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Bonus pubblicità - Come utilizzarlo

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ilNotiziario

N° 11

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 53° - MENSILE 11 NUMERI

BONUS pUBBliCita’

Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB di Roma

Come utilizzarlo

«Sui valori della libertà e dell’autonomia del giornalismo si misura la qualità delle società democratiche ». (Dalla Lettera del Capo dello Stato Sergio Mattarella, in occasione del convegno “Il coraggio di informare, Carlo Casalegno”)

Editoria CONTRIBUTI STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Editoria INTERCETTAZIONI, USO, MA NON ABUSO

Editoria PREMI ALLE RIVISTE CULTURALI

Dialogando MATTARELLA: LIBERTÀ E GIORNALISMO


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Dalla COpERtiNa

BONUS pUBBliCitÀ, iN attESa DEl DECREtO attUatiVO, lE pRiME aNaliSi apertura ai giornali online e agli enti non commerciali. Mentre la Camera dei deputati è in procinto di convertire in legge il decreto fiscale collegato alla manovra 2017 (DL 148/2017) con le modifiche apportate al Senato che hanno introdotto le testate online, a pieno titolo, fra i mezzi autorizzati a ricevere pubblicità e gli enti on commerciali tra i fruitori del credito d’imposta, l’attenzione degli operatori commerciali e degli editori si sposta sul decreto attuativo che dovrà essere emanato dalla Presidenza del Consiglio. Precisiamo subito che, a fronte di errate indicazioni provenienti da alcuni organi di stampa, si definisce “stampa periodica, anche online” solo quelle testate online che risultino essere iscritte al Registro Stampa del Tribunale civile di competenza, e/o al ROC, e il cui direttore responsabile sia iscritto all’Ordine dei giornalisti, nell’elenco dei pubblicisti ovvero dei professionisti, come prescritto dalla L:198/2016. Quindi, non blog, social ed altro, che sono solo manifestazione di un pensiero, ma solo testate giornalistiche a tutti gli effetti ed oneri. Entità del Fondo Per la concessione del credito di imposta di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 62,5 milioni di euro per l’anno 2018, che costituisce tetto di spesa. Ai fini della prima applicazione una quota pari a 20 milioni di euro, a valere sulla quota di spettanza della Presidenza del Consiglio dei ministri dello stanziamento relativo all’annualità 2018, è destinata al riconoscimento del credito d’imposta esclusivamente sugli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, di effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017, purché il loro valore superi almeno dell’1 per cento l’ammontare degli analoghi investimenti pubblicitari effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo dell’anno 2016. Soggetti beneficiari Sono i titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo e (in virtù della modifica introdotta al Senato) gli enti non commerciali. Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% per le microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative. Tale percentuale, però, non è tassativa, poiché lo stanziamento statale è limite di spesa e, quindi, in caso di incapienza, si procederà a riparto proporzionale. investimenti ammissibili Gli investimenti incrementali (superiori all’1% dei pregressi investimenti) sono quelli riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali, effettuati esclusivamente sui giornali quotidiani e periodici, pubblicati su carta o in formato digitale, e sulle radio e TV locali. Sono escluse le spese per televendite o pubblicità di pronostici, giochi, scommesse, messaggeria vocale o chat-line a sovraprezzo. Per le imprese e i lavoratori autonomi che hanno iniziato l’attività nel corso dell’anno o che non abbiano effettuato tale

pubblicità nell’anno precedente, è considerato incrementale l’intero importo. limiti e condizioni Il credito d’imposta è alternativo e non cumulabile, in relazione alle medesime voci di spesa, con ogni altra agevolazione prevista da normativa nazionale, regionale e comunitaria. E’ utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’art.17 del DL.vo 241/1997, nella misura indicata dal provvedimento con il quale viene determinato l’importo spettante. Ai fini dell’utilizzo, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate e indicato nella dichiarazione dei redditi. procedura di accesso Nel periodo compreso tra il !° marzo e il 30 marzo, i soggetti interessati presentano apposita domanda per mezzo dell’Agenzia delle entrate (occorrerà un provvedimento ad hoc), contenente: gli elementi identificativi dell’impresa; il costo complessivo degli investimenti effettuati; la misura percentuale dell’incremento; e l’ammontare del credito d’imposta richiesto. Controlli e revoca La Presidenza del Consiglio effettuerà controlli a campione sulla basa dei dati forniti dall’Agenzia. Il credito è revocato in caso di insussistenza di uno solo dei requisiti richiesti o nel caso la documentazione presentata risulti falsa o non veritiera e si procederà al recupero di quanto indebitamente fruito. **********

Gli uffici della Segreteria Generale sono a disposizione degli editori interessati per fornire ogni approfondimento sul tema. Gli editori USpi sono a disposizione degli investitori per ogni chiarimento necessario.

SOMMaRiO 2 Bonus pubblicità, in attesa del decreto attuativo, le prime analisi

11-12 Intercettazioni, la riforma ne permette l’uso, ma non l’abuso

3 Quote associative USPI, anno 2018

12 Deposito legale e Convenzioni USPI

4-6 Contributi alla stampa italiana all’estero, ecco il DPCM attuativo

13-15 Premi per le pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale, la nuova circolare

7-9 Dialogando: Chiedo la parola 9 Ferruccio Sepe torna Capo del Dipartimento editoria della PCM 10 La Legge Regione Emilia Romagna a sostegno dell’editoria locale

15 Audiweb 2.0 parte a gennaio 15 L’Eco della Stampa 16 Mattarella: Sui valori della libertà e dell’autonomia del giornalismo si misura la qualità delle società democratiche Notiziario USPI n° 11/2017


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SERVizi GRatUiti pER i SOCi USpi 2018 la CONSUlENza EDitORialE E l'aSSiStENza aMMiNiStRatiVa pER pRatiChE pUBBliChE

GiORNatE FORMatiVE Di QUaliFiCaziONE pROFESSiONalE

l'aGGiORNaMENtO pROFESSiONalE MENSilE tRaMitE il "NOtiziaRiO USpi"

CONVENziONi ESClUSiVE pER i SOCi

la RappRESENtaNza E la tUtEla iN SENO allE COMMiSSiONi MiNiStERiali

aGGREGatORE Di NOtiziE pUBBliCatE Dai GiORNali aSSOCiati

il FilO DiREttO tElEFONiCO pER CONSUlENza FiSCalE, pOStalE, lEGiSlatiVa, lEGalE

iNSERiMENtO NEl tROVa pERiODiCi

USpi

il NUOVO SERViziO USpiNEWS è completamente gratuito e gestito in autonomia dagli uffici USpi, avvalendosi dei feed rss delle testate associate

QUOtE aSSOCiatiVE pER l’aNNO 2018 le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USpi per il 2018 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USpi” (pari a 33 €) sono le seguenti: QUOtE aSSOCiatiVE e "UNa taNtUM" di iscrizione, da sommarsi alla quota associativa per le testate che si iscrivono per la prima volta Per le TESTATE (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura é sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) QUOtE

UNa taNtUM

Per i SOCi CORRiSpONDENti - Il SOCIO CORRISPONDENTE è persona fisica che, "condividendo le finalità dell'USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione" € 100,00 Per i SOCi BENEMERiti - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica

(prima iscrizione)

da 1 a 10.000 copie da 10.001 a 50.000 copie da 50.001 a 100.000 copie da 100.001 a 200.000 copie oltre 200.000 copie

€ 330,00 € 800,00 € 1.400,00 € 2.700,00 € 3.900,00

€ € € € €

100,00 170,00 170,00 170,00 170,00

Rinnovo della quota per i SOCi SiNGOli ex art. 30 dello Statuto - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all'USPI € 250,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all'USPI € 320,00

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n° 58 - Roma (intestato a USPI) CODiCE iBaN: it 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero, tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile, spedito a mezzo assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale n. 27433002 intestato all'USPI. C.F. dell'USpi: 80188110581 attENziONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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EDitORia

CONtRiBUti alla StaMpa italiaNa all’EStERO, ECCO il DpCM attUatiVO In data 7 novembre 2017 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n.260, il decreto del presidente del Consiglio dei ministri 15 settembre 2017 recante le modalità per la concessione dei contributi per il sostegno alla stampa italiana diffusa all’estero, in attuazione del Capo V del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70.

Capo V del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. (17A07474) (GU n.260 del 7-11-2017) IL PRESIDENTEDEL CONSIGLIO DEI MINISTRI di concerto con

Con il provvedimento sono definite le modalità che le imprese editrici di quotidiani e periodici in lingua italiana diffusi all’estero devono seguire per la presentazione della domanda di contributo e la documentazione da allegare. le disposizioni si applicano a decorrere dai contributi per l’anno 2018. In analogia con la precedente disciplina, il DPCM inquadra due macro categorie, ossia i quotidiani con una percentuale di venduto non inferiore al 60 per cento delle copie distribuite e i periodici. Come espressamente specificato dall’articolo 1, le disposizioni del presente decreto si applicano: a) ai quotidiani italiani editi e diffusi all’estero, a quelli editi in Italia e diffusi all’estero in misura non inferiore al sessanta per cento delle copie complessivamente distribuite, nonché a quelli editi esclusivamente in formato digitale che raggiungono una percentuale di utenti unici mensili all’estero non inferiore al sessanta per cento del numero totale di utenti unici mensili; b) ai periodici italiani editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi all’estero in misura non inferiore al sessanta per cento delle copie complessivamente distribuite.

i quotidiani editi all’estero devono presentare, entro la data del 31 gennaio, tutta la documentazione al all’ufficio consolare italiano di prima categoria territorialmente competente per il luogo della sede legale dell’editore, mentre quelli editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero presentano tutta la documentazione richiesta direttamente al Dipartimento dell’Informazione e l’Editoria. Nell’ipotesi di presentazione ai consolati, questi saranno tenuti a trasmettere a loro volta la documentazione al predetto Dipartimento entro il 28 febbraio. La presentazione della domanda entro i termini prestabiliti è condizione per accedere ai contributi, mentre la completezza della documentazione richiesta è necessaria per accedere all’acconto che viene erogato entro il 31 maggio. Tutta la documentazione relativa i bilanci, alla rendicontazione dei costi di testata ed alla diffusione va inviata, a pena di decadenza entro il 30 settembre. Il procedimento per la concessione del contributo a favore dei quotidiani all’estero si conclude entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di presentazione della domanda (art. 2). Il procedimento per la concessione del contributo a favore dei periodici diffusi all’estero si conclude entro il termine del 31 ottobre dell’anno in cui la domanda è presentata (art. 3). DECREtO DEl pRESiDENtE DEl CONSiGliO DEi MiNiStRi 15 settembre 2017 Modalità per la concessione dei contributi per il sostegno alla stampa italiana diffusa all’estero, a norma del

IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Vista la legge 26 ottobre 2016, n. 198, recante «Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale»; Visto il decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70, recante «Ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, in attuazione dell’art. 2, commi 1 e 2 della legge 26 ottobre 2016, n. 198» e, in particolare, il Capo V del medesimo decreto riguardante «Contributo per il sostegno alla stampa italiana diffusa all’estero»; Visti, in particolare, gli articoli 19 e 23 del citato decretolegislativo n. 70 del 2017, secondo cui con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sono stabilite le modalità della domanda di accesso ai contributi a favore dei quotidiani e dei periodici italiani diffusi all’estero e l’elenco dei documenti istruttori da produrre a corredo della stessa; Visto il decreto del Presidente della Repubblica in data 12 dicembre 2016, con il quale l’on. dott. Luca Lotti e’ stato nominato Ministro senza portafoglio con delega in materia di sport; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 26 gennaio 2017, con il quale sono attribuite al Ministro on. dott. Luca Lotti le ulteriori deleghe in materia di informazione e comunicazione del Governo ed editoria, nonché in materia di anniversari di interesse nazionale; acquisito il parere del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE), ai sensi dell’art. 3, comma 1-bis della legge 6 novembre 1989, n. 368 e successive modificazioni; Decreta: articolo 1

ambito di applicazione 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano: a) ai quotidiani italiani editi e diffusi all’estero, a quelli editi in italia e diffusi all’estero in misura non inferiore al sessanta per cento delle copie complessivamente distribuite, nonché a quelli editi esclusivamente in formato digitale che raggiungono una percentuale di utenti unici mensili all’estero non inferiore al sessanta per cento del numero totale di utenti unici mensili; Notiziario USPI n° 11/2017


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EDitORia b) ai periodici italiani editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi all’estero in misura non inferiore al sessanta per cento delle copie complessivamente distribuite. articolo 2

procedimento per la concessione del contributo a favore dei quotidiani all’estero 1. le imprese editrici di quotidiani editi e diffusi all’estero presentano le domande di ammissione al contributo, corredate della documentazione di cui al comma 2, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo, all’ufficio consolare italiano di prima categoria territorialmente competente per il luogo della sede legale dell’editore che, verificatane la completezza, le trasmette entro il 28 febbraio al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.

le imprese editrici di quotidiani editi in italia e diffusi prevalentemente all’estero presentano le domande e la documentazione di cui al comma 2, entro il 31 gennaio, direttamente al Dipartimento per l’informazione e l’editoria. Le domande presentate al competente ufficio consolare ovvero al Dipartimento oltre il termine del 31 gennaio si considerano inammissibili. 2. Ai fini dell’erogazione della rata di anticipo di cui all’art. 11, comma 2 del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70, la domanda è corredata dei seguenti documenti istruttori:

a) atto costitutivo; b) statuto vigente recante la clausola di divieto di distribuzione degli utili nell’esercizio di riscossione dei contributi e negli otto anni successivi; c) dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’, redatta ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dal legale rappresentante, attestante: 1) il numero dei dipendenti con l’indicazione del numero dei giornalisti, della tipologia di contratto di assunzione e relativa durata; 2) il regolare adempimento degli obblighi previsti dalla normativa in materia di lavoro e previdenza vigente nel Paese dove ha luogo la prestazione lavorativa del personale dipendente; 3) l’anzianità di costituzione dell’impresa e di edizione della testata; 4) la periodicità e il numero di uscite effettuate nell’anno; in caso di domanda di ammissione al contributo presentata per la prima volta, anche il numero di uscite riferite alle due annualità precedenti a quella del contributo; 5) per le imprese che editano in Italia i quotidiani diffusi all’estero, le iscrizioni al registro delle imprese presso la Camera di commercio e al registro degli operatori della comunicazione presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; 6) per l’edizione digitale della testata, la data di inizio, la corrispondenza del numero degli articoli pubblicati e dei contenuti informativi, con i relativi aggiornamenti, a quanto previsto dall’art. 7, comma 2, lettera a) del decreto legislativo n. 70 del 2017, le modalità di accesso alla testata e le credenziali per la consultazione dell’archivio, Notiziario USPI n° 11/2017

il prezzo di vendita della copia digitale singola o in abbonamento, ove previsto; 7) la proprietà della testata per la quale si richiede il contributo ovvero l’affitto della stessa nei casi previsti dall’art. 5, comma 2, lettera d) del decreto legislativo n. 70 del 2017; 8) l’insussistenza di situazioni di collegamento o controllo con altre imprese ovvero, nel caso di esistenza di collegamenti con altre imprese, la dichiarazione rilasciata dai legali rappresentanti delle società controllanti o collegate attestante che le stesse non hanno presentato domanda di contributo per l’anno di riferimento; 9) l’adozione di misure idonee a contrastare forme di pubblicità lesiva dell’immagine e del corpo della donna;

d) un campione di numeri della testata edita nell’anno di riferimento del contributo; e) la dichiarazione del competente capo dell’ufficio consolare italiano di prima categoria che attesti che la è diffusa presso la comunità italiana presente nel Paese di riferimento e riveste interesse per la stessa; f) il parere reso ai sensi dell’art. 2, comma 4, lettera h) della legge 23 ottobre 2003, n. 286, dal Comitato degli italiani all’estero della circoscrizione consolare di riferimento. 3. Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo, le imprese editrici richiedenti il contributo producono, a pena di decadenza, la seguente ulteriore documentazione: a) bilancio di esercizio corredato degli annessi verbali e relazioni, redatto secondo la normativa vigente nel Paese in cui ha sede l’impresa editrice; b) prospetto analitico, certificato da una società di revisione abilitata secondo la normativa dello Stato in cui ha sede l’impresa editrice, dei costi connessi alla produzione della testata per la quale si richiede il contributo, con l’indicazione degli strumenti di pagamento; c) prospetto analitico, certificato secondo le modalità indicate alla lettera b), dei dati concernenti le copie distribuite e vendute per singolo canale di distribuzione e luogo di diffusione, con l’indicazione dell’effettivo prezzo di vendita della testata; d) prospetto dei ricavi, certificato dai soggetti di cui alla lettera b), comprensivi degli introiti derivanti dalle vendite della testata per la quale si richiede il contributo e dalla pubblicità, nonché del contributo risultante dal bilancio di esercizio; e) prospetto analitico, certificato dai soggetti di cui alla lettera b), dei dati concernenti l’edizione in formato digitale, con l’indicazione del numero di utenti unici mensili, dei costi connessi alla produzione della testata, delle copie digitali vendute su base annua, singolarmente o in abbonamento, e 5


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EDitORia della diffusione. 4. Il procedimento per la concessione del contributo si conclude entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di presentazione della domanda. articolo 3

procedimento per la concessione del contributo a favore dei periodici diffusi all’estero 1. Le imprese editrici di periodici editi e diffusi all’estero presentano le domande di ammissione al contributo, corredate dalla documentazione di cui al comma 2, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo, all’ufficio consolare italiano di prima categoria territorialmente competente per il luogo della sede legale dell’editore che, verificatane la completezza, le trasmette entro il 30 aprile al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le imprese editrici di periodici editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero presentano le domande, entro il 31 marzo, direttamente al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le domande presentate al competente ufficio consolare ovvero al Dipartimento oltre il termine del 31 marzo, si considerano inammissibili. 2. Contestualmente alla domanda deve essere prodotta la seguente documentazione istruttoria:

a) atto costitutivo; b) statuto vigente recante la clausola di divieto didistribuzione degli utili nell’esercizio di riscossione dei contributi e negli otto anni successivi; c) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, redatta ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dal legale rappresentante, attestante: 1) l’anzianità di costituzione dell’impresa e di edizione della testata; 2) per le imprese che editano in Italia i periodici diffusi all’estero, il regolare adempimento degli obblighi previsti dalla normativa in materia di lavoro e previdenza; 3) l’insussistenza di situazioni di collegamento o controllo con altre imprese richiedenti i contributi ovvero, nel caso di esistenza di collegamenti con altre imprese, la dichiarazione che queste ultime non abbiano presentato domanda di contributo per l’anno di riferimento; 4) per le imprese che editano in Italia i periodici diffusi all’estero, la proprietà della testata per la quale si richiede il contributo ovvero l’affitto della stessa nei casi previsti dall’art. 5, comma 2, lettera d) del decreto legislativo n. 70 del 2017; 5) la periodicità e il numero di uscite effettuate nell’anno; 6) per le imprese che editano in Italia i periodici diffusi all’estero, le iscrizioni al registro delle imprese presso la Camera di commercio e al registro degli operatori della comunicazione presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; 7) per l’edizione digitale della testata in parallelo con l’edizione cartacea, la data di inizio, la corrispondenza del numero degli articoli pubblicati e dei contenuti informativi, con i relativi aggiornamenti, a quanto previsto dall’art. 7, comma 2, lettera b) del decreto legislativo n. 70 del 2017,

le modalità di accesso alla testata e le credenziali per la consultazione dell’archivio, l’eventuale prezzo di vendita della copia digitale singola o in abbonamento; 8) l’adozione di misure idonee a contrastare forme di pubblicità lesiva dell’immagine e del corpo della donna;

d) prospetto analitico dei costi connessi alla produzione della testata, certificato da una società di revisione abilitata secondo la normativa dello Stato in cui ha sede l’impresa editrice o corredato da fatture, munite di quietanza di pagamento, e da altra documentazione idonea a comprovare le voci di costo di cui all’art. 22, comma 3; e) prospetto dei dati concernenti le copie distribuite e vendute per singolo canale di distribuzione e luogo di diffusione, certificato dai soggetti di cui alla lettera d) o corredato da fatture munite di quietanza di pagamento e da altra documentazione idonea a comprovare le voci di costo di cui all’art. 22, comma 3; f) prospetto delle copie digitali vendute, singolarmente o in abbonamento, su base annua certificato dai soggetti di cui alla lettera d) o corredato da fatture e altra documentazione idonea a comprovare tali dati;

g) un campione di numeri della testata edita nell’anno di riferimento del contributo; h) dichiarazione del competente capo dell’ufficio consolare italiano di prima categoria che attesti la diffusione della testata presso la comunità italiana presente nel Paese di riferimento e la rilevanza della sua funzione informativa per la promozione del sistema Paese e della lingua e cultura italiana all’estero; i) parere reso ai sensi dell’art. 2, comma 4, lettera h) della legge 23 ottobre 2003, n. 286, dal Comitato degli italiani all’estero della circoscrizione consolare di riferimento. 3. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria cura l’istruttoria per l’ammissione al contributo con il supporto del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 4. Il procedimento per la concessione del contributo si conclude entro il termine del 31 ottobre dell’anno in cui la domanda è presentata. articolo 4

Disposizioni finali 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano a decorrere dai contributi relativi all’anno 2018. 2. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvede a pubblicare nel sito istituzionale la modulistica relativa ai documenti istruttori indicati nel presente decreto e ogni informazione utile ai fini dell’erogazione del contributo. 3. Il presente decreto sarà trasmesso agli organi di controllo secondo la normativa vigente e sara’ pubblicato nella Gazzetta ufficiale.

Roma, 15 settembre 2017 Notiziario USPI n° 11/2017


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DialOGaNDO

ChiEDO la paROla

parole nemiche, che offendono o turbano, che equivocano e ingannano. parole vuote della pubblicità e della politica, del gossip e dell’insignificanza.

di Domenico Volpi (*)

paROlE Lievitano lievi, librandosi labbra lambiscono linguaggi, caratteri carpiscono carte, suoni segni scaturiscono suggellano opinioni originali odorose per profumati pENSiERi «Le immagini mi circondano, mi soffocano, m’ingozzano. Dalla tv e dai settimanali, dai CD e da internet, dal grande schermo e da quello piccolo, dal cavo e dall’etere, dalla strada e in casa. Il telefonino, che serviva per parlare, ora filma e fa le fotografie.

per favore, ridatemi la parola.

parole piene di ideali e di impegno, di allegria e di dolore, di avventura e di mistero, di un tremito o di un bagliore parole attraverso le quali io posso vivere invece di trascorrere la vita a guardar vivere gli altri. parole per giocare, parole per sapere, parole per uscire da me stesso e incontrare altri parlanti, parole per rientrare nella coscienza per conoscermi e sapere chi sono, dove vado, perché vivo. Ed anche per esplorare questo mistero che è la capacità di fabbricare parole in italiano o in cinese, in suahili o in arabo, con mille suoni diversi e cento grafie, segni neri sulla carta che corrispondono a suoni labiali di genti di ogni razza e colore-, capaci di esprimere l’amore e il dolore, i voli e le cadute, il mondo intero e il cuore di un solo uomo. Signori e signore, chiedo la parola, ma non voglio parole d’accatto, abusate, ovvie, volgari, e. avverto tutti coloro che, come editori , scrittori e lettori che esistono anche cattivi usi delle parole, come cercherò di dimostrare nelle righe seguenti.

Ne ho bisogno per ritrovarmi: i volti degli altri, attori o comparse, sbiadiscono il mio. Rischio di scomparire nella massa, le Parole mi ridanno vita, consistenza. E non solo perché sono scrittore, ma perché sono Persona. Che sia trasmessa dalla voce umana o dalla radio, che sia scritta sulle pagine di un libro o sullo schermo del computer, la parola resta la regina della comunicazione. Necessaria, insopprimibile. Escluse la pittura e la musica, arti pure, ogni altro sistema comunicativo ha bisogno della parola per nascere e per esprimersi pienamente: progetti, trame, sceneggiature, dialoghi, istruzioni tecniche sono prima espressi in parole e poi realizzati nei vari linguaggi dei media. La parola orale mette in comunicazione diretta le persone, direi le mette in vibrazione, aggiungendo al suono labiale l’intonazione, le pause, i gesti di chi parla: è dunque uno strumento di contatto umano “autentico”, non assimilabile al chattare con il tramite del computer. Il parlare ci rende sociali, l’ascoltare ci rende umili. La parola scritta ci immette nella corrente della storia: trasmette le conquiste e gli errori del passato, fa capire il presente, permette di progettare il futuro. Una sola frase può essere un universo organizzato. Ogni parola suscita in me, che la pronuncio o la scrivo o la leggo, immagini mentali diverse da quelle altrui, immagini nuove, mie. Ogni parola accende il canale televisivo che mi appartiene e che fa parte del mio cervello. Ridatemi la parola: la parola significante e portatrice di significati che illumina le menti, scuote le coscienze, muove il mondo Io amo le parole. Mi lascio catturare dal gioco mutevole e mutabile dei segni e dei significati, dalla musica delle frasi, dalla ricchezza dei contenuti, dai sentimenti che suscitano, dalle informazioni che mi forniscono. parole amiche, che stimolano o informano, emozionano o coinvolgono. Notiziario USPI n° 11/2017

parole spurie Cento anni fa, la lingua italiana doveva liberarsi dei molti francesismi e, grazie anche a Gabriele D’Annunzio, trovammo le parole autista, velivolo e radiatore, e da Enrico Fermi imparammo neutrino; e vennero bistecca, maglione ecc., come più di mille anni prima avevamo importato dall’arabo “ammiraglio, albicocca e zucchero, da tempo perfettamente italianizzato. Oggi siamo, in misura assai maggiore, invasi da inglesismi che a volte sono necessari (sarebbe ridicolo chiamare “topo” il mouse del computer, anche se i francesi usano “rat”), ma troppo spesso dipendono da mode o pigrizie intellettuali: perché scrivere sui programmi dei convegni coffee break invece di “pausa caffè”, e perché standing ovation, pole position, time-out, politically correct, gossip e così via, quando esistono lemmi italiani corrispondenti? La lingua è parte fondamentale dell’identità di un popolo e dovremmo imitare i nostri cugini d’Oltralpe che difendono il francese con ostinata energia. Un po’ per l’origine americana dei nuovi media, un po’ per snobismo, subiamo l’invasione. È buffo però costatare che, 7


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DialOGaNDO essendo la lingua inglese formata per almeno il 50% da parole di radice latina, ci ritornano lemmi latini purissimi che noi… pronunciamo all’inglese, e che dovremmo invece usare secondo la loro origine. Qualche esempio? Summit, medium e media, monitor, tutor, advisor, plus. parole inutili? Il ministero giapponese dell’educazione ha inviato alle università nazionali la richiesta che diano meno importanza o addirittura aboliscano i corsi e le facoltà “umanistiche e di scienze sociali” in considerazione del loro “scarso valore pratico”. Si tratta di Filosofia, Letteratura, Storia, Sociologia, Legge. Su 26 atenei interessati, ben 17 hanno iniziato la trasformazione. Fra quelli che non hanno aderito vi sono gli istituti di Tokio e di Kyoto. L’indicazione si spiega con il fatto che le impostazioni dell’istruzione superiore sono nelle mani e nei cervelli di una Commissione ove, accanto a nove ministri, siedono sette grandi dirigenti aziendali, un ingegnere e un economista. Questo intento, destinato in sostanza a programmare a priori cervelli per la produzione, ha suscitato vivaci polemiche: contrari gli intellettuali, i mezzi di comunicazione e anche gli industriali più avveduti. Citiamo l’episodio perché anche da noi si registra la crisi dei licei classici, la tentazione di ritenere “inutili” greco e latino,

l’insegnamento dei dialetti invece della lingua italiana. Allo stesso tempo, sono utilissimi tutti i contatti e le esperienze concrete tra scuole di ogni tipo e mondo del lavoro. parole sciatte Le scuole medie inferiori si lamentano di ricevere dalle elementari alunni che compiono errori clamorosi di ortografia, le superiori si lamentano di trovare ancora molti casi di ignoranza ortografica e grammaticale, Occorre impegnarsi (dando il buon esempio) contro la tolleranza scolastica dell’ortografia errata, contro la minore importanza data alla buona forma letteraria, contro il diffondersi di usi sbagliati della lingua parlata e scritta (si veda il caso di “attimino”, “piuttosto che”, ecc.). Un linguaggio appropriato usato in famiglia è una base importantissima, forse essenziale: non si può chiedere alla scuola di fare prodigi se le lingue della casa e del gioco sono del tutto estranee. Una volta nelle nostre scuole c’era addirittura un esame alla fine della seconda elementare (!), che consisteva in un dettato e in una piccola operazione aritmetica. Oggi abbiamo abolito anche gli esami di quinta, e questa abitudine generalizzata di togliere ogni ostacolo dal percorso dell’infanzia e dell’adolescenza (non solo a scuola) influisce su

impegno o pigrizia, competenza o ignoranza, responsabilità o noncuranza. Intanto in Francia, il Ministero dell’Educazione Nazionale ha rimesso in uso la prova di dettato (in francese, il divario tra parlato e scritto è più ampio che in italiano). parole confuse È abbastanza diffusa, soprattutto nel lancio delle affrettate notizie in tv, la citazione di percentuali su questo o quel fenomeno di costume, che poi vengono rilanciate da tutti i media e diventano slogan, pur essendo già in partenza poco chiare. Prendiamo ad esempio la citatissima questione della disoccupazione giovanile, che, dai 15 anni in su, sarebbe ben oltre il 40 per cento. Notizia impressionante, ma incomprensibile nelle sue dimensioni se non si dice qual è il “cento”. A chi si riferisce la rovinosa percentuale? Al totale dei giovani italiani dell’età indicata? Ma se c’è l’obbligo scolastico fino ai 16 anni perché calcolarlo dai 15? I liceali e gli universitari vi sono compresi? O ci si riferisce a coloro che cercano un lavoro? E coloro che non lo cercano più? L’insieme comprende anche gli immigrati? Regolari o anche clandestini? L’ISTAT lo avrà certamente precisato, ma il giornalismo frettoloso e sensazionalistico trascura questi piccoli particolari! parole eccessive Ogni eccesso, lo sappiamo, può avvenire in qualità o in quantità. E all’eccesso da un lato può corrispondere la carenza dall’altro. Prendiamo l’esempio della punteggiatura. Parecchi ne ignorano le regole e anche gli insegnanti hanno varie insicurezze. Molti ragazzi la sistemano dopo aver scritto il proprio elaborato: metodo sbagliato perché, se è giusto verificarla nella rilettura finale, è durante la scrittura che si devono usare punti, virgole ecc., per dare un ritmo al testo. L’errore più comune è quello di collocare una virgola tra il soggetto e il verbo quando sono distanti (due virgole invece creano un inciso e sono corrette); lo stesso dicasi tra verbo transitivo e complemento oggetto quando questo galleggia un po’ più in là. Inoltre, sotto l’influsso degli sms, ove i punti interrogativi o esclamativi servono a esprimere l’intensità delle emozioni, questi segni abbondano oltre il dovuto anche nella prosa dei ragazzi, mentre il loro uso dovrebbe essere parsimonioso. Nel corso delle mie molte attività sono stato anche, per decenni, dirigente della Unione Italiana Stampa Educativa Ragazzi (UISPER) e ho continuato a ricevere e a leggere molti giornalini. Tra quelli che sono espressioni di Associazioni, alcuni usano in modo eccessivo i superlativi assoluti, impiegati forse per accrescere la benevolenza dei piccoli lettori ma tanto da risultare stucchevoli. Quando ogni editoriale inizia “Carissimi ragazzi” e nelle pagine successive altri articolisti iniziano con la stessa espressione prima del loro dire, e ogni proposta è “bellissima”, “grandissima” e altri “issimi”, questo e altri eccessi di enfasi non sono producenti. Per carità di patria, non cito la fonte, ma trovo intollerabile una pagina che iniziava così: “Carissimi, oggi vi scrivo perché vorrei parlarvi di una cosa particolarmente interessante e importante”. Quando questo linguaggio d’insipida captatio benevolentiae si sposta nel linguaggio politico (specie in vicinanza delle elezioni) o pubblicitario-commerciale (sempre), occorre vigilare sul nostro autocontrollo. Parole eccessive volano anche in troppe trasmissioni televisive fra politici, sportivi, opinionisti, e sono fiumi che si sovrappongono e si mischiano tra loro rendendosi reciprocamente incomprensibili, e dando agli ascoltatori, specie se giovani, Notiziario USPI n° 11/2017


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DialOGaNDO pessimi esempi di un linguaggio usato per prevalere sugli altri ad ogni costo. Lezioni di maleducazione e di non rispetto dell’Altro. Oggi l’eccesso più dannoso è quello che avviene nel campo delle informazioni: se nei regimi dittatoriali le notizie e le opinioni viaggiano a senso unico, nei Paesi democratici è dannosa l’abbondanza di informazioni che, quando diventano frastuono, impediscono di discernere quelle importanti e favoriscono il gossip. Non è dunque vero che un Paese dove i media sono molti e vari sia perciò stesso più democratico. In realtà, alla quantità di notizie diffuse occorrerebbe accompagnare l’educazione dei cittadini a capire e giudicare. Gli esercizi scolastici sui testi, sui contesti e sui messaggi dovrebbero formare queste capacità. Se, quindi, troppa informazione disorienta, l’uso acritico di internet porta spesso fuori strada. E finalmente si è scoperto che i social sono portatori di false notizie, di allarmi, di disinformazioni spesso volute e diffuse ad arte. parole e social Devo premettere che io sono lento ad assimilare le novità tecniche, e quindi potete immaginare il mio sconcerto quando, diventato padrone delle “cassette”, mi sono trovato scavalcato dai CD e poi dalle pennette, e poi ancora… La tecnica corre e mette fuori uso i mezzi stessi e i linguaggi della comunicazione. Il mio computer ha cinque anni ma è già “vecchio”. Ebbene, in questi mesi in cui la mia attività creativa è dimenticata dagli editori e scrivo solo per volontariato, impiego il tempo libero per mettere in ordine la mia stragrande produzione di articoli giornalistici che certo non passeranno alla storia della letteratura ma potranno essere ancora utili a qualche studente o studioso di Letteratura Giovanile. Nel rovistare i cumuli di materiale sono venute alla luce anche le fotografie dell’infanzia e dell’adolescenza di figli e nipoti, oltre a quelle di viaggi, situazioni sociali, persone meritevoli di essere ricordate. Alcune risalgono alla mia prima giovinezza, e mi hanno suscitato una riflessione stimolante e inquietante: le mie foto sono ancora visibili a più di settanta anni di distanza, ma che cosa ne sarà, fra altrettanti anni, delle migliaia di foto che ognuno ha scattato con i telefonini e trasmesso agli amici con la diffusione del web universale? Che rimarrà di tante meraviglie lanciate in un etere già troppo gremito? E, se oggi possiamo consultare nelle biblioteche i capolavori dell’antichità e i giornali del secolo scorso, che cosa resterà, fra mezzo secolo, di tante notizie, polemiche, creazioni che oggi attraggono prepotentemente l’attenzione sui tablet? Le mie vecchie foto sono ancora capaci di raccontare la storia di una famiglia. Ma se il passato scomparirà i giovani, che già vivono in un eterno presente, non riusciranno a progettare il futuro. E già siamo su questa strada».

(*) Domenico Volpi, giornalista e scrittore di libri per ragazzi e per educatori è Vice presidente dell’USPI e Presidente onorario del “Gruppo di servizio per la letteratura giovanile” di cui è stato fondatore. “Menico” (come era chiamato al tempo de “Il Vittorioso”) è anche un vivace bisnonno di 92 anni. Notiziario USPI n° 11/2017

FERRUCCiO SEpE tORNa CapO DEl DipaRtiMENtO EDitORia DElla pCM

Ferruccio Sepe (nato a Napoli il 13.12.1955), Consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha assunto l’incarico di Capo Dipartimento per l’informazione e l’editoria, carica che aveva già ricoperto dal 2012 al 2014, durante il Governo Monti. Sostituisce nell’incarico il Cons. Roberto Giovanni Marino, spostato al Dipartimento Casa Italia di recente costituzione. Nel curriculum di Sepe, fra gli incarichi svolti all’interno e all’esterno della Presidenza del Consiglio dei Ministri, compaiono, dopo l’esperienza quinquennale come Direttore Generale presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, altri incarichi apicali: quello di Capo Dipartimento degli Affari Regionali, di Capo dell’Ufficio Bilancio, e, più di recente, quello di responsabile del Dipartimento che supporta il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica. Il nuovo titolare dell’Editoria ha 61 anni, è sposato con tre figli, ed ha svolto anche incarichi presso autorità indipendenti e in diverse commissioni di studio e valutazione. È avvocato abilitato all’esercizio della professione

“Il Segretario Generale dell’USPI Vetere con il Cons. Sepe ad una Giornata Formativa USPI forense ed è nell’amministrazione dal 1984, dopo aver superato il concorso per funzionario del Ministero delle Finanze e successivamente nel 1992 quello pubblico da dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’USPI esprime a Ferruccio Sepe la propria soddisfazione per la nomina a Capo del DIE e la stima nei confronti di un uomo che ha sempre mostrato doti di competenza (già nel 2006 fu Direttore dell’Ufficio per il sostegno all’editoria e ai prodotti editoriali) e spiccato equilibrio, fondamentali per gestire il nostro settore. A lui vanno i migliori auguri dell’USPI per un proficuo e impegnativo lavoro a favore di tutta l’editoria italiana.

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EDitORia

la lEGGE REGiONE EMilia ROMaGNa a SOStEGNO DEll’EDitORia lOCalE La Regione Emilia Romagna il 23 Giugno scorso ha approvato una legge (N° 11) a sostegno dell’editoria locale riconoscendone il ruolo di bene pubblico da tutelare e sostenere.

l’art 1 della legge, fissa le finalità e le motivazioni di un così rapido impegno in questo settore della Regione, dopo anni di immobilismo su questi temi. Ciò si evidenzia bene quando sostiene che l’editoria locale “in particolare contribuisce alla partecipazione dei cittadini alla formazione dei processi decisionali”. Per la prima volta viene quindi riconosciuto a livello regionale, a pieno titolo, anche il ruolo dell’editoria on line, purché vengano rispettate le regole fondamentali, come l’iscrizione al Tribunale di appartenenza delle testate, l’iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione (ROC), che vi sia un direttore responsabile regolarmente iscritto all’Ordine dei Giornalisti ,che i dipendenti giornalisti siano regolarmente iscritti all’Ordine, e siano tutelati da un contratto a tempo pieno o part time nel rispetto della contrattazione collettiva del comparto. Tutto questo a garanzia della qualità dell’informazione che si mette in rete. Abbiamo assistito in questi anni e stiamo assistendo ad una recrudescenza delle cosiddette Fake News (cattiva o falsa informazione). Tutti si improvvisano editori/giornalisti, dispensatori di informazione. A tal proposito occorrerebbe che venissero imposte regole ben precise di limitazione all’informazione online e sui social, differenziando bene ciò che è pubblico e ciò che è privato. Due privati, o gruppi di privati, fra loro possono scambiarsi /socializzare opinioni, pensieri e tutto ciò che ritengono. Quando però si rendono pubbliche in rete conversazioni, opinioni o teorie non scientifiche e notizie senza le opportune verifiche, bisogna riflettere molto attentamente, pena diffondere una cattiva informazione.

no essere utilizzate in quanto non tenevano conto di fatto, della realtà delle imprese e del settore. In questo caso la Regione ha ascoltato gli operatori nei vari incontri e ha utilizzato i suggerimenti, i parametri consigliati, le necessità. Oggi nella gestione della cosa pubblica non bastano più le dichiarazioni di intenti, le volontà dichiarate, oggi occorre fare, anche solo piccoli passi ,ma occorre muoversi, se si vuole dare prospettive al nostro Paese. Nel quadro di riconoscimento dell’importanza del settore, il 2016 e 2017 hanno segnato anche un importante impegno del Governo. Ne segnalo alcuni: 1) Nella legge riguardante il settore editoria (198/2016 e successive modificazioni e integrazioni), per la prima volta compare il riconoscimento ufficiale delle testate online e vengono definite le loro caratteristiche; 2) incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari incrementali sulla pubblicità cartacea e online per gli anni 2017 (dal 24 giugno al 31 dicembre) e per il 2018. Ciò attraverso il credito d’imposta. Il fondo è già stato determinato e costituito. (Ulteriori informazioni sono reperibili dal sito Uspi). Infine è da evidenziare, sul fronte dei contratti di lavoro giornalistico, il rinnovo dell’accordo, USpi-FNSi, il 20 luglio 2016, per il lavoro giornalistico dipendente nei periodici locali, no profit e online, grazie al quale periodici cartacei e online possono utilizzare i parametri previsti nell’accordo più adeguati alle esigenze della piccola e media editoria. Queste conquiste sono state possibili, anche grazie all’impegno della nostra Associazione. Grazie a queste premesse, possiamo pensare allo sviluppo e al futuro di migliaia di testate giornalistiche. Ma di questo parleremo al prossimo seminario e convegno organizzato dall’USPI, il prossimo 15 dicembre, alla presenza delle massime autorità istituzionali e associative del settore.

Salvatore Sangermano

Negli ultimi tempi, ad esempio a proposito dei “vaccini” stiamo assistendo ad una vera campagna di disinformazione , che in alcuni casi ha portato nefaste conseguenze. Altri aspetti importanti della legge a sostegno dell’editoria locale in Emilia Romagna, riguardano finalmente la possibilità di accesso di tutte le imprese aventi qualsiasi forma giuridica, non solo cooperative e onlus, con particolare attenzione ai giovani, all’innovazione e alla valorizzazione dei territori. Sono escluse testate appartenenti a partiti, sindacati etc. Possono accedere ai contributi le testate radiofoniche, televisive anche via Web, stampa quotidiana e periodica, e testate giornalistiche online. Scorrendone le norme si evidenzia che per la prima volta una legge viene promulgata per essere usata dalle imprese, a differenza di altre leggi promulgate in materia che non poteva-

“Nella foto: il Cons. Regionale e relatore alla Legge, Giorgio Pruccoli e – a dx. - Salvatore. Sangermano, Segretario regionale dell’USPI.” Notiziario USPI n° 11/2017


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iNtERCEttaziONi, la RiFORMa NE pERMEttE l’USO, Ma NON l’aBUSO Equilibrio tra segretezza e informazione. Il Consiglio dei Ministri n. 55 del 2 novembre 2017, su proposta del Ministro della giustizia andrea Orlando, ha approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi di attuazione della legge di riforma del Codice penale, del Codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario (legge 23 giugno 2017, n. 103). I due decreti intervengono, da un lato, sulla disciplina del regime di procedibilità per alcuni reati, ampliando le ipotesi di procedibilità a querela, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza del sistema penale e, dall’altro, sulle disposizioni in materia di intercettazione di conversazioni o comunicazioni, confermando il ruolo delle intercettazioni come fondamentale strumento di indagine e creando un giusto equilibrio tra la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione e il diritto all’informazione. Di seguito le principali previsioni normative introdotte in tema di intercettazioni:

zioni tra avvocato difensore e assistito. Il divieto, già previsto, di attività diretta di intercettazione nei confronti del difensore, con conseguente inutilizzabilità delle relative acquisizioni, viene infatti ampliato, prevedendo che l’eventuale coinvolgimento, in via anche solo occasionale, del difensore nell’attività di ascolto legittimamente eseguita, non possa condurre alla verbalizzazione delle relative comunicazioni o conversazioni; - l’introduzione del divieto di trascrizione, anche sommaria, delle comunicazioni o conversazioni ritenute irrilevanti per le indagini, sia per l’oggetto che per i soggetti coinvolti, nonché di quelle che riguardano dati personali definiti sensibili dalla legge, sempre ove non fossero ritenute rilevanti a fini di prova, fatta salva la facoltà del pubblico ministero di disporre, con decreto motivato, che le comunicazioni e conversazioni siano trascritte nel verbale quando ritenute rilevanti per i fatti oggetto di prova e altresì necessarie al medesimo fine, se attengono a dati personali sensibili; - una nuova disciplina del deposito degli atti riguardanti le intercettazioni e la selezione del materiale raccolto,

Disposizioni in materia di intercettazione di conversazioni o comunicazioni, in attuazione della delega di cui all’articolo l, commi 82, 83 e 84, lettere a), b), c), d) ed e), della legge 23 giugno 2017, n. 103 Il decreto attua una revisione della disciplina delle intercettazioni, fondamentale strumento di indagine, in modo da rendere maggiormente equilibrata la salvaguardia fra interessi parimenti meritevoli di tutela a livello costituzionale, ovvero, da un lato, la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione e, dall’altro, il diritto all’informazione. Si introducono quindi disposizioni volte a incidere sull’utilizzazione, a fini cautelari, dei risultati delle intercettazioni, nonché a disciplinare il procedimento di selezione delle comunicazioni intercettate, secondo una precisa scansione temporale. Il tutto allo scopo di escludere, in tempi ragionevolmente certi e prossimi alla conclusione delle indagini, ogni riferimento a persone solo occasionalmente coinvolte dall’attività di ascolto e di espungere il materiale documentale, ivi compreso quello registrato, non rilevante a fini di giustizia, nella prospettiva d’impedire l’indebita divulgazione di fatti e riferimenti a persone estranee all’oggetto dell’attività investigativa. tra le misure principali, il testo prevede: - l’introduzione nel Codice penale del delitto di “diffusione di riprese e registrazioni di comunicazioni fraudolente”. La norma punisce con la reclusione fino a quattro anni chiunque, al fine di recare danno all’altrui reputazione o immagine, diffonde con qualsiasi mezzo riprese audio o video, compiute fraudolentemente, di incontri privati o registrazioni, pur esse fraudolente, di conversazioni, anche telefoniche o telematiche, svolte in sua presenza o con la sua partecipazione. La punibilità è esclusa se la diffusione delle riprese o delle registrazioni deriva in via diretta ed immediata dalla loro utilizzazione in un procedimento amministrativo o giudiziario o per l’esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca. Il delitto è punibile a querela della persona offesa; - una maggiore tutela della riservatezza nelle comunicaNotiziario USPI n° 11/2017

“(Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il Ministro della Giustizia Andrea Orlando durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri n. 55, foto Tiberio Barchielli, immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT)” con l’introduzione di una procedura in due fasi. Tale procedura prevede dapprima il deposito delle conversazioni e delle comunicazioni, oltre che dei relativi atti, e solo successivamente l’acquisizione di quelle rilevanti e utilizzabili e il contestuale stralcio, con destinazione finale all’archivio riservato, di quelle irrilevanti e inutilizzabili. Inoltre, il pubblico ministero viene individuato come garante della riservatezza della documentazione, poiché a lui spetta la custodia, in un apposito archivio riservato, del materiale irrilevante e inutilizzabile, con facoltà di ascolto ed esame, ma non di copia, da parte dei difensori e del giudice, fino al momento di conclusione della procedura di acquisizione. Di conseguenza, viene ridefinita la procedura volta a selezionare il materiale raccolto dal pubblico ministero e, come previsto dalla delega, si prevede un meccanismo differenziato di acquisizione nel caso in cui il materiale d’intercettazione rilevante sia stato già utilizzato per l’emissione di un provvedimento cautelare. Si supera quindi il precedente modello incentrato sulla cosid-


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EDitORia detta “udienza stralcio”, caratterizzato dal fatto che tutto il materiale d’intercettazione era sin da subito nel fascicolo delle indagini preliminari, invece che essere collocato in un archivio riservato, con la conseguenza che doveva essere interamente esaminato al fine dell’eliminazione del troppo, del vano e dell’inutilizzabile. Tutto ciò al fine di escludere, sin dalla conclusione delle indagini, ogni riferimento a persone solo occasionalmente coinvolte dall’attività di ascolto e, in generale, il materiale d’intercettazione non rilevante a fini di giustizia, nella prospettiva di impedire l’indebita divulgazione di fatti e riferimenti a persone estranee alla vicenda oggetto dell’attività investigativa; - una nuova disciplina delle intercettazioni di comunicazioni o conversazioni mediante immissione di captatori informatici in dispositivi elettronici portatili (i cosiddetti trojan horse). In particolare, si prevede che tali dispositivi non possano essere mantenuti attivi senza limiti di tempo o di spazio, ma debbano essere attivati da remoto secondo quanto previsto dal pubblico ministero nel proprio programma d’indagine e che, tra l’altro, debbano essere disattivati se l’intercettazione avviene in ambiente domiciliare, a meno che non vi sia prova che in tale ambito si stia svolgendo l’attività criminosa oggetto dell’indagine o che l’indagine stessa non riguardi i delitti più gravi, tra i quali mafia e terrorismo, di cui all’articolo 51, commi 3-bis e 3quater, del Codice di procedura penale; - la semplificazione delle condizioni per l’impiego delle intercettazioni delle conversazioni e delle comunicazioni telefoniche e telematiche nei procedimenti per i più gravi reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, attraverso la previsione di presupposti meno restrittivi per la relativa autorizzazione.

(Tratto dal Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 55) Il ministro Orlando ha precisato: «Il testo non interviene sulla libertà di stampa e il diritto di cronaca. Interviene invece su un punto specifico, cioè la procedura attraverso la quale vengono selezionale le intercettazioni e la modalità con le quali queste vengono utilizzate come strumento di prova». l’Ordine dei giornalisti e la FNSi ribadiscono, in una nota congiunta, la contrarietà alla proposta di riforma: «Manca il riconoscimento del diritto di pubblicare ogni notizia di pubblico interesse e di rilevanza sociale», osservano, «e qualsiasi iniziativa tesa a contrastare le ‘querele bavaglio’, vero strumento di aggressione e minaccia contro i cronisti». «Sulla cosiddetta “essenzialità” - osservano - rischia di innescarsi un grave conflitto con pesanti ripercussioni sullo stesso diritto di cronaca e sul diritto dei cittadini ad essere informati su questioni essenziali come la conoscenza di vicende di mafia, corruzione e malaffare. Nel testo, non casualmente, manca per l’ennesima volta il riconoscimento del diritto di pubblicare ogni notizia che abbia il requisito del “pubblico interesse” e della “rilevanza sociale”, a prescindere dalla rilevanza penale, così come stabilito in diverse occasioni dalla Corte europea dei diritti dell’uomo».

«La nostra critica al testo approvato dal governo – incalzano – è ulteriormente rafforzata dall’assenza di una qualsiasi iniziativa tesa a contrastare le cosiddette “querele bavaglio”, diventate il vero strumento di aggressione e minaccia contro i cronisti che tentato di “illuminare” i territori occupati da mafie e malaffare».

VaRiE

DEpOSitO lEGalE E CONVENziONi USpi In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. ENtRO il MESE Di NOVEMBRE Gli editori con sede principale in liGURia, VENEtO, FRiUli VENEzia GiUlia, EMilia ROMaGNa, tOSCaNa, UMBRia, MaRChE - che pubblicano QUOtiDiaNi, plURiSEttiMaNali (meno di 5 uscite a settimana) e SEttiMaNali e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (luglio - settembre 2017); Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale, nel mese di novembre, NON devono effettuare alcuna consegna. ENtRO il MESE Di DiCEMBRE Gli editori di: QUOtiDiaNi, plURiSEttiMaNali e SEttiMaNali con sede principale in: laziO, aBRUzzO, MOliSE, CaMpaNia, pUGlia, BaSiliCata, CalaBRia, SiCilia, SaRDEGNa sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 3 trimestre dell’anno (luglio-settembre 2017) - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di novembre NON devono effetuare alcuna consegna. Gli iNDiRizzi - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. Notiziario USPI n° 11/2017


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EDitORia

pREMi pER lE pUBBliCaziONi pERiODiChE Di ElEVatO ValORE CUltURalE, la NUOVa CiRCOlaRE pubblicazioni anche online. Domanda entro il 31 maggio di ogni anno. Ulteriori informazioni presso gli uffici della Segreteria Generale USpi Le provvidenze introdotte dall’art. 25 della legge 5 agosto 1981, n. 416 e rinnovate dall’art.18 della legge 25 febbraio 1987, n.67, prevedono la concessione, con cadenza annuale, di contributi alle pubblicazioni periodiche, anche on line, che vengano riconosciute di elevato valore culturale per il rigore scientifico con il quale viene svolta la trattazione degli argomenti. I criteri per la concessione dei contributi, valutati da una Commissione di esperti delle varie discipline, sono definiti dal DpR 2 maggio 1983, n.254.

I premi, per un massimo di 130, saranno assegnati, fino all’esaurimento delle risorse economiche, in base alla graduatoria stilata dalla Commissione. Per ognuna delle dieci categorie citate non potranno essere assegnati più di 13 premi. La Commissione procederà in seguito ad assegnare le menzioni speciali fino ad un massimo di 100. ESClUSiONi Sono escluse dai premi le pubblicazioni periodiche, ancorché di elevato valore culturale, edite dallo Stato, da enti pubblici, istituti finanziari o di credito o da imprese non editoriali ovvero a cura dei medesimi. Sono escluse altresì le pubblicazioni periodiche in cui le pagine pubblicitarie siano superiori al 50% delle pagine complessivamente pubblicate.

la NUOVa CiRCOlaRE DEl MiBaCt La Circolare n. 104/2017 del 27 settembre 2017, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 241 del 14 ottobre 2017 (che sostituisce la precedente n. 103/2014, prot. 12836) disciplina l’accesso ai premi e alle menzioni speciali non accompagnate da apporto economico. Condizione tassativa per l’ammissione ai contributi è che le pagine pubblicitarie dell’intera annata siano inferiori al 50% delle pagine complessivamente pubblicate.

MiNiStERO DEi BENi E DEllE attiVita’ CUltURali E DEl tURiSMO CiRCOlaRE 27 settembre 2017, n. 104/2017

Le riviste, in base alla materia e al settore disciplinare di appartenenza, saranno divise nei 10 gruppi sotto indicati:

La presente circolare sostituisce la precedente n. 103/2014, prot. 12836 e disciplina l’accesso ai premi e alle menzioni speciali non accompagnate da apporto economico per pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale.

Gruppo I: agricoltura, industria, commercio, trasporti, ingegneria, tecnica; Gruppo II: scienze giuridiche; Gruppo III: belle arti, architettura, biblioteconomia, spettacolo, musica; Gruppo IV: letteratura, filologia, linguistica; Gruppo V: filosofia, psicologia, religione, scienza dell’educazione; Gruppo VI: scienze chimiche, fisiche, matematiche e naturali; Gruppo VII: scienze mediche e biologiche; Gruppo VIII: scienze economiche, sociologiche e politiche; Gruppo IX: scienze storiche, archeologia; Gruppo X: cultura generale. pRESENtaziONE DElla DOMaNDa La domanda, in regola con le vigenti disposizioni sul bollo, dovrà essere trasmessa al Ministero, entro il 31 maggio di ogni anno, al seguente indirizzo: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - Direzione generale biblioteche e istituti culturali - Servizio II - Patrimonio bibliografico e diritto d’autore, via Michele Mercati, 4 - 00197 Roma, e corredata, a pena di esclusione, dal questionario, redatto secondo l’allegato modello a, dai fascicoli pubblicati nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda e da tutta la documentazione prevista dall’allegato B. Le istanze potranno essere inoltrate: a) con plico raccomandato (farà fede il timbro postale); b) mediante consegna a mano; c) mediante posta elettronica certificata (PEC), per le case editrici che ne siano in possesso, al seguente indirizzo: mbac-dg-bic.servizio2@mailcert.beniculturali.it. In tal caso i volumi dovranno essere inviati con plico a parte entro la scadenza di presentazione della domanda. Notiziario USPI n° 11/2017

Norme per l’ammissione ai premi e alle menzioni speciali non accompagnate da apporto economico per pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale. (17A06910) (GU n.241 del 14-10-2017)

articolo 1 Destinatari di premi e menzioni Sono ammessi a presentare domanda per la concessione di premi e di menzioni speciali non accompagnate da apporto economico le imprese editoriali proprietarie di testate o comunque i proprietari o legali rappresentanti delle pubblicazioni, anche on line, in possesso dei requisiti indicati dalla legge n. 416 del 5 agosto 1981, regolamentata dal decreto del Presidente della Repubblica n. 254 del 2 maggio 1983 e successivamente modificata dall’art. 384 della legge n. 147 del 27 dicembre 2013. Le riviste, in base alla materia e al settore disciplinare di appartenenza, saranno divise nei 10 gruppi sotto indicati: Gruppo I agricoltura, industria, commercio, trasporti, ingegneria, tecnica; Gruppo II scienze giuridiche; Gruppo III belle arti, architettura, biblioteconomia, spettacolo, musica; Gruppo IV letteratura, filologia, linguistica; Gruppo V filosofia, psicologia, religione, scienza dell’educazione; Gruppo VI scienze chimiche, fisiche, matematiche e naturali; Gruppo VII scienze mediche e biologiche; Gruppo VIII scienze economiche, sociologiche e politiche; Gruppo IX scienze storiche, archeologia; Gruppo X cultura generale. articolo 2 presentazione della domanda 1. Le istanze di cui all’art. 1 della presente circolare, secondo quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 2 3


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EDitORia

”Foto:The Doctor, di Luke Fildes – da www.librari.beniculturali.it” maggio 1983, n. 254, dovranno essere trasmesse al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - Direzione generale biblioteche e istituti culturali - Servizio II Patrimonio bibliografico e diritto d’autore, via Michele Mercati, 4 - 00197 Roma. 2. La richiesta di partecipazione ai premi e alle menzioni speciali non accompagnate da apporto economico, per le pubblicazioni edite nell’anno precedente a quello in cui si presenta la domanda, dovrà pervenire all’indirizzo di cui all’art. 2, entro il 31 maggio di ogni anno. 3. Le istanze, in regola con le vigenti disposizioni sul bollo, dovranno essere corredate, a pena di esclusione, dal questionario, redatto secondo l’allegato modello A, dai fascicoli pubblicati nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda e da tutta la documentazione prevista dall’allegato B. Sarà necessario inoltre comunicare il codice IBAN riferito all’Istituto di credito di ogni rivista concorrente per l’eventuale accredito dei premi. 4. La redazione della domanda dovrà essere conforme agli obblighi stabiliti dagli articoli 18 e 19 della legge n. 416 del 5 agosto 1981 e successive modificazioni e integrazioni. Ai sensi degli articoli 1 e 27 della deliberazione 30 maggio 2001 n. 236/01/CONS, l’iscrizione al R.O.C. - Registro degli operatori di comunicazione - che dal 29 agosto 2001 ha sostituito il Registro nazionale della stampa, costituisce, per i soggetti di cui all’art. 2 della deliberazione medesima, requisito per l’accesso alle provvidenze previste dalla legge n. 416 del 5 agosto 1981. 5. Tutta la sopra elencata documentazione, prodotta in unica copia, deve recare obbligatoriamente la firma autografa del legale rappresentante del soggetto giuridico richiedente. articolo 3 Modalità di presentazione della domanda 1. Le istanze possono essere inoltrate: a) con plico raccomandato (fara’ fede il timbro postale); b) mediante consegna a mano; c) mediante posta elettronica certificata (PEC), per le case editrici che ne siano in possesso, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, art. 6, comma 1, (Codice dell’amministrazione digitale), al seguente indirizzo PEC: mbacdg-bic.servizio2@mailcert.beniculturali.it In tal caso i volumi dovranno essere inviati con plico a parte entro la scadenza di presentazione della domanda. articolo 4 Composizione della Commissione per la valutazione delle domande Ai sensi dell’art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 254 del 2 maggio 1983 e successive modificazioni, la Commissione, presieduta dal direttore generale competente, e’ composta da esperti qualificati fino ad un massimo di 13, nominati con decreto del Ministro dei beni e delle attività

culturali e del turismo, scelti tra coloro che svolgono o abbiano svolto attività nella pubblica amministrazione e nelle magistrature amministrative, nonché tra coloro che abbiano svolto attività editoriale per almeno cinque anni. All’atto del conferimento dell’incarico, e per tutta la durata dello stesso, non dovranno sussistere elementi di incompatibilità ai sensi della legge 8 aprile 2013, n. 39, in capo a ciascun componente della Commissione. La Commissione è altresì composta da un ufficio di segreteria costituito dai funzionari del settore. L’incarico non da’ diritto a trattamento economico di missione, né a gettoni di presenza, né ad emolumenti di qualsivoglia natura. articolo 5 Criteri per l’assegnazione di premi e menzioni speciali 1. La Commissione, ai sensi degli articoli l e 2 della legge n. 254 del 2 maggio 1983 e dell’art. 18 della legge n. 67 del 2 febbraio 1987, utilizzerà i seguenti criteri:

a) esclusività del carattere culturale della rivista con riferimento al contenuto; b) rigore scientifico nella trattazione degli argomenti, nella struttura metodologica, nell’originalità degli apporti, con considerazione contemporanea anche dell’autorità culturale degli autori che collaborano normalmente alla pubblicazione, del direttore del comitato di redazione, del comitato scientifico, nonché dell’ampiezza del corredo bibliografico; c) qualità e impegno nella composizione e nella grafica dei testi, compreso l’eventuale corredo iconografico; d) continuità e regolarità delle pubblicazioni e dei programmi di massima, possibilmente poliennali; e) carattere nazionale o regionale particolarmente significativo del contenuto, diffusione della rivista e varietà dei collaboratori; f) eventuali traduzioni dei contenuti in altre lingue anche classiche. La Commissione terrà inoltre conto dell’adozione delle procedure internazionali di peer review e della presenza di studiosi stranieri nel comi“Foto: Palazzo del Collegio tato scientifico della rivista. 2. I premi, per un massimo Romano - sede amministrativa di 130, saranno assegnati, del Ministero - di Wilson Delgado fino all’esaurimento delle at en.wikipedia” risorse economiche, in base alla graduatoria stilata dalla Commissione. Per ognuna delle dieci categorie di cui all’art. 1 non potranno essere assegnati più di 13 premi. 3. La Commissione procederà in seguito ad assegnare le menzioni speciali fino ad un massimo di 100. 4. I riconoscimenti riguarderanno esclusivamente l’anno di conferimento. L’attribuzione dei premi e delle menzioni non accompagnate da apporto economico nel corso delle annualità precedenti, non rappresenteranno titolo preferenziale per l’ottenimento dei riconoscimenti negli anni successivi. articolo 6 Motivi di esclusione Ai sensi dell’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 254 del 2 maggio 1983 e successive modificazioni, sono Notiziario USPI n° 11/2017


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WEB

EDitORia escluse dai premi le pubblicazioni periodiche, ancorché di elevato valore culturale, edite dallo Stato, da enti pubblici, istituti finanziari o di credito o da imprese non editoriali ovvero a cura dei medesimi. Sono escluse altresì le pubblicazioni periodiche in cui le pagine pubblicitarie siano superiori al 50% delle pagine complessivamente pubblicate. art. 7 termini di conclusione del procedimento Entro trenta giorni dalla data di ricevimento di tutte le istanze la Direzione generale biblioteche e istituti culturali Servizio II - Patrimonio bibliografico e diritto d’autore trasmetterà le medesime alla Commissione esaminatrice che provvederà alla loro valutazione. Successivamente all’esito dell’istruttoria condotta dalla Commissione, la medesima consegnerà all’Ufficio il verbale con la ripartizione dei premi e delle menzioni. Entro i seguenti trenta giorni la Direzione generale biblioteche e istituti culturali - Servizio II Patrimonio bibliografico e diritto d’autore predisporrà il decreto di ripartizione dei “Monet che legge è un dipinto fondi e provvederà alla sua pubblicazione esclusivamente del pittore francese per via telematica sul sito web Pierre-Auguste Renoir, della Direzione generale realizzato nel 1872 http://www.librari.beniculturali.it

https://it.wikipedia.org”

articolo 8 Responsabile del procedimento Ai sensi dell’art. 5 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni ed integrazioni, il responsabile del procedimento è il dirigente del Servizio II Patrimonio bibliografico e diritto d’autore della Direzione generale per le biblioteche e gli istituti culturali. I dati trasmessi a questa Amministrazione verranno trattati nel rispetto di quanto stabilito dall’art. 18 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Roma, 27 settembre 2017

aUDiWEB 2.0 paRtE a GENNaiO accanto alle rilevazioni mensili per il traffico web, saranno diffusi anche i dati giornalieri e settimanali. Audiweb ha presentato la nuova ricerca audiweb 2.0 che, a partire dal primo trimestre 2018, offrirà la più completa e obiettiva rappresentazione del mercato e sarà in grado di rilevare l’audience online dei contenuti editoriali distribuiti su tutte le piattaforme disponibili e fruiti tramite PC, smartphone e tablet. Il nuovo sistema di rilevazione si basa ì su tre punti chiave: un sistema di rilevazione alimentato da differenti fonti di dati; la completa rilevazione e coerente attribuzione delle audience; la produzione e distribuzione di dati estremamente evoluti. La prima novità introdotta è rappresentata da un tag più evoluto, il Software Development Kit di Nielsen (SDK) che, una volta inserito dagli editori in video, pagine e applicazioni, restituisce dati ‘’censuari’’ sui volumi derivanti dalla fruizione, da parte degli utenti, delle differenti o nuove modalità di distribuzione dei contenuti online degli iscritti al sistema. La seconda novità è rappresentata dall’uso di Big Data, fonte di informazioni indispensabili in un mercato così vasto e frammentato, che consente la produzione di dati finali di qualità in termini di precisione, granularità, timing di distribuzione e di profilo dell’audience. Da gennaio 2018, in parallelo con l’attuale sistema di rilevazione, saranno già distribuiti agli editori dati quotidiani (currency daily) e settimanali (currency weekly), riferiti all’audience completa delle properties editoriali iscritte al servizio. Dal secondo trimetre 2018, saranno prodotti anche i dati ‘’monthly’’ – che andranno a sostituire completamente la produzione derivante dall’attuale sistema – e il dato del ‘’giorno medio’’ che sarà reso disponibile nel nastro di pianificazione, così da spostare il digitale su un registro di interpretazione e utilizzo più simile agli altri mezzi e alla TV in particolare.

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Notiziario USPI n° 11/2017

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DialOGaNDO

SUi ValORi DElla liBERtÀ E DEll’aUtONOMia DEl GiORNaliSMO Si MiSURa la QUalitÀ DEllE SOCiEtÀ DEMOCRatiChE lettera del presidente Mattarella in occasione del convegno “il coraggio di informare, Carlo Casalegno” Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del convegno “il coraggio di informare, Carlo Casalegno” ha inviato la seguente lettera: «Carlo Casalegno moriva quarant’anni fa, primo giornalista ucciso dai terroristi nella stagione tragica degli anni di “Foto Sergio Mattarella piombo. da www.quirinale.it)” L’allora Vice Direttore della Stampa fu vittima di un’esecuzione decisa da chi attraverso l’eliminazione fisica voleva minare alle fondamenta la società democratica. Con l’attentato del 16 novembre del 1977 i giornalisti entrarono nell’elenco delle vittime del terrorismo politico. Pochi mesi prima era sopravvissuto a questa sorte Indro Montanelli, anch’egli oggetto a Milano di un agguato delle brigate rosse. Pochi anni dopo nel capoluogo lombardo verrà assassinato Walter Tobagi. Quando si uccide un giornalista, quale sia la sua età, perso-

nalità, identità, viene distrutto un pezzo di democrazia. Sui valori della libertà e dell’autonomia del giornalismo si misura la qualità delle società democratiche. Quei valori che, coerentemente, Carlo Casalegno così descriveva in un articolo del 30 settembre 1969: “Dovrebbe essere superfluo spiegare che, per i laici democratici, il senso dello Stato non conduce all’imposizione di un dogma profano, politico, al posto di un dogma confessionale, ma è rifiuto di ogni dogmatismo. Se lo stato democratico ha una religione, è - per quanto sem- “Foto Carlo Casalegno: su wikipebri retorico - la religione della dia.org/wiki/Carlo_Casalegno” libertà: eguaglianza dei cittadini, distinzione tra reato e peccato, fiducia nell’uomo, neutralità del potere di fronte alle idee”. Una lezione e un sacrificio, il suo, che valgono come monito. Che interrogano la società riguardo alla sua capacità di riconoscere nella libertà di informazione un fondamento della dialettica democratica».

Roma, 16 novembre 2017 Comunicato pubblicato su www.quirinale.it

ilNotiziario Mensile - numeri Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Editoriale: Sara Cipriani Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)

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Il n. ottobre 7 è stato stampato il 23 novembre 2017

Notiziario USPI n° 11/2017


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