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IL DIBATTITO: Ordine SI', Ordine NO

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ilNotiziario

N°

6

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 53° - MENSILE 11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB di Roma

IL DIBATTITO: Ordine SI’, Ordine NO

(Sulla proposta del FN di creare un Ordine dei giornalisti francese) «Non mi imbattevo in un’idea del genere dall’Italia degli anni Trenta. La Francia è a un bivio. Il progetto del Fronte Nazionale indebolisce il contenuto democratico del nostro Paese». (Emmanuel Macron) Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese (Foto da https://www.flickr.com/photos/mutualite)

Editoria MANOVRINA FISCALE 2017

Web AUDIWEB, LA TOTAL DIGITAL AUDIENCE

Privacy CONTRO LE INSIDIE DEL WEB

Dialogando OSSERVATORIO SUL GIORNALISMO


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EDITORIA

DALLA COPERTINA

LA MANOVRINA 2017 E VARIE IL DIBATTITO: Ordine SI’, Ordine NO NORME SULL’EDITORIA Inserite con emendamenti durante l’approvazione del provvedimento alla Camera dei deputati, alcune norme del decreto legge riguardano la riforma delle leggi sull’editoria e danno attuazione ad alcuni indirizzi contenuti nella Legge 198/2016. Segnaliamo, in particolare per i piccoli editori, l’istituzione - a partire dal 2018 - di un credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati per campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive. Il 15 giugno scorso, il Senato ha approvato in via definitiva, con voto di fiducia (dopo la fiducia già votata alla Camera), la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (la c.d. Manovrina di assestamento della legge di stabilità 2017), recante “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”. Nel testo finale, tramite alcuni emendamenti presentati nel corso di conversione alla Camera, sono state introdotte alcune importanti novità nel settore dell’editoria. Analizziamole secondo l’importanza e l’impatto che potranno generare per la piccola e media editoria: 1. INCENTIVI FISCALI AGLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI INCREMENTALI su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e misure di sostegno alle imprese editoriali di nuova costituzione.

Alcuni giorni fa, due episodi hanno contribuito ad alimentare il dibattito sul ruolo dell’Ordine dei giornalisti, in particolare sul suo ruolo disciplinare. Si tratta della sospensione dalla professione di due giornalisti: Filippo Facci, editorialista di Libero, e p. Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria.

Facci è stato sanzionato per un articolo ritenuto offensivo nei confronti dell’Islam (“Odio l’Islam perché l’odio è democratico esattamente come l’amare, odio dover precisare che l’anti-islamismo è legittimo mentre l’islamofobia no… aveva scritto). P. Fanzaga è stato sospeso per una frase ritenuta oltraggiosa rivolta alla senatrice Monica Cirinnà (“Ma, signora, arriverà anche il funerale. Glielo auguro il più lontano possibile, ma arriverà anche quello” ). Numerose le prese di posizione nei confronti delle sanzioni ratificate dall’OdG. Enrico Mentana, direttore de La7, ha difeso il giornalista di Libero: «Non voglio sapere cosa abbia scritto, la libertà vale per tutte le opinioni. E io con gente che sanziona e opinioni non voglio avere a che fare». Ha concordato anche l’on. Daniele Capezzone: «Il tema è che il free speech è l’essenza stessa di una democrazia, di una società che voglia in qualche modo aspirare ad essere libera”, auspicando l’abolizione “di quel catafalco burocratico (l’Ordine, appunto – n.d.r.) ». Alle critiche ha risposto il Presidente dell’Ordine della Lombardia, Gabriele Dossena, con una lettera inviata al Corriere della Sera: “«Ci sono alcune osservazioni sull’utilità o meno dell’Ordine…Per fortuna è arrivata una legge (la 108/2016) che ridimensiona numeri e competenze del Consiglio Nazionale. L’alternativa sarebbe la chiusura dell’OdG. Accompagnata da un coro di consensi di chi vuole lasciare campo libero a un’informazione senza regole, che alimenta blog e social, assecondando senza vincoli una schiera di editori avventurieri e tutti i desideri degli uffici marketing». Il dibattito continua…

ARTICOLO 57-bis TESTO «1. A decorrere dall’anno 2018, alle imprese e ai lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1 per cento gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente, è attribuito un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 75 per cento del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90 per cento nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel limite massimo complessivo di spesa stabilito ai sensi del comma 3. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il

SOMMARIO 2-7 La Manovrina 2017 e varie norme sull’editoria 2 3

Il dibattito: Ordine sì, Ordine no Quote associative USPI anno 2017

8

XXIV Giornata Mondiale della libertà di stampa

8

Deposito legale e Convenzioni USPI

8

Scadenze ROC: la “Comunicazione annuale” (2017)

9

Dati Audiweb, la total digital audience nel mese di aprile 2017

10-12 La difesa della privacy contro le insidie del web 13-14 AGCOM: Osservatorio sul giornalismo II edizione - anno 2017 15-16 INPGI, Approvati i bilanci consuntivi 2016 15 l’Eco della Stampa 16 INPGI, Circolare n. 4 del 13 giugno 2017

Notiziario USPI n° 6/2017


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SERVIZI GRATUITI PER I SOCI USPI 2017 LA CONSULENZA EDITORIALE E L'ASSISTENZA AMMINISTRATIVA PER PRATIChE PUBBLIChE

GIORNATE FORMATIVE DI qUALIFICAZIONE PROFESSIONALE

L'AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE MENSILE TRAMITE IL "NOTIZIARIO USPI"

CONVENZIONI ESCLUSIVE PER I SOCI

LA RAPPRESENTANZA E LA TUTELA IN SENO ALLE COMMISSIONI MINISTERIALI

TESSERA, BOLLINO ANNUALE E "DISCO STAMPA" PER AUTOVETTURA

IL FILO DIRETTO TELEFONICO PER CONSULENZA FISCALE, POSTALE, LEGISLATIVA, LEGALE

TROVA PERIODICI

USPI

qUOTE ASSOCIATIVE PER L’ANNO 2017 Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2017 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:

qUOTE ASSOCIATIVE e "UNA TANTUM" di iscrizione, da sommarsi alla quota associativa per le testate che si iscrivono per la prima volta Per le TESTATE (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura é sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) qUOTE

UNA TANTUM

Per i SOCI CORRISPONDENTI - Il SOCIO CORRISPONDENTE è persona fisica che, "condividendo le finalità dell'USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione" € 100,00 Per i SOCI BENEMERITI - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica

(prima iscrizione)

da 1 a 10.000 copie da 10.001 a 50.000 copie da 50.001 a 100.000 copie da 100.001 a 200.000 copie oltre 200.000 copie

€ 320,00 € 750,00 € 1.300,00 € 2.600,00 € 3.800,00

€ € € € €

100,00 170,00 170,00 170,00 170,00

Rinnovo della quota per i SOCI SINGOLI ex art. 30 dello Statuto - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all'USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all'USPI € 320,00

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n° 58 - Roma (intestato a USPI) CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero, tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile, spedito a mezzo assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale n. 27433002 intestato all'USPI. C.F. dell'USPI: 80188110581 ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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EDITORIA Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti le modalità e i criteri di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, con particolare riguardo agli investimenti che danno accesso al beneficio, ai casi di esclusione, alle procedure di concessione e di utilizzo del beneficio, alla documentazione richiesta, all’effettuazione dei controlli e alle modalità finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa di cui al comma 3. Agli eventuali adempimenti europei, nonché a quelli relativi al Registro nazionale degli aiuti di Stato, provvede il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. 2. Per favorire la realizzazione di progetti innovativi, anche con lo scopo di rimuovere stili di comunicazione sessisti e lesivi dell’identità femminile, e idonei a promuovere la più ampia fruibilità di contenuti informativi multimediali e la maggiore diffusione dell’uso delle tecnologie digitali, è emanato annualmente, con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un bando per l’assegnazione di finanziamenti alle imprese editrici di nuova costituzione. 3. Agli oneri derivanti dall’attuazione dei commi 1 e 2 si provvede mediante utilizzo delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198. Il credito d’imposta di cui al comma 1 è concesso nel limite complessivo, che costituisce tetto di spesa, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 4, della legge n. 198 del 2016; con il medesimo decreto è altresì stabilito annualmente il criterio di ripartizione dell’onere complessivo delle incentivazioni concesse a carico delle quote del Fondo spettanti rispettivamente alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero dello sviluppo economico. … I finanziamenti da assegnare ai sensi del comma 2 sono concessi, mediante utilizzo delle risorse del medesimo Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 6, della predetta legge n. 198 del 2016…». ANALISI L’articolo 57-bis, introdotto durante l’esame in prima lettura, disciplina la concessione di incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, e reca misure di sostengo alle imprese editoriali di nuova costituzione. Con le previsioni introdotte si disciplinano gli ambiti oggetto della delega recata dall’art. 2, co. 2, lett. h), i) ed n), della L. 198/2016, per la quale i termini di esercizio sono scaduti. Nello specifico, si prevede, innanzitutto, l’attribuzione di un credito di imposta, a decorrere dal 2018, in favore di imprese e lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati

nell’anno precedente. Il credito d’imposta – che è utilizzabile esclusivamente in compensazione (art. 17 del d.lgs. 241/1997), previa istanza al Dipartimento per l’informazione e l’editoria -, è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, innalzato al 90% nel caso di piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative. La definizione delle modalità e dei criteri di attuazione è demandata ad un DPCM, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decretolegge, nel rispetto della normativa UE sugli aiuti di Stato. Agli eventuali adempimenti europei, nonché a quelli relativi al Registro nazionale degli aiuti di Stato, provvede il Dipartimento per l’informazione e l’editoria. Il credito di imposta è concesso nel limite massimo di spesa stabilito annualmente con il DPCM che ripartisce le risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione fra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico. Con il medesimo DPCM si stabiliscono, altresì, i criteri di ripartizione dell’onere a carico di ciascuna amministrazione. Le risorse destinate al credito di imposta sono iscritte sul pertinente capitolo dello stato di previsione del MEF e trasferite sulla contabilità speciale n. 1778 “Agenzia delle Entrate – Fondi di bilancio” per la regolazione contabile delle compensazioni. La contabilità speciale n. 1778 ha come finalità precipua quella di assicurare flessibilità e celerità delle compensazioni dei crediti e debiti tributari in favore dei contribuenti, assolvendo così tipicamente alla funzione di garantire il soddisfacimento di diritti soggettivi “perfetti” non connessi ad una formale autorizzazione di spesa, e garantendo, al tempo stesso, sul piano contabile, la compensazione delle relative minori entrate riflesse nel bilancio dello Stato. Inoltre, si prevede l’emanazione – con decreto del Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria – di un bando annuale per l’assegnazione di finanziamenti alle imprese editrici di nuova costituzione, il cui scopo è quello di favorire la realizzazione di progetti innovativi, anche per rimuovere stili di comunicazione sessisti e lesivi dell’identità femminile, e idonei a promuovere la più ampia fruibilità di contenuti informativi multimediali e la maggiore diffusione dell’uso delle tecnologie digitali. I finanziamenti sono concessi nel limite massimo di spesa stabilito annualmente con il DPCM che definisce la ripartizione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione assegnate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri tra i diversi interventi di competenza (art. 1, co. 6, della L. 198/2016). Per lo svolgimento delle attività amministrative inerenti entrambe le previsioni, si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. ********** 2, Misure per L’INNOVAZIONE DEL SISTEMA DI VENDITA DELLA STAMPA quotidiana e periodica

ARTICOLO 64-BIS TESTO

«1. All’articolo 2 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: Notiziario USPI n° 6/2017


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EDITORIA 1. Il sistema di vendita della stampa quotidiana e periodica si articola, su tutto il territorio nazionale, in punti vendita: a) esclusivi, che sono tenuti alla vendita generale di quotidiani e di periodici; b) non esclusivi, che possono vendere, alle condizioni stabilite dal presente decreto, quotidiani o periodici in aggiunta ad altre merci”; ..….. 2. Dopo l’articolo 4 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, è inserito il seguente: “Art. 4-bis. (Apertura di nuovi punti vendita) 1. L’apertura di nuovi punti vendita, esclusivi e non esclusivi, anche a carattere stagionale, è soggetta alle disposizioni dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241. 2. I comuni possono individuare le zone nelle quali, tenuto conto del numero dei punti vendita già esistenti in relazione al bacino d’utenza, della domanda, anche stagionale, delle esigenze di sostenibilità ambientale e di viabilità nonché di tutela e salvaguardia delle zone di pregio artistico, storico, architettonico e ambientale, l’apertura di nuovi punti vendita è regolamentata sulla base delle disposizioni delle re-gioni e delle province autonome i Trento e di Bolzano vigenti in materia e dei criteri adottati con le modalità di cui al comma 3. “Foto di edicola da: 3. Con intesa in sede www.flickr.com/photos/funky64” di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti i criteri e i parametri qualitativi per l’apertura dei nuovi punti vendita, affinché sia garantita, a salvaguardia dei motivi imperativi di interesse generale connessi alla promozione dell’informazione e del pluralismo informativo, una presenza capillare ed equilibrata dei punti vendita sul territorio nazionale, anche nelle aree periferiche, tale da soddisfare la domanda del bacino di utenza e tenuto conto anche delle esigenze stagionali… 4. Con intesa in sede di Conferenza unificata sono individuati, nel rispetto dei princìpi stabiliti dalla legislazione statale in materia di concorrenza, criteri omogenei per la liberalizzazione degli orari e dei periodi di chiusura dei punti vendita, la rimozione degli ostacoli che limitano la possibilità, per i punti vendita esclusivi, di ampliare le categorie merceologiche e i servizi offerti al pubblico, nonché la possibilità di svolgere l’intermediazione di servizi a valore aggiunto …”. 3. All’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, dopo la lettera d-quinquies) sono aggiunte le seguenti: “d-sexies) le imprese di distribuzione territoriale dei prodotti editoriali garantiscono a tutti i rivenditori l’accesso alle forniture a parità di condizioni economiche e commerciali; la fornitura non può essere condizionata a servizi, costi o prestazioni aggiuntive a carico del rivenditore; d-septies) le imprese di distribuzione territoriale assicurano ai punti vendita forniture di quotidiani e di periodici adeguate, per tipologia e per quantitativi, a soddisfare le esigenze dell’utenza del territorio; le pubblicazioni fornite in eccesso rispetto alle esigenze dell’utenza Notiziario USPI n° 6/2017

del territorio o quelle che non sono oggetto della parità di trattamento possono essere rifiutate ovvero restituite anticipatamente dagli edicolanti senza alcuna limitazione temporale”. 4. Dopo l’articolo 5 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, come da ultimo modificato dal presente articolo, è inserito il seguente: “Art. 5-bis. — (Nuove opportunità imprenditoriali e commerciali per i punti vendita esclusivi). — 1. Nelle zone dove la fornitura della stampa quotidiana e periodica non è assicurata dagli ordinari canali di distribuzione, i punti vendita di tali zone possono chiedere di essere riforniti dal punto vendita esclusivo disponibile geograficamente più vicino sulla base di un accordo di fornitura. È altresì consentito ai punti vendita esclusivi di rifornire, sulla base di un accordo di fornitura, gli esercizi commerciali che fanno richiesta di fornitura di pubblicazioni periodiche attinenti alla tipologia del bene o del servizio oggetto prevalente della loro attività commerciale….”. 5. Dopo il comma 1 dell’articolo 9 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, è inserito il seguente: “1-bis. Le violazioni delle disposizioni del presente decreto sono sanzionate ai sensi dell’articolo 22 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114”. 6. L’articolo 1, comma 2, l’articolo 2, commi 2, 4, 5 e 6, l’articolo 4, comma 1, e l’articolo 6 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, sono abrogati. ANALISI L’articolo 64-bis, introdotto durante l’esame in prima lettura, interviene sul sistema di vendita e distribuzione della stampa quotidiana e periodica, apportando alcune modifiche alla disciplina recata dal d.lgs. 170/2001, che viene novellato. Con gran parte delle previsioni introdotte si disciplinano alcuni degli ambiti oggetto della delega recata dall’art. 2, co. 2, lett. l), della L. 198/2016, per la quale i termini di esercizio sono scaduti. In particolare, confermando l’attuale articolazione del sistema sul territorio nazionale in punti vendita esclusivi (che sono tenuti alla vendita generale di quotidiani e periodici) e punti vendita non esclusivi (che possono vendere, a determinate condizioni, quotidiani e periodici, in aggiunta ad altre merci): - elimina la previsione di rilascio dell’autorizzazione da parte dei comuni per l’esercizio dell’attività di vendita da parte dei punti vendita esclusivi e non esclusivi. Conseguentemente, sopprime anche gli specifici obblighi di programmazione e pianificazione, in capo alle regioni, chiamate, a legislazione vigente, ad emanare indirizzi in materia, e in capo ai comuni, chiamati, sempre a legislazione vigente, nel rispetto dei predetti indirizzi, a dotarsi di appositi piani di localizzazione dei punti vendita esclusivi, sulla base dei quali rilasciare poi le singole autorizzazioni per l’esercizio dell’attività. A tali fini, novella l’art. 2, co. 1 e 3, e abroga l’art. 1, co. 2, l’art. 2, co. 2, 4, 5 e 6, e l’art. 6 del citato d.lgs. 170/2001. - definisce una nuova disciplina per l’apertura di nuovi punti vendita (esclusivi e non esclusivi), anche a carattere stagionale, stabilendo, innanzitutto, in linea generale, che essa avvenga mediante la segnalazione certificata di inizio attività (Scia), di cui all’art. 19 della L. 241/1990. Al contempo, prevede che, in determinate zone – individuate dai comuni in relazione al numero di punti vendita già esistenti e alle esigenze di sostenibilità ambientale e di viabilità 5


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EDITORIA –, l’apertura di nuovi punti vendita sia regolamentata sulla base delle disposizioni delle regioni e delle province autonome in materia. A tali fini, introduce il nuovo art. 4-bis nel d.lgs. 170/2001 (v. co. 1-3 dello stesso); - stabilisce che, con intesa in sede di Conferenza unificata, siano individuati, nel rispetto dei principi stabiliti dalla normativa vigente in materia di concorrenza, criteri omogenei per la liberalizzazione degli orari e dei periodi di chiusura dei punti vendita, la rimozione degli ostacoli che limitano la possibilità, per i punti di vendita esclusivi, di ampliare le categorie di beni e i servizi offerti al pubblico, e la possibilità di svolgere l’intermediazione di servizi a valore aggiunto a favore delle amministrazioni territoriali, delle ASL, delle aziende di trasporto pubblico e delle aziende di promozione del turismo, fermi restando gli eventuali vincoli autorizzatori previsti. A ciò, dispone il co. 4 del nuovo art. 4-bis del d.lgs. 170/2001. - introduce, tra i principi che regolano la vendita di quotidiani e periodici, ulteriori disposizioni volte a regolare i rapporti tra distributori e rivenditori di prodotti editoriali. In particolare, stabilisce che le imprese di distribuzione garantiscono a tutti i rivenditori l’accesso alle forniture a parità di condizioni economiche e commerciali e che la fornitura non può essere condizionata a servizi, costi o prestazioni aggiuntivi a carico del rivenditore. Dispone, altresì, che le imprese di distribuzione assicurano ai punti vendita forniture di quotidiani e periodici adeguate (per tipologia e quantità) a soddisfare le esigenze dell’utenza del territorio. Le forniture in eccesso rispetto a tali esigenze, o quelle che non sono oggetto di parità di trattamento (ai sensi “Palazzo Chigi, sala del Consiglio dei ministri” dell’art. 8 della L. 198/2016) possono essere rifiutate o restituite anticipatamente dai rivenditori senza alcuna limitazione temporale. A tal fine, aggiunge le lett. d-sexies) e d-septies) nell’art. 5, co. 1, del d.lgs. 170/2001. - introduce la possibilità, per i punti vendita esclusivi, di svolgere un’attività addizionale di distribuzione, previa Scia. In particolare, dispone che i punti vendita esclusivi possano rifornire, sulla base di accordi di fornitura, i punti vendita delle zone dove la fornitura della stampa quotidiana e periodica non è assicurata dagli ordinari canali di distribuzione, e gli esercizi commerciali che facciano richiesta di fornitura di pubblicazioni periodiche attinenti la tipologia del bene o servizio oggetto prevalente della loro attività commerciale. Le condizioni economiche per lo svolgimento di tali attività saranno definite con accordo su base nazionale tra le associazioni di categoria più rappresentative di editori e rivenditori di quotidiani e periodici. A tal fine, aggiunge il nuovo art. 5-bis nel d.lgs. 170/2001. Infine: - estende alle violazioni delle disposizioni previste dal d.lgs. 170/2001 le sanzioni previste dall’art. 22 del d.lgs.

114/1998 (che stabilisce i principi e le norme generali sull’esercizio dell’attività commerciale. A tal fine, inserisce il co. 1-bis nell’art. 9 del medesimo d.lgs. 170/2001; - abroga le disposizioni recate dall’art. 4, co. 1, del d.lgs. 170/2001, che prevedono che, nella vendita di quotidiani e periodici, i punti vendita esclusivi assicurano parità di trattamento alle diverse testate. L’abrogazione appare collegata alla nuova disciplina sulla parità di trattamento recata dall’art. 8 della L. 198/2016, che ha limitato, a decorrere dal 1° gennaio 2017, la previsione relativa alla garanzia della parità di trattamento delle diverse testate da parte dei punti vendita esclusivi alle (sole) pubblicazioni regolari – intendendo per tali quelle che: sono registrate presso il tribunale; sono diffuse al pubblico con periodicità regolare; rispettano tutti gli obblighi previsti dalla L. 47/1948 (tra cui, il possesso, da parte del proprietario o della persona che esercita l’impresa giornalistica, se diversa dal proprietario, dei requisiti per l’iscrizione nelle liste elettorali politiche e la pubblicazione di rettifiche); recano stampati sul prodotto, in posizione visibile, la data, la periodicità effettiva, il codice a barre e la data di prima immissione nel mercato –, e in occasione della loro prima immissione nel mercato. Dispone, inoltre, che le imprese di distribuzione si adeguino a tali previsioni, nell’adempimento dell’obbligo, indicato dall’art. 16, primo comma, della L. 416/1981, in base al quale le stesse imprese devono garantire, a parità di condizioni rispetto ai punti di vendita serviti e al numero di copie distribuite, il servizio di distribuzione a tutte le testate giornalistiche che ne facciano richiesta. ********** 3. Attrazione per GLI INVESTIMENTI (Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione)

ARTICOLO 57, comma 3-bis TESTO « All’articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 26 ottobre 2016, n. 198, le parole: “100 milioni di euro in ragione d’anno per il periodo 2016-2018” sono sostituite dalle seguenti: “100 milioni di euro per l’anno 2016 e 125 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018”. All’articolo 1, comma 160, primo periodo, lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come sostituita dall’articolo 10, comma 1, della citata legge n. 198 del 2016, le parole: “100 milioni” sono sostituite dalle seguenti: “125 milioni”». ANALISI Il comma 3-bis dell’articolo 57, introdotto durante l’esame in prima lettura, aumenta, per il 2017 e il 2018, l’importo massimo della quota delle eventuali maggiori entrate derivanti dal canone RAI da far confluire nel Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. In particolare, per ciascuno degli anni suddetti, il suddetto importo massimo è aumentato (da € 100 mln) a € 125 mln. A tal fine, novella l’art. 1, co. 2, lett. c), della L. 198/2016 e l’art. 1, co. 160, lett. b), della L. 208/2015, come sostituito dall’art. 10, co. 1, della stessa L. 198/2016. Già la legge, peraltro, ha previsto che le risorse derivanti dal canone RAI e dal contributo di solidarietà siano ripartite al 50% fra Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero dello sviluppo economico, mentre i criteri di ripartizione delle ulteriori risorse tengano conto delle proporzioni (all’epoca) esistenti fra le risorse destinate al sostegno dell’editoria quotiNotiziario USPI n° 6/2017


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EDITORIA diana e periodica e quelle destinate all’emittenza radiofonica e televisiva in ambito locale. Il Fondo è allocato sul cap. 2196 dello stato di previsione del MEF e per il triennio 2017–2019 presenta una disponibilità di € 196.223.143.

In pratica, è stata rifinanziata per il quinquennio 2017-2021 l’anticipata liquidazione della pensione di vecchiaia, prevista dai piani previsti dall’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 69.

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Lo stanziamento è pari a 6 milioni di euro per il 2017, 10 milioni di euro per il 2018, 11 milioni di euro per il 2018, 11 milioni di euro per il 2019, 12 milioni di euro per il 2020 e 6 milioni di euro per il 2021. Viene, quindi, consentito ai giornalisti che fruiscono degli ammortizzatori sociali, quindi della solidarietà o della cassa integrazione, di fruire del trattamento di pensione anticipata a condizione che abbiano compiuto 58 anni se donne, e 60 anni se uomini, e che abbiano almeno 25 anni di anzianità contributiva presso l’Inpgi. Chiaramente si provvede mediante corrispondente riduzione della quota del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione.

4. RISTRUTTURAZIONE O RIORGANIZZAZIONE DI IMPRESE EDITORIALI per crisi aziendale

ARTICOLO 53-bis TESTO «1. Per il sostegno degli oneri derivanti dall’anticipata liquidazione della pensione di vecchiaia nei confronti dei giornalisti interessati dai piani di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 69, è autorizzata la spesa di 6 milioni di euro per l’anno 2017, 10 milioni di euro per l’anno 2018, 11 milioni di euro per l’anno 2019, 12 milioni di euro per l’anno 2020 e 6 milioni di euro per l’anno 2021, con conseguente aumento dei limiti di spesa di cui all’articolo 41-bis, comma 7, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14. Ai giornalisti che sono stati effettivamente coinvolti nella riduzione oraria prevista dai piani di cui al primo periodo è data facoltà di optare per l’anticipata liquidazione della pensione di vecchiaia entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto ovvero, nel caso di giornalisti che vengono coinvolti nella riduzione oraria successivamente all’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, entro sessanta giorni dalla data di coinvolgimento nella riduzione oraria o dalla data di maturazione dei requisiti di anzianità anagrafica e contributiva, se successiva, purché in possesso di un’anzianità contributiva pari ad almeno venticinque anni interamente accreditati presso l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (INPGI), e di un’età anagrafica pari, negli anni 2017 e 2018, ad almeno cinquantotto anni, se donne, e a sessanta anni, se uomini. 2. L’INPGI prende in considerazione le domande di anticipata liquidazione della pensione di vecchiaia secondo l’ordine cronologico di presentazione dei piani di gestione degli esuberi. 3. All’onere derivante dall’attuazione del comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione della quota del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione …, per gli anni dal 2017 al 2021. 4. All’onere derivante dalle prestazioni di anticipata liquidazione della pensione di vecchiaia finanziate concorre il contributo aggiuntivo a carico dei datori di lavoro di cui all’articolo 41-bis, comma 7, secondo periodo, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14». ANALISI Nel corso dell’esame alla Camera dei deputati è stato introdotto l’articolo 53-bis, con il quale viene autorizzata una specifica spesa per il sostegno degli oneri derivanti dal rifinanziamento per l’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti dipendenti da aziende in ristrutturazione o riorganizzazione per crisi aziendale interessati dai piani di ristrutturazione o riorganizzazione di cui all’articolo 3, comma 1, del D.Lgs. 69/2017. Notiziario USPI n° 6/2017

********** 5. AUTORITÀ NAZIONALE DI REGOLAZIONE del settore postale

ARTICOLO 65 TESTO «1. A decorrere dall’anno 2017, alle spese di funzionamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in relazione ai compiti di autorità nazionale di regolamentazione del settore postale, si provvede esclusivamente con le modalità di cui ai commi 65 e 66, secondo periodo, dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, facendo riferimento ai ricavi maturati dagli operatori nel settore postale. Sono abrogate le norme di cui all’articolo 2, commi da 6 a 21, e di cui all’articolo 15, comma 2-bis, del decreto legislativo 22 luglio 1999 n. 261». ANALISI L’articolo 65 prevede che a decorrere dal 2017, le spese di funzionamento dell’AGCOM siano finanziate dal mercato di competenza, per la parte non coperta da finanziamento a carico del bilancio dello Stato, secondo modalità previste dalla normativa vigente ed entità di contribuzione determinate con propria deliberazione dall’Autorità nel rispetto dei limiti massimi previsti per legge, e versate direttamente alle medesime Autorità. Viene pertanto uniformata la contribuzione dei vari settori sottoposti a vigilanza AGCOM con l’applicazione dell’aliquota che sarà fissata anche per il settore postale, con il limite massimo del due per mille dei ricavi dell’ultimo bilancio, anziché dell’uno per mille, come attualmente previsto e applicato fino al 2016. L’art. 65, secondo periodo, provvede infatti contestualmente ad abrogare l’articolo 2, commi da 6 a 21, e l’articolo 15, comma 2-bis, del decreto legislativo 22 luglio 1999 n. 261, che disciplinavano il finanziamento della soppressa Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale, i cui compiti, sono ora svolti dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), e pone rimedio alle criticità emerse nell’applicazione delle norme che disciplinano le modalità di finanziamento dell’AGCOM, a seguito di alcune recenti pronunce del Giudice amministrativo che hanno dichiarato illegittime le procedure sinora seguite per determinare i contributi dovuti dagli operatori del settore postale.

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VARIE

XXIV GIORNATA MONDIALE DELLA LIBERTA’ DI STAMPA Viene celebrata ogni anno il 3 maggio, ed è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1993. L’Assemblea generale dell’ONU ha dichiarato il 3 maggio la Giornata mondiale della libertà di stampa ricordare ai governi i loro doveri per far rispettare l’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani e celebrare l’anniversario della Dichiarazione di Windhoek, emessi da giornalisti africani nel 1991. L’UNESCO ricorda la giornata della libertà di stampa conferendo il premio UNESCO/Guillermo Cano World Press Freedom Prize a individui, organizzazioni o istituzioni che hanno dato un contributo evidente alla difesa e/o alla promozione della libertà di stampa. Il nome del premio è in onore di Guillermo Cano Isaza, giornalista colombiano che è stato ucciso davanti agli uffici del suo giornale il 17 dicembre 1986. Nicola Marini, presidente del Cnog, ha inviato un messaggio a tutti i giornalisti italiani: «Scriveva saggiamente Albert Camus: “Una stampa libera può essere buona o cattiva, ma, senza libertà, la stampa non potrà mai essere altro che cattiva”. Parole su cui riflettere e che ci portano a dare il giusto valore ad uno dei diritti più sacri e inviolabili dell’uomo: la libertà di espressione e di informazione. Perché la Libertà di Stampa, messa in pericolo nel mondo dai regimi autoritari e nel nostro Paese dalle aggressioni delle mafie e della criminalità organizzata contro i giornalisti scomodi, come pure dalle sempre più ricorrenti intimidazioni delle cosiddette “querele temerarie” utilizzate per martellare chi vuole raccontare la verità dei fatti, va difesa e tutelata, sempre e ovunque, in quanto bene primario della democrazia. La Giornata della Libertà di Stampa è anche un’occasione per riflettere sul presente e per interrogarsi sulle nuove sfide che è inevitabile e doveroso intraprendere. Il mondo del giornalismo vive una fase di profondo cambiamento, sono molte le incognite sul suo futuro. L’inarrestabile rivoluzione tecnologica sta cambiando in profondità strumenti e modo di fare informazione. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine è chiamato a svolgere una funzione propulsiva. Il Cnog intende ribadire l’impegno per il rilancio del ruolo della professione giornalistica anche attraverso la promozione e la partecipazione ad iniziative che esaltino i valori della libera stampa. Dobbiamo farlo in nome dei nostri colleghi vittime della repressione e delle intimidazioni e di tanti altri che hanno difeso la libera informazione anche a costo della vita».

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale”. ENTRO IL MESE DI GIUGNO Gli editori con sede principale in LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA - che pubblicano qUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio-marzo 2017). - che pubblicano qUATTORDICINALI, qUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ nel mese di giugno NON devono effettuare alcuna consegna. ENTRO IL MESE DI LUGLIO - Gli editori di: qUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 2° trimestre dell’anno (aprile-giugno 2017). - Gli editori di: qUATTORDICINALI, qUINDICINALI, MENSILI e ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° semestre dell’anno (gennaio-giugno 2017). Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2017. SCADENZE ROC: LA “COMUNICAZIONE ANNUALE” (2017) Ricordiamo che entro 30 giorni dalla data di deposito del bilancio o entro il 31 luglio 2017, per tutti gli altri editori, deve essere trasmessa la “Comunicazione Annuale” dei dati societari (anagrafici, amministrativi e di assetto proprietario) all’Agcom, uno degli adempimenti annuali cui sono tenuti tutti gli iscritti nel ROC Registro Operatori Comunicazione. Ricordiamo, inoltre, che dal 2012 il sistema telematico di gestione del Registro degli Operatori di Comunicazione (R.O.C.) è stato integrato nel portale impresainungiorno.gov.it. Per accedere al sistema telematico del R.O.C. per la compilazione e la trasmissione degli adempimenti previsti nei confronti dello stesso Registro, gli iscritti nel R.O.C. (tutti gli iscritti, anche i soggetti “non camerali” quali le Associazioni, Fondazioni, Enti Morali ecc. ecc.) devono dotarsi, se non ne sono già in possesso, della Carta Nazionale dei Servizi (C.N.S.), in forma di Smart Card o di chiavetta USB (a nostro giudizio preferibile per una maggiore semplicità d’uso), rilasciata – a pagamento - dalle Camere di Commercio e da altre Pubbliche Amministrazioni. L’accesso al portale avviene attraverso l’uso della Carta Nazionale dei Servizi di cui già detto in precedenza che garantisce l’autenticazione del soggetto che effettua le comunicazioni. Tutte le informazioni su www.uspi.it Notiziario USPI n° 6/2017


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WEB

DATI AUDIWEB, LA TOTAL DIGITAL AUDIENCE (*) nel mese di aprile 2017 Più di 30 milioni di italiani in rete, connessi soprattutto da smartphone e tablet Nel mese di aprile sono stati 30,4 milioni gli italiani che si sono collegati a internet, dedicando alla navigazione in totale 2 giorni e 8 ore - 56 ore e 24 minuti. Nel giorno medio sono stati 23,7 milioni gli italiani (2+ anni) che hanno navigato dai device rilevati (PC e mobile – smartphone e tablet), con 13,5 milioni di 18-74enni che hanno navigato esclusivamente da mobile, collegandosi in media per 2 ore e 25 minuti. Il 91,5% del tempo trascorso

ti – e dai 35-54enni – online per 2 ore e 27 minuti. Per quanto riguarda la distribuzione del tempo trascorso online, nel mese di aprile risulta che circa l’80% del tempo totale online è stato generato dalla navigazione da mobile (smartphone e tablet).

online dai 18-24enni è basato sul consumo da mobile. Più in dettaglio, nel giorno medio sono stati 10,2 milioni gli italiani (2+ anni) che hanno navigato da un computer desktop e 21,2 milioni (18-74 anni) da mobile (smartphone e/o tablet), con 13,5 milioni di 18-74enni che hanno navigato esclusivamente da mobile.

Per i 18-24enni la fruizione di internet è principalmente da mobile, considerando che il 91,5% del tempo totale trascorso online da questo segmento è basato sul consumo in mobilità. Ma la navigazione da mobile è preferita in modo trasversale da tutti i profili, in particolare dalle donne maggiorenni, che ad aprile hanno dedicato l’84,8% del proprio tempo online alla fruizione da mobile, al pari dei 25-34enni, che vi hanno dedicato l’84,6% del tempo totale online.

Dai dati sul profilo degli utenti online nel giorno medio risulta quanto sia molto diffuso l’uso abituale di internet tra i più giovani, in particolare tramite mobile. Infatti, sono online quotidianamente il 69% dei 18-24enni e il 67% dei 25-34enni, mentre la fruizione abituale di internet si attesta a poco più della metà dei 35-54enni (il 59,5%) e al 31,7% degli over 55 che abbattono la media complessiva nazionale. La composizione dell’audience si riflette anche sui dati di consumo. Sono ancora i giovani di 18-24 anni a dedicare più tempo alla fruizione a internet, raggiungendo le 2 ore e 48 minuti, seguiti dai 25-34enni – online in media per 2 ore e 35 minu-

Gli italiani online ad aprile, dopo “Search” (93,7% degli utenti nel mese), “General Interest Portals & Communities” (90,9% degli utenti), “Member Communities” e “Internet Tools / Web Services” (circa l’87% degli utenti), hanno preferito i contenuti video, nell’83,4% dei casi (categoria Video/Movies, con 25,4 milioni di utenti nel mese), i servizi di messaggistica da mobile, nel 77,5% dei casi (“Cellular Paging”, con 23,6 milioni di utenti nel mese), l’e-commerce, nel 72,8% dei casi (Mass Merchandiser, con 22,2 milioni di utenti). **********

(*)Total digital audience = l’insieme di utenti unici che hanno effettuato almeno un accesso a internet tramite i device rilevati – pc e/o device mobili (smartphone e/o tablet) – nel periodo di analisi. La rilevazione della fruizione di internet tramite PC è riferita agli italiani dai 2 anni in su; la fruizione di internet tramite device mobili (smartphone e tablet) è riferita agli italiani tra i 18 ed i 74 anni. Notiziario USPI n° 6/2017

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PRIVACY

LA DIFESA DELLA PRIVACY CONTRO LE INSIDIE DEL WEB La Relazione annuale del Garante della privacy: persona, diritti, innovazione Il 6 giugno scorso, il Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, ha presentato la consueta Relazione annuale sull’attività svolta nel 2016. Dal testo del discorso introduttivo del Garante abbiamo estrapolato alcune frasi e considerazioni che, di seguito, proponiamo agli associati:

«La combinazione tra la tendenza, sempre più diffusa, alla condivisione e la centralità dei Big Data per il sistema economico, costituisce il fondamento dell’economia digitale, basata sullo sfruttamento commerciale delle informazioni personali e sulla costruzione di modelli identitari omologati e omologanti, per condizionare scelte individuali e collettive. La tutela della persona rispetto a queste forme di monitoraggio più o meno occulto del proprio comportamento in rete, è dunque indefettibile garanzia di libertà».

«Tutt’altro che presupposto di opacità e difesa di privilegi, il diritto alla protezione dei dati si è dimostrato un prezioso fattore di garanzia, capace di correggere quelle asimmetrie informative e disparità di forza contrattuale che caratterizzano, sempre di più, i rapporti tra i cittadini e i detentori del potere pubblico e privato. E viene sempre più invocato di

«Per questo la sicurezza dei dati deve rappresentare un fattore abilitante per soggetti privati e pubblici, da perseguire fin dalla progettazione dei sistemi e delle infrastrutture. La resilienza informatica nel contrasto delle minacce cibernetiche deve, dunque, rappresentare ciò che la resilienza della democrazia rappresenta nel contrasto del terrorismo». «Tra i rischi di un uso distorto del web e di una certa tendenza all’autismo informativo - per cui si tende a ricercare, in una spirale auto confermativa, le notizie che rafforzano le nostre convinzioni - vi è anche quello delle fake news. Definizione attribuita a cose molto diverse tra loro (falsità, tweet automatizzati, hate speech, veri attacchi cibernetici), accomunate dalla tendenza a far dipendere l’attendibilità della notizia non dalla sua verificabilità, ma dalla quantità di condivisioni ottenute». Pubblichiamo ,ora, uno stralcio della Relazione dell’Autorità, nella quale si affrontano i problemi legati all’attività giornalistica e alle violazioni di dati personali nel settore delle comunicazioni elettroniche:

“Antonello Soro, Garante della privacy” fronte a soverchianti “schiavitù volontarie” cui rischiamo di rassegnarci, in cambio di utilità e servizi digitali che paghiamo al prezzo di porzioni piccole o grandi della nostra libertà». «In un’epoca che di fronte alla tecnica sembra smarrire ogni senso del limite, proprio questo diritto rappresenta la bussola per riportare la persona al centro di uno sviluppo tecnologico altrimenti distopico e dispotico, per misurare l’innovazione anche secondo i criteri della sostenibilità sociale e dell’ammissibilità etica, prima ancora che giuridica». «Nell’epoca della disintermediazione e delle post-verità, nuove sfide complicano ulteriormente la tenuta e il senso della democrazia». «E se oggi, più di vent’anni fa, la protezione dei dati è condizione necessaria per la libertà e la democrazia, è anche e soprattutto perché la nostra più effettiva dimensione di vita è, paradossalmente, quella digitale. Densa di straordinarie opportunità, ma anche di insidie. Al web affidiamo dubbi, speranze e timori espressi non solo da commenti e immagini sui social network ma anche, più semplicemente, dalle tracce della nostra attività in rete». «L’assenza di limiti, propria della rete, ha offerto infinite potenzialità di crescita e conoscenza, alle quali meno frequentemente si è accompagnato un corrispondente esercizio di consapevolezza e responsabilità. Se sul web la libertà si esprime in ogni sua potenzialità anche la violenza, specularmente, non conosce limiti»..

9. L’ATTIVITÀ GIORNALISTICA Permane costante l’attenzione dell’Autorità riguardo al rispetto dei diritti fondamentali degli interessati connesso allo svolgimento dell’attività di informazione e, più in generale, con riguardo alle varie forme di manifestazione del pensiero, in particolare in internet. Al di là delle numerose interlocuzioni dell’Ufficio con le varie testate giornalistiche di volta in volta oggetto di segnalazione, cui di regola hanno fatto seguito interventi spontanei volti a rimuovere il contenuto di articoli o di informazioni eccedenti rispetto alla finalità informativa, non sono mancate le occasione nelle quali il Garante ha dovuto adottare decisioni puntuali su casi specifici.

9.1. I minori Non eccedenza In linea con l’atteggiamento vigile, l’attenzione e lo scrupolo con i quali l’Autorità ha tradizionalmente condotto le verifiche in merito alla sussistenza dei requisiti di legittimità nel trattamento dei dati personali che riguardano i minori – atteso che un’irrispettosa diffusione dei dati stessi può determinare in capo agli interessati pregiudizio per la riservatezza e la dignità (in taluni casi compromettendone l’armonico sviluppo della personalità) – ha formato oggetto di approfondimento la diffusione da parte di alcune testate giornalistiche di una pluralità dati identificativi di una minore (nome, foto, età, luogo di residenza, denominazione della scuola frequentata) nonché di alcune informazioni puntuali sulla patologia da cui era affetta. In particolare, il Garante è intervenuto sulla diffusione della notizia di una minore che, per decisione dei genitori, aveva cessato di frequentare la scuola elementare in ragione degli asseriti maggiori rischi cui andava incontro, Notiziario USPI n° 6/2017


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PRIVACY posto che alcuni suoi compagni non si erano sottoposti alle vaccinazioni volte a prevenire le malattie dell’infanzia. Pur riconoscendo l’interesse pubblico sotteso alla vicenda narrata, il Garante ha richiamato l’attenzione delle testate – che nel corso del procedimento hanno spontaneamente rimosso i dati identificativi della minore – sulle particolari garanzie poste a tutela dei minori e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute. Nel caso di specie il consenso dei genitori (pur sussistente) non è stato ritenuto di per sé sufficiente a legittimare simili forme di pubblicità, dovendo il giornalista valutare autonomamente il carattere potenzialmente pregiudizievole del trattamento rispetto al minore e conseguentemente adottare tutte le cautele di volta in volta più opportune per tutelarlo, senza che questo significhi abdicare al ruolo fondamentale di denuncia e informazione della collettività circa notizie di interesse pubblico.

Minori e “tavoli” aperti Peraltro l’attività istituzionale dell’Autorità sulle tematiche relative al rapporto tra minori e mondo dell’informazione (tradizionale e sul web), non si esaurisce nell’attività di controllo, di regola (ma non necessariamente) svolto su impulso delle segnalazioni ricevute, ma è estesa alla partecipazione dell’Ufficio ad alcune iniziative istituzionali (tuttora in corso) volte a garantire un’informazione attenta rispetto al tema dei diritti dei minori e all’utilizzo consapevole e sicuro della rete da parte di questi ultimi: in questa cornice il Garante ha fornito un proprio contributo all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in vista dell’aggiornamento del “Libro Bianco Media e Minori” ed è stato coinvolto, nell’ambito di gruppi di lavoro istituiti presso l’Osservatorio per il contrasto alla pedofilia e alla pornografia minorile e presso l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. 9.2. La cronaca giudiziaria Procedimento penale Con il provvedimento del 24 novembre 2016, n. 489 è stata ritenuta legittima l’informazione fornita al pubblico da alcuni articoli di un quotidiano a diffusione prevalentemente locale concernente gli sviluppi di un processo penale a carico di una coppia, accusata di atti persecutori ai danni di familiari e conoscenti. Confermando il proprio orientamento, il Garante ha ritenuto – in ragione della gravità dei fatti contestati (atti persecutori, molestie, diffamazione) – che detti articoli di cronaca, riferendosi ad una vicenda di interesse generale, nel pur circoscritto ambito territoriale (un comune di poco più di 2.000 abitanti) di riferimento, fossero rispettosi della disciplina di protezione dei dati. In tale cornice, la scelta effettuata dai giornali di pubblicare anche i dati identificativi dei reclamanti, acquisiti lecitamente nel corso di pubbliche udienze, non è stata infatti ritenuta contraria al principio di essenzialità dell’informazione, anche in ragione della visibilità a livello locale degli autori della condotta e della professione svolta da uno di essi, medico odontoiatra, e considerato il contesto di riferimento volto ad assicurare, nel rispetto della dignità individuale, trasparenza e controllo da parte dei cittadini sull’attività di giustizia. Sotto diverso profilo, nel caso di specie il Garante non ha ritenuto si potesse utilmente invocare il diritto all’oblio ai fini di ottenere la cancellazione degli articoli in contestazione ovvero la loro deindicizzazione, trattandosi di notizie relative a vicende processuali recenti (sino all’anno in corso), per le quali si è ritenuto sussistente un interesse pubblico attuale. Essenzialità dell’informazione Con provvedimento del 14 luglio 2016, n. 305 è stata ritenuta in contrasto con il principio di essenzialità dell’informazione Notiziario USPI n° 6/2017

di cui agli artt. 137 del Codice e 6 del codice di deontologia, la pubblicazione, in articoli di cronaca reperibili anche online, dei dati identificativi di una donna sentita quale testimone nell’ambito di un procedimento penale a carico di un comandante provinciale dei Vigili del fuoco per una missione effettuata da quest’ultimo a L’Aquila nel periodo post terremoto, viaggio a cui la stessa segnalante aveva preso parte (l’illecito contestato al comandante riguardava l’uso dell’autovettura di servizio e del relativo autista, per scopi personali). Il Garante ha ritenuto che la richiesta di tutela invocata fosse giustificabile in ragione della natura dei dati trattati, afferenti alle relazioni personali della segnalante con l’imputato, le quali non avevano comunque assunto alcuna autonoma rilevanza sul piano di eventuali responsabilità penali a carico della medesima e che quest’ultima invece aveva interesse a mantenere riservate; è stato pertanto prescritto alle testate interessate di adottare le misure necessarie al fine di assicurare l’anonimato della segnalante. Sotto un diverso profilo, peraltro, gli articoli oggetto di segnalazione non risultavano aggiornati alla luce della successiva assoluzione dell’imputato in merito agli aspetti oggetto della testimonianza resa dalla segnalante e al riguardo il Garante ha rappresentato la possibilità per l’interessato di esercitare i diritti di cui all’art. 7, comma 3, lett. a), del Codice, in linea peraltro con quanto affermato dalla Corte di cassazione -

9.3. La diffusione delle informazioni online Integrazione dell’informazione Numerose le istanze che continuano a pervenire in relazione a trattamenti di dati effettuati in modo lecito per finalità giornalistiche e oggetto di successive richieste degli interessati volte ad ottenere l’aggiornamento/integrazione dei dati personali che li riguardano quando eventi e sviluppi successivi abbiano modificato le situazioni oggetto di cronaca giornalistica (seppure a suo tempo corretta) incidendo significativamente sul profilo degli interessati che da tali rappresentazioni può emergere. In questo ambito può segnalarsi una decisione del Garante nella quale, richiamate le conclusioni cui è pervenuta la Corte di cassazione – secondo la quale “a salvaguardia dell’attuale identità sociale del soggetto occorre garantire al medesimo la contestualizzazione e l’aggiornamento della notizia già di cronaca che lo riguarda, e cioè il collegamento della notizia ad altre informazioni successivamente pubblicate, concernenti l’evoluzione della vicenda, che possano completare o financo radicalmente mutare il quadro evincentesi dalla notizia originaria, a fortiori se trattasi di fatti oggetto di vicenda giudiziaria, che costituisce anzi emblematico e paradigmatico esempio al riguardo” – si è prescritto agli editori di predisporre idonee misure nell’ambito dell’archivio storico, idonee a segnalare (ad es., a margine dei singoli articoli o in nota agli stessi) l’esistenza del seguito o dello sviluppo della notizia (nel caso di specie, la sopravvenuta archiviazione del procedimento giudiziario nei confronti del segnalante) in modo da assicurare all’interessato il rispetto del diritto all’identità personale, risultante dalla compiuta rappresentazione dei fatti che lo hanno visto protagonista (anche se solo in parte oggetto di cronaca giornalistica), fornendo così ad ogni lettore un’informazione attendibile e completa. Deindicizzazione Con riferimento, invece, al reclamo nel quale si lamentava il rinvenimento sul web, mediante le ricerche effettuate grazie ad un motore di ricerca, di alcuni articoli risalenti al 2004 concernenti un’operazione antidroga e il conseguente arresto della reclamante per spaccio di sostanze stupefacenti, il Garante – in considerazione dell’intervenuta estinzione della pena a seguito di indulto nel 2010 e tenendo altresì conto


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PRIVACY dell’orientamento della Corte di Cassazione, secondo la quale «il diritto dell’interessato a pretendere che proprie, passate vicende personali siano pubblicamente dimenticate, trova limite nel diritto di cronaca solo quando sussista un interesse effettivo ed attuale alla loro diffusione, nel senso che quanto recentemente accaduto trovi diretto collegamento con quelle vicende stesse e ne rinnovi l’attualità, diversamente risolvendosi il pubblico ed improprio collegamento tra le due informazioni in un’illecita lesione del diritto alla riservatezza» – ha prescritto la rimozione dai risultati del motore di ricerca degli url ottenuti inserendo quale chiave di ricerca il nominativo della reclamante. 13. INTERNET E DATI PERSONALI ONLINE. VIOLAZIONI DI DATI PERSONALI NEL SETTORE DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONIChE

Google Nel corso dei 18 mesi concessi a Google per dare attuazione alle prescrizioni del 10 luglio 2014, n. 353, in conformità a quanto previsto da un apposito protocollo di verifica, l’Autorità ha ricevuto aggiornamenti trimestrali circa l’implementazione di una serie di misure a tutela degli utenti dei circa 70 servizi offerti. In particolare, a seguito degli interventi posti in essere, le informazioni fornite agli utenti sul trattamento dei loro dati sono più numerose e messe a disposizione in maniera più agevole. L’informativa esplicita ora le diverse finalità per le quali i dati sono raccolti e utilizzati, compresa la profilazione che prevede anche l’incrocio dei dati tra le diverse funzionalità offerte. Sono state aggiunte inoltre informative per singoli prodotti e servizi ed inseriti link per agevolare i contatti con la società nonché predisposto un modulo per l’esercizio dei diritti da parte degli utenti. Google ha altresì implementato le misure per acquisire il consenso all’uso dei dati non solo per gli utenti autenticati, ma anche – sulla base di una specifica prescrizione del Garante – di quelli non autenticati. Gli utenti potranno negare il consenso o rilasciarne uno, anche parziale, rispetto ai diversi scopi per i quali i dati possono essere usati, a partire dalla profilazione. Come per la manifestazione del consenso, anche il diritto di opposizione al trattamento dei dati può essere esercitato in modo “granulare”, cioè anche solo rispetto ad alcuni servizi e incroci di dati tra servizi diversi. Gli utenti avranno a disposizione un meccanismo di facile utilizzo per poter dialogare con Google ed esercitare i loro diritti, come chiedere copie dei dati o farli rettificare. In linea con quanto prescritto dal Garante, Google rende inaccessibili i dati dell’utente autenticato 24 ore dopo la richiesta dell’interessato e li cancella entro 2 mesi, se i dati sono su sistemi attivi, o entro 6 mesi, se sono archiviati su sistemi di back up. I cd. dati di sistema, necessari a Google per fornire i propri servizi (es. i file di log), vengono invece anonimizzati allo scadere di tempi di conservazione predefiniti. Con riferimento al tempo unico di conservazione indicato da Google per i cookie (18 mesi), l’Autorità si è riservata un ulteriore approfondimento, così pure rispetto alle tecniche di anonimizzazione utilizzate. WhatsApp/Facebook Il 25 agosto 2016 WhatsApp Inc. – società del gruppo Facebook Inc. dal 2014 – ha modificato le regole contenute nei “termini e informativa sulla privacy” in relazione ai propri servizi di messaggistica rendendo pubblici, tramite il proprio blog, i termini essenziali dell’operazione. In prima approssimazione, l’effetto di detta modifica sarebbe quello di mettere a disposizione di Facebook le informazioni concernenti i singoli account WhatsApp. Nei confronti degli interessati le

modifiche introdotte sono state illustrate al momento dell’attivazione dell’applicazione per usufruire del servizio sui singoli device, schiudendosi per l’utente, in tale occasione, due opzioni: accettare immediatamente, sostanzialmente “a scatola chiusa”, le nuove condizioni (con l’effetto che le informazioni relative all’account raccolte da WhatsApp vengano condivise con Facebook) ovvero, mediante opportune operazioni effettuate sul device, optare per la soluzione di non condividere chat e numero di telefono su Facebook. Rispetto a tali complessive operazioni, l’Autorità – procedendo d’intesa con altre autorità europee di protezione dei dati – ha formulato una richiesta di informazioni nei confronti delle società coinvolte al fine di verificare la complessiva correttezza dei trattamenti effettuati; i riscontri forniti sono, allo stato, in fase di valutazione.

IoT Dopo aver avviato con provvedimento 26 marzo 2015, n. 179 una consultazione pubblica sul cd. Internet delle Cose (Internet of Things - IoT) – preordinata all’individuazione, allo stato dell’arte, dei rischi per la protezione dei dati personali connessi dall’impiego di tecnologie che consentono l’interconnessione (e l’interazione) di oggetti e sistemi diversi (smartphone, tablet e pc, ma anche oggetti di uso quotidiano come, tra gli altri, dispositivi indossabili, di automazione domestica, di geolocalizzazione e navigazione assistita) – l’Autorità ha continuato a seguire gli sviluppi in materia: anche se il fenomeno non sembra aver assunto ancora una dimensione di mercato, con riferimento a non poche applicazioni si è riscontrato uno scarso livello di trasparenza circa il trattamento di dati personali, anche sensibili, che tali dispositivi consentono e criticità in punto di sicurezza. Data breach Confermando la tendenza rilevata nell’anno precedente, nel 2016 sono pervenute 43 comunicazioni di violazioni di dati personali da parte dei più importanti fornitori di servizi di comunicazione elettronica stabiliti sul territorio nazionale. La maggior parte delle violazioni notificate ha riguardato l’accesso non autorizzato ai dati personali che, nella quasi totalità dei casi, ha riguardato eventi che, in base a quanto rappresentato, hanno coinvolto un numero limitato di interessati (inferiore a cento). Tra le istruttorie condotte, merita di essere segnalato un approfondito accertamento in loco effettuato dall’Ufficio sulla base di un articolato reclamo – nel quale si lamentava l’erronea attribuzione di centinaia di utenze telefoniche e l’indebita azione di recupero del credito per asseriti mancati pagamenti riferiti a talune di dette utenze – nei confronti di un primario gestore di telefonia i cui esiti sono, allo stato, oggetto di valutazione. Notiziario USPI n° 6/2017


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DIALOGANDO

AGCOM: OSSERVATORIO SUL GIORNALISMO II edizione - Anno 2017 Servizio Economico-Statistico AGCOM - Sintesi Il rapporto Osservatorio sul giornalismo – II edizione, realizzato dal Servizio Economico–Statistico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), è uno specifico approfondimento sullo stato del giornalismo in Italia che si inserisce nel più ampio contesto di analisi e monitoraggio che la stessa AGCOM effettua periodicamente sull’intero settore dell’informazione. Anche questa edizione dell’Osservatorio ha ricevuto un riscontro molto positivo: in totale 2.439 contributi al questionario inviato nell’autunno 2016 ai giornalisti italiani. I commenti mostrano un diffuso interesse della categoria per ciò che attiene le dinamiche regolatorie sul più ampio perimetro del settore dei media e, ovviamente, per il futuro della professione, attualmente interessata da fenomeni di ristrutturazione aziendale e delocalizzazione, ridimensionamento redazionale, scivolamenti e prepensionamenti massivi con ampio ricorso ad ammortizzatori sociali, mancato ricambio generazionale e difficoltà di accesso, principalmente nelle posizioni più strutturate. Dopo una breve introduzione di contesto (Capitolo 1), il Capitolo 2 offre uno scenario sulla professione giornalistica e definisce e delimita l’universo dei giornalisti attivi, che hanno svolto un’attività giornalistica anche in via non esclusiva in Italia (pari a circa 35.600 soggetti), grazie ai dati che l’Autorità ha raccolto ed elaborato con la collaborazione dell’Ordine dei Giornalisti e dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani “Giovanni Amendola”. Tale dato, seppur cospicuo e sufficiente a garantire un rapporto di 6 a 10.000 tra giornalisti e popolazione complessiva, risulta essere in diminuzione del 3,9% rispetto a quanto rilevato nel 2014. Nel dettaglio, l’insieme dei giornalisti attivi in Italia è composto da 14.816 donne (pari al 41,6% del totale) e 20.803 uomini (58,4%), distribuzione costante rispetto alla rilevazione precedente (2014) e perfettamente in linea con le percentuali di occupati della popolazione italiana. L’asimmetrica distribuzione dei giornalisti per genere appare pertanto essere il riflesso delle distorsioni che coinvolgono l’intero sistema produttivo e sociale nazionale, e non già di specifici fattori settoriali. Distribuzione dei giornalisti attivi per età (2000–2015) La distribuzione dei giornalisti attivi in Italia per fasce di età mostra un graduale e costante invecchiamento della forza lavoro, mentre la forbice tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi è significativamente aumentata nel corso degli ultimi anni, e, dal 2009, il numero di giornalisti autonomi (freelance e parasubordinati, iscritti alla gestione separata Inpgi2) ha superato quello dei giornalisti dipendenti puri (iscritti alla gestione principale Inpgi1), che, nel 2015, rappresentano solo il 27% del totale. Piramide del reddito La dinamica della ripartizione dei giornalisti per reddito rivela, d’altronde, come, negli ultimi quindici anni, si sia assistito a un significativo aumento delle fasce reddituali più basse (al di sotto dei 35mila euro); ciò a rimarcare una crisi strutturale di settore che coinvolge tutti i mezzi a contenuto Notiziario USPI n° 6/2017

editoriale.. In particolare, nel 2015, la fascia di reddito al di sotto dei 5mila euro rappresenta oltre il 40% dei giornalisti attivi (addirittura il 55% se si considerano i soggetti con redditi inferiori a 20mila euro), testimoniando la presenza di una parte, oramai maggioritaria, di soggetti che lavorano in modo parziale e/o comunque precario. Piramide del reddito, suddivisa per genere (2015) La distribuzione dei giornalisti per genere e reddito evidenzia significative differenze tra uomini e donne, specie agli estremi, arricchendo lo scenario sopra rappresentato. Si situano nella fascia di reddito più bassa (fino a 5mila euro) il 44% delle donne e il 41% degli uomini, mentre, all’opposto, nella fascia più alta, con un reddito superiore ai 95mila euro, si trovano il 6% delle donne e l’11% degli uomini. Le donne tendono a raggiungere con meno probabilità posizioni redditualmente apicali, e con più probabilità a rimanere in condizioni economicamente disagiate: il dato evidenzia quindi l’esistenza di un gender pay gap nel giornalismo italiano, ed è coerente con quanto emerge da analisi precedenti e da un benchmark internazionale. Condizione professionale e reddito (2015) Il Capitolo 3 offre un approfondimento circa la condizione professionale. I dati fotografano una situazione di strutturale crisi per il settore giornalistico: come premesso, il lavoro autonomo e quello parasubordinato, nelle loro varie accezioni e a diversi livelli di autonomia, decisionale ed economica, nel corso degli ultimi anni hanno sostituito il lavoro dipendente, a livelli sempre minori di retribuzione. Tale evidenza può essere letta sia alla luce di diverse scelte professionali di differenti categorie di giornalisti (alcuni dei quali svolgono volontariamente la professione in maniera non esclusiva o addirittura non prevalente), sia, soprattutto, come conseguenza di una dinamica insider–outsider del mercato del lavoro che vede nell’età e nella tipologia contrattuale un fattore discriminante in cui i lavoratori dipendenti, generalmente uomini sopra i 45 anni d’età (gli insider) godono di maggiori tutele, mentre le rimanenti categorie di giornalisti, prevalentemente donne e giovani, autonomi e parasubordinati (gli outsider) sono costretti a lavorare in condizioni di precarietà e basso reddito. 3


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DIALOGANDO Livello di formazione e di competenze della forza lavoro giornalistica italiana Il Capitolo 4 analizza il livello di formazione e di competenze della forza lavoro giornalistica italiana nonché le tematiche inerenti alle attività svolte dai professionisti dell’informazione, agli argomenti che abitualmente affrontano nel proprio lavoro, alle redazioni/testate presso cui lavorano. I dati raccolti dall’Osservatorio evidenziano che il 68% dei giornalisti risulta avere un titolo di studio superiore al diploma di istruzione secondaria. Le donne hanno un titolo di studio superiore al diploma di scuola secondaria nell’81% dei casi, mentre gli uomini solo nel 60% dei casi, confermando la maggiore scolarizzazione del sesso femminile tipica della popolazione italiana. Giornalisti, social media e strumenti online Anche se i giornalisti italiani non sono mai stati, se non in minima parte, degli early adopter delle nuove tecnologie, nell’ultimo decennio è emersa anche per questa categoria professionale la necessità di dotarsi di competenze specifiche, ampliando quelle di cui il giornalista già dispone in una direzione c.d. “digitale”. A tal riguardo, per i giornalisti italiani, l’uso degli strumenti online più comune continua ad essere quello di reperire informazioni (70%), seguito da un insieme di attività mediamente più “passive”, cioè il monitoraggio delle discussioni online (52%) e il monitoraggio delle attività di soggetti di interesse (41%), azioni entrambe in netta diminuzione rispetto alla precedente rilevazione AGCOM. Si potrebbe evincere che i giornalisti italiani abbiano fatto più proprie le pratiche più comuni del web partecipativo, pur confermando un light engagement nei confronti del proprio pubblico. Le tematiche di cui si occupano i giornalisti Rispetto agli argomenti di cui si occupano regolarmente i giornalisti, la politica (locale, nazionale e esteri) e la cronaca (locale e nazionale) risultano trattati da un giornalista su due. Seguono arte e cultura (49%), le tematiche sociali e la scuola (45%), e tutto ciò che riguarda scienza e tecnologia (42%). Le tematiche affrontate dal giornalista appaiono avere una significativa connessione con il genere. Alcuni argomenti (quelli che comunemente rientrano nelle c.d. hard news) sono, infatti, ad appannaggio degli uomini. Il posto di lavoro Lavorare per un periodico o per un quotidiano (nella versione cartacea e/o online) è l’attività più frequente per il giornalista italiano (rispettivamente, 42,8% e 41,7%). Dopo i canali televisivi e le testate online (dove lavorano, in entrambi i casi, il 23% dei soggetti), l’assorbimento lavorativo dei giornalisti italiani è dovuto anche agli Uffici Stampa o alla Comunicazione aziendale (18%). Seguono a grande distanza gli altri mezzi (radio), a minor specializzazione informativa, e le agenzie e i service editoriali, dove lavorano circa l’8% dei giornalisti. Cluster analysis Il Capitolo 5 illustra un’analisi statistica, nota come analisi dei gruppi (cluster analysis), che ha fatto emergere cinque profili omogenei di giornalisti italiani caratterizzati, al loro interno, da un elevato livello di similarità, permettendo di identificare ed “esplodere” alcune caratteristiche latenti della forza lavoro italiana, e di evidenziare, quindi, alcuni dei fenomeni già individuati con l’analisi socioeconomica e tematica presentata nei Capitoli 3 e 4. Sono stati, pertanto, identificati i giornalisti dipendenti, le giornaliste emergenti, i freelance, le precarie e gli idealisti.

L’analisi ha delineato, in particolare, due gruppi di lavoratori dipendenti, caratterizzati entrambi da una retribuzione medio–alta, salvaguardati da quelle tutele economiche e normative tipiche del lavoro subordinato e, quindi, meno preoccupati, rispetto agli altri gruppi, per eventuali criticità legate al rischio occupazionale. Dall’altro estremo si collocano i tre gruppi composti in prevalenza da lavoratori non alle dipendenze, con una retribuzione di gran lunga inferiore a quella dei primi due. Il gruppo degli idealisti, però, rispetto agli altri quattro, si caratterizza per ricomprendere al suo interno soggetti che svolgono la professione in via non esclusiva, interessati agli aspetti più etici della professione, al contributo dato attraverso questa attività alla collettività. Prevalentemente pubblicisti, si interessano in particolar modo alla cultura e allo sport e scrivono anche articoli d’opinione ed editoriali. Criticità riscontrate dai giornalisti nell’ultimo anno Nell’attuale fase di crisi del sistema informativo italiano si rileva come le criticità di natura economica, data l’elevata precarietà nonché i notevoli rischi occupazionali, costituiscano di gran lunga quelle più sentite. Nondimeno, risultano molto diffuse le diverse forme di intimidazione rivolte alla categoria, sia di origine criminale, sia derivanti da abusi dell’azione processuale. Ne consegue un notevole effetto dissuasivo sull’esercizio della professione giornalistica e sulla libertà d’informazione, che risulta limitata a priori, con evidente danno per l’interesse dell’intera comunità civile. L’analisi delle criticità svolta sotto il profilo del genere segnala alcune marcate differenze, ma questo può dipendere anche dal fatto che, come descritto nel Capitolo 4, le tematiche affrontate appaiono avere, in Italia, una significativa connessione con il genere. Infatti, i temi seguiti dai giornalisti maggiormente minacciati sono le hard news, ovvero gli argomenti più seguiti dal genere maschile. Si evidenzia che i giornalisti che operano in ambito locale risultano maggiormente minacciati, poiché la condizione di debolezza economica aggrava anche la vulnerabilità di questi ultimi nei confronti delle intimidazioni. Parimenti, le piccole realtà locali già duramente colpite dalla crisi, con strutture editoriali poco floride, sono più fragili nell’affrontare le intimidazioni, quindi spesso incapaci di sostenere i costi processuali derivanti da denunce e azioni legali, nonché di garantire una copertura professionale al giornalista. La debole condizione economica degli editori comprime, pertanto, anche la posizione dei giornalisti, caratterizzata da un precariato diffuso e da retribuzioni sempre più esigue, il che rende arduo, per questi ultimi, riuscire a opporsi alle diverse forme di censura imposte dall’esterno. Inoltre, il contesto sociale e umano, oltre che professionale, contribuisce ad aggravare la condizione dei giornalisti, dal momento che questi sono esposti a intimidazioni e minacce che coinvolgono anche l’ambito della sfera privata. Peraltro, spesso i giornalisti minacciati vivono una condizione di isolamento, sia sociale, sia condizionato dagli stessi organi di informazione, che minimizzano o ignorano le minacce. A livello geografico si conferma lo squilibrio del Mezzogiorno, che mostra valori costantemente più alti della media, sia per le criticità di ordine economico, sia in merito alle intimidazioni.

Il Rapporto “Osservatorio sul giornalismo” è su: www.agcom.it Notiziario USPI n° 6/2017


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NOTIZIE INPGI

INPGI, APPROVATI I BILANCI CONSUNTIVI 2016 della gestione principale e della gestione separata. Il Consiglio di amministrazione dell’Inpgi , il 20 aprile scorso, ha approvato – con 12 voti favorevoli e 2 contrari - il bilancio 2016 che chiude con un utile di gestione di 9,4 milioni di euro. Il risultato si confronta però con un disavanzo della gestione previdenziale pari a 114,3 milioni. Tale disavanzo deriva dal complessivo perdurare dell’andamento negativo degli indicatori principali dell’attività caratteristica dell’Ente: anche quest’anno, infatti, il numero degli attivi registra una diminuzione di ulteriori 802 unità, che porta il numero totale degli stessi sotto i 16 mila (con una flessione del 4,96% rispetto allo stesso dato del 2015). Ciò nonostante si evidenzia una contribuzione IVS corrente in aumento del 4,96% rispetto al 2015. In aumento, però, troviamo anche la spesa per pensioni (+ 5,40% pari a 485,8 milioni di euro). Sul fronte degli ammortizzatori sociali si registra una spesa complessiva pari a 36,8 milioni di euro, in lieve diminuzione, quindi, rispetto ai 37,6 milioni del 2015, grazie soprattutto alla frenata delle indennità di disoccupazione. Una prudente e diversificata gestione del patrimonio ha inoltre consentito di realizzare un avanzo di 171,6 milioni di euro, che ha contribuito al positivo risultato finale. Gli indicatori fondamentali della Gestione Separata dell’Inpgi si presentano, invece, solidi. L’avanzo economico di gestione per l’esercizio 2016 è risultato pari a 47,523 milioni di euro, mentre la Gestione previdenziale ha registrato un avanzo di 42,201 milioni, in lieve flessione (-1,04%) rispetto all’anno precedente, per effetto della crescita delle pensioni IVS e delle Liquidazioni in capitale. L’avanzo della Gestione Patrimoniale è stato invece pari 10,479 milioni, in aumento di 4,212 milioni (+ 67,22%) rispetto al precedente esercizio. LA RELAZIONE DELLA PRESIDENTE INPGI «I numeri che testimoniano la profondità e la rilevanza sociale della crisi dell’editoria sono anche quest’anno ben evidenti nel bilancio dell’lnpgi. Ogni pagina del consuntivo 2016 mostra le ferite di uno di una sofferenza industriale del setto-

re dell’informazione che ormai dura da quasi un decennio. E che si accompagna a un mutamento demografico forte che riguarda la nostra categoria come tutto il resto del paese. L’indicatore più evidente riguarda anche quest’anno il numero degli attivi che a fine dicembre registra una ulteriore diminuzione di 802 unità, che porta il numero totale degli stessi sotto i l6 mila (con uno flessione del 4,96% rispetto allo stesso doto del 2015). Il rapporto tra attivi e pensionati scende così oll’1,21 (era dell’1,9 nel 2015 e del 2,5 cinque anni fa). Allo stesso tempo I’lnpgi ha continuato a sostenere un forte impegno a tutela dei colleghi con la spesa per ammortizzatori sociali che anche quest’anno arriva a un importo totale di 36,8 milioni, in lieve calo rispetto allo scorso anno. La riforma dell’editoria che aiuterà la ripresa del settore dispiegherà i suoi effetti solo a partire dai prossimi mesi. Le trattative per il rinnovo del contratto di lavoro, che ci auguriamo inclusivo, sono appeno all’inizio. La riforma delle prestazioni, varata allo fine di settembre e approvata a febbraio dai Ministeri vigilanti, dai prossimi esercizi consentirà di raffreddore la spesa. L’avvio positivo del piano di dismissioni immobiliari, conseguenza del cambio di modello di gestione, aiuterà a reperire liquidità per fare fronte ai flussi delle passività previste. Ma nello stesso tempo abbiamo cercato di spingere al massimo l’efficienza dello gestione amministrativa. Un esempio per tutti i dati sui contributi, cioè i nostri principali ricavi, che nel totale crescono di oltre 21 milioni rispetto al 2015. Il disavanzo dello gestione previdenziale resto fortemente negativo passando dai 111,9 del 2015 ai 114,3 milioni. Anche in questo caso però va segnalato un miglioramento rispetto a quanto previsto in sede di bilancio di assestamento (121 milioni). L’utile di gestione arriva a 9,4 milioni contro gli 1,7 previsti nell’assestamento e si raggiunge sempre grazie al contributo fondamentale della gestione patrimoniale ma anche con una maggiore efficienza della gestione caratteristica. Sono piccoli segnali positivi che certo non bastano a

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MEDIA ANALYSIS, PER CAPIRE E PER FARE

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NOTIZIE INPGI considerare esaurito lo sforzo di risanamento. Siamo consapevoli di navigare ancora in un mare rischioso ma abbiamo messo le basi per poter almeno immaginare di avere un futuro« Marina Macelloni **********

Circolare n. 4 del 13 giugno 2017 OGGETTO COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA DEI REDDITI DA ATTIVITA’ GIORNALISTICA “LIBERO PROFESSIONALE” CONSEGUITI NEL 2016 Si ricorda che la comunicazione obbligatoria dei redditi percepiti per attività giornalistica autonoma nel corso del 2016 deve essere trasmessa all’Inpgi entro il 31 luglio 2017. Sono tenuti alla comunicazione tutti i giornalisti iscritti alla Gestione Separata che nel predetto anno abbiano svolto attività autonoma giornalistica: • libero-professionale con Partita IVA; • come attività “occasionale”; • come partecipazione in società semplici o in associazioni tra professionisti; • mediante cessione di diritto d’autore. Sono tenuti alla comunicazione anche coloro i quali - pur non avendo conseguito redditi da attività giornalistica libero professionale - non hanno chiesto di essere sospesi dagli adempimenti contributivi per l’anno 2016. Non sono tenuti all’invio della comunicazione reddituale i giornalisti che abbiano svolto l’attività professionale esclusivamente nell’ambito di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Infatti, per questi ultimi, gli adempimenti contributivi sono interamente a carico del committente. In tal caso, tuttavia, ai fini dell’esonero dall’obbligo di inoltro della comunicazione reddituale, il giornalista deve necessaria-

mente comunicare all’INPGI le modalità con cui svolge la professione. La comunicazione deve essere effettuata esclusivamente in via telematica, collegandosi al sito www.inpgi.it attivo tutti i giorni dal 15 giugno, dalle ore 8.00 alle ore 20.00. Si ricorda che nei casi in cui l’inoltro della comunicazione sia effettuato in data successiva al 31/07/2017, è previsto l’addebito di una sanzione per ritardata comunicazione reddituale. Per effettuare la comunicazione è necessario identificarsi nel sito utilizzando il codice iscritto (ovvero il numero di posizione) e la password normalmente utilizzata per l’accesso ai dati personali. Si ricorda, infine, che l’art. 3 del vigente Regolamento della Gestione separata INPGI dispone che il versamento del contributo soggettivo comporta - a decorrere dall’anno 2013 - il riconoscimento di un’anzianità contributiva pari ad un anno (12 mesi), solo nel caso in cui il suo importo - compreso l’eventuale contributo aggiuntivo - non risulti inferiore al 10% (ridotto al 5% per i titolari di trattamento pensionistico diretto) del reddito minimo di cui all’articolo 1, comma 3, della legge n. 233/1990 (per il 2016 pari quindi a 15.548,00 euro). In presenza di un importo inferiore è attribuita una minore anzianità assicurativa - rapportata al predetto importo minimo - ed è riconosciuta, in ogni caso, un’anzianità pari ad almeno una mensilità. La procedura per la comunicazione reddituale online indicherà, in ogni caso, le mensilità attribuite in ragione del reddito dichiarato e l’eventuale contributo aggiuntivo necessario per l’attribuzione di un’anzianità pari a 12 mesi. Si precisa che il versamento del contributo aggiuntivo è facoltativo. In sua assenza, quindi, sarà attribuita la sola anzianità connessa al reddito giornalistico dichiarato. Si invita a visionare le istruzioni presenti nella sezione “Gestione Separata” del sito dell’Istituto, www.inpgi.it.

IL DIRIGENTE F.to Augusto Moriga

ilNotiziario Mensile - numeri Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Editoriale: Sara Cipriani Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)

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Il n. giugno 7 è stato stampato il 22 giugno 2017

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