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PRESENTATO LO SCHEMA DI DECRETO SUI CONTRIBUTI

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ilNotiziario

N°

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Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 53° - MENSILE 11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB di Roma

PRESENTATO LO SCHEMA DI DECRETO SUI CONTRIBUTI «I giornali locali sono garanzia della libertà di stampa ed espressione indispensabile del tessuto sociale». (Sergio Mattarella)

Si insedia il nuovo AD di Poste Italiane, MATTEO DEL FANTE. A lui il compito di risolvere l’annoso problema delle tariffe e del servizio per l’editoria Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica (Foto da Flickr/Sapienza Università di Roma - settore Ufficio stampa e comunicazione)

Editoria ANALISI DEI DECRETI

Editoria CONVENZIONE USPI-SDA

Web DIGITAL IN 2017

Varie PAR CONDICIO 2017


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EDITORIA

DALLA COPERTINA

IL PREsIDENTE MATTARELLA E I RIFORMA EDITORIA, I DECRETI ATTUATIVI ALL’EsAME gIORNALI LOCALI DEL PARLAMENTO “I giornali locali sono garanzia della libertà di stampa ed RIFORMA EDITORIA, I DECRETI ATTUATIVI ALL’EsAME DEL PARLAMENTO

“ARRIVANO I DECRETI”, avevamo titolato sul precedente numero di questo Notiziario. E i decreti stanno arrivando. Dopo un breve periodo di stallo, dovuto alla formazione del nuovo governo Gentiloni e alle necessarie conferme dell’on. Luca Lotti, quale delegato all’editoria, e del Cons. Roberto Marino, a capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della PCM, il Consiglio dei Ministri ha iniziato a presentare i vari decreti, alcuni regolamentari altri legislativi, delegati dalla Legge 198/2016, per dare pratica attuazione alla legge di riforma della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva. Il primo decreto, varato dal Consiglio dei Ministri e presentato per i pareri alle competenti Commissioni parlamentari, riguarda la riforma dell’Ordine dei giornalisti. Non è un caso che questo sia stato il primo atto del Governo, e quello più avanti nell’esame parlamentare, visto che la Legge 27 febbraio 2017, n. 19 («Proroga e definizione di termini») ha stabilito che i componenti del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dei Consigli regionali rimangano in carica sino al 30 giugno 2017. 1) RIFORMA DEL CONsIgLIO NAZIONALE DELL’ORDINE DEI gIORNALIsTI Revisione della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in attuazione dell’articolo 2, comma 4, della legge 26 ottobre 2016, n. 198 (decreto legislativo). Il Consiglio dei ministri n. 16, del 10 marzo 2017, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro per lo sport con delega all’editoria Luca Lotti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che prevede la revisione della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in attuazione dell’articolo 2, comma 4, della legge 26 ottobre 2016, n. 198. Il provvedimento razionalizza la composizione e le attribuzioni del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, non solo in un’ottica di riduzione dei costi ma anche allo scopo di accrescerne l’efficienza, l’autorevolezza e il rilievo. Il riordino e la razionalizzazione riguardano, nello specifico: 1. Le competenze in materia di formazione, con particolare riguardo alla formazione professionale continua (aggiornamento professionale). Al Consiglio spettano quindi la promozione, il coordinamento e l’autorizzazione dell’attività di formazione professionale continua svolta dagli Ordini regionali, al fine di assicurare criteri uniformi e livelli qualitativi omogenei su tutto il territorio nazionale e un esercizio professionale rispondente agli interessi della collettività e ai principi stabiliti dall’articolo 21 della Costituzione; 2. Il numero massimo dei componenti del Consiglio nazionale, che non può essere superiore a 60 (rispetto agli attuali 156), di cui due terzi giornalisti professionisti, tra i quali almeno un rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute, e un terzo pubblicisti, tra i quali almeno un rappre-

espressione indispensabile del tessuto sociale”, sostiene il Presidente Mattarella. «Ogni quotidiano, ogni giornale, ogni testata ha la sua impronta, il suo carattere molto forte, nitido, intenso. Non soltanto per il contributo dato al formarsi dell’opinione pubblica nel nostro paese, ma è anche una garanzia alla libertà di stampa». A dirlo è il Presidente della Repubblica, sergio Mattarella, in visita alla redazione dell’Eco di Bergamo. «E’ un compito prezioso, che supera anche i confini territoriali. Non soltanto il numero di lettori, che è molto grande, perfettamente concorrenziale con quello dei grandi quotidiani, ma il radicamento nel territorio e l’espressione autentica delle società che lo esprimono, è un altro contributo al rafforzamento del nostro Paese, al tentativo di farlo diventare sempre più una comunità», ha concluso Mattarella.

CHI E’ MATTEO DEL FANTE Fiorentino del 1967. È laureato in Economia Politica. Ha iniziato la sua carriera in JP Morgan e nel 1999 ha assunto la carica di Managing Director fino al 2003. Nel 2004 è entrato in Cassa depositi e prestiti S.p.A. (CDP), assumendo nel 2009 e fino al luglio 2014 la carica di Amministratore Delegato della società di gestione del risparmio del Gruppo (CDP Investimenti SGR S.p.A.). Da maggio 2014 è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna S.p.A. Oggi è capo azienda di Poste Italiane al posto di Francesco Caio.

sOMMARIO 2-7 Riforma editoria, i decreti attuativi all’esame del Parlamento

10 Deposito legale Convenzioni USPI

e

10 Promemoria scadenze ROC 2 Il Presidente Mattarella e i giornali locali

11 “Digital in 2017”: in Italia e nel Mondo

2 Chi è Matteo Del Fante 3 Quote associative USPI anno 2017

12-13 “La logica della notizia non è la logica della scienza” Intervista a Umberto Veronesi

8 Rinnovata la Convenzione tra USPI e SDA per la spedizione di pacchi

14-15 INPGI, Circolare n. 2 del 24/03/2017

9 PRIVACY, No all’algoritmo della reputazione;

15 Par Condicio, amministrative 2017

9 Rinnovate le autorizzazioni generali per i dati sensibili e Giudiziari;

15 l’Eco della Stampa

10 Un post su Facebook non è mai per i soli “amici”

16 Don Adriano Bianchi, nuovo Presidente FISC 16 La scomparsa di Ernesto Corigliano

Notiziario USPI n° 4/2017


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sERVIZI gRATUITI PER I sOCI UsPI 2017 LA CONsULENZA EDITORIALE E L'AssIsTENZA AMMINIsTRATIVA PER PRATICHE PUBBLICHE

gIORNATE FORMATIVE DI qUALIFICAZIONE PROFEssIONALE

L'AggIORNAMENTO PROFEssIONALE MENsILE TRAMITE IL "NOTIZIARIO UsPI"

CONVENZIONI EsCLUsIVE PER I sOCI

LA RAPPREsENTANZA E LA TUTELA IN sENO ALLE COMMIssIONI MINIsTERIALI

TEssERA, BOLLINO ANNUALE E "DIsCO sTAMPA" PER AUTOVETTURA

IL FILO DIRETTO TELEFONICO PER CONsULENZA FIsCALE, POsTALE, LEgIsLATIVA, LEgALE

TROVA PERIODICI

UsPI

qUOTE AssOCIATIVE PER L’ANNO 2017 Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’UsPI per il 2017 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario UsPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:

qUOTE AssOCIATIVE e "UNA TANTUM" di iscrizione, da sommarsi alla quota associativa per le testate che si iscrivono per la prima volta Per le TESTATE (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura é sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) qUOTE

UNA TANTUM

Per i sOCI CORRIsPONDENTI - Il SOCIO CORRISPONDENTE è persona fisica che, "condividendo le finalità dell'USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione" € 100,00 Per i sOCI BENEMERITI - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica

(prima iscrizione)

da 1 a 10.000 copie da 10.001 a 50.000 copie da 50.001 a 100.000 copie da 100.001 a 200.000 copie oltre 200.000 copie

€ 320,00 € 750,00 € 1.300,00 € 2.600,00 € 3.800,00

€ € € € €

100,00 170,00 170,00 170,00 170,00

Rinnovo della quota per i sOCI sINgOLI ex art. 30 dello Statuto - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all'USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all'USPI € 320,00

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n° 58 - Roma (intestato a USPI) CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero, tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile, spedito a mezzo assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale n. 27433002 intestato all'USPI. C.F. dell'UsPI: 80188110581 ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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EDITORIA sentante delle minoranze linguistiche riconosciute, purché titolari di una posizione previdenziale attiva presso l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani; 3. L’adeguamento del sistema elettorale, garantendo la massima rappresentatività territoriale.

Camera, via libera della Commissione Cultura alla riforma dell’Ordine La VII Commissione Cultura della Camera ha dato via libera alla proposta di parere favorevole formulata dal relatore Roberto Rampi sullo schema di decreto legislativo. Tra le condizioni espresse nel parere si inserisce la costituzione di un collegio unico nazionale per i rappresentanti delle minoranze linguistiche e si richiede di valutare l’ipotesi di un intervento «per venire incontro alle esigenze di snellimento e semplificazione del contenzioso disciplinare». Disposto, infine, l’accorpamento degli Ordini regionali di Abruzzo e Molise, in quanto «Regioni confinanti con minor numero di iscritti», che insieme esprimeranno in seno al Consiglio nazionale un consigliere professionista e un consigliere pubblicista. Il relatore ha evidenziato che non è stato, invece, dato seguito al riordino del procedimento disciplinare, poiché l’inserimento di una disposizione attuativa che desse la possibilità di esperire il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica in alternativa al ricorso al giudice ordinario avrebbe introdotto una deroga al principio generale, che prevede il ricorso in questione nelle sole materie devolute alla giurisdizione amministrativa. Rampi, inoltre, ha sottolineato che una questione da valutare, per un’eventuale indicazione al Governo, riguarda la richiesta del Consiglio nazionale di ricorrere, oltre che al voto tradizionale, anche al voto online per offrire una maggiore opportunità di partecipazione democratica nella scelta dei rappresentanti. Con riferimento alle attribuzioni del Consiglio nazionale in materia di formazione, «si è ritenuto che il generico riferimento contenuto nella legge delega alla “formazione” dovesse essere inteso comprensivo anche della formazione finalizzata all’inserimento professionale del praticante». Inoltre, ha evidenziato che la necessità di introdurre una disciplina in materia di formazione professionale deriva anche dalla più recente normativa in materia di obbligo di aggiornamento dei professionisti. In particolare, con riguardo all’aggiornamento professionale, lo schema attribuisce al Consiglio nazionale, al fine di garantire il conseguimento di livelli qualitativi elevati e uniformi su tutto il territorio nazionale, le seguenti attribuzioni: stabilire, previo parere vincolante del Ministro della Giustizia, le modalità per l’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento degli iscritti all’Albo, nonché per la gestione e l’organizzazione dell’attività di formazione a cura degli Ordini regionali e di soggetti terzi; definire, previo parere vincolante del Ministro della Giustizia, i requisiti e i titoli di cui devono essere in possesso i soggetti terzi che intendono essere autorizzati allo svolgimento dell’attività di formazione professionale continua per gli iscritti all’albo. Relativamente alla formazione finalizzata all’accesso alla professione giornalistica - ha concluso il relatore - al Consiglio nazionale si attribuisce, innanzitutto, il compito di autorizzare apposite strutture (denominate scuole) quali sedi idonee allo svolgimento della pratica giornalistica. La proposta di parere favorevole ha avuto molti consensi. Una voce nettamente contraria è stata invece quella dell’on. Luigi gallo (M5S) che ha tenuto a precisare che sinora i deputati del Movimento 5 Stelle si sono tenuti alla larga dal dibattito,

giacché da sempre sono contrari all’Ordine dei giornalisti e in favore della sua abolizione. Ha ricordato altresì che prima di arrivare all’approvazione della legge n.198 era stata lungamente esaminata in Commissione una proposta di legge a prima firma Brescia, che fu inopinatamente respinta, poiché all’ultimo minuto pervenne la proposta di maggioranza. «Questo distacco – ha concluso - non verrà a cessare oggi».

Il Parere approvato dalla Commissione La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione), esaminato lo schema di decreto legislativo recante revisione della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti (atto n. 400) nelle sedute del 29 marzo, 5 e 6 aprile 2017; uditi, in particolare, la relazione del deputato Rampi nella seduta del 29 marzo, i partecipanti alle audizioni informali del 4 aprile 2017 e la discussione nelle sedute del 5 e del 6 aprile 2017; considerata l’opportunità di conciliare, nella composizione del Consiglio nazionale, i criteri di delega della massima rappresentatività territoriale, da un lato, e della rappresentanza delle minoranze linguistiche, dall’altro, e rilevato che, a tale riguardo, risulta funzionale prevedere la corrispondenza a ciascun ordine regionale o interregionale dei giornalisti di un collegio elettorale, con l’eccezione degli ordini delle Province autonome di Trento e Bolzano e delle Regioni Abruzzo e Molise (quali Regioni confinanti con il minor numero di iscritti), che devono costituire collegio unico, insieme a un collegio unico nazionale per le minoranze linguistiche, di cui alla legge 15 dicembre 1999, n. 482; preso atto dei rilievi critici emersi nella discussione circa il mancato esercizio della delega in ordine alla riforma nel senso della semplificazione del contenzioso disciplinare dei giornalisti, esprime PARERE FAVOREVOLE con la seguente condizione: all’articolo 1, il capoverso comma 2 sia sostituito dal seguente: «2. Il consiglio nazionale è composto da non più di sessanta membri, di cui due terzi professionisti e un terzo pubblicisti, eletti dagli iscritti agli Ordini regionali e interregionali, prevedendo in ciascuna categoria almeno un rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute. I candidati al Consiglio nazionale devono essere titolari di una posizione previdenziale attiva presso l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (INPGI). 3. I fini delle elezioni di cui al comma 2, ciascun Ordine regionale o interregionale costituisce collegio elettorale. Gli Ordini delle Province autonome di Trento e Bolzano costituiscono un unico collegio elettorale. Costituiscono altresì un unico collegio elettorale gli Ordini regionali confinanti con minor numero di iscritti. 4. È altresì costituito un collegio unico nazionale per i rappresentanti delle minoranze linguistiche riconosciute. Possono partecipare al voto in tale collegio unico nazionale gli iscritti appartenenti alle minoranze linguistiche riconosciute che ne facciano domanda entro il termine di venti giorni antecedenti la data fissata per la prima convocazione dell’assemblea elettiva. Il rappresentante per i giornalisti professionisti non può appartenere alla medesima minoranza linguistica del rappresentante per i pubblicisti. Nel caso in cui, per ciascuna categoria, riportino il maggior numero di voti un giornalista professionista e un pubblicista appartenenti alla medesima minoranza linguistica, è proclamato eletto il candidato che abbia riportato più voti e, per l’altra categoria, è proclamato eletto il candidato che abbia riportato più voti appartenente Notiziario USPI n° 4/2017


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EDITORIA alla minoranza linguistica che abbia riportato il secondo maggior numero di voti. 5. A ogni collegio elettorale corrispondente all’Ordine regionale o interregionale, al collegio unico per le Province autonome di Trento e Bolzano, al collegio unico delle Regioni confinanti con minor numero di iscritti e al collegio unico nazionale per le minoranze linguistiche spettano un seggio ciascuno per la quota dei giornalisti professionisti e un seggio ciascuno per la quota dei pubblicisti. 6. Nessun iscritto agli elenchi può votare o essere eletto in più di un collegio. 7. Al collegio elettorale corrispondente all’Ordine regionale o interregionale che abbia un numero di giornalisti professionisti iscritti superiore a mille è assegnato un seggio ulteriore per la quota dei giornalisti professionisti, in ragione di ogni mille professionisti iscritti o frazione di mille, fermi restando il limite complessivo di quaranta rappresentanti per i giornalisti professionisti, di cui al comma 2. Nessun Ordine regionale o interregionale può ottenere più di un quinto dei rappresentanti dei giornalisti professionisti.»; e con le seguenti osservazioni: a) relativamente all’articolo 2 dello schema di decreto legislativo, volto a inserire l’articolo 20-bis nella legge 3 febbraio 1963, n. 69, sia valutata l’opportunità, quanto al comma 1, lettera f), di attribuire al Consiglio nazionale poteri di verifica dell’effettivo adempimento degli obblighi di formazione degli iscritti all’albo; b) circa la delegazione legislativa di cui all’articolo 2, comma 5, lettera b), n. 2, della legge n. 198 del 2016, sia valutata l’ipotesi di esercitare la delega per venire incontro alle esigenze di snellimento e semplificazione del contenzioso disciplinare dei giornalisti o, comunque, l’eventualità di assumere nel prossimo futuro iniziative normative in tal senso. ********** 2) TRATTAMENTO PENsIONIsTICO DEI gIORNALIsTI E sOsTEgNO ALLE AZIENDE EDITORIALI IN CRIsI Disposizioni per l’incremento dei requisiti e la ridefinizione dei criteri per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata dei giornalisti e per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editrici, in attuazione dell’articolo 2, commi 4 e 5, lettera a), della legge 26 ottobre 2016, n. 198 (decreto legislativo) Il Consiglio dei Ministri n.18 del 17 Marzo 2017, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro per lo sport con delega all’editoria Luca Lotti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che prevede disposizioni per l’incremento dei requisiti e la ridefinizione dei criteri per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata dei giornalisti e per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editrici, in attuazione della legge 26 ottobre 2016, n. 198 (legge di riforma dell’editoria). La nuova disciplina estende alle imprese editrici il regime vigente per la generalità delle imprese del comparto industriale in tema di accesso alle misure di integrazione salariale straordinaria. In particolare, vengono uniformati i requisiti di accesso, così come le causali per le quali le imprese possono chiedere i trattamenti di integrazione salariale, ovvero la riorganizzazione aziendale in presenza di crisi, la crisi aziendale (compresi i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa anche in costanza di fallimento) e il contratto di solidarietà. Anche la durata massima dei trattamenti (24 mesi, anche Notiziario USPI n° 4/2017

continuativi, in un quinquennio mobile) e gli altri aspetti qualificanti dell’istituto (contribuzione figurativa per i periodi di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, oneri contributivi ordinari e straordinari a carico dei lavoratori e delle imprese) sono disciplinati in conformità a quanto prescritto per i lavoratori e per le imprese degli altri comparti. In particolare, si introduce, a carico delle imprese editoriali che accedono alla cassa integrazione, un contributo crescente in relazione alla durata del beneficio. Per quanto riguarda i nuovi requisiti di accesso ai trattamenti anticipati di vecchiaia per i giornalisti, si stabilisce che il requisito di anzianità contributiva sia pari a 25 anni, in luogo degli attuali 18. Inoltre, si prevede l’applicazione del meccanismo di adeguamento del requisito all’aspettativa di vita, secondo i criteri generali oggi vigenti nell’ordinamento pensionistico. Il trattamento in questione, infine, può essere fruito con un anticipo massimo di cinque anni rispetto all’età anagrafica stabilita per il diritto alla pensione di vecchiaia nel regime previdenziale dell’INPGI, che è stata recentemente innalzata. Si confermano, infine, il divieto per i giornalisti prepensionati di mantenere rapporti di collaborazione e l’obbligo per gli editori di effettuare nuove assunzioni, nel rapporto di un nuovo assunto ogni tre prepensionamenti. Il decreto legislativo è stato assegnato alle competenti Commissioni Lavoro e Bilancio della Camera dei deputati per l’espressione dei relativi pareri, come previsto dal comma 6 dell’articolo 2 della Legge 198/2016. ********** 3) CONTRIBUTI DIRETTI ALLE IMPREsE EDITRICI DI qUOTIDIANI E PERIODICI E ALLE EMITTENTI RADIO/TV LOCALI - Ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, in attuazione dell’articolo 2 della legge 26 ottobre 2016, n.198 (decreto legislativo) Il Consiglio dei ministri, nella riunione del 24 marzo 2017, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro per lo sport con delega all’editoria Luca Lotti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della legge 26 ottobre 2016, n. 198, prevede disposizioni per la ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici. Il decreto, al fine di garantire coerenza, trasparenza ed efficacia al sostegno pubblico all’editoria, prevede la ridefinizione della disciplina dei contributi a quotidiani e periodici, misure per gli investimenti delle imprese editrici, l’innovazione del sistema distributivo e il finanziamento di progetti innovativi, di processi di ristrutturazione e di riorganizzazione. L’obiettivo è quello di assicurare il sostegno pubblico necessario alle voci informative autonome e indipendenti, in particolare a quelle più piccole e legate alle comunità locali, che rischiano di risentire maggiormente dell’attuale situazione di crisi del mercato editoriale. Le risorse sono reperite nell’ambito di quelle assegnate alla Presidenza del Consiglio a valere sul Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, costituito con la legge di stabilità 2016. Il provvedimento stabilisce le categorie delle imprese legittimate a chiedere il sostegno pubblico, i requisiti di accesso al contributo e i criteri che presiedono alla sua determinazione quantitativa, oltre al procedimento di liquidazione dei contributi. Possono essere destinatarie dei contributi all’editoria le 5


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EDITORIA imprese editrici costituite nella forma di: a. cooperative giornalistiche che editano quotidiani e periodici; b. imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale è detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro, limitatamente ad un periodo transitorio di cinque anni dall’entrata in vigore della legge di delega; c. enti senza fini di lucro ovvero imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale è interamente detenuto da tali enti; d. imprese editrici che editano quotidiani e periodici espressione di minoranze linguistiche; e. imprese editrici, enti ed associazioni che editano periodici per non vedenti e ipovedenti; f. associazioni dei consumatori che editano periodici in materia di tutela del consumatore, iscritte nell’elenco istituito dal Codice del consumo; g. imprese editrici di quotidiani e di periodici italiani editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero.

FOCUS SUlle COOPeRATIVe GIORNAlISTICHe Nello specifico devoNo: - essere in possesso della mutualità prevalente per l’esercizio di riferimento del contributo; - aver assunto la maggioranza dei soci con contratto di lavoro a tempo indeterminato; - aver associato almeno il 50% dei giornalisti dipendenti aventi rapporto di lavoro regolato dal contratto nazionale di lavoro giornalistico.

iNoltre Nei propri statuti le cooperative devoNo aver rispettato alcuNe coNdizioNi:

- la possibilità da parte di ciascun socio di esprimere un solo voto; - il divieto per ciascun socio di possedere più di un terzo del capitale sociale; - il divieto per ciascun socio di avere partecipazioni in altre cooperative editrici; - la possibilità di avere una partecipazione societaria per i giornalisti della cooperativa che lo richiedono. altra Novità di NoN poco coNto è la possibilità di partecipazione alla compagine sociale di fondi mutualistici per la promozioNe dello sviluppo e della cooperazioNe.

Sono invece espressamente escluse le imprese editoriali quotate in Borsa, le imprese editrici di organi d’informazione dei partiti, dei movimenti politici e sindacali, nonché le pubblicazioni specialistiche. Per alcune tipologie di imprese editrici si riduce inoltre il limite dei cinque anni di costituzione dell’impresa e di pubblicazione della testata, portandolo a due, e si consente perciò l’accesso ai contributi a nuove iniziative editoriali. Per altri versi, i requisiti di accesso sono resi più rigorosi, richiedendo fra l’altro che l’edizione cartacea sia necessariamente affiancata da quella digitale, e prevedendo obblighi, in capo ai richiedenti, quanto all’applicazione dei contratti di

lavoro. Per quanto riguarda i criteri di calcolo dei contributi, come nell’attuale sistema, i contributi sono calcolati in parte come rimborso di costi e in parte in base al numero di copie vendute. Vengono riconosciuti in percentuale più alta i costi connessi all’edizione digitale, al fine di sostenere la transizione dalla carta al web. Si prevedono parametri diversi a seconda del numero di copie vendute e si introduce un limite massimo al contributo, che non potrà in ogni caso superare il 50% dei ricavi conseguiti nell’anno di riferimento. Il provvedimento rivede e razionalizza anche la disciplina del sostegno pubblico a favore di quotidiani e periodici in lingua italiana prevalentemente diffusi all’estero. Le modifiche riguardano in particolare il meccanismo di calcolo dei contributi, che anche in questo caso viene ancorato essenzialmente al rimborso di parte dei costi certificati e al numero di copie vendute. Sono confermate poi alcune eccezioni previste per determinate categorie di quotidiani e periodici, motivate dall’esigenza di tutelare interessi pubblici ulteriori rispetto a quello del sostegno al pluralismo dell’informazione. In particolare per: le pubblicazioni espressione di minoranze linguistiche, che possono accedere ai contributi anche se le imprese non sono costituite nelle forma di cooperative o di soggetti senza scopo di lucro, e che sono sottratte al tetto del 50% dei ricavi; l’editoria speciale per non vedenti o ipovedenti, per la quale si rivede però largamente, sulla base dell’esperienza trascorsa, il meccanismo di calcolo dei contributi; i periodici delle associazioni dei consumatori. Riguardo alle modalità di erogazione, si prevedono due rate, consistenti in un acconto pari al 50 per cento del contributo erogato nell’anno precedente e in una seconda rata a saldo. Qualora l’impresa che ha beneficiato dell’anticipo non risulti in possesso di tutti i requisiti previsti, essa deve restituire quanto percepito. Lo schema di decreto è stato trasmesso alle Camere per l’acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti.

- Regolamento concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali (decreto del Presidente della Repubblica) Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro per lo sviluppo economico Carlo Calenda, ha anche approvato, in esame preliminare, un regolamento adottato ai sensi della legge 28 dicembre 2015, n. 208, (legge di stabilità 2016), che ha previsto una riforma della disciplina relativa ai contributi pubblici a sostegno delle emittenti radiofoniche e televisive in ambito locale, anche attraverso la costituzione di un Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. Il provvedimento stabilisce i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse in favore delle emittenti radiofoniche e televisive locali per la realizzazione di obiettivi di pubblico interesse, quali la promozione del pluralismo dell’informazione, il sostegno dell’occupazione nel settore, il miglioramento dei livelli qualitativi dei contenuti forniti e l’incentivazione dell’uso di tecnologie innovative. Con esso s’intendono introdurre, pertanto, nuovi criteri di riparto dei benefici economici volti, da un lato, a superare le Notiziario USPI n° 4/2017


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EDITORIA criticità emerse dall’attuazione della normativa previgente che non differenziava l’attribuzione dei contributi in base a criteri di merito, determinando una eccessiva parcellizzazione del beneficio economico, e dall’altro, a premiare i soggetti che investono nell’attività editoriale di qualità, anche mediante l’impiego di dipendenti e giornalisti qualificati e l’utilizzo di tecnologie innovative, anche la fine di scoraggiare le mera occupazione di spazio frequenziale. Il decreto mira alla razionalizzazione delle procedure, mediante la previsione di una graduatoria unica a livello nazionale, l’individuazione nel Ministero dello sviluppo economico dell’amministrazione responsabile della graduatoria finale e l’introduzione di altre semplificazioni, quali la dematerializzazione dei documenti e dell’informatizzazione dell’iter procedurale. Sono definiti i criteri percentuali di ripartizione annua delle risorse finanziarie disponibili nella misura dell’85 per cento per i contributi spettanti alle emittenti televisive operanti in ambito locale e del 15 per cento per quelli spettanti alle emittenti radiofoniche operanti sempre in ambito locale. Le emittenti televisive locali devono possedere requisiti in termini di numero di dipendenti e giornalisti a tempo determinato ed indeterminato effettivamente applicati all’attività, di rispetto del limite percentuale di trasmissione di programmi di televendite nella fascia oraria tra le 7 le 23, di adesione al “Codice di autoregolamentazione in materia di televendite”

“Palazzo Montecitorio” e al “Codice di autoregolamentazione sulla tutela dei minori in TV”, nonché trasmettere almeno due edizioni giornaliere di telegiornali con valenza locale. Per le emittenti radiofoniche locali, i requisiti richiesti riguardano solo il numero minimo di dipendenti a tempo determinato e indeterminato, pari a due, ed il numero di giornalisti, almeno uno. Tra i criteri di valutazione delle domande ai fini del calcolo dei contributi si prevede che sia riconosciuta dal secondo anno di applicazione del regolamento una maggiorazione del 10 per cento del punteggio individuale conseguito alle sole emittenti che dimostrano un incremento del numero complessivo dei dipendenti di almeno una unità rispetto all’anno precedente; una maggiorazione del 15 per cento del punteggio individuale conseguito alle emittenti ammesse a contributo è inoltre riconosciuta a quelle che abbiano marchi autorizzati ad operare esclusivamente in una delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, in quanto rientranti nell’obiettivo convergenza nell’ambito delle politica di coesione dell’Unione europea. Non sono invece ammessi ai benefici coloro che abbiano reso dichiarazioni mendaci negli ultimi due anni nell’ambito di precedenti procedure di concessione del medesimo contributo. Inoltre, il Ministero dello sviluppo economico può disporre la revoca, previa contestazione ed in esito ad un procedimento Notiziario USPI n° 4/2017

in contraddittorio, nei casi di dichiarazioni mendaci o false attestazioni anche documentali contenute nella domanda ovvero in mancanza dei requisiti di ammissione previsti. Il provvedimento è al vaglio del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti per l’acquisizione dei rispettivi pareri. ********** 4) qUALI DECRETI IN ARRIVO?

a) Liberalizzazioni e informatizzazione della rete di vendita “Introduzione di parametri qualitativi per l’esercizio dell’attività, disciplina della distribuzione della stampa; liberalizzazione degli orari di vendita; ampliamento dell’assortimento di prodotti e servizi in edicola e informatizzazione della rete di vendita”: sono questi i temi su cui le Organizzazioni Sindacali degli edicolanti invocano l’esecuzione dei decreti attuativi da parte del Governo In particolare chiedono che il Governo eserciti la delega di cui all’articolo 2, commi 1 e 2, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, emanando il decreto legislativo attuativo entro i termini stabiliti dalla legge e attenendosi ai criteri e principi direttivi stabiliti dal Parlamento con riferimento alla rete di vendita di giornali quotidiani e periodici. L’emanazione da parte del Governo del decreto legislativo - si legge nel loro comunicato - ,nel rispetto delle deleghe ad esso assegnate dal Parlamento, è l’atto conclusivo di un incessante e proficuo lavoro svolto dai componenti della Commissione Cultura della Camera, dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato e da tutto il Parlamento, circa il riconoscimento dell’importanza della rete di vendita dei giornali quotidiani e periodici nel sistema costituzionale e democratico italiano. Questo intervento è urgente – concludono i Sindacati edicolanti - e non può essere procrastinato al fine di garantire l’accesso dei cittadini ad una informazione pluralista su tutto il territorio nazionale. b) spese sostenute per l’utilizzo di servizi di telefonia: regolamento per l’erogazione di un contributo per il sostegno delle spese sostenute per l’utilizzo di servizi di telefonia e di connessione dati in luogo delle riduzioni tariffarie di cui all’articolo 28, primo, secondo e terzo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416. c) incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali uno o più decreti legislativi per incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, riconoscendo un particolare beneficio agli inserzionisti di micro, piccola o media dimensione e alle start up innovative. d) misure per il sostegno agli investimenti delle imprese editrici e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale: uno o più decreti legislativi con misure per il sostegno agli investimenti delle imprese editrici e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, il finanziamento di progetti innovativi nel campo dell’editoria presentati da imprese di nuova costituzione, nonché la previsione di misure a sostegno di processi di ristrutturazione e di riorganizzazione delle imprese editrici già costituite. 7


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EDITORIA

RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA UsPI E sDA Fino al 31 dicembre 2017 per la spedizione di pacchi A seguito della cancellazione, avvenuta nell’aprile del 2010, della Tariffa Ridotta Editoriale il costo per la spedizione di pacchi ha subito in questi anni un incremento notevole. Per questa ragione l’USPI si è da subito attivata per cercare di trovare una soluzione a questa problematica che grava sul nostro settore. Grazie alla volontà delle parti, che di comune accordo hanno inteso dare una risposta concreta che potesse andare incontro alle necessità degli editori, UsPI e sDA EXPREss COURIER, primaria società di trasporti (appartenente al gruppo Poste Italiane spa) che offre servizi di consegna espresse nazionali, hanno sottoscritto nel 2010, rinnovandolo poi negli anni successivi, un “Accordo Commerciale” nel quale viene data la possibilità agli editori, associati alla nostra Unione con le testate da loro pubblicate, di fruire del servizio espresso di spedizione di pacchi a costi particolarmente convenienti. Vista la bontà dell’iniziativa ed i numerosi favorevoli consensi che la stessa ha sempre incontrato i due partners hanno ritenuto opportuno rinnovare ancora, con un lieve aumento tariffario, la validità dell’Accordo Commerciale sottoscritto tra le parti negli anni passati. Il rinnovato Accordo Commerciale USPI e SDA, sottoscritto il 24/03/2017, sarà valido fino al 31 dicembre 2017. CONTATTI Informiamo tutti gli editori associati che vorranno attivare questa “Convenzione” che dovranno contattare tramite email il dott. Fabio Paoletti, referente dell’Accordo per SDA, all’indirizzo f.paoletti@sda.it - al fine di velocizzare la pratica si segnala l’opportunità di comunicare nella mail di contatto la propria Partita IVA/Codice Fiscale. CERTIFICATO UsPI Ricordiamo, inoltre, la necessità di richiedere agli Uffici di Segreteria dell’USPI l’apposito “certificato” di vigenza associativa necessario per il perfezionamento della pratica grazie alla quale si potrà godere dell’Offerta Commerciale riservata da SDA ad USPI. Si prega voler precisare nella richiesta il titolo della/e testata/e iscritta/e e l’editore con i relativi recapiti. sERVIZIO EXTRALARgE Nato per soddisfare ogni esigenza di trasporto, permette di effettuare spedizioni senza limiti di peso, di dimensioni e di numero di colli con i tempi di consegna del servizio espresso. Sono fissati i seguenti limiti di peso/dimensioni sui singoli colli che compongono la spedizione: EXTRALARGE

- Peso massimo: 70 kg per collo; 500 kg se si tratta di colli confezionati a mezzo pallet - Dimensioni massime: - per collo 450 cm quale somma delle tre dimensioni, di cui due dimensioni non eccedenti rispettivamente 280 cm e 170 cm; - per pallet cm 120 x 100 x 170 (altezza massima incluso il supporto). In caso di una spedizione Extralarge con colli/pallet eccedenti uno dei limiti indicati, al prezzo totale della spedizione verrà applicato, per ciascun collo eccedente, il supplemento Fuori Dimensione, le cui caratteristiche sono riportate nel paragrafo specifico del documento pubblicato sul sito www.uspi.it. Considerato il peso/dimensioni non standard dei colli da spedire, il Cliente dovrà preventivamente concordare con SDA tempi e modalità di erogazione dei servizi di ritiro e/o consegna a domicilio di tali tipologie di spedizione. ALTRI sERVIZI Ore 9, garantisce la consegna delle spedizioni entro le ore 9:00 (a partire dalle ore 8:00) del giorno lavorativo successivo al ritiro nei principali Capoluoghi di Provincia e Centri di Business in Italia.

Ore 10, garantisce la consegna delle spedizioni entro le ore 10:00 del giorno lavorativo successivo al ritiro in oltre 1.000 località italiane. Ore 12, garantisce la consegna delle spedizioni entro le ore 12:00 del giorno lavorativo successivo al ritiro in oltre 2.800 località italiane. sERVIZI ACCEssORI CONTRASSEGNO - ASSICURAZIONE COPERTURA BASIC PORTO ASSEGNATO - PROVA DI CONSEGNA DIGIPOD (Prova di Consegna Digitalizzata) - SMART ALERT - CONSEGNA AL PIANO CONSEGNA SU APPUNTAMENTO RICONSEGNA SU APPUNTAMENTO CONSEGNA DI SABATO - CONSEGNA DI SERA - CONSEGNA PROGRAMMATA - CONSEGNA A GIORNO STABILITO SVINCOLO PROATTIVO - GIACENZA - FERMO DEPOSITO RITORNO AL MITTENTE TEsTO E TARIFFE Per il testo della convenzione, con le relative tariffe, UsPI-sDA EXPREss COURIER (“integrato” dalle quotazioni economiche relative alle offerte dei “servizi opzionali” disponibili, al fine di evitare che, a chi dovesse richiedere di fruire dei servizi in argomento, vengano applicate le “tariffe piene” del listino ufficiale di SDA Express Courier), è necessario recarsi sul sito www.uspi.it nella sezione “Convenzioni”.

Per il SERVIZIO EXTRALARGE il prezzo applicato corrisponderà alla tariffa della fascia di peso tassabile:

FASCIA PESO TASSABILE

QUANTITA’

PREZZO PER LV

TIPOLOGIA DI FORNITURA

da 0 Kg a 2 Kg

01

4.51

Consuntivo

da 2 Kg a 5 Kg

01

4.51

“

da 5 Kg a 10 Kg

01

6.44

“

da 10 Kg a20 Dg

01

6.99

“

da 20 Kg a 30 Kg

01

8.57

“

da 30 Kg a 50 Kg

01

11.73

“

da 50 Kg a 70 Kg

01

17.48

“

da 70 Kg a 100 Kg

01

23.63

“

Notiziario USPI n° 4/2017


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PRIVACY

NO ALL’ALgORITMO DELLA REPUTAZIONE, VIOLA LA DIgNITà DELLA PERsONA No del garante privacy alla banca dati on line della reputazione [doc. web n. 5796783]. Il progetto per la misurazione del “rating reputazionale”, elaborato da una organizzazione articolata in un’associazione e da una società preposta alla gestione dell’iniziativa, viola le norme del Codice sulla protezione dei dati personali e incide negativamente sulla dignità delle persone. L’infrastruttura, costituita da una piattaforma web e un archivio informatico, dovrebbe raccogliere ed elaborare una mole rilevante di dati personali contenuti in documenti “caricati” volontariamente sulla piattaforma dagli stessi utenti o “pescati” dal web. Attraverso un algoritmo, il sistema assegnerebbe poi ai soggetti censiti degli indicatori alfanumerici in grado, secondo la società, di misurare in modo oggettivo l’affidabilità delle persone in campo economico e professionale. Nel disporre il divieto di qualunque operazione di trattamento presente e futura, il Garante ha ritenuto che il sistema comporti rilevanti problematiche per la privacy a causa della delicatezza delle informazioni che si vorrebbero utilizzare, del pervasivo impatto sugli interessati e delle modalità di trattamento che la società intende mettere in atto. Pur essendo infatti legittima, in linea di principio, l’erogazione di servizi che possano contribuire a rendere maggiormente efficienti, trasparenti e sicuri i rapporti socioeconomici, il sistema in esame - realizzato peraltro in assenza di una idonea base normativa - presuppone una raccolta massiva, anche on line, di informazioni suscettibili di incidere significativamente sulla rappresentazione economica e sociale di un’ampia platea di individui (clienti, candidati, imprenditori, liberi professionisti, cittadini). Il “rating reputazionale” elaborato potrebbe ripercuotersi sulla vita delle persone censite, influenzando le scelte altrui e condizionando l’ammissione degli interessati a prestazioni, servizi o benefici. Per quanto riguarda, poi, l’asserita oggettività delle valutazioni, la società non è stata in grado di dimostrare l’efficacia dell’algoritmo che regolerebbe la determinazione dei “rating” al quale dovrebbe essere rimessa, senza possibilità di contestazione, la valutazione dei soggetti censiti.

L’Autorità nutre, in generale, molte perplessità sull’opportunità di rimettere ad un sistema automatizzato ogni decisione su aspetti così delicati e complessi come quelli connessi alla reputazione. Senza contare, infatti, la difficoltà di misurare situazioni e variabili non facilmente classificabili, la valutazione potrebbe basarsi su documenti e certificati incompleti o viziati, con il rischio di creare profili inesatti e non rispondenti alla identità sociale delle persone censite.

Dubbi sono stati espressi dal garante anche sulle misure di sicurezza del sistema - basate, prevalentemente, su sistemi di autenticazione “debole” (user id e password) e su meccanismi di cifratura dei soli dati giudiziari, secondo l’Autorità davvero inadeguate, specie se rapportate all’elevato Notiziario USPI n° 4/2017

numero di soggetti che potrebbero essere coinvolti e all’ingente quantitativo di informazioni, anche molto delicate, che verrebbero registrate all’interno della piattaforma.

Ulteriori criticità, infine, sono state ravvisate nei tempi di conservazione dei dati e nell’informativa da rendere agli interessati. (Fonte: Garanteprivacy.it) ********** Rinnovate le autorizzazioni generali per i dati sensibili e giudiziari

saranno efficaci dal 1 gennaio 2017 al 24 maggio 2018 Il Garante per la privacy ha rinnovato le autorizzazioni al trattamento dei dati sensibili e giudiziari che saranno efficaci dal 1° gennaio 2017 fino al 24 maggio 2018, data di applicazione del Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dati. I provvedimenti riguardano i rapporti di lavoro, i dati sulla salute e la vita sessuale, le associazioni e le fondazioni, i liberi professionisti, le attività creditizie, assicurative, il settore turistico, l’elaborazione dei dati effettuata per conto terzi, gli investigatori privati e il trattamento dei dati di carattere giudiziario. In linea generale le nuove autorizzazioni rispecchiano quelle in scadenza e apportano le necessarie integrazioni derivanti da modifiche normative intervenute nei settori considerati. Il Garante ha rinnovato, inoltre, l’autorizzazione generale al trattamento di dati genetici e quella relativa al trattamento dei dati personali effettuato per scopi di ricerca scientifica, anch’esse efficaci fino al 24 maggio 2018. Le nuove autorizzazioni sono in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Autorizzazione generale n. 1/2016 al trattamento dei dati sensibili nei rapporti di lavoro Autorizzazione generale n. 2/2016 al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale Autorizzazione generale n. 3/2016 al trattamento dei dati sensibili da parte degli organismi di tipo associativo e delle fondazioni Autorizzazione generale n. 4/2016 al trattamento dei dati sensibili da parte dei liberi professionisti Autorizzazione generale n. 5/2016 al trattamento dei dati sensibili da parte di diverse categorie di titolari Autorizzazione generale n. 6/2016 al trattamento dei dati sensibili da parte degli investigatori privati Autorizzazione generale n. 7/2016 al trattamento dei dati a carattere giudiziario da parte di privati, di enti pubblici economici e di soggetti pubblici Autorizzazione generale n. 8/2016 al trattamento dei dati genetici Autorizzazione generale n. 9/2016 al trattamento dei dati personali effettuato per scopi di ricerca scientifica

(Fonte: Garanteprivacy.it) 9


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PRIVACY

VARIE

Privacy, un post su Facebook non è mai per i soli “amici”

DEPOsITO LEgALE E CONVENZIONI UsPI

Un post su Facebook non è mai veramente riservato ai soli “amici”, anche se è pubblicato in un profilo “chiuso”. se poi si “postano” informazioni su minori l’attenzione deve essere massima.

ENTRO IL MEsE DI APRILE Gli editori con sede principale in VALLE D’AOsTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIgE,

Il principio è stato affermato dal Garante privacy in un provvedimento [doc. web n. 6163649] con il quale ha ordinato a una donna la rimozione dalla propria pagina Facebook di due sentenze, sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio, in cui erano riportati delicati aspetti di vita familiare che riguardavano anche la figlia minorenne.

- che pubblicano qUOTIDIANI, PLURIsETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e sETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio - marzo 2017); - che pubblicano qUATTORDICINALI, qUINDICINALI, MENsILI e di ALTRA PERIODICITA’ nel mese di aprile NON devono effettuare alcuna consegna.

L’Autorità – intervenuta su segnalazione dell’ex marito che lamentava una violazione del diritto alla riservatezza della figlia – ha ritenuto che la divulgazione dei provvedimenti giurisdizionali in questione fosse incompatibile con quanto stabilito dal Codice privacy. Il Codice vieta infatti la pubblicazione “con qualsiasi mezzo” di notizie che consentano l’identificazione di un minore coinvolto in procedimenti giudiziari, nonché la diffusione di informazioni che possano rendere identificabili, anche indirettamente, i minori coinvolti e le parti in procedimenti in materia di famiglia.

In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale”.

ENTRO IL MEsE DI MAggIO Gli editori con sede principale in LIgURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA gIULIA, EMILIA ROMAgNA, TOsCANA, UMBRIA, MARCHE - che pubblicano qUOTIDIANI, PLURIsETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e sETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite alpubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio-marzo 2017); - che pubblicano qUATTORDICINALI, qUINDICINALI, MENsILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, NON sono tenuti ad effettuare alcuna consegna Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’UsPI per l’anno 2017. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.

Secondo il Garante, poi, l’estrema pervasività della divulgazione su Internet aggrava notevolmente la violazione di diritti della persona, in questo caso per giunta minore di età.

Non può essere provata infatti, sempre secondo il garante, la persistente natura chiusa del profilo e la sua accessibilità a un gruppo ristretto di “amici”, perché il profilo è facilmente modificabile, da “chiuso” ad “aperto”, in ogni momento da parte dell’utente. Vi è, inoltre, la possibilità che un “amico” condivida il post con le sentenze sulla propria pagina, rendendolo visibile ad altri iscritti, determinando così una possibile conoscibilità “dinamica”, più o meno ampia, del contenuto che può estendersi potenzialmente a tutti gli iscritti a Facebook. Nel disporre la rimozione, l’Autorità ha sottolineato infine, che le sentenze consentono di rendere identificabile la bambina nella cerchia di persone che condividono le informazioni “postate” dalla madre sul proprio profilo e contengono dettagli molto delicati, anche inerenti alla sfera sessuale, al vissuto familiare e a disagi personali della piccola.

(Fonte: Garante privacy, 30 marzo 2017)

PROMEMORIA sCADENZE ROC Per tutti gli editori iscritti nel R.O.C.: - Entro il 1° aprile - invio del Modello relativo al calcolo del Contributo per l’Agcom (da trasmettersi, a partire da quest’anno, utilizzando la CNS, direttamente nella sezione dedicata all’Autorità nel portale www.impresainungiorno.gov.it) e pagamento, entro la stessa data del 1° aprile, del Contributo annuale all’Agcom. Esentati, sia dal pagamento che dall’invio della modulistica, i soggetti che abbiano nel bilancio dell’anno di riferimento ricavi pari o inferiori a Euro 500.000,00. - Tra il 1° giugno ed il 31 luglio - trasmissione dell’Informativa Economica di sistema (I.E.S.) tramite Posta Elettronica Certificata (P.E.C.). Esentati i soggetti che abbiano nel bilancio dell’anno di riferimento ricavi pari a Euro 0,00. - Entro il 31 luglio, o entro 30 giorni dal deposito del bilancio in Camera di Commercio - trasmissione della “Comunicazione Annuale”, al fine di aggiornare la propria posizione anagrafica/amministrativa, accedendo con la CNS nella sezione dedicata nel portale www.impresainungiorno.gov.it Notiziario USPI n° 4/2017


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WEB

DIgITAL IN 2017: in Italia e nel Mondo (Luca Della Dora, 26 gennaio 2017) - Pubblichiamo il report: Digital in 2017, di We Are social e Hootsuite, che raccoglie dati e insight, relativi allo scenario digital, social e mobile in tutto il mondo. Sono passati solo 25 anni da quando Tim Berners-Lee ha reso il World Wide Web accessibile a tutti, e, in questo lasso di tempo, internet è diventato una parte fondamentale delle nostre vite. Non è solo internet a diffondersi così rapidamente; abbiamo identificato, infatti, una serie di evidenze capaci di raccontare come ogni anno sia sempre più importante conoscere il modo in cui le persone interagiscono tra loro, con le istituzioni, con i publisher e con i brand. Eccone alcune: - più della metà della popolazione mondiale usa uno smartphone; - quasi due terzi della popolazione mondiale possiede un telefono cellulare; - più della metà del traffico internet è generato da telefoni; più della metà delle connessioni mobile avviene oggi su banda larga; - più di una persona su cinque della popolazione mondiale ha effettuato almeno un acquisto online negli ultimi 30 giorni. Ma ora, ecco alcune evidenze che - siamo certi - saranno d’aiuto alla comprensione di questo scenario che cambia sempre più in fretta.

Gli italiani si connettono sempre di più e lo fanno sempre più spesso usando i propri smartphone, come testimonia anche il volume di traffico internet generato da diversi dispositivi: se la percentuale di persone che navigano da un computer è scesa del 14%, sale quella di chi si connette da qualsiasi altro device (+44% dal proprio telefono, +8% da un tablet e +24% da altri dispositivi - come, ad esempio, console o smart TV). Social media, mobile, ma anche fruizione di video. Le persone fruiscono sempre di più di questo tipo di contenuti, e le piattaforme offrono sempre più possibilità di espressione da questo punto di vista (è sempre più semplice produrre e condividere video LIVE, ed esistono sempre più applicazioni che consentono di modificare - senza particolari competenze - i propri video): il 31% degli italiani dichiara di guardare video online almeno una volta al giorno. Il 2016 sarà anche ricordato come l’anno in cui Zuckerberg ancora una volta - ribadisce l’importanza delle piattaforme di messaging: l’ha fatto condividendo gli impressionanti dati di crescita di Facebook Messenger (che in Italia è usato dal 33% delle persone che accede a internet). Anche in Italia il trend è questo: tra le prime 5 piattaforme social, 2 sono di messaging (e una - Instagram - ha attivato una serie di funzionalità che favoriscono la condivisione di contenuti one-to-one, in forma privata); il 51% della popolazione online usa applicazioni di messaging dai propri dispositivi mobile;

LO sCENARIO ITALIANO Durante il 2016, il numero di persone che si sono connesse a internet è cresciuto del 4% rispetto all’anno precedente (39.21 milioni di persone), e dell’11% quello relativo all’uso dei social media (17% se osserviamo le persone che accedono a piattaforme social da dispositivi mobile - per un totale di 28 milioni, che corrisponde a una penetrazione del 47%).

Gli italiani dimostrano di essere decisamente propensi alla fruizione di contenuti, sempre più in mobilità (anche per l’ampia diffusione di smartphone - l’Italia è il terzo paese al mondo per penetrazione, con l’85% della popolazione a usarne uno, dietro soltanto a Spagna e Singapore). Il 52% della popolazione italiana accede, mensilmente, a piattaforme social, rispetto a una media globale del 37% (gli Emirati Arabi, primo paese in questa classifica, hanno una penetrazione del 99%); il dato più interessante riguarda l’uso di Facebook: il 74% degli italiani che lo usano, lo fanno ogni giorno (contro una media globale del 55%), a testimonianza del fatto che gli italiani usano meno piattaforme, ma lo fanno con maggiore frequenza. gLOBAL OVERVIEW L’utilizzo di internet è cresciuto del 10% rispetto al 2016, +354 milioni rispetto al 2015; gli utenti attivi sui social media sono aumentati del 21% (è 482 milioni rispetto al 2015); gli utenti unici da mobile sono cresciuti del 5% (+222 milioni negli ultimi 12 mesi); gli utenti di social media da mobile sono cresciuti del 30%, +581 milioni (!!!) nel 2016. (http://wearesocial.com) Notiziario USPI n° 4/2017


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DIALOgANDO

“LA LOgICA DELLA NOTIZIA NON è LA LOgICA DELLA sCIENZA”. L’INTERVIsTA DI ‘PRIMA’ A UMBERTO VERONEsI Intervista di Ivan Berni PRIMA COMUNICAZIONE , novembre 2004 - Primaonline.it/ Documenti /10 novembre 2016 L’intervista del Trentennale di Prima Comunicazione (2004) al professor Umberto Veronesi recentemente scomparso.

Prima ha chiesto al professore di fare il punto sul rapporto attuale fra informazione e scienza e su come questo rapporto si è evoluto e modificato negli ultimi trent’anni. U. Veronesi - Più che giudicare cerco di capire. Capisco innanzitutto che la logica della notizia non è la logica della scienza. Troppo lenti i processi scientifici per un mondo mediatico che ha la possibilità di comunicare in tempo reale. Anni, decenni le unità di misura della scienza; minuti, secondi quelle dei media. Troppo diversi gli obiettivi di comunicazione: la scienza deve educare, i media devono interessare. Troppo divergenti i tratti fondamentali: la scienza è universale e obiettiva mentre la stampa è per definizione ‘di parte’, avendo il compito di creare opinione. Eppure questi due mondi hanno bisogno l’uno dell’altro e devono trovare quel delicato punto di equilibrio fra le loro esigenze dove si colloca la buona comunicazione scientifica. Prima - Un obiettivo che non sembra proprio a portata di mano… U. Veronesi - Credo che non esista una cattiva scienza come

“NON eSISTe UNA CATTIVA SCIeNzA COme NON eSISTe UNA CATTIVA STAmPA. eSISTe UNA CATTIVA COmUNICAzIONe TRA le dUe.

e PeR RIAPRIRe Il dIAlOGO è FONdAmeNTAle CReARe UN RAPPORTO dI FIdUCIA”.

non esiste una cattiva stampa. Esiste una cattiva comunicazione fra le due. Come aprire o riaprire il dialogo? Innanzitutto è fondamentale creare un rapporto di fiducia. La scienza ha fatto progressi e raggiunto obiettivi impensabili solo trent’anni fa, ma effettivamente non si è impegnata a sviluppare parallelamente una cultura del pensiero scientifico, che instauri un consenso forte sul potere della razionalità. Ecco allora l’altalena dei giornali e della gente fra allarmismo e false speranze, fra paura e fede. Nulla è perduto e nulla è irreversibile. È ora però di iniziare seriamente a fare cultura della scienza, utilizzando i nuovi mezzi che essa stessa ci mette a disposizione. Cominciamo dai giovani, probabilmente non grandi lettori di quotidiani ma certo grandi navigatori in Internet. Bisogna capire i nuovi linguaggi e inventarci nuovi modi di comunicare la scienza. Non sarà facile. Anzi. Stiamo vivendo un periodo di forte cultura antiscientifica.

Prima - Ha colpito molto, e creato un vespaio di polemiche, il suo schieramento contro il decreto del ministro Alemanno che blocca gli Ogm in Italia. U. Veronesi - È già successo nella storia che di fronte a un picco di produttività scientifica, come quello che stiamo vivendo, la società reagisca con atteggiamento oscurantista, quasi che il progresso sia in realtà una minaccia per la nostra vita. Faccio sempre l’esempio del Seicento quando, mentre Newton, Cartesio e Galileo innovavano la concezione del

mondo e di noi stessi, svelando segreti meravigliosi, la società di allora si rifugiava nella magia mandando al rogo migliaia di donne accusate di stregoneria. Anche oggi la società è impreparata a capire una scienza ogni giorno più potente e dunque la rifiuta. E i media non possono non riflettere questo stato d’animo collettivo. Il caso degli Ogm è emblematico. I giornali hanno titolato: ‘Veronesi sponsor degli Ogm’. Ma il cuore del problema non è essere pro o contro gli Ogm ma condividere o meno il principio che la ricerca scientifica ha l’obiettivo di migliorare la vita e dunque è sbagliato limitarla in nome di pregiudizi, interessi o ideologie. Personalmente io non sono, o meglio non sono soltanto, a favore degli Ogm, ma sono piuttosto a favore della ricerca. Penso che se la genetica ci offre la possibilità di avere cibi più sicuri o più abbondanti nelle aree dove la fame miete ancora milioni di vittime, dobbiamo sviluppare la ricerca in questo settore invece che restringerne le frontiere. Pochi, fra giornali e pubblica opinione, sembrano averlo percepito.

Prima - In questo quadro come giudica l’informazione e la divulgazione scientifica in Italia? U. Veronesi - Il nostro Paese vive il pensiero scientifico come antitesi di quello religioso. Da qui un atteggiamento antiscientifico particolarmente accentuato, anche nei media. Si tratta però di preconcetti. Scienza e fede religiosa possono allearsi per il progresso e il benessere. Prima - Nel nostro Paese c’è voluta la raccolta di 50mila firme per congelare, per il momento, il progetto di escludere lo studio della teoria dell’evoluzione dai programmi scolastici. Non crede che, a parte questi pronunciamenti emergenziali, ci sia un po’ troppa timidezza da parte della comunità scientifica italiana? E che questo sia uno dei fattori che alla fine determinano orientamenti come quello di depennare Darwin dai libri di scienze dei licei? U. Veronesi - Certo, come ho già detto, la comunità scientifica deve uscire allo scoperto e deve farlo non alla ricerca di lustro personale ma con la consapevolezza dell’importanza fondamentale di questo atto per il futuro della scienza. Io ho partecipato personalmente alla campagna stampa a favore di Darwin e voglio soprattutto ricordare a proposito della vicenda che il ministro Letizia Moratti ha dimostrato una grande Notiziario USPI n° 4/2017


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DIALOgANDO apertura mentale nel riconsiderare la sue posizioni. È un segnale positivo per tutto il mondo scientifico.

Prima - Da tempo la sanità è divenuta uno dei settori cardine della cronaca dei grandi quotidiani e ormai la presenza di uffici stampa negli ospedali e nelle Asl è di assoluta normalità. Una ventina d’anni fa, tuttavia, non era così. Quanto accadeva nelle corsie, le condizioni di degenza dei pazienti, gli episodi di negligenza da parte dei sanitari rimanevano ‘secretati’ nel perimetro degli addetti ai lavori. L’informazione è riuscita a rompere questo cerchio chiuso. Il bilancio è però contraddittorio. Spesso si assiste all’inseguimento di casi di malasanità che poi, a successive verifiche, si rilevano inesistenti. O al contrario si ignorano sprechi evidentissimi o malfuzionamenti di intere strutture che vengono difese dalla stampa per interessi di campanile, o di cordata politica. Lei che bilancio si sente di trarre del ruolo dell’informazione nel sistema sanitario italiano? U. Veronesi - È un’informazione che segue i principi della politica più che la scienza. Non possiamo pretendere che la stampa applichi alle disfunzioni o le eccellenze di un servizio pubblico essenziale come la sanità criteri diversi da quelli che adotta per qualsiasi altro servizio dello stesso tipo. D’altra parte non possiamo pretendere neanche che nell’ambito salute non esistano uomini che sbagliano, interessi che si scontrano, ingiustizie e atti eroici. Attenzione però. La sanità è una cosa e la scienza è un’altra; dobbiamo distinguere l’informazione scientifica, che divulga la ricerca, dalla cronaca, che racconta e commenta fatti avvenuti in ambito sanità.

vato e salveranno molte vite.

Prima - La legge sulla fecondazione assistita ha riaperto il dibattito sulla laicità dello Stato, sui limiti della ricerca scientifica, sullo stesso concetto di tutela ‘etica’ applicato a entità come gli embrioni e preferito alla tutela e ai diritti delle donne. È l’Italia che ha rimesso indietro l’orologio della storia o, davvero, le nuove frontiere aperte dalla manipolazione genetica impongono una nuova ‘etica’ più restrittiva? U. Veronesi - La legge sulla fecondazione assistita rappresenta un passo indietro rispetto alla nostra stessa legislazione precedente, dal punto di vista sociale, giuridico e scientifico. Anche in questo caso, come per Darwin, mi sono fortemente impegnato sulla stampa anche a favore del referendum. Le nuove frontiere della scienza non devono spaventare e dare luogo a fenomeni di regressione. È vero che impongono riflessioni profonde sulla nostra stessa concezione della vita, ma rifiutarle o cercare di ignorarle non è una soluzione. La scienza è fatta per allargare gli orizzonti, non per restringerli. Come vede torniamo sempre al punto di partenza. È una questione di cultura. Prima - Nell’ultimo numero di Prima Luigi Luca Cavalli Sforza dice che dopo la morte di Adriano Buzzati Traverso non c’è più stato un giornalista scientifico di grande levatura in Italia. È un giudizio molto tranchant: lo condivide? U. Veronesi - No. Ce ne sono stati, ce ne sono e soprattutto se ne stanno formando.

Prima - L’altra faccia dell’informazione sono i cosiddetti ‘soffietti celebrativi’ scritti sotto dettatura ogniqualvolta si presenta una vera o presunta scoperta scientifica o un intervento chirurgico presuntamente, o veramente, prodigioso. L’impressione è che quando si parla di medicina e scienza salti ogni parametro dettato dal buon senso o dalla misura. Di chi è la colpa: del narcisismo dei medici o della inguaribile superficialità dei giornalisti? U. Veronesi - Ovviamente di tutti e due o di nessuno dei due. È sempre questione del famoso punto di equilibrio. È troppo facile stigmatizzare il medico come narciso e il giornalista come superficiale. La realtà è molto più complessa. È difficile per un medico saper comunicare e per un giornalista saper ascoltare. La maggior parte delle volte nessuno dei due è veramente preparato al dialogo e allora l’equilibrio si fa sempre più imprendibile. Per questo è importante che le nuove generazioni abbiano una cultura diversa. Io credo che già a livello universitario e di specializzazione il medico debba imparare a comunicare con i pazienti e con i familiari. Una capacità che sarebbe trasferibile alla stampa. Prima - Cosa ne pensa dei programmi tivù su salute e medicina? Molti ritengono che indurre al ‘fai da te’ in campo terapeutico sia poco meno che un’istigazione a delinquere. Ma c’è anche chi sostiene che aumentare il grado di health-consciousness nelle persone sia un grande progresso. U. Veronesi - Io sono fra queste. Preferisco correre il rischio di un paziente troppo autonomo e intraprendente piuttosto che trovarmi di fronte una persona che non ha consapevolezza e si sente persa e incapace di aderire a un progetto di cura. Non dimentichiamo poi l’importanza dell’informazione nella prevenzione. L’informazione e la sensibilizzazione hanno salNotiziario USPI n° 4/2017

Umberto Veronesi è stato il più famoso oncologo italiano, un vero rivoluzionario nell’approccio medico e nell’intervento chirurgico del cancro al seno. Per diciotto anni ha guidato proprio l’Istituto nazionale dei tumori di Milano e, dal 1995, ha diretto l’Istituto europeo di oncologia (IEO).E’ stato ministro della sanità nel 2000 sotto il governo Amato. Per il suo contributo alla ricerca e alla lotta contro il cancro, Veronesi è stato indicato dalla società di chirurgia oncologica di Washington tra i quattro oncologi del XX secolo. Veronesi è un grande sostenitore della tesi che la conoscenza e l’informazione sono le armi fondamentali per combattere il cancro. Per anni ha firmato una rubrica settimanale su grazia e su Oggi. Oltre a una serie di pubblicazioni scientifiche ha pubblicato alcuni titoli per il grande pubblico: “Colloqui con un medico”, “Le donne devono sapere”, e nel 2004 “Una carezza per guarire. La nuova medicina tra scienza e coscienza”. 3


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NOTIZIE INPgI

sERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE Circolare n. 2 del 24/03/2017 OggETTO : A) NUOVI REqUIsITI DI ACCEssO AI TRATTAMENTI PENsIONIsTICI; B) INTRODUZIONE sIsTEMA DI CALCOLO CONTRIBUTIVO; C) IsTITUZIONE DI UNA ALIqUOTA AggIUNTIVA AL CONTRIBUTO DI DIsOCCUPAZIONE PER I CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO; D) AggIORNAMENTI DAsM. L’Istituto, con atto del Consiglio di Amministrazione n. 62/2016, tenuto conto - ai sensi del D.lgs. 509/94 - delle determinazioni assunte dalle parti sociali, ha apportato alcune modifiche al Regolamento di previdenza della gestione sostitutiva dell’AGO. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota n. 36/0001944 CdG: MA004.A007.11433 del 20 febbraio 2017 ha approvato la suddetta delibera (G.U. serie generale n. 63 del 16/03/2017). Tra le principali misure approvate dai Ministeri vigilanti sono previsti: A) L’elevazione del requisito di età per l’accesso alla pensione di vecchiaia; B) L’introduzione del sistema di calcolo contributivo di cui alla legge n. 335/1995; C) L’istituzione di una aliquota aggiuntiva al contributo di disoccupazione per i contratti a tempo determinato; Si illustrano, di seguito, le predette misure: A) Requisito di età per l’accesso alla pensione di vecchiaia Il diritto alla pensione di vecchiaia matura quando siano stati versati almeno 20 anni di contribuzione e risulti compiuta l’età riportata nella sottostante tabella: ANNO

eTA’ con almeno 20 anni di contribuzione Uomini

donne

2017

66 anni

64 anni

2018

66 anni e 7 mesi

65 anni e 7 mesi

2019

66 anni e 7 mesi

66 anni e 7 mesi

(*) dal 2019 il requisito di età previsto per la pensione di vecchiaia sarà adeguato in base alle disposizioni di cui all’art. 24, comma 13, del decreto-legge 6/12/2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (speranza di vita). B) Introduzione del sistema di calcolo contributivo di cui alla legge n. 335/95 La suddetta delibera n.62/2016 adottata dall’INPGI prevede, tra l’altro, che per le anzianità contributive acquisite a decorrere dal 1/01/2017 trovi applicazione il sistema di calcolo con-

tributivo di cui all’art. 1 della legge agosto 1995, n. 335. In base a tale normativa, per i giornalisti privi di anzianità contributiva che si iscrivano all’Istituto a far data dal 1 gennaio 2017 è adottato il massimale annuo della base contributiva e pensionabile di cui all’art. 2, comma 18, della citata legge n. 335/1995. Tale massimale annuo per l’anno 2017 risulta pari a 100.324,00 euro. Per i giornalisti privi di anzianità contributiva si intendono coloro i quali si iscrivono all’INPGI con decorrenza successiva al 31 dicembre 2016 e non vantino alcuna anzianità contributiva maturata a tale data in alcuna forma pensionistica obbligatoria. Per quanto riguarda gli adempimenti contributivi sarà necessario che i datori di lavoro:

1) per i lavoratori assunti dopo il 31/12/2016, acquisiscano una dichiarazione del giornalista attestante l’esistenza o meno di anzianità contributiva riferita a periodi anteriori al 1 gennaio 2017. In caso affermativo, sottoporranno a contribuzione pensionistica l’intera retribuzione, senza applicare il massimale; 2) in caso di dichiarazione negativa da parte del giornalista ed in assenza di diverse risultanze eventualmente rilevate da altra fonte in possesso, sottopongano al prelievo contributivo IVS la sola quota di retribuzione sino al massimale annuo; 3) applichino il massimale contributivo per la sola aliquota di contribuzione pensionistica (attualmente pari al 33% della retribuzione imponibile) ivi compresa l’aliquota IVS aggiuntiva dell’1% di cui all’art. 3 ter della legge 14.11.1992, n. 438, posta a carico del lavoratore. Il massimale predetto non opera, infatti, per le altre contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale. Il massimale non è frazionabile a livello mensile. Ad esso occorre fare riferimento anche se l’anno solare risulti parzialmente retribuito. I datori di lavoro sottoporranno a contribuzione IVS (oltre alle altre contribuzioni) mese per mese l’intera retribuzione sino al raggiungimento del massimale annuo; sottoporranno la parte eccedente alla restante contribuzione previdenziale ed assistenziale secondo le misure previste dalla vigente normativa. Nel caso di diversi rapporti di lavoro che si susseguono nel corso dell’anno le retribuzioni percepite in costanza dei precedenti rapporti si totalizzano ai fini dell’applicazione del massimale. Pertanto, il giornalista è tenuto ad esibire ai datori di lavoro successivi al primo la certificazione delle retribuzioni rilasciata dai precedenti datori di lavoro. In caso di più rapporti di lavoro simultanei, le retribuzioni derivanti dai diversi rapporti si cumulano agli effetti del massimale. I due o più datori di lavoro provvederanno a sottoporre a contribuzione la retribuzione corrisposta mensilmente sino a quando, tenendo conto della retribuzione derivante dagli altri rapporti, non sia raggiunto il massimale. Il giornalista é tenuto a fornire ai datori di lavoro gli elementi occorrenti per effettuare le relative operazioni. I giornalisti assunti successivamente al 31 dicembre 2016, ai quali siano accreditati, a seguito di una loro domanda, contributi riferiti a periodi antecedenti al 1º gennaio 2017 non sono soggetti all’applicazione del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Notiziario USPI n° 4/2017


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VARIE

NOTIZIE INPgI C) Istituzione di un’aliquota aggiuntiva al contributo di disoccupazione per i contratti a tempo determinato A decorrere dal periodo di paga di febbraio 2017, al fine di finanziare gli interventi in materia di ammortizzatori sociali, in conformità a quanto previsto – nel sistema generale – dall’art. 2, comma 28, della legge n. 92/2012, è istituita un’aliquota addizionale al contributo di disoccupazione pari all’1,4% della retribuzione imponibile, applicata ai soli rapporti di lavoro a tempo determinato e posta interamente a carico del datore di lavoro. Il predetto contributo addizionale non si applica ai giornalisti assunti presso le Pubbliche Amministrazioni ed a quelli assunti a termine in sostituzione di altri lavoratori assenti. Tale causale di assunzione in sostituzione, che esclude l’applicazione dell’addizionale, dovrà risultare esplicitata nella lettera/contratto di assunzione ed indicata altresì nel modello ISCR/GIO trasmesso all’INPGI. Nella denuncia contributiva mensile (DASM) dovrà, quindi, essere evidenziato - valorizzando un apposito campo (flag) che il giornalista è stato assunto a termine in sostituzione di lavoratori assenti, in modo che per tale rapporto di lavoro sia esclusa l’applicazione della suddetta addizionale contributiva. La procedura DASM determinerà il predetto contributo aggiuntivo a decorrere dalla denuncia contributiva riferita al mese di marzo 2017. Per il contributo aggiuntivo arretrato, riferito alla mensilità di febbraio 2017, si dovrà procedere, invece, alla determinazione dello stesso e l’importo complessivo dovuto dovrà essere inserito nel DASM (denunce di marzo o aprile 2017) quale altra somma a debito, utilizzando la voce “conguaglio addizionale DS”. D) Aggiornamenti procedura DAsM Ai fini dell’utilizzo della procedura DASM (denuncia contributiva mensile) è necessario procedere all’aggiornamento del software relativo a tale procedura. Gli aggiornamenti - versione 5.3.7 - saranno disponibili nella sezione “notizie per le aziende” del sito internet dell’Istituto www.inpgi.it entro il 7 aprile 2017.

IL DIRIGENTE F.to Augusto Moriga

PAR CONDICIO AMMINIsTRATIVE 2017 Si vota l’11 Giugno (e per gli eventuali ballottaggi il 25) per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali, nonché per l’elezione dei consigli circoscrizionali nelle regioni a statuto ordinario. In particolare, i comuni interessati alla consultazione sono 1021, di cui 796 nelle regioni a statuto ordinario e 225 nelle regioni a statuto speciale, dove lo svolgimento delle elezioni è fissato autonomamente. Nel dettaglio, 153 sono i comuni superiori ai 15.000 abitanti, di cui 25 comuni capoluogo di provincia (tra questi 4 comuni capoluogo di regione: Palermo, genova, Catanzaro e L’Aquila) e 858 comuni inferiori ai 15000 abitanti..

PAR COMDICIO: dal 27 APRILE 2017 La legge n. 28/2000 disciplina la comunicazione politica ed i messaggi di propaganda elettorale e l’AGCOM provvede ad emanare specifici regolamenti. Per gli editori interessati, ricordiamo la necessità di pubblicare il COMUNICATO PREVENTIVO, sul numero precedente a quello dove si ospiteranno i messaggi elettorali, e la redazione di un DOCUMENTO ANALITICO, da tenere in redazione, con le modalità di pubblicazione e le tariffe. In regime di par condicio occorre garantire la parità di trattamento e l’imparzialità rispetto a tutti i soggetti politici. IL COMUNICATO PREVENTIVO deve precisare le condizioni generali all’accesso (quali spazi si offrono, le modalità di prenotazione, le tariffe e modalità di pagamento...) e il recapito, con numero telefonico, della redazione presso cui è depositato un “DOCUMENTO ANALITICO” concernente: 1) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi; 2) le tariffe (autonomamente determinate); 3) ogni altra ulteriore circostanza ed in particolare la definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale. Tutti i messaggi politici elettorali devono contenere l’indicazione del committente responsabile e la scritta “messaggio elettorale”.

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Notiziario USPI n° 4/2017

MEDIA ANALYSIS, PER CAPIRE E PER FARE

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VARIE

DON ADRIANO BIANCHI, NUOVO LA sCOMPARsA PREsIDENTE FIsC CORIgLIANO Invitato al Consiglio Nazionale dell’UsPI del dicembre scorso Don Adriano Bianchi è il nuovo presidente, per il prossimo triennio, alla guida della Fisc, la Federazione italiana settimanali cattolici a cui aderiscono 191 testate diocesane in Italia. Succede a Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate, che ha ricoperto il ruolo di presidente negli ultimi sei anni. Don Adriano Bianchi, 49 anni, è direttore della “Voce del Popolo” di Brescia, ed è stato eletto il 15 dicembre dal Consiglio nazionale (composto da 31 membri). “Un triennio certamente non facile - ha dichiarato appena eletto - con un’agenda che sarà dettata dalla situazione complicata che il mondo dell’editoria già da qualche anno sta vivendo”. Al Consiglio Nazionale dell’UsPI, don Bianchi si è confrontato con i vertici della nostra Unione sulla trasformazione dei nostri media e l’integrazione tra tutta la realtà cartacea e il mondo del web, alla ricerca di prospettive di lavoro e soluzioni comuni.

DI

ERNEsTO

Fino al 2016, Consigliere Nazionale e componente di giunta Esecutiva della nostra Unione - Il cordoglio dell’UsPI alla famiglia È morto il 27 marzo scorso a Cosenza l’avvocato Ernesto Corigliano. Decano degli avvocati cosentini, aveva 96 anni. Da sempre attivo nel mondo culturale e politico della città e non solo, fu primo assessore regionale allo Sport. Ricoprì la stessa carica anche al Comune di Cosenza. Grande appassionato di calcio, e tifoso del Cosenza, fu tra i sostenitori della nascita dell’AIAC, l’Associazione Italiana Allenatori di Calcio. Tre grandi passioni lo accompagnarono in vita: l’avvocatura, lo sport e l’editoria. Giornalista di lungo corso, diresse e fondò anche il periodico “L’Iniziativa”: uno dei più longevi periodici calabresi di cultura e politica che provvedeva a distribuire ai quattro angoli della regione con metodicità ed entusiasmo. “Foto da www.reportageonline.it”

“Con Ernesto Corigliano se ne va una parte significativa della storia di Cosenza, un uomo lungimirante vissuto a cavallo tra i due secoli che tanto ha dato alla nostra città. - così si è espresso il sindaco cosentino Mario Occhiuto - “La figura dell’avvocato Corigliano ha contribuito a formare un percorso civico di spessore attraverso doti di garbo e conoscenza”.

ilNotiziario Mensile - numeri Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Editoriale: Sara Cipriani Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)

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Il n. aprile 7 è stato stampato il 21 aprile 2017

Notiziario USPI n° 4/2017


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