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Anno 2008 - Edizione N. 1 - Gennaio

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NOTIZIARIO

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UNIONE STAMPA

PERIODICA IT AL IAN A

11/01/2008

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ANNO 44° - MENSILE

Uspi

- 11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

LA FINANZIARIA 2008 E LE NORME SULL’EDITORIA

Come abbiamo anticipato sul precedente numero del Notiziario USPI (dicembre 2007), dopo l’approvazione del decreto fiscale collegato - che ha imposto tagli all’editoria -, nella Finanziaria 2008 si trovano poche norme, per lo più regolamentari, che attengono alla disciplina dei contributi pubblici della Legge 250/90. La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008), pubblicata sul supplemento ordinario n. 285/L alla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28/12/08, dedica infatti al sostegno alle imprese editrici e TV locali solo i commi dal 293 al 298 dell’articolo 2. Per quel che riguarda la carta stampata, la Legge 244/07 stabilisce che le imprese editrici destinatarie dei contributi ex lege 250/90 dovranno, a decorrere dai contributi relativi all’anno 2007 (quindi fin da quest’anno), presentare il modello dei costi di testata, debitamente compilato e certificato dalla società di revisione incaricata della certificazione del bilancio, secondo un facsimile predisposto dal Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio e reso noto sul sito internet del Dipartimento stesso. La Finanziaria 2008, inoltre, precisa che in applicazione dell’articolo 1, comma 1246, della L. 296/06 6

Rinnovo del secondo biennio parte economica del CCNL USPI-CONFAPI (pagine 1, 2)

La Finanziaria 2008 e le norme sull’editoria (pagine 1, 6)

Avviso di convocazione dell’Assemblea USPI dell’anno 2008 (pagina 3)

Le quote associative USPI per l’anno 2008 (pagina 5)

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GENNAIO

2008

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle piccole e medie aziende della comunicazione

RINNOVO DEL SECONDO BIENNIO PARTE ECONOMICA (1/1/2008 30/6/2009) DEL CCNL USPI-CONFAPI Il primo aumento retributivo con la busta paga di gennaio - A marzo 2008, “una tantum” di 70 €, uguale per tutti i livelli

I

l 18 dicembre 2007 è stato sottoscritto un verbale di accordo tra i rappresentanti dell’USPI (Francesco Saverio Vetere), dell’UNIGEC-CONFAPI (Francesco Poloni), dell’UNIMATICA-CONFAPI (Domenico Galia) con i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali SLC-CGIL (Walter Pilato), FISTEL-CISL (Luigi Gastoldi) e UILCOM-UIL (Alessandro Cucchi) in merito al rinnovo del secondo biennio - parte economica del vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 12 aprile 2006, valevole fino a giugno 2009.

DEPOSITO

LEGALE E CONVENZIONI USPI

(vedere a pagina 6)

S OMMARIO

Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 6) I cento anni de “La Difesa del Popolo” (pagina 6)

La relazione degli italiani con i media nel 41° Rapporto Censis 2007 (pagine 7, 8, 9, 10)

La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo (decima parte): Aggiornamento del personale e suo coinvolgimento in nuovi

vantaggi competitivi (pagina 11) Contratto di programma 20062008 tra il Ministero delle Comunicazioni e Poste Italiane S.p.A. (pagine 12, 13, 14) Biblioteca USPI (pagina 15) Periodici associati all’USPI 401° elenco (pagina 16) Telegrammi (pagina 16)

In particolare, sulla base di quanto previsto dall’articolo 6, lettera A), delle Norme Generali del vigente contratto USPI-CONFAPI, sono state concordate tre tranches di aumenti retributivi lordi, rispettivamente a gennaio 2008, settembre 2008 e ad aprile 2009.

Per il settore dei grafici-editoriali, gli aumenti sono pari a 32 euro a gennaio, 29 euro a settembre e a 27 euro ad aprile del prossimo anno, con riferimento al livello 6 della Classificazione professionale per i lavoratori del settore editoriale del vigente CCNL. A pagina 2 pubblichiamo la tabella degli incrementi retributivi lordi e la tabella riassuntiva dell’ERN - Elemento Retributivo Nazionale, ai cui valori andrà sommata 2 l’indennità di contingenza. STAMPATO IL NUOVO CCNL USPICONFAPI (1/1/2005 - 30/6/2009)

Gli editori associati possono riceverlo versando all’USPI un contributo di 15 euro (comprensivo delle spese di spedizione postale). Per i versamenti far riferimento alle coordinate bancarie e postali presenti nella pagina delle quote associative 2008 (vedere a pagina 5).

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


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RINNOVO DEL SECONDO BIENNIO - PARTE ECONOMICA (1/1/2008 - 30/6/2009) DEL CCNL USPI-CONFAPI 1

Una Tantum

«Ai lavoratori, in forza ed in servizio alla data di sottoscrizione del presente accordo, verrà erogato, unitamente alla retribuzione del mese di marzo 2008, un importo lordo - una tantum - di € 70,00, uguale per tutti i livelli, commisurato all’anzianità di servizio nel periodo 01.07.2007 31.12.2007, con riduzione proporzionale in caso di servizio militare, aspettativa, assenza facoltativa post partum, Cig a zero ore. Tale importo è comprensivo dei riflessi sugli istituti contrattuali di legge, diretti ed indiretti, e non utile ai fini del TFR. I periodi di lavoro superiori ai 15 giorni verranno considerati come un mese intero. Ai lavoratori che dovessero cessare il rapporto in data successiva alla presente sottoscrizione, e antecedente alla data di corresponsione della “Una Tantum”, tale importo verrà corrisposto unitamente alle competenze di fine rapporto». *****

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle piccole e medie aziende della Comunicazione, dell’Informatica e dei Servizi Innovativi, firmato dall’USPI con l’UNIGEC e l’UNIMATICA CONFAPI, per la parte datoriale, con i rappresentanti sindacali delle organizzazioni CGIL, CISL e UIL, Settore Lavoratori della Comunicazione, e’ stato siglato il 12 aprile 2006, decorre dal 1 gennaio 2005 e scadra’ il 30 giugno 2009.

Si ricorda che detto Contratto è quello che l’USPI consiglia agli editori associati di applicare all’interno delle loro aziende. In quest’ultimo rinnovo contrattuale sono stati ridefiniti alcuni dei profili professionali relativi all’attività dei dipendenti delle

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aziende editoriali di specifico interesse del sionali». nostro comparto. A sostegno di ciò, è intervenuta la Corte di In particolare e’ stato delineato il profilo del Cassazione, che, in una recente sentenza, Redattore Responsabile di periodico, del ha negato l’obbligatorietà dell’applicazione Redattore di perioIndennità di contingenza Par. Euro dico e del Redattore di perioQ 248 541,65 dico di prima espe1 247 539,99 rienza in fase di inserimento. 2 209 533,19 Tali profili profes3 195 530,40 sionali, tipici del lavoro in redazione, 4 182 528,03 sono applicabili 5 169 525,47 anche ai giornalisti iscritti all’Albo dei 6 156 523,01 pubblicisti, per l’in7 133 519,63 serimento nel 8 125 517,35 CCNL di una “nota a verbale” nella 9 114 515,40 quale «le parti con10 100 512,87 vengono che la classificazione professionale unica disciplina l’inquadramento del Contratto FIEG-FNSI ad un giornalista contrattuale dei lavoratori di cui al presente pubblicista, riconoscendo la validità del Articolo 78, indipendentemente dalla evencontratto FIEG-FNSI solo per la figura del tuale iscrizione degli stessi ad albi profesgiornalista professionista.

Notiziario USPI n° 1/2008


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AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2008

Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per mercoledì 16 aprile 2008, alle ore 15 in prima ed alle ore 16 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:

ORDINE DEL GIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Relazione del Presidente; 3. Relazione del Segretario Generale; 4. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 5. Approvazione del rendiconto esercizio 2007; 6. Approvazione esercizio preventivo 2008; 7. Varie ed eventuali.

In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2008. Il rendiconto 2007 ed il preventivo 2008 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 17 marzo, alle ore 12 del 15 aprile c.a.

Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto.

Roma, 7 gennaio 2008

IL PRESIDENTE (Mons. Antonio Barbierato)

- - - - - - -- --------- -- ---------- --- ------ ----- --- - - - - - - - DELEGA

Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1)..........................................................................................................................................................................

delega il Sig .........................................................................................................................................................................................

a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 16 aprile 2008 a Roma per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2007 e preventivo 2008.

................................... (data)

................................................. (firma)

(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).


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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2008

L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2008 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.

Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2008 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata):

(Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

€ € € € €

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

225,00 660,00 1.250,00 2.500,00 3.750,00

OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2008: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2008 + Guida Stampa Periodica”.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

90,00

€

170,00

€ €

210,00 320,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6,Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.

ATTENZIONE

Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio. PER FACILITARE IL VERSAMENTO DELLE QUOTE IN QUESTO NUMERO È INSERITO UN MODULO DI C.C.P.


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LA FINANZIARIA 2008 E LE NORME SULL’EDITORIA

(Finanziaria 2007) - qualora si 1 dovesse far ricordo alla ripartizione delle somme disponibili nell’anno per la liquidazione dei contributi, tale ripartizione avverrà “in quote proporzionali all’ammontare del contributo spettante a ciascuna impresa”, e ribadisce i limiti all’ammontare dei contributi, quali indicati nell’articolo 3 della Legge n. 250/90 e successive modificazioni. L. 24/12/07, n. 244 (Finanziaria 2008) ARTICOLO 2

293. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2007, ai fini della quantificazione dei contributi previsti dall’articolo 3, commi 2, 2- bis, 2-ter, 2-quater, 8, 10 e 11, della legge 7 agosto 1990, n. 250, le imprese editrici sono tenute a presentare il modello dei costi di testata, come definito con circolare dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria della

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Presidenza del Consiglio dei Ministri e reso noto sul sito internet del Dipartimento stesso, debitamente compilato e certificato dalla società di revisione incaricata della certificazione del bilancio.

294. In applicazione dell’articolo 1, comma 1246, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la somma disponibile per la liquidazione dei contributi di cui agli articoli 3 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, all’articolo 23, comma 3, della legge 6 agosto 1990, n. 223, e successive modificazioni, e all’articolo 7, comma 13, della legge 3 maggio 2004, n. 112, è attribuita ai soggetti per i quali sia stata accertata la sussistenza dei requisiti necessari per l’erogazione dei contributi in quote proporzionali all’ammontare del contributo spettante a ciascuna impresa.

295. A decorrere dalle domande relative all’anno 2007, le compensazioni finanziarie derivanti dalle riduzioni tariffarie applicate ai consumi di energia elettrica e ai canoni di noleggio e di abbonamen-

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI

Per avvalersene occorre presentare un nuovo certificato di iscrizione USPI per l’anno 2008 La Convenzione stipulata dall’USPI e dalla FIEG con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per l’adempimento degli obblighi, in capo agli editori, per il “deposito legale” dei prodotti editoriali (DPR 252/06) è scaduta a fine anno ed è in regime di “prorogatio”. Sono stati già programmati incontri con i responsabili delle due Biblioteche per un rinnovo pluriennale della Convenzione. Entro fine mese è prevista la firma del nuovo accordo che, in ogni caso, non modificherà lo scadenzario e le modalità di deposito delle copie alle Biblioteche Nazionali, già previsti dalla precedente Convenzione. Pertanto, ENTRO IL MESE DI GENNAIO:

Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE,

- che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle 6

copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2007);

- che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2007). Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2008.

Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare

to ai servizi di telecomunicazione di qualsiasi tipo, ivi compresi i sistemi via satellite, previsti dall’articolo 11 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, e dagli articoli 4 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 250, sono rimborsate direttamente all’impresa, nella misura del 40 per cento dell’importo totale delle bollette, al netto dell’IVA. Con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, avente natura non regolamentare, sono indicate le modalità e la documentazione relativa alle richieste dei rimborsi di cui al comma 1.

(.......)

298. All’articolo 10, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, alle parole «Tale contributo» premettere le seguenti «Fermi restando i limiti all’ammontare dei contributi, quali indicati nell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250». consegnato. Per i quotidiani, vanno indicati gli eventuali giorni di sciopero, a giustificazione delle eventuali relative mancanze. Rammentiamo infine, che per il deposito dei quotidiani e periodici (in duplice copia) presso le Biblioteche provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.

I CENTO ANNI DE “LA DIFESA DEL POPOLO”

Il 5 gennaio u.s. “la Difesa del popolo”, settimanale della diocesi di Padova, ha celebrato i suoi 100 anni di vita. Fin dal primo numero la gloriosa testata dette voce al movimento cattolico, al cooperativismo e all’organizzazione del mondo rurale ed assunse un’impronta battagliera anche in nome della giustizia sociale. Il numero speciale del centenario (full color, di 48 pagine) rivisita i volti, i temi, i personaggi, le immagini del lungo percorso della “Difesa”. Ad essa giungano i più fervidi rallegramenti ed auguri dell’USPI che da tanti anni ama annoverarla tra i Soci storici.

Notiziario USPI n° 1/2008


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LA RELAZIONE DEGLI ITALIANI CON I MEDIA NEL 41° RAPPORTO CENSIS 2007

dialogando dialogando

Com’è consuetudine dal lontano 1967, alla fine dell’anno il CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) ha pubblicato il “Rapporto sulla situazione sociale del Paese”, giunto alla sua 41ma edizione. Un rapporto considerato il più qualificato e completo strumento di analisi e interpretazione della realtà economica, sociale e culturale dell’Italia. Su uno dei prossimi numeri di questo Notiziario, riporteremo la recensione più generale del contenuto del Rapporto ed alcune analisi di settore a più ampio respiro. In queste pagine pubblichiamo una sintesi dell’indagine CENSIS dedicata al rapporto degli italiani con i media in generale, e con la stampa in particolare, evidentemente non riferita ai periodici editi dalle piccole e medie case editrici, che però possono ricavare dalle tendenze più significative della “grande stampa” utili indicazioni per le loro strategie. ***** Nel Rapporto 2006 il CENSIS avanzò l’ipotesi di uno sviluppo sostenuto, quasi di un silenzioso boom, guidato essenzialmente da una minoranza industriale orientata alla globalizzazione. Con il Rapporto 2007 il CENSIS si è chiesto se quella sequenza di lungo percorso sia ancora in corso o se invece il sistema non riesca a far diventare collettiva quella determinazione allo sviluppo esplicata dalla minoranza industriale. La risposta contenuta nel Rapporto 2007 è positiva, anche se non sarebbe corretto non ricordare che la dimensione finanziaria potrebbe essere la nuvola nera sovrastante la chiarezza di visione delle cose dell’economia reale (il debito pubblico, le turbolenze finanziarie che agitano le economie mondiali...). Ma, se la dinamica dello sviluppo a breve sembra confortante, la preoccupazione più grande è quella di capire perché la “buona ripresa” in corso non Notiziario USPI n° 1/2008

diventi sviluppo di lungo periodo. Il timore è di essere dentro ad una dinamica evolutiva di pochi e non in uno sviluppo di popolo, come quelli che abbiamo vissuto in diversi momenti del dopoguerra. COMUNICAZIONE E MEDIA 1. LE TESI INTERPRETATIVE

1.1. - Quanti media abbiamo oggi a disposizione? C‘era una volta la televisione e la radio, il giornale, e poi anche il telefono e il computer, che con i primi avevano poco a che fare. Oggi, ponendo attenzione a quello che è successo solo negli ultimi dieci anni, innanzitutto si deve usare il plurale per riferirsi ai media di una volta e parlare di televisioni, le radio, i giornali; in secondo luogo il telefono e il computer si sono trasformati in altre cose, solo apparentemente simili ai progenitori, ma in realtà talmente diverse da questi, da entrare mimeticamente nell’universo dei media, ossia il cellulare e internet. Una volta quindi avevamo a disposizione dei media, semplicemente, oggi abbiamo piuttosto accesso a molteplici modalità per usufruire di diversi media, e pertanto ci ritroviamo ad analizzare un universo mediale in cui i media effettivi sono diventati 8 (televisione, radio, quotidiani, settimanali, mensili, libri, cellulari e internet) ma le modalità per accedervi sono ormai per lo meno 20. Questa esplosione di 8 media in 20 modalità diverse di accedervi è probabilmente la migliore ovvero la più chiara ed efficace prospettiva dalla quale capire in cosa consista la rivoluzione digitale in atto nel mondo dei media. Rivoluzione così veloce ed evidente sotto i nostri occhi e nelle nostre azioni quotidiane da non renderci sufficientemente conto di essa, o da portarci a darla per scontata come banale esperienza di tutti i giorni. I dati su cui è incentrato tutto il capitolo che segue - che costituiscono una parziale anticipazione del 7° Rapporto sulla comunicazione, di prossima pubblicazione, realizzato anche quest’anno dal Censis in collaborazione con Ucsi, H3g, Mediaset, Mondadori, Rai, Telecom Italia - vogliono portare un contributo alla comprensione piena della digitalizzazione che sta investendo il mondo dei media e delle principali conseguenze che ne deriveranno nei prossimi anni nei comportamenti collettivi.

Nel settore televisivo, ad esempio, dalla televisione tradizionale a quella usufruibile sul cellulare, passando per quella satellitare e quella terrestre, via cavo o iptv, si possono contare ormai ben sei modalità diverse per essere spettatori televisivi. È evidente che nei prossimi anni ci saranno sempre più sensibili smottamenti e riequilibri negli ascolti fra una modalità televisiva e un’altra. Ma l’aspetto più importante fin d’ora è che nel complesso gli utenti di televisione aumentano, e d’altra parte sul totale delle persone che continuano a usare la televisione (per bisogni di informazione o puro intrattenimento) l’architrave fondamentale resta quella definibile oggi come televisione tradizionale, altrimenti detta generalista. Chi ha ragione di ritenere che questa modalità televisiva abbia le ore contate forse dovrà aspettare ancora qualche lustro per veder realizzate tali previsioni. Anche la radio come la televisione, old media per eccellenza, può vantare oggi grazie alla digitalizzazione almeno tre modalità diverse di utenza oltre alle due tradizionali dell’apparecchio fisso e dell’auto, ossia l’ascolto via internet, via cellulare e quello connesso con i mini riproduttori di file musicali (mp3). Ed anche in questo caso si registra un generale incremento di ascolti, variamente declinati fra le diverse modalità; e tutto ciò fa supporre che nel mondo digitale il futuro della radio sarà lungo e promettente, dato che potrà indirizzarsi ovunque. Un altro caso molto interessante di moltiplicazione delle modalità di utenza è quello dei giornali. Chiedere a una persona se li legge oggi ha poco senso se non si specifica. con quale formato o supporto li legga, se comprandoli in edicola, se prendendo quelli free dove capita, oppure se usa leggerli nella versione digitale su internet. L’aspetto positivo di questa piccola rivoluzione di settore, pur in una situazione di mercato con continui annunci di cali o tracolli di vendite, è che nel complesso la platea dei lettori di informazione quotidiana è in crescita; e il secondo aspetto positivo consiste nel fatto che, per il momento, sul totale di questa platea, di fatto abbastanza ampia nella popolazione, la grande maggioranza il giornale preferisce comprarselo (o farselo comprare) in edicola. Anche in quest’ambito, dunque, i profeti della sparizione dei quotidiani 8 7


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LA RELAZIONE DEGLI ITALIANI CON I MEDIA NEL 41° RAPPORTO CENSIS 2007

cartacei dovranno pazientare 7 ancora un po’ per vedere realizzate le loro previsioni. Come abbiano fatto i libri ad assumere un ruolo da protagonisti in questo grande calderone mediatico digitale dovrà essere oggetto di studio approfondito in sedi appropriate, ma così è, dato che negli ultimi anni stiamo assistendo non solo ad un sensibile aumento del numero di lettori ma soprattutto a un significativo aumento dell’abitudine alla lettura da parte delle persone che già avevano una qualche confidenza con la lettura. Per restare nella metafora del calderone digitale si può dire che internet e cellulari stanno svolgendo attivamente il ruolo portante di rimescolatori di tutto ciò che sta avvenendo, e non a caso quindi anche queste due modalità, ormai definibili mediatiche, di interconnettersi col mondo hanno ancora incrementi significativi di utenti. Persino internet, sulla cui rapidità di diffusione negli scorsi anni avevamo espresso qualche dubbio, in realtà quest’anno mostra dati di crescita che lo candidano a futuro media di massa. In quest’ultimo caso forse sembra essere invece finalmente arrivato lo scenario preconizzato dai profeti dell’avvento di internet, ormai quasi quindici anni fa. (......) 2. LA RETE DEI FENOMENI

2.1. - Fotogrammi della rivoluzione digitale in atto Sulla scia del lavoro di ricerca svolto negli ultimi anni, proseguiamo nell’analisi dei singoli fotogrammi della rivoluzione digitale in atto nel campo dei mezzi o delle modalità di comunicazione. di massa. Il primo dato che risalta con grande evidenza è quello dell’aumento degli strumenti della comunicazione a disposizione delle imprese, o meglio della moltiplicazione dei modi attraverso i quali ciascuno può accostarsi all’uso dei media. In un sistema analogico dei media, infatti, per vedere la televisione bisogna accendere la televisione, per leggere un quotidiano bisogna sfogliare un quotidiano e per ascoltare la radio si deve avere una radio. Nel momento in cui ogni messaggio - sia esso sonoro o visivo - può essere trasformato in un flusso di impulsi elettrici, ecco che si rimescolano tutte le categorie che determinano il contatto tra i media e i loro utenti, da cui risulta che per rendere conto della rivoluzione digitale in 8

atto è stato necessario chiedere esplicitamente agli utenti se vedono la televisione tramite un sistema di ricezione tradizionale, satellitare o digitale terrestre, se vi accedono tramite un sistema via cavo oppure vi si connettono via internet, per non parlare di quanti vedono la tv dal videofonino. Un discorso analogo può essere fatto anche a proposito della radio e dei giornali, ma la cosa essenziale è che da questa ricognizione sono emersi venti media, intesi come venti alternative di approccio alla comunicazione. Almeno venti, perché i modi di impiego dei cellulari sono già molto diversificati e perché ai media indicati se ne possono aggiungere altri, alcuni dei quali presenti nella maggior parte delle case, ma considerati in definitiva pessimi riproduttori rispetto ad altri (come ad esempio videoregistratori e lettori Dvd), oppure già inglobati in altri (si pensi alla Playstation, che consente di giocare, di vedere Dvd e di connettersi a internet). Non tutti questi venti media hanno la stessa diffusione, ma nel loro insieme vanno considerati in un sistema integrato di potenzialità d’impiego, in cui i confini tra uno strumento e l‘altro risultano sempre più difficili da definire. La televisione tradizionale risulta sempre il mezzo più usato, con il 92,1% di utenti complessivi, ma la tv satellitare raggiunge il 27,3% e la digitale terrestre il 13,4% degli italiani sopra i quattordici anni. I dati sulla tv via internet e via telefonino sono ancora bassi, ma quello che importa sottolineare è che oggi guardare la televisione significa avere l’opportunità di scelta tra una di queste possibilità. Non per tutti, ma per molti e oggi, non in un futuro più o meno lontano. Questo risulta evidente anche per la radio, a cui al 56% di utenti da autoradio e al 53,7% di ascoltatori da apparecchi tradizionali vanno aggiunti il 13,6% di utenti da lettore Mp3 e il 7,6% da internet, ma ancor di più per i quotidiani, visto che oltre al 67% di utenti che leggono un giornale tradizionale acquistato in edicola, si deve considerare anche 34,7% di lettori di quotidiani gratuiti e il 21,1 % di frequentatori delle pagine on line dei giornali via internet. In particolare questo ultimo dato consente di evidenziare un altro dei fattori tipici della società digitale: l’integrazione tra i media ne incrementa l’uso, coinvolgendo in questo aumento d’attenzione anche quelli tradizionali. Mai la lettura di libri e giornali in Italia aveva raggiunto punte così elevate. Il

59,4% di italiani che hanno letto almeno un libro nel corso dell’anno è un risultato confortante, ma sapere che il 52,9% ne ha letti almeno tre è a dir poco sorprendente, così come il dato sul 67% di lettori di giornali acquistati in edicola, con il 51,1 % che lo ha fatto almeno tre volte nella settimana. La stessa tenuta di settimanali (40,3%) e mensili (26,7%) conferma che l’affermazione della società digitale non solo non segna la fine della circolazione della carta stampata, ma che anzi la sostiene. In molti, da tempo, avevano fatto notare che la diffusione del computer avrebbe portato a un rafforzamento dell’abitudine alla lettura, da cui sarebbe scaturito un nuovo interesse per i mezzi a stampa, evolutisi anche loro sulla scia delle innovazioni in corso, ma pur sempre mezzi a stampa. La ricerca presentata in queste pagine non fa altro che confermare questa ipotesi. Un percorso analogo è anche quello compiuto dalla televisione. In questo caso piuttosto che un incremento si nota una leggera limatura del suo pubblico complessivo, eppure, nonostante tutte le alternative presenti sul mercato, il 92,1% degli italiani si accosta alla televisione generalista, che dunque si sovrappone a, piuttosto che essere semplicemente sostituita da, altre forme di tv. Per comprendere più a fondo in cosa consiste l’evoluzione delle diverse famiglie di media che la rivoluzione digitale ha così profondamente trasformato, è necessario osservare ciascuna di esse più da vicino, in modo da mostrare sia la rapidità dei mutamenti che i soggetti che ne sono i principali animatori. (......)

2.3 - Informazione quotidiana multimediale Il pubblico dei lettori dei giornali cresce, visto che nel 2007 è entrato in contatto con la stampa d’informazione quotidiana il 79,1% degli italiani. Il motivo per cui è necessario definire in un modo così contorto i lettori dei giornali deriva dal fatto che, anche in questo caso, si registra una sovrapposizione tra vecchi e nuovi usi di un mezzo che sta cambiando pelle, in quanto ai tradizionali quotidiani che si acquistano in edicola (o si ricevono in abbonamento) si sono affiancati i giornali che vengono distribuiti gratuitamente (free press) e i siti internet aggiornati continuamente dai quotidiani (on line). E’ questo il motivo per cui il riferimento alla cosiddetta “carta stampata” risulta inadeguato a spiegare un settore delNotiziario USPI n° 1/2008


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l’informazione che, pur non essendo immediatamente sovrapponibile a quella radio-televisiva, non è più neanche semplicemente riconducibile al giornale così come lo si intendeva fino a poco fa. Per il momento si può definire “informazione quotidiana multi-mediale” per sottolineare come la rivoluzione digitale produca un abbattimento degli steccati con cui si è abituati a dividere i campi della comunicazione talmente rapido che gli usi concreti dei media mutano molto prima della nascita delle parole attraverso le quali definire il cambiamento. Inoltre, ancora una volta, si può notare che l’apertura di nuove possibilità non necessariamente penalizza gli strumenti più consolidati. La confidenza che un nuovo pubblico ha stabilito con l’informazione multimediale, infatti, non ha nuociuto affatto alla lettura dei quotidiani tradizionali, a cui si accosta una quota pari all’84,7% del totale dei lettori dei giornali, praticamente il doppio degli utenti della free press (43,9%) e quasi il quadruplo dei frequentatori dei siti on line dei quotidiani (26,7%). Questa impressione è confortata dall’analisi di questi stessi dati scorporati sulla base del tipo di quotidiano a cui si accostano i lettori, in quanto circa il 30% legge solo quotidiani a pagamento, a cui si aggiunge un altro 30% abbondante che legge sia quelli a pagamento che quelli free, un altro 11% circa quelli a pagamento e on line, quasi il 13% tutti e tre. Calcolando che a leggere solo la stampa free sono meno del 10% dei lettori, si può constatare che ad accostarsi ad un solo modello di informazione a stampa sono i soliti quattro/cinque italiani su dieci che da decenni costituiscono la tradizionale platea dei lettori dei giornali. Questa platea si è allargata perché nuovi lettori sono invece entrati in contatto con l’informazione quotidiana e lo hanno fatto grazie alle nuove opportunità che gli sono state offerte. Le donne leggono i quotidiani meno degli uomini, ma il 75,5% di lettrici di una qualunque forma di quotidiano risulta comunque un dato molto positivo, forse uno dei più significativi della trasformazione in atto. L’aumento dei lettori giovani conferma questa tendenza. I lettori di quotidiani in generale raggiungono 1’85,2% della fascia compresa tra i 14 e i 29 anni, quelli che in passato risultavano più refrattari alla lettura dei quotidiani. È vero che in questa fascia si registrano i livelli più elevati di lettori di free press (58,7%) e di giornali on line (41,3%), ma il 76% di giovani che leggono, anche solo occasionalmente, quotidiani a pagamento è un dato impensabile fino a Notiziario USPI n° 1/2008

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poco tempo fa. Parallelamente, tra gli anziani si registravano le quote più elevate di lettori, e ancora oggi questo dato è confermato in relazione ai tradizionali giornali a pagamento (88,3%), ma a causa del più basso livello di lettura degli altri tipi di giornale, l’indice complessivo dei lettori anziani si attesta a un 71,2% che si può definire tutt’altro che disprezzabile, però costituisce il livello più basso tra le diverse fasce d‘età. L’altro ostacolo che da sempre limita la lettura dei giornali in Italia è il livello d’istruzione, ma anche in questo campo qualche passo in avanti è stato compiuto, visto che, se è vero che tra i più istruiti i lettori di giornali arrivano all’87,5%, gli stessi meno istruiti si attestano a un interessante 69,8%. In particolare è la free press a incontrare di più il favore dei meno istruiti (50,6%), mentre i siti on line sono meno frequentati da questi lettori (15,6%). Anche tra le persone meno istruite, però, sono i quotidiani a pagamento i più diffusi (79,2%) a conferma del fatto che l’autorevolezza delle fonti e la completezza dell’informazione sono valori tutt’altro che superati nella società digitale. Età e istruzione sono, dunque, i fattori fondamentali intorno a cui si costruisce la fortuna dei giornali. La free press contribuisce ad avvicinare alla lettura dei giornali le fasce d‘età estreme, internet avvicina i giovani e i più istruiti, mentre l’azione combinata di entrambe è ancora limitata ma si sta ampliando rapidamente. La distribuzione geografica dei lettori sembra confermare ulteriormente questa ipotesi, visto che al Nord, dove è elevata la percentuale di popolazione anziana, si registra il minimo di contatti on line (18,2%), nettamente inferiore rispetto al Sud, dove si arriva al 29, l %, mentre al Centro, più equilibrato sia sul versante dell’età che dell’istruzione, si raggiunge il massimo praticamente in tutti i casi. L’ingresso dell’informazione giornalistica nell’era digitale comporta, in sintesi, il superamento dei tradizionali confini tra i diversi media e un incremento della lettura che si accompagna alla soddisfazione multimediale dei bisogni informativi. Questo determina un aumento dei lettori, ma anche una loro maggiore instabilità, in quanto, come al solito nel mondo digitale, è il pubblico a cercare l’informazione che vuole e tende ad orientarsi verso gli strumenti che assecondano il suo gusto. Dalla sintesi tra autorevolezza della fonte giornalistica e soddisfacimento dei desideri informativi dei lettori derivano le probabilità di successo dei quotidiani nell‘era digitale. (..........)

3. COMUNICAZIONE E MEDIA IN NUMERI

3.1. - Le dimensioni del sistema Quando si parla di comunicazione e informazione in Italia si finisce spesso con il considerare solo i grandi soggetti, quasi oligopolistici, ben visibili sulla scena nazionale e nel dibattito pubblico e si dimentica velocemente che in realtà il sistema è costituito da una molteplicità di piccoli soggetti con radicamenti territoriali decisamente consolidati, ma sostanzialmente invisibili. Parliamo di un sistema di 2.643 emittenti locali e nazionali e di testate giornalistiche variamente ramificate sul territorio. Alle 19 televisioni a diffusione nazionale e alle 538 televisioni locali si sono inoltre aggiunte 71 emittenti satellitari in rapida progressione negli ultimi tre anni; insieme ai quotidiani a pagamento, che continuano a crescere in numero (dai 147 del 2004 ai 156 del 2006) le testate gratuite da 4 nel 2004 sono salite a 19 nel 2006. E, ai periodici che risultano in tendenziale crescita (dalle 426 testate nel 2004 alle 528 dell’ultimo anno) si assommano anche i magazine allegati ai quotidiani. (NdR: Attenzione! Per l’analisi della stampa quotidiana e periodica, il “Rapporto CENSIS” si basa essenzialmente sui dati provenienti dall’ADS Accertamento Diffusione Stampa ed alle testate che richiedono la relativa certificazione). Complessivamente emerge un sistema proliferante e abbastanza stabile, nonostante una lieve contrazione nel numero delle radio locali determinata in parte dalle numerose nuove immissioni di testate ed emittenti di tipo digitale.

3.2. - I quotidiani, i periodici e l’editoria Rispetto alla lenta erosione degli ultimi anni, la diffusione dei quotidiani nel 2006 ha registrato un aumento: passando infatti da 5.421.650 copie diffuse nel 2005 a 5.562.495 nel 2006 si è registrata una variazione positiva del 2,6%. In particolare, la diffusione dei quotidiani nazionali ha avuto un aumento pari al 3,3% (da 2.083.050 copie nel 2005 a 2.152.719 nel 2006); lo stesso è avvenuto per i non nazionali che da 2.225.372 copie vendute nel 2005 hanno raggiunto le 2.279.001 copie diffuse nel 2006 (+2,4%). Tra questi, i pluriregionali hanno registrato un significativo aumento con una variazione del 35,8% mentre i regionali hanno avuto un brusco calo pari al 23,1%. Si risolleva lievemente dello 0,7% la diffusione dei quotidiani sportivi (690.987 copie nel 2005 10 9


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contro le 696.155 nel 2006) e 9 del 2,9% quella dei quotidiani economici (422.241 nel 2005 rispetto a 434.620 nel 2006). Analizzando nel dettaglio la diffusione mensile dei primi sei quotidiani nazionali fra luglio 2006 e giugno 2007, vediamo che Corriere della Sera e Repubblica, sempre in testa alla classifica, hanno un andamento costante e simile nel corso del periodo in esame: raggiungono entrambi il picco delle vendite a novembre 2006, rispettivamente, il Corriere con 706.800 copie e La Repubblica con 678.500. Mentre il minimo il Corriere lo raggiunge nel mese di giugno 2007 (diffondendo 612.100 copie) e la Repubblica nel mese di luglio 2006 (591.700 copie). Il Sole 24 ore e La Stampa viaggiano sotto le 400.000 copie, mentre il Messaggero, tranne un rialzo ottenuto ad agosto 2006 (274.300 copie), si mantiene sotto le 230.000; mentre Il Giornale mantiene una diffusione media di 200.000 copie. A differenza dei quotidiani la vendita dei settimanali nel 2006 ha registrato una variazione negativa del 5,4% (da 15.545.416 copie diffuse nel 2005 a 14.699.911 nel 2006). Il genere attualità/politica economica è quello che nel 2006 ha venduto più copie (3.587.609), seguito dai femminili che con 3.376.888 copie diffuse nel 2006 possiedono una consistente porzione del mercato dei periodici; il genere attualità/gossip e i settimanali dedicati alle programmazioni televisive, dopo il rialzo dell’anno scorso registrano una variazione negativa rispettivamente del 9,1 % e dell‘ 11,2%. Tra i generi in forte calo ci sono quelli dedicati ai giovani, che da 185.170 copie vendute nel 2005 scendono a 141.376 nel 2006 (-23,7%), i settimanali che si occupano di tematiche legate all’informatica e ai computer (-13,7%) e quelli per i bambini (-11,6%). Così come si è verificato per i settimanali, anche la diffusione dei mensili nel 2006 è diminuita complessivamente del 22,2%: da 21.763.828 copie diffuse nel 2005 si arriva a 16.931.106 copie nel 2006. I mensili specializzati sono quelli che hanno avuto la variazione negativa maggiore pari all’89,9% (da 4.076.525 copie vendute nel 2005 a 412.020 nel 2006) poiché Ads dopo aver conteggiato solo per il 2005 il mensile Sky magazine, nel 2006 lo ha escluso. Le vendite dei femminili anche se nel 2006 hanno registrato un calo del 2,7% 10

mantengono sempre il primo posto in graduatoria con 3.069.737 copie diffuse, seguiti dalle riviste specializzate di motori con 2.794.384 copie vendute nel 2006 (il 6,4% in meno rispetto al 2005). I mensili dedicati all’arredamento/ architettura (1.663.367 copie) e al turismo (1.098.526) mantengono un andamento positivo delle vendite; crescono del 114,6% i mensili dedicati all’attualità e al gossip (da 56.249 copie vendute nel 2005 a 120.701 nel 2006). Decrescono, invece, del 30,4% le vendite dei maschili che passano da 710.012 copie diffuse nel 2005 a 494.085 nel 2006. Costante e lenta è la deriva dei mensili che vendono sotto le 200.000 copie. Per quanto riguarda la produzione libraria vediamo che le opere pubblicate nel 2006 sono 55.647, ma è necessario precisare che per il 2006 i dati sono provvisori poiché si riferiscono al 71,2% degli editori presenti nell’archivio di rilevazione. Per garantire una corretta confrontabilità dei dati le variazioni percentuali sono calcolate sulla base dei dati definitivi del 2005 e di quelli provvisori del 2006, e mostrano una variazione positiva del 10,7% per quanto riguarda le opere pubblicate e del 16,2% per la tiratura complessiva.

3.5. - L’andamento della pubblicità L’importanza della pubblicità nei vari media continua ad essere un elemento fondamentale sia di comunicazione che di sostentamento economico: sono saliti infatti da 8.972 milioni di euro nel 2005 a 9.237 milioni di euro nel 2006 con una variazione positiva dello 0,7%. (.........) La televisione, tra Rai e reti private, nel 2006, ha investito 4.988 milioni di euro in pubblicità, e possiede una quota di mercato complessiva del 54,7%. Per quanto riguarda i media a stampa, che detengono il 32,2% del mercato pubblicitario in Italia sono stati investiti, nel 2006, 2.975 milioni di euro. Piuttosto esigue sono invece le quote di mercato possedute dalla radio (5,9%), dalla pubblicità esterna (5,0%) e dal cinema (0,6%). Internet, che dal 2004 è stato inserito fra i vari media, proprio grazie alla sua visibilità e flessibilità, è uno strumento innovativo in continua espansione. Crescono infatti del 45,8% gli investimenti pubblicitari online: si passa da 138 milioni di euro investiti nel 2005 a 204 milioni di euro nel 2006.

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La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo

Gli studiosi dell’impresa da un decennio hanno messo a fuoco l’importanza della creazione di nuove conoscenze dopo aver scoperto l’inadeguatezza dei tradizionali principi organizzativi che non riuscivano a soddisfare le nuove esigenze di apprendimento richieste dal mercato. Insomma per avere vantaggi competitivi non basta fare ma è necessario sapere, conoscere, aggiornarsi. L’organizzazione editoriale non sfugge a questa esigenza e quindi anche per l’azienda produttrice di periodici la creazione di nuova conoscenza è un’importante strategia competitiva: chi più sa ha più probabilità di successo, chi non ha voglia di studiare e di aggiornarsi è in partenza un perdente. Ogni tipo di conoscenza si forma nei cervelli degli individui che operano nell’azienda e quindi le imprese editoriali “apprendono attraverso l’apprendimento” che viaggia su due flussi: quello interno dei dipendenti e dei collaboratori e quello esterno delle consulenze specializzate. Facciamo un passo avanti. Questa rivoluzione della conoscenza che crea vantaggi competitivi rivoluziona anche la filosofia della produzione del periodico: il “cliente” della redazione non è più il Direttore responsabile che va assecondato per quieto vivere; il “cliente” del Direttore responsabile non è più l’Editore che va accontentato perché è il più alto personaggio della gerarchia interna. Il cliente dei redattori e del Direttore responsabile è il lettore! Questo teorema trasferisce all’esterno una parte dell’autorità, dai vertici editoriali ai lettori, così come il teorema della conoscenza trasferisce “in basso” il potere decisionale perché l’ultima parola non spetta al “capo” ma a chi meglio conosce l’oggetto della decisione. Questa nuova dislocazione della gerarchia valorizza le risorse umane dell’azienda, le coinvolge emotivamente e le armonizza.

L’INFORMAZIONE,

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CARTA VINCENTE DELL’E-

Ieri, all’interno delle imprese, l’organizzazione e il coordinamento erano basati su un sistema di regole, procedure e strutture giuridiche atte a controllare il lavoro dei singoli: oggi l’editore, il direttore responsabile, il capo redattore esercitano un’“attività dialogata” con i collaboratori resi più autonomi dalla conoscenza. E questo mutamento gerarchico non risponde solo all’opportunità di coinvolgere e motivare i collaboratori ma ad un esigenza del mercato o meglio dei lettori. L’aggressività della concorrenza e l’innovaNotiziario USPI n° 1/2008

AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE E SUO COINVOLGIMENTO IN NUOVI VANTAGGI COMPETITIVI zione tecnologica hanno portato ad un sistema competitivo in cui i lettori sono sempre più esigenti ed ogni vantaggio competitivo può vacillare per un deficit di informazione. Insomma le idee di informazione - coinvolgimento - successo sono indissolubilmente collegate. Resta sul mercato l’editore che riesce ad anticipare la conoscenza, a fiutare le novità, a sfruttare le informazioni per soddisfare le nuove esigenze dei lettori. La prima esigenza organizzativa da gestire è il coordinamento dei flussi delle conoscenze all’interno del personale e l’acquisizione delle giuste consulenze.

IL

COINVOLGIMENTO

RISORSE UMANE

EMOTIVO

DELLE

Gli studiosi dell’organizzazione aziendale hanno dimostrato che collaboratori supercontrollati non si sentono attori del processo di produzione ed anzi si sentono “offesi” dall’editore o dal direttore per mancanza di fiducia. Oltre che con l’incremento delle conoscenze professionali il vantaggio competitivo si realizza con il coinvolgimento di tutto il personale. La motivazione delle risorse umane non è solo emotiva poiché passa anche attraverso i sistemi (commisurati ad es. alle vendite del periodico) in modo che ogni collaboratore possa sentirsi un po’ editore e credersi in qualche modo impegnato a gestire un business in proprio1. Il coinvolgimento, la crea-

tività editoriale, la responsabilizzazione diventano quindi il frutto di questi tre fattori: conoscenza, coinvolgimento, ricompensa. Tutta la filosofia di questa nuova organizzazione editoriale riposa sull’abitudine di considerare il capitale umano dell’editrice più importante del capitale economico investito. Proviamo a ricapitolare in pochi punti i richiamati capisaldi della nuova organizzazione editoriale che garantiscono vantaggi competitivi. 1. L’azienda editrice fondata solo sulle conoscenze dell’editore e del Direttore responsabile non funziona più: la conoscenza deve allargarsi a tutto il personale e integrarsi con adeguate consulenze specializzate. L’editore fai da te e il Direttore tuttofare sono usciti di scena da 15 anni. In un mercato che cambia ogni giorno, la velocità di aggiornamento cognitivo non è un lusso è un’ancora di salvezza. 2. Le relazioni con il personale non sono più mediate da supervisori gerarchici poi-

ché le fonti di controllo sono state sostituite da team autogestiti, titolari di giuste dosi di potere, conoscenza, ricompense. I team di progetto sono piccoli gruppi di specialisti il cui obiettivo è la realizzazione di un prodotto o servizio o la riprogettazione di un processo preesistente. A differenza dei gruppi di lavoro si esauriscono nel tempo, non richiedono contratti a tempo pieno, né rapporti di dipendenza. Possono essere, ad esempio, in caricati della riprogettazione del business plan, di una campagna abbonamenti, del restyling, della redazione di un dorso. 3. Sparisce il concetto di prestazione personale per far posto ai risultati aziendali. Non ha più senso valutare i dipendenti in base alle prestazioni personali e fissare obiettivi individuali poiché tutto il lavoro di tutti è orientato - dal Direttore al centralinista - sul lettore, “padrone” incontrastato del periodico. 4. Ieri i dipendenti crescevano con la testata, oggi la testata cresce con i collaboratori. E questo, sì, è compito dell’editore. Il leale coinvolgimento del personale non si impone dall’alto ma si conquista: l’editore è chiamato a dare prove del suo impegno per la crescita e la soddisfazione individuale di ogni collaboratore. Da un recente libro di Angelo Cilli, esperto di organizzazione aziendale delle PMI, riprendiamo questi consigli agli imprenditori sulle relazioni con il personale2:

- vedere nei propri dipendenti innanzitutto delle persone anziché delle risorse umane strumentali ai propri fini; - comprendere, rispettare, non prevaricare la diversità; cercare e assecondare il bisogno di autorealizzazione delle persone e la personalità compatta dei collaboratori; - seguire i modelli di gestione utili per motivare, supervedere e valutare i propri dipendenti, riflettendo sugli effetti nefasti dello stress sul clima aziendale; - illuminare le zone d’ombra che rendono così misteriose e difficili le relazioni interpersonali nelle aziende; - sviluppare le abilità e qualità personali di leadership trasformazionale che sono sopite nei collaboratori. _____________ 1 C. CHIACCHIERINI “Competere attraver-

so l’organizzare. Come ottenere e sostenere il vantaggio competitivo negli scenari della nuova economia” Cedam 2 A. CILLI “L’imprenditore della piccola e media impresa sopravviverà? Si, se si concentra sul “software” del sistema impresa: persone, relazioni e missione aziendale”, Franco Angeli. 11


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CONTRATTO DI PROGRAMMA 2006-2008

TRA IL MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI E POSTE ITALIANE S.P.A. Con la Deliberazione n. 66 del 20 luglio scorso, pubblicata sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 231 del 4 ottobre 2007, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) ha espresso parere favorevole sullo “Schema di contratto di programma 2006-2008” tra il Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, e Poste Italiane SpA, per l’espletamento del servizio postale universale, affidato in concessione a Poste Italiane, ai sensi dell’articolo 23 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, d’attuazione della direttiva 97/67/CE. Il CIPE ha invitato, inoltre, il Ministero delle Comunicazioni a corredare il prossimo schema di contratto con una dettagliata relazione sulla contabilità analitica certificata che Poste Italiane trasmette al Ministero e con una scheda contenente la tabella dei costi, dei ricavi e del risultato economico specifici dell’area riservata. Il presente contratto sarà efficace fino alla data di entrata in vigore del nuovo Contratto di programma relativo al triennio 2009-2011. Proponiamo ai nostri associati gli articoli che più direttamente possono interessare i “clienti” di Poste Italiane, con gli impegni e gli obiettivi di consegna, la qualità del servizio, e le sanzioni e penali in caso di violazione degli obiettivi connessi al servizio. CONTRATTO DI PROGRAMMA 2006/2008 Articolo 1 Oggetto

1. Il presente contratto di programma regola i rapporti tra Stato e Poste Italiane S.p.a., di seguito denominata Società, per l’espletamento del servizio postale universale affidato con atto di conferma della concessione, decreto ministeriale 17 aprile 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 maggio 2000, n. 102, ai sensi e per gli effetti dell’art. 23, comma 2, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261. Articolo 2 Attività e modalità di erogazione del servizio

2. La Società assicura la fornitura su tutto il territorio nazionale delle prestazioni comprese nel servizio universale come definite ai sensi del decreto legislativo n. 261 del 1999 e successive modificazioni 12

e integrazioni e del decreto del Ministro delle comunicazioni 17 aprile 2000 recante «Conferma della concessione del servizio postale universale alla società Poste Italiane S.p.a.», nel rispetto dei parametri di cui all’art. 5 comma 3, nonché degli impegni assunti in materia di condizioni di servizio, di condizioni tecniche di accesso alla rete e carta della qualità dei servizi postali. Il servizio è altresì assicurato secondo modalità atte a garantire il rispetto degli obiettivi di qualità richiamati al successivo art. 5 comma 2. Tenuto conto, altresì, che ai sensi dell’art. 3, comma 5, lettera e), del citato decreto legislativo n. 261/1999, il servizio universale si evolve in funzione del contesto tecnico, economico e sociale, nonché delle richieste dell’utenza, il servizio avente ad oggetto gli invii di corrispondenza di cui all’art. l, comma 2, lettera g) del decreto legislativo n. 261/1999 si differenzia, al fine di corrispondere alle diverse esigenze dell’utenza, nel servizio di invii di corrispondenza retail e servizio di invii corrispondenza in grandi quantità. In particolare al servizio di invii di corrispondenza in grandi quantità tra i quali gli invii generati elettronicamente, diversi dagli invii di pubblicità diretta, si applicano i seguenti principi e condizioni : a) La Società individua i punti di accesso per il servizio, li comunica all’Autorità e li rende pubblici sul proprio sito web; b) La Società osserva il principio di non discriminazione nella fornitura del servizio applicando condizioni analoghe a parità di circostanze; c) qualora applichi sconti, la Società rispetta i principi di cui all’art. 13 del decreto legislativo n. 261 del 1999 e ne dà comunicazione all’Autorità; d) la Società predispone condizioni tecniche attuative sulle modalità di fornitura del servizio, comunicandole all’Autorità che si riserva di approvarle e pubblicandole sul proprio sito web. Tali condizioni stabiliscono procedure quali la modalità di consegna, i quantitativi annui e per lotto consegnato, gli orari per la consegna della posta, le modalità di confezionamento, le procedure di fatturazione, la descrizione dettagliata delle specifiche tecniche, nonché le misure adottate per garantire la qualità dei servizi forniti. Le tariffe per il servizio di invii in gran-

di quantità sono differenziate in base alle zone di recapito che riflettono i costi di distribuzione nelle diverse aree di destinazione. Le tariffe per gli altri servizi compresi nell’ambito del servizio universale per l’utenza retail sono uniformi sull’intero territorio nazionale.

3. Per lo svolgimento di attività strumentali rispetto ai servizi oggetto di concessione la Società può avvalersi, previa comunicazione all’Autorità di regolamentazione, di seguito denominata Autorità, di società partecipate, ferma restando la responsabilità in capo alla Società dell’adempimento degli obblighi inerenti alla concessione.

4. La Società, nello svolgimento della sua attività, è tenuta ad adottare ogni necessaria misura per garantire il rispetto delle esigenze essenziali del servizio postale, con particolare riferimento all’inviolabilità della segretezza della corrispondenza, alla sicurezza del funzionamento della rete per il trasporto di corrispondenza, colli e pacchi, alla protezione dei dati personali. Articolo 3 Compiti ed obblighi della Società

3. La Società, è tenuta a rendere permanentemente ed agevolmente conoscibili da parte dell’utenza le condizioni generali dei servizi e la carta della qualità, ed altresì a fornire, sui loro contenuti essenziali, informazioni chiare, complete e facilmente accessibili. Le condizioni generali del servizio e la carta della qualità sono pubblicate sul sito web della Società secondo le modalità previste dal successivo art. 13, sono affisse negli uffici postali, e in ogni caso disponibili presso tutti gli uffici, su richiesta degli utenti.

4. La Società si impegna agli opportuni aggiornamenti delle condizioni generali dei servizi e della carta della qualità e alla loro sollecita trasmissione all’Autorità.

6. Sulla base della separazione contabile certificata redatta conformemente al decreto legislativo n. 261 del 1999 la Società trasmette all’Autorità entro il mese di giugno di ogni anno, la quantificazione dell’Onere di servizio universale sostenuto nel corso del precedente esercizio, contestualmente ad una previNotiziario USPI n° 1/2008


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sione dell’Onere relativo all’esercizio di competenza. Tale trasmissione è accompagnata da una relazione che illustra le dinamiche sottostanti l’andamento dell’Onere. Articolo 4 Attribuzioni dell’Autorità

1. L’Autorità effettua gli accertamenti e le ispezioni per verificare l’andamento della gestione dei servizi in concessione ed il rispetto degli obblighi del servizio universale ed espleta la vigilanza. sugli accordi inerenti alla posta transfrontaliera. 2. L’Autorità opera nell’esercizio delle sue competenze affinché sia garantito il rispetto dell’area dei servizi riservati. 3. L’Autorità si riserva la facoltà, al fine di contenere gli oneri del servizio, anche in relazione a richieste in tal senso avanzate dalla Società, di impartire disposizioni in ordine alla raccolta e alla distribuzione della corrispondenza nel corso della settimana, nonché in ordine alla distribuzione stessa in installazioni appropriate, anziché presso il domicilio di ciascun soggetto. Le richieste della Società devono contenere l’indicazione dei minori costi e del minore ammontare dell’onere del servizio universale conseguenti alle misure proposte. Articolo 5 Qualità dei servizi

2. Le parti si danno reciprocamente atto del fatto che costituisce parte integrante dei doveri gravanti sulla Società quello di conseguire gli obiettivi di qualità stabiliti dall’Autorità con il decreto del Ministro delle comunicazioni 13 marzo 2006 e con il decreto del Ministro delle comunicazioni 12 maggio 2006, come di seguito indicati: Posta registrata: J+3 92,5% per ciascun anno 2006-2008; J+5 99% per ciascun anno 2006-2008;

Pacco ordinario: J+5 93% per il 2006; J+5 93,5% per il 2007; J+5 94% per il 2008.

In sede di prima applicazione, agli invii di corrispondenza massiva si applicano gli obiettivi di qualità già stabiliti per la posta ordinaria, ai sensi del decreto del Ministro delle comunicazioni 12 maggio 2006: corrispondenza massiva: J+3 94% per ciascun anno 2006-2008; J+5 99% per ciascun anno 2006-2008.

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Agli invii di corrispondenza non massiva si applicano i seguenti obiettivi di qualità:

corrispondenza non massiva: J+ 1 88% per il 2006; 88,5% per il 2007; 89% per il 2008; J+3 99% per ciascun anno 2006 2008. Gli obiettivi di qualità J+1 prevedono anche livelli minimi di qualità da conseguire in ciascuna tipologia di tratta:

anno 2007: urbana 89% - provinciale 85% - regionale 85% extraregionale 80%

anno 2008: urbana 89,5% - provinciale 85,5% - regionale 85,5% extraregionale 80,5%.

3. L’Autorità, durante il periodo di vigenza del presente Contratto, individua, d’intesa con la Società, sentito il Consiglio nazionale consumatori ed utenti, ulteriori indicatori di qualità del servizio postale universale con particolare riferimento a quelli concernenti la distribuzione degli uffici postali sul territorio, orari di apertura degli sportelli rispetto alle prestazioni richieste, ai tempi di erogazione del servizio, in coerenza con gli impegni assunti nella Carta della qualità e anche alla luce delle risultanze di apposite indagini presso ‘gli utilizzatori del servizio.

4. L’Autorità, ai sensi dell’art. 12, comma 4, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, effettua verifiche periodiche su base campionaria sulle prestazioni rese dalla Società avvalendosi di un organismo specializzato indipendente selezionato dalla stessa Autorità. Gli oneri inerenti alla verifica ed alla pubblicazione dei risultati sono a carico della Società, alla quale l’Autorità dà informativa delle relazioni pervenutele.

5. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente Contratto è istituito un Comitato di monitoraggio sulla qualità del servizio, composto in modo paritetico da rappresentanti dell’Autorità e della Società che, in relazione ai dati forniti dall’organismo. specializzato indipendente di cui al comma precedente, analizza e valuta su base mensile gli andamenti e le cause degli eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi stabiliti dal presente contratto.

6. La Società, a partire dal 2007, si impegna a trasmettere con cadenza semestrale, e comunque entro tre mesi dalla scadenza del semestre di riferimento, i risultati di qualità conseguiti nei servizi inclusi nel servizio universale, non sottoposti al

monitoraggio di cui al comma 4.

7. I risultati di cui ai commi precedenti, unitamente alle eventuali determinazioni adottate dall’Autorità, sono pubblicati con periodicità annuale, secondo modalità fissate dall’Autorità.

8. Salvo quanto previsto al comma 4, per ogni mezzo punto percentuale di mancato rispetto di un obiettivo, evidenziato da una consuntivazione annuale dei dati acquisiti ai sensi dei precedenti commi 4 e 6, la Società è tenuta a versare all’entrata dello Stato, a titolo di penale, una somma dell’importo fino a euro cinquecentomila. L’Autorità si riserva la facoltà di non applicare detta penale in presenza di una divergenza dall’obiettivo che sia inferiore al mezzo punto e di speciale tenuità, oppure in presenza di divergenze inferiori al mezzo punto compensate da un più che ampio conseguimento nello stesso anno dell’altro obiettivo di Qualità inerente al singolo servizio. Articolo 6 Reclami

1. La Società si impegna alla puntuale attuazione delle procedure di reclamo e di conciliazione in favore degli utenti, come descritte nella Carta della qualità del servizio pubblico postale. Fermo l’obbligo di pubblicità, previsto dall’art. 14, comma 5, del decreto legislativo n. 261 del 1999, che la Società deve assicurare con le stesse modalità anche per i rimborsi da essa erogati, è facoltà dell’Autorità richiedere elementi informativi e dimostrativi sui reclami che la Società deve sollecitamente produrre.

2. La Società si obbliga a informare l’autore del reclamo, nella stessa forma da questo adoperata per il suo atto, delle facoltà attribuitegli dai commi 2 e 4 dell’art. 14 del decreto legislativo citato.

3. La Società è tenuta a consentire l’accesso agli atti in conformità alla normativa vigente. 4. La Società si impegna a fornire all’Autorità, su richiesta, dati e documenti circa l’attività dei propri servizi di relazione con il pubblico e di controllo interno.

5. La Società fornisce all’Autorità, con periodicità semestrale ed entro 90 giorni dalla scadenza del semestre, una relazione dettagliata in materia di reclami, procedure di gestione ed esiti degli stessi. Con periodicità annuale, la Società pubblica sul proprio sito web, 14 13


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CONTRATTO DI PROGRAMMA 2006-2008

informazioni relative al numero 13 dei reclami, al modo in cui sono stati gestiti e alla casistica dei disservizi che li hanno generati. Articolo 7 Obiettivi di contenimento dei costi e di efficienza di gestione

2. La Società si impegna a dare completa attuazione ai progetti e agli interventi programmati nel piano d’impresa e nel presente contratto con particolare riguardo al mantenimento dell’offerta qualitativa dei servizi e al contenimento dei costi connessi all’erogazione del Servizio postale universale.

3. La Società trasmette all’Autorità entro novanta giorni dalla sottoscrizione del presente contratto, l’elenco, da aggiornare in seguito con cadenza annuale, degli uffici postali e delle strutture di recapito che non garantiscono condizioni di equilibrio economico, unitamente al piano di intervento e ai relativi criteri per la progressiva razionalizzazione della loro gestione nel rispetto del principio dell’accesso alla rete postale pubblica in condizioni di non discriminazione e con particolare riguardo alle isole minori e alle zone rurali e montane, ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261. Il piano di intervento è redatto in conformità ai parametri di cui all’art. 5 comma 3 e reca la quantificazione dei minori costi e della diminuzione degli oneri di servizio universale resi possibili dalla razionalizzazione.

5. L’Onere di servizio universale sostenuto dalla Società e risultante dalla separazione contabile certificata di cui all’art. 3, comma 6, dovrà presentare nel triennio 2006-2008 un andamento decrescente in termini nominali, per l’effetto congiunto del contenimento dei costi in relazione a quanto previsto dal Piano di impresa e del recupero dei ricavi mediante l’aggiornamento delle tariffe dei servizi riservati e dei prezzi dei servizi universali non riservati, calcolati, rispettivamente, sulla base dei commi 2 e 3 del successivo art. 8. Articolo 8 Criteri di determinazione delle tariffe e dei prezzi

1. La Società è tenuta all’osservanza delle tariffe e dei prezzi determinati ai sensi dell’art. 13 del decreto legislativo n. 261 del 22 luglio 1999. 14

3. Ai sensi dell’art. 13, comma 2, del decreto legislativo n. 261 del 1999, i prezzi dei servizi inclusi nel servizio universale e non rientranti nell’area riservata sono determinati, nella misura massima, in coerenza con la struttura tariffaria dei servizi riservati, nel rispetto dei principi di cui al comma 3 dello stesso articolo.

4. La Società, in relazione ai volumi di traffico ed alle modalità di accettazione e consegna degli invii, ed in proporzione alle relative economie ritraibili, può praticare tariffe e prezzi inferiori sulla scorta di criteri equi, obiettivi e trasparenti. Al riguardo la Società si impegna ad assicurare all’utenza parità di trattamento a parità di condizioni, e, in ogni caso, l’assenza di ogni ingiustificata discriminazione. Le tariffe applicate ai servizi riservati devono tener conto dei costi effettivi e di quelli evitati rispetto ad un servizio che copre la gamma completa dei servizi offerti per la raccolta, il trasporto, lo smistamento e il recapito degli invii individuali, e comunque le differenze non devono gravare sull’onere del servizio universale, in quanto determinate da minori costi, e devono essere evidenziate nel documento di separazione contabile. La Società comunica all’Autorità tali tariffe e relative condizioni, giustificandole adeguatamente, e le rende pubbliche sul proprio sito web. Articolo 12 Innovazione tecnologica

3. La Società rende disponibili anche sul proprio sito web le informazioni relative ai servizi postali universali, ed in particolare quelle relative a: uffici postali; codici di avviamento postale; condizioni generali del servizio; tariffe e prezzi; procedure di reclamo e rimborso; modalità di accesso ai servizi; standard di qualità; carta della qualità; stato delle spedizioni dei prodotti tracciati.

4. La Società realizza sul proprio sito internet link verso il sito dell’Autorità di regolamentazione del settore postale, delle associazioni dei consumatori e, in generale, verso siti di interesse degli utilizzatori del servizio.

5. Nel periodo di vigenza del presente Contratto di programma, la Società si impegna a facilitare l’accesso dei cittadi-

ni alle procedure di reclamo e conciliazione, con particolare riferimento ai canali online e telefonico per l’accesso e la trattazione dei reclami. Articolo 13 Sanzioni e penali

1. La Società, in caso di violazione degli obblighi connessi all’espletamento del servizio universale e dei servizi riservati, è sanzionata dall’Autorità di regolamentazione secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 261 del 1999, art. 21, e dal decreto del Ministero delle comunicazioni del 17 aprile 2000, recante conferma della Concessione del servizio postale universale alla Società, art. 8. 2. Fatto salvo quanto previsto all’art. 5 del presente Contratto, viene istituito un comitato di conciliazione composto da rappresentanti di Poste italiane S.p.A. e dell‘Autorità di regolamentazione. Al Comitato viene affidato il compito di risolvere le controversie relative a reiterati casi di mancato rispetto degli obblighi e adempimenti previsti dal presente Contratto. La composizione e il regolamento del Comitato vengono stabiliti con separato protocollo d’intesa. 3. In relazione alla gravità degli inadempimenti, qualora la controversia non trovi una positiva soluzione in sede di comitato di conciliazione, l’Autorità si riserva la facoltà di applicare alla Società una penale di importo da 300.000 euro fino a 1.500.000 euro da versarsi all’entrata del bilancio dello Stato. Articolo 15 Durata, esecuzione, interpretazione e clausola arbitrale

1. Il presente contratto si applica fino al 31 dicembre 2008; può essere soggetto a revisione, a richiesta di una delle parti, in presenza di una evoluzione dello scenario di riferimento per effetto di nuove direttive dell’Unione europea attinenti alla materia postale che comportino rilevanti scostamenti rispetto a quanto stabilito dal contratto stesso, ovvero in caso di emanazione di atti normativi in esecuzione dei predetti provvedimenti comunitari. 2. Salvo quanto disposto dal comma l, il presente Contratto è efficace fino alla data di entrata in vigore del Contratto di programma relativo al triennio di regolazione 2009-2011.

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L’ILLUSIONE DEL BENE di Cristina Comencini

FELTRINELLI, Milano 2007, pagine 212, € 14,00

Cristina Comencini, scrittrice e regista (figlia d’arte), ci regala una storia avvincente e struggente, traendo lo spunto dalla difficoltà dei comunisti di fare i conti con il passato e di rinnegare gli orrori storici del regime sovietico. Mario, anziano giornalista Rai, a 18 anni dal crollo del muro di Berlino, non riesce a capacitarsi di come l’amore per gli ultimi possa aver prodotto tanta infelicità. L’incontro sentimentale con Sonia, giovane pianista russa, lo coinvolge nella tragica storia di Irina, madre di Sonia, di cui si sono perse le tracce. Irina, bella e brillante studentessa di economia politica e sventata oppositrice del pensiero marxista, è stata arrestata dalla polizia, sottoposta a perizia psichiatrica e dichiarata malata di mente. Ricoverata nel 1982 in un ospedale psichiatrico di San Pietroburgo, Irina è finita nel 1987 nell’ospedale di una sperduta cittadina del Kazakistan. Ma alla sua via crucis c’è un tassello misterioso che manca e il protagonista si mette sulle sue tracce dopo aver scoperto a Budapest una lettera che Irina prima di ammalarsi - aveva indirizzato ad

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B IB L IO T E C A U S P I un “caro compagno occidentale”: un pezzo di poesia e di bravura di 7 pagine, da non perdere. “Vorrei che qualcuno mi vedesse ancora carina,/ vorrei un uomo a cui stringermi, Sonja da cullare...” METTERE A FUOCO DIO Preghiere e non preghiere a cura di Davide Rondoni

RCS Libri (Bur), Milano 2007, pagine 154, € 5,00

A ridosso di un secolo in cui i filosofi hanno creduto di diagnosticare la morte di Dio “...Forse una traccia è rimasta di quel Dio che ha scritto/in terra dinanzi all’adultera da non lapidare,/forse la pietra da non raccattare porta quella scritta/che nessuno ha letto...”. Questi versi sono di Piero Bigongiari, uno dei poeti (credenti o di poca fede) che in questa miniantologia affrontano con la poesia gli impervi territori dell’Assoluto. Rondoni nella scelta delle poesie mette in dialogo tra loro poeti di epoche e di formazioni diverse da Agostino ad Ambrogio, da Jacopone da Todi a Francesco D’Assisi, da Victor Hugo a Giacomo Leopardi, dando ampio spazio al Novecento, anche attraverso nomi che sono consolidati soprattutto come narratori (è il caso di Joyce, di Kafka, di Melville, ma anche di Par Lagerkvist), e mettendo in rilievo figure di grandi poeti, generalmente volutamente “dimenticati” nelle antologie di poesia italiana, dalla grande Margherita Guidacci a Piero Bigongiari, fino a Testori. Si va da un

Pasolini che racconta la sua ansia di «non avere Cristo», in quanto «manca sempre qualcosa, c’è un vuoto/in ogni mio intuire», a un Giovanni Pascoli che nella «sacra notte», sotto le stelle, sfoglia «il libro del mistero»; da Czeslaw Milosz che invoca la venuta dello Spirito Santo, «piegando (oppure no) l’erba,/mostrandoti (oppure no) con una lingua di fiamma sul capo», a Lagerkvist che si chiede: «Chi sei tu che colmi il mio cuore della sua assenza?/Che colmi tutta la terra della tua assenza?». E ancora troviamo Margherita Guidacci nella visitazione di un Angelo che chiede: «Volete ancora ricordare?». E’ questo un libro piccolo e coraggioso che può aiutare - oltre, ben inteso, agli uomini di fede - laici credenti o non credenti a mettersi in relazione - talvolta drammatica con il tutto, con l’Infinito, con un Dio che ci lascia vertiginosamente liberi di avvertirlo come un padre affettuoso o come un enigma lontano. E’ quasi una banalità dire che tutto passa ma D’Annunzio che non ci saremmo aspettati di incontrare in questa antologia lo dice meglio - con la poesia “La sabbia del tempo - attraverso l’uso sapiente delle sibilanti: “Come scorrea la calda sabbia lieve/per entro il cavo della mano in ozio,/il cor sentì che il giorno era il più breve./E un’ansia repentina il cor m’assalse/per l’appressar dell’umido equinozio...”.

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PERIODICI ASSOCIATI ALL’U USPI

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CORRIERE ORTOFRUTTICOLO

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(401° elenco)

L’INGEGNERE

Viale Nino Bixio, 1/A 37126 Verona Direttore: Lorenzo Frassoldati Editore: Gemma Editco S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: economia e commercio dell’ortofrutta

Via Alfredo Fusco, 71/A 00136 Roma Direttore: Fabio Massi Editore: Mancosu Editore S.p.A. Periodicità: bimestrale Materia trattata: ingegneria

IN ACAM

PANORAMA DI NOVI E DELL’OLTREGIOGO

Via Alberto Picco, 22 19124 La Spezia Direttore: Flavia Cima Editore: Acam S.p.A. Periodicità: trimestrale Materia trattata: servizi di pubblica utilità (gas, acqua, ecc.) L’INDIPENDENTE DELLA PROVINCIA DI COSENZA Via Nazionale, 117 87068 Rossano Scalo (CS) Direttore: Monica Curia Editore: Editalia di Valente Lucia Periodicità: mensile Materia trattata: attualità, politica, cronaca

NOTI ZIA RI O

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972

Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)

Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi

Redattore Responsabile: Vittorio Volpi

Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate

Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 1 (gennaio 2008) è stato stampato l’11 gennaio 2008

Via Municipio, 14 15067 Novi Ligure (AL) Direttore: Alberto Masoero Editore: Panorama S.r.l. Periodicità: settimanale Materia trattata: cronaca locale SPOSA MEDITERRANEA

Via Immacolata, 10 72021 Francavilla Fontana (BR) Direttore: Giovanni Cannalire Editore: BM Service snc di Minno Bartolomeo & C. Periodicità: annuale Materia trattata: moda sposi TERRA DEL MITO

Via Ing. Parisi, 13 80074 Casamicciola Terme (NA) Direttore: Daniele Morgera Editore: Ischia Grandi Eventi Onlus Periodicità: mensile Materia trattata: cultura, turismo, attualità VASETEH - The journal of the european society for iranian studies Via G. Severano, 35 00161 Roma Direttore: Nicola Pedde Editore: Gan S.r.l. Periodicità: trimestrale Materia trattata: politica internazionale, storia, economica, sicurezza e cultura dell’Iran VOX L’INFORMATORE COMUNALE

Via Falcon Vial, 11 33078 San Vito al Tagliamento (PN) Direttore: Milena Bidinost Editore: Ellerani Tipografia S.r.l. Periodicità: trimestrale Materia trattata: vita amm.va, sociale e culturale dei comuni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto Orientale

WIRELESS

Piazza Quattro Novembre, 4 20124 Milano Direttore: Alessandro Perego Editore: Edizioni Ritman S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: tecnologie per il management dei processi aziendali

TELEGRAMMI

Questo numero in 2 minuti Di tasca nostra

AUMENTI PER I DIPENDENTI A CONTRATTO USPI

Incrementi retributivi lordi per il personale assunto a Contratto USPI-UNIGEC da gennaio 2008, settembre 2008 e aprile 2009. Gli incrementi dei vari livelli a pagina 2. A marzo 2008 dovrà essere pagata l’una tantum di 75 euro uguale per tutti. Per chi (ancora) non lo sapesse l’Unione consiglia ai soci l’applicazione del Contratto USPIUNIGEC delle piccole e medie aziende editrici.

IL CONTRATTO DI PROGRAMMA 20062008 TRA MINISTERO E POSTE PER IL SERVIZIO UNIVERSALE Il CIPE ha approvato il nuovo Contratto con le Poste Italiane per il “servizio universale”. Gli obiettivi di qualità del servizio al vaglio del Ministero delle Comunicazioni.

Scadenze

DEPOSITO LEGALE

Per avvalersi della convenzione USPI con le Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze occorre presentare un nuovo certificato di iscrizione USPI per l’anno 2008.

Focus

TENDENZE EDITORIALI DELLA STAMPA L’ultimo rapporto CENSIS prospetta le tendenze dell’informazione della “grande” stampa, utili anche agli editori di periodici medio-piccoli

AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE E VANTAGGI COMPETITIVI

Per avere successo editoriale non basta fare ma è necessario aiutare i redattori e il personale a sapere, conoscere, aggiornarsi.


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