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Il cardinal Bagnasco, presidente Cei sulle elezioni: “Questa volta gli italiani non si faranno abbindolare”. Ma come, dopo tutti i regali che vi ha fatto?

Venerdì 8 febbraio 2013 – Anno 5 – n° 38

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€ 1,20 – Arretrati: € 2,00

Redazione: via Valadier n° 42 – 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 – fax +39 06 32818.230

Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

INGROIA, GIANNINO, GRILLO I TRE GUASTAFESTE Il buono, il brutto, il cattivo

Il Movimento Cinque Stelle sale ancora nei sondaggi e supera Monti. Rivoluzione Civile sempre più determinante al Senato nelle regioni a rischio per il Pd E anche il piccolo Fermare il Declino crea a Berlusconi seri problemi in Lombardia Sono le novità elettorali da cui può nascere un Parlamento imprevedibile Liuzzi, Truzzi, Zanca » pag. 4 - 5 TELECOM

Bernabè resiste in Cda, rinviata la vendita di La7 a Cairo Meletti e Tecce » pag. 9

Franco Bernabè Dlm

COME IL FILM DI SERGIO LEONE Antonio Ingroia, Oscar Giannino e Beppe Grillo nei panni di Clint Eastwood, Eli Wallach e Lee van Cleef

» AFFARI » Il Wsj attacca il presidente della Bce. L’ad dell’ente petrolifero coinvolto nel caso Saipem

Mps: Draghi costretto a difendersi Eni: Scaroni indagato per corruzione dc

SCANDALI E BUBBOLE di Marco Lillo

erlusconi sostiene che i “giornaloB ni” hanno fatto sparire dalle prime pagine lo scandalo Mps perché sono

“militanti” in favore del Pd. Non poteva esserci contrappasso più crudele per i quotidiani che hanno sparato in prima pagina le presunte mazzette miliardarie del Monte dei Paschi. Qualcuno era arrivato a contabilizzarle (2 miliardi di euro) e a tracciarne con precisione l’itinerario (da Londra all’Italia previo scudo fiscale) e la destinazione finale: politici e banchieri. Per completare l’assist alla sinistra, però, i giornaloni “militanti” avevano aggiunto un sapiente annuncio: il terremoto giudiziario era rinviato a dopo le elezioni. A distanza di venti giorni le carte dell’inchiesta cominciano a uscire e diventa ogni giorno più nitida la bolla mediatica montata alla vigilia del voto sullo scoop del Fatto. La vagheggiata mazzetta ai politici sull’acquisto di Antonveneta, almeno nelle carte dell’inchiesta, non c’è. Ci sono i trucchi di bilancio svelati dal nostro giornale; ci sono le menzogne alle

autorità di vigilanza sui capitali necessari per pagare l’acquisto folle di Antonveneta e c’è pure il sequestro di 40 milioni. Ma anche qui non siamo di fronte al “bottino dei compagni banchieri”, come titola il Giornale, bensì alla pur ragguardevole “cresta” messa da parte dai manager dell’area finanza di Mps. Fatti gravissimi intendiamoci. Sui quali i politici del Pd che hanno appoggiato Giuseppe Mussari (ma anche quelli del Pdl che non si sono opposti e che magari incassavano laute parcelle dal giro del Monte) dovranno rendere conto dal punto di vista politico. Ma, è inutile girarci intorno, non è per questo che il Pd scende nei sondaggi. Se gli italiani seguono con un minimo di interesse le cronache marziane sul FRESH del Monte è perché da venti giorni sono bombardati da una comunicazione ambigua. Dietro il messaggio noioso sull’ennesima contestazione all’ennesimo manager si cela un sottomessaggio intrigante, che a oggi non trova nessuna conferma nelle carte, sui miliardi arrivati a banchieri e politici grazie all’acquisto di Antonveneta. È il meccanismo già sperimentato con Telekom Serbia. In quel caso, però, i “giornaloni” militanti non assecondavano le balle della destra, ma lavoravano per smontarle.

Mario Draghi e Paolo Scaroni Ansa

Il quotidiano Usa contro Bankitalia, allora retta dal numero uno della Bce: finanziò il Monte in crisi di liquidità con 2 miliardi. E Siena non informò i mercati. I pm milanesi: la controllata del cane a sei zampe pagò » pag. 2 - 3 200 milioni per l’appalto del gas in Algeria

U di Cinzia Monteverdi

» IL DOCUMENTARIO

NOI, AL FIANCO DEGLI EDICOLANTI IN LOTTA

Gadda, immagini e parole a 40 anni dalla morte

hiariamo subito: il Fatto Quotidiano è al fianco degli C edicolanti nel loro grido di aiuto che è arrivato a far balenare l’ipotesi di uno sciopero delle edicole proprio nei giorni delle elezioni politiche. » pag. 18

Pagani » pag. 14

LA CATTIVERIA Lo juventino Bonucci escluso dalla Nazionale per aver insultato l’arbitro. I compagni di squadra vanno rispettati » www.spinoza.it

Vietato difendersi di Marco Travaglio

pero che i nostri lettori abbiano letto l’arS ticolo di Lo Bianco e Rizza sul Fatto di ieri. Un articolo che dovrebbe far sobbalzare isti-

tuzioni, giuristi, magistrati, avvocati, intellettuali e cittadini, almeno quelli che hanno a cuore lo Stato di diritto. Non certo quelli che fanno i gargarismi e il bidet col garantismo per salvare le chiappe ai ladroni di Stato. Oggi il Gip di Palermo Riccardo Ricciardi, che nel 2011 intercettò Nicola Mancino indagato per falsa testimonianza, deve decidere se distruggere i nastri con le quattro conversazioni fra l’ex ministro e il presidente Napolitano. La Corte costituzionale, dando ragione a Napolitano nel conflitto di attribuzioni contro la Procura, ha sentenziato che questa doveva chiedere al Gip l’immediata distruzione delle bobine senza passare per l’udienza camerale prevista dalla legge, dunque senza farle ascoltare alle parti: cioè agli avvocati dei 12 imputati per la trattativa Stato-mafia (i pm già le hanno sentite e giudicate penalmente irrilevanti). Nulla però la Consulta poteva imporre al Gip, non coinvolto nel conflitto. Dunque il Gip, ora che la Procura è stata costretta dalla Corte a chiedergli di distruggerle con quella procedura illegale e incostituzionale, può conservarle e sollevare un’eccezione di incostituzionalità dinanzi alla stessa Consulta contro l’articolo 271 del Codice di procedura penale: quello che impone di distruggere le intercettazioni illegali e quelle legali che captino conversazioni segrete fra avvocati e clienti, fra medici e pazienti, fra confessori e penitenti violando il segreto professionale. Siccome la norma non fa alcun cenno al Presidente e a cittadini indagati che parlino del più e del meno (come Napolitano e Mancino), il giudice potrebbe ritenere che distruggere quelle quattro telefonate leda il diritto di difesa dei 12 imputati per la trattativa. È possibile infatti che uno dei 12, ascoltando quelle telefonate, vi trovi elementi utili e intenda utilizzarli per difendersi nel processo dalle gravissime accuse che pendono sul suo capo. Il fatto che la Procura le ritenga penalmente irrilevanti non significa che siano inutili per le difese, che hanno interessi opposti. È vero che la Consulta affida al Gip il compito di valutare se il contenuto non comprometta “interessi riferibili a principi costituzionali supremi”, come la tutela della vita e della libertà personale. Ma nessun giudice può sostituirsi al difensore per stabilire, lui solo, se una prova sia utile alla difesa o possa essere distrutta. In quale Stato di diritto si chiede a un giudice di mettersi nei panni del difensore e di decidere per lui ciò che gli è utile o superfluo? Gli avvocati di Massimo Ciancimino, Francesca Russo e Roberto d’Agostino, chiedono al Gip di poter ascoltare le telefonate e di sollevare un’eccezione di incostituzionalità contro l’art. 271 nella versione bizzarra e innovativa partorita dalla Consulta. In caso contrario ricorreranno in Cassazione e chiederanno i danni allo Stato per violazione del diritto di difesa sancito dalla Costituzione. Ma il loro ricorso sarà inutile, perché il provvedimento impugnato sarà già stato eseguito con il gran falò delle bobine previsto per oggi. Se poi la Cassazione desse loro ragione, le telefonate sarebbero già state bruciate, dunque inascoltabili. E il danno, irreparabile, sarà fatto. Col rischio di attirare sull’Italia una condanna della Corte europea per la grave lesione al diritto di difesa; ma anche di invalidare il processo, visto che anche gli altri imputati (compreso, paradossalmente, Mancino) potrebbero sostenere di non essersi potuti difendere adeguatamente. Dove sono, di fronte a questo scandalo planetario, i giuristi, i costituzionalisti, gli intellettuali e i politici garantisti? Che fanno l’Ordine forense, le Camere penali e gli altri organismi dell’avvocatura? Perché non parlano? Di chi hanno paura? Anzi no, quest’ultima è una domanda retorica. Lo sappiamo benissimo di chi hanno paura: del nuovo Re Sole.


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Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it

Anno 3 Numero 279 del 08/02/2013

Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155

Obiettivo dello stretto dialogo la restituzione delle aree alle attività industriali e commerciali

Lavoro

Un accordo di programma per rilanciare il Salotto murgiano In mattinata la firma del piano di azione che vale 100 milioni

Valbasento, l’intesa per una bonifica veloce

Il dipartimento regionale Ambiente e il ministero in stretta collaborazione per accelerare la riconversione del territorio. Disponibili 20 milioni di euro

Il Polo del Salotto murgiano potrà contare su oltre 100 milioni di euro per far ripartire le attività e aiutare le imprese a superare la crisi che ha bloccato il settore. E’ questa la base dell’accordo di programma per rilanciare il comparto. La firma oggi nelle sale del ministero dello Sviluppo economico, partecipano i presidenti delle Regioni Basilicata e Puglia, Vito De Filippo e Nichi Vendola. Tra le iniziative c’è un protocollo per facilitare l’accesso al credito per le imprese del Distretto del mobile imbottito. A PAG. 2

Scomparso Gargano Ostuni illustre lucano in Sud America L’ex senatore aveva spinto a favore del gemellaggio tra Montevideo e i Comuni di Marsico Nuovo e Tito A PAG. 2

Scienze, ricerca dell’Unibas

Superare le criticità e i rallentamenti nelle operazioni di bonifica della Valbasento. Per questo il dipartimento regionale all’Ambiente è in stretto rapporto, già dallo scorso novembre, con il ministero dell’Ambiente per semplificare le procedure di restituzione delle aree in questione alle attività a carattere industriale e produttivo. Al centro del dialogo tra Regione e governo il miglioramento della qualità ambientale e un più corretto utilizzo del territorio per far ripartire il comparto industriale locale. Un’immagine della Valbasento

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Le novità previste dalla convenzione Regione - Cotrab riguardano il trasporto pubblico locale

Tpl, cambia la bigliettazione Tutto diventerà automatico con 600 emettitrici a terra, a bordo e con un sistema web dedicato

Depositato un nuovo brevetto insieme a Basilicata Innovazione

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Obliteratrice a bordo di un autobus

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I 123 alloggi dell’Ater a Melfi in stato di abbandono, i lavori per l’abbattimento ancora fermi

Le elezioni osservate su internet Tre blogger raccontano i politici che si avvicinano alla rete

Le palazzine disabitate sono piene di rifiuti e sono diverse le segnalazioni dei residenti

“Questi spazi virtuali vanno frequentati sbagliato pensare di poterli occupare”

Dovevano essere abbattuti già tempo fa ma, a causa delle controversie legate al risarcimento danni di alcuni ex inquilini sfrattati, è tutto fermo. I palazzi in questione sono conosciuti come i “123 alloggi” Ater a Melfi, che 6

Le elezioni politiche sono, oggi più che mai, anche uno scontro e un incontro in rete, in particolare attraverso i social network più famosi e diffusi. Ma non sempre lo stare sul web significa avere un successo di consensi per-

anni fa sono stati abbandonati per le ordinanze di sgombero. Oggi però non è stato fatto ancora nulla e gli scheletri degli edifici sono diventati teatro di atti di vandalismo e di furti in diversi appartamenti del rione Valleverde.

La Gazzetta del Mezzogiorno

ché, spiegano 3 blogger lucani che analizzano e studiano questi fenomeni, non ci si può improvvisare protagonisti su internet, bisogna partecipare e seguire l’andamento e le nuove tendenze degli utenti digitali.

Il Quotidiano della Basilicata


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Basilicata Mezzogiorno

Il rilancio del Polo del Salotto

Oggi la firma del documento comune. Sul piatto oltre 100 milioni

Una fase del processo di creazione di un sofà

E’ oggi il giorno della firma sull’accordo di programma per far ripartire il Polo del Salotto murgiano. Nella sede del ministero dello Sviluppo economico verrà illustrato e sottoscritto il documento con le firme del presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola,

dell’assessore al Lavoro della Regione Basilicata, Vincenzo Viti, e l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone. Obiettivo del documento è il rilancio delle imprese impegnate nel settore. I fondi messi a disposizione superano i 100 milioni di euro. Nello specifico la Regione Basilicata metterà in campo

21 milioni di euro, che si affiancheranno ad altri 40 milioni che provengono dal ministero e ad altri 40 stanziati dalla Regione Puglia. Particolare attenzione sarà dedicata alle imprese esistenti e ai lavoratori della filiera, attivando azioni di riconversione delle aziende dell’area e favorendo, al tempo stesso, la nascita anche

di nuove realtà imprenditoriali. Punto centrale è il miglioramento delle infrastrutture esistenti, per garantire la competitività industriale della zona. Tra gli altri punti è prevista la promozione di accordi con il sistema bancario per semplificare l’accesso al credito e creare tavoli tra i dirigenti aziendali e i leader dei sindacati. (bm8)

Il recupero della zona per uso industriale e produttivo rimane fondamentale per la Regione Basilicata

Accordo per la Valbasento

Collaborazione tra dipartimento Ambiente e ministero per la bonifica Ripristinare lo stato ambientale della Valbasento per garantire un nuovo utilizzo del suolo e il ritorno alle attività ordinarie. Per facilitare e velocizzare le attività di bonifica del territorio, il dipartimento dell’Ambiente della Regione Basilicata è in stretto contatto con il ministero dell’Ambiente. Una collaborazione potenziata per rendere più veloce la condivisione e l’applicazione dell’accordo quadro rafforzato, proposta già trasmessa al ministero, che introduce una serie di semplificazioni procedurali di carattere ambientale e urbanistico con l’obiettivo di accelerare le attività di bonifica e di restituzione delle aree ai normali usi industriali e produttivi. La collaborazione messa in atto tra dipartimento regionale e ministero nazionale è stata resa sottolineata dallo stesso dipartimento della Regione Basilicata, facendo riferimento alle questioni sollevate dalla Provincia di Matera in tema di stato di avanzamento della bonifica della Valbasento.

Già nel corso della scorsa Conferenza sulla Valbasento, che si era tenuta a novembre, erano stati illustrati i vari punti dell’accordo di collaborazione. Tra gli aspetti a cui è stata dedicata maggiore attenzione c’è la messa in atto di procedure semplificate. Le altre sollecitazioni che giungono sono proposte già ideate dal dipartimento, in analogia ad altri siti nazionali quali quelli del Veneto e illustrati nel corso della conferenza di novembre e allo stesso tempo trasmesse al ministero, la cui fase di condivisione è in uno stato avanzato. Ciò è stato pensato anche per scongiurare i ritardi del passato e i risultati non ancora raggiunti, come ricorda la provincia di Matera, nel caso degli interventi della stessa Provincia sul ministero. Il dipartimento Ambiente regionale ha inoltre precisato che la bonifica della ValBasento e il rilascio dei suoli agli usi industriali e produttivi in genere costituisce un obiettivo fondamentale della Regione Basilicata. La rimozione di qualsiasi vincolo di natura

ambientale, connessa alla realizzazione di infrastrutture strategiche come l’aviosuperficie, consentirà di innalzare la qualità dell’ambiente e aumentare allo stesso tempo l’attrattività localizzativa dell’area industriale. Una velocizzazione delle operazioni di bonifica sarà possibile anche grazie ai fondi già stanziati per questo tipo di operazioni. Ricorda infatti il dipartimento che la delibera Cipe del 3 agosto 2012 assegna alla Basilicata, per la bonifica dei siti di interesse nazionale, risorse per circa 42 milioni di euro, di cui quasi la metà, circa 20 milioni, destinati alla Valbasento. Le risorse messe a finanziamento fanno parte del Fondo di coesione e sviluppo, strategicamente rimodulate da parte della Regione Basilicata sulle grandi bonifiche viste le difficoltà attuali nel reperimento, a livello nazionale, dei trasferimenti di risorse previsti che dovevano assicurare la garanzia della realizzazione delle operazioni di bonifica dei siti di interesse nazionale. (bm8)

La bonifica della Valbasento al centro delle attenzioni della Regione

Il ricordo di Gargano Ostuni

Deceduto il politico e giornalista uruguaiano con origini lucane

Un’immagine di Reinaldo Apolo Gargano Ostuni

E’ morto Reinaldo Apolo Gargano Ostuni, giornalista e politico uruguaiano di origini lucane, discendente di una famiglia originaria di Marsico Nuovo e di Tito. Il settantottenne ex senatore aveva ricoperto, nel suo Paese di adozione, il ruolo del ministro degli Affari esteri e di presidente del Partito socialista locale, contribuendo a far cono-

scere e apprezzare in Sud America la terra d’origine dei suoi avi, la Basilicata. La morte del politico è stata comunicata in una nota dal presidente della Commissione regionale dei lucani all’estero, Luigi Scaglione. Nato nella città di Paysandù e discendente della famiglia Gargano di Marsico Nuovo e Ostuni di Tito, Gargano ha svolto

per molti anni la professione di giornalista ed è stato segretario generale del Partito socialista dello stato sudamericano. Ha lavorato per oltre due decenni in qualità di senatore della Repubblica, negli anni 1984-2004, distinguendosi con numerose azioni di sviluppo per tutti i territori latinoamericani. In qualità di ministro degli Esteri è

stato incisivo soprattutto negli ultimi anni nella stabilizzazione dei paesi sudamericani. Tra le altre sue iniziative, nel 2008 fu promotore, in onore alle sue origini lucane, del gemellaggio fra i Comuni lucani di Tito e Marsico Nuovo con la città uruguaiana di Montevideo per cementare i rapporti tra Basilicata e Uruguay. (bm8)


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Basilicata Mezzogiorno

Siglato un accordo tra Regione Basilicata e Cotrab per l’automatizzazione nel sistema di bigliettazione

Innovazione nel trasporto

Entro dicembre la rete di mobilità urbana assicurerà un maggiore livello di qualità Il trasporto pubblico locale si arricchisce di un nuovo sistema di bigliettazione. Con l’ingresso di quattrocento emettitrici a terra, seicento a bordo, seicento obliteratrici e l’attivazione di un sistema di gestione web, entro il 31 dicembre dell’anno in corso la rete di trasporto pubblico locale diventerà automatizzata e innovativa. È quanto prevede la convenzione sottoscritta al Dipartimento regionale alle Infrastrutture, Opere pubbliche e Mobilità dalla Regione Basilicata e dal Consorzio trasporto aziende Basilicata (Co-

trab), in seguito a un’apposita delibera della giunta regionale. Il progetto ha un costo complessivo di quattro milioni e cinquecento settantamila mila euro: 3.427.500 mila sono a carico della Regione, pari al settantacinque per cento del costo dell’intervento, mentre la rimanente parte è a carico delle Aziende del trasporto pubblico locale. Obiettivo del progetto è quello di assicurare un maggiore livello di qualità dei servizi forniti dalle aziende e garantire una più efficiente ed economica gestione del trasporto

Saranno introdotte 400 emettitrici a terra 600 a bordo 600 obliteratrici ed una struttura web

pubblico locale. L’accordo prevede di dotare i punti vendita convenzionati di idonei apparati di emissione di titoli di viaggio, i mezzi di trasporto di apparati di emissione, validazione e telerilevamen-

to, in modo tale da fornire servizi innovativi all’utenza. Soggetto attuatore del progetto denominato “Gestione innovativa del Trasporto pubblico locale” sarà il Consorzio Trasporto Aziende Basilicata

Il carnevale del Parco Gal Michele Miglionico e il direttore dello stesso Gal Nicola Manfredelli. Sottolineato il crescente interesse che si sta sviluppando intorno al grande deposito culturale della nostra regione rappresentato dalle tradizioni spesso trascurate, come quella del carnevale di Satriano che ha una maschera unica e originale, che si rifà al carnevale arcaico in cui il capovolgimento classico dei ruoli, non riguarda l’aspetto sociale ma quello del rapporto dell’uomo e della natura. La maschera del rumit, che insieme all’orso e alle quaresime rappresentano la particolarità di questo carnevale, è il segno della

sporto di persone presenti all’interno della Regione Basilicata e ne cura il coordinamento delle attività per migliorare le loro performance, potenziarne le tecnologie e la qualità dei servizi offerti.

L’evento ha per titolo “Natura in Maschera,

Presentata un’iniziativa dell’Apt e del Parco Appennino Lucano Si è tenuta presso la sede dell’Apt a Potenza la conferenza stampa di presentazione del Carnevale del Parco che si svolgerà a Satriano di Lucania il prossimo 10 febbraio. L’evento, che ha per titolo “Natura in Maschera. La grande favola ecologica”, è stato organizzato grazie al patrocinio del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, dell’Apt e del Gal Marmo Melandro, con la partecipazione del Comune di Satriano e dell’associazione Al Parco. Alla conferenza stampa erano presenti il Presidente del Parco Domenico Totaro, il direttore dell’Apt Giampiero Perri, il sindaco di Satriano e presidente del

(Cotrab). Il Consorzio Trasporti Aziende Basilicata, è il consorzio concessionario del trasporto pubblico nella provincia di Potenza e provincia e di Matera. Raggruppa tutte le imprese aderenti di tra-

la grande favola ecologica”

Saranno valorizzate le antiche maschere del rumit e dell’orso

rivalutazione della cultura contadina che in questi ultimi anni si sta verificando. Il carnevale di Satriano è una testimonianza della grande attenzione che in questi ultimi anni sta

assumendo la questione ambientale in Basilicata. La partecipazione del Parco a questo evento si pone nella prospettiva di rimetter al centro la natura, con i suoi valori e le

sue ricchezze””. Quanto alla sostenibilità ecologica a cui si ispira alla manifestazione è da considerare che la maschera di Satriano permette di riappropriarsi dei valori sani

legati alla natura. Sono stati infine presentati ai giornalisti anche i bozzetti del film che il regista Michelangelo Frammartino ha realizzato proprio sul tema di questo evento.

Si svolge a Bari la più importante fiera tra i principali fornitori di soluzioni di Information and Communication Technology e imprenditori

Sviluppo Basilicata allo Smau 2013

Sarà presente anche la Provincia di Matera nello spazio “2ins clusters”. Partecipano oltre 3000 manager

L’evento fieristico è dedicato alle ultime tecnologie informatiche

La Provincia di Matera e Sviluppo Basilicata sono presenti a Bari a Smau Business 2013 nello spazio espositivo “2ins clusters”. “Smau è la più importante fiera tra i principali fornitori di soluzioni ICT, imprenditori, decisori aziendali delle imprese e le pubbliche amministrazioni. Sono 9 le aziende

del partenariato internazionale di progetto presenti. Si tratta di un cluster di imprese del settore ITC italiane e lucane, francesi, greche che presentano i loro prodotti e servizi tecnologici innovativi ad un pubblico costituito da oltre 3.000 imprenditori e manager previsti alla manifestazione”. Smau è un

evento fieristico dedicato all’informatica e alle nuove tecnologie, che si svolge a Milano nel mese di ottobre e tocca con il suo Roadshow le fiere di Bari. Smau si propone come l’appuntamento di riferimento per gli imprenditori e i decisori aziendali delle imprese del Sud Italia interessati a svilup-

pare il proprio business attraverso le soluzioni tecnologiche più avanzate, i migliori partner e i casi di successo più significativi. L’evento si compone di una parte espositiva e un’articolata offerta di incontri di 50 minuti ciascuno con una regola comune per tutti: spiegazioni pratiche e semplici.


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Basilicata Mezzogiorno

Nelle 5 aree di stop nel piazzale davanti al padiglione B a monte dei padiglioni E-F è previsto un sistema automatizzato con sbarra Con l’ampliamento di Macchia Romana sono 1080 i posti auto, che diventeranno 1330 nel mese di marzo

Più parcheggi al San Carlo

Prevista per lunedì l’inaugurazione dei nuovi spazi per facilitare le soste “La nuova organizzazione del sistema di parcheggio al San Carlo che si inaugura lunedì prossimo, 11 febbraio – dichiara il direttore generale dell’Aor, Giampiero Maruggi – è soltanto la prima tappa di un percorso che ci porterà a risolvere entro il 2013 l’annoso problema. La stella polare di quello che abbiamo chiamato il progetto ParK.Ho (Parcheggio ospedaliero) è l’attenzione ai bisogni dell’utenza.

Così il parcheggio vicino all’ingresso principale e i posti a raso del perimetro ospedaliero saranno riservati solo ai cittadini. E poi, oltre ad aumentare l’offerta di posti auto, ci saranno una serie di migliorie: le aree saranno tutte recintate e progressivamente automatizzate, la società di gestione curerà la manutenzione con una particolare attenzione al verde, sarà potenziata l’illuminazione.

Un grande display luminoso, all’ingresso dell’area ospedaliera monitorerà i posti liberi indirizzando gli utenti verso i parcheggi disponibili”. Grazie all’ampliamento del parcheggio di fronte alla stazione di Macchia Romana, portato a 480 posti, l’offerta è arrivata a 1080 posti auto, che diventeranno 1330 nel mese di marzo, quando saranno completati i lavori per la copertura

Il ticket si pagherà prima dell’uscita alle casse di fronte all’ingresso dell’ospedale dell’area di fronte ai padiglioni E-F con un impianto fotovoltaico, e duemila a fine anno, con la realizzazione del grande parcheggio multipiano. Nelle aree di parcheggio diffuso (300 posti a raso lungo il percorso che parte dalla

rotonda di Macchia Romana) lunedì 11 febbraio entreranno in funzione 11 parchimetri. Nelle 5 aree di parcheggio concentrato (di fronte alla stazione di Macchia Romana, nel piazzale davanti al padiglione B, nei pressi alla

centrale termica, a monte dei padiglioni E-F, di fronte all’ingresso principale) è previsto un sistema automatizzato con sbarra. All’entrata gli automobilisti preleveranno il ticket che pagheranno prima dell’uscita o alle casse automatiche o alla cassa presidiata, di fronte all’ingresso dell’ospedale. Per il momento saranno automatizzati solo il parcheggio principale e quello di fronte alla stazione.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 08.02.2013

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Basilicata Mezzogiorno Venerdì 8 febbraio 2013

25 Villa D’Agri Tre milioni e mezzo di euro stanziati e 550 giorni di lavoro per un’opera “apripista” in regione

Acque bianche: c’è l’accordo

Il progetto era fermo dal 1999. Ieri la ratifica con il presidente Gentile

VILLA D'AGRI - Se ne è iniziato a parlare nel 1999, il progetto per le acque bianche della frazione valligiana. Concepito allora da un ingegnere del posto, poi deceduto. Una storia lunga e travagliata, una “croce” per le varie amministrazioni succedute che finalmente ha avuto l'epilogo finale, nei giorni scorsi, con la consegna dei lavori da parte di Acquedotto Lucano. Tre milioni e mezzo di euro. Cinquecentoquaranta giorni di lavori. Elemento innovativo del progetto un sistema di trattamento delle acque di prima pioggia direttamente sulla rete. L'unico in Basilicata, quindi, Villa d'Agri apripista nel settore. E nonostante i ritardi e i problemi per far transitare il progetto nei tempi e nei modi che la normativa impone, con il «senno di poi - ha evidenziato il direttore generale di Acquedotto Lucano, Enrico Marrotta nella cerimonia di consegna dei lavori presso la sala consiliare di Villa d'Agri - tutto questo tempo non è stato vano, perché la situazione di Villa d'Agri è particolare». «Tanto particolare - ha riferito - che questo è l'unico intervento che l'ente fa sulle acque bianche. L'unico intervento che si occupa della separazione delle acque. Obiettivo a cui ormai tutti si stanno rivolgendo perché le fogne miste sono sempre più motivo di disseto idrogeologico e di cattivo funzionamento delle stesse fogne. Siamo in una realtà - ha continuato Marrotta - per cui anche il nuovo depuratore avviato all'esercizio presenta a monte la problematica legata alla non separazione delle acque. Questo è sicuramente un motivo per cui i depuratori non funzionano bene. Quando invece abbiamo ini-

Marotta con il presidente Gentile e il sindaco Cantiani

ziato a fare la separazione abbiamo risolto anche questo tipo di problema e tutt'oggi stiamo continuando a lavorare». Poi la richiesta al sindaco di Marsicovetere, Claudio Cantiani di intervenire nella titolarità all'esercizio delle reti su Villa d'Agri. «Noi gestiamo le fogne ha concluso Marrotta - e non percepiamo il canone della fogna. Questa è un anomalia che va risolta». A seguire poi il “parto travagliato” del

progetto, passo per passo, l'ingegnere Carlo Di Santo, spiegando che «dal punto di vista strettamente ingegneristico non è una cosa complicata. La difficoltà sta nel fatto che lavoriamo con pendenze risicate e, soprattutto, ci dovremmo misurare con tutto l'esistente che ci preoccupa di più. Elemento innovativo del progetto il trattamento delle acque di prima pioggia direttamente in linea sulle tubazioni. Le

acque saranno trattate in maniera semplice, innovativa e esclusivamente meccanica». Un momento che segna sicuramente un avvio, per il presidente di Acquedotto Lucano, Rosa Gentile che ha precisato il bisogno di “lavorare nell'ottica dell'efficientamento ed l'immediata esecutività”. Per il Primo cittadino, Cantiani “finalmente giungiamo a conclusione di un itinere che ha preso avvio dall'amministrazione Lauletta. Nella prossima primavera inizieranno i lavori. Con questo intervento - ha ripreso - andiamo a risolvere un problema che da sempre ha tormentato il centro di Villa d'Agri che è appunto quello degli allagamenti, portando spesso i cittadini a chiedere risarcimenti sia all'amministrazione che ad Acquedotto Lucano. Un ringraziamento va al presidente Rosa Gentile, all'ingegnere Marotta e a tutta la struttura dell'ente lucano». Angela Pepe

LA FAMIGLIA ERA ORIGINARIA DI MARSICONUOVO E TITO

Si è spento l’ex ministro uruguaiano, Gargano MARSICONUOVO E TITO - In molti a Tito e Marsiconuovo lo ricordano perchè era stato il promotore di un gemellaggio tra i due paesi lucani e la città di Montevideo. Reinaldo Gargano, gia Ministro degli Affari Esteri uruguaiano e ora Presidente del Partito Socialista Uruguaiano, si è spento nei giorni scorsi. Discendente della famiglia Gargano di Marsico Nuovo ed Ostuni di Tito, ha svolto per molti anni la professione di giornalista e Segretario Generale del Partito Socialista dello stato sudamericano potenziando molteplici attività di carattere politico sociale per l'Uruguay. «Reinaldo Gargano - ha ricordato Scaglione - ha rappresentato per la comunità lucana in Uruguay un grande riferimento morale ed istituzionale, un illustre Lucano che ha contribuito altresì a tenere elevato il nome e l'immagine della Basilicata nel Mondo».

Lagonegro Dura nota dell’opposizione contro la maggioranza

Il prefetto nella sua visita a Villa D’Agri

Nunziante ospite a Villa D’Agri

La prima volta del prefetto

VILLA D'AGRI - Per la prima volta nella frazione valligiana la visita del prefetto, Antonio Nunziante. E' arrivato ben presto nel centro del comprensorio valdagrino. Forse troppo presto, qualcuno lo aspettava alle 9.00, ma lui più che puntuale ha anticipato addirittura l'arrivo di un quarto d'ora, prendendo di sorpresa un po' tutti. Ad accoglierlo il Primo cittadino del comune di Marsicovetere, Claudio Cantiani insieme agli assessori e i tecnici comunali. Lo spazio per una breve discussione per esaminare alcune problematiche del territorio, per poi far visita agli uffici comunali e dare il saluto ai dipendenti e complimentosi con loro per il lavoro che quotidianamente svolgono. Nel frattempo, a

riceverlo nella sala consiliare anche i rappresentanti delle Forze dell'Ordine, con il capitano della Compagnia Carabinieri di Viggiano, Rocco de Paola, il comandante dei Carabinieri della stazione di Villa d'Agri, Michele D'Alessio, i rappresentanti di associazioni di categoria e del mondo del volontariato, operatori ambientali, imprenditori e semplici cittadini. Un occasione per il prefetto di conoscenza del territorio e di vicinanza del Rappresentante dello Stato alle comunità locali. Impegno sinergico delle Istituzioni, collaborazione e cooperazione che vede Stato ed Enti territoriali, sono stati i concetti espressi durante l'incontro svoltosi nella sala consiliare. a. p.

Soddisfatto il Pd

Era chiusa per frana

MOLITERNO - «Moliterno non perde questo importante corso ottenuto anni fa dall'amministrazione Angela Latorraca». E’ il commento di Antonio Rubino -e Saverio Lapadula, rispettivamente segretario circolo PD e Capogruppo Pd Consiglio Comunale Moliterno in merito al mantenimento del corso di laurea triennale dei Tecnici della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, dell'Università Cattolica di Roma. «Era questa la notizia che circolava da giorni e che solo ieri ha trovato ufficialità. Il capogruppo del PD in Consiglio Comunale, ringrazia «il proficuo lavoro svolto dal Presidente della Giunta Regionale, Vito De Filippo che ottiene un brillante risultato per la nostra Regione, in un periodo di assoluta austerità per gli Atenei a causa della scellerata politica dei governi Berlusconi». «Un esempio della buona politica» è invece il commento del segretario cittadino, Rubino.

LAGONEGRESE - Buona notizia sul fronte viabilità nel Lagonegrese. La fondovalle del Noce è stata riaperta al traffico all'altezza del chilometro 30,250, «dove si sono conclusi i lavori di messa in sicurezza a seguito di una frana verificatasi lo scorso 18 gennaio». Ad annunciarela notiziaè statal'Anas, con un comunicato. «I lavori hanno riguardato larimozione delmaterialepericolante, il ripristino della pendice interessata dalla frana e l'installazione di reti paramassi. La conclusione delle attività ha consentito anche la riapertura al traffico dello svincolo di Lagonegro Nord sull'autostrada A3 SalernoReggio Calabria». La frana hacreato in questi giorni non pochi disagi alla circolazione. Il percorso alternativo costituito dalla Ss 19 delle Calabrie dal Km. 109+600 fino all'innesto dell'autostrada A/3, spesso era percorso dai tir che rallentavano di molto la circolazione.

Il corso Riapre della Cattolica al traffico rimane la Fondovalle Di Lascio è tornata a sedere sui banchi della minoranza a Moliterno del Noce

«La giunta si deve dimettere» LAGONEGRO - «Il Pd di Lagonegro, nel silenzio dei referenti regionali, ha scritto una pagina buia della storia politica del nostro paese. Il ripristino della regolare e democratica dialettica politica ed il rispetto del principio di legalità è solo merito dei Giudici: è con questa macchia che la maggioranza avvia la campagna elettorale. Vi invitiamo a ricordarvene nelle urne!». E’ il commento dei consiglieri di opposizione , Pasquale Calabria, Giovanni Santarsenio, Nicola Tortorella e Maria Di Lascio dopo il reintegro sancito dal giudice di Lagonegro proprio per Maria Di Lascio “costretta” ad abbandonare i banchi del consiglio per presunta incompatibilità. Il 6 febbraio scorso, dopo qualche mese, Maria Di Lascio è tornata nell’assise più combattiva che mai. «Nel Consiglio comunale del 6 settembre 2012 - spiegano i quattro consiglieri in una nota - veniva contestata a Maria Di Lascio, in modo alquanto pretestuoso, una presunta causa di incompatibilità. Nonostante le chiare e puntuali osservazioni prodotte, la maggioranza di centrosinistra ha dichiarato decaduto il capogruppo della minoranza mediante la votazione a scrutinio segreto, modalità che ha suggellato un atto vile e scellerato nei confronti dell'opposizione».

Maria Di Lascio

«L'Amministrazione comunale continua la nota - ha reinterpretato fantasiosamente e creativamente le norme, ritenendo non rimossa una causa di incompatibilità addirittura inesistente (come ha accertato il Tribunale di Lagonegro)!». Da qui l’appello ai cittadini che «devono chiedersi se davvero queste posizioni siano utili alla comunità lagonegrese. Intanto riprende la nota - si producono “danni su danni”. Le spese legali derivanti dal giudizio, infatti, le pagano i lagone-

gresi, quei cittadini cui si impone l'aliquota Imu al massimo; che devono sopportare la derisione di chi dai paesi vicini commenta il distacco delle utenze dell'energia elettrica per morosità; che devono vivere in un paese sporco - inondato dalle cartacce e con i cassonetti stracolmi. Questa maggioranza sta scippando al paese il futuro». Giudizio politicamente duro quello dell’opposizione in consiglio. E poi la stoccata finale. «Non ci sono altre strade che quella delle dimissioni degli attuali amministratori. Con la preghiera che prima di dimettersi provvedano a pagare i conti degli avvocati!» e «sconcerta come il comportamento di questi “politici” sia stata in qualche modo “sostenuta” dai loro referenti regionali (Speranza e De Filippo, su tutti), cui la “civica”opposizione di Lagonegro ha sempre comunicato i soprusi e le malversazioni ricevute. Non serve propagandare “l'Italia giusta” poiché se questo è il loro concetto di “giustizia” dobbiamo preoccuparci!»


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Elezioni Politiche Basilicata

Basilicata Mezzogiorno

Venerdì 8 febbraio 2013

Stanno in Rete da anni e possono raccontare le pratiche (giuste e sbagliate) di chi prova a convincere gli elettori sul Web: abbiamo chiesto a @catepol, @sergioragone e @hyperbros cosa hanno visto in giro

Così twitta il candidato La campagna elettorale sui social? Ecco gli errori Tre blogger raccontano come è cambiata la piazza di SARA LORUSSO «L’errore che fanno quasi tutti è pensare che sui social network si spostino voti. E finisce che ci si sta su, a tutti i costi, da candidati, ma senza avere una buona grammatica d’uso». @Catepol (Caterina Policaro, potentina quasi di diritto,prima che d’adozione) sui social network sta da una vita. Blogger di prima generazione, con un seguito a quattro cifre su Twitter e una esperienza diretta sull’uso che la politica fa del digitale. Era una delle candidate alle primarie del Pd per la scelta dei parlamentari: a chiederle un commento sull’uso che la politica fa del digitale (in generale della comunicazione) in campagna elettorale, mette anche un po’ di esperienza personale. «Ho imparatoche lafiducia dellepersone è legata inevitabilmente o alla conoscenza che hanno di te, del candidato, o di chi ti supporta. E’ molto difficile, in genere, che un outsider possa farsi spazio». La differenza di peso si consuma tutta nel radicamento sul territorio. «In una regione come la nostra il voto è molto legato ai rapporti personali. Certo, contano le attitudini e gli orientamenti di ciascuno, ma ci si confronta con un meccanismo che è relazione sociale, apprezzamento personale da un lato, ma anche apparato, partito, movimento dall’altro». Se il contesto non è poi molto cambiato negli ultimi tempi, però, sono cambiate le modalità con cui i candidati provano a raccontarsi e farsi pubblicità. Alle elezioni regionali, quelle del 2010, «c’era stata quasi una corsa ai social network. Oggi - dice Sergo Ragone, blogger per l’Inkiesta e social media manager - paradossalmente la quota si è abbassata. Non c’è stata la crescita che ci saremmo tutti aspettati». Lui che ha un profilo per ogni piattaforma o applicazione (testarli e raccontarli fa parte del suo mestiere), alla politica guarda da sempre con attenzione. Tra i primi a usare Instagram (il suo account è @ragons), ci impiega poco a descrivere il “comportamento tipo” del candidato lucano. «Quello che è accaduto, in Basilicata, dalle ultime regionali ad oggi, è che il vero “vantaggio”dell’uso dei social è stato per lastampa tradizionale.Nonc’è statacrescita d’utilizzo, nè in engagement. Per molti politici i social sono stati uno spazio in cui raccontare la propria attività, su cui tenere una sorta di resoconto di lavoro. Ma questo

«L’utilizzo di Twitter non sposta neanche un voto»

Da sinistra, Donato Mola e Sergio Ragone

In alto Caterina Policaro

«Usate ora i social network per la prossima campagna elettorale»

è un approccio che non funziona più, non sul Web. Ha avuto successo, però, nella relazione coni mediamainstream, inparticolare con la carta». Non è un caso, infatti, spiega ancora Sergio, che molti consiglieri comunali, segretari di partito, parlamentari, nel twittare menzionino spesso i direttori dei giornali locali. «In generale - spiega Caterina - è Facebook il social network più diffuso: un po’ tutti i candidati hanno una propria fan page, aperta per l’occasione o coltivata negli ultimi mesi, perchè magari già avevano al-

le spalle un’attività politica». Più interessante, invece, «la diffusione di Twitter: un po’perchè è di moda, reso popolare e “necessario”dai media mainstream, stampa e televisione, che applicanospesso l’effetto replicatore. Un po’ perchè i candidati hanno capitoche ècomodo dausare,facile dagestire anche dallo smartphone». Un consiglio? «Unosolo,sempre lostesso,l’unico possibile quando si vuole stare in Rete: il presenzialismo è inutile. Sui social ci si deve stare curando le relazioni, come persona». A seconda del social network, poi, i com-

«Questi spazi vanno frequentati, l’errore è pensare di poterli occupare» portamenti sono diversi. E temi differenti. «Su Facebook si cerca di più la partecipazione - fa eco Sergio - si tende a non schivare l’argomento caldo delgiorno. Twitter resta uno strumento di conversazione di piccoli gruppi, giornalisti, politici, blogger, leader di opinione di questa regione». Anche Sergio un consiglio (e un errore da sottolineare) ce l’ha. «Meglio evitare l’autoreferenzialità. Capita spesso di vedere un “like” messo al proprio stato di facebook, oppure la condivisione del proprio stato sulle bacheche altrui: dovrebbero essere gli


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 08.02.2013

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Venerdì 8 febbraio 2013

Un evento a Potenza per parlare di futuro

Grande futuro e piccole città Se il digitale aiuta le comunità IL PROGRAMMA Ecco la scaletta QUESTO IL PROGRAMMA INTEGRALE DELLA TRE GIORNI AL TEATRO STABILE.

14 Febbraio

ore 17:00 -presiede: Giuseppe Granieri (saggista, collaboratore de La Stampa e L’Espresso); introduzione: Vito Santarsiero, sindaco di Potenza; intervista video con Carlo Ratti (fondatore dello studio carlorattiassociati e fondatore e direttore del SENSEable City Lab, Massachusetts Institute of Technology); intervento: Maurizio Marcello Pittella, assessore alle Attività Produttive della Regione Basilicata; keynote: “Se la città diventa intelligente” Luca De Biase, (iornalista, scrittore);

15 Febbraio

ore 11:00 - intervista video con Stefano Maruzzi (saggista, autore de “La fine dell’era del buon senso”) “Il futuro è del territorio connesso”; Keynote: Giovanni Boccia Artieri (professore ordinario di Sociologia dei New Media – Università di Urbino Carlo Bo) ore 17:00 - intervista video con Tullio De Mauro (professore emerito di linguistica generale dell’Università di Roma La Sapienza); Keynote di Gianni Biondillo (scrittore, architetto) su “Piccole città per principianti”;

16 Febbraio

ore 11:00 - Il futuro non è più come prima: oggi lo decidiamo noi stessi; Keynote di Derrick De Kerckhove (filosofo, sociologo, accademico); conclusioni: Vito Santarsiero

altri, invece, a condividere, se piace quello che si dice». Abitudini che in Rete sono più di una netiquette: «Per vivere i social network non si può avere lo stesso atteggiamento del comizio dal palco, non funzione l’effetto proscenio. Ecco, ai candidati ricorderei che non sono spazi da occupare, ma da frequentare». Donato Mola è il blogger più conosciuto di Matera e dintorni, narratore, giornalista, racconta quello che acacde su Hiperbros (che è blog, ma - con la chiocciolina davanti - anche profilo Facebook, Twitter e Instagram). «In tre anni sono cambiate tante cose», racconta recuperando la memoria delle regionali. «All’epoca la campagna elettorale si nutriva di feste in discoteca, eventi notturni e tanti, troppi seipertre. Le strade era sporchissime, c’era gran caos». Oggi, invece, «qualcuno forse ha imparato al lezione ed è rimasto sui profili social che per caso aveva aperto allora», sorride. «Ma ci vuole poco a beccare il novizio, da chi invece si è applicato, o magari ha uno staff preparato. I più bravi, in genere, hanno aperto un account Twitter prima di quello Facebook, mentre quasi nessuno - purtroppo usa il video». A chiedergli un consiglio, Donato si ferma, sorride, e forse torna ancora una volta indietro. Poi: «Usate ora i social network per la prossima campagna elettorale».

A proposito di luoghi, spazi e narrazione, c’è un appuntamento a Potenza parecchio interessante: per tre giorni si discuterà di “grande futuro per piccole città: perché l’innovazione e il digitale sono una grande occasione”. Nel capoluogo si discuterà di digitale e innovazione, due strade che possono rappresentare per le città una grandissima occasione perché consentono alle comunità di superare le tradizionali forme di isolamento e di entrare Stefano Maruzzi in una relazione globale. Per i politici e gli amministratori potrebbe essere un’occasione importante per ragionare sul futuro delle proprie comunità. Il vero motore dello sviluppo sono le idee: i fisici teorici hanno dimostrato che se aumentanole ideeincircolazione su un territorio aumenta laqualità delle idee che quel territorio esprime. E il digitale insomma fa superare Carlo Ratti l’isolamento e ci consente di immettere idee nuove in città e di farle circolare più velocemente. In questi tempi si discute parecchio di smart city. L’approccio al tema non è unico. Per alcuni ci si focalizza sulle infrastrutture. Ma uno dei fronti di discussione più interessante è quello della circolazione di idee e della capacità di immettere intelligenza di processo (grazie al digitale) Tullio De Mauro nella vita della città. Sono queste le premesse dell’evento che si svolgerà a Potenza dal 14al16 febbraio,sottoil nome di PotenzaSmart. Sul palco del teatro Stabile, insieme a Giuseppe Granieri, saggista, collaboratore de La Stampa e l’Espresso, saliranno sul palco personaggi che del digitale hanno fatto il proprio stile di vita. «L’idea delle città intelligenti – dice GraGiovanni Boccia Artieri nieri - è un tema sempre più caldo, perchè agisce in modo sensibile su due concetti strategici per il secolo a venire: sviluppo e qualità della vita.» «Nel momento in cui il ruolo delle Città viene riconosciuto strategico per i processi di crescita e sviluppo dei territori, - dice il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero - non può non riconoscersi il valore delle nuove tecLuca De Biase nologie per sviluppare al meglio tale azione. Internet e la grande rete hanno innescato profondi cambiamenti nella società, nella economia e nella cultura. Fondamentale è saper cogliere ed utilizzare queste nuove opportunità. Questa nuova frontiera rappresenta per la nostra città e per le piccole città in generale la opportunità di poter guardare alla crisi come fase di trasformaDerrick De Kerkhove zione e sviluppo e non già di declino. Con queste giornate avviamo una serie di confronti finalizzati a ricevere indirizzi ed indicazioni che emergono dall’Italia degli innovatori». E così Potenza per tre giorni sarà riferimento nazionale della cultura digitale e della innovazione. Per sbirciare già ora i contenuti dell’evento, c’è anche il sito: http://www.potenzasmart.it, oltre che le pagine su Twitter e Facebook.

LE BANCHE DI INVESTIMENTO E LA QUESTIONE MPS di FRANCESCO BOCHICCHIO SULLE banche d’investimento, che hanno trascinato l’Occidente in una crisi devastante e continuano ad assumere comportamenti abusivi e dagli effetti devastanti, molto si è detto, e molto si dice in termini spesso generici e a volte addirittura allusivi e allegorici, senza la minima aderenza alla realtà. Il punto di approdo di ogni riflessione è la proposta di separazione tra banca di investimento e banca commerciale, che è una proposta velleitaria e dalla portata formalistica, inidonea ad incidere sulle realtà di gruppo. Si nota con soddisfazione che anche in Inghilterra stanno per accettare tale ipotesi, trascurando che la stessa viene prospettata come sanzione alle banche di investimento dai comportamenti abusivi: ed infatti in Inghilterra stanno partendo procedimenti sanzionatori dalle conseguenze molto severe contro le quattro principali banche inglesi, i cui derivati offerti alle piccole imprese si sono rivelati gravemente irregolari, a differenza che in Italia dove i procedimenti sanzionatori contro le banche per comportamenti ancora più gravi, e commentatori facili all’entusiasmo, anche autorevoli, hanno sempre evidenziato l’atteggiamento molto meno invasivo delle Autorità inglesi sugli operatori, anche in materia di derivati, rispetto a quelle italiane. Un discorso generale sulle banche di investimento è molto complesso e non può essere esaurito in poche righe. Ma il caso del Monte dei Paschi è emblematico e più eloquente di mille raffinati ragionamenti. L’esponente della banca di investimento estera coinvolta nella delicata questione –come da prassidella vendita di Antonveneta continua a ritenere ragionevole, per l’epoca, ancora caratterizzata da espansione economica, il prezzo di acquisto molto superiore a quello pagato da Santander poco tempo prima, e fin qui nulla di singolare, visto che parla un protagonista dell’operazione. Il singolare nasce quando tale esponente ricorda che si arrivò ad un contrasto su un miliardo di euro -circa il 10% dell’ingente prezzo pagato- e il dissenso fu risolto in un colloquio telefonico tra i Presidenti delle due Banche. Che una questione così importante possa essere risolta con modalità caratterizzate da mancanza di formalità e da estrema celerità, che non possono non rivelarsi indice di anomalia, la dice lunga sulle banche di investimento. E che l’esponente di una importantissima banca di affari nulla abbia da dire su una transazione importantissima e di grande rilevanza potenzialmente anomala getta una luce inquietante sulla natura della banca di investimento, visto l’atteggiamento serafico nel riportare la circostanza. E’ qui che bisogna andare a fondo: la banca di investimento, nel nostro ordinamento, svolge servizi di investimento finanziario a favore dei clienti e deve perseguire in modo esclusivo l’interesse dei clienti, ma l’entità ingente dell’importo delle transazioni richiede una spregiudicatezza di natura commerciale che va contro un esercizio ordinato e di tutela dei mercati e dei clienti. Tale doppia natura delle banche di investimento le rende padrone dei mercati finanziari e essenziali per determinare gli assetti sui mercati, ma nel contempo nasconde un’alta potenzialità di comportamenti spregiudicati e anomali. E’ un’attività sofisticata ed essenziale che è bene sia svolta da una banca anche commerciale per creare solidità e sinergie - che presenta rischi di abusi molto elevata, dalla rilevanza devastante vista l’importanza dell’attività. Su tale doppio profilo si dipana lo snodo delle banche di investimento. Necessità di dinamismo imprenditoriale particolarmente accentuato e necessità di controllo stringente e pervasivo non possono separarsi. Sul nesso dialettico e confliggente tra tale doppia necessità si infrange ogni approccio razionale al capitale finanziario e al Governo dell’economia. Come far convivere entrambe, senza velleitarismi e senza formalismi, è uno dei temi principali del Governo dell’economia, in un’ottica di riformismo socialista, unico in grado di comprendere che al capitalismo ora non vi sono alternative ma che lo stesso presenta contraddizioni inestricabili e quindi le riforme devono essere incisive e tali da imbrigliare gli spiriti animali del capitale. Spiriti animali del capitale che manifestano ad un tempo la grandezza e la tendenza a esiti rovinosi in maniera eclatante proprio nella banca d’investimento. Ne “Il Manifesto del partito comunista” Marx metteva in risalto tali due anime del capitalismo quali successiva l’una all’altra, mentre entrambe possono ben convivere, in modo non armonioso ma anche stabile e duraturo e tale da non contenere al proprio interno i presupposti della dissoluzione del sistema. E’ questa la sfida del riformismo socialista, è questa la sfida del Governo dell’Economia, è questa la sfida dell’alternativa da sinistra a Monti.

«La loro doppia natura le rende padrone dei mercati finanziari»


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 08.02.2013

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Basilicata Mezzogiorno

VIII I POTENZA CITTÀ E PROVINCIA

Venerdì 8 febbraio 2013

 MELFI A SEI ANNI DALLE ORDINANZE DI SGOMBERO PERCHÈ RITENUTE PERICOLANTI LE PALAZZINE SONO IL REGNO DEL DEGRADO E ALLA MERCÈ DEI LADRI E DEI VANDALI

Gli alloggi Ater cadono a pezzi Quelle case devono essere abbattute, ma è tutto fermo per una controversia La storia L’allarme nel 2003 con i primi cedimenti .

La storia comincia nel 2003 con la caduta di un pezzo del tetto in una della 14 palazzine interessate dallo sgombero di 123 alloggi. Dapprima sembrava qualcosa di poco rilevante ma poi, con verifiche, sopralluoghi e perizie, si scopre che, in effetti, quegli edifici, risalenti agli anni ’70 del secolo scorso, furono coIN BALIA DEI VANDALI Le palazzine da abbattere oggi sono alla mercè di ladri e vandali x

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struiti con basse percentuali di cemento. Ne consegue una logica psicosi e, contemporaneamente, la preoccupazione dei residenti. Parte anche un iter giudiziario che vede impegnato il comitato formato dai residenti e, dall’altra parte, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale, braccio edilizio della Provincia di Potenza. Tanti gli incontri, gli scontri e le parole spese per dare risposte alla vertenza venutasi a creare ed i risarcimenti da chiedere per le ordinanze di sgombero che si dovettero adottare. All’inizio del 2009 i primi 270mila euro suddivisi tra 78 proprietari ed 11 inquilini. Poi altri 330 mila, sempre sborsati dalla Regione. Successivamente, ulteriori cause per danni morali ma, in mezzo a tutto, la decisione di abbattere quei condomini. Provvedimento che non si è ancora verificato. Serve, insomma, che la questione venga ripresa in considerazione, per dare corso a quanto stabilito e, insieme, scongiurare epi[m.t.] sodi spiacevoli.

MARCO TUCCI l Ad oltre sei anni dalle ordinanze di sgombero che le svuotarono perché ritenute pericolanti e a dieci dall’inizio della vicenda, le palazzine Ater del rione Valleverde sono sempre lì, alla mercé di qualunque cosa gli sia potuto accadere nel frattempo. Oggetto di vandalismo, ma anche obiettivo di furto di tutto ciò che è stato impossibile portare via, soprattutto a scapito dei residenti che, al momento, di lasciarle non hanno fatto in tempo a recuperare le migliorie apportate. Inoltre, gli edifici di via Taranto, non provvisti di cancello e recinzione, sono divenuti ricettacolo di rifiuti di qualunque genere, ma pure dormitorio per senza tetto e, non ultimo, comodo luogo appartato per qualsiasi tipo di operazione illegale, visto che i muri alzati per chiudere gli ingressi negli edifici sono stati spesso rotti. Insomma, quelli conosciuti come i «123 alloggi», oltre ad attendere il destino di essere abbattuti, sono diventati una sorta di incubo per chi ci abita intorno, tra via Venezia e via Sanremo. Diverse le volte che hanno segnalato alle autorità competenti il de-

grado che hanno davanti agli occhi quotidianamente e gli episodi illegali che, loro malgrado, hanno visto. «Specie quando è buio- hanno riferito gli interlocutori della Gazzetta- avvengono movimenti che fanno facilmente immaginare qualcosa di illecito e si sentono spesso urla che provengono dagli appartamenti». E, in merito, ci sono stati gli arresti in flagranza di reato a danno di ladri che stavano depredando quegli edifici. Ma, come si comprende, ad oggi nulla è avvenuto concretamente per la soluzione del problema. Non può ancora succedere, cioè non può essere mossa una pietra, poiché quelle costruzioni rappresentano ancora materia di controversia giudiziaria anche se il Consulente Tecnico d’Ufficio, nominato dal Tribunale, ha terminato il suo compito da diversi mesi. Pare, infatti, che ci siano richieste di risarcimento danni, pure di natura morale, da parte di qualche sfrattato. Un pieno diritto, s’intende, ma è chiaro che ciò ha allungato i tempi di esecuzione di quanto previsto e la situazione è sempre quella descritta, cioè molto negativa ed in via di inevitabile peggioramento.

TRA DEGRADO E RIFIUTI I 123 alloggi Ater in rovina di Valleverde rappresentano un incubo per i residenti della zona [foto m.t.] .

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 RIONERO IN VULTURE DOPO LE REITERATE PROTESTE IN VIA UMBERTO I E VIA VITTORIO VENETO

Infiltrazioni d’acqua in garage e cantine finalmente gli interventi riparatori

l Infiltrazioni d’acqua nei locali sottostanti le vie Umberto I - Vittorio Veneto e Vico V. Veneto - Vico Storto Umberto I. Le lamentele, fino alla nausea, dei cittadini sono state ascoltate e i sollecitati interventi «riparatori» sono, finalmente, arrivati. Ecco i fatti. Sentiamo Antonio Del Riccio, proprietario di una cantina in vico Vittorio Veneto: «non è la prima volta - dice - in cui sono costretto a denunciare fastidiose e pericolose infiltrazioni d’acqua derivanti da rotture o

scoppi di tubatura nella condotta idrica cittadina gestita da Acquedotto Lucano». «Già da diversi giorni sono costretto al pompaggio dell’acqua infiltrata nel mio locale che si trova al di sotto di via Umberto I° continua- senza nessuna risposta dalle istituzioni contattate, li il Comune di Rionero e lo stesso Acquedotto tramite il numero verde Per di più son dovuto quasi scendere a patti, per smaltire l’acqua dalla cantina, con gli operai impegnati nei lavori in piazza Fortunato, per

non scaricare acqua mentre lavorano. E’ una rottura continua. Avrei percorso altre strade se il problema non si fosse risolto». Lamentele sono state esposte, alla Gazzetta, anche da diversi commercianti con esercizi fra via Umberto I e Vico Storto Umberto I, per infiltrazioni nel bar e schizzi di acqua sporca sulle vetrine facendo rilevare che non è affatto la prima volta e che a nulla sono valse le denunce verbali rappresentate agli Uffici comunali [ddl] e all’Acquedotto.

le altre notizie LAGONEGRO VIABILITÀ

Riaperta al traffico la Fondovalle del Noce n La fondovalle del Noce è stata riaperta al traffico all’altezza del km 30,250, «dove si sono conclusi i lavori di messa in sicurezza a seguito di una frana verificatasi lo scorso 18 gennaio». Per l’Anas «i lavori hanno riguardato la rimozione del materiale pericolante e l’installazione di reti paramassi». Riapertura al traffico anche dello svincolo di Lagonegro Nord sull'autostrada A3.

MELFI DISAGI Infiltrazioni

 RIONERO LA STORIA DI ANTONIO DI LUCCHIO «Io salvo per miracolo dai forni crematori nei campi nazisti»

 SATRIANO IL PROSSIMO 10 FEBBRAIO Il «carnevale nel parco» quando uomo e natura sono una favola ecologica

 TITO LUCANI INSIGNI. IL CORDOGLIO DELLA CRLE È morto Reinaldo Gargano è stato ministro affari esteri uruguaiano

l La giornata della memoria è stata vissuta con emozione da circa 150 alunni (ex scuola media) «F. S. Nitti». L’ incontro clou con uno dei superstiti dei campi di concentramento nazisti. In palestra l’incontro con l’ultranovantenne Antonio Di Lucchio, (classe 1922), ma ancora lucidissimo, superstite dai campi di sterminio tedeschi. Ha introdotto i lavori il dirigente scolastico Domenico Quatrale. L’insegnante Raffaella Di Lucchio , ha fermato l’attenzione anche su altre violenze avvenute in altre circostanze simili. «Nonno» Antonio, ai ragazzi, ha ricordato la sua odissea cominciata SALVO Antonio Di Lucchio in Grecia, dove fu fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943, il suo arrivo in Germania, zona Berlino – Rudolf Lager, dopo 14 giorni di viaggio attraverso Bulgaria, Ungheria, Romania, Cecoslovacchia, la sua permanenza nei campi di concentramento «salvandomi dai forni crematori per vero miracolo: due volte vennero a prendermi, due volte mi trovarono con la febbre alta e mi lasciarono. Il 1945 fummo liberati dagli americani, . Mai più, [ddl] ragazzi,ricordate».

l Un grande investimento in tradizioni locali e volontariato culturale, un piccolo investimento in fondi pubblici. Questo il profilo del Carnevale al Parco, che, con un budget di circa 7mila euro, darà inizio, il 10 febbraio prossimo, ad un percorso di valorizzazione del Carnevale di Satriano, in cui si mettono in scena «i riti ancestrali dell’uomo-albero, grazie ai quali l’uomo e la natura si fondono e si confondono dando vita ad un’affascinante favola ecologica», da cui il sottotitolo «Natura in maschera». L’appuntamento è promosso dal Comune, dal Parco dell’Appennino lucano e dal Gal. La manifestazione è stata presentaVERNICE Il tavolo ta ieri, a Potenza. Hanno partecipato il direttore generale dell’Apt, Gianpiero Perri, il presidente del Parco, Domenico Totaro, e il sindaco di Satriano, Michele Miglionico. La giornata comincia all’alba con il raduno dei «Rumit», uomini ricoperti completamente di edera, e degli «Urs», vestiti invece di pellicce di animali e con il volto coperto da stoffa bianca, che vagheranno tra i vicoli del paese per «elemosinare» doni in cambio di un buon auspicio. Saranno poi organizzate escursioni nei boschi per mostrare ai [l.col.] visitatori come raccogliere l’edera per il Rumit.

l Il presidente della Commissione regionale lucani all’ estero, Luigi Scaglione esprime a nome di tutto l’ organismo, il cordoglio per la scomparsa dell’Insigne lucano Reinaldo Gargano, già Ministro degli Affari Esteri uruguaiano e presidente del Partito Socialista Uruguayo. Nato in Paysandù (Uruguay) discendente della famiglia Gargano di Marsico Nuovo ed Ostuni di Tito, è stato per anni giornalista e segretario generale del Partito Socialista dello stato sudamericano potenziando molteplici attività di carattere politico sociale per l’Uruguay. Nel suo costante impegno di uomo di governo e legislatore, fu senatore SCOMPARSO Gargano della Repubblica negli anni 1984-2004 anni nei quali potenziò numerose azioni di sviluppo per tutti i territori latino americani. Nel 2008 fu promotore del Gemellaggio fra i Comuni di Tito e Marsico Nuovo con la Città di Montevideo (Uruguay). «Gargano - ha ricordato Scaglione - ha rappresentato per la comunità lucana in Uruguay un grande riferimento morale ed istituzionale, un illustre lucano che ha contribuito a tenere alto il nome della Basilicata nel mondo». Cordoglio anche di Vincenzo Folino, consigliere regionale del Pd «perdiamo - ha detto - un grosso punto di riferimento».

VILLAGGIO ECOLOGICO

Futurenergy fa tappa al «Gasparrini» n Il villaggio ecologico di “Futurenergy: risparmia, cammina, pedala, rispetta”, teso a sviluppare il binomio pratica sportiva - sostenibilità, dopo Lagonegro, Marsiconuovo, Melfi, Moliterno, Potenza, Picerno e Venosa, proponendo comportamenti e stili di vita orientati al risparmio energetico e ad un corretto equilibrio tra consumi, ambiente e rispetto della natura, continua il suo viaggio e oggi fa tappa alla scuola superiore «Gasparrini» alle ore 11.

MOLITERNO TECNICI DELLA PREVENZIONE

Il corso di laurea rimane in Basilicata

n Il corso di laurea triennale dei Tecnici della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, dell’Università Cattolica di Roma, rimane a Moliterno. Il capogruppo del Pd in Consiglio Comunale, ringrazia il presidente della Regione, Vito De Filippo, che dopo il ripristino del Corso di Laurea degli infermieri nelle sedi di Villa D’Agri e di Lagonegro, ottiene un brillante risultato per la nostra Regione, in un periodo di assoluta austerità per gli Atenei.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 08.02.2013

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Basilicata Mezzogiorno

X I MATERA CITTÀ

Venerdì 8 febbraio 2013

DENTRO LA CITTÀ

SEGNALAZIONI DEI RESIDENTI

UNO SPAZIO IRRISOLTO L’area, prospiciente alla gravina, è uno dei punti panoramici più suggestivi dei Sassi e attende una degna sistemazione

VICO SANT’AGOSTINO Quei cumuli di rifiuti dei cantieri esposti come se fossero dei monumenti si chiede di rimuoverli o di nasconderli

Porta Pistola, bella e impossibile Basta il transito di un’auto per sollevare nuvole di polvere da togliere il respiro PASQUALE DORIA l Segnalazioni riguardanti gli antichi rioni Sassi. Un profluvio, non mancano mai. A dicembre, turisticamente parlando, ha tenuto banco il Presepe vivente. Tutto bene? No. Alle spalle della chiesa di San Pietro Caveoso, lungo lo strapiombo che si affaccia sulla Gravina, sono stati smaltiti i rami delle palme utilizzate per le scenografia, la ricostruzione di Nazareth in chiave materana. Gesto che si qualifica da solo. Come minimo denota uno scarso rispetto per la comunità che ha accolto la manifestazione natalizia. Fibre vegetali. Sarà il tempo a ripulire l’affaccio all’ingresso del rione Casalnuovo, angolo vico Solitario. Per vicolo Sant’Agostino si tratta invece di detriti di cantiere. Da quelle parti l’ente locale sta completando una scalinata e altre opere pubbliche. Una retina in plastica arancione - l’altra sera è volata via, ma è gia stata rimessa a posto - non riesce a separare lo sguardo da uno spettacolo che non ha nulla di edificante. I residenti della zona dicono che, di tanto in tanto, i mezzi del Comune rimuovono parte dei detriti per andare a smaltirli altrove. Adesso, però, è da tempo che non si fanno più vivi. Insomma, pensano che bisognerebbe fare come nello slargo poco distante di Porta Pistola. Recintare con un tavolato il tutto, così da non dare spettacolo. Un brutto spettacolo, specialmente se si considera che a marzo, cioè a giorni, è pronto a ripartire il flusso più consiste di vista turistica alla città. La bruttura dei rifiuti e la bellezza del paesaggio circostante, oppure di un elegante bassorilievo, una gru scolpita sul portale d’ingresso del palazzo dell’antica famiglia Pierro-Groia, rappre-

sentano la sintesi più evidente di una convivenza forzata: potenzialità enormi mortificate da altrettanto grandi ritardi. Da vico Sant’Agostino a «Santa Lucia Vecchia», come viene popolarmente chiamato un ex convento del 1283, la distanza è breve. I rifiuti di cantiere occupano una bella fetta dello slargo denominato Porta Pistola, ma sono recintati. Chi è in basso non li vede. Basta salire qualche gradino lungo i vicoli che da questa parte conducono verso la Cattedrale e il risultato è lo stesso di prima, desolante. In questo caso, però, la segnalazione riguarda soprattutto un altro tema. Si tratta dell’ampio piazzale utilizzato spesso per spettacoli e ogni giorno come area di sosta per le auto. Straordinario il colpo d’occhio sull’altopiano murgico da questa estrema propaggine della città antica. Peccato, però, che da sempre non si è mai pensato a sistemare il piano di calpestio in terra battuta coperta da uno strato di brecciolina. Tra autunno e inverno, pioggia e umidità, i disagi sono minimi. Ma appena iniziano a salire le temperature, basta il passaggio di un mezzo qualsiasi per alzare incredibili nuvole di polvere. Senza contare che tutta quella roba finisce anche nei polmoni. È la scoperta dell’acqua calda, ma quanto potrà costare un intervento per la sistemazione di un posto così suggestivo e così trascurato? Ancora una volta la bellezza, l’armonia e l’equilibrio naturale dei luoghi devono resistere agli insulti, alle inerzie di una comunità che sente spontaneo l’attaccamento al proprio patrimonio, ma non ha i mezzi e troppo spesso la volontà per tutelarlo e valorizzarlo adeguatamente. Continuiamo a farci del male.

BRUTTE CARTOLINE DAI SASSI In alto, i rifiuti accanto all’ex convento di Santa Lucia occultati da una recinzione in legno. Cosa che non accade in vico Sant’Agostino, dove c’è una retina in plastica, ma anche uno splendido bassorilievo in tufo. A destra, le palme del Presepe vivente [foto Genovese]

DOPO IL CROLLO NULLA ADESSO SOSTIENE LA LORO CAUSA ANCHE CITTADINANZATTIVA

PRONTA A PARTIRE UNA PETIZIONE PROMOSSA DA CITTÀ PLURALE E MUTAMENTI A MEZZOGIORNO

l Hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica. Sono esasperati. Si tratta dei genitori degli alunni che che frequentano l’Istituto professionale industria e artigianato «Leonardo Da Vinci» di Matera. Si chiedono cose semplici, non dell’altro mondo. Se un ragazzo frequenta una scuola per imparare a fare l’elettricista, può bastare lo studio di questa materia solo sui libri, oppure occorre fare anche molta pratica, magari in un laboratorio attrezzato? Ecco, al Da Vinci, dove da quattro mesi la scuola ha subito il crollo strutturale di una parte dell’istituto, non si può fare, tra le altre cose, pratica manuale. Nei giorni scorsi i genitori si sono riuniti in assemblea, presenti esponenti di Cittadinanzattiva che hanno sposato la loro causa. «Sembrerebbe l’ennesima solita storia infinita, ma i genitori degli alunni del “Leonardo Da Vinci” non ci stanno e denunciano l’insofferente, quanto riprensibile, stato di fatto con una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano».

l Adesso parte anche una petizione. Conservazione e recupero dei rioni Sassi. Occhi puntati sul progetto di restauro di vico Commercio, ascensore, accesso con un ponte volante in metallo, pedonabilità sicuramente non indicata per i cittadini diversamente abili che, secondo le intenzioni della vigilia, avrebbero dovuto essere i destinatari privilegiati di questa opera pubblica. Del resto, è recente la lettera che ha praticamente ravvisato non campate in aria le osservazioni dei cittadini. In pratica, la Soprintendenza ai Beni architettonici della Basilicata, con una sua nota, ha comunicato all'Amministrazione comunale di Matera che la struttura realizzata non si inserisce adeguatamente nel contesto ambientale e architettonico dei Rioni Sassi ed ha indicato alcune prescrizioni. La questione è stata sollevata da più parti. In particolare, le associazioni Città plurale e Mutamente a mezzogiorno, adesso, promuovono anche una sottoscrizione da parte dei cittadini per varie ragioni, non ultima quella che punta ad evitare un precedente pericoloso. «Si ha l’impressione - si legge nella missiva

I genitori del «Da Vinci» «È un eccesso», ora bisogna scrivono a Napolitano eliminare il ponte metallico «Noi di Cittadinanzattiva - va avanti la nota - chiediamo ufficialmente al Prefetto, al presidente della Provincia e al sindaco di Matera di indire una conferenza di servizi, da convocare a brevissimo termine, e con la quale produrre una dichiarazione di intenti ufficiale in un documento condiviso dal quale si possa evincere chiaramente una pianificazione efficace degli interventi da porre in essere per ridare agli allievi di un “Istituto Professionale” la possibilità oggettiva di poter maturare una consapevole formazione così come previsto dai programmi ministeriali per questa tipologia di studi. Qualora non dovessimo ricevere alcun riscontro immediato da parte delle Autorità competenti, saremo costretti a perseguire altri percorsi istituzionali».

IL CROLLO A SETTEMBRE Senza attività manuali di laboratorio a cosa serve frequentare una scuola professionale?

indirizzata ai vertici dell’Unesco e per conoscenza al Comune di Matera - che quanto concretizzato in vico Commercio sia frutto più che altro di un cattivo modo di intendere l’innovazione, la modernità. Siamo convinti che le regole di trasformazione, così come gli impegni internazionali sottoscritti dal nostro Paese e dalla nostra città, vanno rispettati non solo dai singoli cittadini ma anche e soprattutto dalle istituzioni. Pertanto chiediamo di far rivedere tali scelte eliminando quello che a molti cittadini e visitatori appare un vero e proprio “eccesso”. La premessa è che ognuno rispetti le regole. Le eventuali “deroghe”, come quella del ponte in ferro di vico Commercio, non possono essere assunte da un gruppo ristretto di funzionari della pubblica amministrazione o peggio ancora da politici-amministratori di turno».

IL PONTE DEI DUBBI Adesso anche una petizione cittadina per scoraggiare altri interventi «eccessivi»


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 08.02.2013

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Basilicata Mezzogiorno

Potenza Venerdì 8 febbraio 2013

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REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

Questa la cifra che ancora serve per completare i lavori di risanamento dell’area

Cip Zoo, 2 milioni per la bonifica La Regione farebbe fronte a questa spesa con fondi propri entro il 2014 A OGGI l’attività di bonifica dell’ex Cip Zoo, partita due anni fa, è già costata all’incirca 200.000 euro. Ora bisognerà provvedere - ed è questa la parte più difficile e delicata - allo smaltimento di quelle che erano le coperture delle stalle e del mangimificio. Coperture tutte costruite in eternit. Per una simile bonifica occorrerebbero circa 2 milioni di euro. La Regione ha intenzione di far fronte a tali spese con fondi propri, possibilmente entro il 2014 e si starebbero già predisponendo gli atti per indire la gara di appalto. Sono così già trascorsi due anni da quando è cominciata l’attività di bonifica, da parte della Regione Basilicata, dell’area ex Cip Zoo dove, se tutto andrà per il verso giusto, dovrebbe sorgere, il Parco urbano della città, ideato dallo studio Wop. I lavori di bonifica, ricordiamo, hanno preso il via a febbraio del 2011 all’indomani della rimozione, da parte della magistratura, dei sigilli apposti a seguito del sequestro dell’area effettuato dal Noe dei carabinieri. Sfalciata l'erba e rimossi gli alberi caduti si è provveduto poi a ripulire i locali utilizzati in passato come mangimificio, uffici, officina. Sono stati demoliti alcuni piccoli fabbricati e sono stati smaltiti anche alcuni rifiuti speciali come le attrezzatura che ancora giacevano abbandonate nella struttura. E dire che da circa 23 anni la città di Potenza ha dovuto fare i conti con la presenza di quest’area abbandonata nei primi anni ‘90 a seguito del definitivo fallimento della Cip Zoo che altro non era che un’allevamento di maiali insediatosi proprio all’ingresso della città.

LA PETIZIONE

Bus urbani Proteste in via Ionio

Alcuni dei fabbricati ancora in piedi all’interno dell’ex Cip Zoo dove è già in corso da due anni la bonifica

Dopo il fallimento l’intera area - circa 90.000 metri quadrati di estensione - è stata lasciata in balia di se stessa senza che nessuno se ne occupasse o preoccupasse. E mentre la struttura crollava e perdeva pezzi si ipotizzava di utilizzare quell’area come luogo dove farci sorgere qualsiasi cosa. Come la tanto invocata “Cittadella dei saperi”sposorizzata dalla Provincia. Poi si è pensato di costruirvi impianti sportivi con tanto di delocalizzazione dello stadio Viviani , presenza did una piscina olimpionica e anche un

palaghiaccio. Un consorzio di imprese potentine aveva previstola realizzazionedi tanti fabbricato ad uso commerciale e direzionale. Poi lo scorso anno l’idea di dare vita vita a un grande polmone verde: il “Parco della città” ideato dallo studio Wop. Idea che è piaciuta talmente tanto che circa 12.000 cittadini non hanno esitato ad apporre la propria firma sotto unapetizione poiconsegnata alsindaco di Potenza, Vito Santarsiero, e al

presidente della Regione, De Filippo. Ora le questioni ancora da risolvere sono due: portare a termine la bonifica dell’area e far sì che il terreno, su cui sorgeva l’ex Cip Zoo, oggi di proprietà dell’Asi passi al Comune. Un passaggio che non dovrebbe trovare molti ostacoli. L’importante comunque è che venga portata a termine la bonifica e che davvero si voglia realizzare il “Parco della città”. al.g. a.giammaria@luedi.it

Il capogruppo del Pd al Comune, Carretta

MINI ERASMUS

Emergenza rifiuti «Nuova strategia Acta»

«VISTA la difficile situazione della raccolta dei rifiuti di questi ultimi giorni, è giunto il momento che l'Acta assuma una funzione strategica, candidandosi a gestire il ciclo dei rifiuti in ambito non più cittadino, bensì comprensoriale». Così Gianpaolo Carretta, capogruppo Pd al Comune di Potenza, alla luce della nuova emergenza rifiuti che in questi giorni ha attanagliato il capoluogo di regione. Per l’esponente politico il «Comune sta già facendo molto sia in termini di raccolta differenziata, sia in termini di spazzamento, emolto farànon appenapartirà laraccolta porta a porta, che, grazie all'approvazione da parte della Giunta regionale del tanto atteso finanziamento di circa 9 mi-

L’ANALISI

segue dalla prima

L'irrefrenabile voglia di raccontare e raccontarsi, di dire, partecipare, comunicare trasforma i sindaci in direttori, i comuni in editori. Piccole testate crescono, accanto al polo multimediale della Regione ecco che affiorano le 40/48 pagine programmate e annunciate da Santarsiero. Per ora c'è la manifestazione d'interesse per la stampa e la distribuzione, annunciata un po' sotto sotto, in verità, poco più di una settimana per presentare il progetto, poi si vedrà. Eppure nell'ottimizzazione della spesa gli enti pubblici hanno subito tagliato il costo dei giornali.

lioni di euro da investire nel progetto per lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani nell'area metropolitana di Potenza, ci porterà ai livelli delle città europee, dove il sistema di raccolta domiciliare è già prassi da tempo». È necessario, però, mettere «finalmente in campo una nuova strategia di raccolta e differenziazione, magari utilizzando come stazione di trasferenza la discarica di Pallareta o realizzandone una nuova che possa servire tutto il bacino di Potenza centro, o ancora riconvertendo l'inceneritore in termovalorizzatore di nuova generazione». L’Acta, però, per Carretta «deve uscire da una gestione frammentaria ed episodica, attuando, con traspa-

200 gli studenti

Cassonetti pieni e buste di rifiuti a terra

renza e con diminuzione dei costi, una strategia nel minor tempo possibile, che sia duratura ed efficace». Occorre, dunque, che siano prese decisioni «in merito ad un'eventuale strategia complessiva - ha concluso i Carretta che ci faccia uscire dalla fase provvisoria e che garantisca costidi gestione più bassi per l'intera collettività, affinché si possa rispondere meglio alle esigenze di ordine e pulizia che provengono dalla comunità cittadina».

OGGI, alle 9.30, nella sala Giunta di piazza Mario Pagano, saranno presentati alla stampa i progetti di mobilità per l'anno 2013, circa 200, rivolti ad altrettanti studenti che avranno l'opportunità di fare tirocini formativi all'estero. Per i primi 97 mini Ersamus è già stato pubblicato il bando i cui dettagli saranno illustrati oggi dal presidente della Provincia Piero Lacorazza, dagli assessori alla Formazione, alla Pubblica istruzione e alla Cultura - rispettivamente Rossi, Vicino ePietrantuono dal presidente e dal direttore dell'Apof-il, Laguardia e Romaniello. Parteciperà alla conferenza stampa anche il presidente della Consulta provinciale degli studenti Albano.

Datemi un giornale e vi governerò la città Dopo Matera anche Potenza: i sindaci si danno all’editoria Tra l'altro Santarsiero è stato tra i primi I-pad munito e cinguetta che è una bellezza. Nel mondo della rivoluzione digitale è -- però sempre la carta con foliazione 40/48 che seduce. Questa vituperata, biasimata, disprezzata carta condannata a morte dai teorici con la testa nel web, è ancora la più desiderata. E così si fanno pasticci, da una parte si taglia e dall'altra si spende, con la pretesa di go-

vernare timoni e grafica, con la pretesa, soprattutto, di gerarchizzare il tipo di notizia che deve arrivare al cittadino. Con il rischio di creare confusione (il condomino non farà più differenza tra il volantino dell'ipermercato e il giornale, trova tutto gratis nel palazzo) e assottigliare quella esigua fetta di mercato libero che ancora rimane alle aziende editoriali pure. Comprese le edicole. Razio-

nalità vorrebbe che se gli enti avessero qualcosa da comunicare lo facessero attraverso gli organi che fanno questo di professione, perché è meglio che ciascuno faccia bene il proprio mestiere e perchè contribuire a mantenere in piedi aziende editoriali libere è un bene per la comunità. Dalla politica del vecchio addetto stampa siamo passati alla costruzione degli uffici stampa, dal vecchio "comu-

A QUASI 15 giorni dall’entrata in funzione, in via sperimentale, del nuovo Piano di trasporto pubblico, non si placano le proteste dei cittadini. Centocinquantasei residenti di via Ionio hanno sottoscritto una petizione consegnata ieri mattina in Comune. I 156 cittadini - che abitano nelle palazzine che affacciano su via del Gallitello - lamentano il fatto che le linee cinque e otto, che hanno sostituito la uno e la sei, non passano più nella parte bassa di via Ionio che, in pratica, è stata divisa in due. I residenti che abitano nella parte alta di via Ionio possono prendere gli autobus delle linee 5 e 8 alla fermata che si trova nei pressi della farmacia Caiazza, mentre quelli che abitano nella parte bassa o devono risalire via Ionio persalire sul 5 e sull’8 o devono scendere su via del Gallitello e prendere i bus che transitano da lì. Nella petizione i cittadini chiedono che l’amministrazione comunale faccia transitare le linee 5 e 8 anche nella parte bassa di via Ionio ripristinando le vecchie fermate. Questo onde evitare disagi e penalizzazioni per quei cittadini che abitano nella parte bassa di via Ionio. Cittadini, per lo più anziani, che con, non disponendo di mezzi propri, con difficoltà, soprattutto con il freddo e il cattivo tempo dei mesi invernali, devono o scendere su via del Gallitello o salire e raggiungere la fermata che si trova nei pressi della farmacia. Non solo. I 156 firmatari della petizione hanno anche chiesto che vengano rispettati gli orari di transito dei bus che passano con ritardo e causano disagi ai lavoratori che non riescono più ad arrivare in orario.

neinforma" ai giornali diretti in proprio. C'è dunque una curiosa contraddizione nella scelta strategica dei comuni, dosano il wifi ma commissionano carta, invia decine di comunicati al giorno dall'ufficio stampa ma nonostante tutto sentono di dover arrivare direttamente nelle case dei cittadini con un giornale che non sappiamo cosa potrà contenere di più di quello che quotidianamente pubblica il sito del comune o pubblichiamo noi quotidiani. Ah, questi benedetti, maledetti giornali. Tutti ne parlano male, tutti li vogliono. Lucia Serino l.serino@luedi.it


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 08.02.2013

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Basilicata Mezzogiorno

MATERA CITTÀ I XI

Venerdì 8 febbraio 2013

SENZA CATTEDRALI TRA RESTAURI E MALTEMPO

MONUMENTO FRAGILE «Anche la cella campanaria è a rischio crollo e andrebbe messa in sicurezza», evidenzia il parroco don Di Lecce

TEMPI LUNGHI E per la riapertura del Duomo, chiuso da nove anni, ne occorrerà aspettare ancora due per il completamento dei lavori

«San Francesco» chiusa ai fedeli Lavori urgenti alla facciata per la tromba d’aria DONATO MASTRANGELO l Dopo il Duomo, situato nella Civita e chiusa al culto dal 2003 per i crolli che hanno reso indispensabile una serie di interventi di restauro, oltre ai lavori per l’installazione di un impianto di riscaldamento, da qualche settimana sia pure in via temporanea è toccato all’altra chiesa che assolve alle funzioni di Cattedrale, quella intitolata a San Francesco d’Assisi, chiudere i battenti. Colpa della violenta tromba d’aria che la mattina del 21 gennaio ha sferzato la città arrecando danni non soltanto a numerose abitazioni ed alberi ma anche al monumento religioso situato nella piazza intitolata al “poverello” di Assisi. Le raffiche di vento con punte che hanno raggiunto anche i 70 chilometri orari hanno infatti reso precario l’equilibrio della croce posta sulla facciata principale e sovrastante la nicchia dove si trova la statua dell’Immacolata. Constatato il potenziale pericolo di eventuali crolli di materiale lapideo proprio all’altezza del passaggio del sagrato, si è dunque provveduto a chiudere la chiesa al culto con l’intervento dei vigili del fuoco del Comando provinciale che hanno espletato le prime operazioni di messa in sicurezza dell’area. La tromba d’aria di gennaio ha mandato in frantumi anche una parte di una delle cinque finestre poste nella parte inferiore della stessa facciata. Le funzioni religiose sono temporaneamente officiate nella seicentesca Chiesa di Santa Chiara in via Ridola. I lavori di ripristino della croce sulla facciata in tardo barocco della chiesa sono cominciati mercoledì scorso come conferma il parroco don Vincenzo Di Lecce. «La parrocchia - afferma il sacerdote - sta provvedendo ad un intervento di urgenza per riparare i danni arrecati alla facciata dalla tromba d’aria di gennaio, in particolare sulla croce posta alla sommità e per la vetrata istoriata che si è rotta. Riteniamo che queste

operazioni non debbano comunque portare via molto tempo. La Parrocchia si è immediatamente attivata per risolvere il problema nel più breve tempo possibile. Nel frattempo le funzioni religiose si svolgono nella chiesa di Santa Chiara». Il titolare della Parrocchia della Cattedrale coglie l’occasione per chiedere una maggiore attenzione e tutela alla chiesa. «La cella campanaria - dice don Vincenzo Di Lecce - è a rischio crollo e andrebbe messa in sicurezza. Quanto alla facciata danneggiata dalla tromba d’aria va evidenziato che non è mai stata sottoposta ad un intervento di manutenzione totale, ragion per cui, trattandosi di una facciata monumentale, necessiterebbe delle dovute cure. Auspichiamo, dunque, che le istituzioni competenti provvedano a valutare la possibilità di un intervento più minuzioso». La chiusura di San Francesco d’Assisi, la cui struttura originaria risale alla prima metà del Duecento, si associa a quella della Cattedrale che risale ormai al lontano 2003, a causa dei crolli rilevati a gennaio e a novembre dello stesso anno. Per la riapertura del Duomo si dovrà ancora attendere un paio di anni. Il completamento del restauro dovrebbe infatti essere ultimato entro il 2014 secondo quanto riferito lo scorso dicembre l’Arcidiocesi di Matera - Irsina e dalla Regione Basilicata che ha approvato, attingendo ai fondi del Programma operativo Fesr, un investimento di 3 milioni e 250 mila euro. Le operazioni di restauro riguardano i restauri dei decori interni, le pavimentazioni, il restauro delle coperture e la pulitura delle superfici parietali esterne oltre agli arredi liturgici. Particolare rilievo verrà dedicato al presbiterio, alla cattedra episcopale e sul santissimo sacramento. Intanto i recenti interventi evidenziano il buono stato di conservazione e l’originalità delle tinteggiature dei dipinti ottocenteschi collocati lungo le fasce delle finestre della cattedrale.

TEMPI BREVI

Verranno sistemate la croce posta sulla sommità e la vetrata infranta

MONUMENTI L’intervento di ripristino della chiesa di san Francesco d’Assisi [foto Genovese]

ISOLATE RIPRISTINATE PARZIALMENTE LE LINEE MA RESTANO I DISAGI PER LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

Jesce, alcune aziende senza telefono da lunedì l Le linee telefoniche nell’area industriale di Jesce sono state ripristinate in buona parte ristabilendo l’utilizzo degli apparecchi delle aziende. Ma in alcuni casi, almeno fino a ieri pomeriggio, il problema è ancora irrisolto. È quanto denunciano alcuni associati della Confapi, come conferma il direttore Pasquale Latorre. «Alcune imprese - ha detto Latorre - ci hanno riferito che il disservizio non era stato eliminato». I problemi di collegamento alla rete telefonica risalgono a lunedì scorso. Secondo quanto segnalato da Confapi attraverso un comunicato le attività produttive avevano reiteratamente segnalato a Telecom il guasto alla centrale telefonica, guasto che in questi giorni ha impedito alle aziende di utilizzare i telefoni ma anche la connessione alla rete internet e

PRECISAZIONE NON RIENTRA NEL NUOVO ELENCO STILATO DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE DEGLI EX SIN TORNATI ALLA COMPETENZA DELLE REGIONI

La bonifica si potrà fare

La Valbasento è sito di interesse nazionale. «Da due anni situazione peggiorata» l L’area della Valbasento da bonificare resta nella lista dei Siti di interesse nazionale (Sin) e non è stata, invece, inserita nel nuovo elenco (stilato dal ministero dell’Ambiente) degli ex Sin tornati alla competenza delle Regioni (Sir). La precisazione, sollecitata anche dall’associazione «Fare Pisticci», è conseguente ad un nostro articolo pubblicato l’altro ieri. Attraverso un decreto a firma del ministro Corrado Clini, sono state rese note le 18 aree nazionali che passano dalla competenza statale a quella regionale e tra queste non c’è, appunto, la Valbasento. Il chiarimento è importante anche in considerazione della particolare complessità ambientale dell’area industriale materana, Sito di interesse nazionale ai sensi dell’ art.1 comma IV della legge 426/98, poi modificata dalla 179/2002 che, appunto, la qualificò come Sin. Sulle questioni della Valbasento,

VELENI DISSEMINATI Una carcassa di animale in una eloquente immagine di qualche anno fa sull’inquinamento della Valbasento [foto Scattino] l’associazione «Fare Pisticci» è intervenuta spesso e ultimamente sui miasmi e la qualità dell’acqua e dell’aria in quella zona e nel Metapontino. «Da due anni a questa parte – fa presente l’associazione in una recente comunicazione ai ministeri della Salute e dell’Ambiente – la situazione è notevolmente peggiorata come testimoniano vari fenomeni, a partire da settembre 2011 quando nel fiume Basento si è ve-

rificata una forte moria di pesci. La causa di questi episodi è stata attribuita dall’Arpa di Basilicata alla presenza di sostanze inquinanti nell’acqua del fiume, verosimilmente da scarichi industriali. Numerosi tuttavia sono gli episodi verificatisi: a dicembre 2011 dei cacciatori impegnati in una battuta di caccia nella zona interessata sono stati sopraffatti da un olezzo irrespirabile ed hanno visto una densa

nuvola alzarsi dalla zona industriale di Ferrandina. Uno dei cacciatori, accusando un malore, è stato poi portato nell’ospedale di Tinchi». Ad agosto 2012, le notizie sui miasmi che, in realtà, da anni imperversano nella frazione di Pisticci Scalo, situata nella zona industriale. A ottobre del 2012 torna protagonista il fiume Basento, che presentava una colorazione marrone a causa dell’immissione di sostanze chimiche. Altri interrogativi senza risposta, ha segnalato l’associazione di Pisticci ai ministeri, sono quelli sollevati in Consiglio regionale sulla forte radioattività presente nella zona dei calanchi L’ultima domenica del 2012, invece, l’olezzo terribile avvertito distintamente dalla popolazione anche a Pisticci centro, e poi anche martedì 8 gennaio 2013. Di qui le richieste al Governo di fare chiarezza su queste vicende. [e.s.]

quindi ai servizi di posta elettronica. Confapi, inoltre, aveva sollecitato un intervento immediato del gestore della rete telefonica allo scopo di rimuovere l’interruzione del servizio e riparere il guasto. «Numerose aziende - sottolinea Confapi - lavorano con l’estero in settori come l’agroalimentare, il mobile imbottito, la meccanica ed altri. L’internazionalizzazione è una delle leve per migliorare le performance aziendali; operare con efficacia e competitività sui mercati la linea telefonica è fondamentale per accedere al web». Confapi in più occasioni ha auspicato la messa in opera a Jesce della fibra ottica. L’area industriale dispone soltanto della linea adsl con evidenti ripercussioni sulla velocità delle connesionia internet ma anche sui costi del servizio.

le altre notizie FOIBE ED ESODO GIULIANO-DALMATA

Domenica sarà celebrato il Giorno del ricordo

n Si celebra domenica il Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. La commemorazione, organizzata dal Comune e dalla sezione provinciale della Croce Rossa Italiana, in accordo con la Prefettura, la Provincia e la Regione, è in programma alle 10 nella sala Pasolini del centro commerciale “Il Circo”. All’incontro interverranno la presidente del Consiglio comunale, Brunella Massenzio, il presidente del Consiglio provinciale, Aldo Chietera, il vice presidente del Consiglio regionale, Romeo Sarra, il vice prefetto, Alberico Gentile. Nella circostanza verranno eseguiti l’Inno nazionale e l’Inno della Cri. [c.cos.] ALLE 21 DI STASERA SU RETEQUATTRO

Il caso dei fidanzatini di Policoro ritorna in tv con Quarto grado n Si parlerà ancora una volta del caso dei fidanzatini di Policoro oggi, dalle 21, nel corso della puntata della trasmissione Quarto Grado, in onda su Retequattro. In studio ci sarà mamma Olimpia Fuina Orioli e in collegamento dalla città dei Sassi il Comitato non archiviamo la giustizia. Lo stesso Comitato, sulla sua pagina Facebook, ha fatto sapere che quanti volessero partecipare attivamente possono presentarsi alle 20.30 presso la Mediateca provinciale, in piaz[fi.me.] za Vittorio Veneto.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 08.02.2013

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Basilicata Mezzogiorno

VI I POTENZA CITTÀ

I NOSTRI SOLDI

AL SERVIZIO DEI CONSUMATORI

Venerdì 8 febbraio 2013

L’ATTIVITÀ DEL CORECOM Promesse non mantenute, raggiri, sconti fasulli ed ecco che scattano i contenziosi. Rimborsi garantiti per gli utenti lucani

LE CONTROVERSIE Tra i motivi alla base degli «scontri» la mancanza di disponibilità all’ascolto da parte degli operatori dei call center

Il telefono... scotta tra sconti bluff e servizi in ritardo l Compagnie che promettono mari e monti. Sconti, promozioni, tutto per attrarre nuovi clienti e fidelizzare i propri. Ma, alla fine, molte promesse si rivelano un boomerang per le proprie tasche. Ed è allora che scattano i contenziosi tra il cittadino e la società, un «braccio di ferro» che spesso sfocia in ambiti giudiziari. In materia di controversie telefoniche il Corecom di Basilicata ha raggiunto significativi risultati nel 2012. La pubblica amministrazione ha puntato ad offrire ai cittadini un servizio di qualità ed è questo il motivo per cui i consumatori vedono in tali organismi il primo punto di riferimento e l’elemento di frontiera a cui rivolgersi per risolvere i propri problemi. Il servizio in questione nasce dalla valutazione delle esigenze determinate dalla liberalizzazione del mercato delle comunicazioni e dalla convinzione che il cittadino debba essere il primo beneficiario dell’accresciuta possibilità di scelta dei servizi. I risultati dell’attività del Corecom relativi al 2012 sono stati illustrati dal presidente, Ercole Trerotola, nel corso di una conferenza stampa durante la quale Trerotola ha affermato che «siamo giunti al pari delle regioni più grandi per deleghe e volume di attività, obiettivo raggiunto anche grazie all’azione di pubblicizzazione delle attività all’interno delle categorie interessate, in primis gli avvocati. Nel 2012 – ha proseguito il presidente del Corecom di Basilicata – si è giunti a 2257

udienze e il trend positivo ha visto 1660 esiti favorevoli per i cittadini. A questo va aggiunto il dato economico che corrisponde a un rimborso ai ricorrenti pari a 220mila euro». Tra i motivi alla base delle controversie, primeggiano la mancanza di disponibilità all’ascolto da parte degli operatori dei call center e la scarsa preparazione degli addetti nei diversi settori di competenza. Gli utenti hanno lamentato anche ritardi nell’attivazione dei servizi richiesti, sospensione o disabilitazione surrettizia della linea telefonica, mancata corresponsione dei rimborsi, tentata truffa operata da ignoti e cambiamento del piano traffico all’insaputa del cliente. Come ricordano i membri del Corecom Basilicata, tale organo non è solo un presidio di garanzia per i consuma-

tori ma anche per gli operatori telefonici sottolineando che si tratta di uno strumento atto a regolamentare un settore, quello della comunicazione, estremamente complesso. Il presidente del Trerotola ha annunciato che tra le iniziative in programma è prevista la prossima stampa e diffusione di un opuscolo che illustra le attività realizzate e quelle che saranno attuate. Di notevole rilevanza, anche il tema legato alla tutela dei minori, responsabilità a cui tutti siamo chiamati a dare risposte. A tal proposito, Trerotola ha concluso affermando che «è necessario preservare i nostri ragazzi dall’utilizzo indiscriminato del web, dobbiamo pensare al bullismo, alle forme di controllo che possono essere attiviate e monitorate nelle scuole e nelle realtà sociali virtuali».

COMUNICAZIONI Nel riquadro Massimo Carcuro del Corecom

ROMA INCONTRO TRA IL SINDACO SANTARSIERO E L’UCEI

Il medagliere della città alle Comunità ebraiche in ricordo di Babuscio Rizzo

OMAGGIO La consegna del medagliere di Potenza l Il sindaco di Potenza Vito Santarsiero ha consegnato alla Comunità Ebraica il Medagliere della città di Potenza nel corso dell’incontro svoltosi a Roma per presentare nella sede dell'Ucei (Unione Comunità Ebraiche Italiane) l'inizio di un percorso di studio sul ruolo svolto dall'ambasciatore lucano Francesco Babuscio Rizzo.

L’INTERVISTA MASSIMO CARCURO SPIEGA I RISULTATI OTTENUTI DALL’ATTIVITÀ DI CONCILIAZIONE

Oltre 220mila euro recuperati dai lucani l Per spiegarci i risultati raggiunti dal Corecom abbiamo contattato Massimo Carcuro, consigliere dell’organismo. Quanti sono gli utenti coinvolti nelle attività del Corecom, in media? «A prescindere dal dato numerico delle conciliazioni /definizioni svolte, che rappresentano una grande presenza partecipativa della PA nella vita e nelle tasche del cittadino (ovviamente in forma di tutela), occorre leggere il dato da un punto di vista qualitativo. La conciliazione, il primo grado di giudizio, ha subito una sorta di impennata. Il nostroCorecom,in dati percentuali, risulta essere ai primi posti nel rapporto popolazione/istanze, quasi al pari della Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna». Dunque, la conciliazione è una delle attività principali. In che termini si configura questa pratica? «La conciliazione è un accordo (ed è bene sottolinearlo) tra le parti, quindi la sua conclusione ha mille sfaccettature e segue più o meno ciò che la tabella indennizzi riconosce agli istanti per i singoli disservizi. Per quel che attiene il lato prettamente pratico c’è da sottolineare la non sempre linearità o corrispondenza fra il disservizio e l’erogato. È successo, infatti, che molte volte in seduta la compagnia telefonica (nello spirito conciliativo) riconosceva anche di più del tabellare riconosciuto per i disservizi patiti. Molte volte gli istanti e i rappresentanti degli istanti hanno rifiutato l’of-

OSPEDALE LA NUOVA ORGANIZZAZIONE DEI PARCHEGGI. TARIFFE INVARIATE

Posti auto al S. Carlo più spazi da lunedì l Con l’ampliamento del parcheggio di fronte alla stazione di Macchia Romana, portato a 480 posti, il complesso dei parcheggi a servizio dell’ospedale San Carlo di Potenza è ora di 1.080 posti auto, che diventeranno 1.330 a marzo, «quando saranno completati i lavori per la copertura dell’area di fronte ai padiglioni «E» ed «F», con un impianto fotovoltaico, e duemila a fine anno, con la realizzazione del grande parcheggio multipiano». Lo ha annunciato il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Giampiero Maruggi: «La nuova organizzazione del sistema di parcheggio che si inaugura l’11 febbraio – ha aggiunto Maruggi, attraverso l’ufficio stampa – è soltanto la prima tappa di un percorso che ci porterà a risolvere entro il 2013 l’annoso problema». Lunedì entreranno poi in

funzione undici parchimetri, e in cinque aree è previsto un sistema di accesso automatizzato. Le tariffe non saranno variate: 50 centesimi l’ora, con un «giornaliero» di 2,50 euro e un ticket settimanale di dieci euro (25 euro per quello mensile). È, infine, stata progettata la costruzione di un parcheggio multipiano che avrà sul tetto un’area di verde attrezzato per le attività sportive di tremila metri quadrati e 17 mini appartamenti riservati ai familiari dei lungodegenti, a cui si aggiungerà un autolavaggio e un’officina meccanica. La gestione del nuovo sistema di servizi di parcheggio è stata affidata all’associazione temporanea di imprese che ha vinto il bando (con la modalità del «project financing»): dopo 18 anni di affidamento tutte le strutture diverranno proprietà dell’ospedale.

ferta. Successivamente in seduta di definizione, secondo grado di giudizio avviato solo nel mese di agosto, si sono trovati indennizzate somme molto inferiori alle precedenti offerte. Il che dimostra quanto, a volte, il litigio a tutti i costi non porta a nulla con grave nocumento solo agli istanti». Qual è il ruolo delCorecomdurante la procedura di conciliazione? «La definizione dà al comitato un ruolo preciso. È bene ricordare che per indennizzi superiori a 500 euro spetta al comitato deliberare. È intuibile quanto diventa importante il ruolo di garanzia e di tutela che i Comitati regionali svolgono sul territorio. Si consideri che in termini prettamente economici in pre accordo definitorio si sono raggiunti storni di fatture pari anche a 30.000 euro». Concretamente quali vantaggi i lucani hanno ottenuto con le conciliazioni telefoniche? «I cittadini hanno recuperato circa 220mila euro. I numeri esplicitano un risultato significativo. Le controversie con le compagnie telefoniche sono state ben gestite». Quali altre attività svolge il Corecomoltre alla conciliazione? «Il Comitato è anche altro. Il Registro Operatori è divenuto ormai realtà. È un presidio di garanzia per gli operatori, non è un organo sanzionatorio ma è uno strumento atto a regolamentare un settore, quello della comunicazione, di per sé molto complesso».

le altre notizie VOLONTARIATO

Incontri nei capoluoghi sulle attività del Csv Basilicata n Il Centro Servizio al Volontariato di Basilicata presenta la nuova proposta formativa in un doppio appuntamento a Potenza e Matera. Proprio nella città dei Sassi è in programma il primo incontro fissato per oggi, alle 16, nella sede del Csv in via La Malfa. Nel capoluogo l’appuntamento è per venerdì 15 alle 16 nella sede di via Mazzini. Saranno illustrate alle associazioni di volontariato le varie tipologie di attività formative che il Csv mette loro a disposizione gratuitamente. TRASPORTI

Nuovo sistema di bigliettazione bus accordo Regione-Cotrab n Cambia il sistema di bigliettazione nel trasporto pubblico locale. Con l’ingresso di 400 emettitrici a terra, 600 a bordo, 600 obliteratrici e l’attivazione di un sistema di gestione web, entro il 31 dicembre 2013 la rete di trasporto pubblico locale diventerà automatizzata e innovativa. È quanto prevede la convenzione sottoscritta da Regione e Cotrab. Il progetto ha un costo complessivo di 4 milioni e 570 mila euro: 3.427.500 mila sono a carico della Regione, mentre la rimanente parte è a carico delle Aziende del trasporto pubblico locale.

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8 febbraio 2013