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Se un uomo sogna da solo, il sogno rimane solo un sogno... ma se molti uomini sognano la stessa cosa, il sogno diventa realtà. H.Camara

E DIT ORIALE

ATTUALITA’

martedì 7 febbraio 2012

IL MINISTRO FRANCESCO PROFUMO HA RICOSTITUITO IL SEARCH COMMETTEE QUANDO SI DICE LACOMBINAZIONE

I figli dei “professori”? Né sfigati né monotoni di Adriana Spera La settimana appena trascorsa è stata un'altra brutta settimana per i lavoratori italiani. Dopo i dati Istat sull'occupazione e quelli di Bankitalia sulle retribuzioni delle donne, il sottosegretario (dagli illustri natali) Michel Martone e il premier Mario Monti hanno catechizzato o meglio offeso, il primo, gli studenti fuori corso e, l'altro, i precari. Affermazioni dimentiche che la carta fondamentale della nostra Repubblica, nata con il sacrificio di tante vite, ancora recita all'art.1 che "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro" e, agli artt. 4, 35, 36, 37 e 38, riconosce a tutti/e il diritto ad un lavoro tutelato, ben retribuito e con pari diritti e una previdenza e assistenza per anziani, disoccupati e disabili. Un sistema di diritti che - senza essere stato mai pienamente attuato, neppure dallo Statuto dei lavoratori, che si limitò a tutelare pienamente solo gli occupati nelle aziende con più di 15 dipendenti - ha subito, dalla emanazione della legge Treu in poi, una erosione continua. Oggi, con l'ennesimo assalto all'articolo. 18, favorito da crisi e disoccupazione, si vuole cancellare l'ultimo emblema della dignità del lavoro rispetto al capitale. Dire "I giovani si abituino all'idea di non avere più il posto fisso, che, oltre tutto, è monotono”, significa togliere a loro ogni prospettiva di un futuro dignitoso. Dirlo, poi, con tutto ciò che si apprende ogni giorno su qualche ministro o sottosegretario, fa emergere il volto bifronte di governanti, che per se stessi e per i loro familiari, né sfigati né annoiati, hanno lavori stabili e lautamente retribuiti, mentre ai comuni mortali vorrebbero riservare precarietà, sottoccupazione e lavoro nero.

Il caso

I vertici attuali del Cnr scendono in Calabria Il 10 febbraio prossimo, nella sala stampa dell'Aula Magna dell'Università della Calabria di Cosenza, il presidente facente funzioni del Cnr, Maria Cristina Messa e il dg, Fabrizio Tuzi, incontreranno ricercatori e tecnologi delle strutture di ricerca della Calabria. Dopo l'intervento di Usi-Ricerca, l'incontro è stato allargato anche al personale tecnico e amministrativo.

La commissione Salamini torna in pista presto il Cnr avrà un nuovo presidente vigilati dal Miur. A presiederlo sarà semdi Biancamaria Gentili Entro la fine di febbraio, il Consiglio pre Francesco Salamini, ordinario e nazionale delle ricerche (Cnr), l’Area di presidente del Comitato scientifico del ricerca scientifica e tecnologica di Parco Tecnologico Padano, il cui comTrieste (Science Park) e l’Istituto nazio- pito sarà quello di ridefinire la “cinquina” nale di geofisica e vulcanologia (Ingv) dalla quale il ministro individuerà gli dovrebbero avere un nuovo presidente. organi di vertice dei tre enti, per due dei Francesco Profumo, ministro quali (Cnr e Science Park) è sopravvedell’Istruzione, Università Al Search committee nuta incompatibilità con la carica di minie Ricerca, cui spetta la stro (Profumo e nomina dei vertici dei pre- spetterà anche Clini), mentre per il detti enti, dopo più di setintegrare la cinquina terzo (Ingv), il 19 tanta giorni di tentennamenti, ha finalmente ras- per lo Science Park dicembre il presidente Giardini ha segnato, per manifesta rassegnato le dimisincompatibilità, le dimis- e per l’Ingv sioni da presidente del Cnr e ha avvia- sioni. Di fronte al dilemma se pubblicato le procedure per l’individuazione del re un nuovo avviso pubblico oppure suo successore a piazzale Aldo Moro. integrare la “cinquina” con un nome Profumo nei giorni scorsi avrebbe nuovo, sembra sia prevalsa tale ultima riconvocato il Search committee, che a ipotesi, anche allo scopo di accelerare i marzo scorso era stato insediato dall’al- tempi. Sicché al Search committee lora ministro Gelmini col compito di spetterà aggiungere un nome ai quattro designare la rosa di candidati alla presi- già individuati la scorsa estate, che per denza e ai cda dei dodici enti di ricerca il Cnr erano, oltre a Profumo, Luciano

IL

Maiani, Luigi Nicolais, Andrea Lenzi e Tullio Pozzan; per l’Ingv: oltre a Domenico Giardini, Benedetto De Vivo, Carlo Doglioni, Stefano Gresta e Roberto Sabadini e per lo Science Park, oltre a Clini, Adriano de Maio, Paolo Gasparini, Maria Cristina Pedicchio e Giorgio Zauli. In quest’ultimo caso, il Search committee di nomi dovrà aggiungerne due, visto che Maria Cristina Pedicchio è diventata presidente dell’Ogs. Per quanto riguarda la situazione dell’Ingv, non è da escludere un clamoroso ritiro delle dimissioni da parte di Giardini (vedere articoli in seconda pagina). Ma a tenere banco nelle prossime settimane, quasi certamente sarà ancora una volta il Cnr che, per importanza e budget annuo (quasi un miliardo di euro), è assimilabile a un ministero con portafoglio, che non può passare inosservato al mondo politico, che non mancherà di fare pressing sul governo dei professori.

Sapete che...

FATT O CENTRALE

L’Istat “dimentica” le attività assistenziali di Rocco Tritto Non era mai accaduto che l'Istat bloccasse per più di un anno il pagamento ai propri dipendenti dei rimborsi per spese mediche, cure ortodontiche, per l'utilizzo dei mezzi pubblici nonché per frequenza asili nido e scuole materne, per borse di studio e per l'acquisto di libri scolastici e universitari, riferiti ai figli dei dipendenti. Il "blocco" è ufficialmente motivato con la mancanza dell'accordo integrativo con i sindacati. Se, da un lato, ciò è vero, dall'altro non può sottacersi che l'Istat poco o nulla ha fatto negli ultimi dodici mesi per sbloccare la situazione. Una situazione di fatto ingessata dalle richieste dei confederali circa la composizione del fondo. La conseguenza è che l'Istat, nonostante le reiterate richieste di Usi-Ricerca, è ben lieta di tenere in cassa circa un milione di euro, che invece spetta esclusivamente ai lavoratori, la cui busta paga è già gravemente falcidiata dal blocco dei contratti, dalle continue manovre del governo e F OGLIETTINO

dalla progressiva perdita del potere di acquisto degli stipendi. Non si riesce a comprendere perché i confederali, di fronte al rifiuto dell'ente e degli organi di controllo, non decidano di far valere le loro istanze nelle aule dei tribunali, dove sarà possibile accertare la fondatezza delle stesse. Allo stesso tempo, censurabile è l'atteggiamento dell'Istat, che non ha mai sottoposto alla firma il testo dell'accordo. "Di fronte al crescente malcontento dei lavoratori - fa sapere l'Usi Ricerca - l'ente presieduto da Enrico Giovannini non può continuare a far finta di nulla e a danneggiare i lavoratori, dimenticando che l'articolo 3-ter del d.lgs. 165/2001, stabilisce che: qualora non si raggiunga l'accordo per la stipulazione di un contratto collettivo integrativo, l'amministrazione interessata può provvedere, in via provvisoria, sulle materie oggetto del mancato accordo, fino alla successiva sottoscrizione". Norma forse sconosciuta ai piani alti di via Balbo.

L'Istat lancia la sfida alle leggi della fisica Se l'Aula Magna della sede centrale all'Istat è insufficiente a ospitare i partecipanti a un incontro con il presidente Giovannini, c'è sempre la possibilità di tentare "col via libera del responsabile della sicurezza, di forzarne un po' la capienza", così da far accedere anche i soprannumerari. E' la risposta ufficiale che alcuni dipendenti dell'ente si sono visti recapitare alla vigilia dell'evento. E' noto a tutti, però, che l'Aula Magna ha una capienza ben precisa, stabilita dagli organismi di vigilanza esterni, oltre la quale non è possibile andare, a meno che non si vogliano esporre a seri rischi i lavoratori. Al di là di questo aspetto, tutt'altro che trascurabile, ciò che incuriosisce è la sfida alle inflessibili leggi della fisica che l'Istat sembra aver lanciato laddove sostiene la possibilità "di forzare un po' la capienza" di un immobile, che rimane pur sempre un solido, insuscettibile di essere plasmato à la carte. Nulla esclude, però, che essendo l'Istat un ente di ricerca, siano state escogitate soluzioni innovative.

Le graduatorie dei vincitori non soggette a scadenza L'obbligo della pubblica amministrazione di dare corso alle nomine dei vincitori, a seguito dell'approvazione della graduatoria finale di un concorso pubblico, non può ritenersi venuto meno per effetto dello spirare del termine di validità temporale della graduatoria stessa, atteso che i termini di efficacia delle graduatorie concorsuali sono riferibili al solo istituto del c.d. scorrimento della graduatoria (che consente ai candidati semplicemente idonei di divenire vincitori effettivi, precludendo l'apertura di nuovi concorsi) e non anche ai candidati vincitori. Nei confronti di questi ultimi, l'Amministrazione è tenuta alla conclusione del procedimento concorsuale mediante l'adozione di un formale atto di nomina, salvo che essa dia conto, con altrettanto formale provvedimento, che all'adozione dell'atto di nomina ostano sopravvenute determinazioni in autotutela riferite alla procedura stessa ovvero la sopravvenuta soppressione dei posti per i quali era stato bandito il concorso, all’esito della ridefinizione della pianta organica, imposta dal legislatore nelle more del procedimento concorsuale. A stabilire tale principio è stata la III sezione del Consiglio di Stato (Sent. n. 446 - 30 gennaio 2012 - Pres. Lodi, Est. Cacace).


Mentre altri danno la notizia, Il Foglietto entra nella notizia. L’unico settimanale dal mondo della ricerca pubblica che non riverisce i potenti di turno.

www.usiricerca.info Il sito internet del sindacato di base del comparto ricerca. Notizie, informazioni, consulenza e assistenza on line per tutti. In tempo reale. martedì 7 febbraio 2012

Operazione una Cattedra per Giardini Il ministro Profumo pronto a finanziare La Sapienza per accontentare il n. 1 dell’Ingv di Paolo Vita Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo, corre in soccorso del dimissionario presidente dell'Ingv Domenico Giardini chiedendo all'Università La Sapienza di affidargli una cattedra. Giardini, infatti, aveva rassegnato le dimissioni a dicembre dello scorso anno perché lo stipendio da presidente del'Ingv sarebbe stato, a suo avviso, troppo basso e così dopo aver tentato invano di ottenere un aumento avrebbe optato per le dimissioni, a meno che non fosse riuscito ad ottenere anche una cattedra nell'ateneo romano, per poter integrare il magro stipendio da poco più di 100mila euro da presidente dell'Istituto di Vulcanologia. Così dopo una frenetica girandola di consultazioni tra il Miur, che avrebbe chiesto a quello della Funzione Pubblica se fosse stato possibile dare un aumento a Giardini e aver incassato da quest'ultimo un secco diniego, sarebbe spuntato il coniglio dal cilindro in modo di aggirare il tetto posto all'indennità di carica per il presidente dell'Ingv. Secondo quanto risulta al Foglietto, il

P ERMESSI

ministro Profumo avrebbe chiesto al rettore della Sapienza, Luigi Frati, di dare una cattedra al numero uno dell'Ingv e poiché l'università non avrebbe i fondi necessari per finanziare la creazione di una nuova cattedra, il ministero avrebbe dato la sua disponibilità a trasferire i fondi necessari per l'operazione "Una Cattedra per Giardini". Adesso la decisione è nelle mani del consiglio di dipartimento

Errata corrige del Cnr Si apprende da un avviso, peraltro privo di data, apparso sul sito http://www.urp.cnr.it/ che le graduatorie del concorso relativo alle progessioni di livello ex articlo 54 (n. 364.110) potrebbero subire delle modifiche. L’avviso è scaturito da una comunicazione dell'Ufficio Stato Giuridico e Trattamento Economico del Personale nel merito dell'anzianità di servizio di alcuni candidati, che, a seguito di ricalcolo, potrebbero essere rideterminate. Al Cnr, ancora un concorso all’insegna delle polemiche.

PER STUDIO E DOTTORA TO , DOTTORAT

IL

Scienze della Terra della Sapienza, che dovrebbe tenersi questa settimana (benché ieri nessuna convocazione fosse ancora stata fatta), ma l'esito non sembra scontato visto che ci sarebbe una fronda in seno al consiglio stesso che sarebbe contraria alla creazione di una nuova cattedra ad hoc per il presidente dell'Ingv. Il rettore Frati sarebbe tra i favorevoli a dare una cattedra a Giardini mentre altri membri del consesso sarebbero contrari dal momento che i circa 100mila euro che dovrebbero essere trasferiti dal Miur a La Sapienza per il pagamento dello stipendio al nuovo professore vincolerebbero l'ateneo ad una spesa fissa a fronte di una prestazione difficilmente compatibile con la presidenza dell'Istituto di Vulcanologia e con la cattedra di Sismologia e geodinamica al Politecnico di Zurigo. Quel che è certo è che se Giardini non avrà la docenza a Roma prima che il ministro accetti le sue dimissioni, dovrà dire addio alla poltrona Ingv, che gli era stata affidata da Maria Stella Gelmini lo scorso agosto. Ma sull’accettazione delle dimissioni è scoppiato un giallo (vedere in pagina).

CASO

IN GAZZETTA GAZZETTA LE NUOVE DISPOSIZIONI

GIALLO SULL’ACCETTAZIONE DELLE DIMISSIONI DEL N. 1 INGV

E’ stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 25 del 31 gennaio 2012, la circolare n. 12 del 7 ottobre 2011, emanata dal Dipartimento della Funzione Pubblica. Con tale provvedimento normativo, la Funzione Pubblica fornisce chiarimenti in merito ai permessi e ai congedi per motivi di studio richiesti da parte del personale degli enti pubblici. La disciplina, per la F. P., dovrà sempre contemperare un equilibrio tra le esigenze amministrative e il diritto allo studio. Tra i permessi figura anche l’aspettativa per il conseguimento del dottorato di ricerca che, secondo la legge n. 240/2010, può essere concesso “compatibilmente con le esigenze dell’amministrazione”, accordando così all’interessato una posizione giuridica condizionata, la cui realizzazione è subordinata alle esigenze di buon andamento della P.A.

di Paolo Vita Giallo sulle dimissioni del presidente dell'Ingv, Domenico Giardini. Il documento con cui il titolare del Miur, Francesco Profumo, ha accettato le dimissioni rassegnate lo scorso 22 dicembre dal numero uno dell'Ingv, a decorrere dal 1° marzo 2012, sembrerebbe non essere stato recapitato all'ente di via di Vigna Murata. Infatti la lettera del ministro con il numero di protocollo 158, del 31 gennaio 2012, indirizzata al professor Giardini con cui si accettano le sue dimissioni parrebbe essere sfuggita al direttore generale dell'Ingv, Tullio Pepe, che lo scorso 3 febbraio alle 13,24 ha scritto a tutti i colleghi per dire che "allo stato attuale il Ministro della Ricerca non ha ancora provveduto ad accogliere le dimissioni del Presidente dell'Ingv ed è, invece, impegnato a trovare entro pochi giorni una soluzione alle difficoltà che hanno portato alle dimissioni". Certo è che ci troveremmo davanti ad una forma di comunicazione tra l'Ingv e il ministro vigilante davvero singolare se una lettera di tale importanza per la ricerca italiana a distanza di tre giorni non fosse arrivata sulla scrivania del n. 2 dell’ente. Non sarà che la soluzione a questo giallo possa arrivare dal consiglio di Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza, chiamato a decidere sull'attribuzione o meno di una cattedra al professor Giardini, che in caso affermativo ritirerebbe le dimissioni?

I L FATT O

DI

giurisprudenza Indennità ferie non godute soggetta a contribuzione Il datore di lavoro deve pagare i contributi sull'indennità per le ferie non godute. Ciò perché tale indennità ha natura retributiva e non risarcitoria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 1101 del 27 gennaio 2012. In particolare la sezione lavoro, pur prendendo atto dei contrasti interpretativi intervenuti in passato sulla natura dell'indennità, ha scelto quella retributiva. In sentenza si legge che "l'indennita di ferie non godute è assoggettabile a contribuzione previdenziale a norma dell'art. 12 della legge n. 153/69, perché, essendo in rapporto di corrispettività con le prestazioni lavorative effettuate nel periodo di tempo che avrebbe dovuto essere dedicato al riposo, ha un carattere retributivo e gode della garanzia prestata dall'art. 2126 c.c.

I crediti del lavoratore al netto delle ritenute I crediti pecuniari del lavoratore per differenze retributive e trattamento di fine rapporto (tfr), devono essere effettuati al lordo delle ritenute fiscali, dal momento che la loro determinazione inerisce un momento successivo a quello dell'accertamento della liquidazione e si pone in relazione al distinto rapporto d'imposta, sul quale l'intervento del giudice rimane precluso. A stabilire il principio è stata la suprema Corte di Cassazione Sezione Lavoro, con sentenza n. 231 del 12 gennaio 2012 (Pres. Vidiri, Rel. Amoroso).

C ODA

Istat. Nell’era Giovannini tempi duri per i metodologi di Franco Mostacci La tornata concorsuale per ricercatori e tecnologi dei tre livelli avviata dall'Istat a fine 2011 continua a suscitare perplessità tra il personale che, a vario titolo, è interessato a partecipare. Dopo il mancato riconoscimento della riserva di posti per il personale a tempo determinato e la confusione di ruoli per i tecnologi amministrativi, a preoccuparsi sono ora i ricercatori dell'area metodologi-

ca, che denunciano l'assenza di posizioni specifiche nel bando di concorso a primo ricercatore. In effetti, l'area metodologica è sempre stata presente fin dal primo concorso pubblico per ricercatore degli anni '90, ma, forse, nell'era Giovannini non c'è spazio all'Istat per la metodologia statistica. "Questa situazione - affermano i metodologi - sembra indicare un preoccupante disinteresse per la qualità dei contenuti informativi della produzione statistica, contrapposto invece ad una attenzione quasi maniacale per i contenitori dell'informazio-

IF

ne prodotta". E come dargli torto se è stata L OGLIETTO prevista una posizione da primo tecnologo DELLA RICERCA nell'area 'Comunicazione on-line e social networks"? Il concetto di area concorsuale a IlFoglietto in Istat sta perdendo quel carattere di Supplemento Agenzia di informazione on line generalità che consentiva alla totalità di Reg.Trib. Roma 136 dell’8/4/2004 ricercatori e tecnologi di aspirare ad una Editrice: Nameless Line Inc progressione di carriera, per adeguarsi ad Anno IX numero 5 esigenze specifiche del momento, riserva- • Direttore responsabile: Maurizio Sgroi Redazione Vicolo del Buon Consiglio, 31 te a pochi eletti. Una vera e propria involu- 00184 - Roma - tel 064819930-fax 0662204550 zione, che ha portato anche alla creazione e-mail: redazione.ilfoglietto@usiricerca.it dell'area concorsuale 'Uffici territoriali'. Più • Progetto grafico : Bios che un'area, una riserva indiana.


Il Foglietto n. 5/2012