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3° numero

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E’ strano come la ripetitività di una notizia ci lasci piano piano indifferenti. E’ altresì strano pensare come certe notizie, che dovrebbe destare lo sdegno generale, cadano inerti tra una risatina ed un:”Avrei voluto esserci io”. Del resto si sa, l’Italia è un Paese di uomini affascinanti, prestanti fino alle età più mature. Anzi, a volte tra i signori ormai “ad un po’ più del mezzo del cammin di loro vita”, quelli che si ritrovano al bar, tra una bestia ed un bicchier di vino, sembra che il rispetto si misuri in base alla prestanza fisica dell’individuo.

Gli avvenimenti di questi ultimi giorni, di questo ultimo mese, sono riusciti a destare l’interesse generale. Attendiamo quasi con tenerezza che lo speaker alla radio annunci gli ultimi sviluppi del “caso Ruby”, i quotidiani stessi hanno ben pensato di tramutarsi per questo mese in settimanali stile “Novella 2000”, fornendoci un dossier completo sulle amanti del Premier.

Povero il nostro Premier: prima viene aggredito con statuine di dubbia provenienza, poi accusato di avere avuto rapporti sessuali con delle minorenni (le quali non hanno esattamente atteggiamenti e abbigliamenti da minorenni indifese; mi sarei sbagliata anche io, lo confesso). Ultimamente tutta l’Italia si stringe attorno al Presidente e virtualmente gli appoggia una mano comprensiva sulla spalla.

All’”opposizione” c’è chi, profondamente scandalizzato, chiede le dimissioni del Premier, ma risulta una voce piuttosto isolata nel panorama italiano. Diciamolo, in fondo ci siamo affezionati a questo “malandrino” 74enne, che è anche stato ripreso dalla Regina d’Inghilterra per il troppo baccano ad un vertice di Capi di Stato, tanto che adesso qualunque cosa faccia è perdonata, perché si sa, i ragazzi sono ragazzi, impareranno.

Però forse non tutti sanno che nel frattempo in Governo stanno avvenendo riforme importanti, che cambieranno radicalmente l’assetto italiano: il federalismo fiscale e la riforma universitaria. Ma perché parlare di queste cose così superflue, quando si hanno in prima pagina le ultime intercettazioni telefoniche di Berlusconi?

Perché la Gazzetta dello Sport è il quotidiano più venduto in Italia?

E soprattutto, perché all’italiano medio

sembra che non interessi nulla della sua dignità all’estero? Perché per chi non si fosse reso conto, siamo lo zimbello dell’intera Comunità Europea.

Dalle origini

L’ultima volta che l’Italia ha avuto la stessa cultura e la stessa lingua è stato durante l’Impero romano, dopo la sua caduta è cominciato, e dura tutt’ora, un processo di separazione che ha portato a quell’insieme di culture riunite sotto il nome di Italia. E’ quindi impensabile che, a parte qualche sporadico idealista (vedi Mazzini, vedi Garibaldi, vedi la Costituzione italiana che ci proclama uniti), agli Italiani sia venuto in mente di fare qualcosa per il proprio Paese, chi si sente Italiano alzi una mano.

Ci si sente Romagnoli, Emiliani, Toscani, Siciliani, ma non Italiani.

La cultura

Da sempre sottovalutata, o meglio, valutata come un dispendio di risorse da parte dello Stato, la cultura è quasi sempre stata guardata con sospetto dai Governi che si sono succeduti. Le iniziative culturali rimangono chiuse in una cerchia ristretta di persone, perché chi lavora non ha poi voglia di seguire un seminario che potrebbe interessargli, e la scuola stessa viene vista come un peso, un vaccino obbligatorio.

Inoltre la maggior parte delle istituzioni scolastiche rimangono isolate dal contesto sociale in cui si trovano: si conoscono alla perfezione i sette re di Roma, ma la storia italiana dagli anni ‘60 in poi è

buio pesto.

Del resto non ci sono i fondi per seminari pomeridiani, ne’ per una distribuzione di un quotidiano.

In un ambiente di tale disinformazione, è difficile che ci si interessi alla politica.

Cattivi esempi

Noi, generazione nata sotto il Governo Berlusconi, non abbiamo goduto certo di buonissimi esempi. L’umorismo l’abbiamo imparato: abbiamo imparati che i Musulmani potrebbero arrabbiarsi se ci mettiamo una maglia con il loro Dio in veste di maiale, e magari siamo anche in visita da loro, abbiamo imparato che la Divina Commedia non si legge, si mangia, abbiamo imparato che non serve essere laureati in scienze politiche o giurisprudenza per entrare al governo, ma in igiene dentale (con tutto il rispetto per i lavoratori del settore).

Conclusioni

Forse ci piace di più rimanere nel nostro mondo fatto di veline, piuttosto che aprire gli occhi e vedere la nostra situazione. Nel nostro mondo si sta bene, ma ci manca qualcosa, ci manca la volontà di iniziativa, ci manca avere la sicurezza di avere un’opinione, ci manca sapere di poter fare veramente qualcosa.

Angelica 5C

Martedì 11 gennaio un gruppo di ragazzi fra i 14 e 16 anni ha fatto irruzione nel nostro liceo.

Armati di taglierino, ma soprattutto di pessima educazione e bollenbollenti spiriti, sono entrati in alcune classi al piano terra della centrale cercando, disperatamente, di scatenare scompiglio all’interno della scuola che nemmeno frequentavano.

Tentativo fallito ed aspettative tradite, a quanto pare, dato che, oltretutto, per non aver pensato alle conseguenze del proprio gesto hanno finito per incorrere in una tempestiva denuncia sporta ovviamente dal Preside.

Molto si è parlato, tuttavia, di questo misero tentativo di incursione che più che timore, a mio parere, dovrebbe piuttosto suscitare compassione dal momento che un gruppo di ragazzi si è dovuto spingere a tanto pur di “meritarsi il rispetto” degli altri studenti che stavano semplicemente chiacchierando fra loro al momento della ricreazione. Infatti il problema che molti hanno sottovalutato, limitandosi a contestare quello che i giornali avrebbero detto a proposito del “fattaccio” ( quasi tutte obiezioni false visto che l’articolo su “Il Resto del Carlino” spiegava molto chiaramente quello che era successo senza alcuna esagerazione ), è che questi ragazzi siano riusciti facilmente ad entrare nel nostro istituto e si siano permessi di estrarre baldanzosamente un coltellino.

Non cadere nell’allarmismo inutile non vuol comunque dire che si debba sottovalutare il fatto che ci sia stato il tentativo, se pur maldestro e non riuscito, di minacciare degli studenti della nostra stessa scuola!

Il fatto è che a forza di ridere del famoso “Tanto rumore per nulla” si rischia di finire con l’autorizzare simili gesti che non dovrebbero mai accadere nemmeno per una semplice svista. Non si tratta di esasperare i fatti e di fare la solita retorica, si tratta di porre più attenzione alle proprie stesse azioni dato che se non fosse stato per la calma mantenuta dai ragazzi presi di mira e dalla loro tempestività nell’avvertire il preside, forse l’esito sarebbe stato diverso, forse…

Angelica 4L

Pianeta inquinato

Noi tutti sappiamo che la qualità della vita sulla terra è a rischio per vari fattori: in particolar modo a causa della nostra dipendipendenza da combustibili fossili, altamente inquinanti.

Fin’ora purtroppo non sono stati trovati sostituti per questi tipi di carburanti, né per le “strutture”, né per i veicoli.

Per le prime si possono utilizzare impianti fotovoltaici, impianti eolici, impianti idroelettrici, geotermici ecc; tuttavia essi risultano spesso poco efficienti e costosi,oltre a funzionare solo in determinate condizioni ambientali o fisiche.

Ci sono inoltre le centrali nucleari a uranio, ma col classico problema delle scorie, oltre a quello dell' alto costo (in salita come quello del greggio) e della difficoltà di approvvigionamento.

Un'ultima possibile soluzione potrebbe essere rappresentata dalle centrali nucleari ad idrogeno, ma esse sono ancora qualcosa di difficilmente realizzabile e risultano “futuristiche" per molti

aspetti.

L'alternativa

Esiste tuttavia un altro modo di utilizzare l’idrogeno: quello, sperimentato e già utilizzato da varie case automobilistiche, basato su celle, in cui, inserendo idrogeno e ossigeno, si ottiene acqua come elemento di scarto ed energia elettrica; il tutto senza inquinamento alcuno.

Purtroppo anche questo tipo di energia ha un grosso problema: l’idrogeno,quasi totalmente assente sulla terra, è difficile e costoso da produrre e i metodi di produzione sono a loro volta inquinanti.

Queste difficoltà tuttavia potrebbero ridursi con un dispositivo che si ispira a uno delle più grandi creazioni della natura: la foglia; questo dispositivo si chiama per l'appunto foglia elettronica.

Funzionamento e composizione

Una foglia normale, a partire dall’energia solare e dall’acqua,

crea vari tipi di zucchero e anidride carbonica.

Il dispositivo in questione riesce a scindere l’acqua e a produrre idrogeno molecolare e ossigeno partendo a sua volta dall’energia raccolta dal sole.

Si è pensato di costruire questo apparecchio con nano-cavi di silicio, un materiale molto flessibile, in modo che possa essere posizionato su strade e altre superfici, ricevendo raggi solari e producendo grandi quantità di idrogeno, che può poi venir utilizzato per veicoli o edifici. Questa tecnologia sarebbe indispensabile per i motori ad idrogeno: come accennato prima, esso è prodotto con i metodi classici è molto sconveniente: richiede molta energia, denaro, ed è oltretutto inquinante perché prodotto attraverso combustione.

Difetti

Purtroppo, anche questo marchingegno ha dei grandi difetti. Primo tra tutti, il suo grande costo di produzione,dovuto ai catalizzatori con cui funziona: in particolar modo il platino, e altri minerali preziosi. Inoltre, la scissione dell’acqua nei suoi componenti è altamente corrosiva, e le piante la gestiscono rigenerando continuamente i loro apparati; i prototipi di foglia elettronica durano solo una giornata all’incirca.

Questo apparecchio è sotto studio dalla fine degli anni 70’, ed è tornato in auge negli ultimi

tempi per la necessità di trovare una forma d’energia ecosostenibile. Uno di questi gruppi, capitanato dal chimico californiano Nathan S. Lewis, ha ricevuto dal Department of Energy degli stati uniti 122 milioni di dollari in 5 anni per migliorare questa tecnologia sul campo della facilità d’uso, dell’efficienza, della durabilità e della ricerca di materiali più economici per la produzione. Anche in Italia stanno studiando la foglia elettronica: è il caso del biosolar lab, a Torino, guidato dallo studioso inglese James Barber, che sta sviluppando un sistema con un catalizzatore a manganese e ferro, molto economico di quello a platino.

Conclusioni

L’umanità potrebbe correre un grande rischio se non riuscisse a rinunciare ai combustibili fossili e in particolar modo al petrolio. Una delle soluzioni, presentata in questo articolo, potrebbe essere l’idrogeno. Con i nostri metodi di produzione, tuttavia, questa forma di energia ( per la precisione questo “vettore” di energia che è l'idrogeno) potrebbe essere addirittura controproducente.

Per ovviare a ciò la foglia elettronica o qualcosa di simile potrebbe essere la soluzione. Tuttavia questo tipo di tecnologia dovrà essere adeguatamente finanziata e supportata per renderla qualcosa di concreto e per un effettivo utilizzo.

Non ci resta quindi che sperare nelle associazioni di ricerca... e nei fondi a loro disposizione.

Quando la natura ci fa da maestra

Batteri in grado di “respirare” arsenico... e forse di usarlo addirittura come componente nelle loro strutture cellulari

Arsenico: elemento chimico altamente tossico, usato per pesticidi, ratticidi e più in generale veleni di ogni sorta., letale per tutte le forme di vita sulla terra.

Tutte?

Esistono batteri che hanno qualcosa da ridire al riguardo.

La storia

Nel 1990 si cominciarono a scoprire in zone teoricamente inabitabili della Terra dei batteri molto particolari: essi hanno infatti la capacità di utilizzare l’arsenico al posto dell’ossigeno nella respirazione cellulare. La cosa sorprese non poco, contando che essi vivono usando proprio la forma più velenosa del composto, l’arsenico +3. Da allora, se ne sono scoperti una ventina di specie, un numero esiguo in quello enorme delle specie esistenti, ma comunque considerevole.

Nel 2008 l’equipe di studiosi del ricercatore Roland Oremland scoprì che nel Mono Lake, California, vive una specie di questo tipo di batteri. Non fu una sorpresa così grande: il lago californiano è infatti famoso per la sua bassa concentrazione di ossigeno e per quella relativamente alta di arsenico. Oremland, pubblicando la ricerca su giornali del calibro di Science, spiegò come i batteri potessero usare questa sostanza solitamente velenosa al posto del vitale ossigeno (guardare nota scientifica); diede inoltre il nome ai batteri: GFAJ-1.

Ciò che veramente sorprese di questi piccoli esserini procarioti fu il fatto che sembravano essere in grado di utilizzare l’arsenico al posto del fosforo in alcune loro componenti cellulari.

La ricercatrice della NASA Felisa Wolfe-Simon, interessata dall’argomento, prese con sé un’equipe di studiosi e cominciò a compiere esperimenti sui batteri scoperti dal collega Oremland. La Wolfe-Simon ebbe l’idea di allevare colture di batteri in ambiente controllato, diminuendo progressivamente la quantità di fosforo e aumentando quella di arsenico.

Nel 2010 la ricercatrice della NASA pubblicò gli sconvolgenti risultati: i batteri, secondo gli esperimenti, riescono a sostituire il fosforo delle strutture basilari della cellula (addirittura nel DNA) con arsenico. In questo modo riescono a sopravvivere (sebbene con qualità di vita molto inferiore) anche in assenza di fosforo.

Il dibattito scientifico

Molti sono gli scienziati che negano i risultati, e molte sono le loro motivazioni: sembra infatti che i campioni utilizzati per i risultati finali fossero contaminati da fosforo, e che in effetti non sia stato dimostrato pienamente che molecole quali il DNA avessero arsenico al posto del fosforo nella loro struttura.

D’altra parte, è molto difficile che il DNA di questo batterio possa aver subito un tale cambiamento strutturale rispetto a tutte le altre specie viventi: il codice genetico è universale, e si è originato praticamente all’inizio dell’evoluzione dei viventi; come avrebbe potuto una singola specie modificare la propria struttura in modo che includa in sé proprio quell’elemento che causa la morte in tutti gli altri esseri viventi?

Note scientifiche

1. Respirazione cellulare

La respirazione cellulare (riassunta e a grandi linee) è quel processo in cui lo zucchero glucosio viene “bruciato” dall’ossigeno e trasformato in anidride carbonica e acqua mentre viene prodotta energia.

L’energia contenuta nei legami chimici del glucosio non può liberarsi improvvisamente perché danneggerebbe le strutture viventi in cui la reazione avviene; essa viene invece accumulata gradualmente nei legami chimici dell’ATP (le molecole che la cellula usa come “moneta di scambio” di energia) grazie ad un sistema di trasporto costituito da molecole che trasferiscono elettroni all’ossigeno per formare acqua. Così facendo liberano piccole quantità di energia che vengono successivamente immagazzinate nei legami chimici dell’ATP

In mancanza di ossigeno, queste particolari specie di batteri sono in grado di utilizzare l’arsenico +3, servendosi di un tipo particolare di fotosintesi e di una “catena di trasporto” simile a quella usata per l’ossigeno.

2. Morte cellulare a causa arsenico

L’arsenico causa la morte cellulare per un motivo ben preciso, correlato strettamente al fosforo: questi due elementi sono chimicamente molto simili, e la cellula si “confonde” tra i due; quando ciò accade, le strutture cellulari che normalmente contengono fosforo accolgono in sé l’arsenico estraneo, e si “bloccano”... facendo morire la cellula.

N.b. Proprio qui è l’incoerenza degli argomenti della Wolfe-Simon: sostituire fosforo con arsenico = morte. Come può GFAJ -1 farlo senza ricevere danni letali? Come può smentire l’universalità del codice genetico?

Conclusioni

Anche se è bello pensare che la vita possa essere diversa da come la conosciamo, bisogna prendere con cautela certe notizie scientifiche; i giornali, la TV, i mass-media in genere tendono sempre a ingigantire le scoperte anche non sicure, rendendole fenomeni di massa. Quante volte si è sentito parlare negli ultimi mesi di “alieni nel lago vicino a casa”?

Le ricerche sono in realtà ancora in corso, sebbene esse siano state presentate quasi per certe alla comunità internazionale scientifica e non.

Chissà, forse esistono davvero forme di vita che si poggiano su basi diverse rispetto alle nostre; sicuramente, se questi batteri risulteranno davvero fare ciò che appare facciano, la comunità aerospaziale e degli astrobiologi dovrà ampliare i parametri di ricerca della vita sugli altri pianeti.... e l’intero mondo imparerà che non per forza la vita dev’essere la “nostra” vita.

Luca 3L

Nonostante gli anni passino, ci sembra giusto ricordare quanto successo, affinché la memoria possa, forse, mantenere saldi i freni di una società, che speriamo non soffra un nuovo, abominevole abbaglio.

La vita

Nato a Halle il 7 marzo 1904 Reinhard Heydrich fu uno dei più spietati ed efficienti comandanti nazisti, nonché principale artefice della Soluzione Finale insieme ad Heinrich Himmler e Adolf Eichmann.

Figlio del compositore Richard Heydrich e della cantante Elisabeth Krantz, mostrò sin da bambino una grande passione per la musica, studiava anche il violino. Da ragazzo eccelleva anche in sport come l'atletica e lo scherma. A differenza del suo diretto superiore Heinrich Himmler, Heydrich era molto alto e di bell'aspetto, dal volto lungo, i capelli biondissimi e gli occhi azzurri. Incarnava insomma l'ideale di razza pura di cui tanto parlava Hitler. Pare tuttavia, che uno dei sui nonni fosse ebreo e, anche se lo stesso Führer lo rese immune alle leggi razziali, questa ascendenza “impura” lo corrose. Sin da bambino eccelse nello studio.

L’ascesa

Dopo la Grande Guerra entrò a far parte dei FreiKorps (un'organizzazione paramilitare tedesca) e successivamente si arruolò in marina dove condusse una brillante carriera fino al grado di tenente, ottenuto nel 1926. Aveva ottime doti strategiche, grande intelligenza e cultura, conosceva il russo, l’inglese e il francese e ovviamente la sua lingua madre. Tuttavia, la sua carriera venne bruscamente interrotta quando mise incinta la figlia di un costruttore navale e rifiutò di sposarla: venne quindi espulso dalla marina e gli venne impedito di fare carriera in altri ambiti militari; si sposò quindi nel 1931. Nello stesso anno fu incaricato da Himmler di costituire un servizio di controspionaggio interno alle SS, che venne poi denominato SD (Sicherheitsdienst=

servizio di sicurezza).

All’interno del Sicherheitdienst Il compito di Heydrich era quello di individuare i nemici del partito, anche al suo interno. Svolse infatti un ruolo fondamentale durante la purga delle SA nel 1934 e fu lui a fornire ad Hitler le prove che incolpavano Rhom di tradimento. Heydrich fu dunque messo a capo dell’ RHSA, l'ufficio centrale di sicurezza dello stato che curava tutti i settori della vita pubblica del Reich.

Gli venne poi affidato nel 1936, sempre da Himmler, il controllo della Gestapo e della polizia di Sicurezza.

Heydrich divenne così gli occhi di Himmler: era lui che si occupava della “caccia agli oppositori”, dagli importanti oppositori politici agli ebrei, dagli zingari agli omosessuali.

A prova della sua spietata efficienza, veniva definito dai colleghi e dai suoi nemici “la Bestia Bionda”, e lo stesso Burckhart lo definì come “Un giovane e crudele dio della morte”.

Anche lui a fomentò l'odio per gli ebrei e a prese parte alla “Notte dei Cristalli” inviando poi al feldmaresciallo Goering i risultati del suo macabro operato. Cominciò ad organizzare la Soluzione finale nel 1941 con la collaborazione di Himmler e Eichmann durante la conferenza del lago Wannsee il 20 gennaio dello stesso anno.

Gli ultimi anni

Il 3 settembre 1941 ottenne l'incarico di governatore del protettorato di Boemia e Moravia (ex Ceco-slovacchia). Stabilì il suo quartier generale nel maniero di Hardcany e diede il via alla formazione di un regime poliziesco. Denominato ormai “il Macellaio” dai suoi nuovi sudditi, ven-

ne ucciso il 27 maggio 1942 in un attentato da parte di alcuni paracadutisti cechi inviati dall'Inghilterra, che lanciarono una granata all'interno della sua vettura mentre stava facendo un giro per Praga. Si distinse anche nella morte, scendendo sanguinante dalla macchina, inseguendo e ferendo uno dei suoi aggressori prima di collassare.

Per vendetta, il vicino villaggio di Lidice venne raso al suolo.

Heydrich ricevette i funerali di stato, salutato con discorsi funebri di tutti i più importanti membri del partito nazista, fra cui lo stesso Hitler. Dopo la sua morte, Heinrich Himmler diede il via alla costruzione dei campi di Belzec, Sobìbor e Treblinka, nei quali trovarono la morte 1 700 000 persone e che vennero denominati campi dell' Aktion Reinhard in onore di Heydrich.

Fonti (anche pag. seguente): Richard Rhodes, ”Gli specialisti della morte”; Laurence Rees, “Nazisti”; Laurence Rees, “Auschwitz”.

La vita

Durante il periodo in cui i nazisti detennero il potere in Germania e- successivamente- in Europa, le SS (Shutzstaffel= Squadre di protezione) ricoprirono un ruolo fondamentale nello sterminio di massa ai danni del popolo ebraico. Heinrich Himmler fondò le SS e fu il “braccio destro” di Hitler nella realizzazione della Soluzione Finale.

Nato il 7 ottobre del 1900, è figlio del professore Gebhard Himmler e della casalinga Anna Maria Heyder. Ricevette dal padre una severa educazione specialmente in letteratura e filosofia, ma mostrò sempre un interesse morboso per la guerra, tentò infatti di prender parte alla Grande Guerra come ufficiale ma, data la sua giovane età, non riuscì a prendere parte nemmeno attivamente al conflitto. Il fatto che Himmler, a differenza di altri gerarchi nazisti come Goering o dello stesso Hitler, non abbia mai combattuto e visto morire altre persone sul campo di battaglia influenzerà la sua concezione della guerra. Per Himmler, il conflitto violento era ritenuto uno strumento più che necessario per affermare il dominio della razza ariana, inoltre è tristemente famoso il fatto che considerasse bestie meritevoli di morire tutti coloro che perirono sotto i suoi spietati ordini. L'aspetto fisico di Himmler era a dir poco grottesco, il suo collega SS Walter Shellenberg paragonò il suo corpo grassoccio su delle gambette esili a “una cicogna nello stagno” e disse di lui:”[...] Un uomo di altezza neanche media, con una faccia che non è una faccia. Occhi? Ne ha? Che li abbia o no, non guardava nessuno in faccia. Ha un'aria letargica. Un individuo malconcio. Probabilmente con le mani sudaticce[...]”.

L’ascesa

Ovviamente all'interno del partito il suo aspetto malaticcio gli causò non pochi problemi, primo fra tutti l'ottenere la stima e la fiducia di importanti personalità. Il Gauleiter (capodistretto) del Partito Nazista Albert Forster causò molto scalpore nel 1940 quando disse: ”Se avessi l'aspetto di Himmler non parlerei tanto di razza”. Tuttavia la sua efficienza e devozione al Führer gli permisero di diventare il secondo uomo più potente del III° Reich.

Himmler entrò a far parte del Partito Nazionalsocialista nel 1923, grazie al suo

amico Ernst Rhom, allora capo del corpo paramilitare nazista delle SA (Sturmabteilung= squadre d'assalto), il quale pagherà caro la sua confidenza con Himmler.

Durante il Putsch di Monaco dello stesso anno, Himmler portò la bandiera di guerra del partito al seguito di Rhom, tuttavia, quando le autorità arrestarono i dirigenti del partito, Himmler non subì alcuna condanna perché considerato insignificante all'interno della gerarchia del partito. Negli anni seguenti grazie al suo anonimato poté raggiungere l’apice della gerarchia nazista: già nel 1927 divenne governatore di Baviera e nello stesso anno fondò le SS come guardia d'élite del Führer, sul modello dei pretoriani della Roma Imperiale. Le SS crebbero rapidamente (ed altrettanto rapidamente crebbe la sua fama) passando dagli appena 200 uomini del 1928 ai 50 000 effettivi nel 1934. Grazie al suo stretto collaboratore Reinhard Heydrich, fondatore del servizio segreto SD, le SS furono in grado di controllare autonomamente il Reich che Hitler aveva appena fondato.

Nel 1934 il regime nazista era in difficoltà: i conservatori volevano scacciare Hitler prima della morte dell'allora presidente Hindenburg, l'esercito professionale temeva le SA sotto il controllo di Rhom e fra la popolazione serpeggiava il malcontento per via di alcune promesse non mantenute riguardo la creazione di posti di lavoro. La situazione venne sbloccata in modo tutt’altro che diplomatico: con la collaborazione di Himmler e Heydrich le SS iniziarono delle esecuzioni sommarie di SA che culminarono nella “Notte dei lunghi coltelli” fra il 30 ed il 31 giugno 1934 nella quale Hitler, su consiglio di Himmler, fece uccidere lo stesso Rhom.

L’apice della carriera

Nel 1936 divenne infine capo della pubblica sicurezza del Reich. Riorganizzò dunque la polizia dividendola in Sicherheitspolitzei (polizia di sicurezza) affidata ad Heydrich e Ordnungspolitzei (polizia dell'ordine) affidata a Daluege. Proprio come Hitler e molti altri capi nazisti, Himmler era ossessionato dall' URSS: per lui non era altro che una terra destinata ad essere colonizzata dai Wherbauern (guerrieri-contadini) tedeschi e a lui spettava il compito di scacciarne gli “aborigeni” slavi che la popolavano. Svol-

se il suo dovere con raccapricciante efficienza: inaugurò i tristemente famosi campi di concentramento -come Auschwitz- e di sterminio -come Treblinka, Belzec e Sobìbor-. Fondò inoltre gli Einsatzgruppen (gruppi di sterminio), ovvero dei gruppi formati i peggiori criminali della Germania, che inviò ad Oriente a compiere massacri come quello della cava di Babi Yar.

Fu responsabile in prima persona della scomparsa della Polonia. Approvò la costruzione dei ghetti riservati agli ebrei e intervenne sul piano dell'istruzione rendendo la scuola obbligatoria fino ai dieci anni di età, sufficienti per insegnare ai bambini a: ”contare fino a 500, scrivere il proprio nome, a capire che obbedire è un comandamento divino, a essere onesti, industriosi e a comportarsi bene. Non ritengo necessario che imparino a leggere”. I genitori che avessero desiderato un istruzione superiore, se ritenuti razzialmente “idonei” avrebbero avuto la possibilità di trasferirsi in Germania.

La morte

Dopo la fine della guerra, convinto di godere di buona reputazione presso gli americani, Himmler cercò di patteggiare con i governi alleati tentando di ottenere un posto di rilievo nel nuovo ordine europeo, ma non vi riuscì.

Il 22 maggio del 1945 Himmler venne catturato e si suicidò con una pillola di cianuro il giorno dopo. Sergio 2G

Lo sapevi che...

中国(Zhong Guo)

I poliziotti non possono portare armi da fuoco, ma solo il manmanganello.

Nelle situazioni di emergenza e catastrofi ambientali intervengono sempre i soldati.

La Cina (9.671.018 km²) ha un unico fuso orario, quello di Pechino, nonostante geograficamente ne passano almeno 4.

Sono presenti 56 gruppi etnici (民族).

La colazione è abbastanza sostanziosa, soprattutto nelle piccole città; ad esempio si mangia riso in brodo o ravioli tondi ripieni di carne e verdura.

Il pranzo è solitamente alle 11.00, mentre la cena alle 17.00.

Una coppia sposata può avere solo un figlio, mentre per il secondo si deve pagare una multa.

I studenti devono fare alcuni esercizi di ginnastica prima dell'inizio delle lezioni.

Alla fine delle lezioni i studenti puliscono a turno la propria aula.

In Cina il capodanno (del calendario lunare) cade in un giorno diverso ogni anno: il 2011 inizierà il 3 Febbraio del calendario solare e sarà l'anno del coniglio.

I pasti non sono a portate, ma ognuno ha una propria ciotola con il riso in bianco e al centro del tavolo vengono posizionati le varie pietanze, affinché ognuno prenda con le proprie bacchette la pietanza al centro del tavolo.

Ci sono numerose religioni, le principali sono il taoismo, il buddismo, il confucianesimo, il cristianesimo (soprattutto evangelico), l'islam e l'induismo.

La censura è molto forte, tanto che non si può navigare neanche sul social network più in voga “Facebook”, benché esistano programmi illegali che ne permettano l'uso.

Oltre alle quattro grandi invenzioni attribuite alla Cina (carta, stampa, polvere da sparo, bussola), sono importanti anche la scoperta della porcellana l'ombrello, la forchetta (ancor prima dell'utilizzo delle bacchette), le banconote e anche gli spaghetti!

Nella superstizione cinese i numeri sono molto importanti: l'otto è il numero perfetto (si pensi che le olimpiadi in Cina si sono svolte dalle 8.08 di sera del 8-08-2008), mentre il 4 è simbolo di morte. Difatti la pronuncia del quattro(四 “sì”) è simile a quella della morte (死 “sǐ”).

È bene non battere il piatto con posate o bastoncini poiché il suono è simile a quello che riproduce il mendicante con la sua ciotola di monete.

Di solito a tavola il padre o l'ospite più importante occupa il capotavola e, se c'è un piatto con pesce, è a lui che si volge la testa.

Parte seconda

Ed ora...

Mettiti alla prova con l'apposita quadrettatura a fianco!

牡羊座 (mǔ yáng zuò) Ariete

金牛座 (jīn niú zuò) Toro

双子座 (shuāng zǐ zuò) Gemelli

巨蟹座 (jù xiè zuò) Cancro

狮子座 (shī zi zuò) Leone

处女座 (chǔ nǚ zuò) Vergine

天秤座 (tiān chèng zuò) Bilancia

天蝎座 (tiān xiē zuò) Scorpione

射手座 (shè shǒu zuò) Sagittario

魔羯座 (mó jié zuò) Capricorno

水瓶座 (huǐ píng zuò) Acquario

双鱼座 (shuāng yú zuò) Pesci

E adesso... Senza quadretti!

Io sono la Terra di Nessuno.

But here in this graveyard it is still No Man's Land And the countless white crosses in mute witness stand. To man's blind indifference to his fellow man And a whole generation that was butchered and downed.

[Eric Bogle]

Non è bello il mio nome? Romantico, no? Potrei quasi paragonarmi all’Isola che Non C’è, ai regni delle favole di cavalieri e principesse o a quegli imperi così antichi da essere soltanto miti.

Eppure io sono vera come lo sono gli uomini che giacciono sulle mie carminee radure e dormono tra i miei rovi.

[Nelle trincee, nei solchi dei carri armati, nei fumi delle bombe, nell'odore della decomposizione e nel rumore degli spari]

Non ho padroni, sovrani o confini da seguire, sono i capricci umani e la forza delle loro armi a definire fin dove il mio nome si può spingere e sono loro a darmi la vita. Sono l’unica a nascere in questo tempo.

[Nella guerra, nel delirio delle folle, nell’esistenza stentata ai margini dalla battaglia e nella morte]

La mia vita è effimera come il percorso di un proiettile nella canna e allo stesso tempo non ho inizio e né fine, sono un Dio eterno al servizio degli uomini.

Cresco, scompaio, respiro la polvere, cambio lingua e pelle ad ogni decisione dei potenti, dei generali e di chi non si sporca le mani, vivo ad ogni mossa sulla scacchiera. Io sono la Scacchiera.

Io sono la Terra di Chiunque. Sono la patria imparziale sia dei codardi, i cui passi a ritroso segnano il fango, che dei gloriosi, le cui gesta saranno dimenticate nel tempo, ed entrambi sono accolti tra le mie amorevoli braccia ad osservare da sotto in sopra le radici degli alberi.

[I pioppi degli antichi viali, le querce sotto le quali si sono nascosti da bambini e i cipressi che li accompagneranno alla fine.]

La mia giustizia è equa e non vi è spazio ad errori nella mia desolata perfezione, neppure la legge del più forte è valida nelle mie terre e non vi è signore se non il Caso con le sue bilance disuguali.

Gioite Nazioni avete creato, fondendo la terra e il ferro delle vostre armi, la più bella delle Erinni e colei che vi osserverà uccidervi a vicenda.

[Ammazzarvi, colpirvi a tradimento, combattervi per cause futili e distruggervi un frammento alla volta.]

Non abbiate paura: io non ho né eserciti né soldati, se non i moribondi che voi mi avete donato, io non farò nulla e neppure vi ferirò, aspetterò soltanto mentre danzate a passo di valzer verso la falce della Signora.

Io sono l'Ultima Terra che Rimarrà.

Camminare Camminare

Camminare Camminare

Alzarmi in piedi

Alzarmi in piedi in in

E dire “ce la faccio anch’io!”

E dire la anch’io!”

Camminare con la gioia

Camminare con la

Dentro al cuore al cuore

Per andare avanti

Per andare avanti

Per Per

Camminare con la fantasia

Camminare la fantasia

Per volare dove si vuole...!

Per volare dove si vuole...!

Per dove si Per dove si

Nicolas 1A Nicolas

Che cosa consideriamo "normalità"? Qual'è il limite che contraddistingue la sanità mentale dalla follia? E quanto può essere sottile e fragile? 1959. Dall'ufficio di un manicomio criminale di massima sicurezza situato nelle campagne inglesi, uno psichiatra inizia a narrare il caso più misterioso e inspiegabile della sua intera carriera: il morboso e letale amore tra Stella Raphael ed Edgar Stark. Cosa può spingere la moglie di uno psichiatra in carriera, con una vita perfetta, verso un'amore letale e senza uscita con un artista condannato per uxoricidio? Una passione tale da non offrire altro spazio se non per sè stessa, che cancella e riempie ogni cosa,che rappresenta ogni pensiepensiero, desiderio e speranza.

Quello che viene chiamato amore è infatti un'indescrivibile attrazione che diventa ossessione, e prende forma con una violenza tale da distorcere ogni percezione della realtà, e alla quale ci è impossibile dare una definizione.

In questo romanzo dall' atmosfera gotica, McGrath proietta il lettore in una realtà diversa, pericolosa e allo stesso tempo intrigante: il mistero della psiche umana. Mistero che inizialmente ci appare ermetico e incomprensibile, e che a poco a poco ci viene svelato apparendoci lontano da ogni possibile immaginazione e congettura e probabilmente da ogni possibile risoluzione.

"-Già, l' Amore- dissi. -Parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti?-Qui Stella fece un’altra pausa. Poi, con voce stanca, riprese -Se non lo sai non posso spiegartelo-. -Allora non si può definire? Non se ne può parlare? È una cosa che nasce, che non si può ignorare, che distrugge la vita delle persone. Ma non possiamo dire nient’altro. Esiste, e basta-. -Queste sono parole, Peter- mormorò Stella"

Erri De Luca - Aceto Arcobaleno

In una notte tempestosa, dominata dal bianco, il colore del lampo, un vecchio eremita rievoca gli echi del passato; le figure di tre amici di gioventù. Dalla sua sedia a dondolo osserva il mondo senza parteciparvi, ascoltando le parole per vivere di ricordi e caricandosi le confessioni di gioventù difficili in un tempo inquieto.

La prima voce, di un terrorista e muratore, rievoca l’omicidio commesso con intensa drammaticità, raccontando non come atto di sgravio sul vecchio delle sue colpe ma per caricarsene egli stesso nel momento in cui le trasmette all’amico. Il secondo ha scelto la religione che lo ha condotto in Africa dove tutto ha “ il sapore dell’aceto”, cioè del dolore, e dove ha dovuto imparare che la carità non si misura con un risultato perché non trova meta ne’ fine in quanto alimentata da un amore che non può essere ricambiato.

L’ultimo timbro è quello del vagabondo che rinuncia ad una vita tranquilla e ad un futuro sicuro per assumere il ruolo dell’ospite, eventuale e desiderato, e per finire in carcere ingiustamente condannato. Violenza, dolore ed estraneità da ogni luogo che ci ostiniamo a chiamare casa sono i temi che sia addensano in un libro compiuto solo a metà, perché “hi scrive fa la metà del lavoro, l’altra metà la fa chi prende quel libro e lo legge, lo butta, lo consuma, lo assorbe, ci litiga, ci va a dormire sopra, ci si addormenta.

Insomma, lettore compie il libro, lo finisce, come se fosse un semilavorato e alla fine di ogni singola lettura, quel libro è un’opera compiuta perché è avvenuto l’incontro o scontro, o la rinuncia o la rissa tra le due parti”.

A cura di: Sofia 4C, Federica 4L

Nel 1986, con L’alba dei morti viventi, nasce uno dei più grandi fenomeni editoriali italiani, l’indagatore dell’incubo Dylan Dog. Creato da Tiziano Sclavi, l’Old Boy ben presto comincia ad essere seguito da giovanissimi come da adulti, fino ad affermarsi come fumetto d’autore e ad essere osannato anche da famosi critici e intellettuali. Le sue avventure non sono semplici storie dell’orrore: attraverso numerosissime citazioni (uno degli elementi chiave del fumetto di Sclavi), il lettore intraprende un viaggio all’interno del suo inconscio, delle sue paure e di quello che gli si manifesta con i suoi sogni e incubi.

La sua professione è, appunto, quella dell’indagatore dell’incubo: il suo studio è a Londra, in Craven Road 7, e i suoi clienti sono vittime di casi assolutamente insoliti, a cui la polizia non crede e che vengono considerati pazzi. Lo stesso Dylan Dog, prima di cominciare a cercare zombi e vampiri, spesso suggerisce ai suoi clienti di andare da uno psichiatra, ma quando il suo “quinto senso e mezzo” pizzica, si getta nel caso, incurante anche della retribuzione. A compensare quest’atmosfera spettrale, oltre all’ironia di Dylan, contribuisce Groucho, migliore amico dell’Old Boy, nonché suo assistente. Groucho non rivelerà mai il suo vero nome, ma è chiamato da tutti così in quanto sosia dell’attore statunitense Groucho Marx, dal quale eredita non solo l’aspetto fisico, ma anche il senso dell’umorismo, fatto di barzellette, battute a raffica, commenti strampalati, volti ad irritare i clienti, ma nei quali trova spazio anche un pizzico di spiritosa saggezza (“L'ho sempre detto io che non vale la pena prendere la vita troppo sul serio; comunque vada non ne uscirai vivo.”, da “Dylan Dog n° 260”). Il suo compito principale è quello di accogliere i clienti, che generalmente esaspera con le sue freddure fino a quando Dylan non lo spedisce in cucina a preparare il tè. È comunque sempre pronto ad aiutare Dylan in caso di difficoltà, lanciandogli la pistola nei momenti più opportuni; purtroppo, è in grado di sbagliare anche questo, infatti spesso colpisce in testa il povero protagonista (e magari l’arma è anche scarica). Ma nonostante ciò Dylan ha per lui un affetto enorme e lo considera quasi un fratello.

Del passato di Dylan Dog non si sa molto, e quel poco che conosciamo è avvolto in una dimensione onirica e surreale. Sappiamo per certo che è un ex agente di Scotland Yard, nonché ex alcolizzato. All’inizio della storia ha 33 anni (la stessa età che aveva Tiziano Sclavi all’epoca), e nonostante il passare degli anni la sua età rimane sempre la stessa. Anche l’abbigliamento è sempre lo stesso: possiede una scorta di camicie rosse uguali, giacche nere e jeans blu. Questa sorta di “divisa” nasce in memoria degli abiti che Dyaln indossava nell’ultimo incontro con Lillie, la donna di cui era innamorato, morta in un penitenziario.

L’Old Boy detesta molti aspetti della vita moderna: si rifiuta di possedere un cellulare, scrive i suoi diari con penna d’oca e calamaio e la sua automobile (un maggiolone cabriolet bianco targato DYD 666) ha spesso problemi meccanici. Dylan non dà molta importanza nemmeno al denaro, mentre al contrario ama la lettura, la poesia, la musica (dalla classica all’heavy metal), suonare il suo clarinetto e il cinema, soprattutto i film horror. Detesta la violenza, è un accanito animalista ed è vegetariano. Ma ciò che lo affascina di più è sempre la paura, la paura irrazionale dell’ignoto, della quale tutti siamo vittime. Egli stesso ha spesso paura, e per questo motivo capita che talvolta non riesca a

risolvere il caso, o che l’orrore ricompaia all’improvviso, quando tutto sembrava finito…Non è, dunque, un eroe o una versione spettrale di Superman: è un semplice uomo, che non rifiuta l’ignoto, come fanno in tanti, ma cerca di entrarci dentro e di comprenderlo. E nonostante tutte le assurdità a cui ha assistito nella sua vita, non crede ancora ciecamente al soprannaturale (il suo motto è, spesso, come nel fenomeno degli Ufo: “Non ci credo, ma ci spero”).

DYLAN DOG – DEAD OF THE NIGHTIn uscita il 18 marzo, Dylan Dog – Dead of the Night è la versione cinematografica del celeberrimo fumetto italiano, diretta da Kevin Munroe. Non è la trasposizione di nessun albo, bensì una storia completamente nuova. L’ambientazione si sposta da Londra a New Orleans, dove Dylan Dog (interpretato da Brandon Routh) ha rinunciatoalla sua professione di indagatore dell’incubo, per ritornare a svolgere il lavoro di detective. Ma dovrà ritornare nel campo del paranormale dopo essere stato contattato da Elizabeth Ryan (Anita Briem), che sostiene che un mostro abbia ucciso suo padre. L’assistente di Dylan non è più Groucho, per problemi finanziari dati dal copyright; viene sostituito dall’irriverente Marcus Adams (Sam Huntington). Un’altra sostanziale differenza con il fumetto è data dal cambiamento del colore del Maggiolone del protagonista, che da bianco diventa nero (sempre per motivi di copyright: dopo Herbie, è la Walt Disney a detenere i diritti d’autore per i Maggiolini bianchi). Inoltre, l’esclamazione tipica di Dylan Dog (“Giuda ballerino!”) è stata provata nelle riprese, ma in seguito è stata eliminata, poiché è sembrata inappropriata.

Molti appassionati lettori del fumetto sono rimasti delusi dalle premesse del film, dalla scelta degli attori alla trama: non ci resta che aspettare l’uscita nelle sale per giudicare se sia stato reso onore a questo mostro sacro del fumetto italiano.

I parte - di una lunga, lunghissima serie

Il 14 marzo del 1861 il parlamento subalpino proclamava solennemente l’Unità d’Italia, anche se priva della città di Roma, liberata solamente nel settembre del 1870.

Una spinta positiva fu data da Camillo Benso di Cavour, chiamato a formare il nuovo Governo nel 1852 dopo la caduta del governo D’Azeglio.

La politica liberista di Cavour, che al Nord aveva dato un forte impulso all’industrializzazione, attrasse nel Piemonte sabaudo molti uomini dagli altri Stati Italiani, attratti dalla prospettiva lavorativa. Con lo sviluppo delle fabbriche, anche nel Nord Italia nasce la “questione sociale”, ormai presente nelle altre parti d’Europa: gli operai infatti capiscono la precarietà delle loro situazioni di vita, questo porterà alla creazione di sindacati che tutelino il lavoro operaio, ma ancora è da fare l’Italia!

Alcuni operai, infervorati dalla ormai tangibile unificazione italiana, si riuniscono nella “Società nazionale” della quale anche Mazzini e Garibaldi facevano parte. La Società nazionale era un gruppo che, nonostante non abbandonasse le idee indipendentistiche poco simpatiche a Cavour, appoggiavano la politica diplomatica di Cavour, almeno inizialmente.

Anche la politica estera di Cavour fu altrettanto determinante. Egli strinse con la Francia gli accordi di Plombiers nel 1958 che prevedevano, in caso di vittoria sull’Austria, la cessione di Nizza e Savoia alla Francia, mentre tutta l’Italia settentrionale fino agli Appennini sarebbe passata sotto lo stato Sabaudo. L’Italia centrale (escluso lo stato pontificio) sarebbe stato unito sotto il regno di un cugino di Napoleone ed il Regno delle Due Sicilie avrebbe conservato i suoi confini. Poiché il Piemonte non avrebbe mai potuto dichiarare esplicitamente guerra contro la potentissima Austria, si decise per la via “subdola”: si cominciarono a fare esercitazioni militari al confine tra il regno sabaudo e austriaco, le quali furono coadiuvate da articoli di giornali sapientemente redatti in modo da far indispettire l’Austria. A seguito di continue provocazioni da parte piemontese, l’Austria abboccò e chiese la fine di tutte le provocazioni, al rifiuto piemontese, l’Austria aprì il conflitto (scoppia la II guerra d’Indipendenza). Mentre al Nord si combatteva contro l’Austria, in Italia centrale il popolo si sollevava contro i regnanti con l’aspirazione di unirsi allo Stato Sabaudo. Ciò andava contro i progetti di Napoleone, il quale,dopo la minaccia dell’Austria di aprire un altro fronte in Renania, oltre a quello italiano, sottoscrisse la Pace di Zurigo. Senza più la Francia a difendere il Piemonte, le truppe piemontesi subirono gravissime sconfitte, ma grazie alla Pace di Zurigo tra Francia ed Austria, Il Regno di Savoia poté annettere anche la Lombardia ai suoi domini (l’Austria la cedette alla Francia che la cedette all’Italia. L’Italia dall’Austria non ebbe nulla direttamente!)

In Italia centrale i seguaci di Cavour e della Società Nazionale continuavano a premere per l’annessione allo Stato Sabaudo. Nel 1860 Cavour raggiunse con Napoleone III un accordo secondo il quale il

Piemonte avrebbe annesso l’Emilia e la Toscana, cedendo Nizza e Savoia alla Francia. Le annessioni avvennero per plebiscito.

I confini raggiunti sembravano quelli oltre i quali i diplomatici non ritenevano opportuno spingersi. Ma il popolo portò a termine l’Unificazione. Il 6 Maggio del 1860 un gruppo di volontari unitisi a Garibaldi partirono da Quarto per liberare l’Italia meridionale, nonostante l’ostilità di Cavour e del re.

In poco più di un mese e mezzo un gruppo di volontari riusciva a battere un esercito regolare come quello borbonico.

La conquista del Meridione italiano convinse Cavour che non poteva più ostacolare l’impresa dell’Unificazione, quindi ne assunse la direzione. Il 26 Ottobre 1860 a Teano, si incontrarono Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Il re cedette a Garibaldi un possedimento in Sardegna, mentre Garibaldi gli consegnò l’intera Italia Meridionale.

All’appello tuttavia mancavano ancora il Lazio con lo Stato pontificio, il Friuli, il Veneto, ed il Trentino.

La nostra regione era in tutti questi anni sotto lo Stato Pontificio e ha dato i natali ad Aurelio Saffi, importante figura del risorgimento Italiano.

Nato a Forlì nel 1819, fu un nobile riformatore. Iniziò la sua attività politica a Forlì, prendendo netta pozione contro il malgoverno locale. La città era retta da un Cardinal Legato. Si accostò velocemente alla idee mazziniane e con lui fu deputato alla Costituente romana del 1849, ministro dell’Interno e poi triumviro con Mazzini ed Armellini. Questa esperienza durò poco, esule con Mazzini in Svizzera si trasferisce con lui a Londra. Rientrò nel 1852 e fu protagonista dei preparativi dei moti milanesi e romagnoli nel 1853. Falliti, fu condannato in contumacia a 20 anni e tornò in esilio a Londra. Nel 1860 rientrò a Napoli per riunirsi a Mazzini e nel 1861 venne eletto deputato al parlamento del nuovo Regno d’Italia, si dimise in seguito ai fatti di Aspromonte del 1862 dove Garibaldi fu fermato dalle truppe governative nel tentativo di liberare Roma. Alla morte di Mazzini continuò a trascriverne gli appunti.

Saffi fu senz’altro un personaggio emblematico, rappresentante di un’epoca e di una generazione.

Ha sempre dimostrato una spiccata preferenza per un progresso pacifico, senza scosse né forzature: “ogni passo violento è retrocessione”. Voleva che lo spirito insurrezionale restasse vivo, ma contemporaneamente voleva costruire dal basso momenti di gestione sociale della “res” pubblica.

Uomo di cultura, coltivò rapporti con Michail Bakunin, la Società civile e la Massoneria., e diresse il mazziniano Popolo d’Italia. Nel 1862 fece parte di una commissione chiamata in causa per risolvere il problema del brigantaggio, un tema molto sentito nel nostro Meridione. Il suo disegno civile ed organizzativo toccava i ceti produttivi urbani, le professioni, i contadini, la classe operaia, ma anche il mondo femminile per il quale mostrò una attenzione del tutto particolare e alla cui organizzazione si dedicò sua moglie, Giorgina Janet Craufurd, con la quale aveva partecipato alla Giovane Europa insieme a Mazzini. Negli ultimi anni della sua vita, il suo pensiero politico si era allontanato dai temi di riscatto sociale e politico delle classi meno abbienti, anticipando temi di grande interesse verso la fine del secolo: dal liberismo in funzione antimonopolistica; dalla difesa della laicità dello stato alla riaffermazione del magistero morale della Chiesa; dalla propaganda irredentista per Trento e Trieste all’ostilità verso il mondo germanico. Mori a Forlì nel 1890.

• Stephen e Damon siete due figoni :Q______By Elle e Cry <3.

• E l'inflessibile c'è!!! Solo in terza E!!!

• Per Eleonora Melucci=papagenu.

• Forza Grabs! [N.d.R.: I cugini dei Crabs?]

• Per Chiara Bertuccini: la domanda è: perché a noi??? Perchééé?? D: D:

• Miao!

• Ragazzi e ragazze di 1^I cercano fidanzati e fidanzate fino al 15 febbraio.

• Fallora aafrò.

• Un Jacob irrequieto ora ha le stampelle perché era troppo irrequieto (eheheheh).

• Brutta feccia!

• Fec♥Pasti (tipo con gli occhialini del tram ♥).

• Tuuuti fruutti. Oh yeah ;D

• Ma...Settimana di rallentamento, no?

[N.d.R.: Settimana di potenziamento]

• Bolshoi ballet!

• “Uhuhuhuhuhuhuhuh, barba streisand.” Basta, please!

• Io non ho paura.

• Piccole stelline! :D

• Sole di settembre, un ultimo pezzo di estate♥

• I'm a banana, I'm a banana...don't kidding me man!

• Clara Rosa che fa le foto sempre in posa!!

• Barba streisand! [N.d.R.: Prima che il suo nome venisse ridicolizzato da una canzone idiota era una bravissima cantante.]

• The game.

• Kuordi ci manchi!

• U_U'wah...basta con barbara streisand!

• Uuuhuhuhuuuh! Barbara streisand!

• El frigooo frigo frigobar!!

• La pedrana tutta tana!

• Prof:”Quali sono i vantaggi per gli stranieri che emigrano?”

Nanni:”Negli altri Paesi ci sono i saldi!” [N.d.R.: Potrebbe essere un’idea!]

• Abbaù

• Pesce

• Fortaportuna= portafortuna

• Pellicans

• Opossums

• Mi piacciono i Pellicani <3

• A me i treni

• Ricordate che mille mila è così detto un milione!

• Mi piacciono i treni!!!

• Auguri Vale! +17 (29.01.2011)

• 18 Febbraio Fabri Fibra al Velvet “tutti ballano trane teeee” [N.d.R.: Trane te, trane te trane teeee]

• Angy e Tamengi —> La coppia del gol!

• Hey baby, take a walk on the wild side!

• Marco e Martina:”Fai Roar!” -Leo-

• Mi piacciono i treni

• Sei Perseo? Trentaseo

• Momento momento momento momento momento... A che livello si evolve Charmender? [N.d.R.: Si evolve in Charmeleon a livello 16 e in Charizard a livello 36. Fonte: Wikipedia ;P]

• Barabba Steisand uuhuhuhuhuhuhuh! Aggiungetemi su fb e vi accetterò, o forse no! [N.d.R.: E’ un bene che almeno qualcuno faccia un po’ di scrematura]

• Anche se... Tutti leggono Utopia tranne te... [N.d.R.: Io la leggo!]

• Come to the dark side... We have cookies -Leo-[ N.d.R.: Sei un genio]

Filippi

-Di andoscopio ce n'è uno, tutti gli altri son nessuno!

Barresi

-Le rette parallele sono due rette che non si incontrano mai e se si incontrano non si salutano.

Guidi

-Fatemi un sorriso a 460°.

Ferrara

-L'acqua scarseggia, la papera non galleggia.

Ferrante

(Al secondo piano) - Andate a prendere la televisione al piano di sopra!-

Governatori

Prof:” io ho il bastone dalla parte del manico!”

Alunno:”Ma il bastone ha solo la parte del manico!”

E RCIORDIAMO LA “STAGIONE DEI CONCERTI” AL LICEO EINSTEIN:

venerdì 28 gennaio - ore 20.30

Orchestra da Camera

dell’Istituto Musicale Giovanni Lettimi

Mattia Guerra pianoforte

Gulinelli:

-Altro che settimana di rallentamento, io farò la settimana di cattiveria assoluta!

Alfonsi:

-Ho fatto una grande cosa: 8-1.

Succi:

-Dimmi una proprietà dell'acqua. -È bagnata.

Piantieri:

-Voi siete i vandali del latino.

(traduzione versione)“I fanciulli rapiscono le bambole delle bambine!”

Piantieri

-Si e poi chiedono anche il riscatto.

Caterina Boldrini e Federico

Mecozzi violino

Nicolò Facciotto e Federico Mecozzi direttori musiche di Händel, Massenet, Elgar, Albeniz

venerdì 11 febbraio - ore 18.30

Tempus est iucundum

Gladys Rossi soprano

Maurizio Leoni baritono

Coro giovanile Note in Crescendo diretto da Fabio Pecci musiche di Verdi, Bizet, Puccini

Credits

Caporedattrice

Angelica 5C Angelica 5C Angelica 5C Angelica 5C

Co-caporedattore

Luca 3L Luca 3L Luca 3L Luca 3L

Redattori

Nicolas 1A, Linda 1D, Andrea 2G, Sergio 2G, Tai 3A, Nicolas 1A, 1D, Andrea 2G, 2G, Tai 3A, Angela 3C, Alessandra 3F, Elena 3I, Angela 3C, Alessandra 3F, Elena 3I, Angela Alessandra Elena 3I, Angela Alessandra Elena 3I,

Nicola Sofia Angelica 4L, 4L, Souad

Nicola 3L, Sofia 4C, Angelica 4L, Federica 4L, Souad 5F

Un ringraziamento speciale... Un ringraziamento speciale... Un ringraziamento Un ringraziamento

Anche se non volete far parte della redazione, potete manmandarci vostri disegni, articoli, o qualunque altra cosa il vostro estro artistico vi proponga, alla nostra ormai nota mail:

Ad Anna e Pia, le nostre photocopy-girl di fiducia, ai professori che ci hanno concesso il tempo per la vendita (se ce l’hanno concesso!) e alla pazienza del prof. Giuseppucci che ci sopporta... ehm... supporta sempre! XD utopia_einstein@hotmail.it utopia_einstein@hotmail.it ...e anche su Facebook! Cercate “Utopia Einstein”

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