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Contributo AGCOM, modulistica e istruzioni, pagina 13 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 15
Decreto legge 18 maggio 2012 , n. 63
Deposito legale delle opere digitali
LA NUOVA DISCIPLINA PER L’ ACCESSO AI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA DELLA LEGGE 250/90
IL MINISTERO CHIEDE PIU’ COLLABORAZIONE
Stabiliti nuovi criteri di calcolo già per i contributi 2012 e nuovi requisiti di accesso per il 2013 – Legge delega al Governo per la disciplina di accesso ai contributi a partire dall’esercizio 2014 - Per i contributi 2011, le regole rimarranno quelle attualmente in vigore con il D.P.R. 25 novembre 2010, n. 223 (c.d. regolamento Bonaiuti)
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ulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 117 del 21-5-2012, è stato pubblicato il decreto legge 18.05.2012, n. 63, recante “Disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità’ istituzionale”. Contestualmente, il Consiglio dei Ministri di venerdì 11 maggio ha approvato un disegno di legge che prevede una legge delega per la nuova disciplina del sistema dei contributi, a partire dall’esercizio finanziario 2014. Dal momento della pubblicazione del decreto legge, l’iter parlamentare, chiaramente, si dovrà concludere in sessanta giorni, mentre per il disegno di legge il Parlamento non ha alcun termine cui attenersi. Per l’anno 2012 le regole rimarranno quelle attualmente in vigore, per cui si rimanda alla disciplina introdotta dal Regolamento approvato con il D.P.R. 25 novembre 2010, n. 223. Il decreto legge n. 63 va nella direzione, 4
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on una lettera, datata 16 aprile 2012, a firma del Direttore Generale, dr. Maurizio Fallace, il Ministero per i beni e le attività culturali ha sollecitato le Associazioni degli editori (USPI compresa), firmatarie dell’Accordo sulla sperimentazione del deposito legale delle opere digitali on-line, a diffondere presso i propri associati tale Accordo, dato che tale sperimentazione non ha prodotto finora gli esiti sperati. L’Accordo prevede l’adesione, su base volontaria, dell’editore interessato, ad una convenzione con le Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze e con la Biblioteca nazionale Marciana di Venezia, e la sottoscrizione della relativa licenza d’uso. Riportiamo, di seguito, la lettera del Ministero e l’Accordo sottoscritto dall’USPI il 14 luglio 2011. Tutti gli approfondimenti sono www.uspi.it, sezione “Comunicati”.
sul
sito
“OGGETTO: Deposito legale digitale A seguito dell’accordo del mese di luglio 2011 con le Associazioni in indirizzo è stata promossa la sperimentazione del deposito legale delle opere digitali on-line presso gli editori . Questa Direzione generale, nell’intento di condurre una prima verifica sugli sviluppi dell’operazione, chiede di conoscere quale diffusione, eventualmente anche attraverso la publicizzazione nel sito delle rispettive associazioni, abbia avuto la lettera cofirmata insieme ai Presidenti delle Associazioni e quali adesioni alIa sperimentazione siano state riscontrate negli editori. . 2 Intervenendo alla inaugurazione del XXV Salone internazionale del Libro di Torino
“Definire la libertà di stampa come la libertà di parlare e di dire ciò che si vuole fa il paio col fatto di spacciare la libertà in generale come la libertà di fare ciò che si vuole. Siffatto parlare appartiene alla rozzezza e alla superficialità”.
PELUFFO: I CONTRIBUTI, IL DIGITALE E LA PROMOZIONE DELLA LETTURA
Friedrich Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (1821) Mostra “1861-2011. L’Italia dei libri” (XXV Salone nternazionale del Libro, Torino 10.14 maggio 2012
Il XXV Salone internazionale del Libro di Torino è stato inaugurato giovedì 10 maggio 2012 dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Peluffo. L’occasione è stata colta dal Sottosegretario con delega all’editoria, Paolo Peluffo, per fare il punto sui contributi diretti all’editoria e le prospettive di intervento del governo nel nostro settore. 9
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 48° - MENSILE - 11 NUMERI - 5 maggio 2012 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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IL MINISTERO CHIEDE PIU’ COLLABORAZIONE 1
Poiché i risultati segnalati in questi primi mesi del 2012 da parte delle biblioteche nazionali, con le quali gli editori dovevano prendere contatti, non hanno avuto l’esito sperato, si chiede, nell’ambito della collaborazione finora mostrata, di esortare gli editori a partecipare alla sperimentazione per contribuire ad un compito di cosi alto rilievo culturale per il Paese. Nel ringraziare per quanto codeste Associazioni potranno fare si inviano cordiali saluti”. Riportiamo di seguito la lettera di presentazione dell’Accordo, a firma congiunta USPI-Ministero per i beni culturali ed ambientali: «Oggetto: Deposito legale digitale Gentile editore, Il DPR 252 del 2006, nel dare attuazione alla nuova legge sul deposito legale (L. 106/2004), ha affrontato per la prima volta in Italia il tema del deposito delle opere pubblicate in forma digitale. In particolare, per le pubblicazioni online, l’art. 37 del citato DPR 252 “promuove forme volontarie di sperimentazione del deposito [ ... ] mediante la stipulazione di appositi accordi con i soggetti obbligati al deposito” (comma 2). Nell’intento di dare avvio a tale sperimentazione, grazie al proficuo confronto tra le associazioni di categoria rappresentative degli editori e la Direzione generale per le Biblioteche e gli Istituti Culturali e il diritto d’Autore del MiBAC, è stata delineata una Convenzione per il deposito legale dei documenti elettronici. Il testo, allegato alla presente, è stato definito da un gruppo di lavoro istituito all’interno della Commissione per il deposito legale ( ex articolo 42 del DPR 252). La Direzione generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il diritto d’Autore e l’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI) condividono gli obiettivi della legge, sia in relazione all’esigenza di garantire nel lungo periodo la memoria della produzione culturale del paese, facilitando la costituzione dell’archivio della produzione editoriale nazionale, sia per “assicurare la certezza della data del deposito e l’autenticità del documento depositato” (comma 5 dell’ art. 37). Sotto quest’ultimo profilo, il deposito fornisce agli editori - e ai loro autori - un servizio di immediato valore, specie per la produzione scientifica pubblicata solo online. Il modello di convenzione proposto regola i rapporti tra le biblioteche nazionali centrali, principali istituzioni depositarie, e le sin2
gole case editrici. E’stato elaborato con l’obiettivo di conciliare le esigenze del sistema delle biblioteche depositarie con quelle proprie degli editori. In particolare gli obiettivi da raggiungere sono la riduzione degli oneri indiretti connessi al deposito, la definizione rigorosa degli usi consentiti delle opere depositate, nel rispetto della lettera e dello spirito della legge, la prospettiva, nel prossimo futuro, di semplificare anche le procedure di deposito dei documenti a stampa Va ricordato che le Biblioteche nazionali centrali hanno messo a punto in questi anni un sistema di gestione delle opere depositate - denominato Magazzini Digitali (www.depositolegale.it) - che fornisce le necessarie garanzie di efficienza nelle fasi di “raccolta” e conservazione di lungo periodo dei documenti oggetto di deposito e di sicurezza sui loro utilizzi. I modelli utilizzati sono in linea con le migliori esperienze internazionali. In particolare, la fase sperimentale intende approfondire le modalità tecniche di raccolta dei documenti studiando e testando le forme più idonee a conciliare gli interessi delle due parti della convenzione. La scelta della tecnica dell’harvesting (la biblioteca è autorizzata a fare una copia dei documenti oggetto di deposito direttamente dal sito dell’editore, senza che questi debba attivamente effettuare il deposito) è parsa la più efficiente, ma deve essere “personalizzata” in un allegato tecnico per concordare quali documenti debbano depositarsi e quindi quali siano le metodologie per la loro concreta individuazione nel tempo. Il modello di convenzione non solo delinea le modalità da seguire nel deposito (art. 13) e gli obblighi di legge delle biblioteche e degli editori (art. 4 - 6), ma apre anche (art. 7 e 8 ) la possibilità di nuove forme di utilizzo delle opere che consentano alle biblioteche di sperimentare servizi più avanzati agli utenti e assicurino agli autori ed editori il rispetto dei diritti. A tal fine il gruppo di lavoro, per favorire l’accordo tra le parti, previsto dagli art. 7 e 8, ha elaborato un modello di licenza, allegata alla presente, articolato e flessibile che offre ai diversi editori scelte molteplici in ragione delle proprie politiche di gestione dei diritti nonché della natura stessa (es. commerciale o no-profit) delle case editrici. La proposta della durata della convenzione è frutto di un’attenta valutazione del gruppo di lavoro che ha tenuto conto delle reali necessità di monitorare in tempi adeguati l’intero processo della sperimentazione. Medesima valutazione è stata fatta dal gruppo di lavoro sui tempi di attuazione
in questo numero La nuova disciplina per l’accesso ai contributi all’editoria (pagine 1, 4, 6, 7, 8, 9) Deposito legale: il Ministero chiede più collaborazione (pagine 1, 2) Peluffo: i contributi, il digitale e la promozione della lettura (pagine 1, 9) Le quote associative USPI, anno 2012 (pagina 3) XXIV Corso per operatori editoriali – Urbino 16/21 settembre 2012 (pagina 5) Delega al Governo per nuove forme di sostegno all’editoria (pagina 10) Bollino SIAE sì o no? (pagine 11, 12, 15) Contributo all’AGCOM – Modulistica (pagina 13) Who’s who in Italy (pagina 14) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 15) Periodici associati all’USPI – 444° elenco (pagina 16) della licenza. L’adesione alla licenza è su base volontaria e la mancata sottoscrizione non preclude la possibilità di aderire alla sperimentazione del deposito prevista dall’art. 37 (DPR 252/2006) e delineata dal modello di convenzione. La Direzione generale e l’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI), nel diffondere i testi della convenzione e del contratto di licenza approvati congiuntamente confidano nella condivisione degli obiettivi culturali della proposta. . Auspicano infine una partecipazione attiva ed invitano gli editori a prendere contatti, all’indirizzo sperimentazione@.depositolegale.it con le Biblioteche nazionali centrali di Firenze e di Roma per una concreta collaborazione».
La biblioteca Nazionale Marciana di Venezia
Notiziario USPI n° 5/2012
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Le quote associative usPi
per l’anno 2012 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2012 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.
Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2012 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
€ € € € €
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
270,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
€
100,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
170,00
€ €
210,00 320,00
Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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LA NUOVA DISCIPLINA PER L’ ACCESSO AI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA DELLA LEGGE 250/90 1
auspicata da tutti, di razionalizzazione e riordino dei contributi diretti della Legge 250/90, con misure progressive che entreranno in vigore dal 2013 (per i contributi 2012) e dal 2014 (per i contributi 2013). Dopo quest’ultima data, le nuove norme sugli aiuti pubblici alla stampa saranno determinate da un Disegno di legge recante “Delega al Governo in materia di sviluppo del mercato editoriale e di ridefinizione delle forme di sostegno”, che comporterà l’emanazione di uno o più decreti legislativi governativi. La legge-delega dovrà seguire i seguenti criteri direttivi: 1) razionalizzare e riordinare la normativa vigente nella materia del sostegno alle imprese editoriali, anche per contenere gli oneri a carico della finanza pubblica e consentire una maggiore selezione dei soggetti beneficiari; 2) definire le categorie di soggetti destinatarie dei contributi, con particolare riguardo ai quotidiani e periodici di consolidata tradizione e valore politico culturale, alle testate espressione di comunità locali; 3) prevedere forme particolari di sostegno per le riviste di alta cultura iscritte in un apposito registro nazionale; 4) prevedere incentivi allo start-up di nuove imprese editoriali, all’innovazione tecnologica ed alla multimedialità; 5) prevedere forme di promozione della lettura. Ci auguriamo che sia il decreto-legge, sia il disegno di legge-delega, possano trovare una rapida approvazione, con il contributo delle forze politiche, parlamentari e delle associazioni di settore. Veniamo ora all’ esame del decreto-legge n. 63/2012, sottolineando ancora che per l’anno 2012 (contributi 2011) le regole rimarranno quelle attualmente in vigore, introdotte dal Regolamento approvato con il D.P.R. 25 novembre 2010, n. 223 (il c.d. decreto Bonaiuti). Ricordiamo che Il decreto attualmente in vigore prevede un incremento (o meglio, una non diminuzione) dei contributi alle imprese con giornalisti, poligrafici o grafici editoriali assunti “a tempo pieno e indeterminato”. Anche alla luce del dettato dell’odierno decreto-legge, occorrerà che, pure per i contributi 2011, sia pienamente riconosciuto l’Accordo USPI-FNSI sul lavoro giornalistico dipendente. Nel riportare il testo completo del decreto, abbiamo inserito, tra gli articoli, dei brevi 4
commenti e delucidazioni, evidenziati in neretto corsivo. DECRETO-LEGGE 18 maggio 2012 , n. 63 Disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché’ di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità’ istituzionale. (12G0083) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per modificare i requisiti di accesso ed i criteri di calcolo dei contributi alle imprese editrici, in modo da conseguire effetti di risanamento della contribuzione pubblica, una più rigorosa selezione dell’accesso alle risorse, nonché risparmi nella spesa pubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell’11 maggio 2012; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri; Emana il seguente decreto-legge: Articolo 1 Nuovi requisiti di accesso ai contributi all’editoria 1. In attesa della ridefinizione delle forme di sostegno all’editoria, le disposizioni del presente decreto sono volte a razionalizzare l’utilizzo delle risorse, attraverso meccanismi che correlino il contributo per le imprese editoriali agli effettivi livelli di vendita e di occupazione professionale, in conformità con le finalità di cui all’articolo 29, comma 3, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. 2. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2013, le imprese editrici di cui all’articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter, con esclusione di quelle editrici di quotidiani italiani editi e diffusi all’estero, e 2-quater, della legge 7 agosto 1990, n. 250, le imprese di cui all’articolo 153, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, fermi restando tutti gli altri requisiti di legge, possono richiedere i relativi contributi a condizione che la testata edita sia venduta, per le testate nazionali, nella misura di almeno il 30 per
cento delle copie distribuite e, per le testate locali, nella misura di almeno il 35 per cento delle copie distribuite. Si considera testata nazionale quella distribuita in almeno cinque regioni e con una percentuale di distribuzione in ciascuna regione non inferiore al 5 per cento della propria distribuzione totale. Nella domanda di contributo sono evidenziate le modalità e le condizioni contrattuali che regolano l’eventuale affitto o acquisto della testata. (USPI: Il secondo comma dell’art. 1 interviene sul rapporto minimo tra copie tirate e copie distribuite. Inoltre, il rapporto tra copie distribuite e copie vendute viene, per tutti, elevato al 35 percento per i giornali locali (era il 30 per cento) ed al 30 per cento per quelli nazionali (era il15 per cento). Le testate nazionali sono quelle che vengono distribuite in almeno cinque regioni. Ma, importante modifica rispetto al testo del Regolamento attualmente in vigore, all’interno delle singole regioni devono essere distribuite almeno il 5 per cento della propria distribuzione totale). 3. Ai fini del comma 2, per copie distribuite si intendono quelle poste in vendita in edicola o presso punti di vendita non esclusivi, tramite contratti con società di distribuzione esterne, non controllate ne’ collegate all’impresa editrice richiedente il contributo e quelle distribuite in abbonamento a titolo oneroso. Sono escluse le copie diffuse e vendute tramite strillonaggio, quelle oggetto di vendita in blocco, da intendersi quale vendita di una pluralità di copie ad un unico soggetto, nonché quelle per le quali non sia individuabile il prezzo di vendita. Sono ammesse al calcolo le copie vendute mediante abbonamento sottoscritto da un unico soggetto per una pluralità di copie, qualora tale abbonamento individui specificamente i singoli beneficiari e qualora il prezzo di vendita della singola copia venduta in abbonamento non sia inferiore al 20 per cento del prezzo di copertina. Sono altresì ammesse le copie cedute in connessione con il versamento di quote associative destinate alla sottoscrizione di abbonamenti a prodotti editoriali mediante espressa doppia opzione. (USPI: Il terzo comma dell’art.2 definisce il concetto di copie distribuite. In realtà, il contenuto del nuovo testo ripercorre quanto già previsto dal Regolamento in relazione a tale fattispecie, con l’unica eccezione degli abbonamenti sottoscritti da un unico soggetto per una pluralità di copie. Intatti, per tali fattispecie la nuova norma 6 Notiziario USPI n° 5/2012
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APERTE LE ISCRIZIONI AL XXIV CORSO PER OPERATORI EDITORIALI DELLA STAMPA PERIODICA (URBINO 16 - 21 SETTEMBRE 2012)
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nche quest’anno, l’USPI ha organizzato - in convenzione con l’Università di Urbino - il “Corso per Operatori Editoriali della Stampa Periodica”, divenuto, negli anni, tradizionale appuntamento di studio e approfondimento delle tematiche del mondo editoriale ed occasione di analisi delle “novità” introdotte e delle modifiche apportate al nostro comparto in tutti i suoi variegati aspetti (legislativi, fiscali, burocratici...). Dal 1988 ad oggi sono stati circa 950 gli “allievi” che con entusiasmo e profitto hanno frequentato i Corsi residenziali estivi e l’interesse degli editori a questo servizio ha indotto l’USPI ad organizzare la 24a edizione del Corso che si terrà da domenica 16 a venerdì 21 settembre 2012. Il Corso, che si avvarrà della direzione scientifica della prof.ssa Graziella Mazzoli, Direttore IFG - Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino, si rivolge essenzialmente a editori e/o direttori di periodici di piccola e media tiratura, a giovani editori che intendano affrontare il mercato della stampa periodica, a impiegati e collaboratori della casa editrice.
IL PROGRAMMA Il seminario si avvale di qualificati manager delle principali aree gestionali di un periodico e di docenti ed esperti di sperimentato impatto didattico. Le lezioni – quasi tutte a carattere pratico – si soffermeranno, con la formula della presentazione, delle consulenze e dell’interscambio di esperienze e problematiche, sui seguenti argomenti: IL LAVORO GIORNALISTICO NEI PERIODICI USPI (ACCORDO CON LA F.N.S.I.) - IL LAVORO SUBORDINATO E PARASUBORDINATO NELL’EDITORIA PERIODICA (il CCNL Confapi-Uspi) - L’EDITORIA ON LINE E LE NUOVE PIATTAFORME DISTRIBUTIVE DEI PRODOTTI DIGITALI - IL CODICE DELLA PRIVACY, IMPLICAZIONI PER EDITORI E GIORNALISTI - IL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE - DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA, DIRITTO DI RETTIFICA E RESPONSABILITA’ CIVILI E PENALI - IL DIRITTO D’AUTORE - CONTRIBUTI E AGEVOLAZIONI PER LE PUBBLICAZIONI PERIODICHE LA NORMATIVA SUL DEPOSITO LEGALE E LE CONVENZIONI USPI LA RACCOLTA PUBBLICITARIA - IL MARKETING EDITORIALE - LA DISTRIBUZIONE: NAZIONALE E LOCALE, LE EDICOLE, LE TARIFFE POSTALI - LA DISCIPLINA FISCALE DELL’EDITORIA PERIODICA - LE POLITICHE DELL’USPI PER LA TUTELA E LO SVILUPPO DELLA STAMPA PERIODICA E LE LINEE DI TENDENZA DEL MERCATO EDITORIALE. Il programma definitivo verrà comunicato sul prossimo numero di questo Notiziario. Ai partecipanti che avranno seguito almeno 3/4 delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di frequenza. La realizzazione del Corso è subordinata al raggiungimento di almeno 10 partecipanti.
SEGRETERIA ED INFORMAZIONI: USPI, Viale B. Bardanzellu n. 95 00155 ROMA, Tel. 06.407.13.88 – 06.406.59.41 (anche fax) E-mail: uspi@uspi.it QUOTA DI ISCRIZIONE E DI FREQUENZA I partecipanti devono aver compiuto 18 anni. L’intera quota di partecipazione, pari a € 650,00, comprende la tassa d’iscrizione di € 300,00 per spese di organizzazione e attrezzature, e un contributo alle spese per docenti e frequenza di € 350,00. La quota di frequenza comprende la pensione completa in collegio universitario (vitto e alloggio in camera singola con servizio privato e doccia) dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno, nonché le dispense ed i sussidi didattici. Se una medesima testata iscriverà più di un partecipante, la singola quota di partecipazione, per ognuno di essi, sarà pari a € 600,00. LA PRENOTAZIONE La partecipazione va prenotata entro il 28 luglio 2012 inviando all’USPI il seguente tagliando debitamente compilato. Il versamento della quota di iscrizione di € 300,00 (entro il 28/7) e della quota di frequenza di € 350,00 (entro il 31/8) possono essere effettuati tramite bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Ag. 6, Via Franceschini 58 - Roma, IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, (causale: Partecipazione XXIV Corso di Urbino), o inviando, tramite assicurata convenzionale (o a mano), assegno bancario o circolare non trasferibile intestato all’USPI.
Foto di gruppo del corso 2010
...............................TAGLIARE E SPEDIRE ENTRO IL 28 LUGLIO 2012............................ All’USPI – UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Segreteria del XXIV Corso per Operatori Editoriali Viale B. Bardanzellu, 95 – 00155 ROMA Il sottoscritto................................................................................................. in qualità di editore/collaboratore del periodico ................................................................................................................... prenota la sua partecipazione al XXIV Corso residenziale per Operatori Editoriali della Stampa Periodica che si svolgerà presso l’Università di Urbino dal 16 al 21 settembre 2012. Allega assegno/copia del bonifico di € 300,00 per quota d’iscrizione, con riserva d’inviare la quota di frequenza di € 350,00 entro il 31 agosto p.v.. Allega assegno/copia del bonifico di € 650,00 quale quota complessiva di partecipazione. Indirizzo..........................................................................................................................................................................................(città, via, c.a.p.) Recapito telefonico/fax/email..............................................................................................firma leggibile.............................................................
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LA NUOVA DISCIPLINA PER L’ ACCESSO AI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA DELLA LEGGE 250/90 4
prevede che le copie sono da considerarsi effettivamente distribuite laddove nell’ambito dell’abbonamento siano individuate con puntualità i soggetti destinatari e lo sconto non sia superiore al venti per cento rispetto al prezzo di copertina). 4. Per accedere ai contributi è necessario altresì che: a) le cooperative editrici, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 460, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, siano composte, esclusivamente, da giornalisti, poligrafici, grafici editoriali, con prevalenza di giornalisti e abbiano la maggioranza dei soci dipendente della cooperativa con contratto di lavoro a tempo indeterminato, mantenendo il requisito della prevalenza dei giornalisti; b) le imprese editrici di cui al comma 2, nonché le imprese di cui all’articolo 153, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e le imprese di cui all’articolo 20, comma 3-ter, del decretolegge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, se editrici di quotidiani, abbiano impiegato, nell’intero anno di riferimento del contributo, almeno 5 dipendenti, con prevalenza di giornalisti, regolarmente assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato; se editrici di periodici, abbiano impiegato, nell’intero anno di riferimento del contributo, almeno 3 dipendenti, con prevalenza di giornalisti, regolarmente assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato; (USPI: Molto importanti sono, invece le modifiche introdotte dal quarto comma dell’art. 1, con particolare riferimento alle lettera b). Mentre, infatti, quanto previsto dalla lettera a) ripercorre esattamente la disciplina già in vigore, la lettera b) impone come condizione per l’ accesso ai contributi l’impiego di almeno cinque dipendenti, di cui tre giornalisti, per i quotidiani e di tre dipendenti, di cui due giornalisti, per i periodici. Detti dipendenti devono essere assunti con contratto a tempo indeterminato. Nella normativa previgente detto limite veniva applicato solo in presenza di contributi superiori a 2 milioni di euro per i quotidiani e di 300 mila euro per i periodici. Essendo una percentuale fissa di assunzioni, sia per i quotidiani sia per i periodici, si potrebbe pensare invece ad una diversificazione a seconda della periodi6
cità, della foliazione, del carattere nazionale o locale del periodico). c) i dati relativi alla tiratura, alla distribuzione e alla vendita, nelle loro differenti modalità siano attestati da dichiarazioni sostitutive di atto notorio, rese dal legale rappresentante dell’impresa, e siano comprovati da apposita certificazione analitica rilasciata da una società di revisione iscritta nell’apposito albo tenuto dalla CONSOB. 5. L’obbligo della relazione di certificazione dei bilanci, previsto dall’articolo 6, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 525, per le imprese che editano giornali quotidiani italiani editi e diffusi all‘estero, si estende ai dati relativi alle copie distribuite e vendute, con specificazione delle diverse tipologie di vendita. Le autorità diplomatiche o consolari competenti ai sensi del medesimo articolo 6 acquisiscono l’intera documentazione istruttoria richiesta per la concessione del contributo, ai fini dell’inoltro al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 6. Il divieto di distribuzione degli utili, di cui all’articolo 3, comma 2, lettera d), della legge 7 agosto 1990, n. 250, si applica a tutte le imprese editrici che percepiscono i contributi diretti. (USPI: Il sesto comma estende il divieto di distribuzione degli utili anche alle società che editano giornali organi di partito). 7. Le domande relative al credito di imposta sulla carta, per l’anno 2011, di cui all’articolo 1, comma 40 , della legge 13 dicembre 2010, n. 220, si intendono regolarmente pervenute, purché inviate mediante raccomandata postale o tramite posta certificata entro la data di scadenza prevista dal relativo bando. (USPI: Il settimo comma ha natura esclusivamente interpretativa e riguarda il credito di imposta sulla carta, chiarendo, ma era ovvio, che per le domande inviate si dovesse far riferimento alla data di invio e non a quella di ricezione. L’equivoco era nato da una circolare emanata dal precedente Capo Dipartimento nella quale era stato
indicato come termine tassativo quello di ricezione da parte degli Uffici della documentazione, stravolgendo ogni principio in tema di diritto. Ciò, probabilmente, comporterà una ridefinizione dell’ entità del credito d’imposta assegnato al singolo editore, per l’aumento possibile degli aventi diritto). Articolo 2 Nuovi criteri di calcolo e liquidazione del contributo 1. I contributi di cui al presente decreto spettano nei limiti delle risorse stanziate sul pertinente capitolo del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In caso di insufficienza delle risorse stanziate, agli aventi titolo spettano contributi ridotti mediante riparto proporzionale. 2. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2012, per le imprese di cui all’articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter e 2-quater, della legge 7 agosto 1990, n. 250, per le imprese di cui all’articolo 153, commi 2 e 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nonché per le imprese di cui all’articolo 20, comma 3-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e successive modificazioni, il contributo, che non può comunque superare quello riferito all’anno 2010, è così calcolato: a) una quota pari al 50 per cento esclusivamente dei costi sostenuti per il personale dipendente, calcolati in un importo massimo di 120.000 euro annui e di 50.000 euro annui rispettivamente per ogni giornalista e per ogni poligrafico assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, per l’acquisto della carta, per la stampa e per la distribuzione. I predetti costi devono essere direttamente connessi all’esercizio dell’attività editoriale per la produzione della testata per la quale si richiedono i contributi ed i relativi pagamenti devono essere effettuati tramite strumenti tracciabili. Essi devono risultare dal bilancio di esercizio dell’impresa richiedente i contributi e dal relativo prospetto analitico dei costi. Tale prospetto deve far parte della relazione di certificazione del bilancio, corredata dell’idonea documentazione dimostrativa, redatta ai sensi dell’articolo 3, comma 2, lettera g), della legge 7 agosto 1990, n. 250. Non sono comunque ammissibili i costi sostenuti dalle imprese editrici per l’acquisto di servizi editoriali consistenti nella predisposizione, anche parziale, di pagine del giornale e per attività di consulenza. L’importo comNotiziario USPI n° 5/2012
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plessivo di tale quota non può, comunque, essere superiore a 2.000.000 di euro per i quotidiani nazionali, a 1.300.000 di euro per i quotidiani locali, a 300.000 euro per i periodici e a 1.000.000 di euro per le imprese editrici di giornali quotidiani di cui all’articolo 3, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250; (USPI: Il secondo comma introduce la nuova disciplina, estremamente più stringente di quella previgente. I nuovi meccanismi di calcolo si applicano a tutte le imprese, comprese quindi che editano giornali organi di partito politico in possesso del requisito della rappresentanza parlamentare. La principale modifica riguarda la tipologia di costi ammissibili che vengono individuati in maniera estremamente puntuale. Infatti, vengono ritenuti come ammissibili solo i costi sostenuti per il personale dipendente, per l’acquisto della carta, per la stampa e per la distribuzione. Non, quindi, server o consulenze). b) una quota pari a 0,20 euro per ogni copia venduta per i quotidiani nazionali, a 0,15 euro per i quotidiani locali e a 0,35 euro per i periodici. Tale quota non può comunque essere superiore all’effettivo prezzo di vendita di ciascuna copia. L’importo complessivo di tale quota di contributo non può comunque essere superiore a 3.500.000 di euro per i quotidiani e a 200.000 euro per i periodici. 3. Per copie vendute si intendono quelle cedute a titolo oneroso presso le edicole o punti di vendita non esclusivi, o spedite in abbonamento a titolo oneroso, purché considerate ammissibili in conformità ai criteri specificati all’articolo 1, comma 3. 4. Il presente articolo non si applica ai contributi di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 250. Le risorse complessivamente destinabili a tali contributi sono pari al 5 per cento dell’importo stanziato, per i contributi diretti alla stampa, sul pertinente capitolo del bilancio del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In caso di insufficienza delle risorse stanziate, si procede alla liquidazione del contributo mediante riparto proporzionale tra gli aventi diritto. (USPI: Le nuove disposizioni non si applicano alle imprese editrici di periodici possedute da cooperative, enti morali o fondazioni Notiziario USPI n° 5/2012
(che percepiscono il contributo di 0.20 cent. a copia, fin a 30.000 copie di tiratura) cui viene destinata una quota del fondo pari al 5 per cento dell’importo complessivamente stanziato a favore della stampa. E’ da considerare che quasi tutti i percettori di questo già esiguo contributo sono piccoli giornali locali che potrebbero non sopportare un ridimensionamento del contributo stesso. Si potrebbe ipotizzare l’aumento della riserva ad un 7/8 per cento). 5. Le agenzie d’informazione radiofonica di cui all’articolo 53, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, possono accedere a un contributo annuo pari al 30 per cento dei costi sostenuti per il personale e per la diffusione, risultanti dal bilancio certificato da una società di revisione iscritta nell’apposito albo tenuto dalla CONSOB, e comunque non superiore a 800.000 euro. 6. All’articolo 4, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 250, le parole: “70 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “40 per cento”. Al comma 2 del medesimo articolo le parole: “80 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “50 per cento”. 7. L’erogazione dei contributi diretti alla stampa è soggetta alla disciplina di cui all’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Il termine per la conclusione del procedimento relativo all’erogazione dei contributi scade il 31 marzo dell’anno successivo a quello di presentazione delle relative domande. A tale data il provvedimento è adottato comunque sulla base delle risultanze istruttorie acquisite, ferma restando la ripetizione delle somme indebitamente percepite. 8. Ai componenti della Commissione tecnica consultiva di cui all’articolo 54 della legge 5 agosto 1981, n. 416, rappresentanti delle categorie operanti nei settori della stampa e dell’editoria, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni in materia di conflitto di interessi dettate dalla legge 20 luglio 2004, n. 215. Articolo 3 Editoria digitale 1. Le imprese editrici che abbiano percepito per l’anno 2011 i contributi di cui all’articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter e 2quater, della legge 7 agosto 1990, n. 250, le imprese di cui all’articolo 153, commi 2 e 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nonché le imprese di cui
all’articolo 20, comma 3-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e successive modificazioni, possono continuare a percepire i contributi qualora la testata sia pubblicata, anche non unicamente, in formato digitale. La testata deve comunque essere accessibile online, anche a titolo non oneroso, in formato non inferiore a quattro pagine per numero, ed editare esclusivamente in formato digitale e accessibile online almeno 240 uscite per i quotidiani, 45 per i settimanali e plurisettimanali, 18 uscite per i quindicinali e 9 per i mensili. 2. Al fine di favorire l’ampliamento e la diversificazione delle politiche editoriali delle imprese di cui al comma 1, è consentita la riduzione di periodicità. A tale fine, per le testate in formato digitale, si prescinde dai requisiti di accesso di cui all’articolo 1, comma 2. (USPI: L’articolo 3 va visto con favore perché consente a tutte le imprese editrici che hanno percepito i contributi per l’esercizio 2011 di passare all’edizione online, mantenendo il diritto ai contributi. Il primo comma prevede che la testa debba, comunque, essere accessibile online, anche non a titolo oneroso. Andrebbe forse chiarito il significato delle quattro pagine quotidiane per le edizioni digitali, il quanto le stesse, notoriamente, non hanno pagine. E riteniamo che qualche problema in fase applicativa, proprio attesa la peculiarità dell’online, potrebbe nascere in relazione alle periodicità minime previste. Nell’ipotesi di passaggio al digitale, inoltre, è possibile ridurre la periodicità prevista. Dobbiamo sempre tener presente che la giusta incentivazione dell’editoria online comporta sempre conseguenze lavoristiche negative per tutto il settore della carta stampata (cartiere, tipografie, industrie grafiche…) 3. Fermo restando il rispetto dei tetti massimi previsti dall’articolo 2, il contributo per la pubblicazione esclusivamente in formato digitale è suddiviso in una quota pari, per i primi due anni, al 70 per cento dei costi sostenuti ed una quota calcolata sulla base di 0,10 euro per ogni copia digitale, ove venduta in abbonamento. Tale quota non può comunque essere superiore all’effettivo prezzo di vendita di ciascuna copia digitale. Nel caso di pubblicazione non esclusivamente in formato digitale, i costi di produzione della edizione cartacea, calcolati 8 7
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LA NUOVA DISCIPLINA PER L’ ACCESSO AI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA DELLA LEGGE 250/90 secondo le disposizioni dell’articolo 2, concorrono con quelli relativi alla edizione in formato digitale, nell’ambito del tetto globale specificato all’articolo 2, comma 2, lettera a).
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4. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2013, fermi restando i requisiti di cui al comma 1, per testate in formato digitale si intendono quelle migrate a un sistema digitale di gestione di contenuti unico, dotate di un sistema di gestione di spazi pubblicitari digitali, anche attraverso soggetti concessionari di spazi pubblicitari digitali, di un sistema che consenta l’inserimento di commenti da parte del pubblico, con facoltà di prevedere registrazione e moderazione, di un sistema di distribuzione di contenuti attraverso dispositivi mobili. Nel caso in cui la pubblicazione sia fruibile, in tutto o in parte, a titolo oneroso, le testate devono essere altresì dotate di un sistema di pubblicazione che consenta la gestione di abbonamenti e di contenuti a pagamento, nonché di una piattaforma che consenta l’integrazione con sistemi di pagamento digitali. L’effettiva dotazione dei sistemi e la sussistenza dei requisiti di cui al presente comma è oggetto, per ciascuna annualità, di apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio redatta ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa richiedente i contributi. 5. Ai fini dell’applicazione del comma 3, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di natura non regolamentare, da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono specificate le tipologie dei costi ammissibili per la pubblicazione in formato digitale. Tale decreto è aggiornato periodicamente, anche per ridefinire le caratteristiche tecniche delle testate digitali. Articolo 4 Modernizzazione del sistema di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica 1. Per favorire la modernizzazione del sistema di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica, per assicurare una adeguata certificazione delle copie distribuite e vendute e 8
nell’intento di agevolare la diffusione della moneta elettronica, a decorrere dal 1° gennaio 2013 è obbligatoria la tracciabilità delle vendite e delle rese dei giornali quotidiani e periodici attraverso l’utilizzo degli opportuni strumenti informatici e telematici basati sulla lettura del codice a barre. Per sostenere l’adeguamento tecnologico degli operatori, è attribuito, nel rispetto della regola de minimis di cui al Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, un credito di imposta, per l’anno 2012, per un importo non superiore ai risparmi accertati con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero del Sottosegretario delegato ai sensi del comma 3 e, comunque, fino ad un limite massimo di 10 milioni di euro. A tale fine le somme rivenienti dai risparmi effettivamente conseguiti in applicazione del comma 3, per un importo complessivo non superiore a 10 milioni di euro, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, nel medesimo anno, per le finalità di cui al presente comma, ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. Il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è concesso ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni. Esso non concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le condizioni, i termini e le modalità di applicazione del presente articolo anche con riguardo alla fruizione del credito di imposta al fine del rispetto del previsto limite di spesa e al relativo monitoraggio. 2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio. USPI: L’articolo 4 interviene sul sistema di
distribuzione della stampa quotidiana e periodica. In pratica, dal 2013 sarà obbligatorio, non solo per i giornali ammessi a contributo, tracciare le forniture ed i resi attraverso l’utilizzo del codice a barre. Si tratta dell’informatizzazione delle rete di vendite e dell’intera filiera distributiva. Al fine di favorire tale processo, è stato introdotto un credito d’imposta di cui dovrebbero fruire le rivendite ed i distributori locali. Per detta misura è stato stanziato un fondo pari a 10 milioni di euro. Riteniamo che sia una previsione piuttosto ottimistica. Sarà difficile, nel giro di pochi mesi, anche in presenza di finanziamenti come crediti d’imposta, riuscire ad attuare la disposizione normativa). 3. Al fine di assicurare l’applicazione dell’articolo 56, comma 4, della legge 23 luglio 2009, n. 99, il costo unitario cui si rapporta il rimborso in favore della società Poste Italiane S.p.A. relativo all’applicazione delle tariffe agevolate per la spedizione dei prodotti editoriali nel periodo compreso dal 1° gennaio al 31 marzo 2010, è pari alle tariffe stabilite per l’anno 2012 per gli invii non omologati destinati alle aree extraurbane, dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze con il decreto 21 ottobre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2010, recante tariffe per le spedizioni di prodotti editoriali, ad esclusione dei libri spediti tramite pacchi, effettuate dai soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46. Resta ferma l’applicazione delle tariffe piene ai fini della determinazione dei rimborsi in favore della società Poste Italiane S.p.A., per il periodo compreso tra il 14 agosto ed il 31 dicembre 2009. I risparmi conseguiti dall’applicazione delle disposizioni di cui al presente comma, rispetto allo stanziamento accantonato nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’articolo 10sexies, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, da accertarsi con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero del Sottosegretario delegato, sono destinati ad integrare le risorse del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri per le finalità di cui al comma 1, nonché per le ulteriori politiche di sostegno e sviluppo del settore editoriale. (USPI: Notiziario USPI n° 5/2012
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Il terzo comma dell’art. 4 fa una ricognizione nel rimborso delle tariffe postali e determina un risparmio di spesa nei confronti delle Poste, liberando risorse da destinare al Dipartimento informazione ed editoria per il fabbisogno per i contributi diretti). 4. I rivenditori di quotidiani e periodici possono svolgere attività connesse all’erogazione di servizi da parte delle Pubbliche amministrazioni mediante l’utilizzo di una rete telematica e per il tramite di un idoneo sistema informatico. 5. Il sistema informatico di cui al comma 4 deve: a) assicurare il collegamento in tempo reale con gli archivi delle Pubbliche amministrazioni di cui al comma 4) b) garantire la sicurezza ed integrità dei dati trasmessi; c) essere operativo su tutto il territorio nazionale. 6. Dallo svolgimento delle attività di cui al comma 4 non devono derivare oneri a carico della finanza pubblica. Articolo 5 Pubblicità istituzionale 1. Ai fini della tutela del pluralismo e dell’ottimizzazione della spesa pubblica per l’acquisto di spazi sui mezzi di comunicazione di massa relativi alle campagne di comunicazione istituzionale promosse dalle amministrazioni centrali dello Stato, il Dipartimento per
l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri fornisce, entro il 30 aprile di ogni anno, criteri ed indicazioni di riferimento per l’efficientamento della suddetta spesa, sulla base della rilevazione dei prezzi di acquisto effettuata dal Dipartimento stesso, tenuto conto delle informazioni e dei dati forniti dalle Amministrazioni entro il 31 gennaio di ogni anno. 2. Le amministrazioni centrali dello Stato procedono all’acquisto degli spazi di cui al comma 1 nel rispetto dei criteri forniti dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria e alle condizioni economiche previste dagli accordi quadro di cui all’articolo 11 della legge 7 giugno 2000, n. 150. A tal fine, tenuto conto dell’interesse pubblico alla più estesa veicolazione ai cittadini delle informazioni di carattere istituzionale, le concessionarie di pubblicità sono tenute ad applicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la tariffa basata sul costo unitario più basso applicato sul mercato al momento della stipula dell’accordo quadro, che viene rinnovato annualmente. (USPI: L’articolo 5 si occupa della pubblicità istituzionale. Il primo comma attribuisce al Dipartimento informazione ed editoria la funzione di fornire entro il 30 aprile di ogni anno a tutte le amministrazioni centrali dello Stato i criteri e le indicazioni per effettuare la spesa, in un’ottica di efficienza.
Sarebbe opportuno che tra i criteri che indicherà la PCM,, trovi evidenza anche i media da utilizzare, con privilegio della stampa locale per comunicazioni locali). Articolo 6 Abrogazioni 1. Sono abrogati: a) l’articolo 2, commi 1 e 2, del decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 2010, n. 223, a decorrere dal 1° gennaio 2013; b) gli articoli 3 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 2010, n. 223; c) l’articolo 3, commi 2, lettera c), e 3, lettera a), della legge 7 agosto 1990, n. 250; d) l’articolo 1, comma 458, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. (USPI: La lettera c) abroga la norma che prevede che la pubblicità non possa superare il 30 per cento dei costi ammissibili e, per i periodici editi da società partecipate da cooperative, fondazioni ed enti morali il 40 per cento dei costi). Articolo 7 Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
PELUFFO: I CONTRIBUTI, IL DIGITALE E LA PROMOZIONE DELLA LETTURA 1
Riportiamo le parole del Sottosegretario, così come pubblicate su varie Agenzie di stampa: “L’ipotesi di decreto legge - ha spiegato Peluffo - per la ridefinizione dei contributi ai periodici e giornali per dare maggiore trasparenza, semplificazione e selettività industriale, è anche per assicurare i risparmi previsti”..” Inoltre, ha continuato Peluffo, nel disegno di legge delega ,che ridefinisce il sostegno legislativo all’editoria dal 2014 in poi, tra i princìpi c’è quello del sostegno alla lettura”. (ANSA). “Il digitale non è uno strumento da usare bene o male, è un mondo nuovo che si aggiunge a un mondo antico e bisogna fare in modo che non lo distrugga ma che tutti e due crescano”. (AGI). Peluffo, che si è detto favorevole alla diffusione del digitale, riferendosi poi “ai dati negativi sull’andamento della vendita e del consumo di libri del I trimestre 2012, che purtroppo vengono dopo quelli negativi Notiziario USPI n° 5/2012
dell’ultimo trimestre 2011 “ ha parlato “dei dati estremamente positivi nell’offerta di prodotti digitali in maniera legale. Noi dobbiamo però fare di più”- ha aggiunto- “dobbiamo sempre aumentare l’offerta di piattaforme auspicabilmente da parte di editori italiani e avere un occhio ai prezzi, che devono essere sensibilmente più bassi per consentire una diffusione legale e ordinata del prodotto digitale”. “Io non credo a un mondo esclusivamente Amazon - ha proseguito - dove l’editoria non c’è più’. Dobbiamo fare in modo che continuino ad esistere gli editori italiani. Non dobbiamo avere paura del digitale ma fare in modo che non si distrugga la creazione di valore e fare in modo continuino a esserci produttori in lingua italiana”. (AGI). “La lettura per il Governo è un asse strategico di promozione”. Peluffo, che al Presidente del Salone Rolando Picchioni, che aveva invitato lo Stato a ‘non essere miope’, ha risposto “vorrei rassicurarlo:
sono sia presbite che miope però con delle buone lenti multifocali si può arrivare al punto strategico”, ha ricordato la campagna del Governo sugli spazi Rai sulla lettura.(AGI) Peluffo ha poi spiegato il fatto che tra i princìpi dei provvedimenti allo studio del governo “c’è stabilmente la promozione della lettura con tutte le modalità possibili”. Ed ancora il Sottosegretario ha evidenziato come in Italia vi sia “un capitale umano insufficiente nella sua qualità per affrontare la crisi strutturale attuale: abbiamo troppo pochi laureati e il doppio di persone, rispetto alla media europea, che hanno solo la media inferiore”. Per questo ha proseguito “dobbiamo urgentemente migliorare il capitale umano e la prima cosa è la diffusione di strumenti di conoscenza e, dunque, la lettura in qualsiasi forma. E’ qualcosa da fare con urgenza - ha concluso - e proseguire per anni, non si fa in pochi giorni”. (AGI) 9
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Disegno di legge governativo
DELEGA AL GOVERNO PER NUOVE FORME DI SOSTEGNO ALL’EDITORIA Come già riportato nell’articolo di prima pagina riguardante i contributi all’editoria, il Consiglio dei Ministri di venerdì 11 maggio scorso ha approvato un disegno di legge che prevede una legge delega per la nuova disciplina del sistema dei contributi, a partire dall’esercizio finanziario 2014. Il DDL fa seguito a quanto disposto dal decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 che prevede (art. 29, comma 3) una revisione del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 2010, n. 223 (Regolamento recante semplificazione e riordino dell’erogazione dei contributi all’editoria, a norma dell’articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133) al fine di ottenere «una più rigorosa selezione dell’accesso alle risorse, nonché risparmi nella spesa pubblica». Risparmi che il decreto destinava a finanziare la «ristrutturazione delle aziende già destinatarie della contribuzione diretta, all’innovazione tecnologica del settore, a contenere l’aumento del costo delle materie prime, all’informatizzazione della rete distributiva». Il DDL dà mandato al Governo, entro sei mesi dall’entrata in vigore, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri interessati, ad emanare uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto lo sviluppo del mercato editoriale e la definizione di nuove forme di sostegno in favore del settore. I decreti legislativi dovranno ottenere il parere della Conferenza Unificata e delle competenti Commissioni parlamentari, le quali si devono esprimere entro trenta giorni dall’assegnazione. Decorso tale termine i decreti legislativi possono essere comunque emanati. Il principio primo da rispettare resta quello di «contenere gli oneri a carico della finanza pubblica» che verrà raggiunto con una maggiore e più rigorosa selezione dei soggetti beneficiari e con l’agganciamento dei contributi ai costi «effettivamente sostenuti». Inoltre, l’entità complessiva dei contributi erogabili sarà sempre correlata alle risorse finanziarie annualmente disponibili. Viene riconosciuta particolare importanza ai contributi da destinare a quotidiani e periodici di consolidata tradizione e valore politico-culturale, alle testate espressione di comunità locali, alle riviste di alta cultura. 10
Inoltre, sarà sostenuta la nascita di nuove imprese con incentivi allo start-up, l’innovazione tecnologica e la multimedialità, anche attraverso il ricorso a forme di credito agevolato ovvero di credito d’imposta. Sono anche previste forme di promozione della lettura attraverso campagne annuali di comunicazione istituzionale. A tal fine sarà ridefinito il quadro delle competenze in materia di politiche di sostegno all’editoria, di comunicazione istituzionale, di tutela del diritto d’autore e di promozione della lettura. La predisposizione dei decreti attuativi del Governo sarà preceduta dall’azione di una Commissione che dovrà effettuare un censimento delle forme di sostegno e di agevolazione vigenti per il settore, nonché formulare proposte per la definizione dei criteri di selezione dei soggetti beneficiari dei contributi. La Commissione avrà tre mesi di tempo per conclude i lavori. Successivamente all’emanazione dei decreti previsti dal Disegno di legge, il Governo avrà più di un anno di tempo per adottare decreti recanti disposizioni correttive e integrative. Per motivi di spazio, riportiamo soltanto l’articolato che riguarda i principi e i criteri direttivi cui dovranno uniformarsi i decreti legislativi governativi. Presso il Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri verrà istituita anche una Commissione che avrà il compito di effettuare un censimento delle forme di sostegno e agevolazioni vigenti per il settore, in vista della riforma prevista per il 2014. Disegno di legge recante delega al Governo in materia di sviluppo del mercato editoriale e di ridefinizione delle forme di sostegno Articolo 1 (Delega al Governo per la definizione di nuove forme di sostegno all’editoria) 1. In conformità alle finalità indicate dall’articolo 29, comma 3, ultimo periodo, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e per assicurare l’attuazione dei principi costituzionali in tema di libertà e di pluralismo nella manifestazione del pensiero, di valorizzazione e diffusione della cultura e della lingua italiana, delle opere dell’ingegno, nonché di tutela delle minoranze linguistiche, il Governo è delegato ad emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della pre-
sente legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri interessati, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto lo sviluppo del mercato editoriale e la definizione di nuove forme di sostegno in favore del settore. 2. Ai fini dell’adozione dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo è tenuto, nell’ambito delle Compatibilità finanziarie di cui all’articolo 29, comma 3, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, al rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) razionalizzare e riordinare la normativa vigente nella materia del sostegno alle imprese editoriali, anche per contenere gli oneri a carico della finanza pubblica e consentire una maggiore selezione dei soggetti beneficiari, prevedendo forme omogenee di contributo correlate al rimborso di costi effettivamente sostenuti, nonché specifiche forme di sostegno per la lettura, l’innovazione, la nascita di nuove imprese, la multimedialità; b) definire le categorie di soggetti destinatarie dei contributi, con particolare riguardo ai quotidiani e periodici di consolidata tradizione e valore politico culturale, alle testate espressione di comunità locali; c) prevedere forme particolari di sostegno per le riviste di alta cultura iscritte in un apposito registro nazionale; d) correlare l’entità complessiva dei contributi che possono essere riconosciuti, nonché delle altre forme di sostegno, alle risorse finanziarie annualmente disponibili, evitando altresì che, per ogni impresa, il contributo ecceda il fatturato relativo all’anno di riferimento delle provvidenze; e) prevedere incentivi allo start-up di nuove imprese editoriali, all’innovazione tecnologica ed alla multimedialità, anche attraverso il ricorso a forme di credito agevolato ovvero di credito d’imposta, compatibilmente con le esigenze della finanza pubblica; f) prevedere forme di promozione della lettura attraverso campagne annuali di comunicazione istituzionale curate dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché misure di sostegno alla domanda di lettura, che tengano conto dei dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) anche al fine di monitorare le variazioni degli indici della lettura; g) ridefinire il quadro delle competenze in materia di politiche di sostegno all’editoria, di comunicazione istituzionale, di tutela del diritto d’autore e di promozione della lettura. Notiziario USPI n° 5/2012
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BOLLINO SIAE SI’ O NO? Il Consiglio di Stato prova a fare chiarezza Riportiamo l’articolo di Manuela Avino, pubblicato su ccestudio.it, il 18.02.2012, che illustra la sentenza del Consiglio di Stato del 16 febbraio scorso, sull’annoso (e pasticciato) problema dell’apposizione o meno del “ bollino SIAE” sui CD e DVD distribuiti in Italia. La vicenda ha inizio nel 2007, quando la Corte Europea dichiarò illegittimo il DPCM del 2001 attuativo della legge sull’apposizione del bollino SIAE supporti multimediali ed è andata avanti fra ricorsi al TAR, nuovi decreti e sentenze della Corte di Cassazione penale, fino alla attuale sentenza del Consiglio di Stato. “Legittimi i rimborsi ai privati ma solo se verificati dai giudici tributari. Questo il nucleo della sentenza depositata lo scorso 2 febbraio dalla VI sezione del Consiglio di Stato che ha così posto alcuni punti fermi sull’annosa questione relativa all’esigibilità dei rimborsi sulle quote versate dal 2000 al 2009 alla Siae per l’obbligo di apposizione dei contrassegni olografici sui supporti multimediali prodotti e distribuiti in Italia (cd-rom, cd audio e dvd). “Atteso il generale principio di irretroattività, non è consentito alla fonte regolamentare incidere sulla disciplina dei rapporti patrimoniali pregressi (anteriori o successivi alla citata sentenza della Corte di giustizia 8 novembre 2007), la cui definizione spetta al giudice munito di giurisdizione”, si legge nell’impianto della sentenza. Una pronuncia che tenta di fare chiarezza sull’attuazione di una normativa che in un decennio è stata dominata da non poche contraddizioni. Tutto è iniziato quando la prassi della vidimazione dei cd e dvd con marchio Siae, introdotta per legge nel 2000 (art. 181-bis della Lda n.633/1941, modificata dalla Legge n.248/2000) e resa operativa con DPCM n.338/2001, è stata dichiarata “illegittima” nel 2007 dalla Corte di Giustizia Ue, per vizi procedurali connessi ad alcune previsioni della giurisprudenza comunitaria. Il richiamato decreto veniva riconosciuto dall’alta Corte Europea (sentenza n. 08/11/2007, C-20/05), come “misura tecnica” ai sensi dell’art. 1, punto 11, comma I della direttiva europea 98/34/CE, che, come tale e in ordine alla specificità della normativa adottata, imponeva allo Stato membro interessato, autore del provvedimento, l’obbligo (disatteso nel caso dell’Italia) di sottoporne il contenuto alla Commissione delle Comunità europee, al fine di verificarne la compatibilità con il diritto comunitario e con la libera circolazione delle merci. Notiziario USPI n° 5/2012
In definitiva tale mancata notifica ha ottenuto non solo di privare di legittimità la pretesa punitiva dello Stato Italiano nei confronti di un privato colto in possesso di merce non munita di apposito contrassegno. Ma ha anche inaugurato l’iter dei rimborsi per il pagamento di una tassa, nei fatti, non più dovuta. Un giudizio confermato anche dalla Corte di Cassazione Penale che con sentenza 2 aprile 2008 n.13810 avrebbe ribadito l’irrilevanza penale delle sanzioni previste dalla Legge sul Diritto d’Autore (n. 633/1941) in relazione alla sola assenza dei bollini sui supporti multimediali: “l’inadempimento dell’obbligo di comunicazione costituisce un vizio procedurale sostanziale idoneo a comportare l’inapplicabilità delle regole tecniche ivi considerate. La disapplicazione opera anche se la regola tecnica sia contenuta in un atto avente forza di legge ed anche se la sua violazione sia punita come illecito”, si legge nel testo. A salvare la Siae dall’ondata di ricorsi che di lì a poco si sarebbero abbattuti, ci ha subito pensato nel 2009 un secondo Decreto del Consiglio dei Ministri (DPCM n.31/2009), che ha varato un ulteriore Regolamento di esecuzione, ripristinando, con efficacia retroattiva nell’Ordinamento Italiano, l’obbligo dell’apposizione dei contrassegni così come prescritto dalla Legge sul Diritto d’Autore (art. 171-bis comma 1 e 2, art. 171-ter comma 1, lett. d) e dal primo decreto di attuazione n.338/2001, bollato inizialmente come illegittimo dalla Corte di Giustizia Europea. Proprio su questo punto, la sentenza n.584/2012 del Consiglio di Stato è intervenuta per ribadire il principio di irretroattività del Decreto di esecuzione varato nel 2009, spalancando la porta agli eventuali ricorsi degli imprenditori per la restituzione di quanto versato in nove anni alla Siae (si parla di decine di milioni di euro per anno). La soluzione dei contenziosi verrà ora affidata ai giudici tributari così come previsto dalla sentenza 26 gennaio 2011 n.1780 della Cassazione Civile. Aspetto che contribuisce a definire la valenza fiscale dei suddetti bollini, funzionali all’autenticazione dei cd e dvd che ne siano provvisti, ai fini della loro commercializzazione ed il cui costo, sostenuto dal richiedente, assume i connotati di un’imposta di scopo, destinato cioè a finanziare l’esercizio dell’attività di controllo affidata alla Siae. La Corte di Cassazione con una seconda sentenza del 2 febbraio 2011 n. 3835 ha di fatto già chiarito che l’entrata in vigore del Decreto di esecuzione del 2009 abbia reintrodotto la
“ripenalizzazione delle condotte ricollegabili alla mera carenza del contrassegno Siae - anche se non può- rendere penalmente illecite condotte nel frattempo scriminate dalla non opponibilità ai privati del contrassegno mancante”. La Società Italiana Autori ed Editori intanto si affretta a chiarire in un comunicato che gli effetti della irretroattività saranno limitati al massimo a due anni, pur restando “ovviamente confermata la legittimità e la utilità del “bollino”, richiesto dagli autori e dalla stragrande maggioranza degli editori, a tutela dei consumatori e contro la pirateria, e, comunque, previsto da una legge dello Stato”. In effetti riguardo a quest’ultimo aspetto anche l’impianto della sentenza del Consiglio di Stato sembra confermare in toto la legittimità del Decreto del 2009, essendosi quest’ultimo attenuto alla procedura di notifica alla Commissione Europea, avviata nel 2008, e mediante cui il nuovo regolamento sarebbe stato approvato in seconda battuta per tacito assenso. Il collegio ribadisce inoltre nella sentenza l’utilità dell’apposizione dei contrassegni Siae in discussione, la cui prescrizione “risponde all’esigenza di tutelare non solo il diritto di autore in sé, ma anche gli operatori commerciali e gli utilizzatori finali dell’opera – esigenza tanto più avvertita a fronte dei diffusi fenomeni di “pirateria” e contraffazione”. Eppure verrebbe spontaneo chiedersi per quale motivo suddetto obbligo dei contrassegni sui cd e dvd sia al momento condiviso in Europa dal nostro Paese solo con la Grecia, il Portogallo e la Romania”. SIAE SENTENZA 548 DEL 16.02.2012 (N.00584/2012REG.PROV.COLL.N. 00458/2010 REG.RIC.) REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 458 del 2010, proposto dalla s.p.a. Edizioni Master, …. Contro Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per i beni e le attività culturali, nei confronti di Siae – Società italiana autori ed editori,… per la riforma della sentenza del T.A.R. LAZIO - ROMA: SEZIONE I n. 11590/2009, resa tra le parti, concernente DISCIPLINA CONTRASSEGNO DA APPORRE SU SUPPORTI SIAE Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO
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BOLLINO SIAE SI’ O NO? 11
Con la sentenza n. 11590 del 2009 il T.A.R. Lazio ha respinto il ricorso n. 3023 del 2009, proposto dalla società odierna appellante avverso il D.P.C.M. n. 31 del 23 febbraio 2009, recante “Regolamento di disciplina del contrassegno da apporre sui supporti, ai sensi dell’art. 181-bis della legge 22 aprile 1941 n. 633”. Nel dettaglio, come ricostruito dal giudice di primo grado, la società editrice ricorrente svolge attività di distribuzione, in abbinamento editoriale a molte proprie testate, di supporti multimediali, quali CD-ROM e DVD contenenti musica, film, videogame e software. Va considerato che l’art. 181-bis della legge sul diritto d’autore (21 aprile 1941 n. 633) ha prescritto l’apposizione, da parte della Società Italiana Autori ed Editori (SIAE), di un contrassegno su ogni supporto contenente programmi per elaboratore o multimediali, nonché su ogni supporto contenente suoni, voci o immagini in movimento, le cui spese ed oneri sono a carico dei richiedenti; con D.P.C.M. 11 luglio 2001 n. 331 sono stati disciplinati termini e modalità e termini della relativa richiesta, del rilascio e dell’apposizione del contrassegno predetto. Con la sentenza dell’8 novembre 2007, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea richiamando la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 giugno 1998, 98/34/CE, laddove prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell’informazione- ha affermato che le disposizioni sopra citate, in quanto sussumibili nella categoria delle “regole tecniche”, non possano essere fatte valere nei confronti dei privati in assenza di preventiva notificazione alla Commissione. Successivamente alla citata sentenza della Corte di Giustizia, la società appellante – che per il passato aveva richiesto alla SIAE il rilascio del citato contrassegno apponendolo sui supporti distribuiti- ha commercializzato i supporti contenenti opere dell’ingegno senza contrassegno; quanto al passato, ha invece promosso azione in sede giurisdizionale volta ad ottenere la restituzione degli importi versati alla SIAE dal giugno 2004 al febbraio 2008, a fronte dei contrassegni dalla stessa SIAE rilasciati e dalla società ricorrente apposti sui supporti distribuiti. Nell’aprile del 2008 il Governo italiano comunicava, quindi, alla Commissione UE, in conformità a quanto previsto dalla Direttiva 83/139/CE, uno schema di regolamento destinato a sostituire il predetto D.P.C.M. del 2001, e recante una nuova disciplina dei termini e delle modalità di 12
richiesta, rilascio ed apposizione del contrassegno SIAE. In data 23 aprile 2008 il Governo italiano notificava alla Commissione europea un ulteriore schema di regolamentazione tecnica, da emanare con D.P.C.M. modificativo delle disposizioni regolamentari all’epoca vigenti. Il successivo 25 luglio la Commissione comunicava una serie di osservazioni, alle quali il Ministero per i Beni e le Attività culturali replicava con nota del 30 settembre 2008, notificata dal Ministero dello Sviluppo economico il 2 ottobre seguente. In assenza di osservazioni di replica ad opera dell’organismo comunitario, è stato adottato il D.P.C.M. 23 febbraio 2009, n. 31, impugnato in primo grado. Avverso la sentenza con cui il giudice di primo grado ha respinto il ricorso proposto avverso il D.P.C.M. n. 31 del 23 febbraio 2009, propone appello la società Edizioni Master, sostenendone l’erroneità e chiedendone la riforma. All’odierna udienza la causa è stata trattenuta in decisione. DIRITTO 1. Il ricorso va accolto nei limiti di seguito illustrati. 2. Il Collegio ritiene, invero, fondato il primo motivo di gravame nella sola parte in cui con lo stesso è dedotta l’illegittimità dell’art. 6, co. 8, D.P.C.M. n. 31 del 23 febbraio 2009, per il quale “sono fatti salvi in ogni caso gli atti e i rapporti intervenuti tra la SIAE ed i soggetti indicati dall’articolo 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, a seguito dell’entrata in vigore della legge 18 agosto 2000, n. 248”. Non vi è dubbio, invero, che, atteso il generale principio di irretroattività, non è consentito alla fonte regolamentare incidere sulla disciplina dei rapporti patrimoniali pregressi (anteriori o successivi alla citata sentenza della Corte di giustizia 8 novembre 2007), la cui definizione spetta al giudice munito di giurisdizione. 3. Il primo motivo di gravame non merita, viceversa, accoglimento laddove è con lo stesso censurato l’art. 1, co. 2, dello stesso D.P.C.M. n. 31 del 23 febbraio 2009, per il quale “sono legittimamente circolanti, ai sensi del citato articolo 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, i supporti prodotti entro la data di entrata in vigore della legge 18 agosto 2000, n. 248, purché conformi alla legislazione previgente in materia di contrassegno e di tutela del diritto d’autore, nonché i supporti prodotti dopo l’entrata in vigore della medesima legge n. 248/2000 e conformi alle disposizioni regolamentari di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 luglio 2001, n. 338, come
modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 ottobre 2002, n. 296”. 4. Vanno, inoltre, disattesi tutti gli altri motivi di gravame. Ritiene, in primo luogo, il Collegio di disattendere la censura relativa all’omessa comunicazione alla Commissione europea del decreto impugnato in primo grado. Va parimenti disatteso il motivo di appello relativo all’assunta violazione del principio di libera circolazione delle merci determinatasi in conseguenza della previsione dell’obbligo di apposizione del contrassegno. Fermo, invero, che, come condivisibilmente sostenuto nella sentenza gravata, la prescrizione dell’apposizione del contrassegno risponde all’esigenza di tutelare non solo il diritto di autore in sé, ma anche gli operatori commerciali e gli utilizzatori finali dell’opera – esigenza tanto più avvertita a fronte dei diffusi fenomeni di “pirateria” e contraffazione- non può non osservarsi che l’obbligo in contestazione si estende, senza quindi che si possa dedurre vizi di “discriminazione”, tanto alle opere prodotte e diffuse sul territorio nazionale, quanto a quelle in questo non originate e che nel mercato interno abbiano diffusione. Tali esigenze imperative, nel caso di specie, ricorrono se si considera che la prescrizione dell’apposizione del contrassegno è volta anche a tutelare il consumatore, preservandolo –come affermato dal giudice di prima istanza- dal rischio di acquisto di prodotti contraffatti, oltre che dalle conseguenze di carattere penale sul medesimo incombenti in ragione delle violazioni della normativa sul diritto d’autore. Va pure disatteso il motivo di appello relativo all’assunta compromissione del principio di riserva di legge posto dall’art. 23 della Costituzione. E’ sufficiente considerare che la prestazione contestata in primo grado è prevista dall’art. 181-bis della legge sul diritto d’autore, che già ne perimetra l’ambito di applicazione, determinando, altresì, il carattere di onerosità dell’apposizione del contrassegno. Quanto all’ambito di applicabilità, peraltro, il Collegio concorda con quanto sostenuto dal giudice di primo grado, laddove ha sostenuto che la disciplina regolamentare non amplia le previsioni contenute nella legge sul diritto d’autore, atteso che – fermo il carattere meramente solo esplicativo che il comma 1 dell’art. 5, D.P.C.M. n. 31 del 23 febbraio 2009, assume rispetto alla locuzione “supporti contenenti programmi per elaboratore ovvero multimediali”, di cui all’art. 181-bis della legge 633/1941- si tratta di una disciplina volta a confermare e riprodurre quanto già disposto con D.P.C.M. 338/2001, eccettuato il riferimento agli apparecchi di telefonia mobile ed ai lettori Mp3, per i quali, peraltro, l’apposizione del contrassegno riguar15 Notiziario USPI n° 5/2012
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Il modello sul sito www.agcom.it da inviare solo in via telematica (tramite PEC)
IL CONTRIBUTO 2012 ALL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI - invio modulistica entro il 31 maggio L’USPI mette a disposizione la propria PEC (Casella di posta elettronica certificata) per gli associati che ne siano sprovvisti Sulla Gazzetta Ufficiale n. 77 del 31 marzo 2012 è stata pubblicata la Delibera n. 650/11/CONS dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, del 30 novembre 2011, riguardante “Misure e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per l’anno 2012”. L’Autorità ha ritenuto congruo per coprire le spese inerenti alla propria attività fissare l’entità della contribuzione per il 2011 nella misura massima del 2 per mille dei ricavi risultanti nell’ultimo bilancio approvato prima della citata delibera (quindi sui ricavi del 2010). Confermata la tempistica del versamento (30 aprile) e dell’invio della modulistica (31 maggio) a cui sono tenuti tutti gli operatori, indipendentemente dall’obbligo del versamento. Modalità e termini della comunicazione Tutti i soggetti sono tenuti alla comunicazione annuale di cui all’art. 4 della delibera 599/10/CONS entro e non oltre il 31 maggio 2011, anche se esentati dal versamento del contributo. Tale comunicazione dovrà essere effettuata utilizzando esclusivamente l’apposito modello telematico pubblicato sul sito web dell’Autorità. Una volta scaricato, il modello potrà essere compilato, anche off line, utilizzando Acrobat Reader nella versione 9.0 o successiva. I dati contenuti nel modello, in formato xml, dovranno essere trasmessi all’indirizzo PEC dell’Autorità(contributo@cert.agcom.it) utilizzando l’apposito tasto “Invio tramite Email”. Tale tasto aprirà una sessione di trasmissione e- mail (tramite applicazione desktop o altro servizio di Internet E Mail). La sottoscrizione del modello si intende assolta dal legale rappresentante con l’utilizzo della PEC.
6. Modello per la comunicazione Il modello da utilizzare si articola in quattro sezioni: Sezione 1) – Dati anagrafici I campi indicati devono essere integralmenNotiziario USPI n° 5/2012
te compilati. Sezione 2) – Calcolo del contributo Gli operatori devono fornire i sotto-indicati elementi: Colonna (a) - “Attività”: Va indicata, tra le opzioni previste nel form, attraverso l’apposito “menù a tendina”, la categoria di attività afferente la natura dei ricavi percepiti. Nel caso in cui il soggetto svolga contemporaneamente più attività, dovrà indicare distintamente, sulle diverse righe, le specifiche tipologie di attività, di cui al precedente paragrafo 1 (Soggetti tenuti al versamento del contributo). Colonna (b) - (Ricavi delle vendite e delle prestazioni) Va riportato l’importo complessivo dei ricavi indicati alla voce A1 (art. 2425 c.c.) dell’ultimo bilancio approvato o altra scrittura contabile equivalente antecedentemente alla delibera integrata dalle presenti istruzioni. Nel caso in cui il soggetto svolga contemporaneamente più attività, dovranno essere corrispondentemente scorporati i dati contabili ed indicati gli specifici importi. Colonna (c) - (Ricavi non conseguiti nel settore delle comunicazioni) Va indicato, con riferimento alla voce A1 (art. 2425 c.c.) dell’ultimo bilancio approvato o altra scrittura contabile equivalente antecedentemente alla delibera integrata dalle presenti istruzioni, l’importo dei ricavi non afferenti il mercato delle comunicazioni. Nel caso in cui il soggetto svolga contemporaneamente più attività tra quelle previste, dovranno essere corrispondentemente scorporati i dati contabili ed indicati gli specifici importi.
vità indicata nella colonna “Attività”. Nel caso in cui il soggetto svolga contemporaneamente più attività tra quelle previste, dovranno essere corrispondentemente scorporati i dati contabili ed indicati gli specifici importi. Colonna (f) - (Totale imponibile) L’importo è dato dalla differenza tra il valore della colonna (d) e quello della colonna (e). Il calcolo viene eseguito automaticamente dal sistema informatico. * Gli importi economici previsti devono essere espressi in euro. * La riga “Totali” indica automaticamente il/i totale/i degli importi delle colonne. * Nel box “Importo del contributo” viene indicato automaticamente l’importo da versare. Nel caso in cui i ricavi imponibili siano inferiori o uguali a 500.000 euro, il risultato indicato sarà “0”. Sezione 3) – Dettaglio dei ricavi non conseguiti nel settore delle comunicazioni Vanno specificate, con l’indicazione del relativo ammontare, le principali tipologie di ricavi la cui natura non afferisce al settore delle comunicazioni. L’importo complessivo, che viene indicato automaticamente dal sistema, deve essere pari a quanto risultante nel totale della colonna (c) della precedente sezione 2. E’ consentita l’aggiunta di righe, in automatico. Le eventuali ulteriori pagine costituiranno un allegato numerato.
Colonna (d) - (Ricavi conseguiti nel mercato delle comunicazioni) L’importo è dato dalla differenza tra il valore della colonna (b) e quello della colonna (c). Il calcolo viene eseguito automaticamente dal sistema informatico.
Sezione 4) – Dettaglio dei ricavi riversati ad operatori terzi Vanno specificate, con l’indicazione della ragione sociale/codice fiscale e del relativo ammontare, le principali tipologie di ricavi riversati a operatori terzi, da selezionare con l’apposito menù a tendina. In particolare, per gli operatori di telecomunicazioni su reti fisse e mobili, per le imprese concessionarie di pubblicità e per le imprese che offrono servizi televisivi a pagamento (su piattaforme satellitari e digitale terrestre e su reti di telecomunicazioni fisse e mobili) si deve fare riferimento a quanto specificamente indicato nel precedente paragrafo 1.
Colonna (e) - (Ricavi esclusi perché riversati ad operatori terzi) Va indicato l’importo dei ricavi riversati ad operatori terzi che svolgono la stessa atti-
L’importo complessivo, che viene indicato automaticamente dal sistema, deve essere pari a quanto risultante nel totale della colonna (e) della precedente sezione 2. 13
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DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. ENTRO IL MESE DI MAGGIO Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio - marzo 2012); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, NON sono tenuti ad effettuare alcuna consegna. ENTRO IL MESE DI GIUGNO Gli editori con sede principale in LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a
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da i soli programmi, non già le settimana) e SETTIMANALI e relative 12 apparecchiature. supplementi e allegati, sono tenuti ad Nessuna violazione del principio di legalità effettuare la consegna delle copie distridell’azione amministrativa, infine, può buite al pubblico nel 1° trimestre delriconoscersi nel decreto impugnato in l’anno (gennaio - marzo 2012); primo grado, recante la disciplina delle sole modalità attuative ed applicative del precet- che pubblicano QUATTORDICINALI, to posto dalla norma primaria. QUINDICINALI, MENSILI e di 5. Alla stregua delle esposte considerazioni, ALTRA PERIODICITA’ nel mese di va pertanto accolto in parte l’appello, nei aprile NON devono effettuare alcuna limiti sopra esposti al punto 2. consegna. Considerata la natura regolamentare della disposizione annullata in questa sede, ai Ricordiamo la necessità di allegare a quesensi dell’art. 14, comma 3, del decreto sta prima spedizione annuale un certificalegislativo n. 1199 del 1971 (applicabile to di iscrizione all’USPI per l’anno 2012. quando in sede giurisdizionale sia annullato un atto amministrativo generale “a conRammentiamo, infine, che per il deposito tenuto normativo”), va disposto che, a cura delle copie presso le Biblioteche regionadella Presidenza del Consiglio dei Ministri, li e provinciali la cadenza stabilita dalla il dispositivo della presente sentenza sia legge è ogni 60 giorni. pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Il plico contenente le copie per il deposito Repubblica Italiana. legale deve essere confezionato e riportare la Sussistono giustificate ragioni per disporre dicitura “esemplari fuori commercio per il la compensazione tra le parti delle spese dei deposito legale, agli effetti della legge 15 due gradi di giudizio. P.Q.M. aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale del DPR 252/06) ed essere accompagnato da (Sezione Sesta), definitivamente pronunun elenco, in duplice copia, del contenuto ciando sull’appello n. 458 del 2010, lo del pacco con l’indicazione della ragione accoglie nei limiti indicati al punto 2 in sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o motivazione, e annulla l’articolo 6, comma un numero di fax di riferimento), il nome 8, del D.P.C.M., 23 febbraio 2009, n. 31, della testata, l’indicazione delle eventuali mentre lo respinge per il resto diverse edizioni locali e il numero di edizioDispone che, a cura della Presidenza del ne di ogni singolo esemplare consegnato. Consiglio dei Ministri, sia data pubblicità del presente dispositivo sulla Gazzetta GLI INDIRIZZI Ufficiale della Repubblica Italiana. - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Così deciso in Roma nella camera di consiViale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. glio del giorno 22 novembre 2011. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 DEPOSITATA IN SEGRETERIA Firenze. Il 02/02/2012
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Notiziario USPI n° 5/2012
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Via Mosè Bianchi, 94 20149 Milano Direttore: Sandra Rocchi Moro Visconti Editore: Fondazione Pime Onlus Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: religione
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Via XX Settembre, 41/3 16121 Genova Direttore: Paolo Lingua Editore: Edizioni Liguri S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: economia, politica e cultura in Liguria
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Viale Principe Umberto, 67 bis 98122 Messina Direttore: Carmelo Garofalo Periodicità: mensile Materia trattata: attualità, politica, informazione, cultura
Via Serio, 16 20139 Milano Direttore: Alfredo Zaino Editore: COM-MEDIA Periodicità: semestrale Materia trattata: metano per autotrazione
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Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 Fax 06.40.66.859 - 06.406.59.41 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stabilimento di Roma Via Leonardo da Vinci, 8 00015 Monterotondo (RM)
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Il n. 5 maggio 2012 è stato stampato il 29 maggio 2012
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Notiziario USPI n° 5/2012