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Il Governo alla prova: sviluppo o grandi lobby

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ilNotiziario

N°

9

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 53° - MENSILE 11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB di Roma

IL GOVERNO ALLA PROVA: SVILUPPO O GRANDI LOBBY

«Il dizionario di Oxford def inisce i ‘fattoidi’ come “le notizie non verif icate nella loro autenticità e veridicità”; non soltanto, dunque, quelle decisamente false ma anche quelle non verif icate. Questo è ciò che distingue il giornalismo da altri fenomeni». (Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, alla cerimonia di consegna del “Ventaglio” 2017) Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e a destra il Ministro per lo sport con delega all’editoria, Luca Lotti

Editoria L’EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI

Web SECURITY AND HATE SPEECH

Dialogando MATTARELLA E IL VENTAGLIO

Notizie INPGI CIRCOLARE N. 5 DELL’ 1/9/2017


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DALLA COPERTINA

IL GOVERNO ALLA PROVA: SVILUPPO O GRANDI LOBBY Entro ottobre sarà emanato il decreto attuativo sulle modalità e criteri di attuazione del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica - La legittimazione dei giornali online. Tra poco sapremo. Sapremo se il Governo avrà recepito l’istanza dell’USPI volta a ricomprendere anche i giornali online, regolarmente iscritti al Registro stampa del Tribunale e/o al ROC, fra i mezzi di comunicazione accreditati a ricevere la pubblicità degli investitori che potranno accedere al beneficio del credito d’imposta, dal 2018. Sembra una tesi lapalissiana, ma così non è. Pressioni lobbistiche, associative e persino alcune opinioni parlamentari (?!?) vogliono escludere la stampa (e, ribadiamo, “stampa”) nativa digitale tra i media ammessi, Ma, andiamo con ordine. L’articolo 57/bis, della Legge 21/96/2017 n. 96 di conv. del DL 24/04/2017 n. 50 (la c.d. Manovrina 2017) – vedi anche i Notiziari USPI di giugno e luglio scorsi - così recita:

«A decorrere dall’anno 2018, alle imprese e ai lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1 per cento gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente, è attribuito un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 75 per cento del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90 per cento nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel limite massimo complessivo di spesa stabilito ai sensi del comma 3… ». Dato che non c’è una menzione specifica, per alcuni soloni la dicitura “stampa quotidiana e periodica” si riferisce solo ai giornali cartacei tradizionali, non valutando come “prodotti editoriali” (e, quindi, “stampa”) i giornali telematici SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE 31022/2015 Prima che la Legge 198/2016 ponesse principi più stabili, è stata già la Suprema Corte di Cassazione, nella Sentenza 31022/2015, a fornire un inquadramento giuridicamente corretto della tematica:

«E’ necessario discostarsi dall’esegesi letterale del dettato normativo – ha detto la Corte - e privilegiare un’interpretazione estensiva dello stesso, sì da attribuire al termine “stampa” un significato evolutivo, che sia coerente con il progresso tecnologico e, nel contempo, non risulti comunque estraneo all’ordinamento positivo, considerato nel suo complesso e nell’aspetto progressivamente raggiunto nel tempo». Dopo una informata analisi sulle ragioni che inducono a non ricomprendere in tale operazione ermeneutica tutti in blocco i nuovi mezzi informatici e telematici, di manifestazione del pensiero (forum, blog, newsletter, mailing list, pagine facebook) la sentenza continua:

sempre più diffuso, dei giornali telematici che affollano l’ambiente virtuale e che sono disponibili, in alcuni casi, nella sola versione online e, in altri, si affiancano alle edizioni diffuse su supporto cartaceo. E’ di intuitiva evidenza che un quotidiano o un periodico telematico, strutturato come un vero e proprio giornale tradizionale, con una sua organizzazione redazionale e un direttore responsabile (spesso coincidente con quelli della pubblicazione cartacea), non può certo paragonarsi a uno qualunque dei siti web innanzi citati, in cui chiunque può inserire dei contenuti, ma assume una sua peculiare connotazione, funzionalmente coincidente con quella del giornale tradizionale, sicché appare incongruente, sul piano della ragionevolezza, ritenere che non soggiaccia alla stessa disciplina prevista per quest’ultimo». Non sembra, quindi, alla luce della Sentenza della Corte di Cassazione riportata, che possa essere posta in dubbio la perfetta eguaglianza tra giornali cartacei e online davanti alla legge. DEFINIZIONE DI STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA E EQUIPARAZIONE TRA STAMPA CARTACEA E ON LINE NELLA LEGISLAZIONE ITALIANA Da più di vent’anni, il concetto di “stampa quotidiana e periodica”, e quindi di “prodotto editoriale”, ha subito numerose integrazioni e aggiornamenti, derivati dal progresso tecnologico e dalla incalzante produzione di testate giornalistiche telematiche. E’ ormai consolidata, anche legislativamente, la piena equiparazione della stampa on line con quella tradizionale cartacea. Differenti il modo di produzione, di diffusione e di fruizione del pubblico, ma identica la funzione di “informazione”.

SOMMARIO 2-4 Il governo alla prova: sviluppo o grandi lobby 3 Quote associative USPI, anno 2018 4 Regione Lazio – Sì al sostegno dell’editoria 5-8 Contributi diretti all’editoria, ecco le modalità per l’erogazione (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 luglio 2017) 8 Deposito legale Convenzioni USPI Regioni interessate

e -

9-11 “Security and hate speech”: incontro delle avvocature di 7 nazioni 12-14 Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Cerimonia per la consegna del Ventaglio: “Importante la ricerca della verità in un’epoca di fake news e fattoidi” 14-16 Notizie INPGI: Circolare n. 5 dell’ 1/09/2017 15 L’Eco della Stampa

«La riflessione, quindi, deve essere concentrata sul fenomeno, Notiziario USPI n° 9/2017


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SERVIZI GRATUITI PER I SOCI USPI 2018 E

LA CONSULENZA EDITORIALE L'ASSISTENZA AMMINISTRATIVA

GIORNATE FORMATIVE DI QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE

PER PRATIChE PUBBLIChE

L'AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE MENSILE TRAMITE IL "NOTIZIARIO USPI"

CONVENZIONI ESCLUSIVE PER I SOCI

LA RAPPRESENTANZA E LA TUTELA IN SENO ALLE COMMISSIONI MINISTERIALI

AGGREGATORE DI NOTIZIE PUBBLICATE DAI GIORNALI ASSOCIATI

IL FILO DIRETTO TELEFONICO PER CONSULENZA FISCALE, POSTALE, LEGISLATIVA, LEGALE

INSERIMENTO NEL TROVA PERIODICI

USPI

IL NUOVO SERVIZIO USPINEWS è completamente gratuito e gestito in autonomia dagli uffici USPI, avvalendosi dei feed rss delle testate associate

QUOTE ASSOCIATIVE PER L’ANNO 2018 Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2018 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti: QUOTE ASSOCIATIVE e "UNA TANTUM" di iscrizione, da sommarsi alla quota associativa per le testate che si iscrivono per la prima volta Per le TESTATE (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura é sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) QUOTE

UNA TANTUM

Per i SOCI CORRISPONDENTI - Il SOCIO CORRISPONDENTE è persona fisica che, "condividendo le finalità dell'USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione" € 100,00 Per i SOCI BENEMERITI - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica

(prima iscrizione)

da 1 a 10.000 copie da 10.001 a 50.000 copie da 50.001 a 100.000 copie da 100.001 a 200.000 copie oltre 200.000 copie

€ 330,00 € 800,00 € 1.400,00 € 2.700,00 € 3.900,00

€ € € € €

100,00 170,00 170,00 170,00 170,00

Rinnovo della quota per i SOCI SINGOLI ex art. 30 dello Statuto - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all'USPI € 250,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all'USPI € 320,00

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n° 58 - Roma (intestato a USPI) CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero, tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile, spedito a mezzo assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale n. 27433002 intestato all'USPI. C.F. dell'USPI: 80188110581 ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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DALLA COPERTINA Già dal 2001, il legislatore ha avvertito la necessità di intervenire sulla definizione di “prodotto editoriale e con l’articolo 1 della Legge 62/2001 statuì:

« (Definizioni e disciplina del prodotto editoriale) 1. Per «prodotto editoriale», ai fini della presente legge, si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici. 2. Non costituiscono prodotto editoriale i supporti che riproducono esclusivamente suoni e voci, le opere filmiche ed i prodotti destinati esclusivamente all’informazione aziendale sia ad uso interno sia presso il pubblico. Per «opera filmica» si intende lo spettacolo, con contenuto narrativo o documentaristico, realizzato su supporto di qualsiasi natura, purché costituente opera dell’ingegno ai sensi della disciplina sul diritto d’autore, destinato originariamente, dal titolare dei diritti di utilizzazione economica, alla programmazione nelle sale cinematografiche ovvero alla diffusione al pubblico attraverso i mezzi audiovisivi. 3. Al prodotto editoriale si applicano le disposizioni di cui all’ articolo 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Indicazioni obbligatorie sugli stampati). Il prodotto editoriale diffuso al pub-

blico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata, costituente elemento identificativo del prodotto, è sottoposto, altresì, agli obblighi previsti dall’articolo 5 della medesima legge n. 47 del 1948 (Registrazione)». Da ultimo, il legislatore è intervenuto nuovamente in materia con la Legge 26 ottobre 2016, n. 198 (“Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione…”) la quale ha sancito, all’articolo 3, comma 4, lett. c), la definizione di “quotidiano on line” e l’ha inserita, a tutti gli effetti nell’ articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, conducendo ad una completa equiparazione tra le testate telematiche e quelle cartacee. La stessa Legge ha ricompreso, a pieno titolo, l’edizione esclusivamente in formato digitale delle testate tra i percipienti i contributi diretti e con il decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 ( art. 9) si sono stabiliti i criteri di calcolo del contributo stesso. Ci sono, pertanto, validissimi motivi, legislativi e giurisprudenziali, per includere - fra i mezzi di comunicazione accreditati a ricevere la pubblicità degli investitori che potranno accedere al beneficio del credito d’imposta - tutte le testate digitali registrate al Tribunale e/o al ROC: quelle, in sostanza, che per la legge italiana sono testate giornalistiche a tutti gli effetti. La decisione al Governo, a Gentiloni e Lotti (non per caso sulla prima pagina di questo Notiziario…).

EDITORIA

REGIONE LAZIO – SI’ AL SOSTEGNO DELL’EDITORIA 26 luglio 2017 Via libera a maggioranza dalla commissione di vigilanza sul pluralismo dell’informazione del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Giuseppe Cangemi, al regolamento di Giunta sugli “Interventi a sostegno dell’editoria, delle emittenti televisive e radiofoniche locali, della distribuzione locale della stampa quotidiana e periodica nonché delle emittenti radiotelevisive e testate online locali”. La normativa provvede alla disciplina di dettaglio delle forme di sostegno previste dalla legge regionale n. 13 del 28 ottobre 2016 ed è propedeutica all’adozione dell’avviso pubblico per accedere alle forme di sostengo. La bozza del testo è stata elaborata, in via istruttoria, dal Corecom Lazio presieduto da Michele Petrucci. L’assessorato allo sviluppo economico e alle attività produttive guidato da Guido Fabiani ha quindi introdotto alcune modifiche di carattere tecnico relative alla fase gestionale. Il provvedimento torna ora in Giunta per l’approvazione definitiva. Quattro i capi del regolamento, dei quali il secondo individua gli interventi regionali, che si articolano in diverse forme di sostegno: dai contributi in conto capitale, in conto interessi e garanzie per l’accesso al credito a quelli per le assunzioni a tempo indeterminato e la formazione, fino ai contributi per progetti di particolare rilievo informativo per le comunità locali e l’acquisto di beni e servizi. Contributi anche per librerie, distribuzione locale e imprenditorialità giovanile. Per gli interventi a sostegno invece di emittenti radiotelevisive e testate online locali (convenzioni, agevolazioni, contributi, garanzie, studi e ricerche, formazione e iniziative premiali per i giovani) sarà necessario che il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, approvi un piano biennale. A tal proposito Marta Bonafoni (Articolo 1 – Mdp) ha invitato “ad accelerare i tempi nella predisposizione dei bandi e della proposta di piano”. Il parere favorevole alla normativa, approvato a maggioranza (con voto contrario di Davide Barillari (M5s), è stato accompagnato da due osservazioni che la commissione ha formulato su sollecitazione, rispettivamente, di Bonafoni e dello stesso presidente, che ha fatto propria un’iniziativa di Daniele Sabatini (Cuoritaliani). La prima, a proposito dei beneficiari, ha precisato che i soggetti pubblici e privati senza fini di lucro ammessi a godere degli interventi saranno, in particolare, quelli che “svolgono attività di informazione di pubblica utilità e finalizzate all’inclusione sociale”. La seconda osservazione ha prodotto una modifica da parte dell’assessore che ha investito i requisiti per l’accesso agli interventi di quotidiani e periodici locali. Questi dovranno avere pertanto un prodotto diffuso a pagamento pari la 25 per cento della tiratura dichiarata e distribuita in almeno 15 comuni a prescindere dal numero degli abitanti o in uno o più comuni con almeno 50 mila abitanti o in almeno due municipi di Roma.

(Ufficio Stampa/Consiglio regionale del Lazio) Notiziario USPI n° 9/2017


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EDITORIA

CONTRIBUTI DIRETTI ALL’EDITORIA, ECCO LE MODALITÀ PER L’EROGAZIONE Con due DPCM (decreti del Presidente de Consiglio dei Ministri) sono definite le modalità che le imprese editrici (cooperative, fondazioni ed enti senza fine di lucro) di quotidiani e periodici e le imprese ed associazioni che editano le pubblicazioni destinate ai non vedenti ed ai consumatori devono seguire per la presentazione della domanda e per la documentazione da allegare. – Le disposizioni si applicano a decorrere dai contributi per l’anno 2018.

Visto il decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 recante «Ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, in attuazione dell’art. 2, commi 1 e 2, della legge 26 ottobre 2016, n. 198» e, in particolare, il Capo III del medesimo decreto riguardante «Procedimento di liquidazione dei contributi diretti per le cooperative giornalistiche, gli enti senza fini di lucro e le imprese il cui capitale sia detenuto interamente o in misura maggioritaria da enti senza fini di lucro»;

In data 28 luglio 2017 sono stati adottati i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri recanti le modalità per la concessione dei contributi diretti, in attuazione dei Capi III e VI del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Ambedue i decreti sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 217 del 16 settembre 2017. Con i due provvedimenti sono definite le modalità da seguire per la presentazione della domanda di contributo e per la documentazione da allegare.

Visto, in particolare, l’art. 10 del citato decreto legislativo n. 70 del 2017 secondo cui con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono stabilite le modalità della domanda e la documentazione istruttoria da produrre a corredo della stessa per l’ammissione ai contributi; (omissis)

Il primo DPCM, quello sui contributi alle le imprese editrici ((cooperative, fondazioni ed enti senza fine di lucro) di quotidiani e periodici conferma che il termine per la presentazione della domanda è, a titolo perentorio, quello del 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento dei contributi. Per accedere, invece, all’anticipo previsto dal comma 2 dell’articolo 11 del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70, è necessario unitamente alla domanda presentare, entro la stessa scadenza del 31 gennaio, anche tutta la documentazione ulteriore (ad esclusione del bilancio e dei documenti che dovranno essere oggetto di revisione, ossia il prospetto dei costi e quello della diffusione). La documentazione richiesta viene puntualmente ricostruita nel DPCM stesso. Viene, infine, confermato che il termine per la chiusura del procedimento amministrativo è fissato al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di presentazione della domanda. Il secondo DPCM prevede che le domande di ammissione al contributo, corredate della documentazione indicata, siano presentate entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo. Riportiamo, di seguito, il testo dei decreti: DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 luglio 2017

Modalità per la concessione dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici. (GU n.217 del 16-9-2017) IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Vista la legge 26 ottobre 2016, n. 198 recante «Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale»; Notiziario USPI n° 9/2017

Decreta: ARTICOLO 1 Ambito di applicazione 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano: a) alle cooperative giornalistiche che editano quotidiani e periodici; b) alle imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale e’ detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro, limitatamente ad un periodo di cinque anni dall’entrata in vigore della legge 26 ottobre 2016, n. 198; c) agli enti senza fini di lucro ovvero alle imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale e’ interamente detenuto da tali enti; d) alle imprese editrici che editano quotidiani e periodici espressione di minoranze linguistiche. ARTICOLO 2 Procedimento per la concessione del contributo 1. Le domande per l’ammissione ai contributi all’editoria a favore dei soggetti di cui all’art. 1, corredate della documentazione indicata al comma 2, sono inoltrate mediante posta elettronica certificata al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri dall’1 al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo. Le domande presentate al di fuori del periodo indicato sono inammissibili. 2. Ai fini dell’erogazione della rata di anticipo di cui all’art. 11, comma 2, del decreto legislativo del 2017, n. 70, la domanda è corredata dei seguenti documenti istruttori in formato elettronico: a) atto costitutivo; b) statuto vigente recante la clausola di divieto di distribuzione degli utili nell’esercizio di riscossione dei contributi e negli otto anni successivi nonché, per le cooperative di giornalisti, l’obbligo della cooperativa di associare i giornalisti dipendenti che ne facciano richiesta; c) contratto di acquisto della testata per la quale si richiede il contributo o di gestione della stessa nei casi previsti dall’art. 5, comma 2, lettera d), del decreto legislativo n. 70 del 2017; 5


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EDITORIA d) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà redatta, ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dal legale rappresentante, attestante: 1) l’assetto societario con l’indicazione dei soci nell’intero anno di riferimento del contributo, delle relative qualifiche professionali e delle eventuali modifiche intervenute nell’anno di riferimento del contributo; 2) nel caso di cooperativa di giornalisti, il numero dei giornalisti dipendenti associati, di cui almeno il 50 per cento giornalisti dipendenti aventi rapporto di lavoro regolato dal contratto collettivo nazionale di lavoro giornalistico e clausola di esclusiva con la cooperativa medesima; 3) nel caso di cooperativa di giornalisti, l’assunzione di almeno il 50 per cento dei soci con contratto di lavoro a tempo indeterminato, nel rispetto del criterio della prevalenza dei giornalisti di cui all’art. 4, comma 1, del decreto legislativo n. 70 del 2017, nonché il possesso del requisito della mutualità prevalente e l’iscrizione al relativo albo; 4) elenco dei dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con indicazione della tipologia di contratto (a tempo pieno o part-time), suddivisi per qualifiche professionali, impiegati nell’intero anno ed eventuali variazioni intervenute nel corso dell’anno di riferimento del contributo; 5) le quote di capitale e i soggetti che le detengono; 6) l’anzianità di costituzione dell’impresa e di edizione della testata; 7) le iscrizioni al registro delle imprese presso la Camera di commercio e al registro degli operatori della comunicazione presso l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni; 8) il regolare adempimento degli obblighi di carattere retributivo, previdenziale ed assistenziale derivanti dal contratto collettivo di lavoro, nazionale o territoriale, applicato dall’impresa editrice; 9) l’insussistenza di situazioni di collegamento o controllo con altre imprese ovvero, nel caso di esistenza di collegamenti con altre imprese, la dichiarazione rilasciata dai legali rappresentanti delle società controllanti o collegate attestante che le stesse non hanno presentato domanda di contributo per l’anno di riferimento; 10) la periodicità e il numero di uscite effettuate nell’anno; in caso di domanda di ammissione al contributo presentata per la prima volta, deve essere indicato anche il numero di uscite riferite alle due annualità precedenti a quella del contributo; 11) per l’edizione digitale della testata, l’indicazione della data di inizio, della fruibilità a titolo gratuito od oneroso, della corrispondenza dei contenuti e delle dotazioni a quanto previsto dall’art. 7 del decreto legislativo n. 70 del 2017, del numero medio mensile di utenti unici finali raggiunti, delle modalità per l’accesso alla testata e le credenziali per la consultazione dell’archivio; 12) l’adozione di misure idonee a contrastare qualsiasi forma di pubblicità lesiva dell’immagine e del corpo della donna, assunte anche mediante l’adesione al Codice di autodisciplina pubblicitaria; e) un campione, in formato cartaceo, di numeri della testata edita nell’anno di riferimento del contributo. 3. I documenti richiesti al comma 2, lettere a), b) e c), ove allegati a domande di contributo relative ad annualità precedenti, possono essere sostituiti da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà redatta, ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dal legale rappresentante, attestante l’assenza di variazioni intervenute nel corso dell’anno di

riferimento del contributo. 4. Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo, le imprese editrici richiedenti il contributo producono, a pena di decadenza, la seguente ulteriore documentazione relativa alla testata per la quale si chiede il contributo: a) bilancio di esercizio conforme a quello depositato presso la Camera di Commercio, corredato della nota integrativa e degli annessi verbali, redatto secondo le norme vigenti per ciascuna tipologia dei soggetti beneficiari del contributo; b) prospetto dei ricavi, certificato da soggetti iscritti nel registro dei revisori legali, istituito presso il Ministero dell’economia e finanze ai sensi dell’art. 2, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, comprensivo degli introiti derivanti dalle vendite, dalla pubblicità e dal contributo, relativi alla testata per cui si chiede il contributo, risultante dal bilancio di esercizio; c) prospetto analitico, certificato dai soggetti di cui alla lettera b), dei costi connessi alla produzione della testata in formato cartaceo e in formato digitale con l’indicazione, per ciascun costo, degli elementi identificativi degli strumenti utilizzati per il pagamento; nella relazione di certificazione del prospetto, il revisore deve dar conto di aver esaminato la documentazione relativa ai dati dichiarati e, nel caso di imprese che editano più testate, deve specificare che i costi indicati sono imputati alla produzione della testata per la quale e’ richiesto il contributo; d) prospetto analitico, certificato dai soggetti di cui alla lettera b), dei dati relativi alle copie distribuite e vendute per singolo canale di distribuzione utilizzato, con l’indicazione dell’effettivo prezzo di vendita; nella relazione di certificazione del prospetto, il revisore deve attestare che la distribuzione è avvenuta secondo le modalità stabilite dall’art. 6 del decreto legislativo n. 70 del 2017 e la corrispondenza dei dati certificati nel prospetto con quelli risultanti dalla documentazione contabile; e) prospetto analitico, certificato dai soggetti di cui alla lettera b), dei dati concernenti il numero di copie digitali vendute, singolarmente o in abbonamento, ed il numero di utenti unici finali raggiunti mensilmente; f) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà redatta, ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dal legale rappresentante attestante il rispetto, nell’erogazione degli stipendi al personale, ai collaboratori e agli amministratori, del limite massimo retributivo previsto dall’art. 13, comma 1, del decretolegge 24 aprile 2014, n. 66 convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. 5. Ai fini dell’eventuale applicazione degli ulteriori criteri di calcolo previsti dall’art. 8, comma 14, lettere b) e c), e - per l’edizione in formato esclusivamente digitale - dall’art. 9, comma 4, lettere a) e b), del decreto legislativo n. 70 del 2017, le imprese devono produrre, entro il medesimo termine del 30 settembre di cui al comma 3, documentazione attestante: a) l’attivazione di percorsi di alternanza scuola - lavoro da cui si evincano: le scuole e i progetti interessati; il numero dei percorsi attivati e il numero dei partecipanti; b) lo svolgimento di attività di formazione e aggiornamento del personale dipendente nell’anno di riferimento del contributo; c) numero di giornalisti assunti, nel periodo di riferimento del contributo, dedicati alla produzione di contenuti informativi originali; d) costi per la gestione di piattaforme e applicativi dedicati all’ampliamento dell’offerta informativa telematica e per l’utilizzo della rete da parte dell’impresa editrice. Notiziario USPI n° 9/2017


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EDITORIA 6. Il procedimento per la concessione del contributo si conclude entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di presentazione della domanda. ARTICOLO 3 Disposizioni finali 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano a decorrere dai contributi relativi all’anno 2018. 2. Il dipartimento per l’informazione e l’editoria provvede a pubblicare nel sito istituzionale la modulistica relativa ai documenti istruttori indicati nel presente decreto e ogni informazione utile ai fini dell’erogazione del contributo.

Roma, 28 luglio 2017 p. Il Presidente del Consiglio dei ministri Il Ministro Lotti Registrato alla Corte dei conti il 1° settembre 2017 n. 1790

su nastro magnetico o su supporti informatici, destinati ad utenti non vedenti ed ipovedenti e ad enti o istituzioni che operano per finalità a sostegno del settore; b) alle associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte nell’elenco istituito dall’art. 137 del Codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, che editano periodici divulgativi di contenuti strettamente attinenti alla tutela dei consumatori. ARTICOLO 2 Procedimento per la concessione del contributo a favore dei periodici per non vedenti e ipovedenti 1. I soggetti di cui all’art. 1, comma 1, lettera a), presentano le domande di ammissione al contributo, corredate della documentazione indicata al comma 2, al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo. Le domande presentate oltre tale termine si considerano inammissibili.

********** DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 luglio 2017

Modalità per la concessione dei contributi a sostegno dell’editoria speciale periodica per non vedenti e ipovedenti e a tutela dei consumatori e degli utenti. (GU n.217 del 16-9-2017) IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Vista la legge 26 ottobre 2016, n. 198 recante «Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale»; Visto il decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 recante «Ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, in attuazione dell’art. 2, commi 1 e 2, della legge 26 ottobre 2016, n. 198» e, in particolare, il Capo VI riguardante il «Contributo a sostegno dell’editoria speciale periodica per non vedenti e ipovedenti e a tutela dei consumatori e degli utenti»; Visti gli articoli 28, comma 1, e 31, comma 1, del citato decreto legislativo n. 70 del 2017, secondo cui con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono stabilite le modalità della domanda di accesso ai contributi a sostegno dell’editoria speciale periodica per non vedenti e ipovedenti e a tutela dei consumatori e degli utenti e la documentazione da produrre a corredo della stessa; (omissis) Decreta: ARTICOLO 1 Ambito di applicazione 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano: a) alle imprese editrici, enti ed associazioni che editano periodici pubblicati con caratteri tipografici normali, braille, Notiziario USPI n° 9/2017

2. La domanda e’ corredata dei seguenti documenti istruttori: a) atto costitutivo e statuto vigente; b) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà redatta, ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dal legale rappresentante attestante: 1) l’anzianità di costituzione dell’impresa e di edizione della testata; 2) la data e il numero di registrazione della testata presso il Tribunale competente; 3) la proprietà della testata per la quale si richiede il contributo, fatto salvo quanto previsto dall’art. 1, comma 460, lettera c), della legge 23 dicembre 2005, n. 266; 4) nel caso di imprese: il regolare adempimento degli obblighi contrattuali derivanti dal contratto di lavoro applicato all’impresa editrice richiedente il contributo; le iscrizioni al Registro delle imprese presso la Camera di commercio e al Registro degli operatori della comunicazione presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; 5) l’assetto societario, le cariche sociali ed eventuali variazioni intervenute nell’anno di riferimento del contributo; 6) la periodicità, il numero di uscite effettuate nell’anno e il numero di copie distribuite; c) attestazioni dell’avvenuta distribuzione delle pubblicazioni e relative modalità; d) documenti attestanti la richiesta o l’adesione dei fruitori delle riviste a ricevere le stesse, anche in connessione alla quota associativa mediante espressa doppia opzione; e) un campione delle testate edite nell’anno di riferimento dei contributi; f) le credenziali per l’accesso all’eventuale edizione della rivista in formato digitale. 3. Il procedimento per la concessione del contributo si conclude entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo. ARTICOLO 3 Procedimento per la concessione del contributo a favore dei periodici editi dalle associazioni dei consumatori e degli utenti 1. Le associazioni di cui all’art. 1, comma 1, lettera b), presentano le domande di ammissione al contributo, corredate della documentazione indicata al comma 2, al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della 7


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EDITORIA

VARIE

Presidenza del Consiglio dei ministri entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo. Le domande presentate oltre tale termine si considerano inammissibili.

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI

2. La domanda e’ corredata dei seguenti documenti istruttori: a) atto costitutivo e statuto vigente; b) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà redatta, ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dal legale rappresentante attestante: 1) l’anzianità di costituzione dell’impresa e di edizione della testata; 2) la data e il numero di registrazione della testata presso il Tribunale competente; 3) la proprietà della testata per la quale si richiede il contributo, fatto salvo quanto previsto dall’art. 1, comma 460, lettera c), della legge 23 dicembre 2005, n. 266; 4) l’assetto societario, le cariche sociali ed eventuali variazioni intervenute nell’anno di riferimento del contributo; 5) la periodicità, il numero di uscite effettuate nell’anno e il numero di copie distribuite; c) attestazioni dell’avvenuta distribuzione delle pubblicazioni e relative modalità; d) documenti comprovanti la vendita, anche tramite abbonamenti per adesione in connessione alla quota associativa

In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. ENTRO IL MESE DI SETTEMBRE Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI con sede principale nel: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 2° trimestre dell’anno (aprile - giugno 2017). Gli editori di: QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e ALTRA PERIODICITA’ con sede in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARChE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 1° semestre dell’anno (gennaio - giugno 2017). ENTRO IL MESE DI OTTOBRE

Studio del Presidente del Consiglio (da www.governo.it) mediante espressa doppia opzione; e) un campione di numeri della testata edita nell’anno di riferimento dei contributi; f) le credenziali per l’accesso all’eventuale edizione della rivista in formato digitale. 3. Il procedimento per la concessione del contributo si conclude entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo. ARTICOLO 4 Disposizioni finali 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano a decorrere dai contributi relativi all’anno 2018. 2. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvede a pubblicare nel sito istituzionale la modulistica relativa ai documenti istruttori indicati nel presente decreto e ogni informazione utile ai fini dell’erogazione del contributo.

Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (luglio - settembre 2017); Gli editori con sede principale in LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel primo semestre dell’anno (gennaio - giugno 2017). Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. GLI INDIRIZZI

Roma, 28 luglio 2017

- Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma.

p. Il Presidente del Consiglio dei ministri Il Ministro Lotti Registrato alla Corte dei conti il 1° settembre 2017 n. 1789

- Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. Notiziario USPI n° 9/2017


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WEB

“SECURITY AND hATE SPEECh”, INCONTRO DELLE AVVOCATURE DI 7 NAZIONI Sotto gli auspici della Presidenza Italiana del G7 Titolo del Convegno: “Sicurezza e linguaggio dell’odio” tutela della persona e protezione dei dati personali: i diritti nell’era dei social media. La difesa dei diritti individuali di fronte ai rischi della manipolazione dell’informazione on line e alla diffusione del linguaggio dell’odio e della violenza sono stati al centro dell’incontro internazionale promosso dal Consiglio Nazionale Forense, in occasione della Presidenza Italiana del “G7”, tra i rappresentanti delle avvocature di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Stati Uniti e Italia che si è tenuto a Roma, nel Palazzo della Cancelleria, il 14 settembre scorso, sotto gli auspici della Presidenza italiana del G7. L’iniziativa ha avuto come obiettivo quello di concorrere a rafforzare una strategia sovranazionale che, tra rispetto dei diritti Costituzionali ed esigenze di tutela del diritto di espressione, del diritto all’anonimato e alla privacy, consenta di contrastare le minacce alla dignità personale e alla sicurezza, derivanti dalle false informazioni e dall’incitamento all’odio, alla discriminazione razziale, religiosa e di genere. L’evento ha affrontato anche il tema dell’educazione alla legalità, come elemento fondante della cittadinanza responsabile, mettendo a confronto l’esperienza dei 7 Paesi nell’adozione di strumenti e metodologie innovative per la formazione di competenze legate ai valori della convivenza civile nell’era delle tecnologie digitali di comunicazione. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha svolto l’intervento conclusivo (del quale, di seguito, riportiamo uno stralcio). Il Convegno di Roma, insieme a quello di Bologna (20 Giugno 2017) sul diritto al centro della nuova dimensione interculturale globale, si inquadrano nella priorità che il Governo italiano ha dato alla Presidenza di turno del G7 - “Costruire le basi di una fiducia rinnovata”– e rientra tra gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo sostenibile, che promuove società pacifiche e inclusive mediante l’accesso universale alla giustizia e alla tutela dei diritti. INTERVENTO DEL MINISTRO ANDREA ORLANDO AL G7 DELL’AVVOCATURA Io credo che questa iniziativa faccia giustizia di molti luoghi comuni secondo i quali le categorie professionali, in partico-

“Il Ministro della giustizia Andrea Orlando” Notiziario USPI n° 9/2017

lare l’avvocatura, non saprebbero andare oltre la dimensione corporativa. Io penso che in questa occasione ci sia stata un’assunzione di un punto di vista generale e anche un’ambizione alla tutela di un interesse generale e di valori fondamentali che sono in gioco nella nostra attuale fase storica. Il G7 assume il ruolo di foro efficace come governance mondiale nei termini in cui mostra che l’azione delle istituzioni sta e sa intersecarsi in modo efficace con il “multilateralismo degli attori sociali”, al fine di valutare in un orizzonte di pluralismo le principali questioni del nostro tempo. Il contributo dei rappresentanti delle 7 Avvocature del G7 ha mostrato che la “diplomazia” degli Ordini e delle Avvocature ha veramente un ruolo centrale nel promuovere le collaborazioni tra i sistemi nazionali su alcune sfide sovranazionali, come sono per definizione quelle legate alla rete e al contesto digitale. Pensiamo alla sfida del terrorismo. Pensiamo alla sfida della cybersicurezza.. Il riconoscimento internazionale della funzione sociale dell’avvocatura può e deve essere quindi la creazione di un filo rosso di collaborazione, di una rete di rapporti in grado di rispondere alle principali sfide sintetizzate nel programma odierno. Consideriamo anzitutto qual è la posta in gioco e credo sia bene ogni volta ricordarlo. Più di mezzo secolo fa, il Presidente degli Stati Uniti Dwight Eisenhower ha consegnato una grande verità, nel messaggio d’addio ai suoi concittadini: “Il nostro mondo, che diventa sempre più piccolo, deve evitare di diventare una comunità di paura e odio e invece essere una fiera confederazione di fiducia e rispetto reciproco”. Qual è quindi il grande tema che stiamo considerando oggi? Il mondo della rete non è diverso dal nostro mondo, non si trova in un’altra dimensione. Ripropone, e in alcuni casi accentua, dinamiche di opportunità, ma anche dinamiche di fragilità che caratterizzano gli altri ambiti del vivere sociale. Pertanto, credo che quelle parole pronunciate nel 1961 dal Presidente degli Stati Uniti descrivano ancora bene le sfide dell’era dei social media, tanto sul fronte della sicurezza, quanto su quello del rispetto della dignità della persona. Ci ricordano l’esigenza che, in un mondo sempre più piccolo e interconnesso, nel mondo della “quarta rivoluzione industriale”, in un mondo dove sempre più viene messa in discussione l’autorevolezza degli esperti, non venga meno il collante della nostra società, rappresentato dalla fiducia che abbiamo gli uni negli altri. È nostra convinzione che la sfida del linguaggio dell’odio esiga una complessa combinazione di elementi innovativi delle politiche di prevenzione e repressione criminale, ma anche una sapiente declinazione interdisciplinare delle politiche pubbliche di istruzione, accoglienza, inclusione sociale e contrasto ad ogni forma di discriminazione. L’efficacia della risposta dello Stato dipende dalla capacità di produrre politiche integrate, che sappiano far fronte all’odio nella società globale e aperta. È una sfida olistica, quindi, che richiede anzitutto una crescita culturale, capace di mobilitare le persone. Per questo, risulta cruciale la consapevolezza della dimensione transnazionale dei fenomeni d’odio online. Lo scrive bene 9


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WEB il documento del Consiglio Nazionale Forense: “Il diritto in Internet è oltre il diritto nazionale, o non è”. E in questo dobbiamo anche segnalare le battute d’arresto, le difficoltà che attualmente segnano il quadro internazionale. Pensiamo alla difficoltà di dare una normativa alla protezione dei dati personali, un giro miliardario di interessi che trova, io credo, in questi interessi un freno ad una disciplina globale. Non c’è solo la difficoltà che pervade l’Unione Europea, divisa su posizioni diverse, c’è anche la posizione degli Stati Uniti che, dobbiamo dirlo con molta chiarezza, non ha aiutato in passato e aiuta ancor meno oggi a raggiungere un quadro di riferimento globale su questo tema. Che è un tema che contrappone direttamente interessi economici e finanziari a diritti fondamentali della persona. . Il valore dei diritti umani e del rispetto delle minoranze ci viene restituito, con particolare forza, dal contributo canadese, che mette insieme l’esperienza specifica del Canada con l’esigenza di “costruire una comunità globale basata non solo sulla sicurezza, ma sull’inclusione, sui diritti umani e sulle libertà fondamentali necessarie per ognuno di noi per vivere la nostra ‘concezione della buona vita’ in pace”. In questa sede è quindi essenziale rimarcare, ancora una volta, l’esigenza dell’azione internazionale e pluralistica in questa materia. A mio avviso, infatti, solo l’adozione di misure condivise e armonizzate tra gli Stati, e discusse e diffuse in una più ampia “diplomazia del diritto” che comprenda il ruolo dell’avvocatura e degli operatori professionali, potrà consentire di affrontare efficacemente la minaccia globale che deriva da un utilizzo inappropriato del web. Quando penso a una diplomazia tra operatori professionali, mi chiedo se non sia venuto il tempo che questa questione sia affrontata con un diverso approccio anche dal mondo della comunicazione, del giornalismo e dei produttori in generale “Annullo postale” di contenuti che vengono veicolati dalla rete, giustamente preoccupati della limitazione della circolazione di questi contenuti, che forse dovrebbero iniziare ad affrontare anche quali sono le conseguenze dell’assenza di un governo della circuitazione di questi contenuti, tanto nell’impatto sulla società quanto sugli individui e sui singoli. In Italia, il quadro normativo che regola la prevenzione e il contrasto dei reati d’odio appare – lo vorrei dire con soddisfazione - solido e in linea con gli strumenti internazionali che tutelano gli individui da ogni forma di discriminazione. Per il contrasto dei fenomeni d’odio legati al terrorismo internazionale, vorrei ricordare che con gli interventi legislativi del 2015 e del 2016 abbiamo assicurato il recepimento, nel nostro ordinamento, delle fattispecie di reato previste dagli strumenti delle Nazioni Unite e del Consiglio d’Europa per contrastare la minaccia posta dai foreign terrorist fighters, rafforzando altresì gli strumenti di indagine e di prevenzione anche attraverso azioni “offensive” in grado di contrastare l’utilizzo del web da parte delle organizzazioni terroristiche. Nella convinzione che tali misure siano fondamentali, e che vadano armonizzate a livello europeo, ci siamo, inoltre, battuti durante i negoziati della nuova direttiva antiterrorismo adottata dall’Unione lo scorso marzo, per avere un testo finale ambizioso, in grado davvero di innalzare l’efficacia dell’azione di contrasto alle nuove minacce. Ma qui si pone un ostacolo, tanto nella dimensione europea, quanto nella dimensione globale. Il diritto penale in fondo, è

rimasto l’unico diritto nel quale si esercita una potestà esclusiva dello Stato. Da questo punto di vista la cessione di questa potestà significa un passaggio inevitabile verso un processo di integrazione. In verità tutti quelli che sono ostili all’integrazione e alla dimensione sovranazionale affiancano proclami contro il terrorismo a una tenace conservazione dei poteri statuali nell’ambito del diritto penale. Naturalmente questo fenomeno è più evidente in Europa. Pensate che noi, convocati d’urgenza all’indomani dei fatti di Bruxelles, stiamo ancora attendendo l’emanazione di una direttiva europea sul tema del contrasto al terrorismo. Tra gli organismi internazionali che tuttavia hanno spinto con determinazione nella direzione che ritengo opportuna, vorrei citare il Consiglio d’Europa. E lo dico nel momento in cui questa istituzione è messa da più fronti in discussione. È questa istituzione che ha portato avanti la lotta a ogni forma di discriminazione e di espressione d’odio, nel pieno rispetto delle libertà fondamentali di opinione e di espressione. Per quanto attiene le iniziative dell’Unione europea, abbiamo salutato con favore l’adozione da parte della Commissione, a maggio 2016, del Codice di condotta sull’illecito incitamento all’odio online, da noi con forza sollecitata, con il quale le aziende informatiche si sono impegnate ad affiancare la Commissione e gli Stati membri nell’affrontare la sfida di garantire che le piattaforme online non offrano opportunità di diffusione virale di forme illegali di incitamento all’odio. Si tratta di uno strumento innovativo che richiama a un’azione congiunta i più importanti internet service providers, le autorità statuali e le organizzazioni della società civile. Non credo che si potrà mai identificare la figura dell’internet service providers a quella dell’editore. Sicuramente queste due figure si dovranno progressivamente avvicinare. La

“Istantanea del Convegno, da www.g7italy.it” responsabilizzazione di questi soggetti credo che sia un passaggio fondamentale. E da questo punto di vista si è aperta spesso una discussione che contrappone il tema della repressione penale a questo tipo di intervento. In verità questi interventi tra loro devono integrarsi. Si dice: la rete è come la società, ma nella società le condotte non sono orientate solo dal diritto penale. Sono orientate da atti di carattere amministrativo, sono orientate da una riprovazione sociale, sono orientate da elementi di formazione, dalla cultura. Allora se la rete non è una parte distinta dal resto della realtà noi dobbiamo sviluppare insieme tutti questi strumenti. Tenendo conto che la giurisdizione, nelle sue forme tradizionali almeno, non è in grado di costituire una costante ed efficace vigilanza sui fenomeni che si sviluppano sulla rete. Almeno non con l’adeguata tempestività con la quale sarebbe necessario intervenire. Tanto più alla luce della viralità e della rapidità con le quali notizie e contenuti si diffondono sulla rete. In verità, o noi sappiamo integrare gli strumenti che possono orientare le condotte sulla rete o altrimenti utilizzando ognuNotiziario USPI n° 9/2017


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WEB no di questi singoli strumenti resteremo frustrati rispetto all’obiettivo di realizzare una piena tutela dei diritti fondamentali sulla rete. Ciò richiede una condivisione sul concetto di odio tra le piattaforme e le associazioni impegnate nelle segnalazioni, ed è senz’altro un tema su cui la “diplomazia del diritto” che oggi siamo impegnati a costruire può fornire un contributo importante. Richiede, inoltre, una consapevolezza, anche tra le società informatiche, dell’importanza dell’accelerazione delle risposte: infatti, questa stessa “velocità” che è la cifra delle comunicazioni del nostro tempo, e che spesso rischia di trasformarsi nell’assunto per cui “ciò che è virale è reale”, deve essere quanto più possibile garantita anche nella rimozione dei contenuti che vanno a colpire gli individui più fragili. Il punto fondamentale, per noi, non è certo quello di applicare forme di censura, ma di considerare l’esigenza delle democrazie di far vivere le loro regole anche nella rete, senza rassegnarsi all’idea che questa diventi un luogo dove le norme a tutela della persona, che valgono nel mondo reale, restano sospese. E in questo senso troviamo una ulteriore difficoltà, con la quale la diplomazia del diritto deve confrontarsi. I nostri ordinamenti si basano su fatti sociali. La democrazia sulla rete, la circolazione delle informazioni ancora non è sorretta da un “fatto” tra i soggetti che in qualche modo abitano la rete. E questo è un tema che va affrontato. È un tema che chiama in causa l’esigenza di costruire dei “corpi sociali virtuali” che siano in grado di giocare lo stesso ruolo che i corpi sociali del secolo scorso hanno saputo giocare nella costruzione delle democrazie. La rete non può essere uno “stato di eccezione” perché occorre garantire i “vinti”, i deboli. E occorre difendere alcuni pilastri della nostra società, come per esempio il sapere scientifico, la scienza medica, che si fondano sull’autorevolezza. In una formula, abbiamo bisogno di un “patto” per la protezione della persona e dei diritti. L’insidia che il rapporto tra società della rete e Stati, reso necessario da esigenze di sicurezza e di tutela della persona, possa tralignare verso forme di restrizione delle libertà, ovviamente esiste. E non lo possiamo, né lo dobbiamo nascondere. Che questo argomento possa essere utilizzato da statualità autoritarie come una ulteriore restrizione della libertà è un rischio reale. Come ogniqualvolta un potere pubblico interviene per tali finalità. Io credo che noi dobbiamo recuperare una diffidenza nei confronti dei poteri statuali che ha caratterizzato la nascita della cultura garantista del secolo scorso. Questa diffidenza la dobbiamo nutrire anche oggi. Mentre costruiamo nuovi strumenti dobbiamo avere la piena coscienza dei limiti e dei rischi di accesso di questi strumenti. È troppo facile parlare di “responsabilità delle piattaforme” senza considerare i doveri delle istituzioni. E troppo spesso assistiamo, da parte degli stessi partiti politici, a un gioco ad amplificare le tendenze della piazza digitale ad alterarsi, inferocirsi e negare il ragionamento in favore del tifo. Occorre evitare di offrire “verità di Stato”, che rischiano di essere rimedi peggiori del male, mentre dobbiamo concentrarci sugli anticorpi sociali e sugli strumenti necessari per reagire sulla rete, soprattutto a favore dei soggetti più fragili. Abbiamo bisogno, quindi di rafforzare un processo di monitoraggio, pubblico, trasparente e aperto, sottoposto al controllo delle opinioni pubbliche e della società civile. Per questo ci riguarda la discussione sulla legittimità, da parte degli Stati, di assicurare l’utilizzo legale del web attraverso misure normative che sanciscano la responsabilità delle Notiziario USPI n° 9/2017

aziende informatiche, ove queste non apprestino misure atte a garantire l’agevole segnalazione dei contenuti lesivi da parte degli utenti, il rapido vaglio delle notifiche ad opera di personale specializzato e la successiva rimozione. Una domanda veniva posta: chi garantisce che questi soggetti svolgano questa funzione in modo trasparente? E questa è una domanda la cui risposta non è scontata. Il tema è: come potenziamo gli strumenti di accesso dell’opinione pubblica al funzionamento di queste procedure. Questa credo sia l’unica risposta possibile, perché l’idea che gli strumenti -ancora una volta insisto- della giurisdizione tradizionale di per sé possano essere sufficienti, non tengono conto appunto di quel cambio di percezione dello spazio e del tempo che si determina sulla rete. Il processo penale mantiene gli stessi tempi, ma la rete produce dei tempi che sono assolutamente incompatibili con il processo penale. Tra le Europe che dobbiamo “costruire”, tra le unioni che dobbiamo costruire, c’è anche l’unione contro l’odio, l’alleanza contro l’odio a livello europeo e internazionale. Questo significa dare strumenti alle nostre procure attraverso la cooperazione. C’è un grande tema che merita una discussione e meriterà una discussione per il futuro, che trascende persino il diritto e attiene alla dimensione nella quale vivranno le n o s t r e democrazie.. Mi riferisco al fatto che la rete, l’accesso alla rete, l’entusiasmo per la rete, è stata caratterizzata per una certa fase da una certa ideologia della “mano invisibile digitale”. La rete avrebbe risolto al suo interno tutti i problemi. C’è un problema però che oggi non viene risolto: la rete è stata raccontata come una opportunità di potenziamento degli strumenti democratici e di informazione. Ma la rete è spesso condotta da meccanismi che orientano le opinioni. Insomma, il punto fondamentale è: quali sono gli algoritmi che guidano la rete? La conoscenza di questi algoritmi è il tema che oggi attiene direttamente al futuro della nostra democrazia. E questa naturalmente è una grande questione che una diplomazia del diritto deve e può affrontare, perché non è più sufficiente in questo senso la legge nazionale, ancor più e in modo ancora più evidente su questo terreno. Insomma, non stiamo parlando soltanto di affrontare il tema dell’odio, di tutelare la persona della rete, ma in fondo stiamo parlando, anche partendo da questi argomenti, di un tema che è, credo, a tutti noi caro, il futuro della nostra democrazia.

Andrea Orlando Ministro della Giustizia


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DIALOGANDO

MATTARELLA: IMPORTANTE LA RICERCA DELLA VERITÀ IN UN’EPOCA DI FAKE NEWS E FATTOIDI Il Capo dello Stato: «Bene la riforma dell’Ordine dei giornalisti». Come tutti gli anni, si è svolta a luglio, al Palazzo del Quirinale, la tradizionale cerimonia di consegna del “Ventaglio” al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da parte del Presidente dell’Associazione Stampa Parlamentare, Sergio Amici, alla presenza dei componenti del Consiglio direttivo, degli aderenti dell’Associazione e di personalità del mondo del giornalismo. Dopo l’intervento del Presidente Amici, il Presidente Mattarella ha pronunciato un discorso, che di seguito pubblichiamo. Successivamente gli è stato consegnato il Ventaglio realizzato da Cristina Panarese, vincitrice del concorso indetto dall’Associazione Stampa Parlamentare di concerto con l’Accademia di Belle Arti di Roma. INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA ALLA CERIMONIA PER LA CONSEGNA DEL VENTAGLIO Quirinale 26/07/2017 «Benvenuti, anzi, bentornati al Quirinale. Grazie Presidente Amici. Ancora una volta è emersa, dalle sue parole, l’importanza della libera stampa, la sua capacità di analisi e il suo ruolo di termometro della democrazia, nel nostro come in altri Paesi, dove viene invece limitata nascono allarmi su possibili involuzioni autoritarie. Talvolta, qua e là, sembra emergere un certo fascino per il potere forte. Si è anche coniato il termine di ‘democrazia illiberale’, con una singolare contraddizione in termini. La democrazia si identifica con la libertà, non si esaurisce nel pur fondamentale momento delle elezioni generali. Queste devono essere davvero pienamente libere, e vanno integrate da altri elementi: la distribuzione delle funzioni del potere tra organi diversi, il loro equilibrio, i contrappesi e, tra questi, la libera stampa è uno dei principali. In Italia di recente è stata riformata la normativa sull’Ordine dei giornalisti, consolidando l’autonomia della professione e riaffermandone il carattere di professione intellettuale. Adesso va attuata. È stata una scelta importante, in presenza della rivoluzione digitale che comporta un forte cambiamento nel panorama dell’informazione, sia sul piano della fruizione che su quello della sua produzione, ampliando a una quantità pressoché smisurata di soggetti sia la fruizione che la formazione delle notizie . Questo fenomeno apre - come voi sapete meglio di chiunque altro - tanti problemi e riflessioni. Non a caso è esploso il fenomeno delle fake-news, dei ‘fattoidi’, come li chiamava Norman Mailer, definendo questi come “le notizie inesistenti che divengono tali perché pubblicate da un giornale o da una rivista”. Il dizionario di Oxford va anche un po’ al di là: definisce i ‘fattoidi’ come “le notizie non verificate nella loro autenticità e veridicità”; non soltanto, dunque, quelle decisamente false ma anche quelle non verificate.

Questo è ciò che distingue il giornalismo da altri fenomeni.

Sanno bene i giornalisti - e anche gli editori - che le loro professioni sono presidiate dalla verifica dell’attendibilità e dalla ricerca della verità. Per questo ritengo importante questo appuntamento annuale, al di là dell’occasione che ne fornisce lo spunto: il trasferimento al Quirinale della simpatica tradizione del ventaglio, avviata tanto tempo fa in sede parlamentare. Ci incontriamo a distanza di un anno in una condizione politica differente da quella del luglio 2016, sia sulla scena internazionale che su quella interna. Di politica internazionale ho parlato due giorni fa alla Conferenza degli Ambasciatori e mi limito a sottolineare l’esigenza di riflessioni (e per quanto riguarda la politica, anche di atteggiamenti) che siano adeguati al momento storico impegnativo che stiamo attraversando, allo scenario intorno a noi. Vi è l’esigenza di adeguate riflessioni e comportamenti, che riguarda la politica, la cultura e anche la stampa.

Al nostro interno, come lei ha ricordato, siamo nella fase conclusiva della legislatura, manca un semestre alla scadenza naturale, le elezioni sono ormai vicine: sono un momento fondamentale della vita democratica cui guardare sempre con molta serenità. Quel che va auspicato - e che mi permetto di auspicare - è un impegno per un’ampia partecipazione degli elettori al voto. Le istituzioni sono più robuste, più capaci di affrontare esigenze, attese, bisogni della collettività se, alla base della loro formazione, vi è una partecipazione ampia degli elettori che dimostrano di riconoscersi nelle istituzioni. Anche a questo scopo, ma non soltanto, auspico - come lei un confronto elettorale svolto su programmi e proposte seriamente approfondite. Un confronto politico caratterizzato da rissosità, o che si esprimesse soltanto in slogan, facili da elaborare ma illusori, allontanerebbe gli elettori dalla partecipazione e impoverirebbe il confronto politico. Occorre far di tutto perché la politica non si esaurisca nella propaganda. Abbiamo una situazione economica in crescita: la Banca d’Italia e il Fondo Monetario hanno alzato di molto le previsioni del nostro Prodotto Interno Lordo per quest’anno; le Notiziario USPI n° 9/2017


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DIALOGANDO previsioni sono positive. È una circostanza importante. Vi si affianca la buona notizia di un sistema bancario posto finalmente in sicurezza. Naturalmente ogni scelta può essere discussa, ed è bene che sia così, ma sono consapevole di quel che sarebbe avvenuto, nella nostra economia, se fossero fallite, se si fossero chiuse, la più antica banca del mondo e due banche sorte in una delle Regioni più produttive del nostro Paese, banche fortemente interconnesse al tessuto produttivo di quella Regione. Tutto ciò chiama il sistema bancario a rendersi sempre più efficiente e a riprendere con vigore la disponibilità e la capacità di finanziare intraprese per contribuire al rilancio della nostra economia. È necessario, in definitiva, accompagnare questa ripresa per consentirle di consolidarsi e per assicurare la possibilità di recuperare progressivamente le ferite sociali che la crisi degli anni passati ha inferto nel nostro Paese e per assicurare la possibilità di creare nuovi posti di lavoro. Accompagnare la ripresa è un’esigenza di grande, decisiva importanza per il nostro Paese, mettendola al riparo da tensioni, incertezze e instabilità.

La manovra finanziaria d’autunno e la legge di stabilità costituiscono e costituiranno un passaggio fondamentale per trovare appieno la fiducia dei mercati e per confrontarsi con tranquillità con le decisioni che in altra sede saranno prese da altri Paesi, dalle autorità comunitarie, dalla Banca centrale europea.

e che si affianca ovviamente ad altri primari attori e settori della nostra economia: gli incendi che in queste settimane stanno devastando tanta parte dell’Italia. Vi sono nostri concittadini che appiccano il fuoco per ragioni forse diverse - interesse, strategie di ambienti criminali, macabro gioco, follia - ma mettono in pericolo la vita delle persone, distruggono ricchezza nazionale, la bellezza dei nostri paesaggi, posti di lavoro, e mettono a rischio il turismo con quel che esso comporta di beneficio per la nostra collettività. Vorrei ringraziare i Vigili del fuoco, la Protezione civile, le Forze dell’ordine, i tanti volontari, le Forze armate che, con abnegazione e con tanti sacrifici, si impegnano nel fronteggiare questa sterminata serie di incendi. Vi sono in Italia - va detto con soddisfazione - tante persone, nei Corpi dello Stato e nella società, che si impegnano, anche con personale sacrificio, anche molto oltre i propri doveri, per contrastare le emergenze, rifiutando l’atteggiamento di chi si limita a osservare e a criticare.

Presidente Amici, sono entrato nell’ambito dei fronti da cui nascono emergenze. Sono diversi, potremmo forse darne una classificazione a seconda della loro origine. Vi sono emergenze che nascono dall’esterno del nostro Paese: la crisi economica, nata negli Stati Uniti ed esplosa nel

Una condizione di ripresa economica, di crescita, di maggiore operatività del sistema bancario consente di guardare con serenità agli appuntamenti che abbiamo di fronte. Ma occorre che il Paese sia dotato di una manovra finanziaria, di una legge stabilità con piena efficienza ed efficacia, rendendosi conto dell’esigenza di garantire costantemente la reputazione finanziaria del nostro Paese, allo scopo di poter poi, con forza ed efficacia, recuperare ferite sociali e costruire posti di lavoro nuovi. Nell’economia vi sono tanti settori con grande e crescente dinamismo. In questo periodo non si può non pensare al turismo che negli ultimi tre anni è cresciuto sempre più. Nel 2016 ci sono stati 57 milioni di arrivi internazionali, un numero quasi pari alla nostra popolazione. Secondo un centro di ricerca, il contributo che, con l’indotto, il turismo ha recato al Prodotto Interno Lordo del nostro Paese è di oltre il 10%: è un grande contributo alla nostra economia e alle nostre prospettive. E lo vediamo: io un po’ meno perché posso muovermi meno facilmente, ma voi, girando per le città, constatate quanti turisti vi siano in Italia, in ogni sua area e zona. Questo boom, questa esplosione, è dovuta certamente al richiamo della bellezza del nostro Paese, del nostro patrimonio artistico, ma anche a un altro elemento che è bene non sottovalutare: la percezione dell’Italia come Paese sicuro. Per questo vorrei ringraziare per quel che fanno le nostre Forze di polizia, i nostri servizi di informazione e sicurezza. Naturalmente sappiamo bene che il terrorismo è sempre in agguato; e si fa di tutto per prevenire e contrastare questo pericolo sempre insidioso e presente. Ma si svolge, da parte dei nostri organismi, un’attenta opera di prevenzione e di controllo del territorio che merita di essere sottolineato con riconoscenza.

Vi sono poi emergenze che nascono all’interno del nostro Paese, dai comportamenti di alcuni nostri concittadini, dal senso civico, o meglio dalla mancanza di senso civico di alcuni di essi. Ho parlato degli incendi. Faccio un solo altro esempio: i ‘femminicidi’, una piaga che costituisce un oltraggio sia alla dignità umana che alla convivenza. Una piaga inammissibile in un Paese moderno e civile come l’Italia.

Dobbiamo essere consapevoli che vi è qualcosa che mette in pericolo il turismo, che per il nostro Paese è così importante,

Vi sono poi le emergenze provocate da calamità naturali: il terremoto, la siccità. In occasione dell’approssimarsi dell’anniversario del primo terremoto, nei prossimi giorni andrò nei

Notiziario USPI n° 9/2017

“La consegna del ventaglio al Presidente Mattarella (Foto tratte da www.quirinale.it)” mondo finanziario internazionale. La sicurezza contro il pericolo del terrorismo fondamentalista di matrice islamista, nato soprattutto in Medio Oriente. Il fenomeno migratorio che nasce da povertà, miseria, mutamenti climatici, guerre, perseuzioni e soprattutto da quelle gigantesche differenze demografiche tra Europa e Africa, l’Africa con età media estremamente giovanile e Unione europea in cui negli ultimi anni sono nati meno europei di quanti ne siano morti. Sono tutte emergenze che provengono da fuori, dall’esterno, e quindi richiedono risposte nella dimensione internazionale, così come facciamo costantemente, contestualmente per tutte queste emergenze.

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DIALOGANDO paesi colpiti in quei giorni, e lo farò naturalmente anche nei paesi colpiti dai successivi terremoti dell’Italia centrale per riaffermare, ancora una volta, la volontà di sostegno e di accompagnare con attenzione tutte le opere di emergenza e di ricostruzione per quelle località. L’altra emergenza è la siccità, la crisi idrica, che richiama all’esigenza di rispetto, di una cultura dell’ambiente più attenta, più consapevole e praticata. L’impegno di tutti è quello di far crescere e maturare una coscienza civile adeguata, anche perché - va detto - queste emergenze provocate da calamità naturali trovano una certa collaborazione, ogni tanto, anche nei comportamenti. Basti pensare a chi ride, immaginando di poter speculare sulla ricostruzione dei terremoti, o a chi sciupa quel bene prezioso che è l’acqua, o a chi, governando le reti, non è attento a evitare che una grande quantità di acqua si disperda nelle stesse reti. Non si tratta di questioni semplici, sono emergenze complesse. Non esistono soluzioni immediate, ma esistono soluzioni da avviare immediatamente. Ma per questo è necessario confrontarsi con concretezza, in maniera costruttiva, ascoltarsi reciprocamente, trasmettendo ai cittadini fiducia e non ansia o allarme. Ansia e allarme che sono cosa ben diversa dall’esigenza di un’attenta e rigorosa vigilanza su quel che viene fatto dagli organi dello Stato e dalle altre istituzioni.

Come Paese abbiamo le risorse per affrontare e superare queste emergenze, ed è un’affermazione che faccio con consapevolezza, avendo verificato, in tante occasioni, le energie positive che si impegnano in questa direzione. Infine, per non deludere attese e non eludere la sua sollecitazione, rispondo sulla legge elettorale. Ho tante volte esortato in questa direzione, permettendomi di ricordare il dovere del Parlamento rispetto alla centralità e alla grande delicatezza delle regole elettorali. Esprimo il rammarico per il dissolversi della prospettiva di un metodo di larghe intese parlamentari sulle regole che devono essere comuni. Rimangono tuttora nelle norme vigenti, frutto soltanto parzialmente delle scelte del Parlamento, disomogeneità e lacune. Vi è ancora la possibilità di intervenire. Non aggiungo altro, né potrei aggiungere altro, perché la parola è al Parlamento.

Grazie per il ventaglio, e complimenti all’autrice, Cristina Panarese. Il ventaglio, con lavoro, valore e dignità, evoca quella fiducia che mi sono permesso di sottolineare e che è giusto sottolineare nel nostro Paese perché ne ha diritto».

NOTIZIE INPGI

SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE - Circolare n. 5 dell’1/09/2017 Oggetto: 1. Gestione Separata INPGI - Versamento contributi minimi 2017; 2. Iscritti alla Gestione separata INPGI che ricoprono cariche di Amministratore Locale ex art. 81 e 86 del D.lgs. 267/2000 - Adempimenti contributivi. 1. Gestione Separata INPGI - Versamento contributi minimi 2017 Si comunica che il 30 settembre p.v. scade il termine previsto per il pagamento dei contributi minimi per l’anno 2017. Si ricorda che sono tenuti al versamento del contributo minimo annuale tutti i giornalisti iscritti alla Gestione separata che nel corso dell’anno 2017 abbiano svolto attività giornalistica in forma autonoma. In base a quanto disposto dall’art. 3 del vigente Regolamento della Gestione separata INPGI, per i giornalisti con un’anzianità di iscrizione all’Ordine professionale fino a cinque anni, il contributo minimo è ridotto al 50%. A tal fine, l’anzianità deve essere valutata alla data del 30 settembre 2017, prendendo a riferimento la data di iscrizione all’Albo professionale (elenco professionisti, registro praticanti e/o elenco pubblicisti). Per l’anno 2017 potranno, quindi, versare il contributo minimo in misura ridotta gli assicurati che risultino iscritti all’Ordine dei giornalisti con decorrenza successiva al 30 settembre 2012. Si ricorda, inoltre, che l’art. 18, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito in legge n. 111/2011) prevede che, per gli iscritti che risultino già titolari di un trattamento pensionistico diretto, la contribuzione dovuta sia fissata ad una aliquota non inferiore al 50% di quella ordinaria. Di conseguenza, per i giornalisti che alla data del 30 settembre 2017 risultino già pensionati il contributo soggettivo minimo dovuto sarà pari al 50% di quello ordinario. Si precisa che l’eventuale titolarità di trattamenti pensionistici a favore dei superstiti (pensioni di reversibilità e/o indiretta) e gli assegni previsti a favore dei ciechi e degli invalidi civili non danno luogo alla riduzione del contributo minimo. Gli importi dovuti per l’anno 2017 - tenuto conto che l’indice di variazione dei prezzi al consumo (indice FOI) per l’anno precedente è risultato invariato - sono i seguenti: vedi TABELLA (a fianco)

(*) Il Comitato Amministratore della Gestione separata con delibera n. 4 del 02/08/2017, in ottemperanza al dettato normativo delineato dall’art. 83 del Decreto legislativo 26/03/2001, n. 151, al fine di garantire l’equilibrio della gestione di maternità, ha fissato la misura del relativo contributo annuale in 28,00 euro. Tuttavia, la predetta delibera è tuttora al vaglio dei Ministeri vigilanti per la prescritta approvazione di legge. Di conseguenza, nelle more dell’approvazione ministeriale, il contributo di maternità di 28,00 euro sopra indicato deve intendersi versato a titolo provvisorio, salvo conguaglio. Il pagamento dei predetti contributi dovrà essere eseguito con il Modello F24/Accise, reperibile sul sito dell’INPGI ed in quello dell’Agenzia delle Entrate (nella sezione modelli Notiziario USPI n° 9/2017


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NOTIZIE INPGI di versamento), che dovrà essere compilato indicando, quale contribuente, i dati anagrafici ed il codice fiscale del giornalista interessato (non è ammesso il versamento da parte di soggetti diversi) ed utilizzando i seguenti codici:

Ente = P Provincia = (lasciare vuoto) Codice tributo = G001 Codice identificativo = 22222 Mese = 01 Anno di riferimento = 2017. Qualora il giornalista non si trovasse nelle condizioni di poter utilizzare la predetta forma di pagamento potrà effettuare il versamento mediate bonifico bancario, sul conto intestato all’INPGI, acceso presso l’Agenzia 11 di Roma della BANCA POPOLARE DI SONDRIO, IBAN: IT 24 W 05696 03200 000020000X28. In questo caso è indispensabile che nella causale del versamento sia indicato “AC 2017 seguito dal numero di posizione A-NNNNN (lettera A seguita da 5 cifre) ovvero dal proprio codice fiscale”. Si ricorda che non sono tenuti al versamento del contributo minimo i giornalisti che nel 2017 svolgono l’attività

TIPO CONTRIBUTO

esclusivamente nell’ambito di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Infatti, per questi ultimi, gli adempimenti contributivi sono interamente a carico del committente. In tal caso, tuttavia, l’interessato deve necessariamente comunicare all’INPGI le modalità con cui svolge la professione (modulo: http://www.inpgi.it/?q=node/692). Si evidenzia, inoltre, che i giornalisti iscritti alla Gestione separata che - alla data del 30/09/2017 - non abbiano svolto alcuna forma di attività giornalistica autonoma e che entro la fine del 2017 presumono di non svolgere alcuna attività giornalistica, sono esentati (previa comunicazione scritta di cessata attività, modulo: http://www.inpgi.it/?q=node/473) dal versamento del contributo minimo. Si ricorda che, questi ultimi, se interessati ad ottenere la copertura contributiva nell’anno 2017 - pur in assenza di svolgimento di prestazioni professionali - possono eseguire ugualmente il versamento dei contributi minimi. Coloro i quali non provvederanno a versare il contributo minimo nei termini previsti, in fase di invio di comunicazione reddituale per l’anno 2017 (da effettuarsi in via telematica entro il 31 luglio 2018), in alternativa alla sospensione annuale, potranno scegliere di versare comunque il contributo minimo e procedere al pagamento dello stesso entro i termini previsti per la contribuzione a saldo.

CONTRIBUTO mINImO RIDOTTO (PER I CONTRIBUTO GIORNALISTI CON mINImO mENO DI 5 ANNO ORDINARIO DI ANzIANITà PROfESSIONALE)

CONTRIBUTO mINImO RIDOTTO (PER I GIORNALISTI TITOLARI DI TRATTAmENTO PENSIONISTICO DIRETTO)

Contributo Soggettivo

208,68

104,34

104,34

Contributo Integrativo

41,74

20,87

41,74

Contributo maternità (*)

28,00

28,00

28,00

Totale contributo minimo 2017

278,42

153,21

174,08

Si fa presente, tuttavia, che i contributi minimi pagati oltre la scadenza del 30 settembre 2017 dovranno essere maggiorati della sanzione per ritardato pagamento prevista dall’articolo 7 del vigente regolamento della Gestione Separata. 2. Iscritti alla Gestione separata INPGI che ricoprono cariche di Amministratore Locale ex art. 81 e 86 del D.lgs.

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Notiziario USPI n° 9/2017

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NOTIZIE INPGI 267/2000 - Adempimenti contributivi. Come noto, l’art. 86, comma 2, del D.Lgs. 18-8-2000 n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni ed il relativo decreto attuativo (DM 25/05/2001, Pubblicato nella G.U. 14 giugno 2001, n. 136) prevede che per i lavoratori non dipendenti che rivestono la carica di sindaci, di presidenti di provincia, di presidenti di comunità montane, di unioni di comuni e di consorzi fra enti locali, di assessori provinciali e di assessori dei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, di presidenti dei consigli dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, di presidenti dei consigli provinciali, di presidenti dei consigli circoscrizionali nei casi in cui il comune abbia attuato nei loro confronti un effettivo decentramento di funzioni e di presidenti delle aziende anche consortili fino all’approvazione della riforma in materia di servizi pubblici locali, gli enti locali versano quote forfetarie annuali, da pagare mensilmente, a favore delle forme pensionistiche presso le quali i predetti soggetti erano iscritti o continuano ad essere iscritti alla data di conferimento del mandato. Si precisa che – a seguito del pronunciamento di alcune sezioni regionali della Corte dei conti (per prima quella della Basilicata, seguita poi, da Lombardia, Liguria e Piemonte), nonché del conforme parere reso dal Ministero dell’Interno in data 9/04/2014 (parere n.15900/TU/086 del 9 aprile 2014) – “l’art. 86, secondo comma, TUEL può trovare applicazione solo quando il lavoratore autonomo che ricopre una delle cariche previste dal primo comma si astenga del tutto dall’attività lavorativa; circostanza che il lavoratore autonomo ha l’onere di comprovare rilasciando all’ente locale un’attestazione in cui dichiara la sospensione dell’attività in costanza di espletamento del mandato amministrativo, nonché notificando la medesima dichiarazione all’ente previdenziale”.

Di conseguenza, il giornalista che in ragione della carica di Amministratore locale non abbia sospeso lo svolgimento dell’attività professionale dovrà provvedere autonomamente ed a proprio carico al versamento della contribuzione dovuta alla Gestione previdenziale separata dell’INPGI. Nei casi in cui, invece, il giornalista per l’espletamento della carica di amministratore abbia sospeso lo svolgimento dell’attività professionale, il versamento della contribuzione minima annuale dovuta alla Gestione separata dell’INPGI, come indicata al precedente punto 1), è posto a carico dell’Amministrazione locale. A tal fine, le Amministrazioni interessate potranno effettuare - entro il 30 settembre 2017 - il versamento delle quote contributive dovute mediante bonifico bancario, sul conto intestato all’INPGI ed acceso presso l’Agenzia 11 di Roma della BANCA POPOLARE DI SONDRIO, IBAN: IT 24 W 05696 03200 000020000X28. Nel caso in cui per il pagamento sia utilizzato il modello F24EP è necessario che l’Amministrazione interessata comunichi all’INPGI (Fax 06 8578264) il nominativo del giornalista per il quale si è provveduto al versamento. Si ricorda che i giornalisti per i quali l’Amministrazione locale abbia provveduto al versamento della contribuzione minima ancorché abbiano sospeso l’attività professionale - sono, comunque, tenuti all’invio della comunicazione reddituale all’INPGI, da effettuarsi in via telematica entro il 31 luglio di ogni anno, ed al pagamento - entro i termini previsti - delle contribuzioni a saldo, connesse all’eventuale reddito professionale conseguito in periodi dell’anno diversi da quelli oggetto di sospensione dell’attività.

IL DIRIGENTE Augusto Moriga

ilNotiziario Mensile - numeri Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Editoriale: Sara Cipriani Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)

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Il n. 9 settembre 7è stato stampato il 25 settembre 2017

Notiziario USPI n° 9/2017


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