SOMMARIO
p. 5 Il personaggio p. 8-9 Il poster p. 10 I precedenti
p. 11 Gli avversari p. 12-13 Fotostoria p. 14 I numeri
p. 15 Prossima trasferta ANNO XXXV - numero 875 7 gennaio 2018 aut. del trib. di Varese n. 345 del 09-02-1979 Prodotto da Sunrise Media Direttore Responsabile: Michele Marocco In redazione: Elisa Cascioli Laura Paganini Fotografie: Domenico Ghiotto Ezio Macchi Redazione e ufficio commerciale: Sunrise Media Via Caracciolo 29 - Varese Tel. 0332 226239 info@sunrisemedia.it Direttore marketing: Fabrizio Pizzullo Impaginazione: Giuliana Galeotti Stampa: Grafica Esse Zeta - Varese
IL VARESE RIPARTE Il peggio è stato scongiurato e il Varese è riuscito a passare un Natale più sereno dal punto di vista societario. Questo grazie all’avvento della famiglia Catellani che si è insediata in società: l’agente Fifa, Sauro, è il nuovo presidente biancorosso, mentre suo figlio Fulvio si occuperà del marketing, dei campi di allenamento e non solo. Sono state giornate intense quelle vissute nell’ultimo mese e mezzo dal neopresidente che ha messo in moto le sue conoscenze, maturate in tanti anni di esperienza nel mondo del pallone, per mettere insieme risorse utili alla causa biancorossa. Il 64enne mantovano, procuratore e agente Fifa, ha accettato la sfida. «Mi sono tuffato in un’esperienza nuova dato che non ho mai ricoperto questo ruolo – le sue parole – . Lo farò con grande impegno. A fine anno vedremo come stanno le cose, mi auguro vada tutto bene. Ho fatto e continuerò a fare tutti gli sforzi possibili per portare i fondi che servono».
Considerate le recenti esperienze, meglio evitare proclami: «Noi non promettiamo niente perché prima vogliamo capire se siamo in grado di fare le cose. Non c’è da dichiarare nulla, ma da programmare e lavorare seriamente. Poi dopo se vengono i risultati meglio ancora». Perché ha scelto Varese? «Ho avuto altre occasioni, ma le ho sempre rifiutate. Una volta per correttezza, non me la sono sentita di prendere il posto del mio rimpianto collega Giuliano Fioroni. Varese è una piazza importante. Voglio mettermi in discussione nonostante la mia età. Mi definisco un plantigrado, ma stavolta ho voluto essere istintivo». Il girone di ritorno inizierà in casa contro il Borgaro che si trova a 2. I biancorossi hanno chiuso esattamente a metà classifica e, guidati da Paolo Tresoldi, sono intenzionati ad iniziare l’anno con una vittoria.
Elisa Cascioli
Suggerimenti, critiche e lettere al direttore: redazione@varese-sport.com
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IL PERSONAGGIO: MORAO A cura di Elisa Cascioli
«MERLIN MI HA CERCATO, MELOSI MI HA SPINTO. ECCO PERCHÉ SONO QUI»
«Mi spiace, ma il gol più bello l’ho segnato al Varese. Zanetti idolo e forza Genoa!» Approdato a Varese un paio di settimane fa, il centrocampista classe 1994 Marco Morao si è inserito subito bene in gruppo e ha avuto la possibilità di mettersi in mostra in campo. Come sei approdato al Varese? «Col direttore sportivo Merlin c’era già stato un approccio l’estate scorsa, ma per motivi
di vicinanza, vivo a Monza, avevo scelto la Caratese. Però le cose non sono andate bene e allora ho raggiunto mister Melosi, che avevo avuto a Inveruno, alla Grumellese. Poi però lo hanno esonerato e quando mi si è ripresentata l’occasione di venire a Varese non me la sono fatta scappare di nuovo». Sei arrivato in un momento
societario delicato… «Ne sono consapevole, ma la dirigenza mi ha dato garanzie e sinceramente io mi fido. Non potevo rifiutare, anche lo stesso Melosi, nonostante non si sia lasciato bene, mi ha invitato ad accettare. Giocare per piazze del genere in queste categorie non capita tutti i giorni.
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Per me è una vetrina importante». Come ti stai trovando? «Sinceramente non mi aspettavo di inserirmi così bene sin da subito. Il gruppo è fantastico e molto motivato. Fisicamente ho dovuto recuperare un po’ di brillantezza, lavorando tutti i giorni mi sento sempre meglio. Nell’ultima sfida ho lussato la spalla, lavorerò per essere al meglio». Che te ne pare di mister Tresoldi? «È un mister molto giovane e ci sta dando una carica incredibile. Ci allena e ci dà fiducia ed è uno che non sta a guardare i problemi che la squadra può avere. Tanti se ne sono andati, in attacco abbiamo qualche difficoltà, ma lui lavora senza lamentarsi mai e soprattutto senza guardare cosa non c’è». Venendo a te, quali sono le tue caratteristiche? «Sono una mezzala e posso giocare sia a destra che a sinistra. Sono un centrocampista più di qualità che di quantità anche se mi piace inserirmi e attaccare lo spazio. Ho ricoperto anche il ruolo di terzino oppure di esterno nel centrocampo a quattro. Insomma, mi adatto». Cosa ci racconti della tua carriera? «Ho fatto 13 anni al Monza con due stagioni in prima squadra in C2, anche se ho poche presenze. L’emozione più bella 6
è stata sicuramente giocare i playoff di ritorno a Bassano. Poi ho passato tre anni a Inveruno in Serie D e in estate ho deciso di cambiare». Il gol più bello? «Mi dispiace dirlo ma l’ho segnato al Varese lo scorso anno al “Franco Ossola” con l’Inveruno; l’1-1 nel 5-4 finale». Hai un giocatore modello? «In particolare non mi ispiro a nessuno, ammiro molto Xavier Zanetti soprattutto come persona fuori dal campo». Come mai sei tifoso del Genoa? «Perché il mio primo mister, quando ero davvero piccolissimo, era tifoso del Genoa e ogni tanto mi portava a ve-
derlo. Tutt’ora, quando riesco, lo seguo». Occhio al campionato. Cosa te ne pare del vertice della classifica? «Tutti si aspettavano di vedere il Gozzano lassù; già l’anno scorso aveva fatto bene vincendo i playoff. La Caronnese ha spesso chiuso l’andata prima, ma sinceramente quest’anno non pensavo riuscisse a fare quel filotto». Un pronostico? «Per me il campionato potrebbe vincerlo addirittura il Como».
LA SCHEDA
NATO A: Monza IL: 8 giugno 1994 VIVE A: Varese RUOLO: centrocampista mezzala NUMERO MAGLIA: 30 CARRIERA: 13 anni al Monza con due stagioni in prima squadra in C2. Poi tre anni a Inveruno, in Serie D. In estate passaggio alla Folgore Caratese prima di approdare alla Grumellese di Melosi, poi esonerato. LA PARTITA PIÙ BELLA: playoff di ritorno di Serie C2 a Bassano con la maglia del Monza. IL GOL PIÙ BELLO: l’1-1 lo scorso anno a Varese con la maglia dell’Inveruno nel 5-4 finale della sua squadra. SEGNI PARTICOLARI: capelli mesciati PORTAFORTUNA: nessuno
I PREFERITI
CIBO: lasagne BIBITA: Coca Cola FILM: Pulp Fiction ATTORE: Matthew McConaughey PROGRAMMA TV: le serie di Netflix MUSICA: Hip-Pop STADIO: Franco Ossola SQUADRA: Genoa GIOCATORE: Zanetti COLORE: nero ANIMALE: cane VACANZA: Cina MI PIACEREBBE ANDARE: Asia 7
SIMONE FRATUS #73
VS
I PRECEDENTI
PRIMA STORICA AL FRANCO OSSOLA, ARRIVA IL BORGARO
(f.b.) - Il Varese comincia il nuovo anno e il girone di ritorno ospitando, per la prima volta nella storia, il Bórgaro Nobis al “Franco Ossola”. Nel comune della città metropolitana di Torino, i biancorossi avevano cominciato la nuova avventura in serie D il 3 settembre scorso acciuffando il pareggio oltre la zona Cesarini. Allo stadio “Walter Righi”, la squadra allenata da Iacolino riuscì a compensare, al 93’, la rete del vantaggio messa a segno dai gialloblù piemontesi al quarto d’ora della ripresa quando, sfruttando un’ingenuità di Bizzi
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che aveva respinto un calcio di punizione sulla barriera, Ignico insaccò nella porta biancorossa sguarnita. Un errore dell’altro portiere, uscito a vuoto su un cross dalla sinistra di Granzotto, permise a Careccia di centrare di testa la porta del Bórgaro. Nella partita di ritorno a Masnago, Granzotto e Careccia non ci saranno, essendo tra i giovani che hanno abbandonato la nave nel pieno della tempesta e i biancorossi rimasti, che nell’ultima d’andata, nel derby con la Varesina, hanno mostrato un bel gioco dovranno guardarsi da avversari che pro-
prio fuori casa hanno ottenuto tre delle cinque vittorie fin qui conseguite. La squadra del presidente Pier Giorgio Parona sta disputando per la prima volta nella sua storia il campionato di serie D. Alla quarta serie è approdata dopo aver vinto lo spareggio nel girone A dell’Eccellenza piemontese. Prima della stagione in corso, il Bórgaro Nobis aveva sempre disputato, tranne una breve comparsa nell’Interregionale all’inizio degli Anni Ottanta, i campionati dilettantistici del Piemonte. La società, fondata nel 1965 come FC Bórgaro, è cresciuta per successive aggregazioni: negli Anni Settanta si fuse con la Seo Lamiere e nel marzo del 1990 incorporò il Real Bórgaro, nato in ambito parrocchiale. La società si è attrezzata per affrontare la serie A dei dilettanti con acquisti mirati: la scorsa estate, dalle giovanili del Torino sono approdati al Bórgaro Luca Benassi, terzino sinistro classe ’97, e Simone Menabò, attaccante classe ’98; dal Chieri è arrivato Fabio Pasquero, classe ’86, centrocampista con il vizio del gol.
GLI AVVERSARI SORPRESA BORGARO, RUSSO: «VOGLIA, ANIMA E CUORE»
(e.c.) - Il Bórgaro ha 22 punti, due in meno dei biancorossi, frutto dei cinque citati successi e di sette pareggi, a fronte di altrettante sconfitte. I ragazzi allenati da Felice Russo sono riusciti a far propria l’intesa posta per la prima volta solo alla settima giornata, quando hanno violato (1-0) il campo dell’Olginatese. Corsari i gialloblù si sono poi dimostrati anche al “Breda” (3-1 alla Pro Sesto) e ad Arconate (2-1). Di converso, il Bórgaro ha dovuto cedere i tre punti al “Righi” in due occasioni, la prima quando è stato sconfitto (0-3) dalla corazzata Caronnese ma la seconda, alla penultima d’andata, quando ha ceduto le armi (1-2) al modesto Castellazzo. Ha chiuso l’andata in fase discendente non uscendo mai vittorioso nelle ultime cinque giornate (quattro sconfitte e un pareggio). Il cannoniere della squadra, con sette reti, è l’esperto centrocampista Fabio Pasquero. «Il nostro obiettivo è quello di salvarci prima possibile – dice il tecnico Russo –. Dobbiamo venir fuori dalle sabbie mobili con determinazione, voglia, anima e cuore. Abbiamo affrontate squadre professioniste, noi siamo dei dilettanti, tra di noi c’è chi lavora e ai ragazzi chiediamo tanto a livello fisico. Di più non posso chiedere. Abbiamo fatto una dignitosa figura e ci è stato riconosciuto anche dalla piazza con una presenza importante di tifosi».
LA ROSA PORTIERI
Daniel Doda Emanuele Galante Simone De Marino DIFENSORI Simone Casellato Gianluca Consiglio Paolo Erbi Giulio Ghiggia Alessio Multari Luca Benassi Ahmed Rassoul Gueye Stefano Ignico Antonio Grillo CENTROCAMPISTI Madalen Bolfa Albert D'Alterio Gian Marco Zanella Giacomo Chiazzolino Andrea D'Orazio Vittorio Del Buono Mouad Edalili Daniele Gai Manuele Sillano Luca Begolo ATTACCANTI Tomas Pagliero Vincenzo Alfiero Simone Menabò Fabio Pasquero Lorenzo Parisi Luca Sardo STAFF TECNICO Allenatore: Felice Russo Preparatore Atletico: Andrea Palato Preparatore Portieri: Flavio Bassani
‘98 ‘99 ‘00 ‘99 ‘98 ‘96 ‘99 ‘98 ‘97 ‘95 ‘94 ‘86 ’98 ‘96 ‘98 ‘86 ‘97 ‘90 ‘99 ‘99 ‘91 ‘94 ‘91 ‘93 ‘98 ‘86 ‘78 ‘86
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LA FOTOSTORIA
La vittoria sulla Pro Sesto
Ko a Carate
l Derthona La rimonta su
Di misura sull’Arconatese
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LA ROSA
Nobili decadute, Va rese
Reti bianche con
e Pavia
la Varesina di
Giovio
PORTIERI #1 ALESSANDRO FRIGIONE ‘99 #22 MIRKO BIZZI ‘99 DIFENSORI #2 VITTORIO GHIDONI ‘99 #3 PAOLO ARCA ‘97 #5 MICHELE FERRI ‘81 #6 MATTEO SIMONETTO ’96 #13 ROBERTO RUDI ‘87 #62 ANDREA ZECCHINI ‘00 #73 SIMONE FRATUS ‘98 #77 LORENZO LONARDI ‘99 #89 MOHAMED M’ZOUGHI ‘00 CENTROCAMPISTI #8 ANDREA BATTISTELLO ‘98 #14 CHRISTIAN MONACIZZO ‘91 #20 NICOLÒ PALAZZOLO ‘94 #21 ALESSANDRO BALCONI ‘97 #30 MARCO MORAO ‘94 #97 FEDERICO ZAZZI ‘97 ATTACCANTI #7 ANDREA REPOSSI ‘96 #11 LORENZO LERCARA ‘96 #16 LORIS MELESI ’98 #24 FABIEN BA ‘94 ALLENATORE PAOLO TRESOLDI PREPARATORE ATLETICO MASSIMILIANO GIOIA PREPARATORE PORTIERI OSCAR VERDERAME
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I NUMERI DEL CAMPIONATO
BIG MATCH PRO SESTO-COMO, VARESINA IN CASA DEL FANALINO DI CODA
(e.c.) - Archiviato il girone d’andata, la Serie D è pronta a ripartire e il girone di ritorno regalerà ancora più emozioni. Le due capolista Caronnese e Gozzano, campioni d’inverno con 44 punti collezionati, si sfidano da lontano: la prima ospita l’Olginatese che cerca punti salvezza, mentre il Gozzano andrà a Borgosesia contro una squadra che può guardare ai playoff. I riflettori saranno puntati sullo scontro diretto tra
Pro Sesto e Como, un match chiave considerando che i comaschi hanno sei punti di vantaggio sui milanesi, compagine che ha avuto un calo di rendimento alla fine dell’anno. Al contrario invece, ha aumentato il ritmo la Folgore Caratese che inizierà l’anno in casa dell’Arconatese in lotta per salvarsi. Se il Varese scende in campo con l’obiettivo di non farsi sorpassare dal Borgaro, la Varesina va a far visita al fa-
TURNO ODIERNO 20a - 7/1
LA CLASSIFICA 2017-2018 SQUADRA
Gozzano Caronnese Como Caratese Pro Sesto Chieri Borgosesia Bra Inveruno Varese Varesina Borgaro Olginatese OltrepoVoghera Pavia Casale Arconatese Seregno Castellazzo Derthona
Promossa
14
PT
Playoff
44 44 39 33 33 31 30 29 29 24 23 22 21 20 19 18 17 16 12 9
G
19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 18 18 19 19 19 19 19
V
14 13 12 10 10 8 8 8 8 6 6 5 4 5 5 3 4 2 3 1
Playout
N
2 5 3 3 3 7 6 5 5 6 5 7 9 5 4 9 5 10 3 6
P
3 1 4 6 6 4 5 6 6 7 8 7 6 8 9 7 10 7 13 12
Retrocessa
GF
31 37 24 29 34 29 22 25 23 27 15 20 18 15 23 19 12 18 16 11
nalino di coda Derthona, inchiodato all’ultimo posto con appena 9 punti in 19 partite. Il Castellazzo, penultimo, dovrà vedersela con l’Inveruno, e alla ricerca disperata di punti c’è anche il Seregno che affronta l’OltrepoVoghera. Il Pavia ricomincia il campionato in casa contro il temibile Bra, mentre, infine, è in programma il derby piemontese col Casale che è ospite del Chieri.
GS
11 12 13 18 22 19 17 22 24 27 23 26 18 23 27 24 28 27 37 30
Arconatese – Caratese Borgosesia – Gozzano Chieri – Casale Derthona – Varesina Caronnese – Olginatese Castellazzo – Inveruno Pavia – Bra Pro Sesto – Como Seregno – Oltrepovoghera Varese – Borgaro 21a GIORNATA 14/01/18 ore 14.30
Borgaro – Chieri Bra – Caronnese Casale – Castellazzo Como – Varese Caratese – Derthona Gozzano – Pavia Inveruno – Seregno Olginatese – Arconatese Oltrepovoghera – Borgosesia Varesina – Pro Sesto
LA PROSSIMA TRASFERTA L’ANTICHISSIMO STEMMA E I GUSTOSI MISSOLTINI
Novum Comum in latino, Comm in dialetto comasco: così è chiamata la cittadina di Como, quinto comune per numero di abitanti della Lombardia. È un grande centro industriale tessile, la seta comasca è apprezzata a livello internazionale, è di attrazione per turisti che da tutta Europa vengono a trascorrere qualche giorno in riva al lago. Tipici della cucina comasca i Missoltini, missultìtt o missultén in dialetto. Specialità culinaria tipica del Lago di Como: gli agoni vengono pescati, salati ed essiccati al sole. Una tradizione che arriva dal medioevo come risposta alla necessità di conservare il pesce che in tarda primavera e inizio dell’estate è abbondante. La lunga passeggiata attorno alle sponde del lago e la presenza delle mura del Castrum ricordano la sua origine medievale. La città murata, nel 196 a.C. è conquistata dai ro-
mani che la ribattezzano Comum Oppidum e in seguito alla rifondazione di Giulio Cesare Novum Comum. Nell'alto Medioevo Como ha subìto la conquista dei Goti e dei Longobardi e poi si è trovata al centro dei conflitti fra le famiglie Rusconi e Vitani. La lunga guerra con Milano (1118-1127) porta alla distruzione della cittadina e gran parte della popolazione è costretta a scappare. Como non si schiera con la Lega Lombarda contro il Sacro Romano impero,
bensì con i tedeschi che contribuiscono alla ricostruzione degli edifici e delle mura distrutte. Nel 1400, con la dominazione di Azzone Visconti, Como scopre la sua indipendenza è costituisce la Repubblica di Sant'Abbondio. La bandiera comasca è comune a molte città ghibelline dell'alta Italia, ma le sue origini vanno ricercate nell'antichissima “blutfahne”, la bandiera di sangue che contraddistingue gli imperatori romano-germanici sui campi di battaglia. Stemma che viene tuttora utilizzato dai giocatori del Como calcio 1907. Nella denominazione l’anno di fondazione della società che conosce anche la serie A e che fallisce nel 2004, per riaprire sotto il nome di Como s.r.l. Nel 2016 la ripartenza dal campionato di serie D. Simona Romaniello 15