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Se un uomo sogna da solo, il sogno rimane solo un sogno... ma se molti uomini sognano la stessa cosa, il sogno diventa realtà. H.Camara

E DIT ORIALE

ATTUALITA’

martedì 25 ottobre 2011

PUBBLICATA UNA CIRCOLARE CHE VANIFICA LE ASPETTATIVE DEI LAVORATORI OGGI GIORNO DELLA VERITA’

La scure della Funzione Pubblica sulle progressioni di livello negli Epr

Il Cav. Berlusconi è arrivato al capolinea

interpretazione, le progressioni di di Biancamaria Gentili Nuovo e, forse, definitivo drastico livello vengono equiparate a quelle intervento interpretativo della economiche. Un danno non da poco Funzione Pubblica in materia di pro- per i lavoratori della ricerca, che, per gressioni di livello del personale far fronte agli oneri dei passaggi di ricercatore, tecnologo, tecnico e livello, vedranno ridursi drasticamenamministrativo degli enti pubblici di te il monte salario destinato all'acricerca. Con la circolare n. 51924 del cessorio. Con l'occasione, la 18 ottobre 2011, il dipar- Il costo dei passaggi Funzione Pubblica ha voluto rammentimento della Funzione tare che fino a tutto Pubblica, riportandosi a per tecnici e amm/vi il 2013, e salvo proquanto già rappresentagraverà sull’accessorio; roghe, le predette to nella nota circolare n. 11786, del 22 febbraio per i ricercatori, invece, progressioni potranno avere solo risvol2011, ha sottolineato che in materia di finan- sugli oneri assunzionali ti giuridici e non ziamento delle procedure di cui all'ar- economici, con l'aggravante che, ticolo 54 (progressioni di livello nei secondo le disposizioni impartite dal profili), le procedure sono da assimi- Ministero dell'economia e delle finanlare a "passaggi interni all'area", da ze con circolare del 15 aprile 2011, n. finanziare, contrariamente a quanto 12, le amministrazioni che bandiscoavvenuto fino a oggi, non con le no procedure ex articoli 53 e 54, risorse ordinarie dell'ente, ma con “dovranno quantificare i relativi oneri quelle previste per il salario accesso- finanziari rendendo indisponibili le rio. In pratica, con una estemporanea necessarie risorse certe e stabili fino

di Rocco Tritto La mezz'ora se n'è andata, con un nulla di fatto. Oggi ci sarà il secondo e ultimo tempo per Silvio Berlusconi, che è in un vicolo cieco dal quale non può che uscire con la bandiera bianca in segno di resa. La perversa ostinazione con la quale ha deciso di colpire le classi meno abbienti, attaccando il sistema pensionistico, che pure gode di ottima salute, la dice lunga sulla "statura" politica di un uomo che pur di salvaguardare i propri interessi e quelli dei suoi sodali continua a ignorare che la ripresa dell'Italia ha bisogno di ingenti risorse che sono, nell'immediato, prontamente esigibili attraverso patrimoniale, tassazione delle grandi rendite finanziarie e reintroduzione dell'Ici (grazie alla cui abolizione il Cav. ha vinto le ultime elezioni) e, nel medio tempo, combattendo seriamente evasione fiscale e contributiva nonché privilegi di ogni sorta, con in testa i vitalizi ai parlamentari e le reversibilità per gli eredi con redditi elevati. Ma da quest'orecchio il premier e i suoi fedelissimi fingono di non sentire, privilegiando l'assalto alla povera gente che, ironia della sorte, è la sola a pagare fino all'ultimo centesimo di imposte. Una politica, quella del Cav., che sembra aver nauseato anche un partito, la Lega Nord, che da più di tre anni lo tiene in vita, approvando tutte, ma proprio tutte, le note leggi ad personam. Ma oggi è il giorno della resa dei conti e vedremo chi avrà la meglio. Quanto alle opposizioni, se alcune contestano con forza la politica governativa, altre, come Pd,Udc e Fli si caratterizzano per la loro ambiguità. Del resto, da un partito come il Pd che ha 27 correnti interne non ci si può attendere di meglio.

Il caso

FATT O

Sapete che...

CENTRALE

Più tardi in pensione, più disocuppazione giovanile di Adriana Spera Si usa l'immagine di un premier impresentabile, al punto da suscitare l'ilarità di altri capi di governo europei, per vendere un cumulo di bugie. Nei dieci punti posti (o meglio imposti) dall'Ue non si parla affatto di pensioni ma, prevalentemente, di liberalizzazioni e privatizzazioni. Già tale circostanza sarebbe singolare alla luce della gestione essenzialmente pubblicistica dei servizi nei due paesi leader di Eurolandia. Ma ciò che appare sconcertante è che media, mondo politico e imprenditoriale ci diano ad intendere che tra le priorità imposteci vi sarebbe l'ennesima riforma delle pensioni. Così non è, né potrebbe essere perché non v'è alcuna direttiva dell'Ue che preveda la cancellazione delle pensioni di anzianità o il sistema contributivo per tutti. Tant'è che in nessun paese si va in pensione a 67 anni. Solo la Germania si è dotata di una legge in tal senso, che però entrerà in vigore a regime. Infatti, l'età media di pensionamento è di 61,6 anni per F OGLIETTINO

Il trattenimento in servizio? E’ una nuova assunzione Con un decreto interministeriale, firmato da Gelmini, Tremonti e Brunetta, è stato stabilito, tra l’altro, che l’onere relativo al personale trattenuto in servizio viene determinato come se si trattasse di personale esterno all’ente. La conseguenza è la riduzione delle risorse destinate a nuove assunzioni in misura pari all’importo del trattamento retributivo derivante dai trattenimenti in servizio.

a tutto il 2013. Soltanto a decorrere dal 1° gennaio 2014 le progressioni potranno produrre anche gli effetti economici, beninteso senza il beneficio della retroattività". Se i tecnici e gli amministrativi piangono, non stanno certo meglio ricercatori e tecnologi. Anche per questi ultimi, la Funzione Pubblica ha voluto rammentare che le progressioni di livello ex articolo 15 dal terzo al secondo e da quest'ultimo al primo, trattandosi di passaggi da un'area all'altra, non possono che essere finanziati a valere sulle risorse assunzionali, nel rispetto dei vincoli di cui all'articolo 66, comma 14, del decreto legge 112/2008, previa adozione di provvedimento autorizzatorio prima dell'inquadramento. Anche per loro, fino a tutto il 2013, solo benefici giuridici e non economici. Come definire le “cure” della Funzione Pubblica? Misure per lo sviluppo della ricerca pubblica.

gli uomini e 59,9 per le donne. In Francia, il limite è ancora di 60 anni. I più "virtuosi" sono gli spagnoli con 62,6 per gli uomini e 59,5 per le donne. Il nostro è il sistema pensionistico più forte d'Europa, come confermato da un Rapporto Ue del 2009. E forse proprio qui sta il problema. Quasi nessuno ha scelto di ricorrere ai fondi pensione, mentre le risorse accantonate dagli enti previdenziali costituiscono un tesoro appetibile, tant'è che già nella prima manovra estiva si sono posti gli investimenti di questi enti sotto il controllo della Commissione di vigilanza sui fondi pensione. Ma v'è di più, nel settore privato il Tfr dei lavoratori è un fondo di riserva degli imprenditori, quindi più tardi si va in pensione, più a lungo quelle risorse restano in cassa, a costo zero. Al danno dovrebbero almeno risparmiarci la beffa di illuderci che il prolungamento della vita lavorativa sia un sacrificio necessario per aiutare i giovani. Sicuramente, a restare disoccupati.

All’Istat la somma continua a non fare il totale "A otto giorni dall'avvio delle operazioni censuarie, sono oltre 3 milioni e mezzo i questionari compilati: il 16,1% degli oltre 20 milioni consegnati alle famiglie in tutta la Penisola. Il 47,8 % di questi (pari a oltre 3 milioni e mezzo in termini di persone censite) è stato compilato via Internet, il 37,8% è stato consegnato agli uffici postali e il 13,4% ai centri comunali di raccolta". Questo il testo nudo e crudo di un comunicato stampa del 18 ottobre scorso dell'Istat, che aggiornava la situazione dei rispondenti al questionario censuario. Per i comuni mortali, la somma delle tre percentuali sarebbe dovuta corrispondere a 100. Viceversa, i tre dati parziali (47,8+37,8+13,4), se sommati, danno 99. Evidentemente per l'Istat la somma non fa il totale, con buona pace del mitico principe Antonio de Curtis, in arte Totò. Purtroppo, non è la prima volta che all'Istat si scivola sull'addizione. Speriamo che sia l'ultima.

Profumo proroga Tuzi e avvia selezione pubblica Grandi manovre negli enti di ricerca vigilati dal Miur, dove, a seguito dell’insediamento dei nuovi presidenti, occorre ricoprire la poltrona di direttore generale che, in molti casi, è più ambita di quella di presidente. Il presidente del Cnr. Francesco Profumo, in attesa dell’epletamento di una selezione pubblica, ha deciso di prorogare nell’incarico Fabrizio Tuzi, fino alla nomina del nuovo direttore e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2011. Tuzi agiva già in regime di prorogatio decisa dal vecchio cda. Intanto, non si segnalano novità in merito alla nomina del quinto e ultimo componente del cda. Lo scranno continua a essere conteso dalla rappresentante di Confindustria, Catia Bastioli, e dal vice presidente della giunta provinciale di Napoli, l’Udc Gennaro Ferrara.

Il presidente dell'Ingv sceglie il nuovo dg L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), da alcune settimane presieduto da Domenico Giardini, si appresta a nominare un nuovo direttore generale. Tra i candidati che hanno risposto all'avviso apparso il 5 ottobre scorso sulla home page del sito dell'ente, i tre ritenuti più meritevoli dal presidente dovranno sostenere un colloquio al cospetto del cda.


Mentre altri danno la notizia, Il Foglietto entra nella notizia. L’unico settimanale dal mondo della ricerca pubblica che non riverisce i potenti di turno.

www.usirdbricerca.info Il sito internet del sindacato di base del comparto ricerca. Notizie, informazioni, consulenza e assistenza on line per tutti. In tempo reale. martedì 25 ottobre 2011

L’Istat sfonda lo spread dei direttori Dal conteggio delle poltrone sono stati esclusi due direttori centrali in esonero di Alex Malaspina La normativa, una volta tanto, non si presta a interpretazioni. Ci riferiamo al decreto del Presidente della Repubblica n. 166, approdato sulla Gazzetta Ufficiale n. 235 del 7 ottobre 2010, dopo un lungo e tormentato iter. L’articolo 5, 1° comma, lettera a), non lascia spazio a dubbi quando statuisce che il numero degli uffici dirigenziali dell’Istituto nazionale di statistica non può superare complessivamente 73 unità, compresi direttore generale, direttori di dipartimento, direttori centrali e di servizi. Sta di fatto, però, che a libro paga dell’ente statistico di uffici dirigenziali, al momento, ve ne sono due in più, in disparte il componente dell’Oiv, equiparato a direttore centrale, e l’imminente affidamento di un “progetto”, che l’Istat parifica a servizio. A suscitare perplessità, infatti, sono le figure di due dirigenti generali, che nel 2010 hanno chiesto e ottenuto di essere esonerati dal servizio, ai sensi dell’articolo 72 della legge n. 133 del 6 agosto 2008. L’istanza dei due alti dirigenti è stata accolta, previo parere

positivo espresso dal direttore dell’allora unico dipartimento, “in relazione al fatto che la posizione rivestita (dagli interessati, ndr) è soggetta a processi di razionalizzazione e, altresì, riduzione e in considerazione del riordino organizzativo in atto“. Al momento del collocamento in esonero, ai due dirigenti è stato riconosciuto, così come previsto dalla legge, il “70% del trattamento comples-

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TORE PADRE, PERMESSI AL LAVORA LAVORAT ANCHE SE LA MOGLIE E’ CASALINGA

L'Inpdap, con nota operativa n. 23 del 13 ottobre 2011, si adegua alla sentenza n. 4293/2008 del Consiglio di Stato che ha dedotto in via estensiva che per quanto attiene ai riposi giornalieri previsti dall'articolo 39 del Decreto legislativo n. 151/2001, questi possono essere fruiti dai lavoratori padri (art. 40) anche nel caso di madre casalinga. A detta del Consiglio di Stato la ratio della norma è "rivolta a dare sostegno alla famiglia ed alla maternità in attuazione delle finalità generali scolpite dall'articolo 31 della Costituzione" e ciò induce a ritenere ammissibile la fruizione dei riposi giornalieri da parte del padre oltre che nell'ipotesi di madre lavoratrice autonoma, anche nel caso di madre casalinga. L’ente previdenziale ha anche chiarito che , trattandosi di permessi retribuiti, la fruizione degli stessi non ha alcuna incidenza ai fini dell’obbligo del versamento contributivo, che rimane immutato.

I L FATT O

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IL

sivamente goduto, per competenze fisse e, pro quota, per competenze accessorie, ivi comprese le componenti legate alla produttività ed ai risultati”. Peccato, però, che subito dopo l’uscita di scena dei due l’Istat si sia affrettato a rimpiazzarli per ricoprire le posizioni dirigenziali sguarnite. Ma non si era detto che il disco verde ai due era giustificato da una riduzione del disegno organizzativo dell’ente? A quella che sembra una macroscopica svista, l’Istat non ha posto rimedio neppure con l’entrata in vigore del Dpr di cui si è detto all’inizio e della conseguente riorganizzazione, visto che gli uffici dirigenziali ai quali i due “esonerati” erano preposti continuano a vivere e operare. Né potrebbe essere diversamente, trattandosi di funzioni statistiche di primaria rilevanza. In pratica, conti alla mano, mensilmente l’Istat si fa carico di stipendiare 76 preposti a uffici dirigenziali, con un evidente spread rispetto ai vincoli di bilancio stabiliti dalla normativa in vigore. Una vicenda che sembra mal conciliarsi con la critica situazione finanziaria in cui si dibatte l’ente presieduto da Enrico Giovannini.

CASO

INIDONEITA’ PISICOFISICHE, IN VIGORE NUOVO REGOLAMENTO di Flavia Scotti Dal 21 ottobre è in vigore il Dpr 27 luglio 2011, n. 171, contenente il Regolamento di attuazione in materia di risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche dello Stato in caso di permanente inidoneità psicofisica. Il provvedimento introduce alcune novità rispetto alle precedenti disposizioni regolamentari, in particolare a quelle previste dal Dpr n. 3 del 1957. L'iniziativa per l'avvio della procedura spetta all'Amministrazione di appartenenza del dipendente, ovvero al dipendente interessato, che può presentare istanza per l'avvio della procedura in qualsiasi momento successivo al superamento del periodo di prova. L'amministrazione avvia la procedura nei seguenti casi: a) assenza del dipendente per malattia, superato il primo periodo di conservazione del posto previsto nei contratti collettivi di riferimento; b) disturbi del comportamento gravi, evidenti e ripetuti, che fanno presumere l'esistenza dell'inidoneità psichica permanente assoluta o relativa al servizio; c) condizioni fisiche che facciano presumere l'inidoneità fisica permanente assoluta o relativa al servizio. L'accertamento è effettuato da una commissione medico-militare e, in caso di accertata permanente inidoneità a svolgere qualsiasi attività, scatta il licenziamento. Se l'inidoneità è parziale, l'amministrazione ha l'obbligo di ricollocare, anche in un livello inferiore, il lavoratore.

giurisprudenza Con la musica a palla la condanna è sicura La musica assordante è un’immissione sonora che può disturbare la quiete pubblica e, dunque, risulta tale da integrare il reato di cui all’articolo 659 del codice penale, laddove risulti molesta per una pluralità di persone. Non sfugge alla condanna il “maniaco” dello stereo ad alto volume, nonostante le sessionichoc di ascolto avvengano a luglio in una località di mare. Costui, un giovane pugliese, pagherà cara la sua passione per la “techno” a palla: ammenda di 250 euro, più i danni ai vicini molestati e le spese processuali. È quanto è stato stabilito da una sentenza depositata il 14 ottobre 2011 dalla prima sezione penale della Cassazione (Pres. Giordano, Rel. Caiazzo).

Produzione dei titoli nei concorsi pubblici Nel caso in cui il bando di un concorso, per titoli ed esami, per l'assunzione a tempo indeterminato alle dipendenze della P.A., contenga una clausola secondo cui i documenti rappresentativi dei titoli posseduti dai concorrenti devono essere prodotti unitamente alla domanda di partecipazione, ma in un plico chiuso e separato, deve ritenersi illegittima l'ammissione al concorso stesso di un concorrente che ha prodotto i propri titoli in modo sciolto e libero senza racchiuderli, come prescritto dal bando, in plico chiuso; in tal caso, infatti, la mancata osservanza del predetto adempimento da parte di un candidato costituisce un irrimediabile vulnus alla segretezza e alla imparzialità dell'azione amministrativa (Tar Campania - Sez. IV - sent. 12 ottobre 2011 n. 4675 - Pres. Nappi, Est. Passarelli Di Napoli).

C ODA

E’ offensivo dire al collega “Dici solo stronzate”? di Antonio Del Gatto Nel corso di una riunione del consiglio d'istituto di una scuola professionale, il preside si rivolge a un docente, facendogli rilevare, senza tanti giri di parole, che "dice solo stronzate". Quest'ultimo accusa il colpo, non se la tiene e trascina il superiore davanti ai giudici, sostenendo che il termine assume una veste tanto più

offensiva perché pronunciato in un consesso di educatori. Crescendo come una valanga, la vicenda approda addirittura in Cassazione. Vabbè che le stronzate si pagano, ma stavolta sono costate proprio care. E non è ancora finita. Omnibus perpensis, la Cassazione annulla la sentenza della Corte d'Appello, rinviando la causa ad altra sezione della medesima con l'incarico di sciogliere il nodo gordiano: valutare se, rispetto all'ambiente nel quale l'espres-

IF

sione è stata profferita, la stessa si limiti L OGLIETTO alla pur aspra critica di un'opinione non DELLA RICERCA condivisa ovvero trasmodi nello squalificare l'onore e il decoro del destinatario. Supplemento a IlFoglietto La vexata quaestio, insomma, sta tutta Agenzia di informazione on line qui. Come si vede, non è roba da poco Reg.Trib. Roma 136 dell’8/4/2004 né si riesce a ipotizzare a quali parame- Editrice: Nameless Line Inc Anno VIII numero 35 tri dello scibile umano i giudici togati • Direttore responsabile: Maurizio Sgroi faranno ricorso per risolvere l’angoscio- Redazione Vicolo del Buon Consiglio, 31 so dilemma. Dopo di che, l’originale que- 00184 - Roma - tel 064819930-fax 0662204550 relle rischia di tornare dinanzi alla e-mail: redazione.ilfoglietto@usirdbricerca.it • Progetto grafico : Bios Suprema Corte. E’ la giustizia italiana.


Il Foglietto n. 35/2011  

Il settimanale on line degli enti di ricerca

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