Rocco Trasporti / Nuovo partner di grande affidabilità per Thermo King Palletways Italia / Le prospettive 2018 nelle parole del Presidente Albino Quaglia Vega Editrice - Monza, Italy - Anno XXVII - N. 264 / NOVEMBRE 2017 - Euro 5,00
IL MONDO DEI TRASPORTI
Mensile di Politica, Economia, Cultura e Tecnica del Trasporto - FONDATO
E DIRETTO DA
PAOLO ALTIERI
L’artefice del successo dei semirimorchi francesi in Italia
Sandro Mantella Monsieur Lamberet DALLA CONCESSIONARIA IVECO DI PAPÀ ANTONIO ALLO SVILUPPO DEL MARCHIO KOMATSU LAMBERET: PASSO DOPO PASSO RIPERCORRIAMO LA CARRIERA DI QUEL “RAGAZZO NATO IN CANADA E CRESCIUTO A STALETTI”. CHE ANCORA OGGI, APPENA PUÒ, TORNA AD AFFACCIARSI SUL GOLFO DI SQUILLACE. IL SUO SEGRETO? “LA VOGLIA E IL PIACERE DI FARE QUESTO LAVORO, CUI SI AGGIUNGE ANCHE L’IMPEGNO COME RESPONSABILE DEL SETTORE SEMIRIMORCHI NELL’AMBITO DELL’UNRAE”.
IN CAMPANIA FINO ALLA NUOVA, AVVINCENTE SFIDA CON
Max Campanella a pagina 2
Franzini Trasporti punta su Fraikin
Poste Italiane Spa -Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) Art.1, comma 1, DCB Milano
Iveco a Suzzara
Per l’azienda di Vernasca il noleggio è la soluzione ottimale per crescere
LA NUOVA CASA DEL DAILY
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ORA ANCHE BLUE POWER
I
l principe dei leggeri Iveco vola di primato in primato. Il costruttore ha inaugurato in pompa magna il nuovo Daily Center di Suzzara in provincia di Mantova.
Ferraioli: “Un bilancio positivo”
Servizio nell’inserto
A pagina 4
Mercedes-Benz Truck
oraggio, determinazione, voglia di lavorare e un pizzico di creatività. Sono caratteristiche tipiche di un’imprenditoria che non si lascia fermare da crisi o timori per l’avvenire. Ma che di fronte ai naturali, inevitabili momenti di difficoltà, rimbocca le maniche e prova nuove strade per proseguire nell’opera avviata dai fondatori. Franzini Trasporti è un esempio d’im-
prenditoria che ha tutti questi tratti distintivi. Siamo a Vernasca, sui colli piacentini. Un’area che nell’immediato dopoguerra si è caratterizzata per un’attività tutta legata al boom dell’edilizia: piccoli artigiani, imprese edili medio-piccole fino ai grandi cementifici come l’attuale Buzzi Unicem. Lino Sinari a pagina 28
Kuhmo Tyre parte all’offensiva
Daf Trucks Ride and Drive
Precisa strategia: prodotti di seconda fascia ma di qualità premium
CF E XF
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MIGLIORANO EFFICIENZA E COMFORT GUIDA
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edicato alla stampa europea, il Ride and Drive 2017 di Daf Trucks, organizzato a Barcellona, ha focalizzato la sua attenzione sulle nuove gamme CF e XF.
Renault Italia
Baglieri a capo dei commerciali
Fabio Basilico a pagina 8
Intervista nell’inserto
roduttore coreano con una quota sul mercato locale del 35 per cento, che lo colloca ai vertici in stret ta competizione con marchi premium, Kumho è per dimensioni tra i maggiori costruttori di pneumatici sul piano globale: 11mila dipendenti, nove fabbriche, quattro Centri di Ricerca&Sviluppo (in sostanza uno per ogni Con tinente dov’è presente) e svariate misure con for-
niture di primo equipaggiamento (tra i quali Mercedes-Benz, Volkswagen, Renault, FCA e Hyundai). Un colosso che, com plice l’introduzione di nuovi modelli e un 2017 che si sta chiudendo con buone prospettive di crescita dei volumi, per l’anno prossimo è pronto a lanciare una potente offensiva nel settore Truck & Bus. Matteo Galimberti a pagina 44
Il rilancio del sud passa anche attraverso la determinazione di aziende specializzate nell’autotrasporto come quella di Nocera Inferiore
L
INARRESTABILE ESCALATION DI MARIO ADILETTA E I SUOI FRATELLI a giornata inizia presto per Mario Adiletta. A una manciata di metri dall’abitazione, raggiunge l’headquarter di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. È qui che nel 1965 Cosimo Adiletta e la moglie Maria Mercolino muovevano i primi passi di quella che sarebbe diventata un’azienda di riferimento nel settore dei trasporti. Siamo nella Piana del Sele, circondati dalle colline
dell’Agro Nocerino. Con Mario saliamo al primo piano degli uffici, al cui ingresso non possono mancare aiuole verdi e la statua di San Pio. Tutto è curato nei dettagli, perché lui, Mario, ci tiene che tutto sia bello e pulito: l’organizzazione, i veicoli, il piazzale, il suo ufficio. Dietro di lui, un’effige della costiera amalfitana, alla sinistra la Madonna di Pompei, città in cui Mario è nato e cresciuto. Un legame che mai si è spezzato: dal balcone, che
affaccia sul piazzale, si scorge la Torre pompeiana. Soprattutto, da quel balcone il leader dell’azienda vede tutto, nulla gli sfugge. Lo talloniamo e lui è un autentico vulcano: un’area del piazzale è da ripulire, un veicolo da spostare, un cliente ha un problema da risolvere nell’immediatezza. Campanella a pagina 20
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INTERVISTA ESCLUSIVA A UN PERSONAGGIO DI SPICCO DEL MONDO DEL TRAINATO
La lunga marcia di Sandro Mantella DALLA CONCESSIONARIA IVECO DI PAPÀ ANTONIO ALLO SVILUPPO DEL MARCHIO KOMATSU IN CAMPANIA FINO ALLA NUOVA, AVVINCENTE SFIDA CON LAMBERET: PASSO DOPO PASSO RIPERCORRIAMO LA CARRIERA DI QUEL “RAGAZZO NATO IN CANADA E CRESCIUTO A STALETTI”. CHE ANCORA OGGI, APPENA PUÒ, TORNA AD AFFACCIARSI SUL GOLFO DI SQUILLACE. AL SUO FIANCO IL PICCOLO CARLO. IL SUO SEGRETO? “LA VOGLIA E IL PIACERE DI FARE QUESTO LAVORO”.
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MAX CAMPANELLA LAINATE
utto ebbe inizio a Staletti. Già perché se è vero che Sandro Mantella nasce a Calgary, la città più grande della provincia canadese dell’Alberta, in una regione in cui si alternano colline e altopiani (siamo a un’ottantina di chilometri dalle Montagne Rocciose), in realtà le origini di quello che oggi è un personaggio di assoluto primo piano nel mondo del trainato trovano le loro radici in un piccolissimo paese in provincia di Catanzaro. È a Staletti, sul golfo di Squillace, che nasce la famiglia di An tonio Mantella e della moglie Gregorina. Classe 1946, animato da un forte spirito imprenditoriale e di autonomia, Antonio Mantella intuisce che all’alba degli Anni Settanta valicare i confini del proprio paese può significare crescere e svilupparsi, sotto o gni punto di vista. La famiglia emigra prima in Piemonte, a Moncalieri, dove nasce Massimo, classe 1971, Ma le opportunità non sono dietro l’angolo. La famiglia si trasferisce in Canada do ve, nel 1974 nasce Angela e nel 1976 Sandro. Sono gli an ni nei quali Antonio Mantella lavora e studia, dedicandosi a ogni tipo di mestiere: fa il saldatore, poi progetta componenti per gli hangar aeroportuali. Consegue la laurea breve (in Canada esisteva già a quei tempi) in Ingegneria gestionale e, a quel punto, torna al suo paese, a rivedere quel panorama che abbraccia il Golfo di Squillace. Sandro Mantella ha tre anni quando il padre apre la Con cessionaria Iveco, che
mantiene fino al 1999. È in quest’ambiente che l’ultimo dei figli impara tutto: attraverso il gioco conosce i camion, poi da ragazzo impara a lavorare in officina con il fratello. Intanto si diploma in Ragioneria ma a fare il ragioniere proprio non ci pensa. Sono gli anni in cui conosce Franco Fenoglio, Presidente Iveco, che intuisce le potenzialità di quel ragazzo e lo incita a frequentare i vari corsi di formazione che il costruttore nazionale proponeva alla sua Rete: dal marketing al post vendita, dall’assistenza meccanica al front office fino ai piani di manutenzione e garanzia, Sandro Mantella apprende tutto quanto serve a far ben funzionare una Concessionaria e consegue ogni patente di guida
per mettersi al volante dei veicoli pesanti. “A 21 anni - ricorda Mantella inseguendo un pensiero - guidavo i camion dal Centro U sa to Iveco di Lione fino in Ca labria, dove una nostra carrozzeria li ripristinava e tornavamo a metterli sul mercato. Nella Concessionaria di mio padre ho fatto tutto: officina, accettazione, sviluppo pro getti, magazzino, contabilità. Dopo tutti i passaggi, dopo aver vissuto la Concessionaria a 360 gradi, ho iniziato co me venditore e l’ho fatto per sette anni”. “Vendite” è un altro termine che rappresenta l’avvio di un’importante evoluzione per Sandro Mantella. È il 1999 e la Concessionaria viene portata avanti dai fratelli Mantella senza più
Antonio, che re sta in disparte lasciando che i suoi figli proseguano da soli il proprio cammino. La sfida si chiama Komatsu e i fratelli Massimo e Sandro si spostano in Campania. “In quell’area - spiega Sandro Mantella - il marchio Komatsu era praticamente sconosciuto, abbiamo sviluppato un mercato che non esisteva e raggiunto quote importanti di mercato con forniture a importanti aziende campane operanti nell’edilizia”. LA SCOPERTA DI UN NUOVO MONDO
Dalle pale ai mezzi meccanici per cava cantiere, per Sandro Mantella è l’opportunità di conoscere un mondo nuovo, in un perio-
LA GENIALE INTUIZIONE, PORTARE IN ITALIA TUTTA LA GAMMA LAMBERET
IL LEGGERO REFRIGERATO QUESTO SEMISCONOSCIUTO T ra le tante, tantissime scelte coraggiose - rivelatesi poi azzeccate - da attribuire a Sandro Mantella da sottolineare quella di introdurre sul mercato italiano l’intera gamma di prodotto Lamberet, che fino al 2011 in Italia era conosciuto solo come produttore di semirimorchi refrigerati. E i leggeri? “In un periodo di forte ripensamento della logistica dell’ultimo miglio - spiega Sandro Mantella, General Manager di Lamberet SpA - era a mio avviso assurdo che l’Italia non conoscesse le forti potenzialità degli allestimenti Lamberet per i veicoli commerciali, segmento che, ricordiamolo, per primo ha mostrato i tanto attesi segnali di ripresa dopo la lunga crisi economica. Eppure Lamberet, come oggi è noto, ha una gamma da 1 a 100 metri cubi, in grado di soddisfare ogni esigenza del trasporto isotermico”. La strategia “mantelliana” con la riorganizzazione di Lamberet SpA nel 2011 ha puntato a consolidare la quota nel segmento dei semirimorchi, sviluppando gradualmente il resto della gamma anche mediante ac-
cordi con le Case costruttrici di veicoli commerciali leggeri per l’inserimento di allestiti refrigerati a listino (come accade ad esempio per i marchi Peugeot e Opel). “Se fino al 2011 - prosegue il General Manager Lamberet - gli allestimenti per i veicoli leggeri Lamberet arrivavano in Italia solo come frutto di accordi internazionali, oggi è divenuta per noi un’attività sempre più importante, con numeri interessanti che continuano a crescere al pari degli allestimenti per semirimorchi e pesanti stradali”. Naturalmente, essendo Sandro Mantella uomo dalle mille sfide, impensabile che si fermi qui. “Il prossimo step - prosegue - è consolidare una Rete di officine autorizzate, sempre più specializzate nell’assemblaggio di prodotti nuovi oltre che nell’assistenza. E intanto raggiungere un obiettivo: diventare il fornitore principale dei costruttori nel primo equipaggiamento, affinché Lamberet possa assumere la leadership su tutta la gamma”.
do decisamente florido, almeno fino al 2008, dopodiché la pesante congiuntura economica blocca ogni sviluppo del mercato dell’edilizia. Per l’uomo venuto da Staletti è un altro momento cruciale. Nel 2007 nasce il figlio Carlo, che naturalmente gli cambia la vita. “Mio figlio - racconta con un velo di emozione - è sempre stato e continuerà a essere fonte di stimolo per me: il suo arrivo ha cambiato profondamente le prospettive, con tanto piacere. Il mio lavoro mi sottrae molto tempo ma sento il piacere, prima che il dovere, di saper combinare il tem po per il lavoro e il tempo da dedicare a lui”. Il piccolo ha un anno quando per Sandro Mantella arriva l’ennesima sfida:
la crisi si sta abbattendo sul settore del trasporto, ha bloccato quello dell’edilizia. Che fare? Ebbene, ancora una volta quell’uomo venuto del golfo calabro riesce a trasformare quello che appare un problema grande come una montagna in una nuova, fantastica opportunità. “In quel periodo - racconta Sandro Mantella - mi ero reso conto che il settore dell’isotermico rappresentava una buona prospettiva: nel confronto con numerosi trasportatori operativi nel lungo raggio, era emersa con frequenza la necessità di un supporto nell’allestimento refrigerato. Supporto in termini di servizio informativo, per la vendita ma anche per l’assistenza. E soprattutto la richiesta di una qualità assoluta: chi lavora con il freddo non può permettersi rischi”. Proprio in quegli anni Lamberet, l’azienda francese specializzata nel trasporto refrigerato a medio e lungo raggio, cambia proprietà. L’azienda non se la passava bene, nonostante il marchio fos se già parecchio diffuso in Fran cia e nei paesi dell’Europa meridionale. Arriva nel ruolo di Direttore Generale Erick Méjean e i Mantella si avvicinano per un primo contatto. Com’è andata a finire? “In un primo momento - fa sapere Mantella con un mega sorriso sul viso - per niente bene: eravamo entrambi intrisi di pregiudizi, di opinioni derivate da altre persone, lontane dalla realtà. Il primo è stato un incontro conoscitivo, che non sembrava destinato ad alcuno sviluppo. Invece ci siamo ritrovati dopo pochi mesi ed è nata una forte, reciproca fiducia, basata sulla mas sima condivisione del
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PROGETTO “NUOVA UNRAE”
“IL SETTORE DEL TRAINATO CHIEDEVA A GRAN VOCE UN RIFERIMENTO ISTITUZIONALE”
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ranco Fenoglio, dall’anno scorso Presidente della sezione Veicoli Industriali dell’UNRAE (Unione delle Case automobilistiche estere), non ha esitato su chi potesse degnamente rappresentare un riferimento quando ha deciso di istituire per la prima volta la sezione Rimorchi e semirimorchi. “Mi ha chiamato Fenoglio in persona - racconta Sandro Mantella - per chiedermi di occuparmi della nuova sezione. Del resto era una richiesta che arrivava dal mercato. Oggi il trainato in Italia rappresenta un volume di 14.500 unità, con una crescita che nel 2016 ha registrato un tasso del 30 per cento. All’interno di questo business, la presenza di marchi esteri è cresciuta anno dopo anno, poiché di costruttori italiani ne sono rimasti veramente pochi”. Qual è oggi l’obiettivo del duo Fenoglio-Mantella? “Far crescere questo gruppo - risponde Mantella che in UNRAE ricopre la carica di coordinatore del Gruppo Rimorchi e Semirimorchi - in modo che sia sempre più rappresentativo. Stiamo registrando molte adesioni dalle Case estere e oggi il gruppo ha già una notevole importanza rappresentativa, si riunisce con regolarità e si sta muovendo su idee e progetti con l’obiettivo di migliorare e incentivare lo sviluppo del settore”. Riferimento istituzionale, UNRAE si pone tra gli obiettivi il ringiovanimento del parco circolante di veicoli e semirimorchi obsoleti che sono meno sicuri e meno rispettosi dell’ambiente, l’incentivazione dell’intermodale, la liberalizzazione del noleggio nel trainato, lo snellimento dell’iter burocratico dei soggetti esteri che si affacciano sul mercato italiano e lo sviluppo di nuovi progetti come i semirimorchi oltre i 13 metri, il progetto 18 metri ad esempio piuttosto che quello dei 25 metri che sono già presenti in altri Paesi.
progetto”. Méjean affida ai fratelli Mantella il mandato per il Cen tro Sud Italia, dove il mar chio Lamberet, inutile nasconderlo, era bruciato dal fal limento di un vecchio distributore del marchio. “Sia mo ripartiti da zero - racconta Sandro Mantella - con la costituzione di una Rete di vendita. Nel giro di due anni i risultati sono arrivati e con grande soddisfazione nostra e del management francese”. È il 2011 ed Erick Méjean prosegue la sua gestione, indirizzata a un ulteriore sviluppo del marchio, con l’obiettivo di far crescere Lamberet in Europa e
aumentare le sue dimensioni. Oggi il produttore francese dispone di cinque impianti e circa mille dipendenti (rispetto ai 400 del 2008). “Hanno deciso prosegue Sandro Mantella di ri or ganizzare la filiale italiana per uno sviluppo nazionale, per tornare a crescere dopo che nel 2011 si erano registrate perdite importanti. E ci hanno chiesto una collaborazione, affidandomi il ruolo di Direttore Commerciale per l’Italia”. Da allora in poi lo sviluppo è stato costante, nei numeri ma anche nelle dimensioni di Lamberet SpA, che oggi ha una nuova sede a Lainate - dotata di Centro
assistenza post vendita e assemblaggio - una Rete di Concessionarie e di officine autorizzate per l’as sistenza presenti in tutta Italia. E ha chiuso il 2016 con un volume di oltre 650 immatricolazioni (rispetto alle 200 del 2011) e oltre 600 allestimenti. Di pari passo il fatturato è cresciuto in modo costante e con incrementi importanti, mentre cresce e si amplia la Rete di Area Manager e si rafforza il rapporto con la Casa Madre. Un successo, quello di Sandro Mantella, che pure ha trovato lungo il suo percorso inevitabili difficoltà. In che modo le ha affrontate e superate? “Con la vo-
glia e il piacere di fare questo lavoro. Per indole - risponde - mi sono sempre piaciute le sfide e la soddisfazione di far crescere e sviluppare un marchio è difficile da esprimere. Prima con Komatsu, oggi con Lamberet, ho sposato la sfida credendo nelle persone e nei progetti. E il risultato, tangibile, è che si tratta in entrambi i casi di marchi divenuti un riferimento nel proprio settore”.
adeguati all’evoluzione in atto nel mondo della logistica soprattutto dell’ultimo miglio. Il sistema di vendita sta cambiando in modo graduale ma radicale: spesa da consegnare a casa e vendite on line richiedono al mondo del trasporto nuovi sistemi. Nel prossimo biennio occorrerà stare al passo di una distribuzione food in grande evoluzione”. In questa sfida qual è il punto di forza di Lamberet? “Alla base di ogni prodotto Lamberet - conclude Mantella c’è una fase di sviluppo e progettazione che non ha eguali in Europa, che risponde alle effettive richieste del mercato. Le fabbriche francesi sono state con-
cepite per operare con la massima flessibilità in modo da rispondere alle future richieste di un mercato che evolve a passi da gigante”. Di tempo libero quel “ragazzo venuto da Staletti” oggi ne ha ben poco. Quando riesce a ricavare del tempo per sé qual è il passatempo preferito? “Il poco tempo libero - conclude Sandro Mantella - è tutto dedicato a mio figlio: d’inverno si scia insieme, d’estate si torna alle origini e al mare calabrese. Sono questi i pochi, ma vitali, ingredienti che mi ridanno l’energia quando occorre”. Ed è un’energia che Mantella sa come utilizzare.
Lamberet, ormai sinonimo di trasporto professionale del freddo, propone ai suoi clienti una gamma di veicoli ricchissima.
LA SFIDA È CONTINUA
Una sfida che guai a dire che si ferma. “Sono in fase di studio - afferma Sandro Mantella - nuovi progetti,
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INTERVISTA / ENRICO FERRAIOLI, DIRETTORE MARKETING MERCEDES-BENZ TRUCKS ITALIA
Col vento in poppa
L
PAOLO ALTIERI
ANNO POSITIVO DAL PUNTO DI VISTA DELLE NOVITÀ DI PRODOTTO E COMMERCIALE - DICE IL MANAGER -
ROMA
a Stella polare indica la rotta e MercedesBenz Trucks Italia la segue con scrupolo e determinazione. Lo dice chiaramente in questa intervista il Direttore Marketing Enrico Ferraioli. “Sicuramente il 2017 sarà ricordato in Mercedes-Benz Italia come l’anno della connettività - esordisce il manager - Abbiamo lanciato sul mercato un sistema telematico completamento nuovo con un preciso obiettivo: l’Actros 100 per cento online. Oggi, ogni singolo Actros che viene commercializzato in Italia è connesso in rete 24 ore su 24, 7 giorni su 7. I clienti usufruisono di servizi telematici che li fanno risparmiare sui costi gestione e gestire in modo efficiente la manutenzione. Uno strumento rivoluzionario co me Mercedes-Benz Uptime abilita ogni singolo sensore del veicolo a inviare letture del veicolo a Stoccarda dove i dati vengono interpretati con il risultato che siamo in grado di sapere in anticipo se su quel veicolo ci sarà un guasto e quindi prevenire il fermo macchina”. “La tecnologia, per sua natura complessa, consente però di tramutare i dati in vantaggi concreti per cliente - aggiunge Ferraioli - Il camion non si ferma, preveniamo il fermo. Poi è possibile leggere lo stile di guida dell’autista, i consumi del mezzo. La tecnologia si traduce in vantaggio economico per il cliente”. Il 2017 è stato anche un anno positivo dal punto di vi sta commerciale. “Certamente - conferma Ferraioli abbiamo avuto le nostre soddisfazioni commerciali. Già nel 2016 era andata piuttosto bene per il mercato ma eravamo comunque preoccupati sul futuro visti i molti anni precedenti di crisi. Oggi l’Italia è tornata e il mercato è stabile sopra le 20mila unità annuali, un risultato che non si vedeva da tempo.
“IL 2017 È STATO UN
L’ITALIA
È TORNATA E IL MERCATO È STABILE
20MILA UNITÀ ANNUALI, UN SOPRA LE
RISULTATO CHE NON SI VEDEVA DA TEMPO.
UN
MERCATO CHE COME
MERCEDES-BENZ ABBIAMO SAPUTO COGLIERE: LAVORANDO CON I CONCESSIONARI SIAMO CRESCIUTI PIÙ DEL MERCATO.
BASTI
DIRE CHE TORNEREMO ANCORA SOPRA I
3.000 UN
VEICOLI.
TRAGUARDO IMPORTANTE”.
Un mercato che come Mercedes-Benz abbiamo saputo cogliere: lavorando con i concessionari siamo cre sciuti più del mercato. Basti dire che torneremo ancora sopra i 3.000 veicoli. Un traguardo importante”. Per quanto riguarda il prodotto, Enrico Ferraioli sottolinea che “ciò che più identifica il nostro brand è senza dub bio l’Actros, in particolare i trattori stradali. Sono i più conosciuti in Italia. Actros vuol dire Mercedes-Benz. In Italia del resto il peso dei trattori stradali è aumentato considerevolmente. Prima i trattori si contendevano il primato con i mezzi da cantiere, ma questo settore non è riuscito a ripartire e se prima registrava più di .000 veicoli all’anno oggi ne conta circa 1.000. Arocs, che è protagonista in Europa ma anche in Italia, dove siamo i primi costruttori
esteri nel cava-cantiere, purtroppo non esprime tutte le sue potenzialità perché mancano i numeri”. CANTER PER LA DISTRIBUZIONE
“Grande soddisfazione prosegue Ferraioli - ce la sta dando Fuso Canter, che sta diventando una realtà sempre più presente in Italia: quest’anno superiamo i 500 veicoli mettendo a segno un buon risultato nel comparto della distribuzione leggera. La gamma Canter propone anche l’unico veicolo industriale ibrido attualmente presente sul mercato: ci abbiamo sempre creduto e i clienti se ne rendono conto e ce lo chiedono”. Nel frattempo anche la rete è stata profondamente riorganizzata. “Il processo è partito nel 2014 - spiega il Direttore Marketing - Va
detto che in passato la rete non ha mai fatto parte dell’elenco dei tanti plus che ha il nostro marchio. Questo perché la rete di assistenza e vendita non è mai stata considerata dai clienti co me qualcosa che potesse essere dedicato al veicolo industriale. Il motivo? Il grande fascino delle vetture Mercedes-Benz, attorno alle quali la rete concentrava tutte le ue attenzioni, con poche eccezioni. Nel 2014 il cambio drastico: abbiamo lavorato tanto con i nostri partner sul territorio e abbiamo creato una rete di concessionari dedicati al 100 per cento al mondo truck, con venditori, accettatori e tecnici specializzati che si dedicano al camion e alla sua clientela. Siamo partiti in un momento di crisi forte e ci siamo trovati con una rete pronta nel momento in cui è tornato il mercato. Ci sono nuovi ope-
ratori professionali che coprono aree in cui eravamo assenti, altri che sono stati premiati con l’estensione della loro area di competenza”. Di diretta proprietà Mercedes-Benz Italia è la filiale di Roma. Quella milanese da aprile è di proprietà degli sviz zeri della Merbag, un gruppo di concessionari mol to affermati nel loro Paese, al punto che nel mondo dei truck MercedesBenz il 50 per cento del venduto viene da loro. “Anche il 2018 sarà un anno interessante almeno per un motivo - continua Enrico Ferraioli - c’è il Salone IAA nel quale il nostro brand ci ha abituato a vedere autentiche meraviglie. Non mancheranno le novità di prodotto che fi no ad adesso sono state sem pre inizialmente molto visionarie ma successivamente hanno avuto un
INAUGURATO IL NUOVO HEADQUARTER MERCEDES-BENZ ITALIA IN VIA GIULIO VINCENZO BONA
DAIMLER SCEGLIE ANCORA ROMA S ono trascorsi oltre quarant’anni dal giorno in cui la città di Roma ha aperto le porte alla filiale italiana di Mercedes-Benz. Una lunga storia di passione, successi e obiettivi sempre più ambiziosi che da oggi inizia un nuovo, importante capitolo. Ancora una volta, infatti, Mercedes-Benz sceglie Roma per guardare al futuro e, in un momento storico in cui molte aziende importanti lasciano la Capitale, raddoppia il suo impegno con la Città Eterna e inaugura il nuovo headquarter italiano di Via Giulio Vincenzo Bona, nella stessa via dove sono ubicati gli uffici della sede storica, che passeranno di proprietà a un’altra società. Uno degli edifici più innovativi e all’avanguardia a livello nazionale, che adotta soluzioni tecnologiche di eccellenza in termini di sostenibilità ambientale, design e qualità della vita lavorativa. Il nuovo edificio costruito su misura ha posto al centro dei criteri di progettazione le persone, esaltando il valore del team working e la sostenibilità ambientale, con il 40 per cento dell’energia utilizzata ottenuta grazie all’im-
plementazione di differenti soluzioni di recupero energetico e da fonti rinnovabili. In tutti questi anni, Roma ha sempre avuto un ruolo strategico: da car2go, protagonista della sharing economy, al debutto di mytaxi, passando per il successo della piccola smart, che proprio nella Capitale ha trovato la sua città di a dozione a livello mondiale, con oltre 170.000 unità immatricolate in meno di venti anni. E non poteva che essere Roma la miglior candidata al ruolo di prima electric city italiana, a fianco di Mercedes-Benz e smart per una nuova rivoluzione che entro il 2020 vedrà la conversione dell’intera gamma smart, unicamente elettrica, e l’arrivo dei primi prodotti della famiglia EQ. “Sono felice di iniziare la mia esperienza in Italia in una nuova sede che rappresenta il futuro di questa azienda - dichiara Marcel Guerry, Presidente di MercedesBenz Italia - Roma è una città in cui vogliamo continuare a investire, offrendo il nostro contributo nello sviluppo di un ecosistema di mobilità realmente sostenibile, sempre più connessa, autonoma, condivisa ed elettrica”.
effetto su quello che è stato poi presentato direttamente sui veicoli. Un esempio è il Future Truck del 2013, con guida autonoma, da cui pochi anni dopo è stato tratto l’Active Brake Assist 4 che ha esordito sui nostri veicoli: il sistema di frenata automatica che, unico sul mercato truck, riconosce i pedoni, ha mutuato le tecnologie di quel prototipo”. “A livello di mercato conclude Enrico Ferraioli mi aspetto un anno molto dinamico per l’Italia. Stiamo vivendo un momento positivo e anche a livello governativo c’è finalmente consapevolezza del fatto che quello dei vei coli industriali è un settore strategico che ha bisogno di essere supportato. In questo senso gli incentivi sono molto importanti. La ripresa del 2016, concretizzata nel 2017, continuerà dunque anche nel 2018”.
www.mercedes-benz.com/roadeďŹƒciency
Interconnessione intelligente dei veicoli + Assistenza Clienti in tempo reale + Consigli operativi in tempi brevi Mercedes-Benz Uptime Per un significativo incremento della possibilitĂ di programmare le soste in officina e quindi una maggiore disponibilitĂ del veicolo. Disponibile a richiesta con qualsiasi contratto di assistenza di Mercedes-Benz o come prodotto separato. Abbinabile a tutti i servizi Fleetboard. In abbinamento con Truck Data Center, di serie escludibile per Actros, equipaggiamento a richiesta per Arocs e Antos.
Saremo presenti alla Fiera Ecomondo di Rimini dal 7 al 10 Novembre Pad. A7C7, Stand 55