Skip to main content

IlMensilediVicenza+ n. 297

Page 1

Versione online di VicenzaPiĂš n. 297 di lunedi 1 Maggio 2017

Gianni Zonin si pente e diventa ambientalista A pochi giorni dal suo rinvio a giudizio per il flop della BPVI Gianni Zonin si pente per aver finanziato biechi costruttori con i soldi dei soci: "va abbattuto tutto Borgo Berga... a cominciare dal tribunale" Di Pietro Cotròn


© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Blitz alla Miteni, deferite 14 persone Nel corso della mattinata di sabato 18 marzo un gruppo di circa 30 persone ha fatto ingresso all'interno dello stabilimento Miteni di Trissino, senza alcuna autorizzazione. In particolare, verso le 10.30, il personale addetto alla vigilanza della Miteni, allertava le forze di polizia, segnalando lo scavalcamento delle recinzioni esterne da parte di persone vestite con tute bianche. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e un equipaggio della Polizia di Stato della Digos. Tuttavia, all'arrivo delle forze dell'ordine, i dimostranti si erano già allontanati. Dal sopralluogo effettuato immediatamente è stato constatato lo scavalcamento ed il danneggiamento della recinzione esterna, l'imbrattamento del suolo a ridosso dell'ingresso mediante vernice e l'accensione di fumogeni. Di Redazione VicenzaPiù

I dimostranti avevano esposto alcuni striscioni recanti le scritte "Miteni criminale l'acqua è un bene comune - Comitati difesa territorio Nord Est", "Diritto all'acqua pulita - Comitati difesa ambiente Nord Est", "Acqua libera dai Pfas #Vicenzasisolleva", "Sanzioniamo i responsabili del disastro ambientale" e a terra, con vernice bianca, le scritte "Chiudere la Miteni", "Veneto libero dai Pfas". Gli autori del fatto si sono allontanati subito dopo. Gli stessi dimostranti, sempre vestiti con tute bianche, si portavano, poco dopo, nel centro di Trissino, dove inscenevano il presunto inquinamento ambientale causato dalla Miteni. Sul posto sono arrivati ancora una volta la Digos e i carabinieri. Davanti al municipio, alcuni dimostranti hanno esposto uno striscione con la scritta "Chiudere la Miteni! #Vicenzasisolleva", mentre altri illustravano, anche con l'uso di megafoni, i motivi della protesta. Dopo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


circa trenta minuti il gruppo si è allontanato spontaneamente. L'attività di indagine della Digos è poi consistita dell'acquisizione delle immagini dell'impianto di videosorveglianza della Miteni nonché nell'esame delle stesse,, unitamente a quelle effettuate sul posto. Alla fine dell'attività sono state denunciate 14 noti attivisti del centro sociale Bocciodromo di Vicenza, Arcadia di Schio e Pedro di Padova per i reati di violenza privata, violazione di domicilio, imbrattamento e manifestazione senza preavviso. Sono tutte persone da tempo conosciute alla Digos per il loro attiismo in movimenti antagonisti del Veneto, molti dei quali più volte deferiti all'autorità giudiziaria per reati in occasione di pubbliche manifestazioni.

FATTI

Senzatetto nei parchi di Vicenza, chi li aiuta? Al parco di via Lussemburgo, nella zona ovest di Vicenza a ridosso della Questura di Vicenza ci sono spesso senzatetto che scelgono le panchine come letto. La situazione però non si ripete solo di sera ma anche di giorno, come ci segnalano. Una donna infatti dorme su una panchina nelle ore diurne quando il parco è frequentato da bambini e anziani. Le varie associazioni presenti sul territorio sempre pronte ad aiutare il prossimo dove sono? Si cerca in ogni modo offrire un aiuto ai richiedenti asilo, ma alle persone che vivono in città da anni e che ora si trovano in condizioni disagiate chi ci pensa? Persone che fanno di un parco la loro casa e di una panchina il loro letto sembrano dimenticate da tutti, soprattutto da chi può fornire un aiuto concreto. Di Monica Zoppelletto

FATTI

Arcangelo Persano, il pittore di galli che

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"sveglia" Vicenza Un uomo del sud che per lavoro arriva al nord, più precisamente a Vicenza che a suo avviso "sembrava un cimitero, era una città ricca di verde e silenziosa, non come la mia Taranto". Parliamo di Arcangelo Persano, 83enne pittore che ama disegnare galli per "una questione di mercato" come dice lui. Persano ha sempre pensato di fare arte e si definisce un patito della grafomania perché gli piace scrivere, scarabocchiare e disegnare. Dopo l'ostacolo dei genitori che non volevano facesse il pittore Persano ha vinto un concorso pubblico ed è diventato impiegato, poi, 55 anni fa è stato trasferito a Vicenza per lavoro e quasi per caso ha potuto dedicarsi anche alla pittura. Di Monica Zoppelletto

Come lui stesso racconta un giorno un ragazzo, seduto in un tavolino del bar, stava disegnando dei tetti, lui si è avvicinato per dargli alcuni consigli e poi ha iniziato a disegnare. I suoi soggetti, fiori, frutta e verdura sono poi piaciuti a parecchie persone che volevano i suoi quadri a casa. Ad un certo punto però Persano non era più contento di quello che dipingeva poiché " mi sembrava di essere diventato un fruttivendolo, tutti mi chiedevano melanzane, mele, pere, pomodori". Così ha deciso di dipingere quello che nessuno o pochissimi raffiguravano: i galli. La prima mostra, fatta nel 1970, fu un successo dopo che dei turisti tedeschi in gita a Vicenza entrarono nella galleria e comprarono sette quadri al costo di 80 mila lire ciascuno. Arcangelo Persano ha viaggiato molto per lavoro e ricorda per filo e per segno ogni luogo visitato. E in un bar del centro di Vicenza si possono ammirare i suoi galli nei tavolini. L'arzillo pittore non cerca tecniche elaborate, tanto che un gallo l'ha disegnato col catrame, e non si ispira a nessuno, cosa che consiglia anche ai neofiti in quanto ognuno deve avere il proprio stile ed esprimere quello che ha dentro senza cercare di essere come gli altri. La passione per la pittura continua perché si diverte e il 22 aprile, a Grumolo delle Abadesse, a Villa Canal, ci sarà la sua mostra.

FATTI

Risultati positivi per il nuovo concept di Abilmente Primavera: dal 23 al 26 marzo in Fiera di Vicenza La festa della Creatività Un viaggio all'insegna della creatività e dell'ispirazione, fra crochet, scrapbooking, tricot e patchwork, cucito, bijoux e cake-design. Lo hanno intrapreso le migliaia di appassionate in visita ad Abilmente

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Primavera, La festa della Creatività, da quest'anno con un nuovo concept espositivo, chiusasi oggi dopo quattro giornate di Manifestazione all'interno del quartiere fieristico di Vicenza. L'Evento, organizzato da Italian Exhibition Group - società nata dall'integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza - si è confermato l'appuntamento leader in Italia e punto di riferimento europeo per il comparto dell'handmade creativo, confermando una buona partecipazione di pubblico, come da tradizione, proveniente da tutta la Penisola e da diversi Paesi europei, in particolare del centro-nord Europa. Oltre 250 gli espositori presenti, di cui quasi 30 stranieri, provenienti da Francia, Spagna, Germania, Ungheria, Repubblica Ceca, India ed Ecuador. Di Redazione VicenzaPiù

Per questa prima edizione del 2017 Abilmente - che replicherà ad ottobre a Vicenza con Abilmente Autunno e a novembre con Abilmente Roma - ha presentato numerose novità. Due le aree espositive: "Fabbrica dei sogni" (Hall 7), dove le appassionate hanno potuto trovare materiali capaci di ispirare la loro creatività nel tessile, ricamo e bijoux, e "Ricordati di me" (Hall 1), lo spazio dedicato ai prodotti per la decorazione, come carta, colori, stencil, home decor, washi tape, timbri. Da quest'anno, inoltre, la Manifestazione si è organizzata attorno a Isole della Creatività, aree in cui i visitatori hanno potuto trovare nuove idee, sperimentare la propria passione grazie a laboratori, workshop e al contatto diretto con le più famose creative e blogger del settore. Corrado Facco, Direttore Generale di Italian Exhibition Group, ha dichiarato: "Per questa edizione abbiamo voluto rinnovare il concept di Abilmente per offrire alle migliaia di appassionate un contesto di linguaggio e di contenuti esperienziali ancora più coinvolgente. La buona affluenza di visitatori ci ha gratificato di questa scelta e conferma la leadership della Manifestazione nel panorama europeo delle fiere di settore. Questo grazie ad un format in continua evoluzione, capace di riunire le migliori aziende del mercato, di ispirare la creatività dei visitatori con l'offerta di materiali di qualità, la proposta di nuove idee e la possibilità di cimentarsi in numerose dimostrazioni pratiche. Siamo inoltre felici di aver reso Abilmente Primavera

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


2017 la vetrina di promozione di progetti di grande impatto culturale e significato sociale". Le Isole della Creatività "Mi racconti una storia" (Hall 7), dedicata a bambini, genitori ed insegnanti, ha offerto suggerimenti per rendere unica la cameretta, prodotti hand-made per l'infanzia, ma anche laboratori e occasioni di svago per mamma e bambino. "Il viaggio della vita" (Hall 1) ha presentato idee e ispirazioni esotiche. Oltre ai materiali per realizzare album fotografici o cornici, in quest'area è stato possibile partecipare a corsi di acquerello, di rilegatura, di costruzione di taccuini da viaggio. "Profumo di Primavera" (Hall 7) ha offerto piante, profumi e idee per rinnovare e abbellire la casa. Tra i progetti presentati, un'installazione a cura di CreativeMamy, una delle comunity più seguite su Facebook, la mostra internazionale di Patchwork "The Magic of Colour" e una serie di dimostrazioni e workshop. "La via delle idee" (Hall 7) ha permesso di incontrare le più note creative, seguire le loro dimostrazioni e tutorial live, trovare nuove collezioni e manuali di settore freschi di stampa. Hanno partecipato Emma Fassio, Monica Dal Molin, Monica Vinci, Alessandra Muraro, Nenna Fubelli, Laura Tremolada. Tra i personaggi di rilievo presenti ad Abilmente Primavera, Joyce Escano, vincitrice della scorsa edizione di Bake Off Italia, che ha presentato il suo nuovo libro di ricette e proposto uno show cooking. I principali progetti di Abilmente Primavera 2017 Tra le diverse iniziative, Abilmente Primavera ha dato visibilità ad importanti progetti caratterizzati dal connubio tra creatività e impegno sociale. Il Progetto Quid ha presentato capi realizzati da un gruppo di donne con un percorso di fragilità alle spalle utilizzando tessuti altrimenti destinati al macero. Nell'area Profondo Rosso Knit Café l'Associazione "Sul filo dell'arte" ha esposto l'installazione "Cordami da paura", costituita da corde di colore rosso a ricordare il drammatico tema della violenza sulle donne. Sempre su questa delicata tematica, domenica 26 marzo si è svolto un flash mob per promuovere il progetto La Valigia di Caterina, promosso dall'assessorato alla comunità e alle famiglie del Comune di Vicenza che mira e raccogliere risorse economiche, umane, professionali per le donne che escono dal circuito della violenza. Diverse le opere e le mostre esposte durante la Manifestazione. L'installazione "Connecting People", a cura di DAMMS, ha rappresentato la porta d'ingresso: un'opera di fili, intrecci e volti per evocare lo scambio di relazioni che si crea in occasioni come quelle della fiera. Tra le altre mostre, l'esposizione dei patchwork partecipanti al Contest 2016 dell'European Meeting (Hall 7), la mostra dei taccuini di viaggio a cura di Valeria Bertesina (Hall 1) e la riproduzione in 3D all'uncinetto della Guernica di Picasso, a cura dell'Associazione Il Filo dell'Arte (Hall 1). L'Isola della Creatività "Mi racconti una storia" ha presentato le creazioni

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


della calligrafa Anna Schettin e dato l'occasione di cimentarsi dal vivo alla scoperta della bella scrittura.

ASSOCIAZIONI

L'associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Vicenza rinnova il Direttivo il cui presidente è ora Eva Viggiani Lo scorso 15 Marzo 2017 l'Associazione dei Giovani Consulenti del Lavoro di Vicenza ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo che per il prossimo biennio rappresenterà tutti i consulenti associati under 45 anni e i giovani praticanti che si accostano alla libera professione. All'esito delle votazioni il consiglio Direttivo risulta così composto: presidente Eva Viggiani, vice presidente Elvira Cavion, segretario Sara Alessandra Penzo, tesoriere Luca Ronchiadin, consiglieri Anna Maria Bresolin, Alberto Franzina, Alessandra Giovanelli, Alberto Rizzati, Elena Solfo. L'idea di costituire un'Associazione che rappresentasse e diventasse un punto di riferimento sia per i giovani Consulenti del Lavoro che già esercitano sia per quelli che si avvicinano alla professione è nata 2 anni fa, a seguito della volontà di un gruppo di giovani professionisti. Di Emma Reda

L'Associazione oggi conta più di 30 iscritti e vuole essere un'occasione di incontro e di conoscenza per i Consulenti del Lavoro neo abilitati e per i praticanti. L'obiettivo principale che l'Associazione si è posta è stato principalmente quello di creare una rete tra giovani colleghi che, quotidianamente, si trovano a dover affrontare la difficile professione del Consulente del Lavoro , creando un punto di incontro per confrontarsi su dubbi e perplessità che

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


riguardano l'esercizio della professione ma anche come contributo per l'intera categoria professionale. Diventare giovane libero professionista è una strada in salita e fare parte di un "gruppo" significa anche agevolare i rapporti interprofessionali. L'Associazione dei Giovani Consulenti del Lavoro non rappresenta, però, soltanto un gruppo di studio, ma è coinvolta anche nell'organizzazione di eventi e incontri conviviali oltre che in iniziative proposte dagli organismi di categoria a livello provinciale, interregionale e nazionale. Non a caso l'Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Vicenza lo scorso Settembre ha organizzato nella propria provincia il 2° meeting dei Giovani Consulenti del Lavoro, coinvolgendo le province del Veneto, della Lombardia e del Friuli Venezia Giulia. In tale occasione sono state destinate due giornate a convegni in materia deontologica che hanno visto quali relatori proprio i Giovani Consulenti vicentini che hanno presentato due progetti autoprodotti. Il successo di tale iniziativa ha permesso ai consulenti vicentini di esportare il proprio lavoro presso altri Ordini provinciali, consentendo di creare relazioni anche con i colleghi di altre sedi. La sfida del nuovo Direttivo per il prossimo mandato sarà proprio quella di far sentire la propria presenza con nuovi progetti e nuove idee in linea con le esigenze più attuali e, perché no, apportare il proprio contributo professionale non solo ai Giovani Consulenti del Lavoro ma alla categoria tutta.

POLITICA

Donazzan, Dalla Negra e Cattaneo: ok a test antidroga per candidati FI e proposta test QI per politici. Manca test Volontà Intellettiva (VI) di capire per contrastarlo, da FI a PD, sistema che va da Galan fino a Zonin

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Quando un mese e mezzo fa scoppiò il caso Quero, a seguito della diffusione della notizia di arresto in Germania dell'ex manager Amcps per possesso di sostanze stupefacenti, tra gli schieramenti politici e civici vicentini si innescò un dibattito, anche in termini provocatori, sulla necessità di sottoporre i pubblici amministratori al test antidroga... e del quoziente intellettivo, come propose allora il vicesindaco di Vicenza Jacopo Bulgarini d'Elci. Ebbene, Forza Italia Vicenza, come si legge in una sua nota, ha preso sul serio quella che all'epoca ebbe la parvenza della boutade, sottoponendo i propri principali rappresentanti nei consessi elettivi al test antidroga e... avanzando una proposta sul test del QI (Quoziente Intellettivo). Di Pietro Cotròn

L'iniziativa del partito azzurro verrà presentata domani lunedì alla presenza di Elena Donazzan, assessore della Regione Veneto, Roberto Cattaneo e Michele Dalla Negra, consiglieri comunali di Vicenza. Fatti i test antidroga ci auguriamo che nella proposta su quelli per la misurazione del quoziente intellettivo sia prevista un test sulla volontà di capire. Perchè se l'intelligenza, almeno dei proponenti, sarà adeguata ad assolvere i compiti a cui li hanno chiamati o li chiameranno gli elettoricome, come non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e cieco di chi non vuol vedere non c'è peggior stupido di chi non voglia capire... Non si spiegherebbero altrimenti le frequentazioni, solo passate?, degli ambienti del sistema Galan - Sartori che noi, poveri cronisti di scarso QI... politico, abbiamo registrato nella vita politica di Elena Donazzan, in primis, con Giancarlo Galan e di Michele Dalla Negra con Lia Sartori, in secundis. Vada allora per tutti i test purchè ci siano anche i test di VI, una sigla che sta per Volontà Intellettiva che a Vicenza, la cui sigla è proprio VI, è particolarmente carente ai suoi vertici dirigenziali, affaristici e politici che siano, e non solo in Forza Italia ma in tutto l'attuale sistema politico. D'altronde lo ha certificato il "suggeritore" del test di QI, proprio quello Jacopo Bulgarni d'Elci, che affermò in sala Bernarda la complicità di tutte le tradizionali forze politiche col sistema intorno a Gianni Zonin.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Blitz di Forza Nuova in consiglio comunale a Torri di Quartesolo: "Nomadi? Solo in concerto" Un'iniziativa, l'ennesima del movimento sul territorio, con tanto di blitz in consiglio comunale ed esposizione provocatoria di uno striscione riportante la scritta "Nomadi? Solo in concerto!", quella andata in scena durante l'ultimo consiglio comunale di giovedì 30 marzo a Torri di Quartesolo. E Forza Nuova lancia un vero e proprio decalogo in difesa da chi infrange la legge: "Invitiamo i clienti molestati a denunciare, a non raccogliere provocazioni, a mantenere al sicuro la borsa tenendola davanti agli occhi, a custodire il portafogli in tasche interne o anteriori dei pantaloni, a non distrarsi quando aprono la bauliera e gli sportelli della macchina, ad avere le mani libere da telefonini ma soprattutto a non dare monetine ai nomadi perché questo li farebbe aumentare giorno per giorno". Di Redazione VicenzaPiù

Una sorta di vademecum quello che Forza Nuova Vicenza ha racchiuso in comunicato per richiamare l'attenzione sulla presenza di nomadi davanti ai Centri commerciali Le Piramidi e Palladio. Daniele Beschin, coordinatore provinciale di Forza Nuova chiede più controlli: "Difendiamo i clienti dei negozi, le dipendenti, ma soprattutto i cittadini residenti a Torri", dice. Nomadi maleducati e insistenti ovunque e amministratori e funzionari di pubblica sicurezza latitanti: ormai non c'è più pace e i cittadini fanno fatica a compiere una delle pratiche più normali della vita quotidiana, la spesa, in un momento già molto delicato per la crisi che coinvolge gli esercizi commerciali. In varie zone di Torri stazionano nomadi si legge in un comunicato - che attendono i clienti per chiedere l'elemosina, offrirsi di trasportare borse e carrelli con modi insistenti e talvolta minacciosi e difendersi da questi soprusi è sempre più difficile, soprattutto per anziani e donne sole. Sappiamo bene che non possono fare niente né i titolari dei negozi, né cassieri e dipendenti che, anzi, sono i primi a dovere convivere ogni giorno con questa situazione. Beschi dice: "Un rom nel posto guadagna più di un operaio specializzato, circa 60-80 euro al giorno, rigorosamente esentasse. Questo accertamento è stato fatto dalla direzione di un supermercato di Vicenza, stufa di vedere gli zingari stazionare davanti al negozio e dover tutelare i clienti pressati dalle richieste di soldi. Chiediamo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


di mettere fine a queste situazioni - conclude il responsabile di Forza Nuova - chiediamo controlli a campione ogni giorno davanti ai supermercati, chiedendo documenti a chi staziona lì tutto il giorno. Chiediamo, insomma, un segnale di attenzione verso le famiglie e i dipendenti dei negozi, non escludendo, come già avvenuto con gran successo al The Space Cinema, di dover impiegare direttamente i nostri militanti, per allontanare certe persone indesiderate".

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

La vigilanza europea ha incontrato oggi Viola per BPVi e Veneto Banca, c'era anche Carrus. A breve ufficializzate perdite di Montebelluna Dopo la maxi perdita da 1,9 miliardi di euro riportata nell'esercizio 2016 dalla Banca Popolare di Vicenza e le scure previsioni per il 2017 si è ancora in attesa di conoscere quella di Veneto Banca, di certo superiore al miliardo, visto che fonti interne al sistema bancario da tempo parlano di un rosso complessivo di almeno tre miliardi per le due banche venete, ultimi petali superstiti ma rinsecchiti di una margherita che comprendeva realtà, tutte sacrificate su altari foresti, come le "ecclesiastiche" Banca Cattolica del Veneto, prima, e Banca Antoniana, poi, che aveva già assorbito la "laica" Popolare Veneta. Il bilancio di Montebelluna è ancora ignoto perchè, ce lo assicura l'Istituto da noi interpellato, "mentre, la Popolare vicentina aveva statutariamente l'obbligo di approvare il progetto di bilancio entro il 31 marzo, questo vincolo non esiste per Veneto Banca", che dovrà rispettare semplicemente gli obblighi di legge per cui "entro una o due settimane" gli adempimenti civilistici verranno adempiuti. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Se questa è la motivazione ufficiale, e non c'è ragione di dubitarne, di certo non dispiace al presidente Massimo Lanza e all'Ad Cristiano Carrus poter portare all'approvazione del Cda il progetto di bilancio sapendo qualcosa in più sulla "continuità aziendale" della banca totalmente legato alla fusione con Vicenza, secondo la strategia complessiva, ma, soprattutto, all'ok europeo alla ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato. È questa ormai l'unica possibilità rimasta a Veneto Banca e alla BPVi per evittare la risoluzione e il bail-in dopo le note al bilancio vicentino in cui era escluso ogni intervento futuro nel capitale di Atlante che, anche per bocca del Ceo di Intesa S. Paolo, Carlo Messina, ha confermato che le risorse residue saranno impegnate esclusivamente per l'acquisto di NPL . D'altronde gran parte degli Istituti sottoscrittori del fondo hanno già fortemente svalutato le loro quote con Unicredit arrivata a mettere una "pietra sopra" sull'80% di quanto dato ad Alessandro Penati, il dominus di Quaestio e del fondo, che aveva promesso un rendimento addirittura del 6% abbagliato dalle luci di quella che poi ha definito una horror story, della cui sceneggiatura gli ad di Vicenza, Francesco Iorio, e di Montebelluna, Cristiano Carrus, dovrebbero saperne un bel po'. Non resta, quindi, che sperare in un'accelerazione del percorso che porterà alla ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato ammesso che l'amministratore delegato della Popolare di Vicenza nonchè presidente del Comitato stategico di Veneto Banca, Fabrizio Viola sia totalmente sincero quando si mostra professionalmente fiducioso come ha fatto capire a margine dell'incontro avuto oggi insieme a Carrus con le autorità di vigilanza europee. Che lo sembrano un po' meno.

FATTI

La Chiesa vicentina fa il punto sugli aiuti alle famiglie in difficoltà nel 2016. L'incontro è fissato a sabato Sabato 1 aprile la Chiesa Vicentina fa il punto sugli aiuti dati alle famiglie in difficoltà nella nostra diocesi. L'occasione, presso l'istituto dei Missionari Saveriani a Vicenza (viale Trento 119, dalle ore 9 alle 12) è data dalla Caritas Diocesana. Un appuntamento a cui parteciperanno i volontari, provenienti da tutta la diocesi, che si occupano di bisogni diversi: da quelli dei Centri di Ascolto e Accompagnamento delle Caritas parrocchiali, interparrocchiali e vicariali alle Conferenze di San Vincenzo e altri gruppi caritativi presenti nel territorio; dai volontari dei 14 punti di ascolto Caritas del

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Servizio Territoriale Relazione di Accompagnamento nella Difficoltà Economica (Strade) a quelli dei centri di ascolto di altre associazioni; dalle persone che offrono il loro tempo in favore delle famiglie e dei minori in difficoltà a chi propone attività di sostegno scolastico, fino ai volontari che si occupano dell'accoglienza dei richiedenti asilo nelle comunità cristiane. Di Redazione VicenzaPiù

Sono state invitate anche le famiglie - sia donatrici e che beneficiarie - che hanno aderito al progetto dei Sostegni di Vicinanza alle vittime della crisi economica. Nel corso della mattinata verranno rendicontati sia l'iniziativa dei Sostegni di Vicinanza e degli affitti sociali che gli aiuti erogati da parrocchie, unità pastorali e vicariati alle famiglie e alle persone in difficoltà economica nel 2016. Nel 2016 infatti i 1.727 volontari dei Centri di Ascolto e Accompagnamento parrocchiali, interparrocchiali e vicariali, unitamente a quelli delle Conferenze di San Vincenzo, hanno incontrato 25.713 persone, di cui 7.028 nuclei familiari. In totale sono stati erogati più di 857 mila euro di aiuti in denaro.

FATTI

L'Agenzia delle entrate si trasferisce a Borgo Berga. Il commento dei sindacati vicentini Ancora una volta, scrivono i sindacati vicentini, i lavoratori dell'Agenzia e i cittadini vicentini saranno costretti a pagare le scelte sbagliate dei vertici dell'Agenzia delle Entrate. Precedentemente con la chiusura degli Uffici Territoriali di Arzignano, Schio e Thiene, adesso con l'accorpamento degli uffici territoriali cittadini in Borgo Berga. Martedì scorso infatti, con una informativa sindacale, l'Agenzia delle Entrate ci ha comunicato che dal 15 maggio

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


accorperà gli Uffici territoriali di Vicenza 1 e Vicenza 2 spostandoli nella nuova sede di Piazzale Ponte Landolfo. Non si comprendono le ragioni perchè si trasferiscono in un luogo, poco servito e difficilmente accessibile, i due Uffici Territoriali dell'Agenzia delle Entrate di Vicenza. Di Emma Reda

Zona oggetto di un appalto su cui tra l'altro gravano pesanti ombre e sul quale, leggiamo sui quotidiani, la Magistratura indaga e non ha ancora pronunciato sentenza (sembra ci sia stato un rinvio al 13 aprile). Aldilà del pronunciamento della Magistratura, il trasferimento dell'Agenzia, porterà in quell'Area quasi 140 dipendenti tra addetti al Front-Office e all'Area Controllo, con un impatto non indifferente sul traffico veicolare. Tra lavoratori e abitanti, è facile immaginare centinaia di auto tra utenze e funzionari che dovranno recarsi giornalmente a Borgo Berga per usufruire quotidianamente dei servizi dell'Agenzia. Non vogliamo neanche pensare alle difficoltà che i cittadini dovranno affrontare per recarsi presso gli sportelli. In particolare immaginiamo le complicazioni per i disabili. Non siamo contrari a priori all'unificazione dei due uffici territoriali cittadini, né tanto meno a dare ai lavoratori di Corso Palladio una sede dignitosa e vivibile, ma si dovrebbe e si potrebbe fare in aree con meno impatto sull'ambiente e più facilmente raggiungibile. Pensiamo alla sede di Via Q. Sella, o ad altre individuabili dall'Amministrazione, sedi che possono offrire maggiori garanzie ai cittadini ed ai lavoratori, sia in termini di servizi di mobilità pubblica sia in termini di parcheggio gratuito. I lavoratori dell'Agenzia delle Entrate durante le assemblee tenute a Bassano e a Vicenza in questi giorni, stigmatizzano fermamente la decisione dell'Agenzia e non condividono l'operato dei vertici Provinciali, Regionali e Nazionali dell'Agenzia. Si dissociano decisamente da questa decisione e annunciano azioni di protesta contro questa infelice decisione.

SANITÀ / FATTI

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Montecchio Maggiore, nuova sede per l'associazione Andos E' stata inaugurata ieri presso l'ospedale civile di Montecchio la nuova sede dell'associazione Andos Ovest Vicentino. Andos è l'associazione nazionale delle donne operate al seno. L'inaugurazione è stata aperta da don Lorenzo Zaupa, vicario generale della Diocesi di Vicenza, con l'accompagnamento del coro "Schola cantorum di San Paolo Alte". La sezione Andos dell'Ovest vicentino è nata nel 1998, con dei servizi gratuiti a favore delle donne che si sentivano sole dopo aver subito un intervento. Al momento l'associazione conta 1306 iscritte e una settantina di volontarie. L'Andos si affianca alle strutture medico-sanitarie dell'Ulss 8 Berica e accompagna le donne offrendo trattamenti di pressoterapia e linfodrenaggio, attività di riabilitazione e fisioterapia, sostegno psicologico e servizio di trasporto per le cure radioterapiche. Di Marta Cardini

Oltre a queste attività si aggiungono quelle ricreative, culturali, laboratori di gruppo e corsi di make up. La sede è situata al piano sottostante la Brest Unit dell'Ospedale di Montecchio.

AMBIENTE / FATTI

Montebello Vicentino, località Strada della Mira: completato l’intervento di adeguamento del pozzetto Si è chiuso il cantiere di Medio Chiampo per i lavori alla rete fognaria in località Strada della Mira, a Montebello Vicentino, dove si trova il pozzetto in cui confluisce tutta la fognatura mista del comune, unico

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


punto di scarico dell'intera rete civile. I lavori iniziati a dicembre hanno riguardato la realizzazione di tre grandi vasche in calcestruzzo interrate e dotate di un'apparecchiatura elettromeccanica che entra in funzione in caso di aumento della portata, filtrando l'acqua prima che fuoriesca nel fossato. Il progetto ha richiesto un attento studio degli aspetti tecnici per la presenza di sottoservizi e per il contesto ambientale. Inoltre, è stato necessario considerare tutti i diversi fattori coinvolti: analisi delle precipitazioni e delle conseguenti portate, indagini geologiche e i dati storici dei volumi sollevati al depuratore. Di Comunicati Stampa

Contestualmente alla realizzazione dell'opera, sono stati realizzati interventi puntuali di messa in sicurezza del fossato, migliorativi in caso di grandi portate in arrivo. A completamento dell'intervento, per il quale l'investimento è stato di oltre 190.000 euro, si è proceduto con la sistemazione dell'area circostante, con operazioni di pulizia e sagomatura del terreno. "Questo progetto - spiega Luigi Culpo, direttore generale di Medio Chiampo spa - ci stava molto a cuore e si inserisce in un intenso programma di investimenti che stiamo portando avanti per la rete civile, fatto non solo di manutenzione ordinaria ma anche di interventi strutturali per un servizio sempre più efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini". "L'opera era molto attesa soprattutto dai residenti della zona, nei confronti dei quali ci siamo impegnati per risolvere definitivamente il problema - dichiara il sindaco di Montebello Vicentino Dino Magnabosco -. Ringrazio quindi Medio Chiampo per essersi subito attivata dopo che avevamo fatto presente la necessità e l'urgenza dell'intervento e per aver realizzato velocemente il nuovo impianto, del quale siamo molto soddisfatti".

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

BPVi e Veneto Banca: diamo a Iorio quel che è di Iorio e a Carrus quel che è di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Carrus. E Qualcuno "indaghi" su loro e sui "Poteri". Se può... Mentre potrebbe avere effetti dirompenti la sentenza di ieri del giudice di Verona Massimo Vaccari che ha condannato la Banca Popolare di Vicenza a rimborsare con gli interessi (in totale 60.000 euro a fronte dei circa 40.000 spesi) una signora che aveva acquistato 660 azioni nel 2010 (si segnalano già casi di mani mangiate da parte di quelli che hanno aderito alla Offerta Pubblica di Transazione (Opt) pur essendo nelle condizioni della socia da "ristorare", salvo ricorsi vincenti, al 100% più annessi e connessi) approfittiamo della questione per fare una semplice domanda. Le gestioni sotto accusa delle due ex Popolari venete, quelle a guida Gianni Zonin per la BPVi e Vincenzo Consoli per Veneto Banca , avevano "segnato" i massimi di "auto" quotazone, sia pure nel rispetto delle vecchie regole e... consuetudini, di 62,50 euro per la banca vicentina e di 40,75 euro per quella montebellunese per poi scendere drasticamente a qualche decina di euro. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Poi sono arrivati a Vicenza Francesco Iorio, come Ad suggerito dalle "autorità bancarie" e contrattualizzato da Zonin, e a Montebelluna Cristiano Carrus, scelto da Consoli con una società di Head Hunter Ebbene, con tutta la tara riconoscible per le scoperte di eventuali magagne, graduali ma lunghissime per top manager, almeno per i loro stipendi, come Iorio e Carrus, le loro promesse di soluzioni rapide per le due banche, di cui pure hanno controfirmato bilanci definitivi e di periodi parziali, con utili previsti in un un paio d'anni si sono poi risolte in una esplosione di perdite e in un conseguente rovinoso crollo delle "valorizzazioni" dei titoli. Le azioni delle due ex popolari, infatti, passando per valori di recesso rispettivamente di 6.3 e 7.3 euro, per giunta non esercitabili grazie a mamma Banca d'Italia, i cui errori nella formulazione delle norme di trasformazione in spa, tra cui quella proprio del "recesso virtuale", affidatale dal Governo Renzi, hanno poi portato al tardivo blocco delle trasformazioni residue delle Popolari, come quella ad oggi altrettanto zoppicante di Bari, sono arrivate ai dieci centesimi attuali salvo... sentenze di giudici come quello veronese.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Ebbene, dicevamo, qualcuno dopo le accuse anche di Alessandro Penati, che dice di aver trovato due banche con conti da orrore per il suo fondo Atlante, che ci sarebbe cascato come un socio qualunque, qualcuno ha messo o sta mettendo il naso nelle gestioni dei conti e delle due banche fatte da Francesco Iorio e Cristiano Carrus? Se ora di fatto sono stati sollevati da Fabrizio Viola, il primo anche "fisicamente" anche se con qualche milioncino di liquidazione e con il lasciapassare della mancata e sia pur simbolica, Zonin docet, azione di responsabilità rifiutata proprio da Atlante!, il secondo solo operativamente visto che rimane formalmente Ad con Viola "solo" Presidente del Comitato Strategico dell'Istituto, non sarebbe il caso di capire e sapere perchè? Qualcuno allora, oltre a chi li ha rimossi, si sta chiedendo, con tutte le possibili conseguenze del caso, se anche i due post Amministratori delegati abbiamo contribuito al disfacimento della due banche; se lo hanno fatto, quel "Qualcuno" sta verificando se ne sono responsabili per incapacità manageriale o per ordini di scuderia; e, infine, se questa finale è l'ipotesi che sta portando al disfacimento totale attuale, il Qualcuno con la q maiuscola, come maiuscola può essere la p dei "Poteri del sistema" che il Qualcuno può dimostrare che non esistono o che sono almeno più deboli delle Istituzioni solo se si fa domande e dà risposte chiare, sta indagando se quei Poteri siano solo in Europa, come pare comodo dire, o anche in Italia? Perchè quei Poteri, o solo il caso per carità, hanno già portato alla spoliazione per le due Popoalri venete della fiducia dei loro clienti, compromessa nel passato e poi azzerata dalle più recenti promesse inevase di Iorio e Carrus, e, di conseguenza, dei loro depositi, trasferiti di corsa per circa 20 miliardi di euro in banche, Intesa soprattutto, pronte ad attirarli e abbracciarli. Come hanno già fatto per le 4 banche risolte e per MPS: una torta di raccolta da 65 miliardi di euro...

FATTI / POLITICA

L'ecomostro di Borgo Berga su Radio Radicale con Oliviero Toscani: ci sono Daniele Ferrarin e Bettiato Fava, assenti sindaco Variati, giunta e presidente Commissione territorio È arrivata su Radio Radicale per la conduzione di Nicolas Ballario con Oliviero Toscani, Valter Bettiato Fava e Daniele Ferrarin la discussione sulla mega cementificazione di Borgo Berga a Vicenza, che la magistratura ha decretato come illegale, sia pure in ritardo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


anche per la reticenza di indagati eccellenti tra cui Antonio Bortoli, che non ha voluto rispondere come suo diritto di privato cittadino dimentico, però, di essere oggi il dg in carica del Comune di Vicenza, e tra varie contraddizioni esplose nello "scontro" tra il procuratore capo Antonino Cappelleri e il giudice Massimo Gerace, che nella sua sentenza di "condanna" ne ha negato la richiesta di demolizione demandando alla giunta di Achille Variati, ad oggi muta su tutti i fronti, ogni provvedimento "correttivo" al riguardo. Di Pietro Cotròn

"Fatto in Italia" di venerdì 24 marzo 2017, in onda stasera alle 20 su Radio Radicale, condotta da Nicolas Ballario e Oliviero Toscani in questa puntata ha ospitato oltre al famoso Oliviero Toscani (fotografo) anche Valter Bettiato Fava (consigliere comunale di Vicenza del Partito Democratico che è apparso e era apparentemente abbastanza disinformato o poco voglioso di esporsi), Daniele Ferrarin (il ben più determinato consigliere comunale di Vicenza del Movimento 5 Stelle). Vi proponiamo il commento pervenutoci proprio dal consigliere pentastellato: "Erano stati contattati per intervenire al dibattito il sindaco Achille Variati, il vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci, gli assessori, il presidente della Commissione territorio Eugenio Capitanio e vari consiglieri comunali di maggioranza, ma nessuno ha voluto partecipare. Prendiamo atto che dopo vari tentativi da parte del giornalista l'unico che ha avuto, comunque, il coraggio di confrontarsi è stato Il sig. Bettiato Fava. Il grande silenzio politico regna sovrano su Vicenza!". La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 35 min e ve la proponiamo qui perchè ascoltandola vi facciate la vostra opinione. Allo stesso link è disponibile anche la trascrizione automantica della puntata.

FATTI

Giovanni Coviello e Giancarlo Marcotti a "Il vaso di Pandora" su Serenissima TV: passato, presente e futuro di BPVi e

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Veneto Banca Il direttore di VicenzaPiù Giovanni Coviello, nonché autore del libro "Vicenza la città sbancata" è stato ospite, insieme a Giancarlo Marcotti, consulente finanziario, collaboratore-analista per la borsa italiana e americana nei siti finanziari, della trasmissione "Il vaso di Pandora" condotta da Carlo Savegnago e andata in onda il 29 marzo scorso su Serenissima Tv. Nel corso della puntata, il cui tema era Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, è stata sviscerata la situazione delle banche venete e del sistema complessivo in cui sono inserite. Qui proponiamo l'intera puntata, 25 minuti di informazione chiara e lineare che di certo non fanno male alla conoscenza di tutti di quello che è avvenuto, di come si stia afrontando il presente e, soprattutto, di come si possa guardare al futuro. Di Edoardo Pepe

FATTI

Incontro con esperti Unesco vietato alla stampa. Associazioni e comitati esprimono il loro disappunto Ieri a Palazzo Trissino c'è stato un incontro (blindato) con gli esperti Unesco per decidere se Vicenza può mantenerne il marchio. La stampa, su ordine dell'Amministrazione comunale, non ha potuto partecipare alla discussione e i vari comitati presenti hanno mostrato il loro disappunto su questo. Una ingiustizia ribadiscono. Ingiusto anche il fatto che si sia scelta una sala piccola per l'incontro, mossa premeditata per non fare entrare nessuno a parte gli accreditati che sono stati sottoposti ad un controllo prima di entrare. E mentre fuori c'era la protesta, per sapere cosa è stato detto nelle stanze segrete di Palazzo Trissino abbiamo sentito alcuni rappresentati dei comitati presenti. Enrico Marchesini, presidio No Dal Molin, dice: "Ieri erano presenti una decina di comitati per dire cosa è in contrasto con quello che nel 1994 l'Unesco ha chiesto a Vicenza. Di Monica Zoppelletto

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Per quanto ci riguarda la base americana è stata la prima opera minacciosa sia per la pace sia per l'ambiente in quanto dicono che è stata fatta per la difesa nazionale, invece è di proprietà americana. Poi c'è il Parco della pace non regolare. Alla discussione - prosegue Marchesini - erano presenti due commissari Unesco, una graca e uno svizzero e un rappresentante del Ministero della cultura italiana. Questi hanno spiagato quello che fanno, cioè visitano i siti della città. In questi giorni hanno visto alcune ville che presentano problemi di manutenzione". La decisione non è ancora stata presa perché gli esperti devono soltanto scrivere una relazione da presentare poi all'Unesco che deciderà se Vicenza avrà ancora il patrocinio. Quattro giorni di visite, tra ville, Borgo Berga, basi americane, Tav e tangenziali. Walter Fabris del Comitato Pomari esordisce dicendo che è un'ingiustizia non aver fatto entrare la stampa e poi afferma: "La cosa che ci ha impressionato di più è che gli esperti Unesco hanno riconosciuto la competenza delle associazioni e dei comitati. Noi abbiamo esposto le nostre preoccupazioni e loro ci hanno detto che non possono dare soluzioni urbanistiche ma possono soltanto dare una valutazione su quello che vedono. I comitati hanno fatto il massimo per spiegare com'è la situazione della città e hanno illustrato tutti i problemi". Paolo Crestanello del Comitato contro gli abusi edilizi afferma: " Innanzitutto ci siamo tutti lamentati del divieto imposto alla stampa di partecipare. Noi cerchiamo di tutelare una cosa che non è solo dei vicentini, ma di tutto il mondo. Il futuro si legge dal passato e le responsabilità cadono sulle varie amministrazione comunali che in questi anni hanno devastato il territorio". L'Amministrazione comunale ha quindi scelto di non rendere partecipi i giornalisti al dibattito. Quale sarà stato il motivo di tale scelta? La paura di domande scomode?

FATTI

Crisi banche, Laura Puppato: "Commissione preziosa, spirito giusto non è in parole di M5S e Lega"

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"La Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario avrà il compito, prioritario, di chiarire il comportamento tenuto fino ad ora dal sistema, e da alcuni istituti di credito in particolare, nei confronti dei consumatori, nonché l'adeguatezza della normativa vigenti, con lo scopo di fare in modo che non si ripetano più crisi analoghe con così forti impatti sui cittadini. E' un lavoro di analisi enorme, che può essere utile alla stessa magistratura e che non può iniziare con dei pregiudizi e delle condanne già pronunciate. Per questo al M5s e alla Lega dico: rimarrete delusi, la Commissione svolgerà in pieno le sue funzioni e lo farà entro la fine di questa legislatura". Lo ha detto la senatrice del Pd Laura Puppato nel suo intervento nell'Aula di Palazzo Madama. Di Redazione VicenzaPiù

"Al Movimento 5 stelle - continua Puppato - che ora dice ‘la commissione non serve, la faremo noi' dopo averla richiesta, osservo che questo è il modo di agire di una forza politica autoritaria, che non intende approfondire, leggere i documenti ma solo emanare sentenze preconcette. Le banche non possono essere considerate buone solo quando finanziano determinati blog, siamo seri! Alla Lega ricordo le assemblee di Veneto Banca, alle quali partecipavo come sindaco e nelle quali i leader del Carroccio inveivano contro la vigilanza di Bankitalia, considerata vessatoria nei confronti dell'istituto bancario veneto. Oggi si dice il contrario, ne prendo atto, ma richiamo alla memoria storica: la verità è che questa è una Commissione di inchiesta preziosa, che dovrà valutare gli effetti della crisi sul sistema bancario italiano, i criteri di remunerazione dei manager, la correttezza del collocamento degli strumenti finanziari soprattutto presso i piccoli risparmiatori, l'adeguatezza della normativa e tanto altro. Lo spirito giusto per avviare i lavori di questa commissione d'inchiesta è quello che Tina Anselmi utilizzò per la Commissione di inchiesta sulla P2: uno spirito di totale dedizione alla ricerca della verità, che ha animato un lavoro di approfondimento serio, senza pregiudizi, silenzioso e coraggioso. Un lavoro che deve servire oggi a restituire piena fiducia e credibilità al sistema bancario italiano. Questa Commissione di inchiesta - conclude Puppato si farà in tempi rapidi e svolgerà il suo lavoro entro la fine di questa legislatura, servirà all'Italia e ne saremo orgogliosi".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


BANCHE / GIUDIZIARIA / GIUSTIZIA / ECONOMIA&AZIENDE

Si stringe il cerchio intorno a Gianni Zonin ex presidente della BPVi: la procura di Vicenza sta per chiedere provvedimenti Dopo l'almeno apparente mare piatto qualcosa sta avvenendo intorno alla barca di Gianni Zonin, membro del Cda della BPVi per 16 anni, quando ne era un po' diverso il nome così come diverso era il mondo, anche quello degli "uomini di banca" intorno a lui, poi divenuto presidente per circa venti anni della Banca Popolare di Vicenza fino alla sue dimissioni arrivate il 23 novembre 2015, pur se con qualche apparente tentennamento, dopo l'avviso di garanzia recapitatogli dalla Procura di Vicenza per i primi reati supposti, aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, nel flop della ora ormai ex Popolare vicentina fino ad allora (ma anche dopo) idolatrata anche sui media locali che nelle pagine di informazioni pubblicavano foto come quella in copertina, che sapevano molto di poster pubblicitari. Il 22 e 24 marzo è stato, quindi, interrogato a lungo l'accorto imprenditore privato diventato nel frattempo re del vino in tutto il mondo, ma in balia, al vertice della Popolare, così ha sostenuto di fronte ai pm Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi, di Samuele Sorato ed Emanuele Giustini, i dirigenti reprobi che lui ha scelto e che hanno ingannato lui e, di conseguenza, decine di migliaia di risparmiatori. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Dopo i fasti e i sogni di grandeza, costati alla fine miliardi ai risparmiatori e ancora di più peseranno su tutto il territorio, dopo le dimissioni, dopo le lunghe indagini e dopo gli interrogatori non si può tornare con la mente ai frequenti dubbi, anche nostri, sulla "lentezza" del procuratore capo Antonino Cappelleri, ma non si può neanche dire che finora il capo della

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


procura vicentina abbia finora disatteso al suo impegno fondamentale visto che, per indagini così complese, ci aveva esplicitamente dichiarato nell' intervista video concessaci il 9 maggio 2016 che entro un anno da allora, ci siamo quasi, i suoi uffici avrebbero prodotto al Gip le proprie richieste di rinvio a giudizio. Ora gli interrogatori del presidente, a sua insaputa?, della BPVi ci sono stati ma, forti dei presunti ritardi precedenti nel trarre conclusioni, un gruppo di cittadini ci aveva trasmesso giorni fa una bozza di nuovo esposto per chiedere l'avocazione delle indagini da parte della Procura generale di Venezia. Abbiamo allora preso, e chiesto, tempo per verificare alcune voci, che oggi siamo in grado e abbiamo il dovere di riferirvi visto che non saremo certo fra i privilegiati dai soffi anticipativi di informazioni da Borgo Berga, quando le voci diventeranno fatti, e visto che, se le abbiamo sentite e verificate noi quelle voci, poveri mortali cronisti, come volete che non le conoscano i destinatari di eventuali danni e/o vantaggi? Eccole allora ed ecco spiegato, a loro conferma, anche il ritardo dell'esposto. Qualche giorno fa erano girati i primi rumors su un componente dell'ufficio del Gip che sarebbe andatao in, lunghe, ferie nonostante le frequenti lamentele di scarsità di risorse umane per seguire le "grabdi indagini" (scusateci dell'omissione delle qualifiche e dei nomi, a noi noti, e dell'uso ripetuto del condizionale ma non vorremmo essere di nuovo vittime di accuse per le verità scritte, come nel caso della Fondazione Roi). Quelle stesse voci ne traevano come conseguenza ulteriori favoritismi verso certi indagati di peso e in quanto a peso Gianni Zonin di certo non sarebbe secondo a molti. A noi, invece, dopo le nostre verifiche, risulterebbe (condizionale d'obbligo, ma non di grosso dubbio) che il vacanziere o la vacanziera, che noi sappiamo, e non da soli, chi è, sarebbe sì in ferie, ma solo apparentemente, perchè invece, contro ogni italica abitudine, starebbe lavorando alacramente per i suoi uffici. A cosa? Ai provvedimenti cautelari e/o alle disposizioni di sequestro e/o alle misure revocatorie di donazioni di beni dell'ex presidente della BPVi, che nel frattempo se ne sarà tornato negli Usa con uno o più passaporti noi non lo sappiamo, in attesa delle relative richieste che starebbero arrivando dall'ufficio dei pm. Servirà del tempo per trasformare i condizionali in indicativi ma ancora di più potrebbe servirne per valutare se quello che si starebbe (condizionale d'obbligo....) chiudendo intorno a Zonin (& c.) sarà un cerchio virtuale e reale, se tra i reati per cui Cappelleri e i suoi pm chiederebbero il rinvio a giudizio non rientrassero quelli con condanne maggiori dei sei anni massimi previsti per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza. Sei anni di condanna massima portano a un tempo di prescrizione di sette anni e mezzo e dopo due anni già trascorsi pensare che si possa arrivare a sentenza definitiva, di assoluzione o condanna, nei prossimi 5 ci parrebbe

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


azzardato se non impossibile. Diverso sarebbe, almeno probabilisticamente e mettendo in conto i tempi lunghi di un processo con vari accusati e moltissimi fatti e testimoni da verificare, se tra i reati che verranno sottoposti al Gip ci saranno, come ipotizzato da Antonino Cappelleri in quell'intervista del 9 maggio 2016, anche quelli di "estorsione e false scritture contabili" etc. con pene massime ben superiori e, di consegeunza, tempi di prescrizione più lunghi. L'esposto di avocazione delle indagini, se vi può interessare saperlo a conferma o meno della validità delle voci da noi raccolte e verificate, parrebbe ora non più presentato...

FATTI

Mercatini in centro storico a Vicenza nel fine settimana: spazio a collezionismo, arte, vintage e creatività Il centro storico di Vicenza si prepara ad accogliere una grande varietà di eventi questo fine settimana. L'associazione Vivere Fogazzaro Vicenza in collaborazione con l'assessorato alla partecipazione ne propone due: "Collezionare" e "Creatività ed Arte". "Collezionare" è un appuntamento ormai consolidato che gode di un buon riscontro di pubblico. Si tratta di una mostra mercato dedicata al collezionismo specializzato, all'oggettistica, al piccolo antiquariato, al vintage e a tutto ciò che può essere al centro di un interesse e di una passione. L'evento avrà luogo sabato 1 aprile e successivamente si ripeterà ogni primo sabato del mese: 6 maggio e 3 giugno. Di Redazione VicenzaPiù

"Creatività ed Arte" è una mostra mercato per gli appassionati della manualità creativa: cucito, decorazione, intaglio del legno, lavorazione del

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ferro, bijou. Oltre a questa tipologia di espositori, troveranno spazio anche artisti dediti alla pittura, alla scultura e alla ceramica. L'appuntamento è per domenica 2 aprile e si ripeterà nelle successive prime domeniche del mese: 7 maggio e 4 giugno. Entrambi gli eventi si svolgeranno dalle 9 alle 19 in corso Fogazzaro, fino all'incrocio con contra' Pedemuro San Biagio, e in via Battisti. Inoltre ad animare piazza delle Erbe ci sarà "Fuori mercato", rassegna di articoli vintage, di artigianato e derivati dal riciclo creativo, sabato 1 e domenica 2 aprile, dalle 9 alle 19.30. Sarà presente una sezione dedicata alle tendenze di artigianato artistico e riciclo creativo per la trasformazione di oggetti e materiali in articoli di diverso pregio, con nuovi contenuti di design e originalità e con una nuova forte impronta manuale e creativa. Si effettueranno laboratori creativi per bambini ed adulti. L'evento è organizzato dall'associazione culturale Pandora, in accordo con l'associazione "Botteghe di Piazza delle Erbe" e in collaborazione con l'assessorato alla partecipazione.

ECONOMIA&AZIENDE

L'esame dettagliato del bilancio BPVi e il salvataggio: se non proprio una "mission impossible" qualcosa che le assomiglia molto Ieri ci siamo soffermati sugli aspetti più generali che emergevano dal bilancio 2016 della Banca Popolare di Vicenza, ora cerchiamo di analizzare in maniera più dettagliata le voci che hanno maggiormente pesato sul risultato d'esercizio, cercando, alla fine, di capire quali possano essere gli sviluppi futuri della "nostra" Banca. Come noto un bilancio si suddivide in due parti: lo Stato Patrimoniale ed il Conto Economico. Partiamo, come di consueto, dalla Stato Patrimoniale che, come noto, riassume le attività e le passività. Rispetto all'anno precedente l'ammontato consolidato dello Stato patrimoniale si è ridotto di circa 5 miliardi di euro. Un calo che, per quanto riguarda l'attivo, ha riguardato principalmente due voci: i "crediti verso la clientela" e le "attività finanziarie detenute per la negoziazione", mentre, per quanto riguarda il passivo, le due voci che hanno registrato i maggiori ribassi sono risultate la "raccolta diretta" e le "passività finanziarie di negoziazione".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Giancarlo Marcotti

I "crediti netti verso la clientela" sono diminuiti del 10,4% (-2,619 miliardi di euro), ed è ovvio che la riduzione della cosiddetta "leva finanziaria", ossia delle operazioni messe in atto dalla Banca per ridurre il livello di debito rispetto al capitale proprio, ha portato a questa riduzione. E' evidente anche che le "attività finanziarie detenute per la negoziazione" hanno subito una drastica riduzione (-39,4% pari a 1,343 miliardi di euro) perché la Banca avrà dovuto vendere titoli di debito e di capitale, oltre a contratti derivati che deteneva in portafoglio, per "fare cassa". Dal lato del passivo le maggiori diminuzioni, come detto, hanno riguardato la "raccolta diretta" (-14,3% pari a 3,148 miliardi di euro) ossia i depositi della clientela sui conti correnti, i certificati di deposito e le operazioni di pronti contro termine. In pratica le disponibilità dirette che la clientela ha ritirato dalla BPVi, e che sono state, presumibilmente, girate ad altri Istituti. Mentre le "passività finanziarie di negoziazione" (-47,5% pari a 1,317 miliardi di euro) comprendono i debiti verso altre Banche, verso la clientela ed i titoli di debito (obbligazioni ecc.). Possiamo dire che lo Stato patrimoniale mostra già tutta la debolezza della nostra BPVi, ma passiamo al Conto economico. E' chiaro che il conto economico è determinato per la maggior parte dalle " rettifiche di valore per deterioramento" che, seppur in diminuzione rispetto all'anno precedente (-20,5%) sono ancora pesantissime (1,453 miliardi di euro) se a queste aggiungiamo gli "oneri operativi" ossia i costi del personale e tutte le altre spese amministrative, gli accantonamenti ai fondi rischi, gli ammortamenti e le imposte arriviamo a circa 2,620 miliardi di euro di passivo. Se da questa cifra togliamo tutti i "guadagni" della Banca, ossia il margine di interesse, le commissioni e tutti gli altri piccoli proventi, che in totale ammontano a circa 720 milioni di euro, ecco che quello che ci rimane (2,620 miliardi - 720 milioni) ... è una perdita di 1,9 miliardi di euro. Insomma un disastro. Ovviamente non possiamo concludere senza accennare a cosa potrà accadere ora. In pratica chiederci: quale futuro per la Banca Popolare di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Vicenza? Per invertire la rotta dovremmo immediatamente fermare l'emorragia di liquidità (raccolta diretta) che sta uscendo dalla Banca, ma su questo fronte le notizie in arrivo che riguardano questi primi mesi del 2017 vanno esattamente nella direzione opposta e abbiamo già sottolineato nell'articolo pubblicato ieri come siano gli stessi top manager dell'Istituto a lanciare l'allarme per la "significativa uscita di raccolta" avvenuta nel mese in corso. Poi dovremmo anche ridurre drasticamente le sofferenze ed i crediti deteriorati, altro obiettivo di difficile realizzazione vista la situazione economica italiana. Quindi tornare a fare utili, ed anche questo è un obiettivo molto ambizioso visto che le difficoltà nelle quali si dibatte la Banca le imporranno di "pagare" maggiormente la raccolta, già più costosa nel 2016, rispetto al costo medio del settore, e ridurre i proventi sugli impieghi (auspicabilmente di buona qualità). In altre parole si troverà ad avere armi più spuntate per difendersi da una concorrenza che sarà ancor più agguerrita. Insomma se non proprio una "Mission Impossible" qualcosa che le assomiglia molto.

FATTI

Jihadisti a Venezia, Sergio Berlato: "Nostro Paese è terra di passaggio per chi vuole minare la sicurezza in Europa" Il consigliere Sergio Berlato, dopo l'operazione delle forze dell'ordine che ha permesso si sgominare una cellula terrorista a Venezia, interviene così. L'individuazione di un'altra cellula terroristica di stampo jihadista a Venezia è l'ennesima dimostrazione che il nostro Paese serve da base o comunque è terra di passaggio per chi vuole minare la sicurezza in Europa. Dobbiamo ringraziare le nostre Forze dell'ordine che, pur tartassate da tagli e limitazioni, sanno operare con professionalità e intervengono prontamente. Questo ci rincuora ma non elimina il senso di insicurezza tra i cittadini perché sono amentate sensibilmente le situazioni a rischio. Di Emma Reda

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Tali preoccupanti segnali dovrebbero aver fatto scattare da tempo una serie di iniziative politiche da parte del nostro Governo miranti a interrompere drasticamente tutti i flussi di immigrazione provenienti dagli sbarchi, chiudere i centri di accoglienza con un rimpatrio immediato di tutti gli ospiti non aventi i requisiti di profughi, pretendere in modo deciso che l'Europa riveda tutta la sua azione politica di politica estera; invece di cosa si preoccupa il Governo? - si domanda il Consigliere Berlato - La sinistra al Governo punta il dito contro l'Austria per aver adottato misure restrittive sui flussi in entrata ripristinando un controllo alle frontiere - specifica Berlato.

FATTI

Confermato lo sciopero di venerdì 31 marzo dei settori pulizie-multiservizi e ristorazione-turismo per rinnovo contratto. Alessio Odoni (Filcams Cgil Vicenza): “Inaccettabili le proposte su cui si arrocca la controparte!” Domani venerdì 31 marzo 2017 è stato confermato lo sciopero dei lavoratori dei comparti Multiservizi e Turismo. Lo comunica il segretario generale della Filcams di Vicenza, Alessio Odoni. Lo sciopero interessa gli addetti dei settori pulizie-multiservizi, pubblici esercizi, ristorazione collettiva e agenzie di viaggio, settori che sono da più di 4 anni in attesa del rinnovo dei contratti nazionali. Spiega il segretario Odoni: "Siamo stanchi delle proposte inaccettabili avanzate dalle controparti, che comporterebbero pensanti conseguenze sulle condizioni di lavoro dei dipendenti, in particolare modo su temi che riguardano il trattamento economico della malattia, il salario, il cambio di appalto e la normativa sui nuovi assunti".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Comunicati Stampa

Per questo le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl , Uiltucs e Uiltrasporti Uil, hanno proclamato uno sciopero nazionale per l'intera giornata di domani venerdì 31 marzo 2017. Il segretario della Filcams di Vicenza ricorda che lo sciopero interessa un numero consistente di lavoratori nella provincia di Vicenza occupati nei bar, ristoranti, grandi catene della ristorazione, mense, ma anche lavoratori impegnati nella pulizie di ospedali, banche, centri commerciali, uffici e fabbriche. "In gran parte si tratta di lavoratrici con contratti part time, spesso assunte per poche ore settimanali", spiega Odoni, "anche con contratti a chiamata che spesso vengono usati per mascherare insieme ai voucher il lavoro non regolare". La Filcams di Vicenza parteciperà con i lavoratori alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma.

FATTI

Aumento tariffa plateatici, Francesco Rucco: "Consiglio comunale tenuto all'oscuro della decisione" Francesco Rucco di Idea Vicenza scrive una nota per parlare dell'aumento della tariffa dei plateatici. Mentre pochi giorni fa il Sindaco Achille Variati attaccava il Presidente Luca Zaia per l'aumento Irpef regionale, la sua Giunta stava già elaborando l'aumento della tariffa per i plateatici dei locali commerciali del centro storico. Una vera e propria beffa che, aggiunta ad un rischio di aumento IVA in discussione a Roma ed al momento di difficoltà economica generale, si trasformerebbe in una pesantissima ulteriore stangata per una categoria già vessata. Il Consiglio comunale è

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


stato tenuto all'oscuro di tale decisione e siamo ovviamente contrari a qualsiasi aumento di imposte locali in un momento delicatissimo per l'economia reale della nostra città. Di Redazione VicenzaPiù

Avremmo piuttosto capito -e condiviso- una differenziazione delle tariffe con una riduzione sostanziale per chi paga l'imposta sul plateatico nelle zone più lontane dalla centralissima Pizza dei Signori, e non -come sarebbe previstoun aumento del 30% a carico di chi occupa suolo pubblico in centro. Si riveda quindi la decisione di Giunta bloccando ogni aumento in danno ai commercianti. E' inutile organizzare grandi eventi a Vicenza promettendo un indotto economico per il commercio al fine di aiutarlo e sostenerlo, quando il Comune diventa il suo primo vero vessatore ed ostacolo alla sua sopravvivenza.

FATTI

Candidatura di Vicenza e del Veneto ai Mondiali di Ciclismo 2020: tappa nella sede della Provincia dei delegati Uci Tappa a Palazzo Nievo, sede della Provincia di Vicenza, per i tre delegati dell'Unione Ciclistica Internazionale (Thomas Rohregger, Matthew Knight, Benjamin Kewin) che stanno ispezionando percorsi, spazi e strutture legate alla candidatura di Vicenza e del Veneto per ospitare i campionati del mondo di ciclismo su strada 2020. Ad accoglierli questo pomeriggio il Presidente provinciale e Sindaco di Vicenza Achille Variati, affiancato dall'Assessore allo Sport del Comune di Vicenza Umberto Nicolai. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Portare nel Veneto questi mondiali sarebbe più di un sogno -ha affermato il presidente della Federazione italiana Ciclismo Renato Di Rocco, che con il Comitato promotore veneto 2020 presieduto da Claudio Pasqualin sta accompagnando i delegati nei sopralluoghi- Questa Regione e questa Provincia hanno le bici nel dna, non solo a livello sportivo, ma anche nell'uso quotidiano come mezzo di trasporto. Portare qui i campioni mondiali di ciclismo su strada è come portarli a casa." "Noi vicentini siamo un popolo prudente -ha dichiarato Variati- ma quando decidiamo siamo testardi e ogni volta che ci siamo assunti impegni sportivi internazionali abbiamo fatto bella figura. Abbiamo una tradizione ciclistica antica, anche come cultura delle piste ciclabili. Con la stessa Provincia stiamo elaborando un progetto di ciclovie che risponde non solo alle esigenze dei vicentini, ma che ha anche una grande forza attrattiva del turismo. Il nostro obiettivo è di arrivare al 2020 con il «vestito» giusto, e sono certo che ce la faremo. Lo dico non solo per Vicenza, ma anche per le altre Province del Veneto, che da subito si sono dichiarate pronte a sostenere il progetto dei mondiali 2020." Il Presidente Pasqualin ha ricordato che in un uno dei primi incontri avuti con Variati, il Sindaco aveva definito il Comitato e i suoi componenti ( Moreno Nicoletti vice presidente, Alessandro Belluscio consigliere, Angelo Zomegnan consulente, Stefano Di Santo cartografo) "l'anima ciclistica della città". "Una definizione che ci è subito piaciuta -ha sottolineato Pasqualin- e che vogliamo onorare portando i mondiali del nostro sport nella nostra città."

POLITICA / FATTI

Anche Ubaldo Alifuoco chiede "un po' di giustizia" per la Fondazione Roi Da PerVicenza del 23 marzo 2017 riportiamo la presa di posizione di Ubaldo Alifuoco sulla questione della Fondazione Roi. La presidenza della Banca Popolare di Vicenza ha nominato il nuovo presidente nella figura del sociologo Prof. Ilvo Diamanti. Vi sono poi un paio di nuovi membri mentre sono stati confermati altri due già

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


presenti nel Cda. uspicavamo che il primo atto del nuovo Cda fosse quello di ordinare una inchiesta su quanto accaduto sotto la gestione di Gianni Zonin e sul perché l'ex presidente avesse proposto e attuato l'acquisto di 29 milioni di euro in azioni della sua Banca, proprio al momento in cui la quotazione era a 62,50 euro (ricordiamo che, contrariamente a quanto sostenuto in un primo momento, è accertato che la gran parte delle azioni furono acquistate dopo la morte del compianto Marchese Roi). Di Citizen Writers

Speriamo di sbagliarci ma sembra di capire che non sarà così. Nella prima intervista Diamanti ha dichiarato: "Guardiamo avanti". Successivamente, il Cda della Fondazione ha accettato la proposta di transazione della Popolare per un rimborso pari a 9 euro per azione. Eppure non dovrebbe essere molto difficile verificare le deliberazioni precedenti, analizzare l'inventario e le motivazioni che hanno avviato operazioni di investimento non rispondenti alle norme statutarie. Ora sarebbe utile chiarire al nuovo Cda che bisogna guardare avanti per cambiare modalità di gestione, ma certamente bisogna guardare indietro per rilevare le responsabilità dei danni inferti alla Fondazione e chiedere ai colpevoli di risarcirla. Le due cose sono inscindibili. "Guardare avanti" significa, infatti, cambiare metodo di gestione e lavorare per il bene pubblico. Quindi, se questa è la svolta, per renderla veramente credibile, la priorità è quella di non lasciare impunite le eventuali nefandezze del passato, ricercare le precise responsabilità e chiedere il pagamento del gravissimo danno provocato alla Fondazione e, quindi, alla Città per la quale il nobiluomo Marchese Giuseppe Roi aveva destinato un ingente suo patrimonio. In concreto, ci aspettiamo che il nuovo Cda decida: • l'esame verbali del Cda della Fondazione per capire chi, quando e perché ha deliberato l'acquisto di azioni della Banca Popolare di Vicenza alla quotazione massima di 62,50 euro; • la ricerca del perché l'ex Presidente Zonin e gli altri membri del Cda della Fondazione, che rivestivano contemporaneamente il ruolo di amministratori della Banca Popolare, hanno deciso di investire soldi della Fondazione in azioni della stessa banca da loro amministrata, in evidente conflitto di interessi; • di individuare chi e perché ha deciso l'acquisto dell'immobile dell'ex Cinema Corso, impegnando soldi della Fondazione in un progetto

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


chiaramente conflittuale rispetto alle norme dello Statuto e allo spirito fondativo del Marchese Giuseppe Roi. Nella fase finale della gestione Zonin, il Cda della Fondazione ROI deliberò anche di querelare terze persone colpevoli di aver rivolto loro accuse ingiustificate (all'avvocato Ambrosetti fu dato il mandato di agire contro la nipote del Marchese Roi e contro il direttore di VicenzaPiù). Pare di capire che il nuovo Cda abbia annullato quella decisione archiviando la querela ( non era una querela ma è una richiesta di danni milionari, dell'annuncio di Diamanti non riscontriamo un seguito, siamo intenzionati ad andare avanti, nota del direttore di VicenzaPiù), rendendosi ben conto di quanto tale azione fosse assurda. Tuttavia sarebbe utile capire cosa quella decisione è costata alla Fondazione stessa, a meno che Zonin e gli altri non abbiano coperto le spese legali di tasca propria. Per ultimo, vorremmo ricordare che la Fondazione Roi aveva un patrimonio notevole consistente non solo in denaro liquido e in alcuni immobili a Vicenza e a Roma. Sarebbe oltremodo corretto e utile che, partendo dall'inventario certamente stilato all'atto della nascita della Fondazione, si verificasse la consistenza attuale. Ubaldo Alifuoco

FATTI

Vicenza patrimonio Unesco, gli esperti discutono a Palazzo Trissino e fuori va in scena la protesta Gli esperti Unesco si sono riuniti oggi, 29 marzo, a Palazzo Trissino per consultarsi e decidere se la città del Palladio può restare oppure deve uscire dall'Unesco. E mentre all'interno la stampa non poteva assistere al dibattito, decisione presa dall'amministrazione comunale, all'esterno di Palazzo Trissino è andata in scena una protesta dei vari movimenti: Vicenza si solleva, Comitato Pomari, No Dal Molin che chiedevano la demolizione di Borgo Berga e lo stop alle cementificazione. Manifestanti che indossano tute bianche perché "invisibili agli occhi dei poteri forti" e un'accusa al sindaco Achille Variati arriva quando si parla della decisione di Antonino Cappelleri, procuratore capo di Vicenza, di sequestrare il cantiere di Borgo Berga, poiché l'amministrazione anche davanti a questo fa finta di nulla. Di Monica Zoppelletto

"Lo capiscono tutti che Borgo Berga taglia la visibilità a Monte Berico ma in tutti questi anni c'è stato solo silenzio da parte dell'amministrazione Variati. Per non parlare della Tav... L'Unesco dice di fare attenzione perciò chiediamo di fermare la cementificazione su questo territorio, bisogna demolire queste opere

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


". È questo che chiedono a gran voce gli autori della protesta.

BANCHE / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE

La sentenza di Verona: azioni "illiquide", la BPVi deve risarcire la socia. Adusbef e Codacons ci spiegano come la sentenza possa cambiare la sorte di chi non ha transato La Banca Popolare di Vicenza dovrà risarcire una socia che aveva sottoscritto le sue azioni: questa è la sentenza di una "causa pilota" che potrebbe cambiare le sorti di chi si trovasse in condizioni analoghe e non avesse sottoscritto l'Offerta pubblica di transazione scaduta ieri 28 marzo, a cui hanno aderito 66.712 azionisti (su circa 94.000 del perimetro interessato) accettando 9 euro per ogni titolo e rinunciando al resto e ad ogni azione legale di rivalsa contro chicchessia, Banca d'Italia e Consob, forse, escluse. Con Giovanni Coviello , direttore di VicenzaPiu.Tv, nel video che qui vi proponiamo hanno raccontato e commentato la sentenza, e non solo, l'avvocato Camilla Cusumano, uno dei legali di Adusbef Verona (la causa è stata curata dalla collega Emanuela Bellini), e l'avv. Franco Conte, presidente di Codacons Veneto. Di Monica Zoppelletto

A sentenziare il 25 marzo è stato il tribunale civile di Verona e a darne notizia è stato l'Adusbef Verona, come da noi riferito il 25 marzo stesso sotto il titolo "Vittoria Adusbef contro la BPVi: giudice di Verona condanna la banca a rimborsare con gli interessi una signora che aveva acquistato 660 azioni nel 2010". Il giudice Massimo Vaccari ha motivato la decisione sostanzialmente col fatto che la donna, una 68enne veronese, non era stata adeguatamente informata del rischio liquidità dalla BPVi ed era stata addirittura incoraggiata nella sua volontà di mettere i risparmi al riparo dall'insicurezza con l'induzione a credere che la non quotazione in borsa dei titoli BPVi l'avrebbe protetta dalle oscillazioni negative. In realtà, ha stabilito il giudice, quando un'azione non è quotata per sua natura è "illiquida" e, quindi, non è poi facile venderla a prescindere dalle nuove nomaive della BCE addotte a giustificazione, respinta, dalla banca vicentina.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Ad essere risarcita è stata Bertilla Santacasa, che nel 2009 e nel 2010 aveva acquistato 660 azioni, investendo circa 40 mila euro. Nel 2014 la donna aveva chiesto di vendere le azioni ma la BPVi disse che la cosa non era possibile perché era impossibilitata a ricomprare le azioni. A quel punto Santacasa si è rivolta ad Adusbef per Verona e nell'aprile dell'anno scorso è iniziato il processo. Lo scorso 25 marzo è arrivata la sentenza e ora Banca Popolare di Vicenza dovrà pagare 60 mila euro alla donna, cioè i soldi investiti più gli interessi, la rivalutazione e le spese legali. Vi invitiamo pertanto a guardare il video per aver maggiori dettagli sulla vicenda e su una serie di altri fatti.

FATTI

Ospedale di Santorso, per il Sindaco di Schio Valter Orsi inammissibile la morte del paziente nell'incendio: il Comune si costituisce parte civile "È una nota triste nella storia della nostra comunità e il Comune si sente vicino al proprio concittadino, perito in circostanze ancora da chiarire e in merito alle quali, dopo aver chiesto tempestivamente informazioni all'Azienda Sanitaria subito dopo l'accaduto, ritengo ora di muovermi ufficialmente come struttura". Queste le parole di Valter Orsi, Sindaco di Schio, mentre sono ancora in corso le indagini per chiarire le responsabilità del tragico incendio divampato lo scorso 23 marzo nel reparto Psichiatria dell'Ospedale di Santorso, in seguito al quale ha perso la vita il sessantatreenne scledense Eugenio Carpanedo, ricoverato nella stanza dove si sono sviluppate le fiamme. Di Emma Reda

Il primo cittadino di Schio ha deciso di intervenire nella sua funzione di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


responsabile della salute pubblica, dando mandato all'Avvocatura Civica di valutare ogni possibile azione, non esclusa la costituzione di parte civile: " Non solo per tutelare tutti i diritti di immagine ma anche quelli economici derivanti dall'evento". "La costituzione parte civile - ha aggiunto Orsi- consente inoltre , nell'ambito del processo penale, di conoscere la dinamica degli eventi, di seguire passo a passo istruttoria e procedure, di rimanere informati su tempistiche delle ispezioni, in merito all'impiantistica, struttura e materiale in dotazione all'ospedale, nonché di partecipare attivamente alle indagini che la Procura della Repubblica disporrà". Il Sindaco si è detto sgomento per quanto accaduto, sia per la tragica dinamica, sia perché "resta inammissibile che un paziente trovi la morte in questo modo all'interno di una struttura protetta quale dovrebbe essere un ospedale".

FATTI

Rizzo (Filt Cgil Vicenza): “a rischio i trasporti pubblici locali anche a Vicenza!” A seguito del grave taglio dei contributi regionali al trasporto pubblico locale (TPL) che la regione intende attuare per quest'anno la Filt CGIL denuncia il pericolo che il trasporto pubblico di Vicenza perda un contributo di circa 800 mila euro che metterá in discussione tutto il TPL provinciale. "Abbiamo la necessità di aprire subito un confronto con la Regione su questo e sugli altri temi finora posti e senza risposta", afferma Andrea Rizzo, segretario generale della FILT Cgil Vicenza. "Il trasposto pubblico é un servizio importante e basilare per cittadini e studenti", prosegue Rizzo, "e la Regione non può non destinare risorse al settore". Di Redazione VicenzaPiù

"Invieremo all'assessore Elena Donazzan", conclude il segretario FILT, " una richiesta di incontro regionale assieme a tutte le altre province dove chiederemo la giusta attenzione alle problematiche con risposte certe su un servizio essenziale come quello del trasporto pubblico

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


".

FATTI

Sicurezza, Cappelletti (M5S): l'interrogazione parlamentare sulla carenza di poliziotti a Vicenza ed in Veneto, giace senza risposta nei cassetti del Ministero da oltre sei mesi "Secondo il sindacato le forze di polizia a Vicenza sono diminuite negli ultimi tre anni di 65 unità e la loro età è la più elevata di tutto il Veneto. Sei mesi fa avevamo sollevato la questione all'allora Ministro dell'interno Alfano, ma nei fatti non ha mai mosso un dito in questa direzione e si è disinteressato al problema", afferma il Senatore Enrico Cappelletti del M5S. "Avevamo chiesto al Ministro continua il senatore pentastellato - come intendesse risolvere la grave carenza di organico della Polizia di Stato, riscontrabile a Vicenza ed in tutte le province del Veneto, nella misura del 25-30% rispetto alla dotazione organica tabellare. Di Redazione VicenzaPiù

Carenze, peraltro, calcolate sulla base di piante organiche di trenta anni fa, non adeguate alle mutate esigenze di sicurezza dei territori. Avevamo chiesto inoltre quali provvedimenti intendesse assumere per abbassare l'età media degli agenti di polizia prossima ai 50 anni, irresponsabilmente elevata. Queste domande non trovano risposta, neppure dal nuovo Ministro Marco Minniti". "Auspichiamo che il Governo intervenga urgentemente per garantire un maggiore presidio dei territori. Se al contrario, PD e maggioranza continueranno con le politiche dei tagli alla spesa della pubblica amministrazione a scapito della sicurezza dei cittadini, contribuiranno ad affermare il principio della necessità di difendersi da soli, con tutte le prevedibili conseguenze" conclude Cappelletti.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Banca Popolare di Vicenza, perdite record nel 2016: 1,9 miliardi di euro. Lo scenario dopo la scadenza dell'offerta pubblica di transazione "L'obiettivo dell'80% era un sogno, ci siamo andati vicini e siamo contenti lo stesso". Esordisce così Gabriele Piccini, vice direttore generale di Banca Popolare di Vicenza all'indomani della scadenza dell'offerta pubblica di transazione. 66731 azionisti hanno stretto il patto, la quota di adesione sfiora il 73%, un risultato eccellente per i vertici della BPVi che ora spera di finire il progetto di fusione con Veneto Banca. "Faremo solo gli interessi degli azionisti - continua Piccini - . Il piano industriale è adeguato e attendiamo di avere l'autorizzazione della Bce. La necessità di capitale è cosa già appurata". Ora si vuole al più presto mettere una pietra sul passato. Di Monica Zoppelletto

L'obiettivo è quello di rilanciare la banca perché il territorio è ricco e sano. Il fondo di 30 milioni per i disagiati è già predisposto ma prima di farlo partire è necessario che il consiglio di amministrazione accetti l'offerta transativa. Banca Popolare di Vicenza spera che il piano possa essere approvato già il 13 aprile, data in cui si riunirà il prossimo Cda. La cosa certa è che si procederà alla restituzionedi 9 euro per azione. Da segnalare il record di perdita in bilancio 2016 che tocca l'1,9 miliardi di euro e qui serve l'intervento dello Stato. Gabriele Piccini oggi ha parlato ai nostri microfoni e a quelli del giornalista di Rai 3 Regione Angelo Pangrazio e ci ha fornito alcuni dati.

AMBIENTE / ECONOMIA&AZIENDE / FATTI

Cornedo, il primo processo produttivo al mondo che abbatte l'uso di cromo esavalente è messo a punto dall'azienda Galvanoplastica L'azienda Galvanoplastica srl di Cornedo vicentino ha inventato il primo processo produttivo al mondo che abbatte l'uso e la produzione di cromo esavalente. Il processo industriale è stato realizzato grazie agli investimenti di Galvanoplastica srl, in

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


collaborazione con il laboratorio di ricerca internazionale Mac Dermid Enthone e la Ilmar di Brescia, azienda produttrice di macchine per l'industria galvanica. Per venerdì è in programma una conferenza stampa per i giornalisti in collaborazione con CNA Vicenza per illustrare il processo. A fianco del sindaco di Cornedo Martino Montagna saranno presenti: Carlo Riva (Amministratore Delegato Galvanoplastica srl), Gianni Cozzi (Amministratore Delegato laboratorio di ricerca Mac Dermid Enthone Italia), Alessandro Leone (Direttore Generale CNA Vicenza), Gianpaolo Bottacin (Assessore all'Ambiente Regione del Veneto) e Roberto Ciambetti (Presidente del Consiglio Regionale del Veneto). Di Marta Cardini

FATTI

La Banca Popolare di Vicenza e il pozzo di San Patrizio La BPVi presenta il conto ... anzi, i conti, cioè il bilancio del 2016. Con l'occasione comunica anche i risultati finali dell'Offerta di Transazione proposta agli azionisti. Partiamo a questi ultimi: hanno aderito all'offerta 66.712 dei circa 94.000 soci (il 71,9%), la percentuale di azioni incluse nel perimetro dell'offerta è risultata pari al 68,7%. Escludendo dal computo le "posizioni irrintracciabili" le due percentuali diventano rispettivamente 72,9% e 70,3%. Il dato è in linea con le previsioni fatte negli ultimi giorni, non è stata raggiunta la soglia di adesione dell'80% prevista dal Regolamento dell'Offerta, tuttavia la Banca si riserva, nel prossimo Consiglio di Amministrazione, già fissato per il 13 aprile, dopo aver verificato con

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


certezza il risultato, di procedere comunque al versamento del riconoscimento economico di 9 euro a favore degli azionisti aderenti. Di Giancarlo Marcotti

Ed arriviamo ora al bilancio. Ritengo che tutti coloro che hanno potuto visionare il bilancio 2016 del Gruppo Banca Popolare di Vicenza abbiano fatto come me, ossia, prima di ogni altra cosa, siano andati immediatamente a vedere l'importo che compariva alla voce "Perdita d'esercizio". Ebbene la cifra è agghiacciante: 1,9 miliardi di euro. E' vero che c'era chi, nel totoprevisioni, si era spinto ad ipotizzare la cifra di 2 miliardi di euro, ma personalmente la ritenevo una boutade, pensavo infatti che la perdita d'esercizio del 2016 non potesse essere superiore a quella dell'anno precedente (1,4 miliardi di euro). 1,9 miliardi di euro sono tanti, tanti soldi. Dopo lo shock, comunque occorre andare a leggere le annotazioni che vengono riportate a corredo dei freddi numeri. Diciamo subito che su quella cifra hanno pesato diverse componenti negative, innanzitutto una "rilevante riduzione" delle masse intermediate dal Gruppo (e per questo dovremmo essere ancor più preoccupati pensando già a quel che sarà certamente accaduto in questi primi tre mesi del 2017), poi i livelli di copertura dei crediti deteriorati, innalzati su richiesta della BCE, l'impatto delle svalutazioni su titoli e partecipazioni (la vicenda Cattolica Ass.ne) ed infine vanno conteggiati gli accantonamenti ai fondi rischi ed alla copertura finanziaria dell'Offerta Transattiva riservata ai vecchi soci. Gli ormai celebri indici "minimi" di patrimonializzazione che richiede la Bce sono comunque stati raggiunti? Sì e no! Nel senso che il Common Equity Tier 1 ratio (Cet1) ed il Total capital ratio (Tcr), rispettivamente all'8,21% ed al 9,61% sono superiori ai minimi regolamentari, ma sappiamo già che dal 31 marzo 2017 i target srep saranno innalzati rispettivamente al 10,25% ed al 12,25%. I gravi problemi di liquidità della Banca sono stati affrontati ricorrendo al rifinanziamento presso la Bce, ora l'esposizione nei confronti della la Banca Centrale presieduta da Mario Draghi ammonta a 6,4 miliardi di euro! Non dobbiamo dimenticare poi che la BPVi si è avvalsa, nel febbraio scorso, della garanzia statale sull'emissione di un nuovo prestito obbligazionario, della durata di tre anni, per un importo di 3 miliardi di euro. Questa operazione, ovviamente assolutamente straordinaria, ha permesso così di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


migliorare i principali indicatori di liquidità. Attenzione però, nelle note allegate al bilancio 2016 si mette in evidenza che gli aumentati timori per un possibile bail-in hanno portato nel mese in corso ad una "significativa uscita di raccolta" (ossia tanti soldi tolti dalla clientela sui conti correnti) costringendo lo scorso 23 marzo il Consiglio di Amministrazione a richiedere a Banca d'Italia un'ulteriore emissione obbligazionaria garantita dallo Stato, sempre della durata di tre anni, per un ammontare di 2,2 miliardi di euro! Insomma la nostra Banca assomiglia sempre più al "Pozzo di San Patrizio", per quante risorse (ed energie) ci butti ... non si riempie mai!

FATTI

Noi che credevamo nella BPVi: "Modus parlandi, modus operandi" Per le banche che fino a qualche settimana fa pontificavano come limite minimo l'80% di adesioni dei ristori e oggi decantano il 70% come il massimo delle vittorie... Eppure vogliamo ricordargli che restano circa 1.2 miliardi di contenziosi sospesi. L'ennesima vittoria di Pir(L)o. A dirlo è l'associazione Noi che Credevamo nella Banca Popolare. Di Redazione VicenzaPiù

FATTI

Lavoratori Miteni e caso PFAS, per la CGIL di Vicenza "Importanti le conferme della Regione con gli assessori Luca Poletto ed Elena Donazzan ma siamo solo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


al primo passo" L'adesione allo sciopero alla Miteni di ieri, 28 marzo 2017, si è attestato oltre l'80% (su 126 ben 101 hanno aderito allo sciopero). Vanno esclusi però i lavoratori comandati. Una delegazione è partita a fine mattinata per giungere all'appuntamento con la Giunta regionale a Palazzo Ferro Fini dove si stava svolgendo la riunione del Consiglio regionale. La delegazione sindacale era composta dalle RSU aziendali, dai segretari Cgil Cisl e Uil di Vicenza e del Veneto sia di categoria, sia delle tre confederazioni. Per la Cgil vicentina erano presenti il segretario generale Giampaolo Zanni e la segretaria generale FILCTEM (che rappresenta i tessili e i chimici) Verena Reccardini. Di Redazione VicenzaPiù

"Abbiamo avuto conferma (affidamento) da parte dell'assessore alla sanità Luca Coletto che saranno monitorati i lavoratori Miteni, gli ex dipendenti e i lavoratori dell'intero indotto", così la segretaria generale Filctem Verena Reccardini presente all'incontro. "Altra conferma", ha proseguito la segretaria Filctem di Vicenza, " è arrivata dall'assessore Elena Donazzan che ha promesso di convocare un tavolo con l'azienda per affrontare i temi occupazionali". Ed ha aggiunto Reccardini: "Da parte nostra vorremmo tenere assieme l'aspetto sanitario, quello ambientale e quello dei posti di lavoro e quindi vorremmo che l'azienda rimanesse sul territorio, ma vorremmo vedere un piano industriale". Il segretario generale della Cgil vicentina Giampaolo Zanni ha apprezzato l'apertura della Giunta regionale. "Il problema dell'inquinamento da PFAS è rilevante. L'obiettivo in questa vicenda lo raggiungeremo quando vi sarà un accordo per garantire un futuro ai dipendenti e garantire contemporaneamente la salute a cittadini e dipendenti assieme". Ed ha proseguito Zanni: "Quello di oggi (ieri per chi legge, ndr), ovvero l'incontro con la presa in carico dei lavoratori, è un primo passo". "Eravamo presenti come confederazioni a fianco delle categorie", ha proseguito il segretario generale della Camera del lavoro berica, " perché riteniamo che occorra conciliare l'esigenza di garantire l'ambiente sano e l'acqua buona per i cittadini e nel contempo costringere l'azienda ad un accordo che dia rassicurazioni sul futuro aziendale e quindi sui posti di lavoro e sul controllo sanitario di coloro che operano nel sito e in quelle lavorazioni

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


".

FATTI

Fusione Aim-Agsm, i tempi sono ristretti ma si sta lavorando velocemente per concludere l'operazione con successo La fusione tra Aim e Agsm si farà. L'azienda di Vicenza, con sede a San Biagio, sta lavorando alacremente e con velocità per arrivare alla fusione con l'azienda scaligera nel minor tempo possibile, cioè prima di giugno quando a Verona ci saranno le elezioni comunali. "E' Verona ad avere tempi ristretti" ci fanno sapere da Aim. L'obiettivo dell'azienda vicentina, che sta lavorando con serenità, è quello di portare la questione al consiglio comunale di Verona prima delle elezioni, previste a giungo, considerando che 45 giorni prima della scadenza le attività del Comune di congelano. Aim sta lavorando perché la fusione avvenga e perché i tempi vengano rispettati. Facendo un po' di conti ci sono ancora tre settimane di tempo per chiudere l'accordo e a spingere sono i veronesi che, come detto, hanno tempi ristretti e vogliono mettere la parola fine alla fusione prima del voto. La volontà quindi è quella di portare a termine con successo la fusione. Di Monica Zoppelletto

BANCHE / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE

BPVi e Veneto Banca, il futuro è... rinviato.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Danièle Nouy vede la "risoluzione" e mette tutto nelle mani della Commissione europea Il futuro di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca si doveva decidere in buona parte oggi nelle intenzioni del presidente "vicentino" Gianni Mion con l'amministratore delegato Fabrizio Viola e del presidente "montebellunese" Massimo Lanza col suo ad Cristiano Carrus il 9 gennaio scorso quando presentarono a Padova l'Offerta pubblica di transazione (Opt) che per entrambe le ex Popolari venete si è chiusa alle 13.30. Ma in finanza oggi gli oltre due mesi e mezzo passati da quel 9 gennaio sono tanti, forse troppi, perchè gli scenari non cambino anche radicalmente. E in questi ultimi giorni si è parlato molto e anche troppo del salvataggio delle due banche venete, che, pur con l'esito abbastanza positivo dell'Opt della vicentina e delle montebellunese, ora è nelle mani della Commissione europea. Di Monica Zoppelletto

Visto che i "tecnici" di BCE, Vigilanza e Concorrenza si sono smarcati dalla decisione di loro competenza rimettendola nella mani dei politici, la Commissione, pare implicito che abbiano emesso di fatto un giudizio per lo meno di "non salvataggio" se non di condanna al default lasciando poi la patata bollente del bail-in forse cercato nelle mani degli "eletti". Danièle Nouy, presidente del consiglio di vigilanza Bce, ieri 27 marzo, incalzata dalle domande dei giornalisti, ha, infatti, detto: "Le due banche venete hanno richiesto la ricapitalizzazione precauzionale. Questo va discusso in Commissione. Ci sono più attori nelle ricapitalizzazioni precauzionali ed è la Commissione ad avere il ruolo guida". E oggi a Vicenza ha fatto molto caldo visto che il cda ha approvato il progetto di bilancio 2016 con una perdita di 1.9 miliardi di euro e con parametri stiracchiati in molte sue sezioni. Tornando alle parole della Nouy si può leggere tra le righe che la bontà della fusione tra le due banche non appare poi così scontata.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Anche se Banca Popolare di Vicenza ha smentito categoricamente le vociferate dimissioni del presidente Gianni Mion, la trattativa europea, prolungata di giorno in giorno e questo in finanza è grave se non mortale, lo abbiamo detto, fa diventare ancora più tesa la situazione perché, come ha ribadito la Nouy, con un nuovo riferimento alla risoluzione (fallimento) delle banche la Bce non ha paura di usare tutti gli strumenti di cui dispone per ridurre il numero delle banche in Italia e in Europa. Allora tutto passa nelle mani della Commissione europea che avrà un ruolo guida su un piano di rilancio che si preannuncia pesante, a partire dagli esuberi. La cosa che fa più paura è quella che si possa andare verso un tragico bail-in con Veneto Banca magari costretta a doversi immolare alla BPVi per evitarne uno doppio. Se la storia si ripete c'è, però, da registrare che se in passato Bankitalia voleva a tutti costi una fusione basata su un assorbimento di Montebelluna da parte di Vicenza, ora quei costi verranno decisi sul tavolo europeo e non più romano con lo stesso esito prevedibile ma per due entità ormai dissolte, anche se ancora non "risolte".

ECONOMIA&AZIENDE / BANCHE

Transazioni Veneto Banca chiuse oggi al 67,6% del capitale di perimetro. Il Cda punta a individuare advisor per cedere BIM L'Offerta pubbica di transazione di Veneto Banca (Opt), rivolta a larga parte della base sociale della Banca (circa 75.000 azionisti) e avviata lo scorso 10 gennaio 2017, si è conclusa, lo comunica l'Istituto di Montebeluna, alle ore 13.30 del 28 marzo 2017, in seguito alla proroga del termine per aderire, inizialmente fissato al 15 marzo 2017. All'Offerta hanno aderito 54.359 azionisti (il 73% circa del totale), portatori del 67,6% delle azioni comprese nel perimetro dell'Offerta medesima. Al netto delle posizioni irrintracciabili, la percentuale degli azionisti aderenti è pari al 75% circa del totale, corrispondenti al 68,2% delle azioni VB rientranti nel perimetro dell'Offerta di Transazione. Sempre oggi si è riunito sotto la presidenza dell'ingegner Massimo Lanza il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca per deliberare suk futuro di BIM. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il Cda ha deliberato di individuare i propri advisor finanziari e legali al fine di determinare - senza indugio - le modalità attraverso cui consentire a BIM di proseguire il proprio percorso di sviluppo in modo autonomo dal Gruppo Veneto Banca, realizzando una operazione di valorizzazione della partecipazione, nell'ottica del deconsolidamento, finalizzata a salvaguardare in parallelo tanto il patrimonio della Banca quanto quello di tutti gli altri azionisti e stakeholders, ivi inclusi i dipendenti. Tornando all'esito dell'Opt, le strutture della Banca completeranno nel minor tempo possibile i controlli necessari per disporre di un dato certo e definitivo circa il risultato dell'Offerta, così da consentire, in occasione della riunione consiliare del 11 aprile p.v. - data ampiamente all'interno dei termini indicati nel Regolamento dell'Offerta - di decidere in merito alla rinuncia alla condizione sospensiva rappresentata dal raggiungimento della soglia dell'80% delle adesioni e di procedere, conseguentemente, al versamento del riconoscimento economico spettante agli azionisti che abbiano aderito all'Offerta. Si ricorda, infine, che in data 7 marzo 2017 la Banca ha deciso di costituire un fondo per complessivi 30 milioni di euro a sostegno degli azionisti che versano in condizioni disagiate. L'iniziativa, subordinata all'efficacia dell'Offerta di Transazione, si basa sulla consapevolezza della presenza di situazioni di impoverimento e grave disagio sociale che coinvolgono alcuni azionisti risparmiatori di Veneto Banca, oltreché sulla forte volontà di ricostruire un rapporto di fiducia tra la Banca e i suoi soci risparmiatori.

ECONOMIA&AZIENDE

Banca Popolare di Vicenza, Cda: bilancio al 31-12-2016 con perdite per 1.9 miliardi. Transazioni chiuse oggi al 68.7% del capitale di perimetro, ieri dimissioni Marco Bolgiani

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Pubblichiamo la nota ufficiale della Banca Popolare di Vicenza appena arrivata e ci riserviamo commenti e considerazioni dopo aver "macerato" il tutto, tra cui anche le dimissioni dal cda stesso rassegnate ieri dal Consigliere Marco Bolgiani "con effetto immediato, per il crescente impegno connesso ad altre posizioni attualmente ricoperte" e con i "ringraziamenti della BPVi" per l'opera prestata 7 luglio 2016.Proseguono le azioni finalizzate al processo di ristrutturazione del gruppo BPVi da parte del nuovo cda: Ø nuovo piano industriale 2017-2021, sottoposto alla valutazione della BCE. Il nuovo piano prevede la fusione con il gruppo Veneto Banca come condizione indispensabile per il processo di ristrutturazione Ø comunicata alle autorita' competenti la volonta' di accedere alla "ricapitalizzazione precauzionale" da parte dello stato. Ø conclusa l'Offerta pubblica di transazione agli azionisti BPVi con una significativa adesione. 66.712 azionisti (su circa 94.000) hanno aderito all'offerta (71,9% del totale) con una percentuale di azioni pari al 68,7% di quelle incluse nel perimetro dell'offerta. Di Redazione VicenzaPiù

Al netto delle posizioni irrintracciabili e di quelle già oggetto di specifica analisi, la percentuale degli azionisti aderenti e' pari al 72,9%, corrispondenti al 70,3% delle azioni BPVi rientranti nel perimetro dell'offerta di transazione Ø costituito il fondo di 30 milioni per gli azionisti BPVi che versano in condizioni disagiate, collegato all'esito positivo dell'offerta transattiva con i soci Ø definito l'atto di citazione relativo all'azione di responsabilità nei confronti di ex componenti della direzione generale, del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale. L'atto verra' depositato nei prossimi giorni. Ø ottenuta la garanzia statale per un ammontare di 3 miliardi di euro su una nuova emissione obbligazionaria della banca effettuata a febbraio 2017.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Richiesta un'ulteriore garanzia statale su nuove emissioni per un importo di 2,2 miliardi di euro Risultato netto dell'esercizio 2016 negativo per 1,9 miliardi di euro ( qui le tabelle), sul quale hanno influito: Ø 1.078 mln di euro di rettifiche di valore su crediti che rafforzano ulteriormente i livelli di copertura. Richiesta dall'organo di vigilanza una nuova policy di accantonamento per rischi su crediti, gia' prevista nel piano industriale, con presumibili e potenzialmente elevati impatti nel 2017 Ø 367 mln di euro di rettifiche di valore su titoli e partecipazioni, principalmente riconducibili agli effetti connessi al recesso esercitato da Cattolica Assicurazioni e a ulteriori svalutazione dei fondi lussemburghesi Ø 291 mln di euro di accantonamenti ai fondi rischi e oneri connessi al rischio litigations su azioni BPVi e agli esiti dell'offerta di transazione ai soci Ø 155 mln di euro di variazione netta negativa della fiscalita' differita attiva spesata nel conto economico dell'esercizio. Ammonta a complessivi 552 mln di euro la fiscalita' differita attiva non iscritta, di cui 531 mln riferiti a perdite fiscali recuperabili senza limiti temporali ? la copertura[inclusi stralci] dei crediti deteriorati sale al 48,5% (+6,1 p.p. rispetto al 31/12/2015). In particolare, la copertura delle sofferenze e' pari a 62,2% (+2,8 p.p. rispetto al 31/12/2015) ? ratio patrimoniali pro-forma [Calcolati includendo la seconda tranche del versamento in conto futuro aumento di capitale (€146,3mln) effettuato dal Fondo Atlante e perfezionato il 5 gennaio 2017] (Cet1 ratio 8,21% e Total capital ratio 9,61%) superiori ai minimi regolamentari ma inferiori al target Srep 2016 (Cet1 10,25%). Dal 31 marzo 2017 i target Srep saranno: Cet1 10,25% e Tcr 12,25% Vicenza, 28 marzo 2017 - Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Vicenza ha approvato il progetto di Bilancio individuale e consolidato al 31 dicembre 2016. Nel corso del 2016 sono proseguite le azioni finalizzate al processo di ristrutturazione del Gruppo BPVi, tra le quali si citano (i) la trasformazione della Banca in società per azioni e nuovo statuto sociale; (ii) un aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro interamente sottoscritto dal Fondo Atlante, (subentrato ad Unicredit a garanzia della sottoscrizione delle azioni non collocate nell'ambito dell'Offerta Globale), ora azionista di controllo della Banca con una partecipazione nel capitale del 99,33%; (iii) il rinnovo della Governance con l'insediamento di un nuovo Consiglio di Amministrazione e un nuovo Collegio Sindacale nominati dall'Assemblea degli azionisti del 7 di luglio 2016. Inoltre, il 6 dicembre 2016, Fabrizio Viola è stato nominato nuovo Consigliere Delegato del Gruppo BPVi e Presidente del Comitato Strategico del Gruppo Veneto Banca; (iv) l'azione di responsabilità, nei confronti di ex componenti della direzione generale, del consiglio di amministrazione, del collegio sindacale e della precedente società di revisione, deliberata dall'Assemblea lo scorso 13 dicembre; (v) un ulteriore intervento di rafforzamento patrimoniale da parte del Fondo Atlante, effettuato attraverso il versamento irreversibile di 310 milioni di euro in conto

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


futuro aumento di capitale (in due tranches: la prima in data 30 dicembre 2016 per un importo di 163,7 milioni di euro e la seconda in data 5 gennaio 2017 per un importo di 146,3 milioni di euro), con l'obiettivo di rafforzare i coefficienti patrimoniali alla luce degli impatti derivanti dai complessi processi valutativi di fine esercizio e dal lancio dell'Offerta di Transazione agli azionisti BPVi. Sul fronte delle iniziative di carattere commerciale si segnala l'avvio nel corso dell'esercizio del nuovo Modello di Rete. In particolare, il nuovo Modello ha previsto, a partire dal 1° gennaio 2016, la creazione di due filiere commerciali focalizzate sul servizio alla clientela "core" del Gruppo: le famiglie e i piccoli operatori economici (Community Banking) e la clientela corporate, PMI e private (Corporate & Private Banking). Si segnala inoltre il proseguimento della fase di razionalizzazione della presenza territoriale del Gruppo BPVi, con la chiusura nel corso del 2016 di ulteriori 80 filiali (dopo le 75 già effettuate nel 2015) e di 5 dei 6 Uffici di Rappresentanza all'estero. Alla luce dell'evoluzione della situazione specifica della Banca, caratterizzata da un progressivo indebolimento della posizione economicopatrimoniale connessa, in particolare, alla crisi reputazionale e alla conseguente importante riduzione delle masse intermediate, il nuovo Consiglio di Amministrazione, fin dal suo insediamento, ha avviato le attività propedeutiche alla definizione di un nuovo Piano Industriale nell'ambito del quale valutare, fra le diverse opzioni, anche l'aggregazione con altre realtà bancarie. Nel mese di Febbraio 2017, il Consiglio di Amministrazione ha approvato il nuovo Piano Industriale 2017-2021, che ha quali presupposti per la ristrutturazione la fusione con il Gruppo Veneto Banca (controllato dal Fondo Atlante con una quota del 97,6%) unitamente ad un ulteriore intervento di rafforzamento patrimoniale. In tale contesto, in mancanza allo stato di una chiara espressione di volontà da parte dell'azionista di controllo di effettuare ulteriori interventi di sostegno patrimoniale, la Banca, in data 17 marzo 2017, ha comunicato alle Autorità competenti l'intenzione di accedere alla "ricapitalizzazione precauzionale" (ai sensi del D.L 237/2016 come convertito, con modifiche, in legge n. 15 il 17 febbraio 2017) e sta operando affinché tale intervento possa essere effettuato il più rapidamente possibile. Il nuovo Piano Industriale, già all'attenzione delle Autorità di Vigilanza, si basa su tre pilastri principali: (i) riduzione del profilo di rischio, con particolare riferimento al rischio di credito e al rischio legale (principalmente connesso alla ‘litigation' con gli azionisti), (ii) recupero dell'efficienza operativa e (iii) sviluppo commerciale, da realizzarsi anche recuperando il rapporto fiduciario con i clienti/azionisti e favorendo un migliore accesso dei clienti alla Banca attraverso un potenziamento dei servizi di multicanalità.

Offerta di transazione rivolta agli azionisti BPVi L'Offerta di Transazione, rivolta a larga parte della base sociale della Banca (circa 94.000 azionisti) e avviata lo scorso 10 gennaio 2017, si è conclusa alle ore 13.30 del 28 marzo 2017, in seguito alla proroga del termine per aderire, inizialmente fissato al 22 marzo 2017. Sulla base dei dati preliminari esaminati dal Consiglio di Amministrazione,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


all'Offerta hanno aderito 66.712 azionisti (pari al 71,9% del totale), portatori del 68,7% delle azioni comprese nel perimetro dell'Offerta medesima. Al netto delle posizioni irrintracciabili e di quelle già oggetto di specifica analisi, la percentuale degli azionisti aderenti è pari al 72,9%, corrispondenti al 70,3% delle azioni BPVi rientranti nel perimetro dell'offerta di transazione. Il Consiglio di Amministrazione ha espresso la propria soddisfazione per i risultati dell'Offerta, risultati che - ancorché non sia stata raggiunta la soglia di adesioni dell'80% prevista nel Regolamento dell'Offerta - testimoniano la volontà del territorio e delle comunità in cui la Banca opera di accompagnarla nel processo di ristrutturazione in corso. Il Consiglio di Amministrazione ha quindi chiesto alle strutture della Banca di completare nel minor tempo possibile i controlli necessari per disporre di un dato certo e definitivo circa il risultato dell'Offerta, così da consentire, per quanto possibile in occasione della riunione consiliare del 13 aprile p.v. di decidere in merito alla rinuncia alla condizione sospensiva rappresentata dal raggiungimento della soglia dell'80% delle adesioni e di procedere, conseguentemente, al versamento del riconoscimento economico di 9 euro per azione spettante agli azionisti che abbiano aderito all'Offerta. Tale data è comunque all'interno dei termini indicati nel regolamento dell'Offerta. In parallelo all'Offerta di Transazione sopra descritta, la Banca ha avviato un'iniziativa anche per gli azionisti interessati dalla fattispecie del c.d. mancato rispetto dell'ordine cronologico di vendita - individuati a seguito degli accertamenti ispettivi condotti sia dalla Consob sia dalla competente struttura della Banca - ai quali viene proposto un indennizzo predeterminato e fisso per ciascuna azione BPVi oggetto dell'ordine di vendita non eseguito ma che avrebbe teoricamente potuto esserlo se la Banca, nella sua gestione, avesse rispettato l'ordine cronologico. L'indennizzo sarà riconosciuto indipendentemente dal numero degli azionisti destinatari dell'iniziativa che accetteranno questa specifica proposta; diversamente dalla più ampia Offerta di Transazione, per questa iniziativa non è prevista alcuna soglia minima di adesione e, di conseguenza, alcuna condizione sospensiva. Infine, in data 7 marzo 2017 la Banca ha deciso di costituire un fondo per complessivi 30 milioni di euro a sostegno degli azionisti che versano in condizioni disagiate. L'iniziativa, subordinata all'efficacia dell'Offerta di Transazione, si basa sulla consapevolezza della presenza di situazioni di impoverimento e grave disagio sociale che coinvolgono alcuni azionisti risparmiatori di BPVi, oltreché sulla forte volontà di ricostruire un rapporto di fiducia tra la Banca e i suoi soci risparmiatori. I costi connessi all'esito delle sopra citate iniziative di conciliazione con gli azionisti BPVi sono coperti da specifici accantonamenti al fondo rischi e oneri ed hanno comportato un'integrazione di quanto già stanziato a fronte di reclami e contenziosi su azioni BPVi di 180 milioni di euro. Azione di responsabilità Si è concluso il processo istruttorio interno relativo all'azione di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


responsabilità nei confronti dei ex Consiglieri, Sindaci e componenti della direzione generale. In data odierna il Consiglio di Amministrazione ha condiviso l'impostazione dell'atto di citazione che verrà depositato per la notifica nei prossimi giorni.

Principali risultati economici consolidati del 2016 L'esercizio si chiude con una perdita di 1,9 miliardi di euro quale conseguenza (i) della ulteriore rilevante riduzione delle masse intermediate dal Gruppo principalmente derivante dagli eventi straordinari che hanno interessato il Gruppo BPVi a partire dal secondo semestre 2015 e dell'effetto reputazionale che gli stessi hanno avuto (ii) ma soprattutto dell'evoluzione del credito deteriorato e dell'ulteriore innalzamento dei livelli di copertura, anche in seguito al recepimento delle differenze valutative emerse delle verifiche ispettive condotte dalla BCE sul rischio di credito nel corso del 2016 e ad inizio 2017, (iii) degli impatti economico patrimoniali connessi alla decisione assunta il 4 agosto 2016 da parte di Cattolica Assicurazione di recedere dall'accordo di partnership (iv) nonché dagli ulteriori accantonamenti a fondi rischi ed oneri principalmente riconducibili ai reclami e alla litigation sulle azioni BPVI e al costo dell'Offerta Transattiva agli azionisti. Di seguito le dinamiche delle voci di conto economico al 31 dicembre 2016: Il margine di interesse si attesta a 380,1 milioni di euro ed è in flessione del 24,6% rispetto al 31 dicembre 2015, principalmente a causa del maggior costo del funding connesso al diverso mix delle fonti di raccolta a cui si è fatto ricorso per sostenere il profilo di liquidità del Gruppo, che si è progressivamente deteriorato e si è reso necessario sostenere anche ricorrendo al deleveraging degli impieghi con clientela. La voce dividendi e risultato delle partecipazioni valutate al patrimonio netto è pari a 14,0 milioni di euro in calo del 70,7% rispetto al 31 dicembre 2015. La riduzione è dovuta ad una flessione dei dividendi che beneficiavano nel 2015 di importanti apporti (21,8 milioni di euro) degli investimenti in fondi di private equity e nonché a minori risultati conseguiti dalle compagnie assicurative valutate a patrimonio netto. Le commissioni nette, sono pari a 230,3 milioni di euro, in diminuzione del 28,6% rispetto al 31 dicembre 2015. Il calo è principalmente attribuibile alla flessione delle commissioni nette legate ai servizi di gestione ed intermediazione (-44,6%) che risentono delle minori consistenze di raccolta indiretta, nel più generale contesto di riduzione delle masse intermediate. Tale riduzione ha avuto un impatto negativo anche sullo sviluppo delle commissioni connesse alla prestazione di servizi di tipo tradizionale quali, ad esempio, la tenuta e gestione dei conti correnti, il comparto estero ed i servizi di incasso e pagamento e di ricezione e trasmissione ordini di negoziazione su strumenti finanziari.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il risultato netto dei portafogli di proprietà è pari a 46,2 milioni di euro in calo del -71,7% rispetto al 31 dicembre 2015, per effetto di minori ricavi derivanti dall'attività di negoziazione e di minori utili dalla cessione di titoli di Stato che, nello scorso esercizio, avevano beneficiato di favorevoli finestre di mercato consentendo il realizzo di importanti plusvalenze. Gli altri proventi netti ammontano a 49,5 milioni di euro, a fronte dei 15,3 milioni di euro del 31 dicembre 2015. Si precisa che il confronto presenta taluni limiti di comparabilità in quanto, a fine 2016, l'aggregato include per 4,2 milioni di euro anche le risultanze nette delle società HDS non presenti invece al 31 dicembre 2015. Si ricorda infine che tra gli altri oneri del 31 dicembre 2015 figuravano componenti negative una-tantum connesse ai riaccrediti che erano stati effettuati alla clientela a ristoro di commissioni e recuperi di spesa addebitati negli esercizi precedenti. Il totale dei proventi operativi si attesta a 720,1 milioni di euro in calo del 31,6% a/a e riflette la significativa riduzione delle masse intermediate con la clientela (circa -8,8 miliardi di euro, pari a -14,2%), l'incremento del costo della raccolta e la riduzione del contributo derivante dalla cessione di titoli di stato Gli oneri operativi ammontano complessivamente a 687,5 milioni di euro, in flessione dell'1,2% rispetto al dato del 2015. Il confronto presenta taluni limiti di comparabilità in quanto, a fine 2016, l'aggregato include per 5,8 milioni di euro anche le risultanze delle società HDS SpA non presenti invece al 31 dicembre 2015, nonché componenti non ricorrenti quali la sanzione AGCOM per 4,5 milioni e gli oneri accantonati a fronte del fondo di solidarietà per 20,4 milioni. Al netto di tali componenti gli oneri operativi evidenziano una riduzione pari al 5,6%. Le spese per il personale sono in aumento dello 0,6% ed includono il costo (20,4 milioni di euro) riferibile all'attivazione del fondo di solidarietà del personale dipendente, al netto del quale la voce è in riduzione del 4,3%, principalmente per effetto del diminuito numero di dipendenti e della riduzione dei costi per TFR e FAP connessi all'applicazione del nuovo CCNL. Le altre spese amministrative si riducono di 8,9 milioni di euro (3,6%). Al netto della sanzione AGCM e delle risultanze delle società HDS SpA, la riduzione della voce è pari al -7,7%. Infine, gli ammortamenti sono in flessione di 2 milioni di euro (-5,7%). Per effetto delle dinamiche sopra descritte Il risultato della gestione operativa del Gruppo, pur in forte riduzione rispetto al 2015 (-324,3 milioni di euro) è complessivamente positivo per 32,6 milioni di euro. Le rettifiche e gli accantonamenti ammontano a 1.719 milioni di euro e si posizionano su livelli molto elevati, ancorché complessivamente in riduzione del 26,6% rispetto al 31 dicembre 2015. In particolare: - le rettifiche di valore su crediti, pari a 1.077,5 milioni di euro (-19,2% a/a), riflettono l'evoluzione del credito deteriorato, le ulteriori rettifiche su clienti con finanziamenti correlati al capitale nonché gli effetti delle ispezioni della BCE del 2016 e di inizio 2017. - le rettifiche di valore su titoli AFS e partecipazioni, pari a 367 milioni di euro (+114,3% a/a), sono principalmente riconducibili al recesso dalla partnership esercitato da Cattolica Assicurazioni ed alla conseguente svalutazione della partecipazione (221,8 milioni di euro inclusivi degli effetti connessi alla riclassifica dell'interessenza tra le "attività finanziarie disponibili per la vendita") e alla valutazione negativa (80,9 milioni di euro)

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


delle opzioni put detenute da Cattolica sul 60% delle compagni assicurative, nonché alle ulteriori svalutazioni dei fondi Lussemburghesi Optimum MSI e MSII (50,5 milioni di euro). - gli accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri, pari a 265,4 milioni di euro (48,3%), sono in gran parte riconducibili a rischi per litigation su azioni BPVi (290,6 milioni di euro inclusivi della stima preliminare degli oneri a fronte dell'Offerta di Transazione formulata dalla Capogruppo ai propri Soci/Azionisti, parzialmente compensati da circa 83 milioni di euro di liberazione dei fondi stanziati lo scorso esercizio su azioni correlate a finanziamenti a fronte di stralci per accordi transattivi e/o rettifiche di valore sui finanziamenti) e, in misura minore, ad altri rischi su controversie legali (24,5 milioni di euro), a penali connesse allo scioglimento della jont venture con Cattolica Assicurazioni (6,2 milioni di euro) ed ad altri oneri (27,1 milioni di euro) per lo più riferibili a sanzioni preannunciate alla Capogruppo da parte di Autorità di Vigilanza. Il risultato netto della cessione/valutazione di investimenti viene a determinarsi in 7,4 milioni di euro ed è riferibile per 18,4 milioni di euro all'earn-out connesso alla cessione della quota di interessenza in ICBPI avvenuta lo scorso esercizio, mentre ha inciso negativamente per 9,2 milioni di euro la svalutazione degli immobili di proprietà a seguito delle nuove perizie effettuate. Al riguardo si precisa che le risultanze del 2015 includevano invece la plusvalenza di 166,7 milioni di euro realizzata con la cessione dell'interessenza detenuta nell'Istituto Centrale delle Banche Popolari. I contributi BRRD, FITD e schema volontario registrati nell'esercizio sono pari a 57,7 milioni di euro a fronte di 58,1 milioni di euro a fine 2015. Le imposte sono negative per 164,5 milioni di euro (+486,3 milioni di euro al 31 dicembre 2015), principalmente per effetto dello scarico di DTA precedentemente iscritte a seguito dell'esito del nuovo "probability test" condotto a fine esercizio. Nella voce è altresì incluso il canone per le DTA ex D.L. 59/2016 (7,1 milioni di euro, assente nel 2015).

Principali aggregati patrimoniali del 2016 Al 31 dicembre 2016 il prodotto bancario del Gruppo, costituito dalla raccolta totale e dagli impieghi per cassa con clientela, ammonta 52.886 milioni di euro, in flessione del 14,2% rispetto ai 61.671 milioni di euro del 31 dicembre 2015. L'aggregato in esame ha risentito degli impatti reputazionali connessi alla situazione specifica del Gruppo, che ha comportato una significativa diminuzione dei volumi intermediati. La raccolta diretta, pari a 18.794 milioni di euro, segna una riduzione del 14,4% rispetto alle consistenze del 31 dicembre 2015. Il calo si è concentrato sulla componente commerciale (privati e imprese), che è quella che più ha risentito dei citati impatti reputazionali. Con riferimento alla situazione di liquidità, in considerazione dell'impossibilità di ricorrere a forme di funding a medio-lungo termine di tipo senior unsecured sui mercati, a causa della difficile situazione specifica

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


della banca, il deflusso dei fondi è stato fronteggiato tramite il ricorso al rifinanziamento presso la BCE e attraverso operazioni di funding collateralizzato con controparti istituzionali. L'esposizione in BCE al 31 dicembre 2016 è pari a 6,4 miliardi euro di cui 4,7 miliardi di euro costituiti da fondi TLTRO 2. In seguito all'approvazione del D.L. n. 237/2016 (in data 23 dicembre 2016) recante disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio, che ha concesso la possibilità agli Istituti bancari (nel rispetto di determinate condizioni) di potersi avvalere della garanzia statale sulle proprie passività di nuova emissione, il profilo di liquidità ha potuto beneficiare dell'emissione (effettuata il 3 febbraio 2017) di un'obbligazione garantita dallo Stato per un importo di 3 miliardi di euro, con scadenza 03/02/2020. Quest'ultima infatti è stata in parte collocata sul mercato (1,25 miliardi) e in parte utilizzata come collaterale per operazioni di finanziamento (1,75 miliardi). I fondi rivenienti da tali operazioni hanno contributo a diversificare le fonti di funding del Gruppo. La sopra citata emissione garantita dallo Stato ha consentito di migliorare i principali indicatori di liquidità, tra cui l'indicatore LCR-Liquidity Coverage Ratio che al 31 dicembre 2016 era pari al 37,9% in calo rispetto al 113,3% del 30 giugno 2016. Per effetto della citata emissione obbligazionaria garantita dallo Stato, infatti, l'indicatore LCR si è posizionato al di sopra del minimo regolamentare per il 2017 (pari al 90% cosi come previsto nella decisione SREP 2016). Si precisa peraltro che nel mese di Marzo 2017 la situazione dell'indicatore è peggiorata quale conseguenza della significativa uscita di raccolta commerciale a seguito dei timori di bail-in connessi alle incertezze sul processo di ricapitalizzazione. In tale contesto, in data 23 marzo 2017, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di procedere con la richiesta a Banca d'Italia e al M.E.F. di un'ulteriore emissione di titoli con Garanzia dello Stato ex-DL. 237/2016 fino ad un massimo di 2,2 miliardi di euro della durata di 3 anni. La raccolta indiretta (escluse le azioni BPVi) ammonta a 11.533 milioni di euro evidenziando una riduzione del -20,7% rispetto al dato di fine 2015 per effetto del calo sia della raccolta amministrata (-22,4%) che di quella del risparmio gestito e previdenziale (-18,9%). I crediti netti verso clientela si attestano a 22.559 milioni di euro ed evidenziano una flessione del 10,4% rispetto ai 25.178 milioni di euro di fine 2015. L'andamento dell'aggregato riflette principalmente il deleveraging operato a sostegno del profilo di liquidità del Gruppo, nonché l'aumentata copertura media del portafoglio crediti deteriorati. I crediti deteriorati lordi verso clientela si attestano a 9.799,6 milioni di euro ed evidenziano un incremento di 837,0 milioni di euro (+9,3%) rispetto al 31 dicembre 2015. Nel dettaglio, le sofferenze sono pari a 5.116,2 milioni di euro (+17,1% a/a), le inadempienze probabili sono pari a 4.603,2 milioni di euro (+3,7% a/a), mentre le esposizioni scadute e/o sconfinanti sono pari a 80,2 milioni di euro (-48,0%). L'incremento dei crediti deteriorati lordi registrato nel 2016 è riferibile per il 50,5% alle esposizioni vantate verso clientela con capitale finanziato che,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


sulle base delle analisi svolte internamente, risultavano non avere più sufficienti flussi di cassa per un rimborso integrale dell'esposizione. Le esposizioni deteriorate lorde della specie, ammontano al 31 dicembre a 1.305,1 milioni di euro a fronte degli 882,4 milioni di euro del 31 dicembre 2015. Si precisa, inoltre, che le dinamiche intervenute nel 2016 recepiscono anche le riclassificazioni e le rettifiche comunicate dal team BCE nell'ambito della verifica ispettiva on-site relativa a "Credit and counterparty risk management and risk control system" avviata sul Gruppo nel mese di giugno e chiusasi all'inizio di settembre. Nel mese di marzo l'Organo di Vigilanza ha trasmesso una comunicazione in "draft", nella quale elenca in dettaglio i risultati dell'ispezione e richiede alla Banca di porre in essere, entro una specifica tempistica (fra giugno e settembre 2017), le azioni necessarie per rimuovere le carenze rilevate. Alla luce delle raccomandazioni della BCE comunicate in draft il 13 marzo 2017, la Banca dovrà rivedere in ottica maggiormente conservativa le policy, i processi e le procedure associate al rischio di credito e controparte, la cui applicazione all'intero portafoglio creditizio determinerà presumibilmente ulteriori impatti negativi, allo stato attuale non quantificabili ma potenzialmente significativi, sulla situazione patrimoniale ed economica del Gruppo BPVi, già entro il 2017. Inoltre, BPVi è stata oggetto di un'ulteriore verifica ispettiva on-site limitata al perimetro dei cd. finanziamenti "correlati" all'acquisto/sottoscrizione di azioni BPVi. La verifica ha avuto inizio nei primi giorni di febbraio 2017 e si è conclusa il 10 marzo scorso. Alla data delle presente Relazione non si è ancora tenuto il consueto pre-closing meeting con la formale comunicazione dei risultati della verifica al management. Sulla base degli esiti preliminari della verifica, si è già provveduto a recepire nel Bilancio 2016 i maggiori accantonamenti e le riclassifiche da bonis a deteriorati proposte dal team ispettivo e condivise dalla Banca. Inoltre, sono state avviate analisi sulle importanti riclassifiche a sofferenza proposte dal team ispettivo e i cui maggiori accantonamenti sono già stati recepiti. Tali riclassifiche saranno eventualmente effettuate, una volta concluse le analisi, già nel primo semestre 2017. I crediti deteriorati netti verso clientela si attestano a 5.160,3 milioni di euro ed evidenziano una diminuzione di 159,9 milioni di euro (-3,0%) rispetto al 31 dicembre 2015. Nel dettaglio, le sofferenze sono pari a 2.022,6 milioni di euro (+7,1% a/a), le inadempienze probabili sono pari a 3.070,5 milioni di euro (-6,8% a/a) e le esposizioni scadute e/o sconfinanti sono pari a 67,2 milioni di euro (-50,4%). L'indice di copertura dei crediti deteriorati, includendo le cancellazioni parziali su crediti in procedura concorsuale (c.d. "stralci"), è pari al 48,54% (+6,13 p.p. rispetto al 42,41% di fine 2015), in particolare la copertura delle sofferenze sale al 62,16% (+2,84 p.p. rispetto al 59,32% di fine 2015). Il patrimonio netto del Gruppo si attesta a 2.148,7 milioni di euro, evidenziando un decremento di 385,4 milioni di euro rispetto al dato di fine

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


2015 (-15,2%).

Coefficienti di Vigilanza I Fondi propri al 31 dicembre 2016 ammontano a 1.906,5 milioni di euro a fronte dei 2.022,5 milioni di euro del 31 dicembre 2015. La riduzione intervenuta è principalmente riferibile alla perdita d'esercizio, solo in parte relativa ad elementi oggetto di deduzione dai Fondi Propri, nonché al computo delle riserve da valutazione negative riferibili ad esposizione verso Amministrazioni Centrali di Paesi dell'Unione Europea e ai rimborsi e all'ammortamento previsto dalla normativa prudenziale che hanno interessato i prestiti obbligazionari subordinati. Si precisa altresì che, nonostante gli elementi di incertezza sussistenti in ordine alla legittimità della decisione di Cattolica Assicurazioni ad esercitare il diritto di recesso unilaterale della partnership in essere con la Banca e, conseguentemente, della stessa validità del diritto di Cattolica a vendere le partecipazioni del 60% detenute nel capitale di Berica Vita, Cattolica Life e ABC Assicura, è stato dedotto dai Fondi Propri al 31 dicembre 2016 l'intero prezzo di esercizio del potenziale diritto di Cattolica a vendere le partecipazioni nelle suddette compagnie assicurative (178,5 milioni di euro), tenendo conto delle disposizioni, ivi incluse quelle transitorie, contenute nel Regolamento (UE) n. 575/2013. Si ricorda infine che ai Fondi propri del Gruppo BPVi è applicato un "filtro prudenziale" (255,3 milioni di euro al 31 dicembre 2016, 320,8 milioni di euro a fine 2015) al fine di neutralizzare il capitale a fronte del quale è stata evidenziata sussistere una "correlazione" tra acquisti/sottoscrizioni di azioni BPVi e finanziamenti erogati a taluni Soci/Azionisti ovvero in relazione al quale sono stati rilevati altri elementi che ne impongono la detrazione dagli strumenti del capitale primario di classe 1 ai sensi dell'art. 36 del Regolamento (UE) n. 575/2013 e non già "neutralizzato" attraverso accantonamenti o rettifiche di valore rilevate a conto economico. Il Common Equity Tier 1 Ratio e il Tier 1 Ratio si attestano entrambi al 7,47% (6,65% al 31 dicembre 2015), mentre il Total Capital Ratio risulta pari all'8,88% (8,13% al 31 dicembre 2015). I ratios consolidati pro-forma al 31 dicembre 2016, determinati includendo la seconda tranche del versamento in conto futuro aumento di capitale effettuato in data 5 gennaio 2017 dal Fondo Atlante, pari a euro 146,3 milioni, si attestano all'8,21% per quanto attiene al CET1 ratio e al Tier 1 ratio e al 9,61% per quanto attiene al Total capital ratio. Il Gruppo BPVI pur rispettando i requisiti minimi regolamentari previsti dall'art. 92 del Regolamento UE n. 575/2013, presenta un CET 1 ratio inferiore al target SREP fissato al 10,25% per il 31 dicembre 2016. Si precisa infine che, in seguito alla nuova SREP decision comunicata il 16 dicembre 2016, i requisiti patrimoniali su base consolidata da rispettarsi a partire dal 31 marzo 2017 sono i seguenti: 8,75% CET1 ratio transitional 10,25% Tier 1 ratio transitional 12,25% Total Capital ratio transitional

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Poiché la Banca non ha al momento strumenti di tipo Additional Tier 1, il requisito minimo da rispettare in termini di CET1 ratio è di fatto pari al 10,25%. I requisiti patrimoniali sopraindicati includono un requisito aggiuntivo (Pillar 2 Requirement) del 3,00% e un requisito combinato di riserva del capitale (Capital Conservation Buffer) dell'1,25%, entrambi da detenere interamente in termini di CET1 ratio.

Evoluzione prevedibile della gestione Fatti salvi gli elementi esogeni e le incertezze legate allo scenario macro economico e finanziario del 2017, le prospettive del Gruppo BPVi saranno influenzate dalla difficile situazione specifica a livello economico patrimoniale e dalle azioni che verranno intraprese nell'ambito del processo di ristrutturazione avviato. Quest'ultimo prevede la fusione con il Gruppo Veneto Banca unitamente ad un rafforzamento patrimoniale, così come previsto dal Piano Industriale 2017-2021, sottoposto ai rispettivi Consigli di Amministrazione nel mese di febbraio 2017. L'operazione di fusione è subordinata alle autorizzazioni delle Autorità di Vigilanza oltre che all'applicazione della vigente normativa in materia: l'avviato processo autorizzativo presenta non trascurabili elementi di incertezza. L'andamento della gestione nei mesi antecedenti il completamento della fusione risentirà dei vincoli derivanti dalla forte riduzione dei coefficienti patrimoniali determinatasi in seguito alla perdita dell'esercizio 2016. La posizione di liquidità, pur rafforzata dall'emissione di obbligazioni garantite dallo Stato, resta influenzata dal periodo di incertezza e può evidenziare un'elevata volatilità delle masse con particolare riferimento a quelle relative alla clientela corporate di elevato importo unitario. Si precisa infatti che nel corso del mese di marzo 2017 vi è stato un significativo deterioramento della situazione di liquidità. In tale contesto, in data 23 marzo 2017, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di procedere con la richiesta a Banca d'Italia e al M.E.F. di un'ulteriore emissione di titoli con Garanzia dello Stato ex-DL. 237/2016 fino ad un massimo di 2,2 miliardi di euro della durata di 3 anni. Il costo del credito è previsto attestarsi ancora su livelli sostenuti, in relazione sia alla prevista revisione in ottica maggiormente conservativa delle policy di provisioning adottate dalla Banca anche in seguito al recepimento delle indicazioni risultanti dalla visita ispettiva dalla BCE sui rischi di credito e di controparte, sia agli impatti derivanti dalla prevista cessione del portafoglio di sofferenze, conseguente all'operazione di fusione, da realizzarsi tramite un'operazione di cartolarizzazione pubblica, il cui processo è già stato avviato. La realizzazione nel corso dell'anno dei necessari interventi di rafforzamento patrimoniale rappresenta un presupposto per la continuità aziendale e per il positivo completamento dell'operazione di fusione, che si ritiene possa consentire un'accelerazione del processo di ripresa dell'attività commerciale

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


e porre le basi per significative sinergie sul fronte dei costi. Con specifico riferimento alle azioni di rafforzamento patrimoniale la Banca, nell'ambito delle modalità di reperimento dei capitali necessari ad implementare la citata ricapitalizzazione e in mancanza, allo stato, di una chiara espressione di volontà da parte dell'azionista di controllo di effettuare ulteriori interventi di sostegno patrimoniale, ha comunicato al MEF, Banca d'Italia e BCE l'intenzione di accedere al sostegno finanziario straordinario e temporaneo da parte dello Stato italiano ("ricapitalizzazione precauzionale"), ai sensi del D.L 237/2016 come convertito, con modifiche, in legge n. 15 il 17 febbraio 2017. Tale intervento viene considerato come la più realistica opzione di ricapitalizzazione in quanto operazioni di mercato sembrano difficilmente percorribili; al tempo stesso la realizzazione di un esercizio di Liability Management (es. conversione volontaria di obbligazioni subordinate in capitale) appare particolarmente complessa e di incerta esecuzione. Tuttavia, occorre evidenziare che anche la ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato è un processo articolato e complesso, che richiede la preventiva decisione della Direzione Generale della Concorrenza (DG Comp) della Commissione Europea sulla compatibilità dell'intervento con la normativa in materia di aiuti di Stato i cui esiti sono allo stato incerti. Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, dott. Massimiliano Pellegrini, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili. Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari F.to Massimiliano Pellegrini

FATTI

Tribunale di Vicenza tra gli ultimi in classifica per efficienza. Erika Stefani presenta un'interrogazione al Ministero della Giustizia La sentarice della Lega Nord, Erika Stefani ha presenttao un'interrogazione al Ministero della Giustizia in merito al Tribunale di Vicenza che risulta essere tra gli ultimi posti. Come risulta da una ricerca condotta da Fabio Bartolomeo, direttore del servizio statistica del Ministero della Giustizia nonché rappresentante italiano presso Cepej, la commissione per l'efficienza della giustizia del Consiglio d'Europa, non vi è l'automatica correlazione tra "forze" in campo e produttività dei Tribunali. Infatti, per rispondere all'esigenza di tenere

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


sotto controllo il livello di servizio offerto dagli uffici giudiziari, lo studio ha preso in considerazione il settore civile, e in particolare quelli più complessi da un punto di vista procedimentale trattati dai 140 Tribunali. Di Emma Reda

I parametri presi in considerazione sono stati: l'anzianità dell'arretrato; i tempi delle cause; il rapporto tra le cause definite e le iscritte (clearance rate) e la copertura degli organici; da tale ricerca è emerso, come emerge da un articolo pubblicato su un quotidiano "Il Sole 24 Ore" che "La top ten dei tribunali migliori vede tutti uffici di piccole o medie dimensioni, con un carico di processi civili pendenti che oscilla tra i 681 di Rovereto e i 4.361 di Como. Unica eccezione è il tribunale di grandi dimensioni di Torino, che chiude al 9° posto nonostante la bellezza di quasi 20mila procedimenti aperti al 31 dicembre 2016. ... Altro aspetto evidenziato è la "territorialità" dell'efficienza. In particolare i primi dieci posti sono appannaggio di sole 4 Regioni italiane del centro e del nord Italia: Trentino Alto Adige (con 2 uffici), Piemonte (con 3 uffici), Lombardia (con 3 uffici) e Abruzzo (con 2 uffici). In generale le performance migliori le registrano i tribunali del nord. Considerando la top-50, gli unici uffici dell'Italia meridionale in classifica risultano essere Napoli Nord (13°), Campobasso (33°), Napoli (42° e secondo tribunale d'Italia per numero di procedimenti civile pendenti), Sciacca (43°), Marsala (44°), Locri (47°). Particolare la prestazione di quest'ultimo tribunale, Locri, che a fronte di un'altissima litigiosità (si registrano oltre 9.500 processi civili pendenti alla fine del 2016), numeri superiori alla litigiosità di tribunali di grandi città del centro-nord, e alla più ampia scopertura in percentuale di giudici in tutta Italia (sono presenti solo 13 giudici su 29), riesce comunque ad aggredire l'arretrato in modo adeguato, sebbene i tempi medi per concludere un procedimento rimangano ancora tra i più alti (ben 1.164 giorni). Situazione geografica confermata anche ribaltando la classifica: negli ultimi dieci posti (dal 130° al 140°) figurano tutti tribunali del centro-sud, eccezion fatta per Vicenza, con la Sicilia tra le Regione più "lente" a dare risposte a chi chiede giustizia, ..."; dopo numerose sollecitazioni, avvenute anche da parte dell'istante con altre interrogazione, sono stati assegnati, da parte del Consiglio Superiore della Magistratura, presso il Tribunale di Vicenza, nuovi magistrati. Tale nuove nomine hanno consentito, sicuramente, di poter dare un aiuto fattivo alla situazione in cui versava detto Tribunale. Fra l'altro, a

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


mero titolo di completezza, come risulta dal piano di nomine, oggi, non dovrebbero residuare, posti vacanti; ciò premesso, tenuto conto che l'attuale organico del Tribunale di Vicenza risulta "al completo", non si comprende come il "rendimento", e quindi il livello del servizio offerto, come indicato nell'articolo richiamato del Tribunale di Vicenza, sia tra gli ultimi. Pertando chiedo: Se codesto Ministero è a conoscenza dei fatti come riportati, e quali iniziative intende intraprendere al fine di porre rimedio urgente, anche con provvedimenti emergenziali, affinché il Tribunale di Vicenza possa funzionare in modo efficiente ed efficace per far svolgere in tempi ragionevoli il ruolo che costituzionalmente è assegnato a detto organo giudiziario.

FATTI

Valentina Dovigo: "Visita ispettori Unesco deve diventare occasione per riorientare il futuro urbanistico della città" Valentina Dovigo Consigliere comunale - Lista Civica e Sel parla della visita degli ispettori Unesco/Icomos prevista nei prossimi giorni. Ritengo che questo sia il modo migliore per affrontare la situazione, per non arrotolarsi sul passato, che è veramente davanti a noi con tutti i suoi mostri, ma che deve essere abbandonato e sostituito da proposte politiche per una diversa gestione del territorio. L'idea che senza edilizia (e strade) non si va avanti, va definitivamente archiviata a favore di un'idea moderna di città che sappia valorizzare in modo nuovo i suoi beni architettonici ed il suo paesaggio, iniziando col rimettersi in sesto e col correggere tutti gli errori di questi anni, e non solo degli ultimi anni. Di Redazione VicenzaPiù

Le idee trainanti sono un po' sempre le medesime: fermare il consumo di suolo, ridurre le previsioni di edificazioni ancora sovrabbondanti nel PAT e

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


nel PI, dare un taglio ai piani edilizi in deroga, puntare su una rigenerazione urbana che crei molti nuovi spazi pubblici, una mobilità dolce sicura, il riequilibrio con quel che è rimasto del territorio rurale e la manifestazione completa dei valori palladiani, che sono per l'appunto "di eccezionale valore universale". Riusciranno nostri eroi a trasformare queste prospettive in concrete norme urbanistiche? Lo stesso finanziamento del bando periferie potrà essere aggiornato/integrato alla luce degli esiti del lavoro di questi giorni degli ispettori Unesco?

FATTI

Sergio Berlato: "Nelle scuole non entri la teoria gender, no allo spettacolo teatrale Fa'Afafine" A Vicenza, come purtroppo già avvenuto in altre città, si sta promuovendo uno spettacolo teatrale a dir poco discutibile rivolto agli alunni delle suole primarie senza coinvolgere in questa scelta le famiglie - afferma il Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Sergio Berlato. Mi riferisco alla rappresentazione teatrale "Fa'Afafine" nella quale il protagonista è un ragazzo che vive la sua identità sessuale come le targhe alterne: nei giorni pari si sente maschio e in quelli dispari femmina. Di Redazione VicenzaPiù

Il tutto in un contesto familiare in cui i genitori invece di essere punti di riferimento sono essi stessi guidati da una confusione dei ruoli tanto da indurre il figlio ad essere padre-madre di adulti-bambini; insomma un tripudio di ambiguità che non ha nulla di educativo - precisa il Consigliere Berlato. Comprendo la forte preoccupazione delle famiglie che tramite le 22 associazioni, tra cui il Forum Associazioni Famigliari del Veneto, il Tavolo Permanente sulla Famiglia, il Comitato Difendiamo i Nostri Figli e l'Associazione Psicologi e Psichiatri Cattolici, hanno espresso la loro forte

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


indignazione per come gli Istituti scolastici si siano resi disponibili a questo tipo di manifestazione teatrale senza neanche coinvolgere i genitori, sentire le loro opinioni in merito e valutare con loro l'opportunità di proporre ai bambini uno spettacolo così assurdo - continua Berlato. Ci si dimentica che la circolare ministeriale del MIUR n. 1972 del 15 settembre 2015 ribadisce che "tra i diritti e doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né ideologie gender né l'insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo". Nella descrizione dello spettacolo teatrale si fa esplicitamente riferimento al "gender creative child" e questa è una ulteriore conferma che questa iniziativa ha lo scopo di far veicolare messaggi devastanti per l'equilibrio psichico dei nostri figli - ribadisce Berlato. Non possiamo tollerare che in nome di una presunta libertà di espressione artistica si vada a violare il diritto delle famiglie di evitare che i propri figli vengano plagiati da chi diffonde queste teorie che riteniamo pericolose e inaccettabili - conclude Berlato.

FATTI

Sergio Berlato contro la Proposta del M5S sulle banche islamiche: "Integrarsi significa accettare le nostre regole, non stravolgerle" "Banche islamiche che rispettino i precetti della Sharia. Questa la ricetta politica che il Movimento Cinque Stelle, nella persona del Sindaco di Torino Chiara Appendino, vorrebbe proporre per favorire l'integrazione degli islamici nel nostro Paese e, contestualmente, ridare slancio all'economia". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale Sergio Berlato (FdI-AN-MCR) che giudica la proposta pentastellata "a dir poco assurda, in quanto, secondo la Appendino, il nostro sistema bancario dovrebbe adottare un sistema creditizio conforme alla sharia per favorire l'acquisto di immobili da parte dei musulmani". Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Dopo i disastri bancari degli ultimi anni, che hanno condizionato la vita di migliaia di famiglie ed imprese - puntualizza il coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia/Alleanza Nazionale - per il Movimento Cinque Stelle la priorità è rendere il nostro sistema bancario più congruo alle esigenze degli islamici, favorendo così una colonizzazione economica, oltre a quella culturale già in atto". "Il Movimento Cinque Stelle - conclude Sergio Berlato - dovrebbe invece capire che sono gli stranieri a doversi integrare, e che una vera integrazione passa per l'accettazione delle nostre regole, della nostra cultura e delle nostre tradizioni, e non nel loro stravolgimento per accontentare, in una sorta di gara alla sottomissione culturale, gli ultimi arrivati".

FATTI

ISDE Veneto plaude alla nomina del professor Fletcher come consulente della procura di Vicenza sui PFAS Su incarico del comitato direttivo della sezione regionale del Veneto dell'Associazione Medici per l'Ambiente-ISDE Italia Onlus esprimo il plauso e i ringraziamenti alla procura di Vicenza per aver scelto il professor Tony Fletcher di Londra come consulente per il caso PFAS. Il professor Fletcher, noto ricercatore ed epidemiologo di fama mondiale, fu uno dei tre esperti indipendenti nominati dal tribunale dell'Ohio, negli Stati Uniti, per coordinare e dirigere il programma noto come C8 Health Project, cioè una serie di indagini epidemiologiche sulla popolazione esposta ai PFAS immessi da un impianto chimico di proprietà della Dupont nel fiume Ohio, la cui acqua fu utilizzata ad uso potabile e umano per decenni, ad insaputa di tutti, tranne che dei dirigenti della multinazionale americana. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


I ricercatori dimostrarono, pubblicando una dozzina di studi su prestigiose riviste internazionali, un'aumentata incidenza, non spiegabile con altre cause se non con l'esposizione ai PFAS, di alcune patologie tumorali (cancro del rene e dei testicoli) e non neoplastiche (aumento del colesterolo, malattie delle tiroide, ipertensione arteriosa della gravidanza/preeclampsia, colite ulcerosa). Ricordiamo che, nei comuni veneti a maggiore esposizione ai PFAS, un eccesso di mortalità per alcune di tali patologie - e per altre che possono insorgere in seguito a livelli di colesterolo eccessivamente elevati, per esempio infarto del miocardio e ictus cerebrale - fu riportato inizialmente dallo studio di mortalità ISDE-ENEA. II risultati del nostro studio sono stati in seguito confermati da uno analogo del SER del Veneto. Altri studi, condotti sempre dalle istituzioni venete, hanno evidenziato un'aumentata prevalenza di diabete e gestosi nelle donne gravide nonché dell'incidenza di altri gravi eventi avversi neonatali. ISDE Veneto e nazionale furono i primi a suggerire alla Regione Veneto di inserire Fletcher come esperto indipendente nella commissione regionale sui PFAS e in seguito, alla procura di Vicenza come proprio consulente. Pertanto non possiamo che essere felici per la scelta operata dalla procura vicentina. Al professor Fletcher, dice Vincenzo Cordiano Presidente della sezione di Vicenza e della sezione regionale del Veneto dell'Associazione Medici per l'Ambiente- ISDE Italia onluscon il quale ISDE Veneto è stato costantemente in rapporto epistolare a partire dal 2013 per scambio reciproco di informazioni e richiesta di consigli, e che mi onoro di aver conosciuto personalmente in occasione del recente workshop internazionale di Venezia del 22-23 febbraio 2017, vanno i nostri auguri di buon lavoro. Auguri che i soci ISDE estendono agli altri esperti selezionati, certi che svolgeranno il loro compito in completa indipendenza e liberi da condizionamenti di qualsiasi natura.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Cristiano Carrus porta nelle fauci della sdentata BPVi i resti di Veneto Banca: BankItalia dixit. Intanto l'Europa prepara il test "nucleare" del bail-in in Veneto Leggiamo e rileggiamo da cronisti, anche se sarebbe pericoloso, ci dicono, le vecchie e le ultime vicende delle due ex Popolari Venete, la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, dimenticandoci per un attimo dei loro 206.000 soci, tanto nel passato se ne sono dimenticati in tanti, chi più chi meno, dai gestori ai regolatori fino ai controllori delle due banche. In un passato che oggi sembra lontanissimo, da inizio 2013, gli archivi dei giornali e un po' di autoimmodesta-memoria del nostro, ci ricordano come Banca d'Italia con

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ogni mezzo proprio e con molti "supporti" esterni (a BankItalia ma non al "sistema" di potere che esprime o che la esprime) spingesse non verso una fusione bilanciata tra i due istituti veneti ma verso la banca unica a trazione Gianni Zonin. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Se oggi il 70% del "perimetro" (che parola squallida) dell'Offerta Pubblica di Transazione (94.000 soci "vicentini" e 75.000 "montebellunesi") è mantenuto in coma farmacologico grazie a una trasfusione di solo il 15% del sangue versato, quanto fosse irresponsabile quella linea ce lo ha appena spiegato Gianni Zonin nei suoi due interrogatori in cui, in pratica, si dichiara incapace di "intendere e volere" per la gestione della sua banca, tutta in mano, fino all'ultima delle donne di pulizia, immaginarsi poi per strategie e fusioni, a quei due grandi banchieri che sono stati, lo ha certificato il re del vino, Samuele Sorato ed Emanuele Giustini. Se qualcuno, tra Antonino Cappelleri, Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi e poi i giudici che valuteranno le prove finchè "prescrizione" non intervenga, crederà alla sua versione, escludendo che sia nata dai fumi senili del suo vino, gambellarese o americano che sia, pensate che figuraccia ci farebbero i vertici di Palazzo Koch a Roma, goverantore Ignazio Visco e capo del dipartimento di vigilanza bancaria e finanziaria Carmelo Barbagallo. Loro di certo non disapprovarono nè la spettacolare perquisizione della Guardia di Finanza che a febbraio 2015 bloccò addirittura la strada statale Feltrina sud per setacciare ogni angolo della direzione generale di Veneto Banca, nè quella molto più financially correct di giugno 2016 quando, come giustamente chiesto dal procuratore capo di Vicenza il giorno dopo il, fantasioso?, accordo con Unicredit per la sparita garanzia del mai avvenuto collocamento in borsa di BPVi, i finanzieri entrarono discretamente nella sede centrale della Popolare vicentina senza neanche far spostare le biciclette parcheggiate nella comunale Via Btg. Framarin quando ne uscirono con qualche scatolone portato via a mano. E sempre i vertici della nostra banca di "bandiera" di certo non contrastarono nè il trasferimento delle indagini sulla popolare montebellunese presso la più vicina, e rapida, procura romana, nè il mantenimento di quelle vicentine presso il tribunale locale costruito a Borgo Berga, l'area che, tragicomica ironia della sorte, lo stesso procuratore vicentino ha chiesto che venga sequestrata e "demolita" in quanto totalemente illegale...

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Se tutte queste, piccole e marginali, memorie si presterebbero già per un cinepanettone, sia pure di cattivo o amaro gusto fate voi, gli ultimi eventi Alessandro Penati, il regista di Quaestio sgr e fondo Atlante, li ha già etichettati come una "horror story". In cui il fondo ha preso, non abbastanza, soldi da banche e istituzioni finanziarie italiane, tra cui Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce, per quanto tempo ancora di questo passo?, i risparmi dei risparmiatori postali, per "gettarli" nelle due banche senza estinguerne la sete di denaro, che dovrà ora arrivare per una cifra quasi doppia se non tripla ammesso sempre che basti. A che poi non si sa visto che le due banche, dopo gli eventi in premessa, quelli di cui sono responsabili a danno dei soci e del territorio, chi più chi meno, i gestori, i regolatori e i controllori, sono state svuotate nel frattempo del loro residuo valore, la fiducia e, di conseguenza, la raccolta passata per venti miliardi circa in casse ben più accoglienti a tranquillizzanti come quelle di Intesa. Ma per sceneggiare l'horror story sono stati messi in campo dalla Banca Popolare di Vicenza Francesco Iorio, prima che lo "espellesse" un vero manager bancario, Fabrizio Viola, e da Veneto Banca Cristiano Carrus. Iorio ha fatto il suo nel far guadagnare tempo ai... ritardi (anche legali) e per tradire, non si capisce ancora se per insipienza di Zonin nella sua ultima scelta di un dg/ad o per disegni ancora imprescrutabili, le residue speranze dei soci promettendo improbabili risanamenti e rapidi qunto incredibili ritorni agli utili, per ciò premiato da una pantagruelica buonentrata e una folle buonuscita. Carrus si è messo davanti ai buoi e sta ancora facendo il suo, perchè, esautorato nei fatti e nella sostanza da Viola, il futuro amministratore delegato unico delle due popolari, se la UE ne consentirà salvataggio e fusione, l'attuale ad virtuale sta completando quello che, traducendo i rumors che provengono dalla rete della banca montebellunese, appare il suo definitivo affossamento funzionale alla subalternità ai cocci della BPVi. Se Francesco Iorio, almeno e anche se non si sa se per deferenza verso chi l'aveva ingaggiato o per un barlume di intelligenza manageriale, non si lanciò in un'opera, sadomaso, di "sputtanamento" dei vertici precedenti, già sputtanati di proprio, Carrus a dispetto del suo nome, Cristiano, della memoria e dell'evidenziazione degli errori del passato ha fatto il suo must quotidiano allontanando ancora di più, per quanto fosse possibile, i vecchi clienti, e, dicono i rumors, poco interessandosi di recuperare sul territorio il recuperabile. Non parrebbe, quindi, un caso che i numeri fino a poco tempo fa ancora a vantaggio di Veneto Banca rispetto alla Banca Popolare di Vicenza (da perdite inferiori a rating meno peggiori) si stiano gradualmente deteriorando sempre di più. E anche in questo caso, per chiudere il cerchio che si sta tracciando dal 2013, parrebbe che Banca d'Italia non ne sia scontenta. Perchè, palazzo Koch lo disse, se fusione va fatta è quella di Montebelluna "in" Vicenza.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Peccato solo che oggi a fondersi siano due ologrammi di banche prima svuotate, chi più chi meno, dai loro gestori, regolatori e controllori, e distrutte ora da una volontà aliena alla logica come urlò al vincente "finanziere" Gianni Mion, il "fonditore", Beniamino Anselmi, il banchiere esperto e contrario alla "banca veneta unica", perchè di minor valore e, quindi, propedutica alla macelleria sociale. Quella volontà è sempre più determinata a condurre in porto un'operazione che sembrava all'inizio avere, almeno, un sia pur malefico senso: nascondere chissà quali indicibili errori del passato di grandi strateghi e locali profittatori. Ma la fusione oggi appare solo l'atto finale di un robot programmato in maniera irreversibile da un folle incarognito dallo svanire dei suoi residui poteri, ora in mano al potere ancora più lucidamente folle di chi, nell'Europa che conta, sta provando a vedere che effetto fa il "test" di un vero bail-in: un'esplosione nucleare in un Veneto oggi ancora concorrenziale, guarda caso, con l'Europa più forte.

FATTI

Vicenza patrimonio Unesco, bonifica bellica del parco della pace non ancora ultimata Vicenza patrimonio UNESCO, ma ci sono zone che presentano problemi come ad esempio l'area del futuro parco della pace e la pista ciclabile di viale Ferrarin. Il movimento Cristiani per la pace denuncia il fatto che in questi anni nulla è stato fatto. "Da anni chiediamo i progetti della nuova viabilità USA su viale Ferrarin, sul parco della pace e tangenziale per capire se le cose sono fatte a regola d'arte" dicono i rappresentanti del movimento. Nel dettaglio la bonifica bellica del futuro parco della pace non è ancora ultimata. L'impressione è quella di un ex aeroporto appena bombardato. Come si vede all'interno il materiale, oltre alla componente argillosalimosa, risulta stranamente frammisto a pietre calcaree di piccola, media ed anche grossa dimensione. Di Monica Zoppelletto

In questa zona, tali cumuli, che raggiungono la lunghezza di un centinaio di metri in entrambi i lati della pista di volo occupandola quasi totalmente, sembrerebbero non compatibili con i lavori di bonifica bellica, proprio per la loro specificità, e quindi la loro provenienza rimane dubbia e per il momento senza risposta. Nello specifico, in tale zona, che si trova a sud del Parco quasi a ridosso della recinzione della caserma americana "Del Din", si

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


notano cumuli di materiali eterogenei. Addirittura i resti di una vasca Imhoff. Solitamente tale manufatto viene interrato nelle vicinanze di qualche edificio abitato, o comunque frequentato, per la prima depurazione delle acque bianche e nere di scarico. Nelle zone interessate dalla bonifica, non sembra esistesse alcun edificio cui assegnare l'appartenenza di tale ritrovamento. In sostanza, l'impresa che vincerà la gara di appalto per la realizzazione del Parco, dovrà pure farsi carico dell'allontanamento di questi cumuli di materiale, alcuni decisamente inquinanti come calcestruzzi e bitumi, in discariche autorizzate. Altri, probabilmente privi di certificazioni di idoneità per il loro eventuale recupero e reimpiego in zona, del resto non necessari, tenuto conto delle importanti escavazioni previste nel progetto preliminare per ricavare numerosi canali e laghetti sufficienti per i due "mirador" previsti nel progetto del Parco. Altro nodo riguarda il divieto di transito nella pista ciclabile di viale Ferrarin. "Questa parte di territorio è di competenza statunitense - dice Paolo Fin, rappresentante di Cristiani per la pace - ma non si sa chi ha messo quel divieto e non si ricevono risposte da nessuno".

FATTI

Codacons Veneto, BPVi e Veneto Banca assillano clienti per firmare transazione L'avvocato Franco Conte, presidente di Codacons Veneto scrive: Riceviamo alcune telefonate di nostri assistiti che sono stressati dalla filiali di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca per andare a firmare la transazione.E' una loro facoltà fare la proposta ma in alcuni casi si spingono ad suggestioni che rappresentano una vera e propria coercizione morale. Vorremmo ricordare che: 1) la banca non può dichiarare di non presentarsi all'Arbitrato perchè una banca che avvia un'operazione di recupero dei fiducia dei propri azionisti e poi sfugge alla via agevole di "fare giustizia" prevista daslla normativa europea e recepita con effetto dal 9 gennaio in italia rassomilgia più agli imbroglioni che ci hanno venduto a 62,50 o a 42,50 che solo dopo un anno mesi dopo valevano 10 centesimi. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


2) nelle filiali richiamano il rischio dei costi del legale...dimenticando che le associazioni di tutela dei consumatori non avviano cause temerarie, ma solo confortate dalla giurisprudenza...e sarà la banca a giustificare le spese legali che dovrà pagare come è avvenuto a Verona dove è stata condannata a pagare 12.000 euro al legale dell'risparmiatore tradito! 3) la prospettiva del fallimento della banca poi è un bufala....con che faccia ti sollecitano a depositare i soldi e poi minacciano il fallimento se la gente non aderisce!!! Viene il dubbio che cambia il maestro d'orchestra ma l'orchestra e la musica sono sempre gli stessi....

FATTI

Violenza degli ultrà bresciani allo stadio Menti di Vicenza, Sbrollini: “Subito il DASPO per i violenti” Dopo gli episodi di violenza in occasione del match Vicenza-Brescia nterviene l'onorevole Daniela Sbrollini. Ancora purtroppo episodi di violenza fuori dagli stadi. Sabato pomeriggio a Vicenza gli ultrà ospiti del Brescia Calcio hanno attaccato la "gabbia" dello stadio Romeo Menti sfasciandola e aggredendo i poliziotti in servizio, alcuni dei quali sono rimasti feriti e portati al pronto soccorso S. Bortolo. Già due anni fa i tifosi vicentini erano stati vittime di un agguato vigliacco fuori dallo stadio Rigamonti di Brescia quando i pullman biancorossi sono stati presi d'assalto con pietre e spranghe, causando diversi feriti tra cui un bambino colpito gravemente. I tifosi del Vicenza Calcio, invece, negli ultimi anni hanno diminuito sensibilmente i feriti causati verso altre tifoserie e verso altre forze dell'ordine: stando ai dati ufficiali dell'osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive si nota come siano passati da 36 a 9 e poi a 4 nelle ultime tre stagioni calcistiche. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Un dato estremamente positivo che indica nette differenze tra le tifoserie anche nella serie B. Ora molto probabilmente arriveranno i DASPO, i divieti di accesso alle manifestazioni sportive per i soggetti con precedenti di violenza. Questi violenti non hanno nulla a che fare con lo sport e con il calcio che vogliamo vedere, non possiamo permettere che queste categorie di ultrà rovinino ed ostacolino la passione vera della stragrande maggioranza dei tifosi. Dobbiamo valorizzare il tifo "sano" e incentivare le famiglie a ripopolare gli impianti sportivi, su cui bisogna assolutamente investire come sta provando a fare da alcuni anni B futura, la società della Lega di Serie B.

FATTI

Scuole superiori pronte alla mobilitazione: a fianco della Provincia, in difesa della sicurezza Una manifestazione a Roma, con tutti i Presidi degli istituti superiori d'Italia e una rappresentanza dei 2,5 milioni di studenti. Guidati dai Presidenti delle Province, per dire basta ai prelievi che ne hanno messo in difficoltà i bilanci. E per chiedere al Governo di mettere le Province nelle condizioni di garantire i servizi essenziali al territorio e alle scuole in particolare. E' questa la proposta emersa questa mattina all'incontro tra il Presidente Achille Variati, affiancato dai consiglieri Maria Cristina Franco per l'Istruzione, Ennio Tosetto per l'Edilizia Scolastica e Ernesto Ferretto per il Bilancio, e i Dirigenti Scolastici delle scuole superiori vicentine, i Presidenti dei Consigli d'Istituto e la Consulta degli Studenti. Di Emma Reda

Chiamati a raccolta nell'aula magna dell'istituto Montagna dal Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Vicenza Giorgio Corà, gli interessati hanno partecipato in gran numero. E non poteva essere altrimenti, visto che sul piatto c'era il futuro delle scuole superiori vicentine, che significa 48

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


istituti per oltre 40mila studenti. Un futuro non roseo, ha subito chiarito Variati. "A Vicenza mancano 5 milioni per chiudere il bilancio 2017. E siamo la Provincia che sta meglio. I tagli che la stessa Corte dei Conti ha definito irragionevoli ci hanno messo in ginocchio. Ora è necessario un decreto legge che ci metta semplicemente nelle condizioni di svolgere le competenze che ci sono state attribuite, gestire le strade provinciali, gli istituti superiori, tutelare l'ambiente, offrire servizi ai Comuni. Non chiediamo nulla di più, e noi stessi Sindaci lavoriamo gratuitamente. Ma l'essenziale, quello sì. E' un diritto del territorio e della comunità". I numeri della scuola vicentina sono significativi: 48 plessi, per un totale di 128 edifici che per l'80% ha superato i 50 anni d'età. Le sole utenze scolastiche (acqua, luce, gas) costano oltre 5,6 milioni di euro. Se si aggiungono le utenze telefoniche, la cancelleria, il costo delle locazioni, il rimborso degli oneri, si arriva a 6,2milioni di euro che la Provincia versa ogni anno per la sola gestione corrente degli istituti. I milioni di euro lievitano quando si parla di manutenzione. La vetustà degli edifici pretende continua attenzione. Negli ultimi 2 anni sono stati investiti nelle scuole 20milioni di euro, per lavori in parte realizzati in parte in realizzazioni la prossima estate. Ora ci sarebbe richiesta di lavori per ulteriori 30milioni di euro. Nel dettaglio: 800mile euro servono per la messa in sicurezza; 2,1milioni di euro per il miglioramento sismico; 4,5milioni di euro per la prevenzione incendi; 17milioni di euro per interventi vari di manutenzione straordinaria; 5,2milioni per l'ampliamento di due istituti (Parolini di Pove e Garbin di Thiene). Ed è solo il necessario. "Si parla di sicurezza -ha sottolineato Variati- e sulla sicurezza non si scherza. Per questo, per la nostra e vostra tutela, abbiamo depositato un esposto cautelativo, precisando che gli interventi non vengono fatti per la nostra cattiva volontà, ma per obiettiva mancanza di fondi che non dipende da noi." La scuola, in blocco, si è schierata a fianco di Variati e delle Province. Presentando al Presidente anche un documento, a firma dell'Anp (Associazioni dei Dirigenti Scolastici), in cui gli stessi Presidi si dichiarano in prima linea a difesa della sicurezza delle scuole. "Aspettiamo il decreto legge -ha concluso Variati- e se sarà necessario siamo tutti pronti per una grande manifestazione a Roma."

FATTI

Unesco, Jacopo Bulgarini D'Elci: "Da parte nostra massimo impegno come custodi di un patrimonio dell'umanità" Durerà dal 28 al 31 marzo la missione vicentina dei due esperti inviati da Unesco e dal suo braccio operativo Icomos per ispezionare, su invito del Comune, l'integrità del sito "La città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto" in relazione ad alcune

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


possibili criticità. A valutare lo stato di conservazione del sito saranno Anastasia Tzigounaki (Grecia) per il Centro Patrimonio Mondiale (World Heritage Centre) e Bernhard Furrer (Svizzera) per Icomos International. Gli appuntamenti programmati nell'ambito della missione dei due esperti prevedono sopralluoghi, incontri tecnici e momenti di confronto. Di Redazione VicenzaPiù

"Con la Advisory Mission che ospiteremo nei prossimi giorni - dichiara il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci si conclude un primo e fondamentale passaggio della complessa verifica in corso con Unesco. Le raccomandazioni di Unesco, che erano appunto raccomandazioni e non ordini, sono state prese radicalmente sul serio dal Comune di Vicenza. Che vi ha anche dato seguito con estrema rapidità: di fatto quella appena completata è solo la seconda HIA (Heritage Impact Assessment, Valutazione di Impatto sul Patrimonio) fatta in Italia. Negli scorsi mesi sono stati numerosi e produttivi gli incontri fatti con esperti, portatori di interessi, e soprattutto con i membri del nostro sito Unesco, che come noto è un sito particolarmente complesso perché oltre alla città di Vicenza comprende oltre venti ville in altrettanti comuni, distribuite su sei province, in larga parte di proprietà privata, e coinvolge soprintendenze, Regione, Diocesi e vari istituti. Proprio nelle ultime settimane sono anche iniziate attività di approfondimento, aggiornamento e formazione rivolte tanto agli amministratori quanto ai tecnici dei vari comuni, così come riflessioni interne su come definire procedure più esaustive che sappiano prendere nella dovuta considerazione i fattori paesaggistici e immateriali su cui il mondo Unesco sta attirando la nostra attenzione, invitandoci a una maggiore sensibilità". "Il momento della Advisory Mission sarà cruciale prosegue il vicesindaco - , perché definirà lo stato di conservazione del sito. E in particolare se manterremo la protezione Unesco, come mi aspetto e come devono augurarsi tutti coloro che hanno a cuore Vicenza. Questa verifica ci aiuterà a capire se e quanto alcuni progetti di trasformazione del territorio abbiamo danneggiato l' "Eccezionale Valore Universale" del sito, e quali contromisure e mitigazioni possiamo attivare per proteggerlo. Per questo dico che i prossimi giorni saranno un momento cruciale ma tutt'altro che finale: all'indomani della missione dovremo riprendere a lavorare con il massimo impegno, più di quanto si sia fatto in passato, per onorare al meglio la responsabilità che abbiamo come custodi di un sito patrimonio mondiale dell'umanità

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


". Nei quattro giorni di attività sarà la sala Stucchi di palazzo Trissino ad ospitare gli incontri di approfondimento, dopo il benvenuto del sindaco Achille Variati in programma la mattina di martedì 28 marzo. I due esperti incontreranno tutti i soggetti responsabili del sito e analizzeranno gli esiti della HIA, la Valutazione di Impatto sul Patrimonio per il sito Unesco di Vicenza commissionata dal Comune su richiesta del Centro per il Patrimonio Mondiale - Icomos, il progetto relativo al passaggio per Vicenza dell'alta capacità alta velocità ferroviaria e quello sull'ampliamento della tangenziale. Visiteranno inoltre i principali monumenti oggetto, in questi anni, di interventi di riqualificazione e valorizzazione, tra i quali la Basilica palladiana, Palazzo Chiericati, la chiesa di Santa Corona. Sono previsti anche sopralluoghi all'area di Borgo Berga, al parco della Pace, a villa Trissino Cricoli, a villa Chiericati di Grumolo delle Abbadesse e a villa Trissino di Sarego. Sono infine in programma momenti di confronto con le categorie economiche, le associazioni e i portatori d'interesse del territorio.

FATTI

Anagrafe edifici e strutture pubbliche di Vicenza, Liliana Zaltron (M5S) a Variati: ci doveva già essere e per le scuole l'avevamo chiesta dal 2013 Liliana Zaltron, del Movimento Cinque Stelle, ha presentato un'interrogazione in merito alla proposta dell'Amministrazione comunale di fare un'anagrafe di ponti, cavalcavia e scuole per tenere sotto controllo lo stato di infrastrutture ed edifici. A tal proposito Zaltron chiede: avere un'anagrafe dello stato degli edifici pubblici e delle strutture pubbliche non dovrebbe essere una normalità? Non dovrebbe essere già presente da anni? Come è possibile che una nostra interrogazione sul livello di sicurezza delle scuole pubbliche presenti sul territorio comunale, presentata in data 15/07/2013 e ripetutamente sollecitata, non abbia ancora avuto risposta? Di Emma Reda

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Proprio perché crediamo nell'importanza della prevenzione... riteniamo sia doveroso disporre di analisi aggiornate" ha dichiarato il sindaco. Chiediamo al sindaco: solo ora ha cominciato a credere nell'importanza della prevenzione? E' da anni che come Movimento 5 Stelle chiediamo censimenti, ispezioni , analisi strutturali e relativi programmi di intervento e purtroppo senza risposta.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

La confusione regna sovrana per la BPVi tra la sentenza di condanna "pilota" a Verona, le aperture di Vestager verso i soci "truffati" e la possibile bocciatura del salvataggio di Nouy. E la "giustizia" appare una chimera La confusione regna sovrana, al momento non si può giungere ad altra conclusione. Mentre infatti le due Banche venete, la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, hanno prorogato il termine per aderire all'Offerta Pubblica di Transazione (Opt), ufficialmente per agevolare "i numerosi azionisti che si stanno presentando nelle filiali delle Banche per sottoscrivere l'accordo transattivo", arriva una notizia che perlomeno va a scompigliare tutte le carte. Il giudice civile di Verona, Massimo Vaccari, infatti, ha condannato la BPVi a risarcire una azionista che in due tranches, nel 2009, e successivamente nel 2010, aveva acquistato complessivamente 660 azioni al prezzo di 60,50 euro ciascuna, richiedendo la vendita delle stesse nel 2014.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Giancarlo Marcotti

Come noto a tutti, la Banca in quel periodo aveva comunicato a, quasi, tutti gli azionisti che lo avessero chiesto di non essere più in grado di eseguire l'operazione poiché non era più autorizzabile in base alle nuove normative della BCE l'utilizzo del fondo acquisto azioni proprie. La causa che ne è nata si è conclusa il 25 marzo con la sentenza di condanna per la BPVi, chiamata a risarcire l'azionista dante causa, seguita dall'Adusbef Verona, per oltre 60.000 euro (comprensivi di capitale investito, interessi, rivalutazione e spese legali). Il Giudice ha riconosciuto che la Banca nel 2014 non era tenuta a liquidare l'investimento, ma la sentenza di condanna è stata comminata per " aver violato gli obblighi informativi". Capirete bene che una sentenza simile ha lo stesso effetto dell'accensione di un cerino all'interno di una santabarbara , infatti, ne dà notizia l'Adusbef, sottolineando che si tratta della "prima storica sentenza di condanna nella causa pilota intentata da Adusbef" che aggiunge: "Mentre proseguono le ripetute, insistenti molestie a danno di 210.000 azionisti truffati di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, per convincerli ad accettare vere e proprie elemosine, con la rinuncia a qualsiasi contenzioso giudiziario contro le banche e la doverosa azione nei confronti di Banca d'Italia e Consob , l'unica strada percorribile per aggredire il loro capiente patrimonio, alla luce di sentenze consolidate di Cassazione che hanno condannato l'omessa vigilanza...., questa sentenza segna uno spartiacque per i soci frodati, beffati e perseguitati dagli stalker delle due banche venete".

E il presidente di Codacons Veneto non solo ha esultato per la notizia, ma ha invitato tutti gli azionisti che hanno firmato la proposta di transazione a recarsi in Banca per revocarla. Insomma se pensavate che il giorno 28, alla scadenza "definitiva" dell'Opt, la situazione si sarebbe chiarita, eccovi serviti. L'ennesimo colpo di scena rende ancor più ingarbugliata una vicenda che di per sé è complicatissima, già, perché ancor prima della sentenza del Giudice di Verona a gettare benzina sul fuoco ci aveva pensato... l'Europa nella persona di Margrethe Vestager, Commissaria Ue alla concorrenza competente per la misura di ricapitalizzazione precauzionale (da parte dell Stato) che i due Istituti veneti hanno chiesto.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


La Vestager aveva dichiarato che in caso di "misselling", ossia di vendite abusive, gli azionisti avrebbero dovuto essere "compensati". Buone notizie quindi per tanti azionisti azzerati? Forse, perché la dichiarazione, se ci pensiamo un attimo, non è per nulla sorprendente: in presenza di vizi formali, ovviamente, il contratto è nullo, ma valutare il "misselling" è tutt'altro che agevole, occorrerebbe istituire meccanismi "arbitrali" per nulla semplici. E poi sappiamo che "l'Europa" ha sempre più voci, ed allora se le parole della Vestager potevano aver fatto tornare la fiducia in molti "truffati", quelle di un'altra donna, Danièle Nouy, sono risultate una specie di "mazzata" per i risparmiatori (azionisti, ma anche obbligazionisti delle Banche venete), la Presidente della Vigilanza Unica BCE, infatti, nella relazione annuale davanti al Parlamento europeo ha letteralmente dichiarato: "Il salvataggio delle banche dell'eurozona non è scontato: per alcuni Istituti potrebbe essere necessaria la liquidazione se non ci sono altre strade praticabili per il loro salvataggio." Insomma restano in campo tutte le ipotesi: compensazione, azzeramento e ristoro parziale. Ciò che temiamo è che alla fine la "giustizia", non solo quella giudiziaria, rimarrà una splendida chimera.

ECONOMIA&AZIENDE

Sentenza di Verona a favore azionista BPVi, Franco Conte per Codacons: la primavera inizia bene, chi si fosse pentito per l'adesione alla transazione vada in banca e la revochi L'articolo di VicenzaPiù "Vittoria Adusbef contro la BPVi: giudice di Verona condanna la banca a rimborsare con gli interessi una signora che aveva acquistato 660 azioni nel 2010" conforta quanto da noi consigliato, scrive Franco Conte agli associati di Codacons Veneto di cui è presidente. "La strada della costituzione di parte civile nel processo penale contro Banca Popolare di Vicenza o Veneto Banca - aggiunge Conte - presenta comunque molti rischi, primo tra tutti il rischio prescrizione; resta valida l''azione civile individuale in tribunale o davanti al nuovo Arbitro Controversie Finanziarie ACF; il costo delle cause anche se contenuto con accordi garantiti dal CODACONS Veneto resta comunque impegnativo e quindi suggeriamo di aspettare il consolidarsi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dell'orientamento positivo che sta emergendo; solo per anziani, ammalati o casi di emergenza suggeriamo di avviare prima l'ACF e poi la causa". Di Edoardo Pepe

A questo punto , conclude Franco Conte per Codacons, "siamo abbastanza tranquilli. Chi si fosse pentito di aver firmato vada in banca entro il termine di scadenza della proposta di conciliazione e proceda alla revoca. Loro diranno che nonè possibile, ma voi chiedete ricevuta della vostra volontà di revoca. La Primavera comincia assai bene, auguri..."

FATTI / LAVORO / AMBIENTE

Cornedo, l'azienda Galvanoplastica srl è la prima al mondo ad avere eliminato il cromo esavalente dal processo industriale Un anno di ricerca, per un investimento da 1 milione di euro. L'Ad Carlo Riva: «Il rispetto dell'ambiente, un valore prima che un obbligo». Legambiente candida l'azienda al "Premio innovazione amica dell'ambiente", e Ikea avvia i primi contatti per conoscere il processo. Una linea produttiva che abbatte interamente l'uso di cromo esavalente: è la rivoluzionaria innovazione tecnologica salva ambiente messa a punto da Galvanoplastica srl, azienda di Cornedo Vicentino attiva sul mercato internazionale nel settore della ricopertura metallica di componenti plastiche tramite processi galvanici. Un risultato unico al mondo, e arrivato dopo un'intensa attività di ricerca andata avanti per un anno. L'azienda ha voluto anticipare i tempi convertendo la produzione alle nuove direttive di settore nel più breve tempo possibile: il cromo esavalente - sostanza cancerogena e mutogena - è stato infatti inserito dall'agenzia chimica europea nel REACH (la lista delle sostanze pericolose) e dal 2013 i processi industriali che ne fanno uso sono andati incontro

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


a un progressivo restringimento normativo in vista della scadenza del 21 settembre 2017, termine ultimo fissato a livello comunitario entro il quale escluderlo completamente da ogni processo produttivo. Di Comunicati Stampa

Galvanoplastica ha finanziato con circa 1 milione di euro il lavoro condotto nell'ultimo anno da Mac Dermid Enthone, polo internazionale di ricerche per l'industria con base negli Usa e sedi staccate in Inghilterra e Germania; la struttura ha operato coordinando l'azienda bresciana Ilmar, specializzata nella produzione di impianti per l'industria galvanica. I risultati raggiunti hanno consentito di mettere a punto un processo interamente "cromo6free", sia nella parte di mordenzatura solfo-cromica (la graffiatura che rende la superficie plastica più adatta al fissaggio dei metalli) e di cromatura elettrolitica, sia nella formazione di scarti da lavorazione. Il processo, già brevettato, ha consentito di dare vita al moderno impianto denominato Evolve, pronto a entrare in servizio dopo l'ottenimento di VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), certificazioni per le quali Galvanoplastica ha già presentato domanda presso i tecnici del settore ecologia della Provincia di Vicenza, richiesta coordinata dal Laboratorio Chimico Veneto di Vicenza. Il nuovo processo prevede di utilizzare al posto del cromo nuove sostanze interamente escluse dal REACH, quindi sicure e di più facile smaltimento. Negli scorsi giorni Legambiente Vicenza ha incontrato i vertici dell'azienda, manifestando l'intenzione di candidare la società di Cornedo alla selezione per il premio "Innovazione amica dell'ambiente 2017". Manifestazioni d'interesse per il processo sono giunte da Volkswagen e Mercedes-Benz, che potrebbero declinare all'automotive il risultato ottenuto; Ikea ha invece avviato i primi contatti con Galvanoplastica come potenziale fornitore di lavorazioni su componentistica plastica "total green". Carlo Riva, Amministratore Delegato di Galvanoplastica:

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


«Abbiamo voluto metterci in regola di fronte a una scadenza per la quale, come spesso capita quando ci sono interessi di molti in mezzo, è già stato richiesto uno slittamento di 4 anni, in fase di approvazione. Ma lo abbiamo fatto comunque, perché noi crediamo che rispettare una norma dall'elevato valore ecologico e sociale sia qualcosa da fare subito, non solo quando diventa un obbligo di legge. Molte aziende del nostro settore hanno pensato di "aggirare" le regole delocalizzando la produzione in altri Paesi come Slovenia o Romania, dove le regole sono più morbide; in questo modo possono continuare a produrre con i vecchi sistemi e contenere i prezzi. Noi invece no: abbiamo scelto di spingerci oltre e di investire, per dare qualcosa che altri non avevano. Per continuare a lavorare per e con il nostro territorio. Oggi siamo orgogliosi di questo risultato ottenuto facendo squadra anche di fronte alle difficoltà che sono sorte lungo la strada. Devo ringraziare tutti: da CNA Vicenza, sempre al nostro fianco di fronte a ogni problema, ai miei dipendenti, che si sono prestati con grande disponibilità ai cambiamenti messi in atto nel processo produttivo. Ed è gratificante pensare che questo traguardo è loro e per loro, visto che migliora anche la sicurezza delle condizioni lavorative».

Roberto Ciambetti, Presidente del Consiglio Regionale del Veneto: «Ho voluto fortemente essere presente a questa giornata in cui si festeggia un grande traguardo. In un momento in cui facciamo i conti con un'emergenza ambientale iniziata negli anni ‘70, esempi come questo vanno fatti conoscere, perché dimostrano che c'è la possibilità di fare impresa di qualità con un occhio all'ambiente. Oggi va di moda il dumping ambientale, che consente in alcuni Paesi di operare aggirando l regole e abbattendo i costi di produzione. Ma così i pericoli per la salute si spostano soltanto. Noi amministratori abbiamo il compito di creare cultura d'impresa, negli imprenditori e nei consumatori, affinché adottino scelte consapevoli e responsabili. Grazie a Galvanoplastica e CNA Vicenza per il percorso intrapreso, un esempio per molti» Stefano Fracasso, Consigliere Regione del Veneto: «Siamo abituati ad alcuni luoghi comuni: il primo è che tra le necessità di produzione industriale e quelle sociali ci sia sempre un inevitabile conflitto; il secondo è che di fronte alle regole si debba trovare il modo di aggirarle; il terzo, meglio scappare piuttosto che innovare; e il quarto è che le associazioni di categoria non servono a nulla. Ecco Galvanoplastica li ha smentiti uno per uno. Ha tolto il cromo, una bestia nera anche nell'industria conciaria; ha trovato il modo di farlo rispettando le regole, innovando e ancorando la produzione al territorio. E ha trovato in CNA un grande alleato, una realtà che ha detto: se avete bisogno, noi ci siamo».

Gianni Cozzi, Amministratore delegato MacDermid Enthone Italia: «Perché i primi proprio qui? Perché siamo italiani. La nostra missione è partita vent'anni fa, e oggi per la prima volta abbiamo portato i risultati su una produzione di larga scala. Ci voleva la giusta determinazione, la giusta coscienza al rispetto delle regole per la tutela dell'ambiente, e siamo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


orgogliosi del risultato che abbiamo ottenuto»

Henry Sep, Responsabile Marketing MacDermid Enthone «MacDermid Enthone sente forte la responsabilità di dare prodotti sempre migliori ai nostri partner, ma anche a basso impatto ambientale. Oggi dobbiamo dire grazie a Galvanoplastica se possiamo immaginare un mondo più pulito. Credo che Vicenza, il Veneto ma anche l'Italia debbano essere orgogliosi di questa azienda che rivoluzionerà il futuro».

Alessandro Leone, Direttore Generale CNA Vicenza: «CNA è orgogliosa di essere stata al fianco di Galvanoplastica, perché conferma la nostra missione di crescere assieme alle nostre realtà associate. L'associazione vive solo in sinergia con le aziende. Si parla spesso di manifattura 4.0, innovazione, sviluppo tecnologico... ecco qui siamo di fronte a una piccola impresa che ha investito pesantemente per realizzare il paradigma di sviluppo in ottica green. Le ultime analisi di CNA evidenziano due cose importanti: la prima è che il Veneto è la prima regione per numero di imprese innovative, il 57% tra le iscritte in CCIAA; la seconda è che invece si parla quasi sempre di innovazione di prodotto. Galvanoplastica è invece innovazione di processo: così si spezzano le regole del gioco per vincere la concorrenza pur restando in Italia»

Galvanoplastica, socialmente responsabile. Da sempre sensibile al rispetto delle regole in tema di politiche ambientali, Galvanoplastica ha intrapreso questo percorso in largo anticipo sui tempi stabiliti dalla normativa. Una scelta etica, a difesa dell'ambiente e della qualità del lavoro dei dipendenti, ma anche una scelta sociale, per continuare a tenere la produzione radicata nel territorio e crescere con il tessuto lavorativo locale. Grazie a questa politica, intrapresa fin dalla nomina di Carlo Riva al ruolo di Amministratore Delegato, l'azienda si è lasciata alle spalle il periodo di crisi incontrato a cavallo del 2000. Puntando su ricerca, innovazione e valorizzazione delle potenzialità di mercato in breve i dipendenti sono diventati da 12 agli attuali 50, con un fatturato che tocca ora quasi 6 milioni di euro. Oggi Galvanoplastica vanta una produzione estesa a oltre 21mila articoli, con un portfolio di 180 clienti tra cui si distinguono Electrolux, De' Longhi, Jacuzzi, Versace e Luis Vuitton. La coscienza ecologica resta poi il principale motore del cambiamento aziendale: oltre alla riconversione del processo produttivo, la società ha avviato le procedure per l'ottenimento della certificazione UNI EN ISO 14001, che attesta il rispetto dei più alti standard green a tutti i livelli della struttura. L'azienda è socia CNA Vicenza dal 2001.

Il cromo esavalente. Il cromo esavalente (o triossido di cromo, formula chimica CrO3) è un composto del cromo nel suo stato di ossidazione più elevato, +6, dalle

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


proprietà fortemente ossidanti. È molto tossico, corrosivo, cancerogeno e pericoloso per l'ambiente. Fino al recente passato è stato utilizzato dall'industria in particolare nei settori conciario e galvanico. È un prodotto solubile in acqua e dal peso molecolare elevato, tanto da rendere devastanti i rischi di una accidentale contaminazione a livello di falda. Oggi le normative sui processi industriali tradizionali ne hanno tollerato l'utilizzo a limiti sempre più ristretti, con l'obbligo di smaltirlo attraverso particolari processi chimici per abbatterne la pericolosità prima del conferimento in discarica.

FATTI

Borgo Berga: interrogazione di Cappelletti (M5S) sul trasloco dell'Agenzia delle Entrate "Anche i sindacati dei lavoratori dell'Agenzia delle Entrate contestano la scelta dell'ente di traslocare dagli uffici di via Palladio a Borgo Berga. In seguito alla richiesta di sequestro dell'intero complesso edilizio di Borgo Berga da parte della Procura della Repubblica, abbiamo sollevato nuovamente la questione al Ministro Padoan chiedendo di attivarsi per impedire tale trasferimento; abbiamo chiesto che il contratto di locazione firmato dell'Agenzia delle Entrate con la società Sviluppo Cotorossi venga immediatamente sospeso e che vengano verificati i presupposti per l'annullamento" lo afferma il senatore del M5S Enrico Cappelletti che sulla questione ha presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'economia e delle finanze. Di Redazione VicenzaPiù

"E' assurdo - continua Cappelletti - come un ente pubblico, quale l'Agenzia delle Entrate, non abbia trovato di meglio che sottoscrivere un contratto di locazione con una società sospettata di lottizzazione abusiva decidendo di trasferire i propri uffici in un complesso edilizio di cui di recente la procura © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


della repubblica ha chiesto il sequestro. Cosa farà l'Agenzia di fronte ad una probabile prossima dichiarazione di lottizzazione abusiva? E' evidente che la scelta incauta in questo caso andrebbe a ripercuotersi anche sugli stessi lavoratori dell'Agenzia". E conclude "possibile che nella città di Vicenza non esistano altri immobili di proprietà dello Stato o strutture private libere da pendenze giudiziarie idonei ad ospitare gli uffici dell'Agenzia delle Entrate?"

FATTI

Il sottosegretario Gianpiero Bocci ha fatto visita a Vicenza per parlare di sicurezza Il sottosegretario al Ministero dell'Interno, l'onorevole Gianpiero Bocci oggi ha fatto visita a Vicenza dove ha parlato di sicurezza. Prima in Prefettura ha incontrato i vertici delle forze dell'ordine, poi ha parlato davanti ad alcuni esponenti del Partito Democratico e al sindaco Achille Variati. E proprio il primo cittadino ha preso la parola per esprimere parole di ringraziamento verso i sottosegretario: "La visita di Bocci è la prima risposta dello Stato. Questa è una terra operosa, di lavoratori che fanno il proprio dovere. Alle forze dell'ordine non possiamo dire nulla di negativo. A Vicenza e provincia ci sono oltre 900 richiedenti asilo e le forze messe in campo fanno un buon lavoro anche se a noi sindaci servono strumenti più adeguati". Di Monica Zoppelletto

L'onorevole Bocci ha affermato che "la lettera scritta da Variati al ministro Marco Minniti è stata presa in considerazione. Mi preme dire che il sindaco ha ragione quando dice che a Vicenza serve più organico di polizia poiché il rapporto è di 1 a 524, il che significa che c'è un operatore ogni 524 abitanti, quando la media nazionale è di 1 a 240. Il Governo - continua ha stanziato circa 2 miliardi di euro per il reparto sicurezza e mi farò carico personalmente affinché la realtà di Vicenza possa accorciare il vuoto che il sindaco ha denunciato nella sua lettera lo scorso 1 marzo". Massima collaborazione quindi con i vertici delle forze dell'ordine per avere tutti gli strumenti efficaci per fare un lavoro efficace. Bocci ha poi parlato di altri dati: "La Polizia di Stato ha un concorso in fase di conclusione che vedrà poi operative ben 1458 unità".

FATTI

Aumenti tariffa plateatici, Roberto

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Cattaneo (Forza Italia) presenta un'interrogazione Il Consigliere Comunale Roberto Cattaneo apprende dal Giornale di Vicenza dei giorni 30 e 31 marzo c.a., che la Giunta avrebbe intenzione di prevedere una elevazione delle tariffe relative al plateatico per l'anno 2017, e particolarmente in relazione alle attività collocate vicino alla Basilica Palladiana. Le spiegazioni espresse su questa eventuale decisione della amministrazione comunale dall'assessore alla semplificazione competente in materia, Filippo Zanetti, risultano contraddittorie e sollevano molte perplessità proprio in ragione della scarsa attenzione dimostrata nei confronti di una categoria, i commerciati, che già debbono affrontare le incognite di una crisi che domina la vita e il lavoro da anni senza che si possa prevedere uno sbocco positivo. Di Redazione VicenzaPiù

Dichiarare che " Si tratta di un intervento necessario per snellire le procedure" e aumentare del 30% i costi è una evidentemente dimostrazione di scarsa sensibilità nei confronti non solo della categoria dei commercianti ma anche di tutti coloro che ne utilizzano i servizi. Nel gennaio di quest'anno assieme al collega avv. Michele Dalla Negra abbiamo presentato un emendamento all'assestamento del bilancio dove chiedevamo attenzione proprio verso la categoria dei commercianti, specificatamente chiedendo la riduzione sia della Tasi che dell' Imo. Nell'impossibilità dichiarata dalla amministrazione comunale di procedere in questo senso ci veniva garantito che non vi sarebbero stati aumenti, in pratica operando esattamente al contrario. Affermare che è corretto differenziare i coefficienti rispetto alla collocazione delle aree, è cosa positiva ma procedendo esattamente all'inverso, diminuendo i coefficienti, se si punta effettivamente a aiutare il commercio e conseguentemente le utenze dello stesso compreso il turismo. Tutto ciò premesso, lo scrivente, Consigliere Comunale di FI, Roberto Cattaneo, rivolge una INTERROGAZIONE URGENTE con risposta in aula e per iscritto per conoscere dal Sindaco e/o

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dall'assessore competente, * se quanto riporta la stampa risponde effettivamente alla decisione presa dalla Giunta; * se la Giunta non ritenga opportuno promuovere un incontro con le categorie interessate e rivedere la posizione assunta alla luce della reale situazione economica che pesa notevolmente sulle attività commerciali cittadine; * se la Giunta il pensiero espresso dall'assessore Zanetti, quando dichiara che "Avremmo potuto fare aumenti più importanti ma siamo stati sensibili" corrisponde al pensiero ufficiale di tutta la Giunta.

POLITICA

Borgo Berga, Variati cambia il gioco delle tre carte Inchiesta di Borgo Berga, Achille Variati fa il mago delle tre carte ma, al solito, le regole le fa lui: una sola perde. Scarica ogni responsabilità su Enrico Hüllweck, manda in malattia il proprio dg muto Antonio Bortoli e trasforma in ectoplasma il "suo" Maurizio Franzina, titolare di tutta l’operazione Borgo Berga Di Pietro Cotròn

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Noi abbiamo parlato da sempre di BPVi e Veneto Banca. Ora ci occupiamo anche di Banca d'Italia... Se le cause "locali" delle crisi bancarie sono all'ordine del giorno, dopo che sono esplose in tutta la loro drammaticità senza che i media "locali" se ne occupassero mentre si innescavano, VicenzaPiù, che da sempre ha evidenziato in solitaria le criticità delle "locali" Veneto Banca e, soprattutto, Banca Popolare di Vicenza, ora può permettersi di alzare la visuale e il tiro anche sulle responsabilità di Banca d'Italia (in una foto d'archivio un suo direttorio, ndr). Non volevamo, era la nostra linea editoriale, che queste impedissero una ricostruzione storica, etica e legale, delle responsabilità locali, troppo pronte, e interessate, a scaricare tutto

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


sulla Banca Centrale e sul decreto Renzi per la repentina trasformazione in Spa delle Popolari con attivi superiori agli 8 miliardi. Ma ora che molto, non tutto, è più chiaro sui (mis)fatti locali almeno ai nostri lettori grazie, anche, a noi, proviamo a far chiarezza sul resto con più di un articolo divulgativo. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Il nostro rischio non è inferiore al precedente, perchè, se finora abbiamo messo sotto i nostri riflettori i sistemi di potere locali, provare a raccontare, con l'aiuto di alcuni esperti, le mosse e le responsabilità dei livelli superiori, quelli di sopra, di sempre più su, richiede, anche per la maggior parte dei nostri colleghi nazionali, una serie di respiri profondi. Ai primi di dicembre del 2016 Lucrezia Reichlin scriveva, ad esempio, sul " Corriere della Sera" un interessante pezzo intitolato "Tre mosse per aiutare il credito". In questo articolo metteva in evidenza quali riteneva fossero i problemi del sistema Italia ed accennava alla cura. I problemi erano e purtroppo ancora oggi sono i crediti problematici, l'inadeguatezza di capitale e l'assetto istituzionale e di governo. Implicitamente la Reichlin lanciava un atto di accusa alla "politica" ma soprattutto a Banca d'Italia che non aveva saputo dare, in anni di profonda crisi, alcun indirizzo al sistema delle banche italiane. Anzi, gli interventi di Palazzo Koch quasi sempre sono serviti a peggiorare i problemi esistenti e qualche volta, addirittura, a crearli. Bisogna dire che l'articolo è coraggioso perché in Italia la Banca Centrale è inattaccabile. È il vero potere forte del nostro Paese. Fa e disfa, crea problemi alle banche e ai proprietari (azionisti) ma non paga mai. Non risponde mai degli errori, anche pesanti, fatti. All'interno di Banca d'Italia la Vigilanza, che è oggi guidata da Carmelo Barbagallo, svolge poi un ruolo determinante. Dagli inizi della crisi il leitmotiv del Governatore Ignazio Visco si è ripetuto ossessivamente: il sistema bancario è solido, non ci sono problemi e non servono interventi esterni. Quando questi problemi, però, emergono Banca d'Italia, per coprire la propria inadeguatezza anche nel controllo dei manager e dei consigli di amministrazione, cerca di occultarli (anche con pseudo operazioni di sistema...) oppure si difende attaccando proprio i manager e i consigli di amministrazione che - a suo dire - ostacolerebbero la vigilanza anche se i casi di ostacolo alla vigilanza fin qui evidenziati sono forse troppi per rendere credibile questa ultima tesi. Il sistema bancario italiano è solido e

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


non necessita di alcun intervento esterno (ha spesso ripetuto Visco, grande emulo e/o ispiratore di Mario Monti e di tutti i primi ministri che gli sono succeduti fino a... ieri) come negli anni scorsi è, invece, stato fatto, in Spagna, Germania, Regno Unito... Stati Uniti. Ecco allora alcune osservazioni riferite a questa convinta "certezza" del Governatore: • Unicredit. Dopo l'aumento di 7 miliardi di euro di pochi anni fa, ne ha chiesti al mercato altri 13 (aumento di capitale monstre a livello europeo). Largo circa quanto capitalizzava in borsa. Si può dire che la distruzione di ricchezza è stata - minimizzando l'enfasi - formidabile. Gli azionisti hanno perso praticamente tutto il loro investimento (refrain: le azioni sono investimento rischioso). Ma per Banca d'Italia il ritornello è sempre stato lo stesso: tranquilli, le banche italiane sono assolutamente solide e non c'è alcun bisogno di interventi esterni (e per fortuna che il Governatore ci ha rassicurato....) • MPS. Nei recenti anni sono stati immessi da parte dei soci 8 miliardi di denaro fresco, volatilizzati...Ma allora bisogna immetterne altri 5, forse 6, forse 8 miliardi (si parla di miliardi come fossero noccioline!, e ancora non si è deciso quante noccioline servano a MPS) di mezzi freschi. Banca d'Italia era di casa a Siena, con tutte le ispezioni fatte. Ciononostante è riuscita ad affermare di non saper nulla: vengano allora processati i manager per "ostacolo alla vigilanza". La colpa è sempre altrove. • Banco Popolare. Una vicenda che passa in sordina ma ai soci/azionisti (parliamo, fino alla recente trasformazione in spa, di una popolare) sono stati chiesti 5 miliardi di capitale (in momenti diversi negli ultimi anni), volatilizzati... • Carige. Anche qui immessi mezzi freschi e anche questi letteralmente volatilizzati. • Cariferrara. Banca d'Italia sollecita un aumento di capitale di 100 milioni e subito dopo commissaria la banca. Le responsabilità? Ovviamente non chiedetelo a Palazzo Koch. • Banca Popolare di Spoleto. Viene commissariata dal ministero dell'economia e finanza su proposta di Banca d'Italia per carenza patrimoniale. Il Consiglio di Stato sentenzia però che il MEF ha accolto in modo acritico le conclusione del "tecnico" (Banca d'Italia) e dice inoltre che Banca d'Italia ha abusato dei propri poteri. Ovviamente non poteva mancare nella memoria ispettiva di Banca d'Italia l'accusa di ostacolo alla Vigilanza ad Amministratori e Manager. A novembre 2016 il tribunale competente ha assolto tutti gli imputati e sentenziato che non c'era stato ostacolo alla vigilanza, né alcun reato. Nel frattempo la banca è stata regalata al Banco di Desio e Brianza e gli azionisti della Popolare di Spoleto sono stati azzerati. • Cassa di Risparmio di Cesena. Viene salvata dal fondo tutela dei depositi. Tutto sotto traccia e senza dare alcun risalto. Questa è di fatto la quinta banca andata in bail-in che non ha avuto - per fortuna o sfortuna - gli onori della cronaca. • Tercas. Commissariata e poi inglobata (regalata) in Popolare di Bari. Un modo per far "diluire" le debolezze strutturali della banca pugliese. • Banca Marche. Anche in questo caso Banca d'Italia impone un aumento di capitale di 200 milioni e poi commissaria la banca. A rimetterci sono solo i soci. • Banca Etruria. Viene richiesto inizialmente un aumento di capitale. Subito

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dopo arriva l'ennesima ispezione affidata questa volta al fedelissimo di Barbagallo, l'ispettore Gatti. Indicazioni di Banca d'Italia: fondersi in tempi celerissimi con una banca di elevato standing, identificata con la Banca Popolare di Vicenza. Etruria rifiuta e viene commissariata con le conseguenze che tutti conosciamo. Da sottolineare che anche il tribunale di Arezzo, assolve poi gli indagati dal reato di ostacolo alla vigilanza. Evitiamo di approfondire su: • come è stata gestita la vicenda delle 4 banche in "bail in" e quali ripercussioni ha avuto la vicenda sul sistema delle banche italiane. Facciamo finta di dimenticarci, per un attimo, di : • Cassa di Risparmio di S. Miniato • Cassa di risparmio di Bolzano • Di tutte le altre numerose banche che evidenziano problemi di crediti deteriorati e di inadeguatezza patrimoniale • Delle numerosissime BCC che hanno dovuto essere salvate Si vada ad approfondire la vicenda: • Crediveneto con 10 mila soci azzerati che hanno chiamato a risponderne Banca d'Italia Limitiamoci ad osservare che i problemi sono sempre, per tutte (tutte!) gli stessi. Ma poi... A domani...

Variati boccia Poletti su calcetto e curriculum "Boss" Upi e membro Cda di Cassa Depositi e Prestiti, il sindaco e presidente della Provincia di Vicenza Achille Variati scudiscia il ministro del lavoro Giuliano PolettI per la sua ultima gaffe: a Vicenza per ingaggiare gli assessori viene chiesto il curriculum, non li aiuta di certo giocare a calcetto ma essere disoccupati! E poi tutti i dirigenti comunali e i membri dei Cda hanno frequentato un corso. Di riverenza. Di Pietro Cotròn

SCUOLA E FORMAZIONE

L'OCSE certifica le "buone prestazioni" della scuola pubblica italiana. Il gap "sociale" cresce per professionali e

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


università Sarà stata una sensazione di sorpresa quella che ha colto molti di coloro che sui quotidiani hanno letto la notizia relativa alle buone prestazioni della scuola italiana rilevate dall'OCSE. Una sorpresa comprensibile dopo la pluriennale campagna portata avanti da una parte cospicua del mondo della politica e dei media. Si è cercato talvolta di far apparire l'istituzione scolastica italiana come "uno stipendificio" e la conseguenza è stata il taglio drastico dei finanziamenti e delle risorse umane. La stessa sorpresa però non ha colto chi nella scuola lavora ogni giorno, chi viene ignorato nel momento in cui vengono pensate, scritte ed approvate le leggi e chi però poi, quotidianamente, viene chiamato a porre rimedio ai danni che troppo spesso tali leggi provocano. Di cosa si tratta? Di Luca Fantò

L'OCSE ha pubblicato i dati di una ricerca europea che ha coinvolto studenti in età scolare e giovani tra i 25 ed i 28 anni. Dalla comparazione dei dati emerge come in Italia, tra gli alunni in età scolare, la scuola pubblica riesca a contenere e ridurre il "gap" sociale esistente tra giovani di famiglie "avvantaggiate" e "non avvantaggiate" che vedono la presenza di genitori laureati e disponibilità di fonti di studio. Tale ricerca dimostra come, una volta terminata la scuola dell'obbligo, nella quasi totalità dei casi, in Italia come in Europa, si verifichi un aumento delle diseguaglianze. Tale aumento sembrerebbe determinato dall'inefficacia del mondo della formazione professionale e delle università. Tre almeno sono quindi le indicazioni che tale rapporto sembra fornire: la scuola dell'obbligo è ad oggi l'istituzione più efficace nel ridurre o contenere lo svantaggio sociale; in Italia la scuola pubblica statale risulta tra le più efficaci d'Europa; il mondo della formazione professionale e quello delle università sono in difficoltà nel contenere e ridurre lo svantaggio sociale. Se ne può quindi dedurre la necessità di innalzare l'età della scuola dell'obbligo, di ripensare il mondo della formazione professionale e di sostenere le università in particolare per ciò che riguarda l'accesso e la permanenza dei giovani che hanno minori disponibilità economiche. In Europa, i gruppi sociali "svantaggiati" rimangono di fatto impossibilitati ad accedere ai più alti livelli di studio e quindi nell'accesso a quella parte del mondo del lavoro che potrebbe permettere un salto di qualità sociale oltre che economico.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


In Italia dovremmo rivedere il sistema d'accesso alle università, ripensare al sistema del numero chiuso, accrescere il sostegno economico agli studenti meritevoli. In Italia dovremmo potenziare la formazione professionale in un'ottica di rilancio culturale del sistema. In Italia, anche se pare improbabile in un Paese in cui investire democraticamente nella scuola pubblica sembra una pratica ormai superata, è necessario che qualcosa cambi. E' necessario porre termine al sottofinanziamento delle Istituzioni scolastiche statali, è necessario innalzare l'obbligo scolastico. E' necessario quindi valorizzare l'intero sistema di istruzione e formazione, garantendo un fondo certo. Esattamente ciò che propone il PSI che chiede sia destinato a questo scopo lo 0,5% del PIL ogni anno. E' necessario restituire dignità sociale ad un sistema che tale dignità non ha mai perso ma che è stato fatto oggetto di pesanti politici e mediatici. Altrimenti non torneremo più a stupirci...

ECONOMIA&AZIENDE / ASSOCIAZIONI

Verso un modello di agricoltura sostenibile in Veneto: con le Acli lunedì 1 aprile a Breganze Lunedì 3 aprile 2017 alle 20.30 nella Sala Meridiana della Parrocchia di Breganze, in Piazza Mazzini n. 43 a Breganze, le Acli, di cui pubblichiamo la nota, e la Fap Acli della provincia di Vicenza, in collaborazione con il Punto Famiglia ed il Circolo Acli di Breganze, organizzano un incontro pubblico sul tema "Verso un modello di agricoltura sostenibile in Veneto". Relatore della serata di approfondimento sarà Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Vicenza e Veneto. L'incontro fa parte di una ricca stagione formativa di diciotto appuntamenti, che avranno luogo nella provincia berica fino a giugno 2017. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Le Acli e la Fap Acli della provincia di Vicenza, in collaborazione con il Punto Famiglia ed i Circoli Acli - commenta il presidente provinciale delle Acli di Vicenza, Carlo Cavedon - propongono un programma di incontri rivolti ai soci ed alla comunità su temi di interesse generale. Il nucleo centrale, dal quale si origina la summa delle tematiche presentate, è costituito dalla "Laudato si" di Papa Francesco, che opera una riflessione su un'ecologia integrale e, come tale, provocante la coscienza dei popoli ed ogni aspetto del vivere umano". Nel corso della serata porteranno la propria esperienza Claudio Barausse (società agricola Vigardoletto) e Plinio Bonollo (vitivinicoltore e presidente del Consorzio di tutela vini Doc Breganze). La partecipazione all'incontro è libera. Per informazioni visitare il sito www.aclivicenza.it o scrivere a vicenza@acli.it.

FATTI / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

L'aggregazione di Aim unisce intanto tutta l'opposizione M5S incluso... nella protesta per l'accesso negato agli atti. Rucco e Zaltron: contrasti tra Variati e Colla? Oggi Francesco Rucco, Liliana Zaltron, Sabrina Bastianello, Roberto Cattaneo, Claudio Cicero e Lucio Zoppello presenti fisicamente e Manuela Dal Lago e Valentina Dovigo, assenti per motivi personali ma allineati con i colleghi, hanno presentato a nome di tutti i gruppi di opposizione una iniziativa comune sul tema della possibile aggregazione di Aim Vicenza con Agsm Verona lamentando «i fatti di recente accaduti nel comune capoluogo con riguardo "al negato accesso agli atti" verificatosi in quest'ultimo periodo in ordine alla relazione dell'Advisor PricewaterhouseCoopers Advisory Spa (PWC per comodità) denominato "Analisi delle opzioni strategiche" commissionato da AIM SPA, società di proprietà (100% socio unico) del Comune di Vicenza». Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Non accontentandosi della possibilità di visionare, come loro diritto in rappresentanza dei cittadini, le ipotesi in studio con tutti i relativi dati, possibilità concessa dall'azienda solo presso la sede della controllata pubblica al 100% e p «revia sottoscrizione di uno stringente impegno alla riservatezza da parte di PWC Spa», riservatezza a cui i consiglieri comunali sono tenuti dall'art 43 co. 2 TUEL, che regola il diritto di accesso e la segretezza conseguente delle informazioni acquisite, i portavoce di tuti i gruppi di opposizione, che pure hanno visioni diverse del futuro di Aim ma che sono solidali nella protesta contro l'impossibilità di accedere ai dati necessari alle relative valutazioni (Roberto Cattaneo ha dichiarato che

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


anche in provincia, di cui è membro del Consiglio, Achille Variati adotta atteggiamenti analoghi di "oscuramento" delle informazioni) hanno preannunciato la richiesta di un Consiglio comunale riservato esclusivamente al tema e, soprattutto, la presentazione lunedì 3 aprile di un esposto al prefetto Umberto Guidato che di seguito pubblichiamo (omettendo solo gli allegati di cui però confermiamo il contenuto citato, avendoli verificati). Mentre attendiamo le reazioni richieste di Aim e delle forze di maggioranza all'azione delle opposizioni e anche alle loro supposizioni di una "rottura" in atto, in vicinanza della prossima designazione dell'ammistratore unico del gruppo, tra l'attuale guida di Aim, Paolo Colla, e il sindaco di Vicenza, che ufficalmente approverebbe l'accesso agli atti ma che ne addebita il diniego a Colla, pubblchiamo il video integrale della conferenza stampa odierna per... trasparenza.

A sua Eccellenza Dott. Umberto Guidato Prefetto di Vicenza Contrà Gazzolle 36100 Vicenza ESPOSTO Oggetto: Comune di Vicenza. Violazione del diritto di accesso agli atti dei consiglieri comunali.Ill.mo Sig. Prefetto, con il presente esposto si portano a Sua conoscenza i fatti di recente accaduti nel comune capoluogo con riguardo "al negato accesso agli atti" verificatosi in quest'ultimo periodo in ordine alla relazione dell' Advisor PricewaterhouseCoopers Advisory Spa (PWC per comodità) denominato "Analisi delle opzioni strategiche" commissionato da AIM SPA, società di proprietà (100% socio unico) del Comune di Vicenza. Il Consiglio Comunale in data 15.09.2016 ha approvato un ordine del giorno con il quale si chiedeva al Sindaco di procedere con il percorso di fusione/aggregazione con società similari presenti sul territorio nazionale, mediante l'ausilio di consulenti che potessero approfondire gli scenari possibili di tale aggregazione (all.1).Per tale ragione AIM Spa, su indicazione del Sindaco e del Consiglio Comunale, ha incaricato la società advisor PWC Spa di approfondire le strade percorribili per una eventuale futura aggregazione nell'interessedella multiutility vicentina.Il sottoscritto Consigliere Comunale avv. Francesco Rucco in data 13.10.2016 ha presentato al Presidente del Consiglio Comunale (organo competente a ricevere istanze di accesso agli atti inerenti AIM SPA) istanza di accesso agli atti, che si allega (all.2), per avere copia della relazione della consulenza PWC Spa. Il presidente del Consiglio Comunale inoltrava l'istanza ad AIM in data 21.10.2016 e l' Amministratore Unico dott. Colla riscontrava la richiesta asserendo di non aver ancora ricevuto la documentazione sopracitata (all.34).Nella medesima risposta, l'Amministratore Unico faceva cenno ad un supposto consenso della società di consulenza per il rilascio della relazione trattandosi -a suo dire- di "dati e informazioni relative ad altre società" dalla cui divulgazione non autorizzata potevano discenderne responsabilità in

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


capo ad AIM.Con email dd. 27.10.2016 (all.5), inviata a tutta i capigruppo consiliari, si contestava la suddetta limitazione, motivando tale posizione sulla scorta della legislazione vigente in materia (l.n.241/90 e art. 43, co. 2, D. Lgs n. 267/2000) e della Giurisprudenza Amministrativa ( TAR Sardegna n. 1782/2004).-

Con richiesta successiva di accesso agli atti del Novembre 2016, lo scrivente consigliere comunale rinnovava l'istanza di ricevere copia della relazione a firma PWC Spa, cui riscontrava l'Amministratore Unico dott. Colla (all.6) in data 23.11.2016 il quale acconsentiva alla visione della nota relazione PWC Spa presso la sede di AIM Spa e previa sottoscrizione di uno stringente impegno alla riservatezza da parte di PWC Spa.La risposta di AIM Spa veniva portata in conferenza dei capigruppo all'attenzione del Sindaco Variati e del Presidente del Consiglio Comunale i quali ne censuravano il contenuto, anche sulla scorta del parere del Segretario Comunale che, richiamando l'art. 43, co. 2, del TUEL, riteneva illegittima la limitazione posta al diritto di accesso dei consiglieri comunali da parte di AIM spa.Si segnala a Codesta Prefettura che da allora, nonostante gli impegni presi da Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale, nessuna risposta concreta è pervenuta da AIM Spa e nessun consigliere comunale ha potuto avere accesso libero (senza impegno di riservatezza) alla relazione di PWC Spa.Alla luce di quanto sopraesposto, chiesto e documentato attraverso gli allegati prodotti, constatata la palese e reiterata violazione delle norme della ln. 241/90 e del D. Lgs n. 267/2000 (TUEL) concernenti i diritti e le prerogative dei Consiglieri Comunali e che nella fattispecie lede la preminente attività di conoscenza delle minoranze consiliari e pregiudica, stante i ritardi nel fornire documenti e risposte, il potere di controllo delle stesse minoranze consiliari; evidenziato che l'art 43 co 2 TUEL, dopo aver sancito il diritto dei consiglieri comunali di ottenere dal comune e dalle aziende ed enti da questo dipendenti tutte le notizie utili all'espletamento del loro mandato, aggiunge che i consiglieri comunali sono tenuti al segreto nei casi previsti per legge. Quindi il diniego di AIM spa di estendere la documentazione in quanto riservata risulta ingiustificato alla luce di tale dovere dei consiglieri comunali di mantenere la riservatezza qualora richiesto per legge. chiede a S.E. Ill.ma di valutare il comportamento del Sindaco e dell'Amministratore Unico di AIM Spa (società di proprietà del Comune di Vicenza al 100%) ed eventualmente adottare i provvedimenti che riterrà più opportuni atti ad assicurare il rispetto dei diritti dei consiglieri comunali.In attesa di cortese riscontro, all'uopo fornisco il mio indirizzo di posta elettronica certificata: francesco.rucco@ordineavvocativicenza.it.Si allegano i seguenti documenti: 1) odg Comune di Vicenza; 2) 2008 Email- dd. 13.10.2016: richiesta accesso atti a firma consigliere © 2017 VicenzaPiùprima - www.vicenzapiu.com


Rucco;

3) Email dd. 27.10.2016 a firma del Presidente Formisano; 4) Email pec dd. 25.10.2016 a firma AIM Spa; 5) Email dd. 27.10.2016 a firma consigliere Rucco; 6) Email pec dd. 21.11.2016 a firma AIM SPA; Con osservanza ed ossequio.Vicenza lì 1 aprile 2017 I consiglieri comunali Comune di Vicenza avv. Francesco Rucco Liliana Zaltron Sabrina Bastianello Roberto Cattaneo Claudio Cicero Ing. Lucio Zoppello Dott.ssa Manuela Dal Lago Valentina Dovigo

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Banca Popolare di Vicenza, Popolare di Bari, Veneto Banca e Etruria: premi e bocciature per reato di insubordinazione a Banca d'Italia? Ieri abbiamo allargato la visuale sulle cause dei problemi delle banche italiane, di cui il crac di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca sono le ferite aperte in Veneto e su cui vi avevamo messo in guardia su questo mezzo fin dal 13 agosto 2010 con gli articoli poi raccolti in "Vicenza. La città sbancata". Dopo l'articolo di ieri ("Noi abbiamo parlato da sempre di BPVi e Veneto Banca. Ora ci occupiamo anche di Banca d'Italia...") in cui evidenziavamo il ruolo di banca d'Italia concludevamo così: "Limitiamoci ad osservare che i problemi sono sempre, per tutte (tutte!) gli stessi. Ma poi...". Eccoci al poi.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

C'è poi, infatti, il tema della trasformazione, per decreto, delle banche popolari - con attivo superiore agli 8 miliardi di euro - in Spa. L'operazione è stata fortemente voluta (fatto più volte dichiarato dai vertici, Ignazio Visco in primis) da Banca d'Italia che ha anche scritto il provvedimento. Il 2 dicembre scorso il Consiglio di Stato (ancora una volta!) ha sospeso l'attuazione della riforma e ha messo in luce (nelle motivazioni) l'abuso di potere attuato da Banca d'Italia per quanto riguarda il diritto di recesso per come è disposto dal codice civile evidenziando nella riforma potenziali elementi di incostituzionalità. Questa riforma, per molti malpensata e sciagurata, ma per noi ancora da decifrare compiutamente perchè, se i suoi effetti sono stati dirompenti soprattutto quando si sono innestati su altre situazioni, è innegabile che hanno fatto scoppiare spesso un bubbone latente che avrebbe potuto causare danni ben peggiori se lo si fosse ancora lasciar crescire sotto pelle per gonfiarsi a dismisura. Ma, fatta per decreto e con gli errori ora sanciti dal Consiglio di Stato, la riforma ha imposto tempi rapidissimi e determinato conseguenze nefaste per le Popolari venete (le uniche, insieme alla Popolare di Bari, a non essere quotate e soggette a quel tempo alla trasformazione). Il contagio purtroppo rischia di colpire anche altre popolari non quotate: innanzitutto, dopo la Popolare di Bari, che ha differito la trasformazione in base allo stop del Consiglio di Stato, la popolare Alto Adige. E poi... Banca Valsabbina (qui una notizia "recente", qui quanto ha perso anche con Banca Popolare di Vicenza), Banca Popolare Cividale, Banca Popolare di Puglia e Basilicata i cui soci non riescono a liquidare le proprie azioni e la cui sfiducia sta crescendo a vista d'occhio. I prezzi stanno scendendo precipitosamente e verosimilmente quanto accaduto alle 2 Popolari venete non dovrebbe tardare a ripercuotersi su tutte le altre banche non quotate. Un discorso a parte specifico meritano: • Banca Popolare di Bari. L'ispezione di Banca d'Italia di inizio 2013 mette in evidenza debolezze significative, tanto che la memoria ispettiva viene accompagnata da una lettera del governatore che chiede l'immediato cambio di governance e l'uscita della famiglia Jacobini dal governo (vero governo) della banca. Poi, dopo un incontro che ha del miracoloso, la banca diventa improvvisamente virtuosa tanto da risultare addirittura "soggetto aggregante": a novembre 2013 - con autorizzazione di Banca d'Italia -

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ingloba la Tercas dopo che il Fondo di Tutela dei Depositi immette in Tercas la bellezza di 250 milioni di capitale fresco. Amministratore delegato di Tercas viene nominato uno dei figli di Marco Jacobini, mentre l'altro è Condirettore alla Popolare di Bari. Si tratta evidentemente di una banca popolare a carattere familiare (in tutti i sensi), modalità questa di governance ben gradita a Banca d'Italia. Tra il 2014 e il 2015 Banca d'Italia autorizza la Popolare di Bari a effettuare aumenti di capitale per oltre 500 milioni, emessi a prezzi nettamente superiori ai valori patrimoniali contabili. Addirittura - anomalia incredibile - anche il prezzo di recesso viene fissato a valori superiori a quelli contabili. A detta degli esperti è una valutazione che non sta né in cielo né in terra. Ma la Vigilanza di Carmelo Barbagallo questa volta sembra non occuparsene. Banca d'Italia non vede neppure che l'aumento di capitale fu realizzato con il contributo del fondo Methorios, attraverso operazioni diciamo "borderline" (come quelle emerse per la Banca Popolare di Vicenza e Banca Etruria) che hanno viaggiato tra Malta e Lussemburgo. Ad essere maligni verrebbe da pensare che Popolare di Bari sia stata salvata per chissà quali motivi e poi - per nasconderne le debolezze - ci si sia inventati un'operazione di sistema "Tercas" (tra l'altro con l'intervento del Fondo di Tutela dei Depositi) utile a confondere le carte. Non va dimenticato che Creval aveva dimostrato un certo interesse all'acquisto di Tercas ma fu gentilmente consigliato di astenersi e di non interferire (voci maligne dicono da Vigilanza). Alcuni significativi dati ricavabili dalla semestrale 2016 di Popolare di Bari: o crediti deteriorati lordi: 33,11% o crediti deteriorati netti: 20,40% o accantonamenti effettuati su crediti nei primi 6 mesi 2016 : 47,3 milioni di euro, una quota dello 0,5% a fronte di un totale crediti di 9,5 miliardi di euro: eufemisticamente insignificanti. o Reddititvità dei primi 6 mesi: negativa o valore dell'azione fissato a 1,33 volte i mezzi propri o titolo illiquido. I soci, come riportato da notizie diffuse di stampa non riescono a vendere. • Banca popolare di Vicenza Nella seconda metà del 2013 sembrava che fosse l'unica banca che avesse mezzi patrimoniali e risorse umane per fare acquisizioni. Banca d'Italia, non si sa sulla base di quali numeri, aveva deciso che si trattava di banca aggregante. Nel 2012 Vicenza era stata oggetto di ispezione che - per quanto risulta - non aveva messo in luce problemi particolari e Banca d'Italia la indicava come Banca aggregante. D'altro canto Gianni Zonin e Samuele Sorato continuavano a ripetere che ogni loro azione era previamente concordata con la vigilanza. Sul finire del 2013 e a quasi tutto il 2014 Popolare di Vicenza si dimostrò pubblicamente (cosa ben posta in risalto dalla stampa) interessata ad acquisire Banca Marche, Popolare di Marostica, Carife, Etruria, Veneto Banca. Alla fine di questo battage comunicativo riuscì ad acquisire solo 16 sportelli di Carife, incassando i "no" decisi da pressochè tutti gli altri Istituti. Successivamente, forse anche per le difficoltà incontrate nell'effettuare le acquisizioni non andate a buon fine, la nebbia si diradò ed emerse una situazione completamente diversa da quella pubblicizzata dai manager ed avallata da Banca d'Italia. Banca Popolare di Vicenza, la grande banca dalla solidità patrimoniale tale da essere classificata polo aggregante, a sorpresa non

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


superò gli AQR/Stress test voluti dall'Europa e una successiva nuova ispezione di BCE (del 2015) mise in evidenza che la banca aveva raccolto oltre 1,3 miliardi di euro di capitale finanziando direttamente i soci (c.d. operazioni baciate). È davvero difficile credere che non si riesca a vedere capitale finanziato per un simile ammontare. Delle due l'una: chi ha ispezionato non ha voluto vedere, oppure era talmente cieco da non vedere l'elefante nella stanza. I professionisti chiamano - in genere - le due ipotesi "dolo" o "colpa". La vigilanza non si accorse neppure che un'altra fetta di aumento capitale era stata fatta grazie a operazioni "borderline" che giravano tra Malta e Lussemburgo. Partner nell'operazione - a quanto è dato sapere - era ancora il fondo Methorios (già protagonista in Popolare di Bari e Etruria) Sta di fatto che Banca d'Italia aveva strategicamente deciso che Popolare di Vicenza dovesse salvare - si fa per dire, a posteriori - Etruria e Veneto Banca. È noto che Etruria si oppose decisamente e, per questo?, venne commissariata e i consiglieri pesantemente sanzionati. Sorte simile se non peggiore è toccata a Veneto Banca. Parrebbe dunque che per entrambi gli Istituti, Etruria e Montebelluna, si sia profilata l'ipotesi di "reato" di "insubordinazione a Banca d'Italia". Ma questo cercheremo di capirlo domani.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Meletti su Il Fatto: l'ombra del crac della BPVi minaccia Visco in favore di un uomo BCE, Ignazio Angeloni. E Padoan punta alla UE Giorgio Meletti, su Il Fatto Quotidiano di oggi, pare condividere la nostra ricostruzione delle corresponsabilità di Banca d'Italia nelle crisi, anche, delle due ex Popolari Venete ("Noi abbiamo parlato da sempre di BPVi e Veneto Banca. Ora ci occupiamo anche di Banca d'Italia..." e "Banca Popolare di Vicenza, Popolare di Bari, Veneto Banca e Etruria: premi e bocciature per reato di insubordinazione a Banca d'Italia?". E, mentre più tardi chiuderemo la nostra micro analisi, comincia a ipotizzarne le conclusioni. "Il governatore di Bankitalia in scadenza - sintetizza Il Fatto nel sommario - rischia per i disastri nella vigilanza su BPVii e Veneto Banca. Ora è in balia dei controllori europei, tra cui il suo concorrente Ignazio Angeloni". Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Un omonimo, Angeloni di Visco, oggi nel Board Bce, che giocherebbe in parallelo a Pier Carlo Padoan (nella foto "sorridente" con Margrethe Vestager, Commissaria europea alla Concorrenza...)

Ecco l'analisi di Giorgio Meletti. L'ombra del crac di Vicenza minaccia la poltrona di Visco Non è detto che la Banca Popolare di Vicenza alla fine sarà salvata. Non è detto che Ignazio Visco alla fine otterrà un nuovo mandato alla guida della Banca d'Italia. Le due cose sono legate. La prima cosa sarebbe causa della seconda. E i due sventurati che a novembre prossimo dovranno scegliere il nuovo governatore - il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni - devono già adesso faticare non poco per districare la matassa. Con un'aggravante notevole rispetto a certe pur riprovevoli tradizioni bizantine: ormai chi gioca le partite di potere tende ad abbandonare ogni pudore istituzionale e a giocare sporco. Dei consiglieri d'amministrazione di Popolare di Vicenza, chiamati l'estate scorsa dal fondo Atlante per salvare il salvabile, due si sono già dimessi. Lo stesso amministratore delegato Fabrizio Viola è molto preoccupato. Il governo ha fatto il decreto salvabanche alla vigilia di Natale e, dopo oltre tre mesi, non gli dà seguito. Vicenza ha bisogno di un aumento di capitale da almeno 3 miliardi, ma il governo tergiversa, impegnato in un dialogo imbambolato con l'Unione europea a cui ha chiesto il permesso di salvare il sistema bancario italiano. Vedendo i tentennamenti del governo, nelle scorse settimane molti clienti sono scappati. Per far fronte all'emorragia di liquidità Viola ha dovuto emettere obbligazioni garantite dallo Stato per 3 miliardi a febbraio e 2,2 miliardi a marzo. Il fallimento della Popolare di Vicenza potrebbe essere questione di settimane e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan rimane impassibile, si fa portare in giro da mesi, o forse da anni, dalla Commissione europea, perché, secondo i maligni, la sua priorità è non creare dissapori con l'establishment comunitario dal quale si aspetta a fine corsa del governo Gentiloni, al massimo tra un anno, un incarico all'altezza delle sue ambizioni (intanto punta all'Eurogruppo). Da parte sua Visco, 67enne entrato in Bankitalia 45 anni fa per non uscirne mai più, è nella situazione peggiore per un burocrate: dovrebbe intimare a Padoan, e poi a Gentiloni e allo stesso Mattarella, che non si uccide così una banca. Dovrebbe cioè cantarle chiare ai tre uomini che devono decidere se confermarlo o no.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Intanto a Francoforte il mitico Supervisory Board del Single Supervisory Mechanism della Bce (cioè la vigilanza bancaria unica incardinata dentro la banca centrale europea guidata da Mario Draghi) gioca al gatto col topo. Anche i muri sanno che da mesi i vigilantes di Francoforte hanno in animo di dare una lezione agli italiani. E anche di fare la prova su strada della direttiva Brrd (meglio nota come bail-in) e vedere che cosa succede se fallisce una banca. Pop. Vicenza e Veneto Banca, né troppo grandi né troppo piccole, hanno la taglia giusta per essere cavie. Alla presidente francese della vigilanza Danièle Nouy e soprattutto alla vicepresidente tedesca Sabine Lautenschläger prudono le mani. Il membro italiano del board di Francoforte, Ignazio Angeloni, non si spende più di tanto per raffreddare i bollenti spiriti di colleghe e colleghi che potrebbero entro poche settimane chiedere a Banca d'Italia e governo di procedere al commissariamento o direttamente alla "risoluzione" delle due banche. Un disastro che porterebbe a zero le chance di riconferma di Visco. La mazzata targata Bce farebbe paradossalmente il gioco di Angeloni che non dissimula più il desiderio di mettersi in corsa per la successione al governatore. Il nervosismo è incandescente. Visco sta ingaggiando un comunicatore di rango per farsi supportare nella battaglia mediatica dei prossimi mesi, e l'ha confidato a un giornale amico e sempre rispettoso dell'istituzione Bankitalia come Il Foglio che già ce lo racconta, estasiato, in tenuta da battaglia, a colpi di "massima trasparenza" e "parlerà chiaro". Visco è minacciato principalmente dalla sua mancanza di coraggio (non ha mai richiamato Padoan ai suoi doveri) perché di concorrenti temibili in giro non ce ne sono. Oltre ad Angeloni, non amato dal popolo della Banca d'Italia dal quale si è allontanato vent'anni fa, si sta agitando molto il suo direttore generale Salvatore Rossi, che però non ha chance: è più anziano di Visco e ne condivide tutte le responsabilità sull'attuale drammatica crisi bancaria. Aspira anche Andrea Enria, uomo Bankitalia oggi alla guida dell'European Banking Authority. La mancanza di candidati forti ha addirittura portato qualcuno nell'entourage renziano a ipotizzare - pur di far fuori l'odiato Visco - il nome di Pier Carlo Padoan, ma doveva essere il solito renziano ignaro: la legge Frattini sul conflitto d'interessi rende Padoan innominabile. Incredibilmente, senza avversari e con i due giudici ultimi (Mattarella e Gentiloni) che prediligono il sereno istituto della conferma, Visco rischia di saltare sulla mina antiuomo predisposta dagli amici di Francoforte: sulla pelle di due banche e di un pezzo del sistema bancario italiano.

LA VOCE DEL SILENO

Aboliamo il termine intellettuale, anche a Vicenza L'appellativo di "intellettuale" è ancor oggi in grande auge. Infatti, è quasi un titolo onorifico con il quale vengono definiti filosofi,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


politologi, sociologi, letterati, scrittori e perfino scienziati che si occupano della natura nei suoi molteplici aspetti. Il termine è molto è diffuso, ma in realtà non è molto antico, La sua nascita è certa e precisa, risale all'Affaire Dreyfus che coinvolse in polemiche senza fine molti esponenti della cultura francese. Il 14 gennaio 1898 sul giornale L'Aurore, che aveva pubblicato il giorno prima il celebre testo di Emile Zola J'accuse compare un Manifesto degli intellettuali. E' l'atto di nascita del nome e soprattutto fin da allora ne viene definita la funzione. Di Italo Francesco Baldo

Intellettuale è colui che si occupa di una questione civile e politica, mettendo al suo servizio le proprie conoscenze e capacità, ma soprattutto la disponibilità della propria persona. Il termine non ebbe immediatamente un rapido successo, anzi per quasi venticinque anni non fu quasi più usato, nemmeno dai Futuristi che nel Manifesto di P. Martinetti, avrebbero dovuto magari identificarsi, considerato che in quegli anni si faceva strada la professione di "intellettuale". Nel resto dell'Europa non ci furono adesioni al nuovo termine. Il termine ebbe nuova vita nei giorni 29 e 30 marzo 1925 a Bologna. In quella città, sempre emblematica, il filosofo Giovanni Gentile (a sx nell'immagine), che rivestì della sua elaborazione proprio il fascismo, convocò un Convegno al quale aderirono molti esponenti delle scienze, lettere ed arti. Bologna, che era la prima città ad avere un' Università fascista, fondata da Leandro Arpinati, era la sede ideale. Il convegno aveva lo scopo dichiarato di radunare coloro che potevano porre la loro intelligenza al servizio del fascismo. L'esigenza di poter contare sugli esponenti dell'intelligenza italiana, venne considerato prioritario. Ne nacque, al termine dei lavori, un Manifesto degli intellettuali fascisti agli intellettuali di tutte le Nazioni, che difendeva, affermandone la bontà, il fascismo stesso. Il Manifesto, pubblicato il 21 aprile, Natale di Roma, ebbe gran diffusione. Tutti i convenuti e altri furono invitati dallo stesso Giovanni Gentile ad apporre la loro firma. Molti condivisero l'appello del filosofo siciliano, circa 500, e tra questi vi erano già nomi di spicco; Non potendoli ricordare tutti, ne elenchiamo qualcuno: Fernando Agnolotti, Luigi Barbini, Emilio Bodrero, Ernesto Codignola, Salvatore di Giacomo, Filippo Tommaso Martinetti, Angelo Oliviero Olivetti, S. Pincherle, Luigi Pirandello, Ildebrando Pizzetti, Rubens Santoro. Ferdinando Russo, Giuseppe Saitta, Malaparte, Ugo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Spirito, Ardengo Soffici, Giovanni Treccani, Augusto Turati, Giuseppe Ungaretti, Lionello Venturi, Gioacchino Volpe e molti altri. L'intellettuale prese da questo momento il via, anche se il maggior esponente culturale di opposizione alla filosofia di Gentile e del fascismo Benedetto Croce (a dx nell'immagine) non amò il termine. Commentando, infatti, il Convegno Croce scriveva che alcuni regimi si circondano di " letterati o, come ora si dice, di intellettuali". Al padre del pensiero liberale laico italiano del Novecento non poteva di certo piacere che l'intelligenza fosse posta "al servizio" di qualcuno o di qualche ideologia. Egli nella sua elaborazione filosofica sosteneva che la libertà è la vera espressione che si deve manifestare anche nella storia. Il filosofo abruzzese, napoletano d'adozione, pubblicò il 1° maggio 1925 su "Il Mondo" un Contromanifesto. Il sottotitolo del Contromanifesto è significativo, "Una risposta di scrittori, professori e pubblicisti italiani al manifesto degli intellettuali fascisti". E' evidente che Croce adotta una contrapposizione forte, e a lui si deve la nuova definizione: "...gl'intellettuali, ossia i cultori della scienza e dell'arte, se, come cittadini, esercitano il loro diritto e adempiono al loro dovere con l'ascriversi a un partito e fedelmente servirlo, come intellettuali hanno il solo dovere di attendere, con l'opera dell'indagine e della critica e le creazioni dell'arte, a innalzare parimenti tutti gli uomini e tutti i partiti a più alta sfera spirituale." (Contromanifesto) L'intellettuale è il cittadino che è iscritto al partito, ma ciò non lo riduce a "servo" di un'ideologia. Quaranta persone sottoscrissero il Manifesto crociano, ma alcuni, dopo poco tempo, aderirono al fascismo. Lo stesso Croce nel 1937 utilizzerà ancora il termine per indicare coloro "la cui forza si fonda sul culto del vero" e che rifiutano di appoggiare colpevolmente il fascismo ed il nazionalsocialismo. Il filosofo, in questo significato lo usa Croce, cerca il vero, e non è servo di nessun regime o ideologia politica. Le vicende del termine non terminano con la caduta del fascismo ad opera degli Alleati, anzi esso ebbe lunga vita. Ha però sempre più assunto il significato che Giovanni Gentile intendeva, cioè di coloro che appoggiano una determinata visione politica, se poi riflettiamo bene. Se Gentile considerava il fascismo la visione per eccellenza e quindi l'unica, così gli intellettuali del dopoguerra si misero al servizio soprattutto delle ideologie totalitarie e dimenticarono quella visione, tanto cara a Benedetto Croce, che coloro che si occupano di scienze, lettere ed arti sempre devono aver presente il gran valore della libertà e della capacità critica, che rende il filosofo, il politologo, il letterato capace di essere al servizio di tutta l'umanità, piuttosto che di un regime o di una parte. Forse rinunciare al termine "intellettuale" potrebbe far bene proprio alla cultura e all'arte, soprattutto cinematografica, italiana, e anche nella città di Vicenza dove il termine è cresciuto a dismisura, perché il termine stesso è troppo compromesso.

Abbiamo ospitato il quindicesimo articolo de La Voce del Sileno , rivista on line che "intende coinvolgere tutti coloro che hanno a cuore la ricerca filosofica, culturale e in modo indipendente la propongono per un aperto e sereno confronto.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Italo Francesco Baldo è il coordinatore de "La voce del Sileno" Si chiede a tutti coloro che leggono questo articolo di diffonderlo ad amici e conoscenti. I contributi vanno inviati al coordinatore all'indirizzo di posta elettronica: stoa@libero.it

DIRITTI UMANI / POLITICA

Giù le mani dalla famiglia, cronaca di un convegno a... 5 stelle: consigliera Zaltron, on. Businarolo, avv. Franceschini e il pubblico L'ora del pomeriggio non sarà stata delle migliori, ma la circoscrizione 6 in via Thaon di Revel, con il sole che illuminava ieri i convenuti attraverso i larghi finestroni, è stata senza dubbio un luogo idoneo per il convegno che vi si teneva. "Giù le mani dalla famiglia" ha avuto ospiti relatori la padrona di casa pentastellata Liliana Zaltron, consigliere comunale, il deputato on. Francesca Businarolo del M5S e l'avv. Cristina Franceschini, veronese esperta in diritto di famiglia. L'incontro, dall'ambizioso e rischioso sottotitolo "per una vera tutela della famiglia da parte dello Stato", ha avuto l'avvio con la consigliera del Movimento 5 Stelle di Vicenza che ha prodotto una serie di dati e percentuali proprio su quei nuclei familiari oggetto, da parte dell'autorità giudiziaria, di provvedimenti di decadenza dalla potestà genitoriale, confermando che le varie voci, crisi di coppia, abbandono di minore etc, sono in ultima analisi riferibili tutte o quasi a problemi di natura economica. Di Citizen Writers

L'onorevole Businarolo ha indicato, tra le fonti del diritto, la "Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei minori" e la "Dichiarazione dei diritti del fanciullo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


", promulgazioni di principio che si scontrano troppo spesso con i guasti del nostro sistema giudiziario, costretto a sopportare l'ingerenza e lo strapotere dei giudici onorari allo stesso tempo amministratori di strutture private di accoglienza per l'infanzia. Il lunghissimo intervento dell'avv. Franceschini ha illustrato meglio le innumerevoli contraddizioni del sistema, che si dibatte tra le onerose e impraticabili perizie di parte e i traumi infantili provocati più dall'intromissione dello Stato che dall'inadeguatezza genitoriale. Ognuna delle relatrici ha indicato come risolutivo un reddito di famiglia che sia conseguito col più generale reddito di cittadinanza. In effetti, il dibattito che ne è seguito, totalmente incentrato sulla conflittualità di genere, ha dimostrato come la guerra in corso contro la gratuità del sistema famiglia da parte degli interessi mercificatori, stia polverizzando il più profondo organismo della convivenza civile, e ha fornito prove del dimezzamento dell'istituto matrimoniale dal 1970 ad oggi, del ricorso alla separazione e al divorzio, sintomi di una società in fibrillazione, i cui miti e aspirazioni sono sempre più frequentemente sottomessi agli interessi del padrone. Giuseppe Di Maio

POLITICA

Nuove tasse sul Veneto per la SPV, Rifondazione Comunista: Zaia e Lega pinocchi In difficoltà nell'imporre ai veneti la tassa di 300 milioni di euro per dare fiato ai lavori della Superstrada Pedemontana Veneta, votata in consiglio regionale a grande maggioranza, Luca Zaia, denuncia Rifondazione Comunista del Veneto nella nota che pubblichiamo, apre la solita polemica contro il mancato intervento del governo a cui chiede i soldi per finanziare l'opera, cercando di scaricare le sue responsabilità e fingendosi ignaro di quanto scritto nella relazione della Corte dei Conti di Novembre che segnala gravi irregolarità, errori ed omissioni, commessi dalla Regione Veneto e dalla gestione commissariale in questi anni. La polemica è la stessa di sempre. La novità sta nel fatto che si accompagna alla denuncia del fiscal compact e dei vincoli Europei. Attacca il centralismo romano e replica i ritornelli salviniani in salsa lepenista. Di Emma Grande

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Un altro modo per prendere per i fondelli i veneti confidando nella memoria corta delle cittadine e dei cittadini bombardati ogni giorno dalla propaganda populista, e di raggiungere il difficile risultato di conciliare il separatismo originario con la propaganda neonazionalista e antieuropeista di Salvini. Scaricare sul governo la responsabilità della tassa per la Pedemontana può venire facile, attaccare il fiscal compact e i trattati europei, più problematico. Il trascorrere del tempo non può far dimenticare che la Lega Nord ha votato e sottoscritto i trattati di Maastricht e di Lisbona, da cui derivano direttamente gli obblighi di bilancio e le sanzioni che li impongono, e in tempi più recenti ha votato l'art 81 che impone il pareggio in Costituzione. La Lega ha votato sempre a favore di quelli che sono gli assi portanti su cui si reggono le politiche di austerità, le forbici che hanno imposto i tagli agli enti locali, alle politiche di sostegno alle persone in difficoltà, i fondi alla scuola e alla sanità e per gli investimenti necessari per creare nuova occupazione. La Lega cavalca queste politiche e le sostiene, nei fatti, perché la coperta corta apre la strada della guerra tra poveri e le garantisce le rendite elettorali su cui vive. Rompere l'austerità in Europa, trasferire le enormi risorse che la BCE oggi destina alle banche e alla finanza agli investimenti necessari per mettere in sicurezza il territorio, per un'economia socialmente e ambientalmente sostenibile, contro i progetti di grandi opere, contro la Pedemontana che devasta il nostro territorio. Rifondazione Comunista del Veneto

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

BPVi, l'ennesima beffa: causa vinta soldi ricevuti, transazione fatta... Oggi si legge che la signora, che sabato 25 marzo ha vinto la causa per riavere tutti i suoi circa 40.000 euro affidati a BPVi per azioni da 60.5 euro giudicate "illiquide", ha già ricevuto dalla Banca Popolare di Vicenza, che non si è opposta alla decisione del giudice di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Verona, tutti quei soldi più interessi, rivalutazione e spese legali per un totale di 60.000 euro. Nulla ha ancora ricevuto chi ha transato a 9 euro entro il 28 rinunciando ad ogni altro suo diritto e dovrà aspettare ancora, "giusto regolamento" Opt (Offerta pubblica di transazione). Giustizia è fatta. Di Pietro Cotròn

FATTI

Mons. Beniamino Pizziol taglia agli altri ma non al suo potere Mons. Beniamino Pizziol, Soldato di Cristo, taglia i versi della storica, commovente e guerrescamente innocua preghiera dell'alpino (e altrettando farebbe per quella del marinaio di Antonio Fogazzaro se qui ci fosse il mare). E, facendo da testimonial della transazione da elemosina, taglia le speranze di chi aveva diritto al rimborso completo delle azioni BPVi, come subito dopo confermato da un tribunale terreno in barba ai suoi presunti "esperti". Ma il vescovo di Vicenza non taglia la poltrona di potere nel Cda della Fondazione Roi, dove siedeva e siede un suo rappresentante, complice prima del suo impoverimento e ora della sue permanenti... "anomalie" e "oscurità". Di Pietro Cotròn

Cantone critico sulla Pedemontana

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


veneta, M5S Veneto: è il momento di dire basta all'umiliazione inflitta da Zaia ai veneti Il Presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, ha parlato a Vicenza della Superstrada Pedemontana Veneta esprimendo dure critiche e perplessità, come riferiscono nella nota che pubblichiamo Jacopo Berti (a dx nella foto) e Manuel Brusco consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. "Quello delle opere avviate non può diventare una sorta di estorsione", ha detto Cantone. "Le opere vanno fatte rispettando le regole... c'è bisogno di capire un piano che cambia moltissimo la struttura del project, che cambia il meccanismo del rischio". Il M5S da sempre critico sul project financing commenta le dichirazioni di Cantone. Il Capogruppo Jacopo Berti ricorda: "La Giunta aveva detto che con l'Anticorruzione era tutto a posto, invece Cantone parla di un'illustrazione generica del piano e di un progetto profondamente modificato.". Di Emma Grande

"E' esattamente ciò che diciamo da tempo come M5S in Veneto - aggiunge Berti -. Inoltre Cantone conferma che al momento i fondi arrivano solo dal pubblico, al contrario di quanto diceva la Lega. Luca Zaia spreme i cittadini venete per dare soldi ad un costruttore privato, che guadagnerà miliardi Il consigliere Manuel Brusco aggiunge: "Anche il ministro Delrio ha espresso perplessità sull'opera e sulla mossa di Zaia, definendola ‘una storia italiana'. Ha poi ricordato che lo Stato non è un bancomat, ha già versato 615 milioni e non intende dare altri soldi. Queste sono figure che non rendono onore ai veneti. L'incapacità del governo veneto di gestire quest'opera è palese. Avessero ascoltato le nostre obiezioni, espresse da anni, non ci troveremmo a questo punto oggi. E' la conseguenza di una politica arrogante e cieca. Ma a pagare purtroppo sono sempre i veneti". Berti si rivolge direttamente ai cittadini veneti con una sorta di appello: " Sempre più cittadini si stanno svegliando. Il tradimento di Zaia è davanti agli occhi di tutti e in molti hanno perso fiducia in lui, stanchi di essere presi in giro e di pagare per alimentare un sistema caro alla Lega fatto di grandi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


costruttori e banchieri. Dico a tutti i veneti: alziamo la testa. E' il momento di dire basta a questa umiliazione".

ECONOMIA&AZIENDE

Gianni Zonin e tutti i direttori generali da lui "subiti": fino a Samuele Sorato, l'informatico È nota da tempo la linea difensiva scaiolana di Gianni Zonin, che dopo 16 anni in Cda fu promosso presidente della Banca Popolare di Vicenza per manterne la guida per circa venti anni evidentemente senza aver imparato nulla di banche, pur essendo molto "sveglio" in vini, visto che tutto lo sfascio a cui abbiamo assistito è avvenuto a sua insaputa per colpa di quel cattivone di direttore generale di Samuele Sorato, solo lui per carità... E, si sa, in BPVi Gianni Zonin mai ha deciso qualcosa se non le scelte di direttori generali sistematicamente non all'altezza anche se già questo dovrebbe richiedere un mea culpa galattico del vignaiolo, che spese tutte le sue notevoli capacità imprenditoriali e generatrici di guadagni nel far grande la sua cantina. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Ricordiamo allora, con l'aiuto di articoli, documenti e ricordi di vecchi vicentini, la sequenza di bracci destri scelti da Gianni "scaiola" Zonin per le scelte "sinistre" della ormai fu Popolare di Vicenza. In banca poco prima del ventennio zoniniano, a fine 1996, convivevano due strutture, una pro ZonIn e l'altra pro Giuseppe Nardini, allora presidente e appoggiato dal vice presidente Gian Carlo Ferretto e dall'allora direttore generale Luciano Gentilini. La spuntò Zonin al grido "Vicenza ai vicentini" e il vice direttore generale Piero Santelli fu prima "promosso" direttore generale" quale premio per il forte appoggio nella lotta per la conquista della "struttura" e poi fu "dimissionato" non perché non obbedisse, ma perchè il tempo che Zonin si era concesso per mantenere le sue promesse elettorali

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


si era esaurito dopo la vittoria assembleare in cui non era stato inattivo pro Zonin Luciano Colombini. Dopo Santelli arrivò Giuseppe Grassano, durato poco perchè la prima inchiesta su certe commistioni tra BPVi e interessi personali di Zonin ( Claudio Gatti, "Popolare Vicenza e l'ex Pm nel board della controllata", Il Sole 24 Ore 25 febbraio 2015) si sviluppò all'inizio degli anni 2000 intorno a sue esplicite testimonianze poi rese innocue dalla richiesta di archiviazione dell'allora procuratore di Vicenza, Antonio Fojadelli, che poi ritroviamo come consigliere di amministrazione di una controllata della Bpvi. La carica di direttore generale, sempre senza deleghe decisionali di livello, passò, quindi, al suo vice poi Mauro Gallea, che la ricoprì da traghettatore prima che arrivasse subito dopo nel 2001 Divo Gronchi, l'unico dg che otterrà dal presidente deleghe reali e fu anche amministratore delegato maturando riconoscimenti generali soprattutto per la sua capacità di riportare serenità in un ambiente toccato, invano e oggi con molti rimpianti da parte dei soci attuali, dai primi rumors legali e dove apparve come l'unico manager capace di andare d'accordo con il presidente: N « essun segreto. Forse dipende anche dal fatto che dopo tanti anni in banca, e ad agosto saranno cinquanta, mi diverto ancora» scrisse Stefano Righi, in tempi non sospetti per il giudizio sullo scettro del potere detenuto saldamente da Zonin, che allora, evidentemente, non conosceva... Claudio Scaiola. Divo Gronchi rimasse a Vicenza fino a dicembre 2005 quando fu chiamato a rimettere in carreggiata la Banca Popolare Italiana, l'ex Lodi di Fiorani, e Gianni Zonin chiamò al suo fianco Luciano Colombini, memore del suo buon lavoro da vice dg ai tempi della lotta intestina per la sua prima investitura a cui di certo non si era opposto. Colombini, ci dicono vecchi consiglieri, per un po' assecondò operazioni, mire e strategie del presidente ma, ad un certo punto, come ha confermato lui stesso, entrò in rotta di collisione con Zonin e i suoi metodi, prese cappello e a quel punto, nel 2007, Vicenza richiamò a tranquillizzare le acque Divo Gronchi che fece il suo dovere da direttore generale per poi lasciare nel 2008 al nuovo delfino di Zonin Samuele Sorato, il suo ruolo, essere nominato consigliere delegato e poi lasciare definitivamente Vicenza direzione Cassa di risparmio di San Miniato nel 2011, in tempo per non assistere, contribuire?, alla sua agonia che ha portato all'attuale coma farmacologico. Sorato era arrivato a BPVI in quanto era in un gruppetto di persone che seguivano le operazioni del Mediocredito delle Venezie ma solo in BPVi, allevato da Zonin, arrivò a ruoli apicali apprezzato anche per la sua passione per l'informatica che lo portò a presiedere anche quel mangiasoldi che, a detta di tutti, è il Sec Servizi, società di outsourcing informatica con sede a Padova: dal 2002 ha ricoperto il ruolo di Vice Direttore Generale e, dal 2004, quello di Vice Direttore Generale Vicario, nel 2007 è stato nominato Condirettore Generale e successivamente come scritto, nel marzo 2008, direttore generale, senza, che ci risulti, avere le deleghe in base alle quali avrebbe potuto commettere le eventuali "malefatte" di cui l'ignaro padre putativo ora lo accusa facendosene scudo.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Dopo avergli fatto ricevere a febbraio 2015 quelle deleghe da amministratore delegato, per merito o per diabolico disegno lo stabiliscano i fatti e i giudici, giusto tre mesi prima di "dover fare a meno" del delegato... anche se a prezzo di una buonuscita milionaria che per decine di migliaia di soci traditi appare tanto come una ricompensa per il gioco delle due carte, che diventano tre con Francesco Iorio, difeso poi da Atlante per non subire azioni di responsabilità ma l'ultimo dg/ad contrattualizzato dall'head hunter gambellarese di dg bancari, tutti brutti e cattivi...

MERCATINI / EVENTI / AGRICOLTURA

L'8 e 9 aprile a Valdagno la Festa della maresina compie 5 anni Giunge alla sua quinta edizione la Festa della Maresina, in programma il prossimo fine settimana (8 e 9 aprile) a Valdagno lungo le vie e piazze del centro storico. La manifestazione, come ormai da tradizione, è organizzata dal Comune di Valdagno, in collaborazione con ProValdagno e con l'Associazione Botteghe del Centro, che per l'occasione abbinerà al programma la Festa dei Fiori in Piazza Dante, dove saranno collocati stand gastronomici con menù a tema, e lungo Corso Italia, dove invece troveranno posto diverse bancarelle di fioristi. Di Comunicati stampa Comune di Valdagno

L'iniziativa è inserita tra le azioni del progetto per lo sviluppo del Distretto del Commercio di Valdagno, finanziato dalla Regione Veneto. Cuore della Festa della Maresina saranno invece Piazza Roma e Piazza del Comune, a partire dal primo pomeriggio di sabato. Alle 15.30, infatti, aprirà i battenti la mostra mercato con tanti prodotti locali e prelibatezze dedicate alla maresina de.co. Alla stessa ora, nel Cortile di Palazzo Festari il Museo Civico "D. Dal Lago" proporrà il laboratorio per

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


bambini "Costruisci fiori di carta, disegnali e dipingili", mentre in Piazza Roma si accenderanno I fornelli dello stand gastronomico proposta da ProValdagno, con l'immancabile menu a base di frittelle e piatti con erbe aromatiche. Alle 16.00 presso la Sala Bocchese di Palazzo Festari verrà inaugurata la mostra "Eco-printing", con annesso laboratorio a cura dell'I.T.I. "V.E. Marzotto", seguita da un intermezzo musicale proposta dalla Cooperativa Sociale Studio Progetto. Solo qualche piano più in alto, in Sala Soster, sempre alle 17.00, si terrà la presentazione dell'Atlante floristico della Provincia di Vicenza e della pubblicazione "Flora Popolare Veneta" di Silvio Scortegagna. In Piazze del Comune non mancherà poi una colorata esposizione di uova e allestimenti floreali. La giornata firmata "Festa della maresina" di domenica aprirà già alle 9.00 con la mostra mercato. Alle 9.15 il ritrovo per gli interessati è in Piazza Roma, da dove si staccherà un'affascinante passeggiata guidata a cura della sezione CAI di Valdagno. Le professoresse Valeria Sandri e Annalisa Castagna condurranno i visitatori tra natura e storia per le vie del centro storico e dintorni, con visita finale alla coltivazione di maresina presso la serra di Via Carmini, degustazione di miele della Cooperativa il Cerchio e aperitivo con Provaldagno in P.zza Roma. Dalle 10.00 in Sala Bocchese di Palazzo Festari si potrà visitare la mostra "Eco-printing", oltre a prendere parte alle proposte del laboratorio curato dall'Istituto Tecnico "Marzotto". Alle 12.00 è prevista poi la riapertura dello stand gastronomico di ProValdagno in Piazza Roma. Una nuova visita guidata attende appassionati e curiosi alle 15.00. In compagnia di Vittoria Visonà si andrà alla scoperta dei giardini di Valdagno "Dal Rinascimento all'Art Decò", con partenza dal Monastero di Santa Maria delle Grazie di Viale Regina Margherita. A completare la giornata ci penserà infine, alle 17.00 in Piazza Roma, lo show-cooking a quattro mani con lo chef Antonio Dal Lago, patron dello stellato Casin del Gamba, e Diego Crosara, allenatore della squadra italiana di pasticceria e docente Cast Alimenti di Brescia. La maresina La Maresina, o matricale, è un'erba selvatica che cresce lungo le strade di campagna o nei giardini e presenta notevoli valenze sia farmacologiche che culinarie. Il suo nome scientifico è Tanacetum parthenium, della famiglia delle Asteraceae, con fiori che assomigliano molto alle margherite. Può arrivare anche a circa un metro d'altezza e la forma delle foglie ricorda quella del prezzemolo. È da secoli nota un po' in tutta Europa per le sue doti medicinali, toccasana per dolori di vario tipo, specie quelli mestruali, e per la febbre. Il termine maresina sembra derivi dal tedesco mutterkraut (erba della mamma). A Valdagno il suo nome è legato in primis alla tradizionale "frìtola", ma è associata anche ad iniziative di carattere gastronomico-culturale: "La Maresina d'Argento", prestigioso ed affermato concorso gastronomico organizzato dalla Provaldagno, e la "Confraternita della Maresina". L'impiego di quest'erba è stato testato nell'ambito di nuovi prodotti e ricette,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dai cioccolatini alle marmellate, dai grissini al formaggio e persino il gelato.

FATTI

Martedì 4 aprile "Serata Contemporanea" dal Bolshoi di Mosca al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza Dal Bolshoi Ballet di Mosca martedì 4 aprile, con inizio alle ore 20.00, arriva nel Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza (e in molti altri cinema italiani) "Serata contemporanea", un appuntamento dedicato al meglio del balletto novecentesco, distribuito da QMI Stardust. I danzatori del celebre corpo di ballo moscovita incontrano alcuni tra i più influenti coreografi al mondo in questa produzione per la prima volta in scena, che si comporrà di tre atti firmati rispettivamente dal regista e danzatore statunitense Jerome Robbins, dal maestro danese Harald Lander e dal guru della danza russo Alexei Ratmansky. Audace eccezione al repertorio classico del Bolshoi, lo spettacolo unisce energia esplosiva, genio creativo e abilità tecnica. Di Emma Reda

L'evento si aprirà con "The Cage", capolavoro di Robbins sul Concerto in Re per archi di Stravinskij che, nel 1951, ha scioccato il mondo con la sua rappresentazione di un mondo animale dominato dal genere femminile, dove vengono perpetrati quotidianamente terribili atti di violenza. Si continua con "Russian Seasons", creato da Ratmansky su musiche di Leonid Desyatnikov che ripercorrono il calendario liturgico russo ortodosso. Le classiche figure del balletto si dissolvono qui in un suggestivo paesaggio di forme geometriche e colori, per esplorare esperienze umane come l'amore, la perdita e la morte. Conclusione con "Études", il lavoro che nel 1948 ha condotto Lander al

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


successo internazionale, pensato come un omaggio agli esercizi quotidiani dei danzatori, con spettacolari esempi di virtuosismo. La stagione di danza 2016/2017 del Bolshoi si inserisce, insieme a quella operistica del Met di New York, nell'ambito di Stardust Classic: sette opere e sette balletti, tra classici intramontabili e nuove sorprendenti produzioni, direttamente dai palcoscenici più prestigiosi del mondo allo schermo del cinema più vicino a casa. La stagione del Bolshoi al cinema si concluderà a maggio con "Un eroe del nostro tempo". Il costo del biglietto va dai 10 ai 12 euro.

FATTI

Occupazione Borgo Berga, sette persone deferite Alle prime ore dell'alba del 21 marzo scorso, un gruppo di circa trenta attivisti del Bocciodromo di Vicenza si è intodotto senza autorizzazione all'interno del cantiere di Borgo Berga. Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato con il personale delle volanti e della Digos. All'interno è stata constata la presenza di una decina di persone, tutte travisate con un passamontagna nero-arcobaleno. Due attivisti erano riusciti a salire sulla gru srotolando lo striscione "demolire Borgo Berga - Vicenza si solleva". Dalla sommità delle palazzine in costruzione erano stati esposti gli striscioni "area sequestrata Dal Basso" e "22/3 ore 20.30 fiaccolata". Altri dimostranti, divisi in due distinti gruppi, si erano attestati nelle vicinanze dei due accessi carrai del cantiere edilizio chiudendoli con transenne e catene con lucchetto. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Agli ingressi venivano affissi gli striscioni "cantiere abusivo" e "area sequestrata Dal Basso - Vcenza si solleva". Veniva inoltre allestito un gazebo nello spazio antistante l'accesso di via Leoni. Gli operai del cantiere riferivano di non aver potuto accedere all'interno a causa dell'opposizione palesata dai dimostranti. L'occupazione dell'area si protraeva per l'intera giornata del 21 marzo e fino a tarda serata del 22, quando, all'esito di un corteo, il cantiere è stato liberato. L'azione, finalizzata a contestare le cementificazione del territorio, gli abusi edilizi e i danni ambientali compiuti nella realizzazione degli edifici in questione, sarebbe stata decisa dagli antagonisti con riguardo all'udienza in Camera di Consiglio, in programma il 23 marzo, per il riesame dell'istanza di sequestro dell'intero complesso di Borgo Berda avanzata dal procuratore di Vicenza. Per l'accaduto, il legale rappresentante della società Sviluppo Cotorossi Spa ha presentato formale denuncia-querela, lamentando di aver subito un danno economico di circa 50 mila euro per l'impossibilità di accedere al cantiere e svolgere l'attività lavorativa. Non risultano invece danni a persone o cose. Le indagini della Digos guidata dal vice questore Nevio Di Vincenzo , anche mediante l'analisi del materiale video-fotografico della polizia scientifica, hanno portato a deferire sette attivisti del Bocciodromo di Vicenza per invasione di terreni e/o edifici e violenza privata. Si tratta di persone da tempo conosciute alla Digos per il loro attivismo in movimenti antagonisti del Veneto, molti di quali deferiti all'autorità giudiziaria per reati commessi in occasione di pubbliche manifestazioni.

CULTURA / DANZA E BALLO / TEATRO

Nuova prima regionale per Finisterre con R.osa di Silvia Gribaudi Una nuova prima regionale è pronta ad andare in scena per la rassegna teatrale valdagnese Finisterre. Giovedì 6 aprile, sarà il turno dello spettacolo R.osa di Silvia Gribaudi, in programma alle 21.00 al Cinema Teatro Super di Valdagno.Con la sua ironia dissacrante e il suo linguaggio informale, Silvia Gribaudi porta in scena una riflessione sul corpo della donna e sul ruolo sociale che esso riveste, ispirandosi alle immagini di Botero, agli anni ‘80 di Jane Fonda e al concetto di successo e di prestazione. Di Comunicati stampa Comune di Valdagno

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Claudia Marsicano è l'interprete di una drammaturgia composta di dieci esercizi di virtuosismo, in cui lo spettatore diventa protagonista (volontario o involontario) dell'azione scenica. Una performance per riflettere su come guardiamo gli altri altri sulla base dei nostri giudizi. E mettere al centro una sfida: quella di superare continuamente il proprio limite. Un atto di rivoluzione del corpo, che si ribella alla gravità e mostra la sua lievità. Sempre giovedì 6 aprile, alle 10.00, Silvia Gribaudi incontrerà gli studenti del Liceo Artistico "U. Boccioni" con I quali terrà il laboratorio Arte-BellezzaIdentità-Presenza. Nell'arte i corpi, gli oggetti e i paesaggi possono diventare contemplazione di bellezza, risveglio di emozioni e provocazioni sociali. In questa direzione si inserisce la performance R.OSA: una provocazione sul corpo contemporaneo e gli stereotipi a cui siamo abituati, in dialogo con la bellezza artistica dei volumi e delle forme che alcuni particolari corpi possono sviluppare. Il pittore Fernando Botero Angulo, per esempio, intorno al 1955 sviluppa uno stile personale e incisivo dilatando ed espandendo i corpi. L'ironia e la bellezza si fondono in immaginari contemporanei che ci fanno viaggiare senza giudizio in mondi possibili. SILVIA GRIBAUDI Torinese, è coreografa e performer. Nel 2009 vince il premio pubblico e giuria GD'A Veneto, nel 2010 è selezionata in Aerowaves Dance Across Europe, nel 2013 è finalista al Premio Equilibrio nel 2013. È ospite in numerosi festival nazionali ed internazionali, tra cui la Biennale di Venezia Ground 0 nel 2009 e il Fringe Festival di Edimburgo nel 2010. Nel 2012 collabora con il coreografo israeliano Sharon Fridman e avvia i progetti di Art in Action sui diritti umani con Anna Piratti. Segue progetti artistici di ricerca sostenuti da importanti realtà nazionali. Fino al 2010 è docente all'Accademia Teatrale Veneta. In televisione è performer con la Compagnia Aldes di Roberto Castello in "Vieni via con me" (Rai 3) con Roberto Saviano e Fabio Fazio. Crea performance specifiche su temi come le differenze di genere, le riflessioni sulla femminilità over 60 e l'invecchiamento attivo attraverso l'arte della danza. Credit: Ideazione, regia, drammaturgia e coreografia: Silvia Gribaudi Con Claudia Marsicano

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Assistente drammaturgia: Giulia Galvan Foto: Laila Pozzo

FATTI

Lav Bassano, la convivenza coi lupi è possibile Da giorni ormai si assiste al terrorismo mediatico perpetrato nei confronti dei lupi che sono ricomparsi nelle montagne della nostra regione. Non stiamo parlando di decine di animali ma di una coppia, pare maschio e femmina. Alcuni politici e cacciatori lanciano allarmi esagerati in merito all'uccisione di qualche animale. Ed è comprensibile che i cacciatori siano preoccupati, tutti gli animali selvatici di cui il lupo si ciba per necessità, vengono sottratti al loro divertimento ed al piombo dei loro fucili. E' evidente che dove ci sono disponibilità di ungulati e animali di allevamento non custoditi, il lupo interviene contribuendo a ripristinare naturalmente l'equilibrio, perché in natura non esistono animali di serie A e animali di serie B ( come un noto politico ha affermato alcuni giorni fa), la natura è in perfetto equilibrio se la si lascia manifestarsi liberamente, il caos succede dove l'uomo interviene con la sua visione antropocentrica creando danni e distruggendo questi equilibri. Di Redazione VicenzaPiù

E come ha ricordato recentemente l'assessore regionale alla caccia, Giuseppe Pan, il lupo non è stato reintrodotto ma è arrivato da solo proprio perché qui trova cibo ed un ambiente accogliente. Lo stesso assessore ricorda che il lupo non attacca l'uomo ma che è più facile ciò accada con dei cani inselvatichiti. Nel qual caso la responsabilità è di tutti quei cittadini privi di scrupoli che ancora oggi abbandonano i propri cani nelle zone boschive. Tenendo conto del naturale equilibrio che si sta ripristinando sui nostri monti, diventa veramente assurdo parlare di abbattimento dei lupi o con parola più gentile ma non priva dello stesso significato di "rimozione/prelievo di qualche esemplare". la LAV ricorda che ad inizio 2016 ha inviato agli

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


uffici ministeriali, un documento scientifico basato sulle ricerche di eminenti scienziati europei, che hanno chiaramente affermato l'inutilità scientifica delle uccisioni dei lupi. Non bastasse l'Associazione nel corso di una conferenza tenutasi ad aprile 2016 presso la sala stampa della Camera dei Deputati, ha presentato una "Dichiarazione per la gestione non letale del lupo" sottoscritta da alcuni dei importanti esperti internazionali in materia di gestione del lupo , tra i quali figurano nomi di assoluta rilevanza quali Claudio Sillero (professore associato di Biologia della conservazione presso l'Università di Oxford, nonché presidente della IUCNSSC Canid Specialist Group, l'ente principale al mondo per le conoscenze scientifiche e pratiche sullo stato e la conservazione di tutte le specie di canidi), Mark Bekoff (al quale nel 2000 è stato assegnato il premio Exemplar dalla Animal Behavior Society per i maggiori contributi a lungo termine nel settore del comportamento animale), Paul C. Paquet (University of Victoria, Università di Calgary, Raincoast Conservation Foundation, ricercatore e professore presso l'Università di Victoria e l'Università di Calgary, il quale ha trascorso più di 40 anni studiando argomenti che vanno dal declino dei grandi carnivori in tutto il mondo al rapporto filosofico tra il benessere animale e la conservazione). Ci chiediamo, inoltre, perché il turismo dovrebbe risentire della presenza del lupo, semmai è un valore aggiunto se nel territorio si riesce a rivalutare in chiave positiva, come dovrebbe essere, la sua presenza. Come peraltro hanno già fatto in molte zone dell'Appennino, dove il lupo è diventato motore di un nuovo tipo di fare turismo che ha attirato in quelle zone numerosi cittadini interessati alla presenza del lupo. Analogamente a quanto fatto da molte malghe, che hanno lavorato di più grazie alla presenza dell'orso Dino ed alla curiosità della gente. I malgari devono solo reimparare a proteggere i loro animali, come viene fatto in tutto il mondo nei luoghi dove i predatori non sono stati sterminati come nelle nostre zone, attraverso l'utilizzo di dissuasori luminosi, sonori, elettrici e soprattutto con la presenza dei cani da guardianìa, elemento di successo in numerosi contesti nazionali, mentre la Regione dovrebbe aiutare con rapidi indennizzi. Commenta Massimo Vitturi , Responsabile Nazionale LAV Fauna selvatica: "La sfida per i prossimi anni è rappresentata dall'individuare le migliori strategie per la convivenza con i lupi. Un obiettivo alla nostra portata anche imparando dai Paesi dove il lupo non è mai stato portato al limite dell'estinzione. E' lo stesso piano nazionale per la gestione del lupo, in approvazione in questi giorni presso la Conferenza Stato-Regioni, a dare le linee guida: nessuna uccisione di lupi; misure di prevenzione efficaci; controllo del pascolo brado e semibrado; rapidi indennizzi e lotta al randagismo. Sono questi i punti cardine che assicureranno alle generazioni future di poter vivere in un ambiente sano, sperimentando il valore della convivenza, in antitesi con la sopraffazione armata che alcuni vorrebbero imporre." Insomma il lupo non è un demone da abbattere ma una bella presenza da ammirare e proteggere.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Sesso in auto, la grande "non" notizia Tra le notizie più importanti che oggi ci dà la stampa locale c'è quella di una coppia di giovani che, su segnalazione di un abitante di Viale S. Lazzaro, vengono scoperti mentre fanno sesso in auto. Solo che mentre la polizia arrivava, scrive il collega, «per loro fortuna i giovani amanti avevano già terminato e avevano di nuovi i vestiti addosso altrimenti... multa salatissima». Eiaculatio precox o non notizia? «Questa non è la stampa, bellezza! Non è la stampa! E tu non ci puoi far niente! Niente!». Con questa stampa... Da multare. Di Pietro Cotròn

FATTI

Pedemontana, Guarda: "Zaia vuole coprire i propri errori" "Zaia continua il suo pellegrinaggio di interviste e comparsate in tv a suon di lamenti, chiedendo soldi per rimediare ai suoi errori macroscopici commessi con la Pedemontana. L'autonomia del Veneto non può essere sbandierata per tappare le falle. Mi auguro invece che i soldi e le competenze di un Veneto più autonomo servano per affrontare e risolvere ben altri problemi: da quello delle acque inquinate fino alla prevenzione del rischio idrogeologico e agli interventi sociali a servizio dei più deboli". Ad affermarlo, la Consigliera regionale Cristina Guarda (AMP). "Il Presidente aggiunge - continua a dedicarsi anche all'altra sua principale attività: lo scaricabarile. Di Redazione VicenzaPiù

Ma i fatti parlano chiaro: lo Stato ha già sborsato per la Pedemontana 614 milioni di euro, centinaia di migliaia di euro in più rispetto all'impegno iniziale previsto, e ha già ampiamente fatto la sua opera di soccorso a Zaia.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il concedente dell'opera è la Regione ed è lei che ha accordato progetto e condizioni sfavorevoli per il pubblico, cosi come descritto dalla Corte dei Conti. Ed è stato Zaia che nel 2013 ha dato il via libera alle condizioni di questo contratto capestro, peggiorando addirittura le condizioni a carico dei residenti e confermando il vantaggio per il privato concessionario, a scapito delle casse regionali". "Cosa pretende ancora Zaia? È questa la sua idea di autonomia? Si metta una mano sul cuore - afferma la Consigliera - e ammetta il fallimento veneto e le sue responsabilità: aver perso l'occasione di un'opera a servizio dei cittadini e dei residenti e non asservita a quei privati a caccia di project senza limiti nel guadagno. Un progetto decollato mentre Zaia era presidente della Provincia di Treviso, messo a punto mentre lui era vicepresidente della Regione, affidato al Commissario Vernizzi dal governo Berlusconi di cui Zaia era ministro. Non da ultimo, quel contratto-capestro è stato rivisto nel pieno del suo ruolo di Presidente del Veneto". "È ora davvero umiliante - conclude Guarda - giustificare l'esigenza di autonomia con la necessità di soldi per coprire i madornali errori nella gestione di opere sovrastimate che lo stesso Zaia ha contribuito far diventare a vantaggio del privato e a svantaggio del pubblico, danneggiando i cittadini del luogo e gli espropriati che non sono ancora stati pagati. Senza dimenticare il fatto che i veneti vengono per giunta colpiti da pedaggi e tasse in più da pagare per coprire questa voragine vergognosa. Tutto questo in barba alle promesse elettorali e alle grandi dichiarazioni di dicembre, in fase di bilancio".

FATTI

"Parcheggi rosa", mozione della Bartelle (M5S) per allargare la normativa a tutto il Veneto Più attenzione alla mobilità con un occhio particolare alle donne. Questo il senso di un ordine del giorno presentato dalla consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Patrizia Bartelle: il documento dell'esponente pentastellata auspica che la Regione Veneto inviti i Comuni a "prevedere agevolazioni per i veicoli a servizio di donne in stato di gravidanza e con bambini di età inferiore a un anno. Il Codice della strada - si legge nel testo della mozione disciplina le agevolazioni per la circolazione dei veicoli in uso, ad esempio, a persone con disabilità ma non tiene però in adeguata considerazione le oggettive esigenze delle donne incinte o con figli piccoli al seguito".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Redazione VicenzaPiù

E proprio per ovviare a questa situazione e cercare di colmare questa sorta di "vuoto normativo" - la prassi è infatti demandata al momento alla sensibilità delle singole amministrazioni comunali - si inserisce quest'azione della Bartelle, da sempre in prima linea per i problemi sia degli "ultimi" che delle donne, uno degli anelli deboli della nostra società, anche con l'intento di superare per l'appunto il fatto che le mamme, spostandosi di Comune in Comune, possono rischiare di incorrere in sanzioni considerato che in alcuni luoghi esistono agevolazioni (i cosiddetti "parcheggi rosa") mentre in altri ancora no. "Si tratta di una questione di civiltà - chiude la consigliera - se tutti a parole si dicono contro la violenza nei confronti delle donne e si indignano di fronte a ogni episodio di femminicidio, allora è imperativo iniziare ad adeguare la condizione della donna in tutte le sedi partendo da azioni concrete, semplici e immediate come ad esempio la mobilità e i parcheggi per le neo mamme".

FATTI

Inquinamento luminoso, a Vicenza saranno spesi 6 milioni di euro per lampade led L'Italia è ai primi posti per l'inquinamento luminoso: i lampioni disperdono energia e otto italiani su dieci non vedono la volta celeste. Secondo uno studio realizzato nel 2016 da un gruppo di scienziati italiani, israeliani e americani e pubblicato su Science Advances il nostro Paese presenta un evidente inquinamento luminoso. Niente stelle in città quindi, ma solo fasci di luce provenienti dai lampioni che servono anche a rendere le strade più luminose. A Vicenza ci sono 16 mila punti luce in 650 chilometri di strada. Di Monica Zoppelletto

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Aim fa sapere che, come da accordi con il Comune, nei prossimi mesi saranno spesi 6 milioni di euro per oltre 16 mila lampade a led, in pratica tutti i neon vecchi verranno sostituti. Al momento le prime lampade ad essere state sostituite sono quelle di viale Mazzini, viale D'Alviano e viale Ferrarin e anche la pista ciclabile di Saviabona è interamente illuminata da luci a led. Un segnale importante da parte di Aim che ha sempre molta attenzione per l'ambiente, ma anche per l'estetica poiché verranno cambiati anche i pali della luce per avere una città più moderna e curata. Le lampade a led permetteranno di abbattere i consumi dell'80% e avranno una altissima efficienza. Nonostante la diminuzione dei consumi però a Vicenza le stelle non saranno mai visibili interamente.

FATTI

Social Day 2017, il 7 e l'8 aprile oltre 160 studenti impegnati in attività di volontariato Venerdì 7 e sabato 8 aprile mattina oltre 160 studenti degli istituti superiori Fogazzaro, Canova, Boscardin, Quadri, Rossi e Lioy saranno impegnati nell'ambito dell'iniziativa Social Day, promossa in città per il nono anno dalle cooperative sociali Insieme e Tangram (all'interno del progetto Sulla Soglia) - coordinatrici per l'area di Vicenza - e dal Comitato interistituto del Social Day (Board vicentino) composto da 30 studenti (appartenenti ai Licei Quadri, Lioy, Fogazzaro, all'ITIS Rossi, all'IIS Boscardin, all'IIS Canova). Sono una sessantina gli studenti che collaboreranno con il Comune di Vicenza - che partecipa al Social Day per il quarto anno nell'ambito di alcune attività; i restanti sono impegnati, invece in altri Comuni o aziende private. Di Emma Reda

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


15 studenti del liceo Fogazzaro, con nove richiedenti asilo, si occuperanno della pulizia del parco Fornaci, venerdì 7 aprile dalle 8.30 alle 13. 40 studenti degli altri istituti partecipanti (Canova, Boscardin, Quadri, Rossi e Lioy) saranno invece impegnati la mattina successiva sabato 8 aprile, dalle 8.30 alle 13 nelle sedi distaccate della Biblioteca civica Bertoliana a Laghetto, in Riviera Berica e a Villaggio del Sole per riordinare le raccolte librarie e in via Fermi per una pulizia dell'area verde. Inoltre, in collaborazione con il Comune di Sovizzo, 4 studenti lavoreranno per il sistema di irrigazione delle piante lungo una pista ciclabile del paese. Il Social Day, edizione 2017, è stato presentato oggi nell'aula magna del liceo scientifico Quadri da Giacomo Possamai, consigliere delegato alle politiche giovanili del Comune di Vicenza, da Marina Fornasier, coordinatrice dell'area giovani delle cooperative sociali Insieme e Tangram, dai ragazzi del Board vicentino Social Day (sono intervenuti Silvia Cadore e Francesca Dalla Pozza del Quadri, Marco Zaupa del Lioy e Fabio Girotto del Boscardin) e dall'assessore alle politiche giovanili del Comune di Sovizzo, Sara Ruffini. Era presente anche Lara Scantamburlo della cooperativa Tangram. "Siamo veramente orgogliosi di aderire per il quarto anno al Social day, a cui destineremo, come già avvenuto per le precedenti edizioni, un contributo di 1000 euro - ha esordito Giacomo Possamai, consigliere delegato alle politiche giovanili del Comune di Vicenza -. Quest'anno gli interventi sono di due tipi e coinvolgeranno le biblioteche di quartiere e l'area verde di via Fermi oltre che il parco Fornaci: abbiamo scelto le zone periferiche perché ci sembra importante dare un segnale di presenza nei quartieri cittadini, grazie al lavoro di tantissimi ragazzi. Replichiamo, inoltre, la collaborazione tra gli studenti e i richiedenti asilo che lo scorso anno ha dato buoni risultati. Il Social day è un'iniziativa molto interessante perché dedicando il proprio tempo ad attività concrete i ragazzi riescono a destinare le risorse economiche raccolte a progetti di cooperazione internazionale oltre che all'associazione Libera". L'assessore alle politiche giovanili del Comune di Sovizzo, Sara Ruffini, ha ricordato che il Social day ha preso il via a Sovizzo per iniziativa di una ragazza come progetto volto alla cura dell'ambiente, filone portato avanti negli anni successivi. Anche quest'anno si interverrà con la pulizia del territorio ed in particolare di una pista ciclabile. Il Social day è un'esperienza di cittadinanza attiva che consente ai ragazzi di realizzare grandi sogni che si concretizzano in progetti sociali, pur rimanendo però con i piedi per terra perché gli studenti intervengono

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


direttamente nella cura del territorio. Marina Fornasier, coordinatrice dell'area giovani delle cooperative sociali Insieme e Tangram, ha spiegato che le due cooperative supportano l'organizzazione del Social day che, per quanto riguarda Vicenza, è curata direttamente dal Board i cui componenti provenienti dai 6 istituti superiori cittadini (in città non vengono coinvolte le classi elementari e medie) si impegnano per costruire due mattinate che possano essere più proficue e interessanti possibile. Ai ragazzi aderenti viene lasciata liberà di scegliere l'occupazione per cui verrà richiesta a privati o enti pubblici un'offerta libera Sono poi intervenuti i componenti del Board vicentino - Silvia Cadore e Francesca Dalla Pozza del Quadri, Marco Zaupa del Lioy e Fabio Girotto del Boscardin - illustrando le caratteristiche del Social day. Il Social Day è un percorso formativo che coinvolge gli studenti aderenti di 6 istituti superiori della città che non frequenteranno le lezioni ma si impegneranno, nelle mattinate previste, ad offrire le loro ore di lavoro per finanziare alcuni progetti di cooperazione allo sviluppo in Italia (Cooperativa "Rita Atria" - Associazione Libera) e all'estero ("Prima le donne e i bambini" associazione Due Terzi - Tanzania, "Una scuola per Ganlè" associazione Kouatokia - Costa D'Avorio, "Torniamo a scuola, ragazze!" associazione Women for Freedom - Nepal) scelti dai Board Social Day delle scuole aderenti. L'edizione 2016 ha coinvolto 8.500 studenti delle province di Vicenza, Treviso, Padova, Verona, Trento, Lodi che hanno raccolto 82 mila euro.

FATTI

Pfas, Guarda (AMP): “Il monitoraggio non si fermi alle analisi e alla raccolta dei dati" "In queste ultime settimane, molte famiglie di Lonigo e della zona rossa contaminata dai Pfas sono in grave preoccupazione: i loro figli sono stati i primi ad essere sottoposti al monitoraggio sulla popolazione per verificare l'incidenza dei PFAS sulla salute umana. Negli ultimi 20 giorni hanno ricevuto via posta i risultati, con una lettera in cui si elencano le concentrazioni di Pfas, ben sopra i limiti previsti, e i valori analizzati, oltre alla promessa di essere richiamati per una visita specialistica. Un'indicazione standard quest'ultima, a cui non è stato dato seguito: non c'è stato alcun aiuto nella lettura dei risultati così come nessuna chiamata nei casi più preoccupanti e nessuna visita specialistica". Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Lo riferisce tramite una nota la Consigliera regionale Cristina Guarda (AMP). "Sono molte le famiglie che mi hanno interpellata in quest'ultimo periodo - aggiunge la Consigliera - tutte ancora più preoccupate e confuse di prima. Come devono agire i genitori, ora coscienti del livello di Pfas nel sangue dei loro ragazzi e magari anche di alcuni valori fuori norma? Va ricordato che il monitoraggio non aveva, come unico scopo, quello della verifica dell'incidenza dei Pfas sulla nostra salute, ma anche di assistere i cittadini, accompagnandoli nella gestione di eventuali patologie e concentrazioni elevate". Ed in conclusione Cristina Guarda evidenzia che " ho contattato immediatamente l'Assessore alla sanità per aggiornarlo, chiedendo un suo intervento per far sì che il monitoraggio sia di aiuto ai miei concittadini e non temuto. L'Assessore ha garantito un immediato intervento e mi auguro che davvero si arrivi a dare indicazioni non solo ai genitori dei ragazzi monitorati, ma a tutti noi cittadini su cosa fare per proteggerci maggiormente da questa contaminazione".

FATTI

Restauratori, Confartigianato Vicenza incontra i vertici del Ministero dei Beni Culturali Aspetti burocratici che rallentano i lavori della Commissione di valutazione delle domande per l'acquisizione della qualifica di restauratore e il problema relativo all'eventuale impugnazione dei soggetti non ammessi: sono stati questi i temi affrontati durante un incontro tra il presidente della categoria Restauro di Confartigianato Vicenza, Alberto Finozzi, accompagnato dal consigliere regionale Alessandra Moretti, dal vicepresidente di Confartigianato Vicenza Gianluca Cavion e dal legale avv. Paolo Malaguti, con il segretario particolare del Ministro dei Beni Culturali, Giuseppe Battaglia, e il

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


direttore generale Educazione e ricerca, l'architetto Francesco Scoppola. Di Redazione VicenzaPiù

Il presidente Finozzi ha ribadito ai vertici del Ministero il problema legato al fatto che "numerosi enti locali erroneamente ritengono restauratori qualificati solo quanti rientrano nella lista parziale degli 800 diplomati negli Istituti Centrali e Scuole di Alta Formazione del Ministero per i beni e le attività culturali, e non, invece, anche quanti, forti della loro esperienza professionale diretta, sono attualmente sottoposti al vaglio della Commissione". Al proposito anche il consigliere regionale Alessandra Moretti ha ribadito come, oltre al fondamentale e indispensabile studio, anche l'esperienza maturata sul campo sua importante. D'altronde la stessa legge, in fase transitoria, riconosce la qualifica professionale di restauratore di beni culturali non solo a chi si è diplomato presso le Scuole di Alta Formazione del Ministero, ma anche a chi abbia maturato adeguata competenza professionale nel restauro dei beni sottoposti a tutela. Un concetto ribadito dal personale ministeriale, che ha ricordato l'orientamento interpretativo del Codice dei beni culturali precisando che, finché non sarà concluso l'operato della Commissione, gli enti locali non possono escludere dalla partecipazione alle gare per lavori pubblici chi dimostri di aver partecipato al Bando ministeriale. Per rendere ancora più esplicito questo orientamento interpretativo, Confartigianato Vicenza proporrà un formale interpello ministeriale. Il vicepresidente Gianluca Cavion ha infine auspicato che "la data del 30 giugno quale termine ultimo per la presentazione da parte della Commissione dell'elenco dei restauratori non sia rinviata. Se ciò proprio non fosse possibile, in ogni caso speriamo che la procedura di valutazione avvenga comunque entro tempi ragionevoli".

GIUDIZIARIA / ECONOMIA&AZIENDE

BPVi perde la causa pilota con una socia e paga tutto ma si oppone, Codacons

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Veneto: è un errore accanirsi, si segua la via dell'Arbitro delle Controversie Finanziarie Il 25 marzo l'Adusbef di Verona rendeva nota la prima vittoria in una causa pilota contro la BPVi ("giudice di Verona condanna la banca a rimborsare con gli interessi una signora che aveva acquistato 660 azioni nel 2010"), il 29 marzo Adusbef e Codacons ci spiegavano "come la sentenza possa cambiare la sorte di chi non ha transato" visto che la sentenza dava ragione alla socia perchè le azioni, sottoscritte per circa 40.000 euro, erano "illiquide", il 2 aprile leggevamo che la Banca Popolare di Vicenza aveva subito risarcito la risparmiatrice dell'importo deciso dal giudice Massimo Vaccari, 40.000 euro di capitale più interessi, rivalutazione e spese legali e ne deducevamo che l'ex Popolare avesse liquidato subito la "vittima" senza obiettare per continìbuire alla campagna di riconquista della fiducia a cui si ispirava ufficialmente anche l'Offerta Pubblica di Transazione. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

E, invece, no, la Banca, leggiamo prontamente su Il Giornale di Vicenza, ha pagato ma ha ricorso contro il giudizio per evitare che questo divenga un pericoloso precedente per le migliaia di soci che non hanno aderito all'Opt e che si dovessero trovare nelle condizioni di Bertilla Santacasa. Abbaimo, quindi, chiesto un parare al riguardo all'avv. Franco Conte di Codacons Veneto, noto per la sua caparbietà nel difendere i soci ma anche epr il suo equlibrio, e ve lo proponiamo di seguito.

Le obiezioni di BPVi dirette a circoscrivere gli effetti della sentenza del 25 marzo u.s. (ve la proponiamo qui) sono comprensibili. Per fortuna dei risparmiatori traditi, nell'affannosa ricerca di limitare i danni, la Banca segna dei fatali autogol per le sue tesi difensive che vanno a sostenere le aspettative dei risparmiatori traditi. Entriamo nel dettaglio:

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Commento di buon grado le osservazioni della BPVi alla sentenza di Verona. 1) Secondo il magistrato, la banca «è stata sicuramente inadempiente ai molteplici obblighi informativi ai quali era tenuta in considerazione della particolare natura dei titoli che alienò alla attrice». Il titolo finanziario (l'azione della Banca Popolare Vicenza allora s.c.p.a. società cooperativa per azioni) aveva proprie modalità per essere "liquida" che andavano specificate al compratore. Al contrario il promotore della banca dava garanzie che in pochi giorni... poche settimane... un paio di mesi al massimo l'interessato avrebbe avuto la somma a disposizione (spesso anticipando con uno scoperto di fido... un'entrata mai verificatasi!). Ciò precisato, almeno il 98% dei casi in carico al Codacons rientrano in questa fattispecie come specificatamente richiamato nella lettera di diffida predisposta. 2) Non è scudo minimamente efficace ripararsi dietro circolari. Sul coacervo di normative ignote e in ogni caso incomprensibili al risparmiatore prevale la volontà negoziale, e - come si insegna nella prima lezione di Diritto all'Università- - il consenso del risparmiatore non va presunto burocraticamente o per firme formali in calce a moduli predisposti ad arte, ma per la validità del contratto è necessario il consenso responsabile. 3) Non è in questione lo scavalcamento o la mancata evasione dell'ordine di vendita e bene fa a richiamarlo la banca pro domo sua. Trascura però che resta aperta la questione dell'adempimento secondo buona fede e della violazione della par condicio degli azionisti. Non può non avere rilevo giuridico il fatto che ci fossero azionisti più uguali... smaccatamente favoriti. Una riflessione che vuole essere costruttiva. Durante il pressing per spingere a firmare la transazione un argomento purtroppo efficace è stato l'incombenza delle spese legali. Un risparmiatore, già privato in molti casi di quasi tutti suoi risparmi, non se la sentiva di rischiare le spese legali del suo avvocato e magari quelle dell'avvocato della Banca. Allora la banca rifletta: il capitale in gioco della signora di 68 anni era poco meno di 40.000 euro ma la condanna della banca è stata per 52.000 euro al netto delle sue spese legali, che possiamo valutare pari a quelle liquidate dal giudice a favore della risparmiatrice. Conclusione la banca per un contenzioso di 40.000 euro ne ha spesi 64.000 ovvero un costo maggiore del 35%. Non cadano i vertici della banca nella tentazione di tenere un atteggiamento duro spendondo i soldi degli azionisti per tenere in piedi contenziosi temerari. In Assemblea ne dovranno dare conto! Quindi riflettano prima di fare appelli o di resistere ad oltranza in sede giudiziaria; coltivino il sentiero dell'ACF, dell'Arbitro delle Controversie Finanziarie di nessun costo per la banche e di garanzia per entrambi. Tale prospettiva ha poi un elemento di grande valore sociale perché permette di definire il contenzioso in tempi rapidi, alcuni mesi, un profilo di grandissima importanza per i molti anziani, che dai nostri dati risultano essere oltre il 30% di età superiore ai 70 anni... La via della vera conciliazione, non quella su diktat di una parte, resta la migliore per tutelare i risparmiatori traditi e per dare concretezza ad un nuovo inizio delle due Popolari.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Avv. Giorgio Conte Presidente Codacons Veneto

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Con il rosso di oltre 1.5 miliardi di euro di Montebelluna le perdite compessive di BPVi e Veneto Banca salgono a oltre 3.4 miliardi Il consiglio di amministrazione di Veneto Banca approva il progetto di bilancio individuale e consolidato al 31 dicembre 20161 (dopo il quale le perdite compessive di BPVi, che ha dichiarato perdite per oltre 1.9 miliardi, e Veneto Banca salgono a oltre 3.4 miliardi, a domani le analisi, ndr) Prosegue il processo di ristrutturazione del gruppo. Nuovo piano industriale 2017-2021 sottoposto alla valutazione della bce. Il nuovo piano prevede la fusione con il gruppo banca popolare di vicenza quale condizione indispensabile per il processo di ristrutturazione. Comunicata alle autorita' competenti l'intenzione di accedere alla "ricapitalizzazione precauzionale" da parte dello stato italiano. Conclusa l'offerta di transazione con adesioni di oltre 54.000 soci (circa il 73% del totale) portatori del 68% delle azioni in perimetro. Decisa la costituzione di un fondo per gli azionisti che versano in condizioni disagiate di 30 milioni di euro. Risultato netto dell'esercizio negativo per 1.502 milioni di euro, conseguenza principale del rafforzamento del presidio dei rischi Di Redazione VicenzaPiĂš

Š 2008 - 2017 VicenzaPiÚ - www.vicenzapiu.com


1.288 milioni di euro di rettifiche di valore su crediti con significativo rafforzamento delle coperture sui crediti deteriorati (circa + 8 punti percentuali anno su anno) 434 milioni di euro di accantonamenti a fondi rischi e oneri connessi principalmente al rischio litigations su azioni vb e agli esiti dell'offerta di transazione Risultato operativo normalizzato delle componenti non ricorrenti a circa 50 milioni di euro Copertura2 dei crediti deteriorati al 45,2% (+7,5 p.p. rispetto a fine 2015). Copertura delle sofferenze al 59,4% (2,9 p.p. rispetto a fine 2015) Lcr superiore ai minimi regolamentari a fine 2016. Emesse a febbraio 2017 obbligazioni con garanzie statali per 3,5 miliardi di euro. Lcr a fine febbraio al 128% Ratio patrimoniali pro forma3 (cet 1 ratio all' 8,1%, total capital ratio al 10%) superiori ai minimi regolamentari ma inferiori al target srep 2016 L'assemblea degli azionisti per l'approvazione del bilancio si terra' venerdì 28 aprile, in unica convocazione 1 Al fine di consentire un'analisi comparativa su basi omogenee delle principali dinamiche gestionali dell'esercizio 2016 si fa riferimento ad una ricostruzione proforma dei saldi patrimoniali ed economici del 2015, includendo gli aggregati contabili non più soggetti a dismissione, conforme all'attuale rappresentazione contabile 2 Inclusi gli stralci 3 Calcolati includendo la seconda tranche del versamento in conto futuro aumento di capitale (296,4 milioni di euro) effettuato dal Fondo Atlante e perfezionato ad inizio gennaio 2017 Montebelluna, 03 aprile 2017 Il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca ha approvato il progetto di Bilancio individuale e consolidato al 31 dicembre 2016. Nel corso dell'esercizio appena concluso sono proseguite le azioni finalizzate al processo di ristrutturazione del Gruppo Veneto Banca, tra le quali: (i) la trasformazione della Banca in società per azioni e il nuovo statuto sociale; (ii) l'aumento di capitale da circa 1,0 miliardo di euro interamente sottoscritto dal Fondo Atlante, subentrato al Consorzio di Garanzia per la sottoscrizione delle azioni non collocate nell'ambito dell'Offerta Globale, ora azionista di controllo della Banca con una partecipazione nel capitale del 97,6%; (iii) il rinnovo della Governance: l'8 agosto 2016 con l'Assemblea che ha rinnovato il Consiglio e ha affidato la presidenza a Beniamino Anselmi, cui l'11 novembre 2016 è subentrato Massimo Lanza; (iv) la cooptazione, in data 6 dicembre 2016, di Fabrizio Viola - già Consigliere con Deleghe del Gruppo Banca Popolare di Vicenza - a nuovo membro del Consiglio nonché la sua nomina a Presidente del Comitato Strategico; (v) l'azione di responsabilità, nei confronti degli ex Amministratori, dei Sindaci e del Direttore Generale di Veneto Banca

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


alternatisi in carica fino al 26 aprile 2014, deliberata dall'Assemblea lo scorso 16 novembre; (vi) l'ulteriore intervento di rafforzamento patrimoniale da parte del Fondo Atlante, effettuato attraverso il versamento irreversibile di 628 milioni di euro in conto futuro aumento di capitale - avvenuto in due tranche, la prima in data 30 dicembre 2016 per un importo di 331,6 milioni di euro, la seconda in data 5 gennaio 2017 per un importo di 296,4 milioni di euro - con l'obiettivo di rafforzare i coefficienti patrimoniali alla luce degli impatti derivanti dai complessi processi valutativi di fine esercizio e dal lancio dell'Offerta di Transazione agli azionisti Veneto Banca. Nel 2016 è proseguito il rinnovo del modello distributivo che prevede l'efficientamento della rete, attraverso l'attività di razionalizzazione delle filiali e il contemporaneo sviluppo dei canali evoluti (internet, mobile e contact center). In particolare, sono stati introdotti nuovi prodotti che hanno riguardato il comparto assicurativo, il risparmio e i mutui casa; sono state riviste la segmentazione e la portafogliazione della clientela corporate, procedendo all'ottimizzazione dell'attività dei gestori in relazione alle diverse caratteristiche dei clienti; si è avviato un progetto di rilancio del comparto Private, basato sull'aggiornamento delle analisi delle peculiari esigenze del segmento. Si segnala il proseguimento della fase di razionalizzazione della presenza territoriale del Gruppo Veneto Banca, con la chiusura nel corso del 2016 di ulteriori 70 filiali (dopo le 36 già chiuse nel 2015). Relativamente alla partecipata irlandese "Veneto Ireland Financial Services ltd (VIFS)", la cui attività ordinaria e messa in liquidazione è avvenuta in data 22 marzo 2016, si sono concluse in data 27 febbraio 2017 tutte le attività di liquidazione volontaria ed in pari data la società risulta chiusa. Nel febbraio 2017, il Consiglio ha quindi approvato il Piano Industriale 20172021 che si fonda sulla ristrutturazione della Banca attraverso la fusione con il Gruppo Banca Popolare di Vicenza (controllato dal Fondo Atlante con una quota del 99,33%) unitamente a un intervento di rafforzamento patrimoniale. In tale contesto, in mancanza allo stato di una chiara espressione di volontà da parte dell'azionista di controllo di effettuare ulteriori interventi di sostegno patrimoniale, la Banca, in data 17 marzo 2017, ha comunicato alle Autorità competenti l'intenzione di accedere alla "ricapitalizzazione precauzionale" (ai sensi del D.L 237/2016 come convertito, con modifiche, in legge n. 15 il 17 febbraio 2017) e sta operando affinché tale intervento possa essere effettuato il più rapidamente possibile. Il suddetto Piano Industriale, già all'attenzione delle Autorità di Vigilanza, si poggia su tre linee d'azione fondamentali: riduzione del profilo di rischio, specialmente quello legato al credito e al comparto legale (con particolare riferimento alle eventuali litigation con gli azionisti); maggiore Montebelluna, 03 aprile 2017 efficienza operativa; sviluppo dell'attività commerciale anche attraverso il recupero della fiducia di clienti/azionisti e il potenziamento dei canali evoluti (internet, mobile e contact center). Offerta di transazione rivolta agli azionisti Veneto Banca

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Veneto Banca aveva avviato lo scorso 10 gennaio 2017 l'Offerta di Transazione, rivolta a larga parte della base sociale della Banca (circa 75.000 azionisti). Tale Offerta si è conclusa alle ore 13.30 del 28 marzo 2017, in seguito alla proroga del termine per aderire, inizialmente fissato al 15 marzo 2017. Complessivamente all'Offerta hanno aderito 54.359 azionisti (il 73% circa del totale), portatori del 67,6% delle azioni comprese nel perimetro dell'Offerta medesima. Al netto delle posizioni irrintracciabili, la percentuale degli azionisti aderenti è quindi pari al 75% circa del totale, corrispondenti al 68,2% delle azioni VB rientranti nel perimetro dell'Offerta di Transazione. Gli uffici preposti della Banca stanno completando i controlli necessari per disporre del dato certo e definitivo di risultato dell'Offerta, così da consentire, in occasione della riunione consiliare del 11 aprile p.v. - data all'interno dei termini indicati nel Regolamento dell'Offerta fissati al 30 aprile - di decidere in merito alla rinuncia della condizione sospensiva, rappresentata dal raggiungimento della soglia dell'80% delle adesioni. In parallelo all'Offerta di Transazione sopra descritta, la Banca ha avviato un'iniziativa anche per gli azionisti interessati dalla fattispecie del c.d. mancato rispetto dell'ordine cronologico di vendita. Gli azionisti interessati sono stati individuati con gli accertamenti ispettivi condotti sia dalla Consob, sia dalla struttura interna di competenza della Banca. Ai Soci colpiti da questa fattispecie, viene proposto un indennizzo predeterminato e fisso per ciascuna azione Veneto Banca oggetto dell'ordine di vendita non eseguito, ma che avrebbe teoricamente potuto esserlo se la Banca, nella sua gestione, avesse rispettato l'ordine cronologico. L'indennizzo sarà riconosciuto ai destinatari dell'iniziativa che accetteranno questa specifica proposta, indipendentemente dal loro numero. Diversamente dalla più ampia Offerta di Transazione, per questa iniziativa non è prevista alcuna soglia minima di adesione e, di conseguenza, nessuna condizione sospensiva. Si ricorda inoltre che, in data 7 marzo 2017, la Banca ha deciso di costituire un Fondo di complessivi 30 milioni di euro, a sostegno degli azionisti che versano in condizioni disagiate. L'iniziativa, già subordinata all'efficacia dell'Offerta di Transazione, nasce dalla consapevolezza della presenza di situazioni di impoverimento e grave disagio sociale che coinvolgono alcuni azionisti risparmiatori di Veneto Banca, oltreché sulla forte volontà di ricostruire un rapporto di fiducia tra la Banca e i suoi soci risparmiatori. Principali risultati economici consolidati del 2016 La perdita consolidata di circa 1,5 miliardi di Euro registrata nel 2016 deve essere letta alla luce del forte processo di ristrutturazione aziendale che il nuovo Consiglio di Amministrazione sta portando avanti e che ha influito sulle politiche di provisioning. Il risultato negativo dell'esercizio, infatti, è in gran parte attribuibile (i) ad una rigorosa politica di accantonamento su posizioni creditizie per le quali, unitamente alle revisioni delle stime riguardanti le prevedibili perdite alla luce delle più aggiornate informazioni disponibili, ha inciso anche

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


l'accoglimento delle prime risultanze della visita ispettiva della BCE, (ii) ad accantonamenti a fondi Montebelluna, 03 aprile 2017 rischi e oneri principalmente riconducibili a rischi per litigation su azioni Veneto Banca e agli oneri connessi all'Offerta di Transazione e (iii) alla svalutazione integrale su attività immateriali residue derivanti dall'attività di Purchase Price Allocation afferente a precedenti business combination finalizzate dal Gruppo. L'esercizio 2016 è stato influenzato negativamente anche dall'andamento dell'operatività commerciale, che ha risentito degli impatti reputazionali che hanno colpito il Gruppo con importante diminuzione delle masse intermediate. Di seguito l'andamento delle principali voci di conto economico. Il margine di interesse si attesta a 385,8 milioni di euro ed è in flessione del 26,7% rispetto al 31 dicembre 2015. Tale voce, che si conferma essere una componente primaria del business bancario con una percentuale di incidenza sui ricavi generati dalla gestione caratteristica del 54%, ha risentito principalmente del consistente calo dei volumi (anche per le iniziative di deleverage a sostegno della posizione di liquidità) e della dinamica dei tassi di mercato, da diversi mesi attestati su livelli minimi o addirittura negativi su alcune scadenze. Le commissioni nette, sono pari a 285,5 milioni di euro, in diminuzione del 21,0% rispetto al 31 dicembre 2015. La flessione dell'aggregato è principalmente ascrivibile al calo dei volumi intermediati e dell'operatività con la clientela, motivata anche dalle ragioni di cui si è appena detto. Hanno per contro manifestato una maggiore tenuta i servizi di pagamento e di sportello, in crescita rispetto ai precedenti dodici mesi. La voce dividendi si attesta a 7,1 milioni di euro, +16,4% rispetto ai 6,1 milioni di euro nel 2015. Il risultato netto dell'attività di negoziazione e valutazione delle attività finanziarie ha generato utili per 24 milioni di euro in calo rispetto ai 190,2 milioni del 2015 che avevano tuttavia beneficiato della plusvalenza di circa 155 milioni di euro derivante dalla vendita della partecipazione in ICBPI. Il risultato del 2016 ricomprende anche componenti straordinarie quali il contributo positivo legato all'earn out ICBPI per circa 18 milioni di euro e le svalutazioni su attività finanziarie per 37 milioni di Euro. L'aggregato residuale degli altri proventi (oneri) di gestione, riesposto al netto dei recuperi di imposte e tasse anticipati per conto della clientela, ammonta a -2,6 milioni di euro, a fronte dei - 19,2 milioni di euro del 31 dicembre 2015. Il totale dei proventi operativi si attesta quindi a circa 700 milioni di euro in calo del 34,3% a/a. Il calo ha riflesso sia la significativa riduzione delle masse intermediate con la clientela (circa - 12,7 miliardi di euro, pari a 17,2%) che hanno impattato i ricavi "core" della Banca, sia la presenza di componenti straordinarie negative (svalutazione attività finanziarie).

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


A fine 2016 i costi operativi - inclusivi di spese amministrative, spese del personale e rettifiche di valore sulle attività materiali e immateriali ammontano a 877 milioni di Euro, segnando un aumento del 13,7% rispetto all'anno precedente a seguito della presenza di circa 205 milioni di componenti straordinarie negative. Al netto delle componenti non ricorrenti il totale dei costi operativi si attesterebbe quindi a circa 672 milioni di euro rispetto ai 771 milioni di euro riportati a fine 2015. L'aggregato "core" dei costi operativi (spese personale e altre spese amministrative), nonostante la presenza di alcune componenti one-off negative, si attesta infatti a 679,3 milioni di euro, ossia il 3,2% in meno rispetto ai 701,5 milioni di euro del 2015. Montebelluna, 03 aprile 2017 In particolare, le spese per il personale, attestatesi a 383,4 milioni di Euro contro i precedenti 390,7 milioni, hanno consentito di archiviare il 2016 con un risparmio annuo dell'1,9%. Tale dinamica ha beneficiato di fatto del contenimento della voce stipendi e altri oneri, derivante in larga misura dal ridimensionamento dell'organico del Gruppo, che ha più che compensato i maggiori costi legati agli oneri di incentivazione all'esodo, ammontanti a complessivi 11,1 milioni di Euro (erano stati 4,9 milioni nel 2015), nonché dall'applicazione di alcune misure di contenimento del costo unitario del lavoro, quali l'utilizzo del fondo ferie e il ricorso allo strumento della solidarietà difensiva. Anche le altre spese amministrative hanno registrato una riduzione, attestandosi a 295,9 milioni di euro dai precedenti 310,7 milioni di Euro, con una flessione annua di 4,8 punti percentuali. Ancorché sulla variazione dell'aggregato abbiano gravato poste di natura non ricorrente (complessivamente pari a circa 19 milioni di Euro), tra le quali i costi relativi al progetto di trasformazione in S.p.A. e di quotazione congiuntamente alle chiusure degli sportelli, gli interventi di razionalizzazione e di controllo della spesa hanno consentito di alleggerire, in misura talora consistente, diversi capitoli di spesa. Sull'intero aggregato sono inoltre compresi il contributo annuale ai fondi di risoluzione europei BRRD, DGS e quelli non ordinari al FITD per il salvataggio delle 4 banche italiane (circa 27 milioni) per un totale complessivo di 46,1 milioni di Euro, nonché l'impatto del canone sulle Deferred Taxes Assets (DTA), ex articolo 11 del Decreto Legge 3 maggio 2016, n. 59, complessivamente pari a 6,2 milioni di Euro. Va evidenziato, peraltro, l'incremento delle rettifiche nette di valore su attività materiali e immateriali, il cui ammontare è passato da 69,5 milioni a 197,6 milioni di Euro, sui quali hanno pesato significative componenti straordinarie per circa 149 milioni di Euro (tra cui circa 110 milioni di svalutazioni effettuate su attività immateriali residue derivanti dall'attività di Purchase Price Allocation afferente a precedenti business combination finalizzate dal Gruppo e 39 milioni di svalutazioni sul portafoglio immobiliare). Considerate le dinamiche economiche sopra esposte, il Gruppo ha archiviato l'esercizio con una perdita operativa pari a 176,9 milioni di Euro. Tale evoluzione ha risentito del calo dei ricavi, appesantito dalle sfavorevoli dinamiche delle masse intermediate e soprattutto dalle citate componenti di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


natura straordinaria presenti tra i costi operativi. Al netto delle componenti non ricorrenti infatti il risultato operativo sarebbe stato positivo per circa 50 milioni di euro. Le rettifiche di valore sui crediti e altre attività sono pari 1.293 milioni di euro (+58,7% rispetto agli 814 milioni di euro di fine 2015). In particolare le sole rettifiche su crediti si attestano a 1.288 milioni di euro (807 milioni a fine 2015). Dopo i consistenti accantonamenti già effettuati negli anni più recenti, l'esercizio è stato penalizzato da un flusso di rettifiche che permane significativo e che, oltre a riflettere la prolungata fase di debolezza del ciclo economico, è espressione delle politiche di accantonamento disposte dalle Banche e Società del Gruppo, in linea anche con le raccomandazioni espresse sul tema dalle Autorità di Vigilanza (come di seguito maggiormente descritte), volte a rafforzare il presidio del rischio di credito. Per quanto concerne le rimanenti componenti reddituali si segnala l'incremento degli accantonamenti a fondi rischi e oneri, che a fine esercizio hanno raggiunto i 433,6 milioni, più che triplicando l'ammontare accantonato nel 2015. Tali importi hanno risentito dei maggiori accantonamenti al fondo rischi e oneri a fronte dei reclami pervenuti e del potenziale contenzioso sulle azioni, anche alla luce degli esiti avuti dalla chiusura dell'offerta pubblica di transazione riservata agli azionisti avvenuta lo scorso 28 marzo 2017. Montebelluna, 03 aprile 2017 Le dinamiche reddituali fin qui descritte portano il Gruppo Veneto Banca a concludere il 2016 con un risultato negativo dell'operatività corrente, al lordo della fiscalità, di 1.903,5 milioni di Euro, rispetto alla perdita di 1.103,9 milioni di Euro registrata nel precedente esercizio. Considerato l'impatto economico derivante dall'effetto fiscale e dalla quota di pertinenza di terzi, la perdita del Gruppo si attesta a 1.501,9 milioni di Euro (881,9 milioni di Euro la perdita nel 2015). Principali aggregati patrimoniali del 2016 Al 31 dicembre 2016 il prodotto bancario del Gruppo, costituito dalla raccolta totale e dagli impieghi per cassa con clientela, ammonta 61.154 milioni di euro, in flessione del 17,2% rispetto ai 73.867 milioni di euro del 31 dicembre 2015. La raccolta diretta, pari a 20.031 milioni di euro, segna una riduzione del 17,8% rispetto alle consistenze del 31 dicembre 2015. Di seguito si riporta in sintesi l'andamento delle principali componenti. In particolare: ? I debiti verso clientela sono passati da 17,7 a 13,7 miliardi di Euro, sia per il calo dei depositi della clientela sia per quello delle operazioni a termine con Cassa Compensazione e Garanzia (scese da 1,7 miliardi di euro di fine 2015 a 700 milioni a fine 2016). Il deflusso di raccolta a vista da clientela ordinaria si è manifestato inizialmente nelle prime settimane dell'esercizio, sull'onda sia degli eventi societari che hanno interessato l'Istituto nel mese di dicembre 2015 (quali la comunicazione del valore di recesso e la trasformazione della capogruppo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


in società per azioni) sia di avvenimenti esterni, tra cui l'esito del salvataggio di quattro banche italiane ed i timori indotti dall'entrata in vigore dal 1° gennaio 2016 della normativa sul bail-in. Successivamente, dopo un periodo di assestamento, si è assistito ad una seconda fase di uscita di depositi, tra i mesi di maggio e luglio a seguito delle vicende aziendali che hanno riguardato la governance della Banca dopo l'Assemblea dei soci tenutasi il 5 maggio 2016 e il mancato ingresso in borsa. ? I titoli in circolazione hanno evidenziato nel loro insieme una discesa più contenuta, pari al 4,7% annuo, incorporando peraltro fenomeni eterogenei per natura e dinamiche. L'evoluzione di questa componente, che a fine esercizio era scesa a 6,3 miliardi di Euro dai precedenti 6,6 miliardi, ha infatti scontato ancora una volta la flessione del comparto obbligazionario, il cui stock ha risentito dei flussi dei titoli in scadenza nell'anno. Interventi mirati alla ricostituzione e ristrutturazione della liquidità condotti in corso d'esercizio hanno peraltro consentito di riportare il Liquidity Coverage Ratio (LCR) al di sopra del limite minimo di vigilanza4 , portandolo al 70,15% a fine dicembre 2016 contro il 53% registrato nel dicembre 2015. In logica di ricomposizione e ottimizzazione delle fonti di provvista, nel corso del 2016 è stata rafforzata la liquidità ottenuta dalla BCE mediante lo strumento del T-LTRO. A fine dicembre 2016 la liquidità ottenuta dall'Eurosistema a seguito delle operazioni indicate (T-LTRO) ammontava complessivamente a 2,6 miliardi di Euro, a fronte di circa 2,3 miliardi del dicembre 2015.

4 A tal proposito si ricorda che il phase-in per l'entrata in vigore del limite sull'indicatore di breve periodo LCR prevede un limite ridotto al 70% fino al 31 dicembre 2016, 80% dal 1° gennaio 2017 e 100% a regime dal 1° gennaio 2018. Montebelluna, 03 aprile 2017 Le attività stanziabili presso la Banca Centrale Europea ammontavano a fine anno a 4,1 miliardi di Euro, impegnate per 3,3 miliardi - dei quali 2,6 miliardi a fronte del T-LTRO - mentre i restanti 755 milioni di Euro sono rappresentati da attività libere. In seguito all'approvazione del D.L. n. 237/2016 (in data 23 dicembre 2016) recante disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio, che ha concesso la possibilità agli Istituti bancari (nel rispetto di determinate condizioni) di potersi avvalere della garanzia statale sulle proprie passività di nuova emissione, il profilo di liquidità ha beneficiato dell'emissione (effettuata il 2 febbraio 2017) di due prestiti obbligazionari garantiti dallo Stato per un importo complessivo di 3,5 miliardi di euro (1,75 miliardi con scadenza febbraio 2019, 1,75 miliardi con scadenza febbraio 2020). Parte del prestito con scadenza 2020, in data 23 febbraio 2017, è stata poi collocata sul mercato (1,35 miliardi); la parte restante di questo, insieme alle obbligazioni con scadenza 2019, è al momento utilizzata come collaterale per operazioni di finanziamento. I fondi rivenienti da tali operazioni hanno contributo a diversificare le fonti di funding del Gruppo.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Per effetto delle citate emissioni obbligazionarie garantite dallo Stato, l'indicatore LCR si è posizionato quindi a fine febbraio al 127,8%. Si precisa peraltro che nel mese di Marzo 2017 l'indicatore ha mostrato segnali di flessione quale conseguenza di uscite di raccolta commerciale a seguito dei timori connessi alle incertezze sul processo di ricapitalizzazione. In tale contesto, in considerazione dell'elevata velocità con cui possono crearsi situazioni di volatilità sulla liquidità, in data 23 marzo 2017, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di richiedere a Banca d'Italia e al M.E.F. di autorizzare la Banca ad un'ulteriore emissione di titoli con Garanzia dello Stato ex-DL. 237/2016 fino ad un massimo di 1,4 miliardi di euro. La raccolta indiretta ammonta a 21.831 milioni di euro evidenziando una riduzione del -14,8% rispetto al dato di fine 2015 per effetto del calo sia della raccolta amministrata (-13%) che di quella del risparmio gestito e previdenziale (-15,9%). I crediti netti verso clientela si attestano a 19.292 milioni di euro ed evidenziano una flessione del 19,2% rispetto ai 23.869 milioni di euro di fine 2015. L'andamento dell'aggregato riflette principalmente il deleveraging operato a sostegno del profilo di liquidità del Gruppo, nonché l'aumentata copertura media del portafoglio crediti deteriorati (circa + 8 punti percentuali rispetto a fine 2015). Il rapporto crediti/raccolta diretta (loan/deposit ratio) si attesta al 96,3%. I crediti deteriorati lordi verso clientela si attestano a 9.020 milioni di euro (7.555 milioni di euro a fine 2015). Nel dettaglio, le sofferenze sono pari a 4.534 milioni di euro (3.484 milioni a fine 2015), le inadempienze probabili sono pari a 4.328 milioni di euro (3.524 milioni a fine 2015), mentre le esposizioni scadute e/o sconfinanti sono pari a 158 milioni di euro (547 milioni a fine 2015). I crediti deteriorati netti verso clientela si attestano a 5.096 milioni di euro rispetto a 4.887 milioni di euro di fine 2015. Nel dettaglio, le sofferenze sono pari a 1.956 milioni di euro (1.645 milioni a fine 2015), le inadempienze probabili sono pari a 3.003 milioni di euro (2.745 milioni a fine 2015) e le esposizioni scadute e/o sconfinanti sono pari a 136 milioni di euro (497 milioni a fine 2015). Sulla dinamica del credito deteriorato ha inciso, in particolare nel secondo semestre dell'esercizio 2016, l'attività di complessivo riesame delle valutazioni analitiche delle posizioni creditizie che ha considerato anche le prime risultanze della visita ispettiva della BCE condotta in loco dal 10 ottobre 2016 e conclusasi in data 10 febbraio 2017. L'obiettivo dell'ispezione era di valutare, con Montebelluna, 03 aprile 2017 riferimento al perimetro delle banche italiane appartenenti al Gruppo Veneto Banca, la gestione del rischio di credito e di controparte nonché i sistemi di controllo del rischio. In particolare la visita ispettiva ha avuto come oggetto la verifica della classificazione di un campione selezionato di posizioni creditizie considerate

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


fra le più rischiose, nonché l'ammontare dei relativi accantonamenti. Anche a seguito di tali verifiche, sono stati effettuati sia una più severa classificazione delle posizioni deteriorate nell'ambito della categoria dei Non Performing Loans, sia maggiori accantonamenti sulle posizioni analizzate. Quanto sopra ha comportato, nella seconda parte dell'esercizio 2016, la rilevazione di rettifiche su crediti per un importo complessivo pari ad Euro 1.014 milioni, di cui Euro 676 milioni relativi al Credit File Review analizzato da BCE ed Euro 23 milioni relativi all'attualizzazione delle concessioni deteriorate sopra soglia, come indicate da BCE, per un totale quindi di Euro 699 milioni. Si fa presente che, alla data attuale non sono ancora pervenuti gli esiti ispettivi finali. Nel corso dell'esercizio, anche alla luce dei detti esiti ispettivi e delle relative raccomandazioni, dovrà essere verificata l'adeguatezza delle policy, dei processi e delle procedure associate al rischio di credito e di controparte. Peraltro, le policy sul credito saranno pure destinate a tener conto delle indicazioni contenute nelle "Linee guida per le banche sui crediti deteriorati (NPL)", pubblicata da BCE nel mese di marzo 2017, cui le banche dovranno attenersi con l'obiettivo di smaltire nella maniera più efficace possibile lo stock di NPL presenti nei propri bilanci. Ne deriva quindi che - per i suesposti motivi - l'applicazione di nuove metodologie e parametri nella valutazione dei crediti all'intero portafoglio creditizio potrebbe determinare ulteriori impatti negativi, allo stato attuale non quantificabili, già entro l'esercizio 2017. L'esercizio ha quindi chiuso con un ammontare delle rettifiche del Gruppo a valere sul portafoglio crediti complessivo che ha toccato i 4 miliardi di Euro, rendendo possibile il rafforzamento della copertura complessiva dal 10,5% di dicembre 2015 al 17,2%. Limitando l'analisi al solo portafoglio non performing, le svalutazioni sono risultate pari ai 3,9 miliardi di Euro, quantificando un coverage ratio del 43,5%, in aumento di oltre 8 punti percentuali rispetto al 35,3% di fine 2015. In particolare la copertura sulle sofferenze è salita al 56,9% (+4,1 p.p rispetto a fine 2015), quella sulle inadempienze probabili al 30,6% (+8,5 p.p. rispetto a fine 2015) e quella sulle esposizioni scadute al 13,8% (+4,5 p.p. rispetto a fine 2015). Includendo nel computo l'ammontare cumulato degli stralci sulle singole posizioni concorsuali ancora in essere alla chiusura dell'esercizio, si perviene ad un ulteriore incremento del livello di copertura complessiva del portafoglio deteriorato, che si colloca al 45,2% Per quanto riguarda il portafoglio titoli a chiusura d'esercizio, lo stock complessivo delle attività finanziarie detenute dal Gruppo, al netto delle passività di negoziazione, si attesta a 3,7 miliardi di Euro, in calo di circa 1,3 miliardi rispetto alle consistenze di fine 2015, corrispondente ad una variazione annua negativa del 25,3%. La dinamica dell'aggregato è correlata di fatto al ridimensionamento del portafoglio delle Attività finanziarie disponibili per la vendita, passate nel periodo da 4,9 a 3,7 miliardi di Euro, quantificando una flessione del 24,3%.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


A fine dicembre 2016 il patrimonio netto consolidato, comprensivo del risultato di periodo, si attesta a circa 1,8 miliardi di Euro, registrando una riduzione di Euro 349 milioni - pari a 16,2 punti percentuali - rispetto alle consistenze di un anno prima. Montebelluna, 03 aprile 2017 La posizione patrimoniale del Gruppo è stata di fatto erosa dal risultato di esercizio, che ha riportato una perdita 1.502 milioni di Euro, ancorché parzialmente assorbita dall'apporto positivo dell'operazione di aumento di capitale e del versamento in conto futuro aumento effettuati dal Fondo Atlante. Coefficienti di Vigilanza I Fondi propri al 31 dicembre 2016 ammontano a 1.577 milioni di euro a fronte dei 2.093 milioni di euro del 31 dicembre 2015. La riduzione intervenuta è principalmente riferibile alla perdita d'esercizio, a cui per contro si segnala sia il contributo positivo derivante dall'aumento di capitale sottoscritto dal Fondo Atlante a giugno 2016 e dal versamento in conto futuro aumento di capitale effettuato dallo stesso Fondo Atlante nel corso del mese di dicembre 2016. Da evidenziare come nella determinazione dei fondi propri al 31 dicembre 2016 si è tenuto conto dei rilievi che il team ispettivo della BCE ha sollevato alla Banca nel corso della visita ispettiva condotta nel 2015, nonché delle ulteriori attività di ricognizione che il management della stessa ha svolto nel periodo su tale aggregato. In particolare, le verifiche ispettive della BCE e gli ulteriori accertamenti condotti dalla Banca sul capitale che non rappresenta requisiti di computabilità tra gli elementi di capitale primario di classe 1 in base agli artt. 28 e 36 del Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR), hanno fatto emergere alcune posizioni nelle quali la sottoscrizione o l'acquisto delle azioni Veneto Banca da parte della clientela sono stati effettuati facendo ricorso a finanziamenti in essere o erogati dalla stessa (o da sue controllate), ancorché non finalizzati a tale scopo. Ad esito delle verifiche effettuate l'ammontare del "filtro prudenziale" applicato al 31 dicembre 2016 è stato pari a complessivi Euro 296,2 milioni. Il Common Equity Tier 1 Ratio e il Tier 1 Ratio si attestano entrambi al 6,39% (7,23% al 31 dicembre 2015), mentre il Total Capital Ratio risulta pari all'8,27% (9,06% al 31 dicembre 2015). Le attività ponderate si attestano a 19.074 milioni di euro. I ratios consolidati pro-forma al 31 dicembre 2016, determinati includendo la seconda tranche del versamento in conto futuro aumento di capitale effettuato in data 5 gennaio 2017 dal Fondo Atlante, pari a euro 296,4 milioni, si attestano all'8,06% per quanto attiene al CET1 ratio e al Tier 1 ratio e al 9,96% per quanto attiene al Total capital ratio. Il coefficiente di leva finanziaria (Leverage Ratio) è pari al 4,16%. Il Gruppo VB pur rispettando i requisiti minimi regolamentari previsti dall'art. 92 del Regolamento UE n. 575/2013, presenta un CET 1 ratio inferiore al target SREP fissato al 10,25% per il 31 dicembre 2016. Si precisa infine

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


che, in seguito alla nuova SREP decision comunicata il 16 dicembre 2016, i requisiti patrimoniali su base consolidata da rispettarsi a partire dal 31 marzo 2017 sono i seguenti: - 8,75% CET1 ratio transitional - 10,25% Tier 1 ratio transitional - 12,25% Total Capital ratio transitional I requisiti patrimoniali sopraindicati includono un requisito aggiuntivo (Pillar 2 Requirement) del 3,00% e un requisito combinato di riserva del capitale (Capital Conservation Buffer) dell'1,25%, entrambi da detenere interamente in termini di CET1 ratio. Montebelluna, 03 aprile 2017 Evoluzione prevedibile della gestione In un quadro macroeconomico ancora incerto, le prospettive del Gruppo Veneto Banca sono influenzate dalla complessa situazione specifica e dal prosieguo del processo di ristrutturazione in atto, come prefigurato dal Piano Industriale 2017-2021 che prevede la fusione con il Gruppo Banca Popolare di Vicenza unitamente ad un rafforzamento patrimoniale. L'operazione di fusione è subordinata alle autorizzazioni delle Autorità di Vigilanza oltre che all'applicazione della vigente normativa in materia: l'avviato processo autorizzativo presenta non trascurabili elementi di incertezza. L'andamento della gestione nei mesi antecedenti l'implementazione del Piano Industriale, risentirà pertanto dei vincoli derivanti dall'attuale livello dei coefficienti patrimoniali che limiteranno lo sviluppo del business ordinario. Il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca ha programmato di effettuare nel corso del 2017 una revisione delle policy, dei processi e delle procedure associate al rischio di credito e di controparte, da svolgere anche tenendo conto delle eventuali raccomandazioni degli esiti ispettivi finali di BCE non appena perverranno. Tale revisione, unitamente agli impatti derivanti da un possibile deconsolidamento totale o parziale del portafoglio di sofferenze, potranno determinare ulteriori impatti negativi sul costo del credito allo stato non quantificabili. La realizzazione nel corso d'anno del rafforzamento patrimoniale rappresenta un presupposto per la continuità aziendale e per il positivo completamento della fusione, che si prevede possa consentire una ripresa dell'attività commerciale unitamente a significative sinergie di costo. Esaminate le alternative concretamente percorribili, in data 17 marzo 2017, Veneto Banca ha comunicato al Ministero dell'Economia e delle Finanze, Banca d'Italia e BCE l'intenzione di accedere al sostegno finanziario straordinario e temporaneo da parte dello Stato italiano ("ricapitalizzazione precauzionale"), ai sensi del D.L. 237/2016 come convertito, con modifiche, in Legge n. 15 il 17 febbraio 2017. Tale intervento viene considerato come la più realistica opzione di ricapitalizzazione, visto che allo stato attuale non esiste una chiara espressione di volontà dell'azionista di controllo di effettuare ulteriori interventi di sostegno patrimoniale e soluzioni di mercato appaiono difficilmente percorribili. Ciò al fine di soddisfare, in via

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


precauzionale e temporanea il fabbisogno di capitale evidenziato nel Piano Industriale 2017-2021 e di preservare il rispetto dei vincoli regolamentari nell'arco di tempo necessario all'attuazione delle iniziative previste allo scopo nel Piano medesimo. L'accesso alla ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato, fermo restando il possesso dei requisiti previsti dal citato provvedimento di legge per le banche che ne fanno richiesta, è soggetto alla valutazione complessiva di BCE e al parere vincolante della Direzione Generale della Concorrenza (DG Comp) della Commissione Europea che si deve esprimere sulla compatibilità dell'intervento con la normativa in materia di aiuti di Stato i cui esiti sono allo stato incerti. Piano di cessione di Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni (BIM) Con riferimento al piano di cessione del Gruppo BIM, si evidenzia che, alla luce dell'evoluzione avuta dal "progetto Serenissima" in punto aumento di capitale, con l'ingresso del Fondo Atlante come azionista di maggioranza ed il cambio della governance, gli Amministratori hanno ritenuto di rivedere ogni considerazione strategica circa il Gruppo BIM. In particolare, il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca - ai fini della realizzazione del piano strategico nell'ambito della prospettiva fusione con Banca Popolare di Vicenza - in data 10 febbraio Montebelluna, 03 aprile 2017 2017, ha comunicato la propria volontà di valutare la possibilità di realizzare, nei modi e nei termini che saranno ritenuti più opportuni e a fronte degli approfondimenti da compiersi, soggetti ad autorizzazione delle competenti Autorità, una ridefinizione del perimetro del Gruppo che preveda il deconsolidamento di BIM. A questo proposito e successivamente, in data 28 marzo 2017, la Banca ha deliberato di individuare i propri advisor finanziari e legali al fine di determinare - senza indugio - le modalità attraverso cui consentire a BIM di proseguire il proprio percorso di sviluppo in modo autonomo dal Gruppo, realizzando al contempo una operazione di valorizzazione della partecipazione, nell'ottica del deconsolidamento, finalizzata a salvaguardare in parallelo tanto il patrimonio di Veneto Banca quanto quello di tutti gli altri azionisti e stakeholders, ivi inclusi i dipendenti. *** Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, dott. Stefano Fasolo, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili. Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Dott. Stefano Fasolo *** Il presente comunicato stampa, redatto ai sensi dell'art. 17 del Regolamento (UE) n. 596/2014 del 16 aprile 2014, è disponibile sul sito www.venetobanca.it ed è, altresì, pubblicato presso il meccanismo di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


stoccaggio autorizzato "1Info" all'indirizzo www.1info.it. *** Per ulteriori informazioni: Gruppo Veneto Banca - Relazioni con i Media: Tel.: +39 0423 28 3398 Email: relazioni.esterne@venetobanca.it - Investor Relations: Tel.: +39 0423 28 3063 Email: investor.relations@venetobanca.it Montebelluna, 03 aprile 2017 DATI DI SINTESI VALORI ECONOMICI (euro/000) dic-16 dic-15 var. ass. var. % Margine di interesse 385.778 526.512 (140.734) (26,7%) Margine di intermediazione 699.868 1.065.246 (365.378) (34,3%) Costi di gestione (876.812) (770.998) (105.814) 13,7% Risultato della gestione operativa (176.944) 294.248 (471.192) n.s. Perdita netta (1.501.968) (881.902) (620.066) 70,3% VALORI PATRIMONIALI ED OPERATIVI (in milioni di Euro) dic-16 dic-15 var. ass. var. % Prodotto bancario lordo 61.154 73.867 (12.713) (17,2%) Raccolta totale 41.863 49.998 (8.136) (16,3%) Raccolta diretta 20.031 24.362 (4.330) (17,8%) Raccolta indiretta 21.831 25.637 (3.805) (14,8%) di cui risparmio gestito 9.210 10.946 (1.737) (15,9%) di cui risparmio amministrato 12.622 14.690 (2.069) (14,1%) Crediti verso clientela 19.292 23.869 (4.577) (19,2%) Attivo fruttifero 25.317 30.519 (5.202) (17,0%) Totale attivo 28.078 33.349 (5.271) (15,8%) Patrimonio netto 1.805 2.153 (349) (16,2%) INDICI DI STRUTTURA (%) dic-16 dic-15 var. ass. var. % Raccolta diretta / Totale attivo 71,3% 73,1% (1,7%) (2,3%) Crediti verso clientela / Totale attivo 68,7% 71,6% (2,9%) (4,0%) Crediti verso clientela / Raccolta diretta 96,3% 98,0% (1,7%) (1,7%) INDICI DI QUALITA' DEL CREDITO (%) dic-16 dic-15 var. ass. var. % Sofferenze nette / Crediti vs clientela 10,1% 6,9% 3,3% 47,4% Totale crediti dubbi netti / Crediti vs clientela 26,4% 20,4% 6,0% 29,2% Copertura crediti dubbi5 45,2% 37,8% 7,5% 19,8% Copertura sofferenze4 59,4% 56,5% 2,9% 5,1% INDICI DI STRUTTURA E PRODUTTIVITA' dic-16 dic-15 var. ass. var. % Dipendenti medi 6.089 6.263 (174) (2,8%)

Š 2008 - 2017 VicenzaPiÚ - www.vicenzapiu.com


Numero sportelli bancari 480 550 (70) (12,7%)

5 Inclusi gli stralci Montebelluna, 03 aprile 2017 STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO (in Euro) Voci dell'attivo 31/12/2016 31/12/2015 10. Cassa e disponibilità liquide 304.193 273.902 20. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 176.197 164.691 30. Attività finanziarie valutate al fair value 3 3 40. Attività finanziarie disponibili per la vendita 3.703.528 3.924.999 60. Crediti verso banche 2.111.401 1.294.885 70. Crediti verso clientela 19.291.784 22.703.162 80. Derivati di copertura 49.030 63.310 90. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 118 951 100. Partecipazioni 34.471 22.113 110. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 11.123 18.601 120. Attività materiali 525.947 436.150 130. Attività immateriali 21.085 101.221 di cui: - avviamento 140. Attività fiscali 1.238.354 928.043 a) correnti 233.702 150.778 b) anticipate 1.004.652 777.265 - di cui alla Legge 214/2011 497.028 609.843 150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 73.434 2.965.626 160. Altre attività 537.586 451.689 Totale dell'attivo 28.078.254 33.349.346

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2016 31/12/2015 10. Debiti verso banche 4.271.453 4.855.051 20. Debiti verso clientela 13.678.936 16.237.487 30. Titoli in circolazione 6.331.376 6.245.419 40. Passività finanziarie di negoziazione 187.722 219.470 50. Passività finanziarie valutate al fair value 20.999 23.761 60. Derivati di copertura 218.382 243.660 80. Passività fiscali 27.592 33.497 a) correnti 2.251 4.913 b) differite 25.341 28.584 90. Passività associate ad attività in via di dismissione 38.914 2.251.284 100. Altre passività 718.986 687.788 110. Trattamento di fine rapporto del personale 51.180 46.578 120. Fondi per rischi e oneri: 550.772 148.320 a) quiescenza ed obblighi simili 353 385 b) altri fondi 550.419 147.935 130. Riserve tecniche 177.367 203.664 140. Riserve da valutazione 86.873 140.319 170. Riserve 833.153 511.497 180. Sovrapprezzi di emissione 1.050.057 1.963.234 190. Capitale 1.373.461 373.461 200. Azioni proprie (98.678) (98.678) 210. Patrimonio di pertinenza di terzi 61.677 145.436 220. Utile (Perdita) d'esercizio (1.501.968) (881.902) Totale del passivo e del patrimonio netto 28.078.254 33.349.346 Montebelluna, 03 aprile 2017 CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO (in Euro) Voci 31/12/2016 31/12/2015(*) 10. Interessi attivi e proventi assimilati 765.107 970.825 20. Interessi passivi e oneri assimilati (373.608) (441.992) 30. Margine di interesse 391.499 528.833 40. Commissioni attive 328.104 412.613 50. Commissioni passive (64.554) (75.251) 60. Commissioni nette 263.550 337.362 70. Dividendi e proventi simili 7.132 6.126 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 8.082 29.113 90. Risultato netto dell'attività di copertura (4.209) (4.493) 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 52.266 246.091 a) crediti 2.179 2.045 b) attività finanziarie disponibili per la vendita 39.715 232.162 d) passività finanziarie 10.372 11.884 110. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value 2.890

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


3.046 120. Margine di intermediazione 721.210 1.146.078 130. Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di: (1.332.070) (902.523) a) crediti (1.287.700) (806.519) b) attività finanziarie disponibili per la vendita (37.022) (86.035) d) altre operazioni finanziarie (7.348) (9.969) 140. Risultato netto della gestione finanziaria (610.860) 243.555 150. Premi netti 7.912 7.706 160. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (11.268) (11.176) 170. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa (614.216) 240.085 180. Spese amministrative: (713.750) (747.300) a) spese per il personale (383.374) (390.722) b) altre spese amministrative (330.376) (356.578) 190. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (433.640) (92.127) 200. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (51.679) (48.923) 210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (142.245) (16.063) 220. Altri oneri/proventi di gestione 52.077 52.006 230. Costi operativi (1.289.237) (852.407) 240. Utile (Perdite) delle partecipazioni 1.133 9.898 260. Rettifiche di valore dell'avviamento (501.436) 270. Utili (Perdite) da cessione di investimenti (1.183) 5 280. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte (1.903.503) (1.103.855) 290. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente 324.100 196.818 300. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte (1.579.403) (907.037) 310. Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte (2.168) (153) 320. Utile (Perdita) d'esercizio (1.581.571) (907.190) 330. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi (79.603) (25.288) 340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo (1.501.968) (881.902) (*)I dati sono stati rettificati in conformità a quanto previsto dall'IFRS 5. Montebelluna, 03 aprile 2017 CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO RICLASSIFICATO

Migliaia di euro dic-16 dic-15 var. ass. var. % Margine di interesse 385.778 526.512 (140.734) (26,7%) Commissioni Nette 285.542 361.673 (76.131) (21,0%) Dividendi 7.132 6.126 1.006 16,4% Ris. attività di negoziazione e valut. att. fin. 24.039 190.170 (166.131) (87,4%) Altri oneri (proventi) di gestione (2.623) (19.235) 16.612 (86,4%) Margine di intermediazione 699.868 1.065.246 (365.378) (34,3%)

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Costo del personale (383.374) (390.722) 7.348 (1,9%) Altre spese amministrative (295.852) (310.749) 14.897 (4,8%) Rettifiche di valore su attività materiali e imm.li (197.586) (69.527) (128.059) n.s. Costi operativi (876.812) (770.998) (105.814) 13,7% Risultato della gestione operativa (176.944) 294.248 (471.192) n.s. Rettifiche di valore su crediti e altre attività (1.292.869) (814.443) (478.426) 58,7% Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (433.640) (92.127) (341.513) n.s. Utile (perdita) delle partecipazioni 1.134 9.898 (8.764) n.s Rettifiche di valore dell'avviamento 0 (501.436) 501.436 n.s Utile (perdita) da cessione di investimenti (1.183) 5 (1.188) n.s. Risultato corrente al lordo delle imposte (1.903.502) (1.103.855) (799.647) 72,4% Imposte sul reddito dell'operatività corrente 324.099 196.818 127.281 64,7% Utile attività in dismissione al netto imposte (2.168) (153) (2.015) n.s. Utile (perdita) di pertinenza di terzi (79.603) (25.288) (54.315) n.s. Perdita netta d'esercizio (1.501.968) (881.902) (620.066) 70,3% Nota: Nei prospetti di bilancio al 31 dicembre 2016 i saldi economici del Gruppo BIM, che al 31 dicembre 2015 era destinata ad essere ceduta e che era iscritta fra le "attività in via di dismissione", sono stati ricondotti "per linea" alle rispettive voci, essendo venute meno le condizioni per una sua dismissione. Per contro, alla data del 31 dicembre 2016, gli aggregati relativi agli importi afferenti le partecipazioni di controllo in Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni (Suisse) sa, inclusa la sua controllata Patio Lugano sa, e Bim Insurance Brokers spa, tutte società appartenenti al Gruppo BIM, sono stati esposti tra le attività non correnti in via di dismissione a seguito dell'avvio di una procedura di dismissione delle stesse e del ricevimento di formali dimostrazioni di interesse da parte di controparti di mercato. Inoltre nel corso del mese di ottobre 2016 si è perfezionato il contratto di compravendita della cessione dell'unità immobiliare di proprietà dell'Immobiliare D, società appartenente al Gruppo BIM, iscritto a decorrere dalla fine del 2015 tra le "Attività non correnti in via di dismissione". Tale modalità espositiva ha reso meno significativo il raffronto tra le risultanze contabili dell'esercizio 2016 e i corrispettivi saldi del 2015, che non includevano il consolidamento analitico dei margini economici relativi a quest'ultime attività. Al fine quindi di consentire un'analisi comparativa su basi omogenee delle principali dinamiche gestionali dell'esercizio è stato predisposto - come richiesto dall'IFRS 5 - un conto economico "proforma" 2015, includendo in esso "per linea" gli aggregati contabili non più soggetti a dismissione. Per quanto riguarda il criterio di riclassificazione gestionale, gli interventi più rilevanti hanno riguardato le seguenti voci: a) Margine di interesse: include, oltre al saldo degli interessi netti (voce 30 C/E), anche il risultato netto dell'attività di copertura (voce 90 C/E "Risultato netto dell'attività di copertura"); dall'aggregato sono stati depurati gli altri oneri accessori alle operazioni di cartolarizzazione (ricondotti alla voce "Altri oneri/proventi di gestione") e aggiunti gli oneri per l'acquisizione della

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


garanzia statale sulle proprie emissioni, nonché i costi riconosciuti alla clientela per le operazioni di prestito titoli (contabilmente iscritti alla voce 50 C/E); b) Commissioni nette: all'interno della voce sono stati allocati anche i recuperi delle spese di invio estratto conto e le commissioni di istruttoria veloce (CIV), per la componente residuale iscritta alla voce 190 "Altri oneri/proventi di gestione"; sono inoltre state depurate le commissioni passive sul prestito titoli e sull'acquisizione della garanzia statale gestionalmente assimilabili ad oneri per l'acquisizione di nuova provvista e quindi ricondotte al margine di interesse; c) Risultato dell'attività di negoziazione e valutazione attività finanziarie: tale voce comprende il risultato dell'attività di negoziazione (voce 80 C/E), l'utile o la perdita derivante da cessione di attività finanziarie disponibili per la vendita (voce 100.b), l'utile o la perdita derivante da cessione di attività detenute sino a scadenza (voce 100.c) e delle passività finanziarie (voce 100.d). Inoltre, all'interno dell'aggregato rientra anche la variazione di valore delle attività finanziarie valutate al fair value (voce 110 C/E) e le rettifiche di valore delle attività finanziarie predette (voce 130); d) Altri oneri/proventi di gestione: tale aggregato comprende prevalentemente ricavi non caratteristici ed altre componenti di costo o ricavo non ricorrenti. Rispetto al saldo contabile (220 C/E), sono stati depurati i recuperi di imposte e tasse anticipate per conto della clientela, i recuperi relativi alle spese di invio estratto conto e la componente di rettifiche di valore connessa a ristrutturazioni e manutenzioni su beni di terzi. All'interno della voce sono stati invece riallocati gli altri oneri accessori alle operazioni di cartolarizzazione, contabilmente iscritti alla voce 20 C/E "Interessi passivi e oneri assimilati". Al netto di tali rettifiche, il saldo è stato gestionalmente ricondotto nell'ambito del Margine di Intermediazione; e) Altre spese amministrative: tale aggregato è stato modificato rispetto alla voce 180.b del conto economico mediante la deduzione dei recuperi di imposte e tasse anticipate per conto della clientela, contabilmente allocati alla voce 220 "Altri oneri/proventi di gestione"; f) Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali e immateriali: tale voce include anche la componente delle rettifiche di valore riferibili a ristrutturazioni e manutenzioni su beni di terzi; g) Rettifiche di valore su crediti e altre attività: tale aggregato include gli utili (perdite) da cessione crediti (voce 100.a), le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti (voce 130.a) e relative alle altre operazioni finanziarie (voce 130.d). Montebelluna, 03 aprile 2017 STATO PATRIMONIALE INDIVIDUALE (in Euro) Voci dell'attivo 31/12/2016 31/12/2015 10. Cassa e disponibilità liquide 142.488.311 174.791.627 20. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 122.846.925 229.774.324 40. Attività finanziarie disponibili per la vendita 2.649.605.265 3.130.344.939

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


60. Crediti verso banche 2.994.691.737 2.781.623.888 70. Crediti verso clientela 14.999.491.269 19.582.943.272 80. Derivati di copertura 49.030.554 63.310.535 100. Partecipazioni 962.922.611 840.216.020 110. Attività materiali 188.282.039 198.830.546 120. Attività immateriali 17.265.464 85.351.654 di cui: - avviamento 130. Attività fiscali 1.026.481.932 849.720.306 a) correnti 198.427.523 142.144.768 b) anticipate 828.054.409 707.575.538 - di cui alla Legge 214/2011 381.655.124 556.578.752 140. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 276.425.000 150. Altre attività 273.855.392 285.622.028 Totale dell'attivo 23.426.961.499 28.498.954.139

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2016 31/12/2015 10. Debiti verso banche 5.124.319.116 5.823.549.080 20. Debiti verso clientela 12.124.749.991 14.963.852.720 30. Titoli in circolazione 3.285.773.095 4.593.499.078 40. Passività finanziarie di negoziazione 122.219.180 223.035.698 50. Passività finanziarie valutate al fair value 20.995.456 23.757.536 60. Derivati di copertura 218.291.845 244.285.587 80. Passività fiscali - 16.098.436 a) correnti - b) differite - 16.098.436 100. Altre passività 555.018.478 594.612.199 110. Trattamento di fine rapporto del personale 33.539.126 33.980.235 120. Fondi per rischi e oneri: 485.274.355 129.751.673 a) quiescenza e obblighi simili 352.957 381.112 b) altri fondi 484.921.398 129.370.561 130. Riserve da valutazione 39.011.209 99.169.321 160. Riserve 718.362.583 386.764.538 170. Sovrapprezzi di emissione 1.050.057.371 1.963.232.666 180. Capitale 1.373.460.103 373.460.103 190. Azioni proprie (98.677.714) (98.677.714) 200. Utile (Perdita) d'esercizio (1.625.432.695) (871.417.017) Totale del passivo e del patrimonio netto 23.426.961.499 28.498.954.139 Montebelluna, 03 aprile 2017 CONTO ECONOMICO INDIVIDUALE (in Euro) Voci 31/12/2016 31/12/2015(*) 10. Interessi attivi e proventi assimilati 595.853.898 736.650.243 20. Interessi passivi e oneri assimilati (331.531.765) (382.017.674) 30. Margine di interesse 264.322.133 354.632.569

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


40. Commissioni attive 204.741.858 251.000.887 50. Commissioni passive (37.468.354) (42.987.941) 60. Commissioni nette 167.273.504 208.012.946 70. Dividendi e proventi simili 5.325.582 4.434.407 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 2.729.710 16.894.384 90. Risultato netto dell'attività di copertura (2.117.108) (361.939) 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 40.501.583 208.899.424 a) crediti 1.046.062 1.231.109 b) attività finanziarie disponibili per la vendita 29.013.685 182.689.981 d) passività finanziarie 10.441.836 24.978.335 110. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value 2.889.973 3.045.978 120. Margine di intermediazione 480.925.377 795.557.769 130. Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di: (1.060.526.620) (695.149.860) a) crediti (1.020.502.367) (609.869.380) b) attività finanziarie disponibili per la vendita (32.813.441) (77.237.394) d) altre operazioni finanziarie (7.210.812) (8.043.086) 140. Risultato netto della gestione finanziaria (579.601.243) 100.407.909 150. Spese amministrative: (509.506.995) (531.982.386) a) spese per il personale (272.971.648) (274.266.751) b) altre spese amministrative (236.535.347) (257.715.636) 160. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (386.403.647) (83.541.045) 170. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (13.662.161) (14.722.492) 180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (72.383.528) (14.332.078) 190. Altri oneri/proventi di gestione 54.951.149 57.190.829 200. Costi operativi (927.005.182) (587.387.173) 210. Utile (Perdite) delle partecipazioni (365.826.053) (142.794.370) 230. Rettifiche di valore dell'avviamento (412.353.780) 240. Utile (Perdite) da cessione di investimenti 32.297 250. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte (1.872.400.181) (1.042.127.413) 260. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente 246.967.486 170.710.396 270. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte (1.625.432.695) (871.417.017) 280. Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte 290. Utile (Perdita) d'esercizio (1.625.432.695) (871.417.017) (*)I dati sono stati rettificati in conformità a quanto previsto dall'IFRS 5.

FATTI / POLITICA

Visita ispettori Unesco, Bulgarini inveisce

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


contro mistificazioni sul tunnel sotto Monte Berico: non cè. Ma Dovigo lo interroga... Valentina Dovigo, consigliera comunale Sel e Lista Civica, in una nota che pubblichiamo premette che Il Giornale di Vicenza del 2 aprile scorso, nel riportare il commento dell'assessore Jacopo Bulgarini d'Elci Bulgarini, al termine della visita degli ispettori Unesco alla città di Vicenza, riferisce anche la sua posizione in merito al previsto tunnel e canale scolmatore collegati alla prima versione del progetto TAV TAC, "ho avuto modo di ascoltare ancora una volta autentiche mistificazioni e balle ripetute come se fossero vere, come la storia del tunnel ferroviario sotto Monte Berico: è stata nulla più di una proposta del tutto vaga, non certo avanzata da questa amministrazione, subito accantonata e uscita da ogni ipotesi progettuale ormai da anni".

Di Emma Reda

Tuttavia, afferma Dovigo, il PAT prevede un tunnel infrastrutturale di collegamento tra l'area industriale e l'area della Riviera Berica con annesso canale scolmatore, passante sotto Monte Berico, come dimostra anche la mappa (Scheda 55 del Pat, Piano di Assetto del Territorio) consultabile sul sito del Forum Center. Le previsioni del PAT, e le relative norme, sono sovraordinate e cogenti rispetto a quelle del Piano degli Iinterventi e tuttora vigenti. Per considerare la previsione del tunnel superata è necessario procedere a una variante al PAT. In assenza di quest'ultima la previsione è sempre valida.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Alla luce di quanto premesso, la sottoscritta consigliera comunale Valentina Dovigo interroga il Vicesindaco Bulgarini d'Elci per sapere - se sia stato predisposto, o sia in via di predisposizione, un atto di natura urbanistica per stralciare la previsione del tunnel dall'attuale Piano di Assetto del Territorio - se sia effettivamente negli obiettivi politici dell'amministrazione procedere con una variante del Pat in tal senso

FATTI

Un contribuente su dieci è straniero, in Veneto picco di crescita. Cifre in aumento anche a Vicenza Il Nord Est può considerarsi l'area con il maggior numero di contribuenti stranieri. Questo è quello che emerge da una ricerca resa nota dalla Fondazione Leone Moressa, che si occupa di studi e ricerche sull'economia dell'immigrazione. Secondo l'indagine il fisco italiano incassa a Nord Est 1,3 miliardi di euro di Irpef dagli stranieri. Cifra che vale un ventesimo di quanto incassato dai residenti in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Sono circa 420 mila i contribuenti immigrati che nel 2016 hanno versato l'Irpef: un'incidenza superiore rispetto alla media nazionale. Nell'ultimo anno si sono avuti aumenti significativi. A primeggiare è il Veneto che si piazza al secondo posto dopo la Lombardia per numero di contribuenti immigrati. Di Monica Zoppelletto

In Veneto i contribuenti stranieri rappresentano il 9,3%del totale, mentre il gettito Irpef rappresenta il 5,5% del totale. Il primato dei contribuenti immigrati spetta a Pordenone e Bolzano. In Veneto invece il primato se lo aggiudica Treviso (11%), seguito da Verona (10,4%). La presenza più bassa si ha a Rovigo. A Vicenza i contribuenti stranieri sono 45.450 e hanno versato 136 milioni di Irpef rappresentando così il 9,2% del totale. Nella

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ripresa economica del Nord Est gioca quindi un ruolo fondamentale il ruolo degli stranieri. In Veneto il gettito Irpef è aumentato dell'8% (+3,2% gli italiani). Per il vicentino l'aumento, rispetto all'anno scorso, è del 6,2% di Irpef straniera.

FATTI

Fabrizio Viola, l'uomo che dovrebbe salvare le banche Fabrizio Viola, l'uomo che risolve, o dovrebbe risolvere, i problemi delle banche. I funzionari della Bce, a Francoforte, l'hanno visto arrivare per discutere del salvataggio delle due ex Popolari del Veneto ma subito hanno notato che non era un volto nuovo. Infatti Viola lavorava per il Monte dei Paschi di Siena, ma dopo dodici settimane è stato destituito dalla carica di amministratore delegato ed è stato messo a sedere sulla poltrona delle ex Popolari venete, che da anni ha visto la gestione di Gianni Zonin-Samuele Sorato per la Banca Popolare di Vicenza e quella di Vincenzo Consoli-Flavio Trica per Veneto Banca. Quindi il compito di Viola era quello di fondere i due istituti di credito in tempi rapidi. Viola a Vicenza aveva messo piede alla fine del secolo scorso per coprire il ruolo di direttore generale. Di Emma Grande

Allora Zonin cambiava i direttori generali più spesso di quanto non si cambi un paio di scarpe. Così Viola tornò nella sua Milano, poi lavorò a Modena dove si fece le ossa. A Siena poi mise a segno due bei colpi: riportò in utile, dopo undici trimestri in rosso, i conti del Monte. Impresa che sembrava impossibile ma non per lui. Poi riuscì anche a gestire la difficile convivenza con Alessandro Profumo, alla presidenza della banca di Siena. Le cose presero poi una brutta piega quando Viola fu fatto cadere dalla poltrona. Tra settembre e novembre del 2016 confessò che non si sarebbe più fatto coinvolgere nel salvataggio di una banca. Invece ad una telefonata non

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


seppe dire no. Giuseppe Guzzetti era preoccupato per i finanziamenti che aveva chiesto per salvare BPVi e Veneto Banca e mentre Alessandro Penati, azionista di entrambe, non poteva credere ancora al piano industriale delineato da Francesco Iorio dopo il fallimento in Borsa. Guzzetti e Penati erano perciò decisi: serviva Fabrizio Viola. E Viola arrivò.

FATTI

Attentato San Pietroburgo, Sergio Berlato: "Tutto l'occidente si schieri con Putin" L'attentato di San Pietroburgo, ennesimo atto terroristico di stampo islamista, ha ulteriormente confermato che tutto il mondo occidentale, in primis l'Europa, non può continuare con un atteggiamento diffidente e a tratti isolazionista nei confronti della Russia - afferma il Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Sergio Berlato. Le sanzioni economiche volute da Bruxelles sono frutto di una visione geopolitica anacronistica e priva di una visione veramente europeista, soprattutto quando sono dirette verso una nazione fondamentale nello scacchiere internazionale - precisa Berlato. Di Redazione VicenzaPiù

Non possiamo fare a meno della Russia, del suo peso internazionale e della determinazione di Putin nel contrastare in modo determinante il terrorismo continua il Consigliere Berlato. L'Europa ed il mondo occidentale non si limitino alle solite parole di circostanza per esprimere cordoglio; ora è tempo di agire da alleati, rinsaldando pienamente i rapporti con la Russia di Putin nella lotta contro chi ci vorrebbe annientare - conclude Berlato.

FATTI

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Pubblici esercizi di Vicenza: "No all'aumento del canone sui plateatici" I titolari dei pubblici esercizi di Vicenza non ci stanno e chiedono all'Amministrazione Comunale di non aumentare la Cosap, vale a dire il canone sui plateatici. E' questa la sintesi di quanto emerso ieri pomeriggio dall'assemblea, svoltasi nella sede della Confcommercio di Vicenza e convocata dalla Fipe, la Federazione che riunisce a livello cittadino e provinciale gli operatori del settore. I toni sono pacati - considerato l'apertura dell'assessore Filippo Zanetti alla concertazione - ma irremovibili, come sintetizza il Direttore della Confcommercio Ernesto Boschiero: "Conti alla mano le attività situate tra piazza Biade, piazza dei Signori e piazzetta Palladio, dove si concentrano tanti locali, pagherebbero ben il 35% in più di ciò che versano attualmente e quelle nelle altre vie e piazze del centro storico subirebbero un rincaro del 7%. Di Redazione VicenzaPiù

Un aumento che riteniamo ingiustificato in questo contesto economico continua Boschiero -. Il turn over nelle gestioni di tanti locali della zona è infatti lì a dimostrare la "vulnerabilità" di queste imprese: incrementare la Cosap, e quindi aggravare il carico tributario, potrebbe mettere a rischio la loro sopravvivenza". Insomma, sostiene la Confcommercio di Vicenza, i locali in centro stanno rifiorendo grazie ai plateatici, così come la città è del resto molto più viva di un tempo, ma gli equilibri economici sono ancora troppo fragili, e qualsiasi aumento dei costi di gestione può mandare "gambe all'aria" quanto si sta facendo per il rilancio, anche turistico di Vicenza. Un concetto, questo, ribadito nei giorni scorsi dal presidente provinciale della Confcommercio Sergio Rebecca in una lettera spedita al sindaco Achille Variati e all'assessore Filippo Zanetti. Oltre a ritenere gli aumenti proposti "ingiustificati in una congiuntura decisamente sfavorevole", il presidente Rebecca sottolinea come "le nuove tariffe non sembrano in linea con le altre città turistiche". Da un calcolo effettuato dagli uffici

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dell'Associazione, infatti, risulta che le attività situate nelle piazze più centrali (Biade, Signori, Palladio), pagherebbero, con l'ipotizzato aumento del canone, ben il 96% in più rispetto ad un collega con il plateatico nella zona più centrale di Verona e il 102% in più rispetto alle attività di Treviso. Considerevoli anche le differenze per chi ha locali in tutte le altre vie del centro storico, che pagherebbero mediamente il 95% in più rispetto a Verona e il 167% in più rispetto a Treviso. Inoltre, già oggi i pubblici esercizi delle piazze più centrali di Vicenza corrispondono un importo per la Cosap superiore di circa il 45% rispetto a Verona e del 50% rispetto a Treviso. Situazione analoga nel resto del centro storico, dove gli importi oggi corrisposti per la Cosap possono essere anche superiori dell'80% rispetto a quelli di Verona. "Difficile giustificare gli aumenti proposti dal Comune se già oggi gli operatori cittadini pagano un canone sui plateatici ben più alto di città a forte vocazione turistica - sottolinea il direttore Boschiero -. Capiamo che per un Comune far quadrare i bilanci sia sempre più difficile, tra tagli dei trasferimenti statali e il blocco dei tributi e delle addizionali, però non possiamo parlare di rilancio turistico della città, se poi si va a colpire una categoria strategica per l'accoglienza, che ha anche già molto investito proprio nelle strutture destinate a plateatico".

FATTI

Cimitero maggiore, individuata un'area per la sepoltura delle persone di religione musulmana La giunta comunale ha approvato oggi una delibera che individua un'area da destinare alla sepoltura di persone di religione islamica all'interno del cimitero maggiore monumentale. "Sono molto soddisfatto del percorso compiuto in questi mesi dall'amministrazione comunale per l'istituzione di un campo riservato alla sepoltura dei nostri concittadini di religione musulmana, proprio all'interno del cimitero maggiore, che, per definizione, è il cimitero della città - ha dichiarato l'assessore alla semplificazione e alla innovazione Filippo Zanetti -. Si tratta di un ulteriore e chiaro esempio di concreta integrazione della comunità islamica all'interno della nostra città. Di Emma Reda

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


La stessa delibera di modifica del "Regolamento per i servizi funebri e cimiteriali" è stata votata all'unanimità dal consiglio comunale, segnale, questo, che fa ben sperare per il futuro del nostro paese". "La conclusione di questo percorso è frutto di un dialogo costante e reciproco che da vent'anni esiste a Vicenza tra i cristiani e il mondo islamico - ha precisato il presidente del Centro Ecumenico Eugenio IV monsignor Giuseppe Dal Ferro -. Il dialogo che si instaura non solo tra le persone ma tra gli stessi luoghi, che si mescolano e accomunano, permette di arrivare a una convivenza pacifica, che già c'è a Vicenza e che ci auguriamo si mantenga anche per il futuro". "A nome della comunità islamica di Vicenza ringrazio l'amministrazione comunale, monsignor Dal Ferro e gli stessi cittadini per aver accolto la nostra richiesta - ha aggiunto il presidente del Centro islamico di Vicenza Ettawba Abderrahime Rom - . Quella di oggi è per noi una grande vittoria che ci permetterà, oltre che una maggiore integrazione nella comunità, anche di far fronte agli oneri, sia a livello economico che burocratico, derivanti dalla procedura necessaria al rimpatrio delle salme". Si tratta di un'ampia zona verde adatta ad ospitare più di 50 inumazioni. L'area necessita di un intervento di innalzamento della superficie oltre che della fornitura di un terreno idoneo, che sarà eseguito a spese e a cura di AIM Amcps, come previsto dal contratto per la gestione dei servizi funerbri e cimiteriali. La manutenzione ordinaria sarà, invece, a carico del Centro islamico di Vicenza Ettawba.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Banca d'Italia controlla tutto, ma anche no. Tra le simpatie per la BPVi di Gianni Zonin e le lotte a Veneto Banca di Vincenzo Consoli Il crac di fatto di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, a cui dovrà porre rimedio lo Stato con un mega aumento di capitale da 5 miliardi previa l'autorizzazione europea, ha aperto enormi ferite in Veneto, su cui vi avevamo messo in guardia su questo mezzo fin dal 13 agosto 2010 con gli articoli poi raccolti in "Vicenza. La città sbancata", ma di cui, forse, non ci si rente ancora conto per la portata che avranno sull'economia del territorio. Dopo aver iniziato ad evidenziare il 1° aprile (non era un pesce...) il ruolo di Banca d'Italia ("Noi abbiamo parlato da sempre di BPVi e Veneto Banca. Ora ci occupiamo anche di Banca d'Italia...") il 2 aprile scorso abbiamo elencato i tantissimi, troppi casi di deficit di vigilanza e i premi ricevuti in particolare da Banca Popolare di Vicenza e Popolare di Bari, quest'ultima ancora oggi "in piedi" senza danni apparenti nonostante situazioni di bilancio e di patrimonio critiche, e le parallele bocciature comminate a Veneto Banca e Etruria. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Sta di fatto, concludevamo, che Banca d'Italia aveva strategicamente deciso che Popolare di Vicenza dovesse salvare - si fa per dire, a posteriori Etruria e Veneto Banca. È noto che Etruria si oppose decisamente e, per questo?, venne commissariata e i consiglieri pesantemente sanzionati. Sorte simile se non peggiore è toccata a Veneto Banca. Parrebbe dunque che per entrambi gli Istituti, Etruria e Montebelluna, si sia profilata l'ipotesi di "reato" di "insubordinazione a Banca d'Italia". Veneto Banca era probabilmente la migliore o, più realisticamente, la meno peggiore delle banche non quotate. Cresciuta considerevolmente negli anni attraverso acquisizioni autorizzate via via proprio dall'organo di Vigilanza di bankitalia (Cassa risparmio di Fabriano, Banca Apulia, BIM), l'amministrazione della banca, però, non aveva un gran rapporto con Banca d'Italia e viceversa: consiglieri e amministratori erano considerati troppo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


indipendenti. Nel 2013 Veneto Banca viene ispezionata due volte. La prima ispezione non evidenzia problemi e non genera alcuna apertura di procedimenti sanzionatori. Con la seconda ispezione, invece, nello stesso anno, in continuità con la prima e eseguita dallo stesso team ispettivo Bankitalia cambia radicalmente opinione e, con la memoria ispettiva accompagnata da lettera dispositiva del Governatore Ignazio Visco, rileva "carenza di capitale e governance inadeguata" intimando a Montebelluna di fondersi con una banca di adeguato standing. Lo stesso Carmelo Barbagallo, responsabile della Vigilanza, chiarì al CDA di Veneto Banca che la banca aggregante era, ancora una volta, la Popolare di Vicenza di Gianni Zonin. Si doveva ovviamente trattare di un'operazione di fusione tra due banche di dimensioni simili. Per... facilitare l'operazione il Governatore aveva stabilito che nessun rappresentante di Montebelluna e tanto meno il suo Ad Vincenzo Consoli dovesse entrare nel consiglio di amministrazione della banca emergente dalla fusione, bensì tutta la governance doveva essere appannaggio di Vicenza. Non proprio termini tipici di una fusione. La proposta venne giudicata irricevibile da Veneto Banca e l'operazione non andò in porto. Tutti i consiglieri di Veneto Banca si dimisero con l'assemblea dei soci del 26 aprile 2014 e venne nominato un nuovo CDA. Ma nonostante Veneto Banca avesse superato gli stress test, a differenza della "imposta" salvatrice BPVi, oramai il suo destino era segnato: oltre alle dimissioni imposte dell'intero CDA, Veneto Banca fu oggetto di una spettacolare perquisizione da parte della Guardia di Finanza nel febbraio 2015 e oggetto di una generosa campagna stampa a corollario. Tutti elementi che contribuirono a generare ed enfatizzare panico e a far venir meno la fiducia nell'istituto che si è così lentamente afflosciato. Forse proprio l'effetto cercato. La richiesta di BCE di portare il coefficiente patrimoniale dall'8% al 10,50% unitamente alla quotazione in borsa in tempi strettissimi uniti al decreto Renzi di trasformazione in spa diedero il definitivo colpo di grazia, questa volta a entrambe le Popoalri Venete. L'impressione che si trae, e qui spesso lo abbiamo scritto, è che i vertici di Bankitalia volessero a tutti i costi salvare la Popolare di Vicenza, della quale conoscevano la reale situazione (dopo l'ispezione effettuata nel 2012) e a tale scopo abbiano deciso di sacrificare altre banche oltre al... buon nome dell'Istituzione. Ovviamente la responsabilità del dissesto viene addossata tutta sui manager e sui consiglieri di Veneto Banca, rei - di fatto - di aver opposto un deciso rifiuto ai disegni di Palazzo Koch, e la diversa aria che si respira nella procure di Roma e di Vicenza per Consoli e Zonin rispettivamente sembra ripetere il copione. Se questo fosse servito a risolvere i problemi del sistema bancario italiano, beh, il prezzo da pagare per i singoli e, soprattutto, per le decine di migliaia di risparmiatori traditi potrebbe per lo meno trovare una giustificazione sistemica.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Ma i problemi delle banche italiane rimangono ancora per larga parte irrisolti. E allora... Allora le conclusioni, comunque momentanee, le trarremo nell'ultima puntata di questa mini ricostruzione.

FATTI

Filt Cgil Vicenza, L’assemblea dei driver e dei magazzinieri approva all’unanimità la piattaforma provinciale: subito CCNL per tutti. In 400 hanno firmato per uno sciopero generale Tutto il gruppo dirigente del Coordinamento Provinciale vicentino dei driver e magazzinieri di Vicenza insieme ai lavoratori, alzano le braccia e le mani al cielo per dire Sì! Sì alla piena applicazione del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, Si, allo Sciopero Provinciale, per dire basta alle forfetizzazioni sulle paghe dei lavoratori e alle speculazioni. Sì al Protocollo Provinciale della FILT CGIL Vicenza costruito dai lavoratori durante le lotte, con scioperi e in occasione dei conseguenti tavoli di contrattazione con le rispettive aziende in ogni cantiere. I lavoratori durante L'assemblea Provinciale dei Corrieri e Magazzinieri tenuta sabato 1 aprile al San Raffaele di Monte Berico (Vicenza) hanno approvato all'unanimità la piattaforma Provinciale. Di Redazione VicenzaPiù

Il primo punto è che venga finalmente rispettato in pieno il "Contratto Collettivo Logistica, Trasporti, Merci e Spedizioni" (CCNL) vigente. " Oggi purtroppo", afferma il segretario FILT di Vicenza che segue i driver Daniele Conte, "non viene più rispettato da molte delle grandi e piccole aziende e dalle multinazionali che speculano sul costo del lavoro, non pagando gli straordinari che i lavoratori accumulano tutti i giorni, e incassando per giunta, ricavi faraonici con il business della e-commerce, (acquisti/vendite on-line) non solo nel vicentino, ma su tutto il territorio

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Nazionale". "Centinaia di lavoratori che stremati da orari di lavoro incessanti ", denuncia Conte, "si vedono costretti a perdere il posto di lavoro nello "Strano" mondo degli appalti". E prosegue il segretario FILT dei driver: "Lavoratori, padri e madri di famiglie, massacrati dal dumping contrattuale imposto da tutte le aziende, che compiono il miracolo di far sopravvivere i propri figli e le proprie famiglie, nonostante tutto, nonostante vivano un vero e proprio dramma, quello dello sfruttamento e del "caporalato" con paghe sempre più ridotte". "Se vogliamo davvero tutti una vita migliore", conclude Daniele Conte, " abbiamo allora il dovere di migliorare il lavoro di questo settore: da parte nostra, rappresentanti sindacali, non si possono più sottoscrivere accordi con Società che puntualmente si riorganizzano per eludere i diritti ottenuti dai nostri nonni dall'inizio del 900 con lotte di piazza". La settimana scorsa più di 400 lavoratori hanno votato in poco meno di 5 giorni l'adesione ad una manifestazioni di protesta collettiva che vuole far capire la gravità di quello che sta accadendo nel mondo del lavoro ed in particolare in questa professione emergente, ma anche nella realtà dei magazzini. "Si tratta di una contestazione", sottolinea Conte, "che unisce e coinvolge tutti gli addetti ai lavori della nostra provincia chiedendo l'aiuto di tutti, cittadini, enti preposti e delle istituzioni".

IMMIGRAZIONE / SANITÀ / FATTI / POLITICA / LAVORO

Montecchio, il sindaco Milena Cecchetto: "gli immigrati? Rispettino le nostre regole" Il sindaco di Montecchio Milena Cecchetto risponde alle nostre domande sulla situazione dell'immigrazione, della sanità e del lavoro nel territorio e la prima non può che riguardare la situazione immigrazione a Montecchio e nelle scuolee su come pone l'amministrazione nei confronti degli immigrati?Attualmente gli stranieri sono il 14,85% della popolazione, una percentuale che di anno in anno subisce un leggero calo per via delle cittadinanze italiane acquisite e per il fatto che molti stranieri, una volta diventati comunitari, scelgono di trasferirsi all'estero, soprattutto in Inghilterra. La media di studenti stranieri tra tutte le scuole, da quelle dell'infanzia agli istituti superiori, è invece di circa il 23%. La nostra politica nei confronti degli immigrati si basa su un concetto chiaro: rispettino le norme come fanno gli altri cittadini. L'integrazione passa necessariamente attraverso questo concetto basilare. È per questo che la Polizia Locale dei Castelli esegue controlli accurati.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Marta Cardini

Il lavoro a Montecchio. Com'è la situazione disoccupazione? Alcune aziende hanno chiuso, ma ce ne sono molte altre di "sane" che continuano a dare lavoro. Non abbiamo attualmente a disposizione un dato preciso sulla disoccupazione in città, perché dipende dalle rilevazioni dell'Istat che spesso si fermano a livello regionale o provinciale. Anche noi, come Amministrazione comunale, stiamo facendo la nostra parte, impiegando nei nostri uffici i cosiddetti Lavoratori Socialmente Utili. A fronte di alcune chiusure del recente passato, assistiamo fortunatamente alla tenuta di un tessuto produttivo che annovera anche aziende di eccellenza e di successo internazionale. La collaborazione con le categorie economiche è fondamentale: pensiamo allo sviluppo urbanistico della città o alle importantissime opere pubbliche di cui Montecchio Maggiore sarà crocevia, come il nuovo casello autostradale, la Pedemontana o la TAV. Il nuovo ospedale di Montecchio. Cosa ne pensa l'amministrazione del progetto? La salute dei cittadini è stata tenuta conto al di là di qualunque ragionamento politico? Siamo stati proprio noi a proporre alla Regione la soluzione per il nuovo ospedale Ovest Vicentino con l'ampliamento dell'ospedale di Montecchio Maggiore. C'erano lo spazio e le infrastrutture per farlo e infatti poi la Regione, sentendo anche il parere della Conferenza dei Sindaci, è andata in questa direzione. Siamo dunque pienamente soddisfatti per il cammino fin qui percorso. Il cantiere ora è in fase operativa e quindi speriamo di veder nascere al più presto il nuovo ospedale, che sarà una struttura di eccellenza al servizio di tutto l'Ovest Vicentino. È un progetto che non ha alcun colore politico, che non si basa su alcun project financing e che intende rispondere in maniera efficace alle moderne esigenze sanitarie del territorio.

FATTI / SCUOLA E FORMAZIONE

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ALVEC premia a Vicenza i Laureati dell'Anno dell'area economica: Ilaria Dal Santo, Elena Mordegan e Maurizio Borriero. Segnalati anche Jennifer Agostinelli e Anna Toffanin Elena Mordegan e Ilaria Dal Santo che hanno conseguito nell'anno accademico 2015-2016 la laurea magistrale, e Maurizio Borriero, che ha completato il corso triennale (i tre nell'immagine da sx a destra) saranno le "star" alla premiazione dei neo laureati dell'anno dell'area economica dell'Università di Verona, giunta alla sedicesima edizione, che si articolerà in due momenti: il 5 Aprile a Vicenza alle ore 11.20 e alle ore15.00. Con loro segnalati Jennifer Agostinelli (magistrale) e Anna Toffanin (triennale). Nata nel 2001 da un'idea dell'Associazione Laureati in Economia dell'Università di Verona (ALVEC), dal 2014 il "Laureato dell'Anno" è un'iniziativa comune dell'Università e dell'Associazione ed è inserita nell'ambito della programmazione delle attività dell'Ateneo. In questa edizione saranno premiati per ciascun Dipartimento dell'area economica i giovani che hanno conseguito la laurea triennale o quella magistrale nell'Anno Accademico 2015-2016. Di Edoardo Pepe

Per identificare i vincitori viene redatta una speciale classifica, unica per le due Sedi dell'Università, alla quale accedono solo i neolaureati con 110 e lode, basata sul più alto punteggio di ammissione all'esame di laurea e sul minor tempo di permanenza in Università. Per ciascuna tipologia di laurea il primo classificato è il "Laureato dell'Anno" e riceverà una targa contenente la "Moneta dell'ALVEC" che riporta i loghi dell'Associazione e dell'Università veronese. La Moneta ALVEC sarà consegnata anche al secondo e al terzo classificati ("Segnalati"). Dallo scorso anno la premiazione viene effettuata nella sede di frequenza del corso di laurea. Per quanto riguarda la Sede di Vicenza, l'appuntamento è al Polo Scientifico Didattico "Studi d'Impresa", Viale Margherita 47 a Vicenza.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


5/04/2017 ore 11.20 Prof. Michele Rutigliano

Economia Aziendale

Presidente:

Relatore Laurea Magistrale AGOSTINELLI

JENNIFER

Segnalato

ROSSIGNOLI CECILI

Laurea Triennale

MAURIZIO

Laureato dell'anno

CANTELE SILVIA

5/04/2017 ore 15.00 Bruno Giacomello

BORRIERO

Economia e Commercio

Presidente: Prof.

Relato Laurea Magistrale DAL SANTO

ILARIA

Laureato dell'anno

RUSSO IVAN

Laurea Triennale

ANNA

Segnalato

BUCCIOL ALESSA

ELENA

Laureato dell'anno

TOFFANIN

Laurea Magistrale MORDEGAN * * Dipartimento di Economia Aziendale

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

BCE: "solventi" Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca ma serve capitale di 6.4 miliardi di euro in base al quale va definito ammontare ricapitalizzazione precauzionale Arrivano praticamente in contemporanea due note analoghe della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca in cui si dà notizia che le due ex Popolari venete, sulla base dei coefficienti patrimoniali consolidati al 31 dicembre 2016, sono considerate dalle autorità bancarie europee entrambe "attualmente solventi", rispettando i requisiti minimi di capitale stabiliti dall'Articolo 92 Regolamento (EU) No 575/2013, anche se non risultano invece rispettati i requisiti di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com

BONFANTI ANGELO


capitale di Pillar 2 e di Combined Buffer. I dati di shortfall (deficit) si traducono, secondo BCE, in un fabbisogno di capitale di 3,3 miliardi di euro per la BPVi e di 3.1 miliardi per Veneto Banca. Tali fabbisogni di capitale, in totale 6.4 miliardi di euro, serviranno poi a "definire l'ammontare effettivo di ricapitalizzazione precauzionale oggetto di determinazione da parte delle Autorità competenti" e a carico dello Stato. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Nel frattempo per "stabilizzare il profilo di liquidità" la BPVi ha presentato un'istanza per ricevere la garanzia statale su ulteriori 2,2 miliardi di emissioni di propri prestiti obbligazionari e Veneto Banca su ulteriori 2,2 miliardi di euro.

Il comunicato di Banca Popolare di Vicenza Come noto Banca Popolare di Vicenza, in data 17 marzo u.s., ha comunicato alle Autorità competenti l'intenzione di accedere al sostegno finanziario straordinario e temporaneo per l'accesso alla misura della " ricapitalizzazione precauzionale" ai sensi del D.L 237/2016, convertito con modificazioni in legge n. 15 il 17 febbraio 2017; inoltre in data 23 marzo u.s ha presentato un'istanza per ricevere la garanzia statale su ulteriori 2,2 miliardi di emissioni di propri prestiti obbligazionari. In tale contesto, la Banca ha ricevuto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze due lettere redatte dalla BCE, indirizzate allo stesso Ministero che, oltre a confermare la sussistenza dei requisiti necessari per accedere alla misura della "ricapitalizzazione precauzionale", in conformità alla normativa vigente, evidenziano quanto segue: i. sulla base dei coefficienti patrimoniali consolidati al 31 dicembre 2016 la Banca è attualmente solvente, rispettando i requisiti minimi di capitale stabiliti dall'Articolo 92 Regolamento (EU) No 575/2013. Non risultano invece rispettati i requisiti di capitale di Pillar 2 e di Combined Buffer. ii. i risultati dello stress test del 2016 hanno registrato uno shortfall, solo nello scenario avverso, nel parametro del CET 1 fully loaded a fine 2018 pari a -3,19%, da mettersi in relazione con una soglia dell'8% e con un livello di Total Capital ratio dell'11,5%. Tale shortfall si traduce, secondo BCE, in un fabbisogno di capitale di 3,3 miliardi di euro. Tale fabbisogno servirà poi a definire l'ammontare effettivo di ricapitalizzazione precauzionale oggetto di determinazione da parte delle Autorità competenti.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L'istanza per ricevere la garanzia statale su ulteriori 2,2 miliardi di euro di proprie emissioni obbligazionarie è finalizzata a stabilizzare il profilo di liquidità, rafforzando la counterbalancing capacity che, nelle ultime settimane, è stata negativamente influenzata dalla situazione di incertezza. L'intenzione di accedere alla "ricapitalizzazione precauzionale" è finalizzata a realizzare il rafforzamento patrimoniale richiesto dalla BCE nell'ambito del processo SREP e necessario ad implementare il nuovo Piano industriale 2017-2021 nel quale è prevista la fusione con il Gruppo Veneto Banca. A tale riguardo, si precisa che sono già in corso le interlocuzioni con le Autorità competenti al fine di avviare formalmente il processo di "ricapitalizzazione precauzionale".

Il comunicato di Veneto Banca Come noto Veneto Banca, in data 17 marzo u.s., ha comunicato alle Autorità competenti l'intenzione di accedere al sostegno finanziario straordinario e temporaneo per l'accesso alla misura della " ricapitalizzazione precauzionale" ai sensi del D.L 237/2016, convertito con modificazioni in legge n. 15 il 17 febbraio 2017; inoltre in data 23 marzo u.s ha presentato un'istanza per ricevere la garanzia statale su ulteriori 1,4 miliardi di emissioni di propri prestiti obbligazionari. In tale contesto, la Banca ha ricevuto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze due lettere redatte dalla BCE, indirizzate allo stesso Ministero che, oltre a confermare la sussistenza dei requisiti necessari per accedere alla misura della "ricapitalizzazione precauzionale", in conformità alla normativa vigente, evidenziano quanto segue: i. Sulla base dei coefficienti patrimoniali consolidati al 31 dicembre 2016 la Banca è attualmente solvente, rispettando i requisiti minimi di capitale stabiliti dall'Articolo 92 Regolamento (EU) No 575/2013. Non risultano invece rispettati i requisiti di capitale di Pillar 2 e di Combined Buffer. ii. I risultati dello stress test del 2016 hanno registrato uno shortfall, nello scenario base, nel parametro del CET 1 fully loaded a fine 2018 pari a 7,03%, da mettersi in relazione con una soglia dell'8%. Tale shortfall (pari a 228 milioni di euro) è stato ampiamente coperto con un'iniezione di capitale da parte dell'azionista di maggioranza Fondo Atlante per 628 milioni di euro (di cui 296 milioni a inizio Gennaio 2017). I risultati dello stress test del 2016 hanno registrato uno shortfall, nello scenario avverso, nel parametro del CET 1 fully loaded a fine 2018 pari a 2,56%, da mettersi in relazione con una soglia dell'8% e con un livello di Total Capital ratio dell'11,5%. Tale shortfall si traduce secondo BCE in un fabbisogno di capitale di 3,1 miliardi di euro. Tale fabbisogno servirà poi a definire l'ammontare effettivo di ricapitalizzazione precauzionale oggetto di determinazione da parte delle Autorità competenti. L'istanza per ricevere la garanzia statale su ulteriori 1,4 miliardi di euro di proprie emissioni obbligazionarie è finalizzata a stabilizzare il profilo di liquidità, rafforzando la counterbalancing capacity che, nelle ultime settimane, è stata negativamente influenzata dalla situazione di incertezza. L'intenzione di accedere alla "ricapitalizzazione precauzionale" è finalizzata a realizzare il rafforzamento patrimoniale richiesto dalla BCE nell'ambito del

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


processo SREP e necessario ad implementare il nuovo Piano industriale 2017-2021, nel quale è prevista la fusione con il Gruppo Banca Popolare di Vicenza. A tale riguardo, la Banca si precisa che sono già in corso le interlocuzioni con le Autorità competenti al fine di avviare formalmente il processo di "ricapitalizzazione precauzionale".

ECONOMIA&AZIENDE

Banca Popolare di Vicenza cede per 76 mln il 6,02% di Società Cattolica Assicurazioni ad investitori istituzionali e migliora coefficienti patrimoniali Banca Popolare di Vicenza S.p.A. (di seguito "BPVI") comunica l'avvenuta cessione di n. 10.500.000 azioni ordinarie di Società Cattolica Assicurazioni - Società Cooperativa (di seguito rispettivamente "Cattolica" e le "Azioni"), pari al 6,02% circa del capitale sociale di Cattolica. L'operazione, che ha riscosso un notevole interesse dal mercato, è stata realizzata attraverso una procedura di Accelerated Book Building (leggi qui) rivolta esclusivamente ad investitori qualificati in Italia, come definiti all'art. 34-ter, comma 1, lett. b, del regolamento Consob n. 11971/1999 e ad investitori istituzionali esteri. Ad esito dell'operazione BPVI è venuta a detenere n. 15.767.793 Azioni, pari al 9,05% circa del capitale sociale di Cattolica... Di Emma Reda

...partecipazione sulla quale BPVI ha assunto un impegno di lock-up di 90 giorni (clausola che sancisce l'impegno a non compiere determinate azioni sul capitale della società nel periodo successivo ad un'operazione di offerta pubblica, ndr

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


) Il corrispettivo per la vendita delle Azioni è stato pari ad Euro 7,25 per ciascuna Azione, per un controvalore complessivo di Euro 76.125.000. Il regolamento dell'operazione avverrà in data 7 aprile 2017. La cessione comporterà un significativo impatto positivo sui coefficienti patrimoniali della Banca. EQUITA SIM S.p.A. ha svolto il ruolo di Sole Bookrunner dell'operazione

FATTI / POLITICA

Dopo Variati, Bulgarini e Bortoli anche Caporrino è, burocraticamente, muto: tabù i contributi della Fondazione Roi al Chiericati. Segreti di Fatima o da noi regna Pulcinella? Pubblicato il 28 marzo 2017, aggiornato oggi 5 aprile alle 13.53. È ormai nota l'improvvisa afonia di Jacopo Bulgarini d'Elci sul sistema di potere vicentino e ha fatto "rumore" il mutismo di Antonio Bortoli, il direttore generale che, nonostante il suo ruolo pubblico, non parla con i pm per l'inchiesta sull'ecomostro di Borgo Berga, in cui risulta indagato ma che, ora, si è... ammalato e sta a casa pagato e libero di uscire, perchè il suo "male" è lo stress, mentre un comunue dipendente riceverebbe una visita fiscale anche per un solo giorno di assenza rischiando chissà quali provvedimenti disciplinari ed economici (a proposito dove siete solerti sindacati difensori dei deboli?!). Se biblico è, poi, il silenzio atavico (da non vedo, non sento, non parlo) di Achille Variati sulle questioni che non gradisce, ora anche il segretario generale del Comune di Vicenza, Antonio Caporrino, che pure aveva dato segni di vita e di ripresa immediatamente dopo la pubblicazione della prima versione di questo articolo, è tornato muto (nella foto da sx Bulgarini, Bortoli, Variati e Caporrino). Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


La prima risposta del segretario generale, immediata, dopo che noi abbiamo dovuto rendere pubblici i silenzi totali di sindaco, vicesindaco, portavoce e ufficio stampa su varie questioni e in particolare su quella per la quale lo avevamo coinvolto (« Poiché stiamo per "mandare alle stampa" un nuovo libro chiediamo cortesemente di conoscere i dati suddivisi per anno e per voce di spesa dei contributi della Fondazione Roi al Chiericati o ad altri istituzioni comunali»), è stata: « ...il sottoscritto, in qualità di Responsabile per la Trasparenza, può intervenire solo dopo una procedura di accesso civico che prevede l'obbligo di risposta dell'amministrazione entro 30 giorni dalla richiesta, a meno che non si individuino dei controinteressati, cioè persone che potrebbero avere un pregiudizio dall'accesso; in tal caso l'amministrazione li informa e questi debbono dire entro 10 giorni se sono favorevoli o contrari alla richiesta di accesso. Nel frattempo il termine di 30 giorni concesso all'ufficio si interrompe, per riprendere a correre una volta ricevuta la risposta dei controinteressati. Una volta acquisito l'eventuale responso dei contro interessati, l'amministrazione comunica al cittadino la propria decisione, la quale, se è contraria alla richiesta di accesso, può essere sottoposta in "appello" al Responsabile anticorruzione dell'Ente cioè al sottoscritto.Come vede, io potrò intervenire solo dopo che la procedura più sopra illustrata sarà conclusa». Al nostro fargli notare che non chiedevamo lumi su uno dei magari nuovi e non ancora svelati segreti di Fatima, ma su quelli di Pulcinella, il personaggio che sembra imperare e mettere in ridicolo amministrazione e dirigenti visto che i dati sono noti ma li volevamo solo in maniera ufficiale per il nostro libro, il dr. Caporrino, chissà se intimorito dal padrone del palazzo, si appellava alla sempre comoda burocrazia. E il "silenzio" che fa seguito a quelli di paròn Variati su quanto riportato nel pezzo iniziale (lo potete rileggere a seguire) e che era dichiarato nella prima risposta, su cui abbiamo fatto "pressing", è stato confermato con questa dotta e piccata spiegazione della normativa: « ...Si ribadisce che questa Amministrazione comunale ha trenta giorni di tempo per darle una risposta. La sua domanda risale al 20.03.2017, pertanto il termine scadrà il prossimo 19 aprile. La risposta le sarà data dal Settore che detiene le informazioni. Solamente nel caso in cui detto Settore dovesse rifiutarle l'accesso, lei potrà chiedere il mio intervento "in appello". Spero che questo meccanismo abbastanza articolato, introdotto con il recente D. Lgs 97/2016, le risulti chiaro e che, quindi, non ci siano ulteriori fraintendimenti

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


». Ora il settore competente è quello della cultura, a pochi metri da Caporrino, l'ente interessato è la Fondazione Roi che è a poche centinaia di metri, ma le risposte del Comune sono più lente di quelle di Poste Italiane... Qualcosa(ltro) da nascondere?

Ripresa dell'articolo del 28 marzo che ad oggi registra totale e cupo mutismo. W la trasparenza di Variati & c. Ultimamente, in vista delle prossime tornate elettorali (non quelle amministrative locali, a lui interessano per i vari incroci col suo futuro le regionali e le politiche), Achille Variati parla ovunque l'eloquio premi sul fare e dovunque trovi amplificatori in sintonia col suo raffinato pensiero. Eccolo allora pronto a prometterere (no, a minacciare no, non è da lui che caso mai non preavvisa ma colpisce in silenzio e per mano altrui) accampamenti con tende (preferiva un camper ma ai nomadi servono qui), a favore delle province, di cui è presidente localmente e a livello nazionale. E giù applausi. E poi eccolo di nuovo ad arringare il popolo dei presidi per reclamare scuole e attenzioni finora negate alle terre beriche e italiche senza il suo fondamentale intervento. E via con un altro boato oceanico di consensi. Con tutti questi accorati impegni sovracittadini cosa volete che Variati abbia tempo non dico di rispondere ma di far rispondere alle domande di chi, come noi, lo applaudirebbe anche ma per fatti e non per giochi di parole scansa responsabilità. Come quelle, scrivevamo il 20 marzo, del « 4 febbraio, quando le sue bugie furono esposte da Luigi Ugone al pubblico ludibrio dei vicentini che affollavano le tribune del palasport di Via dei Cavalieri di Vittorio Veneto in occasione dell'assemblea di Noi che credevamo nella BPV i, e Variati, a labbra strette dalla rabbia di fronte all'evidenze delle accuse nei suoi confronti che gli ricordavo scritte in "Vicenza. La città sbancata ", ci ribadì che lui a fatica in passato ci rispondeva e che ora tornava all'amore assoluto per la bocca... cucita. Ma non rispondere non elimina le domande anzi alimenta i dubbi più cupi sulle risposte, che, se non date, non possono che essere negative per il muto di turno». E muto nel frattempo, oltre a vice sindaco, ufficio stampa comunale e portavoce del sindaco e della giunta, pare diventato anche il segretario generale Antonio Caporrino a cui, in attesa che il sindaco risponda alle domande a lui rivolte da tempo, invano, sulla Banca Popolare di Vicenza e sull'ecomostro di Borgo Berga, che vi ricordiamo in fondo** dopo averle inviate per l'ennesima volta a chi di dovere, abbiamo trasmesso il 23 marzo via Pec una semplicissima domanda sulla disgraziatissima Fondazione Roi , che anch'essa, cambiato il cda per tre settimi, visto che gli altri quattro sono il lascito non del marchese Giuseppe Roi ma dell'era infausta precedente, rimane muta. Ma anche Caporrino, dicevamo, non dà segni di... parola, magari in ciò addestrato dagli insegnamenti politici del sindaco e pratici del direttore generale del Comune di Vicenza, Antonio Bortoli, che addirittura il

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri (ma quanti Antonii...) , ha scoperto, e bollato, come il primo muto comunale. Ecco allora il sollecito a ripondere alla domanda sulla Roi e sul Chiericati inviato con tanto di ricevuta ad Antonio Caporrino, tutore istituzionale della trasparenza comunale.

Vicenza 23 marzo Egr. Segretario generale Comune di Vicenza dott. Antonio Caporrino cc Ordine dei Giornalisti del Veneto Presidente Gianluca Amadori Avv. Renato Ellero Gent.mo segretario generale del Comune di Vicenza le inoltro la richiesta inviata, via mail e poi via Pec, a Vicesindaco, Ufficio stampa del Comune e portavoce della Giunta per chiedere informazioni* sui finanziamenti ufficiali della Fondazione Roi, al centro di una lunga querelle, in data 20 marzo e sollecitata il 22 marzo, senza, in entrambi i casi, avere riscontro alcuno, neanche una sia pur formale mail di risposta. Non capendo il perché di questo comportamento, che fa seguito ad altre domande tipicamente senza risposta, forse perché, quelle, di "stampo politico", e appellandoci al diritto dovere alla trasparenza su dati non politici ma di bilancio, sollecito lei per competenza e invio per conoscenza al presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Veneto per segnalare il comportamento di assoluto e irriguardoso silenzio della responsabile dell'Ufficio stampa e del Portavoce, entrambi iscritti all'OdG del Veneto che dovrebbero ben conoscere i loro doveri anche perchè il vice sindaco ci risulta anch'esso iscritto, almeno in passato, all'OdG. Ci legge in copia anche il nostro avvocato, ma ci stupiamo che si debba arrivare a tanto dopo un totale mutismo "civile" per avere dati che dovrebbero essere comunicati senza ritardi e senza velo alcuno. Sicuro che lei provvede al riguardo senza ulteriore indugio, La ringrazio fin dura e La saluto cordialmente. Giovanni Coviello Direttore responsabile di VicenzaPiù

* 20 e 22 marzo Egregio Vice sindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci Ufficio stampa del comune di Vicenza Portavoce del sindaco e della Giunta del Comune di Vicenza Spett.le Fondazione Roi c.a. Presidente Ilvo Diamanti Buongiorno.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Poiché stiamo per "mandare alle stampa" un nuovo libro chiediamo cortesemente di conoscere i dati suddivisi per anno e per voce di spesa dei contributi della Fondazione Roi al Chiericati o ad altri istituzioni comunali. Se poteste essere ragionevolmente rapidi vi saremmo molto grati. Cordiali saluti Giovanni Coviello Direttore responsabile VicenzaPiù

**Le domande sulla BPVi e sulla "solidarietà" con i soci vicentini traditi "Egregio sindaco, risulta che il Comune di Vicenza sia titolare di quote della Banca Popolare di Vicenza sottoscritte o acquistate nel tempo (ci è stato riferito il dato a bilancio di 2.256 azioni in carico a 10,55755319 euro ad azione, pari al costo medio di acquisto, e in carico da prima delle due ultime amministrazioni Variati). 1 - Chiediamo, quindi, di sapere se Lei e la Giunta vi siete attivati legalmente o direttamente con la BPVi per tutelare un bene comune, la cui disponibilità sarebbe comunque utile a un bilancio che soffre soprattutto, e non certo per insensibilità dell'amministrazione, nel settore del sociale. Se l'amministrazione si è attivata vorremmo sapere in che modo come pure vorremmo sapere i passi in essere o futuri dell'assessore al sociale, Isabella Sala. 2 - Chiediamo, infine, nel caso ciò non fosse ancora avvenuto, se l'amministrazione intenda costituirsi parte civile o associarsi nel modo consentito dalla legge ad eventuali azioni legali nel confronti della banca per la precedente gestione e ciò non solo pr tutelare una patrocino economico del Comune ma, soprattutto, per testimoniare la vicinanza reale al dramma vissuto dai cittadini". La domanda su Borgo Berga e sul mostro anti Unesco "Egr. sindaco Achille Variati, facendo riferimento all'articolo del GdV di mercoledì 1° marzo, il giudice Gerace scrive nella sua sentenza: "... È quindi «auspicabile l'adozione da parte del Comune di un piano di recupero, e... alla correzione delle irregolarità... apparendo maggiormente proficuo per convenienza e decoro... incoraggiare il completamento degli edifici» anche ai fini dell'estetica dell'area Chiediamo di conseguenza di sapere come si intenda ottemperare alle indicazioni del magistrato".

FATTI

Carlo Cerami arriva come Ad a Poste Italiane da Investire Sgr, reduce dal crac di due fondi immobiliari venduti da... Poste e chiamata da Variati a Vicenza per

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


gli immobili comunali... Carlo Cerami sarà il prossimo consigliere di amministrazione di Poste Italiane. Fino a qui nulla di male se non fosse che il personaggio in questione è passato dall'essere gestore di fondi andati a male a consigliere di amministrazione della società che li ha venduti tramite i suoi sportelli. La nomina di Cerami, lo riferisce Il Fatto Quotidiano, ha scatenato l'ira dei deputati del Movimento Cinque Stelle delle commissioni attività produttive, finanze e trasporti e del deputato Giovanni Paglia di Sinistra Italiana. La carriera di Cerami è questa: dal 2016 e fino a qualche giorno fa è stato il presidente di Investire Sgr, società di gestione del risparmio controllata dalla banca Finnat della famiglia Nattino, presieduta da Giampietro Nattino, finito qualche mese fa in un'inchiesta degli investigatori finanziari vaticani su un presunto riciclaggio di denaro, insider trading e manipolazione del mercato e nota in particolare a Vicenza da quando il sindaco Achille Variati a inizio anno la "elogiava" in quanto si era presa in carico la valutazione (gratuita...) di un progetto di valorizzazione di immobili comunali di pregio tramite la loro cessione, con un bando..., a fondi immobiliari. Di Monica Zoppelletto

La pubblica "esaltazione" diminuì, si azzerò?, quando VicenzaPiu.com rivelò il perchè della possibile inopportunità dell'operazione con Investire sgr con le motivazioni che oggi adducono i deputati ad attaccare la scelta di Cerami poiché Investire ha gestito due dei quattro fondi immobiliari (e cioè Invest Real Security e Obelisco) collocati tra i 2002 e il 2005 anche da Poste nei suoi 13 mila uffici di quote da 2.500 euro l'una, misura ideale per i piccoli risparmiatori, che, però, poi si sono trovati con carta quasi straccia in mano e per rifondere i quali Poste stessa è dovuta intervenire con una proposta di transazione. I fondi immobiliari raccolgono il capitale dai risparmiatori e lo usano per comprare palazzi e poi rivenderli incassando plusvalenze, spesso, specialmente negli ultimi anni ipotetiche per i risparmiatori che rimangono senza soldi mentre i gestori, tipo quelli di Investire Sgr, le commissioni in

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


tasca comunque se le mettono. E il nostro sindaco stava per cascare, povero lui ingenuo, in un'operazione in cui non preccupava tanto la sfortunata coincidenza col crac di alcuni fondi di Investire, magari più avveduta in altri casi, ma il fatto che questa Sgr si prestasse a un lavoro gratuito per un bando poi aperto a tutti i suoi competitor per far nascere dei fondi i cui avrebbero messo soldi i... reduci della BPVi per acquistare immobili, che lo stesso sinadco definiva poco vendibili...

FATTI

"Il Laureato dell'anno", premiati gli studenti più meritevoli Studenti meritevoli e veloci sono stati premiati dall'Associazione Laureati in Economia dell'Università di Verona (ALVEC). Per identificare i vincitori viene redatta una speciale classifica, unica per le due Sedi dell'Università, alla quale accedono solo i neolaureati con 110 e lode, basata sul più alto punteggio di ammissione all'esame di laurea e sul minor tempo di permanenza in Università. Per ciascuna tipologia di laurea il primo classificato è il "Laureato dell'Anno" e riceverà una targa contenente la "Moneta dell'ALVEC". Dallo scorso anno la premiazione viene effettuata nella sede di frequenza del corso di laurea. Il presidente ALVEC, Vincenzo Di Matteo afferma: "Questo è un riconoscimento importante per i ragazzi che vengono premiati per il percorso di studi fatto". Oggi al polo universitario di viale Margherita si discutevano le tesi di laurea e i laureandi hanno potuto assistere alla premiazione dei loro "colleghi" che l'anno scorso hanno ottenuto il punteggio di 110 e lode nel minor tempo possibile. Di Monica Zoppelletto

Carcere di Vicenza interrogazione parlamentare On. Daniela Sbrollini : "Assurdo azzerare il servizio di psicologia per i detenuti"

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L'on. Daniela Sbrollini, vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali e Sanità, ha formulato un'interrogazione al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per chiedere come il Governo intenda agire nei confronti della Delibera della Regione Veneto nr. 3 del 12.01.17, in base alla quale non verrà rinnovato il contratto di lavoro - in scadenza a luglio - agli psicologi che attualmente lavorano all'interno del carcere di Vicenza. Una decisione, sottolinea l'on. Sbrollini, che "di fatto azzera il Servizio di Psicologia rivolto alla popolazione detenuta, attivo da oltre 20 anni". Di Emma Reda

"La Delibera - aggiunge l'onorevole - non tiene in nessun conto l'importante aspetto etico di garantire il posto di lavoro a personale che, nonostante le ripetute richieste di stabilizzazione, è stato mantenuto in condizioni di precariato per tanti anni, e non tiene conto altresì l'importante ruolo professionale svolto dagli psicologi specializzati". "Senza gli psicologi verrebbero a mancare servizi fondamentali quali la valutazione del detenuto ed i potenziali rischi di comportamenti lesivi e suicidio, interventi clinici per l'accompagnamento del soggetto alla limitazione della libertà personale, elaborazione della pena e attivazione di percorsi di legalità e re-inserimento.. ecc. I dati dicono chiaramente che il tasso di recidiva dei carcerati scende dal 70% al 20% quando questi sono stati accompagnati in un percorso alternativo alla detenzione e seguito da un'equipe di psicologi". "La nuova Ulss 8 Berica - conclude Sbrollini - sta letteralmente abbandonando i lavoratori e i detenuti, la popolazione carceraria di Vicenza sarà raddoppiata nei prossimi mesi fino ad arrivare a quasi 400 persone, un servizio psicologico efficiente per il personale carcerario e per i detenuti è fondamentale. In Veneto si taglia sul settore socio-sanitario, mentre in Parlamento costantemente approviamo aumenti per le regioni e per il Servizio Sanitario Nazionale".

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L'ex BPVi Iacopo De Francisco è il neo dg di Credito Fondiario specializzato nel business degli NPL Il Consiglio di Amministrazione di Credito Fondiario, informa uan nota che pubblchiamo, ha deliberato di nominare Iacopo De Francisco (già vice direttore generale di BPVi con Francesco Iorio, ndr) Direttore Generale del Credito Fondiario. La nomina di De Francisco a Direttore Generale ha l'obiettivo di rafforzare la squadra manageriale e migliorare i processi gestionali, anche in vista di un percorso di ulteriore sviluppo che la banca intende intraprendere. Oltre al rafforzamento del team e agli aspetti gestionali, Iacopo De Francisco si dedicherà al processo di diversificazione dell'attività della banca che, dopo il forte posizionamento nel settore degli NPL, intende entrare in altri segmenti di business focalizzati sulla clientela corporate. Di Redazione VicenzaPiù

In occasione dell'assemblea degli azionisti di Credito Fondiario S.p.A. convocata per l'approvazione del bilancio il prossimo 26 aprile, verrà proposta la nomina di Panfilo Tarantelli a Presidente della banca e quella di Vittorio Grimaldi - già Presidente - a Vice Presidente. "Sono entusiasta che Iacopo si unisca al team, che già conta professionisti d'eccellenza, apportando così le sue capacità manageriali e le competenze maturate nel corso della sua lunga esperienza nel settore bancario", ha dichiarato Panfilo Tarantelli. "In questo modo, si completa la squadra che potrà lavorare per ampliare la gamma di servizi e soluzioni, guardando anche al mondo delle imprese". ** Iacopo De Francisco, laureato in Economia Aziendale presso l'Università "Bocconi" di Milano, ha una pluriennale esperienza in primarie società bancarie e di consulenza. De Francisco è stato Vice Direttore Generale Vicario e Chief Business Officer in Banca Popolare di Vicenza; in precedenza, Chief Commercial Officer di Banca Popolare di Milano e Condirettore Generale, Responsabile del Retail Banking, di Credito

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Emiliano. De Francisco è stato Partner di McKinsey & Co.

Credito Fondiario Credito Fondiario - con oltre 11 miliardi di euro di crediti in servicing, suddivisi in circa 30 portafogli - è una banca indipendente, parte di Tages Group, specializzata nell'acquisizione, gestione, servicing, intermediazione e finanziamento di crediti deteriorati e illiquidi. Credito Fondiario offre a banche e investitori una vasta gamma di servizi integrati in tutte le asset class del credito e dell'immobiliare.

FATTI

Alessandra Moretti spiega il progetto di Legge per reintrodurre l'obbligo vaccinale in Veneto: "Lo suggeriscono scienza e buonsenso" La consigliera regionale del Partito Democratico Alessandra Moretti, è la prima firmataria di un Progetto di Legge, voluto assieme ai colleghi Graziano Azzalin, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Francesca Zottis, Cristina Guarda, Franco Ferrari e Piero Ruzzante, che mira a "reintrodurre nella nostra Regione l'obbligo vaccinale, superando così la Legge regionale n. 7 del 2007 «Sospensione dell'obbligo vaccinale per l'età evolutiva», dato che a distanza di dieci anni, gran parte delle argomentazioni poste a sostegno di quella normativa sono state ormai confutate da dati scientifici incontrovertibili, che dimostrano, in modo oggettivo, come la salute pubblica sia messa in serio pericolo dal calo della copertura vaccinale". Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Soprattutto in Veneto e, in particolare, nel Vicentino, sempre più famiglie decidono di non vaccinare i propri figli, in molti casi mal consigliate da chi utilizza un proprio ruolo di prestigio per fare disinformazione. "Solo per fare un esempio - spiega Moretti -, la vaccinazione contro il morbillo , se in Veneto si attesta sulla soglia dell'89%, nel vicentino si ferma al 85%, ovvero ben dieci punti sotto la soglia di sicurezza. Di recente, a Padova, è stato ricoverato un bambino con diagnosi di scarlattina, che invece era stato colpito da morbillo, e che ha contagiato quattro coetanei che si trovavano con lui in sala d'attesa; in seguito, il focolaio si è diffuso fuori le mura ospedaliere, tant'è che un ventiseienne si trova tuttora ricoverato in prognosi riservata. Questo, dimostra come sia estremamente pericoloso per la salute pubblica il calo delle vaccinazioni in atto nel nostro territorio, determinato anche dal negativo impatto della normativa regionale del 2007, nonché dalla disinformazione veicolata soprattutto attraverso i Social Media. E il calo è evidente nonostante le famiglie di immigrati vaccinino i propri figli quasi al 100 per cento, mettendo così in sicurezza anche i bambini italiani". "Ce lo insegna la scienza - sottolinea la consigliera - che la vaccinazione è un preciso atto di responsabilità civile e sociale, in quanto tutela la salute pubblica impedendo la circolazione degli agenti patogeni. L'efficacia dei vaccini è un fatto oggettivo, che trova solide basi scientifiche e che dunque non può essere confutato da chiacchiere, pregiudizi o fobie immotivate". "La buona Politica - continua Moretti - deve stare dalla parte della scienza e quindi del buon senso. Trovo inaccettabile, solo per pregiudizi e cattiva informazione in materia, che si metta seriamente in pericolo soprattutto la salute di bambini fragili e malati gravemente". "Questo nostro progetto di Legge - chiosa Alessandra Moretti - va oltre quanto disciplinato dalle normative in materia vigenti in Emilia - Romagna e Lombardia, dato che estende l'obbligo vaccinale non solo alle quattro classi tradizionali (poliomielite, difterite, tetano e epatite B) ma anche a quelle recenti, consigliate ma non cogenti, annoverate nel calendario vaccinale regionale (morbillo, parotite, varicella, rosolia, rota virus e emofilo ). Il Pdl che presentiamo introduce, inoltre, la gratuità della vaccinazione su base volontaria, (anche in considerazione del fatto che la prevenzione determina un abbattimento della spesa sanitaria), l'incremento della copertura vaccinale del personale che lavora a contatto con i bambini, anziani e soggetti particolarmente esposti al rischio contagio, nonché campagne di formazione e informazione per promuovere la cultura della vaccinazione". Anche Bruno Pigozzo, "da biologo e da genitore" sottolinea come "la storia della Medicina abbia ampiamente dimostrato come la stimolazione del sistema immunitario determini grandi risultati per la messa in sicurezza della collettività". Sulla stessa linea Graziano Azzalin, secondo il quale per garantire la salute della collettività "bisogna agire sui grandi numeri, preservando i cittadini da quelle malattie che potrebbero essere evitate". Per Francesca Zottis "il diritto alla salute si affianca alla tutela della sicurezza pubblica, che è un obiettivo prioritario della nostra Regione; infatti, la sicurezza pubblica può essere declinata anche garantendo a tutti la libertà di circolazione senza paura di essere contagiati". Cristina Guarda (AMP) aggiunge che non vanno dimenticate le sofferenze del passato, quando " tanti nostri bambini morivano ancora di morbillo". Piero Ruzzante (Gruppo misto- Articolo 1- MDP) conclude: "la politica deve stare con la scienza, con quel metodo scientifico che Galileo Galilei ha così ben promosso. La Legge regionale del 2007, che vogliamo superare, ha parzialmente determinato il

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


calo di vaccinazioni in Veneto, e chi allora quella normativa l'ha votata si porta dietro una precisa responsabilità civile.".

FATTI

L'esperienza di Vicenza Oro alla Condè Nast International Luxury Conference Italian Exhibition Group Spa (IEG) è tra i protagonisti della edizione 2017 di Condé Nast International Luxury Conference, prestigioso appuntamento che riunisce ogni anno in un Paese differente i più importanti player ed influencer del lusso mondiale, in programma quest'anno a Muscat in Oman il 5 e il 6 aprile. In rappresentanza di IEG - società fieristica leader in Italia e tra le maggiori in Europa parteciperà il Vice Presidente Esecutivo Matteo Marzotto, su invito personale di Suzy Menkes, giornalista e firma del lusso mondiale tra le più seguite al mondo, ideatrice e direttore di Condé Nast International Luxury Conference. Matteo Marzotto porterà alla conferenza nella città arabica l'esperienza di VICENZAORO, tra le più autorevoli manifestazioni al mondo per il comparto jewellery internazionale. Di Redazione VicenzaPiù

Nell'ambito delle due giornate di conferenze e approfondimenti dedicati alle evoluzioni del luxury globale, animate dalle più autorevoli personalità del pianeta del mondo della moda, degli accessori, della gioielleria e della comunicazione, Matteo Marzotto sarà in particolare protagonista giovedì 6 aprile di un talk con Suzy Menkes. Il Vice Presidente Esecutivo di IEG presenterà ad una platea di oltre 500 delegati VICENZARO, business hub internazionale per l'alto di gamma della gioielleria, capace di riunire nelle tre edizioni annue - due a Vicenza e una a Dubai - 2.800 brand e 54.000 buyer internazionali provenienti da 131 Paesi, ed esportata ai principali trade show del settore in USA, Cina e India. Grazie all'esperienza di VICENZAORO Dubai, da quest'anno nella nuova veste di VOD - Dubai International Jewellery Show (15-18 novembre 2017), Marzotto potrà inoltre tratteggiare al pubblico le differenze nel mondo della gioielleria tra Europa e Medio Oriente, area geografica in cui si svolge questa edizione di Condé Nast

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


International Luxury Conference. Tra gli altri temi che saranno affrontati durante i diversi talk, l'affermarsi nel mondo jewellery mondiale di nuove designer donne. A seguire il primo talk in cui sarà protagonista, Matteo Marzotto co-modererà con Suzy Menkes una tavola rotonda tra le più attese, composta da un panel di designer internazionali di riferimento mondiale, quali Dalia Daou, titolare di Daou Jewellery, e Noor Fares, fondatrice di Noor Fares. Matteo Marzotto sottolinea: "Negli ultimi anni VICENZAORO ha saputo potenziare il proprio profilo internazionale, accreditandosi sempre più quale autorevole player mondiale dell'oreficeria e della gioielleria. Non solo un Market Place attrattivo dei migliori brand e buyer su scala globale, ma anche e soprattutto un Content Provider e un Osservatorio privilegiato per conoscere i nuovi trend e le evoluzioni del mercato. Siamo felici di poter mettere al servizio di Condé Nast International Luxury Conference questo nostro bagaglio di esperienze condividendo con gli altri partecipanti il nostro know how, contenuti e riflessioni che crediamo utili per interpretare e comprendere l'evoluzione al futuro di un settore molto dinamico come è quello della gioielleria mondiale". La presenza di Italian Exhibition Group alla Condé Nast International Luxury Conference evidenzia il profilo internazionale della società fieristica italiana e di VICENZAORO. Per IEG la conferenza rappresenterà l'occasione per partecipare ad un network mondiale estremamente qualificato di imprese, opinion leader e creativi, e dare il proprio contributo al dibattito costruttivo sulle trasformazioni del lusso globale.

POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

L'infallibilità di "papa" Ignazio Visco: i crolli di BPVi, Veneto Banca e troppe altre banche la negano e mettono sotto accusa Banca d'Italia Alla Banca Popolare di Vicenza e a Veneto Banca l'unica via di scampo oggi rimasta è l'intervento dello Stato, appena ieri quantizzato in sede europea in 6.4 miliardi di euro... SE&O ma le enormi ferite in Veneto, su cui vi avevamo messo in guardia su questo mezzo fin dal 13 agosto 2010 con gli articoli poi raccolti in "Vicenza. La città sbancata", avranno una portata ancora ad oggi non misurabile ma di sicuro dirompente sull'economia del territorio. Dopo aver iniziato ad evidenziare il 1° aprile il ruolo di Banca d'Italia ("Noi abbiamo parlato da sempre di BPVi e Veneto Banca. Ora ci occupiamo anche di Banca d'Italia..."), il 2 aprile scorso abbiamo elencato i tantissimi, troppi casi di deficit di vigilanza e i premi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ricevuti in particolare da Banca Popolare di Vicenza e Popolare di Bari e le parallele bocciature comminate a Veneto Banca e Etruria. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Ieri abbiamo, quindi, approfondito questi ultimi aspetti concludendo che tutto lo sfascio, davanti ai nostri occhi e nelle tasche di moltissimi, non è servito neanche a risolvere i problemi del sistema delle banche italiane che rimangono ancora per larga parte irrisolti. E allora.... Se è vero che, a parte i non trascurabili errori dei "gestori" delle singole banche, alcuni "dolosi" e altri ingigantiti dall'assenza di una visione dei cambiamenti in atto nella società reale, sempre meno "fisica" e più internettizzata, nel mondo finanziario e nelle regole politico-economiche della BCE, tutto il sistema bancario italiano è stato annichilito da una crisi economica travolgente, straordinariamente lunga, senza precedenti. Una crisi devastante che ha fatto morire un numero impressionante di imprese mentre il ruolo dell'organo di Vigilanza sino ad ora è sembrato essere, e il dubitativo è di cortesia istituzionale e di "umile" competenza professionale, quello di tentare soluzioni sgrammaticate avendo ben cura in ogni caso - di distribuire italicamente le responsabilità a destra e a manca ovviamente autoassolvendosi da ogni livello, anche minimo, di responsabilità. Basta vedere il numero di banche attanagliate dai problemi di credito deteriorato e di capitale: sono decisamente troppe perché si possa imputare tutto soltanto ai manager che le guidavano, a meno che non si voglia credere a un sistema bancario guidato solo da incapaci e disonesti, divenuti comunque incapaci o disonesti tutto di un tratto e simultaneamente. I manager che guidavano le banche hanno certamente avuto responsabilità e tra queste, lo abbiamo detto, - senza dubbio - il non aver saputo interpretare la crisi. Ma la gran parte di questi manager oggi non è più in carica, eppure le cose non sono cambiate anche se in molti casi gli effetti degli errori del passato erano stati ufficializzati dalle stesse autorità bancarie centrali come neutralizzati, anche se i casi delle 4 banche "risolte" e della più volte "salvata" Mps sembrano dimostrare il contrario. Sono, invece, i vertici di Palazzo Koch, che avrebbero dovuto vigilare sulla stabilità del sistema, a rimanere ancora al loro posto nonostante abbiano

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


palesemente mancato il loro compito e abbiano finito con l'aggravare la situazione con una evidente incapacità e inadeguatezza (nella migliore ma pur grave delle ipotesi), con la mancanza di visione sistemica e, talvolta, con il protagonismo di alcuni di essi. È giunta l'ora di fare chiarezza aprendo la strada alla verità "vera", quella che non fa comodo ai veri e maggiori responsabili e che si fa fatica a trovare sui media, anche e, questa volta, soprattutto, su quelli maggiori. I vertici di Bankitalia (lo affermiamo con preoccupata serenità non avendo lesinato fino ad oggi di evidenziare le colpe gravi dei "gestori" dei singoli Istituti) sono stati i principali artefici della debacle delle banche del nostro Paese. Dovrebbero essere, anzi, vanno ridimensionati in certi casi ma allontanati immediatamente per quanto riguarda i massimi livelli. Gioca a favore del ricambio, purchè ragionato e radicale, non solo di facciata, la scadenza a novembred el Governatore Ignazio Visco. Le cariche istituzionali a cui è demandata la decisione dovranno soprattutto tener conto che quei vertici hanno "giocato a monopoli" con i risparmi della gente. Banca d'Italia è un'Istituzione troppo importante e prestigiosa per permettere che giochi di potere e tornaconti personali ne infanghino il nome e l'operato in maniera così indegna e senza adeguate conseguenze. Con lo scandalo Fazio fu fatta cadere la durata illimitata del mandato del Governatore della Banca d'Italia. Forse, con queste ultime evidentissime "falle" potrebbe essere giunto il momento di far cadere con le teste dei responsabili anche il principio dell'infallibilità. Che oggi resiste, oltre che nella divina Piazza S. Pietro, solo a Palazzo Koch, che divino di certo non è, ma diabolico lo è già stato per centinaia di migliaia di azionisti e obbligazionisti facendo tremare anche i correntisti. Nell'attesa indilazionabile che questo dogma venga cancellato dall'evidenza degli errori per gran parte del sistema, di quelli locali noi continueremo ad occuparci già dal prossimo articolo, visto che la Vigilanza italiana o non ha vigilato o ha mal vigilato o ha tramato...

ECONOMIA&AZIENDE

Lo Stato rallenta il salvataggio e Cattolica Assicurazioni chiede 186 milioni a BPVi, Mion e Viola reagiscono duramente. Intesa... contro le Popolari venete? C'è e ci sarà ancora tanto da soffrire per il salvataggio delle due banche venete e, in particolare, della Banca Popolare di Vicenza. Non c'è stato, infatti, il tempo di prendere atto della dichiarazione

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


europea di "solvibilità" delle due ex Popolari, preludio indispensabile alla "ricapitalizzazione precauzionale" da parte dello Stato anche se quest'ultimo, stando ai dati di fabbisogno di capitale individuato, dovrà immettere almeno 6.4 miliardi di euro, che arriva la frenata della commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager: "sulle banche venete non siamo così avanti anche perché da parte delle autorità italiane ancora si riflette su cosa fare dei due istituti". Per cui, non avendo l'Italia deciso su "come queste banche dovranno andare avanti", la decisione "non è ancora finalizzata" e, quindi, conclude la commissaria "ci arriveremo più in là". Ma non finisce qui il balletto delle emozioni. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Se stamattina la BPVi poteva annunciare che l'avvenuta cessione di n. 10.500.000 azioni ordinarie di Società Cattolica Assicurazioni per un controvalore complessivo di Euro 76.125.000 avrebbe portato "un significativo impatto positivo sui coefficienti patrimoniali della Banca", stasera, dopo l'annuncio della stessa Cattolica Assicurazioni, di volersi avvalere del diritto a vendere alla Popolare di Vicenza per 186.1 milioni di euro (110 milioni in più di quelli appena preventivati in cassa dalla BPVi) le partecipazioni in tre controllate, Gianni Mion e Fabrizio Viola devono far emettere un duro comunicato di "contestazione" legale e anche comportamentale rinfacciando, cosa insolita in questi ambiti, anche il passato aiuto per un consistente importo dato da Vicenza alla Cattolica, allora in difficoltà, quasi a rimproverare una sorta di "pugnalata alle spalle" a chi sta faticosaemnte provando a risorgere. A questo punto non si può che aggiungere per prima cosa un altro rimpovero a Gianni Zonin & c., che, leggendo tra le righe del comunicato, avrebbe dato imprudentemente, da novello Roi Soleil, alla Cattolica, per le sue manie di grandeur con denari della gente, soldi della banca avendo effettuato "in fasi successive un investimento azionario per un controvalorer (circa 387 milioni di euro) quasi doppio rispetto a quello effettuato da Cattolica nelle joint venture assicurative e nel capitale di BPVI. Per effetto delle svalutazioni effettuate, BPVi al 31 dicembre 2016 ha contabilizzato perdite sulla partecipazione in Cattolica per oltre 220 milioni di euro". Come a dire che al danno dei 186.1 milioni chiesti da Cattolica si aggiungono per scelte passate oggi incomprensibili i 220 milioni già contabilizzati come persi: un buco da oltre 400 milioni per una banca che di certo non può

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ancora scialare come ai tempi dei bilanci drogati. Detto questo, siccome il mondo della finanza non è di certo un mondo di angioletti e beaux gestes, dopo gli "strani ritardi", oggi evidenziati da Margrethe Vestager, dello Stato italiano, certe tardive e dannose prese di posizione di Luca Zaia (ne parleremo domani) che nei fatti agevolano le "incertezze" dello Stato e i desideri incoffessati di bail-in di test dell'Europa , forse Gianni Mion e Fabrizio Viola stanno ponendosi la domanda classica: " a chi giova la mossa di Cattolica Assicitazioni?". Solo alle sue casse o a disegni superiori del "sistema", quelli di sicuro resi possibili dalla mala gestio del passato, ma che oggi preferiscono o, almeno, non ostacolano disegni di aspiranti "banche egemoni"? "Intesa" l'allusione?... Dietrologia? Vediamo come reagisce il "sistema", se a difesa o ignaro delle venete.

Ecco il duro, e comprensibile, comunicato della Banca Popolare di Vicenza BPVi prende atto della comunicazione con cui Cattolica Assicurazioni ha dichiarato di esercitare il diritto di vendita delle partecipazioni di Cattolica stessa nelle JV assicurative comuni (Berica Vita, Cattolica Life e ABC Assicura). L'esercizio dell'asserito diritto di vendita, sulla cui legittimità BPVi ha già anticipato sin da subito riserve e contestazioni anche (e non solo) con riferimento all'applicabilità del diritto di Cattolica al recesso dagli accordi, è stato formulato, del tutto inopinatamente, mentre erano in corso approfondite e costruttive discussioni su un rilancio dell'accordo di bancassurance, finalizzato a ricostruire un'alleanza, innovativa e fondata su basi assai più ampie, fra due importanti realtà finanziarie che hanno nella Regione Veneto il loro centro operativo. Si segnala, inoltre, che, ferme le contestazioni sul diritto invocato da Cattolica, qualunque eventuale trasferimento dovrebbe essere autorizzato dalle competenti Autorità, tenendo anche conto che BPVi ha formalizzato l'intenzione di far ricorso al sostegno finanziario straordinario e temporaneo per l'accesso alla misura della "ricapitalizzazione precauzionale" ai sensi del D.L. 237/2016. In pari data e ancor più inopinatamente, Cattolica ha inviato a BPVi un'ulteriore comunicazione con cui viene avanzata una generica contestazione su asserite responsabilità della scrivente in relazione al Prospetto dell'Aumento di Capitale 2014. Anche questa contestazione, stante oltretutto il suo carattere generico e non qualificato, è stata respinta. Alla luce delle iniziative poste in essere o minacciate da Cattolica si ricorda che BPVi, per consentire a Cattolica di superare un non facile momento della sua lunga storia, ha effettuato, in fasi successive, un investimento azionario per un controvalore (circa 387 milioni di euro) quasi doppio rispetto a quello effettuato da Cattolica nelle joint venture assicurative e nel capitale di BPVI. Per effetto delle svalutazioni effettuate, BPVi al 31 dicembre 2016 ha contabilizzato perdite sulla partecipazione in Cattolica per

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


oltre 220 milioni di euro.

FATTI

Vicenza, sit in di Cgil-Cisl-Uil per dire no alla guerra e alle armi chimiche Presidio silenzioso dei sindacati CGIL CISL UIL dalle 18,30 alle 19 di oggi, 6 aprile in piazza dei Signori davanti alla Loggia del Capitaniato sede del Consiglio comunale di Vicenza. Per non restare indifferenti e non dimenticare quanto successo in Siria ieri (bombardamento con utilizzo di armi chimiche) in cui sono morti centinaia di civili, tra cui molti bambini, le segreterie generali di Cgil Cisl e Uil di Vicenza e provincia hanno deciso di convocare lavoratori e cittadini in piazza per un presidio silenzioso e pacifico. I segretari Giampaolo Zanni, Raffaele Consiglio e Grazia Chisin invitano ad essere presenti i rappresentanti delle associazioni, delle forze politiche e i cittadini. Di Redazione VicenzaPiĂš

Franca Equizi: "Gruppi di minoranza del consiglio comunale hanno presentato documento per denunciare la violazione del diritto all'accesso agli atti"

Š 2008 - 2017 VicenzaPiÚ - www.vicenzapiu.com


Apprendo che i gruppi di minoranza - dice Franca Equizi - del consiglio comunale di Vicenza hanno presentato, con un documento comune, un esposto al Prefetto e minacciano di depositarlo anche in procura. Ma cosa è accaduto di tanto grave da portare i rappresentati di partiti così diversi a questa clamorosa azione comune? Pare intendano denunciare la violazione del diritto di accesso agli atti garantito dalla legge ai consiglieri comunali. Accidenti! Sono trascorsi quasi dieci anni dalla fine del mio ultimo mandato, ora governa il centrosinistra, ma i metodi non sembrano proprio cambiati. Con quanta fatica riuscivo ad acquisire i documenti necessari per poter svolgere il mio mandato. Quanti esposti dovetti presentare per ottenere quanto mi spettava per legge e, a volte, fu necessario anche l'intervento dei carabinieri. Di Redazione VicenzaPiù

Alcuni consiglieri e assessori di allora, invece di manifestarmi solidarietà o collaborare, mi deridevano o peggio denigravano. Ora mi chiedo, ma sarà proprio vero che alcuni amministratori di allora, ora esponenti della minoranza, abbiano sottoscritto questo esposto? Siamo sicuri che fra i firmatari ci sia anche l'ex assessore Claudio Cicero? Colui che, insieme all'allora sindaco, secreto a lungo le carte dei suoi innumerevoli viaggi a Roma e, per tanto tempo, negò, non solo di avere i documenti, ma perfino di conoscere i progetti della Ederle 2 al Dal Molin. Fui io, il 15 marzo 2007, a sbugiardarlo pubblicamente davanti a milioni di Italiani grazie alla trasmissione Rai Annozero di Michele Santoro. L'ex assessore, non accorgendosi del microfono nascostomi dalla truope Rai, ammise che il progetto Ederle 2 gli era stato illustrato per la prima volta il 21 ottobre 2004 dall'ambasciatore Usa e, a riprova di quanto detto, mi mostrò fieramente un quadro con la foto ricordo di quel giorno. Scoprii così che fu lui, grazie ai numerosi viaggi romani, l'artefice principale della svendita del nostro centenario aeroporto. Dopo questa figuraccia ciclopica, invece di scusarsi pubblicamente con i cittadini e con me per le bugie dette, minacciò di denunciarmi per violazione della sua privacy, ma, a quanto mi risulta, si fermò alle minacce. E 'possibile che proprio lui ora invochi a gran voce trasparenza? Forse, visto i trascorsi, il Claudio Cicero firmatario dell'esposto è solo un omonimo dell'ex assessore?

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


GIUDIZIARIA / ECONOMIA&AZIENDE

Meletti su Il Fatto: Mion e Viola per la BPVi chiedono 1.5 mld di danni a Gianni Zonin e ad altri 31 e non solo ai 9 "indagati" a Vicenza. Assemblea più distesa il 28 aprile Gianni Mion e Fabrizio Viola, presidente e amministratore delegato di Banca Popolare di Vicenza, da poco spa a tutti gli effetti, troveranno di sicuro e per una serie di motivi un clima migliore all'assemblea del 28 aprile appena convocata in Fiera di Vicenza per discutere e deliberare su lla riduzione del numero dei componenti il Consiglio di Amministrazione da undici a nove, sulla nomina di 1 Consigliere di Amministrazione per gli esercizi 2017 e 2018, sull'esame ed approvazione del bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2016, sulla relazione del Consiglio di Amministrazione, sulla relazione del Collegio Sindacale e della Società di Revisione e sulle politiche di remunerazione ed incentivazione dei membri del cda della banca. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Il clima sarà in generale migliore, intanto, se verranno dissipati i dubbi della commissaria europea alle concorrenza Margrethe Vestager che attribuisce alle indecisioni del governo italiano, che smentisce... sottovoce, i ritardi di accesso alle proceduredi "ricapitalizzazione precauzionale", alias al mega aumento di capitale ad oggi valutato in 6.4 miliardi. Se i ritardi del governo, voluti o endemici o a sua insaputa, danno, però, fiato, a certi possibili "giochi di sistema", a cui la "rivendicazione" di 186.1 mln di euro da parte di Cattolica Assicurazioni potrebbe non essere estranea o che potrebbero avvantaggiarsene, sull'assemblea non aliterà il fiato della protesta di almeno il 70% dei soci che, aderendo all'Offerta Pubblica di Transazione chiusa il 28 marzo e di cui attendono l'ufficializzazione dell'esito, e dei pagamenti, per il 13 aprile, hanno messo una pietra sul passato, la gran parte con grande sofferenza, altri, come Fondazioni bancarie e culturali, tipo la Fondazione Roi, e istituti più o... meno religiosi, con qualche superficialità o con condannabili vantaggi,.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Ma, soprattutto, Viola e Mion potranno guardare tutti in faccia con serenità il 28 aprile perchè, e non è poco vista la "melma" dei poteri locali e nazionali, hanno mantenuto l'impegno di condurre al passo che porterà alle decisioni successive l'azione di responsabilità contro le gestioni targate Gianni Zonin, Samuele Sorato & c. In queste decisioni del tribunale delle imprese di Venezia, a cui in molti, Atlante e "sistema" a parte, sostengono che andrebbero aggiunte quelle contro il "Cda di mezzo", quello per intenderci, a (sot)trazione Francesco Iorio, la BPVI conta di trovare l'assenso alla sua richiesta di danni per complessivi 1.5 miliardi di euro, non tutti quelli che hanno fatto stramazzare l'Istituto di via Btg. Framarin, ma la parte più documentabile. Sperando che l'azione porti a qualcosa di concreto e che anche la magistratura vicentina guidata da Antonino Cappelleri faccia dei passi almeno non diminutivi, nella richieste, rispetto alle risultanze, da verificare per carità, ma di certo documentate, dei tecnici interni alla BPVi e dei consulenti esterni, il miliardo e mezzo chiesto da Gianni Mion e Fabrizio Viola e, magari, concesso da chi di dovere non solo aiuterebbe la banca a ripartire ma spingerebbe anche i soci traditi a riconquistare fiducia nella banca stessa e, soprattutto, in un sistema che fino ad oggi ha risposto a ben altre esigenze che non quelle di chi i soldi li ha guadagnati e affidati a terzi, perdendoli sull'altare dei mancati o errati controlli di chi quei soldi li ha gestiti. Della notizia del deposito degli atti contro Gianni Zonin & c. non troviamo traccia sulla stampa locale, quella a guida del vecchio sistema di potere, che tutto e tutti avvolge, l'ha detto in Sala Bernarda anche se solo per una volta, l'insospettabile, in questo caso, vice sindaco e braccio destro di Achille Variati. Che questi media non abbiano ricevuto la tipica velina locale di favore, visto che l'informazione, per gli atti, nasce fuori da Vicenza dove ben poco contano, o, peggio, che l'abbiano intanto oscurata, poco ci importa. Il collega Giorgio Meletti, con cui da tempo ci confrontiamo, ha pubblicato i dettagli su Il Fatto Quotidiano e, atteso il tempo perchè venisse acquistato dai suoi lettori, gli unici ma numerosissimi "finanziatori" di quel giornale, vi proponiamo il suo documentato articolo. Tra l'altro, questo ve lo anticipiamo sottolineandolo, c'è scritto che il miliardo e mezzo è "la cifra che la Banca Popolare di Vicenza chiede all'ex presidente Gianni Zonin e agli altri amministratori, all'ex direttore generale Samuele Sorato e ai suoi vice, nonché ai membri del collegio sindacale per i danni procurati alla banca dalla loro malagestio...". Sono 32, quindi, secondo i tecnici e consulenti della banca i responsabili, non solo i 9 di cui si ha traccia a Vicenza nel registro degli indagati. Scrive, infatti, Meletti, riportando la denuncia della Banca azzerata, che degli esperti che mancherebbero in Procura è, ora..., ben dotata, tutti erano "in grado di comprendere perfettamente le implicazioni di ogni decisione e i rischi ad esse sottesi".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


E i legali milanesi, puntualizza il collega de Il Fatto Quotidiano, «come esempio citano il caso del vicepresidenteAndrea Monorchio , in carica dal 2011 al 2016, "Ragioniere generale dello Stato dal 1989 al 2002, la più alta autorità tecnica in materia di contabilità e bilancio".» Buona lettura, non solo ai lettori...

Depositata dalla Banca Popolare di Vicenza l'azione di responsabilità contro gli ex amministratori che hanno distrutto la banca con la finanza allegra di Giorgio Meletti, da Il Fatto Quotidiano Un miliardo e mezzo. Millecinquecento milioni di euro. È la cifra che la Banca Popolare di Vicenza chiede all'ex presidente Gianni Zonin e agli altri amministratori, all'ex direttore generale Samuele Sorato e ai suoi vice, nonché ai membri del collegio sindacale per i danni procurati alla banca dalla loro malagestio. Gli avvocati Carlo Pavesi, Stefano Verzoni, Paolo Pecorella e Giovanni Minelli hanno depositato ieri al Tribunale delle imprese di Venezia un atto di citazione corposo (350 pagine) e durissimo nei toni e nei contenuti. Era stata l'assemblea dei soci della Popolare, cioè il Fondo Atlante , lo scorso 13 dicembre, a votare l'azione di responsabilità contro gli ex amministratori. Ed è stato l'amministratore delegato Fabrizio Viola a incaricare i legali milanesi di procedere in un minuzioso lavoro di ricostruzione delle responsabilità specifiche. La cornice generale della vicenda è tristemente nota. La Popolare di Vicenza ha bruciato in due anni circa 6 miliardi di valore delle azioni, diffuse tra 120 mila soci delle province venete. Oggi la banca è sull'orlo del fallimento, e solo una ricapitalizzazione a carico dello Stato da almeno 3 miliardi potrà salvarla (6.4 complessivi per le due ex Popolari venete, ndr). La richiesta di danni serve a capire come è stato combinato il disastro. Zonin, presidente per vent'anni, ha cercato di addossare le responsabilità al suo braccio destro, il direttore generale Sorato, e si è rivolto allo stesso tribunale per chiedere che venga accertata la sua "diligenza" e l'adempimento "ai doveri a lui imposti dalla legge e dallo statuto". La banca chiede al tribunale di riunire i due procedimenti, visto che l'azione di responsabilità decisa dall'assemblea dei soci chiede che sia riconosciuto esattamente il contrario. Cioè che Zonin è pienamente responsabile, insieme a tutti gli altri, di una serie di operazioni descritte come insensate dai legali ingaggiati da Viola. Notano i legali che i 32 chiamati in causa erano tutti "in grado di comprendere perfettamente le implicazioni di ogni decisione e i rischi ad esse sottesi". E come esempio citano il caso del vicepresidente Andrea Monorchio, in carica dal 2011 al 2016, "Ragioniere generale dello Stato dal 1989 al 2002, la più alta autorità tecnica in materia di contabilità e bilancio". Lunga la lista delle operazioni dannose. C'è il finanziamento a una clientela scelta per l'acquisto di azioni della Popolare, concessi con allegria da un cda che in più casi ha deliberato nella stessa seduta il credito e la vendita di azioni allo stesso affidato per importi quasi esattamente corrispondenti; ma c'è anche la conseguenza, visto che la Bce ha azzerato circa un miliardo di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"capitale finanziato" e la banca ha dovuto ridurre di conseguenza l'erogazione di crediti per 4 miliardi. E naturalmente c'è la sagra dei crediti agli amici degli amici. E ad alcuni degli stessi amministratori oggi indagati.

ECONOMIA&AZIENDE / BANCHE

Svolta rugbystica nelle indagini BPVi: Viola batte Cappelleri 32 - 9 Alla lettura dei quotidiani odierni la Procura di Vicenza pare abbia strabuzzato gli occhi. Loro sapevano che i possibili "cattivi" da perseguire fossero 9, ma Il Fatto Quotidiano e Il Sole 24 Ore riferiscono che per la Banca Popolare di Vicenza ad aver fatto danni per almeno 1.5 miliardi di euro all'Istituto di Via Btg. Framarin e ai suoi 118.000 soci siano stati in 32. Disposta una perquisizione per acquisire l'elenco... telefonico interno della banca e "indagato" Viola: "lui lo aveva, perciò ha vinto 32 - 9" Di Pietro Cotròn

ECONOMIA&AZIENDE / ASSOCIAZIONI

Coldiretti Vicenza: la spesa alimentare dei vicentini si è alleggerita di 2,5 kg a settimana "In dieci anni la spesa settimanale dei consumatori, per quanto concerne i prodotti alimentari, si è alleggerita di 2,5 kg, da 21,4 chili a 18,9 chili, con un taglio netto delle quantità acquistate. Un dato che è sinonimo del processo educativo innescato da Coldiretti e che ha trovato terreno fertile nei cittadini, sempre più attenti e coscienziosi rispetto agli acquisti agroalimentari". Con queste parole il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola ed il direttore Roberto Palù intervengono in occasione dell'analisi della Coldiretti "Meno peso, più qualità nel carrello" diffusa oggi in occasione dell'incontro nel castello di San Giorgio di Maccarese, a Fiumicino (Roma), promossa dall'azienda agricola Maccarese, il più grande allevamento d'Italia, associata alla Coldiretti.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Note ufficiali

"Il fenomeno a cui assistiamo è riconducibile in parte alla svolta salutistica affermatasi sulle tavole - sottolineano Cerantola e Palù - con l'affermarsi di una nuova cultura del cibo, che vede gli italiani mangiare meno, ma meglio. Lo dimostra il progressivo aumento dei consumi di prodotti appartenenti all'ambito Benessere & Salute, con un trend positivo di +8,4% sulle vendite in volume e +9% su quelle in valore nell'ultimo anno, secondo un'analisi Coldiretti su dati Nielsen. Ad attestarlo, però, sono anche le scelte dei cittadini che nell'acquisto di beni alimentari prediligono i prodotti Made in Italy (74%) ed oltre la metà (53%) compra spesso quelli con marchio Dop, Igp, Doc, secondo un'analisi Coldiretti su dati Eurispes 2017. In oltre la metà dei casi (59%) ad essere privilegiati sono i prodotti a km zero e nell'80% quelli di stagione. Tre consumatori su quattro controllano, inoltre, l'etichettatura e la provenienza degli alimenti e mangiano italiano". Un esempio di questo nuovo corso è rappresentato dalla carne. I consumatori ne consumano meno (-5 per cento nel 2016, secondo Ismea), ma la scelgono sempre più di qualità e con attenzione alla salute, secondo un'analisi Coldiretti su dati dell'Osservatorio nazionale consumi di carne, nonostante allarmismi infondati, provocazioni e campagne diffamatorie che colpiscono un alimento determinante per la salute, che fa parte a pieno titolo della dieta mediterranea, alla quale apporta l'indispensabile contributo proteico. Complessivamente nel nostro Paese se ne portano in tavola all'anno 79 kg pro-capite (tra pollo, suino, bovino, ovino), il più basso in Europa, con i danesi che sono a 109,8 kg, i portoghesi 101 kg, gli spagnoli 99,5 kg, i francesi e i tedeschi 85,8 e 86 kg. "L'attenzione dei consumatori per il valore qualitativo di quello che portano in tavola è un fatto positivo concludono Cerantola e Palù - e per sostenere questa rinnovata centralità del cibo occorre consentire ai cittadini di fare scelte di acquisto consapevoli garantendo loro una piena trasparenza sulla reale origine di quello che mettono nel carrello con una etichettatura chiara e completa anche sulla provenienza".

FATTI

Papa Francesco deciderà per il bene della

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


chiesa al di là delle illazioni sulle dimissioni Papa Francesco deciderà per il bene della chiesa al di là delle illazioni sulle dimissioni. Fu con Concilio di Trento che la figura del Romano Pontefice perse sempre piú l'aspetto del principe mondano, del mecenate e del politico, assumendo un'immagine piú sobria e dignitosa, sempre piú caratterizzata dalla purezza dottrinale e morale, degna di colui che è il custode supremo dell'ortodossia e del Vangelo. Con la Costituzione dogmatica Pastor aeternus del 1870 si proclamò definitivamente il dogma dell'infallibilità pontificia: quando il papa proclama in modo ufficiale ex cathedra Petri su temi dottrinali o su dogmi, egli non può errare. Inoltre nell'esercizio del suo ministero egli è particolarmente assistito dallo Spirito Santo. Il papa, lo ribadisce anche il Concilio vaticano II nella Costituzione dogmatica Lumen gentium (sub 22) ha una "potestà piena, suprema e universale, che può sempre esercitare liberamente", come afferma anche il Codice di Diritto Canonico (canoni 330-335). Di Italo Francesco Baldo

Nella libertà del suo ministero il Pontefice romano è pertanto assoluta, tanto che un Concilio ecumenico non ha valore se non è o "confermato o almeno ricevuto dal Successore di Pietro." La rinuncia alla funzione di Capo della Chiesa Cattolica e Vicario di Cristo "richiede per la validità che sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti." (Codice di diritto canonico, can. 332, par.2). Il Papa quindi è libero di rinunciare quando vuole al proprio ufficio e così fecero, per varie ragioni, nei secoli :Clemente I (in carica dal' 88 al 97 ), Ponziano (28 settembre 235), Silverio (11 marzo 537), Benedetto IX (1º maggio 1045), Gregorio VI (20 dicembre 1046), Celestino V e Benedetto XVI (28 febbraio 2013). L'attuale vescovo di Roma, Francesco, "capo del Collegio dei Vescovi, Vicario di Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale" sembra che abbia intenzione di dimettersi per il bene della Chiesa quando non sarà in grado di esercitare il suo ministero nella pienezza.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


La notizia non è nuova e non deve suscitare meraviglia, dato che sempre è stata possibile la rinuncia. Non si tratta di un nuovo modo di essere "papa", cioè secondo le regole che sovraintendono,ad esempio, alla elezione di un capo di Stato. Non è previsto un durata del ministero papale, Solo la mania molto italiana, di politicizzare tutto, tende a leggere le dimissioni in chiave di "gioco politico". Nella Chiesa, con buona pace dei politicanti, è un po' diverso. Lo attesta proprio l'accettazione di validità del sacramento del matrimonio da parte di fedeli seguaci di mons. Lefevbre. Infatti nel sacramento del matrimonio i celebranti sono gli sposi e il sacerdote li assiste, celebrando la S. messa e dando loro la benedizione. Così vi è valore anche giuridico alla loro decisione. Il Catechismo della Chiesa cattolica n. 1623 afferma "Secondo la tradizione latina, sono gli sposi, come ministri della grazia di Cristo, a conferirsi mutuamente il sacramento del Matrimonio esprimendo davanti alla Chiesa - rappresentata dal sacerdote il loro consenso".) La ragione è che i seguaci di mons. Lefebvre non sono considerati "eretici", ma solo "scismatici", ossia divisi dalla Chiesa Cattolica ufficiale e dal 2009, regnante papa Benedetto XVI, non sono più "scomunicati". Papa Francesco in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia ha concesso ai fedeli che "per diversi motivi" frequentano le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità di ricevere validamente e lecitamente l'assoluzione sacramentale dei loro peccati.E' un modo preciso di riconoscere la validità al sacramento della confessione impartito dai sacerdoti delle Fraternità di San Pio X (vulgus lefebvriani) riconosciuta legalmente (nota: 1º novembre 1970 a Friburgo il vescovo Marcel Lefebvre la fondò con l'accordo e l'approvazione di F.Charrière, allora vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, insieme al Seminario a Econe in Svizzera, dove accolse giovani seminaristi). Certo resistenze alla "pacificazione" sono presenti anche nella Fraternità di San Pio X e soprattutto nei cosiddetti settori "ultratradizionalisti", che, ad oltranza, che sono arroccati settariamente in posizione che nemmeno la Fraternità accetta e condivide, e spesso confinano più con posizioni "politicanti" , come i ben noti cattokomunisti italiani, per i quali Lenin anticipò il giudizio, quando parlava di "utili....". Il problema della Fraternità San Pio X ha due aspetti, uno dottrinale ed un altro giuridico (codice di diritto canonico). Gli ultimi tre pontefici (San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e l'attuale Francesco) si sono adoperati per risolvere la situazione e sembra che vi siano buone ragioni per ritenere che sia possibile un accordo,ad esempio con una Prelatura Personale, come per l'Opus Dei. Ciò perché L'unanimità e la pace sono il bene supremo della Chiesa e se vi sono divisioni queste vanno con intelligenza e fede superate. Non si tratta di novità, quando il Pontefice romano tende all'unità. Il Concilio di Trento nel Decreto di inizio del Concilio stesso afferma: "Reverendi Padri, credete opportuno, a lode e gloria della santa e indivisa Trinità, Padre, Figlio e Spirito santo, per l'incremento e l'esaltazione della fede e della religione cristiana, per l'estirpazione delle eresie, per la pace e l'unione della Chiesa, per la riforma del clero e del popolo, per la repressione e l'estinzione dei nemici del nome cristiano, decretare e dichiarare aperto il sacro, generale Concilio Tridentino? [Risposero: sí]." In casi delicati, come questo, l'informazione è necessaria ed è premessa ai commenti e non viceversa.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Se l'attuale Pontefice Francesco per il bene della Chiesa intendesse dimettersi, è libero di farlo e non è, ripetiamo, la stessa questione dell'avvicendamento dei capi politici degli Stati. Se l'attuale vescovo di Roma, capo supremo della Chiesa cattolica, promuove l'unità, esercita il suo ministero di unità tra tutti i vescovi, perchè, come dice il Concilio vaticano II (Lumen Gentium n.23), egli, come Romano pontefice, successore di Pietro "è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità sia dei vescovi sia della massa dei fedeli". Le modalità di riunione e concordia sono ancora da stabilirsi del tutto, ma passi avanti sono stati compiuti e le resistenze non sono solo da parte della santa Sede, ma anche da parte della Fraternità di San Pio X, che teme di perdere la propria identità. Ma nella Chiesa le espressioni possono sempre essere molte, ma tutte debbono mirare ad essere un cuore solo.

FATTI

Al Vi.Bicipark di ponte San Paolo 10 nuove bici elettriche a disposizione di dipendenti e amministratori Da qualche giorno l'area retrostante il parcheggio custodito Vi.Bicipark, vicino a ponte San Paolo, ospita 10 nuove biciclette elettriche e-bike 0, di cui si potranno servire sindaco, assessori e dipendenti comunali per gli spostamenti tra le varie sedi e per l'effettuazione di sopralluoghi. Queste 10 biciclette saranno anche concesse in comodato d'uso ai dipendenti comunali per il percorso casa-lavoro, in linea con gli obiettivi dell'amministrazione per ridurre l'inquinamento atmosferico. "Sono 10 le bici elettriche arrivate nelle scorse settimane dal Ministero dell'Ambiente e assegnate al Vi.Bicipark di ponte San Paolo per gli spostamenti di amministratori e dipendenti, mentre altre 10 nei prossimi giorni saranno portate al nuovo parcheggio per bici della stazione ferroviaria, la cui inaugurazione è prevista per venerdì 14 aprile - ha dichiarato l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Marco Dalla Pozza -. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Le prime 10 biciclette elettriche di Palazzo Trissino sono state molto utilizzate dai dipendenti che in 3 anni hanno percorso quasi 3 mila chilometri. Vorremmo sensibilizzare, inoltre, ulteriormente la cittadinanza sull'importanza di usufruire del servizio di custodia delle bici oltre che di marcatura, utile a contrastare il fenomeno del furto. La stessa cooperativa M25, che gestisce il Vi.Bicipark di ponte San Paolo dal 2003, eroga tale servizio che consiste nell'incisione del codice fiscale del proprietario della bicicletta sul telaio, in modo da rintracciare facilmente il proprietario. Sono oltre un centinaio, infatti, le biciclette in giacenza al deposito comunale di via Frescobaldi, ma sono pochissime quelle che si riesce a restituire. Invito, pertanto, chi ha subito il furto di una bicicletta a presentarsi all'ufficio oggetti rinvenuti con la denuncia di furto o smarrimento o con altra documentazione idonea a dimostrare la proprietà del bene". "Ringrazio l'amministrazione per l'ottima collaborazione dal 2003 ad oggi ha aggiunto il presidente della cooperativa M25 Giovanni Artuso -. In questi anni abbiamo cercato di implementare alcuni servizi che si affiancano alla mera custodia delle bici, tra cui la ciclo-officina per la sicurezza di chi utilizza questo mezzo, e la marcatura come deterrente contro i furti. Accanto a ciò offriamo il servizio di noleggio delle biciclette non solo per i cittadini ma anche per i turisti, con apposite convenzioni con alberghi e bed and breakfast del centro storico". Il bike sharing aziendale è iniziato a fine 2014 con le prime 10 biciclette a pedalata assistita di ultima generazione posizionate nel cortile di Palazzo Trissino e prenotabili mediante apposito software dalla piattaforma informatica (intranet) del Comune. La nuova postazione di ricovero di ponte San Paolo è provvista di specifica rastrelliera per la ricarica. Le 10 bici, bianche e verdi come le 10 precedenti di Palazzo Trissino, fanno parte delle 30 assegnate al Comune di Vicenza dal Ministero dell'Ambiente nell'ambito del progetto nazionale "E-bike 0", che ha stanziato apposite risorse per rafforzare e integrare azioni di mobilità sostenibile già adottate dai Comuni per ridurre l'inquinamento atmosferico e la congestione derivante dal traffico veicolare, diffondere la cultura della mobilità sostenibile e l'utilizzo dei mezzi di trasporto ad impatto nullo. Il progetto presentato dal Comune di Vicenza per un valore complessivo di 104 mila euro, di cui 68 mila a carico del Comune e 36 mila del Ministero, si inserisce nel percorso che comprende la progressiva dismissione delle auto di servizio più obsolete ed inquinanti a favore dell'utilizzo di biciclette elettriche per gli spostamenti dei propri dipendenti. I costi per il Comune (68 mila euro) sono aumentati rispetto ai 36 mila euro previsti inizialmente in quanto a seguito della variazione di una delle sedi, si è resa necessaria la realizzazione di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


due pensiline di copertura anzichè una sola; inoltre, le due strutture di copertura sono state realizzate su misura per esigenze di spazi e, nel caso del cortile di Palazzo Trissino, per soddisfare determinate caratteristiche estetiche per adeguarsi al contesto di pregio in cui sarebbe stata collocata, concordate con la competente Soprintendenza. Le auto rottamate dal 2013 ad oggi, in uso da parte dei settori tecnici, servizi generali, interventi sociali e polizia locale, sono 17 su 64. Le e-bike0, prodotte da Ducati Energia Spa, sono biciclette innovative, con la batteria posta nella ruota posteriore e un display che permette di regolare il tipo di assistenza alla pedalata assistita oltre che di calcolare in tempo reale la quantità di anidride carbonica risparmiata, la velocità e le calorie bruciate. Le rastrelliere e-bike0 consentono la ricarica e lo scambio dati con il Ministero dell'Ambiente ogni volta che una bicicletta viene agganciata. Le biciclette, infatti, oltre ad essere di peso ridotto e altamente performanti, sono anche dotate di un complesso dispositivo GPS di rilevamento della posizione, con il calcolo dei percorsi effettuati e della corrispondente riduzione di emissioni di Co2 rispetto all'utilizzo di un veicolo. I dati vengono costantemente monitorati dal Ministero tramite un apposito software, che può verificare l'efficacia del progetto, di cui hanno beneficiato oltre 20 amministrazioni in tutta Italia. Dal 20 ottobre 2014 ad oggi le biciclette elettriche di Palazzo Trissino sono state molto utilizzate dai dipendenti, che ne hanno fatto richiesta per 652 spostamenti, percorrendo una media di 304 chilometri per bici per un totale di 2.878 chilometri. Il Vi.Bicipark è un parcheggio custodito per biciclette a disposizione di cittadini e turisti in contra' Pescaria, al quale si accede da un cancello affacciato su largo Neri Pozza, vicino a ponte San Paolo. Attivo da maggio 2013, è gestito dalla cooperativa M25 della Caritas diocesana vicentina, in accordo con il Comune di Vicenza. All'interno del Vi.Bicipark è possibile, oltre che parcheggiare la propria bici, noleggiarla e usufruire dei servizi di marcatura e di una piccola ciclo-officina. Lo spazio del Vi.Bicipark può contenere 70 biciclette. È possibile lasciare la propria bici con il pagamento di un piccolo contributo di 1 euro (deposito giornaliero), 15 euro (abbonamento mensile), 20 euro (abbonamento bimestrale). Nel 2016 la media di bici depositate in custodia è stata di 37 al mese (gennaio: 11, febbraio: 15, marzo: 29, aprile: 32, maggio: 36, giugno: 49, luglio: 57, agosto: 77, settembre: 80, ottobre: 32, novembre: 15, dicembre 12). È attivo anche il servizio di noleggio di biciclette sia per qualche ora (2 euro per ogni ora) che per l'intera giornata (12 euro). Sono a disposizione, inoltre, alcuni operatori per eseguire piccole riparazioni alla propria bici ed è possibile usufruire del servizio di marcatura, che consiste nell'incisione del codice fiscale del proprietario della bicicletta sul telaio della stessa. L'utilizzo del codice fiscale consente, nei casi di ritrovamento, di rintracciare facilmente il proprietario, che è in grado di dimostrare in modo inequivocabile la proprietà della bicicletta. La marcatura, quindi, costituisce un deterrente al furto. Il costo della marcatura è di 2 euro per gli abbonati e di 5 euro per i non abbonati. Il numero medio di bici marcate al mese è pari a 15. La scorsa giornata senz'auto del 19 marzo sono state effettuate 13 marcature con prezzo promozionale di 3 euro, anzichè 5 euro.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Indagine di mercato per la fornitura e posa di rastrelliere per biciclette. Il settore Mobilità e trasporti ha indetto un'indagine di mercato per l'individuazione delle ditte da invitare alla procedura negoziata per l'affidamento del servizio di fornitura e posa di 53 rastrelliere per biciclette da collocarsi in varie zone della città, soprattutto nei quartieri. Alcune delle nuove portabiciclette andranno a sostituire una ventina di rastrelliere esistenti che verranno ricollocate in altri siti. L'importo a base d'asta è pari a 39.409,84 euro.

FATTI

Economia, Sergio Berlato: "Governo parla di ripresa economica mentre pressione fiscale schiaccia famiglie e imprese" A sentire il Ministro Padoan, le dichiarazioni di Gentiloni nel ruolo di megafono del "Renzi pensiero" e gli annunci della sempre sorridente Ministro Boschi, l'Italia è in netta ripresa, le riforme approntate dall'esecutivo stanno producendo effetti positivi sull'occupazione e i consumi sono in crescita; ma la realtà invece è ben diversa - fa notare il Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Sergio Berlato. Il PD filorenziano brinda ai successi di una politica economica che, secondo alcuni dati Istat, vedrebbe l'Italia dare segnali di ripresa, ma questi timidi impulsi di crescita sono legati ad effetti internazionali che per l'Italia rischiano di essere pura illusione. Di Emma Reda

A riportarci alla dura realtà è il rapporto 2017 della Corte dei Conti che punta nuovamente il dito contro il cuneo fiscale del nostro Paese, sempre più oppressivo nei confronti di famiglie ed imprese - sottolinea Berlato. Bastano due dati emblematici di confronto con quelli del resto dell'Europa per capire quanto effimere sono le dichiarazioni del nostro Governo: in Italia la

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


pressione fiscale per i salari è del 49%, ben 10 punti in più della media europea, mentre per le imprese siamo addirittura al 64,8% sfiorando 25 punti in più rispetto al carico fiscale delle altre aziende straniere operanti in zona euro - precisa il Consigliere Berlato. Con una situazione del genere c'è poco da stare allegri. E invece il nostro Governo cosa fa? Tranquillizza tutti parlando di ripresa duratura, salvo preoccuparsi seriamente solo quando si parla di poltrone da occupare litigando con l'alleato Alfano per la presidenza di una Commissione parlamentare - conclude Berlato.

FATTI

Lavori sul Bacchiglione di Longare, Bottacin: "Completati interventi per un milione di euro" Diversi sono in questo periodo le progettazioni e gli interventi lungo il Bacchiglione, un fiume che all'apparente deflusso delle acque calmo e tranquillo unisce una sensibile reattività, con improvvise ed imprevedibili piene quando si verificano azioni temporalesche sulle montagne vicentine. Tra i comuni colpiti dagli eventi alluvionali succedutisi dopo il 2010, uno di quelli che aveva evidenziato particolari criticità idrauliche è il Comune di Longare, presso il quale le opere di difesa idraulica del fiume costruite nel tempo si sono dimostrate purtroppo ripetutamente carenti e strutturalmente inadeguate a contenere i maggiori eventi di piena. Di Redazione VicenzaPiù

"Per questo - spiega l'assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin - tramite il Genio Civile di Vicenza abbiamo redatto alcuni progetti di lavori urgenti fra le località Debba e Colderuga di Longare, poco a monte della confluenza del fiume Tesina. Espletato l'intero iter autorizzativo si è quindi proceduto all'assegnazione e alla realizzazione dei lavori previsti che abbiamo completato a fine 2016 e ora stiamo ultimando alcuni aspetti di finitura, quali ad esempio la posa in opera di una staccionata, che saranno portati a termine entro la fine del mese di aprile".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


I lavori eseguiti sono consistiti in particolare nella realizzazione di un rialzo e ringrosso dell'argine destro del Bacchiglione in località Bugano di Longare, completato con muro arginale in cemento armato rivestito con conci in pietra, in prosecuzione del rilevato già realizzato; nella posa di opere di scarico nel Bacchiglione delle acque provenienti dal fossato ubicato a ovest e sottopassante la strada provinciale Riviera Berica e la pista ciclabile; nella posa di scogliere a protezione delle difese spondali e la ricomposizione delle scogliere esistenti, risalenti al 1930, danneggiate dagli ultimi eventi di piena; nella costruzione di un tratto di muro arginale in destra orografica, parallelamente alla pista ciclabile nel tratto in cui la stessa si avvicina al fiume. "Con questo ennesimo lavoro, per il quale abbiamo investito una cifra di poco superiore al milione di euro - conclude Bottacin - diamo un nuovo e ulteriore contributo alla sicurezza del territorio vicentino, con particolare riguardo, oltre che al comune di Longare, anche all'arteria stradale che collega Vicenza con Este e la bassa padovana".

FATTI

L'ascesa dell'architetto Emilio Alberti, dai campanili di provincia ai progetti per il Chiericati fino al Cda della Fondazione Roi dove ritrova Giovanni Villa: tutto chiaro? "Palazzo Chiericati sarà una delle opere che lascerò alla città alla fine dei miei dieci anni di mandato". Detto fatto. Il sindaco Achille Variati e il suo vice Jacopo Bulgarini D'Elci, che nel rilancio dei musei vicentini si è speso in prima persona, ha potuto mantenere la promessa fatta alla cittadinanza. Grazie a due finanziamenti, il primo costituito da Fondi europei ed il secondo proveniente dalla Fondazione Cariverona, il "nuovo" Chiericati ha preso forma e sostanza, lanciando anche alcune nuove star nel panorama culturale della città. Tra queste l'architetto Emilio Alberti, il professionista incaricato dell'attuazione esecutiva dei lavori del palazzo. Di Pietro Zanella

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Figura già nota, con un pedigree di razza, che in passato aveva già ottenuti diversi incarichi sempre dall'Amministrazione Variati e che più recentemente è entrato nel CdA della Fondazione Roi (nella foto da sinistra Giovanni Villa, Jacopo Bulgarini d'Elci ed Emilio Alberti). Un ruolo che, però, lo pone sotto i riflettori, rischiando di amplificarne anche il cono d'ombra. Basta fare una piccola ricerca, anche in rete, per rendersi conto che l'architetto è da sempre una della figure di riferimento per il vicentino in quanto a restauri di beni antichi. I primi segnali nel 2009: suo il progetto per la messa a nuovo del campanile e la chiesa di Pozzolo, a Villaga. Dalla provincia alla città: nel 2010 si deve ad una collaborazione tra il Comune di Vicenza, l'associazione Civiltà del verde e lo stesso architetto Emilio Alberti il restauro delle serre e del tempietto di Parco Querini. Per il professionista è la definitiva consacrazione. L'incarico per palazzo Chiericati sembra, quindi, il logico esito di una strada tracciata. I conti, però, in questo caso non tornano, non del tutto almeno. Durante la gara per l'assegnazione dei fondi Europei destinati al restauro del Palazzo, Alberti non era stato interpellato. Nel 2010 fu l'architetto Giuliano Ligazzolo ad aggiudicarsi l'incarico, seguendo le procedure ma trovando vari ostacoli nel suo percorso tra cui un tentativo di estrometterlo dall'aggiudicazione. Arrivati i soldi il Comune decise però un cambio di rotta finale assegnando, come è prassi e come sarebbe logico, ci dicono noti professionsti, il progetto esecutivo a chi aveva lavorato per quello iniziale grazie al quale erano stati "guadagnati" i fondi europei. Senza entrare nel merito della scelta, si segnala, che il primo stralcio dei lavori venne firmato degli architetti comunali Silvia Rebecca Caneva, Silvia Fossà e Doranna Murat con Giovanni Fichera, ingegnere e "comunale" anche lui, a controllarne i lavori, compito che poi per lui divenne sempre più una prassi sommando, anzi, frequentemente se non in quasi esclusiva (vedi n 277 di VicenzaPiù di giugno 2015) al ruolo di direttore dei lavori anche quello, in antitesi, di responsabile dei procedimenti. Giovedì 3 settembre 2015, l'Amministrazione apre per la prima volta l'ala novecentesca di palazzo Chiericati e il vicesindaco Jacopo Bulgarini D'Elci annuncia la sua visione per la storica sede museale: "Da pinacoteca a polo culturale". Al taglio del nastro sono presenti il direttore "tecnico" del Museo Civico Giovanni Carlo Federico Villa e, per la direzione tecnica e il progetto esecutivo, il professor Mauro Zocchetta e il "nostro" architetto Emilio Alberti

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


. Cosa era cambiato? I documenti sono chiari e tracciano la storia recente del museo. Nel luglio di quell'anno infatti il Comune aveva firmato una convenzione con la Fondazione Roi, che dava ai due professionisti il nuovo incarico. Non sembra un caso né una fortunata coincidenza, dunque, la nomina nel 2016 di Alberti all'interno del Cda dello stesso ente, che "deve" finanziare il Museo, che aveva dato incarichi all'architetto e che, con criteri di gestione a dir poco discutibili ed ancora non sradicati, vista la permanenza di Villa e Alberti nel nuovo Cda targato Ilvo Diamanti, è stato presieduto da Gianni Zonin fin dopo il crac di fatto della Banca Popolare di Vicenza che di fatto ha "demolito" anche la Fondazione insieme ad altre improvvide decisioni riconducibili sempre all'ex presidente della BPVi e alla sua "squadra". La nomina consentiva all'architetto del Chiericati di raggiungere il direttore "tecnico" del museo Giovanni Carlo Federico Villa, che in quel Cda sedeva da luglio 2015, ma apriva un nuovo scenario. L'architetto è l'uomo del destino? Il professionista che grazie alla sua professionalità è stato scelto per garantire nuova linfa al panorama museale e culturale della città? O si tratta dell'ennesimo caso di sovrapposizione di cariche, che, a Vicenza come e più di altrove, mostra se non altro la poca fantasia con cui il potere nomina i suoi campioni.

FATTI

Banca Popolare di Vicenza, depositata citazione nei confronti del vecchio Cda per miliardi di euro di danni "Apprendiamo in queste ore che è stata finalmente depositata la citazione di Banca Popolare di Vicenza nei confronti del vecchio CdA per miliardi di euro di danni. Riteniamo indispensabile che in tale atto sia prevista una richiesta di sequestro cautelativo. Un processo di questa portata è normale pensare che duri un periodo tale da poter consentire ai soggetti citati di svuotarsi di ogni bene. L'azione di responsabilità rischia di restare solo un involucro vuoto". Queste sono le dichiarazione dell'associazione Noi che credevamo nella BPVi in merito alla vicenda venuta a galla in queste ore, cioè che il danno patrimoniale subito dalla Banca Popolare di Vicenza a causa delle condotte illecite e degli episodi di mala gestione addebitabili alla vecchia gestione si attesta ad almeno due miliardi di euro. Di Monica Zoppelletto

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Questo è quanto si apprende dopo l'inoltro, da parte della banca, dell'atto di citazione e notificato a 32 ex esponenti dell'istituto. Nell'atto di citazione si legge che Gianni Zonin è stato: "il vero e proprio dominus della banca". Sostenuto da un gruppo di consiglieri e sindaci a lui particolarmente legati" Zonin "era in grado per carisma, autorevolezza e per esperienza, di indirizzare la volontà dell'organo collegiale, lasciando ben poco spazio al confronto dialettico. La sua capacita di influenza e di indirizzo trova molteplici conferme nel modus operandi della banca. A partire dall'assenza di dialettica collegiale e dalla mancanza di qualsiasi voce critica, che costituiscono un tratto distintivo del consiglio di Bpvi e danno la misura del dominio assoluto esercitato dal presidente su consiglieri e sindaci, regalati al ruolo di semplici spettatori di scelte, all'evidenza, maturate altrove". Un dominio che emergeva, ad esempio, nella scelta dei consiglieri alla cui selezione Zonin "presiedeva", "evitando qualunque forma di discontinuità".

FATTI / POLITICA

Fondazione Roi, Chiericati e Università di Bergamo: le domande "sul" e "al" professor Giovanni Carlo Federico Villa Pubblichiamo la serie di domande sul prof. Giovanni Carlo Federico Villa, dal 2013 operante al Chiericati per conto dell'Università degli Studi di Bergamo, che per questo aveva firmato una convenzione retribuita con 40.000 euro dal Comune di Vicenza, e poi in proprio, dal 2015 come direttore tecnico pagato 30.000 euro dalla Fondazione Roi e, ora, direttore onorario e volontario con diritto, stabilito dallo Statuto della Roi per il direttore, di sedere nel Cda della Fondazione stessa. Le domande all'Università di Bergamo sono state inviate il 2 aprile 2017 al Direttore generale dr. Marco Rucci, al Dir. Risorse Umane e formazione dr. William Del Re e p.c. al Magnifico Rettore Prof. Remo Morzenti Pellegrini e all.mo Direttore Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione Prof. Enrico Giannetto. Sugli stessi punti abbiamo contemporaneamente chiesto un'intervista al professore (nella foto Giovanni Villa con

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Jacopo Bulgarini d'Elci alla nomina come direttore onoraio del Chiericati). Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Facendo seguito ai colloqui telefonici della scorsa settimana con vostri collaboratori chiediamo cortesemente di avere chiarimenti, in base alle normative in vigore per la trasparenza, su alcuni fatti che interessano il prof. Giovanni Carlo Federico Villa, Docente di Storia dell'arte moderna e direttore del Centro di arti visive all'università di Bergamo. 1. In un'intervista a firma Nicoletta Martelletto su Il Giornale di Vicenza, che l'ha pubblicata il 26 febbraio 2017, il prof. Giovanni Carlo Federico Villa, nominato dal Comune di Vicenza direttore "onorario" del Museo Chiericati di Vicenza, carica che con molte perplessità statutarie per la Roi, oltre che di opportunità generali, gli lascia aperte le porte per rimanere nel Cda della Fondazione Roi, al centro delle vicende negative della Banca Popolare di Vicenza, che ne ha documentatamente dissipato nel tempo, col prof. all'interno del suo precedente Cda, il patrimonio, alla domanda "Professore, ma cosa vuol dire direttore onorario?" la risposta è: È una definizione che abbiamo mutuato dalla normativa, in un terreno squisitamente istituzionale, ispirandoci a quando avviene nelle soprintendenze: è prevista la figura dell'ispettore onorario che contribuisce al controllo e al governo dei beni culturali su un certo territorio, segnalandone le criticità. Siamo arrivati con il Comune a questa intesa per uscire da un impasse che dura da tempo. Io sono un dipendente dello Stato a tempo indeterminato e non posso avere contrattualizzazioni. Ho chiesto e ottenuto il nulla osta al mio ateneo per fare questo tipo di "volontariato" Su questo primo punto chiediamo se corrisponda al vero l'autorizzazione di cui al punto 1. 2. Il prof. Giovanni Carlo Federico Villa, come da lui ribadito nell'intervista, fino a luglio 2016 ha ricoperto il ruolo di direttore "tecnico" dello stesso Museo Chiericati, venendo però retribuito con un importo complessivo di 30.000 euro grazie ad un accordo definito dallo stesso vice sindaco di Vicenza, suo "propositore", come "anomalo". La nomina retribuita gli consentiva l'ingresso, con le predette perplessità, che sono state oggetto di esposti politici e legali, nel Cda presieduto da Gianni Zonin, contemporaneamente presidente della Banca Popolare di Vicenza da cui si è dovuto dimettere in quanto oggetto di una indagine la cui apertura ha comportato anche le sue dimissioni dal Cda della Roi, i cui membri però nel tempo hanno sempre condiviso le sue decisioni che della Roi hanno

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


depauperato il patrimonio per decine di milioni di euro. Su questo secondo punto chiediamo se anche per l'incarico retribuito di cui al punto 2, grazie alla "triangolazione" con la Fondazione Roi, il prof. Giovanni Carlo Federico Villa abbia chiesto all'Università di Bergamo l'autorizzazione di cui al punto precedente. 3. La "vicenda" da noi sottoposta alla vostra attenzione inizia con la Convenzione quinquennale per un importo di 40.000 euro l'anno sottoscritta tra l'Università degli Studi di Bergamo e il Comune di Vicenza, che la stipulò in forza della determina n 929 del 20 dicembre 2013 con protocollo generale n. 98.124 del 30 dicembre 2013. In tale Convenzione sempre il prof. Giovanni Carlo Federico Villa era indicato come il soggetto che la "attuava" mentre era l'Università ad essere beneficiaria dell'importo accordato dal Comune di Vicenza per i servizi resi. Successivamente tale Convenzione veniva "revocata" con "svantaggio" dell'Università di Bergamo da parte dal Comune di Vicenza con determina n. 1188 del 14 luglio 2015 nella quale si individuava contestualmente la Fondazione Roi come l'ente che avrebbe "ingaggiato" direttamente il Vostro prof. Giovanni Carlo Federico Villa, che, quindi, ne avrebbe percepito direttamente l'emolumento poi quantizzato in 30.000 euro Su questo terzo punto chiediamo di conoscere i motivi dell'accettazione della revoca, apparentemente senza Vostre obiezioni, da parte dell'Università di Bergamo, anche se questa revoca comportava la probabilmente dannosa rinuncia a un introito diretto presumibilmente a favore del prof. Giovanni Carlo Federico Villa, che avrebbe fornito personalmente i servizi prima "convenzionati" con l'Università da cui dipendeva e dipende. 4 - Il prof. Giovanni Carlo Federico Villa risulta dalla visura di Didakè di Villa Giovanni Carlo Federico & c. suo socio accomandatario (che, cfr. normative, in «una società in accomandita semplice o per azioni risponde solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali, perché si occupa della gestione amministrativa della società. A loro va la responsabilità amministrativa e rappresentativa della società..."). Tale società da oggetto sociale svolge prevalentemente un'attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi. Su questo quarto punto chiediamo di sapere se l'essere socio accomandatario di tale società ed essere curatore di mostre, tra cui quella recentemente in corso con ingresso a pagamento al Castello di Miradolo di S. Secondo di Pinerolo (To) con opere "prestate" gratuitamente dal Museo Chiericati, di cui il prof. Giovanni Carlo Federico Villa è "direttore onorario", è tecnicamente e legalmente compatibile col suo ruolo di docente universitario e direttore del vostro CAV, Centro di Arti Visive. 5 - alla luce dei punti precedenti gradiremmo e auspicheremmo un parere, anche se non tecnicamente indispensabile, delle autorità accademiche e gestionali preposte dell'Università degli Studi di Bergamo che chiarisca la posizione complessiva dell'Università stessa sulla vicenda sinteticamente illustrata. Scusandoci per la tempistica della richiesta, ma prima non eravamo in possesso di documenti certi, Vi ringraziamo fin d'ora per la cortese urgenza con cui vorrete risponderci, perchè sta per andare in stampa (è stato appena chiuso con queste domande in attesa della risposta che ci è stato assicurato che ci perverrà nei tempi tecnici, ndr) un libro che ricostruisce le

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"controverse" vicende della Fondazione Roi, inclusi alcuni suoi risvolti legali, Fondazione che statutariamente dovrebbe finanziare solo le attività del Chiericati e non ingenti investimenti in azioni e immobili di cui i suoi Cda potranno rispondere. Rimanendo in attesa del vostro riscontro e disponibili a qualunque chiarimento, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

FATTI

Vicenza ai Vicentini: "Escono le “Sentinelle” e il degrado sparisce" Dall' inizio di febbraio, ormai, le sentinelle di Vicenza ai Vicentini pattugliano settimanalmente la zona compresa tra piazzale Bologna, park Verdi, via Gorizia e piazza Castello. "Dopo oltre due mesi di attività, si iniziano a vedere i frutti del nostro impegno - affermano con soddisfazione i responsabili dell' associazione - e nelle serate in cui siamo operativi, la situazione di una delle zone più degradate di Vicenza è cambiata radicalmente." In occasione dell' uscita di ieri sera (giovedì 6 aprile), nella quale sono stati messi in campo una trentina di volontari, la presenza di spacciatori e sbandati si è ridotta praticamente a zero. Di Redazione VicenzaPiù

È ormai un dato di fatto che nell' orario di attività delle sentinelle si fermano i traffici loschi ed il viavai di presenze inquietanti che rendono pericolose per i passanti le zone limitrofe a Campo Marzo. Forti di quello che ritengono un ottimo risultato e spronati dal numero sempre maggiore di persone che testimoniano il gradimento per l' iniziativa di Vicenza ai Vicentini, i membri del direttivo assicurano che le uscite delle sentinelle proseguiranno per tutto il mese di aprile ed anche oltre. " La speranza è che la nostra iniziativa per la sicurezza, tanto osteggiata dall' assessore Dario Rotondi, in quanto mette il dito su una ferita sempre aperta per l' amministrazione, cioè l' estremo degrado nel quale è stata lasciata colpevolmente precipitare la zona di Campo Marzo, sia di stimolo per il Comune ad agire con più decisione rispetto a quanto fatto fino ad oggi.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Le sentinelle sono la testimonianza che i cittadini, assieme alle Forze dell' Ordine, si stanno adoperando per fare la propria parte nella lotta al degrado dilagante; da parte dell' assessore alla sicurezza, ora, più che critiche ci aspetteremmo qualche segnale concreto."

FATTI

Banca Popolare di Vicenza, interrogato Samuele Sorato: "Obbedivo agli ordini" Sei ore di interrogatorio per Samuele Sorato, ex direttore generale e per tre mesi AD di Banca Popolare di Vicenza, che ieri è stato ascoltato dai pubblici ministeri Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi, dal colonnello della Guardia di Finanza Crescenzo Sciaraffa e dal tenente colonnello Fabio Dametto. Sorato, indagato per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza non ha cambiato la sua linea difensiva: sostiene infatti di non avere avuto alcun ruolo per i casi che hanno portato al dissesto della BPVi. Secondo Sorato a decidere era il Cda. L'interrogatorio dell'ex direttore generale, che la scorsa estate si era avvalso della facoltà di non rispondere, arriva qualche giorno dopo quello di Gianni Zonin che aveva scaricato su di lui molte responsabilità. Di Emma Grande

Ma Sorato respinge ogni accusa in quanto i rapporti con la vigilanza, in particolare Consob, Banca d'Italia e Bce, seguivano canali diversi rispetto ai suoi. "Dopo aver depositato una corposa memoria nei mesi scorsi ci eravamo detti disponibili a chiarire - ha detto l'avvocato Fabio Pinelli (come si legge sul Giornale di Vicenza di oggi) -. Ci siamo resi disponibili, pur non avendo contezza di tutta la documentazione in mano alla procura, per trasparenza verso chi sta compiendo le indagini". Sorato si occupava direttamente solo dei finanziamenti per i dipendenti e non avrebbe mai ideato le baciate, vale a dire il riacquisto di azioni con fondi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


propri. Dal punto di vista esecutivo invece ci sono ancora tante cose da chiarire. Ora toccherà agli inquirenti dare una risposta anche alla questione del ruolo di Sorato in relazione ai fondi esteri in Lussemburgo e a Malta. Non si esclude che Sorato possa tornare in tribunale un'altra volta nei prossimi giorni.

FATTI

Non fa primavera il ritorno a Vicenza di Goldin con mostra "tra il grano e il cielo". Il "grano" rimane suo, il cielo è l'orizzonte delle amministrative. E per la città? Gran battage pubblicitario sui media. Va in scena Van Gogh per la regia di mister Marco Goldin. Un evento che si annuncia straordinario perché si tratterà della più grande mostra monografica in Italia dedicata al grande pittore olandese. Il tema "tra il grano e il cielo", al di là dei suoi arcani significati sarà strutturato da oltre 130 elementi tra dipinti, disegni dell'artista olandese e una decina di quadri dei rappresentanti della scuola dell'Aia e di Millet. Mini film che si stanno girando in questi giorni, con al seguito il nostro quotidiano, illustreranno i luoghi - Olanda e Provenza - in cui visse e trasse ispirazione il pittore dei girasoli. La rassegna avrà svolgimento a partire dal 7 ottobre prossimo per chiudere l'8 aprile 2018. Indubbiamente anche le date hanno un preciso quanto emblematico significato, non tanto per le coltivazioni - annunciate nel titolo - il grano - che peraltro si semina in autunno e si raccoglie in giugno, quanto per le elezioni comunali e tutto ciò che le precede, della prossima primavera. Ma questo è un altro discorso. Di Giovanni Bertacche

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Tornando al sig. Goldin e ai suoi rapporti con il Comune, dopo la trilogia di mostre tra il 2012 e il 2015 ora il Comune sembra aver superato il complesso di inferiorità con il "mago" delle mostre. Il vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci ci tiene a rintuzzare le polemiche per i costi allora sostenuti dal Comune. Per il "Goldin IV", Linea d'Ombra, la società gestita dall'unico socio Goldin, si impegna a sostenere tutti i costi di allestimento della mostra. Al Comune viene chiesto di mettere a disposizione la Basilica Palladiana a titolo gratuito, la gestione dei sistemi di controllo e sicurezza, la fornitura di idonea climatizzazione (temperatura 20° umidità a 50), la gratuità degli spazi pubblici per i manifesti. Nessuna parola per gli utili diretti e indiretti (il grano, ndr)) ricavabili da Linea d'Ombra e per una non disprezzabile compartecipazione da parte del Comune: eppure gli oltre 730mila visitatori delle edizioni passate, i proventi pubblicitari, il marketing territoriale devono pur dire (e valere) qualcosa. Niente. Il Comune sul punto non proferisce parola. Ma tornando alla mostra e ai suoi contenuti, ci auguriamo che essa sia veramente quella che si annuncia; in fondo le precedenti hanno rilevato più curiosità che novità, come del resto quella sull'impressionismo che sta per concludersi al Santa Caterina di Treviso che abbiamo di recente visitato, purtroppo con delusione. E se per parte comunale è comprensibile l'entusiasmo per la quarta avventura con il mercante d'arte, proprio alla vigilia delle elezioni amministrative (il "cielo" come orizzonte, ndr) rimangono però tante perplessità nei cittadini. Anzitutto queste mostre, anche se la quarta in sette anni, danno il segno di voler coprire l'inconsistenza di iniziative per risvegliare la città. A partire dal centro storico sempre più vuoto di famiglie, di attività commerciali, ma anche largamente culturali. Più vetrine chiuse e molte per di più trasformate in garage, chiusi da volgari saracinesche (a proposito dove sono l'Ufficio urbanistico e la Soprintendenza che proibiscono di piantare un chiodo). In un ambiente che tende sempre più verso la desertificazione, o anche solo alla sola musealizzazione, quali ricadute economiche, tanto decantate o preconizzate, si possono preventivare? Ricettività ordinaria vicina allo zero per non dire delle burocratiche chiusure serotine dei pochi caffè e di ogni altra attività come le farmacie e altri servizi pubblici. La mostra, anche ben organizzata sotto ogni profilo, è sì un'occasione, ma da sola e anche se periodica non attiva iniziative di lungo periodo. Queste richiedono continuità, sicurezza, prospettive di respiro; nessuno apre un'attività a termine senza almeno una prevedibile riconversione. Solo l'ambulante o magari il perditempo può permettersi di aprire per una circostanza particolare, potendosi spostare o trovare altra occupazione. Insomma ricadute economiche, come qualcuno improvvidamente auspica in questo contesto, non possono nemmeno attecchire. Ma almeno si cogliesse l'occasione dell'afflusso di turisti, che nonostante tutto ci si augura numerosi, per programmare la visita a palazzi e ville palladiane, e non solo. A partire dalla stessa Basilica, alla Loggia Capitanio, al Chiericati, Valmarana, Braga, Teatro Olimpico; alle ville, a cominciare da quella più famosa e "imitata" La

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Rotonda, alle tante sparse sul territorio provinciale. Non minor cura per far conoscere la Vicenza romana coi suoi numerosi siti sparsi in città ed evidenziati da appositi pannelli; l'acquedotto romano rintracciabile a partire dalle risorgive della Motta di Costabissara, le 5 arcate e una ventina di pilastri (tutti in pessime condizioni) alla Lobia. Ed ancora le tante strutture museali sparse nella provincia, i monumenti della grande guerra (nel primo centenario); le fabbriche e le minuscole strutture di creatività artigianale che dialogano con tutto il mondo, facendo del vicentino un ambasciatore d'ingegno, di conoscenze e di economia. Una mostra a Vicenza, al di là dell'evento in sé, o è una vetrina delle bellezze e delle risorse del suo territorio oppure costituisce una meschina operazione di sfruttamento, senza alcuna utile e duratura conseguenza. Per questo la logistica anzitutto, pressochè assente o distratta, deve essere tarata per questo scopo. A cominciare dall'informazione, confinata in un unico ufficietto all'estremità opposta dell'itinerario anziché all'arrivo in città (stazione ferroviaria, stazione degli autopullman, nei pressi dei parcheggi) e meglio ancora se itinerante, coinvolgendo enti e associazioni che più traggono vantaggi dalla rete d'informazione. Quindi i trasporti pubblici, comodi ed economici, per gli spostamenti frequenti, dentro e fuori città. Le visite programmate con guide gratuite, a illustrare luoghi, opere, monumenti. La mostra un'occasione per ripensare il territorio e le sue potenzialità non un punto di arrivo, cessato il quale tutto torna come prima. Non sarebbe feconda né utile e non lascerebbe segno.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Banca Popolare di Vicenza, Fabrizio Viola a Radio 24: "A Vicenza peggio di Siena". Il giallo: sparite le mail degli ex vertici Di seguito proponiamo alcune delle frasi pronunciate da Fabnrizio Viola, amministratore delegato della Banca Popolare di Vicenza e Presidente del Comitato strategico di Veneto Banca, in occasione dll'intervista concessa a Sebastiano Barisoni per Focus Economia di Radio 24 e ripresa da VeneziePost che poi, come riporteremo, ha allargato le considerazioni a vari aspetti dell'atto di deposito dell'azione di responsabilità per i 32 soggetti coinvolti, secondo l'azione legale, nel flop di fatto della BPVi. "Ho trovato - inizia Viola una situazione francamente peggiore nel Veneto, rispetto alla situazione di Monte Paschi di Siena alla fine del 2011 e la differenza sostanziale è che fa riferimento al danno reputazionale. Ci siamo trovati tutti a fronteggiare non solo una carenza di capitale di liquidità

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ma soprattutto una carenza reputazionale fortissima". Di Edoardo Pepe

Sulla situazione a Vicenza rispetto a quella trovata in Monte dei Paschi di Siena Viola dice: "Non c'è neanche da confrontarla: al Monte dei Paschi di danni reputazionali anche la precedente gestione non mi risulta che ne abbia fatti, a parte l'andamento molto negativo del titolo. Ma non c'è traccia delle cose che sono state fatte a Vicenza". A Barisoni che sottolinea come al Monte dei Paschi l'attività nei confronti della clientela fosse più normale e come nelle banche venete la cosa assurda sia stata anche il rapporto con la clientela, l'aver fregato i risparmiatori vendendo il titolo a 62 euro dicendo che la banca era solida o 40 euro nel caso di Veneto Banca, invitandoli a comprare titoli sapendo che non erano liquidi, Viola conferma dichiarando : "Assolutamente sì. Per dirlo in una battuta: a Siena nessuno ha messo mai, nemmeno i precedenti gestori, le mani in tasca ai clienti, e quando i clienti sono usciti l'hanno fatto per paura, ma non per arrabbiatura." Mussari meglio di Zonin? "Dal punto di vista del rapporto con i clienti direi di sì" risponde l'AD di Popolare Vicenza. I 6,4 miliardi di euro individuati dalla Bce per la ricapitalizzazione precauzionale della Popolare di Vicenza "sono un calcolo che definisce quanto è il massimo che lo Stato può erogare, ma credo che non sarà quello che alla fine verrà stabilito... Non è detto che sia l'ultimo numero... L'ammontare finale, hancora non è stato definito dalle autorità, ma è una cifra che è del tutto indicativa di quello che a mio avviso sarà la reale capitalizzazione". "L'obiettivo è che in un orizzonte temporale di tre-cinque anni si creino le condizioni per la restituzione di questo capitale", cioè dei soldi che lo Stato investirà nella ricapitalizzazione precauzionale della Popolare di Vicenza. "C'è bisogno che la fusione fra Veneto Banca e Popolare di Vicenza", ha aggiunto Viola, "dia vita a una banca più solida rispetto alla solidità delle banche singole, e più efficiente, quindi in grado di offrire prodotti e servizi alla clientela in modo adeguato. C'è da fare un enorme lavoro... abbiamo parlato a lungo con le autorità e la richiesta di capitale pubblico dovrebbe servire anche a renderla possibile da un punto di vista finanziario

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


". Il giallo: sparite le mail degli ex vertici In merito al fatto che tutte le mail dei principali soggetti coinvolti nel caso della Popolare di Vicenza siano state cancellate dal server della Banca e non conservate nel sistema di back up, con un conseguente "vuoto" di quasi un anno, Fabrizio Viola, Amministratore Delegato della Banca Popolare di Vicenza, intervistato da Sebastiano Barisoni a Focus Economia su Radio 24, commenta: "Quando me l'hanno detto ho avuto una sorpresa che forse è superiore alla sua, perché francamente in una banca le mail sono come l'archivio e quindi questa cosa a mio avviso è di grande gravità". Aggiunge Viola: "La cosa è stata fatta prima dell'arrivo di Iorio, quindi non mi sento di attribuire alcuna responsabilità a lui". Pop. Vicenza: da cda ok a credito e azioni in stessa seduta Riguardo la pratica del capitale finanziato, cioè dei finanziamenti concessi da una banca per acquistare azioni della banca stessa, "esiste la prova che, in alcuni casi, nella medesima seduta il consiglio ha deliberato sia l'affidamento a un determinato socio, sia l'autorizzazione all'acquisto di azioni della Banca da parte del medesimo soggetto". E' quanto contestato nell'atto di citazione con cui la Popolare di Vicenza chiede a 32 ex amministratori, sindaci e dirigenti di risarcire un danno ultramiliardario. "Gli amministratori - viene spiegato - avevano a disposizione tutte le informazioni per rilevare l'anomalia insita nel contestuale aumento delle concessioni creditizie e quello delle richieste di acquisto delle azioni Bpvi da parte dei clienti". Nell'atto viene ricordato che, legato al capitale finanziato, contro la Banca Popolare di Vicenza sono in corso numerose cause civili con richieste che, in totale, a fine 2016 raggiungevano i 585,4 milioni di euro. A promuoverle sono stati clienti e azionisti che hanno contestato i finanziamenti ricevuti dalla banca anche per acquistare azioni della banca stessa. La banca rischia quindi di dover "fronteggiare un danno economico che, seppur non ancora quantificabile nel suo preciso ammontare, risulterebbe particolarmente ingente" tanto che "ha già accantonato un fondo rischi e oneri per 325,3 milioni di euro". Pop.Vicenza: Consob, profili cambiati nel giorno della vendita di azioni Tra il 2013 e il 2014, molte sottoscrizioni di azioni in occasione di aumenti di capitale "sono risultate adeguate solo in virtù di upgrade dei profili di investimento avvenuto nel giorno dell'adesione o, comunque, nei giorni precedenti". E' una delle accuse contenute nell'atto di citazione contro gli ex amministratori della Popolare di Vicenza, dove viene riportata una contestazione della Consob.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Per esempio, citando quanto scritto dalla Consob, viene spiegato che, " in occasione dell'aumento di capitale condotto dalla società nel corso del 2013, il 65% delle sottoscrizioni del ‘pubblico indistinto' sono risultate adeguate solo per effetto di variazioni in aumento dei profili dei clienti avvenute nel giorno di adesione o nei 5 giorni precedenti". Secondo la ‘nuova' Banca Popolare di Vicenza, che ha stilato l'atto di citazione, si tratta di "dati piuttosto eloquenti" che "sono sintomatici di quel più ampio sistema volto ad assicurare, in maniera ‘prima facie' illecita, la sopravvivenza della Banca, garantendo il successo delle ricapitalizzazioni".

FATTI

Pfas, perplessità della Regione Veneto sui prelievi di Greenpeace nelle scuole Pubblicato il 7 aprile alle 17.42, aggiornato l'8 alle 11.10. In merito alle notizie di stampa sui prelievi di acqua nelle scuole da parte di Greenpeace, l'assessore regionale all'ambiente Gianpaolo Bottacin fa presente che "la qualità dell'acqua emessa dalla rete idrica è costantemente monitorata da Ulss e ARPAV, a norma del D.Lgs. 31/2001, nonché dagli stessi gestori del servizio idrico integrato, i quali hanno per primi l'interesse a fornire acqua di buona qualità nel rispetto dei limiti e dei valori di performance indicati dall'Istituto Superiore di Sanità". "Con particolare riguardo ai valori di concentrazione dei Pfas - aggiunge l'assessore - le informazioni in merito alle analisi effettuate da ARPAV sono costantemente pubblicate sul sito dell'Agenzia. Di Redazione VicenzaPiù

Peraltro va evidenziato che la determinazione delle concentrazioni delle sostanze perfluoro-alchiliche non è un'operazione attuabile da chiunque: sono necessari infatti macchinari di analisi complessi, che l'ARPAV ed i gestori hanno provveduto ad acquistare proprio in relazione al verificarsi dell'emergenza Pfas, mettendo a punto una specifica metodologia di rilevazione, non essendo noti in precedenza questi inquinanti nelle acque © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


potabili in Italia". "Desta dunque più di qualche perplessità - commenta Bottacin - il fatto che chiunque possa effettuare tali analisi in modo del tutto autonomo con analoga accuratezza. In questo senso, l'ARPAV rappresenta da sempre garanzia di imparzialità e correttezza, mentre non sempre si può dire altrettanto nel caso di analisi autonome. E proprio perché si tratta delle acque potabili prelevate nelle scuole, viste le quantità in gioco (si parla di nanogrammi in un litro di acqua), per non rischiare di avere dati falsi o quanto meno imprecisi occorre massimo rigore nell'analisi. Soltanto laboratori e professionisti di enti scientificamente e analiticamente accreditati e autorizzati per legge possono effettuare queste delicatissime operazioni, al fine di avere risultati corretti e credibili".

FATTI / POLITICA

Sentenza Consulta su legge veneta per governo del territorio, Zaia: "E' una nostra vittoria. Anche Minniti ha firmato con Islam moderato per uso dell'italiano nelle moschee" Pubblicato il 7 aprile alle 16.45, aggiornato l'8 alle 11.14. "E' un'indiscutibile vittoria. Ancora una volta la correttezza dei principi con cui il Veneto opera e legifera è stata riconosciuta dalla Consulta. Dopo il referendum per l'autonomia e la legge Madia, mi auguro che questa nuova sentenza induca il Governo ad una minore conflittualità verso il Veneto, che non è il nemico, ma una Regione che conosce la legge e la rispetta, ma non rinuncia ad affermare i suoi principi e a legiferare di conseguenza". Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la decisione della Corte Costituzionale che, con sentenza n. 67 del 7 aprile 2017, ha respinto, dichiarandolo infondato, il ricorso per la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 2 della legge della Regione Veneto 12 aprile 2016, n. 12 promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso notificato il 14 giugno 2016. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Disposizione che aveva modificato la legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 recante "Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio" introducendo in questa gli articoli 31 bis e 31 ter. "Solo tre righe dell'intera nostra legge - aggiunge Zaia - sono state bocciate con delle obiezioni di carattere sistematico, per il riferimento all'uso della lingua italiana nelle Moschee. Quanto meno Sorprendente - ironizza Zaia poco dopo che il Ministro dell'Interno Marco Minniti ha sottoscritto un accordo con la comunità islamica moderata italiana che prevede proprio l'uso della nostra lingua nelle moschee. Anche l'accordo del Governo è quindi da ritenersi incostituzionale?" Sul piano tecnico, per il Governo l'art. 31-bis, era da intendersi in contrasto con gli artt. 3, 8 e 19 della Costituzione nella parte in cui attribuisce alla Regione e ai Comuni del Veneto, ciascuno nell'esercizio delle rispettive competenze, il compito di individuare "i criteri e le modalità per la realizzazione di attrezzatture di interesse comune per servizi religiosi da effettuarsi da parte degli enti istituzionalmente competenti in materia di culto della Chiesa Cattolica, delle confessioni religiose", perché questo permetterebbe delle valutazioni differenziate per le diverse confessioni religiose e delle applicazioni ampiamente discrezionali e potenzialmente discriminatorie nei confronti di alcuni enti religiosi. Ciò in contrasto con le richiamate disposizioni costituzionali secondo, cui, per la Corte, come affermato in altre sentenze, "il legislatore non può operare discriminazioni tra confessioni religiose". Per il Governo la genericità e l'ambiguità della formula contenuta nell' art. 31 - bis ("i criteri e le modalità per la realizzazione di attrezzature di interesse comune per servizi religiosi") consentirebbe infatti valutazioni differenziate per le diverse confessioni religiose e applicazioni ampiamente discrezionali e potenzialmente discriminatorie nei confronti di alcuni enti religiosi. La Corte Costituzionale ha ritenuto invece che la disposizione non si pone in contrasto con i richiamati principi, perché prende in considerazione tutte le diverse possibili forme di confessione religiosa - la Chiesa Cattolica, le confessioni religiose i cui rapporti con lo Stato siano disciplinati ai sensi dell'art. 8, terzo comma, Cost., e le altre confessioni religiose - senza introdurre alcuna distinzione in ragione della circostanza che sia stata stipulata o meno un'intesa tra le singole confessioni religiose e lo Stato per regolamentare i reciproci rapporti. La Corte ha ritenuto che nella legge non vi siano elementi che giustifichino un'interpretazione tale da consentire alla Regione e ai Comuni di realizzare la pianificazione di attrezzature religiose secondo criteri e modalità discriminatori. Ma ha ritenuto piuttosto che sia "conforme al dettato costituzionale la possibilità che le autorità competenti operino ragionevoli differenziazioni". E, in tal

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


senso, sottolinea che "si dovranno valutare tutti i pertinenti interessi pubblici e si dovrà dare adeguato rilievo all'entità della presenza sul territorio dell'una o dell'altra confessione, alla rispettiva consistenza e incidenza sociale e alle esigenze di culto riscontrate nella popolazione". La paventata lesione dei principi costituzionali invocati, dunque, non discende dal tenore della disposizione censurata in sé, ma da quelle che potranno essere delle eventuali sue illegittime applicazioni. Le quali, se a loro volta eventualmente discriminatorie, potranno essere censurate, caso per caso, nelle opportune sedi giurisdizionali. Con la stessa sentenza la Corte ha ritenuto invece incostituzionale - per delle inusuali obiezioni di carattere sistematico - all'art. 31 ter, comma 3, della l.r. 11/2004, limitatamente all'espressione: "Nella convenzione può, altresì, essere previsto l'impegno ad utilizzare la lingua italiana per tutte le attività svolte nelle attrezzature di interesse comune per servizi religiosi, che non siano strettamente connesse alle pratiche rituali di culto". La norma, nel disciplinare gli interventi comunali di urbanizzazione per le aree e gli immobili da destinarsi alla realizzazione di attrezzature di interesse comune per servizi religiosi, prevede infatti, al suo comma 3, che il soggetto richiedente la realizzazione dell'attrezzatura sottoscriva con il Comune una convenzione contenente un impegno fideiussorio, nella quale "può" anche essere previsto l'impegno dell'istituzione religiosa contraente ad utilizzare la lingua italiana per tutte le attività non siano strettamente connesse alle pratiche rituali di culto. La Corte ha ritenuto che una tale convenzione, a valenza urbanistica, sia "palesemente irragionevole in quanto incongrua sia rispetto alla finalità perseguita dalla normativa regionale in generale - volta a introdurre «Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio» -, sia rispetto alla finalità perseguita dalla disposizione censurata in particolare - diretta alla «Realizzazione e pianificazione delle attrezzature di interesse comune per servizi religiosi»". Pur affermando che la Regione è un ente "titolato" a "regolare la coesistenza dei diversi interessi che insistono sul proprio territorio" ha giudicato "del tutto eccentrico" l'introduzione di un obbligo, quale quello "dell'impiego della lingua italiana", in una disposizione nella quale sono preminentemente tutelati gli interessi urbanistici.

FATTI

Stoccolma, Roberto Ciambetti: “Solidarietà al popolo svedese" Pubblicato il 7 aprile alle 16.33, aggiornato l'8 all3 11.17. "Le prime notizie che s'accavallano da Stoccolma sembrano delineare un attentato terroristico per molti aspetti simile a quello della Promenade des Anglais a Nizza lo scorso 14 luglio quando un camion investì la folla in un'area pedonale. Non so se quello di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Stoccolma sia gesto di un folle o di un terrorista: l'uno non esclude l'altro". Il Presidente del Consiglio regionale del veneto, Roberto Ciambetti, ha voluto "innanzitutto portare la solidarietà al popolo svedese e ai cittadini di Stoccolma. Da Stoccolma a Venezia, da Bruxelles, Londra, Parigi, le nostre città sono sempre più fragili, insicure ed esposte alla follia come al terrorismo. Di Redazione VicenzaPiù

L'area dove è avvenuto l'episodio odierno è la stessa che fu teatro del primo attentato suicida nei paesi scandinavi nel 2010 - ha detto Ciambetti riconducibile all'ambito islamico. Io non posso a questo punto non riandare alle parole del professor Sartori, morto pochi giorni or sono, il quale ci ammoniva spiegandoci che ‘dal 630 dopo Cristo in avanti la Storia non ricorda casi in cui l'integrazione di islamici all'interno di società non islamiche sia riuscita'. La catena di attentati che insanguinano le nostre città, la scoperta di cellule di jihadisti pronti a immolarsi ma che possono contare su una vasta rete di fiancheggiatori e di aiuti, conferma la tesi i Sartori che poi è quella che fu a suo tempo di Oriana Fallaci: o vogliamo guardare in faccia a questa realtà fronteggiandola adeguatamente oppure anche noi verremo travolti".

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Il piano "banca Veneta": 4.000 uscite da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. La Repubblica: scure sui costi sulla futura Banca del Triveneto o delle Venezie Da Pop Vicenza e Veneto nascerà un gruppo con meno filiali e personale Tra Tesoro e Antitrust Ue trattativa "spero non oltre giugno", dice l'ad Viola

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Inizia un bimestre di grandi negoziazioni tra il Tesoro - azionista prospettico delle ex popolari venete (Banca Popolare Vicenza e Veneto Banca) con almeno due terzi delle quote - e l'antitrust europeo (Margrethe Vestager, commissaria alla concorrenza, ndr), che deve garantire che il piano di ristrutturazione rispetti le norme sugli aiuti di Stato. Ma quel piano, basato sulla fusione dei due istituti "cugini", è da febbraio nero su bianco, e autorizzato per la sua parte dalla Bce vigilante (Danièle Nouy, ndr). La filosofia del rilancio per la banca, che avrà un nuovo nome (è top secret ma i creativi ci lavorano - Banca del Triveneto o Banca delle Venezie tra i più gettonati ma non si esclude un nome meno "geo-politicizzato", ndr-) e sede a Vicenza, sarà digitalizzare i servizi al largo pubblico e tenere un numero ridotto di filiali per i clienti migliori e il credito alle Pmi. Di Emma Reda

Il piano non cambierà molto nei suoi cardini: potrebbe farsi più severo, se Bruxelles stabilirà che gli obiettivi di crescita annua dei ricavi - piuttosto aggressivi secondo fonti del settore, ma a singola cifra percentuale - sono troppo ambiziosi, e chiederà di limarli, forzando a quel punto a tagliare ancor più i costi. Nella bozza messa a punto da Alessandro Penati (leader del fondo Atlante socio unico delle due banche), Fabrizio Viola (ad a Vicenza e regista della fusione) e i dirigenti di Via XX settembre il calo delle spese operative sarebbe di un 30-35%. Un colpo d'ascia, equivalente a esuberi fino a 4mila degli 11.400 dipendenti divisi nei due istituti. Anche considerato che un migliaio di lavoratori usciranno per la cessione prevista di alcune controllate - Bim, Farbanca, Prestinuova e i rami esteri di Veneto Banca - sono tanti, forse troppi perché il fondo esuberi possa smaltirli su base volontaria: ma va tenuta a mente la drammaticità della situazione (un quinto dei depositi si sono dileguati), e il fatto che in questi anni di tagli le due venete, con Cariparma, sono le sole a non aver mai ridotto il personale. Ancora nel 2016, chiuso con 3,4 miliardi totali di perdite per i due gruppi, il rapporto costi/ricavi era pochi punti sotto il 100%, il doppio rispetto alla media del sistema. I rappresentanti dei lavoratori mettono le mani avanti, con nervosismo: « Chiunque pensi ai licenziamenti, che avrebbero inevitabili e drammatiche ricadute in termini sociali, dovrà fare i conti con la mobilitazione nazionale di tutta la categoria e lo sciopero deciso unitariamente da tutto il sindacato

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


», riporta la nota congiunta di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, Ugl, Uilca, Unisin. A Vicenza e a Montebelluna il management spera di evitare l'extrema ratio dei licenziamenti; e sarà più facile riuscirci se i lavoratori accetteranno contratti di solidarietà di importo rilevante e se la procedura di ricapitalizzazione chiuderà entro giugno, affinché il polo nascente possa utilizzare la quota in capo al 2017 di fondi che il governo ha stanziato a dicembre per i fondi esuberi bancari. « L'auspicio è che entro il 30 giugno e comunque entro l'estate massimo si abbia la certezza dell'operazione, quindi si possa velocemente incrementare la fusione, ma soprattutto riprendere a dialogare con i clienti che sono il nostro più importante patrimonio», ha detto l'ad di Vicenza, Fabrizio Viola, a Focus Economia su Radio 24. Quanto all'aumento di capitale il manager ha ribadito: N « on credo saranno 6,4 miliardi», riferito all'importo massimo stabilito dalla Bce come deficit di capitale per i due istituti. L'entità della ricapitalizzazione, che dipenderà dal livello di coinvolgimento (cosiddetto burden sharing) di soci e obbligazionisti delle due banche. Circa un miliardo di bond subordinati professionali sarà coinvolto nelle perdite, e avrà azioni a concambi "penalizzati" rispetto allo Stato, che dovrebbe fare la parte grande della ricapitalizzazione e avere almeno il 66%. La diluizione di Atlante, che oggi ha il 99% nei due istituti, dovrebbe portare il fondo sotto il 20% nel futuro. Atlante sembra destinato a usare i suoi mezzi residui (1,7 miliardi) non per le nuove azioni venete ma per comprare una dozzina di miliardi di euro di sofferenze delle due banche. di Andrea Greco, da la Repubblica

POLITICA

Giovanni Rolando fa il suo anagramma e sta con Andrea "Orlando" per le primarie del PD a Vicenza: gazebo oggi, 8 aprile, in città e lunedì arriva il fratello di... Montalbano Giovanni Rolando, l'infaticabile "vecio" della politica vicentina che rimane nel Pd senza aderire a patologiche e lancinanti scissioni ma con la barra scomodamente oggi fuori moda perchè più a sinistra che al centro, ci invia l informazioni e le dichiarazioni che pubblichiamo con una sua personale premessa: "Direttore, ci battiamo come leoni pur non essendo sostenuti dall'apparato di partito e non avendo al nostro fianco alcuno dei tre parlamentari vicentini nè consiglieri regionali nè il sindaco; anche in vista del 2018

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


per Vicenza". Noi siamo osservatori e informatori ma uno sguardo di simpatia a Rolando, che combatte anche battaglie non vinte, anzi..., a priori non riusciamo a non rivolgerlo, tanto più che il suo nome è uguale al nostro e il suo candidato ha un cognome che è... l'anagramma di quello di Rolando... Parte sabato 8 aprile la campagna tra la gente del comitato "VICENZA PER ORLANDO segretario", esordisce , quindi, l'ex consigliere regionale oltre che plurimandatario in Comune. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

In concomitanza alla Conferenza nazionale programmatica del ministro della giustizia Andrea Orlando sabato 8 a Napoli, così come aveva promesso di fare; proprio a Napoli dove il Pd è più in sofferenza e dove ha perso malamente le comunali. In contemporanea a Vicenza prende il via la campagna tra la gente con i gazebo tra la gente. Sabato tutto il giorno in contrà Cavour angolo corso Palladio con la presenza dei componenti la direzione Pd cittadina, tra questi i consiglieri comunali Alessandra Marobin, Walter Bettiato Fava, i segretari di circolo Marco Borin, Angelo Tonello, Lucio Zaltron... e, dalle ore 13, Giovanni Rolando coordinatore regionale del Pd ReteDem con Pio Serafin presidente della commissione cultura. Per fornire informazioni, sentire le richieste dei cittadini sul programma di Orlando UNIRE L'ITALIA, UNIRE IL PD. "Questo secondo decisivo tempo del percorso delle Primarie aperte del Pd si giocherà molto, il 30 aprile, sul dato dell'affluenza e sono preoccupato che ancora non ci sia una campagna di tutto il Pd per invitare alla partecipazione; perchè, al di là di chi risulterà vincitore, questi sarà più debole se andranno ai gazebo meno di due milioni di persone ( furono 3 milioni l'ultima volta). Per questo noi della mozione Orlando segretario che ha ottenuto in città nei 7 circoli un ottimo 43,8% , superiore al 27% nazionale e quasi pareggiando il numero di delegati, 12 a 13, con la mozione dell'ex segretario, alla convenzione degli iscritti ( sono 352 ) cominciamo a lavorare in mezzo alla gente per distribuire materiale informativo sul progetto/programma di Orlando e rispondendo alle domande e richieste dei cittadini. Ancor più perchè in Veneto si voterà anche per il segretario regionale Pd dopo due anni dalla sconfitta bruciante delle regionali

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


" La mobilitazione popolare del "Comitato per Orlando di Vicenza" prosegue lunedì prossimo 10 aprile ore 20.45 a Villa Tacchi con l'incontro pubblico di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e fratello di.... Montalbano e Giovanni Tonella candidato alla segretaria regionale, docente universitario a Padova e capogruppo in consiglio comunale di Treviso, che risponderanno alle domande dei cittadini elettori. Coordina Angelo Tonello segretario del Circolo Pd Quartiere Ferrovieri di Vicenza.

ECONOMIA&AZIENDE

Azione di responsabilità contro Zonin: tra gli accusatori i vecchi amici, ora "pentiti", dei media Se i giudici di Venezia-Berlino interrogheranno i vecchi amici, ora "pentiti", dei media locali, volubili e al solito irriconoscenti, beh per Zonin & c. i miliardi di danni richiesti dalla BPVi saliranno... Di Pietro Cotròn

Leggiamo, infatti, sul GdV a firma Marino Smiderle, lo storico cronista economico indigeno: I«n questi quattro mesi di studio matto e disperatissimo sulla banca che l'ha chiamato come salvatore di ultima istanza, Fabrizio Viola non ha avuto molto tempo per guardare indietro. E quando lo ha fatto è stato per mettere insieme le 340 pagine che costituiscono il fulcro accusatorio dell'azione di responsabilità contro la precedente gestione». E la precedente gestione era in capo a una squadra di 32 elementi, di cui dal 2013 faceva parte Giuseppe Zigliotto poi "raggiunto" da Roberto Zuccato, guide negli ultimi 4 mandati di Confindustria Vicenza e del quotidiano locale e fiancheggiatrici dei potere vicentini. Alla guida di quella squadra, a cui oggi la BPVi chiede danni per miliardi e che ha causato danni molto superiori ai 118.000 soci, c'era Mr. Gianni Zonin di cui Marino Smiderle, il collega del giornale confindustrial-bancario, celebrava costantemente le lodi, oggi "pentitamente" dedicate, come in premessa, al risanatore Viola.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Due miliardi di danni chiesti a Zonin & c. dalla Banca Popolare di Vicenza, "Noi che

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


credevamo nella BPVi": solo 300 milioni riconosciuti ai soci! "Orgogliosi di essere copiati e seguiti nei comunicati anche da altre associazioni ci spingiamo oltre" scrive l'Associazione "Noi che credevamo nella BPVi", che, sull'azione di responsabilità intrapresa dalla Banca Popoalre di Vicenza contro Gianni Zonin & altri 31 "coinvolti", aggiunge: "I quasi 2 miliardi di richiesta danni ai vecchi amministratori sono un'inezia se consideriamo solo il danno di immagine che ha portato la banca a perdere oltre 8 milardi di raccolta. Sono un'enormità, invece, rispetto ai rimborsi a 9 euro offerti ai soci delle due banche venete per un totale di soli 600 milioni (la metà circa per la Popolare di Vicenza, ndr). La banca chiede molto di più di ciò che offre ai suoi soci a cui invece offre solo le briciole". Di Edoardo Pepe

FATTI / POLITICA

Veneto Fronte Skinheads rivendica striscione anti Usa dopo l'attacco aereo in Siria L'Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads rivendica nel comunicato che pubblichiamo l'esposizione dello striscione avvenuta nella notte tra il 7 e 8 Aprile presso la caserma Del Din a Vicenza. «Con questa azione - scrivono gli autori del comunicato -, vogliamo denunciare l'atto di guerra unilaterale compiuto dagli Stati Uniti d'America nei confronti della Siria. Tale atto, gravissimo, risponde a logiche schizofreniche di politica estera americana volte a favorire l'emersione nella zona di un'unica potenza regionale situata ben più

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


a sud rispetto alla Siria. Senza ricorrere ai fantasmi di operazioni "false flag" che possano in qualche modo aver fornito la giustificazione per l' attacco americano, ci limitiamo a ricordare come le azioni statunitensi abbiano trasformato lo scacchiere mediorientale da situazione complicata a polveriera pronta a deflagrare». Di Emma Reda

« Un'esplosione annunciata - aggiunge Veneto Fronte Skinheads , sia dal punto di vista demografico, con migliaia di persone che si riversano incontrollate ogni giorno in Europa, sia militare, riaccendendo conflitti da guerra fredda. Ci scagliamo inoltre repentinamente anche contro i governi d'Europa , sempre pronti a fare da "portaborse ai camerieri dei banchieri" ed incapaci di esprimere qualsivoglia linea politica sulle azioni alleate in medio oriente e sulle crisi che ne conseguono». « Ricordiamo infine - si legge nella nota - come le politiche americane nella zona ci abbiano regalato fenomeni come il sedicente stato islamico il cui spauracchio getta l'Europa intera in un clima di costante terrore. Cambiano i presidenti, cambiano le amministrazioni ma l'indole da "esportatori di democrazia" di certi gruppi di potere e lobbies che, ormai da decenni, guidano la politica estera dei "liberatori" non cambia mai. Detto questo ribadiamo che , date queste politiche, non ci si deve affannare dietro a fantomatiche liste di "stati canaglia" perché per noi esiste uno e uno solo $tato canaglia! Ferocemente».

ASSOCIAZIONI

La vicentina Xacus al fianco di Città della Speranza per le stracittadine di Padova Marathon del 23 aprile. Iscrizioni aperte

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Anche quest'anno Città della Speranza è charity partner della Padova Marathon che si terrà domenica 23 aprile. Scegliendo di correre le stracittadine con la squadra della Fondazione, si potrà sostenere la ricerca scientifica svolta all'interno dell'Istituto di Ricerca Pediatrica, in particolare il progetto volto a migliorare la diagnosi delle leucemie infantili, di cui è referente la genetista Martina Pigazzi del Laboratorio di Oncoematologia Pediatrica, che sarà in prima fila alla manifestazione sportiva. I partecipanti possono scegliere fra tre percorsi di 1, 5 e 10 chilometri, tutti con partenza e arrivo in Prato della Valle. Tre diverse opportunità nate per venire incontro alle esigenze di tutti: la passeggiata da un chilometro per anziani e disabili; la prova più popolare, di 5 chilometri; il tracciato di 10 chilometri per i più allenati (nella foto una precedente edizione della manifestazione sportiva padovana per Città della Speranza). Di Redazione VicenzaPiù

Le iscrizioni sono già aperte. Con una donazione minima di 10 euro, appassionati e runners riceveranno la maglia tecnica personalizzata, realizzata con la collaborazione dell'azienda vicentina Xacus, e la pettorina con cui correre. Il kit potrà essere ritirato in Prato della Valle sabato 22 aprile dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, nonché domenica mattina dalle ore 8, prima della partenza fissata per le 9. Per iscriversi, compilare il form presente nel sito www.cittadellasperanza.org. Per gruppi numerosi e altre informazioni scrivere a maratona@cittadellasperanza.org.

Il progetto di ricerca che "corre" Partecipando a una delle stracittadine di Padova Marathon con le squadre di Città della Speranza, sarà possibile aiutare concretamente la ricerca scientifica e dare impulso a ulteriori studi per offrire una terapia sempre più personalizzata ai bambini in oncoematologia. Nello specifico potrà essere approfondita l'applicazione del sequenziamento massivo del DNA alla diagnosi.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il sequenziamento del genoma sta garantendo una migliore comprensione del cancro e risulta essere il più innovativo strumento oggigiorno disponibile nella lotta contro i tumori pediatrici, in particolare per quei bambini che ricadono nella malattia e per i quali esiste l'urgente necessità di scoprire strategie e trattamenti terapeutici più efficaci. Si stima che il corredo genomico sia responsabile del 50-95% della variabilità nella risposta alla chemioterapia. Il sequenziamento massivo può consentire un parziale superamento dell'uso generalizzato della chemioterapia, che è tossica e non specifica, aprendo le porte all'era della medicina personalizzata di precisione. Tale progetto può essere sostenuto anche tramite una donazione nella piattaforma di crowdfunding www.retedeldono.it.

Xacus per il sociale Xacus è un'azienda leader nel settore camiceria. Nata a S. Vito di Leguzzano in provincia di Vicenza nel 1956, oggi conta un indotto di 500 lavoratori ed è presente nei principali mercati internazionali. L'azienda è da sempre attenta alle esigenze del territorio e al supporto di specifiche attività sociali e culturali della comunità. Nel 2016 ha sostenuto importanti progetti per lo studio e la cura dei disturbi alimentari in collaborazione con la Fondazione ABA di Fabiola De Clercq a Milano, Food for Soul dello chef Massimo Bottura e - in Spagna - con la Fundacion Mauricio Garrigou dello chef Samantha Vallejo-Najera.

FATTI / POLITICA

Azione di Trump in Siria, Roberto Fogagnoli di PRC Vicenza: va condannata senza ambiguità come l'ambigua politica estera UE Non contenti dei disastri già procurati in Iraq, Libia, Afghanistan con guerre senza fine, gli Stati Uniti compiono un ulteriore atto contro ogni legalità internazionale: un attacco proditorio contro uno stato sovrano; un atto che con ogni evidenza non contribuirà alla pace, ma rischia di provocare una nuova sanguinosa e dolorosa escalation di guerra: è così che inizia la nota che pubblichiamo di Roberto Fogagnoli, segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista - Federazione di Vicenza. Le violazioni dei diritti umani e i crimini di guerra cesseranno in Siria solo attraverso un processo di pace e negoziale, mettendo fine al sostegno dato ai gruppi jihadisti

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


attraverso cui gli Usa, e i suoi alleati in medio oriente ed europei, hanno portato avanti una guerra per procura. Di Redazione VicenzaPiù

L'Unione Europea e gli stati membri che si sono affrettati a sostenere l'azione unilaterale di Trump continuano così in una politica estera irresponsabile nei confronti delle popolazioni civili; una politica colpevole dell'acutizzazione della guerra civile siriana, della destabilizzazione del Medio Oriente, e di mantenimento di alleanze con paesi come Arabia Saudita, Turchia e Qatar, che hanno serie responsabilità nell'aver sostenuto e finanziato i gruppi terroristi. L'azione di Trump va condannata senza ambiguità.

RELIGIONI

Inizia Pesach, Pasqua ebraica, tra fede e tradizione gastronomica: ce le raccontano una “laica” vicentina e Rabbino Elia Richetti Pesach (Pasqua Ebraica) dura otto giorni per gli ebrei della diaspora (sette in Israele), di cui i primi due e gli ultimi due solenni. Inizia al tramonto di Lunedi, 10 Aprile, 2017 e finisce al crepuscolo di Martedì, 18 Aprile, 2017. E' la festa che rievoca l'esodo dall'Egitto, la miracolosa traversata del mar Rosso, la fine della schiavitù e la conquista di una sofferta libertà sotto la guida di Mosè e Aron. A memoria di questa liberazione per tutti gli otto giorni non si mangiano, ma nemmeno si tengono in casa, cibi lievitati. La casa deve essere minuziosamente ripulita per eliminare ogni residuo di cibo non consentito (nella foto fabbrica di pane azzimo, qui la photo gallery).

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Paola Farina

Bisogna bollire stoviglie e contenitori, cercare il pane anche negli angoli più nascosti, bruciare e vendere tutti gli alimenti che non sono conformi alle regole di Pesach. Ed è un lavoro davvero molto faticoso, accettato con gioiosa ed ironica rassegnazione. Quando ci sono bambini, di solito è il padre (quando c'è) che di sera li accompagna alla ricerca di Hametz in casa (le bricioline che possono essere sfuggite) e una volta raccolti tutti i pezzetti di Hametz vanno bruciati. Durante Pesach vengono utilizzati appositi servizi di stoviglie, pentole e posate; in alternativa bisogna kasherizzare (ossia "rendere adatto/rendere idoneo") piatti e vasellame attraverso specifici lavaggi e allontanare ciò che non si può purificare. Tutto il cibo lievitato deve essere invece venduto, ed il luogo ove esso ed il relativo vasellame si trova affittato, ad un "non ebreo". Generalmente questa vendita è simbolica e subito dopo la festa gli ebrei riacquistano quanto venduto. Se animali da compagnia e bestiame devono necessariamente mangiare lieviti, li si vende temporaneamente e simbolicamente ad un non ebreo, come si fa col vasellame. Persino lo Stato di Israele, durante Pesach, vende per intero ad un altro Stato, ad un prezzo simbolico, tutto ciò che di chamez possiede, riacquistandolo subito dopo la festa (certo deve vendere a uno stato leale, io non venderei mai alla Comunità Europea, se posso esprimere una opinione, poi è Israele che decide). Senza ambienti ebraici la convivenza con la religione e le tradizioni è difficilissima... se io dovessi proporre la vendita a un mio vicino di casa di quello che resta del cibo lievitato, se sono fortunata mi segnala ai servizi sociali come persona mentalmente disturbata. Ho un'amica a Roma che parla della sua Minou (il cane) quasi di più di suo figlio militare e bellissimo in Israele e sono sicura che non venderebbe mai il suo cane, neppure simbolicamente... L'indomani di Pesach si inizia la colazione con il servizio di piatti che viene usato solo per gli otto giorni di festa. La festa si apre con il Seder, le prime due sere (mentre in Israele solo la prima sera), leggendo l'Haggadah, che narra la diaspora degli Ebrei dall'Egitto. Sul tavolo del Seder devono esserci le matzot (pane azzimo), una zampa d'agnello (che ricorda il sacrificio pasquale); ma sia io che i miei amici mettiamo una zampa di tacchino o di pollo, per lasciare in vita l'agnello, un uovo sodo (in ricordo della distruzione del tempio); maror (erbe amare che ricordano l'amarezza della schiavitù); charoset (impasto di frutta che simboleggia l'argilla, con cui venivano costruiti i mattoni, ma che è davvero una delizia per il palato); karpas

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


(sedano da intingere in acqua salata o aceto, che rappresenta le lacrime versate in schiavitù); vino in quantità tale che almeno ogni commensale possa consumarne quattro bicchieri. E' una festa allegra, ma la tradizione prescrive di non gioire fino in fondo, perché quel periodo è stato anche causa di morte e di dolore per altri esseri umani, gli egiziani vittime della piaga dei primogeniti e dei flutti del Mar Rosso che si richiuse inghiottendoli, dopo aver lasciato passare i figli di Israele. La festa si passa in famiglia, con gli amici, ma nelle Comunità della diaspora è usanza celebrare Pesach assieme. Si rinnova quindi l'incanto di una tradizione, la magia di un insieme di persone legate dallo stesso interesse, la vocazione fortemente comunitaria e l'espressione ricercata di celebrare una festività in compagnia. La Comunità Ebraica riprende il valore di "famiglia", l'attitudine assoluta ad amalgamare figli della Terra d'Israele, che diversamente potrebbero risultare orfani della tradizione. Il tutto in una cornice rarefatta di armoniosa religiosità ed umanità. Peccato l'indomani di Pesach si rientri nella banalità dell'ordinario collettivo. Il Pensiero del Rabbino Elia Richetti (http://www.rabbini.it/elia-enricorichetti) "Dai maestri Pesach è definito «epoca della nostra libertà» . Ma in che cosa questa libertà consista è tutt'altro che pacifico. E' certamente libertà, rispetto ai tempi passati, la possibilità di essere cittadini al pari di chiunque altro nei Paesi della Diaspora, come è libertà avere nella Terra dei Padri un Paese che possa definirsi ebraico. Ma è realizzata la nostra libertà quando allo Stato ebraico viene contestato il diritto di esistere? E' realizzata quando un Paese libero, nella libera Europa, vieta ai cittadini ebrei di avere carne kosher? La libertà è solo quella di esistere, o della libertà di esistere fa parte la libertà di autodefinirsi attraverso quanto di più peculiare esiste, ossia il rapporto dell'Ebreo, singolo o collettività, con il Dio della rivelazione? «Io sono l'Eterno vostro Dio, che vi ho tratto fuori dalla terra d'Egitto per essere per voi il Dio»; questa citazione dal quattordicesimo capitolo dei Numeri che l'Ebreo recita quotidianamente due volte, sera e mattina, afferma che la vera libertà è quella di servire Dio alla nostra maniera, in altri termini essere veramente noi stessi, come noi stessi ci definiamo. Questa libertà deve essere raggiungibile da ognuno, ebreo o non ebreo. Eliminare il lievito dalla nostra vita per questi otto giorni significa simbologicamente eliminare da noi ogni rigonfiatura o sovrastruttura che ci impedisce di essere noi stessi, «al naturale» . Una vita così vissuta dovrebbe essere aspirazione di ogni persona e ogni popolo. Tutto sta cominciare. Eliminiamo le sovrastrutture inutili, e buon Pesach!". TOTALE ASSENZA DI LIEVITI Charoset "Dolce" tipico di Pesach, frutta fresca e secca ed altri ingredienti a piacere. Non esiste una ricetta con ingredienti fissi, via libera alla fantasia e al retaggio di tradizioni; si serve al cucchiaio, sull'azzima o con i biscottini, con il sedano, durante e a fine pasto:

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


500 g di mele, 500 g di pere spine, 1 kg di datteri, 1 kg di mandorle dolci, 250 g di zucchero Buccia di arancio grattugiata a piacere. Lessare le mandorle, sbucciare e macinare. Cuocere leggermente nel fuoco le mele, le pere e i datteri (ricordarsi di togliere il nocciolo per rispetto dei denti). Aggiungere le mandorle e lo zucchero e lasciar bollire per un paio di ore. Versare in un recipiente e spolverizzare con cannella. Soufflè di Azzima 4 azzime, 5 uova intere, 65 g di mandorle, 125 g di zucchero Mele a tocchetti, uvette e un pizzico di sale Mettere a bagno le azzime e poi strizzarle, aggiungere il rosso d'uovo, le mandorle, lo zucchero, i pezzetti di mela, le uvette ed il sale, mescolare bene il tutto, aggiungere per ultimi gli albumi d'uovo montati a neve. Ungere un recipiente di porcellana con margarina, mettervi dentro il composto e cuocere per un'ora in forno tiepido. Servire con marmellata di Pesach o Charoset. Torta di noci e mandorle 100 g di mandorle e 250 g di noci tritate, 8 rossi d'uovo, 8 albumi montati a neve, 1 cucchiaio abbondante di azzima pesta, 300 g di zucchero, scorza di arancia e limone grattugiata. Sbattere ben i rossi d'uovo con lo zucchero, aggiungere poi gli altri ingredienti e per ultimo le chiare montate a neve. Cuocere a forno, pre-riscaldato a 180° per mezz'ora in una teglia unta e foderata di carta oleata, pure unta.

FATTI

Guasto a Gardaland colpa di Enel? Una fake news, ma non dei social...: una professional fake news Certi media, non avendo "denunce" o "inchieste "pregnanti" in corso da seguire, si sono subito scatenati sul possibile caso del black out energetico del parco dei divertimenti Gardaland che, secondo l'ad Aldo Maria Vigevani sarebbe stato causato da «un anomalo straordinario sbalzo di energia da parte di Enel... (per cui) il Parco ha quindi subito un improvviso blocco di tutte le attività che hanno coinvolto ogni area, le attrazioni e i punti di ristoro. E' questo il motivo per cui sull'attrazione Sequoia Adventure una famiglia è rimasta bloccata sul convoglio a 20 metri d'altezza ma è stata

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


prontamente evacuata dal personale di sicurezza». Peccato che «dopo un'attenta verifica, e a seguito di ulteriori e più approfondite verifiche effettuate congiuntamente nel corso di tutto il pomeriggio dai tecnici di Enel e da quelli di Gardaland, è emerso che lo sbalzo di energia verificatosi non è da imputare all'Enel ma ad un guasto sulla rete interna del Parco" (foto Eco di Bergamo). Di Edoardo Pepe

Chi lo ha dichiarato all'Ansa? Proprio l'ad di Gardaland, Aldo Maria Vigevani che aggiunge che « Gardaland si scusa con Enel per aver erroneamente imputato loro, in un primo tempo, la responsabilità del problema riscontrato». Peccato che la corrente, diretta o fornita dalle batterie, non sia mancata nei computer che, pur di scrivere qualcosa, spengono la luce del doveroso controllo delle fonti con l'aggiuntiva verifica di chi è coivolto nelle accuse oltre all'accusatore di turno. E se il black out delle "procedure" minime a cui dovrebbe scrupolosamente attenersi chi vuol fare il cronista avviene per un guasto a Gardaland, pensate cosa può succedere per i guasti alla società in cui viviamo... E ci lamentiamo, poi, delle fake news dei social se i controllori sono più superficiali dei controllandi?

FATTI / ASSOCIAZIONI

Schio, baby gang. Per il comitato PrimaNoi è sintomo di un malessere da non banalizzare come un problema esistenziale dei minori Ancora una volta un manipolo di ragazzini, in gran parte stranieri, si fanno notare per i loro atteggiamenti maleducati, sprezzanti e incivili. E' successo altre volte negli ultimi anni: del resto se metti assieme

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


degli zingari, una spruzzata di senegalesi e li condisci con dei domenicani, con magari qualche italiano che si fa trascinare recitando la parte della comparsa, gli effetti non possono che essere esplosivi. Senza essere tacciati di razzismo, possiamo dire che uno degli effetti nefasti dell'immigrazione sono i figli cosiddetti di "seconda generazione". Basta farsi un giro in Francia o in Inghilterra o in altri Paesi Europei per accertarsi di come i nostri territori stanno mutando volto e di come la questione dei giovani nati in Europa ma figli di stranieri siano in taluni casi delle vere e proprie bombe sociali pronte ad esplodere. Di Citizen Writers

Situazioni di disagio sociale e culturale che si miscelano a crisi di identità che immancabilmente stanno arrivando anche in Italia, nazione che ha scoperto il fenomeno dell'immigrazione con qualche decennio di ritardo. Ovviamente non riguarda tutti i ragazzi di "seconda generazione", grazie a dio, ma il problema esiste, negarlo o sottovalutarlo sarebbe da irresponsabili. Tra l'altro, nell'alto vicentino, come è accaduto a Vicenza recentemente, i problemi causati da queste mini gang di stranieri sono cosa nota. Ogni tanto finiscono nelle pagine di cronaca dei giornali, molto spesso rimangono celate ai più ma i casi di questo genere, anche negli istituti scolastici, sono in costante crescita. Questi ragazzi crescono in mezzo a noi, non con noi, rimanendo sospesi tra realtà molto diverse e conflittuali tra loro: quella dell'immigrato e quella del nativo, quella della famiglia e del contesto sociale, quella della cultura d'origine e quella della cultura acquisita, tra mondo degli adulti e mondo giovanile. Un problema nuovo e complesso che non si risolve con la parolina magica integrazione, almeno non solo, dato che in Europa nessuno è riuscito ancora a comprendere cosa significhi e di come si possa giungere ad un processo di integrazione con gli stranieri senza annichilire il loro forte e legittimo senso di appartenenza alle comunità d'origine, sopratutto quando queste comunità appartengono ad un retaggio culturale e religioso agli antipodi del modello europeo. Finché sono ancora in fase educativa, questi ragazzi hanno bisogno di azioni educative forti e persuasive in ambito scolastico, altrimenti continueranno a fare i bulli trasformando le tipiche frustrazioni di un adolescente in un qualcosa di talmente profondo e incancrenito nell'animo da trascinarli nel divenire dei parassiti patologici, vale a dire dei soggetti

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ostili al contesto sociale e culturale nel quale vivono. Con tutti i pericoli e le conseguenze del caso per una convivenza pacifica e civile. Alex Cioni Portavoce comitato di cittadini PrimaNoi

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Il Fatto, azione di responsabilità BPVi contro Zonin & c.: se ne vanno 10 mld in 20 anni tra affari opachi e favori ad amici, altro che MPS! Altro che Monte dei Paschi Paschi di Siena e Banca Etruria. Qualunque metro di paragone scegliate, alla Banca Popolare di Vicenza hanno fatto peggio. Le 350 pagine (e allegati) dell'azione di responsabilità contro 32 ex amministratori e sindaci depositata al Tribunale di Venezia dall'ad Fabrizio Viola sono un viaggio raccapricciante. Viola chiede due miliardi di danni all'ex padrepadrone Gianni Zonin e compagnia la cui disastrata gestione ha scassato l'istituto. È una goccia nel mare: tra perdite e capitalizzazioni in fumo sono evaporati oltre 10 miliardi. Solo la forsennata campagna acquisti partita con Zonin alla presidenza (1996) è costata 1,17 miliardi. "Cercheremo di rifuggire da giudizi sommari", scrivono gli avvocati guidati da Carlo Pavesi, ma si fa fatica. Di Rassegna Stampa

Gli accertamenti sarebbero stati ancora più accurati ma "tutte le mail dei principali soggetti coinvolti sono state cancellate dal server" e dal back up automatico: un "buco" di un anno "in concomitanza degli ultimi aumenti di capitale e della campagna con cui la Banca si è liberata delle azioni proprie". A metà della lettura ci si imbatte nella signora Saladino a cui

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


vengono ricomprate le azioni al prezzo massimo scavalcando migliaia di altri soci prima del disastro grazie - rileva la Consob - alla sola "segnalazione della segretaria di Zonin". Altri 600 soci vip sono stati aiutati. Così andava in Pop Vicenza. I fondi esteri. Vicenda "spiegabile solo con l'opacità dei vertici", scrivono i legali. Sono i 350 milioni investiti nei fondi lussemburghesi Athena e Optimum. Il Cda "osserva sempre un rigoroso silenzio" e delibera alla cieca un paflond fino a 800 milioni; non chiede nulla al dg Samuele Sorato. I soldi finiscono in "oscuri sub-fondi maltesi" o in bond e azioni emessi da società già debitrici della banca come il gruppo di Alfio Marchini, le famiglie Fusillo e De Gennaro. Titoli "illiquidi". Oggi la perdita è di 200 milioni. Nel cda del 12 maggio 2015, di fronte ai rilievi drammatici degli ispettori Bce i consiglieri si prodigano "con richieste, quasi ossessive, di rassicurazioni rivolte al sig. Bozeglav (responsabile dell'audit) cui viene ripetutamente chiesta conferma - come fosse un'esimente - che il Consiglio mai era stato informato della natura e dell'operatività dei Fondi". Sorato si dimette, il cda dove siede l'ex ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio - accetta "consapevolmente l'illiceità delle operazioni" e gli concede 4 milioni di buonuscita. Il valore delle azioni. Non essendo quotata, la banca lo stabiliva da sola. A marzo 2011 si affida alla società del professor Mauro Bini (Bocconi). Per 5 anni Bini fissa il prezzo, sempre stellare: nel 2013 è di 62,5 euro (quello a cui vengono chiesti 1,1 miliardi ai soci nel 2013-14), poi scende a 48. Nessuno dice nulla. Gli ispettori Consob scoprono che non c'erano "controlli" né "una formalizzazione dei flussi informativi" tra esperto e banca. Le bozze arrivano ai consiglieri il giorno prima della riunione (2013) o il giorno stesso (2014). Gli ispettori si devono affidare alle mail di Sorato e alcuni dirigenti per ricostruire l'iter. Bini fissa il metodo e lavora con le variabili: flussi, multipli e patrimonio. Viene scelto sempre quello che dà il valore più alto. Dagli allegati si scopre che nel 2011-2014 le sue perizie sono costate 800 mila euro. A marzo 2015, un mese prima che la banca tagliasse il valore delle azioni, un altro incarico da 250 mila. C'è pure una perizia per valutare la "fusione con la Pop Etruria" (settembre 2014). Totale: 1,1 milioni in 5 anni. Oggi i titoli valgono zero. Bini lo scelse Zonin "senza comparazione con altri candidati". Il capitale finanziato. È la specialità della gestione del presidente viticultore: prestiti per comprare azioni gonfiando il numero di soci, spesso senza garanzie, analisi di patrimoni e redditi e con causali generiche. Per gli ispettori Bce un miliardo del capitale è stato sottoscritto così. Nel 2014, mentre si profila la chiusura del bilancio in perdita, il cda delibera un incremento dei prestiti "15 volte superiore" a sei mesi prima. I legali si concentrano su 17 esempi. Silvano Ravazzolo, cliente dal ‘72 passa da 4 a 50 milioni in pochi anni. E senza garanzie: 39 vanno all'acquisto di azioni. Non ha restituito nulla e ha citato la banca. Il fratello Giancarlo e Valeria Pillan fanno lo stesso: 50 milioni ricevuti, 39 usati per acquistare azioni. L'imprenditore Luigi Morato riceve fidi per 34 milioni e compra titoli per 26; il costruttore romano Luca Parnasi prende azioni per 6,5 milioni con 15 prestati; la Nsfi di Marchini ottiene 76 milioni e compra titoli per 42. Il gruppo Elan della famiglia Cattelan investe in azioni tutti i 38 milioni ricevuti. "In alcuni casi - si legge - il cda ha deliberato nella stessa seduta sia

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


l'affidamento al socio, sia l'autorizzazione all'acquisto di azioni". I contenziosi ammontano a 585 milioni. Credito allegro. A fine 2014 i crediti deteriorati erano 6,4 miliardi, l'anno dopo 9, oggi siamo a 10. Su un campione di 50 posizioni per un totale 1,2 miliardi prestati, le perdite ammontano a 686 milioni. "La stragrande maggioranza dei finanziamenti non hanno alcuna chance di rientro", scrivono i legali. Nella banca si presta senza criterio e ai "clienti amici" usati per il capitale finanziato. Le perdite sono ingenti: la quota di Marchini è svalutatata di 60 milioni; quella di Morato per 29 etc.. Clamorose alcune operazioni immobiliari: per comprare l'Hotel San Marco a Cortina la banca finanzia una società intermediaria ma alla fine si ritroverà azionista di controllo e principale creditore dell'hotel. Le perdite per i finanziamenti a "Gruppo Adige Bitumi", Acua marcia immobiliare e alle società dei De Gennaro sono costate altri 50 milioni. Solo nel 2012-2014 gli organi sociali della banca hanno percepito in totale circa 27 milioni di euro di emolumenti. Nel solo 2015 Zonin ha ricevuto 1 milione di euro. di Carlo Di Foggia, da Il Fatto Quotidiano

LAVORO

La strage continua: già 150 i morti sul lavoro, di cui 19 in Veneto e 4 a Vicenza Sul sito dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro si legge che dall'inizio dell'anno all'8 aprile sono 150 i morti sui luoghi di lavoro, che diventano oltre 320 se vengono conteggiati i morti sulle strade e in itinere (come fanno le statistiche ufficiali). In Veneto i caduti per infortunio nei luoghi di lavoro sono 19 (5 a Verona, 4 a Rovigo, 4 a Venezia, 4 a Vicenza, 1 a Padova, 1 a Treviso). La CGIA di Mestre denuncia che, nei primi due mesi del 2017, i morti sul lavoro sono cresciuti del 33,7% (erano 95 nel 2016, sono 127 quest'anno). E anche se, come segnala la CGIA, è da tenere conto che "quasi la metà dei 32 decessi in più registrati quest'anno sono ascrivibili ai 2 casi eccezionali avvenuti nello scorso mese di gennaio: il crollo dell'albergo di Rigopiano (Pe) e lo schianto dell'elicottero del 118 avvenuto nei pressi di Campo Felice (Aq)", i numeri (dietro i quali, è bene ricordarlo sempre, ci sono donne e uomini, vite, intelligenze, volti, sentimenti ...) evidenziano come la sicurezza sul lavoro sia qualcosa che viene in troppe occasioni messa da parte. Evidentemente ci sono altre priorità.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Giorgio Langella

Bisogna inseguire l'abbattimento dei costi per essere competitivi. Si deve ottenere un sempre maggiore profitto a qualsiasi costo. La strage continua di lavoratori non è una tragica fatalità, né l'odio di qualche divinità crudele che pretende sacrifici. E' la conseguenza di una politica miope che ha volutamente dimenticato che il lavoro è e deve essere il primo diritto costituzionale e che, proprio per questo, deve essere sicuro, garantito e giustamente retribuito. Invece il lavoro, nel nostro paese, è trasformato in merce e i lavoratori sono ingranaggi di un sistema spaventoso. Il lavoro, grazie a leggi e decreti che lo hanno reso difficile, precario, pericoloso e malpagato, non è più un diritto ma una condanna. Pretendere che il lavoro torni ad essere un diritto che permette il riscatto individuale e collettivo, tornare a lottare per questo, è un dovere di ognuno.

BANCHE / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE

La crisi delle banche schiacciate dal passato e da... Banca Intesa

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Anno nero, il 2016, per il salvataggio delle banche italiane. Solo Intesa Sanpaolo, ha risolto i problemi portando a casa, a fine anno, 3.111 milioni di utile, in crescita del 13% sull'anno precedente così come in forte e correlata crescita è la sua raccolta, proveniente in buona parte dalle banche in crisi, tra cui, facile annotarlo, le due ex Popolari venete. Storia diversa per gli altri maggiori gruppi italiani che non hanno la sua forza attrattiva, se intrinseca alle sue qualità o voluta o anche solo favorita dal "sistema" ad oggi non è facile dirlo. Il mondo delle banche sta cambiando. Le due principali fonti di ricavi degli istituti di credito si stanno ridimensionando ad ogni trimestre. Solo Ubi, Credito Valtellinese e Mps sono riuscite ad aumentare i ricavi derivanti dalle commissioni. Di Monica Zoppelletto

Tutte le altre banche hanno un valore inferiore rispetto al 2015, e la Banca Popolare di Vicenza ha avuto un crollo del 28,6%, segno di una clientela che non ha più fiducia. E migra verso altri lidi come fanno i clienti di Veneto Banca i cui risultati non sono migliori della cugina e futura promessa sposa in attesa delle relative... dispense.

A Vicenza caccia alla compagna di Achille Variati A Vicenza si scatena la caccia alla compagna di Achille Variati... sempre schivo al riguardo ma ora incoraggiato dall'amico Flavio Tosi come fa supporre la notizia odierna su Il Mattino di Padova: «Nella città di Giulietta, Flavio Tosi candida a sindaco la promessa sposa Patrizia Bisinella. Di Pietro Cotròn

Infatti .«..svanito il miraggio del terzo mandato, il veronese ha sciolto ormai le riserve: l'11 giugno sarà la senatrice-fidanzata... a correre con il simbolo di "Fare!".... un "piano B" rispetto all'obiettivo principale, quello di concorrere © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


nuovamente alla poltrona più alta di Palazzo Barbieri...» non più perseguibile per il veto di una parte del Pd a una legge che consentisse il terzo mandato consecutivo dei sindaci.

GIUDIZIARIA / FATTI

Sequestrate di nuovo gallerie SPV tra Malo e Castelgomberto dopo la morte di La Ganga, CoVePA: notizia da pagine nazionali, ma la stampa locale la relega a pagina 35 "Sequestrate di nuovo le gallerie tra Malo e Castelgomberto di SPV". Saremmo di fronte al paradosso per cui le principali gallerie sarebbero insicure per il Tribunale di Vicenza, mentre Silvano Vernizzi sosteneva che la riprogettazione antisismica dei cls e l'adeguamento della sicurezza delle gallerie di SPV sono costati 140 mln di € dei 458 mln in più rispetto al preliminare (1,8mld €). Centine e bulloni inadeguati, non rispondenti ai dettami di legge oltre alla malagestione del cantiere potrebbero essere alla base della morte di Sebastiano La Ganga. Dalla stampa si apprende che, a quasi un anno dal tragico 19 aprile 2016, quando per primi avevamo lanciato la notizia del gravissimo incidente nella galleria Castelgomberto Malo, il tunnel da 500 mln di € è stato di nuovo posto sotto sequestro dall'autorità giudiziaria di Vicenza. Di Citizen Writers

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


La notizia sarebbe degna

delle pagine nazionali ma il Giornale di Vicenza la relega nella cronaca locale a pagina 35. E' un regalino a Luca Zaia che pensava di aver chiuso la partita economica della Superstrada Pedemontana Veneta, invece si ritrova con un'altra aperta e gravissima grana: sarebbe inacettabbile e irresponsabile pagare il mutuo ai salernitano-piemontesi di SIS e garantir loro un ritorno di quasi 6 mld di €, se stessero realizzando opere inadeguate alle norme di sicurezza. Gli elementi strutturali per sostenere le volte non sarebbero corrispondenti alle norme comunitarie sostiene il Giudice di Vicenza. La non rispondenza alle minime norme di sicurezza sarebbe tale che, allo scadere delle attività di indagine lo scorso 28 marzo 2017, il GIP di Vicenza avrebbe acconsentito alla richiesta della procura per proseguire con il sequestro del tunnel di 7 km di SPV. Chi è del mestiere ci ha chiarito che l'inchiesta della procura ha messo in dubbio tutta l'operazione tunnel richiedendo attività di revisione dell'intero cantiere sotto alle rocce franose di Priabona a est della Valle dell'Agno.

Un

componente

del

collegio peritale di parte ci ha confermato tutte le perplessità del caso e come queste siano emerse in fase di perizia. Si apprende che sarebbero emerse gravi sottovalutazioni delle procedure di sicurezza e sui materiali che si leggono solo tra le righe del resoconto di stampa che avrebbe consultato atti importanti del fascicolo. Emergono tali e tanti dubbi che in noi nascono spontanei alcuni quesiti: è possibile che i materiali non siano adeguati all'impiego che ne viene fatto? E' possibile che vengano posti in

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


opera in modo pericoloso? Ma soprattutto potrebbe risultare che i prodotti impiegati per gli ancoraggi e le centine di tutte le gallerie naturali di SPV non rispondano ai requisiti tecnici progettuali e normativi? Se cosi fosse saremmo di fronte al paradosso o a qualcosa di peggio: le principali gallerie di SPV sarebbero inadeguate dal punto di vista della sicurezza per il Tribunale di Vicenza, mentre l'ing. Vernizzi sosteneva che è avvenuto l'adeguamento normativo antisismico e della sicurezza delle gallerie di SPV costando 140mln, aumentando di quasi 458 mln di € il progetto esecutivo salito a 3,2 mld come ha sostenuto anche la Corte dei Conti a Roma. Massimo Follesa, portavoce CoVePA ovestVI

POLITICA

Chi non sa gestire un giornale non può governare il Paese. Quindi chi sa gestirlo...? Il Fatto: Gramsci, un collega da riscoprire Era un filosofo e un politico. Ed era anche, circostanza che a volte è ricordata a margine, un giornalista Antonio Gramsci di cui a fine mese ricorrono gli 80 anni dalla morte (si spense giovane, a 46 anni, il 27 aprile del 1937). Ma il fondatore de l’Unità, era anche un incredibile teorico del mestiere. Inteso, come poteva esserlo negli anni Venti del secolo scorso, anche come processo industriale, di formazione politica, di diffusione (e certo non doveva essere facile arrivare “alle masse” con un giornale scritto, pensando che un terzo del paese era analfabeta). Tra il 26 luglio 1910, quando compare un suo primo articolo su L’Unione sarda, all’8 novembre 1926, quando, parlamentare, fu arrestato con buona pace delle guarentigie democratiche, Gramsci scrive oltre 1500 articoli, molti di critica teatrale. Il libro "Antonio Gramsci. Il giornalismo, il giornalista" curato da Gian Luca Corradi per la giovane casa editrice Tessere (www.tessere.org), ne raccoglie 67, cui aggiunge lettere e riflessioni, oltre a una prefazione di rango come quella dello storico Luciano Canfora e una postfazione di spessore da un “veterano” del mestiere e del Pci come Giorgio Frasca Polara, già portavoce di Nilde Iotti presidente della Camera e per anni firma di punta della politica nel quotidiano comunista. Di Rassegna Stampa

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L’attività frenetica dell’intellettuale sardo, non si interrompe con il carcere. Il suo ragionamento è senso pratico. Pensiamo al “lettore”, elemento fondamentale di chi vuole fare un giornale. Per lui: “I lettori devono essere considerati da due punti di vista principali: 1) come elementi ideologici, ‘trasformabili’ filosoficamente, capaci, duttili, malleabili alla trasformazione; 2) come elementi ‘economici’, capaci di acquistare le pubblicazioni e di farle acquistare ad altri. I due elementi, nella realtà, non sono sempre distaccabili, in quanto l’elemento ideologico è uno stimolo all’atto economico dell’acquisto e della diffusione”. Quello che oggi potremmo chiamare il “mercato” è ben chiaro al pensatore sardo, che ci tornerà con diverse riflessioni. “Non si può parlare di azienda giornalistica ed editoriale seria se manca (…) l’organizzazione del cliente, della vendita, che essendo un cliente particolare (almeno nella sua massa) ha bisogno di una organizzazione particolare, strettamente legata all’indirizzo ideologico della ‘merce’ venduta. È osservazione comune che in un giornale moderno il vero direttore è il direttore amministrativo e non quello redazionale”. I giornali devono vendere. Ma non basta. Chiarisce più avanti: “ Certo l’elemento fondamentale di fortuna per un periodico è quello ideologico, cioè il fatto che soddisfa o no determinati bisogni intellettuali, politici. Ma sarebbe grosso errore il credere che questo sia l’unico elemento e specialmente che esso sia valido ‘isolatamente’ preso. (…) Di una opinione la cui manifestazione stampata non costa nulla, il pubblico diffida, ci vede sotto il tranello. E viceversa: diffida ‘politicamente’ di chi non sa amministrare bene i fondi che il pubblico stesso dà. Come potrebbe essere ritenuto capace di amministrare il potere di Stato un partito che non ha o non sa scegliere (il che è lo stesso) gli elementi per amministrare bene un giornale o una rivista?”. A vedere l’attuale situazione de l’Unità e del Pd, suo partito di riferimento, pare un tragico ammonimento postumo. Gramsci si occupa di tutto: dall’analisi della stesura dei pezzi (il suo modello di chiarezza era la prosa del Manifesto del partito comunista di Marx ed Engels), all’acquisto della carta (per Ordine Nuovo suggerisce di non comprarla dalle cartiere ma recuperare “gli avanzi dei rotoli” da mercanti che li ritirano dalle tipografie), al contenuto del giornale: “È dovere dell’attività giornalistica (…) seguire e controllare tutti i movimenti e i centri intellettuali che esistono e si formano nel paese. Tutti. Cioè con l’esclusione appena di quelli che hanno un carattere arbitrario e pazzesco; sebbene anche questi,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


col tono che si meritano, devono essere per lo meno registrati”. Insomma, un collega da riscoprire. di Eduardo Di Blasi, da Il Fatto Quotidiano

POLITICA / LAVORO

Proposte PSI a Gentiloni, Luca Fantò: voucher stagionali, ferrovie pubbliche, più tasse gioco d'azzardo, defiscalizzazione assunzioni, casa Si è riunito ieri a Roma, presso l'Hotel Quirinale, il Consiglio Nazionale del PSI. Come ci scrive Luca Fantò, Segretario regionale del PSI veneto, che era tra i membri che vi hanno partecipato, «il Consiglio Nazionale ha eletto la Direzione Nazionale, di cui fanno parte i compagni Crema e Larese Fillon di Belluno, Giordani di Venezia ed il Segretario regionale del Partito veneto, ha aperto il tesseramento per l'anno 2017. Il Consiglio Nazionale di ieri ha inoltre approvato ed inviato al Presidente del Consiglio Gentiloni, le proposte del PSI per la "manovrina". I socialisti italiani propongono al Governo: nuove forme di lavoro collegate a voucher stagionali e per le piccole occupazioni; che non vengano privatizzate le ferrovie poiché ciò danneggerebbe i cittadini; l'aumento della tassazione del gioco d'azzardo; la defiscalizzazione per le aziende che assumono; un piano di almeno 500 milioni di investimenti per la casa». Di Emma Reda

« Il PSI infine, - sintetizza Fantò - pur ribadendo il proprio sostegno al Governo, è impegnato affinchè l'intero centrosinistra riesca a collaborare per sconfiggere l'ondata del peggior populismo che sembra voler travolgere l'Italia. Il PSI, oltre a mantenere rapporti leali e costruttivi col PD, è quindi impegnato nel tentativo di creare un'unica coalizione del centrosinistra che veda impegnati PSI, PD, "Art. 1", Campo progressista, Radicali ed anche © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


quelle forze popolari che abbiano una visione progressista della politica».

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

I "Fenomeni", parte II: Cristiano Carrus e Francesco Iorio. BPVi e Veneto Banca non lessero i giornali su UBI e Banco Popolare Sono noti a tutti e ieri li abbiamo ricordati i meriti del "Fenomeno" n. 1, quel Francesco Iorio, che era arrivato il 1° giugno 2015 con Gianni Zonin ancora regnante alla Banca Popolare di Vicenza e che se ne andava il 4 dicembre 2016 lasciando il cugino acquisito Pasquale Luiso ad allenare la Primavera del Vicenza Calcio e i dvd dell'Horror Story scoperta da Alessandro Penati. Il fondatore di Atlante prima lo aveva confermato Ad, puntando 1.5 miliardi delle banche e della CDP che ne avevano sottoscritto le quote su un futuro roseo della BPVI e promettendo agli investitori il 6% di rendimento, e, poi, gli consegnava un'altra valigetta di soldi come buonuscita, dopo quelli ricevuti da Zonin come buona entrata purché a Vicenza lasciasse fare a chi se ne intende, Fabrizio Viola. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Lo stesso manager, inviso a certi poteri, che lo avevano allontanato da MPS con gli esiti che vediamo, e che di fatto, come presidente del Comitato Strategico di Veneto Banca, è il capo del Fenomeno n. 2, l'ad Cristiano Carrus arrivato a Montebelluna il 1° ottobre 2014, otto mesi rima di Iorio a Vicenza, con più tempo, quindi, per mettere le toppe alla gestione, da lui criticata un giorno sì e l'altro anche a differenza di Iorio, che, per lo meno, in Procura ci era andato per denunciare il passato ma pubblicamente evitava di sputare troppo su quel passato per non compromettere definitivamente la residua fiducia nell'Istituto di Via Btg. Framarin. Quelle toppe, però, Viola le ha trovate allargate nell'era Carrus ma l'ex Perito in turismo non ha mai pensato, volente o nolente come Iorio, di dimettersi. Anzi durante il suo "regno" si sono dimessi ben 3 Consigli di Amministrazione in un anno circa mentre lui convive - sembra ben accetto con il 4° CdA succedutosi (di nomina del fondo Atlante) e potrebbe, a

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


questo punto, anche sopravvivere ad Atlante magari "soffocato" dalla Stato anche grazie ai dati consegnati sulle due banche da Iorio e Carrus a Penati poi rimasto "orripilato" da quelli reali... Il sig. Carrus, come detto ieri, era uomo da anni nella scuderia di Egon Zehnder, società di head hunter utilizzata anche dalla BCE, che non vorremo stesse seguendo ora Banca d'Italia per la tipologia e la qualità dei suoi "suggerimenti". L'ad di Veneto Banca, ora sotto "vigilanza" di Viola, è riuscito nel frattempo a raddoppiarsi lo stipendio ed è riuscito a far dimenticare ai media e al "popolo" dei soci che la sua "primogenitura" in Veneto Banca è legata a doppia filo al sig. Vincenzo Consoli e al sig. Francesco Favotto che l'hanno assunto. Sotto la sua responsabilità funzionale è stata redatto il bilancio periodico al 30 settembre 2014, è stato stilato il bilancio definitivo 2014, che lo stesso Carrus ha presentato al CDA di Veneto Banca, e a lui si devono la trimestrale e la semestrale 2015, il bilancio 2015, due piani industriali (tra l'altro "portati" all'attenzione di Francoforte alla BCE e dei CDA di Veneto Banca). È, poi, riuscito Carrus a far dimenticare che, dopo le "pesanti pulizie di bilancio" effettuate per far "dimenticare" la gestione Trinca - Consoli, il 2016 sarebbe stato l'anno del ritorno all'utile (comunicato stampa di ottobre 2015 più ottimistico di quelli di Iorio che a Vicenza allungava la previsione dei primi utili, forsanche perché Vicenza è sempre stata peggio di Montebelluna). E invece sono circa 1,5 miliardi le ulteriori perdite del progetto di bilancio 2016 appena approvato . Carrus, quindi, che è riuscito a far dimenticare di essere stato voluto da Favotto e Consoli e di essere "uomo" di continuità col passato di Veneto Banca, è riuscito anche a far dimenticare che i risultati che il Gruppo Veneto Banca ha ottenuto, prima, nel 2015 e, poi, nel 2016 sono solo in parte il frutto del passato, che lui per più di due esercizi doveva aver già "pulito", come Iorio avrebbe dovuto fare per più di un esercizio alla BPVi. Quei due risultati, da Horror story, sono, invece, frutto anche se non soprattutto di una strategia, che evidentemente ha minato ulteriormente la fiducia nella banca, strategia da lui voluta e portata avanti con clienti, soci e dipendenti. È riuscito a far dimenticare, prima alla Egon Zehnder, poi a chi l'ha assunto e a chi l'ha supportato, quanto accaduto il 10 settembre 2010: Pier Francesco Saviotti, AD del Banco Popolare, annunciava di aver azzerato (un anno e mezzo dopo la nomina) i vertici della Banca Popolare di Verona dopo i magri conti semestrali. Il sig. Carrus di quella Banca Popolare di Verona era il Direttore Generale: un fallimento per l'orgoglioso fenomeno mandato poi in esilio prima in Svizzera, alla controllata banca Aletti, e poi al sempre controllato Credito Bergamasco come direttore territoriale prima di "risorgere" in Veneto. A Montebelluna, forse, e a Vicenza stavolta avrebbero dovuto leggere bene i giornali su Banco Popolare su Ubi Banca e sui loro top manager, poi saliti ai vertici delle due ex Popolari, per evitare di fare scelte poco avvedute (si dice così?) con uomini che si sono venduti bene (o sono stati imposti) come fenomeni ma che fenomeni non sembrano proprio se valgono i numeri. E se i numeri non contano nelle banche, beh allora... amen.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Disoccupati: la Regione Veneto presenta progetti per inserimento temporaneo. Domani esperienze a confronto in un incontro al Palazzo Grandi Stazioni a Venezia La Regione Veneto presenta domani a Venezia, nel palazzo Grandi Stazioni, il bando che finanzia con 8 milioni di euro progetti per l'inserimento lavorativo temporaneo di disoccupati di lungo corso e persone a rischio di esclusione sociale: comuni, associazioni, enti non profit e istituzioni pubbliche avranno tempo sino al 28 aprile per presentare iniziative che prevedano lavori di pubblica utilità ed esperienze di cittadinanza attiva per offrire opportunità di reddito e di inserimento sociale a persone senza stipendio e senza pensione. Di Redazione VicenzaPiù

A presentare il nuovo bando 2017, che dà continuità ad una esperienza attiva in Veneto dal 2009, sono il direttore dell'area capitale umano della Regione Veneto Santo Romano, il direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone, il responsabile della Direzione lavoro Pierangelo Turri e l'assessore al lavoro Elena Donazzan. Al confronto partecipano anche Umberto Piron della Fondazione Cariparo, Paolo Tosato di Confcooperative-Federsolidarietà e il vicesindaco di Pianiga, Federico Calzavara: daranno voce ad alcune esperienze già realizzate nel territorio regionale. Dal 2009, anno di inizio della crisi in Veneto, ad oggi, i progetti di lavori di pubblica utilità finanziati con bandi regionali hanno offerto una opportunità lavorativa a circa 1600 disoccupati, coinvolgendo il 70 per cento dei comuni veneti, con un impegno di spesa per la Regione di circa 6 milioni di euro. Con il bando 2017 la Regione Veneto erogherà sino a 5 mila euro per ogni persona occupata con un contratto temporaneo di sei mesi, che preveda almeno 20 ore di lavoro la settimana e un impegno formativo o di orientamento al lavoro di almeno 14 ore.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Con le risorse del Fondo sociale europeo previste per l'obiettivo inclusione sociale - calcola l'assessore Elena Donazzan - riusciremo ad offrire una opportunità di lavoro a 1300 persone senza reddito, padri e madri di famiglia che hanno perso il lavoro e non hanno più tutele, ad esodati rimasti senza stipendio e senza pensione, a persone a rischio di esclusione sociale. Le persone assunte per progetti di pubblica utilità e di cittadinanza attiva avranno cura del verde e dell'ambiente, si occuperanno della custodia di impianti sportivi e biblioteche, o saranno destinati a servizi culturali e di assistenza domiciliare. All'esperienza lavorativa sono abbinati percorsi di orientamento e di formazione, perché l'obiettivo ultimo dei lavori di pubblica utilità non è solo offrire un reddito temporaneo, ma soprattutto una opportunità di inserimento occupazionale. La finalità ultima di questi progetti è riuscire ad offrire una opportunità concreta di inserimento lavorativo a chi è finito o sta scivolando sotto la soglia di povertà. Le rilevazioni condotte sui progetti attuati negli anni scorsi ci dicono che a dodici mesi dalla conclusione dell'inserimento lavorativo temporaneo il tasso di occupazione lordo è stato del 73%".

FATTI

Festa della Polizia, Roberto Ciambetti: "Lo Stato taglia risorse e non adegua gli organici e i poliziotti combattono una lotta impari contro il crimine" "I cittadini conoscono l'impegno messo in campo dalle Polizia. Sanno che gli agenti devono fare i conti con una delinquenza sempre più arrogante e diffusa mentre le politiche di contenimento della spesa da parte del governo hanno ridotto organici e reso obsoleti i mezzi con cui gli agenti si trovano ad operare". Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, a margine della cerimonia in occasione del 165° anniversario della Fondazione della Polizia di Stato ha voluto sottolineare come "i cittadini del Veneto sanno bene quale sia l'impegno profuso dagli uomini e donne della Polizia, ma sanno anche come le politiche di contenimento della spesa hanno indebolito organici e dotazioni di quanti sono chiamati a vigilare per la nostra sicurezza. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Troppe volte - ha detto Ciambetti - gli agenti arrestano malviventi e se li ritrovano liberi nel volgere di poche ore. Troppe volte si ha l'impressione che i delinquenti siano più tutelati dei cittadini e delle stesse Forze dell'Ordine. I Veneti sanno bene che gli uomini e le donne che vestono la divisa della Polizia stanno facendo l'impossibile per ‘esserci sempre', tanto per citare il motto della festa di quest'anno: ci sono, eccome se ci sono, i nostri poliziotti e poliziotte. Ci sono nel pattugliare le nostre periferie, ci sono nel controllo delle strade e autostrade, ci sono nelle stazioni ferroviarie o sui treni dove non manca la necessità della loro presenza. Ci sono anche nello spazio informatico, dove la Polizia postale svolge un ruolo insostituibile nel contrastare il cybercrimine, la pedofilia, i furti di identità ma anche il contrasto alla criminalità organizzata per non parlare del terrorismo internazionale. La Polizia c'è, c'è anche quando lo stato le sottrae finanziamenti e risorse. I cittadini lo sanno e per questo si stringono sinceramente a fianco degli Agenti di Polizia che combattono una lotta impari contro il crimine."

FATTI

Finco (Lega Nord): “Botte alla propria figlia perché non indossa il velo, il silenzio omertoso non è accettabile" "È inaccettabile che nel 2017 possano ancora esistere dei genitori che per motivi di fanatismo religioso picchiano i propri figli. Non stiamo parlando di Afghanistan, Iraq o qualsiasi altro Paese del mondo, bensì di casa nostra. Quello che mi sorprende e rattrista è che si siano dovuti accorgere i professori e non la comunità islamica frequentata da questo individuo". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale della Lega Nord Nicola Finco che commenta così "la notizia relativa alla 15enne del bassanese picchiata dal padre perché non voleva indossare il velo". Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Si preferisce non parlare e non denunciare perché evidentemente comportamenti come questo sono tollerati - spiega il capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale - La follia dell'estremismo islamico cresce, fa proseliti e colpisce ancora, il tutto con la complicità dei governi UE, che da tempo hanno svenduto la nostra identità e i nostri valori". "Anche il Governo Gentiloni - conclude Nicola Finco - si sta dimostrando ‘molle' e incapace di gestire una pericolosa deriva estremista. Con questa gente non ci sono mezze misure: o noi, o loro".

FATTI

165° anniversario della Polizia di Stato, celebrazioni e riconoscimenti Si è celebrato oggi, 10 aprile, il 165° anniversario della fondazione della Polizia di Stato. A fare gli onori di casa è stato il questore di Vicenza Giuseppe Petronzi che ha esordito così: "Ho l'onore di rappresentare, nel suo 165° anniversario, la Polizia di Stato a Vicenza, dove sto affrontando la mia prima esperienza da Questore. Quest'anno celebriamo il nostro anniversario, aprendoci nuovamente alla comunità ed ai suoi rappresentanti nello spirito del filo conduttore 'esserci sempre'". Il questore ha poi voluto ringraziare i vari reparti della Polizia di Stato: "Sempre in prima linea le Volanti, ambito operativo al quale ho dedicato particolare attenzione, mettendo al servizio della città le risorse più adeguate della Polizia di Stato. L'attenzione delle Volanti è sempre altissima e positivi sono i risultati in tema di repressione dei reati che destano maggiore allarme sociale. Per esempio, i furti con destrezza e le rapine hanno fatto registrare entrambi un calo del 24%; quelli con strappo del 39%. Di Monica Zoppelletto

Di maggiore visibilità sono stati certamente gli apprezzati interventi in Campo Marzo. Si continuerà a lavorare per conferire la cornice di sicurezza che merita questa importante vetrina cittadina. Ci tengo però a sottolineare © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


che si sta efficacemente intervenendo pure in altre aree cittadine meritevoli di attenzione. Altra importante risorsa sono le Unità Operative di Pronto Intervento (UOPI), con mirata specializzazione antiterrorismo, che vengono oculatamente dispiegate nelle situazioni ad alto tecnicismo operativo. La regia di tutte queste attività della Polizia di Stato va ascritta all' Ufficio di Gabinetto su cui grava il delicato impegno organizzativo di tutti i servizi di ordine pubblico e le relative incombenze. Ma la gestione degli eventi, oltre alla fase eminentemente operativa, necessita di quella capacità di analisi che la DIGOS sempre garantisce con centrate previsioni ed intelligenti letture dinamiche. Con ciò riuscendo ad assicurare ciò che, in un periodo delicato in tema di risorse, è assolutamente imprescindibile: ovvero individuare correttamente le risorse adeguate per la gestione degli eventi. La DIGOS è poi imprescindibile presidio verso il rischio più subdolo e di stringente attualità come il terrorismo di matrice fondamentalista. Non trascurando le minacce interne, le nuove declinazioni di questa forma di terrorismo che si sta palesando in altri Paesi europei impone una capacità di analisi del fenomeno, attività info-investigative qualificate ed interventi mirati. In questo settore, strategico è l'impegno in chiave preventiva. In chiave antiterrorismo, l'impianto normativo italiano si presenta all'avanguardia e, tra l'altro, permette alle forze dell'ordine di espletare preventivamente alcune attività strategiche per la sicurezza del Paese. In questa ottica, la DIGOS vicentina ha proficuamente operato con l'espulsione, per motivi di sicurezza nazionale, di un cittadino nordafricano che si era evidenziato per momenti di indottrinamento dal contenuto radicale e violento, sotto la veste di guida di un centro islamico a Noventa Vicentina. La Squadra Mobile - prosegue - è sempre impegnata nelle attività di competenza. Tra queste, di sicuro rilievo le attività a carico di un sodalizio criminoso internazionale di specialisti nel furto di preziosi. Mi riferisco al gruppo dei Pink Panther il cui smantellamento, brillantemente avviato lo scorso anno, è stato recentemente portato a termine, assicurando alla importante e pertinente rassegna fieristica un'adeguata cornice di sicurezza. Al di là degli aspetti più strettamente operativi, devo tributare un particolare merito agli uffici impegnati nell'erogazione di servizi al pubblico dell'intera provincia. È il caso della Polizia Amministrativa con il rilascio dei passaporti e delle licenze per porto e detenzione di armi. In particolare, il settore dei passaporti è stato recentemente al centro di critiche osservazioni frutto di superficiali conoscenze delle problematiche del delicato settore e di una propensione all' allarmismo scarsamente riguardoso di dipendenti operosi che pongono le proprie energie a disposizione di una provincia di circa 870 mila persone. La Polizia Anticrimine assicura, attraverso le misure di prevenzione, quel presidio di legalità di carattere appunto preventivo nei confronti delle fenomenologie che non trasmodano in atteggiamenti criminali di più esplicita e primaria trattazione giudiziaria. Tra gli uffici più oberati della Questura, certamente l'ufficio Immigrazione, impegnato a gestire amministrativamente la posizione di circa 90.000 extracomunitari. Un bacino di utenza enorme che mette a dura prova la capacità di dipendenti competenti e laboriosi che operano in una condizione molto impegnativa. Prezioso il contributo in questo ambito, come in altri, degli impiegati civili a cui va un sentito grazie. L'ufficio Immigrazione è attualmente impegnato in una importante procedura di azzeramento dell'arretrato relativamente al rilascio del permesso di soggiorno. In sei mesi, i tempi di attesa si sono ridotti della metà e si sta

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


lavorando per diminuire ulteriormente i tempi di attesa in vista del periodo estivo. Ufficio del Personale, Ufficio Tecnico Logistico, Settore Amministrativo Contabile e medici della Polizia sono certamente lontani dalle attenzioni della cronaca e sfuggono ad una narrativa avvincente. Ma essi rappresentano senza dubbio le strutture che garantiscono agli altri protagonisti della Questura di operare proficuamente. Sottolineo infine l'impegno della Questura nell'alimentazione delle moderne piattaforme di comunicazione (sito web, facebook, etc.) che il cittadino utilizza ormai abitualmente per reperire informazioni utili". Poi sono le premiazioni degli agenti che si sono contraddistinti durante il servizio. Citiamo la squadra mobile, guidata dal vice questore aggiunto Davide Corazzini pluripremiato (anche per operazioni svolte quando era in servizio a Bologna), che ha ottenuto un encomio per aver scoperto i colpevoli dei furti alla fiera dell'oro e per il ritrovamento del quadro rubato a Villa Valmarana. Encomio anche per la Digos guidata dal vice questore aggiunto Nevio Di Vincenzo che nel 2015 ha espulso un imam a causa dei suoi metodi di insegnamento radicali e violenti. Giorno di festa per la Polizia di Stato che ribadisce di 'esserci sempre' al servizio dei cittadini.

FATTI

Festa della Polizia, Achille Variati: "Grazie per il prezioso lavoro al servizio della comunità" Dichiarazione del sindaco e presidente della Provincia di Vicenza, Achille Variati, per il 165° anniversario della fondazione della Polizia di Stato celebrato questa mattina al Teatro Comunale. "Come sindaco della città e come presidente della Provincia in rappresentanza dei Comuni vicentini ringrazio gli agenti della Polizia di Stato e delle Forze dell'Ordine coordinate dal questore, per l'impegno quotidiano al servizio della comunità. Questo prezioso lavoro è fondamentale per contrastare le varie forme di criminalità, garantire la legalità e favorire il rispetto delle regole che è il fondamento della civile e pacifica convivenza in una società sempre più caratterizzata dalla diversità e dal multiculturalismo. Un grande impegno sul territorio, in città come in tutta la provincia, che ha portato a risultati concreti, come illustrato dal questore nella sua relazione sobria e oggettiva che ho particolarmente apprezzato". Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Festa provinciale Lega Nord a Lonigo, Erik Pretto: "Una marea di gente" Con soddisfazione Erik Pretto commenta il grande risultato, oltre ogni più rosea aspettativa, della due giorni a Lonigo per la Festa Provinciale della Lega Vicentina. "Un successo che francamente non ci aspettavamo perché l'afflusso di persone è stato veramente grande, soprattutto domenica." Una marea di gente, da non poter essere contenuta al Palaeventi allestito al Parco Ippodromo. Hanno potuto ascoltare gli interventi dall'esterno anche le persone che non sono riuscite ad entrare, grazie all'ottima organizzazione tecnica. Un pubblico attento e composto. Tantissimi cittadini, famiglie e molti giovani che calorosamente hanno sostenuto con entusiasmo gli illustri ospiti. Di Redazione VicenzaPiù

Luca Zaia e Matteo Salvini, prima di concedersi alla folla, si sono sinceramente complimentati per il nuovo corso della Segreteria Provinciale di Vicenza, che fin da subito ha dato prova di essere all'altezza del compito di riorganizzazione del movimento, affidato dai Militanti in fase Congressuale. Più di duemila persone hanno fatto sentire la loro vicinanza a tutti i rappresentanti politici. "Una grande iniezione di energia per la politica della Provincia di Vicenza", ha aggiunto Erik Pretto, "Abbiamo bisogno che la gente ci accompagni nelle nostre battaglie, per dare un futuro migliore alla nostra terra e al nostro popolo.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


" Un sentito ringraziamento ai Militanti della Sezione di Lonigo, guidata dall'inesauribile Segretario Giuseppe Gaspari, ad Alessandro Petracca e Leonardo Toto che hanno curato le dirette dei comizi e le interviste, al Segretario di Circoscrizione Fabio Biasin e a Claudia Marzaro per il supporto organizzativo.

FATTI

Superstrada Pedemontana Veneta, il responsabile unico del procedimento: nuovo sequestro gallerie non in relazione con incidente mortale Dopo la notizia del nuovo sequestro delle gallerie della SPV tra Malo e Castelgomberto l'ufficio stampa della Giunta Regionale del Veneto diffonde la seguente nota del Responsabile Unico del Procedimento della Superstrada Pedemontana Veneta: "A seguito dell'incidente mortale avvenuto il 19 aprile 2016, l'Autorità Giudiziaria aveva disposto il sequestro dell'imbocco est della galleria naturale denominata "Malo". Il Concessionario SPV S.p.a. ha comunicato che in data 24.01.2017, a seguito della definizione con il Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) del progetto di messa in sicurezza, l'Autorità Giudiziaria aveva proceduto a un parziale dissequestro per consentire la ripresa delle attività, nella carreggiata nord della galleria. La questione ora posta è, invece, relativa all'utilizzo dei bulloni provvisori che il Concessionario sta utilizzando nel citato progetto di messa in sicurezza, per il sostegno provvisorio della roccia nella calotta della galleria, e della necessità o meno della loro "Marcatura CE". Di Redazione VicenzaPiù

Il CTU la ritiene necessaria; viceversa, il Concessionario, anche sulla base di numerose esperienze precedenti, di quanto riferito dai propri consulenti e della avvenuta accettazione nel recente passato da parte di numerose e qualificate stazioni appaltanti, ritiene non necessaria tale "Marcatura CE" © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


per la messa in opera di bulloni provvisionali. Su richiesta del CTU, l'Autorità Giudiziaria ha disposto un nuovo sequestro dell'area in data 3 aprile 2017, in attesa della definizione della problematica. Va precisato che la questione è del tutto estranea agli adeguamenti normativi intervenuti dal progetto preliminare al progetto esecutivo in materia di sismica e all'applicazione delle "Linee guida per la sicurezza in galleria" che hanno determinato i maggiori costi per la realizzazione dell'opera. La questione non ha neppure nulla a che vedere con le condizioni di sicurezza per quanto riguarda i lavori già realizzati nella galleria di S. Urbano. Da informazioni ricevute dal Concessionario, lo stesso ha ora presentato istanza di incidente probatorio all'Autorità Giudiziaria e si è ora in attesa che ne vengano fissati tempi e modalità di esecuzione".

FATTI / POLITICA

Vicenza: aperitivo del Blocco Studentesco, antifascisti devastano bar Matteotti due giorni prima dell'evento Durante la notte, alcuni non ben identificati soggetti, hanno distrutto la vetrina del bar Matteotti, situato nella medesima piazza, motivando l'atto vandalico con un cartello lasciato sul luogo, riferito all'aperitivo del Blocco Studentesco in programma in settimana. "Ennesimo atto di intimidazione nei nostri confronti - ha dichiarato il movimento nella nota che pubblichiamo - messo in atto da alcuni soggetti della galassia antagonista, i quali, in nome dell'antifascismo militante, questa notte hanno distrutto la vetrina del locale in cui Mercoledì 12 Aprile si sarebbe svolto un Aperitivo informativo e di aggregazione del movimento. Non ci lasciamo intimidire da chi usa le minacce e l'odio ideologico come unico mezzo di azione politica, sia sulla strada e nelle scuole di giorno, che con vigliacche azioni vandaliche al calare della luce, perchè ormai lontano dalle problematiche degli studenti e dei giovani." Di Emma Reda

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Cristiano Rosini si firma come avvocato con i suoi ma non con la Procura. E l'investigatore Andrea Chilese ridenuncia il comandante della Polizia Locale per "usurpazione di titolo" Cristiano Rosini, il Comandante della Polizia Locale di Vicenza, usa ancora il titolo di avvocato quando firma i documenti. Ma, non essendo mai stato iscritto al relativo Ordine, principe del foro non è il comandante già ben noto anche ai telespettatori di Striscia la Notizia per il suo uso "privato" e familiare del permesso Ztl concesso solo per urgenze di servizio, come documentato da VicenzaPiù al sindaco Achille Variati, che si è, però, ben guardato dal mantenere la promessa fatta di riconvocare il consiglio di disciplina che lo aveva "graziato" ipotizzando un permesso di uso libero del permesso. A presentare nuovamente denuncia contro il non avvocato Rosini, dopo la prima che risale al 2012, è Andrea Chilese. Di Emma Grande

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il titolare dell'agenzia investigativa "Angels" , che ci racconta la "storia" della denuncia bis, tempo fa si rivolge al Comune di Vicenza per richiedere lo stato di famiglia di una persona residente in città e di cui conosce nome, cognome ed età approsimativa Ricordiamo che per richiedere questo atto "pubblico" oltre la richiesta scritta serve una marca da bollo da 16 euro e 52 centesimi per le spese. L'impiegata dell'anagrafe centrale preposta al rilascio del documento risponde che nella richiesta occorre indicare anche la data di nascita esatta del soggetto per il quale si richiede lo stato famiglia e che questa necessità, anche se non specificata nel modulo di richiesta, è sottointesa. Chilese chiede di avere motivazioni scritte ma l'addetta al rilascio minaccia di chiamare la Polizia Locale. E poco dopo arriva una pattuglia che, come ha già riferito la stampa locale, prende nota delle due versioni. Questo succede in tarda mattinata ma nel pomeriggio Chilese si ripresenta in Comune e allo sportello c'è un'altra impiegata, diversa da quella trovata poche ore prima, che senza esitazione rilascia il certificato dettando lei stessa la data di nascita da inserire nel documento dopo averla cercata e trovata tramite il compute in dotazione. A questo punto Chilese si rivolge alla Polizia Locale per avere una copia degli atti sul diniego ricevuto la mattina, ma serve il nullaosta della Procura. E così dalla segreteria del procuratore capo Antonino Capelleri Chilese ottiene il nullaosta e, quindi, può recuperare i documenti richiesti. E qui arriva, ci racconta, la sua (ri)scoperta: il comandante Cristiano Rosini nel firmare le relazioni interne si attribuisce il titolo di avvocato mentre nelle lettere con cui le trasmetet alla Procura omette, prudentemete e realisticamente, il titolo. Certo, la laurea in Giurisprudenza c'è e anche la pratica forense, ma nell'albo dell'ordine degli avvocati il suo nome non è mai comparso non avendo completato l'iter necessario ad isxriversi all'ordine degli avvocati. Per questo Chilese lo ha nuovamente denunciato alla stessa Polizia Locale per usurpazione di titolo: "Rosini dovrebbe essere fiero del ruolo che ricopre a Vicenza, se così non è si tolga la divisa e lasci il comando per fare l'avvocato dopo essersi iscritto all'Ordine, però" dice Chilese. "La denuncia, sporta nel 2012, sembra dimenticata - nota Chilese - visto che non se ne è più parlato. Ma da questa vicenda si evince che Rosini nelle relazioni interne si definisce avvocato, forse per apparire più autorevole ai suoi sottoposti con un semplice titolo e non, soprattutto, con l'esempio di totale correttezza, mentre negli atti da consegnare alla Procura al titolo (giusto) di Comandante non premette quello che non ha". È una vicenda che andrebbe chiarita al più presto, anche se "i suoi sottoposti non segnalano questa usurpazione di titolo pur contestando ai cittadini, sanzionandoli, anche il non corretto uso dei titoli di... parcheggio".

FATTI

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Emergenza profughi: nel vicentino record di presenze. I soldi vanno a riempire le tasche di albergatori e cooperative Vicenza è la città più accogliente del Veneto, tanto che i richiedenti asilo rappresentano ormai una vera e propria emergenza. Migliaia di arrivi negli ultimi tre anni hanno causato problemi agli uffici della prefettura che a volte si trova in difficoltà per trovare ospitalità ai profughi. Il ministero per le spese di accoglienza aveva stanziato, nel 2014, 2 milioni 400 mila euro, ma ad oggi sono saliti a quota 36 milioni che dovrebbero durare fino a luglio 2018. Conti alla mano sono più di 70 milioni spesi dallo Stato per gestire i migranti a Vicenza e provincia. I soldi vanno alle strutture alberghiere e alle cooperative che si occupano di fornire assistenza e un tetto ai richiedenti asilo. Un business che arricchisce dunque che si rende disponibile ad ospitare i migranti, basti pensare che l'Hotel Adele, a Vicenza, da anni ormai campa con i soldi che vengono stanziati per dare un alloggio ai profughi tanto da renderlo quasi tutto al completo. Di Emma Grande

Secondo gli ultimi dati ad oggi sono ben 2.244 i migranti ospitati nel vicentino ma, secondo alcune stime, pare che nel giro di un anno siano previsti altri 400 nuovi arrivi. Record non solo di presenze ma anche di finanziamenti visto che per l'anno prossimo la spesa potrebbe raddoppiare quella attuale. Ma come vengono spesi i soldi? Va detto che a gennaio sono stati valutati 1.400 casi e ne sono stati respinti 950. Quindi solo 14 milioni dei 70 totali sono spesi per i migranti che arrivano da Paesi in cui c'è una reale situazione critica.

FATTI

Atti vandalici contro il Bar di Piazza

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Matteotti, Rucco e Baggio chiedono risposte al sindaco I consiglieri comunali di Idea Vicenza Francesco Rucco e Gioia Baggio, dopo l'atto vandalico ai danni del bar in piazza Matteotti chiedono al sindaco Achille Variati e alla giunta comunale quali interventi adoteranno. Nello specifico si legge: gli organi di stampa e TV locale hanno dato notizia di un grave atto vandalico e di intimidazione contro il Bar di Loris Azzolin sito in Piazza Matteotti a Vicenza. La colpa del gestore sarebbe stata quella di concedere il bar per un aperitivo al movimento studentesco di Destra denominato Blocco Studentesco. L'azione va decisamente condannata con espressione di piena solidarietà nei confronti dell'incolpevole gestore Loris Azzolin. Chiediamo quindi a Sindaco e Giunta comunale: 1) Cosa ne pensano dell'accaduto; 2) Se non sia il caso di condannare tale gesto di violenza esprimendo la propria solidarietà al gestore del Bar danneggiato. Di Redazione VicenzaPiù

FATTI

"La Fiamma di Vicenza", un libro che racconta la storia del M.S.I. La Fiamma di Vicenza storia del M.S.I. nella provincia berica. Un libro che racchiude una raccolta storica storica di foto, documenti e interviste dalla seconda Guerra Mondiale agli anni Novanta che racconta la nascita del M.S.I. Fino alla sua trasformazione in Alleanza Nazionale. Francesco Rucco, consigliere comunale di Idea

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Vicenza, a margine della presentazione del libro avvenuta sabato 8 aprile, dice: "La sala era piena tanto che siamo stati costretti a chiudere gli accessi e circa un centinaio di persone sono dovute rimanere fuori. La presentazione ha avuto grande successo". Durante l'incontro sono stati letti alcuni passaggi storici importanti della storia del partito. Di Emma Grande

Gli autori del libro sono: Alberto Rauli, 38 anni, vive a Vicenza. Laureato con lode in Scienze Politiche all'Università di Padova con una tesi sul conflitto nordirlandese, impiegato. Stefania Scussolino, 45 anni, vive a Vicenza. Laureata in Giurisprudenza all'Università di Ferrara con una tesi in Sociologia del diritto, dipendente. Prima ed ultima esperienza editoriale, promettono. Si sono giurati eterno amore, nella buona e nella cattiva sorte, nella salute, nella malattia e nella stesura di questo libro.

FATTI

Rotatoria Auchan, Cicero: "L’assordante silenzio dell'assessore Dalla Pozza (anche) sulla rotatoria Auchan, più volte annunciata, mi costringe a presentare una nuova interrogazione" Il Consigliere comunale Claudio Cicero torna sull'argomento della rotatoria tra strada delle Cattane e viale del Sole, punto nero della viabilità cittadina. "Gli incidenti continuano a funestare quell'intersezione, al ritmo oramai di uno a settimana. E l'Amministrazione tace, dopo aver tanto strombazzato di aver risolto il tema della rotatoria. Un progetto che nessuno ha visto e di cui non

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


si è in grado di sapere nulla dagli uffici. E' ora di rispondere alle esigenze di sicurezza delle migliaia di automobilisti che ogni giorno attraversano quell'incrocio; ed è ora di smetterla di prendere in giro i Vicentini". Di seguito l'interrogazione. Di Redazione VicenzaPiù

Il sottoscritto Consigliere comunale chiede di sapere, premesso che: - da mesi è stata annunciata la risoluzione dell'intersezione Cattane - viale del Sole, mediante la realizzazione di una rotatoria; - gli incidenti proseguono, implacabili, con sempre maggiori costi sociali; - la rotatoria appare l'unico intervento in grado di garantire sicurezza nel peggiore punto nero della viabilità cittadina; - da informazioni assunte sembra che la realizzazione di un'opera pubblica così importante sia stata demandata al privato, a scomputo di oneri dovuti, chiede di sapere: - quali siano i tempi attesi per la realizzazione della rotatoria; - quale sia l'iter approvativo, di appalto e realizzazione dell'opera; - quale sia la struttura comunale incaricata dell'iter per la realizzazione dell'opera, con particolare riferimento alla procedura autorizzativa e di approvazione del progetto; - quali siano i costi e, quindi, lo scomputo di somme dovute dal privato; - se il progetto sia pubblico e opportunamente verificato dalle competenti strutture tecniche del Comune; - quali sono i motivi di un così dannoso ritardo nella realizzazione dell'opera.

FATTI

Banche venete, durante la conferenza

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


continua la protesta all'esterno dell'hotel Mentre all'Hotel Sheraton di Padova è in corso la conferenza stampa di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca all'esterno un gruppo di "irriducibili" ha inscenato una protesta. I manifestanti hanno scandito lo slogan "andremo avanti fino alla fine" e hanno mostrato dei cartelli contro la BPVi. Di Emma Grande

FATTI

Arcigay Vicenza, dalla Cecenia arrivano notizie tragiche: omosessuali vengono internati

Š 2008 - 2017 VicenzaPiÚ - www.vicenzapiu.com


Tra un mese si festeggerà la Giornata Mondiale Contro l'Omofobia e mentre la nostra Associazione, Arcigay Vicenza, ultima i preparativi per il grande evento arriva dalla Repubblica della Cecenia una notizia sconcertante: campi di concentramento vicino Grozny, capitale della Cecenia, dove le autorità stanno internando i cittadini accusati di essere omosessuali. Da febbraio la polizia cecena fa partire una lunga e grande retata nell'indifferenza più assoluta della comunità internazionale e ad oggi si parla di centinaia di omosessuali detenuti, torturati ed uccisi. Arcigay Vicenza è sicura nell'affermare che questo orrore è anche frutto dell'odio coltivato da Putin, dell'omofobia di stato messa in pratica grazie ai cavilli nascosti all'interno di una legge che vieta alla comunità LGBT qualsiasi diritto, fosse anche il solo parlare in pubblico dei diritti, degli amori e delle speranze dei cittadini LGBT. Di Redazione VicenzaPiù

Ciò che ci lascia più allibiti è l'incapacità dell'uomo di imparare dalla storia, tutto questo è già successo, con modalità diverse, nei Gulag della Russia Imperiale e nei Lager della Germania Nazista. Ancora una volta viene presa di mira una comunità di minoranza, ne vengono calpestati i diritti con brutalità e inumanità e la risposta dei cosiddetti paesi civili è una sola: il silenzio. Nessuno ne denuncia l'orrore, nessuno si scaglia contro la Repubblica della Cecenia. Ora non potete più dirci che una legge contro l'omofobia non serva a nulla e che la nostra comunità goda di piena libertà e di pieni diritti. Speriamo in una risoluzione a carattere internazionale svelta e nella piena osservanza dei diritti umani delle vittime coinvolte. La nostra associazione condanna in pieno quest' atrocità che non può e soprattutto non deve passare inosservata. Il nostro pensiero va alle vittime, i loro familiari e amici, a fatica trattenendo le lacrime per quest'atto ripugnante, immondo ed esecrabile.

POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

Aggregazione Aim - Agsm, è fatta in

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


tempo di Via crucis: l'annuncia Variati al consiglio, che potrà... prenderne atto venerdì di Pasqua Dopo le schermaglie iniziali del consiglio comunale odierno (le solite, sia pur utili, domande di attualità e interrogazioni con qualche battibecco con Antonio Marco dalla Pozza a svegliare i non molti consiglieri presenti e l'unica cittadina tra il pubblico) e prima di affrontare stancamente l'Esame ed approvazione del rendiconto del Comune di Vicenza per l'esercizio 2016 (bilancio) la seduta si era scaldata con la polemica sull'ostruzionismo lamentato soprattutto da Liliana Zaltron del Movimento 5 Stelle di Vicenza che, solo dopo una lunga "lotta", è riuscita ad ottenere i dati sugli indici di soccombenza delle varie cause milionarie in corso che, non opportunamenti messi in conto, potrebbero nascondere "Passività potenziali" nei bilanci di previsione del Comune di Vicenza. Ma... ma il bello doveva ancora venire e faceva regalare ai presenti dal solitamente "prudente" Achille Variati il facile scoop della fusione Aim - Agsm. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

In poche parole oggi all'odg c'era la "Richiesta di dibattito presentata il 3.4.2017 dai cons. Rucco, Cicero, Zaltron, Zoppello, Cattaneo e Bastianello, ai sensi dell'art. 18 del regolamento del Consiglio comunale, in merito all'aggregazione tra AIM Vicenza SpA e AGSM Verona SpA". I consiglieri che avevano chiesto il dibattito, indispettiti anche in questo caso dall'opposizione riscontrata nel poter consultare liberamente i dati sulle ipotesi di fusione in esame per il "vincolo specifico" di riservatezza che avrebbero dovuto firmare e richiesto da PWC, l'advisor dell'operazione, per motivi di riservatezza industriale, preso atto che al dibattito non avrebbe presenziato Paolo Colla, amministratore unico del gruppo Aim, chiedevano di rinviare il dibattito e di vincolarlo alla presenza dei vertici dell'azienda pubblica. Prima che i capigruppo si riunissero per decidere se accettare di discutere "solo" le informazioni che il sindaco si diceva pronto a dare. lo stesso Variati li invitava a ben ponderare le loro decisioni sul rinvio perchè " il giorno in cui si dovesse discutere dell'aggregazione e delle sue modalità la decisione potrebbe essere già stata presa e il consiglio sarebbe chiamato

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


non a formulare valutazioni sul futuro ma a espriemre il proprio parere solo sull'approvazione di quanto deciso...". Avvertimento chioro, i capigruppo si riuniscono non i 5 minuti preventivati ma una buona mezz'ora e, poi, decidono di rinviare il dibattito a venerdì di... Pasqua, tempo di Via Crucis. A quel punto i mugugni generali dei consiglieri in Sala Bernarda non si capiva se si riferissero al rinvio o al dover dedicare il venerdì non a comprare le uova Pasquali ma a "scartare" l'uovo della fusione per guardare la sorpresa che ci troveranno. Sorpresa? No, nessuna sorpresa perchè a quel punto Achille Variati annunciava secco: "venerdì non vi lamentate se discuteremo di un accordo fatto in questi due giorni che mancano" tra Aim e Agsm. Aggregazione, quindi, fatta in tempo di "Ceneri" e annunciata oggi con, subito, le opposizioni, Francesco Rucco in testa, a ribattere rivolgendosi a tutti i colleghi inclusi quelli di maggiornza: "signor sindaco, non poteva essere di certo il dibattito di oggi a cancellare la sua strategia di nascondere a tutto il Consiglio ipotesi e modalità di aggregazione tra Aim e Ags...!" Non è parso che dopo l'intervento Achille Variati si sia cosparso il capo di cenere...

FATTI

Fabrizio Viola annuncia che BPVi e Veneto Banca pagheranno il 19 aprile rispettivamente 192 e 248 milioni di euro ai 121 mila soci che hanno transato Pubblicato l'11 aprile alle 15.45, aggiornato col video il 12 alle 1.15. «Il 19 aprile sarà pagato il corrispettivo dell'Offerta di Transazione, pari a 192,8 milioni di euro. Hanno aderito 66.770 azionisti (71,9%), portatori del 68,7% delle azioni comprese nell'Offerta di Transazione. L'8 maggio 2017 parte il fondo per azionisti in condizioni disagiate ("Iniziativa Welfare")». Lo ha annunciato martedì 11 aprile la Banca Popolare di Vicenza (nel video l'intervento di Fabrizio Viola, Ad della BPVi e presidente del Comitato strategico di Veneto Banca di cui proponiamo anche una "pillola" qui) in una conferenza all'Hotel Sheraton a Padova tenuta insieme a Veneto Banca che ha ugualmente rinunciato alla "condizione sospensiva" prevista dal regolamento rendendo efficace

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


l'offerta di transazione. Di Redazione VicenzaPiù

Le adesioni finali pr l'Istituto di Montebelluna sono state pari a 54.374 azionisti, equivalenti al 72,6% del totale portatori e del 67,6% delle azioni comprese nel perimetro dell'Offerta di Transazione. Il riconoscimento economico complessivo è pari a 248,5 milioni di Euro, che verrà pagato entro il 19 aprile. È stato anche ufficializzato, come per BPVi, l'avvio dell'iniziativa a sostegno degli azionisti che versano in condizioni disagiate, attraverso l'istituzione del Fondo da 30 milioni di Euro. Erano presenti Fabrizio Viola, Gianni Mion, Massimo Lanza e Cristiano Carrus. Di seguito pubblichiamo note e i dati ufficiali. Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Vicenza, riunitosi oggi, ha deciso di porre in pagamento il 19 aprile prossimo la somma di 9 euro per azione spettante agli azionisti che abbiano aderito all'Offerta, rinunciando alla condizione sospensiva rappresentata dal raggiungimento della soglia dell'80% delle azioni comprese nel perimetro dell'Offerta. Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Vicenza ringrazia le decine di migliaia di azionisti chehanno dimostrato di dar fiducia alla Banca, per accompagnarla nel percorso di ristrutturazione in corso e rinnova il proprio sostegno ai territori e alle comunità in cui la Banca opera. L'Offerta di Transazione, rivolta a larga parte della base sociale della Banca (circa 94.000 azionisti) e avviata lo scorso 10 gennaio 2017, si era conclusa alle ore 13.30 del 28 marzo 2017, in seguito alla proroga del termine per aderire, inizialmente fissato al 22 marzo 2017. All'Offerta hanno aderito 66.770 azionisti (pari al 71,9% del totale), portatori del 68,7% delle azioni comprese nel perimetro della stessa. Al netto delle posizioni irrintracciabili e di quelle già oggetto di specifica analisi, la percentuale degli azionisti aderenti è pari al 72,9%, corrispondenti al 70,4% delle azioni BPVi rientranti nel perimetro dell'Offerta di Transazione. La somma totale spettante agli azionisti, pari a 192,8 milioni di euro, verrà erogata il 19 aprile 2017. Saranno altresì attivate le esclusive condizioni commerciali riservate a quanti hanno aderito all'Offerta, descritte nel Regolamento dell'Offerta e nei rispettivi Fogli Informativi; il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Vicenza auspica un'ampia adesione a tale iniziativa, a testimonianza degli stretti rapporti con la vita economica dei territori in cui la Banca opera. A seguito dell'esito positivo dell'Offerta di Transazione, a partire dall'8 maggio 2017 si potrà richiedere di aderire all'"Iniziativa Welfare" con la quale la Banca mette a disposizione degli azionisti in condizioni disagiate un fondo per complessivi 30 milioni di euro. Il fondo è un gesto concreto verso le situazioni di impoverimento e grave disagio sociale riguardanti numerosi azionisti risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza e mira a ricostruire la fiducia nella Banca. La richiesta di adesione all'Iniziativa Welfare potrà essere presentata dall'8 maggio 2017 fino al 7 luglio 2017; i termini e le condizioni per aderire sono indicati nel Regolamento dell'Iniziativa Welfare, disponibile sui siti web e presso le filiali delle banche del Gruppo. Si ricorda infine che gli effetti economicopatrimoniali dell'Offerta di Transazione e dell'Iniziativa Welfare sono già stati © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


recepiti nel progetto di Bilancio al 31 dicembre 2016. Il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca, riunitosi in data odierna sotto la presidenza di Massimo Lanza, valutato il risultato definitivo dell'Offerta di Transazione a seguito dei controlli effettuati dalle strutture aziendali, ha deliberato la rinuncia da parte della Banca alla Condizione Sospensiva rappresentata dal raggiungimento della soglia dell'80% delle adesioni e di procedere, conseguentemente, al versamento del riconoscimento economico spettante agli azionisti che abbiano aderito all'Offerta. Il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca ringrazia le migliaia di azionisti che hanno dimostrato di voler accompagnare la Banca nel percorso di ristrutturazione in corso e rinnova il proprio impegno a sostegno dei territori e delle comunità in cui la Banca opera. All'Offerta, rivolta a circa l'85% della base sociale (pari a circa 75.000 soci), hanno aderito complessivamente 54.374 azionisti (il 72,6% circa del totale), portatori del 67,6% delle azioni comprese nel perimetro dell'Offerta medesima. Al netto delle posizioni irrintracciabili, la percentuale degli azionisti aderenti è stata pari al 74,5% circa del totale, corrispondenti al 68,2% delle azioni Veneto Banca rientranti nel perimetro dell'Offerta di Transazione. L'ammontare complessivo del riconoscimento economico spettante agli azionisti aderenti è pari a 248,5 milioni di Euro e verrà erogato entro 5 giorni lavorativi dalla presente comunicazione. Saranno altresì attivate le esclusive condizioni commerciali riservate agli azionisti che hanno aderito all'Offerta. Si ricorda che gli effetti economico-patrimoniali delle predette risultanze dell'Offerta Transattiva sono state già recepite in sede di approvazione del Bilancio 2016. L'accettazione dell'Offerta consente una sensibile riduzione dei potenziali rischi di contenzioso con la base sociale. Inoltre, alla luce dell'efficacia dell'Offerta di Transazione e come già annunciato in data 7 marzo 2017, il Consiglio ha deliberato l'avvio a breve dell'"Iniziativa Welfare", con la quale la Banca ha messo a disposizione un Fondo per complessivi 30 milioni di Euro a sostegno degli azionisti che versano in condizioni disagiate. L'Iniziativa sarà destinata agli Azionisti già rientranti nel perimetro dell'Offerta Pubblica di Transazione ma solamente se Persone Fisiche e/o Ditte Individuali con Azioni depositate presso una delle Banche del Gruppo e il criterio base di valutazione sarà l'ISEE, al fine di semplificare le procedure e accelerare i tempi di esecuzione.

FATTI

Sottrae beni all'erario, le Fiamme Gialle di Vicenza sequestrano 100 mila euro ad un medico Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vicenza nei giorni scorso ha dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari di Vicenza,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dott. Roberto Venditti, a seguito del quale sono stati cautelati un appartamento e relative pertinenze nonché le quote di una società a responsabilità limitata, tutti beni riconducibili a G.S.S., di 59 anni, un medico della provincia di Vicenza. Questo è l'epilogo di una più articolata attività di polizia economico-finanziaria del Reparto del capoluogo berico avviata a tutela della spesa sanitaria, ma poi sfociata anche nell'esecuzione di una verifica fiscale, nei confronti, appunto, del suddetto medico di medicina generale, legato da un rapporto convenzionale con il servizio sanitario nazionale. Di Emma Reda

L'attività di polizia economico-finanziaria nei confronti del medico di medicina generale, esercente anche l'attività libero professionale di odontoiatra, è stata, in prima battuta, finalizzata alla verifica del rispetto dell'Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, ai sensi dell'art. 8 del D.Lgs n. 502/1992. Le indagini avevano consentito di segnalare all'A.G. berica il professionista per truffa aggravata in quanto, pur non avendone i requisiti, aveva comunque percepito indebitamente compensi erogati dal Servizio Sanitario Nazionale per oltre 63 mila euro, relativi alla quota associativa spettante per la medicina di gruppo. Dalla successiva verifica fiscale (all'esito della quale è stata contestata un'evasione delle imposte di 159 mila euro) era poi emerso che, nel corso del 2014, il medico aveva compiuto atti di spoliazione patrimoniale, allo scopo di far venire meno le garanzie a favore dell'Erario, consistenti nell'intestare alcuni beni, tra cui - appunto - gli immobili e la società in sequestro, a soggetti a lui riconducibili. Più precisamente, gli immobili erano stati intestati alla compagna e la società alla madre. Le attenzioni degli investigatori sono state catalizzate, nel caso di specie, dal fatto che le cessioni, benché dichiarate a titolo oneroso, di fatto non erano state poi accompagnate dalle corrispondenti transazioni finanziarie. Nei suoi confronti gli investigatori della Guardia di Finanza di Vicenza hanno ipotizzato, anche sulla base di una serie concordante di circostanze di fatto, la configurabilità del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte accertate in passato dall'Amministrazione Finanziaria per oltre 155 mila euro. La ricostruzione effettuata dagli organi investigativi sotto la direzione della dott.ssa Barbara De Munari, Sostituto Procuratore, ha trovato quindi aderenza nel provvedimento di sequestro e ha permesso -

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


adesso - di assicurare alle pretese dell'Erario un appartamento (e relativo garage) sito in Cornuda (TV), per un valore stimato di 90.000 euro, e la totalità delle quote di una s.r.l., con sede legale in Sovizzo (VI), del valore nominale di 10.000 euro. L'intera operazione delle Fiamme Gialle si è sviluppata facendo leva sulle peculiari funzioni di polizia economico-finanziaria ed è stata condotta tanto sotto il profilo amministrativo-tributario quanto quello a tutela della spesa pubblica con il conseguente sequestro preventivo del patrimonio del professionista, finalizzato all'acquisizione a vantaggio dello Stato dei beni tramite la confisca, che è obbligatoria nel caso in cui il procedimento penale si concluda con la condanna dell'indagato.

FATTI

Cribis, puntualità nei pagamenti: imprese di Vicenza al primo posto in Veneto Le imprese della provincia di Vicenza, dati aggiornati a fine marzo 2017, si posizionano al primo posto in Veneto e seste in Italia in tema di puntualità nei pagamenti commerciali. Ben il 48,2% infatti ha saldato puntualmente le fatture, mentre il 45,6% ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e solo il 6,2% oltre i 30 giorni. Una performance migliore sia della media regionale (44,9% di pagamenti puntuali) sia, nettamente, di quella nazionale (35,6%). Si segnala però il peggioramento dei ritardi gravi, passati in 7 anni dal 3,5% del 2010 al 6,2% attuale. È quanto emerge dallo Studio Pagamenti realizzato da CRIBIS, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese venete nel primo trimestre 2017. Di Redazione VicenzaPiù

"Le imprese venete, come evidenziano i nostri dati, godono di ottima salute e sono affidabili dal punto di vista commerciale. Ci sono importanti segnali di miglioramento nei ritardi di pagamento e in un solo anno sono calati del

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


9,2% i pagamenti giunti con grave ritardo" - commenta Marco Preti , Amministratore delegato di CRIBIS. "Il calo dei pagamenti oltre il mese di ritardo va sicuramente interpretato come un indicatore del miglioramento dello stato di salute delle imprese venete. Anche i fallimenti, altro importante indicatore, mostrano infatti ormai da un paio d'anni una costante riduzione. Le stesse aziende però mettono in evidenza che in questi anni hanno dovuto fronteggiare una situazione difficile, caratterizzata da una riduzione del giro d'affari e una crescita dei ritardi nei pagamenti e degli insoluti.Tutto ciò è quindi la dimostrazione di come la gestione del credito commerciale sia diventata un fattore centrale della vita aziendale, insieme alla qualità dei prodotti e alle strategie commerciali" - continua Preti. "Come CRIBIS siamo un osservatorio privilegiato, essendo il partner delle aziende leader dei diversi settori e di oltre 15000 PMI italiane e perciò possiamo affermare che le aziende che hanno ottenuto le migliori performance sono quelle che hanno utilizzato la gestione del credito come uno dei parametri di segmentazione della clientela, in sinergia con le esigenze e gli obiettivi commerciali. La puntualità dei pagamenti è quindi diventata uno degli elementi chiave per ottimizzare i flussi di cassa e individuare i clienti da fidelizzare e su cui investire. Chi gestisce bene il credito commerciale, non solo incassa meglio, ha una migliore gestione del working capital e riduce l'indebitamento a breve, ma diventa a sua volta più virtuoso verso i propri fornitori, distribuendo quindi risorse liquide all'interno della propria filiera. Possiamo quindi affermare che nel prossimo futuro la gestione del credito diventerà un elemento strategico non solo per la singola azienda, ma un obiettivo più generale che tutto il sistema economico deve perseguire" - conclude Marco Preti. Rispetto al 2010, invece, i ritardi gravi delle imprese venete sono aumentati dell'81,6%, quelli alla scadenza hanno registrato una crescita del 10,6%. Entrando nel dettaglio provinciale è Vicenza la provincia più puntuale della Regione con una percentuale di pagamenti virtuosi del 48,2%. Seguono nella classifica Belluno (47,1%), Treviso (46,4%), Padova (45,6%), Verona (44,9%), Rovigo (41,7%), chiude Venezia con il 38%. Le micro imprese sono le più puntuali, con una percentuale di pagamenti regolari del 46,8%. Seguono le piccole (42,1%), le medie (31,1%) e le grandi, che sono le meno puntuali con una quota pari al 18,4%. Se si guardano i ritardi gravi, invece, la situazione si ribalta, con le grandi ritardatarie nel 3,5% dei casi e le micro con il 7,7%. Per quanto riguarda i settori, l'edilizia è il comparto che gode di maggiore salute, con il 54,8% di pagamenti alla scadenza e solo il 5,8% di ritardi gravi. Male invece il commercio al dettaglio con rispettivamente pagamenti puntuali del 34,2% e pagamenti oltre il mese di ritardo del 10,2%.

FATTI

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Linee di indirizzo sul proseguimento dell’Autostrada Valdastico Nord. Il M5S di Schio presenta una proposta al sindaco Marco Vantin Consigliere Comunale e Portavoce M5S Schio e il Consigliere Comunale Carlo Cunegato di TesSiamo Schio hanno presentato Proposta al sindaco di Schio che riportiamo di seguito. Il proseguimento dell'autostrada Valdastico Nord impatta fortemente nel nostro territorio e oltre che deturpare fortemente il territorio, ha un grande impatto sulla qualità della vita dei cittadini della Val d'Astico e dell'Alto vicentino. Premesso che: L'Italia ha deciso di non gestire in proprio le autostrade ma di affidarle ai privati con la pretesa che questi le conducano con maggiore efficienza. Lo scandalo è che questa concessione autostradale iniziata nel 1956 non è ancora decaduta, nonostante le regole europee impongono una nuova gara. Oggi la concessione è in carico ad una Spa chiamata A4H che incorpora l'autostrada BresciaPadova e altre tre società e frutta alla società quasi un milione di euro al giorno. Eppure lo Stato fa finta di niente e continua a prorogare questo monopolio che potrebbe tenere per sé o riaffidare con una gara redditizia per lo stato. Di Redazione VicenzaPiù

Costruire un'opera pubblica faraonica che sventra una valle per favorire un soggetto privato è scandaloso. E' chiaro che lo scopo della costruzione dell'autostrada è concedere la proroga redditizia della concessione ad una società privata, che così non deve passare per un bando di gara? ? Ad oggi manca un progetto. Il precedente, per ora unica idea in campo, è economicamente insostenibile, perché troppo costoso. Prevede 60 km in galleria, 30 per ogni direzione, che sono la somma dei tunnel del Monte Bianco, del Frejus e del San Bernardo, ma con un traffico risibile. Secondo una semplice stima, per

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


andare in pareggio il pedaggio Piovene RocchetteTrento verrebbe a costare 6080 euro per ogni auto, 150250 euro per ogni camion. Impossibile arrivare al pareggio e di conseguenza, come nel caso della Pedemontana Veneta che pur aveva un progetto più concreto, la spesa ricadrà nelle tasche dei cittadini? ? Le grandi opere autostradali non hanno più senso. Il vecchio modello di sviluppo basato su zone industriali, rotonde e fabbrichette è crollato. L'Europa da tempo cerca di coniugare alta capacità di trasporto e basso impatto ambientale e per fare questo serve puntare fortemente sul trasporto via ferro che ha un impatto infinitamente più basso rispetto alla strada? ? Un'ulteriore follia surreale emerge dagli ultimi accordi sovraregionali: l'autostrada non entrerà in territorio trentino, poiché il "documento conclusivo del comitato paritetico" sottoscritto da Zaia, Rossi e dal Ministro Delrio nel febbraio del 2016 afferma che a Trento potrà arrivare al massimo un "collegamento tra viabilità ordinarie", pertanto c'è il rischio concreto che venga cementificata una valle magari per non arrivare nemmeno al confine regionale. Considerato che: ? il documento finale del Comitato Paritetico siglato da Regione Veneto, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e provincia di Trento cita "lo scenario come sopra individuato sarà sottoposto in via preliminare al CIPE, come previsto dalla Delibera n. 55 del 6 agosto 2015, previa adozione di convergenti atti decisionali a carattere amministrativo degli organi provinciali, regionali e statali competenti, nonché previo svolgimento di una fase partecipativa a livello territoriale"? questo significa che invita gli enti locali del territorio ad aprire una discussione sul tema? ? il "danno occulto" che la mancata messa a gara della concessione comporta per le entrate statali (danno stimabile in oltre 3 miliardi di euro), in questi tempi di austerity si traduce in un potenziale minore trasferimento di fondi statali agli enti locali e quindi indirettamente in un danno anche per i cittadini scledensi viste le minori capacità di intervento dell'Amministrazione comunale? ? la società concessionaria (a maggioranza spagnola) non ha interessi sul territorio e che le ricadute occupazionali per queste grandi opere (vedasi pedemontana per la quale le imprese vicentine coinvolte si possono contare sulle dita di una mano monca) sono risibili se non nulle? ? nel comune di Cogollo del Cengio sono cominciati i carotaggi: questo significa che è necessario approfondire il tema per capire se questa opera sia funzionale al territorio, o l'ennesimo spreco per favorire l'interesse di qualche privato? ? i cantieri avranno una durata presumibile di una decina d'anni, e che la movimentazione di materiale, mezzi e persone comporterà in primis un consistente aumento del traffico pesante insistente sull'area dell'alto vicentino, già sotto forte stress visti i dati sulle polveri sottili, e in secondo luogo un incremento delle necessità di smaltimento di rifiuti industriali, inerti, materiali di risulta, e magari anche rifiuti pericolosi su un'area di competenza del consorzio AVA che dovrà gestire queste necessità tramite le proprie strutture di trattamento? ? questo non è un problema che riguarda solo i comuni sui quali passerà

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


l'autostrada? è un problema che riguarda il futuro di tutto il territorio dell'alto vicentino ed anzi di tutto il paese. CHIEDIAMO AL CONSIGLIO COMUNALE ? di esprimere ufficialmente la posizione di contrarietà al prolungamento della Valdastico Nord? ? di organizzare un'assemblea pubblica per informare i cittadini sull'impatto di tale opera.

FATTI

Scuola, Elena Donazzan: "Docenti devono avere anche requisiti di moralità" Sul caso riportato dalla stampa dell'insegnante dell'istituto Rossi di Vicenza, l'assessore regionale alla scuola, Elena Donazzan, interpella la direttrice generale dell'Ufficio scolastico regionale, Daniela Beltrame. Attraverso la direttrice, l'Assessore si rivolge anche al Ministro Valeria Fedeli proponendole "di avviare una riflessione più approfondita sul reclutamento degli insegnanti - scrive Elena Donazzan - Unitamente al titolo di studio, alla valutazione sulla capacità didattica, credo debba esserci anche un giudizio sulla probità e moralità del docente. Essere docenti è una vocazione e comporta un rispetto di sè e degli altri altissimo, tanto da essere da esempio di autorevolezza soprattutto verso i giovani e verso le loro famiglie. Solo così restituiremo il ruolo che merita la figura del docente nella società". Di Redazione VicenzaPiù

Nel frattempo, l'assessore regionale ha chiesto formalmente alla direttrice Beltrame di intervenire sul caso specifico per "verificare l'accaduto", "il percorso del docente" e "il comportamento tenuto nelle scuole dove è stato chiamato a prestare il proprio servizio". "Mi chiedo se non fosse possibile prevenire tale scabrosa situazione

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


- domanda l'assessore - se non si potesse comprendere che quella persona non era esattamente la più indicata ad insegnare". "Da quanto ho potuto desumere - ricostruisce Donazzan - sono stati alcuni studenti a far emergere i tratti scabrosi della vita del docente, facendo veicolare le immagini". Una reazione, quella degli studenti , che l'assessore interpreta come "una denuncia corale, quasi a chiedere agli adulti, a noi adulti responsabili del loro percorso educativo, di intervenire a fronte di una situazione inaccettabile". "Ai nostri ragazzi chiediamo correttezza nei comportamenti e non solo raggiungimento dei risultati attesi dal percorso formativo - conclude la referente delle politiche regionali per l'istruzione e la formazione Tutti cerchiamo di difendere la scuola come istituzione educativa, e quindi la sua dignità ed onorabilità. Se vogliamo però tutelare la professionalità dei docenti e valorizzare il loro ruolo nella società non dobbiamo, né possiamo, soprassedere ad una riflessione più approfondita del pur doveroso e duro giudizio sul caso specifico. Ecco perché intendo portare all'attenzione del ministero l'esigenza di riflettere meglio, in modo più approfondito, sui requisiti necessari per diventare maestro o professore e sulle modalità di reclutamento del corpo docenti".

FATTI

Sicurezza, Gruppo Forza Italia: “Presentata una Proposta di legge statale a sostegno dei cittadini accusati di eccesso di legittima difesa e delle forze dell’ordine”

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


È stata depositata oggi in Consiglio regionale del Veneto la Proposta di legge statale d'iniziativa dei Consiglieri del Gruppo di Forza Italia, Massimo Giorgetti, Massimiliano Barison ed Elena Donazzan, per l'istituzione di un fondo per il patrocino legale gratuito a favore dei cittadini colpiti dalla criminalità e degli addetti delle polizie locali e delle forze dell'ordine. "In questi ultimi anni - spiega il Capogruppo Barison - i furti in appartamenti e le rapine a mano armata sono in constante aumento e le prime vittime di questi reati sono proprio i cittadini perbene. Tra questi, c'è chi cerca di difendersi come può per tutelare in primis la propria famiglia arrivando, loro malgrado, a ferire o ad uccidere gli stessi rapinatori. In questa direzione, su iniziativa del nostro Gruppo consiliare, si indirizzava il Fondo istituito nella legge di stabilità regionale 2016 (legge n. 7 del 23.02.2016) per il patrocinio legale gratuito a sostegno dei cittadini veneti. Di Redazione VicenzaPiù

Con la stessa finalità, dopo aver ascoltato in audizione le esigenze della Polizia di Stato, avevamo istituito un ulteriore fondo per il patrocinio legale ed il sostegno alle spese mediche degli addetti delle Polizie locali e delle Forze dell'ordine". "Purtroppo - commenta il Vicepresidente Giorgetti il Governo ha impugnato le norme, e i fondi previsti sono stati bloccati per profili di illegittimità costituzionale, poiché in contrasto con la previsione costituzionale contenuta nell'art. 117, che riserva alla potestà esclusiva statale la materia dell'ordine pubblico, della sicurezza e dell'ordinamento penale e per la possibile disparità che ci sarebbe stata con gli addetti delle Polizie di altre Regioni, in contrasto con le previsioni dell'art. 3 della Costituzione. Ora, se l'innovazione proposta dalla norma regionale è comunque valida e attuale, come purtroppo dimostrano frequenti fatti di cronaca locale e nazionale - si vedano i casi Graziano Stacchio ed Ermes Mattielli - non si può accettare che i cittadini subiscano il danno dell'aggressione e poi la beffa di non avere le istituzioni vicine". "Poiché alla Regione Veneto - continua Barison - viene imputato un potenziale trattamento di disparità tra Forze dell'ordine di altre regioni e, visto che la materia in questione è di stretta competenza dello Stato, abbiamo deciso di presentare una Proposta di legge statale affinché sia proprio lo Stato ad introdurre nell'ordinamento forme di tutela a favore delle vittime di questi gravi reati. Non staremo più a guardare spegnersi giorno

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dopo giorno, le vittime della mancanza di tutele giuridiche, come Ermes Mattielli, abbandonato dalle Istituzioni, con la sola colpa di aver difeso la propria famiglia". "Con questa legge - conclude l'Assessore Donazzan - chiediamo che il Governo intervenga con una vera e propria ‘legge Stacchio' a favore dei cittadini colpiti da criminalità e dei Corpi e Forze di polizia, di cui all'articolo 16 della legge 1° aprile 1981, n. 121, con l'istituzione di appositi fondi atti a garantire il patrocinio legale gratuito e il ristoro delle spese mediche. Nello specifico chiediamo che venga istituito un primo fondo per il patrocinio gratuito rivolto ai cittadini accusati di eccesso colposo di legittima difesa o di omicidio colposo, destinato ai cittadini coinvolti in procedimenti penali che, vittime di un delitto contro il patrimonio e/o contro la persona, siano accusati di eccesso colposo di legittima difesa o di omicidio colposo per aver tentato di difendere se stessi, la propria attività, la famiglia o i beni, da un pericolo attuale di un'offesa ingiusta. Un secondo fondo regionale invece servirà per il patrocinio legale ed il sostegno alle spese mediche degli addetti dei Corpi e Forze di polizia, destinato a garantire l'anticipo in toto delle spese mediche, e il ristoro di eventuali quote non rimborsate da assicurazioni e/o risarcimenti, derivanti da cure effettuate presso il Sistema Sanitario, che siano rimasti feriti sul campo durante azioni di prevenzione e di contrasto della criminalità rientranti nelle proprie funzioni e il patrocinio legale gratuito ai Corpi e Forze di Polizia che risultino destinatari di procedimenti legali per scelte intraprese durante azioni di prevenzione e di contrasto della criminalità rientranti nelle proprie funzioni. Solo così facendo potremo dire finalmente di fare un primo passo fondamentale verso una giustizia davvero uguale per tutti che perseguita i delinquenti e difende gli eroi".

POLITICA

I casi Borgo Berga e Dal Molin, il logo Unesco e le sue ispezioni a Vicenza, Parolin provoca: mosse da "politica e versamenti?" Pubblichiamo un contributo di Luciano Parolin che ce lo invia "con la speranza che apra una discussione"Il 15 dicembre 1994, il Comitato per il patrimonio mondiale UNESCO, riunito a Pukhet, in Thailandia, inseriva Vicenza nella lista, sulla base di due criteri: a) Vicenza costituisce una realizzazione artistica eccezionale per i numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio, che, integrati in un

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


tessuto storico, ne determina il carattere d'insieme; b) grazie alla sua tipica struttura architettonica, la città ha esercitato una forte influenza sulla storia dell'Architettura, dettando le regole dell'urbanesimo nella maggior parte dei paesi europei e del mondo intero. Di Luciano Parolin

In questi mesi, la città, a causa dei siti di Borgo Berga, del Tribunale nella stessa area e dell'ex Dal Molin, ha avuto modo di conoscere realmente il Logo Unesco Patrimonio dell' Umanità che Vicenza ha acquisito grazie ad Andrea Palladio e le sue opere. L'Unesco è un organismo dell'ONU delegato alla tutela della bellezza ed è un valido richiamo turistico culturale mediatico per tutti i siti iscritti nella lista. Nel 1996 il riconoscimento dell'UNESCO è stato esteso fino a includere anche le ville palladiane della provincia (altre sedici). Vicenza è quindi uno dei siti UNESCO che possiedono il maggior numero di monumenti protetti: ben 47. I più conosciuti in centro storico: la Basilica, Palazzo Chiericati, il Teatro Olimpico, La Rotonda. Mi domando, chi paga questo marchio? Quali benefici ne abbiamo? L'agenzia dell'Onu per la salvaguardia dei tesori architettonici ha un bilancio di circa 800 milioni di dollari la metà spesi per il personale; ma solo 30 milioni sono impiegati per l'organizzazione effettiva dell'agenzia di cui circa 8 milioni sono spesi per la graduatoria delle candidature e le riunioni; circa 6 milioni per l'assistenza rivolta ai paesi più poveri come la Tanzania con 1,3 milioni di $, a seguire Brasile, Perù, Costarica, Egitto poco meno di 1 milione. L' Italia, i paesi Europei, gli Stati Uniti non ricevono nulla per il patrimonio. L'Italia e il Giappone sono i primi "sostenitori" con 52 milioni di € complessivi. Il Ministero dei Beni Culturali spende 11 milioni di € per le città patrimonio dell'umanità? Risulta quindi che a pagare il Logo Unesco sia l'Italia. E Vicenza, quanto sborsa? Se facciamo un semplice calcolo di costi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


e benefici, i ritorni economici, come afflusso turistico, legati al marchio Unesco sono bassi, meno del 30% (rilevazione de Il Giornale E. Fontana). Un altro studio rileva che i siti Unesco del nostro Bel Paese hanno uno scarso ritorno commerciale, sedici volte inferiore a quelli americani, forse perché l'Italia ha ridotto i contributi al fondo World Heritage a 122 mila € da 163 mila del 2013. Risulta chiaro che più che la bellezza e l'antichità dei nostri gioielli conti la politica e i versamenti. Gli ispettori itineranti dell'Unesco sono venuti a Vicenza per controllare e verificare la conservazione dei siti in "pericolo" ci costeranno oltre 50 mila $ che io farei pagare a coloro che li hanno chiamati in causa con scarso senso civico e recando danni d'immagine alla nostra città. Luciano Parolin

Non c'è traccia chiara del pagamento della Fondazione Roi del quadro del vescovo del '500 Matteo Priuli donato al Museo diocesano: cosa dirà mons. Gasparini ora a mons. Pizziol che già arrossì per il suo ingresso nel Cda Roi? Pubblicato l'11 aprile alle 19.23, aggiornato il 12 alle 23.09. "L'uomo è l'unico animale che arrossisce o dovrebbe arrossire" Scrisse Mark Twain. Le gote del vescovo Priuli, nel perfetto stile dei nobili del tardo 1500, sono pallide come la luna, ma forse il quadro che lo ritrae e che si trova all'interno del Museo diocesano vicentino nasconde bene un imbarazzo postumo dato dalla storia recente del dipinto. Andiamo con ordine, il 14 febbraio del 2014, il Museo diocesano annuncia il "ritorno a casa" del ritratto del vescovo Matteo Priuli (1565-1579), figura storica di rilievo per la Chiesa vicentina. Il dipinto è attribuito a uno degli autori più illustri della scuola del Veronese, Francesco Montemezzano. Si tratta, dunque, di un'opera di grande valore. Di Libero Firmiani

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Per la valutazione, anche interpellando gli esperti, attribuirgli un prezzo certo: le quotazioni di altri quadri dello stesso autore nel 2013 oscillano tra i 20 mila e gli 80 mila euro nei siti delle case d'asta, ma il prezzo a Vicenza dovrebbe essere noto, solite cortine fumogene a parte. Tre anni fa ci pensò, infatti, la Fondazione Roi, allora guidata dal presidente di tutto Gianni Zonin a informarsi e a prenderne nota, anzi ad annotarne il prezzo su un assegno per poi firmarlo. L'ex numero uno anche della Banca Popolare di Vicenza, infatti, decise di intervenire con la cassa della Fondazione (che, oggi, 12 aprile 2017, lo abbiamo saputo, non ne trova traccia nelle voci di spesa in chiaro...) che dovrebbe essere destinata per statuto solo al Chiericati, ma questa è una cosa stranota, per consentire al direttore del Museo diocesano mons. Francesco Gasparini l'acquisto del ritratto da un privato. Né le cronache di allora né il Museo Diocesano resero noti i costi dell'operazione e avere risposte dalla Roi oggi è un'impresa, anche se Ilvo Diamanti, Andrea Valmarana e Giovanna Rossato, le tre nuove guide a trazione BPVi, proclamano trasparenza e voglia di voltare pagina. La notizia della cassa della Roi usata anche per creare consensi là dove conta di fatto non era poi così sbalorditiva. Non era la prima volta, infatti, che la Fondazione Roi interveniva con donazioni a progetti del museo della diocesi se pur non conformi alla mission della stessa Fondazione e che vennero sempre giustificati, fuori e contro statuto, con la vicinanza del compianto marchese Roi alle istituzioni della chiesa vicentina e ai suoi musei. Poco male, si dirà, in una Vicenza ormai abituata a ingoiare di tutto, e non abbastanza per giustificare il rossore di alcun vescovo, né di quello attuale né del '500. Qualcosa, però, non va importanza storica del dipinto a parte mentre la Roi trascurava nei suoi finanziamenti proprio il Chiericati e si dedicava anche alla speculazionie immobiliare dell'ex Cinema Corso. Come spesso accade per chi si addentra nelle faccende del regno Zonin contano, infatti, i nomi, le cariche e gli uomini chiamati a prendere decisioni per istituzioni cittadine. Sarà un caso, infatti, ma proprio il beneficiario indiretto di quel regalo della Fondazione Roi monsignor. Gasparini, che grazie al "dono" dei fondi necessari poté riportare in città il ritratto del vescovo, a distanza di tre anni, si trova nel nuovo Cda della stessa Fondazione. Un caso del tutto nuovo il suo. Per la prima volta un prelato fa parte infatti del Consiglio. Una nomina che ha lasciato non poche perplessità all'ombra dello stesso Duomo, dicono le sue mura. Che da oggi, come da aggiornamento precedente della nostra notizia, scricchiolano sotto il peso dell'introvabilità della spesa per il quadro donato al Museo diocesano nelle voci in chiaro dei

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


vecchi "libri" contabili della Roi nel cui Cda mons. Gasparini siede. Il monsignore, tra l'altro, è entrato nel Cda, regnante ancora Gianni Zonin, non come rappresentate del clero, ma proprio in qualità di direttore del Museo diocesano, carica assunta nel lontano 2006. Niente di male, ma un po', tanto di più dopo oggi, di imbarazzo, forse, sì. Perché, a guardar bene e a pensar male, andreottianamente, nel Cda, che sembra proprio che Zonin si sia preparato per la sua successione, la lista di chi all'ex sovrano deve qualcosa si allunga e di... maggioranza. Non appare, quindi, neanche casuale, per il disegno "urgente" di un Cda in continuità col precedente a trazione Gianni Zonin - Marino Breganze, la coincidenza della data di cooptazione nel Cda Roi, il 23 marzo 2016 e poco prima dell'obbligata uscita del vecchio presidente, di mons. Francesco Gasparini, destinatario di... doni della Roi per il Museo diocesano, e dell'architetto Emilio Alberti, profesionista con incarichi remunerati al Chiericati, che dovrebbe essere finanziato dalla Fondazione. Altri due consiglieri in quota "vecchio conio" sono il (molto) discusso prof. Giovanni Carlo Federico Villa, direttore tecnico o scientifico o onorario a seconda dei tempi e dei casi, ma di certo non direttore tout court, l'unico incarico che gli darebbe statutariamente diritto ad esserci in quel Cda, e Giovanna Rossi di Schio, anzi per la precisione Giovanna Vigili de Kreutzenberg Rossi di Schio, moglie di Alvise Rossi di Schio, stretto amico, in banca e fuori, del re del vino, Se a questi quattro membri del Cda si affiancano i volti dati come nuovi di Diamanti, Valmarana e Rossato, intanto, la maggiranza è "old". Ma se si va a scavare, e noi ci siamo andati, siete proprio sicuri che i tre nuovi nomi voluti dalla nuova banca fossero proprio i tre poi presentati ed oggi attivi? In occasione della conferenza stampa a Palazzo Thiene Achille Variati, che le mura di Via Btg. Framarin e quelle di Palazzo Trissino dicono soddisfatto delle scelte, fece un gesto da par suo: pur essendo stato ufficialmente indicato tra i "relatori" e pur essendo fisicamente nella stanza accanto per la, dimessa, celebrazione dei primi 150 anni della ex Popolare vicentina, il sindaco non partecipò fisicamente, indispettendo così Gianni Mion, che ne avrebbe subito le pressioni, per poter subito dichiarare alla stampa: non c'ero per evidenziare la libertà di decisione della BPVi... Se quattto facce nel Cda attuale della Fondazione Roi non sono, quindi, così nuove, se quelle nuove non sono sgradite ai vecchi volti del potere locale, allora come non essere solidali con le mura del Vescovado che parlano di mons. Pizziol a dir poco irritato perchè avvisato solo a cose fatte? Tutto questo, con molti fatti dimostrati e poche correlazioni, non è completamente vero? Allora Ilvo Diamanti dimostri di non essere caduto nel tranello di dover prestare la sua storia cristallina alla torbida Vicenza, da cui si era finora tenuto lontano, e mantenga ciò che rispose il giorno di quella sua presentazione al nostro direttore che gli chiedeva se sarebebro rimasti i 4

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


consiglieri precedenti: "no, scadranno all'approvazione del bilancio!", disse sicuro il prof. per metà anno a Urbino e l'altra metà a Parigi. Ma il bilancio lacrime e sangue è stato approvato e i magnifici quattro sono ancora lì con gli altri tre a fare o a recitare, magari a loro insaputa?

FATTI

Risposta del Governo ad interrogazione degli onorevoli Zoggia, Bersani e Ragosta sulla Popolare di Vicenza Il Governo ha dato una risposta all'interrogazione depositata dagli onorevoli Davide Zoggia, Pierluigi Bersani e Michele Ragosta (Art.1 Movimento Democratici e Progressisti) per chiedere quali azioni il governo avesse intenzione di intraprendere per scongiurare la crisi della Banca Popolare di Vicenza. Di Redazione VicenzaPiù

FATTI

Sanità, Luca Coletto: "Via superticket nazionale da 10 euro" "Per passare dalle parole ai fatti concreti con decisioni realizzabili senza troppe lungaggini si deve partire dall'abolizione del superticket nazionale da 10 euro e di tutti quelli regionali che, peraltro, il Veneto non ha mai imposto". E' questa l'indicazione dell'Assessore regionale alla sanità del Veneto Luca Coletto, in vista del vertice tra Ministero della Salute e Regioni annunciato dal Ministro Beatrice Lorenzin per il 19 aprile prossimo sulla prospettata abolizione dei

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ticket sanitari. "E' con queste due scelte - aggiunge Coletto - che si possono garantire gli obbiettivi prefissati: venire incontro alle persone meno abbienti; eliminare la disparità di trattamento tra le diverse Regioni, con fughe in avanti come quella della Campania che voleva introdurre il ticket al Pronto Soccorso per gli italiani non residenti in quel territorio; riportare sul pubblico prestazioni che con i 10 euro sono divenute più convenienti nel privato, allontanando la gente dal sistema sanitario". Di Redazione VicenzaPiù

"Contro il superticket - ricorda Coletto - la Regione Veneto aveva fatto anche ricorso, purtroppo perdendolo, ora fa piacere che ci si sia accorti, anni dopo, che di fatto avevamo ragione noi. Ma questo non è il momento delle polemiche - conclude l'Assessore - si deve trovare presto un accordo, con un tavolo tecnico aperto il minimo necessario, e con la consapevolezza di dover trovare il giusto equilibrio tra gli interessi dei cittadini, che sono preminenti, e la sostenibilità del sistema".

FATTI

Professore trans su siti hard, Donazzan: "Scuola deve essere protetta" L'assessore all'Istruzione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, torna sulla vicenda del professore transessuale, che ha prestato servizio all'Istituto Rossi di Vicenza, scovato in alcuni siti hard e che ha ammesso la propria attività alternativa all'insegnamento al preside del scuola vicentina. "Il professore non può restare impunito e nemmeno la scuola inerme - afferma Donazzan. Alla ripresa delle lezioni, paradossalmente, potrebbe accadere che la stessa persona venga chiamata per un'altra supplenza perché non sottoposta ad alcun procedimento disciplinare". "La mia richiesta di ispezione oggi si rafforza per poter dare gli strumenti alla scuola di proteggere gli studenti e la propria onorabilità, già messa molto in discussione - osserva l'assessore

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


regionale -. Di Redazione VicenzaPiù

L'ispezione dovrà anche mettere in evidenza il motivo per cui si sia sottovalutato il fatto che un docente, inserito in una graduatoria come uomo, si sia presentato in una classe di minori avendo subito la trasformazione della propria identità, perché ritengo grave la responsabilità di chiunque abbia sottovalutato questo aspetto inducendo dei giovani minorenni a stimolare una curiosità morbosa che li ha spinti a navigare nella rete in luoghi scabrosi e pericolosi per il proprio equilibrio". "Indurre a comportamenti corretti è uno dei compiti della scuola, che deve essere altresì protetta da un pensiero dittatoriale e buonista che vorrebbe far passare per normale ciò che normale non è - chiosa la referente regionale all'Istruzione -. Il fatto più grave resta la prostituzione ma il quadro complessivo avrebbe dovuto mettere in allerta".

FATTI

Femminicidio a Vicenza, Daniela Sbrollini: “Non lasciamo soli i minori, vittime incolpevoli di queste tragedie” L'onorevole Daniela Sbrollini è intervenuta in merito alla tragedia successa a Camisano Vicentino dove un uomo ha ammazzato la moglie. "Un altro femminicidio, un'altra vittima della violenza del proprio compagno. Sono sconvolgenti i dati che giungono dalle notizie di cronaca nera: gli omicidi sulle donne sono già 20 nel 2017 e sono stati oltre 70 nello scorso anno. Questa volta è successo nella mia provincia, a Camisano vicentino, Vicenza. La tragedia è avvenuta nella casa della coppia: un italiano di 48 anni, Mirko

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Righetto, ha ammazzato a coltellate la propria moglie colpendola sul collo, Nidia Lucia Loza Rodriguez, aveva 37 anni. Le vittime di questa tragedia però sono almeno due perchè oltre alla giovane donna uccisa è rimasta la figlia di tre anni che ora non ha più la madre e si trova con un padre che certamente passera molti anni in carcere. I giovani orfani sono vittime secondarie di questi terribili delitti, che non possiamo lasciare soli. Di Redazione VicenzaPiù

Quest'anno alla Camera dei deputati abbiamo approvato all'unanimità una nuova legge che ha l'obiettivo di offrire agli orfani per reati domestici più tutele mediche, legali ed economiche. Chi viene rinviato a giudizio per omicidio non ha più diritto alla pensione di reversibilità, quella pensione con questo provvedimento sarà invece destinata ai figli della vittima. Inoltre Il fondo per le vittime di mafia, usura e reati intenzionali violenti viene loro esteso con una apposita dotazione aggiuntiva di 2 milioni di euro all'anno per borse di studio e reinserimento lavorativo. Ai figli delle vittime è assicurata assistenza medico-psicologica gratuita fino al pieno recupero psicologico ed è attribuita la quota di riserva prevista per l'assunzione di categorie protette. Se il cognome è quello del genitore condannato in via definitiva, il figlio può chiedere di cambiarlo. Oltre a questi provvedimenti che però hanno efficacia solamente dopo che il dramma è accaduto serve ora investire su un piano che prevenga queste tragedie, per l'isolamento dei violenti, per l'assistenza psicologica per le donne, per le coppie e per i minori coinvolti. Serve immediatamente potenziare le dotazioni per i servizi di assistenza psicologica sul territorio per consentire alle aziende sociosanitarie locali di occuparsi pienamente di queste giovani vittime e per assicurare loro, per quanto possibile, un'esistenza serena e dignitosa."

FATTI

Pd: aggregazione Aim-Agsm positiva. Punti di riferimento rimangono qualità dei

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


servizi e tutela dei lavoratori I democratici vicentini si sono incontrati mercoledì 12 aprile per confrontarsi sul percorso aggregativo AIM-AGSM con la presenza del Sindaco Achille Variati, dell'Assessore al Bilancio e alle Società Partecipate Michela Cavalieri e dell'Amministratore Unico di AIM Paolo Colla. "Sottolineiamo - specifica il Segretario Cittadino Enrico Peroni - la nostra costante azione di pungolo e stimolo nei confronti dell'amministrazione cittadina sull'opportunità di un percorso aggregativo di AIM nel corso di questo mandato. Quest'azione si è basata su due punti cruciali: tutela della qualità dei servizi offerti ai cittadini e garanzie per i lavoratori della società. E soprattutto sul fatto che fosse assolutamente fondamentale che AIM non rimanesse da sola, ma riuscisse a sviluppare un percorso di fusione in grado di rafforzarla." Di Emma Reda

Il dibattito è stato partecipato e ricco di spunti, con 12 interventi che hanno evidenziato alcuni elementi particolarmente rilevanti per il PD vicentino. In primo luogo le garanzie sul percorso aggregativo, con richieste di chiarimenti agli amministratori sulle caratteristiche di AGSM e sull'accordo in previsione su governance, concambio, sinergie, garanzie e piano industriale. Il rapporto tra AGSM e il Comune di Verona negli scorsi anni non è sempre stato limpido, come più volte sottolineato dai consiglieri comunali del PD veronese in questi anni, mentre tra AIM e il Comune di Vicenza si è sempre rispettata rigorosamente la distanza prevista tra socio e azienda, soprattutto dopo l'uscita dall'"in house". Su questo occorrono garanzie chiare sul futuro da parte dell'azienda veronese, così come sui contenziosi pregressi (per fare un esempio, sulla multa da 5.3 milioni comminata nel febbraio scorso dall'Authority per l'energia e il gas nel febbraio scorso). Le risposte hanno chiarito l'attento lavoro svolto dagli advisor e il controllo operato dall'amministrazione, ma è fondamentale che nell'accordo questi aspetti siano ben esplicitati. In secondo luogo è stata evidenziata la necessità, prima del voto consiliare di approvazione del "memorandum d'intesa", di analizzare nel dettaglio l'operazione che ci apprestiamo a portare a compimento. È stata data

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


rassicurazione sul fatto che i consiglieri avranno il tempo di studiare e scegliere con consapevolezza. In terzo luogo abbiamo chiesto garanzie sul fatto che la prossima amministrazione di Verona che uscirà vincitrice dopo le elezioni dell'11 e 25 giugno di quest'anno nella città scaligera sia tenuta a proseguire il percorso e che non siano consentiti cambi di rotta basati sul colore politico della nuova amministrazione veronese. "L'operazione chiarisce Peroni - risponde sicuramente a quanto abbiamo chiesto all'amministrazione nel corso del 2016 con due ODG del Consiglio Comunale (a gennaio e settembre) e una risoluzione del Direttivo Cittadino del Partito. L'amministrazione ha risanato e valorizzato AIM, che nel 2008 era sull'orlo del baratro. Con l'aggregazione con AGSM potrà rispondere all'esigenza economica e normativa di procedere ad un'aggregazione, nell'ottica di migliorare i servizi garantendo il rapporto con il territorio e creando il quinto gruppo che si occupa di servizi ai cittadini d'Italia. Ora, dopo il nostro direttivo, l'Amministrazione e il Sindaco si stanno occupando di definire i dettagli dell' operazione al fine di garantire pienamente le condizioni necessarie ad una aggregazione che tuteli pienamente AIM è il Comune di Vicenza". " Se il percorso di aggregazione - conclude Peroni - con Verona andrà a buon fine noi reputiamo fondamentale insistere con le altre società di servizi pubblici locali del nostro territorio perché entrino anche loro a far parte di questo nuovo grande polo veneto dei servizi (tutto questo in assenza di alcuna regia regionale a differenza di quanto accaduto in Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna)".

FATTI / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

Un'altra storia di una Vicenza svenduta: il Centro Congressi della Fiera di Vicenza. Lo pagarono FIO e Comune, Provincia e CCIA di Vicenza ma ora la IEG di Rimini lo sfrutta fino al 2030 in comodato gratuito Possono tre enti pubblici concedere in comodato d'uso gratuito un immobile di valore a una società di cui detengono solo il 19% delle quote a fronte dell'81% posseduto da un'altra società che non ha speso nemmeno un soldo per costruire tale immobile? Ebbene è quello che è successo a Vicenza per il Centro Congressi della Fiera di Vicenza di proprietà del Comune di Vicenza, della Provincia di Vicenza e della Camera di Commercio di Vicenza che, dopo il primo periodo dal 26 aprile 2002 fino ad aprile 12015, hanno deciso di prorogarne il comodato "gratuito" fino al 2030 a favore Fiera di Vicenza Spa non tenendo contro che a guadagnarci è Rimini Fiera

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


(81%), che, dopo dopo la fusione con Vicenza, possiede l'81% delle quote della nuova Italian Exibition Group (IEG) in cui sono confluiti i due enti fieristici. Di Monica Zoppelletto

E se prima della fusione poteva avere un senso che i tre enti vicentini concedessero l'uso gratuito del centro congressi a una società, la Fiera di Vicenza, di cui detenevano un terzo a testa, ora ci si domanda il perchè della gratuità di fatto a favore della IEG di cui sono titolari solo del 6.33% a testa? Per capire meglio la faccenda bisogna partire dall'inizio. Il Centro Congressi, di proprietà di Comune di Vicenza, Provincia di Vicenza e Camera di Commercio di Vicenza, che ne possiedono un terzo ciascuno, è stato costruito su un terreno il cui diritto di superficie è stato a loro ceduto a tempo indeterminato per 15 milioni di vecchie lire da parte di Immobiliare Fiera di Vicenza poi confluita in Fiera di Vicenza. La costruzione era stata eseguita proprio dall'Immobiliare Fiera di Vicenza grazie a finanziamenti del Fondo per gli Investimenti e l'Occupazione ( FIO) ai tre enti pubblici (visto che il FIO non poteva finanziare società di capiale) per un valore di 14,9 miliardi di lire erogati dalla Regione Veneto su domanda della Provincia nel 1989. Inoltre la stessa Immobiliare Fiera di Vicenza ha, poi, speso direttamente circa 4 miliardi di lire per oneri connessi finanziati con un aumento di capitale sociale da parte dei tre stessi enti per 1,2 miliardi di lire ciascuno. L'atto di consegna definitivo della costruzione, un'opera di pubblica utilità riconosciuta dal FIO, a Comune di Vicenza, Provincia di Vicenza e Camera di Commercio di Vicenza è del 12 giugno 2000 mentre, dopo tutti gli adempimneti e gli "allestimenti", il primo contratto di comodato è stato stipulato, come detto, il 26 aprile 2002, è, quindi, scaduto nell'aprile del 2015 ed è stato prorogato fino al 2030. In sintesi: FIO ha erogato 14,9 miliardi di lire, la Regione Veneto ha fatto da tramite operativo. il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio di Vicenza hanno versato a Immobiliare Fiera di Vicenza 3,6 miliardi di lire per questa costruzione, Fiera di Vicenza ha fatto investimenti per attrezzare nel tempo il Centro Congressi e ora dell'opera di proprietà dei tre enti pubblici vicentini ne godono gratuitamente e per l'81% gli "amici" riminesi...

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Un'altra storia di una Vicenza svenduta.

FATTI

Villa, Rossi di Schio, Alberti e mons. Gasparini si prendano il merito di aver "cooptato" nel cda post Zonin della Fondazione Roi i "nuovi" Diamanti, Valmarana e Grossato e... si dimettano. Per non ripetere lo schema BPVi Riferiremo domani i passi intrapresi nei confronti del (molto) discusso prof. Giovanni Carlo Federico Villa e della sua società, Didakè sas, dall'Università di Bergamo dopo le domande da noi rivoltele (visto che il prof. non ha risposto alla nostra richiesta di chiarimenti) sul direttore tecnico del Chiericati pagato dalla Fondazione Roi da metà 2015 per un anno dopo un anno e mezzo di "attività scientifica" nell'ambito di una "convenzione" firmata a fine 2013 dall'amministrazione Variati sempre con Bergamo ma mai attuata (fu pagato? Da chi?). Villa all'Università è professore associato "a tempo pieno" mentre è direttore onorario del Museo di Piazza Matteotti, un altro "titolo" partorito per lui dai creativi Achille Variati e Jacopo Bulgarini d'Elci e convalidato sua giunta, ma di certo non è mai stato direttore tout court, l'unico incarico che gli darebbe statutariamente diritto ad essere nel Cda della Fondazione Cda in cui è entrato nel 2015. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Riferiremo domani della risposta, chiarissima dei "datori di lavoro" del prof, perchè oggi vogliamo fare qualche altra, forse più importante, domanda alla parte "vecchia" del Cda della Roi, che affianca, frena?, quella che deve dimostrare di essere veramente nuova. La domanda la facciamo ai vecchi membri del Cda che resistono in quello in carica e che a metà 2016 hanno approvato l'ultimo disastrato bilancio, quello 2015, firmato da Gianni Zonin, Marino Breganze e Annalisa Lombardo. La facciamo, cioè, al già citato Giovanni Carlo Federico Villa, a Giovanna Rossi di Schio, anzi per la precisione Giovanna Vigili de Kreutzenberg Rossi di Schio, moglie di Alvise Rossi di Schio, stretto amico, in banca e fuori, del re del vino, all'architetto Emilio Alberti, profesionista con incarichi remunerati al Chiericati, che è (o dovrebbe essere) finanziato dalla Fondazione, e a mons. Francesco Gasparini, destinatario del denaro donatogli dalla Roi per acquistare per il Museo diocesano da lui diretto il ritratto del vescovo del '500 Matteo Priuli, denaro di cui non si trova traccia esplicita nei conti della Roi, neanche fosse stato pagato cash (in nero?) dal precedente proprietario privato. Il neo presidente della Roi Ilvo Diamanti il giorno della (contrastatissima, ma ne parleremo) designazione sua, di Andrea Valmarana e Giovanna Grossato da parte di Gianni Mion, ci assicurò che i 4 consiglieri ereditati da Gianni Zonin sarebbero scaduti all'approvazione del bilancio 2016. Ebbene, fra pochi giorni quel bilancio di una Fondazione demolita dalle gestioni precedenti verrà approvato ma alla presentazione non verranno comunicate le dimissioni di Villa, Alberti, Rossi di Schio e Gasparini perchè, anche le mura della Roi ne parlano, loro, appellandosi allo statuto (quello disatteso più volte nei fatti o nei principi ispirati dal nobile Roi) avrebbero (condizionale... discorsivo) preteso di rimanere in carica fino alla scadenza della proroga del mandato decisa dal precedente trio a capo della Roi in nome della vecchia BPVi e avrebbero contrattato la loro permanenza fino al 2018, marzo presumibilmente. Perchè? Per ripetere lo schema dei consiglieri del vecchio Cda della Banca Popolare di Vicenza targato sempre Zonin che sono rimasti il più a lungo possibile e in maggioranza nella banca anche con Francesco Iorio nuovo Ad creando danni aggiuntivi e quasi più gravi di quelli precedenti? Per coprire responsabilità precedenti, di altri, e anche le ultime, quelle proprie, e per rinviare i passi legali indispensabili e le azioni di responsabilità dovute il cui inizio tardivo potrà aggiungere il danno alla beffa e potrebbe screditare la credibilità dei nuovi tre consiglieri in quota ex Popolare vicentina? Queste domande ci suggersicono un appello. Siccome i consiglieri della Roi non percepiscono neanche gettoni e siccome di sicuro non saranno lì per altri vantaggi, anche quelli di cui abbiamo scritto nel clima di sospetto che la loro presenza alimenta, ma operano solo in spirito di servizio, ne rendano uno, grandissimo, al marchese Giuseppe Roi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


, alla città defraudata anche della sua residua attesa di "cultura" e, soprattutto, alla serenità di chi Mion, tra mille pressioni dei poteri locali resistenti, ha alla fine scelto, scendendo a compromessi con quei poteri, per rimettere ordine là dove esiste solo caos e degenerazione. Allora prendetevi storicamente il, grande, merito di aver accettato la cooptazione, sia pure obbligata, nel Cda della Roi di Diamanti, Valmarana e Grossato e lasciateli liberi di fare, bene, senza essere voi la "maggioranza di blocco" sulle azioni dovute" e dimettetevi appena approvato il bilancio 2016, cari consiglieri del "vecchio conio" Giovanni Carlo Federico Villa, Giovanna Vigili de Kreutzenberg Rossi di Schio, Emilio Alberti e mons. Francesco Gasparini? Il primo effetto di questo "beau geste", che nulla, se in buona fede, dovrebbe costarvi e molto darvi, sarebbe quello di evitare a Ilvo Diamanti, Andrea Valmarana e Giovanna Grossato il dramma di dover presentare loro le proprie dimissioni da un Cda, quello della Fondazione Roi, che, come quello della BPVI, sarebbe, altrimenti, troppo a lungo condizionato, con possibili ricadute anche legali, dai veti possiìbili e dalla presenza ingombrante dei consiglieri reduci dell'era Zonin. Approvate il bilancio 2016, di cui siete totalmente responsabili, e responsabilmente fatevi da parte. magari contrattando un'ultima cosa come in banca hanno fatto il consiglieri per il periodo successivo all'uscita di Zonin: l'assenza di azioni di responsabilità legali nei loro confronti nella persistenza dell'obbligo dei nuovi amministratori di prenderle in esame per i precedenti cda. E le responsabilità morali, chiederanno i puristi? Beh, oggi sono fuori moda... Povero Marchese Giuseppe Roi.

FATTI

Blitz di Lotta studentesca all'istituto Rossi dopo la sospensione dell'insegnante trans Nella notte di giovedì, i militanti di Lotta studentesca, organo giovanile di Forza Nuova, hanno appeso al di fuori dell'Istituto Rossi, uno striscione riportante la scritta: "Tette in fuori e pene eretto La "buona scuola ha un prof perfetto". Il blitz ed il relativo striscione provocatorio sono la conseguenza della vicenda grottesca e paradossale che ha visto coinvolto l'istituto scolastico vicentino. "Al di là della tristissima e agghiacciante vicenda che ha visto coinvolto l'Istituto Rossi", spiega Alessandro Gallo, coordinatore provinciale di Lotta studentesca, "è doveroso richiamare ancora una volta le

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


istituzioni, su quella che dovrebbe essere la prassi da seguire nell'istruzione di ciascun individuo, un'istruzione che dovrebbe avere come pilastri fondanti la decenza, il decoro, il rispetto per la normalità e per la natura umana. Di Redazione VicenzaPiù

Ecco perché abbiamo ragione di ritenere che già la presenza di un professore trans fosse assurda e ingiustificata e di questo dovrebbero rispondere le istituzioni, anche quelle regionali che oggi affermano di essere indignate di fronte all'episodio. Se questo professore non fosse stato beccato in flagranza su un sito di escort, chissà quante menti avrebbe potuto deviare, chissà per quanto tempo avremmo dovuto subire la presenza di una figura i cui parametri di insegnamento partono da concetti completamente deviati e perversi rispetto alla natura umana." "Lotta studentesca", prosegue Gallo, "non abbasserà mai la guardia, non solo nei confronti del permissivismo delle istituzioni scolastiche regionali, (non dimentichiamo che ci sono omosessuali alla direzione di interi comprensori scolastici anche nel vicentino), ma anche e soprattutto nei confronti di una legislazione, che sempre più in maniera pressante, sta invadendo le nostre scuole con percorsi formativi devianti e pericolosi, su tutti l'introduzione della teoria Gender. Lotta studentesca, nel pieno rispetto del ruolo fondamentale della scuola nella crescita di noi ragazzi, ritiene che anche all'interno delle istituzioni scolastiche, si debbano insegnare i veri valori fondanti della nostra società, dove la famiglia naturale rappresenta il perno fondamentale, nonostante qualcuno voglia insegnarci con ostentazione l'esatto contrario".

FATTI

Asili nido, Ruzzante: "Governo ci da’ ragione e impugna ‘Veneto First’; è un primo importante risultato" "Non posso che ritenermi soddisfatto nell'apprendere che, poco fa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare, davanti alla Corte Costituzionale, la Legge ‘Veneto First', rispondendo così

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


positivamente all'appello sottoscritto nei giorni scorsi da tredici associazioni (tra cui Save the Children, UNICEF e Legambiente), a cui ho aderito personalmente inviando una lettera alla Presidenza del Consiglio". Queste le parole, affidate ad una nota, del consigliere regionale di Articolo UNO/MDP Piero Ruzzante che afferma come "ora la Regione debba tornare sui propri passi e il consigliere Barbisan ritirare il suo Progetto di Legge, dato che è assurdo escludere dai servizi sociali migliaia di cittadini veneti". Di Redazione VicenzaPiù

"Il comportamento di Zaia è schizofrenico - commenta il consigliere regionale - gli immigrati pagano la Pedemontana ma non possono iscrivere i propri figli al Nido. Nei giorni scorsi, avevo denunciato il carattere discriminatorio della Legge Regionale n. 6 del 21/2/2017, che norma l'accesso agli Asili nido, introducendo un criterio vincolante di residenzialità. Ora auspico che la Regione prenda atto di essersi infilata in un vicolo cieco e, magari, ammetta di aver approvato una normativa che discrimina, oltre che i nuovi italiani, anche i cittadini veneti". "Zaia - osserva Ruzzante non ha problemi a far pagare agli immigrati residenti in Veneto l'addizionale Irpef per la sua Pedemontana, poi però decide che non sono più cittadini veneti e nega ai loro figli l'accesso ai Nidi: un comportamento, il suo, evidentemente schizofrenico e insostenibile, il Governatore si decida". "Ma soprattutto - conclude Piero Ruzzante - chiedo ai colleghi della Maggioranza di ritirare il Progetto di Legge - Barbisan, che vorrebbe estendere il ‘principio premiante' della residenzialità continuativa a tutti i servizi sociali. Un provvedimento sbagliato, questo, che potrebbe concretamente rovinare la vita ai veneti che per lavoro sono costretti ad andare all'estero (10.000 ogni anno) o anche solo fuori Regione".

FATTI

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Vi.Bicipark stazione: da martedì 18 aprile in funzione 7 giorni su 7 È stato inaugurato questa mattina il Vi.Bicipark stazione, il nuovo parcheggio custodito per biciclette a disposizione di cittadini e turisti nel piazzale della stazione, che sarà in funzione sette giorni su sette - dal lunedì alla domenica -, festivi compresi, dalle 5 alle 00.30, a partire da martedì 18 aprile. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Marco Dalla Pozza, la presidente nazionale di Tuttinbici Fiab Giulietta Pagliaccio, Renata Zorzanello di Tuttinbici Fiab Vicenza, per la cooperativa M25 Michele Resina e Giovanni Artuso, il direttore dei lavori architetto Cesare Pilan e Fabio Frigo dell'impresa Frigo Costruzioni. Di Redazione VicenzaPiù

"Dopo tanti mesi di lavoro e quasi un milione e 200 mila euro investiti nella riqualificazione dell'intero piazzale della stazione, oggi è una giornata di grande festa per la città - ha dichiarato l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Marco Dalla Pozza -: con l'inaugurazione di questo nuovo bicipark, l'amministrazione ribadisce la volontà di continuare ad investire sulla mobilità sostenibile. Esprimo la mia più grande soddisfazione per questo nuovo servizio per la città, frutto di un accordo tra l'amministrazione, RFI, che a messo a disposizione il sedime su cui gravita il il nuovo parcheggio per le bici, FIAB Tuttinbici e la cooperativa M25. Nei prossimi mesi cercheremo di migliorare ulteriormente il servizio, utilizzando al meglio le strutture esistenti con ulteriori investimenti. È di ieri la notizia che il Comune di Vicenza ha ricevuto 150 mila euro per la pista ciclabile di viale D'Alviano, che si aggiungono ai 450 mila euro già stanziati dall'amministrazione. Martedì 18 aprile, inoltre, prenderà avvio il cantiere per la realizzazione della pista ciclabile lungo viale della Pace". "Questo nuovo bicipark è un sogno che si avvera per la nostra associazione di Vicenza - ha spiegato la presidente nazionale di Tuttinbici Fiab Giulietta Pagliaccio - che da più di 30 anni lavora in sinergia con gli enti del territorio per promuovere il tema della mobilità sostenibile. In questi ultimi anni in città stanno cambiando molte cose da questo punto di vista. Ringrazio, pertanto, l'amministrazione di Vicenza che ha avuto il coraggio non solo di progettare ma anche di investire in una struttura come quella che inauguriamo oggi che

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


da' un senso all'attività che come associazione mettiamo in campo a livello nazionale. Grazie a una convenzione con RFI Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), inoltre, stiamo promuovendo iniziative a favore dello sviluppo dell'intermodalità fra bicicletta e treno per sviluppare forme di adeguamento delle stazioni ferroviarie con interventi e strutture che consentano l'accesso con la bici e facilitino l'intermodalità tra due mezzi di trasporto sostenibili". "Esprimiamo il nostro ringraziamento all'amministrazione comunale e a FIAB Tuttinbici per averci coinvolto in questo nuovo servizio a favore della città ha precisato il presidente della cooperativa M25 Giovanni Artuso -. Nei 4 anni di esperienza nella gestione del Vi.Bicipark di ponte San Paolo abbiamo cercato di affinare una serie di servizi legati al mondo delle due ruote (come la ciclofficina, il noleggio e la marcatura come deterrente contro i furti), coinvolgendo anche, in collaborazione con l'assessorato alla comunità e alle famiglie, persone che faticano a inserirsi dal punto di vista sociale". Cittadini e turisti potranno lasciare in custodia la propria bicicletta in un luogo sicuro, provvisto di cancelli, in corripondenza del parcheggio a ovest della stazione: oltre alla presenza degli operatori in determinate fasce orarie (dal lunedì al sabato: dalle 6.30 alle 9.30, dalle 13.30 alle 15.30, dalle 17.30 alle 19.30; domenica e festivi: dalle 7.30 alle 10.30), saranno attivi anche un sistema di videosorveglianza con telecamere collegate al comando della Polizia Locale e un servizio di vigilanza con ispezioni notturne. A occuparsi del servizio di custodia sarà la cooperativa M25 della Caritas diocesana vicentina, che ha già in gestione il Vi.Bicipark di ponte San Paolo. Il nuovo parcheggio custodito costituisce anche un'azione di contrasto ulteriore ai furti delle biciclette: utilizzare la due ruote con la sicurezza di poter tornare a casa con la propria bici è fondamentale per portare un maggior numero di persone ad utilizzare questo mezzo di trasporto sostenibile. In questo senso, Tuttinbici Fiab attiverà presso il Vi.Bicipark stazione una intensa campagna comunicativa per promuovere le buone pratiche d'uso della bicicletta, il contrasto al furto e, più in generale, lo sviluppo della cultura e dell'uso delle due ruote. Per usufruire del servizio ci si dovrà preliminarmente iscrivere presso il VI.Bicipark stazione, negli orari in cui sono presenti gli operatori, e acquistare l'apposita tessera rilasciando una cauzione di 5 euro, che verrà rimborsata alla restituzione della tessera stessa. Al bicipark si accede dal cancello che conduce al parcheggio per auto Metropark. Per entrare basterà, quindi, avvicinare la tessera al lettore posto sul cancello. Il bicipark della stazione ferroviaria potrà ospitare 230 biciclette. Lasciare la bici in custodia costerà 1 euro al giorno. È possibile acquistare un abbonamento mensile (15 euro), bimestrale (25 euro) o annuale (150 euro). Per i possessori di abbonamento ferroviario mensile il costo dell'abbonamento si riduce a 10 euro (quello mensile), 19 euro (bimestrale), 110 euro (annuale). È possibile anche acquistare abbonamenti a scalare per 5 ingressi al costo di 4 euro, da consumarsi entro un anno dall'acquisto. La cooperativa M25, come attività promozionale di lancio del nuovo parcheggio per bici, rilascerà abbonamenti a metà prezzo ai primi 100 nuovi abbonati. Analogamente

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


potranno essere attivati ulteriori titoli a scalare (10 entrate o altro), promozioni per le famiglie ecc. Dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 15.30, sarà possibile riparare la propria bici presso la ciclofficina del bicipark. Ogni seconda settimana del mese, inoltre, dalle 8 alle 15.30, sarà disponibile il servizio di marcatura, che consiste nell'incisione del codice fiscale del proprietario della bicicletta sul telaio della stessa. L'utilizzo del codice fiscale consente, nei casi di ritrovamento, di rintracciare facilmente il proprietario, che è in grado di dimostrare in modo inequivocabile la proprietà della bicicletta. La marcatura, quindi, costituisce un deterrente al furto. Il costo della marcatura è di 2 euro per gli abbonati e di 5 euro per i non abbonati. Il servizio è erogato anche dal Vi.Bicipark di ponte San Paolo, dove continuerà ad essere disponibile per le restanti settimane di ogni mese. A partire da maggio sarà possibile anche il noleggio di bici sia per qualche ora (2 euro per ogni ora) che per l'intera giornata (12 euro). Dopo la sistemazione del piazzale est per il parcheggio delle auto private (130 mila euro) e del piazzale ovest dedicato alla sosta dei bus e dei taxi (170 mila euro), i lavori di realizzazione del bicipark, pari a 140 mila euro, hanno consentito di rimettere a nuovo il parcheggio per bici e moto già presente nel piazzale della stazione, adottando alcune migliorie. In particolare, è stata realizzata una recinzione alta due metri per delimitare il parcheggio e renderlo inaccessibile dall'esterno, con tre cancelli con apertura a scatto automatico (due destinati al passaggio di persone e bici ed uno dedicato esclusivamente ai pedoni). Le tre aperture vengono azionate con le tessere magnetiche degli abbonati, attraverso lettori dedicati. È stata ricavata, quindi, una piccola officina e una guardiania, con operatori presenti in determinati orari della giornata, per il servizio di informazioni e la gestione di abbonati e affiliati. È stato installato un sistema di videosorveglianza direttamente collegato al comando della polizia locale. Sono stati collocati due nuovi punti luce alti 7 metri per permettere la massima sicurezza anche di notte senza servizio di custode. È stata posata una nuova pavimentazione in asfalto e realizzata un'aiuola verde. È stata realizzata una postazione con 10 posti per le bici elettriche (e-bike0). Inoltre, sono state rimosse numerose biciclette abbandonate ed effettuata, quindi, una pulizia generale dell'area coperta dalle pensiline. E' stata rimessa a nuovo anche l'area verde, con potatura degli alberi e lievo dei rampicanti, nonchè rimossi i numerosi arbusti spontanei. Il bicipark della stazione ferroviaria ospiterà, inoltre, 10 bici a pedalata assistita, con apposita rastrelliera, ad utilizzo dei dipendenti e degli amministratori del Comune di Vicenza per gli spostamenti tra le varie sedi e per l'effettuazione di sopralluoghi analogamente. Queste ultime, come le 10 esistenti a Palazzo Trissino e le 10 al Vi.Bicipark di ponte San Paolo, fanno parte delle 30 assegnate al Comune di Vicenza dal Ministero dell'Ambiente nell'ambito del progetto nazionale "E-bike 0", che ha stanziato apposite risorse per rafforzare e integrare azioni di mobilità sostenibile già adottate dai Comuni per ridurre l'inquinamento atmosferico e la congestione derivante dal traffico veicolare e per diffondere la cultura della mobilità sostenibile e l'utilizzo dei mezzi di trasporto ad impatto nullo.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Nelle prossime settimane la polizia locale provvederà alla rimozione forzata di tutte le bici presenti fuori dagli appositi portabiciclette. Chi non volesse usufruire del bicipark può comunque utilizzare le rastrelliere presenti sul retro dello stesso, di capienza molto limitata, oppure quelle di viale Roma.

FATTI

Femminicidio di Camisano, oggi manisfestazione. Giovanni Rolando: "Basta vite spezzate" Giovanni Rolando, coordinatore regionale ReteDem, in occasione della manifestazione di oggi pomeriggio a Camisano Vicentino, a seguito del femmicidio ha scritto una nota che pubblichiamo. Per manifestare un'indignazione sacrosanta. Perchè c'è bisogno, accanto alla personale indignazione e mobilitazione popolare per dire basta alla violenza sulle donne, anche e soprattutto di chiedere ulteriori risposte concrete a tutte le istituzioni. Tra queste un piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere per rafforzare e promuovere azioni di contrasto alla violenza sulle donne e al femminicidio. Un piano che va sostenuto e consolidato con adeguate risorse di finanziamento preventivo e di sostegno. Sono stati sbloccati i fondi ai centri antiviolenza che assistono le donne sul territorio e che rischiano la chiusura? Già diversi hanno dimezzato le attività per mancanza di finanziamenti. Di Emma Reda

"La realtà è che, dei 16,5 milioni previsti per il 2012-2013 dal Piano nazionale anti violenza e dati alle Regioni, poco è arrivato a chi lavora sul territorio: molte Regioni hanno ancora i fondi bloccati" come ha sottolineato la presidenza della rete dei 74 centri Dire. "Non sappiamo quanti soldi siano stati dati e a chi", fa eco Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa che gestisce rifugi e la linea di aiuto 1522.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Ecco forse potrebbe essere utile monitorare in ogni regione e territorio quanto è stato fatto e quanto è ancora necessario fare. Per non arrendersi a queste cifre sconvolgenti che hanno raggiunto numeri impressionanti e a scadenze sempre più ravvicinate.

POLITICA

Otello Dalla Rosa, presidente di Vinova di Vicenza, e Arturo Lorenzoni, candidato sindaco a Padova per Coalizione Civica: ricostruire politica con cittadinanza attiva Arturo Lorenzoni, leader di Coalizione Civica e candidato Sindaco di Padova e Otello Dalla Rosa, Presidente di Vinova di Vicenza, di cui pubblichiamo la nota, hanno avuto modo, durante un incontro programmato, di scambiare alcune riflessioni su quanto sta accadendo a Padova e anche a Vicenza, dove Vinova sta lavorando ad un progetto per le amministrative del 2018, e in Veneto più in generale. Hanno entrambi condiviso che è necessario ricostruire la politica per le città partendo dal coinvolgimento della cittadinanza attiva e dalla partecipazione dei cittadini, diventando questi elementi fondamentali di una vera e propria "rivoluzione" dal basso per il governo delle aree metropolitane del Veneto. Di Note ufficiali

I valori come la solidarietà e l'equità, la tutela delle differenze, un ambientalismo vero e ritenuto chiave di sviluppo positivo delle città, sono elementi fondanti dell'esperienza di Coalizione Civica ma anche del percorso che Vinova sta portando avanti a Vicenza.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Lo sviluppo di sinergie tra le città, una visione comune dell'area metropolitana del Veneto Centrale, hanno ulteriormente costituito terreno di confronto e di intesa. Senza una consapevolezza delle fragilità della nostra società non ci può essere crescita economica e sociale. Modelli di partecipazione e idee non "contro", ma per costruire aggregazioni più ampie: è la sfida alla vecchia politica e ai politici che pensano in primo luogo al proprio posto e nello stesso tempo è sfida ai nuovi populismi e ai localismi della paura. Rimettere in moto la società locale, promuovere le energie dei giovani verso progetti di sviluppo sostenibile e inclusivo, guardare all'Europa come rete politica delle città è l'unico futuro possibile. Dalla Rosa e Lorenzoni hanno anche espresso la piena convinzione che primarie aperte e fatte con largo anticipo rispetto alle scadenze, siano fondamentali per consentire il pieno rinnovamento delle modalità di selezione delle candidature alle elezioni comunali, compattando l'elettorato democratico. Il fatto che non si siano svolte a Padova rappresenta una ferita nel percorso di avvicinamento alle elezioni, che ostacola il rinnovamento civico, di sostanza e di metodo delle politiche locali, ma non impedirà alla forza propulsiva della partecipazione della società civile di portare a Padova un governo realmente nuovo. "Arturo ed io - sottolinea Dalla Rosa - ci conosciamo da tempo e abbiamo sostenuto alcuni temi comuni, ad esempio come l'innovazione sia uno degli strumenti fondamentali per ridare vita alle città ed ai quartieri periferici in particolare. La sua esperienza attuale mostra come partecipazione e cittadinanza attiva siano in grado di rinnovare veramente le politiche locali. Vicenza non deve ripetere gli errori di Padova dividendo chi può rinnovare anche la politica locale. Le primarie vanno fatte presto e devono essere aperte". "Sono stato uno dei relatori all'assemblea costituente di Vinova - racconta Lorenzoni - e penso che i nostri percorsi abbiano molte similarità di contenuti e di metodo. Rappresentano quello che in molte città europee ha portato a governi civici di grande visione e innovazione sociale, Barcellona e Berlino su tutti. L'augurio, per il bene dei cittadini, è proprio quello che possano tornare protagonisti da subito".

ASSOCIAZIONI / FATTI

L'assessore Isabella Sala al presidio silenzioso di Camisano Vicentino contro il femminicidio Sono oltre 500 le persone che oggi pomeriggio hanno sfilato silenziosamente a Camisano Vicentino per ricordare Nidia Lucia Lopez Rodriguez, uccisa dal marito nella notte tra il 12 e 13 aprile, e, insieme a lei, tutte le donne vittime di violenza. L'iniziativa è stata

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


organizzata dai Comuni di Camisano Vicentino e di Vicenza in collaborazione con il Centro Antiviolenza, il Comitato dei sindaci dell'Ulss 8 distretto Est e l'associazione Donna chiama Donna (qui un servizio video). Tra i numerosi amministratori che hanno sfilato nel corteo, che si è concluso con il ricordo di tutte le donne uccise tra il 2016 e il 2017, era presente anche l'assessore d Vicenza alla comunità e alle famiglie Isabella Sala che ha dichiarato: "La violenza sulle donne ferisce la coscienza di tutti. Il centro antiviolenza è a disposizione di tutte le donne per aiutarle a capire che è possibile uscire dal circuito della violenza. Tutti e tutte siamo chiamati ad aiutare le donne a noi vicine perché non debba ripetersi ciò che è accaduto". Per maggiori informazioni sul Centro Antiviolenza clicca qui. Di Redazione VicenzaPiù

FATTI / ASSOCIAZIONI

Professoressa trans dell'Istituto Rossi, Arcigay e suo gruppo Giovani stigmatizzano l'azione di Lotta studentesca e i commenti di Donazzan "Al di là della tristissima e agghiacciante vicenda che ha visto coinvolto l'Istituto Rossi", scrive in una nota il Gruppo Giovani di Arcigay Vicenza intervenendo sul caso della professoressa trans e dei suoi video, "ma soprattutto come studenti, sentiamo doveroso rispondere ad un'azione ideata da un gruppo che, per aggrapparsi ad ideali soggettivi come la normalità e la tradizionalità, ne dimentica

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


altri fondanti quali il rispetto e la civiltà. Ci sentiamo inoltre amareggiati nel comprendere che altri studenti come noi giudichino la competenza di un insegnante in base al suo orientamento sessuale o identità di genere e non al suo operato in classe". Di Redazione VicenzaPiù

"Lotta Studentesca", aggiunge il Gruppo Giovani Arcigay Vicenza, " non ha forse capito che si parla di persone e soprattutto cittadini con una vita uguale a quella di chiunque altro, e come tali hanno il diritto e le capacità di esercitare qualunque tipo di professione qualora ne avessero le adeguate competenze. Ci sentiamo inoltre in dovere di far notare che la società non è basata sulla famiglia tradizionale, quanto invece sul rispetto e la cultura". Sulla questione interviene anche Arcigay Vicenza rispondendo all'assessore Elena Donazzan. "Prima di tutto gradiremmo imparasse ad usare il pronome di genere corretto, una trans FTM è donna, un trans MTF è uomo; ricordiamoci infatti che un/una trans prima di tutto è un'essere umano ed esige rispetto, cosa che sta venendo ampiamente a mancare in questi giorni verso la professoressa. Ci viene da porci prima di tutto la domanda del come mai una brava insegnante, dalla condotta ineccepibile e benvoluta dagli studenti sia costretta a prostituirsi per vivere. Certo è che la vita privata delle persone deve rimanere privata, la prostituzione non è un reato e soprattutto ci chiediamo se a prostituirsi fosse stato un'uomo eterosessuale o una donna eterosessuale, ci sarebbe stato tutto questo clamore? Sentire poi tirare in ballo il concetto di moralità fa sorridere, pare infatti di essere tornati al medioevo. Ci spiace che la Donazzan non abbia accettato il nostro invito per il famoso spettacolo Fa'afafine, avrebbe avuto modo di vedere finalmente con i suoi occhi da vicino che non esiste solo il bianco ed il nero ma che il mondo è composto da una infinità di colori. E' stata un'occasione bellissima per vedere centinaia di studenti dialogare con gli attori per capirne di più".

FATTI / LAVORO

Operaio serbo schiacciato da lastra di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ghisa a Santorso: nel 2017 è quinto morto sul lavoro a Vicenza, fra poco non se ne parlerà più Da IlGiornalediVicenza.it di ieri: "Operaio 25enne muore schiacciato da lastra di ghisa. SANTORSO. Tragedia poco dopo le 16 nell'azienda Dall'Alba di via IV Novembre. Un operaio di 25 anni, Milos Cvejic, di origini serbe è stato travolto e schiacciato da una pesante lastra di ghisa. L'incidente è avvenuto all'interno della ditta durante la movimentazione di materiale con il carroponte. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco e il personale sanitario del Suem. Ogni tentativo di rianimarlo è stato purtroppo inutile. In azienda sono intervenuti anche i carabinieri e i tecnici dello Spisal che stanno compiendo accertamenti". Sono le solite scarne frasi che riportano la notizia di un altro lavoratore morto. E' il quinto, di cui si ha notizia in provincia di Vicenza, dall'inizio dell'anno. Di Giorgio Langella

Sono 20 in Veneto che risulta la regione con il massimo numero di caduti sul lavoro. In Italia sono circa 170 i morti per infortunio nei luoghi di lavoro che diventano oltre 340 se si considerano i deceduti nelle strade o in itinere. Tra qualche ora non ci sarà più traccia, neppure nelle notizie, di Milos Cvejic. Sarà uno dei tanti uccisi mentre si guadagnava da vivere lavorando. In questa nostra società indifferente e sempre più cattiva per qualcuno sarà solo un immigrato in meno. Ci gireremo dall'altra parte e continueremo nelle nostre solitudini. Le questioni del lavoro, la sua precarietà, la mancanza di sicurezza, i ricatti continui che si devono subire per poter lavorare, i salari insufficienti dovrebbero essere affrontate con determinazione e unità dalle organizzazioni politiche e sociali. Così non è in un sistema sempre più individualista nel quale la solidarietà è vista con sospetto e la coscienza di classe è considerata una cosa vecchia e negativa. Bisogna ricominciare a lottare, a costruire un progetto di cambiamento. Agire perché il lavoro ritorni ad essere uno strumento utile alla crescita e al riscatto della persona e della collettività. Le forze politiche e sindacali si rendano conto che la sicurezza

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


sul lavoro è una priorità e che non è accettabile che si resti indifferenti e, nel migliore dei casi, attoniti di fronti alle tragedie del lavoro e che si faccia poco o niente di concreto perché considerate ormai "eventi naturali". Non è così le morti sul lavoro sono delitti veri e propri. La solidarietà non basta.

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Bpvi: in cantiere la richiesta di revocatoria contro Gianni Zonin, Samuele Sorato & c. "L'azione revocatoria verso gli ex vertici BPVi sarà presentata dopo Pasqua": lo afferma Nicola Brillo su Il Mattino di Padova e a riferirne è VeneziePost. Il collega scrive che "A preoccupare sono i repentini passaggi di proprietà che hanno visto protagonisti l'ex presidente Gianni Zonin e l'ex direttore generale Samuele Sorato. Molti dei quali sono avvenuti durante i difficili mesi del crollo delle azioni dell'istituto. Dall'istituto di via Battaglione Framarin non viene però confermata l'azione. La banca presieduta oggi da Gianni Mion ha chiesto un risarcimento danni patrimoniali e di immagine, a 32 ex manager per 2 miliardi". Brillo, ripercorrendo le vicende che hanno portato ad arrivare a tale somma, ricorda che Zonin, "il 6 dicembre scorso, ha depositato tramite i suoi legali un atto di citazione contro la banca, gli ex dirigenti Sorato e Giustini e quattro compagnie assicurative" che abbiamo pubblicato integralmente in esclusiva qui su VicenzaPiù mercoledì 22 marzo scorso. Di Edoardo Pepe

"L'obiettivo di quell'azione - aggiunge Brillo - è stabilire se c'è stata responsabilità dell'imprenditore vitivinicolo (per colpa o per dolo). In particolare ad interessare è il rapporto con le assicurazioni, che hanno sottoscritto polizze che garantiscono i manager da richieste danni a loro ascritti nella conduzione delle società. Ma questo tipo di contratto, si tratta di una manleva, è valido solo se non è dimostrato il dolo del manager. Si tratterebbe di alcune decine di milioni, che le assicurazioni pagherebbero "al posto" di Zonin se non viene dimostrato l'intenzione nelle sue azioni".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI / POLITICA / AMBIENTE

Bretella, Giorgio Sinigaglia per Comitato Zona San Giovanni: Venezia rispetti direttive UE e tuteli salute, ambiente e "marchio" Unesco Martedì 11 aprile il Presidente del Comitato Zona San Giovanni Giorgio Sinigaglia ha incontrato a Venezia sulla questione della bretella tra Maddalene e Villaggio del Sole l'assessore regionale Elisa De Berti, i tecnici ANAS e l'Ing. Giuseppe Fasiol, Dirigente Regionale Direzione Strade Autostrade e Concessioni Infrastrutture di trasporto, per ribadire che la nuova opera infrastrutturale dovrà rispettare le direttive europee a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. Nella nota diffusa oggi Sinigaglia afferma: "Pretendiamo che il progetto esecutivo in fase di stesura, oltre che accogliere le osservazioni presentate dai portatoti d'interesse, rispetti le diretti europee in materia di ambiente e salute. Abbiamo voluto questo tavolo per ribadire quanto andiamo a dire da tempo". Di Edoardo Pepe

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Se da una parte c'era la necessità di

dare una risposta alla problematica del traffico che causa forti disagi agli abitanti di Maddalene e Villaggio del Sole, oggi - prosegue Sinigaglia abbiamo il dovere di realizzare un'opera che non deturpi il paesaggio, anche il linea con le indicazioni date recentemente dalla HIA per la valutazione di impatto sul patrimonio UNESCO della Città di Vicenza, e a salvaguardia dell'ambiente e della salute dei cittadini". "Ci tengo ad evidenziare che la nuova arteria - aggiunge il Presidente del Comitato Zona San Giovanni Giorgio Sinigaglia - si inserisce in un contesto oggi totalmente a vocazione agricola che, tra le altre cose, vede proprio in zona San Giovanni-Maddalene la presenza di luoghi dall'elevato valore ambientale come le zone umide e le risorgive che vanno ad alimentare la roggia Seriola che a sua volta confluisce nella "Boia", ambiente tutelato dalla normativa regionale. Particolare attenzione dovrà essere posta nella progettazione dei sistemi per l'abbattimento degli inquinamenti acustici, atmosferici e del dilavamento del sedime stradale, per evitare in questo caso che olii e inquinanti vadano a finire nel delicato sistema delle acque superficiali caratteristico della zona". "Per questo motivo - conclude il Presidente Sinigaglia - abbiamo portato al tavolo delle proposte per far sì che tutte queste problematiche vengano analizzate e definitivamente risolte in sede di progettazione esecutiva. Visto l'importante impegno economico della Regione del Veneto, è primario interesse che l'ente operi per far sì che l'opera abbia caratteristiche di eccellenza e che sia un esempio anche per le opere future. Ci auguriamo, per il bene comune, che gli enti interessati si facciano parte attiva per costruire un'infrastruttura ad impatto zero".

POLITICA / AMBIENTE

Pfas, UE: "nessun fondo europeo". Bizzotto: risposta scandalosa e inaccettabile, Bruxelles tiri fuori i soldi!

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


L'eurodeputata della Lega Nord Mara Bizzotto torna alla carica sul caso Pfas con una nota che pubblichiamo che si può sintetizzare così: "La UE ha il dovere di intervenire con fondi straordinari in favore di Regione Veneto e Enti locali per tutelare la salute dei cittadini e bonificare le aree inquinate". Nessun fondo europeo verrebbe stanziato, esordisce Bizzotto, per il caso di inquinamento da Pfas del Veneto perché, secondo la Commissione UE, "spetta agli Stati Membri decidere se siano necessari o meno fondi supplementari". E' questa la risposta che il commissario UE all'Ambiente, Karmenu Vella, ha dato all'europarlamentare vicentina della Lega Nord, Mara Bizzotto, che aveva presentato un'interrogazione all'esecutivo comunitario chiedendo formalmente "a Bruxelles di stanziare fondi straordinari per garantire soluzioni di approvvigionamento idrico per cittadini, imprese agricole, allevamenti e per la bonifica delle aree inquinate". Di Emma Reda

"Quella della UE è una risposta vergognosa ed inaccettabile, che dimostra ancora una volta l'inutilità e la lontananza dell'Europa rispetto ai veri problemi dei cittadini e del nostro territorio" è, quindi, il duro commento dell'eurodeputata leghista che aggiunge: "E' scandaloso che la UE si lavi le mani di fronte ad un problema così grave ed esteso di inquinamento da Pfas che coinvolge la salute di 250 mila cittadini di 31 Comuni del Veneto tra le Province di Vicenza, Verona e Padova. Ed è doppiamente scandaloso che, di fronte ai notevoli sforzi economici e all'impegno che la Regione Veneto sta mettendo in campo per risolvere questo problema, l'UE si rifiuti di contribuire e di aiutare, negando lo stanziamento di fondi straordinari per affrontare l'inquinamento da Pfas". Dopo questa risposta "choc" da parte di Bruxelles, l'europarlamentare leghista Bizzotto è tornata alla carica e ha presentato una nuova dettagliata richiesta all'esecutivo UE sotto forma di interrogazione urgente perché, afferma, "la Commissione UE si sbaglia di grosso se pensa che ci fermeremo di fronte a questo assurdo muro di gomma europeo, perché qui c'è in gioco il futuro del nostro territorio e la salute di centinaia di migliaia di cittadini".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Servono centinaia di milioni di euro per il nostro territorio - conclude l'on. Mara Bizzotto - e l'Europa, in una situazione così delicata, ha il dovere di intervenire per assicurare fondi e aiuti straordinari in favore della Regione Veneto, degli Enti Locali, delle imprese agricole e dei cittadini che si trovano a subire i costi e i danni ambientali e sanitari di questo inquinamento".

DIRITTI UMANI / FATTI / SCUOLA E FORMAZIONE

Professoressa trans del Rossi, "difendono" le scelte personali We Want Sex, Starfish e TransFormazione: se trans non può insegnare, fascista Elena Donazzan non sia assessore Sul "caso" della insegnante trans del Rossi di Vicenza, che ha generato prese di posizione opposte e più o meno condivisibili, quando si valuta una persona per le sue scelte personali e non per la sua professionalità, ma anche un'azione dimostrativa davanti all'Istituto scolastico, pubblichiamo dopo questa "prefazione" anche quella dell'Assemblea permanente We Want Sex, di Laurella Arietti di progetto TransFormazione e del Collettivo Starfish. Vorremmo contribuire a farne discutere senza preconcetti e nel rispetto di chi viene considerato "non normale" in base a concetti che molti accettano, altri no in ciò stesso mettendo in discussione l'universalità della "definizione" della normalità (nella foto un altro caso di trans che insegna, ndr). Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

A noi piace dare spazio a tutti ma facciamo una, sia pur irriverente, domanda per invitare a un confronto che non sia solo scontro ideologico: "è stato giusto crocifiggere Gesù Cristo solo perchè non era un nomale ebreo"? Il direttore

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Immagina di essere un'insegnante precaria, non è poi così difficile, e finalmente hai la possibilità di fare una supplenza in un istituto scolastico nella materia in cui ti sei preparata. Al termine della tua supplenza alcuni studenti, solo ed esclusivamente perché sei una donna trans, decidono di indagare sulla tua vita privata e all'improvviso, per alcune foto trovate in internet, la tua vita viene sbattuta sulle prime pagine dei quotidiani. Addirittura l'assessora all'istruzione, formazione e lavoro della tua regione dichiara che dovresti essere sospesa dall'incarico, radiata dalle graduatorie d'istituto e sostiene che le persone come te non dovrebbero insegnare in base alla loro natura. La tua professionalità in quanto insegnante viene giudicata in funzione della tua vita privata, dei tuoi gusti sessuali e del tuo genere. Nessuno si chiede se hai svolto bene il tuo lavoro? In definitiva immagina che si stia consumando una caccia alle streghe e che l'obiettivo sia tu e che il motivo sia soltanto la tua identità di genere transessuale. Non serve immaginare, ciò è accaduto proprio in questi giorni nella nostra città. Questa insegnante ha infranto la legge? Ha mancato alla sua professionalità? Assolutamente no, nulla di tutto questo. Questa insegnante svolge semplicemente un altro lavoro, è una sexworker che esercita la sua professione in luoghi reali e virtuali rigorosamente per adulti e nettamente distinti dagli istituti scolastici. È una donna precaria come tante, una persona trans che ha deciso liberamente di usare le proprie competenze cognitive e sessuali per arrivare a fine mese, una professionista impeccabile vittima di un doppio pregiudizio: quello contro le persone trans e quello che investe il lavoro sessuale. L'assessora Elena Donazzan ritiene che una persona transessuale non possa fare l'insegnante. Noi riteniamo che una persona con incarichi istituzionali non possa essere fascista, non debba effettuare discriminazioni di genere, né per nascita né per elezione e soprattutto in questo caso, fare dichiarazioni palesemente transfobiche. Cara Donazzan, il nostro non è uno stato etico, ma uno stato di diritto. Spesso hai esternato dichiarazioni razziste, omofobe e transfobe, la doppia morale non vale. Vorremmo ricordare che il codice deontologico degli insegnanti impone ad essi la dignità e il rispetto della persona, che esclude ogni discriminazione per razza, sesso, credo politico e religioso, provenienza familiare, condizioni sociali e diverse abilità, e il rispetto del pluralismo delle idee. A noi sembra che a non rispettare il codice deontologico degli insegnanti sia proprio l'assessora all'istruzione. Pensiamo che la vicenda sia stata gestita a livello mediatico attraverso un linguaggio errato e non rispettoso della dignità della persona, in modo strumentale per fomentare l'odio e la discriminazione, stigmatizzando le persone trans ed il lavoro sessuale. Noi siamo dalla parte di questa insegnante e crediamo che ciò che servirebbe all'istruzione siano delle politiche di integrazione ed educazione

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


alle differenze che tengano conto delle diverse identità di genere e dei diversi orientamenti sessuali sin dai primi gradi d'istruzione scolastica. Solo in questo modo potremo educare i/le giovani al rispetto delle persone, della loro dignità, della loro sfera sessuale ed affettiva che in questo ed altri casi è venuto a mancare. Assemblea permanente We Want Sex Laurella Arietti progetto TransFormazione Collettivo Starfish

Fusione Aim - Agsv Verona, chi teme il bis della Fiera a Rimini? La maggioranza Ieri in Sala Bernarda si sono alzate voci che hanno invitato a non ripetere per Aim Vicenza con Agsm Verona la fusione con "delocalizzazione" e taglio di personale già avvenuta per la Fiera di Vicenza ora in mano a Rimini. Da chi venivano ieri quelle voci? Anche da consiglieri della maggioranza che, al voto pro Rimini, hanno detto sì... al sindaco Variati e alle sue mire. Di Pietro Cotròn

FATTI / POLITICA

Giardini Salvi, cancelli chiusi saltuariamente. Roberto Cattaneo gira la segnalazione dei residenti all'amministrazione Variati Roberto Cattaneo, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, è stato avvisato da un gruppo di residenti in prossimità dei Giardini Salvi che "abitualmente i cancelli dei giardini stessi non vengono chiusi quotidianamente ma al contrario la chiusura serale/notturna avviene saltuariamente. Questo fa si che nelle serate e nelle notti in cui i cancelli di entrata rimangono aperti i Giardini vengono utilizzati nelle peggiori delle maniere da persone che li trasformano in luoghi di deiezione spaccio di droga e altro ancora". Da questa segnalazione Roberto Cattaneo ipotizza che "la situazione sia assai grave e che generi particolare ansietà nelle persone che risiedono in

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


questa zona" per cui il forzista ha rivolto una interrogazione urgente, con risposta in aula e per iscritto, per "conoscere dal Sindaco e/o dall'assessore competente, se quanto sopra riportato risulta a conoscenza della amministrazione; a chi è effettivamente affidato il compito di garantire sia la chiusura serale e chi ha il compito della sorveglianza; come e quando intenda intervenire la Giunta per ovviare a questa situazione che accresce il disagio dei residenti e il senso di insicurezza generale dei cittadini". Di Edoardo Pepe

BANCHE / GIUDIZIARIA / INFORMAZIONE / ECONOMIA&AZIENDE

"Consoli voleva riprendersi Veneto Banca": i media ricevono in tempo reale sentenza della Cassazione e "stralciano" intercettazione a dirigente non indagato che in Banca non c'era da sette mesi. E ne fanno il nome! «Anche dopo che il fondo Atlante aveva acquisito il controllo della banca, dopo un anno dal suo allontanamento e nonostante si trovasse agli arresti domiciliari con l'accusa di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza della Banca d'Italia e di Consob, Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato e poi direttore generale, stava progettando di riprendersi il controllo di Veneto Banca. Dopo il suo allontanamento avrebbe continuato a "gestire" un gruppo di dirigenti a lui fedeli. Lo scrive, nero su bianco, la Cassazione, nelle motivazioni depositate giovedì in cui spiega perchè lo scorso 16

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dicembre ha confermato il mantenimento degli arresti domiciliari scattati ad agosto a carico di Consoli, in relazione alla sussistenza del rischio di reiterazione dei reati e di inquinamento probatorio»: così scrive oggi su Il Sole 24 Ore Katy Mandurino dopo la sentenza ricevuta in tempo reale. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Le motivazioni della sentenza - sono state, infatti, depositate giovedì 13 aprile - si sono propagate via fibra a più di 100 MB dal serio e generalmente impenetrabile Palazzaccio (il nome "popolare" del Palazzo di giustizia, nella foto), sede romana a Piazza Cavour della, questa volta, distratta Cassazione - sono arrivate subito, oltre che, immaginiamo, al diretto interessato, là dove dovevano... essere conosciute alla velocità della luce (giornali, Banca d'Italia, Veneto Banca?) - hanno indotto ieri stesso i direttori a chiedere articoli a solerti colleghi o questi, autori di uno scoop in... compagnia di altri, le hanno mostrate ai direttori che hanno subito detto "yessa" a pezzi e firma - sono piombate in real time anche su Il Giornale di Vicenza, da sempre "attento" alle possibili malefatte di Consoli che avrebbe agito sempre con dolo a differenza del sempre "amato" Gianni Zonin e dove generano un articolo pubblicato senza la firma (e, quindi, sotto la totale responsabilità del direttore scelto da Confidustria Vicenza guidata dagli eredi degli indagati, per BPVi, Giuseppe Zigliotto e Roberto Zuccato) ma "solo" con la città da cui sarebbe partita la "corrispondenza", solo giornalistica?, cioè Montebelluna, sede proprio della banca oggi gestita, sulla carta, da Cristiano Carrus - si sono focalizzate su una "prova", che speriamo non sia l'unica, riportata ovunque urbi et orbi, in base alla quale, come scrive e firma, K.M. «con il suo verdetto, la Suprema Corte ha condiviso le osservazioni contenute nell'ordinanza del tribunale del riesame di Roma che lo scorso 5 settembre aveva convalidato i domiciliari per l'ex ad. Scrive la Cassazione che Consoli ha potuto fare affidamento "su di una serie di soggetti a lui fedeli all'interno del management della banca, tanto da decidere, quando ormai il fondo Atlante aveva preso il controllo dell'istituto ed era imminente la convocazione per l'8 agosto 2016 dell'assemblea destinata alla nomina del nuovo board, di reagire alla decisione del nuovo vertice di procedere alla

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"epurazione totale dei consoliani", progettando, nel corso della conversazione intercettata del 28 luglio 2016, con il dirigente De Fonzo, di riprendere il controllo di Veneto Banca". Ciò che dice la Cassazione conferma le "interferenze" rilevate anche dalla Procura di Roma, che sostiene come nella primavera del 2016 C « onsoli si è molto adoperato nel sostegno della lista "Ambrosini", attraverso sollecitazioni personali e telefoniche (non sempre amichevoli), l'organizzazione di riunioni e l'azione di coordinamento di ex dipendenti della banca tra cui De Fonzo». Tutto bene e tutto chiaro ma... Il dirigente in questione, Riccardo De Fonzo, era responsabile del marketing e della comunicazione, materie notoriamente molto legate alla "finanza", non è più in Veneto Banca dal 4 dicembre 2015 e la sua intercettazione, del 28 luglio 2016, è di sette mesi successiva alla sua uscita dalla banca... Senza entrare nel merito dei mega poteri telepatici di Consoli e De Fonzo nel pilotare da fuori chi non c'era più con Atlante e i suoi uomini sulla tolda di comando, e confidando nel lavoro della magistratura romana e della Cassazione, che, almeno dei provedimenti verso i presunti responsabili li ha presi e per tempo, mentre a Vicenza aspettaimo maggio 2017 come promesso un anno fa da Antonino Cappelleri, ci chiediamo come sia possibile, e deontologico, fare il nome di un "non indagato" come Riccardo De Fonzo per intercettazioni fatte sulla linea dell'indagato Consoli senza precisare la sua uscita da Veneto banca e le sue funzioni da "ex dirigente" e non da "dirigente" in ciò facendo intendere ai lettori che anche lui sia alcentro dell'inchiesta, cosa falsa con danni per lui e per la verità che qualcuno evidentemente vuole indirizzare lungo canali più graditi al sistema. Noi abbiamo la fortuna di conoscere personalmente (e, per essere trasparenti, di stimare) Riccardo De Fonzo e, perciò, possiamo scrivere con assoluta certezza le funzioni marketing e le date, non evidenziate dai nostri colleghi distratti, del suo rapporto con la banca di Montebelluna, da cui, se leggiamo la città d'origine della corrispondenza del GdV, sembrerebbero "fuoriuscire" le motivazioni della sentenza. Perchè da lì o da altrove sono uscite in tempo reale le motivazioni della sentenza? Mah, vedremo. Però noi qualche idea ce la siamo fatta e una, forse non l'unica tra mandanti ed esecutori, ve l'abbiamo appena scritta. Ma oltre all'dea, ho una certezza e parlo al singolare come testimone e vittima diretta visto che iniziò una bruttissima indagine su di me tra il 2008 e il 2009 (un giorno ne racconterò i dettagli se banche, fondazione Roi, formazione regionale, sitema Galan - Sartori, Ospedale di Santorso, Marlane Marzotto e chi più ne a più ne metta ce ne lasceranno il tempo...). Ebbene anche io fui intercettato e, quando lo seppi dai verbali fatti dagli "intercettatori", lessi che "non avevano ascoltato nulla di compromettente perchè evidemente ero stato messo sul chi vive...". Insomma sarei stato un antesignano dei manager della Consip avvisati da Lotti e non semplicemnte un innocente che nulla poteva dire di sospettabile

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


perchè nulla aveva da nascondere... Caro Riccardo te lo dico anche per iscritto, a scanso di errori nelle trascrizioni di quanto ti ho anticipato al telefono, questa è l'Italia e, perciò, siamo preoccupati, io e te con pochi altri, che la Cupola mai ci farà sapere cosa ha fatto e chi la copre. Il perchè, però, lo possiamo immaginare anche senza leggere le motivazioni arrivate al semplice clic di un telecomando alle redazioni, a Banca d'Italia e a Veneto Banca?

ECONOMIA&AZIENDE

Professoressa trans al Rossi, Coordinatore Rappresentanti d'Istituto ad Elena Donazzan: solo studenti e colleghi possono valutare i docenti, discutiamo anche di bullismo Come Coordinatore Provinciale dei Rappresentanti d'Istituto ritengo che la bufera politica sul caso della professoressa trans FTM (come giustamente puntualizzato dal comunicato di Arcigay) dell'istituto Rossi di Vicenza sia esagerata. L'assessore regionale Elena Donazzan dimentica che le uniche persone capaci di giudicare l'insegnamento dei docenti sono gli studenti e altri colleghi. Troppo spesso gli studenti non sono presi in causa ed invece dovrebbero essere proprio loro ad esser interpellati per primi sul giudizio dei docenti. Questa professoressa era benvoluta dai ragazzi, con una buona condotta e i giudizi che persone esterne (come può essere l'Assessore) possono fare, non hanno abbastanza materiale per giudicare la condotta della professoressa. I problemi su cui soffermarsi sono ben altri, il bullismo in primis. Di Citizen Writers

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Notizia di oggi (pagina 24 del Mattino di Padova) che un prof ha molestato un alunno costringendo il ragazzo a saltare le sue ore. Equi la domanda sorge spontanea: può un ragazzo saltare ore di didattica, terrorizzato dall'idea di avere un prof violento o comunque che non rispetta le regole etiche all'interno dell'edificio scolastico? Invito l'Assessore a creare un tavolo di confronto anche durante il periodo estivo per cercare di debellare questi problemi che devono uscire una volta per tutte dalle scuole e lasciare perdere queste bufere politiche che fanno solo del male alla scuola e che non servono a nulla. Andrea Chimetto, Coordinatore Provinciale dei Rappresentanti d'Istituto

VicenzaPiù, la "Pasqua" dell'informazione: auguri ai lettori A Pasqua, in ebraico "pesach" passare oltre, Gesù Cristo e i cristiani passano dalla morte alla vita. VicenzaPiù ridà vita all'informazione: buona Pasqua ai lettori Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

POLITICA

Minaccia di sanzioni per il dipendente di Recoaro che ha manifestato a Venezia per accoglienza, FP CGIL: sindaco Giovanni Ceola ritiri provvedimento contro Carlo Munari Il segretario della FP Cgil di Vicenza e provincia Stefano Bagnara ha redatto il comunicato, che pubblichiamo di seguito, sulla vicenda del dipendente del Comune di Recoaro Terme al quale è stata inflitta una sanzione disciplinare assolutamente discutibile di cui FP Cgil chiede l'immediato ritiro allegando il verbale di un'assemblea pubblica (clicca qui) che, a detta della FP CGIL, aggrava la posizione del sindaco. In dialetto Veneto, esordisce la nota, si usa dire "el tacon pexo del sbrego", e non viene in mente definizione migliore nel leggere l'arrampicata sugli specchi dell'Amministrazione

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Comunale di Recoaro Terme in merito alla sanzione disciplinare inflitta al dipendente Carlo Munari, "reo" di aver partecipato ad una manifestazione a sostegno dell'accoglienza diffusa a Venezia. Di Emma Reda

E' difficilmente comprensibile come una manifestazione a Venezia possa influire sull'immagine dell'Amministrazione comunale di Recoaro Terme e come l'esposizione di uno striscione con scritto "Recoaro Accoglie" sia collegabile all'attivita? lavorativa, ma all'amministrazione Ceola evidentemente la fantasia non manca. Emerge nel frattempo il verbale dell'assemblea pubblica del 30 marzo di " Cittadini spontanei & attivi di Recoaro Terme" nel quale si trova scritto: " il Sindaco [...] ha riferito delle azioni in corso conseguenti il gesto di un dipendente comunale che ha utilizzato uno striscione dell'Acqua Recoaro durante una manifestazione a Venezia". Nessuna vicenda riguardante il fascicolo personale di un dipendente puo? essere discussa pubblicamente, tanto meno con soggetti non istituzionali o con privati cittadini! E' necessario che il Sindaco Giovanni Ceola chiarisca quanto prima il tenore e i contenuti di quella discussione, perche? se quanto si legge fosse vero saremmo di fronte ad un fatto di una gravita? inaudita. Restiamo in attesa che il provvedimento disciplinare venga ritirato, che il sindaco prenda le distanze da quanto affermato dal comitato "Cittadini spontanei & attivi di recoaro terme" considerando la vicenda tutt'altro che finita.

DIRITTI UMANI / POLITICA / SCUOLA E FORMAZIONE

Professoressa trans al Rossi, Claudia Rancati e Roberto Fogagnoli del PRC Vicenza: Donazzan parla di questo caso ma non dei problemi veri della scuola

Š 2008 - 2017 VicenzaPiÚ - www.vicenzapiu.com


La scuola della Repubblica, scrivono nella nota che pubblichiamo Claudia Rancati, responsabile scuola PRC Vicenza, e Roberto Fogagnoli, segretario PRC Vicenza, é una parte importante della società, ne costituisce un organo costituzionale secondo Piero Calamandrei. Se ne parla poco e male, spesso a sproposito. Ad esempio, assai poco si é detto della recente approvazione dei decreti delegati della legge 107. I testi non sono stati ancora diffusi, nonostante tocchino materie fondamentali, come il sostegno agli alunni disabili (con pesanti ricadute sulla effettiva possibilità di inclusione) e l'alternanza scuola lavoro (che con un pacchetto così considerevole di ore obbligatorie, già ora sta comportando moltissime difficoltà agli insegnanti ed agli studenti delle scuole superiori). Di Emma Reda

Molto ci sarebbe da dire su queste cose in questi giorni, ma l'unica vicenda di cui si parla nella nostra città, riguarda il caso di un'insegnante precaria transessuale. Non conosciamo tutti i particolari della vicenda, la persona che ne è al centro, alla quale ci sentiamo comunque di manifestare la nostra solidarietà nel momento in cui é divenuta vittima di una violenta propaganda omofobica. Condanniamo l'azione di un' organizzazione di estrema destra che è arrivata ad appendere uno striscione davanti alla scuola interessata con un linguaggio offensivo e degno della peggior tradizione maschilista e fascista. Ci sentiamo poi di rispondere alle parole dell'assessore regionale all'istruzione, Elena Donazzan, intervenuta prontamente sulla vicenda, che un codice di comportamento per i dipendenti pubblici esiste già, che non esiste categoria maggiormente coinvolta nella partecipazione al proprio lavoro e continuamente sottoposta al confronto e valutazione, che quella degli insegnanti della scuola pubblica. É giusto parlare di tutto, di etica e di moralità con le giovani generazioni, ma ciò che ci dovrebbe distinguere dalle visioni totalitarie del passato, é la capacità di mettere al centro la persona, la sua dignità ed i suoi diritti. Da questa capacità di confronto, di dialogo e di crescita collettiva trae forza la ragion d'essere della scuola della Repubblica, di tutti e per tutti, come é disegnata nella Costituzione nata dalla Resistenza antifascista.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Questa scuola, che non ha paura del confronto, che sceglie i ponti contro i muri, che pur continuamente depredata di mezzi e risorse, continua ostinatamente il proprio compito costituzionale, dobbiamo difenderla con tutte le nostre forze e tutta la nostra intelligenza, da chi l'attacca non solo con le parole, ma anche con i fatti e i tagli pesantissimi, solo perché non ha altro orizzonte che ritornare al passato più buio che la nostra storia abbia conosciuto. Claudia Rancati resp.scuola PRC Vicenza Roberto Fogagnoli segretario PRC Vicenza

LAVORO

Ultimo saluto a Milos Cvejic: lo manda Luc Thibault «Ancora un incidente mortale sul lavoro: Milos Cvejic di 25 anni, uno "straniero" serbo, poco dopo le 16 nell'azienda Dall'Alba di via IV Novembre di Santorso, di venerdì 14aprile. Morto come il suo compagno Jovica Novic di 42 anni morto anche lui a Santorso alla Valmorbida Snc»: così inizia la nota che pubblichiamo inviataci da Luc Thibault, USB Privato, che aggiunge il suo al nostro commento: «Operaio serbo schiacciato da lastra di ghisa a Santorso: nel 2017 è quinto morto sul lavoro a Vicenza, fra poco non se ne parlerà più». Un "altro" morto, scrive Thibault, che va a rimpinguare la triste moltitudine dei caduti sul lavoro. Caduti, schiacciati, carbonizzati, avvelenati.... Non tutte le loro storie sono raccontate da giornali e tv. Di Edoardo Pepe

Ma l'affronto finale è che molti di quei morti scompariranno letteralmente dalle statistiche nazionali, la loro fine resterà avvolta per sempre nella nebbia. Semplicemente perché quei lavoratori non erano iscritti all'Inail o erano irregolari. E dunque rimangono e rimarranno invisibili.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Le storie delle morti bianche (ma che ci sarà poi di bianco in quelle morti?) si ripetono in un rituale tanto crudele quanto prevedibile. Ogni anno, il dato arriva da Inail, sono circa 1.200 le vittime del lavoro nel nostro Paese; percentuali, in verità, approssimate per difetto, visto che il monitoraggio dell'ente previdenziale si riferisce esclusivamente ai suoi assicurati e non alla totalità dei lavoratori. Sgobbano senza il paracadute assistenziale gli agricoltori anziani, i lavoratori in nero, quelli gestiti dal caporalato, tanto per fare qualche esempio. Gli invisibili, insomma, che pure versano il loro sangue sull'altare dei profitti del padrone. Di questi morti si parla poco o nulla, come degli altri, del resto. Le morti sul lavoro fanno notizia solo quando gli incidenti assumono i contorni di una tragedia collettiva, nonostante le percentuali di incidenti mortali si incrementino ogni anno del 20-30 per cento. Una strage quasi quotidiana, che si origina all'interno del sistema sociale disumano. Una realtà tragicamente susseguente alla politica del profitto, che sacrifica vite alla redditività del capitale, attraverso il taglio dei fondi per la sicurezza e la tutela della salute, intensificando i ritmi del lavoro e ignorando, di fatto, le misure di protezione per la salvaguardia della vita dei lavoratori. A tutto ciò si aggiunge il continuo ricatto del licenziamento, a fronte dell'obbligo di una produzione sempre maggiore pur mancando, come si diceva, le condizioni minime di sicurezza. In questo quadro, inevitabilmente, cresce in maniera esponenziale il numero degli incidenti, veri e propri omicidi commessi dal capitalismo killer e delle leggi fatto dallo Stato, come il Killer Jobs Act Perché scrivo che è un assassino? Lo dico ai Segretari dei Confederali CGIL, CISL, UIL; in questi anni, quello che salta di più agli occhi è che a morire sui luoghi di lavoro al 95% sono lavoratori che non hanno l'articolo 18, solo una piccola parte, meno del 5% non sono coperti da questo articolo che tutela chi lavora anche sulla Sicurezza, per il semplice fatto che ti possono licenziare con una scusa anche se ti rifiuti di svolgere lavori pericolosi. Un altro esempio. In questo 5% morti nelle aziende che hanno l'articolo 18, molti non sono dipendenti dell'azienda stessa, ma lavoratori esterni che eseguono lavori all'interno dello stabilimento. Quasi tutti questi lavoratori sono artigiani o lavoratori di piccole aziende che non hanno la copertura dell'articolo 18. Precarizzazione del mercato del lavoro, aumento dei ritmi di lavoro nelle fabbriche, cancellazione dell'articolo 18, ricatto dei padroni di trasferire la produzione all'estero: non sono altro che delle scelte politiche consapevolmente prese dai governi che in parlamento fanno finta di litigare ma in fondo sono tutti d accordo quando si tratta di fare pagare il prezzo della crisi economica alle fasce sociali più deboli (l'esempio del referendum a Pomigliano è lampante in quanto sia il centro destra che il centro sinistra erano d'accordo con Marchionne e con il suo infame ricatto di delocalizzare la produzione della FIAT all'estero così come poi fece a Mirafiori e a Termini Imerese, lo stesso si può dire della legge Fornero dove il PD e il PDL votarono la riforma delle pensioni voluta dal governo Monti). Per onorare sinceramente la memoria di Milos Cvejic e degli altri cadui sul lavoro non bastano i concerti o le commemorazioni: bisogna prendere coscienza che solo con la lotta di classe si possono invertire i rapporti di forza e porre fine a queste tragedie sul lavoro. Il responsabile vero ha un

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


nome e si chiama "massimizzazione del profitto" , ovvero capitalismo! Luc Thibault, USB Privato

RELIGIONI / FATTI

Omelia della Veglia di Pasqua 2017 di Mons. Beniamino Pizziol: cattedrale di Vicenza Porgo l'augurio di Santa Pasqua a tutti voi fratelli e sorelle, consacrate e consacrati, canonici, presbiteri, diaconi, amici ascoltatori di Radio Oreb. Con la straordinaria ricchezza e bellezza dei segni, della Parola di Dio, delle Preghiere e del Sacramento dell'Eucaristia, la veglia di Pasqua, "madre di tutte le veglie" (Sant'Agostino), ci introduce e ci rende partecipi dell'evento della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. All'inizio della veglia pasquale, dopo la benedizione del fuoco, abbiamo acceso le nostre candele attingendo la luce dal Cero pasquale, simbolo di Cristo Risorto, per significare che nella fede in Cristo e attraverso i Sacramenti siamo stati illuminati da lui e anche noi siamo chiamati a diventare portatori di luce, ad essere anche noi luce per gli altri. Di Citizen Writers

«Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità» (Ef 5,8-9). In questa santa notte la Chiesa ci invita ad essere testimoni della luce del Risorto. Il secondo grande segno di questa veglia pasquale è la Parola di Dio che ci ha fatto ripercorrere la Storia della Salvezza, l'azione di Dio da "in principio" fino al "compimento" delle sue promesse in Cristo: «tutto è compiuto» «consummatum est» (Gv 19,30). La prima pagina che abbiamo letto, tratta dal Libro della Genesi, ci ha

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


narrato la creazione del mondo, di tutte le cose, degli animali, delle piante, ma in particolare la creazione dell'uomo e della donna, a immagine e somiglianza di Dio. Questa sera vogliamo rendere grazie a Dio per il dono della casa comune, che è il mondo creato per noi e del quale dobbiamo prenderci cura, coltivandolo e custodendolo con intelligenza e amore. Ma vogliamo ringraziare, in modo speciale, il Creatore per il dono della vita, da rispettare sempre dal suo inizio fino al suo tramonto, per entrare poi nella vita senza fine, la vita in Dio. La seconda pagina biblica, sempre dal Libro della Genesi, ci mostra una scena drammatica, in cui Abramo, nostro padre nella Fede, si appresta a sacrificare il suo unico figlio. È una scena insostenibile, che tuttavia ha un altro obiettivo: mostrare la fiducia, la fede senza incrinature di Abramo. Chiediamo al Signore di sostenere, di irrobustire la nostra fede di fronte alle prove della vita: il dolore, il lutto, la morte, la violenza (specie sulle donne), la guerra presente in tanti paesi del nostro pianeta. La pagina che narra la liberazione del popolo ebreo dalla schiavitù in Egitto è l'asse centrale della fede in Israele. Chiediamo a Dio la libertà da ogni dominio dell'uomo sull'uomo, dallo sfruttamento delle persone, dalle speculazioni economiche e finanziarie, dalla presunzione di portare la pace attraverso la forza delle armi. La pagina profetica di Isaia ci invita ad andare verso Dio, come gente assetata alla ricerca dell'acqua. È la Parola di Gesù l'acqua che zampilla per la vita eterna, perché chi ascolta la sua Parola passa dalla morte alla vita. Ringraziamo il Signore Dio per il dono della sua Parola che è luce sul nostro cammino, che riscalda il nostro cuore, come i viandanti di Emmaus; Parola che ci illumina nel discernimento dei "segni dei tempi", anche in questo nostro mondo, spesso agitato come il mare in tempesta. La lettura del profeta Ezechiele ci rivela un Dio sempre fedele al suo progetto di salvezza per gli uomini nonostante le loro infedeltà e lo fa purificando il suo popolo con acqua pura e domandandogli un cuore nuovo, trasformandolo dal cuore di pietra al cuore di carne, capace di amare e di sentire - con compassione e misericordia - il dolore del fratello. Ringraziamo il Signore per il dono della vita nuova e del cuore nuovo ricevuto nel Sacramento del Battesimo, il Sacramento della rigenerazione della rinascita in Cristo. Il Battesimo, infatti - come afferma l'apostolo Paolo nella lettera ai cristiani di Roma - ci unisce intimamente a Cristo, ci immerge nella sua Morte e nella sua Risurrezione. Ma è nel Vangelo che troviamo il culmine della prolungata e intensa Liturgia della Parola. Il brano evangelico di Matteo ci ha raccontato il pellegrinaggio di due donne al sepolcro di Gesù: Maria di Magdala e l'altra Maria. Queste donne si mettono in cammino quando la notte ha ormai compiuto il suo corso e le prime luci dell'alba cominciano a splendere. È l'aurora di un giorno nuovo che si apre, un giorno che ha in serbo una grande novità che le donne neppure sospettano. Può stupire il fatto che, tra tutti i discepoli di Gesù, solo alcune donne hanno continuato a seguirlo e a cercarlo sino alla fine, senza fermarsi neppure di fronte al muro invalicabile della morte. La loro costante e silenziosa sequela, il loro quotidiano servizio, la loro insonne e tenace ricerca, ne fanno figure esemplari di autentiche discepole. Mentre tutti sono fuggiti esse sono rimaste, continuando ad accompagnare discretamente e silenziosamente il loro maestro fino e oltre la morte.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Saranno proprio loro le prime destinatarie dell'annuncio pasquale, saranno loro ad inaugurare quella catena di testimoni senza dei quali la Fede non sarebbe arrivata fino a noi. Dopo l'inatteso incontro con l'angelo, le donne lasciano in fretta il sepolcro e corrono ad eseguire l'incarico ricevuto: «Presto, andate a dire ai discepoli: È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete» (Mt 28,7). Così il mesto pellegrinaggio si trasforma in trepidante, gioiosa, corsa. È la gioia pasquale, la gioia di una novità travolgente che viene a illuminare ogni cosa. È la gioia che trasfigura e cambia lo sguardo e il cuore, gioia che non ha altra sorgente che la fedeltà di Dio alle sue promesse. Accogliamo, perciò, l'invito che l'angelo ha rivolto alle donne: «Presto, andate a dire ai discepoli: È risorto dai morti». C'è da correre, c'è da andare dappertutto per dire - a tutti, a cominciare da chi è più vicino e amico - "il Signore è risorto, è veramente risorto!". Il mio augurio pasquale è rivolto a tutti voi, fratelli e sorelle carissimi, in modo particolare a chi sta vivendo l'ora della prova, della sofferenza e della solitudine. Penso specialmente a coloro che hanno perduto il lavoro e a coloro, specie i giovani, che non trovano un'occupazione. Porgo l'augurio pasquale alle autorità civili e militari, che hanno il gravoso compito di sostenere, difendere promuovere il bene comune e garantire la nostra sicurezza. Un augurio speciale a tutti i fedeli della nostra Chiesa diocesana, ai fratelli ortodossi ed evangelici che celebrano anche loro in questo giorno la Santa Pasqua. Desidero, infine, estendere l'augurio di buona Pasqua a tutti gli abitanti del nostro territorio. "Il Signore è veramente risorto"! Alleluia!

RELIGIONI / FATTI

Omelia pasquale a S. Marco del Patriarca Francesco Moraglia Carissimi, l'annuncio pasquale - "Il Signore è risorto!" - che, da Gerusalemme, si è diffuso in tutto il mondo è il frutto di un lungo cammino, non scontato, con cui Gesù ha preparato i discepoli e, in modo particolare, gli apostoli. Tale percorso ebbe un momento significativo sul monte Tabor, quando Gesù si trasfigurò dinanzi a Pietro, Giacomo e Giovanni che costituivano la cerchia più intima dei Dodici. Al termine di quella teofania Gesù chiese loro di non dire nulla di quanto avevano visto e udito prima che Egli fosse risorto dai morti (cfr. Mc 9,2-10, Mt 17,1-9, Lc 9,28-36); Pietro, Giacomo e Giovanni sono gli stessi apostoli che, di lì a poco, parteciperanno più da vicino all'agonia di Gesù nel Getsemani. Gesù, al Tabor, mostra una minima parte della sua gloria divina, riflessa nel suo corpo mortale; oltre alla luce, i Vangeli dicono che si sentì la voce del

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Padre: "Questi è il mio figlio, l'amato, ascoltatelo" (Mc,9,7). Di Citizen Writers

La trasfigurazione rivela, in modo particolare, la persona di Gesù ma non è l'unico evento in cui ciò avviene; pensiamo al battesimo, sul fiume Giordano, e ai ripetuti discorsi in cui Gesù fa riferimento alla risurrezione. Molti, poi, sono i gesti compiuti da Gesù che preannunciano la risurrezione: i miracoli in cui Gesù guarisce corpi sofferenti e quelli in cui ridona la vita alla figlia di Giairo, al figlio della vedova di Nain, a Lazzaro. Eppure, nonostante ciò, le donne e gli apostoli non riescono a reggere i drammatici eventi della passione e morte di Gesù e quando la mattina di Pasqua si recano al sepolcro risultano impreparati, incapaci di leggere ciò che si pone dinanzi a loro e che è il compimento di quanto Gesù aveva loro detto. L'inizio del Vangelo appena letto è eloquente: "Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!" (Gv 20,1-2). Sì, non sanno dove l'hanno posto. Questa è la conclusione triste e sconsolata di Maria di Magdala e, con lei, di tutte le altre donne. Eppure coloro che dicono di volere fatti e testimonianze - i positivisti dell'Ottocento ma, possiamo dire, di sempre - chiudono gli occhi di fronte ad ogni evidenza se non dice ciò che il loro pregiudizio attende. Basta citare la posizione di Renan, uno dei loro massimi esponenti, a meno che non si ricorra a un invincibile pregiudizio che considera il soprannaturale assurdo e, pregiudizialmente, impossibile; è imbarazzante sostenere quanto Renan dice per una critica che voglia essere reale e obiettiva e aggiornata. Non si può liquidare tutta la testimonianza dei Vangeli e della storia del cristianesimo primitivo così: "La forte immaginazione di Maria di Magdala ebbe in questa circostanza una parte capitale. Potere divino dell'amore! ...la passione di una allucinata risuscita un Dio al mondo!" (E. Renan, Vita di Gesù, Feltrinelli, Milano 1972, p. 181). E' il trionfo del pre-giudizio; si usa un'ermeneutica che è eufemismo definire disinvolta. E, di fronte al pregiudizio di chi dice d'esser privo di pregiudizi, nulla vale se non il pregiudizio che è garante di se stesso. È essenziale, per il discepolo del Signore, saper rispondere a chi gli domanda le ragioni della sua speranza (1 Pt,3,15). Ne va della sua affidabilità e - come sappiamo - la fede/speranza cristiana iniziano la

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


mattina del giorno di Pasqua con la realtà della risurrezione di Gesù. Il tempo liturgico di Pasqua - che oggi inizia - è dato ai discepoli non solo per celebrare e vivere la Pasqua ma anche per darne ragione. Vivere la Pasqua significa far nostre quelle opere di misericordia spirituali in cui il discepolo è chiamato a consigliare e a insegnare, mettendo al centro la risurrezione di Gesù; questo vuol dire esser Chiesa in uscita che annuncia, abita, educa e trasfigura. La Pasqua di Gesù anticipa il destino comune del cosmo e della storia e chiede d'entrare, attraverso scelte umane conseguenti, nella realtà del quotidiano. La Pasqua è invocare: "...venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra..." (Mt 5,10; Lc 11,2). La Pasqua chiede poi d'instaurare non solo a livello personale, ma anche sociale e politico, relazioni secondo verità, giustizia e solidarietà, nella logica di una riconciliazione sempre possibile. Dobbiamo esser più convinti che nessuna guerra ha mai risolto i problemi degli uomini e dei popoli, tutto al più ha estenuato una delle due parti in conflitto; la pax romana non è la pace cristiana. Certo, l'impegno reale per la pace non è il pacifismo che dice autoreferenzialità e, come tutte le ideologie, invece d'unire separa. La Pasqua si compie con la venuta dello Spirito Santo e la Pentecoste dice comunione, dialogo, concordia e unità nella verità; la comunione, il dialogo, la concordia sono, esattamente, l'opposto dello spirito di Babele il cui principio è divisione, frattura, inimicizia. A Pasqua l'impegno dei discepoli e delle comunità cristiane è quello di tradurre il dono dello Spirito Santo in concrete relazioni personali, sociali, istituzionali e politiche. È necessario ricostituire una società che sappia tenere insieme quanto fino a ora è stato considerato in modo conflittuale, non condiviso. In questi anni di cambiamenti epocali siamo chiamati a ripensare il contesto in cui viviamo. Si tratta di non considerar fra loro in modo conflittuale la "tolleranza" e la "passione per la verità", la "tolleranza" e le "convinzioni profonde". Bisogna nutrire un saggio amore per la propria identità e per la propria storia, senza chiudersi in se stessi, domandando a tutti il rispetto della legalità, il rispetto reciproco, l'impegno per il bene comune nel Paese in cui abitiamo; questo è il concreto e civico modo di tendersi la mano in una società sempre più articolata e multiforme. Il pluralismo - che sempre più plasma le nostre società avanzate - di per sé non può esser considerato un elemento che mina alla base la vita delle persone o delle istituzioni sociali, politiche e religiose; certo, lo può diventare se è alimentato dalla deriva che riduce tutto a puro soggettivismo e se tutto appiattisce in un radicale relativismo. Ripeto che "tolleranza", "passione per la verità", "convinzioni profonde" e un saggio amore per la propria identità e storia non sono concetti antitetici fra loro ma, al contrario, devono integrarsi e fecondarsi reciprocamente. Col rapido e profondo mutamento culturale e sociale, ormai in atto da alcuni decenni, aumenta l'insicurezza e il senso della precarietà che caratterizzano le odierne relazioni sociali. E l'incertezza induce a perseguire soluzioni individualistiche dinanzi a esigenze che, invece, sono sociali e quindi, di tutti. E ciò domanda di ridefinire le dinamiche dell'agire sociale. In tale prospettiva mi rivolgo alle persone di buona volontà, al di là del loro credo religioso, delle loro etnie e culture e mi rivolgo a loro proprio oggi nel giorno in cui i cristiani vivono quella che, per loro, è la festa per eccellenza in cui celebrano la liberazione dalla paura, dall'odio, dalla violenza e dal

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


peccato. In questi giorni, in cui soffiano venti di guerra, tutti siamo rimasti toccati per gli atti terroristici che hanno seminato morte e che i media ci hanno proposto in tragica sequenza. È il momento in cui siamo chiamati a vincere stati d'animo differenti: paura, tentazione di fuggire, desiderio di vendetta. La comunità cristiana, a Pasqua, deve far risuonare, con più forza, nel cuore dei suoi membri e nelle loro relazioni sociali, la buona notizia che Gesù è Risorto, vive in mezzo a noi, dona pace e speranza e con noi cammina lungo le strade della storia chiedendo di fare la nostra parte come credenti e cittadini. Guardiamo con cristiana fortezza i drammatici fatti che riguardano la Corea, la Siria, Stoccolma e le comunità cristiane d'Egitto dove presto si recherà Papa Francesco, messaggero di pace (tra queste comunità ricordo quella di Alessandria, a noi veneziani molto cara per il comune riferimento a San Marco), senza dimenticare i dolorosi fatti capitati in altre parti del mondo dove moltissimi sono i perseguitati per motivi di fede; nel solo 2016 i cristiani uccisi a causa della fede in Gesù sono stati novantamila. Il terrorismo è davvero come una "guerra" diffusa a livello mondiale, inafferrabile e incontrollabile; una guerra "a pezzi", per usare ancora le parole di Papa Francesco. Noi veneziani, col sollievo per il grave pericolo scampato e ringraziando per l'azione della magistratura e delle forze dell'ordine, abbiamo compreso che anche la nostra città non è estranea a tali dinamiche. E abbiamo provato, sulla nostra pelle, la sensazione d'esser drammaticamente "a rischio", come tante altre parti del mondo. Eppure, negli stessi giorni degli atti terroristici, i ramoscelli d'ulivo innalzati come segni di gioia e pace nelle nostre comunità, all'inizio della Settimana Santa, hanno indicato il bisogno, la ferma volontà e - direi - il coraggio della pace, per ritrovare il senso profondo del vivere e stare nuovamente insieme; così si è espressa una scelta che non è solo di fede ma anche culturale e sociale. La paura non dà lucidità, la paura non tutela una comunità, la paura non è mai proposta costruttiva. A Pasqua siamo chiamati a dare spazio alla sola Parola che ci risolleva ed è in grado di sradicarci dalla paura: "Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!" (Lc 24, 36-39). Il cammino del cristiano consiste, allora, nel liberarsi da ogni forma di paura per correre incontro al Signore risorto e vivo! Lasciamoci incontrare da Lui, come avvenne in quel mirabile e straordinario giorno al pozzo di Sicar, dove Gesù alla donna samaritana "rivolse una parola al suo desiderio di amore vero, per liberarla da tutto ciò che oscurava la sua vita e guidarla alla gioia piena del Vangelo" (Papa Francesco, Esortazione apostolica Amoris laetitia n. 294). La festa di Pasqua - cuore del cristianesimo - è l'opportunità che ci viene data come grazia e che chiede, a tutti, umiltà e disponibilità alla conversione per passare dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce, dalla menzogna alla verità, dall'odio all'amore incondizionato. "Cristo, mia speranza, è risorto": l'annuncio della Pasqua giunga a tutti, specialmente a quanti sono segnati dalle sofferenze e dalle preoccupazioni della vita. Auguro a tutti una Santa Pasqua di verità, di giustizia e, quindi, di pace!

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Patriarca Francesco Moraglia

FATTI / POLITICA

Referendum turco al fotofinish con dubbi sui conteggi dei voti e una certezza: la vittoria col 51% di Erdogan è il funerale di una democrazia Alcuni anni fa avrei iniziato l'articolo scrivendo: "La Turchia si trova in una delle posizioni geopolitiche più importanti del mondo, è sia per posizione geografica, sia dal punto di vista sociologico e culturale un ponte fra l'Occidente e l'Oriente". Da questa sera, con la vittoria discussa col 51%, già contestato, di sì al referendum pro Recep Tayyip Erdogan, rimane solo la posizione geografica mentre sociologia e cultura spariranno, giacché entrambe per sopravvivere hanno bisogno di libertà. Il dibattito che nel 2007 ha portato la Turchia ad elezioni anticipate è stato la culla dell'immeritato successo di Erdogan. Per la verità sia i politici, sia il popolo si erano accorti da tempo che il cinquantanovesimo governo della Repubblica Turca, espressione del AKP e guidato da Erdogan, avrebbe eletto l'undicesimo Presidente della Repubblica nell'ultimo anno del suo mandato. Di Paola Farina

Avvicinandosi la scadenza del mandato del decimo presidente, tra gennaio e febbraio, i tre nomi considerati più pappabili erano quelli di Erdogan, Arin e Gul, i tre fondatori del partito e detti anche la troika del AKP. La conseguenza fu un'esplosione di dissensi dalla parte laica del popolo turco, che non voleva sentir ragioni di vedere un capo di stato legato a un'ideologia religiosa, capace di violare i principi di uno stato democratico di diritto. La parte laica non ha saputo farsi valere e, del resto, con un

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


prepotente come Erdogan non è facile. Fino ad ieri l'articolo 102 della Costituzione sulla elezione del presidente della Repubblica Turca recitava: "L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi del Parlamento". Nel quarto turno è sufficiente la maggioranza assoluta fra i due più votati del terzo turno e l'elezione deve avvenire entro 30 giorni. Fino alla crisi del 2007 il Presidente non aveva, in effetti, grandi poteri, mentre con il successivo articolo 104 il Capo dello Stato assumeva competenze legislative, esecutive e giurisdizionali che gli davano il ruolo di garante del funzionamento dello Stato e della Governo del popolo. Non credo che Erdogan possa essere soddisfatto dell'afflusso limitato alle urne dall'estero, dove, se i turchi avessero avuto più voglia e coraggio avrebbero dato un segnale forse diverso mentre in Germania su quattro milioni di turchi hanno votato solo in 146.808 e in Italia i turchi che hanno espresso la loro volontà sono stati ben... 1.703. C'è qualcosa che proprio non mi convince sull'83% dei votanti, ma non sono né una politologa, né una mente matematica, due valenze che non hanno mai preso appieno la mia vita. Ma nemmeno una vittoria così ristretta, che divide il paese in due, può essere considerata un successo personale del nuovo imperatore. Da stasera, però, si gira pagina e si celebra il funerale della Democrazia, non so se a colpi di democrazia o di brogli elettorali econ quali conseguenze senza magari escludere moti popolari, preoccupanti in un momneto in cui i focolai di guerra sono già troppi. Di certo Erdogan non è un esempio di trasparenza. Corruzione e ignoranza sono poteri forti e sempre difficili da debellare, ci sono mani che plaudono a Erdogan e migliaia di persone in carcere, ree solo di non aver le sue stesse opinioni. Viva questa " democrazia" supportata dall'integralismo religioso. L'ipotesi più concreta è di un mandato presidenziale a Erdogan per circa 17 anni (da incubo), a meno che Dio non... veda e provveda. Io non rivedrò più il Bosforo, non andrò più a correre sul lungomare anche se, per la verità, è dai tempi della flottiglia che non mi faccio vedere da sola sul lungomare, nel mio interesse.. Non rivedrò più i miei amici ma mi rimane il romantico ricordo di una Turchia libera. Potrò comunque chiudere gli occhi e sognare, rinnovare l'incanto, la sorpresa, la magia delle notti tumultuose degli anni 80, 90... rivedrò Bodrum, i caffè, i ristoranti in quel vecchio modo di intendere la vita che ora si contrappone a una drammatica realtà che si chiama libertà rubata.

FATTI / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

La corsa di Variati per fondere Aim, in minoranza senza Ava e Etra, in Agsm si scontra con PD veronese, con dubbi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ReteDem e con detto sulla "gatta frettolosa"... Se Lillo Aldegheri su Il Corriere del Veneto di venerdì scorso, edizione di Verona (vedi articolo a seguire), esplicita oltre alla "freddezza" del PD locale i ben noti motivi complessivi della possibile mancata approvazione rapida della fusione tra AIM Vicenza e AGSM Verona (tempi troppo stretti per decidere con un voto per un Consiglio comunale non informato con adeguati documenti, come quello di Vicenza, con 19 consiglieri pro Tosi e 18 contro e per giunta in via di scioglimento il 26 aprile visto che per l'11 giugno sono in programma le elezioni per rinnovare sindaco e amministrazione comunale), anche a Vicenza non mancano le voci critiche all'interno proprio della maggioranza. A dirlo chiaramente è Giovanni Rolando, CooRetrdinatore regionale ReteDem Veneto, che lamenta, da un lato, l'assenza di una guida regionale del Pd e l'inesistenza, dall'altro, di una politica di sistema della Regione Veneto. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

"Questa è una tipica situazione istituzionale politica - dice Rolando che necessiterebbe, a mio avviso, di una guida politica regionale per approfondire ed assumere tutte le informazioni utili, analizzare bene le due realtà e prendere posizioni comuni e condivise. Per il bene di entrambe le comunità vicentine e veronesi. Per l'oggi e per il domani. Anche constatando il silenzio e nullità della Regione in materia". Questa è l'obiezione generale di Rolando che poi, guardando ancora di più in casa propria, aggiunge: "Siamo, come Pd , da due anni senza guida e senza organismi di direzione. È auspicabile, quindi, che dopo il 30 aprile con le Primarie che eleggeranno il nuovo segretario regionale Pd del Veneto si possa fare passi in avanti, tutti insieme, in totale trasparenza di trattativa e per il mantenimento effettivo del controllo pubblico equilibrato e soprattutto per servizi di qualità, efficienti e con costi in bolletta contenuti. Mantenendo i livelli di occupazione e possibilmente incrementandoli"

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


. Buoni, ottimi propositi anche se per l'ultimo punto è storico e fisiologico che le aggregazioni portino a tagli di personale, se non altro di quello amministrativo considerando che non ci sarebbero sovrapposizioni nei servizi di utenza tra le due aziende. Per il controllo pubblico, poi, è difficile immaginarlo all'infinito se l'obiettivo è l'ingresso in Borsa con Vicenza a contare, fin dall'inizio, di meno di Verona nonostante i vertici di Aim, Paolo Colla e Dario Vianello, abbiano "conquistato" un ottimo rapporto per le quote col 42% a Vicenza e il resto a Verona anche se il fatturato di Aim è di 300 milioni a fronte di quello più che doppio di Agsm, 800 milioni, evidentemente un'azienda meno profittevole di quella vicentina. Ma in una spa, a parte alcune decisioni, quelle di gestione strategica, che sono state rimandate statutariamente, grazie alla trattativa in corso, alla maggioranza assoluta e non relativa, è superfluo dire che chi ha meno del 50% è soccombente nei confronti di chi ha la maggioranza e questo fa intuire il perché a Contrà Pedemuro S. Biagio ci si duole della mancata aggregazione preventiva di Aim con le "provinciali" Ava e Etra, aggregazione che avrebbe richiesto tempi di elaborazione maggiore di quella prospettata come "lampo" tra le due aziende dei due capoluoghi. Una eventuale fusione preventiva con Ava e Etra richiederebbe sì un confronto più lungo con i molti comuni prorietari, ma porterebbe Aim a poter mettere sul tavolo delle trattative, se non troppo frettolose, una massa critica maggiore e tale da poter ragionare con i veronesi non in posizioni di minoranza. In quest'ottica non capiamo ancora di più il perché dell'urgenza con cui Achille Variati ancora una volta, come già fatto per l'embrione ancora non sviluppato due anni dopo, della Tac Tac, vuole costringere a decisioni non rapide, come pure sarebbe giusto, ma eccessivamente accelerate e poco rispettose, tra l'altro, delle minoranze a Vicenza e dei cittadini veronesi in riva all'Adige che trovano più naturale che a decidere sulla fusione sia chi, dopo le elezioni democratiche 11 giugno, dovrà gestirla. A Variati ci limitiamo solo a ricordare, anche se in terra di gatti ci parrebbe superfluo, cosa succede ai gattini figli di una gatta frettolosa...

Fusione tra Agsm e Aim, Niente aiuto del PD a Tosi. Variati pensa a una penale di Lillo aldeghieri, da Il Corriere del Veneto Verona. La fusione Agsm-Aim s'impantana a Palazzo Barbieri, ed appare quasi impossibile sbloccarla prima di luglio o settembre. L'accordo tra l'Azienda di lungadige Galta-rossa e la sua omologa vicenti-na è stato raggiunto, le due giunte comunali (quella vero-nese e quella berica) lo hanno approvato, ma a Verona c'è da superare l'ostacolo del consiglio comunale. E almeno al momento sembra davvero un ostacolo insuperabile. Le speranze di chi è favore- vole all'accordo erano tutte ri-poste sul Pd: il sindaco di Vicenza, Achille Variati, è un ren- ziano di ferro, e renziano è anche l'avvocato Gregorio Gitti, superconsulente nelle trattative dei mesi scorsi. Di qui la domanda che fino a ieri si facevano tutti, a Palazzo Barbieri: cosa faranno i dem? E la risposta è arrivata da Orietta Salemi, candidata sindaco del Pd. «La fusione Agsm-Aim - spiega Salemi - è un progetto troppo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


importante per valutarlo a scatola chiusa, ed è incredibile che un progetto che definirà il futuro di uno dei patrimoni più importanti della città di Verona sia gestito dal sindaco senza dare al Consiglio Comunale, cioè alla città, le informazioni necessarie a valutarlo». Salemi sottolinea che «ad oggi non solo i consiglieri comunali non hanno alcun documento in mano e manca persino la delibera di giunta: noi vogliamo vedere le carte e vogliamo che Tosi spieghi come mai i termini dell'intesa sono quelli prospettati dagli articoli dei giornali. Senza questo - conclude - nessuno può fare speculazioni sulla linea che terrà il Pd, posto che, in ogni caso, la nostra priorità è l'interesse della città». L'ultima frase sembra lasciare aperto un piccolissimo spiraglio, ma i tempi sembrano decisamente stretti. La delibera è in corso di preparazione, e potrebbe essere approvata dalla giunta, convocata per giovedì 20 aprile. Salvo possibili anticipi, resterebbero quindi solo un giorno di tempo per andare in commissione e un altro giorno per andare in aula (lunedì 24, nel bel mezzo del ponte festivo), visto che il consiglio sarà sciolto mercoledì 26 aprile. I numeri in aula sono quelli che vi ripetiamo da molti giorni: 19 tosiani e 18 oppositori in consiglio, 18 a 18 nella commissione dei capigruppo, che decide cosa va discusso e cosa no dall'assemblea cittadina. Per farcela, quindi, è indispensabile che almeno uno dei partiti all'opposizione si schieri a favore della giunta: cosa improbabile sempre, ma ancora più improbabile in piena campagna elettorale. Cosa succederà, allora? A Vicenza si dà quasi per scontato che la ratifica veronese non arriverà da parte dell'Amministrazione in carica, e proprio per questo, è stata ipotizzata una nuova clausola, da inserire nel testo definitivo degli accordi: una clausola che dovrebbe prevedere una penale milionaria a carico di Verona se qui si decidesse di cambiare idea e di mandare la fusione a gambe per aria. Tornando alle posizioni dei partiti, e vista quella del Pd, sono confermati i «No» alla ratifica dell'accordo da parte di Michele Bertucco, consigliere (e futuro candidato sindaco) di Piazza Pulita («fuori tempo massimo, non accetterò il contentino di un paio di commissioni consiliari frettolose con il rischio poi di trovarsi brutte sorprese, sul modello dei patti parasociali AtvFnm»), di Ciro Maschio, leader di FdI («faremo sapere anche a Variati che se ne riparla all'inizio della prossima amministrazione») e di Gianni Benciolini del M5S («visti i tempi stretti e la totale mancanza di materiale informativo i consiglieri si trovano nell'impossibilità di valutare la bontà dell'operazione»).

FATTI

"Volontariamente...CSV": la nuova rubrica arricchisce il palinsesto di VicenzaPiu.tv, la prima tv di Vicenza tutta in streaming H24

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Dal 12 aprile la rubrica del CSV, il Centro di Servizio per il Volontariato di Vicenza, arricchisce il palinsesto di VicenzaPiu.Tv (clicca qui per vedere cosa c'è in programma), la tv web del network VicenzaPiu.com che trasmette in streaming 24 ore su 24 (vai su www.vicenzapiu.tv oppure scarica l'App gratuita VicenzaPiùTv) e che, già ricca di storie, documentari e rubriche varie, a breve verrà allargata all'informazione indipendente sempre di... Più. Il CSV, quindi, ci ha chiesto di attivare un nuovo servizio di promozione della conoscenza delle sue associazioni e la nostra emittente web ha dedicato volentieri uno spazio a chi a Vicenza dà ancora un esempio di come sarebbe più bella questa terra se ci occupassimo degli altri e non solo di noi stessi. "VOLONTARIAMENTE... CSV" ogni mercoledì alle 19 propone "incontri" di circa 20 minuti in cui, oltre a un breve focus sulle attività del CSV, sono presentate le associazioni del territorio con interviste e immagini. Di Monica Zoppelletto

Per vedere le repliche delle singole rubriche basterà consultare il palinsesto di VicenzaPiu.tv su www.vicenzapiu.tv/palinsesto mentre le stesse saranno poi sempre raggiungibili o sul canale YouTube di Vicenzapiu.com oppure on demand sull'App VicenzaPiùTv. La programmazione delle "prime visioni" di "VOLONTARIAMENTE... CSV" è la seguente: - dal 19 aprile repliche di Donna Chiama Donna - il 19 aprile ASA Onlus - il 27 aprile MIDORI - 3 maggio A.D.A.O. Onlus. L'avvocato Marco Gianesini presidente del CSV spiega il motivo di questa scelta: "Abbiamo intrapreso questa strada per dare la possibilità alle associazioni di essere presenti visivamente. Si inizia con l'Associazione Donna chiama Donna. L'immagine è un potente mezzo di comunicazione, la violenza è un argomento all'ordine del giorno e questi sportelli sono molto importanti, ricordo anche che è stato aperto uno sportello anche in tribunale ". Negli studi di VicenzaPiù.tv, sono intervenute le protagoniste della rubrica: Maria Rita Dal Molin, coordinatrice CSV, Laura Zanichelli dell'Associazione Donna chiama Donna che afferma: "L'associazione è nata nel 1990 erché il sindacato pensava ci fosse bisogno di uno sportello per dare risposte alle donne. Nel 2012 è stato perto il centro antiviolenza dove le donne vengono ascoltate da due operatrici formate per l'ascolto e inoltre diamo l'opportunità di avere informazioni legali o psicologiche. Accompagniamo le donne per farle uscire dalla situazione di disagio". Presente anche Raffaella Di Paolo, volontaria dell'Associazione Donna chiama Donna che parla di dati: "Nel 2016 il centro antiviolenza ha preso in carico 170 donne nuove. 95 casi hanno riguardato la violenza fisica, 96 la violenza psicologica, poi abbiamo avuto 36 casi di violenza economica, 4 casi di violenze sessuali e 12 atti persecutori. Le operatrici qualificate si occupano della prima accoglienza e della protezione in sinergia con le forze dell'ordine e le istituzioni © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


".

FATTI / SANITÀ

Giornata Nazionale per la Salute della Donna: alla ULSS 8 Berica una settimana di eventi per la salute delle donne Mercoledì 19 aprile un incontro pubblico sul tema "Uno sguardo sulla salute della donna in Italia", mentre venerdì 21 dalle 9.30 alle 13.30 nel Chiostro dell'Ospedale S. Bortolo ben quindici Servizi saranno a disposizione delle donne di ogni erà per informazioni, consulenze e consigli sugli stili di vita per la salute ed il benessere Una settimana di eventi dedicati alla salute della donna: è questa la H-Open Week dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDA), manifestazione nazionale in programma dal 18 al 24 aprile in occasione della Giornata Nazionale della Salute della Donna del 22 aprile annunciata dalla ULSS 8 Berica nella nota che pubblichiamo. Un progetto che vede l'adesione e la piena condivisione anche dell'ospedale S. Bortolo, forte dei suoi tre Bollini Rosa, il massimo risultato possibile attribuiti proprio da ONDA. Di Comunicati Stampa

Così, sono ben due gli appuntamenti in programma a Vicenza: si comincia mercoledì 19 aprile alle 15.45 presso l'Aula Magna del Polo Universitario di via Rodolfi, con un incontro pubblico sul tema "Uno sguardo sulla salute della donna in Italia"; relatrice principale dell'incontro sarà Nicoletta Orthmann, referente medico-scientifico dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e curatrice de "Il libro bianco sulla salute della donna", del quale durante l'incontro sarà presentata una sintesi dei contenuti più significativi. Venerdì 21 aprile, invece, dalle 9.30 alle 13.30 presso il chiostro dell'Ospedale S. Bortolo ben 15 Servizi dell'Azienda saranno a disposizione del pubblico informazioni per la prevenzione delle principali patologie e

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


problematiche relative alla salute e benessere della donna. Il tutto insieme ai rappresentanti delle Associazioni di Volontariato che lavorano ogni giorno accanto ai clinici e vicino alle persone con problemi di salute. Più in dettaglio, il Centro di riferimento provinciale per i Disturbi del Comportamento Alimentare e del Peso illustrerà - in collaborazione con l'Associazione Midori - l'attività svolta di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione riguardo ai disturbi del comportamento alimentare e del peso. La Ginecologia e i Consultori Familiari presenteranno invece l'attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione riguardo alle patologie ginecologiche (malattie sessualmente trasmesse, papillomavirus, etc.), sottolineando l'importanza dello screening e della diagnosi precoce. La Medicina Nucleare approfondirà invece i percorsi diagnostico-terapeutici per l'osteoporosi, mentre il Laboratorio Analisi spiegherà come funzionano e a cosa servono alcuni esami specifici per la diagnosi di alcuni disturbi della donna, soprattutto in menopausa. E ancora, la Neurologia fornirà informazioni sulle patologie neurologiche più rilevanti per la salute della donna (cefalee, sclerosi multipla, ictus, SLA), con la possibilità inoltre di effettuare gratuitamente la misurazione della pressione arteriosa.. Oncologia, in collaborazione con l'associazione Amici del V Piano, illustrerà le attività di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione riguardo alle principali patologie oncologiche che interessano la donna, anche in questo caso richiamando l'attenzione sugli screening quale strumento indispensabile per la diagnosi precoce. Non poteva mancare naturalmente la Breast Unit, con informazioni specifiche sul percorso di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione per i tumori al seno, in collaborazione con l'associazione di volontariato A.N.D.O.S. Comitato Ovest Vicentino onlus. Ostetricia, insieme ai Consultori Familiari, illustrerà i diversi servizi integrati all'interno del percorso nascita. Un tema delicato, ma importante sarà quello toccato dal Pronto Soccorso, con i servizi a supporto delle donne vittima di violenza, in collaborazione con le associazioni Donne Medico, Donna Chiama Donna, Sportello Donna e Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanza Attiva onlus. E ancora, gli specialisti della Reumatologia - insieme ai volontari dell'associazione AMARV - forniranno informazioni e indicazioni utili per le persone afflitte da dolore cronico e sui gruppi di auto-mutuo aiuto. Il Servizio Dipendenze, invece, sarà presente nell'ambito del progetto "Matrioska" - all'interno della campagna di prevenzione "meno alcol PIÙ GUSTO" - per la prevenzione dell'uso di alcol per le donne in stato di gravidanza ed in allattamento. Prevenzione grande protagonista anche nello spazio del Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP), con la distribuzione di materiale informativo sui corretti stili di vita, mentre il Servizio Malattie Endocrine, del Ricambio e della Nutrizione presenterà l'attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione svolta a favore delle donne con diabete, con un focus in particolare sul diabete in gravidanza. E ancora, il Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) proporrà consigli utili e materiale informativo per una corretta nutrizione, con la possibilità inoltre di sottoporsi alla misurazione di peso e altezza ai fini del calcolo dell'Indice di Massa Corporea (BMI). Infine, la Terapia Intensiva Neonatale (Pediatria) si soffermerà sull'importanza dell'allattamento al seno e presenterà l'attività della Banca del Latte Umano Donato. Un impegno di grande portata, dunque, come l'impegno che l'ULSS 8 Berica

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


porta avanti tutto l'anno, testimoniato anche dall'avere ottenuto i 3 bollini rosa - il massimo risultato possibile - in occasione della più recente rilevazione nazionale dell'Osservatorio ONDA.

FATTI

I migliori Gambellara Doc premiati a Selva di Montebello Consegnati alla Festa dei vini Doc di Gambellara i premi per le migliori espressioni di Gambellara Classico e Spumante, Recioto di Gambellara e Vin SantoSvelati lunedì mattina a Selva di Montebello, nel corso della Festa dei vini Doc di Gambellara, i vincitori della 48esima edizione della Mostra concorso Vini Doc Gambellara, che ogni anno premia le migliori espressioni di Gambellara Classico e Spumante, Recioto di Gambellara e Vin Santo, come scrive il Consorzio Tutela Vini Gambellara nella nota che pubblichiamo. Nella categoria Gambellara Classico Doc il vino vincitore è il Gambellara Classico Doc Rivalonga 2015 della cantina Menti Vini, mentre in quella Gambellara Spumante a salire sul gradino più alto del podio è l'azienda agricola Marchetto. La medaglia d'argento per entrambe le categorie va a Tenuta Natalina Grandi. Di Redazione VicenzaPiù

Tra i Recioto di Gambellara brinda nella categoria "Classico" l'azienda agricola Sordato Lino con l'annata 2012, mentre il secondo posto va a Casa Zonin con l'annata 2014. All'azienda vitivinicola Zonin Roberto l'alloro nella categoria "Vivace" con l'annata 2015, mentre tra i Recioto di Gambellara Spumante i punteggi più alti sono stati assegnati ai vini di Tenuta Natalina Grandi, prima classificata, e all'azienda agricola Maule Luigi, seconda classificata. Infine tra i Vin Santo di Gambellara il vino con punteggio più alto è risultato quello dell'azienda agricola Marchetto (annata 2013), seguito dal Vin Santo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dell'azienda vitivinicola Zonin Roberto (2009).

ECONOMIA&AZIENDE

Atti di indagine su Veneto Banca: martedì incontro alle 20.30 a Montebellun con l'associazione Ezzelino III da Onara Per Veneto Banca l'unica associazione d'Italia che ha avuto accesso agli atti della Procura della Repubblica è stata l'associazione "Ezzelino III da Onara" presieduta da Patrizio Miatello ed assistita congiuntamente dal Prof. Avv. Rodolfo Bettiol e dal Tributarista Loris Mazzon, grazie al progetto Plurimo Penale dei Soci Risparmiatori Bettiol/Mazzon/Miatello attuato dal 18 ottobre 2016. L'associazione ci invia a tal riguardo una nota che pubblichiamo in cui si afferma che l'eco nazionale del fatto che sia l'unica ad avere copia integrale di tutte le oltre 89.500 pagine dell'indagine, a differenza dei più prestigiosi studi d'Italia, "ha accelerato il corso degli eventi e ancora una volta ha portato Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca a una serie di reazioni nei confronti degli ex vertici, in linea con il progetto Plurimo Penale Soci Giustizia Risparmiatori Bettiol/Mazzon/Miatello tutti eventi unici nella storia". La nota poi prosegue come di seguito. Di Edoardo Pepe

Dalle carte processuali, emergono gravissimi coinvolgimenti nelle truffe attuate dai vertici di Veneto Banca di noti commercialisti - avvocati industriali - politici - personaggi famosi - del Veneto e d'Italia, che hanno causato la cancellazione di oltre 20 Miliardi di risparmi a 205.000 famiglie, con conseguenze apocalittiche di tutta la nostra economia. Tutte persone che invece di assistere i propri assistiti li mandavano al macello economico per interessi personali. Tutte persone che invece che difendere gli interessi dei risparmiatori, delle categorie di artigiani e commercianti dalle quali avevano ricevuto la fiducia, usavano il ruolo per massacrare le stesse categorie per i propri interessi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


personali. In questi giorni, forse a causa del risvolto mediatico che sta assumendo tutta la questione e dalla paura che emerga tutta la verità, siamo stati avvicinati da richieste di collaborazione molto lusinghiere da parte di molteplici attori. Nulla però potrà scalfire la nostra attenzione dal continuare a tutelare prima di tutto gli interessi dei Soci Risparmiatori e con loro quelli di tutte le piccole e medie imprese commerciali, artigiane ed industriali, che costituiscono l'unico vero e sano motore economico della nostra economia e che troppo spesso sono stati e vengono imbrogliati da chi dovrebbe tutelarli. Per avere informazioni sui nuovi atti è, quindi, previsto un incontro martedì 18 aprile alle 20.30 presso la Sala Auditorium Bechelet alle 20,30 a Montebelluna (TV).

DIRITTI UMANI

Femminicidio, l'arma di uomini incapaci di amare donne con le ali Si spendono senza ritegno le parole che seguono l'uccisione di una donna da parte del marito o del compagno, parole che ruotano troppo spesso attorno al possibile o intuibile movente perchè il trovarlo appare essere ai più un giustificativo al tremendo gesto. E allora si va a scavare nella vita di coppia, attraverso le parole dei vicini, degli amici e dei parenti; come se la mente umana potesse essere facilmente scrutabile e comprensibile attraverso il quotidiano incrociarsi. Ed hanno un sapore amaro le possibili cause perchè impediscono alla nostra coscienza di riflettere, di saltare l'ostacolo dell'apparenza e del ritorno, il più presto possibile, al quieto vivere. Fa male e al contempo mette paura e angoscia porsi seriamente di fronte ai vari casi di femminicidio. Di Citizen Writers

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Ma quando essi avvengono alle porte di casa nostra dovremo quanto meno tentare di fare uno sforzo, impegnarci seriamente nell'andare oltre la descrizione giornalistica, per comprendere il presente della nostra società, comprendere le donne e soprattutto gli uomini che ne fanno parte Ed è nel girotondo ideale r ma quando essi avvengono alle porte di casa nostra dovremo quanto meno tentare di fare uno sforzo, impegnarci seriamente nell'andare oltre la descrizione giornalistica, per comprendere il presente della nostra società, comprendere le donne e soprattutto gli uomini che ne fanno parteealizzato, loro malgrado, dalle donne uccise nel nostro territorio vicentino, che mi pare di cogliere una somiglianza, un filo rosso che le accomuna e le lega, un segno distintivo che le rende tragicamente uguali; somiglianza, filo rosso, segno distintivo che non appartiene a loro ma che è impresso indelebilmente nella mente e nelle mani dei loro uomini: odio e rabbia verso la libertà delle loro donne! Questi uomini non accettano nelle loro compagne la libertà di scegliere e di agire; la libertà di pensare e di fare; la libertà di rivedersi e di osare cambiare; la libertà dalla dipendenza economica e dal consenso sociale; la libertà nel disegnarsi un altro futuro; la libertà da ogni visibile e invisibile catena; la libertà da uomini che sentono di non desiderare più. Questi uomini incapaci di amare donne con le ali fanno l'unica cosa che pensano possa farli sentire forti e padroni del destino altrui: tolgono loro la vita. Ma costoro ignorano che per le donne con le ali i cieli sono alti e altri e, soprattutto, infiniti. Irma Lovato Serena

SCUOLA E FORMAZIONE

Ritardo nel pagamento borse di studio: gli uffici regionali chiariscono e tranquillizzano In riferimento alle preoccupazioni espresse attraverso la stampa dal Sindacato degli Studenti dell'Università di Padova per il ritardo nel pagamento delle borse di studio, si trasmette la seguente nota di chiarimento predisposta dai competenti uffici della Regione del Veneto. Le borse di studio si compongono di una quota nazionale e di una regionale. La quota nazionale è data dal totale del fondo ordinario più il fondo integrativo. La quota regionale si calcola sul 40 per cento di questo totale. La Regione, pertanto, per poter stabilire a quanto ammonti la sua parte, deve conoscere l'entità di entrambi i fondi nazionali.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Note ufficiali

Ma mentre l'erogazione di quello ordinario è avvenuta puntualmente nei mesi scorsi, la Regione del Veneto è stata messa a conoscenza dell'ammontare del fondo integrativo nazionale solamente la scorsa settimana, quando da Roma è arrivato il relativo decreto di riparto. Ora che finalmente le componenti su cui basare il calcolo della quota regionale sono a disposizione, la Regione del Veneto provvederà il più celermente possibile, nei prossimi giorni, all'erogazione della propria quota del fondo.

POLITICA / AMBIENTE

Emergenza siccità, Bottacin a consigliera Guarda: "la regione è attiva da mesi, ma se lei è in grado di far piovere..." "L'aspetto più allarmante nella vicenda siccità sono le dichiarazioni della consigliera Cristina Guarda, in quanto rilasciate da chi svolge un ruolo di responsabilità all'interno di un'istituzione come il Consiglio Regionale e dovrebbero, pertanto, essere calibrate, documentate e basate sulla realtà dei fatti, degli atti e delle norme esistenti. Ma così non è. Innanzitutto, se Guarda si fosse informata presso Arpav, avrebbe scoperto che non è vero, come lei afferma, che la situazione attuale è la più grave degli ultimi 20 anni". Lo afferma l'assessore regionale all'ambiente Gianpaolo Bottacin, rispondendo alla consigliera di minoranza, Cristina Guarda, intervenuta attraverso la stampa sull'emergenza siccità. Di Note ufficiali

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Un conto poi - continua l'assessore - è farsi interprete di una diffusa preoccupazione, un altro è creare allarmismi evocando disastrosi scenari di guerra tra operatori, non fornendo così alcun contributo alla soluzione del problema, anzi, tentando di acuirlo. Se a questo poi si aggiunge quel suo modo confuso e approssimativo di chiamare in causa la Giunta Zaia, allora si capisce quanto siano opportunistiche, intempestive e speculative le sue dichiarazioni". "Le sollecitazioni del consigliere Guarda giungono pigre e in grave ritardo aggiunge Bottacin -. E' così attenta al problema da non accorgersi che da mesi la questione siccità è all'attenzione mia, del collega all'agricoltura, Giuseppe Pan e di tutti i soggetti pubblici e privati interessati, da noi coinvolti in decine di incontri svoltisi anche nei giorni scorsi: prefetture, mondo agricolo e produttivo, protezione civile, difesa del suolo, Arpav, enti gestori, Consorzi di bonifica, vigili del fuoco, Ulss, Comuni, Regioni e Province contermini". "La consigliera Guarda dovrebbe essere al corrente che la legge quadro sull'ambiente prevede, in caso di carenza idrica, che sia prima di tutto preservato l'uso idropotabile, poi l'agricoltura e poi tutto il resto - sottolinea l'assessore -. Ed è esattamente ciò che si sta facendo, intervenendo da settimane con i mezzi dei vigili del fuoco e della protezione civile per garantire l'acqua potabile nelle situazioni di maggior criticità. Allo stesso tempo, la Regione si è attivata per quanto riguarda le concessioni di derivazione per le attività produttive, riducendole del 20 per cento e concordando con i gestori dei bacini montani di rilasciare solo l'acqua necessaria per l'agricoltura. La stessa cosa la stanno facendo i sindaci, che sono autorità competente per gli acquedotti, a cui sono allacciate molte aziende, emettendo ordinanze per la riduzione dei consumi d'acqua. Tutto questo avviene nel nostro territorio regionale, ma come è noto molti corsi d'acqua che attraversano il Veneto nascono in altre Regioni e le leggi vigenti non ci consentono di imporre ad altri le stesse ordinanze che emettiamo nel nostro territorio. Ecco perché continuiamo a ritmo serrato il confronto con le Regioni confinanti e con le Province Autonome di Trento e Bolzano". "Per la cronaca - conclude Bottacin -, la prossima riunione sulla questione a cui parteciperò, sarà mercoledì prossimo a Milano con i colleghi di Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Come si vede, quindi, quanto era possibile fare lo abbiamo fatto ben prima che la Guarda si accorgesse del problema. Certo, noi non siamo in grado di far piovere, ma se lei ci riesce, ben venga ogni sua iniziativa".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ECONOMIA&AZIENDE

Codacons Veneto prospetta anche la diffida e messa in mora delle società di revisione di BPVi e Veneto Banca: KPMG e PWC Pubblichiamo la circolare n. 53 inviata la scorsa settimana da Codacons Veneto a firma del suo presidente avv. Franco Conte per informazione ai suoi collaboratori e ai suoi associati che, oltre a vari interessanti punti trattati, "attenziona" sulle azioni di diffida e messa in mora attivabili dai soci di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca nei confronti delle rispettive società di revisione KPMG spa e PricewaterhouseCoopers spa, nei cui confronti, comunque, era stata deliberata dalle singole assemblee una "azione di responsabilità" che ad oggi, per quanto noto, risulta non attivata in entrambi i casi. Ricevuta la comunicazione abbiamo chiesto a BPVi il motivo del "presunto" ritardo e ci è stata fornita una motivazione. Di Edoardo Pepe

La motivazione è che "nei confronti delle società di revisione non si fa un'azione di responsabilità ma una richiesta di risarcimento danni. Per ora completiamo l'azione di responsabilità intrapresa e in parallelo si analizzerà, al più presto, l'eventualità di una richiesta di danni che dunque al momento non va esclusa". Di seguito pubblichiamo lo schematico "warning" di Codacons Veneto 1) Diffida e messa in mora delle due società di revisione: KPMG spa e PricewaterhouseCoopers spa. Hanno incassato milioni di euro per supportare di fatto la pessima gestione non certo per tutelare i risparmiatori. E' giusto e doveroso chiedere conto. Per non interferire con l'operazione delle transazioni abbiamo atteso che ne venisse confermato ed avviato il pagamento. Chi fosse interessato lo segnali, perché procederemo con un secondo invio collettivo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Abbiamo seguito la via della diffida collettiva, ma per chi volesse ribadirla singolarmente nel nostro sito www.codaconsveneto.it trova il fac simile. 2) Per la diffida a Consob e Banca d'Italia attendiamo le prime decisioni dell'ACF (Arbitro per le Controversie Finanziarie), composta in maggioranza da tecnici di loro designazione, e delle prime sentenze civile. Non vi sono problematiche di prescrizione. 3) Per chi ha aderito alla transazione, registrando una perdita di circa l'85% riteniamo ancora praticabile le diffide di cui ai punti precedenti. 4) Le Banche sono state considerate "solvibili" a Bruxelles e quindi il bail-in (fallimento ) è scongiurato. 5) Ora si apre l'interessante partita dell'ACF Arbitro delle Controversie Finanziarie. Siamo ancora ottimisti... aspettiamo le prime decisioni 6) Il taglio dei costi rappresenta uno dei punti cruciali dei piani strategici a cui stanno lavorando i vertici. Del resto la notizia che torneranno in quotazione alla Borsa le azioni del MPS conferma che con l'aumento di capitale precauzionale (intervento dello Stato) permane un valore delle azioni. A noi interessa che permanga un interlocutore che onori i propri debiti (e le responsabilità verso i risparmiatori... sono debiti!). Attualmente all'esame della Bce l'obiettivo sarebbe la chiusura di circa 200 filiali delle 900 totali facenti capo ai due istituti veneti. Allo snellimento della rete di sportelli è collegata la riduzione della forza lavoro che, secondo alcune voci, dovrebbe riguardare 3.500 dipendenti, destinati a scendere intorno a 1.500 considerando la cessione di alcune società controllate. Tra le prime indiscrezioni sugli atti della Procura di Roma ci sono i favori di Vincenzo Consoli a Pavan per vendere 173.317 azioni. L'indagine Consob sull'ex presidente di Permasteelisa che ha incassato 6 milioni si intreccia al giallo delle opere d'arte comprate per 14 milioni di euro e svalutate dell'80% ancora a bilancio di Veneto Banca. 7) La tempestiva attenzione, assolutamente positiva, del Governo e della politica a predisporre adeguati sostegni per favorire un esodo non traumatico del personale si accompagna al silenzio sulla difesa dei risparmiatori e, quando se ne parla, lo si fa sempre nell'ottica" di carenze di risorse". Credo che siano maturati i tempi che i risparmiatori passino dalle recriminazioni all'impegno di animare l'associazione, meglio un vero e proprio sindacato dei risarmiatori, specie a tutela delle fasce anziane o di scarsissima formazione finanziaria. In questo senso annuncio un "pomeriggio di aggiornamento e proposte per la tutela del risparmio" sabato 13 maggio a Mestre, presso la sede regionale del Codacons Veneto Per il coordinamento ANLA Veneto - Senior Italia-Veneto -Codacons-Veneto avv. Franco Conte

POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Dopo il caso Boscolo Hotel con le "solite" BPVi e Veneto Banca ecco quello Stefanel con altre banche vigilate da "solita" Banca d'Italia: stop al comodo "tana di due, libera gli altri!" Pubblicato il 16 aprile, aggiornato il 18 alle 8.30. Gli alberghi della catena padovana Boscolo Hotel, ma non il suo marchio, diventeranno di proprietà del fondo internazionale Varde che il brand Boscolo lo userà in franchising, grazie a un'operazione, assistita da Mediobanca, che consente alla famiglia Boscolo di riscuotere 150 milioni di euro dopo che Varde aveva affrontato nei mesi scorsi anche l'acquisto del debito di Boscolo con Unicredit e Banco Popolare, due delle banche verso cui il gruppo era esposto pagandolo 210 milioni su 240 nominali. Tra le banche c'erano (ci sono?) anche Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (l'abbiamo scritto recentemente qui per BPVi e in passato anche per Veneto Banca), a cui erano state date in pegno dai Boscolo tutte le proprie azioni e che speriamo siano rientrate almeno in parte dell'esposizione. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Una storia già vista e addirittura spesso con finali peggiori per i crediti, direte? Sì, ma anche no. Dopo tante peripezie, infatti, anche uno degli storici grandi marchi del nordest, Stefanel, che fu la locomotiva d'Italia, sembra, alla fine, avercela fatta. Anche qui i fondi d'investimento (in questo caso Attestor Capital e Oxy Capital), con il sostegno delle banche creditrici che hanno trasformato parte dei propri crediti in capitale e che hanno inoltre concesso nuove linee di credito per la gestione, si apprestano a prendere il comando dell'azienda con un nuovo piano di rilancio.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Giuseppe Stefanel, leader storico dell'omonimo gruppo, manterrà la presidenza, che però, sembra, sarà solo di rappresentanza. Un grosso sforzo per il salvataggio è stato fatto dalle maggiori banche creditrici, ovvero Intesa, Montepaschi, Unicredit e la "francese" BNL ma questa volta non figurano tra le banche più esposte né Banca Popolare di Vicenza né Veneto Banca. Eppure ci saremmo aspettati di trovarle anche questa volta tra i creditori più significativi visto che l'accusa per loro più frequente è quella di aver erogato credito soltanto agli "amici degli amici". Dobbiamo dedurre che Stefanel non avesse alcuna relazione né con Gianni Zonin né con Vincenzo Consoli? Eppure ci risulta che Zonin sia stato più volte ospite nella tenuta di caccia di Stefanel. Evidentemente l'ex Presidente della Banca Popolare di Vicenza, almeno in questo caso, ha saputo tenere ben distinto il rapporto amicale dal rapporto di lavoro. Così sembra aver fatto anche Consoli che, fra l'altro, fu invitato anche al matrimonio della figlia del patron Stefanel. Questo è un caso che, come altri casi, e possiamo ben dirlo noi dopo aver riferito nel passato anche di Boscolo e dopo che dal 2010 abbiamo denunciato da soli le deviazioni, quando c'erano, delle due ex Popolari (cfr. " Vicenza. La città sbancata"), smentisce la semplicistica teoria che abbiano condizionato le modalità e quindi la qualità del credito erogato solo le relazioni territoriali e amicali. Tipiche della "natura" dalle Popolari, le prime, se ben valutate, e più delicate da gestire con equità, le seconde, anche se vorremmo trovare uno solo tra i maggiori manager delle grandi banche (oggi impropriamente definiti banchieri) che con gli Istituti diretti non abbia finanziato amici, imprenditori o Ad o direttori generali che siano, di aziende pubbliche o private. È giusto, allora, ricordare che lo stock degli NPL in Italia tocca i 350 miliardi di euro (in Europa supera i 1.000 miliardi di euro) e non è certo uno stock creato da Banca Popolare di Vicenza, da Veneto Banca e dalle banche di territorio ma è uno stock che è drammaticamente presente nei bilanci di tutto il sistema bancario italiano ed europeo proprio come conseguenza della lunga e profonda crisi che ha colpito - dal 2007 - l'economia reale e che dall'economia reale si è "trasferita" al sistema bancario tutto. Allora non crediamo si possa parlare semplicisticamente di "colpe relazionali/amicali" ma piuttosto di scarsa visione strategica a tutti i livelli, di una incapacità di " interpretazione", politica e tecnica, della crisi e delle ferite che questa avrebbe e poi ha inferto al tessuto produttivo italiano, di una incapacità di intervento immediato, efficace che evitasse l'incancrenirsi degli NPL. Se, poi, tra quei 350 miliardi ce ne sono di imputabili a mala gestio, e ce ne sono, e di inadeguati controlli da parte degli organismi centrali di vigilanza, e ce sono eccome, bene, anzi male, si perseguano i responsabili, piccoli e grandi, ma non si faccia di tutt'erba un fascio. Incentrare sulla mala gestio locale l'attenzione dei cittadini e dei soci danneggiati è un gioco che fa "tana libera tutti" e libera anche Banca d'Italia , il poliziotto che non ha vigilato né punito per tempo e che oggi non può cavarsela col non aver capito quello che succedeva. Se il non capire sia stato tecnico o doloso non lo sappiamo, ma una condanna certa da emettere è quella contro chi non ha saputo, male, o non

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


ha voluto, peggio, controllare efficacemnte e tempestivamente le anomalie (oggi è Pasqua e siamo buoni con le terminologie) l'altro ieri di Etruria & c., ieri dei presidenti delle due ex Popolari Venete, oggi e domani di chi altro non si sa anche se lo si può immaginare. Ad oggi Gianni Zonin, sia pure da sempre a piede libero e senza beni sequestrati, con altri 31 tra membri del Cda, sindaci e dirigenti è al centro di un'azione di responsabilità da parte della BPVi per circa 2 miliardi di euro e il ben più "tartassato" Vincenzo Consoli, sottoposto agli arresti domiciliari, al divieto di espatrio e a un sequestro cautelare milionario, ancora non sappiamo di quali importi di danno lo accusi la banca di Montebelluna, delegata a intraprendere l'azione di responsabilità dalla sua assemblea ben prima di quando poi la decise l'omologa assise di Vicenza. Ma valutati gli 11 miliardi dei possibili danni "diretti" dei vertici delle due banche (il valore finale delle loro azioni) e gestiti i circa 20 miliardi di NPL di BPVi e Veneto Banca, rimane da capire il perché dei molti più miliardi persi in Borsa dalle altre nostre banche e a cosa si devono gli altri 330 miliardi di NPL presenti nei conti del sistema. Il perché è nella crisi o nella cattiva gestione o in una combinazione variabile dei due fattori? Lo si dica, caso per caso, e si intervenga con azioni di risanamento, ove possibili, o di individuazione e punizione delle responsabilità interne alle banche o in capo al "sistema" o si attivi il giusto mix delle due azioni. Se, quindi, Zonin e Consoli sono colpevoli in tutto o in parte, non si perda altro tempo in schermaglie e/o in azioni che fanno supporre pesi diversi e, soprattutto, "depistaggi" per colpire chi è scomodo per il sistema e salvare localmente gli amici e ai vertici nazionali gli "amici degli amici". Stefanel, se si guardano i finanziamenti ricevuti dai vertici di Intesa, Montepaschi, Unicredit e BNL e non erogati da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, non è stato, finanziariamente, né amico né amico degli amici di Zonin e Consoli. Ma chi erano, e sono, gli amici di Zonin e i nemici di Consoli? Su queste pagine ci è sempre venuto il dubbio che fossero gli uomini di Banca d'Italia. Lo sono? Non lo sono? Ce lo dicano fatti documentati e un'indagine seria ma non mediatica, basata su veline pro o contro qualcuno, come par di capire dall'orientamento sistematico di certi media, che sembrano allineati con Ignazio Visco e Carmelo Barbagallo. Ce lo dica, ad esempio, una seria e non dilatoria Commissione di indagine sulle banche, già approvata dal Senato e in attesa del via libera dalla Camera, prima che ce lo dicano gli organi, magari interessati, della BCE e della UE a trazione germanica. Ma ce lo dica qualcuno credibile altrimenti oggi possiamo mettere tappi provvisori su buchi bancari e responsabilità locali, ma questi tappi, se non accompagnati da una pulizia radicale del sistema a partire dai suoi vertici fin da novembre 2017, quando si andrà al rinnovo delle carche in Bankitalia, rinvieranno solo e moltiplicheranno a dismisura i danni nazionali per poi rendere le nostre residue banche un facile boccone di interessi extranazionali replicando il film già visto delle maggiori ex aziende italiane.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI / ECONOMIA&AZIENDE

Vicenza Calcio in picchiata, non serve mandare a casa Bisoli: paghino Alfredo Pastorelli e chi ci ha guadagnato col cuore dei tifosi biancorossi Pubbicato alle 13.94 del 12 aprile 2017, aggiornato alle 20.08 del 12, alle 19.10 del 17 aprile e alle 8.56 del 18 aprile. Il futuro del Vicenza Calcio resterà tutto da scrivere o, anche, riscrivere se si cancellerà oltre un decennio di insulti a quel cuore biancorosso che l'era targata dal duo Sergio Cassingena e Danilo Preto, il gatto e la volpe che hanno ferito a morte anche il gruppo Sisa badando solo ai propri interessi (e ceh interessi!), ha dissanguato lasciando ad Alfredo Pastorelli e al suo bluff da falso mecenate il compito di espiantarlo per trarne gli ultimi guadagni. Questo è quanto premettiamo all'articolo scritto solo 5 giorni fa e che, dopo la sconfitta di lunedì di pasquetta, che si vorrebbe far pagare a Pierpaolo Bisoli, l'ennesimo salvatore da buttare nel cestino e da scambiare con un altro neanche fosse una figurina, andrebbe riletto con ancora maggiore attenzione perchè tutti capiscano quello che è successo e che sta per compiersi. Di Libero Firmiani

Il crollo, che non è tecnico ma gestionale, non è casuale ma tipico di una Vicenza che, dopo aver subito per colpe originarie altrui ma per propria indolenza nel combatterle l'esproprio della sua ormai ex banca e delle sue migliori aziende, pubbliche e private, ora sta per perdere oltre alla sua squadra anche l'ultimo patrimonio di orgoglio che le era rimasto: la fede nei colori della maglia biancorossa. Rileggete l'articolo, riflettete sulla premessa e vada via non Bisoli ma chi a questo punto ha fatto precipitare una società che, pur nei suoi alti e bassi, mai aveva perso la sua dignità. Quella che non hanno i soggetti che si sono impadroniti, dopo averla presa dai perfidi ma almeno dignitosi albìoni, di quel che ne resta per strizzarla fino all'ultima gocciadi sangue.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Rosso il sangue, bianca la resa... La soluzione? Che vadano a casa lorsignori e si riparta da zero, dalla dignità che loro non hanno ma i tifosi sì. Il direttore

Perchè, e da qui riprensiamo il "vecchio" articolo, il cuore biancorosso della città batte più che mai; roba da infarto. Ancora una volta, i tifosi sono costretti ad incrociare le dita, forse non solo quelle, per scongiurare lo spettro della serie C. Quello che attende gli appassionati, infatti, è l'ennesimo finale di stagione dalla tensione infinita: nel girone di ritorno le vittorie sono poche e solo l'andamento lento delle rivali permette una certa speranza. A guardar bene, però, non sono solo le notizie dal campo a destare preoccupazione. Dopo i continui annunci di un anno fa, dal nuovo stadio alla squadra che " tremare la provincia fa", la "grandeur" lasciata immaginare dall'avvento del presidente Alfredo Pastorelli stenta a concretizzarsi e si è arenata subito dopo aver ottenuto la dilazione di un debito milionario dall'erario e da mezzo milone di euro con l'amministrazione Variati, il Lane, grande società, sì, le piccole società no... Che Vi.Fin, non fosse una Holding cinese, né la cassa profonda da cui qualche sceicco raccoglie a secchiate i petrodollari con cui pagare nuovi giocatori e vecchi debiti lo si sapeva fin da subito. A distanza di un anno dall'arrivo di Pastorelli, ora le sue chiacchiere stanno a zero. L'era Cassingena si è chiusa lo scorso 30 maggio, alle 18.54 minuti, all'interno dello studio notarile D'Ercole in corso Palladio. Il vecchio padrone se ne andò mestamente con un assegno, simbolico, di un solo euro, uscendo dal retro per non incontrare i tifosi. Pastorelli, invece, prima dall'alto di un balcone e poi in strada tra le tante magliette biancorosse, ricorando più volte i tanti milioni che la finanziaria nel tempo avrebbe versato al club, dettò la nuova linea: programmazione, coinvolgimento di nuovi investitori, gemellaggio con il Pescara rafforzato e, piano piano, via i debiti (6,500 milioni di euro solo quelli con l'erario rateizzati in 12 anni). Parole che non sempre o non ancora hanno trovato il riscontro dei fatti. Detto dei mediocri risultati sul campo e del ridimensionamenro del vivaio, l'unico capitale tecnico per il futuro, a confermare che il progetto iniziale, benevolmente benedetto dai media locali, abbia subito alcune "variazioni" è stato lo stesso Pastorelli che in dirette su Tva ha però rassicurato i tifosi: " Il futuro non è a rischio, posso andare avanti anche da solo, ma senza interventi di supporto importanti, i progetti di rilancio non potranno essere perseguiti". Un'affermazione che ha messo in chiaro due cose. La prima è che oltre agli incassi diretti ed indiretti del Vicenza Calcio (vendita biglietti, mercato giocatori, diritti televisivi, alias contributi di Lega, e sponsorizzazioni) sarebbe (ricordiamo il condizionale d'obbligo e poi ci torniamo su...) lo stesso Pastorelli attraverso la sua società la Colombo Finanziaria SpA a mettere i soldi per il mantenimento della squadra. La seconda cosa è che sembrerebbe (qui il condizionale è di cortesia) che gli altri imprenditori che

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dicevano di voler puntare sul Vicenza Calcio stiano lentamente tirando i remi in barca. "Franchetto e gli altri non hanno più messo soldi con l'unica eccezione della famiglia Dalla Vecchia". Ha dichiarato lo stesso Pastorelli, che in questo modo tratteggia per sé una posizione di padre padrone, su cui gravano oneri e onori e anche tutte le decisioni per il futuro. Cosa succederebbe, ad esempio, se decidesse di vendere? Chi potrebbe opporsi? Ma andiamo allora a vedere nel dettaglio come si compone e si evolve Vi.Fin,, grazie a due visure camerali, una vecchia, l'altra aggiornata. Il capitale sociale è di 2.646.000 euro, ogni singola azione è da un euro. Nel luglio 2016, la Colombo finanziaria deteneva il 17,59% delle azioni, Adamo Leonardo l'11,45%, la stessa quota di Metrolettrica Srl, mentre Gianluigi Polato manteneva il 9,56% e le restanti azioni venivano divise tra una serie di soci, tra cui i discussi Dario Cassingena, con una condanna "lasciatagli in eredità" dal padre, e la "discutibile" Unilabor scarl, sotto inchiesta fiscale stando ai media locali (N.B. la società si era "infiltrata" anche tra i nostri soci con una quota fatta da noi diventare minimale con un aumento di capitale ai primi cenni di nubi e ha ricevuto una "ferma" richiesta di uscire dalla compagine societaria appena rese note dalla stampa le sue vidende, nota del direttore), e, soprattutto, la società Marc-one Spa, (23.47%), quella della famiglia Franchetto. Nel febbraio 2017, le cose sono cambiate per alcune quote ma, come vedremo, non per la "cassa". La Colombo ha, infatti, portato al 20,52% la sua partecipazione, compensando la "discesa" al 20.63% dei Franchetto, mentre a un ex presidente, e "portavoce" storico dei Franchetto, Gianluigi Polato, che anche lui è sceso al 5.78%, fa da sponda un altro ex presidente del Vicenza Calcio Massimo Masolo, che da zero è salito al 9.45% e di fatto assorbe il disimpegno parziale di Polato e di Morato pane, che non è più socio avendo ceduto il suo 6.67% forse anche per le ben note vicende delle baciate della Banca Popolare di Vicenza in cui è rimasto coinvolto. Ma, a parte questi movimenti percentuali di quote, non risultano dai bilanci di Vi.Fin. i milioni di euro che Pastorelli diceva di aver versato nella casse del club di via Schio e più volte "accarezzati" cin benevolenza da tifosa dalla collega che al Giornale di Vicenza si occupa, con capacità nota, di calcio e dintorni anche se, in questo caso, con scarsa dimestichezza per numeri che non siano quelli del calcio giocato. In quei bilanci e nei dati societari aggiornati non risulta, infatti, neanche l'aumento di capitale strombazzato tante volte per varie assemblee convocate per deliberarlo, ma sempre e solo mediaticamente. Se sono arrivati al Vicenza Calcio soldi non iscritti in bilanci chiari a noi noti e da noi leggibili non è compito nostro occuparcene... nel bene e nel male ma ci piacerebbe sapere dal club e dagli eventuali benefattori qualcosa di più, magari perchè i tifosi possano ringraziare chi di dovere sulla base di fatti e non di tanto vicentine frasi ad effetto. Ma se questo non è successo e il Lane va ancora avanti, intendiamo economicamente e anche se a fatica, beh, allora basta con l'esibire meriti da "mecenate" che non ci risultano e diciamo bravo a Pastorelli che, "giocando" su crediti e debiti, la sua attività professionale, non solo fa tirare

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


avanti la società ma magari ci guadagna per le sue attività. Bravo, sempre che ci guadagni anche il futuro del Vicenza Calcio, per il quale, se non verranno forniti veri e chiari dati, rimane la nostra idea di partenza. È inutile salvare, per pochi mesi e per i vantaggi di pochi, la non salvabile barca che è tutta un buco ma sarebbe meglio fare come hanno fatto i veri presidenti che i soldi, veri, ce li hanno messi ma ripartendo da zero. De Laurentiis e Della Valle ad alto livello, il Parma un po' più giù, la vera e limpida strada l'hanno indicata: lasciare che il vecchio chiuda con un chiaro fallimento e ripartire da una categoria inferiore ma usando soldi veri, non "giri conto", per un progetto di crescita vero. Tutto l'altro sa di fuffa come dimostrano i dati, non quelli della stampa amica, ma dei bilanci e del capitale della società di controllo. A pagare, se non si butta via la fuffa, saranno ancora una volta i tifosi, che rischiano di fare una fine peggiore di quella dei soci della BPVi, anche questa all'epoca ben vista dai media locali e oggi, tra l'altro, impegnata non poco sul fronte crediti col club e con i suoi gestori. Una fine peggiore perchè ai soci della ex Popolare da una gestione lacrime e sangue sono , almeno, tornati in tasca 9 euro per ogni 62.50 o giù di lì versati, mentre ai tifosi traditi e illusi torneranno solo gli sfottò, immeritati, per un club disossato da gestioni fallimentari che offendono la storia da nobile provinciale che ben altri e veri presidenti, uno su tutti Pieraldo Dalle Carbonare, avevano fatto meritare al Vicenza!

FATTI

Alex Cioni (Prima Noi): "Nel vicentino possibili requisizioni di alcuni alberghi" Le notizie di questi ultimi giorni sono drammatiche. Durante il ponte pasquale le navi della marina militare, dalla guardia costiera e dalle Ong hanno prelevato in mare 8500 persone, mentre in queste ore altre centinaia stanno per essere trasportate nei porti siciliani, ma altri sbarchi sono stati intercettati a Sulcis in Sardegna, a Reggio Calabria, e a Lampedusa. Secondo Alex Cioni, portavoce del comitato di cittadini PrimaNoi, questi sono numeri da "esodo biblico che devono essere fermati e lo si può fare solamente attraverso i respingimenti in mare. Tutto il resto sono pannicelli caldi se non proprio dei palliativi che continuano a favorire i flussi di immigrati incentivandoli ad imbarcarsi sui gommoni dei trafficanti".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Redazione VicenzaPiù

Le indiscrezioni registrate in queste ore confermano lo stato di affanno in cui si trovano i funzionari dell'ufficio territoriale del Governo di Vicenza. Pare che dalla prefettura stiano partendo numerose chiamate verso i proprietari degli alberghi vicentini per sondarne la disponibilità ad accogliere i migranti. " Con la mole di millantatori in arrivo, il sistema dell'accoglienza è sempre più in procinto di implodere" spiegano dal comitato. "In base alle notizie di cui disponiamo, abbiamo motivo di credere che in assenza nel breve termine di nuove disponibilità di posti letto, qualche albergo rischia di venire requisito come già accaduto nel veronese". Il comitato lancia un appello agli albergatori: "Non cedete alle pressioni dei funzionari governativi anche se dovessero risultare intimidatorie, mentre se qualche sconsiderato pensa di mettersi in affari con il Governo, dovrà pure calcolare che non staremo a guardare, come abbiamo dimostrato in svariate occasione". Intanto è questione di giorni se non di ore l'arrivo dei richiedenti asilo presso l'ex ristorante di via 1° Maggio a Sarcedo. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il comitato scommette sul fatto che difficilmente l'accordo tra il sindaco Cortese e il Prefetto sarà rispettato. "O trovano altri posti letto, magari requisendo un albergo o qualche appartamento sfitto, o le strutture già operative nel vicentino o in procinto di esserlo, saranno riempite completamente anche oltre al limite dei posti disponibili". A Sarcedo sono avvertiti.

FATTI

Veneto Banca, Jacopo Berti (M5S): “L’indagine della Procura conferma quello che diciamo da anni: il valore delle azioni era dopato e i vertici lasciavano fare” "L'indagine della Procura conferma quello che diciamo da anni: il valore delle azioni era dopato e i vertici lasciavano fare". Con una nota, il capogruppo dei Cinquestelle in Consiglio regionale del Veneto Jacopo Berti commenta la chiusura delle indagini da parte della Procura di Roma. "Le carte della procura di Roma sembrano confermare ciò che affermiamo da tempo - spiega Berti tornando sul

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


tema delle ex popolari - il valore delle azioni era dopato, basato su stime impossibili, come un più 30 per cento annuo, mentre i vertici lasciavano fare, e chi doveva controllare, ovvero il collegio sindacale, non l'ha fatto limitandosi alla mera rendicontazione". Di Emma Grande

"Infatti, il collegio sindacale, come il cda, dovrà rispondere di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza" prosegue il capogruppo. "Siamo davanti alla truffa del secolo, un danno enorme per il nostro territorio i cui responsabili saranno individuati dalla magistratura. Ma a livello politico, dov'era la Lega Nord in questi anni? Pur amministrando i territori ed essendo vicina alla banca e ai vertici, ha difeso fino all'ultimo questi soggetti, anche quando c'erano tutti i segnali di cui parlano oggi gli inquirenti e che noi denunciamo da anni". Conclude Berti: "Intanto, come M5S, mostrando la nostra differenza dai partiti, stiamo aiutando molti azionisti truffati pagando le cause alla banca con i nostri soldi personali. Speriamo di aiutare a fare un po' di giustizia in questa brutta storia".

FATTI

Dispositivo per rilevare fughe di gas, Aim mette in guardia i vicentini dopo i volantini visti in città Un'altra trovata per spillare soldi alle persone, magari agli anziani, è servita. In alcune vie di Vicenza sono infatti affissi degli annunci con il nome di una ditta che avvisa i cittadini che nei prossimi giorni (dalle 9 alle 18) il personale, munito di tesserino, passerà per tutte le abitazioni del comune per inserire Vocalgas, cioè un dispositivo in grado di rilevare le fughe di gas. Inoltre verrà inserito, si legge, un dispositivo contro i furti in abitazione. Nell'annuncio c'è scritto anche di accogliere gentilmente gli incaricati. Episodi di questo tipo si sono già verificati in altre città d'Italia, dove soprattutto gli anziani facevano entrare in casa gli "addetti" all'installazione del dispositivo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


e poi pagavano una somma di denaro che si aggirava intorno ai 250 euro. Questo avviso si vede in questi giorni anche a Vicenza. Di Monica Zoppelletto

Aim fa sapere che: "Si tratta di un annuncio di una ennesima vendita a domicilio di articoli per la sicurezza domestica, non di rado inutili. Infatti, le reti di distribuzione del gas sono garantite dal distributore che interviene nel giro di pochi minuti nel caso si abbia un dubbio circa una fuga di gas al di fuori della propria abitazione. L'elemento che invece accomuna tali vendite è il costo sempre molto sostenuto (200-300 euro a pezzo) da saldare contestualmente alla vendita e in contanti. In questi casi, pur nel rispetto di tutte le attività commerciali in regola con le normative fiscali e legali, AIM raccomanda buon senso ma soprattutto prudenza nel far entrare sconosciuti in casa, facendosi sempre e comunque consigliare prima dell'acquisto, dall'idraulico di fiducia o da un famigliare competente".

FATTI / POLITICA

Fondazione Roi di ex pres. Zonin, Università di Bergamo ci risponde: non sa di pagamenti a prof. Giovanni Villa tramite sua Didakè sas e sta procedendo ad "approfondite verifiche per conseguenti ed eventuali provvedimenti" Pubblicato alle 21.40 del 18 aprile, aggiornato alle 9.10 del 19. Il 7 aprile scorso abbiamo pubblicato una serie di domande inviate il 2 all'Università di Bergamo "sul prof. Giovanni Carlo Federico Villa, dal 2013 operante al Chiericati per conto dell'Università degli Studi di Bergamo, che per questo aveva firmato una convenzione retribuita con 40.000 euro dal Comune di Vicenza, e poi in proprio, dal 2015

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


come direttore tecnico pagato 30.000 euro dalla Fondazione Roi e, ora, direttore onorario e volontario con diritto, stabilito dallo Statuto della Roi per il direttore, di sedere nel Cda della Fondazione stessa". Le stesse domande le avevamo fatte anche al professore che mai ha risposto mentre l'Università di Bergamo, dopo aver chiesto qualche giorno per le opportune verifiche lo ha fatto prontamente il 10 aprile a firma del Direttore generale dr. Marco Rucci. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Abbiamo fatto qualche altra verifica, scambiando qualche altra mail col dr. Rucci e attendendo altre informazioni sui (presunti) contributi della Fondazione Roi dell'ex presidente Gianni Zonin al Museo Chiericati chieste al comune di Vicenza, che, dopo qualche resistenza, ce le ha fornite. Ora le stiamo mettendo in ordine prima di farvele conoscere, sono sconvolgenti, ma oggi pubblichiamo le risposte, non meno "significative" dell'Università di Bergamo, così chiare che c'è solo da attendersi che Giovanni Villa lasci subito il cda della Fondazione Roi e il ruolo attribuitogli da Jacopo Bulgarini d'Elci e da Achille Variati che chiamiamo a rispondere della vicenda che non possono non conoscere e dhe di sicuro hanno, a dir poco, condiviso. Ebbene le domande erano 1 - se corrispondesse al vero l'autorizzazione a fare il "direttore onorario volontario" del museo 2 - se anche per l'incarico retribuito con 30.000 euro l'anno precedente, grazie alla "triangolazione" con la Fondazione Roi, il prof. Giovanni Carlo Federico Villa avesse chiesto all'Università di Bergamo l'autorizzazione di cui al punto precedente 3 - quali fossero i motivi dell'accettazione della revoca a metà 2015 da parte del Comune di Vicenza di una convenzione triennale da 40.000 euro all'anno firmata a fine 2013 con l'Università di Bergamo, anche se questa revoca comportava la probabilmente dannosa rinuncia a un introito diretto presumibilmente a favore del prof. Giovanni Carlo Federico Villa, che avrebbe fornito personalmente i servizi prima "convenzionati" con l'Università da cui dipendeva e dipende

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


4 - se l'essere socio accomandatario della Didakè di Villa Giovanni Carlo Federico & c. ed essere curatore di mostre, tra cui quella recentemente in corso con ingresso a pagamento al Castello di Miradolo di S. Secondo di Pinerolo (To) con opere "prestate" gratuitamente dal Museo Chiericati, di cui il prof. Giovanni Carlo Federico Villa è "direttore onorario", fosse tecnicamente e legalmente compatibile col suo ruolo di docente universitario e direttore del CAV universitario, Centro di Arti Visive. La risposta secca è stata: "Con riferimento alla Vs. richiesta di informazioni relative al Prof. Villa, professore associato a tempo pieno presso il Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione del nostro Ateneo si riscontra quanto segue. A - Il Prof. Villa è stato autorizzato, con provvedimento rettorale prot. n. 802/VII/4 del 9.1.2017, a svolgere l'incarico extra-lavorativo gratuito di Direttore scientifico dei Musei civici di Vicenza dal 1.12.2016 al 31.12.2017. (risposta ovvia al punto 1 con una annotazione: direttore scientifico, scrive il dg, non onorario, come contrabbandato a Vicenza per farlo rimanere, comunque con dubbi di liceità, nel Cda Roi con un trucco da tre carte, ndr)

B - Agli atti risulta altresi' la stipula di una Convenzione quadro tra l'Università di Bergamo e il Comune di Vicenza sottoscritta dal Comune in data 6.12.2013 e dall'Università in data 9.12.2013 a cui però non ha fatto seguito alcun accordo attuativo, né vi è traccia, agli atti dell'Ateneo, di "revoche" da parte del Comune di Vicenza. (risposta meno ovvia al punto 3, ne parleremo..., ndr)

C - Stiamo inoltre procedendo ad approfondite verifiche in relazione alla segnalazione pervenuta sulla società "Didakè sas" per i conseguenti ed eventuali provvedimenti. (risposta a punto 2 e 4, ndr)

A proposito... avevamo chiesto come punto 5, anche al Rettore e al direttore del Dipartimento, "un parere, anche se non tecnicamente indispensabile, delle autorità accademiche e gestionali preposte dell'Università degli Studi di Bergamo che chiarisca la posizione complessiva dell'Università stessa sulla vicenda sinteticamente illustrata". Il parere del direttore generale Rucci, quello che ufficialmente poteva esprimere, ci sembra chiaro e netto nella sua terza risposta cumulativa. Non sappiamo se quelle verifiche, dall'esito certo per noi che abbiamo i documenti, porteranno l'Università di Bergamo a far comprendere con " provvedimenti" inequivocabili al sig. Villa cosa significhi essere "professore associato a tempo pieno". A Vicenza c'è chi rimproverava al prof. Marco Goldin di organizzare mostre commerciali, ma lui le organizza alla luce del sole, mentre le ambizioni della giunta Variati di sostituirlo con Villa si sono infrante nel richiamo in ginocchio di Goldin.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Chissà se almeno lui sa se è stato pagato da qualcuno da fine 2013 fino all'accordo con la Roi di metà 2015 il "commerciale" low cost Villa, ora "volontario" da direttore e da membro del Cda Roi, da cui non si vuole dimettere, anche se grande organizzatore con i quadri gratuiti del Chiericati della mostra di Pinerolo. Perchè pagato, vi chiederete? Ma se Villa si è autoincensato per fare nel 2017 il volontario, a più di tre anni di distanza dalla convenzione fantasma strombazzata a fine 2013 ai quattro venti da Bulgarini, cosa vi fa supporre che, se avesse supportato gratuitamente il vice di Variati in quel primo periodo, non lo avrebbe sbattuto in faccia ai vicentini sul loro foglio quotidiano? Ovviamente dopo aver chiesto il permesso alla sua Università, cosa che fa sempre correttamente. Ma solo quando non riceve un compenso...

ECONOMIA&AZIENDE

La formazione in Regione Veneto: il, non più, presunto Clan Romano fa "risparmiare" sui controlli dei rendiconti e i fornitori dei CFP appartengono ai CFP. Come per l'Irigem degli Jannacopulos di Rete Veneta fan di Donazzan Pubblicato il 17 marzo, aggiornato il 19 aprile alle 9.30. «Nell'ambito della nostra inchiesta sulla «formazione in Regione Veneto, il presunto "Clan Romano" ed Elena Donazzan. 700 mln dei fondi pubblici 2007-2013 in "mano" a consulenze private..», ci sono arrivate, ve lo abbiamo raccontato, ben 12 "diffide" a non pubblicare più e a "cancellare" quanto già pubblicato con tanto di riferimenti documentali ai nomi e ai fatti riferiti. Ne prendiamo atto e... proseguiamo dopo aver compiuto alcuni passi a tutela nostra e della prosecuzione del nostro lavoro per i lettori e i cittadini veneti». Così scrivevamo il 17 marzo, oggi vi rinfreschiamo la memoria e da oggi in poi pubblicheremo nuove puntate dopo aver controllato, con cura, altri documenti, senza mai averne ricevuti a smentita di quanto finora scritto. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Ebbene, scrivevamo il 17 marzo, molti esperti di finanziamenti pubblici affermano, all'unanimità, che il danaro pubblico ricevuto non si deve utilizzare solo per finalità collettive, bensì deve essere speso. Spendere i soldi ricevuti è il primo obiettivo da perseguire. E allora i guadagni possono essere ingenti, se si conoscono i trucchi della rendicontazione, ovvero quell'obbligo imposto dalla Regione e dallo Stato agli enti beneficiari di risorse collettive per dimostrare la "bontà" delle attività formative finanziate. Se il comune cittadino veneto spulciasse i libri regionali ufficiali e pubblici della rendicontazione dei fondi regionali ed europei potrebbe rendersi conto che le irregolarità - nell'ultimo periodo - riscontrate dagli uffici ispettivi, nell'attuazione dei corsi a finanziamento nella nostra Regione sono inferiori allo 1%. Un risultato... straordinario, che equivale a un 10, se con o senza lode lo vedremo, per tutte le scuole accreditate in Regione per la formazione e l'istruzione professionale. Ma il quesito che oggi ci poniamo è il seguente: perché i tagli per le irregolarità dei finanziamenti per la formazione sono quasi inesistenti? Sono veramente tutti estremamente regolari o i controllori sono disattenti ed ogni tanto si fanno sfuggire qualche milione perché non avevano il tempo per completare le procedure di verifica. Questo quesito potrebbe apparire una mera "illazione" del provocatore di turno, magari autore del solito dossier ingombrante per i piani alti della politica e della dirigenza che le è vicina, o viceversa. Ma l'illazione diventa dubbio fino a sconfinare nella ragionevole certeza grazie alla lettura "incrociata" dei bilanci di alcune società controllate o collegate a queste Istituti. Stati patrimoniali e Conti economici che si gonfiano di immobili e liquidità, mentre la disoccupazione giovanile nazionale raggiunge il 41% e il 25% degli italiani (veneti compresi) è in povertà assoluta o relativa. Attenzione non vogliamo fare di tutt'erba un fascio. Vi sono anche realtà funzionali che spendono quanto ricevono, ma non sono la maggioranza. Incrociando le visure camerali con i proprietari e le dichiarazioni fiscali di molti enti di formazione, la nostra inchiesta sta evidenziando risorse consistenti distratte dai nobili scopi educativi della formazione verso meno aristocratici conti correnti. Un fiume di soldi che ha visto e vede crescere il portafoglio dei titolari delle scuole e non l'occupazione. Alvei di personale

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


assunto ad esempio per la progettazione dei corsi, che spesso è il solito taglia incolla centrifugato di vecchi progetti sbiancati con l'amuchina. Progetti, per esempio, a S. Donà di Piave per conto di Ipea della gestione Florio che risultano coordinati anche dal commercialista, le cui fatture venivano rendicontate ai fini dei contributi. Acquisti di immobili a suon di milioni di euro (case,terreni ed alberghi) da parte di Camouflage srl principale fornitrice di Ipea ma di proprietà della stessa coppia Florio Rossato, citata nei precedenti articoli. Irigem di Rosà che ha quasi sempre un solo fornitore per la pubblicità, uno per la locazione delle aule scolastiche, uno per il noleggio delle attrezzature scolastiche ed informatiche. Fornitori che coincidono, però, quasi sempre con la proprietà stessa del Centro di formazione professionale, la famiglia Jannacopulos a cui fa capo Rete Veneta, oltre che ora anche Antenna 3, e molto vicina a Elena Donazzan, l'assessore a cui Santo Romano risponde politicamente E non pare esserci provincia che abbia enti esenti da queste "cattive" prassi. Anche lo scandalo ed il buco milionario dello IAL Veneto, non è stata una semplice mala gestione dei soliti "furbetti" sindacalisti, ma una vera e propria complicità nell'omissione di controllo di alcuni funzionari e dirigenti regionali allora preposti. E' sempre più chiaro che il gran commis della Formazione, Santo Romano, ha sentito l'esigenza di appaltare dal 2009 ad oggi servizi di controllo dei rendiconti, degli enti finanziati, ad un soggetto esterno, magari tarando un capitolato teleguidato, per fedelissimi funzionari veneziani. Dal 2009 aveva vinto l'appalto la lombarda Iter Audit, gia indicata nei precedenti articoli e che successivamente in data 13 settembre 2013 viene posta in liquidazione, . Lo scettro del controllo dei rendiconti dei corsi finanziati viene poi gestito dalla capofila di un Raggruppamento Temporaneo di Imprese BDO spa di Milano, che ha appena vinto - per la seconda volta - l'appalto regionale, con ancora minori risorse finanziarie per... "velocizzare" i controlli e ridurre la spesa "pubblica". Certo è che anche la società BDO di Milano riesce a mantenere i costi di verifica dei rendiconti affidatigli dalla Regione recuperando una buona parte dei vecchi dipendenti di Iter audit, come Greco e Ferro o risparmiando su i revisori dei conti, come Greta Angelini, che si firmano revisori e non lo sarebbero (non lo sono, dicono i documenti in nostro possesso...) ma controllano guidati dalla committenza i rendiconti (da "guidare"?). Ora il controllo di come sono stati spesi gli "schei" pubblici è ancora più "efficiente". Si controlla quello che serve, si vede ciò che serve vedere ed in particolare si applicano le regole del contratto "ad personam", su segnalazione interna. Tutto è reso possibile da una gara d'appalto che non permette al vincitore di eseguire nei metodi e tempi, e con quelle modeste risorse, una verifica finanziaria puntuale, come previsto dalla normativa nazionale ed europea. A presto.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Fusione Aim-Agsm, si va avanti ad oltranza ma le parti lavorano per concludere la trattativa La fusione Aim-Agsm si farà anche se c'è un continuo tira e molla. I tempi si allungano e se prima Verona doveva concludere la trattativa 45 giorni prima delle elezioni amministrative fissate per l'11 giugno ora non ha più fretta. Perché se si pensava che il termine ultimo fosse il 26 aprile, la norma infatti prevede che l'attività del Consiglio comunale sia sospeso 45 giorni prima del voto, ma il regolamento stabilisce che l'aula possa riunirsi per delibere che non hanno a che fare con l'attività amministrativa. Per questo, fa sapere il segretario generale del Comune di Verona, si può andare oltre il 26 aprile. "Stiamo lavorando - fa sapere Aim - . Verona ora non ha fretta perché non ha più il fiato sul collo della scadenza elettorale visto che il consiglio comunale si può fare anche dopo il 26 aprile". Di Monica Zoppelletto

La settimana scorsa sembrava fosse questione di giorni, invece la trattativa non sembra andare verso la parola fine. Nei giorni scorsi Achille Variati ha fatto sapere che ci sono alcune questioni tecniche che ritiene importanti e sulle quali il dibattito non è ancora chiuso. E secondo alcune voci nell'ambiente veronese ci sono malumori tanto che lo stesso Flavio Tosi ha scritto una lettera al sindaco di Vicenza. La fusione pare certa anche se non si sa quando avverrà. Ci sono tanti nodi da sciogliere ma pare che entrambe le parti vogliano concludere la trattativa e visto che il termine dei 45 giorni è decaduto la vicenda non si concluderà a breve.

FATTI

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Zaia: "I veri profughi sono i veneti e gli italiani" "I veri profughi sono quei 7 milioni e 209 mila veneti e italiani che, lo certifica l'Istat, vivono in condizioni di difficoltà economica. Per loro però non si trovano 4 miliardi e 600 milioni di euro, che invece il Def ha trovato e destinato alle spese per l'accoglienza di immigrati che per l'80% non sono profughi, perchè non sfuggono da guerre, carestie, persecuzioni religiose". Lo dice "con sconcerto" il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando i dati statistici sulla povertà in Italia e la previsione di spesa 2017 inserita nel Documento di Economia e Finanza del Governo per supportare i costi dell'immigrazione. Di Redazione VicenzaPiù

"Più di tre milioni di famiglie venete e italiane stentano - aggiunge Zaia ed è a loro che un Governo che abbia a cuore la sua gente dovrebbe riservare risorse. Ho sempre detto - conclude il Governatore - che civiltà e umanità impongono di aiutare i bisognosi, e su questo non ci sono discussioni, ma se i bisognosi sono in realtà non più del 20% degli arrivati, per dare loro assistenza basterebbe poco meno di un miliardo. I conti non tornano per 3 miliardi e 600 milioni. Troppi per un Paese con 7 milioni e 209 mila poveri o avviati sulla via della povertà".

Addio Bisoli: arriva il terzo tecnico per il Vicenza, ma rimane il presidente Pastorelli che sa tanto di vecchio

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Pubblicato il 19 aprile alle 11.20, aggiornato alle 14.43. "Il Vicenza Calcio comunica che l'allenatore Pierpaolo Bisoli è stato sollevato dall'incarico. Ringraziandolo per il lavoro svolto e i risultati conseguiti fin qui, la società augura a Bisoli le migliori fortune per il prosieguo della carriera." Quattro righe - un formato standard - sono bastate a liquidare l'ennesimo tecnico messo alla guida della panchina biancorossa con la mission di un rilancio che tarda ad arrivare. Classifica alla mano, la situazione non è mai stata cosi nera. Mancano sei partite più eventuali play-out e il successore, Vincenzo Torrente, potrà forse dare una scossa alla squadra. Impossibile chiedere di più, per i miracoli tecnici non c'è il tempo e il materiale umano a disposizione è sempre lo stesso. Di Libero Firmiani

Torrente è un allenatore esperto con la prima panchina occupata nel 2003 e abituato a lottare per la salvezza, ma al di là dei suo pedigree venerdì sera c'è la sfida con il Benevento da onorare e, si spera, vincere. La coperta dunque è corta. I tifosi a Pasquetta prima non hanno fatto mancare il loro supporto alla squadra e poi, dopo aver assistito all'ennesima sconfitta casalinga, hanno dato il via alle naturali contestazioni. In altri tempi, e con la passata dirigenza, la società di via Schio sarebbe stata messa sotto esame dai tifosi ben prima. Ma il nuovo presidente Pastorelli sembra ora aver esaurito il credito in tutti i... sensi. Il piatto, insomma, piange. Detto, in un precedente articolo, della situazione economica di Vi.Fin., la società che controlla il Vicenza calcio, da un punto meramente calcistico il mercato sia estivo che di riparazione è stato deludente. A pagare sono i tecnici, prima Lerda e ora Bisoli, che probabilmente ha meno colpe di quante oggi gli si possano imputare incluso il... colpo di sonno di lunedì Vigorito. Il Vicenza in campo non ha una vera punta con Ebagua alle prese con la pubalgia e un attacco a cui non basta la fede nel suo nome sugli schemi. Negli altri reparti, senza analizzare caso per caso, le cose non vanno poi meglio: tante le scommesse sbagliate, i rilanci mancati, i nomi solo d'effetto, i risultati deludenti. Augurando al nuovo allenatore un buon lavoro ed incrociando le dita per il futuro, rimandiamo ogni bilancio a fine campionato quando si potrà dire con certezza se la linea dell'austerità intrapresa dalla società biancorossa

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


(anche se nei bilanci non li abbiamo trovati, Vi.Fin. non aveva immesso 6 milioni?) sarà stato un gioco rischioso ma ancora vincente. Per il momento non resta che prendere esempio dai quei sudditi fedeli che vedendo cambiare il monarca, incerti sul bontà del cambiamento, urlavano: "Il Re è morto, viva il re". Solo che ora a morire c'è il Lane e, se prima con gli inglesi si rimpaingeva l'indimenticabile Pieraldo Dalle Carbonare, se con Sergio Cassingena si rimpiangevano gli inglese, ora con Alfredo Pastorelli non si può più rimpiangere nessuno...

FATTI

PSI Vicenza: "Stiamo lavorando affinchè nelle realtà locali che si apprestano al voto sia garantita una presenza socialista" Si è riunito ieri a Vicenza il Direttivo provinciale del PSI. All'OdG i risultati del Congresso nazionale, l'apertura del tesseramento 2017, le elezioni amministrative, rapporti con le altre forze politiche del centrosinistra vicentino e azioni dei parlamentari del PSI. Dal dibattito che ne è seguito è emersa soddisfazione per l'intervento che i Deputati del PSI, su richiesta del partito veneto, hanno espresso relativamente alla legge regionale del Veneto sugli asili nido. Legge che, anche grazie alle interrogazioni parlamentari della compagna Locatelli, è stata recentemente impugnata dal Governo. In merito a tale legge, i compagni Tosetto e Preto, Consiglieri comunali di Vicenza e Costabissara, stanno agendo con mozioni nei loro rispettivi Consigli comunali. Di Redazione VicenzaPiù

I socialisti vicentini hanno inoltre sottolineato l'importanza che il PSI agisca per arrivare ad una tassazione realmente in grado di permettere a chi più

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


possiede di poter maggiormente contribuire al benessere dei cittadini. Ciò al fine di reperire maggiori risorse attraverso cui realizzare azioni specifiche e mirate a rafforzare l'efficacia della sanità pubblica, della scuola statale, del sostegno ai pensionati, ai lavoratori, ai giovani studenti e a chi è in attesa di lavoro. Esistono dei limiti che non dovrebbero essere superati e dei diritti che non possono essere ignorati, sono i diritti che la nostra Costituzione incarna e trasmette alle generazioni che si avvicendano. Diritti che il superamento dell'art. 18 e la costante difficoltà in cui agiscono scuola ed università, sembrano negare e che quindi è necessario riconquistare. Il PSI vicentino sta lavorando affinchè nelle realtà locali che si apprestano al voto sia garantita una presenza socialista. Il Direttivo del PSI ha infine inviato un saluto ai compagni del PD impegnati in un difficile percorso di primarie interne al loro partito, terminato il quale è auspicabile si riprenda un percorso politico comune finalizzato all'unità dell'intero centrosinistra.

INFORMAZIONE / FATTI

Solidarietà di VicenzaPiù al collega del GdV Matteo Bernardini: il procuratore capo Antonino Cappelleri lo discrimina e ma suo giornale relega protesta del Cdr a pagina 27 Giovedì 13 aprile ci era sfuggito un comunicato del Comitato di Redazione de Il Giornale di Vicenza , segnalatoci oggi dalla nostra lettrice Franca Equizi, ex combattiva consigliera comunale della Lega Nord, in cui il Cdr stigmatizzava il comportamento del Procuratore capo della Repubblica di Vicenza, Antonino Cappelleri, che aveva fatto uscire dal suo ufficio il collega Matteo Bernadini a differenza di altri coleghi di altre testate ricevuti normalmente. Ci scusiamo, quindi, per il ritardo con cui esprimiamo la massima solidarietà al collega Matteo Bernardini a prescidere da eventuali non note motivazioni del Procuratore, a meno che queste non siano gravissime per eventuali ostacoli frapposti alle sue indagini e che non vengano, quindi, chiaramente indicate. Noi siamo avvezzi a comportamenti discriminatori nei nostri confronti, peraltro quasi mai denunciati sugli altri organi di stampa locale. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Ma questo non ci esime dall'essere vicini al collega anche se il comunicato del Cdr del giornale è stato pubblicato con l'anonimo titolo "Comunicato sindacale" solo a pagina 27 e ben 14 pagine dopo la pagina di apertura della cronaca agevolando così la nostra svista così come, penso, quelal di molti suoi lettori. Pubblichiamo di seguito il comunicato completo del Cdr affidandolo alle onde del web e sperando che in futuro, caso mai avvenissero ancora fatti discriminatori come quello denunciato, i media, tutti, li mettano in prima pagina non solo a pagina 27 e che almeno il direttore si degni di qualche riga di sostegno al suo collaboratore... che oggi merità una doppia solidarietà. Il direttore di VicenzaPiù

Ieri mattina (12 aprile 2017, ndr) il collega de Il Giornale di Vicenza Matteo Bernardini è stato invitato a uscire dall'ufficio dal procuratore della Repubblica dallo stesso magistrato, che ha accolto invece nella sua stanza i colleghi di altre due testate giornalistiche locali. Di fronte alla gravità dell'episodio, il Comitato di Redazione de Il Giornale di Vicenza, oltre ad esprimere piena solidarietà al collega al quale è stato impedito di svolgere il suo lavoro quotidiano, esprime profondo sconcerto e viva preoccupazione per un comportamento inusitato e che di fatto tende a impedire lo svolgimento dell'attività professionale al giornalista Bernardini. Nel respingere e stigmatizzare ogni azione che nei fatti si risolva in una limitazione oppure in una compressione dell'esercizio della libertà di stampa, il Comitato di Redazione de Il Giornale di Vicenza chiede l'immediato ripristino delle normali relazioni con il procuratore e respinge il divieto adottato nei confronti del collega; impegna altresì all'esercizio delle loro prerogative tutti gli organismi preposti alla tutela dell'autonomia e dell'indipendenza dell'attività giornalistica, da alcuni dei quali sono già arrivate espressioni di solidarietà al collega. Mai era successo che l'ingresso all'ufficio del procuratore vicentino venisse vietato ad un collega incaricato di raccogliere, per poi eventualmente divulgarle, notizie di interesse pubblico. Il Cdr auspica che il divieto ad personam venga ritirato quanto prima. Il CdRde Il Giornale di Vicenza

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Cedimenti viadotti, Roberto Cattaneo: la provincia di Vicenza costituisca un settore tecnico-ispettivo Signor Presidente della Provincia di Vicenza e egregi Colleghi consiglieri provinciali, anche di recente si è avuto notizia di cedimenti di strutture viabilistiche che, fortunatamente in questa ultima circostanza, non hanno causato vittime. Il riferimento è relativo al viadotto crollato addosso a una automobile dei Carabinieri, sulla strada provinciale a Fossano, in provincia di Cuneo. I Militari sono usciti indenni ma in altre circostanze si è verificata una tragedia. Prendo spunto da questo fatto e da tutta una serie di precedenti susseguitisi negli ultimi dieci anni, per sollecitare la Amministrazione Provinciale a costituire un settore tecnicoispettivo incaricato di verificare le strutture viarie di propria competenza e, eventualmente, di sollecitare quanti hanno ruolo competente sulle stesse strutture di attivarsi al medesimo fine. Lettera inviata al presidente della Provincia di Vicenza Consigliere Provinciale Forza Italia Roberto Cattaneo Di Citizen Writers

FATTI

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


A una settantina di richiedenti asilo l'attestato del Comune. È il terzo gruppo di stranieri che ha lavorato gratis per tre mesi nella cura della città Questa mattina nella sede di Aim l'assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala ha salutato e ringraziato a nome dell'amministrazione comunale i richiedenti asilo che hanno concluso il terzo turno trimestrale di attività volontaria a favore della città, con una frequenza superiore al 70% delle ore previste. A tutti loro, 66 giovani di diverse etnie in attesa dello status di rifugiato, l'amministrazione comunale ha attribuito un attestato che certifica il servizio svolto con continuità e diligenza per la comunità vicentina. Hanno presenziato alla consegna dei riconoscimenti anche l'amministratore unico di Aim Vicenza Paolo Colla, i cui operatori hanno addestrato e indirizzato i richiedenti asilo nelle diverse attività previste e il vice prefetto vicario Lucio Parente. Di Redazione VicenzaPiù

"La gratitudine è un segno importante che riconosce il valore di un atto, di uno scambio che avviene fra persone o comunità - ha dichiarato l'assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala-. L'attività volontaria dei giovani richiedenti asilo è un segno importante di riconoscenza nei confronti della città ospitante che ha riscontrato l'apprezzamento di tante persone e istituzioni, diventando un esempio anche a livello nazionale. L'attestato che viene consegnato è il segno dell'amministrazione che, a sua volta, ringrazia questi giovani per il servizio svolto con attenzione e cura a favore della collettività". "I cittadini sono veramente soddisfatti del lavoro offerto dai ragazzi - è intervenuto amministratore unico di Aim Vicenza Paolo Colla -. L'impegno profuso nelle attività proposte da Aim è una modalità con cui i giovani richiedenti asilo possono farsi apprezzare e accettare dalla cittadinanza, visto che si dedicano a rendere un servizio che migliora l'aspetto di Vicenza".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Ringrazio questi giovani che si sono spesi per l'attività di volontariato, facendo in questo modo un passo importante per l'integrazione" - ha concluso il vice prefetto vicario Lucio Parente. Gli stranieri che oggi hanno ottenuto l'attestato comunale costituiscono il terzo gruppo di richiedenti asilo che ha concluso il trimestre di spazzamento delle strade e delle aree verdi della città e di piccola manutenzione dei parchi pubblici, dopo che alla fine del 2015 il Comune di Vicenza, d'intesa con la Prefettura, le cooperative ospitanti e Aim, ha attivato quest'innovativa iniziativa di volontariato che ha ottenuto riconoscimenti anche a livello nazionale. Anche questi richiedenti asilo, come i circa 200 dei precedenti due gruppi di volontari, sono stati formati, opportunamente attrezzati e seguiti passo passo sul campo dai tecnici di Aim Ambiente e Aim Amcps e dai tutor delle cooperative che li ospitano. In queste settimane un quarto gruppo composto da un altro centinaio di stranieri sta cominciando ad operare sul territorio di Vicenza con le medesime e ormai rodate modalità. Una trentina di richiedenti asilo, in particolare, è stata destinata alla pulizia del cimitero maggiore, attività particolarmente apprezzata dai cittadini.

FATTI

Scuole in gara con Ecospeed: ecco i vincitori In un clima di festosa partecipazione si è svolta questa mattina al Centro Congressi di Confartigianato Vicenza la "EcoSpeed", competizione per gli allievi delle scuole medie della provincia che l'Ufficio Scuola Confartigianato promuove nell'ambito del progetto "Dire Fare e Pensare" e delle attività sviluppate dalle categorie associative Elettromeccanica e Metalmeccanica. Dopo un'introduzione dedicata al futuro dell'auto a guida autonoma curata da Daniele Invernizzi, presidente di eV-Now! - ente privato di Ricerca, Sviluppo e Promozione della Mobilità Elettrica, è partita la gara vera e propria, commentata da Sebastiano Zanolli. Gli studenti si sono così cimentati nella singolare competizione facendo scendere in pista una cinquantina di automodelli (47 per l'esattezza) realizzati sui princìpi della termodinamica, per massimizzare l'energia potenziale in energia cinetica. In palio, da parte di Confartigianato, c'erano 300 euro per l'auto più veloce e 100 per quella più bella, destinati agli istituti di appartenenza. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Dopo la fase a eliminatorie e il momento della finale, a consegnare i premi sono stati il vicepresidente di Confartigianato Vicenza, Gianluca Cavion, e il presidente della Categoria Meccanica, Ezio Zerbato: si è aggiudicata la vittoria la rapidissima "Space Machine" della Scuola Media Ciscato di Malo, mentre la "VanCar" (ispirata a Van Gogh) della Scuola Giuriolo di Vicenza ha conquistato il titolo di modello esteticamente più originale. Dieci le classi che si sono sfidate e alle quali, in vista della competizione, erano stati consegnati i kit di montaggio: ogni classe partecipante, lavorando in gruppi, poteva realizzare quattro macchinine mentre, per il necessario supporto tecnico nella costruzione dei veicoli, insegnanti e ragazzi hanno partecipato ad appositi incontri con un educatore esperto. Oltre alla parte di laboratorio è stata svolta una parte teorica in cui sono stati sviluppati temi relativi all'energia: a cosa serve, come si trasforma, come si produce. Al progetto hanno aderito 246 alunni di cinque scuole medie: Ambrosoli (88 alunni) e Giuriolo (61 alunni) di Vicenza; Ciscato di Malo (50 alunni); Media dell'I.C. 3 di Bassano (24 alunni); Ridolfi di Lonigo (23 alunni). Quanto alla gara vera e propria, si è svolta su una pista in legno a quattro corsie lunga 10 m, larga circa 50 cm, con un dislivello di circa 1,7 m dall'inizio al traguardo, che era dotato di sensori. Le varie prove erano suddivise in: fase eliminatoria, gara dei veicoli più veloci tra le dieci classi, gara tra i finalisti. Ecospeed si è inserita nel cammino intrapreso da Confartigianato Vicenza sul tema di una circolazione stradale più ecologica e "intelligente", che ha portato non solo all'installazione di alcune colonnine di ricarica per auto elettriche sul territorio provinciale, ma anche alla creazione del kit "Reborn", realizzato dalle aziende del settore, per la conversione di un'auto a benzina in un veicolo elettrico. "Ecospeed - spiega Ezio Zerbato - rappresenta una delle tappe che le categorie Meccanica ed Elettromeccanica hanno intrapreso per avvicinare imprenditori, cittadini e giovani, ovvero i cittadini del futuro, alla mobilità sostenibile, tema collegato all'ormai sempre più importante necessità di favorire la transizione dall'energia legata ai combustibili fossili a quella basata sulle fonti rinnovabili, nel segno dell'utilizzo razionale ed efficiente delle risorse. Con eventi come questo, inoltre, la nostra associazione intende non solo diffondere una cultura più attenta alle esigenze ambientali, ma anche far sì che i ragazzi si riapproprino pure di una manualità che potrà tornare loro utile, sia nel mondo del lavoro che nella loro quotidianità".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Dati Istat, Sergio Berlato: "Furti, rapine e povertà rimangono le maggiori preoccupazioni. Ma priorità Governo sembrano altre" I dati Istat aggiornati riconfermano che per gli italiani le principali preoccupazioni sono legate alla sicurezza e al costante impoverimento che vede ormai l'11% delle famiglie italiane in stato di povertà. "Sulla questione sicurezza sono dati che non ci sorprendono affatto in un Paese nel quale se provi a difenderti dalla criminalità finisci per essere tu quello incriminato " - commenta il Consigliere regionale Sergio Berlato, Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale. "Una situazione resa ancora più insostenibile dal peggioramento costante delle condizioni sociali - prosegue il Consigliere Berlato - basta rapportarsi quotidianamente con la gente, ascoltare i rappresentanti di categoria, confrontarsi con i nostri amministratori locali per percepire che queste preoccupazioni sono sempre più presenti in vaste fasce della popolazione italiana". Di Emma Reda

FATTI

Assegno di ricollocazione, Donazzan: "Confronto urgente con ministro del lavoro"

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Rammarico corale da parte della Commissione istruzione, lavoro, innovazione e ricerca delle Regioni e Province autonome per le dichiarazioni del consigliere economico di Palazzo Chigi Marco Leonardi, riguardo la sperimentazione dell'assegno di ricollocazione, pubblicate il giorno di Pasqua dal quotidiano "la Repubblica". "Insieme ai colleghi delle 19 regioni e delle due province autonome dichiara l'assessore al lavoro e alla formazione della Regione Veneto, Elena Donazzan - abbiamo chiesto un confronto urgente con il ministro del lavoro, l'agenzia nazionale per le politiche attive per il lavoro e le regioni coinvolte. Le Regioni sono collaborative da sempre, nonostante molte riforme ci siano state imposte dall'alto, come ad esempio quella sui centri per l'impiego i cui oneri sono ricaduti sul bilancio regionale. Di Redazione VicenzaPiù

Non possiamo quindi accettare che sul grave problema della disoccupazione si facciano speculazioni politiche o, peggio, strumentalizzazioni partitiche: se questo consigliere economico di palazzo Chigi non lo ha capito, sarebbe il caso si dimettesse, come ha fatto il suo mentore Renzi". Nell'articolo in questione Leonardi aveva sostenuto che " il Lazio e la Lombardia hanno fatto sapere al Governo che i centri per l'impiego presenti sul loro territorio non prenderanno in carico i disoccupati sorteggiati, i quali dunque per avere l'assegno di ricollocazione dovranno cavarsela da soli barcamenandosi nel sito dell`Anpal. Le due regioni spiegano questa mancata collaborazione con un'insufficienza di organico, ma il vero motivo è politico: non vogliono che lo Stato invada le loro competenze". "Non sappiamo quale sia la fonte che abbia ispirato le dichiarazioni di Leonardi - sottolinea l'assessore al lavoro Cristina Grieco, coordinatrice della commissione lavoro, Istruzione e formazione della Conferenza delle Regioni, nella quale il Veneto è rappresentato da Elena Donazzanma certamente riteniamo che siano non corrispondenti alla realtà, nonché lesive dell'immagine delle istituzioni regionali, da sempre impegnate nella programmazione di politiche attive aderenti alle esigenze di territori". "La Commissione - prosegue la nota finale sottoscritta dai rappresentanti delle Regioni - ritiene fondamentale mantenere lo spirito di leale collaborazione tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l'Anpal e le Regioni nella © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


convinzione che ogni misura di politica attiva vada supportata e divulgata nei modi opportuni. Per questo è stato chiesto un incontro di confronto". "È importante in questa fase garantire i servizi ai disoccupati attraverso la collaborazione costruttiva e fattiva delle amministrazioni - concludono Grieco e Donazzan - Per questo le Regioni collaborano attivamente per l'attuazione della sperimentazione dell'assegno di ricollocazione con le modalità e i criteri concordati con Anpal, avendo come primario interesse il contrasto alla disoccupazione. La sperimentazione dell'assegno di ricollocazione allo stato attuale ha evidenti problemi applicativi e non è accettabile che le disfunzioni siano imputate alle Regioni".

FATTI

Fisascat Cisl Veneto, Maurizia Rizzo riconfermata segretaria generale Maurizia Rizzo è riconfermata alla guida di Fisascat Veneto, a livello regionale la più importante federazione di Cisl per numero di iscritti, in questi giorni al suo decimo congresso. Già segretaria della federazione dal 2012, il Consiglio generale l'ha scelta per condurre in continuità l'organizzazione per i prossimi quattro. Con 922 delegati presenti in tutte le sette province, l'organizzazione - che vede mediamente un turn over della forza lavoro pari al 30% - conta oggi oltre 40.100 iscritti attivi (dati fine 2016, erano 36mila nel 2013): sono per lo più donne (70%), per il 62% occupati part-time e per il restante 38% occupati full-time. Lavoratori e lavoratrici che hanno a loro tutela più di 40 contratti nazionali: si va dagli addetti al terziario e al commercio, a quelli dei settori della ristorazione, dell'alberghiero e del turismo, delle realtà di culto, agli operatori dei servizi di pulizia e dei servizi socioassistenziali, alle guardie giurate, ai collaboratori familiari, fino ai dipendenti delle istituzioni, delle agenzie di scommesse e delle case da gioco, i civili delle basi americane e Nato. Di Emma Reda

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Settori in cui il lavoro precario mantiene purtroppo una presenza considerevole (che nei voucher, aboliti definitivamente ieri in Senato, potevano trovare strumenti di emersione del lavoro nero) e che spesso si misurano con un'alta richiesta di lavoro flessibile (si pensi alla battaglia contro le apertura domenicali degli esercizi commerciali). Di origine polesana, Maurizia Rizzo ha alle spalle un'esperienza sindacale ampia e di lunga data. Figlia di un'operaia dell'agricoltura e di un operaio metalmeccanico, a sua volta delegato di Fim Cisl, si diploma e inizia a lavorare subito come impiegata in una piccola impresa tessile. Sollecitata dal padre, si iscrive presto alla Cisl, diventando a soli 19 anni, nel 1979, operatrice sindacale della categoria dei tessili. L'impegno nel sindacato la vede poi nei servizi Cisl, da quello fiscale a quello del patronato Inas, e in seguito, in qualità di responsabile, all'Ufficio Vertenze e legale di Cisl Rovigo. Nel 1997 è eletta segretaria generale di Fisascat Rovigo (che allora conta solo 200 iscritti, diventando nel 2009 la prima categoria per numero attivi di Cisl Rovigo); nel 2009 entra in segreteria Fisascat Veneto e nel 2012 ne è eletta segretaria generale. La continuità di mandato della Rizzo consentirà alla federazione di continuare a camminare lungo il percorso intrapreso in questi anni, all'insegna del dialogo e della migliore collaborazione con le altre sigle sindacali e dell'impulso dato con convinzione e forza alla bilateralità e alla contrattazione territoriale a livello regionale: un impegno ampiamente riconosciuto a lei e a Fisascat già ieri, prima giornata di congresso al Viest hotel di Vicenza, dalle voci di Palma Sergio, segretaria generale FP Cgil Veneto, Luigino Boscaro, segretario generale Uiltucs Veneto, Maurizio Franceschi, direttore Confesercenti Veneto, ed Eugenio Gattolin, direttore Confcommercio Veneto. Al contempo, ci sono però anche nuove sfide che la federazione è chiamata a raccogliere, in primo luogo quella di sostenere i lavoratori e le lavoratrici nell'attraversare i profondi cambiamenti generati dall'innovazione tecnologica e digitale: « Sono cambiamenti che toccano e toccheranno profondamente pure i nostri settori - evidenzia la Rizzo -. Come sindacato abbiamo il dovere di saper leggere le nuove dinamiche, presidiandone i processi e accompagnandoli. Una rivoluzione che inciderà sulle modalità di acquisto e sui consumi, ma anche avrà impatto sul lavoro e sui lavoratori: il sindacato ha il compito di tutelarli e, allo stesso tempo, di "attrezzarli" a rimanere protagonisti, per fare in modo che nessun lavoratore resti indietro. Per noi significa, ad esempio, promuovere e sancire la formazione come diritto sociale contrattuale, per consentire a ogni lavoratore di convertire le proprie conoscenze e competenze, di rimettersi in gioco quando e dove necessario

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


». A guidare insieme a lei l'organizzazione quali componenti di segreteria saranno il trevigiano Edoardo Dorella e il vicentino Enrico De Peron. Al congresso hanno partecipato il segretario generale nazionale di Fisascat Pierangelo Raineri e Davide Guarini, della segreteria nazionale della federazione. Presente in entrambe le giornate Onofrio Rota, segretario generale Cisl Veneto.

LIBRI / ECONOMIA&AZIENDE

Gli autori di "Banche impopolari", i giornalisti di Repubblica Andrea Greco e Franco Vanni, Intervistati in esclusiva da VicenzaPiu.Tv Pubblicato il 29 marzo 2017 alle 21.20, aggiornato il 20 aprile alle 22.35. Abbiamo intervistato in anteprima nazionale assoluta per VicenzaPiùTv, la nostra tv streaming con un palinsesto sempre più ricco e qualificato, Andrea Greco e Franco Vanni, due colleghi de "la Repubblica" autori di "Banche impopolari" che racconta in 215 pagine (edizioni Mondadori, 19 euro, versione Kindle 9.99 euro) le storie e le ragioni dei drammi che hanno colpito oltre 500.000 soci delle banche popolari italiane, non solo quelle venete, che negli ultimi anni hanno almeno dimezzato il valore delle loro azioni in Borsa e in Veneto hanno visto azzerare di fatto il valore dei propri titoli, ultime transazioni a parte. Per noi, autori del libro testimonianza "Vicenza. La città sbancata", citati da Greco e Vanni in "Banche impopolari" tra i pochi che hanno capito per tempo e raccontato prima del flop quello che stava avvenendo soprattutto a Vicenza, è stato un onore prima annunciare a marzo il libro e poi intervistare ieri, mercoledì 19 aprile, due autori in collegamento su Skype dalla redazione di Repubblica a Milano. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Stasera vi ancipiamo, quindi, l'intervista che da domani diffonderemo anche su VicenzaPiu.tv e sulle App omonime che si possono scaricare gratuitamente. Non vi anticpiamo, però, il contenuto del video che vi invitiamo a vedere perchè leggere il libro inquadra nel sistema quello che è successo, ascoltarli aiuta a capire quello che succederà.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Se migliaia di obbligazionisti hanno perfino dovuto ripianare le perdite degli istituti, nel libro, che racconta fatti e cause, si affronta anche un argomento che ad oggi pare tabù: il danno collaterale di decine di miliardi di depositi sottratti al territorio e al credito Ma, scrivono Andrea Greco e Franco Vanni, se "dopo oltre un secolo di glorioso sostegno alle economie dei campanili, quelle locali sono diventate «banche impopolari» " questo "non è avvenuto solo per la crisi finanziaria e la recessione. Anche per le condotte di tanti banchieri, favorite da uno stile di governo obsoleto che, facendo valere in assemblea il principio «una testa, un voto», ha tenuto lontani i grandi investitori e generato potentati creditizi quanto mai opachi". "Banche impopolari" merita di essere letto, parola di chi vi scrive che, pur seguendo anche le vicende di Veneto Banca, a Vicenza ha raccontato, da quando se ne intravedeva lo sfascio, la caduta della popolare locale inviando pochi mesi fa a Franco Vanni una copia di "Vicenza. la città sbancata", alcune delle cui pagine, inquadrate in un ambito più generale e sistemico, intravediamo orgogliosamente nella filigrana del libro ora in libreria.

Di seguito pubblichiamo una scheda abbastanza estesa del libro. 1 Vent'anni di ostruzionismo tra riforma e autoriforma (cap. Introduzione e II) La riforma compiuta dal governo Renzi è arrivata, nel gennaio 2015, dopo un ventennio di vani tentativi di riformare il sistema del credito mutualistico. Sia dall'alto (a fine anni Novanta la Commissione Draghi per riformare il Testo unico della finanza propose al Parlamento di inserire una clausola che obbligava alla quotazione le banche popolari: ma fu impallinata da tutte le forze dell'arco parlamentare). Sia dall'interno, tra varie ipotesi e tentativi, sempre parziali e minimi, di modernizzare la corporate governance degli istituti. Ancora nel dicembre 2015, a pochi giorni dal decreto legge di modifica del settore, i vertici di Assopopolari dicevano: "Tranquilli, il parlamento è sotto controllo". Peccato che Matteo Renzi abbia usato la decretazione di urgenza. 2 Voglia di suicidarsi a Nord Est dopo l'esplosione del "caso bancario veneto" (cap II) In Veneto, dopo gli imprenditori colpiti dalla crisi, ora sono i danneggiati dal crac delle banche popolari a minacciare di volersi togliere la vita. Tanto che la Regione ha creato un servizio psicologico di prevenzione dei "gesti disperati". Dal 2012 al 31 dicembre 2016 i casi trattati dallo sportello antisuicidi InOltre sono stati 3200, fra chi è stato travolto dalla chiusura delle imprese e chi ha perso tutto nel crollo di valore delle azioni di banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Istituti non quotati, il cui valore delle azioni è stato nel tempo gonfiato artificialmente fino a crollare a zero nel 2015, bruciando miliardi di euro. Per i tanti pensionati, insegnanti e piccoli imprenditori che dopo un periodo nero sono riusciti a rialzarsi (al 1 febbraio 2016, i danneggiati dalle popolari venete registrati come «in condizione di potenziale esito suicidario» erano 63), c'è chi non ce la ha fatta. La vita di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Antonio Bedin, 67 anni, è finita alle sei di sera di mercoledì 15 giugno 2016. Un colpo di pistola al petto. In chiesa a Montebello Vicentino, nel silenzio della navata, di fronte alla bara, don Enrico Torta ha scandito: «Rappresentiamo le duecentomila famiglie unite nella tragedia. Serve giustizia. Il governo deve sapere cosa succede qui in Veneto». Ma come è stato possibile che nessuno alla Banca d'Italia, alla Consob o nelle stesse procure si sia accorto per tempo di cosa stava accadendo? Difficile dirlo. Di sicuro, Veneto Banca e (soprattutto) Bpvi negli anni hanno arruolato come dirigenti e consiglieri di amministrazione donne e uomini che in precedenza avevano ricoperto cariche importanti negli organismi di controllo. Un segno ulteriore dello strapotere di banchieri che - negli anni della crisi - hanno usato la ricchezza locale che proveniva dai depositi per dare troppo credito e a tassi molto bassi (quindi rischiosi) rispetto al mercato. E che, quando si trattò di ricapitalizzare gli istituti, non si facevano scrupoli a prestare denaro a chi in cambio si impegnava ad acquistare azioni; fino al crac. 3 Il derby Zonin-Consoli porta al dilemma dei vecchi soci di Vicenza e Veneto Banca: accettare un piccolo bonus o rischiare il crac (cap II) Per chi ha perso molto, se non tutto, nel crollo di valore delle azioni delle grandi popolari venete non quotate nei mesi scorsi si è posto un dilemma. Lottare in tribunale, nella speranza di un risarcimento, oppure accontentarsi di quanto offerto dalla nuova gestione del fondo Atlante, dal 2016 azionista unico dei due istituti. Siamo agli sgoccioli: la conta delle adesioni all'offerta è imminente. I banchieri scelti da Alessandro Penati auspicano l'adesione al mini-rimborso almeno l'80 percento degli ex piccoli soci, preparandosi a sborsare oltre 600 milioni di euro. Ma se tutti i soci azzerati decidessero di tenere duro, e non accettare la "mancia" offerta dal nuovo padrone di Bpvi e Veneto Banca, le due banche potrebbero essere trascinate in tribunale per una cifra complessiva che potrebbe avvicinarsi ai 5 miliardi di euro. Soldi che andrebbero a pesare su una situazione finanziaria già difficilissima: ai 5 miliardi di passività patrimoniale potrebbe aggiungersi un rosso nella gestione 2016 di altri 3 miliardi. Una prospettiva apocalittica. Soprattutto se si considera che per il salvataggio dei due istituti torna a profilarsi all'orizzonte lo spettro del bail-in: il salvataggio privato, che tocca nell'ordine ad azionisti, titolari di obbligazioni subordinate (in essere per un miliardo) e se ancora i soldi non basteranno dai bond senior meno rischiosi (che le due banche hanno emesso per ben 13 miliardi). 4 L'assalto mancato di Ubi a Mps il 25 luglio 2016 (cap. II) Le forti pressioni del governo sul management di Ubi Banca, la più solida e aggressiva tra le popolari, avevano convinto l'ad Victor Massiah a portare nel suo consiglio di gestione un dossier per l'acquisizione del Monte dei Paschi, con un progetto di ricapitalizzazione attorno ai 2,5 miliardi. Tre giorni dopo, il 25 luglio, il consiglio di sorveglianza bocciò l'ipotesi, molto ambiziosa dato che le dimensioni della preda senese superavano quelle dell'istituto bergamasco compratore. Dopo soli quattro giorni, il 29 luglio, emerse che il deficit patrimoniale di Mps era di 5 miliardi; e dopo cinque mesi, fallito il tentativo di colmarlo con mezzi raccolti sul mercato, la Bce ha stabilito che il deficit di patrimonio per Mps è di 8,8 miliardi, che dovrà mettere lo Stato italiano. Un bello scampato pericolo per Ubi, che nel

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


frattempo ha comprato tre delle quattro banche ponte tenute in vita dal salvataggio di sistema di fine novembre 2015 al prezzo simbolico di un euro. 5 Il monarca della Popolare di Bari lascia lo scettro al figlio dopo 30 anni (cap. III) La banca popolare di Bari non è il più familistico degli istituti di credito. E' retta dalla famiglia Jacobini dal 1960, mentre la Popolare di Ragusa è nelle mani dei discendenti maschi di Luigi Cartia dal 1902. Tuttavia la banca barese è molto più grande e potente, e da decenni fa il bello e cattivo tempo sulla finanza della dorsale adriatica. Nel 2014 la banca, anche per risolvere un problema alla vigilanza creditizia di Via Nazionale, aveva acconsentito all'acquisizione di Tercas e della controllata CariPescara. Due marchi di un gruppo in amministrazione straordinaria, che nel 2012 avevano ricevuto fatto ancora inedito - una linea di liquidità emergenziale da parte della banca centrale (in gergo, «Ela») da 700 milioni per mantenerle in vita. Solo il Monte dei Paschi, qualche mese prima, aveva chiesto tanto alla vigilanza. Proprio l'impossibilità di rifinanziare quei 700 milioni di prestito, poiché era cambiata la normativa quadro e l'Ela era stata vietata agli istituti con patrimonio negativo, ha imposto di trovare un compratore a Tercas. Ma l'acquisizione ha appesantito la gestione e i rischi della Bari, che ha dovuto ricapitalizzare e (nel 2016) svalutare di un quinto le azioni. Le pressioni della vigilanza verso un miglioramento della struttura di governo, inoltre, stanno per indurre il presidente Marco Jacobini a non candidarsi per un altro mandato dopo 30 anni. Così uscirà rafforzato il ruolo del nuovo ad Franco Papa e del condirettore generale Gianluca Jacobini (mentre anche l'altro figlio del presidente Luigi Jacobini, vice dg, potrebbe fare un passo indietro nella governance). Ma il futuro dei 70mila soci che da mesi faticano a vendere le loro azioni Bari a un multiplo pari al valore patrimoniale resta incerto, tra la trasformazione spa e l'accesso alla nuova piattaforma di negoziazione HiMtf. 6 Il paradosso del valore per 580mila soci e la piattaforma Hi-mtf per tornare a vendere le azioni (cap V) Non ci sono solo i soci rovinati dal crollo delle due popolari di Vicenza e Montebelluna. Dopo la risoluzione di Banca Etruria, Carichieti, Banca Marche e Cariferrara, i borsini interni delle banche non quotate si sono di fatto fermati. A Bari come a Ragusa, fino al Bresciano (dove ha sede Banca Valsabbina) vendere i titoli che si sono pagati a caro prezzo è di fatto impossibile. Moltissimi vendono e quasi nessuno compra, con il risultato che gli azionisti si trovano "appesi" a un valore nominale molto distante dal reale prezzo. Un paradosso che alcuni istituti, a partire da Bari, hanno deciso di provare a superare utilizzando piattaforme di scambio come quella messa a punto da Hi-Mtf, che si pone come obiettivo fare incontrare domanda e offerta. Con un sistema progressivo di bande di oscillazione, che mette al riparo dagli choc di prezzo e dalle speculazioni le negoziazioni, la piattaforma in qualche mese potrebbe rendere di nuovo negoziabili le azioni delle popolari non quotate. Ma a quale prezzo? Probabilmente molto inferiore ai multipli attuali, vicini al valore patrimoniale mentre le banche quotate trattano anche sotto il 50%.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


7 Storie di tagli, privilegi e cure dimagranti nelle banche popolari (cap. Epilogo) C'è il ragioniere della Popolare di Milano, che grazie alla tessera sindacale (e ai voti "giusti" espressi in assemblea) ancora manda il figlio a studiare all'estero spesando i costi all'istituto, come negli anni Ottanta. E c'è il responsabile delle risorse umane della grande banca del nord, che si trasferisce alla Popolare di Bari e lì si accorge di essere circondato quasi solo da colleghi pugliesi, "perché è quello il criterio che viene usato per fare le assunzioni: non si sceglie il candidato migliore, ma il migliore fra quelli nati a Bari". E c'è lo sportellista di Udine, a cui la sua banca - la Popolare di Vicenza - a partire dal 2013 ha chiesto di vendere azioni dell'istituto a chiunque metteva piede in filiale. Lui si è convinto, ne ha comprate lui stesso, e tante le ha fatte comprare a parenti e amici. Ma quelle azioni sono crollate. Ora lo sportellista si trova senza soldi, con la paura di essere denunciato per truffa e il rischio di rimanere a casa. Perché la crisi del modello della banca popolare è anche la crisi di chi ci lavora dentro. Quando il presidente di Bpvi Gianni Mion nell'ottobre 2016 annunciò il taglio nella sua banca di 1.500 posti di lavoro, l'intero sindacato dei bancari - da Fabi ai confederali, passando per le sigle minori - ha capito che qualcosa si era rotto per sempre. Quella prospettiva di licenziamenti veri e propri, poi in parte rientrata, cancellava infatti il tabù secondo cui il posto fisso in banca è il più sicuro degli impieghi. Ma le previsioni, anche le più ottimistiche, configurano uno scenario in cui - fra prepensionamenti ed esodi agevolati - il settore bancario perderà nei prossimi anni decine di migliaia di addetti. A cominciare proprio da quelle banche popolari, da Milano a Bari, in cui i dipendenti hanno avuto goduto di contratti migliori rispetto ai loro colleghi degli istituti commerciali. E chi resta in banca? Dovrà mutare per non scomparire. In un mondo in cui le banche vendono alla clientela polizze assicurative e prodotti finanziari sempre più raffinati, il vecchio sportellista deve trasformarsi in abile venditore e così il ragioniere da backoffice. Con tutte le opportunità (per le banche) e i rischi (per il cliente, soprattutto) che questa metamorfosi comporta. 8 Unipol "avrà una banca"? Il cantiere della finanza emiliana tra l'assicuratore bolognese e i cugini di Bper (cap. Epilogo) Dodici anni dopo il leggendario "abbiamo una banca?" chiesto dal segretario dell'ex Pci Piero Fassino a Giovanni Consorte leader dell'Unipol, le assicurazioni rosse di Bologna potrebbero tornare nel giro grosso del credito. Lo schema del nuovo leader Carlo Cimbri è di farlo proprio attraverso una banca popolare, una delle più solide e redditizie: la Bper di Modena, di cui a dicembre Unipol è diventata azionista con il 5%. Ufficialmente si tratta di un presidio del contratto di distribuzione bancassicurativa che dà diritto Unipol di vendere polizze tramite la rete di sportelli dell'istituto emiliano. Ma Cimbri avrebbe in mente un progetto più grande: far confluire la controllata Unipol Banca nella Bper formato spa e diventarne (con Unipol) uno degli azionisti perno. Con un vantaggio competitivo notevole sugli altri soci: perché l'assicurazione di Via Stalingrado è - e rimane - una cooperativa, non toccata dalla riforma bancaria del governo Renzi. Per riuscire nell'intento, però, Unipol dovrà ripulire dai molti cattivi crediti la sua Unipol Banca. Per questo Cimbri ha da

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


poco annunciato la costituzione di una bad bank che resterà nel gruppo Ugf, con impatti patrimoniali da definire. Così Unipol Banca risanata potrà diventare una pedina di scambio per entrare forte nel gruppo Bper. Ma Cimbri dovrà convincere Alessandro Vandelli, ad della banca di Modena che finora ha progetti autonomi: ha comprato a prezzo simbolico il moncone attivo della Cariferrara, e cerca un matrimonio con il Credito Valtellinese da una posizione di forza. 9 Popolare di Sondrio: il bastione delle popolari si trova laboratorio del cambiamento (cap. Epilogo) L'istituto con sede a Sondrio, formato in cooperativa fin dal 1871 e che da allora ha sempre distribuito utili in forma di dividendo ai soci, è molto geloso della sua tradizione mutualistica e della sua identità "valligiana". Per questo ha sempre respinto le proposte di fusione giunte da altri istituti (tra cui Bper), e per questo ha ritardato il più possibile la trasformazione in spa. Ma le critiche che lo scorso dicembre il consiglio di Stato ha sollevato sulla riforma delle popolari - dietro ricorso proprio di un socio di Sondrio, l'economista Marco Vitale - hanno congelato l'iter verso la società per azioni. E in attesa che sulla legge si pronunci la Corte Costituzionale a Sondrio si sta preparando una guerra di trincea con due schieramenti in campo. Da una parte i soci storici, circa 185mila nomi che detengono metà del capitale della banca e restano ultrà dello statuto popolare; dall'altra alcuni fondi di investimento stranieri, capitanati da Amber che ha il 4,5% della banca ed è ormai il primo socio singolo, che crede nei fondamentali della Sondrio e del suo territorio (ma potrebbe avere come strategia quella di "portarla in dote" a un altro istituto voglioso di entrare nell'Alta Lombardia bancaria nel futuro). Quando la "perla delle popolari" valtellinese sarà diventata spa potrebbe bastare un 10-15% delle quote per orientare l'assemblea e le nomine. 10 Effetti positivi e negativi della riforma e dei cambiamenti prodotti nel 2015-2017 (cap Conclusioni) La riforma che dall'inizio del 2015 ha obbligato le dieci maggiori banche popolari italiane a trasformarsi in spa due anni è stata un colpo di cannone che ha provocato rilevanti conseguenze: positive perché andava a sanare anni di gestioni opache e poco efficienti, ma anche negative per come la nuova legge è stata scritta, interpretata e applicata finora. La nostra inchiesta ha fatto emergere quattro grandi effetti positivi: 1, concentrazione del settore e riduzione dei costi operativi nel credito mutualistico; 2, modernizzazione dei modelli di governance e fine dell'anomalia delle "popolari quotate"; 3, fine dei potentati autoreferenziali di certi banchieri locali (Vicenza, Veneto, Marostica, Banca Etruria i principali); 4, fine del ruolo improprio di pivot e "nume" del sistema svolto dalla Banca d'Italia. Purtroppo di fianco agli effetti positivi ce ne sono almeno quattro di negativi: 1, turbolenze finanziarie causate dai primi tentativi goffi di salvare Banca Etruria, Vicenza e Veneto Banca; 2, blocco del finanziamento proveniente dai soci o dai fondi del mercato; 3, blocco dei borsini di negoziazione dove i soci scambiavano le azioni delle popolari non quotate; 4, minore biodiversità bancaria, con rischi sul credito alle piccole e medie imprese. 11 Parla Francesco Greco: "Serve un codice penale bancario" (cap. Conclusioni)

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Come è possibile che le associazioni dei consumatori abbiano denunciato per 20 anni le condotte irregolari della Banca popolare di Vicenza, senza che mai si sia arrivati a una condanna dei vertici? E perché, dodici anni dopo l'apertura dell'inchiesta sulla scalata ad Antonveneta, sembra che il sistema del credito non abbia fatto gli anticorpi? I soci danneggiati dal crac delle banche venete chiedono "una procura nazionale per i reati delle banche", modellata sullo schema dell'Antimafia. Francesco Greco, procuratore capo a Milano, ha una ricetta diversa: "Serve un codice penale bancario, che oggi in Italia non esiste", dice. E bacchetta alcuni magistrati, "che hanno preso la brutta abitudine di delegare le indagini più complesse alla polizia giudiziaria, rinunciando di fatto al proprio ruolo di investigatori". 12 Intervista a Joseph Oughourlian, il maggior investitore nelle popolari italiane Attraverso il fondo anglosassone Amber Capital il finanziere parigino di origini armene è stato il principale investitore nelle azioni delle banche popolari italiane dell'ultimo decennio, con un portafoglio del valore di centinaia di milioni puntati sugli istituti di Lodi, Milano, Sondrio, Modena e altri. Ha partecipato alla vita sociale, con interventi in molte assemblee e facendo eleggere amministratori di minoranza. Oughourlian racconta tutte le difficoltà che ha trovato, scontrandosi con il "muro di gomma" dei banchieri popolari e dei soci, e cita Antonio Gramsci per descrivere l'attuale situazione: "il vecchio muore e il nuovo non può nascere e in questo interregno si verificano fenomeni morbosi". Oggi Amber punta tutto su Sondrio, "l'unica popolare che incarna realmente lo spirito cooperativo nella propria attività, con un fortissimo legame con il territorio", guidata "da persone oneste e capaci che hanno prestato denaro in maniera oculata e a chi davvero lo merita, restando alla larga dalle politiche creditizie scriteriate che tanti danni hanno prodotto in altre popolari". Oughourlian nella lunga intervista svela tutti gli accorgimenti per investire in modo consapevole nelle banche popolari, analizza le cause della crisi che hanno portato alla riforma normativa, e gli effetti che questa produrrà sul settore in termini di efficienza e consolidamento.

FATTI

Quadrante Est, cambia la viabilità ma le auto restano in colonna "Il problema di Palermo è il traffico..." si diceva nel capolavoro di Benigni, Johnny Stecchino. Una battuta che, in alcuni casi, ben si può applicare a Vicenza. Google, che tutto può e tutto vede, specifica: da via Quadri alla stazione di Vicenza occorrono in macchina 8 minuti. Un tempo appropriato per compiere un tragitto di soli 3,4 km. Orologio alla mano, però, in un giorno qualunque tra le sette e mezza e le nove di mattina, l'esercizio risulta quasi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


impossibile. Lo sanno bene gli automobilisti che ogni giorno sfidano la sorte trovandosi puntualmente bloccati in coda. Abbiamo fatto una prova, in macchina, partendo dall'incrocio tra via Quadri e viale Trieste il tempo di percorrenza è di 35 minuti sia che si proceda lungo viale Trieste per poi arrivare all'imbuto di via Quattro novembre, sia che si scelga la strada esterna continuando lungo via Quadri per poi passare dietro lo stadio ed arrivare a Borgo Berga ed infine lungo viale Risorgimento e viale Venezia. Di Pietro Zanella

Con la pioggia, ovviamente, il tempo speso nel traffico aumenta. Qualcosa non va, non tanto o non solo per gli ovvi disagi di chi la mattina compie quel percorso per arrivare a lavoro, ma anche perché lungo entrambi i percorsi negli ultimi anni sono state apportate diverse modifiche alla viabilità che, in teoria, avrebbero dovuto semplificare la vita ai vicentini. Tre gli snodi più problematici: la rotatoria delle scalette di Monte Berico, via IV Novembre e viale Venezia. Tempi alla mano, tra le otto e le nove del mattino occorrono 25/30 minuti in auto per percorrere la strada dal sottopasso dello stadio, salire a Borgo Berga e poi superare la lungo colonna che tra semafori e corsi e riservate agli autobus procede fino alla stazione dei treni. Tempi analoghi anche per chi scegli l'alternativa di viale Margherita. Paradossalmente, poco meno di quanto impiega un autobus che però, oltre a sfruttare la corsia riservata di via Venezia, circola anche in centro storico in strade che non dovrebbero essere ingolfate dal traffico. La situazione di via IV Novembre, nonostante i recenti lavori, è ancora allarmante. Il problema è sempre stato sostenuto fosse il "parcheggio selvaggio" dato dalla necessità dei genitori degli alunni dell'istituto Farina di accompagnare i propri figli a scuola. Un anno fa il Comune è intervenuto, apportando alcune modifiche alla viabilità sia delle vie della zona, sia alle modalità di stallo delle auto. Prendendo il tempo, però, per percorrere la via occorrono ancora 10 minuti contro i 2 indicati dal solito Google. In pratica scendendo dall'auto e proseguendo a piedi per gli 850 metri della via ci si mette meno. Lo ripetiamo, qualcosa non funziona. Gli studi compiuti e pubblicati per conto dell'Amministrazione sul sito del Comune indicavano già allora problemi per le ore di punta, ma, al netto delle modifiche alla viabilità nulla sembra essere veramente cambiato.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Autonomia del Veneto, consultazione il 22 ottobre. Elena Donazzan: "Rivendicheremo maggiori spazi su scuola e formazione" "Avanti tutta sul referendum per l'autonomia e la volontà del presidente Zaia di stabilire una data certa". Esordisce così l'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan, commentando la proposta che il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha avanzato al suo omologo della Lombardia, Roberto Maroni, di fissare congiuntamente la consultazione per l'autonomia delle due regioni nella data di domenica 22 ottobre. Di Redazione VicenzaPiù

"I motori sono caldi e a breve ci muoveremo uniti sul territorio per presentare ai veneti le nostre istanze e raggiungere l'agognato traguardo per la nostra regione, la nostra gente - riprende la referente regionale alla scuola-. Nella riforma per l'autonomia che rivendichiamo, sulla base dell'articolo 116 della Costituzione, chiederemo di esercitare maggiori competenze e spazi di decisione in materia di scuola e istruzione . Abbiamo le idee chiare, l'abbiamo dimostrato avanzando le nostre proposte al MIUR, allo scopo di poter gestire i concorsi per dirigenti scolastici e docenti su base territoriale, ridurre le disparità che attualmente ci sono e ridare dignità alla professione dell'insegnante, limitare il problema del precariato, garantire la continuità didattica e un sistema formativo regionale efficiente". "L'autonomia completerà la legge sul sistema formativo, che abbiamo voluto per esprimere una visione ordinata e organica di un ambito strategico per il tessuto economico e sociale della nostra regione. Un altro nostro obiettivo è quello di arrivare quanto prima alla piena autonomia finanziaria. È ciò che merita il Veneto", conclude l'assessore Donazzan.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Migranti in via Medici, firmata petizione. Insicurezza e crollo immobiliare Via Medici, famosa per ospitare l'Hotel Adele residenza di molti richiedenti asilo, è al centro di molte polemiche. Residenti e commercianti sono esasperati dal continuo via via dei profughi durante il giorno e nemmeno la notte possono stare tranquilli poiché nel parchetto poco distante all'hotel gli schiamazzi proseguono fino a tarda notte. Per questo è stata firmata una petizione che ha raccolto per ora 300 firme, per chiedere degli interventi urgenti in merito all'accoglienza dei migranti in via Medici. Il Comitato via Medici, con Vicenza ai Vicentini, chiede alla giunta comunale di farsi carico del disagio del quartiere e di trovare soluzioni tempestive ed efficaci. L'impatto sociale ed economico, si legge nella petizione, è devastante nell'attività del quartiere, la zona si sta trasformando in un ghetto. Di Monica Zoppelletto

"Gli immigrati vagano tutto il giorno per la città e assumono atteggiamenti arroganti e intimidatori" dice Gianluca Deghenghi del movimento Vicenza ai Vicentini che continua "L'eccessiva presenza di migranti in una determinata zona provoca il crollo immobiliare. Il valore delle case non è più quello di una volta". "L'altro ieri - afferma Stefano Boschiero di Vicenza ai Vicentini - alcune persone hanno detto di aver firmato la petizione ma non vogliono essere riprese perché hanno paura di ritorsioni. Molti non denunciano per paura. A dicembre abbiamo incontrato il prefetto Eugenio Soldà (al termine del mandato) ma non è stato risolto nulla". L'insicurezza fa da padrona e ma a farne le spese è anche il mercato immobiliare: gli appartamenti di via Medici hanno un valore di mercato basso da quando sono presenti i richiedenti asilo all'Hotel Adele e anche molti commercianti stanno pensando di chiudere la propria attività. La presenza dei migranti è cospicua, basti pensare che solo nell'hotel di via Medici ne sono ospitati circa 200, e questo non fa che aumentare il disagio tra i residenti. I residenti si sono spesso rivolti alla Polizia per chiedere di sedare risse e una signora è arrivata persino ad incontrare il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ma ancora non si è trovata una soluzione.

FATTI

Quaestio, Massimo Tosato acquista il 10% e viene dominato amministratore delegato

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Massimo Tosato entra nel gruppo Quaestio acquistando il 10% di Quaestio Holding ed assumendone la carica di Amministratore Delegato. E' stato inoltre nominato Amministratore Delegato di Quaestio Capital Management SGR, affiancando alla guida della società il Presidente Alessandro Penati e l'altro Amministratore Delegato Paolo Petrignani. Alessandro Penati, fondatore del gruppo nel 2009, è stato nominato Presidente di Quaestio Holding. Massimo Tosato ha finalizzato l'acquisizione della partecipazione in Quaestio Holding (la società holding di partecipazioni che detiene il 100% di Quaestio Capital Management SGR) dalla Fondazione Cariplo, anchor investor della società. Di Redazione VicenzaPiù

Tosato sarà responsabile delle aree investimenti, sviluppo prodotti e attività commerciali di Quaestio Capital Management SGR. Petrignani sarà responsabile dei fondi Atlante I e Atlante II e delle attività di controllo e di governance della SGR (finanza, risk management, legale, risorse umane, IT). L'azionariato di Quaestio Holding risulta quindi così composto: Management (32%), Fondazione Cariplo (27,65%), Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti (18%), Direzione Generale Opere Don Bosco (15,6%) e Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì (6,75%). E' inoltre previsto che vengano offerti warrant per un futuro aumento di capitale di Quaestio Holding a Massimo Tosato, Alessandro Penati e ad altri manager chiave già presenti nel gruppo o che potranno entrare in futuro. La transazione ed il complessivo piano sopra descritto sono soggetti all'autorizzazione delle autorità competenti. Il Consiglio di Amministrazione di Quaestio Capital Management SGR è stato ampliato con la nomina di Roberto Romanin Jacur e Massimo Tononi in qualità di Consiglieri indipendenti. Il nuovo CdA, nel quale entrano anche Gianluigi Costanzo e Renato Ferrari, pertanto risulta così composto: Alessandro Penati (Presidente) Paolo Petrignani (Amministratore Delegato) Massimo Tosato (Amministratore Delegato) Filippo Cicognani Gianluigi Costanzo Renato Ferrari Claudio Marangio Roberto Romanin Jacur Massimo Tononi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Quaestio Holding possiede integralmente Quaestio Capital Management SGR, che è una società di gestione specializzata in clientela istituzionale con attivi in gestione per circa 13 miliardi di euro e fra le prime indipendenti per asset in gestione in Italia. Opera con un'ottica globale, identificando e gestendo le migliori idee di investimento sui principali mercati del mondo. L'ingresso di un nuovo manager-azionista di importante esperienza internazionale, l'ingresso di due nuovi amministratori indipendenti di alto profilo, il rinnovato impegno dei soci istituzionali fondatori insieme all'aumentato peso del management nel capitale costituiscono fattori fondamentali per il sostegno e il potenziamento dell'ulteriore sviluppo organico ed indipendente del gruppo. Quaestio, sulla base dei positivi risultati economici e del notevole successo di mercato fin qui conseguiti nel campo della consulenza e della gestione indipendente di patrimoni istituzionali, ha deciso infatti di avviare una nuova fase di crescita basata sulla specializzazione di innovative strategie di investimento e l'ampliamento dei canali distributivi. Massimo Tosato ha oltre 36 anni di esperienza internazionale nei settori investment banking e asset management e fino al 31 dicembre 2016 ha ricoperto la carica di Executive Vice Chairman e Global Head of Distribution di Schroders plc, quotata al London Stock Exchange, e di Amministratore Delegato di Schroder Investment Management Limited. E' entrato nel gruppo Schroders nel 1995 ed il suo ruolo principale è stato quello di pianificare e condurre da Londra l'espansione internazionale del gruppo (oggi presente in 27 Paesi in quattro continenti), l'innovazione di prodotto e la diversificazione dei canali distributivi nonché più recentemente gli investimenti nel Fintech. Ha fatto parte del CdA del gruppo dal 2001 e da allora gli asset in gestione sono quadruplicati raggiungendo 470 miliardi di dollari mentre la capitalizzazione al London Stock Exchange è cresciuta dai minimi di circa 7 volte. Membro indipendente del CdA della BNL dal 2002 al 2005, in precedenza ha fondato e sviluppato diverse società nel settore finanziario fra cui Cominvest di cui è stato Amministratore Delegato per 10 anni. Dal 1992 è membro del Board della Columbia Business School, Columbia University, di New York.

FATTI

Bilancio partecipativo 2017, sono 30 i progetti presentati Trenta progetti che abbracciano tutte le circoscrizioni cittadine: il bilancio partecipativo del Comune di Vicenza per il 2017 ha fatto anche quest'anno il pieno di idee proposte dai cittadini. Il budget messo a disposizione quest'anno è di 400 mila euro. La realizzazione di ogni singolo progetto deve costare da un minimo di 30 mila euro a un massimo di 150 mila euro, per favorire la

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


possibilità di realizzare più interventi sul territorio. "Si tratta di un ottimo risultato - è il commento dell'assessore alla partecipazione Annamaria Cordova - considerato che quest'anno l'amministrazione si era proposta di favorire quante più possibili sinergie tra associazioni, al fine di costruire progetti più strutturati attorno a temi condivisi. I 30 progetti presentati sono tutti molto interessanti e particolareggiati. Da essi si evince la natura e la sensibilità dei proponenti, attenti al territorio, alle necessità della comunità, desiderosi di condividere le proprie idee e le proprie conoscenze. Di Redazione VicenzaPiù

A tutti i presentatori desidero fare i miei complimenti per le proposte, ma soprattutto per l'importanza che hanno dato alla partecipazione attiva, dimostrando di avere a cuore Vicenza e di voler collaborare per renderla ancora più bella e fruibile per la collettività". Le 30 proposte progettuali sono giunte in Comune al termine di un percorso partecipativo che ha visto l'organizzazione di sette assemblee, una per ciascuna circoscrizione, che hanno avuto luogo dal 20 al 24 febbraio. Molti i partecipanti, in particolare in rappresentanza di 83 associazioni attive sul territorio. Allo scopo di fare rete, sono stati organizzati dei momenti di incontro e di condivisione delle idee progettuali finalizzati alla costruzione di progetti aggregati attraverso una ulteriore assemblea pubblica e 4 tavoli decentrati di progettazione in diversi luoghi della città. Sono stati, inoltre, svolti incontri di presentazione del bilancio partecipativo con altre associazioni, gruppi e con la consulta per le politiche di genere. Alla scadenza del 15 aprile sono stati presentati 30 progetti, che hanno coinvolto 78 fra gruppi e associazioni di vario tipo. Per il territorio della circoscrizione 1 sono pervenuti 7 progetti, per la circoscrizione 2 è pervenuto un progetto, per la circoscrizione 3 i progetti presentati sono 3, per la circoscrizione 4 sono pervenuti 8 progetti, per la circoscrizione 5 sono arrivati 2 progetti, per la circoscrizione 6 sono stati presentati 5 progetti, per la circoscrizione 7 ne sono pervenuti 2. Inoltre, un progetto riguarda l'intera città, mentre un altro riguarda contemporaneamente parte della circoscrizione 1 e parte della circoscrizione 4. Di questi, 25 sono stati presentati da associazioni del territorio, e 5 da privati.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Tra i 25 progetti presentati dalle associazioni, ben 9 sono il frutto di lavoro di rete e sinergia tra 61 diverse realtà. Si tratta di un risultato molto positivo, che rientra tra gli obiettivi perseguiti dall'assessorato alla partecipazione. I temi prevalenti nelle proposte progettuali, che devono prevedere esclusivamente interventi per la riqualificazione degli spazi pubblici della città, riguardano le aree verdi ludico/ricreative (10), la riqualificazione di edifici pubblici (7), i beni storico-culturali (5), l'arredo urbano (2), la mobilità (2), il verde pubblico (1), la sicurezza e la salute (1), lo sport (1), l'energia (1). Fino a metà maggio i progetti saranno vagliati dai tecnici comunali che ne devono verificare l'ammissibilità in funzione dei criteri previsti e della fattibilità tecnica, prima del passaggio alla successiva fase del voto da parte dei cittadini. Tutti i progetti saranno quindi pubblicati sul sito del Comune e quelli ammessi al voto verranno presentati dagli stessi proponenti nel corso di incontri pubblici aperti a tutti, dal 17 al 19 maggio, in cui sarà possibile conoscere le proposte ed avere maggiori e più dettagliate informazioni per poter scegliere a quale proposta dare il proprio voto. Dal 25 maggio al 15 giugno ogni cittadino residente a Vicenza, dai 16 anni in su, potrà esprimere il proprio voto per uno dei progetti ammessi. Si potrà votare attraverso due modalità, entrambe semplici e veloci: online sul sito del Comune, o con scheda cartacea nelle sedi circoscrizionali. Ogni persona potrà votare una sola volta, indipendentemente dalla modalità scelta. Al termine del voto verrà stilata e resa nota la classifica dei progetti. Si passerà dunque alla fase dell'elaborazione e del finanziamento di quelli più votati, fino a esaurimento dei fondi disponibili.

FATTI

Pfas, Cristina Guarda: "Stop a iniziative confuse" "Giusto un anno fa denunciavo come fosse inutile la nota firmata dalla sezione prevenzione che ordinava in maniera scomposta gli autocontrolli sui pozzi usati per colture e allevamenti, col rischio di vederseli chiudere con un'ordinanza del sindaco se entro 30 giorni gli agricoltori, lasciati senza alcuna assistenza, non avessero dichiarato come intervenire per abbassare le concentrazioni di Pfas: soldi spesi inutilmente dagli agricoltori delle aree contaminate. A distanza di tempo l'assessore all'agricoltura, ha finalmente preso atto dell'inefficacia del provvedimento che non ha permesso di monitorare ed intervenire tutelando i produttori e i consumatori". Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Così la consigliera regionale Cristina Guarda (AMP) esprime il proprio giudizio alla luce della decisione della Giunta regionale di stanziare 40 mila euro perché Arpav effettui mille campionamenti nelle acque sotterranee del Basso Veronese, del Vicentino e della Bassa Padovana, al fine di accertare le concentrazioni dei Pfas ‘a catena corta' e ‘lunga'. "Bene lo stanziamento di 40 mila euro, ma resta la necessità di fornire agli agricoltori la massima assistenza negli adeguamenti definendo quali siano i settori più esposti e le priorità di intervento, erogando le necessarie risorse, comprese quelle che dovrebbero risarcire coloro che hanno pagato gli auto-controlli di tasca propria per colpa dell'inerzia dell'assessore Pan che, in quest'anno, ha lasciato gli agricoltori in balia di quella nota. Mi auguro che questo sia il passaggio decisivo che permetta poi di concretizzare i sostegni all'agricoltura in questo delicato momento, senza che vi siano ulteriori e dannose confusioni".

BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE

Zaia invita le BCC venete ad aderire alla Cassa Centrale di Trento, i presidenti delle BCC con ICCREA replicano: il "cosiddetto carrozzone romano" è più solido e investe in Veneto In risposta alle dichiarazioni del Governatore del Veneto Luca Zaia apparse ieri sulla stampa i presidenti delle 11 BCC venete i cui CDA, che hanno già espresso la preadesione al Gruppo bancario cooperativo targato Iccrea, intendono precisare la loro posizione el o fanno con la nota che pubblichiamo. La maggioranza delle Banche di Credito Cooperativo venete ha scelto di proporre, alla propria Assemblea dei soci, di aderire al Gruppo bancario cooperativo targato Iccrea Banca. Tale scelta non muove da ragioni politiche o geografiche o istintive, ma si basa su fatti e numeri molto concreti. Del complessivo portafoglio impieghi del Gruppo bancario Iccrea al 31 dicembre 2016 pari a 9,7 miliardi di euro, il 18,9 per cento (1,9 miliardi) è destinato al Veneto. Nel solo 2016, circa 310 milioni di nuovi impieghi di Iccrea BancaImpresa (la banca corporate del

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Gruppo Iccrea) è stato destinato al Veneto. Di Note ufficiali

Stupisce che si possa continuare ad associare in modo dispregiativo Iccrea a Roma quando complessivamente tutto il Nord d'Italia ha beneficiato del 64 per cento degli impieghi attualmente nel portafoglio del Gruppo Iccrea. Un altro dato riguardo al presunto "carrozzone romano" aiuta a capire molto bene come si tratti di un pregiudizio destituito di ogni fondamento: l'attivo per dipendente, se con Cassa Centrale è di 7,6 milioni, con il Gruppo bancario Iccrea arriva a 26,6 milioni. Al di là dei preconcetti e delle strumentalizzazioni che circolano, i numeri dimostrano che il Gruppo bancario Iccrea ha una produttività per dipendente molto più alta rispetto a quella di Cassa Centrale (sui vari indici di redditività dalla banca), avendo anche una gamma di prodotti molto più ampia rispetto a quella posseduta dal gruppo CCB. E sempre grazie alla collaborazione con il Gruppo Iccrea (un gruppo dotato di una struttura trasversale che accompagna le BCC su ogni fronte dell'attività bancaria) le BCC hanno salvato aziende in crisi e rilanciato tante altre PMI valorizzando le loro eccellenze anche all'estero, con strumenti e risorse tecniche che solo il Gruppo Iccrea possiede. E allora, forse, più che alle questioni geografiche bisognerebbe rimanere sul piano dei fatti. Il presidente Zaia tenga conto che questi numeri e questi fatti concreti non solo ci hanno convinto ma ci hanno tranquillizzato. Perché se abbiamo l'onore di rappresentare un'estesa base sociale di cooperatori, abbiamo anche l'onere - che vogliamo continuare ad assumerci - di contribuire allo sviluppo del territorio affianco ai suoi principali attori, siano essi famiglie o imprese. Ecco perché a nostro avviso scegliere Cassa Centrale di Trento è un rischio da ponderare bene, in quanto implica un importante impegno di risorse delle BCC che, invece di essere destinate al territorio, terminerebbero nel capitale di una banca che oltre tutto ha la sede in una regione autonoma e non in Veneto. Nel nome, tra l'altro, di una ventilata e presunta maggiore autonomia lasciata alle BCC, quando dovrebbe essere noto che la riforma si applica in modo uniforme a tutti i Gruppi bancari Cooperativi. Tale normativa è stata redatta sapientemente garantendo, a prescindere dal Gruppo bancario cooperativo a cui si aderisce, da una parte i fondamentali principi di autonomia e mutualità (fattori che storicamente contraddistinguono e

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


continueranno a contraddistinguere le BCC) e, dall'altra, il ruolo essenziale di supervisione e sintesi che la normativa richiede a una capogruppo, e che solo Iccrea Banca, per dotazione patrimoniale superiore a quella prevista dalla norma (1,7 miliardi di euro quando la normativa ne richiede solo 1) e per le sue competenze, può garantire già da oggi. I presidenti delle BCC venete che hanno preaderito al Gruppo bancario cooperativo targato Iccrea: 1. Cassa Rurale e Artigianale di Brendola 2. Banca di Credito Cooperativo del vicentino Pojana Maggiore 3. Banca di Credito Cooperativo San Giorgio Quinto Valle Agno 4. Banca Patavina Credito Cooperativo di Sant'Elena e Piove di sacco 5. Banca di Credito Cooperativo Trevigiano 6. Centro Marca banca Credito Cooperativo 7. Banca di Credito Cooperativo Monastier del Sile 8. Banca Santo Stefano Credito Cooperativo di Martellago - Venezia 9. Valpolicella Benaco banca 10. Banca di Verona Credito Cooperativo Cadidavid 11. Banca Veronese Credito Cooperativo di Concamarise.

LIBRI / FATTI / POLITICA

Giovanni Villa al Chiericati e l'intreccio con la Fondazione Roi: accese i fari nel 2014 Liliana Zaltron, li spense Jacopo Bulgarini, li punta sui misfatti "Roi. La Fondazione demolita" Il professor Giovanni Carlo Federico Villa assumeva nella seconda metà del 2015 la direzione "tecnica" della pinacoteca di palazzo Chiericati come stabilito il 14 luglio di quell'anno dalla convenzione stipulata tra Comune di Vicenza e Fondazione Roi che dovrebbe avere a cuore per statuto la valorizzazione dei musei e delle opere d'arte della città (nella foto Giovanni Villa con Jacopo Bulgarini d'Elci alla nomina come direttore onoraio del Chiericati, ndr). Il condizionale è a dir poco d'obbligo vista tutta la vicenda che stiamo raccontando dal 21 luglio di quell'anno, con delle "prefazioni" di fine 2013, con una serie di articoli ora raccolti in un libro/dossier "Roi. la Fondazione demolita", che presenteremo in anteprima il 26 aprile alle 18 a Bassano presso la libreria Palazzo Roberti. Di Monica Zoppelletto

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il secondo volume della collana Vicenza Papers nasce dal lavoro della nostra redazione e del nostro direttore, Giovanni Coviello, già autore del nostro successo editoriale "Vicenza. La città sbancata" e che sarà "accompagnato" nella sua ricostruzione dei fatti e in alcune sue anticipazioni di quanto ancora sta avvenendo in Roi dal prof. Italo Francesco Baldo, che ha curato la presentazione del libro e che racconterà anche dell'azione del marchese Roi nel Bassanese, e da Giorgio Meletti, giornalista economico de Il Fatto Quotidiano che da tempo segue le vicende delle banche venete e segnatamente quelle della Banca Popolare di Vicenza con tutti i suoi intrecci, a monte col sistema guidato da Banca d'Italia e a valle con un "territorio" ormai devastato, come dimostra il caso Roi Bisogna, quindi, tornare a fine 2013 per iniziare a far luce su una storia che è stata "attenzionata" subito da Liliana Zaltron del Movimento Cinque Stelle che presentò, proprio nel 2014 e dopo il primo warning del M5S del 2 novembre 2013, una interrogazione sul tema della prima convenzione, quella stipulata tra Comune di Vicenza e Università di Bergamo a dicembre 2013, per "ottenere" i servigi del Prof. Giovanni Carlo Federico Villa, convenzione su cui stiamo facendo ora luce come "madre di tutte le convenzioni" successive. Jacopo Bulgarini D'Elci rispose in consiglio comunale il dicembre 2014 così: "Zaltron riepiloga una serie di fatti e dice che i musei civici sono senza una guida. La convenzione non è ancora stata attivata e non c'è stata alcuna spesa. Ribadisco - dice Bulgarini - che da gennaio 2015 verrà attivato uno strumento alternativo, ci sono state complicazioni normative" Se, quindi, già a fine 2014 si pensava alla convezione con la Roi a guida Gianni Zonin, senza informare l'Università e soprattutto i consiglieri e la città, la risposta, preveggente, della Zaltron fu: "Di solito si decide di firmare quando i termini sono chiari, se si fosse stilato un accordo oggi si avrebbe un elenco di attività svolte. Questo rinforza la mia tesi che bisogna seguire strade diverse per avere efficienza". Una storia non proprio tutta rose e fiori visto che la Fondazione Roi non è più prospera come un tempo... come vi raccontatiamo in "Roi. La Fondazione demolita".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

A4 vende Serenissima Costruzioni alla Lci srl, ma a pagare sono 650 lavoratori... albanesi: export di malaffari da Verona via Puglia? Poco più di mille km separano Tirana da Verona. Abbastanza perché l'eco di una notizia partita da laggiù arrivi spento in terra veneta. Le proteste di centinaia di lavoratori albanesi che attendono di essere pagati dopo aver svolto il loro lavoro per conto di un gigante del settore infrastrutture nostrano, qui da noi non riempiono le pagine dei giornali nazionali né creano scandalo, eppure ci sono e, tanto per cambiare, non trovano alcuna risposta dalle autorità italiane. La storia è quella dei contratti dei By-Pass autostradale di Fier e di Valona, opere volute dal governo albanese per rafforzare il sistema autostradale nel 2013 grazie a dei finanziamenti BERS. Di Pietro Zanella

Ad aggiudicarsi gli appalti, con un'offerta al ribasso rispetto alla base d'asta, è stata l'italiana Serenissima Costruzioni s.p.a., costola di A4 Holding, società che gestisce l'omonimo tratto autostradale e che è anche proprietaria della società Brescia-Padova Spa guidata dal sindaco di Verona Flavio Tosi. Da più di 5 mesi le ditte subappaltatrici attendono di essere pagate, ma, grazie anche ad un complicato guazzabuglio di passaggi di proprietà e affari finanziari, le loro istanze restano lettera morta. "Le ditte coinvolte tra Albania e Italia sono circa 20 - racconta l'avvocato Alessandro Paolini, che sta seguendo la vicenda in Italia - e approssimativamente sono 650 i lavoratori che attendono di avere rassicurazioni sui pagamenti." Per capire cosa è successo occorre riportare l'attenzione in patria. Serenissima Costruzioni è stata venduta ad una società pugliese, fornitrice a sua volta di Serenissima, la Lci Srl su ordine, forse, del gigante spagnolo Abertis che ha preso il controllo di A4 Holding. Come si legge in un esposto alla Procura di Tirana l'operazione non è chiara, poiché la società acquirente pugliese non sembra avere la forza di mantenere gli impegni

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


presi con le ditte incaricate dei lavori. Inoltre, sebbene la vendita sia stata confermata dal gruppo spagnolo ad un giornale locale, dell'atto di vendita a Verona non vi è traccia. Aziende e maestranze, comunque, non sono state a guardare: "Alle autorità italiane chiediamo che facciano piena luce sull'intera vicenda - spiega l'avvocato Paolini - ed in particolare sulla cessione delle quote di Serenissima Spa (da parte della A4 Holding) ad una piccola società che all'atto pratico si è mostrata finanziariamente non in grado di onorare gli impegni." Nel complicato sistema di scatole cinesi e di accuse e contro accuse sono poche le cose certe. Partiamo da quelle più evidenti: in Albania i lavori non sono ancora completi, anche se alcuni stralci sono stati ultimati, con sommo disappunto di chi, come gli operatori turistici, ha investito in quel territorio in forte sviluppo. Il passante autostradale, infatti, è uno degli snodi chiavi per rendere più semplice l'arrivo sulle spiagge dei turisti e dare un facile accesso al porto di Valona. Lavoratori e aziende non hanno ancora ricevuto risposta dalle autorità italiane, poco sollecitate anche dai media che sembrano non volersi occupare della vicenda. Questioni albanesi, si dirà, ma, a quanto appare dai possibili danneggiati, gli unici interlocutori che ne parlano, mentre gli altri sono muti, si tratta più che altro di malaffari di esportazione molto italiana. Da Verona via Puglia...

SANITÀ / FATTI / POLITICA

False accuse di CGIL per padovana Giulia che avrebbe peregrinato per 23 ospedali prima di abortire, Luca Coletto: ora chi restituisce la dignità ai lavoratori alla gogna? Come rende noto l'assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, che ringrazia la Magistratura per aver "risolto" il caso dell'aborto ritardato dalla struttura sanitaria veneta, l'esito finale delle indagini sul presunto caso della signora di Padova che, volendo abortire, avrebbe dovuto peregrinare attraverso 23 ospedali per ottenere la prestazione, ha stabilito,, che "il 15 dicembre 2015 fu richiesta la prestazione; il 23 dicembre fu fatta la visita; il 12 gennaio fu effettuato l'aborto. Tutto in 28 giorni, abbondantemente entro tutti i limiti di tempo del mondo. Altro che odissea! L'odissea l'hanno vissuta operatori e sanitari sbattuti in prima pagina come dei mostri".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Edoardo Pepe

"Adesso - aggiunge Coletto - chi restituirà la dignità ai lavoratori della sanità veneta ingiustamente trascinati nel fango? Forse la ‘signora Giulia'? Forse il sindacato, che i lavoratori dovrebbe difendere, e certa politica che cavalcarono senza remore la bufala? Forse tutti i Tg, salotti televisivi e media nazionali che riempirono palinsesti e pagine sullo scandalo del Veneto che negava i diritti delle donne? Sarebbe bello e giusto che arrivassero delle scuse con gli stessi spazi delle ingiuste accuse, ma temo non accadrà. Per fortuna ci ha pensato la Magistratura, che ringrazio, svelando la verità con un lavoro meticoloso e veloce. Era tutto falso perché la verità svelata dai Magistrati è tutt'altra". "Questa vicenda - conclude Coletto - lascia comunque una grande amarezza: il dover constatare come la sanità sia sempre di più il terreno di caccia di strumentalizzazioni, perché la salute è un bene delle persone, non uno strumento della politica del disfattismo. Le bugie hanno la lingua lunghissima, ma per fortuna hanno le gambe corte".

ECONOMIA&AZIENDE

"La sfida del cambiamento": la lancia all'assemblea dell'Ordine dei commercialisti vicentini la presidente Margherita Monti Dall'Assemblea Generale dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza (ODCEC) la Presidente Margherita Monti esorta i colleghi ad avere coraggio e ad essere protagonisti del cambiamento della professione come evidenzai la nota che pubblichiamo sui 600 commercialisti vicentini che si sono riuniti ieri, venerdì 21 aprile, presso il Centro Congressi della Fiera di Vicenza

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


per il consueto appuntamento con l'Assemblea Generale degli iscritti all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza per approvare il Bilancio 2016 e fare il punto sullo stato dell'arte e sulla vita dell'Ordine nell'ultimo anno. Di Note ufficiali

L'assemblea si è aperta con l'intervento di Margherita Monti, Presidente dell'Ordine vicentino da gennaio 2017, che ha lanciato una sfida ai colleghi invitandoli ad essere parte attiva del cambiamento che sta toccando la professione: "Una grande sfida ci aspetta nel breve periodo. Si chiama cambiamento, cambiamento della nostra professionalità. Sono, infatti, le nostre competenze e l'efficienza con la quale le svolgeremo che stanno evolvendo verso conoscenze e sistemi, anche organizzativi, diversi". Per rispondere a questo mutato contesto, la Presidente Monti ha sottolineato il ruolo della specializzazione per il futuro della professione: " A tutto questo dobbiamo rispondere con una formazione diversa che sia più specializzata, con un'organizzazione dei nostri studi multidisciplinare e per aree, con una cultura di associazione fra noi che possa rispondere alle mutate esigenze del mondo imprenditoriale". E ha ricordato che "Il compito del Consiglio dell'Ordine è di accompagnare i colleghi in questo processo di cambiamento che va al di là delle ossessive scadenze fiscali e delle mirabolanti invenzioni normative. Far riconoscere il loro ruolo strategico sia sociale che istituzionale, rappresentarli in quanti più tavoli decisionali ed operativi possibili, far mettere in contatto con gli altri Ordini, le Istituzioni e gli Enti, e mantenere uno stretto collegamento con il Consiglio Nazionale." L'Assemblea dell'Ordine ha poi approvato il bilancio di gestione 2016 dell'Ordine che è stato anche l'occasione per tracciare una quadro sullo stato dell'arte e sull'attività svolta dall'Ordine nell'ultimo anno. Nel 2016 il totale degli iscritti all'Ordine è di 1583, con un aumento di 360 unità rispetto ai 1.223 iscritti del 2015, una crescita consistente dovuta all'iscrizione di 33 nuovi professionisti all'Albo Professionale e al trasferimento nell'ODCEC di Vicenza dei professionisti provenienti dall'estinto Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bassano. In crescita anche il numero di tirocinanti che nel 2016 ha raggiunto un totale complessivo di 86 unità. Dei 1583 iscritti il 67,8% sono uomini e il 32,2% donne, i professionisti

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


con meno di 50 anni rappresentano il 54,4%. Con riferimento alle attività promosse dall'Ordine nel 2016 sul fronte dell'aggiornamento e della formazione continua sono stati 136 gli eventi organizzati, anche grazie alle 22 Commissioni di Studio dell'Ordine, per un totale complessivo di 848 ore di formazione, garantita anche attraverso la modalità e-learning. Oltre al bilancio economico, è stato inoltre presentato il bilancio sociale, un'esperienza nata nel 2011, da cui è emerso il ruolo sociale della categoria professionale dei Commercialisti per il territorio ad esempio nelle procedure affidate dal Tribunale di Vicenza, nell'Organismo di Composizione della Crisi (OCC), o nelle iniziative di carattere culturale aperte alla cittadinanza. L'Assemblea è stata anche l'occasione per tracciare un bilancio dei primi 100 giorni del mandato della Presidente Margherita Monti e del nuovo Consiglio dell'ODCEC di Vicenza, insediatisi a gennaio 2017, e per tracciare obiettivi e prospettive future dell'Ordine. In particolare la Presidente Monti ha evidenziato la formazione delle nuove commissioni di studio e ha ricordato che le sfide e l'impegno del nuovo Consiglio saranno "il consolidamento e l'allargamento dei rapporti di formazione e studio con l'Università, l'investimento sulla formazione attraverso la collaborazione con l'Associazione del Triveneto e la Scuola di Alta Formazione, lo sviluppo dell'Organismo di Composizione della Crisi, la collaborazione con gli Uffici Tributari per l'applicazione del nuovo Processo Telematico, nell'ottica di quell'evoluzione della professione che deve stare al passo e rispondere alle mutevoli richieste del contesto competitivo." Ha fatto seguito all'Assemblea il convegno di studio "I Tartassati - Storie di Fisco e Dintorni" che ha permesso ai professionisti di approfondire un tema particolarmente caldo per la categoria, ovvero le modalità per rapportarsi in modo opportuno ed adeguato con l'Amministrazione Finanziaria, in particolare nella fase del controllo fiscale, rispondendo in modo adeguato alle richieste ma soprattutto approntando preventivamente tutti quegli strumenti anche organizzativi idonei ad affrontare con serenità il confronto con il Fisco.

POLITICA / AMBIENTE

Referendum per l'autonomia, Gianpaolo Bottacin: "faremo pesare il voto di un quarto degli italiani", anche per l'ambiente "Vogliamo essere artefici del nostro futuro!": con queste parole anche l'assessore regionale all'ambiente Gianpaolo Bottacin interviene sul tema del referendum, sottolineando che oggi "i Veneti lasciano a Roma quasi 20 miliardi ogni anno: noi vogliamo che quei soldi invece restino qui e vengano gestiti direttamente dal territorio. Per capirci su che cosa significhi gestire direttamente o meno i soldi

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


delle nostre tasse basti pensare a quanto stiamo facendo in termini di mitigazione del rischio idraulico del Veneto. Come Regione abbiamo già predisposto un piano da 2.7 miliardi di euro e su molte situazioni di rischio stiamo già intervenendo, ma potremmo fare molto di più se non dovessimo aspettare che lo Stato ci finanzi in base a criteri di convenienza politico-partitica mischiata a una visione totalmente centralista dell'amministrazione pubblica, come successo nell'ultimo riparto sulle spese di progettazione delle opere idrauliche, dove l'80% dei soldi è stato destinato al Sud e solo il 20% suddiviso tra Centro e Nord". Di Redazione VicenzaPiù

"Tutto ciò accade infatti in quanto in Italia ben oltre i quattro quinti delle tasse vengono incassati direttamente dallo Stato - spiega l'assessore che poi le ripartisce tra le varie regioni senza tener conto delle reali necessità delle singole aree e dei pericoli dovuti alla fragilità dei vari territori, né di quanto realmente versano i cittadini delle varie regioni. Così succede che regioni virtuose come il Veneto rimangano a secco anche su temi fondamentali come il rischio idraulico". "Quello che va capito - aggiunge Bottacin - è che, a differenza di altri realtà geografiche, noi non chiediamo assistenzialismo ma semplicemente la possibilità di usare le nostre risorse per il territorio: in questo senso noi non vogliamo meno responsabilità, anzi vogliamo assumercele fino in fondo. Chiediamo di essere messi alla prova, per dimostrare che, se dotati della giusta autonomia, potremmo essere come Trento e Bolzano e forse ancora più virtuosi. La differenza tra loro e noi infatti è solamente dovuta al fatto che a loro è data la possibilità di gestirsi direttamente le tasse, cosa che a noi non è permessa perché i cittadini e le imprese veneti devono versarle a Roma. Non sono più bravi, non sono più belli, hanno solo delle opportunità che invece a noi, ingiustamente, non vengono date". "Ora però - conclude Bottacin - con il referendum abbiamo un'occasione storica da non farsi sfuggire: questo infatti è il referendum dei cittadini, non dei partiti o della politica. E il giorno dopo, quando con il proprio voto avrà parlato non un partito o qualche politicante ma un quarto del popolo italiano, perché questi sono i numeri che il Veneto e la Lombardia rappresentano, lo Stato non potrà ignorare la nostra richiesta di maggior autonomia".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI / POLITICA

Vicenza Capoluogo, Vince Altavilla e Benecomune36023 celebrano il 25 aprile e la Liberazione Nella primavera del 1945 molti italiani parteciparono alla liberazione dell'Italia dal regime fascista e dall'invasore nazista: inizia così la nota che pubblichiamo a firma Vicenza Capoluogo, Vince Altavilla e Benecomune36023 e inviataci da Sandro Pupillo, Presidente di Vicenza Capoluogo. Dal 25 aprile 1946, si legge nella nota, ricordiamo quei momenti con "Il giorno della Liberazione": come emancipazione dalla miseria e dalla fame certamente, ma anche e soprattutto dalle atrocità della guerra, dai divieti, dalle insensatezze e dalla violenza della cultura fascista. La Liberazione fu una conquista difficile divenuta patrimonio collettivo; basta poco per fare propri quei momenti: la lettura o l'ascolto di chi quella storia l'ha vissuta, o il ritrovarsi in Piazza dei Signori all'orazione ufficiale; magari una bella escursione sulle nostre splendide montagne dell'Altopiano, grandi protagoniste di quella storia. Ma il 25 aprile non può essere solo questo. Non è sufficiente. Di Emma Reda

Fare Memoria di quella data, è un implicito invito a tenere gli occhi ben aperti su quello che sta accadendo oggi nel mondo. Non trasformiamolo nel giorno delle polemiche, come sta accadendo in questi giorni tra ANPI e PD, che non portano a nulla se non ad esasperare ulteriormente gli animi in un momento storico già di per sé molto complesso, nel quale è necessario gettare ponti e non alzare muri. Dopo 72 anni nuovi fascismi sono sorti in Europa e nel Mondo, nuove forme di razzismo e di sopraffazione: proprio dove abbiamo ceduto - ancora - alle scorciatoie e agli interessi di pochi e dove, continuamente, assistiamo a nuove forme di squadrismo, di totalitarismo, di guerra economica, politica, religiosa. Dove noi "liberi" cittadini europei siamo testimoni colpevoli e indifferenti. Oggi, questo 25 aprile, richiama anche col pensiero a Westminster, a San Pietroburgo, a Stoccolma, alle immagini dei bambini

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


siriani di Idlib, alla strage dei cristiani in Egitto e ai tragici sbarchi nel Mediterraneo. Anche per loro, per tutti i Paesi coinvolti nella guerra o nella miseria, deve giungere "Il giorno della Liberazione". Sta a noi dimostrare che quegli ideali che spinsero i partigiani allora a lottare, sono tutt'oggi vivi: il desiderio di libertà e giustizia, l'importanza della convivenza civile contro una società che celebra ogni giorno il rito del successo individuale. Recuperare la concezione della politica che ci viene dalla Resistenza, recuperare il senso del "bene comune", riaffermare valori antipopulisti, anche a costo di sostenere un qualche sacrificio personale e collettivo, è doveroso farlo soprattutto per il futuro delle giovani generazioni. Giacomo Ulivi, 19 anni, poco prima di essere fucilato nel novembre 1944, scriveva con grande lucidità queste ultime righe: "Oggi bisogna combattere contro l'oppressore. Questo è il primo dovere per noi tutti: ma è bene prepararsi a risolvere quei problemi in modo duraturo, e che eviti il risorgere di essi ed il ripetersi di tutto quanto si è abbattuto su di noi" Questo è il messaggio di speranza che vogliamo far nostro: l'augurio di cercare e individuare le vie per una pace vera e condivisa da tutti. È il momento di ripudiare la violenza e qualsiasi forma di terrorismo. Oggi la vera sfida alla follia distruttiva che insanguina il mondo è scegliere la pace, la democrazia e la politica nonviolenta come strumenti per risolvere i problemi all'interno dei paesi e nei rapporti tra i popoli.

POLITICA

Autonomia del Veneto, Forza Italia: "siamo pronti per portare le nostre istanze sul territorio"

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Siamo pronti. Forza Italia presto attiverà la rete dei quadri dirigenti e amministratori locali per portare uniti e coordinati sul territorio le nostre istanze, informare e sensibilizzare i cittadini sulla grande opportunità rappresentata dall'autonomia": così esordisce la nota della Segreteria Regionale del Veneto di Forza Italia che pubblichiamo. A sostenerlo è Adriano Paroli, commissario regionale per il Veneto di Forza Italia (nnela foto con Maria Stella Gelmini, ndr), che commenta la volontà condivisa dei presidenti di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Roberto Maroni, di fissare nella data di domenica 22 ottobre 2017 l'«Autonomia Day» (referendum, ndr) nelle due regioni in cui Forza Italia governa con la Lega Nord. "Forza Italia è da sempre per il merito in politica - riprende Paroli, esprimendo la posizione compatta del coordinamento regionale del partito azzurro e perciò crede che le regioni più virtuose debbano avere maggiori dosi di autonomia, nel rispetto della costituzione vigente". Di Emma Grande

"L'autonomia servirà a dare maggiore forza e slancio a tutta l'Italia continua il commissario regionale di Forza Italia -, perché se le regioni più dinamiche e capaci come Veneto e Lombardia potranno correre con maggiore velocità, anche le altre regioni italiane ne avranno beneficio, non fosse altro per lo stimolo che ne deriverà". Il gruppo consiliare dell'allora Popolo della Libertà, oggi Forza Italia, nella scorsa legislatura del Consiglio regionale del Veneto, su proposta dei capigruppo Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, fece approvare in Aula un disegno di legge per la definizione di un referendum sull'autonomia, alternativo a quello sull'indipendenza. "Oggi le istanze che Forza Italia all'epoca aveva rappresentato al governo del Veneto sono una realtà - sottolinea Paroli - dando così risposta a chi non si fa facile preda degli slogan indipendentisti ma vuole un serio progetto di governo oggi per il Veneto, domani per l'Italia". "È una opportunità storica quella di premiare il merito nella gestione politica e amministrativa - aggiunge il commissario regionale del partito azzurro per avere una prospettiva di governo alternativa e moderna da inserire nel programma che il centrodestra deve elaborare. Noi abbiamo sempre avuto

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


una chiara idea politica sul federalismo e sulla sussidiarietà, il centro sinistra, con Renzi in particolare, ha dimostrato di puntare sull'accentramento delle competenze e il centralismo romano. L'autonomia è rispetto del territorio e rafforza, in un patto federativo forte, proprio la buona politica e l'unità della nazione", conclude.

CULTURA

Presentato il Cammino Fogazzaro - Roi, dedicato ad Antonio Fogazzaro e al marchese Giuseppe Roi, suo pronipote A palazzo Cordellina, sede della Biblioteca civica di Vicenza "Bertoliana" è stato presentato il Cammino Fogazzaro - Roi, dedicato al grande scrittore e al suo ultimo discendente, mecenate della cultura, che vuole essere il primo dei Cammini Veneti, itinerari lunghi (di base pedonali), che l'Associazione Cammini Veneti ha delineato e sviluppato in zone segnatamente di campagna e collina nel territorio veneto. Il Presidente dell'Associazione Andrea Cevese ne è stato il promotore e con lui Paola Franco e molti altri, che intendono valorizzare il territorio del Veneto, le sue bellezze naturali/paesaggistiche, unendole a quelle culturali/ artistiche e non dimenticando neppure quelle sportive. Di Italo Francesco Baldo

Il Cammino Fogazzaro - Roi è frutto del lavoro di un gruppo di volontari che amano l'armonia del ritmo del cammino e amano il proprio territorio. Questo itinerario vorrebbe far conoscere e apprezzare la parte della provincia di Vicenza che si snoda fra Montegalda e Tonezza del Cimone. Il Cammino Fogazzaro - Roi tocca luoghi e ville cantati dallo scrittore vicentino Antonio Fogazzaro, e tanto cari al suo pronipote, il marchese Giuseppe Roi, un "diplomatico" della cultura e della bellezza della terra veneta nel mondo.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il Cammino Fogazzaro - Roi non poteva che essere concepito in occasione del centesimo anniversario della morte del grande scrittore (1911-2011) che fin da giovane amò i paesaggi dei luoghi che via via nella vita ebbe occasione di vedere e sui quali soffermò la propria attenzione poetica e di scrittore, fin da una delle sue prime poesie Una ricordanza del Lago di Como , (Versi, Vicenza, Paroni, 1863 per Nozze Scola-Patella) e in tutte le sue opere, anche quelle della maturità. Con capacità sempre lo scrittore descrisse il paesaggio come attesta la Prefazione a Miranda, ma egualmente nella poesia Colmaregia ci avverte quale importanza abbia la natura per il poeta stesso: "Selvaggio orgoglio della Natura / mette al poeta stupor, paura.." In Valsolda canta "le mille severe e graziose fantasie della natura". E potremo continuare con Un'idea di Ermes Torranza e i paesaggi dei Colli Euganei e con Il Mistero del Poeta e la funzione pacificante della natura: "Sostai in riva al lago torbido e immobile, contemplando quella pace di natura che tanto riposa dopo un lungo viaggio." Come bella è la Sonata del chiaro di luna e delle nuvole in Piccolo mondo antico o la visita a Villa Diedo al tramonto in Piccolo mondo moderno dove "la marchesa nel suo complicato cervello ci aveva pure una cellula per il senso della bellezza dei fiori, degli alberi e dei giardini". Porseguire con Il Santo: "sopraggiunse Maria, si rinnovarono le presentazioni e di Leynì raccontò la sua storia, mentre Marinier girava i piccoli occhi scintillanti per il paesaggio, dalla piramide di Subiaco, quinta fosca del chiaro sfondo di ponente, ai prossimi carpineti selvaggi del Francolano che serra, scuro e grande, il levante." Come non ricordare i molti riferimenti ai fiori, ai rododendri in Leila. Potremo continuare attraversando tante opere del poeta anche le minori. Sempre il paesaggio, la natura nella sua complessità anche dell'animo naturale umano compare e se soffermeremo il nostro sguardo e pensiero lungo Il cammino Fogazzaro-Roi, sempre coglieremo quelle istanze che lo scrittore ci ha proposto con conoscenza degli elementi naturali, della botanica e persino della mineralogia, ben conscio che l'uomo non vive isolato, ma dentro la natura le sue bellezze, ma anche i suoi squarci terribili. Lungo Il Cammino si avrà modo di cogliere tutto questo e senza dubbio l'amore per la natura per i suoi aspetti anche quelli canori, furono certo indicati dal suo maestro, quel poeta che non può essere dimenticato: parliamo di Giacomo Zanella maestro non solo di latino, ma anche di poesia, di vita per il giovane Antonio Fogazaro, che mai lo dimenticherà e apprezzò quell'inno alla natura/paesaggio contenuto in molti sonetti dell'Astichello, il fiume che passa anche davanti alla sua villetta a CavazzaleMonticello Conte Otto, dove trovò quiete, quella quiete che la natura il paesaggio regala agli uomini che lo sanno intendere. Fin dal 1905 Renato Simoni nella rivista "La lettura" (n.° di Novembre) sottolineò, poco prima dell'uscita del romanzo Il Santo, l'importanza del paesaggio nei romanzi di Fogazzaro, nel libro che stava per essere presentato al pubblico, ma anche nei precedenti, in particolarmente nel Daniele Cortis, dove ben evidenziata il compiacersi del protagonista con la natura. Ma anche nel capitolo VI di Malombra: "Quel mostruoso scoglio mezzo nudo, tanto amato dall'edere, tanto paziente dei rovi, era la vita, la parola, la passione del paesaggio. Don Innocenzo aveva fatto portar lì un sedile rustico e vi passava delle ore a leggere, a pensare.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


" Come non pensare poi, quasi al termine del Cammino Fogazzaro - Roi a Tonezza e alla Villa La Montanina a Velo d'Astico, senza dimenticare la villa di Oria sul lago di Lugano e a tutti i paesaggi che si incontrano, all'animo del poeta e quindi a rileggerlo? Ben avendo anche in mente lo scritto di Guido Piovene, pubblicato in "La lettura" del 1942 (anno centenario della nascita dello scrittore) Fogazzaro e il paesaggio vicentino e riedito recentemente, nel 2011 dall'Editrice Veneta di Vicenza nel 2011. G. Piovene coglie quella interrelazione tra romanzi e personaggi che ben esprimono l'animo del Fogazzaro in tutto il corso della sua vita. L'iniziativa del Cammino Fogazzaro-Roi ci fa cogliere anche questo aspetto e in modo significativo quel sentire il paesaggio che nasce e medita sul destino dell'uomo, cosa di cui oggi vi è grande necessità. Per informazioni clicca qui.

RELIGIONI / STORIA / POLITICA

Tra il Papa e il 25 aprile c'è Yom HaShoa, oggi 24 aprile Premessa per il direttore: Visto che non sono buona né con il Papa, né con l'Anpi... veda lei se pubblicare, io chiedo sempre ospitalità, lei me la dà, altri tagliano o mi impongono tagli, ma poi se uno non pubblica non mi arrabbio. Ricorre il 24 aprile Yom HaShoah (??? ????? yom ha-sho'?h), conosciuta anche come Giornata del Ricordo della Shoà e cade il ventisettesimo giorno di Nissan. In origine si pensava di celebrarla il 15 del mese (calendario ebraico lunisolare), data che fu subito scartata perché coincideva con il primo giorno di Pesach (Pasqua ebraica) e si scelse il 27 di Nissan, in cui ricorre anche l'anniversario della rivolta del Ghetto di Varsavia (19 aprile 1943, che è il centonovesimo giorno del calendario gregoriano). Fu una scelta ragionata con il pragmatismo ebraico, cade otto giorni prima di Yom Ha'atzmaut'ut, ovvero la festa dell'indipendenza di Israele e la legge fu firmata da David Ben Gurion e Yitzhak Ben Zvi, allora rispettivamente Primo Ministro e Presidente di Israele (qui la photo gallery). Di Paola Farina

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Al suono delle sirene la vita si ferma in Israele per due minuti di raccoglimento in occasione di Yom ha-Shoah, la giornata di lutto nazionale in cui vengono ricordati i più di sei milioni di ebrei uccisi dai nazisti. Tutti si fermano, industrie, aziende, istituzioni, mezzi pubblici, significa che auto e bus non si accostano sulla strada, ma si fermano. Tutte le persone di sensibilità s'inchinano alla memoria di chi è stato sterminato. Vedi questo video o quest'altro. Quest'anno per tutti noi: ebrei italiani, ortodossi, riformisti, askenaziti, sefarditi, laici e/o sostenitori di Israele e dell'ebraismo, ricorre con un doppio mal di cuore e di pancia, con un Papa che paragona con cattiva furbizia i campi profughi ai campi di concentramento. Cattiva? No astuta perfidia perché il campo di concentramento era l'anticamera del campo di sterminio, ovvero si concentravano ebrei e dissidenti, volutamente prelevati o catturati, in attesa del visto d'ingresso alle camere a gas o alle torture mortali. I campi profughi sono luoghi dove vengono delocalizzati i cosiddetti profughi in attesa che sia stabilito il loro status di profugo, migrante economico o terrorista in attesa di licenza di uccidere. Ricevono pasti caldi e pocket money pagati dai contribuenti, comunicano con i loro amici e parenti con cellulari di ultima generazione, nei campi di concentramento si mangiava brodaglia e cacca, pagata dagli stessi prigionieri con il loro lavoro da schiavi. Non si comunicava né con il mondo, né con la famiglia ed anche la "santa" Croce Rossa Internazionale elargiva informazioni con il contagocce e si piegava al regime (la stessa Croce Rossa Internazionale aiuterà poi i gerarchi della Germania Nazista a emigrare in Sud America...). Questo Papa predica giustizia e verità, ma diffonde ingiustizia e menzogne. Il 25 aprile, invece, in Italia ricorre la Giornata della Liberazione, ma forse dovrebbe cambiare il suo nome con il "Valzer delle Bandiere", visto la coacerva adesione alle varie manifestazioni di sigle, cresciute più di quanto cresca la gramigna, che poco hanno a spartire con la liberazione, soprattutto quei concentrati di "ensemble palestinensi" che si ritengono fautori di una liberazione, quando invece sono stati complici degli stermini nazisti per mano e mente del loro Gran Muftì di Gerusalemme, Amin al Husseini, capo spirituale dei musulmani palestinesi. L'A.N.P.I. l'Associazione Nazionale Partigiani Italiani, per analogia di sigla può essere considerata anche l'associazione nazionale palestinesi italiani, abbia il buon gusto di chiudere i battenti, unico modo per onorare la memoria di quanti hanno davvero combattuto per la liberazione e donato la loro vita. Chiusura auspicabile perché ormai i veri Combattenti per la Liberazione hanno ceduto, per età, il posto a piccoli uomini incapaci di preservare quelli che erano i valori fondanti della Storica Associazione.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Veneto Fronte Skinheads rivendica paternità dei volantini esposti in città in occasione del 25 aprile L'Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads rivendica con questo comunicato ufficiale la paternità dei volantini e dei manufatti esposti in parecchie citta' del nord Italia. Questi ultimi tesi a rappresentare la prigionia e l'asservimento iniziati in Italia nel secondo dopoguerra. Quello che la retorica della "liberazione" non dice e non vuole ascoltare e' che a oltre 70 anni dalla fine della guerra civile la tanto paventata democrazia ci ha regalato una serie di liberta' devastanti. La liberta' di svendere la nostra identita'nazionale. La liberta' di rinunciare alla nostra storia. La liberta' di essere asserviti ai pruriti della finanza internazionale. La liberta' di morire per interessi extranazionali. La liberta' di lasciar morire un popolo strangolato da banche e debiti. La libertà di essere invasi per assecondare i diktat del libero mercato. In poche parole : La liberta' di essere schiavi. Di Redazione VicenzaPiù

FATTI

Addio a Vittorio Carli, l'ingegnere comunale deceduto in seguito ad un incidente stradale

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Tragedia ieri mattina, 23 aprile, in località Barcon in via Europa, dove un ciclista ha perso la vita a seguito di un incidente. La vittima è Vittorio Carli, 64enne di Piazzola sul Brenta. Carli, ingegnere e direttore del Settore sicurezza e prevenzione del Comune di Vicenza lascia la moglie e il figlio di 15 anni. Secondo le ricostruzioni l'uomo, con un gruppo di ciclisti, stava andando verso il centro quando all'improvviso è caduto forse a causa di un ramo secco sull'asfalto che si è infilato tra i raggi facendogli perdere l'equilibrio. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno tentato di rianimare il ciclista ma per lui non c'era più nulla da fare. Sentite condoglianze alla famiglia da parte della redazione di VicenzaPiù. Di Redazione VicenzaPiù

LIBRI / POLITICA

Intrecci tra Fondazione Roi, Chiericati, Giovanni Villa e Didakè sas: Francesco Rucco di Idea Vicenza interroga Variati, Bulgarini & C. e il 26 arriva "Roi. La Fondazione demolita" Dopo le ultime rivelazioni di VicenzaPiu.com («Fondazione Roi di ex pres. Zonin, Università di Bergamo ci risponde: non sa di pagamenti a prof. Giovanni Villa tramite sua Didakè sas e sta procedendo ad "approfondite verifiche per conseguenti ed eventuali provvedimenti"»), che hanno generato già una richiesta di documentazione al Comune di Vicenza («Intrecci tra Fondazione Roi, Chiericati e incarichi a Giovanni Villa: Liliana Zaltron di M5S chiede documentazione al Comune»), Francesco Rucco, capogruppo consiliare di Idea Vicenza, chiede chiarimenti all'amministrazione a

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


guida Achille Variati, che sull'argomento ha dato delega al suo vice Jacopo Bulgarini d'Elci, sui rapporti tra il Prof. Giovanni Carlo Federico Villa e la sua Didakè sas con il Comune di Vicenza e sulla sua permanenza nel Cda della Fondazione Roi stessa. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

In attesa di presentarvi in anteprima a Bassano mercoledì 26 alle 18 presso la libreria Palazzo Roberti "Roi. La Fondazione demolita" , il secondo libro/dossier della nostra collana Vicenza Papers, con la partecipazione starordinaria di Giorgio Meletti, giornalista economico de Il Fatto Quotidiano, esperto in banche, e con la "conduzione" del prof. Italo Francesco Baldo, autore anche di una prefazione sul marchese Giusepep Roi, vi proponiamo la domanda di attualità di Francesco Rucco. Domanda di attualità Il sottoscritto Consigliere Comunale, Francesco Rucco appreso da il giornale on line VicenzaPiù del 20 aprile scorso che in un articolo a firma del suo direttore si producono interessanti informazioni fornite dall'Università di Bergamo circa il rapporto del Comune e della Fondazione Roi con il professor Villa (articolo riprodotto in calce alla presente). Come è noto, tale rapporto è stato fin dall'inizio impostato nella assoluta confusione dei ruoli e nella mancanza di chiarezza istituzionale.Dalla risposta dell'Università si evince: che il prof. Villa non è "direttore onorario del museo" e che la sua permanenza nel Cda della Fondazione Roi, come membro di diritto, è contraria allo Statuto della Fondazione. Infatti, tale Statuto, al comma 3 dell'art. 6, prevede che il membro di diritto sia il "Direttore pro tempore del museo" e non si parla affatto di direttore scientifico (carica che non esiste) né tantomeno di "direttore onorario". Come è chiarissimo dalla documentazione comunale che riguarda gli incarichi dirigenziali, il direttore pro tempore del museo è la Dott.ssa Loretta Simoni; che l'Università sta approfondendo il rapporto con la società Didakè dello stesso prof. Villa. Infatti, attraverso tale società il prof. Villa organizza mostre presso altre strutture (es: il Castello di Mirandolo di San Secondo di Pinerolo) con opere prestate gratuitamente dal Museo Chiericati di Vicenza, di cui lo stesso prof. Carlo Federico Villa è "direttore onorario". In tal modo realizzandosi un evidente conflitto di interessi. Tutto ciò premesso : si ritiene che da quanto espresso in premessa emerga ancora una volta la © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


gestione poco trasparente di un importante comparto della Cultura vicentina. Ci riserviamo di portare ulteriori elementi dopo che l'Università di Bergamo avrà ultimato gli accertamenti in corso. Pertanto si chiede con risposta scritta e in aula al Sindaco di conoscere quale siano le intenzioni della Amministrazione Comunale riguardo a quanto riportato dal giornale VicenzaPiù, e nello specifico, in relazione alla presenza del prof. Villa nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Roi; di chiarire pienamente la natura della nomina del prof. Villa a "direttore onorario" specie con riferimento alle attività esterne (ad esempio mostre) collegate alla Pinacoteca di Vicenza ed al probabile conflitto di interessi; di dare la massima trasparenza alla vicenda relativa alla ditta Didakè della quale il prof. Villa viene indicato quale socio accomandatario rammentando il sotto riportato testo tratto dal sito del Comune del 21/07/2015 , all'ultimo capoverso " A poco a poco vanno quindi a comporsi i tasselli che daranno vita ad un museo di nuova generazione la cui crescita sarà accompagnata dalla professionalità del professor Villa che collaborerà insieme alla società Didakè S.a.s. di Villa G. & C. di Torino che si occupa di progettazione museale. Si ringrazia e si porgono distinti saluti. Francesco Rucco Capogruppo Idea Vicenza

POLITICA

Alessandra Moretti "insultata" sui social per il fake sul bimbo, non, morto dopo morso di un topo a Roma, Raffaela Salmaso: e se a sbagliare fosse stato un uomo? "In merito a quanto accaduto rispetto alle dichiarazioni di Alessandra Moretti, consigliera regionale del PD Veneto (su di una notizia non vera riportata durante Otto e mezzo su La7, cioè la "non" morte di un bambino morso a Roma da un topo, ndr) ritengo che due siano i livelli: 1. quello di Alessandra che ha sbagliato la citazione dell'episodio e che nel suo post lo ammette; 2. quello degli insulti sessisti che si sono scatenati quando un errore lo commette una donna! E se fosse stato un uomo a dire quella frase sbagliata? Quali

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


insulti gli sarebbero stati rivolti? Il confronto anche aspro e duro che deve sottolineare gli errori dell'avversario politico non può mai scadere in tal modo".

Di Citizen Writers

Certo è che l'attenzione deve sempre essere alta sulla correttezza di contenuto e di forma nell'informazione e nella comunicazione che si trasmettono. Soprattutto per chi fa politica. Altrettanto importante e' ammettere dove e quando si sbaglia ". Questo il post della responsabile donne e politiche femminili del Partito Democratico del Veneto Raffaela Salmaso, che trasmetto ai media su sua richiesta. Grazie dell'attenzione Giovanni Rolando, coordinatore regionale Pd ReteDem.

FATTI

Luca Zaia firma il decreto di indizione del referendum per l'autonomia del Veneto "Veneti, il prossimo 22 ottobre, andate a votare. Che rispondiate sì o no al quesito ‘Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?', l'importante è andare alle urne. Solo così daremo concretezza a quell'affermazione dell'essere ‘paroni a casa nostra' e una volta per tutte noi veneti dimostreremo di essere un popolo". Una vera e propria "chiamata di popolo", come lui stesso l'ha definita, quella che il governatore Luca Zaia ha espresso stamane facendo il punto a palazzo Balbi a Venezia sull'organizzazione del referendum per l'autonomia del Veneto che si celebrerà il 22 ottobre 2017 e firmando davanti a una numerosa platea formata da assessori, consiglieri (presente anche il

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


presidente del Consiglio Roberto Ciambetti) e giornalisti il decreto di indizione del referendum consultivo stesso, dal quale discende la comunicazione ai sindaci per l'affissione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali e la trasmissione ai sette Tribunali del Veneto e alla Corte d'Appello di Venezia per la costituzione a norma di legge, rispettivamente, degli Uffici provinciali per il referendum e dell'Ufficio centrale per il referendum. Di Redazione VicenzaPiù

"Un atto che volutamente compiamo alla vigilia di una data simbolo, il 25 aprile, festa della Liberazione e del patrono dei veneti, San Marco - ha sottolineato Zaia -. Ma, sia chiaro, noi siamo pronti da mesi per il referendum, eravamo pronti ancora a dicembre, quando abbiamo cercato invano di ottenere da Roma l'election day che ci avrebbe fatto risparmiare 14 milioni di euro. Ai pessimisti, a chi ha messo in discussione la possibilità di svolgere la consultazione popolare, a chi continua ad affermare che è inutile, rispondiamo mantenendo concretamente l'impegno che ci eravamo assunti con tutti: il referendum si fa e sarà il referendum dei veneti, non dei partiti e nemmeno di Zaia, sarà un grande momento di democrazia e di partecipazione. E il giorno dopo la nostra Regione non sarà più quella di prima, perché avremo dato vita alla ‘Questione Veneta' e pretenderemo che nei programmi di governo, siano essi di destra, di sinistra o di centro, contemplino la nostra autonomia regionale". La Giunta veneta ha già approvato una deliberazione che fissa le procedure di carattere organizzativo per l'esecuzione degli adempimenti necessari all'attuazione della consultazione, incaricando alcune strutture regionali a predisporre il materiale referendario indispensabile (modelli di verbale delle operazioni, tutta la modulistica, i manifesti, ecc.) di cui si è già conclusa anche la procedura negoziata per l'affidamento del servizio di predisposizione grafica, stampa, confezionamento e consegna. E' stato ultimato anche il sistema informatico per la raccolta e la gestione dei dati riguardanti le operazioni ai seggi e allo scrutinio e per l'elaborazione e la pubblicazione dei dati in tempo reale (a cura del Consiglio regionale). Inoltre, sono state introdotte recentemente dal Consiglio regionale delle modifiche legislative per consentire un più ordinato svolgimento della consultazione, allineando l'orario di votazione a quello previsto dalla legge

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


dello Stato (dalle ore 7 alle ore 23), autorizzando l'indizione del referendum anche nel caso di mancata intesa con lo Stato per l'election day e l'organizzazione di una campagna informativa sulla base di un piano di comunicazione che sarà sottoposta al parere preventivo della competente Commissione consiliare. Il presidente della Regione ha auspicato che il Ministero dell'Interno autorizzi al più presto l'accordo con le Prefetture per la gestione di varie incombenze referendarie, consolidando l'ottimo rapporto di organizzazione instaurato in occasione delle elezioni regionali del maggio 2015. "Tuttavia ha precisato Zaia - anche se il Ministero dell'Interno ci lascerà senza risposta abbiamo pronto un piano B". "Dando il via libera alla consultazione ha aggiunto Zaia - la Corte Costituzionale ha capito che in questo Paese l'unico modo per fare le riforme è partire dal basso. Non siamo in presenza di una ‘gazebata': il referendum è una cosa seria, è la fondamenta su cui potremo costruire la nostra autonomia regionale, esattamente come quella di Trento e di Bolzano. Noi vogliamo diventare pienamente autonomi e chiediamo in tal senso l'applicazione in toto dell'articolo 116 della Costituzione. Questo è l'obiettivo che pur partendo da situazioni diverse condividiamo con la Lombardia e sul quale insieme porteremo 15 milioni di italiani, un quarto del Paese, finalmente ad esprimersi". "Noi veneti siamo solidali ma autonomisti impenitenti - ha affermato Zaia, parafrasando Don Sturzo - e a Roma non hanno ancora capito cosa sta accadendo. Io non ho altri atti da firmare: quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto. Non ci resta che attendere la chiusura dei seggi la sera del 22 ottobre e sono certo che la gente veneta stupirà questo Paese".

POLITICA

Il referendum per l'autonomia del Veneto secondo Fracasso (PD), Barison, Giorgetti, Donazzan (FI) e Ciambetti (LN) "Zaia finisca di raccontare ai veneti che saremo come l'Alto Adige e inizi finalmente a cercare una strada veneta per l'autonomia. Ora che è finito il tempo delle carte, si apra un vero confronto per far sì che quello del 22 ottobre sia davvero il referendum dei veneti". Così in una nota che pubblichiamo il Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto Stefano Fracasso commenta la firma da parte del presidente Zaia del decreto per il referendum per l'autonomia aggiungendo nella nota intitolata "Referendum autonomia - Fracasso (PD): "Basta guardare all'Alto Adige. Si lavori per una strada veneta per l'autonomia": "Zaia continua a guardare all'Alto Adige, ma siamo davvero sicuri che sia quella l'autonomia

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


che serve alla nostra regione?" Di Redazione VicenzaPiù

"Non solo - spiega Fracasso - abbiamo una popolazione dieci volte maggiore, ma non è nemmeno tutto oro quello che luccica, visto che lì la sanità costa il 20% in più che da noi e che assieme le province autonome di Trento e Bolzano contano 9.000 dipendenti rispetto ai 2700 del Veneto. Se Zaia avesse affrontato seriamente la trattativa con il Governo ora saremmo qui a discutere su una proposta di autonomia concreta e sostenibile per i veneti". "Non si perda ulteriore tempo - conclude Fracasso - e si abbia il coraggio di parlare dei contenuti. Altrimenti arriveremo al 22 ottobre parlando ancora e soltanto della bella favoletta dell'Alto Adige. Il Veneto merita di trovare il suo modello di autonomia".

Autonomia - Gruppo Forza Italia: "Bene la data certa del referendum. Maggiore autonomia rafforzerà l'appartenenza all'Italia. Questo è un patto federale". "Oggi abbiamo finalmente la certezza della data del referendum, che sarà il primo vero passaggio per entrare nel merito del percorso, pur articolato, che dovrà portare il Veneto a definire ulteriori forme di autonomia all'interno del perimetro previsto dalla Costituzione". È quanto si legge in una nota diramata dal gruppo Gruppo consiliare di Forza Italia del Veneto. "Forza Italia è da sempre convinta che la sussidiarietà sia garanzia di buona politica e buona amministrazione - sostengono Massimilano Barison, Massimo Giorgetti ed Elena Donazzan - prova ne sia che nel 2001 fu promotrice della Riforma Costituzionale in chiave federalista del Governo Berlusconi, che purtroppo ottenne una approvazione solo nelle regioni di Veneto e Lombardia, le stesse che oggi, con i medesimi obiettivi, tornano a chiedere maggiore autonomia". "Siamo al Governo del Veneto e vogliamo tornare a governare l'Italia e crediamo che la responsabilità del buon governo si debba misurare soprattutto sui territori con realismo e capacità istituzionale. Mentre qualcuno correva dietro alle deboli sirene indipendentiste, nella scorsa legislatura il Popolo della Libertà di cui Forza Italia in Consiglio Regionale del Veneto è oggi in continuità politica e amministrativa, fece votare la legge istitutiva del quesito sulla autonomia e non votò quello sulla indipendenza. L'autonomia è possibile, è doverosa, è giusta" conclude la nota.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Autonomia - Ciambetti: "Con il referendum del 22 ottobre, i veneti potranno esprimersi sul futuro della nostra terra e dei nostri figli". "Da oggi si parte per un percorso che arriverà fino al 22 ottobre, nel giorno in cui i veneti potranno esprimersi dopo 151 anni dal plebiscito di annessione all'Italia". Sono le dichiarazioni che il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti ha rilasciato oggi, nel giorno della firma da parte del Governatore Luca Zaia del decreto di indizione del referendum consultivo per l'autonomia del Veneto che si celebrerà il 22 ottobre 2017. "Finalmente i veneti possono per la prima volta decidere del loro futuro. Noi, come Consiglio regionale, a questo proposito, abbiamo fatto la nostra parte ad esempio con il nostro Osservatorio elettorale, le cui sezioni dedicate sono state aggiornate e rese utilizzabili per gestire un evento referendario. Siamo in realtà già in movimento da mesi, pronti non solo a ricevere l'esito del referendum dei veneti, ma a trasmetterne i risultati in Giunta regionale e a Roma. Da qui al 22 ottobre si svolgerà anche un'attività di informazione tesa a far comprendere come le cose possano cambiare. Ma soprattutto, sarà necessario che i veneti si sentano chiamati, quasi precettati alle urne perché con il referendum sull'autonomia si deciderà il futuro della nostra terra e dei nostri figli".

POLITICA

Botta e risposta sul referendum per il Veneto autonomo. Laura Puppato: "è una beffa". Bottacin: "i veneti credono a lei o a Zaia?" Autonomia Veneto, Laura Puppato: "Il referendum è una beffa, nessuna legittimazione""Le parole di Luca Zaia sono gravi, parlare di un nemico comune di tutti i Veneti e identificarlo in Roma, è inaccettabile e dimostra ancora un volta la totale assenza del senso delle istituzioni da parte del nostro Governatore, che alza la voce sperando di celare i tanti errori della sua giunta, a partire dalla Pedemontana, passando per la sanità e i disastri ambientali". Lo dice, commentando la conferenza stampa di Luca Zaia, Laura Puppato che aggiunge: "Questo referendum è semplicemente un inutile dispendio di fondi ed energia, una sorta di iniziativa di marketing a cui stanno abboccando in troppi" Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Che i Veneti votino sì o no - continua Puppato - o scrivano qualsiasi altra cosa sulla scheda elettorale, non cambierà assolutamente nulla, perché il presidente della regione Veneto ha già ora la capacità e la possibilità di negoziare con il Governo l'autonomia prevista dalla Costituzione vigente all'art. 116, deleghe ottenute grazie al federalismo inserito nel 2001 dal governo di centro-sinistra. Chiediamoci perché ciò non sia accaduto già oltre un anno fa quando il Governo nazionale si è detto disponibile ad attivare il negoziato - ha aggiunto Puppato - l'unica domanda utile sarebbe chiedere perché Zaia non abbia iniziato il percorso già delineato e possibile per ottenere l'autonomia nelle materie che ritenga utili. L'occasione vera di cambiare la struttura dello Stato l'abbiamo avuta a dicembre 2016, con l'inserimento di ulteriori condizioni di autonomia ma paradossalmente, Zaia ha combattuto per conservare lo status quo, oggi invece coglie il bisogno di uno spot elettorale da far pagare a tutti i Veneti. Partire dagli obiettivi e non da un principio astratto o da una semplice rivendicazione fine a se stessa, questo è il dovere di chi governa con sano realismo e capacità di visione" ha concluso la sentrice del PD a cyui replica prontamente l'assessore leghista Giampaolo Bottacin nella sua nota.

Referendum autonomia, Bottacin a Puppato: "si chieda se i veneti credono di più a lei o a Zaia" "Puppato dice che le parole di Zaia sono gravi: certo che le sono, nel senso di pesanti come macigni, data l'importanza che il referendum avrà per il Veneto e per i veneti. Le parole della Puppato invece sono tragiche e lasciano trasparire la solita arroganza di chi cerca, peraltro senza riuscirci, di svilire le iniziative degli altri, soprattutto quelle che hanno un grande consenso popolare come il riconoscimento dell'autonomia per la nostra Regione. Faccia un bel bagno di umiltà la senatrice del PD e verifichi cosa davvero pensano i veneti sulla possibilità di potersi finalmente esprimere in un referendum per vedere loro riconosciuti gli stessi diritti che hanno le popolazioni di Trento e Bolzano. Magari scoprirà che i nostri corregionali credono di più a Zaia che a lei". Risponde così l'assessore veneto Gianpaolo Bottacin alla senatrice Laura Puppato che ha definito inutile la consultazione sull'autonomia del Veneto che si terrà il prossimo 22 ottobre e di cui oggi il presidente Luca Zaia ha firmato il decreto di indizione del referendum consultivo. "La Puppato non perde occasione per fare figuracce - prosegue Bottacin -, sollecitando con le sue improvvide uscite la memoria delle malefatte del suo partito proprio in materia di consultazioni popolari. Si è già dimenticata la senatrice, o fa finta di non ricordare, proprio lei che afferma di essere

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


esperta in materia ambientale, come andò a finire il referendum sull'acqua? Che gli italiani votarono perché rimanesse pubblica e i governi di sinistra la privatizzarono, calpestando la volontà espressa dai cittadini. È questo che lei immagina accadrà anche per l'autonomia del Veneto? La Puppato dice che il governo voleva trattare con noi maggiori competenze: non è forse lo stesso governo che il 4 dicembre scorso con uno sgangherato referendum voleva ridurre le competenze delle Regioni da 19 a 6? Grande è la confusione sotto il cielo della sinistra, avrebbe detto l'amato (dalla Puppato) Mao Tse-tung". "Farebbe bene a preoccuparsi la Puppato che un simile atteggiamento dittatoriale da parte di un partito, che per di più si chiama democratico, non si ripeta anche di fronte all'esito del referendum di ottobre, perché i veneti non sono più disposti ad accettare in silenzio i soprusi di Roma e di chi governa maldestramente il nostro Paese".

FATTI / AMBIENTE

Siccità: prosegue monitoraggio della situazione in Veneto E' proseguito oggi il confronto in sede di Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto Idrografico delle Alpi orientali per monitorare l'efficacia di tutte le misure finora adottate per fronteggiare la grave carenza idrica causata dalle anomale condizioni meteoriche, per la quale la Regione del Veneto ha dichiarato lo stato di crisi su tutto il territorio regionale. Resta al centro dell'attenzione soprattutto la gestione della risorsa idrica sul fiume Adige che rappresenta attualmente il punto più critico del sistema sia come portata, sia per la risalita del cuneo salino alla foce. Di Redazione VicenzaPiù

In collaborazione con le Province di Trento e Bolzano e in accordo con gli enti gestori dei bacini idroelettrici a monte sono state concordate venerdì scorso misure per il rilascio di una portata continua finalizzata a consentire il

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


prioritario attingimento idropotabile nel tratto terminale dell'Adige. Oggi si è fatto il punto nell'ottica di rendere ancora più funzionali queste misure e, se necessario, prevederne di ulteriori per far fronte all'emergenza, in ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 167 delle legge statale n. 152/2006 che impone priorità assoluta agli aspetti idropotabili. Per questo, il tavolo per la crisi è stato riconvocato per mercoledì.

POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE / AGRICOLTURA

Agricoltura, Scarabel (M5S): "Il nostro programma nazionale sull'agricoltura è scritto da esperti, ma insieme alla rete" "Da domani (25 aprile 2017, ndr), sul blog del MoVimento 5 Stelle, si alterneranno esperti di agricoltura per affrontare le tematiche più importanti e urgenti. La prossima settimana gli iscritti al blog potranno iniziare a votare per approvare o meno le proposte e proporre modifiche". Ad annunciarlo, il Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Simone Scarabel che, in una nota che pubblichiamo, spiega: "In Veneto incontro ogni settimana aziende agricole per ascoltare i loro problemi, e questo programma che oggi iniziamo a discutere, sarà scritto partendo proprio dalle loro istanze. Dobbiamo promuovere prezzi equi in quattro passaggi fondamentali: aggregazione tra i soggetti interessati; promozione di filiere trasparenti; limitazione dell'importazione selvaggia e promozione della filiera corta". Di Redazione VicenzaPiù

"Come abbiamo più volte detto in Regione - prosegue Scarabel , per tutelare l'agricoltura non possiamo esimerci dal considerare l'etichettatura d'origine, la PAC e i trattati di libero scambio. Sono ambiti dove l'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea ha causato degli svantaggi palesi: basti pensare all'etichettatura dei prodotti alimentari

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


". "Il blog del M5S nazionale - aggiunge l'esponente pentastellato per il suo programma di governo, raccoglie anche le richieste inerenti al biologico: è necessaria una riduzione programmatica dell'uso della chimica in agricoltura e il controllo delle malattie delle piante o dei parassiti mediante la lotta biologica, portata avanti anche grazie all'aiuto delle nuove tecnologie con la cosiddetta ‘agricoltura di precisione'. La tutela della biodiversità animale e vegetale potrà essere effettuata attraverso i piani di conservazione di fauna e flora, e ovviamente continuando a vietare la semina di qualsiasi OGM sui nostri territori. Questo è il futuro per il settore primario al quale il MoVimento 5 stelle vuole ispirarsi". Scarabel conclude: "Invito gli iscritti a partecipare, perché questo è un tema di tutti, non solo degli operatori ma anche dei consumatori. Sono molto soddisfatto del lavoro in corso e sono sicuro che il programma che uscirà al termine delle consultazioni sarà ampiamente condivisibile".

FATTI

Serenissima Spa, Tirana stacca la spina: pronte cause milionarie da entrambi i lati dell'Adriatico Pubblicato alle 16.45 del 24 aprile, aggiornato alle 21.50. Il governo di Tirana ha staccato la spina. Inutile dare ancora credito a "Serenissima costruzioni Spa" il gigante un tempo parte di A4 Holding, società proprietaria dell'omonima autostrada, vincitrice di una serie di appalti in terra Albanese. La strade delle mediazioni, a cui hanno partecipato anche alcuni politici italiani, non hanno portato a nulla. Le ditte ed i lavoratori albanesi che tramite una rete di subappalti hanno portato a termine un primo stralcio dei lavori dei bypass autostradali di Fier e di Valona, vedono così allontanarsi la possibilità di essere pagati per il lavoro svolto come denunciato su questo mezzo sotto il titolo "A4 vende Serenissima Costruzioni alla Lci srl, ma a pagare sono 650 lavoratori... albanesi: export di malaffari da Verona via Puglia?".. Di Pietro Zanella

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


La faccenda è complicata, non solo perché coinvolge aziende da entrambi i lati dell'Adriatico, ma perché le proprietà di Serenissima Costruzioni e di A4 Holding sono cambiate. La seconda è stata venduta tramite Banca Intesa alla società spagnola delle autostrade Abertis. Mentre la prima a sua volta è stata venduta dal gigante iberico ad un imprenditore leccese a capo della Lci srl. I due contratti d'appalto avevano un valore complessivo di circa 80 milioni di euro ed erano stati assegnati, nel 2013, a Serenissima dopo una forte offerta al ribasso. Proprio la politica dei prezzi effettuata in questi anni dall'azienda veneta sembra alla base dello svolgimento fallimentare dei lavori: i cantieri sono fermi da mesi, mentre lavoratori ed imprese si sono organizzate con azioni di protesta e tutele legali non avendo ancora ottenuto risposte, né dai vecchi né dai nuovi proprietari di Serenissima a cui la giustizia di Tirana ha bloccato i fondi. La scorsa settimana il governo albanese, che ha tra i suoi obbiettivi primari il rafforzamento delle infrastrutture in un area a forte vocazione turistica, ha deciso di prendere di petto la questione rescindendo il contratto con Serenissima e annunciando un nuovo bando. Oltre alla figuraccia internazionale e ai presumibili risvolti giudiziari, la posizione di Serenissima, ma anche di A4 Holding, resta incerta. Difficile immaginare che la nuova proprietà della Spa vorrà e potrà assumersi gli oneri del pasticcio albanese su cui grava un contenzioso di, conti alla mano, circa 17 milioni di euro. Dopo essere stata venduta, infatti, l'azienda non sembra contare né su una florida situazione economica né su un portafoglio di contratti adatto per far fronte a tale esborso. Secondo alcune fonti giornalistiche locali in Albania alcune delle aziende subappaltatrici avrebbero già fatto partire una causa penale, mentre sul fronte italiano uno studio torinese ha ricevuto il mandato di intraprendere ogni azione possibile per ottenere il pagamento dei lavori già eseguiti, più eventuali danni.

STORIA / POLITICA

25 aprile, festa della Liberazione dell'Italia... e del Portogallo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il 25 aprile è il giorno che, in Italia, ricorda la liberazione dal nazifascismo. Il giorno simbolo del riscatto nazionale del quale bisogna sempre avere memoria. Il giorno più importante e decisivo nella Storia del nostro Paese. Ricordiamo il comunicato che comandò l'insurrezione nazionale: "A tutti i comandi zona. Comunicasi il seguente telegramma: ALDO DICE 26 x 1 Stop Nemico in crisi finale Stop Applicate piano E 27 Stop Capi nemici et dirigenti fascisti in fuga Stop Fermate tutte macchine et controllate rigorosamente passeggeri trattenendo persone sospette Stop Comandi zona interessati abbiano massima cura assicurare viabilità forze alleate su strade Genova-Torino et Piacenza-Torino Stop 24 aprile 1945 ". Ma oggi, 25 aprile gli antifascisti ricordano anche un'altra liberazione. Quella avvenuta in Portogallo nel 1974 che pose termine al regime fascista instaurato da Salazar nel 1932 (nel video potete ascoltare Grandola vila Morena di Zeca Alfonso). Di Giorgio Langella

Il 25 aprile 1974 fu la rivoluzione dei garofani promossa da militari progressisti a riconquistare la libertà per il popolo portoghese. La rivolta dei militari portoghesi fu preannunciata dalla diffusione via radio di una canzone allora proibita "Grandola vila morena" di José "Zeca" Alfonso . Il 25 aprile è una data che unisce due nazioni di un'Europa che seppe liberarsi dalla barbarie nazifascista e che oggi viene umiliata da una Unione Europea dominata dai poteri finanziari che impongono un sistema antitetico a quello per il quale i Partigiani e i militari progressisti portoghesi hanno combattuto. Il 25 aprile deve essere sempre il giorno del riscatto e della liberazione dei popoli dalle catene del nazifascismo. Oggi questa data ha ancora più significato vedendo quello che succede in Europa e nel mondo. Oggi, in particolare dobbiamo essere vicini al popolo del Donbass che resiste alla violenza del governo di KIev appoggiato da organizzazioni e formazioni militari naziste. Il 25 aprile è il simbolo di un sogno: quello di creare una società di Liberi e Uguali. Noi dobbiamo continuare a lottare ogni giorno per realizzare quel sogno.

POLITICA / STORIA

25 aprile: la storia, il boccolo, la democrazia nel segno di San Marco

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


San Marco, santo politico ed emblema laico: il leone marciano domina le piazze delle città dei Domini veneziani, figura negli zecchini e nei ducali le monete franche del Mediterraneo, compare negli atti ufficiali della cancelleria Dogale e nei documenti delle cittadine, sventola nella bandiera delle navi mercantili come in quelle da battaglia. Il grido Marco, Marco, Marco salutava le vittorie navali della Serenissima come pure guidava le rivolte popolari contro i tentativi della nobiltà filoimperiale di rovesciare in terraferma l'ordine veneziano come accadde all'epoca della Lega di Cambrai. Di Roberto Ciambetti

"Per trecentosettantasette anni le nostre sostanze, el nostro sangue, le nostre vite le xe stade sempre per Ti, o San Marco; e felicissimi sempre se semo reputà Ti con nu, nu con Ti; e sempre con Ti sul mar nu semo stai illustri e vittoriosi. Nissun con Ti n'ha visto scampar, nissun con Ti n'ha visto vinti o spaurosi" scandì fieramente Giuseppe Viscovich, ultimo capitano veneziano di Perasto riassumendo con queste parole lo spirito che aveva legato Venezia e i suoi Domini al suo Santo laico in un rapporto reciproco, con la città impegnata a difendere la reliquia del corpo dell'evangelista e il santo teso a proteggere la città dai suoi nemici. Proprio quella reliquia, giunta a Venezia non per mano della chiesa ma per impresa laica, custodita non nel Duomo ma nella cappella del palazzo Ducale, avrebbe reso lo stato Veneziano, e la sua chiesa, autonomi rispetto alla gerarchia romana con una libertà impensabile per altre nazioni e stati. Il rigore, l'austerità, che si percepiscono nel telero di Gentile Bellini "Processione in Piazza San Marco" del 1496 ben sintetizzano il senso del 25 aprile per Venezia e i suoi Domini. Non sorprende, allora, pensare che proprio al 25 aprile, la cultura popolare veneziana abbia voluto affiancare la tradizione del boccolo, il bocciolo di rosa donato dai fidanzati o dai mari a morose e mogli a sigillare, in un giorno altamente simbolico, il loro pegno d'amore. La coincidenza volle che poi si volesse fissare nel giorno di San Marco la celebrazione della conclusione della Seconda Guerra mondiale e con essa la fine del conflitto civile quando, per dirla con Pasolini "Nella storia la giustizia fu coscienza /d'una umana divisione di ricchezza, / e la speranza ebbe nuova luce". Giorni di speranza quelli del 1945 con l'impegno di un

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Veneto a liberarsi delle macerie, innanzitutto morali, della guerra per costruire ed essere protagonisti di un nuovo mondo basato sulla giustizia, la libertà, la democrazia. Quel Veneto di allora, con coerenza e dignità, vinse la sfida trasformando una regione povera ad economia e società rurale in un autentico motore produttivo e industriale tra i primi, da ultimi che eravamo, in Europa. Lo fece con le proprie forze, con le proprie risorse, con la propria volontà, spirito di sacrificio, dedizione al lavoro, costruendo giorno dopo giorno, nel solco democratico, una nuova identità dalle radici antiche, senza mai tradire la propria storia, lingua e cultura. Fedeli dunque alla tradizione, ma pronti a rinnovarsi. Oggi ci attende una nuova sfida democratica, una grande opportunità: nel mentre si vanno definendo nuovi equilibri geopolitici internazionali, nella crisi degli stati nazione sorti nell'Ottocento, il Veneto può riconquistare una sua autonomia fedele alla sua storia in perfetta e cristallina democrazia, iniziando dal Referendum del prossimo ottobre, per dare così ai suoi cittadini e a chi vive e lavora onestamente nella nostra terra nuove speranze e nuova luce.

STORIA / FATTI / POLITICA

La provocazione di Forza Nuova: "abolire la ricorrenza del 25 aprile". Appeso nella notte striscione "Non vi libererete mai di noi" "Nell'attesa di un provvedimento che riconduca il giorno del 25 aprile alla sola festa di San Marco Evangelista - recita il comunicato che pubblichiamo dopo aver appeso uno striscione contro la Festa della Liberazione e diramato dalla segreteria provinciale di Forza Nuova e Lotta Studentesca - esortiamo le istituzioni, in modo particolare i sindaci, ad avere il coraggio e la dignità, durante i loro discorsi, di spendere una parola per quei connazionali che, animati da un fervente amore per la Patria, la Fede e la Libertà, combatterono e caddero eroicamente 'dall'altra parte'. Lo stesso invito lo rivolgiamo ai docenti: parlate ai vostri alunni di questi crimini, affinché la loro formazione sia completa e non sia influenzata dalle menzogne". Di Emma Reda

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Prosegue il comunicato "occcorre avere l'onestà di narrare le atrocità che si consumarono tra il Veneto e l'Emilia-Romagna, una bambina stuprata e uccisa (Giuseppina Ghersi), un giovane seminarista spogliato della sua veste talare e assassinato (Rolando Rivi), una strage di civili (Schio) e quella di militari della RSI trucidati dopo una resa accordata (Oderzo)". "Fatti avvenuti, spesso, dopo il 25 aprile 1945 - continua la nota , quando la guerra era finita, quando l'odio e la ferocia partigiana insanguinarono il nord Italia, non risparmiando nessuno: uomini, donne, bambini, anziani, civili, sacerdoti e militari. Un sospetto di 'simpatie' per il fascismo significava la condanna a morte e, se eri 'fortunato', passavi prima per un processo sommario. Oltre 20mila epurati nei mesi e negli anni successivi alla fine della guerra". L'obiettivo di questo blitz, sostengono i militanti, è cercare di "rendere 'giustizia' a quei Patrioti che non la ebbero dai tribunali, dalle istituzioni e dalla politica. 100mila italiani morirono tra le fila della Repubblica Sociale Italiana e non possono essere lasciati nell'oblio".

STORIA / POLITICA

25 aprile: le radici della nostra libertà nel volantino del Pd di Vicenza Il testo del volantino PD Città di Vicenza che verrà distribuito in piazza dei Signori: 1945 - 2017, Bella ciao, Vicenza Il 25 Aprile, festa della Libertà e festa della Liberazione, il Partito Democratico della Città di Vicenza, decorata di Medaglia d'Oro per la sua partecipazione alla Resistenza, si unisce alla commemorazione della Patria che è riuscita a riscattarsi assieme alle forze che in Europa si sono battute contro il nazifascismo. E' sul 25 Aprile, su questa data, che si fonda, anzitutto, la nostra Repubblica. Noi oggi celebriamo i tanti eroi che hanno donato la loro vita per la nostra libertà, dai 77 deportati dal carcere di S. Biagio al lager di Mauthausen e di cui solo 4 ritornarono, ai "piccoli maestri" del capitano Toni Giuriolo, alle donne che hanno affrontato la tortura come Maria Setti o la prigionia come le Fraccon.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Redazione VicenzaPiù

I loro ideali erano ben diversi da quelli dei combattenti della RSI caduti per una causa sbagliata, servendo i nazisti occupanti del nostro paese, autori di stragi inenarrabili e torturatori dei nostri fratelli migliori. Il 25 Aprile è quindi anche l'occasione per ringraziare tutti coloro che furono gli artefici di quel periodo sofferto, doloroso, pieno di sacrifici ma decisivo nella storia del nostro Paese, che ci ha fatto risorgere dalla barbarie del nazifascismo e della guerra. La Resistenza non fu soltanto conflitto armato per abbattere il regime e l'invasore, ma anche riflessione e dibattito su ciò che sarebbe diventato il nostro Paese una volta che fosse stata riconquistata la pace e con essa le libertà annientate per tutto il ventennio. Ci fu a partire dalla Resistenza una riflessione politica costruttiva di cui si giovò poi l'Assemblea Costituente nell'elaborazione della nostra Costituzione di cui siamo prossimi a ricordarne il 70° anniversario. Nella Costituzione, nel patriottismo costituzionale, troviamo le radici dell'identità nazionale con il recupero delle libertà perdute e con la conquista di nuovi diritti che per vent'anni erano stati negati. Per noi democrazia oggi vuol dire anche battaglia per la legalità. Vuol dire lotta severa contro la corruzione. Vuol dire contrasto aperto contro le mafie e tutte le organizzazioni criminali che sono una piaga aperta nel corpo del Paese. Essa significa essere a fianco della Francia e degli altri Paesi colpiti dal terrorismo islamico nella comune adesione agli irrinunciabili principi di libertà. Significa continuare a reclamare verità e giustizia per Giulio Regeni rapito, torturato e ucciso al Cairo. Significa essere consapevoli che essa, al pari della libertà, non è mai conquistata una volta per tutte. E' un patrimonio che ci è stato consegnato e che, nel volgere di mutamenti epocali, dobbiamo essere capaci di trasmettere alla generazioni future. Ecco perché è sempre tempo di Resistenza. Viva Vicenza con la sua Medaglia d'Oro. Viva la Repubblica. Viva l'Italia. Partito Democratico Città di Vicenza - 25 Aprile 2017

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


RELIGIONI / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE / LAVORO

Giovedì 27 alle 20.30 preghiera al Mercato ortofrutticolo di Vicenza con il Vescovo Pizziol: " perché spendete denaro per ciò che non sazia?" La Commissione Diocesana di Pastorale sociale e del lavoro, giustizia e pace di Vicenza annuncia che anche quest'anno, in prossimità della ricorrenza del Primo Maggio Festa del Lavoro e dei lavoratori, promuove l'opportunità di un momento di riflessionepreghiera sul valore e sul significato del lavoro e dell'economia che, troppo spesso, mette al centro dell'attenzione il denaro ed il profitto, non l'uomo. Mettere in discussione talune scelte quotidiane personali ma anche comunitarie, diventa il percorso da perseguire, per realizzare una società più giusta e fraterna scrive la Commissione Diocesana di Pastorale sociale e del lavoro, giustizia e pace di Vicenza nella nota che pubblichiamo e che prosegue come di seguito. Di Redazione VicenzaPiù

« Ci vengono in soccorso e fungono da spunto e stimolo in questo, le parole di Papa Francesco riguardo "questa economia che uccide, con le guerre e la conseguente produzione di armi; uccide perché inquina, provoca danni a persone e ambiente... riduce la biodiversità, illude le persone, non rende felici". Doverosa una riflessione: cos'è necessario, conveniente per una esistenza umana dignitosa e piena? La veglia di quest'anno avrà dunque come tema principale, il bene comune, come indica il titolo dato alla serata : l'interesse più alto è quello di tutti». L'appuntamento è per Giovedì 27 aprile alle ore 20.30 al Mercato ortofrutticolo (di fronte alla chiesa di S. Giuseppe), luogo quotidiano di incontro e di lavoro di tante persone. Il Vescovo Mons. Beniamino Pizziol, presiederà il tradizionale incontro.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


POLITICA

La libertà del web e la menzogna su cui è fondato il potere costituito Tra le possibilità offerte dal web ce n'è una che terrorizza il potere: la durevolezza della memoria. Seguono le paure causate esclusivamente dai social: l'immediatezza della confutazione e la percezione di non essere più soli. La religione contemporanea del politically correct è posta a difesa dalle paure più in voga tra i mistificatori di regime, e non solo. Nel passato si additavano "gli scostumati e gli screanzati" che osavano efficacemente contraddire nel merito le balle del potere, le "rivoluzioni però non sono un pranzo di gala", altrimenti non solo rivoluzioni. Intanto con stillicidio quotidiano, nella religione del politicamente corretto sono confluiti i culti dell'emancipazione femminile, della filosofia gender, della filosofia dell'accoglienza. Di Citizen Writers

Insomma culti contemporanei e indimostrati confusi nel laicismo e nel progressismo, che oltre ad essere liturgie idonee a polverizzare la famiglia e ogni istituto e tradizione resistenti al neoliberismo, se usate opportunamente possono essere dei grandi motori del successo individuale e di carriera. E' sempre più comune la moda di spostare l'attenzione dal giudizio sulle capacità e sulle conoscenze a quello sui comportamenti e sulle maniere quest'abilità pare massima presso il genere femminile. In ogni luogo dove si esprimono le proprie convinzioni e si pratica il proprio punto di vista si rischia di dover far ricorso alla legge per ragioni di disciplina: è impossibile pensare di poter fare politica senza avere uno studio legale a portata di mano, ma pare sempre più indispensabile avere un avvocato persino per fare il bidello. Il rispetto del politicamente corretto ha aumentato il grado di litigiosità nella nostra società fino a livelli insopportabili, e ha stabilito l'esito della lotta di classe con regole assolutamente formali. Se si protesta per lo scempio della Costituzione si è puniti per i modi della protesta, si reagisce per il regalo di somme ingentissime alle banche e si è puniti per i toni della reazione, Moretti lady like mente su topi e morti a Roma e pretende che la notizia siano i cattivi contegni nei commenti su fb. Al clamore della violazione delle regole

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


maggiori, dei furti degli abusi e delle menzogne, si preferisce l'interesse per la trasgressione delle regolette per ragioni reattive. Eppure ci deve essere un modo per denunciare la disonestà, che purtroppo nel caso di una donna comporta dei precisi e tradizionali epiteti popolari. Con l'attenzione alle libertà del web si vuole cancellare la memoria degli illeciti e impedire l'aggregazione immediata del dissenso, pretendere di avocare al potere costituito ogni possibilità della menzogna su cui in definitiva è fondato, e continuare ad additare senza vergogna la porta del forno divelta al passaggio di un popolo affamato. di Giuseppe Di Maio

STORIA / POLITICA

25 aprile a Vicenza, Giovanni Rolando: la libertà non è mai conquistata una volta per tutte Il 25 aprile è stato celebrato in tutta Italia pur se con vecchie e con nuove polemiche che, bisogna pur dirlo, nascono, per le vecchie, da una non completa rivisitazione della storia del periodo della "Liberazione" e, per le nuove, dall'inclusione a volte forzata di nuove commemorazioni e di testimonianze di situazioni di conflitto attuali che si richiamano, certo, allo spirito della liberazione dalle tirannie ma che introducono più elementi di dissidio che non di identificazione in una libertà generale senza bandiere di parte. A ricondurci allo spirito originario della celebrazione del 25 aprile è Giovanni Rolando, esponente Dem storico che, a margine delle celebrazioni ufficiali di stamattina in Piazza dei Signori a Vicenza, esprime un pensiero che non si puà non condividere (qui la photo gallery, ndr). Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"È su questa data - dice, infatti, Rolando - che si fonda anzitutto la nostra Repubblica. La democrazia al pari della libertà, come era scritto fra l'altro nel volantino che il Pd cittadino ha diffuso oggi, 25 aprile 2017, in piazza dei signori a Vicenza, non è mai conquistata una volta per tutte. Ecco perché è sempre tempo di Resistenza. E in piazza a ricordare le radici della nostra libertà c'erano in tanti con le bandiere del Tricolore, della Pace, dell'Europa e del Pd. Pìù di così...!"

STORIA / POLITICA

25 aprile, Elena Donazzan: commemoro tutti i caduti della guerra civile In una nota diffusa dall'assessore regionale di Forza Italia, Elena Donazzan, che oggi ha commemorato tutti i caduti della Guerra Civile con una Santa Messa da lei organizzata, come ormai di consuetudine da diversi anni, al Bus de La Spaluga, in località Monte Corno, a Lusiana (Vi), leggiamo quanto di seguito pubblichiamo. "Anche quest'anno, con la Santa Messa alla Foiba bus de La Spaluga in località Monte Corno, a Lusiana, abbiamo commemorato tutti i Caduti della Guerra Civile '43-'45, senza alcuna distinzione di sorta. Fintanto che l'ufficialità non ricorderà anche chi scelse di combattere per l'Onor d'Italia ci troveremo in questo luogo, adempiendo ad un gesto semplice ma per un'intera comunità ricco di significato. È un impegno morale iniziato alcuni anni fa, per amor dell'Italia, è il dovere alla memoria, al giusto ricordo, alla preghiera, per quanti rimasero vittime di un guerra fratricida". Di Emma Reda

"Da patriota - continua Donazzan -, a distanza di oltre settant'anni dalla fine della Seconda Guerra mondiale, mi duole leggere sui giornali l'odio e il livore che ancora permangono quando si parla di 25 aprile. Ancora oggi i primi che si ammantano di democrazia sono i primi che si rivelano liberticidi, privando gli altri della legittimità di ricordare i propri morti, a modo loro e nei luoghi che ritengono più opportuni. Fino a quando questa giornata non sarà l'ennesima occasione per i soliti di © 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


riacutizzare certe ferite e alimentare odio per sopravvivere politicamente, noi ci ritroveremo ogni 25 aprile al Bus de La Spaluga, perché rivendichiamo un'autentica pacificazione nazionale".

AMBIENTE

Rischio idrogeologico nel vicentino, Giampaolo Bottacin: "1.100.000 euro per difendersi dalle piene dell'Astichello" Continuano i molti interventi che la Regione sta predisponendo nel territorio vicentino per mettere al riparo le popolazioni dalle conseguenze di possibili nuove alluvioni. Diverse sono le opere di riparazione dei danni subiti, ma anche le nuove opere strutturali per la salvaguardia idraulica della città di Vicenza che hanno comportato il rialzo degli argini del fiume Bacchiglione e dei suoi affluenti sino alla quota registrata durante l'evento alluvionale del 2010. "Quelle più impegnativi riguardano i bacini di laminazione - ricorda l'assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin - ma abbiamo attivato tramite i nostri uffici del Genio Civile anche diverse opere minori, che sono però ugualmente importanti". Di Redazione VicenzaPiù

"Tra queste - continua Bottacin - c'è sicuramente il progetto di sistemazione idraulica del fiume Astichello tra il Comune di Vicenza e quello di Monticello Conte Otto, che abbiamo finanziato con un importo di 1.100.000 euro. All'interno di tale progetto abbiamo infatti reso esecutivi interventi volti a difendere dalle piene del fiume nuclei abitativi e insediamenti produttivi presenti lungo il corso d'acqua in aree soggiacenti alla quota di massima piena, mantenendo inalterata la situazione idraulica generale del corso d'acqua". Tale intervento prevede l'esecuzione di nuove arginature in terra vegetale in quattro zone distinte della città: Strada Marosticana, Strada Molini, località San Vito e parco Astichello.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


"Attualmente i lavori sono quasi ultimati in Strada Marosticana e a San Vito" (nella foto de Il Giornale di vicenza un'area alluvionata a S. Vito, ndr), dettaglia Bottacin. "Partiranno invece a giorni quelli in località Parco Astichello e per l'estate è previsto il completamento delle opere che, in aggiunta a quelle già ultimate negli anni scorsi in centro città a Parco Querini, garantiranno la sicurezza idraulica dell'intera asta dell'Astichello". "La realizzazione di questi interventi lungo l'Astichello - conclude l'assessore - contribuirà sensibilmente alla messa in sicurezza delle aree urbane interessate dai fenomeni di esondazione, senza comportare un aumento dei volumi fluenti verso valle nel corso d'acqua. Inoltre tali opere coniugano le esigenze idrauliche con quelle urbanistiche, contribuendo in modo significativo al progetto di realizzazione del Parco dell'Astichello, redatto dal Comune di Vicenza, con la creazione di una pista ciclabile lungo le arginature del corso d'acqua".

FATTI

Vicenza ai Vicentini: atto vandalico contro profumeria Menin dopo firma della petizione Brutto risveglio stamane per la signora Lucia Menin , titolare dell'omonima Profumeria sita in Via Medici. Ignoti nella notte hanno provveduto ad imbrattare con un fitto lancio di uova la vetrina del negozio. L'atto è probabile conseguenza della PETIZIONE presentata la scorsa settimana dal Comitato VIA MEDICI e dall'associazione "Vicenza ai Vicentini"per denunciare lo stato di degrado e insicurezza in cui versano residenti ed attività commerciali della zona. "Non serve nemmeno apostrofare i responsabili di questo episodio. Ci pensano le 300 firme raccolte a sostegno della nostra denuncia a zittire chi vorrebbe tapparci la bocca con questi atti vandalici. Non ci lasceremo intimidire. " Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Liceo Lioy, due indirizzi di studio e tante attività extra scolastiche I giovani sono il futuro del Paese e la loro educazione, oltre che dalla famiglia, proviene anche dalla scuola. Alla fine delle scuole medie i ragazzi devono decidere cosa fare del loro futuro e quale percorso di studi scegliere. Per questo da oggi inizia il nostro viaggio negli istituti superiori di Vicenza per raccontare cosa offre ogni scuola agli studenti. Non si parlerà solo di materie scolastiche ma anche di attività extra curriculari. La prima tappa di questo viaggio è stato il liceo scientifico Lioy. Il preside Mario Tedesco ha presentato la scuola: "Al momento sono iscritti oltre 600 studenti e con le iscrizioni per il nuovo anno siamo in linea con i numeri degli anni passati, inoltre abbiamo gli esuberi degli altri licei. Di Monica Zoppelletto

Il Lioy offre la possibilità di scegliere due indirizzi, lo scientifico tradizionale e le scienze applicate. Nel primo c'è l'opportunità del bilinguismo, mentre nel secondo c'è l'inglese potenziato". Il liceo sforna talenti ed è il caso di citare uno studente del quarto anno che si è classificato terzo alle olimpiadi nazionali di fisica. Particolare attenzione a quello che oggi chiede il mercato del lavoro, fa sapere Tedesco, per dare una solida preparazione. Oltre alle attività scolastiche gli studenti possono essere protagonisti di altri progetti. " Abbiamo partecipato a Vicenza Poetry - afferma il preside - per far capire che anche allo scientifico si guarda alle materie umanistiche. Senza dimenticare lo sportello d'ascolto al quale si possono rivolgere gli alunni che hanno bisogno di essere ascoltati".

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

Via Medici, Matteo Celebron: "Gesto vigliacco" "Quanto accaduto in Via Medici è l'ennesimo atto intimidatorio messo in atto da vigliacchi senza coraggio". Lo afferma in una breve nota il segretario cittadino della Lega Nord Matteo Celebron che commenta così quanto accaduto nella nottata ad una commerciante in Via Medici. "Stanno utilizzando i peggiori metodi mafiosi - afferma Celebron - per difendere un business milionario. Per questo motivo siamo solidali con la Signora Menin e con tutti gli abitanti di Via medici che da tempo stanno combattendo contro il degrado provocato dalla massiccia presenza di migranti nelle strutture della zona". "Chi si nasconde dietro l'anonimato - conclude il segretario leghista - non può che essere considerato un vigliacco. Queste gesta ci danno ancora maggiore forza per continuare la nostra battaglia contro la pessima gestione dei migranti messa in atto dal Governo centrale e dalle Prefetture". Di Redazione VicenzaPiù

FATTI

Imbrattamento con lancio di uova di un negozio di via Medici, Variati: “Gesto da condannare In merito all'episodio dell'imbrattamento da parte di ignoti della vetrina di un negozio in via Medici, il sindaco Achille Variati commenta: "Se il lancio di uova sulle vetrine della profumeria di via

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Medici fosse riconducibile alle dichiarazioni della titolare sui richiedenti asilo, sarebbe un gesto grave, inaccettabile e da condannare con fermezza. Mi auguro che le forze dell'ordine possano fare chiarezza quanto prima, individuando i responsabili. Per quanto riguarda i richiedenti asilo in via Medici, il Comune da tempo sta chiedendo alla Prefettura di diminuire la loro presenza per evitare concentrazioni potenzialmente problematiche". Di Redazione VicenzaPiù

FATTI

"Volontariamente... CSV" ospita ASA Onlus e arricchisce il cuore oltre che il palinsesto di VicenzaPiu.tv, lo streaming H24 Pubblicato il 19 alle 16.28, aggiornato il 27 alle 8.13. Dopo l'anteprima del 19 aprile su VicenzaPiu.Tv dello streaming della seconda puntata della rubrica "Volontariamente... CSV", uno spazio per chi a Vicenza dà ancora un esempio di come sarebbe più bella questa terra se ci occupassimo degli altri e non solo di noi stessi, vi proponiamo qui la puntata on demand. Curata dal Centro di Servizio per il Volontariato di Vicenza la rubrica arricchisce il palinsesto di VicenzaPiu.Tv (clicca qui per vedere cosa c'è in programma), la tv web del network VicenzaPiu.com, che trasmette in streaming 24 ore su 24 (vai su www.vicenzapiu.tv oppure scarica l'App gratuita VicenzaPiùTv) e che, già ricca di storie, documentari e rubriche varie, a breve verrà allargata all'informazione indipendente sempre di... Più. Il 19 è stata la volta di ASA Onlus ad essere ospitata con tre volontarie: Federica Bertoldi, Silvia Ferrante e Novella Sacchetto.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Di Monica Zoppelletto

Quest'ultima ha spiegato come è nata l'associazione: "Nata nel 2001 per volontà di persone che aveano fatto missioni in Equador. Posso dire che questa è un'esperienza bella che apre mondi diversi da quelli a cui siamo abituati". A introdurre la rubrica e a intrattenere le ospiti c'è Maria Rita Dal Molin, direttrice del CSV di Vicenza. ASA Onlus è nata con lo scopo di mantenere viva l'amicizia con i missionari della Diocesi di Padova. ASA opera solidarietà e condivisione di vita fra cittadini del mondo, seppur lontani migliaia di chilometri fra loro. L'attività consiste nel sostegno economico da parte di chi si trova a vivere in un paese ricco, verso chi si trova a vivere in un paese impoverito. Con il sostegno a distanza si aiuta una comunità a vivere meglio, in condizioni di vita dignitose nel proprio paese, nel proprio contesto socio-culturale e senza dover emigrare. "VOLONTARIAMENTE... CSV" ogni mercoledì alle 19 propone, quindi, "incontri" di circa 20 minuti in cui, oltre a un breve focus sulle attività del CSV, sono presentate le associazioni del territorio con interviste e immagini. Per vedere le repliche delle singole rubriche basterà consultare il palinsesto di VicenzaPiu.tv su www.vicenzapiu.tv/palinsesto mentre le stesse saranno poi sempre raggiungibili o sul canale YouTube di Vicenzapiu.com oppure on demand sull'App VicenzaPiùTv. La programmazione delle "prime visioni" di "VOLONTARIAMENTE... CSV" dopo la puntata di esordio del 12 aprile con Donna Chiama Donna è la seguente: - il 19 aprile ASA Onlus - il 27 aprile MIDORI - 3 maggio A.D.A.O. Onlus

FATTI

Incidenti sul lavoro, Sergio Berlato: "Morti bianche in aumento, complicati i controlli sulla sicurezza" I dati aggiornati sugli incidenti nei luoghi di lavoro relativi ad uno studio della CGIA in Italia sono in aumento, come pure gli infortuni, questi sono segnali che ci devono far riflettere - afferma il Consigliere regionale Sergio Berlato, Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale. La sicurezza nei posti di lavoro è una condizione irrinunciabile che richiede controlli e procedure burocratiche meno complicate per essere più facilmente applicabili prosegue il Consigliere Berlato. La presenza di subappalti,

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


condizioni lavorative legate ad un eccessivo precariato, l'aumento dell'età pensionabile con poche e inadeguate eccezioni per gli occupati impegnati nei settori considerati usuranti, sono tutti elementi che negli ultimi anni sono stati al centro dei proclami del Governo ma senza essere affrontati con responsabilità e determinata finalità - specifica Berlato. Di Redazione VicenzaPiù

Ci si domanda se l'eccessiva richiesta di autorizzazioni per una qualsiasi attività imprenditoriale, la sempre più corposa normativa anti-infortuni e la presenza di vari istituzioni preposte alla vigilanza siano veramente efficaci affinché situazioni di pericolo per qualsiasi lavoratore possano essere ridotte al minimo se non completamente eliminate - conclude Berlato.

FATTI

Liceo Pigafetta: classico, musica e cinese Il nostro viaggio nelle scuole continua. Oggi parliamo del liceo Pigafetta. La scuola conta 1300 iscritti, 53 classi e oltre 120 docenti. Gli studenti che si iscrivono o che vogliono iscriversi possono scegliere tre indirizzi: il classico (ginnasio), il linguistico e il musicale. L'indirizzo classico ha tre classi, sei quello linguistico e due il musicale. La novità è rappresentata dal fatto che al linguistico gli allievi possono studiare il cinese, il Pigafetta è stata infatti la prima scuola in Italia ad introdurre lo studio di questa lingua e al momento sono 230 gli studenti che la studiano. Il liceo offre anche molte attività extrascolastiche: corsi di lingua dove è possibile imparare l'arabo, il cinese e il russo. Molto importante l'alternanza scuola/lavoro, come spiega il preside Roberto Guatieri: "Sono previste 200 ore di stage e abbiamo contatti con molte aziende. Inoltre - prosegue - forniamo la possibilità di seguire corsi di

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


sicurezza e di diritto". Confermate per il prossimo anno scolastico 11 classi prime. Di Monica Zoppelletto

FATTI

Il ballerino vicentino Samuel Peron in finale a Ballando con le Stelle. Domani sera su Rai Uno la puntata decisiva dello show danzerino a caccia di voti ed sms Esattamente a dieci anni dalla vittoria ottenuta in coppia con Maria Elena Vandone, il ballerino vicentino (nato a Marostica) Samuel Peron torna a qualificarsi per la finale di "Ballando con le stelle", il talent ballerino condotto da Milly Carlucci che domani sera metterà in scena su Rai Uno l'ultimo atto della dodicesima edizione. Peron, uno dei maestri storici dello show (dalla seconda edizione, in cui ha fatto il suo esordio, è sempre stato presente), in questa edizione sta gareggiando in coppia con l'attrice Martina Stella, la quale si è rivelata un'allieva decisamente portata per il ballo, tanto che la coppia è sicuramente tra le più apprezzate sia dalla giuria del programma sia dal pubblico dei telespettatori e di quello che segue il programma sui social. Di Emma Grande

Non è stato però tutto in discesa il percorso verso la finale per il duo StellaPeron, che ha dovuto fare i conti prima con un infortunio dell'attrice, poi con un'incomprensione tra allieva e maestro che aveva creato un po' di tensione tra i due, e che era dispiaciuta soprattutto al pubblico, tanto che la coppia è stata momentaneamente eliminata dalla gara.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Ma la tenacia, la pazienza, soprattutto del maestro, e la voglia di tornare in gara hanno fatto sì che la coppia tornasse a lavorare al meglio, meritando il ripescaggio e, grazie ad un'ottima performance nella puntata di semifinale, l'ingresso alla finale che, come detto, a Peron mancava da diversi anni, benché tutte le sue partecipazioni al programma siano state di segno positivo per le doti di artista e di maestro messe in mostra con le allieve vip di turno. Trentacinque anni compiuti da pochissimo, Samuel Peron è un ballerino dal talento multiforme, che fuori dalla ribalta televisiva si fa apprezzare in numerosi spettacoli dal vivo in giro per l'Italia (ha ballato anche per Papa Francesco in occasione della giornata inaugurale della Prima Conferenza Mondiale su Sport e Fede in Vaticano) nei quali, più ancora che attraverso la tv, riesce a mettere in luce il suo grande talento e la contagiosa simpatia. Peron, che è anche laureato in Scienze Motorie, è tra i propotori dell'iniziativa Sballando Ballando, che dal 2009 opera nelle scuole superiori di alcune regioni italiane per insegnare ai ragazzi il divertimento responsabile. Ma tornando all'attualità, domani sera dunque il talento di Marostica sarà impegnato nell'ultimo atto per il talent danzerino di Rai Uno. In realtà le probabilità di vittoria per la coppia Stella-Peron sono poche, dato che il più pronostcato al gradino più alto del podio sembra essere l'atleta non vedente Oney Tapia. Sarà, comunque, un piacere vedere un talento di casa nostra farsi onore in uno dei programmi di punta della programmazione della Rai e chissà che i voti dei giudici e quelli con gli sms degli spettatori non possano regalare almeno il podio...

FATTI

Stasera alle 20.30 a Schio incontro su "Roi. La Fondazione demolita": il libro inchiesta sulla cattiva gestione del patrimonio dell'ente istituito dal marchese Roi sarà presentato alla libreria Ubik Dopo il buon riscontro della presentazione di mercoledì 26 aprile alla libreria Palazzo Roberti di Bassano del Grappa, viene ripresentato stasera, alla libreria Ubik di Schio, il libro "Roi. La Fondazione demolita", che ricostruisce le vicende della fondazione il cui patrimonio è stato - come appunto racconta il titolo - "demolito" dalla cattiva gestione di chi la amministrava. Alla presentazione, che come detto avrà luogo nella sede della libreria Ubik in via Btg. Val

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Leogra a Schio, con inizio alle 20.30, sarà presente l'autore Giovanni Coviello con la partecipazione dell'avv. Franco Conte, presidente di Codacons Veneto. Di Redazione VicenzaPiù

Dopo il libro dossier "Vicenza. La città sbancata", riproposizione dei pezzi di cronaca che VicenzaPiu.com dedicò alla crisi della Banca Popolare di Vicenza, Giovanni Coviello ha dunque dato alle stampe "Roi. La Fondazione demolita", un nuovo volume del filone "temi scomodi" legato, comunque, non solo per sile narrativo alle vicende dell'istituto di credito guidato da Gianni Zonin. Anche il nuovo libro propone una selezione di articoli pubblicati negli ultimi due anni su VicenzaPiu.com e scritti da vari autori ma essenzialmente dall'autore, che è direttore del quotidiano online, per ricostruire le vicende della Fondazione Roi, che nelle intenzioni del marchese Giuseppe Roi, suo promotore, doveva contribuire a sostenere il Museo Civico di Palazzo Chiericati a Vicenza. Da quando nel 2009, dopo la morte del marchese Roi, la presidenza della fondazione è passata a Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare Vicentina, la quasi totalità del denaro del cospicuo patrimonio della Roi è stata utilizzata per acquistare azioni della banca presieduta dallo stesso Zonin e un immobile, l'edificio dell'ex cinema Corso , con il progetto di farne appartamenti di lusso. In entrambi i casi si tratta di acquisti difficili da inserire tra le finalità della fondazione, per quanto liberamente possa esserne interpretato lo statuto. I media locali tradizionali, come già accaduto anche per le passate vicende della banca, non hanno dato il giusto peso alla faccenda e VicenzaPiu.com si è assunto il compito di dare voce a chi denunciava la situazione, continuando a riportare le testimonianze fuori dal coro di chi chiedeva chiarezza. Ancora una volta dunque Media Choice, editore di VicenzaPiu.com e della collana Vicenza Papers, ha dato alle stampe un libro-denuncia, che racconta uno spaccato di vita vicentina e che descrive alcuni tra gli aspetti peggiori della vicentinità: il perbenismo, il conformismo, il silenzio, la paura di esporsi oppure, le poche volte in cui esce dal silenzio complice, l'accusa non tanto per voglia di giustizia quanto per senso di rivalsa. Una lettura scomoda proposta da un autore con il quale si può anche non essere d'accordo ma al quale va sicuramente riconosciuta la tenacia e la voglia di andare oltre le riposte facili e le apparenze consolanti.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


FATTI

I.P.S.I.A. Lampertico, la scuola che offre lavoro Pubbicato il 28 aprile alle 16.05, aggiornato il 29 alle 10.59. Il viaggio nelle scuole di Vicenza prosegue e oggi la nostra meta è l'istituto Lampertico. Sono circa 850 gli studenti iscritti all'I.P.S.I.A. Lampertico che conta una percentuale di stranieri pari al 30%. La scuola offre agli studenti la possibilità di mettere in pratica quello che apprendono con la teoria. I laboratori sono molti, così come le ore che i ragazzi passano ad imparare le tecniche del mestiere. L'istituto offre la possibilità di scegliere vari indirizzi: manutenzione e assistenza tecnica, produzioni industriali e artigianali, apparati impianti e servizi tecnici industriali e civili e anche l'opzione odontotecnico. "Importante - afferma il professor Lorenzo Magro - è l'alternanza scuola/lavoro che inizia dal terzo anno". Di Monica Zoppelletto

I ragazzi hanno infatti la possibilità di fare 400 ore di stage in aziende e sono già in possesso degli attestati di sicurezza richiesti in quanto li rilascia la scuola dopo il superamento di un corso. Inoltre il Lampertico dà la possibilità agli studenti di ottenere il patentino per l'uso del muletto e del carrello elevatore. Gli iscritti possono anche conseguire la certificazione di inglese B1 e hanno la possibilità di andare quindici giorni in Inghilterra per imparare al meglio la lingua. "La prossima settimana - dice il prof. Magro si terranno le gare nazionali di manutenzione e assistenza tecnica. Tra i progetti c'è anche quello di costruire un drone". Un dato positivo è che una volta ottenuto il diploma i ragazzi trovano lavoro entro tre mesi dalla fine degli studi. Gli indirizzi che offrono maggiori opportunità di impiego sono meccanica e termoidraulica. Per quanto riguarda i bocciati invece la percentuale negli ultimi anni è diminuita e si aggira intorno al 12%, un calo significativo se si pensa che in passato i ragazzi costretti a ripetere l'anno erano circa il 30%.

FATTI

Assemblea Banca Popolare di Vicenza, si auspica la ricapitalizzazione in tempi brevi Si è tenuta oggi, 28 aprile, l'assemblea degli azionisti della Banca Popolare di Vicenza chiamata ad approvare il bilancio 2016 chiuso con una maxi perdita da 1,9 miliardi di euro. In Fiera, luogo dove si è

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


svolta l'assemblea, erano presenti 254 soci, in rappresentanza del 99,34% del capitale. Il presidente Gianni Mion, all'inizio dei lavori, ha affermato: "Questo e' il primo bilancio presentato da questo consiglio di amministrazione ed evidenzia la difficile situazione economia, patrimoniale e reputazionale della banca. Purtuttavia si e' ritenuto che la scelta migliore fosse di redigere il bilancio nella prospettiva della continuità aziendale". I piccoli azionisti hanno gridato a gran voce "risarcimento" e chiedono interventi urgenti da parte della banca. Di Monica Zoppelletto

"In 30 anni di attività commerciale abbiamo subito 29 tentativi di furto e due rapine, ma non mi sarei mai immaginato di essere derubato dei miei risparmi da persone di cui mi fidavo", ha chiosato un azionista. I sindacati dei lavoratori della banca, da parte loro, hanno letto in assemblea un comunicato firmato da Fisac-Cgil, First-Cisl, Fabi e Unisin: "Al primo tentativo di licenziamento si mobiliterà' tutta la categoria in tutta Italia", sottolineano. "Non si puo' abbandonare il territorio e i dipendenti (11.000 tra le due banche venete) - aggiungono - Faremo sentire la voce delle5.300 famiglie nel solo gruppo Bpvi che, da nord a sud, stanno aspettando le decisioni delle istituzioni mentre il tempo corree ogni giorno che passa ci rende più deboli". Le stesse sigle sindacali hanno organizzato un presidio di fronte alla sede assembleare. Carlo Pavesi, che segue l'azione di responsabilità avviata dalla Banca Popolare di Vicenza contro gli ex vertici dell'istituto afferma: " L'atto di citazione dell'azione di responsabilità era la premessa necessaria per poi valutare azioni revocatorie o sequestri. Per quanto di mia conoscenza l'intenzione di questo cda e' di avviarle nel più breve tempo possibile anche perché ci sono segnali di iniziative che suggeriscono l'opportunita' di azioni di questa natura". I soci, intanto, hanno approvato a larghissima maggioranza (99,99% dei voti presenti, ma del resto Atlante ha da solo il 99,33% del capitale e in assemblea e' presente il 99,34%) i primi due punti all'ordine del giorno: riduzione dei componenti del cda a 9 da 11 e conferma dell'a.d. Fabrizio Viola, cooptato lo scorso anno. E lo stesso Viola poi prende la parola: "Dopo la chiusura del bilancio c'e' stato un nuovo flusso in uscita di depositi, che peraltro da qualche settimana si e' arrestato ed e' stato sostituito da un lento e graduale recupero". Viola ha ricordato che lo scorso anno "la raccolta totale ha subito una significativa flessione, nell'ordine del 14%, e la raccolta diretta non e' stata da meno, con un calo superiore al 14%

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


". "E' molto probabile che Atlante a breve non sarà più azionista di riferimento di queste banche", Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Lo ha detto Alessandro De Nicola, rappresentante del Fondo Atlante, intervenendo all'assemblea. "Ora servono nuove e ingenti ricapitalizzazioni non più' alla portata di investitori privati", ha aggiunto. Il Fondo Atlante controlla sia Popolare Vicenza sia Veneto Banca. "Se si arriverà' a fusione, sarà stato un successo", ha aggiunto De Nicola. Lo stesso ha poi continuato: "Nulla e' emerso nei confronti dell'ex a.d. Francesco Iorio, quindi non sussistono elementi per procedere nei suoi confronti". Poi, rivendicando il ruolo di Atlante, "in pochi mesi - ha detto De Nicola - in accordo con investitori abbiamo realizzato molteplici iniziative che hanno marcato discontinuita' rispetto al passato", come l'arrivo di Fabrizio Viola, "uno dei manager più capaci e rispettabili del panorama bancario, con probità e integrità' assolutamente fuori discussione".

FATTI

Veneto Banca, avvenuta cessione della partecipazione detenuta in Banca Consulia Veneto Banca S.p.A. comunica di aver sottoscritto in data odierna un contratto di compravendita avente ad oggetto la cessione dell'intera partecipazione detenuta in Banca Consulia S.p.A. (già Banca IPIBI S.p.A.) pari al 25,52% del capitale sociale di quest'ultima a favore di Capital Shuttle S.p.A. (previo mancato esercizio del diritto di prelazione da parte degli altri azionisti) a fronte del pagamento di un corrispettivo complessivo pari ad Euro 13.539.915,60. È previsto che l'operazione si concluda entro la pausa estiva. L'operazione si inserisce nell'ambito dell'attività di razionalizzazione delle partecipazioni di Veneto Banca ed avrà un effetto positivo sul CET 1 phase in del Gruppo stimato in circa 7 bps rispetto alla situazione al 31 dicembre 2016. Di Redazione VicenzaPiù

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


POLITICA / AMBIENTE

Sviluppo Cotorossi vuole 50.000 euro di danni per blocco Borgo Berga, #vicenzasisolleva oggi li "porterà" in corteo da Campo Marzo Dopo il sequestro dal basso del cantiere di Borgo Berga fatto il 21 e il 22 Marzo, scrive #vicenzasisolleva nella nota che pubblichiamo, "Sviluppo Cotorossi ci chiede 50 mila euro di danni per le giornate di lavoro perse. E' davvero un paradosso senza precedenti, noi cittadini dovremmo pretendere da loro decine di milioni di euro per i danni che hanno causato a Vicenza. Ma siccome siamo bravi cittadini, sabato (domani 29 Aprile) glieli porteremo direttamente a Borgo Berga. Ci troviamo alle 15.30 a Campo Marzo, lato Eretenio, e insieme andremo a consegnare le borse piene di denaro. Stanno ricoprendo la città con le pubblicità di vendita di appartamenti che costano centinaia di migliaia di euro, costruiti senza rispetto dei cittadini e del territorio". Di Note ufficiali

"Noi - conclude #vicenzasisolleva - quei palazzi li vogliamo demolire, non solo perchè sono un abuso edilizio ma perchè rappresentano un corpo estraneo a Vicenza, città patrimonio dell'Umanità. Sabato vi sorprenderemo con una performance simpatica e divertente. Invitiamo i cittadini che amano la loro città e che vogliono proteggerla dalle bocche affamate di cemento e denaro di unirsi a noi".

FATTI / POLITICA

A Thiene Tribunale a domicilio per persone in "stato di fragilità": protocollo

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


tra Provincia, Comune e Tribunale Il Tribunale in casa. Achille Variati, Presidente della Provincia, battezza così, nella nota che pubblichiamo a cura della Provincia, il servizio che prenderà il via nei prossimi giorni a Thiene e che prevede che non sia più il cittadino a recarsi in Tribunale, ma che sia quest'ultimo, attraverso la videoconferenza, ad incontrare gli utenti direttamente nella propria abitazione. Il Protocollo che regolamenta il servizio è stato firmato questa mattina da Variati per la Provincia, Alberto Rizzo Presidente del Tribunale di Vicenza e Gianantonio Michelusi assessore del Comune di Thiene delegato dal Sindaco Casarotto. Stabilisce che per le materie legate alla protezione giuridica e all'amministrazione di sostegno, quindi per persone in stato di fragilità, il Comune fornisca non solo accompagnamento nella gestione della pratica, ma supporti il Giudice nell'esame della persona tramite videoconferenza. Di Note ufficiali

Così chi ha difficoltà di movimento, gli anziani, i disabili non devono raggiungere il Tribunale, con evidente disagio fisico e psicologico, ma è il Tribunale a raggiungere loro, siano essi a casa o in Casa di Riposo. "E' un gesto di civiltà e di rispetto verso le persone -afferma Rizzo- una doverosa attenzione che riserviamo a chi vive una situazione di debolezza, evitando che venga sradicato dal contesto quotidiano. Il Protocollo, nuovo per Thiene e per l'Alto Vicentino, è già stato rodato a Bassano del Grappa, Valdagno, Asiago, Arzignano e Vicenza. Con risultati che si misurano per gli utenti in risparmio economico, di tempo e, non da ultimo, di minore inquinamento. Abbiamo calcolato, solo per fare un esempio, che in un anno e mezzo abbiamo evitato l'emissione di 1.085 kg di anidride carbonica." Il Comune di Thiene entra a far parte di questo "circolo virtuoso" con orgoglio ed entusiasmo. "E' nostro dovere essere al fianco dei cittadini soprattutto quando ne hanno maggiormente bisogno -dichiara Michelusicosì come è necessario che gli enti pubblici utilizzino la tecnologia per migliorare la qualità della vita. L'augurio è che questo sia il primo passo verso uno Sportello che su materie concordate con il Tribunale dia

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


assistenza a cittadini e imprese, evitando loro di doversi recare a Vicenza." Augurio che i Presidenti di Provincia e Tribunale fanno proprio. "In 6 mesi sottolinea Rizzo- lo Sportello di Bassano ha sfiorato i 1.400 accessi. Gli utenti sono entusiasti e siamo certi che anche per Thiene rappresenterebbe una concreta opportunità". La Provincia, assicura Variati, farà anche in questo caso da facilitatore perché il servizio possa essere istituito. "La nostra funzione -ha concluso Variati- è incentivare forme di collaborazione tra i Comuni e con le istituzioni presenti sul territorio. La disponibilità del Tribunale e del suo Presidente agevola il nostro ruolo."

FATTI / AMBIENTE

Giovanni Rolando e il Comitato dell'Albera distribuiscono un volantino sul caso della bretella e lanciano una nuova raccolta firme Giovanni Rolando per il Comitato dell'Albera ci informa che sull'annoso problema della bretella dell'Albera verrà distribuito un volantino oggi, 29 aprile 2017, al mercato rionale di via Brg. Granatieri di Sardegna e domani davanti alla chiesa di S. Carlo al Villaggio con avvio di una nuova raccolta firme per una Petizione Popolare. Vi anticipiamo di seguito il testo del volantino/petizione a firma del Comitato Albera No Tir Sì Bretella per la vita la salute la sicurezza. "Crepano le case crepiamo anche noi". Petizione popolare per la sistemazione del fondo stradale e asfaltatura di viale del Sole a Vicenza. Da più di tre anni la richiesta urgente dei cittadini del villaggio del sole e del villaggio della produttività all'amministrazione comunale è disattesa. 3 anni trascorsi invano. Di Emma Reda

La situazione peggiora ogni giorno di più, le crepe sui muri delle case si

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


allungano, le piastrelle dei pavimenti si alzano, le vibrazioni del terreno dovute al transito dei Tir e veicoli sempre più forti, le scosse sempre più frequenti e violente. Permane a Vicenza dentro i quartieri una situazione indegna di città civile. Il grido d'allarme dei cittadini al comune: basta lungaggini burocratiche avviate i lavori La cronologia dei fatti: - 2 ottobre 2013: lettera dei cittadini del Villaggio del Sole al comune di Vicenza sulla situazione INVIVIBILE con richiesta asfaltatura Viale del Sole (prot. 72347). - 18 ottobre 2013: lettera del comune Settore Infrastrutture ( ing. D. Galliazzo ) ad AIM ( Massimo Dalla Ave), e all'assessorato alla Cura Urbana (assessora C. Balbi). - 16 ottobre 2014: lettera di AIM/amcps , direttore Renato Guarnieri, al comune con la quale " si richiede intervento di manutenzione straordinaria in Viale del Sole che interessi anche gli strati portanti della pavimentazione"(prot. 1426328). - 29 agosto 2015: lettera del Comitato dell'albera NO Tir Sì Bretella di sollecitazione al Comune Settore Infrastrutture , ad Aim Divisione Valore Citta'/amcps, all' assessorato alla Cura Urbana , al sindaco Variati di richiesta interventi urgenti per asfaltatura Viale del Sole tratto dalla Rotatoria dell'albera all'incrocio via Brg. Granatieri di Sardegna (lungh. 250 metri). - 2 marzo 2016: seconda lettera del Comitato al Comune per richiesta intervento di cui sopra. - 8 aprile 2016: lettera di risposta del Comune al Comitato dell'albera e all'assess. Alla Cura Urbana , a firma ing. Diego Galliazzo: " i lavori di risanamento del fondo stradale e riasfaltatura verranno effettuati nell'arco dell'anno in corso" (prot. 46362). 17 ottobre 2016: all'assemblea pubblica svoltasi in quartiere Maddalene con la presenza degli assessori Dalla Pozza, Zanetti, Balbi, Nicolai e il sindaco Variati, i tecnici Galliazzo / Andriolo e consiglieri comunali, il sig. Donadello Fiorenzo, residente alla Bissa in Viale del Sole e componente del Comitato dell'albera, ha rivolto ennesima richiesta al comune di " fare presto i lavori; evidenziando la preoccupazione, che permane e si aggrava, circa la situazione infernale e con l'inverno ormai alle porte.. - 17 avvallamenti IN 250 METRI DI STRADA, 2.500 Tir al giorno, 40mila veicoli nelle 24 ore, più il transito delle colonne dei camion militari Usa diretti e provenienti dalla nuova caserma Del Din/ Dal Molin di Viale Ferrarin: ecco le cause del dissesto della strada , che provocando vibrazioni del terreno con crepe sui muri delle case , con le piastrelle dei pavimenti che si alzano, inquinamento atmosferico ed acustico , rumori assordanti di giorno e di notte,...una situazione infernale. Rivolgiamo queste tre domande all'amministrazione comunale? 1. È stato fatto il bando di gara per l'appalto dei lavori? In che data? Per quale importo? 2. È stato pubblicato il bando ed inviato alle imprese? A quale impresa è stato affidato il lavoro? 3. Quando partono i lavori? Quando verranno ultimati i lavori? L'amministrazione comunale ha promesso di sistemare la strada Via del Sole entro l'anno 2016. Siamo ormai a maggio 2017. Grazie

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


I cittadini vogliono risposte ed impegni certi e trasparenti e vedere i fatti concreti. Vi, 29 aprile 2017 Volantino diffuso tra la popolazione e al mercato oggi sabato e inviato ai media. Domani volantinaggio davanti alla chiesa di s. Carlo al Villaggio. Il comitato Albera No Tir Sì Bretella per la vita la salute la sicurezza

GIORNALISMO / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE

GdV insegue VicenzaPiù e Vvox in... Albania, scuda BPVi e Fondazione Roi by Gianni Zonin e abbandona Matteo Bernardini alle ire di Cappelleri: e l'Italia sarebbe al 52° posto per libertà di stampa per colpa di Beppe Grillo? Dopo che la testata online Vvox ha aperto il caso "Serenissima - A4 Holding. Albania" il 7 aprile con un articolo a firma del nostro ex Marco Milioni ("Da Verona all'Albania: A4 vende Serenissima Costruzioni. La stampa albanese scatenata, mentre in Veneto tutto tace") e dopo i due approfondimenti di Pietro Zanella su VicenzaPiu.com (il 22 aprile "A4 vende Serenissima Costruzioni alla Lci srl, ma a pagare sono 650 lavoratori... albanesi: export di malaffari da Verona via Puglia?" e il 24 aprile "Serenissima Spa, Tirana stacca la spina: pronte cause milionarie da entrambi i lati dell'Adriatico") oggi rilanciano finalmente l'affaire sul cartaceo anche il Corriere del Veneto edizione di Verona e Il Giornale di Vicenza. Di Pietro Cotròn

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Il dorso del Corriere della Sera locale lo fa almeno con un mega titolo a piena pagina "« Debiti per 18 milioni in Albania» Nei guai Serenissima Costruzioni. Caos appalti per le autostrade di Valona e Fier, denunciati i vertici dell'ex controllata di A4 Holding" mentre Il Giornale di Vicenza a pagina 10 titola due colonnine in taglio basso della cronaca regionale " Autostrada. Due società albanesi all'attacco «Ditte non pagate» Scatta una denuncia per la "Serenissima" (la società di costruzioni autostradali o l'azienda leader di catering?, ndr). Se, comunque, sono solo le due testate online vicentine a dare visibilità ovunque alla disputa in cui parrebbe che una volta tanto a fare la figura del "ladro" siano gli italiani nei confronti degli albanesi e non viceversa, siamo felici per VicenzaPiù e siamo pronti a condividere questo sentimento professionale con i colleghi di VVox per aver smosso un'altra volta la pigrizia di chi certe notizie tende ad anestetizzarle anche se la pattuglia di colleghi lasciata, malvolentieri, da Ario Gervasutti a Luca Ancetti (parliamo del GdV perchè lo conosciamo di... Più) era composta da, ci diceva, 80 collaboratori più o meno precari oltre a 36 giornalisti. Ma chi può avere voglia in Via Fermi di smuovere le acque chete se c'è tra di loro anche il "povero" Matteo Bernardini cacciato dal procuratore capo Antonino Cappelleri, apparentemente almeno, più decisionista con lui che con i potenti alla Gianni Zonin, senza che i suoi colleghi di Tva o CorVeneto se ne andassero anche loro per un minimo di solidarietà professionale e, soprattutto, senza che scrivesse una riga in sua difesa il suo direttore, Luca Ancetti, l'ex Tva e da sempre dipendente della catena di controllo dei due media locali che fa capo a Confindustria Vicenza? (nella foto intervista Giuseppe Zigliotto, ex presidente dell'associazne datoriale che controlla i media locali, ex membro del Cda della BPVi e ora indagato, ndr) Non sappiamo se, come "calcolato" e scritto da Reporter senza Frontiere, sia stata colpa degli attacchi di Beppe Grillo ai giornalisti se l'Italia, pur migliorando la precedente posizione, sia ancora solo al 52° posto della speciale classifica per la libertà di stampa, ma di certo VicenzaPiù e Vox scrivendo per tempo, senza avere 116 collaboratori al desk, dell'Albania (e non solo di quella...) ed esprimendo pubblica solidarietà a Matteo Bernardini hanno dato nel loro piccolo un contributo alla libertà di stampa che i "grandi" media locali sembrano aborrire: lo insegano anche i casi ignorati o deviati della Banca Popolare di Vicenza e della Fondazione Roi made in Zonin.

FATTI

Aderisci a VicenzaPiù Freedom Club, scopri ViPiù Shop e VicenzaPiù sarà indipendente sempre di più: perchè con Freedom Club l'editore sei tu

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


VicenzaPiù Freedom Club, la comunità di lettori e utenti del network multimediale Vicenzapiù, a cui ci si può iscrivere a partire da una quota trimestrale di soli 9 euro e annua di 30 euro, e la sezione collegata di e-commerce ViPiù Shop sono nati per difendere e far crescere il giornalismo senza padroni su carta e web e per vincere la sfida per l’informazione indipendente. Mentre le altre testate locali hanno bisogno, per sopravvivere, di fondi che provengono sempre di più da gruppi finanziari e industriali, che di certo non danno per filantropia ma per sponsorizzare i propri interessi, noi ci rivolgiamo direttamente a voi, a chi ci segue, a chi sente il bisogno per se stesso e per la società di cui fa parte di un’informazione indipendente. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Entra a far parte, allora, del VicenzaPiù Freedom Club per un anno a partire da soli 9 euro con la formula Amico oppure con 15 euro come Partner ma da Sostenitorie con 30 euro a trimestre saremo il tuo "editore" di fiducia sempe di… più. Per i dettagli e per tutte le proposte di Libri, eBook, DVD, corsi, abbonamenti, associazione Vicenza Più Coraggio e… clicca qui oppure sul banner lungo o sulla barra delle sezioni in alto a destra di VicenzaPiu.com. Media Choice srl, l’editore indipendente di VicenzaPiù, vi propone non solo un quotidiano web plurisettoriale, tre media in pdf e una tv streaming ma anche libri, DVD, corsi, convenzioni, eventi e, nel tempo, molto di più per farvi sentire parte di una comunità, quella mediatica di VicenzaPiù Freedom Club a cui saranno riservate condizioni particolari per ViPiù Shop. Ma VicenzaPiù Freedom Club promuove anche l’attività di cittadinanza che sta iniziando a sviluppare Vicenza Più Coraggio, una neo costituita associazione senza fini di lucro.

Sono tre le formule di “partecipazione” al Vicenza Freedom Club illustrate di seguito. Quella base da “Amico” costa 30 euro all’anno, 9 al trimestre, e ti offre una interessante serie di servizi, mentre quelle da “Partner” con 50 euro all'anno, 15 a trimestre, e l’ultima, che ti qualifica come “Sostenitore” con 100 euro annui o 30 trimestrali ti consentiranno di contribuire con vantaggi ancora maggiori per te allo sviluppo dell’informazione indipendente del network Vicenzapiù. Modalità standard di partecipazione al VicenzaPiù Freedom Club

Entra come Amico

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


al trimestre 9.00€ Rateizzato annuale 30.00€ Risparmi 6.00 €

Entra come Partner al trimestre 15.00€ Rateizzato annuale 50.00€ Risparmi 10.00 €

Entra come Sostenitore Al trimestre 30.00€ Rateizzato annuale 100.00€ Risparmi 20.00 €

Entra come Amico

Entra come Partner

al trimestre 9€

al trimestre 15.00€

annuale 30.00€

annuale 50.00€

Entra come Sostenitore al trimestre 30.00€ annuale 100.00€

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com

Abbonamento a IlQuotidianodiVicenza+ e accesso al suo archivio Scegli mensilmente un argomento da proporre alla redazione Ricevi le nostre newsletter Ricevi le nostre offerte promozionali Ricevi la VicenzaPiù Card convenzionata con gli esercizi VicenzaPiù Point Ricevi le offerte dei nostri Partner commerciali


Abbonamento a IlSettimanalediVicenza+ e accesso al suo archivio Accesso all’archivio dei primi 10 anni di VicenzaPiù magazine Leggi ViPiù Top News ViPiù Shop, sconto 20%

Abbonamento a IlMensilediVicenza+ e al suo archivio Leggi Rassegna stampa Ospite della redazione per un giorno 2 posti riservati alla festa di VicenzaPiù Net (la prima il 25 febbraio 2016) ViPiù Shop, sconto 30% Sorpresa in esclusiva per te Assemblea dei Sostenitori

POLITICA

Primarie PD, le iniziative speciali in città di Vicenza: un questionario sull'attività amministrativa e... "Diamoci un cinque" Il Partito Democratico della città di Vicenza, in occasione delle Primarie in programma domenica, ha organizzato una serie di iniziative al fine di promuovere e sostenere l'attività cittadina dell'amministrazione e del Partito stesso. I cittadini che domenica si recheranno ai seggi per eleggere i nuovi Segretari (Nazionale e Regionale) potranno infatti rispondere ad un breve questionario sull'attività amministrativa di questi 4 anni, elencando gli ambiti dove si è agito meglio e dove invece ci possono essere ancora margini di miglioramento. Si potrà, infine, dare indicazione su quali saranno i

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


temi centrali su cui la politica vicentina dovrà concentrarsi nei prossimi anni. Di Emma Reda

"Domenica, inoltre - scrive in una nota il Pd di Vicenza -, sperimenteremo un'iniziativa che abbiamo preso in prestito dal PD di Milano. Si chiama " Diamoci un 5" e prevede la possibilità di sostenere l'attività politica del Pd locale con 5 euro. Queste risorse ci aiuteranno nella campagna per le elezioni comunali del prossimo anno". Sarà possibile, infine, tesserarsi per il 2017 al partito, che, aggiunge la nota, è "l'unico partito organizzato in tutti i quartieri della città e con un numero di tesserati significativo. 400 persone che sono la nostra prima risorsa e la nostra vera prima forza: una comunità coesa e coraggiosa". Si voterà domenica per il cabdidato nazionale alla segreteria del PD (e al premierato) tra Andrea Orlando, Michele Emiliano e Matteo Renzi mentre per la segreteria regionale dl partito concorrono Alessandro Bisato e Giovanni Tonella.

ECONOMIA&AZIENDE

I bilanci BPVi e Fondazione Roi sotto 2 spade di Damocle: quella obbligata sulla banca è l'incerta "continuità", sulla Fondazione c'è la mancata denuncia dei conti dei Cda Zonin. I rischi di Diamanti, Valmarana e Grossato Ieri, venerdì 28 aprile, Gianni Mion e Fabrizio Viola hanno "dovuto" sottoporre l'approvazione del bilancio 2016 con modalità ai limiti

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


della legalità, se non oltre quegli stessi limiti, al socio di fatto unico, il Fondo Atlante, ma uscente, visto che, salvo improbabili ma auspicabili miracoli dell'ultima ora verrà di fatto azzerato consegnando al peggior socio possibile, lo Stato con le sue logiche lottizzatorie, la BPVi e Veneto Banca, se verranno fatte sopravvivere. Infatti il presidente, direttamente, e l'Ad, di rimbalzo, hanno dovuto chiedere il "sì" al bilancio con perdite record di 1.9 miliardi e con nuovi rossi già annunciati premettendo che "si e' ritenuto che la scelta migliore fosse di redigere il bilancio nella prospettiva della continuità aziendale" che potrà essere assicurata solo in caso di assenso delle autorità europee alla "ricapitalizzazione preventiva" da effettuare, però, come ha evidenziato Viola nei tempi più brevi possibili. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)

Il più che lecito dubbio è stato, poi, riportato nella nota ufficiale con questa altra frase lapidaria: "Il Bilancio è stato redatto sul presupposto della continuità aziendale, pur in presenza degli elementi di significativa incertezza evidenziati nella nota integrativa". Verbalizzare la dubbia continuità aziendale della Banca Popolare di Vicenza ma poi firmare il bilancio è una cosa che nessun amministratore di una qualunque spa o srl farebbe per non incorrere nel fulmini della legge che, in caso di cessazione dell'attività dopo quei dubbi, imporrebbe l'incriminazione per "bancarotta fraudolenta". Ma per Mion, Viola e i membri dell'attuale cda e del collegio sindacale questa strada intrapresa è una precisa e coraggiosa assunzione di responsabilità, a proprio rischio e pericolo, verso soci, clienti e dipendenti, perchè altrimenti non ci sarebbe altra alternativa che non il "fallimento". Detto questo appare, invece, molto criticabile ma, soprattutto, dubbiamente lecita fin da subito l'approvazione da parte del Cda della Fondazione Roi, nuovo solo sulla carta (nella foto Mion con i "suoi" tre nominati Diamanti, Grossaro, Valmarana), del bilancio 2016 , che dovrebbe essere stato discusso, in silenzio, in questi giorni e che è partito dai conti "bui" e ben poco documentati oltre che difficilmente sostenibili lasciati da Gianni Zonin

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


& c. senza compiere prudenziali passi legali nei confronti dell'ex presidente e di chi ne ha condiviso dal 2009 a buona parte del 2016 la, a dir poco, incauta gestione delle volontà e del patrimonio lasciato dal marchese Giuseppe Roi per la cura esclusva del Chiericati. Tra i possibili corresponsabili possono essere inclusi per l'ultimo periodo, quello che va, con differenze tra l'uno e l'altro, da metà 2015 in poi, ben 4 dei 7 membri attuali del Cda, tutti voluti da Zonin e cioè il prof. Giovanni Carlo Federico Villa (discusso su queste pagine e ora anche dalla sua stessa Università, quella di Bergamo, che sta compiendo sui suoi incarichi retribuiti le opportune verifiche, oltre che da parte dell'opposizione comunale di Vicenza grazie alle denunce di Liliana Zaltron e Francesco Rucco), l'architetto Emilion Alberti, che dal cda in cui ora siede ha ricevuto incarichi professionali per il Chiericati, la signora Giovanna Vigili de Kreutzenberg Rossi di Schio, alias la moglie di Alvise Rossi di Schio, storico fan di Zonin, e mons. Francesco Gasparini, che ha ricevuto soldi, di cui non ci sarebbe traccia nei conti precedenti della Roi, per comprare un pregevole quadro per il Museo diocesano di cui è direttore... Tornando alla opportunità di un esposto cautelativo alla magistratura sui vecchi conti e sui responsabili o di dimissioni dei "nuovi" 3 membri "intonsi" che evidenzino come i 4 zoniniani non abbiano voluto dimettersi (per aggiungere buio a grigio... magari, come è successo per i membri del vecchio cda BPVi rimasti finchè hanno potuto sulle loro poltrone mentre magari sparivano anche le precedenti mail aziendali), c'è da dire anche che Ilvo Diamanti, il presidente, di immagine, è stato scelto dalla banca, a cui spettano tre nomine, insieme alla brava ma inesperta ex prof del Pigafetta Giovanna Grossato solo dopo che sono prevalse le pressioni locali, di un potere che evidentemente cerca di riproporsi, sulle iniziali volontà della nuova BPVi. Al loro posto Mion, Iorio e Bragantini avevano, infatti, proposto, nero su bianco, due accademici, uno della Sorbona, Gian Luigi Golin, l'altro, Giuseppe Barbieri, di Cà Foscari (torneremo sull'argomento), che oltre al loro prestigioso curriculum, per giunta nel settore specifico dell'arte, e alla vicentinità, qualità che con l'onestà condividono con Diamanti e Grossato, vantavano anche una opportuna maggiore "distanza" dalla melma locale che ha invaso la Roi (cfr. il nostro libro/dossier appena uscito "Roi. La Fondazione demolita"). Allora è al vice presidente ed esperto "uomo dei conti", Andrea Valmarana, membro di un grande studio vicentino, che ci rivolgiamo di nuovo visto che dei tre consiglieri "spettanti" alla BPVi è l'unico rimasto della terna iniziale: l'approvazione del bilancio 2016 non può e non deve avvenire nelle more dei tanti dubbi che lui stesso ha espresso, prima nella conferenza stampa di presentazione e poi a noi di persona quando ci ha ribadito che i "cassetti" da lui trovati sono vuoti non solo di soldi ma anche di documenti e giustificativi di spese... quelle per il Chiericati, previste dallo statuto, e quelle, molte di più, fatte fuori statuto se non anche, magari, fuori sacco. Dr. Valmarana, lei, quando ci ha ricevuto, quando ci siamo parlati al telefono e quando ha risposto per iscritto via mail ad alcune, anche se non tutte, le nostre domande, ci è parsa la persona competente e seria che deve essere

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


apparsa anche a Gianni Mion. Non si prenda, allora, dr. Valmarana, la responsabilità, legale ed etica, di passare sopra i vecchi (non) conti proprio lei che è già stato in vari cda ben più "pesanti", tra cui quello della grande Palladio Finanziaria! Non voglia, quindi, dr. Valmarana, per un quieto vivere ingiusto e incomprensile per chi ama la verità e il Chiericati, in primis il marchese Roi, far rischiare "attenzioni", anche legali, a chi la affianca nel dare un segno di vera discontinuità con un pessimo passato. Faccia, dr. Valmarana, senza ulteriori indugi, quelli che hanno allungato in BPVi i tempi dell'azione di responsabilità, l'esposto per fare chiarezza e "salvi" i tre nuovi, lei incluso, da dubbi e, magari, futuri possibii provvedimenti legali. E, soprattutto, dr. Valmarana, eviti di dare il merito della pulizia a noi che, quando torneremo in udienza per difenderci dalle proditorie e milionarie accuse fatte a noi dall'allora presidente pro tempore della Roi, tal Gianni Zonin, chiederemo al giudice di Vicenza, che sarà lo stesso di quello di... Berlino, le copie di tutti i documenti dell'era Zonin per dimostarre la falsità delle sue accuse. E se quei documenti non ci saranno, il presidente Diamanti, lei e tutto il cda non potrete dire che non lo sapevate di non averli o di non averli controllati perchè oltre a chiederlo qui, sui nostri media, per la seconda volta noi abbiamo già chiesto via fax e via Pec al presidente e al Cda, ma non ci è arrivata risposta alcuna, neanche di diniego e alal faccia della proclamata trasparenza, di avere già i bilanci del 2010 in poi. P.S. Dr. Valmarana, nel bilancio 2016 ha accantonato nella giusta misura, anche questo lo abbiamo già chiesto senza risposta, anche i danni materiali e biologici, documentati, che chiederemo noi alla Roi per la lite temeraria intentataci?

FATTI

"Roi. la Fondazione demolita", il libro di Giovanni Coviello sui danni "collaterali" della BPVi di Zonin. Nel video l'autore, Giorgio Meletti, che ha parlato anche di Bankitalia, e Italo F. Baldo, che ha ritratto il marchese Roi Pubblicato alle 16.52 del 26 aprile, aggiornato alle 23.50, il 29 aprile alle 16.23 e alle 16.26 del 30 aprile. Dopo "Vicenza. La città sbancata", la riproposizione dei pezzi di cronaca che

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


VicenzaPiu.com dedicò dal 13 agosto 2010 alla crisi incombente e poi esplosa della Banca Popolare di Vicenza, è stato presentato in anteprima il 26 aprile a Bassano presso la libreria Palazzo Roberti "Roi. La Fondazione demolita", il secondo libro/dossier della nostra collana Vicenza Papers, alla presenza dell'autore Giovanni Coviello, che ha anche osservato come ancora oggi la Fondazione sia in un'area grigia e che ha avuto al suo fianco Giorgio Meletti, giornalista economico de Il Fatto Quotidiano, esperto di banche e degli intrecci intorno a Banca d'Italia ma ferrato anche sulla SPV, e il prof. Italo Francesco Baldo, autore della ricca prefazione sul marchese mecenate Giuseppe Roi. Di Edoardo Pepe

Per approfondire le questioni accennate vale la pena anche ascoltare oltre all'autore e al prof. Baldo le considerazioni con cui il giornalsita del Fatto Quotidiano, dopo aver puntualizzato anche sulla Strada Pedemontana Veneta, analizza anche il ruolo centrale di Banca d'Italia a Vicenza, Montebelluna e altrove... Se, dopo quanto scritto sul primo libro, si vuole conoscere meglio la cupola che ha condizionato in negativo Vicenza avvolgendo come una piovra anche settori come quello culturale in cui doveva operare la Roi, "Roi. La Fondazione demolita" è disponibile su shop.vicenzapiu.com e Amazon, nelle migliori librerie ed edicole e presso la nostra redazione di Viale Milano 31.

Roi. la Fondazione demolita Con una selezione di articoli pubblicati dal 21 luglio 2015 fino al 7 aprile 2017 su VicenzaPiu.com e scritti da vari autori ma essenzialmente dall'autore, che è direttore del quotidiano online, il nuovo libro ricostruisce le vicende della Fondazione Roi che, come dice il titolo, è stata "demolita" dalla cattiva gestione dei suoi vecchi Cda in carica dal 2009. La Fondazione, nata per volontà del marchese Giuseppe Roi, uomo di grande sensibilità culturale e sociale, nelle intenzioni del suo promotore doveva contribuire a sostenere il Museo Civico di Palazzo Chiericati a Vicenza, dalla sua manutenzione alla promozione delle sue attività. Da quando nel 2009, dopo la morte del marchese Roi, la presidenza della fondazione è passata a Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare Vicentina, che ha diritto statutario a nominare tre rappresentanti nel cda, la quasi totalità del denaro del cospicuo patrimonio della Roi, ricca anche di immobili, è stata utilizzata in modo imprudente e, soprattutto, diverso da quanto previsto nello statuto: precisamente con i soldi della fondazione sono state acquistate decine di milioni di euro di azioni della banca presieduta dallo stesso Zonin e un immobile, l'edificio dell'ex cinema Corso, con il progetto di farne appartamenti di lusso.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


In entrambi i casi si tratta di acquisti difficili da inserire tra le finalità della fondazione, per quanto liberamente possa esserne interpretato lo statuto. I media locali tradizionali, come già accaduto anche per le passate vicende della banca, non hanno dato il giusto peso alla faccenda e VicenzaPiu.com si è assunto il compito di dare voce a chi denunciava la situazione, di riportate le testimonianze fuori dal coro di chi chiedeva chiarezza in merito ma, soprattutto, di indagare direttamente sui (mis)fatti dell'era Zonin e sull'entroterra affollatissimo di connivenze locali che, accanto allo sfascio della BPVi, ha consentito anche la spoliazione della Fondazione e della cultura vicentina che il marchese Roi voleva sostenere."Roi. La fondazione demolita" utilizza il metodo giornalistico già utilizzato per "Vicenza. La città sbancata", quello, cioè, di riportare in ordine cronologico una corposa selezione di articoli sul tema pubblicati da VicenzaPiu.com mentre i "fatti" si svolgono e non comode ricostruzioni a cose fatte, utili spesso anche a tacitare la coscienza di chi si è voltato dall'altra parte per non guardare, per non opporsi, per non raccontare. Il dossier sulla Roi ricorda i primi segnali delle irregolarità commesse intuiti a metà 2015 e dal 4 marzo 2016, parallelamente all'impoverimento della Fondazione, si arricchisce soprattutto di rivelazioni sul passato che data dalla nomina nel 2009 del primo Cda targato Zonin ma anche di cronaca del presente fino a poco dopo la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione, che avrebbe dovuto contraddistinguersi per la discontinuità con quel passato. Dopo le molte domande fatte, le poche risposte ricevute, i tanti fatt(acc)i raccontati, i troppi dubbi ancora irrisolti, rimangono vive le denunce, molte di possibile rilevanza civile e panale, e forte il timore che ben poco, al 7 aprile 2017, stia cambiando. Ancora una volta dunque Media Choice, editore di VicenzaPiu.com e della collana Vicenza Papers, dà alle stampe un libro-denuncia, che racconta uno spaccato di vita vicentina che descrive uno degli aspetti peggiori della vicentinità: il perbenismo, il conformismo, il silenzio, la paura di esporsi oppure, le poche volte in cui esce dal silenzio complice, l'accusa non tanto per voglia di giustizia quanto per senso di rivalsa. Una lettura scomoda proposta da un autore con il quale si può anche non essere d'accordo ma al quale va sicuramente riconosciuta la tenacia e la voglia di andare oltre le riposte facili e le apparenze consolanti.

© 2008 - 2017 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
IlMensilediVicenza+ n. 297 by Giovanni Coviello - Issuu