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Anno 2006 - Edizione N. 4 - Aprile

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NOTIZIARIO ANNO 42∞ - MENSILE UNIONE

STAMPA PERIODICA ITALIANA

-

11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

Lettera a Calabrò

«Illustrissimo Signor Presidente, faccio riferimento alla deliberazione 2 marzo 2006, pubblicata in G.U. del 29 marzo 2006, emanata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sulla misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità da Lei presieduta, per l’anno 2006. Innanzitutto mi preme ringraziarLa per la scelta di esonerare gli editori il cui imponibile sia pari o inferiore ai € 500.000.Tale scelta, seppur realizzata in considerazione di ragioni di economicità delle attività amministrative inerenti all’applicazione del prelievo, rappresenta un segnale di attenzione e sostegno alle piccole imprese editoriali. Di questo segnale non possiamo che essere lieti. Mi preme, inoltre, sottoporre alla Sua attenzione un problema di tipo squisitamente burocratico. Ferma restando la scadenza del 2

VERSAMENTO ENTRO IL 30 APRILE 2006 MODULISTICA ENTRO IL 31 MAGGIO Esentati dal versamento i soggetti il cui imponibile sia pari o inferiore a 500.000,00 euro e le imprese che versano in stato di crisi ome già riportato sul numero di gennaio di questo Notiziario, il comma 66, dell’articolo unico della Legge 266/2005 (Finanziaria 2006) ha fissato nella misura dell’1,5 per mille dei ricavi iscritti nell’ultimo bilancio approvato la contribuzione dovuta per l’anno 2006 all’Autorità per le Comunicazioni dai soggetti operanti nel settore delle comunicazioni. Ora l’Autorità, in netto anticipo rispetto agli anni precedenti, ha provveduto ad emanare la Deliberazione 110/06/CONS del 2 marzo 2006, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 74 del 29 marzo scorso, con la

C

MA COSA RACCONTANO I QUOTIDIANI? pagina 13

“Comunicazione annuale” e la IES (pagina 7) Convenzione USPI - BDO SpA (pagina 8)

Lettera a Calabrò (pagine 1, 2) e

Convenzioni USPI (pagina 2) Le quote associative USPI per l’anno 2006 (pagina 3) Convenzione USPI - Lodo Promotion Srl (pagina 4) Scadenze ROC: la

A PRILE 20 0 6

IL CONTRIBUTO ALL’AUTORITA’ FISSATO ALL’1,5 PER MILLE DEI RICAVI ISCRITTI A BILANCIO

S OMMARIO Il contributo all’Autorità fissato all’1,5 per mille dei ricavi iscritti a bilancio (pagine 1, 5, 6, 7)

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Con la Deliberazione AGCOM 110/06/CONS del 2 marzo 2006

Il Segretario Generale dell’USPI, Francesco Saverio Vetere, in data 3 aprile u.s., ha inviato una lettera al Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, in cui vengono affrontate le nuove problematiche conseguenti l’entrata in vigore della deliberazione della stessa Autorità sul contributo per il funzionamento e l’attività dell’Agcom. Riportiamo il testo della missiva:

NOTIZIE Editoria Comunicazione (pagina 2)

Uspi

La comunicazione globale, ma c’è anche il locale (pagine 9, 11) La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo (2a parte): concepimento, gestazione e nascita di un periodico (pagine 10, 11) La “Civiltà Cattolica” in udienza dal Papa per i 156 anni di vita

della rivista (pagine 12, 13) Ma cosa raccontano i quotidiani? (pagina 13) La carta stampata vende poco perché non sappiamo leggere (pagine 13) Who Who’s in Italy (pagina 14) Biblioteca USPI (pagina 15) Periodici associati all’USPI 382° elenco (pagina 16) L’Eco della Stampa (pagina 16)

quale ha introdotto la relativa disciplina regolamentare. Due le importanti novità introdotte: la tempistica del versamento e dell’invio della modulistica; e il sistema delle esenzioni dalla contribuzione. VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO ENTRO IL 30 APRILE 2006 Tempi strettissimi per adempiere l’obbligo di contribuzione per il funzionamento 5 dell’Autorità per i soggetti tenuti L’ASSEMBLEA DEI SOCI USPI DELL’ANNO 2006

Si ricorda agli associati che - come da avviso e da ordine del giorno pubblicati negli scorsi numeri di gennaio, febbraio e marzo di questo Notiziario - GIOVEDI’ 20 APRILE c.a., alle ore 15 in prima e alle ore 16 in seconda convocazione, avrà luogo, presso la sede sociale in Viale Bardanzellu n. 95 in Roma, l’Assemblea annuale dei soci USPI per l’approvazione del bilancio consuntivo 2005 e del bilancio preventivo 2006. Si ricorda che per partecipare all’Assemblea occorre essere in regola con il versamento delle quote associative per l’anno in corso. Gli editori e gli associati a titolo individuale che non potessero partecipare personalmente all’Assemblea sono pregati di inviare delega.

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


NOTIZIE Editoria e Comunicazione CARMELO GAROFALO PREMIATO CON IL “CARLINO D’ORO” Al Prof. Carmelo Garofalo, Vice Presidente dell’USPI, decano dei giornalisti siciliani e direttore de “L’Eco del Sud” di Messina, è stato conferito il “Carlino d’Oro”, una pregiata riproduzione della moneta dalla quale ha preso il nome la testata del quotidiano “Il Resto del Carlino” di Bologna. Nella motivazione del premio è detto che “il riconoscimento è un segno di apprezzamento per la sua opera, a testimonianza della riconoscenza del giornale per la sua preziosa collaborazione di tanti anni”, ben sessantacinque. Ad majora, Professore! SESSANT’ANNI DI VERA “INTIMITA’” Nozze di diamante con il femminile preferito per le lettrici di “Intimità”, settimanale della Ed. Quadratum, associato all’USPI. Fin dal suo primo numero, uscito nel marzo 1946, la rivista si è caratterizzata per la sua formula che punta alla ricerca di un linguaggio il più vicino possibile a quello delle lettrici, attraverso la pubblicazione di racconti che traggono spunto dalla vita di tutti i giorni. Fondata e diretta da Cino Del Duca, dal ’94 “Intimità” è edita dalla Editrice Quadratum. Pur nel rispetto della formula di base imperniata sulla narrativa di vicende vissute, il settimanale si è, nel corso degli anni, modernizzato seguendo i gusti e le aspettative delle acquirenti. E’ stato allargato il target alle giovani lettrici e si sono indetti concorsi letterari premiati da giurie selezionate. Tra le iniziative previste per festeggiare i 60 anni di vita, è stato bandito un concorso che mette in palio un prezioso solitario (per richiamare le nozze di diamante). La politica della testata è stata premiata negli anni dalla fedeltà delle sue lettrici, testimoniata dagli oltre 900.000 contatti e da un venduto stabile di 282.000 copie in un mercato con forte concorrenza e in continua contrazione. 2

“il PUNTO STAMPA” NE FA VENTICINQUE “il Punto Stampa”, mensile della provincia di Lecco e dell’arco alpino lombardo, associato all’USPI fin dal 1985, compie quest’anno venticinque anni. E sono venticinque anni portati benissimo. «Da quando ha iniziato le pubblicazioni scrive il direttore Claudio Redaelli - i temi trattati si sono andati progressivamente affinando, da quelli meramente cronachistici agli odierni argomenti caratterizzati da orizzonti più ampi e coinvolgenti, con un occhio oltre confine, visto l’interesse che su alcuni temi si è riscontrato ad esempio in Canton Ticino». Nel corso degli anni, “il Punto Stampa” è diventato luogo di incontro, di dibattito e di confronto su numerosi e qualificanti temi, non da ultimo quello dell’Università delle Alpi, così caro

CONVENZIONI USPI Ricordiamo agli associati le Convenzioni attualmente in vigore che l’USPI ha sottoscritto a favore dei propri iscritti con: - LODO PROMOTION Srl - Divisione Privacy, per servizi di consulenza sulla normativa della privacy; redazione del Documento programmatico per la sicurezza (DPS); corsi di formazione presso la sede del cliente; - BDO SpA (Società di revisione iscritta all’Albo Consob), per la certificazione dei costi per l’acquisto carta utilizzata nell’esercizio 2005 al fine di ottenere il credito di imposta previsto dalla L. 311/04; - Studio ASTOLFO DI AMATO e Associati Avvocati, per l’assistenza professionale di natura legale in materia di diritto societario, contrattualistica, diritto di cronaca, contributi e profili laburistici; - EUROCONSULTING 2000 Srl, per la Certificazione di Qualità Basilea 2 e la cessione pro-soluto dei crediti IVA. I testi completi delle convenzioni e maggiori approfondimenti sono presenti nella home page del nostro sito www.uspi.it, sezione “Convenzioni USPI”.

al giornale. Un mensile che offre un prodotto importante per valutare la varietà e la ricchezza del Nord Lombardia, nei suoi elementi produttivi, urbanistici ed artistici, nella convinzione che solo chi conosce e comprende le vicende più profonde di un territorio possa utilizzarne al meglio ogni capacità. Un periodico, però, anche “battagliero” che ha sempre appoggiato, con forza e a viso aperto, tutte le lotte portate avanti dall’USPI a difesa della piccola editoria. In particolare ricordiamo quella per le tariffe postali. Per concludere, possiamo parafrasare un antico detto popolare affermando che “il Punto Stampa” è come il vino: invecchiando migliora. E’ NATO UN PERIODICO A SUPPORTO DI BOTTIGLIA Si chiama “Love Magazine” il primo magazine al mondo infilato in una piccola tasca incollata, come una qualunque etichetta, su una bottiglietta d’acqua. L’ideatrice, Joanna Wojtalik, è una studentessa australiana che ha creato un mini periodico di 32 paginette patinate, di formato 74x105 millimetri, che è distribuito da qualche mese nei mini-market e nei distributori di benzina, con una tiratura di 150.000 copie. L’idea è davvero originale. Solo un piccolo dilemma: il periodico è supplemento alla bottiglia, o la bottiglia è il gadget del periodico?

Lettera a Calabrò 30 aprile in ordine al versamento 1 del contributo, alcune difficoltà potrebbero sorgere per il rispetto del termine del 31 maggio in ordine alla comunicazione del modello relativo al calcolo del contributo stesso. Tutto il settore era abituato, oramai, a trasmettere il modello entro il 15 settembre di ogni anno e la nuova tempistica potrebbe generare qualche ritardo con il rischio di sanzioni pesanti. Vorrei pregarLa, in considerazione soprattutto delle novità intervenute quest’anno, di voler interpretare il termine del 31 maggio come ordinatorio e non perentorio, almeno per il 2006, soprattutto per le piccole imprese editoriali, con talune delle quali è più difficile la comunicazione in tempi ristretti. La ringrazio ancora per la Sua attenzione e per la Sua sensibilità" . Notiziario USPI n° 3/2006


LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2006 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2006 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2006 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

€ € € € €

200,00 625,00 1.200,00 2.400,00 3.650,00

OFFERTA RINNOVO ISCRIZIONE 2006: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2006 + Guida Stampa Periodica”.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

90,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

170,00

€ €

210,00 320,00

Per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Il versamento della quota associativa con il supplemento di 6 euro può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano,Agenzia 257,Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U ABI: 05584 - CAB: 03206 - c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


CONVENZIONE USPI - LODO PROMOTION Srl PER SERVIZI DI CONSULENZA SULLA NORMATIVA DELLA PRIVACY E PER LA REDAZIONE DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LA SICUREZZA (DPS) Come annunciato in questo stesso numero del Notiziario USPI, il 31 marzo scade il termine entro il quale tutti coloro che gestiscano dati sensibili e giudiziari, con strumenti cartacei o elettronici, devono redigere il c.d. “Documento programmatico per la sicurezza”. Tale termine è stato fissato (dopo continue proroghe) dalla legge 51/2006 di conversione del DL 273/05. Il decreto ha anche stabilito che il 31 marzo è il termine ultimo (salvo ulteriori proroghe) per adempiere all’obbligo di adottare, da parte dei titolari del trattamento di dati personali, quelle misure minime di sicurezza (individuate nel decreto legislativo 196/2003 e nell’allegato B a tale decreto) al fine di “ridurre al minimo...i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi; di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta” (articolo 180, D.lgvo 196/03). Si tratta, in sostanza, di un insieme di misure di sicurezza di carattere tecnico-operativo (password per l’accesso ai trattamenti, copie di salvataggio dei dati, protezione fisica dei supporti magnetici e cartacei...) e logistico-organizzativo (assegnazione di incarichi e attività di formazione). Per quei titolari che dispongano “di strumenti elettronici che, per obiettive ragioni tecniche, non consentono in tutto o in parte l’immediata applicazione delle misure minime” (articolo 180, comma 3, D.lgvo Prestazione

Consulenza adeguamento 196/2003

Convenzione con la Lodo Promotion srl divisione privacy, società leader nel campo delle consulenze aziendali, che offrirà ai soci dell’Unione, a costi concorrenziali, attività di consulenza annuale per adeguare le diverse realtà lavorative alla normativa sulla privacy, attività didattiche e formative per il personale e corsi specifici sulla normativa in relazione alla professione giornalistica.

con i suoi eventuali aggiornamenti durante l’anno dalla firma del contratto, -

la redazione del Manuale della Privacy,

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l’analisi del rischio dei dati,

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la compilazione delle lettere di incarico ai responsabili ed agli incaricati,

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il censimento delle banche dati sia informatiche che cartacee e le procedure per la loro messa in sicurezza e per la loro archiviazione,

Per attuare la Convenzione, la Lodo Promotion Srl richiederà all’editore un certificato di iscrizione all’USPI. Prestazioni e servizi

Costo non convenzionato

Convenzione USPI

Corso di formazione fino a 5 persone

€ 450

€ 350

Corso di formazione fino a 10 persone

€ 770

€ 600

Giorno fuori sede (per singolo consulente/docente)

€ 350

€ 300

I prezzi riportati nella tabella sono IVA esclusa e relativi a corsi tenuti presso la sede del cliente.

Convenzione USPI-Lodo Promotion srl La Lodo Promotion divisione privacy offre a professionisti ed aziende - pubbliche e private - servizi di consulenza svolti con l’intervento di tecnici esperti della materia, per adeguare le diverse realtà lavorative alla normativa sulla privacy, come introdotta dal DLgs. 196/2003 e successive modifiche ed integrazioni.

PC

Dipendenti

Costo

Convenzione

Fino a 2

Fino a 5

€ 900

€ 720

Fino a 5

Fino a 10

€ 1300

€ 1040

Fino a 10

Fino a 20

€ 1800

€ 1440

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studio ed eventuale predisposizione e/o aggiornamento sotto il profilo relativo alla privacy della modulistica utilizzata sia nei confronti degli interessati al dato che di eventuali responsabili esterni del trattamento dei dati.

Siamo inoltre disponibili allo svolgimento dell’attività di formazione relativa ai riflessi della normativa sulla privacy in relazione alla professione giornalistica alla luce della normativa e del codice etico e di deontologia. F. to per la LODO PROMOTION srl Lorenzo Greco (Amministratore Unico) F.to per l’USPI: Francesco Saverio Vetere (Segretario Generale)

I prezzi riportati nella tabella sono IVA esclusa e relativi a casistiche esemplificative riferite ad un’unica sede avente al massimo tre archivi cartacei, in caso di pluralità di sedi o casi non contemplati nella tabella occorrerà procedere ad un’offerta personalizzata.Tale offerta prevede lo sconto del 20% sul prezzo di listino. 196/03) è stato fissato, sempre al 31 marzo, l’obbligo di predisporre un documento, avente data certa, in cui si descrivano le ragioni tecniche relative agli strumenti elettronici posseduti. Per costoro, la scadenza per adeguarsi comunque alle misure minime di sicurezza è stata inviata al 30 giugno p.v. Per venire incontro alle possibili esigenze degli associati, l’USPI ha sottoscritto una 4

Nel caso in questione le prestazioni di consulenza che offriamo sono quelle legate agli obblighi previsti dagli artt. 33 e seguenti del suddetto Decreto Legislativo. In particolare offriamo un contratto di consulenza annuale per aziende che comprende: -

la redazione del Documento Programmatico per la Sicurezza (DPS)

Lodo Promotion s.r.l. Via Camillo Serafini 35, 00164 Roma Tel 06.66153191 Mobili 328.3624548 335.1346263 347.3761684 www.lodopromotion.it Notiziario USPI n° 4/2006


IL CONTRIBUTO ALL’AUTORITA’ FISSATO ALL’1,5 PER MILLE DEI RICAVI ISCRITTI A BILANCIO al versamento del contributo. L’Agcom ha infatti fissato il termine per il versamento al 30 aprile 2006.

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Il versamento va effettuato su c/c bancario n. 000027003095, ABI 01010, CAB 03494, CIN L, San Paolo Banco di Napoli, intestato all’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. Nella causale, oltre l’indicazione “contributo 1,50 per mille dovuto all’AGCOM per l’anno 2006”, devono essere specificati la ragione sociale e la partita IVA o codice fiscale. I soggetti tenuti a versare il contributo sono quelli operanti nelle categorie individuate all’articolo 1, lettere da a) a g) del decreto dell’Autorità 17 maggio 2002 ed in generale: a) Fornitori di servizi pubblici di telecomunicazione; b) Emittenti televisive; c) Emittenti radio (anche via cavo e satellite); d) Editori di quotidiani e periodici (anche telematici); e) Concessionarie di pubblicità;

quotidiana e periodica, anche telematica). Con la nuova Deliberazione, invece, il vecchio principio è stato sostituito da un criterio di esenzione su base esclusivamente economica. L’Autorità ha infatti stabilito che, per il 2006, non sono tenuti al versamento del contributo: a) i soggetti il cui imponibile (cioè i cui ricavi assoggettabili a contribuzione determinati come sopra indicato) sia pari o inferiore a 500.000,00 euro. Oltre tale soglia il contributo è calcolato sull’intero importo dei ricavi assoggettabili; b) le imprese che versano in stato di crisi avendo attività sospesa, in liquidazione, ovvero essendo soggette a procedure concorsuali; c) i soggetti che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2005, in considerazione che per il calcolo del contributo il parametro di riferimento sono i ricavi del bilancio approvato nel 2004. Anche i soggetti esentati sono comunque tenuti a presentare la comunicazione di cui all’articolo 4, commi 1 e 2, della Delibera 110/06/CONS .

f) Fornitori di servizi telematici; g) Produttori e distributori di programmi radiotelevisivi. L’ammontare del contributo, pari all’1,5 per mille, deve essere calcolato sui ricavi iscritti nell’ultimo bilancio approvato prima del 1° gennaio 2006 (quindi, sui ricavi del 2004), con esclusione di quelli conseguiti a fronte di attività non riconducibili tra i servizi regolamentati dall’Autorità (non ricompresi pertanto nel settore delle comunicazioni), al netto delle quote riversate agli “operatori terzi”. Per gli editori, infine, dal computo dei ricavi assoggettabili a contribuzione sono esclusi i ricavi conseguiti dalla vendita dei c.d. “prodotti collaterali”, quelli, cioè, il cui acquisto non costituisce obbligo per l’acquirente del quotidiano o del periodico. ESENZIONI DAL VERSAMENTO SOTTO I 500.000 EURO DI RICAVI Completamente rivoluzionato il sistema delle esenzioni dalla contribuzione. Negli anni scorsi si era affermato il principio di escludere dal versamento del contributo alcune categorie generali (tra cui l’editoria Notiziario USPI n° 4/2006

INVIO DELLA MODULISTICA ENTRO IL 31 MAGGIO 2006 Tutti i soggetti operanti nel settore delle comunicazioni sono tenuti alla comunicazione di cui all’articolo 4 della deliberazione in oggetto, anche se esentati dal versamento del contributo. Tale comunicazione deve essere effettuata utilizzando l’apposito modello (vedi a pagina 7) da trasmettere, per posta o via fax al numero 081.7507.520, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, insieme alla copia della attestazione dell’avvenuto versamento, ove previsto, entro e non oltre il 31 maggio 2006. Al modello deve essere allegata fotocopia di un documento valido di identità del legale rappresentante firmatario dell’atto. COMPILAZIONE DELLA MODULISTICA Il modello da utilizzare (vedi a pagina 7) è suddiviso in due sezioni: Sez. 1: Riferimenti anagrafici; Sez. 2: Valori contabili e Categorie di appartenenza. Nella seconda sezione gli operatori devono

riportare i seguenti elementi: - Ammontare complessivo dei ricavi conseguiti (il totale dei ricavi conseguiti relativi all’intero valore della produzione - Voci da A1 a A5 del bilancio); - Ammontare complessivo dei ricavi conseguiti assoggettati o esenti (la somma dei ricavi - Voce A1 del bilancio - ottenuti nel settore delle comunicazioni); - Categoria di appartenenza prevalente: per l’editoria è d). Nel caso di più attività nel settore delle comunicazioni si dovrà indicare quella prevalente in relazione ai ricavi. Per la compilazione della tabella occorre attenersi alle seguenti istruzioni: - CAT. (categoria di appartenenza): per l’editoria è la lettera d); - ATTIVITA’ ESERCITATA: editoria; - COD. ISTAT: per l’editoria è 22130; - RICAVI IMPONIBILI (col. A): ammontare dei ricavi su cui calcolare il contributo dell’1,5 per mille; - RICAVI ESCLUSI/ESENTI (col. B): ammontare dei ricavi esclusi o esenti (>500.000 euro) o le quote riversate agli operatori terzi; Nelle righe contraddistinte dalla voce “RESID.” (Residuali) vanno indicati i ricavi non ottenuti nel settore delle comunicazioni, relativi alle voci A1 e da A2 a A5 del bilancio. Ribadiamo che i soggetti con ricavi imponibili superiori a 500.000 euro devono applicare la percentuale di contribuzione dell’1,50 per mille sull’intero imponibile. Nelle NOTE vanno indicate le motivazioni della non assoggettabilità al contributo (es.: “Esente per ricavi imponibili inferiori a 500.000 euro”. LE SANZIONI Un brivido ci corre per la schiena: l’articolo 4, comma 3, della Deliberazione dell’Autorità n. 110/06/CONS prevede per la mancata o tardiva presentazione del modello, nonché per l’indicazione nello stesso di dati non rispondenti al vero, le sanzioni di cui all’articolo 1, commi 29, 30 e 31 della legge 31 luglio 1997, n. 249 (istitutiva dell’Autorità). Stiamo parlando di sanzioni che vanno da 516 a 103.291 euro. Il decreto le istruzioni e la modulistica sono scaricabili anche dal nostro sito www.uspi.it, sezione “comunicati”. 6 5


IL CONTRIBUTO ALL’AUTORITA’ FISSATO ALL’1,5 PER MILLE DEI RICAVI ISCRITTI A BILANCIO 5

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AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI DELIBERAZIONE 2 marzo 2006. Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per l’anno 2006 (Deliberazione n. 11O/06/CONS). L’AUTORITÀ Nella sua riunione di Consiglio del 2 marzo 2006; Visto l’arto 2, comma l, della legge 14 novembre 1995, n. 481, con la quale sono istituite le Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità, competenti, rispettivamente, per l’energia elettrica e il gas e per le telecomunicazioni; Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo»; Vista la legge 23 dicembre 2005, n. 266, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006)», ed in particolare, l’art. l, commi 65, 66 e 68; Visto lo stanziamento autorizzato in relazione alla legge n. 249 del 1997 indicato nella tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2005, n. 266, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006»; Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 17 maggio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 28 maggio 2002, recante misure e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di cui all’art. 2, comma 38, lettera b), della legge n. 481/95, nonché i successivi decreti del Ministro dell’economia e delle finanze in materia; Considerato che il comma 66 dell’art. l della citata legge 23 dicembre 2005. n. 266, fissa, per l’anno 2006, l’entità della contribuzione a carico dei soggetti operanti nel settore delle comunicazioni nella misura dell’ 1,5 per mille dei ricavi risultanti dall’ultimo bilancio approvato prima della entrata in vigore della citata 6

legge; Considerato che la predetta norma, avendo riguardo ai «soggetti operanti nel settore delle comunicazioni», i quali erano stati identificati dal già citato decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 17 maggio 2002, consente di continuare a fare riferimento ai contenuti di tale provvedimento; Esaminato il parere espresso in data 24 febbraio 2006 dalla Commissione di garanzia, in merito alla disciplina delle esenzioni dall’obbligo di versamento del contributo da parte di alcune categorie di soggetti; Considerato che il mutato quadro normativo relativo al sistema di finanziamento fa ritenere opportuno sottoporre a revisione, ai sensi dell’art. 1, commi 65 e 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, il sistema delle esenzioni dalla contribuzione, così come individuate nel decreto interministeriale del 16 luglio 1999 e riproposte nei successivi decreti, riducendo significativamente l’ambito delle esenzioni stesse; Considerato peraltro opportuno stabilire criteri di esenzione aderenti al rispetto dei principi della parità di trattamento, della tutela del pluralismo, di economicità della gestione amministrativa connessa al prelievo e di proporzionalità; Ritenuto, al fine di perseguire gli obiettivi sopra specificati, di individuare un’esenzione per i soggetti il cui imponibile sia pari o inferiore a 500.000,00 euro in considerazione di ragioni di economicità delle attività amministrative inerenti all’applicazione del prelievo; Ravvisata altresì l’opportunità di puntualizzare la già vigente esenzione totale per le imprese che versano in «stato di crisi» avendo attività sospesa, in liquidazione, ovvero essendo soggette a procedure concorsuali; Vista la relazione illustrativa dell’Ufficio bilancio e contabilità del Servizio amministrazione e personale sul calcolo della base imponibile e le modalità di contribuzione; Rilevato che le proposte modalità di calcolo della base imponibile, già previste dal decreto ministeriale del 27 luglio 2005, si mostrano coerenti con i principi di

pertinenza, di causalità ed equità; Considerato che la stima delle entrate, determinata in base ai dati dei bilanci 2004 degli operatori della comunicazione, risulta congrua ai fini della predisposizione del bilancio di previsione 2006; Tenuto conto, inoltre, dei valori contabili emersi nel raffronto tra il sistema di esenzioni dalla contribuzione applicato negli anni pregressi e quello che si propone per l’anno 2006 con il presente provvedimento; Udita la relazione dei commissari relatori Giancarlo Innocenzi Botti e Michele Lauria ai sensi dell’art. 29, comma l, del regolamento concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorità; Delibera: ARTICOLO l 1. Per l’anno 2006, la contribuzione fissata dall’art. l, comma 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in misura pari all’1,5 per mille, dovuta all’Autorità dai soggetti operanti nel settore delle comunicazioni, come individuati nel decreto ministeriale 17 maggio 2002, è calcolata sui ricavi iscritti nell’ultimo bilancio approvato prima dell’entrata in vigore della predetta legge 23 dicembre 2005, n. 266. 2. Ai fini dell’applicazione del contributo di cui al comma l assumono rilievo i soli ricavi ottenuti nel settore delle comunicazioni. 3. La base imponibile rilevante ai fini dell’applicazione dei commi precedenti è determinata al netto delle quote riversate agli operatori terzi. ARTICOLO 2 1. Sono esentati dal versamento del contributo i soggetti il cui imponibile sia pari o inferiore a 500.000,00 euro e le imprese che versano in stato di crisi avendo attività sospesa, in liquidazione, ovvero essendo soggette a procedure concorsuali. ARTICOLO 3 1. Il versamento del contributo, eseguito entro il 30 aprile 2006, deve essere effettuato sul c/c bancario n.000027003095 Abi 01010 Cab 03494 Cin L - Sanpaolo Notiziario USPI n° 4/2006


Banco di Napoli - intestato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. ARTICOLO 4 1. I soggetti tenuti al versamento del contributo di cui all’art. 1, comma 66 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, comunicano all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 31 maggio 2006, il codice fiscale, i dati relativi alla categoria di appartenenza, l’ammontare dei ricavi iscritti al bilancio e quelli sui quali viene calcolato il contributo, l’ammontare del contributo versato e gli estremi del versamento effettuato. Nel caso in cui il soggetto svolga attività rientranti in più di una delle categorie del settore di cui all’art. 1, comma 1, comunica la categoria prevalente determinata in relazione ai ricavi. 2. Per la comunicazione di cui al comma 1 deve essere utilizzata copia del modello allegato alla presente delibera, recante la sottoscrizione del legale rappresentante ai sensi ed ai fini della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e s.m.i. 3. La mancata o tardiva presentazione del modello di cui al comma 2, nonché l’indicazione, nello stesso modello, di dati non rispondenti al vero, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. l, commi 29, 30 e 31 della legge 31 luglio 1997, n. 249. 4. La presente delibera ai sensi della legge n. 266/ 2005, art. 1, comma 65 - è sottoposta, per l’approvazione, al Presidente del Consiglio dei Ministri e successivamente pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nel Bollettino e nel sito web dell’Autorità. Napoli, 2 marzo 2006 Il presidente CALABRÒ Il commissario relatore BOTTI Il commissario relatore LAURIA Testo dell’Avvertenza da pubblicare di seguito al testo della delibera n. 110/06/CONS. Avvertenza: La delibera n. 110/06/CONS dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, pubblicata in questa Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, determina, in ottemperanza dell’art. 1, comma 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, la misura e le modalità di versamento del contributo dovuto dagli operatori della comunicazione, per l’anno 2006. La delibera è stata approvata con DPCM del 14 marzo 2006. Le relative istruzioni sono disponibili sul sito dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it Notiziario USPI n° 4/2006

SCADENZE ROC: LA “COMUNICAZIONE ANNUALE” E LA IES icordiamo a tutti gli editori già regolarmente iscritti al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) o che abbiano inoltrato domanda di iscrizione fino a tutto il 2005 che si stanno avvicinando le scadenze per l’inoltro degli adempimenti previsti per la comunicazione dei dati annuali anagrafici e contabili.

R

La dichiarazione di cui all’articolo 24 del Regolamento per la tenuta e l’organizzazione del Registro degli Operatori di comunicazione (Comunicazione Annuale) e la comunicazione di cui alla Delibera n. 129/02/CONS (Informativa Economica di Sistema) devono essere trasmesse utilizzando esclusivamente i modelli telematici disponibili sul sito: www.roc.infocamere.it.

COMUNICAZIONE ANNUALE La “Comunicazione Annuale”, contenente i dati anagrafici dell’editore, i componenti dell’organo amministrativo, l’assetto proprietario e i dati relativi alle testate edite, dovrà essere trasmessa telematicamente entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio per le società di capitale e le cooperative, ed entro il 30 giugno per tutti gli altri soggetti. IES La modulistica della IES (Informativa Economica di Sistema) con i dati contabili riferiti al 2005, o il Modello U (previsto per alcune tipologie di editori) andranno invece inviati entro il 31 luglio p.v. 7


CONVENZIONE USPI - BDO SpA PER LA CERTIFICAZIONE DEI COSTI PER L’ACQUISTO CARTA (esercizio 2005)

I

n data 22 dicembre 2005, l’USPI ha sottoscritto una importante Convenzione con la BDO SALA SCELSI FARINA SpA, Società di Revisione e organizzazione contabile, iscritta all’Albo speciale delle società di revisione autorizzate dalla CONSOB, per la certificazione dei costi per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005 dalle Aziende editoriali iscritte all’USPI al fine di ottenere il credito di imposta (10%) sull’acquisto carta, come previsto dai commi 181-186 dell’articolo 4 della Legge 24.12.2003, n. 350 (Finanziaria 2004) ed esteso anche al 2005 dall’articolo 1, comma 484 della Legge 30.12.2004, n. 311 (Finanziaria 2005).Tutta la normativa, le disposizioni attuative, le circolari della Presidenza del Consiglio e la modulistica sono consultabili nell’Area Riservata del nostro sito: www.uspi.it (accessibile tramite password comunicata agli associati). La Convenzione USPI-BDO SpA riguarda i corrispettivi previsti dalla Società di Revisione per la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto carta, determinati per gli associati USPI sul valore di acquisto della carta da parte della Società richiedente la certificazione, e non (come solitamente viene applicato) in funzione del tempo per l’espletamento dell’incarico e delle qualifiche del personale impiegato. Per attivare questa vantaggiosa convenzione, la BDO SpA richiederà all’editore un certificato di iscrizione all’USPI. La società “BDO Sala Scelsi Farina” costituita nel 1965, fa parte dell’organizzazione internazionale “BDO Member Firms” operante nei cinque continenti. Essa svolge la sua attività in Italia attraverso 9 uffici cui fanno capo circa 150 dipendenti e professionisti, laureati in materie economiche e diplomati in ragioneria. Tutti gli amministratori ed i dirigenti sono iscritti nel Registro dei Revisori Contabili e negli albi professionali dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e del Collegio dei Ragionieri. Di seguito riportiamo il testo della Convenzione con lo schema dei corrispettivi previsti. L’elenco degli uffici e dei responsabili BDO cui poter far riferimento è reperibile sul nostro sito ed anche sulla pagina web: www.bdo.it/dove_siamo.htm 8

Spettabile USPI - Unione Stampa Periodica Italiana Viale B. Bardanzellu, 95 00155 Roma c.a. Avv. Francesco Saverio Vetere Roma, 22 Dicembre 2005 Oggetto: Convenzione per la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005 dalle aziende editoriali Vostre associate Egregi Signori, il 12 dicembre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 una circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri avente ad oggetto la modalità di richiesta del credito di imposta. La circolare prevede che, entro il 31 gennaio 2006, deve essere presentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la domanda di richiesta del contributo. La domanda dovrà contenere, tra la diversa documentazione, l’impegno a presentare, entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio, la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005 che deve essere eseguita da una società di revisione iscritta nell’apposito albo CONSOB. Tale forma di certificazione già prevista nel precedente esercizio soltanto per le imprese editrici di libri dalla circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’ 8 febbraio 2005 n. 8, è stata estesa per il 2005 a tutte imprese editrici di quotidiani e periodici non quotate.

nostra esperienza specifica nel settore, abbiamo stimato dei corrispettivi basati sul valore di acquisto della carta della società oggetto di certificazione secondo i seguenti parametri (come da box nella pagina n.d.r.). I compensi non sono comprensivi dell’IVA e né delle spese vive sostenute per lo svolgimento dell’incarico quali viaggi, spese di permanenza fuori sede (intendendo per sede i nostri uffici di Milano, Bari, Bologna, Firenze, Cagliari, Pescara, Palermo, Napoli, Roma, Verona), segreteria, telefono, fax, fotocopie, ecc.. Le spese vive da noi sostenute saranno addebitate sulla base del costo effettivamente sostenuto ed entro un limite massimo che varierà dal 5% al 10% degli onorari. Sarà nostra cura addebitare spese per il 5% degli onorari a quei clienti che risiedono in località dove sono presenti uffici BDO, mentre addebiteremo il 10% negli altri casi. Al termine del lavoro, la nostra relazione sarà strutturata, per forma e contenuto, secondo quanto raccomandato dalla Circolare della Presidenza del Consiglio de Ministri e dalla nostra prassi professionale. **** Restando a Vostra disposizione per qualunque altra informazione possa necessitare sulla nostra organizzazione e sul contenuto della presente e, nel ringraziarVi per averci interpellato,Vi preghiamo di gradire i nostri più cordiali saluti. F.to per la BDO: Felice Duca, Paolo Scelsi (Amministratori)

Con la presente di seguito Vi indichiamo un schema dei corrispettivi, da noi previsti, per la certificazione dei costi sostenuti per l’acF.to per l’USPI: quisto della carta utilizzata nell’ esercizio 2005 delle imprese editrici, così come indicato dall’art. 4 della legge n. 350 del 24 dicembre, da utilizCarta acquistata e consumata zarsi per le imprese nell’esercizio Vostre associate. Da a I corrispettivi sono solitamente determinati in funzione del tempo necessario per l’espletamento dell’incarico e delle qualifiche del personale impiegato; nella fattispecie, in considerazione della

Francesco Saverio Vetere (Segretario Generale) Corrispettivo per la certificazione

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Oltre

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“LA COMUNICAZIONE GLOBALE, MA C’E’ ANCHE IL LOCALE” Intervento di Roberto Massimo, componente della Giunta Esecutiva dell’USPI, al Forum Europeo promosso dalla Terza Università e dalla Provincia di Roma dopo la televisione, ma non le demolisce.”

dialogando dialogando Il 2 marzo scorso, presso l’Aula Sabatino Moscati della Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Vergata a Roma, si è svolto un interessante dibattito nel corso del Forum europeo “La comunicazione globale, ma c’è anche il locale”, promosso dall’Assessorato Politiche Culturali della Provincia di Roma. I processi di globalizzazione avvenuti in questi anni hanno generato grandi cambiamenti culturali e profonde trasformazioni nel mondo della comunicazione. Di fronte a questo evolversi della comunicazione appare, dunque, necessaria una riconsiderazione dell’informazione su scala locale, perché i “Grandi Media” si allontanano sempre più dal territorio, dalla vita quotidiana delle persone. Rischiano pertanto di sparire dal mondo della conoscenza i problemi, grandi e piccoli, della quotidianità, il rapporto tra cittadini, la socialità e la solidarietà delle nostre piccole comunità. Il Forum ha consentito di indagare sulle prospettive offerte dai nuovi strumenti di comunicazione e sulle possibilità di sviluppo dell’informazione locale, volgendo lo sguardo all’Europa e alla individuazione di possibili soluzioni in un quadro di garanzia del diritto di informare e di essere informati. Ai lavori del Forum ha partecipato il dr. Roberto Massimo, Consigliere Nazionale e membro della Giunta Esecutiva dell’USPI, il cui intervento riportiamo nella nostra rubrica. “Nel portare il saluto dell’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana), che con i suoi 3.300 soci di medio-piccola dimensione può collocarsi a pieno titolo in un dibattito come quello che si sta svolgendo in questa sede, torna alla mente quanto la stessa USPI affermava qualche anno fa a proposito della stampa periodica in rapporto al fenomeno internet e ai nuovi media: “I periodici nascono dopo il libro, ma prima dei quotidiani. Che li oscurano, ma non li distruggono. La televisione arriva dopo la carta stampata, ma non l’esautora. La Rete irrompe dopo la carta stampata e Notiziario USPI n° 4/2006

E’ chiaro che qui si intende applicare questa evoluzione anche ai nuovi ed ultimi media che contribuiscono fortemente al fattore della globalizzazione, e della comunicazione globale, costituito dalla veloce, immediata e diffusa veicolazione di messaggi, idee e comunicazioni operate sempre più a livello di pianeta dove è scomparso ogni tipo di confine, compresi quelli politici, ideologici e culturali. Cosi come la globalizzazione, intesa come dinamica emergente del processo tipico delle società complesse porta all’economia virtuale, decentrata, autonoma e senza confini spaziali, la comunicazione globale, con la sua aggressività e pervasività, può portare all’appiattimento informativo e culturale, con grave danno al pluralismo informativo delle singole realtà sociali. Cosi come la globalizzazione esaspera la concorrenza e la competitività, altrettanto la comunicazione globale può far dimenticare il comune destino dell’intera umanità e non favorire invece la crescita di vaste zone del mondo. Cosi come la globalizzazione offre vaste possibilità di organizzazione, efficienza, produttività, diffusione delle coscienze, così la comunicazione globale può offrire la possibilità di informare istantaneamente e favorire lo sviluppo, ma anche la creazione di legami di solidarietà. Tuttavia in un contesto così variegato e complesso in cui a livello nazionale - i soggetti che producono comunicazione si sono dilatati a dimensioni non facilmente censibili; - in una situazione dove i costi sono continuamente cresciuti e le normative sono sempre più numerose e complesse, - dove la qualità dell’informazione e le tecnologie sempre più esigenti richiedono investimenti sulle persone e sui progetti, quando si ha notizia che anche i grandi quotidiani e periodici segnano il passo, c’è da chiedersi - quale possibile futuro è riservato alla carta stampata e in particolare all’editoria periodica di piccola e media dimensione, - quale spazio potrà mantenere e semmai conquistarsi l’informazione locale,

- quali sfide gli operatori editoriali dovranno affrontare e vincere? Dall’esperienza vissuta in questi ultimi anni nel comparto del periodici locali, e riprendendo quanto affermato in più di una occasione da esperti del settore, si può sinteticamente affermare che l’editoria di un certo tipo, come appunto quella periodica e locale, radicata nel territorio, nelle identità culturali, etniche, storiche e religiose, ha e continuerà ad avere vitalità e spazio proprio, contribuendo così a mantenere quel pluralismo informativo tante volte evocato, ma non sempre consentito, solo se potrà contare su una serie di attenzioni da parte delle istituzioni e dalla società. Non sempre si è tenuto conto che l’informazione locale rappresenta, ora più che nel passato, un valore di carattere umano e sociale che non può essere diversamente o facilmente sostituibile. In questi ultimi anni i buoni propositi di salvaguardia della libertà informativa non sembra che siano stati sempre seguiti da interventi adeguati e opportuni per favorirla. C’è appunto da chiedersi di come si realizza il diritto ad informare e ad essere informati, in un contesto sempre più globalizzato ad opera di certi media come la televisione, internet, la telefonìa mobile e satellitare. Per offrire quindi condizioni di salvaguardia e di sviluppo all’editoria periodica locale si possono indicare tre elementi di evoluzione: CONSIDERAZIONE Far maturare la coscienza che quanto affermato in linea di principio, di pluralismo, di libertà di informazione, di democrazia informativa, di rispetto delle espressioni culturali, della manifestazione delle identità politiche e religiose, hanno valore tanto quanto le legittime attese del mercato e del profitto. Bisognerà passare così da enunciazioni teoriche belle e altisonanti ad atteggiamenti concreti che diano forza e cittadinanza vera alle diverse realtà editoriali. NORME La legislazione e la normativa corrente risente di aggiunte, sopraelevazioni e incrostazioni che -in buona parte- non rispondono più alle reali condizioni del mondo dell’editoria e alle sue necessità. 11 9


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La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo

Anche in questo numero ci occupiamo di gestione editoriale di periodici medio-piccoli proponendo ai lettori - senza pretese teoriche o scientifiche - “appunti” eminentemente pratici sui percorsi consigliabili per la nascita, la crescita e l’affermazione di una testata. Quando alcuni avventurosi - un editore, un paio di giornalisti, un infografico - si incontrano in un caffè per verificare l’eventualità di dar vita ad una nuova testata quella testata è già stata perfettamente concepita. Infatti c’è sempre un componente del gruppo che ha già un suo progetto, chiaro e completo, un sogno tenuto nel cassetto talvolta da molti anni. Forse l’unico elemento indefinito dell’embrione riguarda il finanziamento iniziale. Allora diciamo subito che, per partire con il piede giusto, un’idea una buona idea, non basta. E’ ben vero che per pubblicare un nuovo periodico occorre una forte componente creativa e un’altrettanto robusta esperienza manageriale ma è, ahimè, necessario anche un consistente capitale iniziale che consenta al periodico di vivere per due-tre anni con i bilanci in rosso fino al raggiungimento del punto di pareggio. La free press, che ha avuto in Italia il successo che è sotto gli occhi di tutti, solo dopo tre anni ha visto arrivare le risorse pubblicitarie sufficienti a coprire le spese. E lo stesso sta avvenendo per i periodici on line. Per arrivare a vedere qualche risultato economico significativo da un nuovo periodico a stampa l’editore o l’azienda editrice devono tirare il collo per tre anni. Per partire occorre dunque un adeguato capitale iniziale di rischio accompagnato da nervi saldi e perseveranza. PRIMO E SECONDO MERCATO EDITORIALE A differenza di qualsiasi altro imprenditore l’editore propone il suo prodotto a due diverse clientele: - un primo mercato composto dai lettori cioè dall’insieme degli abbonati, degli acquirenti, dei destinatari delle copie omaggio e da una seconda cerchia di persone che sfogliano il giornale dando un’occhiata ai titoli; - un secondo mercato composto dalle aziende che sono o potrebbero diventare acquirenti di spazi pubblicitari. I due mercati sono sequenziali nel senso che solo gestendo il mercato primario dei lettori potrà costruirsi il mercato secondario della pubblicità. Anche se è opinione corrente che molte pubblicazioni non potrebbero vivere senza le risorse della pubblicità è più corretto 10

CONCEPIMENTO,

GESTAZIONE E NASCITA DI UN PERIODICO affermare che non vi potrebbe essere alcuna pubblicità se non vi fosse la lettura. A ben guardare, infatti, l’inserzionista pubblicitario non acquista gli spazi pubblicitari che pure hanno un costo editoriale - ma gli sguardi dei lettori. E ciò perché quando l’editore vende pubblicità non offre agli inserzionisti solo uno spazio in pagina, ma vende il suo pubblico, anzi la qualificazione del pubblico dal quale è riuscito a farsi leggere. La definizione dei lettori, anche per l’accesso al secondo mercato, è cosa più importante della scelta del direttore, del prezzo di copertina, dello stabilimento tipografico, della veste grafica. Target è parola militare che significa “bersaglio”. Una volta individuato il target che si vuole colpire è necessario impegnarsi nella elaborazione di un progetto editoriale che delinei il menù informativo e dei servizi che il nuovo periodico proporrà ai lettori. IL PROGETTO EDITORIALE Anche per editare il più piccolo dei mensili è necessario che l’editore, almeno sei mesi prima dell’inizio delle pubblicazioni metta mano al progetto editoriale. Abbiamo già accennato all’opportunità di sostenere la gestazione di una nuova testata con una ricerca di mercato che ci dica se è necessario rinunciare all’impresa o se è possibile tentare. Nell’assoluta mancanza di mezzi da destinare al marketing l’editore, assistito da un team di esperti, potrà quanto meno esaminare i periodici similari valutando le concrete possibilità di fronteggiare la concorrenza. Se il mercato è saturo ci si ferma. Si va avanti con il progetto editoriale se il periodico che abbiamo concepito risponde ad un bisogno informativo insoddisfatto. A nostra conoscenza non esiste uno schema di progetto che vada bene per tutte le tipologie dei periodici (d’informazione, specializzati, tecnici, scientifici, sindacali e professionali, di evasione, di formazione, di massa ecc.); ad ogni modo indichiamo i punti che, in linea di larga massima, dovrebbero essere descritti nel documento. 1. LO SCHEMA DEI CONTENUTI Questo schema configura già una risposta al bisogno informativo supposto e quindi deve anzitutto descrivere le problematiche principali da affrontare non solo attraverso i servizi, le indagini, le interviste e gli articoli di natura giornalistica o culturale ma

anche la c.d. informazione di servizio, di cui diamo qualche esempio. In un settimanale d’informazione è servizio la pubblicazione delle farmacie di turno, delle emergenze, dei necrologi, dei ristoranti, degli spettacoli, dei musei e delle mostre. In un periodico femminile è servizio un’indagine comparativa sui prezzi dei cosmetici, l’inserimento di tracciati per ricamo, una guida ai Consultori familiari. In una rivista giuridica è servizio la pubblicazione di un Decreto legislativo, una rubrica specializzata di giurisprudenza, la recensione di novità librarie. Per un mensile musicale giovanile è servizio il poster di una rock star, l’elenco dei punti vendita dei biglietti per i concerti, la fornitura di un c.d. In un periodico per l’infanzia è servizio la pubblicazione di disegni da completare o la fornitura di una scatoletta di pennarelli. 2. LA DIFFUSIONE TERRITORIALE Questo punto definisce in quale ambito territoriale vada ricercato l’ipotetico lettore. Anche le pubblicazioni rivolte alla massa anonima tendono alla ricerca di un pubblico locale. Ad es. la distribuzione nazionale di un periodico di massa può essere localizzata nei soli capoluoghi di provincia o di regione. Per un periodico d’informazione locale la definizione dell’ambito di diffusione (comunale, intercomunale, provinciale) è importante per adeguarvi i contenuti informativi, per offrire target pubblicitari alle aziende del territorio e per organizzare una capillare distribuzione in rete. 3. IL PREZZO DI COPERTINA Il prezzo di copertina e la quantità delle copie vendute sono l’elemento più importante per la costruzione del budget, ma certamente non l’unico se l’editore sceglie il doppio mercato. Il prezzo di copertina va determinato non dal punto di vista editoriale dei costi di produzione ma chiedendosi qual’è il costo che il potenziale lettore è disposto a sostenere per soddisfare i suoi bisogni informativi. In fase di lancio, qualche volta, il prezzo di copertina ricorre alla tattica accattivante del cutprice. Il prezzo di copertina può aumentare per la presenza di supplementi o gadget. 4. IL TARGET EDITORIALE Dopo aver fissato le caratteristiche del lettore ipotizzato, i suoi bisogni, e i suoi interessi, informativi e il suo livello culturale ed economico è necessario misurare il lettorato, la readership che si ottiene sommando i target dei periodici concorrenti. Poiché e ben difficile prevedere l’indice di Notiziario USPI n° 4/2006


gradimento di una testata che è ancora un’ipotesi, un embrione, è più semplice analizzare la lettura di prodotti similari preesistenti. Per le riviste specializzate è possibile azzardare una quantificazione dei lettori basandosi su indirizzari associativi e su elenchi specializzati che possono contenere una percentuale di potenziali lettori non lontana dal 20%. 5. IL PRIMO BILANCIO DI PREVISIONE E’ la croce e la delizia dell’editore che difficilmente affiderà ad un commercialista il compito di quantificare i capitoli di spesa e le presumibili entrate del primo bilancio di previsione. L’argomento del bilancio editoriale sarà affrontato quanto tratteremo i controlli di gestione. In questa sede è appena il caso di accennare al fatto che alle comuni voci di contabilità di un’azienda manifatturiera (affittanze, utenze, consumi, materiali d’ufficio ecc.) il bilancio editoriale ha specifici capitoli di spesa che riguardano i costi redazionali, i costi fissi (come ad es. le spese d’impaginazione e i servizi fotografici che sono indipendenti dalla tiratura), i costi tecnici (cartiera, stampatore, fotolitisti), le spese di allestimento, la distribuzione postale e in rete, la promozione e la pubblicità, la gestione degli abbonamenti. 6. LA TIRATURA E IL PUNTO DI PAREGGIO Alla definizione della tiratura, cioè del numero di copie da stampare per ogni numero, si arriva per approssimazioni successive, commisurando il venduto e l’invenduto dei primi numeri. In sede di progetto editoriale se il periodico è distribuito in rete l’editore può avvalersi della consulenza gratuita del distributore. Se la distribuzione è fatta a mezzo posta è problematico misurare la distanza che separa il pubblico potenziale dal pubblico effettivo. In tal caso sono utili i numeri 0 che vanno però sottoposti, anche ai fini del gradimento dei lettori, a una indagine preventiva di lettura. Se l’editore non vuole o non può affrontare le spese di una siffatta ricerca, dovrà lavorare d’intuito basandosi sulle tirature dei prodotti similari. In ogni caso - anche per i numeri pubblicandi - concorrono a determinare la tiratura le seguenti voci: - copie per la rete di vendita, - copie per gli inserzionisti e le loro agenzie, - copie omaggio, - copie gratuite per iniziative promozionali, - copie interne (per uso redazionale e aziendale), - archivio per soddisfare richieste di numeri arretrati. Più semplice è il calcolo del punto di pareggio che consiste nel quantificare il numero di copie che bisogna vendere per realizzare ricaNotiziario USPI n° 4/2006

vi netti che coprano tutte le spese editoriali. Se si prevedono ricavi netti da pubblicità fin dai primi numeri, tali ricavi devono essere detratti dalle spese editoriali complessive prima di procedere al calcolo del punto di pareggio. 7. IL PROGETTO GRAFICO Ordinariamente al progetto editoriale si allega il progetto grafico che dovrà essere realizzato da uno studio specializzato con l’assistenza dell’editore e del direttore responsabile. L’editore spiegherà al grafico la tipologia dei lettori e la filosofia editoriale della testata. La veste grafica, infatti, al pari di un vestito potrà essere originale, sorvegliata, elegante, urlata, senza fronzoli ma - in ogni caso - dovrà stare bene addosso al periodico che intende vestire. Dal canto suo il direttore responsabile farà capire al grafico lo schema dei contenuti giornalistici, la grammatica della titolazione, degli occhielli e dei sommari, le rubriche e le informazioni di servizio, nonché il ruolo della parte iconografica (foto, disegni, grafici). Coautori del progetto grafico sono dunque l’editore e il direttore poiché lo studio professionale dovrebbe limitarsi ad inventare soluzioni grafiche non astrattamente “carine” ma coerenti con la testata e gradevoli ai lettori - clienti. GLI ADEMPIMENTI DI LEGGE A questo punto, se il progetto editoriale offre ragionevoli prospettive di successo, la testata può avere il suo battesimo con l’iscrizione al Registro Stampa del Tribunale competente. E’ questo un adempimento obbligatorio previsto dall’art. 5 della Legge sulla stampa n. 47 dell’8 febbraio 1948. Tale iscrizione presuppone un editore (sia esso ditta individuale o società o associazione) e un Direttore responsabile iscritto all’Ordine dei giornalisti (elenco professionisti o elenco pubblicisti). La spesa complessiva dell’iscrizione è di circa 227 euro. L’efficacia della registrazione cessa qualora, entro sei mesi dalla data di essa, il periodico non sia stato pubblicato, ovvero si sia verificata nella pubblicazione una interruzione di oltre un anno. L’iscrizione dell’editore al ROC (Registro degli operatori della comunicazione) tenuto dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è obbligatoria ed è condizione necessaria per l’accesso alle agevolazioni telefoniche e postali e ai contributi statali. Nell’interesse degli editori consigliamo di iscrivere la nuova testata all’USPI fin dal primo numero in modo da fruire dell’immediata assistenza dei servizi di consulenza offerti gratuitamente ai Soci. (2. continua)

dialogando dialogando E’ questo forse il momento di 9 ripensare l’impianto complessivo delle norme, che conduca ad una maggiore equità e flessibilità di trattamento. Dopo la giusta definizione del “prodotto editoriale”, perché non intraprendere la strada per la classificazione delle varie tipologie degli editori, e giungere così ad un trattamento differenziato sulle dimensioni degli editori? CONDIZIONI Di fronte alla burocrazia, alle agevolazioni tariffarie, ai sostegni economici, la normativa opera modeste distinzioni rispetto appunto alle dimensioni reali dei vari tipi di azienda editoriale (società, enti, associazioni, cooperative, associazioni di categoria, con o senza scopo di lucro o “no profit). Si ha tuttavia il risultato che, in termini assoluti, quelle risorse sempre più limitate che lo Stato può mettere a disposizione dell’editoria, vengono principalmente assorbite dalle aziende di grosse dimensioni, lasciando alla folta schiera di realtà di modeste dimensioni sostegni insufficienti. Eppure i costi industriali, aziendali e del personale - anche quello giornalistico -, ma anche le imposizioni fiscali, non si sono fermati alla pari delle provvidenze. Anzi si sono accresciuti tanto da diventare selettivi nei confronti dei più deboli. A cavallo fra considerazione, norme e condizioni, è opportuno soffermarsi sul fattore pubblicità che tutti individuano come elemento determinante per i risultati di un corretto bilancio editoriale. Senza entrare nel merito dello squilibrio fra televisione, nuovi media e carta stampata, la raccolta pubblicitaria è pressoché indirizzata verso i mezzi più forti: quotidiani e periodici di larga diffusione. E questo anche per quanto riguarda la pubblicità istituzionale sia essa nazionale, regionale, di enti locali o di aziende a loro congegnali, che - sicuramente - non deve propagandare prodotti commerciali, bensì diffondere comunicazioni, notizie, avvenimenti ed anche aspetti educativi. Nonostante l’esistenza di alcune leggi in proposito, si ha la più grande disattenzione per l’editoria medio-piccola locale. Ecco allora un duplice impegno: - da parte degli editori a fare ogni sforzo di adeguamento alle condizioni della società e del mercato, sviluppando investimenti, accogliendo le innovazioni tecnologiche e perseguendo tenacemente le proprie finalità associative o di categoria; - da parte delle istituzioni a operare e legiferare in modo tale che l’editoria mediopiccola, accanto a quella di grandi dimensioni, possa crescere e svilupparsi”. 11


“LA CIVILTA’ CATTOLICA” IN UDIENZA DAL PAPA PER I 156 ANNI DI VITA DELLA RIVISTA

I

l 17 febbraio scorso, Papa Benedetto XVI ha ricevuto in udienza particolare il Collegio degli Scrittori de “La Civiltà Cattolica”, quindicinale di approfondimento religioso, teologico, filosofico e culturale su temi di attualità, fondato nel 1850 ed associato all’USPI fin dal 1960, cioè fin dai primi anni di vita della nostra Unione. Nell’incontro con il Collegio degli Scrittori, Benedetto XVI ha rinnovato la sua fiducia nel lavoro e nella missione della rivista: partecipare al dibattito culturale contemporaneo per proporre le verità della fede cristiana; ed ha esortato ad un particolare impegno che la rivista deve porre nella diffusione della Dottrina sociale, uno dei temi più cari ed ampiamente trattati nei 156 anni di vita del periodico. Il p. Generale, P.-H. Kolvenbach, nell’indirizzo di saluto, ha riaffermato l’impegno di fedeltà della rivista alle direttive della Santa Sede, ringraziando il Papa per l’udienza, segno di apprezzamento per il lavoro che “La Civiltà Cattolica” compie al servizio della Sede Apostolica. Il discorso del Papa ed il saluto del Preposito Generale della Compagnia di Gesù sono pubblicati sul quaderno 3737 (4 marzo 2006) del quindicinale. Qui di seguito li riportiamo, per gentile concessione di Padre Michele Simone.

IL DISCORSO DI PAPA BENEDETTO XVI: «Cari Scrittori del Collegio della Civiltà Cattolica! Sono lieto di accogliervi insieme con tutti coloro che in varie forme collaborano con voi. Conosco e apprezzo l’opera che la Rivista svolge a servizio della Chiesa dal 1850, quando il mio Predecessore di venerata memoria, il beato Pio IX, la istituì «in modo perpetuo», dotandola di un particolare Statuto, nel quale è stabilito uno speciale legame con la Santa Sede. Vi è in ciò l’espressione di una particolare fiducia nei confronti della Rivista da parte dei Pontefici miei Predecessori, ma vi è anche l’appello alla vostra fedeltà nei confronti delle direttive della Santa Sede. Pur nel tumultuoso mutare delle contingenze storiche, tale legame non è mai venuto meno, come mostrano gli attestati di benevolenza che i Romani Pontefici hanno espresso alla Rivista nei suoi 155 anni di vita. In tali documenti, infatti, emerge l’interesse con cui essi hanno seguito e seguono il lavoro della Civiltà Cattolica, riconoscendone l’utilità per il bene della Chiesa e apprezzandone la costante fedeltà alle direttive del 12

Magistero. In questo nostro tempo in cui il Signore Gesù chiama la sua Chiesa ad annunciare con nuovo slancio il Vangelo di salvezza, non ci si può tuttavia dispensare dalla ricerca di nuovi approcci alla situazione storica in cui oggi vivono gli uomini e le donne, per presentare ad essi in forme efficaci l’annuncio della Buona Notizia. La Civiltà Cattolica, per essere fedele alla sua natura e al suo compito, non mancherà, pertanto, di rinnovarsi continuamente, leggendo correttamente i «segni dei tempi». In realtà, oggi va sempre più affermandosi una cultura caratterizzata dal relativismo individualista e dallo scientismo positivista; una cultura, quindi, tendenzialmente chiusa a Dio e alla sua legge morale, anche se non sempre pregiudizialmente avversa al cristianesimo. E’ grande perciò lo sforzo che i cattolici sono chiamati a compiere per sviluppare il dialogo con la cultura odierna e aprirla ai valori perenni della Trascendenza. E’ uno sforzo in cui il credente si avvale degli strumenti offerti dalla fede e dalla ragione: strumenti a prima vista poco adeguati, ma resi efficaci dalla potenza di Dio, che segue strade lontane dal potere e dal successo. D’altra parte, non va dimenticato che oggi nel mondo ci sono anche tanti segni di speranza, frutto dell’ azione dello Spirito nella storia. Tali sono, ad esempio, la nuova sensibilità per i valori religiosi da parte di tanti uomini e donne, la rinnovata attenzione nei confronti della Sacra Scrittura, il rispetto dei diritti umani in misura ben maggiore di quanto avveniva anche in un passato recente, la volontà di dialogo con le altre religioni. In particolare, la fede in Gesù può aiutare molti a cogliere il senso della vita e dell’ avventura umana, offrendo loro quei punti di riferimento che

spesso mancano in un mondo tanto frenetico e disorientato. Ecco, allora, dove si colloca la missione di una rivista di cultura come La Civiltà Cattolica: partecipare al dibattito culturale contemporaneo, sia per proporre, in modo serio e nello stesso tempo divulgativo, le verità della fede cristiana in maniera chiara e insieme fedele al Magistero della Chiesa, sia per difendere senza spirito polemico la verità, talvolta deformata anche attraverso accuse prive di fondamento alla comunità ecclesiale. Come faro sulla strada che La Civiltà Cattolica è chiamata a percorrere vorrei indicare il Concilio Vaticano II. Le ricchezze dottrinali e pastorali che esso contiene - e, soprattutto, l’ispirazione di fondo - non sono state ancora assimilate appieno dalla comunità cristiana, anche se sono passati 40 anni dalla sua conclusione. Indubbiamente esso ha dato alla Chiesa un impulso capace di rinnovarla e di disporla a rispondere in modo adeguato ai problemi nuovi che la cultura contemporanea pone agli uomini e alle donne del nostro tempo. D’altra parte, il Vaticano II è stato integrato da numerosi documenti dottrinali e pastorali, che la Santa Sede e le Conferenze Episcopali di molte nazioni hanno pubblicato sui problemi sorti recentemente. Essi costituiscono una fonte sempre viva a cui La Civiltà Cattolica può attingere nel suo lavoro. Si tratta di divulgare e sostenere l’azione della Chiesa in tutti i campi della sua missione. Un particolare impegno la Rivista deve porre nella diffusione della Dottrina sociale della Chiesa, uno dei temi che durante i suoi 155 anni di vita essa ha più ampiamente trattato. Desidero concludere questo nostro incontro confermando la fiducia della Santa Sede verso la vostra Rivista, nella certezza che tutti i suoi redattori e collaboratori, sull’esempio di coloro che li hanno preceduti, sapranno corrispondere a tale fiducia con gioiosa fedeltà e spirito di servizio. Mentre affido a Maria, Sede della Sapienza, l’opera della

Foto ricordo dell’udienza del 17 febbraio 2006. Alla destra di Benedetto XVI, riconosciamo p. Peter - Hans Kolvenbach, p. GianPaolo Salvini (direttore responsabile de “La Civiltà Cattolica”) e p. Michele Simone. Notiziario USPI n° 4/2006


Civiltà Cattolica, imparto a tutti voi, redattori e collaboratori della Rivista, come anche a tutti i suoi affezionati lettori, una speciale Benedizione Apostolica».

MA COSA RACCONTANO I QUOTIDIANI?

IL SALUTO DI PADRE PETER-HANS KOLVENBACH:

I

«Beatissimo Padre, la comunità religiosa e i collaboratori della Civiltà Cattolica hanno oggi la gioia di essere benevolmente accolti da Vostra Santità in udienza particolare. La Civiltà Cattolica è stata voluta da Pio IX, il quale con il Breve Gravissimum supremi le ha dato un particolare statuto e l’ha posta alle dirette dipendenze del Superiore generale della Compagnia di Gesù. Confermando questo statuto, Leone XIII, con la Lettera Apostolica Sapienti consilio, ha voluto che il Collegio degli Scrittori fosse per sempre nel futuro alla dipendenza «immediata» del Superiore Generale della Compagnia, confermando l’importanza che annetteva a quest’opera. Esprimendo perciò le intenzioni e i desideri del Collegio degli Scrittori della Civiltà Cattolica e di tutti coloro che collaborano nelle diverse mansioni al lavoro della rivista, desidero anzitutto ringraziare Vostra Santità per averci concesso questa udienza. Essa è per tutti noi un segno di apprezzamento per il lavoro che la nostra rivista compie a servizio della Santa Sede, alla quale la unisce da sempre un particolare vincolo di adesione e, insieme, un incoraggiamento a proseguire con alacrità nel nostro umile servizio. Un servizio che desideriamo compiere con fedeltà alle direttive e ai desideri della Santa Sede e con grande amore alla Chiesa cattolica, quae romana est, come ci insegna il nostro fondatore, Sant’Ignazio di Loyola. In questo inizio del secolo XXI nuovi problemi si pongono per la Chiesa. Di molti di essi Vostra Santità ha parlato sia negli insegnamenti dati a tutta la Chiesa in questi primi mesi di ministero pastorale universale, sia soprattutto nell’ enciclica Deus caritas est. La nostra rivista intende muoversi sulle linee indicate da questi documenti nella convinzione che in essi è in azione lo Spirito Santo che Gesù ha donato alla sua Chiesa «per condurla a tutta la verità» attraverso le vicende - gioiose e dolorose - della storia umana. Saremmo tuttavia lieti se Vostra Santità volesse indicarci alcune prospettive che ci aiutino a rendere un maggior servizio alla Chiesa e al nostro tempo. Pegno di abbondanti grazie del Cielo chiedo la Vostra Benedizione Apostolica sui Padri e Fratelli della Comunità religiosa della Civiltà Cattolica, sui nostri collaboratori e le loro famiglie, sul nostro lavoro». Notiziario USPI n° 4/2006

l rapporto sullo stato di salute dei quotidiani, presentato nei giorni scorsi dalla FIEG, ha suscitato un coro di commenti discretamente soddisfatti da parte dei diretti interessati: i quotidiani stessi. Contenti loro. Ma... tentiamo un esercizio di stile. Proviamo a ragionare senza il sostegno dei numeri e solo con il sostegno dei fatti. Se non altro per non essere noiosi. I lettori, si è scritto, sono in aumento. Già ma non certo le vendite, inchiodate al 1985. Sì, avete inteso bene, nel 2005 si sono vendute le stesse copie che si vendevano nel 1985. Ma c’è di più: i quotidiani più diffusi sono il gratuito usa e getta “Leggo” e “La Gazzetta dello Sport”. In particolare, nel quinquennio 1994-98 tirature e vendite complessive sono diminuite, con flessioni significative anche nel quinquennio successivo che nel 2004 raggiunge i livelli più bassi dal 1998. Si dirà la colpa è degli italiani che non leggono. D’accordo! Ma allora non è il caso di esserne soddisfatti. Il conto economico aggregato evidenza tra il 2002 e il 2003 un forte incremento del Margine operativo lordo (MOL) e del risultato della gestione editoriale, seguito da una netta inversione di tendenza nel 2004 dovuta sia ad un aumento dei ricavi meno che proporzionale rispetto all’aumento dei costi operativi che hanno comportato una riduzione del MOL, sia a maggiori accantonamenti. Sull’aumento dei costi hanno inciso le spese di approvvigionamento, i servizi esternalizzati e il costo del lavoro. Sul fronte delle entrate va rilevato che

l’aumento dei lettori pur non comportando maggiori ricavi da vendite ha tonificato i ricavi da pubblicità, che è però tornata a livelli non entusiasmanti. C’è un dato positivo: l’ammontare dei ricavi da vendite nell’ultimo triennio è cresciuto. Ma due fatti hanno dato una grossa mano alla grande stampa: le vendite drogate da allegati o prodotti opzionali come i libri e gli aiuti statali erogati sotto forma di credito d’imposta per l’acquisto della carta.

LA CARTA STAMPATA VENDE POCO PERCHE’ NON SAPPIAMO LEGGERE

20 per cento della popolazione «è in condizione di mediocre e buon possesso delle capacità alfabetiche funzionali». Commenta De Mauro a proposito della lettura dei giornali: se è vero che una copia di quotidiano viene letta mediamente da tre persone, si può stimare pari al 30 per cento la percentuale di persone che leggono quotidiani in Italia, «un vero miracolo di buona volontà, di spirito civile che si venda in Italia una copia ogni 10 abitanti e non ogni 14 o 15». Una situazione, questa, che investe direttamente il mondo della scuola che - ha detto Goffredo Fofi - non è più al centro dei processi educativi, perché quel centro è occupato da altre “agenzie” e “luoghi”: le scuole di danza e di teatro, gli amici, i telegiornali e le risse televisive, le discoteche, gli stadi.

Qualora fosse sfuggito ai nostri lettori, sintetizziamo un servizio fatto per “Il Messaggero” dallo scrittore Renato Minore sul corso annuale della Scuola per Librai tenutosi poco tempo fa a Venezia. Sappiamo bene che l’offerta di carta stampata e di comunicazioni scritte supera di gran lunga la capacità dei lettori di appropriarsene. Ma abbiamo fatto un balzo sulla sedia quando abbiamo appreso da una fonte autorevole come il prof. Tullio De Mauro che il 46% degli italiani o non sa leggere o è solo in grado di compitare e firmare; e che un altro 35% riesce a leggere solo in modo molto elementare. La conclusione è che nel Belpaese meno del

ABBONAMENTI AL LUMICINO Questo scenario fatto più di ombre che di luci si completa con un handicap non trascurabile: la scarsezza degli abbonamenti, i cui indici percentuali collocano l’Italia ad un livello di retroguardia a livello europeo e mondiale. In Europa ci sono paesi come Olanda, Svizzera, Finlandia, Danimarca, Lussemburgo, Norvegia e Svezia ove la stragrande maggioranza delle vendite è data dagli abbonamenti. Ed anche dove gli abbonamenti sono meno sviluppati - come in Germania o in Francia (per i quotidiani regionali) - costituiscono più della metà delle vendite. Insomma l’unico paese europeo che vende in abbonamento meno quotidiani di noi è la Grecia mentre la Spagna, che fino a tre anni fa era su livelli italiani ha triplicato le vendite per abbonamento. In questo scenario la “grande stampa” mostra segni di stanchezza, ma la maggior parte dei quotidiani ha commentato i dati FIEG con soddisfazione. A Roma dicono che “si consolano con l’aglietto”.

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“Se ne parla ogni giorno perchè lavorano per un’Italia competitiva, ma tu sai poco o nulla della loro storia”

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BIBLIOTECA USPI AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELLE GRANDI IMPRESE IN CRISI E TUTELA DEI CREDITORI di Roberto Marraffa (Giuffrè Editore, Milano 2005, pag. 228, € 22,00) E’ in libreria l’ultimo saggio di Roberto Marraffa dal titolo “Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi e tutela dei creditori”. E’ una rassegna della giurisprudenza e della dottrina, con tocchi personali del Marraffa sulla applicazione delle normative dettate per il risanamento delle imprese con speciale riguardo agli interessi dei creditori che si vedono coinvolti con la tenue speranza di recupero. Non v’è dubbio che la tutela dei creditori rappresenta, nella legge speciale, soltanto un optional perché al contrario del fallimento, l’amministrazione straordinaria privilegia l’occupazione ed il risanamento rifugiandosi al fallimento come ultima ratio, paradossalmente facendo così, da ultimo, i veri interessi dei creditori concorsuali.

NOTIZIARIO

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 4 (aprile 2006) è stato stampato il 6 aprile 2006

Notiziario USPI n° 4/2006

Non c’è bisogno di convocare giuristi ed interpreti per stabilire che l’amministrazione straordinaria delle imprese (grandi o medie) serve alla difesa del mercato e dei livelli di occupazione perché basta il senso comune a percepire le ragioni dello spossessamento generale e della deminutio capitis, a volte anche in vinculis, degli imprenditori. Le procedure offrono l’occasione di intrattenersi su uno scopo diverso (sempre presupposto e discusso, ma raramente teorizzato nelle fasi di attuazione) ed è quello che riguarda la specializzazione delle maestranze. Sul numero dei dipendenti, come elemento primordiale e trainante della procedura, abbiamo assistito nel tempo ad un crescendo mozartiano, tanto che proprio il numero è la base dei decreti. E’ risultato però che, nei “giochi” fra ministeri e tribunali (il che vuol dire fra la politica e la giurisdizione) alla fine è prevalso sempre l’affare economico in sé. Ma perché, domandiamoci, avviene questo? Tutte le procedure concorsuali risultano ideate, gestite, propugnate ed indottrinate come tutela dei creditori secondo il sistema suggerito dagli artt. 2740 e 2741 cod. civ., tradotto, in sede concorsuale, nella c.d. par condicio creditorum . Ma è una beffa, una colossale menzogna, perchè proprio la procedura di concorso, costosa e lunga, in concreto produce altre procedure (revocatorie, contestazioni dei crediti, azioni di responsabilità) per le quali lo Stato, per questa paradossale sporogenesi, anticipa spese e presta servizi, con il risultato che, a conclusione, vengono coperte spese e compensi per commissari, consulenti, custodi, cancellieri ed anticipazioni del campione ed ai creditori, se ancora vivi, viene inflitta di solito l’umiliazione di partecipare ad un riparto delle briciole, se ci sono ancora. Nell’amministrazione straordinaria, inserendo lo scopo del tentativo di risanamento o di riconversione, per i creditori avviene di peggio, e non sto ad interpretarne le possibili reazioni e lo sconcerto di essere, addirittura loro, gli espropriati dei diritti di credito, senza peraltro alcuna possibilità di rilevante voce in capitolo. Su questa linea interpretativa si è mosso Roberto Marraffa, avvocato e docente militante, nel saggio testè pubblicato e nel quale i creditori emergono come i veri protagonisti di questo dramma che, pensando bene, crea sulla loro pelle le spese di risanamento e l’uscita delle imprese dalla crisi, dopo averle ripulite proprio delle posizioni debitorie e precedenti che erano all’origine della stessa crisi. Roberto Marraffa fornisce i suoi suggerimenti e le sue valutazioni per prevenire il completo azzeramento, anche se alle volte è fatale che i creditori debbano contentarsi del poco. Dario Di Gravio

“LA REPUBBLICA” Un’idea dell’Italia (1970-2006) di Angelo Agostini Il Mulino, Bologna 2005, pagina 170, € 11.00 Il 14 gennaio 1976 , il primo numero di “Repubblica” pubblicava un articolo (dal titolo quasi provocatorio: “Un giornale non neutrale”) che, anziché ostentare un’illusoria equidistanza politica, dichiarava esplicitamente una scelta di campo. Da trent’anni, il prestigioso quotidiano, è un’officina dell’identità o dell’entità della sinistra italiana. Quel senso identitario e quello spirito è il tema di questo libro. Per 20 anni “Repubblica” è stata diretta dal suo fondatore Eugenio Scalfari e da dieci è guidata da Ezio Mauro che è riuscito a cambiarla, portandola a una maturità e a un’estensione di sicuro non ipotizzabili in quel lontano 1976. Dunque giornale-partito? Probabilmente sì. Ma la denominazione non ha nulla di caricaturale. Cavour che non aveva i mezzi per organizzare una rete di strutture partitiche, promosse “Il Risorgimento”, primo esempio, in Italia, di giornale - partito. Ma com’è che uno strumento effimero come il quotidiano riesce a diventare uno strumento di identità per i lettori? «Nella storia de “La Repubblica” - spiega Agostini - l’opzione di battezzare alcuni temi a scapito di altri si lega alla condivisione di alcune prospettive di fondo tra il giornale e i suoi lettori: la preminenza della politica, di quella italiana sopra tutte; la funzione della cultura come repertorio di sfondo alle grandi opzioni politiche; il ruolo dell’economia come riscontro pratico degli interessi individuali, collettivi e degli indirizzi politici; gli ammennicoli dello sport, dello spettacolo e del tempo libero come indispensabile completamento di uno stile di vita». Agostini ribadisce: «Quel modello, costruito e voluto da Repubblica, si basava e si basa su un rapporto di stretta identificazione tra le opzioni del giornale e quelle dei suoi lettori. Dare spazi e rilevanza maggiori ad alcuni temi di giornata rispetto a tutti gli altri può essere giustificato da due sole opzioni possibili: in un caso sono gli eventi che si impongono, nell’altro è il background di interessi, scelte politiche e culturali, oppure meglio la condivisione di un’identità comune». Ecco, questa arma segreta della «condivisione», dell’identificazione, prima ancora psicologica e culturale che politica in senso stretto, tra l’antropologia dei suoi lettori e chi concretamente fabbrica il quotidiano di ogni giorno è la grande risorsa, di un giornale come “Repubblica”. 15


PERIODICI ASSOCIATI ALL'USPI (382 2 ° ell enco) CALABRIA PRODUTTIVA

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Via Pianette, Residence Luna 4 87046 Montalto Uffugo CS Direttore: Adele Filice Editore: Big Agency Srl Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: le varie produzioni in Calabria

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Via Tomaselli, 37 95100 Catania Direttore: Danilo Moriero Editore: Ass. Culturale Athena Periodicità: quotidiano Materia trattata: cultura, società ed informazione politica

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Via Luigi Palmieri, 19 80133 Napoli Direttore: Massimo Gallo Editore: Editrice Domenicana Italiana srl Periodicità: bimestrale Materia trattata: esempi, spunti, testimonianze

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Via G.B. Marino, 13/A 80125 Napoli Direttore: Giovanni Lucianelli Editore: Forumitalia srl Periodicità: mensile Materia trattata: economia e previdenza

Via Carlo De Cesare, 64 80132 Napoli Direttore: Roberto Esse Editore: Specialmente srl Periodicità: settimanale Materia trattata: offerte ed informazioni immobiliari

Via S. Lucia, 20/A 80132 Napoli Direttore: Roberto Aiello Editore: PMP Editore snc Periodicità: settimanale Materia trattata: informazione immobiliare

QVOTA 864 - QVADERNI DI VITA DI MONTAGNA Via B. Ricasoli, 13 30174 Venezia - Mestre Direttore: Paola De Filippo Roia Editore: Club Alpino Italiano Sez. Cadorina “Luigi Rizzardi” Periodicità: semestrale Materia trattata: montagna, alpinismo

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Anno 2006 - Edizione N. 4 - Aprile by USPI - Issuu