Versione online di VicenzaPiĂš n. 291 di Giovedi 1 Dicembre 2016
GIORNALISMO / FATTI / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Due Borgo Berga, due Fiere, due stazioni Tac, due BPVi, due richieste di giustizia, due Vicenza capovolte per due dei suoi media. E a noi e Luigi Ugone tocca stare con Gasparri! Ci sono a Vicenza due Borgo Berga, quello contro i cui illeciti (economici e ambientali) protestano gruppi ignorati su altri media locali, che non siano il nostro e qualcun altro, e quello delle inserzioni pubblicitarie a pagamento su quegli stessi media per vendere immobili orrendi costruiti in dispregio anche dell'Unesco e messi sotto inchiesta con anni di ritardo da magistrati che ci operano nell'omonimo Tribunale, che mostra crepe funzionali accanto a piazze e vie inaugurate da Achille Variati e dal suo vice (si chiamerebbe Jacopo Bulgarini d'Elci, ma il nome è stato cassato dagli amici degli amici a Palazzo Trissino da quando li ha accusati di connivenza col "sistema Zonin", anche se solo per una volta...),
piazze e vie che ospitano mostre e cocktail che inneggiano a un bello che era progettato solo nei conti economici del gruppo Maltauro che l'ha costruito. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Gruppo che col padiglione
da decine di milioni di euro fattogli costruire dall'attuale amministrazione ha portato al collasso finanziario la Fiera di Vicenza. Nonostante il padiglione celebrato dal duo Achille Variati, che l'ha voluto, e Matteo Marzotto, che non l'ha saputo far rendere, se ciò fosse stato possibile, la fu Fiera vicentina non è più in grado di ripagare il debito di 40 milioni di euro contratto con l'ugualmente praticamente fallita BPVi (nel cui Cda c'era "marzottino", dice nulla anche questo a Antonino Cappelleri?) e anch'essa ora esiste in due versioni diversamente raccontate. Quella della cosiddetta "aggregazione" con Rimini Fiera, per cui Vicenza conterà per il 19%, cioè nulla oggi e meno quando andrà in Borsa, nella Newco riminese Italian Exhibition Group che ha assorbito il controllo dei brand vicentini dell'oro ed è destinata, ecco le "grida" di sindaco, presidente della Provincia di Vicenza, dell'Upi e membro del Cda di CDP, quelle che decide i fondi per le comunità locali (e chi più ne ha più ne... immagini nel futuro), a diventare la seconda fiera italiana con 120 milioni di fatturato gestiti, per due noni del nuovo Cda, quelli di competenza di Vicenza, dalle ben note capacità manageriali di Matteo, quelle che lo hanno portato a dover far... vendere la Fiera che tuttora presiede, e di, udite udite, dell'ex sindaco di Schio, Luigi Dalla Via, brava persona di sicuro ma che pare che abbia cercato su Google il significato di Fiera internazionale e di Cda...
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L'altra Fiera di Vicenza,
che noi vediamo e temiamo, è quella del suo progressivo abbandono qui da noi con conseguente riduzione dell'indotto per cui, intanto, ci domandiamo se ha ancora senso farci ancora una fermata Tac Tav alla fiera fantasma, un grande segno questo della capacità progettuale del sindaco che si è battuto fino a pochi giorni (complici i media degli amici degli amici... che riempirebbero le proprie tasche con due stazioni anche se con una vuota) fa anche per una mega stazione nella "grande" fiera vicentina mentre lui o qualcuno per lui trattava la sua delocalizzazione... Quest'altra fiera è anche quella dell'ennesimo taglio di personale, anzi no, perchè, bravo Variati!, due suoi top manager sono stati salvati: Matteo Marzotto e Corrado Facco che ora saranno ai vertici del blocco riminese. Tante altre sono le verità capovolte di Vicenza, ma madre di tutte le verità doppie è la Banca Popolare di Vicenza.
Ce n'è una, per i soliti
media, quelli che prima amavano, servivano?, Gianni Zonin e ora ne hanno solo cambiato il cognome in Mion. C'è, infatti, la buona BPVi del bravo Gianni Mion, che non manderà a casa tutti, grazie Mion, e addirittura "inventa" la Vicenza Bank, che fantasia, e quella "cattiva" che licenzierà "solo" migliaia di dipendenti ma non il recordman dei piani industriali fallimentari, l'ad Francesco Iorio, e i corresponsabili delle azioni estorte ai risparmiatori truffati per ordini e appetiti superiori. C'è la "good Vicenza Bank" che cerca nuova fiducia facendo una proposta sorprendente (quale?) di rimborso alle poche migliaia di coraggiosi che non vogliono essere derubati dell'ultimo bene che hanno, la dignità, e quella, la "bad Vicenza Bank", che rimborserà meno del dovuto, cioè "tutto", a molti meno soci di quelli che ne hanno diritto ma non lo esercitano scoraggiati dai
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messaggi di chi, come Achille Variati, li vuol convincere che ogni sforzo sarebbe inutile.
E i messaggi ingannevoli di
potenti (o ormai sedicenti tali in una Vicenza sempre più povera) e colleghi, che sono stati complici della folle e cattiva gestione passata con i loro elogi di allora, smisurati come i comodi silenzi dei politici di allora come ora, e ora lo sono di quella irrealistica e insensibile attuale con i loro echi acritici di piani e progetti che passano sopra le teste di azionisti e dipendenti, scoraggiano da azioni appropriate gran parte dei 58.000 risoparmiatori che hanno sottoscritto gli ultimi aumenti sicuramente truffaldini per tutti meno, sembrerebbe, per chi dovrebbe sanzionarli. Se Mion blatera ancora di azioni di responsabilità a vantaggio dei truffati e se Cappelleri segue una linea preoccupantemente attendista per i danneggiati, garantista per i possibili colpevoli, ma opposta a quella della Procura di Roma per il caso di Veneto Banca, forse meno peggiore e gemello in tutto, adesso anche per la proprietà unica di Atlante, il discorso sulle doppie e capovolte richieste di giustizia è delicato. Perciò lo sospendiamo per ora, anche se, ormai, solo per poco, visto che arrivano su quasi tutti i media nazionali e su tutte le tante reti nazionali, che ogni settimana dedicano servizi ai vicentini impoveriti se non azzerati, appelli a far presto per Vicenza, ammesso e non concesso che la stalla aperta non si sia già svuotata dei buoi grassi e delle vacche compiacenti.
In questo quadro anche
ieri sera una di queste reti nazionali, Rete Quattro per "Dalla vostra parte" di Maurizio Belpietro, ci ha mostrato, nel totale silenzio mediatico locale che ha accompagnato anche le precedenti trasmissioni di RaiTre , l'ultima giovedì scorso, e La7, gli associati di "Noi che credevamo nella BPVi" (da
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altre sedi erano collegati anche soci della Popolare di Bari e delle quattro banche "risolte") provare a lottare contro le false o confuse informazioni (spesso per ignoranza tecnica o voluta) propinate da una deputatessa del Pd e da una collega addirittura (avremmo scritto una volta...) de l'Unità, che continuavano a far passare il messaggio, complice anche qualche indecisione inattesa di Belpietro, che i risparmiatori che hanno sottoscritto, forzosamente o per eccesso di fiducia negli interlocutori della banca, azioni di una Popolare non quotata siano paragonabili a chi "gioca in Borsa". Eppure ieri sera anche noi siamo rimasti traumatizzati quando abbiamo sentito con le nostre orecchie urlare: "Gianni Zonin e Ignazio Visco devono andare in galera!" . Siamo rimasti traumatizzati non tanto perchè, in attesa della giustizia oggettiva che Antonino Cappelleri ci aiuterà a conoscere rinviando a giudizio, e non sarà mai abbastazna presto, i responsabili del disastro non della BPVi ma di tutto un territorio, anche noi, emotivamente, sentiamo nostro quel "must", ma perchè a chiederlo non era la parlamentare, sia pure molto impreparata, del Pd, o la collega, molto snob, de L'Unità, ma chi generalmente non trova il nostro consenso politico: Maurizio Gasparri! Il mondo si sta veramente capovolgendo se per la Vicenza capovolta da due dei media locali, quello di Confindustria e quello dei nostri lettori, noi ci schieriamo con Maurizio Gasparri insieme a Luigi Ugone, presidente di " Noi che...", Elena Bertorelli, Luca Canale, Daniela Marangoni, i loro oltre 2.000 rappresentati, i circa 7.000 soci che si sono mossi legalmente, con associazioni e studi legali, per i loro diritti.
Tanti ma ancora pochi rispetto agli almeno
58.000 che chiamiano all'appello, senza capovolgerci per le onde tumultuose da cui ci vorrebbero sommergere (potenti arroganti, politici opportunisti e colleghi fifoni, tutti lì, al loro solito posto come se nulla fosse successo) dopo sei anni di nostre denunce, raccolte nel libro testimonianza " Vicenza. La città sbancata" arrivato alla sua seconda edizione per la collana "Vicenza Paper" in cui a breve pubblicheremo la storia della mala gestio della Fondazione Roi, quella per la quale il suo ex presidente Gianni Zonin non si vergogna di averci chiesto un milioooooooone di euro! E dopo la quale il bravo Mion non ha ancora sostituito nel suo cda almeno Maurizio Breganze (che rimane anche presidente di Banca Nuova in Sicilia!) ed è notoriamente amico storico del nostro accusatore che,
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accusato dalle verità capovolte in altri media e a differenza di Vincenzo Consoli, non è agli arresti perchè non potrebbe inquinare le prove...
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BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Lettera aperta di un socio a Gianni Zonin: se ha saputo gestire le sue aziende, perchè in BPVi ha usato sue capacità per distruggerla? Chieda scusa per guardare in faccia almeno i figli. Se pure per loro non conta solo il denaro "Buon giorno Direttore, avrei alcune cose da dire al sig. Gianni Zonin e le invio una sorta di lettera aperta con il desiderio che lui ma soprattutto i suoi figli possano in qualche modo leggerla magari tramite la sua testata": è così che un lettore socio della BPVi inizia una mail inviata a bpvi@vicenzapiu.com, l'indirizzo attivato da noi, raggiungibili anche al numero di telefono 0444-1429915 e in redazione a Vicenza in viale Milano 31) per raccogliere le testimonianze dei soci traditi dalla Banca Popolare di Vicenza, assicurando, se richiesto, l'anonimato purchè le lettere siano firmate e rispondendo sempre, personalmente o su questo mezzo quando il caso può essere di aiuto ad altri. Se diamo sempre una prima risposta ai loro problemi, per i quali cerchiamo di indicare strade da percorrere con l'aiuto di studi legali e associazioni di azionisti, oggi la risposta la lasciamo al destinatario della lettera aperta. Se ne avrà il dignitoso coraggio, lui imprenditore illuminato delle sue aziende... Di seguito la lettera aperta. Di Risposte agli azionisti
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"Egregio sig. Gianni Zonin classe 1938... già, la stessa classe di mio padre che dalla vita ha avuto molta meno fortuna di lei essendo purtroppo deceduto per malattia a soli 37 anni lasciando una mogle e due figli di 9 e 11 anni. La consapevolezza della malattia manifestatasi già all'età di 10 anni l'ha indotto a vivere intensamente nei limiti che la malattia gli consentiva lasciando un segno in tutte le persone che lo hanno conosciuto. Nell'arco della sua breve vita era riuscito a mettere da parte con enormi sacrifici un piccolo capitale investito in azioni della sua ex banca, la Banca Popolare di Vicenza, per permettere alla sua famiglia in sua assenza a far fronte alle difficoltà della vita. Con enorme sacrificio ma, soprattutto, rispetto siamo riusciti a mantenere negli anni quel piccolo capitale nonostante le avversità e nonostante sarebbe stato molto più facile disporre di quel denaro per rendere meno dura la vita... Ci sembrava, usufruendone, di mancare di rispetto a lui, era come una sorta di eredità sacra intoccabile da lasciare a nostra volta ai nostri figli in caso di assoluto bisogno. Ci siamo riusciti per 41 lunghi anni di orgogliose privazioni per vedere ora tutto svanito a causa sua. Lei, sig Zonin, non ha ritenuto di porre le dovute scuse a tutte le vittime di questa colossale truffa che per anni le hanno dato fiducia. In una intervista del 2015 si è limitato a dire che lei era all'oscuro di tutto quello che era accaduto all'interno della banca, la BPVi, riversando la colpa esclusivamente sul direttore generale e poi amministratore delegato sig. Samuele Sorato. Le successive notizie emerse hanno demolito la sua difesa fermo restando che, se anche lei non fosse stato a conoscenza dei fatti, ciò non la esime dalle sue responsabilità. Proprio perché lei gestiva denaro non suo avrebbe dovuto porre maggiore attenzione e soprattutto avrebbe dovuto avere più rispetto. Le sue capacità imprenditoriali sono note e alla luce dei fatti sembra alquanto strano che la sua lungimiranza nel far crescere e progredire le sue aziende sia stata usata in senso opposto nel distruggere la banca. Per questo parlo di rispetto dei soldi altrui: proprio perché lei ha dimostrato nel privato di essere una persona capace, non poteva trasformarsi in una persona incompetente nella gestione della banca. Nonostante questo nessuna scusa da parte sua e questo non le fa onore. Lei sarà ricordato negli anni come colui che ha distrutto i sogni di quasi 119.000 soci coinvolgendo in questa scandalosa vicenda anche figli e nipoti per un numero difficilmente quantificabile di persone e di anni. I nostri sudati risparmi non torneranno indietro e lei sig. Zonin non avrà il tempo di pagare ma lascerà un'ombra indelebile sulla sua famiglia e sui suoi cari. Vede sig. Zonin, a 41 anni dalla scomparsa di mio padre mi capita ancora di incontrare persone che lo hanno conosciuto e che mi parlano di lui come di una persona meravigliosa che il Signore ha voluto a lui prematuramente. Durante questi incontri, a distanza di tanti anni, gli occhi si riempiono ancora di lacrime di gioia e il cuore salta fuori dal petto. Le assicuro che queste cose sono impagabili e nulla valgono a confronto i soldi che lei mi ha rubato. Lei al contrario lascerà ai suoi figli tanti denari ma anche tanta vergogna se saranno all'altezza di provarla perché anche questa è una virtù di pochi.
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Certamente non conosceranno la gioia che provo io durante questi incontri. Dio le sta dando ancora del tempo, si chieda il perché e non lo sprechi visto che non c'è perdono senza pentimento. Il mio vuole essere un semplice consiglio nulla di più " Un socio
POLITICA
Il Referendum costituzionale chiesto ai vicentini. Tra Sì, No e indecisione Ad un mese dal Referendum nella serata di ieri, 3 novembre, il presidente del consiglio Matteo Renzi ha fatto visita alla città di Padova rassicurando innanzitutto che la data prevista per le votazioni non subirà modifiche. Non hanno preso la parola i presidenti dei Comitati civici per il Sì di Padova e Vicenza previsti in un primo momento. Noi di VicenzaPiù abbiamo però ascoltato la voce dei vicentini e le loro opinioni sul referendum costituzionale. Tra Sì, No e indecisione abbiamo cercato di capire quanto i nostri cittadini conoscono di questo "chiacchierato" referendum e se si recheranno a votare. Nell’intervista video le vostre risposte. Di Sara Todisco
POLITICA
Matteo Renzi a Padova per il Sì al referendum assicura che si voterà il 4 dicembre. E arriva anche il sindaco di Vicenza Achille Variati in prima fila È salito sul palco del padiglione 7 della Fiera di Padova a un mese esatto dal referendum costituzionale del 4 dicembre, assicurando
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davanti alla folta platea accorsa, la maggior parte rimasta in piedi per ascoltarlo, che la data non verrà cambiata. Il premier Matteo Renzi nell'unica tappa veneta del suo tour elettorale organizzato dal Partito Democratico, dopo che non è stata riproposta la precedente tappa programmata a Vicenza in seguito ai tragici fatti del terremoto, in un discorso durato all'incirca una mezz'ora, con un accenno al ricordo della veneta Tina Anselmi (nella foto un istante), ha ribadito le ragioni per un voto favorevole alla riforma e per l'operato del suo governo, sia in campo interno che sul fronte dell'Unione Europea, criticata più volte dal premier. Di Edoardo Andrein
Ha parlato solo Renzi, come abbiamo anticipato, senza l'introduzione dei presidenti dei Comitati civici per il sì di Padova e Vicenza previsti in un primo momento, nonostante nel pomeriggio il Pd provinciale abbia diffuso un comunicato che garantiva la presenza sul palco della vicentina Anahid Balian. Ma erano tanti i vicentini nella grande sala, come le persone arrivate un po' da tutto il Veneto, non tenute troppo in considerazione da Renzi che ha ringraziato e citato più volte solo i padovani. Tra i presenti c'era anche il sindaco di Vicenza Achille Variati, accompagnato dal presidente di Acque Vicentine ed esponente del Pd Angelo Guzzo; Variati si è accomodato in prima fila e poi ha avuto modo di intrattenersi "dietro le quinte" con il presidente del Consiglio Renzi e altri parlamentari veneti.
POLITICA
Vitalizi dei parlamentari, le pensioni d'oro a ottobre 2016 dei vicentini da Hullweck a Dal Lago e Fabris, da Zoso a Treu e Stefani. L'elenco completo dei 19 ex senatori e deputati
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(Aggiornamento a stamattina 4 novembre con la lista completa dei vicentini) È uno dei privilegi più odiati, o invidiati, dagli italiani. Sono oltre duemila gli ex parlamentari che ricevono ancora oggi il vitalizio. Negli elenchi aggiornati ad ottobre 2016 pubblicati da Il Fatto Quotidiano figurano ancora alcuni diversi illustri ex politici vicentini. Nella lista della Camera dei Deputati ad esempio compare l'ex sindaco di Vicenza Enrico Hullweck che per due anni di legislatura percepisce al mese 2151 euro. Oppure l'ex Udeur Mauro Fabris, oggi presidente della LegaVolley donne, che riceve 4098 euro. Di Edoardo Andrein
Poi si trova Alessandro Dalla Via, uno dei pochi liberali e di professione commercialista, recentemente colpito nel crack delle azioni della Banca Popolare di Vicenza ma che può contare su 2298 euro mensili. Tra le donne all'ex Pds Lalla Trupia vengono garantiti 4089 euro al mese e per l'ex leghista e presidente della Provincia Manuela Dal Lago 1630 euro. Nell'altro ramo del parlamento, nell'unicum del bicameralismo perfetto della Repubblica italiana, l'ex Democrazia Cristiana Giuliano Zoso batte tutti con 6227 euro al mese seguito da Stefano Stefani con 5314 e Tiziano Treu con 4984 euro. Questo l'elenco completo che ci ha aiutato a stilare Gianni Rolando sui 19 ex senatori e deputati vicentini: sono 8 del partito della Democrazia Cristiana, 5 della Lega Nord, 3 del Pci, 1 del Pli. Tra di loro 10 provengono dalla città capoluogo, 2 sono di Bassano del Grappa, 1 di Malo, 1 di Camisano, 1 di Valdagno, 1 di Lonigo, 1 di Montecchio Maggiore e 1 di Santorso. Nella “classifica” del vitalizio più alto in testa c'è Zoso, mentre il più basso è di Dal Lago. Camera: DAL LAGO MANUELA 1.630,43 LEGA NORD D'AGRO' LUIGI 3.050,36 DC DALLA VIA ALESSANDRO 2.298,09 PLI DAL MASO GIUSEPPE ANTONIO 5.051,91 DC FABRIS MAURO 4.098,02 DC GRITTA GRAINER ANGELA MARIA 2.146,22 PCI/PDS HULLWECK ENRICO 2.151,99 LEGA NORD/FI LEMBO ALBERTO 3.056,59 LEGA NORD
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PALMIERI ERMENEGILDO 3.061,93 PCI RIGHI LUCIANO 3.057,52 DC TRUPIA OSVALDA 4.089,39 PCI/PDS ZUECH GIUSEPPE 5.454,31 DC Senato: CECCATO GIUSEPPE 3.408,19 LEGA NORD ELLERO RENATO 2.381,64 DOPPIO GIUSEPPE 3.408,19 DC FABRIS PIETRO 4.581,48 DC STEFANI STEFANO 5.314,68 LEGA NORD TREU TIZIANO 4.984,30 ZOSO GIULIANO 6.227,26 DC Per visualizzare le liste complete clicca qui per la Camera e guarda qui per il Senato.
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Vicenza sbandata: BPVi di Gianni Mion parla ma non "opera", Fiera di Vicenza "si dona" con Matteo Marzotto a Rimini ma arriverà un Cda per la scatola residua... Vero Achille Variati? "In relazione alle notizie di stampa apparse in questi giorni su un eventuale bisogno di ulteriore capitale (2.5 miliardi secondo BCE richiamata da tante agenzie compresa Bloomberg, ndr) nell'ambito dello studio di una possibile aggregazione con Veneto Banca", si leggeva ieri in una sua nota, la Banca Popolare di Vicenza sentiva il bisogno di affermare "di non averne evidenza poiché il gruppo di lavoro tra i due istituti veneti è stato appena avviato". La domanda retorica che facciamo ai grandi comunicatori della fu Popolare vicentina del loquace Gianni Mion, che mai ha gestito banche, è perchè abbiano sentito il bisogno di precisare l'imprecisabile mentre non l'hanno fatto nè la cugina Veneto Banca del ben più riservato, ed eseprto di fusioni bancarie, Beniamino Anselmi nè il fondo Atlante, il proprietario delle due banche fu venete. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
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E se Quaestio SGR, che promuove e gestisce il fondo Atlante, oggi è dovuto, invece, correre ai ripari per dissociarsi dalle voci sulle dimissioni dalla presidenza di Banca Nuova dell'amico numero uno di Gianni Zonin, Marino Breganze, che sarebbero state presentate al fondo (falso tecnico!) invece che alla capogruppo, questo è un altro segno della situazione di sbando totale dei vertici attuali di Via Btg. Framarin, che bisticciano fra di loro e parlano, parlano invece di operare. Dopo otto mesi dal loro insediamento arrivano in ritardo rispetto ai cugini di Montebelluna per l'azione di responsabilità contro i vertici del crack e non attivano ancora i tavoli di conciliazione, le prime due cose che andavano fatte per recuperare un minimo di credibilità (e quindi depositi...) da parte dei clienti. Per giunta, poi, Gianni Mion, Salvatore Bragantini, Francesco Iorio & c. non cambiano ancora, tra l'altro, i Cda di Banca Nuova e Fondazione Roi che sono in palese continuità con l'operato dell'evidentemente intoccabile Gianni Zonin mettendo in... difficoltà la procura di Vicenza che, con Antonino Cappelleri, Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi, sostiene la lontananza dell'ex presidente dalla possibilità di inquinare le prove e che, a questo punto, sarebbe opportuno che prendesse in più seria considerazione, subito sia pur tardivamente, provvedimenti analoghi a quelli presi, per tempo, dalla procura di Roma contro Vincenzo Consoli & c. Ma se la Vicenza della BPVi sbanda sempre più pericolosamente, coinvolgendo in dubbi inquietanti anche la Procura locale che opera in quello che noi da tempo definiamo un enorme "inquinamento ambientale", palese e mortale da decenni e ancora non ridotto a livelli sopportabili per una città ormai boccheggiante, è totalmente allo sbando la gestione imprenditoriale e politica delle sue residue risorse. Il flop gestionale di Vicenza, fatto di tante operazioni di cessioni e dismissioni private (Arc Linea una delle ultime), tutte singolarmente più piccole del crack bancario, ma che tutte insieme potrebbero avere effetti drammatici simili e definitivi perchè si sommerebbero a un humus sempre meno ferile anche per le attività piccole e medio piccole (e qui torna in campo il dramma finanziario), trova la sua controprova anche sul fronte pubblico nella "cessione" del a Fiera di Vicenza, il suo penultimo bastione di un certo livello sperando che non ceda anche l'Aim agli Unni di turno, che, all'interno delle mura assediate da banche e aziende "straniere", hanno apparentemente un Attila sotto il cui... "tallone" rinsecchisce ogni filo d'erba.
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Spacciata come "aggregazione" con Rimini Fiera dal suo sponsor politico locale, il plenipotenziario tallone di Vicenza, Achille Variati, che mente sapendo di mentire e non sapendo più mentire con la classe di una volta ( l'ultimo consiglio comunale è stato il primo segno del suo declino dialettico, triste presagio di quello politico) l'operazione non è altro che un " conferimento di azienda" alla newco Italian Exhibition Group, in cui il vecchio rumoriano cittadino ha piazzato come vice presidente l'amato, da lui, Matteo Marzotto, come direttore generale, amato da Matteo, Corrado Facco e come secondo membro del Cda (Vicenza ne ha due su nove...) l'ex sindaco di Schio, Luigi Dalla Via, onest'uomo per carità, amato dalla vetero politica, ma di certo non adeguato al ruolo in una società da 120 milioni di euro di fatturato. Se si ripetono i meccanismi per cui a gestire realtà complesse sono ex giovani rampolli, che di nobile conservano il cognome e che già siedevano nel Cda della "fallita" BPVi, ed ex sindaci di paese, la cui parte parte politica è stata per giunta bocciata alle ultime elezioni indigene, e se ci si accontenta del 19% della newco per tutta Vicenza (non dimentichiamo che questa quota va divisa per tre, tra Comune, Provincia e Camera di Commercio e che il suo valore precedente era..., pazienza ve lo diremo domani), ci vogliamo meravigliare se fra un po' a capo della scatola della Fiera di Vicenza spa, che ha solo da registrare se a fine anno quel 19% ha reso, se ha fatto perdere e se va o meno venduto in Borsa, troveremo l'ennesimo Cda ben retribuito? Se non vi meravigliate, cominciate, soprattutto voi dipendenti destinati a soccombere, a puntare sui nomi dei suoi prossimi componenti: potrebbe essere l'ultimo modo per far fruttare le azioni da 10 centesimi della Popolare di Vicenza, che magari hanno piazzato anche a voi, se qualcuno ancora dovesse accettarle prima che la banca dopo il flop faccia anche e definitivamente "glu glu glu"! Facendo anche perdere soldi, tanti, alla Cassa Depositi e Prestiti, che nel suo Cda ha Achillone nostro e che gestisce i sodli dei risparmiatori di Poste Italiane. Ma questa è un'altra, anche se simile, storia. Quella di un'Italia allo sfascio che per salvare l'insalvabile continua a costruire poltrone per spendere soldi della povera gente. Che diventerà sempre più gente povera.
ECONOMIA&AZIENDE
Banca Popolare di Vicenza, Fondo Atlante si "tira fuori" dalla questione dimissioni di Marino Breganze da Banca Nuova
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Quaestio Capital Management SGR che promuove e gestisce il fondo Atlante smentisce categoricamente che il dott. Marino Breganze abbia mai rimesso il proprio mandato di Presidente di Banca Nuova, società controllata dalla Banca Popolare di Vicenza, al Fondo Atlante. La remissione infatti avrebbe potuto essere indirizzata solo al competente Consiglio di Amministrazione. Le Autorità di Vigilanza inibiscono al Fondo Atlante, come più volte chiarito, di svolgere l’attività di Direzione e Coordinamento su Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. La responsabilità di qualsiasi attività strategica ed operativa inerente le due banche e le loro società controllate, come Banca Nuova, è quindi interamente nelle mani dei rispettivi Consigli di Amministrazione. Di Redazione VicenzaPiù
Il Fondo Atlante ha espresso più volte la ferma convinzione sull’imprescindibilità delle dovute azioni di responsabilità, da eseguirsi con rapidità e determinazione nei confronti di tutti coloro chi si sono resi colpevoli del dissesto delle banche, individuando i singoli profili personali di responsabilità (ovviamente inclusi gli amministratori delle società controllate), al fine di ricostruire il rapporto di fiducia con gli stakeholders e le autorità di vigilanza. Alla luce di tali richieste e sulla scorta di approfondite istruttorie e analisi, affidate anche a professionisti terzi, Veneto Banca ha già provveduto alla convocazione dell’assemblea prevista per il 16 novembre 2016 per deliberare sull’azione di responsabilità, mentre la Banca Popolare di Vicenza delibererà nei prossimi giorni sulla convocazione dell’assemblea.
FATTI
“Vicenza. La città sbancata” in onda su Tva, nella rassegna stampa web “locale”...
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“Vicenza. La città sbancata” il libro testimonianza sulla Banca Popolare di Vicenza di VicenzaPiù, dopo la messa in onda nazionale con la citazione durante la storica trasmissione “Mi manda RaiTre” e il successo editoriale nelle librerie, nelle edicole e su Amazon che l'ha portato ad una seconda edizione arricchita da consigli legali e psicologici, riesce a fare un'incursione anche sul canale televisivo locale Tva. Durante la rassegna stampa web, presentata nel telegiornale "prima edizione" come un approfondimento sui “siti dei principali quotidiani locali”, il libro è comparso in bella vista con la copertina e i richiami di VicenzaPiù durante la messa in onda a tutto schermo del Corriere del Veneto nel quale campeggia il banner promozionale. Di Edoardo Andrein
Un “blitz”, subconscio, in una rassegna nelle quali compaiono il più delle volte notizie nazionali e regionali del giorno prima e che oltre al CorVeneto comprende anche Gazzettino, Tribuna di Treviso e i giornali di “famiglia confindustriale”, Il Giornale di Vicenza e l'Arena di Verona del gruppo Athesis. Una rassegna che, dimenticando i "contributi" all'informazione del secondo mezzo web di Vicenza, dopo il sito del GdV, e addirittura gli attacchi proditori e milionari che subisce, rappresenta l'esempio del timore per la "concorrenza" locale che in passato ha portato a non citare le fonti o a cercare di “tagliare fuori” dalle notizie i colleghi. Ma “Vicenza. La città sbancata” è riuscita ancora una volta a sbancare anche la "nebbia" sull'informazione vicentina indipendente. Coraggio colleghi, rendetevi protagonisti di altre sviste, magari facendo finta con l'editore di sbagliare, e riconquisterete credibilità...
POLITICA
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Referendum costituzionale, Luca Zaia: ce ne dobbiamo andare in fretta dall'Italia Di seguito l'intervento del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia sul tema “Regioni e Ragioni, Riforma Costituzionale e Nuovo Rapporto Stato-Regioni”Io avrei abolito il Senato e semmai avrei elevato al rango di Organo Costituzionale la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, composta da Governatori eletti dal popolo e quindi pienamente legittimati e non, come potrebbe accadere, da Senatori nominati dai partiti. L’ennesimo rattoppo a un sistema sbagliato, un ritorno a un centralismo deleterio, a un qualcosa che potrebbe funzionare solo se funzionasse Roma, ma Roma non funziona. Di Redazione VicenzaPiù
Dicono che in Senato siederanno i Governatori delle Regioni ma qualcuno si è mai chiesto quanto tempo io dovrei sottrarre al lavoro per i cittadini veneti, o quanto reale impegno potrebbero profondere amministratori già impegnati giorno e notte per i loro territori? Non funziona, non funzionerà, così come è accaduto con le Province, che non sono state chiuse e verranno ribattezzate aree vaste, con i costi che rimangono e che non si sa su chi ricadranno. Si aggrava il centralismo giuridico e legislativo. Parliamoci chiaro, in un quadro come quello che ci si prospetta nemmeno Churchill e De Gasperi sarebbero riusciti a ricostruire i loro Paesi. L’Italia finirà di fatto paralizzata. Per questo ce ne dobbiamo andare in fretta, cominciando con un voto plebiscitario al referendum che faremo presto per l’autonomia del Veneto. Io l’avrei fatto anche prima di quello nazionale, ma non è stato possibile, perché ci sarebbero state contestate le spese. Ho dovuto chiedere formalmente l’election day, ho dovuto inviare al governo una diffida a rispondere e attendere la sua non risposta. Così il nostro referendum lo faremo dopo, spendendo 14 milioni di euro che avremmo risparmiato se Roma avesse usato il buon senso. Siamo di fronte a due filosofie contrapposte una visione centralista secondo la quale tutto ciò che viene fatto lontano da Roma è fatto male, e quella che ho sempre fatto mia di uno Stato moderno e federalista che porta i momenti
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decisionali vicino alla gente. La Costituzione Italiana nacque nello stesso periodo di quella tedesca. I nostri Padri costituenti erano chiaramente federalisti, ma è avvenuto il contrario. In Germania è nato uno Stato forte perché concretamente federale, da noi è successo l’inverso. Illuminante un recente intervento sulla stampa del Presidente Emerito della Corte Costituzionale De Siervo, dal quale si capisce bene l’assurdità di immaginare un asilo in Veneto che venga gestito da Roma, perché le materie che si vorrebbero riaccentrare sono proprio quelle più vicine alla gente a ai territori: la sanità, le politiche sociali, l’urbanistica, il paesaggio. Si prenda proprio la sanità che, se ricentralizzata, non porterebbe la Calabria ai livelli di eccellenza di una Lombardia o di un Veneto, ma viceversa. Ci devono anche spiegare il motivo per il quale questa riforma sancisce che le Regioni a Statuto Speciale non vengano nemmeno sfiorate nelle loro competenze, se non attraverso un accordo con lo Stato (come la storiella del tacchino a Natale). L’unico risultato sarà che la Sicilia potrà continuare a sprecare liberamente, come nel caso del suo inutile esercito di forestali.
ECONOMIA&AZIENDE
Veneto Banca, antitrust apre istruttoria. Ispezioni nelle sedi dell'istituto che dice: "fiducia nei dipendenti" L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato istruttoria per una presunta pratica commerciale scorretta nei confronti di Veneto Banca. I funzionari dell'Agcm hanno eseguito ispezioni nelle sedi della Banca, con il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Per l'Autorità, la Banca avrebbe condizionato l'erogazione di finanziamenti (mutui, i cc.dd. "Mutui Soci", prestiti personali, aperture di credito in conto corrente) a favore dei consumatori all'acquisto di proprie azioni. Di Redazione Economica VicenzaPiù
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In particolare nel caso dei "Mutui Soci", che prevedono condizioni economiche agevolate rispetto ai prodotti di mutuo ordinari, al fine di ottenere gli stessi i consumatori non soci sarebbero stati condizionati ad acquistare pacchetti minimi di azioni della Banca, necessari per diventare soci e poter accedere ai prodotti di mutuo in questione riservati ai soci e a non vendere tali pacchetti azionari, al fine di mantenere la qualifica di soci e conseguentemente non perdere le condizioni economiche agevolate. In una nota delle ore 21.04 il Gruppo Veneto Banca precisa che: "Veneto Banca, nel rispetto delle verifiche in corso, che si riferiscono ad anni precedenti la nuova gestione della banca, collaborerà pienamente mettendo a completa disposizione tutti gli strumenti, i documenti e le persone necessari a consentire il lavoro dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Al contempo, Veneto Banca esprime fiducia sul comportamento corretto dei propri dipendenti".
POLITICA
Il Pd Vicenza valuta esposto in Procura contro le dichiarazioni di Joe Formaggio sui migranti. E Sbrollini presenta interrogazione La nota del Partito Democratico Vicenza e a seguire l'interrogazione parlamentare della deputata Pd Daniela SbrolliniCome Partito Democratico della Provincia di Vicenza rimaniamo assolutamente indignati dinnanzi alle parole del Sindaco di Albettone Joe Formaggio, dichiarazioni vergognose che non fanno altro che creare confusione e facili populismi su un tema delicato – e che necessita di soluzioni concrete, non di parole “di pancia” - quale quello dell’accoglienza dei migranti, oltre ad arroventare un clima di odio e intolleranza che sta sempre più infervorendo la nostra società. Di Redazione VicenzaPiù
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Quanto rilasciato alla stampa da Formaggio è doppiamente riprovevole se si pensa al fatto che le sue parole sono di fatto pronunciate da un rappresentante delle Istituzioni che, con la sua fascia, rappresenta un’intera comunità ed è portatore di principi fondanti della nostra Repubblica come quelli di uguaglianza, di tolleranza e di pace. Non possiamo più ammettere toni di intolleranza di questo genere da un Amministratore della nostra Provincia, recidivo nel rilasciare dichiarazioni che oramai hanno superato il limite del rispetto. A tal proposito, valuteremo concretamente nelle sedi opportune di avanzare un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare questo atteggiamento insindacabilmente gravissimo e inammissibile da parte di un rappresentante dei cittadini e delle Istituzioni. Sulla questione ha presentato un'interrogazione parlamentare la deputata Pd Daniela Sbrollini: "per chiedere al Governo di intervenire ed ammonire (ed eventualmente rimuovere) il sindaco Joe Formaggio autore di frasi razziste e xenofobe che incitano all'odio. Come cittadina sono indignata ed offesa per le parole espresse dal Sindaco di Albettone e come parlamentare mi sento in dovere di intervenire per segnalare che questi comportamenti possono risultare pericolosi per la sicurezza pubblica. L'incitamento all'odio razziale è una minaccia seria che può generare una tensione sociale ingiustificata ,chiunque fa parte delle istituzioni pubbliche, nazionali o locali non può adottare argomentazioni simili. Ritengo gravissime le parole pronunciate a Radio 24 da parte di un personaggio recidivo e pericoloso, mi auguro che la denuncia sia trasversale tra tutte le forze politiche e sono sicura che la DIGOS interverrà adeguatamente per avviare un'azione legale".
POLITICA
Il disgusto provato di fronte a personaggi come Achille Variati e Matteo Marzotto condiviso da Giorgio Langella. Che non si meraviglia del tris Rai - Iader Fabbri e Matteo, che ben pedala da una presidenza
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all'altra Ciao direttore, ho letto il tuo articolo: "Matteo Marzotto siede con Achille Variati per celebrare l'ultimo flop vicentino, quello della vendita della Fiera di Vicenza. La maggioranza impedisce la discussione su fatti e scelte. Noi abbiamo conati di vomito. E voi?". Molto bene! Lo condivido in pieno. Il disgusto che provo di fronte a questi personaggi che non provano mai vergogna è, come sai, massimo. Mi basta pensare a quello che è successo alla Marlane Marzotto (dove il Matteo non c'entra, forse, ma i Marzotto sì ... Ricordi il "noi pensiamo al nostro denaro" di Gaetano Marzotto?) per ricordare l'assordante silenzio che ha coperto a Vicenza le nostre povere urla per far conoscere la vicenda. I protagonisti sono sempre gli stessi: chi ha il potere (o presume di averlo) che copre, insabbia, aiuta gli amici, chiude gli occhi di fronte a fatti, atti e personaggi infausti. Potremo cambiare qualcosa? Difficile e faticoso, ma tentare ci costa infinitamente meno (per la nostra integrità morale e intellettuale) che girare la testa dall'altra parte e adeguarsi alla "normalità" che ci vogliono imporre. Di Giorgio Langella
Detto questo, ho letto la mail che tramite VicenzaPiu.com mi ha inviato un lettore per evidenziare un altro comportamento all'altezza della fama del discendente dei Marzotto, ma, sinceramente, nonostante la disistima per il Matteo M., mi sembra che aggiunga ben poco al suo ben noto profilo. Giorgio Langella
Pubblichiamo di seguito la © 2008 - 2016 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com testimonianza su cosa intenda per beneficenza, verso gli amici?, il nostro
passato, presente e futuro presidente di un po' di tutto, regnante Variati, suo sponsor principe*... Vi sarei grato se poteste presentare questo documento a Giorgio Langella. Salve signor Giorgio Langella, ho pensato di sottoporle una questione che trovo quanto meno immorale, degna della supponenza del signor Matteo Marzotto e amici. Tutto è iniziato durante le trasmissioni Rai del Giro d' Italia 2015, infatti si è più volte pubblicizzata l' attività di un certo Iader Fabbri e ciò si è perpetrato anche nel 2016 come può vedere in uno dei mille link che lo stesso Iader Fabbri, con tanto di, autorizzata?, maglietta azzura dell'Italia, pubblica nel suo sito lavorativo in cui sulla maglietta di Matteo Marzotto ben spicca la pubblicità (IADER FABBRI). Cercando su Internet ho visto che il suddetto svolge la libera professione come nutrizionista a Faenza e Lugo (entrambe in provincia di Ravenna dove si è avvicinato ora il bel Matteo da vice presidente aspirante pres. di Italian Exhibition Group, la newco fieristica di base a Rimini che, gentilmente gli ha confezionato, a spese di Vicenza che dice bye bye alla sua Fiera, papà Variati per dare un futuro al giovane, una volta, rampollo dei Marzotto, ndr).
Come si evince dalla
breve intervista con Matteo Marzotto, i due sono chiaramente amici, convinzione che viene rafforzata da ricerche effettuate su Internet, infatti i due organizzano molte campagne di... beneficenza, una delle quali presenziata anche da Matteo Renzi (oltre che da Flavio Tosi, un altro amico di Achille oltre che dello steso premier, ndr) Credo che sia necessaria una verifica Rai sulla correttezza di tali attività, personalmente la trovo una manna dal cielo per l' attività del professionista faentino, il tutto ottenuto gratuitamente, anzi sembra che il dott.re Iader Fabbri venisse addirittura pagato dalla Rai... Penso, infatti, che il Marzotto abbia fatto "infilare" il suo amico fraterno in Rai permettendogli cosi ingiusti profitti o anomale riduzioni di costi. Vada a vedere il profilo facebook Iader Fabbri e noterà che recentemente lo stesso ha postato una foto del Marzotto apostrofandolo come un fratello. Le comunico la volontà di rimanere anonimo, comunque se dovesse decidere di pubblicare un articolo al riguardo, le confermo la disponibilità ad aiutarla nella ricerca. Distinti Saluti
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Lettera firmata
FATTI / ECONOMIA&AZIENDE
I documenti sul perchè la Finvi ha costruito il nuovo tribunale di Vicenza a Borgo Berga, sul terreno di Berlusconi... Riceviamo da Luciano Parolin e pubblichiamo Sul terreno di Berlusconi l’Amministrazione Hullweck, costruì il Palazzo di Giustizia. Secondo la Finvi: “si colloca all’interno dell’area dialogando con l’intorno senza rinunciare alla sua identità istituzionale,funzionale e architettonica. L’edificio, che nella sua geometria di pianta si identifica con tre corpi orientati verso est, media,con il suo piano terra posto a livello della piazza d’ingresso e il piano seminterrato posto a livello della piastra, il rapporto tra il livello pedonale e quello veicolare. Una gradonata di verde e di acqua trasforma il sistema delle coperture del piano seminterrato i spazi esterni progettati come piazze da vivere in continuità con gli spazi interni. Di Citizen Writers
La visibilità delle coperture ha imposto un controllo del progetto da visuali prospettiche inusuali, passando dalle visuali a livello strada a quelle del livello piastre pedonali, alla visibilità dell’intera area dall’alto del Monte Berico. La forma architettonica del complesso edilizio deriva dalla sintesi tra le esigenze di funzionalità, gestione e fruizione dell’edificio e la volontà di frammentare la massa volumetrica del palazzo che si lascia penetrare scoprendo nel suo interno un pezzo di città con i suoi spazi interni ed esterni in un continuo modificarsi delle facciate;muri pieni,bucati dalle finestre o sventrati da ampie vetrate, in una alternanza tra materiali lapidei, mattone e le trasparenze del vetro, nella costante ricerca del “movimento”,l’acqua che scorre e precipita nelle vasche lungo la strada e le “vibrazioni” del verde posto sulla copertura delle aule, le stesse masse architettoniche che ruotano intorno ad un centro ideale
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L’ubicazione del tribunale in quel
sito, è la scelta peggiore, per tre motivi: dal punto di vista paesaggistico, la costruzione nasconde parzialmente la Basilica di Monte Berico. Osservazione fatta dal Foro Boario, ingresso IPSIA Lampertico. La viabilità, già ora Piazzale Fraccon è un punto vulnerabile, figurarsi quando le attività commerciali, legali ed amministrative, saranno a pieno regime. Il nuovo tribunale (servizio ai cittadini) si troverà in mezzo a condomini residenziali, negozi, uffici di avvocati, aule di Tribunale, dove spesso accedono: trasporti detenuti, mezzi di sicurezza. Committente: Finvi S.r.l. - Comune di Vicenza * Progettista capogruppo: Michele Valentini * Gruppo di progettazione: Glauco Fontanile Giorgio Basso * Strutture: Giorgio Basso * Impianti: Glauco Fontanive * Consulenti: Gabriella Valmasoni * Direzione Lavori: Michele Valentini * Impresa: Codelfa S.p.a 36100 Vicenza (VI) Partita IVA: 01308170248 Tel.: 0444 232500 Fax: 0444 526155 * Inizio lavori: Agosto 2006 * Fine lavori: Novembre 2008 * Superficie utile: 25.000 mq * Cubatura: 100.000 mc * Importo: 19.547 € FINVI SRL Piazza Castello 3 36100 Vicenza (VI) Partita IVA: 01308170248 Tel.: 0444 232500 Fax: 0444 526155
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Casella posta elettronica certificata (PEC): finvi@cert.assind.vi.it Capitale sociale: € 104.000 Classe dimensionale: 1. fino a 10 dipendenti Classe fatturato: Fino a 400.000 Descrizione attività: Attività finanziaria ed immobiliare. Activity description: Financial and estate agency. Actividades: Actividad financiera e inmobiliaria. Dal Pat: L’area, che era occupata in gran parte dagli stabilimenti Cotorossi , rientra tra le zone dismesse di più rilevante interesse strategico del Comune di Vicenza, essendo situata in prossimità del Centro Storico ed è stata riconosciuta dal Documento Programmatico Preliminare del nuovo P.R.G. come sede ottimale di funzioni urbane eccellenti. Attraverso lo strumento del Programma Integrato (che presuppone un accordo pubblicoprivato) il P.I.R.U.E.A. COTOROSSI, seguendo le indicazioni del Protocollo preliminare d’Intesa stilato tra la Società FINVI S.r.l. e il Comune di Vicenza, si prefigge di riqualificare l’intera area, di circa 100.000 mq, concentrando diverse funzioni (residenziali, commerciali e terziarie), assieme alla nuova struttura del Palazzo di Giustizia, accentuandone il valore urbano, e garantendo un miglioramento dei servizi e delle connessioni con il tessuto urbano esistente. Tali obiettivi si attueranno da un lato con il riordino degli insediamenti esistenti, sostituendo l'edificato da tempo dismesso e in stato di degrado, con la realizzazione di nuove opere di urbanizzazione e l'ammodernamento delle urbanizzazioni esistenti; dall'altro con la realizzazione di importanti strutture di interesse pubblico quali il nuovo Tribunale della città di Vicenza e il collegamento con il sistema urbano circostante. Si sono escluse pertanto quelle destinazioni industriali e artigianali (previste dal P.R.G. per una parte dell’area) che, seppur remunerative sotto il profilo economico, sono fortemente incompatibili con il pregevole contesto. Il disegno urbanistico - architettonico tiene conto dello stato dei luoghi e le volumetrie di progetto definiscono nettamente i tre ambiti funzionali: il Tribunale con i relativi parcheggi è situato a nord, in una posizione importante anche visivamente, a ridosso della ferrovia; si compone di un edificio di testa a cui si uniscono a sud-ovest tre edifici rettangolari disposti a raggiera. Gli spazi da adibire ad uso commerciale e direzionale sono localizzati nella zona centrale dell’ambito di intervento, con volumi che si attestano sulla piazza pubblica e lungo l’asse pedonale che taglia l’area in due e prosegue verso sud. La zona del residenziale, compresa la parte ad Edilizia Residenziale Pubblica, è racchiusa tra il lato sinistro del fiume Bacchiglione e Viale dello Stadio; una quota di residenza è stata individuata agli ultimi piani dell’edificio direzionale nell’insula tra i due fiumi. Particolare attenzione è data ai percorsi ciclabili e pedonali che vanno a coprire capillarmente tutta l’area connettendosi con quelli esistenti, ed è prevista un’area di verde pubblico lungo il fiume Bacchiglione, sul lato della nuova edificazione residenziale, che si estende dal ponte di progetto vicino la ferrovia fino al ponte di Viale dello Stadio con la Riviera Berica, una passerella pedonale di collegamento tra la zona commerciale-direzionale e la residenza, un parcheggio pubblico su Viale dello Stadio e sotto tutti i corpi edificati. Lo standard qualitativo degli edifici da realizzare dovrà mantenere livelli di qualità elevati, con soluzioni tecnologicamente avanzate. La realizzazione delle opere edilizie ed infrastrutturali previste nel P.I.R.U.E.A. "Cotorossi" è fissato in dieci anni; l'attuazione integrale del programma è a
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carico della Società proponente, del Comune e, per quanto riguarda la sola realizzazione del Tribunale e di alcune opere accessorie allo stesso, finanziata dal Ministero della Giustizia per un importo di circa € 23.000.000,00. Con l'approvazione del P.I.R.U.E.A. "Cotorossi" il Comune di Vicenza mette a disposizione mq 31.608 di Superficie Territoriale, acquisendo mq 15.000 circa di area per la realizzazione del nuovo Tribunale e mq 35.840 circa di aree urbanizzate (piazza, parcheggi pubblici, viabilità, percorsi pedonali, ecc.) parte in proprietà e parte in servitù di uso pubblico.
ECONOMIA&AZIENDE
Analisi del bilancio 2015 gruppo vinicolo del presidente onorario Gianni Zonin: +21% anche in Italia, "fuori dal perimetro" tenute italiane, azioni BPVi a 6,3 euro, posizione finanziaria da valutare e Usa... patria di elezione Se Zonin1821, il brand dell'azienda vitivinicola Casa Vitivinicola Zonin spa, leader nel settore a livello italiano e internazionale, ha chiuso positivamente il bilancio semestrale 2016 con un incremento del fatturato del 21% rispetto ai primi sei mesi del 2015 (in fondo riportiamo la nota ufficiale ziendale), particolarmente positivo è il bilancio 2015, quello coincidente con l'uscita di Gianni Zonin dalla Banca Popolare di Vicenza dopo il crack che ha coinvolto oltre 118.000 soci risparmiatori. L'analisi è fatta da Marco Baccaglio, un esperto del settore, che l'ha pubblicata sul suo blog I numeri del Vino e ha ripreso l'analisi degli affari di Zonin dopo che l'aveva interrotta nel 2012 per assenza di "fonti" che gli consentissero di andare dentro e oltre i numeri. Di Edoardo Pepe
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Una prima, veloce, osservazione che nasce dalla sua lettura è che anche nel
2015
la
apparentemente
Zonin
è
cresciuta
compromessa
del
in
Italia,
suo
nonostante
dominus
l'immagine
all'epoca
ancora
ufficialmente in campo. Se è più complesso valutare quanto peserà in prospettiva 2016 l'aver valorizzato nelle poste patrimoniali 2015 le quote residue possedute nella BPVi al valore di recesso di 6,3 euro ognuna, senza registrare le perdite conseguenti alla quotazione effettiva di 10 centesimi, sarebbe poi, maliziosamente, interessante conoscere meglio la composizione delle esposizioni finanziarie (chi finanzia l'azienda, per quanto e da quando). L'azienda, comunque, è fortemente orientata all'export con una forte crescita in Usa, dove Gianni Zonin (spesso o anche di più?) risiede avendo come base la tenuta di Barbousville in Virginia e in Uk, per cui non sembrano esserci degli impatti sull'attività dalle (ipotetiche) vicissitudini personali di Gianni Zonin, che ora ne è presidente onorario dopo aver ceduto, almeno formalmente, proprietà e bastone di comando ai figli. E perlomeno anche nella previsione 2016 non sembrano essercene. Probabilmente sarà più dannosa la "Brexit" che la "Giannexit", se pure fosse totale... e poi, come sottolinea Marco Baccaglio, rimangono "fuori dal perimetro aziendale le tenute italiane (mentre sono incluse quelle estere), che assorbono una parte immagino significativa dei profitti". Della serie che la lettura reale trasparente di ogni bilancio è possibile solo se a leggertelo completamente è chi lo ha complilato e sottoscritto...
Zonin - risultati 2015 di Marco Baccaglio Dopo qualche anno di assenza, ripropongo oggi i numeri di Zonin, di cui sono riuscito a ottenere i bilanci. L’azienda ha in questi anni messo a segno un forte progresso commerciale (le vendite sono raddoppiate tra il 2009 e il 2015), anche se i margini restano molto bassi per via della struttura del modello di business e l’utile netto è stato fortemente impattato dalle perdite sulle coperture cambi. Infatti Zonin tiene fuori dal perimetro aziendale le tenute italiane (mentre sono incluse quelle estere), che assorbono una parte immagino significativa dei profitti. La forte connotazione internazionale è certamente un punto di forza, anche se le vendite italiane proprio nel 2015 hanno visto un deciso incremento (+21%), che è corrisposto con una ridefinizione della strategia commerciale nei confronti della grande distribuzione, che continua nel 2016. Trainata anche dal Prosecco (che crea vendite ma mette anche pressione ai margini…), nella parte sulle previsioni 2016 Zonin lascia intravedere un altro
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anno di crescita simile al 2015: se così sarà il fatturato dovrebbe raggiungere quota 200 milioni di euro, accompagnato da un “incremento della redditività, maggiore attenzione sulla valorizzazione e distribuzione dei vari marchi e riduzione della posizione finanziaria netta”.
Il fatturato cresce nel 2015 a 183 milioni, con un progresso del 21% in Italia e del 13% all’estero, che rappresenta con 145 milioni il 79% delle vendite. Essendo la crescita più guidata dai volumi che non dal prezzo/mix, si appesantisce anche la struttura dei costi, con un netto incremento del costo del personale (nuova linea produttiva). Ne consegue un margine operativo lordo di 11 milioni di euro, il 6% delle vendite come lo scorso anno. A livello operativo, Zonin evidenzia un leggero aumento degli ammortamenti, a causa degli investimenti realizzati, che limita l’incremento dell’utile operativo a 8 milioni di euro. Si tratta di un miglioramento rispetto al 2014, ma come vedete dalla tabella è comunque allineato al 2013 e ancora inferiore al 2012. L’utile netto invece nel 2015 scompare a causa delle rilevanti perdite sulle coperture cambi (3 milioni di euro) e di una tassazione particolarmente pesante (65%). A livello patrimoniale il debito scende un po’ rispetto al 2014 (42 milioni rispetto a 44), che però aveva rappresentato un picco storico per l’azienda. Il capitale investito di 94 milioni di euro è stabile rispetto allo scorso anno, nonostante un leggero e strutturale incremento del fabbisogno di capitale circolante (54 milioni contro 52 del 2014). Dopo anni piuttosto difficili, la struttura finanziaria sembra sotto controllo, con un debito su EBITDA di 3.8x volte (4.6x nel 2014). C’è da aspettarsi un deciso miglioramento se le previsioni contenute nel bilancio (redatte all’interno di un piano 2016-2018) si realizzeranno.
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Il ritorno sul capitale torna sopra l’8% dopo il vistoso calo del triennio 2012-14. Si tratta di un dato piuttosto volatile, data la scarsa dotazione di capitale dell’azienda (meno di 40 milioni di euro di attività tangibili), derivante dalla caratteristica preponderante di attività commerciale.
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*La nota ufficiale del gruppo sulla semestrale 2016 I risultati confermano il percorso di continua crescita intrapreso negli ultimi anni dall’azienda che, grazie alla presenza in oltre 110 Paesi, si conferma una realtà vitivinicola tra le più rilevanti e riconosciute per validità del modello gestionale e capacità di innovazione. Al 30 giugno 2016 ZONIN1821 ha registrato a livello consolidato un fatturato netto pari a 82,8 milioni di Euro, in aumento del 21% rispetto ai 68,3 milioni di Euro conseguiti nei primi sei mesi del 2015. A questo risultato hanno contribuito soprattutto l’ottimo andamento delle due società controllate Zonin UK e Zonin USA, che chiudono i primi sei mesi del 2016 con un fatturato netto rispettivamente a 20,87 milioni di Euro (+54% rispetto alla semestrale 2015) e 25,36 milioni di Euro (+35% rispetto alla semestrale 2015). Zonin USA, in particolare, ha recentemente intrapreso un nuovo corso con l’ingresso nella posizione di National Sales Manager di Shawn Balzano, proveniente da una lunga carriera in Palm Bay International, che lo scorso 27 giugno si è unito allo staff di 45 persone diretto da Tim Matz con l’obiettivo di far crescere ulteriormente la presenza di ZONIN1821 nel mercato statunitense. “ZONIN1821 prosegue con successo la strategia di internazionalizzazione, che oggi porta i propri frutti e ci permette una crescita costante sui mercati esteri. Una strategia che ha avuto un forte impulso a partire dal 2006, anno nel quale io e i miei fratelli abbiamo deciso di investire nella creazione di una rete distributiva innovativa che promuovesse al meglio i vini delle nostre tenute e le unicità dei territori italiani” ha commentato il Presidente di ZONIN1821, Domenico Zonin. “I vini a marchio Zonin e delle nostre tenute ci permettono di soddisfare la curiosità
dei
consumatori
internazionali
nei
confronti
dell'incredibile
biodiversità italiana e incontrare le loro preferenze, con particolare successo nei mercati anglosassoni come USA, U.K., Canada e Australia”. “Oltre all’importante crescita del fatturato, i primi sei mesi del 2016 forniscono segnali confortanti sia a livello di marginalità che di coefficienti patrimoniali” ha sottolineato Massimo Tuzzi, Amministratore Delegato di ZONIN1821. “Questi dati confermano il trend deciso di crescita dell’azienda e ci consentono di guardare al futuro con fiducia e con la convinzione di raggiungere in tempi brevi il target di fatturato di 235 milioni di Euro previsto dal piano industriale 2016-2018”.
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GIORNALISMO / FATTI
La solidarietà degli utenti Facebook al direttore Giovanni Coviello "minacciato" legalmente da Gianni Zonin per le sue rivelazioni sul rosso della Fondazione Roi La notizia divulgata da VicenzaPiu.com martedì 25 ottobre, e purtroppo, al solito, non ripresa da alcuna altra testata locale, riguardante la prima udienza del processo civile che vede Giovanni Coviello citato a giudizio da Gianni Zonin, il quale, come, all'epoca dei fatti, presidente anche della Fondazione Roi, chiede al direttore di Vicenzapiù 1 milione di euro come risarcimento danni alla fondazione per aver documentato la sua mala gestio e gli intrecci pericolosi tra BPVi e Fondazione Roi, ha accesso un vivace dibattito sui social network. Numerose le attestazioni di simpatia e sostegno dirette a Coviello dagli utenti Facebook, dopo che il direttore aveva accusato un lieve malore appena terminata la rapida udienza. Di Piero Casentini
Sandro Pupillo, Consigliere comunale di Vicenza con la lista Variati, ha scritto "la vogliamo sempre in piena salute", mentre altri hanno espresso solidarietà, incitando Coviello a resistere con forza a quella che sembrerebbe rientrare nello specifico delle liti temerarie. Ci sono persone che hanno pubblicamente riconosciuto a Coviello di avere "la schiena diritta", in una questione, quella del buco di BPVi, nella quale "di schiene diritte se ne sono viste poche", alludendo anche ad alcuni organi d'informazione "assoggettati che coprono il vero". Le attestazioni di stima sono state accompagnate da altre, meno gentili, dirette a Zonin: qualcuno ha scritto "fai vedere la tua faccia", che in effetti non si rispecchia nel Retrone dalla famosa cacciata dal ristorante, un altro ha consigliato al vignaiolo di avere "almeno la decenza di stare zitto in un cantuccio", un'altra ha addirittura invocato un trattamento sanitario obbligatorio.
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Per leggerle tutte si può andare sul profilo FB di Giovanni Coviello o sulla pagina FB di VicenzaPiù ma qui ne pubblchiamo qualche paginetta...tra le varie che compaiono sotto alcuni post.
FATTI
Che festa è il 4 novembre? Le imprevedibili risposte dei vicentini a VicenzaPiùTv Il 4 novembre ricorre una festa che affonda le radici nella storia italiana. Anche se dal 1976 non è più considerato un giorno festivo, quindi si lavora e si va a scuola normalmente, il 4 novembre è una data importante nel processo di costruzione nazionale. Nel 1918 veniva divulgato il Bollettino della Vittoria, firmato dal generale comandante di Stato Maggiore Armando Diaz, che informava gli italiani della fine della Prima guerra mondiale. Il giorno prima, infatti, gli austroungarici avevano firmato l'armistizio di resa a Villa Giusti, vicino Padova. Di Piero Casentini
Terminava dopo oltre 4 anni un conflitto sanguinosissimo che aveva causato la morte di 650 mila italiani, portando a compimento il Risorgimento nazionale iniziato nel secolo XIX. Da allora il Trentino, l'Alto Adige e la Venezia-Giulia sono territori italiani e per questo oggi è il giorno dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate che combatterono per costruire e difendere l'Italia. Quanti vicentini sanno dire, oggi, quale festa sia il 4 novembre? Le persone meno giovani sono sembrate preparate, anche se alcune rimangono più legate alla festa religiosa che oggi celebra S. Carlo Borromeo, mentre i più giovani hanno fatto scena muta. Un campione ristretto non permette di avanzare chissà quali previsioni, ma viene il sospetto che andando avanti, magari nel giro di una ventina d'anni, saranno in pochi a ricordarsi della vittoria del 1918. Magari ci ricorderemo dell'alluvione del 1966?
LAVORO
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La Cisl Vicenza dice Sì al referendum. Raffaele Consiglio: "priorità informazioni corrette" Cisl Vicenza «Abbiamo scelto di convocare questo Consiglio generale in forma seminariale e allargata in via straordinaria anche a tutti i Consigli generali delle categorie e federazioni di Cisl Vicenza, per darci l’opportunità di un momento di informazione e formazione sul tema del referendum costituzionale sul quale come cittadini e cittadine, prima ancora che come uomini e donne del sindacato, saremo chiamati a esprimerci in libertà». Raffaele Consiglio, segretario generale provinciale di Cisl Vicenza, è chiaro sugli obiettivi dell’appuntamento che oggi, a un mese esatto dal referendum, ha visto riunirsi presso l’Alfa Fiera Hotel oltre 300 tra operatori e delegati dell’organizzazione. Di Redazione VicenzaPiù
«Crediamo sia fondamentale innanzitutto garantire informazioni complete e comprensibili sull’impianto complessivo della riforma costituzionale e sul suo impatto potenziale, ben al di là del “fisiologico” dibattito politico che mette in campo, come sempre in tali occasioni, le diverse ragioni del sì e del no spiega Consiglio -: solo costruendo consapevolezza intorno al tema, infatti, la scelta di voto potrà essere responsabile». «L’interesse che abbiamo sentito da parte di tanti lavoratori e cittadini intorno a questo referendum ci pare rivelare un segnale di rinata attenzione alla partecipazione e ai temi della politica - aggiunge -. Ancora di più per questo come sindacato, proprio a partire dai territori e dai luoghi di lavoro, ci sentiamo chiamati a fare corretta informazione e a dare il nostro contributo di idee e proposte». E sulle possibili ripercussioni della riforma nell’assetto politico del Paese Consiglio precisa: «Certo non è la migliore delle riforme possibili, ma è da leggere come un possibile strumento di cambiamento e consentirà almeno di raddrizzare alcune palesi e pesanti storture del sistema».
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POLITICA
Incassi e spettatori degli Spettacoli Classici, Francesco Rucco: "un flop, il vicesindaco Bulgarini distorce i dati" Era arrivato in pompa magna, dal CRT di Milano per far "volare" il Ciclo di Spettacoli Classici del Teatro Olimpico di Vicenza: il nuovo direttore artistico Franco Laera era stato presentato all'inizio di quest'anno, con tanto di effetto sorpresa fino all'ultimo istante, dall'assessore alla crescita e vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci. Lo stesso vicesindaco che pochi giorni fa aveva definito numeri positivi i dati forniti dal direttore artistico sulla stagione di spettacoli. "Sono stati distorti", è la dura accusa del consigliere comunale Francesco Rucco di Idea Vicenza che è andato a "scandagliare" le tabelle ricevute dallo stesso Comune con la documentazione delle cifre. Di Edoardo Andrein
"I numeri indicano che rispetto al 2015 gli spettacoli sono raddoppiati, da 13 a 28; ma gli ingressi sono rimasti più o meno gli stessi: 4556 biglietti nel 2015, mentre nel 2016 si attestano a 4532, con 600 tagliandi dati in omaggio...". E per quanto riguarda gli incassi? "Si registrano - spiega Rucco - 74 mila euro nel 2015 contro i 53 mila del 2016. Rispetto al bilancio di previsione c'è una differenza di 85 mila euro di costi in più che ora dovrà essere ripianata da fondazione e Comune che hanno pagato più soldi per gli investimenti". La chiosa finale sull'argomento è di Valerio Sorrentino, presidente di Idea Vicenza, il quale da giovane aveva fatto anche la comparsa durante uno spettacolo all'Olimpico: "Questo non era un ciclo che attirava la gente, gli spettacoli erano poco invitanti: bisogna rivedere la direzione artistica".
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Nella conferenza di stamattina in Comune di Idea Vicenza c'è stato spazio anche per un accenno al faccia a faccia richiesto dai capigruppo di opposizione al quale si è presentato il sindaco Achille Variati da solo. Se infatti i documenti sulla cultura che sono stati resi disponibili, quelli sull'aggregazione di Aim, ancora non si sono visti. "Ci siamo dati delle regole sulla presentazione dei documenti, e Variati ci ha promesso che arriveranno presto le carte definitive su Aim". Anche quelle regaleranno "classiche" sorprese?
DIRITTI UMANI / VITA GAY VICENTINA / FATTI / POLITICA / ASSOCIAZIONI
Vicenza ha dialogato sulle Unioni civili e fa nascere l'associazione dei Giuristi Democratici Dalla necessità soddisfatta per il nostro paese di dotarsi di un istituto che riconosca i diritti e doveri della unione omosesssuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso cui spetta il fondamentale diritto di vivere liberamente la condizione di coppia, come afferma la nostra Corte costituzionale nella sentenza n.138 del 2010: da qui è partita, in occasione di "Vicenza dialoga sulle unioni civili", la sen. Rosanna Filippin del Pd, già segretaria regionale del Veneto, nel presentare la legge Cirinnà con un breve excursus per dar vita al dialogo pubblico sulle Unioni civili e coppie di fatto, promosso dalla neonata Associazione dei Giuristi Democratici di Vicenza intitolata al vicentino Ettore Gallo e svoltasi in sala degli Stucchi di Palazzo Trissino venerdì pomeriggio 4 novembre alla presenza di un folto pubblico. Di Edoardo Pepe
Se in gran parte c'erano avvocati e operatori di giustizia, tra cui il giudice Dario Crestani
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, tra i presenti segnaliamo anche gi assessori Isabella Sala e Antonio Dalla Pozza, gli ex consiglieri comunali, gli avv. Francesca Nisticò e Pio Serafin, l'ex consigliere regionale Giovanni Rolando, l'ex presidente del consiglio comunale Luigi Poletto e poi Otello Dalla Rosa, amministratore unico di Aim Energy e dell'associazione ViNova, il segretario cittadino del Pd Enrico Peroni e quello regionale del Psi Luca Fantò. I relatori, presentati dal consigliere delegato alle pari opportunità Everardo Dal Maso, erano coordinati dall'avv. Michele Stratta. Mattia Stella, presidente Arcigay di Vicenza, ha sottolineato in particolare i valori di uguaglianza e dignità, anche sociale, cui tutti i cittadini, senza discriminazione alcuna, hanno diritto: C « on la nuova legge si è fatto un passo avanti enorme. Pur tuttavia le coppie omosessuali non sono ancora considerate uguali, ancorché simili. Manca infatti ancora tutta la parte legata ai figli». Il sacerdote don Matteo Pasinato, teologo morale di Vicenza come recitava la locandina, ha sottolineato la pluralità di opinioni del mondo cattolico, che sono da proteggere, ed ha sottolineato come il principio che « ogni amore viene da Dio» è il concetto teologico del mistero dell'amore. « C'è altro amore possibile?», si è chiesto, « È possibile pensare a nuove istituzioni in materia? ». E ha dato una sua risposta affermando che i«l matrimonio non è l'esclusivo rapporto dell'amore». Ma, se il matrimonio oggi fa paura a molti e ciò lo rende fragile, in futuro, ha aggiunto il sacerdote, il rischio è che questa forma nuova di convivenza possa essere vista come una sorta di "rivincita" nei confronti del matrimonio stesso, così come inteso nel passato. Ma, se don Pasinato argomenta, comunque, che le unioni di fatto hanno una loro forza, che va riconosciuta nel rispetto di "tutte" le persone e dei loro diritti inalienabili, per ciò che riguarda i figli il teologo ha evidenziato che non esiste il "diritto al figlio" ma all'adozione del figlio sì. E questo diritto sfida la teologia. Nel pieno riconoscimento della "cultura plurale". L'avvocato Gianni Cristofari, già primo Difensore civico di Vicenza e consigliere comunale, attuale vice presidente di Ipab Vicenza, ha ricordato come il 60% degli italiani si proclama d'accordo con la nuova legge e solo il 19% manifesterebbe la sua contrarietà. Ricordando che ben sette sono oggi nel nostro paese le possibili scelte dei riti di unione per due persone, « quello delle unioni civili è solo l'ultimo introdotto dalla legislazione vigente. A quale esigenza risponde? Risponde ad un indirizzo costituzionale? A queste domande è possibile rispondere citando gli art. 2 e 29 della nostra Carta Costituzionale che parla espressamente di "formazione sociale". E che la parola coniuge si "applica" anche a questa nuova forma di unione civile». Per quanto riguarda l'adozione l'avvocato Cristofari richiama la mancata disposizione di "adozione ordinaria" ma il "sì a quella speciale": e «ravamo il fanalino di coda in Europa e nel mondo, ora, con questa nuova norma di legge, non lo siamo più». Per ciò che riguarda l'adozione « c'è bisogno di una sedimentazione" rispetto a questa nuova situazione sociale e del diritto ». Il dibattito, per questo aspetto, « è aperto e continuerà ed evolverà in senso positivo», ha concluso Cristofari sottolineando tra gli applausi che « la felicità non è espressamente citata nella Carta costituzionale italiana, come invece lo è in quella americana, ma l'art. 2 è norma che induce lo Stato a perseguirla nel concreto della vita sociale della comunità nazionale italiana
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». Ed è con quello scroscio di applausi che è nata pubblicamente sotto i migliori auspici la nuova associazione dei Giuristi Democratici.
BANCHE / FATTI / ECONOMIA&AZIENDE
Una socia BPVi chiede la data dell'assemblea per approvare l'azione di responsabilità verso Gianni Zonin & c., bpvi@vicenzapiu.com: è il 13 dicembre, è significativo essere presenti Approfittiamo di una domanda di una nostra lettrice, socia della Banca Popolare di Vicenza, per dare qualche informazione sull'assemblea del 13 dicembre (nella foto una di quelle con Gianni Zonin trionfante, ndr) in cui sarà all'ordine del giorno, sia pur tardivamente e dopo l'analoga decisione di Veneto Banca, l'approvazione dell'azione di responsabilità verso i vertici della BPVi, Gianni Zonin & c., che, secondo la consulenza legale commissionata da Gianni Mion & c., possano essere coinvolgibili per il flop dell'Istituto. Ecco la domanda inviataci tramite l'indirizzo mail riservato ai soci traditi dalla banca, bpvi@vicenzapiu.com, a cui potrete sottoporrre ogni quesito a cui risponderemo privatamente e, se utile a molti, anche su questo mezzo mantenendo l'anominato ove richiesto e purchè la domanda sia fatta con un nome e cognome: "Buongiorno Direttore. Potete dirmi data, ora e luogo dell'assemblea dei soci della Banca Popolare di Vicenza per il voto sull'azione di responsabilità degli ex vertici della banca? Non penso che sarà le banca stessa a convocarci. Se non ci informate voi..... Grazie di cuore per tutto il vostro lavoro". Lettera firmata Di Risposte agli azionisti
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Cara lettrice, la convocazione sarà sicuramente fatta ma, comunque, come già reso noto la data dell'assemblea è quella 13 dicembre, le faremo sapere dove e a che ora. La prima considerazione che va fatta al riguardo è che l'azione di responsabilità è importante non tanto per condannare i ladri ma per costringere la gestione attuale a rimborsare visto che qualcuno stabilirà che siete stati truffati, La seconda, che vale anch'essa per entrambe le assemblee delle due ex Popolari Venete (il 16 novembre ore 11.30 quella di Veneto Banca e il 13 dicembre quella analoga della Banca Popolare di Vicenza, con all'o.d.g l'azione di responsabilità che, per Vicenza, pare che non comprenderà i revisori dei conti e la cosa non è il massimo), è che sarà importante verificare le contestazioni che verranno mosse e a chi. È facile immaginare, come ci suggerisce l'avv. Franco Conte di Codacons Veneto, che si vorrà di evitare di far venir fuori tutto il marcio perché sarebbe come firmare gli assegni per risarcire i risparmiatori ma, nello stesso tempo, che si dovranno individuare le responsabilità "minime" per essere in discontinuità con il passato e sperare in un "nuovo inizio. A conferma delle difficoltà ci sono dapprima le affermazioni che ci sono le risorse per un nuovo aumento di capitale, non si sa come evitabile, ma poi la nota ufficiale secondo la quale non è allo stato previsto alcun aumento... E se non bastasse ci sono le dichiarazioni di Giuseppe Guzzetti, che dal 5 febbraio 1997 è presidente della Fondazione Cariplo e dal 12 aprile 2000 anche dell'ACRI - Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, sul "pentimento" per gli oltre 500 milioni investiti in Atlante. Suggeriamo, quindi, a chi avesse la possibilità di partecipare alle assemblee di fare la fatica (e vincere il senso di repulsione) per esserci anche perchè una nutrita presenza di risparmiatori sarebbe la prova che l'evoluzione della vicenda è da loro seguita con attenzione. In alternativa la delega conferita a qualcuno per rappresentare gli assenti, anche se non ha la stessa efficacia, serve sempre. Ricordo, infine, che sono cambiate le prassi per partecipare per cui ora dovete attivarvi in banca per farvi dare il biglietto di partecipazione.
ECONOMIA&AZIENDE
Il conferimento di Fiera di Vicenza alla IEG di Rimini: un "affare". Ma non per la nostra area che ci ha rimesso dal 2009 a oggi 38.3 milioni di euro: una torta per altri, vero Variati? Il 2016 ha visto la prima grande aggregazione tra enti fieristici con Italian Exhibition Group (IEG) nata dalla fusione di Rimini Fiera e
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Fiera di Vicenza e ora, contraddicendo le dichiarazioni al riguardo dell'assenza di disegni emiliano romagnoli fatte in Consiglio Comunale da Achille Variati e da Matteo Marzotto, sponsor convinto, il primo, e "beneficiario" certo, il secondo, del conferimento di Vicenza alla newco riminese, Il Corriere della Sera con Andrea Salvadori scrive: «il mercato attende il progetto della holding regionale che comprenderà Bologna, Parma e la stessa Rimini». E a dare ufficialità alla notizia che smentisce la Vicenza che ha "ceduto" la Fiera e che conferma i timori di quella che ne voleva sapere di più sul progetto emiliano romagnolo visto che la Regione stessa ha quote nelle varie fiere, ci pensa Antonio Bruzzone. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Il direttore generale di BolognaFiere, che si avvia a tornare all'utile realizzando nel 2016 un fatturato di circa 125 milioni, pari, per capirci a quello della appena nata IEG, dichiara: A « inizio agosto abbiamo siglato una lettera d'intenti con Parma e Rimini con l'obiettivo di verificare la fattibilità di una newco attraverso la quale realizzare un'integrazione funzionale o addirittura societaria tra i tre quartieri... Entro la fine di novembre faremo le prime valutazione sul progetto affidato all'advisor Kpmg. A quel punto capiremo quali potranno essere i successi step...». Ora KPMG richiama alla memoria un passaggio importante compiuto dall'amministrazione Variati nel 2009, un anno circa dopo il suo ritorno a Palazzo Trissino. Nell'estate 2009, infatti, Immobiliare Fiera di Vicenza SPA, proprietaria dei padiglioni fieristici affittati per tre milioni di euro circa all'anno alla Fiera di Vicenza SPA, incorporò l'allora Fiera di Vicenza assumendone la denominazione. Le valutazioni affidate sempre a KPMG, come risultano dal progetto di fusione allora depositato in CCIAA di Vicenza, davano alla Fiera di Vicenza, che veniva incorporata, un valore di 33 milioni di euro, mentre Immobiliare Fiera di Vicenza, che la incorporava, valeva 28 milioni di euro. Complessivamente, quindi, la nuova società voluta dall'amministrazione Variati e dagli altri enti proprietari, quelli che oggi hanno "venduto" di fatto la Fiera vicentina al futuro mega conglomerato emiliano romagnolo, valeva alla sua nascita 61 milioni di euro.
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Dopo la fusione per incorporazione si sono succeduti questi avvenimenti ufficiali: assegnazione di un appalto privato, senza gara, alla Maltauro per la costruzione di un mega padiglione da oltre 46 milioni di euro, indebitamento con la ora disastrata Banca Popolare di Vicenza per una cifra analoga, 40 milioni, e necessità, pena la consunzione, di procedere all'operazione IEG nonostante i risultati operativi siano sempre stati esibiti come ottimi dal presidente Matteo Marzotto e dalla giunta Variati. Fatto confermato anche per bocca di Michela Cavalieri, per la verità abbastanza contraddittoria nelle sue dichiarazioni tecniche nell'ultimo consiglio comunale secondo le quali la società andrebbe bene a parte problemi di conto economico e conto patrimoniale come se esistesse un terzo conto, forse quello politico, per giustificare dati non positivi secondo le (sacre) scritture contabili. Ora, partendo da un valore di 61 milioni nel 2009 e nonostante le "ottime"gestioni che si sarebbero succedute nel frattempo con Roberto Ditri , prima, e, poi, Matteo Marzotto, ora non solo è stato necessario farlo ma per il conferimento Fiera di Vicenza è stata valutata complessivamente 22.7 milioni, quindi quasi un terzo di 7 anni fa: per la precisione 38.3 milioni in meno, una cifra molto simile a quella di 46 milioni dell'appalto, evidentemente poco fruttifero, dato a Maltauro se ci si è anche dovuti indebitare per 40 milioni con la BPVi per sostemerlo. Se qualcuno sostiene che se le fiere orafe, brand di proprietà della fu Fiera di Vicenza, fossero state vendute singolarmente si sarebbe incassato molto di più (e le considerazioni sui posti di lavoro da salvare, quelli di Matteo Marzotto e del dg Corrado Facco a parte perchè già salvi e promossi, lasciano, lo si vedrà purroppo, il tempo che trovano), la cifra del conferimento, 22.7 milioni, non è stata neanche pagata in contanti, ma con "carta", il 19% , cioè, di un'altra società che è stata valutata 97 milioni circa. Tutto è sicuramente lecito, per carità, ma altrettanto lecito è ora dedurre che la gestione dal 2009 della Fiera di Vicenza, politica e manageriale, è stato un flop da 40 milioni di euro e che l'operazione fatta con ben poche prospettive per quel che ne rimane a Vicenza, viste le considerazioni di CorSera, è un "affare", di sicuro, ma di certo non per la nostra area. Non sarà un caso che a festeggiare il "dolce" affare ci siano (da sinistra) Lorenzo Cagnoni, Presidente IEG, Matteo Marzotto, Vice Presidente IEG, Corrado Facco, Direttore Generale IEG, e Roberto Rinaldini, noto pasticcere riminese. Manca solo chi ha scelto gli ingredienti della torta, che, more solito (al solito modo, ndr), lanciato il sasso ha nascosto la mano? Indovina, indivinello...
ECONOMIA&AZIENDE
Prima edizione della Amazon Academy, c'è anche VicenzaPiù: “alla scoperta del
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futuro nella digitalizzazione” Alla prima edizione in Italia di Amazon Academy è presente anche il direttore di VicenzaPiù Giovanni Coviello nell'ambito di un percorso di aggiornamento continuo anche dei collaboratori del giornale per i quali sono stati già tenuti corsi di data sciences e di video streaming. A Milano sono presenti in 150 per l'evento di Amazon che dal 2010 ha investito in Italia 450 mln di euro e creato 2000 posti di lavoro con sedi di sviluppo tecnologico tra cui Milano e Torino. Amazon Academy si svolge presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano: “un modo per scoprire le possibilità e i cambiamenti che la digitalizzazione e le nuove tecnologie stanno prospettando per il futuro, un’opportunità esclusiva per incontrare e ascoltare esperti del settore, e altri autori KDP, sulle prospettive e le opportunità di questo cambiamento”. Di Edoardo Pepe
Di seguito il programma dettagliato dell'evento: 14:00 - Welcome Coffee 14.30 -16.30– “Futuro di Opportunità” Tavola rotonda Intervengono: Roberta Cocco – Assessore a Trasformazione digitale e Servizi civici di Milano Giorgio Metta – Vice-direttore Istituto Italiano di Tecnologia Alessandro Perego – Professore Dipartimento di Ingegneria Gestionale, Politecnico di Milano Alberto Brenta – Head of E-commerce, Digital & CRM di Miroglio Fashion Riccardo Bruni – Autore Francois Nuyts – Amazon Country Manager Italia e Spagna Ralf Herbrich – Amazon Machine Learning Expert Giulio Soro – Head of Solutions Architecture Public Sector EMEA AWS Conduce: Andrea Cabrini (Class CNBC) 16.45-17.30 “Autori al centro” – Interviene Giulia Poli, Kindle Content Editor di Amazon per l’Italia
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17: 40-18.30 “Lettori al centro”. Tavola rotonda Partecipano: Riccardo Bruni – Autore Marion Seals – Autrice Fabio Piccini – Autore Maria Paola Romeo – Grandi Associati Conduce: Paolo Armelli
FATTI
Finalmente Sperotto risponde e la brava collega dimostra che fa ufficio stampa. Il giornalismo è un'altra cosa Sulla vicenda dell'Anfiteatro Marittimo Berico il Comune di Vicenza aveva diffuso un comunicato scrivendo di alcune testate on line e siti giornalistici, in modo generico, mettendo nello stesso stesso “calderone” tutti quelli che hanno diffuso come notizia reale quella che l'assessore Jacopo Bulgarini d'Elci ha definito una “pagliacciata colossale”. Alla richiesta di spiegazioni del nostro direttore sui mancati distinguo è giunta, dopo vari solleciti via mail e poi con la pubblicazione online, una comunque tardiva risposta della responsabile dell'ufficio stampa di palazzo Trissino, Paola Sperotto, alla quale ha prontamente replicato il direttore Giovanni Coviello. Vi proponiamo integralmente di seguito la risposta, a voi capire se stizzita o professionale, della responsabile dell'ufficio stampa comunale e la replica, cattiva o sincera decidetelo voi, del nostro direttore. Di Edoardo Pepe
Egregio direttore, prendo atto della Sua reiterata "Protesta e richiesta di scuse", ma Le confesso che non mi è chiaro di cosa dovremmo scusarci, dal momento che la Sua testata è esattamente una di quelle che hanno pubblicato in forma integrale, e addirittura come fosse una produzione propria (di Redazione VicenzaPiù), il testo su Anfiteatro marittimo berico che l'amministrazione comunale di Vicenza ritiene pieno di falsità e profondamente lesivo © 2008 - 2016 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
dell'immagine della città (si veda al link). In effetti, come da Lei suggerito, avremmo forse dovuto citare una a una le testate, tra cui la Sua, incorse in questo per noi grave errore, ma la propagazione virale a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi, peraltro tipica del web, avrebbe sicuramente reso parziale e incompleto qualsiasi elenco. Di qui la nostra scelta di formulare una replica generale, esplicitando le nostre ragioni a tutta la nostra mailing list stampa e sui nostri strumenti di comunicazione diretta. Le assicuro che l'intera vicenda ha lasciato in noi un grande senso di amarezza non solo per il danno provocato all'immagine della città, ma anche in relazione al ruolo dei giornalisti che operano nel web e che proprio in occasioni come queste potrebbero segnare una netta differenza tra il loro insostituibile lavoro di verifica, analisi e critica e quello di chi, a parità di strumenti informatici utilizzati, non ha alcun vincolo di tipo deontologico. Ecco la risposta di Coviello: Si vede che lei ci legge poco e male. E non depone a favore della sua applicazione il fatto che la nostra richiesta e protesta siano dovute diventare "reiterate" senza che lei prima non trovasse il tempo e la cortesia per rispondere , compito prioritario di una Ufficio stampa. Ciò detto tutto i comunicati inclusi quelli vostri sono pubblicati come redazione (non li legge mai?), i nostri contributi sono firmati con nome e cognome mentre c'è una sezione automatica, quella di cui lei dà il link, che è denominata VicenzaPiùComunica e posta comunicati di qualunque provenienza in una sezione volutamente 'collaterale' tipicamente a pagamento e visitata da meno del 2% dei nostri lettori: si chiamano redazionali, dovrebbe saperlo lei che è professionista anche se non fa la giornalista ma l'ufficio stampa, quindi proprio una generatrice di redazionali che pubblichiamo così come sono, nella sezione non riservata a pochi e che spesso dobbiamo commentare con articoli firmati viste le imprecisioni, diciamo, o le visioni di parte da lei riportate e spesso secondo noi poco veritiere. Mi piacerebbe tanto che l'OdG istituisse due elenchi, uno di chi fa giornalismo , a suo rischio e pericolo, l'altro di chi fa Ufficio Stampa, cioè produttore e diffusore di notizie e redazionali di parte. Ciò le dovevo.
FATTI
Terremoto, tenda della protezione civile di Vicenza danneggiata. Assessore Rotondi: a disposizione il drone per ispezione Il Comune di Vicenza rende noto che come per molte altre strutture allestite nelle zone terremotate, anche la tenda pneumatica riscaldata montata dal gruppo di protezione civile di Vicenza a
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Monteleone di Spoleto è stata messa a durissima prova nella notte tra sabato e domenica da raffiche di vento superiori ai 130 chilometri orari. La squadra vicentina, composta da due dipendenti del Comune e quattro volontari, ha tentato fino alle due di notte di mantenere allestita la tenda, omologata per resistere a raffiche di vento fino a 100 chilometri orari, ma quando la violenza del vento è stata tale da sollevare i pesanti blocchi di cemento a cui era zavorrata e i tiranti hanno cominciato a strapparsi, è risultato più opportuno sgonfiarla. Di Redazione VicenzaPiù
Domenica, in accordo con il sindaco di Monteleone che aveva chiesto a Vicenza una tenda completa di generatore per allestirvi gli uffici comunali, si è deciso di destinare a questo scopo strutture mobili più piccole, ma più stabili, come roulotte e bungalow, messe nel frattempo a disposizione da altre organizzazioni. La squadra vicentina ha quindi collaborato all'allestimento di quanto necessario e, in serata, è rientrata in città. “Siamo davvero rammaricati – è il commento dell'assessore alla sicurezza urbana e protezione civile Dario Rotondi - per come il maltempo si sia abbattuto su questa gente già duramente colpita dal terremoto. Restiamo a disposizione della protezione civile nazionale per intervenire con uomini e mezzi dove ci sarà bisogno del nostro aiuto. Già nei prossimi giorni è probabile un nostro ritorno a Monteleone dato che il sindaco, appreso che siamo dotati di un drone e, primi in Italia, del riconoscimento dell'Enac per il pilotaggio da remoto, ci ha chiesto di aiutarli a verificare dall'alto dello stato degli edifici del centro storico, attualmente interdetto per rischio crolli”.
FATTI
Spazio AB23, Bulgarini chiamato in causa ma risponde il Teatro del Lemming: “svariate inesattezze sulla denuncia”
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Di seguito pubblichiamo la lettera inviataci dal “Teatro del Lemming, Centro Internazionale di Produzione e Ricerca – il teatro dello spettatore” in seguito all'articolo “Bulgarini d'Elci chiamato in causa per lo spazio AB23 concesso al Lemming ma chiuso ad altri "fotografi"...”. A seguire riportiamo anche la breve risposta del direttore di VicenzaPiù Giovanni Coviello. Gentile Direttore, in merito alla lettera non firmata sulla gestione dello spazio AB23 pubblicata stamane sulla testata da Lei diretta, vorremmo mettere in evidenza le svariate inesattezze sulla denuncia mossa dal vostro lettore nei confronti dell’attività artistica che il Teatro del Lemming sta portando avanti a Vicenza da due anni e che, contrariamente a quanto denunciato, trova nello spazio AB23 il centro della sua realizzazione. Di Redazione VicenzaPiù
Dall’assegnazione della gestione dello spazio ad oggi la nostra compagnia ha infatti realizzato presso AB23 – Centro internazionale di Produzione e Ricerca progetti di formazione, laboratori, rassegne e residenze artistiche ospitando diverse compagnie della scena nazionale, internazionale e aprendosi alla collaborazione con diverse realtà della città di Vicenza. Per la precisione dall'inaugurazione della nostra gestione all'AB23 avvenuta nel maggio 2015 il Lemming ha presentato a Vicenza, oltre al recente debutto di WS TEMPEST presso la Basilica Palladiana, i seguenti spettacoli da noi prodotti: Musiche del Tempo; Edipo - tragedia dei sensi per uno spettatore; Edipo dei Mille (progetto di formazione con esito spettacolare); Giulietta e Romeo; Cantami Orfeo; Amore e Psiche; Dioniso - Tragedia del Teatro. Inoltre, sono state ospitate le seguenti compagnie: Farmacia Zoo:è, Welcome Project (Berlino), Fatebenesorelle di Patricia Zanco, Thierry Parmentier e Compagnia "TREpieds", Anna Altobello e Alessandro Sanmartin. All'AB23 si sono svolti diversi laboratori teatrali e la nostra compagnia ha collaborato, oltre che con il Festival del Teatro Olimpico, anche con il Vicenza Jazz festival e con il festival gli Stati della Mente promosso dall'Associazione laboratorio Arka di Vicenza. Questo inverno AB23 ospiterà, oltre agli spettacoli di Roberto Latini, di Teatro Sotterraneo e al nostro Amleto proposti alla sala del ridotto del Comunale, una parte della programmazione della rassegna NEL SEGNO DI
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DIONISO – nuovi linguaggi della scena, stagione di teatro contemporaneo realizzata sempre con le risorse messa a disposizione dalla convenzione in essere, che vedrà ospiti dello spazio di Contrà Sant’Ambrogio la compagnia polacca Teatr a Part con lo spettacolo Ophelia, critici, professori dell'Università di Bologna e registi in occasione della presentazione di due libri, nonché la proiezione di un film documentario dedicato alla figura di Jan Fabre alla quale sarà presente Giulio Boato, giovane regista del lavoro. Vogliamo altresì fare presente che, in base alla convenzione prevista con il Comune di Vicenza, il Teatro del Lemming rimane del tutto disponibile ad ospitare presso l'AB23 attività artistiche ed espositive previa richiesta e concordata disponibilità: ad oggi, non abbiamo ricevuto da parte di associazioni fotografiche alcuna richiesta di utilizzo dello spazio per mostre o altre attività che, in base alla programmazione già in essere presso lo spazio, saremo felici di ospitare. Cordialmente. La risposta di Coviello: “Vi ringrazio e abbiamo pubblicato la vostra risposta al lettore che si è ben firmato, come avrete letto, e che abbiamo tutelato noi con l'anonimato per suoi timori. Fa parte di una importante associazione per cui attendiamo anche la gradita risposta del vice sindaco al riguardo visto che è promotore e garante pubblico del tutto”.
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Beniamino Anselmi si dimette da presidente di Veneto Banca, sarà fusione con BPVi. A rischio 5.000 dipendenti e la sopravvivenza di una delle due banche: è macelleria sociale Ora non sono più solo voci ma Beniamino Anselmi, presidente del Cda di Veneto Banca scelto dal Fondo Atlante, l'azionista praticamente totalitario dell'Istituto montebellunese e della Banca Popolare di Vicenza, si è dimesso (vedi comunicato ufficiale a seguire*, ndr) per la sua diversa visione con l'azionista e con Gianni Mion sulla fusione tra le due ex popolari venete. Se non è detto che finanziariamente potrà, comunque, reggere la conglomerata di due banche in profondo rosso, con quella vicentina più malmessa e con alle porte un nuovo, incertissimo aumento di capitale miliardario, è a questo punto sicuro che all'esubero di dipendenti finora quantizzato in circa 1500 unità per la banca portata al fallimento di fatto dalla gestione dei cda di Gianni Zonin e in un numero analogo per
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Montebelluna dell'ex ad Vincenzo Consoli, si sommeranno gli ulteriori tagli legati al funzionamento di una banca unica in cui molti sportelli e molte funzioni sono evidentemente duplicate. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Se solo si pensa all'eliminazione di una delle due sedi centrali e alla "contrazione" delle necessità dei due centri centri informatici, alla cura di uno quali formalmente Anselmi rimarrà legato, pensare a un eccesso di 5.000 lavoratori, dei vari livelli, non pare eccessivo. Un'ulteriore tragedia è, quindi, quella che si sta abbattendo sul nostro territorio dilaniato da una perversa e ventennale commistione tra pessime gestioni aziendali e omertose complicità politiche. Le dimissioni di Anselmi, uomo di banca prudente e realista, che voleva prima risanare e poi decidere la strada migliore da intraprendere, preannunciano, infatti, con il prevalere delle scelta di una fusione repentina una vera e propria nuova macelleria sociale, dopo quella che ha "matato" oltre 200.000 soci complessivi dele deu ex Popolari. E questo a pensar bene, perchè, come accennato all'inizio, non è affatto detto che la fusione riesca a far sopravvivere almeno una delle due banche.
Ecco la nota ufficiale di Veneto Banca BENIAMINO ANSELMI RINUNCIA ALLE CARICHE DI PRESIDENTE DI VENETO BANCA E DI CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE DI BIM BANCA INTERMOBILIARE. Mantiene l'incarico di Consigliere di Veneto Banca. Veneto Banca rende noto che in data odierna il dottor Beniamino Anselmi ha comunicato la rinuncia dalla carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca S.p.A. nonché da Consigliere di Amministrazione di BIM Banca Intermobiliare S.p.A., con decorrenza immediata. Il dottor Anselmi manterrà l'incarico di Consigliere di Amministrazione di Veneto Banca S.p.A.. La scelta è stata orientata dall'obiettivo di dedicare un maggiore e costante presidio dell'area Information & Communication Technology, ambito strategico che lo vede già
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impegnato, quale Consigliere di Amministrazione, nella società consortile informatica SEC Servizi di Padova in vista delle sinergie da sviluppare con la Banca Popolare di Vicenza. Ai sensi dello statuto sociale, il Vice Presidente, dottor Maurizio Lauri, assume con decorrenza immediata le funzioni di Presidente fino a nuova nomina.
FATTI
“Vicenza. La città sbancata”, ViNova di Otello Dalla Rosa presenta il libro con il direttore di VicenzaPiù Giovanni Coviello e l'economista Paolo Gurisatti “Un libro che ha già fatto discutere, su un tema di drammatica attualità”. Così l'associazione ViNova del presidente Otello Dalla Rosa invita i vicentini ad assistere alla presentazione di Giovanni Coviello del libro intitolato “Vicenza. La città sbancata” con il sottotitolo “Quello che dovevi sapere sulla Banca Popolare di Vicenza noi lo abbiamo scritto. Da sempre” che si terrà giovedì 10 novembre alle ore 20.30 nella sede dell'associazione in viale Verdi 50 a Vicenza. Introdurrà l'evento l'economista Paolo Gurisatti che poi condurrà l'incontro. Di Edoardo Pepe
POLITICA
Elezioni Usa, due vicentini all’estero fanno le loro previsioni a VicenzaPiù:
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Hillary. Ma se vincesse Trump dopo gli sberleffi contro Berlusconi... Qui la diretta Ansa Si avvicina l’atteso momento in cui verranno rivelati i risultati delle elezioni americane che vedono sfidarsi ormai da mesi la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump (qui la diretta Ansa). Una campagna elettorale vissuta a livello mondiale attraverso i media, che sta giungendo al termine proprio in queste ore con gli ultimi americani che si recano alle urne. Alle 6 del mattino ora italiana sapremo il vincitore. Quali sono le previsioni? Mentre in redazione a fine giornata si fa il totoscommesse, vi riportiamo quello che ci hanno raccontato le nostre “spie” italiane in America, Lorenzo dalla Pennsylvania e Enny da Washington. Di Sara Todisco
Danno quasi per certa la vittoria di Hillary, perché è “la meno peggio”. Il sentore è dunque quello che la vittoria andrà alla Clinton perché non si vuole far vincere Trump. “Qui non la sopportano” ci dicono, “però voteranno per lei”. E Lorenzo aggiunge: "Nel mio gruppo di lavoro si tifa Hillary e io la penso allo stesso mondo ma c'è da dire anche che è difficile, comunque, immaginare che sia consentito a Trump al governo di comportarsi come fa ora in campagna elettorale". In un viaggio di piacere del mese scorso che ha portato la nostra italiana in America negli Stati Uniti del Sud, però, viene da dare qualche speranza anche al repubblicano: “c’erano cartelloni con il viso di Donald Trump nei giardini di quasi tutte le case”. Le nostre previsioni italo-americane dicono Hillary, ma non è detta l’ultima parola. Noi di VicenzaPiù abbiamo scommesso quasi all’unanimità sulla Clinton quindi, non per simpatia, ma fidandoci delle voci amiche… Vedremo se, come spesso accade, ci azzecchiamo. Certo che, se, invece, vincesse Donald Trump, sarebbe tragicomico anche considerando gli sberleffi che noi italiani ci siamo presi per Berlusconi...
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FATTI
Banca Popolare di Vicenza: si è dimesso il cda di Banca Nuova del presidente Marino Breganze Banca Popolare di Vicenza comunica che il Consiglio di Amministrazione di Banca Nuova, presieduto da Marino Breganze, che fin dal 14 luglio scorso aveva messo a disposizione il proprio mandato in funzione della nuova Governance, ha rassegnato le dimissioni nella riunione tenutasi in data odierna 8 novembre. Le stesse avranno effetto a decorrere dalla prossima assemblea degli azionisti convocata in data 2 dicembre 2016, chiamata ad eleggere un nuovo Consiglio di Amministrazione. Di Redazione VicenzaPiù
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Anselmi... Beniamino di chi voleva l'azione di responsabilità e nuovi Cda in Banca Nuova e di chi lotta la macelleria sociale salvando le singole Veneto Banca e BPVi. Ma Gianni Mion pensa a fonderle nella "Vicenza Big Bang" Quello che ora scriviamo si basa non sulla conoscenza diretta ma su quello che abbiamo letto e su idee che abbiamo scambiato con colleghi sulle dimissioni, gesto inconsueto in Italia e comunicato ieri,
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7 novembre, di Beniamino Anselmi, che, proveniente dal mondo bancario con varie e significative esperienze bancarie che mai hanno dato adito a rumors negativi, era stato nominato solo tre mesi fa presidente del Cda di Veneto Banca dal Fondo Atlante, che detiene quasi il 100% dell'ex popolare montebellunese e della Banca Popolare di Vicenza, ai cui vertici ha collocato a luglio Gianni Mion, proveniente dalla finanza privata dei Benetton di certo più attenti agli interessi propri e di pochi soci che a quelli di una comunità, di 118.000 azionisti e oltre 5.000 dipendenti, come quella della BPVi. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Se è vero (un caso?) che Anselmi ha attivato i passi formali per l' azione di responsabilità verso chi, Vincenzo Consoli & c., ha provocato il dissesto trevigiano prima di Mion, che l'ha seguito (l'ha dovuto seguire) a ruota per Gianni Zonin & c., è anche un caso (ma vero) che le sue rapide dimissioni, per puri dissensi programmatici con l'azionista comune che punta sulla fusione delle due fu popolari, hanno preceduto di un giorno l'accettazione, lungamente sofferta, di quelle reclamate coram populo (a furor di popolo, ndr) per lo stagionato Cda di Banca Nuova, controllata al 100% da BPVi, in cui ancora siedono gli uomini di Zonin, in primis il suo presidente Marino Breganze, dando, così finalmente sostanza alle dichiarazioni del procuratore capo di Vicenza. Antonino Cappelleri, infatti, a differenza dei colleghi romani che, sulla base di presunti suoi inquinamenti di prove, avevano chieso e ottenuto gli arresti domiciliari e il sequestro di beni a carico dell'ex dominus della popolare di Montebelluna, giustificava, non senza dubbi fino ad oggi almeno di chi scrive, la mancanza di provvedimenti cautelari nei confronti dell'ex presidente della Popolare vicentina con l'impossibilità di "inquinare" le eventuali prove a proprio carico per l'assenza di suoi "agganci" con i vertici scelti a Vicenza da Atlante: da oggi con marino Breganze e gli uomini palermitani sulla via dell'uscita qusto è vero, anche se rimangono in Via Btg. Framarin altri "discendenti" della gestione Zonin, tra cui, addirittura, dirigenti indagati come lui. Ma Beniamino Anselmi non solo ha soddisfatto in meno di tre mesi chi voleva l'azione di responsabilità (Mion & c. sono in carica da luglio 2016, con Iorio in sella da quando c'era ancora Zonin...) e non solo si è dimesso subito dalla sua carica apicale, per dissensi con la proprietà e non per
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presunti danni ai soci, mentre per il Cda in Banca Nuova si è in dirittura di arrivo solo ora e mentre rimangono ben salde le poltrone, che so, della Fondazione Roi, sulla quale ancora siede il solito Breganze, e di FarBanca , del cui Collegio dei Sindaci, tra l'altro, è ancora presidente Marco Poggi, dello studio Simonetto, Zamberlan, Poggi e Lombardi nonchè presidente dell'Ordine dei Commercialisti di Vicenza e da sempre osannante alle gesta zoniniane. Beniamino Anselmi ha fatto ben altro: si è dimesso dalla sua carica perchè voleva, prima, risanare la banca, che gli era stata affidata solo tre mesi, fa riducendo al minimo i tagli di personale, razionalizzandone la gestione e recuperando la fiducia dei clienti per renderla appetibile a un altro istituto sano ma non presente nella sua area in cui farla, poi, confluire trattando il salvataggio duraturo dello zoccolo duro della finanza trevigiana da posizioni più eque e in un futuro meno disastrato economicamente di quello attuale, in cui si fa fatica a trovare un acquirente, italiano o internazionale, sia pure a prezzi da saldo, anche per le quattro piccole banche "risolte" (Etruria, Ferrara, Marche e Chieti). Beniamino Anselmi, conoscitore di banche e non sfruttatore di situazioni, magari anche per lauti stipendi e benefit a cui, infatti, ha rinunciato, voleva licenziare il meno possibile e "ripulire" Veneto Banca ritrovando fiducia dei clienti e redditività in altri modi, che reputava possibili, per salvarla realmente e consigliava di fare lo stesso per Banca Popolare di Vicenza, anche se ben più disastrata. Se ad Anselmi, con la fusione impostagli ma rifiutata con le dimissioni, non si è data di fatto la possibilità di portare avanti il suo piano industriale, a differenza di quanto avvenuto per i moltelpici piani firmati Francesco Iorio e noti per la loro identica, negativa, conclusione, la fusione voluta da Atlante e abbracciata dall'uomo di finanza privata Mion porterà di sicuro, dopo quella dei soci, a una ulteriore macelleria sociale, quella dei dipendenti. Se due banche malmesse ma con un un destino diversificato devono tagliare, a una banca unica nello stesso territorio sarà chiesto di "cecchinare" migliaia di lavoratori in più. E se due banche problematiche rimesse in carreggiata (quelle di Vicenza con più fatica, di certo) potrebbero sopravvivere unite disgiuntamente a due istituti interessati ai loro territori, come si può pensare, caro Mion e caro Atlante, che due debolezze facciano una forza? Forse il futuro e probabilmente non lontano crollo congiunto della somma delle due ex Popolari (quanti soldi servirebbero e chi li metterebbe oggi per far vivere per qualche tempo la banca unica come un terribile zombie?) potrà nascondere l'incapacità dei vertici vicentini, a differenza di quanto prospettato per Montebelluna da Beniamino Anselmi, di progettare e perseguire un futuro per la banca messa peggio, quella di Vicenza. Ma la fusione delle due banche consentirà a Gianni Mion (alla cui corte sono svaniti mediaticamente i furori di Francesco Iorio e Salvatore Bargantini) di lasciare almeno una grande eredità, oltre a quella del piccolo bancomat sulla sua tomba per i suoi figli come affermava a luglio riguardo al suo altrettanto piccolo stipendio di 400.000 euro).
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Quale eredità? Il nome, ha detto, che vorrebbe fosse "Vicenza Bank", ma che potrebbe più realisticamente diventare "Vicenza Big... Bang" (il grande bang, il grande botto di Vicenza, anzi della Vicenza con la Veneto). Capito perchè Anselmi è il... Beniamino di chi non crede alle due banche unite, tutte lacrime e sangue per i dipendenti e i soci, incluso ora Atlante che, se non potrà (e come potrà farlo?), ricapitalizzare la banca unica, potrebbe rimetterci tutti i 2.5 miliardi già investiti, che Anselmi pensava fosse ancora possibile far rendere, almeno in parte, in Veneto Banca e che Mion potrebbe (il condizionale è di rispetto per chi magari ha assi, miliardari, nella manica che non conosciamo) far svanire del tutto. E forse presto, per dedicarsi il prima possibile, dopo, magari, qualche altra lite liberatoria col suo cda, al suo bancomat preferito, ante mortem, la Space , la società di investimento da lui fondata e che si fonde con Avio. Per approdare nel 2017 e direttamente, lei sì, in Borsa. P.S. Saremo felici di essere smentiti in futuro, come avremmo preferito essere smentiti per quello che raccontavamo sul disastro incombente delle BPVi e che abbiamo raccolto in "Vicenza. la città sbancata".
POLITICA
Hillary e la politica tradizionale prendono una "trumpata": la fuga della Clinton dal discorso della "concessione della vittoria" nobilita Trump. In Italia meno male che Grillo c'è? Alle 8.32, ora italiana, l'Associated Press ha lanciato la notizia che Donal Trump, il candidato repubblicano fuori dalle righe e in buona misura anche dal suo partito, è il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America avendo surclassato contro ogni pronostico e contro ogni ormai inutile sondaggio la democratica Hillary Clinton (qui i dettagli Ansa e qui le prime reazioni dei mercati).: la tramvata, anzi la "trumpata" è servita...Aggiornamento delle 8.45 . "Trump alla Casa Bianca? Non si è capito nulla della società americana, della gente in carne e ossa. Sondaggisti, stampa, giornalisti politici, opinionisti. Come già con Orban in Ungheria, Farage in Gran Bretagna, la destra in Polonia...È un momento di grande cambiamento. Nel mondo": questo è il primo commento che ci arriva da un attento, e mattiniero, osservatore locale della politica e che condividiamo. Ma
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quando aggiunge che quel cambiamento è "non certo in meglio. Anzi in peggio, molto peggio. Per tutti" non siamo netti come lui con cui torniamo a in sintonia quando chiude con "C'è da ben riflettere. E a fondo". Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
La gente chiede un cambiamento e i politici di professione non sanno intercettarlo, questa è la prima riflessione che ci viene di fare: la vittoria di Trump, per l'importanza della sua conquista, è il segnale finale per la classe politica tradizionale. Commento delle 9.26. La fuga di Hillary Clinton dal quello che è il tradizionale discorso pubblico in cui il candidato sconfitto, dopo la classica e minimale telefonata privata in cui si congratula con lui, riconosce la vittoria dell'avversario conferma due cose che forse tutti noi abbiamo rimosso dalle nostre valutazioni pre voto e che, invece, molto hanno pesato sul voto degli americani. Intanto conferma e consegna alla storia la doppiezza di Hillary che bacchettò Donald quando costui minacciò in campagna elettorale, quindi in una fase di "recitazione" promozionale, di voler valutare in caso di sconfitta il rifiuto della "concessione della vittoria" in pubblico, ma che ora, a risultato proclamato e, quindi, tornando al mondo reale, è lei a non mostrare la freddezza e l'umiltà dello sconfitto che, comunque, accetta il verdetto del popolo. Infine Hillary Clinton col suo "gran rifiuto", condito da un richiamo a improbabili riconteggi per nascondere la sua reazione isterica a paradossale conferma del giudizio popolare che non l'ha ritenuta adatta al ruolo di presidente della nazione ad oggi ancora più influente del mondo, mostra il suo vero volto, quello di una politica tutt'altro che democratica, come vorrebbe il nome del suo partito, e più abile a servire le lobby che non il suo Paese. Ultime considerazioni iniziali delle 9.34. Donald Trump, questa è la domanda che si faceva ieri dandosi una risposta tranquillizzante uno dei due italiani in Usa che abbiamo sentito, sarà ora in grado di rimuovere le accentuazioni populiste della sua campagna per governare, magari con una visione diversa da quella che anche noi vorremmo, ma con l'equilibrio che richiede il ruolo di presidente degli Stati Uniti d'America?
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Nel "discorso del tacchino", come si chiama l'intervento di ringraziamento a chi ha votato il nuovo presidente, Donald Trump è apparso se non già in grado, ma di sicuro voglioso di farlo: ha parlato a tutti e non solo alla sua gente per riunire un Paese diviso. E se questa, la vittoria di Trump, per le dimensioni dell'avvenimento superiore alla Brexit e al referendum ungherese, fosse non l'esplosione di quello che i politici di mestiere chiamano "populismo" ma il modo per incanalare il mondo verso scelte non fatte solo dalla finanza e dalle varie massonerie globali, qui da noi, nell'Italietta, qualcuno potrà cominciare a pensare: meno male che Grillo c'è, un attore che prova a rompere gli schemi della politica ma rimane se stesso, nel bene e nel male, per carità, per intercettare la gente. Se non vogliamo solo un Salvini, un politico tradizionale che sa recitare e si trasforma, a seconda del pubblico, da nordista a sudista, da deputato pagato dall'Europa a nazionalista convinto, per gabbare la gente. C'è di meglio di Grillo? C'è da sperarlo, sinceramente, e magari anche tra i suoi fan, ma finchè non lo troviamo, lasciamogli intercettare quella gente che in un Paese normale ora sarebbe in piazza a sfasciare tutto. In passato quella gente ha abbracciato Berlusconi, poi più recentemnte Renzi e i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Gli States, pur di non morire per consunzione pseudo democratica, hanno scelto il rischio di continuare a vivere cambiando le regole del gioco e le reazioni delle borse e dei mercati, di certo non controllati dal "popolo" ma che per un po' almeno incomberanno come una minaccia sulla gente, dimsotrano che ci sono altri, oltre a Hillary, che non ci vogliono stare alle nuove regole. Da sempre, però, la speranza è migliore della morte, perchè, se non altro, fa vivere meglio in attesa dell'atto finale, che esiste pragmaticamente per l'uomo, ma non, ineluttabilmente e dogmaticamente a breve, per l'umanità. P.S. delle 9.44. Se crediamo di più al Barack Obama che ha storicamente condannato Hillary Clinton alla fine politica, prima di Trump, piuttosto che al presidente uscente che ha "dovuto" sostenerla in campagna elettorale, la speranza rimarrà forte anche per chi pensa che la vittoria di Trump sia "la" soluzione ma il passaggio obbligato per far tornare al centro della vita umana la politica vera, fatta di discussioni e voti e non di interessi dominanti.
POLITICA
Donald Trump ha vinto, gli Stati Uniti d’America hanno il loro 45esimo presidente. Il più vecchio di sempre batte
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la vecchia politica Si sono svolte ieri, 8 novembre 2016, le elezioni presidenziali statunitensi. I grandi elettori hanno preferito Donald Trump, candidato repubblicano, a Hillary Clinton, candidato democratico. Si chiude così l’era Obama: la carta della novità, che aveva funzionato due volte per il primo presidente afroamericano nella storia a stelle e strisce, non ha funzionato per quella che avrebbe potuto essere la prima donna a guidare gli Usa. I mercati finanziari sono in discesa in tutto il mondo dato che Wall Street aveva puntato sulla continuità, cioè Clinton. A sorpresa, invece, ecco trionfare il miliardario Trump, imprenditore nel settore dei media, digiuno di politica, quella tradizione almeno, e inviso a buona parte del suo stesso partito, se non altro fino alla vittoria appena conseguita. I repubblicani, nella concomitante tornata elettorale per Camera e Senato, conquistano la maggioranza in entrambi i rami del Congresso, ottenendo così, almeno teoricamente, il potere legislativo dell’assemblea e quello esecutivo nelle mani del presidente federale, capo di Stato e di governo. Di Piero Casentini
Nell’ambito dell’economia reale si vedrà se il nuovo presidente rimarrà coerente con quanto dichiarato in campagna elettorale, e cioè niente Ttip, il trattato di libero scambio con l’Europa, riduzione delle spese federali, taglio delle tasse per la classe media americana. Dal punto di vista della politica interna si vedrà se le esternazioni sull’immigrazione clandestina, da scongiurare attraverso la costruzione di un muro divisorio col Messico, l’abolizione della riforma sanitaria fortemente voluta da Obama e l’eliminazione del diritto di cittadinanza per nascita, avranno seguito o, dopo i proclami da campagna elettorale, verranno ricondotte in un alveo più realistico e meno barricadero, come farebbe pensare anche il primo discorso di Trump da presidente che mira a riunire il popolo americano dopo le divisioni elettorali. Sul fronte della politica estera, invece, si è ansiosi di scoprire come Trump intenda far coesistere il progetto di tornare allo sfruttamento di combustibili fossili, cioè carbone, petrolio e gas, con il proposito d’intervenire militarmente in paesi stranieri solo se strettamente
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necessario. La guerra per eliminare il sedicente Stato islamico, Isis, dovrebbe realizzarsi, intanto, grazie ad una nuova collaborazione con la Russia di Vladimir Putin. Le analisi del voto sono ancora accennate: Limes scrive di una probabile disaffezione al partito democratico da parte delle comunità afroamericane, ispaniche ed asiatiche; Stefano Polli, vicedirettore di Ansa, scorge dietro la vittoria di Trump i voti degli esclusi dalla società che non hanno trovato risposte nella politica tradizionale. Molti interrogativi restano sul tavolo, ma la vittoria di Trump è netta. Può piacere o non piacere, ma questo è il risultato, inequivocabile, uscito dal sistema elettorale americano. In soldoni: è la democrazia, bellezza. Anche quando vince chi non piace. Quali effetti avrà sull'Italia, difficile dirlo. Si può immaginare che il Referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, data la promessa di dimissioni da presidente del Consiglio avanzata da Matteo Renzi nel caso di vittoria del no, potrebbe assumere ancor più i tratti di uno spartiacque. Forse una parte del fronte del no, dopo il voto britannico per l'uscita dall'Europa e l'odierna vittoria di Trump, potrebbe cambiare opinione, stemperando la netta opposizione nel timore di causare, più o meno volutamente, la caduta del governo. Staremo a vedere. Si ha sempre più l'impressione, però, che il voto popolare subisca continui tentativi di condizionamento, tanto da parte di coloro i quali si scagliano contro il populismo di certa politica, quanto per opera di quelli che agitano lo spauracchio della crisi finanziaria ed economica. Sarà forse che le elezioni fanno paura? Se così fosse, sarebbe un buon segno: la partecipazione dei cittadini varrebbe ancora molto, più di quanto si creda.
POLITICA
Donald Trump nuovo presidente Usa. I vicentini sapevano chi avrebbero votato...in America, ma non al referendum costituzionale La notizia della vittoria di Donald Trump ha sconvolto i più, in Italia nonché a Vicenza… a guardare le espressioni di alcuni nostri intervistati di questa mattina. Ha sconvolto anche le previsioni di ieri sera fatte scherzando in redazione, in cui si dava quasi per scontata la vittoria ad Hillary Clinton. A noi italiani pare un dejavù di quando tutti schifavano Berlusconi e poi vinceva sempre le elezioni. Eh sì, perché a mandare al governo il ricco sciupafemmine siamo stati prima noi, che vanto! Speriamo per gli americani non con gli stessi risultati italiani (che, però, a questo punto dovremo rivedere alla luce della storia diversa da quella della cronaca, visti i passi dei suoi successori, ndr).
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Di Sara Todisco
Le previsioni, però, non sembrano essere delle migliori. In pratica le Borse di Tokyo, Hong Kong e Francoforte post elezioni sono crollate, i social pullulano di ironia sul neopresidente rivendicando la vittoria mancata di Hillary, i democratici pare dicano addio al potere del popolo e persino il sito per l’immigrazione in Canada ha registrato un boom di accessi di chi ora pare voglia fuggire dal nuovo potere. Eppure gli Stati Uniti hanno votato e Trump è il risultato, battendo Hillary 310 a 228. Un risultato che di certo avrà i suoi risvolti nel mondo, in Europa e in Italia. Ma lasciando i commenti ai colleghi americanisti più esperti, ciò che è stato interessante notare è stato l’interesse e, addirittura, il coinvolgimento degli italiani nella questione delle elezioni presidenziali americane. Attenzione, tenersi informati e conoscere è fondamentale e il fatto che queste elezioni siano avvenute oltre oceano non significa affatto che non ci riguardavano. Ma è curioso come anche chi non segue la politica locale, italiana, o la politica in generale, chi non si è mai interessato all’America (se non l’ultima volta che Obama è salito alla presidenza) avesse delle preferenze o un’opinione su chi sarebbe dovuto andare alla guida degli Stati Uniti d’America. Dove vogliamo arrivare? Non molto tempo fa abbiamo chiesto ai vicentini che cosa sapessero del referendum costituzionale per il quale si voterà il prossimo 4 dicembre e la risposta della quasi maggioranza è stata “poco, sappiamo poco”, conoscevano solo in parte o sapevano "quello che ci dicono, che vediamo alla tv”. E se tutto il mondo è paese, questa è probabilmente la situazione nazionale non solo locale. Eppure dovremo recarci tra meno di un mese alle urne, mettere una X su due lettere, Sì o No, in ogni caso determinanti per la nostra carta costituzionale e per la nostra democrazia. Avremo infatti il diritto di dare un’opinione su una riforma proposta, con la quale possiamo essere d’accordo o meno, avendo l’opportunità di far valere il nostro demos cratos (potere del popolo) e invece per lo più decidiamo di... saperne poco. Decidiamo di entusiasmarci o arrabbiarci, quasi indignarci per il neo eletto presidente oltre Oceano, sapendo bene per chi avremmo messo una X sulla scheda se fossimo stati cittadini Usa, ma sappiamo ancora così poco della nostra vecchia, cara Costituzione, del nostro Governo e del nostro Senato e di quello che potrebbe o non potrebbe cambiare con la riforma costituzionale. Donald Trump può piacere o meno, ma tra qualche giorno la Borsa si stabilizzerà, i giornali smetteranno di fare titoloni (ammessi e concessi) a
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stelle e strisce e gli Stati Uniti si abitueranno ad avere un presidente “abbronzato” (come Berlusconi definì Obama) ma di un’altra gradazione, il "rosso repubblicano", sulla quale tutti ora ironizzano. Con ciò passeranno nel dimenticatoio pubblico anche le migliori raccomandazioni da parte dei leader mondiali, tra cui Matteo Renzi e persino il leader messicano Enrique Pena Nieto, di buon lavoro e governo. E allora si vedrà il vero operato di chi ha preso le redini di uno dei territori più potenti al mondo con l’augurio a noi governati del mondo che ciò non porti ad ulteriori guerre e conflitti, caldi o freddi che siano. Nel frattempo, calato il sipario sull’America, saremo in grado noi italiani di mettere lo stesso entusiasmo, più informazione e per finire sicurezza nell’andare a votare per il nostro Stato, giocandoci al cento per cento il nostro diritto democratico (senza riferimenti al partito)… il tutto entro il 4 dicembre? Votare informati è un tale onore e privilegio, che ci permetterà probabilmente di non piangere sul latte versato, quando usciranno quelli italiani di risultati.
POLITICA / INTERVISTE
Donald Trump presidente degli Stati Uniti. Cosa ne pensano i vicentini? Le risposte a VicenzaPiùTv servizio di Piero Casentini, riprese Nazareno Baio, montaggio Sara TodiscoDonald Trump è il presidente degli Stati Uniti. I social impazzano, il mondo pare si aspettasse risultati tutti al femminile che portassero il nome di Hillary Clinton, ma l’America ha votato e ora ha il suo quarantacinquesimo presidente. A pochissime ore dal risultato abbiamo chiesto ai vicentini la loro opinione sulle fresche elezioni presidenziali americane e di svelarci per chi avrebbero votato. Ecco le vostre risposte a VicenzaPiùTv. Di Sara Todisco
POLITICA
Donald Trump, la Casa Bianca si dipinge di “verde”
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Ha vinto a sorpresa Donald Trump. Nonostante il pareggio tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti d'America in termini percentuali a quota 48% e con soli 200mila voti di differenza, il numero di grandi elettori ha decretato la vittoria per l'uomo della televisione, l'imprenditore di successo, evasore fiscale, dalla battuta facile e spigliato, con una giovane moglie pin-up e una visione delle donne sull'onda del bunga-bunga. La copia made in Usa di Silvio Berlusconi è riuscito ad imporsi a sorpresa come nel 1994 l'ex Cavaliere: in pochi mesi è piombato dal nulla senza esperienza politica a guidare gli Usa. E come Berlusconi anche Trump ha strillato ai brogli poco prima dell'apertura delle urne, denunciando che avrebbe fatto ricorso. Ora lo farà lo stesso, vista anche l'incredulità mondiale per il risultato? Di Edoardo Andrein
Il nuovo presidente degli Stati Uniti dal linguaggio tenuto in campagna elettorale più che puntare sulla rivoluzione liberista sognata dai berlusconiani o da Ronald Reagan, per restare a un altro eccentrico presidente Usa del passato, ha puntato all'anima populista verde-leghista impersonata da Matteo Salvini o a quella reazionaria pentastellata di Beppe Grillo. Un episodio dei Simpson del lontano anno duemila lo aveva già profetizzato e la scorsa estate anche Michael Moore, il regista e premio Oscar lo aveva previsto: “Donald J. Trump vincerà a Novembre. Questo miserabile, ignorante, pericoloso pagliaccio part-time, e sociopatico a tempo pieno, sarà il nostro prossimo presidente. Presidente Trump. Forza, pronunciate queste parole perché le ripeterete per i prossimi quattro anni”. Del “trumpismo” nei prossimi anni se ne sentiranno gli effetti in tutto il mondo, anche nella “colonia” americana di Vicenza dove si sono sentite critiche verso le politiche democratiche sull'asse Clinton-Obama, che per alcuni hanno portato l'America e il mondo nell'incertezza quotidiana che viviamo oggi, dimenticando probabilmente i disastri economici e culturali arrivati durante i dieci anni al potere negli anni duemila di George W. Bush. Un trionfo di Trump che è quello del partito dell'egoismo che sta già soffiando verso tutta l'Europa, con provenienza dall'Ungheria. Contro una
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Hillary che, nonostante difetti e contraddizioni politiche, avrebbe dato un segnale verso una società più inclusiva, grazie all'elezione del primo presidente donna per la più grande potenza mondiale. Ora invece dovrà essere incarcerata, se Trump terrà fede a una delle sparate riportate sulla stampa durante la battaglia elettorale... Sembra abbia prevalso l'idea del non votare nessuno dei due, o del “tanto sono tutti uguali”, filosofia popolare che in Italia ha lasciato al comando il ventennio berlusconiano-leghista, con relativi effetti. Una sconfitta quella dell'ex first lady alla faccia anche di tutti quei cantanti e sportivi che si erano pronunciati per sostenere Hillary Clinton, come Lebron James il più famoso giocatore del mondo di basket e campione in carica dell' Nba che aveva scritto queste significative parole: “Ci serve un presidente che riporti l’unità: dobbiamo rimanere tutti uniti, indipendentemente da dove veniamo e dal colore della nostra pelle. Hillary porta il messaggio di speranza e unità che ci serve”. Ha vinto, invece, un personaggio divisivo per la gioia di giornali e televisioni, su cui è partito, e chissà per quanto continuerà, uno sciame di analisi e commenti, che la vittoria scontata di Hillary non avrebbe portato. Nel suo primo discorso da neopresidente Trump ha rispolverato le rituali parole del “presidente di tutti”. Ma per ora l'imbianchino della Casa Bianca ha già tirato fuori il barattolo con la vernice verde.
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
BPVI cerca di vendere le sedi di Roma e di Milano. CorSera: a Vicenza sarà difficile liberarsi di Palazzo Repeta ex Bankitalia In attesa di comprendere quanto senso economico possa avere la fusione con Veneto Banca, la Banca Popolare di Vicenza cerca di fare cassa mettendo in vendita i gioielli immobiliari di famiglia. Dopo aver accumulato perdite superiori ai 3 miliardi di euro negli ultimi 3 esercizi - 795 milioni nella sola semestrale al 30 giugno 2016 - la banca presieduta da Gianni Mion e guidata da Francesco Iorio ha deciso di fare cassa, vendendo quello che può. È il caso di alcune proprietà immobiliari di particolare pregio. La prima è a Roma, in via del Tritone angolo via del Traforo, ed ospita un'agenzia dell'istituto veneto che però ha sede di rappresentanza in piazza Venezia, davanti all'Altare della Patria, in un immobile di proprietà di Generali Assicurazioni, di cui - si dice - non verrà rinnovato il contratto quando arriverà a scadenza.
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Di Rassegna Stampa
A Milano è in vendita un
palazzo arrivato alla Vicenza con il lodo Ricucci, ma soprattutto l'immobile di via Turati. È l'antica sede della Solvay, nelle vicinanze del consolato americano, che l'allora presidente della banca, Gianni Zonin, comperò nel 2009 in accordo con il direttore generale Samuele Sorato. Palazzo liberty di raffinata eleganza, venne inaugurato nel giugno del 2010 alla presenza dei nomi più importanti della business community milanese, chiamati a celebrare la grandeur della popolare veneta. Sembra passato un secolo. Ora verrà alienato. Più difficili da vendere sono invece altri immobili, in particolare nel centro di Vicenza, come l'ex sede della Banca d'Italia in piazza San Lorenzo (Palazzo Repeta, ndr), a due passi dal centralissimo Corso Fogazzaro. Doveva diventare un albergo di lusso, è inutilizzato da anni. Di Stefano Righi, da Il Corriere Economia
FATTI
Impianti sportivi: per lo stadio Menti 50 mila euro per migliorare visibilità, mentre il terreno delle piscine diventa comunale
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A Vicenza la piscina coperta e scoperta diventano ora terreno comunale: "avremo possibilità di gestirlo" dice l'assessore Umberto Nicolai presentando la novità con la collega Michela Cavalieri. Il Comune di Vicenza acquisisce il patrimonio delle piscine di viale Ferrarin che erano di proprietà del Coni. Questa sera inoltre sarà in discussione in Consiglio comunale l'acquisizione del parco della Pace. Per lo Stadio Menti, invece, il Comune metterà 50 mila euro per arretrare e abbassate le panchine dei giocatori garantendo una maggiore visibilità dalla tribuna. Inoltre dopo anni e anni di proteste è stato fatto il progetto per la tribuna disabili nella curva azzurra per arrivare il prossimo anno a una serie di altri lavori che arriveranno a una spesa totale di 500 mila euro: "anche per organizzare qualche concerto" è la speranza di Nicolai. Di Edoardo Andrein
Di seguito maggiori dettagli dal Comune: Grazie al federalismo demaniale il Comune di Vicenza diventa proprietario dell'intera area delle piscine di viale Ferrarin. L'opportunità, offerta dallo Stato e immediatamente raccolta dall'amministrazione comunale, chiude positivamente una vicenda le cui origini risalgono agli anni '50 del secolo scorso, quando il Coni acquistò dal Comune una porzione di terreno tra viale Ferrarin e il Bacchiglione per costruirvi due piscine coperte a fianco di terreni comunali destinati alle piscine scoperte. Negli anni '60 il Comune, che aveva in gestione l'impianto, vi costruì a fianco una vasca per bambini che andò ad occupare parte dei terreni del Coni, dando il via ad una causa legale tra i due enti. Alla fine degli anni '90, messo da parte il contenzioso, Coni e Comune si accordarono per ristrutturare e ampliare l'intero impianto natatorio: la ristrutturazione, che ha portato alla realizzazione del nuovo Palazzetto del nuoto, è avvenuta a spese del Comune in cambio della concessione d'uso di tutta la struttura per 30 anni, rinnovabili per altri 30. Successivamente il Coni ha ceduto la proprietà allo Stato e ora, grazie alla legge sul federalismo demaniale, il Comune ha potuto chiederne l'acquisizione gratuita. “Oggi – ha annunciato l'assessore alle risorse economiche e alle politiche del lavoro Michela Cavalieri - la giunta ha dato il via libera alla conferma
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della richiesta di trasferimento gratuito al patrimonio comunale che il consiglio comunale dovrà ratificare. Il provvedimento si aggiunge ad altri che abbiamo istruito in questi tre anni di attuazione del federalismo demaniale, incrementando a costo zero il valore patrimoniale del Comune e favorendo al tempo stesso progetti di rigenerazione urbana. Tra le operazioni più importanti, ricordo l'acquisizione della pista ciclabile della Riviera Berica e del centro diurno di via Grandi, oltre a quella del grande parco della Pace su cui proprio stasera chiederemo l'approvazione al consiglio comunale”. “Questa soluzione che ci vede diventare proprietari dell'intera area – ha aggiunto l'assessore alla formazione Umberto Nicolai – chiude nel migliore dei modi un'annosa vicenda, consentendoci tra l'altro di semplificare e ottimizzare i rapporti giuridici con la società che gestisce la struttura coperta e scoperta, fiore all'occhiello della città”. La giunta ha approvato oggi due progetti definitivi per lavori che verranno eseguiti in primavera allo Stadio Menti. Per migliorare la visibilità dalla tribuna coperta si è stabilito di arretrare e abbassare le panchine, ad uso dei giocatori, collocate a bordo campo impegnando una spesa di 50 mila euro. Pertanto verrà demolita una porzione dei gradini, inutilizzati, che consentiranno di portare il piano di appoggio delle panchine sotto il livello del campo di circa 40 centimetri. Sempre per migliorare la visibilità verrà inoltre eliminata la recinzione e il tunnel da cui assistono alla partita le persone con disabilità. Quest'ultimo verrà rimosso dopo la realizzazione di una nuova zona all'interno della curva azzurra. Qui si provvederà a demolire alcuni gradoni per inserire due nuove pedane coperte con 30 posti carrozzina. Le due pedane, di altezza diversa, saranno collegate da rampe. Verrà inoltre realizzato un nuovo bagno per persone con disabilità. La spesa complessiva è di 150 mila euro. “Entrambe le migliorie sono state richieste dal Vicenza Calcio che ci ha offerto il progetto e che ha sostenuto le spese tecniche – ha spiegato l'assessore alla formazione Umberto Nicolai -. Il costo dei lavori che verranno realizzati a partire dalla primavera è, invece, a carico del Comune”.
GIORNALISMO / FATTI
Zonin vuole un milione da VicenzaPiù per inchiesta su sua gestione Fondazione Roi, Ossigeno per l'Informazione: l’operato di Coviello e del suo giornale appare corretto Ossigeno per l'Informazione, che è consulente dell'Osce e della Commissione Parlamentare Antimafia, è, come si legge sul suo sito, l'Osservatorio istituito "nel 2008 con il patrocinio della FNSI e dell'Ordine nazionale dei Giornalisti per documentare e analizzare il
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crescendo di intimidazioni e minacce nei confronti dei giornalisti italiani" e per "accrescere la consapevolezza pubblica di questo grave fenomeno che limita la libertà di informazione e la circolazione delle notizie". Solo nei primi 309 giorni del 2016 Ossigeno ha documentato minacce a 265 giornalisti che si aggiungono ad altri 93 colleghi per episodi degli anni precedenti conosciuti dall'Osservatorio solo adesso. Ossigeno, che ha recentemente presentato anche al presidente della Camera Pietro Grasso e al Ministro della Giustizia Andrea Orlando il dossier "Taci o ti querelo", si è occupato più volte delle intimidazioni subite dal nostro direttore e da nostri colleghi di VicenzaPiù (qui alcuni dei casi, ndr). Di Gianfri Bogart
Mentre perdura il silenzio locale e anche dell'ordine dei Giornalisti del Veneto, a cui pure abbiamo sottosposto il caso, Ossigeno per l'Informazione mercoledì 9 novembre, dopo aver acquisito tutta la documentazione relativa ad oggi disponibile col solito scrupolo dello staff del suo direttore, il collega Alberto Spampinato, ha reso note, col documento che di seguito pubblichiamo, la sua posizione e la sua solidarietà per la causa per danni milionari intentata da Gianni Zonin, in qualità di presidente all'epoca della Fondazione Roi. Se con questa denuncia il Veneto annovera oggi 9 giornalisti "minacciati" nel 2016 con Giovanni Coviello che diventa ora il nono dell'elenco c'è anche da segnalare che secondo le stime di Ossigeno esposte nel Rapporto 2011, dietro ogni intimidazione documentata dall’Osservatorio almeno altre dieci restano ignote perché le vittime non hanno la forza di renderle pubbliche. A tutti questi colleghi va la nostra solidarietà mentre il nostro direttore Giovanni Coviello ringrazia per la sua opera coraggiosa di denuncia il direttore di Ossigeno per quanto qui scritto e dichiarato a tutela sua e di chi fa con determinazione questo "mestiere".
Diffamazione. Perché Zonin vuole un milione da Vicenzapiù
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Da Ossigeno per l'Informazione
Il giornale ha criticato la sua gestione della Fondazione Roi e un investimento di 26 milioni nella sua ex banca. Il commento di Ossigeno E’ stata rinviata al 27 settembre 2018 la causa intentata presso il Tribunale civile di Vicenza dal presidente della Fondazione Roi, Gianni Zonin, al direttore del giornale Vicenzapiù e Vicenzapiù.com, Giovanni Coviello, con una richiesta di risarcimento di un milione di euro per danno di immagine. Zonin accusa Coviello di avere deliberatamente danneggiato l’immagine e il decoro della Fondazione pubblicando, tra il 4 e il 14 marzo 2016, una serie di articoli nei quali critica la gestione degli amministratori e formula giudizi negativi sull’acquisto di un immobile, che in passato ha ospitato l’ex cinema cittadino “Corso”, e su un investimento di 26 milioni di euro. L’investimento è stato effettuato dalla Fondazione – fra il 2009 e il 2015 – in azioni della Banca Popolare di Vicenza, e che ha perso il 90 per cento del valore. Queste informazioni, secondo Zonin, sarebbero false e formulate con espressioni diffamatorie. Coviello si difende affermando di avere esercitato correttamente il diritto di cronaca su fatti di grande interesse pubblico. Gianni Zonin è un personaggio pubblico, da tempo al centro dell’attenzione. Per quasi venti anni, fino al 2015, è stato il presidente della Banca Popolare di Vicenza. A questa carica, dal 2009 ha aggiunto quella di presidente della Fondazione Roi, fondata nel 1988, che ha come scopo statutario la tutela e la promozione del patrimonio storico artistico vicentino. “Sono tranquillo e voglio andare fino in fondo, anche se questo procedimento è costoso. Voglio chiarire questa vicenda complicata di cui la Fondazione Roi è soltanto la punta dell’iceberg”, ha dichiarato Giovanni Coviello a Ossigeno, dopo la prima udienza, che si è svolta il 25 ottobre 2016. Mesi fa, intervistato da Radio Padania (audio), Coviello ha ironicamente ringraziato il suo accusatore: “Grazie Zonin per averci permesso, accusandoci, di accedere agli atti della Fondazione Roi”. IL COMMENTO DI OSSIGENO – La vicenda è veramente complicata, ma l’operato di Coviello e del suo giornale appare corretto e Ossigeno per l’Informazione si augura che anche la Fondazione che lo accusa lo riconosca al più presto, instaurando quel rapporto dialettico, di reciproco interesse, che deve esistere fra la stampa, i lettori, gli operatori economici, il mondo politico. Coviello è un giornalista che fa il suo lavoro. Ha diffuso
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informazioni di pubblico interesse e ha espresso opinioni legittime, esercitando il diritto di critica, giudicando i fatti e aggiornando le informazioni mano a mano che era possibile mettere a fuoco meglio i fatti e acquisire dati più certi. Altrettanto evidente sembra a Ossigeno per l’Informazione che la scelta di reagire agli articoli di Vicenzapiù con una richiesta di danni produce l’effetto di comprimere la libertà di espressione. Sarebbe stato più semplice, più rapido e più efficace -secondo Ossigeno – riparare l’asserito danno di immagine, dovuto alla diffusione di dati a volte imprecisi, chiedendo la pubblicazione di precisazioni e rettifiche. Bisognerà capire come e perché, senza fornire elementi che lo attestino, la Fondazione stimi un danno di così grande valore che, a prescindere dalle effettive intenzioni, condiziona fortemente le finanze del giornale accusato, imponendo un pesante vincolo di bilancio e determinando spese legali molto onerose, essendo esse commisurate al valore della causa. L’ANTEFATTO – Per conto della Fondazione Roi, Gianni Zonin ha avviato anche altre cause per diffamazione, per le stesse questioni, La più rilevante è stata promossa contro la signora Barbara Ceschi, nipote del marchese Giuseppe Roi, la quale ha dato fuoco alle polveri con clamorose dichiarazioni sull’argomento, il 5 marzo 2016, nel corso dell’assemblea dei soci della Banca Popolare di Vicenza, riferendo fatti e circostanze che proverebbero un “malaffare” nella gestione della Fondazione.
POLITICA
Riforma costituzionale lascia fuori dal senato le regioni a statuto speciale, il prof. Renato Ellero: lo avevo detto al Fatto Quotidiano Il Professore Renato Ellero ha chiamato in redazione per darci lo stesso messaggio che, ci dice, via sms aveva inviato a Il Fatto Quotidiano qualche tempo fa: “date un occhio allo statuto delle regioni a statuto speciale, avrete delle sorprese”. Che sorprese? Chiediamo all’esperto professore. E in modo semplice ci spiega ciò che ha verificato un paio di settimane fa, prima di avvisare le redazioni (dichiarando di non reclamare la paternità dell'avviso al Fatto Quotidiano). “Le regioni a statuto speciale hanno un proprio statuto. Quest’ultimo stabilisce che i consiglieri regionali non possano essere contemporaneamente membri di una delle due Camere e, quindi, anche del Senato. Questo però è ciò che prevede la riforma costituzionale”. Quindi, secondo lo statuto delle regioni di Trentino Alto Adige, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta e Sicilia, le suddette regioni non possono avere una rappresentanza in
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senato come le altre regioni? Di Sara Todisco
“Ammesso che vinca il Sì al referendum per la riforma costituzionale questo sarebbe il risultato. Ma c’è di più: lo statuto di queste regioni si comporta come la costituzione. Dunque per attuare la riforma costituzionale ne servirebbe un’altra per modificare questi statuti, abilitare il doppio incarico nelle regioni a statuto speciale e poi eventualmente mettere in atto la riforma proposta dal governo Renzi”. “Ma non ci potevano pensare prima, ma che riforma è? Quella della Banda Bassotti in libera uscita!” si chiede polemicamente il professore. Anche Il Fatto Quotidiano ha pubblicato poche ore fa l’analisi della questione (partita grazie alla riflessione di Ellero o di altri che hanno posto il problema e che sono sulla stesssa lunghezza d'onda...) elaborata dal giurista Antonio D'Andrea che definisce la questione risolvibile, ma non manca di aggiungere che “potevano scrivere meglio quel testo”. L’alternativa è che le regioni rese speciali da questi statuti modifichino le regole passando, prima dell'eventuale entrata in vigore della riforma, per “ altri 4 via libera delle Camere nazionali più un parere di ciascun consiglio regionale” dichiara D'Andrea ai colleghi de Il Fatto, confermando che il processo non è dei più semplici. Senza questo percorso, però, di fatto si lascerebbe vuoto per metà il “nuovo” Senato che sarebbe composto, se passerà la riforma che andrebbe in vigore nel 2018, oltre che da sindaci anche da consiglieri regionali. Tutti meno quelli delle regioni a statuto speciale, che dovranno correre per metterci una pezza in tempo. A meno che non vogliano rimanere fuori dal Senato e, magari quelle indipendentiste, "uscire" dall'Italia unita...
ECONOMIA&AZIENDE
Veneto Banca, l'ingegner Massimo Lanza è il nuovo presidente: “continueremo
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lavoro di riordino e rilancio” Il Gruppo Veneto Banca annuncia che il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca, riunitosi in data odierna 11 novembre, ha preso atto delle dimissioni dalla carica di Presidente del dottor Beniamino Anselmi e ha quindi provveduto a nominare l’ingegner Massimo Lanza nuovo Presidente di Veneto Banca. Il CdA e il Collegio Sindacale hanno espresso al neo Presidente Lanza i migliori auguri di buon lavoro per lo svolgimento dell’incarico assunto e al dottor Anselmi il sincero riconoscimento per l’impegno profuso durante il suo mandato. Di Redazione VicenzaPiù
“Ringrazio sentitamente il CdA per la fiducia accordata e il dottor Anselmi per la dedizione dimostrata nei confronti del Gruppo Veneto Banca” – ha affermato Lanza. “Il Consiglio e la Direzione – ha sottolineato il neo Presidente – continueranno il profondo lavoro di riordino e rilancio”. Nato ad Aosta nel 1946, residente a Milano, è coniugato e ha due figli. Dopo la laurea in ingegneria chimica al Politecnico di Milano, ha iniziato una lunga carriera nel mondo bancario, che l’ha portato a ricoprire ruoli di crescente importanza in Italia e negli Stati Uniti in realtà quali The Chase Manhattan Bank, Cariplo e Banca Intesa. Dal 2004 al 2011 è stato Direttore della Fondazione di Venezia, per divenirne in seguito Consigliere di Amministrazione. Siede nei Consigli di enti e associazioni filantropici a livello nazionale ed europeo.
POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Vinòva presenta "Vicenza. La città sbancata": Coviello si incontra e scontra con Gurisatti sul ruolo avuto dall'informazione e Otello Dalla Rosa
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mostra il volto del coraggio Vinòva, la nuova associazione cittadina presieduta da Otello Dalla Rosa che si propone di "individuare idee guida e temi strategici grazie ai quali avviare anche a Vicenza, com'è avvenuto nelle città europee più dinamiche e attrattive, un percorso concertato verso una città più intelligente, sostenibile e inclusiva" ha iniziato il suo ciclo di incontri forti con la cittadinanza presentando, prima associazione o movimento o gruppo politico a farlo a Vicenza, "Vicenza. La città sbancata", un libro che, come recitava l'invito, "ha già fatto discutere, su un tema di drammatica attualità", il flop della Banca Popolare di Vicenza. L'introduzione di Otello Dalla Rosa è stata lucida e chiara anche nel puntare il dito contro le responsabilità locali, che non si fermano di certo al livello direzionale della BPVi. Di Pietro Cotròn
Il disastro della ex Popolare locale ha trovato, infatti, un humus favorevole anche nel mondo imprenditorialle, in quello politico e nell'ambito dell'informazione a senso unico per cui la serata ha consentito ai presenti di assistere e, poi, nel dibattito finale partecipare non solo ad un'analisi dei fatti e alla ricostruzione della cronaca che puntualmente ne aveva fatto VicenzaPiu.com fin dal 13 agosto 2010 per poi raccoglierla nel libro testimonianza definito dal presidente di Vinòva "scomodo" così come " scomodo, ma coraggioso" Otello Dalla Rosa ha presentato l'autore Giovanni Coviello, nostro direttore. L'analisi e la sequenza dei fatti esposta da Coviello, che ha evidenziato nella sua premessa il "coraggio" di Vinòva, che squarcia l'omertà locale, e il lavoro della nostra redazione per arrivare a pubblicare "Vicenza. La città sbancata", giunto a meno di 5 mesi dal suo lancio a due ristampe e ora alla seconda edizione, hanno trovato in Paolo Gurisatti, ricercatore economico, come ama definirsi, e editorialista de Il Giornale di Vicenza, l'acceleratore e l'accentuatore di una presentazione che è diventata contrasto e confronto di una diversa narrazione dei fatti quando il "moderatore", magari anche inconsciamente, è parso far sue le tesi che hanno consentito di arrivare al disastro finale per decine di migliaia di soci risparmiatori grazie a un'orchestra mediatica che suonava un solo spartito. Così che, ha sintetizzato il nostro direttore alla fine dell'aspro, ma chiaro, confronto reso possibile dall'humus democratico di Vinòva, di cui pure Gurisatti fa parte, "se anche un ricercatore economico e un editorialista della sapienza tecnica del dr. Gurisatti oggi ricorda versioni del fatti raccontati su media locali, a differenza di VicenzaPiu.com e a lettori meno critici di lui, come veri e poi manifestatisi nella drammatica realtà di come li avevamo descritti e previsti noi, non si prova un senso generale di irritazione verso questo tipo di informazione?!". Alla ripetizione della domanda si sente una frase "sì, ci irrita" che esce dalla voce fuori campo del presidente Dalla Rosa, frase che coraggiosamente e
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significativamente conclude il video documento che qui proponiamo a chi quella sera non c'era: lungo, ma non come la durata dei danni che ha provocato la gestione del Cda di Gianni Zonin, che il buon Gurisatti ha fatto gran fatica a citare per nome e cognome pur essendo lui il dominus della fu BPVi, fatte salve le risultanbte delle indagini e i successivi pronunciamenti giudiziari che, pure, Otello Dalla Rosa ha fortemente sollecitato con un appello alal Procura di Vicenza e al suo capo, Antonino Cappelleri.
LAVORO
Ipab, i Segretari generali Cgil, Cisl e Uil al presidente Turra: "no privatizzazione" Di seguito la nota congiunta dei Segretari generali CGIL CISL UIL Vicenza Zanni, Consiglio, Chisinrivolta al presidente Ipab Lucio Turra Restiamo particolarmente sorpresi e contrariati dalle dichiarazioni apparse sul GDV di venerdì ed espresse dalla presidenza dell'IPAB di Vicenza. Pensiamo di conoscere molto bene la situazione relativa allo stato economico e finanziario dell'IPAB Vicentino, e crediamo che si debba intervenire immediatamente per risanare l’Ente rendendolo, come dice lo stesso ordine del giorno votato da maggioranza e minoranza del Consiglio Comunale del 10 novembre u.s., molto vicino alle necessità di rispettare la comunità Vicentina non producendo costi e avendo come importante riferimento la qualità del servizio offerto agli ospiti ed alle loro famiglie. Di Redazione VicenzaPiù
A tal proposito ci saremmo aspettati comunicazioni atte a condividere le soluzioni. Il sindacato confederale CGIL CISL e UIL, da sempre è interessato alla tutela del lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici e dei diritti. Vogliamo farci
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carico della mission degli Enti pubblici, sempre indirizzata alla collettività, nell’ottica di migliorare l’assistenza all’anziano. Crediamo che affermazioni che sembrano prevedere la privatizzazione dell'ente trasformandolo in fondazione siano gratuite e fuori luogo. Infatti non sono neanche lontanamente contemplate dall'ordine del giorno sostenuto dal comune di Vicenza. Non c'è relazione diretta tra il risanamento dell'ente, la qualità dei suoi servizi e la sua privatizzazione. Anzi. Abbiamo esempi di gestione pubblica (e non lucrosa) efficiente ed efficace. Non vogliamo entrare nel merito della scelta di privatizzare ma non può essere una scelta determinata da ragioni tecniche. È una scelta politica che può appartenere soltanto alla proprietà che in questo caso è rappresentata dal sindaco e dal consiglio comunale del capoluogo. Ed in questo senso il consiglio comunale non si è espresso in tale direzione con la delibera sopracitata. Per cui sereni sull'obiettivo ma determinati per il lavoro che ci auguriamo di portare a termine attendiamo incontri e tavoli in cui discutere di soluzioni e non di problemi.
FATTI / POLITICA
Insulti a Liliana Zaltron del Movimento 5 Stelle per la mozione referendaria a palazzo Trissino: la democrazia non è per i... Nani Si rimane inebetiti ad ascoltare l'intervento che giovedì scorso 10 novembre ha fatto in Consiglio Comunale Dino Nani, ex uomo di fiducia di Enrico Hüllweck passato da poco tra le braccia di Achille Variati ma da sempre top manager della Unicom Famila di Marcello Cestaro, a meno che non si attribuiscano alla senilità incombente anche per lui e non solo per i comuni mortali le sue parole (parolacce?), intolleranti verso il confronto democratico che neanche Claudio Cicero...: «Ringrazio la collega (Liliana Zaltron, capo gruppo M5S, ndr) che è venuta qui in consiglio a dirci cosa succederà dopo il referendum del 4 dicembre. Secondo me i Cinque Stelle non stanno bene, dovete farvi curare, perché portare in una assemblea pubblica le vostre paturnie credo sia un atto vergognoso e quindi ciò che dovete fare è vergognarvi e non venire qui a fare queste puttanate. Vergognatevi» (cfr. registrazione video della seduta da
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ore 4 e 12 minuti circa in poi, ndr). Di Pietro Cotròn
Forse Dino Nani era ancora sconvolto delle spiegazioni che il giorno prima gli aveva dato il nostro direttore su tramacci della Banca Popolare di Vicenza in cui ha perso fior di soldi e sugli inciuci comunali, anche sulla Fiera di Vicenza di cui ai tempi di Enrico era esperto, tramacci e inciuci di cui non si era accorto sia in era Hüllweck che Variati, regnante sempre Zonin, per cui deve aver scaricato la sua rabbia sul primo che gli capitava a tiro. E, incazzato come era (uso il suo slang per essere meglio compreso), la frase che aveva in mente contro Gianni Zonin e poteri vari (« ciò che dovete fare è vergognarvi e non venire qui a fare queste puttanate. Vergognatevi»), Nani ha indirizzato la sua ira e il suo sdegno contro la povera, pugnace ma educata Zaltron, difesa poi e subito nei suoi diritti anche da Michelle Dalla Negra, ex collega di partito di Dino prima che il collaboratopre Famila fosse folgorato sulla via dei variatiani. Siccome conosciamo quel bonaccione di Dino, che avremmo in passato paragonato al massimo a un "Brontolo", e siamo sicuri che non volesse dire a Liliana, quasi una "Biancaneve", quello che pensava su Gianni, Enrico e Achille, trascriviamo per sua conoscenza postuma la mozione referendaria, perchè la si può condividere o bocciare, come poi democraticamente è stata bocciata con tre voti a favore, 12 contrari e 4 astenuti, ma definirla vergognosa sarebbe non da giganti della politica ma da... nani.
Comune di Vicenza Consiglio Comunale Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle
Al Sig. Sindaco Al Presidente del Consiglio Comunale
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Al Segretario Generale Oggetto : Mozione Disegno di legge costituzionale di riforma della Parte II della Costituzione Premesso che spetta unicamente al Parlamento, e non al governo, qualsiasi iniziativa di revisione costituzionale, così come recita l'articolo 138 della nostra Carta Costituzionale che fissa tempi e procedure per modificarla; premesso che l'attuale Parlamento, eletto con un sistema elettorale (Porcellum) dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale (sentenza n.1/2014), ha approvato una legge elettorale l'Italicum che non rispetta le indicazioni della stessa sentenza e, fatto ancor più grave, si accinge ad approvare una riforma costituzionale (Senato) destinata a stravolgere l'assetto democratico del nostro paese; considerato che nel referendum del 2006 il popolo italiano si era già espresso, bocciando analogo tentativo di riforma costituzionale presentata dal governo Berlusconi, per sostenere e confermare il modello di Stato e l'intero ordinamento democratico voluto e condiviso dai nostri Padri costituenti in rappresentanza di tutti i partiti che avevano lottato contro il fascismo; ritenuto che la legge elettorale e la riforma del Senato di imminente approvazione andranno a ledere profondamente i diritti costituzionali dei cittadini in quanto: · il Senato della Repubblica non sarà più eletto direttamente dai cittadini (art.58 Cost.) ma sarà ridotto ad un'assemblea di soli 100 senatori di cui 5 nominati dal Presidente della Repubblica e 95 (74 consiglieri regionali e 21 sindaci), scelti dai Consigli regionali con un doppio incarico e dunque in potenziale conflitto di interesse con il loro ruolo di amministratori regionali o comunali, · la legge elettorale (Italicum) ricalca, peggiorandolo, l'anticostituzionale Porcellum e disattende la sentenza della Consulta perché continua a negare il voto diretto dei cittadini ed il loro diritto ad esprimere senza vincoli le proprie preferenze (artt. 1, 3, 48, 56, 58 Cost.). Tale legge, dunque, ripristina un Parlamento di nominati dai partiti e ripropone un sistema fortemente maggioritario con un altissimo premio di maggioranza; ritenuto che il combinato disposto tra queste riforme, quella della legge elettorale e quella del Senato: · consegnerà un potere praticamente assoluto al partito o alla lista che, con solo il 40 % dei voti, conquisterà il 55% dei seggi alla Camera dei Deputati (340 seggi) ed avrà una maggioranza tale da poter condizionare l'elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte Costituzionale e dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, organi di garanzia e di controllo fondamentali per la vita della democrazia costituzionale;
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· consegnerà, nel caso assai probabile in cui nessun partito o coalizione di partiti dovesse raggiungere il 40% dei voti, nel successivo turno di 'ballottaggio', la maggioranza assoluta dei seggi ad un solo partito, indipendentemente dai voti ottenuti al primo turno (che potrebbero anche rappresentare solo un 20% degli elettori) e dal numero dei votanti; · comprimerà ulteriormente la "sovranità popolare" modificando e mortificando gli istituti costituzionali di democrazia diretta, referendum (articolo 75) e leggi di iniziativa popolare (art.71) alzando le soglie per il loro esercizio (da 500.000 a 800.000 per i referendum abrogativi e da 50.000 a 150.000 per le leggi di iniziativa popolare); tutto ciò premesso, il Consiglio Comunale di Vicenza: · esprime fortissimo allarme per la deriva autoritaria in atto contro la quale si sono costituiti in tutta Italia Comitati referendari per il NO al Referendum previsto dall'art.138 della Costituzione, · Esprime la più ferma condanna nei confronti delle modifiche costituzionali poste in essere da questa Maggioranza. Il Consiglio Comunale si impegna a sensibilizzare l'opinione pubblica alla salvaguardia della nostra Costituzione. · ribadisce che l'obiettivo della "stabilità del governo del paese e dell'efficienza dei processi decisionali nell'ambito parlamentare" non può "produrre un'alterazione profonda del principio di rappresentanza democratica, sul quale si fonda l'intera architettura dell'ordinamento costituzionale vigente" come ha scritto la Consulta nella sentenza n.1/2014 · impegna il Presidente del Consiglio Comunale ad inoltrare il presente atto consiliare al Presidente della Camera dei deputati, al Presidente del Senato, ai capigruppo parlamentari di Camera e Senato, all'Anci nazionale. Liliana Zaltron Daniele Ferrarin Movimento 5 Stelle - Vicenza
FATTI
L'Anpi Vicenza fa propaganda per il No alla cerimonia per l'eccidio dei Dieci Martiri organizzata con il Comune Non bastava il rifiuto di rinnovare la tessera alla senatrice veneta del Partito Democratico Laura Puppato per il suo sostegno alla campagna del Sì. La settimana dell'associazione partigiani Anpi, strenua oppositrice delle modifiche alla seconda parte della
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Costituzione oggetto del referendum del 4 dicembre, sebbene in un documento del febbraio scorso contempli il "rispetto di opinioni diverse" tra gli iscritti, si arricchisce di un altro episodio che ha lasciato diversi cittadini disgustati durante la commemorazione di questa mattina, sabato 12 novembre, per il 72° anniversario dell’eccidio dei Dieci Martiri fucilati dai nazifascisti, i cui corpi nel 1944 sono rimasti esposti alla cittadinanza per tre giorni e due notti. Di Edoardo Andrein
Il presidente dell'Anpi Vicenza Mario Faggion durante la sua orazione (foto) ha colto l'occasione per fare propaganda ad un voto negativo sul referendum. Un episodio che è sfuggito al controllo dell'amministrazione comunale di Vicenza che ha organizzato la cerimonia insieme alle associazioni combattentistiche e partigiane, invitando tutti i cittadini alla manifestazione e al corteo ai quali era presente anche il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci. Faggion, senza che qualcuno durante il suo discorso intervenisse per rimediare a questa imbarazzante situazione, ha parlato delle ragioni per cui l'Anpi invia a votare No, entrando nei particolari della riforma e tornando a lanciare l'allarme sulla "mancanza di democrazia". Indipendentemente da ciò che si pensa sul referendum, è un atteggiamento che doveva essere evitato, per rispetto delle vittime e dei famigliari di un eccidio molto sentito dai vicentini che ogni anno partecipano con una cospiscua presenza e anche con alcune classi delle scuole superiori. Ma anche per rispetto verso i presenti che voteranno Sì alla riforma. Tra i mugugni di molti, infatti, diverse persone hanno deciso di andarsene, commentando il loro rammarico: "è la prima volta che non parteciperò alla cerimonia". Un'altro signore in prima fila, invece, ha esternato platealmente con le mani il suo disappunto e poi se n'è andato anche lui. Nel frattempo, probabilmente, i Dieci Martiri si saranno rivoltati nella tomba. Di seguito la cronaca di Maurizio Magrin sulla cerimonia: Sabato 12 novembre si è celebrata in città in viale Dieci Martiri, a ridosso di Borgo Berga, la commemorazione di un tragico ed esecrando avvenimento accaduto l’11 novembre del 1944 in piena Resistenza antifascista. Nella notte tra l’8 e il 9 una squadra di guastatori partigiani aveva fatto saltare il
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ponte della ferrovia sulle linee Milano-Venezia, Vicenza –Treviso e Vicenza –Schio, situato a un passo dall’attuale Tribunale. Per rappresaglia il comandante tedesco della Piazza di Vicenza, che aveva promesso al vescovo di Vicenza Carlo Zinato che non avrebbe più sacrificato vittime vicentine, con autentico sadismo nazista degno della peggiore barbarie, ordinò di prelevare dalla Casa di pena di Padova 10 ventenni antifascisti, li fece portare nel luogo ove oggi è eretto un monumento a ricordo, impose di fucilarli, obbligando a lasciare, monito per la popolazione, all’aria aperta i cadaveri per 48 ore. Ecco i nomi delle giovani vittime innocenti: Carta Walter- Gemmo Livio-Festini Rino-Menardi Angelo-Molon GuidoMontemezzo Aldo-Navarrini Massimiliano-Paina Silvio-Pasqualin LuigiMastini Renato. L’orazione ufficiale è stata tenuta da Mario Faggion, dirigente Anpi, preceduto dall’intervento del vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci: ambedue pronti a sottolineare quanto sangue sia stato versato per la conquista della Libertà e la nascita della Costituzione; come Vicenza sia città benemerita in Italia, unica a fregiarsi di 2 medaglie d’oro. Davanti ad autorità e vari corpi di rappresentanza, significativa in particolare è stata la presenza di studenti del Rossi, del Lampertico e del Pigafetta. Al solito molto seguite le musiche del corpo bandistico di Povolaro “V.Bellini”.
BANCHE / TRASPORTI / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Riccardo Nencini dopo il Sì alla riforma costituzionale conferma ma "svicola" su Tac Tav a Vicenza e su effetto Fiera su seconda stazione. Ma per la BPVi... ora può leggere "Vicenza. La città sbancata" Riccardo Nencini, Segretario Nazionale del PSI e Viceministro per le infrastrutture, venuto a Vicenza oggi per incontarre i quadri dirigenti del PSI veneto (nella foto Nencini è con Fantò alla sua destra e con Tosetto), e la stampa locale, per parlare delle iniziative del partito in merito al referendum costituzionale voleva concentrarsi su questo argomento per cui le immaginabili domande su un tema ancora delicato come la Tac Tav e sulla situazione dei soci della Banca Popolare di Vicenza, di cui riferiremo a seguire, non volevano di certo essere da lui evitati di per se stessi ma erano un "disturbo" alla volontà di concentrarsi sul Sì sostenuto dal Psi nazionale nella tornata referendaria del 4 dicembre. Ci abbiamo, comunque, provato e, dopo la scontata conferma dell'attivazione dei primi due step, quello della Brescia - Verona e l'altro della Verona - ingresso di Vicenza, è arrivata l'affermazione della necessità di completare i
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collegamenti a nord est con Verona snodo principale del sistema anche per le merci : «la cosiddetta "via della seta" di fatto attiva su ferrovia fino a Lione consentirà di farle viaggiare dalla Cina e per la Cina in 15 giorni, invece che nei 45 necessari fino a ieri via nave». Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Nonostante la sua ritrosia "referendaria" abbiamo approfittato, comunque, del cortese incontro a quattrocchi per sottoporre al vice ministro la questione, realistica, del permanere della necessità di una seconda stazione nell'area della Fiera di Vicenza se la sua attività dovesse in prospettiva diminuire dopo essere confluita in Italian Distribution Group con base a Rimini e quella, etica, su dramma dei terremotati fisici del Centro Italia e quello, ancora economicamente più pesante, dei terremotati delle due ex Popolari venete, la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Una diversa modulazione, pur se politicamente e tecnicamente complessa, delle priorità di spesa trasferendo parte delle risorse a finanziare i "due drammi", vorrebbe dire anche poter far ripartire le economie delle due aree forse e addirittura con più velocità che non finanziando le pur utili e necessarie opere infrastrutturali. Se su linea ad Alta capacità e Alta Velocità Nencini si è attenuto ai programmi noti non pensiamo non abbia memorizzato al domanda sulla stazione in una Fiera... calante mentre, certamente, sui terremotati fisici e bancari non potevano mancare le rassicurazioni, per i primi, dei provvedimenti già presi per l'immediato e per il futuro, e, per quegli bancari, sulla protezione già attivata nei confronti dei correntisti mentre... Mentre Riccardo Nencini non ci è sembrato insensibile al nostro appello per il suo interessamento per protezioni reali per le decine di migliaia di soci risparmiatori delle due popolari, in primis della BPVi: « leggerò il suo libro, " Vicenza. La città sbancata" - ci ha detto dopo averlo ricevuto - , e capirò meglio...". Ma di questo parleremo anche domani: oggi per Nencini l'importante è il Sì referendario, anche se per noi aver strappato il suo Sì alla lettura del nostro libro è un piccolo, grande passo. Per i soci traditi dalla banca e ancora non convocati per essere "ristorati" dalla nuova.
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BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Un socio tradito dalla BPVi scrive a bpvi@vicenzapiu.com: mi tocca pagare gli interessi anche sulle 100 azioni "piazzatemi" col mutuo e neanche Cappelleri mi risponde! Salve direttore, mi permetto ancora di disturbarla, sono quel Paolo di Torino di cui lei ha già pubblicato la storia con la Banca Popolare di Vicenza riguardante appunto la truffa del secolo, io la definisco così. Ho letto altri casi da voi pubblicati (scrivete a bpvi@vicenzapiu.com, vi risponderemo in privato ma i casi di interesse più generale verranno pubblicati rispettando, se richiesto, l'anonimato per dare consigli tramite associazioni e legalli a chi si trovasse in situazioni simili, ndr) e mi sembra di sognare, ritornare all'epoca del proibizionismo, ad Al Capone e company. Io sono uno dei fortunati, si fa per dire, con in gioco "solo" 100 azioni, 6.250 euro, ma nonostante questo non sono disposto a lasciare a quei delinquenti neppure 1 centesimo. Mi lascia esterefatto che continuiamo a parlare tra noi come deficienti, le associazioni sbraitano, i forum continuano a fare riunioni, ognuno dice la sua e si piange addosso e quelli scusi il termine se ne fottono. Il Procuratore di Vicenza Antonino Cappelleri sembra non esista e non dà notizie, continuo a mandargli mail e se ne fotte pure lui. Di Risposte agli azionisti
Poi una delle tante sere in cui si fa spettacolo con i problemi dei soci traditi, quella ad esempio di Maurizio Belpietro , "Dalla vostra parte" del 31 ottobre 2016, vedo un gruppo di truffati ad una trasmissione televisiva che cercano di spiegare le proprie ragioni ma vengono quasi derisi per il fatto che se hanno comprato azioni cavoli loro, in quanto si sa sono un rischio. Caro direttore, qui si sta permettendo a una banca di rimanere aperta per mezzo di una refurtiva , soldi depredati, di legale non c'è assolutamente nulla, qui ci sono gli estremi per bloccare da domattina tutte le filiali,
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rimborsare con la capitalizzazione e con le proprietà, correntisti e azionisti e buttare la chiave. Scrivo alla Banca d'Italia, alla Consob, al Procuratore di Vicenza, che mi hanno affibbiato delle azioni senza che io lo sapessi (non esiste niente di scritto a proposito), c'è un documento scritto nel 2012, fatto vedere a Mi manda Rai Tre giorni fa), dove è tassativamente proibito concedere finanziamenti per acquisto azioni proprie, vendono un falso, le azioni erano supergonfiate di valore in modo fraudolento, in pratica è come vendere ottone come oro, quindi il contratto non vale. Nonostante tutto ciò, ma ce tantissimo di altro, non si muove foglia. immobilismo totale. Qualsiasi governo e organo di vigilanza interverrebbe, si sentirebbere sirene suonare da ogni parte, tutte dirette alla Popolare di Vicenza. Non solo questo, ma il giudice che si occupa dell'arbitrato e il Procuratore da me avvertito avrebbero dovuto contattarmi alla velocità della luce, con i capelli dritti, inorriditi dalle mie dichiarazioni. Insomma caro direttore, questo è proprio uno schifo, forse ci meritiamo questa giustizia e questo modo di procedere. Tra l'altro. qui non c'è solo la perdita (per ora) delle azioni), la truffa è molto più consistente, io non ho chiesto la cifra ricevuta per il mutuo, me l'hanno data maggiorata loro, questo per finanziarmi il mutuo non chiesto. In questo modo pago una barca di interessi in più, in quanto li pago anche sulle azioni. Le allego uno specchietto, non sarà giusto al centesimo, ma le rende l'idea. Glielo allego perchè è una delle tante mail che invio all'ufficio reclami senza ovviamente risposta:
20 ottobre 2016 Salve uffici reclami, tutto bene? Volevo allegarvi due conticini che ho rifatto nuovamente, saltano fuori come mi ha fatto notare anche la stampa, ma già me ne ero accorto a suo tempo, che oltre a quelle nefaste azioni svanite, c'è ben altro, mi sembra ovvio che se mi veniva data la cifra chiesta senza azioni, avrei pagato oltre che la rata più bassa molto meno interessi, dovuti appunto perchè gli interessi sono calcolati sul totale, Mutuo più azioni. Quindi quel piccolo vantaggio ventilato dal signor x a suo tempo ha valore zero. Anche se fossero state ottime le azioni, anche se rifilatemi a mia insaputa, al limite le scorporavate e le rate le distribuivate nei 180 mesi ma senza interessi, del resto erano azioni non quotate, non tiravate fuori un euro ed era tutto grasso che colava lo stesso per voi, Non ho mai sentito comunque di azioni che si comprano in borsa a rate con interessi! Detto questo vi allego il prospetto, può essere che contenga qualche errorino di calcolo, l'ho buttato giù in fretta, ma si capisce bene lo stesso il concetto. Concludo dicendo che trovo agghiacciante carissimo ufficio reclami, che non vi rendiate conto che tutti i casi coinvolti in questo diciamo scandalo saranno gravi, ma che non vi preoccupiate di segnalare alla vostra direzione che il mio caso ha del paranormale e sarebbe forse il momento di rinsavire e porvi una fine. oltretutto sto cercando di accelerare per la surroga, rientrerete della vostra cifra e sarebbe l'occasione per mettere fine a questa
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penosa storia. Come sempre cordiali saluti PDC vedi allegato ! Somma senza azioni € 75.750 Quindi a circa il 3,50% di tasso per 15 anni.. rata di € 521.87 x 180 pari a 93.937 euro di cui 18.187 euro di interessi Somma con 6.250 € di azioni € 82.000 quindi a circa il 3,50% di tasso per 15 anni... rata di € 588.22 x 180 pari a 105.879 euro di cui 30.129 euro di interessi (Considerando la cifra veramente percepita di € 75.750 e non € 82.000 ) Quindi è venuto fuori un interesse del 5.35% , addirittura più alto anche di quel 1% di sconto tanto decantato di socio di 1 punto percentuale. Praticamente, alla fine del mutuo dei 15 anni pagherei 11.942 euro in più di interessi, questo considerando che mi venissero restituite le mie azioni, non costate niente a voi, in quanto non mi avete fatto nessun prestito monetario ma dato carta straccia, poi essendo non quotate la somma non variava. Se consideriamo anche la perdita del valore delle azioni, la mia perdita ammonterebbe a 18.192 euro. (Come non bastasse le mie azioni non fruttavano niente a quanto pare), quindi il mio danno finale comporta un interesse del mutuo di circa il 6,20%. Diciamo che pur restando nel campo della truffa, un conto era farti pagare gli interessi sulla cifra senza azioni e un conto sommare il tutto e farteli pagare pure sulle azioni, che anche rateizzandole senza interessi, vi andava bene lo stesso!
BANCHE / ECONOMIA&AZIENDE
Stefano Righi: "Veneto e Vicenza a caccia di cash". VicenzaPiù: se accelera il giro della morte, quella vera, basta un Sì o serve un No? Aggiungiamo qualche conto all'articolo di Stefano Righi su Corriere Economia che vi abbiamo proposto stamattina alle 9.26 perchè disegna il dramma delle due ex Popolari Venete. Ci permettiamo di aggiungere solo che se il sistema bancario ha di fatto già perso 1.2 1.3 miliardi di euro con le quattro banche "risolte" (fallite, ndr) in centro Italia (1.8 miliardi erano quelli "immessi" per evitare il crac, 500 - 600 milioni quelli che Ubi è disposta a tirare fuori per comprarne tre delle quattro, sia pur già ripulite, almeno sulla carta)
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altri 2.5 miliardi del Fondo Atlante, che arrivano sempre da quel sistema con in testa, oltre alle non solidissime Intesa e Unicredit, anche Cassa Depositi e Prestiti (alias Poste Italiane e risparmi dei libretti postali, warning!) sono già evaporati in Banca Popolare di Vicenza e in Veneto Banca. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Se le perdite del sistema bancario classico più, di fatto, Poste sono già note si discute se serviranno "solo" 2.5 miliardi, oltre a un quasi dimezzamento dei loro dipendenti, per provare a "fondere" le due banche venete o se quella è la cifra che farebbe solo ricoverare in rianimazione la BPVi, che alla semestrale in rosso per circa 800 milioni deve aggiungere un credito fiscale, quando e come recuperabile realmente non si sa, di 1.6 miliardi: soldi dell'attivo sulla carta, di fatto soldi virtuali. Ma se pure rimanessimo a quella cifra per provare a uscire dal coma, che poi se ne esca neanche i bookmakers inglesi sono disposti a quotarlo, provate ad aggiungere al rosso di 1.3 mld dell'operazione Etruria & c. e ai 2.5 mld già bruciati in Veneto i "nuovi" 2.5 mld che servono ora dalle nostre parti gli almeno 5 di cui Monte dei Paschi ha bisogno per il suo ennesimo "salvataggio", agli 8 che Unicredit deve cercare per se stessa e ... Sommate, e tra i miliardi già trovati e subito persi, 3.8 al netto dei 600 milioni in arrivo da Ubi, e dei 15.5 miliardi da reperire a breve per le venete, Mps e Unicredit per non parlare delle mille altre necessità (da Popolare di Bari a Volksbank - Marostica fino a... leggete ogni giorno il bollettino di necessità belliche) c'è qualcuno disposto a scommettere oggi una vecchia lira su come e dove trovare questa massa enorme di denaro? E il dramma ulteriore è che se non si troveranno dai 15 miliardi in su per questi Istituti (il doppio per tutti, BCC incluse?), per un "prodotto", cioè, le banche, che nessuno oggi vuole più perchè lì fare utili è una utopia tale che Tommaso Moro rinnegherebbe di aver coniato questa parola, il sistema bancario e, quindi, il sistema paese si avviterà in un giro della morte, vero non del Luna Park, che coinvolgerà tutti, risparmiatori postali inclusi. Per convertire il giro della morte in un atterraggio, sia pure di fortuna, basta un Sì, serve un No? Ecco dove ci ha portato l'incoscienza dei politici corrotti o incapaci oppure corrotti e incapaci che nell'ultimo ventennio italiano (dal 1992, che nasce da prima, in poi), che assomiglia a Vicenza al ventennio di Gianni Zonin (dal
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1996 in poi ma preparato da 16 anni nel Cda), ci hanno aperto davanti ai piedi questo baratro favorendo imprenditori fasulli che diventano speculatori di professione che usano i politici ingordi di potere o di soldi oppure di entrambi e che usano il primo per fare soldi e par farli fare ai cosiddetti imprenditoriche scoprono che è meglio speculare piuttosto che investire... e così via. Ecco dove nasce il giro della morte del sistema paese, in cui ad oggi, grazie a BPVi e Veneto Banca, si sono avvitati soprattutto, ma non solo, a Vicenza, nel trevigiano e in Veneto, centinaia di migliaia di risparmiatori soci e in cui ora cominciano a roteare migliaia di dipendenti, tra cui, bisogna dirlo, alcuni di quelli che prima hanno beneficiato di premi per fregare i soci. Basta un Sì per interrompere il giro della morte? Di certo non basterà, ma aiuterà a sperare purchè sia un Sì al "tutti a casa". Serve un No? Di sicuro non sarà sufficiente, ma incoraggerà a riaoprtire purchè sia un no ai politici, agli imprenditori e agli speculatori che ci hanno condotto fin qui. Sull'orlo della morte. E ora buona, per modo di dire, lettura visto che non siamo noi, poveri e umili cronisti provinciali, a pensarla così. Veneto e Vicenza a caccia di cash per fondersi Per Banca Nuova si profila la presidenza di Salvatore Bragantini. Alessandro Pansa sarà il vice
di Stefano Righi, da Corriere Economia
I nodi stanno venendo inesorabilmente al pettine. E la grande illusione che i disastri causati dalle miopi gestioni che per troppi anni hanno fatto capo a Vincenzo Consoli e Flavio Trinca in Veneto Banca e a Samuele Sorato e Gianni Zonin alla Banca Popolare di Vicenza potessero risolversi con il falò dei 15 miliardi di euro già andati bruciati si è rivelata per quella che è: un’illusione, un anticipo di un costo assai più salato. Quando Beniamino Anselmi fa un passo indietro dalla presidenza di Veneto Banca «per essere in pace con la coscienza», ha chiaro davanti a se l’enormità del disastro che sta profilandosi. La fusione si farà, ma migliaia di licenziamenti sono il futuro prossimo che attende i lavoratori delle due banche di Vicenza e Montebelluna. La Banca centrale europea, che conosce i conti di entrambi gli istituti di credito meglio di chiunque altro e che esercita da Francoforte il ruolo di arbitro e regolatore del sistema, ha capito chiaramente qual è la realtà: le due banche sono tecnicamente fallite, stanno in piedi solo per l’iniezione di 2,5 miliardi di finanza fresca effettuata a inizio anno dal Fondo Atlante, ma il cash è già insufficiente a garantire il futuro e ne serve altro. Rapidamente. Per questo vanno tagliati i costi. Parte del patrimonio immobiliare è stato
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messo in vendita, ma il momento è tale che il prezzo – anche per immobili di pregio – viene determinato sul lato dell’acquirente, non dalla parte del venditore. Così ora la forbice dei tagli sta entrando nell’ufficio del personale. I due gruppi sommavano, al 30 giugno scorso, 11 mila dipendenti. Più di 4 mila rappresentano un costo insostenibile per la banca del futuro. Una banca – è scritto nei progetti che si andranno a realizzare – che fonderà Veneto con Vicenza ma che avrà meno sportelli di una delle due prese singolarmente. Le prospettive economiche per quell’area geografica che dal Lago di Garda arriva a Udine sono pesantissime. E se questo è l’epicentro non vanno dimenticati i territori di conquista, Prato per Vicenza, Puglia e Fabriano per la Veneto. Al falò dei risparmi di più di 200 mila soci, si aggiungerà nei prossimi mesi il dramma del lavoro. Non solo i dipendenti lasciati a casa, ma anche le imprese – soprattutto quelle piccole e piccolissime, le attività artigianali – costrette a chiudere davanti alla gestione «manageriale» di chi – adesso – chiede il rispetto dei principi bancari irrisi fino a ieri. Si chiedono i rientri dei fidi, si tirano i remi dentro a una barca che sta comunque affondando. Le reti commerciali sono incapaci di agire, schiacciate tra la sfiducia della clientela e le richieste lunari che provengono quotidianamente dalle sedi centrali. Una nota a parte merita Banca Nuova, la controllata della Vicenza in Sicilia. A un anno dalle dimissioni di Zonin anche il suo sodale di lungo corso, Marino Breganze, si è allineato, liberando la poltrona di presidente della controllata isolana. Il 2 dicembre partiranno per Palermo Salvatore Bragantini, che di Banca Nuova sarà presidente e Alessandro Pansa, che ne sarà il vice. Entrambi nel cda della capogruppo, comporranno un consiglio ristretto, forse di sole cinque persone, con il mandato a vendere. Ma mentre si sta trattando con Fonspa la cessione degli Npl del gruppo, ovvero i crediti non performanti, la domanda è: che cosa vendere, visto che in questo momento sono proprio gli Npl che rendono interessanti le acquisizioni bancarie? Chi è interessato a comperare scatole sempre più vuote, appesantite e con una pessima reputazione? Si è perso tempo. Tanto, troppo. E nessuno ha ancora individuato i responsabili, quasi ci si trovasse di fronte ad un imprevedibile terremoto. La giustizia ha tempi lunghi, è cosa nota, ma sembra che in Veneto i tempi siano più lunghi che altrove. E una via d’uscita non si vede: nessuno vuole più andare dal fornaio che vendeva il pane avvelenato. Di Stefano Righi, da Corriere economia
FATTI
Occupazione Borgo Berga, undici denunciati. Segnalati i consiglieri comunali 5 Stelle Daniele Ferrarin e Liliana Zaltron Per l'occupazione dimostrativa di sabato 8 e domenica 9 ottobre degli stabili sottoposti a sequestro dal tribunale di Vicenza nel
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complesso edilizio di Borgo Berga, la Digos di Vicenza ha denunciato all'autorità giudiziaria undici persone, otto di Vicenza e tre della zona di Venezia: si tratta degli “occupanti” che durante il primo giorno del blitz hanno scavalcato il cancello d'ingresso chiuso sul quale campeggiava il cartello "area sottoposta a sequestro" che poi è stato strappato e rimosso. Diversi di loro hanno già precedenti per diverse manifestazioni organizzate dal movimento No Dal Molin e dal Centro sociale Bocciodromo. Di Edoardo Andrein
La denuncia è arrivata per l'invasione di terreni ed edifici: per quattro di loro anche l'aggravio di travisamento al volto, e per uno l'accusa di oltraggio a un corpo dello Stato, in quanto ha mostrato il dito medio a un poliziotto della scientifica che stava filmando con una telecamera i fatti. Per l'assemblea del giorno successivo, invece, il nutrito gruppo di cittadini partecipanti, tra cui i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Daniele Ferrarin e Liliana Zaltron non sono stati denunciati, ma la loro condotta è stata comunicata all'autorità giudiziaria. Sviluppo Cotorossi, proprietario dell'area, ha presentato querela sull'occupazione.
ECONOMIA&AZIENDE
Banca Popolare di Vicenza, Achille Variati lancia l'incontro di Comune, Provincia e Cciaa: “in attesa di una risposta dalla banca” Un incontro pubblico aperto a tutti i cittadini: la mattina di sabato 26 novembre dalle ore 9.45 alle 12.45 al Teatro comunale di Vicenza la Camera di Commercio, la Provincia e il Comune di Vicenza hanno organizzato il primo dibattito dal titolo “Banca Popolare di Vicenza:
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aspetti critici, finanziari economici, sociali e giuridici”. A lanciare l'iniziativa questa mattina 15 novembre 2016 è il sindaco, nonché presidente della Provincia, Achille Variati: “si tratta di un aiuto per gli azionisti illusi e imbrogliati e per i dipendenti che guardano con preoccupazione al futuro" per una situazione che il primo cittadino definisce di “impatto durissimo su Vicenza” e di “criticità grave per il territorio economico”. Di Edoardo Andrein
Ma perché è stato deciso di organizzarlo in questo momento? “C'è l'imminente assemblea della banca ai primi di dicembre (nella quale verrà discussa la tanto attesa azione di responsabilità ndr). Siamo in una fase molto delicata, ora è anche in approvazione la legge di bilancio del governo, lo organizziamo a mesi di distanza dalla grave criticità che si è creata, ma ci sembrava giusto riflettere su cosa si stia facendo, dove stiamo andando, quali prospettive concrete e realistiche ci siano. Ma è anche il momento per fare il punto sulle vicende aperte cominciando a tracciare una strada per il 30% dei soci residente nel vicentino e il 56% nel Veneto”. Un rappresentante dell'istituto bancario è stata interpellato per essere presente? “Non ho ancora avuto conferma, ma conto che ci sarà qualcuno” afferma il sindaco, che puntualizza infine: "per l'incontro non ci saranno spese”. Al convegno sono stati invitati per portare il loro contributo con una riflessione sulla situazione del crack bancario i sindaci sindaco di Prato, Matteo Biffoni, e di Udine Furio Honsell, due realtà che hanno visto l'assorbimento delle banche locali in BPVi, oltre all'assessore regionale ai servizi sociali Manuela Lanzarin e il presidente della Camera di Commercio di Vicenza Paolo Mariani. Sarà presente anche un rappresentante del governo attraverso il sottosegretario all'economia Pierpaolo Baretta. Tra gli altri ospiti “esterni” ci saranno invece Francesco Zen, docente di economia all'Università di Padova, Stefano Righi del Corriere della Sera, il giornalista e scrittore Francesco Jori, che racconterà delle radici delle banche cooperative, e l'avvocato Renato Bertelle: "uno dei promotori dell'iniziativa in qualità di presidente di un'associazione di azionisti BPVi", l'ha presentato Variati. A moderare è stato chiamato il direttore di Tva Domenico Basso. Al termine degli interventi sarà dato spazio ai contributi del pubblico con l'obiettivo di raccogliere tesi, testimonianze, domande e cominciare infine a fare il punto sulle prospettive previste dal Governo, dalla Regione, dagli enti locali e dal nuovo CdA della stessa Banca.
FATTI / ECONOMIA&AZIENDE
Protesta corale delle associazioni dei soci
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truffati dalla BPVi dopo il convegno "teatrale" annunciato da Achille Variati e Paolo Mariani Arrivano numerose le reazioni ufficiali delle Associazioni e quelle personali di vari lettori, spesso di spessore anche nella cosiddetta società civile, dopo quanto da noi scritto ieri sul «tardivo, lavacoscienze e cerca clienti dibattito sulla Banca Popolare di Vicenza» che il sindaco e presidente della provincia Achille Variati col presidente della CCIAA, Paolo Mariani, a fargli da spalla, ha organizzato per il 26 novembre «per il presidente di una (sola) associazione di soci (l'avvocato Renato Bertelle, ndr), da lui fondata, e senza chiamare su quel palco i rappresentanti delle associazioni, da Noi che credevamo nella BPVi a quella di Don Torta, nate spontaneamente, ben più numerose, combattive e scomode anche per il Cda attuale della ex Popolare vicentina. Noi ieri, comunque, riferivamo non solo della nostra sensibilità ma anche delle reazioni di moltissimi soci truffati dalla gestione della BPVi targata Gianni Zonin e ancora non "ascoltati" di fatto da quella di Gianni Mion. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Quei soci, infatti, negli ultimi giorni e dopo le prime indiscrezioni sul convegno al Teatro Comunale (pagato da chi?) bollavano come ipocrita e tardiva la spettacolarizzazione postuma del loro dramma da parte di chi se ne è a lungo, a dir poco, disinteressato e ora fa da spalla a chi su quel dramma sta costruendo anche un'attività proficua e con le sue parole concederà alibi ai "complici ambientali" del terremoto finanziario che ha sconvolto Vicenza, il Veneto e altre parti d'Italia dove alliganan l'ex Popolare Bastava andare sulle pagine ufficiali delle varie associazioni per misurarne la rabbia dei giorni scorsi ed aumentata da ieri dopo l'ineffabile annuncio ma oggi pubblichiamo la nota ufficiale appena arrivataci da "Noi che credevamo nella Banca Popoalre di Vicenza" e alcune reazioni tra cui quelle di Codacons Veneto e dell'associazione Azionisti Associati Banca Popolare di Vicenza, a cui non è stato riservato il trattamento previsto da
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Variati & c. per quello, che per sua stesa ammissione, è stato tra i promotori dell'evento pilatesco, di sicuro, e mercantile, con buone probabilità. Se un lettore, preso a caso tra i tanti ma conoscitore, e anche studioso tecnico, del disastro in atto, ci ha scritto « è un'iniziativa inutile e acchiappa voti. Una solenne presa in giro. A meno che non partecipi anche Antonino Cappelleri, svegliandosi dal suo letargo», Luigi Ugone, presidente di "Noi che credevamo nella BPVi" ha inviato ai media questa nota: « Come associazione siamo amareggiati ma non stupiti nell'apprendere di una nuova riunione pubblica tra Istituzioni vicentine e nazionali che lasciano a microfono spento le associazioni più combattive e genuine. La nostra associazione ha sempre sostenuto un piano alternativo all'attuale Caporetto rappresentata dalla trasformazione in spa e questo è ben noto sia al Comune di Vicenza che a tutta l'Amministrazione. I medio piccoli soci e le loro associazioni, gli unici che hanno pagato con soldi veri la disfatta di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca vengono ancora una volta messi all'angolo da Istituzioni molto politiche e poco aderenti al territorio. Sapevate che saremmo arrivati a questo disastro ve lo avevamo detto!». Se, poi, l'avvocato Franco Conte, presidente di Codacons Veneto, è lapidario nel suo giudizio sull'annuncio variatesco C « he tristezza! Condivido da A alla Z il suo comento sull'evento», non è meno secco l'avv. Andrea Arman dell'associazione Azionisti Associati Banca Popolare di Vicenza: « Un convegno organizzato tanto per confondere ed intorbidire le menti». Per chi volesse seguire le reazioni andate su tutti i profili delle varie associazioni non bertelliane nè variatiane, dalle quali è lecito attendersi, così ci preannunciano, dei sit in se non altro in occasione dell'evento che nasce ale loro spalle...
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Se Variati fa convegni sulla fu BPVi, i Confidi informano la IV Commissione che solo 2 realtà su dieci a rischio sono salvabili. Se si corre... Mentre il primo cittadino si è andato ad impantanare in una gaffe palese, quella da cui è nata la «Protesta corale delle associazioni dei soci truffati dalla BPVi dopo il convegno "teatrale" annunciato da Achille Variati e Paolo Mariani», la IV Commissione Consiliare competente per lo Sviluppo economico e le attività culturali ha continuato ad affrontare le conseguenze del crack di fatto della ex Popolare locale discutendo un ordine del giorno molto significativo: "Banca Popolare di Vicenza: situazione delle imprese e delle attività svolte dai Consorzi Fidi successivamente all'incontro del 22 giugno
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2016". Peccato che dei 14 membri della Commissione, a confermare la drammatica lontanza della politica dai temi veri che toccano i cittadini ne erano presenti solo 6, uno più del numero minimo legale, e cioè il presidente Ennio Tosetto e i "commissari" Tommaso Ruggeri, Giancarlo Pesce, Dino Nani, della maggioranza, e Liliana Zaltron con Roberto Cattaneo dell'opposizione. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
A non presentarsi ad ascoltare un'importante relazione dei Confidi sulle strade da intraprendere per « salvare il salvabile», hanno detto, sono stati, a parte Pupillo alle prese con i suoi ben noti problemi di salute, Rucco, Dal Lago, Cicero, Dovigo, Guarda, Bastianello e Zoppello. Non sappiamo se gli assenti avessero così gravi motivi per non presenziare alla Commissione, ma... Ma chi è stato eletto (scelto, ndr) dal popolo dovrebbe non dormire la notte sul drammatico futuro che sta piombando sul suo (?) popolo per il flop della gestione del sistema targato Gianni Zonin, visto che ha candidamente dormito quando poteva aprire gli occhi su ciò che era chiaro a tutti quelli che solo lo volessero vedere, come ha sottolineato Liliana Zaltron stasera trovando cenni di assenso di molti dei, pochi, presenti e, soprattutto, dei tre direttori dei Confidi di Confindustria, Patrizia Geria, Apiveneto, Vittorio Rigotti, e Confartigianato, Luciano Sassetto, molto lucidi, puntuali, tecnici e, soprattutto, u «niti e progettuali», ha sottolineato Tommaso Ruggeri che, arricchendo il suo intervento con le perplessità che ha sulle due popolari venete fuse in una unica banca più piccola e facile preda altrui e almentando l'assenza di un progetto Veneto complessivo, li ha condotti nell'illustrare in modo chiaro quello che andrà fatto s«ubito, con estrema urgenza» Poichè, ecco alcuni, non tutti, i flash della loro analisi, « si sono persi 8 miliardi di ricchezza a Vicenza, la diminuzione di imprese tra il 4 e il 6% a Treviso e Vicenza conferma la forte incidenza del flop delle due popolari venete, i notai non fanno più nuove aziende nè operazioni su capannoni» ebbene per tutti questi motivi e per molti altri ancora « c'è urgenza nell'usare i fondi disponibili, dei Confidi e della Regione, per fare da garanzia ad aziende, soprattutto piccole e medio piccole, che potrebbero a breve non avere più i requisiti per usufruirne col peggiorare della situazione. I consorzi fidi in Veneto rappresentano 110.000 aziende. Queste non sono tutte coinvolte nelle vicende della due banche e i numeri reali sono ancora incerti. In provincia di Vicenza, comunque, circa il 30% delle aziende è affidato da Banca Popolare di Vicenza. Le attività coinvolte dai riflessi negativi delle sue vicende toccano tantissime famiglie collegate, tra titolari e lavoratori
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» Se per ora BPVi e Veneto Banca non stanno ancora chiedendo rientri anche per una questione di immagine residua, hanno sottolineato unanimi Patrizia Geria, Vittorio Rigotti e Luciano Sassetto, f«ra qualche mese si leggerà tutto con più drammaticità quando verranno chiesto i rientri o verranno ceduti i crediti meno sicuri o le due banche si fonderanno e dovranno raddoppiare le "pulizie", interne, di personale, ed esterne, di affidamenti, per cui i problemi, che oggi sono quelli legati agli azionisti e alle loro potenzialità di spesa, investiranno anche aziende travolte a cascata se non dai propri limiti dalle inadempienze di aziende clienti inadempienti». « Ma solo tra un anno verrà fuori tutto il dramma quando i nuovi bilanci metteranno fuori dai parametri Confidi le società» ha osservato Zaltron, e «quando le due banche dovranno stringere i cordoni di una borsa già di per sè poco capiente» hanno lamentato a voce alta Nani, Cattaneo e Pesce. Se i Confidi sono pronti a operare perchè, hanno ribadito i loro tre direttori, « già hanno disponibili dati ed esigenze di ogni singola azienda e anche la Regione Veneto si è mossa» ora, ha sintetizzato il presidente Tosetto assicurando l'appoggio politico della commissione all'azione dei Confidi, « occorre che le banche, per noi soprattutto la BPVi, si muovano con altrettanta urgenza a incrociare i dati con i Confidi per dare ossigeno ad aziende che altrimenti in pochi mesi potrebbero non averne più bisogno per la propria sparizione...». E sì, perchè, hanno detto i tre dirigenti: s«e si attuano questi interventi da pronto soccorso, su dieci attività a rischio, e sono una enormità, almeno ne salviamo due...». Se la catastrofe c'è tutta già ora e il futuro, se non si fa quanto hanno stasera detto i Confidi, è ancora più fosco, due è un numero da approccio concreto e, comunque, maggiore di zero... Chissà se durante il convegno del 26 novembre lo capirà anche l'affabulatore Achille Variati? P.S. Di certo, dalle loro espressioni, stasera lo hanno capito anche i sei commissari presenti. Gli altri otto, assenti per sonno o per indifferibili impegni, se lo facciano raccontare! Ora è indifferibile salvare il salvabile.
POLITICA
Lega Nord e Forza Italia alla resa dei conti, il vicesegretario del Carroccio Paolo Franco: "eliminare chi distrugge". E per Vicenza ci sarà un candidato sindaco della Lega
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Non si placa il "lancio di stracci" tra Lega Nord e Forza Italia dopo la caduta del sindaco di Padova Massimo Bitonci. Il centrodestra, già frammentato a livello nazionale, ora si scopre sull'orlo di una crisi di nervi anche nel fortino del Veneto che da oltre vent'anni garantisce un bottino politico su cui fare affidamento. Le dimissioni dei consiglieri comunali berlusconiani che hanno mandato a casa la punta di diamante leghista, oltre che presidente della Liga veneta, profumano di resa dei conti in un centrodestra veneto sempre più spaccato. Era stato lo stesso Bitonci all'indomani della sua defenestrazione a parlare di “due Forze Italia”, una all'opposizione di Matteo Renzi e l'altra che supporta governo e sì al referendum. Di Edoardo Andrein
Nella prima ci sta sicuramente l'unico assessore forzista nella giunta regionale di Luca Zaia, la vicentina Elena Donazzan; e per questo la sua posizione appare solida, nonostante il dente avvelenato di Toni Da Re, segretario della Lega Nord-Liga Veneta. La conferma arriva da un altro vicentino, Paolo Franco, vice segretario nazionale Lega Nord (nella foto con Da Re): “Donazzan non è in discussione, è giusto che abbia 'chiesto la testa' dei traditori che hanno tramato di notte con il Partito Democratico per far cadere Bitonci, vanno cacciati dal partito, compresi i vertici regionali di Forza Italia che ci hanno fatto arrivare una chiara dichiarazione di guerra”. Fuoco amico che non si placherà anche se arriveranno le dimissioni: “C'è una posizione ufficiale presa dalla Direzione nazionale della Lega – sentenzia Franco – noi non faremo alleanze amministrative con Forza Italia alle prossime elezioni. Per il futuro vediamo quello che faranno in Forza Italia, se penseranno ad eliminare chi distrugge”. Porta aperta, invece, agli altri partiti minori e liste civiche del centrodestra, anche se c'è in ballo l'ormai prossimo tema del referendum, già evocato da Bitonci: “Siamo aperti a tutti, ma sicuramente non con quelli che voteranno Sì al referendum”. Tema delicato quello delle alleanze che riguarderà anche le amministrative a Vicenza del 2018: “È ancora troppo presto – afferma il vicesegretario del Carroccio – ma anche a Vicenza avremo un nostro candidato per superare l'era del sindaco amico dei clandestini Variati © 2008 - 2016 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
”.
ECONOMIA&AZIENDE
Banca Popolare Vicenza, audit interno commissionato da Francesco Iorio: ordini "a mano", falle archivi Ordini lavorati 'a mano', registri su un file excel senza password modificati da qualsiasi dipendente, tempi di lavorazione lunghi. L'analisi impietosa del sistema di compravendita delle azioni della Banca Popolare Vicenza prima della trasformazione in spa è contenuta in audit interno del gennaio 2016 commissionato dal consigliere delegato Francesco Iorio e consultato dall'ANSA. Nel rapporto si rilevano "diversi punti di criticità" nel sistema sebbene se ne fossero rilevate le falle sin dal 2011 e già il cda del luglio 2013 avesse avviata un'analisi per un nuovo sistema informatico. Di Redazione Economica VicenzaPiù
FATTI
Art Bonus, 28 proposte per la città e sgravi fiscali per i mecenati. Appello di Bulgarini d'Elci agli imprenditori vicentini Il Comune di Vicenza annuncia che da oggi sono online, sul portale promosso dal Ministero dei Beni Culturali, i 28 interventi su
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monumenti e musei cittadini che il Comune di Vicenza chiede a cittadini e imprese di sostenere, per un importo complessivo di 5.445.600 euro. Aderendo all'operazione, i mecenati dell'era digitale che vorranno donare erogazioni liberali in denaro per il sostegno del patrimonio culturale della città potranno godere, come previsto dalla legge, di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta, detraendo per tre anni le imposte fino al 65% di quanto donato. Di Redazione VicenzaPiù
Non sarà assolutamente necessario coprire l'intero costo del singolo intervento prescelto, ma si potrà concorrere al recupero di un monumento, al restauro di un quadro, alla riqualificazione di un museo, anche con piccole somme. Né, ovviamente, sarà necessario essere residenti a Vicenza per decidere di legare il proprio nome ad un'opera della città. Questa mattina il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci ha presentato i dettagli dell'operazione a Palazzo Chiericati: “Con l'art bonus l'Italia si è allineata alla legislazione internazionale in tema di elargizioni nell'ambito dei beni culturali proponendo una modalità tra le più avanzate a livello europeo. Lo Stato offre, così, l'opportunità a privati e aziende di mettere in atto una forma vera di mecenatismo attraverso l'art bonus, con la possibilità di effettuare un'elargizione liberale e ottenere detrazioni fiscali. Questa modalità, che consentirà di sostenere 28 interventi nei monumenti storici di proprietà del Comune, non dà la possibilità di avviare campagne pubblicitarie utilizzando l'immagine dei monumenti finanziati. Questo può essere possibile solo utilizzando la modalità della sponsorizzazione: per offrire anche una diversa opportunità, quindi, a breve pubblicheremo un bando rivolto alle aziende”. Il vicesindaco ha fatto un appello agli imprenditori vicentini: “Il territorio vicentino ha dato vita a straordinari momenti di creatività con la realizzazione di capolavori dell'arte e dell'architettura. Queste bellezze appartengono non solo ai cittadini, ma anche alle aziende di Vicenza, determinanti per lo sviluppo economico, che sono in grado di contribuire alla loro conservazione, valorizzazione e rilancio. E' a loro che faccio appello perché si prendano cura di questi beni dandoci una mano a mantenerli in vita con donazioni affiancate da vantaggi fiscali”.
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E Bulgarini d'Elci conclude: “Io stesso provvederò a fare una prima donazione per palazzo Chiericati, edificio che mi sta particolarmente a cuore. E', invece, la Fondazione Cariverona a garantire la prima donazione come ente poiché la somma di 1 milione 500 mila euro, già destinata all'Ala Ottocentesca di palazzo Chiericati, verrà erogata proprio attraverso l'art bonus. Sebbene il Comune abbia già previsto di investire 1 milione di euro allo stesso scopo, abbiamo ritenuto di inserire la somma nel sito dell'art bonus poiché, se raccoglieremo donazioni, il risparmio verrà reinvestito in altre operazioni culturali”. I 27 interventi proposti da Vicenza sul portale dell'Art bonus fanno tutti riferimento ai cinque grandi attrattori culturali e turistici della città: palazzo Chiericati (10 progetti per un importo totale di 3.217.100 euro), Basilica palladiana (6 progetti per un importo totale di 1.776.500 euro), Teatro Olimpico (5 progetti per un totale di 292.000 euro), Museo naturalistico archeologico (4 progetti per un totale di 125.000 euro) e Museo del Risorgimento e della Resistenza (3 progetti per un totale di 35 mila euro) per un totale complessivo di 5.445.600 euro. Per Palazzo Chiericati, in particolare, si cercano mecenati disposi a sostenere interventi per un totale di 3.217.100 euro, di cui 2.500.000 da destinare alla ristrutturazione dell'Ala Ottocentesca. Oltre al macro recupero al termine del quale la pinacoteca potrà contare su un totale di 3000 metri quadrati espositivi, i progetti sponsorizzabili riguardano, tra gli altri, il restauro di alcuni dipinti (89.100 euro), il completamento della valorizzazione dell'area archeologica al piano interrato (50 mila euro) e la fornitura dei nuovi allestimenti dell'Ala Ottocentesca (400 mila euro). Nell'ambito della Basilica Palladiana sarà possibile concorrere, tra l'altro, al restauro delle medievale Torre del Tormento, prigione cittadina fino al 1870: il costo dell'intervento strutturale che la riguarda è stato calcolato in 1.570.000 euro ma, come già detto, chi vorrà legare per sempre il proprio nome a questo antico monumento potrà farlo anche coprendo solo in parte questa cifra. Per quanto riguarda la Basilica palladiana si potranno sostenere, ad esempio, il nuovo allestimento del salone (150 mila euro) e la riqualificazione del pavimento in trachite del loggiato al piano terra (30 mila euro). Agli amanti degli edifici medievali viene proposto anche il restauro della Torre Coxina, manufatto difensivo duecentesco che svetta a fianco del Teatro Olimpico, suddiviso in recupero completo (80 mila euro) e in intervento di manutenzione straordinaria (7 mila euro). Per quanto riguarda invece il Teatro Olimpico, ovvero il più antico teatro coperto del mondo, visitato ogni anno da decine di migliaia di turisti e frequentato da attori di fama mondiale, sarà possibile legare per sempre il proprio nome alla realizzazione del nuovo impianto di illuminazione (100 mila euro), al rifacimento dei camerini (85 mila euro), alla sistemazione del giardino (20 mila euro).
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Chi sentirà maggior affinità con il Museo naturalistico archeologico, invece, potrà scegliere tra vari interventi tra cui, per una migliore efficienza energetica, la coibentazione del tetto e la sostituzione dei lucernari (50 mila euro) e la sostituzione dei serramenti (30 mila euro). Infine, nell'ambito degli interventi proposti al Museo del Risorgimento e della Resistenza di Monte Berico, si potrà provvedere al restauro del monumento ai caduti vicentini nel piazzale davanti a Villa Guiccioli (5 mila euro). Una volta individuato l'intervento da sostenere con una donazione che copra anche solo in parte quanto previsto, il mecenate dovrà contattare i Musei civici del Comune di Vicenza (0444222817, museocivico@comune.vicenza.it), concordare i dettagli dell'erogazione, effettuare il versamento secondo le modalità previste e conservare la ricevuta con l'evidenza della causale “Art bonus - Ente Beneficiario Oggetto dell’erogazione”: il Comune, quindi, dovrà inserire nel sito dell'Art bonus l'importo della donazione. Il mecenate potrà compilare la parte riservata ai donatori sul portale dell'Art bonus dove, se lo vorrà, potrà anche rendere pubblico il suo nome. Questa iniziativa consentirà ai mecenati di detrarre per tre anni le imposte fino al 65% di quanto donato. Possono aderire persone fisiche ed enti non commerciali nei limiti del 15% del reddito imponibile; i soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui. Per informazioni consultare la scheda nel sito www.comune.vicenza.it http://www.comune.vicenza.it/cittadino/scheda.php/42724,154031 Per consultare gli interventi sostenibili nel Comune di Vicenza: http://artbonus.gov.it/lista-interventi.html scegliendo Regione Veneto e Comune di Vicenza.
POLITICA
Incontro BPVi al teatro, Daniele Ferrarin: Variati “scherza” con il fuoco e ha la memoria corta Daniele Ferrarin, portavoce Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle Vicenza Apprendiamo che il Sindaco Variati, in veste di Presidente della Provincia e Sindaco di Vicenza, organizza un incontro al teatro Comunale di Vicenza dal titolo “Banca Popolare di Vicenza: aspetti critici, finanziari economici, sociali e giuridici”. Lo fa spalleggiato da esponenti del governo e delle categorie economiche, sarà inoltre presente il Sindaco di Prato. E' grave che il Sindaco prenda iniziative a difesa degli azionisti dopo aver respinto, con il
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voto della sua maggioranza, la richiesta di costituzione di parte civile da parte del Comune formulata dal Movimento Cinque Stelle che a suo tempo ha presentato una mozione in proposito. Di Redazione VicenzaPiù
Variati “scherza” con il fuoco e ha la memoria corta! Ha contribuito di fatto ad indebolire le vittime del crack non dando forza ai soggetti ricorrenti negando una copertura Istituzionale della vertenza. Variati è espressione del Partito Democratico che non poche responsabilità ha per la questione banche popolari e il loro “programmato naufragio” . Il Sindaco di Vicenza può essere a tutti gli effetti considerato un “collaborazionista passivo” del sistema Zonin. Zonin ha goduto per decenni di “coperture” politiche di alto livello: Banca d'Italia, poteri governativi, regionali e locali. A livello locale ha finanziato attività di vario genere nel settore della cultura. Basti pensare che Zonin è ancora in possesso di tutti i diritti di cui gode qualsiasi cittadino, nessuna restrizione in atto. Il Sindaco Variati dovrà moralmente rispondere dell' impoverimento economico-finanziario di famiglie ed imprese della Provincia di Vicenza che hanno sempre riposto la loro fiducia nella Banca Popolare. Non aver saputo cogliere quello che stava succedendo da anni in una Banca del territorio vicentino non può passare sotto silenzio.
FATTI
A Palazzo Trissino con M5s la presentazione del libro “Vicenza. La città sbancata” di Giovanni Coviello Liliana Zaltron, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Vicenza, annuncia che il M5s organizza a Palazzo Trissino in corso a Palladio Vicenza giovedì 1 dicembre 2016 alle ore 17.30 in Sala degli Stucchi, la presentazione del libro “Vicenza. La città sbancata”
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di Giovanni Coviello. Ecco la presentazione dell'evento: “Ho perso tutto. Banca Popolare di Vicenza, un disastro tutto italiano ma ancor più vicentino. L’azione è passata da 62,50 a 0,10 euro, mettendo in crisi tantissime famiglie. Giovanni Coviello presenta il suo libro “Vicenza. La città sbancata”, in cui sono raccolti gli articoli di VicenzaPiu.com che narrano le vicende della Banca Popolare di Vicenza da agosto 2010 fino al flop del 2016. Saranno presenti i senatori del Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti e Gianni Girotto" (nella foto il libro in onda a Mi Manda Rai Tre). Di Edoardo Pepe
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Le... “criticità” dopo il disastro BPVi, M5S e Liliana Zaltron ad Achille Variati: chi paga l'incontro tragicomico, fuori tempo massimo e solo "pro" un'associazione? Il M5S ha annunciato ieri la presentazione ai cittadini il 1° dicembre del nostro libro "Vicenza. La città sbancata" proprio "simbolicamente" a Palazzo Trissino, un vero e significativo "evento" per la città ufficiale, che, fatte alcune coraggiose eccezioni tra cui quella recente di Otello Dalla Rosa presidente di Vinòva e la prima in assoluto di Andrea Pittarello, a cui era presente tra i politici solo Liliana Zaltron di M5S, vorrebbe cancellare la "memoria" delle complicità politiche e ambientali con la gestione del sistema che ruotava intorno a Gianni Zonin. E oggi Liliana Zaltron diffonde ai media un'interrogazione, che pubblichiamo di seguito, sull'incontro del 26 novembre organizzato, per ricrearsi una impossibile verginità, solo ora e con delle evidenti parzialià da chi mantiene i privilegi e le
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posizioni acquisite anche grazie a quelle complicità che hanno reso possibile e, soprattutto, non evitabile con una sensibilizzazione popolare fatta nei tempi debiti il disastro che si è abbattuto su decine di migliaia di soci risparmiatori e ora sta per calare come una mannaia su migliaia di dipendenti. Di Pietro Cotròn
Molte associazioni, tranne quella di Renato Bertelle, chiaramente e per ammissione dello stesso sindaco Achille Variati promotore e ispiratore dell'operazione abbracciata e sponsorizzata dai politici ritardatari, che le hanno messo a disposizione una sala del Teatro che ai comuni mortali e alle associazioni non invitate sul palco costerebbe migliaia di euro, a parte gli altri costi, hanno già espresso la loro irritazione, che il Movimente 5 Stelle, da tempo oggettivamente in prima linea per il caso del crac di fatto delle due ex Popolari Venete, ha raccolto e sta amplificando nel silenzio reale di quasi tutti i gruppi politici che non vanno oltre le dichiarazioni di maniera che seguono i silenzi degli ultimi anni sulle manovre (anti)popolari della fu Popolare di Vicenza.
Ecco il commento e la nota di Liliana Zaltron, capogruppo del Movimento 5 Stelle. Il 26 Novembre si terrà un incontro organizzato dal Comune, Camera di Commercio e Provincia di Vicenza, presso il Teatro Comunale, per parlare delle "criticità" riguardanti la questione BPVi. Ora, non entrando nel merito con critiche riguardanti la tempestività dell’iniziativa, gradiremmo avere risposta ad alcune domande. A quanto ammontano e chi pagherà le spese per questa "opera" che andrà in scena il 26 Novembre? Perchè tra gli illustri invitati non sono state comprese le associazioni delle persone coinvolte o almeno i loro rappresentanti? Non suona tragicomico parlare di “criticità” di fronte ad un disastro da anni annunciato e perpetrato? Noi crediamo che dentro quel teatro si svolgerà un incontro fuori tempo massimo, inutile ed interessato solamente a cercare di salvare la faccia di chi avrebbe dovuto vigilare e denunciare i responsabili di una vicenda che ha messo in crisi tantissime famiglie ed imprese! Abbiamo inoltrato al Sindaco, all’Assessore competente e al Presidente del Consiglio Comunale la seguente interrogazione.
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Liliana Zaltron Movimento 5 Stelle - Vicenza
INTERROGAZIONE Premesso che: Abbiamo appreso dalla stampa locale che il 26 novembre 2016 presso il Teatro Comunale di Vicenza, è in programma un incontro pubblico dal titolo: “Banca Popolare di Vicenza –Aspetti critici finanziari, economici, sociali e giuridici”, organizzato da Comune, Camera di Commercio e Provincia di Vicenza, sono previsti interventi istituzionali: Manuela Lanzarin, Achille Variati, Furio Honsell, Matteo Biffoni, Paolo Mariani sono previste relazioni di: Francesco Zen, Stefano Righi, Francesco Jori, Renato Bertelle intervento programmato: On. Pier Paolo Baretta Tutto ciò premesso la sottoscritta Liliana Zaltron in qualità di consigliere comunale chiede: Perché tra gli invitati non sono state comprese anche le associazioni delle persone coinvolte; A quanto ammontano le varie spese per il suddetto incontro pubblico. Si chiede elenco dettagliato (spese affitto locali, spese vigili del fuoco…etc); A carico di chi sono le suddette spese. Si richiede anche risposta scritta Liliana Zaltron Movimento 5 Stelle Vicenza
POLITICA
"Con il No vince accozzaglia di tutti senza un ragionamento alternativo": se lo dice Matteo Renzi... Dice Matteo Renzi riguardo al referendum del prossimo 4 dicembre "Se vince il No si esce con l'ennesima accozzaglia di tutti senza un ragionamento alternativo". La solita maniera, arrogante e indecente, di cercare di convincere l'elettorato a votare una "riforma" costituzionale pessima sia nella forma che nella sostanza. Renzi, dall'alto del suo essere "un boy scout della provincia di Firenze che ha 41 anni" come lui stesso sostiene, non argomenta, non va nel dettaglio, non spiega nulla di quell'ignobile insieme di articoli incomprensibili e pericolosi che costituiscono la revisione
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costituzionale scritta dal governo assieme a Denis Verdini. Una revisione che segue i dettami contenuti del famigerato "piano di rinascita democratica" della P2 di Licio Gelli. Di Giorgio Langella
Non spiega che la sua "riforma" è quella voluta dalle grandi banche d'affari, dai grandi imprenditori, da chi posside immense ricchezze. Da quelli, insomma, che hanno creato la crisi e che vogliono cancellare quelle costituzioni democratiche che ancora garantiscono diritti a chi vive del proprio lavoro per poter continuare a sfruttare e fare immensi profitti. In un delirio reazionario Renzi chiama "accozzaglia" chi gli si oppone con un disprezzo analogo a quello che era abituato a pronunciare (e attuare) Benito Mussolini. E, in una rincorsa al peggior populismo, afferma anche che votare Sì significa votare contro "la casta", contro "i politici". E lo afferma proprio lui che, oltre alla partecipazione alla "Ruota della fortuna", nulla ha fatto nella sua vita se non la carriera di politico. Per l'ennesima volta Renzi vuole confondere l'elettorato con l'inganno della sua affabulazione. Dice che "bisogna cambiare". Non importa come. Il cambiamento per il cambiamento. Ricordiamoci che anche il fascismo cambiò le regole dello Stato e cerchiamo di ragionare. Il cambiamento può migliorare o peggiorare la democrazia. Questa riforma, alla quale bisogna rispondere con il NO, non solo rovina la Costituzione, è una tappa determinante nel percorso di annientamento della nostra democrazia.
FATTI
La ciclopedonale "Kiss and Go" davanti alla scuola Giuriolo, sotto gli occhi di vigili e polizia: Vicenza ostaggio delle auto
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Il parcheggio selvaggio di auto nei pressi delle scuole a Vicenza è lo stesso ogni giorno all'uscita degli studenti. Via IV novembre ha rappresentato l'apice del caos prima che, dopo essere stato segnalato a più riprese, ha visto attivarsi l'amministrazione comunale con una innovativa modalità di parcheggio denominata "Kiss and Go", un bacio e via. Ora però abbiamo potuto appurare come una nuova area sia stato "eletta" da alcuni automobilisti a parcheggio: l'ampia pista ciclopedonale in contrà mure San Rocco, davanti all'ingresso della scuola media Giuriolo. Di Edoardo Andrein
Se verso le ore 13, al termine delle lezioni, si riversano in strada decine e decine di studenti "spostando" giocoforza il parcheggio selvaggio di auto poco più in là davanti alla caserma Chinotto della Polizia di Stato, circa un'ora dopo per l'uscita dell'unica classe nella sezione musicale ecco che la pista ciclopedonale si trasforma in parcheggio "Kiss and Go" delle auto (foto) costringendo passanti e biciclette al transito in spazi ristretti o ad uscire in strada in quanto completamente ostruita. Stessa scena al pomeriggio, per l'uscita dei giovani "sportivi" dalla palestra. Il tutto sotto gli occhi del comando dei vigili guidato da Cristiano Rosini, che si trova a poche centinaia di metri dalla scuola, e le cui volanti transitano con frequenza in questa area del centro storico. Se i vigili del comandante Rosini, la cui auto personale è stata pizzicata in divieto di sosta e in Ztl, chiudono troppo spesso gli occhi sul parcheggio selvaggio fuori dalla scuole e in tante altre zone della città, ci si potrebbe affidare al buon senso dei vicentini a non parcheggiare su piste ciclabili e marciapiedi. Ma tra caos nel parcheggio della stazione dei treni, ben servita dai mezzi pubblici, e fra consiglieri d'opposizione che iniziano battaglie sulla realizzazione di una futura pista ciclabile in viale D'Alviano, il dato di fatto che rimane, certificato anche dai dati delle ricerche ambientali, è uno solo: Vicenza è una città in ostaggio delle automobili.
FATTI
Esame Unesco, in sala Bernarda Variati e
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amministratori hanno incontrato i tecnici. Bulgarini d'Elci: "serve maggiore consapevolezza" Il Comune di Vicenza comunica che hanno preso il via oggi 21 novembre una serie di incontri tra i consulenti incaricati dal Comune di redigere la Valutazione di impatto sul Patrimonio (HIA – Heritage Impact Assessment) per il sito “La Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto” richiesta dall'Unesco, i soggetti responsabili del sito e gli stakeholder pubblici e privati. Questa mattina, in particolare, alla presenza del sindaco Achille Variati e del vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci, i tecnici di RTP Sistema snc – Katri Lisitzin, incaricati di redigere l'HIA, hanno presentato in sala Bernarda ai responsabili del sito il metodo con il quale stanno elaborando la valutazione dei potenziali impatti di alta velocità, nuovo insediamento di borgo Berga e caserma Del Din. Di Redazione VicenzaPiù
Erano presenti i rappresentanti dei Comuni e delle Province del Veneto nei cui territori sorgono ville palladiane, il Cisa, l'Istituto Regionale Ville Venete, l'associazione per le Ville Venete, a cui fanno riferimento i proprietari di tali edifici, le soprintendenze, il segretariato regionale del Ministero per il beni e le attività culturali, la direzione Beni culturali della Regione Veneto e la diocesi. “L'incontro – ha commentato Bulgarini d'Elci – è stata l'occasione per un'ulteriore presa di coscienza da parte di enti e proprietari delle responsabilità che un titolo così prestigioso comporta. Serve, rispetto al passato, maggiore consapevolezza. Penso che ci sia un lavoro di maturazione che come amministratori del territorio dobbiamo fare nel capire qual è l'unicità e la rilevanza del patrimonio che siamo chiamati a custodire. E' un primario dovere di ciascun soggetto responsabile del sito avere piena conoscenza e segnalare per tempo eventuali criticità. Ed è doveroso non solo conservare, ma anche valorizzare il nostro sito seriale, a partire dalla revisione del Piano di gestione che risale al 2007. Nel caso specifico che
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riguarda le tre criticità di Vicenza, sono convinto che ci siano ampi margini per evidenziare gli interventi che sono stati fatti e che sono in corso per migliorare l'impatto sul sito dei progetti di sviluppo oggetto di verifica”.
FATTI
I cerchi luminosi di Natale hanno copiato la brochure di VicenzaPiù? Come abbiamo già annunciato noi di VicenzaPiù la vittoria nella fondamentale disputa è dei cerchi per le luminarie natalizie a Vicenza. Aspettando che prendano luce il prossimo weekend, passeggiando per il centro si possono già ammirare le decorazioni circolari che daranno l’atmosfera natalizia al centro storico, vincitori sulle decorazioni a forma di stella. Camminando con i colleghi per andare ad un appuntamento questa mattina 21 novembre abbiamo alzato lo sguardo, ed ecco l’illuminazione…non delle luci, ma del nostro collega: "Ci hanno copiato il simbolo!". Ebbene la brochure di VicenzaPiù (come da foto, ndr) è simboleggiata da un cerchio con le stesse fattezze delle decorazioni del Natale vicentino del 2016. E anche se noi facciamo “informazione fuori dal cerchio” come dice il nostro slogan... Ora questi costosi cerchi (forse) ci piacciono un po’ di…Più. Di Sara Todisco
FATTI / POLITICA
Leopoldo Lopez ricevuto da Variati in sala Stucchi. Comune e Pd sostengono il figlio in prigione in Venezuela: "ce l'hanno
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chiesto i venezuelani di Vicenza" Il consiglio comunale di Vicenza tratterà nella seduta di oggi 22 novembre una mozione su "Diritti umani e per la liberazione dei prigionieri politici nella Repubblica Bolivariana di Venezuela". Leopoldo Lopez Gil, attivista per i diritti umani e padre di Leopoldo Lopez, da mille giorni in carcere, oppositore politico del governo socialista venezuelano, è stato ricevuto in Sala Stucchi a Palazzo Trissino dal sindaco Achille Variati, dal presidente del consiglio comunale Federico Formisano e dal consigliere comunale e capogruppo del Partito Democratico Giacomo Possamai, primo firmatario della mozione. In sala anche il segretario del Pd di Vicenza Enrico Peroni con tanto di maglietta raffigurante il viso di Lopez in stile Che Guevara. Di Edoardo Andrein
"Abbiamo avuto degli incontri con la nutrita comunità venezuelana di Vicenza - spiega Possamai - è una situazione particolare di cui si parla poco, volevamo sollevare l'attenzione su questo caso: il chavismo (l'ideologia socialista dell’ex presidente Hugo Chavez ndr) è stato per lungo tempo riferimento e simbolo, ma oggi ne vediamo i risultati". In Venezuela, infatti, le manifestazioni di piazza e gli scioperi per protestare contro il governo in carica del nuovo presidente Nicolas Maduro, insediato dopo la morte di Chavez avvenuta nel 2013, sono all'ordine del giorno. "Trattiamo rararmente questioni di politica internazionale - ha detto Variati però ci è sembrato che questa mozione sia in linea con lo spirito del nostro statuto comunale". Poi spazio al lungo discorso in sala Stucchi di Lopez padre, inframezzato dalla traduzione in italiano: "Siamo legati al nord Italia, la moglie di mio figlio e i suoi nipoti hanno origini italiane, abbiamo la cultura italiana nel sangue. In Venezuela l'economia è distrutta, si è basata sul petrolio e quando il prezzo è crollato è iniziata una crisi spaventosa, anche per alimenti e farmaci. Il Venezuela è diventato una fabbrica di multimiliardari dove non c'è libertà".
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Venezuelani e vicentini
Lopez, che attualmente vive Image type unknown https://imageshack.com/i/pnzKHOYHj
in Spagna, è accompagnato da una numerosa delegazione di connazionali arrivata appositamente in Italia per la mozione del Consiglio comunale di Vicenza. E risponde con pacatezza, ringraziando della domanda, anche quando facciamo notare le accuse rivolte al figlio di essere un militante di estrema destra che ha compiuto atti sovversivi e omicidio: "Le accuse sono false e mio figlio non ha avuto l'opportunità di difendersi, la Nazioni Unite e altre organizzazioni per i diritti umani si sono pronunciati a favore della sua libertà: anche 36 presidenti di governo mondiali, tra cui Barack Obama, hanno chiesto la liberazione". Prima di saluti e foto di gruppo finale, però, con il sindaco Variati che si è defilato velocemente, ci rimane un dubbio: tra tutti i prigionieri politici nel mondo, alcuni dei quali nemmeno accusati di violenze, ma in carcere solo per le proprie ideologie poltiche o sui diritti civili, perchè i consiglieri firmatari della mozione (tutti del Pd, Alessandra Marobin, Lorenza Rizzini, Giancarlo Pesce, Valter Bettiato Fava, Ennio Tosetto, Eugenio Capitanio, Stefano Dal Pra Caputo, Federico Formisano, Renato Vivian, Bianca Ambrosini), hanno scelto solo il caso del "novello Che Guevara" Lopez? La risposta lapidaria arriva proprio dal proponente Possamai: "Ce l'hanno chiesto i venezuelani di Vicenza".
FATTI
La torre Bissara pende: verrà installato pendolo ad alta precisione da 60 mila euro Per contrastare la pendenza della torre Bissara, su proposta dell'assessore alla cura urbana Cristina Balbi la giunta comunale ha approvato il progetto di installazione di un sistema di monitoraggio dal costo di 60 mila euro. Il Comune di Vicenza spiega che sarà un sistema composto da un pendolo ad alta precisione visibile anche ad occhio nudo e capace di registrare ogni minima oscillazione e uno strumento per misurare temperatura ed umidità della torre più alta di Vicenza. "Dopo aver deciso per l'installazione della linea vita
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che consentirà l'ispezione della torre in sicurezza – ha spiegato l'assessore Balbi – con questo investimento completiamo la dotazione dei dispositivi necessari a valutare come intervenire sullo storico monumento che svetta su piazza dei Signori". Di Edoardo Andrein
"Ci vorrà circa un anno di monitoraggio per capire il comportamento della struttura e per decidere di conseguenza il da farsi. In ogni caso questo sistema di rilevazione consentirà di tenere sotto controllo anche per il futuro lo stato di salute della torre”. La gara per l'installazione della linea vita è in fase di avvio, mentre il monitoraggio su oscillazioni, temperatura e umidità potrebbe partire subito dopo la realizzazione dell'intervento. Un'altro intervento è previsto anche per per la storica chiesa di San Giuliano, di proprietà comunale: dopo un intervento d'urgenza resosi necessario per arginare alcuni distacchi di piccoli pezzi di materiale dal campanile, si avvicina il momento del restauro complessivo, seppur realizzato per stralci. “Abbiamo finanziato – ha annunciato Balbi – un primo significativo intervento del valore di 140 mila euro per mettere in sicurezza e restaurare il campanile”. Saranno effettuati sia lavori di miglioramento sismico sulla struttura, sia opere di restauro degli elementi in pietra, della muratura e della cupola per la quale è prevista la ricostruzione della struttura lignea. E' stata inoltre eseguita una valutazione complessiva dell'intero bene monumentale, individuando priorità di intervento attraverso stralci funzionali che potranno essere finanziati nel prossimo futuro. Il valore di tali possibili successivi interventi è stato stimato rispettivamente in 125 mila per il completamento degli interventi sul campanile e 335 mila euro per il complesso architettonico della chiesa.
FATTI
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"Sei di Vicenza se..." annulli la scheda del referendum costituzionale. Gli hacker sulla pagina facebook vicentina E' iniziato tutto ieri sera. Gli utenti Facebook del gruppo "Sei di Vicenza se..." hanno iniziato a vedere pubblicati sulla pagina post fuori dal normale, inizialmente con insulti razzisti, poi con insulti alla città di Vicenza e ai vicentini definendoli "magnagatti" e pubblicando a seguito foto di gatti squartati. Inziano quindi sfilze di commenti e post tra gli utenti che chiedono agli amministratori del gruppo cosa stia accadendo. Ma è troppo tardi, degli hacker chiamati Nameless hanno già spodestato gli ormai vecchi amministratori pubblicando a raffica insulti e post offensivi. Finiscono sui quotidiani locali e i link degli articoli popolano la pagina facebook. Tutti questi post sono ancora visibile sulla originaria pagina di "Sei di Vicenza se...", costringendo gli utenti e gli amministratori a spostarsi ed aprire una nuova pagina facebook omonima e senza hacker. Di Sara Todisco
Ciò di cui però non c'è più traccia (probabilmente oscurato) è un singolare invito fatto dagli hacker in merito alle prossime elezioni referendarie del 4 dicembre. Il post, tra i primi assieme agli insulti ad essere pubblicato, invitava i gli utenti a votare No al referendum costituzionale, ma precisava fosse necessario scrivere sulla scheda elettorale "A casa Matteo Renzi " solo così, dicevano i post degli hacker, si sarebbe potuto mandare davvero a casa il presidente del consiglio Renzi. Alle critiche poste dagli utenti abituali del gruppo che commentavano dicendo che questo gesto avrebbe annullato le schede, i falsi profili rispondevano che lal legge è cambiata e ormai tutti sanno che scrivere sulla scheda elettorale non la annulla. Chiaramente si tratta di una falsa informazione, si tratta di un modo singolare di far credere la propria opinione, in questo caso politica. Qualche ora fa gli hacker hanno fatto le "dovute presentazioni" , spiegando che il loro scopo nel gruppo è "liberare il più famoso social network dalla feccia che lo circonda, affinché tutti siano liberi di esprimersi senza censura ". Le segnalazioni degli utenti del gruppo continuano indignate, nonostante i © 2008 - 2016 VicenzaPiù - www.vicenzapiu.com
post degli hacker che minacciano di "trollare" anche i profili di coloro che faranno la segnalazioni, portando i primi risultati. E' stato infatti rimosso il profilo di uno degli hacker (A.N.).
ECONOMIA&AZIENDE / ASSOCIAZIONI
Incontro sulla BPVi, il sindaco Variati si arrampica sugli specchi: “ho invitato tutte le associazioni ed è una delle giornate gratuite del teatro” L'incontro pubblico dal titolo “Banca Popolare di Vicenza: aspetti critici, finanziari economici, sociali e giuridici” organizzato da Camera di Commercio, Provincia e Comune di Vicenza nella mattina di sabato 26 novembre dalle ore 9.45 alle 12.45 al Teatro comunale di Vicenza, aveva sollevato perplessità sui costi e fatto storcere il naso a molte associazioni irritate dal mancato invito, tranne quella dell'avvocato Renato Bertelle, l'unica presa in considerazione all'inizio dal sindaco Achille Variati, che ha definito'avvocato promotore dell'iniziativa. La consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, Liliana Zaltron, una dei pochi politici cittadini a impegnarsi sin dall'inizio e costantemente sul dramma economico causato dalla banca, aveva presentato un'interrogazione comunale sulle questioni sollevate in merito al convegno. Di Edoardo Andrein
Nel consiglio comunale di oggi 22 novembre Variati ha fornito maggiori spiegazioni rispondendo brevemente in sala Bernarda, e riservandosi di dare anche comunicazione scritta: “Le associazioni sono state invitate tutte a parlare, anche per intervenire dal palco”. Probabilmente, perciò, è stata cambiata la “scaletta” originaria visto che sul palco dai documenti in nostro possesso c'era solo Bertelle... Per quanto
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riguarda i costi, invece, il sindaco ha riferito che per l'evento è stata utilizzata una delle giornate gratuite messe a disposizione dal teatro, compresi i costi di Vigili del Fuoco e Forze dell'Ordine e che “l'unica spesa riguarderà i 100-150 euro per l'impianto di amplificazione” come se utilizzare una delle giornate a disposizione non sia da considerare un costo, per giunta riservato a "spalle amiche".
POLITICA
Matteo Renzi al Teatro Comunale di Vicenza venerdì 25 novembre. Il Pd: "convincerà gli indecisi" Il Partito Democratico della Provincia di Vicenza annuncia che è previsto per venerdì 25 novembre l'arrivo di Matteo Renzi in città: il Presidente del Consiglio farà tappa al Teatro Comunale alle 18 per spiegare le ragioni del Sì al Referendum Costituzionale, in uno dei tanti appuntamenti giornalieri in giro per l’Italia a sostegno della campagna "Basta un Sì". A meno di due settimane dal voto, quella di venerdì sarà un’opportunità unica per ascoltare direttamente dal Segretario Pd i tanti motivi per supportare quella svolta istituzionale che il nostro Paese, dopo tante promesse, attende da anni, e "per convincere i tanti indecisi che saranno determinanti in quello che è l’autentico crocevia tra la stagnazione politica e una maggiore modernità ed efficienza dei processi legislativi ed istituzionali" fa sapere il Pd. Di Redazione VicenzaPiù
FATTI / ASSOCIAZIONI
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VicenzaPiù smaschera il convegno sulla BPVi "cucito" su misura per se stesso e gli "amici" da Achille Variati: programma cambiato, ma rimane ipocrita e inutile Vinta la nostra battaglia contro il convegno ad hoc: Bertelle con la sua associazione non è più sul palco da solo ma tutti possono intervenire anche se rimane la gravità del tentativo degli organizzatori, Achille Variati in primis, di "pilotare" il convegno, che si conferma "irritante" per i soci truffati per la sua tardività e "irriguardoso" verso la stampa indipendente locale esclusa dal "palco" pur essendo stata la sola a raccontare le verità ignorate a tempo debito da chi oggi pensa di darsi una sciacquata di viso organizzando un "non evento" che non lava le responsabilità precedenti ma le evidenzia sempre di più sotto il primo strato di ipocrisia oggi rimosso dalla battaglia nostra e dalla fermezza delle vere associazioni che tutelano i soci truffati dalle false rappresentazioni della situazione della BPVi dell'era Zonin date da se stessa e da chi, politicamente e mediaticamente, se ne è dimostrato succube. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Saremo presenti in forze all'evento per fare i "cani da guardia" degli organizzatori e per mostrarlo e raccontarlo poi a chi dimostrerà la sua forza morale fino in fondo non prestandosi alla farsa finale e continuando a manifestare le ragioni dei propri diritti nelle sedi che finora le hanno tutelate con lealtà e senza interessi ipocriti di chi solo parla, tardi, senza nulla aver fatto, per tempo. Di seguito l'invito-presentazione diffuso oggi 23 novembre dal Comune: Sabato 26 novembre alle 9.45 al teatro comunale è in programma un incontro pubblico promosso da Comune, Provincia e Camera di Commercio sugli aspetti critici finanziari, economici, sociali e giuridici della vicenda di
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Banca Popolare di Vicenza. Interverranno il sindaco e presidente della Provincia di Vicenza Achille Variati, il presidente della Camera di Commercio Paolo Mariani, il sindaco di Prato Matteo Biffoni e il sindaco di Udine Furio Honsell. Il Governo sarà rappresentato dal sottosegretario di Stato al ministero dell'Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta, mentre per la Regione interverrà, delegata dal presidente Luca Zaia, l'assessore ai servizi sociali Manuela Lanzarin. Sono inoltre previsti i contributi del docente di economia degli intermediari finanziari Francesco Zen, del giornalista economico Stefano Righi e del giornalista e scrittore Francesco Jori. Seguiranno gli interventi di alcuni referenti delle associazioni che rappresentano gli azionisti. Al termine sarà dato spazio ai contributi del pubblico. I lavori si concluderanno alle 12.45. L'ingresso è libero.
FATTI / POLITICA
Leopoldo Lopez un violento? Variati non fa la foto di gruppo con il padre, ma il consiglio comunale di Vicenza vota all'unanimità la mozione Pd Il Consiglio comunale di Vicenza ha “abbracciato” il venezuelano Leopoldo Lopez Mendoza: il voto è stato all'unanimità, dai gruppi politici di destra a quelli di sinistra, con diversi interventi in aula di sostegno dell'oppositore politico del governo socialista venezuelano da mille giorni in carcere. La situazione economica e sociale in Venezuela è sempre più nel caos e l'era del chavismo sembra ormai al capolinea. Ma alcune perplessità continuano ad aleggiare sopra la figura del novello “Che Guevara” sudamericano, come abbiamo fatto notare già ieri durante la presentazione della mozione in Sala Stucchi a Palazzo Trissino, alla presenza del padre Leopoldo Lopez Gil, accompagnato nel palazzo comunale da un nutrito gruppo di venezuelani sostenitori del partito “Voluntad Popular”. Di Edoardo Andrein
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A fianco di Lopez c'erano il sindaco Achille Variati, il presidente del consiglio comunale Federico Formisano e il consigliere comunale e capogruppo del Partito Democratico Giacomo Possamai, primo firmatario della mozione che reca le firme anche degli altri consiglieri Pd, rappresentati in Sala Stucchi dal segretario cittadino Enrico Peroni con tanto di maglietta raffigurante l'effige di Lopez, leader del “Partito Democratico del Venezuela”, come ci è stato fatto notare nel post conferenza. Dopo i rilievi che abbiamo posto sulla limpidezza della figura del figlio, il padre di Lopez ci ha ringraziato con una stretta di mano e un semplice “ gracias por la pregunta”, una domanda alla quale ha risposto con pacatezza e meticolosità. Ma ciò che è risaltato di più è stato il veloce dileguarsi al termine dell'incontro con Leopoldo Lopez Gil del sindaco Variati, probabilmente dopo aver fiutato l'ambiguità del figlio, senza fermarsi un attimo in più per la foto di gruppo di rito (foto a lato). Venezuelani e autorità vicentine
Un caso quello del Image type unknown https://imageshack.com/i/pnzKHOYHj
venezuelano Lopez affrontato con occhio critico da “l'Antidiplomatico”, o la rivista di geopolitica e di studi internazionali “SpondaSud news”. L'Antidiplomatico riporta un video intitolato “La prova di come Leopoldo López invitò a bruciare le strade” spiegando che il leader del partito Voluntad Popular ha ripetutamente fatto appello alla violenza per rovesciare il governo e pubblicando anche una foto che lo riprende con una maschera in mano durante scontri di piazza (in alto). Un articolo che ha scatenato diverse reazioni con 125 commenti tra cui il primo che recita: “Lopez è un capo terrorista, una specie di Jihadista, altro che opposizione democratica, non appena gli USA lo facessero uscire dall'unico posto dove non nuoce in Venezuela scoppierebbe l'inferno”. SpondaSud, invece, con un'analisi dettagliata di Maddalena Celano, intitolata “Leopoldo Lopez: chi è veramente?” (lo riportiamo integralmente a seguire) ricostruisce la storia di Lopez con un intreccio di relazioni anche con gli Stati Uniti e la Cia. In un Paese ricco di petrolio come il Venezuela dove percentuali plebiscitarie alle elezioni hanno portato al governo socialista dell'ex
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presidente Hugo Chavez e dei suoi successori, è possibile che prove e accuse vengano manipolate contro oppositori politici e nemici; qualcosa in Italia ne sappiamo anche noi, tra il dramma e i disastri del fascismo o l'ideologia comunista sovietica che si è diffusa nel dopoguerra. Ma i consiglieri comunali di Vicenza, senza che nessuno alzasse un sopracciglio, hanno dedicato una standing ovation e un lungo applauso sulla vicenda Lopez dopo il voto unanime in sala Bernarda, tralasciando inoltre le centinaia di altri casi di prigionieri politici nel mondo senza l'ombra della violenza. Probabilmente non hanno trovato il tempo di informarsi. O magari pensavano ad un altro Lopez, il capitano che ha alzato la mitica coppa Italia del Lane. Quello sì rimarrà nella storia di Vicenza. Di seguito l'articolo di SpondaSud: Nel maggio 2016, il padre di Leopoldo Lopez, Leopoldo Gil, uno dei leader dell’ opposizione Venezuelana, è stato invitato al Consiglio comunale socialista di Siero (città delle Asturie) per partecipare a atti di sostegno per i prigionieri politici venezuelani. Tuttavia, quando si recò sul balcone del Concistoro, invece di ricevere applausi, Lopez venne fischiato da un gruppo di spagnoli, che hanno gridato: “assassino”, “disgustoso” e “speriamo che vostro figlio muoia”. Durante il suo discorso, il padre di Leopoldo Lopez ha affermato che “non ci sono limiti o confini alla lotta per la libertà.” Ha inoltre discusso la situazione nel suo paese e ha ricordato le varie cause di Hugo Chavez al potere. Egli ha anche rammentato che il Venezuela ha beneficiato di alti prezzi del petrolio per guadagnare reddito sufficiente per molti anni, ma questo denaro non viene investito in miglioramenti”. “Noi dovremmo avere il paradiso invece abbiamo è l’inferno”, ha affermato Lopez Gil. Ma chi è esattamente suo figlio, Leopoldo Lopez? Leopoldo Lopez è imprigionato nel penitenziario venezuelano di Capo Verde dal febbraio 2014 e la sua famiglia ha denunciato la situazione politica in Venezuela. Leopoldo Lopez è stato accusato d’incendio doloso e danni ad edifici pubblici che sono stati eseguiti come parte di un piano per rovesciare il Governo Maduro, chiamato “The Way Out”. Inoltre è stato accusato d’istigazione a delinquere, intimidazione, danni al Demanio e omicidio. Leopoldo Lopez è un politico venezuelano di estrema destra, l’ex sindaco ed ex candidato alle presidenziali, squalificato per corruzione, legato anche a istituzioni finanziate dalla Central Intelligence Agency degli della Stati Uniti, responsabile delle ultime azioni destabilizzanti. Fu un alleato del presidente colombiano Alvaro Uribe e la mente di atti di violenza nel paese che hanno lasciato decine di morti. ll giornalista canadese JeanGuy Allard riferisce che, nel 1990, Lopez studiò presso un istituto strettamente legata alla CIA, la Kennedy School of Government dell’Università di Harvard. Lopez sarebbe stato reclutato, in quel momento, dal generale David Petraeus, ex capo della CIA e confidente di Barack Obama, e Paula Broadwell, specialista in contro-insurrezione e analisi geopolitiche di intelligence militare. Successivamente in Venezuela, si è legato all’Istituto del Partito Repubblicano degli Stati Uniti (International Republican Institute), che ha esteso il suo supporto strategico e finanziario. Dal 2002, ha effettuato frequenti viaggi a Washington per la sede del partito e incontri con i funzionari del governo di George W. Bush (2000-2008). Nel 2002 ha guidato la marcia dell’opposizione venezuelana al Palazzo di
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Miraflores a Caracas, che ha causato decine di morti, e guidò il colpo di stato e il sequestro dell’allora presidente Hugo Chavez (1999-2013). In quei giorni, partecipò alla persecuzione e all’arresto illegale del ministro dell’Interno e della Giustizia, Ramon Rodriguez Chacin. Tuttavia, il processo contro questi fatti si è terminato nel dicembre 2007, grazie ad un’amnistia concessa dallo stesso Presidente Chavez. Anni dopo, guidò le azioni di destabilizzazione del paese, chiamate “guarimbas”. La strategia si basa su un attacco violento e sistematico contro la pace pubblica e causare un azioni “repressive” delle forze di Stato, per favorire una rivolta civile-militare, delegittimare il governo e l’ intervento straniero.
ECONOMIA&AZIENDE
Beniamino Anselmi "sfiducia" Veneto Banca & c., Francesco Iorio non molla coccarde BPVi ma Fabrizio Viola non sarebbe disposto a fare una barchetta coi legni non marci delle due e varare una banchetta destinata ad affondare Aggiornamento della nota delle 22.19 del 23 novembre. Con grande coerenza e professionalità Beniamino Anselmi, dopo essersi dimesso da presidente del Cda di Veneto Banca non condividendo la volontà del Fondo Atlante, socio di stragrande maggioranza della BPVi e dell'istituto montebellunese, di voler fondere le due ex Popolari venete immolando migliaia di dipendenti a fronte di un risultato molto incerto dell'operazione sostenuta anche da Gianni Mion, presidente della Banca Popolare di Vicenza, ha lasciato anche le cariche di Consigliere di Veneto Banca, della controllata Banca Apulia e del partecipato consorzio SEC Servizi nonostante la volontà della proprietà di non perderne l'apporto, almeno a livello di immagine. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
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L'uscita totale di Anselmi è, quindi, un altro forte messaggio di dissenso verso la fusione lacrime e sangue e assume ora il significato di una denuncia globale del progetto, che per giunta non ha alcun chiaro contorno tecnico e appare destinato a bruciare altro denaro oltre che vite umane. Ma, nel frattempo, c'è chi rimane fortemente attaccato alla sua poltrona, peraltro scandalosamente remunerata mentre si prospettano tagli e sacrifici fortissimi ai livelli bassi nonostante il fallimento di tutte le opzioni finora da lui fatte approvare o sostenute a Vicenza A non accennare a uscite (forse per riguadagnare la faraonica buonuscita a cui ha dovuto rinunciare dopo la milionaria buonentrata incassata) è l'ad Francesco Iorio, che finora ha elaborato piani e contropiani con Gianni Zonin, Stefano Dolcetta e ora con Gianni Mion tutti con gli esiti ben noti, e che pare sempre meno gradito non solo dall'attuale presidente della Vicentina ma anche dalla proprietà di Atlante che, scriveva Stefano Righi su Corriere Economia di lunedì 21 novembre, a gestire la complessa fusione vorrebbe Fabrizio Viola già in passato vice direttore generale della BPVi e fino all'8 settembre 2016 Amministratore Delegato del Monte dei Paschi di Siena da cui è uscito per tutti i "giochi" di equilibrio in corso ma che aveva raccolto all'inizio del 2012 la pesantissima eredità lasciata dalla coppia Mussari-Vigni, conti in profondo rosso e una lunga bufera giudiziaria, per firmare tutti i passi di un difficile processo di risanamento e pulizia, ancora in corso. Ma la domanda negli ambienti finanziari non sarebbe tanto se Iorio lascerà (improbabile sua sponte) le sue coccarde ma se Viola accetterebbe di recuperare da una coppia di navi con mille falle i residui legni non marci che potrebberoservire a varare una barca nuova, magari più piccola, una barchetta, ma in grado di galleggiare prima e mettersi in mare poi. Per diventare una banchetta, è il nostro timore per non dire triste certezza, che nel mare della finanza globale e nell'oceano in tempesta della fiducia persa a Vicenza e Montebelluna parrebbe fin d'ora destinata, comunque, ad affondare
FATTI / LAVORO
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Ospiti turchi in Comune per imparare il modello di lavoro vicentino: dopo il presunto oppositore violento venezuelano, Vicenza si apre anche alla Turchia “dura e pura” di Erdogan? C'erano ospiti speciali dalla Turchia durante la giornata del 23 novembre negli uffici di “Cercando il lavoro” del Comune di Vicenza. Per uno scambio di informazioni sui rispettivi servizi e per approfondire la conoscenza del mercato del lavoro vicentino, oltre che studiare alcuni modelli innovativi, è arrivata in città una delegazione di dirigenti ed esperti del Centro per l’Impiego di Canakele. A parlare per Vicenza è stato Juri Devigili (nella foto a destra mentre si scambia doni con il capo delegazione turco), coordinatore responsabile del progetto vicentino che ha spiegato come è nato e i risultati ottenuti, fornendo anche un quadro del mercato del lavoro in Italia e sui motivi per cui le persone disoccupate fanno fatica a rimettersi in gioco, toccando anche il tema dell'influenza del mancato dialogo tra scuola e mondo del lavoro. Di Edoardo Andrein
Una visita curata dall'associazione Eurocultura, partner di Cercando il Lavoro, e cofinanziata dal programma Erasmus+ dell'Unione Europea. Con il piccolo particolare che la Turchia non fa parte dell'Unione Europea: pur essendo un'economia ricca, pesano le questioni su diritti e religione nel lungo periodo al potere del presidente musulmano Recep Tayyip Erdogan. Nell’Europarlamento di Strasburgo tra l'altro è in programma oggi 24 novembre il voto su una risoluzione politica che sostanzialmente potrebbe portare a interrompere il processo di adesione della Turchia all’Ue, già molto difficile per l’opposizione di diversi Paesi membri tra i 28 governi. L'ultimo provvedimento scandalo di questi giorni del governo turco è la proposta di legge sugli abusi sessuali sui minori che proponeva di abolire
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la condanna dei responsabili nei confronti delle minorenni, nei casi di abusatori che avessero sposato le vittime. Inoltre in Turchia continuano le "purghe" nell’amministrazione pubblica, con una nuova ondata di arresti contro gli oppositori di Erdogan, in seguito al nebuloso tentativo di golpe in diretta televisiva della scorsa estate: nel conteggio totale dal 15 luglio sarebbero stati licenziati o sospesi dal servizio almeno 110mila persone, lo stesso numero di abitanti di Vicenza, tra insegnanti, giornalisti, magistrati, funzionari pubblici, militari, senza possibilità di espatriare o con arresti che sono sfociati in torture come denuncia Amnesty International. Quelli ospitati in Comune evidentemente fanno parte dei dipendenti pubblici turchi lasciati al loro posto dallo Stato: un paese "duro e puro" che ancora oggi non ha mai ammesso ufficialmente l'esistenza del devastante genocidio armeno, del quale quest'anno ricorre il centenario. Intanto nelle foto per il "gemellaggio sul lavoro" che immortalano il momento internazionale in Comune, non si è visto nemmeno questa volta il sindaco Achille Variati, che già per nel caso dell'oppositore politico venezuelano Leopoldo Lopez, sul quale aleggiano sospetti di violenze e istigazione alla rivolta, aveva preferito andarsene prima delle foto di gruppo. Ciò che rimane, però, dalle due ospitate internazionali è un certo senso di disgusto per alcuni vicentini, quelli che vogliono vedere la propria città non accostata alle violenze del mondo. Quelli che non rimangono indifferenti.
ECONOMIA&AZIENDE / ASSOCIAZIONI
Il solito teatrino all’italiana: la protesta contro il convegno "salva Variati" di "Noi che credevamo nella BPVi" Riceviamo dalla Associazione "Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza" la sua posizione dal convegno che, come abbiamo denunciato, Achille Variati & c. hanno organizzato per se stessi e pubblichiamo Succede a Vicenza, solo a Vicenza. Sabato 26 al teatro comunale si consuma il secondo atto di quella che è nata come la commedia della Popolare di Vicenza trasformata, per i piccoli azionisti, in vera tragedia e oggi arrivata a farsa. L’amministrazione e le istituzioni vicentine organizzano un incontro al teatro dove vengono, di fatto, escluse le associazioni di mediopiccoli azionisti più rappresentative e invitano invece quelle associazioni che, con il loro voto, hanno contribuito alla disastrosa situazione attuale. Il solito teatrino all’italiana che serve a ciarlare e
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basta per salvare la faccia alla politica e alla casta. Di Redazione VicenzaPiù
GIUDIZIARIA / ECONOMIA&AZIENDE
Azione di responsabilità, un altro convegno "o famo strano?" con ex sindaco di Banca Nuova Marco Poggi, neo membro cda BPVi Abriani che grida a "last call" per soci e Cappelleri che parla di crimini economici e navigazione Organizzato dallo studio Lambertini & Associati si è svolto oggi a Vicenza il convegno su "L'azione di responsabilità delle società di capitali, l'esonero, le rinunce, i patti di manleva" in concomitanza, come, in apertura dei lavori ma reclamando una distinzione tra cronaca degli ultimi tempi e "insegnamento" odierno, ha ricordato l'avvocato Lamberto Lambertini (domani pubblicheremo una sua interessante intervista, ndr), dell'azione intrapresa contro il vecchio Cda e i sindaci di Veneto Banca e di quella che il 13 dicembre partirà per la Banca Popolare di Vicenza, nei confronti di chi e per cosa lo sapremo alla sua approvazione nella relativa assemblea "dominata" come quella montebellunese dal Fondo Atlante. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
Tra chi ha portato i saluti dell'ente di appartenza (qui il programma completo degli interventi che metteremo in rete domani sul canale YouTube di VicenzaPiu.tv), c'era Marco Poggi, Presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza ma anche nel recente e lungo passato sindaco supplente della fu BPVi e presidente del collegio dei
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sindaci appena, e finalmente, cambiato della posseduta Banca Nuova e, quindi, magari direttamente interessato all'argomento. Tra i relatori, il primo degli intervenuti prima di partire per la sua Firenze in cui aveva un altro importante meeting, Niccolò Abriani, tra l'altro Professore ordinario di Diritto commerciale nell'Università degli studi di Firenze, ha brillato per evidente cultura tecnica e umanistica grazie alla quale commi di leggi e richiami latini venivano dispensati con magnanimità ai partecipanti, avvocati e commercialisti anche di grido, che erano lì, almeno ufficialmente, per i crediti formativi elargiti dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Vicenza e dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Ma il professor Abriani ha mostrato anche una inattesa faziosità quando (domani pubblicheremo il video, ndr) gli "è scappata" una prolungata e appassionata, anche se apparentemente fuori tema, arringa a favore di quella che lui ha definito una "last call", un'ultima chiamata: "non si illuda nessuno, l'offerta del 15% del valore delle azioni e il programma di warrant sono l'ultima offerta senza alternative fatta ai soci che ne avranno diritto dal Cda della Banca Popolare di Vicenza!...". Una perorazione della bontà dell'elargizione (?) da sindaco Achille Variati , l'altro organizzatore di eventi postumi e a sostanziale discolpa del sistema Zonin, o addirittura membro del Cda della banca... Ed ecco un'altra delle sorprese della giornata che ha giustificato la nostra presenza lì per quasi 4 ore: Niccolò Abriani fa, infatti, parte del nuovo Cda della BPVi essendo anche stato nominato da Gianni Mion & c. presidente del Comitato Amministratori Indipendenti... A rendere ancor più di "cronaca" il convegno accreditato come "formativo" per avvocati e commercialisti, ma che in più di un passaggio è parso, a detta di alcuni presenti, "un convegno sponsorizzato, di fatto, da Zonin & c. in cui si vuole far passare l'idea, tra i professionisti presenti, che gestire una azienda è difficile, e alle volte si può anche sbagliare. Comodi dirlo, con il senno di poi...", c'erano anche, tra i "portatori" di saluti, Alberto Rizzo, presidente del Tribunale di Vicenza, e Antonino Cappelleri, a capo della procura di Vicenza dove sono in corso di svolgimento le indagini sulla BPVi. Al dr. Cappelleri, dopo i suoi saluti agli astanti, abbiamo chiesto di fare qualche domanda, dopo quella ovviamente senza risposta su "eventuali novità" nel lavoro suo e di Salvadori e Pipeschi. Eccole, sono due, poi il procuratore capo ha approfittato di un passaggio al volo. Domanda: Dr. Cappelleri, lei, con tutto il rispetto dovuto alla sua persona, sta lavorando come Carlo Nordio, il procuratore aggiunto di Venezia, che per lungo tempo nulla disse sulle indagini sul sistema Galan Sartori per poi colpire duramente sulla base didocumentazione inoppugnabile? Risposta: certo che sì Domanda: Lei il 9 maggio ci dichiarò che se la BPVi non si fosse attivata a breve per venire incontro alle più pressanti e motivate richieste risarcitorie, che crescevano sulla sua scrivania, lei sarebbe stato costretto a intraprendere azioni cautelari nei confronti dei beni della banca stessa. Cosa ci dice oggi a oltre 6 mesi di distanza a proposito di quella sua
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dichiarazione? Risposta: Non le posso rispondere, diciamo che quella dichiarazione la lasciamo navigare... "A risentirci a breve, la chiamerò presto, se me lo concede, per capire meglio ", abbiamo avuto il tempo di dire al dr. Cappelleri quando ci ha detto che oggi non c'era più tempo per parlare. Nell'attesa di conoscere dove è diretta la... navigazione vi proponiamo l'intervento ufficiale integrale del Procuratore capo di Vicenza che, dopo gli iniziali attestati di stima e gratitudine all'organizzazione per l'invito su "un tema così importante", ha, tra l'altro, affermato: "Potrebbe sembrare strano che un procuratore della Repubblica, portatore di interessi penalistici, faccia considerazioni sul tema societario: ma questo si innesta e diventa essenziale nel momento del processo penale, perchè l'economia, la società e tutti i fenomeni collegati sono in questo momento di estrema attualità: la criminalità economica diventa di estremo risalto anche per il danno sociale".
Servizio in collaborazione con Edoardo Andrein
FATTI / POLITICA
Prima il terremoto, ora l'alluvione: forfait bis di Matteo Renzi a Vicenza? La Segretaria Pd Cecconato: "non ho notizie, quindi confermato" La prima volta era saltata in seguito agli ennesimi tragici fatti del terremoto in centro Italia; ora la nuova tappa programmata a Vicenza per domani venerdì 25 novembre, all'interno di un tour elettorale veneto che comprendeva anche Verona e Venezia nella stessa giornata, sembra che venga cancellata. Una nuova catastrofe con l'esondazione dei fiumi in Piemonte ha fatto rinviare a domani l'appuntamento di oggi 24 novembre in programma a Torino per sostenere il Sì al referendum. “Priorità alla Protezione Civile e alle popolazioni in ansia per il maltempo” ha dichiarato il premier, che ha aggiunto: “domani sarò personalmente a Torino nella sede della Protezione Civile Regionale col presidente Chiamparino”. I veneti si dovranno perciò accontentare probabilmente del precedente incontro di Padova con Renzi nella serata di venerdi 4 novembre, al quale aveva preso parte anche il sindaco di Vicenza Achille Variati oltre ad un nutrito gruppo di vicentini. Aggiornamento ore 10 del 25
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novembre. La Segretaria del Partito Democratico provinciale di Vicenza, Veronica Cecconato, ha fatto sapere di non aver "notizie in questo senso. Quindi l'appuntamento è confermato". Di Edoardo Andrein
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Il convegno burla del 26 novembre sulla BPVi, la "grande bugia" di Variati mai così in basso se si è prestato a fare la spalla di Bertelle. Sindaco, suvvia un colpo di reni o si dimetta! "VicenzaPiù smaschera il convegno sulla BPVi "cucito" su misura per se stesso e gli "amici" da Achille Variati: programma cambiato, ma rimane ipocrita e inutile": in questo articolo di mercoledì 23 novembre riassumevamo lo stato dell'arte del convegno definito poi, il 24, come il "solito teatrino all'italiana" dall'associazone "Noi che credevamo nella BPVi": «Vinta la nostra battaglia contro il convegno ad hoc: Bertelle con la sua associazione non è più sul palco da solo ma tutti possono intervenire anche se rimane la gravità del tentativo degli organizzatori, Achille Variati in primis, di "pilotare" il convegno, che si conferma "irritante" per i soci truffati per la sua tardività e "irriguardoso" verso la stampa indipendente locale esclusa dal "palco" pur essendo stata la sola a raccontare le verità ignorate a tempo debito da chi oggi pensa di darsi una sciacquata di viso organizzando un "non evento" che non lava le responsabilità precedenti ma le evidenzia sempre di più sotto il primo strato di ipocrisia oggi rimosso dalla battaglia nostra e dalla fermezza delle vere associazioni che tutelano i soci truffati dalle false
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rappresentazioni della situazione della BPVi dell'era Zonin date da se stessa e da chi, politicamente e mediaticamente, se ne è dimostrato succube». Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
E, aggiungevamo, s«aremo presenti in forze all'evento per fare i "cani da guardia" degli organizzatori e per mostrarlo e raccontarlo poi a chi dimostrerà la sua forza morale fino in fondo non prestandosi alla farsa finale e continuando a manifestare le ragioni dei propri diritti nelle sedi che finora le hanno tutelate con lealtà e senza interessi ipocriti di chi solo parla, tardi, senza nulla aver fatto, per tempo». Speravamo bastasse questo appello alla responsabilità politico sociale, ma no, perchè i Variati boys , con in testa il capo di gabinetto Maurizio Franzina, ex assessore di Enrico Hüllweck convertito sulla via di " damascati" incarichi, si sono scatenati alla caccia di presenze delle Associazioni per darsi una spalmata di credibiltà, invece di cospargersi il capo di cenere, come fanno i veri grandi che sanno ammettere gli errori, anche quelli più subdoli come l'oragizzazione del convegno per conto terzi e di certo non scomodo, se non apparentemente, al vecchio sistema Zonin, perchè inizia a perpetuarne i modi dopo l'aureo pensionamento di Gianni Zonin ("Silvio Berlusconi prima o poi si farà da parte - dicevano i commentatori più attenti - ma il berlusconismo gli sopravviverà per decenni", Renzi docet). Ora ogni, vera, associazione è ovviamente libera di trarre le sue conseguenze, quali che esse siano, ma pubblicheremo di seguito l'e-mail inviata ai soci truffati, ovviamente, lo avrete capito se ci avete letto, non solo ai suoi associati..., dal vero "sollecitatore", , come lui si autodefinisce, nonchè organizzatore di fatto dell'evento (dobbiamo dimostrarlo? Siamo pronti a farlo se servirà...). La pubblichiamo quella e-mail per dare il quadro totale del brutto "inchino" del primo cittadino e per rimuovere i residui dubbi sul convegno a comando che Achille Variati sosteneva come suo (da sindaco e presidente della provincia), a cui diceva di aver invitato tutti ma che è nato dal presidente di una sola associazione, quella dell'avvocato Renato Bertelle, che, coinvolgendo i "poteri", magari sperava solo di risparmiare sui costi della sala con annessi e connessi: 4.600 euro solo l'affitto di 2,5 ore per le società o 2.800 per le associazioni riconosciute, più vigili, più sforamenti di orario
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dopo le 2,50 ore, più costi vari... tutte spese evitate grazie all'uso comunale del teatro. Eppure Bertelle, l'unico "invitato" sul palco, così facendo aveva fornito agli eredi del sistema l'assist per farsi belli sul dramma della gente, per cui il testo della e-mail che pubblichiamo in fondo dovrebbe portare in un paese civile o ad atti duri di Variati contro chi specula sulla povera gente, se l'email dice o fa pensare il falso, o alle dimissioni del sindaco da tutte le sue cariche, che, in caso contrario, non potrebbe ricoprire un bugiardo, che poi, emulo di Renzi che si fa aiutare dagli ex berlusconiani, ha provato a correre ai ripari con l'aiuto dell'ex hüllweckiano, invece che ammettere il grave passo falso e dimenticando ancora una volta i vicentini e i veenti, anche quando si appellano ai loro detti: xe pèso el tacòn del buso! Quanto a Bertelle, se lui sperava ingenuamente che con l'evento farà « in modo di ottenere un aiuto in tal senso sia da tutti i media che dagli amministratori e dai politici che interverranno o saranno presenti», per lui abbiamo una sola domanda: lui sa dirci dove, e con chi, erano e dove sono quei media, quegli amministratori e quei politici che lui ora pensa di convincere alla redenzione quando prima erano accanto ai peccatori? Se è così ingenuo da chiedere e ottenere la presenza sul palco come relatore unico dei truffati dalla BPVi dell'era Zonin e poi basta questo povero giornalino, attaccato dal sistema Zonin, a far cambiare idea e programma ad Achille Variati, forte e decisionista ma solo in assenza di chi è capace di dirgli e ripetergli NO!, lui, l'avvocato Bertelle, si ritiene abbastanza smart e lucido da poter tutelare con successo i suoi assistiti contro i giganti spregiudicati della finanza locale e non solo locale? Vero Matteo Renzi, che oggi sei al Teatro Comunale per chiedere tanti Sì ma un No, uno solo, a quei vertici della Banca Popoalre di Vicenza che patteggiavano la loro accondiscendenza anche con Banca d'Italia e Consob ancora non l'hai detto con i fatti e non solo a parole?
Ecco una delle e-mail di Bertelle ----Messaggio originale---Da: "avv.bertelle@libero.it" Data: 18-nov-2016 6.39 PM A: Ogg: I: CONVEGNO SU BANCA POPOLARE DI VICENZA DEL 26 NOVEMBRE 2016 Egregi signori, nel convincimento di fare cosa utile, invio in allegato la locandina del convegno (cliccate qui ) che avrà luogo sabato prossimo 26 novembre alle ore 9.30 presso il Teatro Comunale di Vicenza; convegno organizzato dal sindaco del Comune di Vicenza su mia sollecitazione.
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Ritenni e ritengo opportuna e necessaria l'organizzazione di tale convegno per ravvivare l'interesse generale e dei media in particolare al fine di utilizzare quante più forze possibili per sollecitare la magistratura affinché proceda nei tempi più brevi possibili al fine di poter ottenere da tutti i responsabili il risarcimento dei danni conseguenti all'azzeramento delle azioni. Il mio intervento sarà a questo fine finalizzato e farò in modo di ottenere un aiuto in tal senso sia da tutti i media che dagli amministratori e dai politici che interverranno o saranno presenti. E' importante la partecipazione in massa all'evento, aperto al pubblico, al fine di dare un segnale forte alla società intera ed alla magistratura in particolare, che dovrà tuttavia essere poi ulteriormente incalzare con altre mezzi da parte degli interessati-danneggiati in particolare. Vi attendo numerosi, magari con parenti ed amici sabato prossimo. Cordiali saluti. Avv. Renato Bertelle
DIRITTI UMANI
"15 coltellate di 'vero' amore": la giornata di dialogo contro la violenza sulle donne La Commissione Pari Opportunità della Provincia di Vicenza ha organizzato, per sabato 3 dicembre, nella cornice di villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore, una giornata di dialogo sul tema della violenza sulle donne. L'intervista alla dottoressa Giuliana Corrado, psicologa e componente la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Vicenza. Di Piero Casentini
SCUOLA E FORMAZIONE
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"Scuola: tempo, organizzazione, didattica": Provincia di Vicenza e Ufficio scolastico territoriale insieme per ragionare sulla scuola Una giornata dedicata a docenti e dirigenti scolastici per ragionare sull'innovazione della didattica, dei tempi e dei luoghi della scuola pubblica. Questi gli intendi che hanno mosso la Provincia di Vicenza e l'Ufficio scolastico territoriale nel mettere a punto, con il contributo di SVT, la giornata di venerdì 2 dicembre intitolata "Scuola: tempo, organizzazione, didattica". Le interviste a Maria Cristina Franco, consigliere provinciale con delega all'Istruzione, e a Giorgio Corà, dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale di Vicenza. Di Piero Casentini
BANCHE / POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE / ASSOCIAZIONI
Renato Bertelle conferma le bugie sue e del suo sponsor Achille Variati. Poi dice una verità sulla sua associazione: "io rappresento 300 clienti". Lo erano di BPVi, ora sono suoi... Il 15 novembre VicenzaPiu.com sottolinea con sorpresa che nell'annuncio di Achille Variati di un dibattito per il 26 novembre dal titolo "Banca Popolare di Vicenza: aspetti critici, finanziari economici, sociali e giuridici" tra i vari ospiti sul palco per le associazioni dei soci della BPVi ci sarà solo l'avvocato Renato Bertelle, presidente dell'Associazione Nazionale azionisti BPVi, "uno dei promotori dell'iniziativa", come d'altronde confermato dall'invito qui riprodotto e più volte da noi ricordato. Solo allora, cioè il giorno dopo, 16 novembre, nacque la "Protesta corale delle associazioni dei soci truffati dalla BPVi dopo il convegno "teatrale" annunciato da Achille Variati e Paolo Mariani". Sotto quel titolo pubblicammo l'elenco e le dichiarazioni di altre associazioni, da noi contattate o a noi rivoltesi.
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Di Pietro Cotròn
C'erano "Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza", Codacons Veneto e l'associazione Azionisti Associati Banca Popolare di Vicenza, collegata con Don Torta, a cui non era stato riservato " il trattamento previsto da Variati & c. per quello, che per sua stessa ammissione, è stato tra i promotori dell'evento pilatesco, di sicuro, e mercantile, con buone probabilità..." Sono note ai nostri lettori abituali e a quelli che si sono aggiunti in questi giorni tutte le polemiche successive, tra cui un'interrogazione di Liliana Zaltron, una nota di Daniele Ferrarin, entrambi del Movimento 5 Stelle, e il cambiamento precipitoso del programma annunciato da Variati, alla ricerca di un tacòn, che si sta rivelando peggiore del buso, sia per la sua complice assenza nel denunciare in passato il sistema targato Gianni Zonin e ufficializzato dalle dichiarazioni del suo vice Jacopo Bulgarini d'Elci, sia per l'implicita ammissione della sua bugia riguardo al convegno lava faccia di aver "invitato tutti". Ora il nostro Renato Bertelle, invece di replicare a chi, VicenzaPiu.com, l'inghippo vergognoso l'ha denunciato, trova un solerte confessore per attaccare i "nemici" di Noi che credevamo nella BPVI, dimenticando le altre associazioni che hanno bocciato, almeno il 16 novembre, il convegno di domani, su Veneto Vox, un "mezzo" che leggiamo soprattutto per le note interessanti, ma non sappiamo se disinteressate, di una sua firma, quella dell'ex senatore Giuliano Zoso, e del direttore che lo ospita frequentemente dopo che il nostro direttore fu costretto a fare a meno anni fa sia del collega che dell'ex parlamentare, già allora suo informatore, per il venir meno di un minimo di rapporto fiduciario con entrambi. Tornando alle "confessioni" di Berlelle l'avvocato batte addirittura Achille Variati per i tacòn sbagliati visto che - conferma la paternità sua e non del sindaco redento del convegno (" è da luglio che mi sento con Variati, l'ho proposto io il convegno!", leggiamo sul mezzo) che gli era valsa la presenza sul palco - dice anche lui bugie sugli inviti come Variati (le associazioni protestavano per il privilegio del palco non per gli inviti per altro al 16 novembre non inviati dal bugiardo Variati, che dovrebbe dimettersi)
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- prova a mettere toppe sui 4 membri su 7 del consiglio direttivo dell'associazione di soci da lui fondata - difende all'insegna a del "meglio tardi che mai" Variati che non ha, lo conferma anche lui, mai visto in un'assembea di soci e che ora, evidentemente, si è convertito... - riduce i problemi della Procura a carenze di giudici. Di rilievi potremmo farne tanti altri ma proviamo ancora a citare Veneto Vox, che, comunque, ha fatto giuste e corrette domande, salvo non ricordare a Bertelle la fonte da lui "ignorata", per timore di confrontarsi con chi lo ha tirato in ballo scoprendone il gioco, noi, cioè, e non l'attaccato Ugone. Citiamo, però, solo una domanda e una risposta che fotografano il concetto che ha dei soci il disinteressato Bertelle, quello che avrebbe convertito Achille Variati, interessato a rifarsi una verginità orma definitivamente compromessa. Eccola: Veneto Vox: Qualcuno potrebbe accusarla di cavalcare il caso per farsi nuovi clienti. Quanti ne ha ora? Bertelle Più di 300 su BpVi, e ne ho anche su Veneto Banca... Caro Avvocato Bertelle, una domanda a cui lei ha, comunque, già risposto per cui ci evita di fargliela di persona, gliela rivolgiamo noi: quei trecento che Variati le ha chiesto di rappresentare sul palco non sono per lei soci dell'associazione che lei presiede, ma clienti del suo studio? Bravo l'avvocato, fantastico il sindaco sponsor del suo studio e non, come solo gli ingenui potevano sperare, dei soci truffati dalla fu Popoalre vicentina. Speriamo ora solo che i suoi trecento clienti/soci capiscano come l'avvocato ragiona e perchè organizza incontri e convegni e confidiamo che i cittadini di Vicenza e del Vicentino, tra cui decine di migliaia truffati dal sistema di potere che copre come una cappa la città e la provincia, alzino la testa davanti al sindaco uscente nonchè presidente della provincia morente, per legge e per i danni economici infertigli da quel sistema. Non lo faranno? "L'evento di domani - ci conforta il legale/presidente - è organizzato per tenere alta l'attenzione. Per una strategia dell'attenzione, dopo che quella dei media è scesa. Domani ci saranno tre sindaci e un sottosegretario del governo"... Tranquilli tutti, allora, è tana incastra tutti: i media e i politici su cui conta Bertelle lo aiuteranno a informare e sensibilizzare i cittadini e a spronare i magistrati. Come hanno sempre fatto integrandosi nei ruoli di gatto, volpe e Pinocchio.
Qui intervista completa su Veneto Vox
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ECONOMIA&AZIENDE
Il sindaco Variati riceve il primo schiaffo pubblico meritato: pochissimi vicentini sono cascati nella sua trappola Una mattinata di tensione al teatro Comunale di Vicenza: animi accesi e continue proteste tra i pochi cittadini (nella foto la sala) intervenuti al controverso, per il mancato invito delle associazioni, incontro sulla Banca Popolare di Vicenza organizzato da Camera di Commercio, Provincia e Comune di Vicenza. Durante gli interventi iniziali è partita una forte protesta dal pubblico con un moderatore che ha contribuito a creare ancora più tensione mettendosi di traverso e attaccando anche il direttore di VicenzaPiù: "mi avevano parlato di lei, guardi che la faccio accompagnare fuori". Il pubblico è insorto con fischi e grida verso il moderatore: "vai fuori tu e la tua tv!". Di Edoardo Andrein
L'unico che riesce a placare gli animi è il sindaco Achille Variati che si appropria del microfono e "consiglia" al moderatore di far intervenire alcuni contributi dal pubblico. "Siete tutti d'accordo, siete venuti per prenderci in giro!" è il grido che risuona di più in sala. E oltre a quella delle associazioni è stata fatta notare anche l'assenza di un rappresentante della magistratura di Vicenza. In prima fila, invece, è arrivato il presidente di Banca Popolare di Vicenza, Gianni Mion. Presenti, oltre a Variati, il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, mentre quello di Udine Furio Honsell ha dato forfait per un problema famigliare, l'assessore regionale ai servizi sociali Manuela Lanzarin, e il presidente della Camera di Commercio di Vicenza Paolo Mariani, con il sottosegretario all'economia Pierpaolo Baretta arrivato con due ore di ritardo. Tutti contestati durante gli interventi. Nel saluto di apertura Variati ha detto: "Non mi sono mai girato dall'altra parte davanti ai problemi, è una questione nazionale, non solo territoriale. Mi aspetto che oggi il governo dica cosa farà e di sapere anche da Mion
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cosa vuole fare della banca. Se alla fine di questo incontro resterà un filo su cui lavorare avrà avuto un senso". C'era la possibilità di fare domande alle quali bisognava iscriversi compilando un modulo; poi sarebbero state sorteggiate alcune da fare in sala e le restanti sarebbero state inoltrate via mail... Ma il protocollo è leggermente saltato, per usare un eufemismo, con molte persone che se ne sono andate al grido di: "Andate a casa tutti!".
POLITICA / ECONOMIA&AZIENDE
Ai bugiardi sul convegno BPVi si aggiunge il direttore di Tva che minaccia di cacciarci e regge la bufala di Variati sul (non) invito a tutti Esposto inviato all'Ordine dei giornalisti del Veneto per quanto successo oggi durante il convegno sulla BPVi con Domenico Basso, direttore di Tva e moderatore dell'evento.Dopo l'ennesimo tentativo di pilotare il consenso e il dissenso dei cittadini vicentini, questa volta i ben pochi che hanno aderito al convegno beffa organizzato da Comune, provincia e CCIIA di Vicenza, siamo a segnalare l'episodio odierno del direttore responsabile di Tva che, di fronte a interventi e civili rumoreggiamenti sulle frasi pronunciati, provava a zittire i presenti per cui, a tutela dei cittadini, intervenivo per ricordagli che è stato vergognoso il silenzio per anni del mezzo ora da lui diretto e del quotidiano locale e alla sua contestazione beffarda replicavo che doveva vergognarsi precisando che diceva farlo col mezzo che in passato altri dirigevano e che oggi non deve continuare a fare altrettanto. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
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In attesa di produrre quanto sarà richiesto ho preso appuntamento col vice questore Di Vincenzo quando dopo poche parole da me pronunciate mi ha minacciato, non so a quale titolo, di mettermi fuori dalla sala. Siccome mi sono ovviamente qualificato con nome, cognome e professione il direttore di Tva mi ha guardato torvo e ha detto: "da tempo stiamo parlando di lei...". Se non bastasse il direttore ha confermato la bugia detta più volte che fossero state invitate tutte le associazioni cosa non vera e noi abbiamo pubblicato l'invito ufficiale in cui c'era una sola associazione per giunta con, tra i relatori, il suo presidente che ieri in un'intervista li ha chiamati "clienti" del suo studio... Egregio presidente, evidentemente ci aspettiamo rappresaglie di ogni tipo, come già avvenuto, ma il nostro scudo lo affideremo al coraggio e all'onestà intellettuale. Cordiali saluti Giovanni Coviello
ECONOMIA&AZIENDE
BPVi, il presidente Gianni Mion all'incontro di Vicenza: "Iorio indispensabile, ha piano di fusione con Veneto Banca" All'incontro al teatro Comunale sulla Banca Popolare di Vicenza è intervenuto sul palco a grande richiesta il presidente Gianni Mion che il pubblico ha ascoltato con attenzione dopo gli animi accesi in precedenza: "Non pensavamo che situazione fosse così grave - ha esordito - e non credo che avrò tutte le risposte da darvi ma il cda è di altissimo livello. Non sono esperto di banca, ma ho capito che non era presentabile in Borsa, ora abbiamo bisogno di altri soldi per rilanciare la banca ed evitare la liquidazione, occorre trovare soluzione che metta a posto il contenzioso passato, per essere avvicinabili dai nuovi investitori". "Se ci limitassimo a rimborsare aggiunge Mion - la banca non ci sarebbe più; invece immagino una banca orientata al nordest. Francesco Iorio è indispensabile, sta elaborando un piano che prevede anche l'ipotesi di fusione con Veneto Banca". Di Edoardo Andrein
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ECONOMIA&AZIENDE
Convegno "sponsorizzato" su BPVi, le pagelle: Righi 9, Mion 6+, Baretta 6-, Lanzarin 5, Bertelle 0 e Variati sotto zero. Altri ospiti non classificati, moderatore inclassificabile, i soci risparmiatori pochi per protesta ma i migliori Abbiamo già riferito con dei flash sul convegno odierno al Teatro Comunale sulla Banca Popolare di Vicenza pensato e proposto dall'avvocato Renato Bertelle, che chiama "clienti" gli associati alla sua cosiddetta Associazione Nazionale azionisti BPVi, e poi fatto proprio dallo staff mediatico e dispensa indulgenze del plenipotenziaio di Vicenza Achille Variati, che, assicurando all'avvocato acchiappa clienti l'unico posto programmato per le associazioni sul palco, ne aveva acquisito i "diritti di sfruttamento" per ricostruirsi un immagine diversa di quella che di lui ha dato anche il suo vice sindaco, Jacopo Bulgarini d'Elci, che in un suo coraggioso, anche se isolato, outing politico ha chiamato in Sala Bernarda tutti i vertici locali alla correità col sistema che ha prosperato per tanti anni grazie e intorno a Gianni Zonin fino a diventare una concausa del disastro che ha azzerato i risparmi di decine di migliaia di vicentini che pensavano di averli messi al sicuro nella casse bucate della ex Popolare. Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile)
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Il gioco acquatico "Convegno sciacqua coscienze" si è, poi, rotto nelle mani degli "autori" grazie alla nostra denuncia e al consenso sincero delle vere Associazioni che lottano per i soci e che hanno rifiutato il tardivo e farisaico invito di Variati e del suo capo di Gabinetto, Maurizio Franzina, che ha visto fallire miseramente le sue innumervoli telefonate alle associazioni presenti in sala solo con Bertelle, appunto, Codacons Veneto, il cui presidente è un vecchio democristiano che oggi è tornato fin troppo amico di Variati, e Futura 150, che raccoglie i medi e medio grandi imprenditori. Ma oggi non c'erano ufficialmente le più consistenti tra quelle che stanno con la gente, la marea di veri nuovi poveri truffati, come " Noi che credevamo nella BPVi" e i gruppi di Don Torta. E, a meno che non tiri fuori dal suo conigliesco cilindro il successo dal flop come già ha fatto col sondaggio sulla Tav Tac riservato a pochi intimi, è stata subito una sconfitta per la popolarità di Achille Variati il colpo d'occhio delle poche centinaia di persone presenti, che siamo stati, comunque, costretti ad aiutare a poter parlare con uno scontro verbale col moderatore, il nuovo minaccioso direttore di Tva, la tv degli industriali di Vicenza che col quotidiano cugino per proprietà ha tenuto per anni Vicenza all'oscuro dello tsunami in arrivo. Comunque proprio il "moderatore", che si avvinghiava alla scaletta per azzerare ogni tentativo di intervento non programmato (ma abbiamo già riferito di questo e vedremo le conseguenze che ne verranno a Domenico Basso, direttore di Tva, o a me, da lui minacciato anche con un "da tempo parliamo di lei..."), è stato per tutta rispsota invitato in coro dalla sala ad andare via, lui e la sua tv, dopo aver minacciato di cacciare chi scrive. La ben altra padronanza del pubblico che ha Variati, ovvio riconoscerglielo anche se insopportabili erano i suoi sorrisetti beffardi verso chi, tra cui chi vi scrive, lo accusava con frasi precise e sguardi aguzzi, ha consentito, comunque, di proseguire gli interventi in cui, però, sono diventate importanti le voci dei truffati e insopportabili quelle di gran parte dei sussiegosi interventi programmati e salva facce, la gran parte dei quali, comunque, si sono dovuti interrompere ben prima dei tempi pre confezionati per palese disinteresse alle favole o per rabbioso contrasto con le bugie che volevano propinare. Se nell'arco del week end e fino a lunedì cercheremo di pubblicare in video tutti i passaggi odierni, compiliamo qui anche una personalissima pagella, stilata, però, oltre che sui nostri "sentimenti" e sulla consocenza del back stage del dramma del flop della banca e dell'evento odierno (noi abbiamo scritto il mai citato "Vicenza. La città sbancata").
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La pagella con i voti vuole essere anche una prima sintesi di quanto avvenuto e detto oggi e, grazie ai video che pubblicheremo, potrete condividerla o contestarla, liberamente. Pagelle informative 9 Stefano Righi, giornalista de Il Corriere della Sera e autore de Il Grande Imbroglio presentato a Vicenza proprio da noi, ha detto tutto quello che c'era da dire sulle malefatte del sistema intorno a Gianni Zonin, in primis, sulle amnesie e gli incroci di interesse con Banca d'Italia, sulle connivenze, sulla stampa ch, invece, che "cane da guardia" dei poteri ne è diventata "cane di compagnia"... Il 9 solo perchè ha fatto molto capire, ma non è andato giù con i nomi dei vari rsponsabili locali anche se è stato l'unico oggi tra i relatori a pronunciare con chiarezza il nome dell'innominabile Gianni Zonin (pubblicheremo l'intervento completo, ndr)
6+ Gianni Mion, presidente della nuova BPVi, ha affrontato con coraggio le contestazioni in sala, sia pure con qualche battuta di troppo e inopportuna in un ambiente dilaniato da problemi di sopravvivenza, e ha dato delle informazioni su una futura politica di ristori che sembrerebeb vicina ma i cui profili appaiono ancora grigi, tanto più che alle sue frasi logiche sulla necessità di risanare e ripulire prima di cercare un futuro di continuità i soci azzerati oppongono un presente difficilmente sostenibile. Il 6 è di fiducia, il + è per il coraggio di presentarsi mentre in sala, defilato, c'era Jacopo De Francisco e assente era Francesco Iorio, contestato a più riprese dal pubblico, difeso da Mion (pubblicheremo l'intervento completo, ndr)
6- Pier Paolo Baretta, sottosegretario, all'economia è arrivato verso la fine, di sicuro per impegni, forse anche informato sull'aria che tirava, prima molto calda, e ha affrontato il caso con logica tecnica, con attenzione politica al sistema bancario italiano in crisi e con un richiamo alle azioni legali da portare avanti per fissare una "cesura" col passato che serve a far ripartire la fiducia nel nuovo e con un rimprovero (lui ha poi modificato in "appello") agli imprenditori locali che di certo non hanno messo capitale di rischio prima ma che verranno chiamati a farlo se vorranno mantenere una banca sul territorio quando questa, se e dopo risanata, sarà ceduta ( pubblicheremo anche l'intervista, ndr)
5 Manuela Lanzarin, assessore regionale al sociale, ha un'insufficienza recuperabile perchè prima in Regione Veneto col primo Luca Zaia, più responsabile, non c'era e perchè ha ricordato l'esito dell'indagine regionale fatta da un'apposita commissione, ha evidenzaito i fondi messi a disposizione di Veneto Sviluppo e ha ricordato i provvedimenti a sostegno economico delle azioni legali delle associazioni (nell'intervista che pubblicheremo c'è il nostro richiamo a selezionarle in maniera adeguata per evitare anche che acceleri la corsa allo sfruttamento del socio truffato di cui sono un segnale le modalità con cui si è arrivati al convegno odierno, ndr)
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0 Renato Bertelle, non si sa se presidente di un'associazione o legale in cerca di clienti come lui ha definito i suoi 300 associati, oggi dal palco ha esibito le sue qualità tecnico commerciali, dopo che lo hanno mollato quattro su sei membri del direttivo della "sua" associazione (e non "solo" 4 su 7 come lui ha detto) e sotto il palco ha mostrato arroganza e scarsa educuzione verso chi, chiamandolo avvocato, ha osato criticarlo e veniva apostrofato con un incoraggiante, per me, ma squallido, per lui, "ehi, giovane..."
Sotto zero Achille Variati, collezionista in contemporanea di ben 4 poltrone, prima ha fatto flop col pubblico, che il suo entourage imaginava da pienone, trascurando che la stampa indipendente e le associazioni vere hanno un peso, che oggi è stato, forse per la prima volta, misurato, poi è stato fischiato da quello presente, che lo ha contestato e apostrofato più volte all'interno della sala come "un prete falso", per i toni usati e le chiacchiere fatte oggi, la sua migliore specialità, che seguono il tanto non detto e non fatto quando doveva e, ammette lui ipocritamente, "poteva" (la massiam applicabile con lui è: non fare mai quel che il prete fa, ma fai quel che il prete dice...). Se merita zero per questo, decidete voi quanto sia sotto lo zero per aver detto bugie anche oggi sugli inviti inesistenti, prima della nostra denuncia, alle altre associazioni, in ciò spalleggiato dal direttore... Basso, e per aver alternato beffardi sorrisi a finti consensi sulle reprimende. Ma, visto che anche oggi, ha detto bugie, trovi il modo di dimostrare che i documenti che le dimostrano sono falsi o si dimetta!
Se gli altri ospiti non sono classificati, per le banalità che volevano propinare e per l'ambiente non più disponibile a ingerirle, e se il moderatore, per noi, è inclassificabile, i soci risparmiatori, pochi per protesta, sono stati i migliori: loro hanno avuto una grande dignità nella protesta e soprattutto hanno mostrato che cominciano ad aprire gli occhi. Una signora, invocando anche concetti come etica e giustizia, ha detto alla fine a Variati, moderatori e sepolcri imbiancati vari: "tutti noi possiamo guardarvi in faccia, tutti voi, e lo faremo fino alla fine! Ma voi?!". Nel frattempo, se Gianni Mion ancora ripete che "stanno per individuare" i nuovi membri del Cda della Fondazione Roi, Achile Variati mantiene ancora alla presidenza del Cda della Fiera, svenduta, di Vicenza Marco Poggi, già sindaco supplente della BPVi nell'era Zonin e fino a pochi giorni fa presidente del collegio dei sindaci di Banca Nuova... Se il collega Stefano Righi, tuo ospite, ha sostenuto che non possono non essere indagati da una Procura seria tutti gli amministratori e tutti i sindaci della Banca, caro sindaco, quando ci dirai che "forse sì, dovevo e potevo cambiarlo..."?.
ECONOMIA&AZIENDE
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Convegno BPVi, il sottosegretario all'Economia Baretta: "Veneto Banca e Popolare di Vicenza non falliranno" Anche il sottosegretario all'Economia e alle Finanze On. Pier Paolo Baretta ha preso la parola all'incontro pubblico sul tema della crisi di Banco Popolare di Vicenza tenutosi presso il Teatro comunale di Vicenza: "Il fallimento - ha dichiarato - di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza è assolutamente da escludere e impegnarsi in questa direzione significa avere la certezza di una azione di conciliazione, che altrimenti sarebbe compromessa. Il risanamento delle banche deve partire dall'interno del sistema e non con soldi pubblici". Di Redazione VicenzaPiù
Il Governo è stato chiaro e ha chiesto una immediata ed esplicita azione di responsabilità, un segnale non solo di giustizia ma anche di rottura con il passato. È importante che ció avvenga per favorire il recupero di un clima di fiducia. Sono assolutamente favoreole al ristoro dei danni. In queste settimane mi sono impegnato molto, insieme al Ministro Padoan, per sollecitare la preparazione del piano di conciliazione. Contestualmente le banche venete devono presentare in tempi brevi un piano industriale di sviluppo. Solo su questa base potremmo valutare tutte le conseguenze. Queste banche hanno perso la reputazione, ma non sono banche finite. Sono inserite nel nostro territorio e sono collegate al nostro tessuto economico e sociale, quindi la loro rinascita è importante per il nostro territorio. Se si salveranno, il vantaggio sarà per tutti. Il Veneto è una regione ricca e dispone di molta liquidità, e in questo senso mi chiedo: perché nessun imprenditore ha messo un euro per salvarle? Bisogna lanciare un appello anche a loro".
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POLITICA
Fidel Castro, lezione di vita di un giovane avvocato cubano Riceviamo da Giorgio Langella e pubblichiamoE' con dolore immenso che ho appreso della morte del compagno Fidel Castro. Fidel è stato e continuerà ad essere il simbolo della ribellione e della resistenza del popolo cubano (e di tutti i popoli oppressi) allo strapotere arrogante e violento degli Stati Uniti. Fidel è stato e continuerà ad essere un Partigiano della Libertà. Di quella vera, collettiva e socialista che è ben differente da quella borghese e individualista che il pensiero unico oggi trionfante vuole imporci. Penso che la sua vita, tutta la sua vita, sia stata la grande lezione che un giovane avvocato cubano, Fidel Castro, seppe dare a tutto il mondo. Permettetemi un ricordo di un episodio che vissi in Perù tanti anni fa, nel 1970. Episodio che io considero fondamentale per la mia decisione irrevocabile di essere comunista. Di Citizen Writers
Ebbene, un giovane lavoratore peruviano che io e mio fratello avevamo l'onore di conoscere, un giorno ci disse (ricordo ancora le parole come fossero state pronunciate ieri): "voi europei pensate che la libertà sia quella di pensiero, di poter dire qualsiasi cosa. Bene ma qua non è così. La libertà per il nostro popolo (e intendeva tutto il sudamerica) è non morire di fame e saper leggere e scrivere. Ricordatevelo, quando tornerete in Europa, a Cuba sono liberi perché Fidel ha liberato il suo popolo dalla fame e tutti possono accedere ai saperi". Non ci sono altre parole, non possono esserci ... Fidel resterà per sempre nelle nostre menti. Per sempre giovane ribelle e fiero combattente contro l'imperialismo e le ingiustizie del mondo. Sempre a testa alta, Partigiano, Comunista.
L'ultimo discorso di Fidel Castro al congresso del PCC:
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E adesso passiamo a trattare altri temi (risate). Costituisce, compagni, uno sforzo sovrumano dirigere qualsiasi popolo in tempi di crisi. Senza questi sforzi, i cambiamenti sarebbero impossibili. In una riunione come questa, nella quale si riuniscono più di 1000 rappresentanti scelti dal popolo rivoluzionario stesso, che in essi ha delegato la sua autorità, significa per tutti l’onore più grande che hanno ricevuto nella vita (applausi); a questo si aggiunge il privilegio di esser rivoluzionario che è frutto della nostra propria coscienza (applausi). Perché sono diventato socialista, o meglio, perché sono diventato comunista? Questa parola che esprime il concetto più distorto e calunniato della storia da parte di coloro che hanno avuto il privilegio di sfruttare i poveri, espropriati dal momento che sono stati privati di tutti i beni materiali che provengono dal lavoro, il talento e l’energia umana. Da quando l’uomo vive in questo dilemma, lungo un tempo senza limite. So che voi non necessitate di questa spiegazione, ma forse qualche ascoltatore sì. Parlo semplicemente affinché si comprenda meglio che non sono ignorante, estremista, né cieco, né ho acquisito la mia ideologia per conto mio studiando economia. Quando ero studente di legge e scienze politiche non avevo un precettore, cosa che in quegli studi ha un gran peso. Naturalmente allora avevo 20 anni ed ero appassionato di sport e alpinismo. Senza precettore che mi aiutasse nello studio del marxismo-leninismo, non ero altro che un teorico e, naturalmente, avevo una fiducia totale nell’Unione Sovietica. L’opera di Lenin oltraggiata dopo 70 anni di Rivoluzione. Che lezione storica! Si può affermare che non dovranno trascorrere altri 70 anni affinché avvenga un altro avvenimento come la Rivoluzione Russa affinché l’umanità abbia un altro esempio di una grandiosa Rivoluzione Sociale che ha significato un enorme avanzamento nella lotta contro il colonialismo e il suo inseparabile compagno, l’imperialismo. Tuttavia, forse il pericolo maggiore che oggi incombe sulla terra deriva dal potere distruttivo dei moderni armamenti, in grado di minare la pace del pianeta e rendere impossibile la vita umana sulla superficie terrestre. Sparirebbe la specie come sparirono i dinosauri; forse sarà il tempo per nuove forme di vita intelligente o forse il calore del sole crescerà fino a fondere tutti i pianeti del sistema solare e i suoi satelliti, come molti scienziati riconoscono. Se dovessero essere esatte le teorie di alcuni di loro, che noi laici non ignoriamo, l’uomo pratico deve conoscere di più e adattarsi alla realtà. Se la specie sopravvive uno spazio di tempo molto maggiore, le future generazioni conosceranno molto più che noi, anche se prima dovranno risolvere un grande problema. Come alimentare miliardi di esseri umani le cui realtà si scontreranno inevitabilmente con la limitatezza di acqua potabile e risorse naturali di cui hanno bisogno? Alcuni o forse molti di voi si chiederanno dov’è la politica in tutto questo discorso. Credetemi, mi dispiace dirlo ma la politica è qui, in queste moderate parole. Spero che molti esseri umani si preoccupino per queste realtà e non continuino, come ai tempi di Adamo ed Eva, a mangiare mele proibite. Chi nutrirà gli affamati popoli dell’Africa senza tecnologia a loro
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disposizione, senza piogge, né dighe, né altri giacimenti sotterranei coperti dalla sabbia? Vedremo cosa dicono i governi che quasi nella loro totalità hanno sottoscritto gli impegni climatici. Bisogna martellare costantemente su questi temi e non voglio soffermarmi oltre l’essenziale. Presto compirò 90 anni (applausi), Mai avrei pensato di arrivare a questa età e mai fu frutto di alcuno sforzo. Si è trattato di un capriccio della sorte. Presto sarò come tutti gli altri. Per tutti noi giungerà il nostro turno, ma rimarranno le idee dei comunisti cubani (applausi) come prova che in questo pianeta, se si lavora con fervore e dignità, si possono produrre i beni materiali e culturali che gli esseri umani necessitano, e dobbiamo lottare senza tregua per ottenerli. Ai nostri fratelli dell’America Latina e del mondo dobbiamo trasmettergli che il popolo cubano vincerà (applausi). Forse sarà una delle ultime volte che parlo in questa sala. Ho votato per tutti i candidati presentati alla consulta per il Congresso, e ringrazio per l’invito e per l’onore di avermi ascoltato. Mi congratulo con tutti voi e, in primo luogo, con il compagno Raúl Castro per il suo magnifico sforzo (applausi). Intraprenderemo la marcia e perfezioneremo quello che dobbiamo perfezionare, con indubitabile lealtà e la forza unita, come Martí, Maceo y Gómez, in una marcia inarrestabile (applausi). Fidel Castro Ruz 19 aprile del 2016, alla chiusura del Settimo Congresso del Partito.
FATTI
Un gran bel Vicenza paga ancora la maledizione del Menti
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Vicenza, 26 novembre 2016 Vicenza - Benevento 0-0 Note: spettatori 6.720, di cui circa 200 di fede giallorossa. La partita Nonostante la prova convincente, il Lane non riesce a centrare l’obiettivo della vittoria. Prima del fischio d’inizio, dall’altoparlante si tenta anche la carta della cabala, diffondendo nello stadio le note di “All’alba vincerò” di Turandot. Ma Bisoli non è il Principe Ignoto e il Benevento non è la Principessa di Ghiaccio ma una Strega. Succede così che il Vicenza, nonostante sei nitide occasioni da gol (tra cui due pali) non riesca a metterla dentro. E che Benussi debba superarsi in un paio di occasioni. Ai punti stravincono i biancorossi, ma sul campo è solo un pareggio, che lascia i berici nella palude delle pericolanti. Il pubblico applaude ugualmente, consolato dal gradevolissimo gioco espresso, soprattutto per 70’… Di Alberto Belloni
Le pagelline Benussi 7: passa un pomeriggio relativamente tranquillo, nel quale si esalta al 37’ su Ciciretti e, all’80’ su Buzzegoli, poi snocciola un paio di ottime uscite basse che disinnescano altrettanti palloni pericolosi. Deve però migliorare nelle rimesse di piede. Pucino 5,5: una gara anonima, nella quale potrebbe spingere molto di più sulla fascia e invece resta piuttosto timoroso, senza entrare mai in azioni decisive. Pare essere tornato alle prestazioni incolori di inizio campionato. Comprimario. Adejo 6: la prima linea del Benevento non è certo il reparto migliore degli ospiti, ma viene comunque tenuta a bada senza troppi patemi dai due centrali berici. Peccato che Daniel non si veda sulle palle da fermo. Abbiamo visto di meglio. Esposito 6,5: superiore al compagno di reparto, perché il temuto Ceravolo tocca quasi sempre a lui. Prova a rendersi insidioso sulle palle da fermo, anche se non è fortunato. L’impressione è che stia crescendo di partita in partita. Roccioso. D’Elia 6,5: ora che sta meglio comincia a far pesare sulla bilancia tutta la forza delle sue progressioni, con le quali mette sovente in difficoltà gli uomini di Baroni. Cala un po’ alla distanza, ma è abbastanza normale in
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questa fase. Orient express reloaded. Urso 6,5: messo a fare il suo lavoro, evita brutte figure e fornisce alla squadra un importante contributo in termini di contenimento e di riavvio dell’azione. Bisogna usarlo così, altrimenti serve a poco… Va al tiro solo una volta, al 54’, senza centrare lo specchio della porta. Un cagnaccio utilissimo. Signori 6-: una sufficienza molto risicata, strappata solo per il gran movimento che riesce ad assicurare. La lucidità però è altra cosa e le iniziative tra le linee, che sarebbero nelle sue corde, ancora non si vedono. Sbaglia inoltre un gol di testa al 46’. Da recuperare. Orlando 7: ed ecco la migliore notizia che regala questo pareggio a reti inviolate. Il suo innesto conferisce alla squadra un più alto tasso qualitativo e la corsia di destra ne beneficia, diventando una buona alternativa a quella di sinistra. I giallorossi soffrono sovente la sua verve… Quant’è bella giovinezza. Bellomo 6-: alti e bassi. Resta senz’altro l’uomo che può garantire alla squadra un tasso di classe da serie superiore. Al 37 però una sua leggerezza rischia di costare cara e al 37’, quando ha una palla comoda sulla respinta del palo, calcia alto come un pippero qualsiasi. L’incrocio dei pali sulla torsione di testa al 68’ è il segno che il pallone non vuole saperne di entrare. Genio e sregolatezza. Giacomelli 7,5: se non c’è lui il Lane sbatte contro il muro, se invece c’è Jack gli sbarramenti scricchiolano. Questa è la verità… Al 12’ scherza da solo tutta la difesa della Strega, al 16’ calcia alto una ghiotta opportunità, al 38’ un’altra serpentina taglia la difesa come il burro. Al 27’ coglie un palo che grida ancora vendetta. E poi tutta una gara piena di iniziativa. Alla distanza perde mordente, ma è una gara da incorniciare. E’ tornato Giacomessi? Raicevic 5,5: per come contende tutti i palloni aerei e difende palla spalle alla porta sarebbe da sufficienza piena. Ma è un bomber, anzi il bomber (visto che il Vicenza altri non ne ha). Perciò quando al 25’ tira sul portiere dopo una bella giravolta, al 49’ perde il tempo davanti alla porta e all’81’ si libera bene ma conclude sciaguratamente alto, consuma tutti i bonus e la sua partita va valutata come insufficiente. Tanto cuore e poca precisione. Siega 5: il suo ingresso in campo non porta nulla ad un Vicenza che avrebbe invece bisogno di accelerazioni sulla fascia. Perde anche qualche pallone di troppo, facendo rimpiangere tantissimo il collega che ha sostituito. Giornata no. Galano 5: anche per lui discorso analogo. Nell’ultima mezzora i biancorossi potrebbero beneficiare degli spazi che un Benevento più arrembante lascia dietro. L’ex barese tocca invece poche palle e quelle che gioca sono tutte di ordinaria amministrazione. Ma lui non dovrebbe essere un giocatore qualunque. Deludente e forse poco motivato. Cernigoi s.v.: troppo pochi i minuti disputati per una valutazione precisa. Resta l’impressione di interessanti potenzialità ma anche di un salto di categoria che il ragazzo non ha ancora digerito. Ripetizioni private di
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Cadetteria… Mister Bisoli: mette in campo una squadra convincente. La scelta di Orlando al posto di Rizzo regala ai tifosi un gruppo meno nevrotico e con più alto tasso tecnico. La sua concretezza sulla fascia destra offre al Lane l’opportunità di far male sui due lati e al Benevento molti grattacapi. Nei 20’ finali, quando il Vicenza sente un po’ la fatica, rischiera prudentemente i suoi con i centrocampisti più bassi, ad evitare una beffa che sarebbe stata scandalosa. Le interviste Bisoli: “Oggi siamo diventati una squadra forte! Dispiace perdere punti giocando una partita così, ma va sottolineata la grande prestazione dei miei e se continueremo a giocare in questo modo ci toglieremo delle belle soddisfazioni. Ora entriamo subito nel clima della prossima gara e da giovedì andremo tutti in ritiro per salvaguardare questo spirito di grippo. Sono felice perché abbiamo tenuto fisicamente per tutta la gara, abbiamo sempre raddoppiato bene sugli avversari e creato tante occasioni da gol. Il difetto è ancora quello di non concretizzare a dovere, ma miglioreremo anche qui. Negli ultimi 20’ abbiamo un po’ arretrato il baricentro ma è stata una mia scelta: avevo paura che potessero beffarci, magari solo con un contropiede, vista la qualità dei giocatori che avevano davanti. Ho detto e ripeto che già dopo Natale potremo fare qualche valutazione precisa: la mia testa è tutto concentrata sul Vicenza, più ancora che sulla mia famiglia. So che a maggio ci salveremo e conto di farlo anche con una certa tranquillità. Vedrete…”
POLITICA
Fidel Castro, l’ultima dittatura occidentale Riceviamo da Italo Francesco Baldo e pubblichiamoNon verseremo certamente lacrime sull’ultima icona della rivoluzione comunista: su Fidel Castro ultimo figlio del totalitarismo novecentesco, quello nato sulla prospettiva marxista.-leninista che dall’ottobre del 1917 ha vessato il mondo, parlando di ideali nei quali era anche possibile assentire, ma che li ha costruii negando dignità all’uomo, al suo pensiero...alla sua libertà. Il coro dei politicamente corretti ancora una volta si leverà per osannare chi ha impedito la libertà ai cittadini di Cuba, altro non ha fatto che sostituirsi ad una dittatura con un’altra dittatura. Agì e propagandò la sua azione anche violenta contro un regime corrotto, e lo sostituì non con una democrazia dove il popolo sovrano decide i suoi destini, ma dove, secondo i principi leniniani del centralismo democratico, in realtà il comando di
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un partito unico, ha costretto con la violenza, il carcere, come ben insegnarono Lenin e Stalin. Di Citizen Writers
Imprigionò nei gulag cubani migliaia di cittadini, colpevoli soprattutto di non avere il pensiero unico, quello che il dominio prestabilisce e al quale chiede adesione incondizionata. Nell’onda di speranza di cambiamento a partire dal 1968, il comunismo ha fatto in Europa e particolarmente in Italia, la parte dell’orso(invasione della Cecoslovacchia), facendo finta di negare il comunismo sovietico, ma modellandosi su quello eguale di Fidel Castro. Il Dittatore, perché mai fu veramente voluto in una dialettica democraticaparlamentare, esercitò il suo dominio su tutto, fornendo anche, così si è detto, una grande assistenza sanitaria e una “buona scuola”, ma non risulta che Cuba sia il paese di Bengodi, come vociferavano i comunisti italiani per l’URSS. Tutto era affidato a pochi eletti, tra cui i familiari (Raul Castro) e amici, Che Guevara; la propaganda faceva la melina al potere e la sua eco si udiva perfino a Vicenza. Fu Castro con l’interessato aiuto dell’URSS e non certo gli USA, ricordino i pacifisti vicentini, a mettere il mondo sull’orlo di un conflitto nucleare e lo fece con l’insipienza tipica di coloro che pensano sempre e solo a se stessi e alle loro idee, egoismo politico. La saggezza di altrui, in primiis gli stessi Stati Uniti evitarono il peggio, ma nessun kompagno ancora oggi stigmatizza quello che è accaduto, come al solito hanno memoria corta. Cuba intanto riusciva, grave alla coltivazione intensiva di canna da zucchero a fornire l’URSS di “dolce”, ma non ad eliminare i gulag siberiani e quelli di casa sua. Il totalitarismo peggiore, il grande male del Novecento, non si è espresso solo nei Lager, dove veniva negata la vita stessa degli uomini non conformi al dominio, ma anche in quella che negava la stessa possibilità di pensare in modo diverso dal potere. I milioni di morti causati dal totalitarismo comunista , purtroppo ancora sogno di diversi cittadini italiani che non sanno che cosa sia la democrazia, sono lì a ricordarcelo, ma sempre i compagni fanno finta di niente, ignorano e sono solo pronti a gettarsi con veemenza contro chi non la pensa come loro, ovvero si deve essere politically correct; a Vicenza far finta di apprezzare il parco della Pace al quale nemmeno Variati crede. Fidel Castro, ammalato, fece il gran rifiuto del potere, così la retorica di regime degli intellettuali corretti propalò. In realtà affidò il potere al fratello, una continuità che dinastica. Certo cercò, dopo la caduta del Muro di Berlino, altra corretta costruzione ideologica, di trovare altre vie, avendo
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perduto l’appoggio della Russia, morta l’URSS, ma non il comunismo. Molti, tra cui tre papi hanno cercato di riammettere Cuba nell’ambito delle nazioni “democratiche”, non ci sono riusciti, perché a Cuba domina ancora la famiglia Castro, come il Corea quella dell’altro dittatore comunista. Forse il grande errore di Castro alla fine è stato quello di non essere riuscito, probabilmente non ha voluto, il vero transito di Cuba alla democrazia. Ora questo sarà possibile? Lo speriamo, dopo che, esaurite le tante lacrime di coccodrillo degli intellettuali affezionati, dall’Italia però, al dittatore cubano, i cittadini dell’isola caraibica sapranno scrollarsi di dosso l’ultima dittatura occidentale.
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