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NOTIZIARIO
UNION E ST AMPA
PE RIODIC A ITALIANA
ANNO 46° - MENSILE
Uspi
- 11 NUMERI
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
Sul Regolamento dei contributi all’editoria
AUDIZIONE USPI ALLA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA
Il 16 febbraio scorso, su invito della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, l’USPI ha svolto un’audizione informale sulle norme del Regolamento di semplificazione e riordino dei contributi diretti all’editoria, predisposto dalla Presidenza del Consiglio, sul quale le competenti Commissioni parlamentari devono esprimere il loro parere prima del varo definitivo del provvedimento. Il Segretario Generale Vetere ha illustrato al Presidente di turno, Luigi Nicolais, ed ai deputati presenti le considerazioni e le proposte dell’USPI sul Regolamento, contenute in un documento che di seguito riportiamo. Nel dibattito successivo, al quale hanno partecipato gli onorevoli Giancarlo Mazzuca e Ricardo Franco Levi, sono stati toccati anche altri temi d’attualità, come le tariffe postali agevolate, la liberalizzazione dei servizi postali nel 2011 e la liberalizzazione del mercato delle edicole. Ecco il documento USPI, che 2
Il Regolamento sui contributi all’editoria all’esame del Parlamento (pagine 1, 4, 5, 6, 8, 9, 13)
Audizione USPI alla Commissione Cultura della Camera (pagine 1, 2) Convocazione dell’Assemblea USPI dell’anno 2010 (pagina 3)
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FEBBRAIO 2010
L’Atto del Governo n. 183 e il taglio dei fondi all’editoria
IL REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA ALL’ESAME DEL PARLAMENTO CONFERMATI I TAGLI ALL’EDITORIA, L’ABROGAZIONE DEL DIRITTO SOGGETTIVO E L’INTRODUZIONE DEL RIPARTO PROPORZIONALE DEI CONTRIBUTI DIRETTI
Audizione dell’USPI alla Commissione Cultura della Camera sul testo del Regolamento di erogazione dei contributi all’editoria - Il Senato conferma la norma della Finanziaria sul tetto di spesa e sul riparto proporzionale del Fondo editoria - Il Sottosegretario Bonaiuti annuncia una riduzione del 20% dei contributi A rischio pesanti aumenti delle tariffe postali agevolate?
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’ un momento di grave incertezza per tutto il settore editoriale, che si trova a fare i conti con i tagli di spesa previsti dalla Legge Finanziaria 2010.
LA MA OVRA FI A ZIARIA 2010 (LEGGE 191/2009) Come già illustrato sui precedenti numeri di questo Notiziario, la Legge Finanziaria
S OMMARIO
Le quote associative USPI per l’anno 2010 (pagina 7)
La “par condicio” nelle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo (pagine 10 e 11)
Giornalisti e giornalismi d’oggi (pagina 12)
Eco/Stampa (pagina 13)
Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 13) Biblioteca USPI (pagina 15)
Periodici associati all’USPI - 424° elenco (pagina 16) Telegrammi (pagina 16)
2010, oltre a consistenti tagli del Fondo destinato all’editoria (ancora maggiori per gli anni a venire), ha introdotto il principio del “riparto proporzionale” dei contributi diretti ex lege 250/90 tra tutti gli aventi diritto, “fatte salve le risorse da destinare alle convenzioni (in particolare la Rai e le principali agenzie di stampa - n.d.r.) e agli oneri inderogabili afferenti allo stesso capitolo”. L’introduzione del principio del “riparto proporzionale” dei contributi ha, di fatto, abolito il diritto soggettivo al contributo degli aventi diritto ed ha eliminato la certezza del credito vantato nei confronti dello Stato per un centinaio di testate, certezza che serviva al destinatario del 4
PAR CONDICIO E AMMINISTRATIVE 2010 (vai a pagina 10) DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI (vai a pagina 13)
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
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«Il Regolamento in oggetto introduce norme che mirano a tutelare, per quanto possibile, i giornali che effettivamente si pongono sul mercato editoriale e che incontrano, in qualche misura, l’interesse dei lettori. Viene posto, finalmente, un freno ad attività unicamente mirate all’accesso ai contributi pubblici. Questi “giornali” non avranno più alcuna forma di contribuzione a carico dello stato. Condivisibili, quindi, le linee del Regolamento in ordine al futuro assetto del sistema dei contributi diretti, anche per quanto riguarda le disposizioni che mirano a favorire lo sviluppo dell’occupazione nel settore editoriale, problema che, fin dai prossimi mesi, si presenterà in maniera estremamente seria all’attenzione del governo. Le osservazioni che seguono sono finalizzate a correggere alcune rigidità, in qualche caso francamente inspiegabili, che rischiano di causare gravi danni al settore, senza alcuna ragione plausibile. ARTICOLO 4
In ordine alla disposizione che prevede un numero minimo di cinque giornalisti o poligrafici (per i quotidiani) e di tre giornalisti, poligrafici o grafici editoriali (per i periodici) regolarmente assunti con contratto a tempo pieno e indeterminato, la richiesta dell’USPI è che tale numero minimo sia da considerare in termini di “media annuale”, per evitare il rischio che la perdita del 20% del contributo possa essere applicata per fatto non imputabile all’impresa (ad esempio, improvvise dimissioni volontarie della persona assunta). ARTICOLO 14
In ordine alla regolamentazione del credito agevolato, rileviamo che le agevolazioni di credito sono ridotte dal 90% al 50% di quelle finanziate dai soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività bancaria o di locazione finanziaria. Si tratta di una misura potenzialmente molto dannosa per il settore editoriale, soprattutto se si pensa alla gravissima crisi in cui versano le aziende. La riduzione del credito agevolato porrebbe un freno molto importante all’innovazione, unica via di sviluppo in questo momento. 2
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può essere facilmente confrontato con lo schema di Regolamento pubblicato nelle successive pagine di questo Notiziario:
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Se aggiungessimo alla crisi anche la diminuzione del sostegno pubblico, otterremmo un effetto negativo inspiegabile, anche in relazione al comportamento di altri Paesi europei, come la Francia, che proprio in questo momento hanno ritenuto di aumentare il sostegno alle vere realtà editoriali. ARTICOLO 15
Sempre in ordine al credito agevolato, bisogna rilevare che l’articolo 15 abroga di fatto il Comitato per il credito agevolato composto anche dai rappresentanti delle associazioni di settore, sostituendolo con un altro composto dai rappresentanti dei ministeri interessati e da qualche “esperto” non meglio identificato. Non ci sembra francamente utile, anche per la stessa Amministrazione, fare a meno del contributo delle associazioni di categoria che nel corso degli ultimi decenni hanno interpretato le esigenze degli editori, fornendo esperienze dirette insostituibili per la migliore applicazione della disciplina del credito agevolato. Non vorremmo che queste esperienze dirette fossero sostituite da qualche solerte docente universitario, con qualche buon libro scritto e nessuna azienda editoriale, neanche lontanamente, visitata. Purtroppo è quello che accade da qualche anno a questa parte. ARTICOLO 19
Il comma 2 prevede la restituzione dei contributi erogati in caso di soccombenza, con sentenza passata in giudicato, nel caso di ricorsi giurisdizionali in materia di adempimenti previdenziali. In sostanza la norma prevede che, nel caso in cui un dipendente faccia causa all’editore e questo risulti soccombente nei confronti dell’istituto previdenziale, l’editore stesso non solo debba pagare il dipendente e l’ente previdenziale ma debba anche restituire i contributi relativi all’anno della contestazione. Si tratta di una disposizione eccessivamente severa. Se l’obiettivo è quello di garantire il pagamento dei contributi previdenziali dovuti, è sufficiente richiedere la presentazione di un certificato di “regolarità contributiva” rilasciato dall’istituto previdenziale, come previsto, del resto, dal primo comma di questo stesso articolo. Sarà evidente che, nell’ipotesi di soccombenza dell’editore nel giudizio, il pagamento dell’importo dovuto sarà condizione per
ottenere il suddetto certificato. ARTICOLO 20
Comma 1, lettera a), punto 2).
Qualche perplessità infine, esprimiamo sulla abrogazione del tetto del 30% di pubblicità per poter accedere ai contributi dell’articolo 3, comma 2, della legge 250/90. Questa norma sembrerebbe, ad una prima lettura, favorevole alle aziende editoriali. Di fatto, però, potrebbe essere considerata contraria allo spirito dell’intervento pubblico, finalizzato al sostegno delle imprese più deboli, e rischierebbe di far rientrare in gioco imprese non bisognose di sostegno, con il conseguente abbassamento delle disponibilità a favore delle imprese effettivamente meno concorrenti sul mercato pubblicitario. Comma 1, lettera c), punto 3).
Va rilevato, da ultimo, come la norma in questione elimini la necessità della presentazione della domanda annuale per l’accesso alle agevolazioni postali. Vale la pena ricordare che le agevolazioni postali rappresentano la più importante forma di sostegno per il settore, ed in particolare per l’editoria medio-piccola. Vale anche la pena ricordare che dal 2004 il finanziamento dello Stato a Poste Italiane per le agevolazioni tariffarie è contenuto “nei limiti dei fondi stanziati sugli appositi capitoli del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri” (articolo 3, D.L. 353/2003, conv. in legge 27/2/2004, n. 46). Tale norma, correttamente applicata, permette la sostenibilità anche nel lungo periodo di tale forma di sostegno. Vale la pena, infine, ricordare che la liberalizzazione del servizio postale, a decorrere dal 1° gennaio 2011, non dovrà comportare alcuna sostanziale modifica alla normativa sulle agevolazioni, poiché la questione è già stata posta e risolta in ordine alle agevolazioni telefoniche ex articolo 28 della legge 416/1981. Quando fu liberalizzato il servizio telefonico, fu previsto che i rimborsi per le agevolazioni non riguardassero solo la Telecom, ma tutte le imprese telefoniche. Analogamente, in vista della liberalizzazione del servizio postale, basterà prevedere che la compensazione sarà effettuata nei confronti, non più solo di Poste Italiane, ma di tutte le aziende postali, sempre e comunque nei limiti dello stanziamento di bilancio. Eviteremo, così, di complicare questioni semplici e di produrre ulteriori e ingiustificati danni agli editori, mettendo mano ad una forma di sostegno indispensabile, soprattutto per la piccola e media editoria». otiziario USPI n° 2/2010
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AVVISO DI CO VOCAZIO E DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’A O 2010
Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per il 15 aprile 2010, alle ore 9 in prima ed alle ore 10 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:
ORDI E DEL GIOR O
1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Nomina della Commissione per la verifica dei poteri; 3. Costituzione dei seggi elettorali; 4. Relazione del Presidente; 5. Relazione del Segretario Generale; 6. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 7. Approvazione del rendiconto esercizio 2009; 8. Approvazione esercizio preventivo 2010; 9. Elezione del Consiglio Nazionale per il triennio 2010-2012; 10. Elezione del Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2010-2012; 11. Elezione del Collegio dei Probiviri per il triennio 2010-2012; 12. Varie ed eventuali.
In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Le operazioni elettorali per il rinnovo delle cariche sociali avranno inizio alle ore 12 e si concluderanno alle ore 16, ora in cui i seggi elettorali inizieranno lo spoglio delle schede. Tutte le procedure elettorali si svolgeranno secondo le modalità deliberate dal Consiglio Nazionale nella seduta del 19 dicembre 2002. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2010. Il rendiconto 2009 ed il preventivo 2010 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 30 marzo, alle ore 12 del 14 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 5 gennaio 2010
IL PRESIDENTE (Antonio Barbierato)
- - - - - --- --------- --------------- ------ ----- ---- - - - - - - DELEGA
Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1)..........................................................................................................................................................................
delega il Sig .........................................................................................................................................................................................
a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 15 aprile 2010 a Roma per l’approvazione dei bilanci e l’elezione delle cari-
che sociali per il triennio 2010-2012 come da Ordine del Giorno . ................................... (data)
................................................. (firma)
(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).
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IL REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA ALL’ESAME DEL PARLAMENTO contributo ad iscrivere le somme 1 nel bilancio annuale ed ad ottenere, dalle banche e finanziarie, aperture di credito. IL DECRETO MILLEPROROGHE E IL VOTO AL SE ATO
Nonostante l’interessamento del Presidente della Camera Fini, e gli impegni verbali del Sottosegretario Bonaiuti e del Ministro Tremonti (vedi i otiziari USPI di dicembre e gennaio scorsi), né alla Commissione Affari Costituzionali del Senato né nel maxi-emendamento governativo al decreto milleproroghe, presentato e approvato in Aula di Palazzo Madama, ha trovato accoglienza la proposta della Commissione Bilancio del Senato che proponeva la posticipazione di un anno dell’entrata in vigore della norma prevista dalla Finanziaria. Si è lasciato, quindi, inalterato il problema, la cui soluzione è rimandata alla Camera dei Deputati, in seconda lettura del decreto milleproroghe, con scarse possibilità di successo data la brevità del tempo di approvazione del provvedimento, o nell’emanando DDL sviluppo. BO AIUTI, I TAGLI E LE TARIFFE POSTALI
Nel frattempo, il 10 febbraio scorso, Palazzo Chigi ha diffuso una nota precisando che la riduzione dei contributi per il 2010 non sarà superiore al 20%, anticipata dallo stesso Sottosegretario Bonaiuti nell’audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, sul tema del Regolamento di semplificazione e riordino dei contributi all’editoria. In tale audizione, Bonaiuti ha affrontato anche il problema del ripiano dei debiti accumulati dallo Stato per le agevolazioni tariffarie postali. «Tale questione dovrà essere affrontata - ha sottolineato Bonaiuti - per evitare effetti distorsivi della concorrenza e per adeguare l’ordinamento alla normativa comunitaria (il 2011 vedrà la liberalizzazione dei servizi postali - n.d.r.): si ridurranno le agevolazioni o la platea dei beneficiari e si ricorrerà a forme di credito di imposta in modo da regolare l’entità dei contributi alle risorse disponibili e da evitare ricadute drastiche sui livelli occupazionali» (vedi Resoconto sommario n. 167 del 9/2/2010). IL REGOLAME TO SUI CO TRIBUTI ALL’EDITORIA
Mentre è ancora aspro il dibattito sulle nuove norme introdotte dalla Legge 4
Finanziaria 2010, il Governo ha presentato alle competenti Commissioni di Camera e Senato, per il previsto parere non vincolante, lo schema di decreto del Presidente della Repubblica, recante “Misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria”, predisposto dal Sottosegretario Bonaiuti in applicazione dell’articolo 44 del DL 112/2008, convertito nella Legge 133/2008. Sostanziali le novità riguardanti soprattutto il calcolo dei contributi, per l’accesso ai quali sarà preso in considerazione non più il rapporto tra tiratura e diffusione, ma il rapporto tra distribuzione e vendita. Ciò al fine di scoraggiare la stampa eccessiva di copie, finalizzata soltanto all’acquisizione di maggiori importi di contributo variabile. Sono, inoltre, previste incentivazioni per l’occupazione nel settore editoriale, prevedendo forme di penalizzazione del contributo per le aziende che non occupino, a tempo pieno e indeterminato, un numero minimo di dipendenti giornalisti, poligrafici o grafici editoriali e prescrivendo che le cooperative debbano essere composte in prevalenza da giornalisti e la maggioranza di soci debba risultare dipendente della cooperativa con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. Il Regolamento prevede, inoltre, nuove regole di accesso anche ai contributi per le radiotelevisioni e nuove norme di accesso al credito agevolato, il cui fondo, però, dovrà essere rifinanziato. Riportiamo, a seguire l’articolo, il testo del Regolamento, nelle parti che più interessano i nostri associati. L’AUDIZIO E DELL’USPI
In data 16 febbraio scorso, la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati ha invitato l’USPI a svolgere una audizione informale sulle norme del Regolamento in esame. Considerazioni e proposte presentate in Commissione dalla nostra Unione sono pubblicate pagina 2 di questo Notiziario e possono essere facilmente focalizzate ed approfondite confrontandole con il testo del Regolamento pubblicato qui di seguito.
REGOLAMENTO RECANTE “MISURE DI SEMPLIFICAZIONE E RIORDINO DELLA DISCIPLINA DI EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA” CAPO I SEMPLIFICAZIO E E RIORDI O DEI CO TRIBUTI DI CUI ALL’ARTI-
COLO 3 DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1990, . 250 Articolo 1 (Presentazione delle domande)
1. Le domande per la concessione dei contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, sottoscritte dal legale rappresentante, sono presentate per via telematica e con firma digitale, secondo le modalità pubblicate sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal 1° al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento dei contributi. Nel caso in cui per giustificati motivi l’impresa sia impossibilitata ad utilizzare lo strumento informatico, la domanda può essere presentata entro lo stesso termine unicamente per mezzo di raccomandata postale. Le domande presentate al di fuori del periodo indicato sono irricevibili. L’intera documentazione, necessaria per la valutazione del titolo d’accesso, la quantificazione del contributo e la sua erogazione, è trasmessa unicamente mediante raccomandata postale, entro il termine di cui al comma 2 dell’art. 10 del decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito dalla legge 29 novembre 2007, n. 222. Articolo 2 (Disposizioni relative ai requisiti per l’accesso ai contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250)
1. Le imprese di cui all’articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter con esclusione di quelle editrici di quotidiani editi e diffusi all’estero e 2-quater della legge 7 agosto 1990, n. 250, fermi restando tutti gli altri requisiti di legge, possono richiedere i relativi contributi a condizione che la testata edita sia venduta, per le testate nazionali, nella misura di almeno il 15 per cento delle copie distribuite e, per le testate locali, nella misura di almeno il 30 per cento delle copie distribuite. Per copie distribuite si intendono quelle poste in vendita in edicola o presso punti di vendita non esclusivi, entrambi tramite contratti con società di distribuzione esterne, non controllate né collegate all’ impresa editrice richiedente il contributo, ovvero quelle distribuite in abbonamento a titolo oneroso. Ai fini della sussistenza del requisito di ammissione nonché del calcolo del contributo non possono essere prese in considerazione le copie oggetto di vendita in blocco da intendersi quale vendita di una pluralità di copie ad un soggetto ad un prezzo inferiore a quello indicato sulla pubblicazione, effettuata direttamente dalle imprese editrici, non in abbonamento ed al di fuori della filiera distributiva. La tiratura, la distribuzio otiziario USPI n° 2/2010
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ne complessiva nelle sue diverse modalità, nonché la vendita, devono essere analiticamente certificate da una società di revisione iscritta nell’apposito albo tenuto dalla CONSOB. Ai fini del presente articolo si intende per testata nazionale quella distribuita in almeno cinque regioni. 2. Fermi restando i requisiti previsti dall’articolo 1, commi 458 e 460 della legge 23 dicembre 2005 n. 266, le cooperative devono essere composte in prevalenza da giornalisti e la maggioranza dei soci deve risultare dipendente della cooperativa, con contratto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato. 3. Le cooperative editrici costituite ai sensi e per gli effetti dell’articolo 153, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, fermo restando il possesso di tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa vigente, possono continuare ad accedere ai contributi di cui all’articolo 3, commi 2 e 2quater, della legge 7 agosto 1990, n. 250, a condizione che si costituiscano, entro il 31 dicembre dell’anno di entrata in vigore del presente Regolamento, in cooperative giornalistiche che posseggano i requisiti di cui all’articolo 6 della legge 5 agosto 1981, n. 416, come modificati dall’articolo 1, commi 458 e 460 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e dal comma 2 del presente articolo.
Articolo 3 (Disposizioni relative alle modalità di calcolo dei contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250)
1. I contributi alle imprese editrici di cui all’articolo 3, commi 2 e 2-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 250, nonché alle imprese editrici di quotidiani italiani editi e diffusi all’estero di cui al comma 2-ter del medesimo articolo 3, sono calcolati sulla base di un importo fisso annuo pari al 50 per cento dei costi ammissibili risultanti dal bilancio, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a 2 milioni di euro per ciascuna impresa, nonché di un importo variabile nella misura di euro 0,09 per ogni copia distribuita ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2, comma l, fino ad un massimo di 50 milioni di copie annue; l’ammontare complessivo di tali contributi non può comunque superare il 60 per cento dei costi come sopra indicati. 2. I contributi alle imprese editrici di giornali quotidiani in lingua francese, ladina, slovena e tedesca, di cui all’articolo 3, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250, nonché alle imprese editrici di periodici di cui al comma 2-quater del medesimo articolo 3, sono calcolati sulla base di un importo fisso annuo pari al 30 per cento dei costi ammissibili risultanti otiziario USPI n° 2/2010
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dal bilancio, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a 1 milione di euro per ciascuna impresa editrice di quotidiani ed a 300.000 euro per ciascuna impresa editrice di periodici, nonché di un importo variabile, nella misura di euro 0,09 per i quotidiani e di euro 0,20 per i periodici, per ogni copia distribuita ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, del presente decreto, fino ad un massimo di 50 milioni di copie annue. L’ammontare complessivo di tali contributi non può comunque superare il 50 per cento dei costi come sopra indicati. 3. Alle imprese editrici di quotidiani o periodici di cui all’articolo 153, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, ed all’articolo 20, comma 3-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, continua ad applicarsi il disposto dell’articolo 1, comma 460, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. I relativi contributi sono così calcolati: a) un contributo fisso annuo di importo pari al 40 per cento dei costi ammissibili risultanti dal bilancio, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore ad euro 1.290.000 per i quotidiani e ad euro 310.000 per i periodici; b) contributi variabili secondo i seguenti scaglioni: 1) per i giornali quotidiani: euro 258.000 all’anno da 10.000 a 30.000 copie di tiratura media giornaliera; euro 154.000 all’anno ogni 10.000 copie di tiratura media giornaliera dalle 30.000 alle 150.000 copie; euro 103.000 all’anno ogni 10.000 copie di tiratura media giornaliera oltre le 150.000 copie e fino alle 250.000 copie; 2) per i giornali periodici un contributo di euro 207.000 nel caso di tirature medie superiori alle 10.000 copie; c) un ulteriore contributo pari alla somma dei contributi di cui alle lettere a) e b); d) la somma dei contributi previsti alle lettere a), b) e c) non può comunque superare il 70 per cento dei costi ammissibili. 4. Le agenzie di stampa di cui all’articolo 2, comma 30, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e le agenzie di informazione radiofonica di cui all’articolo 53, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, possono accedere a un contributo fisso annuo pari al 30 per cento dei costi ammissibili risultanti dal bilancio, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a 1 milione di euro per ciascuna impresa. 5. I costi sostenuti dalle imprese editrici per l’acquisto di servizi editoriali consistenti nella predisposizione, anche parziale, di pagine del giornale, continuano ad essere considerati, ai fini del calcolo
dei contributi di cui al presente articolo, unicamente nel limite del 10 per cento di tutti gli altri costi ammissibili. 6. Ai fini del presente articolo per costi ammissibili si intendono i costi direttamente connessi all’esercizio dell’attività editoriale per la produzione della testata per la quale si richiedono i contributi. 7. In caso di insufficienza delle risorse stanziate sul pertinente capitolo del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, agli aventi titolo spettano contributi ridotti mediante riparto proporzionale. Articolo 4 (Disposizioni per favorire lo sviluppo dell’occupazione nel settore editoriale)
1. Il contributo spettante alle imprese editrici di quotidiani, calcolato secondo i parametri di cui all’articolo 3, che risulti superiore a 2 milioni di euro è ridotto del 20 per cento qualora l’impresa non abbia utilizzato, nell’ intero anno di riferimento del contributo, almeno 5 giornalisti o poligrafici regolarmente assunti con contratto a tempo pieno ed indeterminato. Il contributo spettante alle imprese editrici di periodici, calcolato secondo i criteri di cui all’articolo 3, che risulti superiore a 400 mila euro è ridotto del 20 per cento qualora l’impresa non abbia utilizzato, nell’intero anno di riferimento del contributo, almeno 3 giornalisti, poligrafici o grafici editoriali regolarmente assunti con contratto a tempo pieno ed indeterminato. Articolo 5 (Situazioni di collegamento e controllo)
1. Le situazioni di collegamento e controllo fra imprese editrici, ostative all’erogazione dei contributi, sono definite dall’articolo 2359 del Codice civile e dall’articolo 1, ottavo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416. Ai fini dell’ammissibilità della domanda di contributi tali situazioni sono accertate dall’Amministrazione mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio redatta ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa richiedente i contributi, nella quale è dichiarata l’insussistenza di tali rapporti ovvero sono indicate dettagliatamente le situazioni di collegamento o controllo nelle quali versa l’impresa stessa. In caso di situazioni di collegamento o controllo con altra società i legali rappresentanti delle società controllanti o collegate presentano dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante che le stesse non hanno presentato domande di contributi. Il 6 5
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IL REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA ALL’ESAME DEL PARLAMENTO 5 Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvede a richiedere all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, relativamente alle imprese richiedenti i contributi, l’attestazione di conformità degli assetti societari alla normativa vigente nonché l’attestazione dell’eventuale esistenza di partecipazioni o rapporti tra le imprese medesime rilevanti per la configurazione di ipotesi di controllo o collegamento, per gli effetti di cui all’articolo 3, commi 11-ter e 13, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e all’articolo 1, comma 574, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Articolo 6 (Attività di controllo)
1. In relazione alle richieste di contributi ai sensi dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria assicura lo svolgimento degli opportuni accertamenti ed approfondimenti, anche a campione, sulla documentazione presentata dai soggetti richiedenti, attraverso il ricorso alla Guardia di Finanza, ai sensi di apposito protocollo d’intesa, anche ai fini dell’applicazione di quanto previsto dagli articoli 75 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. 2. Annualmente il Dipartimento per l’informazione e l’editoria trasmette alla Guardia di Finanza l’elenco dei soggetti ammessi al contributo ed i relativi importi erogati ai fini dello sviluppo di eventuali accertamenti e controlli, anche a campione.
CAPO II (SEMPLIFICAZIO I E RIORDI O DEI CO TRIBUTI ALLE IMPRESE RADIOFO ICHE E TELEVISIVE) Omissis CAPO III (SEMPLIFICAZIO E E RIORDI O I MATERIA DI CREDITO AGEVOLATO)
Articolo 12 (Concessione delle agevolazioni di credito alle imprese editoriali)
1. Le agevolazioni di credito alle imprese editoriali di cui all’articolo 4 della legge 7 marzo 2001, n. 62, sono concesse nella forma di contributi in conto interessi su finanziamenti a valere sul Fondo per le agevolazioni di credito di cui all’articolo 5 6
della medesima legge n. 62 del 2001. Alla concessione delle predette agevolazioni di credito si provvede mediante la valutazione di progetti che presentano cumulativamente le seguenti caratteristiche: a) preventiva deliberazione dell’istituto finanziatore da allegare alla domanda, pena la non procedibilità nella valutazione della domanda stessa; b) finanziamento bancario e/o operazione di locazione finanziaria, della durata massima di dieci anni, finalizzato al progetto. Il finanziamento è ammesso a contributo in misura non superiore a euro 15 milioni; c) realizzazione del progetto entro un anno dal termine di scadenza di presentazione della domanda. Sono altresì ammesse le spese sostenute nei due anni antecedenti la data di presentazione della domanda. 2. Con Avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, sono comunicati il termine finale, non inferiore a novanta giorni, di presentazione delle domande a pena di decadenza, l’ammontare delle risorse disponibili, i requisiti dell’impresa proponente e dell’iniziativa in base ai quali è effettuata la valutazione ai fini della concessione del contributo nonché la documentazione da produrre a corredo della domanda. L’emanazione dell’ Avviso costituisce impegno per le somme ivi indicate. Le somme impegnate per le finalità di cui al comma 1 dell’articolo 5 della legge 7 marzo 2001, n. 62 ed a qualsiasi titolo disimpegnate, nonché le somme erogate per le medesime finalità ed a qualsiasi titolo restituite, sono contestualmente riassegnate al Fondo stesso. 3. I requisiti dell’iniziativa di cui al comma 2 attengono alla tipologia del progetto, al fine perseguito dallo stesso, alla coerenza degli strumenti con il perseguimento degli obiettivi previsti. La validità tecnica, economica e finanziaria dell’iniziativa è valutata con particolare riferimento alla congruità delle spese previste, alla redditività, alle prospettive di mercato e agli obiettivi di sviluppo aziendale. 4. Nell’ambito dei requisiti dell‘iniziativa attinenti alla tipologia del progetto di cui al comma 3, sono ammessi alle agevolazioni di credito i beni, anche quando dati in comodato ad altri soggetti, a condizione che essi vengano utilizzati esclusivamente per la produzione o per la distribuzione di giornali quotidiani, periodici o libri realizzati dalle imprese ammesse alle agevolazioni di credito. Il requisito dell’esclusività è accertato mediante l’acquisizione del contratto di comodato
debitamente registrato da cui risulti espressamente tale clausola.
Articolo 13 (Procedura di concessione e documentazione per la corresponsione del contributo)
1. L’ Avviso per la presentazione delle domande di cui all’articolo 12, comma 2, è previsto con cadenza annuale, compatibilmente alla disponibilità di risorse finanziarie. 2. Il richiedente è tenuto a realizzare il progetto oggetto della domanda entro dodici mesi dal termine di scadenza previsto nell ‘ Avviso per la presentazione delle domande. Le variazioni intervenute nel corso della realizzazione del progetto sono comunicate al Comitato entro i medesimi termini previsti per la realizzazione del progetto stesso. 3. La mancata realizzazione del progetto, nonché la mancata comunicazione delle variazioni entro i termini di cui al comma 2 comporta la non procedibilità nella valutazione delle domande. 4. Entro i successivi sessanta giorni dal termine previsto dal comma 2, i soggetti richiedenti producono, comunque, pena la non procedibilità nella valutazione delle domande, la seguente documentazione: a) il contratto di mutuo finalizzato al progetto corredato dal piano di ammortamento bancario laddove non ancora presentato. Il tasso di interesse e le altre condizioni economiche alle quali è riferito il contratto di mutuo sono liberamente concordate tra le parti; b) la documentazione delle spese sostenute per il progetto consistente in fatture e documenti fiscalmente regolari, in originale quietanzato o in copia dichiarata conforme; c) una perizia giurata di un esperto del settore, iscritto al relativo albo professionale, scelto tra i consulenti tecnici di ufficio presso il Tribunale del luogo dove ha sede legale l’istante, che attesti la realizzazione e la corrispondenza degli investimenti alla finalità del progetto, nonché la congruità dei costi sostenuti. 5. Nel caso di oneri da riqualificazione del personale o da costi organizzativi, occorre esibire: a) idonea documentazione di spesa nelle ipotesi di ricorso ad organismi esterni all’ impresa; b) elementi di contabilità interna aziendale, nelle altre ipotesi. 6. In caso di progetti realizzati con il ricorso alla locazione finanziaria i soggetti richiedenti producono, comunque, pena la non procedibilità nella valutazione 8 delle domande, la seguente otiziario USPI n° 2/2010
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LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI
per l’anno 2010
L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2010 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.
Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2010 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata):
(Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
€ € € € €
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
255,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2010: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2010 + Guida Stampa Periodica”.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
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Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6,Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENZIONE
Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio. PER FACILITARE IL VERSAMENTO DELLE QUOTE IN QUESTO NUMERO È STATO INSERITO UN MODULO DI C.C.P.
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IL REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA ALL’ESAME DEL PARLAMENTO 7 documentazione entro i medesimi termini previsti dal comma 4: a) il contratto di locazione finanziaria debitamente registrato; b) una relazione redatta dalla società di locazione finanziaria consistente nella descrizione dei beni oggetto della locazione finanziaria stessa con l’indicazione dei singoli costi d’acquisto e dell’importo dei canoni stabiliti e delle scadenze di pagamento; c) la documentazione delle spese sostenute per il progetto consistente in fatture e documenti fiscalmente regolari, in originale quietanzato o in copia dichiarata conforme; d) una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti la consegna dei beni oggetto della locazione finanziaria. Il momento giuridico che attesta la data di realizzazione degli investimenti coincide con 1’entrata in possesso del bene da parte del soggetto richiedente le agevolazioni di credito; e) una perizia giurata di un esperto del settore, iscritto al relativo albo professionale, scelto tra i consulenti tecnici di ufficio presso il Tribunale del luogo dove ha sede legale l’istante, che attesti la realizzazione e la corrispondenza degli investimenti alla finalità del progetto, nonché la congruità dei costi sostenuti. 7. Il Comitato di cui all’articolo 15, sulla base dell’istruttoria del Servizio competente che predispone una relazione, esaminata la domanda dell’impresa richiedente nonché la delibera dell’istituto finanziatore, approva o rigetta il progetto, previa specifica valutazione dello stesso con particolare riferimento al complesso delle iniziative di carattere finanziario ed industriale, attraverso le.quali si prevede di raggiungere gli obiettivi assegnati e delibera in merito alla concessione delle agevolazioni di credito a carico dello Stato secondo criteri di redditività, sviluppo aziendale e tenendo conto delle prospettive di mercato. La delibera del Comitato è notificata al soggetto richiedente a cura del Servizio stesso entro diciotto mesi dal termine di scadenza previsto per la presentazione della domanda. 8. La liquidazione del contributo si effettua direttamente al soggetto richiedente, entro 4 mesi dalla data di notifica della delibera del Comitato, previa verifica della completezza della documentazione. Articolo 14 (Determinazione del contributo)
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1. Ai fini della concessione delle agevolazioni di cui all’articolo 12 le spese per la realizzazione dei progetti sono ammesse in misura pari al 50 per cento di quella finanziate dai soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività bancaria o all’esercizio dell’attività di locazione finanziaria e ritenute ammissibili dal Comitato di cui all’articolo 15, ivi comprese le spese previste per il fabbisogno annuale delle scorte in misura non superiore al 20 per cento degli investimenti fissi ammessi alle agevolazioni di credito. 2. L’ammontare del contributo è pari al 50 per cento degli interessi sull’importo delle spese finanziate ammesse a contributo, calcolato al tasso di riferimento fissato con decreto del Ministro dell’ economia e delle finanze vigente alla data della delibera del Comitato. Il con-
tributo è, comunque, calcolato al tasso di interesse più basso fra quello concordato tra le parti e quello di riferimento. 3. L’ammissione alle agevolazioni di credito di cui all’articolo 12 è disposta sulla base della delibera del Comitato di cui all’articolo 15 nei limiti delle disponibilità finanziarie evidenziate nell’ Avviso. In caso di disponibilità finanziarie inferiori all‘importo complessivo dei contributi erogabili calcolati sulla base dei piani di ammortamento sviluppati al tasso di riferimento fissato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze vigente alla data della delibera del Comitato, i contributi stessi sono proporzionalmente ridotti nei limiti delle risorse indicate nell’Avviso. 4. Il contributo in conto interessi, calcolato
sulla base del tasso di riferimento vigente alla data della delibera del Comitato, è accordato, ferma restando la durata complessiva di dieci anni a partire dalla data di stipula del contratto di mutuo, per un periodo di utilizzo/preammortamento che non può essere superiore a due anni, con riferimento alle somme erogate e con decorrenza dalla data delle singole erogazioni effettuate dall’istituto finanziatore, in misura pari alla differenza tra il tasso di riferimento ed il 50 per cento dello stesso nonché, per il periodo di ammortamento, in misura pari alla differenza tra la rata di ammortamento calcolata al tasso di riferimento e la rata calcolata al 50 per cento dello stesso. 5. Il calcolo del contributo è effettuato secondo un piano di ammortamento sviluppato a rata costante semestrale - con scadenze fissate al 30 giugno ed al 31 dicembre di ogni anno - elaborato dal Servizio competente ed erogato in un’unica soluzione, direttamente al soggetto richiedente, attualizzando l’importo complessivo del contributo stesso al tasso di riferimento fissato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze vigente alla data del provvedimento di liquidazione. 6. Il contributo in conto canoni, calcolato sulla base del tasso di riferimento vigente alla data della delibera del Comitato, senza alcun riferimento alle scadenze di pagamento del canone. Il calcolo di detto contributo è effettuato secondo un piano di ammortamento sviluppato a rata costante semestrale - con scadenze fissate al 30 giugno ed al 31 dicembre di ogni anno - elaborato dal Servizio competente ed erogato direttamente al soggetto richiedente in un’unica soluzione, attualizzando l’importo complessivo del contributo stesso al tasso di riferimento fissato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze vigente alla data del provvedimento di liquidazione. Articolo 15 (Comitato per le agevolazioni di credito)
1. Il Comitato di cui al comma 4 dell’articolo 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62, è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanarsi entro trenta giorni dall‘entrata in vigore del presente regolamento, ed è così composto: a) dal Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzioni di Presidente; b) dal Capo dell’Ufficio per il sostegno all’editoria del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri; c) dal capo dell’ufficio bilancio e ragio otiziario USPI n° 2/2010
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neria della Presidenza del Consiglio; d) da un rappresentante del Ministero dell’economia e finanze; e) da un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico; f) da due esperti in materia di editoria, da un esperto in materia di editoria elettronica nonché un esperto nel campo dell’ingegneria designati dal Presidente del Consiglio dei Ministri. 2. Il Comitato delibera l’ammissione al contributo di cui all’articolo 14. Per la validità delle riunioni del Comitato è richiesta la presenza di almeno i due terzi dei componenti e le delibere sono assunte con il voto della maggioranza dei presenti ad esclusione degli astenuti. In caso di parità di voti prevale la deliberazione alla quale aderisce il Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria. 3. Per il proprio funzionamento il Comitato si avvale di una segreteria nominata con il decreto di cui al comma 1, individuata nell’ambito delle risorse del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che provvede anche all’istruttoria dei provvedimenti di concessione dei contributi. 4. Il funzionamento del Comitato non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Ai membri del Comitato non sono corrisposti indennità, gettoni di presenza o rimborsi spese. Articolo 16 (Presentazione delle domande)
1. Le domande di cui all’articolo 12, sottoscritte dal legale rappresentante legale dell’impresa, sono presentate per via telematica e con firma digitale, secondo le modalità pubblicate sul sito internet del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio. Nel caso in cui per giustificati motivi l’impresa sia impossibilitata ad utilizzare lo strumento informatico, la domanda può essere presentata entro lo stesso termine indicato nell’articolo 13, comma 2 per mezzo di raccomandata postale con l’indicazione dei motivi ostativi. Articolo 17 (Controlli e revoca dei benefici)
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 5, comma 12, della legge 7 marzo 2001, n. 62, l’elenco dei soggetti ammessi alle agevolazioni di credito è trasmesso alla Guardia di Finanza che, ai sensi di apposito protocollo d’intesa, anche ai fini dell’applicazione di quanto previsto dagli articoli 75 e 76 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, effettua l’ atti otiziario USPI n° 2/2010
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vità di controllo. 2. Qualora i beni oggetto del progetto ammessi alle agevolazioni di credito siano alienati, ceduti, distratti nei cinque anni successivi alla concessione, ovvero tre anni nel caso di beni a rapida obsolescenza, è disposta la revoca del contributo. 3. Per la durata del finanziamento l’impresa è tenuta, annualmente, ad inoltrare al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante l’avvenuto regolare pagamento delle rate del mutuo e/o dei canoni di locazione finanziaria. Al mancato inoltro di detta documentazione è disposta la revoca del contributo già concesso. 4. Nei casi di estinzione anticipata del contratto di mutuo e/o del contratto di locazione finanziaria, di fallimento o di assoggettamento ad ogni altra procedura concorsuale, la concessione del contributo statale è revocata, con ripetizione delle somme, a decorrere rispettivamente dalla data di estinzione del mutuo, da quella di dichiarazione del fallimento, di assoggettamento a procedura concorsuale. Articolo 18 (Disposizioni transitorie)
1. Le agevolazioni di credito già concesse, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, ai sensi della legge ai sensi della legge 5 agosto 1981, n. 416 e della legge 7 marzo 2001, n. 62, continuano ad essere erogate secondo le disposizioni ivi contenute fino all‘esaurimento delle relative procedure. 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, al Comitato di cui all’articolo 15, sono altresì attribuite le competenze sui procedimenti ancora in atto relativi ad agevolazioni di credito di cui al comma 1. CAPO IV
Articolo 19 (Disposizioni finali e abrogazioni)
l. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvede, per le imprese editoriali, radiofoniche e televisive che hanno presentato regolare domanda di contributi ai sensi dei Capi I e II del presente regolamento, a richiedere ai competenti Enti previdenziali certificazione comprovante la regolarità contributiva. 2. Le imprese editoriali, radiofoniche e televisive, di cui all’articolo 10, comma 4, del decreto legge l ottobre 2007, n. 159, convertito in legge 29 novembre 2007, n. 222, che hanno percepito contributi in pendenza di ricorso giurisdizionale in materia di
adempimenti previdenziali, in caso di soccombenza con sentenza passata in giudicato, sono tenute alla restituzione dei contributi stessi. L’amministrazione, su comunicazione degli istituti previdenziali interessati, provvede al recupero delle somme già erogate. Articolo 20 (Abrogazioni)
1. Sono abrogate le seguenti norme: a) in relazione al Capo I : 1) il comma 2 dell’ articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, limitatamente alle parole, “il cui ammontare non può comunque superare il 50 per cento dei costi complessivi, compresi gli ammortamenti, risultanti dal bilancio dell’impresa stessa”; 2) la lettera c) del comma 2 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; 3) la lettera e) del comma 2 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; 4) il comma 2 bis dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, limitatamente alle parole“ e in misura, comunque, non superiore al 50 per cento dei costi complessivi, compresi gli ammortamenti, risultanti dal bilancio dell’impresa stessa;” 5) il primo periodo del comma 2 ter dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, limitatamente alle parole “con esclusione di quelli previsti dal comma 11, e in misura, comunque, non superiore al 50 per cento dei costi complessivi, compresi gli ammortamenti, risultanti dal bilancio dell’impresa stessa, “; 6) il secondo periodo del comma 2 ter dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, limitatamente alle parole “e 11 e in misura, comunque, non superiore al 50 per cento dei costi complessivi, compresi gli ammortamenti, risultanti dal bilancio dell’impresa stessa,”; 7) il comma 2 quater dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, limitatamente alle parole da “ivi comprese” fmo alla fine del comma; 8) il comma 7 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; 9) il comma 8 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; 10) il comma 9 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; 11) il comma 10 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; 12) il comma 11 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; 13) il comma 12 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; 14) il comma 15-bis dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; 15) l’articolo 2 della legge 14 agosto 1991, n. 278, limitatamente alle parole: “dall’art. 3, comma 11, e”; 16) l’articolo 2 della legge 15 13 9
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Deliberazione dell’Autorità per le comunicazioni n. 24/10/CO S
LA “PAR CONDICIO” NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 28 E 29 MARZO
L’11 febbraio, giorno in cui è entrata in vigore la “par condicio” per le prossime elezioni amministrative del 28 e 29 marzo, che si terranno in molte parti d’Italia, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha emanato e pubblicato sul proprio sito (www.agcom.it) la Deliberazione n. 24/10/CONS che disciplina le regole, stabilite dalla legge 28 febbraio 2000, n. 28, per la pubblicazione di messaggi di propaganda elettorale su giornali quotidiani, periodici, e reti radiofoniche e televisive. Ricordiamo che, diversamente da quanto accade per il settore radio TV, al settore della carta stampata si applica solo un set minimale di regole per la pubblicazione di messaggi politici elettorali. E’ importante sottolineare, infine, che nel settore della stampa, al contrario degli altri media, non sussiste alcun vincolo all’informazione. Dunque la linea editoriale del giornale è totalmente svincolata da oneri di equilibrio e di pari rappresentazione, e così anche i commenti. Tale deroga si spiega in ragione della diversa invasività del mezzo rispetto alla radioTV, e soprattutto in ragione del maggior grado di pluralismo del settore (esistenza di moltissime testate, espressione delle più diverse aspirazioni politico-culturali). L’I IZIO DEL PERIODO DI VIGE ZA DELLA PAR CO DICIO
“Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino a tutto il penultimo giorno prima della data delle elezioni, gli editori di quotidiani e periodici, qualora intendano diffondere a qualsiasi titolo messaggi politici elettorali, devono darne tempestiva comunicazione sulle testate edite, per consentire ai candidati e alle forze politiche l’accesso ai relativi spazi in condizioni di parità fra loro. La comunicazione deve essere effettuata secondo le modalità e con i contenuti stabiliti dall’Autorità” (Articolo 7, comma 1, L. 28/2000). Ricordiamo che i comizi elettorali sono convocati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri. Il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale non oltre il 45° giorno antecedente quello della votazione (Articolo 11, Testo Unico delle Leggi Elettorali DPR 30 marzo 1957, n. 361). 10
IL CO TE UTO DEI MESSAGGI POLITICI ELETTORALI
“Sono ammesse soltanto le seguenti forme di messaggio politico elettorale: a) annunci di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi; b) pubblicazioni destinate alla presentazione dei programmi delle liste, dei gruppi di candidati e dei candidati; c) pubblicazioni di confronto tra più candidati” (Articolo 7, comma 2, L. 28/2000). La propaganda elettorale (ed, infatti, non a caso, si usa il termine “propaganda” e non “pubblicità”) deve quindi avere un contenuto redazionale e non limitarsi al nome e foto del candidato, al simbolo del partito... IL COMU ICATO PREVE TIVO E IL DOCUME TO A ALITICO
IL COMUNICATO PREVENTIVO, da pubblicarsi sul numero precedente a quello ove si ospiteranno messaggi di propaganda elettorale, deve essere pubblicato con adeguato rilievo (sia per collocazione sia per modalità grafiche) e deve precisare le condizioni generali all’accesso (quali spazi si offrono, le modalità di prenotazione, le tariffe e modalità di pagamento...) e il recapito, con numero telefonico, della redazione presso cui è depositato un “DOCUMENTO ANALITICO” (consultabile a richiesta) concernente: 1) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi pubblicitari (e il termine ultimo per le prenotazioni per ogni singolo numero); 2) le tariffe (autonomamente determinate) e le eventuali condizioni di gratuità; 3) ogni altra ulteriore circostanza (ad es. in che formato debba essere presentato il materiale...), ed in particolare la definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale.
Ogni elemento di maggior favore praticato ad un soggetto politico deve essere riconosciuto anche agli altri. Tutti i messaggi politici elettorali devono contenere l’indicazione del committente responsabile e la scritta “messaggio elettorale”. Il lettore deve percepire subito che è un
messaggio di propaganda elettorale. VIGILA ZA E SA ZIO I
I Comitati regionali per le comunicazioni (CORECOM) o, se questi non sono stati ancora costituiti, i Comitati regionali per i servizi radiotelevisivi (CORERAT) assolvono le funzioni di vigilanza sulla corretta e uniforme applicazione della legislazione vigente e di accertamento delle eventuali violazioni, trasmettendo gli atti all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per i provvedimenti di propria competenza. Le violazioni alle disposizioni della Legge 28/2000 sono perseguite d’ufficio dall’Autorità, ma anche ciascun soggetto politico può denunciare tali violazioni entro il termine perentorio di DIECI GIORNI dal fatto (Articolo 10, L. 28/2000). La denuncia all’Autorità è procedibile soltanto se sottoscritta in maniera leggibile e accompagnata dalla documentazione comprovante l’avvenuto invio della denuncia anche agli altri destinatari (editore, CORECOM, GdF...). La denuncia deve obbligatoriamente contenere l’indicazione dell’editore e del giornale o periodico cui sono riferibili le violazioni, completa di data ed edizione e una motivata argomentazione. Le sanzioni sono di natura ripristinatoria ossia miranti a ristabilire l’equilibrio violato. Solo in caso di rifiuto ad ottemperare nei tempi stabiliti della eventuale diffida dell’Autorità scattano le sanzioni amministrative pecuniarie (che variano da 2.582,28 a 30.987,42 euro, a seconda della gravità e della vicinanza della violazione al giorno delle elezioni). I SO DAGGI POLITICI ED ELETTORALI
Nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino alla chiusura delle operazioni di voto è VIETATO rendere pubblici o comunque diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati prima dei quindici giorni in cui vige il divieto (Articolo 8, L. 28/2000). Nel periodo antecedente a quei “fatidici” quindici giorni, la pubblicazione (integrale otiziario USPI n° 2/2010
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o parziale) dei risultati dei sondaggi politici deve essere obbligatoriamente accompagnata da una “NOTA INFORMATIVA” (da pubblicare anche su Internet), con le seguenti indicazioni, di cui è responsabile chi realizza il sondaggio: - il soggetto che ha realizzato il sondaggio; - il committente e l’acquirente del sondaggio; - i criteri seguiti per la formazione del campione e se si tratti di “sondaggio rappresentativo” o “non rappresentativo”; - il metodo della raccolta e elaborazione dei dati; - il numero degli interpellati e la percezione delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda: - il testo integrale delle domande rivolte e la data in cui è stato realizzato il sondaggio.
I sondaggi possono essere pubblicati solo se contestualmente siano resi disponibili dal committente, nella loro integralità e corredati dalla “nota informativa”, sul sito: www.sondaggipoliticielettorali.it, tenuto dal Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In caso di pubblicazione a mezzo stampa, la “nota informativa” deve essere sempre evidenziata con apposito riquadro nella pagina.
2.
LA COMU ICAZIO E ISTITUZIO ALE
Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le Amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni (Articolo 9, L. 28/2000). IVA AL 4 PER CE TO
A seguito dell’entrata in vigore della Legge 8/4/2004, n. 90, l’aliquota IVA da applicare per l’acquisto di messaggi politici ed elettorali su quotidiani e periodici nei 90 giorni precedenti la data delle elezioni è del 4%.
3.
DELIBERAZIO E 24/10/CO S
4.
1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, gli editori di quoti-
5.
Articolo 14 (Comunicato preventivo per la diffusione di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici)
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diani e periodici che intendano diffondere a qualsiasi titolo fino a tutto il penultimo giorno prima delle elezioni nelle forme ammesse dall’articolo 7, comma 2, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, messaggi politici elettorali sono tenuti a dare notizia dell’offerta dei relativi spazi attraverso un apposito comunicato pubblicato sulla stessa testata interessata alla diffusione di messaggi politici elettorali. Per la stampa periodica si tiene conto della data di effettiva distribuzione al pubblico. Ove in ragione della periodicità della testata non sia stato possibile pubblicare sulla stessa nel termine predetto il comunicato preventivo, la diffusione dei messaggi non potrà avere inizio che dal numero successivo a quello recante la pubblicazione del comunicato sulla testata, salvo che il comunicato sia stato pubblicato, nel termine prescritto e nei modi di cui al comma 2, su altra testata, quotidiana o periodica, di analoga diffusione. Il comunicato preventivo deve essere pubblicato con adeguato rilievo, sia per collocazione, sia per modalità grafiche, e deve precisare le condizioni generali dell’accesso, nonché l’indirizzo ed il numero di telefono della redazione della testata presso cui è depositato un documento analitico, consultabile su richiesta, concernente: a) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi con puntuale indicazione del termine ultimo, rapportato ad ogni singolo giorno di pubblicazione entro il quale gli spazi medesimi possono essere prenotati; b) le tariffe per l’accesso a tali spazi, quali autonomamente determinate per ogni singola testata, nonché le eventuali condizioni di gratuità; c) ogni eventuale ulteriore circostanza od elemento tecnico rilevante per la fruizione degli spazi medesimi, in particolare la definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale. Devono essere riconosciute ai soggetti politici richiedenti gli spazi per messaggi politici elettorali le condizioni di migliore favore praticate ad uno di essi per il modulo acquistato. Ogni editore è tenuto a fare verificare in modo documentale, su richiesta dei soggetti politici interessati, le condizioni praticate per l’accesso agli spazi in questione, nonché i listini in relazione ai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi. Nel caso di edizioni locali o comunque di pagine locali di testate a diffusione nazionale, tali intendendosi ai fini del presente provvedimento le testate con
diffusione pluriregionale, dovranno indicarsi distintamente le tariffe praticate per le pagine locali e le pagine nazionali, nonché, ove diverse, le altre modalità di cui al comma 2. 6. La pubblicazione del comunicato preventivo di cui al comma 1 costituisce condizione per la diffusione dei messaggi politici elettorali durante la consultazione elettorale. In caso di mancato rispetto del termine stabilito nel comma 1 e salvo quanto previsto nello stesso comma per le testate periodiche, la diffusione dei messaggi può avere inizio dal secondo giorno successivo alla data di pubblicazione del comunicato preventivo. Articolo 15 (Pubblicazione di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici)
1. I messaggi politici elettorali di cui all’articolo 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, devono essere riconoscibili, anche mediante specifica impaginazione in spazi chiaramente evidenziati, secondo modalità uniformi per ciascuna testata, e devono recare la dicitura “messaggio elettorale” con l’indicazione del soggetto politico committente. 2. Sono vietate forme di messaggio politico elettorale diverse da quelle elencate al comma 2 dell’articolo 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28. Articolo 16 (Organi ufficiali di stampa dei partiti)
1. Le disposizioni sulla diffusione, a qualsiasi titolo, di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici e sull’accesso in condizioni di parità ai relativi spazi non si applicano agli organi ufficiali di stampa dei partiti e movimenti politici e alle stampe elettorali di coalizioni, liste, gruppi di candidati e candidati. 2. Si considera organo ufficiale di partito o movimento politico il giornale quotidiano o periodico che risulta registrato come tale ai sensi dell’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, ovvero che rechi indicazione in tale senso nella testata, ovvero che risulti indicato come tale nello statuto o altro atto ufficiale del partito o del movimento politico. 3. I partiti, i movimenti politici, le coalizioni e le liste sono tenuti a fornire con tempestività all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ogni indicazione necessaria a qualificare gli organi ufficiali di stampa dei partiti e dei movimenti politici, nonché le stampe elettorali di coalizioni, liste, gruppi di candidati e candidati. 11
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Giornalisti e giornalismi d’oggi Il cronista Kirk Douglas del film “L’asso nella manica” prolungava la prigionia di un minatore, sepolto vivo, per montare uno scoop. Quel giornalista, raccontato nel 1951 da Billy Wilder, è uscito di scena da più di mezzo secolo; oggi i giornalisti dell’informazione non inseguono più le notizie ma sono le notizie che li raggiungono sulla consolle della redazione o di casa con un torrente quotidiano di fogli di agenzia, comunicati stampa, email e sms. Oggi per questo mestiere è più portato chi a scuola sapeva fare i riassunti che chi riusciva meglio nei temi di fantasia. In mezzo secolo lo stesso termine giornalista ha assunto significati diversi poiché indica un comunicatore che oltre a scrivere seleziona, incamera, commenta e metabolizza le notizie che lo inseguono, fa spettacolo e conduce trasmissioni televisive di successo come Costanzo, Vespa, Sposini, Giletti, Gruber.
Esiste ancora l’Ordine? Secondo alcuni sopravvive come residuo corporativo, ma sta di fatto che è ancora disciplinato dalla legge n. 69 che risale al 1963 nella stucchevole attesa di essere rivista. Proprio in questi giorni il Parlamento ripropone stancamente un tentativo di riforma. Attualmente nell’Ordine coesistono vari elenchi, ma i due albi principali sono quello dei professionisti e quello dei pubblicisti. All’albo dei professionisti si accede dopo 18 mesi di praticantato e dopo aver superato l’esame di stato. All’elenco dei pubblicisti si accede con 80 articoli pubblicati nei 24 mesi retribuiti che precedono la domanda d’iscrizione. La differenza tra professionisti e pubblicisti non è qualitativa ma lavoristica poiché, mentre i professionisti possono essere direttori responsabili di quotidiani e periodici, i pubblicisti possono dirigere solo i periodici. Questa distinzione semplificata esige una digressione su una complicata scatola cinese costruita con tre rinvii legislativi che trasformano la disciplina dei direttori responsabili in un discreto rompicapo. Proviamo a venirne fuori. Ai sensi dell’art. 46 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963 istitutiva dell’Ordine dei giornalisti, il direttore ed il vicedirettore responsabile di un giornale quotidiano o di un periodico o agenzia di stampa, di cui al primo comma dell’art. 34, devono essere iscritti nell’ elenco dei giornalisti professionisti, salvo quanto stabilito dal successivo art. 47. Per le altre pubblicazioni periodiche ed agenzie di stampa, il direttore ed il vicedirettore responsabile possono essere iscritti nell’ elenco dei pubblicisti, salvo le disposizioni dell’art.28 per le riviste a 12
carattere tecnico, professionale o scientifiche. Abbiamo quindi tre rinvii rispettivamente agli articoli 34, 47 e 28.
L’art. 34 prescrive che la pratica giornalistica debba farsi in un quotidiano, in un servizio giornalistico della radio o della televisione, o presso un’agenzia di stampa quotidiana a diffusione nazionale con almeno 4 giornalisti professionisti redattori ordinari o presso un periodico a diffusione nazionale con almeno 6 giornalisti professionisti redattori ordinari. A sua volta l’art. 47 prevede un’eccezione e cioè che possa essere affidata a persona non iscritta all’Albo dei giornalisti la direzione di un giornale o periodico che siano organi di partiti o movimenti politici o sindacati. In tal caso però deve essere nominato vicedirettore un pubblicista. La Corte Costituzionale ha, però, dichiarato l’illegittimità degli artt. 46 e 47 limitatamente alla parte in cui esclude che il direttore e il vice direttore di un quotidiano possa essere un pubblicista. Resta ferma la responsabilità civile e penale del direttore non professionista iscritto all’ Albo a titolo provvisorio. Infine l’art. 28, come già accennato, consente di affidare a persona non iscritta all’Ordine la direzione responsabile di periodici o riviste a carattere tecnico, professionale o scientifico, esclusi quelli sportivi e cinematografici. Tali direttori responsabili vengono iscritti in un elenco speciale. Quando si controverte sulla natura della pubblicazione, decide irrevocabilmente, sul ricorso dell’interessato, il Consiglio nazionale dell’Ordine. LA CORSA AL TEMPO REALE
I quotidiani, che fino a pochi anni fa erano battuti in tempestività solo dalle Agenzie e dai telegiornali, oggi sono anticipati dagli sms che ci cercano dai cellulari per non parlare della velocità dei computer che ci hanno portato a casa, in tempo reale, l’estrazione dei numeri vincitori della Lotteria di Capodanno. La velocità è una costante spettacolare dell’informazione ma è anche una mela avvelenata che non solo può produrre frettolosi reati di diffamazione o addirittura la diffusione di notizie false, ma può indurre i lettori a cercare altrove gli approfondimenti delle notizie. La corsa al tempo reale scoraggia la verifica dei fatti sul campo e mortifica la raccomandazione che i vecchi capiredattori ripetevano ai giovani cronisti: “Quando non capite domandate” che evocava la fatica e la necessità di cercare i testimoni oculari
del fatto e di interpellarli anziché affidarsi all’intuizione. LA PRODUZIO E GIOR ALISTICA
La fabbrica delle notizie, sia in tv che sulla carta stampata, obbedisce sempre più a criteri commerciali e alla tirannide della pubblicità. Nell’editoria a stampa a coprire i costi di produzione concorrono più le entrate pubblicitarie che le entrate da vendite ed abbonamenti. Questa singolarità rende comprensibile il successo dei gratuiti che vivono solo di pubblicità. Ancora più accentuata è la dittatura degli spot nell’ editoria televisiva. Abbastanza tentennanti sono anche i miti della funzione civile dell’informazione intesa come “sindacato dei lettori” e come cane da guardia dei potentati politici ed economici. Condizionato dalla fabbrica del consenso elettorale, il giornalismo politico si va trasformando in cassa di risonanza degli attori istituzionali e politici ed è quasi una banalità osservare che anche il giornalismo d’indagine spesso difende o discredita per partito preso. LE POSSIBILITA’ OCCUPAZIO ALI
Dal momento che in Italia si stampano un centinaio di quotidiani e almeno 800 periodici medio grandi e con i bilanci in ordine, per i giovani dovrebbe esserci qualche possibilità di assunzione ma è pur vero che oggi è possibile editare un quotidiano locale anche con due soli giornalisti (il direttore responsabile e il caporedattore) e con una diecina di redattori co.co.co e naturalmente con l’abbonamento all’ ANSA e a qualche agenzia specializzata. Lo stesso discorso vale per le radio e per le tv locali. Bisogna però considerare che il mercato richiede più giornalisti specializzati che giornalisti dell’informazione. Gli specializzati hanno maggiori possibilità occupazionali (nel nord Italia) poiché la figura del giornalista dell’informazione si è dispersa in figure disparate come quelle di redattore di periodici di nicchia; addetto stampa di enti pubblici o locali; direttore marketing: addetto alle comunicazioni interne di grandi aziende; consulente di comunicazione: curatore d’immagine di aziende o personaggi: press agent di attori. Certamente il quadro del giornalismo e dei giornalisti non è positivo, ma resta il fatto che (secondo un noto adagio di Missiroli attribuito anche ad altri giornalisti) “Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare”. D’altro canto abbiamo cercato di parlare del giornalismo non come dovrebbe essere, ma com’è. Per non favorire eccessive illusioni, spesso alimentate dalle numerose facoltà di Scienze delle comunicazioni. otiziario USPI n° 2/2010
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E C O S TA M PA
AIUTO, O SO LEGGERE! A 15 anni un ragazzo su 4 ha ancora grandi difficoltà con la parola scritta
In questi giorni è circolata una notizia che dovrebbe far riflettere: peggiora la capacità di lettura dei quindicenni europei. In pratica un ragazzo su quattro fa fatica a leggere. E anche i ragazzi italiani non vanno bene, anzi vanno un po’ peggio degli altri. I più bravi sembra siano i finlandesi. La Commissione europea ha lanciato un grido di allarme perché la situazione è in via di peggioramento ...Chi non ha un buon rapporto con la carta stampata ha difficoltà a capire il mondo . ‘“ Ha difficoltà perfino a godere del piacere di un buon romanzo, cioè della letteratura e dell’ arte . . . . Se si crede nel futuro di un popolo occorre, dice la Commissione europea, investire di più nella scuola e nell’università, nelle biblioteche, nei libri e nei bei giornali. Poi ci sono le famiglie. Sarebbe bene che a ogni bambino, insieme al corredino e alla cameretta, i genitori comprassero anche una bella libreria da riempire con libri divertenti e colorati da leggere insieme. Un piccolo primo passo ma molto importante. (Ermanno Detti scrittore. POPOTUS giornale di attualità per bambini. Supplemento di “AVVE IRE” del 28 novembre 2009) IMPURI E TV ALTERA O IL MERCATO DELLA PUBBLICITÀ
EDITORI
Fra le tante anomalie del sistema Italia ce n’è una la cui importanza è inversamente
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proporzionale all’interesse. Stiamo parlando delle risorse che arrivano ai media attraverso la raccolta pubblicitaria ... A fare sempre più la parte del leone è la televisione a scapito della carta stampata in un rapporto di forze ormai ben lungi dal “fiftyfifty”che viene considerato indicatore di un mercato sano. Gli ultimi dati, relativi ai primi nove mesi dell’anno, vedono la raccolta pubblicitaria delle televisioni prendersi il 51 % del totale delle risorse, mentre i giornali e le riviste raccolgono ormai il 28 %, con il resto spalmato soprattutto tra Internet (7%) e radio (5%9). Una sproporzione che è peggiorata, e non di poco, già nel paragone con lo stesso periodo del 2008, quando alla tv spettava il 49,5% del totale ed alla carta stampata il 31 %. Ma restringendo l’analisi al rapporto tra pubblicità e carta stampata, emergono altre peculiarità italiane. Anche in questo caso le risorse finiscono col convergere su pochi grandi soggetti, a partire dal gruppo l’Espresso e Rcs. E qui l’anomalia principale è rappresentata dall’identikit delle principali proprietà. L’editore puro, ovvero l’editore che trae l’interezza o la maggior parte dei suoi profitti dall’attività editoriale, è infatti una mosca bianca, mentre i maggiori giornali sono posseduti da grandi gruppi industriali e bancari con differenti rami di attività ... Nella morsa finiscono così le aziende editoriali medio-piccole, per le quali gli eventuali contributi all’attività da parte dello Stato non possono comunque “compensare” illimitato, a volte strettissimo accesso al mercato pubblicitario. (Marco Ventimiglia, l’U ITA’ dell’8 dicembre 2009).
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI
In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni (sede dell’editore) e per periodicità della testata edita. ENTRO IL MESE DI FEBBRAIO:
Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA e MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLU-
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RISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2009);
- che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2009).
Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per
IL REGOLAMENTO...
novembre 1993, n. 466; 9 17) il secondo periodo del comma 1246 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296; b) in relazione al Capo II: omissis c) in relazione al Capo III: 1) i commi 3, 8, 10, 14 e 15 dell’articolo 5, l’articolo 6 e l’articolo 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62; 2) gli articoli 1, 2, 4, 5, 6 e 9, i commi 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15 dell’articolo 3 e il comma 1 dell’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 142; 3) l’articolo 1, comma 3 bis, del decreto legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito in legge 27 febbraio 2004, n. 46; 4) l’articolo 10, comma 8, del decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito in legge 29 novembre 2007, n. 222. Articolo 21 ( orme finali)
l. In attuazione dell’articolo 44 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n.133, i contributi e le provvidenze spettano nel limite dello stanziamento iscritto sul pertinente capitolo del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri procedendo, ove necessario, a riparto proporzionale dei contributi tra gli aventi diritto. 2. Il presente Regolamento entra in vigore a decorrere dai contributi e dalle provvidenze riferiti all’anno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. l’anno 2010.
Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato.
Rammentiamo infine, che per il deposito dei quotidiani e periodici presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. 13
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L’inserzione a fianco riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633
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B IB L IO T E C A U S P I DO E DI CUORI Duemila anni di amore e potere Da Cleopatra a Carla Bruni da Giulio Cesare a Berlusconi di Bruno Vespa
Rai Eri Mondadori, Milano 2009, pagine 544, euro 20
Questa rubrica affronta temi di interesse professionale e di aggiornamento per gli editori di periodici. Questa volta proponiamo un’ eccezione per rendere merito all’A., giornalista di lungo corso, che ha cominciato a praticare il mestiere a 16 anni, a L’Aquila, sua città natale e collaborando a 18 anni con la Rai. Nel 1968 all’unico concorso pubblico per radiotelecronisti indetto dalla Rai, si classificò al 10 posto. Dal 1990 al 1993 ha diretto il Tg l e dal 1996 la sua trasmissione “Porta a porta” ci fa compagnia dal lunedì al venerdì sera affrontando argomenti di politica, attualità e costume.
Da 20 anni a novembre Vespa pubblica un ponderoso volume su temi di attualità scrupolosamente documentati. Quest’anno, Vespa ci ha proposto un lungo viaggio sul ruolo delle donne amate dagli uomini che hanno fatto la storia. Come Giulio Cesare, sedotto da Cleopatra,
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La rassegna stampa tempestiva e affidabile
Napoleone, vittima ingenua delle sue amanti, Cavour che rinuncia al matrimonio per il potere e, venendo ai nostri giorni, John F. Kennedy attratto e riamato da Marilyn Monroe, Carlo d’Inghilterra e Camilla. Obiettivamente Vespa, oltre a soffermarsi sul peso dell’ eros, e del sesso non trascura la presenza femminile rasserenante e protettrice di mogli vissute accanto a mariti fedeli e casti, come De Gasperi, Andreotti, Berlinguer, Moro e De Mita. L’attualità italiana è ovviamente molto particolareggiata per le polemiche politiche che anno coinvolto le frequentazioni femminili e le vicende coniugali del Presidente del Consiglio approdate alla richiesta di divorzio di Veronica Lario e a una rivendicazione economica stellare. Infine non è stata ignorata la vivace polemica sulla violazione della privcy di uomini pubblici come il Presidente della Regione Lazio, Marrazzo, protagonista del noto scandalo. Un menù certamente abbondante che Vespa, da buon abruzzese, ha reso piccante con il peperoncino del gossip. MA UALE DI DIRITTO DELL’I FORMAZIO E E DELLA COMU ICAZIO E Seconda edizione di Salvatore Sica e Vincenzo ZenoZencovich CEDAM, Padova 2009, pagine 520, € 38
Lo sviluppo impetuoso delle comunicazioni mediatiche è stato preceduto e accompagnato da una impervia produzione di leggi, decreti, indirizzi teorici e novità giurispru-
denziali che rendono imbrogliato e malagevole l’aggiornamento professionale di consulenti del lavoro, commercialisti, addetti alle buste paga e gli editori della carta stampata e di testate elettroniche. Fortunatamente vengono puntualmente pubblicati manuali teorico-pratici di diritto dell’informazione di grande utilità e questo libro, giunto alla sua seconda edizione, appartiene a buon diritto alla preziosa categoria dei ferri del mestiere. I capitoli del volume sono tutti interessanti ma per gli editori di periodici che ci leggono segnaliamo il Cap. I sulla libertà d’informazione scritto dal prof. Salvatore Sica, Ordinario di Diritto privato comparato all’Università di Salerno; il Cap. II sulla disciplina della stampa e della professione giornalistica firmato da Chiara Di Martino; il Cap. V sulla pubblicità di Virgilio D’Antonio; il Cap. VII sul diritto d’autore scritto da Giovanni Maria Riccio e il Cap. IX sulle comunicazioni elettroniche firmato da Salvatore Vigliar e Vincenzo Varriale.
Questa seconda edizione del 2009, incoraggiata dal successo della prima del novembre 2006, si caratterizza non solo per la puntualità dell’aggiornamento della materia trattata ma per la casistica e le quesioni più complicate che emergono nell’applicaizone quotidiana delle norme di legge.
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PERIODICI ASSOCIATI ALL’U USPI (424° elenco)
L’APICOLTORE ITALIANO
NOVARA OGGI
Corso Giulio Cesare, 267 10155 Torino Direttore: Floriana Carbellano Editore: Associazione Produttori Agripiemonte Miele Periodicità: 9 numeri all’anno Materia trattata: apicoltura
Corso Risorgimento, 1/C 28100 Novara Direttore: Stefano Di Battista Editore: Informa Società Cooperativa Periodicità: settimanale Materia trattata: informazione locale
FRAMMENTI
LA NUOVA PROVINCIA DI BIELLA
Via Ca’ di Cozzi, 10 37124 VERONA Direttore: Paola Arosio Editore: Maya Idee S.r.l. Periodicità: trimestrale Materia trattata: inchieste e dibattiti sanitari WWW.GLIAMICIDELLAMUSICA.NET
Via San Giacomo, 15 44100 Ferrara Direttore: Athos Tromboni Editore: Uncalm Service S.a.s. Materia trattata: musica, opera lirica, danza, teatro, attualità culturali, jazz, libri, dischi
NOTI ZIA RI O
Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972
Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)
Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi
Redattore Responsabile: Vittorio Volpi
Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate
Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 2 (febbraio 2010) è stato stampato il 19 febbraio 2010
Via Vescovado, 5 13900 Biella Direttore: Massimo De Nuzzo Editore: Editoriale La Nuova Provincia di Biella S.p.A. Periodicità: bisettimanale Materia trattata: informazione generale, cronaca, politica, cultura, spettacoli, sport LA RIVIERA
Corso Garibaldi, 20 18038 Sanremo IM Direttore: Andrea Moggio Editore: Ediriviera S.r.l. Periodicità: settimanale Materia trattata: informazione CRUISIN LIFE
Via Ciro di Pers, 38 33030 Majano (UD) Direttore: Moreno Persello Editore: Moreno Persello Periodicità: mensile Materia trattata: auto americane, cultura americana DIWEB.IT
Via Vescovado, 29 35141 Padova Direttore: Giancarlo Minozzi Periodicità: quotidiana Materia trattata: avvenimenti politici, religiosi, economici, sociali, sindacali, letterari LA MIA CITTA’
Via del Bosco, 14 35043 Monselice PD Direttore: Fabrizio Ghedin Editore: Edizioni La Torre S.r.l. Periodicità: mensile/trimestrale Materia trattata: politica, cultura, informazioni varie, notizie locali, e news in generale
LA PIAZZA
Via Zagarella, 1 95044 Mineo CT Direttore: Lorenzo Gugliara Editore: Rosanna Gambuzza Periodicità: mensile Materia trattata: attualità, cultura, informazione
TELEGRAMMI
Questo numero in 2 minuti Focus IL REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI DIRETTI ALL’EDITORIA ALL’ESAME DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Mentre il Senato conferma l’abrogazione del “diritto soggettivo” alla percezione dei contributi ex lege 250/90 (che dava la certezza del “quantum” da incassare), le competenti Commissioni Parlamentari di Camera e Senato sono impegnate a rilasciare parere, non vincolante, sul Regolamento di riordino dei contributi diretti agli editori, predisposto dalla Presidenza del Consiglio. Previste sostanziali novità per la concessione e il calcolo dei contributi, parametrati non più sul rapporto tra tiratura e diffusione, ma sul rapporto tra distribuzione e vendita. Previste incentivazioni per l’occupazione nel settore editoriale e nuove norme di accesso al credito agevolato.
AUDIZIONE DELL’USPI SUL REGOLAMENTO La Commissione Cultura della Camera ha ascoltato il parere dell’USPI sulle norme contenute nel Regolamento sui contributi diretti all’editoria. L’USPI ha espresso condivisione sulle linee generali del Regolamento ed ha proposto correzioni per la rigidità di alcune norme che potrebbero causare più danni che benefici.
Di tasca nostra COME PUBBLICARE MESSAGGI DI PROPAGANDA ELETTORALE SUI PERIODICI
L’Agcom ha emanato la direttiva, applicativa della Legge 28/2000, sulla “par condicio” nella campagna elettorale per le votazioni amministrative dei prossimi 27/28 marzo. Il “comunicato preventivo” e il “documento analitico”.
Scadenze DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI Prosegue, secondo il calendario concordato con le Biblioteche Nazionali, l’attuazione del deposito legale a scadenze differenziate per Regioni e periodicità.