NOTIZIARIO
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ANNO 43° - MENSILE
UNIONE
STAMPA PE RIODIC A ITAL IANA
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Uspi
- 11 NUMERI
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
neretto
Archiviata la finanziaria con una norma che mira a favorire il permanere dei contributi pubblici all’editoria minore, il governo ha presentato uno schema di disegno di legge di riforma dell’editoria e un questionario articolato in 24 quesiti da sottoporre alle organizzazioni di settore. Entro il 20 gennaio i soggetti interessati dovranno trasmettere le risposte. In questo Notiziario riportiamo lo schema e il questionario invitando tutti gli associati che lo ritenessero a trasmetterci le loro considerazioni e proposte. Ad una prima lettura già è possibile evidenziare qualche punto che sarà oggetto di discussione, come, per esempio, il taglio ulteriore ai contributi pubblici ritenuto dal Governo inevitabile. Sarà un percorso non facile per il l’Esecutivo e per gli editori. Ci aspetta un anno denso di impegni e di gravi incognite. Lo affronteremo con spirito costruttivo, come al solito, sperando che da parte del Governo ci sia l’effettiva intenzione di dialogare. Non vorremmo che dietro a tutte queste domande si nascondessero risposte già date (e non dagli editori).
Entro sei mesi l’Esecutivo dovrà elaborare una proposta di riforma del settore dell’editoria, privilegiando, in materia di agevolazioni tariffarie postali, le imprese di minori dimensioni, la stampa destinata alle comunità italiane all’estero e l’editoria no profit. Inviato già un “questionario” consultivo alle associazioni di categoria più rappresentative
L
a manovra finanziaria per il 2007 è divenuta legge dello Stato. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 299 del 27 dicembre 2006 (Supplemento ordinario n. 244) è stata infatti pubblicata la Legge 27 dicembre 2006, n. 296 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)”. Successivamente, sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28 dicembre 2006 (Supplemento ordinario n. 247) è stata pubblicata la legge 27 dicembre 2006, n. 298 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009”. *****
Nella seduta del 21 dicembre scorso, la
S OMMARIO
Riforma dell’editoria Premessa, schema e questionario (pagine 6, 7, 8)
Avviso di convocazione dell’Assemblea USPI dell’anno 2007 (pagina 3)
Giorgio Bocca: la scrittura giornalistica deve voltare pagina (pagina 9)
Le quote associative USPI per l’anno 2007 (pagina 5)
2007
IL GOVERNO MANTIENE GLI IMPEGNI IN FINANZIARIA E VARA LA RIFORMA DELLE LEGGI SULL’EDITORIA
Il Governo mantiene gli impegni in Finanziaria e vara la riforma delle leggi sull’editoria (pagine 1, 2, 9)
EISE - International Business Contacts (pagina 4)
GENNAIO
Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007)
Parte la riforma
Parte la riforma (pagina 1)
1
I comunicati stampa degli associati su windpress.it (pagina 8)
La relazione degli italiani con i media nel 40° Rapporto CENSIS 2006 (pagine 10, 11)
La gestione editoriale di un
periodico medio-piccolo (quinta
parte): la promozione delle vendite e degli abbonamenti (pagine
12, 13)
Il “Trovaperiodici” (pagina 14) Biblioteca USPI (pagina 15) Periodici associati all’USPI 390° elenco (pagina 16)
L’Eco della Stampa (pagina 16)
Camera dei deputati con 337 voti a favore e 262 contrari ha votato la fiducia posta dal Governo sull’approvazione in via definitiva, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge (composto da 1.364 commi), già approvato dalla Camera e modificato dal Senato, concernente la manovra finanziaria per il 2007. E così la Finanziaria è passata. All’insegna del mito illuministico: ogni problema una legge. Una montagna legislativa di 341 pagine in cui spicca un articolo unico micidiale di 1.364 commi. Un bel guazzabuglio.
Nei precedenti numeri di novembre e dicembre 2006 di questo Notiziario abbiamo evidenziato i tre punti vitali per le aziende del comparto USPI: 1) le agevolazioni tariffarie postali; 2) i contributi diretti previsti dalla legge 250/90 e quelli (pericolanti) per le riviste di elevato valore culturale; 3) la riforma della legge per l’editoria che dovrebbe razionalizzare il sistema dei contributi. Analizziamo ora i commi della Finanziaria che riguardano direttamente: LA NORMATIVA SULL’EDITORIA
Pur nello sforzo generale attuato dal Governo per tagliare tutte le voci di spesa e gli impegni finanziari dello Stato, il Sottosegretario con delega all’editoria, Ricardo Franco Levi, è riuscito nel non 2 facile intento di incrementare per
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
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IL GOVERNO MANTIENE GLI IMPEGNI IN FINANZIARIA E VARA LA RIFORMA DELLE LEGGI SULL’EDITORIA il 2007 il Fondo destinato all’e1 ditoria, inserito nella TABELLA C della Finanziaria: dai 411.990 milioni di euro previsti inizialmente ai 449.304 milioni definitivamente stanziati nella stesura finale della Finanziaria. La Legge 296/2006 contiene essenzialmente due commi che hanno specifico riguardo alla normativa editoriale. Sono i commi 1245 e 1246.
Il primo contiene una delega al Governo ad elaborare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, una proposta di riforma della disciplina del settore dell’editoria. In tale delega, c’è una precisa indicazione programmatica a favore dell’editoria minore per quanto riguarda le agevolazioni tariffarie e i servizi postali: in questo campo la Presidenza del Consiglio “dovrà tenere conto della normativa europea in materia di servizi postali, privilegiando, quali destinatarie delle agevolazioni tariffarie, le imprese editoriali di minori dimensioni, l’editoria destinata alle comunità italiane all’estero e le imprese (il termine è improprio - n.d.r.) no profit”. Il Sottosegretario Levi sta già lavorando alla riforma delle leggi sull’editoria e nei giorni scorsi ha inviato alle associazioni di categoria più rappresentative del settore uno schema di riforma e un “questionario” che portiamo a conoscenza degli associati, pubblicandoli alle pagine 6 e seguenti di questo Notiziario.
Il comma 1246 ha riguardo ai contributi diretti statali previsti dalla Legge 250/90 e stabilisce che le erogazioni di tali contributi, ove necessario, verranno effettuate mediante il riparto percentuale tra gli aventi diritto e le quote restanti potranno essere erogate anche oltre il termine dell’anno successivo a quello di pertinenza della domanda. Ecco il testo integrale dei commi esaminati:
1245. In attuazione del principio costituzionale del pluralismo dell’informazione e al fine di tutelare e promuovere lo sviluppo del settore dell’editoria, il Governo elabora, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, una proposta di riforma della disciplina dello stesso settore. La riforma dovrà essere riferita tanto al prodotto quanto al mercato editoriale e alle provvidenze pubbliche ed essere indirizzata a sostenere le possibilità di crescita e di innovazione tecnologica delle imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro, in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica e 2
con la normativa europea. In particolare la riforma dovrà tenere conto della normativa europea in materia di servizi postali, privilegiando, quali destinatarie delle agevolazioni tariffarie, le imprese editoriali di minori dimensioni, l’editoria destinata alle comunità italiane all’estero e le imprese no profit.
1246. Con riferimento ai contributi di cui agli articoli 3, 4, 7 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, nonché all’articolo 23, comma 3, della legge 6 agosto 1990, n. 223, e successive modificazioni, e all’articolo 7, comma 13, della legge 3 maggio 2004, n. 112, le erogazioni si effettuano, ove necessario, mediante il riparto percentuale dei contributi tra gli aventi diritto. In questo caso le quote restanti sono erogate anche oltre il termine indicato dall’articolo 1, comma 454, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. ***** Cerchiamo ora di tradurre in pillole di immediata comprensione le altre disposizioni che possono riguardare gli editori che vogliano leggerci. Si tratta di un rapido commento a caldo al quale seguiranno ulteriori chiarimenti e approfondimenti nei prossimi numeri. COME CAMBIA L’IRPEF
Si torna alle cinque aliquote e le deduzioni dall’imponibile vengono sostituite da detrazioni d’imposta. Queste le nuove aliquote: 23% fino a 15.000 euro, 27% tra 15 e 28 mila euro, 38% tra 28 e 55 mila euro, 41% tra 55 e 75 mila e 43% oltre i 75 mila euro. La nuova Irpef, tenendo conto della trasformazione delle deduzioni in detrazioni e degli aumenti degli assegni familiari, determinerà un vantaggio per i lavoratori dipendenti con un reddito fino a 40 mila euro, i pensionati fino a 35 mila euro e i lavoratori autonomi fino a 32 mila euro. I vantaggi crescono per i nuclei più numerosi fino a 45 mila euro per i lavoratori dipendenti con coniuge e 2 figli a carico, mentre per i lavoratori autonomi scendono a 30 mila euro. Oltre questi tetti vi è un aggravio del prelievo. La no tax area sale invece di 500 euro per pensionati e lavoratori dipendenti e di 300 euro per gli autonomi. TORNA LA TASSA DI SUCCESSIONE
Franchigia di 1 milione di euro per coniuge
e figli con aliquota 4% e di 100.000 euro tra fratelli (aliquota 6%). Per tutti gli altri la tassa è dell’8%. Le aziende familiari saranno esentate dalla tassa se trasmesse a parenti fino al terzo grado, a condizione che gli eredi proseguano per almeno cinque anni l’attività di impresa. TFR E FONDI PENSIONE
Nelle aziende fino a 50 dipendenti non cambia nulla. In quelle con oltre 50 dipendenti, i lavoratori, entro il mese di giugno p.v. potranno optare per il trasferimento del trattamento di fine rapporto ad un Fondo pensione complementare. Nel caso contrario il TFR inoptato confluirà in un Fondo presso l’INPS. E’ un colpo di accelerazione per la previdenza complementare e una boccata d’ossigeno per le casse dello Stato con la costituzione del Fondo INPS. TAGLIO DEL CUNEO FISCALE E BONUS DI 5.000 EURO PER OGNI DIPENDENTE
Si taglia del 5% il costo del lavoro. Il taglio del cuneo per le imprese viene effettuato attraverso l’esclusione dalla base imponibile Irap di diverse voci legate al costo del lavoro. Inoltre, ad esclusione di banche e assicurazioni, viene prevista una deduzione di 5.000 euro per ogni lavoratore a tempo indeterminato. L’importo sale a 10.000 euro per le imprese che operano nelle regioni del Sud. VIETATO PAGARE PER CONTANTI LE PRESTAZIONI PROFESSIONALI SOPRA I 1000 EURO
I compensi professionali in denaro (per singola prestazione resa) di importo pari o superiore a 1.000 euro vanno pagati esclusivamente mediante strumenti finanziari tracciabili, vale a dire assegni non trasferibili, bonifici, altre modalità di pagamento bancario o postale e tramite sistemi di pagamento elettronico: ad esempio, carte di credito o carte Bancomat. Sotto i 1.000 euro invece, i compensi possono continuare ad essere effettuati in contanti. In sintesi, le nuove modalità di pagamento mediante sistemi tracciabili possono essere applicate per i compensi professionali dovuti a un giornalista free-lance, iscritto all’Ordine, a un avvocato, a un commercialista oppure a un medico, ma non per quelli pagati a un idraulico o a un commerciante, perché - ai fini fiscali 9 questi ultimi producono reddito Notiziario USPI n° 1/2007
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AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2007
Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per 19 aprile 2007, alle ore 9 in prima ed alle ore 10 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:
ORDINE DEL GIORNO
1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Nomina della Commissione per la verifica dei poteri; 3. Costituzione dei seggi elettorali; 4. Relazione del Presidente; 5. Relazione del Segretario Generale; 6. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 7. Approvazione del rendiconto esercizio 2006; 8. Approvazione esercizio preventivo 2007; 9. Elezione del Consiglio Nazionale per il triennio 2007-2009; 10. Elezione del Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2007-2009; 11. Elezione del Collegio dei Probiviri per il triennio 2007-2009; 12. Varie ed eventuali.
In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Le operazioni elettorali per il rinnovo delle cariche sociali avranno inizio alle ore 12 e si concluderanno alle ore 16, ora in cui i seggi elettorali inizieranno lo spoglio delle schede. Tutte le procedure elettorali si svolgeranno secondo le modalità deliberate dal Consiglio Nazionale nella seduta del 19 dicembre 2002. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2007. Il rendiconto 2006 ed il preventivo 2007 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 30 marzo, alle ore 12 del 18 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 5 gennaio 2007
IL PRESIDENTE (Mario Negri)
- - - - - ----------- --- ------- --- --- ----------- --- - - - - - - - DELEGA
Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1)..........................................................................................................................................................................
delega il Sig .........................................................................................................................................................................................
a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 19 aprile 2007 a Roma per l’approvazione dei bilanci e l’elezione delle cariche sociali per il triennio 2007-2009 come da Ordine del Giorno . ................................... (data)
................................................. (firma)
(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).
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LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI
per l’anno 2007
L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2007 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2007 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata):
(Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
€ € € € €
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
210,00 645,00 1.200,00 2.400,00 3.650,00
OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2007: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2007 + Guida Stampa Periodica”.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
90,00
€
170,00
€ €
210,00 320,00
Per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto:
- se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U - ABI: 05584 - CAB: 03206 c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.
ATTENZIONE
Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio. PER FACILITARE IL VERSAMENTO DELLE QUOTE ALLO SCORSO NUMERO DI NOVEMBRE E’ STATO ALLEGATO UN MODULO C.C.P.
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RIFORMA DELL’EDITORIA
PREMESSA, SCHEMA E QUESTIONARIO
ortiamo a conoscenza degli associati la lettera che, negli ultimi giorni dello scorso anno, la Presidenza del Consiglio ha inviato alle associazioni di categoria più rappresentative del settore editoriale, contenente un indice delle questioni da trattare ed un questionario riguardante tutti i temi sui quali dovrà intervenire la riforma delle leggi sull’editoria. Schema e questionario sono stati elaborati da un gruppo di esperti presieduto dal primo Presidente dell’Autorità per le Comunicazioni, prof. Enzo Cheli. Invitiamo tutti gli associati ad inviare sollecitamente alla Segreteria Generale il proprio contributo di idee e suggerimenti, anche solo su singoli punti del questionario. La PCM ha fissato il termine al 20 gennaio p.v., ma saranno beni accetti anche i contributi giunti dopo, visto che il dibattito sarà lungo e articolato.
Il sistema normativo che regola l’intervento dello Stato nel settore dell’editoria e dei prodotti editoriali è caratterizzato da una serie di provvedimenti legislativi che traggono la loro origine dalla legge sulla stampa n. 47 del 1948. L’intero sistema di sostegno tuttavia risente ormai di un crescente distacco con le nuove realtà tecnologiche e con il conseguente ingresso di nuovi attori nel mondo editoriale. L’esigenza di un progetto innovativo, in grado di affrontare carenze e soluzioni obsolete, appare, pertanto, forte e improcrastinabile. Per questo, il Governo, ha deciso di promuovere una riforma organica del settore dell’editoria e, con la Legge Finanziaria, ha formalmente assunto l’impegno di presentare entro i prossimi sei mesi un apposito disegno di legge. Una riforma così ampia come quella che è oggi necessaria non può, tuttavia, andare a buon fine se non si crea un consenso profondo, nel mondo dell’informazione, nella società, nel parlamento, sull’esigenza e sull’urgenza di un intervento in profondità. A questo fine, in uno sforzo al quale parteciperanno tutti i ministeri le cui competenze siano chiamate in causa, il Governo vuole ascoltare e coinvolgere tutti gli attori del mondo dell’editoria: dai giornalisti agli editori, dalle agenzie di stampa agli edicolanti e ai distributori, dai grandi quotidiani ai giornali di partito, dalle cooperative di giornalisti ai settimanali locali e diocesani, dalle radio alle televisioni locali. Saranno altresì consultati gli ordini professionali e le autorità indipendenti come l’Antitrust, l’Autorità per le Telecomunicazioni e il Garante della Privacy e verrà puntualmente informato il Parlamento attraverso le competenti commissioni di Camera e Senato. Tutto questo, per garantire il pluralismo 6
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dell’informazione, assicurando un mercato libero e aperto ma nel quale non manchino le tutele per le voci meno potenti; per sostenere il rinnovamento tecnologico e industriale del mondo dell’editoria trasformando, così, progressivamente la natura dell’aiuto pubblico da mero contributo al riequilibrio dei conti economici delle imprese a vero e proprio strumento di innovazione e, dunque, di crescita e di creazione di nuova occupazione; per contribuire al riequilibrio dei conti dello Stato prevedendo anche per il settore dell’editoria ad una riduzione della spesa pubblica da attuarsi concentrando le provvidenze sui soggetti più deboli. Con l’aiuto di un gruppo di esperti presieduto dal primo presidente dell’Autorità garante delle telecomunicazioni, Enzo Cheli, abbiamo elaborato un indice ed un questionario riguardanti tutti i temi sui quali dovrà intervenire la riforma che sottoponiamo all’attenzione delle associazioni rappresentative del mondo dell’editoria e dei soggetti interessati e pubblichiamo sul sito internet del Governo. Vogliamo che gli operatori del settore, associazioni ma anche singoli cittadini siano attivamente coinvolti nella partecipazione a tale progetto, rispondendo al nostro questionario ed eventualmente arricchendolo con le loro indicazioni. SCHEMA PER UNA DISCIPLINA ORGANICA DEL SETTORE EDITORIALE
1. L’impresa editoriale e il ruolo del giornalista
1. Definizione. 2. Tipologia delle imprese editoriali e giornalistiche. 3. Lo statuto dell’impresa giornalistica (rapporti interni tra le diverse componenti). 4. La trasparenza delle fonti di finanziamento (art. 21, 5° comma, Cost.). 5. L’azienda editoriale e l’innovazione tecnologica (editoria elettronica e altro), il diritto d’autore. 6. Gli uffici stampa. 7. La componente professionale e il contratto collettivo di lavoro 8. Ordine, Albo e codici deontologici. 2. Il prodotto editoriale
1. Definizione di prodotto editoriale: il giornale, il periodico, le rassegne stampa e il libro, l’editoria elettronica. 2. Stampa nazionale e locale. 3. I giornali murali. 4. Le agenzie di stampa. 5. La “free press”. 3. Il mercato editoriale
1. Definizione. 2. Mercato editoriale e mer-
cati connessi. 3. Posizioni dominanti e disciplina antitrust. 4. Distribuzione e vendite. 5. La pubblicità (commerciale e istituzionale). 4. Le provvidenze
1. Definizione. 2. Provvidenze dirette. 3. Individuazione dei destinatari. 4. Metodi di calcolo (costi e tirature). 5. Provvidenze indirette. 6. Le agevolazioni tariffarie. 7. Il credito agevolato. 8. Interventi per lo sviluppo della domanda. 5. Limiti, controlli, responsabilità
A) Sul piano amministrativo 1. Poteri dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Registro delle imprese di comunicazione. 2. Poteri dell’Autorità giudiziaria e registrazione dei giornali e dei periodici. B) Sul piano penale 1. Reati a mezzo stampa. 2. Responsabilità penale e civile. 3. Risposte e rettifiche. 4. Tutela del segreto e della privacy. 6. Distribuzione della materia nel sistema delle fonti normative
1. Sistema delle fonti: a) disciplina comunitaria b) disciplina nazionale c) disciplina regionale d) raccordi fra fonti comunitarie, nazionali e regionali. 2. Criteri direttivi per la redazione di un testo unico. 3. Delegificazioni e regolamenti delegati. QUESTIONARIO SULLA RIFORMA DELL’EDITORIA
Premessa
Il sistema normativo che regola il settore dell’editoria e dei prodotti editoriali è caratterizzato da una serie di provvedimenti legislativi che traggono la loro origine dalla legge sulla stampa n. 47 del 1948 e che si sono , da allora, stratificati nel tempo. In attuazione del principio contenuto nell’articolo 21 della Costituzione si è progressivamente affermata, grazie anche al contributo della giurisprudenza costituzionale in materia, l’idea della necessità di interventi finalizzati a favorire un’informazione pluralistica e differenziata. Tuttavia l’intero sistema risente ormai di un crescente scollamento con la realtà di un settore investito in modo diretto e continuo dall’innovazione nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La sfida digitale ha, di fatto, messo a dura prova un assetto organico che le passate stratificazioni normative avevano già indebolito. L’esigenza di una riforma organica e complessiva per il settore editoriale appare, pertanto, improcrastinabile. Notiziario USPI n° 1/2007
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Persuasi che, per essere concepita e realizzata nel migliore dei modi, una simile riforma debba partire dall’ascolto dei soggetti presenti nel settore, vi sottoponiamo i seguenti quesiti: I PARTE
L’IMPRESA, IL GIORNALISTA E IL PRODOTTO EDITORIALE
L’impresa editoriale
1) Ritenete che l’impresa editoriale debba essere tipizzata con forme giuridiche determinate e, se sì, quali pensate che dovrebbero essere queste forme?
2) Se ritenete necessario immaginare nuovi prodotti editoriali per far fronte all’impatto dell’innovazione tecnologica, considerate opportuno individuare una specifica tipizzazione delle imprese che forniscono tale tipologia di prodotto? Statuto dell’impresa e ruolo del giornalista
3) Ritenete opportuna l’adozione di uno statuto dell’impresa editoriale? E se sì, quali pensate possano essere gli strumenti per garantire il bilanciamento dei poteri all’interno della medesima impresa?
4) Quale valore e quale ruolo attribuite al contratto collettivo di lavoro nel garantire le condizioni per un rapporto equilibrato tra la proprietà e la componente professionale? 5) E,ancora, se considerate che una particolare attenzione vada data alla relazione tra testata e lettori, pensate che per questo servano nuovi strumenti? E ,se sì, quali? Codici deontologici
6) Quali sono i vantaggi, ovvero, svantaggi che potrebbero prevedersi adottando un Codice deontologico generale, applicabile anche all’editoria on-line e fatto proprio dall’Autorità garante per le comunicazioni, che in mancanza di proposta dell’Ordine lo adotterebbe motu proprio, e che sarebbe competente a sanzionarne le violazioni, secondo la disciplina già prevista per il trattamento dei dati personali? Trasparenza della proprietà e delle fonti di finanziamento
7) Ritenete correttamente tutelati i principi della trasparenza della proprietà e delle fonti di finanziamento delle imprese editoriali o pensate che sarebbe necessario immaginare una ridefinizione delle forme attraverso le quali si dà oggi conto degli assetti proprietari e dei canali di finanziaNotiziario USPI n° 1/2007
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mento delle imprese e si esercita il controllo delle Autorità garanti del settore, eventualmente anche attraverso la revisione delle varie tipologie di registrazione previste?
Il prodotto editoriale
8) Cosa intendete per prodotto editoriale, ed in particolare, ritenete sufficiente ed esaustiva la dizione dell’articolo 1, comma 1, della legge n. 62 del 2001 ovvero ritenete necessaria una puntuale definizione delle fattispecie quali il giornale, il periodico, il libro, l’editoria elettronica, le rassegne stampa, ecc., ai fini di una più chiara individuazione della loro natura giuridica ed economica, anche in considerazione di quanto già definito in materia di diritto d’autore, sia in ambito nazionale che comunitario?
9) Ritenete che occorra individuare, fermo restando il possesso del carattere propriamente informativo, un nuovo prodotto editoriale generato dall’impatto dell’innovazione tecnologica nel settore o le fattispecie attualmente delimitate sono sufficientemente aperte e capaci, pertanto, di inglobare anche le caratteristiche proprie delle nuove tecnologie? II PARTE
IL MERCATO EDITORIALE
Premessa
Le più recenti discipline legislative sono intervenute sulla definizione del mercato televisivo (legge n. 249 del 1997) o del più ampio sistema integrato delle comunicazioni (legge n. 112 del 2004), ma non del mercato tipicamente editoriale e del connesso mercato pubblicitario se non sotto il profilo del prodotto editoriale di cui alla legge n. 62 del 2001. Restano, invece, del tutto fermi alla disciplina degli anni Ottanta gli attuali limiti antitrust di settore calcolati solo sulla tiratura e solo in relazione alla stampa quotidiana. Questo quadro tradizionale del settore editoriale si è, più di recente, venuto evolvendo verso nuovi segmenti, che ne stanno continuamente mutando il profilo: pensiamo all’editoria elettronica, alla free press e ai prodotti collaterali. Pertanto, in considerazione della complessità del tema, si sottopongono i seguenti quesiti: Il mercato editoriale e pubblicitario
1) Quali dovrebbero essere i confini del mercato editoriale rispetto agli altri media, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e di un certo grado di convergenza fra i diversi media? Vi sono distinzioni
da operare rispetto al mercato di editoria elettronica?
2) Sussistono le condizioni per considerare come autonomo mercato i c.d. prodotti collaterali ai quotidiani (es. libri, dvd, cd musicali)?
3) Sarebbe opportuno introdurre nuove regole per la pubblicità sull’editoria? In particolare, per l’editoria elettronica sarebbero opportune regole di tipo qualitativo (es. limiti dimensionali dei banner o dei pop-up rispetto allo schermo, divieto di tecniche subliminali) o quantitativo (es. limiti al numero di pop-up rispetto al tempo di connessione con il sito)?
Posizioni dominanti e limiti antitrust
1) Il parametro della tiratura può considerarsi ancora oggi soddisfacente o sarebbero preferibili altri parametri (es. vendite, fatturato complessivo) anche tenendo conto della presenza dell’impresa in più segmenti del mercato editoriale? 2) I limiti antitrust dovrebbero essere fissati esclusivamente in relazione alla periodicità dei mezzi o potrebbero essere differenziati in relazione ai contenuti, includendo la stampa di informazione, la stampa sportiva, la stampa economica nonché la free press? La rete di vendita
1) Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della liberalizzazione delle diverse reti di vendita (abbonamenti, edicole, strillonaggio, punti alternativi), e quali miglioramenti sono possibili? III PARTE
Premessa
LE PROVVIDENZE
L’attuale sistema delle provvidenze, per il sovrapporsi di differenti normative introdotte in risposta ad esigenze specifiche e contingenti, si presta a distorsioni che ne compromettono l’efficacia rispetto all’obiettivo primario di difesa del pluralismo. Esso, inoltre, mal si presta a sostenere tanto l’innovazione tecnologica delle imprese quanto l’avvio di nuove iniziative e l’ingresso di nuovi operatori sul mercato. L’attuale sistema delle provvidenze non consente, infine, un’adeguata valutazione né dell’impegno finanziario dell’amministrazione pubblica né, come conseguenza, dei tempi e delle modalità di erogazione delle provvidenze stesse. Per tutte queste ragioni, non appare più rinviabile, all’interno di una più generale riforma del settore 8 dell’editoria, un riflessione e un 7
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RIFORMA DELL’EDITORIA
logiche, appare condivisibile oppure limita e distorce le scelte delle imprese?
PREMESSA, SCHEMA E QUESTIONARIO intervento sull’attuale assetto 7 del sistema della provvidenze. Questionario
1) A vostro parere, avendo riguardo agli obiettivi ultimi della normativa, quali sono i punti di forza e di debolezza dell’attuale sistema delle provvidenze all’editoria? 2) A vostro parere, l’attuale normativa riesce a conciliare adeguatamente l’ingresso di nuovi soggetti sul mercato e la trasformazione delle imprese esistenti in seguito alla dinamica tecnologica e di mercato? 3) Ritenete possibile, anche in considerazione della indispensabile azione di contenimento della spesa pubblica, contemperare la tutela del prodotto editoriale di base con la promozione dell’innovazione tecnologica? 4) Per ciò che attiene, in particolare, al pos-
sibile sostegno all’innovazione, ritenete utile prevedere strumenti dedicati in modo specifico al settore editoriale o considerate, invece, più opportuno estendere all’editoria gli strumenti già oggi a disposizione degli altri settori industriali?
5) Quali forme di sostegno pubblico (tariffarie e non) considerate più utili per l’editoria telematica e multimediale, tenuto conto della centralità di questo segmento per lo sviluppo della società dell’informazione?
6) Quali forme di agevolazioni potrebbero rivelarsi più efficaci per favorire lo “start up” di un’impresa editoriale? Quale potrebbe essere un arco temporale di applicazione sufficiente per valutare l’efficacia di tale tipologia di intervento?
7) A vostro parere, l’imposizione di specifici legami tra tipologie di spesa e volumi di produzione e ammontare delle provvidenze, anche alla luce delle innovazioni tecno-
Un nuovo servizio gratuito per i soci USPI
I COMUNICATI STAMPA DEGLI ASSOCIATI SU WINDPRESS.IT
8) Nella realtà, ormai prossima, di servizi postali liberalizzati su scala europea quali opportunità vedete per le imprese editoriali? A vostro giudizio, l’instaurarsi di una concorrenza tra i gestori dei servizi postali potrebbe ridurre l’ampiezza del sostegno pubblico alla spedizione dei prodotti editoriali, eventualmente trasformandolo in un sostegno selettivo per i comparti di prodotti editoriali più deboli? In ogni caso, considerate che il passaggio ad un sistema di sconti in misura fissa, invece che percentuale, per la spedizione di prodotti editoriali potrebbe contribuire ad attivare dinamiche di razionalizzazione dei costi di gestione da parte delle imprese?
9) A vostro parere, sarebbe opportuno un intervento mirato a sviluppare il pluralismo informativo tramite il rafforzamento della domanda di prodotti editoriali? Quale ordine di priorità dovrebbero eventualmente avere gli interventi sulla domanda? Quali sarebbero, eventualmente, le direttrici da privilegiare in questo ambito? sta o di un evento particolare che si vuol pubblicizzare, sul sito www.windpress.it.
Il sito www.windpress.it costituisce un canale preferenziale e specifico di informazione, consultato quotidianamente da giornalisti, responsabili aziendali di relazioni esterne, componenti di uffici stampa, dell’USPI. Con la stessa finalità che ha portato alla freelance e da tanti operatori del settore In tale data, infatti, la nostra Unione ha sotcreazione del “Trovaperiodici” (vedi pagidell’informazione e della comunicazione toscritto un accordo con la MEDIADATA na 14), cioè quella di dare sempre maggior in generale. Srl che permette alle testate aderenti visibilità alle testate e alle attività degli La procedura per il caricamento dei comuall’USPI di inserire un proprio associati consentendo loro di mostrarsi ad nicati stampa si avvale di una username e “Comunicato stampa”, in occasione dell’uun pubblico maggiore, il 17 novembre una password che sono state già comuniscita dell’ultimo numero della propria riviscorso è partita una nuova iniziativa cate agli associati tramite un’email. Per ulteriori informazioni o per chi non avesse ricevuto Una fonte fonte di l’email con la procee visibilità per te dura per inserire i comunicati su winduna f fonte onte di Dai più visibilità alla tua com comunicazione unicazione e alla tua press sono a disposisocietà, pubblica i tuoi com comunicati unicati stampa sul sito per i giornalisti zione gli uffici della www.windpress.it www.windpr www .windpress.it Segreteria Generale. Siamo certi che la i giornalisti che si sono rregistrati egistrati con arg argomenti omenti presenza dei preferenziali pr efer ef erenziali attinenti al mondo dell’editoria, li rice riceveranno veranno Comunicati stampa automaticamente sul lor loro o indirizzo e-mail. dei nostri associati WindPress dispone,, inoltr inoltre, WindPress dispone e, dello spazio Aziende e all’interno di queComunicatori dove inserire, Comunicatori do ve potrai inserir e, vicino all’elenco dei sta vetrina privilecomunicati archivio, logo, comunicati in linea e in ar chivio, il log o, lo staff della giata potrà essere comunicazione gallery. comunicazione e una photo galler y. d’impulso allo sviPer P er informazioni informazioni Mediadata luppo diffusionale via Compagnoni, 30 • 20129 Milano dei periodici dei tel. 02 70 00 41 50 • info@windpress.it inf info@windpr o@windpress.it nostri soci.
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GIORGIO BOCCA: LA SCRITTURA GIORNALISTICA DEVE VOLTARE PAGINA
dialogando dialogando
Con il titolo “Come sono sexy queste news” Giorgio Bocca ha pubblicato su “L’Espresso” del 21 dicembre u.s., questo magistrale articolo che dà una lettura interessante al calo delle vendite dei quotidiani. Ascrivendolo principalmente alla complessità del linguaggio giornalistico. Non tutte le diagnosi proposte da Bocca collimano con le idee dell’USPI ma riteniamo utile riportarle poiché possono spingere anche gli editori e i redattori dei periodici associati a servire meglio i loro lettori con una scrittura semplice, onesta, immediata non prolissa e non criptica. ***** “Per leggere un articolo bisogna faticare: tradurre le parole straniere, quelle in gergo, le sigle, le iniziali. Quasi una lingua inventata”.
Dicono che i giornali quotidiani siano in calo in tutto il mondo. Certo il fatto che escano dei quotidiani gratuiti non depone a favore della merce. Il calo però è verosimile e le sue ragioni evidenti. La prima è il linguaggio. Il linguaggio corretto dei ceti scolarizzati ha ceduto il campo a quello tecnico pubblicitario di difficile comprensione. Per leggere un articolo bisogna faticare: tradurre le parole straniere, quelle in gergo, le sigle, le iniziali, quelle del gruppo, del quartiere, dei sessi. Più che una lettura trattasi di una partita incerta tra lingue, significati, abbreviazioni, qualcosa che più che una lingua assomiglia a delle indicazioni stradali. Il linguaggio dei giornali non è più scolastico, comprensibile da lettori di una classe dirigente acculturata, ma inventato giorno per giorno. I temi politici hanno ceduto nettamente il campo a quelli economici ed essi o sono incomprensibili, dato che gran parte delle economia non è confessabile, o vogliono persuadere, cioè sono pubblicitari. Ogni giorno sui quotidiani compaiono annunci di affari fatti per somme enormi: banche che si fondono, pozzi di petrolio che passano di mano. Ma sono tutte operazioni informazioni cripNotiziario USPI n° 1/2007
tiche. Si capisce qualcosa solo quando falliscono e, tirate le somme, si scopre che ci sono degli azionisti derubati di tutto ed altri arricchiti, quasi sempre gli autori della bancarotta. Alla lunga si viene informati che coloro i quali hanno male amministrato e dilapidato, stanno ancora in villa o viaggiano ancora sull’aereo personale ed è cosa piuttosto fastidiosa e deludente. Si viene anche a sapere che i bancarottieri non solo non erano degni della nostra fiducia, ma ci prendevano per i fondelli, stampavano le false fatture della parmalat nelle pubbliche tipografie, incaricavano un
Portano iella i giornali: non una loro notizia che sia a lieto fine, sviluppala, concludila e scopri che mira al peggio, al petrolio che finisce, all’acqua che scompare, all’aria sempre più fetida che neanche per sbaglio gli uomini riescono a mettersi d’accordo per porvi riparo, che c’è sempre un arcano incomprensibile motivo di disaccordo. E le ripetizioni? I discorsi demenziali? Ma vi rendete conto che per giorni le gazzette sono state piene delle cronache della grande manifestazione di Forza Italia, milioni di italiani in piazza a gridare il loro fascismo inconscio quanto massiccio, invocazioni alla libertà senza giustizia, confusione di tutte le pseudo idee, saluti romani, spappolamento delle classi, trionfo delle retoriche dei servi e dei cortigiani. Che tristezza, ah non per questo!
IL GOVERNO MANTIENE GLI IMPEGNI IN FINANZIARIA E VARA LA RIFORMA DELLE LEGGI SULL’EDITORIA
ragioniere di inventare la contabilità. La prevalenza dell’economico, cioè della pubblicità nei quotidiani e negli ebdomadari li riempie di zavorra illegibile di esposizioni merceologiche straripanti e promozionali alla evidenza false. Ogni giorno si è costretti ad apprendere che le mele o le carote o la vaniglia o qualsiasi frutto e legume sono provvidenziali per la nostra salute e per un po’ quella abbondanza di frutta e verdura come marmellate, prosciutti e vini può fare compagnia, ma alla fine stufa e magari puzza. E siccome quelli che fanno i giornali hanno fatto la sensazionale scoperta che il sesso aiuta a vendere, le pagine sono strapiene di tette, di culi, di belle ragazze che la offrono, di mannequin che simulano tentazioni erotiche.
Insomma il calo dei giornali risponde alle leggi elementari del mercato. Vendono ciò che non è richiesto: invece delle notizie le bugie e gli inviti, invece della chiarezza la confusione e gli inganni. Vendono soprattutto l’idea che dopotutto, questo è un mondo gradevole e in progress, mentre tutti sanno che le cose non stanno proprio così.
d’impresa. L’obbligo in questione 2 decorre dal 12 agosto 2006 (data di entrata in vigore della Legge di conversione del Decreto Visco-Bersani), per i compensi riscossi dalla data stessa, anche se riferiti a prestazioni rese anteriormente. Ma ecco cosa succede dal 2008: l’obbligo sarà progressivamente esteso ai compensi di importo unitario inferiore. Dal primo luglio 2008 al 30 giugno 2009 la regola vale quindi anche per gli importi pari o superiori ai 500 euro, mentre dal primo luglio 2009 la soglia si abbasserà addirittura ai 100 euro. AGEVOLAZIONI PER FUSIONI PMI
La misura fiscale punta ad aiutare le aggregazioni e la competitività delle piccole e medie imprese entro un limite di 5 milioni di euro.
L’AUMENTO DEI CONTRIBUTI INPS PER I CO.CO.PRO. E LE INDENNITA’ DI MALATTIA E MATERNITA’ Dal 1° gennaio u.s. sono saliti di 5 punti dal 18 al 23% - i contributi dei collaboratori a progetto (1/3 dell’aliquota è a carico del collaboratore, 2/3 a carico del datore di lavoro). Sempre dal 1° gennaio u.s. i collaboratori a progetto hanno diritto all’indennità di malattia e di maternità da parte dell’INPS.
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La relazione degli italiani con i media nel 40° Rapporto CENSIS 2006
om’è consuetudine dal lontano 1967, alla fine dell’anno il CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) ha pubblicato il “Rapporto sulla situazione sociale del Paese”, giunto alla sua 40ma edizione. Un rapporto considerato il più qualificato e completo strumento di analisi e interpretazione della realtà economica sociale e culturale. Sui prossimi numeri di questo Notiziario riporteremo la recensione più generale del contenuto del Rapporto ed alcune analisi di settore a più ampio respiro. In queste pagine pubblichiamo una sintesi dell’indagine CENSIS limitata al settore della carta stampata, evidentemente non riferito ai periodici editi dalle aziende medio piccole, che però possono ricavare dalle tendenze più significative della “grande stampa” utili indicazioni per le loro strategie. ***** Il Rapporto CENSIS 2006 registra segnali di ritorno alla vitalità economica. L’Italia aveva attraversato, fino ad un anno fa, un periodo di frustrazione quasi rassegnata di fronte alla spietata riproposizione di tematiche come quelle del declino, dell’impoverimento, della caduta di competitività, della crescente marginalizzazione internazionale. Da quel periodo di frustrazione eravamo usciti molto lentamente, prima riaffondando nelle radici (la forte patrimonializzazione e la qualità della vita borghigiana), poi rendendoci via via conto che eravamo più vitali di quanto molti pensassero. Fino all’allora “temeraria” valutazione del Rapporto dello scorso anno che parlò di una ripresa a schegge di vitalità, ma concretamente operante. Nel 2006 quella ripresa, ha rilevato il CENSIS, ha assunto consistenza crescente, con progressioni di aumento del prodotto nazionale allineate intorno al 2 per cento, traguardo inverosimile a metà 2005, quando sembravamo impaludati nella crescita zero. IL MONDO MEDIALE
Nei primi anni del nuovo secolo, il “mondo mediale” ha fatto passi da gigante e la rivoluzione digitale ha introdotto radicali trasformazioni della vita quotidiana. Per aiutare a capire quanto rapidamente i cambiamenti abbiano già mutato la percezione diffusa della natura dei media, basta ricordare che nel 2001 veniva contestata la scelta di considerare il telefono cellulare un mezzo di comunicazione, mentre oggi è già possibile (e domani sarà comune) ricevere dal telefonino programmi televisivi o connettersi ad internet; oppure non mancava 10
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chi riteneva inutile attardarsi a riflettere da telefonini e lettori mp3 ha oscurato una sulla lettura di libri, che invece risultano un fetta di pubblico radiofonico. punto di riferimento ineludibile della civiltà Importante è il confronto tra la stratificadigitale. zione nell’impiego dei media registrata nel La rilevazione fatta dal CENSIS, anno per 2006 con quella riscontrata nel 2005. anno, dell’evoluzione del rapporto intratteAnche se la vera differenza si ha nel pasnuto dagli utenti con i media ha rilevato, saggio dalla fascia dei Marginali/Poveri di come prima evidenza, che l’introduzione di media (che usano praticamente solo la telenuovi strumenti nel circuito della comunivisione tradizionale e poco più) alle fasce cazione non porta al declino degli altri, ma successive, si registra un lieve aumento produce un riposizionamento generale di della situazione complessiva, in quanto da tutti i mezzi nell’intero sistema. un anno all’altro è diminuita di 3,7 punti La prima conseguenza di questo riposiziopercentuali la classe di Poveri di media, namento è la ridefinizione stessa dei media. mentre sono aumentate tutte le classi supeLa TV è il mezzo che ha già metabolizzato riori. buona parte della mutazioTab. 18 - la stratificazione sociale dell’uso dei media in ne. La TV satellitare e il digi- Italia. Confronto 2005/2006 (val.%) tale terrestre sono entrati utenti di media 2005 2006 in molte case, come c’è 1,1 1,3 chi vede la televisione pionieri attraverso internet e con il 10,6 12,2 videofonino...Tutto questo onnivori non comporta affatto un consumatori medi 37,9 39,5 declino della televisione tradizionale, se non in poveri di media 40,1 36,4 quantità di tempo medio 10,3 10,6 di ascolto giornaliero, marginali però impone un ripensa- Nota: I pionieri sono gli utenti di 8 media e oltre, gli onnivori gli utenti di 6-7 mento del rapporto dello media, i consumatori media gli utenti di 4-5 media i poveri di media gli utenti spettatore con tutte le di 2-3 media e i marginali di un solo mezzo. opzioni che si trova di Fonte: Indagini Censis 2005 e 2006 fronte. In realtà, è l’uso dei nuovi media che può alterare i dati complessivi sul consumo, ma visto che i Marginali, i Poveri di Media e LA COMUNICAZIONE E I MEDIA IN gli stessi Consumatori medi non usano NUMERI internet e le altre nuove tecnologie, questo tipo di considerazioni può spostare solo 1. L’uso dei media qualche decimo di punto in rapporto tra Onnivori e Pionieri, che comunque restano Il rapporto degli italiani con i media si è le due categorie più elevate e più limitate, tendenzialmente modificato nel corso delma non mette in discussione i Marginali e l’ultimo anno. Poveri di media che non si discostano dal Prima ancora di un cambiamento nel conquel 47%. sumo di ciascun media, c’è stata piuttosto una trasformazione nel modo stesso di accostarsi ad essi da parte del pubblico. Ad 2. I quotidiani, i periodici e l’editoria esempio, tra coloro che vedono i programmi televisivi (94,4%) c’è un 20% abbonLa diffusione dei quotidiani tradizionali in dante di italiani che per televisione intende edicola si è erosa lentamente negli anni: oltre a quella tradizionale, anche la tv satelpassando infatti da 5.532.666 copie diffuse litare, quella digitale terrestre, e la web tv. nel 2004 a 5.421.650 nel 2005, si è registraDiscorsi analoghi si possono fare anche per ta una variazione negativa del 2%. Rispetto la free press e la consultazione delle pagine agli anni precedenti, in cui almeno i regioon line dei quotidiani che solo 3 anni fa rapnali e provinciali erano le uniche tipologie presentava un fenomeno molto marginale. di quotidiani ad avere un andamento positiCiò spiega l’aumento delle persone che vo, nel 2005 ciò non è avvenuto. affermano di leggere i giornali, in assenza In particolare, la diffusione dei quotidiani di un equivalente aumento di copie vendunazionali ha avuto un calo pari allo 0,9% te in edicola. (da 2.101.242 copie nel 2004 a 2.083.050 Allo stesso modo i milioni di libri entrati nel 2005); lo stesso è avvenuto per i non nelle case degli italiani insieme a giornali e nazionali che da 2.257.537 copie vendute lo periodici devono aver trovato dei lettori, scorso anno sono scesi a 2.225.372 copie così come la possibilità di ascoltare la radio nel 2005 (-1,4%). Tra questi i pluriregionaNotiziario USPI n° 1/2007
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La relazione degli italiani con i media nel 40° Rapporto CENSIS 2006 li hanno registrato il maggior calo con una variazione negativa del 3,1%, seguiti dai provinciali a quota -0,7% e dai regionali a 0,5%. Scende del 4,4% anche la vendita dei quotidiani sportivi (690.987 copie nel 2005 contro le 722.704 nel 2004) e del 6,4% quella dei quotidiani economici (422.241 nel 2005 rispetto al 451.183 nel 2004). Analizzando nel dettaglio la diffusione mensile dei primi 6 quotidiani nazionali fra luglio 2005 e giugno 2006, vediamo che Corriere della Sera e Repubblica sono in testa alla classifica con un andamento costante e simile nel corso del periodo di esame: raggiungono entrambi il picco delle vendite a novembre 2006, rispettivamente, il Corriere con 709.000 copie e la Repubblica con 679.000. Mentre il minimo coincide con il mese di luglio 2005: il Corriere diffonde 667.000 copie e la Repubblica 591.000. Il Sole 24 Ore e la Stampa viaggiano sotto le 400.000 copie, mentre il Messaggero, tranne un rialzo ottenuto ad agosto 2005 (281.000), si mantiene sotto le 230.000. Il Giornale che ha avuto una diffusione media di 200.000 copie, fa registrare un picco massimo (230.000) a marzo 2006 e un minimo (201.000) a febbraio 2006. Esaminando la vendita dei settimanali, a differenza dei quotidiani nel 2005 si riscontra una variazione positiva del 5,6% (da 14.714.425 copie diffuse nel 2004 a 15.545.416 nel 2005). L’attualità, con 5.276.992 copie vendute, è il genere più diffuso nel 2005, seguito dai settimanali dedicati alle programmazioni televisive, che hanno fatto registrare un rialzo notevole del 20,5% passando da 2.811.920 copie
diffuse nel 2004 a 3.389.366 nel 2005. Stesso discorso vale per la diffusione dei femminili che rispetto al 2004 aumenta del 7,4%; scende invece del 4% la vendita dei settimanali di informazione (rispettivamente da 1.774.301 a 1.703.052 copie). Tra i generi in forte calo ci sono quelli dedicati ai motori che da 184.433 copie vendute nel 2004 scendono a 160.788 nel 2005 (12,8%), i settimanali per i bambini (-8,6% e quelli sullo sport (-8,1%). Le vendite dei mensili al contrario dei settimanali hanno fatto registrare nel 2005 una variazione positiva pari al 16,3%: da 18.717.088 copie diffuse nel 2004 c’è stato un balzo considerevole fino a 21.763.828 copie nel 2005. I mensili specializzati sono quelli che hanno avuto la variazione maggiore da 445.922 copie vendute nel 2004 a 4.076.525 nel 2005, poiché a partire dal 2005 l’ads ha conteggiato anche il mensile Sky magazine che ha avuto una diffusione pari a 3.637.621. Ai primi posti della graduatoria resistono come ogni anno le vendite dei femminili che nonostante siano aumentate solo dello 0,9% (2.898.424 copie nel 2005) sono in costante crescita; le riviste specializzate di motori passano dalle 2.944.792 copie diffuse nel 2004 alle 2.861.672 nel 2005 (2,8%). Dopo il rialzo delle vendite dei mensili dedicati alla scienza e all’ambiente ottenuto negli anni precedenti, nel 2005 si scende nuovamente intorno alle 1.300.000 copie con una variazione negativa del 18,7%. Salgono invece del 41,6% le riviste sul tema della salute (da 703.576 nel 2004 a 996.054 nel 2005). Continuano la loro ascesa i maschili (+3,8%), mentre i mensili
per bambini, dopo esser cresciuti nel 2004, hanno avuto nel 2005 un significativo decremento pari a 32,4%. Costante e lenta è la deriva dei mensili che vendono sotto le 200.000 copie. Oltre a sfogliare quotidiani e periodici, gli italiani impiegano il loro tempo libero anche leggendo libri, salgono infatti da 46,6% nel 2005 a 55,3% nel 2006 coloro che hanno dichiarato di aver letto almeno un libro nell’ultimo anno ad esclusione di quelli strettamente scolastici ed universitari. Le donne sono le più assidue lettrici, il 24,8% legge mediamente in un anno da 6 a 10 libri (gli uomini sono il 17,9%). Dalla suddivisione per classi di età si evince che se il 31,6% dei giovani dai 14 e i 17 anni ha dichiarato di aver letto da 6 a 10 libri nell’ultimo anno (19% fra i 30 e i 44 anni), nella fascia d’età 45-64 anni, il 14,7% ne ha letti da 11 a 20 e il 13,3% più di 20. Ben il 21% tra i 30 e i 40 anni sostengono di aver letto solo 2 libri in un anno, mentre tra gli over 65 il 20,3% ne legge da 6 a 10 e il 12,2% da 11 a 20 libri. Questo aumento dei lettori di libri coincide con la crescita della produzione libraria. Le opere pubblicate nel 2005 sono 53.231, rispetto alle 52.670 nel 2004; in particolare le prime edizioni aumentano del 12,3% e le edizioni successive alla prima ben del 30,7%. 3. L’andamento della pubblicità
La creatività pubblicitaria permette di dare sempre nuove soluzioni per chi ha la necessità di comunicare con i propri clienti. E’ per tale ragione che gli investimenti pubblicitari in Italia, fra i vari media, nel 2005 è salita a 8.972 milioni di euro con una variaTab. 20 - Diffusione dei settimanali per genere, 2003-2005 (*) (v.a. val.% e var.%) zione rispetto al 2004 dell’1,2%. Genere 2003 2004 2005 val.% 2005 var.% 2004-2005 Al primo posto c’è ovviamente la televisione che tra rai e reti private, nel 2005, ha attualità 3.842.673 5.104.417 5.276.992 33,9 3,4 investito 4.905 milioni di euro in pubblicità televisione 3.464.097 2.811.920 3.389.366 21,8 20,5 (+1,5% rispetto al 2004), e possiede una femminile 3.147.920 3.108.675 3.339.327 21,5 7,4 quota di mercato complessiva del 54,7%. Per quanto riguarda i media stampa, che informazione 1.953.806 1.774.301 1.703.052 11,0 -4,0 detengono il 32,1% del mercato pubblicitasport 508.595 527.648 485.032 3,1 -8,1 rio in Italia sono stati investiti nel 2005, bambini 401.409 404.586 369.847 2,4 -8,6 2.881 milioni di euro l’1,2% in più rispetto economia 142.314 223.161 237.101 1,5 6,2 al 2004. computer/internet 187.700 206.342 202.275 1,3 -2,0 Piuttosto esigue sono invece le quote di mercato possedute dalla radio (6%), dalla giovani 131.893 161.102 185.170 1,2 14,9 pubblicità esterna (5%) e dal cinema motori 184.046 184.433 160.788 1,0 -12,8 (0,7%). salute 185.099 151.458 143.861 0,9 -5,0 A partire dal 2004 è stato inserito fra i vari specializzati 59.843 56.382 52.605 0,3 -6,7 media anche internet. La pubblicità on line nel 2005 ha una quota di mercato pari Totale 14.209.395 14.714.425 15.545.416 100,0 5,6 (*) I dati sono relativi alle copie medie settimanali per le testate rilevate dall’ads (65 per il 2003, 67 per il 2004 e 70 all’1,5%, e rispetto al 2004 ha già avuto un per il 2005). Sono escluse le edizioni settimanali dei quotidiani (tranne quelle considerate da ads come settimanali: Lo aumento degli investimenti dell’11,2%, Specchio e D di Repubblica sono incluse dal 1007; Venerdì dal 1998, Il Quotidiano del Sabato dal 2000). passando da 122 milioni di euro lo scorso Fonte: Elaborazione Censis su dati ads anno a 138 milioni di euro nel 2005.
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La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo
Riprendiamo la pubblicazione della rubrica “La gestione editoriale di un periodico medio-piccolo”, sospesa nei numeri scorsi per carenza di spazio. Ricordiamo ai lettori che le precedenti sezioni sono state pubblicate sui numeri di marzo, aprile, giugno e luglio-agosto 2006 di questo Notiziario.
Chi ha seguito questi “appunti” di gestione editoriale sa bene che ci rivolgiamo ad editori di piccolo e medio capitale. In considerazione di ciò proporremo una carrellata sintetica delle iniziative destinate a promuovere le vendite o la lettura soffermandoci più diffusamente su una forma di promozione alla portata di tutte le tasche: la campagna abbonamenti. Tra le iniziative di sostegno che si propongono di incentivare la vendita di uno o più numeri del periodico enumeriamo: - i numeri speciali - i supplementi - il fascicolo a dispense - il cd - una piccola raccolta di vecchie fotografie delle città di diffusione - documenti storici della zona di diffusione - piccoli libri (ricettari di cucina, carte stradali, proverbi popolari, speciali casa) - giochi (carte, album con figurine, tombole) - gadget forniti gratuitamente dagli inserzionisti pubblicitari - concorsi e parole crociate a premi. In queste iniziative c’è sempre il pericolo che il periodico sia comprato da lettori occasionali (attratti dal regalo e poco interessati alla lettura) che non diventeranno mai acquirenti abituali. Resta però il vantaggio che l’omaggio faciliti la visibilità e la memorizzazione della testata. Non trascurabili sono anche i vantaggi che si possono ottenere dal secondo mercato aumentando la tiratura dei numeri promossi e le tariffe delle inserzioni pubblicitarie. COSTI DI VISIBILITA’ E AZIONE DI MAILING
Per vendere bisogna essere visibili, noti, ma in edicola per essere visibili bisogna già avere avuto successo. Come impedire al cane di mordersi la coda? Prima soluzione: i periodici meno noti, dal momento che in edicola non possono avere adeguata visibilità, possono essere richiesti solo da lettori che - per altre vie - abbiano già conosciuto la testata e ne siano rimasti incuriositi. La strada per far conoscere il prodotto è la pubblicità che, attraverso la vasta gamma dei media, riesce in tempi brevissimi a far conoscere al largo pubblico 12
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LA PROMOZIONE DELLE VENDITE E DEGLI ABBONAMENTI
il titolo, il contenuto, il prezzo, la periodicità e la data di pubblicazione di un periodico neonato o adulto che sia. Ma, ahimé, per molti editori medio-piccoli affidare la visibilità e la promozione di una testata agli spot televisivi all’affissionistica alle locandine nelle edicole ai messaggi radiofonici, alle inserzioni pubblicitarie sui giornali, resta impresa economicamente insostenibile: i costi di una buona campagna pubblicitaria superano largamente il costo annuo di edizione e di distribuzione di un periodico medio-piccolo. Seconda soluzione: una strada più lunga, ma meno costosa, può essere quella del direct mail, una forma di marketing diretto che impiega i collaudati metodi della vendita per corrispondenza anche alla campagna abbonamenti di un periodico. Come si realizza una azione di mailing? Il percorso varia da prodotto a prodotto ma ordinariamente si articola essenzialmente in questi adempimenti: 1) definizione del target a cui il periodico si rivolge; 2) ricerca e acquisto delle liste di indirizzi (mailing significa, appunto, indirizzario) a cui inviare i messaggi dell’editore e la proposta di abbonamento; 3) definizione della comunicazione più adatta all’abbonato potenziale “tipo” (presentazione, sconti, premi, doni, copia in omaggio, abbonamento temporaneo gratuito, ecc.); 4) invio di un primo messaggio destinato a sondare le potenzialità del mercato; 5) raccolta, elaborazione, valutazione e memorizzazione delle risposte; 6) successive campagne annuali destinate non solo alla ricerca di nuovi abbonati, ma anche alla fidelizzazione dei vecchi. La pubblicità costa di più, ma dà risultati di visibilità più immediati mentre il marketing diretto costa di meno ma richiede almeno due - tre campagne annuali. Gli esperti sostengono che una buona azione di mailing al 4° anno può autofinanziarsi con l’aumento delle entrate da nuovi abbonamenti e può perseguire finalità di solo mantenimento, con riduzione dei costi. LA CAMPAGNA ABBONAMENTI
La vendita di un periodico per abbonamento è una vendita con sconti di quantità: l’abbonato, a prezzo ridotto, acquista tutti i numeri del periodico che usciranno in un dato periodo e che gli saranno spediti (nor-
malmente per posta) a domicilio. L’abbonamento non soltanto contribuisce al finanziamento della gestione editoriale ma offre anche una stabilità alle entrate. Quando il periodico si rivolge - oltre che agli abbonati e ai lettori - al secondo mercato degli inserzionisti pubblicitari, gli abbonamenti costituiscono un’importante garanzia per l’azienda inserzionista che può contare su una certa stabilità del lettorato e può conseguentemente pianificare con minori rischi l’azione promozionale. Le vendite per abbonamento non registrano copie invendute, cioè non hanno rese e quindi offrono all’editore un margine sensibilmente superiore a quello della vendita in rete (chioschi, edicola, punti vendita) sottoposta all’incertezza delle vendite e delle copie invendute. La vendita in edicola è più costosa di quella in abbonamento e si può stimare che per vendere due copie bisogna distribuirne tre (sempre che il distributore sia d’accordo). Non sarà tempo perso da parte dell’editore effettuare un’attenta analisi comparativa dei costi e dei ricavi delle vendite in rete e di quelle per abbonamento a cominciare dalle spese di distribuzione e spedizione. L’ACQUISIZIONE DEGLI ELENCHI DI ABBONATI POTENZIALI
Le maggiori entrate che gli abbonamenti assicurano rispetto alle vendite in edicola, consentono di destinare parte dei ricavi, prim’ancora che alla campagna abbonamenti, all’acquisto - tramite aziende di marketing - di elenchi di potenziali clienti a cui inviare abbonamenti di prova per 2/3 mesi o copie gratuite in saggio. L’elenco abbonati costruito con tenacia costituisce un considerevole patrimonio editoriale poiché dà la possibilità di pervenire ad una conoscenza “diretta” dei lettori a cui chiedere, ad es., dati informativi e suggerimenti preziosi per la linea editoriale della testata. Inoltre essere abbonati ad un periodico piuttosto che ad un altro può rivelarsi un’importante caratteristica sociodemografica estremamente interessante per la pianificazione pubblicitaria dell’editoria e dell’azienda inserzionista. E, infatti, l’acquisto di una determinata pubblicazione (ancor più se in abbonamento) è elemento qualificante del lettore. In ottemperanza alla legislazione sulla tutela dei dati personali l’utilizzo dei nomi degli abbonati deve essere esplicitamente - da ciascuno di essi - consentito e autorizzato. IL PERIODICO AFFIDABILE DEVE ESSERE UNA “PERSONA”
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Essere abbonati ad un periodico significa spesso essere partecipi di una specie di clan di amici, di persone che hanno qualcosa in comune nel modo di pensare, di vivere e di impiegare il tempo libero. E’ quasi un’ovvietà dire che gli abbonati sono persone. Meno ovvio è sostenere che un periodico che voglia attivare un dialogo personale con gli abbonati potenziali o effettivi deve comportarsi come una persona fisica. Rifacendoci agli studi di David Bernstein e segnatamente al volume “Company Image” (pubblicato in Italia da Guerini e Associati) che ha svolto un teorema dal titolo significativo “Le imprese sono persone”, possiamo affacciare l’ipotesi che ai fini della comunicazione d’impresa non solo le aziende editrici sono persone, ma anche il periodico è una “persona” e nella comunicazione deve comportarsi come tale. Il periodico è una persona, generata da una persona - l’editore - anzi da una persona sola: l’editore-creatore. Soprattutto le testate medio-piccole non nascono da un gruppo di ideatori ma sono ideate da un editore solitario che crea una nuova testata per soddisfare bisogni informativi insoddisfatti o soddisfatti in modo inadeguato o diverso. I maghi dei periodici di massa inorridiranno, ma questa è la gestazione più comune dei periodici medio-piccoli dell’area USPI che ogni giorno si affacciano sul mercato. Agli inizi della gestazione agiscono due forze diverse: la creazione del nuovo periodico e le esigenze editoriali ma alla pubblicazione del primo numero la relazione tra editore e testata sarà completa e agirà come forza unificante. Da questa unità “personale” tra editore e testata consegue che quando si effettuerà la prima campagna abbonamenti l’immagine percepita potrà essere debole ma non ambigua e comunque la “persona periodico” si identificherà con la persona editore. A questo punto sussistono i requisiti per una comunicazione tra persone e la campagna abbonamenti andrà fatta (stiamo per proporre un’altra eresia!) superando il concetto di target. La parola target significa bersaglio e tradisce una visione militare della comunicazione e con il target non si dialoga, lo si colpisce, lo si “impressiona” o si cerca di farlo. La campagna abbonamenti va invece pianificata come una comunicazione personale poiché una comunicazione prepotente, impersonale, produce negli abbonati un’impressione di fastidio o d’impersonalità che non favorisce l’incontro. La testata deve essere presentata come un essere sensibile, una persona vivente il cui comportamento e la cui personalità sono la somma degli sforzi e delle responsabilità dell’Editore, del Direttore, dei giornalisti e dei collaboratori. Prima di chiederci se una campagna abbonamenti può funzionare, verifichiamo la sussistenza del pre-requisiNotiziario USPI n° 1/2007
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to della personalità. Il messaggio deve esplicitare senza colpi di grancassa cos’è il periodico, cosa fa e quale linea editoriale si prefigge. Stabilita l’identità della testata (tra persone a modo prima ci si presenta e poi si propone un’intesa) si deve offrire all’abbonato potenziale un servizio utile, interessante, personale. I periodici medio-piccoli sono come i ristoranti: a prezzo ragionevole i clienti vogliono trovarvi un buon menù nel quale scegliere buoni cibi che soddisfino i loro gusti personali. I lettori non sono acquirenti passivi ma scelgono il periodico nel quale, in qualche modo, identificano un interesse personale come, ad esempio, il tempo libero, la vita del quartiere, la narrativa, una disciplina professionale, lo sport, un hobby. La partecipazione dell’abbonato non si esaurisce con l’acquisto ma suggerisce all’editore azioni di miglioramento, modificazioni o, addirittura, la chiusura della testata. C’è sempre un divario tra l’immagine della testata che la campagna abbonamenti tende a dare e l’impressione che suscita effettivamente nei potenziali lettori. Per ridurre al minimo questo divario, dovuto spesso a diffidenza o incertezza, un’efficace proposizione della campagna deve far percepire il periodico come “una brava persona”, un amico che ci fa compagnia, un conoscente che può esserci utile. LO STILE PERSONALE CAMPAGNA
DELLA
La comunicazione che presenta la campagna abbonamenti deve avere uno stile personale, sorvegliato, raffinato: parte da una “persona educata”, il periodico, e si rivolge ad una persona rispettabile, il potenziale abbonato. Spieghiamoci concretamente con un esempio. In un ricevimento, dopo esserci presentati ad uno sconosciuto che potrebbe esserci utile, non ci sogneremmo davvero di darci arie da superuomini e di dire: “Non perda il mio biglietto da visita, approfitti della conoscenza che le sto offrendo: è un’occasione da non perdere”. Se lo facessimo il nostro interlocutore ci giudicherebbe come persona megalomane da evitare accuratamente. E invece è quello che fanno alcuni editori presentando ai potenziali lettori la campagna abbonamenti. Non contenti di magnificare in misura sospetta le qualità del periodico, l’entità dello sconto o il valore del gadget, maldestramente aggiungono: “Approfitti di questa offerta eccezionale: è un’occasione da non perdere!”. Questa frase può suscitare un’impressione negativa poiché equivale a dire: “Se non ti abboni sei uno scemo”. La forma espositiva non deve avere toni troppo suggestionanti ma deve essere man-
tenuta nei limiti della continenza nel senso che la comunicazione dei fatti deve essere serena ed obiettiva. Non è detto, infatti, che lo stile encomiastico susciti necessariamente un’impressione positiva. CONTENUTI DELLA CAMPAGNA
Il periodico va presentato nei suoi aspetti reali e nei suoi servizi essenziali accennando alla serietà dei redattori e allo spirito di servizio che informa la linea editoriale. Presentando lo sconto si rispetti la libertà dell’abbonato potenziale di giudicare con la sua testa se l’offerta è davvero conveniente e interessante. Ogni forzatura iperbolica anziché sedurre il lettore potrebbe indispettirlo. I gadget, i doni, i regali condizionati possono essere svalutati da spiegazioni poco chiare o furbette che condannano la lettera di presentazione al cestino. Un’apprezzata azienda di vendite per corrispondenza in questi giorni offre un dono “a prezzo regalo”. Il regalo costa 1 euro ma è subordinato ad un ordine del valore minimo di 20 euro e a un contributo per spese di spedizione di 5,20 euro. A nostro avviso, se volete fare un regalo ai neo-abbonati che sia un regalo dignitoso e soprattutto che sia un regalo vero, recapitatelo a vostre spese. Cosa pensereste di un amico viticultore se a Natale vi mandasse una cassetta di vini con le spese di recapito a vostro carico? Un terzo accorgimento: le comunicazioni prolisse, di due o tre pagine, sono irrilevanti poiché nessuno ha voglia di essere annoiato con le nostre troppo lunghe argomentazioni. Cerchiamo di chiedere all’abbonato potenziale pochi secondi del suo tempo prezioso, contenendo la nota di presentazione in una pagina. Concludiamo con due esempi di stile personale e accattivante. Ecco come si chiude la letterina di presentazione dell’ultima campagna SKY: “E’ il momento di seguire le sue passioni...La aspettiamo per una stagione di grandi emozioni”. La SKY - che pure offre gratis decoder digitale, parabola e installazione - non dice perentoriamente: “E’ un’occasione unica. Venga con noi!” Dice più elegantemente: “L’aspettiamo...” come si usa tra persone dabbene. Ecco un secondo esempio di stile personale (e muliebre) con cui si apre e si chiude la svelta presentazione di un periodico femminile: “Prenditi cinque minuti. Ma che siano veramente tuoi. Rilassati, coccolati e spendi un po’ del tuo tempo per te stessa... “Desideri” è pensato e scritto proprio per condividere insieme alcuni piacevoli minuti: con idee, suggerimenti e qualche curiosità”. (5. continua) 13
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GUIDA AL MARKETING STRATEGICO E OPERATIVO
di Edoardo L. Gambel FrancoAngeli, Milano 2006, pagine 320, € 26,00
L’autore di questo libro, Edoardo L. Gambel, titolare dello studio di consulenza Gambel & Associati che da lui prende il nome, sa quel che scrive e scrive quel che sa poiché ha iniziato ad occuparsi di marketing dagli anni ’60 e ha maturato la sua esperienza di consulente per le strategie e l’innovazione presso 350 aziende. Il marketing è in declino? E’ superato l’assioma di vendere ciò che vuole il mercato? Nulla di tutto ciò: il marketing proprio perché è una filosofia è più vivo che mai. Gli obiettivi rimangono sempre quelli della soddisfazione del cliente ma cambiano gli approcci, devono essere aperte nuove strade, scelte nuove strategie, deve essere ricercata l’innovazione del maketing. Le innovazioni proposte da questa nuova
NOTIZIARIO
Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972
Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi
Redattore Responsabile: Vittorio Volpi
Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate
Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 1 (gennaio 2007) è stato stampato il 9 gennaio 2007
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BI BL I OT E C A US P I edizione del volume riguardano tre nuovi capitoli relativi al marketing laterale, al marketing nella nuova dimensione e alla soddisfazione del cliente intesa come conseguenza della risoluzione dei suoi problemi. Il marketing laterale è un processo operativo che, se applicato ai prodotti esistenti, genera nuovi prodotti rispondenti a bisogni, utilizzi, situazioni o target al momento non soddisfatti. In appendice il libro presenta il “Marketing Gambel Test (MGT)”, un modello di verifica dell’attività commerciale di un’azienda che supporta l’analisi manageriale con spunti per sviluppare nuove ricerche nello scenario imprenditoriale. Le principali utilizzazioni del Marketing Gambel Test sono: a. pianificazione commerciale b. gestione e controllo delle politiche di marketing c. indicatore di efficienza commerciale d. test di conoscenza del marketing strategico e operativo e. iter logico di formazione manageriale. Nato come testo per corsi di formazione manageriale questo libro è diventato, nella nuova edizione, una guida della teoria e delle tecniche di marketing. INVECCHIARE IN SALUTE
A cura di Concetta Maria Vaccaro Posfazione di Giuseppe De Rita Franco Angeli, Milano 2006 pagine 144, € 16,00
I risultati di un’indagine CENSIS, raccolti in questo libro, hanno messo in luce una trasformazione complessiva del modo di affrontare la vecchiaia, che tuttavia è articolata in 5 gruppi tipologici di rispondenti ben distinti tra loro. La paura di ammalarsi e il rischio di un evento invalidante è oggetto di angosce che assumono implicazioni simboliche per cui come la salute è posta al vertice delle aspirazioni, la malattia grave assume una portata dirompente. Per certi versi la “battaglia” per mantenersi in forma diventa una forma di rimozione della vecchiaia. Consistente anche la quota di anziani che, pur non accusando una condizione di sofferenza percepiscono come ostile lo spazio che li circonda e come assolutamente inadeguati i servizi che dovrebbero salvaguardare il benessere fisico, sociale ed emotivo. Permane infine una quota di anziani che per motivi economici, culturali e sociali rinunciano a pretese giovanilistiche e si adagiano ad una idea tradizionale della terza età, rinunciando, ad esempio, ai fastidi della prevenzione. E’questa la tipologia che tra le cinque indi-
viduate suscita maggior interesse perché (composta principalmente da ultrasettantenni e soprattutto da ultraottantenni) sembra introdurre un vero e proprio gap generazionale che separa nettamente i “vecchi-vecchi” dai “giovani vecchi”. Un ruolo essenziale giocano la collocazione geografica e la dimensione della città o del paese di residenza e infatti gli anziani che vivono nelle metropoli riconoscono con più difficoltà una comunità di appartenenza. Un atteggiamento generalizzato è la negazione della vecchiaia. Il 75,4 degli intervistati dichiara di non sentirsi anziana. Si esprime in questo senso, come è comprensibile, il 90,5% dei 6064enni, ma anche il 68,7% dei 75-79enni e persino il 47,7% degli 80enni. Insomma il mito di Faust, con l’elevarsi della durata della vita, si estende anche ai vecchi-vecchi. Auguri di buona salute. PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE
di Maria Cristina Strocchi Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2004, pagine 100, € 21,00
Come funzionano la memoria, l’intelligenza, l’apprendimento? Le teorie di Freud e Joung quali spunti hanno offerto alla pubblicità? E’ possibile prevedere i comportamenti d’acquisto? Che rapporti ci possono essere tra i messaggi pubblicitari e le emozioni? A queste e ad altre domande dà risposte semplici e svelte questo manuale per lo studio del linguaggio pubblicitario e delle tecniche di vendita. Il libro, organizzato in forma di appunti scolastici, fa conoscere allo studente la psicologia come scienza e i suoi possibili impieghi lavorativi e si sofferma sugli elementi costitutivi delle comunicazioni di massa nonché sulle modificazioni che le nuove tecnologie hanno determinato nella società e negli stili di vita degli individui. Il manuale contiene anche esercitazioni pratiche per gli studenti e le linee essenziali della programmazione didattica. L’autrice è psicologa che esercita la libera professione. 15
PERIODICI ASSOCIATI ALL’U USPI
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BUSINESS & BUSINESS
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(390° elenco)
EUROCORRIERESPORTIVO.IT
L’ORA DEL SALENTO
Via Roma 1a Parallela, 49 89058 Scilla RC Direttore: Francesco Massara Editore: Scilla Editrice sas Periodicità: quindicinale Materia trattata: annunci, inserzioni pubblicitarie, lavoro
Via Rigopiano, 69 65124 Pescara Direttore: Alessandra Portinari Editore: Munus Srl Periodicità: quotidiana Materia trattata: sport
Piazza Duomo, 8 73100 Lecce Direttore: Nicola Paparella Editore: Edinova Periodicità: settimanale Materia trattata: attualità
CORRIERE DI CASERTA
GIUSTIZIA GIUSTA
QUADERNI TUSCOLANI
Viale delle Betulle, Coop. Caserta 3 Centurano 81100 Caserta Direttore: Domenico Palmiero Editore: Libra Editrice P.S.C.G.R.L. Periodicità: quotidiana Materia trattata: informazione generalista
Viale Giulio Cesare, 59 00192 Roma Direttore: Vincenzo Cafari Editore: Ass. per la giustizia e il diritto “Enzo Tortora” Onlus Periodicità: bimestrale Materia trattata: giustizia e diritti civili
Via Fontana Maggiore, 139 00040 Rocca Priora RM Direttore: Raniero Lauciani Editore: Quaderni Tuscolani di Raniero Lauciani Periodicità: mensile Materia trattata: politica, costume, società, attualità, cultura
CRONACHE DI NAPOLI
ITALIAN BUILDING AND CONSTRUCTION
IL ROMAGNOLO
Viale delle Betulle, Coop. Caserta 3 Centurano 81100 Caserta Direttore: Domenico Palmiero Editore: Libra Editrice P.S.C.G.R.L. Periodicità: quotidiana Materia trattata: informazione generalista
Via Conca del Naviglio, 37 20123 Milano Direttore: Giuseppe Saronni Editore: Casa Editrice La Fiaccola Srl Periodicità: semestrale Materia trattata: materiale, macchine, attrezzature per edilizia (in lingua inglese)
Vicolo del Merlo, 18 48100 Madonna dell’Albero RA Direttore: Gianfranco Stella Editore: Ass. Cult. Circolo del Merlo Periodicità: mensile Materia trattata: storia, tradizione
MINIGOAL - SETTIMANALE SPORTIVO
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TRICOLORE
Via Rivoli, 8B 16128 Genova Direttore: Mauro Traverso Editore: Edizioni Di Vincenzo Periodicità: settimanale Materia trattata: calcio e sport vari
Via Andreas-Hofer, 2 39057 Appiano BZ Direttore: Arno Deberling Editore: Arno Deberling Periodicità: trimestrale Materia trattata: il mondo dei biker e delle moto
Via Stezzano, 7/A 24052 Azzano San Paolo BG Direttore: Guido Gagliani Caputo Editore: Tricolore - Ass. Culturale Periodicità: quindicinale Materia trattata: cultura generale
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