Skip to main content

APPROVATO IL DECRETO CONTRIBUTI

Page 1

maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 1

ilNotiziario

N°

5

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 53° - MENSILE 11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB di Roma

APPROVATO IL DECRETO CONTRIBUTI

«L’accesso ai mezzi di comunicazione, grazie allo sviluppo tecnologico, è tale che moltissimi soggetti hanno la possibilità di condividere istantaneamente le notizie e diffonderle in modo capillare. Queste notizie possono essere belle o brutte, vere o false. Già i nostri antichi padri nella fede parlavano della mente umana come di una macina da mulino che, mossa dall’acqua, non può essere fermata. Chi è incaricato del mulino, però, ha la possibilità di decidere se macinarvi grano o zizzania. » (Papa Francesco, cfr Cassiano il Romano, Lettera a Leonzio Igumeno).

Editoria L’ ANTITRUST BACCHETTA LE POSTE

Web CONVEGNO SUL CYBERBULLISMO

Dialogando GLI 80 ANNI DEL VITTORIOSO

Inpgi LE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 2

EDITORIA

DALLA COPERTINA

RIFORMA CONTRIBUTI EDITORIA, 51° GIORNATA MONDIALE PROSEGUE L’ITER PER IL VARO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI, IL MESSAGGIO DEL PAPA DEL DECRETO E LE INIZIATIVE A SOSTEGNO Le competenti Commissioni di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole, con condizioni, sull’Atto del Governo n. 407, concernente lo “Schema di decreto legislativo recante ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici”. Dopo i pareri parlamentari, il provvedimento è tornato a Palazzo Chigi per l’esame definitivo. Il Consiglio dei ministri ha riesaminato il testo del decreto legislativo, nella riunione del 4 maggio scorso (n.27), e lo ha approvato, insieme a quello per la revisione della composizione e delle competenze del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Il decreto è stato, quindi, trasmesso, al Quirinale per la firma del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Non si conosce ancora la stesura definitiva del provvedimento. Riportiamo, di seguito, i pareri delle principali Commissioni di Camera e Senato competenti per materia, con i relativi suggerimenti normativi: VII Commissione Cultura, scienza e istruzione PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione), esaminato lo schema di decreto legislativo recante ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici (atto n. 407), nelle sedute dell’11, 12, 19 e 20 aprile 2017; udite, in particolare, la relazione della deputata Blazina nella seduta dell’11 aprile e la discussione nelle sedute del 12, 19 e 20 aprile 2017; ritenuto, a ogni modo, che lo scopo del provvedimento risulterebbe del tutto frustrato ove lo stanziamento previsto nella legge n. 198 del 2016 fosse ridotto, esprime PARERE FAVOREVOLE con le seguenti condizioni: 1. all’articolo 4: a) al comma 2, siano soppressi i periodi secondo e terzo; b) al comma 3, lettera d), ai nn. 2, 3 e 4 dopo le parole «ciascun socio» sia aggiunta la seguente: «ordinario»; 2. all’articolo 5: a) al comma 1, lettera e), secondo periodo, parole «non inferiore al 5 per cento» siano sostituite dalle seguenti: «non inferiore al 3 per cento»; b) al comma 2, la lettera e), sia sostituita dalla seguente: «e) divieto di distribuzione di utili provenienti dall’esercizio dell’anno di riscossione dei contributi e negli otto anni successivi, adottato con norma statutaria.»; 3. all’articolo 8: a) al comma 7, siano aggiunte in fine le seguenti parole: «comunque non oltre il limite del 50 per cento degli importi riconosciuti ai sensi del medesimo comma 2, lettera a).»; b) al comma 14: c) la lettera a) sia sostituita dalla seguente: «a) un rimborso pari al 75 per cento degli oneri previdenziali sostenuti dal-

Il 28 maggio si è celebrata la 51ma Gionata Mondiale delle comunicazioni sociali, incentrata sul tema “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. In occasione di tale evento, Papa Francesco – come ogni anno – ha inviato un Messaggio a tutti gli operatori dell’informazione, la cui premessa è pubblicata in prima pagina di questo Notiziario. Il Papa, nel Messaggio, evidenzia che la realtà “non ha un significato univoco”. Tutto infatti dipende “dallo sguardo con cui viene colta, dagli occhiali con cui scegliamo di guardarla” e. secondo Francesco, l’occhiale adeguato per decifrare la realtà non può che essere quello della buona notizia , a partire dal Vangelo stesso (la Buona Novella). Il testo completo del messaggio papale è pubblicato all’interno di questa rivista. CONVEGNO AD ASSISI Con la partecipazione dell’USPI Il 26 maggio, la Comunità francescana del Sacro Convento di Assisi ha organizzato una Tavola rotonda, dal titolo “Comunicare il nostro tempo”, sull’importanza della comunicazione nel web, nei giornali e nel servizio pubblico alla luce del messaggio di Papa Francesco. Tra i relatori invitati ad approfondire il fenomeno e le implicazioni delle “fake news”, la Vice Segretario Generale dell’USPI, Sara Cipriani che è intervenuta sul tema “Web: notizie vere e notizie false”.

SOMMARIO 2-4 Riforma contributi editoria, prosegue l’iter per il varo del decreto 2 Il Messaggio del Papa e le iniziative a sostegno 3 Quote associative USPI anno 2017 5-6 L’antitrust bacchetta Poste Italiane sulla consegna dei prodotti editoriali e la concorrenza 6 Convegno “Cyber risk e Cibercrime”, la relazione del Segretario Generale USPI, Vetere 7-8 “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo” (Papa Francesco)

9-11 80 anni fa nasceva il settimanale “il Vittorioso” 10 Il tratto magico di Benito Jacovitti 11 Deposito legale Convenzioni USPI 11 Scadenze ROC: IES

e

12-13 L’innovazione spaventa i più deboli, una ricerca AGI 14-15 INPGI, approvate dai ministeri le clausole di salvaguardia 15 l’Eco della Stampa 16 “Doomsday Library”, in Norvegia nasce la biblioteca per salvare i libri dall’apocalisse

Notiziario USPI n° 5/2017


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 3

SERVIZI GRATUITI PER I SOCI USPI 2017 LA CONSULENZA EDITORIALE E L'ASSISTENZA AMMINISTRATIVA PER PRATIChE PUBBLIChE

GIORNATE FORMATIVE DI qUALIFICAZIONE PROFESSIONALE

L'AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE MENSILE TRAMITE IL "NOTIZIARIO USPI"

CONVENZIONI ESCLUSIVE PER I SOCI

LA RAPPRESENTANZA E LA TUTELA IN SENO ALLE COMMISSIONI MINISTERIALI

TESSERA, BOLLINO ANNUALE E "DISCO STAMPA" PER AUTOVETTURA

IL FILO DIRETTO TELEFONICO PER CONSULENZA FISCALE, POSTALE, LEGISLATIVA, LEGALE

TROVA PERIODICI

USPI

qUOTE ASSOCIATIVE PER L’ANNO 2017 Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2017 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:

qUOTE ASSOCIATIVE e "UNA TANTUM" di iscrizione, da sommarsi alla quota associativa per le testate che si iscrivono per la prima volta Per le TESTATE (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura é sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) qUOTE

UNA TANTUM

Per i SOCI CORRISPONDENTI - Il SOCIO CORRISPONDENTE è persona fisica che, "condividendo le finalità dell'USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione" € 100,00 Per i SOCI BENEMERITI - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica

(prima iscrizione)

da 1 a 10.000 copie da 10.001 a 50.000 copie da 50.001 a 100.000 copie da 100.001 a 200.000 copie oltre 200.000 copie

€ 320,00 € 750,00 € 1.300,00 € 2.600,00 € 3.800,00

€ € € € €

100,00 170,00 170,00 170,00 170,00

Rinnovo della quota per i SOCI SINGOLI ex art. 30 dello Statuto - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all'USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all'USPI € 320,00

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n° 58 - Roma (intestato a USPI) CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero, tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile, spedito a mezzo assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale n. 27433002 intestato all'USPI. C.F. dell'USPI: 80188110581 ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 4

EDITORIA l’impresa editrice, nell’anno di riferimento del contributo, per il solo anno dell’assunzione a contratto a tempo indeterminato di figure professionali connesse all’informazione di età inferiore a 35 anni»; d) alla lettera b), siano aggiunte in fine le seguenti parole: «fino a un massimo del 3 per cento»; 4. all’articolo 9: a) al comma 2, le parole «non inferiore a 20.000» siano sostituite dalle seguenti: «non inferiore a 40.000». Conseguentemente, al medesimo comma sia aggiunto il seguente periodo: «Si applica l’articolo 8, comma 7, ultimo periodo.»; b) al comma 5, dopo le parole «articolo 8, commi», aggiungere le seguenti: «3, 4»; 5. l’articolo 10 sia sostituito dal seguente: «ART. 10. (Domande e documentazione). 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanarsi entro 45 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalità della domanda di accesso ai contributi e la documentazione istruttoria da produrre.». Conseguentemente, un’analoga disposizione sia inserita per le altre tipologie di quotidiani e periodici previste nel provvedimento. 6. all’articolo 22, comma 3, lettere b) e c), le definizioni delle voci di costo relative ad acquisto carta, stampa, distribuzione e abbonamenti ai notiziari delle agenzie di stampa, siano redatte in conformità all’articolo 8, comma 2, lettere b) e c); 7. all’articolo 32, comma 1, si provveda a coordinare il momento della cessazione dell’efficacia delle norme abrogate con quello dell’effettiva entrata in vigore delle nuove. ********** I Commissione Affari Costituzionali Senato SChEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, esprime parere favorevole, a condizione che, all’articolo 5, riguardante i requisiti per l’accesso ai contributi, al comma 1, lettera e), sia previsto che, in riferimento alle edizioni cartacee, si intenda per “testata nazionale” quella distribuita in almeno cinque Regioni con una percentuale di vendita in ciascuna Regione non inferiore all’1 per cento della distribuzione totale. PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, esprime parere favorevole, a condizione che, all’articolo 5, riguardante i requisiti per l’accesso ai contributi, al comma 1, lettera e), sia previsto che, in riferimento alle edizioni cartacee, si intenda per “testata nazionale” quella distribuita in almeno cinque Regioni con una percentuale di vendita in ciascuna Regione non inferiore all’1 per cento della distribuzione totale. Si formulano, inoltre, le seguenti osservazioni: - all’articolo 8, in riferimento ai criteri di calcolo di contributo, si segnala che la previsione, al comma 5, di scaglioni individuati sulla base del numero delle copie vendute, pur essendo condivisibile, appare meritevole di una rimodulazione, orientata a incentivare le maggiori vendite; - all’articolo 9, in ordine ai criteri di calcolo del contributo per

le edizioni esclusivamente in forma digitale, si invita a riconsiderare, al comma 2, la misura, fissata al 75 per cento, del rimborso dei costi per la produzione della testata, al fine di realizzare un sistema più coerente ed equilibrato rispetto alla misura del rimborso previsto per le edizioni cartacee.

********** Sull’Atto Governo 407 si è espresso anche il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che ha richiesto la permanenza della la Commissione Tecnica Consultiva che attualmente affianca il Dipartimento dell’Editoria nella verifica e valutazione dei requisiti d’accesso ai contributi. IL CONSIGLIO GENERALE DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO Prot. 4l50142/SG Vista la legge 6 novembre 1989 n. 368 recante istituzione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, e successive modificazioni, in particolare all’art. 3, comma 1, lett. c) e in riferimento allo Schema di Decreto Legislativo recante la ridefinizione delia disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, In attuazione dell’articolo 2 commi 1 e 2, della Legge 26 ottobre 2016 n. 198, il CGIE, riunito in Assemblea Plenaria a Roma dal 29 al 31 marzo 2017, esprime Il proprio apprezzamento sull’impianto generale che, come previsto nel dettato della Legge, conferma il riconoscimento delle specificità della Stampa Italiana diffusa prevalentemente all’estero, come previsto ai Capo V di detto Schema Legislativo. Al contempo il CGIE esprime il proprio disappunto nei confronti di quanto affermato in coda all’art. 23 comma 3 dello Schema di Decreto Legislativo, laddove si legge “... e riveste interesse per la stessa”, affermazione di cui il CGIE chiede Io stralcio. Il CGIE formula, inoltre, due raccomandazioni, affinché: - sia mantenuta la commissione che attualmente affianca il Dipartimento dell’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri nella verifica e valutazione dei requisiti d’accesso ai contributi; - si definisca la percentuale dl quanto della quota del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione spettante alla Presidenza del Consiglio sia destinato al contributo per Il sostegno alla stampa italiana diffusa prevalentemente all’estero, auspicando che non sia inferiore agli stanziamenti erogati per l’anno 2016. IL SEGRETARIO GENERALE CGIE Michele Schiavone

“Palazzo Montecitorio, il corridoio antistante le Commissioni” (foto: Umberto Battaglia – www.camera.it) Notiziario USPI n° 5/2017


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 5

EDITORIA

L’ANTITRUST BACChETTA POSTE ITALIANE SULLA CONSEGNA DEI PRODOTTI EDITORIALI E LA CONCORRENZA Specifica l’Autorità: “In virtù del nuovo quadro regolamentare, Poste Italiane è autorizzata a consegnare la corrispondenza con tempi di consegna potenzialmente più lunghi rispetto al passato, creando così - proprio per i prodotti editoriali - potenziali disagi sia alle imprese editoriali sia ai consumatori”.

sono autorizzate, tramite la norma contenuta nel Milleproroghe, a consegnare la corrispondenza, tra cui i prodotti editoriali, con tempi di consegna potenzialmente più lunghi rispetto al passato, Poste Italiane creano così – proprio per questo tipo di prodotti – potenziali disagi sia alle imprese editoriali che ai consumatori».

L’Autorità Garante della concorrenza e del mercato può segnalare al Governo, al Parlamento, alle Regioni e agli Enti locali i provvedimenti normativi e amministrativi già vigenti, o in via di formazione, che introducono restrizioni della concorrenza. A partire dal 2010, inoltre, l’Autorità, nella relazione annuale inviata alla Presidenza del Consiglio, indica tutte le leggi che impediscono la competizione e che vanno dunque eliminate o riformate. Il Governo presenta alle Camere un disegno di legge, la legge annuale della concorrenza, con il quale vengono recepite le indicazioni dell’Antitrust, eventualmente indicando i settori nei quali ha deciso di non dare seguito alle sue osservazioni.

La questione è stata presentata al Governo e al Parlamento. Troverà, finalmente, una soluzione?

I tempi di recapito dei giornali e periodici sono sempre stati un vulnus per gli editori e i loro clienti che né Poste né il governo sono mai riusciti a risolvere. I ritardi e le mancate consegne sono stati, infatti, sempre il più grande disincentivo agli abbonamenti, nonostante il notevole costo delle spedizioni, tra tariffe pagate dagli editori, rimborsi dello Stato, e nuove spedizioni a tariffa ordinaria della rivista a coloro che non l’avessero ricevuta con la prima consegna. Ora è intervenuta anche l’ Authority del mercato, e lo ha fatto mettendo sotto accusa il comma 5 dell’articolo 2 del decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244 (convertito con legge 27 febbraio 2017, n. 19) – il c.d. decreto Milleproroghe (vedi Notiziario USPI n. 1/gennaio 2017). Tale norma ha previsto che “il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, per un periodo di tre anni e al fine di permettere l’ammortamento degli oneri derivanti dalle attività necessarie per fornire il servizio, provvede al rimborso a Poste Italiane S.p.A. ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto legge n. 353 del 2003, nei limiti delle risorse, appositamente stanziate, disponibili a legislazione vigente”. L’Autorità per la concorrenza e per il mercato sulla citata norma ha mosso delle osservazioni ed inviato una “segnalazione” (AS1370) alle principali cariche legislative ed esecutive dello Stato. In particolare, sottolinea l’Antitrust nella nota inviata, il ripristino delle agevolazioni tariffarie (che non coincide con la riduzione del prezzo pagato dagli editori, ma porta solo un maggior ricavo per le Poste) non può essere veicolato attraverso un solo operatore postale che si troverebbe, oggettivamente, in una situazione di vantaggio concorrenziale. Per questa ragione, conclude l’Autorità, gli altri operatori postali devono essere equiparati alle Poste nella fornitura dei servizi di recapito dei giornali, e ciò comporta che l’agevolazione veicolata solo attraverso un vettore viola le regole della concorrenza. Importante è la conseguenza che gli uffici del Garante traggono dalla valutata violazione della concorrenza: «…visto che Notiziario USPI n° 5/2017

********** AS1370 – POSTE ITALIANE- TARIFFA AGEVOLATA PER LE SPEDIZIONI POSTALI DI PRODOTTI EDITORIALI Roma, 28 aprile 2017 A: Presidente del Senato della Repubblica, Presidente della Camera dei Deputati, Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro dell’Economia e delle Finanze, Ministro dello Sviluppo Economico «A seguito della segnalazione AS419 Agevolazioni tariffarie postali per le spedizioni di prodotti editoriali del 18 ottobre 2007 e delle modifiche del quadro normativo e regolamentare successivamente intervenute, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’esercizio dei poteri di cui all’articolo 21 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, intende formulare alcune osservazioni in merito al contenuto dell’articolo2, commi 4 e 5, del decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito con legge 27 febbraio 2017, n. 19 (c.d. Decreto Milleproroghe 2016). La disposizione in esame in materia di editoria ha previsto il ripristino delle tariffazioni agevolate per le spedizioni di prodotti editoriali e lo stanziamento di contributi statali destinati allo scopo a beneficio di Poste Italiane S.p.A.; in particolare, il comma 5 prevede che “il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, per un periodo di tre anni e al fine di permettere l’ammortamento degli oneri derivanti dalle attività necessarie per fornire il sevizio, provvede al rimborso a Poste Italiane S.p.A. ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 353 del 2003, nei limiti delle risorse, appositamente stanziate, disponibili a legislazione vigente”. Il settore dell’editoria è stato disciplinato dalla legge n. 46/2004 (1) di conversione del decreto legge 24 dicembre 2003 n. 353, in base alla quale le imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e le imprese editrici di libri possono usufruire di tariffe agevolate postali per la spedizione di prodotti editoriali. Le modalità di corresponsione dei rimborsi è prevista dal comma 3 del citato decreto, che stabilisce un sistema di rimborso a posteriori da parte dello Stato alla società Poste Italiane S.p.A. della somma corrispondente all’ammontare delle riduzioni complessivamente applicate. Il regime delle tariffe agevolate è stato successivamente sospeso per il periodo tra il 1° settembre 2010 e il 31 dicembre 2012 dal comma 1-bis dell’articolo 2 del D.L. 125/2010 (2) ; la sospensione è stata successivamente prorogata fino al 31 dicembre 2013, e 5


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 6

EDITORIA poi fino al 31 dicembre 2016 (3) . La norma qui in esame ha, quindi, reintrodotto le tariffe agevolate a favore delle imprese editrici e nuovamente designato Poste Italiane quale unico operatore titolato a ricevere i rimborsi statali. Il trattamento differenziato tra Poste Italiane e gli altri operatori postali, alla luce della normativa comunitaria sulla liberalizzazione del mercato postale (4) e della collegata normativa nazionale di attuazione (5), risulta del tutto ingiustificato e ostacola la piena liberalizzazione del mercato europeo dei servizi postali. Si osserva infatti che, sulla base del d.lgs. 261/1999, sono affidati in via esclusiva al fornitore del servizio universale (Poste Italiane), per esigenze di ordine pubblico, esclusivamente

a) i servizi inerenti le notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890, e successive modificazioni e b) i servizi inerenti le notificazioni a mezzo posta di cui all’articolo 201 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Gli altri servizi postali possono essere resi dagli operatori diversi da Poste Italiane previa licenza individuale (se rientranti nell’ambito del servizio universale) o autorizzazione generale. Risulta evidente, quindi, che, fatta eccezione per i servizi rientranti nella riserva e sopra richiamati, gli operatori postali devono essere equiparati a Poste Italiane al fine di non vedere messa a rischio la loro operatività. Al contrario, la distorsione concorrenziale causata dalla norma oggetto di segnalazione danneggia gli operatori postali diversi da Poste Italiane, che non possono fruire dei contributi statali e, pertanto, non riescono a sostenere sotto il profilo economico le tariffe agevolate (fissate a livelli non di mercato) che può offrire invece Poste Italiane beneficiando dei rimborsi appositamente previsti. Gli operatori postali alternativi sono, pertanto, estromessi dall’offerta di questo servizio che, seppur liberalizzato e quindi potenzialmente oggetto di concorrenza, ritorna in questo modo in una situazione di monopolio de facto. Le criticità concorrenziali appena prospettate risultano ancora più manifeste se si considera che, in virtù del nuovo quadro regolamentare, Poste Italiane è autorizzata a consegnare la corrispondenza, tra cui i prodotti editoriali, con tempi di consegna potenzialmente più lunghi rispetto al passato, creando così - proprio per questo tipo di prodotti - potenziali disagi sia alle imprese editoriali sia ai consumatori. In questo contesto, un ampliamento delle possibilità di scelta del fornitore dei servizi postali appare ancor più auspicabile, anche al fine di abilitare una concorrenza sulla qualità del servizio e, in particolare, sui tempi di consegna. L’Autorità auspica, pertanto, che, fatta salva l’applicazione della normativa in materia di aiuti di Stato, si possa pervenire a una modifica della citata normativa nel senso di ampliare l’accesso ai contributi statali a tutti gli operatori postali, al fine di consentire il dispiegarsi di un pieno confronto competitivo».

IL PRESIDENTE Giovanni Pitruzzella ——————————— NOTE: 1) [L. 27 febbraio 2004 n. 46, “Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 24 dicembre 2003, n. 353, recante

disposizioni urgenti in materia di tariffe postali agevolate per i prodotti editoriali”.] 2) [D.L. 5 agosto 2010 n. 125, “Misure urgenti per il settore dei trasporti e disposizioni in materia finanziaria”.] 3) [L. n. 147/2013 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, art. 1, comma 336 (c.d. Legge di Stabilità 2014).] 4) [Si tratta delle Direttive 97/67 CE del parlamento Europeo e del Consiglio del 15 dicembre 1997 (Prima Direttiva postale); 2002/39/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 10 giugno 2002 (Seconda Direttiva postale) e 2008/6/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 febbraio 2008 (Terza Direttiva postale).] 5) [D. Lgs. 22 luglio 1999, n. 261.]

CONVEGNO “CYBER RISK E CIBERCRIME”, LA RELAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE USPI VETERE

Il 17 maggio scorso, presso l’hotel Ambasciatori Palace di Roma, si è svolto il Convegno “Cyber risk e Cibercrime – I nuovi rischi per le imprese, le soluzioni assicurative”, promosso da Insurance International Fellowship of Rotarians e dallo studio legale Dell’Aiuto, ed accreditato presso l’Ordine degli Avvocati di Roma. Il virus Wannacry e le tutele legali contro i crimini informatici sono stati al centro del convegno: argomento a dir poco d’attualità, specialmente dopo i recenti attacchi informatici che hanno infettato migliaia di computer nel mondo, Vetere ha relazionato sugli sviluppi normativi in materia e sulla legge sul cyberbullismo, approvata definitivamente proprio in questi giorni. Partendo da una frase di hegel («Quando un fenomeno cresce da un punto di vista quantitativo non si ha solo un aumento in ordine alla quantità, ma si ha anche una variazione qualitativa radicale. Se mi tolgo un capello sono uno che ha i capelli, se mi tolgo due capelli sono uno che ha i capelli, se mi tolgo tutti i capelli sono calvo. Vi è dunque un cambiamento qualitativo per il semplice incremento quantitativo di un fenomeno»), Vetere ha sottolineato, in relazione alle ipotesi di bullismo, la radicale differenza tra “le chiacchiere in piazza o alle scritte sui muri” – fenomeno minimo dal punto di vista quantitativo - e il “cyberbullismo” sulle reti e sui social che, coinvolgendo una gran quantità di persone, comporta di per sé, non solo aumento quantitativo del fenomeno, ma una variazione qualitativa radicale dello stesso. In quest’ultimo caso – ha concluso Vetere – sono necessari interventi di disciplina, regole e leggi a tutela dei soggetti colpiti. Al convegno hanno partecipato l’avvocato Gianni Dell’Aiuto, Alessandro Papini (perito informatico), Stefano Capaccioli (commercialista), Silvia Pea (assicuratrice) e Giuseppe Corasaniti, Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione. Ha concluso i lavori Robert Fang (direttore della rappresentanza economica di Taiwan a Roma).

Notiziario USPI n° 5/2017


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 7

DIALOGANDO

MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA 51° GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo «Non temere, perché io sono con te» (Is 43,5). 28 maggio 2017 Spezzare la spirale delle notizie negative, dando spazio alla logica della buona notizia. E’ l’esortazione rivolta dal Papa ai comunicatori nel Messaggio per la 51.ma Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, incentrato sul tema “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. Il documento esorta i comunicatori cristiani ad essere “canali viventi” del Vangelo, la “Buona Notizia” che illumina anche le situazioni più drammatiche della storia. Favorire una “comunicazione costruttiva” che rifiuti “i pregiudizi verso l’altro” e “favorisca una cultura dell’incontro”. Papa Francesco incoraggia tutti i comunicatori a spezzare il “circolo vizioso dell’angoscia” che si fissa sulle “cattive notizie”, scegliendo invece la logica della “buona notizia”. Ogni giorno, si legge nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali, vengono “macinate” tante informazioni. Sta dunque ai comunicatori “offrire un pane fragrante e buono a coloro che si alimentano dei frutti della loro comunicazione”. In tale contesto, dunque, il Messaggio propone “un contributo alla ricerca di uno stile comunicativo aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista”, ma cerchi piuttosto “di mettere in luce le possibili soluzioni, ispirando un approccio propositivo e responsabile nelle persone a cui si comunica la notizia”. Il Papa evidenzia che la realtà “non ha un significato univoco”. Tutto infatti dipende “dallo sguardo con cui viene colta, dagli occhiali con cui scegliamo di guardarla”.

********** «L’accesso ai mezzi di comunicazione, grazie allo sviluppo tecnologico, è tale che moltissimi soggetti hanno la possibilità di condividere istantaneamente le notizie e diffonderle in modo capillare. Queste notizie possono essere belle o brutte, vere o false. Già i nostri antichi padri nella fede parlavano della mente umana come di una macina da mulino che, mossa dall’acqua, non può essere fermata. Chi è incaricato del mulino, però, ha la possibilità di decidere se macinarvi grano o zizzania. La mente dell’uomo è sempre in azione e non può cessare di “macinare” ciò che riceve, ma sta a noi decidere quale materiale fornire (cfr Cassiano il Romano, Lettera a Leonzio Igumeno). Vorrei che questo messaggio potesse raggiungere e incoraggiare tutti coloro che, sia nell’ambito professionale sia nelle relazioni personali, ogni giorno “macinano” tante informazioni per offrire un pane fragrante e buono a coloro che si alimentano dei frutti della loro comunicazione. Vorrei esortare tutti ad una comunicazione costruttiva che, nel rifiutare i pregiudizi verso l’altro, favorisca una cultura dell’incontro, grazie alla quale si possa imparare a guardare la realtà con consapevole fiducia. Credo ci sia bisogno di spezzare il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura, frutto dell’abitudine a fissare l’attenzione sulle “cattive notizie” (guerre, terroriNotiziario USPI n° 5/2017

Foto da Flickr/L. Giovanazzi smo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane). Certo, non si tratta di promuovere una disinformazione in cui sarebbe ignorato il dramma della sofferenza, né di scadere in un ottimismo ingenuo che non si lascia toccare dallo scandalo del male. Vorrei, al contrario, che tutti cercassimo di oltrepassare quel sentimento di malumore e di rassegnazione che spesso ci afferra, gettandoci nell’apatia, ingenerando paure o l’impressione che al male non si possa porre limite. Del resto, in un sistema comunicativo dove vale la logica che una buona notizia non fa presa e dunque non è una notizia, e dove il dramma del dolore e il mistero del male vengono facilmente spettacolarizzati, si può essere tentati di anestetizzare la coscienza o di scivolare nella disperazione. Vorrei dunque offrire un contributo alla ricerca di uno stile comunicativo aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista, ma cerchi di mettere in luce le possibili soluzioni, ispirando un approccio propositivo e responsabile nelle persone a cui si comunica la notizia. Vorrei invitare tutti a offrire agli uomini e alle donne del nostro tempo narrazioni contrassegnate dalla logica della “buona notizia”. La buona notizia La vita dell’uomo non è solo una cronaca asettica di avvenimenti, ma è storia, una storia che attende di essere raccontata attraverso la scelta di una chiave interpretativa in grado di selezionare e raccogliere i dati più importanti. La realtà, in sé stessa, non ha un significato univoco. Tutto dipende dallo sguardo con cui viene colta, dagli “occhiali” con cui scegliamo di guardarla: cambiando le lenti, anche la realtà appare diversa. Da dove dunque possiamo partire per leggere la realtà con “occhiali” giusti? Per noi cristiani, l’occhiale adeguato per decifrare la realtà non può che essere quello della buona notizia, a partire da la Buona Notizia per eccellenza: il «Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio» (Mc 1,1). Con queste parole l’evangelista Marco inizia il suo racconto, con l’annuncio della “buona notizia” che ha a che fare con Gesù, ma più che essere un’informazione su Gesù, è piuttosto la buona notizia che è Gesù stesso. 7


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 8

DIALOGANDO Leggendo le pagine del Vangelo si scopre, infatti, che il titolo dell’opera corrisponde al suo contenuto e, soprattutto, che questo contenuto è la persona stessa di Gesù. Questa buona notizia che è Gesù stesso non è buona perché priva di sofferenza, ma perché anche la sofferenza è vissuta in un quadro più ampio, parte integrante del suo amore per il Padre e per l’umanità. In Cristo, Dio si è reso solidale con ogni situazione umana, rivelandoci che non siamo soli perché abbiamo un Padre che mai può dimenticare i suoi figli. «Non temere, perché io sono con te» (Is 43,5): è la parola consolante di un Dio che da sempre si coinvolge nella storia del suo popolo. Nel suo Figlio amato, questa promessa di Dio – “sono con te” – arriva ad assumere tutta la nostra debolezza fino a morire della nostra morte. In Lui anche le tenebre e la morte diventano luogo di comunione con la Luce e la Vita. Nasce così una speranza, accessibile a chiunque, proprio nel luogo in cui la vita conosce l’amarezza del fallimento.

Gli orizzonti dello Spirito La speranza fondata sulla buona notizia che è Gesù ci fa alzare lo sguardo e ci spinge a contemplarlo nella cornice liturgica della festa dell’Ascensione. Mentre sembra che il Signore si allontani da noi, in realtà si allargano gli orizzonti della speranza. Infatti, ogni uomo e ogni donna, in Cristo, che eleva la nostra umanità fino al Cielo, può avere piena libertà di «entrare nel santuario per mezzo

Si tratta di una speranza che non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori (cfr Rm 5,5) e fa germogliare la vita nuova come la pianta cresce dal seme caduto. In questa luce ogni nuovo dramma che accade nella storia del mondo diventa anche scenario di una possibile buona notizia, dal momento che l’amore riesce sempre a trovare la strada della prossimità e a suscitare cuori capaci di commuoversi, volti capaci di non abbattersi, mani pronte a costruire. La fiducia nel seme del regno Per iniziare i suoi discepoli e le folle a questa mentalità evangelica e consegnare loro i giusti “occhiali” con cui accostarsi alla logica dell’amore che muore e risorge, Gesù faceva ricorso alle parabole, nelle quali il Regno di Dio è spesso paragonato al seme, che sprigiona la sua forza vitale proprio quando muore nella terra (cfr Mc 4,1-34). Ricorrere a immagini e metafore per comunicare la potenza umile del Regno non è un modo per ridurne l’importanza e l’urgenza, ma la forma misericordiosa che lascia all’ascoltatore lo “spazio” di libertà per accoglierla e riferirla anche a sé stesso. Inoltre, è la via privilegiata per esprimere l’immensa dignità del mistero pasquale, lasciando che siano le immagini – più che i concetti – a comunicare la paradossale bellezza della vita nuova in Cristo, dove le ostilità e la croce non vanificano ma realizzano la salvezza di Dio, dove la debolezza è più forte di ogni potenza umana, dove il fallimento può essere il preludio del più grande compimento di ogni cosa nell’amore. Proprio così, infatti, matura e si approfondisce la speranza del Regno di Dio: «Come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce» (Mc 4,26-27). Il Regno di Dio è già in mezzo a noi, come un seme nascosto allo sguardo superficiale e la cui crescita avviene nel silenzio. Chi ha occhi resi limpidi dallo Spirito Santo riesce a vederlo germogliare e non si lascia rubare la gioia del Regno a causa della zizzania sempre presente.

“Logo della 51° Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali” del sangue di Gesù, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne» (Eb 10,19-20). Attraverso «la forza dello Spirito Santo» possiamo essere «testimoni» e comunicatori di un’umanità nuova, redenta, «fino ai confini della terra» (cfr At 1,7-8). La fiducia nel seme del Regno di Dio e nella logica della Pasqua non può che plasmare anche il nostro modo di comunicare. Tale fiducia che ci rende capaci di operare – nelle molteplici forme in cui la comunicazione oggi avviene – con la persuasione che è possibile scorgere e illuminare la buona notizia presente nella realtà di ogni storia e nel volto di ogni persona. Chi, con fede, si lascia guidare dallo Spirito Santo diventa capace di discernere in ogni avvenimento ciò che accade tra Dio e l’umanità, riconoscendo come Egli stesso, nello scenario drammatico di questo mondo, stia componendo la trama di una storia di salvezza. Il filo con cui si tesse questa storia sacra è la speranza e il suo tessitore non è altri che lo Spirito Consolatore. La speranza è la più umile delle virtù, perché rimane nascosta nelle pieghe della vita, ma è simile al lievito che fa fermentare tutta la pasta. Noi la alimentiamo leggendo sempre di nuovo la Buona Notizia, quel Vangelo che è stato “ristampato” in tantissime edizioni nelle vite dei santi, uomini e donne diventati icone dell’amore di Dio. Anche oggi è lo Spirito a seminare in noi il desiderio del Regno, attraverso tanti “canali” viventi, attraverso le persone che si lasciano condurre dalla Buona Notizia in mezzo al dramma della storia, e sono come dei fari nel buio di questo mondo, che illuminano la rotta e aprono sentieri nuovi di fiducia e speranza».

Francesco Notiziario USPI n° 5/2017


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 9

DIALOGANDO

80 ANNI FA NASCEVA IL SETTIMANALE “IL VITTORIOSO” È possibile che un semplice giornalino per ragazzi sia stato citato come “una delle espressioni più significative della cultura cattolica del Novecento”? E non solo: pur essendo scomparso nel 1967, una Associazione di Amici de “Il Vittorioso” (ecco il soggetto di questa rievocazione) fu fondata venticinque anni dopo, si sono scritte e si scrivono ancora tesi di laurea su di esso e anche di recente sono usciti volumi-saggio che ne ripercorrono il cammino editoriale ed educativo! Per capire questo autentico fenomeno di costume, che ha inciso su due generazioni negli anni più difficili della nostra storia, occorre risalire alla sua fondazione, esattamente ottanta anni fa. . Negli Anni Trenta del secolo scorso irruppero nelle edicole italiane i fumetti di matrice americana, come Gordon Flash, L’Uomo Mascherato, Cino e Franco, L’Agente Segreto X-9, Dick Tracy, e il Topolino prima maniera, su giornaletti quali L’avventuroso, L’intrepido, Jumbo, L’Audace, che conobbero subito un’ampia diffusione. Si destarono allora le preoccupazioni dei genitori e degli insegnanti, fino ai docenti universitari di lettere, di psicologia e di pedagogia. I comics furono accusati di essere portatori di violenza e di cattivo gusto estetico, persino di immoralità; molti li considerarono come un linguaggio “barbaro” che uccideva la buona lingua italiana comprimendo i dialoghi nelle “nuvolette” (da cui l’originale lemma italiano “fumetti”, a somiglianza delle esalazioni di un fumatore) e che, narrando per immagini precostituite, danneggiava l’elaborazione del pensiero. Insomma, avevano contro tutto il mondo della scuola e di molte famiglie, cosa che contribuì non poco al loro successo perché apparivano “eversivi” nei confronti della opprimente cultura fascista, che infatti finì per vietarli. Il pregiudizio rimase per lungo tempo e persino i politici s’infervorarono nella discussione; è rimasta nella storia una polemica interna al PCI fra Nilde Jotti che criticava l’uso dei comics sulle pagine de Il Pioniere e Gianni Rodari che ne difendeva le prerogative. Improvvisamente, a rompere le convinzioni dei perbenisti, ecco uscire, nel 1937, “Il Vittorioso”. Lo stupore generale fu che l’editore fosse il ramo giovanile dell’Azione Cattolica, un ente di formazione e di impegno cristiani, che in tal modo avvalorava il nuovo linguaggio, distinguendo fra questo – accettato in pieno e nobilitato da illustratori di alta qualità — e i suoi contenuti. La diffusione avveniva sia nelle parrocchie, in particolare con la spinta delle S e z i o n i

“Mini riunione di redazione. Al centro Benito Jacovitti, a dx Domenico Volpi”

Notiziario USPI n° 5/2017

Aspiranti (i ragazzi della GIAC), sia nelle edicole pubbliche (che nessuna rivista cattolica a larga diffusione aveva mai cercato di affrontare), sia per abbonamenti. Con grandi risultati immediati. Costo: 30 centesimi. Il primo numero, del gennaio 1937, aveva in prima pagina, “Il Mistero di Saturno”, storia di fantascienza a fumetti con l’atletico Sirio impegnato a salvare la Terra Le intenzioni dei fondatori, Luigi Gedda presidente della Gioventù di A.C. e il sacerdote scledense Francesco Regretti, erano espresse in un documento che diceva testualmente: “I ragazzi oggi leggono molto, hanno bisogno di leggere. Ora, che cosa leggono i nostri Aspiranti? Ecco una domanda angosciosa... C’è di più: noi dobbiamo arrivare a tutti i ragazzi, altrimenti non faremmo più Azione Cattolica. Un mezzo efficace per arrivare a tutti gli adolescenti (e per educare i nostri all’apostolato pratico) è precisamente Il Vittorioso”.

“Il Vittorioso, novembre 1952”

Per fortuna (anche mia), questa massa di buone intenzioni non gravò troppo sul contenuto del giornale, che era affidato a laici e redatto in tutta libertà. Il prelato “Assistente” dell’Associazione scriveva, nell’aprile 1937, forse per rispondere già a qualche critica dei più zelanti: “Il Vittorioso non contiene prediche o racconti edificanti. Se avesse questo carattere, molte porte resterebbero chiuse...”. La forza educativa del giornaletto stava nelle sue storie e nei personaggi che incarnavano il motto “forte, lieto, leale, generoso”, quattro virtù umane che però sono la base per costruire una formazione cristiana. Per sfuggire alla censura fascista, il titolo sembrava accennare alle recenti vittorie in Africa Orientale e ai sogni di trionfo del regime, ma il giornale era stato dedicato, a Pompei, a Maria Regina delle Vittorie, e aveva un inno che iniziava così: “I puri e i forti sono i vittoriosi – sul mondo, sul demonio e le passioni”. Chi scrive questa rievocazione ne ha diretto l’itinerario per il lungo periodo che va dal 1948 al 1966; da solo 8 pagine il giornaletto balzò a 16 (1950) e poi 24 (1955). La tiratura passò da 80 mila copie a 150 mila; considerevole per allora. Al Vitt (abbreviazione divenuta di moda) si affiancarono vari tipi di albi settimanali e mensili, e tutta una serie di iniziative quali il Carnevale Vitt, le Olimpiadi Vitt (sport e giochi negli oratori), i Campanili Vitt (gare per giovanissimi sciatori), i quaderni Vitt e varie raccolte di figurine. Mi permetto di rievocare, con gusto, alcuni aneddoti che indicano in quali atmosfere ho avuto la fortuna di operare. Il lavoro nasceva, fortunatamente, in una redazione vivace e 9


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 10

DIALOGANDO scanzonata, abituata alle burle e alle zingarate, formata in maggioranza di giovani, ove nessuno mai chiese ai collaboratori la tessera d’appartenenza a partiti o congreghe e neppure l’adesione a un’ideologia se non a quello spirito di far bene

“Gino Bartali in visita a Il Vittorioso. Bartali fu molto vicino al giornale nei primi anni e mise in premio ai lettori una sua bicicletta”

IL TRATTO MAGICO DI BENITO JACOVITTI È ovvio che Jacovitti (Jac) ebbe un effetto trascinante nella diffusione, sia del bel settimanale per ragazzi sia degli Albi Giganti che ripubblicavano i suoi più famosi cineromanzi sia ancor più sui 2 milioni di copie del Diario Vitt. Effetto, diremmo oggi, crossover, perché molti non praticanti e non pochi adulti comperavano in edicola il Vittorioso per le pagine, le copertine e gli spettacolari “paginoni” del grande disegnatore. Ma è lecito chiedersi se, sul piano dei contenuti, possiamo dire che Jac abbia avuto un’influenza educativo-formativa sui suoi lettori. Io ho sempre dichiarato che il puro divertimento, il sorriso e l’aperta risata hanno di per sé stessi una valenza pedagogica. Ma la risposta ha altre facce. Occorre considerare anzitutto lo stile: Jac abolisce la prospettiva, colloca i personaggi in piatto, come sperduti in un caos caricaturale di animali, edifici, oggetti, con abbondanza di salami e lische di pesce collocati sotto rotaie di tram immaginari. È un modo di dire: ragazzi esistono altre realtà oltre quella solitamente visibile, o altri modi di vedere la stessa realtà. L’aver destrutturato il fumetto e demitizzato sia i suoi personaggi (alludo in particolare a Tarzan e a Mandrago il mago, satira dell’americano Mandrake) sia i topòi dell’avventura e gli eroi dei film (allora, due potentissimi mezzi di suggestione ancor più degli inflazionati personaggi televisivi di oggi) mi pare opera meritoria. Il suo horror vacui che lo obbligava a saturare i suoi paginoni di disegni in ogni spazio era un invito a non perdersi i particolari, importanti quanto la visione d’insieme. I successi di Pippo, Pertica e Palla nelle

le cose e di servire i ragazzi che era proprio del giornale. Goliardìa e professionalità erano curiosamente mescolate. Si finiva spesso in pizzeria la sera. Accadeva che di venerdì, in compagnia di un amico prete, fossimo osservanti del mangiare di magro, ma. fino a mezzanotte, dopo di che arrivava il pollo alla diavola. Una volta stavano per arrestarci per schiamazzi notturni, ed io feci finta di telefonare al deputato Emilio Colombo, che era stato vicepresidente della Gioventù Cattolica, per suscitare la deferenza degli agenti. Una volta, su progetto di Zeccara, lanciammo nel cielo di Roma un falso disco volante, che qualcuno avvistò e segnalò ai giornali. Un’altra volta, in una delle prime edizioni della mostra di Via Margutta, organizzammo il lancio di un caso artistico presentando Peroni come una nuova stella dell’arte pittorica. Quando ebbi l’idea di invitare a Roma la mia fidanzata e di presentarla in Redazione, quegli sciagurati organizzarono una sceneggiata da manicomio negli uffici stessi: duelli con righe da disegno come spade e cestini da carta di vimini per elmi, ragni enormi disegnati da Jac sui vetri delle finestre, rodei di più strane situazioni incutevano fiducia ai lettori nelle loro possibilità Diceva di essere un clown, di disegnare come i clown fanno le capriole, infatti partiva da una trama appena scarabocchiata su un foglio, che presentava in redazione, ma poi faceva tutt’altro; si lasciava guidare dal disegno, iniziava col tratteggiare la testa e un occhio di un personaggio, poi saltava a disegnare le scarpe di un altro quattro vignette dopo, segno che “vedeva” la scena prima di realizzarla, e se una vignetta gli veniva male, la anneriva e scriveva “notte”. La sua indole bizzarra e trasgressiva e la sua voglia di sperimentare lo portarono a disegnare Il Kamasultra rendendo surreale anche la pornografia (ma perse il contratto per il Diario Vitt, con danno di questo e proprio), e a collaborare ad altre pubblicazioni umoristiche, Ma sul Vitt fu sempre impeccabile. Il suo surrealismo fu un

“Pippo, Pertica e Palla” invito permanente a non sopravvalutare la realtà materiale, a non considerarla “seria”, ma a superarla con sempre nuove interpretazioni e comunque a superarla (con l’umorismo, con la fantasia, con la fede…). Un invito a “vedere oltre” con occhi nuovi e mente aperta. D. V.

Notiziario USPI n° 5/2017


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 11

DIALOGANDO

VARIE

disegnatori che uscivano dagli armadi e cavalcavano altri a quattro zampe... La mia attuale moglie (che tale fu, nonostante tutto) ebbe l’impressione di essere stata attirata, dal paesello umbro, in una clinica cittadina popolata da pazzi dei quali io mi dicevo capo e responsabile. L’impatto sul pubblico giovanile fu grande e profondo. Ho incontrato dei settanta-ottantenni, mai visti e conosciuti prima, che mi hanno detto “Tu sei stato uno dei grandi educatori della mia vita”. In realtà, la popolarità del settimanale e di quanto ad esso collegato non si doveva solo a una direzione coerente, ma soprattutto alla qualità dei collaboratori. C’erano i grandi disegnatori della prima ora quali Craveri con i suoi animali antromorfizzati (Zoolandia era il contraltare del mondo disneyano, in una atmosfera tutta paesana), Caesar con la prodigiosa abilità nel descrivere avventure ove prevalevano gli sviluppi della tecnica, Caprioli con i suoi chiaroscuri puntinati, ideali per descrivere avventure esotiche e di mare, e poi Paparella, Cossio, Chiletto. A loro si aggiunsero, in quel dopoguerra, alcuni valentissimi giovani, primi fra tutti il surreale Benito Jacovitti, autore dei personaggi-guida Pippo Pertica e Palla e di gremiti “paginoni”, il classico Gianni De Luca che poi rivoluzionò la struttura delle stripes, e altre grandi firme: Bellavitis, Battaglia, Zeccara, Giovannini, Peroni, Ferrari e un altro grande umorista, Lino Landolfi, creatore del personaggio Procopio, vincitore di un referendum radiofonico

La scuola italiana del fumetto si sviluppò su quei fogli. “Il Vittorioso, ottobre 1952” I pregiudizi contro il linguaggio caddero soprattutto quando autorevoli studi dimostrarono che esso, invece di deprimere la fantasia, la stimolava obbligando il lettore a riempire lo spazio tra una vignetta e l’altra, tanto da creare l’illusione di una visione “in movimento”. Con il libro “Didattica dei Fumetti” mostrai agli insegnanti che l’analisi delle strpes e dei loro meccanismi narrativi aveva forti analogie con il cinematografo e la tv, quindi potevano essere una introduzione alla comprensione di tutti i linguaggi delle immagini (inquadrature, sequenze, piani, personaggi, serialità ecc.).. Alle pagine di testo e alle sceneggiature collaboravano autori come Giuseppe Fanciulli, Olga Visentini, Vittorio Emanuele Bravetta, Alberto Manzi, Sandro Cassone, Mario Pucci, Eros Belloni, Luciana Martini, ed esperti di sport e di giornalismo come Natale Bertocco, Enzo Balboni, Remo Pascucci, Goffredo Silvestri, Ugo Sciascia, per citarne solo una parte. Ho la fortuna, alla mia età, di poter ripercorrere con memoria ancora viva quella straordinaria avventura iniziata a 21 anni e proseguita poi per tutta la vita, su altri giornali e libri.

Domenico Volpi Notiziario USPI n° 5/2017

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale”. ENTRO IL MESE DI MAGGIO Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARChE - che pubblicano qUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite alpubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio-marzo 2017); - che pubblicano qUATTORDICINALI, qUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, NON sono tenuti ad effettuare alcuna consegna. ENTRO IL MESE DI GIUGNO Gli editori con sede principale in LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA - che pubblicano qUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio-marzo 2017). - che pubblicano qUATTORDICINALI, qUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ nel mese di giugno NON devono effettuare alcuna consegna. Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2017.

SCADENZE ROC: IES (Informativa economica di sistema) entro il 31 luglio 2017 L'Informativa Economica di Sistema (IES) è una dichiarazione annuale da rendere all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni cui sono obbligati gli operatori dei settori dei media (tra i quali gli editori, anche in formato elettronico) e riguarda i dati anagrafici ed economici sull'attività svolta. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha disciplinato l'Informativa Economica di Sistema con la Delibera n. 397/13/CONS, modificata dalla Delibera n. 235/15/CONS e da ultimo dalla Delibera n. 147/17/CONS, L'adempimento consiste nella compilazione del modello elettronico pubblicato ogni anno, che deve essere inviato all'AGCOM dal 1° giugno al 31 luglio 2017. Il modello elettronico dovrà essere trasmesso da un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo: ies@cert.agcom.it. Restano sempre esentati dall’obbligo isoggetti che abbiano, nell’anno di riferimento (2016), ricavi totali riferibili alle attività rilevate dall’Informativa Economica di Sistema, incluse le eventuali provvidenze pubbliche e le convenzioni con soggetti pubblici, pari a zero euro. Per chiarimenti è possibile contattare: info_ies@agcom.it.


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 12

WEB

L’INNOVAZIONE SPAVENTA I PIÙ DEBOLI, UNA RICERCA AGI Sui processi di innovazione presentata a #internetday: gli italiani tra ritardi e preoccupazioni I principali risultati del rapporto «Uomini, robot e tasse: il dilemma digitale» realizzato nell’ambito del programma pluriennale “Diario dell’Innovazione” - un progetto triennale AGI – Censis di monitoraggio della reazione degli italiani di fronte ai processi di innovazione, a supporto del Rapporto Cotec sulla cultura dell’innovazione degli Italiani presentati al MAXXI di Roma riguardano i due volti dell’innovazione:

- gli italiani da un lato denunciano il ritardo del Paese, dall’altro temono l’allargamento dei divari e i rischi sul fronte occupazionale; - le tecnologie digitali sono ritenute fondamentali sul fronte del monitoraggio della vita urbana e della sicurezza, ma viene sottovalutato l’impatto positivo dell’automazione e della robotica sui processi industriali; - contrastati i pareri in tema di prelievo fiscale sui robot e sui giganti del web. Preoccupati gli italiani non connessi alla rete: sui servizi digitali necessaria un’opera di mediazione e una nuova solidarietà intergenerazionale.

ancora per gran parte inesplorato. Completano il quadro coloro (il 28,5% del totale) che ritengono che i posti di lavoro nel complesso non varieranno in termini numerici. Il cambiamento riguarderà semmai il tipo di lavoro che saremo chiamati a svolgere. La consapevolezza del ritardo italiano La maggioranza relativa degli italiani (44,6%) ritiene che il Paese – pur a fronte di alcune eccellenze – non stia riuscendo a tenere il passo dei paesi più avanzati in tema di innovazione. Meno pessimisticamente, il 29,6% degli intervistati è convinto che l’Italia stia cambiando, ma solo al traino di quanto avviene all’estero. Solo il 9,8% degli italiani ritiene che il gap cumulato in passato si sia ridotto negli ultimi anni. Per contro, un 15,3% di “iper-critici” sposa la tesi che l’Italia sia sprofondando tra i paesi più arretrati d’Europa.

Tecnologie digitali per la sicurezza: un’equazione ad “alto gradimento” Il pendolo tra libertà e sicurezza si sposta decisamente verso quest’ultima. Il 40,8% degli italiani valuta positivamente la penetrazione in ambito urbano delle tecnologie che consentono un maggior controllo sulla vita collettiva. Inoltre, il 43,8% dichiara di adattarsi volentieri ad un maggior controllo, a patto che questo coincida con una maggior sicurezza. Queste posizioni si amplificano tra la componente più anziana della popolazione. Paventano una possibile riduzione della libertà individuale solamente il 15,4% degli italiani (che tuttavia superano il 20% considerando esclusivamente le giovani generazioni). Sottostimato il valore positivo dell’automazione nei processi industriali Per un 10,0% di italiani parlare di automazione e di robotica significa proiettarsi in un libro di Isaac Asimov o tra gli androidi di Star Wars. Fantascienza, dunque, più che attualità o futuro prossimo.

- contro la disoccupazione giovanile si richiede il rilancio del turn over nell’impiego pubblico e il sostegno alle start up innovative. - Non convince il reddito di cittadinanza L’innovazione spaventa i più deboli I profili sociali più vulnerabili, in particolare coloro che vivono in famiglie di basso livello socio-economico o che sono privi di titoli di studio superiori (diploma o laurea) temono l’innovazione. Il 66,7% e il 59,2% rispettivamente, sono infatti convinti che i processi innovativi finiranno per ampliare la forbice tra i ceti sociali.

L’automazione nei processi produttivi: l’allarme lavoro. Un ulteriore preoccupazione viene dalla penetrazione dell’innovazione nei processi produttivi. Il 37,8% degli italiani ritiene che processi di automazione sempre più spinti e pervasivi determineranno un saldo negativo di posti di lavoro. Anche in questo caso le maggiori preoccupazioni sono riscontrabili tra chi non dispone di titoli di studio elevati (43,8%). Per contro, il 33,5% degli intervistati ritiene che le opportunità aumenteranno in uno scenario di nuovi lavori

La maggior parte degli intervistati (il 40,6%), si concentra invece sui dispositivi, in parte già oggi disponibili, che possono migliorare la nostra vita quotidiana svolgendo al posto nostro compiti ritenuti faticosi o ripetitivi. Ci sono poi coloro che focalizzano l’attenzione sulla possibile disoccupazione che verrà generata dall’applicazione massiccia della robotica nei processi produttivi (il 29,9% del totale dei rispondenti, che salgono però al 41,6% considerando la sola componente meno istruita della popolazione). Solo il 18,7% degli italiani associa in prima istanza l’automazione e la robotica alla possibilità di ottimizzare i processi produttivi delle aziende aumentandone la competitività e la produzione di valore aggiunto. Il concetto di “fabbrica 4.0” e il delta di produttività che si potrà creare da un nuovo rapporto tra lavoratori e macchine sempre più intelligenti e connesse non sembra ancora percolato diffusamente nel panorama cognitivo del Paese. L’automazione e la robotica: incentivarle o tassarle? Per il 42,1% degli italiani la penetrazione dell’automazione e della robotica nei processi produttivi deve essere in qualche modo regolata perché, sostituendo il lavoro umano, finiranno per determinare una riduzione del gettito fiscale complessivo. Notiziario USPI n° 5/2017


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 13

WEB E’ in pratica la posizione di Bill Gates, il fondatore di Microsoft, che ha di recente sostenuto che un robot dovrebbe essere tassato nella stessa misura del lavoratore che sostituisce. Una percentuale di fatto identica (il 41,6%) la pensa però diversamente: l’evoluzione scientifica e tecnologica seguirà il suo corso e non ha senso pensare di introdurre meccanismi che possano arginarlo o limitarlo. Completa il quadro delle opinioni la posizione – minoritaria – di chi ritiene che l’introduzione della robotica sia da incentivare come elemento di sostegno alla competitività delle imprese italiane (16,3%). Sì alla web tax, ma attenzione alle conseguenze Più della metà della popolazione italiana (55,0%) concorda nel ritenere opportuna una legge in grado di tassare i profitti generati in Italia dai grandi soggetti web (Google, Facebook, E.Bay, Amazon, AirBnB, ecc.) con sede legale all’estero in paesi a fiscalità privilegiata. La volontà del governo italiano di proporre un simile provvedimento agli altri Paesi Ue durante il G7 delle Finanze 2017 gode dunque dei consensi della maggior parte degli italiani. Consapevolmente, un ulteriore 27,6% degli intervistati ritiene che la questione non possa o non vada affrontata a livello nazionale ma che vada demandata all’Unione Europea. Si rileva inoltre la posizione – minoritaria nel Paese (17,5%) ma maggiormente sentita dalle giovani generazioni (27,5%) – di chi pensa che una legge del genere possa rivelarsi dannosa riverberandosi sui costi dei servizi web per l’utente finale. L’Italia “fuori rete”: strategie di sopravvivenza per chi non usa il web In un Paese sempre più digitalizzato non si può non valutare l’eventuale disagio o senso di estraniazione di chi non usa internet. Quest’Italia “fuori rete”, per circa un terzo (34,1%) si sente realmente svantaggiata rispetto a chi è in condizioni di connettersi frequentemente e agevolmente. Uno svantaggio che viene ricondotto all’accesso alle informazioni, ai servizi ed alle minori opportunità di relazione con gli altri. Questi cittadini esposti al digital divide, ricorrono ad

Notiziario USPI n° 5/2017

amici, parenti o conoscenti (67,6%) o ad intermediari specializzati quali patronati o Caf (23,5%) quando devono usufruire di servizi in rete. E’ dunque in atto un processo di “solidarietà intergenerazionale” fra chi è in grado di utilizzare i servizi digitali e chi, per l’età avanzata o per difficoltà economiche e culturali, non riesce a rimanere al passo con le innovazioni. Una solidarietà di cui ci sarà maggior bisogno se e quando i servizi pubblici saranno accessibili solo via web. La quota di chi si affiderà a persone di fiducia copre oltre un terzo del totale. Preoccupa invece la quota consistente (23,5%) di coloro che affermano che non saprebbero assolutamente come risolvere il problema. Contro la disoccupazione giovanile, lavoro pubblico e start-up. Non convince il reddito di cittadinanza Per fronteggiare il problema della disoccupazione giovanile gli italiani, e le giovani generazioni soprattutto, richiedono uno scatto di protagonismo ed un impegno diretto molto concreto dei soggetti pubblici con poteri decisionali. Due sono gli assi di intervento che vengono individuati tra quelli da presidiare: da un lato il rinnovamento della pubblica amministrazione attraverso uno sblocco del turn over (29,9% del totale delle risposte), dall’altro il sostegno alle forme più avanzate di imprenditoria giovanile (le start up innovative) (27,9%). Minori consensi ricevono tutte quelle modalità di azione che puntano a rafforzare il capitale umano (formazione in campo scientifico, competenze digitali, ecc.), o a rinnovare le politiche attive per il lavoro (potenziamento dei centri per l’impiego, apprendistato, programmi di studio all’estero, ecc.). Anche modalità di intervento di natura socio-assistenziale come il reddito di cittadinanza, sia pure collegate a percorsi formativi obbligatori, raccolgono al momento consensi limitati sia tra i giovani (19,6%) che nel corpo sociale nel suo complesso (18,8%). Primaonline.it, 28 aprile 2017 Rapporto completo su: www.agi.it/innovazione 3


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 14

NOTIZIE INPGI

RIFORMA: APPROVATE DAI MINISTERI LE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA Via libera da parte dei Ministeri vigilanti alle clausole di salvaguardia previste dalla riforma dell’Inpgi. Le tutele per i giornalisti disoccupati o dipendenti di aziende in stato di crisi erano state sospese in attesa di maggiori informazioni sulla platea interessata e sull’impatto sull’equilibrio della gestione. Oggi il Ministero del lavoro ha espresso parere favorevole alle clausole completando così il percorso di approvazione della riforma. Le deroghe riguardano in totale 183 colleghi che avranno un anno di tempo, a partire dal 21 febbraio scorso (data di approvazione della riforma da parte dei ministeri), per maturare i vecchi requisiti di accesso alla pensione.

“E’ un passaggio molto importante – ha dichiarato la Presidente dell’Inpgi Marina Macelloni – perché ci consente di offrire una tutela in più a quei colleghi che subiscono più di altri il peso della crisi del settore e conferma la capacità dell’Istituto di attuare tutte le forme di solidarietà compatibili con la propria solidità economica”. I Ministeri vigilanti hanno approvato anche gli altri articoli del nuovo regolamento rimasti in sospeso ad eccezione di quelli che riguardano le modifiche all’accredito dei contributi figurativi e al riscatto del praticantato svolto presso le scuole di giornalismo. Roma, 4 maggio 2017 **********

Nota tecnico illustrativa allegata

- Autorizzazione alla prosecuzione volontaria antecedente della cessazione del rapporto di lavoro alla data del 30106/2016; - Non rioccupati con rapporti di lavoro subordinato dopo l’autorizzazione al versamento volontario; - Decorrenza della pensione entro 12 mesi dalla data di approvazione del Regolamento (21/02/2017). CATEGORIA Giornaliste e giornalisti collocati in mobilità ai sensi della legge n. 223/1991, ovvero dipendenti da aziende in crisi sensi della legge n. 416/81 e successive modificazioni e integrazioni, collocati in CIGS o in Contratto di solidarietà, ovvero disoccupati per cessazione rapporto di lavoro da aziende in crisi CRITERI DI AMMISSIONE ALLA SALVAGUARDIA (condizioni concorrenti e non alternative) - Accordi sindacali stipulati anteriormente alla data del 30106/2016; - Perfezionamento requisiti di età e contributi entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o di cigs-solidarietà e/o disoccupazione e decorrenza della pensione entro 12 mesi dalla data di approvazione del Regolamento (21/02/2017). Pertanto, nel periodo di salvaguardia, i soggetti rientranti nella platea definita dalla suddetta tabella potranno accedere al trattamento pensionistico con i seguenti requisiti: Pensione di anzianità: 35 anni di contribuzione ed almeno 57 anni di età, con applicazione delle penalizzazioni riferite all’anticipazione rispetto ai 40 anni di contribuzione o ai 62 anni di età. Ai fini del requisito contributivo, in base alla previgente normativa regolamentare, sono considerate utili anche le anzianità contributive INPS (limitatamente alle gestioni AGO). Le penalizzazioni in caso di anticipazione sono le seguenti:

RIFORMA: ULTERIORI MISURE APPROVATE DAI MINISTERI VIGILANTI A seguito degli approfondimenti richiesti con la nota del 20 febbraio 2017 - con la quale è ABBATTIMENTO % DA APPLICARE AL COMPUTO DELLE PENSIONI stata approvata parzialmente la ANNI ANTICIPO PENSIONE Riforma deliberata dal ANNI INTERI FRAZIONI MENSILI DI ANNO Consiglio di Amministrazione con atto n. 62/2016 - i Ministeri 0 0,397 vigilanti con provvedimento del 4 maggio 2017 hanno dato il via 1 4,76 0,361 libera alle seguenti ulteriori misure: 2 9,09 0,329 3 CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA 4 In deroga ai nuovi requisiti potranno accedere alla pensio5 ne di vecchiaia e di anzianità con i requisiti - anche con abbattimenti - previsti dalla previgente normativa, i giornalisti appartenenti alle categorie indicate nella tabella sottostante. Le clausole di salvaguardia hanno una durata di 12 mesi. che decorrono - cos ì come specificato dai Ministeri vigilanti - dalla data di approvazione dell’art. 4 del Regolamento, avvenuto in data 21/02/2017.

CATEGORIA Giornaliste e giornalisti che a seguito siano stati ammessi alla prosecuzione volontaria della contribuzione. CRITERI DI AMMISSIONE ALLA SALVAGUARDIA (condizioni concorrenti e non alternative)

13,04

0,303

16,67

0,278

20,00

-

Pensione di vecchiaia: 20 anni di contribuzione ed almeno 65 anni di età per gli uomini e 63 anni per le donne. Le donne possono accedere alla pensione anche a partire dai 60 anni di età, ma in tal caso si applicano le penalizzazioni riferite all’anticipazione rispetto ai 65 anni di età. Ai fini del requisito contributivo, in base alla previgente normativa regolamentare, sono considerate utili anche le anzianità contributive INPS (limitatamente alle gestioni AGO). Per le donne, le penalizzazioni in caso di anticipazione sono le seguenti: Notiziario USPI n° 5/2017


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 15

NOTIZIE INPGI ANNI ANTICIPO PENSIONE

ABBATTIMENTO % DA APPLICARE AL COMPUTO DELLE PENSIONI ANNI INTERI

FRAZIONI MENSILI DI ANNO

0

-

0,199

1

2,38

0,181

2

4,55

0,165

3

6,52

0,152

4

8,34

5

10,00

mensili). In caso di retribuzione inferiore a tale limite l’anzianità contributiva sarà riparametrata alla retribuzione effettiva. A decorrere dal 1/01/2017 la contribuzione viene, quindi, accreditata in settimane. Le contribuzioni acquisite “in mesi” fino al 31 /12/2016 sono trasformate in settimane con il rapporto di 52 settimane = 1 anno.

INTERVENTI NON APPROVATI DAI MINISTERI VIGILANTI • CONTRIBUZIONE FIGURATIVA: non è stata approvata la disposizione regolamentare che modificava il massimale retributivo per l’accredito della contribuzione figurativa. Tale misura prevedeva l’accredito della contribuzione figurativa entro il limite di 1,5 volte la retribuzione contrattuale minima del Capo-redattore. Di conseguenza, resta in vigore l’attuale massimale corrispondente alla retribuzione minima contrattuale del Capo-redattore aumentata degli scatti di anzianità. 0,139

CALCOLO DELLA PENSIONE Calcolo contributivo. Per le contribuzioni successive al 1/01/2017, la pensione è calcolata con il sistema di calcolo contributivo di cui alla legge n. 335/1995. Per gli assicurati il cui trattamento è determinato con il sistema misto (retributivo/contributivo), la quota di pensione calcolata con il sistema di calcolo contributivo non può comunque essere superiore a quella che sarebbe spettata mantenendo il sistema retributi- SCAgLIONI DELLA RETRIBUZIONE PENSIONABILE ALIqUOTE DI RENDIMENTO % vo con l’applicazione agli attuali scaglioni reddituali delle seguenti aliquote: fino a 44.456,00 2,00 (vedi tabella a fianco) La quota di pensione calcolata con il sistema contributivo , quindi, non può essere di importo maggiore rispetto a quella calcolata con il sistema di calcolo retributivo e, conseguentemente, viene posta in pagamento la quota di minor importo.

da

44.456,01

a

59.126,48

1,60

da

59.126,49

a

73.796,96

1,35

da

73.796,97

a

84.466,40

1,10

oltre

84.466,40

0,90

ACCREDITO DELLA CONTRIBUZIONE SETTIMANALE In materia di anzianità contributiva è stata recepita la disposizione di cui all’art. 7, comma 1, primo periodo, del D.L. n. 463/1983 convertito in Legge n. 638/1983, e successive modificazioni. Tale disposizione prevede un minimo retributivo settimanale per l’accredito della anzianità contributiva (40% del trattamento minimo INPS - equivalente nel 2017 a 870,00 Euro

• PRATICANTATO SVOLTO NELLE SCUOLE DI GIORNALISMO: Ministeri non hanno approvato la possibilità di riscatto. I Ministeri, altresì, hanno invitato l’ente ad esplicitare nel Regolamento che l’onere per tutti i tipi di riscatto dovrà essere determinato con il nuovo sistema di calcolo contributivo e sulla base di appositi coefficienti attuariali. Il Direttore generale Dott.ssa Maria I. lorio

IL N° 1 NELLA RASSEGNA DA STAMPA E SITI WEB L’ECO DELLA STAMPA S.p.A. è il leader italiano nell’industria del media monitoring ed è tra i più importanti operatori europei. Da oltre 100 anni il nostro Gruppo è il partner naturale per chi opera nella comunicazione e nel marketing, in qualsiasi struttura pubblica o privata, e abbia l’esigenza di monitorare l’immagine della propria organizzazione e dei competitor sui media tradizionali e digitali.

RASSEGNE RADIO E TV, CON UN CLICK IL SOCIAL MEDIA MONITORING SU MISURA

ECO STAMPA by L’ECO DELLA STAMPA

ECO VIDEO by L’ECO DELLA STAMPA

ECO SMM SOCIAL MEDIA MONITORING by L’ECO DELLA STAMPA

L’ECO DELLA STAMPA S.p.A. www.ecostampa.it Tel 02 748113.1 Fax 02 748113.444 info@ecostampa.it

Notiziario USPI n° 5/2017

MEDIA ANALYSIS, PER CAPIRE E PER FARE

ECO ANALYSIS by L’ECO DELLA STAMPA

5


maggio_nuovo notiziario.qxd 26/05/2017 10:16 Pagina 16

VARIE

“DOOMSDAY LIBRARY”, in Norvegia nasce la biblioteca per salvare i libri dall’apocalisse Nell’arcipelago remoto delle Svalbard sepolto il tesoro del sapere umano A nord della Norvegia, sull’isola di Spitsbergenin, nell’arcipelago artico delle Svalbard, c’è un posto nato con l’intento di proteggere i libri da un’ipotetica apocalisse: una biblioteca “segreta”, nascosta nel permafrost, dal nome evocativo “Doomsday Library” (con riferimento al “Doomsday”, ovvero “Giorno del giudizio”). Il suo compito è quello di conservare le tracce del nostro passaggio sulla Terra, dando testimonianza alle civiltà future dei nostri pensieri e delle nostre opere più importanti. La struttura è stata sistemata accanto al “Global Seed Vault”, la banca dei semi nata da un progetto del Fondo mondiale per la diversità delle colture (Global Crop Diversity Trust) con l’obiettivo di conservarli e un giorno, forse, riportarli alla vita. La cripta, finanziata dal governo norvegese e inaugurata ufficialmente nel 2008, è costituita in modo da conservare i semi per migliaia di anni sotto un consistente strato di permafrost.

poter superare i 1000 anni di conservazione. I Paesi di tutto il mondo sono stati invitati a inviare le versioni digitalizzate delle loro opere più significative al World Arctic Archive: da qui partirà il processo per l’inserimento nella “Doomsday Library”. Non servirà più, dunque, imparare i testi a memoria, come in “Fahrenheit 451”, per salvarli dall’apocalisse; gli amanti dei libri potranno ora confidare in questa libreria, sperduta in un’isola lontana, ma custode di uno dei tesori più preziosi al mondo: la cultura.

Ilaria Betti http://www.huffingtonpost.it

Per conservare i libri, la “Doomsday Library” utilizzerà un sistema digitale di preservazione eterna chiamato PIqL, ideato in Norvegia e utilizzato per molti film di Hollywood. Due programmi, PIQL Writer e il PIQL Reader, permettono di trasferire contenuti digitali sulla speciale pellicola PIQL Film e quindi di rileggere e riprodurre per sempre tutti i file immessi di qualsiasi tipo e formato. I test condotti hanno mostrato che questo tipo di pellicola rende gli scritti leggibili anche a distanza di 500 anni, ma l’azienda produttrice è fiduciosa di

www.trendsderzukunft.de

ilNotiziario Mensile - numeri Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Editoriale: Sara Cipriani Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)

CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER E’ STATA

RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACChI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU www.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.

“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.

Il n. 5 maggio 7 è stato stampato il 25 maggio 2017

Notiziario USPI n° 5/2017


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook