi Zonin & c., in attesa anche qui che la giustizia ci dica chi e in che misura ha contravvenuto alla legge. Non valutare un espsoto denuncia alla magistratura per valutare le responsabiltà dei vecchi cda della Fondazione Roi sarebbe un'omissione grave di cui gli attuali amministratori potrebbero essere chiamati a rispondere, alla città ma non solo. Noi, intanto, ripetiamo l'invito a Diamanti & c. a rendere pubblici tutti i vecchi bilanci dell'era Zonin e domani invieremo anche alla Regione Veneto ( competente per le Fondazioni) questa richiesta, già disattesa nei confronti di alcuni consisglieri regionali del Movimento 5 Stelle (perchè?), visto che la Roi neanche ha risposto per ben due volte al nostro sollecito ufficiale di averne copia non solo come cronisti ma in quanto interessati direttamente essendo stati chiamati in causa dall'ex presidente per danni (abbiamo raccontato la verità documentata) da lui quantizzati per conto della Roi in un milione di euro. Questa richiesta milionaria è, chiaramente, una minaccia temeraria alla stampa indipendente, il cui effetto boomerang speriamo che l'attuale cda abbia anche messo in bilancio tenendo conto prudenzialmente della condanna che subirà per danni opposti e reali nei nostri confronti e in cui noi fermamente crediamo dopo averne subiti di enormi, come vi dettaglieremo in futuro...
FATTI
Legge elettorale, Sergio Berlato: "Grillo
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zerbino di Renzi e Berlusconi" Cambiare idea può essere segno di intelligenza se si comprende che il pensiero di altri è migliore, ma se tale cambiamento avviene di continuo ed in brevissimo tempo, la cosa può assumere aspetti patologici ravvisabili nei disturbi bipolari della persona; un po' come parrebbe capitare a Grillo e al suo Movimento in tema di legge elettorale e nei rapporti con Renzi e Berlusconi - afferma il Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale, Sergio Berlato. Da quando i 5stelle hanno messo piede in Parlamento non è passato giorno senza una loro pubblica condanna su inciuci e accordi sottobanco tra maggioranza e opposizione, ultimo in ordine di tempo il famoso patto del Nazzareno - prosegue Berlato. Di Redazione VicenzaPiù
Tale posizione intransigente li ha spinti, fin da subito, a rifiutare qualsiasi avance governativa prima con Bersani e successivamente con Renzi. Ora li troviamo seduti al tavolo delle trattative per una legge elettorale che, se venisse votata dal Parlamento così come proposta, condannerebbe l'Italia all'ingovernabilità o, nella migliore delle ipotesi, ad un accordo al ribasso fatto di veti incrociati tra Berlusconi e Renzi - precisa il Consigliere Berlato. Con un sistema del genere l'Italia - continua Berlato - dimostrerebbe ancora una volta di non saper formare esecutivi credibili, stabili ed in grado di espletare il mandato in autonomia, condannando definitivamente il nostro Paese a subire le decisioni delle consorterie di Bruxelles, deresponsabilizzando i Partiti soprattutto in politica estera e nelle scelte economiche. Inoltre non prevedere una legge elettorale con le preferenze che diano il diritto ai cittadini di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento conferma la volontà delle segreterie di alcuni Partiti di nominarsi i propri deputati in spregio ai diritti degli elettori italiani. Questo inciucio elettorale tra le segreterie dei quattro maggiori Partiti - conclude il Presidente della Terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto - è un pasticcio che non può essere condiviso da Fratelli d'ItaliaAN e rappresenta un accordo ignobile che tende a soddisfare più gli interessi di alcuni Partiti che a garantire il sacrosanto diritto degli elettori italiani di poter scegliere da chi farsi rappresentare e governare, elettori ai
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quali viene concesso solo il "privilegio" di fornire una delega in bianco alle segreterie dei Partiti perché possano continuare a fare gli interessi di pochi a scapito dei diritti di molti.
FATTI
Unesco, la parola ai comitati: il video dell'incontro con la cittadinanza al teatro Astra Non si fermano. I 12 comitati che più si sono spesi per la tutela del marchio "Vicenza città patrimonio dell'umanità" ieri sera hanno incontrato la cittadinanza durante il dibattito organizzato al teatro Astra. L'evento aveva lo scopo di raccontare il percorso fatto negli ultimi anni e i nuovi sviluppi della vicenda Unesco, dopo l'ispezione e i report dei tecnici Icomos e le prese di posizione dell'Amministrazione. Una "storia" giunta ai vicentini, salvo poche voci fuori dal coro, dai canali ufficiali del Comune tramite le tante conferenze stampa e le diverse dichiarazioni del sindaco e dei suoi assessori. Anche per questo pubblichiamo, in due video, l'intera serata che ha visto come principali oratori l'urbanista Francesca Leder, lo storico dell'arte moderna Tommaso Montanari e l'economista agrario Tiziano Tempesta. Di Pietro Zanella
FATTI
Banche venete, Berti (M5S): “Le Procure hanno bisogno di aiuto” Quella contro le banche venete, per la tutela dei diritti di azionisti e risparmiatori è ancora una volta una lotta fra Davide e Golia. Questa volta la parte del gigante la fa il rischio prescrizione che incombe sulle circa 3mila denunce di quasi 100mila azionisti di Veneto Banca. Il capogruppo del M5S Jacopo Berti commenta così il rischio: "Parliamo di denunce per truffa ed estorsione, di cittadini che anche noi abbiamo incoraggiato a chiedere giustizia. La mole di
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lavoro intasa le Procure, che hanno bisogno di tutto il nostro sostegno e la nostra fiducia". Di Emma Reda
Berti annuncia l'impegno del M5S per scongiurare la prescrizione. " Circa un anno fa, lo stesso rischio incombeva sul caso Pfas - ricorda Berti ci siamo azionati andando dal procuratore di Vicenza in massa, anche con il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, per chiedere di accelerare sul problema. Siamo stati ascoltati e oggi sappiamo che quella fu un'azione giusta, vista la portata che il caso Pfas ha dimostrato. Siamo pronti a fare il massimo anche in appoggio del procuratore Massimo De Bortoli , che sappiamo essersi già provvisto di una task force per far fronte alla mole di lavoro. Sappiamo che sta dando priorità a questo dossier, e noi terremo alta l'attenzione affinché nessuno tenti di declassare l'inchiesta ostacolando il lavoro della Procura. Speriamo di poter incontrare presto il procuratore, per conoscere l'andamento dei lavori e manifestargli la nostra fiducia". Sulla prescrizione Berti aggiunge: "Questo è un problema grave nel nostro Paese. L'Ocse a breve si esprimerà sulla prescrizione in Italia e pare che il giudizio non sarà positivo. Nel frattempo il Governo dopo tanti annunci sulla volontà di riformarla, non ha mosso un dito. Come M5S il nostro impegno è anche su questo. Abbiamo proposto più volte, sia a questo Governo che al precedente, una seria riforma della prescrizione, che snellisca i processi ma non sia un perpetuo salvataggio per corrotti e truffatori".
FATTI
Nuovo regolamento di polizia urbana: vietato portare bottiglie di vetro nei parchi e vendere alcool da asporto dalle 20 alle 7 nei negozi di vicinato Il Comune di Vicenza, primo in Italia, fa proprie tutte le opportunità offerte dal decreto Minniti ai sindaci in materia di sicurezza urbana, inserendole in toto nel nuovo Regolamento di polizia urbana e sulla
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civica convivenza "in modo da poter usare - come ha dichiarato il sindaco Achille Variati - tutti gli strumenti che esistono". Il documento è stato licenziato questa mattina dalla giunta comunale, al termine di un complesso lavoro intersettoriale coordinato dall'assessore alla sicurezza urbana Dario Rotondi, e si avvia al voto del consiglio comunale. Di Redazione VicenzaPiù
"Questo regolamento - ha commentato il sindaco Achille Variati va a sostituirne uno datato addirittura 1926. Da allora ad oggi la società è cambiata, così come si è modificato il senso civico dei nostri concittadini. Ecco perché abbiamo eliminato violazioni e termini che non esistono più e abbiamo introdotto sanzioni chiare quali deterrenti a nuove forme di inciviltà. Non solo passiamo da 251 a 37 articoli, ma proponiamo un documento che riteniamo capace di contrastare i comportamenti incivili per assicurare ai nostri cittadini la possibilità di godere delle proprie libertà Sono certo che gli agenti di polizia locale, il cui compito primario è assicurare la convivenza urbana, sapranno applicarlo con saggezza, equilibrio e indispensabile buonsenso". Tra le numerose novità inserite nel nuovo Regolamento, oltre a quella illustrata ieri sul cosiddetto "daspo urbano", ovvero la possibilità per i Comuni di individuare le aree e i luoghi della città in cui far scattare l'obbligo di allontanamento, l'assessore Dario Rotondi ha evidenziato il divieto di detenere bottiglie di vetro in tutti i parchi ed aree verdi, pena il sequestro delle stesse, e il divieto per i negozi di vicinato di vendere bevande alcoliche e superalcoliche da asporto tra le 20 e le 7. Tale divieto non si applicherà ad attività tipo kebab o pizzerie d'asporto, purché la bevanda sia venduta insieme al cibo.
FATTI
Vicenza, Polizia di Stato presenta bici mtb Nel pomeriggio odierno il Questore di Vicenza, dott. Giuseppe Petronzi, alla presenza delle Autorità cittadine, ha presentato in
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piazza Esedra il nuovo progetto di controllo del territorio mediante biciclette MTB. Si tratta di un progetto innovativo, sviluppato dalla Polizia di Stato, in particolare dall'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Vicenza, per consentire un controllo adeguato dei parchi cittadini e del centro storico durante la stagione estiva. Per l'occasione, erano presenti anche delle pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine "Veneto" della Polizia di Stato, reparto che si occupa di effettuare operazioni di controllo straordinario del territorio nelle varie realtà del Triveneto, nonché i dirigenti delle Sezioni Polizia stradale e Polizia ferroviaria, Specialità della Polizia di Stato che quest'anno festeggiano, nell'ordine, il 70° ed il 110° anniversario della loro fondazione. Di Redazione VicenzaPiù
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Mentre la BCE "benedice" Banco Santander che acquista e "salva" Banco Popular per BPVi e Veneto Banca soltanto parole... fra noi L'interesse dei fondi di private equity per le due banche venete non si e' ancora manifestato in modo formale. E' l'indicazione raccolta da Radiocor da fonti finanziarie che seguono da vicino il dossier. L'ipotesi di un intervento dei fondi e' circolata a fine maggio dopo la formale rinuncia del Fondo Atlante, azionista di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, a un nuovo intervento da un miliardo secondo le richieste formulate dalla Dg Comp di Bruxelles come precondizione per dare il via libera alla ricapitalizzazione
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precauzionale. I 'cavalieri bianchi' dei fondi di private equity "fanno sapere di essere interessati ma non si muovono" notano le fonti interpellate. Di Redazione Economica VicenzaPiù
C'e' la sensazione che vogliano aspettare il primo passo da parte delle banche, molte azioniste di Atlante, anche se molti banchieri, ultimo oggi il numero uno di Bper Alessandro Vandelli, continuano a negare la possibilita' di altri esborsi per le due venete. I fondi di private equity in questa fase restano in attesa, una sorta di 'surplace' ciclistica, ma hanno un obiettivo chiaro: nelle due banche venete, se entreranno, sara' per comandare. E mentre il tempo scorre lentamente, troppo lentamente per i tempi della finanza, visto che è da mesi che le autorità europee stanno valutando il salvataggio di Veneto Banca e Popolare di Vicenza tant'è l'agenzia di rating Standard & Poor's sulle due venete ha sottolineato che "il principale rischio è legato alla percezione che possono avere investitori e depositanti", la Bce con estrema rapidità "ha debitamente informato il consiglio di risoluzione unica (SRB) che ha adottato un regime di risoluzione che prevede la vendita di Banco Popular Espanol a Banco Santander", che ha giò completato l'operazione comprando Banco Popular a 1 euro e ha deciso un aumento di capitale da 7mld per l'operazione per cui la stessa Standard& Poor's ha escluso che le difficolta' del gruppo bancario spagnolo Banco Popular possano portare a un contagio per l'intero settore in Spagna. Con una nota alla Cnmv spagnola l'istituto ha precisato che l'operazione prevede "il riscatto totale di tutte le azioni di Banco Popular in circolazione alla chiusura di ieri e le azioni derivanti dalla conversione di strumenti di capitale regolamentare capitale aggiuntivo, la conversione di tutti gli strumenti di patrimonio di vigilanza Tier 2 emessi Banco Popular in azioni di nuova emissione, acquisite da Banco Santander al prezzo di 1 euro". Nell'ambito della transazione, Banco Santander "sta pianificando a copertura del capitale e le diponibilita' necessarie per rafforzare la situazione patrimoniale del Banco Popular. Gli attuali azionisti di Banco Santander avranno un diritto di sottoscrizione preferenziale" dell'aumento di capitale di circa 7 miliardi e, a seguito di queste operazioni, assicura Banco Santander, "si prevede un impatto neutro sul Cet1".
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Per giunta il ministro spagnolo dell'Economia Luis de Guindos ha detto che l'acquisizione, nell'ambito del meccanismo europeo e' stata effettuata " senza l'uso di risorse pubbliche senza che si produca un possibile contagio tra rischio sovrano e bancario". Secondo Bruxelles sono soddisfatte tutte le condizioni per la risoluzione: la banca e' in fallimento, non ci sono soluzioni private oltre alla risoluzione e non ci sono azioni di supervisione che avrebbero impedito il fallimento. La risoluzione attraverso la vendita del business e' prevista dalla direttiva Ue sulla risoluzione ed "era la migliore scelta per assicurare la continuita' di importanti funzioni svolte dalla banca ed evitare effetti avversi significativi sulla 'stabilita' finanziaria". In questo caso, "le perdite sono state pienamente assorbite dalle azioni e dal debito subordinato". Lo schema di risoluzione entra in vigore oggi stesso. Dall'entrata in vigore della direttiva sulla risoluzione (gennaio 2015) una autorita' di risoluzione puo' decidere di 'risolvere' una banca se "e' nel pubblico interesse farlo", ricorda la Commissione. Nel caso degli Stati della zona euro e' il meccanismo unico di supervisione (Ssm) a decidere se e' possibile questa procedura nel caso in cui una banca sta fallendo o e' probabile il suo fallimento, non ci sono soluzioni private alternative e una decisione del genere e', appunto, nell'interesse pubblico. In tal caso lo schema di risoluzione deve essere trasmesso alla Commissione per l'approvazione nel quadro delle regole sugli aiuti di Stato. Dopo che il board del meccanismo unico di risoluzione ha adottato lo schema, Bruxelles obietta o sostiene. Nel caso in cui la Commissione non concordasse con la decisione del board Ssm riguardo l'ammontare del sostegno del fondo di risoluzone o alla valutazione sull'interesse pubblico da difendere, la decisione passerebbe al Consiglio. E mentre la Spagna risolve così e con relativa rapidità il problema Banco Popular, in Italia, se i fondi di privaye equity attendono le decisioni del sistema bancario sulle due banche venete, secondo Vandelli, il numero uno di Bper, anche un nuovo ricorso al fondo Atlante "e' un percorso difficile: Atlante, vale a dire noi banche e fondazioni e assicurazioni ha gia' fatto uno sforzo enorme e fino a oggi ha destinato gran parte delle risorse per ricapitalizzare Veneto Banca e Vicenza. Devo dire che in parte non ho mai ritenuto che questo intervento potesse essere risolutore. Ho sempre pensato che sarebbe stato meglio indirizzare le risorse per cercare di risolvere il problema delle sofferenze, del credito problematico. E' chiaro pero' che era bello da dire ma difficile da realizzare: oggi tuttavia ci ritroviamo con questo tipo di intervento che non e' stato risolutivo e credo che chiedere altri sforzi in questa direzione sia difficile. Bisogna guardare al di fuori di Atlante e Atlante puo' essere ancora interlocutore per intervenire sul tema delle sofferenze". Eppure, è sempre l'Ad di Bper a parlare, "credo che si debba fare di tutto per evitare un evento come il bail-in" della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, "che francamente oggi sarebbe inopportuno e avrebbe degli effetti nocivi sul sistema e sulla sua tenuta complessiva. Occorre evitarlo assolutamente".
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A chi gli chiedeva infine se ritenga realizzabile un intervento lampo come quello fatto in Spagna sul Banco Popular, Vandelli ha replicato: " Non vedo oggi dichiarazioni che vadano in questa direzione. Generalmente quando e' possibile farlo lo si fa molto alla svelta e si risolve il giorno dopo, ma oggi non sta avvenendo nulla di simile". Così alla svelta, verrebbe da dire a Vandelli, che in merito al processo di acquisizione di Nuova Carife ha detto che spera di "chiudere rapidamente questa acquisizione, ovviamente le complessita' stanno sempre nei dettagli finali, quando devi andare a chiudere le operazioni che si intrecciano con un processo di pulizia dell'attivo di questa banca con Atlante che deve far fronte a un'acquisito significativo" di Npl. Cioè Bper, come altri in Italia, fa presto purchè i soldi ce li mettano altri. Parole, perole, parole, parole, soltanto parole, parole tra noi...
FATTI
La lettera ad Achille Variati di Noi che credevano nella BPVI: in base a quali informazioni valuta la Procura di Milano più lenta e meno efficace di quella di Vicenza? Pubblicato alle 17.33, aggiornato alle 23.17. Noi che credevano nella BPVI & in Veneto Banca in merito al gravissimo scontro istituzionale in atto sulla questione Procure, il 31 maggio ha inviato una lettera (qui l'originale) che pubblichiamo integralmente ed inviata al Sindaco di Vicenza, dr. Achille Variati, dopo le affermazioni che lo stesso ha fatto su tutti i mass media riguardo al trasferimento di un filone di indagini dalla Procura di Vicenza a quella di Milano e sulle quali il presidente dell'asociazione, Luigi Ugone, avanza profone perplessità.Spett. Sig. Sindaco di Vicenza dr. Achille Variati e p.c. procura di Milano e Procura di Vicenza Pregiatissimo Sig. Sindaco, apprendiamo dai giornali la Sua preoccupazione per la separazione dell'indagine penale nei confronti degli amministratori della Banca Popolare di Vicenza assegnati, in parte, alla Procura di Milano. Di Redazione VicenzaPiù
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Rileggendo le sue dichiarazioni "tutto ciò che si allontana rischia di essere annacquato, ritardato, dimenticato", ci chiediamo turbati: - come faccia il Primo Cittadino a valutare la capacità di annacquamento o meno di un'indagine da parte di una Procura ben specifica oppure a sapere, invece, la maggior competenza in materia di quella di Vicenza. - ritiene Lei che la Procura di Milano possa avere impedimenti o tempi più lunghi di quella di Vicenza? - o è invece a conoscenza, per caso, di strategie più o meno efficaci in ambito di indagine di una delle due Procure? Le ricordo che i risparmiatori di questa banca aspettano da quasi due anni notizie dalla Procura di Vicenza. Riconoscendo il valore istituzionale della Sua figura e capendo il peso delle dichiarazioni dal Lei fatte, le chiediamo di mettere a conoscenza tutti i risparmiatori e tutti i cittadini delle informazioni che l'hanno portata ai giudizi dai Lei espressi. In fede Associazione "Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza" Il Presidente, Luigi Ugone
FATTI
Puniti a Vicenza gli studenti con i pantaloni corti, Gianni Padrin: cosa risolve?
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"Puniti gli studenti con le braghe corte" è il titolo di un articolo che mi ha fatto un po' ridere, ma anche no, come direbbe Veltroni. Sicuramente i regolamenti delle scuole vietano abiti troppo succinti e infradito sul vestiario, ed è giusto. Il limite non và mai oltrepassato, altrimenti che limite è, con relative sanzioni. Anche perchè in giro per le strade, scale e marciapiedi, e magari in bicicletta e motorino, è anche vietato espressamente dal codice della strada, per scarsità di protezione al piede. Ma mi soffermo su ben altro : Si permette che all'interno della scuola arrivino teste con crestoni da moicani, capelli colorati, braghe con buchi dementi e altre amenità. Di Citizen Writers
La Scuola con la S maiuscola è luogo di educazione, che cerca di dare la rettavia a coloro che sono in crescita, verso l'adultità. Si può anche dire che molti genitori ed alcuni insegnanti non siano tanto migliori, quindi d'esempio negativo. Talis Pater, qualis filius si potrebbe aggiungere. Ma un giudizio anche su questo lo si dovrebbe dare, proprio perchè l'esempio è il miglior maestro, come la Storia con la S maiuscola è Maestra di Vita. Ben venga anche che dall'interno degli istituti ci siano le pagelle per i Genitori, per gli Insegnanti e perchè no, anche per i Presidi, visto che si parla tanto per niente di Selezione e Meritokrazia e a molti genitori di alcuni comitati genitori di medie e superiori, non sono molto contenti. Percentuali da brivido di scarsità o problematicità anche molto dure. Nessuno che si mette in mezzo e capita che chi parla, poi hanno problemi i ragazzi in classe, con alcune "punizioni". Nessuno che aiuti anche questi insegnanti da parte dei colleghi, certo impegnati a tenere le redini di classi pollaio e con ragazzi anche molto problematici, nonostante gli insegnanti di sostegno. Gianni Padrin
FATTI
Liliana Zaltron (M5S) presenta interrogazione in merito al complesso immobiliare del Caffè Garibaldi
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Liliana Zaltron (M5S) presenta un'interrogazione in merito al complesso immobiliare del Caffè Garibaldi. Vista: La determina n. 1037 del 27/05/2017 avente ad oggetto il Complesso Immobiliare denominato "Caffè Garibaldi" - El Coq Srl dove risulta: a)la disponibilità del Comune a stornare il canone di concessione relativo al periodo in cui l'esercizio è stato chiuso per l'esecuzione degli interventi sulla struttura; b)la disponibilità a defalcare dal canone da pagarsi entro l'anno 2016 la spesa di € 8.214,05... sostenuta per l'esecuzione degli interventi....; c)la rateizzazione del restante insoluto... in 10 rate mensili decorrenti dal 1°marzo 2017.....; d)la disponibilità a riconoscere lavori eseguiti sulla struttura...; e)la sospensione e differimento del pagamento di parte del canone mensile per un periodo di 2 anni... e recupero dell'importo complessivo del canone differito in 48 rate mensili... Di Redazione VicenzaPiù
Ritenendo che: -sia utile capire la situazione riguardante gli immobili adibiti ad uso diverso dal residenziale di proprietà del Comune e locati a terzi; la sottoscritta Liliana Zaltron, in qualità di consigliere comunale, chiede: -copia della richiesta, inoltrata da El Coq Srl, del riconoscimento da parte del Comune delle spese sostenute e della dilazione concessa con la Determina n 1037; - elenco degli immobili di proprietà del Comune adibiti ad usi diversi dal residenziale e locati a terzi; -per i suddetti immobili elenco di quelli per i quali il locatario non risulta essere in regola con il pagamento del canone di locazione; -eventuali dilazioni/rateizzazioni concordate; - eventuali dilazioni/rateizzazioni richieste e non concesse e le motivazioni del mancato accordo. Si richiede anche risposta scritta.
FATTI / POLITICA / AMBIENTE
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Unesco, i comitati fanno il punto: chi ascolta la loro voce? "E' ancora possibile dirsi città Unesco di fronte ad un territorio massacrato?" A questa domanda hanno provato a rispondere i diversi rappresentanti dei comitati promotori dell'evento "Vicenza Chiama: Unesco come risponde? tenutosi martedì sera al Teatro Astra. Enrico Marchesini, del comitato No dal Molin, salito sul palco dopo i relatori Francesca Leder e Tiziano Tempesta (vedi il video), non ha dubbi: "Vicenza non esce bene dal rapporto degli ispettori di Icomos che hanno avuto molto da ridire sulla base americana ed in particolare rispetto ai trasporti pericolosi in città che ne conseguono. Inoltre ache sul cosiddetto Parco della Pace hanno avuto da ridire." Un commento che corre parallelo a quelli espressi dagli altri comitati e raccontati nel nostro secondo video dedicato alla serata. Di Pietro Zanella
FATTI
“La vendetta”… del classico "Considerate la vostra semenza:/ fatti non foste a viver come bruti,/ ma per seguir virtute e canoscenza" La famosa terzina di Dante nel canto 26 dell'Inferno, il canto di Ulisse introduce la seconda serata dedicata all'Odissea che il Comune di Arcugnano ha dedicato al mondo classico, che è importante proprio perché ci aiuta a comprendere la virtù e la conoscenza. Svegliatosi sulla spiaggia "baciò la sua petrosa Itaca Ulisse", le sue radici e lui che mai aveva accettao di rimanerne lontano, quando, dopo lunghi perigli, vi ritorna, trova la sua casa devastata dai Proci o porci, utilizzando le stesse lettere. Di Italo Francesco Baldo
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Costoro incuranti del valore della casa e della famiglia e irridendo perfino gli Dèi, cercano solo il proprio vantaggio. L'eroe, fatto edotto della situazione dal fedele e virtuoso servo Eumeo, organizza la vendetta. Avvicinatosi alla sua dimora trova la fedeltà del cane Argo, che nel rivederlo muore e ha l'unica lacrima del ritorno di Ulisse. Ritrovato pure il figlio Telemaco, che desideroso del padre aveva visitato i regni greci per averne almeno qualche notizia notizia, rivista la fedele moglie, Penelope che è riuscita a conservare la sua fedeltà al marito, sotto spoglie di mendicante riesce, ma non poteva che essere così, a tendere l'arco e con una freccia, attraversati i dodici anelli delle dodici scure, altre ne utilizza e con il figlio in suo aiuto, toglie la vita ai Proci. Ripulita la casa, eliminando i servi e le serve infedeli, si ricongiunge all'amata sposa, dopo il racconto delle avventure e inizia a porre nella patria. Così, come è narrato nel canto XXIV dell' Odissea:" Poichè l'illustre Ulisse / De' Proci iniqui vendicossi, ei fermi / Patto eterno con gli altri, e sempre regni. / Noi la memoria delle morti acerbe / In ogni petto cancelliam: risorga /Il mutuo amor nella città turbata, / E v'abbondin, qual pria, ricchezza, e pace." Ulisse, l'emblema di colui che va verso l'ignoto per sete di conoscenza, presentato nella sua essenzialità...parla ai nostri tempi dell'amore di patria, della famiglia e dell'obbedienza alla divinità. Solo così egli "lieto nel core ristette", perché ha trovato la vera virtù la quale sempre si congiunge alla conoscenza. Certo Dante, che lo legge dal punto di vista cristiano ben apprezza l'eroe omerico che vuole consocere, ma vede in lui anche la presunzione di colui che vuole oltrepassare i limiti, di colui che troppo mette se stesso nella sperimentazione dell'ignoto e stravolge la pacata necessità del vivere, quasi presumendo di essere lui il solo depositario del proprio destino. Così la lezione del classico fa vendetta anche di coloro che stravolgono i classici a loro uso e consumo, che elucubrano senza dare né canoscenza né virtù, ma ipsisticamente cercano solo il piacere di se stessi. Negando all'arte quella funzione educativa che essa deve avere attraverso il bello, che se tale è sempre congiunto al bene, dato che l'intelligenza, la natura delle cose e gli strumenti servono proprio per costruire l'amicizia tra gli uomini, vero fondamento della vita in comune. Con efficacia la proposta della lettura dell'Odissea fatta dal Comune di Arcugnano con il Sindaco Paolo Pellizzari, che ha seguito l'idea di Federica Bon di portare i classici all'attenzione dei cittadini, con Cast Theama Teatro ( Daniele Berardi, Anna Farinello, Aristide Genovese, Francesca Marchiani, Piergiorgio Piccoli, Anna Zago) la lettura in greco antico di
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Francesco Dalla Riva, la corale "Le voci dei Berici di Arcugnano e Grisignano di Zocco, il soprano Simonetta Baldin, i musicisti: Anna Pittaro, Massimo Zulpo, Claudio Ongaro, Massimo Zanolla, Mariano doria, Virginea Finetti, Leonardo Panato, Matteo Renzi, Riccardo Tumelero con i maestri Collaboratori Paola Mattiello, Giampaolo Toniolo, Ilaria Visentin e con il Maestro Concertatore Michele Bettinelli, hanno realizzato il progetto, nel quale chi più intende più comprende. Non paghi di questa classicità nel Comune di Arcugnano mercoledì 7 giugno alle ore 20,45, Sala del Consiglio, proprio per continuare ad essere classici e non "alla deriva" ormai tipica degli pseudosperimentalismi, lettura dall'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, un classico che il poeta Edoardo Sanguineti adattò per il teatro nel 1969 con la regia di Luca Ronconi, dove la novità consisteva proprio nel valore dato al classico, perché ciò che è classico si vendica se non rispettato e invia l'oblio su coloro che lo prevaricano.
FATTI
PrimaNoi: "Sentinelle in ogni comune contro l'invasione e lo ius soli" "A seguito dell'ulteriore perdurante e massiccio afflusso sulle coste italiane di cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale, si è reso necessario rivedere, rispetto alle stime iniziali, il numero dei cittadini richiedenti la protezione internazionale, nei confronti dei quali assicurare il servizio di accoglienza e assistenza", -è quanto si legge sul sito della Prefettura di Vicenza che ha aggiornato dopo poco più di due mesi il nuovo bando che inizialmente prevedeva posti letto per 2600 persone, mentre la stima attuale è aumentata a 2900 posti letto che i funzionari della prefettura ricercano nel territorio provinciale anche attraverso strutture ricettive che contengano fino a 150 persone. Di Redazione VicenzaPiù
"All'inizio dell'anno avevamo previsto che il 2017 sarebbe stato l'anno dei record -spiega Alex Cioni, portavoce del comitato antiprofughi PrimaNoi. Il nuovo bando è la palese dimostrazione che avevamo ragione ma dimostra ancora di più, quanto sia importante non cedere di un metro. Guai a noi se © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
ci arrendiamo all'assuefazione, oggi più di ieri -aggiunge Cioniè urgente che in ogni paese ci siano delle sentinelle pronte ad attivarsi come delle cellule dormienti per contribuire a rendere l'estate bollente e insopportabile ai funzionari della prefettura e di quei Comuni intenzionati ad aderire alla rete Sprar". Ma c'è un altro fronte di contestazione che in queste ore si sta organizzando in tutta Italia e così nel vicentino, e riguarda la legge dello IusSoli che presumibilmente andrà in discussione al Senato giovedì prossimo, mentre all'esterno del parlamento sono previste numerose manifestazioni di protesta a cui prenderanno parte i rappresentanti del comitato vicentino. " Abbiamo deciso di impegnarci anche in questa battaglia, strettamente legata alla questione profughi, con l'obiettivo di costituire un coordinamento provinciale trasversale che vada oltre i partiti, le sigle e gli schieramenti. Fermare la legge genocida dello IusSoli è la priorità di queste ore che mette in secondo piano ogni altra cosa" -hanno spigato i membri del direttivo. " Dobbiamo essere pronti ad una collaborazione che vada oltre le logiche partigiane, altrimenti c'è poco da fare, siamo già estinti -è l'accorato appello del comitato. Ai veneti e agli italiani di buona volontà diciamo che è il momento di prendere coscienza che l'opposizione all'immigrazione selvaggia, così come alla legge razzista che intende regalare la cittadinanza agli immigrati, deve essere recepita come la nostra linea del Piave".
FATTI
Vicenza Aim Energy Camp, i centri estivi all'insegna dello sport Lunedì 12 giugno parte la quinta edizione di Vicenza Aim Energy Camp 2017 organizzata dall'associazione Sport.Vi in collaborazione con l'Assessorato alla formazione del Comune di Vicenza e con il sostegno di Aim Energy. Dal 12 al 28 luglio i ragazzi dai 6 ai 13 anni potranno praticare molte ed interessanti attività sportive come calcio, rugby, tennis, ginnastica artistica, pallacanestro, scherma, pallavolo, baseball, atletica leggera, hip-hop, lotta, pallamano, hockey, scacchi, tai-chi e altro ancora. Inoltre ogni settimana è prevista un'uscita giornaliera alle Terme di Giunone a Caldiero o all'Acropark di Roana. Di Monica Zoppelletto
Il costo per una settimana è di 50 euro per il part time e di 80 euro per il tempo pieno, comprensivo di pranzo e uscita. Ad ogni bambino verrà dato un kit camp: maglietta, pantaloncino, berettino e zainetto. "L'anno scorso spiega l'amministratore unico di Aim Energy Otello Dalla Rosa - sono stati 220 i bambini che si sono alternati lungo le sette settimane, per un totale di 480 presenze". L'assessore alla formazione Umberto Nicolai afferma: " Senza l'aiuto di Aim Energy non sarebbe stato possibile organizzare tutto questo. I bambini così hanno la possibilità di fare attività culturali ed
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educative senza tralasciare il divertimento". Anche quest'anno è possibile l'accoglienza e la partecipazione alle attività ludiche di molti ragazzi con disabilità, così come potranno essere iscritti a costi simbolici i ragazzi con difficoltà personali o con situazioni familiari complesse. La novità di questa quinta edizione è la presenza dei medici ed animatori dell'associazione "Piccoli punti", una onlus che svolge attività di prevenzione contro le malattie della pelle provocate dall'esposizione non corretta al sole. Per questo i bambini verranno sensibilizzati sul tema.
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Banco Popular salvato da Banco Santander "in un giorno": ma la vigilanza di Bce ed Eba cosa aveva vigilato pochi mesi fa sulla salute del "Popular"? E' un'altra prova dell'inefficacia degli esami. La banca spagnola è passata indenne da Aqr, Srep, ispezioni e stress test. Questi ultimi appaiono utili soltanto a mettere sotto pressione alcuni gruppi rispetto ad altri | Blitz del Santander: salvato il Banco Popular di cui anche noi ieri abbiamo dato, meravigliata, notizia. Il salvataggio di Banco Popular è stato un successo per il governo spagnolo, che ha convinto Santander a salvare la banca, ma allo stesso tempo ha mostrato la pericolosità delle risoluzioni Ue (il bail-in completo è evitato in ogni modo da tutti i Paesi) e ha rappresentato il più rilevante malfunzionamento della supervisione Bce dalla nascita nel novembre 2014. Banco Popular ha superato indenne tutti gli appuntamenti di vigilanza: l’asset quality review e lo stress test del 2014, i requisiti Srep degli anni successivi, le ispezioni ordinarie (anche se non si sa quante ne siano state fatte e con quali criteri) e da ultimo lo stress test del luglio 2016. Di Rassegna Stampa
A meno di un anno di distanza dall’ultima prova, la banca è entrata in crisi di
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liquidità ed è stata messa in risoluzione, con svalutazioni totali per 300 mila azionisti e per i creditori subordinati. Soltanto la presenza del Banco Santander (quello che ha "ammollato" Antonveneta a MPS innecando la sua mega crisi, ndr) ha evitato perdite ancora maggiori per i risparmiatori. Ma la vicenda ha lasciato dubbi sull’azione delle autorità e su procedure di vigilanza come gli stress test, che appaiono sempre di più un modo per mettere sotto pressione alcune banche, lasciando i problemi delle altre nell’ombra. Perlomeno fino a quando la crisi diventa ingestibile. Il caso di Banco Popular è una macchia nera che resterà a lungo per la supervisione bancaria. A fine novembre l’istituto ha ricevuto dalla Bce una richiesta di capitale Srep pari al 7,875%, un livello più basso rispetto al 11,5% raggiunto a fine 2016 dalla banca. Il requisito Bce non è lontano da quello di Intesa (7,25%) e Ubi (7,5%) ed è inferiore a quello di Unicredit (8,75%) e Mps (per ora 10,75%). Unicredit è anche finita sotto il requisito prima dell’aumento di capitale da 13 miliardi. Mps è tuttora sotto la soglia in attesa della ricapitalizzazione precauzionale. Un aspetto di rilievo ancora maggiore riguarda gli stress test. Nell’ultima prova Popular ha mostrato un capitale del 6,6% nello scenario avverso a fine 2018: questa è la soglia patrimoniale che la banca avrebbe raggiunto, secondo Eba e Bce, nell’ipotesi di una nuova recessione e di altre assunzioni molto negative. Secondo il test, Popular era quindi in grado di resistere anche a uno scenario apocalittico. Il livello di capitale era largamente superiore a quello di Mps (che ha concluso l’esame con patrimonio negativo, a -2,4%) e nelle vicinanze di quelli di Raiffeisen (6,12), Bank of Ireland (6,15%), Unicredit (7,1% senza considerare il successivo aumento di capitale) e Barclays (7,3%). È forse ancora più significativo il capitale previsto da Eba/Bce per Banco Popular nello scenario base: addiritttura 13,45% a fine 2018, un livello di assoluta tranquillità, paradossalmente quasi pari a quello di Santander (13,2%) e superiore a quello di tutte le banche italiane (Intesa Sanpaolo , Unicredit , Ubi e Mps ), con l’unica eccezione di Banco Popolare (ai tempi non ancora fuso con Bpm). Alla luce di questi numeri e di altri errori simili (come quelli su Deutsche Bank e Hsh Nordbank, la landesbank che ha avuto bisogno di aiuti di Stato dopo aver superato gli esami Eba-Bce), è lecito avere dubbi sulle metodologie e sugli obiettivi degli stress test, che appaiono un’arma di distruzione (di alcuni istituti) e di distrazione (dai problemi di altri). I criteri sono discutibili e le lacune ormai palesi. Inoltre le valutazioni Bce sembrano viziate a volte dall’impostazione di vigilanza (a forte trazione nordeuropea negli organi ispettivi, negli uffici di Francoforte e in gran parte del Supervisory Board presieduto da Danièle Nouy), a volte da errori di valutazione (come per Banco Popular). Da Francoforte si evidenzia che la risoluzione dell’istituto spagnolo è legata alla crisi di liquidità e non al capitale. Ma anche la liquidità è materia di Vigilanza. Inoltre le crisi nascono nelle situazioni critiche. Per Banco Popular è stato decisivo il deterioramento degli asset immobiliari: la fuga dei depositi ne è stata una conseguenza. La lezione Popular dovrebbe dare indicazioni per il futuro. Per ironia della sorte, proprio ieri l’Eba, presieduta da Andrea Enria, ha pubblicato la bozza di metodologia per lo stress test 2018. Forse la politica dovrebbe pensare di bloccare questi esami ormai privi di credibilità o perlomeno disinnescarne gli
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effetti, evitando di pubblicarne i risultati. Più in generale la Bce dovrebbe rivedere le prassi di vigilanza, rendendole più omogenee (per esempio ancora non è chiaro perché le due venete, che un anno fa avevano bisogno di 2,5 miliardi, ora hanno un deficit di 6,4 miliardi). Un capitolo a parte è quello che riguarda le risoluzioni. C’è chi ieri ha salutato positivamente le procedure perché la banca è stata messa in sicurezza in poche ore. Ma questo è accaduto solo per l’azione del governo spagnolo su Santander, che ha scongiurato l’applicazione completa delle regole con il bail-in dei titoli senior e dei depositanti. La disponibilità di Santander ha consentito al governo di non dover passare per le forche caudine della ricapitalizzazione precauzionale: un passaggio invece necessario in Italia, dove non si sono fatti avanti salvatori per Mps e le venete, anche perché gli istituti italiani hanno già pagato 8-9 miliardi per le quattro banche risolte, per il fondo volontario e per Atlante (il cui intervento nelle venete non è stato risolutivo). In Spagna, invece, il settore, che sarebbe collassato per la crisi immobiliare, era già stato aiutato con 40 miliardi di denaro pubblico attraverso il fondo europeo Esm. di Francesco Ninfole, da Milano Finanza
POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
La BCE col Quantitative Easing ha acquistato il 9% del nostro debito pubblico: ha abbassato la febbre senza curare la malattia La Banca Centrale Europea sta proseguendo l'operazione di Quantitative easing, la scadenza, che ha già subito proroghe, è al momento fissata per la fine dell'anno in corso, tuttavia ricorderete che Mario Draghi aveva già precisato "e oltre se necessario". In cosa consista questo benedetto/maledetto Quantitative easing ormai è noto anche al grande pubblico, sinteticamente si tratta dell'acquisto di obbligazioni ed in particolare di titoli dello Stato sul mercato secondario. E' un'operazione nota, ma non certo pubblicizzata, ritengo infatti che quasi nessuno italiano sappia quanta parte del nostro debito pubblico è oggi in mano alla Bce, ed allora togliamoci questa curiosità. Di Giancarlo Marcotti
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I dati ce li fornisce la stessa Bce: a fine maggio l'ammontare complessivo di titoli dello Stato italiani acquistati dalla Banca Centrale tramite l'operazione di quantitative easing è risultato pari a 264,76 miliardi di euro, quindi pressappoco il 9% del nostro debito pubblico e la scadenza media di questi titoli è di poco superiore agli otto anni e mezzo. Visto che gli acquisti debbono avvenire in maniera proporzionale, nessuna sorpresa nell'apprendere che la Bce ha contemporaneamente acquistato titoli dello Stato francesi per 304,44 miliardi e tedeschi per oltre 380 miliardi di euro. Ma torniamo a noi, ponendoci una prima domanda: dovremo restituire alla Bce questi soldi? Certamente sì, che siano in mano alla Bce, o a qualunque altro investitore, i titoli dello Stato, quando scadono, vanno onorati. E se prima della loro scadenza l'Italia uscisse dall'euro? Beh, certamente potrebbe nascere un contenzioso, dal momento che noi certamente andremmo a ridenominare tutto il nostro debito pubblico nella nuova moneta mentre la Bce vorrà essere liquidata in euro. Ma non intendo con questo articolo disquisire sulla conversione del debito pubblico nella nuova moneta che adotteremo, bensì vorrei porre l'accento sui vantaggi/svantaggi di questa operazione denominata Quantitative easing. Innanzitutto occorre chiarire cosa si intende quando diciamo che la Bce esegue questi acquisti sul mercato secondario. Significa semplicemente che acquista titoli "già emessi", non partecipando direttamente alle aste, non andando formalmente contro al suo statuto che le vieta di diventare prestatore di ultima istanza. Tuttavia si tratta di un escamotage, poiché l'effetto sul mercato, se non uguale, è molto simile, i tassi, di fatto, vengono comunque calmierati. I titoli dello Stato vengono sottoscritti in asta dalle banche ordinarie, la Bce interviene quindi in seconda battuta riacquistandoli sul mercato aperto. Effetto? - I risparmiatori praticamente vengono esclusi dal mercato dei titoli di Stato e di conseguenza indirizzano le loro disponibilità verso investimenti alternativi - l'eccesso di liquidità creata dalla Banca Centrale rende meno volatile il comparto azionario e quindi, apparentemente, meno rischioso - tuttavia il mercato "non si fida troppo" e preferisce indirizzarsi verso le Piazze più forti e considerate quindi meno pericolose - Ed ecco che Wall Street e Francoforte (ma anche Londra) da tempo continuano a battere ogni record La domanda ora da porsi, quindi, è: cosa accadrà quando la Bce interromperà gli acquisti di titoli di Stato?
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La risposta non è semplice, gli Stati più deboli (Italia in testa) chiederanno al Presidente della Bce di prorogare ulteriormente le operazioni di Quantitative easing, eventualmente diminuendo ancora l'ammontare mensile degli acquisti, ma sappiamo che la Germania non è per nulla d'accordo. Ed ancora chi comprerà i titoli di Stato italiani, e di tutte gli altri Stati dell'eurozona, quando Draghi smetterà di "generare moneta" (visto che non viene stampata, ma prodotta premendo il tasto "enter" di un computer)? La risposta è ovvia: il mercato! Ma ciò non è anomalo? Assolutamente no! Al contrario! E' anomala la situazione che stiamo vivendo! L'acquisto da parte della Banca Centrale di titoli di Stato è una operazione da disperati, ed infatti è stata decisa quando sono falliti tutte gli altri tentativi messi in atto dalla Bce. A mio modo di vedere, poi, il Quantitative easing NON ha alcun senso, serve solo a procrastinare la crisi, se vogliamo ad "anestetizzarla" per un certo periodo di tempo, ma i problemi precedenti riemergeranno in tutta la loro gravità, anzi ci troveremo in una situazione peggiore perché per anni abbiamo occultato la febbre ... non la malattia.
FATTI
Banche, Sergio Berlato: "Il sistema bancario torni alle origini" Il salvataggio delle banche venete, Popolare di Vicenza e Veneto banca, rimane la priorità assoluta. Il Governo deve fare tutto quello che è in suo potere per intervenire in questa situazione di estrema emergenza anche con una forzatura nei rapporti con Bruxelles afferma il Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale. Non dobbiamo però accontentarci del salvataggio - prosegue Sergio Berlato - quello che è accaduto, soprattutto qui in Veneto, deve farci riflettere affinché ci sia una svolta radicale in tutto il settore creditizio ritornando alle origini. La nostra regione ha tradizionalmente una forte predisposizione al risparmio e all'investimento in attività economiche in vari settori legati alla piccola e media impresa. Di Redazione VicenzaPiù
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Qui in Veneto nel secolo scorso nacquero le banche popolari ed istituti di credito cooperativo che si fondarono su un patto sociale di cooperazione, di forti legami con il territorio, di impegno e fiducia verso un tessuto artigianale e manifatturiero che a sua volta aveva radici nella nostra cultura rurale. Il credito veniva concesso basandosi sulla valutazione da parte delle banche delle reali possibilità produttive delle imprese richiedenti, sulla effettiva progettualità delle aziende e, nel caso di credito al consumo rivolto alle famiglie, sulle effettive esigenze partendo dalle priorità - precisa il Presidente della terza Commissione consiliare. Questo è avvenuto nel passato in fasi diverse, sia nei momenti di difficoltà economica, sia nelle fasi di maggiore sviluppo industriale e tale meccanismo basato sulla territorialità, il patto sociale e l'attenta analisi economica ha permesso poi la crescita anche nel settore del turismo e dei servizi - ricorda Berlato. Quando si è rotto questo patto sociale tra sistema creditizio e imprese, quando i finanziamenti hanno perso la loro primaria funzione di sostegno alla produttività e al risparmio si è preferita la speculazione ecco che le conseguenze di tali scellerate scelte hanno portato alla situazione attuale conclude Berlato.
FATTI
Vicenza ai Vicentini, sabato 10 giugno presidio a Campo Marzo: “Basta degrado, violenza ed illegalità!” L' appuntamento, aperto a tutta la cittadinanza, è per sabato 10 giugno a Campo Marzo. A coronamento delle attività che da mesi stanno mettendo in campo per il recupero di Campo Marzo, tra cui le sentinelle per la sicurezza, l'Associazione Vicenza ai Vicentini ed il Comitato Piazza Castello annunciano lo svolgimento di un presidio in piazza Esedra, davanti al Caffè Moresco, a partire dalle ore 16.30. "L'organizzazione di questa manifestazione popolare ed apartitica spiegano gli organizzatori - giunge a coronamento di molteplici
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iniziative, come le sentinelle e la raccolta di 1500 firme da parte del Comitato Piazza Castello, volte a responsabilizzare le istituzioni, ed in particolar modo la giunta Variati, per un cambio di rotta deciso sulla lotta al degrado estremo di Campo Marzo e zone adiacenti. Di Redazione VicenzaPiù
La decisione di scendere ancora una volta in piazza sul tema sicurezza è maturata dopo l' ennesimo episodio di violenza (l' accoltellamento tra i due nigeriani avvenuto alcuni giorni orsono) che ha riportato prepotentemente l' attenzione della città sul clima che opprime il parco cittadino. Durante il presidio, al quale invitiamo tutti i vicentini che hanno a cuore il problema, ribadiremo la richiesta di un presidio permanente di Polizia Locale quale misura necessaria per un definitivo passo avanti nel ripristino delle condizioni di sicurezza e legalità a Campo Marzo. Sottolineiamo come non vi sia incoerenza sul fatto che la nostra azione giunga in concomitanza con la presentazione delle pattuglie in bicicletta dei volontari della Questura e del nuovo regolamento di Polizia Urbana, con relativi provvedimenti anti-degrado (sulla falsa riga di quelli che, in passato, si sono dimostrati scarsamente o per nulla efficaci). Infatti, anche volendo considerarli come fattori positivi, nell' attesa di valutarne gli effetti, la nostra protesta è tesa a sottolineare come i vicentini si aspettino di ravvisare, al netto di dichiarazioni di impotenza, giustificazioni e misure palliative, una forte volontà politica di risolvere la questione e, all' atto pratico, maggiori risultati. Da questa amministrazione e dall' assessore Rotondi, per ora, risposte concrete ed efficaci ai problemi di Campo Marzo non ne abbiamo viste."
FATTI
Vaccini, Luca Zaia: "Ai timori dei genitori non si risponde con multe. In Veneto coperture al 92%"
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I tecnici della Direzione regionale Prevenzione stanno in queste ore esaminando gli effetti del decreto legislativo 73 "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale" - da oggi in vigore - che sancisce l'obbligo vaccinale e la gratuità di 12 vaccinazioni da somministrarsi a partire dal 60° giorno di vita ed entro i 16 anni. In particolare, stanno valutando l'approvvigionamento (il decreto non specifica la tipologia di vaccini da utilizzare e non tutti i vaccini sono impiegabili ad ogni classe di età considerata), i carichi di lavoro ai quali le Ulss saranno chiamate a far fronte entro il 10 settembre e il futuro delle altre campagne di prevenzione rivolte alle malattie croniche non trasmissibili: l'impegno a concentrare risorse e personale sulle vaccinazioni obbligatorie - fanno notare i tecnici penalizzerà inevitabilmente tutte le altre attività. Di Redazione VicenzaPiù
"Mi preoccupa maggiormente l'impatto del nuovo decreto sulle famiglie, sulle mamme e papà, che avverto preoccupati e disorientati - dichiara il presidente della Regione Veneto Luca Zaia - Del nuovo decreto contesto la forma coercitiva e l'eccessivo allarme di sanità pubblica attualmente giustificabile solo per il morbillo vaccinalei. La stragrande maggioranza dei genitori non sono contrari a vaccinare i loro figli, ma hanno bisogno di essere correttamente informati e accompagnati nella scelta vaccinale, tale consenso non si può ottenere imponendo le vaccinazioni a suon di multe, rinunciando in questo modo a fare un'azione educativa e culturale a favore della prevenzione. Con questo decreto non si convince, ma si impone un obbligo coercitivo. Inoltre, le multe hanno un aspetto discriminatorio: chi ha soldi può permettersi di non vaccinare i figli". "Davanti al grido di allarme dei genitori - prosegue il presidente non si risponde con le multe e con le segnalazioni alle Procure. Pena l'insurrezione delle famiglie e la fuga dalla buona prassi delle vaccinazioni. La vera prevenzione inizia con l'ascolto delle mamme e dei papà e facendo una corretta informazione, scientifica e capillare". Per il governatore del Veneto "un buon programma vaccinale, fatto bene, dovrebbe innanzitutto prevenire e chiarire i dubbi dei genitori, rispettare i tempi vaccinali, privilegiare i vaccini effettivamente fondamentali e indispensabili, e prevedere una grande campagna informativa e una seria anagrafe vaccinale, come quella organizzata in Veneto".
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Il Veneto, unica regione in Italia che da dieci anni ha superato l'obbligo vaccinale, si registrano tassi di copertura superiori al 90 per cento. L'ultimo report semestrale della Direzione regionale Prevenzione evidenzia che la somministrazione della prima dose del vaccino esavalente ha raggiunto il 91.6 per cento dei nati in Veneto nel 2016, 2 punti percentuali in più rispetto alla coorte dei nati nel 2015, considerando che questo è un dato preliminare che si consoliderà a raggiungimento dei 24 mesi, va interpretato come un segno di elevata adesione e di un trend in continua crescita. Anche per le altre vaccinazioni, quali meningococco C, pneumococco, morbillo, parotite, rosolia e varicella si riscontra un incremento rispetto alle rilevazioni precedenti. In Veneto - secondo i report semestrali sulle vaccinazioni - cala la percentuale dei genitori che manifestano un dissenso definitivo alla vaccinazione: dal 3,5 % del 2015 al 2,5% del 2016, che scende al 2,1% se si considera solo l'ultimo semestre dell'anno. Questi dati insieme a quelli a 24 mesi relativi ai nati 2014 dipingono una situazione di un'opinione pubblica che torna ad avere fiducia nella validità delle vaccinazioni. "Il percorso che la Regione Veneto ha messo in atto in questi anni in attuazione della legge di superamento dell'obbligo continua a dare risultati soddisfacenti - commenta il presidente - I dati infatti confermano la correttezza della scelta che è stata possibile realizzare in quanto basata su alcuni pilastri fondamentali: la disponibilità dell'anagrafe sanitaria informatizzata per la registrazione delle vaccinazioni, la sorveglianza delle malattie infettive trasmissibili, la sorveglianza degli eventi avversi a vaccino, la formazione degli operatori e l'informazione rivolta ai genitori e alla popolazione". "L'andamento delle coperture vaccinali in Veneto - conclude il presidente della Regione - rafforza la nostra convinzione che l'approccio corretto da adottare nell'offerta vaccinale non è l'imposizione coercitiva ma la promozione delle vaccinazioni effettivamente necessarie, con un lavoro di sensibilizzazione e informazione da parte dei operatori e l'adesione consapevole da parte della popolazione".
FATTI
Diritti civili, Stuart Milk ricevuto a Palazzo Trissino dal consigliere Dal Maso Il consigliere comunale con delega alle pari opportunità Everardo Dal Maso ha ricevuto oggi, nella Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino, l'attivista per i diritti civili Stuart Milk, in città per una serie di incontri. "Ricevere a nome del sindaco Stuart Milk nella sala più prestigiosa di Palazzo Trissino - ha ricordato il consigliere Dal Maso - è una scelta doverosa che rende onore al suo curriculum, al
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suo impegno e alla sua storia. Stuart Milk, infatti, è un attivista per i diritti civili di fama mondiale e presiede la Fondazione creata in ricordo dello zio Harvey, primo politico americano ad aver dichiarato pubblicamente la propria omosessualità negli anni '60, assassinato da un pazzo omofobo durante una seduta del consiglio comunale. Di Redazione VicenzaPiù
Stuart Milk è stato il consigliere per i diritti civili di Barack Obama, primo presidente della storia americana a scegliere un attivista LGBT per questo ruolo. Oggi gira il mondo per portare il messaggio di suo zio, sostiene le comunità LGBT, partecipa a moltissimi PRIDE ed è di aiuto ai politici che si battono per i diritti civili".
ECONOMIA&AZIENDE
Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca: il governo preme per il loro salvataggio e tra Intesa e Unicredit qualcosa "eppur si muove" Per il salvataggio delle due banche venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, riferisce Radiocor Il Sole 24 Ore, e per evitare una risoluzione che peserebbe sul sistema italiano per 11 miliardi, questo l'ammontare della 'massa protetta' dei depositi dei due istituti assicurata dal Fondo interbancario di tutela, le maggiori banche italiane, piu' che il sistema nel suo complesso, si stanno facendo parte attiva per trovare una soluzione. Lo ha chiarito il direttore generale di UniCredit Franco Papa. Tra le varie opzioni allo studio la piu' difficle al momento appare quella della soluzione spagnola, con la risoluzione del Banco Popular e l'intervento del
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Banco Santander che ha pero' azzerato azionisti e bondholder subordinati della sesta banca spagnola. Il reperimento di un 'cavaliere bianco' sia per la Popolare di Vicenza che per Veneto Banca appare improbabile anche considerando le taglie robuste dei due big nazionali: Intesa Sanpaolo e UniCredit. Di Redazione Economica VicenzaPiù
Se la soluzione della ricapitalizzazione precauzionale come indicato stamani da Il Sole 24 Ore resta la preferita anche dal Governo oltre che quella piu' percorribile, vanno trovate le risorse private, oltre un miliardo, chieste da Margrethe Vestager della Dg Comp per autorizzare l'intervento pubblico. E serve anche un veicolo per farlo. Quest'ultimo potrebbe essere l'attuale Schema Volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi che andrebbe tuttavia ricapitalizzato visto che le risorse residue, non sufficienti per le due venete, sono impegnate per agevolare la cessione delle tre piccole casse del Centro Italia (CariCesena, Cassa SanMiniato e Cassa Rimini) a Credit Agricole Cariparma. Gli organi dello Schema Volontario al momento non risultano convocati. Le banche italiane, conferma quindi la Reuters, stanno iniziando a esplorare la fattibilità di un accollo pro-quota del capitale aggiuntivo chiesto dall'Unione Europea a Veneto Banca e Pop Vicenza, pari a circa 1,2 miliardi di euro, riferiscono due fonti vicine al dossier. "Il costo per il fondo a tutela dei depositi nell'ipotesi peggiore sarebbe di dieci volte maggiore quindi ha senso trovare un sistema per cui si riesca a dividere pro quota il capitale aggiuntivo chiesto dalla Ue", spiega una delle due fonti aggiungendo che alcuni dei principali istituti sarebbero favorevoli in linea di massima. "Non sarebbe un acquisto come nel caso del Santander ed è essenziale che tutto il sistema bancario condivida, sarebbe il male minore", aggiunge la prima fonte, sottolineando che resta da capire quali sono i contorni legali di un simile intervento, ad esempio se Atlante sia il giusto veicolo, perché non è partecipato solo da banche e non ci sono tutti gli istituti. Una seconda fonte bancaria spiega che ci sono pressioni del governo su Unicredit e Intesa Sanpaolo per finanziare il fondo volontario per la tutela dei depositi e poi coinvolgere altri istituti. "Credo che stiano cercando di convincerli a mettere soldi sul Fondo
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Volontario, per poi tirarsi dietro tutti", spiega la seconda fonte. "La strada di liquidare (le banche) e poi spartirsi le spoglie allo stato non risulta", aggiunge la fonte, confermando che non sarà seguito il modello Popular/Santander.
POLITICA
Salta "inciucen" elettorale, Giovanni Rolando per i Dem: si voti in primavera. La Borsa festeggia ma per quanto ancora? Dopo il caos di oggi in Aula sulla legge elettorale e il suo ritorno in commissione dopo che un, normale?, emendamento per rendere uniforme a quello nazionale anche il sistema elettorale in Trentino Alto Adige, cosa succederà? Giovanni Rolando, coordinatore regionale ReteDem Pd Veneto, ci risponde secco ma... interlocutorio: «Calma e gesso». Strumenti per votare ci sarebbero con leggi conformi alla Costituzione, magari mettendoci dentro elementi di maggioritario e, soprattutto, dando una risposta concreta al presidente Sergio Mattarella che, l'ha ribadito oggi stesso, prima di sciogliere il Parlamento vuole una legge elettorale uniforme per Senato e Camera dei Deputati... «Sulla data del voto decide Mattarella - conferma Rolando -. C'è un deficit di riflessione politica: da "bisogna conoscere la sera del voto chi governa" come un imperativo assoluto al proporzionale e "si vedrà dopo il voto" chi farà il presidente del consiglio. Un'altalena difficile da comprendere». Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
E allora? « Io auspico un'unica data per il voto delle politiche con il voto per il comune di Vicenza. Già è stato così nel 2008. E i vicentini seppero valutare bene e distinguere nello stesso momento di votare in cabina le diverse opzioni. Variati e Sartori erano i competitori
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». Quello di Rolando è un modo come un altro per "sponsorizzare" la data delle elezioni per primavera, data che ora pare inevitabile e sembrerebbe gradita anche a Piazza Affari che ha registrato la performance migliore tra la Borse europee (+1,46%), spinta dalla prospettiva che le elezioni non saranno anticipate in autunno, vista l'impasse della legge elettorale in Parlamento. Anche lo spread ha fatto marcia indietro in area 191 punti. « Oggi - conclude Giovanni Rolando - si sono appalesati i limiti di un accordo politico fragile su un tema così importante: il proporzionale in cambio del voto subito. Ora sarà bene far decantare la situazione è mettere in primo piano i sentimenti e gli interessi degli italiani». Tanto più che nessuno è sicuro che oggi si volesse realmente andare al voto con l'inciucen elettorale in atto, che forse nessuno voleva e che si è fatto saltare, non a caso, su un dettaglio, per quanto importante, ma che, lasciatelo dire a un commentatore di provincia, non si capisce come abbia fatto saltare tutto il resto, se tutti fossero stati realmente d'accordo. E tanto più che ci si avvia a una legge di bilancio per il 2017 che dovrà essere scritta da un governo oggi più debole per le fratture interne e approvata da un parlamento che comunque appare più lacerato di prima e che, se non costruita con senno e progettualità, potrebbe portare la Borsa e il mercato a rimangiarsi, alla grande, il + 1.46% d'istinto di oggi nato dalla voglia e dalla necessità di stabilità ma non di immobilismo.
POLITICA
M5S propone sistema "tedesco" per regione in lingua tedesca, vince e, quindi, cade la legge "tedesca": tutto chiaro? Di Pietro Cotròn
M5S propone di estendere il sistema elettorale "tedesco" per l'Alto Adige, la regione in lingua tedesca, il Parlamento approva e il sistema elettorale tedesco cade: cos'è che ci sfugge per capire?
FATTI
Portici di Monte Berico abbandonati da chi dovrebbe occuparsi della manutenzione
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I portici di Monte Berico sono dimenticati da tutti. È quello che si può notare nelle foto inviate da un nostro lettore che lamenta il fatto che appena si inizia la salita che porta al Santuario ci si trova davanti a uno scenario tutt'altro che bello. La manutenzione, secondo quanto appreso, dovrebbe essere a carico di AIM ma pare che l'azienda si sia dimenticata di quella parte della città molto frequentata anche da turisti che fanno visita a Monte Berico. Di Emma Grande
FATTI
Nomadi e piazzole aree di sosta Cricoli e Diaz, Isabella Sala: partono diffide per mancato pagamento del canone Aree di sosta di viale Cricoli e viale Diaz: sono 24 su 36 i titolari (nomadi, ndr) di piazzole che al 31 maggio 2017 hanno pagato in tutto o in parte il canone di concessione dell'area di sosta, pari a 50 euro a semestre: 8 entrambe le rate, 16 hanno pagato una rata, 12 nessuna delle due. Avranno tempo fino al 30 giugno per regolarizzare la loro posizione: in caso contrario, per chi a tale data risultasse ancora inadempiente rispetto al pagamento di due rate di canone scatterà la revoca della concessione, come previsto dal nuovo Regolamento comunale per la gestione delle aree di sosta di viale Cricoli e viale Diaz. Di Comunicati Stampa
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Il settore servizi sociali e abitativi ha predisposto le lettere di diffida che invitano a effettuare i pagamenti dovuti precisando le sanzioni collegate alla mancato adempimento. Nel dettaglio, in relazione alle 27 concessioni di viale Cricoli, 7 famiglie sono in regola con i pagamenti, 12 hanno pagato una sola rata, mentre 8 non hanno pagato né il primo né il secondo semestre. In viale Diaz, invece, su 9 titolari di concessioni, 1 è in regola con i pagamenti, 4 hanno versato una sola rata semestrale e altrettanti non hanno pagato nulla. La revoca della concessione scatterà dunque per 12 famiglie se non regolarizzeranno i pagamenti entro il 30 giugno. "Stiamo portando avanti, attraverso un dialogo costante tra l'Amministrazione i nuclei familiari presenti nelle due aree, l'attuazione del regolamento che prevede obblighi e sanzioni per chi risulta inadempiente. Contiamo che, nei tempi indicati, anche chi non ha ancora provveduto, regolarizzi la propria posizione - dichiara l'assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala - In questo anno di prima applicazione del regolamento sono stati fatti importanti e significativi passi in avanti rispetto alla situazione precedente. Sono state definite le piazzole e sottoscritte le relative concessioni, si è rodato il sistema di controllo e supervisione previsto dal regolamento che ha già dato risultati positivi in termini di gestione delle aree da parte dei nuclei presenti."
FATTI
Borgo Berga: M5S, avevamo ragione noi. Ora Variati chieda scusa alla città "Lo avevamo ricordato qualche mese fa, che non era solo la Procura ad occuparsi del caso Borgo Berga, ma anche l'Autorità Nazionale Anticorruzione e la Corte dei Conti. Avevamo anche ricordato come dalle indagini in corso da parte della Procura avrebbero potuto scaturire elementi per un'eventuale condanna per danno erariale, da parte della magistratura contabile. Ed alla fine abbiamo avuto ragione. La delibera dell'Anac dice che il Comune ha agito illegittimamente con riferimento alle opere di urbanizzazione di Borgo Berga e che rimette la questione alla Corte dei Conti per la valutazione di un eventuale danno erariale" lo affermano il Senatore Enrico Cappelletti del M5S ed i consiglieri comunali M5S Liliana
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Zaltron e Daniele Ferrarin. Di Redazione VicenzaPiù
"Ricordiamo - continuano i pentastellati - che i presunti sbilanciamenti da parte del "pubblico" a favore del "privato" avevano già portato la Corte dei Conti a mettere in mora l'intero Consiglio comunale guidato da Variati nel 2009, Consiglio che aveva approvato la convenzione urbanistica. E' ora evidente, dunque, che esiste una gigantesca responsabilità politica per quest'opera, che parte dalle precedenti amministrazioni di Lega e centrodestra e che arriva fino a quella attuale. Tutti colpevoli di aver provocato un danno gravissimo alla città ed ai cittadini. Ora rimane da fare chiarezza su almeno un paio di aspetti: 1) tra i vertici della primaria società di costruzioni che realizza Borgo Berga vi è colui che diede legittimamente un contributo alla campagna elettorale di un ben noto esponente PD. Vi sono stati altri finanziamenti al PD od ai suoi esponenti? 2) l'attività di promozione del complesso di Borgo Berga è stata affidata proprio all'agenzia di comunicazione di cui era socio Jacopo Bulgarini d'Elci, al tempo portavoce e capo di gabinetto del sindaco Variati. Perché proprio a quella e non ad altre? Credo che tutti i cittadini di Vicenza abbiano diritto di conoscere la risposta a queste domande. In attesa di ricevere le scuse del Sindaco alla città, per aver contribuito al compimento del suo sfregio più grande, in violazione delle norme sugli appalti, come attestato oggi da ANAC" concludono i portavoce M5S.
FATTI
Pedibus alla scuola primaria Giovanni XXIII, al via due nuove linee Questa mattina l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza ha accolto una ventina di bambini arrivati alla loro scuola, la primaria Giovanni XXIII, in via Faccio 20, con il
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pedibus. L'iniziativa del pedibus si inserisce all'interno del protocollo d'intesa "Vicenza ... in movimento" tra Comune di Vicenza, Ulss 8 Berica e ufficio scolastico territoriale per promuovere attività con le scuole."Pur alla fine dell'anno scolastico, è estremamente positivo che queste due nuove linee di pedibus siano state avviate, per poi riprendere con l'inizio del nuovo anno scolastico - spiega l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza -. Di Redazione VicenzaPiù
Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato alla nascita di questa iniziativa, voluta nell'ambito del Protocollo d'Intesa firmato tra Comune di Vicenza, Ulss 8 Berica e Ufficio scolastico territoriale, a partire dalle insegnanti e dalla Dirigente scolastica, passando ai genitori che volontariamente "guidano" queste allegre e festose carovane scolastiche all'interno dei quartieri, per arrivare infine ai bambini, veri protagonisti del Pedibus scolastico. E' stato estremamente emozionante vederli arrivare felici a scuola, chiacchierando tra di loro, consapevoli che - oltre a divertirsi stanno contribuendo a rendere l'ambiente migliore e l'aria più salubre". Le due nuove linee sono state avviate in forma sperimentale, pronte per riprendere l'attività in via definitiva con l'avvio del nuovo anno scolastico, in settembre. La sperimentazione di due settimane è stata avviata il 29 maggio, ed è proseguita fino alla fine dell'anno scolastico, in seguito ad un'attività condivisa tra scuola, Comune e Ulss 8 Berica, con incontri serali alla presenza anche dei genitori, utili per arrivare a definire i percorsi e per coinvolgere i genitori stessi nell'attività di accompagnatori del pedibus. I percorsi sono stati individuati attraverso le risposte pervenute a seguito della distribuzione di un questionario alle famiglie degli alunni che frequentano la scuola. Per mettere in sicurezza i percorsi sono stati realizzati tre nuovi attraversamenti pedonali in via Quintino Sella in prossimità dell'incrocio con via Zampieri, via Legione Antonini e via De Amicis. Ad accogliere i bambini a scuola erano presenti, oltre all'assessore, anche la dirigente scolastica, Simonetta Bertarelli e Giusi Lugo, referente e
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mobility manager scolastico dell'Istituto comprensivo 9. Inoltre era presente Paola Colussi, che per l'Ulss 8 Berica segue il protocollo d'intesa "Vicenza ... in movimento". L'assessore Dalla Pozza ricorda: "Abbiamo iniziato l'anno scolastico con l'istituzione dell'area "kiss&go" nei pressi dell'Istituto Farina di via IV Novembre - che ha contribuito ad allentare la morsa del traffico in quel comparto, con decine di alunni coinvolti anche grazie al supporto di FIAB - e lo chiudiamo con la nascita di due nuove linee di pedibus. L'obiettivo di contrastare il fenomeno dell'inquinamento atmosferico, di aumentare la mobilità "dolce" e di rendere più salutare la vita delle fasce più giovani della popolazione, grazie al movimento fisico, uniti ai risultati confortanti ottenuti quest'anno nel coinvolgimento delle scuole, ci spingono a guardare con ottimismo al prossimo anno scolastico e a raddoppiare gli sforzi per rendere la nostra città sempre più a misura di bambino e di tutti coloro che desiderano avere modalità di spostamento maggiormente sostenibili".
ECONOMIA&AZIENDE
Arrivano le truppe di Berlusconi in salvataggio di BPVi e Veneto Banca: Mediolanum pronta con i soldi, Tajani con la politica. Parla anche Benetton che guarda ai "nuovi modelli di credito" di Amazon e delle web companies "Se tutti parteciperanno, parteciperemo anche noi". Lo ha dichiarato, come riferisce Radiocor, l'a.d. di Banca Mediolanum, Massimo Doris, in merito alla possibile partecipazione dell'istituto a un intervento di sistema per evitare il bail-in della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. "Diventa fondamentale la velocita' di azione - ha aggiunto a margine del 47esimo convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria -. Il costo sta salendo cosi' tanto per la lentezza nel risolvere le problematiche. L'errore e' stato, a mio parere - ha proseguito - nel novembre 2015 quando nel salvataggio delle 4 banche si e' deciso di lasciare fuori gli obbligazionisti subordinati. Per quei 300 milioni e' scoppiato il caos. Se li' si fossero salvati i subordinati, le due venete avrebbero fatto i loro aumenti di capitale e la gente non sarebbe scappata", ha concluso. Di Redazione Economica VicenzaPiù
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A rinforzare le truppe, della finanza e della politica, in qualche modo vicine a Silvio Berlusconi, da poco "riappacificato" in funzione anti M5S con Matteo Renzi, arriva anche Antonio Tajanie presidente del Parlamento europeo. " Siamo in attesa di capire come si possa risolvere il problema. Mi auguro che si possa arrivare a una soluzione nell'interesse generale del sistema bancario italiano ed europeo" ha dichiarato, quindi, il politico proveniente da Forza Italiain merito alla crisi delle due abnche venete la cui "risoluzione" potrebbe scatenare un effetto a catena sul sistema Italia. "Condivido qualsiasi tipo di soluzione che tenga in considerazione che ci sono piccole famiglie e risparmiatori che avevano ipotecato il proprio futuro, ci vuole una partecipazione alla problematica". Cosi' ha detto, poi, il trevigiano Alessandro Benetton, interpellato dai cronisti sulle banche venete a margine della presentazione del Piano di investimenti Anas per il potenziamento e il miglioramento della viabilita' in previsione dei Mondiali di Sci Alpino di Cortina del 2021. "Allo stesso tempo - ha aggiunto l'esponente della famiglia veneta oggi alla guida del gruppo di private equity 21 Investimenti , una delle tipologie di societĂ chiamate al capezzale di BPVi e Veneto Banca - dobbiamo essere consci che il problema delle banche e' un problema di modello di business, che non riguarda solo le banche popolari. Il problema della disintermediazione e' arrivato in maniera dirompente anche nei confronti del credito. L'analisi va allargata a medio e lungo termine al nostro sistema bancario e non solo al nostro Paese. Ci vuole una visione europea perche' il problema del modello di business delle banche non e' solo italiano". E che il modello di business sia in profonda trasformazione lo dimostra anche Amazon, che con Facebook che giĂ ha una licenza bancaria attiva, e altri colossi del web, sta entrando con prepotenza nel mondo cel credito. Amazon sta sfidando, infatti, le grandi banche negli Stati Uniti, Giappone e Regno Unito su un terreno a loro molto favorevole, quello del credito alle piccole imprese. Come riporta il Financial Times, il colosso dell'e-commerce punta a rafforzare Amazon Lending, un servizio per una serie di Pmi selezionate che vendono i propri prodotti su Amazon. Era stato lanciato senza troppa pubblicita' sei anni fa e consente di ottenere finanziamenti fino a dodici mesi con tassi di interesse annuali che vanno dal 6 al 17%. Finora la piattaforma ha erogato prestiti per circa 3 miliardi di dollari, di cui un miliardo nell'ultimo anno. Per questo Amazon prevede di ampliare l'offerta per gli oltre 2 milioni di aziende che usano il "marketplace" e che pagano Amazon per immagazzinare, imballare e consegnare per loro conto i prodotti ai clienti. La decisione e' da un lato espressione delle ambizioni di Amazon, il cui titolo ha di recente superato la soglia dei 1.000 dollari per
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azione a Wall Street, e dall'altro un segnale di un progressivo cambiamento degli equilibri di forza nel settore del credito, finora per larga parte appannaggio delle banche.
POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Aim Vicenza con Agsm Verona: fusione è rinviata a settembre, basterà ok dei due consigli comunali... Lo annunciano Achille Variati, Michela Cavalieri e Dario Vianello Pubblicato alle 13.58, aggiornato alle 17.38. "La giunta di Vicenza ha appena ricevuto oggi, 9 giugno, il dossier sulla fusione tra Agsm Verona e Aim Vicenza. Il tempo è limitato per le due società ma, comunque, con Flavio Tosi siamo arrivati fin qui negli ultimi giorni della sua amministrazione. I due consigli comunali dovranno deliberare al riguardo entro il 30 settembre altrimenti l'accordo salterà. Se, invece, ci sarà l'ok delle due amministrazioni entro tre mesi andrà chiusa societariamente un'operazione ambiziosa: far nascere il quinto gruppo italiano nel settore delle multiutility": lo ha annunciato il sindaco di Vicenza Achille Variati nella conferenza stampa che si è svolta alla presenza dell'assessore alle partecipate di Vicenza, Michela Cavalieri, e col direttore generale di Aim Vicenza, Dario Vianello. Di Monica Zoppelletto
"C'è grande soddisfazione per questo accordo; si tratta di un'operazione ambiziosa che ha l'obiettivo di far nascere il quinto gruppo italiano delle mutiutilities, mantenendo allo stesso tempo il radicamento nel territorio e la vicinanza ai cittadini, con grande attenzione per la qualità dei servizi e il contenimento delle tariffe. È un passo importante in un percorso che ha l'obiettivo di andare verso ulteriori aggregazioni in futuro". Con queste parole, condivise dal collega veronese Flavio Tosi, il sindaco di Vicenza Achille Variati ha commentato la consegna al Comune del Protocollo d'intesa concordato tra Aim e Agsm per la fusione delle due aziende. "In meno di tre mesi, cioè a tempo di record, considerate le problematiche finanziarie, legali, industriali e statutarie connesse - ha proseguito il sindaco Variati - le due aziende hanno costruito un'operazione complessa che porta alla creazione di un'unica nuova azienda di 2250 dipendenti, con un fatturato di 1 miliardo 100 milioni di euro e un margine operativo lordo di 132 milioni di euro, con l'ambizione di raggiungere nel 2020 ricavi per 1 miliardo e 280 milioni e un MOL pari a 176 milioni di euro. I due Comuni proprietari oggi recepiscono il corposo dossier che contiene i termini dell'accordo, ma © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
considerato che Verona è alla vigilia delle elezioni, si danno tempo fino al 30 settembre per approvarlo in consiglio comunale. Penso sia stato fatto un lavoro importante, di cui ringrazio l'assessore alle risorse economiche Michela Cavalieri, l'amministratore unico di Aim Paolo Colla, il direttore generale, ora procuratore speciale, Dario Vianello e tutta la struttura. Nessuna delle due società da sola potrebbe avere la forza e la capacità espressa dal nuovo soggetto così delineato. Per questo conto che i due consigli comunali confermino la volontà espressa oggi dalle due aziende e dai due esecutivi". "Possiamo essere tutti orgogliosi - ha aggiunto l'assessore Michela Cavalieri - per aver svolto un lavoro complesso che non porta né a vendite né a incorporazioni, ma alla creazione di una nuova grande azienda orientata al mercato. Pur rimanendo radicata nel territorio essa potrà contare su efficientamenti e sinergie. Ciò le consentirà di migliorare la qualità già alta dei servizi ai cittadini e di crescere ulteriormente". Come ha illustrato il direttore generale e procuratore speciale di Aim Dario Vianello, il protocollo fissa il concambio in 57,5% per Agsm e 42,5% per Aim, fatta salva la possibilità di acquisto di Acque Veronesi da parte del Comune di Verona che porterebbe a 57,8% la pesatura di Agsm e a 42,2% quella di Aim. Il dossier, che stabilisce garanzie sui contenziosi pregressi e sulle operazioni straordinarie del periodo di transizione, definisce nel dettaglio l'assetto di governace: la nuova società sarà retta da un consiglio di amministrazione formato da 5 membri: il presidente espresso da Verona (con deleghe in ambito legale, societario e delle relazioni esterne); il vicepresidente di nomina vicentina (con delega all'auditing); un consigliere di Verona e due amministratori delegati, espressione rispettivamente delle due proprietà. Il piano di riorganizzazione, che dovrà essere approvato dal consiglio di amministrazione a maggioranza qualificata, dovrà garantire il presidio del territorio e una distribuzione delle risorse umane che preservi la prossimità alla residenza. La sede di Vicenza, in particolare, si occuperà di ambiente, distribuzione di gas ed energia, vendita di gas ed energia, informatica e comunicazioni e altri servizi, come la gestione della sosta e quelli svolti da Amcps. A Verona spetteranno produzione, lighting e servizi quali approvvigionamenti, appalti e progettazione. Il protocollo, infine, stabilisce le linee strategiche e i principi guida dell'operazione di fusione delle due aziende che conserveranno entrambe il propri brand, simbolo di storie ultracentenarie. La fusione punterà alla difesa e sviluppo del presidio nel territorio di riferimento, allo sviluppo del business e di nuovi progetti di aggregazione, ad una crescita focalizzata sui core business aziendali in modo bilanciato tra regolato e mercato, alla valorizzazione degli investimenti sul territorio, al miglioramento degli standard di qualità, alla salvaguardia dei livelli occupazionali, alla condivisione delle migliori prassi operative, al raggiungimento di una taglia dimensionale che consenta la possibile quotazione in borsa, alla mitigazione del rischio industriale, di mercato e regolatorio.
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Qui la nota ufficiale del Comune di VicenzaAim Agsm, accordo raggiunto: le due aziende hanno consegnato il protocollo d'intesa ai rispettivi Comuni proprietari I due consigli comunali avranno tempo fino al 30 settembre per ratificarlo Sindaco Variati: "Nasce il quinto gruppo italiano delle mutiutilities e il più grande del nord est" "C'è grande soddisfazione per questo accordo; si tratta di un'operazione ambiziosa che ha l'obiettivo di far nascere il quinto gruppo italiano delle mutiutilities, mantenendo allo stesso tempo il radicamento nel territorio e la vicinanza ai cittadini, con grande attenzione per la qualità dei servizi e il contenimento delle tariffe. È un passo importante in un percorso che ha l'obiettivo di andare verso ulteriori aggregazioni in futuro". Con queste parole, condivise dal collega veronese Flavio Tosi, il sindaco di Vicenza Achille Variati ha commentato la consegna al Comune del Protocollo d'intesa concordato tra Aim e Agsm per la fusione delle due aziende. "In meno di tre mesi, cioè a tempo di record, considerate le problematiche finanziarie, legali, industriali e statutarie connesse - ha proseguito il sindaco Variati - le due aziende hanno costruito un'operazione complessa che porta alla creazione di un'unica nuova azienda di 2250 dipendenti, con un fatturato di 1 miliardo 100 milioni di euro e un margine operativo lordo di 132 milioni di euro, con l'ambizione di raggiungere nel 2020 ricavi per 1 miliardo e 280 milioni e un MOL pari a 176 milioni di euro. I due Comuni proprietari oggi recepiscono il corposo dossier che contiene i termini dell'accordo, ma considerato che Verona è alla vigilia delle elezioni, si danno tempo fino al 30 settembre per approvarlo in consiglio comunale. Penso sia stato fatto un lavoro importante, di cui ringrazio l'assessore alle risorse economiche Michela Cavalieri, l'amministratore unico di Aim Paolo Colla, il direttore generale, ora procuratore speciale, Dario Vianello e tutta la struttura. Nessuna delle due società da sola potrebbe avere la forza e la capacità espressa dal nuovo soggetto così delineato. Per questo conto che i due consigli comunali confermino la volontà espressa oggi dalle due aziende e dai due esecutivi". "Possiamo essere tutti orgogliosi - ha aggiunto l'assessore Michela Cavalieri - per aver svolto un lavoro complesso che non porta né a vendite né a incorporazioni, ma alla creazione di una nuova grande azienda orientata al mercato. Pur rimanendo radicata nel territorio essa potrà contare su efficientamenti e sinergie. Ciò le consentirà di migliorare la qualità già alta dei servizi ai cittadini e di crescere ulteriormente". Come ha illustrato il direttore generale e procuratore speciale di Aim Dario Vianello, il protocollo fissa il concambio in 57,5% per Agsm e 42,5% per Aim, fatta salva la possibilità di acquisto di Acque Veronesi da parte del Comune di Verona che porterebbe a 57,8% la pesatura di Agsm e a 42,2% quella di Aim. Il dossier, che stabilisce garanzie sui contenziosi pregressi e sulle operazioni straordinarie del periodo di transizione, definisce nel dettaglio l'assetto di governace: la nuova società sarà retta da un consiglio di amministrazione formato da 5 membri: il presidente espresso da Verona (con deleghe in ambito legale, societario e delle relazioni esterne); il vicepresidente di nomina vicentina (con delega all'auditing); un consigliere
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di Verona e due amministratori delegati, espressione rispettivamente delle due proprietà. Il piano di riorganizzazione, che dovrà essere approvato dal consiglio di amministrazione a maggioranza qualificata, dovrà garantire il presidio del territorio e una distribuzione delle risorse umane che preservi la prossimità alla residenza. La sede di Vicenza, in particolare, si occuperà di ambiente, distribuzione di gas ed energia, vendita di gas ed energia, informatica e comunicazioni e altri servizi, come la gestione della sosta e quelli svolti da Amcps. A Verona spetteranno produzione, lighting e servizi quali approvvigionamenti, appalti e progettazione. Il protocollo, infine, stabilisce le linee strategiche e i principi guida dell'operazione di fusione delle due aziende che conserveranno entrambe il propri brand, simbolo di storie ultracentenarie. La fusione punterà alla difesa e sviluppo del presidio nel territorio di riferimento, allo sviluppo del business e di nuovi progetti di aggregazione, ad una crescita focalizzata sui core business aziendali in modo bilanciato tra regolato e mercato, alla valorizzazione degli investimenti sul territorio, al miglioramento degli standard di qualità, alla salvaguardia dei livelli occupazionali, alla condivisione delle migliori prassi operative, al raggiungimento di una taglia dimensionale che consenta la possibile quotazione in borsa, alla mitigazione del rischio industriale, di mercato e regolatorio.
FATTI
Al Lioy mani alzate per la differenziata: progetto per migliorare la raccolta dei rifiuti Pubblicato alle 14.43, aggiornato alle 17.50. "Mano alzata per la differenziata" è lo slogan scelto dalla classe 3^ AS del liceo Lioy che si è riproposta di analizzare e riorganizzare la raccolta dei rifiuti all'interno del proprio istituto, in collaborazione con AIM Ambiente. Il progetto, svolto dal 15 maggio all'1 giugno si inserisce nell'ambito dell'alternanza scuola/lavoro e ha avuto lo scopo di introdurre un sistema più rigoroso di raccolta differenziata. La classe è stata divisa in quattro dipartimenti: ricerca, logistica, amministrazione e comunicazione. Gli studenti hanno fatto visita alla stazione di travaso di AIM Ambiente di via Monte Crocetta per conoscere l'evoluzione del sistema di trattamento dei rifiuti urbani. Di Monica Zoppelletto
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Il preside del liceo Lioy, Mario Tedesco, afferma: "Si è vista molta sinergia tra la scuola e l'azienda". L'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Marco Dalla Pozza è soddisfatto di come è stato portato avanti il progetto: "I ragazzi hanno capito che le competenze servono. Ringrazio gli studenti e il liceo per aver scelto questa tematica. Stiamo proponendo questa esperienza anche negli istituti presenti nella cittadella degli studi. Sono esperienze importanti - conclude - e ringrazio AIM Ambiente per aver reso possibile tutto questo. Ricordo che Vicnza è tra le prime dieci città per la raccolta differenziata". Di seguito pubblichiamo la nota ufficiale di Aim Al Lioy, mani alzate per la differenziata In collaborazione con AIM Ambiente, si è concluso un innovativo e articolato progetto per analizzare e migliorare la raccolta dei rifiuti all'interno del Liceo cittadino attraverso un sito web, video, volantini e nuove regole "Mano alzata per la differenziata!" è lo slogan scelto dalla classe 3 AS del Liceo Lioy di Vicenza che si è riproposta di analizzare e riorganizza la raccolta dei rifiuti all'interno del proprio Istituto, in collaborazione con AIM Ambiente. Il progetto è stato presentato questa mattina dal preside Mario Tedesco, dal direttore di AIM Ambiente Ruggero Casolin, dal professor Mauro Fabris e dall'assessore alla Progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza. L'obbiettivo del progetto, svoltosi dal 15 maggio al 1° giugno, era di introdurre un sistema più rigoroso di raccolta differenziata all'interno dell'istituto per diminuire l'impatto ecologico ed economico dovuto allo scorretto smaltimento dei rifiuti da parte degli studenti. Nella prima giornata, è stato preparato il materiale necessario per effettuare le misurazioni per la raccolta dati mentre i professori hanno diviso la classe in 4 dipartimenti: ricerca, logistica, amministrazione e comunicazione. Ognuno dei quattro gruppi ha iniziato a lavorare nel proprio ambito utilizzando il computer e confrontandosi con i professori e il personale di AIM Ambiente. È stato dedicato anche un incontro al marketing per mettere a fuoco il modo in cui operare e gli obiettivi da raggiungere. A fine giornata sono state avviate le prime misurazioni e inseriti i primi dati nelle tabelle preorganizzate. Articolato e impegnativo nei giorni che sono seguiti, il compito di ciascun dipartimento. Il primo dipartimento si è occupato di analisi e ricerca, con la creazione di tabelle cartacee suddivise per tipologie di rifiuto e della zona trattata, utilizzate per annotare i dati delle misurazioni dei rifiuti per massa e volume; la creazione di un elenco d'istruzioni che permetta di eseguire correttamente le misurazioni; l'organizzazione di squadre per la misurazione dei rifiuti delle grandi utenze (macchinette) e utenze normali (cestini delle classi); la determinazione dell'origine delle varie tipologie di rifiuti e delle zone in cui vengono prodotti; la creazione di una tabella in cui si analizzi il flusso di rifiuti di ogni zona e le percentuali dei rifiuti divisi nei vari settori, e infine, di elaborare i dati raccolti e creare grafici che mostrino i flussi di rifiuti, le tipologie e le varie zone. Il dipartimento di logistica si è occupato della dislocazione dei punti di raccolta, della differenziazione tra i diversi punti di raccolta (secondo il colore e la forma dei raccoglitori, del processo di raccolta e di consegna dei
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rifiuti ad AIM Ambiente. I cestini dell'indifferenziata all'interno delle classi sono stati rimossi e sono stati sostituiti con 11 piazzole divise nei vari piani, formata da 4 bidoni contenenti i diversi tipi di rifiuto; negli uffici del personale verranno invece collocati bidoni differenti in base alla diversa tipologia di rifiuto prodotto. Sono poi stati scelti bidoni di colori e volumi diversi in base alla quantità di rifiuto prodotto per ogni tipologia e, infine, è stato stabilito che il personale ATA, a partire dall'anno scolastico 2017-2018 quando entrerà in vigore il nuovo sistema di raccolta differenziata all'interno dell'Istituto, svuoterà i bidoni in giorni prestabiliti. Il dipartimento amministrativo si è occupato dell'individuazione delle risorse, della predisposizione delle varie circolari interne per informare come effettuare la raccolta differenziata a scuola, e di interfacciarsi con i responsabili di AIM Ambiente. Il dipartimento di comunicazione si è preso in carico la realizzazione della segnaletica in modo da evidenziare i vari punti di raccolta, il progetto di sensibilizzazione all'interno dell'istituto attraverso la creazione di un sito web (www.3aslioy.tk), la realizzazione di video giornalieri e la stesura di un regolamento da affiggere in ogni classe. Questo dipartimento si è anche incaricato di pubblicizzare l'iniziativa tramite la realizzazione e la distribuzione di volantini, e la produzione di documentazione e di una sintesi dell'intera esperienza, con la creazione e il mantenimento di un archivio dell'attività svolta. Sempre nell'ambito di questo progetto, l'intera classe ha fatto visita alla stazione di travaso di AIM Ambiente di via Monte Crocetta per conoscere l'evoluzione del sistema di trattamento dei rifiuti urbani svolto presso l'impianto in funzione dello sviluppo della raccolta differenziata e delle forme di recupero di materia anche a valle della stessa raccolta differenziata. La visita è poi proseguita alla discarica di Grumolo delle Abbadesse, gestito dalla Società S.I.A., Società Intercomunale Ambiente, dove sono state illustrate le modalità costruttive dell'impianto, i presìdi di sicurezza e il relativo piano di monitoraggio e controllo. Gli studenti sono stati accompagnati all'interno dell'area ed hanno avuto modo di vedere come si articola una discarica e i lavori di preparazione delle nuove vasche. Il progetto "Mano alzata per la differenziata!" è stato seguito dai professori Anna Santon, Mauro Fabris, Nicola Romio, Valeria Iseppi, Domenico Quero, Erica Bassato e si è avvalso della collaborazione di Nicola Smania di Clorofilla Srl, esperto di marketing e comunicazione.
FATTI / POLITICA
Nomadi e piazzole aree di sosta Cricoli e Diaz, Francesco Rucco per Idea Vicenza: si applichi il regolamento! Apprendiamo in queste ore il rendiconto dei pagamenti parziali dei canoni per le piazzole di sosta nei campi nomadi di Viale Diaz e
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Viale Cricoli - scrive nella nota che pubblichiamo Francesco Rucco, capogruppo comunale di Idea Vicenza -. In larga parte disattesi i canoni previsti dai regolamenti, riteniamo che l'Amministrazione debba applicare alla lettera il regolamento facendo presente che è imminente la revoca delle concessioni. Si tratta per la verità di cifre modeste ma che il Comune deve pretendere per non creare, come ha già fatto per le bollette anche nel recente passato, una disparità di trattamento tra cittadini. Attendiamo poi entro fine giugno di conoscere le modalità e le tempistiche di pagamento delle bollette arretrate per l'acqua, nonché il rendiconto da AIM per luce e gas. Idea Vicenza continuerà a vigilare. Di Note ufficiali
POLITICA / ASSOCIAZIONI
IPAB per i Minori di Vicenza: approvato il bilancio 2016. Mario Zocche: avrei voluto spendere di più per i minori ma il problema è l'IMU
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Il Consiglio di amministrazione di IPAB per i Minori di Vicenza, nella seduta del 5 giugno scorso, ha approvato il bilancio di esercizio 2016. Il bilancio presenta uno stato patrimoniale netto di oltre 4,3 milioni di euro e un conto economico con quasi 190 mila euro di ricavi. L'anno 2016 si è chiuso con un utile di circa 3 mila euro che è stato immediatamente fatto confluire nelle disponibilità 2017 per gli interventi di tutela a favore dei minori e delle madri. «Il 2016 è stato un anno di importante consolidamento - dichiara il professore Mario Zocche, presidente di IPAB per i Minori di Vicenza - e si è chiuso, purtroppo, con un utile di circa 3 mila euro...». Di Note ufficiali
« Dico "purtroppo" - ha sottolineato Zocche - perché avrei voluto impiegare anche quella piccola cifra, residui dell'esercizio, per attività a favore dei minori e, anzi, avrei voluto andare addirittura in passivo, anche se so bene che non si può, per implementare ulteriori attività a favore di minori, come da finalità istituzionali dell'Ente. IPAB per i Minori ha spinto al massimo la propria progettualità e capacità di azione ed il bilancio 2016 ne è buona testimonianza.". « Il bilancio di questo piccolo Ente è fortemente condizionato dalla tassazione sul patrimonio immobiliare - prosegue il presidente Zocche -. Solo l'IMU rappresenta circa il 20 per cento delle somme complessivamente disponibili e costituisce una decurtazione quanto mai significativa delle capacità operative dell'Ente. Intendiamo promuovere una campagna di sensibilizzazione rivolta al Consiglio comunale e al Legislatore per fare in modo che il patrimonio delle IPAB, finalizzato per Statuto ai compiti istituzionali, sia esentato dalla tassazione IMU». « È un paradosso, infatti - conclude il presidente di IPAB per i Minori di Vicenza -, che il Comune prelevi risorse di un proprio ente strumentale per poi trovarsi in affanno nelle politiche di tutela dei minori a cui proprio la nostra IPAB è preposta.". Tutti i documenti del bilancio sono pubblicati sul sito di IPAB per i Minori di Vicenza a questo link
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Da lunedì 12 giugno la "nuova" Vicenzapiù.tv propone "Le pillole dell'artista", un programma dedicato agli appassionati di decorazione d'interni e tinteggiature Al debutto della nuova pogrammazione della tv streaming di VicenzaPiu.com verrà trasmessa su VicenzaPiù.tv (su pc e con le omonime App scaricabili gartuitamente su tablet e smartphone) una produzione originale che arriva da Kira Tv e che andrà "in web" da lunedì 12 giugno tutti i giorni alle 12.45 circa e in replica alle 20.25. Si tratta di "Le pillole dell'artista", un programma dedicato agli appassionati di fai da te con particolare riguardo ai lavori di pittura e decorazione delle pareti interne ed esterne di case e locali. A condurre il programma è Enrico Parolin, un artista creativo decoratore che si occupa di restyling di interni, imbiancature, stucchi e decorazioni artistiche, che si fa apprezzare per innata simpatia e comunicativa. In ogni puntata viene presentato un lavoro completo, una tinteggiatura particolare, una parete realizzata con materiali alternativi, l'apertura di uno spazio o la ricostruzione di una struttura, sempre partendo dal "prima" e mostrando ogni fase della trasformazione. Di Giulia Matteazzi
Ogni puntata è ambientata in un contesto diverso (posti di mare, paesi di montagna, località di campagna, piccole e grandi città...), per far capire come anche il lavoro del decoratore debba sempre tener conto dell'ambiente circostante. Enrico Parolin oltre a spiegare i passaggi tecnici di ciascun lavoro, con una terminologia comprensibile anche per i non addetti ai lavori, dà anche informazioni generali sui materiali adoperati, sulla loro provenienza e sulle caratteristiche che li rendono adatti ai diversi utilizzi, aggiungendo poi nozioni su come sono nati certi stili di decorazione. "Le Pillole dell'artista" è dunque un programma che piacerà agli addetti ai lavori, che appassionerà chi si dedica al fai da te e che risulterà interessante per tutti.
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BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Caso BPVi, i lettori: "Variati, Manildo & dove eravate? E perchè rimpallo tra procure?... VicenzaPiù: impiegare i soldi del salvataggio inutile direttamente per soci, dipendenti e clienti e indagare facile... su Fondazione Roi! Gentile direttore, ci scrive un lettore, sono belle le parole sul disastro, per i soci e il territorio, della Banca Popolare di Vicenza. Le esternazioni si susseguono sulle bocche dei politici, buoni ultimi Achille Variati e Giovanni Manildo, che fanno appelli a destra e a manca! Ma dove erano quando chiedevamo noi azionisti l'aiuto della politica? Ora hanno l'occasione di esortare, alcuni, o sparare contro il governo, altri, ma noi non crediamo a nessuno di questi signori che intervengono solo per i loro calcoli politici. Come diceva un patriota del risorgimento: "maledetti quelli che gridano in piazza e non scendono sul campo". E intanto caro direttore, dice un altro lettore, il GIP di Vicenza trasferisce gli atti di una parte dell'inchiesta a Milano motivando il fatto che quella è la sede competente dopo aver avuto per quattro mesi, così leggiamo, le carte sulla scrivania e dopo quasi due anni dall'inizio delle indagini da parte della procura di Vicenza. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Mentre Milano chiede alla Cassazione chi debba procedere, intanto il sequestro per 106 milioni di euro, pochi rispetto al danno per carità, ma almeno un segnale di equità, torna nel cassetto perché sono decaduti i termini per eseguirlo ed ora siamo di nuovo al punto di partenza. Gentile direttore questa è una situazione poco chiara che fa nascere molti sospetti ed alcune banali domande:
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- perchè questo trasferimento degli atti con così pochi giorni per (non) eseguire il sequestro? Perché non prima? - il GIP sapeva che con questo atto tutto sarebbe stato azzerato - il GIP di MIlano rimanda la decisione alla Cassazione... Ma scusate non si poteva verificare prima di trasferire gli atti? Direttore, qui c'è qualcosa che non torna. Sscluse per carità di patria una incapacità conclamata della magistratura in tutte le sue componenti o un pilatesco lavarsi le mani, ad un risparmiatore incazzato verrebbe da pensare che tutta questa sia stata una macchinazione preordinata e che ci sia stata una pressione dall'alto per prevenire un atto che certamente avrebbe avuto un impatto economico sulla BPVi attuale e sulla trattativa in corso per il buon esito della quale tifano anche la CGIA di Mestre ricordando la crescita degli impieghi delle ex Popolare ai tempi di Gianni Zonin. Ma quegli impieghi direttore comprendono i miliardi di finti impieghi delle abciate e quegli maldestria gli specualtori del quartierino? Lei che ne dice di tutto questo direttore? Grazie per la sua cortese risposta Lettere firmate
Cosa dire ai lettori sul flop della BPVi se non che tutto era già scritto. E che noi l'abbiamno scritto, da sempre, per chi volesse leggerlo in tempo e non a giochi fatti sulla pelle di oltre 118.000 soci e di tutti quei clienti che ancora oggi rischiano di vedersi azzerati patrimoni e crediti per tanti motivi tra cui uno essenziale: salvare oggi le due banche appare indispensabile, ma sarà un buco clamoroso che dovremo pagare tutti perchè le due banche sono morte e non si chiamano Lazzaro... E tutti pensano a salvare l'insalvabile mentre nessuno studia o prova a studiare come impiegare direttamente le decine di miliardi che serviranno per tutelare direttamente, e senza intermediari che costanoun fottio di soldi, soci, clienti e dipendenti! E per il rimpallo tra le procure? Senza neanche scomodare le dietrologiei passi del gambero di Vicenza e Milano non sposteranno l'esito della vicenda giudiziaria gurdando alle lentezze, quando fanno comodo, del nostro sistema se non gli attuali reati ipotizzati e "palliativi" (si prescrivono i sette anni e mezzo e due sono già passati) non sfoceranno in altri capi diversi e più pesanti, oltre che, per lo meno eticamente, più corretti. Ma non incoraggia a tal riguardo la volontà chiara di non indagare fatti e misfatti gravi ma più semplici, più facilmente verificabili e, quindi, più rapidamente giudicabili come la conclamata mala gestio della Fondazione Roi da parte del clan Zonin, che comprende anche una parte dei politici e degli imprenditori che oggi fanno appelli da sepolcri imbiancati. Al Capone andò in galera non le le centinaia di delitti commessi ma per le irregolarità dei suoi libri contabili... Pensate gente, pensate! Il direttore
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POLITICA
Vicenza Capoluogo si appella alle liste civiche per le elezioni: "non strumentalizzate questo modo di intendere e di fare politica" Pubblicato il 9 giugno alle 20.03, aggiornato il 10 alle 10.34. Vicenza Capoluogo rivolge, nella nota a firma del suo direttivo e del presidente Sandro Pupillo, un appello alle associazioni e liste civiche che si pesentano alle elezioni amministrative in questo week end esortandole a non usare "questo modo di intendere e di fare politica in modo strumentale". L'appello, chiosa il presidente, "vuole essere uno stimolo di riflessione anche in vista delle Amministrative che si terranno a Vicenza il prossimo anno". Ecco la nota. Siamo prossimi alle elezioni amministrative. In tutti i Comuni chiamati tra pochi giorni al voto sono nate una lunga serie di liste che si definiscono "civiche". Alcune fanno capo ad Associazioni create "ad hoc" per l'appuntamento elettorale, altre non hanno alcun fine se non quello di poter concorrere alle elezioni. Parrebbe la fine del sistema dei partiti. Di Emma Reda
Viene da chiedersi: stiamo assistendo forse alla vittoria dell'antipolitica, alla fine della "militanza" tradizionale? Che fine hanno fatto i noti simboli che riempiono le strade, i cartelli pubblicitari, le nostre città prima di un voto per il Parlamento, o per l'Europa? Rintracciare un simbolo tradizionale nelle liste amministrative, infatti, è difficilissimo, mentre è sempre più frequente trovarne di nuovi. Creare queste liste di persone è effettivamente piuttosto semplice. Nell'ordine, bisogna: aspettare la tornata elettorale, scegliere il momento giusto per annunciarle (per avere un buono ritorno mediatico), trovare una trentina di persone (dando un'occhiata, per ciascuna, al suo bacino elettorale), quindi sesso, età, competenze. A questo, spesso, segue appunto la scelta del nome: obbligatorio il richiamo alla città, si toglie quello del partito, si prova qualche combinazione (possibilmente) originale: ed
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ecco le varie "impegno Comune", "la Città comune", "Città futura", "Città del domani", "sosteniAmo la Città", "la nuova Città", e via dicendo. Dove sono finiti i Partiti, così presenti negli altri appuntamenti elettorali? Crollata la loro credibilità, a livello locale si fa oramai a gara per sembrare diversi, usando lo stratagemma della Associazione "civica". Accade così che sempre più Associazioni che - non a caso - nascono a ridosso della scelta per il nuovo Sindaco, nascondano al loro interno politici storici e riciclati: o peggio, nascano come scorciatoia per chi si vuole candidare senza un minimo di selezione. Politici locali che si presentano nelle civiche rinnegando i loro rispettivi partiti, temporaneamente, perché non appena finisce la campagna elettorale riprendono in mano le idee e i simboli e iniziano di nuovo a scannarsi tra di loro, nel teatrino già tristemente conosciuto, contribuendo alla disaffezione attuale verso il mondo politico. E così, spesso, mentre al governo i partiti si scannano rivendicando idee e valori differenti, nelle realtà locali uomini e donne di quei stessi partiti vanno - magari - a braccetto insieme, a fare campagna elettorale. Anche Vicenza Capoluogo contiene in sé il nome della propria città. Anche Vicenza Capoluogo è coinvolta nell'attività amministrativa. Anche Vicenza Capoluogo intenderà presentarsi nel 2018 alla tornata elettorale amministrativa. Ma una differenza c'è. Abbiamo una storia lunga, un Manifesto Civico (che è la nostra "Carta di Identità"), una Carta Etica per chiunque assuma ruoli pubblici, una intensa vita associativa, un metodo di selezione dei candidati, progetti annuali, votati di assemblea in Assemblea da più di 14 anni. L'appuntamento elettorale non è il fine del nostro spenderci, del nostro esserci. Abbiamo iniziato questo percorso per coinvolgere i cittadini in una maniera alternativa, e non funzionale, al modo di fare dei partiti, che pure non combattiamo, non denigriamo, non disconosciamo, avendoci a lungo lavorato assieme. Proprio per questo motivo, ribadiamo ancora una volta il nostro essere civici, non per appeal, non per brand, per avere più successo sui social. Siamo nati per garantire una continuità nel tempo: dibattere sia problemi amministrativi sia culturali, politici e sociali, offrire occasioni per una crescita educativa nell'ambito della cittadinanza, promuovere iniziative di formazione alla solidarietà e alla democrazia. Non un semplice format elettorale. Chiediamo questo: di non usare questo modo di intendere e di fare politica in modo strumentale. Non ne abbiamo bisogno, in un momento storico in cui la fiducia verso amministratori e uomini pubblici è minima. Chiediamo coerenza a tutte le Associazioni che hanno formato delle liste civiche per affrontare il voto dei cittadini, chiediamo corrispondenza tra le idee che propongono e la politica che hanno in varie vesti seguito fino a prima. Esigiamo che queste non vengano nascoste sotto una veste, quella civica, che ha coinvolto molte persone nella Politica partecipativa da molti anni. Le elezioni sono sicuramente una sfida per le "Civiche", ma noi ne lanciamo un'altra. Dimostrare di voler continuare il proprio servizio a favore dei cittadini anche dopo l'appuntamento elettorale per garantire stabilità e permanenza dell'azione nel tempo e per provare a creare una rete "civica" che abbia un respiro più ampio di quello locale.
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Il Direttivo di Vicenza Capoluogo
FATTI
Bilancio partecipativo, Cordova: "Sono ben 4883 i cittadini che hanno votato fino ad ora" Superati i votanti del 2016, fino al 15 giugno si può scegliere il progetto preferito preferitoAncora per pochi giorni si potrà votare il progetto preferito del bilancio partecipativo. C'è tempo fino al 15 giugno, ma i voti pervenuti superano già la quota del 2016: ad oggi sono pervenuti 4.883 voti mentre nel 2016 ne sono arrivati 4.710 in totale. "Abbiamo già raggiunto un ottimo risultato e questa è una grande soddisfazione - sottolinea l'assessore alla partecipazione Annamaria Cordova -. Ricordo che chi non lo ha ancora fatto può collegarsi al sito del Comune o recarsi nelle sedi delle circoscrizioni per sostenere il progetto preferito, ideato da persone attive, disponibili, che donano il loro tempo per far concretizzare idee". Di Redazione VicenzaPiù
Per votare i 22 progetti ammessi è sufficiente collegarsi al sito del Comune a questa pagina. I votanti devono essere residenti a Vicenza e avere compiuto i 16 anni di età. Si può votare una sola volta e per un solo progetto, indipendentemente dalla modalità scelta. Per conoscere i progetti ammessi al voto clicca qui. E' possibile votare anche attraverso una scheda cartacea, nelle sedi delle sette circoscrizioni cittadine, con la carta d'identità e il codice fiscale, dalle 9 alle 12.30 da lunedì a venerdì, fino al 15 giugno.
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Martedì 13 e giovedì 15 giugno, inoltre, dalle 9 alle 12.30, sarà possibile votare anche in Loggia del Capitaniato, in piazza dei Signori. Al termine del voto sarà stilata la classifica dei progetti, che verrà resa nota venerdì 16 giugno. Il budget totale per il 2017 è fissato in 400 mila euro e, pertanto, risulteranno vincitori i progetti più votati, fino all'esaurimento di tale somma. Per ogni chiarimento o informazione ci si può rivolgere alle circoscrizioni, all'ufficio partecipazione (0444 222711) o si può inviare una email all'indirizzo bilanciopartecipativo@comune.vicenza.it .
LAVORO / FATTI
Servizio civile, il 15 e 19 giugno presentazione dei progetti del Comune di Vicenza al Polo giovani B55 Giovedì 15 giugno alle 17.30 e lunedì 19 giugno alle 11, al Polo giovani B55, in contra' Barche 55, verranno presentati i progetti di servizio civile nazionale del Comune di Vicenza e le regole di partecipazione al bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Agli incontri interverranno alcuni volontari che porteranno la loro esperienza in veste di testimonial, attualmente in servizio nei progetti di servizio civile del Comune di Vicenza. La proposta è rivolta a tredici giovani volontari, tra i 18 e i 28 anni, che avranno la possibilità di partecipare a due esperienze di servizio civile relative a progetti proposti dall'assessorato alla formazione del Comune di Vicenza e dalla Biblioteca civica Bertoliana. Di Comunicati stampa Comune di Valdagno
l progetto "I sea you", che si svilupperà nei settori servizi scolastici ed educativi e servizi sociali, occuperà otto volontari in azioni a sostegno dell'educazione alla partecipazione sociale, con particolare attenzione alle
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fasce più deboli e fragili per età o condizione economica. Con il progetto "Giovani e biblioteche: costruire insieme il futuro" cinque volontari verranno accolti in Biblioteca Bertoliana per promuovere e valorizzare il patrimonio antico e il prestito fra le diverse sedi cittadine della biblioteca. I 13 volontari saranno impegnati per un anno, per 30 ore settimanali, e percepiranno un compenso mensile di 433,80 euro da parte del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale. Il bando del Comune di Vicenza con i requisiti richiesti e le modalità di presentazione della domanda di partecipazione sono pubblicati a questo link dove vengono presentati anche i progetti della Congregazione suore Orsoline del sacro Cuore di Maria e della fondazione di partecipazione San Gaetano onlus, con i quali il Comune ha stipulato un accordo per la promozione delle reciproche iniziative. E' possibile presentare la domanda di partecipazione entro le 14 del 26 giugno per un solo ente in tutta Italia. Agli incontri di giovedì 15 giugno e lunedì 19 giugno, per far conoscere ai giovani interessati la più ampia offerta di questa opportunità formativa e di impegno di cittadinanza attiva nel territorio, è prevista anche la partecipazione di altri entri che illustreranno le loro proposte progettuali: Arci servizio civile cerca 68 giovani tra Vicenza e provincia; Congregazione suore Orsoline, cerca 9 giovani; Cooperativa Cosmo, cerca 10 giovani; Equistiamo cerca 1 giovane; Fondazione San Gaetano, 24 giovani; Unico Mondo, cerca 4 giovani.
FATTI
Anniversario prima medaglia alla bandiera di Vicenza: Variati, Rotondi, Guidato e Petronzi premiano 11 ufficiali e agenti Polizia Locale Undici i premiati per particolare fiuto in azioni investigative, dedizione al lavoro e professionalità Nel giorno in cui il Comune di Vicenza ricorda il 169° anniversario dell'eroica giornata per la quale la bandiera del Comune di Vicenza fu decorata con la prima medaglia d'oro al valor militare - con la deposizione di corone d'alloro alle lapidi nell'atrio di Palazzo Trissino - e ricorre il 189° anniversario della fondazione del Corpo di polizia locale di Vicenza, nella Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino l'amministrazione ha
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assegnato 11 attestati ad altrettanti ufficiali e agenti che si sono particolarmente contraddistinti nel 2016 nel servizio alla comunità (qui la photo gallery). Di Redazione VicenzaPiù
Dopo il saluto del sindaco Achille Variati e una breve relazione del comandante della polizia locale Cristiano Rosini sulla più recente attività del Corpo, si è tenuta la cerimonia di premiazione. Il sindaco Achille Variati ha consegnato quattro attestati di compiacimento al vice ispettore Diego Bassetto, agli assistenti Denis Piva e Enrico La Corte e all'agente scelto Alessandro Manfrin con questa motivazione: " Perché, in servizio automontato e durante un turno notturno, intervenivano per procedere ai rilievi di un incidente stradale con feriti e gravi danni a strutture pubbliche, a seguito del quale uno dei conducenti si era allontanato senza prestare soccorso a chi era rimasto ferito e senza consentire la propria identificazione e quella del veicolo con cui gli ingenti danni erano stati procurati, pur non disponendo di alcun numero di targa, si ponevano immediatamente alla ricerca del veicolo che si era allontanato e riuscivano, dopo una attenta ed intelligente attività d'indagine, a rintracciarlo in sosta all'interno di una strada laterale lontana dal luogo in cui si era verificato il sinistro, consentendo l'identificazione del conducente al quale veniva pertanto attribuita la completa responsabilità dell'accaduto. Esempio di dedizione, intuizione, fiuto investigativo e capacità professionale". Un attestato di compiacimento è stato consegnato dall'assessore alla sicurezza Dario Rotondi all'assistente Greta Lovato "perché, libera dal servizio e a bordo della propria auto privata, in transito in una zona periferica della nostra città, dopo aver notato il comportamento sospetto di alcuni soggetti che con fare furtivo uscivano da un cantiere di lavoro tenendo in mano delle grosse matasse di rame e dopo aver anche deviato dal proprio percorso per verificare dove si stessero dirigendo, seguendoli sempre con lo sguardo, constatava che il predetto materiale veniva depositato all'interno di un camper in uso a dei nomadi. Allarmate le forze dell'ordine utilizzando il proprio cellulare, consentiva una tempestiva perquisizione all'interno del predetto veicolo che portava al recupero e alla restituzione di quanto era stato indebitamente sottratto a terzi e alla identificazione dei responsabili. Esempio di senso civico, nonché di particolare dedizione al lavoro e particolare professionalità".
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Il prefetto di Vicenza, Umberto Guidato, ha consegnato, quindi, un attestato di compiacimento al commissario Roberto Barollo " Perché, impiegato all'interno dell'Ufficio Personale e Servizi, ha collaborato negli ultimi anni in modo determinante per programmare e coordinare decine di eventi di particolare impatto sulla viabilità cittadina per i quali è stata necessaria la consistente presenza della Polizia Locale riuscendo sempre a ridurre al minimo i disagi alla circolazione ed assicurando nel contempo che gli stessi si siano sempre svolti in condizioni di massima sicurezza. Inoltre, si è dedicato, evidenziando particolari capacità, alla formazione e all'addestramento di tutto il personale impiegato in picchetti di rappresentanza o servizi di Grande Uniforme, consentendo allo stesso di fornire, in ogni occasione, l'immagine migliore del Corpo della Polizia Locale e dell'Amministrazione. Esempio di precisione e capacità professionale, in particolare sotto il profilo formale". Cinque attestati di compiacimento sono stati attribuiti, infine, dal questore di Vicenza, Giuseppe Petronzi, al vice commissario Monica Battocchio, agli assistenti Roberta Libratti e Massimiliano Crivellaro, al vice ispettore A lessando De Franciscis e all'agente scelto Anna Menin "Perché, ricevuta notizia di un consistente imbrattamento arrecato da ignoti sul lato posteriore della Basilica Palladiana con scritte murali di notevoli dimensioni, pur non disponendo, inizialmente, di alcun elemento certo che consentisse di risalire all'identità dei responsabili dell'accaduto, conducevano una serie complessa di indagini, raccogliendo importanti informazioni confidenziali, anche mediante la consultazione dei social network e alla comparazione calligrafica delle scritte murali rinvenute con la grafia di alcune persone sospettate. L'importante attività investigativa consentiva, alla fine, di giungere alla completa identificazione dei responsabili che venivano pertanto deferiti all'Autorità Giudiziaria. Esempio di dedizione, iniziativa e particolare capacità investigativa".
POLITICA
Matteo Celebron per Lega Nord: "Vendesi comune" e Variati si sveglia dopo dieci anni svendendo a un fondo il patrimonio immobiliare "Vendesi comune. Questo è il cartello che Achille Variati potrebbe porre al di fuori delle porte di Vicenza. L'operazione Fondo Immobiliare è rischiosa e non valorizza il patrimonio pubblico". Lo afferma nella nota che pubblichiamo Matteo Celebron, segretario cittadino della Lega Nord, che commenta così l'idea di Variati di conferire ad un Fondo Immobiliare parte di quello che oggi è patrimonio del Comune di Vicenza. "La volontà di destinare molti immobili del Comune ad un Fondo Immobiliare - esordisce
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Celebron - è la prova che l'amministrazione Variati in questi anni, al netto delle chiacchiere, non è stata capace di valorizzare il patrimonio pubblico, e oggi, ad un anno dalle elezioni, si sente costretta a correre con promesse mirabolanti, con il rischio concreto di dover svendere il patrimonio pubblico". Di Note ufficiali
"Ormai - continua il segretario della Lega - manca solo che il Comune metta in vendita la Basilica del Palladio e Palazzo Trissino perché, se la logica è quella di far quadrare i conti, allora molti edifici comunali potrebbero rientrare nella lista. E' una grave colpa che in nove anni di amministrazione Variati sia riuscito a produrre solo questo: un piano di svendita degli immobili ". "L'Amministrazione, in tutti questi anni - conclude Celebron - non è stata in grado di rivitalizzare le attività del centro storico, con centinaia e centinaia di negozi che hanno le serrande abbassate, pensano di riuscire a farlo vendendo gli immobili del Comune?".
POLITICA
"Immobili comunali vendonsi" in centro: la Vicenza del "pié veloce" Achille Variati si popola di gatte... frettolose La faccenda è nota, per la parte gaudiosa, a chi legge i media tanto cari alla città che conta (i propri interessi), mentre, per quella dolente, è chiara a nostri lettori e ad alcuni settori dell'opposizione e della maggioranza "responsabile", vedi oggi Isabella Sala ed Ennio Tosetto, che pensa anche se non solo al bene di tutta la città. Ebbene Achille Variati annuncia il 3 gennaio che bisogna far presto nel far studiare un progetto per la riqualificazione e la cessione al
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mercato tramite fondi immobiliari di prestigiosi immobili publici in centro città, progetto (lui dice gratuito ma nel mondo degli affari di gratuito conosciamo... nulla) a Investire Sgr, la società di gestione di due dei quattro fondi che hanno attentato a centinaia di milioni di euro dei correntisti postali che li avevano comprati costringendo Poste a rapidi e costosi ristori per non perdere la faccia. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Denunciamo subito, il 7 gennaio e a seguire (qui tutto) nel silenzio e nella complicità degli altri media tradizionali, la fretta di Variati e i soggetti coinvolti; alcuni, vedi Liliana Zaltron del Movimento 5 Stelle alzano la voce in consiglio comunale, altri nicchiano e il sindaco sembra rallentare tirando ma tira ballo, per silenziare i dubbi, anche un fondo collegato a Cassa Depositi e Prestiti, di cui è membro del Cda e che il governo sta sempre più salassando facendola partecipare con centinaia di milioni di euro dei correntisti postali che le sono affidati a operazioni di cui, in futuro, potremmo tragicamentye pentirci visto che vanno dalle ricapitalizzazioni di Alitalia fino a quelle di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca passando per il finanziamento dei buchi di Sorgenia, ex Gruppo De Benedetti. Ma oggi Variati rompe gli indugi, innesca la penna dei nostri amici amanuensi di via Fermi e, coi soliti motto di "bisogna far presto" e "ora o mai più", gli stesso usato, ad esempio, per la Fiera di Vicenza pro Rimini, la Tav Tac anti Unesco, per l'Aim Vicenza in minoranza nel club veronese e chi più ne ha più ne metta, cosa fa? Quello che vi facciamo leggere da chi l'ha ben raccontato "specchiando" il Variati pensiero registrando le prime reazioni (qui quella di Matteo Celebron, più tardi le altre già annunciate da Francesco Rucco e Liliana Zaltron, e facendo una sola annotazione: se il 25 maggio Pietro Cotròn avanzava su queste pagine, web, un dubbio sulla Vicenza che non gode più perchè gli amministratori di Variati sarebbero affetti da eiaculatio precox, oggi noi prendiamo atto che Vicenza è sempre più la città dei gatti, ma che la loro mamma tipica del secondo e morente mandato del piè velcoe Achille Variati è quella frettolosa. Il direttore
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IL FONDO IMMOBILIARE. In piazza Biade un hotel al posto dell'edificio che ospita l'anagrafe: ceduti anche altri immobili comunali per creare appartamenti, uffici e negozi Un albergo in piazza, primo ok del Comune di Nicola Negrin, da Il Giornale di Vicenza Variati accelera: presto in giunta la maxi operazione La vendita e la trasformazione dei palazzi pubblici consentirà di costruire la sede dei vigili e la biblioteca «Questo è un treno che potrebbe non passare più». Achille Variati non parla dell'alta velocità. Ma l'operazione è altrettanto importante perché è destinata a cambiare in maniera radicale il volto del centro storico. Prende il nome di fondo immobiliare. Tradotto significa: sistemare, vendere e dismettere i palazzi comunali per consentire di realizzarvi all'interno hotel (uno in piazza Biade), appartamenti (numerosi), strutture per anziani (all'ex Giusti) ristorante (all'ex Fiera), uffici e negozi. Il tutto guadagnando quattrini per la creazione del nuovo comando dei vigili all'ex Domenichelli e della nuova biblioteca all'ex Giuriolo. La proposta per far scattare il valzer degli immobili giace da più di sei mesi sul tavolo della giunta che, dopo il benestare della (quasi tutta) maggioranza, ha deciso di schiacciare definitivamente il pulsante play. IL PRIMO VIA LIBERA. La premessa prima di tutto: ciò non significa che domani mattina l'amministrazione comunale attaccherà fuori dai propri immobili il cartello vendesi. Il progetto è molto più complesso. Ma se fino a questo momento ci si è limitati alle parole e alle analisi di documenti, adesso l'esecutivo di palazzo Trissino ha deciso di compiere un passo in più. «Questo - ammette Achille Variati che ha voluto incontrare la sua maggioranza giovedì sera - è un treno che potrebbe non passare più. Certo, abbiamo bisogno di alcune verifiche tecniche, voglio che i miei consiglieri siano convinti, ma se perdiamo altro tempo potremmo non trovarci più in queste condizioni». Ecco perché, dopo il vertice dei giorni scorsi in cui tutti (fatta eccezione per l'assessore Isabella Sala e il consigliere comunale Ennio Tosetto) hanno dato il via libera, la giunta si riunirà nei prossimi giorni per ratificare l'operazione: «Firmeremo un documento - precisa l'assessore Michela Cavalieri - nel quale diciamo a Investire che siamo propensi a proseguire con la loro manifestazione d'interesse. Autorizziamo la Sgr ad andare da Invimit a chiedere i quattrini». Nel frattempo scatteranno una serie di consultazioni con i portatori d'interesse della città. «E a settembre - aggiunge - dopo un'ulteriore fase di approfondimento tecnico e finanziario si stabilirà se proseguire».I FONDI NECESSARI. Un primo passo nel frattempo è stato compiuto. Ed è quello fondamentale per salire sul treno di Invimit. Il nome potrebbe non dire granché ma, detta sinteticamente, si tratta dell'erogatore dei fondi necessari (circa 50 milioni) per far scattare l'operazione. «È una società di gestione del risparmio del ministero dell'Economia - precisa Cavalieri - che ha come mission istituzionale quella di aiutare i Comuni a valorizzare il proprio patrimonio immobiliare». È un soggetto pubblico e ha un budget di 700 milioni: «Alcuni dei quali - precisa Achille Variati - se ne sono già andati, considerato che si stanno muovendo le grandi città. Non possiamo aspettare un anno e dire "teneteci buoni i fondi"; bisogna agire». Cosa che
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avverrà già dai prossimi giorni quando, in seguito alla delibera della giunta, sarà inoltrato il piano del fondo immobiliare ad Invimit «per blindare le risorse». L'OPERAZIONE. Liberarsi del proprio patrimonio per sistemarlo e farci alberghi, appartamenti di pregio e altro non è da poco. L'amministrazione lo sa bene. Per questo, prima di procedere con il primo passo, ha chiesto una comparazione a uno studio di consulenza, Nomisma, che ha definito l'operazione «conveniente» e anche vantaggiosa «rispetto al mantenimento dello status quo che porterebbe il Comune a spendere 15 milioni di euro di manutenzione degli immobili in 18 anni». La rassicurazione della società che realizza attività di ricerca e consulenza economica potrebbe non bastare. «Per questo - assicura l'assessore al bilancio abbiamo avuto garanzie sul fatto che il Comune non si assuma rischi di carattere finanziario, perché per noi è solo un'operazione immobiliare». Ecco perché, se qualcosa non andrà per il verso giusto (se il fondo non dovesse essere performante come previsto), «i soldi necessari saranno aggiungi da Invimit; non da noi».
FATTI / POLITICA
Cicero: a Campo Marzo necessaria la polizia a cavallo. E cani antidroga, sempre "Il centrosinistra in salsa berica sembra essere uscito dal suo recinto ideologico e ha perfino contemplato la possibilità di recintare campo Marzo, da sempre osteggiata a sinistra.": è così che inizia la nota che pubblichiamo del Consigliere comunale Claudio Cicero interviene sul tema della sicurezza a campo Marzo. "La recinzione di campo Marzo non è però ne semplice ne economica e non mi vede assolutamente d'accordo. L'opera appare di difficile realizzazione e gestione. Invece di percorrere inutili proposte, dettate solo dall'imminente campagna elettorale, a campo Marzo è necessario introdurre Polizia o Carabinieri a cavallo.". Di Note ufficiali
"I reparti ci sono - continua ul consigliere comunale - e anche le esperienze nei grandi parchi europei. Forze di polizia a cavallo potrebbero facilmente spostarsi all'interno del parco, in modalità assolutamente ecologica, costituendo non solo un deterrente per spaccio e criminalità ma anche una © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
valorizzazione del parco stesso.Ma potrebbero poi essere proprio gli animali a "salvare" campo Marzo. I controlli con i cani anti-droga danno sempre ottimi risultati e colpire gli spacciatori nel portafoglio è l'unico modo per farli andare via. Alla più prossima discussione sul bilancio, in Consiglio comunale, proporrò di attivare una sezione cinofila antidroga presso la Polizia Locale, per procedere quotidianamente con serrati controlli nei parchi cittadini.".
FATTI / POLITICA
Edifici comunali da vendere, Liliana Zaltron e M5S a Variati: meno fretta, più trasparenza! «In gennaio 2017 il Sindaco dichiarava: " InvestiRe SGR ha ottenuto dalla Giunta il via libera affinché proponga a sue spese uno studio di fattibilità ....". Poi più nulla - afferma nella nota che pubblchiamo Liliana Zaltron, capogruppo del Movimento 5 Stelle - Vicenza, nonostante le richieste di chiarimenti. Ora (GdV 10.06.2017) "Achille Variati accelera presto in giunta la maxi operazione ...vendita e trasformazione dei palazzi pubblici" e l'assessore Michela Cavalieri dichiara:" Firmeremo un documento nel quale diciamo a InvestiRE che siamo propensi a proseguire con la loro manifestazione di interesse. Autorizziamo la Sgr ad andare da Invimit a chiedere i quattrini"». Di Note ufficiali
« Non c'è dubbio che si tratti di un'operazione complessa e come tale deve essere valutata attentamente - prosegue la pentastellata -. Lasci perdere il Sindaco il treno che potrebbe non passare più... è la solita storia che si ripete... Tav/Tac, Fiera di Vicenza, Aim. Certe operazioni vanno approfondite e analizzate attentamente con i tempi necessari, cosa ben diversa dal prendere il treno "al volo"». E poi Liliana Zaltron si chiede e chiede: « Quali sono le finalità dell'amministrazione? Alienare il patrimonio immobiliare che possiede? Valorizzare per poi alienare? La ricerca della SGR non va eseguita in © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
ottemperanza al D.Lgs 50/2016? Le stime sul valore di mercato degli asset immobiliari pubblici che una volta costituito il fondo è responsabilità valutare con un "Esperto indipendente" con quali criteri sono state svolte? Sulla base dei valori di bilancio dell'Amministrazione comunale o con quale altro tipo di valutazione?». « A queste e a molte altre domande - conclude l'esponente M5S questa amministrazione dovrà rispondere in modo puntuale ed estremamente chiaro perché la procedura di Invimit Sgr come si evince dal Vademecum della stessa Sgr è molto chiara così com'è altrettanto chiaro il processo di evidenza pubblica al quale per legge deve sottostare InvestireRe, Sgr "proponente" il costituendo fondo immobiliare ad apporto pubblico».
POLITICA / AMBIENTE
Su Borgo Berga Italia Nostra, Legambiente e Comitato contro gli abusi edilizi denunciano: l'ANAC chiede a Corte dei Conti di valutare il danno erariale del comportamento illegittimo del Comune di Vicenza Su Borgo Berga "le risultanze dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) confermano il comportamento illegittimo del Comune in relazione alla mancanza di gara pubblica per la realizzazione delle opere di urbanizzazione e il calcolo "scorretto" dei benefici pubblici rispetto a quelli privati. Di conseguenza l'ANAC chiede alla Corte dei Conti di accertare l'esistenza di danno erariale": a sostenerlo in una nota che pubblichiamo è Giovanna Dalla Pozza Peruffo, presidente di Italia Nostra sezione di Vicenza, che, a nome anche di Legambiente e Comitato contro gli abusi edilizi, che aggiunge che i rilievi dell'ANAC si aggiungono a quelli contenuti nel recente rapporto redatto dagli ispettori del WHC - ICOMOS che denunciano l'effetto "devastante" del complesso edilizio di Borgo Berga sul territorio. Di Redazione VicenzaPiù
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Un "abuso volumetrico", prosegue la nota, causato dall'innalzamento fittizio dell'originario piano campagna di ben 7 metri. Ribadiamo che tali risultanze sono il frutto delle denunce di cittadini e Associazioni, oltre che del paziente lavoro svolto dal Corpo Forestale dello Stato le cui risultanze non sono affatto smentite dalla sentenza del Tribunale del Riesame. Ci riferiamo, in particolare, alla grave mancanza delle necessarie certificazioni ambientali (VAS e VINCA) e del mancato rispetto delle distanze dai fiumi, violazione quest'ultima ammessa anche dagli stessi giudici. Alla luce del recente pronunciamento dell'ANAC auspichiamo che la Corte dei Conti possa accertare in tempi brevi le eventuali responsabilità per danno erariale in capo agli amministratori pubblici. Italia Nostra Legambiente Comitato contro gli abusi edilizi
FATTI / POLITICA
Il comune vende immobili al centro ma relazione Nomisma non è agli atti, Francesco Rucco e Idea Vicenza: il palazzo di vetro di Variati dov'è? "A meno di un anno dalla fine del mandato, dopo nove anni di proclami e promesse mancate, Il centrosinistra accelera la maxi operazione di cessione degli immobili comunali. Operazione che non vede compatta nemmeno la stessa maggioranza": lo afferma Francesco Rucco, Capogruppo di Idea Vicenza, nelle nota che pubblichiamo sul "caso Investire sgr". Nei giorni scorsi - prosegue Rucco, ho chiesto, con accesso agli atti, copia della consulenza dello studio Nomisma che avrebbe definito "conveniente" l' operazione. Dal Comune mi è stato risposto che la consulenza non è ancora stata depositata. E allora mi chiedo: come fa la maggioranza a dare il via ad una operazione così delicata ed
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impattante, senza avere in mano la necessaria documentazione per ogni valutazione approfondita? Di Redazione VicenzaPiù
Ancora una volta i consiglieri di opposizione sono tenuti all'oscuro. La città rischia di perdere i pezzi pregiati dei propri palazzi per una operazione i cui contorni sono indefiniti. Condotta grave che non potrà non avere ripercussioni in consiglio comunale. La trasparenza del Palazzo di vetro tanto decantato da Variati all' inizio del proprio mandato è scomparso da tempo.
AMBIENTE / ECONOMIA&AZIENDE / AGRICOLTURA
Prosecco, Scarabel (M5S): "Stop all'introduzione di vigneti da fuori regione, ecco come potremmo fare" I consorzi di tutela del Prosecco lanciano l'allarme: molti coltivatori "importano" vigneti da fuori regione approfittando di una lacuna normativa, aggirando i divieti con i diritti di reimpianto. "Bisogna porre un freno a questa situazione, anche se quantità fa rima con qualità, nella realtà una penalizza l'altra - avverte il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Simone Scarabel - se c'è da soddisfare una richiesta crescente del mercato, la prima scelta da fare è verso il biologico e quindi si potrebbero subordinare le nuove richieste a una produzione bio". "I consorzi lo sanno, i numeri parlano chiaro, e sottovoce stanno facendo qualcosa - ammette l'esponente del Movimento 5 Stelle - non posso dire di no, ma certo non basta perché questo treno è troppo veloce e quindi servono freni robusti per non farlo deragliare". Di Note ufficiali
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"Non possiamo ripetere gli errori del passato - continua Scarabel - , mi sembra di rivedere la corsa "al capanon" e alle centinaia di piccole zone industriali e artigianali che adesso sono semideserte. Un altro criterio potrebbe essere di vincolare gli ampliamenti solamente a chi ha già altre colture in atto, come seminativi, prati o frutteti in modo proporzionale in base alla superficie. Altrimenti rischiamo di vedere il paesaggio veneto trasformato in un'unica, immensa monocoltura del vigneto e questo non va affatto bene". "Non possiamo certo immaginare un Veneto interamente dedicato alla viticoltura - avverte il consigliere - sarebbe uno stravolgimento, anche dal punto di vista storico e culturale, del settore agricolo regionale. Per non parlare della scomparsa della biodiversità e della modifica del paesaggio". "Abbiamo una fortuna, il Prosecco va alla grande - conclude Scarabel possiamo dire che è il nostro petrolio. Dovremmo fare come gli arabi, che con i guadagni dell'oro nero investono pesantemente nelle rinnovabili e nel loro sviluppo. Noi dobbiamo puntare sempre di più ad una viticoltura sostenibile e ai miglioramenti tecnologici che vanno verso una riduzione della chimica, al mantenimento delle altre qualità tipiche venete come il raboso, e alla cura delle altre colture per la biodiversità. Ma anche come paracadute in caso di annate difficili come questa".
ECONOMIA&AZIENDE
Gianni Zonin contro Bpvi, Sorato e Giustini. La Nuova Venezia: possibile riunificazione con azione di responsabilità. E su VicenzaPiu.com arriva una rubrica "sorpresa" per i lettori... Mentre tra domani e dopodomani (ci scusiamo pe l'indeterminazione ma il lavoro è enorme) inizierà su VicenzaPiu.com, giorno per giorno, una rubrica "sorpresa" per i nostri lettori per ricostruire e far conoscere con trasparenza i contenziosi in atto, Sabrina Tomè su La Nuova Venezia fa un resoconto di quella che definisce "la prima
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udienza di una lunga serie", apertasi "in sordina" il 24 maggio: giorno in cui " in tribunale civile a Venezia si è aperta la causa avviata dall'ex "numero uno" della BPVi Gianni Zonin contro la banca, "in prevenzione"; a dicembre l'imprenditore aveva depositato un atto di citazione (qui ve lo riproponiamo integralmente e in esclusiva, ndr) per l'accertamento della correttezza della sua attività di presidente dal 1996 fino al 2015. Di Edoardo Pepe
L'udienza, che le parti hanno cercato di tenere riservata, è stata rinviata ad ottobre. Non a una data qualsiasi, ma alla stessa di un'altra azione civile: quella di responsabilità promossa dalla Popolare di Vicenza contro Zonin, la direzione, l'ex Cda e i sindaci. Una scelta, quella delle date, che appare non casuale: l'idea del tribunale è probabilmente quella di arrivare all'unificazione dei procedimenti. Ma una cosa è certa fin d'ora: per le sentenze si profilano tempi molto lunghi. Neppure fra quattro mesi, infatti, si entrerà nel vivo della materia: in quella sede infatti ci sarà l'eventuale chiamata in causa di altre parti, a cominciare dalle compagnie di assicurazione che potrebbero essere citate da Zonin. Occorrerà attendere pertanto un'udienza successiva, che verrà probabilmente fissata nel 2018, per i primi sviluppi giudiziari veri e propri". Così "L'intrico giudiziario che interessa le ex Popolari si arricchisce dunque di un nuovo capitolo in sede civile dove peraltro sono avviate, nei diversi tribunali d'Italia, le cause promosse dai risparmiatori. Gli altri capitoli sono quelli del penale: i 150 fascicoli di Veneto Banca aperti per il reato di truffa che hanno fatto il viaggio di andata e ritorno Treviso-Roma-Treviso e quello per ostacolo alla vigilanza della Procura di Vicenza che dopo il pronunciamento del gip berico ha preso la via di Milano. E Milano si è dichiarata a sua volta incompetente inviando il tutto alla Cassazione che dovrà ora decidere in merito. Un groviglio giudiziario che sicuramente non aiuta i tempi della giustizia. Lo scorso 24 maggio, dunque, davanti al giudice Luca Boccuni del tribunale di Venezia si è tenuta la prima udienza della causa promossa da Zonin (rappresentato dall'avvocato Lamberto Lambertini) contro Bpvi (avvocato Giovanni Minelli); in aula anche il legale dell'ex direttore generale Samuele Sorato (Lodovico Fabris che ha il mandato insieme al
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collega Francesco Rossi). L'ex presidente Bpvi, che ha chiamato in causa l'ex direttore generale e il suo braccio destro Emanuele Giustini, ha chiesto ai magistrati di «essere giudicato per la propria attività di presidente di Bpvi in un unico processo civile, che comprenda tutte le contestazioni e le difese proposte dinanzi alla autorità regolatrici». Ancora: «In particolare, l'atto si propone di dimostrare che il deterioramento economico della Banca Popolare di Vicenza ha tre origini concomitanti: la grave crisi finanziaria ed economica del nostro Paese; l'impatto negativo della straordinaria normativa europea applicata alle banche italiane; una gestione scorretta da parte della direzione della banca, posta in essere con modalità tali da non poter essere accertata dal Cda». Zonin ha ricordato come nel periodo successivo alle dimissioni, avvenute nel novembre 2015, i due diversi consigli di amministrazione che si sono succeduti hanno ridotto il valore di un'azione della banca da 48 euro a 6,30 euro e successivamente a 0, 10 euro"
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Salvataggio BPVi e Veneto Banca, sì o no? Stefano Righi: martedì cda di Intesa e Banca Popolare di Vicenza. L'ipotesi risoluzione Vi proponiamo l'analisi odierna di Stefano Righi su Il Corriere della Sera delle vie sempre più strette per il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Righi nelle premesse concorda nella sostanza con la nostra valutazione, mentre nelle conclusioni, accennando ai costi di sistema in caso di risoluzione, sembra propendere, pragmaticamente per un salvataggio, per il quale noi, però, da Vicenza, non vediamo prospettive migliori di un intervento diretto e non dispersivo sulle tre figure di possibili danneggiati: i dipendenti, i soci e i clieti affidati. Ecco comunque l'interessante articolo del collega per fare i dovuti ragionamenti.Il salvataggio di Popolare di Vicenza e Veneto Banca è sempre più nella mani di Intesa Sanpaolo e Unicredit. Sono le big del sistema creditizio nazionale a farsi carico, in queste ore, della ricerca degli 1,25 miliardi di euro da versare - prima del contributo pubblico - per evitare il fallimento delle due ex popolari. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
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A loro si è rivolto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e ora, anche se il sabato è passato senza annunci, la partita è giocata dagli «sherpa» di Carlo Messina e Jean Pierre Mustier. Il resto del sistema, infatti, non sembra volere o potere intervenire. Monte dei Paschi e Carige sono alle prese con le rispettive esigenze di patrimonio (5,5 miliardi per Siena, 700 milioni per Genova), mentre Ubi aprirà domattina un aumento di capitale da 400 milioni resosi necessario per mantenere inalterati i parametri di solidità dopo l'acquisizione di Popolare Etruria, Banca Marche e CariChieti. Resta, tra le grandi, BancoBpm, alle prese con una complessa integrazione. Solo Banca Mediolanum ha, finora, aperto a un possibile contributo. Allo stesso tempo a Nordest urlano di fare presto, la situazione è ogni giorno più fragile e complessa: il presidente della Vicenza, Gianni Mion, si aspetta «risposte precise e rapide» entro la riunione del consiglio di amministrazione convocata per dopodomani. Ma è difficile che, per allora, si possano avere soluzioni concrete e definitive: anche perché Intesa e Unicredit - che sono già stati i primi contribuenti del Fondo Atlante chiedono di conoscere i dettagli dell'intervento che la Dg Comp dell'Unione Europea, guidata da Margrethe Vestager, non ha mai messo nero su bianco. Il timore che filtra dalle sedi delle due maggiori banche italiane è che in un secondo momento possa aumentare l'onere a carico dei «soccorritori», o direttamente in forma di contributo cash, o attraverso richieste più tecniche, come il farsi carico di un più elevato livello di coperture o di accantonamenti. Un'ipotesi legittima, che frena l'intervento risolutore. Sono le medesime perplessità manifestate da Alessandro Penati di Quaestio sgr , che controlla il Fondo Atlante, nel momento in cui decise, da primo azionista delle due banche, di non sottoscrivere ulteriori versamenti in conto capitale. Se nulla arrivasse entro martedì, c'è chi prospetta l'intervento dell' Srb, il Comitato di risoluzione unico dell'Unione bancaria europea. Per oggi nessuna riunione ufficiale è convocata. La partita dovrebbe riaprirsi domani, a meno di improvvise accelerazioni. Martedì si riunirà il consiglio di Intesa, ma per una riunione di routine e che non ha all'ordine del giorno l'intervento nelle due ex popolari. Contemporaneamente si riunirà il board della Vicenza, mentre il cda della Veneto è stato convocato mercoledì. Su un punto finora vi è concordanza: al sistema creditizio italiano il salvataggio oggi costa 1,25 miliardi. Farsi carico, come previsto, degli oneri legati al fallimento dei due istituti costerebbe alle banche italiane almeno dieci volte tanto. di Stefano Righi, da Il Corriere della Sera
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FATTI
Liliana Zaltron e M5S: in via Nicotera l'asfalto ha ceduto provocando buca di 40 centimetri Le voragini, buche profonde nel sottosuolo, non sono da confondersi con la rottura del manto stradale causata "dall'usura che si associa anche ai danni causati giorno dopo giorno dalle intemperie". Quella di Via Nicotera non è neppure da ricondursi "ad un problema che riguarda la rete del gas", perché non è stato avvertito l'odore tipico dello stesso. La voragine, come tutte le altre, è causata, molto probabilmente, dalla rottura della fognatura che, a poco a poco, si porta all'interno il materiale del sottofondo stradale, per cui, dopo un po' di tempo, si nota il buco sull'asfalto, mentre sotto la caverna è ben più ampia. Di Redazione VicenzaPiù
Come sempre Acque Vicentine "cade dalle nuvole", in
quanto, evidentemente, non conosce lo stato delle fognature cittadine, come abbiamo più volte rimarcato. A questo punto chiediamo:
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1. che venga mostrato ai cittadini lo stato di vetustà delle fognature cittadine; 2. la mappa delle voragini degli ultimi tre anni; 3. Il programma di sostituzione delle condotte cittadine, con conseguente separazione delle reti, per i prossimi 18 mesi; 4. come Acque Vicentine intende finanziare tali interventi. Liliana Zaltron Movimento 5 Stelle - Vicenza
POLITICA
Il Psi del Veneto oggi c'è Il PSI è in campo. A Marcon, San Martino B. A., Auronzo del Cadore e Rivamonte con i suoi candidati sindaco, in moltissimi comuni con oltre 100 candidati ai Consigli Comunali, il PSI del Veneto sta affrontando le amministrative di oggi mettendo al servizio dei cittadini della regione, le sue risorse umane umane migliori. La campagna elettorale è stata particolarmente difficile poiché difficile è, per un piccolo partito, riuscire a comunicare ai cittadini idee e proposte senza poter contare sulla benevolenza dei mezzi d'informazione. Ciononostante il PSI del Veneto c'è, con la sua storia, le sue proposte, le sue donne ed i suoi uomini. Luca Fantò, Segretario regionale del PSI veneto Di Note ufficiali
FATTI / POLITICA
Giuliano Pisapia, l'inaffidabile: difende,
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poi lascia, quindi fa riprendere dal suo studio la difesa degli imputati per il processo Marlane Marzotto e oggi... Vorrei ricordare, a proposito di Giuliano Pisapia una nota che scrissi proprio su VicenzaPiu.com il 9 agosto del 2010 in relazione al processo Marlane Marzotto (nel quale gli imputati eccellenti erano padroni e manager della Lanerossi e della Marzotto accusati della morte di decine di operai, disastro ambientale ecc.). Mi sembra che, ancora oggi, sia significativa del "personaggio" Pisapia su cui alla fine aggiungo delle considerazioni "aggiornate"."Sul caso Marlane ho saputo, poi, che gli avvocati difensori sono "bipartisan" (come odio questa parola ...). Infatti insieme a Niccolò Ghedini (PDL, al centro della foto) e ci sono anche il sen. Guido Calvi (PD, a destra) e l'avvocato Giuliano Pisapia (SeL, a sinistra): ma dove stiamo andando? Di Giorgio Langella
Confermata la notizia della "difesa bipartisan", confermo anche la mia indignazione per la presenza di Pisapia (e Calvi) tra i difensori degli imputati e non nella parte civile. Da professionista qual è, l'avv. Pisapia può scegliere chi difendere e se difenderlo. In questo caso, ritengo, si sta da una parte o dall'altra. Penso che Pisapia farà di tutto (dovrà farlo) perché i suoi assistiti vengano assolti e, per questo, dovrà "attaccare" la parte civile (cioè gli operai e le famiglie dei morti di tumore). Ho tanti dubbi sull'etica (e sul perché) di queste cose. Penso che le parcelle (che, presumo, saranno importanti) pesino e tanto. Anche queste sono "scelte di vita". Mi sembra anche che Pisapia faccia la figura del paravento (se c'è uno come lui che difende gli imputati, vuol dire che questi sono "innocenti"). Perché non chiedere pubblicamente a Pisapia di abbandonare la difesa? Sarebbe anche un gesto interessante per la sua candidatura annunciata a sindaco di Milano." Ricordo anche che, dopo questa presa di posizione (che mi sembra inequivocabile), Pisapia annunciò il suo ritiro dal processo Marlane tramite questa dichiarazione ufficiale di un suo portavoce che prontamente pubblicammo compiacendocene: "Né l'avvocato Pisapia né altri del suo studio sono difensori di uno o più imputati del processo Marlane
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". Peccato, però, che a fine giugno 2011, con Pisapia appena eletto sindaco di Milano, ad un'udienza del processo Marlane, tra i difensori degli imputati eccellenti, c'era l'avvocatessa Nadia Germanà Tascona dello... studio Pisapia di Milano. Se a questo aggiungiamo la presa di posizione dell'ex sindaco di Milano a favore del SI nell referendum costituzionale del 4 dicembre, il suo appoggio all'attuale sindaco Sala, la sua dichiarazione sui famigerati 80 euro del governo Renzi "avrei votato a favore ma non li avrei proposti'' (indice di un'ambiguità disarmante), il suo odierno atteggiarsi a "padre della sinistra" (che, comunque dovrebbe fare patti anche con Renzi) è, a dir poco, fantasioso. Non basta, infatti, dichiararsi di sinistra per esserlo veramente. Pisapia, secondo la mia opinione, è assolutamente inaffidabile. Per quanto mi riguarda è da considerarsi un personaggio da tenere ben distante.
VicenzaPiù scrive a Diamanti e Fondazione Roi: bilancio 2016 è approvato? E chiede a Zaia e regione di avere atti dal 2009 in poi finora negati ma necessari a VicenzaPiù per difendersi da minaccia milionaria di Zonin Non si dissolvono le nubi sulla "vecchia" Fondazione Roi, quella disastrata sotto la guida dal 2009 di Gianni Zonin, tanto per intenderci, e su cui "indaghiamo" da tempo (cfr. "Roi. La Fondazione demolita"), maa nche su quella solo "parzialmente nuova" col presidente Ilvo Diamanti a fare i conti, in un cda di sette elementi, con ben quattro "reduci" dell'ultimo Cda zoniniano che non vogliono mollare, come ci ha detto il vice presidente Andrea Valmarana. Il 7 giugno dovrebbe essere stato approvato, non senza contrasti, il bilancio 2016, il primo dopo i chiari conflitti di interesse tra Zonin, presidente in BPVi e in Roi ma che parte dalle oscure riprese contabili degli anni precedenti, che meriterebbero, non solo a nostro giudizio, un esposto in Procura e l'attivazione di un'azione per verificare le responsabilità di un buco di oltre 24 milioni già evidenziato nel bilancio 2015. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
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Non avendo conferma ufficiale dell'approvazione del bilancio 2016 abbiamo inviato venrdì scorso al presidente Diamanti e al commercialista della Fondazione, Giovanni Sandrini, da anni al suo capezzale e già membro del Cda di Cattolica Assicurazioni su designazione proprio di Zonin, questa mail alla quale contiamo di ricevere una rapida risposta: E « gregio dr. Ilvo Diamanti, presidente Fondazione Roi Egregio dr. Giovanni Sandrini, commercialista Fondazione Roi, siamo a chiedere informazioni sull'avvenuta o meno approvazione del bilancio della Fondazione Roi, il cui Cda si è svolto il 7 giugno scorso e di cui, al di là delle indiscrezioni che ce lo danno per approvato, non abbiamo ad oggi notizie ufficiali nonostante la questione sia di notevole interesse pubblico. Ringraziamo fin d'ora i destinatari della presente per l'attenzione che vorranno porre sulla nostra semplice domanda tanto più che varie altre nostre richieste indirizzate alla Fondazione stessa mai hanno avuto risposta. Cordiali saluti». Tra le varie domande inevase c'è quella, fatta due volte senza neanche un riscontro, negativo pure che fosse (ahi l'educazione, per lo meno professionale!), dell'accesso ai dati e ai bilanci "oscurati" delle gestioni dal 2009 in poi tanto più che chi scrive come direttore responsabile della testata, che ha scritto e documentato il vero, ha subito dal precedente presidente una richiesta di danni milionari, che, al di là della temerarietà evidente della lite su cui già si è pronunciato Ossigeno per l'Informazione, sta comportando per il nostro editore e per me stesso danni enormi. Questo sia per i costi legali, che vanno nel frattempo sostenuti e che sono commisurati al folle importo richiesto, sia per l'operatività della nostra società editrice a cui vengono chiuse varie porte, anche di finanziamento, stante l'entità della cifra richiesta e il rischio, sia pure teorico, corso perchè in Italia si sa, lo disse Lia Sartori, per silenziare i giornalsiti e i giornali indipendenti basta denunciarli e richiedere cifre abnormi... Abbiamo, quindi, rinnovato il 28 maggio scorso la richiesta di dati e bilanci della Roi ma questa volta l'abbiamo indirizzata direttamente e pubblicamente al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a cui competono "le funzioni di controllo e vigilanza' di cui all'art. 25 del Codice Civile". In attesa delle due risposte, facili facili se si vuol fare veramente luce sullo sconquasso di una delle più grandi se non addirittura la più grande fondazione culturale nazionale, espropriata a danno dei vicentini, ci riserviamo di pubblicare a breve anche l'atto ufficiale inviato a Zaia e ai suoi dirigenti preposti ma dando prima il tempo alla Regione di trasmettere, come da nostro invito, la nostra richiesta a tutti i consiglieri e a tutti gli
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assessori regionali perchè ognuno possa interessarsi a una vicenda che non dà lustro nè a Vicenza nè al Veneto tutto.
Pfas ed inquinamento, Gianni Girotto: "Il Veneto è in una stagione di allarme continua" La salute dei veneti è minacciata da una pericolosa contaminazione da mercurio che interessa circa 500 pozzi d'acqua, tra acquedotti pubblici e reti private. L'area interessata si allarga in modo preoccupante interessando terreni e coltivazioni. In alcuni casi sono state registrate concentrazioni fino a ventitré volte superiori il limite consentito. L'inquinamento è profondo circa 200/300 metri nella zona compresa i comuni di Quinto, Treviso, Preganziol e Casier e si sta estendendo rapidamente fino a raggiungere il territorio di Mogliano Veneto. Mentre l'area inquinata si allarga alla velocità di 500 metri l'anno sin dal 2011, quando sono state fatte le prime rilevazioni. Ma la giunta regionale sembra non accorgersi di niente. Chiediamo pertanto ai ministri dell'Ambiente e della Salute se siano a conoscenza dello stato delle acque dell'acquedotto e dei pozzi dei comuni minacciati da questo grave pericolo e se intendano stanziare risorse sufficienti per affrontarne le cause, adottando misure atte al suo contenimento Di Emma Reda
A parlare è il senatore veneto del Movimento 5 Stelle Gianni Girotto, che ha presentato un'interrogazione urgente sulla questione. "Oggi il Veneto vive una stagione di allarme continua, che non riguarda solo il mercurio. Nelle acque di superficie e di falda di molte aree è presente il glifosato, ovvero il principio attivo - considerato un probabile cancerogeno dallo Iarc di micidiali erbicidi impiegati in modo aggressivo nelle coltivazioni. Su © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
questa sostanza chiediamo che si facciano controlli di routine", insiste il rappresentante grillino," visto che le operazioni di diserbo interessano anche l'acqua destinata al consumo umano e animale. Perciò questi inquinanti finiscono inevitabilmente nella catena alimentare, dal momento che quell'acqua viene usata per irrigare i campi e abbeverare gli allevamenti. Ma c'è di più. Dopo mesi di battaglie il governatore Zaia ammette solo oggi che esiste anche un grave stato di inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche - i cosiddetti Pfas - che hanno contaminato l'acqua di circa 400.000 veneti. Preziosa e fondamentale in questo senso è stata anche la pubblicazione dei risultati delle analisi effettuate da Greenpeace sulle acque potabili, che ha permesso di chiarire senza ombra di dubbio il livello di inquinamento." "D'ora in avanti - conclude Girotto - auspichiamo che la politica smetta di girarsi dall'altra parte e intervenga in modo risoluto. Per questo chiediamo ancora ai ministri competenti se siano state programmate azioni per accertare eventuali danni per la salute dei cittadini conseguenti alla contaminazione delle acque da mercurio, Pfas e glifosato. Al fine di intervenire e informare le popolazioni coinvolte."
GIORNALISMO / FATTI / POLITICA
Nuovi sindaci: tutti eletti prima delle 24 per il GdV, per qualche copia in più "Fermate le rotative!" La frase che molti cronisti e addetti ai lavori hanno sempre sognato di dire. Attendere, o cambiare il quotidiano già mandato in stampa è una decisone drastica: si deve trattare di una notizia straordinaria. Succede di raro, quasi mai, specie da quando esiste internet e il lettore può essere informato h 24, quasi in simultanea con l'arrivo della notizia, sullo schermo, però, non sulla carta. Più di qualche occhio attento sarà dunque rimasto stupito nel leggere, magari al bar davanti ad una tazza di caffè, i risultati delle amministrative di ieri sulle pagine de Il Giornale di Vicenza. Incredibile che appena un'ora dopo la chiusura dei seggi i cronisti del quotidiano locale conoscessero già l'esito delle elezioni per i 7 comuni vicentini coinvolti. Miracolo, arte della divinazione o abitudine a prenddere in giro i propri lettori? Di Libero Firmiani
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Secondo lo stesso sito del Giornale a Thiene ancora stamattina, lunedì, erano ancora 14 su 20 le Sezioni scrutinate. e allora come è possibile che a mezzanotte, quando il giornale va in stampa, ci fossero, nero su bianco, i risultati? Magie elettorali che probabilmente aiutano a vendere qualche copia in più espondmedo una locandina bugirda ed acchiappa lettori in buona fede. Del resto il quotidiano diretto da Luca Ancetti non è l'unico ad essere incappato nella pratica di indovinare, senza numeri precisi, i risultati di un'elezione. A volte però capita di sbagliarsi anche a molti giornali nazionali e non solo a loro. A Palermo, ad esempio, ad incappare nell'errore è stato lo stesso Comune, che ben prima del voto aveva già dato nel suo sito i risultati delle elezioni. Problemi tecnici, ha fatto sapere l'amministrazione, ma la notizia è rimbalzata su molti quotidiani on line che in un primo momento l'hanno data per vera. Inevitabili le retromarce, gaffe che non capitano a chi verifica le notizie... o almeno ci prova.
FATTI
Gli uffici del Comune cambiano casa, Zanetti: "nuova sede in via Torino prima della fine del mandato"
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La gara d'appalto sarà pronta in pochi giorni, poi inizierà il conto alla rovescia. L'assessore Filippo Zanetti ha dato una scadenza precisa alla fine del primo stralcio di lavori che porteranno alcuni degli uffici del comune in via Torino: "Front officie attivo entro fine mandato". Tra poco più di un anno, dunque, molti degli uffici che attualmente si trovano in piazza Biade dovranno traslocare. "Abbiamo creato il software per migliorare il rapporto con il pubblico, ora serve l'Hardware -spiega con una metafora Zanetti- l'operazione viale Torino avverrà in due fasi sia per ragioni tecniche che economiche." In un primo momento il palazzo comunale, al momento non utilizzato, verrà rimodernato e a trasferirsi saranno tutti gli uffici che prevedono una relazione con il pubblico." Di Pietro Zanella
"Lo stabile è degli anni '60 ma era stato ben progettato raccontal'assessore Cristina Balbi- ieri abbiamo liberato i fondi per eseguire i lavori al piano interrato, al piano terra e al primo piano, per un valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro". Secondo i progetti comunali, il cambiamento sarà drastico e non riguarderà solo la collocazione degli uffici comunali. "Cambierà anche fisicamente il rapporto del cittadino con la macchina comunale.- continua Zanetti- tutte le pratiche che possono essere sbrigate in meno di cinque minuti passeranno per un front office, mentre per le altre i cittadini verranno dirottati verso delle apposite postazioni, delle scrivanie, dove il personale avrà un rapporto non mediato da un vetro con l'utente". Il tutto in un contesto di open space con diverse migliorie, almeno secondo i progetti, rispetto agli attuali uffici aperti al pubblico: un'area riservata ai bimbi, visibile da tutte le postazioni, bagni attrezzati e porte e rampe di entrata accessibili anche ai disabili. "Ogni anno sono circa 180 mila i rapporti con i cittadini che avvengono attualmente in piazza Biande, l'idea di rendere tutte queste operazioni più veloci e facili in modo da sorpassare lo stereotipo ingrigito della macchina burocratica comunale- ha concluso Zanetti- anche per questo con i sindacati stiamo tentando di organizzare il lavoro in turni in modo da poter garantire almeno un'apertura degli uffici in pausa pranzo almeno una volta a settimana e il sabato mattina". Da un punto di vista logistico Piazza Biade non verrà abbandonata: rimarranno nella sede comunale tutti gli uffici più tecnici che prevedono
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l'ingresso al pubblico solo su appuntamento e comunque in maniera più ridotta. L'amministrazione conta, inoltre di poter rinunciare all'utilizzo di altri stabili, come l'ex palazzo Aci spostando gli uffici degli assessorati che ora lo utilizzano. In totale nella nuova sede di via Torino saranno impiegati ( tra front e Back office) 32 dipendenti pubblici, a cui potrebbero aggiungersi anche quattro agenti della polizia Locale. L'idea di creare un distaccamento dei vigili è però ancora al vaglio. Il secondo stralcio dei lavori (anche per questo il valore complessivo previsto è di un milione e mezzo) avverrà solo in funzione dei progetti di lungo termine dell'Amministrazione e del piano di vendita e riutilizzo degli altri edifici comunali.
FATTI
Una holding per salvare Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca: lo proposta di Ugone, don Torta e Lugano Una soluzione, concreta, per salvare Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca è stata proprosta dall'associazione Noi che credevamo nella BPVI & in Veneto Banca. Si tratta di una holding, con la èartecipazione anche dei vecchi soci, come hanno spiegato Luigi Ugone, Don Enrico Torta, Elena Bertorelli di Casa del Consumatore, l'avvocato Andrea Arman e l'economista Fabio Lugano. Di Monica Zoppelletto
FATTI
Ad ognuno la sua Santa Croce Ognuno porta la sua Santa Croce! Dobbiamo avere molta compassione per il sindaco di Vicenza Achille Variati; nel corso di quasi otto anni ha dovuto mandar giù tantissimi rospi per di rimanere sullo scranno e accanto ai rospi che mai di trasformano, purtroppo, in principesse, ha dovuto anche sobbarcarsi la Santa Croce. La Santa Croce è stata portata, come si conviene, in perfetto silenzio. Nessuno doveva sapere che era ed è una penitenza che , come il cilicio, non deve essere comunicata. Facciamo solo una congettura che la penitenza sia stata allungata proprio a causa degli spettacoli
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sacrileghi all'Olimpico che il Sindaco ha finalmente, come aveva affermato, approfondito. Di Italo Francesco Baldo
Infatti, non abbiamo mai sentito la voce irata del Sindaco, che si spreca per esempio a ultimamente nei confronti dei nomadi, per le vicende della porta Santa Croce, che giace da anni in un restauro che non vede termine, anzi. Le ragioni di questo ritardo, ad essere buoni, non si conoscono. Davanti a tout le monde il restauro non finisce mai. Forse la ragione è in una penitenza che il Sindaco deve rispettare e dunque nulla viene fatto, come in altre situazioni meno visibili. Aspetteremo, altro non si può fare, perchè ora il Sindaco è impegno a progettare un albergo di lusso in centro, chissà che diranno i kompagni del Partito Democratico, ma tutto si cheterà se, come per la base americana, i lavori saranno affidati a qualche cooperativa. Manca poco, speriamo pochissimo al pensionamento dell'attuale Sindaco. Speriamo di avere un Sindaco meno penitente e soprattutto che invece di pensare mille idee e realizzarne forse una come l'attuale, riesce a dare alla città una vera e buona amministrazione, dell'attuale non sappiamo che farcene.
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE / ASSOCIAZIONI
A Vicenza non mollano Ugone, don Torta, Arman, Bertorelli e Lugano: via a holding BPVI e Veneto banca con i vecchi soci e lo Stato. Ma Guzzetti "molla" Atlante Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo e dell'Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa (ACRI), è stato di fatto l'ideatore del meccanismo del Fondo Atlante, nato per salvare BPVi e Veneto Banca e... guadagnarci il 6% promesso avventatamenteb da Alessandro Penati ma poi grippatosi dopo la scoperta dei "prospetti falsi" presentati da Francesco Iorio, Cristiano Carrus & c. per la quotazione in borsa non riuscita, come l'inventore
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di Atlante stesso ha denunciato a maggio ma senza attenzione alcuna da parte di media e autorità varie. Oggi Guzzetti, per l'ennesima volta, ha ribadito che di trippa per i gatti vicentini e per gli eventuali animali amici dei montebellunesi non ce n'è più: "Abbiamo messo 538 milioni, altro che una mano, ne abbiamo date due". Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Lo ha detto a margine dell'assemblea di Assolombarda su un intervento di sistema per il salvataggio delle banche venete, riferendosi all'impegno già profuso alle Fondazioni e lasciando ad altri il compito di oocuparsene: " Confidiamo nei manager che ci sono. Intesa Sanpaolo ha un ottimo a.d. che sa sempre cosa fare ed è sempre uno positivo sugli interessi del Paese". Mentre Guzzetti si defilava a Milano, e con lui lo stanno facendo in tanti, i più, alla stessa ora a Vicenza in via Zamhenof, presentavano un loro, utopistico?, piano di holding con i vecchi soci a farne parte, insieme allo Stato, Luigi Ugone, presidente di Noi che credevamo nella BPVi, don Enrico Torta e l'avvocato Andrea Arman del Coordinamento Banche don Enrico Torta con Elena Bertorelli di Casa del Consumatore e con l'economista Fabio Lugano. Prima di commentarlo pensiamo sia meglio proporvelo, dopo le prime interviste a caldo, senza filtri e nella versione video integrale realizzata col nostro stile che nullaa ntepone alla trasparenza dei fatti.
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
La nostra casa brucia ma le chiavi dell'estintore le ha un estraneo. Per BPVi e Veneto Banca sono a Bruxelles e Francoforte Un giorno sì e l'altro pure noi andiamo a Bruxelles e Francoforte a pregare in ginocchio di poter salvare le nostre Banche, tra cui Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, e mi chiedo se ci sia un gradino più basso al quale l'Italia possa ancora scendere. L'articolo 1 della Costituzione recita nel secondo comma, dopo il primo stranoto, ma ora ben poco rispettato, sulla "Repubblica democratica fondata sul lavoro", che "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Ma se la sovranità l'abbiamo persa da diverso tempo, quella che stiamo perdendo ora è anche la dignità. La cosa assurda è che nessuno dice che... "la questione è assurda", ossia nessuno fa rilevare che
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dover chiedere ad altri il permesso di salvare i nostri beni, la nostra vita, il futuro dei nostri figli... è semplicemente inconcepibile. Di Giancarlo Marcotti
E' come se stesse andando a fuoco la nostra casa. Noi potremmo spegnere l'incendio, ma gli estintori si trovano all'interno di un contenitore chiuso da un lucchetto la cui chiave è in mano ad una terza persona. Ebbene noi stiamo andando da questa persona chiedendo umilmente se per favore ci può dare le chiavi di questo lucchetto. Ma non basta! Perché questa persona che detiene le chiavi del lucchetto, anziché fornircele immediatamente si mette a farci delle domande "ma è davvero grave questo incendio?", "ma sta andando davvero a fuoco la casa ?", "ma per spegnere l'incendio non potete usare quel po' d'acqua che esce dai rubinetti?" e cose del genere. E noi, anziché dargli un cazzotto in faccia e prenderci le chiavi del lucchetto, stiamo lì a disquisire con lui rispondendo alle sue demenziali domande. Ebbene, converrete tutti che, non solo non ci si deve perdere in chiacchiere inutili, ma il comportamento più logico e normale è che neppure dobbiamo andare a chiedere le chiavi del lucchetto a questa persona! Prendiamo un tronchese, rompiamo il lucchetto e usiamo gli estintori per spegnere l'incendio che sta mandando a fuoco la nostra casa. Punto! Solo successivamente ci preoccuperemo di discutere con colui che deteneva le chiavi del lucchetto per eventualmente risarcirlo del costo del lucchetto rotto e dell'uso degli estintori. Ma poi dobbiamo soprattutto porci una domanda essenziale: "Perché la chiave del contenitore degli estintori da utilizzare per spegnere eventuali incendi che possono distruggere la nostra casa ... la diamo in mano ad altri? Ma perché?" Non è neppure della nostra famiglia! Ed oltretutto vive lontano, a Bruxelles, ed ha una seconda casa a Francoforte.
POLITICA
Il sindaco ideale: è quello al cui funerale
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io andrò se lui... verrà al mio Il Sindaco è un uomo (o donna) troppo importante per parlarne troppo seriamente. L'umorismo colpisce la realtà all'inguine, sopra i peli del pube, è un colpo basso, fulmineo che ci rimette in gioco, perché la scelta di un sindaco ricade su di noi, la cittadinanza. Noi cittadini abbiamo una grossa responsabilità, la scelta e poi subiamo senza protestare, ovvero protestiamo nei bar, privi dell'umano coraggio di esprimere la nostra opinione alla Giunta e al Consiglio Comunale. E allora mi permetto di dare dei suggerimenti ai lettori/elettori di VicenzaPiù e chiederò al Direttore di riproporre questo pezzo alle prossime amministrative. Premetto che per sindaco intendo una Persona di sesso maschile, femminile, trans o chicchessia purché Persona con la P maiuscola. Di Paola Farina
Deve essere figlio unico,
orfano di padre e di madre perché con i genitori viventi, questi potrebbero avere corsie preferenziali presso le strutture sanitarie e le case di accoglienza per persone diversamente giovani, a scapito di chi aspetta ore al Pronto Soccorso o mesi un posto in casa di riposo. Single, senza figli e parenti da sistemare. Single perché la ricerca su possibili privilegi concessi a eventuali parenti va fatta solo in base al suo cognome e non a quello della moglie. Già c'è l'onere della ricerca fra i cugini che hanno un doppio cognome.... Avete mai analizzato i cognomi che ricorrono in posizioni chiavi in ogni comune, alla Rai stessa... nelle Presidenze di Enti, Fondazioni e
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Tramezzini vari, anche nel nostro comune... Tizia figlia di Caia e lavora in AIM e Caio figlio di Tizio riveste una posizione d'oro all'ospedale. Per carità non è detto che i figli di Tizio o di Caia non abbiano meriti, ma perché non riconoscere, se li hanno, gli stessi meriti anche ai figli del signor Nessuno? Non deve avere fidanzate o amanti, perché dopo averle piazzate nei "posti buoni" c'è il rischio della vendetta trasversale, quando la storia finisce o subentra un'altra amante. Lo stesso dicasi in caso di fidanzati. Deve anche essere una persona che è in grado di contornarsi di amici veri, quelli che ti regalano l'anima senza aspettarsi niente in cambio e non amici da piazzare in qualche presidenza o consiglio. Il Sindaco non deve essere politico ma Uomo o Donna espressione di cultura di civiltà. I politici cercano sempre di trovare "una soluzione politica" a scapito di una "soluzione civica" e laddove c'è politica partitica non c'è trasparenza. Deve essere laico, perché non può ambire al posto migliore in chiesa, in sinagoga o in moschea...o in qualche consiglio religioso. Oppure può anche essere religioso, ma deve lasciare la religione fuori dal Palazzo Comunale. Deve contornarsi da una giunta costituita in base a meritocrazia o voti elettorali e non da una giunta costruita secondo compromessi politici e composta da ballerini di sirtaki, flamenco, tango, valzer e così via. Io sono stata una repubblicana spadoliniana e quella sono rimasta anche dopo la morte di Spadolini. Concedo, una volta nella vita, un cambio di partito, ma il seguire varie correnti per appoggiare sempre le proprie chiappe nel posto giusto sono performances di basso stile. Il sindaco non può essere un paraculo o un contornato da paraculi (prima di usare questo termine ho controllato la sua liceità e il vocabolario Garzanti lo definisce "si dice di persona furba e opportunista, abile nel fare il proprio interesse senza darlo a vedere"). Il sindaco ideale, poi, non cammina mano nella mano con la sua ipotetica compagna solo in campagna elettorale, non esibisce un quadretto familiare che non esiste ma è frutto di una perversa fantasia pubblicitaria e ha il coraggio e l'orgoglio di ostentare la propria personalità... da single, da sposato, da divorziato, da gay, da... Persona insomma. In sintesi, quindi, il mio sindaco ideale è quello al cui funerale io parteciperò se lui mi garantisce che sarà in grado di partecipare al mio!
POLITICA
Elezioni amministrative di domenica: dicono flop di M5S, dimenticano il flop della partecipazione. Nel Vicentino - 7.53% Le notizie sono del tipo “crollo del M5S”, “torna lo scontro tra due coalizioni”, “il centrodestra si riprende”, “il PD tiene” … tutti a commentare luci e ombre degli altri. Ma c'è una cosa che, nelle “democrazie occidentali” (quelle “evolute”), ultimamente si tralascia. Si accenna qualcosa ma, tutto sommato, è un fatto ritenuto marginale. È, invece, qualcosa di ben preciso e preoccupante. Si
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chiama partecipazione. Nel territorio nazionale, ieri, complessivamente, solo il 60,07% degli elettori si è recato alle urne (nelle precedenti elezioni la percentuale dei votanti era del 66,85%). A Padova e Verona, per esempio, ha votato il 10% in meno rispetto alla precedente tornata elettorale. Di Giorgio Langella
In provincia di Vicenza l'affluenza al voto è riportata in tabella: comune
% votanti elezioni
% votanti
11 giugno 2017
precedenti elezioni
differenza
BRENDOLA
65,13
68,74
-3,61
MARANO VICENTINO
55,89
65,13
-9,24
ROMANO D'EZZELINO
59,68
66,63
-6,95
ROSA'
58,37
69,04
-10,67
SANDRIGO
47,89
61,01
-13,12
SAREGO
59,25
63,15
-3,9
THIENE
58,05
66,39
-8,34
VAL LIONA
77,62
-
-
VILLAVERLA
65,45
71,13
-5,68
Totale provincia Vicenza
58,95
66,48
-7,53
Stanchi? Delusi? Rassegnati al fatto che il loro voto conti poco o niente? Certamente ma, molto probabilmente anche non rappresentati dai partiti più “influenti”. Quelli che appaiono negli organi di informazione. Quelli che possono fare propaganda perché “pieni di soldi” ottenuti da fondazioni private. Quelli che non devono neppure raccogliere le firme per convalidare
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le liste elettorali perché già presenti nelle istituzioni. Quelli che fanno leggi elettorali non perché qualcuno governi in base a un progetto ma per poter continuare a occupare le poltrone che contano. Leggi che prevedono soglie di sbarramento sempre più alte e una esagerata quantità di firme che gli “altri” (quelli che, probabilmente, disturberebbero) devono raccogliere per poter partecipare alle elezioni. La chiamano “democrazia” ma è “oligarchia”. Non è un fenomeno solo italiano. È proprio dell'occidente. Negli Stati Uniti pochi votano il presidente. In Francia, ieri, meno della metà degli elettori si è recata alle urne. In pratica, Macron, avrà la maggioranza assoluta con un partito che ha ottenuto poco più del 16% del totale degli elettori. La gestione del potere è nelle mani di una minoranza. Di fatto le nazioni vengono trasformate in aziende private, i governi nei loro consigli di amministrazione. Questo declino democratico sembra non interessare “lorsignori”. Il dubbio, più che fondato, è che il loro interesse sia quello di favorire l'astensionismo.
FATTI
Flashmob per sistemazione e asfaltatura al semaforo Viale del Sole Sono state protocollate ieri mattina in Comune altre 107 firme sulla Petizione Popolare "Crepano le case crepiamo anche noi" per l'asfaltatura e sistemazione del tratto di Viale del Sole dalla rotatoria dell'Albera all'incrocio di Via Brg Granatieri di Sardegna, lavori pubblici da almeno tre anni promessi dal sindaco e presidente della Provincia Achille Variati sempre disattesi e ancora senza la pubblicazione del bando di gara per l'aggiudicazione e l'avvio dei lavori che avrebbero dovuto iniziare e concludersi entro il 2016. Come da impegno scritto del Comune in data 8 aprile 2016. Con le firme a Palazzo Trissino è stata consegnata dal Comitato dell'Albera una lettera aperta al sindaco e consiglieri e diffusa tra la popolazione. Qui la lettera aperta del Comitato dell'Albera No Tir Sì Bretella per la Vita al sindaco Variati e ai consiglieri comunali tutti. Di Redazione VicenzaPiù
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FATTI
Futuro del Vicenza Calcio, Francesco Rucco chiede a Variati come intende agire Francesco Rucco di Idea Vicenza pone una domanda di attualità in merito al futuro del Vicenza Calcio. E' di questa mattina la notizia che le trattative con la Boreas sono a rischio a causa delle gravi tensioni nella proprietà Vi Fin. E' probabile che una rottura con la Boreas aprirebbe la strada del fallimento per il Vicenza Calcio. Ciò premesso, comunque si chiede che: 1) Come intende muoversi il Sindaco e Presidente della Provincia di Vicenza a tutela del patrimonio sportivo che rappresenta il Vicenza Calcio da 115 anni? Di Redazione VicenzaPiù
ECONOMIA&AZIENDE
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BPVi e Veneto Banca oltre l'ultima spiaggia ma Pier Carlo Padoan rassicura Mentre a Milano, quando scriviamo, si sta svolgendo il Cda della Banca Popolare di Vicenza (domani è previsto quello di Veneto Banca) di cui si paventano le dimissioni in caso di una mancata decisione da parte di Stato e privati, chiamati a immettere circa 6.4 miliardi nei due istituti per evitare le "risoluzione" (fallimento), il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan comunica che "la soluzione e' ormai prossima e che le interlocuzioni con le istituzioni europee sono incoraggianti". Nella sua nota il ministro ribadisce che "la soluzione non contemplerà alcuna forma di bail-in e che obbligazionisti senior e depositanti saranno in ogni caso pienamente garantiti". Di Redazione VicenzaPiù
Se quest'ultima dichiarazione appare fondamentalmente pleonastica, se veramente non ci dovesse essere il bail in, che in prima battuta "toccherebbe" gli azionisti, gli obbligazionisti junior e i correntisti con oltre 100.000 euro di depositi, sarà fondamentale conoscere le decisioni di Intesa Sanpaolo e di Unicredit, le due banche chiamate di fatto all'ultimo capezzale delle due veente dopo le resistenze e i rifiuti di ulteriori iniezioni di capitali da parte delle Casse di Risparmio e di gran parte delle altre istituzioni bancarie.
FATTI
Lucio Zoppello: "Il problema nomadi si estende anche a San Pio X" Il consigliere Lucio Zoppello ha presentato una domanda di attualità sul caso nomadi. Premesso che nelle edizioni di questo fine
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settimana di vari giornali e testate televisive locali sono stati pubblicati articoli o fatti servizi sul problema "i nomadi dei campi di viale Cricoli e viale Diaz non pagano i canoni di concessione delle piazzole... rischio allontanameno"; ricordato che l'amministrazione tramite dell'assessore Sala ha affermato che nel caso di persistente morosità al 30 giugno p.v. sarà applicato rigorosamente il nuovo regolamento che prevede in caso di morosità l'allontanamento dai campi. Di Redazione VicenzaPiù
Considerato che sicuramente coloro che fossero allontanati dai campi citati si riverserebbero per le vie e i parcheggi della città andando ad implementare un fenomeno già ora presente con le sue deleterie conseguenze; che in particolare il fenomeno andrebbe ad aggravare la precaria situazione della zona est della città; che ora il fenomeno lamentato in precedenza si è già esteso a S. Pio X e più precisamente in piazzale Baragia dove degrado e sporcizia la fanno da padroni; che finora a nulla sono valse le numerose segnalazioni degli esasperati cittadini residenti. Tutto ciò premesso chiede di conoscere da Codesta Amministrazione: 1) se, in attesa dell'istituzione anche in questa parte della città della cosiddetta "zona rossa", non sia prioritario dare una prima celere e pratica soluzione al problema attraverso l'installazione di adeguati portali di accesso al fine di impedire l'improprio accesso e stazionamento nelle aree a parcheggio segnalate.
FATTI
Domanda d'attualità presentata da Daniele Ferrarin (M5S) sui danni causati dall'americano alla mostra di modelli
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navali Daniele Ferrarin (M5S) presenta una domada di attualità sul caso del cittadino americano che ha deturpato dei modellini navali. Nei giorni scorsi giornali, stampa on line, tv locali, radio hanno dato ampio risalto ad una vicenda che si annovera senza dubbio tra le più squallide che la città abbia subito negli ultimi anni. Un cittadino extracomunitario, di origini americane, militare di stanza a Vicenza presso gli insediamenti extra - nazionali delle basi Nato, ha fatto irruzione presso una mostra temporanea di modelli navali nella Loggia del Capitaniato causando danni non solo materiali. Pronta è stata la protesta delle autorità civili e politiche della città. Sempre più spesso si assiste ad atti di violenza di militari stranieri verso persone o cose in città : è un tributo che la città deve continuare a pagare nei confronti di accordi militari superati a cui sarebbe necessario un'azione politica dell'Amministrazione Comunale per porre fine a quella che possiamo definire "occupazione" straniera. Di Redazione VicenzaPiù
Il Sindaco di Vicenza, pacifista pentito, nella sua imminente scadenza del mandato, non perde occasione di mostrare i muscoli della fermezza , intransigenza , a favore della tutela dell'ordine pubblico e del "decoro di Stato" . In recenti dichiarazione alla stampa ha comunicato che sta procedendo alla definizione e conseguente applicazione dei provvedimenti previsti dal decreto Minniti relativamente al così detto "DASPO" urbano che dovrebbe, a suo parere, colpire rifugiati, senza tetto, balordi, tossicodipendenti, ladruncoli di biciclette, meritrici e altre figure che mettono in discussione le politiche del "decoro ufficiale" e l'ordine pubblico. Il sottoscritto Consigliere Comunale visto quanto è accaduto e sopra descritto CHIEDE al Sig. Sindaco o all'Assessore competente se è nei loro programmi attuare le richiamata legge Minniti anche nei confronti dei militari stranieri che si rendessero protagonisti di violenza contro la Città e il suo Patrimonio.
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Inoltre chiede nel caso in oggetto se intende procedere con il tanto decantato daspo urbano.
FATTI
Vaccini, Luca Zaia: "Meglio l'informazione della coercizione" La Giunta regionale del Veneto ha dato mandato all'Avvocatura regionale per predisporre provvedimento di impugnativa del decreto n. 73 dello scorso 7 giugno che ha introdotto l'obbligatorietà di 12 vaccinazioni entro i primi 16 ani di vita. Lo ha comunicato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia nel consueto incontro con i giornalisti dopo la riunione di giunta. "Non siamo contro i vaccini, nè intendiamo metterne in discussione la validità scientifica ha premesso il presidente - ma siamo contrari alle modalità coercitive che inquietano i genitori e finiranno per favorire l'abbandono della scelta vaccinale. Di Redazione VicenzaPiù
Alle legittime preoccupazioni delle mamme e dei papà per un programma di vaccinazioni così concentrato, e per certi versi immotivato, non si risponde con l'imposizione dell'obbligo e le multe, ma con l'informazione e il dialogo. Mi auguro che il Parlamento, in sede di conversione del decreto legge, abbia a modificarlo. In caso contrario, la Regione Veneto impugnerà anche la legge". In Veneto, unica regione d'Italia ad aver abolito dieci anni fa l'obbligo vaccinale - ha ricordato il presidente - risultano vaccinati con il siero esavalente il 92,6 per cento dei nati nel 2016: un indice di copertura in netta ripresa dopo il ‘minimo' storico dell'88,6 per cento registrato del 2014. " Le performances documentate dall'anagrafe vaccinale informatizzata della Regione - ha scandito il presidente - dimostrano che il modello veneto funziona. Un modello che vorremmo fosse replicato a livello nazionale, basato sull'informazione e sul convincimento consapevole, e non su obblighi inapplicabili e su multe sperequative fino a 7500 euro. Del resto non siamo i soli ad aver sposato la libertà di scelta e la responsabilizzazione
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consapevole: in Europa ci sono 15 Paesi in Europa che non impongono l'obbligo vaccinale e in 14 paesi nei quali vige una strategia mista, che fa convivere vaccinazioni obbligatorie e vaccinazioni facoltative". "Il decreto, così come è stato formulato dal Governo - ha concluso il presidente - lede l'autonomia della Regione, monetizza l'obbligatorietà creando sperequazioni tra i cittadini e ignora il vincolo di stipulare prima una intesa con le Regioni per definire le modalità applicative e ripartire i costi del piano di vaccinazioni di massa. Tant'è che non ci sono nemmeno i tempi tecnici, le strutture e le risorse per applicare da subito le disposizioni governative".
FATTI
Riscossioni, Michela Cavalieri: verso l'incarico del Comune di Vicenza alla nuova Agenzia delle Entrate "Per i prossimi due anni il Comune affiderà il servizio di riscossione coattiva delle entrate comunali alla nuova Agenzia delle Entrate Riscossione. Nel frattempo valuterà le performance dei soggetti che si affacceranno su questo nuovo mercato per scegliere eventualmente in un secondo momento la strada dell'affidamento a un privato". Questa, nelle parole dell'assessore alla risorse economiche e alle politiche del lavoro Michela Cavalieri, la formula che la giunta comunale sottopone al consiglio di adottare in vista dello scioglimento, dal 1 luglio di quest'anno, della società Equitalia, e della conseguente necessità per gli enti locali di definire come riscuotere le entrate tributarie e patrimoniali. Di Note ufficiali
La legge a questo proposito indica tre diverse strade ai Comuni: ricorrere, appunto, alla nuova società pubblica Agenzia delle Entrate - Riscossione, che è ente strumentale dell'Agenzia delle Entrate sottoposto all'indirizzo e
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alla vigilanza del MEF; ricorrere ad agenti di riscossione privati attraverso una gara; operare in economia. "Valutati i pro e i contro delle tre opzioni - ricorda l'assessore Cavalieri abbiamo deciso di proporre al consiglio comunale di affidarci alla nuova Agenzia delle Entrate - Riscossioni perché ha strumenti giuridici più efficienti, a partire dalla possibilità di accedere alle banche dati in modo più approfondito di un privato, nasce con un atteggiamento non vessatorio, che sarà messo in campo attraverso proposte di rateizzazioni e avvisi bonari, e inoltre costa anche meno. Ipotizziamo un affidamento della durata di due anni, in modo da studiare, nel frattempo, l'evoluzione e le performance di un mercato totalmente nuovo, e per decidere eventualmente più avanti l'opzione della gara tra privati." Tra il 2006 e il 2015 il Comune di Vicenza ha affidato ad Equitalia una riscossione coattiva complessivamente pari a 3 milioni 715 mila euro. Sono stati riscossi 1 milione 270 mila euro, pari al 34,20% degli importi a ruolo. La percentuale di riscossione nazionale è invece pari all'8%.
FATTI
Valentina Dovigo (Sel-Lista Civica): "Temiamo speculazione urbanistica" Valentina Dovigo, Consigliera Comunale Sel e Lista Civica, vuole vederci chiaro sul fondo immobiliare. Anch'io come altri colleghi consiglieri avevo chiesto all'Amministrazione lumi, cioè documenti, sull'ipotesi Fondo Immobiliare ed anche a me è stato risposto che non era disponibile alcuna nota. Ciò mi sembra veramente poco credibile. Come ha fatto a scrivere l'articolo il giornalista? Su un racconto orale? E come hanno fatto a maturare una posizione consiglieri ed assessori che in questi giorni si sono espressi? Su un altro racconto orale? Se così fosse, peggio ancora, perché la portata del tema non ha bisogno di adesioni fideistiche, ma di ragionamenti e riflessioni, di tipo economico e politico, di analisi dei dati e confronti seri. Di Redazione VicenzaPiù
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Purtroppo dal poco che abbiamo potuto leggere sulla stampa, qualche vaga idea ce la siamo fatta. E qualche domanda ci sorge spontanea. Non è che tutto questo giro di immobili e conferimenti non porti a trasformazioni urbanistico-edilizie che a bocce ferme non si sarebbero potute fare? Non è che così facendo si continua a giocare al classico vecchio gioco della speculazione immobiliare? A fine 2002 il Governo Berlusconi, con l'allora Ministro dell'Economia on. Tremonti, intervenne con provvedimenti legislativi di tipo tecnico ed economico che permettevano la cessione del patrimonio pubblico a due Società per Azioni create ad hoc, al fine di "valorizzare, gestire, alienare" i beni conferiti. Scopo della norma "ridurre il debito pubblico, finanziare la realizzazione di infrastrutture, gestire in maniera redditizia il patrimonio". Non è che, mutatis mutandis, in virtù di una rinnovata "ansia monetizzatrice" si sta ripercorrendo la medesima strada?
FATTI
Vaccini, Daniela Sbrollini risponde a Luca Zaia Daniela Sbrollini (PD) interviene sul tema dei vaccini e attacca Luca Zaia. "In Veneto le percentuali di copertura vaccinale sono nettamente al di sotto del livello di sicurezza, la cosidetta "immunità di gregge" non è garantita. Purtroppo le dichiarazioni del Governatore del Veneto Luca Zaia in materia di vaccini sono assolutamente da smentire, poiché dai dati che giungono dal Ministero della Salute si dimostra chiaramente che il veneto era un tempo tra le Regioni più sicure e proprio da quando è stata introdotta la facoltà di non vaccinare i propri figli i livelli si sono notevolmente abbassati mettendo così a rischio la salute pubblica. La copertura vaccinale dei principali vaccini è crollata in maniera omogenea dal 97% (2007) fino al di sotto della soglia del 90% (2016) in alcune Ulss, la situazione appare drammatica.
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Di Redazione VicenzaPiù
Tali coperture riguardano patologie importanti come Polio, Difterite Tetano, Pertosse, Epatite B, Hib e morbillo. Ogni genitore deve sapere che non vaccinare il proprio figlio non è potenzialmente dannoso solamente per la propria famiglia ma costituisce un rischio per l'intera comunità. Invito il Governatore a rinunciare al ricorso e a cambiare linea, poiché non è su pericolose posizioni ideologiche in ambito sanitario che può avvenire uno scontro politico. Molte altre regioni, a partire dall'Emilia Romagna stanno sostenendo il decreto, se non vi è un'azione comune tra le regioni rischiamo una situazione di rischio sanitario "a macchia di leopardo" in tutto il Paese. La volontà prioritaria del Governo è quella di tutelare la salute pubblica, sono troppi i casi di cronaca che ci riportano di piccole epidemie di malattie pressoché innocue fino a pochi anni fa, bisogna prevenire una situazione potenzialmente pericolosissima."
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Bail-in di BPVi e Veneto Banca, l'altra lettura: il disinteresse del "veneto" Gilberto Benetton e il "negazionismo" di Pier Carlo Padoan Nel giorno in cui, in attesa del miracolo del salvataggio, a che pro poi non si sa, si è riunito il Cda di Banca Popolare di Vicenza e in attesa dell'analoga riunione di quello di Veneto Banca se mai qualcuno pensasse che per l'imprenditoria veneta il destino delle due banche di "territorio" conti qualcosa, ora che sono state spolpate, legga questa dichiarazione di tal Gilberto Benetton, l'ec "capo" di Gianni Mion, interpellato a margine di un convegno in Bocconi su un possibile intervento a sostegno delle banche venete, e si metta l'anima in pace, lui con tutti gli zaioti e variatioti di turno: "Hanno il buon senso di non chiedercelo. Non credo che le risorse per salvarle arriveranno dal territorio, penso che la soluzione si
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troverà ma non so quale, è il governo che deve trovarla". Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Detto della veneticità del grande imprenditore trevigiano, che non ha il buon senso di stare zitto, che delle due banche di certo non si è disinteressato in passato, che di certo lo Stato non ha svantaggiato con le sue concessioni autostradali e aereoportuali e che si propone ora come faro, e schermo, per tutti gli altri venetissimi "uomini", poco, di "affari", molto, torniamo al can can dei banchieri che, ognuno per i suoi problemi e con solo Intesa SanPaolo e Unicredit (costretti) a non tirarsi del tutto fuori, respingono al mittente la cartolina con la chiamata alle armi di Pier Carlo Padoan che ha tranquillizzato sull'impossibilità del bail in... confermandone il rischio. Ora, rispieghiamolo visto che dietro i termini inglesi (dopo il tremendo debutto di spending review!) spesso si cela il... baratro, il bail in, salvataggio delle banche per via interna ("bail" è garanzia, "in" è interno) col denaro degli azionisti, prima, degli obbligazionisti, poi, e dei correntisti più danarosi in ultima ipotesi, è diverso dal bail out, il salvataggio esterno storico delle banche a carico dello Stato (quello ad esempio per 250 miliardi e passa di euro fatto dai teutonici prima che scattassero le nuove norme e quando Mario Monti giurava, come oggi insiste Ignazio Visco, sulla solidità del sistema bancario italiano). Ma il bail in non vuol dire "risoluzione" tout court, cioè fallimento, degli Istituti, ma anzi, ove possibile, il loro salvataggio sacrificando le risorse interne prima elencate. In parole povere la banca in crisi e a rischio fallimento attinge prima ai denari degli azionisti, azzerandoli, se basta, poi procede con quelli degli obbligazionisti junior (che hanno sottoscritto bond a rendimenti e, quindi, a rischi più elevati), quindi "succhia" i sottoscrittori dei bond "mezzanini" (a tassi e rischi intermedi). Solo se tutto questo non basta a rimetterci saranno, in sequenza, gli obbligazionisti senior e, infine, i correntisti con depositi superiori ai 100.000 euro. Affermare, quindi, come ha ripetuto oggi Pier Carlo Padoan che "la soluzione (in via di definizione con la UE, ndr) non contemplerà alcuna forma di bail-in e che obbligazionisti senior e depositanti saranno in ogni caso pienamente garantiti
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" può voler dire che il bail in ci potrà essere ma fermandosi alle prime due fasi, quelle di azzeramento degli azionisti attuali (Fondo Atlante incluso, e da qui nasce anche la fuga dei suoi sottoscrittori da ipotesi di nuovi impegni di capitali) e dei sottoscrittori di bond più rischiosi, che, nel caso delle due ex Popolari venete sono essenziamente obbigazionisti junior), mentre non servirà prosciugare anche le obbligazioni senior e i conti correnti non garantiti dal Fondo di garanzia dei depositi valido per legge sotto i 100.000 euro. Oggi, in sostanziale e simbilica contemporanea col cda della BPVi, si è tenuto un cda anche di Intesa Sanpaolo, il cui consigliere di amministrazione Giovanni Costa, lasciando la sede dell'istituto, ha dichiarato "il nostro presidente, il nostro amministratore delegato e l'intero cda stanno seguendo il dossier delle banche venete con attenzione istituzionale, con competenza e con senso di responsabilità" aggiungendo, però, in merito ai tempi del dossier, che ci vorrà "il tempo necessario"... Quello la cui scansione, ora lontanissima per i "tempi rapidi" della finanza, oggi ancora disattesi, è iniziata quando le due più grandi banche italiane, e tra le maggiori in Europa, Unicredit, prima, e Intesa, dopo, si sganciarono dalle garanzie di sottoscrizione dell'aumento di capitale in Borsa della popolare vicentina e di quella montebellunese, dimostrandosi, così, più avvedute o meglio informate di Alessandro Penati sulle reali condizioni da horror story dei due istituti veneti, ma spingendoli sul ciglio del baratro e "incassando" nel frattempo (un tempo troppo lungo, e necessario a nulla se non a fare i propri affari) decine di miliardi di raccolta e di "buoni" impieghi da chi, cambiando banca, ha ulteriormente allargato la bocca del baratro. Domani, mercoledì, intanto, Il ministro dell'Economia risponderà al question time della Camera a un'interrogazione sulla crisi delle banche venete presentata dal Pd, che vuole conoscere in particolare, alleluja!, " quale sia lo stato attuale delle trattative con le autorità europee nella definizione dello schema di ricapitalizzazione precauzionale di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, anche in relazione all'eventuale soluzione di sistema che prevede il coinvolgimento delle banche nazionali maggiori, al fine di scongiurare qualunque ipotesi di messa in risoluzione tramite ricorso alla procedura del bail-in". Nell'attesa della risposta di Pier Carlo Padoan forse non farebbe male ai vari parlamentai, tra cui quelli del PD, informarsi meglio su bail in e risoluzione e, se non basterà leggere quanto appena da noi scritto, consigliamo la lettura del capitolo "Risanamento e risoluzione delle banche" sul sito del Consiglio europeo...
POLITICA
Comunicato - appello dei consiglieri comunali Giacomo Possamai, Sandro Pupillo e Tommaso Ruggeri sul tema della
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BPVi e di Veneto Banca Nel dicembre dello scorso anno, scrivono nella nota che pubblichiamo Giacomo Possamai, capogruppo del PD, Sandro Pupillo, capogruppo della lista civica per Achille Variati, e Tommaso Ruggeri , consiglieer della stessa lista, sul tema delle popolari venete.assieme a molti altri Consiglieri Comunali, avevamo firmato un ordine del giorno, presentato al termine di un dibattito in aula sulla situazione della Banca Popolare di Vicenza alla presenza di Gianni Mion, all'interno del quale erano indicate alcune azioni a nostro giudizio necessarie per restituire un futuro all'istituto di via Battaglione Framarin. Di Note ufficiali
Tra le altre, vogliamo ricordare l'individuazione di modalità che consentissero ai soci della banca di recuperare una parte significativa dell'ingente capitale dissipato, utilizzando al meglio il Tavolo di Conciliazione; la salvaguardia, nei limiti del possibile, del credito e degli affidamenti alle imprese per contenere il più possibile riflessi finanziari negativi; la tutela dei posti di lavoro, procedendo con politiche di ristrutturazione graduali e concertate con i sindacati; l'azione di responsabilità nei confronti della precedente gestione della banca. Molte delle questioni sollevate sono distanti dall'essere risolte. Anzi, stiamo forse vivendo le ore più drammatiche nella storia delle banche venete. Non è ancora chiaro come si concluderà il braccio di ferro tra lo Stato e le istituzioni europee, estremamente restie nel concedere margini di flessibilità per operare un salvataggio della banche a trazione pubblica. Il rischio del bail-in è sempre più concreto: sarebbe probabilmente la più grande tragedia economica mai sperimentata sul nostro territorio, con ripercussioni enormi sui soci, i risparmiatori e le imprese, con rischi incalcolabili in termini di perdita di posti di lavoro e di depauperamento patrimoniale per la nostra Provincia. Sembra quasi che in molti di noi non ci sia nemmeno una reale comprensione di quale portata avrebbe questa situazione: solo a titolo di esempio, non è assolutamente escluso (perché la normativa in questione sarebbe applicata per la prima volta e sul punto non è chiara) che, in caso di
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bail-in, venga richiesto il rientro immediato di tutti gli affidamenti e i prestiti operati dalle banche. Le stime più prudenti parlano di circa 30 miliardi di euro, escludendo sofferenze e crediti incagliati, che in gran parte andrebbero chiesti alle nostre imprese, mettendole in ginocchio. La situazione è gravissima e merita un'azione straordinaria. Abbiamo intanto presentato in Consiglio Comunale una domanda d'attualità, a seguito degli appelli inviati al Governo dai sindaci Variati e Manildo e dal presidente della Camera di Commercio Mariani, per sollevare l'attenzione delle istituzioni cittadine sulla questione e sottolineare come siamo davvero arrivati all'ultima chiamata. Crediamo che il salvataggio delle banche venete debba essere posta in testa all'agenda politica di tutti i riferimenti istituzionali del nostro territorio: dai Sindaci al Presidente della Regione, passando per i nostri parlamentari. E' questa la vera emergenza e serve concentrare tutti i nostri sforzi su questo obiettivo. Chiediamo quindi a tutti coloro che hanno responsabilità di peso nella nostra Regione di fare fronte comune nei confronti del Governo e delle istituzioni comunitarie e di mettersi in testa ad una vera e propria battaglia che il nostro territorio deve combattere con spirito di unità. Troppe volte abbiamo sottolineato come il Veneto abbia pagato dazio sui tavoli nazionali perché non in grado di arrivare con una voce comune: questa volta non ce lo possiamo permettere. Per questo vogliamo portare il dibattito e l'appello in tutte le sedi istituzionali, a partire dal Consiglio Comunale di Vicenza, presentando una richiesta di dibattito che vorremmo fosse discussa già la prossima settimana, con l'auspicio di avere presenti in Aula i vertici della Banca. E speriamo che quest'esempio sia seguito anche da altri Comuni, per dare il senso di una vera e propria battaglia del territorio. RICHIESTA DI DIBATTITO URGENTE Premesso che: nel dicembre dello scorso anno, assieme a molti altri Consiglieri Comunali, avevamo firmato un ordine del giorno, presentato al termine di un dibattito in aula sulla situazione della Banca Popolare di Vicenza alla presenza di Mion, all'interno del quale erano indicate alcune azioni a nostro giudizio necessarie per restituire un futuro all'istituto di via Battaglione Framarin. Considerato che: la situazione è gravissima e merita un'azione straordinaria. Molte delle questioni sollevate sono distanti dall'essere risolte, non è ancora chiaro come si concluderà il braccio di ferro tra lo Stato e le istituzioni europee, estremamente restie nel concedere margini di flessibilità per operare un salvataggio della banca a trazione pubblica ed il rischio del bail-in è sempre più concreto. Ritenuto che: il salvataggio delle banche venete debba essere posto in testa all'agenda politica di tutti i riferimenti istituzionali del nostro territorio: dai Sindaci al Presidente della Regione, passando per i nostri parlamentari. Tutto ciò premesso: ai sensi dell'art. 18 co. 3 e 4 del Regolamento del Consiglio Comunale di Vicenza, chiediamo una richiesta di dibattito urgente in cui venga discusso e
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dibattuto il tema delle Popolari Venete con l'auspicio di avere presenti in Aula i vertici della Banca. I Consiglieri Comunali Tommaso Ruggeri Giacomo Possamai Sandro Pupillo Vicenza, 13 giugno 2017
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Possamai, Pupillo e Ruggeri non leggono le auto smentite di Fabrizio Viola e dal flop BPVi temono danni per i soci: per Atlante? Nel chiedere un dibattito in Consiglio Comunale di Vicenza sul rischio del bail-in per la Banca Popolare di Vicenza, i consiglieri comunali Giacomo Possamai, Sandro Pupillo e Tommaso Ruggeri dimostrano di sicuro sensibilità, sia pure tardiva, verso il territorio per i disastri creati dalla vecchia BPVi, a cui mai ancora oggi associano, neanche lontanamente, il nome di Gianni Zonin, ma rendono evidente un pizzico di insufficiente "cultura finanziaria". E se una qualche distrazione di Pupillo è ampiamente giustificata dalla sua coraggiosa lotta personale ci auguriamo che Ruggeri non abbia letto la nota spedita anche a suo nome per eccesso di fiducia nella "vis politica" di Giacomo Possamai. Di Pietro Cotròn
Se il capogruppo del Pd al suo entusiasmo, però, nel tempo dovrà affiancare una solida competenza perchè su certi temi non si può scherzare
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dopo che sulla gestione dei soldi vicentini in tanti, del sistema dentro e fuori, hanno tragicamente giocato, i tre consiglieri comunali hanno dimostrato tutti insieme, di sicuro colpa del caldo, anche una scarsa attenzione a media come Il Corriere della Sera su cui, dopo il suo evidente errore, che Oscar Giannino aveva definito su Radio 24 degno di dimisioni per un manager del suo livello, Fabrizio Viola ha rettificato la sua dichiarazione allo stesso giornale in cui collegava il bail-in col possibile ma non vero obbligo al rientro dei crediti concessi ai clienti Nel definire, poi, il temuto bail in, sia pure con qualche confusione tra questo e la "risoluzione", come "probabilmente la più grande tragedia economica mai sperimentata sul nostro territorio", Possamai & c. ne vedono "le ripercussioni enormi sui soci", oltre che i danni per i risparmiatori (tutelati comunque tutti fino a 100.000 euro di depositi, tanto gli altri, più danarosi, hanno da tempo cambiato banca) e per le imprese (che, come ha dovuto ammettere Viola, non corrono rischi per i fidi se in condizioni tecniche per mantenerli validi). Ma se Giacomo Possamai, capogruppo del PD, Sandro Pupillo, capogruppo della lista civica per Achille Variati, e Tommaso Ruggeri, consigliere della stessa lista, non leggono le auto rettifiche di Viola, ci stupisce, soprattutto, che si preoccupino delle tremende ripercussioni non per i 118.000 soci, che oltre 6 miliardi di valore a libro delle loro azioni azzerate li hanno già persi da un bel po', ma per il socio "Fondo Atlante", l'unico che ora, dopo i danni già subiti da tempo da decine di migliaia di "vecchi" soci, ci rimetterebbe ora 3.5 miliardi dal bail-in della Popolare vicentina... Ragazzi, per fare i consiglieri comunali non serve un Master in Economia e commercio, visto che a gestire la nostra ex banca ci ha pensato per 20 anni, bene o male, un viticoltore, ma un minimo di documentazione e qualche sana, buona lettura sì... Quanto poi agli altri "rischi incalcolabili in termini di perdita di posti di lavoro e di depauperamento patrimoniale per la nostra Provincia", ci auguriamo che i tre politici manifestino responsabilmente e quanto prima la stessa preoccupazione per i posti di lavoro che faranno perdere e per il depauperamento patrimoniale della nostra provincia che genereranno le alienazioni, disposte dal sindaco Achille Variati e approvate o vicine all'approvazione, di Fiera di Vicenza e Aim Vicenza..., gli ultimi gioielli aziendali venduti prima di vendere anche gli immobili comunali in centro.
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Sindacati bancari e Abi, Sabatini: accogliamo richiesta tavolo su BPVi, Veneto Banca e Mps
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La richiesta del segretario della Fabi, Lando Maria Sileoni "di un confronto all'interno del Casl (Comitato Affari Sindacali e del Lavoro, ndr) di Abi per cercare di individuare anche per le banche in crisi le soluzioni migliori, è assolutamente accolta, lavoreremo anche su questo". Così il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, risponde all'appello lanciato al Consiglio nazionale della Fabi per un accordo programmatico Abi-sindacati per cercare soluzioni per le banche in difficoltà come Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Mps. Massima disponibilità, quindi, ad un tavolo di confronto tra Abi e sindacati sulle situazioni bancarie in crisi e sul contratto: "È importante vederci". Eliano Omar Lodesani, presidente Casl Abi e chief operating officer di Intesa San Paolo, risponde dal 123.mo Consiglio nazionale della Fabi all'appello del segretario Lando Sileoni all'Abi per un accordo programmatico e una cabina di regia per le banche venete e Mps e una riapertura preventiva del dibattito su rinnovo del contratto Di Redazione Economica VicenzaPiù
"Lando mi ha passato il cerino, quando lo passa brucia ma illumina anche. Nonostante le difficoltà abbiamo firmato il contratto, il sindacato e le banche insieme hanno fatto la differenza e dato il 'là ad altri contratti. Orgogliosamente dobbiamo continuare su quella strada insieme" sottolinea Lodesani. Che aggiunge: "Sediamo, pur mantenendo la scadenza sul rinnovo e ti dico subito di sì. Sediamo per provare a valutare se si trova insieme una cornice per situazioni critiche e straordinarie e ti dico subito sì. Ho il comitato esecutivo il 21 e non credo ci negheranno di sederci con il sindacato".
FATTI
Violenza donne, in aumento le vittime
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prese in carico dai 40 centri in Veneto. Solo una donna su 4 denuncia Aumenta il numero delle donne prese in carico dai centri antiviolenza in Veneto: lo scorso anno sono state 2711 le donne (spesso con figli), 74 in più del 2016 (+2,8%), che si sono rivolte ad uno dei 40 centri e sportelli della rete presente in Veneto. In pratica, una donna ogni 900 residenti in Veneto, ha preso contatto con un centro antiviolenza per l'avvio di un percorso di aiuto/protezione/uscita dalla violenza. E' quanto evidenzia il rapporto annuale sull'attività dei centri in Veneto, in applicazione della legge regionale 5/2013 "Interventi regionale per prevenire e contrastare la violenza contro le donne, che l'assessore regionale al Sociale ha presentato ai responsabili delle strutture e al tavolo regionale di coordinamento per la prevenzione del fenomeno. Di Redazione VicenzaPiù
Il rapporto 2016 consente di tracciare l'identikit delle donne che si rivolgono ai Centri antiviolenza: prevalgono le italiane (70%), tra i 30 e i 50 anni, coniugate (48%), con figli (il 66%). In prevalenza (60%) hanno un grado di istruzione medio alta e sono occupate (57%). Le violenze di cui sono vittime sono in prevalenza psicologiche, economiche, e di persecuzione verbale (1901 casi di stalking); 1355 hanno denunciato anche episodi di violenza fisica. Gli autori sono quasi sempre il coniuge o il convivente o l'ex partner. Ma sono poche a fare ricorso alle forze dell'ordine: solo una su quattro delle 2711 donne prese in carico ha sporto denuncia. "In Veneto la rete c'è, è attiva e lavora bene - commenta l'assessore regionale al Sociale- grazie alla forte sinergia tra pubblico e privato e al sostegno regionale, che ha fatto anche supplenza a quello governativo. Tra centri antiviolenza, case protette di primo e secondo livello e sportelli decentrati, il Veneto dispone di un punto di ascolto e accoglienza ogni 63 mila donne. Tutte strutture che riescono ad operare grazie ai finanziamenti pubblici. La Regione ha investito 400 mila euro sino al 2018 per contribuire all'operatività dei centri antiviolenza, provvedendo ad anticipare parte dei fondi governativi promessi, che per la nostra Regione valgono quasi un milione di euro e sono fondamentali per la sopravvivenza delle strutture e della rete di volontari e professionisti che assistono donne e minori. Il finanziamento pubblico arriva a coprire l'87% dei costi della rete
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". Gli sportelli e le strutture della rete prendono in carico sempre più spesso anche i figli minori: nel 2016 sono stati 1604 i bambini e i ragazzi che hanno assistito alla violenza subita dalle loro madri e hanno trovato supporto psicologico, legale, sanitario, scolastico e abitativo nei centri antiviolenza, in connessione diretta con i Servizi sociali e il Tribunale dei Minori. Per loro spesso scatta anche la presa in carico materiale, dall'abbigliamento alla didattica, quando vengono ospitate negli alloggi di secondo livello. "Dal rapporto ricaviamo anche preziose indicazioni per migliorare il servizio aggiunge l'assessore - Da quest'anno la Regione raccoglierà dai gestori delle strutture anche informazioni più puntuali e personalizzate sulle donne accolte, le tipologia di violenze subite e le relazioni con il soggetto maltrattante, i tipi di servizi offerti, il percorso dei figli ‘testimoni' di violenza. L'obiettivo è monitorare e qualificare ulteriormente il servizio, anche al fine ai una corretta ed omogenea ripartizione dei fondi pubblici. Il punto di forza della rete veneta sta infatti nella sua capillarità e articolazione: 20 sportelli antiviolenza, 9 case rifugio (con permanenza protetta e segreta per circa 3 mesi), 11 case di secondo livello, per percorsi più lunghi verso l'autonomia e di superamento delle violenze". I dati del rapporto, i numeri dei femminicidi e delle violenze subite dalle donne e le strategie di prevenzione e contrasto saranno al centro anche del convegno regionale promosso dall'assessorato alle Pari opportunità della Regione Veneto, in collaborazione con l'assessorato al Sociale, giovedì 15 giugno a palazzo Ferro-Fini (sede del Consiglio regionale del Veneto), in sala Cuoi (ore 11-13), con la partecipazione del magistrato Carlo Nordio, della psicoterapeuta Vera Slepoj e della criminologa Flaminia Bolzan.
FATTI
Vicenza Calcio: soci Vi. Fin. alla resa dei conti, servono 4 milioni per vendere Boreas Capital è stata chiara: le spese della stagione 2016-2017 non possono entrare negli accordi per la compravendita del Vicenza Calcio. Non si tratta prettamente di una questione economica, la società arabo-lusseburghese sembra avere, secondo le fonti societarie del club di Via Schio non sempre cristalline, la solidità necessaria per assorbire anche i pesanti debiti accumulati negli anni in via Schio, ma di una questione prima di tutto di merito: in negozio non si compra un giocattolo rotto a prezzo pieno. Una posizione nota da tempo, fin dalle prime fasi della trattativa, al consiglio di amministrazione di Vi.Fin che ha sempre trovato nell'A.d di Boreas Francesco Pioppi un interlocutore chiarissimo. Altrettanto non si può
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dire dei vertici biancorossi. Dopo il passo indietro di Alfredo Pastorelli è tornato ad essere, per la terza volta, il presidente del club Gian Luigi Polato. Il passaggio di consegne, però, non cambia la sostanza: in Vi. Fin, non sanno ancora cosa fare. Di Libero Firmiani
Le opzioni possibili sono note da tempo: o si vende alle condizioni di Boreas e quindi qualcuno deve tirare fuori i soldi per pagare poco meno di 4 milioni di euro entro la fine di giugno, questo il saldo finale della stagione appena conclusa, o Alfredo Pastorelli liquida tutti e diventa l'unico proprietario del Club. La terza via è quella che porta al fallimento in nessun caso auspicabile per il tifoso che guardi solo all'oggi, ma quella più logica visto che, come in passato, non si capisce perché qualcuno dovrebbe accollarsi un mare di debiti invece che ripartire da zero e dedicare i capitali, sempre che ci siano realmente, a una programmazione duratura. Pastorelli, intanto, non si è ancora espresso pubblicamente e non è chiaro se sia favorevole a vendere anche le sue quote di Vi.Fin alla Holding lussemburghese, perdendo così ogni potere sulle sorti biancorosse. I soliti bene informati ragionano anche sulla possibilità che l'ex presidente voglia assumere il controllo completo di Vi. Fin avendo già nascosto in una manica il nome di un nuovo socio forte a cui rivendere parte delle nuove quote se non tutte. Anche per questo il Cda della società che controlla il Vicenza Calcio si preannuncia difficile. Il duello in stile O.k Corral è atteso per le 15 in un luogo segreto. Incrociamo le dita. Perché la storia del Vicenza Calcio non bissi quella della Banca Popolare di Vicenza.
ECONOMIA&AZIENDE
BPVi e Veneto Banca: bail-in col paracadute. "Fuggono" Generali e "studia" BCE mentre Pier Carlo Padoan va al question time
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Mentre si è svolto il Cda di Veneto Banca sulla falsariga di quello di ieri di Banca Popolare di Vicenza 'ad delle Generali, Philippe Donnet, chiama fuori il gruppo assicurativo dai piani di salvataggio delle banche venete: "Su questo abbiamo gia' dato partecipando ad Atlante 1. Noi non siamo piu' di sistema in questo senso.I nostri concorrenti sono internazionali e giochiamo in Champions League, non in un campionato nazionale. Per questo non possiamo permetterci di appartenere a un 'sistema'. E anche all'Italia conviene di piu' che ci siano tante multinazionali forti come noi. Cio' detto, se c'e' un problema e si puo' contribuire a risolverlo, salvaguardando allo stesso tempo gli interessi dei nostri azionisti e degli assicurati, siamo sempre disponibili a farlo". Di Redazione Economica VicenzaPiù
Sul caso delle due banche venete è intervenuto anche Fabio Panetta membro del board del Consiglio di Vigilanza della Bce e vice direttore generale della Banca d'Italia. Per trovare una soluzione al salvataggio delle due banche venete ci sono "ostacoli normativi che possono e devono essere superati" e non "vincoli di natura finanziaria", ha detto Panetta. "Le difficolta' che hanno preceduto l'accordo sulla ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi, il lungo e tormentato confronto relativo alla Popolare di Vicenza e a Veneto Banca non dipendono da vincoli finanziari; le risorse stanziate dal Governo sono di gran lunga superiori a quelle necessarie per il risanamento" di queste banche. La soluzione, aggiunge Panetta al convegno dell'Abi su Basilea 3, "va definita in tempi molto brevi, saalvaguardando i risparmiatori e garantendo continuita' ai crediti delle numerosissime pmi operanti in un'importante area economica del paese. L'impegno delle Autorita' italiane in questa direzione e' massimo". Intanto al question time in programma oggi in Aula alla Camera il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan rispondera' a una serie di interrogazioni. Al centro dell'attenzione ci saranno le iniziative sulle operazioni di chiusura dei derivati stipulati dal ministero dell'Economia con Morgan Stanley alla luce dei rilievi della Corte dei conti, le iniziative per la ricapitalizzazione di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca, al fine di evitare l'applicazione della procedura di bail-in, e gli incarichi dirigenziali attribuiti presso l'Agenzia delle Entrate. Lo rende noto un comunicato dell'ufficio stampa di Montecitorio.
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Al question time interverranno anche i ministri per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, e della Giustizia, Andrea Orlando. Fra i temi oggetto delle interrogazioni cui risponderanno figurano i voucher, le iniziative per incrementare gli organici della procura di Treviso, anche alla luce delle nuove esigenze istruttorie derivanti dalla vicenda giudiziaria riguardante Veneto Banca, e l'implementazione delle politiche relative a i temi trattati nel G7 di Taormina.
FATTI
Campo Marzo, Roberto Cattaneo: "Questa amministrazione si arrende di fronte alla criminalità" Roberto Cattaneo (Forza Italia) parla della questione Campo Marzo. Il sindaco dice che anche un cancello, quindi una recinzione, sarebbe "una resa" ma ai vicentini pare che siano diversi anni che questa amministrazione si arrende di fronte alla criminalità che agisce non solo a Campo Marzo ma anche in tante altre zone sia del Centro Storico sia della periferia. Si continua con il rumore mediatico cercando di distogliere l'attenzione della gente, ma nel frattempo Campo Marzo e altri giardini e luoghi della città sono in mano alle bande di spacciatori. L'assessore alla sicurezza Dario Rotondi per ora, e insiste in questo, parla solo di sicurezza affermando che l'impegno in questo senso è molto forte. Di Redazione VicenzaPiù
Questo non è quello che pensano i cittadini e invece di parlare farebbe bene ascoltare e cercare di comprendere che la gente è stanca, molto stanca di questo chiacchierare senza altro scopo che quello di voler apparire senza fare utilizzando proprio quel buon senso di cui parla ma che proprio non si riconosce nelle sue azioni. Riguardo la Polizia Locale non possiamo che esprimere un plauso per il suo impegno e un grazie ma certamente è doveroso distinguere nettamente il loro impegno dal disimpegno dei vertici che farebbero bene a meditare su quello che i vicentini pensano e dicono in
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continuazione.
FATTI
Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, Ginato in aula: "Bail in metterebbe in ginocchio il sistema veneto. E prima di bad bank serve attenta valutazione” "È positivo che il confronto con l'Europa sia in fase avanzata, così come è positivo che anche in Europa stia finalmente maturando la convinzione che l'applicazione del bail in alle due banche venete non servirebbe a contenere la crisi del sistema bancario italiano, ma rischierebbe addirittura di ampliarne le dimensioni e generare un pericoloso contagio". Così il deputato del Pd Federico Ginato è intervenuto oggi in Aula durante il Question Time nella replica alle parole del Ministro Padoan a seguito dell'interrogazione, sottoscritta dallo stesso deputato vicentino, sullo stato delle trattative con le autorità europee nella definizione dello schema di ricapitalizzazione precauzionale di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca e dei conseguenti strumenti di intervento. Di Redazione VicenzaPiù
"Veneto Banca e Popolare di Vicenza - ha ricordato Ginato sono banche nazionali che servono un territorio molto più esteso di quello veneto e sono state considerate sistemiche dalla stessa legislazione europea, tanto è vero che sono state sottoposte a vigilanza della Bce. I soci, questi sì concentrati territorialmente, hanno perso circa 11 miliardi di euro nell'azzeramento delle azioni e i dipendenti sono più di 11 mila. Il bail in o misure ancora più estreme rischierebbero di mettere definitivamente in ginocchio l'economia di una regione che dovrebbe invece guidare la ripresa del nostro Paese. Per questo è fondamentale che tutti gli enti interessati, a partire dalla Regione, remino nella stessa direzione". "In questi anni - ha quindi evidenziato Ginato - il Governo e il Parlamento hanno contrastato con forza le crisi bancarie adottando varie misure, come la riforma delle popolari, le azioni per la riduzione dei tempi necessari per escutere le garanzie bancarie, la nascita del fondo Atlante e la disponibilità © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
dello Stato ad effettuare ricapitalizzazioni di carattere precauzionale. In queste settimane è arrivata la proposta di una bad bank pubblica che permetterebbe alle banche di liberarsi dei crediti deteriorati a un prezzo superiore a quelli attuali di mercato. Prima di qualsiasi scelta è opportuno una valutazione complessiva degli strumenti messi in campo e la loro efficacia per la stabilizzazione definitiva dell'intero sistema bancario".
FATTI
Atto vandalico militare americano: risposta al sindaco del comandante Marks e del console generale USA Reeker Ecco le risposte del comandante della Guarnigione USAG-Italy Colonnello Steven Marks e del console generale degli Stati Uniti Philip Reeker alla lettera con cui il sindaco di Vicenza Achille Variati ha portato alla loro diretta attenzione, oltre che a quella del ministro della Difesa Roberta Pinotti, l'atto vandalico compiuto da un militare americano contro i modellini navali esposti alla mostra allestita in Loggia del Capitaniato per il Raduno dei marinai d'Italia, nella convinzione, ribadita dal vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci, che avrebbero fatto pervenire alla Città il loro pensiero. Di Redazione VicenzaPiù
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
BPVi e Veneto Banca: per Padoan assenza rischio bail-in ma soluzione di sistema deve essere di iniziativa privata. Messina vuol conoscere lo scenario, Boccia punta su efficienza e non su
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territorialità banche "Confermo lo stato positivo del negoziato e l'assenza di rischio di bail-in". Così il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, si è espresso oggi sulle banche venete, rispondendo alla Camera durante il question time a un'interrogazione relativa, in particolare, al negoziato Ue sulla ricapitalizzazione della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Padoan ha precisato che "al momento non vi sono ulteriori elementi informativi rispetto al comunicato di ieri" e ha sottolineato che "la soluzione di sistema non è né può essere un'iniziativa pubblica; si tratta di valutazioni e considerazioni in ordine a un possibile investimento del tutto volontario che non possono che competere alle banche eventualmente interessate". Di Redazione Economica VicenzaPiù
"Il Governo - ha detto invece Carlo Messina a margine di un'iniziativa di Acri e Intesa Sanpaolo a sostegno delle aree colpite dal terremoto sta lavorando su questa situazione, mi sembra che oggi anche il vicedirettore generale di Bankitalia abbia fatto delle dichiarazioni su questo tema, francamente non ho altro da aggiungere a quello che dicono gli esponenti che stanno negoziando con la Commissione Ue". Quanto agli ostacoli normativi evocati oggi da Fabio Panetta "a me sembra che ci sia sicuramente una grande complessità nei meccanismi tecnici che consentono poi di risolvere le crisi. Ci sono aspetti che portano via molto tempo. Però ripeto interlocutori migliori di Governo e Banca d'Italia per parlare di questo non potete averne". A chi gli ha poi chiesto, con riferimento alle parole del vicepresidente della Bce Victor Constancio circa il fatto che l'instabilità finanziaria costi più di un salvataggio pubblico, se non sia più conveniente un intervento privato rispetto all'instabilità sistemica, Messina si è limitato a rispondere: "Non sono un uomo che ama fare ‘what if', parlo di soluzioni concrete e le ‘what if analysis' le uso in laboratorio quando faccio gli scenari per il piano della banca. Certamente l'instabilità è un aspetto che nell'ambito dei sistemi finanziari crea delle condizioni di stress, su questo non c'è dubbio". "Il punto non è tanto avere banche del territorio, ma avere banche che facciano bene impresa bancaria. Come abbiamo bisogno di un'industria forte, abbiamo bisogno di banche forti. L'auspicio è che quanto prima si trovi una soluzione che non danneggi né i risparmiatori né le imprese". Così si è espresso il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine
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dell'assemblea annuale dell'Anis, l'associazione nazionale degli industriali di San Marino, rispondendo a chi gli chiedeva di eventuali impatti della crisi delle banche venete sull'industria italiana. Mentre in queste ore prosegue il negoziato con la Ue sulla ricapitalizzazione della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, il numero uno di Viale dell'Astronomia fa capire come, dal punto di vista degli industriali, siano diversi gli aspetti su cui riflettere rispetto al mondo del credito: "Il primo è il rapporto con le singole banche, su cui dobbiamo avere un'evoluzione culturale reciproca. L'industria italiana deve aprire i suoi capitali anche ad altri, il progetto Elite ne è un esempio perché si può crescere senza debito". Dall'altra parte, continua Boccia, "abbiamo la necessità di aprire un fronte con tutte le banche affinché si valutino le cosiddette attività intangibili, che sono quelle che negli ultimi anni hanno determinato investimenti rilevanti da parte delle imprese". Infine, dice Boccia riferendosi agli istituti veneti, ci sono delle "criticità dal punto di vista territoriale che vanno chiaramente affrontate".
ECONOMIA&AZIENDE
L'holding proposta da "Noi che credevamo nella BPVi": idea apprezzabile ma impegno improbo Abbiamo sempre guardato con favore al sorgere di comitati in difesa dei piccoli (ma anche grandi, perché no?) azionisti delle banche venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, e VicenzaPiù è stata forse la sola a dar voce costantemente a tutte queste realtà. Apprezziamo, quindi, lo spirito combattivo e la sacrosanta voglia di giustizia che anima "Noi che credevamo nella BPVi", una associazione per la quale non si può disconoscere l'assoluta abnegazione alla causa. Ed è in quest'ottica che troviamo lodevole il rinnovato impegno profuso al fine di trovare una "soluzione" al problema che assilla decine di migliaia di piccoli e grandi azionisti che si son visti volatilizzare i risparmi di "più vite", visto che spesso erano risparmi di "più generazioni". Di Giancarlo Marcotti
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Ora "Noi che credevamo nella BPVi" vuol fare ancora un passo avanti, non vorrebbe limitarsi a tutelare i propri associati, ma cerca di proporre anche soluzioni per trovare una via d'uscita ad una situazione che obiettivamente più che complicata si è fatta disperata. Viene così proposta la costituzione di una Holding che, con un convincente piano industriale ed il contributo determinante dello Stato, sia in grado di dare un futuro alla Banca. Ebbene, non sarebbe opportuno, e soprattutto non sarebbe questa la sede adatta, per analizzare nei dettagli questa proposta, ma qualche considerazione generale si può certamente fare. Innanzitutto ho sempre sostenuto, e non ho cambiato idea, che uno dei lavori più complicati è fare il banchiere, occorre, naturalmente per farlo bene, avere grandi qualità e la più importante è proprio quella di sapersi circondare di ottimi collaboratori. Avere un efficace piano industriale è chiaramente un imprescindibile punto di partenza, ma spesso i piani industriali si rivelano dei bellissimi libri dei sogni, un conto infatti è mettere su carta idee, propositi ed intenti, un altro realizzarli. Ma se già è estremamente complicato fare il banchiere in condizioni "normali", diventa un'impresa al limite del possibile quando le condizioni economiche generali sono tutt'altro che rosee. Quando il settore industriale è costretto ad avere un "listino prezzi" gonfiato da una moneta evidentemente sopravvalutata. Fare credito durante una fase economica recessiva è complicatissimo, e si sfiora l'autolesionismo quando la crisi si protrae nel tempo. E purtroppo non abbiamo neppure la speranza di un miglioramento finché rimarranno in essere le condizioni che determinano la debolezza della nostra economia, ossia, finché saremo costretti ad utilizzare una moneta che non controlliamo e che è evidentemente sopravvalutata rispetto alla nostra economia. I continui, ripetuti, ricorrenti aumenti di capitale ai quali è ricorso l'intero sistema bancario italiano ne è la più evidente dimostrazione. Finché han potuto sono stati sottoscritti dai risparmiatori, che in alcuni casi hanno gettato la spugna come nel caso delle quattro banche "salvate" dal Governo nel 2015 ed in tempi recenti "rifilate" ad Ubi Banca che proprio ieri si è vista costretta, anche per questo, a lanciare l'ennesimo aumento di capitale. Ma hanno gettato la spugna anche gli azionisti di Montepaschi e delle Popolari venete, insomma, per chi non l'avesse ancora capito, è l'intero sistema bancario italiano che sta andando a fondo. Cari amici di "Noi che credevamo nella BPVi" la nostra non è una visione pessimistica, noi guardiamo in faccia la realtà e non ci facciamo condizionare dal tam tam dei media nazionali che continuano ad illudere la gente raccontando la favoletta che il peggio è alle spalle e la soluzione dei problemi a portata di mano. Parafrasando una bella canzone portata al successo ormai alcuni anni fa da Eros Ramazzotti potremmo chiosare: se bastasse un bel piano industriale...
POLITICA / INTERVISTE
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Pupillo all'attacco: "Vertici della BPVi in aula e Possamai sindaco" Pubblicato alle 15.30, aggiornato alle 21.15. "Vorrei Possamai sindaco anche se la città è pronta per avere un sindaco donna". Come sempre il capogruppo di Vicenza Capoluogo Sandro Pupillo ha le idee chiare. Mascherina verde in faccia e tanto coraggio negli occhi, il consigliere comunale si è fatto intervistare. Un'occasione per fare il punto su Vicenza, anche dopo l'iniziativa presa sulla questione Banca Popolare di Vicenza da lui e altri due consiglieri, proprio Possamai e Ruggeri, sia pure con qualche incertezza di formulazione. Di Pietro Zanella
ECONOMIA&AZIENDE
Veneto Banca notifica azione responsabilità ad ex amministratori e sindaci, Gabriele Piccini è nuovo Ad di Banca Nuova controllata da BPVi Veneto Banca ha comunicato che, facendo seguito a quanto deliberato dall'Assemblea degli Azionisti dell'Istituto il 16 novembre del 2016, è in corso di notifica l'atto di citazione con il quale la Banca dà corso all'Azione di Responsabilità nei confronti degli ex Amministratori e Sindaci (a sinistra dell'immagine in copertina Vincenzo Consoli, ndr) alternatisi in carica fino al 26 aprile 2014. "E' stato un lavoro preciso, dettagliato e approfondito: una necessaria risposta a quell'esigenza di giustizia che i territori richiedevano" ha commentato Massimo Lanza, Presidente di Veneto Banca. "Proprio per queste ragioni - ha sottolineato il Presidente - abbiamo voluto dedicargli l'adeguata attenzione". Intanto Banca Popolare di Vicenza ha annunciato, sempre oggi, la revisione della struttura organizzativa della controllata siciliana Banca Nuova. Di Redazione Economica VicenzaPiù
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Il Consiglio di Amministrazione di Banca Nuova riunitosi oggi, ha, quindi, - preso atto dell'autorizzazione rilasciata dalla Banca Centrale Europea alle modifiche statutarie ed organizzative deliberate il 7 aprile scorso, che prevedono la soppressione della Direzione Generale e Vice Direzione Generale e l'istituzione della figura dell'Amministratore Delegato; - provveduto di conseguenza a nominare Amministratore Delegato di Banca Nuova, con decorrenza immediata, Gabriele Piccini (a destra nella immagine di copertina, ndr), Chief Commercial Officer e Vice Direttore Generale Vicario del Gruppo BPVi. Nella sua lunga esperienza, Piccini, ex Country Chairman Italy del Gruppo Unicredit, vanta anche la positiva gestione della piena integrazione nel Gruppo Unicredit del Banco di Sicilia. La nuova struttura organizzativa accelererà lo snellimento e la semplificazione operativa di Banca Nuova, consentendone la riduzione dei costi e la piena integrazione con gli obiettivi commerciali del Gruppo. Piccini sarà coadiuvato da Dario Accetta, manager di lunga esperienza nel credito, proveniente dalla Capogruppo.
FATTI
L'Associazione Archetipo chiede il tuo aiuto per il Bilancio partecipativo: per restaurare il cimitero acattolico di Vicenza scegli il progetto n. 17 L'Associazione Archetipo si propone alla cittadinanza, senza alcuna mera finalità lucrativa, per il restauro del cimitero acattolico di Vicenza, sito da anni abbandonato (qui la photo gallery) e a cui restauro sarà destinato l'intero importo che potrà arrivare dall'adesione numerosa al bilancio partecipativo del Comune di Vicenza (clicca qui www.comune.vicenza.it/servizi/bilpart2017/index.php, segui le istruzioni e scegli il progetto n. 17) Perché scegliere questo progetto? Per restituire un pezzo di storia alla città che seppur a maggioranza cattolica deve il suo sviluppo anche al contributo di cittadini di religione diversa. Se le sepolture protestanti sono di più
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facile comprensione, quelle ebraiche risentono dell'eterna diaspora e a Vicenza s'incontrano due tipi di tombe: la lastra tombale perpendicolare parzialmente interrata, chiamata stele, di tradizione askenazita e la tomba con lastra orizzontale, di solito usata dai sefarditi. Di Paola Farina
Con l'arrivo delle armate napoleoniche, e il conseguente miglioramento delle condizioni di vita, le comunità ebraiche cominciarono con le prime infrazioni al rigoroso codice ebraico, con l'introduzione di alcuni simboli, tipo le figure, i ritratti, nemmeno ora tollerati... Nella lingua ebraica ci sono diversi modi di chiamare il cimitero che affascina la mente umana: Bet ha-kevarot (casa delle tombe), Bet'olam (casa dell'eternità), ma più comunemente Bet hachayim (casa della vita o casa dei viventi). Dalle parole con cui è chiamato il luogo, è chiaro che il senso della morte nella concezione ebraica rappresenta la porta della vita eterna. Le salme non possono essere riesumate (se non per essere traslatate a Gerusalemme), il terreno adibito a cimitero non può essere usato per nessun'altra destinazione e questa come regola universale, in Italia è supportata da un decreto. S'intende avviare un processo di valorizzazione di questo cimitero come luogo di memoria collettiva e come bene culturale di particolare importanza: "Racconto" della comunità ebraica vicentina in un intreccio strettissimo tra altre religioni, storia, cultura con proprie mappature che tracciano l'identificazione con lo spazio circostante, capace di mimetizzarsi in strumenti d'integrazione, coesione e contatto.
Bilancio partecipativo 2017 Solo Fino il 15 giugno vota il tuo progetto preferito Ricorda che per votare è necessario: essere residente a Vicenza e aver compiuto 16 anni; scegli il progetto N° 17 Voto on line: vai nel sito www.comune.vicenza.it/servizi/bilpart2017/index.php Accedi alla votazione; inserisci il tuo codice fiscale e il tuo numero di cellulare; ti arriverà subito un messaggio di conferma che consentirà di procedere con la votazione di un progetto tra quelli ammessi, che saranno espressamente elencati. Voto su scheda cartacea Puoi recarti in una delle sedi delle sette circoscrizioni cittadine, dalle 9:00 © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
alle 12:30 da lunedì a venerdì, fino a giovedì 15 giugno compreso. Porta con te un documento di identità e il codice fiscale.
FATTI
Gli americani chiedono scusa ma la città discute, Celebron: "C'è differenza tra clandestini e soldati irrispettosi?" Alla fine le lettere di scusa sono arrivate, due non una. Inviate al sindaco Achille Variati dal comandante della Guarnigione USAGItaly Colonnello Steven Marks e dal console generale degli Stati Uniti Philip Reeker. Un atto necessario che però non chiude la polemica sul comportamento dei soldati americani di stanza in città. Il fatto è noto un militare ha danneggiato alcuni modelli navali esposti nella Loggia del Capitaniato per il Raduno dei marinai d'Italia. Il primo cittadino, non vedendo arrivare nulla from Usa, ha preso posizione ottenendo qualche risultato. A sottolineare la piccola vittoria è stato Jacopo Bulgarini D'Elci, che dopo aver lanciato una campagna social per ottenere le scuse, ha sottolineato: "La dignità della nostra città non avrebbe potuto accettare nulla di meno, ed è proprio per una giusta pretesa di rispetto che ci siamo mossi, rifiutandoci di lasciar passare l'episodio in sordina." Di Pietro Zanella
Tutto finito? Forse no. A porre il quesito, una costante nella vita pubblica vicentina, del rapporto tra soldati Usa e vicentini è questa volta, sempre su Facebook il segretario provinciale della Lega Nord Matteo Celebron: "Il gesto del soldato americano... racconta di una città dove le regole non esistono, o meglio, dove le regole non vengono fatte rispettare. C'è differenza tra i clandestini che spacciano a Campo Marzo, nomadi che non pagano o soldatini americani che umiliano i simboli di Vicenza? Secondo me no..." Una tesi destinata a far discutere, in qualche modo la stessa che paradossalmente, che aveva lanciato la seconda era Variati. Fu il primo cittadino ad infiammare la piazza, proprio all'inizio del suo primo mandato,
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chiedendo che la città fosse rispettata permettendo ai cittadini di esprimersi sulla questione Dal Molin con un referendum. Corsi e ricorsi storici, che nascondo una questione insoluta.
FATTI
Unesco e quadrante ovest città: a breve importanti opere come grande stazione carburanti dell’Auchan e rotatoria fra strada Cattane e viale del Sole Nel quadrante ovest del comune di Vicenza sono iniziati, inizieranno o potrebbero iniziare a breve importanti opere: la nuova grande stazione carburanti dell'Auchan, la rotatoria fra strada Cattane e viale del Sole che deve essere realizzata quanto prima e la tangenziale ovest. La nuova vasta zona che l'Auchan è stata autorizzata a cementificare (vedi foto n. 1) è limitrofa all'area della tangenziale ovest già attenzionata dall'UNESCO sia nella H.I.A. (Valutazione d'impatto sul bene) che nell'Advisory Mission e rientra nelle aree dove l'UNESCO chiede vengano al più presto fissate "nuove regole per prevenire lo sviluppo di ulteriori urbanizzazioni". E' quanto si legge in un comunicato di Cristiani per la Pace. Di Emma Reda
I lavori che riguardano la realizzazione della grande stazione di carburanti AUCHAN sono iniziati - anche lungo viale del Sole - ben prima dell'ordinanza emessa da VI.ABILITA' lunedì 12.06.2017 prot. 6720 e rilasciata con validità "fuori dal centro abitato in comune di Vicenza", che contrariamente a quanto prescritto - non viene fatta rispettare dagli agenti predisposti alla disciplina del traffico. La rotatoria Auchan - come più volte anticipato dall'assessore dalla Pozza avrà un diametro di 47 metri perché calcolata - N.B. su dati 2014 forniti dall'Auchan in sede di Valutazione di Impatto Ambientale - su un traffico su viale del Sole di 25.766 veicoli equivalenti dalle ore 8 alle 20. Sempre su viale del Sole, quindi sullo stesso tratto di strada, Società
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Autostrade BS-PD nel 2012 rilevava (anche qui in sede di V.I.A.) invece un transito di 76.246 veicoli, mentre ANAS nel 2014 ne rilevava 41.473. A differenza della scelta progettuale della mini rotatoria che verrà obbligatoriamente per legge - finanziata da AUCHAN grazie un cambio di destinazione d'uso che aumenta la superficie destinata alla vendita, per la tangenziale Ovest (ex variante alla SP46) ANAS intende realizzare - con i soldi pubblici - una rotatoria a raso con diametro di 110 metri che verrà scavalcata dalla variante con un viadotto lungo 116 metri e alto 7 metri. La valutazione di questo viadotto (vedi allegato n. 3 estratto dalla H.I.A.) è stato esclusa dalla V.I.A. tutto ciò premesso, a tutela del Patrimonio Unesco abbiamo ritenuto opportuno inviare una segnalazione all'arch. Listzin estensore della HIA e il prof. Furrer estensore del Report dell'Advisory Misison UNESCO.
FATTI
Pfas, Stefano Fracasso (PD): “Massima urgenza per la bonifica. Considerare riconversione industriale” Il capogruppo del Pd Stefano Fracasso interviene in seguito alla pubblicazione dei contenuti della relazione del Noe sulla contaminazione da PFAS. "La relazione del Nucleo Operativo Ecologico richiede un salto di qualità nell'azione di tutela ambientale e sanitaria. La Regione deve assumersi la guida delle attività di caratterizzazione e bonifica delle zone ad alto inquinamento PFAS stringendo da subito una collaborazione con il Ministero dall'Ambiente che ha confermato la piena disponibilità. Azione tanto più urgente visto che la nota evidenzia un inquinamento ancora in atto. La relazione apre infatti uno scenario in cui altre sostanze non ancora normate, oltre ai PFAS, dovranno essere identificate". "È necessaria una duplice azione. Di Redazione VicenzaPiù
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Da un lato in maniera congiunta con il Ministero, dall'altro nelle relazioni con l'azienda: deve essere chiamata in causa la casa madre di Miteni, che fa parte di un gruppo internazionale ICIG con un fatturato di oltre 2 miliardi aggiunge Fracasso -. Le giustificazioni economiche da parte del privato a fronte dei costi della bonifica sono inaccettabili. Stesso discorso vale anche per Mitsubishi che non può lavarsene le mani, visto che secondo la relazione del NOE anch'essa era informata". "Bene il protocollo d'intesa siglato oggi, a cui va dato subito seguito conclude Fracasso -. La bonifica del suolo richiederà attività complesse e un'interferenza con le attività produttive non può essere esclusa, ma procedere è necessario. È giunto il momento di considerare progetti di riconversione industriale".
FATTI
Notte bianca di Vicenza, sabato 24 giugno, dal pomeriggio fino alle 3 del mattino musica, conferenze, intrattenimento Tanta musica di ogni genere nella piazze del centro storico: è questo l'ingrediente principale della Notte bianca di Vicenza che animerà la città sabato 24 giugno, dal pomeriggio fino alle 3 del mattino. Piazza dei Signori, piazza Castello, piazza San Lorenzo, piazza Matteotti saranno i palcoscenici principali, che chiuderanno le loro proposte alle 3, ma verranno coinvolte anche, contra' Garibaldi, contra' Pescherie Vecchie e piazzetta San Giacomo dove invece la musica si interromperà all'una. La Notte bianca è organizzata dall'associazione culturale Hyper e da OFF events, a seguito della collaudata esperienza della Notte bianca di Montecchio Maggiore che negli ultimi due anni ha raggiunto le 45-50 mila presenze in tre giorni, con l'assessorato alla crescita e con la partecipazione di Confcommercio Vicenza, Euforia Biancorossa, Fondazione San Bortolo e Abam onlus. Di Redazione VicenzaPiù
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La prima edizione della Notte Bianca Vicenza coinvolgerà tutto il centro storico, dalle piazze principali, a quelle minori, e anche le vie e le contra' di collegamento tra una piazza e l'altra. Si potrà ascoltare musica di ogni genere e per ogni tipologia di pubblico a cui sarà affiancata un'offerta di intrattenimento più trasversale e svariata possibile. Pertanto accanto all'offerta musicale di qualità, ci saranno proposte culinarie con un'area dedicata al food, un'area per bambini, una piazza dedicata a conferenze, rappresentazioni teatrali e musica classica, spettacoli di danza e molto altro. I negozi del centro saranno aperti. A presentare l'iniziativa c'erano sono oggi a Palazzo Chiericati il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci, il vicedirettore di Confcommercio Luca Stragapede e gli organizzatori Luigi Franceschetto, Edoardo Figoli, Ermanno Ruzza. E' presente anche Fiera di Vicenza che garantirà l'apertura del Museo del gioiello. "Dopo diverso tempo a Vicenza viene proposta la Notte bianca che sarà un modo per vivere la città in orario serale e notturno coinvolgendo tante piazze e luoghi del centro che saranno animati da musica di differente tipologia e che ben si adatteranno ai gusti del pubblico di ogni età - ha spiegato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci -. Alla musica si affiancheranno altre proposte di intrattenimento come aree gioco per bambini e conferenze per adulti senza dimenticare la possibilità di gustare pietanze di vario genere all'aperto, in luoghi particolarmente suggestivi. Desideriamo, con questa proposta, attrarre anche un pubblico che solitamente non frequenta la città in orari serali per poter dare vita ad un momento di festa piena non solo nelle strade della città ma anche nei due musei che rimarranno aperti al pubblico, Palazzo Chiericati e il Museo del gioiello. Abbiamo deciso di accogliere fin da subito la proposta degli organizzatori prosegue Bulgarini d'Elci - che sono ben noti per il successo delle manifestazioni organizzate in città e in provincia. L'obiettivo per noi è portare animazione, musica e divertimento in centro storico che in questi anni abbiamo cercato di rendere maggiormente attrattivo valorizzando i Musei e la Basilica palladiana. Quest'anno stiamo cercando di dare impulso agli spettacoli all'aperto dal vivo, come già avvenuto nei mesi scorsi con il concerto gratuito del Festival Jazz in pizza dei Signori. Prossimamente avremo Viva Verdi e poi a settembre quattro serate di musica dal vivo, come previsto dal Cartellone di Vicenza in festival, e poi Campo Marzo, a cui si affianca naturalmente la Notte bianca". "La nostra associazione organizza da tre anni la Notte bianca di Montecchio Maggiore, che negli ultimi due anni ha raggiunto le 45-50 mila presenze in tre giorni
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- ha detto Luigi Franceschetto -. A seguito di questa esperienza positiva abbiamo ritenuto di proporre al Comune lo stesso progetto con gli opportuni accorgimenti che richiede un centro storico come Vicenza coinvolgendolo completamente. Abbiamo individuato piazze principali - Piazza dei Signori, piazza Castello, piazza San Lorenzo, piazza Matteotti - e piazzette - , contra' Garibaldi, contra' Pescherie Vecchie e piazzetta San Giacomo. Quella che proponiamo è un'offerta trasversale per tutte le età e per tutti i gusti proponendo un programma ricco di musica ma corredato anche da attività collaterali. Auspichiamo massima collaborazione da parte dei cittadini residenti nel centro storico per eventuali disagi che si potranno creare: si tratta di una serata di festa per tutta la città, e ovviamente dei commercianti ed esercenti del centro storico, consapevoli dell'indotto economico che tale manifestazione può creare negli anni". "Abbiamo fin da subito voluto collaborare perché l'iniziativa è particolarmente interessante per il centro storico che ha l'occasione di accogliere un'opportunità nuova - è intervenuto il vicedirettore di Confcommercio Luca Stragapede -. Per questo abbiamo voluto agevolare l'afflusso di pubblico in città garantendo la percorrenza della navetta dai parcheggi Cricoli e Bassano anche dopo le 20.30. Pertanto i cittadini avranno a disposizione la navetta fino alle 3 per raggiungere il centro. Inoltre i commercianti cercheranno di tenere aperti i negozi per rendere ancora più vivace la città". Ha quindi concluso il vicesindaco: "Invitiamo le persone ad usufruire del servizio di navetta gratuito lasciando l'auto nei parcheggi Stadio e Cricoli per evitare di congestionare il centro storico dove difficilmente si riuscirà a trovare posto. L'uso della navetta consentirà di arrivare agevolmente in centro e di godere in tranquillità degli spettacoli proposti senza essere costretti a rimanere in coda alla ricerca di un posto per la propria auto". Per dare la possibilità di partecipare alla Notte Bianca raggiungendo il centro storico in modo comodo e semplice, Confcommercio Vicenza ha deciso di garantire il collegamento tramite navetta da due dei principali parcheggi di interscambio, il Cricoli e lo Stadio. Pertanto le navette che solitamente interrompono la loro corsa alle 20.30, rimarranno in attività fino alle 3. Per usufruire della navetta saranno in vigore le consuete tariffe previste da SVT, pertanto: per l'auto con fino a cinque persone a bordo la tariffa sarà di 3,60 euro comprensivi di parcheggio e di biglietto della navetta; se invece nell'auto ci sarà solo il conducente, parcheggio e navetta costeranno 2,40 euro.
FATTI
VicenzaPiù.TV e le televendite: l'emittente streaming, che da questa settimana ha iniziato a trasmettere con regolarità, ha un ottimo rapporto con le produzioni
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pubblicitarie La pubblicità è un importantissimo sostegno per ogni mezzo d'informazione, e VicenzaPiù.TV non fa eccezione. Per questo da qualche mese la nostra programmazione streaming (qui il palinsesto) dà spazio ad alcuni brevi video che illustrano prodotti di varia utilità, indicandone caratteristiche, finalità, modo d'uso, prezzo e condizioni di vendita. Realizzate con la cura che si deve a questo tipo di produzione, che non consente grandi colpi d'ala artistici ma richiede chiarezza nelle immagini e nelle spiegazioni oltre a capacità di essere chiari ed esaustivi senza annoiare chi guarda (che soprattutto se è collegato via ipad o smarthphone fa presto a "cambiare canale"), le televendite vengono trasmesse da Vicenzapiù.TV più volte nell'arco della giornata, in modo da incontrare le fasce più diverse di possibili fruitori dei prodotti. Di Giulia Matteazzi
Magic Harry, il rasoio per barba e capelli, Bastone amico, un bastone da passeggio pieghevole che si regge da solo, Powerbelt, cintura della salute, Mr Magneto, correttore posturale e il Rosticcere, girarrosto-forno elettrico multifunzione sono i prodotti pubblicizzati nelle televendite attualmente trasmesse dall'emittente streaming, ma non si esclude in futuro di poterne aggiungere altri, non solo per gli eventuali vantaggi economici che ne possono derivare, ma anche per offrire contenuti sempre diversi a chi si collega con VicenzaPiù.TV. Del resto, come recita un celebre aforisma del grande Henry Ford, "Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l'orologio per risparmiare il tempo".
FATTI
Pfas, Zanoni (PD): “La Regione provveda
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a chiudere lo stabilimento della Miteni e a chiedere il risarcimento danni” "Sulla questione Pfas, anziché denunciare Greenpeace, la Regione si impegni per tutelare davvero la salute dei propri cittadini e chiuda lo stabilimento della Miteni, bonifichi il sito e chieda i danni per risarcire Comuni, Consorzi acquedottistici, agricoltori, allevatori e cittadini contaminati. Basta essere forte coi deboli e debole con i forti". La richiesta è del consigliere del Partito Democratico, e vicepresidente della commissione Ambiente, Andrea Zanoni tramite un'interrogazione a risposta immediata, sottoscritta anche dal capogruppo dem Stefano Fracasso, alla luce anche di quanto emerso ieri dalla relazione del Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri di Treviso. Di Redazione VicenzaPiù
"Dal documento consegnato a ministero dell'Ambiente, Regione, Arpav ed enti locali risulterebbe che l'azienda di Trissino era a conoscenza da ben prima del 2013 dell'inquinamento da Pfas. La Miteni, infatti, nel 1990, 1996, 2004, 2008 e 2009 aveva affidato a una società di consulenza nel settore ambientale l'incarico di indagare sulla situazione del sito, senza però comunicare a nessuno, Regione, Provincia e Comune, i risultati. Magari se le istituzioni fossero state informate per tempo avrebbero potuto agire, impedendo la propagazione della contaminazione nella falda". Per il consigliere Zanoni ce n'è abbastanza per chiedere la chiusura dell'impianto: "Il Noe, secondo quanto riportato dai giornali, sostiene che il protrarsi della contaminazione potrebbe comportare rischi gravi sia per l'ambiente che per la salute. Le analisi del sangue sugli abitanti della zona rossa hanno dato risultati poco confortanti, poiché hanno evidenziato una presenza anomala di Pfoa (Acido Perfluoro Ottanoico) fino a 400 nanogrammi/litro, contro una media di 3 nanogrammi per le persone monitorate al di fuori dell'area dell'inquinamento. La Regione ha tutte le carte per agire: con la modifica dell'articolo 11 del Piano di Tutela delle acque, approvato in commissione Ambiente giovedì 16 febbraio 2017, è infatti previsto che in caso di siti inquinanti o che possono pregiudicare lo stato delle acque, si debba procedere alla chiusura o delocalizzazione. E il caso della Miteni mi sembra esemplare. È necessario bonificare al più presto e promuovere una causa civile per chiedere i danni e il risarcimento dei costi già sostenuti da Comuni, Consorzi acquedottistici, allevatori, agricoltori e semplici cittadini
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FATTI
Parco Fornaci: sistemati la recinzione, i servizi igienici e rimessi in funzione i fontanini Si sono conclusi nei giorni scorsi alcuni interventi di manutenzione a Parco Fornaci, a cura del settore lavori pubblici e manutenzioni, indispensabili per poter usufruire del parco nella stagione estiva. "La manutenzione di parco Fornaci è stata eseguita con interventi di vera e propria cura urbana, prestando particolare attenzione verso l'importante parco cittadino - spiega l'assessore alla cura urbana Cristina Balbi -. Seppure questi interventi si possano considerare lavori essenziali, sono certamente indispensabili per poter permettere ai cittadini di godere appieno del grande parco in sicurezza". Di Redazione VicenzaPiù
I lavori eseguiti, per l'importo di 12.949 euro, riguardano la sistemazione della recinzione. E' stato riparato il cancello all'angolo tra via Farini e viale Crispi, che presentava un cardine rotto. Inoltre è stata ripristinata la rete in maglia metallica nei tre cancelli del parco (due su via Farini e uno all'angolo tra via Farini e Crispi) e sono state riposizionate le assi di ferro e un palo zincato. Grazie al supporto di Despar, Aspiag Service ha provveduto all'inserimento di un cancello manuale ad anta e alla sistemazione della recinzione circostante. Per migliorare l'aspetto del parco, si è provveduto anche ad intervenire sul verde pubblico. In particolare sono state arricchite di essenze arboree tre vasche prima posizionate in piazza San Lorenzo e ora collocate nel parco Fornaci, verso viale Crispi, investendo 2.562 euro.
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Inoltre sono stati rimessi in funzione i fontanini e sistemati i servizi igienici per una spesa di 1.842 euro. Con l'arrivo della primavera e con l'estate alle porte si possono apprezzare le verdeggianti chiome degli 8 gelsi, disposti in modo circolare, in segno di raccoglimento, che costituiscono il Parco della memoria, inaugurato lo scorso gennaio e "dedicato agli uomini e alle donne di Vicenza deportati nei campi di concentramento (1943-1945)".
FATTI
Miteni, M5S: "L'avevamo segnalato, ora Zaia agisca" I carabinieri del Noe sollecitano la Regione: "È pregata di valutare l'opportunità di emanare un provvedimento" per affidare la bonifica dell'aria contaminata della Miteni ad un ente "dotato di adeguate capacità tecniche. Il Movimento 5 Stelle, che chiede questa bonifica da aprile 2016 con un esposto in Procura di Vicenza, aggiunge informazioni rilevanti: "Il Noe chiede esattamente la stessa cosa che abbiamo chiesto noi il 28 luglio 2016 con un'interrogazione alla Giunta, ovvero che la Regione emetta l'ordinanza di bonifica del sito. Di Redazione VicenzaPiù
Ringraziamo i carabinieri per l'intervento provvidenziale e chiediamo alla Regione di non perdere più tempo e di non sminuire più il problema. La Regione si è macchiata di una colpa gravissima, quella di stare a guardare per un anno anziché dare seguito alla nostra richiesta. Ancora una volta Zaia e gli assessori se la fanno fare sotto il naso. Adesso agiscano". La situazione è ancora più grave del previsto. Il M5S continua: "Il Noe rivela che nel pastone sotto la Miteni non ci sono solo i Pfas, ma sostanze ancora più pericolose come la famiglia dei clorobenzotrifluoruri. Nell'esposto del 2016 lo avevamo già segnalato. Quindi non si perda tempo: la Miteni deve essere chiusa oggi stesso e la Regione deve chiedere la bonifica dell'area
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FATTI
Pedemontana Veneta, CoVePA: "Verificare rapporto di parentela tra Anna e Giuseppe Fasiol e legittimità operazione" Il 7 marzo scorso Luca Zaia ha presentato presso il Consiglio Regionale del Veneto numerose slide con le quali ha chiarito le argomentazioni con cui ha sostenuto le modifiche del contratto di concessione per la Superstrada Pedemontana Veneta e l'introduzione dell'addizionale IRPEF. Tale documentazione è anche reperibile dal profilo "LinkedIn-slideshare" del giornalista Paolo Cagnan, condirettore dei quotidiani veneti del gruppo Espresso. Egli, in uno scambio di email, ci ha confermato che sono documenti di fonte regionale. Dal suo profilo è possibile condividere il file scaricandolo e procedere alla verifica delle proprietà. Di Redazione VicenzaPiù
Dalla lettura di queste risulta che il creatore del file sarebbe una certa Anna Fasiol mentre il proprietario del file sarebbe AreaEngineering srl, che è la società, incaricata dalla Regione Veneto, che ha prodotto i nuovi studi sul traffico per la Pedemontana Veneta. Con questi si è giunti a ridefinire il Piano Economico e Finanziario di SPV e a rifare il contratto di concessione come risulta dalla DGRV n.708 del 16 maggio 2017 pubblica nel BUR n.49 del 19 maggio 2017 (e successiva DGRV n. 780 del 29 maggio 2017, pubblicata nel BUR n. 54 del 1 giugno 2017), stipulato presso lo studio del Notaio Gasparotti di Mestre (VE). Il Responsabile Unico del Procedimento per l'opera pubblica Pedemontana Veneta è il dirigente della Regione Veneto ing. Giuseppe Fasiol. Dalla consultazione di archivi trasparenti presso l'Ordine degli Ingegneri di Rovigo emerge che esiste una ing. Anna Fasiol residente a Rovigo nello stesso luogo in cui risiede un tale Giuseppe Fasiol.
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Alla luce di quanto sopra esposto chiediamo a Luca Zaia di spiegare se esistano rapporti di parentela e affinità tra le citate Anna Fasiol e l'ing. Giuseppe Fasiol Responsabile unico del procedimento di SPV, e infine tra questi con tale Giuseppe Fasiol di Rovigo e quali e di che natura con Area Engineering srl. Abbiamo chiesto alle autorità competenti di procedere agli accertamenti del caso. Noi siamo convinti che, se si dovesse accertare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti, si sia di fronte a un mostruoso conflitto di interessi e che venga a mancare ogni legittimità al profilo di chi ha compiuto gli studi del traffico su cui Regione Veneto basa la propria revisione del contratto di concessione e del piano economico e finanziario di Pedemontana Veneta. Soprattutto viene meno la legittimità dell'operazione di salvataggio della SIS e dell'aggiudicazione dei suoi bond di luglio.
ECONOMIA&AZIENDE
Unipol ipotizza un coinvolgimento nel salvataggio di BPVi e Veneto Banca e scende in borsa. Iccrea ascolterà se sarà tutto chiaro, Calenda si affida a Padoan Ha preso la via del ribasso Unipol (-2,3%) dopo che l'a.d. Carlo Cimbri ha detto che il gruppo e' pronto a fare la sua parte nel salvataggio di BPVi e Veneto Banca. Al momento, comunque, al gruppo bolognese non e' giunta alcuna proposta di intervento anche se, appunto, il gruppo Unipol e' pronto a fare la sua parte nel salvataggio delle banche venete, ma nell'ambito di un intervento di sistema che veda la partecipazione di tutte le banche. E' quanto ha dichiarato l'ad di Unipol, Carlo Cimbri, a margine di una conferenza stampa. "Nessuno ci ha chiesto nulla. Vediamo nel caso cosa ci propongono. In linea di principio se tutto il sistema, interviene faremo la nostra parte, ma non faremo interventi isolati", ha detto Cimbri, interpellato a proposito del dossier delle banche venete. Di Redazione Economica VicenzaPiù
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"Non faremo interventi da soli e neppure se non ci sara' un'adesione complessiva", ha tenuto a precisare Cimbri, a margine della presentazione del bilancio di sostenibilita' del gruppo Unipol a Milano. "Nel caso il nostro intervento sarebbe pro quota. Atlante - ha poi spiegato a chi gli ricordava del contributo al fondo per 100 milioni che ha comportato pesanti svalutazioni nel "momento storico in cui e' intervenuto ha assolto a una funzione per evitare che le cose precipitassero e abbiamo fatto la nostra parte". Anche se sulle banche venete "i costi e i rischi potrebbero essere molto piu' alti" senza un intervento, ha sottolineato l'ad. Quanto ai tempi di un eventuale intervento, Cimbri ha fatto capire di essere in attesa. "Non sono io che guido il vapore. Possiamo solo valutare e rispondere su proposte che ci pervengono", ha risposto in merito. Sui presupposti della partecipazione a un intervento di sistema, l'a.d ha spiegato che "non e' che ti puoi negare se non partecipa il 100% delle banche", ma "neppure se partecipano solo in 2 o 3". Il meccanismo del fondo di risoluzione funziona con la partecipazione di " tutti pro quota. Se non c'e' altra soluzione, si parla di un intervento analogo fatto non attraverso il fondo di risoluzione, ma direttamente dalle banche. Quindi i principi devono essere analoghi", ha concluso Cimbri. Il gruppo Unipol, intanto, si avvia ad effettuare una nuova svalutazione del suo contributo al fondo Atlante 1 per quanto riguarda la parte di quell'investimento andata alle banche venete, in quanto "nei fatti" non ha piu'' valore. "Svaluteremo per quello che di Atlante e' stato investito nelle banche venete", ha risposto Cimbri interpellato in proposito. "Penso che sia nei fatti che quello non ha piu' valore - ha aggiunto .- Quindi adegueremo la nostra valutazione per quella quota a quello che e' lo stato dell'arte". Il gruppo Unipol ha, infatti, investito 100 milioni di euro in Atlante 1 e altri 100 in Atlante 2. Nel bilancio 2016 e' emersa una svalutazione di Atlante 1 di 19,5 milioni, pari al 24% dell'investimento. Intanto Iccrea Banca e' stata contattata dal ministero dell'Economia per partecipare al salvataggio delle Banche venete. Lo rivela il presidente della capogruppo del credito cooperativo, Giulio Magagni. "Per ora solo un'interlocuzione. Se ci chiamano ascolteremo, non costa nulla". Il direttore generale Leonardo Rubattu aggiunge: "Siamo molto sensibili all'evoluzione delle popolari venete che hanno la nostra stessa vocazione. Siamo aperti a valutarla quando ci sara' chiarezza sulle condizioni". Sulla situazione delle banche venete il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha dichiarato: "sta lavorando intensamente il ministro Pier Carlo Padoan. Non e' il mio campo". A margine della dodicesima edizione di European Inventor Award 2017, il premio internazionale dedicato
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all'innovazione indetto dall'Ufficio europeo dei brevetti, l'European patent office (Epo), all'Arsenale di Venezia, parlando di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, Calenda ha aggiunto: "E' una cosa troppo importante per fare commenti".
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
L'Arbitro per le controversie finanziarie della Consob fa "rimborsare" quattro soci BPVi: forse chi ha transato con troppa fretta potrebbe iniziare a pentirsi Segnalo, come di sicuro interesse per i lettori, afronte dell'unica sfavorevole le prime quattro decisioni dell'Arbitro per le controversie finanziarie [ACF] presso la Consob: le prime tre relative alla nota vicenda degli scavalcati (decisione caso 1, decisione caso 2, decisione caso 3) e la quarta (decisione caso 4) all'obbligo di diventare soci per ottenere un mutuo a condizioni vantaggiose. Gli ordini di vendita erano stati impartiti, il primo e il secondo rispettivamente di 106 e di 520 azioni - nell'aprile 2014, e il terzo - di 1.182 azioni - nel luglio 2014. In tutti e tre i casi, BPVi è stata riconosciuta inadempiente all'obbligo di trattare con correttezza l'ordine di procedere alla vendite delle azioni e il relativo comportamento è stato valutato «nell'ambito di una verifica circa il grado di probabilità con cui l'interesse del ricorrente a poter liquidare le azioni avrebbe potuto essere soddisfatto se l'intermediario, in tale sua specifica qualità avesse correttamente eseguito il servizio di investimento richiesto dal cliente, ossia appunto avesse dato esecuzione all'ordine di vendita». Di Riccardo Federico Rocca
La constatazione che Banca Popolare di Vicenza non ha addotto qualsivoglia elemento idoneo a ricostruire l'ordine cronologico delle operazioni è stato alla base della relativa condanna. Ai fini dell'ammontare
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del risarcimento del danno, la probabilità dell'esecuzione degli ordini di vendita non è stata relazionata alla data della richiesta ma alla consistenza del pacchetto di azioni, sicché è stato accordato un risarcimento parametrato all'importo del mancato ricavo della vendita del 100% a chi ha impartito l'ordine di 106 azioni, del 75% al secondo di 520 azioni e del 60% al terzo di nr.1182. Si può, pertanto, cantare vittoria? Forse è prematuro. E' noto che le decisioni dell'ACF non sono vincolanti per la banca e, ove questa decida di non darvi esecuzione, il risparmiatore dovrà avviare l'iter processuale di fronte alla giustizia ordinaria. In tale contesto, BPVi per difendersi dovrà rinunciare alle eccezioni processuali già bocciate dall'ACF e [finalmente] ricostruire l'esatto ordine cronologico di acquisti e vendite al fine di dimostrare a partire da quale data possa essere tenuta esente da responsabilità per la relativa mancata esecuzione. O, in alternativa, rimborsare tutti coloro che avanzino analoghe domande risarcitorie quand'anche l'ordine di vendita sia stato impartito nel febbraio 2015. Attendiamo speranzosi. La quarta decisione è a nostro avviso certo più insidiosa per BPVi. Infatti l'ACF ha annullato un contratto di acquisto di nr. 100 azioni per « avere la banca indotto la ricorrente a concludere un investimento in azioni che altrimenti non avrebbe concluso e perché non sembra revocabile in dubbio che tale condotta possa essere ascritta al paradigma dei comportamenti integranti artifizi e raggiri idonei a determinare l'annullabilità del contratto di acquisto di azioni per dolo determinante. Ciò specie tenendo presente che BPVi cumulava in se la qualità di soggetto che esegue l'ordine di acquisto impartito dal cliente sia la qualità di parte venditrice delle proprie azioni». Tale iter argomentativo è a mio avviso del tutto condivisibile e non lascia spazio a grandi difese, specie dopo che, nel proprio atto di citazione per risarcimento danni dello scorso 6 aprile, BPVi ha pacificamente confessato la piena illiceità della gestione Gianni Zonin/ Samuele Sorato. Forse chi ha transato con troppa fretta potrebbe iniziare a pentirsi.
NESSUNA CATEGORIA / FATTI
Bilancio Partecipativo, oggi gli esiti di una votazione on line a dir poco "maneggiabile", ergo illecita Non ho una grande conoscenza del "sistema bilancio partecipativo", ma ho vissuto una recente esperienza molto lontana dalla mia ottica di trasparenza. Tutto quello che si può sapere, si apprende dal sito , ultimo aggiornamento dicembre 2015. Quanto siano legittime le votazioni on line non è dato a spiegare. In Estonia si vota on line dal
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2007, ma serve una carta di identità elettronica e si vota via computer e non con telefonino. Sono stati fatti esperimenti negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Irlanda, in Norvegia, In Finlandia, nei Paesi Bassi e in Germania; tutti più o meno falliti per motivi più o meno tecnici...La lingua italiana ci permette di chiamare la stessa cosa con tanti nomi diversi. Di Paola Farina
A mio modesto avviso alcuni progetti non dovrebbero essere ammessi, la manutenzione delle scuole è compito delle istituzioni, chi paga le tasse ha diritto di mandare i figli in una scuola che funziona, dal numero e qualità degli insegnanti, ai soffitti che stanno su al giardino in ordine... Mi sono trovata coinvolta in un progetto, che ho seguito ed ho promosso come è giusto fare se si crede in qualcosa o qualcuno ed ho votato on line leggendo le istruzioni "inserisci il tuo codice fiscale e il tuo numero di cellulare e fino a qua tutto è corretto". Se io inserisco il codice fiscale di mia mamma con un mio altro numero di cellulare, mi arriva il codice di conferma, lo inserisco e il voto risulta valido comunque. Se uno inserisce il codice fiscale di una persona non più consapevole con il suo numero di cellulare o di altro utente, il voto rimane valido comunque. Se una persona inserisce cinque codici fiscali di persone iscritte a una associazione, che non sarebbero mai andate a votare o che sono in vacanza e può contare su cinque utenze telefoniche può portare cinque voti. Se, peggio ancora, ho i dati di una persona e calcolo il Codice fiscale con uno degli innumerevoli programmi gratuiti disponibili on line e poi utilizzo i numeri dei cellulari di cui sono nella disponibilità, ecco che si va ben oltre l'uso, diciamo, di parte della votazione, che a quel punto appare proprio così maneggiabile da poter essere illecita. "Tuo" significa: che appartiene a te (anche temporaneamente, nel caso di un banco di scuola ad esempio). Ma nello specifico il tuo cellulare dovrebbe essere quello la cui utenza è intestata a te, perché appartiene a te, anche temporaneamente (un contratto telefonico può anche non essere perenne). Un cellulare anche se "tuo" senza una "tua" utenza telefonica, non può essere tuo...è di qualcun altro, perché il responsabile dell'utenza telefonica è l'intestatario del contratto. Ho fatto questo discorso con un insegnante giovane, che portava avanti un progetto diverso dal mio ed ha condiviso questo mio pensiero e di questo ragazzo ho apprezzato la "bellezza del suo spirito e della sua ingenuità" e
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mi ha accesso una speranza. Ho espresso lo stesso pensiero con persone della mia età, coinvolte nello stesso progetto del ragazzo per bene e se non mi hanno mandato espressamente a vaff....lo hanno pensato. Il bilancio partecipativo è anche questo. Con i soldi che ho speso per promuovere una cosa che pensavo rientrasse in un circuito di pari opportunità ed onestà intellettuale, avrei comprato mille chili di pasta (all'ingrosso in Grecia) da donare a un campo di veri profughi..., con il tempo che ho speso per seguire un progetto, che alla luce dei fatti non può contare su alcun principio di equità avrei potuto collaborare attivamente su qualcosa in grado di dare un vero senso alla vita e mi vergogno per aver creduto che fosse "tutto trasparente".
SCUOLA E FORMAZIONE
Fuga di Cervelli? La regione chiama i "giovani oriundi" La Regione Veneto stanzia 30 mila euro per finanziare la frequenza a master universitari di giovani di origine veneta che siano emigrati all'estero per almeno cinque anni consecutivi. E' quanto dispone la delibera della Giunta regionale, approvata dall'assessore al Sociale e ai Flussi migratori, che ripristina quest'anno il rapporto di collaborazione con i tre Esu del Veneto dedicato a contribuire alle spese di viaggio, frequenza (tasse), vitto e alloggio degli oriundi veneti under 39 che decidano di frequentare un master di primo o secondo livello in uno degli atenei della regione. Di Emma Reda
L'iniziativa rientra nel programma annuale della Regione a favore dei veneti nel mondo e - sottolinea l'assessore - potrà dare un valido aiuto alla diffusione del vasto patrimonio culturale veneto tra le nuove generazioni di emigranti. Nonché rinsaldare i legami tra veneti espatriati e terra d'origine, favorendo lo scambio di conoscenze e il rientro di ‘cervelli'.
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Ius Soli, Sergio Berlato: "La sinistra sradica le basi della nostra civiltà" "Prosegue con arrogante disinvoltura il processo imposto dalla sinistra di sradicare le basi fondanti della nostra civiltà; prima minando la famiglia tradizionale con una legge sulle unioni civili che di fatto snatura il concetto di matrimonio, poi lasciando il nostro Paese completamente allo sbando di una vera e propria invasione con una politica dell'accoglienza senza regole e ora con lo Ius Soli per svendere anche la cittadinanza italiana - afferma il Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Sergio Berlato. Di Emma Reda
"Qui si stanno minando le fondamenta della nostra società, in modo subdolo e condizionato da una visione del mondo fintamente democratica, tipica dei radical chic che vanno a braccetto con la sinistra più ideologizzata, si sta perseguendo un progetto che avrà effetti drammatici per le prossime generazioni - conclude preoccupato il Consigliere Sergio Berlato.
LIBRI
Una biblioteca diffusa con le free little libraries Passa attraverso la condivisione di un libro la nuova iniziativa che la Biblioteca Civica Villa Valle ha messo in atto nel suo quotidiano impegno a diffondere la cultura del libro e della lettura. Dopo il riconoscimento del titolo di "Città che legge", crescono le proposte per portare il piacere di leggere in ogni angolo della città: arrivano così le free little libraries, 11 casette che gli operai comunali
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hanno installato nelle scorse settiane in varie location cittadine. Di Comunicati stampa Comune di Valdagno
All'interno di questi box, qualunque cittadino potrà prelevare un libro proposto, ma potrà anche decidere di restituirlo o di sostituilo lasciando a sua volta un altro libro. Il primo esperimento è stato effettuato al Parco La Favorita, dove la piccola biblioteca libera non è mai rimasta vuota. Ora, al suo fianco ne arriveranno altre 10 che troveranno posto nei pressi delle fermate del trasporto pubblico locale in centro a Cerealto e a Castelvecchio, ma anche sotto il portico in piazzale della chiesa a San Quirico e nel piazzale davanti alla chiesa di Massignani. Non mancheranno poi nemmeno i punti di lettura all'ingresso degli uffici comunali di Via San Lorenzo e in Piazza del Comune, nel grande piazzale nei pressi del supermercato Famila a Ponte dei Nori, all'ingresso della scuola primaria di Piana, vicino alla fontanella di Piazza Emilio Lorenzi a Campotamaso e nei pressi della casetta dell'acqua in Piazza Mons. Cosaro a Novale.
FATTI
Anche la rotatoria dell'Auchan nel calderone Unesco Non bastavano Borgo Berga, la caserma Dal Din e il Tav, nella questione Unesco finisce anche la rotatoria dell'Auchan. Il Comune ha da poco annunciato il progetto definitivo: non si tratterà di un mini rotonda come ipotizzato in passato, ma di una rotatoria a raso con diametro di 110 metri che verrà scavalcata dalla variante con un viadotto lungo 116 metri e alto 7 metri. Insomma un lavoro, oneroso e piuttosto "ingombrante". Niente di male, l'incrocio in discussione è al momento una macchina da incidenti che richiede di essere messa
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in sicurezza. Tuttavia, denunciano i Cristiani per la Pace e gli altri comitati "Unesco": "La valutazione del Viadotto è stato omesso dal Hia". In pratica i tecnici Unesco, non ne sapevano nulla. Di Pietro Zanella
Lo stesso si può dire del complesso che presto, poco lontano dal centro commerciale di Auchan, grazie ad un sistema di compensazioni potrebbe sorgere. "La nuova vasta zona che l'Auchan è stata autorizzata a cementificare è limitrofa all'area della tangenziale ovest già attenzionata dall'Unesco sia nella H.I.A. che nell'Advisory Mission e rientra nelle aree dove l'Unesco chiede vengano al più presto fissate "nuove regole per prevenire lo sviluppo di ulteriori urbanizzazioni" denunciano in un comunicato i Cristiani per la Pace. La questione è di merito: le valutazioni del team di urbanisti non può essere comprensiva anche delle costruzioni future (caso a parte il passaggio del Tav per Vicenza e il Parco della Pace). I paletti- suggerimenti di Icomos, per stessa amissione del vicesindaco Jacopo Bulgarini D'Elci: "saranno qualcosa di cui tenere conto in futuro assieme a tutti gli enti territoriali coinvolti". Le regole di base per procedere allo sviluppo urbano, però, sono ancora tutte da scrivere.
Commercio e "La nuova via della seta", Italia ed Europa si preparino allo Tsunami del Made in China: il commento di Michele Geraci La Cina continua a spingere su più fronti per conquistare il mercato mondiale del manifatturiero, facendo leva su valori occidentali quali il libero mercato e lo sviluppo della finanza internazionale. I politici dell'Occidente, adulati dal fatto che la Cina accetti finalmente il nostro modo di pensare, ci cascano, dimentichi della leggenda del cavallo di Troia. In questi giorni, in un workshop tenuto presso la
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Nottingham University a Ningbo, uno dei porti più importanti del mondo da cui partono i vari container per l'Asia, Medio Oriente ed Europa, si è parlato de La Nuova Via Della Seta, iniziativa promossa dal presidente Xi Jinping per promuovere il commercio e gli investimenti tra Cina e paesi dell'Asia Centrale. Di Redazione Economica VicenzaPiù
Pare una situazione win-win per tutti, ma le cose non sono come appaiono: la Nuova Via della Seta, inquadrata in un contesto più complesso è, per noi europei, preoccupante. La Cina sta costruendo una strategia di espansione commerciale che si fonda su quattro pilastri: il progetto China Manufacturing 2025 (CM-2025); la Banca Asiatica per gli Investimenti in Infrastrutture (AIIB); la Nuova Via della Seta o One Belt One Road (OBOR); l'internazionalizzazione del RMB. Come in una piramide, ogni pilastro si appoggia sul precedente in una sequenza che, partendo dalla base più solida, si spinge verso progetti sempre più ambiziosi. Alla base, il China Manufacturing: la Cina conta di divenire il più grande produttore nel manifatturiero di altissima qualità destinato all'export. Il secondo tassello, la banca, fornisce fondi per gli investimenti in infrastrutture, ferrovie, autostrade, porti che faciliteranno il trasporto dei prodotti. La Nuova Via della Seta rappresenta il cappello teorico e suggestivo di antichi splendori che creano l'inganno secondo il quale gli Europei avranno tanto da guadagnarci, come un tempo. Infine, in cima alla piramide, l'internazionalizzazione del RMB dà la benedizione della finanza internazionale all'uso della moneta cinese come valuta di scambio principale. I quattro pilastri sono elencati in ordine di importanza, con il CM2025 alla base di tutto e l'internazionalizzazione del RMB l'obiettivo di minor sostanza. Il CM-2025 è una decisione interna che ha già effetti ed è inarrestabile: dopo una crollo del tasso di crescita del settore industriale, passato dal 20% del 2008 a quasi lo 0% del 2015, il settore ha ripreso nel 2016 a crescere del 6% e nel 2017 sembra che acceleri ancora di più. Il China Manufacturing 2025 non è più un obiettivo, ma una realtà. Sulle altre tre iniziative, invece possiamo far sentire la nostra voce. Ma, paradossalmente, più ci allontana dalla base, più l'occidente ha più voce in capitolo, ma su temi meno importanti: l'occidente può infatti arginare l'avanzare del RMB, ma alla Cina non farà troppo male. Nel mezzo, ci giochiamo il futuro dell'Italia industriale. Competere contro il colosso del CM2025 è arduo: la Cina riesce a mobilizzare capitali, forza lavoro, risorse e know-how tecnologico in maniera molto più veloce ed efficace di noi. Il
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dibattito va spostato su 'liberismo contro protezionismò nel commercio estero. Tema molto caldo e carico di contenuti ideologici. E la Cina lo ha ben capito che da noi è tabù. Per questo il presidente Xi va a Davos come paladino del liberismo economico e i nostri teorici liberali non possono contraddirlo. Chi spiegherà questa scelta ai nostri lavoratori quando questi perderanno il proprio impiego a causa della Nuova via Della Seta?
di Michele Geraci per Radiocor Head of China Economic Policy Program and Ass't Prof of Finance - Nottingham University Business School, China Head of China Program - Global Policy Institute Adjunct Professor of Finance - NYU Shanghai Senior Research Fellow and Adjunct Professor of Finance Zhejiang University.
FATTI
Bilancio partecipativo, medaglia d'oro a "Un Porto Sicuro" Il Bilancio partecipativo ha visto salire sul gradino più alto del podio il progetto "Un Porto Sicuro" proposto dai docenti e dalle famiglie della scuola Da Porto. Il progetto ha ottenuto 1006 voti e prevede la riqualificazione dell'edificio scolastico attraverso la pulizia, il ripristino, l'intonacatura e la tinteggiatura. Inoltre è prevista la messa in sicurezza del cortile interno con il ripristino del verde. Medaglia d'argento, con 891 preferenze, al progetto "Sei Verde. Benessere, Vita, Arte, Natura a Santa Bertilla, San Giuseppe, San Lazzaro, Carpaneda". Il terzo classificato "Libera palestra del Retrone" proposto dall'associazione Rangers Rugby Vicenza ASD con 870 voti supera di 50 mila euro il budget di 400 mila euro messi a disposizione per il 2017, decurtato dall'importo dei primi due classificati. "Sarà il Consiglio comunale a decidere se integrare l'importo per finanziarne la realizzazione - ha detto l'assessore alla partecipazione Annamaria Cordova. - Lavorerò perché il progetto venga inserito". Di Monica Zoppelletto
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FATTI
Vicenza Domani, Jacopo Bulgarini D'Elci: "C'è l'ambizione di pensare a una città con un orizzonte più coraggioso" Si chiama Vicenza Domani l'associazione politico-culturale ideata dal vicesindaco Jacopo Bulgarini D'Elci. "Sarà la casa per i tanti cittadini, liberi e indipendenti, che non si identificano a sufficienza nei partiti - dice Bulgarini - ma hanno in sé il desiderio di offrire alla comunità il proprio tempo, la propria intelligenza, le proprie competenze. E il laboratorio per portare i 10 anni di amministrazione Variati nel futuro, costruendo un progetto di città che risponda alle tante e nuove sfide del nostro tempo". Al progetto partecipano anche gli assessori Annamaria Cordova e Umberto Nicolai. L'anno prossimo ci saranno le elezioni amministrative e Bulgarini non si sbilancia, non fa alcun nome ma traccia l'identikit del perfetto futuro sindaco di Vicenza. Di Monica Zoppelletto
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Ok Consiglio ministri a Decreto legge che sospende rimborso bond Veneto Banca. Anche per BPVi trattative in corso per salvataggio Che sia grave la situazione, anche di cassa, di Veneto Banca, non dissimile da quella della Banca Popolare di Vicenza, lo dimostra la decisione del Consiglio dei ministri che ha approvato un Decreto legge che sospende il pagamento di un bond subordinato emesso da Veneto Banca e in scadenza il prossimo 21 giugno. Il provvedimento è uno dei passaggi fondamentali nel tentativo di salvataggio delle due banche venete che dovrebbe comprendere anche un intervento di privati, le altre banche italiane, per oltre 1 miliardo prima di poter accedere alla ricapitalizzazione precauzionale chiesta a Bruxelles. I negoziati tra l'Italia e la Commissione Ue sono ancora in corso e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan alla conferenza stampa al termine della riunione
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Ecofin ha dichiarato: "Sono fiducioso per una soluzione positiva a breve sulle banche venete. Stiamo lavorando proficuamente, il governo e le istituzioni italiane stanno lavorando su tutti i requisiti giuridici e normative per facilitare la soluzione concreta dei problemi". Di Redazione Economica VicenzaPiù
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE / ASSOCIAZIONI
Le proposte per il salvataggio di BPVi e Veneto Banca di Codacons Veneto, Anla Veneto e SeniorItalia Il Coordinamento risparmiatori Veneto Banca e Popolare di Vicenza, costituito da Codacons Veneto, ANLA Veneto e SeniorItalia, rappresentati rispettivamente dall'avv. Franco Conte, Lando Arbizaani e Vincenzo Gigli, ci invia un documento a firma dell'avvocato Conte che pubblichiamo su Azioni di Responsabilità, salvataggio Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, Arbitro delle Controversie Finanziarie (ACF) Azioni di responsabilità. Il 5 aprile Bpvi chiede oltre 2 miliardi di danni, senza contare il danno reputazionale a 32 tra amministratori e manager, il 14 giugno Veneto Banca chiede 2,3 miliardi di danni agli ex amministratori e sindaci. Il danno «spaventoso» cagionato dagli ex vertici di Veneto Banca all'istituto è quantificato con un «conteggio massimo, provvisorio e potenziale nei confronti di amministratori e sindaci in carica fino al 26 aprile 2014, fino alle dimissioni di Flavio Trinca.
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Di Emma Reda
Il salvataggio. Le ripetute affermazioni del Ministro Padoan, che confermano quanto anticipato, nero su bianco dal sottosegretario on. Baretta, tranquillizzano che non ci sarà bail-in (fallimento) né "risoluzione" altra forma di fallimento a mio avviso sono affidabili. Alla fine i 1.200 milioni di euro, o la metà, dei privati per consentire l'arrivo dell'aumento precauzionale di Stato arriveranno (Unicredit, Intesa e UNIPOLSAI...) Resta il disagio per non dire lo scandalo che il Veneto che blatera tanto non riesce, almeno sino ad oggi a mettere in campo imprenditori capaci di sedersi al tavolo del rilancio. Noi abbiamo fatto la nostra proposta che unisco di seguito* e sulla quale chiedo una valutazione, specie se di dissenso. In sintesi: quantificare il danno subito dal risparmiatore e utilizzare il risarcimento per acquistare obbligazioni dello Stato convertibili o con warrant di acquisto delle azioni al prezzo di emissione, facoltà da esercitare in un certo numero di anni. Il risparmiatore sarebbe risarcito in tempi brevi e verrebbe coinvolto sul rilancio della banca del territorio. Poiché le obbligazioni avrebbero mercato potranno anche essere vendute e quindi consentire di gestire le emergenze (fine per il quale era stato messo da parte il risparmio). In tutte le sedi invitiamo a fare presto; il salvataggio è da farsi «in tempi molto brevi» ha ricordato Fabio Panetta, vice direttore generale Bankitalia: «Le difficoltà non dipendono da vincoli finanziari: le risorse stanziate dal governo sono di gran lunga superiori a quelle necessarie per il risanamento. Ci sono ostacoli di natura normativa che possono e devono essere superati». L'accordo è «prossimo» ha ribadito Padoan ma senza l'ok Ue, sarebbe un «aiuto illegale» che «lungi dal mettere in sicurezza le banche, ne accrescerebbe la instabilità». Decisioni ACF. Sono estremamente positive a favore degli scavalcai e contro la connessione del mutuo con l'acquisto di azioni. Ribadito altresì la carenza del requisito della liquidabilità. Manteniamo il nostro responsabile ottimismo, ma le rassicurazioni di tutelare il risparmio tradito vanno precisate: è chiara la tutela degli obbligazionisti ma resta indefinita la tutela del risparmiatore che nelle quote delle due popolari aveva messo al sicuro i propri risparmi. Su questo vigiliamo e operiamo le necessarie pressioni. Un cordiale saluto Per il Coordinamento Avv. Franco Conte
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*Pregiatissimi Sottosegretario MEF con delega on.le Pierpaolo Baretta Presidente Banca Popolare di Vicenza S.p.A. Dott. Gianni Mion Presidente Veneto Banca S.p.A. Dott. Massimo Lanza....... Presidente Giunta Regione Veneto Dott. Luca Zaia Al Sindaco di Vicenza Dott. Achille variati Sindaco di Treviso Avv. Giovanni Manildo Oggetto: contributo dei risparmiatori traditi Veneto Banca e Popolare Vicenza per il rilancio della banca del Territorio Gli scriventi: Anla (Associazione Nazionale Seniores d'Azienda), fondata nel 1949 come Associazione Nazionale dei Lavoratori Anziani di Azienda, è oggi aperta a tutte le generazioni: con i suoi soci ordinari, territoriali e/o familiari Associazione No Profit con decreto n. 22 dell'8/7/2002, è riconosciuta come Associazione di promozione sociale, nella sua espressione regionale CODACONS, componente del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), organo istituito con legge 30 luglio 1998, n° 281, confluita nel Codice del consumo, decreto legislativo n.206/20, nella sua espressione regionale, Senior Italia, federazione delle associazioni della terza età fondata nel 2006 riunisce numerose associazioni per un totale di 3.500 Centri Sociali per Anziani (CSA) su tutto il territorio nazionale ed oltre 3,5 milioni di persone aderenti. nella sua espressione regionale, Per il futuro di Popolare di Vicenza e Veneto Banca viviamo Il momento più critico. A fronte di un comprensibile stato di angoscia dei risparmiatori che hanno ben chiaro il rischio di possibili "risoluzioni" nefaste per il loro risparmi, resta il disarmante passare dei giorni su un piano inclinato che rischia di rendere inaffidabili le pur importanti garanzie ricevute anche direttamente dal Sottosegretario Baretta. La dichiarazione del 13 giugno del Ministro Padoan che rassicura sul "salvataggio" e aggiunge che gli obbligazionisti delle due banche stiano tranquilli... come sempre lascia nell'ombra cupa il diritto al risarcimento di chi ha comprato quote azionarie della Banca sulla base della garanzia che fossero il prodotto adatto per il proprio risparmio nella oggettiva benedizione o disattenzione delle autorità di controllo. Il nostro punto di vista, sempre rappresentato nelle sedi più idonee, si evidenzia su tre obiettivi: - il modello veneto di sviluppo non può perdere il supporto positivo svolto dalle due banche popolari, - il patrimonio di competenze del personale debba essere salvaguardato, - recupero della fiducia tradita con il giusto risarcimento del danno subito e la celebrazione tempestiva dei processi per punire i colpevoli e smascherare
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le connivenze per evitare che si riproducano ancora simili tsunami sociali. Un articolato sondaggio nel nostro ambito si apre alla prospettiva di dare un contributo significativo sul piano quantitativo, ma soprattutto qualificante per il futuro delle due banche che coinvolgerebbe, come protagonisti, i risparmiatori traditi. La proposta riprende precedenti aperture dell'azionista Quaestio...poi lasciate cadere. I tempi della proposta: definizione di casistiche (operazioni baciate, vendita di azioni per concessione mutuo, mancata vendita di azioni, fido per dare liquidità per mancata vendita, acquisto di obbligazioni conv. e aucap nel 2013 e 2014, età, stato di salute, ...) tavoli di conciliazione, che alla luce delle casistiche predefinite, determinano rapidamente l'importo del risarcimento. Lo Stato, in sede dell'inevitabile intervento precauzionale per l'aumento di capitale, riserva ai risparmiatori che partecipino al tavolo di conciliazione ed utilizzino il risarcimento riconosciuto per acquistare obbligazioni con la facoltà di trasformare, nell'arco di 5/10 anni, in azioni al prezzo di emissione. Riteniamo che dai tavoli di riconciliazione i risparmiatori potrebbero essere soddisfatti con il riconoscimento del loro danno secondo parametri da predefinire. In questa maniera i risparmiatori non sarebbero sottoposti ai costi ed all'alea di lunghi anni processuali. Le due banche vedrebbero consolidato il perimetro del contenzioso. La formula dell'obbligazione convertibile o con warrant consente di rendere liquido il credito per chi avesse urgenze o di partecipare al rilancio delle banche nella prospettiva che il valore dell'azione negli anni dia premio sul valore dell'obbligazione. Sino ad oggi, gli impegni assunti per tavoli di conciliazione sono stati disattesi. Con il cambio della governance della Banche si potrebbe dare avvio a questo percorso, che risarcisce ai risparmiatori il danno subito e li coinvolge nel futuro delle Banche. Abbiamo valutato, nel perimetro di "litigation" monitorato verso i nostri assistiti, che i circa 18 milioni di euro di risarcimento nominale, mediamente scontato del 15%, potrebbero tradursi in un investimento in 16 milioni per il Nuovo inizio. I risparmiatori possiederebbero obbligazioni di fatto garantite dallo Stato e avrebbero interesse al successo del rilancio. E' di tutta evidenza il valore civico di questa iniziativa che vedrebbe la comunità veneta rimotivata e protagonista, dando una prova concreta che ci tiene, non a parole, alla banca del Territorio. Si tratta di una proposta che può essere condivisa dalle altre associazione di tutela dei risparmiatori e quindi raggiungere cifre più significative ai fini di soddisfare al meglio le condizioni del rilancio. Nel confermarci a disposizione per ogni ulteriore precisazione e aperti a valutare altri sentieri porgiamo i più distinti saluti. ANLA Veneto Lando Arbizaani Codacons Veneto Franco Conte SeniorItalia Veneto Vincenzo Gigli
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ECONOMIA&AZIENDE / POLITICA
Acque Vicentine e AVS: prosegue il percorso verso la fusione. Ecco le nuove tappe verso il deposito del progetto Il processo di fusione tra Acque Vicentine, che ci invia la nota che pubblichiamo, e Alto Vicentino Servizi entra in una nuova importante fase che culminerà il 26 giugno con il deposito del progetto al Registro Imprese. A precedere questo passaggio fondamentale sono le assemblee dei soci dei due gestori durante le quali è stato presentato il progetto ai Sindaci (il 12 quella di Acque Vicentine e il 14 quella di AVS) e una serie di incontri sul territorio dedicati agli amministratori e consiglieri comunali. Per Acque Vicentine le date in programma sono il 13 giugno a Monticello, il 15 a Barbarano e il 19 ad Altavilla. Un ulteriore incontro, in data da definire, si terrà a Vicenza. Per Alto Vicentino Servizi gli incontri sono invece in programma il 21 giugno a Valdagno e il 22 a Schio (nella foto da sinistra: il presidente di AVS Cattelan, il sindaco di Thiene Casarotto, il presidente della Provincia Variati, il presidente di Acque Vicentine Guzzo e il direttore generale di Acque Vicentine Fabio Trolese). Di Redazione VicenzaPiù
"Di fatto entriamo nell'ultimo chilometro del percorso che ci porterà a dare vita ad un gestore unico, più forte nell'affrontare le sfide che ci attendono ma allo stesso tempo garante di quel rapporto stretto con il territorio che da sempre caratterizza la gestione pubblica - sottolineano i presidenti delle due società Angelo Guzzo e Giovanni Cattelan -. Questa fase è importante non solo dal punto di vista formale, ma anche perché è un momento di partecipazione e condivisione del progetto". Il percorso verso la fusione - che comunque dovrà vedere, dopo il deposito al Registro Imprese, il passaggio nei Consigli comunali di tutti gli enti soci potrà portare alla nascita di una nuova realtà pubblica con competenza su 69 Comuni del territorio e un bacino di 550.000 abitanti. Tra le linee guida del processo il mantenimento degli sportelli e dei presidi operativi nel territorio e una sostanziale stabilità delle tariffe. L'obiettivo è arrivare all'atto
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di fusione nell'autunno del 2017 e alla nuova azienda operativa all'inizio del 2018.
GIUDIZIARIA / ECONOMIA&AZIENDE
Cattolica Assicurazioni partecipata da BPVi: da Procura Venezia perquisizione e sequestro, indagati Milone e Zatachetto La compagnia Cattolica Assicurazioni , di cui è noto l'ultimamente problematico intreccio societario con la Banca Popolare di Vicenza, informa che oggi è stato eseguito, nei confronti della società, un provvedimento di perquisizione e sequestro, emesso nell'ambito di un procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica di Venezia che vede indagati, tra gli altri, il collaboratore della Compagnia Albino Zatachetto e Giuseppe Milone, responsabile amministrativo nonché dirigente preposto della medesima. In relazione a quanto sopra è stato convocato il Cda della compagnia per le deliberazioni inerenti e conseguenti. "La società - si legge in una nota - sta seguendo e seguirà con attenzione lo sviluppo delle indagini, prestando la massima collaborazione alla magistratura, nella quale ripone piena fiducia" (nella foto la onferenza stampa a Venezia sulle indagini su Cattolica Assicurazioni). Di Redazione Economica VicenzaPiù
Cattolica Assicurazioni, arrestato direttore amministrativo. Le carte: “Il presidente non deve avere problemi penali” Il nome di Carlo Bedoni, non indagato, è citato più volte nei colloqui tra gli arrestati nell'ambito dell'inchiesta sui regali in cambio di sconti sulle sanzioni fiscali. Il manager Milone parla con un dirigente delle Entrate che gli assicura di aver parlato con un collega "per impedire che il Presidente vada in Tribunale”. Gli era stata promessa l'assunzione della compagna nella società
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di Fatto Quotidiano | 16 giugno 2017 Salvare il presidente di Cattolica Assicurazioni da qualsiasi conseguenza penale a seguito di una verifica fiscale in una società del gruppo. Era questa la mission (non impossibile) che alcuni dirigenti della compagnia assicuratrice veronese e alcuni funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Venezia portarono a termine nel 2015. Al prezzo di un paio di orologi Rolex del valore di 20mila euro e di promesse di assunzioni o di contratti di consulenza. L’inchiesta che a Venezia ha portato all’arresto di 16 persone da parte dei finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria ha spalancato una finestra sui vertici della compagnia, compreso il presidente Carlo Bedoni (che non è indagato). I provvedimenti di custodia cautelare hanno riguardato, tra gli altri, Giuseppe Milone, direttore amministrativo di Cattolica Assicurazioni e l’ex dirigente Albino Zatachetto. Secondo l’accusa si sarebbero accordati per far abbattere una richiesta fiscale da 8,8 milioni di euro a 2,6 milioni. Nella vicenda sono coinvolti anche il tenente colonnello della Gdf Vincenzo Corrado e il dirigente dell’Agenzia delle Entrate del Veneto Christian David. Il regista è Elio Borrelli, alto dirigente a Venezia, ora capo dell’ufficio provinciale di Pesaro e Urbino. Nell’accordo sarebbe entrato come intermediario anche Cesare Rindone, giudice della Commissione tributaria regionale. Quale è il prezzo di quell’intesa? A David e Borrelli sarebbe stata promessa l’assunzione con contratto dirigenziale presso la Cattolica della compagna di Borrelli, con un livello retributivo di 90mila euro all’anno (offerta non accettata). Poi furono promesse alla stessa signora consulenze “di consistente valore”. A David e Borrelli viene contestato di aver accettato la promessa. A David, Corrado e Rindone sarebbero state fatte altre promesse: l’assunzione di un amico ed ex collega di Corrado, nonché amico di Rindone. Allo stesso Corrado, quando sarebbe uscito dalla Finanza, era stata promessa l’assunzione alla Cattolica. Infine, l’ufficiale e David avrebbero ricevuto un paio di orologi Rolex del valore di 20mila euro. Tutto questo a che scopo? Una conclusione favorevole della verifica. Ma dalle carte dell’inchiesta e dalle intercettazioni spunta il nome del presidente Bedoni, che doveva essere messo al riparo da conseguenze penali relative a possibili illeciti fiscali. Bedoni è un personaggio importante. E’ presidente di Cattolica dal 2006, presidente di Società Risparmio e Previdenza (gruppo Cattolica) dal 2010, componente del Cda della Camera di Commercio di Verona dal 2009. Oltre ad essere cavaliere e commendatore è componente del consiglio nazionale di Confcooperative, ma fu per quasi dieci anni (dal 1997 al 2006) presidente nazionale della Coldiretti. Dal 2007 al 2012 è stato nel Cda di Banca Popolare di Vicenza.
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Tutto comincia nella primavera 2015. Zatachetto e Borrelli si accordano per incontrarsi a pranzo “A la scuea” di Mestre. “All’incontro parteciperà anche ‘il piemontese’ poi identificato nel dott. Paolo Bedoni, presidente della Società Cattolica di Assicurazioni”, annotano i finanziari del Nucleo di polizia tributaria. “Borrelli si recherà all’incontro con ‘un altro’, poi identificato per David, capo settore controlli e riscossioni dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale del Veneto”. Il 21 maggio 2015 ci sono anche i finanzieri a fotografare l’incontro. “Alle ore 13.02 arriva Zatachetto con Bedoni a bordo dell’auto Audi… intestata a Cattolica Assicurazioni, e i due entrano nel ristorante. Alle 13.41 Borrelli con David arrivano al ristorante a bordo della Range Rover guidata da Borrelli. I due entrano nel ristorante”. I finanzieri aspettano. “L’incontro dura più di un’ora perché i quattro escono alle 14.55 e prima di ripartire si salutano molto cordialmente. Borrelli e Bedoni si scambiavano un bacio sulla guancia”. Quello che accade dopo è contenuto in numerosi dialoghi. Borrelli sembra seguire la pratica anche se è stato trasferito a Pesaro il 31 maggio 2015. Il 5 giugno Borrelli telefona a David. Ecco il dialogo: BORRELLI: “E’ necessario”. DAVID: “Sì!”. B. :“Un incontro con quelle due persone della Cattolica che hai incontrato l’altra volta con me”. D.: “Sì, io gli avevo lasciato il numero di telefono”. B.: “Ok! Così vi vedete un’altra volta, anche perché non ci deve essere un problema penale per il Presidente”. D.: “E io sono disposto ad ascoltarli, sai che la mia porta è aperta”. B.: “Christian, mi raccomando il fatto del penale”. D.: “Sì lo so, lo so!”. B.: “Il Presidente non può, non può andare in penale”. D.: “Ok, vediamo io non so neanche come stanno chiudendo la verifica, quindi siamo fermi a quello che ti ho detto”. B.: “…non è quello il problema della quantificazione è che in questo periodo con tutto ciò che si deve fare con le varie banche, con le brrr… il Presidente non può andare in Procura della Repubblica”. L’antifona è chiara. La risposta almeno possibilista. Dopo dieci giorni c’è un secondo incontro con esponenti della Cattolica. Entra in scena il direttore amministrativo Milone, che parla con Borrelli, intercettato. Borrelli (scrivono i finanzieri) spiega di aver parlato con un collega “per impedire che il Presidente vada in Tribunale”. Dopo l’incontro con David, Milone dice a Borrelli: “Tutto ben, volevo solo dirti grazie, abbiamo fatto quello che dovevamo eeeh e adesso andiamo avanti”. E Zatachetto: “Ci ha detto di star fermi, che adesso sente e poi ci chiama e andiamo a mangiare il pesce”. E Borelli: “Se mai fallo di venerdì che vengo anch’io”. In un’altra telefonata, Zatachetto, riferendosi alla verifica fiscale, dice a Borrelli che vuole notizie: “Lui ha detto state fermi che io tengo tutto fermo fin che eh per cui noi siamo qui”. Sullo stesso tenore, nel luglio 2015 David dice al sempre presente Borrelli: “Digli che stia tranquillo, che torno dalle ferie. Tanto il decreto legislativo deve essere ancora approvato. Abbiamo tempo. La roba è sospesa come volevano loro”. I finanzieri hanno poi documentato l’interesse di Borrelli alla Cattolica. Vuole far assumere la sua compagna. Borrelli è al telefono con Zatachetto. “Se io riesco a farmi dare una lettera dal direttore generale che la assumiamo dal primo gennaio, è sufficiente per dimostrarti la nostra…”. La parola
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pronunciata da Zatachetto è incomprensibile, ma i finanzieri la attribuiscono alla vicenda fiscale. Borrelli risponde: “Sì però Albino, non è che viene assunta un’impiegata, bisogna decidere insieme al direttore generale come viene inquadrata, con che stipendio…”. E in un’altra telefonata Milone spiega: “Non si assume nessuno e allora bisogna costruire una storia, una cosa dove questa cosa qui, che è una cosa eccezionale”. Ma siccome l’assunzione va per le lunghe, Borrelli chiede a David di “bloccare tutta la chiusura della pratica Cattolica.”. Con queste parole: “Rallenta molto, rallenta, devono imparare l’educazione! In certe cose. E’ un anno che devono farmi una cortesia e mi menano in giro”. Tutto rallenta e la compagna di Borrelli viene convocata a Verona per un colloquio. Poi arriva l’offerta, ma la donna non accetta l’assunzione. Maria Teresa Ciampalini vuole essere assunta come dirigente. “Mi ha proposto l’inquadramento come F3, allora io gli ho risposto abbastanza male a lui”. La donna non viene assunta e la verifica si conclude con una contestazione di evasione di oltre 10 milioni di euro. Nel 2016 ci sono nuovi contatti tra la Cattolica e Borrelli per la gestione concreta dell’accertamento, con nuove richieste di assunzione per la donna. Alla fine di un estenuante tira e molla, in cui entrano in scena gli altri soggetti finiti sotto inchiesta, Cattolica Assicurazioni vedrà abbattuto il debito fiscale a 2,7 milioni di euro e il 20 dicembre 2016 firma un atto di adesione unificata
POLITICA / AMBIENTE
Achille Variati continua a "parcopensare"... forse Mentre il sindaco Achille Variati parcopensa per il parcheggio Cattaneo, un altro parco, i Giardini Salvi non trova pace, non quella dell'erigendo parco, ma quella di una sistemazione che sarebbe davvero auspicabile, soprattutto per quanto riguarda le acque, che hanno un'eutrofizzazione davvero notevole, fenomeno dovuto al dilatamento dei fertilizzanti usati nella coltivazione delle terre circostanti o all'inquinamento organico prodotto dalle attività umane o a prodotti di rifiuto industriali. Provoca le cosiddette fioriture del fitoplancton collegate all'abbassamento del tasso di ossigeno. Di Italo Francesco Baldo
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In questi anni qualche tentativo è stato fatto e anche costoso, ma i risultati non si sono avuti, come mai? A voler pensare bene, la situazione è irrimediabile? A pensar male invece le soluzioni costose proposte ed attuate non erano in grado di risolvere il problema. Intanto si continuerà a spendere buttando i soldi non nella Brenta come faceva Jacopo di sant'Andrea, ma nella Seriola. Intanto il Giardino si è trasformato per gli amministratori attuali in quello delle Esperidi, dove cresceva l'albero dai pomi d'oro e a valutare le spese sembra proprio che di oro ne produca, e forse per questo non si vuole trovare la soluzione. E' questo un ulteriore esempio di come gli amministratori vicentini non sanno risolvere i problemi nemmeno quelli piccoli, figuriamoci quelli importanti; navigano a vista sulle alghe, considerato l'odierno esempio e non si curano in modo preciso del decoro della città; se fanno qualcosa, tagliare un po' di erba, sembra che abbiano sistemato il Sanjay Gandhi National Park di Mumbai (India) che è esteso per 10.400 ettari e che è il più grande parco del mondo.
POLITICA / AMBIENTE
SPV, CoVE.PA: Zaia ci spieghi chi è Anna Fasiol che ha redatto le sue slide Luca Zaia ci spieghi se esistano rapporti di parentela o affinità tra l'Anna Fasiol delle sue slide e l'ing. Giuseppe Fasiol, e tra questi con Area Engineering srl: inizia così la nota che pubblichiamo del CoVePA, Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa , a cui facciamo seguire un'intervista ripresa da Taipile.net. Luca Zaia ci spieghi se esistano rapporti di parentela o affinità tra l'Anna Fasiol delle sue slide e l'ing. Giuseppe Fasiol, e tra questi con Area Engineering srl.. Il 7 marzo scorso, continua il CoVePA, Luca Zaia ha presentato presso il Consiglio Regionale del Veneto numerose slide con le quali ha chiarito le argomentazioni con cui ha sostenuto le modifiche del contratto di concessione per la Superstrada Pedemontana Veneta e l'introduzione dell'addizionale IRPEF. Tale documentazione si trova anche nel profilo “LinkedIn-slideshare” del
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giornalista Paolo Cagnan, condirettore dei quotidiani veneti del gruppo Espresso. Egli, in uno scambio di email, ci ha confermato che sono documenti di fonte regionale. Dal suo profilo è possibile condividere il file scaricandolo e procedere alla verifica delle proprietà. Di Note ufficiali
Dalla lettura di queste risulta che il creatore del file sarebbe una certa Anna Fasiol mentre il detentore del software creatore del file sarebbe AreaEngineering srl, che è la società, incaricata dalla Regione Veneto, che ha prodotto i nuovi studi sul traffico per la Pedemontana Veneta. Con questi si è giunti a ridefinire il Piano Economico e Finanziario di SPV e a rifare il contratto di concessione come risulta dalla DGRV n.708 del 16 maggio 2017 pubblica nel BUR n.49 del 19 maggio 2017 (e successiva DGRV n. 780 del 29 maggio 2017, pubblicata nel BUR n. 54 del 1 giugno 2017), redatto presso lo studio del Notaio Gasparotti di Mestre (VE). Il Responsabile Unico del Procedimento per l'opera pubblica Pedemontana Veneta è il dirigente della Regione Veneto ing. Giuseppe Fasiol. Dalla consultazione di archivi trasparenti presso l'Ordine degli Ingegneri di Rovigo emerge che esiste una ing. Anna Fasiol residente a Rovigo nello stesso luogo in cui risiede un tale Giuseppe Fasiol. Alla luce di quanto sopra esposto chiediamo a Luca Zaia di spiegare se esistano rapporti di parentela e affinità tra le citate Anna Fasiol e l'ing.Giuseppe Fasiol Responsabile unico del procedimento di SPV, e infine tra questi con tale Giuseppe Fasiol di Rovigo e quali e di che natura con Area Engineering srl. Abbiamo chiesto alle autorità competenti di procedere agli accertamenti del caso. Noi siamo convinti che, se si dovesse accertare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti, ci sia un conflitto di interessi mostruoso e che venga a mancare ogni legittimità al profilo di chi ha compiuto gli studi sulla mobilità e allo studio del traffico su cui Regione Veneto basa la propria revisione del contratto di concessione e del piano economico e finanziario di Pedemontana Veneta, ma soprattutto viene meno la legittimità dell'operazione di salvataggio della SIS e dell'aggiudicazione dei suoi bond di luglio.
POLITICA
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Otello Dalla Rosa fa il bilancio della sua azione in Aim Energy: la sua visione di città e la pochezza di alcuni amministratori attuali, servitori di Variati più che dei cittadini Oggi si svolta. alla presenza dei colleghi della stampa ma anche di altri fondatori di Vinòva, tra cui l'assessore Isabella Sala e l'economista Paolo Gurisatti, la conferenza stampa di Otello Dalla Rosa, presidente dell'Associazione Vinòva, nata in funzione delle prossime amministrative cittadine e frutto di un nuovo progetto di Vicenza, come dicono i suoi componenti e sostenitori, dopo che la sua convocazione aveva fatto esplodere polemiche, stucchevoli e soprattutto sospette, da parte di una maggioranza abituata a passare sopra ben altre "inopportunità" che non siano l'errore, ammesso e subito corretto con tanto di aggiunta di non abituali dimissioni anticipate dal suo ruolo da parte del manager vicentino, di non aver sottolineato che la conferenza stampa era sì convocata, nella prima comunicazione, per "presentare il Bilancio 2016 di AIM Energy e commentare i 5 anni da Amministratore unico della società di vendita vicentina" ma che il bilancio oggetto di riflessioni non sarebbe stato non quello "civilistico". Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Siccome quest'ultimo è di competenza degli organi preposti nelle sedi e alla data fissate dell'assemblea societaria, pareva ovvio, soprattutto per chi non ha mai denunciato ben altre "deviazioni", in Comune e nel territorio del Comune, che l'oggetto della conferenza stampa come poi precisato, sarebbe stato "il bilancio della esperienza personale (non civilistico) di Otello Dalla Rosa in AIM Energy" per "commentare i 5 anni da Amministratore unico della società di vendita vicentina", come da errata corrige
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Siccome "anticipare alcune iniziative future" erano già le intenzioni della prima convocazione che ha fatto ribollire gli animi di Achille Variati & suoi fans che neanche Gianni Zonin con i suoi bilanci... fallimentari, vi anticipiamo, quindi, la nota integrale distribuita stamattina in conferenza stampa per riferire più tardi delle domande e, soprattutto, delle risposte di un manager che, è l'impressione che ne stiamo ricavando in occasione delle sue prime uscite pubbliche, che sono essenzialmente ormai inabituali confronti aperti con la città, è tra quelli da cui farebbe bene ad attingere una politica sempre più piena di parole e vuota di contenuti oltre che di... coraggio.
Presentazione del bilancio dell'esperienza in AIM Energy, commento ai 5 anni da Amministratore unico della società di vendita vicentina e future iniziative. "Ho scritto ieri una lettera all'AU di AIM Spa, dott. Paolo Colla, mettendo a sua disposizione le mie dimissioni e in ogni caso l'indisponibilità alla prosecuzione del mandato dopo l'approvazione di questo bilancio. Sono comunque disponibile a completare gli atti di ordinaria amministrazione per non paralizzare la società fino alla nomina del successore. Aim Energy, la società che ho avuto l'onore ed il piacere di contribuire a guidare da settembre 2011 ad oggi, è una società che dopo cinque anni è più forte, più equilibrata, più redditizia. E' stata un'esperienza umana e professionale che mi ha molto arricchito, a cui ho dedicato tempo, impegno e passione e a cui sono corrisposti risultati importanti per la società stessa e quindi per la città i cui cittadini sono i veri azionisti dell'azienda. In particolare vanno evidenziati, come bilancio complessivo della mia esperienza da Amministratore Unico di Aim Energy, i seguenti aspetti: ¥ Il completamento dell'organizzazione della società con l'incorporazione dei rami prima in capo ad Aim Spa relativi alla gestione clienti e alla gestione del credito; ¥ Il numero dei clienti, cresciuto ad un buon tasso medio annuo in una fase in cui la concorrenza era ed è estremamente aggressiva. I clienti sono il patrimonio più grande di un'azienda e oggi i quasi 180.000 clienti che danno la loro fiducia ad Aim Energy sono il vero, fondamentale, punto di forza della società. ¥ Il margine operativo lordo e l'utile di esercizio sono stati sempre positivi e sono rimasti robusti e in crescita. Sarà così anche nel 2016, dove l'effetto dei prezzi della materia prima e il miglioramento delle condizioni di acquisto, hanno portato ad un risultato significativo. ¥ A questo si aggiunge il rafforzamento della società attraverso lo sviluppo di partnership con società partecipate/controllate. Mi riferisco a Soenergy srl (Argenta) e a 2V Energy, società al 50% con AGSM Verona. Particolarmente significativo è anche l'andamentodi Cogaspiù Energie (Ortona) controllata al 51% che è una delle operazioni che ritengo in prospettiva più interessanti per la società.
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Voglio inoltre segnalare che abbiamo sempre mantenuto tariffe tra le più competitive d'Italia per i clienti, con una pluralità di offerte in grado di rispondere a molte e diverse esigenze. Abbiamo fornito e continuiamo a fornire a tutto il mercato libero energia elettrica verde, proveniente cioè soltanto da fonti rinnovabili, il nostro piccolo-grande contributo alla difesa dell'ambiente. Non abbiamo poi mancato di aiutare famiglie e persone in difficoltà anche tramite una convenzione con Caritas che, dal rinnovo di maggio 2016, ha visto molti "Progetti di sostegno" come nella precedente convenzione triennale, sempre sotto lo screening di Caritas. Infine, non meno importante, abbiamo sostenuto molte attività dello sport soprattutto giovanilee che non occupa di solito le prime pagine dei giornali. Desidero quindi ringraziare la struttura di Aim Energy, in particolare lo staff con cui ho più collaborato, a partire da Fabio Candelora, Direttore della società, Ilaria Ponza, responsabile commerciale ed energia elettrica, nonché Stefania De Menego e Viviana Alcamo che seguono la fatturazione, il credito e il front-office. Un particolare grazie alla segreteria, Ivana Nodari, che ha saputo destreggiarsi con abilità in un'agenda molto fitta tra i miei impegni di lavoro da Direttore Generale di Ferretto Group e il servizio di amministratore prestato con grande passione ad Aim Energy e alla città di Vicenza, unico vero azionista dell'azienda. Sono grato inoltre all'ufficio comunicazione di AIM nonché alla stampa e ai mass media che hanno sempre svolto un ruolo di corretta informazione al servizio del cittadinoazionista. Ringrazio Paolo Colla, persona di rara intelligenza, sensibilità e visione, che mi ha chiesto di accettare questo incarico ed evidentemente anche il Sindaco che, per interposta persona, ha dato fiducia alla mia attività. Aim Energy è una società giovane e fortemente motivata, che sta sperimentando nuove tecnologie al servizio del cliente. In un mondo altamente competitivo sa e saprà difendersi senza problemi per il radicamento territoriale che ha, le potenzialità di sviluppo legate a serietà dell'offerta, la dinamicità e la qualità del servizio. Chiudo questo mandato da amministratore e non sono disponibile a proseguire perché in questa fase della mia vita ritengo che l'impegno civico, in particolare sui temi della città, del suo rapporto con il territorio ed il ruolo della stessa nel Veneto, siano gli elementi che richiedono la totalità dell'impegno che sono in grado di dare oltre quello dedicato al mio lavoro, di cui sono orgoglioso ed appassionato. Siamo qui a Vinova perché non sono più di fatto un amministratore di Aim ma intendo qui continuare a sviluppare le mie attività di partecipazione civica alla vita amministrativa della città. Abbiamo organizzato più di 30 incontri pubblici, iniziative sull'innovazione, le smart city, il lavoro per i giovani, la scuola, la mobilità elettrica e lo studio di nuovi modelli di economia circolare che possiamo liberamente tradurre in progetti reali e concreti per la città. Una nuova idea di comunità, inclusiva, matura e attenta nella gestione dei consumi e nei piccoli cambiamenti che rivoluzionano i modelli di consumo.
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Il ruolo in AIM non è ovviamente né incompatibile né in contrasto con l'impegno civico come non lo sono altri ruoli, anche molto più importanti di quello che era il mio, per i quali non ho sentito alcuna polemica. Vedo però, per quanto mi riguarda, che tale aspetto è stato più volte strumentalizzato e portato a motivazione di un potenziale conflitto di interessi. Per questo non ho voluto attendere nemmeno i 15 giorni che ci separano dall'approvazione del bilancio per chiudere la mia personale esperienza nell'azienda. Proprio perché voglio che l'azienda sia estranea ad ogni coinvolgimento nelle discussioni politiche ho inteso come mio dovere chiudere anticipatamente questo mandato. Ritengo fondamentale avere una piena libertà di esprimermi e di agire come ritengo più opportuno e giusto per questa città senza i vincoli di alcun mandato. L'azienda è di tutti i vicentini, maggioranza o opposizione che siano. Lascio l'incarico dopo aver raggiunto gli obiettivi prefissati e consegno al successore un'azienda che gode di ottima salute e ha una squadra di giovani professionisti molto in gamba. Otello Dalla Rosa, presidente di Vinòva
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Salvataggio BPVi e Veneto Banca, mancano capitali? Gentiloni: #staiserenorisparmiatore, non ti rimborseremo il bond del 21 giugno Ci siamo. Non vogliamo chiamarlo bail-in? Non sono le parole a far paura ai risparmiatori/investitori, ma i fatti! Ed i fatti dicono che coloro che avevano investito in una obbligazione emessa da Veneto Banca per 150 milioni (di cui circa 85 milioni residui da rimborsare) dieci anni fa e che il prossimo 21 giugno, quindi alla sua scadenza naturale, avrebbero dovuto riavere i loro soldi… ebbene quei soldi mercoledì prossimo non li rivedranno! Il Governo ha deciso di prorogare di altri sei mesi la scadenza. Come ha fatto? Semplice, approvando, con una velocità da far invidia a Speedy Gonzales, un decreto che «proroga il termine di scadenza delle obbligazioni subordinate emesse da una banca che abbia chiesto di accedere a una ricapitalizzazione precauzionale».
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Di Giancarlo Marcotti
Il bello è che nel dare la notizia del mancato pagamento da parte della Banca nessuno dei giornali nazionali spende una sola parola nei confronti degli investitori che, almeno per il momento, non rivedranno i loro soldi. In compenso, ad esempio la Repubblica, sottolinea con enfasi che « la decisione del governo è stata accolta bene da Bruxelles” specificando pure che “In una nota Bruxelles aggiunge che sono stati fatti buoni progressi» per trovare una soluzione "«in linea con le regole Ue" alla "crisi delle due banche venete"» visto che « secondo la Commissione "può contribuire a ridurre" l'importo degli aiuti pubblici necessari per il salvataggio delle banche». Avete capito? Per Bruxelles, e per La Repubblica… sta andando tutto bene! Nel verso giusto! Ossia quello di fottere i soldi dei risparmiatori/investitori, magari... veneti, che, se verrà consentita la "ricapitalizzazione precauzionale" entro i prossimi sei mesi, vedranno azzerati i denari da ricevere oggi ma che ad "aiuto" in corso varranno meno che zero... visto che l«a proroga... si rende necessaria per assicurare la parità di trattamento tra creditori subordinati per la condivisione degli oneri nel caso di intervento pubblico secondo quanto previsto dal decreto legge 237/2016 (cosiddetto decreto "salvarisparmio"». Ma, udite udite, questa decisione, di non pagare, oltre ad abbassare la richiesta UE di capitali solleverà, intanto, i ben pagati amministratori delle banche venete, nello spcifico quelli di Veneto banca, dai rischi legali legati a un eventuale rimborso del bond (che avrebbe potuto violare la par condicio tra creditori) e a un'eventuale sospensione dei pagamenti per decisione autonoma dell'istituto. Tutto ciò, cari lettori, vi sembra assurdo? Vi sembra che sia stato toccato il fondo? Assolutamente no! Perché quell’articolo di Repubblica al quale faccio riferimento (Veneto Banca, il governo congela il rimborso del bond. La Ue approva) finisce con una perla assoluta: la dichiarazione di Paolo Gentiloni. Il nostro attuale Premier infatti ha dichiarato che “sulle banche la regola per me è lavorarci il più possibile e parlane il meno possibile”. Chiaro?
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Della serie… fottiamo pure i soldi ai risparmiatori, ma che se ne parli il meno possibile!
POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Dimissioni da Aim Energy di Otello Dalla Rosa, Matteo Celebron e Lega Nord: "scelta tardiva. Sbagliato mescolare ruolo amministratore e politica Le dimissioni di Otello Dalla Rosa da amministratore unico di AIM Energy sono tardive, dice Matteo Celebron, segretario cittadino della Lega nord, nella nota che pubblichiamo. Dalla Rosa ha approfittato del ruolo di amministratore pubblico per un tornaconto politico personale, utilizzando però risorse di AIM". Lo afferma Matteo Celebron, segretario cittadino della Lega Nord che attacca duramente il candidato del Partito Democratico in corsa per la poltrona di Sindaco della città. "Dalla Rosa - afferma Celebron nell'ultimo periodo ha sfruttato il ruolo di amministratore di AIM Energy per svolgere attività afferenti all'associazione politica da lui guidata, utilizzando quindi nome e risorse di un'azienda pubblica solo per mero interesse personale". Di Note ufficiali
"Le dimissioni - continua Celebron - sono orami tardive. Arrivano solo dopo che Dalla Rosa, per l'ennesima volta, aveva utilizzato il suo ruolo di amministratore per pubblicizzare l'associazione politica da lui presieduta". "Chiediamo al Sindaco - conclude Celebron - che ricordo detiene il 100% di AIM, non solo di difendere l'onorabilità dell'azienda, ma di pubblicare le carte delle sponsorizzazioni, dei contributi economici e degli accordi di AIM Energy con le associazioni del territorio. E' gravissimo che un amministratore utilizzi una società pubblica a fini personali, ancor di più se lo stesso si candida a guidare la città".
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BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Liliana Zaltron di M5S a Possamai, Pupillo e Ruggeri: richiesta di dibattito su disastro BPVi tardiva e supeficiale "C'è da rimanere stupiti dalla richiesta avanzata dai consiglieri comunali Ruggeri, Possamai e Pupillo che hanno presentato una "richiesta di dibattito urgente in Consiglio Comunale sul tema delle Banche Popolari Venete": così inizia la nota che pubblichiamo a firma di Liliana Zaltron, capogruppo del Movimento 5 Stelle Vicenza. Per motivare la loro richiesta i consiglieri considerano (in data 13/06/2017) che la situazione è gravissima e merita una azione straordinaria e ritengono che il salvataggio delle banche venete debba essere posto in testa all'agenda politica di tutti i riferimenti istituzionali del nostro territorio. Solo ora i suddetti consiglieri comunali hanno realizzato che la situazione è gravissima e ritengono che la questione abbia priorità ?? Di Note ufficiali
Un precedente dibattito in Consiglio Comunale sullo stesso argomento, risale a Dicembre 2016, dibattito già allora fuori tempo massimo, e che non ha sortito alcun effetto. In quell'occasione avevamo detto che per noi del Movimento 5 Stelle era finito il tempo dei convegni, delle tavole rotonde e delle sterili discussioni, si era già perso troppo tempo. E' bene ricordare che nel settembre 2015, come M5S, avevamo proposto un consiglio comunale perché, come scrivevamo nella nostra richiesta di convocazione "...il consiglio comunale non può a nostro avviso rimanere indifferente al disagio e all'incertezza crescente di tanti soci...". Quello era il momento di fare sentire forte e chiara la posizione dei consiglieri tutti che avrebbero dovuto chiedere a gran voce risposte a Zonin e a tutto il CdA oltre a proporre azioni concrete. Ma in quell'occasione la nostra proposta è stata accantonata. Il consigliere Possamai- capogruppo del PD-, firmatario della attuale richiesta di dibattito, allora dichiarava che la questione sarebbe "finita in qualche modo in
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consiglio comunale" escludendo però una riunione monotematica come richiesto dal Movimento 5 Stelle. Troppo lungo il silenzio, inesistente la proposta, assente la volontà di risposte! Anziché limitarsi a parlare, dopo il lunghissimo silenzio, questa amministrazione avrebbe dovuto agire anche attivando dei canali straordinari di assistenza per i cittadini colpiti dal dissesto. Questa amministrazione avrebbe dovuto mettere in campo una serie di attività di supporto e di sostegno. Questa amministrazione avrebbe dovuto pretendere risposte ed azioni concrete per quello che era apparso già da subito- ma evidentemente non a tutti- un problema non solo economico ma anche sociale. Tutte cose che questa amministrazione non ha fatto! Solo qualche sterile dibattito e tutto fuori tempo massimo! Suggeriamo inoltre ai consiglieri Possamai, Ruggeri e Pupillo di approfondire maggiormente la materia prima di fare certe dichiarazioni ( VicenzaPiù 13/06/2017) e di informarsi su cosa sia il bail in. Anche se non espressamente richiesta, una conoscenza un po' più approfondita sarebbe necessaria!
LAVORO
Tutti assolti i manager per i 10 operai della Breda morti di amianto: per chi vive del proprio lavoro non esiste giustizia, Marlane Marzotto docet Sono stati tutti assolti i manager imputati per la morte di 10 operai della Breda a causa dell'amianto. Questo verdetto segue quelli di maggio scorso che assolse due manager della Fiat, di febbraio che assolse quattro manager dell'Enel, di novembre 2016 che assolse undici manager della Pirelli. E non dobbiamo dimenticarci delle assoluzioni per la morte di oltre cento lavoratrici e lavoratori della Marlane Marzotto di Praia a Mare. Si sappia anche che, dall'inizio dell'anno al 14 giugno, sono 300 i morti per infortunio nei luoghi di lavoro. Una cifra che supera di gran lunga quella drammatica dello stesso periodo del 2016. Di Giorgio Langella
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Mai nessuno viene giudicato colpevole di queste morti. È una giustizia di classe che evidentemente considera la vita di chi vive del proprio lavoro qualcosa che vale meno, molto meno, rispetto al profitto di "lorpadroni". La sicurezza nei luoghi di lavoro è sempre più precaria. Questi morti non sono dovuti al caso o a tragiche fatalità. Sono dovuti principalmente al fatto che la sicurezza nei luoghi di lavoro è considerata un "costo" che può e deve essere tagliato. La cosa più grave è che questo massacro passa sotto silenzio. Viene derubricato a una serie di fatti di cronaca inevitabili e ineludibili. Cose "normali" delle quali mai nessuno è responsabile. Noi non possiamo restare indifferenti. Dobbiamo reagire, far conoscere la realtà che si vive nei luoghi di lavoro, protestare, pretendere che il lavoro sia fonte di riscatto sociale, non di profitto per qualcuno e di morte per tanti.
FATTI
La lectio magistralis del cardinale Pietro Parolin alla chiusura dell'anno di attività dell'Accademia Olimpica Pubblichiamo di seguito il testo della lectio magistralis tenuta questo pomeriggio dal card. Pietro Parolin, in occasione della cerimonia di chiusura dell'anno di attività dell'Accademia Olimpica, della quale è socio onorario. Il Segretario di Stato vaticano cardinale Pietro Parolin ha approfittato della giornata anche per una visita a Palazzo Chiericati dove ha ammirato la sua pinacoteca e si è incontrato. con gli amministratori locali. Di Redazione VicenzaPiù
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"La scommessa della fraternità: una riflessione a cinquant'anni dalla Populorum Progressio" Accademia Olimpica, Vicenza,17 giugno 2017 Sua Eccellenza Mons. Beniamino Pizziol, Vescovo di Vicenza, Signor Presidente dell'Accademia Olimpica, Illustri Accademici, Signor Sindaco di Vicenza, Distinte Autorità civile, religiose e militar i, Gentili Signore e Signori, Saluto tutti con viva cordialità e ringrazio di cuore per l'alto onore che mi è stato concesso di venire accolto come Accademico Onorario dell'Acca d emi a Olimpica. Vi confesso che la proposta di nomina mi ha causato non poca trepidazione, ma alla fine l'ho accettata, convinto che tale scelta voglia onorare soprattutto Papa Francesco, che mi ha affidato il servizio di Segretario di Stato e possa significare in qualche modo un riconoscimento alla terra vicentina e alla città di Vicenza, per me carissime e alle quali mi sento molto legato, nonostante la lunga assenza. Sono lieto questa sera di offrire alcune riflessioni nella splendida cornice del Teatro Olimpico, in occasione della cerimonia di chiusura dell'anno accademico dell'Acca d e m ia Olim pica , che si pone come un autentico scrignò d'arte e di storia, di lettere e di studio, di scienza e di cultura nel cuore della città Vicenz a . Come è noto, nel 1556, Elio Belli disegnò l'emblema dell'Accademia: un circo romano per le còrse dei cavalli, accompagnato dell'emistichio virgiliano "Hoc Opus, Hic Labor". Esso, tratto dal Libro IV dell'Eneide (IV, 129), richiama l'avvertimento della Sibilla ad Enea sulla soglia dell'Averno: il difficile non è entrarvi, ma la vera impresa è uscirne. Sul piano della riflessione intellettu ale, l'espressione assume i tratti di una immagine emblematica: la vera sfida per l'intelligenza dell'uomo non è tanto quella di constatare l'esistenza dei problemi, quanto la capacit di attraversare il labirinto delle loro asperità, per trovarne, con acume, la soluzione. E al riguardo, vale anche il richiamo dell'Aligh ieri : "Qui si parrà la tua nobilitate" (lnf. II, 9). Per qu es t o, i Fondatori volevano cogliere la vera sfida dell'intelligenza, abbracciando ogni branca del sapere, con una visione ecclettica ante litteram: dalle arti alla musica; dallo studio della matematica all'esercizio delle ar mi; dalla filosofia alla medicina, dalla cosmografia all'architettura, coinvolgendo uomini di scienza e di lettere, e promuovendo un vero e proprio rilancio della classrcità: basti qui citare il
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genio del Palladio. Tutto nasce dalla libertà intellettuale che si lascia affascinare dalla bellezza del mondo e ne vuole indagare l'origine ultima, quella che dà dignità e profondità alle cose che sono. Anche Papa Francesco lo ha ricordato, ricevendo in Vaticano i padri gesuiti della rivista "La Civiltà Cattolica", facendo ricorso ad una immagine suggestiva per indicare il cammino e la fatica della riflessione critica, specialmente nell'attuale contesto: quella della navigazione. Nel fluttuare delle situazioni storiche, nel mutare degli avvenimenti e delle prospettive, il Papa ha invitato a "restare in mare aperto", oyvero in un orizzonte vasto di esplorazione, ove si possono incontrare certamente tempeste e vento contrario, ma dove si possono affrontare le grandi sfide, con spirito costruttivo1. L'immagine che il Santo Padre ha evocato in quell'occasione, penso abbia molto da dire anche per quanto attiene all'ambito della cultura, dell'arte, della ricerca e dell'impegno per il bene comune. Sappiamo che il nostro tempo è caratterizzato da sfide inedite e da situazioni di grave complessità sul piano locale e su quello internazionale e, tuttavia, questo nostro tempo chiede di essere "abitato" per aprire strade nuove e favorire soluzioni creative. Al riguardo, da diversi anni si parla di un'epoca di crisi: sperimentiamo crescenti tensioni, ci troviamo in un orizzonte nel quale molti punti di riferimento sono venuti a mancare, ove il sistema stesso degli equilibri internazionali appare fortemente indebolito e con esso anche alcuni elementi essenziali del diritto. Non viviamo solamente un'epoca di cambiamenti, ma ci troviamo nel cuore di un "cambiamento d'epoca". Per questo ho pensato di soffermarmi nell'odierna riflessione su "La scommessa della fraternità, a cinquant'anni dalla Populorum Progre ssio" di Papa Paolo VI. Lo vorrei fare a partire dalle peculiarità della terra vicentina, tracciando come un ponte ideale tra passato e presente, tra dimensione locale e globale, e 1 FRANCESCO, Discorso alla Comunità de "La Civiltà Cattolica" , Sala del Concistoro, Palazzo Apostolico Vaticano, 9 febbraio 2017. poggiandolo sulle fondamenta sicure della nostra cultura e del nostro patrimonio spirituale. La terra vicentina è una terra aperta verso il mondo. Ciò le deriva dal singolare percorso della sua storia, dall'essere stata anche parte integrante di quella Repubblica di Venezia, che col passare dei secoli aveva assunto i tratti di un vero e proprio crocevia tra le culture e i popoli, a livello commerciale certamente, ma anche sul piano dell'arte e della scienza. Mi limito, tra i tanti, a citare un episodio che mi pare emblematico. Quando, nel 1519, il nostro concittadino Antonio Pigafetta, geografo, studioso di matematica e di astronomia, si trovava a Barcellona, al s guito del Nunzio Pontificio, Mons. Francesco Chiericati, rimase affascinato dall'impresa della circumnavigazione del globo che Ferdinando Magellano stava organizzando. Co ì con l'appoggio del Rappresentante del Papa, ottenne da Carlo V il permesso di prendere parte alla spedizione. La sua presenza sarà provvidenziale, perché dopo la morte di Magellano, avvenuta il 27 aprile 1521, nella battaglia di Mactan (nelle Filippine), insieme a una sessantina di superstiti, Pigafetta potrà portare a termine quell'incredibile impresa, dopo aver doppiato il Capo di Buona Speranza e giungendo a San
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Lucar presso Siviglia, il 6 settembre 15222• All'origine di quella straordinaria avventura, e di altre simili che la storia ha conosciuto, vi era un radicato atteggiamento di fiducia nella provvidenza di Dio, da una part e, e nelle capacità dell'uomo, dall'altra. Sono tante le figure di vicentini che si sono contraddistinti sia come membri di questa illustre Accademia - da Valerio Chiericati a Giacomo da Schio, insieme a Anton Maria Angiolelli, al conte Da Monte, a Giacomo Pagello e Giuseppe Ovetari, al matematico Silvio Belli, e molti altri - sia come generosi portatori dello spirito di queste terre "fin nei mari estremi". Mi riferisco in particolare a quan ti, senza indugi o calcoli di sorta, si sono fatti annunciatori del Vangelo in terre lontane: dai missionari diocesani, a quelli teatini e di altre famiglie religiose, fino a comprendere molti laici, tra i quali il dott. Anacleto Dal Lago, medico volontario del CUAMM di Padova, ma partito da Schio con sua moglie nel 1955, che dedicò l'intera vita alla promozione umana e cristiana in Africa. Cfr. MAXIMILIANUST RANSYLVANUS e ANTONIO PlGAFETT A, il Viaggio fatto dagli Spagniuoli attorno al mondo, Venezia 1536.
Così si è proiettata verso l'esterno quell'esperienza particolare di essere una "terra .ponte", come lo è stata la Serenissima, tra Oriente e Occidente. Non per nulla il Palladio stesso, da un lato si fece ispirar e dal potente ritorno alle figure classiche dell'architettura, dalle ville per la nobiltà vicentina, alla basilica palladiana, fino al progetto del "Teatro dell'Accademia" e ne rilanciò il valore simbolico ed estetico per una società in rapido cambiamento. Dall'altro, seppe cogliere i segni di un'epoca nuova, coniugando la propria arte con le inedite attese della gente del suo tempo. In merito ha osservato il noto storico dell'architettura James Ackerman: "Se [Palladio] non fosse esistito, si sarebbe dovuto inventarlo._ E in un certo senso egli fu 'inventato': se agli inizi della rivoluzione agraria, un gentiluomo quasi di campagna come Trissino non lo avesse tratto dalla sua bottega di tagliapietre, Andrea Dalla 0017-dola non sarebbe diventato Palladio, e tanto meno un architetto. I tempi crearono l'individuo; fortunatamente, quell'individuo era un genio''3. In pari tempo, dal dinamismo culturale e dal patrimonio cristiano di queste terre si è sviluppata, nel corso dei secoli, una particolare attenzione per la promozione della persona umane per il suo inserimento in una comunità capace di garantirne i diritti e i doveri, rispettandone la dignità. Una tale consapevolezza ha favorito la nascita di organizzazioni sociali di tipo solidale e cooperativo, che hanno lavora to con assiduità ad uno sviluppo sostenibile di questo territorio, specialmente per le fasce più deboli delle nostre comunità. Ciò è avvenuto ad ogni passaggio d'epoca: dal tempo della riforma agraria, a quello della rivoluzione industriale, fino al rilancio economico e finanziario del secondo dopoguerra. Oggi questa stessa sfida assume una dimensione davvero planetaria. Quanto si realizza a livello locale ha una ripercussione quasi immediata anche sul piano globale. Siamo tutti inter- connessi attraverso le maglie digitali di una vera e propria comunità virtuale, eppure, mai come oggi, riemergono la solitudine individuale, la precarietà del percorso personale e una certa sensazione di poter essere "scartati", sul piano del lavoro e delle
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proprie attese professionali, o semplicemente perché si viene considerati inadeguati rispetto ai nuovi parametri di sviluppo. Cfr. J.S. Ac KERMAN, Palladio, tr. lt. G. Scattone, Einaudi, Torino 2000. Il Santo Padre lo ha puntualmente sottolineato, accogliendo in Vaticano i membri della Global Foundation, il 13 gennaio scorso: "E' inaccettabile, perché disumano, un sistema economico mondiale che scarta uomini, donne e bambini, per il fatto che questi sembrano non essere più utili ai criteri di redditività delle aziende o di altre organizzazioni. Proprio questo scarto delle persone costituisce il regresso e la disumanizzazione di qualsiasi sistema politico ed economico: coloro che causano o che permettono lo scarto degli altri diventano essi stessi una macchina senza anima, accettando implicitamente il principio che anche loro, prima o poi, saranno scartati, quando non saranno più utili ad una società fondata meramente sull'idolo del 'dio denaro" 4• Già nel 1991, San Giovanni Paolo II, di fronte al crollo dei sistemi politici, che avevano oppresso tanta parte dell'Europa e di altre regioni del mondo, guardando alla progressiva integrazione dei mercati appena avviata, e che oggi conosciamo con il termine di globalizzazione, avvertiva circa il rischio che si diffondesse ovunque un'altra ideologia altrettanto radicale, di tipo capitalistico. Essa si sarebbe caratterizzata per il rifiuto di prendere in considerazione i fenomeni dell'emarginazione, dello sfruttamento e dell'alienazione umana, ignorando così le moltitudini che vivono ancora in condizioni di profonda miseria materiale e morale, ed affidandone fideisticamente la soluzione unicamente al libero sviluppo delle forze del mercato. Egli, domandandosi se un tale sistema economico fosse il modello da proporre a coloro che cercavano la via del vero progresso sociale, riteneva che la risposta dovesse essere decisamente negativa: "Questa non è la via!"5• . In un tale dinamismo, la nostra terra vicentina è pienamente inserita in quanto, con la sua laboriosità instancabile e generosa, ha le caratteristiche per rispondere a quella peculiare vocazione allo sviluppo, che costituisce il cuore del messaggio del Beato Paolo VI nella Populorum Progressio. Infatti, "nel disegno di Dio - afferma Papa Montini - ogni uomo è chiamato a uno sviluppo, perché ogni vita è vocazione''6. È proprio tale costatazione a legittimare l'interesse della Chiesa per le problematiche dello 4 FRANCESCO, Discorso ai partecipanti della "Rome Roundtable" della Global Foundation, Vaticano , 13 gennaio 2017. 5 GIOV ANNI P AOLO II, Lettera enciclica "Cente simu s Annu s" , 42. 6 P AOLO VI, Lettera enciclica "Popolorum Progressio" (di s egu it o PP), 15. sviluppo7 , poiché l'uomo deve poter essere messo in condizione di portare a compimento la propria vocazione. Ciò esige di "essere affrancati dalla miseri.a, garantire in maniera più sicura la propri.a sussistenza, la salute, una occupazione stabile; una partecipazione più piena alle responsabilità, al 7:1.i fùori. da ogni oppressione, al riparo da situazioni che offendono la[...} dignità di uomini; godere di una maggiore istruzione; in una parola, fare conoscere e avere di più, per essere di più: ecco l'aspirazione degli uomini
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di oggi, mentre un gran numero d'essi è condannato a vivere in condizioni che rendono illusori.o tale legittimo desideri.o''8. L'osservazione di Paolo VI appare poi ancor più pertinente e profetica nell'attuale contesto planetario tanto variegato e complesso da imporre una riflessione appro ondita sul significato e sulle caratteristiche di uno sviluppo che sia autenticamente umano. La Populorum Progressio viene pubblicata nel 1967, appena due anni dopo la hiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II, il cui ultimo frutto magisteriale era stata la Costituzione Apostolica Gaudium et spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo. Con questa enciclica, Papa Montini si colloca al culmine di un percorso, che aveva lungamente impegnato i precedenti Pontefici nell'affrontare i problemi sociali dell'epoca contemporanea, attraverso una serie di documenti che costituiscono il corpus di quella che chiamiamo comunemente Dottrina sociale della Chiesa. La Populorum Progressio è un punto di arrivo importante di questo cammino, ma soprattutto è il punto di partenza di una nuova prospettiva, che nasce dalla costatazione che "oggi, il fatto di maggior rilievo, del quale ognuno deve prender coscienza, è che la questione sociale ha acquistato dimensione mondiale''9. Paolo VI "ribadì - afferma Benedetto XVI nella Cari.tas in veri.tate - l'impre scindibile importanza del Vangelo per la costruzione della società secondo libertà e giustizia, nella prospettiva ideale e storica di una civiltà animata dall'am ore. Paolo VI comprese chiaramente come la questione sociale fosse diventata mondiale e colse il richiamo reciproco tra la spinta all'u nificazione dell'u manità e l'id ea le cri.stiano di un'u nica famiglia dei popoli, solidale nella comune fraternità. Indicò nello s viluppo, umanamente e cristianamente inteso, il cuore del messaggio sociale cri.stiano e 7 Cfr. BENE DETI O XVI, Lettera enciclica "Caritas in veritate" (d i seguito CV), 16. 8 PP , 6. 9 PP, 3. propose la carità cristiana come principale forza a servtzio dello sviluppo"10 . Papa Montini sembra · dunq-qe porsi 1n modo profetico interrogativi oggi dram maticam en te attuali: quando lo sviluppo è autenticamente umano? Che cosa signifi a syiluppo umano in un contesto globale? Fin da subito il Beato Pontefice sgombra il campo da possibili equivoci: lo svilu ppo non è sinonimo di crescita economie .e non può ridursi essenzialmente ad essa11. "Per essere autentico sviluppo - afferma - deve essere integrale, il che vuol dire volto alla Rromozione di ogni uomo e di tutto l'uomo. Com'è stato giustamente sottoli eato da un eminente esperto: 'noi non accettù;imo di separare l' economico dall'u mano, lo sviluppo dalla civiltà dove si inserisce . Ciò che conta per noi è l'uomo, ogni uomo, ogni gruppo . d'uomini, fino a comprendere l'umanità intera"'12 . nfatti, seppure - lo sviluppo richieda tecnici e conoscenze tecniche, esso ' e sige ancor di più uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d'un umanesimo nuovo, che permetta all'uomo moderno di ritrovare se stes so, assumendo i valori superiori d'a more, di amicizia, di preghiera e di contemplazione. In tal modo potrà compiersi in pienezza il vero sviluppo, che è il passaggio, per
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ciascuno e per tutti, da condizioni meno umane a condizioni più u mane"13• Con la profonda lucidità di giudizio che lo ha sempre contraddistinto, Paolo VI enuclea le condizioni meno umane, che ostacolano uno sviluppo autentico, ovvero: la carenza di mezzi r materiali e morali, le strutture oppressive, lo sfruttamento dei lavoratori e "l'ingiustizia delle transazioni"14 ; e quelle più umane che lo facilitano, ossia: "la vittoria sui flagelli sociali, l'amplia mento delle conoscenze, l'acquisizione della cultura [... ], l'accresciuta considerazione della dignità degli altri, l'orientarsi verso lo spirito di povertà, la cooperazione al bene comune, la volontà di pace [.. . ], il riconoscimento da parte dell'uomo dei valori supremi, e di Dio che ne è la sorgente e il termine [... ], infine e soprattutto: la fede, dono di Dio accolto dalla buona volontà dell'u omo , e l'unità nella carità
lO c v, 13 . Cfr. PP, 14. Ibid. 13 PP, 20. 14 Cfr. PP, 21. del Cri.sto che ci chiama tutti a partecipare in qualità di figli alla vita del Dio vivente, Padre di tutti gli u omini"15 . . Nella Lettera apostolica· Octogesima adveniens, scritta nel 1971 in occasione dell'ottan tesimo anniversario della· Rerum novarum, il Beato Pontefice metterà ulteriormente in guardia da visioni utopistiche ed ideologiche di sviluppo, che non tengano conto della dimensione trascendente che contraddistingue l'essere umano. Di fronte ai progressi della tecnica, l'umanità ritiene di potersi facilmente affrancare da qualsiasi legame. "Oggi - osserva ancora Paolo VI - gli uomini aspirano a liberarsi dal bisogno e dalla dipendenza. Ma questa liberazione s'inizia con la libertà interi.ore chf! essi devono recuperare dinanzi ai loro beni e ai loro poteri.; essi mai vi riusciranno se non tramite un amore che trascend a l'u omo, e, di conseguenza, tramite un'effettiva dis ponibilità . al servizio"16 . Più recentemente, Papa Francesco ha evidenziato "la tendenza verso una rivendicazione sempre più ampia di diritti individuali[...], che cela una concezi.one di persona umana staccata da ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una 'monade', sempre più insensibile alle altre ' monadi' intorno a sé "I 7. Al contrario, per Papa Montini: "lo sviluppo integrale dell'uomo non può aver luogo senza lo sviluppo solidale dell'u manità . [... ] L'uomo deve incontrare l'u omo, le nazioni devono incontrarsi come fratelli e sorelle, come i figli di Dio"18 • Pu rtr oppo, osservava Benedetto XVI, "la società sempre più globalizzata ci rende vicini, ma non ci rende fratelli"19• Occorre dunque scommettere sulla fraternità, come luogo e possibilità di uno sviluppo au tentico. Non c'è crescita , né sviluppo nell'assenza di legami, al massimo c'è solo l'illusione di un progresso tecnico, i cui benefici rischiano tuttavia di essere oscurati da un'umanità sempre più sola ed alienata. La scommessa della fraternità si basa, invece, sulla volontà di riconoscere e favorire legami, sia orizzontali - con gli altri uomini - sia verticali - con Dio da cui tutto dipende. La stessa parola "religione" porta con sé l'idea di legami che
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vengono tessuti. Lo sviluppo per essere autenticamente umano deve fare 15 lbid. 16 PAOLOVI, Lettera apostolica "Octogesima ad veniens", 45 . 17 FRANCEsco; Discorso al Parlamento Europeo, Stra s bu rgo, 25 novem bre 20 14 . 18 PP, 43. 19 CV, 19. spazio al principio di gratu ità20• Esso, sostiene Benedetto XVI, "dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in vera comunione ed è costituita da soggetti che non vivono semp liceme nte ·l'u no accanto all'a ltro''21• Alla parola fraternità, umana e soprannaturale22, Paolo VI lega tre doveri: la solidarietà, la giustizia e la carità, che non rappresentano soltanto un atteggiamento virtuoso del singolo, né la regola di condotta dei rapporti interpersonali, ma vere e proprie "virtù sociali", per la dimensione universale che le contraddistingue. La solidarietà esige l'assistenza ai più deboli, ovvero che le nazioni più ricche aiutino quelle più povere; la giustizia, nella sua dimensio_ne sociale, richiede relazioni commerciali eque fra i _ popoli in una cornice di parità fra i contraenti; mentre la carità nel suo respiro universale implica "la promozione di un mondo più umano per 4'-tti, un mondo nel quale tutti abbiano qualcosa da dare e da ricevere, senza che il progresso degli uni costituisca un ostacolo allo sviluppo degli a ltri''23• Dunque "il tema dello sviluppo coincide con quello de ll'inclu sione relazionale di tutte le persone e di tutti i popoli nell'u nica comunità della famiglia umana , che si costruisce nella solidarietà sulla base dei fondamentali valori della giustizia e della p a ce''24• Nella prospettiva della fraternità corpprendiamo allora il continuo richiamo di Papa Francesco a costruire ponti, così che "ognuno possa trovare nell'altro non un nemico, non un concorrente, ma un fratello da acc(!gliere ed abbracciare''25• 7 . Se è dunque chiaro che lo sviluppo è autenticamente umano solo quando è integrale, cioè quando coinvolge la persona nelle sue dimensioni spirituali e materiali, e che favorire lo sviluppo umano integrale esige che si costruiscano legami di fraternità, ben si comprende una delle affermazioni cardine della Populorum Progressio: "Lo sviluppo è il nuovo nome della pace''26 . Paolo VI lega così in modo inscindibile due parole centrali del suo °2 Cfr. 34. 21 cv, 53. Cfr. PP, 44. Ibid. 24 cv, 54. 25 F RANCESCO, Discorso al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, 22 marzo 2013. 26 PP, 87
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insegnamento: l'anelito di ogni uomo alla pace non può trovare una risposta convincente se non vengono create condizioni per uno sviluppo davvero umano ed integrale. Il cammino della pace esige un 'assunzione di responsabilità da parte di ognuno. Già la Costitu zione pastorale Gaudium et spes del Concilio Ecumenico Vaticano II evidenziava che: "La pace non è la semplice assenza della guerra, né può ridursi unicamente a rendere stabile l'equilibrio delle forze avverse [... ]; essa è il frutto dell'ordine impresso nella società umana dal suo divino Fondatore e che deve essere attuato dagli uomini che aspirano ardentemente ad una giustizia sempre più perfetta'YJ.7• Dono di Dio e opera dell'uomo allo stesso tempo, la pace richiede, nella prospettiva di Papa Mon ti i, soprattutto l'impegno comune degli uomini di Stato e degli edu catori28, categorie a lui particolarmente care fin dai tempi trascorsi alla FUCI e in Segreteria di Stato. Oggi, ciò significa sp cialmente che le autorità pubbliche sono chiamate a creare le condizioni per una più equa distribuzione delle risorse e a stimolare opportunità di lavoro soprattutto per i più giovani29, ''poiché - come nota ancora Papa Francesco - non c'è vera pace quando ci sono persone emarginate o costrette a vivere nella miseria. Non c'è pace laddove manca lavoro o la prospettiva di un salario dignitoso. Non c'è pace nelle periferie delle nostre città, nelle quali dilagano droga e viole nz a"30 . 8. Quale dunque la responsabilità del nostro tempo? "Possiamo dire sottolinea Papa Francesco - che la pace è un dono che diviene artigianale . nelle mani degli uomini: siamo noi uomini, ogni giorno, a fare iln passo per la pace, è il nostro lavoro. È il nostro lavoro con il dono ricevuto: fare la pace''31• Con i gesti semplici e concreti che lo contraddistinguono, il Papa indica il metodo di questo lavoro: "come tutte le cose artigianali, si fa nel piccolo per arrivare al grand e''32• La p ce si edifica nel piccolo, nei 27 CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione pastorale "Gaudium et spes" sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, 78. 28 Cfr. PP, 83. 29 Cfr. FRANCESCO, Discorso in occasione degli auguri al Corpo Diploma tico accreditato presso la Santa Sede, 9 gennaio 2017. °3 FRANCESCO, Discorso ai Ca pi di Stato e di Governo dell'Unione Europea in occasione del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, 24 marzo 2017. 31 FRANCESCO, Pi.ccoli artigiani della pace, Omelia mattutina a Santa Mar ta , L'Os se rva tore Romano, ed. quotidiana, Anno CLVI, n.206, 9 settembre 2016. 32 Ibid. rapporti prossimi, ovvero in quelli fraterni e come a cerchi concentrici essa poi può espandersi fino ad abbracciare i contesti più lontani e tutta l'umanità. Il Magistero pontificio dell'ultimo secolo e mezzo è ampiamente costellato dell'impegno "artigianale" dei Papi per la pace, con importanti tentativi di mediazione, tra i quali vorrei qui ricordare in modo particolare quello di Benedetto XV con la Lettera ai Capi dei Popoli belligeranti, di cui ricorre a breve il centenario. Nel definire la Grande Guerra "un'inutile strage", Papa Della Chiesa esortò i ''popoli e Governi belligeranti a tornare fratelli''33 ,
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proponendo in modo chiaro i termini di una pace ragionevole. Egli espresse l'auspicio che "di fronte ai vantaggi immensi di una pace duratura_con disarmo, le Parti contendenti vorranno esaminarle con spirito conciliante, tenendo conto, nella misura del giusto e del possibile [... ] delle aspirazioni dei popoli, e coordinando, ove occorra, i propri interessi a quelli comuni del grande consorzio umano''34• Benedetto XV si rese così interprete della voce dei popoli, di milioni di uomini e di donne che imploravano la fine delle ostilità. La nostra terra veneta ebbe modo di conoscere i drammi della Grande Guerra e ne porta per certi versi ancora i segni delle ferite. Vicenza fu risparmiata grazie al voto che il vescovo Rodolfi e il sindaco Munzani fecero alla Madonna di Monte Berico, che veglia sulla nostra città. Da quel voto, che Maria benignamente esaudì, sorse la chiesa intitolata a Maria Regina della Pace. Proprio Paolo VI legherà indelebilmente Maria alla pace nella ricorrenza del 1° gennaio, da lui proclamata, sempre nel 1967, Giornata Mondiale della Pace. D'altra parte, per il cristiano la fraternità umana trova il suo significato più vero e profondo proprio nel riconoscimento della figliolanza divina e nell'abbraccio materno di Maria. Nel rileggere la Populorum Progresiso riscopriamo un tesoro prezioso del Magistero pontificio, che nel suo insegnamento sociale si è sempre mostrato all'anelito di pace e fratellanza, che contraddistingue il cuore di ogni persona. Un eloquente episodio, spontaneo e commovente, della Grande Guerra ce ne dà un insigne testimonianza, con la quale vorrei concludere. Dopo neanche sei mesi di guerra, i soldati britannici e tedeschi si erano già perfettamente resi conto dell'assurdità di quel conflitto. Nei giorni che. precedettero il Natale del 1914 1 33 B ENEDETT O XV, Lettera ai Capi dei Popoli belligeranti, 1° agosto 1917. 34 Ibid. militari degli opposti schieramenti si prepararono come potevano a celebrare la fes ta , lontano dalla casa e dagli affetti . Ben presto dalle opposte trincee si accorsero che la festa che li accomunava era più forte della tragedia che li divideva. La mattina di Natale interruppero spontaneamente- le ostilità e attraversarono le trincee per scambiarsi auguri e regali. In quella circostanza pochi uomini di fede e di buona volontà poterono laddove i potenti fallivano. Quegli uomini mostrarono che la pace e lo sviluppo sono sempre possibili. Essi fioriscono nel profondo di cuori aperti al prossimo e desiderosi di stabilire rapporti di autentica fraternità. Grazie.
FATTI / POLITICA
Movimento Italia Sociale Vicenza, Forza Nuova e Sovranità e Difesa Sociale: presidio domenica 18 contro
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parcheggiatori abusivi e accattoni molesti al San Bortolo "Da anni ormai il parcheggio del nostro ospedale è assediato da sbandati, parcheggiatori abusivi e professionisti dell' accattonaggio che, complici un' amministrazione comunale ed un assessore alla sicurezza sostanzialmente inerti, continuano imperterriti a porre in essere condotte illegali e a dir poco importune". Queste le parole dei responsabili di Movimento Italia Sociale Vicenza, Forza Nuova e Sovranità e Difesa Sociale, che nella loro denuncia, che pubblichiamo di seguito, annunciano anche il presidio che attueranno domani, domenica 18 giugno, dalle 10.00 alle 13.00, presso il parcheggio dell'ospedale San Bortolo di Vicenza, "contro la perdurante presenza di parcheggiatori abusivi ed accattoni molesti".. "Non è tollerabile che molestie, aggressioni verbali, minacce a scopo di estorsione e danneggiamenti ai veicoli siano all' ordine del giorno nei confronti di quanti, transitando o lasciando l' auto per recarsi all' ospedale per motivi di salute, per far visita ai propri cari o per lavorare, dovrebbero poterlo raggiungere in piena tranquillità". Di Redazione VicenzaPiù
"Domenica 18 giugno, dunque - proseguono Movimento Italia Sociale Vicenza, Forza Nuova e Sovranità e Difesa Sociale - , durante la mattinata, un gruppo di nostri militanti presidierà pacificamente, senza arrecare disturbo alla quiete, l' area del parcheggio, al fine di costituire un deterrente, almeno per qualche ora, contro presenze moleste e fastidiose. L' azione simbolica intende, inoltre, rivendicare il diritto dei cittadini a poter usufruire serenamente di questo ed altri spazi pubblici di Vicenza che sono stati abbandonati al degrado ed all' insicurezza". L' iniziativa congiunta delle tre sigle intende lanciare un messaggio preciso: "Esorteremo amministrazione comunale e forze dell'ordine ad adoperarsi per porre fine, una volta per tutte, alle intollerabili angherie che subiscono quotidianamente gli utenti del parcheggio del San Bortolo ed a mettere in campo, quanto prima, azioni e provvedimenti concreti e realmente efficaci. Qualora così non fosse e si continuasse sulla falsa riga delle iniziative sporadiche, palliative e puramente di facciata, inizieremo a mettere in pratica il diritto-dovere all' autodifesa, che consideriamo patrimonio e prerogativa di ogni cittadino nel momento in cui le istituzioni preposte vengano meno al compito di garantirne la sicurezza © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
". Movimento Italia Sociale Vicenza - Forza Nuova - Movimento Sovranità e Difesa Sociale
FISCO / GIUDIZIARIA / ECONOMIA&AZIENDE
«La più grande inchiesta contro il fenomeno della corruzione dopo il Mose»: la Procura e l'ufficio Gip di Venezia continuano a fare sul serio Avevamo anticipato ieri la parte dell'indagine che riguarda la Cattolica Assicurazioni, esattamente Albino Zatachetto e Giuseppe Milone, responsabile amministrativo nonché dirigente preposto della partecipata da BPVi con cui oggi i rapporti non sono dolcissimi. Ma questa non è la storia centrale della vicenda, che, in attesa di ulteriori sviluppi, vede ora in carcere 16 funzionari dell'Agenzia delle Entrate, ufficiali della Finanza, professionisti e imprenditori che con e per soldi e costosi regali hanno aggiustato le verifiche fiscali e ridotto le sanzioni. Non è il fatto centrale perché le indagini e la retata riportano in evidenza l'azione di una Procura e di un ufficio Gip, quelli di Venezia, che se fossero a Vicenza... Ma visto che con i "se" non si va da nessuna parte ecco l'articolo con cui Gianluca Amadori riferisce su Il Gazzettino un'azione che da oggi la fa da padrone sui media nazionali e che nei prossimi giorni aggiungerà altre motivazioni per pensare che il modello veneto non è di certo un riferimento, dell'onestà. Di Pietro Cotròn
«La più grande inchiesta contro il fenomeno della corruzione dopo il Mose»Il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Venezia, Alberto Reda, ha sintetizzato così l'operazione coordinata dal pm di Venezia, Stefano Ancilotto, che, all'alba di ieri, ha portato in carcere 14 persone e altre 2 ai domiciliari, tra dirigenti dell'Agenzia delle entrate, ufficiali delle Fiamme gialle, commercialisti, imprenditori e un giudice tributario accusati di
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far parte di un vero e proprio sistema illecito, finalizzato ad "aggiustare" le verifiche fiscali per consentire agli evasori una drastica riduzione delle somme da restituire al Fisco. Importanti "favori" in cambio di somme di denaro, preziosi regali, tra cui orologi Rolex (rinvenuti ieri nel corso di una perquisizione all'interno di una cassetta di sicurezza), nonché assunzioni di parenti. EPISODI GRAVI - «Un contesto criminale vasto e articolato, che travalica i singoli episodi contestati», ha precisato il nuovo procuratore capo di Venezia, Bruno Cherchi, il quale ha parlato di «reati gravi», e di una vicenda dai contorni tristi, in quanto «sono implicati funzionari di alto livello dello Stato, preposti al controllo della correttezza dei rapporti Stato-cittadino». «Un'inchiesta dolorosa perché coinvolge due nostri ufficiali - gli ha fatto eco il comandante regionale Veneto della Guardia di Finanza, il generale Antonino Maggiore, il quale ha sottolineato l'abilità degli investigatori - Si tratta di un'operazione che avrà un forte effetto dissuasivo». Le indagini, scaturite da alcune intercettazioni e testimonianze rese nell'ambito dell'inchiesta sullo scandalo Mose, sono proseguite per circa due anni, portando alla luce una serie di rapporti fin troppo confidenziali tra imprenditori, funzionari del Fisco e ufficiali delle Fiamme gialle, i quali spesso si incontravano a cena, oppure uscivano in barca assieme. Dai colloqui registrati emerge che «era dato per scontato» l'intervento dei pubblici ufficiali per risolvere i problemi fiscali degli amici imprenditori: «Si tratta di episodi che non dovrebbero accadere, ma questi arresti sono la testimonianza che l'attività di contrasto è pressante», ha concluso Cherchi. APPOGGI POLITICI - Dalle oltre duecento pagine dell'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Alberto Scaramuzza, lo stesso degli arresti dello scandalo Mose, emergono anche i tentativi messi in atto da uno dei principali indagati, l'ex direttore del Centro operativo delle Entrate di Venezia, Elio Borrelli, per cercare una "sponda" politica di alto livello al fine di ottenere un posto di maggior prestigio a Venezia (direzione regionale), a Verona o a Roma. È per questo motivo che il funzionario del Fisco telefonò nel 2015 al commercialista mestrino Arcangelo Boldrin, esponente di spicco del Pd veneziano, chiedendogli di intercedere a Roma presso un sottosegretario. «Cerca di farmi andare a Verona che cambia la vita anche a te», gli dice Borrelli. «Una promessa esplicita di favorire le pratiche di Boldrin», scrive il gip Scaramuzza, facendo riferimento ad una precedente richiesta del commercialista che aveva sollecitato a Borrelli di interessarsi ad una pratica di suoi clienti. Boldrin non risulta aver dato alcun seguito alla richiesta e il sottosegretario non avrebbe mai saputo nulla della vicenda. Borrelli è stato trasferito in un ufficio meno prestigioso, quello di PesaroUrbino, nelle Marche, dal quale secondo la Procura, avrebbe continuato ad impegnarsi per "aggiustare" il contenzioso fiscale degli amici imprenditori grazie all'aiuto del direttore provinciale di Venezia, Massimo Esposito, suo caro amico, anche lui finito in manette ieri. SISTEMA CONSOLIDATO - Il gip sostiene che non si tratta «di semplici casi isolati, ma di un sistema consolidato», di cui facevano parte anche il capo settore controllo dell'Agenzia delle entrate di Venezia, Christian David, i due tenente colonnello della Finanza Vincenzo Corrado e Massimo Nicchiniello e il giudice tributario Cesare Rindone: a loro il pm Ancilotto contesta, a vario titolo, quattro episodi corruttivi che riguardano somme e utilità di vario genere che sarebbero state messe a disposizione dei pubblici
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dipendenti da Aldo Bison, dell'omonimo gruppo edile di Jesolo; da Paolo Maria Baggio e Paolo Tagnin dell'azienda di logistica Baggio di Marghera; da Albino Zatachetto e Giuseppe Milone della società Cattolica assicurazioni di Verona e da Pietro Schneider della udinese Burimec spa, presso la quale fu assunto il figlio del finanziere Corrado. IL SEQUESTRO - Accogliendo la richiesta della Procura, il giudice ha disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, delle somme che sarebbero state versate a titolo di mazzette, fino alla concorrenza massima di complessivi 440 mila euro: 300 mila euro a carico di Esposito, Borrelli, Aldo Bison e i suoi familiari; 50 mila euro a carico di Esposito, Borrelli e Sartore; 70 mila euro a carico di Corrado, David, Baggio, Tagnin e Mesirca; 20 mila a carico di David, Corrado, Zatachetto, Milone e Rindone. Il giudice tributario è stato colto da malore al momento dell'arresto. Da questa mattina prenderanno il via gli interrogatori di garanzia che saranno eseguiti quasi tutti per rogatoria, in quanto i 16 indagati sono stati trasferiti in penitenziari sparsi per l'Italia.
ECONOMIA&AZIENDE
Due mld e 300.000 euro di danni per Veneto Banca o due mld per BPVi, la differenza fa "danno spaventoso". E danni d'immagine di Consoli & c. per un mld? #denicolastaisereno, tutti recuperati da Iorio e Carrus made in BCE Continuano a stupire dei dietrologhi come noi le disparità di trattamento, bankitaliota, giuridico e mediatico, tra la Banca Popolare di Vicenza di Gianni Zonin, l'ingenua vittima di infidi collaboratori da lui scelti per aiutare la povera gente, e Veneto Banca di Vincenzo Consoli, il figlio diretto di Belzebù che i suoi soci li ha scuoiati. Un altro indizio del nostro retro pensiero? Parte l'azione di responsabilità contro amministratori e sindaci di BPVi per due miliardi, cifra di cui si viene a sapere con una certa... calma, e pare che nessuno se ne accorga o se ne meravigli. Parte l'analoga azione di Montebelluna e un decimo di secondo dopo quantifica il danno "in circa 2 miliardi e 300 milioni di euro" Alessandro De Nicola, senior partner dello studio Orrick, il rappresentante nelle assemblee di Quaestio sgr che gestisce il Fondo Atlante e uno dei consulenti di cui si è avvalsa Veneto Banca nel mettere a punto l'atto di citazione.
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Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Ma non finisce qui l'esternazione di De Nicola. Specificando, infatti, che il conto che risulta è a "tutt'oggi provvisorio e potenziale", il mega professionista definisce "spaventoso" il danno. Se De Nicola o chi per lui nulla disse sul danno supposto di due miliardi per BPVi ci viene da calcolare che sono i trecento milioni in più a fare la differenza per lo "spavento". Se sarà per questo che Gentiloni, Padoan & c. hanno deciso di rinviare il rimborso del bond subordinato da 150 milioni in scadenza il 21 giugno (per ridurre a metà lo spavento?), c'è un altro elemento positivo che ci verrebbe da sottoporre, per tranquillizzarlo un po', allo stressatissimo De Nicola, uno dei volti dei consulenti economici che più spesso appaiono sulle reti nazionali a spiegare, senza conflitti di interessi?, che cosa fare in Borsa e in ogni dove girino soldi. Il collega del Gazzettino Maurizio Crema, riportando sabato 17 giugno le cifre del danno (lui dice "in dettaglio" ma noi per i dettagli aspettiamo le pagine della citazione dopo aver avuto quelle di BPVi, che a breve vi racconteremo magari per confronto con quella montebellunese), scrive testualmente: "Nel mirino degli avvocati i casi di capitale finanziato (finanziamenti baciati per 157 milioni secondo il rapporto ispettivo della Banca d'Italia della fine del 2013, molti di meno per alcuni dei protagonisti in campo che parlano di 10 milioni) ma anche «danni d'immagine» per 988,9 milioni...". Bene, detto che abbiamo letto su quelle e altre pagine di testate nazionali, tutte ovviamente fortemente indipendenti dal "sistema", che le "baciate" di Zonin & c. non erano "solo" i 157 milioni made in Consoli ma qualcosa come 1.3 miliardi di euro, ci sarebbero proprio quei "989,9 milioni" di euro di danni di immagine a rendere più sereno De Nicola e il suo datore di lavoro specifico, il mago della finanza Alessandro Penati, l'inventore del 6% di rendimento dei soldi impegnati nel "veicolo" Atlante, fondi ora passati da 3.5 miliardi a un "euro zero" di un veicolo a cui è interdetta ogni circolazione per non fare altri danni nell'ecosistema... economico. Allora #denicolastaisereno perchè se l'immagine al tempo dei vivi conta, e non poco visto che ne segnarono la sorte le notizie diffuse da Bankitalia nel 2013 sulla inaffidabilità della ex Popolare di Montebelluna e sulla necessità che si "donasse" anima e corpo alla invece perfetta BPVi, è anche vero che nel regno dei morti, i due Istituti attuali, i danni di immagine hanno di sicuro
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avuto un peso nella loro morte ma non sappiamo se peseranno per un miliardo reale nei conti di un tribunale e, soprattutto, in quelli di un ragioniere, di Montebelluna o di Vicenza che sia, ammesso che quest'ultimo sappia quale danno di immagine abbia fatto la gestione Zonin. Se, infatti, sono esatti i dati di Crema (a cui vanno, comunque, i nostri complimenti non solo per averlo ricevuto prima dei citati e solo un giorno dopo la notizia ma soprattutto per aver letto e capito tutto "l'atto di citazione di 500 pagine più 700 di allegati stilato dall'avvocato Alessandro De Nicola e dallo studio Orrick con i professori Michele Tombari e Michele Bertani"), per un qualunque ragioniere non sarebbero soldi che mancano alla cassa quei 988,9 milioni di euro di danni d'immagine... (veri e dimostrabili come dovrebbe esserli in un atto legale o... immaginati per e con il "sistema"?). Questa buona notizia di un miliardo circa di danni subiti, ma contabilmente virtuali, dall'immagine di Veneto Banca potrebbe poi essere utilizzata da Padoan & c. nelle finora efficacissime trattative con l'Europa per detrarre tutta la cifra o una parte dai miliardi chiesti per la "ricapitalizazione precauzionale". O, almeno, per spiegare alla "cattiva" Margrethe Vestager che i danni di immagine (certi quelli di Consoli per De Nicola, ignoti a tutti quelli di Zonin) da quando il presidente di Vicenza e l'Ad di Montebelluna sono stati allontanati con la benedizione della BCE dovrebbero per lo meno essere stati pareggiati dal lustro portato alle due banche dalle gestioni dei presidenti e degli Ad successivi, voluti sempre dalla BCE, Francesco Iorio e Cristiano Carrus col "povero" Fabrizio Viola, ora di fatto guida unica per entrambe, preso in ostaggio dal sistema... Tutti, anche loro, così apprezzati da Ignazio Visco che al Quirinale e a Palazzo Chigi è di moda l'hashtag #ignaziostaisereno... Parola di Carmelo Barbagallo. E come non credere a lui, il signore della Vigilanza...?
FATTI
Il cardinale Pietro Parolin ha incontrato Variati e amministratori locali a Palazzo Chiericati: "Perseguite il bene comune: bene di tutti e bene di ciascuno". C'erano anche Bulgarini e Villa con Franco e Guidato "Perseguite il bene comune, che è bene di tutti e bene di ciascuno. Ogni amministratore deve sempre tener presente questa prospettiva e ,con spirito di servizio, dedizione, senso di vicinanza, farsi carico
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dei problemi degli altri. Le istituzioni devono avvicinarsi alle persone, ma voi amministratori locali già lo fate, prendendo su di voi il peso dei problemi delle persone che incontrate. Come Vicentini vi seguirò in modo particolare nel ricordo al Signore, perché benedica i vostri sforzi, il vostro impegno, la passione che mi avete personalmente manifestato in questo incontro". Con queste parole di incoraggiamento il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin ha salutato gli amministratori locali di Vicenza e del Vicentino (qui la photo gallery). Di Note ufficiali
Glieli ha presentati il sindaco e presidente della Provincia Achille Variati nel salone d'onore di Palazzo Chiericati dopo la lectio magistralis tenuta dal cardinale di origine vicentina al Teatro Olimpico per la chiusura dell'anno accademico dell'Accademia Olimpica . "Sua Eminenza, questi sono cittadine e cittadini - ha detto il sindaco al cardinale dopo avergli presentato uno a uno gli assessori comunali, il presidente del consiglio comunale, i presidenti dei gruppi consiliari del Comune e i consiglieri dell'amministrazione provinciale - che hanno accettato di impegnarsi e lavorare per le altre persone con indennità trascurabili o addirittura assenti. Amministratori che s'impegnano per passione, per costruire comunità e, pur nelle differenze di vedute, sanno operare insieme per il bene comune". Prima di incontrare gli amministratori, il cardinale ha visitato insieme al sindaco, al prefetto Umberto Guidato, al vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci, alla vicepresidente della Provincia Maria Cristina Franco, al presidente dell'Accademia Olimpica Gaetano Thiene e al segretario Mariano Nardello, alcune sale del restaurato Palazzo Chiericati, soffermandosi in particolare nella sala dei Lunettoni e nella sala di San Bartolomeo, illustrate dal direttore onorario della pinacoteca, Giovanni Carlo Federico Villa. "Questo scrigno in cui abbiamo l'onore di riceverla - ha detto a questo proposito il sindaco - ci ricorda che la triade citata da Papa Francesco "verità, bellezza e bontà" deve davvero essere fonte d'ispirazione per il nostro mandato". Poi Variati ha voluto citare lo stesso Parolin: "La ricostruzione di una nuova classe politica può partire soltanto da una rinnovata consapevolezza di
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quelli che sono i valori che devono essere alla base di ogni convivenza civile. Se non c'è una forte coscienza che la politica non è soltanto una gestione immediata della cosa pubblica, ma è la costruzione della Città come tale e che alla base di tutto debbano esserci dei valori condivisi sarà difficile compiere quest'opera di ricostruzione": io mi ritrovo moltissimo - ha concluso il sindaco - in queste sue parole. E quel pezzo di mondialità che, pur tra molte contraddizioni, oggi interessa la nostra terra rappresenta terreno di confronto e crescita della politica. Essere popolari senza essere populisti: questo deve essere il nostro obiettivo".
FATTI / AMBIENTE
Possibile problema alla struttura di un ponte a Borgo Berga sul Retrone, fiume comunque lì inaccessibile per eccesso di cemento Gent. direttore, vi scrivo per segnalare un possibile problema alla struttura di un ponte nel complesso di Borgo Berga: ieri ho partecipato al sit-in contro la Miteni e l'inquinamento da PFAS davanti al tribunale di Vicenza. Visto che il Retrone, che passa proprio davanti al tribunale, è uno dei principali "esutori " (esutore in speleologia e in geologia significa sorgente, corso d'acqua che drena un sistema sotterraneo, ndr) del sistema acquifero inquinato dalla Miteni, ho raggiunto il tribunale via acqua in kayak e ho ormeggiato il mezzo proprio fra i due ponti di via Gallo e di via Oliva, con un cartello "No Pfas" sopra. La risalita dal fiume verso il tribunale è stata alquanto difficile in quanto la sistemazione delle sponde è stata realizzata senza nessun rispetto per il diritto di accesso alle acque pubbliche, rendendo quasi impossibile a chiunque l'accesso al fiume. Di Citizen Writers
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Per tutto serva a esempio
la sistemazione della scala presente sulla sponda che porta in un luogo senza uscita, di fronte ad un muro di cemento , addirittura con un tetto che impedisce anche di vedere un malcapitato che si trovasse li'. Dopo la manifestazione, prima di imbarcarmi sotto al ponte più a monte (un ponte su due piani, quello superiore che fa da ponte pedonale fra l'ingresso del tribunale ed il supermercato, mentre quello sotto congiunge i due parcheggi seminterrati con l'uscita verso via Oliva), mi accorgevo che la soletta del ponte inferiore presentava il distacco di molti elementi in laterizio, in alcuni punti il crollo interessava anche elementi in ferro dei travetti, e in un punto il crollo completo di un laterizio lascia intravvedere una gettata in cemento, forse il sottofondo o addirittura la pavimentazione del parcheggio sovrastante. Nella mappa a questo link: https://osm.org/go/0IBaOtQrE-- il ponte è quello indicato con il numero 20, anche se la sua localizzazione è ad un piano inferiore rispetto alle vie tracciate attorno.
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Alcuni conoscenti mi dicono che si tratta di "
Sfondellamento", effetto pericoloso di qualche problema alla soletta, non necessariamente indice di problema strutturale, ma degno di attenzione e controllo. Ho già inviato una comunicazione a Comune e Provincia (che a quanto so dovrebbero essere competenti su edilizia e ponti). Faccio notare solo che evidentemente le soluzioni di sistemazione spondale del tratto di fiume, che sono state effettuate sacrificando il diritto di accesso e quindi creando un luogo quasi irraggiungibile, non hanno forse permesso di notare il problema prima. Mi auguro che si proceda quanto prima al controllo ed alla eventuale riparazione del ponte, e che si provveda a realizzare un accesso sicuro al fiume, sia per ragioni di civiltà che di sicurezza. Qui un link alle foto (utilizzabili secondo la licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia (CC BY 3.0 IT) Distinti saluti Davide Sandini, Mossano
POLITICA
30 agosto 2014 e il vice sindaco aspirante sindaco Jacopo Bulgarini d'Elci Non sfuggirà a nessuno che è già in corso la campagna elettorale per le amministrative del Comune di Vicenza. Chi ha tempo non perda tempo, recitava un proverbio antico e così vari possibili candidati esibiscono le loro grazie e con temerario coraggio cercano di ingraziarsi il favore degli elettori. Chi con i parchi, chi con le case per padri separati dove allignano erbacce, chi diffondendo la sua giovane possibilità e chi non avendo lavoro cerca di avere almeno le
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prebende di un assessorato . Tra tutti spicca però chi non essendo mai stato eletto vorrebbe correre il rischio di presentarsi agli elettori stessi. E' il vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci, nominato dall'attuale sindaco. Di Italo Francesco Baldo
Questa volta dovrà accontentarsi solo di due supporter Annamaria Cordova e Umberto Nicolai, e il dichiarato intento di surclassare i partiti, in particolare quello Democratico, così fedele ad Achille Variati da essere come il servo della favola di Fedro Cesare Tiberio. Eccolo quindi esibire: " il desiderio di offrire alla comunità il proprio tempo, la propria intelligenza, le proprie competenze". Uno spot che cerca di colpire, insomma "pubblicità", tanto che si vuole "portare i 10 anni di amministrazione Variati nel futuro, costruendo un progetto di città che risponda alle tante e nuove sfide del nostro tempo": un'indicazione da vero conservatore... della poltrona. Se vi fu laboratorio politico nell'amministrazione Variati ciò è perlomeno dubbio: quali idee politiche, quale strategia di amministrazione? Per promuovere un prodotto vi sono almeno due condizioni. La prima che sia buono, la seconda che illuda. L'amministrazione Variati appartiene al secondo tipo di prodotto, tante parole in circolo e pochissimi "fatti", nemmeno il cosiddetto Parco della pace che è tantissimo servito alle elezioni della Giunta Variati per 10 anni vede realizzazione, per il quale magari in fretta e furia si farà come al solito qualcosa, inaugurandolo come per la Casa dei padri separati senza elementi per la vera fruizione, nemmeno la panchina per i sindaci in pensione. Ciò che ancor più stupisce è che si tenta di avallare la capacità amministrativa addirittura in ambito Unesco. Non sappiamo se gli ispettori visitino in incognito la città o solo con l'ufficialità, ma è opportuno informare loro e soprattutto i cittadini vicentini che almeno dal 30 agosto 2014 non si pulisce la marmorea ringhiera di una delle scale di accesso della Basilica Palladiana, dove campeggiano anche centinaia di altre scritte oltre quella con la data "notarile" dell'incuria. Se quasi tre anni non sono bastati per
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"pulire", "picciol cosa", come volete che si amministri nei prossimi anni globalmente una città con problemi più importanti?
POLITICA
Giorgio Langella: con il popolo cubano e il suo governo senza se e senza ma "Donald Trump ha cancellato "con effetto immediato" l'accordo con Cuba. Lo stesso Trump ha dichiarato che il suo obiettivo è "una Cuba libera" e che "tutti i prigionieri politici dovranno essere liberati". L'amministrazione statunitense ancora una volta si dimostra per quello che è. Espressione dell'imperialismo più becero, nemica di ogni espressione che si opponga alle sue imposizioni": così inizia Giorgio Langella, segretario regionale del PCI Veneto, di cui pubblichiamo l'opinione. Ricordiamo, prosegue Langella, che gli USA sono cresciuti grazie al sistematico massacro degli indiani d'America. Un genocidio che ha provocato nel XIX secolo decine di milioni di morti (le stime riferiscono di un numero compreso tra i 50 e i 100 milioni). Ricordiamo come gli USA, nel tempo, abbiano sempre represso nel sangue qualsiasi tentativo di riscatto dei popoli nel mondo. Di Note ufficiali
Ricordiamo cosa fecero in America Latina, dal Cile di Allende al Salvador, dall'Argentina di Videla al Nicaragua. Brutali azioni atte a impedire l'indipendenza delle nazioni che volevano liberarsi dal gioco che le multinazionali e il governo statunitense imponevano loro. Ricordiamo cosa fecero i vari governi statunitensi nel continente africano. Come agirono nel Congo di Patrice Lumumba, come osteggiarono fino al suo assassinio Thomas Sankara in Burkina Faso. Ricordiamoci le guerre che hanno scatenato dal Vietnam all'Iraq (sarebbe troppo lungo ricordarle tutte). Ricordiamo il ruolo che hanno ricoperto e tutt'ora ricoprono sostenendo il terrorismo in Siria e i nazisti in Ucraina. Ricordiamo di come gli Stati Uniti hanno tentato in ogni maniera di fiaccare
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e battere il popolo anche sostenendo e finanziando terroristi esuli cubani. Volevano impedire con qualsiasi mezzo quell'indipendenza e quella sovranità nazionale che quella bellissima isola caraibica si era conquistata cacciando Fulgencio Batista, lacchè e servo del "padrone" statunitense. Ricordiamoci dell'attacco alla Baia dei Porci avvenuta durante la presidenza del "democratico" John Kennedy. E adesso, Trump tenta di dare lezioni a Cuba che, con la dignità e la forza della ragione, dimostra che si può contrastare e combattere l'impero. Oggi Trump vuole una "Cuba libera". Tutti vogliono la libertà, ma sappia Trump che Cuba sarà veramente libera solo quando non ci sarà più la vergogna di Guantanamo, il lager statunitense che insiste nel suo territorio. E sappia che se prigionieri politici devono essere liberati, questi sono rinchiusi nelle carceri statunitensi e rispondono al nome di Leonard Peltier (innocente, condannato a due ergastoli e rinchiuso in carcere da oltre 41 anni per il fatto di essere un indiano d'America e perché lottava - e lotta ancora dalla sua cella - per i diritti del suo popolo) o di Mumia Abu-Jamal (condannato a morte nel 1982 senza prove certe e da allora rinchiuso in carcere perché attivista nero). Questi sono gli Stati Uniti, simbolo del capitalismo, signori della guerra e del sopruso. Non possono dettare alcuna condizione a nessuno. Non hanno le credenziali.
POLITICA
Convegno Anpi - Giuristi Democratici sul diritto di Resistenza venerdi 23 a Vicenza "Resistenza e diritto di resistenza. Dalla lotta antifascista all'esperienza No Dal Molin a Vicenza. Con quali mezzi i cittadini possono opporsi alla violazione dei diritti costituzionali?": Venerdì 23 giugno ore 17.00 in Sala Stucchi, Palazzo Trissino, Vicenza. Il Convegno tratterà del fenomeno storico della Resistenza antifascista a Vicenza e più in generale del "diritto di resistenza", facendo riferimento all'esperienza del Movimento No Dal Molin. Come è noto i Padri Costituenti nei lavori preparatori affrontarono il tema di inserire il c.d. "diritto di resistenza" nella Costituzione. La Costituzione repubblicana da un lato è l'approdo del pensiero e dell'azione della Resistenza al nazi-fascismo, dall'altro rappresenta anche il fondamento e riferimento ideale per i movimenti di lotta che intendono resistere opponendosi attivamente alla violazione dei principi e diritti in essa sanciti. Di Redazione VicenzaPiù
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Relatori: Prof. Emilio Franzina (già ordinario di storia contemporanea presso l'Università di Verona) ; Prof. Daniele Butturini (professore di diritto costituzionale presso l'Università di Verona); Avv. Claudio Novaro (esperto delle tematiche processuali relative all'esperienza TAV in Piemonte); Dott. Fulvio RebeSANI (studioso della vicenda storica No Dal Molin). Con saluti istituzionali dell'Amministrazione Comunale ed interventi programmati di Cinzia Bottene e Giancarlo Albera. Moderatore: Avv. Mario Faggionato (Giuristi Democratici)
FATTI / ECONOMIA&AZIENDE
Luca, Alfredo, Marco e un'altra Vicenza che muore: il Lane deve ripartire da zero e... pulito. Come Napoli, Fiorentina e... Parma Oggi vi propongo in premessa la nota sul presente, squallido, e sul futuro, che si immagina tragico, de Lane a firma di Luca Ancetti, il direttore del Giornale di Vicenza, che conosco per sincero tifoso del Vicenza Calcio e grande amico di Pieraldo Dalle Carbonare, l'ultimo vero presidente biancorosso, che ho conosciuto grazie a lui e della cui amicizia mi sento onorato. Non si può non condividere quello che scrive Luca Ancetti soprattutto alla luce delle due "amichevoli" lettere che si scambiano Alfredo Pastorelli e Marco Franchetto sullo stesso giornale e che pure vi proponiamo a seguire. Una sola "premilla" (l'opposto della "postilla" che mi piacerà scrivere se ci sarà un futuro credibile del calcio biancorosso) me la permetto da ex presidente della squadra di serie A di volley femminile di Vicenza, "deposto" per luride lotte locali contro questo giornale.
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Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Ecco la "premilla", la nota che mi "preme" fare: io l'avevo detto che sarebbe finita così col Lane perché lo sport, se lo si fa anche per passione, può e deve essere gestito bene ma non genera gli utili facili che Vi.Fin. & soci si aspettavano e che, non avendoli trovati, hanno spinto già i cinque soci, che hanno carpito a me e alla città il club di pallavolo senza rispettare i patti con me e gli impegni con i tifosi, hanno chiuso tutto in men che non si dica, senza che nessuno indagasse su dove era finito il suo consistente patrimonio reale che , al di là di quello enorme, morale, era fatto anche di cartellini e diritti sportivi. L'avevo detto perché conosco quelli che si fanno applaudire come salvatori della Patria, quando i confini della loro unica patria si fermano alle tasche con i loro portafogli e quando quelli che danno con una mano in effetti riprendono tutto e di più con tentacoli da piovra. Non ho mai creduto, e caro Luca Ancetti non so se mai ci hai creduto anche tu, né a un Pastorelli, re del business del mercato dei crediti, che rischiasse per il calcio soldi veri (che non provenissero soprattutto dal "mercato" dei debiti del Vicenza e dai contributi di Lega), né a un Franchetto, figlio di una grande tifosa e in grado di fare da solo se solo avesse realmente voluto, che si facesse mettere i "piedi in faccia" dal decisionista Pastorelli salvo poi trovare in quel protagonismo low cost la scusa per la fuga a gambe levate senza neanche vergognarsi delle mille promesse fatue come lo stadio a cui solo Achille Variati, il mago delle promesse, poteva credere. Ma soprattutto, caro Luca, non ho mai creduto che qualcuno volesse veramente entrare in un Vicenza Calcio, con i debiti enormi e in gran parte anche occulti che fecero già fuggire altri imprenditori veramente appassionati come Lino Diquigiovanni ("non voglio neanche vedere cosa c'è dentro" mi disse), se non per succhiarne l'ultimo sangue sperando nel miracolo di un successo sportivo che avesse portato nuovi soldi ma che, però, vista la supponenza e l'ignoranza specifica dei suoi dirigenti di vertice, sarebbe stato folle immaginare. Se, lo ripeto, si vuole veramente tifare in futuro per una maglia rossa come il cuore e bianca come l'amore dei tifosi, bisogna liberarsi da chi quei colori li ha sfruttati e infangati un'altra volta e ripartire da zero, che poi vuol dire la C del Napoli di De Laurentiis e della Fiorentina di Della Valle o la D del Parma di tutta una città.
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Se qualcuno non vuol prendere solo soldi, raschiando un barile ormai bucato o magari giocando pericolosamente a "carta vince, carta perde" in una città che ormai ha perso tutto e che deve recuperare almeno un po' di orgoglio e dignità, ne metta anche pochi di soldi ma da zero, perché questa è l'unica strada per cominciare a programmare con "poco ma buono". Visto che anche Boreas o chissà chi non può essere credibile se promette una decina di milioni, quelli servono, per sanare l'insanabile pensando di guadagnare un'immagine che può essere conquistata con una campagna azzeccata di pubblicità e Pr che costerebbe solo una minima parte di quella decina di milioni, se i milioni fossero veri euro e non "franchetti" affidati a "pastorelli", dietro i quali ci sono sempre dei lupi... W i colori biancorossi, ve lo urla chi quei colori li ha portati nel cuore e fino al massimo possibile, azzannato poi dai lupi di questa città che, però, ululano di rabbia perché contro le loro malefatte continua ancora a lottare questo giornale. Vero, Luca? P.S. Ti e vi dice nulla un certo Atlante che ha messo 3.5 miliardi, per giunta veri ma non di singoli imprenditori ma di banche e Istituzioni finanziarie, che poi vogliono dire in gran parte "noi", nel pozzo di S. Patrizio della Banca Popolare di Vicenza dell'Ad Francesco Iorio pensando di fare un affare? Come è andata? Che oggi, fuggito Iorio con la sua bella liquidazione, si pensa a mettere il marcio vecchio tutto da una parte, la bad bank, per poi ripartire con una banca nuova..., magari più piccola, ma nuova. E da cominciare a risentire propria.
La coscienza biancorossa di Luca Ancetti, da Il Giornale di Vicenza Quello che si sta giocando in queste ore tra Alfredo Pastorelli e Marco Franchetto è il peggior derby che la storia calcistica biancorossa ricordi, perché in palio non ci sono tre punti, il prestigio sportivo, la supremazia calcistica regionale, ma la sopravvivenza del Vicenza. Come ha scritto qualche giorno fa il sindaco Variati, e come nervosamente si sono ribaditi, con colpevole ritardo, i due ex amici, è il momento della responsabilità. Mi permetto di aggiungere anche quello del rispetto. Rispetto verso migliaia di tifosi, da troppi anni illusi se non proprio presi in giro, rispetto verso la storia di un club che ha catalizzato su Vicenza simpatia e ammirazione di appassionati di tutto il mondo. Alfredo e Marco a che gioco state giocando? A braccio di ferro? A nascondino? A mosca cieca? A cerca il colpevole?L'arbitro si prepara a dare il triplice fischio, il Vicenza va salvato dal fallimento! È passato solo un anno da quando, definito l'acquisto forse esageratamente oneroso, vi affacciavate dal balconcino di corso Palladio assicurando al popolo biancorosso che gli anni di vacche magre erano finiti e poco tempo è trascorso da quando in fila indiana andavate in municipio a presentare l'iniziativa per uno stadio nuovo, parlando di progetto serie A. Nulla di nulla di quanto annunciato è e diventerà realtà. Pazienza, nel calcio può succedere, ma il fallimento, la scomparsa del Vicenza questo no. Non è accettabile, soprattutto se è la conseguenza di errori gestionali, scelte
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tecniche sciagurate, personalismi adolescenziali e adesso di dispetti celoduristi. Considerato che non è stato sotto minaccia che vi siete convinti ad occuparvi del Vicenza, mettete in campo quel che vi resta del cuore biancorosso e trovate un accordo che garantisca l'iscrizione al nuovo campionato, ad oggi la vera priorità anche rispetto alla cessione della società. Operazione economicamente non indolore, ma è preferibile un sacrificio finanziario che passare alla storia come i responsabili del fallimento del Vicenza calcio. Alfredo e Marco spetta a voi l'ultima azione della partita, in palio la possibilità di scrivere una modesta pagina di un libro lungo 115 anni o l'umiliante copertina finale, queste le due opzioni in campo: creare le condizioni per sopravvivere e passare il testimone prima possibile, ma dopo attenta verifica dei compratori; consegnare mestamente il testamento biancorosso in tribunale.In entrambi i casi, accettate un consiglio, per il bene del Vicenza, continuate pure ad occuparvi delle sorti dei biancorossi, ma seduti davanti alla televisione.
DA NON CREDERE. A poche ore dall'assemblea Vi.Fin. decisiva per cedere la società o fallire, i due protagonisti dell'odissea-Vicenza non si parlano ma si scrivono "Caro Marco, caro Alfredo": è giù legnate PASTORELLI accusa il socio FRANCHETTO di disinteresse e gli ricorda impegni e ruolo; la risposta è pungente e di pari tenore
Caro Marco, in un momento molto delicato per il futuro del nostro amato Vicenza Calcio, leggo quasi con sgomento le tue dichiarazioni pubbliche rese nelle ultime ore. Corre pertanto l'obbligo intellettuale di risponderti altrettanto pubblicamente.Tu non hai mai collaborato all'ideazione ed alla realizzazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti del Vicenza Calcio; Tu non ti sei mai interessato alle vicende amministrative ed organizzative del Vicenza Calcio; Tu non ti sei mai interessato alle vicende amministrative ed organizzative di Vi.Fin.; Tu, in questa stagione sportiva, non hai mai contribuito al pagamento degli stipendi dei dipendenti e dei collaboratori;Tu, in questa stagione sportiva, non hai mai contribuito affinché il Vicenza Calcio riuscisse ad onorare le proprie obbligazioni discendenti dall'accordo di ristrutturazione; Tu, in questa stagione sportiva, non hai contribuito affinché il Vicenza Calcio onorasse la prima rata annuale del debito erariale con l'Agenzia delle Entrate; Tu, in questa stagione sportiva, non hai contribuito affinché il Vicenza Calcio onorasse la prima rata annuale del debito con il Comune di Vicenza.Tanto, nonostante tu abbia assunto un impegno ben preciso nei confronti dei soci di Vi.Fin., tra marzo e maggio 2016, formalizzato con la sottoscrizione che Tu hai apposto avanti Notaio nell'ambito dell'accordo di ristrutturazione dei debiti del Vicenza Calcio. Tanto, nonostante tu abbia formalmente assunto un impegno di versamento (al pari di altri soci) nell'autunno del 2016, che hai immediatamente disatteso. Forse è stato, per te come per qualcun altro, comodo che
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Pastorelli prendesse le decisioni e pagasse. L'ho fatto. Mi sono sobbarcato quasi da solo, e ringrazio i soci che mi hanno dato una mano - il peso finanziario della stagione corrente.Certo, chi non fa nulla, non sbaglia mai. Non ipotizzare costi eccessivi o evitabili. Analizza il bilancio. La vecchia area ospitalità era completamente illegale, illegittima e priva di qualsiasi dotazione di sicurezza. E visto che la responsabilità era mia e del consiglio di amministrazione partecipato anche da te (!), ho ritenuto opportuno riportare il tutto nella legalità, peraltro di intesa con gli altri amministratori, anche alla luce del significativo incremento di fatturato dell'area marketing nell'ambito delle aziende che necessitano di servizi all'altezza. Ebbene, io ho dimostrato di esserci anche oggi, pronto a fare la mia parte, unitamente ad alcuni amici-soci. E come sai quello che dico è nero su bianco, frutto di dichiarazioni rese nelle assemblee dei soci del 24 maggio 2017, 30 maggio e da ultima nella riunione di pochi giorni fa, 14 giugno. Tu invece, per l'ennesima volta, hai ribadito che non verserai un centesimo di euro, come peraltro durante tutta la corrente stagione sportiva. Che forse, con un aiuto finanziario da parte tua, avrebbe potuto avere un epilogo differente. Ma inutile guardare il passato. Oggi conta solo il futuro dei nostri colori.Ora è il momento della responsabilità.Tu sei il legale rappresentante del Vicenza Calcio; tu sei il legale rappresentante di Vi.Fin.; tu stai conducendo l'unica trattativa degna di essere chiamata tale con il gruppo arabolussemburghese, del quale, dici, hai già verificato la solidità economica. E dunque non nasconderti dietro ad un dito. Non cercare alibi o scuse, affidandoti a poche righe. Fai la tua parte. Tu chiedi scusa ai nostri amati tifosi. Tu affermi che nessuno lo aveva fatto prima.Ed anche questa è l'ennesima riprova che il tuo totale disinteresse non ti fa accorgere che già io, il 23 maggio scorso, lo avevo fatto. Caro Marco, ora alle parole devono seguire i fatti. E adesso l'unica cosa da fare è semplice. Concludere questa stagione sportiva e passare la mano. Perché purtroppo per proseguire nel percorso tracciato di risanamento aziendale, che per la mia visione rappresentava e rappresenta la base imprescindibile per costruire un progetto serio e duraturo, occorrevano investimenti ingenti che, all'inizio della nostra gestione, dovevano essere sostenuti anche da te. Alfredo Pastorelli
Caro Alfredo, ho preso atto del contenuto delle tue precisazioni odierne, condivido la preoccupazione sul futuro nel nostro amato Lanerossi cui sono legato e, non solo sportivamente, da oltre trent'anni con le aziende della mia famiglia, fra tutte, Pulitalia Spa, Caffè Vero e PerFormare Spa.Il momento è delicatissimo.! Ti dico subito, non modifico le mie considerazioni perché, così facendo, smentirei la tua di coerenza.- L'hai ribadita, del resto, in tante interviste rilasciate (ricordi per tutte quella rilasciata su Rai3 dopo la partita di Pisa?) e in altrettante assemblee, nelle quali sono stato in grado di assistere tralasciando le ulteriori causa il mio stato di salute.- Ogni scelta, ogni decisione di questa stagione sportiva o economica che fosse è stata tua e soltanto tua e mai condivisa con gli altri soci di Vi.Fin. (ricordi "non faccio la cameriera a nessuno..!") E questo perché? hai concesso spontaneamente ogni garanzia all'assemblea dei soci sul tuo operato. Hai
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ribadito in più occasioni che avresti risposto, anche economicamente perché così fai quando operi sulle tue aziende.Non posso non dare atto della tua coerenza, ma ora è logico pretendere altrettanta assunzione di responsabilità.-"Conosco il sistema calcio", "le mie conoscenze saranno utili alla causa" in caso di errori, ne risponderò in ogni senso in prima persona, com'è nel mio costume. È tutto agli atti, Alfredo. Forse un chiarimento all'esito del campionato più disastroso degli ultimi vent'anni e con funeste conseguenze sotto il profilo economico, non credi, sarebbe stato quanto meno doveroso da parte tua? Hai staccato la spina, e te ne sei andato.!Hai rassegnato dimissioni irrevocabili lasciandoci "orfani" dopo un percorso sportivo e finanziario deludente che ti ha visto unico protagonista, con problemi irrisolti e con dubbi, da chiarire, anche sotto l'aspetto dei numeri e delle tue scelte in cui sono stati rilevati e fatti propri per inciso dal Presidente del Collegio Sindacale nel corso dell'ultimo CdA di Vicenza Calcio Spa.Ricorda caro Alfredo, hai si operato e chi dubita sul mandato che ti è stato affidato? Con altrettanta coerenza ammetti le responsabilità che hai assunto volontariamente e liberamente. Una domanda si impone: credi infatti che a diverse condizioni una delega così ampia (consentimi TOTALE) sarebbe stata accordata? Forse, ribadisco un chiarimento urge, su tutto il fronte però..!A tua disposizione con il migliore dei miei saluti. Marco Franchetto
AMBIENTE
Agno-Chiampo Ambiente, per il 7° anno consecutivo nessun aumento dei canoni ai Comuni Segno più anche nel 2016, con un utile di 257.152 euro. Il bilancio di Agno Chiampo Ambiente, votato ieri pomeriggio all'unanimità dai 23 Comuni soci, è ancora una volta positivo. "Grazie a questi utili spiega il Presidente di Agno Chiampo Ambiente Alberto Carletti siamo stati in grado, per il settimo anno consecutivo, di non aumentare i canoni ai Comuni e fare comunque nuovi investimenti. Eventuali aumenti locali delle tariffe non sono quindi imputabili ad Agno Chiampo Ambiente, ma alle scelte dei Comuni cui spetta stabilire la tariffa finale". I dati del 2016 indicano che nel territorio servito da Agno Chiampo Ambiente (22 Comuni per un bacino di 176.000 abitanti) la produzione pro capite di rifiuti è di 366 kg all'anno, contro i 392 del bacino territoriale di Vicenza e i 445 del Veneto.
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Di Comunicati Stampa
La percentuale di raccolta differenziata ha raggiunto il 70% (+ 2,5% rispetto al 2015), contro il 68% del bacino territoriale di Vicenza e il 66% del Veneto. Durante l'assemblea il Presidente ha illustrato ai soci le prossime strategie per migliorare ulteriormente questi già molto positivi risultati: "Intensificheremo i controlli sul contenuto dei sacchi per il rifiuto secco, esponendo gli avvisi di mancato ritiro in caso irregolarità. Dalle analisi fatte siamo sicuri che c'è ancora molto materiale recuperabile, che ci permetterebbe di raggiungere subito e senza attivare nuovi costosi servizi il 76% di differenziata indicato dalla Regione come obiettivo da raggiungere entro il 2020. Presto, inoltre, distribuiremo un opuscolo con informazioni tradotto in 5 lingue per sensibilizzare alla corretta differenziazione anche le famiglie straniere. Proseguiremo infine con la lotta all'abbandono dei rifiuti". La società ha riconosciuto a tutti i Comuni una somma complessiva di 960.000 euro di ricavi provenienti dalla cessione di materiali raccolti tramite la raccolta differenziata. "È un valore che potrà ancora aumentare sottolinea Carletti - se tutti ci impegniamo di più a differenziare bene". Le attività di educazione e comunicazione. Anche il 2016 è stato all'insegna dell'educazione nelle scuole, per un totale di 60 ore di lezioni sulla corretta differenziazione dei rifiuti condotte da tecnici e consulenti di Agno Chiampo Ambiente. Sempre nel 2016 sono stati lanciati il fumetto per le scuole primarie "Paolino di Riciclandia - Il ritorno di quelli di Lercio", che ha ottenuto un premio speciale di Legambiente nell'ambito della prima edizione del Forum Rifiuti Veneto e il gioco online per le scuole secondarie di primo grado "Ecogame", conclusosi lo scorso mese di maggio. Sono ora allo studio nuove iniziative a favore delle scuole. Sul fronte della comunicazione, nel 2016 è stata creata l'app di Agno Chiampo Ambiente, che ha finora riscontrato un ottimo successo con 1730 download. Le prospettive societarie. Sul fronte della possibile fusione con Alto Vicentino Ambiente, entro la fine di giugno l'advisor incaricato dalle due società presenterà i risultati dello studio di fattibilità, risultati che saranno esposti ai soci per le decisioni sul
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futuro delle due società. Il Comune di Valdagno ha affidato ad Agno Chiampo Ambiente i servizi dello spazzamento stradale e della raccolta porta a porta della carta e della plastica, che saranno attivati entro la fine dell'anno.
POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE / AMBIENTE
Spv, la denuncia del Covepa: lo spettro del conflitto di interesse sul dirigente regionale Anna Fasiol Speranze sulla trasparenza degli atti e dubbi su possibili conflitti di interesse sulla macchina che a palazzo Balbi si occupa della Pedemontana Veneta sono lo strascico dell'ultima trasferta che venerdì 16 giugno a Venezia presso gli uffici della Regione Veneto ha visto protagonista una pattuglia che schierava esponenti di alcune associazioni ecologiste e di alcuni gruppi di espropriati: tutti quanti nell'occasione sono stati ricevuti da un pool di dirigenti regionali i quali hanno preso nota delle richieste di accesso agli atti formalizzate dai comitati. Di Redazione VicenzaPiù
Massimo Follesa, portavoce del CovePA, il coordinamento che si batte da anni contro la Spv e in particolar modo contro questo tracciato si dice «abbastanza fiducioso per quanto concerne la possibilità di visionare in tempi brevi le carte, a partire dal testo firmato davanti al notaio relativamente all’ultimo accordo tra il Concessionario Sis e la Regione». Tuttavia lo stesso Follesa, come riferito in una videointervista raccolta da Taepile.net, pone alcuni seri dubbi. «Andando a guardare da vicino il file impiegato per la presentazione della nuova operazione sulla Pedemontana, quella in cui il governatore leghista Luca Zaia il 7 marzo in consiglio Regionale spiegava che l’opera sarebbe stata salvata da una addizionale irpef, siamo rimasti sconcertati». Il motivo? «Il motivo - spiega ancora l’attivista - è che quel file in cui sono schematizzate tutte le ragioni per cui Zaia decide di rimodulare l’accordo coi privati sembrerebbe essere di proprietà di Area enginering, ovvero la società che per conto della Regione ha redatto gli studi sui flussi del traffico adducendo che le nuove stime sul gettito da pedaggio sono tali da garantire la fattibilità dell’opera. Ferme restando le durissime critiche a queste previsioni e all’intero progetto - attacca ancora il portavoce - non si capisce che cosa c’entri Area engineering con il resto delle motivazioni politiche, sociali, economiche, giuridiche e amministrative illustrate da Zaia grazie a quel file che abbiamo scaricato dalla pagina pubblica del condirettore della Nuova Venezia Paolo Cagnan. Il quale peraltro conferma che quella presentazione elettronica gli è stata fornita proprio dalla
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Regione». Poi c’è un’altra bordata: «Sempre spulciando tra le proprietà elettroniche di quel file abbiamo notato che il suo autore è tale ingegnere Anna Fasiol. Ora dal momento che l’ingegner Giuseppe Fasiol è uno dei massimi dirigenti della Regione con funzioni di controllo e coordinamento sul progetto Spv, ovvero è il responsabile unico del procedimento, vorremmo capire se tale Anna Fasiol abbia con lui affinità o parentele di qualche tipo e quali relazioni vi siano eventualmente tra Anna Fasiol e Area engineering. Se dovessero emergere connessioni di rilievo sarebbe una cosa gravissima: un conflitto di interessi che potrebbe inficiare addirittura la validità degli ultimi atti regionali sulla stessa Pedemontana. Per questo motivo - conclude l’architetto Follesa - alcuni giorni fa abbiamo segnalato formalmente la cosa alla autorità giudiziaria per i chiarimenti del caso. Il cielo non voglia che ci sia in conflitto di interesse privato sulla dirigenza regionale» Marco Milioni da Taepile.net del 15 giugno 2017 fonte: http://taepile.blogspot.it/2017/06/spv-la-denuncia-del-covepa-lospettro.html?m=1
FATTI / POLITICA
A rischio concerto a Schio di Bello Figo, montano polemiche di Alex Cioni di PrimaNoi: musica, politica e umanità in conflitto Dopo il polverone scatenato su Facebook in polemica con l'evento, numerosi sarebbero stati i messaggi intimidatori verso il portavoce del comitato PrimaNoi Alex Cioni, che ci invia la nota che pubblichiamo a seguire sul concerto di Bello Figo, famoso rapper di origine ghanese, in programma il 30 giugno alla discoteca Hollywood di Schio ma che potrebbe saltare a causa delle troppe polemiche in corso come annuncia il titolare del locale, il venetista Bortolino Sartore. Senza entrare per ora nel merito della questione non è certamente bello che uno spettacolo programmato e autorizzato, oltre che voluto da tanti giovani appassionati di Hip Pop, sia lo spunto per polemiche anch'esse lecite ma che non fanno che esasperare gli animi distogliendo l'attenzione dai veri problemi, che toccano tutti, a prescindere dal colore della pelle e delle proprie ideologie. Di Edoardo Pepe
I giovani promotori dell'evento, dice comunque Cioni, sostengono che i testi
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del rapper ghanese sono ironici, siamo noi che non comprendiamo la natura goliardica delle sue canzoni: questo in sostanza il tenore delle tante email e messaggi che ho ricevuto in queste ore, al netto delle minacce di venire denunciato per aver scatenato la polemica attorno al concerto. Le minacce francamente mi lasciano indifferente, ribadisco invece che l'ironia è altra cosa. In tempi così difficili non si scherza: né su chi rischia di lasciarci la pelle in mare su qualche gommone perché illuso di trovare qui la panacea risolutrice dei suoi problemi, né sugli Italiani che nonostante le tante criticità e deficienze organizzative e le opposizioni di larga parte della popolazione, accolgono questi sedicenti profughi togliendo il pane dalla bocca dei propri figli. Nessuno contesta il diritto di divertirsi. Si contesta il cattivo gusto di fare da sponda a simili soggetti per il mero scopo di fare business. L'Italia è piena di brave band e gruppi musicali. La domanda è: quale divertimento trovate nel farvi insultare?. Non sarà forse che la gran parte dei promotori sono stranieri o figli di immigrati di seconda generazione?. Forse sono gli stessi che pretendono di ottenere la cittadinanza italiana, senza dimostrate di rispettare, quanto meno, la nazione nella quale stanno crescendo. Ed eventi come quello in programma a Schio il 30 giugno ne è una delle tante dimostrazioni".
Referendum per l'autonomia: Roma tace, Youtube no Mancano poco meno di tre mesi al voto, ma del referendum per l'autonomia del Veneto si parla ancora poco. Lo stesso vale per la consultazione della Lombardia. Roma e la Stampa nazionale hanno bollato il caso, come l'ennesimo rigurgito leghista e anche in Veneto la campagna elettorale stenta a partire. L'esito della consultazione, infatti, è dato per scontato. Luca Zaia, governatore del Veneto lo ha detto più volte: "Non è tanto la vittoria del Si a cui si dovrà guardare, ma al numero dei votanti". La chiamata alle armi passa anche e soprattutto per il web. Con i principali quotidiani locali in altre faccende affaccendati, a scatenarsi è proprio il popolo della rete: un fenomeno già visto in passato ma con delle peculiarità nuove che segna, forse, un cambio di marcia nel rapporto tra media e politica, anche locale. Di Pietro Zanella
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Tra serio e faceto, grazie anche al poco entusiasmo dei canali ufficiali, il referendum del prossimo 22 ottobre è un tema perfetto per il web. L'ironia è facile al Sud come al Nord, grazie alla caratterizzazione regionale. C'è chi come lo youtuber Il Canal, sugli aspetti più grossolani della natura veneta gioca da tempo con un seguito che esce però dai confini regionali, un gioco che sembra star riuscendo anche a "II veneto Imbruttito", canale video cugino del più noto "Il Milanese Imbruttito". La novità della campagna referendaria, però, arriva dalla politica che sempre più riconosce un ruolo a questi fenomeni della rete. Sulla sua pagina Facebook, ad esempio, Luca Zaia condivide il video in dialetto della bassanese Ilaria Brunelli in cui la giovane "indipendentista" spiega le ragioni del sì e la differenza tra autonomia ed indipendenza. Il Governatore del Veneto, qualche mese fa, non si era sottratto nemmeno ad una gag con il già citato Canal offrendo allo youtuber, per l'occasione travestito da bottiglia, un bicchiere di vino. Giochi, scherzi, che aiutano a colmare la distanza tra politici in giacca e cravatta e cittadini sempre più visti come utenti. Questo sembra almeno il piano dei guro della comunicazione di partito. L'esempio è arrivato dall'alto: il binomio Renzi e twitter è ormai un caso scuola per molti laureandi in Scienze della comunicazione. Paradossalmente, però, il Pd sembra non voler giocare la partita, almeno sul web, per il prossimo referendum. Il conteggio dei voti, non dei mi piace, all'indomani del voto di Veneto e Lombardia, dirà se la strategia è stata quella giusta.
FATTI
VicenzaPiu.tv, la tv streaming di Vicenza. La nuova programmazione con la nostra parola d'ordine: "Indipendenza"
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Pubblicato alle 16.55 del 9 giugno, aggiornato alle 14.32 dell'11 giugno. Una volta c'era la tv, ora c'è lo streaming, recita lo spot di VicenzaPiu.com, e infatti da lunedì 12 giugno 2017 la nostra emittente VicenzaPiu.tv ha iniziato a trasmettere con una programmazione regolare e non più provvisoria (qui il palinsesto). Si tratta di produzioni legate al mondo della cultura, di programmi d'inchiesta realizzati dalla redazione giornalistica di VicenzaPiù.com, di rubriche su vari argomenti e di programmi di puro intrattenimento e spettacolo. Inoltre a brevissimo partirà un appuntamento giornaliero con la rassegna delle principali notizie raccontate dalla stampa locale e nazionale, seguita da un breve resoconto sulla situazione delle principali borse europee e mondiali. Di Giulia Matteazzi
A luglio, poi, partirà il notiziario in diretta che sarà trasmesso tutti i giorni a partire dalle 18 circa (e sarà poi immediatamente reso disponibile on demand su computer da tavolo e su smartphone e tablet grazie alle nostre App scaricabili gratuitamente in ambiente Apple iOs e Android) "Questo - spiega il direttore di VicenzaPiù Giovanni Coviello è il primo passo per riavvicinare la gente all'informazione indipendente, perchè proprio l'assenza sostanziale dell'Indipendenza (e scusate il maiuscolo...) è uno dei gap più pesanti del territorio. Grazie alla nostra tv streaming, che ruota intorno ai contenuti e agli stili storici del nostro quotidiano web VicenzaPiu.com, proveremo a "creare" e allargare l'abitudine a seguire la tv via pc, smartphone e tablet col vantaggio di poter vedere e ascoltare tutto, in ogni momento, ovunque e, quindi, anche lontano da Vicenza, nel mondo intero, lì dove cui si affacciano le sue attività, da quelle produttive a quelle culturali e turistiche. Proporremo da subito alcune produzioni interessanti, che vanno oltre i nostri contenuti classici, per una fascia sempre maggiore di utenti, come il tg dedicato agli animali e la rubrica sul "fai da te" realizzata da un esperto decoratore. Ma naturalmente puntiamo sull'informazione di qualità come nostro fiore all'occhiello, per cui faremo partire a brevissimo un tg quotidiano, al quale speriamo al più presto di affiancare momenti informativi e di libera discussione. La mia intenzione e quella della nostra redazione è fornire contenuti originali e il più possibile collegati al territorio vicentino, per collegarlo al mondo con una parola chiave sempre ben in mente: Indipendenza da tutto meno che dai lettori e
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tele-web-spettatori. Per questo ambiamo a essere il mezzo libero d'informazione... libera della gente... libera. Sempre di più ".
FATTI
Movimento Italia Sociale Vicenza, Forza Nuova e Sovranità e Difesa Sociale – Ultimatum all’amministrazione: “Ripulite il parcheggio dell’ospedale o ci pensiamo noi” Il presidio allestito ieri mattina nel parcheggio dell'ospedale San Bortolo dai militanti di Movimento Italia Sociale Vicenza, Forza Nuova e Sovranità e Difesa Sociale ha lanciato un messaggio chiaro ai responsabili istituzionali della sicurezza in città: "Ripulite voi..? O ci pensiamo noi!" Questo lo slogan, con evidente riferimento alla presenza, nell' area, di parcheggiatori abusivi ed accattoni molesti, sullo striscione esposto durante la pacifica manifestazione che ha visto la presenza di una trentina di persone. Di Redazione VicenzaPiù
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"Abbiamo agito a seguito di numerose segnalazioni ricevute da cittadini, che denunciano le molestie, le minacce ed i danneggiamenti alle vetture che deve subire quotidianamente chi transita a piedi o parcheggia nell' area antistante il San Bortolo. - spiegano i responsabili dei tre movimenti, che continuano - La presenza di numerosi individui che infastidiscono, spesso con fare aggressivo, le persone che si recano all' ospedale, è un vero e proprio flagello che si protrae da anni. Evidentemente il Comune e l' assessore Rotondi, come succede per molte altre zone della città, hanno perso il controllo e non riescono a garantire il livello minimo di sicurezza che spetterebbe di diritto ai vicentini. Troviamo indecoroso ed inammissibile che le persone che si recano all' ospedale, magari per motivi di salute o per fare visita ad una persona cara, alle quali andrebbe assicurata la massima tranquillità, vengano molestate ogni due passi da personaggi contro i quali l' amministrazione non riesce a fare sostanzialmente nulla, al di là di infliggere qualche ridicola multa che non verrà mai pagata. La nostra presenza di ieri al parcheggio, quindi, è servita per veicolare un messaggio ben preciso: o entro un lasso di tempo ragionevole amministrazione e forze dell' ordine provvederanno a risolvere il problema o inizieremo a presidiare il parcheggio per fare in modo che quegli sbandati e molestatori che mettono in atto condotte illecite o violente girino alla larga. Per il momento - concludono i membri delle tre sigle - rimaniamo in attesa di risposte concrete, ma ribadiamo che la difesa in prima persona da coloro che minacciano la nostra sicurezza e quella dei nostri concittadini, nel momento in cui le istituzioni vengono meno al proprio dovere di garantirla , la consideriamo un diritto, del quale siamo pronti ad avvalerci".
FATTI
Continua la programmazione su VicenzaPiù.tv del notiziario per chi ama gli animali "Prendimi con te news", tutte le mattine intorno alle 11.45 Pubblicato il 9 giugno alle 14.21, aggiornato il 10 alle 11.32. Continua, con un buon riscontro, la trasmissione, iniziata lunedì 12 giugno tutti i giorni alle 11.45 circa e in replica alle 19.10 (qui il palinsesto con la programmazione) su VicenzaPiù.tv del notiziario prodotto da Kira tv "Prendimi con te news". Si tratta di un format che si occupa di animali e che, in particolare vuole diffondere notizie, consigli e informazioni su questo mondo. Alcune puntate del programma riguarderanno poi l'invito a non abbandonare cani e gatti al momento di partire per le ferie, tema particolarmente importante in questo periodo. Il format che, come detto, viene prodotto da KiraTV
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in collaborazione con Vicka Comunicazione di Dario Martucci, nasce prima di tutto dalla passione per gli animali dell'ideatore del programma Leonardo Ippolito. Di Giulia Matteazzi
“Sono cresciuto insieme agli animali – racconta Ippolito - e da sempre mi sono interessato al loro mondo. Nel 2014 avevo già lanciato un format dedicato alle adozioni di animali domestici “prendimi con te” il quale aveva come fine la possibilità che cani e gatti abbandonati e ospitati in canili e gattili venissero affidati. Da allora abbiamo girato 4 edizioni e nelle ultime due abbiamo anche visitato dei canili e dei gattili e appassionandoci sempre di più a questa tematica.” Da "Prendimi con te" a "Prendimi con te news" il passaggio è stato quasi naturale: sono molte le persone che amano gli animali e sono interessate al loro mondo, ma non è sempre facile trovare informazioni e notizie su di loro. Così è nata l’idea di un format che in soli 12 minuti presenta 3 principali notizie sul mondo animale, 4 appelli di adozione per cani e gatti, consigli da esperti e curiosità sulle razze. La conduttrice del programma è la bella e brava Arianna Padula. “Io e Arianna- spiega ancora Ippolito - ci siamo conosciuti quando abbiamo girato delle puntate di “Prendimi con te” presso la Protezione Animali di Legnano. Arianna, in qualità di consigliera, ci ha parlato dell’organizzazione di questa struttura e presentato i cani e gatti bisognosi di adozione. Da subito ho notato che è simpatica e spigliata, ma più di tutto mi ha colpito la sua dedizione verso la causa: è raro incontrare ragazzi molto giovani che dedicano già tanto tempo ed energie agli animali e che arrivano ad assumersi responsabilità importanti in questo senso. La sua passione è fondamentale anche per Prendimi Con Te News grazie al suo interesse è sempre molto attiva nel sottopormi notizie, appelli e molto altro per il format ”. “La mia passione per gli animali è forte – conferma Arianna Padula ma soprattutto è radicata la mia dedizione verso la causa «adozione». La possibilità di trasferire tutto questo il un format e sperare di dare ancora più visibilità a chi non ha voce per me è stata stupenda e non me la sarei mai lasciata scappare. Quando Leonardo poi mi ha offerto la possibilità di collaborare con lui nell’ideazione di Prendimi con Te News ero al settimo cielo: l’idea è fantastica e credo che con la giusta diffusione sarà davvero utile a tutti gli amanti degli animali e magari, perché no, riuscirà a coinvolgere anche coloro che sono lontani da questa realtà. Credo fermamente in questo progetto!
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” La trasmissione approdata su VicenzaPiù.tv, va in onda con grande successo su Telemilano Più Blu canale 97 e Telemilano canale 12 e sta riscuotendo grande interesse anche nel resto d’Italia.
INTERVISTE
Per "salvare" il Vicenza agli "arabesi" di Franchetto e Polato, gli arabo lussemburghesi di Boreas, rispondono i genovesi di Gerardo Meridio e Paolo Lodi: "giuro di dire la verità..." Che dall'epoca Sergio Cassingena e Danilo Preto, provenienti dal mondo Sisa, poi dissoltosi, e da altre attività non sempre cristalline, il Vicenza Calcio sia avvolto da un alone di mistero è un dato di fatto di cui vi abbiamo sempre detto e che oggi è confermato dall'ennesima puntata, speriamo non sia l'ultima, di una storia che vede il glorioso club biancorosso ancora per una volta sull'orlo del baratro. Dopo il botta e risposta tra Alfredo Pastorelli e Marco Franchetto di cui abbiamo riferito in "Luca, Alfredo, Marco e un'altra Vicenza che muore: il Lane deve ripartire da zero e... pulito. Come Napoli, Fiorentina e... Parma", e mentre i tifosi cominciano a manifestare la loro rabbia, perché passi per il crack della Banca Popolare di Vicenza ma "non toccateci il pallone!", oggi il GdV ha pubblicato una lettera, che vi proponiamo di seguito*, di Gerardo Meridio, ex consigliere comunale di Vicenza e uomo di Gianpiero Samorì. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Meridio, a nome di un gruppo di noti imprenditori genovesi con tanto di nomi e cognomi, a differenza, fa capire, della finanziaria di turno in salsa biancorossa, l'arabo lussemburghese Boreas che richiama alla memoria, per la sua "intelligibilità" la vecchia fiduciaria Pannorica made in Cassingena, si lamenta della incomprensibilmente scarsa (e offensiva, dice lui) considerazione della proposta da parte del cerchio di Franchetto in cui orbita l'uomo di sempre del Lane, Gianluigi Polato. Ma chi meglio di Meridio avrebbe potuto spiegare la sua lettera col suo progetto, di cui ha informato anche Achille Variati, che magari non sentiva dai tempi del famoso "quaquaraquà", e cosa c'è dietro la strategia bloccata di Marchetto e Polato?
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Lo abbiamo, quindi, intervistato in studio da noi, lo abbiamo pungolato e pensiamo che vaòga la pena vederla, ascoltarla e pesarla (senza filtri ulteriori) visto che l'ex consigliere comunale di Vicenza non si è tirato per nulla indietro, scherzando sulla sua intenzione di candidarsi sindaco bel caso di esito positivo della trattativa di salvataggio del Lane ma anche avanzando l'ipotesi per nulla peregrina che Franchetto, Polato & c., a differenza di Pastorelli, preferirebbero cedere a Boreas (a meno che non sia anche questa una scatola con più fondi) perché la finanziaria delle mille una nazionalità non avrebbe interesse o intenzione di scavare nel passato, di cui ha sempre fatto parte Polato... Quindi, leggete la lettera, poi vedete l'intervista e, quindi, incrociate le dita perché invecchi a lungo e con buona saluto il nostro Lanerossi.
Spiace leggere l'epilogo della vicenda che coinvolge il futuro del Vicenza Calcio ed i rapporti fra i soci VI.Fin, ma intervengo in merito alle scorrette e superficiali citazioni del Sig. Franchetto relative all'offerta presentata dal gruppo di imprenditori genovesi per l'acquisizione del Vicenza Calcio. Il Sig. Franchetto dapprima ha "smentito l'esistenza di qualsiasi altra proposta per l'acquisto totale o parziale delle quote della società" e le ha definite "chiacchiere prive di qualsiasi fondamento", poi ha cambiato versione ammettendo di avere avuto un incontro con il sottoscritto ma ritenendo la proposta "non degna ...." e dichiarando che "si parla del nulla..." Sono parole pesanti ed offensive rispetto un serio gruppo imprenditoriale che in via ufficiale si è reso disponibile a rilevare le quote del Vicenza Calcio e i debiti pregressi. I primi contatti nei scorsi mesi con il Presidente del Vicenza Calcio, poi dimissionario Pastorelli, per l'acquisizione del 99% delle quote del Vicenza Calcio, in seguito la proposta è stata formalizzata in data Mercoledì 14 giugno al Vicenza Calcio, così riassunta: - disponibilità a compartecipare al pagamento degli stipendi arretrati, necessari per l'iscrizione al campionato senza punti di penalizzazione; - assunzione dei debiti pregressi: quello con l'erario, secondo il piano di rientro concordato; quello con l'amministrazione comunale e con i fornitori salvo una quota di 200.000€ da porre a carico degli attuali soci; - disponibilità a rimborsare ai soci che si assumono il pagamento degli stipendi arretrati le somme derivanti dalla vendita di tre giocatori a loro scelta ed i contributi provenienti dalla federazione ad eccezione del cosiddetto paracadute. Giovedi 15/6 presso Publitalia ho incontrato il Sig. Franchetto Marco alla presenza dei soci di VI.FIN Adamo, Mandato, del commercialista Borsato, ed ero accompagnato da un comune amico il Sig. Pietro Magaddino. Nell'incontro abbiamo discusso i contenuti dell'offerta "genovese", ho confermato la disponibilità a compartecipare al pagamento degli stipendi arretrati, ed ho informato dell'investimento complessivo di svariati milioni di € e delle sponsorizzazioni disponibili del rilancio del settore giovanile, ristrutturazione dello stadio ecc. È pur vero che nel corso dell'incontro in un paio di occasioni al Sig. Franchetto è sfuggita la parola "esclusiva " nei confronti della Boreas, oltre al commento "il Vicenza Calcio non è alla canna del gas come viene scritto nei giornali ..." Ho chiesto esplicitamente se c'erano margini per una trattativa o se era concluso il contratto con la Boreas. Siamo invece stati invitati a presentare l'offerta entro l'assemblea con il © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
piano complessivo di rilancio del Vicenza calcio e gli impegni economici futuri. Abbiamo chiesto di avere i conti della situazione creditoria e debitoria della società, necessaria per una articolata offerta e più volte sollecitato il commercialista Boscato, che ci ha avvisato di non avere autorizzazione in tal senso da Franchetto. Poi venerdì sera ci è giunta l'email dell'avv. Polato che in nome e per conto del Vicenza Calcio ci ha informati che "non vede la possibilità di proseguire nel percorso". In sintesi non sono interessati ad altre offerte se non quella della Boreas. Non so cosa sia cambiato da giovedì con i vertici del Vicenza Calcio, prima invitano a presentare il piano poi cambio repentino e non sono interessati ad altre offerte. L'avv. Polato mi ha invitato a tenere riservata la sua email, ma oltre a non avere sottoscritto alcun accordo in tal senso, forse non si coglie che la questione Vicenza Calcio non è affare privato fra i soci di Vi.Fin. ma riguarda la collettività, i tifosi in primis e tutti i vicentini che hanno nel cuore i colori biancorossi, che vogliono chiarezza, prospettive ma anche trasparenza. La proposta presentata voleva essere un aiuto e dare una prospettiva per il futuro di questa squadra che tanto ha dato ai tifosi, a questa città e provincia. Ovviamente prendiamo atto che Franchetto e Polato non vogliono altre offerte sul piatto. Abbiamo discusso a lungo con l'ex Presidente Pastorelli nei mesi scorsi che ci ha sempre rispettato ed ascoltato, se ci saranno i presupposti per proseguire, rinnoviamo a lui in quanto AD della Vi.Fin la nostra disponibilità. Dott. Gerardo Meridio Dott. Paolo Lodi
FATTI
Confartigianato Vicenza: “Norme alternative ai voucher troppo pesanti, così non si aiutano né il lavoro né le aziende” Non si placa la polemica di Confartigianato Vicenza sul dopovoucher: dopo la loro abolizione il Governo, infatti, si era impegnato a trovare una soluzione alternativa e innovativa per venire incontro alle esigenze delle imprese in tema di flessibilità, esigenze di mercato, costi contenuti. Anche l'intervento del premier di sabato a Bologna non fa avvalorare le istanze presentate a favore delle micro imprese. "Purtroppo - dichiara Sandro Venzo, componente della Giunta di Confartigianato Vicenza con delega al Lavoro - con il nuovo testo sulle prestazioni occasionali in discussione al Senato, si sta materializzando una normativa che esclude molte aziende e che
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per le altre è molto più costosa e prevede diversi appesantimenti burocratici". Di Redazione VicenzaPiù
Primo punto è l'utilizzo del nuovo contratto, di fatto vietato alle imprese che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori a tempo indeterminato. "Non si sa - prosegue Venzo- in base a quale criterio sia stato definito tale limite, non si capisce per quale motivo non si sia fatto riferimento almeno al concetto di micro-impresa, cioè quelle realtà imprenditoriali che hanno meno di dieci dipendenti". Altro dato negativo, per Confartigianato, è quello che riguarda l'aumento consistente dei costi del nuovo contratto. Infatti se un voucher, corrispondente a un'ora di lavoro, costava all'impresa 10 euro, adesso quell'ora costerà all'impresa circa 12,3 euro, con un aumento del 25%. " Ammettiamo pure che la flessibilità abbia un costo - commenta Venzo ma un aumento così consistente non è assolutamente giustificabile. Ancor più insensato è il costo fisso per le prestazioni fino a 4 ore consecutive. In questo caso, la legge prevede che fino alla quarta ora il compenso non possa essere inferiore a 36 euro il che si traduce, in costi aziendali, in circa 49,14 euro. È inconcepibile che un'azienda paghi un'ora di prestazione occasionale quasi 50 euro, più del doppio del costo di un lavoratore stabile in azienda." C'è poi l'appesantimento procedurale per attivare la prestazione occasionale. La futura legge richiede la stipula di un contratto di lavoro, nonché la registrazione di committente e prestatore di lavoro sulla piattaforma informatica gestita dall'INPS. A ciò si aggiungono l'obbligo di comunicare all'Istituto previdenziale l'utilizzo della prestazione lavorativa un'ora prima del relativo inizio e l'obbligo di revoca della stessa nel caso di mancato svolgimento della prestazione, pena il pagamento della mansione non effettuata. "Tutti adempimenti che, all'atto pratico, renderanno molto complicato l'utilizzo dello strumento - prosegue Venzo-. Per non parlare poi delle lentissime tempistiche, a cui l'INPS ci ha abituato, nell'aggiornare la propria piattaforma informatica. Si corre il serio rischio che, oltre alle ristrettezze normative, le prestazioni occasionali non siano subito fruibili a causa della mancanza di direttive operative da parte dell'Istituto. Quanto all'aspetto legato alla sicurezza sul lavoro, pur concordando sulla necessità che siano garantite al prestatore di lavoro le tutele in materia, sarebbe auspicabile trovare soluzioni meno onerose per quello che attiene gli adempimenti burocratici
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". Infine, le sanzioni. Il superamento dei limiti di importo del compenso determina la trasformazione del rapporto di lavoro occasionale in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. "Le violazioni dell'obbligo di comunicazione, o riguardanti le ipotesi in cui il lavoro occasionale è vietato, fanno scattare una sanzione amministrativa pecuniaria di importo variabile da 500 a 2.500 euro per ogni prestazione lavorativa giornaliera", conclude Venzo.
FATTI
Pfas e Miteni: nessuna novità dal nuovo accesso dei Noe in azienda ma fuori dallo stabilimento nuovi rifiuti dell'epoca Ricerche Marzotto I carabinieri del Noe sono entrati questa mattina nello stabilimento della Miteni alle ore 9. Non hanno acquisito ulteriori documenti e hanno richiesto di approfondire alcuni elementi oggetto di indagine, attività che proseguiranno nei prossimi giorni. L'azienda ribadisce che dai settanta prelievi effettuati all'interno dello stabilimento fino a trenta metri di profondità non è emerso alcun superamento di valori per nessuna sostanza. I terreni interni allo stabilimento sulla base di queste analisi non presentano oggi alcun rischio ambientale. Di Redazione VicenzaPiù
Appare complessa la situazione esterna allo stabilimento sull'argine del fiume Poscola dove i tecnici ambientali Miteni di concerto coi tecnici di Arpav e della procura di Vicenza hanno rinvenuto anche oggi ulteriori rifiuti risalenti agli anni Settanta per i quali si sta procedendo alla rimozione e alla bonifica.
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ECONOMIA&AZIENDE
Giuliano Zoso: "De Bortoli e Smiderle muti in Confindustria su BPVi". VicenzaPiù plaude e presenta la "replica" di due chicche di Smiderle: buy nel 2010, don't sell nel 2015 Stasera su VVox, che è nato, dopo un altro tentativo, prendendo da noi l'idea del web magazine, che noi continuiamo a rinvigorire ol nostro VicenzaPiu.com da oltre 11 anni, e che è diretto da un nostro ex collaboratore per il quale scrive un prestigioso "opinionista", ex parlamentare, che, insieme a lui, dovemmo invitare a non donarci più i suoi interessanti (è vero) ma interessati (secondo noi) pezzi, stasera, dicevamo, su VVox abbiamo letto a firma dell'ex più prestigioso, l'ex senatore Giuliano Zoso, una nota col titolo "De Bortoli e Smiderle, ce l'avete presente la BpVi?", che vi invitiamo a leggere. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
È una sapiente e sapida presa per il c... del grande ex direttore di mega quotidiani, che solo ora (per vendere il suo libro dopo aver "venduto"... Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore?) scrive di certi fattacci anche della Banca Popolare di Vicenza,(arrinando a chiedere a Gianni Zonin " Un esame di coscienza quando?" e dell'altro, seconda firma, dice Zoso (quale sarebbe la prima?, ci verrebbe da chiedere), del locale foglio confindustriale che per anni ha adorato così tanto la sua BPVi da doversi sentire in qualche modo corresponsabile (tutti hanno un'anima, vero?, speriamo) delle sofferenze di decine di migliaia di soci che anche leggendo Il Giornale di Vicenza si sono connvinti che a Vicenza non ci fosse niente di meglio per mettere al riparo i propri soldi che affidarli alla musìna custodita da Gianni Zonin, con quali esiti ora lo sa ogni muro del pianto vicentino. Ebbene Ferruccio De Bortoli ha presentato, dove?, ma in Confindustria Vicenza, ovvio, il suo ultimo libro e Marino Smiderle, ben aduso a questo ruolo da seconda firma del GdV (e pensate la terza, la quarta e così via...),
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gli ha fatto da spalla. E il senatore Dc come chiude il suo commento? Così: "De Bortoli e Smiderle di tutto hanno parlato, del giornalismo, del suo ruolo, della magistratura, dei poteri più o meno forti, di Renzi, della Boschi, di Paolo Mieli. Sulla banca, silenzio assoluto. Ebbene, signori, eravate però a Vicenza, dove la tragedia si è consumata, l'uno di fronte all'altro: un esame di coscienza mai?"... Invidiamo Zoso per la sua sintesi, gli facciamo i complimenti e richiameremo Alessio Mannino per ragionare pubblicamente sull'importanza dei media web in questa città irregimentata. Ma, mentre stiamo preparando per la nostra collana Vicenza Papers un dossier che, come "Vicenza. La città sbancata" ha dimostrato che c'era chi dal 2010 metteva in guardia i vicentini, e non solo, sulla truffa montante della banca locale, mostrerà con altrettanta, tragica sempliciità che negli stessi anni c'erano i pifferai magici che al comando dei Cda zoniniani guidavano il popolo verso il suicidio volontario nelle acque malsane della fu Popoalre vicentina, oggi vi anticpiamo due sue passaggi, due pezzi della seconda fima del GdV, Marino Smiderle. Leggete e astenetevi da... qualuqnue cosa pensaste di fare: sarebbe un peccato per un credente di qualunque religione, sarebbe una malsana tentazione per un integralista di qualunque ideologia.
Il 2010? Le azioni meno rischiose delle obbligazioni Marino Smiderle Le tensioni sui titoli di stato Usa potrebbero spingere verso l'alto i tassi d'interesse causando forti perdite a chi ha investito in Btp lunedì 04 gennaio 2010 RISPARMI, pagina 8 Tutti si chiedono se in questo 2010 appena cominciato le Borse cresceranno ma troppi si dimenticano di tastare il polso al mercato dei titoli di stato e obbligazionari in genere. Il signor Rossi che va in banca per cercare un riparo ai propri risparmi è convinto che se compra un Btp a dieci anni, emblema dell'obbligazione "sicura" a tasso fisso, può metterci una pietra sopra e dormire sonni tranquilli. Le equazioni di scuola sono semplici: azione = rischio, obbligazione = prudenza. Per diversi motivi questo potrebbe essere l'anno in cui, volendo estremizzare il concetto, si verifichi l'esatto contrario.
Non basta questo ottimo "consiglio" del 2010 per comprare azioni? Eccovi il secondo di ben 5 anni dopo, del 2015 per non venderle: il delitto perfetto. Ma vendere adesso non conviene Marino Smiderle mercoledì 25 marzo 2015 ECONOMIA, pagina 10 Le prove generali della Borsa la Banca Popolare di Vicenza le aveva già fatte alla fine degli anni 90, quando per diversi mesi le azioni dell'istituto di via Framarin furono scambiate al Terzo mercato, un listino parallelo alla Borsa ufficiale con meno regole e meno garanzie. Ma quelli erano anni d'oro
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e l'obiettivo era opposto a quello che si prefiggono oggi il presidente Gianni Zonin e l'ad Samuele Sorato: allora c'era una fila di aspiranti compratori alle filiali di BpVi e scarseggiavano le azioni, oggi ci sono tante azioni potenzialmente in vendita ma mancano i compratori. Perché allora il prezzo fissato dalla banca era inferiore rispetto a quello che avrebbe espresso il mercato, mentre oggi accade il contrario. I soci che adesso si lamentano perché le richieste di vendita non possono essere soddisfatte dalla banca potranno trovare compratori in questo mercato ad hoc. Il problema è il prezzo, che sarà inferiore rispetto a quello stabilito da BpVi. Prima di vendere, quindi, fate bene i vostri conti: piuttosto che vendere in perdita, aspettate che il recupero sia completo. La sensazione è che non manchi molto.
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Bond Veneto Banca non rimborsato per Dl fa "urlare" Elio Iannutti per quello BPVi pagato. E un sottoscrittore disperato scrive a Sergio Mattarella: ho pensato di farla finita Se una banca non rimborsa il debito entra in fallimento o è a rischio di fallimento. Lo ha indicato la responsabile della supervisione bancaria Bce Daniele Nouy nel corso dell'audizione in corso all'Europarlamento rispondendo a un eurodeputato che l'ha interrogata sulle differenze del modello seguito in Spagna per salvare il Banco Popular e il caso delle due banche venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Nouy non ha voluto pronunciarsi sui casi sollevati dall'eurodeputato e si è limitata in termini generali a ricordare che nel momento in cui una banca non è in grado di rimborsare il debito i margini dell'autorità di vigilanza si riducono. Vista la "risposta" evasiva alle domande non è dato sapere se ci fosse un qualche riferimento anche al recente decreto legge con cui il Governo ha sospeso per sei mesi il pagamento di un bond subordinato emesso da Veneto Banca e in scadenza il prossimo 21 giugno. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
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Se « la proroga... si rende necessaria per assicurare la parità di trattamento tra creditori subordinati per la condivisione degli oneri nel caso di intervento pubblico secondo quanto previsto dal decreto legge 237/2016 (cosiddetto decreto "salva-risparmio"», di fatto è una delle decisioni o rassicurazioni rese pubbliche per far correre meno rischi ai cda di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza che stanno tirando la fune al requisito indispensabile della "continutà aziendale" per evitare accuse di "bancarotta fraudolenta" in caso di default dei due Istituti, continuità di fatto ad oggi inesistente per una qualunque azienda nel libero mercato, ma "politicamente" tenuta in piedi dalla volontà di non far saltare il banco. La decisione del blocco per sei mesi del rimborso dell'obbligazione subordinata, che nella pratica significherà che verrà azzerata alla fine della fiera, visto che Padoan ha "garantito" con le sue dichiarazioni solo le obbligazioni senior e i depositi sopra i 100.000 euro, ha generato, se non le frasi di Nouy oggi, almeno due distinte reazioni, entrambi gravi. La prima è quella, umanamente tragica, dei risparmiatori che aspettavano il 21 giugno per recuperare i loro soldi investiti in bond e che forse mai più rivedranno, la seconda è quella, legale, del presidente di Adusbef, Elio Iannutti. Partiamo da quest'ultima che recuperiamo da una sua nota su FB del 18 giugno e che si sposa con il dramma degli obbligazionisti di cui riporteremo una tragica testimonianza. Veneto Banca: lo Stato abusando del suo potere, blocca rimborso bond che non aveva considerato analogo a Bond Bpvi Il governo invece di risolvere le crisi bancarie, continua a combinare pasticci, abusi e discriminazioni, a seconda della denominazione sociale della banca, abusando del proprio potere e della grande, immensa pazienza dei risparmiatori truffati. Giorni fa per evitare una sorta di default tecnico i l governo ha prorogato il termine di scadenza di un bond di Veneto banca di sei mesi, configurando un vero e proprio abuso di potere, arrogandosi il diritto di stabilire che i debiti contratti da privati e tra privati, possono non essere rimborsati alla scadenza, un abuso giuridico, visto che lo Stato su quei particolari debiti non ha alcuna voce in capitolo e visti i prestiti obbligazionari delle banche per oltre 10 miliardi di euro, con garanzia statale. Non aveva fatto altrettanto, nonostante le richieste, sul rimborso del bond subordinato in scadenza al 31.12.16 per nominali 328,8 milioni di euro emesso nel 2009 (Isin IT0004548258) e convertibile in azioni Bpvi , probabile oggetto di eventuali rastrellamenti speculativi e favoritismi, quando le quotazioni erano ben sotto la pari, nè risposto alle richieste di trasparezna su quanti investitori istituzionali e piccoli risparmiatori furono © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
rimborsati alla pari il 2 gennaio 2017! Qualcuno per caso conosceva queste decisioni il 31 ottobre 2016 ed ha rastrellato a colpo sicuro a valori vili, quando la Banca Popolare di Vicenza aveva comunicato che: "i possessori di obbligazioni convertibili "Banca Popolare di Vicenza 15.a Emissione Subordinato Convertibile eur 328.878.663,00 2009-2016" Cod. ISIN IT0004548258 avranno la facoltà di esercitare il diritto di conversione. Tutte le domande di conversione pervenute saranno regolate entro il 31 dicembre 2016. Le azioni assegnate in conversione agli obbligazionisti avranno godimento dal 1° gennaio 2017, mentre le obbligazioni convertite frutteranno interessi sino al 31 dicembre 2016"? Un governo di ministri economici mediocri, che dopo aver approvato a proprio insaputa ed a quella di Bankitalia il bail-in, per poter espropriare 130.000 famiglie, continua a decidere alla giornata, senza un piano organico, i destini di primarie banche, di risparmitaori e lavoratori. Elio Lannutti (Adusbef) Roma, 18.6.2017 Chiaro? Siamo in uno Stato di diritto? Di sicuro è in uno stato di disperazione un pugliese, che aspettava il 21 giugno, insieme ad altri 40 amici con lui ora in lotta, per monetizzare il suo bond e di fronte all'impossibilità, almeno per ora, di farlo ha scritto una lettera al presidente Sergio Mattarella e che ci ha pregato di pubblicarla con questa premessa: "Buonasera direttore Coviello, le chiedo con il cuore se vorrà pubblicare la mia lettera inviata sabato 17 giugno al Presidente Mattarella dopo essere stato preso da un momento di estrema disperazione e panico totale! Mi aiuti a sensibilizzare il cuore di coloro che potranno aiutare me e tanti come me che stanno vivendo una situazione difficile. Approfitto per ringraziarla e per il tempo che dedicherà al mio accorato appello. Le sono grato di cuore. Ci aiuti anche lei. Saluti. Roberto..." Ecco la lettera Sig. Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono qui in questo momento per rivolgerle il mio accorato appello di aiutare tutti coloro che sono dentro questa triste e drammatica vicenda che ancora una volta vede, dopo le 4 banche salvate con i soldi dei risparmiatori, mandare in frantumi i risparmi di anni di lavoro di tanta gente. A 44 anni mi sento un uomo a cui stanno togliendo oltre la dignità anche la vita! Io e mia moglie non abbiamo un lavoro e viviamo grazie ai flussi cedolari delle obbligazioni delle banche venete che con grande difficoltà ci permettono di andare avanti e assicurare gli studi ai due nostri figli. Questi soldi tra qualche tempo non li avrò più, da quel che leggo dopo la sospensione del rimborso dell'obbligazione di Veneto Banca decretato ieri (venerdì 16 giugno, ndr) dal governo, e la stessa prassi faranno con la mia obbligazione che scade a dicembre. Mi sento derubato e non me ne voglia Presidente se le dicessi che non credo più in questo Paese dove i ladri girano liberi, impuniti e felici come coloro che hanno rubato in queste due banche! Tanta gente come me da ieri (venerdì, ndr) sera sta soffrendo e impazzendo e, glielo confido sinceramente, ho pensato anche di farla finita. Una
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considerazione me la conceda, come uomo di fede e praticante la religione cattolica: non meritavo una cattiveria del genere. Tutte le mattine prima di andare in chiesa per recitare il Rosario e sentire la Santa Messa recitata dal mio caro amico Don Francesco trovavo una povera donna che chiedeva qualcosa da mangiare per i suoi tre bambini e puntualmente non esitavo a darle il mio contributo perché aiutare chi è in difficoltà ti fa sentire bene! Oltre a Lei che leggerà questa lettera voglio ringraziare una persona che mi è stata vicina e sulla quale riponevo la mie speranze per difendere i miei risparmi aggrediti da un Sistema, che è il Dott. Guzzetti, chiedendogli scusa se l'ho disturbato spesso, e che porterò nel mio cuore! Con Affetto, Roberto.
POLITICA
Ius soli, se passa 100 mila nuovi veneti, Donazzan: "Chi vota la legge è antiitaliano" "Anti italiani." Questa l'etichetta con cui l'assessore regionale Elena Donazzan ha bollato i sostenitori della nuova legge sulla cittadinanza. "Non c'è altro termine per definire i parlamentari che votano a favore dello Ius soli." Opinioni, ma la proposta di legge va avanti. Serve allora prendere la calcolatrice in mano per comprendere la portata del cambiamento. Lo ha fatto per il Veneto la Fondazione Leone Moressa, che calcola che tra Ius soli e Ius culture saranno 100 mila i nuovi cittadini italiani residenti dentro i confini regionali. A conti fatti quasi il 2% della popolazione veneta. Di Pietro Zanella
Nello specifico sarebbero circa 82 mila i bambini nati da una coppia di stranieri con almeno uno dei due genitori con regolare permesso di soggiorno da più di 5 anni e quindi aventi diritto al cosiddetto Ius soli temporaneo. A questi andrebbero aggiunti tutti quei bambini compresi nella misura dello Ius culture: ossia i figli di cittadini stranieri nati in Italia e che hanno completato un ciclo di studi di almeno 5 anni. In totale, per il Veneto,
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sono circa 15 mila. Molti analisti politici affermano che la riforma della cittadinanza non avrà i numeri per andare avanti in parlamento, ma la svolta è chiaramente epocale. Matteo Salvini ha affermato: "Si tratta di una sostituzione etnica, i nostri giovani cercano fortuna all'estero e qui diamo la cittadinanza agli stranieri". Dal lato opposto, il Pd si muove. Alessandra Moretti, in diretta su La 7 ha dichiarato: "Non c'è sicurezza senza integrazione, e integrazione significa rispetto delle regole e delle culture reciproche. Anche per questo sono per lo Ius Soli"
FATTI
Vicenza calcio: tifoso picchiato per il colore della sua pelle, Dalle Carbonare: "La Curva denunci" "Schifezze politiche". Questo il commento di alcuni vecchi tifosi dopo i tafferugli avvenuti durante la festa organizzata sabato scorso dalle varie anime della Curva Sud. Qualcosa, però, è successo. Un ragazzo, T.M., è stato aggredito da un gruppo di giovani, non appartenenti a tifoserie organizzate, a causa del colore della sua pelle. Nel pestaggio sarebbe rimasta coinvolta anche la ragazza della vittima, il tutto davanti ai tanti supporter intervenuti all'evento e rimasti a guardare. Un fatto grave, che rende ancor più teso un ambiente già in crisi di nervi per la situazione difficile che la causa biancorossa sta attraversando. Secondo alcune ricostruzioni gli aggressori del giovane sarebbero legati a movimenti politici di estrema destra, in un certo senso una novità per l'ambiente della Curva che da anni sembra star allontanando ogni possibile politicizzazione del tifo. Di Pietro Zanella
Nuovi scontri potrebbero essere fatali a questo percorso positivo. Mercoledì sera il coordinamento delle tifoserie organizzate dovrà, probabilmente, correre ai ripari. In molti si aspettano una presa di posizione netta che © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
condanni l'aggressione oltre ad ogni tentativo di associare l'estrema destra all'ambiente della Curva. Il primo a muoversi in questo senso è stata la pagina Pieraldo Dalle Carbonare che su Facebook ha scritto: "Non è tollerabile un fatto del genere, Vicenza non può macchiarsi di una simile nefandezza. Il dovere è quello di denunciare i nomi di questi aggressori e che siano i tifosi stessi a tirare fuori i nomi per isolare i razzisti che invadono il tifo da sempre corretto degli ultrà del Lanerossi." Le autorità non sarebbero state al momento allertate né dalla vittima né dal tifo organizzato.
FATTI
Don Lorenzo Milani Comparetti piace ancora a Vicenza? Una delle domande fondamentali della filosofia è: Che cosa è e perché esiste il mondo. Molte sono state nel corso dei secoli le risposte. Le scienze, le religioni, la mitologia e quasi ogni singolo uomo ha data una risposta. Alcune paiono più importanti di altre. Il racconto, meglio inno di lode - preghiera - biblico della creazione dal nulla del mondo da parte di Dio in sette giorni ha sempre la sua importanza. Non è una descrizione scientifica, ma un riconoscimento dell'opera di Dio. In altre religioni come nello Shintoismo, altre narrazioni. Di Italo Francesco Baldo
La mitologia propone poi altre origini, sottolineando che è l'uomo che spiega l'universo con le capacità e gli strumenti che possiede. Il mito, infatti, non è un racconto fantasioso e basta, ma una vera e propria spiegazione, che consente di dare ragione ai fenomeni naturali. Le scienze dalle prime teorie, quella di Aristotele ad esempio, base per la teoria tolemaica, hanno continuato a cercare ed ipotizzare origini del mondo. Si considera ancora plausibile la teoria di Kant-Laplace del Big bang originale, formulata nel 1755 dal filosofo con lo scritto "Storia generale della natura e teoria del cielo". Le attuali ricerche sul bosone proseguono e pure i tentativi di individuare quale sia il mattone dell'universo. Accanto a queste altre ipotesi,
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tra cui quella dell'iper buco nero, o la teoria delle stringhe. Tra le varie teorie anche quella del pittore di Gustave Courbet con il suo dipinto L'origine du monde. Poi, come sopra ricordavamo, ogni uomo dà una sua risposta, alcune possono destare più di altre la nostra curiosità Tra queste va ricordata quella che formulò Don Lorenzo Milani, presbitero della chiesa fiorentina che ebbe qualche problema con la gerarchia, tra cui il cardinale di Firenze, il vicentino Elia Dalla Costa, oggi venerabile della Chiesa cattolica, che rifiutò di far suonare le campane all'arrivo dei A. Hitler a Firenze, un vescovo di grandissima levatura spirituale e di grande attenzione per i fedeli che li erano stati affidati, come attestano i suoi scritti e il suo operato. Or dunque il presbitero, che ha lasciato molti scritti, alcuni utilizzati strumentalmente, in uno piccolissimo, una lettera in realtà "A una giovane sposa" (Vicenza, La Locusta 1959) chiarisce quale sia la sua ipotesi sull'origine del mondo, in sintonia con le sue visioni. Scrive don Lorenzo Milani: "...Appena avrai una tua casa affacciati alla finestra e guardati un po' intorno. T'accorgerai che il mondo è mal messo. Dio l'aveva creato preciso, avendo fatto gli uomini tutti poveri e tutti ignoranti. Gli uomini inve4ce, non si sa come, si sono accordati per tirar su qualche decisa di persone molto ricche e molto istruite e lasciar tutti gli altrui come Dio li aveva creati. Da questa violazione dell'ordine naturale son nati infiniti mali che non starò qui a elencarti perché immagino che tu ne possegga già un chiaro concetto. Vedrai poi dalla finestra della tua casa, che in questo mondo infelice ricchezza e istruzione viaggiano sempre a braccetto. Chi è più istruito guadagna più quattrini, fa più studiare i suoi figlioli. E via di seguito in un circolo chiuso." Appunto "via di seguito" con affermazioni di carattere sociologico, dove i ricchi e magari istruiti sono sempre i colpevoli di ogni danno sociale. Segue l'affermazione, tanto cara ai Sindacati italiani: "la parola sciopero è sacra ai poveri, unica loro arma contro i signori. Tona in bocca ai signori dottori usata per combattere l'organizzazione della sofferenza dei poveri. Ecc. Ecc. ecc." Quale sarà l'unica soluzione a tanti guai che poche decine di uomini hanno dato al mondo? "Dio penserà a tutto" e " Se i poveri saranno con te, anche Lui sarà con te e se Lui sarà con te di cosa hai paura? Camperà i tuoi figlioli e assicurerà il loro avvenire ben più sicuramente che un conto in banca o una polizza di assicurazione. Se la tua fede è così poca da non credere queste semplici cosa, cosa perdo tempo a parlare con te? Spiegazioni semplici e indicazioni precise. Dio crea un mondo di poveri e qualcuno, più furbo, diventa ricco e"maneggia" il mondo contro i poveri. Ben scrisse di lui l'esponente del Partito Comunista Italiano Pietro Ingrao: "Era in lui, nelle sue parole, nelle cose che ha scritto, sempre una coscienza robusta e drammatica dell'oppressione di classe, che spezza in due la società in cui viviamo. Raramente si trovano opere in cui come nelle sue i giudizi sui comportamenti umani, sulle forze politiche e sugli istituti sono così impregnati della nozione di questa spaccatura della società, sentita come lacerazione tragica, che colpisce, esclude, opprime, prima di tutto gli operai e i contadini. E'lecito dire che nei suoi scritti, nelle sue parole, si respira sempre un giudizio di classe." Cfr. "Testimonianze", 10 (1967), n.100, p.893). P. Ingrao aveva visto nel presbitero fiorentino la lotta di classe come apostolato, per ritornare a quel mito, tanto caro a J.J.
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Rousseau, della bontà originale dell'uomo, quando era povero e ignorante e non doveva obbedire a nessuno, nemmeno ad un papa, figuriamoci al proprio vescovo. Infatti il cardinale Elia Dalla costa fu costretto ad allontanare don Milani da Calenzano perché egli pretendeva di riavvicinare i comunisti alla chiesa non asolo rimuovendo il Crocifisso dalla scuola, anche senza che vi fosse bisogno di insegnar loro la dottrina cristiana (cfr. L. Milani, Esperienze pastorali, L.E.F., 1967, p. 238). Spiegata l'origine del mondo, tutto di conseguenza. Oggi si ricorda quanto il presbitero compì, ma temo più con intenti agiografici che storici, più ideologici che analitici e soprattutto lo si esibisce come un teorico politico. Sue le affermazioni che la Chiesa Cattolica era in ritardo di due secoli sui problemi del tempo (parole riportate dal socialista G. Arfè, direttore dell'AVANTI) e quanto scrive al dottor Meucci il 24 aprile 1954 ben chiarisce come il pensiero di don Milani si sia potuto usare politicamente: "o con Dio contro i poveri o senza Dio coi poveri. E scegliendo io di stare con Dio e la sua Chiesa non resta che pregare pei poveri che calpestiamo e tentare di confessarsi spesso per essere pronti al castigo di Dio che non tarderà a venire a indicarci la strada nuova". Sappiamo quale fu la strada nuova, quella della scuola di Barbiana, che ha costituito per moltissimi insegnanti cattolici un ideale e la via da seguire. Ci sia lecito ricordare quanto scrisse san Giovanni XXIII nella lettera enciclica Mater et Magistra n.109: "Ci piace qui ricordare come nel Vangelo il diritto di proprietà privata sui beni è ritenuto legittimo. Però nello stesso tempo il Maestro divino rivolge spesso ai ricchi pressanti inviti perché convertano i loro beni materiali, dispensandoli ai bisognosi, in beni spirituali: beni che il ladro non ruba né la tignola o la ruggine rodono e che si ritroveranno aumentati nei granai eterni del Padre celeste": Non spetta ancora al mondo dare un giudizio su don Lorenzo Milani; meglio leggere e rileggere le sue opere e cercare di capire se egli sia nella linea della Chiesa Mater et magistra , nella linea del de Magistro di sant'Agostino o del Prologion di Sant'Anselmo d'Aosta, della Summa Theologiae di San Tommaso d'Aquino o dei patroni dei maestri San Cassiano e San Carlo Borromeo. Negli ultimi due secoli educatori di grande valentia furono San Giovanni Don Bosco o il contemporaneo Beato Gesualdo Nosengo, per fare solo due esempi, ma non sono stati certo seguiti da don Milani, che preferiva interventi educativi più incisivi, come attesta l'invettiva Anche le oche sanno sgambettare (Viterbo, Millelire Stampa Alternativa, 1995) e la famosa "Lettera a una professoressa ( Firenze, L.E.F, 1967) che raccoglie da parte di otto ragazzi della Scuola di Barbiana le indicazioni educative del presbitero. Un volume che è all'origine del '68 italiano che lesse, forse, solo dopo H. Marcuse e K. Marx, ma condizionò questi alla visione pedagogica di don Milani. A Vicenza soprattutto la visione "sindacale" del presbitero è sempre molto piaciuta, dimenticandosi però della sua prospettiva religiosa; così nelle scuole è sempre piaciuto il suo modo "critico" di insegnare. Ora però è anche giunto il momento di chiedersi se quelle indicazioni hanno ancora una qualche validità o sono solo figlie di quel tempo e oggi parlano proprio poco. Nessuno ha mai compreso quale fosse la finalità del presbitero, perché non fu "comunista" né "esponente del pauperismo, forse fu solo uno dei tanti cattolici che operò credendo che la sua fosse la via migliore; Il giudizio storico non è ancora formulato, come attesta la divisione tra seguici e non
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della prospettiva di don Milani, per cui è meglio lasciare "ai posteri l'ardua sentenza", noi ci accontentiamo di seguire un diverso Maestro al quale obbediamo perché è virtuoso obbedirgli, con tutte le fatiche connesse, e che invita sempre ad amare i fratelli e anche i nemici e accogliamo le indicazioni che San Paolo nella II ai Corinti (6, 1-10) fece ai ministri di Dio: "Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga criticato il nostro ministero; ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio con molta fermezza: nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, con sapienza, con magnanimità, con benevolenza, con spirito di santità, con amore sincero, con parola di verità, con potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama; come impostori, eppure siamo veritieri; come sconosciuti, eppure notissimi; come moribondi, e invece viviamo; come puniti, ma non uccisi; come afflitti, ma sempre lieti; come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!" Parole sagge che indicano una strada.
FATTI
La scala della terrazza della Basilica si consuma e l'Amministrazione sta a guardare La scala della Basilica Palladiana che porta alla terrazza si sta consumando e a quanto pare l'Amministrazione comunale non fa nulla per riparare il danno o alemno metterci una toppa. Il vicesindaco Jacopo Bulgarini D'Elci si vanta dei bei risultati, circa gli accessi alla terrazza della Basilica, ma come in tutte le cose, l'amministrazione comunale è pronta ad incassare, e restia a spendere. E' una vergogna, la scala che, come segnala un nostro lettore, si sta consumando. A casa il vicesindaco la terrebbe? E che figura farebbe con gli ospiti? E aspira a diventare sindaco di Vicenza. Se queste sono le premesse! Se non si riescono a risolvere problemi di piccola entità come si potranno risolvere i problemi maggiori che affliggono Vicenza? Di Emma Grande
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FATTI
Pfas, Bartelle e Benedetti (M5S) rispondono positivamente a lettera di Greenpeace e spingono per stato di emergenza "Ringraziamo Greenpeace per la tenacia con cui sta portando avanti con profondo senso di responsabilità la lotta per fermare l'inquinamento da Pfas che affligge la nostra Regione. Raccogliamo l'invito di questa importante associazione e faremo tutto ciò che è nelle nostre mani perché ogni ostacolo a liberare il veneto da questi veleni venga rimosso." È quanto dichiarano in una nota congiunta la consigliera regionale Patrizia Bartelle e la deputata Silvia Benedetti del M5S rivolgendosi a Greenpeace che ieri ha inoltrato una lettera a tutti i consiglieri comunali e regionali veneti affinchè favoriscano, anche attraverso una rapida riconversione industriale, la bonifica del territorio dai Pfas. Di Redazione VicenzaPiù
"Accogliamo l'invito che ci arriva da Greenpeace perché siamo arrivati a un punto limite in cui bisogna intervenire in modo drastico per bloccare il disastro ambientale avendo uno sguardo lungo che si ponga anche il problema della riconversione industriale". Proseguono le due pentastellate
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che, in una azione condivisa, hanno depositato una richiesta ufficiale al Governo nazionale e a quello locale per la procedura di riconoscimento dello stato di emergenza ai sensi della legge 225 del 1992 "su tutto il territorio veneto coinvolto direttamente e indirettamente dalla contaminazione da Pfass in atto". Al grido "basta immobilismo", le due esponenti pentastellate prendono posizione contro Miteni in modo netto e deciso: "Non solo l'azienda dovrà pagare per i danni causati, come ormai definitivamente accertato, ma anche chi politicamente non sta intervenendo in modo adeguato dovrà assumersi le proprie responsabilità. Ci appelliamo a questa legge che interviene nei casi di calamità naturali o connesse con l'attività dell'uomo, che in ragione della loro intensità ed estensione debbono, con immediatezza d'intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari - chiarisce la consigliera Bartelle - chiedendo che il Veneto venga incluso tra i SIN (siti di interesse nazionale, ndr)". "Ben altre sono le azioni che avrebbero dovuto mettere in campo sia Zaia che chi governa a livello nazionale, lavorando sodo e in tandem per salvaguardare la salute dei cittadini invece di scaricarsi reciprocamente le responsabilità di un immobilismo colpevole ed inaccettabile. Avrebbero potuto invocare il principio di precauzione, legiferare per interrompere definitivamente l'immissione di pfass in ambiente e il loro uso ponendo limiti pari allo zero, intervenire indicando gli strumenti concreti per affrontare questo dramma e rimuoverne le cause, invece non hanno mosso paglia."
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Bad bank per Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca? Giuseppe Vita: in questo caso Unicredit disponibile ma solo se soluzione è di sistema Pubblicato alle 14.28, aggiornato alle 16.46. "Noi abbiamo detto che se c'è una soluzione di sistema noi siamo disponibili a partecipare" al salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Lo ha dichiarato Giuseppe Vita, presidente di Unicredit, a margine dell'undicesimo Forum economico italo-tedesco. "Faremo il nostro dovere ma proprio per un senso di solidarietà al Paese", ha aggiunto Vita, spiegando che "la situazione cambia da un giorno all'altro, è un work in progress: sono un pò più ottimista di quanto non fossi 15 giorni fa". "Oggi come oggi siamo ancora alla ricerca di una soluzione di sistema", è quanto precisato dal presidente di Unicredit spiegando che "se in questo sistema alcune banche si fanno avanti e se c'è il governo che ha trovato una soluzione per creare una bad
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bank e c'è da risolvere un problema minore - quello della parte buona della banca - questa può essere una soluzione". Alla domanda se c'è stata una convocazione da parte del ministero dell'Economia alle banche, Vita ha replicato che "ci sono colloqui costanti e continui". Di Redazione Economica VicenzaPiù
Unicredit, però, non è disponibile a partecipare a una "soluzione a due" sulle banche venete. Lo ha chiarito sempre Giuseppe Vita. "Noi abbiamo detto che siamo disposti a partecipare a quella che è una soluzione di sistema, proporzionale che coinvolga la grandissima parte delle banche italiane. Se adesso si torna a una soluzione a due, no. In una soluzione di sistema noi siamo disposti a fare quello di nostra competenza. Sei poi altri trovano delle soluzioni migliori, ben vengano".
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Per Vegas oggi "sistema bancario" non è... pronto per salvare BPVi e Veneto Banca. Intanto Fondo Atlante II acquista al 19% 343 mln di crediti deteriorati di CariFerrara che può "passare" a BPER Oggi il presidente di Consob, Giuseppe Vegas, ascoltato in commissione Finanze del Senato, ha evidenziato l'insufficiente ristrutturazione del sistema bancario italiano e la sua scarsa redditività su cui in altre sedi e in altri tempi la stessa Consob e, in primis, Banca d'Italia non avevano, però, lanciato dalla loro visuale privilegiata i warning odierni (nella foto Vegas con Ignazio Visco). Per Vegas, quindi, con riferimento indiretto alle banche oggi in difficoltà come Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Mps e Carige, il sistema bancario italiano chiamato al loro capezzale "non ha subito un profondo processo di ristrutturazione negli anni passati
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e dunque non ha ancora raggiunto nell'insieme quel livello di efficienza e redditività che consentono costose operazioni di salvataggio" e "non sono note le condizioni di redditività prospettica delle banche in crisi e quindi un intervento diretto da parte di altri intermediari potrebbe non rispondere a logiche di sostenibilità nel lungo periodo". Di Redazione Economica VicenzaPiù
Intanto Quaestio Capital Management SGR ha approvato oggi la firma di un accordo, per conto del Fondo Atlante II, relativo all'acquisto di 343 milioni del portafoglio di crediti deteriorati di Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A, emersi dopo il conferimento delle sofferenze in Rev Gestione Crediti, la spa costituita il 18 dicembre del 2015 per ricevere in carico e valorizzare i crediti deteriorati delle quattro banche "salvate" a novembre (Etruria, Carichieti, Cariferrara e Banca Marche). L'operazione, che si concluderà con la sottoscrizione di titoli da parte del fondo entro il 30 giugno p.v., rende possibile la cessione della banca a BPER, così come avvenuto con le altre tre c.d. Good Banks ad UBI, e di risolvere un'altra delle situazioni critiche del settore bancario italiano. Il portafoglio, composto sia da Unlikely to Pay che da Non Performing Loans, è composto per il 48% circa da crediti garantiti da immobili e per il rimanente 52% da crediti unsecured e include anche crediti derivanti da operazioni di leasing. Il prezzo medio pagato è pari a circa il 19% del Gross Book Value. Quaestio come in altri casi si riserva il diritto di sindacare il proprio investimento ad altri investitori. La due diligence e la valutazione del portafoglio è stata svolta con l'assistenza di Credito Fondiario, che svolgerà anche il ruolo di master servicer. È in corso la selezione degli special servicers che verranno scelti tra primari operatori del settore del recupero dei crediti. La suddivisione e l'assegnazione dei ruoli viene decisa da Quaestio con procedure
FATTI
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Tribunale di Vicenza presenta a Bassano la videoconferenza applicata al processo civile Mercoledì 21 giugno alle 10.15, presso Palazzo Marinali, Bassano del Grappa, sarà presentata l'applicazione della videoconferenza al processo civile. Intervengono il Presidente del Tribunale di Vicenza Alberto Rizzo, la senatrice Rosanna Filippin (avvocato in Bassano del Grappa), il senatore Giuseppe Luigi Salvatore Cucca (avvocato in Bassano e componente Commissione Giustizia), l'avvocato Fabio Mantovani (Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Vicenza) e il sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto. Questa rivoluzione telematica si pone l'obiettivo di migliorare ulteriormente le sinergie tra le città di Vicenza e di Bassano del Grappa facendo convergere attorno a un unico tavolo le forze di queste due città e rientra nella visione più ampia di miglioramento dell'accesso alla giustizia. La finalità è quella di migliorare la cooperazione tra le due città sfruttando al meglio le risorse già disponibili, in questo caso le strutture site a Bassano, al fine di agevolare utenti e magistrati. Di Comunicati Stampa
AMBIENTE
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Pfas, definito il protocolo tra regione, provincia e comune di Trissino per il coordinamento delle procedure di bonifica Sulla scorta dei risultati delle indagini dei Carabinieri dei Noe, in corso di svolgimento su mandato della Procura di Vicenza, Regione del Veneto, Provincia di Vicenza e Comune di Trissino hanno definito il testo di un protocollo di impegno che sarà sottoscritto a breve, finalizzato al coordinamento del procedimento amministrativo di caratterizzazione e bonifica dei terreni dell'azienda Miteni inquinati dai Pfas. L'incontro tra gli enti si è tenuto in sede tecnica oggi a Venezia, alla presenza dall'assessore regionale all'ambiente e del direttore generale di Arpav. Il documento sarà ora sottoposto nell'arco di qualche giorno all'approvazione dei rispettivi organi decisionali e sarà poi sottoscritto. Di Redazione VicenzaPiù
Per quanto riguarda i contenuti, il documento prende atto degli esiti del documento fatto pervenire dai Carabinieri del Noe che hanno portato alla luce elementi conoscitivi relativamente all'inquinamento dei suoli che erano sempre stati sottaciuti dalla proprietà aziendale. Viene quindi preso congiuntamente l'impegno da parte delle amministrazioni firmatarie a porre la massima attenzione alla grave problematica per mettere in atto un'azione tempestiva e molto dettagliata al fine di arrivare nel minor tempo possibile alla messa in sicurezza/bonifica del sito, avendo come riferimento il principio sancito dalla normativa ambientale che chi inquina paga. Come già previsto dalla delibera regionale del 14 febbraio scorso, le azioni saranno correlate al piano di carotaggi affidato all'ARPAV per la caratterizzazione dei terreni che servirà a programmare con precisione gli interventi di bonifica necessari.
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BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Connessioni tra la vicenda Maria Elena Boschi e Veneto Banca; Ezzelino III da Onara ne smentisce l'esistenza nel mega fascicolo delle indagini romane. VicenzaPiù: fari su Boschi fanno dimenticare ai media ruolo Bankitalia "Dati i recenti articoli di stampa nei quali si parla della presunta vicenda "Boschi - Banca Etruria", per la giusta chiarezza e verità l'Associazione Ezzelino III da Onara - scrive in una sua nota che pubblichiamo - comunica che dai fascicoli processuali, dei quali la scrivente associazione dispone di copia totale e relativi alla vicenda Veneto Banca, non emerge alcun coinvolgimento, né collegamento, né interessamento di esponenti politici dell'attuale governo e nemmeno di quello precedente". È da tempo che sosteniamo, sulla base di quei documenti (oltre 80.000 pagine per 6.07 GB di memoria) che anche noi stiamo certosinamente studiando per evitare le "pillole avvelenate" che circolano in alcune redazioni, che ci stupisce l'attenzione quasi ossessiva di alcuni media, che pure riteniamo (ritenevamo?) seri, sulla vicenda di Maria Elena Boschi. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
I fari sempre puntati sulla questione del suo comunque probabile e discutibile interessamento a vicende bancarie, tra cui quelle del padre, vicende messe in connessione con alcuni passaggi delle indagini romane su Veneto Banca, sembrano, quindi, sulla base anche della nota dell'associazione Ezzelino III da Onara, figli di un'attenzione mediatica che, magari, fa audience da "qualche copia in più", di sicuro fa "politica" da gossip ma contribuisce anche e, soprattutto, a non focalizzare gli approfondimenti sul ruolo ben più importante e sistemico di Banca d'Italia nelle tristi vicende della banche italiane e in primis della Banca Popolare di Vicenza, la presunta "favorita" di Ignazio Visco e Carmelo Barbagallo, e di Veneto Banca, la possibile "vittima sacrificale" scelta come copertura principale degli errori che ben pochi mezzi evidenziano come siano stati
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comunque commessi dalla nostra banca centrale e dal sistema che rappresenta. Se "con dolo o no" ci pare una questione fondamentale se non "la questione" da affrontare con ben più determinazione di quella dedicata alle intromissioni, comunque senza esito, della ministra. P.S. Sei gigabyte (e settanta megabyte per pignoleria da ingegnere) di documenti sono tanti da leggere e, magari, capire, ma, ve lo assicuro io che ci sto provando a scapito di occhi e neuroni, di tracce significative di... Boschi non ne abbiamo ancora trovate mentre davanti a noi si estendono praterie di dichiarazioni su Banca d'Italia. Da verificare, di sicuro, ma questo sarebbe il vero, anche se meno remunerativo, lavoro da fare per capire e, se ha fatto danni, scardinare il sistema che ha azzerato le nostre banche. In una propaggine del sistema c'è anche Maria Elena, bene, anzi male, al rogo anche lei. Ma non si spacci la sua fiammella per un rogo vero della stregoneria di... sistema!
FATTI / POLITICA
Sospensione bando campi da tennis in Piarda, Francesco Rucco: relazionino il sindaco Variati e l'assessore Nicolai Pubblicato il 20 giugno alle 23, aggiornato il 21 alle 7.18. l Comune di Vicenza, su segnalazione scritta di un professionista, ha sospeso il bando di gara per l'aggiudicazione dei campi da tennis in Piarda e sulla base di questa premessa Francesco Rucco, capogruppo di Idea Vicenza, chiederà in Condiglio comunale il 21 giugno al sindaco Achille Variati e all'assessore competente Umberto Nicolai di relazionare sulle motivazioni della sospensione in autotutela. "Mi segnalano - ci dice Rucco - che quello sospeso possa essere un bando per i campi da tennis poco trasparente, gestito dall'assesore Umberto Nicolai a favore dei soliti gestori. Chiederemo convocazione commissione controllo in accordo con M5S e col consiglieer Claudio". Stamattina il consigliere Rucco ci ha chiesto di aggiungere che il suo riferimento all'assessore Nicolai quale gestore del bando è da intendersi riferito al suo interlocutore e non significa un suo avallo dell'ipotesi.
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Di Edoardo Pepe
BANCHE / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE
Il Fatto: Venete, soluzione “Etruria”: col bail-in in fumo 5 miliardi Il destino delle banche venete passa dal modello "Etruria". S'intende quel particolare salvataggio di un istituto di credito fatto pagare ai suoi azionisti e obbligazionisti subordinati, oltreché alle altre banche, che il governo ha sperimentato a novembre 2015 terremotando il settore. L'unica novità è che ora i soldi ce li metterà anche lo Stato. Il piano iniziale di salvare Vicenza e Veneto con l'ingresso dello Stato è infatti naufragato dopo lo stallo della trattativa con Bruxelles, iniziata a marzo scorso. A maggio, la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager ha gelato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan spiegando che il via libera alla "ricapitalizzazione precauzionale" da 4,7 miliardi (per entrambe le banche in vista della fusione) era subordinato alla partecipazione di capitali privati per almeno 1,2 miliardi. Una richiesta fatta filtrare alla stampa e mai formalizzata. Di Rassegna Stampa
Padoan non ha protestato ma non è riuscito a convincere il settore bancario
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a tassarsi per arrivare a quella cifra, né Unicredit e Intesa Sanpaolo ad accollarsi i due istituti senza pulizia dei bilanci. Per evitare che i vertici delle banche venete si dimettessero in blocco la scorsa settimana ha messo a verbale che "la soluzione non contemplerà alcuna forma di bail-in. Obbligazionisti senior e depositanti saranno in ogni caso garantiti" e attraverso una nota del Tesoro - che "non ci sono ipotesi alternative alla ricapitalizzazione precauzionale". Ieri ha fatto filtrare che "la ricapitalizzazione precauzionale a carico dello Stato non è ancora tramontata e resta il terreno di confronto prevalente con l'Ue". Si è dovuto smentire nel giro pochi giorni, ed è già partito il piano B. Su suggerimento dell'ad di Intesa, Carlo Messina, lo schema prevede la creazione di due bad bank e due good bank dalle ceneri delle venete. Nelle seconde finisce tutta la parte sana degli istituti: 32 miliardi di impieghi; la raccolta dalla clientela, che a fine 2016 era di 28 miliardi; gli 11 mila dipendenti; i 13 miliardi di euro di obbligazioni "senior" e probabilmente anche i 10 miliardi di bond emessi da febbraio scorso con garanzia pubblica per far fronte alla crisi di liquidità. Saranno vendute all'asta entro il weekend. Alle bad bank vengono invece ceduti i 10,2 miliardi di crediti deteriorati che piombano i bilanci, e lo Stato si impegna a ricapitalizzarle. Per Bruxelles è un aiuto pubblico che viola la concorrenza e quindi vanno accollate perdite anche ai creditori. Per questo ci finiranno non solo le azioni in mano a circa 170 mila soci ma anche gli 1,3 miliardi di euro di bond subordinati, di cui almeno la metà in mano a piccoli risparmiatori. In teoria potranno essere rifusi - dopo lo Stato - se la bad bank farà plusvalenze vendendo i crediti deteriorati. In pratica sono azzerati. È il modello usato a novembre 2015 su Banca Etruria, Marche, CariFe e CariChieti che ha azzerato oltre 2 miliardi in mano a 120 mila risparmiatori e a oggi le banche italiane ancora non hanno rivisto un euro dei 4 miliardi versati per ricapitalizzarle. E non è finita. Tra i soci delle venete c'è ovviamente l'azionista di controllo, il fondo Atlante che per salvare le due banche ha immolato 3,5 miliardi, soldi messi dalle banche italiane, dalle fondazioni bancarie e dalla pubblica Cassa depositi e prestiti. La banche hanno già iniziato a svalutato le loro quote in Atlante, le Fondazioni no: per loro si aprirà una voragine intera da mezzo miliardo. Per abbassare il fabbisogno di capitale verranno ceduti tutti i pezzi pregiati delle venete, e lo Stato rimpinguerà il fondo esuberi volontari del settore per gestire le migliaia di dipendenti che verranno messi alla porta (si parla di almeno 4mila). Non è però chiaro se questo sacrificio, che tra banche e risparmiatori vale 5 miliardi (a non contare i soldi dello Stato), basterà per ottenere il via libera dell'Ue. Il Tesoro vuol vendere le good bank in blocco. Ha iniziato a trattare con Intesa ma Bruxelles ha fatto sapere di non gradire il negoziato diretto ("viola la concorrenza..."). Così ha messo in piedi un'asta lampo affidata all'advisor Rothschild che si chiuderà nel weekend: oggi alle 12.00 scade il termine per le offerte. I gruppi esteri come Bnp Paribas e Crédit Agricole hanno declinato e Unicredit non sembra della partita. L'unica concorrente di Intesa sembrava essere Iccrea Banca, braccio operativo di Federcasse, che rischia di essere il più fragile dei tre gruppi che riuniranno le banche di credito cooperativo come imposto dalla riforma del governo Renzi: difficilmente presenterà un'offerta. Al Tesoro lavorano già al decreto ad hoc per l'operazione, che presenta non poche difficoltà visto che i 20 miliardi
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stanziati a dicembre per le banche erano calibrati sulle ricapitalizzazioni precauzionali. Ora si entra in un terreno inesplorato e non sono esclusi nuovi stalli nella trattativa visto che per la prima volta lo Stato metterà soldi in una bad bank. Gli uomini di Padoan si muovono come se avessero già un via libera informale da Bruxelles, ma non è chiaro, per dire, se verrà previsto un meccanismo di indennizzo parziale per i piccoli risparmiatori a cui sono stati venduti i bond violando i profili di rischio. Una volta inglobate le venete, a Intesa serviranno 2-3 miliardi per mantenere i suoi ratio patrimoniali: soldi che può trovare usando il suo capitale libero. Carlo Di Foggia - Il Fatto Quotidiano
FATTI / POLITICA
Vicenza razzista? Dal caso Bello Figo al tifoso picchiato, la società civile resta in silenzio Da giorni nel quartiere di San Lazzaro non si parla d'altro, T. un giovane del quartiere è stato picchiato, alla festa organizzata dalla Curva Sud sabato scorso. Il pestaggio sarebbe avvenuto ad opera di un gruppo composto da 50 ragazzi appartenenti a movimenti di estrema destra che, come singoli, hanno partecipato all'appuntamento organizzato dai tifosi. La causa scatenante della rissa sarebbe la pelle nera del giovane, che secondo alcuni testimoni era in stato di ebrezza e avrebbe urinato su una svastica disegnata su un muro. Sui social, in molti- sostenitori biancorossi e non- hanno espresso solidarietà alla vittima e le autorità competenti ora accerteranno i fatti ed eventuali responsabilità individuali. Eppure, qualcosa non va. Di Pietro Zanella
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Né il giovane pestato né altri, sarebbe stata colpita anche la sua ragazza, hanno deciso di riportare il fatto alle autorità, una decisione legittima, ma difficile da spiegare. Stupisce ancora di più il silenzio della società civile, e del mondo del calcio, convolto suo malgrado nella vicenda. L'unico acuto è arrivato dalla pagina "personaggio pubblico" di Facebook dedicato al Pieraldo Dalle Carbonare. Non è chiaro se il profilo appartenga al diretto interessato, ma la presa di posizione è stata netta: "La Curva denunci i colpevoli". Un'iniziativa lodevole anche se, taggare la vittima facendo nome e cognome è stato un passo falso, irrispettoso per chi, forse prudentemente, avrebbe voluto restare anonimo. Scivoloni a parte, c'è attesa per eventuali iniziative del tifo organizzato. Storicamente i gruppi di tifosi che animano la Curva si riuniscono in coordinamento il mercoledì sera. Entro domani, dunque, potrebbero esserci nuove iniziative, ma il ritardo è grave. Spaventa ancora di più il silenzio della politica. In Consiglio Comunale sono molti gli eletti che ogni sabato affollano la tribuna dello stadio, possibile che un tale fatto avvenuto in città davanti a molti testimoni sia sfuggito all'anima politica di Vicenza? Solo una settimana fa, la cancellazione del concerto di Bello Figo (un fatto meno grave ma simile per certi versi,)ha infiammato Stampa e opinione pubblica. Il cantante, ironico e provocatorio, che ha sempre appoggiato il Pd di Renzi subisce le aggressioni mediatiche e verbali dell'estrema destra in tutta Italia. Anche qui nel vicentino, a Schio , ha dovuto rinunciare ad esibirsi. Questi sono segnali. Il silenzio, omertoso, no.
FATTI
Corriere del Veneto: altri otto dirigenti nel mirino, sono 43 i multati dalla Consob Popolare di Vicenza, spuntano i nomi di altri otto dirigenti. Che portano a 43, tra membri del cda, sindaci, manager e dirigenti della banca, i destinatari della maxi-multa da 9 milioni e 147 mila euro, che la Consob ha caricato sulla banca vicentina dopo l'ispezione andata avanti un anno tra il 2015 e il 2016. Il dettaglio di quanto deciso dall'Authority di controllo delle società e della Borsa per la gestione della popolare guidata dal presidente Giovanni Zonin e dal direttore generale Samuele Sorato è ora completa, dopo la pubblicazione, ieri, dell'ultima delle sei multe per la gestione che ha portato al dissesto la banca. Di Rassegna Stampa
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Il quadro dei multati è ora completo, dopo che nell'elenco sono comparsi anche i nomi di otto dirigenti collegati agli aspetti della compravendita delle azioni, tra acquisti finanziati e procedure di vendita incerte, che avevano portato al fenomeno dei soci scavalcati nella vendita. I nomi nuovi sono quelli di Gianmaria Amato, direttore commerciale nel 2015, dopo esser stato responsabile della direzione small business tra 2010 e 2012 e poi della direzione retail fino a fine 2014, multato per 25 mila euro. E ancora dei due responsabili della compliance, funzione deputata a controllare correttezza di regole e procedure, Anna Gabriele, tra 2010 e 2011, e Giuseppe Ferrante, in carica da allora fino a febbraio 2016, multati per 30 e 75 mila euro. Ancora tra i dirigenti nel mirino Consob il gestore private Roberto Rizzi, multato per diecimila euro, Sergio Romano, responsabile della direzione supporto rete e direzione sviluppo, dal 2011, destinatario di una sanzione di 35 mila euro, e Filiberto Romio, responsabile dell'unità operativa gestione soci dal 2010, multato per 25 mila euro. E ancora, Costante Turco, responsabile della direzione coordinamento commerciale tra 2011 e 2012, poi responsabile della direzione regionale centro sud Italia fino al 2013, in staff alla divisione mercati fino al marzo 2015 e responsabile dell'unità operativa sviluppo soci tra il marzo e il giugno di due anni fa, che ha avuto 40 mila euro di multa. Infine Alessandro Balboni, responsabile della direzione corporate e merchant banking tra 2008 e e 2014 e poi responsabile della divisione crediti fino al luglio 2015, multato per 20 mila euro. Completano l'organigramma della direzione generale, con Paolo Marin, responsabile della direzione crediti tra 2010 e 2014 (multa di 25 mila euro) e a Claudio Giacon, l'attuale direttore generale del Credito Trevigiano di Vedelago (170 mila euro di multa, con violazioni imputate a titolo di dolo), che faceva capo a Samuele Sorato e al suo vice Emanuele Giustini, a cui sono andate multe per 690 e 325 mila euro, e ai quali Consob attribuisce comportamenti dolosi. Ma tra i manager multati spunta anche il nome di Divo Gronchi, consigliere delegato tra il 2008 e il 2011, a cui sono andati 40 mila euro di multa. I sei procedimenti come si ricorderà mettono nel mirino l'aumento di capitale 2014, con le violazioni sulle procedure di adeguatezza, le violazioni sulle richieste di vendita e sulle procedure per fissare il prezzo e poi il meccanismo di finanziare l'acquisto delle azioni usato in quantità industriali, che aveva portato nel 2015 a stralciare un miliardo dal capitale della banca. Tra i consiglieri il quadro è altrettanto chiaro. Per l'ex presidente Gianni Zonin la multa è di 370 mila euro, a cui si aggiungono solo due mesi d'interdizione dai cda delle società quotate, con l'imputazione della colpa grave per la «specifica delega ricevuta sui prospetti» e come firmatario di
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varie dichiarazioni di responsabilità. Colpa grave anche ad altri sette tra consiglieri e sindaci. Ai due vicepresidenti Marino Breganze e Andrea Monorchio, ai consiglieri Franco Miranda, Giorgio Tibaldo, Maurizio Stella e Paolo Angius, che partecipavano i primi due al comitato soci e i secondi due a quello reclami. Colpa grave anche per Giuseppe Zigliotto, che partecipava al comitato reclami e «aveva in prima persona - scrive Consob - beneficiato di un finanziamento baciato e tale circostanza rappresentava specifico segnale di allarme». Colpa grave anche per il collegio sindacale, che aveva «ignorato specifici segnali d'allarme o richieste di approfondimenti». Di Federico Nicoletti per il Corriere del Veneto
Il Mattino: Bond congelato di Veneto banca prima maxi causa degli investitori Si sta concretamente profilando una causa milionaria contro Veneto Banca da parte degli obbligazionisti retail "congelati" venerdì sera per decreto. Al momento già 50 privati si sono uniti e hanno dato mandato a uno studio legale per tutelare il proprio diritto al rimborso. Si tratta di imprenditori, artigiani ma anche pensionati e disoccupati. Alcuni avevano sottoscritto l'obbligazione Lt2 al 9,5% di rendimento dieci anni fa, appena emessa allo sportello, altri appena 12 mesi fa, all'avvio dell'era Atlante con l'ottimismo in poppa di un futuro mai verificatosi. Al momento il danno patito ammonterebbe a 6 milioni ma il gruppo sta aumentando di giorno in giorno e la cifra è destinata a salire. Di Rassegna Stampa
Il capofila dell'operazione e collettore degli interessi degli obbligazionisti bloccati è un imprenditore veneto mai stato azionista né di Bpvi né di Veneto Banca ma sottoscrittore di due bond con entrambe (per 300 mila euro complessivi) «convinto», dice lui, dalle parole diAlessandro Penati, post insediamento di Atlante nelle ex popolari venete. La cifra che al
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momento gli è stata congelata (sarebbe scattato proprio oggi, 21 giugno, il rimborso) sarebbe di 250 mila euro. A titolo personale e non dell'azienda. «Non sono cifre enormi ma ho vissuto sulla mia pelle un'operazione ai limiti della costituzionalità. Mi sono attivato per una coalizione di privati e lotto per loro: per la forte delusione e l'impatto economico devastante che hanno avuto in molti. C'è chi viveva di una piccola rendita e aspettava il rimborso peri suoi progetti». Uno, disoccupato, avrebbe già spedito una lettera al presidente Mattarella con un appello ai limiti: «Vivo di questo, ora non mi resta che il suicidio». Martedì il deputato Renato Brunetta aveva tuonato contro il decreto legge 89/2017 che aveva «sospeso dalla sera alla mattina il rimborso delle obbligazioni ai loro possessori». «Una cosa mai vista e illegittima» aveva detto. Il decreto dal 17 giugno già in Gazzetta prevede, per le banche che hanno chiesto l'intervento dello stato con la ricapitalizzazione precauzionale (quindi Bpvi e Veneto banca) che «il termine di scadenza delle passività emesse che ricade nei sei mesi successivi alla presentazione dell'istanza venga prorogato fino al termine dello stesso periodo di sei mesi». Questo «per assicurare la parità di trattamento nella ripartizione degli oneri» post sottoscrizione delle azioni da parte dal ministero. Un decreto generico, apparentemente, in realtà ad hoc per Veneto banca e l'obbligazione in scadenza oggi. La prossima più vicina in ordine di tempo è a dicembre e riguarda Bpvi. L'obbligazione di Montebelluna era stata emessa nel 2007 per 150 milioni ma sul mercato venerdì ce n'erano 85 di milioni. Il nominale ora quota 6 milioni. «La cosa curiosa - spiega il nostro imprenditore che chiede l'anonimato - è che da fine dello scorso anno il bond è stato ritirato dal mercato delle contrattazioni EuroTlx e messo in quello riservato ai professionisti, Otc (aver the counter) che non è regolamentato. Non sono più esistite quotazioni ufficiali, quindi abbiamo vissuto, da investitori, un limbo di sei mesi tra ipotesi di bail in e liquidazione della banca». Poi, a sorpresa, il decreto, a mercati chiusi. «Il mio è un rapporto privato con la banca, cosa c'entra lo stato?» dice l'imprenditore «si perde ogni certezza del diritto». «Ora il titolo, nuovamente trattabile in Otc vale tra i 2 e i 5 centesimi continua - ammesso che riuscissi a venderlo sarebbe un disastro, visto che il rimborso era previsto a 100». Da qui la causa, contro Veneto Banca. «L'istituto dirà che non è colpa sua - mette le mani avanti - che voleva pagare ma che c'è questa legge. La verità è che 45 giorni fa la banca ha rimborsato gli azionisti truffati con il 15% della perdita subita ma siamo anche noi risparmiatori e con un investimento a un tasso ben più elevato di sicurezza». Al danno di oggi, si somma l'incertezza della proroga: «Il bond verrà pagato o azzerato? Non sappiamo cosa succederà - chiude - potrebbe essere liquidato più avanti ma anche azzerato: non sappiamo se saremo rimborsati dal Mef o ci sarà un'arbitrato "alla Etruria" o peggio se il bond sarà conferito alla bad bank con gli Npl e pagato in funzione del recupero».
Di Eleonora Vallin per il Mattino di Padova
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FATTI / POLITICA
Pedemontana, Impregilo ricorre al Tar, Guadagnini: "Per uscirne servirà molta fortuna" "E' una reazione che ci si poteva aspettare, dal punto di vista dell'azienda mi sembra una mossa corretta". Questo il commento sugli ultimi sviluppi dell'affaire Pedemontana Antonio Guadagnini, consigliere regionale di Noi Veneto. Impregilo, colosso italiano del settore delle costruzioni, ha fatto ricorso al Tar. Sotto accusa c'è il cosiddetto Terzo atto studiato dalla Regione Veneto per far ripartire i cantieri della superstrada. Secondo Impregilo, infatti, il contratto sarebbe talmente cambiato negli anni da non essere più in linea con quanto scritto sul bando d'appalto originario. Per questo secondo le accuse del colosso delle costruzioni, Palazzo Balbi avrebbe dovuto ripartire da capo e non aggiornare il vecchio contratto. Di Pietro Zanella
"Il vizio di fondo sta nel primo atto che fu fatto in modo sbagliato- spiega Guadagnini- penso che ci siano buone possibilità che i giudici diano ragione ad Impregilo, per uscirne servirà un tasso di fortuna elevato". La questione è scomoda e ha visto più volte spendersi in prima persona il Governatore del Veneto Luca Zaia che solo un mese fa dichiarava: "Ora voglio vedere correre i cantieri entro il 2020 opera conclusa". Ma se il Tar darà ragione ad Impregilo la partita ricomincerà dallo zero a zero. Del resto quella della Pedemontana è una storia di ricorsi, come quello del 2009 che consegnò al Consorzio Sis la realizzazione dell'opera. Anche per questo contratti e accordi sono cambiati nel tempo.
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Il ricorso di Impregilo punta proprio su questi cambiamenti. In primo luogo il Tar dovrà valutare se, come scritto nei documenti consegnati ai giudici, il fatto che la Regione abbia preso sulle proprie spalle ogni rischio anziché far "valere l'inadempimento della concessionaria" vari la natura del contratto in Parola ripetuta eliminata di Sis. Lo stesso vale per la questione della durata dei lavori, cambiata da 6 anni e mezzo a 10.
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
BPVi + Veneto Banca = 1 euro... Intesa La situazione delle Banche venete si fa di giorno in giorno sempre più difficile, il nostro Governo (lo possiamo ancora chiamare così?) ha dato ampia dimostrazione di essere totalmente incapace non dico di risolvere il problema, ma neppure di affrontarlo. Pier Carlo Padoan ha ormai perso completamente la faccia, ogni giorno esce con una dichiarazione nuova, è semplicemente ridicolo, a questo punto abbiamo la certezza che il nostro Ministro dell'economia sia più informato sul costo di un litro di latte che sulla situazione del sistema bancario italiano. Dopo aver ribadito più volte che la soluzione della crisi di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca fosse ormai ad un passo, ora abbiamo appreso che in Via XX Settembre non hanno la più pallida idea di come si possa uscire dal cul de sac nel quale si sono infognati. Di Giancarlo Marcotti
Vista l'incompetenza totale dei nostri politici (o tecnici) dall'Europa deve essere arrivato un "invito pressante" ad Intesa Sanpaolo ed a Mediobanca affinché prendano la situazione di petto e trovino loro una soluzione, anche rabberciata, in tempi brevi. Bruxelles e Francoforte devono aver "imposto" ai nostri due Istituti l'obbligo di effettuare un'operazione, fulminea, "tipo" Santander con Banco Popular Ed ecco che Mediobanca Securities (una specie di ufficio studi e ricerche) si è messa immediatamente al lavoro e ieri ha diffuso una nota nella quale vengono presi in esame alcune possibili tipologie di incorporazione delle
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Banche venete da parte di Intesa (braccio operativo). In parole povere, e senza entrare in tecnicismi che non aiutano nella comprensione, ieri Mediobanca in questo studio ha prospettato diverse soluzioni lasciando ad Intesa non la possibilità di valutarle, ma la facoltà di scegliere quale preferire. In pratica Mediobanca Securities ha detto ad Intesa che deve per forza prendersi questa rogna ("Intesa Sanpaolo è l'unica banca che può digerire l'acquisizione di Popolare Vicenza e Veneto Banca") e che, per ingoiare questo rospo, deve scegliere fra queste due alternative: rinunciare al 90% del prossimo dividendo, oppure ricorrere ad un aumento di capitale per 2,5 miliardi di euro. L'amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, tuttavia, ha risposto con il classico "calma e gesso". La gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi ... ha tirato in ballo anche Fabio Massimo "il temporeggiatore" dicendo che alla fin fine non aveva tutti i torti... e così via. Insomma non ha nessuna voglia di prendersi la sòla, come dicono a Roma. Forse sa che non potrà esimersi dall'assumersi degli impegni (non può far arrabbiare Draghi oltre misura) ma non ha neppure voglia, per salvare qualcuno, di finire nelle sabbie mobili. Nel piano di Mediobanca Securities ovviamente viene dato per scontato l'azzeramento delle azioni e delle obbligazioni subordinate oltre ad un taglio dei costi target (si ipotizza del 40%!), quindi una bella sforbiciata al personale, ed una copertura delle sofferenze al 60%. Ma per Intesa tutto ciò non basta ed al takeover completo (ossia l'incorporazione) delle due Banche, tuttavia potrebbe preferire un takeover parziale, ossia acquisire solo le "good bank", in altre parole la Banca di Ca' de Sass è molto probabile che possa richiedere un maggior impegno da parte dello Stato (quindi da tutti noi). Insomma forse siamo veramente in dirittura d'arrivo, ma se gli azionisti e gli obbligazionisti delle Banche venete sono già rassegnati a dover versare lacrime e sangue anche tutti gli altri contribuenti italiani non potranno di certo festeggiare visto che dovranno addossarsi quota parte del dissesto.
ECONOMIA&AZIENDE
Entro oggi saranno chiari i due scenari per BPVi e Veneto Banca: a Milano (-0,5%) focus sulle banche Occhi puntati su tutto il comparto bancario nel d-day per la presentazione delle offerte per le banche venete che vede Intesa Sanpaolo (ha aperto a -0,6%) in pole position, mentre Unicredit (1%), secondo le parole di Giuseppe Vita, preferirebbe una soluzione
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di sistema con tutto il comparto e non "a due". Dalle ultime indiscrezioni sulle banche venete emerge una situazione ancora molto fluida che sembra delineare due scenari: l'intervento di Intesa Sanpaolo o la liquidazione ordinata. I punti fermi sono che entro oggi dovranno essere presentate le offerte per la Banca Popolare Vicenza e Veneto Banca. Alla data room avrebbero partecipato Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bnl Bnp Paribas, ma solo Intesa in teoria sembra in grado di intervenire anche se a condizioni molto stringenti. Di Redazione Economica VicenzaPiù
Intesa Sanpaolo acquisirebbe non solo una delle due banche bensì entrambe senza i 9 mld di npl e con gli esuberi già spesati. In questo caso l'impatto sul Cet di Intesa Sanpaolo, secondo l'analisi di Equita, sarebbe di 160 punti base all'11,2% (rispetto agli 80 punti base stimati che prevedevano l'acquisto di una sola banca). Come nel caso di Ubi, Intesa Sanpaolo 'potrebbe secondo noi ridurre di circa 45 punti base l'assorbimento patrimoniale (Cet1 all'11,7%)'. Se Intesa Sanpaolo dovesse intervenire in base a questo schema il capitale necessario per la creazione delle good bank (3,2 mld) sarebbe messo a disposizione dalla conversione dei subordinati (1,3 mld) e dal governo (1,9 mld). In caso di mancato intervento da parte di Intesa Sanpaolo, si procederebbe - secondo Il Sole 24 ore - a una liquidazione ordinata. In questo caso il ministero dell'Economia si farebbe carico sia dell'onere della pulizia di bilancio sia del di funzionamento della good bank (alcune centinaia di milioni). "C'è l'interesse che ci sia un sistema bancario italiano stabile, che non abbia problemi, quindi mi auguro che tutti i problemi delle due banche venete si risolvano in maniera positiva nell'interesse dei cittadini e nell'interesse complessivo della stabilità di un sistema che, al di là di quello che si dice, in Italia è più stabile di quanto si possa pensare": così, intanto, ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, dopo aver partecipato alla riunione del comitato esecutivo dell'Abi. "Il sistema bancario italiano secondo me è in grado di affrontare tutte le emergenze, non abbiamo i rischi che hanno le banche americane - ha detto ancora Tajani - però bisogna impedire che ci siano falle che una volta aperte possono allargarsi. Mi auguro che questa vicenda possa concludersi positivamente".
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SCUOLA E FORMAZIONE
La buona squola: cerchiamone le... traccie Alessandro Manzoni all'indomani dell'Unità d'Italia suggerì che nelle scuole del Regno si utilizzasse solo il favellar toscano, raccogliendo quella grande eredità che da Dante Alighieri aveva percorso tutte le espressioni culturali e scientifiche. Non ebbero il successo sperato le idee sull'uso della lingua del vicentino Gian Giorgio Trissino, che aveva riscoperto e tradotto il De vulgari eloquentia e che le espresse nel dialogo Il Castellano e soprattutto nella l'Epistola de le lettere nuovamente aggiunte a la lingua italiana, dove propone anche suggerimenti sull'ortografia. La lingua che si impose a livello scolastico e culturale in genere fu quella toscana. Di Italo Francesco Baldo
Certo non mancarono poeti, scrittori che espressero i loro sentimenti e storie in lingue come la napoletana, la veneziana, la sicula, e nella vicentina, ma non s'imposero come modello di lingua, nonostante che se ne discutesse anche a Vicenza con la Létara de Andrèa Alverà de Vicenza, dirèta al so amigo è compatrioto A. Goldin, su la maniera de scrìvare el dialèto visentin è pèr determinare stabilmente la vèra pronuncia Vicenza, Editrice Veneta, 2008. Anche oggi nel Veneto l'amministrazione regionale tende a introdurre "il veneto" come lingua", ma si parla più di un'idea che non di una prospettiva realizzabile, dato che le lingue locali, i dialetti, le parlate, a cui si aggiungono anche i gerghi, sono talmente tanti, come lo erano all'epoca di Manzoni, che è ancora attuale la proposta dello scrittore milanese. Essa unificava e unifica, soprattutto perché consente la comprensione reciproca tra le tante parti di cui si compone l'Italia linguistica. Ciò pur con tutte le difficoltà che possiamo esprimere e trovare. Ma chi sa che cosa sia "ol ci" oppure "il criolo"? Meglio utilizzare i termini italiani, quelli citati non sono nemmeno quasi più conosciuti nelle loro zone (Bergamo e Bassa Padovana zona Megliadino S.V./Piacenza d'Adige). Proprio lo Stato si era assunto il compito di formare maestri capaci di
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trasmettere la lingua italiana, il favellar toscano. Fino agli anni settanta del secolo scorso la lingua italiana nelle scuole, grazie anche a valenti scrittori come E. de Amicis, fu quella amata dal Manzoni che per impararla meglio "sciacquò i panni in Arno". Negli anni ricordati vi fu una ripresa del valore delle parlate locali, dei dialetti, celebre la ripresa del pavano di Angelo Beolco, ma non ebbero successo e la scuola continuò a parlare l'italiano. Ma nel frattempo si consumava anche un altro "delitto": la negazione del valore della grammatica, della parafrasi dei poemi classici, dello studio a memoria, ecc. considerati "vecchiume da cambiare". Infatti di riforma in riforma si è giunti all'ultima e si percepisce sempre di più che la scuola non insegna la lingua italiana, troppo occupata in progetti di formazione, di collegamento sociale, che sono certo importanti, ma non dovrebbero mettere in secondo piano il grandissimo valore del "parlar correttamente" la lingua che è considerata comune in uno Stato e ciò senza togliere nulla alle lingue locali, che possono come in Alto Adige essere studiare a fianco della propria, insieme all'ormai indispensabile inglese. A parole tutto sembra dare ragione, ma segnali inquietanti appaiono perfino nei documenti ufficiali, come attestato dal sito del Ministero, dove in una riga si usa correttamente l'italiano "tracce" e subito sotto in modo errato "traccie" per la prima prova dell'esame di maturità. Speriamo che si tratti solo di un errore casuale, che stona in un sito ufficiale, ma può pure essere perdonato, pur sottolineandolo con "matita blu". In realtà quello che temiamo è che non sia proprio casuale e allora dovremo ripensare nelle scuole la formazione linguistica a partire dalla ripresa dello studio dell'ortografia e proseguendolo con i mezzi tradizionali che hanno formato veramente alla buona comunicazione il popolo italiano perché: "La scuola è l'unica differenza che c'è tra l'uomo e gli animali" (Lettera a una professoressa (Firenze, L.E.F.. 1976, p.112). Oggi però si sono fatte anche scuole per animali, dove non è certo ammesso l'errore: sic transit sapientia
FATTI
Aggressione allo stadio, Achille Variati: "Fatto molto grave" "Ho appreso dalla stampa di un fatto che, se fosse confermato, sarebbe molto grave: un'aggressione da parte di un gruppo di persone ad un tifoso del Vicenza Calcio sabato scorso allo stadio Menti. La vittima della violenza, secondo la ricostruzione giornalistica, sarebbe stata attaccata a causa del colore della sua pelle. A quanto pare, - dice il sindaco Achille Variati - il ragazzo che è stato attaccato non avrebbe ancora sporto denuncia: lo invito a
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farlo quanto prima per permettere alle forze dell'ordine di indagare. Su questa vicenda deve essere fatta assoluta chiarezza perché sarebbe inaccettabile qualsiasi forma di violenza aggravata dalla motivazione razziale. Mi auguro che venga accertato quanto accaduto con la massima celerità e, se fosse confermato quanto raccontato dai giornali, mi aspetto una forte e decisa presa di posizione anche da parte dei tifosi biancorossi contro la violenza e il razzismo". Di Redazione VicenzaPiù
FATTI
Sergio Berlato: "Governo beffa i terremotati, più attento ai presunti profughi" Incredulità mista ad amarezza e rabbia sono i sentimenti che suscita la vicenda dell'improvvisata e poco attenta gestione dell'emergenza terremotati delle zone del centro Italia - afferma il Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Sergio Berlato. Non è solo il caso dell'imposta di successione sulle case di chi, oltre aver perso tutto compresi i parenti, si trova a dover fare i conti con uno Stato che esige una riscossione anche sulle macerie e poco importa ora se il Commissario governativo per rimediare alla figuraccia dichiara che per tali situazioni è previsto un emendamento - prosegue Berlato qui siamo difronte ad una totale incapacità di comprendere il dramma profondo di una popolazione che ormai da dieci mesi vive nell'emergenza con la netta sensazione di essere dimenticata.
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Di Redazione VicenzaPiù
In un Paese governato da persone serie e responsabili nella graduatoria delle responsabilità metterebbe al primo posto i propri connazionali colpiti da catastrofi naturali, penserebbe a chi si trova senza un tetto sopra la testa e senza una concreta prospettiva di lavoro, l'attenzione sarebbe concentrata nel ridare vita al più presto possibile ai Comuni rasi al suolo dal sisma, invece - specifica il Consigliere Berlato - abbiamo un Governo impegnato a far approvare lo Ius Soli e nel garantire un'accoglienza indiscriminata a tutti quelli che giungono sul suolo italiano e anzi, andando a recuperare i presunti profughi a pochi chilometri dalle coste libiche. Si stanno gettando milioni di euro ogni giorno senza una progettualità, si stanno sprecando risorse umane e tempo prezioso a danno di chi veramente necessita aiuto e avrebbe, da italiano, tutto il diritto di pretendere che il proprio Stato si occupasse di loro. Tutto questo se viene fatto notare infastidisce i buonisti di turno e la sinistra radical chic; per loro le priorità sono altre - conclude Berlato.
FATTI
Il tifoso di colore pestato da ultras, il GdV lo ignora: era buio... Di Pietro Cotròn
Ne abbiamo scritto noi martedì e stamattina e passi; ne ha scritto anche in prima pagina e sul web Il Corriere del Veneto, e quindi la stampa ufficiale c'è; ha preso posizione anche il moderatissimo sindaco di Vicenza (""Fatto molto grave"). Eppure a cercarla col lanternino della notizia non c'è traccia sul Giornale di Vicenza, che, interpellato sul perchè non ci fosse una riga sul ragazzo di colore pestato a sangue a mezzanotte allo stadio, pare si sia giustificato così: era buio...
NESSUNA CATEGORIA / FATTI
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Blue Whale, Daniela Sbrollini: "E' tempo che il Parlamento e Governo si occupino insieme del contrasto al fenomeno" Daniela Sbrollini ha spiegato come affrontare il fenomeno del Blue Whale e ha presentato una lettera inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Primo Ministro Paolo Gentiloni e al Sottosegretario Maria Elena Boschi. "E' tempo che il Parlamento e Governo si occupino insieme del contrasto al fenomeno del "Blue Whale", non solo in un'ottica repressiva, ma soprattutto con l'intento di prevenire fenomeni così pericolosi e tutelare i minori, soprattutto quelli più fragili. Alcuni strumenti di contrasto già esistono, come la legge contro il cyberbullismo approvata dal Pd in Parlamento, per la tutela dei più giovani attraverso le scuole con personale educativo delegato. Di Redazione VicenzaPiù
Ora dobbiamo investire sempre più fondi e risorse per il contrasto del Blue Whale prima che sia troppo tardi. Per questo ho scelto di interrogare la Ministra Lorenzin e la Ministra Fedeli e intendo sensibilizzare anche la Presidenza del Consiglio, perché non è accettabile che i nostri giovani vengano esposti a questi tipi di rischio senza un intervento serio dello Stato. Per contrastare fino in fondo questi fenomeni, bisogna lavorare assieme: istituzioni, politica, scuola, genitori, editori del mondo dei social e del web". Lo ha dichiarato la deputata del Pd, Daniela Sbrollini, vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali e Sanità di Montecitorio, presenti anche gli On. Covello, Iori, il vicepresidente ANCI Roberto Pella e la direttrice dell'associazione "I Woman", Sara Manfuso. Il "Blue Whale", un gioco interattivo inventato in Russia che si può scaricare su cellulari e tablet, che ha come target i ragazzi di età compresa fra i 14 e i 19 anni e che consiste nell'affrontare 50 prove estreme in 50 giorni, sfide che arrivano a spingere i ragazzi a lanciarsi da un ponte o da un palazzo. Una psicosi collettiva che in sostanza mira all'invito al suicidio e per cui si sono verificati più di 150 suicidi e che è già al vaglio di polizia, magistratura e delle famiglie.
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POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Intesa punta 1 euro e fa bingo: acquista asset BPVi e Veneto Banca ma senza impatto su capitale e cedola e a prezzo simbolico: Mion attende Mef, Guzzetti approva, Fabi spera Il punto alle 17.18. Intesa Sanpaolo è disposta a rilevare per 'un corrispettivo simbolico' alcuni asset delle due banche venete in difficoltà, ma a patto che questo non incida sulla sua forza patrimoniale, sulla sua politica di dividendo ed escluda quindi la necessità di aumenti di capitale. È inoltre escluso l'acquisto di crediti deteriorati, in bonis ma a rischio oppure di bond subordinati. Come indica una nota, il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo nella sua riunione odierna 'ha deliberato con voto unanime la disponibilità all'acquisto di certe attività e passività e certi rapporti giuridici facenti capo a Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, purché a condizioni e termini che garantiscano, anche sul piano normativo e regolamentare, la totale neutralità dell'operazione rispetto al Common Equity Tier 1 ratio e alla dividend policy del Gruppo Intesa Sanpaolo. La disponibilità di Intesa Sanpaolo all'operazione esclude pertanto aumenti di capitale'. Di Redazione Economica VicenzaPiù
"L'unico commento che posso fare è che non sono in grado di valutare" l'offerta di Intesa Sanpaolo su alcuni asset della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Così, in un colloquio con Radiocor Plus, il presidente dell'istituto vicentino, Gianni Mion. "Noi aspettiamo le indicazioni del ministero dell'Economia", ha ribadito Mion. 'Esprimiamo forte apprezzamento e sostegno all'offerta che Intesa Sanpaolo ha avanzato nei confronti delle banche venete, anche alla luce dell'attenzione alle persone, alla sostenibilità sociale nonché alla cura delle relazioni sindacali che il Gruppo ha espresso in questi ultimi anni, di concerto con tutte le organizzazioni sindacali dell'istituto'.
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Lo dichiara Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, il sindacato di maggioranza dei bancari. 'Siamo convinti che sia la giusta soluzione per risolvere un gravoso problema che incombe sull'intero settore bancario e sulla stessa economia italiana. Se questo progetto si concretizzerà, dovremo garantire insieme un futuro alle lavoratrici e ai lavoratori delle due banche e alla stessa clientela'. "Sono totalmente d'accordo con Carlo Messina, come del resto sono sempre stato in questi anni anche perché è un bravissimo amministratore delegato". Così, in un colloquio con Radiocor Plus, Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, azionista storico di Intesa Sanpaolo, commenta la disponibilità dell'istituto a rilevare parte degli asset della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Guzzetti apprezza naturalmente i paletti fissati da Intesa su capitale e cedola: "Questi paletti Messina li ha messi anche quando stava esaminando Trieste (Generali, ndr), figuriamoci ora - sottolinea - Del resto perché dovremmo metterci in casa situazioni problematiche visto che la banca va bene? Questa è la bussola di Intesa Sanpaolo". Ma allora perché intervenire sulle banche venete? "Intesa non è la banca del Paese, ma è una banca responsabile, che ha già dimostrato in passato di farsi carico di alcuni problemi della collettività". Rapida accelerazione in Borsa per Intesa Sanpaolo, quindi, dopo che la banca si è detta disponibile a un intervento sulle banche venete solo se questo esclude aumenti di capitale e non ha alcun impatto sui dividendi. Inoltre, la banca si è detta aperta all'acquisto di asset solo se l'operazione fosse neutrale per il Cet1. Il titolo sale ora del 2% con un top a 2,59 euro in un mercato che sale dello 0,75%. In un report di questa mattina, una primaria sim milanese sottolineava che il consolidamento delle attività delle banche venete porterebbe a un leggero calo del Cet1 ratio, discorso diverso se le sofferenze verranno veicolate con uno spin off prima dell'acquisto e se le banche saranno preventivamente ricapitalizzate dal Governo. I termini dell'eventuale ricapitalizzazione preventiva, mettono in evidenza gli esperti, "possono cambiare l'impatto per Intesa Sanpaolo che nel caso in cui dovesse comprare per 1 euro le due banche ricapitalizzate potrebbe beneficiare sia del reversal del badwill che di Dta nei prossimi anni, che potrebbe rendere l'operazione sostenibile dal punto di vista finanziario senza impattare la capacità di Intesa Sanpaolo di pagare l'attuale livello di dividendi". La disponibilità di Intesa Sanpaolo - precisa la nota - riguarda l'acquisizione di un perimetro segregato che esclude i crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e esposizioni scadute), i crediti in bonis ad alto rischio e le obbligazioni subordinate emesse, nonchè partecipazioni e altri rapporti giuridici considerati non funzionali all'acquisizione. In particolare, la banca considera necessaria per la conclusione e l'efficacia dell'operazione una cornice legislativa, approvata e definitiva, che assicuri le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi della totale neutralità dell'operazione rispetto al Common Equity Tier 1 ratio e alla dividend policy del gruppo, la copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all'acquisizione e la sterilizzazione di rischi, obblighi e impegni comunque avanzati nei confronti di Intesa Sanpaolo per fatti antecedenti la cessione o relativi a cespiti e rapporti non compresi nelle attività e passività trasferite. L'operazione è subordinata all'incondizionato placet di ogni Autorità competente, anche con riferimento alla relativa cornice legislativa e
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regolamentare. Il trasferimento delle attività e passività, ove perfezionato conclude la nota - avverrà a fronte di un corrispettivo simbolico.
FATTI
Approvata alla Camera la Commissione d’inchiesta banche, on. Moretto (Pd): “Risparmiatori, imprese e lavoratori attendono risposte” È stata oggi approvata definitivamente dalla Camera la Commissione d'inchiesta sul sistema bancario italiano. "È doveroso indagare sulle modalità di gestione delle banche entrate in crisi a causa dell'adozione di sistemi viziati, all'interno di un settore rimasto per troppi anni immune da interventi, ritenuti da molti necessari" ha commentato la deputata Pd Sara Moretto, membro della Commissione Finanze, che la settimana scorsa ha presentato al question time un'interrogazione sulle banche venete al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Di Redazione VicenzaPiù
"Ne sono conseguite politiche del credito deviate, comportamenti criminosi, mancata vigilanza, commistione con classi dirigenti locali - ha aggiunto l'on. Moretto -. Questo e molto altro dovrà essere oggetto dell'attività della commissione bicamerale d'inchiesta: risparmiatori, imprese e lavoratori attendono risposte. Anche in Veneto". La Commissione d'inchiesta, nello specifico, verificherà gli effetti della crisi finanziaria sul sistema bancario italiano e le conseguenze dell'aggravamento del debito sovrano. Inoltre indagherà sulla gestione degli istituti di credito rimasti coinvolti in situazioni di crisi e ai quali sono state destinate risorse pubbliche.
FATTI
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Pfas, M5S: “Miteni deve chiudere immediatamente e bonificare a sue spese” Il Comitato degli Stati Membri dell'Agenzia Europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha concordato all'unanimità di identificare il Bisfenolo A e l'acido Perfluoroesano-1-sulfonico e i suoi sali (PFHxS) come sostanze "estremamente preoccupanti" (SVHC). È quanto rende noto l'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale). Parliamo di: sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione; sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche; sostanze che perturbano il sistema endocrino. Di Redazione VicenzaPiù
Il MoVimento 5 Stelle Veneto interviene per informare che la presenza di queste sostanze riguarda da vicino la nostra Regione: "Non solo Pfas a catena lunga ma anche l'acido Perfluoroesano-1-sulfonico (Pfas a catena corta) sono stati trovati nell'ambiente nei pressi della Miteni e soprattutto nelle analisi del sangue delle persone monitorate all'interno delle indagini sulla contaminazione da Pfas. Se i Pfas a catena lunga causano numerosi danni, comprese patologie per i feti e le donne incinte, queste altre sostanze (6 atomi) sono riconosciute dall'Ispra come cancerogene e tossiche, e perfino più pericolose dei Pfas di cui abbiamo parlato fino ad oggi. Ogni giorno la vicenda Pfas e i suoi responsabili, la Miteni S.p.a., rivelano dettagli sempre più allarmanti. La Miteni deve chiudere immediatamente e si deve procedere alle operazioni di bonifica a sue spese". Lo scarica barile su Mitsubishi Corporation. "Secondo i carabinieri del Noe la Miteni sapeva di inquinare, ma lo ha tenuto nascosto. Ora l'azienda scarica le colpe su Mitsubishi Corporation, proprietaria di un tempo? Questo si accerterà, ma ciò che è sicuro è che la falda sotto la Miteni è contaminata e sta inquinando, dunque deve essere bonificata. Poi sarà un problema di Miteni rivalersi su Mitsubishi. Ma ad oggi a fare le spese di tutto questo sono 350mila veneti che assimilano acqua contaminata, e questo non può continuare un giorno di più. Si metta in sicurezza la popolazione e
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si tutelino i dipendenti della Miteni".
FATTI
Banche, Cozzolino (M5S): “Ora Commissione d’inchiesta proceda a ritmi serrati” "L'approvazione del ddl sulla commissione d'inchiesta sul sistema bancario era doverosa. Mi auguro che questa proceda ora a ritmi serrati." Così il deputato del MoVimento 5 Stelle Emanuele Cozzolino commenta il sì di Montecitorio all'organismo parlamentare che dovrà gettare luce sulle molte ombre della gestione del sistema creditizio e finanziario italiano, anche alla luce delle sofferenze delle banche venete. "E' scandaloso - continua Cozzolino - che si sia voluto attendere fino agli ultimi mesi di legislatura per far sì che le Camere indagassero sui danni prodotti da una certa gestione anche politica del mondo delle banche. Di Redazione VicenzaPiù
E infatti sono molti i partiti che avrebbero qualche grattacapo da un'indagine accurata. In Veneto, come altrove le banche sono servite a foraggiare un sistema di potere che ha creato saldature tra istituzioni, politica e una certa parte del mondo imprenditoriale. Sotto questo punto di vista non mi sorprende che anche la Lega Nord, solitamente così chiassosa, abbia salutato in modo tiepido quest'iniziativa. D'altra parte, com'è noto, il rapporto del partito di Salvini e Zaia con le banche, come insegna la storia passata, è stato tutt'altro che felice. Il MoVimento 5 Stelle per parte sua aveva avanzato già da inizio legislatura proposte di legge a riguardo. Mi auguro quindi che la commissione, nonostante sia composta da parlamentari, possa procedere in modo spedito, cominciando a fare il suo lavoro e portando allo scoperto tutta la polvere che sta sotto i tappeti delle banche venete. Sempre che gli interessi di parte incrociati di destra e di sinistra, non portino ad insabbiare la questione." "Nonostante le notizie di queste ore - termina il deputato pentastellato riguardo ad un interessamento di Intesa per alcune attività degli istituti trevigiano e vicentino potrebbero lasciare adito ad un cauto ottimismo,
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confido che le vicende di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza non si traducano nell'ennesimo italico caso d'impunità. Anche perché quando non paga nessuno, a pagare sono in realtà sempre i cittadini."
ECONOMIA&AZIENDE
Dibattito della maggioranza a trazione Variati sul crack della BPVi fuori tempo massimo e... fuori di testa Oggi con un ritardo epocale, che è secondo solo a quello del governo italiano, il Consiglio Comunale di Vicenza su richiesta della maggioranza discute di qualcosa, quasi una nemesi, che proprio da oggi di fatto non c'è più per lo meno per come era stata raccontata da Gianni Zonin, dai suoi signorsì in cda, dai suoi sponsor e dai suoi sponsorizzati politici locali... Mentre la Banca Popolare di Vicenza con Veneto Banca verrà assorbita da Intesa Sanpaolo a 1 euro complessivo, col 40% dei dipendenti in meno, senza debiti, senza cause con i soci e con aiuti dello stato per non incidere sui suoi conti vi raccontiamo due flash per evidenziare che Vicenza forse è la tragica capitale del mondo fantasy. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Non solo un consigliere di centrodestra mi ha ingenuamente accolto con la frase "oggi parliamo del tuo argomento" ma un uomo della maggioranza, che ben altra esperienza ha, ha affermato che i problemi in Usa sono stati affrontati e risolti... nazionalizzando le banche. Servono commenti sulla competenza e sulla tempestività di chi ha convocato l'ennesimo consiglio burla dell'amministrazione guidata da Achille Variati? Oggi "io sono grillino"!
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POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Aggregazione Aim Agsm, Variati: scelta coraggiosa e determinata, per i cittadini servizi di qualità e tariffe ancora più basse "Le cose buone non hanno colore politico e devono andare oltre gli schieramenti; sono quindi convinto che, qualunque sarà il risultato elettorale di domenica, i consigli comunali di Vicenza e di Verona sanciranno l'accordo finale". È il commento del sindaco di Vicenza Achille Variati oggi in municipio a Verona per presentare alla stampa - insieme al primo cittadino scaligero Flavio Tosi, al direttore generale e procuratore speciale di Aim Dario Vianello e al presidente di Agsm Fabio Venturi - il protocollo d'intesa concordato tra Aim e Agsm per la fusione delle due aziende. Di Note ufficiali
"Questa aggregazione è frutto di scelte all'insegna del coraggio e della determinazione - prosegue Variati - e darà vita ad una realtà che costituirà il quinto polo italiano del settore con capacità di arrivare in borsa e di portare ad ulteriori aggregazioni. I cittadini ne ricaveranno servizi di altissima qualità a tariffe ancora più basse di quelle attuali da una realtà aziendale fortemente radicata sul territorio". La nuova azienda avrà 2250 dipendenti, un fatturato di 1 miliardo 100 milioni di euro e un margine operativo lordo di 132 milioni di euro, con l'ambizione di raggiungere nel 2020 ricavi per 1 miliardo e 280 milioni e un MOL pari a 176 milioni di euro. Il protocollo fissa il concambio in 57,5% per Agsm e 42,5% per Aim, fatta salva la possibilità di acquisto di Acque Veronesi da parte del Comune di Verona che porterebbe a 57,8% la pesatura di Agsm e a 42,2% quella di Aim. La nuova società sarà retta da un consiglio di amministrazione formato da 5 membri: il presidente espresso da Verona (con deleghe in ambito legale, societario e delle relazioni esterne); il vicepresidente di nomina vicentina (con delega all'auditing); un consigliere di Verona e due amministratori delegati, espressione rispettivamente delle due proprietà.
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La sede di Vicenza, in particolare, si occuperà di ambiente, distribuzione di gas ed energia, vendita di gas ed energia, informatica e comunicazioni e altri servizi, come la gestione della sosta e quelli svolti da Amcps. A Verona spetteranno produzione, lighting e servizi quali approvvigionamenti, appalti e progettazione. Ci sarà tempo fino al 30 settembre per l'approvazione dell'accordo da parte dei consigli comunali di Vicenza e Verona.
FATTI
Notte bianca di Vicenza del 24 giugno, vietato somministrare e vendere bottiglie o lattine da asporto Perché la Notte bianca di Vicenza, in programma dal pomeriggio di sabato 24 giugno fino alle 3 di domenica mattina, sia una grande festa senza pericolo per la sicurezza e la salute dei partecipanti, sarà vietato somministrare e vendere bevande da asporto in bottiglie di vetro e lattine. Il divieto è contenuto in un'ordinanza firmata questa mattina dal sindaco Achille Variati in ottemperanza a una precisa richiesta della questura di Vicenza. La somministrazione e la vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro o lattine scatta dalle 18 di sabato 24 alle 3 di domenica 25 giugno per esercizi pubblici, venditori ambulanti e esercizi commerciali che operano all'interno delle aree interessate dai numerosi eventi della manifestazione e comunque in tutte nelle vie e piazze del centro storico. Di Comunicati Stampa
Il divieto non riguarda le consumazioni che avvengono all'interno dei locali e dei plateatici regolarmente autorizzati. Per i trasgressori la sanzione va da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro. Per informazioni sulla manifestazione: www.nottebiancaitalia.it www.comune.vicenza.it/vicenza/eventi/evento.php/175397
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In allegato l'ordinanza e la mappa con l'elenco delle vie interessate dal divieto
LAVORO
FP CGIL Vicenza: "Finalmente all'Agenzia delle entrate di Vicenza assumono anche i disabili!" Avvisiamo i cittadini vicentini e chiediamo a tutti di segnare nel calendario la data del 3 luglio prossimo, inizia cosĂŹ la nota di FP Cgil che pubblichiamo. Data in cui anche all'Agenzia delle Entrate sede di Vicenza due disabili vicentini inizieranno a lavorare. Ebbene si, dopo anni di lotta la FP-CGIL e? riuscita a far rispettare il diritto dei portatore di handicap vicentini ad essere assunti dall'Agenzia delle Entrate. Diritto stabilito dalla legge n.68 del 1999. E' dal lontano mese di febbraio 2014 che la FP-CGIL aveva interessato i vertici dell'Agenzia delle Entrate sia provinciali che regionali, nonche? i vertici della Provincia, affinche? venisse stipulato un protocollo d'intesa tra l'Agenzia e il Centro per l'impiego di Vicenza. Di Redazione VicenzaPiĂš
Protocollo firmato finalmente nel 2016 che prevede l'assunzione di dieci disabili nel triennio, con inserimento di tre disabili a partire dal 2016. Con 42 mesi di ritardo dalla richiesta, il tre luglio due lavoratori disabili inizieranno la loro esperienza lavorativa. Scoprire quanti siano i disabili disoccupati in Italia non e? un'impresa semplice. L'ultima rilevazione dell'Istat e? stata pubblicata nel 2015 ma ha come anno di riferimento il 2013. Quel report raccontava come solo il 19,7% delle persone affette da limitazioni funzionali gravi risultasse occupato. Considerando anche quelli interessati da invalidita? o cronicita?, il tasso arrivava al 44%: piu? di undici punti sotto quello dell'intera popolazione italiana nello stesso periodo (55,1%).
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Insomma, una delle tante barriere architettoniche incontrate dai cittadini disabili sembra essere posta proprio davanti al mondo del lavoro. La sensibilita? attorno al tema e? naturalmente aumentata col tempo e diversi interventi sono stati destinati all'ingresso dei soggetti svantaggiati nel mercato occupazionale. Non sempre, pero?, le azioni tengono fede alle intenzioni. Prima che il governo cancellasse i voucher, la commissione Lavoro alla Camera aveva inserito i disabili tra i soggetti pagabili con i ticket: una scelta criticata dalla Cgil che ha definito l'iniziativa "nuova discriminazione che avrebbe condannato chi e? perennemente fragile a diventare perennemente precario". Gli ultimi interventi del Governo sul ripristino dei Voucher ci preoccupano anche da questo lato poco conosciuto dai cittadini. Non sappiamo quanti siano nella provincia di Vicenza le persone disabili in grado di svolgere attivita? lavorativa, sappiamo solo che ci sono Amministrazioni Pubbliche ma anche private che con comportamenti omissivi hanno impedito o impediscono di assumere un soggetto svantaggiato Quanti posti di lavoro potenziali non vengono assegnati? Molti disabili attendono da tempo, sognando un posto di lavoro sia come fonte di reddito sia come opportunita? di integrazione, la possibilita? di rendersi utili alla comunita?. Dal tre di luglio per qualcuno, finalmente questo diritto/opportunita? e? realta?.
ECONOMIA&AZIENDE
La soluzione Intesa per BPVi e Veneto Banca: mentre mancano quelle dei soci sono positive le reazioni della Borsa e di Confindustria oltre che dei sindacati Fabi, First Cisl e Uilca
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Piazza Affari col +1.2% ha ingranato la marcia in vista dell'annuncio di una soluzione di salvataggio per gli istituti veneti in difficoltà da parte di Intesa Sanpaolo che è stata premiata con un aumento del 2,45%. Mentre mancano prese di posizione delle associazioni dei soci di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che rischiano di rimanere col cerino in mano, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, a proposito della soluzione per il salvataggio delle banche venete, ha sottolineato 'l'impegno del Governo per una soluzione positiva per risparmiatori, occupazione e imprese in un territorio strategico per la ripresa dell'economia italiana'. Di Redazione Economica VicenzaPiù
Boccia ha parlato a margine del Consiglio generale che si è appena concluso a Napoli, commentando la notizia dell'intervento di Intesa Sanpaolo per Popolare Vicenza e Veneto Banca. Soddisfazione generale è stata anche manifestata dai maggiori sindacati dei bancari. 'Esprimiamo forte apprezzamento e sostegno all'offerta che Intesa Sanpaolo ha avanzato nei confronti delle banche venete, anche alla luce dell'attenzione alle persone, alla sostenibilità sociale nonché alla cura delle relazioni sindacali che il Gruppo ha espresso in questi ultimi anni, di concerto con tutte le organizzazioni sindacali dell'istituto'. Lo dichiara Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi. il sindacato di maggioranza dei bancari. 'Siamo convinti che sia la giusta soluzione per risolvere un gravoso problema che incombe sull'intero settore bancario e sulla stessa economia italiana. Se questo progetto si concretizzerà, dovremo garantire insieme un futuro alle lavoratrici e ai lavoratori delle due banche e alla stessa clientela'. 'Accogliamo con favore la decisione di Intesa di proporre una soluzione efficace all'annoso e grave problema delle popolari venete e siamo certi che, in coerenza con le migliori tradizioni che hanno caratterizzato in questi anni il dialogo sociale all'interno del gruppo, vorrà risolvere in maniera sostenibile anche la questione delle eccedenze di personale che venissero a crearsi': è questo il commento di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, alla notizia del via libera dato dal cda di Intesa Sanpaolo all'acquisto condizionato di Popolare Vicenza e Veneto Banca. ' Contestualmente - aggiunge Romani -, auspichiamo che le risorse disponibili nel Paese vengano prontamente utilizzate per contribuire a dare concreta prospettiva all'operazione, a beneficio dei lavoratori, della clientela e dell'economia dei territori © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
'. 'Per quelle che sono le notizie in mio possesso, l'operazione ha la mia chiara approvazione. Naturalmente si tratterà ora di appurare, nei minimi dettagli, i criteri e i requisiti nella loro complessità e totalità. Chiediamo al Governo di fare la sua parte, ristorando il Fondo di solidarietà del settore, affinché questa operazione non abbia alcuna ripercussione sui ratio economici di Intesa Sanpaolo'. Così il segretario generale della Uilca, Massimo Masi, commenta l'offerta presentata dall'istituto guidato dall'a.d. Carlo Messina per alcuni asset della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. 'È pleonastico ribadire che non ci dovrà essere tantomeno una ripercussione sull'occupazione di tutti gli istituti coinvolti, né sugli accordi sindacali raggiunti con tanta fatica in Intesa Sanpaolo', aggiunge. 'Da sempre la Uilca, da sola, contro tutti i poteri forti e politici, si è espressa contro la fusione delle due banche venete - ricorda Masi - definendola iniqua e pericolosa non solo per le lavoratrici e i lavoratori, ma anche per l'economia della regione. Certamente - prosegue - questa soluzione consentirebbe di mantenere un forte presidio economico nel Veneto e grazie anche agli storici buoni rapporti sindacali in Intesa Sanpaolo, una garanzia per i dipendenti delle due banche. Non sarà una trattativa facile né indolore, ma almeno, se questa offerta di Intesa andrà avanti, sarà una buona base di partenza e finalmente consentirà di spazzare via le storiche divisioni del tavolo sindacale in Banca Popolare di Vicenza'. 'Rimane un grande rammarico - conclude Masi - tra Atlante, capitani coraggiosi, cavalieri bianchi o neri, si è perso tanto tempo e quelli che avevano espresso, a parole, intenti di intervento sono spariti rapidamente'.
FATTI
Il Fatto: Il governo liquida le venete, Intesa si prende il bottino Dopo aver assicurato che per le banche venete non ci sarebbe stato "nessun bail-in", il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan è andato oltre: porterà Popolare di Vicenza e Veneto Banca alla liquidazione, come suggeritogli da Bruxelles e da Intesa Sanpaolo. La banca guidata da Carlo Messina se le prenderà al prezzo di 1 euro, una volta ripulite dagli asset deteriorati e rischiosi per rispettare i coefficienti patrimoniali e non intaccare i dividendi. Intesa ha comunicato ieri la sua disponibilità con una nota senza precedenti, a mercati aperti, precisando di escludere aumenti di capitale e subordinano l'operazione a precise garanzie sui costi legati all'acquisto: cioè soldi pubblici per gestire i circa 4 mila esuberi (su 11 mila dipendenti) e senza accollarsi i contenziosi legali.
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Di Rassegna Stampa
La disponibilità riguarda "l'acquisizione di un perimetro circoscritto che esclude i crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e esposizioni scadute), i crediti in bonis ad alto rischio e le obbligazioni subordinate emesse nonché partecipazioni e altri rapporti giuridici considerati non funzionali all'acquisizione", ha spiegato la nota. La banca non si muoverà senza un decreto ad hoc approvato e convertito e l'ok di Ue e Bce. Funzionerà così: nelle banche arriva un commissario - stando a fonti vicine al Tesoro, potrebbe essere lo stesso ad di Vicenza Fabrizio Viola - che si metterà a disposizione di Intesa. La prima banca italiana si sceglierà solo quel che le interessa, perfino quali crediti formalmente sani prendersi. Un "cherry picking", ammettono sconsolati al Tesoro. Quel che resta degli istituti finisce in liquidazione, con una gestione che però non dovrebbe presupporre la licenza bancaria: dentro queste bad bank ci finiranno almeno 20 miliardi lordi di crediti deteriorati. Lo Stato ripianerà le perdite versando almeno 5 miliardi. In ossequio alle norme Ue che impongono di accollare i costi ai creditori, vengono azzerate le azioni in mano a 170 mila soci (tra cui i 3,5 miliardi del fondo Atlante, cioè banche, fondazioni e la Cdp) e 1,3 miliardi di obbligazioni subordinate (metà in mano alle famiglie). Una bomba che farà impallidire il disastro del governo su Etruria & C. È stato Messina a suggerire la soluzione al Tesoro, che ha avviato un'asta lampo conclusasi ieri alle 12. Dopo l'uscita di scena di Iccrea banca, decretata da una chiamata della vigilanza bancaria della Bce a Mediobanca, scelta come advisor, è rimasta solo Intesa. Il Tesoro potrebbe perfino garantirgli una dote alle good bank da 2,5 miliardi. Servirà però l'ok della direzione concorrenza della Commissione Ue, guidata da Margrethe Vestager. Per ora c'è solo un via libera informale ma i nodi da sciogliere sono tanti. Ieri Intesa ha chiuso in rialzo del 2,4%. Il governo non ha sentito la necessità di chiarire al mercato e all'opinione pubblica effetti e rischi di questa soluzione. Carlo Di Foggia - Il Fatto Quotidiano
FATTI
Il Fatto: Nel Nord Est il fantasma di Etruria
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fa tremare 200 mila risparmiatori La bomba non è ancora esplosa ma in tanti avvertono un ticchettio sempre più insistente. Tra centinaia di migliaia di risparmiatori di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza regna un'incertezza che in alcuni casi si è trasformata in rassegnazione. Lo scenario che si delinea preannuncia, per i due istituti, una sorte simile a quella di Etruria e le altre: l'azzeramento delle azioni, già ridotte al valore di pochi spiccioli, e anche delle obbligazioni subordinate. Il totale dei soli bond a rischio ammonta a 1,3 miliardi di euro, in mano a circa 20 mila persone. Mentre gli azionisti sono 170 mila circa. Di Rassegna Stampa
"Chi possiede questi titoli - racconta Patrizio Miatello, presidente dell'associazione Ezzelino da Onara - è disperato all'idea di perdere quei soldi. Molti sono anche soci e hanno già subito la perdita causata dalla svalutazione della loro quota". Dopo il crollo delle azioni, che oggi non valgono più di dieci centesimi, una nuova beffa. C'è però qualcosa che preoccupa ancora di più: "Far nascere le bad bank - aggiunge Miatello significherà dare ai fondi speculativi le chiavi di una delle migliori aree del Paese. Che ne sarà di tutti gli immobili posti in ipoteca?". L'operazione guidata da Intesa, infatti, prevede lo spacchettamento della banca. Da un lato le good bank, con tutte le componenti sane, dall'altro quelle cattive con i 10 miliardi di crediti in sofferenza dei quali liberarsi. Il primo effetto, comunque, resterebbe il colpo al risparmio. Va ricordato che circa sette azionisti su dieci hanno accettato negli scorsi mesi la proposta transattiva giunta dagli istituti. L'accordo ha previsto il ristoro del 15% del valore iniziale delle quote possedute - che restavano comunque nel portafogli dei clienti - in cambio della rinuncia ai contenziosi giudiziari. Chi invece ha deciso di andare avanti, e ha ancora un ricorso pendente contro la banca, aspetta di capire che cosa accadrà se i titoli saranno bruciati. In centinaia attendono l'esito dell'arbitraggio Consob per le controversie finanziarie, e sperano di essere risarciti sostenendo di non essere stati informati allo sportello della natura "illiquida" delle azioni acquistate. Molti sono assistiti dall'avvocato Matteo Moschini. "Ho inviato circa 150 istanze - spiega il legale - ma quel che sarà di questi procedimenti in caso di azzeramento è ancora un mistero". Daniele B. di Busto Arsizio è uno di quelli in attesa: "Io e il mio socio - racconta - siamo stati costretti a prendere 25 mila euro di azioni per ottenerne 100 mila di prestito. Di incassare i dividendi non ci interessava nulla, ci servivano solo soldi per la nostra attività. Abbiamo utilizzato somme accantonate negli anni precedenti, © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
ma poi sono state polverizzate". Anche Leonardo Ancona, di Treviso, è pronto alla battaglia in tribunale. "La cattiva gestione di Veneto Banca afferma - mi ha ridotto a zero ben 600 mila euro di risparmi". La tempesta di malcontento non ha travolto solo gli ex vertici degli istituti, ma anche la politica. In molti contestano al governo Renzi di aver fatto danni a partire dal decreto che a inizio 2015 ha trasformato in spa le banche popolari. "Non voterò più Pd. È in queste zone che hanno perso il referendum - sostiene Ancona - e se me lo chiede, io voterei pure per l'indipendenza del Veneto". Quello che è successo dopo la liquidazione di Etruria e le altre ha contribuito al clima ostile verso il Partito democratico: ancora ieri mattina a Rignano, città natale dell'ex premier, sono stati affissi striscioni con pesanti attacchi. A 19 mesi da quel giorno di novembre 2015, quando vennero annullati i risparmi di 130 mila persone, i tentativi del governo di porvi rimedio hanno camminato con lentezza. A documentarlo sono i dati forniti dal Comitato azzerati dal salva-banche. I rimborsi hanno escluso gli azionisti e si sono concentrati solo su chi possedeva obbligazioni subordinate acquistate in banca (non sul mercato secondario). Quelli automatici, che garantiscono il rimborso dell'80% di quanto perso e sono legati alla situazione reddituale e patrimoniale, sono iniziati con sei mesi di ritardo rispetto alla data prevista (marzo 2016 secondo la legge di stabilità) e ad oggi sono stati liquidati 110 milioni di euro su 180. Gli arbitrati, invece, sono ancora a zero: il governo ha appena approvato il decreto con le regole che, tra l'altro, sembrano assegnare grande margine di manovra al Fondo interbancario di tutela depositi, ovvero il debitore degli eventuali risarcimenti. Visto il precedente, un motivo in più per far calare le aspettative di chi ha dato i suoi risparmi alle banche venete. Roberto Rotunno - Il Fatto Quotidiano
ECONOMIA&AZIENDE
Codacons Veneto su soluzione di Intesa del crack BPVi e Veneto Banca: garantire risorse per risarcire risparmiatori e non tradirli di nuovo, serve Sindacato dei Risparmiatori Ieri dopo l'annuncio che la soluzione parziale delle conseguenze future, e non di certo di quelle già concretizzatesi, del disastro delle due banche venete è stata avviata da Intesa Sanpaolo abbiamo registrato le reazioni, generalmente positive di quasi tutti gli interlocutori segnalando l'assenza di un primo commento da parte della massa dei risparmiatori/soci e, quindi, chiedendo implicitamente alle Associazioni di prendere posizione. Arriva
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stamattina quella di ANLAVeneto a firma di Lando Arbizzani, CodaconsVeneto con Franco Conte e SeniorVeneto di Vincenzo Gigli che vi proponiamo in attesa di conoscere altri dettagli sull'operazione e le determinazioni delle due banche oltre che quella, prioritaria, del governo. Le prospettive di salvataggio delle due Popolari venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, a partire da quella di Intesa S. Paolo, che ad oggi appare l'unica concreta, trascurano, per lo meno dalle informazioni che se ne hanno tramite la stampa, la garanzia di risarcire i risparmiatori. Di Edoardo Pepe
Di qui l'iniziativa di rilanciare la prospettiva di un Sindacato dei Risparmiatori con un appello inviato tramite i quotidiani del Veneto anche al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al Ministro MEF Pier Carlo Padoan, al sottosegretario MEF con delega Pierpaolo Baretta, al presidente Banca Popolare di Vicenza S.p.A. Gianni Mion, al presidente Veneto Banca S.p.A. Massimo Lanza, al presidente Giunta Regione Veneto Luca Zaia, al sindaco di Vicenza Achille Variati, al sindaco di Treviso Giovanni Manildo, alle associazione imprenditoriali del Veneto, al patriarca di Venezia mons. Francesco Moraglia e ai Vescovi del Veneto Garantire le risorse per risarcire i risparmiatori che hanno acquistato quote di cooperative popolari. Non tradire per la seconda volta i veneti Sarebbe una beffa che nei meandri di parole: bail-in, risoluzione, misselling, bad bank, good bank,,. scomparissero le risorse per risarcire i risparmiatori, una beffa inaccettabile ora che le prime sentenze ed arbitrati ne riconoscono le ragioni. Il recupero della fiducia tradita con il giusto risarcimento del danno subito e la celebrazione tempestiva dei processi per punire i colpevoli sono le condizioni per il futuro delle due banche e per posti di lavoro solidi. L'art. 47 della Costituzione "La Repubblica promuove e tutela il risparmio..." è legato profondamente con l'art. 1° "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro"; il risparmio infatti è il frutto del lavoro, impregnato di fatica, sudore e sacrifici. Intesa Sanpaolo presenta un'offerta che esclude cinicamente dal perimetro dell'eventuale acquisizione "i crediti deteriorati, quelli in bonis ad alto rischio, le obbligazioni subordinate, nonché partecipazioni e rapporti giuridici
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considerati non funzionali" e "la sterilizzazione di rischi, obblighi e impegni comunque avanzati..." In questo contesto sappiamo che il Governo continua a garantire le risorse per evitare la "macelleria sociale" dei dipendenti in esubero delle due banche. Resta fuori campo l'impegno costituzionale, e non di cortesia, a tutelare i risparmiatori traditi dal metodo Zonin - Consoli che piazzava azioni a prezzi marziani, ne ostacolava la vendita ed emetteva proclami di successi che in pochi mesi hanno lasciato un buco horribilis. La Banca d'Italia, CONSOB e Società di Revisione non se ne sono accorti; cosa pretendere da gente che ha il solo peccato di aver dato fiducia? Dalla Classe dirigente del Veneto ci aspettiamo comportamenti efficaci, che in italiano vuol dire capaci di risultato e non ciacole. Come si fa a parlare di autonomia Veneta, indipendenza, quando non siamo capaci di difendere due istituti così innervati nella storia del Veneto e protagonisti del successo economico? Si agita l'insicurezza contro gli immigrati mentre sono ancora a piede libero i responsabili di questa Vajont del risparmio veneto. Le associazioni degli imprenditori che hanno prestato alle due banche i loro vertici diventandone garanti (e certamente responsabili sul piano morale) non possono compiacersi dell'assalto alle autostrade spagnole o all'ILVA lasciando alla deriva "la banca del territorio". Gianni Zonin - Vincenzo Consoli, con i loro compari, possono sperare nei tempi lunghi della giustizia, ma per quella parte di classe dirigente del Veneto che tradisse per la seconda volta i risparmiatori non c'è condono, amnistia e oblio; perseguiremo le responsabilità in tutte le sedi: dai tribunali alla cabina elettorale. ANLAVeneto Lando Arbizzani, CodaconsVeneto Franco Conte, SeniorVeneto Vincenzo Gigli Impegniamoci per il Sindacato dei risparmiatori. Aderisci codacons.veneto@gmail.com www.codaconsveneto.it 041.5315803
FATTI
Nuove tariffe per la sosta in centro La giunta ha approvato l'aggiornamento del piano tariffario della sosta in alcune aree di parcheggio del centro storico. Le modifiche, condivise con le associazioni di categoria del commercio e con AIM Mobilità, saranno valide in via sperimentale per tutto il periodo estivo, fino al 31 ottobre 2017. Ad illustrare le nuove tariffe della sosta questa mattina erano presenti l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Marco Dalla Pozza, l'amministratore
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unico di AIM Mobilità Piercarlo Pucci, il presidente della delegazione Confcommercio di Vicenza Stefano Soprana e il vice direttore di Confcommercio Vicenza Luca Stragapede in rappresentanza del direttore Ernesto Boschiero. Di Monica Zoppelletto
"L'impulso a giungere ad una rimodulazione delle tariffe per la sosta è scaturito da un'osservazione fatta da parte di alcuni associati di Confcommercio della sezione del centro storico e successivamente validata dai dati raccolti e sistematizzati da parte di AIM Mobilità - ha dichiarato l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Marco Dalla Pozza - che ci ha fornito un quadro interessante delle dinamiche dei parcheggi in centro storico, aggiornato e rispondente ai cambiamenti che lo hanno interessato negli ultimi mesi. In particolare, con il trasferimento del Tribunale e dell'Agenzia delle Entrate a Borgo Berga, si è assistito alla riallocazione di una parte, non significativa ma comunque degna di attenzione, delle quote della sosta dai parcheggi in struttura del centro della città a quelli di Borgo Berga (dove spesso si arriva al limite di saturazione, con l'occupazione del 60/70 per cento dei posti disponibili). Nel complesso, però, la diminuzione degli accessi ai parcheggi in struttura del centro è stata impercettibile, pari allo -0,2% tra il primo trimestre del 2016 ed il primo trimestre del 2017. Anzi, confrontando i dati del primo trimestre 2015 e 2017 si è invece assistito all'ingresso nei parcheggi a sbarra della città di 10 mila veicoli in più. Tale dato, letto assieme all'aumento di 2 milioni di passeggeri del trasporto pubblico urbano dal 2013 al 2016 (passato da 8,5 milioni di utenti a 10,5 milioni) indica chiaramente una maggiore attrattività del capoluogo che, all'anno, conta complessivamente 2 milioni di accessi nei parcheggi in struttura, e che sta diventando sempre più luogo di accentramento dei servizi. A fronte quindi di una diminuzione dei residenti, è evidente l'aumento dei cosiddetti "city users" che gravitano sulla nostra città ". "A fronte di queste analisi, l'amministrazione comunale ed il mio assessorato si sono resi disponibili immediatamente nei confronti della Confcommercio ad affrontare il tema delle politiche della sosta e del trasporto pubblico in funzione delle nuove esigenze della città - ha proseguito l'assessore Dalla Pozza -. Si è voluto, quindi, rendere più appetibili tutti i parcheggi in orario serale (dalle 18 alle 24, ma anche dalle 24 fino alle 8 del mattino successivo) agevolando, in tal modo, i cittadini che si recano a fare acquisti in centro storico al termine del loro orario di lavoro, con la replica delle tariffe promozionali - già in vigore presso il parcheggio "Fogazzaro"- in altre aree per la sosta in città, primo fra tutti il parcheggio "Verdi", percepito dall'utenza come poco conveniente e che negli ultimi mesi ha raggiunto livelli di occupazione inferiori allo standard. Si è presa a riferimento, inoltre, una tariffa base di 50 centesimi, trattandosi di un valore facilmente moltiplicabile e quindi mnemonico. Tutte le modifiche tariffarie vanno a rafforzare l'obiettivo, già perseguito precedentemente, di orientare l'automobilista all'utilizzo delle aree di parcheggio ad accesso controllato (a sbarra), per ridurre i continui circuiti alla ricerca di parcheggio nei posti lungo strada, e di migliorare l'accessibilità al centro storico di Vicenza, considerato giustamente il più bel centro commerciale della provincia".
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"Quello che le statistiche sull'utilizzo dei parcheggi hanno evidenziato, i commercianti e i titolari di pubblici esercizi del centro storico lo stanno constatando empiricamente - ha sottolineato presidente della delegazione Confcommercio di Vicenza Stefano Soprana -: in alcune ore della giornata, in effetti, notiamo un minor afflusso di clienti nel cuore commerciale della città e da questa considerazione si è avviato, come Consiglio della Sezione 1 Centro Storico, un dialogo con l'assessore Antonio Dalla Pozza per rivedere le tariffe dei più grandi parcheggi a sbarra presenti in centro. Il prezzo della sosta e la sua facile accessibilità, infatti, è senza dubbio uno degli elementi che i clienti tengono in considerazione quando devono scegliere dove fare shopping o passare una serata. Il risultato, contenuto nella delibera approvata, è molto positivo, perché ora abbiamo 1.140 posti auto nei parcheggi a sbarre che in un orario strategico per lo shopping e per l'accesso ai locali del centro, dalle 18.00 in poi, risultano più convenienti, con tariffe, tra l'altro - e anche questo è un vantaggio - semplificate e dunque molto più chiare. Aggiungiamoci che il fatto di aver dimezzato i costi del parcheggio Barche e averlo indicato molto meglio con la nuova cartellonistica, come avevamo chiesto, permetterà di utilizzare molto di più quest'area e alla fine, il quadro che emerge è di un centro storico il cui accesso è più comodo e più conveniente. Questa è la strada che dobbiamo percorrere per portare sempre più persone a vivere la città anziché le "cittadelle artificiali" dello shopping; l'auspicio è che la collaborazione con il Comune prosegua su questa linea strategica". L'amministratore unico di AIM Mobilità Piercarlo Pucci ha precisato che il piano di aggiornamento delle tariffe di sosta sarà sperimentato nel periodo estivo e nel primo periodo autunnale, con durata, quindi, fino al 31 ottobre. Poco prima di tale termine, AIM Mobilità rendiconterà sugli introiti derivanti dalle nuove tariffe, fornendo inoltre i dati di accesso ai parcheggi e altri parametri di sosta necessari a comprendere l'efficacia dell'iniziativa in modo da valutarne l'eventuale proseguimento. Nel dettaglio, è stata prevista una tariffa unica notturna - dalle 24 alle 8 pari a 0,50 euro forfettarie, sia nei giorni feriali che festivi, per i parcheggi a sbarra Verdi, Cattaneo A, Bologna, Matteotti, Canove, uniformandola a quella già attiva al Fogazzaro. È stata rimodulata la tariffa diurna nella fascia 18-24 (vecchia tariffa Shopping Park e Happy Euro) nei parcheggi Fogazzaro e Cattaneo A, dove dalle 18 alle 20 l'importo, sia per i giorni feriali che festivi, è di 0,50 euro all'ora mentre dalle 20 alle 24 è di 0,50 euro ogni 2 ore. La stessa tariffa (0,50 euro all'ora dalle 18 alle 20 e 0,50 euro ogni 2 ore dalle 20 alle 24) è stata introdotta al parcheggio Verdi ed estesa anche ai giorni festivi. Rimane invariata la tariffa diurna (gratis fino a 15 minuti di sosta, 0,50 euro per i 15 minuti successivi) mentre oltre la quinta ora di sosta e fino alle 18 la tariffa è di 9 euro forfettarie (nei giorni feriali) e di 5 euro forfettarie nei giorni festivi. Per quanto riguarda il parcheggio Barche, è stata ridotta del 50 per cento la tariffa dalle 8 alle 20, gestita con parcometri, stabilendola in 1 euro all'ora nei giorni feriali, senza limitazione di orario (prima il tempo massimo di sosta era pari a 2 ore), e in 1 euro ogni 4 ore nei giorni festivi; dalle 20 alle 8 la sosta è gratuita.
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FATTI
Vicenza Calcio, appello del sindaco Variati ai soci di Vi.Fin.: “Trovate l’accordo per salvare il Lane, non buttate 115 anni di storia” "Trovate l'accordo per salvare il Lane, non buttate 115 anni di storia". Il sindaco Achille Variati torna a rivolgersi ai soci di VI.Fin., la società che detiene la proprietà del Vicenza Calcio, a pochi giorni dalla scadenza per effettuare i pagamenti necessari per garantire l'iscrizione al prossimo campionato e per procedere successivamente con l'ipotesi di nuovi scenari societari. "Nelle ultime settimane mi sono confrontato più volte con i soci di Vi.Fin. e ho registrato la volontà da parte di tutti di trovare una soluzione dice Variati -. Ora bisogna passare concretamente dalla parole ai fatti e serve quindi uno sforzo finale per trovare le risorse economiche necessarie per garantire un futuro al Vicenza Calcio". Di Redazione VicenzaPiù
"L'ho detto qualche giorno fa e lo ribadisco oggi - prosegue Variati questo è il momento della responsabilità. La responsabilità che sta caratterizzando la politica vicentina con l'amministrazione comunale e i consiglieri di maggioranza e opposizione che, senza divisioni, polemiche e strumentalizzazioni, stanno mostrando grande attenzione per le sorti del Vicenza Calcio. La responsabilità che stanno mostrando i tifosi biancorossi che non hanno mai abbandonato la squadra nei momenti difficili e hanno contenuto delusione, rabbia e preoccupazione per il futuro entro i limiti, dimostrando maturità ed evitando degenerazioni che si sono registrate in altre piazze in momenti di tensione simili. Maturità e responsabilità dimostrate nelle ultime ore anche dai tifosi più passionali della Curva Sud che tra l'altro hanno pubblicamente preso posizione per condannare il grave episodio di sabato scorso quando un ragazzo di colore è stato aggredito durante la festa della curva". "I tifosi biancorossi stanno dimostrando quotidianamente quanto importante sia il Vicenza Calcio in termini di passione, tradizione, identità e orgoglio conclude Variati -. Adesso tocca a voi soci di Vi.Fin. trovare la soluzione finanziaria per poter iscrivere il Vicenza al campionato, condizione necessaria per poter poi delineare i nuovi scenari societari. Diversamente, un fallimento rappresenterebbe una macchia indelebile
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".
FATTI
Il Fatto, Luigi Zingales: “Crisi bancarie gestite con leggerezza. Così ci perdono sia lo Stato che i creditori” Dopo tutto il tempo perso, l'epilogo è davvero desolante. Nessuno ne esce bene, ma la partita peggiore l'ha giocata il ministero dell'Economia". Luigi Zingales, che insegna all'Università di Chicago, è tra gli economisti italiani più noti all'estero. Osserva stupefatto la piega presa dalla crisi delle banche venete. E non è la prima volta che accade.Cosa pensa dell'offerta "guai ai vinti" di Intesa Sanpaolo: si prende ciò che vuole e senza rischi? Intesa sfrutta la sua situazione di monopolio: è l'unica disponibile all'operazione e il governo è disperato. Si va verso una liquidazione delle due banche, con lo Stato a coprire le perdite. Di Rassegna Stampa
È il modo peggiore per impiegare soldi pubblici. Nelle banche venete abbiamo più passività che attivi bancari, bisognerebbe perciò isolare la parte buona e farla funzionare, ma se vendo gli asset migliori a Intesa per un euro danneggio sia i contribuenti che i creditori delle banche. L'ideale sarebbe una bad bank in mano ai creditori che controlla la good bank, senza espropriare valore. Il fabbisogno di capitale sarebbe maggiore, ma così lo Stato pagherà l'equivalente di due volte il gettito Imu sulla prima casa solo, forse, per rimborsare i creditori. Anche dal punto di vista dell'efficienza economica non è l'ideale: meglio una banca indipendente in Veneto che un colosso come Intesa molto più forte nella Regione. Era quasi meglio il bail-in sui bond senior e il rimborso a tutti i risparmiatori truffati. Si è perso troppo tempo? La crisi delle banche venete è conclamata da un anno e mezzo, e rimandare il problema amplifica solo il disastro. E poi, oltre 18 mesi per partorire un risultato così...
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Il Tesoro e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan hanno sempre ripetuto: "stiamo lavorando"... A questo punto è inutile girarci intorno: devono spiegare all'opinione pubblica come hanno gestito le trattative con l'Ue. Le banche sono una cosa delicata che necessita di competenze e polso fermo. Non ci si può muovere in modo dilettantesco. È la settima banca che fallisce sotto gli occhi del governo, a partire da Etruria e le altre. Si poteva evitare? Sì. È mancata una visione globale del problema, si è pensato si trattasse di casi isolati. L'Italia ha un problema strutturale: ha sofferto una recessione peggiore della grande depressione. Non è solo colpa della mala gestione. Serviva un intervento sistemico. La famosa bad bank pubblica per i crediti deteriorati. Ma la Commissione europea vieta gli aiuti di Stato. Conosco i regolatori europei: se si va con una mezza idea, neanche ben elaborata, non si ottiene nulla. Se invece si produce uno sforzo intellettuale e politico, con l'autorevolezza necessaria, ce la si può fare. Abbiamo cambiato idea troppe volte e perso 3 anni. Così le crisi continueranno. Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco ha incolpato il governo Letta, e il suo ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, di aver contrattato male il bail-in... In un sistema ideale, dove i bond vengono venduti solo agli investitori istituzionali, il bail-in è corretto. In Italia, dove sono stati rifilati alle famiglie, no. Il problema è che da noi non esiste una credibile assicurazione sui depositi bancari e se si toccano anche quelli sopra i 100 mila euro si rischia una corsa agli sportelli che porterebbe al collasso il Paese. In Germania c'è un'assicurazione implicita dello Stato e per questo non vuole garantirla agli altri Paesi. La versione che conosciamo è che l'Italia accettò di anticipare il bail-in al 2016 in cambio dell'assicurazione europea sui depositi, che non è arrivata: o ci siamo fatti fregare o non ci dicono la verità. La mancanza di trasparenza provoca disaffezione verso le istituzioni europee. Perché la disparità di trattamento con Mps, che verrà ricapitalizzata dallo Stato? È un fatto che alimenta dubbi e sospetti. Anche la fuga di notizie provenienti dalla Commissione è un modo non corretto di gestire le crisi bancarie. Carlo Di Foggia - Il Fatto Quotidiano
ECONOMIA&AZIENDE
BPVi e Veneto Banca, Il Sole: verso bad bank da 20 miliardi e liquidazione, tra i
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commissari ci saranno Fabrizio Viola e Cristiano Carrus Dopo che Intesa Sanpaolo ha scandito le condizioni per rilevare le due ex popolari venete, la palla è passata e per ora rimane nel campo del Tesoro. Che formalmente non le ha ancora accettate: ieri, concordano le fonti di entrambe le parti (e di Bankitalia, molto attiva nella partita), è stata una giornata di lavoro dedicata ad avvicinare domanda e offerta. Le richieste formulate da Ca' de Sass nella proposta consegnata a Rothschild sono anche scritte in una delibera approvata dal cda, ma evidentemente un minimo di spazio di manovra c'è e si intende sfruttarlo prima di approvare un decreto che in bozza sarebbe già pronto. Di Rassegna Stampa
Il cantiere dunque non è chiuso ma procede, anche perché di mezzo ci sono più attori (e richieste) da far accordare. Bruxelles da una parte, che chiede la minimizzazione dell'intervento pubblico. La Dg Competition con Mergrethe Vestager, in particolare, intende verificare tutti i passaggi dell'operazione cosicchè il cosidetto "aiuto alla liquidazione" dello Stato sia compatibile con i trattati europei. Dall'altro lato c'è la Bce, che invece ha a cuore la stabilità del sistema, e pretende adeguate coperture. Tema sensibile per Francoforte è quello dell'adeguatezza patrimoniale: le attività in via di cessione non dovranno impattare negativamente sul patrimonio dell'acquirente. Così del resto si spiega la stessa attenzione di Intesa sul tema. In mezzo ci sono il Mef e Banca d'Italia, che devono cercare di trovare la quadra tra le richieste della banca e il fronte europeo. Non è detto che nonostante le divergenze che permangono a livello europeo, non si possa raggiungere un via libera all'operazione in breve tempo, forse già questo week end. Un po' sullo stile di quanto accaduto a novembre 2015 nel caso delle quattro good banks (Banca Marche, Carife, Carichieti, Etruria), quando nel giro di 48 ore venne formalizzata la spartizione tra parte "sana" e "malata" destinata alla Rev. In questo scenario, il mercato si interroga su quello che comunque rimane uno scenario inesplorato. Anzitutto sul fronte della liquidazione delle due ex popolari venete: a gestirla saranno i commissari nominati da Banca d'Italia, a cui spetterà anzitutto la spartizione degli asset fin qui amministrati tra quelli buoni, destinati a essere ceduti a Intesa Sanpaolo, e quelli cattivi, che
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invece rimarranno nelle banche in liquidazione ormai derubricate a bad bank. Operazione complessa che richiede approfondita conoscenza del perimetro in questione, ed è per questo che probabilmente tra i commissari figureranno Fabrizio Viola e Cristiano Carrus, gli attuali amministratori delegati dei due istituti. Nella spartizione dei beni, ancora una volta un ruolo determinante ce l'avranno i crediti deteriorati. Perché dalla destinazione e dal trattamento di questi attivi dipenderà la fisionomia della bad bank nonché l'ammontare dell'intervento a carico dello Stato, un tema estremamente delicato dal punto di vista politico ma anche della finanza pubblica (investimento o intervento a fondo perduto?) su cui ieri si sono interrogati gli analisti, formulando stime che spaziano da un minimo di 3,5 a un massimo 6-6,5 miliardi. Tutto dipenderà, si diceva, su quanto e a che valore rimarrà nelle due banche in liquidazione, che all'attivo avranno gli Npl ma al passivo dovranno essere ricapitalizzate dallo Stato (a meno che non intervenga sul fronte della good bank per colmare eventuali gap da allineare attività e passività). Stando alle condizioni di Intesa, sicuramente rimarranno a Vicenza e Montebelluna i 9,6 miliardi di sofferenze lorde (dati al 31 dicembre), ma anche gli 8,3 miliardi di inadempienze probabili e i 238 milioni di scaduti ; cifre che complessivamente portano in pancia alla nascente bad bank 18,8 miliardi di crediti deteriorati lordi, facendone uno dei veicoli più capienti tra quelli al momento presenti in Italia. E poi ci saranno da aggiungere i crediti in bonis "ad alto rischio" che Intesa non vuole accollarsi: almeno altri 2,5 miliardi, stimano gli analisti, dei 31 miliardi di impieghi non deteriorati che le due banche vantavano a fine 2016 (ma il dato è sceso). In totale, una maxi badco da oltre 20 miliardi di crediti lordi. Secondo uno schema consultato da Il Sole, questo veicolo avrebbe un patrimonio di circa 7 miliardi, in parte portato in dote dalle due banche attuali, in parte coperto dai circa 800 milioni di bond subordinati in circolazione più da altre voci e, in ipotesi, dallo Stato: oltre agli Npl e al contenzioso, resteranno nella bad bank le partecipazioni da alienare (Arca, Bim, Cattolica), mentre le controllate Banca Apulia e Banca Nuova dovrebbero rimanere a Intesa. Che in totale dovrebbe veder entrare nel proprio perimetro circa 30 miliardi di rwa, patrimonializzati per oltre 4 per non impattare sul 12,8% di Cet1 dell'acquirente. di Luca Davi e Marco Ferrando, da Il Sole 24 Ore
FATTI
Organizzazioni sindacali dei pensionati e INPS, firmato protocollo di intesa Il 22 giugno nella sede Provinciale dell'Inps è stato Firmato a Vicenza il Protocollo d'intesa tra la direzione provinciale dell'INPS di
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Vicenza e SPI CGIL FNP CISL UILP UIL di Vicenza.?Il Protocollo recepisce a livello locale quello firmato a livello nazionale tra Inps e SPI CGIL FNP CISL UILP UIL nel luglio 2016. Alla firma si è arrivati dopo il positivo incontro tra la Direzione dell'INPS di Vicenza e SPI CGIL FNP CISL UILP UIL di Vicenza del 22 maggio scorso. ?Il Protocollo ha l'obiettivo di promuovere lo sviluppo di iniziative comuni a livello locale per migliorare la collaborazione tra Inps e Spi Cgil Fnp Cisl e Uilp Uil nell'interesse dei pensionati. Di Redazione VicenzaPiù
Tra i contenuti segnaliamo la condivisione tra le parti rispetto alla necessità di:?1) favorire lo scambio di informazioni e il confronto sui temi di maggior interesse in materia previdenziale ed assistenziale, che hanno una valenza significativa del rapporto con l'utenza (le campagne reddituali - RED, le campagne sugli indebiti, i bandi assistenziali - Home Care Premium, Long Term Care), 2) utilizzare tutti i canali informativi per favorire la conoscenza e la consapevolezza dell'organizzazione dei servizi dell'INPS nel territorio vicentino. Importante è l'impegno assunto tra le parti rispetto alla necessità di segnalare eventuali casi di truffe ai pensionati, al fine di attivare interventi informativi specifici.?Per dare attuazione ai contenuti del Protocollo, i firmatari si impegnano a programmare almeno due incontri all'anno. Il Protocollo è stato firmato dal Direttore dell'Inps di Vicenza Giovanni Martignoni, da Igino Canale Segretario Generale dello Spi Cgil di Vicenza, da Mariarosa Cingano Responsabile del Dipartimento Previdenza dello Spi Cgil di Vicenza e dai Segretari Generali di Fnp Cisl Vicenza e Uilp Uil di Vicenza Vittorino Deganello e Roberto Merlo (Vedi Foto allegata). Dopo la firma, i Segretari Generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil di Vicenza, Igino Canale, Vittorino Deganello e Roberto Merlo, nell'esprimere la loro soddisfazione hanno ribadito la speranza che il presente sia l'avvio di un proficuo percorso di collaborazione nell'interesse dei pensionati e delle pensionate vicentini.
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
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Intesa per... BPVi, Gianni Mion: "io sono stato bocciato, non giudico i professori..." L'offerta di Intesa Sanpaolo è l'unica sul tavolo per rilevare le banche venete. Così si è espresso il presidente della Banca Popolare Vicenza, Gianni Mion, a margine della presentazione di un'operazione di Space3, la sua creatura finanziaria. "A me risulta così", ha dichiarato il presidente che non si e' voluto sbilanciare sulla bontà della proposta. "Io sono stato bocciato, il mio piano eè stato bocciato. Non do giudizi sui professori", ha detto. Alla domanda se il cda possa decadere prima della scadenza, ha risposto: "Aspettiamo faremo un consiglio tra oggi e martedi'". Di Redazione Economica VicenzaPiù
FATTI
Olio usato da cucina: AIM Ambiente posiziona 10 raccoglitori in tutta la città Un litro di olio da cucina, versato su una superficie d'acqua, produce una pellicola inquinante grande quanto un campo da calcio e rende non più potabile un milione di litri d'acqua. Disperso nel terreno, blocca l'assunzione delle sostanze nutritive da parte delle piante, compromettendone lo sviluppo e la stessa vita. Tanti motivi, dunque, per non gettare negli scarichi domestici l'olio da cucina usato per le fritture o nei sottoli: un gesto incivile e, purtroppo, altrettanto sottovalutato, in quanto è ancora troppo recente e poco praticata l'abitudine di separare e di smaltire nei modi opportuni l'olio
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alimentare. Tra l'altro, si sottovaluta il fatto che, buttato nel lavandino, contribuisce ad otturare gli scarichi di casa Di Redazione VicenzaPiù
Da anni AIM Ambiente distribuisce gratuitamente un contenitore da 3 litri, munito di setaccio e tappo ermetico, per la raccolta dell'olio domestico, che poi può essere svuotato in una delle 3 riciclerie urbane. In questi giorni però, l'Azienda ha voluto investire energie e risorse nel servizio e nella praticità avvicinando i punti di raccolta agli utenti. È così che, in collaborazione con alcuni importanti e lungimiranti supermercati e attività commerciali, AIM Ambiente ha posizionato in dieci punti strategici della città altrettanti contenitori di colore verde, con capacità di 500 litri ciascuno, dotati di sistemi speciali atti a evitare la fuoriuscita del liquido, con un indicatore di riempimento e corredati da istruzioni multilingue. Saranno tutti monitorati e svuotati con frequenza, per garantire la costante possibilità di versarvi l'olio, provvedendo alla pulizia dei contenitori e dell'area circostante. Possono accedere al servizio tutte le utenze domestiche del comune di Vicenza mentre le riciclerie continueranno ad effettuare regolarmente la raccolta come nel passato. I dieci contenitori sono stati dislocati nei seguenti punti: Super A&O di S. Pio X, in via Giuriato, 64; Super A&O Laghetto, di via dei Laghi, 109; Super A&O S. Agostino, Via Baracca; Famila Vicenza, in Galleria Parco Città; Emisfero Vicenza, all'interno del Centro commerciale Palladio; Supermercato PAM di viale Trento; Natura SÌ di via Divisione Aqui; in Riviera Berica, in via Rosselli, angolo De Nicola, in prossimità della casetta dell'acqua; a Santa Bertilla, via Mercato Nuovo, in prossimità della casetta dell'acqua; a San Bortolo, in via Prati, in prossimità della casetta dell'acqua. AIM Ambiente ha in progetto di aumentare in futuro i punti di raccolta, rendendo il servizio più capillare e interessando anche altri esercizi commerciali che daranno la propria adesione all'iniziativa. Ma è prevista anche possibile estensione del servizio anche alle utenze non domestiche, mediante un servizio personalizzato di raccolta con la concessione di contenitori in comodato d'uso gratuito. È importante precisare che è vietato introdurre nei contenitori qualsiasi tipo di rifiuto diverso dall'olio alimentare, come ad esempio olii minerali per motori. Inoltre, i contenitori utilizzati per trasportare da casa l'olio non vanno
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abbandonati all'esterno del contenitore, mentre si raccomanda di mantenere il più possibile pulito il contenitore, evitando sversamenti accidentali, così come pure l'area circostante il contenitore stesso. L'olio alimentare esausto viene trattato mediante processi di "rigenerazione" che prevedono una speciale fase di lavorazione attraverso la quale si ottengono nuove basi di lubrificanti con caratteristiche chimico-fisiche e tecnologiche analoghe a quelle prodotte dal petrolio greggio, ma meno inquinanti. Attraverso tali processi di trattamento e di riciclo si ottengono prodotti di elevata qualità come lubrificanti vegetali per macchine agricole, estere metilico componente del biodisel, glicerina per la saponificazione, combustibile per il recupero energetico. In Italia opera il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati - CONOU, che coordina l'attività di 74 aziende private di raccolta distribuite su tutto il territorio nazionale che ogni giorno raccolgono i lubrificanti usati dai detentori di questo rifiuto.
FATTI
BPVi e Veneto Banca, Laura Puppato: "Ore decisive per il salvataggio" "Tra stasera e domani ci sarà un Consiglio dei Ministri che deciderà il futuro delle popolari venete, l'obiettivo è quello di garantire le migliaia di clienti, obbligazionisti e dipendenti - lo annuncia Laura Puppato, senatrice PD socia di Veneto Banca che ha contribuito a ricapitalizzare nel giugno del 2016 - L'unica istituzione che ha ancora una volta un impegno serio e continuativo sul caso di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza è il Governo, come già visto, prima con il salvataggio con il Fondo Atlante e ora con la facilitazione del passaggio a Intesa e l'assunzione su di sé degli NPL (non performing loans) attraverso la bad bank, unico modo per garantire che le banche possano provare a ricostruire la propria presenza sul territorio e sui mercati". Di Redazione VicenzaPiù
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"Da parte del centrodestra e del M5S si è sfruttata la difficoltà di comprensione di un tema così difficile e complicato, per far passare anche questo intervento di salvataggio come una ruberia, questo è chiaramente falsificare la realtà. Le banche sono andate in crisi perché per anni hanno prestato denaro a chi non poteva o magari neppure era tenuto a restituirlo, senza vincoli e senza firme, costruendo al contempo imperi finanziari che avevano la stessa solidità di castelli di carta. Quando il Fondo Atlante intervenne, il fallimento era un'ipotesi più che fondata, mentre oggi è stata sventata - ricorda la Senatrice - oggi con Intesta può iniziare un nuovo percorso e le battutine sul costo di un euro sono davvero fuori luogo, visto che non è il valore dell'acquisto della proprietà a determinare il futuro delle popolari, ma la loro capacità di creare un giro d'affari e Intesa, ricordo, dovrà metterci, nella migliore delle ipotesi, 1,2 miliardi di euro solo per l'ulteriore ricapitalizzazione, quindi, quanti oggi arricciano il naso e dicono che per un euro la comprano anche loro, rispondo di accomodarsi e presentare la propria offerta. Strano a dirsi ma sono gli stessi che hanno contribuito a spolparle le banche in questo periodo, creando condizioni di aggressione e di sfiducia che hanno allontanato investitori e clienti. Strano a dirsi, ma fuori dal Ministero non c'è la fila per quello che dovrebbe essere l'affare del secolo ". "L'obiettivo ora è mantenere il marchio e la presenza territoriale delle due banche, cosa che è possibile solo a determinate condizioni, la bad bank si assumerà gli oltre 15 miliardi di NPL dei due istituti, che potranno comunque servire a costituire un tesoretto di un certo valore, da valutare in una forbice che può andare dal 10 al 50%, capace di far recuperare almeno in parte le perdite. L'operazione Veneto Banca e Popolare di Vicenza procede e sarebbe auspicabile da parte della Regione e delle opposizioni una fattiva collaborazione, almeno per non far prevalere la logica del muoia Sansone e tutti i Filistei" ha concluso.
FATTI
Fondazione Roi e BPVi, il M5S torna alla carica. Brusco: “Abbiamo il diritto di ottenere queste informazioni” Dopo che a vari livelli istituzionali si è mosso, sviluppando interrogazioni al fine di ottenere informazioni sulla situazione della Fondazione Roi, il Movimento 5 Stelle torna alla carica con un nuovo accesso agli atti. La richiesta è stata formalizzata dal consigliere regionale M5S Manuel Brusco. "In qualità di consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle - avverte Brusco - abbiamo il diritto di ottenere queste informazioni, anche perché la Regione svolge un ruolo di controllo delle fondazioni e quindi si tratta di informazioni che
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dovrebbe avere. E dovrebbe anche fornirle, se proprio vogliamo dirla tutta". Di Redazione VicenzaPiù
"Quello che chiediamo - continua il consigliere - sono, oltre ai bilanci fino a quello del 2015 e a partire da quello dell 2009, anno di insediamento di Gianni Zonin alla presidenza della Fondazione in concomitanza col suo ruolo di presidente della Banca Popolare di Vicenza, anche i verbali del consiglio di amministrazione nel quale sono state deliberate le acquisizioni o le sottoscrizioni di azioni e/o titoli di credito della Popolare di Vicenza che hanno portato alla perdita di circa 24 milioni di euro nel bilancio 2015". La consigliera comunale vicentina del Movimento 5 Stelle Liliana Zaltron ha chiesto all'assemblea cittadina se sia possibile che l'amministrazione Variati non abbia mai saputo né la consistenza del patrimonio della Fondazione, né l'allocazione finanziaria del patrimonio stesso, visto che a far parte del cda ci sarebbe per statuto il direttore pro tempore dei Musei Civici vicentini per altro dal 2015 "sostituito" su comunicazione del Sindaco direttore tecnico e ora dal direttore onorario, e come sia possibile che nessuno abbia notato le anomalie. Zaltron chiede inoltre di valutare l'ammontare del danno che la cultura vicentina subirà da questa situazione e se si ritenga etico che il cda della fondazione Roi, presieduto da vertici nominati dalla BpVi, abbia gestito il patrimonio della fondazione stessa investendo una parte significativa in una sola società, per giunta in pieno conflitto di interessi.
FATTI
Incidenti sul lavoro, maglia nera a Vicenza La sicurezza sul lavoro è fondamentale per evitare tragedie. Vicenza, nel 2016, si è classificata al secondo posto in Italia per numero di morti sul lavoro e il trend negativo prosegue anche per l'anno successivo. Per questo è impoprtante educare alla prevenzione e oggi ne hanno parlato Fabiola Carletto (Cgil),
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Riccardo Camporese (Cisl) e Carlo Biasin (Uil).In particolare si è dato spazio alla "gestione condivisa per la sicurezza", tema della tavola rotonda in programma lunedì 26 giugno all'università di Vicenza. Di Monica Zoppelletto
ECONOMIA&AZIENDE
BPVi è morta: Vicenza festeggerà ancora chi ne ha causato il coma e chi lo ha nascosto? Di Pietro Cotròn
Cda BPVi ringrazia dirigenti nell'addio, suo e della banca: "per SRB di Bce rischio recesso e no a Ricapitalizzazione precauzionale. Invece di Tiepolo 2.0 per Banca del Nord Est c'è... Intesa per alcuni asset. Auguri per futuro" La storia del disastro scritta mentre altri, i colpevoli o i loro complici, la nascondevano è su "Vicenza. La città sbancata"
Ultimissime: per BPVi e Veneto Banca arriva un'offerta mille volte superiore a quella di Intesa SanPaolo
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La notizia di questi giorni, confermata oggi dopo il crack ormai ufficializzato delle due banche venete, era che Intesa SanPaolo ha offerto un euro per l'acquisto della parte buona di Banca Popolare di Vicenza, privata di tutte le sue negatività, crediti inesigibili, derivati ecc. In compenso offre stabilità (tradotto: scivoli pensionistici pagati dallo Stato) ai lavoratori e chiaramente ripresa della funzionalità della banca vicentina stessa che, fatti gli opportuni tagli, sarà né più né meno che una sua filiale. Con i beni che attualmente possiede la Popolare di Vicenza appare come un vero affare. Basterà vendere qualche cosa, magari la collezione di quadri, qualche altro bene, come l'invidiabile collezione di oselle veneziane, qualche immobile, qualche partecipazione. Di Citizen Writers
E senza debiti ma con in cassa i soldi dei clienti buoni e i miliardari aiuti di stato /voi come li chiamate i miliardi che Intesa pretende da Gentiloni e sa Padoan cioè da noi cittadini?) si potrà ricostruire una banca che avrà buona operatività nel territorio, magari cambiando il nome, visto che l'attuale non è certo ben visto, e soprattutto i referenti, tutta una serie di politicanti e industrialotti, amanti del rischio... altrui, che nella banca vicentina trovava appoggio. A queste condizioni, anche un pensionato come me può acquistare la banca e, detto fatto, entro in gara e offro il doppio della somma offerta da Intesa SanPaolo. La struttura c'è tutta, basterà farsi assegnare come amministratore un congruo stipendio e incaricare qualche bravo addetto ai lavori e oplà tutto è ben risolto. Confido, quindi, nell'assegnazione a me della parte succulenta della BPVi. In fondo la mia offerta comporta un esborso doppio ma, a scanso di equivoci in questa Italia di onesti, sul piatto dell'offerta metto la mia pensione per intero: 1000 euro!
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Mai, mi dicono, si sarebbe visto un rilancio di 1000 volte sulla prima offerta. Ma tentare non nuoce, anzi se mi va bene porto a casa un patrimonio di beni immobili e mobili che Dio solo sa... Ma con voi, lettori, vicentini, sia chiara l'Intesa: lo faccio per il "territorio" e vada, quindi, a me il ringraziamento e non a chi, Intesa SanPaolo, ha costruito le sue fortune già sulle spoglie di Banca Cattolica del Veneto, costretta ad "abbracciare" il fallendo Banco Ambrosiano. Un cittadino col Mifid non adatto P.S. Quasi quasi, dopo il primo stipendio da amministratore, anzi no, da commissario liquidatore, mi hanno detto che questo è il primo passo, con quello io salvo prima Veneto Banca e poi tutte le banche italiane in crisi, se Gentiloni e Padoan lo vogliono...
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
La grande truffa pro Intesa intorno a BPVi e Veneto Banca: proponiamo a voi, Gianni Zonin, Achille Variati & c.. un test di onestà. O di comunismo... Vi proponiamo "La grande truffa delle banche venete" un articolo scritto ieri da Claudio Conti, poco prima, ma comunque col sentore del suo arrivo, dell'annuncio definitivo del "dissesto o del rischio dissesto" di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e del "no" della Commissione europea alla loro "ricapitalizzazione precauzionale" da parte dello Stato con conseguente attivazione del processo previsto dall'art. 19 del Decreto 180/2015 e, quindi, in un modo o nell'altro, come stabilirà il decreto legg atteso per oggi, la loro liquidazione coatta: "la liquidazione coatta amministrativa è una procedura concorsuale prevista dalla legge italiana che si applica ad alcune categorie d'impresa. Ha le sue fonti regolamentari nella legge fallimentare. L'apertura della procedura preclude al creditore le azioni in sede di giurisdizione ordinaria". L'articolo è stato scritto ieri, ripeto, e fa un'analisi della situazione su cui vi proponiamo di riflettere e su cui alla fine faremo una nostra annotazione. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
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La grande truffa delle banche venete di Claudio Conti I veri delinquenti gestiscono banche, manovrano governi, svuotano di risorse un paese e quando vanno in difficoltà pretendono di essere salvati a spese di tutti i cittadini. Ideologia? Giudicate voi... Da circa tre anni le due principali banche venete - Veneto Banca e Popolare di Vicenza - navigano in acque pessime, pure avendo centinaia di sportelli, migliaia di dipendenti e entinaia di migliaia di correntisti. Colpa delle "sofferenze", dei "crediti incagliati" o peggio ancora "inesigibili". Ovvero di prestiti concessi e non restituiti, né restituibili. Non stiamo parlando di poveri lavoratori che hanno acceso un mutuo presso questi istituti - per loro non c'è possibilità di fuga o di non restituzione, grazie all'ipoteca che grava sull'immobile - ma di imprese più o meno grandi, di imprenditori, faccendieri e truffatori ben ammanicati. Una parte delle imprese è stata travolta da dieci anni di crisi, che hanno dissanguato anche gli "eroi" delle mitiche filiere del Nordest, i distretti, ecc, ora costretti a diventare contoterzisti (fabbricanti di componenti che poi verranno assemblati altrove) per conto delle filiere tedesche. Ma una parte ancora più grande delle "sofferenze" riguarda un mondo di magliari più o meno legato alla politica o alle varie massonerie locali, tutti naturalmente travestiti da imprenditori. Queste due banche avrebbero ormai dovuto prendere la strada obbligata delle imprese fallite: liquidazione coatta amministrativa, nomina di uno o più commissari da parte del governo, vendita delle attività in positivo per soddisfare almeno in parte i creditori. Strada certamente dolorosa, per i dipendenti che avrebbero perso il lavoro, ma ancora di più per gli azionisti e gli "obbligazionisti senior", quelli professionali. In alternativa, secondo le infami regole fissate di recente dall'Unione Europea, si sarebbe potuto ricorrere al bail in, massacrando anche in questo caso azionisti e obbligazionisti, ma anche i normali correntisti con più di 100.000 euro depositati (e solo per la quota eccedente, visto che fino a quella cifra c'è la garanzia dello Stato). E' la strada fatta percorrere a Banca Etruria e altri tre istituti regionali (CariChieti, Banca Marche, CariFerrara), rifilando una clamorosa sòla ai tanti ignari "obbligazionisti subordinati" - ossia "non garantiti" - cui le banche in genere rifilano carta straccia aziendale.
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Ma, come spiega anche Luigi Zingales: "In un sistema ideale, dove i bond vengono venduti solo agli investitori istituzionali, il bail-in è corretto. In Italia, dove sono stati rifilati alle famiglie, no". Dunque Pier Carlo Padoan e Gentiloni hanno preferito non bissare la pessima esperienza renziana su Etruria e le altre, preferendo attendere che arrivasse un "cavaliere bianco" in grado di salvare il salvabile. Peccato che il cavaliere in questione si sia presentato con le fattezze di avvoltoio di Banca Intesa, che ha offerto un euro - 1 euro - per "comprare" soltanto le parti buone delle due banche venete. Ossia sportelli, conti correnti e dipendenti. Mentre pretende che le "sofferenze" - quantificate dal Sole24Ore in almeno 20 miliardi - vengano comprate da qualcun altro. In più, pretende anche un fondo di risoluzione per sistemare i dipendenti che riterrà eccedenti, dunque da licenziare (fondendo tre banche radicate le territorio andranno come minimo smaltiti i doppioni che prima si facevano concorrenza). Diciamo la verità: a fare i banchieri così sono buoni tutti, anche noi. Anzi, potremmo offrire anche 2 euro - il doppio! - per fare esattamente la stessa operazione e magari salvare qualche posto di lavoro in più. Fin qui tutto sembra andare secondo le famose "regole di mercato": due banche vanno verso il fallimento, una terza è disposta a prendersele, naturalmente buttando a mare tutto quello che non le serve e potrebbe provocare danni (sofferenze, debiti, cause legali, ecc). Il problema è però: chi diavolo mai dovrebbe farsi avanti per "comprare" le parti deteriorate che non valgono più nulla, pagandole per di più a "valore di libro" (gli importi esatti dei prestiti non restituiti e fin qui tenuti tra le "attività")? Solo un imbecille patentato, ovvio, un pollo da spennare. E questo imbecille si sta facendo avanti. Si chiama Stato italiano e intende mettere 20 miliardi per tappare un buco immenso da cui non tornerà mai indietro un euro. Ovviamente si tratta di soldi nostri, pagati con le tasse oppure dirottati verso questo scopo, anziché verso la spesa pubblica sociale (sanità, pensioni, istruzione, prevenzione calamità naturali, ecc). Il governo aveva fiutato l'aria che spirava nelle banche già da tempo, e dunque a Natale 2016 aveva previsto un "fondi di garanzia" - guarda le coincidenze - da 20 miliardi, con cui eventualmente affronatare le prevedibili crisi nel sistema bancario. Il triplo netto di quanto speso in 15 anni per privatizzare Alitalia. Ci venne detto che si trattava solo di "garanzie", ossia promesse di muovere soldi veri sono in casi straordinarissimi. Il caso è ora qui. E basta da solo a fagocitare tutto quel tesoretto che sarebbe dovuto servire a coprire l'intero sistema bancario nazionale. E neanche va bene, così com'è. Il governo dovrà infatti varare un decreto correttivo del vecchio fondo di garanzia, perché quello prevedeva solo due modalità di intervento pubblico: a) "l'acquisto di azioni delle banche per rafforzare patrimonialmente" gli istituti, oppure b) "garanzie su passività di nuova emissione". Traduciamo: o per entrare nelle banche come azionista, per risanarle e magari guadagnarci qualcosa se l'operazione fosse andata a buon fine, oppure per consentire alla banca di reperire sul mercato nuova liquidità (le garanzie
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statali servono in questo caso a restituire credibilità operativa a un istituto che l'ha persa). Qui, invece, si stratta di buttare soldi in un pozzo senza fondo, per soddisfare la marea di creditori che si presenteranno a riscuotere qualcosa che le due banche non potrebbero mai dare. Si regalano soldi pubblici a operatori finanziari privati, insomma, che sarebbero stati altrimenti "bastonati" dal fallimento delle due banche. Dov'è l'interesse pubblico, statuale, nell'operazione? Non c'è. Lo Stato non ottiene nulla in cambio, neanche la salvaguardia dell'occupazione. Le parti in attivo delle due banche, infatti, verrebbero prese da Intesa a gratis. Tutto il resto è fare da ufficiale pagatore verso privati. Confermiamo l'offerta precedente. Anzi, l'alziamo: offriamo 10 euro per ognuna delle due banche, invece del misero euro dell'«offerta» di Intesa. Ce le date? Come dite? Non siamo abbastanza delinquenti? Lo sospettavamo...
Ecco, quindi, la nostra annotazione. Abbiamo letto l'articolo di Claudio Conti che mette insieme una serie di considerazioni che chi ci legge da tempo, da quel lontano 13 agosto 2010 in cui cominciammo a mettere in guardia i nostri lettori sullo tsunami in arrivo (cfr. "Vicenza. La città sbancata"), può già aver fatto di suo. Ma alla fine ci è corso un brivido lungo la schiena. Con la firma c'era anche la testata su cui Conti ha scritto quello che in gran parte pensiamo anche noi e che sfidiamo molti, la gran parte?, di voi a non pensare: la testata è ControPiano, nome di fatto ovvio visto il contenuto, ma sotto il logo compare, come è tipico, il qualificativo che caratterizzail singolo giornale. E sotto ControPiano c'è scritto "Giornale comunista online". Ecco spiegata con una domanda la causa del brivido: chi la pensa come Claudio Conti è, quindi, un comunista? Tranquillo, caro lettore, che ci hai appena scritto, e con te stiano tranquilli tutti gli altri che sono d'accordo con Conti: magari non siete comunisti ma di sicuro chi la pensa come Claudio Conti non è un delinquente. P.S. Siete pregati di ripetere il test con Gianni Zonin e i suoi fan, da Achille Variati in su o in giù, e con tutti i "sistemisti", quelli che Jacopo Bulgarini d'Elci ha accusato, eroicamente, di far parte, lui compreso, del "sistema" o di non ostacolarlo: e fateci sapere, visto che loro non la pensano di certo come Claudio Conti, che non sono comunisti e che ognuno di loro per la sua parte ha messo le basi per la truffa odierna, la seconda dopo quella originale, il crack, cosa sono...
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FATTI / POLITICA
Torrione scaligero pubblico o privato, Psi Vicenza: Ennio Tosetto è coerente con visione di utilità generale Il PSI vicentino, nella nota di Luca Fantò che pubblichiamo, esprime il proprio apprezzamento per l'impegno del compagno Ennio Tosetto (membro del Direttivo provinciale del PSI) che, come Presidente della Commissione cultura del Comune di Vicenza, si sta battendo affinchè la città non perda la proprietà del torrione scaligero. Come vorrebbe testimoniare l'assenza al sopralluogo dei membri del PD e della Lista Variati, la questione potrebbe apparire di secondaria importanza ma in realtà, ed i mass media ne sembrano consapevoli, si tratta di una vicenda politica significativa. Di Note ufficiali
Il torrione scaligero è, come testimoniato dal sopralluogo di ieri, una risorsa culturale ed anche economica significativa. A tale risorsa il Comune di Vicenza, non facendo valere il proprio diritto di prelazione, rinuncerebbe a favore dei privati. Ecco allora che la questione sembra assumere contorni politici. Da una parte le forze politiche che vedono nel disimpegno delle Istituzioni pubbliche la strada maestra dall'altra chi invece la pensa in maniera opposta. Ancora una volta il Ennio Tosetto sta dimostrando come coerenza e capacità siano le caratteristiche migliori di un amministratore socialista.
ECONOMIA&AZIENDE
BPVi e Veneto Banca: atteso per oggi il DL sulla loro liquidazione coatta. Il
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governo tratta con Intesa per "salvare la faccia" Dopo l'ennesima giornata di tensioni è arrivato, nella tarda serata di venerdì, il via libera di Francoforte alla "liquidazione ordinata" di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Il Single Resolution Board (Meccanismo unico di vigilanza) della Bce ha riconosciuto l'insolvenza dei due istituti, che ora devono essere gestiti sulla base della «procedura italiana di insolvenza». Si tratta della liquidazione coatta amministrativa, cioè del meccanismo previsto dagli articoli 80 e seguenti del Testo unico bancario che rappresenta la chiave di volta per l'operazione Intesa SanPaolo. A stretto giro è arrivato dal Ministero dell'Economia il comunicato sul fatto che «il Governo si riunirà nel fine settimana per adottare le misure necessarie ad assicurare la piena operatività bancaria, con la tutela di tutti i correntisti, depositanti e obbligazionisti senior». Di Redazione VicenzaPiù
Per varare il decreto legge è atteso un consiglio dei ministri che era stato convocato in prima battuta per le 13 di oggi, sabato, ma che poi è slittato alle 18. La corsa serve anche a garantire l'apertura regolare degli sportelli lunedì. Intanto Repubblica.it precisa alcuni termini della questione come riportiamo di seguito. Il consiglio dei ministri varerà il decreto per consentire la separazione della parte "malata" delle due banche e, contemporaneamente, l'acquisizione degli attivi sani degli istituti da parte di Intesa. A seguire ci sarà la nomina dei commissari liquidatori (dovrebbe essere scontata la presenza tra questi di Fabrizio Viola, ad della Vicenza). Lunedì mattina gli sportelli riapriranno normalmente. Le condizioni globali della transazione si conosceranno nei prossimi giorni, finora si è parlato di un euro simbolico e di un dimagrimento complessivo degli organici di circa 3.500/4000 persone, di cui solo una parte (grossomodo 1.500) provenienti dalle fila delle due venete; il resto sarà pescato dal serbatoio di Intesa, sempre su base volontaria. Onerosissimo il pedaggio per le finanze pubbliche: il Fondo esuberi sarà ricapitalizzato con circa un miliardo; complessivamente, l'esborso per lo Stato sarà nell'ordine dei 10-12 miliardi. Per gli attuali azionisti delle due
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banche (al 95% ed oltre il Fondo Atlante) ci sarà invece l'azzeramento del capitale, così come verranno azzerati i bond subordinati (circa 1,2 miliardi per le due venete). Salvi i correntisti e i titolari di bond senior. Se tutto procederà nella direzione indicata, persino entro lunedì potrebbe arrivare il disco verde definitivo della Commissione europea. Ieri sera un suo comunicato, dopo le decisioni della Bce e del Srb, parlava di "discussioni costruttive" e "progressi per trovare molto presto una soluzione". La Direzione generale Concorrenza della Commissione verificherà che tutti i passaggi siano in linea con la disciplina sugli aiuti di Stato. Il dato politico è che il percorso e le varie tappe sono state pienamente condivise tra il governo e Bruxelles (ieri c'è stata un'ultima telefonata tra il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager). Il decreto per utilizzare i fondi pubblici, quel che resta di quei 20 miliardi messi a disposizione con il decreto salvabanche, dovrebbe aver ricevuto l'ok della Commissione. Ma non è escluso che chieda qualche modifica al piano. Se la cornice è a questo punto certa, il nervosismo della giornata appena trascorsa la dice lunga sulle complessità ancora presenti. A partire dalle indiscrezioni sulla contrarietà di Bruxelles sulla gestione degli esuberi, che aveva fatto prontamente intervenire i sindacati sull'impossibilità di procedere con licenziamenti alla riduzione degli organici. Sembra poi che il governo abbia provato a negoziare con Intesa il coinvolgimento della banca nel ristoro dei bond subordinati in mano al retail, o un aumento del prezzo pagato. La banca nega quest'ultimo passaggio: di sicuro il mandato dell'amministratore delegato Carlo Messina è limitato dalla necessità di non aggravare in alcun modo la situazione patrimoniale del gruppo e di garantire il dividendo ai soci.
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
BPVi e Veneto Banca, Luca Zaia: perché in una settimana da ricapitalizzazione precauzionale a vendita a un euro? "Visto che ormai siamo a bocce ferme, qualche considerazione sull'operazione Banca Intesa/Popolari venete occorre pur farla. E credo che abbiamo diritto a delle risposte. Cos'è successo in appena una settimana per passare da una ricapitalizzazione precauzionale da 1,2 miliardi alla vendita di due banche a un euro? Quale posizione il Governo ha tenuto in Europa? È la Ue che decide per noi o gli italiani hanno ancora qualche diritto di decidere sulla loro economia? Esiste ancora una sovranità o nelle trattative abbiamo abdicato a tutto? Quando il Presidente del Consiglio dice che non si
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fanno fallire due banche per un miliardo di euro, è altrettanto corretto sostenere che non le si svende per un euro? Il passivo delle banche e dei crediti deteriorati è definito oppure dobbiamo attenderci altre sorprese?". Di Note ufficiali
Sono le domande che il Presidente della Regione Luca Zaia rivolge al Governo e al Ministro dell'Economia mentre si parla di un decreto legge in arrivo per la liquidazione delle due ex Popolari venete, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. "I veneti in questi mesi non si sono distratti. Siamo un popolo che ha memoria lunga - riprende il Governatore del Veneto facendo il punto su quanto accaduto finora -. Fino a poche ore fa, eravamo fermi alla richiesta del Governo di identificare imprese con mezzi sufficienti a garantire una ricapitalizzazione precauzionale pari a 1,2 miliardi di euro. Ovvio che si sia registrata l'impossibilità di trovare qualcuno che ci mettesse anche soltanto un euro. Quindi, a sorpresa, esce dal cappello una soluzione: vendere le due banche, col Governo che si accolla una marea di miliardi in una bad bank per consegnare i due istituti ripuliti a Banca Intesa, che ha svolto ottimamente il suo mestiere, anche perché non ha certo come statuto quello di fare beneficenza in Veneto. Onore al merito al dott. Messina che si porta a casa il credito delle zone più sviluppate del Paese, nel momento della ripresa. Quattro in pagella invece al Governo". "Se questa prospettiva fosse stata illustrata agli imprenditori in altri tempi, oso pensare che probabilmente offerte sul territorio se ne sarebbero trovate - aggiunge il Presidente -. Penso per esempio alla nostra Finanziaria regionale, Veneto Sviluppo, cui è sempre stato chiesto di trovare capitali sul mercato, ma non di acquistare due banche a un euro. Due condizioni un po' diverse, lo si ammetterà... Tocca insomma prendere definitivamente atto che l'Italia non conta nulla in Europa, che la Ue e i Paesi forti decidono per noi, che le banche di credito cooperativo non vanno bene ma va bene un'altra banca, e via di questo passo... Si è perso insomma un sacco di tempo utile, ora siamo ai supplementari e di fronte a un pasticcio complicato e costosissimo".
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"Vorremmo tuttavia capire dal Ministro dell'Economia - prosegue il Presidente -, che dovrebbe anche spiegarci come si è passati dalla ricerca di imprenditori all'acquisto a un euro di due banche, se c'è qualcos'altro che il sottoscritto e i veneti dovrebbero sapere. Più di un anno fa, il 5 dicembre 2015, scrissi una lettera al Presidente Renzi, a Padoan, a Visco e a Draghi in cui chiedevo garanzie pubbliche per il salvataggio delle banche. Molti sorrisero allora. Ora non sorrideranno più, spero, constatando nei fatti che se si fosse intervenuti allora, con gli strumenti che ci permettevamo di suggerire al Governo, la storia avrebbe preso una piega completamente diversa. Lo Stato spenderà il doppio di quanto avrebbe impegnato se il soccorso fosse stato tempestivo, si sono persi mesi preziosi lasciando che i correntisti fuggissero a gambe levate, Atlante non è riuscita a ripristinare quella fiducia che sicuramente un intervento pubblico avrebbe ridato ai risparmiatori, quell'intervento che non è stato negato in altri salvataggi. Nel frattempo la Germania e gli altri Paesi hanno salvato le loro banche a modo loro, con interventi e garanzie pubbliche, mentre il Governo era incapace anche soltanto di destare l'attenzione di Bruxelles. Non è cattiveria, ma vogliamo esaminare i comportamenti e l'efficacia delle nostre delegazioni che salgono a Bruxelles? Non ci sarà per caso qualcuno che è più realista del re?". "Ma quel che mi preme sottolineare - conclude il Governatore è che alla fine il conto lo pagano i veneti, che vedono sparire due banche dal territorio, pur malmesse, pur fallite, e assistono sgomenti a una vicenda che passerà alla storia come la peggiore soluzione che si potesse dare a questa drammatica vicenda".
POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE / BANCHE
BPVi e Veneto Banca, Veronica Cecconato Pd Provincia di Vicenza: crack colpa della classe dirigente
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Apprendiamo in questi giorni, scrive nella nota che pubblichiamo Veronica Cecconato, Segretatia Partito democratico Provincia di Vicenza, che Intesa Sanpaolo ha dato la propria disponibilità ad acquistare a un prezzo simbolico (1 €) alcune attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca; nel dettaglio, ciò riguarda «l'acquisizione di un perimetro segregato che esclude i crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e esposizioni scadute), i crediti in bonis ad alto rischio e le obbligazioni subordinate emesse, nonché partecipazioni e altri rapporti giuridici considerati non funzionali all'acquisizione», decisione deliberata dal CdA e che attende solo l'ok della Ue per il decreto di finanziamento da parte del Governo. Di Note ufficiali
Sono dunque giorni cruciali ma determinanti verso una soluzione che affonda definitivamente l'ipotesi della fusione delle due banche, ma che potrebbe salvare posti di lavoro, mettendo in sicurezza i risparmiatori ed evitando il tanto temuto bail-in che intaccato gli obbligazionisti senior. Come Partito Democratico Provinciale, non possiamo però esimerci dal ribadire che questa situazione altro non è che il risultato manifesto del fallimento di una classe dirigente rea di aver avallato una gestione dei due istituti non improntata a criteri di trasparenza e di rigorosità. Quel che auspichiamo, nella massima tutela di risparmiatori e dipendenti coinvolti, è una soluzione rapida, efficace e positiva, perché la gestione dei questi crediti rimanga in seno alle responsabilità dell'Ente Pubblico, evitando in tutti i modi che si realizzi un passaggio a società senza scrupoli che finirebbero esclusivamente per compromettere ulteriormente tutto il tessuto economico e sociale della nostra Regione. Veronica Cecconato, Segreteria Pd Provincia di Vicenza
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