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Anno 2008 - Edizione N. 9 - Settembre

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NOTIZIARIO

UNION E ST AMPA

PE RIODIC A ITALIANA

ANNO 44° - MENSILE

Uspi

- 11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

neretto

Pensiero debole e deboli malumori

Molti malumori, giustificati, per i tagli del decreto Tremonti ai fondi per l’editoria e per le modifiche al sistema dei contributi diretti. Questi malumori, però, non si sono tradotti in una efficace azione unitaria per convincere il Governo della gravità di questi interventi e della necessità come minimo di correggerli. Hanno prodotto, invece, azioni scoordinate, imprecise, disinformate e, quindi, incapaci di informare correttamente. Articoli e interventi astiosi sui contributi indiretti non hanno aiutato nessuno, ma hanno generato ulteriori problemi. Richieste di qualche direttore di salvare solo il suo giornale e quelli 2

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SETTEMBRE 2008

Decreto legge n. 112/08 – Manovra finanziaria 2009

PESANTI TAGLI AI CONTRIBUTI DIRETTI ALL’EDITORIA

Il “diritto soggettivo” al contributo della L. 250/90 sostituito con un diritto entro il limite massimo delle somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato – Decurtazione del Fondo di 83 milioni di euro nel 2009, 100 nel 2010 e 173 nel 2011 - Il criterio dell’effettiva distribuzione al posto di quello della tiratura – Salvo il Fondo (anche se insufficiente) per le agevolazioni tariffarie postali

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a scure dei tagli alle spese della finanza pubblica si è abbattuta anche, e pesantemente, sui contributi diretti previsti dalla legge 250 del 1990. Il decreto legge 25 giugno 2008, n. 112,

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI (vedere a pag. 2)

convertito in legge ed in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, anticipando la manovra finanziaria per il 2009, all’Allegato 1 stabilisce una riduzione della dotazione finanziaria della missione di spesa 015 – Comunicazioni, del Ministero dell’economia e delle finanze, cui afferisce la spesa di sostegno all’editoria, di 83,094 milioni di euro nel 2009; di 100, 445 milioni nel 2010 e di 173,805 milioni 6

ATTE ZIO E!! Per accedere alle tariffe postali agevolate nell’anno 2009

OBBLIGO DELLA DOMA DA ALLE POSTE DA PRESE TARE E TRO IL 30/9/2008 Ricordiamo vivamente agli associati che per mantenere nel 2009 le agevolazioni tariffarie postali tutti gli editori che spediscono con “tariffa ROC” e “tariffa no-profit” devono presentare domanda alle Poste entro il 30 settembre 2008.

Così è previsto dal comma 3-bis, dell’articolo 1, della legge 27 febbraio 2004, n. 46. La domanda (vedi schema a fianco) in regola con la legge sul bollo (€ 14,62) e a firma del legale rappresentante (allegare fotocopia del documento d’identità) deve essere inoltrata presso la Direzione Commerciale Business di Poste Italiane SpA, territorialmente competente per la spedizione (dove è attivo il libretto di spedizione postale). Suggeriamo agli associati di inviare la domanda a mezzo raccomandata o di farsi timbrare una copia per ricevuta e di invia-

re all’USPI, via fax, una fotocopia della domanda, in modo che la nostra Unione possa monitorare che tutti gli iscritti abbia-

no adempiuto a tale obbligo, la cui inosservanza potrebbe far decadere il diritto alle tariffe agevolate postali.

SCHEMA DELLA DOMANDA DA PRESENTARE ALLE POSTE ENTRO IL 30 SETTEMBRE 2008

Bollo (euro 14,62)

Il sottoscritto...................................................................................rappresentante legale della .....................................(specificare denominazione e sede dell’impresa editrice o dell’associazione od organizzazione senza fini di lucro) chiede l’ammissione alle agevolazioni di cui all’art. 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, per l’anno 2009, delle seguenti testate: .................................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................................... ............................................ (indicare il nome e la periodicità delle testate). Data

Firma del rappresentante legale

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


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“LA LIBERTA’ DI STAMPA A SPESE DELLO STATO NON ESISTE”

«La libertà di stampa a spese dello Stato non esiste. Se esiste, esiste prima o dopo l’erogazione di una sovvenzione pubblica, e sopravvive alla sua scomparsa. Magari sopravvive in altre forme. Magari on line. Magari con giornali di una sola pagina. Magari con giornali distribuiti solo in poche grandi città. Al nostro bilancio fanno comodo i due milioni di euri che dovrebbero venire a mancare in seguito ai tagli della manovra triennale di Giulio Tremonti; fanno comodo a noi, quotidiano vagamente liberista, come al Manifesto, quotidiano strettamente comunista, e cercheremo di fare un onesto lobbying perchè i contributi diretti ai piccoli giornali politici vengano mantenuti, con qualche dovuta razionalizzazione antifurto. Infatti ci consideriamo utili. Pensiamo di aver fatto, come molti prima di noi, un lavoro giornalistico e culturale decente. Di avere cambiato qualcosa con risultati interessanti per gli altri, non solo per noi. Teniamo ai nostri stipendi, che non sono glamour, anzi sono austeri come tutta la nostra impresa, la redazione più lontana dall’idea di “carrozzone” che si possa immaginare. Non nutriamo alcun altezzosa boria verso i giornali confratelli maggiori (Corriere, Repubblica, Stampa, 24 Ore) e siamo contenti che per loro e per Radio Radicale, nostra mascotte, i quattrini ci siano ancora. Ma promettiamo ai nostri lettori di non tediarli con insulse battaglie ideologiche. Le voci che rischiano di essere spente sono quelle di piccole minoranze di lettori aggregate da piccoli gruppi di giornalismo politico e culturale, non sono affatto necessarie a qualificare come democratico il sistema dell’informazione; e poi il sistema dell’informazione deve essere “libero”, non democratico, parola ormai sinistra soprattutto in bocca a tanti scalzacani del politi-

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI

In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche azionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale”, E TRO IL MESE DI SETTEMBRE

Gli editori di: QUOTIDIA I, PLURISETTIMA ALI e SETTIMA ALI con sede principale nel: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle 2

camente e ideologicamente corretto. Si deve essere liberi di rischiare, e di percepire contributi se ci sono i soldi, ma così, perché è bello permettersi dei lussi, come quando si finanziano la Scala di Milano o la Biblioteca Nazionale, non perchè si rappresenta un altro mondo possibile, come dicono, con i quattrini di questo mondo impossibile. Essere in pochi non vuol dire essere necessariamente più stupidi degli altri, o meno brillanti o onesti o capaci di intercettare cose rilevanti, serie, sensibili, che riguardano addirittura l’intera umanità. Ma l’essere pochi, il non avere un destino commerciale solido, il non essere fino in fondo impresa editoriale, non significa nemmeno agire da impuniti, prendersi l’autorizzazione a protestare la propria purezza, trasformare la richiesta secondo legge di contributi pubblici in una sorta di cinica e disonesta azione di ricatto ideologico. Se poi vogliamo invocare una qualche funzione di servizio pubblico, che nel caso delle cronache parlamentari in convenzione di Radio Radicale ha forse un senso, meno per i giornali che inseguono umori e culture libere o addirittura ortodossie comuniste, vabbè, siamo d’accordo, stiamo al gioco: è vero che lo stato è editore e imprenditore nel campo della comunicazione e dell’informazione, e che se trova i soldi per Amadeus e per quella bojata di Domenica In dovrebbe anche trovare le due lire necessarie a pubblicare stampa di minoranza ma seriosetta, come la nostra. Però questo va detto senza alcun sopracciò, cercando di non farsi dare alla testa dal solito insuccesso delle minoranze che siamo. Perdere la faccia, oltre ai contributi, questo no, cari compagni». (“Il Foglio”, 4 agosto 2008, pag. 1) copie distribuite nel 2° trimestre dell’anno (aprile - giugno 2008).

Gli editori di: QUATTORDICI ALI, QUI DICI ALI, ME SILI e ALTRA PERIODICITA’ con sede in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 1° semestre dell’anno (gennaio - giugno 2008).

Ricordiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.

S OMMARIO

Suggestioni e proposte per una riforma dell’e-

ditoria (pagine 5, 6)

Le quote associative USPI per l’anno 2009 (pagina 7)

Importanti semplificazioni in materia di privacy (pagine 8,9)

La Relazione annuale dell’Agcom (pagine 10, 11, 12, 13)

Biblioteca USPI (pagina 15)

Periodici associati USPI – 408° elenco (pagina 16)

Telegrammi (pagina 16)

neretto

simili hanno rotto un fronte che 1 si sarebbe dovuto mantenere compatto in nome di valori forti e condivisi. Così non è stato anche e soprattutto perché ne hanno fatto, in sostanza, solo una questione di soldi. Conosciamo questo settore da troppi anni, ormai, per non sapere valutare l’estrema leggerezza delle argomentazioni addotte per protestare contro i tagli. Qualche generico riferimento a valori costituzionali, che sarebbero messi in pericolo nel paese dei diecimila periodici, l’attacco ai contributi indiretti che non riguardano trecento giornali ma quasi tutti - e certamente non solo i grandi - e altre vaghezze leggerissime che ritornano ogni volta che si deve trovare un’idea “nobile” a coprire quella che è solo e unicamente una richiesta di denaro. Perché mai dovrebbero essere i giornali assistiti a garantire il pluralismo in Italia? Esistono migliaia di periodici che non hanno mai ricevuto un euro e che vivono delle vendite e della scarsa pubblicità che riescono a raccogliere. Perché devono subire la concorrenza di giornali finanziati dallo Stato? Vedete come è facile rispondere? Vi sembra che sia questa la linea da tenere per salvare i contributi e, quindi, i posti di lavoro di migliaia di dipendenti? Leggete l’articolo di Giuliano Ferrara, pubblicato in questa pagina e tutti, insieme, riusciremo a comprendere meglio quello che stiamo vivendo. A giorni riprenderemo il lavoro, fermo restando che sarà difficilissimo ripristinare il diritto soggettivo dei giornali a ricevere il contributo pubblico. Ma bisognerà trovare una linea seria e seriamente espressa da una vera classe dirigente del settore. otiziario USPI n° 9/2008


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ULTIME ISCRIZIONI AL XXI CORSO PER OPERATORI EDITORIALI DELLA STAMPA PERIODICA (URBINO 14 - 19 SETTEMBRE 2008)

’USPI ha indetto la XXI edizione del corso residenziale per operatori editoriali della stampa periodica. Il corso, che si avvarrà della direzione scientifica della prof.ssa Graziella Mazzoli, Direttore IFG - Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino, si rivolge essenzialmente a editori e/o direttori di periodici, operatori redazionali o a giovani editori che intendano affrontare il mercato della stampa periodica. Ai partecipanti che avranno seguito almeno 3/4 delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di frequenza. Segreteria ed informazioni: USPI, Viale B. Bardanzellu n. 95, 00155 ROMA, Tel. 06.407.13.88 – 06.406.59.41 (anche fax) E-mail: uspi@uspi.it

QUOTA DI ISCRIZIO E E DI FREQUE ZA I partecipanti devono aver compiuto 18 anni. L’intera quota di partecipazione, pari a € 650,00, comprende la quota d’iscrizione di € 300,00 per spese di organizzazione e attrezzature, e un contributo alle spese per docenti e frequenza di € 350,00.

La quota di frequenza comprende la pensione completa in collegio universitario (vitto e alloggio in camera singola con servizio privato e doccia) dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno, nonché le dispense ed i sussidi didattici. Non sono praticabili riduzioni né agli eventuali accompagnatori né agli “uditori”.

PROGRAMMA

Domenica, 14 settembre Pomeriggio: arrivi e sistemazioni nel Collegio del Colle dell’Università di Urbino (possibilità di parcheggio). Presentarsi in portineria per la registrazione e l’assegnazione della stanza.

Graziella Mazzoli

Raimondo Giglio

Luca Boneschi

Vittorio Volpi

Guido Masnata

Lunedì, 15 settembre ore 9.30 - RELAZIONE DEL DIRETTORE SCIENTIFICO DEL CORSO (Prof.ssa Graziella MAZZOLI, Direttore dell’I.F.G., Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino) ore 11.00 - “CODICE” DELLA PRIVACY, IMPLICAZIONI PER EDITORI E GIORNALISTI (Dr. Mario De Bernart, Dirigente Servizio Relaz. Istituz. dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali)

ore 15.00 - IL LAVORO SUBORDINATO NELL’EDITORIA PERIODICA. APPLICAZIONE DEL CCNL DELLA COMUNICAZIONE USPI - UNIGEC/CONFAPI (Dr. Raimondo GIGLIO, Componente Commissione Tecnica Sindacale UNIGEC/CONFAPI) ore 16.30 - IL LAVORO PARASUBORDINATO: CONTRATTI A PROGETTO, CO.CO.CO. GIORNALISTICHE E DIRETTORI RESPONSABILI (Dr. Giancarlo CINOGLOSSI, V. Presidente della Giunta Esecutiva dell’USPI, Direttore Responsabile del “Notiziario USPI”) ore 18.00 - Incontro di presentazione dei partecipanti e delle testate rappresentate Martedì, 16 settembre ore 9.30 - IL DIRITTO D’AUTORE NELL’EDITORIA, NORMATIVA VIGENTE (Avv. Luca BONESCHI, componente dell’A.G.I. Associazione Giuslavoristi Italiani, Direttore Responsabile della rivista “Il Diritto dell’Informazione e dell’Informatica”) ore 11.30 - IL CANALE POSTALE: MODALITA’ E COSTI PER LA SPEDIZIONE DEI PERIODICI (Dr.Vittorio VOLPI, Funzionario USPI)

ore 15.00 - IL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE (R.O.C.) E L’ATTIVITA’ DELL’AUTHORITY DI SETTORE (Avv. Nicola SANSALONE, Direttore Servizio Ispettivo e Registro, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ore 16.30 - EDITORIA “POPOLARE”: DAL GOSSIP AL GIORNALISMO INVESTIGATIVO (Brunetto FANTAUZZI, Scrittore e Giornalista, Direttore Responsabile di diversi periodici d’informazione) Mercoledì, 17 settembre ore 9.30 - IL MARKETING, STRUMENTO DI CRESCITA DEGLI EDITORI (Dr. Guido MASNATA, Direttore Generale di Promedia Expert) ore 11.30 - LA RACCOLTA PUBBLICITARIA, UNA RISORSA DA SVILUPPARE (Dr. Paolo DI BENEDETTO, Direttore Generale di Promedia 2000)

Mario De Bernart

Tiziano Bienati

Piergiorgio Sposato

Concetto Pallante

LA PRE OTAZIO E La partecipazione va prenotata al più presto, inviando all’USPI il seguente tagliando debitamente compilato con la copia del versamento effettuato. Il versamento della quota di partecipazione, pari a € 650,00, può essere effettuato tramite bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, ag. 6, Via Franceschini 58, Roma - IBAN: IT96U0558403206000000004977 (causale: partecipazione XXI corso di Urbino), o inviando tramite assicurata convenzionale (o a mano), assegno bancario circolare non trasferibile, intestato all’USPI.

Chi fosse interessato è pregato di contattare con celerità gli uffici dell’USPI data l’esiguità del tempo rimasto a disposizione.

Presso la “Biblioteca Informatica” dell’ERSU (URBINO, Palazzo “Corboli”, Via Veneto 41) ore 15.00 - I PERIODICI ON-LINE, NORMATIVA ATTUALE E PROSPETTIVE PER L’EDITORIA DIGITALE (Daniele BIANCHI, Amministratore Delegato della Promotion Digitale, Società specializzata in Comunicazione Elettronica)

Giovedì, 18 settembre I PERIODICI E I CANALI DISTRIBUTIVI ore 9.00 - IL RUOLO DEL DISTRIBUTORE NAZIONALE (Dr. Tiziano BIENATI, già Direttore Generale dell’ADN, Associazione Distributori Nazionali) ore 10.30 - LA VENDITA DEI PERIODICI NELLE EDICOLE (Ermanno ANSELMI, Segretario Generale del SI.NA.G.I.-CGIL, Sindacato Nazionale Giornalai) ore 12.00 - IL COMPITO DEL DISTRIBUTORE LOCALE (Avv. Piergiorgio SPOSATO, Consulente A.NA.DI.S., Associazione Nazionale Distributori Stampa)

Daniele Bianchi

Ermanno Anselmi

ore 15.00 - PROSPETTIVE PER UNA RIFORMA DELL’EDITORIA (Dr. Fernando BRUNO, Assistente del Commissario S. Sortino, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) Francesco ore 16.30 - LE RESPONSABILITA’ PENALI E CIVILI DEI GIORNALISTI E DEGLI EDITORI Saverio Vetere (Avv. Francesco Saverio VETERE, Segretario Generale dell’USPI) Venerdì, 19 settembre ore 9.30 - IL PARTICOLARE REGIME IVA E LA DISCIPLINA FISCALE DEL SETTORE EDITORIALE (Rag. Concetto PALLANTE, Consulente fiscale dell’USPI) ore 11.00 - DEPOSITO LEGALE DEI PERIODICI. NORMATIVA GENERALE E “CONVENZIONI USPI” (Dr. Daniele LONGO, Funzionario USPI) ore 12.00 - Consegna degli attestati di frequenza ore 13.00 - Pranzo – Partenze

I docenti, dopo l’esposizione degli argomenti, sono a disposizione dei partecipanti per consulenze su quesiti.

Coordinamento e Segreteria: Dr. Daniele Longo Paolo Di Benedetto

...............................TAGLIARE E SPEDIRE ...............................

Fernando Bruno

Daniele Longo

All’USPI – UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Segreteria del XXI Corso per Operatori Editoriali Viale B. Bardanzellu, 95 – 00155 ROMA Il sottoscritto............................................................................................................................................ in qualità di editore/collaboratore del periodico ................................................................................................................... prenota la sua partecipazione al XXI Corso residenziale per Operatori Editoriali della Stampa Periodica che si svolgerà presso l’Università di Urbino dal 14 al 19 settembre 2008. Allega € 650,00 quale quota complessiva di partecipazione.

Indirizzo......................................................................................................................................................................................................................(città, via, c.a.p.) Recapito telefonico/fax/email..........................................................................................................................firma leggibile.............................................................


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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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SUGGESTIONI E PROPOSTE PER UNA RIFORMA DELL’EDITORIA

A

dialogando dialogando

ccogliamo in questa rubrica alcune sintetiche e puntuali considerazioni elaborate dal dr. Fernando Bruno in relazione alla annunciata riforma delle leggi sull’editoria. Bruno, nato nel 1960, laurea in storia contemporanea, giornalista pubblicista, si occupa da oltre vent’anni di diritto delle comunicazioni. Già Capo della segreteria tecnica del Ministro delle Comunicazioni, Bruno è assistente del Commissario Sortino all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”. Ha collaborato con numerosi giornali (Il Sole 24 Ore, Italia Oggi) e riviste del settore. el 2006 ha pubblicato il volume “Il nuovo ordinamento delle comunicazioni” (Ediz. Giuffrè). Bruno è da anni apprezzato docente del Corso USPI per operatori editoriali che annualmente si tiene presso l’Università di Urbino.

Gli addetti ai lavori del settore comunicazione sanno già, per consumata esperienza, che alla costituzione di ogni nuovo governo fa puntualmente seguito un comunicato stampa dei nuovi responsabili istituzionali del settore che annuncia la riforma dell’editoria. E’ stato così per tutta la durata della legislatura 2001-2006, ed anche nella più breve legislatura seguente. Questi ultimi sette anni sono costellati di bozze Bonaiuti e di ddl Levi e di un ampio dibattito a corredo. E’ accaduto puntualmente anche ad avvio della presente legislatura. I numeri presenti, e l’esperienza del passato, fanno presagire che stavolta potrebbe essere l’occasione giusta. Obiettivo: riprendere ed ammodernare la legge del 2001 (ed anche quella, remota, del 1981), rivedere e selezionare gli strumenti dell’intervento pubblico, cancellare qualche disposizione obsoleta, raccogliere e riproporre il meglio delle soluzioni emerse negli anni scorsi. Raccogliere il meglio significa in particolare, soprattutto per quanto riguarda l’intervento pubblico, riflettere sull’esperienza applicativa della legge 62/2001. E’ forse utile richiamare, in proposito, qualcuotiziario USPI n° 9/2008

no dei commenti del maggio 2001, tanto per aiutare a ricordare il clima di generale soddisfazione che ebbe ad accompagnare il varo della legge di riforma. Per ragioni di cortesia comincerei da chi mi ospita. L’USPI improntò il suo comunicato stampa a toni di soddisfazione “per il varo di una riforma attesa da anni (...) che rappresenta un concreto passo verso la modernizzazione del sistema”. Ma accadde anche di meglio. La legge riuscì infatti a mettere d’accordo giornalisti ed editori, cosa quanto mai complessa di questi tempi. La FNSI dichiarò che “l’approvazione della riforma della legge sull’ editoria rappresenta un successo per il sindacato dei giornalisti che si è a lungo battuto per nuove norme che garantiscano uno sviluppo, anche multimediale, equilibrato e trasparente del settore. La nuova legge sull’editoria, infatti, oltre a rinnovare radicalmente gli strumenti di sostegno puntando sul credito agevolato, definisce norme che possono favorire l’imprenditorialità giornalistica che scaturisce dalle crisi aziendali”. Il comunicato ufficiale della FIEG poneva a sua volta l’accento sulla circostanza che le aziende editoriali italiane “possono finalmente contare su nuovi strumenti normativi per migliorare ed ammodernare le strutture produttive dei giornali e per poter affrontare, in posizione di maggiore efficienza, l’appuntamento non rinviabile con la multimedialità e sostenere la sfida concorrenziale dei nuovi media”. Naturalmente era soddisfatto il Governo dell’epoca, ma anche i maggiori partiti dell’allora opposizione. Dunque, si potrebbe ripartire da lì e, quanto alle indicazioni in materia di contributi, provare a muovere da quei presupposti qualche coraggioso passo in avanti. Proverei a mettere in fila, senza alcuna pretesa di esaustività e completezza, qualche semplice appunto di lavoro. 1. La legge del 1981, per la parte che riguarda la disciplina societaria, è ormai obsoleta. Il dato della tiratura è insostenibile non solo come parametro per la concessione dei contributi diretti come giustamente osservato da Mauro Masi - ma anche come parametro antitrust. Occorre riferirsi univocamente al dato della diffusione.

2. La vecchia griglia conformità-trasparenza, che richiede ai giornali quotidiani (e assimilati) un assetto societario riconducibile a persona fisica entro il terzo livello della catena partecipativa potrebbe ormai tranquillamente lasciare il passo ad una soluzione che equipari la disciplina del settore editoriale a quella del settore televisivo, senza vincoli immotivatamente più stringenti.

3. Sui centri-media direi che varrebbe la pena riprendere gli spunti contenuti nel ddl Levi della precedente legislatura: obbligo del negoziato ufficiale e del mandato scritto, trasparenza dei prezzi di intermediazione, attribuzione di poteri di vigilanza e sanzione ad Agcom.

4. Sui contributi diretti il discorso è più complesso. Personalmente propenderei per un graduale superamento di tutti i contributi diretti, da sostituire, con ragionevole progressione, con i più appropriati e difendibili strumenti dei contributi indiretti. Mi piace immaginare una legge che riduca progressivamente, fino ad azzerarlo, il sostegno diretto, diciamo nell’arco di alcuni anni, anche dieci se serve, in modo da dare a tutti il tempo di preparare il nuovo scenario, adottando le necessarie misure di conversione al nuovo sistema, e così sostituendo i soldi per l’acquisto della carta (che di questo ancora si tratta) con vecchi e nuovi strumenti incentivanti (agevolazioni, convenzioni, credito d’imposta, accesso al credito, ecc.). Dire oggi stop in dieci anni ai contributi diretti potrebbe sembrare una non-soluzione. Ma se si fosse scelta questa strada coraggiosa nel 2001, oggi parleremmo d’altro. Ed invece, come da molti anni a questa parte, eccoci di nuovo a ragionare di riforma dei contributi diretti. Nell’attesa della soluzione mediotempore, da accompagnare con un taglio progressivo del dieci per cento l’anno del relativo Fondo, si dovrebbe quanto meno imporre un tetto massimo al contributo per singola impresa, magari da commisurare al numero dei giornalisti dipendenti (non più di “x” contributi per singolo giornalista dipendente) e restringere l’attuale forbice tra costi e contributi, prevedendo che non più del 50% dei costi della testata possano comunque essere coperti dal contributo pubblico (oggi si arriva anche all’80%).

5. I contributi indiretti dovrebbero crescere in misura progressiva e proporzionale al taglio ai contributi 6

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dialogando dialogando

diretti. Sulle agevolazioni posta5 li, fonte ineliminabile di beneficio per la piccola e media editoria, si dovrebbe “solo” avere il coraggio di fissare un tetto massimo per gruppo di impresa. Quanto alle altre agevolazioni, occorre ripensare al meglio le esperienze del passato assicurando per questa via le opportune compensazioni sia alle imprese che subissero gli effetti della progressiva riduzione dei contributi diretti, sia ai grandi gruppi cui si chiederebbe un sacrificio sotto il profilo delle agevolazioni postali. Bisognerebbe in primo luogo reintrodurre il credito d’imposta sugli investimenti che, tra il 2001 e il 2004, ha generato investimenti per oltre 500 milioni di euro. Si tratta di una misura che favorisce gli investimenti nel settore e, in particolare, gli investimenti in nuove tecnologie funzionali al processo di convergenza multimediale.

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Bisognerebbe inoltre rifinanziare il vecchio canale di accesso al credito agevolato, peraltro prevedendo espressamente la possibilità di cumulare tale beneficio con quello relativo al credito d’imposta. Andrebbe prevista l’estensione al settore dell’editoria degli esoneri contributivi previsti dalla legge per gli altri comparti industriali in tema di trasferimento del TFR ai fondi complementari e al fondo INPS. Andrebbe estesa la piena applicazione del regime fiscale agevolato al prodotto editoriale elettronico e prevista la deducibilità dall’IRPEF dei costi di abbonamento a quotidiani e riviste. Infine sarebbe necessario riprendere e rilanciare quel complesso ventaglio di ammortizzatori sociali già disciplinati dalla legge 62/2001, quali la cassa integrazione guadagni, il pensionamento anticipato (magari da estendere alle imprese editrici di giornali periodici), il Fondo per gli interventi a favore dei giornalisti dimissionari da imprese in crisi, ecc. Come anzidetto, solo qualche spunto di

riflessione, senza alcuna pretesa di organicità. Si tratta soltanto di ragionare avendo chiari alcuni obiettivi essenziali, che provo a ribadire. Tutelare il pluralismo informativo ed assicurarne il mantenimento. Selezionare l’intervento pubblico ed affinare i relativi strumenti, senza tagli indiscriminati, ma piuttosto con interventi per sostituzione. Promuovere il rischio d’impresa e la vocazione ad investire, attraverso l’introduzione di misure ragionevoli e graduali intese a scoraggiare le rendite di posizione ed i finanziamenti di pura sussistenza. Valorizzare ed estendere il ruolo delle agevolazioni e dei contributi indiretti. Utilizzare intelligentemente lo strumento fiscale e l’accesso al credito. Incoraggiare l’intero settore dell’editoria a guardare alle nuove tecnologie ed alle possibili sinergie con l’intero sistema delle comunicazioni. Ritengo trattarsi di premesse utili per un qualunque progetto di riforma. (Fernando Bruno)

legge 244/2007 (Finanziaria 2008) – in applicazione dell’articolo 1, comma 1246, della legge 296/2006 (Finanziaria 2007) – aveva introdotto il criterio della ripartizione “in quota proporzionali all’ammontare del contributo spettante a ciascuna impresa” per i soggetti “per i quali sia stata accertata la sussistenza dei requisiti necessari per l’erogazione dei contributi”. L’articolo 44 demanda poi ad un successivo provvedimento, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso, l’opera di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi ex lege 250/90 secondo i seguenti princìpi: - semplificazione della documentazione necessaria per accedere al contributo; - semplificazione delle fasi di erogazione del contributo (anche tramite il ricorso a procedure informatizzate) che garantisca che esso sia erogato non oltre l’anno successivo a quello di riferimento; - assicurazione della prova dell’effettiva distribuzione e messa in vendita della testata (che sostituisce il criterio della tiratura) e l’adeguata valorizzazione dell’occupazione professionale.

sentito anche il Ministro per la semplificazione normativa, sono emanate, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e tenuto conto delle somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato per il settore dell’editoria, che costituiscono limite massimo di spesa, misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, e alla legge 7 marzo 2001, n. 62, nonché di ogni altra disposizione legislativa o regolamentare ad esse connessa, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) semplificazione della documentazione necessaria per accedere al contributo e dei criteri di calcolo dello stesso, assicurando comunque la prova dell’effettiva distribuzione e messa in vendita della testata, nonché l’adeguata valorizzazione dell’occupazione professionale; b) semplificazione delle fasi del procedimento di erogazione, che garantisca, anche attraverso il ricorso a procedure informatizzate, che il contributo sia effettivamente erogato entro e non oltre l’anno successivo a quello di riferimento; b-bis) mantenimento del diritto all’intero contributo previsto dalla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dalla legge 14 agosto 1991, n. 278, anche in presenza di riparto percentuale tra gli altri aventi diritto, per le imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di interesse generale ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 250.

PESANTI TAGLI AI CONTRIBUTI DIRETTI ALL’EDITORIA

nel 2011. 1 Si tratta, in sostanza, per il 2009 di una riduzione stimata di oltre il 26 per cento, con conseguenti effetti pesantissimi su tutto il sitema del sostegno diretto ai giornali di partito; ai giornali editi da cooperative di giornalisti, fondazioni, enti morali; ai giornali italiani all’estero e a quelli pubblicati in lingua di confine. I tagli ai contributi riguardano anche le imprese radiofoniche locali private, con l’unica e mirata eccezione per “Radio radicale”, per la sua caratteristica di svolgere “attività di interesse generale”, perché garantisce il servizio di trasmissione delle sedute parlamentari. Per tale motivo Radio radicale mantiene il diritto all’intero contributo previsto dalla legge, anche in presenza di riporto percentuale tra gli aventi diritto. Nel corso dell’approvazione parlamentare del decreto (a colpi di fiducia), il Sottosegretario Bonaiuti si è impegnato a garantire il pieno rispetto degli stanziamenti per il 2007 ed ha promesso l’impegno del Dipartimento Editoria a mitigare, almeno in parte, le drastiche riduzioni volute dal Ministro dell’economia, Tremonti. Ma il DL 112/08 non contiene solo il taglio dei fondi all’editoria assistita... L’articolo 44 cancella la figura del “diritto soggettivo” a ricorrere al Fondo per l’editoria della Legge 250/90, trasformando il fondo stesso in un limite massimo di spesa per le somme complessivamente stanziate nel bilancio annuale dello Stato per il settore dell’editoria. Già il comma 294, dell’articolo 2, della 6

Articolo 44 (Semplificazione e riordino delle procedure di erogazione dei contributi all’editoria)

1. Con regolamento di delegificazione ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,

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LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2009

L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2009 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.

Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2009 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata):

(Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

€ € € € €

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

240,00 680,00 1.250,00 2.500,00 3.750,00

OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2009: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2009 + Guida Stampa Periodica”.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

100,00

€ €

210,00 320,00

€

170,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6,Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE

Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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Con provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 19 giugno scorso

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IMPORTANTI SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA DI PRIVACY

on la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 1° luglio 2008, n. 152, del provvedimento emanato il 19 giugno scorso, il Garante per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti, ha introdotto significative semplificazioni su alcuni adempimenti previsti dalla legge sulla privacy, soprattutto per le piccole e medie imprese. In particolare il pacchetto di misure si occupa dell’informativa, della richiesta del consenso e della designazione degli incaricati del trattamento dei dati personali. Rilevante è la novità in base alla quale il Garante invita a fornire una informativa “breve”, sia oralmente sia utilizzando gli spazi liberi nel materiale cartaceo e nella corrispondenza normalmente utilizzata per le finalità amministrative e contabili. Il Garante ne suggerisce anche un testotipo. el provvedimento citato è stato anche indicato un nuovo caso di esonero dalla richiesta del consenso all’interessato: le aziende private, che abbiano venduto un prodotto o un servizio, possono utilizzare, senza il consenso, i recapiti di posta cartacea (e di posta elettronica) dell’interessato per inviare materiale pubblicitario, comunicazioni commerciali o ricerche di mercato, a condizione che l’attività promozionale sia connessa a beni e servizi analoghi a quelli della vendita originaria. Resta comunque vietato l’uso del telefono per tali scopi. Confermata l’esenzione dal consenso se il trattamento dei dati è svolto per adempiere ad obblighi contrattuali o normativi o per ordinarie finalità amministrative e contabili e se i dati trattati provengono da pubblici registri o elenchi conoscibili da chiunque. Semplificate anche le procedure per la designazione degli incaricati del trattamento dei dati personali: ora è sufficiente un solo atto anche se la nomina riguarda una pluralità di soggetti. PROVVEDIMENTO 19 GIUGNO 2008 Semplificazioni rispetto a trattamenti di dati per finalità amministrative e contabili.

1. Esigenze alla base di nuove misure di semplificazione Presso vari operatori si avverte l’esigenza di alcune semplificazioni nell’applicazione della disciplina sulla protezione dei dati personali... Il Garante ha completato un’analisi approfondita della problematica... Dall’istruttoria sono emerse tre valutazioni di fondo: 8

a) alcune modalità applicative, seguite soprattutto presso piccole imprese, liberi professionisti e artigiani, sono ancora basate su approcci prettamente burocratici e di ordine puramente formale. Istituti posti a garanzia degli interessati vengono banalizzati in contrasto con lo spirito del Codice che intende assicurare una protezione elevata dei diritti e delle libertà fondamentali «nel rispetto dei princìpi di semplificazione, armonizzazione ed efficacia» (art. 2, comma 2). Da tali prassi conseguono adempimenti superflui o ripetuti inutilmente, che gli interessati avvertono con disinteresse o fastidio; b) è possibile apportare ulteriori semplificazioni (in particolare per agevolare la corrente attività gestionale di organismi pubblici e privati di ridotte dimensioni), in aggiunta a quelle già introdotte per legge o da questa Autorità, salvaguardando i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini; c) la protezione dei dati personali può rappresentare una risorsa, anche per piccole e medie imprese, rendere più efficiente l’attività gestionale e incrementare la fiducia degli interessati... Con il presente provvedimento sono pertanto individuate soluzioni concrete volte ad agevolare ulteriormente l’ordinaria attività di gestione amministrativa e contabile, in modo particolare rispetto ai casi in cui non sono trattati dati di carattere sensibile o giudiziario.

2. L’informativa agli interessati Diverse realtà, specie imprenditoriali di piccole e medie dimensioni, trattano dati, anche in relazione a obblighi contrattuali, precontrattuali o di legge, esclusivamente per finalità di ordine amministrativo e contabile (gestione di ordinativi, buste paga e di ordinaria corrispondenza con clienti, fornitori, realtà esterne di supporto anche in outsourcing, dipendenti); spesso, ciò accade in relazione a informazioni che non hanno carattere sensibile o giudiziario. Alcune tra le criticità menzionate riguardano le modalità con cui l’informativa è fornita per iscritto, anziché oralmente (art. 13). Sono stati formati spesso moduli lunghi e burocratici, privi di comunicatività. Alla mancanza di chiarezza si è sommata l’inutile ripetizione dell’informativa in occasione di ciascun contatto con gli interessati, frazionando le spiegazioni che andrebbero invece fornite in modo

organico e possibilmente unitario.

3. Il consenso Il Garante, con riferimento al consenso (art. 23), considerati i princìpi di efficacia e proporzionalità e in relazione agli articoli 2, 18, 24 comma l e 154, comma 1, lettera c), del Codice, intende anche prescrivere a tutti i titolari del trattamento pubblici e privati alcune misure opportune affinché non richiedano il consenso nei vari casi in cui esso O deve essere richiesto (dai soggetti pubblici) o è superfluo (per i soggetti privati). Ciò, in particolare, quando: a) il trattamento dei dati in ambito privato è svolto per adempiere a obblighi contrattuali o normativi o, comunque, per ordinarie finalità amministrative e contabili; b) i dati trattati provengono da pubblici registri ed elenchi pubblici conoscibili da chiunque o sono relativi allo svolgimento di attività economiche dell’interessato... Il Garante, in applicazione dell’istituto del bilanciamento degli interessi (art. 24, comma I, lettera g)) intende anche individuare un’ulteriore ipotesi nella quale il consenso non va richiesto. Il titolare del trattamento che abbia già venduto un prodotto o prestato un servizio a un interessato, nel quadro dello svolgimento di ordinarie finalità amministrative e contabili, potrà utilizzare nei termini di cui al seguente dispositivo i recapiti (oltre che di posta elettronica, come già previsto per legge: art. 130, comma 4) di posta cartacea forniti dall’interessato medesimo, per inviare ulteriore suo materiale pubblicitario o promuovere una sua vendita diretta o per compiere sue ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. Tale bilanciamento degli interessi considera le difficoltà rappresentate da alcuni operatori economici nel conservare un proprio diretto «canale comunicativo» con i soggetti con i quali abbiano già instaurato un rapporto contrattuale; tiene al tempo stesso conto del diritto dell’interessato a non essere disturbato mediante comunicazioni promozionali, in base a garanzie analoghe a quelle previste, per la situazione appena indicata, per l’uso della posta elettronica (art. 130, comma 4; vedasi anche con riguardo alle comunicazioni postali, l’art. 58, comma 2, decreto legislativo n. 206/2005). Non è necessario rivolgere un’istanza al Garante per avvalersi delle opportunità previste dal presente punto 3. Viene infine dato atto nel seguente otiziario USPI n° 9/2008


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dispositivo di alcune altre risultanze dell’istruttoria relative alla designazione degli incaricati del trattamento e alla notificazione dei trattamenti.

TUTTO CIO’ PREMESSO IL GARANTE

1. Ai sensi degli articoli 2, comma 2, 13, commi 3 e 5 e 154, comma l, lettera c), del Codice formula a tutti i titolari del trattamento in ambito privato e pubblico, in particolare a piccole e medie imprese, liberi professionisti, artigiani, le seguenti indicazioni per semplificare l’informativa rispetto allo svolgimento di correnti finalità amministrative e contabili, anche in relazione all’adempimento di obblighi contrattuali, precontrattuali o normativi. Detti soggetti possono: a) fornire un ‘unica informativa per il complesso dei trattamenti, anziché per singoli aspetti del rapporto con gli interessati; b) fornire a questi ultimi una ricostruzione organica dei trattamenti e con linguaggio semplice, senza frammentarla o reiterarla inutilmente; c) indicare le informazioni essenziali in un quadro adeguato di lealtà e correttezza; d) redigere, per quanto possibile, una prima informativa breve. All’interessato, anche oralmente, andrebbero indicate sinteticamente alcune prime notizie chiarendo subito, con immediatezza, le principali caratteristiche del trattamento. In linea di massima l’informativa breve, quando è scritta, può avere la seguente formulazione: «I SUOI DATI PERSO ALI Utilizziamo - anche tramite collaboratori esterni - i dati che la riguardano esclusivamente per nostre finalità amministrative e contabili, anche quando li comunichiamo a terzi. Informazioni dettagliate, anche in ordine al suo diritto di accesso e agli altri suoi diritti, sono riportate su..»; e) per l’informativa, specie per quella breve, si possono utilizzare gli spazi utili nel materiale cartaceo e nella corrispondenza che si impiegano già, ordinariamente, per finalità amministrative e contabili; f) l’informativa breve può rinviare a un testo più articolato, disponibile agevolmente senza oneri per gli interessati, in luoghi e con modalità facilmente accessibili anche con strumenti informatici e telematici (in particolare, tramite reti Intranet o siti Internet, affissioni in bacheche locali, avvisi e cartelli agli sportelli per la clientela, messaggi preregistrati disponibili digitando un numero telefonico gratuito). Anche questa più ampia informativa deve essere improntata a correttezza, tenendo conto di possiotiziario USPI n° 9/2008

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bili modifiche del trattamento, ed essere basata su espressioni sintetiche, chiare e comprensibili. Le notizie da indicare per legge (art. 13 comma 1) devono essere aggiornate, specificando la data dell’ultimo aggiornamento; g) è possibile non inserire nell’informativa più articolata gli elementi noti all’interessato (art. 13, commi 2 e 4). È opportuno omettere riferimenti meramente burocratici o circostanze ovvie, per esempio quando alcune informazioni, compresi gli estremi identificativi del titolare, risultano da altre parti del documento in cui è presente l’informativa. Vanno utilizzate espressioni efficaci, anche se sintetiche, anche per quanto riguarda i diritti degli interessati e l’organismo o soggetto al quale rivolgersi per esercitarli. Se è prevista la raccolta di dati presso terzi è possibile formulare una sola informativa per i dati forniti direttamente dall’interessato e per quelli che saranno acquisiti presso terzi. Per questi ultimi dati, l’informativa può non essere fornita quando vi è un obbligo normativo di trattarli (art. 13, comma 5); h) è opportuno che l’informativa più articolata sia basata su uno schema tendenzialmente uniforme per il settore di attività del titolare del trattamento; i) è invece necessario fornire un’informativa specifica o ad hoc quando il trattamento ha caratteristiche del tutto particolari perché coinvolge, ad esempio, peculiari informazioni (es. dati genetici) o prevede forme inusuali di utilizzazione di dati, specie sensibili, rispetto alle ordinarie esigenze amministrative e contabili, o può comportare rischi specifici per gli interessati (ad esempio, rispetto a determinate forme di uso di dati biometrici o di controllo delle attività dei lavoratori). Se il titolare del trattamento è un soggetto pubblico devono essere inserite le indicazioni che la legge prevede per i dati sensibili e giudiziari.

2. Invita le associazioni di categoria a predisporre informative-tipo per determinati settori o categorie di trattamento, anche in collaborazione con questa Autorità. Il Garante si riserva in questo quadro di porre a disposizione gratuita (chiedendo anche la collaborazione delle camere di commercio), un kit contenente concrete istruzioni e fac-simile per semplificare tutti gli adempimenti in materia.

3. Richiama l’attenzione dei titolari del trattamento sulla circostanza che la designazione degli incaricati del trattamento può avvenire in modo semplificato evitando singoli atti circostanziati relativi distintamente a ciascun incaricato, individuando i trattamenti di dati e le relative modalità che sono consentiti all’unità cui sono

addetti gli incaricati stessi (art. 30).

4. Richiama l’attenzione dei titolari del trattamento sulla circostanza che, per effetto delle previsioni del Codice e delle determinazioni già adottate da questa Autorità, la notificazione telematica al Garante non è necessaria per perseguire finalità amministrative e contabili, salvo che per eventuali casi eccezionali indicati per legge (art. 37). 5. Ai sensi degli articoli 2, comma 2, 24 e 154, comma l, lettera c), del Codice invita tutti i titolari del trattamento pubblici e privati a non chiedere il consenso degli interessati quando il trattamento dei dati è svolto, anche in relazione all’adempimento di obblighi contrattuali, precontrattuali o normativi, esclusivamente per correnti finalità amministrative e contabili, nonché quando i dati provengono da pubblici registri ed elenchi pubblici conoscibili da chiunque, o sono relativi allo svolgimento di attività economiche o sono trattati da un soggetto pubblico. 6. In applicazione del principio del bilanciamento degli interessi (art. 24, comma l lettera g)), dispone che i titolari del trattamento in ambito privato che hanno venduto un prodotto o prestato un servizio, nel quadro del perseguimento di ordinarie finalità amministrative e contabili, possono utilizzare senza il consenso i recapiti (oltre che di posta elettronica come già previsto per legge) di posta cartacea forniti dall’interessato, ai fini del rinvio diretto di proprio materiale pubblicitario o di propria vendita diretta o per il compimento di proprie ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. Ciò, rispettando anche le garanzie previste per le attività di profilazione degli interessati (Provv. 24 febbraio 2005, doc. web n. 1103045), a condizione che:

a) tale attività promozionale riguardi beni e servizi del medesimo titolare e analoghi a quelli oggetto della vendita; b) l’interessato. al momento della raccolta e in occasione dell’invio di ogni comunicazione effettuata per le menzionate finalità, sia informato della possibilità di opporsi in ogni momento al trattamento, in maniera agevole e gratuitamente, anche mediante l’utilizzo della posta elettronica o del fax o del telefono e di ottenere un immediato riscontro che confermi l’interruzione di tale trattamento (art. 7, comma 4); c) l’interessato medesimo, così adeguatamente informato già prima dell’instaurazione del rapporto, non si opponga a tale uso, inizialmente o in occasione di successive comunicazioni. 9


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LA RELAZIONE ANNUALE DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

“L’editoria è caratterizzata da una crescente spinta verso l’integrazione con gli altri mezzi tradizionali e con i new media, volta anche a superare i limiti strutturali determinati da un durevole affievolimento della domanda tradizionale”

I

l 15 luglio scorso, il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Corrado Calabrò, ha svolto la consueta “Relazione annuale sull’attività svolta e sui programmi di lavoro”, alla presenza delle massime cariche istituzionali del nostro Paese. All’incontro ha partecipato il nostro Segretario Generale, Francesco Saverio Vetere. Molti gli argomenti trattati da Calabrò: il sistema delle comunicazioni a livello internazionale e a quello italiano; l’evoluzione del quadro normativo e commerciale; gli interventi dell’Autorità... ell’ambito della sua Relazione, il Presidente dell’Authority ha affrontato anche i temi dell’editoria quotidiana e periodica, della pubblicità e del Registro degli operatori di comunicazione (ROC). Ecco un’ampia sintesi del suo intervento.

L’EDITORIA L’Autorità, con l’obiettivo di fornire un quadro maggiormente esauriente dei mercati della comunicazione oggetto delle proprie competenze istituzionali, ed analogamente al percorso metodologico adottato già da tempo per i mercati delle telecomunicazioni fisse e mobili e per quello televisivo, ha richiesto alle principali imprese del settore dell’editoria quotidiana e periodica alcune specifiche informazioni riguardo alle dinamiche economiche ed all’andamento delle copie vendute, sia con riferimento all’editoria su tradizionale formato cartaceo che su quello elettronico. Come è noto, l’assetto concorrenziale dell’editoria presenta un profilo assai più articolato ed un grado di concentrazione del mercato assai più ridotto rispetto alle telecomunicazioni ed al settore televisivo. Nondimeno, le imprese a cui sono state richieste informazioni di dettaglio circa l’andamento delle principali voci di ricavo costituiscono un campione sufficientemente rappresentativo dell’intero settore.

Più in particolare, a livello aggregato, i soggetti considerati rappresentano, con riguardo alle attività editoriali caratteristiche, oltre il 65% del valore dell’intero settore della stampa quotidiana e periodica, così come desumibile, in termini omogenei per l’anno 2006, dalla valutazione compiuta dall’Autorità nell’ambito della valorizzazione del Sistema Integrato delle Comunicazioni. Tale quota risulta differen10

ziata tra i diversi segmenti, ed in particolare arriva a superare il 76% dell’editoria quotidiana.

Il quadro generale I ricavi complessivi delle imprese considerate (5,7 miliardi di euro nel 2007) mostrano, rispetto all’anno precedente, una leggera contrazione che investe sia l’editoria quotidiana che quella periodica. L’andamento dell’editoria elettronica, che tuttavia rappresenta meno del 3% delle entrate complessive, evidenzia invece una crescita del 35%, valore che sembra testimoniare come gli investimenti effettuati su Internet dalle imprese, sia dal lato dei prodotti e servizi venduti che soprattutto da quello degli introiti pubblicitari, inizino a palesare risultati apprezzabili. Con riferimento alle diverse fonti di ricavo, gli introiti derivanti dalle attività caratteristiche rimangono nel complesso sostanzialmente invariati, ma si osserva una riduzione delle vendite di copie ed un consistente decremento dei ricavi da prodotti collaterali. Tali prodotti, che rappresentano nel 2007 oltre il 14% dei ricavi complessivi, sembrano attraversare una crisi derivante dalla saturazione delle tradizionali “offerte” sia a carattere cinematografico e musicale che soprattutto librario. I ricavi pubblicitari risultano invece in aumento di oltre il 6%, effetto in parte dovuto, soprattutto nel caso dell’editoria quotidiana, all’aumentato spazio per la pubblicità a colori nelle testate a diffusione nazionale e locale. Un ulteriore contributo è venuto dalla free press e dall’editoria elettronica, che hanno visto aumentare gli introiti pubblicitari, rispettivamente, del 30% e del 56%. Con riguardo all’assetto concorrenziale del settore, RCS Mediagroup, Gruppo Editoriale L’Espresso ed Arnoldo Mondadori rappresentano, in valore, poco meno del 60% dei ricavi complessivamente dichiarati dalle imprese oggetto della rilevazione, con una perdita, nel 2007, di circa un punto percentuale, andato a vantaggio de “Il Sole 24 Ore”. I quotidiani Il campione di imprese considerate comprende circa 40 testate quotidiane rappresentative sia in valore che in volume, come in precedenza accennato, di circa il 75% dell’intero panorama dell’editoria quotidiana su mezzo cartaceo. Nell’ambito della richiamata flessione degli introiti complessivi si segnala, dal lato delle fonti di ricavo, un leggero aumen-

to dei ricavi da vendita di copie, dovuto, per una parte, al (modesto) aumento dei prezzi unitari e, per altra parte, all’arricchimento dell’offerta editoriale, mediante inserti ed allegati di approfondimento informativo. Le società hanno intrapreso investimenti industriali per creare nuovi prodotti, migliorare i contenuti editoriali e rendere più attraenti i propri contenuti a lettori ed inserzionisti; molti quotidiani hanno introdotto il full color e/o nuovi formati, hanno ridisegnato l’impianto grafico, allo scopo di veicolare meglio i contenuti, ottenendo, come detto, un consistente aumento dei ricavi pubblicitari, pari ad oltre il 5%. Ciò ha determinato il superamento da parte della pubblicità della soglia del 50% degli introiti complessivi, tendenza che pone l’Italia più in linea rispetto a quanto accade all’estero. Un contributo non marginale alla crescita della pubblicità nel settore è dovuta alla progressiva crescita della free press, che nel 2007 ha raggiunto i 400 milioni di copie diffuse (+25% rispetto al 2006) con una crescita della raccolta pubblicitaria di oltre il 30%. In questo ambito, si è assistito, di recente, all’introduzione delle “anteprime” informative distribuite nelle prime ore del pomeriggio che, per sintesi e per immediatezza, possono essere equiparate all’informazione su web. Le testate gratuite, che appartengono prevalentemente ai grandi gruppi editoriali, sono sorte per attrarre soprattutto la pubblicità locale. Tuttavia, dato che tali testate si stanno evolvendo in network di livello nazionale, la conseguenza è stata quella di veder crescere la pubblicità commerciale nazionale in misura maggiore di quella locale. Dall’autunno del 2006 Audipress, seguendo le indicazioni dell’Autorità nell’ambito dell’atto di indirizzo sulla rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione (articolo 5 della delibera n. 85/06/CONS), ha avviato il monitoraggio degli indici di lettura dei quotidiani distribuiti gratuitamente, modificando i criteri di partecipazione e di ammissione delle testate all’indagine. Precedentemente, si individuava nella certificazione ADS della diffusione una delle condizioni necessarie per l’ammissione delle testate alla rilevazione, escludendo in tal modo la free press. Dalle nuove rilevazioni, emerge, tra l’altro, che la crescita della free press non risulta, se non in misura marginale, sostitutiva dell’editoria quotidiana tradizionale, ma rappresenta un mezzo informativo che tende piuttosto ad espandere il pubblico dei lettori, con incrementi significativi soprattutto nelle otiziario USPI n° 9/2008


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fasce di età dai 14 ai 34 anni. Tornando all’analisi dell’andamento delle principali fonti di ricavo dell’editoria quotidiana, i prodotti collaterali registrano una marcata flessione (-22%) tale da annullare gli incrementi registrati dai ricavi delle vendite di copie e delle entrate pubblicitarie. Vi è da chiedersi se questa contrazione rappresenti un dato di carattere strutturale, in virtù della sostanziale saturazione del mercato, dopo un lungo periodo in cui questa voce ha rappresentato una quota crescente dei ricavi delle imprese editoriali. L’andamento complessivo delle copie a pagamento vendute nel 2007 dai principali editori italiani (-0,5%) conferma alcune caratteristiche strutturali del mercato italiano che ne condizionano le potenzialità di crescita. Si osserva nel tempo un tendenziale aumento degli indici di lettura. Dal 2000 al 2006, la quota di persone che leggono quotidiani di informazione generale a diffusione nazionale almeno una volta nella settimana è passato dal 62,9% al 66,6%; il dato corrispondente per le testate a diffusione locale è cresciuto dal 56,1% al 61,5%; ed infine, con riferimento al 2007, i lettori di quotidiani sono stimati in 22,8 milioni, con una crescita dell’1,4% rispetto al 2006. Nonostante ciò, nel confronto internazionale l’Italia si pone agli ultimi posti per diffusione dei quotidiani, anche a causa di una quota di abbonamenti notevolmente più bassa rispetto ai mercati esteri. Allo stesso tempo, l’Italia si caratterizza per livelli di diffusione assai differenziati nelle diverse aree geografiche, con livelli di vendita che nel Nord risultano circa il doppio di quelli osservabili nel Sud e nelle Isole. Anche la scolarizzazione rappresenta un rilevante fattore alla base del “consumo” di prodotti editoriali (ed in generale di cultura), ed i livelli di istruzione che caratterizzano la popolazione in Italia, inferiori a quelli di altri paesi europei, costituiscono quindi un ulteriore freno allo sviluppo del mercato. Infine, l’editoria nel suo complesso risente del clima di incertezza economica che investe ormai da tempo le famiglie italiane, e pertanto la spesa in beni ritenuti “non pri-

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mari”, come quelli rappresentati dalla stampa quotidiana e periodica, tende a comprimersi prima, e di più, di altre categorie di beni e servizi che entrano nel paniere della spesa. In altri termini, i quotidiani appaiono avere un’elevata elasticità al reddito. Di conseguenza, in un periodo di bassa crescita del reddito disponibile (come quello tra il 2000 ed il 2006) il peso dei libri e dei gior-

Le società editoriali, che attraverso il web sono in grado di concorrere con le emittenti televisive nella tempestività con cui le notizie vengono comunicate, si stanno dimostrando molto attente alle nuove forme di comunicazione, e stanno dando un forte impulso all’integrazione delle piattaforme distributive, consentendo agli utenti di accedere agli stessi contenuti su più mezzi

nali nella spesa complessiva delle famiglie italiane si è ridotto dall’1,78% all’1,58%. Passando all’analisi dell’assetto concorrenziale del mercato dell’editoria quotidiana, si rileva una sostanziale invarianza della quota dei due principali gruppi editoriali (Gruppo l’Espresso e RCS Mediagroup) nell’ultimo anno, mentre si segnala la crescita del gruppo “Il Sole 24 Ore”, che arriva a superare l’11,5% dei ricavi. Un fenomeno che sta assumendo carattere di trasformazione strutturale del settore è l’integrazione tra le diverse modalità di diffusione delle informazioni. L’integrazione avviene in particolare tra la carta stampata ed il web, e comporta più in generale una trasformazione dei gruppi editoriali in gruppi multimediali, in grado di fornire contenuti su supporto cartaceo ed audiovisivo, anche attraverso web, canali radio, tv, sia digitali che analogiche. Questo fenomeno caratterizza in particolare il settore dei quotidiani, dove gli operatori cercano di fidelizzare i propri lettori, diversificare le attività sfruttando le economie di varietà, nonché attrarre gli inserzionisti con la possibilità di offrire una gamma più ampia e più mirata di prodotto pubblicitario.

anche in tempi diversi. Al riguardo, di particolare interesse è la costituzione, in Italia, delle prime forme di syndication nell’ambito dell’informazione giornalistica on line, che hanno come obiettivo, mediante l’aggregazione sul web di siti di informazione a carattere sia regionale che pluriregionale, quello di fornire nuove opportunità di comunicazione. L’integrazione coinvolge ovviamente le strutture organizzative delle società editoriali, ponendole di fronte alla scelta di come integrare le redazioni, con impatti rilevanti in termini di costi e di organizzazione del lavoro. Generalmente, i contenuti dei quotidiani, nella versione on line, sono ridotti e gli articoli più brevi rispetto a quelli della versione cartacea, ma sono arricchiti da link di connessione a contenuti audio, video e ipertestuali, offrendo modalità di interazione con i lettori. Un’ulteriore possibilità di integrazione tra generi diversi è costituita dai file audio e dai podcast, che hanno un crescente successo presso il pubblico, specie nei mercati più avanzati sotto il profilo digitale. I quotidiani stanno sperimentando anche nuove forme di comunicazione con i propri lettori. Si assiste così alla nascita di servizi di personalizzazione nella fornitura di informazioni, che consentono di creare una relazione con il cliente in modo da renderlo stabilmente affezionato al prodotto e di conoscerlo e di analizzarne abitudini e necessità, ottenendo contestualmente la possibilità di veicolare una pubblicità più mirata. Questa integrazione consente l’affermarsi di contenuti UGC (User Generated Content), con il conseguente sovrapporsi dei contenuti informativi prodotti da società o testate specializzate con i commenti, le selezioni, e le ricerche di notizie 12 11


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LA RELAZIONE ANNUALE DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI effettuate direttamente dal singo11 lo utente. Si assiste così all’affermarsi di forum, community ed altre forme di scambio, in cui i clienti-utenti diventano parte integrante dei modelli di sviluppo delle società editrici. Al momento, in Italia, la lettura dei quotidiani on line, non sembra rappresentare un

intraprese allo scopo di accompagnare i propri lettori nell’informazione, offrendogli prodotti e servizi a valore aggiunto accanto ai prodotti tradizionali, con l’obiettivo di diversificare i prodotti mantenendoli complementari e non sostituibili. Va, tuttavia, rilevato che nei paesi in cui l’editoria on line è maggiormente diffusa,

mezzo sostitutivo del quotidiano cartaceo, ma appare costituire uno strumento informativo complementare per chi ha già l’abitudine di leggere il quotidiano nella sua versione tradizionale. Nel 2006, con riferimento agli individui di età superiore agli 11 anni, coloro che non leggono quotidiani sono il 37,7%, quelli che leggono quotidiani in formato solo cartaceo sono circa il 53%, esclusivemente su Internet lo 0,9%, mentre l’8,4% legge quotidiani sia cartacei che on line. La natura di mezzo informativo on line quale “supporto” di quello cartaceo sembra emergere anche con riguardo alle diverse modalità di consultazione delle testate elettroniche, dove il 64% dei lettori on line leggono i soli titoli della home page, mentre solo il 13% naviga nelle pagine di approfondimenti tematici e poco più del 10% fa utilizzo degli archivi. In questo contesto, sono rilevanti le strategie di prezzo per evitare il cosiddetto “channel spill-over”, ossia il passaggio dei lettori dalla carta all’on line. Generalmente, il modello sottostante l’editoria quotidiana on line è di accesso gratuito ai contenuti standard generalisti, a fronte di accessi a pagamento per gli specifici contenuti, in maniera più o meno aggregata e congiunta (abbonamenti, approfondimenti, informazioni, archivi), dal momento che l’introduzione di barriere all’ingresso sull’informazione on line provoca una caduta immediata negli accessi al sito, a meno che non si tratti di informazioni a valore aggiunto difficilmente reperibili altrove.

come gli Stati Uniti d’America, si assiste ad una decisa flessione nella vendita di copie cartacee, tale da indurre alcuni editori, visti anche i costi crescenti della carta e per le attività di distribuzione, alla valorizzazione del prodotto elettronico a scapito di quello tradizionale. In base all’analisi condotta dall’Autorità a partire dalle dichiarazioni trasmesse annualmente dalle imprese ai sensi della legge n. 650/1996, si registra tra il 2005 ed il 2006 una lieve contrazione nel numero delle testate quotidiane censite. Con riferimento all’esercizio 2006, si conferma nel complesso una sostanziale tenuta delle copie di quotidiani vendute. Complessivamente, sono state vendute 2.066 milioni di copie di quotidiani, con un valore medio giornaliero sui livelli dell’esercizio precedente, pari a 6,08 milioni di copie. I periodici Il mercato dell’editoria periodica - settimanale e mensile – risulta, rispetto all’editoria

quotidiana, maggiormente composito ed eterogeneo sia sotto il profilo del numero di imprese presenti, che con riferimento ai generi ed ai contenuti offerti al pubblico. Nonostante ciò, il campione di imprese considerato nella presente Relazione - relativamente al 2006 - si stima rappresentare poco meno del 60% del mercato editoriale periodico. Come emerge anche dalle prime 20 testate settimanali e mensili per diffusione rilevate da ADS, l’editoria periodica presenta caratteristiche distintive nei due segmenti considerati. L’editoria settimanale si caratterizza per un elevato contenuto di informazione “generalista” dell’offerta, mentre nell’editoria mensile risulta più marcato l’orientamento tematico delle testate, che determina una maggiore omogeneità dei lettori di riferimento. Conseguentemente, nell’editoria settimanale il peso dei ricavi pubblicitari rispetto a quello derivante dalla vendita di copie è notevolmente più contenuto rispetto a quello riscontrabile in quella mensile, dove la maggiore “specializzazione” dei lettori determina, in termini relativi, un più elevato valore degli spazi venduti. A ciò, si aggiunga una maggiore stabilità degli introiti dell’editoria mensile, dovuta al maggiore peso dei ricavi da copie in abbonamento. Complessivamente, nel 2007, le imprese di maggiori dimensioni dell’editoria periodica mostrano una leggera flessione dei ricavi, ma con andamenti distinti analizzando separatamente il segmento dei settimanali rispetto a quello dei mensili. Nel primo caso, è soprattutto la flessione dei “collaterali” a determinare una significativa riduzione delle entrate (superiore al 3%), mentre nel caso dell’editoria mensile, dove la presenza dei collaterali ha un peso decisamente contenuto, la consistente crescita degli introiti pubblicitari ha trainato il fatturato complessivo, consentendo un aumento dei ricavi totali del 2,5%. Con riguardo all’assetto concorrenziale del

Attualmente, la strategia degli editori italiani è di utilizzare le nuove forme di comunicazione per ampliare il proprio pubblico, grazie alle strategie di diversificazione, 12

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mercato, si conferma, in primo luogo, una maggior polverizzazione della struttura competitiva dell’editoriale nazionale rispetto a quella di altri media. In secondo luogo, il segmento dei settimanali mostra una concentrazione relativamente maggiore rispetto a quello dei mensili. Più precisamente, le prime tre imprese editrici di testate settimanali rappresentano infatti oltre il 75% dei ricavi complessivi. Nel caso dei mensili, tale quota scende a meno del 55%. Infine, per quanto concerne l’analisi delle posizioni di mercato dei tre principali gruppi editoriali italiani - RCS Mediagroup, Gruppo l’Espresso e Arnoldo Mondadori – le diverse strategie editoriali adottate hanno influito sulle quote di mercato che tali gruppi registrano nei due segmenti considerati. Così, se RCS Mediagroup detiene, sia nei settimanali che nei mensili, quote relativamente simili ed elevate (in entrambi i casi intorno al 20%), Arnoldo Mondadori si caratterizza per una forte presenza nei settimanali (circa il 40% di quota) se rapportato ai mensili (meno del 20%), ed il Gruppo l’Espresso assume un rilievo minore nei mensili (sotto il 5%), mentre detiene una posizione di rilievo nei settimanali (inferiore al 15%).

LA PUBBLICITA’ Il mercato italiano in dettaglio Gli investimenti pubblicitari crescono nel 2007 mediamente di poco più del 5% raggiungendo gli 8,6 miliardi di euro. A tale risultato concorrono, in particolare, i risultati ottenuti dalla free press, che aumenta la raccolta di circa 100 milioni e dagli investimenti su Internet, mentre il mezzo televisivo, pur continuando a rappresentare poco meno del 55% degli investimenti, registra una crescita nettamente inferiore al valore medio. L’analisi degli investimenti pubblicitari dei principali settori merceologici mostra andamenti notevolmente differenziati dove, in particolare, l’abbigliamento ed i prodotti finanziari e assicurativi segnano una crescita rispettivamente del 21% e 12% circa, mentre i segmenti merceologici di minori dimensioni registrano una crescita notevolmente superiore alla media. Con riferimento alla composizione merceologica degli investimenti pubblicitari sui singoli mezzi, i prodotti alimentari, il settore automobilistico, le telecomunicazioni, l’abbigliamento, le bevande e alcolici, rappresentano i principali settori, e rappresentano nel 2007 circa il 46% degli investimenti complessivi, valore sostanzialmente invariato rispetto al 2006. Riguardo all’utilizzo dei singoli mezzi, la televisione risulta il mezzo maggiormente specializzato, con solo il 10% degli investimenti provenienti da settori non evidenziati in dettaglio. Poco meno di un quarto degli otiziario USPI n° 9/2008

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investimenti sulla radio - mezzo particolarmente ascoltato nelle auto - è rappresentato dal comparto automobilistico, che rappresenta una quota equivalente (24,8%) della spesa indirizzata al cinema, mentre l’abbigliamento è particolarmente concentrato nell’editoria periodica dove, anche se tradizionalmente sono presenti numerose testate rivolte al pubblico femminile, risulta in crescita l’offerta editoriale rivolta al target maschile. E’ da evidenziare come le categorie di minori dimensioni, che nel 2006 rappresentavano più del 52% degli investimenti su Internet, nel 2007 scendano di oltre 7 punti percentuali. Il maggiore indice di concentrazione degli investimenti nella rete da parte dei principali settori merceologici sembra testimoniare come Internet stia iniziando ad essere considerato un efficace veicolo pubblicitario. Con riguardo alla distribuzione degli investimenti dei singoli settori merceologici sui mezzi, nel 2007 non emergono sensibili mutamenti rispetto al 2006. Il mezzo televisivo è maggiormente utilizzato dal settore alimentare, bevande e alcolici e prodotti per la casa. Le automobili, fanno riferimento per oltre il 25% alla stampa quotidiana e periodica, quota che sale ad oltre il 70% per i beni di abbigliamento. Tutti i settori merceologici evidenziati destinano nel 2007 una quota maggiormente elevata di investimenti su Internet rispetto al 2006, con aumenti particolarmente consistenti per le telecomunicazioni e per il settore media/editoria. IL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMU ICAZIO E

Il 2007 ha registrato un incremento percentuale di circa il 10% di nuove iscrizioni al Registro degli operatori di comunicazione (ROC), in linea con quello registrato nell’anno precedente. Il procedimento di iscrizione, fatta eccezione per quei casi per i quali si rende necessario richiedere integrazioni o rettifiche della documentazione trasmessa, si conclu-

de per la maggior parte dei casi nei tempi previsti dal Regolamento. Va, a tal riguardo, fatto osservare che l’ulteriore implementazione sul sito Internet dell’Autorità di procedure guidate per la compilazione dei modelli ed il potenziamento del servizio di call-center ha consentito di ridurre il numero di pratiche che, come detto, comportano, per integrazioni o rettifiche, tempi maggiori del termine di 60 giorni previsto da Regolamento. La maggior parte degli operatori iscritti è rappresentata dalle imprese editoriali che costituiscono ancora il 58,87 % del totale, valore che subisce, tuttavia, una riduzione percentuale rispetto agli anni precedenti in considerazione del fatto che i fornitori di servizi telematici e di telecomunicazioni salgono dal 9,46 % al 11,80 % (le percentuali per i rimanenti settori di attività restano pressocché invariate). Il maggior incremento è, quindi, ancora rappresentato dal numero di richieste di iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione da parte di imprese che offrono servizi telematici e di telecomunicazione. Dal punto di vista amministrativo, nel corso del 2007 sono stati avviati una serie di controlli attraverso la consultazione del sistema Telemaco, uno strumento utile per una puntuale verifica, mediante estrazione di visure camerali on line presso le banche dati delle Camere di Commercio, delle posizioni di centinaia di soggetti iscritti al ROC o con posizioni ancora suscettibili di verifica. Allo stato attuale, tutte le richieste di iscrizione da parte di nuovi soggetti vengono preliminarmente sottoposte a verifica nelle banche dati delle varie Camere di Commercio. Nel corso dell’anno, attraverso tali controlli, si procederà ad aggiornare il numero dei soggetti iscritti, annotando oltre che le variazioni autonomamente comunicate dagli operatori, anche le cessazioni dalle attività registrate nel sistema camerale. La figura seguente illustra la suddivisione delle imprese presenti nel Registro ripartite per natura giuridica dei soggetti iscritti.

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L’inserzione a fianco riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633

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CHI E’ STATO? Gli uomini che fanno funzionare l’Italia di Luigi Tivelli

RUBBETTINO - RAI ERI, Soveria Mannelli (Catanzaro) 2007, pagine 226, € 12,00

Luigi Tivelli, consigliere parlamentare della Camera, saggista, editorialista e profondo conoscitore delle Istituzioni e del loro complesso funzionamento, questa volta propone una inedita galleria di uomini che hanno costituito e costituiscono lo stato maggiore della Pubblica Amministrazione: i civil servant della cultura anglosassone o i grand commis dell’esperienza francese che nella tradizione italiana vengono indicati come grandi servitori dello Stato. Una tradizione che ha secondato la formazione del nostro Stato unitario e che modernizzandosi ha concorso alla storia emozionante della ricostruzione dopo i disastri della guerra. Queste figure dei piani alti del Palazzo, a differenza delle stars di partito e degli uomini di governo, vivono dietro le quinte, lontani dai riflettori mediatici, più amanti dei fatti che delle parole. Malgrado ciò sono noti a tutti. E’ in questo libro Tivelli, lui stesso civil servant, che sa quel che dice e dice quel che sa, tratteggia le figure di infaticabili manager pubblici noti anche ai non addetti ai lavori.

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B IB L IO T E C A U S P I Incontriamo nell’ordine della presentazione Antonio Maccanico tessitore di mediazioni impossibili; Lamberto Dini, Direttore generale della Banca d’Italia, successivamente preposto ad incarichi ministeriali e di governo; Gaetano Gifuni, Segretario Generale del Senato dove ha trascorso 34 anni della sua vita e Segretario Generale del Quirinale al fianco dei Presidenti Scalfaro e Ciampi; Andrea Monorchio mitico Ragioniere Generale dello Stato; i più giovani Antonio Catricalà, Presidente dell’Autorità per la concorrenza e Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Comunicazioni; Carlo Mosca già Vice direttore vicario del SISDE e Prefetto di Roma; Mauro Masi noto ai lettori di questo Notiziario come Segretario Generale di Palazzo Chigi e Capo del Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Commissario straordinario della SIAE; Sergio Vento, Rappresentante presso le Nazioni Unite a New York (dal 2000 al 2003), Ambasciatore negli Stati Uniti (tra il 2003 e il 2005) e consigliere diplomatico di quattro Presidenti del Consiglio; ultimo - ma non certo il meno importante - Gianni Letta, apprezzato sia dai governanti di centro destra che da uomini di governo di sinistra.

Di questi primi della classe Tivelli svela sagacemente anche gli itinerari di formazione e gli interessi culturali che si caratterizzano per eccezionale precocità ed ecletticità professionale: laurea in pochi anni, concorsi prestigiosi vinti prima dei 30 anni e straordinaria attitudine a ricoprire le posizioni più varie grazie non solo alla preparazione professionale ma anche in virtù del loro altissimo livello culturale.

IL COOPERATIVISMO EL PE SIERO SOCIO-POLITICO DI DO LUIGI STURZO di Franco D’Urbino

PEGASO Editore, Caltagirone (CT) 2007, pagine 208, € 15,00

Non è una circostanza voluta ma è significativo che questo accurato lavoro storico del giornalista Franco D’Urbino sia distribuito mentre sono resi noti i risultati di un’indagine ISTAT che evidenziano il salasso quotidiano delle famiglie meno abbienti che - con un preoccupante aumento del 4,8% - rende insostenibile la spesa dei prodotti di largo consumo. Questi dati fanno correre il nostro pensiero alle cooperative di consumo introdotte in Italia sul finire dell’ ‘800 insieme con le cooperative di produzione e lavoro e con le banche cooperative e casse rurali. Nel 1896 la Sicilia contava 374 cooperative e nel 1902 il Regno d’Italia ne contava 2.199. Il giovane Sturzo comprese così bene l’importanza del cooperativismo da farlo non solo conoscere in Sicilia ma da introdurlo nel territorio Calatino ed anzi facendolo nascere già “adulto”. I princìpi e le metodologie praticate dalle concrete esperienze sturziane nella sua terra sono ancora attuali e possono ancora rappresentare una risorsa per le famiglie e quindi un’espressione di solidarietà e di responsabilità.

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PERIODICI ASSOCIATI ALL’U USPI (408° elenco)

AFFARICITTA’

CONVERSAZIONI ORNITOLOGICHE

Contrada Pennini, 100/C 83100 Avellino Direttore: Giuseppe Maria Galasso Editore: Pubblistudio S.r.l. Periodicità: quindicinale Materia trattata: annunci economici e servizi vari

Corso del Popolo, 9 95047 Paterno’ CT Direttore: Sebastiano Paternò Editore: P Maiuscola Scarl Periodicità: bimestrale Materia trattata: ornitologia, ornicultura, ornitofilia, ambiente, natura

CALABRIA ORA MAGAZINE

CRONACHE SICILIANE

Contrada Lecco, 8 87036 Rende CS Direttore: Paride Leporace Editore: CEC Cooperativa Editoriale Calabrese Periodicità: trimestrale Materia trattata: cultura

Via Ugo La Malfa, 10069 90147 Palermo Direttore: Aldo Amorino Editore: Barbaro S.n.c. Periodicità: 5 a settimana Materia trattata: cronache locali

CLARUS

EVENTI CULTURALI

Via A.S. Coppola, 230-B 81016 Piedimonte Matese CE Direttore: Daniele Cirioli Editore: Diocesi di Alife-Caiazzo Periodicità: 10 numeri per anno Materia trattata: informazione locale e nazionale, ecclesiale e sociale

NOTI ZIA RI O

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972

Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)

Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi

Redattore Responsabile: Vittorio Volpi

Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate

Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 9 (settembre 2008) è stato stampato il 18 agosto 2008

Via Genzano, 144 00179 Roma Direttore: Filomena Pacelle Editore: Filomena Pacelle Periodicità: mensile Materia trattata: arte, cultura IL GIORNALE DELL’HANDBALL

Via Tiziano, 74 00196 Roma Direttore: Francesco Purromuto Editore: Federazione Italiana Giuoco Handball Periodicità: trimestrale Materia trattata: sport

GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA

Via Ussani, 49 Direttore: Andrea Scotto Editore: Andrea Scotto Periodicità: mensile Materia trattata: diritto pubblico

MESSINAWEBTV

Via San Paolo dei Disciplinanti, 39 98122 Messina Direttore: Luciano Fiorino Editore: Associazione Adelante Periodicità: quotidiano Materia trattata: generalista

MOLISEPHIL – RIVISTA MOLISANA DI FILATELIA E STORIA POSTALE

Via XXIV Maggio, 281 86170 Isernia Direttore: Nicola Burdiat Editore: Nicola Burdiat Periodicità: trimestrale Materia trattata: filatelia e storia postale

TELEGRAMMI

Questo numero in 2 minuti Di tasca nostra PESA TI TAGLI AI CO TRIBUTI DIRETTI ALL’EDITORIA La manovra finanziaria 2009 riduce di oltre il 26% i contributi della legge 250/90 ai giornali assistiti. Cancellato il “diritto soggettivo” alla percezione del contributo e introdotto il limite massimo di spesa con la ripartizione percentuale tra gli aventi diritto AGEVOLAZIO I POSTALI: DOMA DA E TRO IL 30/9 Entro il 30 settembre, gli editori devono rinnovare la domanda alle Poste Italiane per continuare ad accedere alle agevolazioni tariffarie previste dalla “Tariffa ROC” e dalla “Tariffa no-profit”.

Focus SUGGESTIO I E PROPOSTE PER U A RIFORMA DELL’EDITORIA L’assetto societario, i contributi diretti e indiretti, i centri-media, la tiratura e la diffusione: ecco cosa potrà cambiare con la annunciata riforma dell’editoria. Ce ne parla Ferdinando Bruno, assistente del Commissario Sortino all’Agcom. LA RELAZIO E A UALE DEL PRESIDE TE DELL’AUTHORITY PER LE COMU ICAZIO I Corrado Calabrò, nella sua Relazione al Parlamento, ha analizzato i settori dell’editoria quotidiana e periodica, della pubblicità e del ROC.

Deregulation IMPORTA TI SEMPLIFICAZIO I I MATERIA DI PRIVACY Introdotta una “informativa breve”. Previsti un nuovo caso di esonero dalla richiesta del consenso e procedure più semplici per la designazione degli incaricati del trattamento dei dati personali.


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