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6° numero

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Liceo scientifico e musicale “A. Einstein”, Rimini

Anno 31 ­ N. 6 ­ Giugno 2024

Saluti di fine anno

Disegno in copertina: Alcatraz Comix

Climademy, Libera­Mente e volontariato

Speciale elezioni europee 8­9 giugno

Interviste, sondaggi e giochi

+1 albero ogni 20 copie vendute!

Cala il sipario: il saluto dei rappresentanti

Ciao a tutti, lettori di “Utopia”, so‐no Luca Arlotti, uno dei quattro rappresentanti d’Istituto.

Mi muovo in un campo insolito per me e perciò vorrei prima di tutto ringraziare la redazione di “Utopia” per avermi dato questa opportunità.

Vi vorrei raccontare quello che è stato per me quest’anno e per farmi conosce‐re meglio tramite uno stile ‘svetoniano’ (soffermandomi, cioè, sui particolari curiosi e poco conosciuti).

Per chi non lo sapesse: ho un fratello gemello che è rappresentante della Consulta (non siamo la stessa persona), sono vegetariano, gioco a basket, sono nato il 5 marzo 2005 (Pesci ascendente Toro), sono appassionato del mondo anime e manga, non ho Instagram per una mia etica personale, la mia serie preferita è “How I met your mother” ed il mio film preferito è “I Sospiri del mio cuore”, vado spesso in curva a vedere il Rimini basket e l’anno prossimo andrò a studiare economia e management per arte, cultura e comunicazione alla Bocconi.

Dopo questa carrellata di informazioni personali, mi piacerebbe raccontarvi quello che è stato quest’anno da rappre‐sentante, facendo un bilancio di quello che siamo riusciti a fare.

Una volta nominati rappresentanti biso‐gna unire le proposte delle liste elette, partendo dalla lista vincitrice delle ele‐zioni (in questo caso lista 2).

Io, essendone capolista, ho cercato di mantenere il più possibile le promesse fatte durante la propaganda elettorale,

seguendo il nostro motto machiavellico: “Dove c’è grande volontà, non ci sono grandi difficoltà”.

Partendo da questo presupposto abbia‐mo iniziato l’anno nuovo con l’as‐semblea di Muccioli e l’uscita sulle nevi, successivamente mi sono concentrato molto sul torneo di basket fra le scuole, dove sfortunatamente ci sia‐mo fermati in semifinale.

Noi rappresentanti abbiamo introdotto un sacco di eventi e di tornei nuovi co‐me quello di Brawl Stars, FIFA, ping pong, Fortnite ed un evento in spiaggia con i tornei di ultimate frisbee, beach tennis e beach volley (dove purtroppo ha diluviato).

Inoltre abbiamo messo in piedi una nuova festa per il triennio al Grand Ho‐tel di Riccione (da una idea di lista 1), ma, soprattutto, è scaturita negli ultimi mesi una collaborazione fra due organi del liceo, i rappresentanti d’istituto e il giornalino Utopia, che speriamo possa continuare anche per gli anni a venire. Tale collaborazione ha portato (grazie a una idea dei ragazzi di Utopia) ad una “festa” mattutina per l’ultimo giorno di scuola.

In tutto ciò ho avuto anche la fortuna di seguire il programma La Campanella da cui la nostra scuola è uscita vincitrice. Oltre a tutte queste iniziative positive ci sono anche molte promesse e sogni infranti: infatti, nonostante il nostro grande impegno, non siamo riusciti a realizzare la tessera studente, il torneo di calcio fra le scuole, l’Einstein’s got talent e tanto ancora.

Abbiamo affrontato il mandato con l’obiettivo di far tornare la nostra scuola non solo un luogo in cui si studia ma soprattutto un luogo dove è possibile creare un legame tra noi alunni al di là delle ore scolastiche, non limitandola al solo spazio­studio.

Concludo ringraziando tutti perché per noi è stato un anno bellissimo, pieno di emozioni e d’impegno, abbiamo cono‐sciuto nuove persone, rincontrato vecchi amici, approfondito conoscenze e siamo sicuri che darete tutti qualcosa a questa scuola.

Ci piacerebbe poter rimanere qui all’Einstein per vedere come cambierete questa scuola, però proprio per questo, come il naturale andamento della vita, è giusto che andiamo avanti e lasciamo questa scuola nelle vostre mani.

Vi lasciamo la Jenny per un altro anno come speriamo di aver lasciato qualco‐sa di nostro in questa scuola.

Liceo
2 UTOPIA6 ­ Giugno 2024

Concorso fotografico

“In viaggio”

Foto di Brando Mariani

Nel numero sono inserite

tutte le foto in gara.

Questa non è un’utopia: è Utopia!

Editoriale di Giacomo Pucillo

Ciao a tutti e a tutte, lettori e lettrici di Utopia. Vi ringrazio intanto per aver deciso di sfogliare il giornalino anche l’ultimo giorno di scuola e per aver iniziato a leggere questo ultimo editoriale (vorrei dire “queste poche ri‐ghe”).

Consentitemi di fare un “breve” rias‐sunto di cosa hanno significato per me questi cinque anni all’interno della re‐dazione.

Arrivato a questo punto, stento a consi‐derare Utopia una parentesi nel percorso liceale: chi mi conosce bene sa che, soprattutto nel triennio, il giornali‐no ha sempre rappresentato ben più di una semplice attività extrascolastica. Divenuto nel corso del tempo quasi un’ossessione (mi scuso con il resto della redazione se a tratti ho lasciato trasparire ciò), si è affermato come un mondo parallelo a quello scolastico. Un mondo pieno di opportunità e di indivi‐dui che nutrono accesi desideri di ri‐flettere sulla realtà intorno a noi. Un mondo di persone interessanti e interes‐

sate, mai indifferenti. Ma procediamo per gradi.

Gli anni del digitale

Di tutte queste potenzialità non ero pro‐babilmente consapevole al primo anno di liceo, quando, su consiglio di amici già “utopisti”, ho scelto di inoltrarmi in questo percorso. Allora, sotto il coordi‐namento di Giulia Monti e del prof. Giuseppucci, per me, appena quattordi‐cenne, Utopia significava “semplice‐mente” scrivere un articolo al mese (anche se non si è mai capito ­ né si sa tuttora ­ se Utopia sia un mensile, un bi‐mestrale o altro ancora) e consegnarlo, possibilmente entro la data di scadenza prevista.

Per accentuare il senso di spaesamento del primo anno, poi, è scoppiata la pandemia, che ha stravolto la vita di tutti noi. Chi l’ha vissuto nel biennio, in particolare, ha perso inevitabilmente molte occasioni per vivere appieno la realtà dell’Einstein, occasioni che per fortuna ora sono tornate. Anche Utopia,

in quel momento, ha vissuto cambia‐menti importanti: già a marzo 2020 è stato inaugurato il sito (oggi purtroppo non più accessibile) e subito dopo è nato il profilo Instagram. Insomma, si è sviluppato un settore totalmente nuovo, che ha rivoluzionato sotto vari aspetti l’attività della redazione. L’anno successivo, inoltre, sotto la direzione dell’instancabile caporedattore Alberto Zaghini, è stata completata la conversione al digitale: si pubblicavano allora veri e propri numeri online, sfo‐gliabili gratuitamente.

Anche nel clima opprimente del distanziamento sociale i contenuti non sono mai mancati, dalle interviste alle illustrazioni alle rubriche più leggere. Certo, non è stato così stimolante avere poco contatto con il nostro pubblico, però nessuno si è perso d’animo ­ lo te‐stimoniano le lunghe e­mail dell’allora caporedattore, come ricorderanno forse i più grandi tra di voi.

33 Introduzione

Concorso fotografico

“In viaggio”

Foto di Francesco Scavone

Il ritorno del cartaceo

Finalmente, poi, dopo un biennio in cui non si vedeva l’ombra della carta stampata, c’erano tutte le condizioni perché si ripristinassero le vecchie tra‐dizioni. E sono tornati alla memoria allora tutti i problemi che da trent’anni ci tormentano (ma che ci regalano anche grandi soddisfazioni) e che si possono riassumere in due parole: “stampa” e “vendita”. Ci sarebbe, per completare il lato tecnico e pratico dell’attività della redazione, una terza parola, una costante che da sempre evo‐ca fatiche e crisi di sconforto: “impagi‐nazione”. Tuttavia, il passaggio dallo schermo alla carta era ormai inevitabile:

Utopia doveva tornare sui banchi degli studenti.

E così è stato. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, però, il gruppo, di cui ora ero diventato caporedattore, aveva perso vari componenti (ci potevamo contare letteralmente sulle dita di una mano ­ e non su tutte), ormai all’uni‐versità. Dunque era necessario reclutare nuove persone.

Tutto sembrava incredibilmente nuovo e l’arrivo del nuovo coordinatore, il prof. Facciotto, accresceva questa percezione. Forse è stata proprio questa aria fresca di novità, che si respirava tra i nuovi utopisti, a determinare non po‐chi cambiamenti.

Arrivato a dirigere questo bellissimo progetto che prosegue da ormai tre de‐cenni, mi sono reso conto fin da subito di quanto fosse impegnativo, o forse di quanto volessi che fosse impegnativo. Il bello della nostra redazione è il fatto che non esista qualcuno che stabilisca dall’alto che cosa si debba fare. Se ogni settembre è di fatto un nuovo inizio,

allo stesso modo ciascuna riunione (e così ogni conversazione nel gruppo WhatsApp) è un momento in cui emergono nuovi articoli, nuove possibi‐li interviste, nuovi progetti. È così che sono nati e si sono sviluppati anche i contenuti e le innovazioni di questi due anni, dai video ai social ai concorsi.

Gli articoli: il fulcro della redazione Non è mia intenzione comunque diva‐gare. Noi redattori sappiamo perfetta‐mente che in un giornalino a contare più di ogni altra cosa sono gli articoli. In questo senso crediamo che le colonne di Utopia non debbano essere semplice‐mente una copia (sintetica) di Wikipe‐dia: tutti gli articoli, infatti, riflettono il pensiero di chi scrive. E questo è fonda‐mentale.

Le due parole chiave, nell’ottica di una redazione ambiziosa come la nostra, so‐no allora “varietà” e “originalità”. Di fronte a un pubblico tanto eteroge‐neo, è fondamentale trattare quanti più argomenti possibili, in modo semplice, ma mai scontato. Se è vero, inoltre, che siamo un giornalino scolastico, è anche evidente che il liceo “non è un’isola staccata dal mondo” (cito un lungo documento istituzionale di qualche

anno fa). Per questo motivo è altrettanto essenziale cercare un equilibrio tra le notizie relative al liceo e quelle prove‐nienti dal resto del mondo. Solo attra‐verso tale bilanciamento si può raggiungere un risultato pienamente soddisfacente. E ­ non meno importante ­, visti i tempi che corrono, è essenziale saper sfruttare i più disparati mezzi di comunicazione a nostra disposizione. Per questo motivo, non posso che espri‐mere immensa stima nei confronti dei miei colleghi per aver sempre riportato le proprie idee in modo interessante e mai banale, sapendo destreggiarsi con impegno in ogni ambito, anche se al primo anno nella redazione. Siamo un gruppo che sta dimostrando di saper da‐re il massimo in ogni circostanza. Dagli articoli ai video alle copertine fino al lato tecnico della stampa (sembra un dettaglio), ognuno contribuisce in ma‐niera assidua a questo progetto, che senza tale impegno crollerebbe.

Un’utopia che diventa realtà Proprio grazie a questa dedizione, le idee emerse dalle riunioni sono divenu‐te progetti concreti. Sono veramente tante le iniziative di questi ultimi anni. Le copertine a colori. L’apertura del

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canale YouTube, le videointerviste, l’avvio delle rubriche sui social. I concorsi, le sponsorizzazioni. La beneficenza, i progetti di sostenibilità ambientale. Il Festival del Giornalismo, il CISS. Utopino. I nuovissimi progetti con il giornalino del Cesare­Valgimigli, purtroppo scoperto tardi, e con i nostri rappresentanti d’istituto. Per non parla‐re poi della recente collaborazione con il gruppo Maggioli, risultato della lungimiranza del prof. Facciotto e della massima disponibilità dell’azienda. Tutto questo sorvolando sulle novità di carattere puramente estetico, come la creazione di un nuovo logo e l’inseri‐mento delle firme in digitale in fondo agli articoli.

Devo allora ringraziare Utopia, che mi ha permesso di scoprire e apprezzare il mio lato ambizioso e sognatore, che ho piacevolmente ritrovato in molti miei colleghi. Non so quale sia il progetto più ambizioso fra tutti quelli che abbia‐mo intrapreso durante questo anno sco‐lastico. Certo è che senza una redazione come quella attuale le belle idee sa‐rebbero rimaste tali su un pezzo di carta, magari finito accidentalmente nel bidone.

Far parte di una redazione significa non soltanto scrivere articoli, realizzare interviste, pubblicizzare sondaggi ed eventi, ma anche dedicarsi all’intero processo di creazione del giornalino, il che comporta non pochi sacrifici. Riunione. Idee. Articoli. Interviste. Sondaggi. Social. Scadenze. Nuove scadenze. Impaginazione. Stampa. Re‐fusi. Nuova impaginazione. Nuovi refu‐si. Stampa. L’inchiostro è finito. Stampa. Interi pomeriggi a scuola. Bi‐sogna prendere le risme nell’archivio. Carta inceppata nel cassetto 3. Stampa. Allineamento delle testine necessario. Non c’è tempo. Iniziamo a vendere?

Sono già passati in questa classe? Oggi pomeriggio ristampiamo. La scuola chiude alle 18. Finiremo domani. La ro‐tazione delle classi non aiuta. Vendiamo intanto. Escono a mezzogiorno? Possia‐mo rubarvi un minuto per vendere l’ultimo numero di Utopia? Ci sono anche i giochi in fondo. Costo sempre di 50 centesimi. Questo numero ha avu‐to successo, bisogna ristampare. E si ri‐comincia.

Tutto questo certamente non si vede, come è giusto che sia. Ma ci tengo a sottolinearlo: non siamo solo quelli che passano nelle aule a interrompere le le‐zioni. Certo, facciamo anche quello, ma si tratta solo della punta dell’iceberg di un progetto creativo e culturale che si arricchisce di un tassello ogni singolo giorno dell’anno. Purtroppo non lavo‐riamo in una tipografia, quindi ci scusiamo se i numeri non sono sempre usciti secondo i tempi previsti. È un progetto per certi aspetti più grande di noi, in cui tutto ­ dagli articoli alle illu‐strazioni ai video ­ si regge sulla vo‐lontà e sulla determinazione incredibili dei singoli redattori.

Niente ­ e nessuno ­ ci obbliga a scrive‐re il giornalino, se non il nostro deside‐rio di diffondere informazione, cultura e un po’ di sana leggerezza tra i banchi di scuola. Speriamo, nel nostro piccolo, di essere riusciti finora a perseguire tale obiettivo. Per questo non possiamo che esprimere massima gratitudine nei confronti di coloro che apprezzano il valore del nostro lavoro: senza di voi perderemmo la motivazione che ci sprona a proseguire.

La soddisfazione nel vedere impresse su carta le proprie parole è impagabile.

Oltre a ciò, sappiamo perfettamente di avere una grande responsabilità nei confronti di tutto il liceo: non sono molti gli istituti che possono vantare un giornalino studentesco, non dobbiamo

dimenticarlo.

Essere redattori o redattrici, poi, signifi‐ca avere la possibilità di vivere il liceo in modo diverso, più autentico, al di là delle ore di lezione.

Anche per questo motivo mi spiace immensamente dover allontanarmi dalla redazione, da un gruppo di persone in mezzo alle quali si respira sempre un bellissimo clima. Un gruppo nel quale la differenza di età passa in secondo piano e in cui contano la collaborazione, la forza di volontà e la genuinità. Ringrazio allora i miei colleghi per aver reso possibile tutto questo.

Utopia 30: un capitolo ancora aperto L’impegno dell’attuale redazione 20232024 però non finisce qui. Ci sono altre iniziative che meritano di essere portate a termine. Tra queste, la FeRedazione (la collaborazione tra redazioni stu‐dentesche italiane, di cui trovate un as‐saggio in questo numero) e il nuovo merchandising di Utopia (il logo è già pronto da fine aprile, purtroppo però l’azienda non ha avuto tempo di concludere). Ma il vero Progetto ­ con la P maiuscola ­ è quello del trentenna‐le. Progetto che vede coinvolte più di 50 persone, tra ex utopisti, ex presidi e un gruppetto di noi redattori. Obiettivo (da esattamente 12 mesi): ricostruire la storia di Utopia attraverso i racconti di chi il giornalino l’ha vissuto da vicino. L’assemblea e la presentazione del nu‐mero speciale, in programma il prossi‐mo autunno, saranno veramente un’occasione da non perdere. Un’opportunità per ripercorrere questi ultimi trent’anni al liceo, per guardare al passato con curiosità e per immaginare un nuovo futuro. Siamo utopisti in fondo.

Introduzione
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Ambiente

Quanto è sostenibile il nostro liceo? Intervista ad Aicha Faye (Climademy)

Qual è l’obiettivo di questo pro‐getto?

Il nostro obiettivo è far conoscere e invogliare i nostri coetanei a scoprire quanto e come è importante l’ambiente, perché se ne parla ma non abbastanza e nemmeno nel modo giusto.

Chi partecipa?

I professori che partecipano e coordina‐no “Climademy” sono Mantovani e Ro‐driguez, mentre i ragazzi che partecipano fanno parte delle loro classi e si lavora divisi in diversi gruppi, ognu‐no si occupa di una parte del progetto. Si può anche far parte di più gruppi, di‐pende dagli interessi di ognuno.

Come è nata quest’idea?

Durante una lezione di Mantovani sulla statistica è nata l’idea di fare un’indagi‐ne sulla “popolazione” del liceo ri‐guardo al consumo d’acqua pro capite e da lì, aggiungendo nuovi spunti, il pro‐getto si è allargato molto; poi i profes‐sori hanno presentato i gruppi e hanno chiesto chi voleva entrare dove e ognu‐no è andato dove preferiva. Per il momento i gruppi lavorano molto bene fra loro e il progetto è ben orga‐nizzato grazie anche a tutti i professori che partecipano.

Quali gruppi ci sono?

Jobs: i ragazzi che partecipano a questo gruppo si impegnano nella ricerca dei lavori che sono più inclini alla cura e alla salvaguardia dell’ambiente. Attivismo: noi invece stiamo prendendo

i contatti di molte associazioni locali che si impegnano per battaglie ambientaliste e ci siamo già accordati con il Comune per fare durante l’estate una “mostra/manifestazione” con anche una buona parte di divulgazione scienti‐fica con persone preparate che possano spiegare alcuni fenomeni attuali legati al clima.

Statistica: sono i ragazzi che, tramite i sondaggi, si occupano delle effettive ri‐cerche e dello studio dei dati delle inda‐gini.

Teach: questo gruppo si occupa della “trasmissione” del nostro lavoro alle fu‐ture classi del triennio con anche l’o‐biettivo di creare un PCTO a tema ambientale.

Challenge: i ragazzi che fanno parte di questo gruppo per un periodo di tempo dovranno assumere uno stile di vita ecosostenibile e documentarlo tramite i social.

Social: su questo gruppo alla fine si ba‐sa tutto il nostro lavoro perché è grazie a loro se riusciamo a renderlo pubblico, e quindi si occupano della divulgazione delle “creazioni” degli altri gruppi.

Che progetti avete per il futuro?

Tutto si basa sul nostro account social: infatti abbiamo attaccato a scuola i QR code per collegarsi direttamente al link, per la fine della scuola pensavamo di fare una presentazione del progetto a tutti gli studenti e i gruppi di statistica probabilmente attaccheranno dei cartelloni in cui scriveranno le conclusioni delle loro ricerche fatte con i sondaggi.

Per le vostre ricerche non statistiche usate Chat GPT o altre AI? Su cosa vi basate?

Ci teniamo a fare un lavoro dai ragazzi per i ragazzi, che coinvolga i nostri coe‐tanei perché sappiamo che se gli pre‐sentiamo una ricerca che viene da Google non se ne interesseranno mai. Per il momento gli unici due gruppi che possono usare OpenAI o altre intelli‐genze artificiali sono quello dell’attivi‐smo, perché dobbiamo creare un volantino, e teach, perché devono scri‐vere un testo consono all’ambiente sco‐lastico.

Che risposta vi aspettate dalla scuo‐la?

Speriamo che gli studenti si appassioni‐no alla tematiche che portiamo e di cui discutiamo, anche se alcuni di noi sono un po’ scettici, e ci aspettiamo molta collaborazione dai professori per il fu‐turo. In generale siamo fiduciosi in una risposta positiva da parte di tutti.

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Volontariato

Solidarietà al quadrato

Anche quest’anno si è concluso po‐sitivamente il percorso di vo‐lontariato proposto da PACHA MAMA con alcuni studenti del Liceo Einstein. Un gruppo che in orario extrascolastico ha conosciuto e approfondito le temati‐che legate al Commercio Equo e Soli‐dale ed ha, in autonomia, organizzato momenti di sensibilizzazione a scuola.

Sono state proposte merende solidali per sottolineare che anche un piccolo gesto quotidiano, come la merenda, può fare la differenza, che il nostro consumo può essere critico e consapevole e favo‐rire produzioni eque e sostenibili. La vendita di queste merende ha soste‐nuto produttori di commercio equo di diversi Paesi del Sud del Mondo ma non solo! Per questo anno i ragazzi,

insieme alla cooperativa Pacha Mama, hanno scelto di devolvere 200 euro a fa‐vore di un altro importante progetto di volontariato della scuola, le adozioni internazionali AVSI, sostenute e pro‐mosse dalla professoressa De Luigi con il gruppo di volontariato che la sostiene. Siamo convinti che lavorare in rete e sostenersi a vicenda sia la strategia vincente per le associazioni di volonta‐riato, mosse tutte dalla comune volontà

di diffondere una cultura di solidarietà, promozione del bene comune e del la‐voro di squadra.

Grazie a quanti ci hanno sostenuto acquistando una merenda equa e solida‐le, a chi ha dedicato il proprio tempo per l’organizzazione e a chi ha reso possibili queste azioni accogliendoci all’interno della scuola!

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Concorso fotografico “In viaggio” ­ Foto di (da sinistra verso destra):Aicha Faye, Irene Basile, Frida Ceccarelli

Giustizia

In marcia per la legalità: i ragazzi di Libera­Mente a Roma

on dobbiamo avere paura né oggi né in avvenire, perché siamo nel giusto, nella via giusta noi lottiamo per una cosa che deve venire, che non può non venire. La strada sarà un po’lunga e difficile, ma arriveremo e lo vedremo un mondo migliore e so‐prattutto lo vedranno i nostri figli, per questo non devi avere paura.”

Queste le parole con cui Don Ciotti, presidente dell’associazione “Libera Mafie”, citando “Roma, città aperta” di Roberto Rossellini, conclude il suo discorso sul palco del Circo Massimo, a Roma, il 21 marzo 2024, giornata na‐zionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie.

Una manifestazione che ha riunito più di 100.000 persone, un pubblico molto vario: giovani studenti, politici e tanti altri. Tutti insieme riuniti attorno ai fa‐miliari delle vittime, per condividere e ricordare il loro dolore.

Tra le file di quella immensa folla c’eravamo anche noi.

Grazie al progetto “Libera­Mente”, incentrato sui temi della legalità e della lotta alle mafie, cinque ragazzi del no‐stro liceo hanno avuto la possibilità di passare due giorni a Roma e di parteci‐pare alle iniziative organizzate da Libe‐ra per l’occasione, accompagnati dalla professoressa suor Nadia Pompili, da Maria Ferraris, responsabile di Libera Rimini e dal dirigente scolastico, Chri‐stian Montanari. (Menzione speciale per Daniela Gregoroni e Luciana Morri, professoresse del nostro liceo anche lo‐ro responsabili del progetto, che

purtroppo non hanno potuto partecipare alla giornata.)

Nella prima mattinata il gruppo si è uni‐to al corteo, arrivando fino al Circo Massimo, passando per le principali vie della capitale. Qui sono state nominate tutte le 1081 vittime di mafia: magi‐strati, giornalisti, politici, avvocati, ri‐storatori, commercianti e persone comuni.

In seguito l’intervento di Don Luigi Ciotti, che ha subito richiesto un minuto di silenzio, per onorare ogni singola vita ingiustamente spezzata. Ha poi prose‐guito con un ispirante e articolato discorso, in cui ha trattato diversi temi, denunciando vari aspetti del fenomeno mafioso, senza tralasciare nulla. “È nostro compito trasformare la me‐moria del passato in etica del presente, della condivisione e della corresponsa‐bilità. Due parole ci hanno accompa‐gnato in questi 29 anni: memoria e

impegno. E non c’è memoria vera senza impegno.” Don Ciotti ha sottolineato l’importanza di un impegno attivo nella lotta alla criminalità organizzata, che non può esaurirsi in un discorso forbito o una semplice dichiarazione: “Il male bisogna chiamarlo per nome: mafia, ca‐morra, ’ndrangheta, sacra corona unita, stidda. Ed è nostro compito sporcarci le mani per ottenere diritti, pace e giusti‐zia per tutti. Altrimenti restano soltanto parole.”

Ciotti continua con una efferata critica alla politica, facendo riferimento alla modifica della legge 185 del 1990, che rischia di favorire i mercanti di armi, dice: “Vuole la politica ascoltare la base oppure no? Ci sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa. E allora parlate, fate sentire la vostra voce perché in gioco c’è la pace”. Un invito, o meglio un compito, che è rivolto soprattutto alle nuove genera‐

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zioni: Don Ciotti ha parlato diretta‐mente a noi, e abbiamo ascoltato con molta attenzione.

L’intervento si conclude con un mes‐saggio di speranza, l’espressione di una forte volontà condivisa, quella di creare un futuro migliore, libero dalla vio‐lenza, libero dal male, un futuro di pa‐ce, la rinascita del nostro Paese: “Vogliamo un’Italia libera dalle mafie, dalla corruzione e dalle ingiustizie, ma soprattutto che accolga chi arriva da lontano. Un’Italia capace di educare chi rischia di sbagliare, di curare chi sta male, di parlare di pace, di coltivare speranza. Sogniamo tutte le nostre città libere, un Paese libero con cittadini li‐beri. Liberi perché responsabili, liberi perché fanno un uso coraggioso della propria libertà”.

Le parole di Don Ciotti hanno lasciato un segno, con la loro forza travolgente hanno ispirato i cuori e le menti di mi‐gliaia di persone.

Una volta terminato il discorso di Don Ciotti, la giornata è proseguita con la partecipazione a dei seminari di appro‐fondimento, organizzati in collabora‐zione con le tante realtà sociali della rete di Libera, giornalisti, associazioni ed esperti; tra questi, i ragazzi di Libe‐ra­Mente hanno scelto tre proposte:

“Vincere la povertà non è un atto di carità, è un atto di giustizia. La lotta alle mafie significa lotta per la Giustizia so‐ciale”, con l’intervento di Maura Cos‐sutta, Casa Internazionale delle Donne, Giuseppe De Marzo di Libera, Silvia Paoluzzi (segretaria nazionale Unione Inquilini), don Mattia Ferrari, cappella‐no della Ong Mediterranea, Daniela Barbaresi, segreteria nazionale CGIL ­ “Il Gioco d’azzardo, racket, usura: fe‐nomeni sommersi, vittime strozzate” con l’intervento di Marcello Cozzi, presidente della fondazione nazionale

anti­usura “Interesse Uomo”, Luigi Ferrucci, presidente della Federazione Antiracket Italiana, Lino Busà, direttore del SOS impresa, Maurizio Fiasco, presidente dell’Associazione Scientifica “Alea per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio” ­ “La Scelta è donna. Accompagnare il rinnovamente: da “Le ribelli” a “Libere di scegliere”, con ospiti: Nando dalla Chiesa, presidente onorario di Libera e presidente di SISMA (Società Scientifi‐ca Italiana degli Studi su Mafie e Anti‐mafia) e autore de “Le ribelli”, Patrizia Surace, progetto “Liberi di scegliere”, Paola di Nicola Travaglini, magistrata e consulente della Consulta Femminicidi.

Occasioni formative molto stimolanti, che hanno dato la possibilità ai ragazzi di approfondire vari temi legati alla le‐galità e di conoscere figure di ispirazio‐ne.

Quella di Roma è stata un’esperienza molto significativa ed emozionante, i ragazzi di “Libera­Mente” sono tornati a casa quel giorno portando con sé una nuova voglia di cambiamento, consci della necessità impellente di un impe‐

gno collettivo, volto a creare una comu‐nità sicura e giusta, fondata su una consapevolezza comune, sul ricordo de‐gli errori passati, sulla forza e sulla vo‐glia di combattere, denunciare, lottare senza vergogna e senza paura, sulla promessa di un mondo ripulito da tutto quel dolore.

Il progetto “Libera­Mente” è stato un’occasione unica, ha dato la possibi‐lità di approfondire una tematica di cui spesso si parla, ma in modo non effica‐ce, senza un vero coinvolgimento dell’ascoltatore. Lo scopo del progetto è proprio quello di educare a una cittadi‐nanza attiva che sceglie il bene comune e la legalità come stile di vita, diffonde‐re l’esigenza di ripudiare l’omertà e di sentirsi direttamente chiamati in causa rispetto al cambiamento sociale.

La Mafia esiste, agisce e ferisce tantis‐sime persone molto più spesso di quanto si possa credere ed è anche qui, nel nostro territorio.

Non possiamo prenderci la libertà di ignorarlo o disinteressarcene perché pensiamo sia troppo lontano da noi. Questo è un messaggio fondamentale che i ragazzi del progetto hanno cercato

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di trasmettere a tutta la scuola.

Il 1 marzo è stata organizzata l’as‐semblea d’istituto “SOLE, MARE… MAFIA: la presenza delle mafie nella Riviera romagnola”, durante la quale abbiamo potuto ascoltare la preziosa te‐stimonianza di tre importanti personali‐tà:

il giornalista Paolo Bonacini, esperto di mafie, che ha seguito il processo “Aemilia”, maxi processo alla ‘ndrangheta emiliana, svoltosi a Reggio Emilia, per la durata di ben sette anni e conclusosi il 7 maggio 2022, con 31 condanne per associazione mafiosa e pene che arrivano a circa 700 anni di reclusione, ai danni del clan “Grande Aracri”, radicatosi in Emilia­Romagna e in tutto il Nord Italia

Pippo Giordano, ex ispettore della DIA, la Direzione Investigativa Anti‐mafia, che ci ha donato una toccante te‐stimonianza della sua esperienza diretta sul campo, durante la quale ha collabo‐rato con i giudici Falcone e Borsellino

Umberto Maria Ferraiolo, dottore commercialista di Rimini e amministratore giudiziario dei beni confiscati alle mafie.

L’assemblea, mediata dai ragazzi del

progetto, ha riscosso un certo successo tra il pubblico, che ha seguito con inte‐resse gli interventi di tutti e tre gli ospi‐ti.

Questa assemblea ha segnato una tappa fondamentale nel progetto, e anche un’importante prova per i ragazzi presentatori, che si sono messi in gioco di fronte ai propri coetanei per diffondere un messaggio chiaro.

Il progetto “Libera­mente”, però, non finisce qui. Per concludere il percorso, i ragazzi parteciperanno al Campo estivo

“E!STATE LIBERI!”, dal 24 al 29 giugno nella città di Teano, in provincia di Caserta.

Qui svolgeranno attività ed incontri proposti da Libera che avranno luogo nel bene confiscato a Pogliano di Teano, intitolato ad Antonio Landieri, vittima innocente di camorra.

Al ritorno a scuola verrà organizzata un’assemblea di restituzione del viaggio: i ragazzi di “Libera­Mente” vi aspettano numerosi per condividere insieme un’esperienza di grande valore.

Concorso fotografico

“In viaggio”

Foto di Marta Curatolo

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Sondaggio

Liceo Einstein: cosa pensano degli altri licei i nostri studenti?

Concorso fotografico “In viaggio” Asinistra: foto di Carlotta Sacchetti ­Adestra: foto di Davide Spallino

Gli stereotipi tra scuole sono inevi‐tabili: è ovvio che, una volta che sei in una scuola, ti cresce dentro un gran senso di superiorità nei confronti degli alunni di altre scuole, soprattutto tra licei. Infatti arriverei anche a dire che tra noi licei c’è una costante competizione nel trovare la migliore scuola (che sicuramente non è il musi‐cale), e mi sono posta una domanda: come vediamo noi studenti dell’Einstein gli alunni di altre scuole? Così noi della redazione ci siamo impe‐gnati nel fare un sondaggio a riguardo: le risposte erano delle più variegate, e proprio come vi avevamo chiesto non vi siete trattenuti sugli stereotipi.

Partendo dal nostro acerrimo nemico, il liceo classico: secondo gli studenti un

alunno medio è un secchione ruffiano, quattr’occhi e con vestiti impeccabili, chiuso in camera da settimane poiché i suoi studi greci e latini hanno preso gran parte (se non tutta) della sua vita sociale.

Come immagine si differenzia un po’ dallo studente del linguistico (o meglio studentessa, i maschi sono più che rari), un esaurito che, a forza di studiare 3­4 lingue contemporaneamente, ha completamente cancellato tutte le cono‐scenze su ognuna di esse, compreso l’italiano, ma senza sacrificare il suo accento britannico forzato.

Come ci si poteva aspettare, lo studente dello scienze umane è o una donna o gay. In entrambi i casi non fa niente tutto il giorno e ha una pericolosa

tendenza al vittimismo.

Come conclusione abbiamo l’economi‐co sociale, scuola così sconosciuta alla maggior parte dei ragazzi che l’alunno stesso che ne fa parte non ha idea di che cosa faccia in una giornata media.

Così abbiamo concluso il nostro sondaggio, e una cosa di certo l’abbia‐mo capita: gli studenti dell’Einstein non hanno nessuna intenzione di spostarsi, in quanto il disprezzo è diventato tale che anche i lavori in sede sono diventati accettabili (tranne l’assenza del bar, quella ancora perfora il nostro cuore a ogni ricreazione).

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Liceo

Liceo

Settimana della Musica 2024

Foto scattate da Dorin Mihai. Frasi tratte da un sondaggio di Utopia.

È veramente divertente soprattutto una volta che raccogli i frutti del tuo lavoro, poi la cosa migliore è che si crea un le‐game con tutti i partecipanti e ciò è fantastico.

La consiglierei, oltre a suonare e tutto ho conosciuto tanta gente e mi serviva, quindi lo consiglio davvero perché nel camerino si dà una confidenza anche agli sconosciuti di livello estremo (e tutto questo è molto divertente).

Rifarei questa esperienza un altro mi‐liardo di volte: il clima era bellissimo.

Ho vissuto bene l’esperienza, certo l’ansia non manca, però è un’occasione per crescere e mettersi alla prova, la soddisfazione dopo aver suonato è impagabile.

Stupenda, non vedo l’ora che sia di nuovo ora.

È stata un’esperienza molto stimolante, perché era la prima volta che suonavo con delle altre persone che si esibivano sullo stesso palco.

Ho partecipato come musicista e mi so‐no divertito molto a suonare e a stare con i miei compagni. Tutti i sacrifici durante l’anno sono stati ripagati. Consiglio quest’esperienza a tutti gli appassionati d’arte.

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UTOPIA6 ­ Giugno 2024

Domande ­ Risultati nella pagina seguente

Test della personalità

Quando sei in viaggio, quale parte della tua personalità spicca di più?

Scoprilo rispondendo a queste poche domande!

di Rebecca Valdinoci e Claudia “Cleo” De Carlo

1. Preferisco viaggiare:

A) in aereo, così faccio le foto aesthetic alle nuvole

B) in autobus, così spiego le località fuori dal finestrino

C) in macchina, con i miei tempi

D) in treno, con menù a portata di mano

2. Quando sono in viaggio, a cena ordino:

A) il piatto instagrammabile

B) il piatto tipico

C) non faccio in tempo ad ordinare che le cucine chiudono; nel dubbio dico al

cameriere che vado di fretta

D) tutto il menù

3. Vado in bagno in albergo e mi accorgo che manca la carta igienica:

A) faccio una storia per aggiornare i miei follower sulla tragedia

B) niente paura, per precauzione ne ho portata una di scorta!

C) analizzo con calma la situazione… ma alla fine rinuncio

D) non avrei dovuto ordinare tutto il menù a cena…

Concorso fotografico

“In viaggio” Foto di Tommaso

Cappelli

4. Quando devo scendere dalla stazione:

A) scendo alla prossima perché ero troppo impegnato/a a fare foto al panorama

B) presto la massima attenzione

C) ho perso il treno :(

D) dove scendo scendo, basta che ci sia un fast food nei dintorni

5. Prima di partire ricontrollo sempre di avere con me:

A) il bastone per i selfie

B) la carta d’imbarco

C) non ho tempo di ricontrollare

D) snacks a sufficienza (anche se alla fine non bastano mai)

6. Se mi porto in viaggio un amico è perché:

A) deve farmi da fotografo

B) mi ricorda orari e impegni vari

C) lo ritengo più consono al tipo di esperienza

D) ho più cibo da scroccare

7. Se i piani vengono cancellati e rimango in hotel:

A) mi lamento con i miei follower su Instagram

B) ho un mental breakdown

C) let’s go, torno a dormire (tanto non li avrei rispettati comunque)

D) chiamo il servizio in camera

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Liceo

Risultati

Se hai ottenuto una maggioranza di...

A ­ L’INFLUENCER

Con una personalità da “influencer”, non puoi fare a meno di avere sempre il telefono in mano per non essere il/la solo/a a go‐dere della bellezza dei monumenti e dei panorami immortalati nei tuoi scatti. È fondamentale che i ricordi dei tuoi viaggi siano sempre con te per ritornare con il pensiero nei posti frequentati e poterne tracciare un itinerario tale da farti rivivere le emozioni provate. Quelle immagini probabilmente riempiono le pareti di casa, e, di certo, hai una quantità colossale di storie in evidenza suddivise per località esotiche da te visitate sul tuo profilo Instagram, giusto per rendere sempre amici e parenti aggiornati sulla tua grande esperienza come viaggiatore/viaggiatrice, ma soprattutto sulla tua grande abilità come fotografo/a. Documentare le esperienze vissute è naturalmente lecito, ma non dimenticare ogni tanto di scollarti dal telefono, guardarti intorno, e vivere concretamente il viaggio. Altrimenti quali emozioni vorrai ricordarti?

B ­ LA GUIDATURISTICA

Di certo sei il tipo che non mette piede in alcun posto senza essersi preparato in anticipo documenti, itinerario, alloggio, tra‐sporti, rifornimento di cibo, souvenir, località imperdibili… e la lista potrebbe andare avanti. Per la tua grande cultura (frutto probabilmente di accurate ricerche condotte su Tiktok, reel di Instagram e video di Youtube) potresti addirittura apparire del po‐sto. Infatti saresti persino in grado di spiccicare qualche parola nella lingua parlata! Saresti l’amico/a ideale che chiunque vorrebbe portarsi con sé per non perdersi nulla (anzi una fonte più affidabile di Google Maps stesso!) del luogo da visitare. Il fa‐scino per la cultura e la bellezza delle numerose mete che fanno parte del tuo ricco bagaglio di esperienze ti rende una persona molto curiosa e con una grande apertura mentale, tale da permetterti di apprezzare ogni aspetto del viaggio (dal cibo alla compa‐gnia alle avventure…) e, perché no, anche di conoscere gente da tutto il mondo!

C ­ IL RITARDATARIO

Tu e la puntualità siete come due rette parallele: non vi incontrerete mai! Come ogni viaggio che si rispetti, sfidi il tempo nono‐stante la consapevolezza di stare per perdere un volo importante confidando sul tuo grande sprint finale degli ultimi minuti che ti porterà magicamente a destinazione. Ma si sa, la gatta frettolosa fa i gattini ciechi: sei proprio sicuro/a di non esserti dimenti‐cato/a qualcosa? Certo che no, e puntualmente è il caricabatterie o comunque qualcosa di assolutamente essenziale che hai di‐menticato proprio accanto al comodino (e a quella sveglia che hai ignorato più volte la mattina della partenza!)... Le località che programmi di visitare sono destinazioni da sogno, ma fai in modo di non rimanerci troppo nel mondo dei sogni, altrimenti ri‐marrai sempre l’amico ritardatario che nessuno vorrà portarsi in viaggio! Là fuori ci sono fin troppi luoghi da vedere, cibi da as‐saporare, esperienze da vivere… che di certo non aspetteranno te!

D ­ IL MANGIONE

È chiaro che dietro la scelta delle mete per i tuoi viaggi c’è uno e un solo obiettivo: provare il cibo tipico del luogo. Per te le esperienze più importanti sono quelle “sensoriali”: la golosità è il motore del tuo viaggio, lo stomaco vuoto il tuo bagaglio da riempire, ristoranti e street food la destinazione... Scoprire dove e cosa mangiare è facile quando il tuo feed di Instagram è co‐stantemente pieno di reel di food bloggers che fanno elenchi su elenchi di pietanze deliziose (e, nella maggior parte dei casi, anche economiche). Un viaggio culinario alla scoperta dei sapori più disparati è l’ideale per te. Mentre ti trovi a passeggiare per le strade di qualche località turistica, non soffermarti troppo sulle insegne a neon dei ristoranti che recano la scritta “APERTO”, ma guarda il bel panorama intorno a te, tra un menù e l'altro consulta qualche guida turistica, oltre al piacere del buon cibo godi anche dei monumenti del posto e della sua magica atmosfera… Insomma, è vero che il cibo è parte fondamentale della cultura e dell’identità di un Paese, ma ricordati di non ragionare solo con lo stomaco: ci sono molte altre meraviglie da vedere oltre ai menù che ti ritrovi a sfogliare ogni due per tre nei vari ristoranti di tutto il mondo!

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Dove viaggiatori?

Non siete stanchi delle solite gita‐relle scolastiche organizzate ma‐le? Un esempio è Pennabilli, paesino in mezzo al nulla dimenticato da Dio, ca‐rino, ma musei con troppe scale. Inoltre lo stress da maggio sta stravolgendo la salute mentale e fisica di tutti. Perché non andare in Francia? Magari a Disneyland o a visitare negozi costosi che solo a guardarli ti svuotano il conto in banca, o viaggiare sino lì solo per ri‐cordare quanto gli italiani siano meglio dei francesi.

Forse è meglio magari andare in Spa‐gna, a Siviglia e guardare il parco na‐zionale in un taxi privato. Fidatevi: vedrete più corna lì che su quella “persona”. Altrimenti si possono semplicemente visitare i bellissimi

In alto: Parco di Doñana (Andalusia)

quartieri di Siviglia in cerca del dolce far niente se non degli squisiti dolci. Per i nullatenenti di quattrini come me invece consiglio una gitarella gratis al nostro bel ­ ma non pulito ­ mare di Ri‐mini, in compagnia di amici è ancora più soddisfacente. Si vuole uscire la se‐ra ma non si ha racimolato mezzo gruzzolo? Beh, non preoccupatevi: ci sono i chiringuitos a salvarci dalla po‐vertà!!

A voi, più sportivi, propongo viaggi alle isole Canarie visitando Tenerife, l’isola vulcanica del Teide, delle foreste di lau‐risilva, delle spiagge di sabbia nera e praticando degli sport acquatici a vento come il surf o il kitesurf.

A destra: negozio lungo gli Champs Élysées (Parigi) Foto scattate da Montesi Rutsito

151515 Liceo

Intervista

Elezioni europee: intervista al prof. Stefano Mularoni

di Lorenzo Vandelli e Giacomo Pucillo

In vista delle elezioni per il Parla‐mento europeo abbiamo deciso di intervistare il prof. Stefano Mularoni, docente di Storia e Filosofia nel nostro liceo, esperto di istituzioni europee e rapper noto per i testi a sfondo storico e divulgativo.

Com’è nato il suo interesse per l’Unione Europea?

Ho iniziato a studiare l’UE nel 2011, durante la crisi economica: ero disoccu‐pato e vedevo sempre più imprese falli‐re o licenziare e ho quindi deciso di comprendere meglio come funzionava l’economia, in particolare quella italia‐na ed europea.

Dopo anni di crescita economica, la cri‐si generava infatti le prime incertezze: ci si chiedeva se l’UE fosse la realizza‐zione della “pace perpetua” di Kant o del “comitato d’affari della borghesia” su scala europea; se fosse destinata all’austerità (tagli della spesa pubblica e aumenti delle tasse) o potesse aprirsi a

politiche keynesiane (ossia indebitarsi proprio e solo nelle fasi di crisi); se fos‐se ormai il Castello burocratico e irraggiungibile descritto da Kafka o una Giovine Europa con uno spirito demo‐cratico e mazziniano.

Ora ho le idee molto più chiare ma tutto è nato da quei dubbi un po’ astratti e fuorvianti.

Perché dovremmo andare a votare l’8 e il 9 giugno, nonostante i poteri limi‐tati del Parlamento Europeo?

Un chiarimento filosofico: ogni potere politico attuale è limitato, per fortuna! Senza dubbio il Parlamento Europeo ha meno poteri di quello italiano ma al contempo è ovvio che le sue leggi rego‐lano la vita di molte più persone e, trattandosi dell’unica istituzione elettiva dell’UE, mi chiedo per quale motivo i suoi limiti dovrebbero distoglierci dall’esercizio dell’unica forma di controllo democratico che abbiamo (ad es. sulle direttive e i regolamenti o

sull’operato e sulla nomina della Commissione).

Un esempio: l’intelletto secondo Locke è come una luce fioca ma è l’unica che abbiamo e senza di essa ci perderemmo nel buio!

È vero che i giovani sono attualmente poco interessati al mondo politico, italiano ed europeo?

In realtà vorrei chiederlo a voi! [Si legga il sondaggio alle pagine 18 e 19, ndr]

Posso solo dirvi che la mia generazione si è spesso interessata alla politica na‐zionale ma solo raramente all’UE, no‐nostante l’ovvia rilevanza di quest’ultima; la scarsa informazione sul te‐ma ha quindi facilitato sia idolatrie che demonizzazioni, entrambe spesso stru‐mentalizzate dalla propaganda dei parti‐ti politici nazionali, in un circolo vizioso alimentato dal monolinguismo e dall’ignoranza della dimensione internazionale dei problemi odierni.

UTOPIA6 ­ Giugno 2024 16

Si parla sempre più spesso di difesa europea e di creazione di un esercito comune. Qual è la sua posizione in merito?

Premetto che non sono un esperto del settore: al massimo, come prof di storia, posso riflettere sugli attuali equilibri o sulle asimmetrie geopolitiche e confrontarli con il passato.

Trovandoci in un contesto scolastico, vorrei però lasciarvi soltanto delle do‐mande, senza uscire dal mio ruolo di docente.

Ad esempio: siamo minacciati da uno o più poteri esterni? Quali? Quanto?

È un fatto noto e provato?

La NATO esiste già: rispettarne le rego‐le (spesso ignorate) sarebbe sufficiente?

O un esercito europeo sarebbe più au‐spicabile?

E a prescindere da ciò: sarebbe possibi‐le realizzarlo prima di un’eventuale invasione?

Sarebbe davvero indipendente dalla NATO o da altre alleanze?

Esiste ancora il rischio che, come in passato, diventi uno strumento repressi‐vo anche all’interno?

Sarebbe possibile gestirlo in modo pari‐tario evitando ad esempio una guida di fatto franco­tedesca?

Che cosa chiedono le forze armate degli Stati europei?

Quali sono le loro attuali necessità eco‐nomiche o tecniche?

Restando sul tema dei confini, che co‐sa può insegnarci la Storia sulle attuali politiche migratorie dell’Unio‐ne Europea e dell’Italia?

A riguardo vorrei consigliarvi il libro “Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell’impero romano” del prof. Ales‐sandro Barbero (si trova anche su You‐Tube raccontato dall’autore), il quale illustra le ragioni per cui l’immigrazio‐ne è stata inizialmente uno dei punti di forza dell’impero romano e poi, nell’ultima fase, una delle cause del suo declino; è una storia lontana ma anche

oggi può aiutarci a comprendere quali politiche europee e nazionali sono effi‐caci e quali no.

Si tratta di un tema complesso e molte‐plice, che va dalle terribili stragi in ma‐re ai percorsi di accoglienza per chi resta sul territorio: sull’ultimo punto, le politiche occasionali ed emergenziali dell’Italia (al di là delle differenze tra destra e sinistra) e dell’UE (ove al Consiglio alcuni Stati membri si sono spesso opposti ai progetti di redistribu‐zione dei migranti) non hanno mai co‐struito un efficace percorso di inclusione e questo, come un ponte la‐sciato a metà, ha alimentato problemi e diatribe che un’inclusione efficace avrebbe evitato.

Concorso fotografico “In viaggio” Foto di Veronica Benedetti

171717 Speciale UE

Giovani e politica: due rette parallele?

Sondaggio di Giacomo Pucillo

Domande del sondaggio a cura delle redazioni: Utopia (liceo Einstein, Rimini), diCEVAmo (liceo Cesare­Valgimigli, Rimini) e Il Pavone (Istituto Da Vinci, Cesenatico)

Per niente

Èvero che i giovani non sono più interessati alla politica? O, piutto‐sto, non si riconoscono in alcun partito, né al governo né all’opposizione? Molti sono concordi sul fatto che, in li‐nea generale, negli ultimi decenni la politica ha visto sfumare progressiva‐mente quel fascino e quell’attrattiva che inducevano alcuni a combattere in no‐me dei propri ideali. Ci si chiede allora se tale argomento possa ancora essere considerato una “cosa seria”.

Col tempo i grandi schieramenti di de‐stra e di sinistra hanno lasciato spazio a

una molteplicità di partiti e coalizioni differenti e tendenti perlopiù al centro. Se la caduta degli estremismi ha avuto molte ricadute positive a livello di sicu‐rezza sociale, questo fenomeno è andato di pari passo con un graduale allontana‐mento delle giovani generazioni dalla vita parlamentare. Sembra che non ci siano più grandi movimenti collettivi a favore di una posizione o di un’altra, come se tutti ci fossimo rinchiusi nel nostro io individuale, appagati dal re‐lativo benessere raggiunto.

La tendenza è evidente: stando ai risul­

Su quali di queste posizioni ti ritrovi convintamente d’accordo? (Campione: 376 ragazzi/e)

Ambiente: leggi attuali giuste o insufficienti

Ambiente: leggi attuali eccessive

Ritorno del nucleare in Italia

La parità di genere è già risolta

Le istituzioni UE sono vicine ai cittadini

Il terrorismo in UE è un problema serio

È necessario un esercito comune europeo

Sono necessari gli Stati Uniti d’Europa

L’Italia dovrebbe uscire dall’UE

Stop agli aiuti all’Ucraina

Sì agli aiuti all’Ucraina

I Paesi europei riconoscano la Palestina

È necessario il salario minimo in Italia

Accoglienza comune dei migranti in UE

Accoglienza autonoma dei migranti in UE

Servono accordi con i Paesi di provenienza

Sono contrario alla gestazione per altri

Sono favorevole alla gestazione per altri

Sono favorevole ai matrimoni egualitari

No matrimoni egualitari, sì unioni civili

Sì all’adozione per coppie omosessuali

UTOPIA6 ­ Giugno 2024
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tati di una delle ultime ricerche Istat, re‐lativi al quinquennio 2014­2019, sono 12 milioni le persone dai 14 anni in su che non parlano, non si informano e non partecipano alla vita politica. Dati in peggioramento rispetto al passato. Sarebbe un errore comunque fermarsi a questi numeri, soprattutto al fine di trarre conclusioni sulle nuove genera‐zioni. Non si può, infatti, affermare che un allontanamento dalla politica signi‐chi un totale disinteresse verso i temi sociali. Anzi. Negli ultimi anni si stanno sviluppando numerosi movi‐menti che coinvolgono migliaia di gio‐vani. Movimenti che spesso oltrepassano i confini nazionali e costitui‐scono vere e proprie battaglie comuni, dalla lotta al cambiamento climatico alla difesa dei diritti delle minoranze. Abbiamo deciso di proporre questo sondaggio proprio per sfatare il mito secondo cui i ragazzi sarebbero privi di ideali e pieni di indifferenza. Grazie alla collaborazione con il liceo CesareValgimigli e l’Istituto Da Vinci di Cese‐natico (quest’ultimo conosciuto nell’ambito del nuovo progetto della

FeRedazione), abbiamo potuto sondare le opinioni dei nostri coetanei su alcuni dei temi più dibattuti attualmente. Al di là delle singole posizioni, il grafi‐co nella pagina precedente evidenzia il naturale interesse dei giovani verso le tematiche che li riguardano più da vici‐no, dal lavoro all’ambiente ai diritti di certi gruppi sociali. Oltre a ciò, godono di forte considerazione le questioni internazionali di argomento bellico: più della metà degli intervistati considera necessario un riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di tutti i Pae‐si europei. A tal proposito basti pensare all’immagine che milioni di persone hanno ricondiviso sui social negli ultimi giorni, dal titolo “All eyes on Rafah”, con l’intento di sensibilizzare amici e conoscenti in merito alla crisi umanitaria in Palestina. Allora, se ci sono molti motivi per manifestare le proprie opinioni, come si spiega il forte astensionismo dei giovani alle elezioni? Essendo noi ragazzi una minoranza di fatto (almeno in Italia), dovremmo far sentire a maggior ragione la nostra voce ancora più potentemente.

Evidentemente il vero problema allora è un altro: si sta perdendo la fiducia nelle istituzioni e negli individui che ci rappresentano.Aforza di votare il meno peggio (si veda il grafico in basso), si finisce per non recarsi nemmeno ai seggi.

È stato forse l’approdo sui social di molti leader politici ad abbassare la credibilità degli stessi? Può essere, anche se, d’altra parte, si è trattato di un passaggio inevitabile nell’ottica di un coinvolgimento attivo dei più giovani. Ciò che è certo è che tanti ragazzi sono critici verso un agglomerato di partiti da cui non si sentono rappresentanti, partiti che proclamano grandi cambiamenti, ma solo sulla carta, per ottenere qualche voto in più. Lo testimonia il numero elevato di indecisi che emerge anche dal nostro sondaggio. L’invito comunque è a non disperare, a leggere i programmi delle singole liste e a esprimere il proprio voto. Solo così potremo cambiare qualcosa.

Se votassero solo gli studenti (maggiorenni*), chi vincerebbe le elezioni europee?

Le liste della circoscrizione dell’Italia Nord­Orientale. Fonte: Ansa Puoi consultare i programmi inquadrando il QR code.

* Precisazione doverosa Qui il campione, purtroppo, è piuttosto limitato: 62 ragazzi/e + altre 30 persone indecise (non incluse nelle percentuali).

Speciale UE 0% 1,6% 6,5% 1,6%25,8% 0% 4,8% 3,2%32,3% 14,5% 1,6% 8,1%
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UTOPIA6 ­ Giugno 2024 20
Volantino realizzato da Marta Curatolo

Prossimamente sul canale YouTube Utopia Einstein

Seguici su Instagram (@utopiaeinstein) per sapere quando pubblicheremo i video!

Videontervista

La sociolinguista

Vera Gheno

Intervistatrice: Vera Torsani

Utopia torna con una nuova intervista: questa volta abbiamo avuto il piacere di parlare con Vera Gheno, sociolinguista di fama internazionale che ha recentemente pubblicato un libro.

Dalla sociolinguistica alla complicata situazione di Ilaria Salis, dall’“orbanizzazione” dell’Italia al suo nuovo libro “Grammamanti”: gli argomenti trattati con Gheno sono stati vari, ed è stato interessante attraversarli con una persona così informata, impegnata e diretta.

Fonte: Instagram

Videointervista

Silvia Sanchini: da Utopia al mondo dell’educazione a CoRNer Giovani

Intervistatori: Vera Torsani e Giacomo Pucillo ­ Regia: Marta Curatolo

Educatrice, operatrice di CoRNer Giovani, autrice di un libro e ­ non meno importante ­ ex redattrice di Utopia: sono tanti gli ambiti che vedono l’impegno di Silvia Sanchini. Per intervistarla ci siamo recati direttamente nel cortile della Biblioteca Gambalunga, che ospita, ogni giovedì, lo sportello del nuovo informagiovani del Comune (CoRNer Giovani). Abbiamo scambiato qualche chiacchiera con lei toccando vari argomenti, tra i quali anche i contenuti del suo libro, “Riportando tutto a casa ­ Viaggi, storie, incontri nel mondo dell’educazione e del sociale”. Libro che ora è disponibile nella biblioteca del nostro liceo, non senza la dedica dell’autrice, che ringraziamo.

212121 Interviste
22 UTOPIA6 ­ Giugno 2024
di Claudia “Cleo” De Carlo e Rebecca Valdinoci

Trova i sei Utopini nascosti!

Disegno

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Rubriche
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Due parole (6, 5)Due parole (4, 5)
UTOPIA6 ­ Giugno 2024
Cruciverba tratto dall’edizione di Utopia del novembre 2013

(Alunni che sono riusciti a farsi togliere venti pagine di biologia dagli argomenti della verifica.)

Alunno X: «Abbiamo vinto la guerra, prof!»

Prof.ssa Succi: «Avete vinto la battaglia, non la guerra!» (sorrisino malefico)

Prof. Taormina: «Questa non è la Campanella, è un campanile!»

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Rubriche
262626 UTOPIA6 ­ Giugno 2024

La redazione di Utopia

Anita Pazzaglia

Camilla Fattori

Chiara Fabbri

Claudia “Cleo” De Carlo

Daniele Coccato

Davide Bernardi

Elena Selva

Elisabetta Ivanov

Federica Ercolani

Federico Guidi

Filippo Silverii

FrancescaAllegra Pace

Francesco Ciccioni

Gruppografica

Camilla Fattori

Chiara Fabbri

Claudia “Cleo” De Carlo

Daniele Coccato

@utopiaeinstein

Utopia Einstein

Francesco Remus Serea

Francesco Telò

Giacomo Pucillo

Ginevra Vanni

Giovanni Stasi

Lorenzo Rossi

Lorenzo Vandelli

Marta Curatolo

Michela Savioli

Montesi Rutsito

Morena Masini

Paolo Guado

Rebecca Valdinoci

Federica Ercolani

Marta Curatolo

Morena Masini

Rebecca Valdinoci

Simone Dinoi

Vera Torsani

VittoriaAlbini

Vittoria Furlani

Caporedattore

Giacomo Pucillo

Vicecaporedattrice

Marta Curatolo

Docente coordinatore

prof. Paolo Facciotto

Docenti consulenti

prof. Rocco Mantovani

prof. Lorenzo Gianfelici

prof. Daniele Ridolfi

Impaginazione dei contenuti

Giacomo Pucillo

Copertina

Alcatraz Comix

Quarta di copertina

Giacomo Pucillo

Gruppomultimediale(seguicisuisocial!)

Anita Pazzaglia

Camilla Fattori

Chiara Fabbri

Elena Selva

Francesco Remus Serea

Giacomo Pucillo

Lorenzo Vandelli

@utopiaeinstein

Ringraziamo...

I nostri sponsor, per il supporto costante durante questo anno scolastico. Ri‐cordiamo, in particolare, che se mostrerete questo nu‐mero (o uno dei due prece‐denti) da Alcatraz otterrete uno sconto del 5% sui vo‐stri acquisti!

Marta Curatolo

Michela Savioli

Morena Masini

Paolo Guado

Simone Dinoi

Vera Torsani

Evelyn Cafè

Via Sirani, 19

Instagram: @evelyncafebistrot Alcatraz Via Bertola, 11

Instagram: @alcatraz_comix

Foto Soci Via Cairoli, 10

Instagram: @fotosoci

Quanti ci hanno sostenuto dal primo giorno (non siete pochi!) e continuano a farlo.

Tutti i ragazzi che hanno sacrificato parte del loro tempo per rispondere ai no‐stri sondaggi.

Chi ci ha inviato ipse dixit, disegni, foto, idee, spunti per articoli, etc.

I rappresentanti (un grazie particolare a Luca Arlotti) per aver reso possibile una collaborazione che speriamo possa proseguire in futuro.

I responsabili e i tecnici degli uffici e delle stampanti scolastiche, per averci messo a disposizione i mezzi ne‐cessari per i numeri.

Il prof. Facciotto e tutti gli insegnanti e i ragazzi che credono in questo progetto.

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