I NOSTRI FANTASMI RACCONTI DI PAURA CLASSE 2^D I.C. GHEDI A.S. 2015/16
SOMMARIO: I FANTASMI DISPETTOSI IL CASTELLO STREGATO LE URLA DI LEYLA IL PICCOLO FANTASMA LA NOTTE DI HALlOWEEN LA CASA INQUIETANTE!!! LA PRINCIPESSA LEYLA UN FANTASMA GOLOSO IL FANTASMA GELOSO I DUE RAGAZZI E IL CASTELLO INFESTATO SOFIA E I FANTASMI IL DESTINO DI SOFIA LA CASA DEI FANTASMI SIBILLO E SIBILLA IL CASTELLO INFESTATO FANTASMI E PERSONE AMICI IN DUE MONDI DIVERSI I DUE FRATELLI
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I FANTASMI DISPETTOSI di Eleonora Bertazzoli
C’era una volta, nel Medioevo, in un castello sperduto nei rovi, una regina che viveva con tutti i servi. Era da un po’ di tempo, però, che le persone che andavano in cantina sentivano strani rumori, come delle voci che dicevano: ”Sibilla!!”“Sibillo!!” e quindi quasi nessuno osava avvicinarsi alla cantina da solo. Un giorno la regina, stanca di sentire strane sciocchezze, scese in cantina con delle guardie, ma non trovò nessuno; decise quindi di passare la notte lì e la mattina, quando le guardie si svegliarono, la regina era sparita! Le guardie la cercarono, ma non la trovarono, erano disperati. Sibilla e Sibillo i due fantasmi del castello, avevano ucciso la regina perché si sentivano soli e volevano una nuova compagna per spaventare i servi. In realtà però che la regina, oramai fantasma, passava il tempo a fare dei giochini tipo passare per i muri e far fluttuare gli oggetti, e non voleva fare spaventare i suoi poveri servitori. Tutti i giorni era la stessa storia, così Sibilla e Sibillo decisero di andare in un altro castello e non si fecero mai più vedere
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IL CASTELLO STREGATO di Benedetta Bolpagni
Una notte, la principessa Leila, che viveva in un meraviglioso castello in Germania, venne svegliata da alcuni rumori provenienti dal corridoio principale. Volendo sapere che cosa procurasse quei suoni, uscì lentamente e silenziosamente dalla sua stanza, perché aveva paura che ci fosse un ladro o un fantasma. Girando l’angolo del corridoio vide qualcosa fluttuare e subito pensò che era un fantasma; molto impaurita si nascose dietro un’armatura per capire veramente se quell’ombra fosse un vero fantasma. Ma, mettendosi dietro l’armatura, fece cadere la spada facendo un gran tonfo, e il fantasma sentendolo si diresse subito in quella direzione. Leila, molto spaventata, iniziò a correre verso la sua camera e una volta entrata, chiuse la porta a chiave, pensando di essere al sicuro e non ricordandosi che i fantasmi potevano passare nel muro. La principessa, tirando un respiro di sollievo, si vide apparire dalla parete il fantasma. Era una femmina e portava una camicia da notte azzurrina, aveva lunghi e biondi capelli, occhi a mandorla e una piccola bocca. Leila inizio a gridare, dicendo: “Cosa vuoi da me ? Perché sei qui? Vai via da questo castello!”. Il fantasma le rispose: “Io sono la figlia della regina che ha fatto costruire questo castello e perciò ero anch'io, come te, una principessa bella e spensierata. Una notte, di nascosto, entrò nel castello una rivale di mia 3
mamma, che si chiamava Leila, e che aveva perso un figlio. Ella voleva che mia madre provasse lo stesso dolore che aveva provato lei e per questo, quella notte mi uccise. Io ora voglio uccidere te, perché porti lo stesso nome della mia assassina.”. Leila, molto spaventata, cercò di fuggire dal balcone, ma sbadatamente precipitò a terra. La principessa si diresse, zoppicante per la caduta, verso il cancello, con il fantasma poco distante da lei, lo scavalcò con fatica e in preda al panico si mise a correre verso il centro del paese. Mentre correva sulla riva di un fiume, che si trovava poco distante dal paese, si girò in dietro per vedere dov’era il fantasma che continuava a dirle: “Io ti ucciderò!”. Mentre guardava il fantasma, si inciampò in un sasso e finì nel fiume. Ella non sapendo nuotare e non potendo chiedere aiuto a nessuno, morì annegata. Il fantasma, felice per aver compiuto la sua missione, sparì nel nulla.
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Le urla di Leyla di Giulia Bontempi Una notte la principessa Leila mentre dormiva fu svegliata da un rumore. Questo rumore proveniva dalla cantina, scese in cantina con una lanterna; vide una creatura strana. In un primo momento pensò che fosse un animale, poi si accorse che la creatura era identica a lei. La principessa si spaventò e corse subito in camera sua e chiuse la porta a chiave. Ma la creatura attraversò le mura della camera, la principessa incominciò ad urlare e la creatura si spaventò, la principessa scappò via e si nascose dietro un’armatura. La principessa si accorse che la creatura ebbe paura delle urla, così la principessa iniziò a urlare a squarcia gola e il fantasma morì sciolto dalle urla.
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IL PICCOLO FANTASMA di Mattia Cadei
Era una notte buia e tenebrosa, Luca guidava la sua auto con accanto Daniela che ascoltava la radio e cantava. Stavano tornando a casa, ma durante il viaggio, la macchina si fermò di colpo e Luca non riuscì più a metterla in funzione. I due ragazzini decisero di andare a chiedere aiuto, ma la strada era deserta; c’era un forte vento che faceva muovere velocemente gli alberi. Luca prese una torcia dal bagagliaio e si incamminò con Daniela verso l’unica casa in cima alla collina. La casa era deserta, la porta era leggermente aperta e così entrarono. Daniela voleva andarsene subito, ma Luca era curioso, non aveva mai visto una casa così misteriosa. Fece un giro mentre Daniela lo aspettò nell’ingresso. Quando salì le scale vide una luce che appariva e spariva, incuriosito la seguì. Sui muri si riflettevano le ombre scure, le pareti erano piene di quadri polverosi con tante ragnatele. In fondo al corridoio gli apparve un piccolo fantasma che aleggiava davanti a lui. Svolazzava su e giù per la stanza; era un bambino riccio che indossava solo una camicia bianca e un gilet arancio, rideva e sembrava felice. Luca era impietrito, riusciva solo a muovere gli occhi che continuavano a osservare stupito il piccolo fantasma. Daniela era preoccupata perché Luca non tornava, così andò a cercarlo e quando anche lei vide il piccolo fantasma cominciò a urlare, cadde a terra svenuta. Luca cercò di rianimarla e il fantasma la toccò, ma la sua mano oltrepassò il suo corpo. Daniela si riprese ed era molto spaventata, ma non riusciva a scappare. Il piccolo fantasma cominciò a parlare in una lingua straniera e Luca non la capiva, ma Daniela sì perché quando era piccola 6
aveva vissuto in Germania con sua nonna e aveva imparato il Tedesco. Daniela traduceva a Luca tutto quello che diceva il fantasma, che sempre stando sospeso sulle loro teste si presentò e raccontò la sua storia. Era contento di essere finalmente capito da Daniela perché quando cercava di parlare a qualcuno tutti scappavano. Il piccolo fantasma si era trasferito in quella casa quando era piccolo con i suoi zii, perché i suoi genitori erano morti e lui non conosceva nessuno e non aveva amici perché non conosceva l’italiano. Una notte un incendio divampò in casa e gli zii scapparono, dimenticandosi di lui. I due amici dopo il racconto del piccolo fantasma si tranquillizzarono e rimasero con lui tutta la notte, senza più pensare a cercare aiuto per la macchina.
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LA NOTTE DI HALLOWEEN di Irene Cappuccia
Anche quest’anno Mary si stava preparando per festeggiare la notte di Halloween. Le maschere erano pronte, i suoi amici stavano arrivando…… non avrebbe mai pensato che quella sarebbe stata la notte in cui tutte le sue paure avrebbero preso vita. Il suo amico Peter arrivò per primo, quasi non lo riconosceva con quel trucco da vampiro. Se l’avesse incontrato di notte per strada si sarebbe spaventata a morte. Suonò il campanello erano gli altri amici coperti da maschere terrificanti, ma pronti a divertirsi e fare una grande scorta di dolcetti e caramelle per le vie del paese. Iniziarono il giro fra le case e dove si fermavano c’era sempre qualcuno che riempiva i loro cestini. Tutto procedeva come previsto… finché Peter propose di dividersi per riuscire a girare tutto il paese. Mary andò con lui e mentre ridevano e scherzavano senza accorgersene si ritrovarono a passare davanti alla villa abbandonata. Peter disse: “Non credo a tutte le storie che si raccontano su questa casa!”. Mary invece era molto impaurita e avrebbe fatto volentieri a meno di passare lì davanti. Allungarono il passo, ma ecco aprirsi il cancello scricchiolante. Non c’era nessuno dall’altra parte, come era possibile ciò? Peter volse lo sguardo verso la casa e vide una luce passare davanti alle finestre 8
all’interno del secondo piano . “ Non vorrai mica andare a vedere?” disse Mary. Troppo tardi , Peter era già avanti al portone. Lei ormai lo conosceva bene, non si sarebbe mai fatto scappare l’occasione di diventare famoso per aver scoperto qualcosa di strabiliante. Peter spinse il portone che si aprì senza difficoltà e quando i due furono dentro notarono che tutto era in ordine, sembrava che ci vivesse qualcuno, il pavimento era pulito , non c’erano ragnatele… all’improvviso si sentì sbattere una porta. Mary si strinse a Peter e lo supplicò di andare via. Lui invece più che mai voleva scoprire chi viveva in quella casa. Si diressero al piano di sopra e in effetti c’era qualcuno perché da sotto la porta di una stanza si vedeva una luce. “Chi c’è? “ Gridò Peter. “Vieni fuori !” All’improvviso la porta scricchiolante si aprì e ne uscì il fantasma di un ragazzino sui 10 anni. Peter pensò che allora erano veri tutti quei racconti che aveva sentito riguardo ad un fantasma di un bambino che si aggirava nella casa in cerca dei suoi genitori.Il ragazzino era rimasto orfano da piccolo e non aveva mai conosciuto i suoi veri genitori morti in un incidente stradale . Lui dopo essere stato adottato era morto a causa di una grave malattia, ma continuava a cercare la sua mamma e il suo papà. Peter offrì al fantasma il suo aiuto. Prima si diressero a casa di Peter e cercarono sul computer notizie 9
dell’incidente dove era morta una coppia e solo il loro bambino si era salvato . Scoprirono i loro nomi e dove erano stati sepolti. Quale notte migliore di quella di Halloween per andare alla ricerca di una tomba? Mary ammutolita , li seguì e si diressero verso il cimitero. Trovata la tomba il fantasma ringraziò i due ragazzi e sparì sotto la pietra … finalmente poteva riabbracciare i suoi genitori. Peter e Mary tornarono dai loro amici, che con le ceste piene di dolcetti , li avevano cercati in lungo e in largo. Come mai dopo tutto questo tempo erano tornati a mani vuote? Peter subito tappò la bocca di Mary che si stava per rivelare tutto ciò che avevano fatto quella notte. Lei capì subito che Peter voleva mantenere il loro segreto e disse: “Siamo stati rapinati da un gruppo di scheletri che ci hanno preso tutte le caramelle!!!!” Tutti cominciarono a ridere. Tornarono nelle loro case ….. Peter e Mary sapevano che non avrebbro mai dimenticato quella notte.
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LA CASA INQUIETANTE !!! di Samuele Galli Una sera due ragazzi, Tom e Mary, decisero di andare a fare una passeggiata nel bosco. Lì passarono ore e ore divertendosi da morire; diventata notte, i due stavano tornando a casa quando videro una casa abbandonata e perciò decisero di fermarsi lì per tutta la notte e ritornare a casa la mattina seguente. I ragazzi nella casa trovano una cucina, una stanza da letto, un salotto e un’ enorme biblioteca piena zeppa di libri assai interessanti. I due dopo un po’ andarono a dormire, ma nella notte Mary e Tom si svegliarono perché avevano sentito un forte frastuono, scesero dalle scale e in cucina trovarono un gigantesco fantasma che stava cucinando torte in grande quantità. I ragazzi perplessi si fecero coraggio e lo salutarono, ma appena il fantasma si accorse che erano umani si spaventò a morte e perciò li catturò e li rinchiuse in una stanza. Il fantasma però non era cattivo era solo spaventato, perché era da quasi 150 anni che non vedeva umani . Si trattava del fantasma di un famoso pasticcere, che era morto a causa di una torta avariata che gli era rimasta in gola. Passarono alcuni giorni di vero terrore, perché i ragazzi vedevano questo fantasma che cucinava torte con coltelli con la lama molto affilata e perché lo sentivano passare con il suo soffio gelido e in più si trovavano rinchiusi in una stanza buia e piena di ragni e di crepe . Una mattina, all’ alba, il fantasma sbucò fuori e si scusò del suo comportamento violento e non molto educato; il fantasma preparò la sua torta più buona e la diede ai ragazzi che la mangiarono; il fantasma li lasciò andare …. ma era solo un trucco perché subito dopo li riacciuffo e li uccise senza pietà! 11
Tornato in casa, decise quale sarebbe stata la sua prossima mossa: cercare i discendenti di coloro i quali avevano preparato la torta avariata che lo aveva ucciso e ucciderli tutti senza pietà…. Si dice che ne manchi ancora uno. Io stesso ero tra quelli… sono riuscito a scrivere questo testo prima di morire; stai attento:L’ULTIMO POTRESTI ESSERE TU!!! Fine
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La principessa Leyla
di Matteo Gatti
In un castello della Germania viveva una principessa di nome Leyla che regnava sul più bel regno di quel territorio. Una notte sentì dei rumori strani provenire dai corridoi del castello. I rumori proseguirono per un bel po’ e perciò decise di andare a controllare. Mentre vagava per i corridoi con una candela vide una figura azzurra e luminosa che fluttuava. La regina si spaventò moltissimo a quella visione e provò a nascondersi dietro un’ armatura, ma Leyla inciampò e fece cadere l’ armatura. L’improvviso rumore attirò l’attenzione del fantasma che si diresse verso la principessa. Il fantasma si avvicinava sempre di più e Leyla corse subito nella sua camera e chiuse la porta a chiave. Subito dopo il fantasma attraversò la porta e si fermò davanti a Leyla. Lei lo vide bene: era una donna, era vestita con un abito azzurro ed aveva i capelli biondi e lunghissimi. Il fantasma, a quel punto, iniziò a parlare: “In questo castello ci può essere solo una principessa….. e quella principessa sono io!!!” Subito dopo aver finito questa frase il fantasma emise un urlo e la principessa indietreggiò a tal punto da cadere giù da balcone e si aggrappò alla bandiera sottostante. La bandiera si strappò dopo poco, ma lei riuscì a sopravvivere alla caduta. A quel punto la principessa si nascose nel capanno degli attrezzi dove pensava di essere al sicuro. Per un po’ Leyla restò tranquilla, ma il fantasma apparve dietro di lei. Provò a colpirlo con un badile che le capitò in mano, ma il badile attraversò il fantasma. Leyla riprese a scappare, in preda al panico cercò di scavalcare il muro ma continuava a cadere per terra, ma alla quinta volta riuscì a scavalcare. Nel guardare indietro, per vedere se era seguita dal fantasma, inciampò in una roccia e cadde nel fiume che c’era lì vicino e morì annegata. 13
UN FANTASMA GOLOSO di Francesca Leone Due amici, Mary e Giacomo, si trovavano in vacanza in campeggio. Una notte decisero di fare uno spuntino, ma andando prendendo le provviste si accorsero che erano sparite. All’improvviso sentirono dei rumori tra i cespugli e usciti dalla tenda si inoltrarono nel bosco seguendo i rumori fino a che si trovarono davanti a una casa abbandonata. Incuriositi, ma anche spaventati, entrarono coraggiosamente nella casa e piano piano visitarono tutte le stanze: sù, giù, destra, sinistra… mancava solo la cucina, ma più si avvicinavano più il rumore aumentava. Giacomo si avvicinò e vide un enorme fantasma cicciottello, i due ragazzi si misero ad urlare per la paura e persero i sensi, ma il fantasma, di nome Lord Bistecca, credendoli del cibo li rinchiuse in una stanza. Dopo un po’ di tempo i ragazzi si svegliarono, ma non riuscivano a capire dove si trovavano, all’improvviso spuntò Lord Bistecca, che con aria arrabbiata chiese a loro: “Chi siete? Da dove venite? Cosa volete?” I due risposero alle domande del fantasma dicendo che erano solo due ragazzi che si trovavano in vacanza in una tenda nel campeggio oltre il bosco e che avendo deciso di fare uno
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spuntino di mezzanotte e non trovando più le provviste,e sentendo dei rumori erano arrivati fin lì. Lord Bistecca dispiaciuto li liberò e restituì loro le provviste che aveva rubato di nascosto. Così passarono un po’ di tempo insieme a parlare tra di loro delle proprie esperienze, facendo tutti e tre uno spaventoso spuntino di mezzanotte!
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Il fantasma geloso di Patrizia Mazzotti
Era una giornata di festa al Castello di S.Francisco. Il re Francesco, aveva portato a casa un’altra battaglia vinta! Aveva deciso di onorare la sua vittoria invitando tutti i cavalieri che l’avevano seguito in battaglia ed erano ancora vivi. Ad un certo punto il re brindando alzò il calice pieno di vino e disse: “Un attimo di attenzione, prego”. Tutti nella sala lo guardarono e si zittirono, allora continuò: “Questa festa non è stata fatta solo per onorare la NOSTRA vittoria, ma anche per festeggiare la mia amatissima figlia che, oltre a essere la più bella del reame, oggi compie 18 anni”. La fece avvicinare e la strinse a sé. Tutti i cavalieri la guardarono incantati, ma il re, geloso, picchiò il pugno sul tavolo di legno massiccio; i cavalieri si ripresero e all’unisono alzarono i calici e dissero: “ Alla salute della bellissima figlia del nostro Re!”. Il re disse alla figlia: “Tesoro vai a prendere ancora un po’ di vino per gli ospiti”, “Subito” rispose la principessa e si avviò. Il corridoio era buio, ma Enrica (così si chiamava la figlia del re) aveva una candela accesa che dava al corridoio un po’ di vivacità. Si fermò davanti a una porta, l’aprì, ma si trovò davanti ad un fantasma. Enrica saltò all’indietro facendo cadere la candela per terra, riprese la candela, cercando di illuminare tutto 16
intorno a sé, ma non vide nulla e le scappò un sospiro di sollievo; ma quando arrivò ai piedi delle scale le riapparse il fantasma. Questa volta Enrica non cadde, ma ebbe un sussulto, il fantasma era una ragazza che sembrava della stessa età di Enrica, con addosso una tunica azzurra e i capelli biondi lunghi che le arrivavano sulla pancia. Era carina, ma Enrica era molto più carina! Il fantasma le disse: “Ci può essere solo una ragazza carina in questo reame!” Enrica le disse: “M-ma io n-non sono più-ù carina di te, no?” e chiuse gli occhi parandosi la faccia con le braccia. Non successe niente. Enrica riaprì gli occhi e vide la ragazza-fantasma davanti a lei immobile. La guardò e le disse: “Hai ragione, ma se uno dei cavalieri osasse dire che sei la più bella e NESSUNA riesce a superarti, farò in modo che questa sia la tua e anche la loro ULTIMA giornata di vita” e scomparve. Enrica era paralizzata, si riscosse e si nella sala della festa, sembrava tutto normale, si avvicinò a suo padre e gli raccontò tutto quello che le era accaduto, ma la reazione di suo padre fu una grossa e grassa risata, Enrica era confusa. Il re le chiese:”Se davvero tutto questo è vero, se ora io dico: mia figlia è la più bella e NESSUNA la supera, lei dovrebbe apparire, giusto?” Immediatamente riapparve il fantasma-ragazza, fuori di sé! Enrica tentò di farsi perdonare, ma il fantasma non l’ascoltò, schioccò le dita e un’onda blu invase tutto, 17
improvvisamente tutti iniziarono a tirare fuori spade e falci e a combattere tra di loro. Enrica tentò la fuga, ma fu bloccata da suo padre con in mano una spada piena di sangue e accanto a lui c’era il fantasma della ragazza. Il re, come impazzito, uccise la figlia e quando tutti nella sala erano morti (tranne il re) il fantasma sciolse l’incantesimo. Il re vedendo quello che aveva fatto si suicidò, divenendo lui stesso un fantasma costretto ad essere il servo della ragazza-fantasma. 18
I DUE RAGAZZI E IL CASTELLO INFESTATO di Sebastano Minoia Era un brutto giorno tempestoso e i due fratelli, Mario e Ilaria, proprio quel giorno avevano deciso di andare in campeggio. Arrivati nel bosco lasciarono la loro macchina e si avventurarono nel fitto degli alberi, dopo mezz’ora di camminata videro un enorme castello ed essendo molto curiosi entrarono. Appena dentro, Ilaria sentì un soffio alle spalle e si girò subito e non vide suo fratello, si spaventò e iniziò subito a cercarlo. Non riuscì a trovarlo e si mise a gridare: “Marioo dove sei!”. Un fantasma, che viveva in quella casa e si chiamava Candy, aveva rapito il povero Mario, perché lei e suo marito erano morti entrambi in un grave incidente, ma mentre Candy era diventata fantasma, suo marito era andato direttamente in paradiso. Candy vedendo un uomo pensò che fosse suo marito e lo catturò. Ella voleva infatti vendicarsi del marito, ma Mario le disse che si era sbagliata; Candy però non gli credette e decise di ucciderlo per farlo diventare fantasma come lei. Intanto Ilaria continuava le ricerche e a un certo punto vide una porta socchiusa ed entrò lentamente, affacciò la testa per vedere e vide Mario legato. Candy si era allontanata per andare a prendere il coltello con cui uccidere Mario. Ilaria in quel momento slegò Mario e i due scapparono dal castello immediatamente. Raggiunsero la loro macchina e scapparono a tutta velocità da quel terribile posto e da quella terribile esperienza.
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Sofia e i fantasmi di Edoardo Pedrazzani
Sofia era una ragazza bionda, magra, molto bella e molto ricca, ma umile. Un giorno la regina, invidiosa della bellezza di Sofia, la fece rinchiudere in un castello medievale molto vecchio, dove si diceva che esistessero dei fantasmi. La ragazza cercò in tutti i modi di convincere la regina a non farla rinchiudere nel castello, ma la regina, troppo invidiosa di lei, non cambiò la idea. Sofia si sentiva molto triste e sola nel castello e continuava a ripetersi fra sé e sé: “Prima o poi la pagherai, regina!”. Una notte Sofia sentì delle gocce d’acqua cadere e degli strani scricchiolii e si spaventò. Dopo pensò che forse, quello che dicevano sui fantasmi era vero. Allora si svegliò, prese una candela e andò a controllare. Non era però niente di grave, erano solo delle gocce d’acqua che cadevano dal soffitto. Quando si voltò per tornare a dormire davanti a sé c’era un fantasma: si chiamava Stella, era una ragazza pallida, cattiva e indossa sempre un abito azzurro. Sofia si mise ad urlare dallo spavento:”Aaaaaaaaaaaiutooooo”. 20
Cercò di scappare, ma quando si voltò di nuovo dall’altra parte c’era un altro fantasma: Casper. Era un ragazzino magro, pallido e cattivo come la sorella Stella. Sofia era ormai spacciata. Stella e Casper presero una lancia lì vicino che aveva in mano l’armatura di un soldato e piano piano si avvicinarono alla ragazza. Con un colpo secco al cuore la uccisero e la fecero diventare un fantasma come loro. La morte non fu però così terribile per lei, perché così attraversando i muri del castello poteva uscire da lì e andare a vendicarsi della regina. Sofia attraversò, allora, una parete portando con sé una lancia e si diresse arrabbiatissima al castello in cui risiedeva la regina. Attraversò un muro del castello e andò nella stanza della regina. Ella stava dormendo, allora Sofia, approfittando del momento, la uccise. Così si vendico delle ingiustizie subite nella sua sfortunata vita.
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IL DESTINO DI SOFIA di Claudia Pironi
In una città antica viveva una ragazza di nome Sofia. Lei era molto bella e bionda ed era invidiata da tutti. Proprio per questo motivo un giorno una donna cercò di persuaderla ad andare nel castello che c’era in periferia della città. Si diceva che lì fosse vissuta una famiglia che misteriosamente era scomparsa nel nulla e, alcune voci, dicevano anche che fosse stata uccisa da alcuni assassini e perciò la casa era infestata da tutti i loro fantasmi. Sofia rifiutò. Allora la donna la legò e la imbavagliò e, trasportandola nel bagagliaio della sua macchina, la rinchiuse nel castello. Lei si fece coraggio e iniziò a cercare un posto per passare la notte, visto che la donna le aveva chiuso la porta con delle assi e lei non riusciva ad uscire. Sofia fortunatamente riuscì a trovare una torcia e dei vecchi fiammiferi perciò riuscì a creare una debole luce. S’incamminò per un corridoio fiancheggiato da armature. Le assi del pavimento scricchiolavano. Entrò nella prima porta, quella che un tempo doveva essere la cucina. Era piena di cibi ammuffiti, poi si 22
sentì un suono di passi veloci, Sofia trattenne il fiato, si avvicinava sempre di più e… urlò con tutta la sua voce, ma si accorse che era solo un topo grande e grigio. Si rilassò. Uscì dalla cucina e percorse un altro pezzo di corridoio saltando varie porte, finché entrò in una stanza che un tempo era una camera da letto e che doveva appartenere alla figlia dei nobili a giudicare dalle bambole vecchie e impolverate. Quando entrò, le si gelò il sangue nelle vene, davanti a lei, seduta sul materasso, stava una ragazza bianca come candela di cera e vestita con quella che doveva essere una veste azzurra. La guardava con cattiveria e Sofia ebbe l’impulso di scappare, ma era come se delle corde la tenessero incollata al pavimento. La ragazza parlò :<< Io sono Stella, sono il fantasma di questa casa insieme a mio fratello e tu hai osato entrarci e quindi ora ne pagherai le conseguenze>>. Parlava con voce dolce e melodica, ma il suo sguardo diceva tutt’altro. Sofia scappò ed entrò nella porta successiva correndo terrorizzata, ma fu peggio di prima. Nella stanza c’era un bambino pallido sui sei anni . Sofia voleva urlare ma non ce la faceva. sentì la porta scricchiolare dietro di sé e si girò. Dietro di lei c’era Stella che andò vicino a quello che 23
doveva essere suo fratello che parlò: << Io sono Casper, il fratello di Stella!>>. Poi accadde tutto velocemente, lui tirò fuori un coltello e per Sofia fu buio. Ella si risvegliò su un vecchio letto del castello e si accorse che era diventata un fantasma. Aveva le mani pallide e non si rifletteva sullo specchio della camera. Allora, visse per sempre nel castello con Stella e Casper; loro l’avevano accettata, perchè era diventata un fantasma come loro.
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LA CASA DEI FANTASMI DI RUBAGOTTI GIADA
Qualche tempo fa due bambini, di nome Mary e Giacomo, abitavano in una piccola città dove c’erano pochi abitanti. I due vivevano con i loro genitori, due persone splendide. Era estate e i due bambini dovevano andare in campeggio come tutti gli anni con un gruppo di amici che conoscevano fin da piccoli. Mary e Giacomo erano entusiasti di andare in campeggio, perché loro lì si divertivano un sacco con giochi, cacce al tesoro e tutte le altre cose che si fanno in campeggio. Era arrivato il giorno di partire. I due bambini avevano preparato tutto il necessario per sopravvivere nella foresta una settimana. Arrivato il pulmino che li avrebbe portati in campeggio Mary e Giacomo salutarono i loro genitori e salirono sul pulmino. Arrivato il giorno seguente tutti si alzarono all’alba per andare a fare una lunga camminata che sarebbe durata tutto il giorno. Tutti presero il proprio zaino con dentro cibo e acqua e iniziarono ad incamminarsi verso la vetta della montagna. Arrivato mezzogiorno si fermarono a pranzare sotto un albero gigantesco. Finito di mangiare ripresero subito il cammino. Stava per calare la notte e non erano ancora rientrati al campo base. Era diventato 25
difficile vedere anche se avevano le torce. Ad un certo punto Mary e Giacomo che si erano distratti guardando il fantastico panorama, persero di vista i loro compagni e iniziarono a preoccuparsi perché era buio e non sapevano cosa fare. Senza perdersi d’animo continuarono a camminare lungo il sentiero fino a quando videro in lontananza una casa. Pensarono che forse lì avrebbero trovato rifugio per la notte e si misero a correre. Bussarono ma non rispose nessuno, spingendo la porta essa si aprì. Entrarono. ma non trovarono nessuno e allora pensarono che fosse una casa abbandonata e quindi decisero di fermarsi a riposare. La casa era a due piani; salirono le scale e aprendo una delle porte trovarono una camera bellissima con il letto al baldacchino dove, stanchi morti, si sdraiarono. Nel pieno della notte Mary si svegliò perché aveva sentito dei rumori. Cercò di svegliare suo fratello ma lui continuò a dormire pensando che fosse solo l’immaginazione di sua sorella. Poco dopo anche lui fu svegliato di soprassalto da un forte frastuono. Aprì gli occhi e vide sua sorella seduta sul letto terrorizzata. Allora gli chiese che cosa fosse successo e lei gli rispose che aveva sentito dei rumori proprio come lui, da lì Giacomo cominciò a pensare a quello che era appena successo e arrivò alla conclusione che ci fosse qualcuno in casa. Dopo aver tranquillizato Mary si alzò dal letto e andò a vedere se c’era qualcuno. Dopo un po’ di tempo ritornò nella camera da letto e disse a sua sorella che aveva visto un fantasma. Al momento sua 26
sorella non gli credette e allora andò anche lei a vedere se quello che diceva suo fratello era vero. Dopo un po di tempo tornò anche lei e confermò ciò che aveva detto suo fratello. Da lì tutti e due iniziarono a preoccuparsi, ma allo stesso tempo erano curiosi. Decisero quindi di andare a vedere di chi potesse essere questo fantasma. Dopo qualche ora videro questo fantasma e rimasero scioccati perché era un bambino tanto grazioso quanto cattivo. Faceva volare le sedie, apriva l’acqua dei rubinetti fino a che accese i fornelli con l’intenzione di bruciare le casa. Mary e Giacomo si guardarono e decisero di fermarlo era però impossibile prenderlo. Correvano a destra e a sinistra, in lungo e in largo per la casa non riuscendo ad acciuffarlo data la sua velocità di attraversare i muri. Sfiniti crollarono sul pavimento. Il fantasma si avvicinò a loro per prenderli e rinchiuderli perché quella era la sua casa finché riuscì nel suo intento. Li rinchiuse in uno sgabuzzino per vari giorni senza mai aprire la porta, facendogli i dispetti più impensabili finché stremati, affamati e senza forze si rassegnarono a dover morire. Si abbracciarono forte aspettando tale sorte. Il fantasma nel vedere tutto ciò e, soprattutto nel vedere l’amore che univa i due fratelli scoppiò a piangere, liberò i due ragazzi e volò via lasciando per sempre quella casa. I due ragazzi si misero in cammino alla ricerca dei compagni che nel frattempo a loro volta li stavano cercando. Dopo alcune ore di cammino li ritrovarono e felici tornarono tutti nelle proprie abitazioni. 27
SIBILLO E SIBILLA di Ayoube Squalli Tanto tempo fa cera una donna di nome Luisa che viveva in un antico castello abbandonato e le era stato detto che doveva traslocare perché l’abitazione era infestata dai fantasmi. Lei non diede retta a ciò che le venne detto perché non credeva ai fantasmi e quindi non aveva alcuna intenzione di cambiare casa. Un giorno stava cucinando e le serviva dell’olio, quindi decise di andarlo a prendere in cantina e ci trovò due fantasmi che stavano giocando a palla, allora lei disse: “Allora i fantasmi esistono per davvero, aaahhhahaaahaa!!” e da quel giorno non si sapette più nulla di Luisa. Non era morta, ma era semplicemente stata catturata dai due fantasmi, che erano due fratelli Sibillo e Sibilla.
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Il castello infestato di Luca Tomasoni
C’era una volta, in un tempo lontano, una ragazza di nome Sofia, era così bella che tanti ragazzi le facevano la corte per sposarla. Un giorno però lei venne rinchiusa in una prigione perché la regina che era più brutta era invidiosa della sua bellezza. una notte Sofia decise di scappare ma le guardie della regina la videro mentre cercava di scappare, allora la misero in una cella molto più robusta. trascorse due ore, Sofia sentì delle gocce d’acqua cadere ed ad un tratto vide due fantasmi e per la paura svenne. La mattina stessa la ragazza si svegliò e si trovò davanti i due fantasmi, di nome Stella e Casper, che l’avevano spaventata, ma che in realtà erano fantasmi buoni e non volevano farle del male. Giunto il pomeriggio, Sofia chiese a Casper se la poteva uccidere così almeno avrebbe potuto uscire senza problemi e Casper per accontentarla la uccise.
Sofia allora libera di potersi muovere da fantasma decise di uccidere la regina che l’aveva fatta rinchiudere e da quel giorno scomparve e non se ne seppe più nulla. 29
FANTASMI E PERSONE
AMICI IN DUE MONDI DIVERSI
di Cindi Uruci
Un giorno i due fratelli gemelli, Luca e Laura. decisero di fare una gita notturna alla foresta del paese, per superare una paura che però i due non volevano ammettere.
Arrivata la sera i due si preparano per uscire e presero la torcia , si
incamminarono e arrivarono al punto prima di entrare nella foresta. Sentivano freddo al collo e strani rumori.
Entrati nella foresta si accorsero che questa era piena di trappole e ad un tratto davanti a loro appare un fantasma ; I ragazzi si
spaventarono, ma non corsero via. Il fantasma disse: “Non spaventatevi, io sono buono e non faccio male alla gente”. I due gli credettero e gli chiesero: “come ti chiami?” ed egli rispose: “Io mi chiamo Casper Gerolamo Formaggino è un nome lungo, ma voi mi potete chiamare Casper”. Essi cominciarono a conoscersi. Luca e Laura chiesero al fantasma: “Casper tu sai perché ci sono tutte queste trappole nel bosco?”. Egli rispose di si. Disse che quando era un dodicenne come loro, costruiva trappole con i suoi compagni. I due fratelli decisero di far divertire il loro amico fantasma e costruire nuove trappole per far ricordare al loro amico la sua infanzia. 30
Dopo una lunga notte per i due fratelli era arrivato il momento di andarsene e di salutare il loro amico. I due se ne andarono e ma continuarono a incontrarsi tutti i giorni con il fantasma, facendogli vivere nuove avventure e continuarono ad essere amici.
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I DUE FRATELLI di Daniele Peveroni
C’erano una volta due fratelli, di nome Giulia e Giovanni. I due abitavano in un villaggio e vicino casa loro c’era un castello isolato. Nel villaggio si diceva che in quel castello ci fossero mostri e fantasmi. Una sera i due fratelli decisero di andare a vedere se le voci che giravano sul castello fossero vere. Partirono di notte, con la torcia e andarono dritti dritti dentro il castello… ma appena entrati videro qualcosa che li spavento a tal punto che i due scapparono a gambe levate. Da quel giorno appena si parlava dei fantasmi del castello i due ragazzi dicevano a tutti che erano proprio vere le storie e che non si doveva mai scherzare sui fantasmi.
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