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ilNotiziario
N°
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Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 53° - MENSILE 11 NUMERI
Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB di Roma
IVA AGEVOLATA E SVILuPPO DEL DIGITALE
«I ragazzi trascorrono almeno 5 ore al giorno su internet, lo stesso tempo che passano tra i banchi di scuola. La soluzione è lavorare con la loro educazione, perché i giovani stanno maturando una predisposizione ad una espressione violenta. Questa caratteristica potrà rendere la loro generazione più diff icile da gestire».
ARRIVANO I DECRETI LA PROFESSIONE DI GIORNALISTA IN ITALIA
Angelo Marcello Cardani, Presidente AGCOM
Jean Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea (foto da Flickr.com/Erlebnis Europa)
USPI ASSEMBLEA, 20/04/2017
Varie CONTRIBUTO AGCOM
Web SAFER INTERNET DAY
Varie DEPOSITO LEGALE
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DALLA COPERTINA
EUROPA
IVA AgEVOLATA PER gIORNALI ARRIVANO I DECRETI E E-bOOk, NUOVO NO DALLA Secondo quanto disposto dalla Legge 198/2016 (legge di riforma dell’editoria), il Governo dovrà emanare più decreti attuatiCORTE EUROPEA vi – alcuni regolamentari, altri veri decreti legislativi – per dare La Commissione Ue: Ecofin acceleri sulle nuove norme. Riportiamo di seguito il comunicato stampa (n. 22/17) della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulla questione dell’iva agevolata alle pubblicazioni digitali. Riportiamo anche alcune prese di posizione sulla necessità di emendare le norme che impediscono, allo stato attuale, di applicare l’aliquota agevolata. Su questo crediamo che, nei prossimi mesi, le istituzioni europee troveranno il modo di modificare norme che impediscono il pieno sviluppo delle pubblicazioni online e decreteranno la completa parificazione dell’editoria digitale a quella tradizionale. Il problema si pone nel nostro paese, perché, dal 1° gennaio
LA PORTAVOCE ALLA fIsCALITà DELLA COMMIssIONE UE VANEssA MOCk, hA sOTTOLINEATO COME LA CONCLUsIONE DEI gIUDICI DI LUssEMbURgO «CONfERMA ChE sOLO UN EMENDAMENTO DELLE REgOLE ATTUALI PERMETTEREbbE AgLI sTATI MEMbRI L’APPLICAzIONE DI ALIqUOTE RIDOTTE A EbOOk, gIORNALI E RIVIsTE ONLINE, LA COMMIssIONE hA PREsENTATO PER qUEsTO UNA NUOVA PROPOsTA A INIzIO DICEMbRE, E ORA CONTIAMO sUL sOsTEgNO DI TUTTI I PAEsI UE PER AggIORNARE LA LEgIsLAzIONE».
pratica attuazione alle deleghe contenute nella legge stessa. Il Consiglio dei Ministri n.18 del 17 marzo scorso, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che prevede disposizioni per l’incremento dei requisiti e la ridefinizione dei criteri per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata dei giornalisti e per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editrici. Da quanto si apprende dal Comunicato stampa governativo, la nuova disciplina estende alle imprese editrici il regime vigente per la generalità delle imprese del comparto industriale in tema di accesso alle misure di integrazione salariale straordinaria. Anche la durata massima dei trattamenti (24 mesi, anche continuativi, in un quinquennio mobile) e gli altri aspetti qualificanti dell’istituto sono disciplinati in conformità a quanto prescritto per i lavoratori e per le imprese degli altri comparti. In particolare, si introduce, a carico delle imprese editoriali che accedono alla cassa integrazione, un contributo crescente in relazione alla durata del beneficio. Per quanto riguarda i nuovi requisiti di accesso ai trattamenti anticipati di vecchiaia per i giornalisti, si stabilisce che il requisito di anzianità contributiva sia pari a 25 anni, in luogo degli attuali 18. Si confermano, infine, il divieto per i giornalisti prepensionati di mantenere rapporti di collaborazione e l’obbligo per gli editori di effettuare nuove assunzioni, nel rapporto di un nuovo assunto ogni tre prepensionamenti. Ne parleremo ancora, non appena verrà reso pubblico il testo del decreto legislativo.
sOMMARIO 2-4 Iva agevolata per giornali e e-book, nuovo no dalla Corte europea 2 Arrivano i decreti
2015, si applica agli ebook l’Iva ridotta al 4%. Dal 1° gennaio 2016 l’IVA al 4% è stata estesa anche ai periodici, alle riviste, ai giornali, agli annuari, alle serie monografiche e ai dispacci di agenzia in formato elettronico. Ricordiamo anche che con l’art. 3 della legge 198/2016 è stata formulata una definizione di quotidiano online che rappresenta un (seppur parziale) passo concreto verso l’assorbimento dei giornali digitali nel sistema editoriale. Quindi, il legislatore italiano si è mosso nella direzione giusta, cercando di creare un sistema di norme destinate a favorire la crescita del nostro settore. Ci vorrà ancora qualche aggiustamento, ma sarà solo una questione di tempo. Il problema sulla questione dell’aliquota iva si presenta in relazione ad alcune prese di posizione dell’Amministrazione Finanziaria, che si fa portatrice di una interpretazione tutta sua delle norme vigenti in Italia e rischia di creare difformità di trattamento tra periodici in base alla forma di diffusione,
3Convocazione dell’Assemblea UsPI anno 2017
9 Cyberbullismo, un esempio concreto 10 safer Internet Day, l’intervento di Cardani, presidente AgCOM
5 quote associative UsPI anno 2017
11 ‘La professione giornalistica in Italia’, il rapporto di LsDI
6-7 Il milleproroghe è legge, confermate le attuali tariffe postali
12 Contributo anno 2017
7 quotidiani on Line, obbligo di iscrizione al Tribunale e al ROC 7 Deposito legale Convenzioni UsPI
e
8 Il DDL per la prevenzione del cyberbullismo
AgCOM
12 Promemoria scadenze ROC 13-16 INPgI, i Ministeri vigilanti approvano La riforma 15 l’Eco della stampa
Notiziario USPI n° 3/2017
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AVVIsO DI CONVOCAzIONE DELL’AssEMbLEA U.s.P.I. DELL’ANNO 2017 Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per giovedì 20 aprile 2017, alle ore 14 in prima ed alle ore 14.30 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:
ORDINE DEL gIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Relazione del Presidente; 3. Relazione del Segretario Generale; 4. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 5. Approvazione del rendiconto esercizio 2016; 6. Approvazione esercizio preventivo 2017; 7. Varie ed eventuali. In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2017. Il rendiconto 2016 ed il preventivo 2017 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 3 aprile, alle ore 12 del 18 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 9 gennaio 2017
IL PRESIDENTE (Don Giorgio Zucchelli)
---------------------------------------------DELEgA Il sottoscritto................................................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1).......................................................................................................................................................................... delega il Sig ........................................................................................................................................................................................................ a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 20 aprile 2017 a Roma per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2016 e preventivo 2017. ................................................. (data)
................................................. (firma)
(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria). Notiziario USPI n° 3/2017
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EUROPA oltre a creare consistenti ostacoli alla crescita di un settore industriale. Ci torneremo, perché questo è uno dei temi sui quali USPI si sta maggiormente impegnando, a tutela dei propri associati e di tutto il comparto. ********** Corte di giustizia dell’Unione europea Lussemburgo, 7 marzo 2017 Sentenza nella causa C-390/15 Rzecznik Praw Obywatelskich (RPO) Il principio della parità di trattamento non osta a che libri, giornali e riviste digitali forniti per via elettronica siano esclusi dall’applicazione di un’aliquota IVA ridotta La direttiva IVA è valida sotto tale profilo. Ai sensi della direttiva IVA gli Stati membri possono applicare un’aliquota IVA ridotta alle pubblicazioni in forma cartacea quali libri, giornali e riviste. Al contrario le pubblicazioni digitali sottostanno all’aliquota normale, ad eccezione dei libri digitali forniti tramite un supporto fisico come un CD-ROM. La Corte costituzionale polacca, adita dal Difensore civico polacco , dubita della validità di tale differenza di tassazione. Essa chiede alla Corte di giustizia, da un lato, se ciò sia compatibile con il principio della parità di trattamento e, dall’altro, se il Parlamento europeo sia stato sufficientemente coinvolto nel procedimento legislativo. Con la sua odierna sentenza la Corte constata anzitutto che nei limiti in cui la direttiva IVA ha l’effetto di escludere l’applicazione di un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri digitali per via elettronica, mentre una siffatta applicazione è autorizzata per la fornitura di libri digitali su qualsiasi tipo di supporto fisico - si deve ritenere che tali disposizioni instaurino una differenza di trattamento tra due situazioni peraltro comparabili sotto il profilo dell’obiettivo che il legislatore dell’Unione ha perseguito consentendo di applicare un’aliquota IVA ridotta a determinati tipi di libri, obiettivo che consiste nell’incentivare la lettura. La Corte passa quindi a verificare se tale differenza sia giustificata. Essa ricorda che una differenza di trattamento è giustificata quando sia collegata a un legittimo scopo perseguito dalla misura che ha l’effetto di instaurarla e sia proporzionata a tale scopo. In effetti il legislatore dell’Unione è chiamato, quando adotta una misura di carattere fiscale, a operare scelte di natura politica, economica e sociale, nonché a stabilire un ordine di priorità tra interessi divergenti o a effettuare valutazioni complesse. Di conseguenza, occorre riconoscergli, in tale ambito, un ampio potere discrezionale, di modo che il controllo giurisdizionale del rispetto di siffatte condizioni si deve limitare al controllo dell’errore manifesto. In tale contesto, la Corte osserva che l’esclusione dell’applicazione di un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri digitali per via elettronica è la conseguenza del particolare regime di IVA applicabile al commercio elettronico. Infatti, tenuto conto delle continue evoluzioni cui sono soggetti i servizi elettronici nel loro complesso, si è ritenuto necessario assoggettare tali servizi a norme chiare, semplici e
uniformi, affinché l’aliquota IVA loro applicabile potesse essere stabilita con certezza e la gestione di tale imposta da parte dei soggetti passivi e delle amministrazioni fiscali nazionali fosse così facilitata. Orbene, escludendo l’applicazione di un’aliquota IVA ridotta ai servizi forniti per via elettronica, il legislatore dell’Unione evita ai soggetti passivi e alle amministrazioni fiscali nazionali di dover esaminare, per ogni tipo di servizio elettronico fornito, se esso rientri in una delle categorie di servizi che possono beneficiare di una simile aliquota in forza della direttiva IVA. Di conseguenza, una misura siffatta deve essere considerata idonea a realizzare l’obiettivo perseguito dal particolare regime di IVA applicabile al commercio elettronico. Peraltro, ammettere che gli Stati membri abbiano la possibilità di applicare un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri digitali per via elettronica, come consentito per la fornitura di libri del genere su qualsiasi tipo di supporto fisico, equivarrebbe a pregiudicare la coerenza d’insieme della misura voluta dal legislatore dell’Unione, consistente nell’escludere tutti i servizi elettronici dalla possibilità di applicare un’aliquota IVA ridotta. Per quanto riguarda l’obbligo di consultare il Parlamento europeo nel corso del procedimento legislativo, la Corte sottolinea che tale obbligo implica che il Parlamento sia nuovamente consultato ogni volta che l’atto infine adottato, considerato complessivamente, sia diverso quanto alla sua stessa
Ricordiamo che in Italia, dal 1° gennaio 2015, si applica agli ebook l’Iva ridotta al 4% (prima era del 22%). Dal 1° gennaio 2016 l’IVA al 4% è stata estesa anche ai periodici, alle riviste, ai giornali, agli annuari, alle serie monografiche e ai dispacci di agenzia in formato elettronico. Ma Francia e Lussemburgo, che dal 2012 hanno già applicato un regime ridotto violando le regole Ue, hanno subito una procedura d’infrazione. sostanza da quello sul quale esso è già stato consultato, eccetto i casi in cui gli emendamenti corrispondono essenzialmente al desiderio espresso dal Parlamento stesso. La Corte verifica quindi se fosse necessario consultare nuovamente il Parlamento per quanto riguarda la disposizione della direttiva che limita l’applicazione di un’aliquota IVA ridotta alla sola fornitura di libri su supporto fisico. La Corte ritiene, a tale riguardo, che il testo finale della disposizione di cui trattasi altro non sia che una semplificazione redazionale del testo contenuto nella proposta di direttiva e la cui sostanza è stata integralmente mantenuta. Il Consiglio non era dunque tenuto a consultare nuovamente il Parlamento. La Corte ne deduce che la suddetta disposizione della direttiva non è invalida.
IMPORTANTE: Il rinvio pregiudiziale consente ai giudici degli Stati membri, nell’ambito di una controversia della quale sono investiti, di interpellare la Corte in merito all’interpretazione del diritto dell’Unione o alla validità di un atto dell’Unione. La Corte non risolve la controversia nazionale. spetta al giudice nazionale risolvere la causa conformemente alla decisione della Corte. Tale decisione vincola egualmente gli altri giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile. Il testo integrale della sentenza è pubblicato sul sito http://curia.europa.eu Notiziario USPI n° 3/2017
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sERVIzI gRATUITI PER I sOCI UsPI 2017 LA CONsULENzA EDITORIALE E L'AssIsTENzA AMMINIsTRATIVA PER PRATIChE PUbbLIChE
gIORNATE fORMATIVE DI qUALIfICAzIONE PROfEssIONALE
L'AggIORNAMENTO PROfEssIONALE MENsILE TRAMITE IL "NOTIzIARIO UsPI"
CONVENzIONI EsCLUsIVE PER I sOCI
LA RAPPREsENTANzA E LA TUTELA IN sENO ALLE COMMIssIONI MINIsTERIALI
TEssERA, bOLLINO ANNUALE E "DIsCO sTAMPA" PER AUTOVETTURA
IL fILO DIRETTO TELEfONICO PER CONsULENzA fIsCALE, POsTALE, LEgIsLATIVA, LEgALE
TROVA PERIODICI
UsPI
qUOTE AssOCIATIVE PER L’ANNO 2017 Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’UsPI per il 2017 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario UsPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:
qUOTE AssOCIATIVE e "UNA TANTUM" di iscrizione, da sommarsi alla quota associativa per le testate che si iscrivono per la prima volta Per le TESTATE (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura é sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) qUOTE
UNA TANTUM
Per i sOCI CORRIsPONDENTI - Il SOCIO CORRISPONDENTE è persona fisica che, "condividendo le finalità dell'USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione" € 100,00 Per i sOCI bENEMERITI - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica
(prima iscrizione)
da 1 a 10.000 copie da 10.001 a 50.000 copie da 50.001 a 100.000 copie da 100.001 a 200.000 copie oltre 200.000 copie
€ 320,00 € 750,00 € 1.300,00 € 2.600,00 € 3.800,00
€ € € € €
100,00 170,00 170,00 170,00 170,00
Rinnovo della quota per i sOCI sINgOLI ex art. 30 dello Statuto - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all'USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all'USPI € 320,00
Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n° 58 - Roma (intestato a USPI) CODICE IbAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero, tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile, spedito a mezzo assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale n. 27433002 intestato all'USPI. C.f. dell'UsPI: 80188110581 ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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EDITORIA
IL MILLEPROROghE E’ LEggE, CONfERMATE LE ATTUALI TARIffE POsTALI LEggE 27 fEbbRAIO 2017, N. 19 Riportiamo il testo del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, coordinato con la legge di conversione 27 febbraio 2017, n. 19, recante: «Proroga e definizione di termini.». pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.49 del 28-2-2017 - Suppl. Ordinario n. 14, riguardante la proroga delle attuali tariffe postali per l’editoria e l’impegno del governo all’adozione di nuove tariffe agevolate per libri, quotidiani, periodici e pubblicazioni no profit: ARTICOLO 2, COMMA 4 – 5 – 6 «4. fino all’adozione di nuove tariffe agevolate postali ai sensi del comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, per le spedizioni dei prodotti editoriali effettuate dalle imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e dalle imprese editrici di libri e dai soggetti di cui al comma 3 dell’articolo 21 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, sono prorogate le tariffe di cui agli allegati b, D ed E del decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 21 ottobre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2010 al fine della determinazione dell’entità dell’agevolazione tariffaria di cui all’articolo 1 del predetto decreto-legge n. 353 del 2003; per il medesimo periodo alle spedizioni postali di stampe promozionali e propagandistiche, anche finalizzate alla raccolta di fondi, spedite in abbonamento postale, effettuate dalle associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro individuate dall’articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 353 del 2003, e dalle associazioni d’arma e combattentistiche, si conferma l’applicazione del trattamento tariffario agevolato analogo a quello previsto, a favore dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, del citato decreto-legge n. 353 del 2003, dal decreto del Ministro delle comunicazioni 13 novembre 2002, recante: «Prezzi per la spedizione di stampe in abbonamento postale non iscritte al registro nazionale delle stampe e non rientranti nella categoria «no profit», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 291 del 12 dicembre 2002. 5. Per quanto stabilito dal comma 4, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, per un periodo di tre anni e al fine di permettere l’ammortamento degli oneri derivanti dalle attività necessarie per fornire il servizio (in neretto la modifica apportata in sede di conversione, n.d.r.), provvede al rimborso a Poste italiane S.p.A. ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del citato decreto-legge n. 353 del 2003, nei limiti delle risorse, appositamente stanziate, disponibili a legislazione vigente. 6. I commi 5 e 6 dell’articolo 10 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159 convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222 sono abrogati». TARIffE POsTALI Nell’articolo 2 è previsto che la proroga delle attuali tariffe
postali per l’editoria resti in vigore nelle more dell’adozione di nuove tariffe agevolate postali, ai sensi del comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46. Tali nuove tariffe “agevolate” postali, saranno supportate da un finanziamento statale, gestito dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri che provvederà al rimborso a Poste italiane S.p.A. (ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del citato decreto-legge n. 353 del 2003) nei limiti delle risorse, appositamente stanziate, disponibili a legislazione vigente. Ricordiamo che, a tal fine, nella Legge di bilancio 2017 è stanziato un fondo di 63,6 milioni di euro per l’anno in corso. ALTRI PROVVEDIMENTI IN TEMA DI EDITORIA
CONsIgLI DELL’ORDINE DEI gIORNALIsTI La disposizione di cui al comma 1, che proroga sino al 30 giugno 2017 il Consiglio nazionale in carica, si è resa necessaria affinché, nelle more dell’entrata in vigore della nuova normativa sia garantita la continuità operativa del Consiglio nazionale attuale, in scadenza al 31 dicembre 2016, insieme ai Consigli regionali, in virtù della proroga già a suo tempo disposta con la legge n. 21 del 2016. Con la proroga sino al 30 giugno 2017 si assicura l’applicazione delle nuove regole già a partire dal prossimo Consiglio nazionale. La norma di proroga riguarda anche gli attuali Consigli regionali degli Ordini dei giornalisti, in ragione dell’opportunità di rispettare la prassi consolidata secondo la quale le elezioni del Consiglio nazionale e quelle dei Consigli regionali avvengono contestualmente, essendo identica la platea degli elettori attivi e, pertanto, un’eventuale distinzione sotto il profilo temporale delle due procedure elettorali comporterebbe un raddoppio dei costi.
MODERNIzzAzIONE DELLA RETE DI VENDITA Nel decreto-legge n. 63 del 2012, che è intervenuto sulla disciplina del sostegno pubblico all’editoria, si prevede, all’articolo 4, comma 1, l’obbligo di tracciabilità delle vendite e delle rese dei giornali, da ottenersi mediante la realizzazione di una rete informatica che colleghi l’intera rete di vendita. La stessa disposizione prevede che, a sostegno di questo progetto di informatizzazione, possa essere riconosciuto agli operatori della rete di distribuzione e vendita un credito di imposta, a fronte delle spese sostenute per l’adeguamento tecnologico delle loro strutture. Sulla disposizione originaria hanno inciso diverse modifiche successive che hanno «spostato in avanti» il termine di scadenza dell’obbligo della tracciabilità delle vendite e delle rese dei giornali. Conseguentemente, anche il periodo di riferimento per l’effettuazione degli investimenti tecnologici assistiti dal credito d’imposta è stato spostato in avanti. Con quest’ultimo intervento legislativo, il termine di scadenza per l’adempimento dell’obbligo della tracciabilità è fissato al 31 dicembre 2017. CONTRIbUTI DIRETTI In corso di conversione al Senato, è stato approvato un comma aggiuntivo, riguardante i contributi diretti es lege 250/90: Notiziario USPI n° 3/2017
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«2-bis. La disposizione di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), della legge 26 ottobre 2016, n. 198, entra in vigore nell’esercizio successivo a quella di approvazione dei decreti di cui all’articolo 2 della medesima legge; alla citata lettera a) sono soppresse le parole: “al netto del contributo medesimo”».
qUOTIDIANI ON LINE, ObbLIgO DI IsCRIzIONE AL TRIbUNALE E AL ROC
Con l’emendamento riportato, si rinvia l’entrata in vigore della modifica del sistema di calcolo dei contributi a favore delle imprese editrici - che non possono superare il 50 per cento dei ricavi editoriali - al momento dell’emanazione dei decreti legislativi attuativi della legge n. 198 del 2016. in quella sede sarà possibile una revisione organica della materia del sostegno pubblico all’editoria. In tal modo si evita che la norma, approvata nel mese di novembre dello scorso anno, abbia efficacia retroattiva per l’intero 2016, consentendo quindi alle imprese editrici di pianificare la propria attività.
Dal 1° gennaio 2017, a seguito dell’entrata in vigore della Legge n. 198 del 26 ottobre 2016, i “quotidiani on line” devono essere registrati presso il Registro stampa del Tribunale territorialmente competente e devono inoltre provvedere all’iscrizione presso il R.O.C. (Registro degli Operatori di Comunicazione).
Il comma 2-bis, inoltre, va a modificare testo della legge 198/16 con riguardo al massimo liquidabile a ciascuna impresa editrice. La norma richiamata prevedeva che l’ammontare complessivo dovesse calcolarsi “al netto del contributo”. La modifica apportata conferma che il contributo non possa superare il 50% del fatturato, ma quest’ultimo verrà calcolato al lordo del contributo stesso e non più al netto. ALTRI CONTENUTI DELLA LEggE 19/2017 Di seguito riportiamo i principali contenuti della Legge in materia di lavoro e previdenza:
COLLOCAMENTO DIsAbILI È stato prorogato al 1° gennaio 2018 l’obbligo per i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti di avere in forza un lavoratore disabile a prescindere dall’aver effettuato o meno una nuova assunzione ad incremento dell’organico. CIgs CRIsI INDUsTRIALE COMPLEssA Viene prorogato per il 2017 l’intervento di integrazione salariale straordinaria per le imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa
Con la citata Legge n. 198/2016, e in particolare da quanto disposto all’ articolo 3, comma 4, lettera c), infatti, è stato modificato l’articolo 1, comma 3-bis, della legge 7 marzo 2001, n. 62, ove è stata inserita la definizione di “quotidiano on line”, con le sue peculiari caratteristiche ed i suoi relativi obblighi. Le imprese editrici che editano “quotidiani on line” sono quindi tenute a registrare la “testata” nel Registro Stampa presso la Cancelleria del Tribunale competente e successivamente a trasmettere la domanda di iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione. A questi editori non può più applicarsi la norma di semplificazione per i periodici web di piccole dimensioni (quelli al di sotto della soglia dei 100.000 Euro di fatturato) prevista dall’art. 3-bis, comma 1, del D.L. n. 63/2012, e convertito in Legge n. 103/2012.
DEPOsITO LEgALE E CONVENzIONI UsPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale”
DENUNCIA INfORTUNIO L’obbligo di comunicazione degli infortuni che comportano l’assenza dal lavoro per almeno un giorno, escluso quello dell’evento, inizialmente previsto a partire dal 2 aprile del 2017 è posticipato al 12 ottobre 2017.
ENTRO IL MESE DI MARZO Gli editori con sede principale in LAZIO, ABRuZZO, MOLISE, CAMPANIA, PuGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA - che pubblicano QuOTIDIANI, PLuRISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite alpubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobredicembre 2016); - che pubblicano QuATTORDICINALI, QuINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (lugliodicembre 2016).
LUL TELEMATICO La decorrenza dell’obbligo di tenuta in formato telematico del Libro Unico del Lavoro, inizialmente fissata al 1° gennaio 2017 slitta al 1° gennaio 2018.
ENTRO IL MESE DI APRILE Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QuOTIDIANI, PLuRISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio marzo 2017); - che pubblicano QuATTORDICINALI, QuINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ nel mese di aprile NON devono effettuare alcuna consegna. Ricordiamo la necessità di allegare un certificato di iscrizione all’uSPI per l’anno 2017.
DIs-COLL L’indennità di disoccupazione per i collaboratori (c.d. Dis-coll) in scadenza al 31 dicembre 2016, è prorogata fino al 30 giugno 2017, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatesi a decorrere dal 1° gennaio 2017 e fino al 30 giugno 2017.
Notiziario USPI n° 3/2017
Biblioteca Gambalunga (Rimini) da Wikimedia Commons
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DIRITTO
IL DDL PER LA PREVENzIONE DEL CYbERbULLIsMO (tratto da REPUBBLICA.IT – BLOG OSSERVATORIO CYBERBULLISMO) Questi alcuni degli snodi del provvedimento per il contrasto al cyberbullismo, che prevede misure fuori dal circuito penale, approvato con modifiche dal Senato in terza lettura e quindi ora tornato all’esame della Camera.
Salvo che il fatto costituisca reato, il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cyberbullismo ne informa tempestivamente i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale ovvero i tutori dei minori coinvolti e attiva adeguate azioni di carattere educativo.
La volontà dei senatori è stata quella di ripristinare l’originaria impostazione del disegno di legge, come già approvato in prima lettura e scorporare( per poi predisporre un nuovo disegno di legge) le ulteriori disposizioni introdotte in seconda lettura dall’altro ramo del Parlamento.
LE RIsORsE Per le esigenze connesse allo svolgimento delle attività di formazione in ambito scolastico e territoriale finalizzate alla sicurezza dell’utilizzo della rete internet e alla prevenzione e al contrasto del cyberbullismo sono stanziate risorse pari a 203.000 euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019
COsA sI INTENDE Per cyberbullismo si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.
LE MIsURE Fino a quando non è proposta querela o non è presentata denuncia per taluno dei reati di cui agli articoli 594, 595 e 612 del codice penale e all’articolo 167 del codice per la protezione dei dati personali mediante la rete internet, da minorenni di età superiore agli anni quattordici nei confronti di altro minorenne, è applicabile la procedura di ammonimento. Ai fini dell’ammonimento, il questore convoca il minore, unitamente ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la potestà genitoriale.
A ChI sI RIVOLgE Ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità del minore che abbia subito taluno degli atti di cui all’articolo 1 comma 2 della legge può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito Internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet ChI DEVE VIgILARE Con decreto del Presidente del Consiglio, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, coordinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca. Il tavolo ha lo scopo di portare alla definizione, entro sessanta giorni dal suo insediamento, di un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo, nel rispetto delle direttive europee in materia, e realizza un sistema di raccolta di dati finalizzato al monitoraggio dell’evoluzione dei fenomeni. LE MIsURE DI CONTRAsTO Il piano stabilisce le iniziative di informazione e di prevenzione del fenomeno del cyberbullismo rivolte ai cittadini, coinvolgendo primariamente i servizi socio-educativi presenti sul territorio. In sinergia con le scuole. Il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il ministero della Giustizia - Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, adotta le linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia postale, e provvede al loro aggiornamento con cadenza biennale. ChI sI ATTIVA
LA DEfINIzIONE LEgIsLATIVA Riportiamo, da ultimo, il testo così modificato dal Senato (ed ora all’esame della Camera dei deputati), con la definizione normativa di “cyberbullismo”:
ATTO CAMERA N. 3139-b Articolo 1 (Finalità e definizioni) 1. La presente legge si pone l’obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione di età nell’ambito delle istituzioni scolastiche. 2. Ai fini della presente legge, per «cyberbullismo» si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo. 3. Ai fini della presente legge, per «gestore del sito internet» si intende il prestatore di servizi della società dell’informazione, diverso da quelli di cui agli articoli 14, 15 e 16 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, che, sulla rete internet, cura la gestione dei contenuti di un sito in cui si possono riscontrare le condotte di cui al comma 2. Notiziario USPI n° 3/2017
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DIRITTO
CYbERbULLIsMO, UN EsEMPIO CONCRETO Immagini rubate che finiscono per girare sui dispositivi di decine di persone all’insaputa e contro il volere degli interessati. Nel caso in questione si può anche configurare il reato di molestie. Ma l’utilizzo “leggero” delle immagini altrui sui social e sulla rete è all’ordine del giorno anche in casi meno grave di questo. Quante volte vi siete ritrovati taggati sui profili altrui e non avreste voluto? La domanda Mia figlia minorenne è stata fotografata nuda negli spogliatoi della palestra mentre si stava cambiando. Alcuni studenti si sono introdotti negli spogliatoi col telefonino e hanno fotografato alcune compagne. Poi hanno creato dei gruppi WhatsApp e le foto stanno circolando anche tra ragazzi di altre scuole. Cosa devo fare per tutelare mia figlia? Parere legale Il caso che ci viene sottoposto ripropone ancora una volta il problema della tutela della riservatezza e della dignità dei minorenni. I genitori devono immediatamente segnalare l’episodio alla scuola che avrà la responsabilità di attivarsi, convocando i genitori dei ragazzi coinvolti e prendendo i provvedimenti disciplinari del caso. I genitori, poi, dovrebbero presentare formale querela per tutelare la figlia, la quale potrebbe agire anche personalmente avendo più di quattordici anni. I reati astrattamente configurabili in questo caso sono il trattamento illecito di dati personali previsto dall’art. 167/2 D.lgs 196/2003 che punisce con la reclusione fino a tre anni, la divulgazione dei dati sensibili, nonché il reato di molestie punito con l’arresto fino a sei mesi, in quanto non c’è dubbio che nel caso in esame la condotta è idonea a recare molestia e disturbo nella vittima. In entrambi i casi i reati sono procedibili d’ufficio, quindi anche il dirigente scolastico potrebbe segnalare l’accaduto alle forze dell’ordine, presentando la denuncia dell’accaduto. Se invece la ragazza fosse stata anche minacciata o ci fossero stati altri tipi di violenza - anche morale – strumentali alla pubblicazione delle fotografie sarebbe configurabile il più grave reato di violenza privata punito con la reclusione fino a quattro anni. In ogni modo, è bene sapere – in via generale - che ogni volta che si pubblicano immagini o dati personali senza il consenso dell’interessato causando un danno a quest’ultimo si integra il reato di trattamento illecito dei dati personali, punito in forma aggravata se i dati sono sensibili. Il reato di molestie, inoltre, è configurabile anche a mezzo WhatsApp o social network, considerati ormai per costante giurisprudenza luoghi aperti al pubblico. Nel caso sottoposto dalla lettrice non sono invece configurabili i più gravi reati di detenzione o di cessione di materiale pedopornografico, in quanto le foto nude negli spogliatori di una palestra non hanno natura pornografica. Per la giurisprudenza, sono pornografiche le immagini che ritraggono persone integralmente o parzialmente nude che siano espressione di un evidente desiderio sessuale, non essendo però necessaria la rappresentazione di rapporti sessuali in senso stretto. A livello investigativo, i telefonini dei compagni di classe della ragazza potrebbero essere sequestrati dalle forze dell’ordine Notiziario USPI n° 3/2017
così come tutti i dispositivi hardware in disponibilità e uso agli stessi. Si tratta dei comuni mezzi di ricerca della prova che, tramite interventi in grado di salvaguardare l’integrità e la genuinità dei contenuti, porterebbero portare in breve tempo all’individuazione dei responsabili e alla loro punizione. Per questo è fondamentale ancora una volta agire subito, anche per evitare che le immagini vengano riprodotte su altre piattaforme social fino a diventare virali. Avv. Marisa Marraffino Parere educativo Quello che preoccupa di più leggendo queste righe è la “normalizzazione” di questi episodi. Che cosa spinge dei ragazzi a compiere sempre più frequentemente azioni di questo tipo? Certamente una sorta di voyerismo adolescenziale. La curiosità del violare l’intimità di una ragazzina mischiata all’eccitazione del “proibito” (entrare negli spogliatoi femminili senza essere scoperti) rappresentano degli incentivi a compiere queste imprese che “vanno raccontate”. Ma qui c’è di più. In questo caso si è superato il limite. Non siamo più nella sfera del “quella volta che sono entrato negli spogliatoi delle ragazze”; qui si tratta di violazione dell’intimità di una ragazza, di violenza della sfera privata. E il tutto si racchiude in pochi semplici gesti, pochi click che dallo scatto della foto alla condivisione via Whatsapp o altri social, rischiano di segnare in maniera pesante la vita delle persone coinvolte. Quelle immagini rubate e condivise che raccontano di uno spazio che non è più intimo e privato devono farci riflettere sulla leggerezza dei comportamenti digitali dei ragazzi. Avere tra le mani uno strumento che ti permette con grandissima velocità e ampiezza di portata di divulgare contenuti non può diventare un’arma puntata verso qualcuno. E, soprattutto, non possono essere considerati “normali” questi atteggiamenti. I ragazzi vanno responsabilizzati. Bisogna spiegare loro quale può essere l’effetto dirompente di questi episodi: per la vittima, che del tutto inconsapevolmente e involontariamente si ritrova nel giro di pochi minuti su centinaia di dispositivi. Per chi ha compiuto questo gesto affinché prenda coscienza di quanto ha fatto (e si prepari anche a pagarne le conseguenze). Tutto quello che viene postato in rete non può più essere rimosso. questo deve diventare una sorta di “mantra” da ripetere costantemente ai ragazzi. Ma ancora di più è necessario risvegliare negli adulti un’attenzione educativa nell’ottica della prevenzione. Incontri con esperti, laboratori e percorsi di sensibilizzazione sui pericoli della rete sono certamente utili e necessari, ma rischiano di perdere efficacia se non vengono accompagnati nella quotidianità da un lavoro costante: dai genitori (che ricordiamo essere i primi responsabili dal punto di vista educativo e sono loro a mettere in mano ai loro figli gli smartphone), dai docenti, dagli allenatori, educatori e tutti gli adulti con compiti educativi. Su internet è per sempre. Ricordiamocelo.
(Ivano Zoppi, da REPUBBLICA.IT – BLOG OSSERVATORIO CYBERBULLISMO) 9
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sAfER INTERNET DAY, l’intervento di Angelo Marcello Cardani, Presidente AgCOM Be the change: unite for a better internet è lo slogan del safer Internet Day 2017 (#SID2017), la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea. Giunta alla sua XIV edizione, si è celebrata quest’anno il 7 febbraio, in contemporanea in oltre 100 nazioni di tutto il mondo. Obiettivo dell’evento è stato quello di far riflettere le ragazze e i ragazzi sull’uso consapevole della rete e sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di internet come luogo positivo e sicuro.
Il 9 febbraio scorso, alla Camera del deputati, si è svolta una giornata di riflessione sull’uso consapevole della Rete. “sicuri sul web per una navigazione consapevole”: questo il titolo del workshop. I lavori si sono svolti attraverso tre tavole rotonde che hanno affrontato i temi della discriminazione in Internet, del cyberbullismo e della diffusione in rete delle fake news (false notizie), nonché le linee editoriali ed i format per la promozione dei diritti della persona, delle forme di socialità in rete e delle strategie di intervento e conseguenti misure di prevenzione, con particolare attenzione agli aspetti regolamentari.
usato per correggere le fake news cioè le bufale». Cyberbullismo: Sul tavolo del workshop anche il tema del cyberbullismo. «Il cyberbullismo uccide e io penso che la politica debba rispondere. – ha osservato la Presidente della Camera, Laura boldrini, nel suo indirizzo di saluto - Il provvedimento è tornato alla Camera e mi auguro che riusciremo a chiudere la legislatura con una legge». Le ha fatto eco Cardani: La sicurezza sulla rete e il cyberbullismo «non sono problemi episodici, sono problemi seri che rischiano di portare via una generazione, di trasformare una generazione di ragazzi in generazione di violenti che utilizzano la violenza come schema di ragionamento. Noi dell’Agcom siamo molto sensibili al tema in quanto abbiamo una responsabilità. Molti di questi fenomeni avvengono sui mezzi di comunicazione e noi siamo corresponsabili, abbiamo delle responsabilità di gestione. Da una parte è necessario che il mondo reale si renda conto di questo e intervenga con una giurisdizione sulla rete capace di cogliere i problemi e dell’altra che ci sia un mutamento dell’opinione pubblica che deve rendersi conto di un problema molto semplice: stiamo buttando via una generazione nel senso che ragazzi cresciuti con un’abitudine all’enfasi (con la ‘E’ molto maiuscola perché io parlerei di violenza) sono ragazzi che hanno la predisposizione alle espressioni violente e quindi saranno violenti.
Ciò non vuol dire che andranno in giro con una mazza di ferro per aggredire chiunque ma che la loro comunicazione sarà tendenzialmente aggressiva e violenta, e queste sono caratteristiche che rendono una generazione molto più pericolosa e difficile da gestire ma che rendono la generazione stessa
Al seminario di studi ha partecipato, fra gli altri, il Presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani. Ecco alcuni estratti del suo intervento, in relazione ai temi di lavori congressuali. Discriminazione in Internet: «I ragazzi trascorrono almeno 5 ore al giorno su internet, lo stesso tempo che passano tra i banchi di scuola. – ha spiegato il Prof Cardani - La soluzione è lavorare con la loro educazione, perché i giovani stanno maturando una predisposizione ad una espressione violenta. Questa caratteristica potrà rendere la loro generazione più difficile da gestire». fake news (false notizie): Il diritto di rettifica esteso dalla stampa al web. Questo è lo strumento, annunciato da Cardani, cui sta lavorando l’Agcom contro il fenomeno delle bufale in rete. «Abbiamo allo studio - ha detto - uno strumento che già abbiamo calibrandolo meglio: il “diritto di rettifica”. L’obiettivo è estenderlo dalla stampa al web. Credo - ha aggiunto - che nelle prossime settimane o mesi, ma non tanti, riusciremo ad uscire con uno strumento che potrà essere
meno capace di gestire i rapporti con gli altri in tutti gli aspetti della convivenza quotidiana». La giornata Safer Internet Day, nata nel 2004, ha contato quest’anno centinaia di eventi divulgativi in tutto il mondo. Il prossimo incontro informativo sul tema, a Roma, è previsto per il 23 marzo, quando si svolgerà il Digital Day. Notiziario USPI n° 3/2017
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DIALOgANDO
‘LA PROfEssIONE gIORNALIsTICA IN ITALIA’, IL RAPPORTO DI LsDI Alla presentazione, il segretario generale della federazione della stampa, Raffaele Lorusso, ha ricordato l’accordo UsPI - fNsI per allargare alla platea dei giornalisti che lavorano nel settore dell’online le garanzie di un contratto di lavoro dipendente. Presentato in Fnsi l’aggiornamento del rapporto di LsDI (Libertà di Stampa e Diritto all’Informazione) sulla professione giornalistica in Italia. La crisi prosegue anche nel 2015, pur rallentando: ci sono più lavoratori autonomi sottopagati e meno dipendenti con redditi in calo. E l’online non basta a rilanciare il settore. Il Segretario Generale della Federazione della Stampa, Raffaele Lorusso, ha ricordato l’accordo tra Fnsi e Uspi per allargare alla platea dei giornalisti che lavorano nel settore dell’online le garanzie di un contratto di lavoro dipendente. «bisogna prendere atto che l’organizzazione del lavoro in quelle aziende non è paragonabile a quello di realtà più strutturate. L’intenzione è rendere loro più sostenibile il costo del lavoro, rendendolo compatibile con le dimensioni di un mercato ancora in fase embrionale, e obbligarle al contempo a regolarizzare i giornalisti, con tutto quello che questo comporta in termini di retribuzioni, previdenza e assistenza. Un primo passo in questa direzione è stato fatto e in alcune regioni comincia a dare dei risultati». Come evidenzia il grafico (gRAfICO 1) la forbice tra lavoratori dipendenti e autonomi si è via via allargata negli anni. Oltre la metà degli iscritti all’Ordine sono sconosciuti all’Inpgi: 54402 su 105.076 (dato aggiornato al 31 settembre 2015). Delle 50.674 posizioni censite dall’istituto di previdenza, circa un terzo fa capo a lavoratori dipendenti, 2 su 3 sono di lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata. Ogni redazione si avvale in media di 7 collaboratori. Ecco in percentuale quali sono i tipi di contratto dei freelance italiani: gRAfICO 2 Un rapporto in crescita costante, quello tra dipendenti e autonomi (tra i quali vanno annoverati partite Iva, Cococo e prestatori d’opera occasionale), che nel 2015 – anno di riferimento dell’analisi – ha toccato il tetto di 65,5 lavoratori non dipendenti su 100 attivi.
Grafico 1 Mentre resta sostanzialmente stabile la forbice tra la media dei redditi da lavoro autonomo e quella da lavoro dipendente. Con i redditi dei giornalisti subordinati in calo e i redditi dei titolari di partita Iva in lieve aumento (+7%). Mentre aumentano le dichiarazioni a reddito zero degli iscritti all’Inpgi2 e diminuisce il numero dei Cococo attivi, il cui reddito medio continua a scendere (il 56% ha dichiarato meno di 5000 euro). «Una crisi della professione che va di pari passo con la crisi del settore dell’editoria in Italia. E quello che potrebbe essere un antidoto alla emorragia di posti di lavoro, ovvero il giornalismo nativo digitale, appare ancora un fenomeno di difficile definizione», ha evidenziato Pino Rea nella relazione introduttiva. Una crisi confermata anche dal presidente di Casagit, Daniele Cerrato. «C’è un segnale di rallentamento della crisi, ma non c’è ancora un segnale di ripresa». Alcuni dati positivi cominciano a registrarsi, ma non bastano a dare l’impressione che la “tempesta perfetta” che il settore e la professione hanno dovuto fronteggiare sia già alle spalle. «Difficile cogliere inversioni di tendenza mentre le aziende si accingono a chiudere gli stati di crisi avviati negli anni scorsi», ha rilevato il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. «La legge di Bilancio 2017 – ha spiegato – ha stanziato ulteriori fondi per i prepensionamenti ma non possiamo accettare che il governo si limiti ad accompagnare i giornalisti fuori dal mercato del lavoro senza pensare a misure strutturali per garantire a nuovi colleghi, tanti dei quali tra l’altro già pienamente inseriti nel circuito produttivo, il riconoscimento di diritti e tutele che oggi non hanno». E se il welfare di categoria, anche rispetto a quanto accaduto in altri Paesi, in Italia tutto sommato ancora tiene, nonostante l’evasione da parte delle aziende, «è necessario vigilare perché il sostegno pubblico vada solo a quegli editori che rispettano tutti gli obblighi contrattuali, come prevede la nuova legge sull’editoria di cui stiamo attendendo i decreti attuativi».
Grafico 2 Notiziario USPI n° 3/2017
PER APPROFONDIMENTI: www.fnsi.it
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VARIE
CONTRIbUTO AgCOM anno 2017 Entro il 1 aprile 2017 versamento (1,9 per mille dei ricavi 2015) e invio del modello (nuova modalità). Obbligati tutti i soggetti operanti nel settore delle comunicazioni anche se non tenuti alla redazione del bilancio. Esentate le imprese con ricavi assoggettabili pari o inferiori a 500.000 euro, le imprese che hanno iniziato la loro attività nel 2016 e quelle in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali. Sul sito dell’Agcom è stata pubblicata la Delibera n. 463/16/CONs dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, del 19 ottobre 2016, riguardante “Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per l’anno 2017”. E’ poi stata pubblicata la Delibera n. 62/17/CONs con in allegato il “Modello Telematico” e le “Istruzioni” per il versamento del contributo dovuto all’Autorità per l’anno 2017. L’Autorità ha ritenuto congruo, per coprire le spese inerenti alla propria attività, fissare l’entità della contribuzione per il 2017 nella misura del 1,9 per mille dei ricavi risultanti nell’ultimo bilancio approvato prima della citata Delibera n. 463/16/CONS, quindi sui ricavi del 2015. Viene confermata la tempistica del versamento, da effettuarsi entro il 1 aprile 2017, e si conferma, inoltre, alla stessa data del 1 aprile 2017 l’invio del modello telematico predisposto dall’Autorità. La novità di quest’anno consiste nel metodo di trasmissione del “Modello Telematico”; non più tramite P.E.C. Posta Elettronica Certificata, come veniva fatto fino allo scorso anno, bensì tramite il “Portale” www.impresainungiorno.gov.it, ove è disponibile il modello da compilarsi e trasmettere attraverso i sistemi telematici esposti nella sezione dedicata dello stesso portale. Per accedere al portale, i soggetti tenuti alla presentazione del modello “Contributo SCM-Anno 2017” - persone fisiche, legali rappresentanti o loro delegati alla compilazione e trasmissione del modello - devono dotarsi della CNS (Carta Nazionale dei Servizi) di sui all’art. 1 lett. d) del Codice dell’amministrazione digitale (D.lgs. 7 marzo 2005, n. 82). Dopo aver eseguita l’autenticazione al portale, il modello Contributo SCM per l’anno 2017 è disponibile accedendo all’indirizzo www.impresainungiorno.gov.it/sso/go e di seguito ai servizi Agcom. Una volta compilato e trasmesso telematicamente il Modello, il contribuente visualizzerà l’importo dovuto quale contributo all’Agcom e l’Identificativo Univoco di Versamento (IUV). Il codice IUV generato dal Modello dovrà essere indicato nella causale del bonifico di pagamento del contributo medesimo. Effettuato il versamento tramite bonifico, occorrerà poi comunicare importo, data valuta e numero del bonifico cliccando sul pulsante “Pagamento con bonifico” nell’area “Pagamento contributo” nel portale già mensionato. Ricordiamo che sono sempre esentati dall’obbligo di presentazione del “Modello contributo 2017” e dal versamento del contributo stesso le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2016 e i soggetti che hanno conseguito, nell’esercizio finanziario 2015 ricavi delle vendite e delle prestazioni in misura pari o inferiore a Euro 500.000,00, come
risultante dalla voce A1 del conto economico o da equipollente voce di altra scrittura contabile equivalente. Maggiori informazioni in ordine alla CNS ed alla sua configurazione sono disponibili nella sezione del sito dell’Agcom dedicata al Registro degli Operatori di Comunicazione (aree sistema telematico ROC e come configurare il proprio profilo) o seguendo le istruzioni dell’Ente che l’ha rilasciata. L’Agcom ha messo a disposizione per eventuali chiarimenti il Servizio Relazioni con gli Operatori che può essere contattato al numero telefonico 081.7507400, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.30 alle ore 13.00. Per tutte le informazioni e istruzioni: www.uspi.it
PROMEMORIA sCADENzE ROC Tutti gli editori iscritti nel R.O.C. devono annualmente ricordare le scadenze degli adempimenti di comunicazione previsti dal “Regolamento” dello stesso Registro: - Entro il 1° aprile - invio del Modello relativo al calcolo del Contributo per l’Agcom (da trasmettersi, a partire da quest’anno, utilizzando la CNS, direttamente nella sezione dedicata all’Autorità nel portale www.impresainungiorno.gov.it) e pagamento, entro la stessa data del 1° aprile, del Contributo annuale all’Agcom. Esentati, sia dal pagamento che dall’invio della modulistica, i soggetti che abbiano nel bilancio dell’anno di riferimento ricavi pari o inferiori a Euro 500.000,00. - Tra il 1° giugno ed il 31 luglio - trasmissione dell’Informativa Economica di sistema (I.E.S.) tramite Posta Elettronica Certificata (P.E.C.). Esentati i soggetti che abbiano nel bilancio dell’anno di riferimento ricavi pari a Euro 0,00. - Entro il 31 luglio, o entro 30 giorni dal deposito del bilancio in Camera di Commercio - trasmissione della “Comunicazione Annuale”, al fine di aggiornare la propria posizione anagrafica/amministrativa, accedendo con la CNS nella sezione dedicata nel portale www.impresainungiorno.gov.it
ATTENzIONE: sOLO PER gLI EDITORI ChE PREsENTANO DOMANDA PER I CONTRIbUTI DIRETTI DELLA LEggE 250/1990: - Entro il 31 gennaio, al fine di poterlo comunicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - DIE, le imprese iscritte richiedenti i contributi ai sensi dell’articolo 3 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 250, nonché quelli di cui all’articolo 153, commi 2 e 4, della legge 388/2000, sono tenute a trasmettere con le stesse modalità, la comunicazione annuale con assetti riferiti al 31 dicembre dell’anno precedente. Notiziario USPI n° 3/2017
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NOTIzIE INPgI
I MINIsTERI VIgILANTI APPROVANO LA RIfORMA E il provvedimento che introduce il contributo di solidarietà sulle pensioni. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - di concerto col covigilante Ministero dell’Economia - ha comunicato oggi l’avvenuta approvazione della riforma previdenziale varata dal Consiglio di Amministrazione dell’Inpgi il 28 settembre 2016. I Ministeri – condividendone l’impianto complessivo sul piano sostanziale - hanno infatti dato il via libera agli interventi correttivi del regime previdenziale dell’ente, deliberati per garantire la sostenibilità della gestione nel medio-lungo periodo. Nel contempo, è stata approvata l’introduzione di un contributo di solidarietà da applicare, in via temporanea e per la durata di 3 anni, a tutti i trattamenti di pensione erogati dall’Inpgi con importo pari o superiore a 38.000,00 euro lordi annui, con percentuali crescenti in base alle diverse fasce reddituali. I Ministeri, in particolare, hanno sottolineato come tale misura costituisca – in adesione ai criteri esposti in proposito dalla Corte Costituzionale – una efficace attuazione del principio di equità intergenerazionale posto alla base dei sistemi previdenziali. Le misure principali della riforma approvate dai Ministeri riguardano quindi: a) la modifica dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia che vede incrementare, progressivamente nel triennio 2017 – 2019, l’età anagrafica richiesta, fino ad elevarla a regime a 66 e 7 mesi; b) la modifica dei requisiti di accesso alla pensione d’anzianità, che prevede un progressivo innalzamento dell’anzianità contributiva fino ad arrivare nel 2019 a 40 di contribuzione con 62 anni di età. Tali misure non hanno effetto nei confronti di coloro che, alla data del 31/12/2016, abbiano già maturato i requisiti previsti dalla normativa previgente per l’accesso ad un qualunque trattamento di pensione, che - pertanto - potranno continuare ad accedere ai trattamenti pensionistici in qualsiasi momento anche successivamente all’entrata in vigore dei nuovi requisiti; c) l’introduzione del sistema di calcolo contributivo - di cui alla legge n. 335/1995 - per le contribuzioni successive al 01/01/2017. d) l’istituzione di un contributo aggiuntivo di disoccupazione dell’1,4%, a decorrere dal corrente mese di febbraio, per i rapporti a termine, a carico del datore di lavoro, riferito ai soli rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati per causali diverse dalla sostituzione di personale temporaneamente assente. In merito ad alcune misure, di minore impatto, i Ministeri hanno ritenuto di non procedere con l’approvazione ma di chiedere ulteriori elementi di precisazione. In particolare, per quanto riguarda le clausole di salvaguardia di cui alla Tabella A del Regolamento - che avrebbero consentito l’accesso anche con abbattimenti alla pensione di vecchiaia e di anzianità, con i requisiti previsti dalla previgente normativa, dei giornalisti e delle giornaliste che, a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, fossero stati ammessi alla prosecuzione volontaria della contribuzione oppure Notiziario USPI n° 3/2017
dipendenti da aziende in stato crisi ovvero disoccupati per cessazione rapporto di lavoro da aziende in crisi – i Ministeri si sono riservati di valutare i relativi impatti sull’andamento dei conti dell’ente. PRIMI ChIARIMENTI sU COsA CAMbIA A seguito dell’approvazione della riforma previdenziale Inpgi da parte dei Ministeri Vigilanti, si forniscono alcuni primi chiarimenti sui principali aspetti della manovra, con particolare riguardo ai requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici.
ENTRATA IN VIgORE DELLA RIfORMA Fermo restando le diverse decorrenze espressamente previste dal nuovo Regolamento e fatti salvi gli effetti prodottisi nelle more dell’approvazione, le modifiche entrano in vigore il 21 febbraio 2017. INTERVENTI APPROVATI DAI MINIsTERI VIgILANTI PENsIONI: Modifica dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia L’età anagrafica sia per gli uomini che per le donne è stata incrementata come da tabella sottostante: ANNO
ETA’ con almeno 20 anni di contribuzione Uomini
Donne
2017
66 anni
64 anni
2018
66 anni e 7 mesi
65 anni e 7 mesi
2019
66 anni e 7 mesi
66 anni e 7 mesi
Dal 2019 l’età prevista per la pensione di vecchiaia sarà adeguata alla variazione della aspettativa di vita.
Chiarimenti: Potranno continuare ad accedere alla pensione di vecchiaia con le vecchie regole tutti coloro i quali abbiano già maturato i requisiti previsti dalla disciplina in vigore entro il 31/12/2016 e cioè: - per gli uomini 65 anni d’età (nati entro il 1951) con almeno 20 anni di contribuzione; - per le donne – pensione intera - 62 anni (nate entro il 1954) con almeno 20 anni di contribuzione; - per le donne – pensione con abbattimenti - 60 anni d’età (nate entro il 1956) con almeno 20 anni di contribuzione. Al calcolo della pensione sarà applicato un abbattimento permanente legato all’anticipo rispetto ai requisiti di età previgenti (dal 2,38% al 10%). Si ricorda che per la pensione di vecchiaia, anche con la riforma, per il raggiungimento dei 20 anni di contribuzione, sono utili i contributi versati all’Inps, ex Inpdap ed Enpals ed alla Gestione Separata Inpgi. 3
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NOTIzIE INPgI Esempi mantenimento vecchie norme per la pensione di vecchiaia 1) Uomo nato entro il 31/12/1951 con 20 anni di contributi alla data del 31/12/2016: Prima decorrenza utile a pensione: in qualsiasi momento si decida poiché il giornalista ha compiuto 65 anni a dicembre 2016. Anche con l’approvazione della riforma, potrà andare in pensione in qualsiasi momento successivo al 2017. 2) Donna nata entro il 31/12/1956 con 20 anni di contribuzione al 31/12/2016: Prima decorrenza utile a pensione con abbattimento permanente dell’10.00%: in qualsiasi momento si decida. Anche con l’approvazione della riforma, la giornalista potrà andare in pensione in qualsiasi momento successivo al 2017. La percentuale d’abbattimento, nel caso in esame, si ridurrà fino ad azzerarsi ai 65 anni d’età previsti dalla previgente normativa.
Modifica dei requisiti di accesso alla pensione d’anzianità I nuovi requisiti richiesti sono: almeno 62 anni di età anagrafica e una anzianità contributiva Inpgi pari a quella indicata nella tabella sottostante:
REQUISITI PENSIONI DI ANZIANITA’
casi di applicazione, gli abbattimenti percentuali, legati all’anticipazione della pensione, decresceranno fino ad azzerarsi, man mano che ci si avvicina al requisito dei 62 anni di età ovvero dei 40 anni di contribuzione, previsto dalla previgente normativa.
Esempi mantenimento vecchie norme per la pensione di anzianità 1) Donna o Uomo nati entro il 31/12/1959 con i seguenti requisiti al 31/12/2016: età: 57 anni contributi: 33 anni Inpgi e 2 anni Inps Decorrenza pensione con abbattimento permanente del 20,00%: in qualsiasi momento si decida. Anche con l’approvazione della riforma, potrà andare in pensione in qualsiasi momento successivo e la percentuale d’abbattimento, nel caso in esame, si ridurrà fino ad azzerarsi ai 62 anni d’età ovvero ai 40 anni di contribuzione previsti dalla previgente normativa. 2) Donna o Uomo con 40 anni di contribuzione al 31/12/2016: età: qualsiasi contributi: 33 anni Inpgi e 7 anni Inps Decorrenza pensione senza alcun abbattimento: in qualsiasi momento si decida. Anche con l’approvazione della riforma, potrà andare in pensione in qualsiasi momento successivo.
CALCOLO DELLA PENsIONE Anno
Anni di contribuzione Inpgi con almeno 62 anni di età
2017
38
2018
39
2019
40
Dal 2019 i requisiti di età e contributivi di cui sopra saranno adeguati alla variazione dell’aspettativa di vita.
Chiarimenti: Potranno continuare ad accedere, in qualsiasi momento, alla pensione di anzianità con le vecchie regole tutti coloro i quali abbiano maturato i requisiti entro il 31/12/2016 e cioè: - 62 anni d’età con almeno 35 anni di contribuzione; - almeno 40 anni di contribuzione a prescindere dall’età; - 57 anni d’età con almeno 35 anni di contribuzione, con degli abbattimenti permanenti sul calcolo dal 4.76% al 20%. I predetti requisiti contributivi possono essere perfezionati anche attraverso il cumulo della contribuzione Inps/Inpgi. I giornalisti in possesso dei suindicati requisiti potranno, quindi, accedere alla pensione in qualsiasi momento successivo all’approvazione della riforma anche nel caso in cui fossero poi richiesti requisiti di età e contributivi più elevati. Nei
giornalisti già Iscritti all’Inpgi alla data del 31 dicembre 2016: Per le contribuzioni acquisite fino al 31/12/2016, continuerà ad essere applicato il vigente sistema di calcolo retributivo. Per le contribuzioni riferite ai periodi successivi al 1/01/2017, la pensione sarà calcolata con il sistema di calcolo contributivo di cui alla legge n. 335/1995. giornalisti iscritti all’Inpgi dal 1° gennaio 2017: trova applicazione il solo sistema di calcolo contributivo. INTERVENTI IN MATERIA DI TRATTAMENTO DI DIsOCCUPAzIONE Modifica modalità di calcolo del trattamento di disoccupazione Per i rapporti di lavoro cessati dal 21/02/2017 (data approvazione della riforma), la modalità di calcolo del trattamento di disoccupazione, viene modificata secondo quanto di seguito: - indennità intera al 100% per i primi 180 giorni; - indennità ridotta del 5% mensile dal 181° giorno al 450° giorno; - indennità iniziale ridotta del 50% dal 451° giorno al 720° giorno.
Chiarimenti: Potranno continuare a percepire l’indennità di disoccupazione calcolata con le regole attualmente in vigore, tutti coloro i quali: a) hanno già in corso un trattamento di disoccupazione alla data del 21/02/2017; b) hanno cessato il rapporto di lavoro entro la data del 20/02/2017. Esempi mantenimento delle vecchie norme 1) Giornalista che ha cessato il rapporto di lavoro in data 07/07/2016, ammesso al trattamento di disoccupazione Notiziario USPI n° 3/2017
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per 720 gg. dal 08/07/2016 al 27/06/2018; 2) Giornalista che cessa il rapporto di lavoro il 20/02/2017. Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. dal 21/02/2017 al 20/02/2018. In entrambi i casi, i giornalisti percepiranno un importo complessivo lordo di disoccupazione, calcolato sull’attuale massimale, pari a circa € 35.976,00.
Esempi applicazione riforma 1) Giornalista che cessa il rapporto di lavoro in data 23/02/2017. Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. dal 24 /2/2017 al 13/2/2019 2) Giornalista che cessa il rapporto di lavoro il 01/04/2017. Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. dal 2/04/2017 al 22/03/2019. In entrambi i casi, i giornalisti percepiranno un importo complessivo lordo di disoccupazione, calcolato sull’attuale massimale, pari a circa € 29.600,00.
Disoccupazione per dipendenti di aziende in crisi, fallite, in liquidazione o che abbiano ceduto un ramo d’azienda Per i rapporti di lavoro cessati dal 21/02/2017, fermo restando l’accredito della contribuzione figurativa per un massimo di 12 mesi nei primi 360 giorni di trattamento di disoccupazione, viene prevista l’eliminazione della maggior contribuzione figurativa in favore dei giornalisti che cessano il loro rapporto di lavoro da aziende in crisi, fallite, in liquidazione o che abbiano ceduto un ramo d’azienda. Esempi mantenimento vecchie norme 1) Giornalista di 45 anni di età alla data di cessazione del rapporto di lavoro, avvenuta il 01/05/2016, da azienda fallita, con 10 anni di contribuzione INPGI. Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. Dal 02/05/2016 al 21/04/2018, con accredito contributi figurativi per i primi 540 gg. (18 mesi) 2) Giornalista di 56 anni di età alla data di cessazione del rapporto di lavoro, avvenuta il 31/12/2016, da azienda fallita, con 10 anni di contribuzione INPGI. Ammissione al tratta-
mento di disoccupazione per 720 gg. Dal 01/01/2017 al 21/12/2018, con accredito contributi figurativi per 720 gg. (24 mesi).
Esempio di applicazione riforma 1) Giornalista di 45 anni di età, alla data di cessazione del rapporto di lavoro, avvenuta il 23/2/2017, da azienda fallita, con 10 anni di contribuzione INPGI. Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. dal 24/2/2017 al 13/2//2019, con accredito contributi figurativi solo per i primi 360 gg. (12 mesi) 2) Giornalista di 56 anni di età alla data di cessazione del rapporto di lavoro, avvenuta il 01/04/2017 da azienda fallita, con 10 anni di contribuzione INPGI. Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. dal 02/04/2017 al 22/03/2019, con accredito contributi figurativi solo per 360 gg. (12 mesi). INTERVENTI IN MATERIA DI PREsTAzIONI fACOLTATIVE Sono abrogate le norme regolamentari che consentivano l’erogazione dell’”assegno di decesso” e “l’assegno temporaneo di inabilità per i disoccupati e sono stati modificati i limiti reddituali per l’accesso all’Assegno di Superinvalidità e per il ricovero nelle case di riposo. CONTRIbUTO DI sOLIDARIETA’ I Ministeri hanno approvato il provvedimento assunto dall’Inpgi che ha introdotto un contributo straordinario di partecipazione al riequilibrio finanziario della Gestione previdenziale da applicare, in via temporanea per la durata di 3 anni, sui trattamenti di pensione superiori a euro 37.999,99. Il contributo sarà applicato dal primo rateo di pensione utile e per la durata di 3 anni, nelle seguenti misure: MIsURE ChE RIChIEDONO ULTERIORI APPROfONDIMENTI O MODIfIChE fORMALI A) Deroghe ai nuovi requisiti pensionistici (c.d. clausole di salvaguardia): per quanto riguarda le deroghe indicate nella tabella A allegata al nuovo Regolamento - che consentirebbero, per un anno, l’applicazione dei previgenti requisiti ai giornalisti ammessi alla contribuzione volontaria ed ai giornalisti dipendenti da aziende in stato di crisi - i Ministeri vigilanti chiedo-
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Notiziario USPI n° 3/2017
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NOTIzIE INPgI FASCE DI PENSIONE INPGI
%
ESEMPI DI PENSIONE ANNUA LORDA
CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ ANNUO LORDO
CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ MENSILE NETTO
a. Fino a 37.999
0%
0
0
0
b. Da 38.000 a 56.999
1%
50.907
129
5
b. Da 57.000 a 74.999
2%
65.716
364
15
c. Da 75.000 a 109.999
5%
88.140
1.207
47
d. Da 110.000 a 149.999
10%
124.999
3.800
155
e. Da 150.000 a 199.999
15%
169.239
9.186
374
f. Oltre 200.000
20%
317.918
37.383
1.522
no ulteriori approfondimenti circa gli effetti della misura sugli equilibri di gestione.
regolati dal sistema contributivo. INTERVENTI NON APPROVATI DAI MINIsTERI VIgILANTI
b) Calcolo retributivo con rendimento al 2 per cento: necessita esplicitazioni nel testo la clausola che prevede che la quota di pensione determinata con il sistema contributivo non possa essere superiore a quella che sarebbe spettata con il sistema retributivo; C) Contributi figurativi: necessita chiarimenti l’adozione del nuovo massimale previsto in misura pari a 1,5 volte la retribuzione del Caporedattore per l’accredito della contribuzione figurativa;
D) Misure in materia di riscatti: la norma regolamentare necessita di chiarimenti in merito al calcolo dell’onere per i periodi successivi al 1° gennaio 2017,
I Ministeri non hanno invece approvato: - la norma regolamentare che avrebbe consentito al CdA dell’INPGI di stabilire se applicare o meno gli adeguamenti alla speranza di vita successivamente a quelli previsti per il 2019. Gli ulteriori adeguamenti dovranno essere quindi applicati nella stessa misura prevista nel sistema generale; - la norma regolamentare che avrebbe consentito l’applicazione delle norme previgenti in materia di cumulo – se più favorevoli – ai titolari di pensione liquidata entro il 31/12/2016.
Il Direttore generale Dr.ssa Maria I. Iorio (INPGI.IT Roma, 21 febbraio 2017)
ilNotiziario Mensile - numeri Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Editoriale: Sara Cipriani Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)
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Il n. 3 marzo 7 è stato stampato il 20 marzo 2017
Notiziario USPI n° 3/2017