Uspi NOTIZIARIO ANNO 42° - MENSILE - 11 NUMERI UNIONE
Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore
STAMPA PERIODICA ITALIANA
LA FINANZIARIA E I SOSTEGNI ALL’EDITORIA Con la Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (pubblicata sul Supplemento Ordinario n. 211/L alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre scorso) il Parlamento ha varato la manovra finanziaria per l’anno 2006. GLI AIUTI INDIRETTI Non sono molte le norme della nuova Finanziaria che riguardano l’editoria e per questo, visti i tempi di tagli alle spese e agli investimenti, c’è da tirare un sospiro di sollievo per la buona riuscita dell’impegno profuso dall’USPI a tutela e difesa di quelle agevolazioni e contributi indiretti che permettono ai piccoli editori di continuare la propria attività. Ci riferiamo, in particolare, alle agevolazioni tariffarie postali e telefoniche 6 CREDITO DI IMPOSTA PER L’ACQUISTO CARTA (ESERCIZIO 2005) La domanda scade il 31 gennaio 2006. Sul sito www.uspi.it - Area riservata, tutte le informazioni e la modulistica. CONVENZIONE USPI - BDO SpA (Società di revisione iscritta alla Consob) per la certificazione dei costi sostenuti: vedere a pagina 7.
La Finanziaria e i sostegni all’editoria (pagine 1, 6, 8, 10) NOTIZIE Editoria e Comunicazione (pagina 2) Avviso di convocazione dell’Assemblea
USPI dell’anno 2006 (pagina 3) Le quote associative USPI per l’anno 2006 (pagina 5) Convenzione USPIBDO SpA per la certificazione dei costi per l’acquisto carta (pagina 7) Tre domande a... Ermanno Anselmi (pagine 9, 10)
GENNAIO 20 0 6
DAL 1° GENNAIO E’ IN VIGORE IL NUOVO ACCORDO NAZIONALE PER LA DISTRIBUZIONE IN EDICOLA Una Commissione Permanente, composta da tutte le parti firmatarie, vigilerà sulla corretta interpretazione e applicazione delle norme contrattuali e regolamenterà eventuali fattispecie non disciplinate nell’Accordo ndici anni dopo la stipula di accordi separati (uno firmato dalla FIEG ed uno sottoscritto dall’USPI) con i Sindacati degli edicolanti per la distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica, è stato introdotto un nuovo modo di concepire tutto il lavoro della filiera editoriale basato, questo è almeno lo spirito dell’Accordo, non più sulla contrapposizione ma sulla collaborazione fra tutte le forze produttrici e distributive della stampa quotidiana e periodica. Dal 1° gennaio 2006, infatti, è in vigore il nuovo “Accordo Nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici” (e accordi correlati). Firmatari del nuovo Accordo (ufficializzato già il 19 maggio scorso) le associazioni degli editori FIEG e USPI (per adesione), dei distributori ADN e ANADIS (per adesione) e tutti i Sindacati degli edicolanti:
U
SOMMARIO Dal 1° gennaio è in vigore il nuovo Accordo nazionale per la distribuzione in edicola (pagine 1, 2)
1
Scade il 31 gennaio il termine per le domande di contributo ex legge 350/90 (pagina 10) Arriva il nuovo Consiglio Superiore delle Comunicazioni (pagine 11, 13, 14) I nuovi membri del Consiglio Superiore delle Comunicazioni (pagina 11)
Privacy, ancora una proroga per le misure minime di sicurezza (pagina 11) La Guida della Stampa Periodica Italiana (XIII Ediz. 2005/2006) (pagina 12) Biblioteca (pagina 15)
USPI
Periodici associati all’USPI - 379° elenco (pagina 16)
SINAGI-CGIL, CISL Giornalai, UILTuCS Giornalai, SNAG Confcommercio, FENAGI Confesercenti e USIAGI-UGL. E’ un forte segnale che viene dal mondo dell’editoria: è maturata in tutte le associazioni di categoria la consapevolezza che solo in una prospettiva comune si potesse migliorare la distribuzione e la vendita del prodotto editoriale con il rispetto di tutte le categorie operanti nel settore, ed a vantaggio di tutta la filiera. E’ importante che anche le associazioni dei distributori (nazionali e locali) abbiano sottoscritto l’Accordo ed un giudizio positivo è stato espresso anche dal Segretario Nazionale del SINAGI, Anselmi, che riportiamo in altra parte di questo Notiziario. Punto focale del nuovo Accordo non è tanto la parte economica, che grosso modo ricalca gli schemi degli accordi precedenti pur con qualche aggiornamento e miglioria, quanto la parte normativa: di definizione dei prodotti editoriali e non che si trovano in edicola (necessariamente aggiornata per adeguarla ai nuovi fenomeni nati merceologicamente negli ultimi anni) e di specifica assunzione di diritti e doveri 2 A TUTTI GLI ASSOCIATI Con il rinnovo dell’associazione all’USPI per l’anno 2006, aggiungendo al pagamento della quota solo 6 EURO (per le spese postali) riceverete gratuitamente al Vostro indirizzo la “Guida della Stampa Periodica Italiana” (XIII Ediz./2005-2006 Volume + CD) Maggiori informazioni alle pagine 5 e 12
Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE
NOTIZIE Editoria e Comunicazione PER DIVENTARE PROFESSIONISTI LA LAUREA SOSTITUISCE IL PRATICANTATO Con DPR che entrerà in vigore dopo il parere del Consiglio di Stato sono state cambiate le regole per l’accesso degli aspiranti giornalisti professionisti all’esame di Stato. La pratica giornalistica di almeno 18 mesi (prescritta dall’art. 29 della legge n. 69/’63, istitutiva dell’Ordine) esce di scena, sostituita da una laurea almeno triennale corredata da una laurea specialistica o da un master biennale o da un corso sempre biennale seguito in istituti di formazione riconosciuti dall’Ordine. Favorevole ovviamente il Ministro Moratti che ha sottolineato l’obiettivo di avere un’informazione migliore che “sicuramente 18 mesi di praticantato non possono favorire”. Favorevoli Lorenzo del Boca, Presidente dell’Ordine Nazionale e Franco Abruzzo, Presidente dell’Ordine della Lombardia, che parla di “svolta storica”; critici Gad Lerner, che paventa una chiusura corporativa, ed Enzo Biagi. A giudizio dell’USPI il punto cruciale è dato dalla qualità della specializzazione. Spesso i master riconosciuti dallo Stato o le Scuole giornalistiche riconosciute dall’Ordine sono stati più teorici che pratici mentre una buona formazione professionale richiede oltre ad un elevato livello culturale una specifica esperienza pratica. Gli attuali praticanti non risentiranno delle nuove norme come anche coloro che, fino al 2013, già svolgono attività redazionale giornalistica da almeno due anni consecutivi e coloro che esercitano la professione giornalistica a tempo pieno e in modo continuativo da almeno cinque anni. Nei prossimi numeri riporteremo gli articoli del decreto che disciplinano il nuovo accesso alla prova d’idoneità professionale corredati da maggiori ragguagli. IL NUOVO CONTRATTO GIORNALISTICO DELLE EMITTENZE LOCALI Aeranti-Corallo ha firmato con la FNSI la proroga fino alla fine del 2007 del contratto che disciplina i trattamenti giuridici ed economici dei giornalisti delle emittenti radiofoniche e televisive locali. Le parti hanno concordato l’estensione dello stesso Ccnl ai giornalisti delle syndacation, delle agenzie di informazione radiofonica e delle imprese fornitrici di contenuti informativi in ambito locale con tecnologie digitale anche attraverso canali satellitari in chiaro. Il Ccnl si applica anche alle agenzie di 2
informazione radio e tv, mentre si aggiungono ora anche le testate on-line delle emittenti radiotelevisive. Si consolida, in tal modo, la spesa di applicazione di un Contratto giornalistico separato dal Contratto FIEG. QUANTI GADGET SOTTO L’ALBERO Natale, tempo di regali e... di gadget. Come ogni anno, ed anzi più di ogni anno, durante il periodo natalizio si è assistito ad un fiorire di offerte di collaterali, tutti rigorosamente gratuiti, da parte dei maggiori quotidiani italiani. Ha iniziato “Il Sole - 24 Ore” con il primo volume dell’Enciclopedia Universale, seguito dal “Corriere della Sera” con il primo libro della collana Salute e da “Repubblica” con il ricettario degli Antipasti. Per ultima “La Gazzetta dello Sport” con il primo DVD della serie Pallone d’oro. La tecnica è sempre la stessa: primo volume gratis gli altri a pagamento, con la speranza di tener fidelizzati i lettori il più a lungo possibile (anche se, ci risulta, stia prendendo piede una nuova forma di collezionismo: quella di raccogliere tutte le prime uscite, gratuite, di ogni collana). L’intenzione recondita di editori e uffici marketing è quella di gonfiare nell’ultima settimana dell’anno la diffusione media dei rispettivi giornali con la distribuzione gratuita del primo numero di una qualche enciclopedia già abbondantemente pubblicizzata negli spazi televisivi che, si sa, in questo periodo sono adeguatamente deprezzati. E’ ormai tutto piuttosto scontato. Ci vorrebbe un’idea nuova, e noi proviamo a lanciarla. Perché al prossimo Natale non chiediamo a questi editori di abbinare ai propri quotidiani un kit-fai da te, sempre ovviamente a fascicoli, per la costruzione di una nuova libreria dentro casa o, meglio ancora, una collana (completa di mattoni, scrivania e divano) per l’edificazione di una nuova, fiammante sala di lettura da aggiungere al nostro appartamento? ASSOLTO IN APPELLO IL GIORNALISTA GATTI CHE SI FINSE RUMENO Fabrizio Gatti, giornalista del “Corriere della Sera” che il 17 novembre 2000 si spacciò per Roman Ladu, un rumeno irregolare, per entrare in un centro di prima accoglienza, si è visto cancellare in appello la condanna a 20 giorni di carcere inflittagli
dal Tribunale di Lodi. In quel periodo circolavano voci che nel centro venissero violati i diritti umani e si parlava di malattie contagiose diffuse nel centro. Fabrizio Gatti, sollecitato dal giornale, si diede da fare per entrare e rendersi conto personalmente dell’effettiva situazione. Vi riuscì, e fece un dettagliato servizio grazie al quale vinse anche un importante premio giornalistico. Avendo dato le generalità del rumeno ad un poliziotto di Lodi, venne denunciato per false dichiarazioni sulla propria identità. L’avvocato difensore Caterina Malaverda ha spiegato come non vi fosse intenzione del suo assistito di compiere un reato ma solo quello di poter svolgere la sua attività. «Gatti - ha sostenuto il legale - ha fatto quello che ogni giornalista ha il diritto di fare». Dopo una breve camera di consiglio, la Corte ha annullato la sentenza di condanna. E la vicenda si chiuderà qui perché qualora, gli atti dovessero essere rimandati a Lodi, scatterebbe la prescrizione.
IL NUOVO ACCORDO NAZIONALE PER LA DISTRIBUZIONE IN EDICOLA da parte di tutti i soggetti che 1 operano nel settore. Per vigilare sulla corretta interpretazione e applicazione delle norme contrattuali è stata istituita una Commissione Nazionale Permanente (articolo 15 dell’Accordo), composta da dodici membri tra i quali un rappresentante dell’USPI, che avrà anche i compiti di regolamentare eventuali fattispecie non già disciplinate, proporre iniziative volte a migliorare la professionalità nella gestione delle Rivendite e monitorare il sistema distributivo e diffusionale, con studi della dinamica delle variabili fondamentali del canale di vendita, sia quantitative (venduto - reso - distribuito) sia qualitative. La Commissione ha già effettuato alcune riunioni ed un’altra è prevista per la metà del mese di gennaio. L’Accordo prevede, inoltre, una graduale informatizzazione di tutto il sistema distributivo, tramite il canale “Inforiv”. Il testo completo dell’ “Accordo Nazionale sulla vendita di giornali quotidiani e periodici” e le decisioni della Commissione Permanente sono pubblicate sul sito della nostra Unione: www.uspi.it. Notiziario USPI n° 1/2006
AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2006 Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per giovedì 20 aprile 2006, alle ore 15 in prima ed alle ore 16 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:
ORDINE DEL GIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Relazione del Presidente; 3. Relazione del Segretario Generale; 4. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 5. Approvazione del rendiconto esercizio 2005; 6. Approvazione esercizio preventivo 2006; 7. Varie ed eventuali. In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2006. Il rendiconto 2005 ed il preventivo 2006 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 31 marzo, alle ore 12 del 19 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 5 gennaio 2006 IL PRESIDENTE (Mario Negri)
-- - - - - - - -------------- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ----DELEGA Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1).......................................................................................................................................................................... delega il Sig ......................................................................................................................................................................................... a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 20 aprile 2006 a Roma per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2005 e preventivo 2006. ................................... (data)
(1)
................................................. (firma)
Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) indicando la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).
LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI
per l’anno 2006 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2006 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD; in preparazione) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2006 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
€ € € € €
200,00 625,00 1.200,00 2.400,00 3.650,00
OFFERTA RINNOVO ISCRIZIONE 2006: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2006 + Guida Stampa Periodica”.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
€
90,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
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170,00
€ €
210,00 320,00
Per i soci singoli ex art. 31 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Il versamento della quota associativa con il supplemento di 6 euro può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano,Agenzia 257,Via Franceschini n. 58 - Roma, CIN: U ABI: 05584 - CAB: 03206 - c/c: 000000004977 (intestato USPI), ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI.
ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio. PER FACILITARE IL VERSAMENTO DELLE QUOTE ALLO SCORSO NUMERO DI NOVEMBRE E’ STATO ALLEGATO UN MODULO DI C.C.P.
LA FINANZIARIA E I SOSTEGNI ALL’EDITORIA che non sono state toccate, nella 1 loro struttura, dalla Legge Finanziaria 2006. Il Fondo assegnato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’erogazione complessiva delle provvidenze all’editoria è stato quantificato in 417.480 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008. Questo stanziamento è inferiore sia a quello previsto per lo scorso anno dalla Finanziaria 2005 (450.821 migliaia di euro), sia a quello programmato dalla stessa legge finanziaria per il 2006 (438.407 migliaia di euro), ma non dovrebbe - almeno così si spera - provocare sconvolgimenti nel sistema degli aiuti indiretti alle imprese editrici. Ricordiamo che nel 2004 il solo contributo dello Stato a Poste Italiane SpA, quale rimborso per le agevolazioni tariffarie postali applicate agli editori ex lege 46/04, è stato pari a 228.557.000 euro. Ma, alcune note dolenti (e preoccupanti) sono presenti in questa Finanziaria 2006. IL FONDO PER LE RIVISTE DI ELEVATO VALORE CULTURALE Innanzitutto è stato drasticamente ridotto il contributo ex art. 18, L. 67/87, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per le “pubblicazioni di elevato valore culturale”, che da poco più di 2.000.000 di euro è sceso a 1.456.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007 (risalendo un po’ nel 2008: 1.468 migliaia di euro). La diminuzione di più di un quarto dello stanziamento comporterà una notevole riduzione del già esiguo contributo a queste riviste che portano lustro alla cultura italiana ma che, certamente, non godono né di elevate tirature né di ampia diffusione e vendita. IL CONTRIBUTO PER IL FUNZIONAMENTO DELL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI Altro segnale di attenzione viene dal progressivo disimpegno dello Stato al mantenimento e al funzionamento dell’Autorità indipendenti, che dovranno sempre più esser finanziate dal mercato di riferimento. In questa prospettiva, il comma 66 dell’articolo unico della Finanziaria 2006 ha fissato per quest’anno l’entità della contribuzione, a carico dei soggetti operanti nel settore delle comunicazioni, a favore dell’Authority per le Comunicazioni nella misura pari all’1,5 per mille dei ricavi risultanti dall’ultimo bilancio (nel 2005 la misura era stata fissa6
ta allo 0,65 per mille). Per gli anni successivi eventuali variazioni della misura della contribuzione potranno essere deliberati entro il limite massimo del 2 per mille dei ricavi risultanti dal bilancio approvato precedentemente alla adozione della delibera. Fin da quando è stata istituita questa forma di contribuzione per il funzionamento dell’Autorità per le Comunicazioni, ed a tutto il 2005, l’editoria quotidiana e periodica, anche telematica, è stata esentata dal versamento di detto contributo. Per il 2006 siamo in attesa delle decisioni dell’Autorità e del Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla conferma dell’esenzione dal pagamento del contributo oppure se anche gli editori di quotidiani e periodici dovranno effettuare il versamento all’Autorità (di regola entro il 31 luglio). I CONTRIBUTI DIRETTI AI GIORNALI DI PARTITO E ALLE COOPERATIVE EDITORIALI La Finanziaria 2006 ha inoltre stretto un giro di vite sui contributi ai giornali e periodici editi da partiti politici e da cooperative di giornalisti, ex lege 250/90. I commi dal 454 al 465 dell’articolo 1 della legge 266/2005 impongono, infatti, ulteriori vincoli agli aventi diritto, soprattutto a quelli futuri, ai contributi fissati dalla Legge 250 del 1990. Il comma 454 abolisce l’anticipazione dei contributi. Questi saranno erogati in unica soluzione entro l’anno successivo a quello di riferimento. Il comma 455 introduce una regola che diminuisce l’ammontare spettante dei contributi: sulle collaborazioni è fissato un tetto massimo del 10% che può rientrare nel calcolo del contributo. Il comma 456 abroga i requisiti del divieto di vendita congiunta tra la testata nazionale che usufruisce di contributi con altre testate e l’obbligo di avere un prezzo non inferiore alla media del prezzo base degli altri quotidiani. Il comma, inoltre, fissa un tetto per il contributo fisso (310.000 euro) e per il contributo variabile (207.000) ai periodici editi da cooperative di giornalisti. Con il comma 457, a partire dai contributi relativi all’anno 2005, passa da tre a cinque anni il requisito di anzianità per le cooperative editrici costituite dopo il 31/12/2004. Il comma 458 stabilisce che a far data da gennaio 2006, le cooperative editrici devono essere composte esclusivamente da giornalisti, professionisti o pubblicisti, e poligrafici.
Il comma 459 riserva solo ai soggetti già in possesso dei requisiti i contributi concessi alle imprese editrici di quotidiani la cui maggioranza del capitale sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali. Il comma 460 restringe, per il futuro, l’accesso ai contributi introducendo l’obbligo dalla proprietà della testata e l’esclusività dei soci ad una sola cooperativa. Per le imprese già titolari dei contributi, l’affitto della testata non sarà ammesso nel calcolo del contributo spettante. Il comma 461 prevede la decadenza dal diritto alle provvidenze nel caso di non trasmissione dell’intera documentazione entro un anno dalla richiesta. Il comma 462 fissa il tetto dei contributi per l’editoria periodica per non vedenti ad 1 milione di euro. Il comma 463 rifinanzia il Fondo per il credito agevolato nella misura di 20 milioni per il 2006, 10 milioni per il 2007 e 5 milioni di euro per il 2008. Il comma 464 implementa il Fondo per il credito di imposta per gli investimenti ex art. 8 della L. 62/01 effettuati tra gli anni 2003-2005 di 20 milioni di euro. Il comma 465 raddoppia l’entità del contributo per i periodici editi da cooperative, fondazioni, enti morali o da imprese la cui maggioranza sia detenuta da cooperative, fondazioni, enti morali senza scopo di lucro (ex art. 3, comma 3, L. 250/90) che passa da 200 delle vecchie lire a copia a 0,20 euro fino a 40.000 copie di tiratura media. Il comma 466 introduce la super-imposta sul materiale pornografico e violento, sotto forma anche di pubblicazioni: un’addizionale del 25% alle imposte sul reddito. Infine, il comma 574 limita i costi ammissibili per il calcolo dei contributi, di cui al comma 3 della Legge 250/90, ad un aumento su base annua non superiore a quello del tasso programmato di inflazione per l’anno di riferimento dei contributi. Nel caso di imprese collegate o controllate che abbiano presentato più domande, tutte le imprese editrici decadono dal diritto di accesso ai contributi. ***** Riportiamo il testo integrale degli articoli citati: LEGGE 23 DICEMBRE 2005, N. 266 (Finanziaria per il 2006) ARTICOLO 1 65. A decorrere dall’anno 2007 le spese di funzionamento della Commissione nazionale per le società e la 8 Notiziario USPI n° 1/2006
CONVENZIONE USPI - BDO SpA PER LA CERTIFICAZIONE DEI COSTI PER L’ACQUISTO CARTA (esercizio 2005)
I
n data 22 dicembre 2005, l’USPI ha sottoscritto una importante Convenzione con la BDO SALA SCELSI FARINA SpA, Società di Revisione e organizzazione contabile, iscritta all’Albo speciale delle società di revisione autorizzate dalla CONSOB, per la certificazione dei costi per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005 dalle Aziende editoriali iscritte all’USPI al fine di ottenere il credito di imposta (10%) sull’acquisto carta, come previsto dai commi 181-186 dell’articolo 4 della Legge 24.12.2003, n. 350 (Finanziaria 2004) ed esteso anche al 2005 dall’articolo 1, comma 484 della Legge 30.12.2004, n. 311 (Finanziaria 2005).Tutta la normativa, le disposizioni attuative, le circolari della Presidenza del Consiglio e la modulistica sono consultabili nell’Area Riservata del nostro sito: www.uspi.it (accessibile tramite password comunicata agli associati). La Convenzione USPI-BDO SpA riguarda i corrispettivi previsti dalla Società di Revisione per la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto carta, determinati per gli associati USPI sul valore di acquisto della carta da parte della Società richiedente la certificazione, e non (come solitamente viene applicato) in funzione del tempo per l’espletamento dell’incarico e delle qualifiche del personale impiegato. Per attivare questa vantaggiosa convenzione, la BDO SpA richiederà all’editore un certificato di iscrizione all’USPI. La società “BDO Sala Scelsi Farina” costituita nel 1965, fa parte dell’organizzazione internazionale “BDO Member Firms” operante nei cinque continenti. Essa svolge la sua attività in Italia attraverso 9 uffici cui fanno capo circa 150 dipendenti e professionisti, laureati in materie economiche e diplomati in ragioneria. Tutti gli amministratori ed i dirigenti sono iscritti nel Registro dei Revisori Contabili e negli albi professionali dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e del Collegio dei Ragionieri. Di seguito riportiamo il testo della Convenzione con lo schema dei corrispettivi previsti. L’elenco degli uffici e dei responsabili BDO cui poter far riferimento è reperibile sul nostro sito ed anche sulla pagina web: www.bdo.it/dove_siamo.htm. Notiziario USPI n° 1/2006
Spettabile USPI - Unione Stampa Periodica Italiana Viale B. Bardanzellu, 95 00155 Roma c.a. Avv. Francesco Saverio Vetere Roma, 22 Dicembre 2005 Oggetto: Convenzione per la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005 dalle aziende editoriali Vostre associate Egregi Signori, il 12 dicembre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 una circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri avente ad oggetto la modalità di richiesta del credito di imposta. La circolare prevede che, entro il 31 gennaio 2006, deve essere presentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la domanda di richiesta del contributo. La domanda dovrà contenere, tra la diversa documentazione, l’impegno a presentare, entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio, la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005 che deve essere eseguita da una società di revisione iscritta nell’apposito albo CONSOB. Tale forma di certificazione già prevista nel precedente esercizio soltanto per le imprese editrici di libri dalla circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’ 8 febbraio 2005 n. 8, è stata estesa per il 2005 a tutte imprese editrici di quotidiani e periodici non quotate.
nostra esperienza specifica nel settore, abbiamo stimato dei corrispettivi basati sul valore di acquisto della carta della società oggetto di certificazione secondo i seguenti parametri (come da box nella pagina n.d.r.). I compensi non sono comprensivi dell’IVA e né delle spese vive sostenute per lo svolgimento dell’incarico quali viaggi, spese di permanenza fuori sede (intendendo per sede i nostri uffici di Milano, Bari, Bologna, Firenze, Cagliari, Pescara, Palermo, Napoli, Roma, Verona), segreteria, telefono, fax, fotocopie, ecc.. Le spese vive da noi sostenute saranno addebitate sulla base del costo effettivamente sostenuto ed entro un limite massimo che varierà dal 5% al 10% degli onorari. Sarà nostra cura addebitare spese per il 5% degli onorari a quei clienti che risiedono in località dove sono presenti uffici BDO, mentre addebiteremo il 10% negli altri casi. Al termine del lavoro, la nostra relazione sarà strutturata, per forma e contenuto, secondo quanto raccomandato dalla Circolare della Presidenza del Consiglio de Ministri e dalla nostra prassi professionale. **** Restando a Vostra disposizione per qualunque altra informazione possa necessitare sulla nostra organizzazione e sul contenuto della presente e, nel ringraziarVi per averci interpellato,Vi preghiamo di gradire i nostri più cordiali saluti. F.to per la BDO: Felice Duca, Paolo Scelsi (Amministratori)
Con la presente di seguito Vi indichiamo un schema dei corrispettivi, da noi previsti, per la certificazione dei costi sostenuti per l’acF.to per l’USPI: quisto della carta utilizzata nell’ esercizio 2005 delle imprese editrici, così come indicato dall’art. 4 della legge n. 350 del 24 dicembre, da utilizCarta acquistata e consumata zarsi per le imprese nell’esercizio Vostre associate. Da a I corrispettivi sono solitamente determinati in funzione del tempo necessario per l’espletamento dell’incarico e delle qualifiche del personale impiegato; nella fattispecie, in considerazione della
Francesco Saverio Vetere (Segretario Generale) Corrispettivo per la certificazione
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Oltre
9.000 7
LA FINANZIARIA E I SOSTEGNI ALL’EDITORIA borsa (CONSOB), dell’Autorità 6 per la vigilanza sui lavori pubblici, dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e della Commissione di vigilanza sui fondi pensione sono finanziate dal mercato di competenza, per la parte non coperta da finanziamento a carico del bilancio dello Stato, secondo modalità previste dalla normativa vigente ed entità di contribuzione determinate con propria deliberazione da ciascuna Autorità, nel rispetto dei limiti massimi previsti per legge, versate direttamente alle medesime Autorità. Le deliberazioni, con le quali sono fissati anche i termini e le modalità di versamento, sono sottoposte al Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze, per l’approvazione con proprio decreto entro venti giorni dal ricevimento. Decorso il termine di venti giorni dal ricevimento senza che siano state formulate osservazioni, le deliberazioni adottate dagli organismi ai sensi del presente comma divengono esecutive. 66. In sede di prima applicazione, per l’anno 2006, l’entità della contribuzione a carico dei soggetti operanti nel settore delle comunicazioni di cui all’articolo 2, comma 38, lettera b), della legge 14 novembre 1995, n. 481, è fissata in misura pari a1l’1,5 per mille dei ricavi risultanti dall’ultimo bilancio approvato prima della data di entrata in vigore della presente legge. Per gli anni successivi, eventuali variazioni della misura e delle modalità della contribuzione possono essere adottate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai sensi del comma 65, nel limite massimo del 2 per mille dei ricavi risultanti dal bilancio approvato precedentemente alla adozione della delibera. 454. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2005, non è più corrisposta l’anticipazione di cui all’articolo 3, comma 15-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 250. I contributi sono comunque erogati in un’unica soluzione entro l’anno successivo a quello di riferimento. 455. A decorrere dal 1° gennaio 2005, ai fini del calcolo dei contributi previsti dai commi 2, 8, 10 e 11 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, i costi sostenuti per collaborazioni, ivi comprese quelle giornalistiche, sono ammessi fino ad un ammontare pari al 10 per cento dei costi complessivamente ammissibili. 8
456. A decorrere dal 1° gennaio 2002, all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2, le lettere f) e h) sono abrogate; b) al comma 2-ter, dopo le parole: «I contributi previsti dalla presente legge» sono inserite le seguenti: «, con esclusione di quelli previsti dal comma 11,»; c) al comma 2-quater, dopo le parole: «della legge 5 agosto 1981, n. 416» sono aggiunte le seguenti: «, con il limite di 310.000 euro e di 207.000 euro rispettivamente per il contributo fisso e per il contributo variabile di cui al comma 10; a tali periodici non si applica l’aumento previsto dal comma 11». 457. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2005, il requisito temporale previsto dall’articolo 3, comma 2, lettere a) e b), della legge 7 agosto 1990, n. 250, è elevato a cinque anni per le imprese editrici costituite dopo il 31 dicembre 2004. In caso di cambiamento della periodicità della testata successivo al 31 dicembre 2004, il requisito deve essere maturato con riferimento alla nuova periodicità. 458. A decorrere dal 1° gennaio 2006, per l’accesso alle provvidenze di cui all’articolo 3, commi 2 e 2-quater, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, le cooperative editrici devono essere composte esclusivamente da giornalisti professionisti, pubblicisti o poligrafici. 459. Le disposizioni di cui al comma 2-bis dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, si applicano soltanto alle imprese editrici che abbiano già maturato, entro il 31 dicembre 2005, il diritto ai contributi di cui al medesimo comma 2-bis. 460. A decorrere dal 1° gennaio 2006, i contributi previsti dai commi 2, 8, 10 e 11 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, sono percepiti a condizione che: a) l’impresa editrice sia proprietaria della testata per la quale richiede i contributi; b) l’impresa editrice sia una società cooperativa i cui soci non partecipino ad altre cooperative editrici che abbiano chiesto di ottenere i medesimi contributi. In caso contrario tutte le imprese editrici interessate decadono dalla possibi-
lità di accedere ai contributi; c) i requisiti di cui alle lettere a) e b) non si applicano alle imprese editrici che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano già maturato il diritto ai contributi. In tal caso nel calcolo del contributo non è ammesso l’affitto della testata. 461. Le imprese richiedenti i contributi di cui agli articoli 3, 4, 7 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, nonché all’articolo 23, comma 3, della legge 6 agosto 1990, n. 223, e successive modificazioni, e all’articolo 7, comma 13, della legge 3 maggio 2004, n. 112, decadono dal diritto alla percezione delle provvidenze qualora non trasmettano l’intera documentazione entro un anno dalla richiesta. 462. L’entità del contributo riservato all’editoria speciale periodica per non vedenti, ai sensi dell’articolo 8 del decretolegge 23 ottobre 1996, n. 542, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 649, è fissata in 1.000.000 di euro annui. 463. Per le finalità di cui all’articolo 5 della legge 7 marzo 2001, n. 62, sono destinati 20 milioni di euro per l’anno 2006, 10 milioni di euro per l’anno 2007 e 5 milioni di euro per l’anno 2008. 464. Il limite degli oneri finanziari previsto per gli anni 2003, 2004 e 2005, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta di cui all’articolo 8 della citata legge n. 62 del 2001, per investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2004, è aumentato di 20 milioni di euro. 465. Al comma 3 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, le parole: «L. 200» sono sostituite dalle seguenti: «0,2 euro». 466. È istituita una addizionale alle imposte sul reddito dovuta dai soggetti titolari di reddito di impresa e dagli esercenti arti e professioni, nonché dai soggetti di cui all’articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nella misura del 25 per cento. L’addizionale è indeducibile ai fini delle imposte sul reddito, si applica alla quota del reddito complessivo netto proporzionalmente corrispondente all’ammontare dei ricavi o dei compensi derivanti dalla produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di 10 Notiziario USPI n° 1/2006
TRE DOMANDE A... ERMANNO ANSELMI Segretario Generale del SINAGI-CGIL
dialogando dialogando L’USPI da sempre considera la distribuzione in rete una rilevante leva strategica del successo di una testata e quindi saluta con soddisfazione l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2006 del nuovo Contratto nazionale FIEG-USPI/Sindacati degli edicolanti per la distribuzione e la vendita dei prodotti editoriali. L’accordo, che sancisce l’adesione dell’USPI e la gestione unitaria del Contratto con la Federazione editori, costituisce uno storico momento di crescita poiché riconosce la partnership dell’USPI e prevede la partecipazione di un suo rappresentante nelle Commissioni contrattuali. Su un tema ed un evento così importante rivolgiamo tre domande ad un esperto di distribuzione in rete, il dr. Ermanno Anselmi, Segretario Generale del SINAGI-CGIL.
1. E’ d’obbligo aprire questa intervista chiedendole un giudizio sull’approdo dell’USPI al Contratto unico e alla sua gestione unitaria. Non posso che rispondere con un giudizio più che positivo. Abbiamo realizzato, fra tutte le Parti sociali contraenti, finalmente un’intesa tra partner, che rappresenta l’intera filiera dell’editoria giornalistica. È perfettamente vero quanto voi affermate: si tratta di un momento storico di crescita e, soprattutto, di un punto di partenza che non avrà, e non potrà più avere, ritorni indietro. Fino al precedente Accordo del 1994, con la piccola e media editoria rappresentata dall’USPI abbiamo vissuto momenti diversi e mai di questa portata. Addivenire ad accordi specifici tra le Organizzazioni dei Rivenditori e l’USPI si rivelava quasi sempre di enorme difficoltà. Questo perché poi, comunque, ci si doveva rapportare al contratto “quadro” con la FIEG. Alla fine, si rientrava sempre in quelle norme, salvo qualche distinguo con protocolli specifici per prodotti non associati alla FIEG. Questa volta, invece, si suona ben altra Notiziario USPI n° 1/2006
Come cambia la distribuzione in rete dal 1° gennaio 2006 musica. Oggi non vediamo più elementi dispersi in questo “concerto”. Oggi siamo arrivati a definire un’orchestra completa di tutti i suoi elementi, con l’eccezionale particolarità di essere diretta non da uno, ma da un “team” di Direttori. Avere l’USPI come soggetto attivo nello strumento di concertazione non solo rende onore ai segmenti editoriali che rappresenta; ma consente di aprire l’orizzonte su tutto il panorama della carta stampata. Consente alla filiera di risolvere le problematiche sul territorio in modo chiaro e univoco, fornisce a grandi e piccoli imprenditori (siano essi editori, distributori o edicolanti) la sede più funzionale per interpretare la nuova normativa, applicarla, promuovere in modo armonico lo sviluppo delle vendite e della lettura.
2. Quali sono le novità del nuovo Contratto che possano più direttamente interessare le aziende medio-piccole rappresentate dall’USPI? Innanzitutto sono quelle contenute nell’articolo 1, nel cosiddetto “Preambolo”. In particolare dove si affermano questi concetti basilari: “Il processo di distribuzione della stampa quotidiana e periodica che trae origine dalle aziende editoriali, passando eventualmente attraverso le imprese di distribuzione nazionale e quelle di distribuzione locale, per giungere ai punti di vendita finali si avvale di una serie di modelli negoziali atipici nei quali la fornitura delle pubblicazioni avviene a fronte dell’obbligo, da parte di chi le riceve, di pagare il prezzo delle pubblicazioni, salvo che le restituisca nei modi e nei termini stabiliti.” Questi modelli negoziali atipici coinvolgono direttamente l’editoria USPI e la portano ad un tavolo diretto di confronto e di gestione in filiera come mai era accaduto fino ad ora. Inoltre, il Preambolo sancisce che “le parti concordano di fare riferimento – ai fini dell’applicazione dei modelli negoziali sopra richiamati – alla definizione di prodotto editoriale contenuta nella legge 62/01 e
nella legge 47/48. Tutto ciò premesso, le parti ritengono che la legislazione particolare riservata all’editoria determini la necessità di una condivisione di norme pattizie riservate agli esercizi esclusivi (per le loro caratteristiche di professionalità) con una funzione complementare rispetto alla normativa pubblica, facendo riferimento al decreto legislativo 170/01 per la stipulazione delle norme di seguito convenute.” Tali riferimenti di legislazione divengono così la base fondativa del contratto e, poiché la legge uniforma condizioni paritarie valide per tutti, si completa il quadro normativo del sistema diffusionale, con uguali diritti e doveri per tutti i soggetti contraenti. Proseguendo, troviamo nell’articolo 2 le definizioni precise che individuano ruoli e funzioni degli operatori della filiera, con la caratterizzazione di tanti prodotti editoriali riferibili all’universo editoriale medio-piccolo. Così come siete coinvolti nelle tematiche dell’agibilità della rete di vendita (art. 2) e nelle relative Commissioni di cui all’art. 4. L’articolo 7, con le tre fasce di classificazione del prodotto, è il perno su cui poggia l’impianto dell’Accordo e fornisce in modo finalmente esaustivo la collocazione normativa delle produzioni editoriali che vi interessano. E’ di fondamentale importanza l’art. 10, riguardante il processo di distribuzione della stampa e che dovrebbe consentire non pochi miglioramenti per le modalità di distribuzione dei prodotti dei vostri associati. La Commissione prevista dall’art. 15 vede rappresentate tutte le parti interessate, con funzioni interpretative, di regolamentazione delle materie non normate, di studio e monitoraggio sulle modalità del mercato. L’USPI è coinvolta per la prima volta in questa sede di confronto indispensabile, è un dato storico. Ma sono tutti importanti gli articoli di questo Accordo, anche per l’editore medio-piccolo, poiché offrono gli strumenti utili per dare ruolo al proprio prodotto in ottiche condivise. Per citare un altro elemento essenziale, abbiamo finalmente un organo collegiale di conciliazione e di 10 9
SCADE IL 31 GENNAIO IL TERMINE PER LE DOMANDE DI CONTRIBUTO EX LEGGE 250/90 E’ fissato al 31 gennaio il termine perentorio per la presentazione delle domande per la concessione dei contributi e delle provvidenze all’editoria, in attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, in riferimento ai costi sostenuti nell’attività editoriale nel 2005. Tale termine è stato fissato dal Decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997 n. 525, pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 34 dell’11.2.1999. La domanda deve essere inviata esclusivamente a mezzo di raccomandata postale. Il DPR del ’97 contiene anche alcune norme regolamentari riguardanti non solo il procedimento per l’erogazione dei contributi ma anche le modalità per la loro determinazione e gli assetti societari e i collegamenti della casa editrice richiedente il contributo, ultimamente riformulati con la Legge Finanziaria 2006 (vedere a pagina 6 di questo Notiziario). Per quanto riguarda i giornali organi di
forze politiche, la determinazione dei destinatari aventi diritto al contributo è stata, da ultimo, modificata con la legge 388/2000 (Finanziaria 2001). E’ bene ricordare che la Legge 250/90 individua particolari imprese editrici di periodici quali beneficiarie dei contributi: - cooperative di giornalisti (articolo 3, comma 2);
TRE DOMANDE A...
distribuisce e chi rivende i prodotti editoriali, colpendo chi specula a danno della rete. Anche i piccoli editori potranno ottenere finalmente la correttezza e la trasparenza dei conti. Grazie al sistema di informatizzazione previsto dall’Accordo, sarà possibile semplificare i controlli per tutti coloro i quali sono impegnati nella produzione, distribuzione e vendita del prodotto. Questa è una condizione essenziale per ridare fiducia all’intero settore, oltre alla dovuta trasparenza tra chi sottoscrive accordi. Le relazioni della contrattazione, con valenza sia nazionale che territoriale, poste dal nuovo Accordo permettono adesso il confronto diretto delle problematiche della piccola e media editoria con la distribuzione locale dei propri prodotti. Valgono per questo le indicazioni citate prima, il ruolo delle Commissioni e dell’Organo di conciliazione e di garanzia. Vale l’informatizzazione che entra per la prima volta a pieno titolo in un accordo nazionale. Vale un ruolo di confronto, di analisi seria e di proposta per tutti gli attori della filiera, una per tutte, posti in condizione di sottoscrivere una carta unica. Non mi va di essere trionfalistico, è fuori luogo; ma sicuramente mi sento di dire che concertando assieme, se tutti ne avremo la costanza e la capacità, potremo passare dalle stagioni dei mille conflitti alla stagione nuova delle sinergie. Questa è l’occasione in cui la piccola editoria può dimostrare quale grande parte ricopre nel panorama editoriale italiano.
garanzia a composizione parita9 ria tra le Parti contraenti: un risultato di eccellenza, uno strumento di modernità al servizio di tutta la nostra filiera. 3. Per la prima volta l’ANADIS aderisce al Contratto per la distribuzione e la vendita dei prodotti editoriali. Dal momento che la distribuzione locale continua ad essere il segmento critico soprattutto per i piccoli editori quali benefici potrebbero derivare dall’anzidetta adesione? Gli Editori, i Distributori e la Rete di vendita danno veramente inizio ad una stagione tutta nuova, sui rapporti che legano la filiera. Le rispettive parti sociali sono chiamate a rivedere la natura dei rapporti costruiti negli ultimi anni, sia nelle scelte produttive sia nel riequilibrio del rapporto domanda/offerta tra mercato e rete di vendita. Una revisione profonda che potrà avvenire soltanto valorizzando al massimo il nuovo rapporto che coinvolge in modo originale la struttura distributiva nazionale e locale in questo sistema contrattuale. Con i sistemi di distribuzione in atto e i livelli di vendita acclarati nell’ultimo decennio, si correva il rischio di compromettere la stabilità finanziaria dell’intera rete, cioè la solvibilità dei giornalai, esponendo a serio rischio l’intera filiera. La contrattazione tra le parti sociali è tesa a mantenere gli equilibri tra chi produce, chi 10
- cooperative femminili (articolo 3, comma 2); - enti riconosciuti, fondazioni, cooperative editoriali, società di capitali in cui la maggioranza del capitale sia detenuta da enti, cooperative, fondazioni (articolo 3, comma 3). All’interno di questa tripartizione di massima, i soggetti beneficiari devono poi rispondere a prerogative e caratteristiche specifiche, individuate dalla legge.
LA FINANZIARIA E I SOSTEGNI ALL’EDITORIA materiale pornografico e di inci8 tamento alla violenza, rispetto all’ammontare totale dei ricavi o compensi; al fine della determinazione della predetta quota di reddito, le spese e gli altri componenti negativi relativi a beni e servizi adibiti promiscuamente alle predette attività e ad altre attività, sono deducibili in base al rapporto tra l’ammontare dei ricavi, degli altri proventi, o dei compensi derivanti da tali attività e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi o compensi. Ai fini del presente comma, per materiale pornografico e di incitamento alla violenza si intendono i giornali quotidiani e periodici, con i relativi supporti integrativi, e ogni opera teatrale, cinematografica, visiva, sonora, audiovisiva, multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico, nonché ogni altro bene avente carattere pornografico o suscettibile di incitamento alla violenza, ed ogni opera letteraria accompagnata da immagini pornografiche, come determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze. Per la dichiarazione, gli acconti, la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, il contenzioso, le sanzioni e tutti gli aspetti non disciplinati espressamente, si applicano le disposizioni previste per le imposte sul reddito. Per il periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, è dovuto un acconto pari al 120 per cento dell’addizionale che si sarebbe determinata applicando le disposizioni del presente comma nel periodo d’imposta precedente.
574. Nei casi di cui all’articolo 3, comma 11- ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250, qualora siano presentate più domande, tutte le imprese editrici interessate decadono dal diritto di accedere ai contributi. I costi ammissibili per il calcolo dei contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, all’articolo 23, comma 3, della legge 6 agosto 1990, n. 223, e successive modificazioni, e all’articolo 7, comma 13, della legge 3 maggio 2004, n. 112, non possono aumentare su base annua di una percentuale superiore a quella del tasso programmato di inflazione per l’anno di riferimento dei contributi. Notiziario USPI n° 1/2006
Con il DPR 243/05 è stato emanato il Regolamento attuativo
ARRIVA IL NUOVO CONSIGLIO SUPERIORE DELLE COMUNICAZIONI Dovrà esprimersi sulle tariffe postali agevolate e sul contratto di programma con Poste Italiane per il servizio universale l decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 2005, n. 243 (pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale n. 278 del 29.11.05) ha finalmente dato vita al Consiglio Superiore delle Comunicazioni. Secondo l’articolo 41 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 (Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione), infatti, il citato Consiglio aveva preso il posto dell’allora Consiglio superiore tecnico delle poste e delle comunicazioni, assumendo tra l’altro tra le proprie attribuzioni quelle riconosciute, in base all’articolo 1, comma 24, della legge 31 luglio 1997, n. 249, al Forum permanente per le comunicazioni, anch’esso soppresso. In conseguenza di tale modificazione, trascorsi trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge 3/2003, i componenti del vecchio Consiglio erano cessati dalla carica. La citata legge prevedeva, inoltre, che con Regolamento da emanare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa (e sono passati quasi tre anni ), si sarebbe provveduto al riordinamento del Consiglio. L’attuale DPR 243/05 viene quindi a sanare una situazione di stallo e regolamenta le attribuzioni del nuovo Consiglio Superiore delle Comunicazioni nonché i criteri di nomina dei suoi componenti.
I
ATTRIBUZIONI DEL CONSIGLIO Tra le attribuzioni che il decreto espressamente riserva al Consiglio, ci sono le consultazioni obbligatorie per i seguenti atti:
I NUOVI MEMBRI DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLE COMUNICAZIONI Il Ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi, ha firmato, in data 10 gennaio u.s., il decreto di nomina del Consiglio Superiore delle Comunicazioni. Giovanni Massaro è stato confermato Presidente, mentre entrano a far parte del Consiglio il Senatore a vita Francesco Cossiga, il Presidente di sezione del Consiglio di Stato Sergio Santoro, ed i professori Mauro Masi, Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Capo Dipartimento Editoria, Mauro Miccio e Umberto Croppi. Notiziario USPI n° 1/2006
1) atti di pianificazione, di programmazione e in materia tariffaria (e, pertanto, il Consiglio superiore dovrà essere consultato ed esprimere parere sulle eventuali modifiche alle tariffe postali agevolate per l’editoria); 2) contratti di servizio e contratti di programma (analogo parere del Consiglio dovrà essere emesso per il contratto per il servizio universale e riservato con Poste Italiane SpA); 3) atti recanti norme, prescrizioni o capitolati di natura tecnica; 4) accordi e convenzioni (locali, nazionali, comunitari o internazionali); 5) atti e accordi in materia di sicurezza delle reti, crimini informatici e di pirateria. Pareri al Consiglio potranno essere richiesti dal Ministro delle Comunicazioni su argomenti attinenti alle strategie di sviluppo del settore delle tecnologie delle comunicazioni e dell’informazione o su ogni altro argomento che gli verrà posto dal Ministro, da altre amministrazioni pubbliche, da Governi e Autorità, anche estere. COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO Tutti i componenti del Consiglio saranno nominati con decreto del Ministro che eleggerà anche il Presidente, scelto tra persone estranee al ministero, di alta e riconosciuta esperienza e prestigio. Oltre a vari rappresentanti delle Istituzioni e dei Ministeri interessati all’operato del Consiglio Superiore, il Ministro delle Comunicazioni nominerà 19 membri, scelti tra persone dotate di elevate professionalità e competenze nelle discipline attinenti alla materia delle comunicazioni. Il Ministro, inoltre, con proprio decreto, istituirà un elenco, composto da non più di 36 nominativi, di membri straordinari, esperti nelle materie di competenza del Consiglio, che saranno chiamati a partecipare ai lavori in relazione agli argomenti all’ordine del giorno delle sedute consiliari. Al Presidente e ai Componenti il Consiglio spetterà un’indennità fissa, nonché un gettone di presenza per ciascuna seduta. Il DPR 243/05 statuisce inoltre l’incompatibilità tra la carica di componente il Consiglio e la titolarità di interessi 13
PRIVACY, ANCORA UNA PROROGA PER LE MISURE MINIME DI SICUREZZA Le misure minime di sicurezza salva-privacy, che dovevano essere adottate (dopo continue proroghe) entro il 31 dicembre scorso, slittano al 31 marzo 2006. Lo ha previsto il decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 2005, recante:“Definizione e proroga dei termini, nonché conseguenti disposizioni urgenti”. L’articolo 10 del decreto in esame posticipa al prossimo 31 marzo l’obbligo di adottare, da parte dei titolari del trattamento di dati personali, quelle misure minime di sicurezza (individuate nel decreto legislativo 196/2003 e nell’allegato B a tale decreto) al fine di “ridurre al minimo... i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi; di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta” (art. 31, Dlgvo 196/03). Si tratta, in sostanza, di un insieme di misure di sicurezza di carattere tecnicooperativo (password per l’accesso ai trattamenti, copie di salvataggio dei dati, protezione fisica dei supporti magnetici e cartacei...) e logistico-organizzativo (assegnazione di incarichi e attività di formazione). Il DL 273/05 ha posticipato al 28 febbraio 2006 l’obbligo della redazione di una specifica documentazione, il “Documento programmatico sulla sicurezza”, che deve essere stilato da quanti gestiscano dati sensibili e giudiziari con strumenti elettronici. Il citato decreto fa inoltre slittare al 30 giugno (il precedente termine era fissato al 31 marzo 2006) la scadenza per adeguarsi alle misure minime di sicurezza per quei titolari che dispongano “di strumenti elettronici che, per obiettive ragioni tecniche, non consentono in tutto o in parte l’immediata applicazione delle misure minime” (art. 180, comma 3, Dlgvo 196/03). In quest’ultimo caso resta sempre l’obbligo di compilare un documento, avente data certa, in cui si descrivano le ragioni tecniche relative agli strumenti elettronici posseduti. Nulla dicendo al riguardo il decreto, si può legittimamente ritenere che tale compilazione debba avvenire, al più tardi, anch’essa entro il 31 marzo 2006. 11
E ’ P RO N TA E G I A ’ I N D I S T R I BU Z I O N E ! E ’ G R AT U I TA P E R G L I A S S O C I AT I 2 0 0 6 ! E ’ . . . LA
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TREDICESIMA EDIZIONE - ANNI 2005/06
STAMPA PERIODICA ITALIANA 2005-06
L’USPI, Unione Stampa Periodica Italiana, sta dando alle stampe l’ultima edizione della guida completa e dettagliata che fornisce la mappa aggiornata di tutti i periodici italiani ed il compendio aggiornato e rimodulato di tutta la legislazione e la normativa concernente l’editoria (le leggi sulla stampa, il diritto d’autore, la ODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP ALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODIC disciplina della pubblicita’, le leggi e norme MPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP di attuazione per l’editoria, l’Authority per ODICA ITALIANA STAMPA guida della ALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODIC le Comunicazioni, la normativa e il pron- MPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN tuario fiscale, la distribuzione e il prontua- ODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP rio postale, la privacy, la professione gior- ALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODIC MPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIAN nalistica, il contratto grafici editoriali...). ODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMPA PERIODICA ITALIANA STAMP
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Notiziario USPI n° 1/2006
ARRIVA IL NUOVO CONSIGLIO SUPERIORE DELLE COMUNICAZIONI in potenziale contrasto o concor11 renza con l’interesse pubblico. ARTICOLAZIONE DEL CONSIGLIO Il Consiglio superiore si articola in quattro sezioni: - SEZIONE I: atti di pianificazione e programmazione, atti in materia tariffaria, norme e prescrizioni tecniche; - SEZIONE II: convenzioni in genere, accordi internazionali; accordi con regioni e enti locali; - SEZIONE III: ricerca e sperimentazione; nuove tecnologie; istruzione e aggiornamento professionale; - SEZIONE IV: multimedialità ed intermedialità; contenuti; affari non suscettibili di rientrare nella competenza delle altre sezioni. Il Consiglio si compone, inoltre, di una Giunta e di un Ufficio di segreteria. Riportiamo di seguito, gli articoli di legge riguardanti le attribuzioni, la composizione e l’ordinamento del Consiglio: D.P.R. 9 NOVEMBRE 2005, N. 243 Regolamento recante la disciplina ordinamentale del Consiglio superiore delle comunicazioni Articolo l Attribuzioni del Consiglio superiore delle comunicazioni l. Il Consiglio superiore delle comunicazioni, di seguito denominato: «Consiglio superiore», esercita funzioni consultive e di proposta nei confronti del Ministro delle comunicazioni, di seguito denominato: «Ministro», in tutte le materie di competenza del Ministero delle comunicazioni, secondo quanto previsto dall’articolo 41 della legge 16 gennaio 2003, n. 3. Svolge, altresì, i compiti già attribuiti al Forum per le comunicazioni dall’articolo l, comma 24, della legge 31 luglio 1997, n. 249, soppresso con il citato articolo 41 della legge 16 gennaio 2003, n. 3. 2. Il Consiglio superiore deve essere sentito sui seguenti atti: a) atti di pianificazione, di programmazione e in materia tariffaria; b) contratti di servizio e contratti di programma; c) atti recanti norme, prescrizioni o capitolati di natura tecnica; d) accordi e convenzioni con Governi esteri, organi ed organizzazioni nazionali, internazionali o sopranazionali, Notiziario USPI n° 1/2006
comunitari; e) accordi con regioni ed enti locali; f) atti e accordi in materia di sicurezza delle reti, di crimini informatici e di pirateria commessi con qualunque tecnologia della comunicazione, di multimedialità e di intermedialità, di convergenza multimediale, di nuove tecnologie della comunicazione, anche nel sistema integrato delle comunicazioni. 3. Il parere del Consiglio superiore può inoltre essere richiesto su argomenti attinenti alle strategie di sviluppo del settore delle tecnologie delle comunicazioni e dell’informazione. 4. Il Consiglio superiore esprime il proprio parere su ogni altro argomento che gli venga sottoposto dal Ministro o, per il suo tramite, da altre amministrazioni dello Stato, dalle regioni o da altri enti pubblici, da Governi ed Autorità estere. 5. Il Consiglio superiore può essere incaricato dal Ministro di compiere indagini tecnico-economiche nelle materie di cui al comma l e può procedervi di propria iniziativa in tutti i casi ne ravvisi motivatamente l’utilità, ai fini dell’efficacia della sua azione consultiva, anche attraverso consultazioni con altri organismi; esso ha facoltà, inoltre, di proporre agli organi competenti del Ministero delle comunicazioni lo svolgimento di studi, indagini o istruttorie che rivestano un interesse strategico, nelle materie di cui ai commi 2, 3 e 4. 6. Il Consiglio superiore esercita, nei settori di competenza del Ministero, compiti di proposta e di segnalazione, preordinati allo sviluppo ed al miglioramento delle comunicazioni attraverso ogni tecnologia. Articolo 2 Composizione l. I componenti del Consiglio superiore sono nominati con decreto del Ministro. 2. Il Consiglio superiore è così composto: a) il presidente, scelto tra persone estranee al Ministero delle comunicazioni, dotato di alta e riconosciuta esperienza e prestigio nelle discipline tecniche, economiche o giuridiche attinenti alle attribuzioni del Consiglio superiore: b) il segretario generale del Ministero delle comunicazioni; c) quattro dirigenti generali in servizio presso il Ministero delle comunicazioni, tra i quali il direttore dell’Istituto supe-
riore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione; d) un magistrato del Consiglio di Stato; e) un magistrato della Corte dei conti; f) un avvocato dello Stato; g) un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri; h) un rappresentante del Ministero dell’interno; i) un rappresentante del Ministero della difesa; l) un rappresentante del Ministero delle attività produttive; m) un rappresentante del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca; n) un esperto del Consiglio nazionale delle ricerche, di documentata competenza nelle materie di cui all’articolo l, comma l; o) un esperto in materia di innovazione tecnologica, designato dal Dipartimento dell’innovazione e delle tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di riconosciuta esperienza nel settore; p) diciannove membri scelti tra persone dotate di elevata professionalità e competenza nelle discipline tecniche attinenti alla materia delle comunicazioni elettroniche e della multimedialità, economiche o giuridiche relative alle attribuzioni del Consiglio superiore. 3. (omissis) 4. I componenti del Consiglio superiore durano in carica quattro anni e possono essere riconfermati. 5. Con decreto del Ministro è istituito un apposito elenco, composto da non più di trentasei nominativi, di membri straordinari del Consiglio superiore esperti nelle materie da esso trattate. Il presidente del Consiglio superiore può chiamare a partecipare allo svolgimento dei lavori, per ciascun argomento all’ordine del giorno, fino a tre esperti tratti dal detto elenco ai quali non spetta diritto di voto. 6. La carica di componente del Consiglio superiore è incompatibile con la titolarità di interessi in potenziale contrasto o concorrenza con l’interesse pubblico. Ove sussista una causa di incompatibilità ed il componente, benché diffidato, non abbia provveduto a rimuoverla, lo stesso è dichiarato decaduto dall’ufficio, con provvedimento del Ministro. 7. I componenti del Consiglio superiore sono tenuti a: a) rispettare l’obbligo di riservatezza; b) non utilizzare per fini privati 14 13
ARRIVA IL NUOVO CONSIGLIO SUPERIORE DELLE COMUNICAZIONI le informazioni delle quali siano 13 venuti a conoscenza in ragione del loro incarico; c) non assumere iniziative suscettibili di arrecare pregiudizio all’attività istituzionale e alle finalità perseguite dal Ministero delle comunicazioni; d) intervenire personalmente alle sedute dell’organo. 8. In caso di assenza ingiustificata dalle sedute protratta per un periodo superiore a quattro mesi consecutivi, i componenti del Consiglio superiore possono essere dichiarati decaduti e la loro sostituzione ha luogo con le modalità di cui ai commi precedenti. Comporta altresì decadenza la grave o reiterata violazione degli altri obblighi indicati al comma 6. 9. Al presidente e agli altri componenti del Consiglio superiore spetta un’indennità fissa, nonché un gettone di presenza per ciascuna seduta, con il limite massimo di due sedute al giorno ed otto sedute mensili. Gli importi di tali emolumenti sono stabiliti con decreto del Ministro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. l0. Qualora i componenti del Consiglio superiore non rivestano la qualifica di dipendenti statali, per le missioni compiute in dipendenza della carica è dovuto loro il trattamento economico di missione previsto per il personale avente la qualifica di dirigente generale. 11. Fuori dei casi previsti dai commi 5, 6 e 7, e salvo quanto disposto dal comma 2 dell’articolo 6, i membri del Consiglio superiore non sono soggetti a revoca, a decadenza ed a sostituzione. 12. Le dimissioni dei singoli membri del Consiglio superiore non comportano la decadenza del Consiglio stesso, qualunque sia il numero dei membri dimissionari. Articolo 3 Ordinamento 1. Il Consiglio superiore esercita le proprie attribuzioni in adunanza generale, per l’esame delle questioni di massima e di quelle di particolare importanza, individuate dal presidente, ovvero a mezzo delle sezioni o della giunta di cui al comma 6. 2. Le sedute non hanno carattere pubblico; per la loro validità è necessaria la presenza della maggioranza degli aventi diritto a parteciparvi. 14
3. Le deliberazioni sono adottate con il voto della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del presidente.
Articolo 4 Attribuzioni del presidente del Consiglio superiore e disposizioni procedurali
4. Il Consiglio superiore si articola in quattro sezioni, ciascuna composta da almeno sette membri tra cui un presidente, nonché nella giunta, ciascuna dotata di un segretario e dell’occorrente personale, nell’ambito di quello previsto dall’articolo 5.
1. Il presidente del Consiglio superiore esercita le seguenti attribuzioni: a) convoca e presiede l’adunanza generale; b) assegna gli affari all’adunanza generale, alle singole sezioni o alla giunta, in conformità alle previsioni dell’articolo 3, e partecipa alle loro sedute con diritto di voto; c) designa i relatori per gli affari assegnati all’adunanza generale; può richiedere per determinati affari che attengano nello stesso tempo alle competenze di due sezioni, il parere congiunto delle medesime, assumendo la loro presidenza nella seduta congiunta; d) ha facoltà di invitare alle riunioni da lui presiedute i rappresentanti degli uffici pubblici istituzionalmente preposti alla trattazione delle questioni iscritte all’ordine del giorno e di chiamare a partecipare ai lavori gli esperti indicati all’articolo 2, comma 5; e) ha facoltà di disporre l’audizione, anche preventiva, di altre amministrazioni dello Stato o di enti od organismi comunque interessati ai singoli pareri ovvero di esperti in relazione alle specifiche questioni oggetto del parere.
5. Le competenze delle sezioni sono le seguenti: a) sezione I: atti di pianificazione e programmazione, atti in materia tariffaria; norme e prescrizioni tecniche; b) sezione II: convenzioni in genere; accordi internazionali; accordi con regioni ed enti locali; c) sezione III: ricerca e sperimentazione; nuove tecnologie; istruzione e aggiornamento professionale; d) sezione IV: multimedialità ed intermedialità; contenuti; affari non suscettibili di rientrare nella competenza delle altre sezioni o della giunta. 6. Per l’esame degli argomenti che possano interessare la difesa e la sicurezza dello Stato, nonché delle problematiche che possano concernere la partecipazione nazionale ad accordi internazionali di difesa comune anche dell’ordine pubblico, il parere del Consiglio superiore è reso dalla giunta, costituita nell’ambito del Consiglio superiore e composta da non più di sette membri tra cui il rappresentante del Ministero della difesa. I membri della giunta, così come il presidente del Consiglio superiore, devono essere muniti del nulla osta di segretezza (NOS) e tenuti all’osservanza delle norme unificate per la tutela del segreto. La richiesta di un parere della giunta, ove non proveniente dallo stesso Ministro, deve essere dal medesimo specificamente autorizzata. I commi 2 e 3 si applicano anche alle deliberazioni della giunta.
2. I presidenti delle sezioni ed il presidente della giunta convocano e presiedono i rispettivi collegi; designano i relatori degli affari di loro competenza; coordinano i lavori dei collegi; possono invitare alle riunioni da loro presiedute, con l’accordo del presidente del Consiglio superiore, i rappresentanti degli uffici pubblici istituzionalmente preposti alla trattazione delle questioni iscritte all’ordine del giorno.
7. La nomina dei presidenti di giunta e di sezione e l’assegnazione di ciascun componente del Consiglio alla giunta e alle sezioni viene stabilita con decreto del Ministro, che, su proposta motivata del presidente, può modificarla.
3. In caso di assenza o impedimento, le funzioni del presidente del Consiglio superiore e quelle dei presidenti di giunta e di sezione sono rispettivamente esercitate dal presidente di sezione o dal componente con maggiore anzianità di appartenenza all’organo ed, in caso di parità, dal presidente o dal componente più anziano d’età.
8. Con decreto del Ministro può essere ulteriormente disciplinato, in attuazione del presente regolamento, il funzionamento del Consiglio superiore. Con le stesse modalità possono essere modificate le competenze di cui al comma 5.
4. L’avviso di convocazione per ciascuna seduta del Consiglio superiore deve pervenire con l’ordine del giorno a ciascun componente, di regola, almeno cinque giorni prima della data stabilita per la seduta. Notiziario USPI n° 1/2006
BIBLIOTECA USPI L’ARTE DEL BUSINESS Fate del vostro lavoro un’opera d’arte di Stan Davis e David Mcintosh FrancoAngeli, Milano 2005, pagine 160, € 16,00 La parola arte che campeggia nel titolo e nel sottotitolo di questo libro è termine grosso se collegato all’imprenditoria commerciale e al lavoro. Ma poiché questa rubrica si rivolge essenzialmente a editori medio-piccoli che con la loro creatività navigano a metà strada fra artigianato ed arte, .... conto di presentare questo lavoro che sollecita la percezione della propria attività con una sensibilità estetica. Quando vi sentite nel vostro campo come un “artista”, capace di produrre nuove idee positive, sarete sempre in grado di operare in modo brillante - pianificare strategie, sviluppare tecnologie, creare nuovi prodotti, lavorare in team, servire ottimamente i clienti. Nel modello tradizionale, il business è legato a un flusso economico di input (risorse e materie prime), di output (prodotti e servizi) e processi che condizionano il passaggio
NOTIZIARIO
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Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax: 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: SO.GRA.RO. SpA - Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma Il n. 1 (gennaio 2006) è stato stampato il 16 gennaio 2006
Notiziario USPI n° 1/2006
da una fase all’altra (ricerca e sviluppo, produzione, distribuzione) e si presume che le persone vogliano i loro prodotti e servizi migliori, più veloci, più economici e più sicuri. E’ un buon modello, ma ignora altri desideri. Davis e McIntosh in questo libro mostrano che l’”arte” del business opera seguendo lo stesso percorso ma con input che comprendono altri aspetti. Le persone desiderano che i loro prodotti e servizi siano caratterizzati nell’input da esperienza, immaginazione e intuizione, mentre gli output devono includere bellezza, idee, significato, eccitazione, piacere. Conducendovi passo passo per l’intero percorso Davis e McIntosh mostrano come voi e la vostra azienda potete con successo impiegare contemporaneamente i due approcci, intrecciandoli in modo da raggiungere la piena realizzazione dei vostri obiettivi e realizzare le vostre aspirazioni. Se le aziende vogliono sopravvivere nel nuovo mondo devono essere in grado di scambiare costantemente energia, conoscenze, informazioni, spunti con i propri clienti. Proprio questo nuovo approccio può condurci a esplorazioni diverse e complementari su come affrontare la nostra realtà, introducendo nuove visioni, nuove idee che mutano i confini della nostra vita e possono consentirci di far fronte alla concorrenza di paesi caratterizzati da costi del lavoro notevolmente più bassi.
CENSIS 39° RAPPORTO SULLA SITUAZIONE SOCIALE DEL PAESE 2005 FrancoAngeli, Milano 2005, pagine 760, € 41,50 Com’è consuetudine dal lontano 1967, alla fine dell’anno il CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) ha pubblicato il “Rapporto sulla situazione sociale del Paese” giunto alla sua 39° edizione. Un rapporto considerato il più qualificato e completo strumento d’interpretazione della realtà economica sociale e culturale. Sui prossimi numeri di questo Notiziario riporteremo un’ampia sintesi dell’analisi che il Rapporto dedica al mondo della comunicazione che più direttamente interessa i periodici a stampa ed on line associati all’USPI. Sul piano più generale il CENSIS rileva un clima più tonico, meno catastrofico di quello degli anni precedenti come se nella nostra società si affacciassero più tensioni a vivere che afflosciamento su un triste destino. A sostegno di questa visione non più pessimista il CENSIS pone queste constatazioni: - continua la moltiplicazione del numero
di imprese a piccola dimensione, contro ogni previsione e ogni segnalazione di pericolo. O si tratta di una dannazione al “suicidio dei nani” o, più verosimilmente si tratta della costante sfida del “popolo delle formiche”, con la sua paziente determinazione e la sua antica strategia di lavorare su piccolissime nicchie di mercato (peraltro questa constatazione si attaglia perfettamente al dinamismo creativo delle microimprese editrici di periodici); - continua il riferimento al brand italiano, nato con il “made in Italy” e reinterpretato come valorizzazione della qualità dell’ “italian stile” per vecchi e nuovi ricchi; - continua la ricerca di qualità della vita e la propensione alla vita comunitaria; lavoriamo su luoghi a valore aggiunto così alto da promuovere potente articolazione nell’offerta di prodotti e servizi non solo turistici; - continua l’affermazione del valore del mercato come regolatore, stante lo sfarinamento progressivo che avviene nel prestigio e nelle strutture di governo amministrativo del sistema (basterebbe pensare a quanto è avvenuto nella regolazione del sistema bancario); - e continua la corsa del policentrismo dei poteri. Quale che sia la sorte definitiva della devolution e dell’accresciuto peso delle autonomie funzionali, è ormai evidente che la società italiana ha abbandonato il paradigma statuale a logica piramidale, pur se cerca ancora in esso coperture di particolaristica sicurezza. Limitandosi al bicchiere mezzo pieno il Censis rileva un certo aumento della sicurezza garantita dai presidii sociali di base: vale anzitutto per la famiglia, che sempre più tende a provvedere alla copertura delle ansie della vita (la casa di proprietà per sè e i figli, come l’assistenza ai malati cronici o terminali); vale per l’ambiente sociale immediatamente circostante, attraverso il ruolo dell’associazionismo e del volontariato; vale addirittura per i poteri pubblici sempre meno connotati da responsabilità d’innovazione e d’imprenditorialità e sempre più da impegni di coesione e garanzia dei rischi. Gli affanni arrivano, ma non ci trovano in desolata solitudine. Segnali positivi sono offerti dal radicamento nel territorio, dalla crescita di socializzazione in molte grandi città, dal successo delle piccole banche locali, dallo spostamento sul locale delle appartenenze collettive (dal sociale al sindacato, al mondo delle professioni). 15
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