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Se un uomo sogna da solo, il sogno rimane solo un sogno... ma se molti uomini sognano la stessa cosa, il sogno diventa realtà. H.Camara

E DIT ORIALE

ATTUALITA’

martedì 11 ottobre 2011

A PAGARE I COSTI DELLA CRISI NON DEVONO ESSERE I LAVORATORI FOGLIETTO ARISCHIO CHIUSURA

Per la stampa libera è pronto il bavaglio di Rocco Tritto La cosiddetta legge-bavaglio, fortemente voluta da uno schieramento politico trasversale, deciso a neutralizzare le poche voci libere dell’informazione del nostro paese, rischia di mettere in pericolo anche la vita del Foglietto. La legge liberticida, degna dei peggiori paesi dittaroriali, con l’obiettivo di bloccare sine die la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche legittimamente disposte dalla magistratura a carico di chi è avvezzo a delinquere, ha deciso di “allargarsi” per mettere quantomeno la sordina ai giornali on line registrati in tribunale, e tra questi c’è Il Foglietto, che da otto anni fa informazione gratuita e senza alcuna pubblicità. L’aspetto che maggiormente colpisce non è il diritto di chi si sente leso dagli articoli a chiedere puntuale rettifica, cosa che Il Foglietto ha sempre fatto, pubblicando repliche il cui numero di battute è stato quasi sempre di gran lunga superiore a quello massimo consentito, ma l’impossibilità per il giornale di controreplicare, contestualmente alla pubblicazione delle asserite smentite o precisazioni. In pratica, di fronte a repliche contenenti falsità e inesattezze, il giornale deve tacere e se non lo fa va incontro a una sanzione da 7500 a 12500 euro. Un prezzo che tanti giornali on line, come il nostro, non potranno mai permettersi, con la conseguenza che o si china la testa oppure si decide di cessare le pubblicazioni. Davvero triste è constatare che il divieto di controreplica voluto dalla maggioranza che sorregge il governo non sia stato contestato dalle opposizioni che, evidentemente, sotto sotto vedono di buon occhio un drastico intervento sulla stampa senza padroni e padrini, difficile da governare e controllare.

Il caso

Censimento, sanzioni senza rifiuto esplicito Il direttore dei censimenti dell’Istat, Andrea Mancini, ha dichiarato alla stampa che “le multe, come previsto dalle legge, saranno solo per chi si rifiuta esplicitamente di rispondere al questionario (censuario, ndr) e non per chi è irreperibile”. Peccato che la legge (artt. 7 e 11 del d.lgs. 322/89) non solo non richieda l’esplicito rifiuto, ma non fa alcuno sconto agli irreperibli. Sempre che si trovino.

“United for Global Change” anche a Roma La protesta degli indignati di tutto il mondo ziari. I destini dei governi sono nelle di Adriana Spera Negli ultimi venti anni, con l'affermarsi mani degli operatori finanziari globali. Il delle teorie liberiste, a partire dalla risultato è che per colpa dell'avidità di deregulation reaganiana e dallo sman- pochi vengono poste in essere essentellamento dello stato sociale in zialmente politiche recessive e non Inghilterra ad opera della Thatcher, si è espansive. In Italia, come se non assistito ad una progressiva erosione bastasse, gli avidi si ergono a paladini dei diritti dei lavoratori, conquistati in degli interessi nazionali. La lettera del governatore Draghi e decenni di dure lotte. Al Anche nella capitale del presidente della contempo, vi sono stati, Bce, il “Manifesto” da un lato una crescente ci sarà mobilitazione della Confindustria, erosione dei salari, dall'ala piazza della Repubblica le pagine di giornale tro una crescita esponenziale dei profitti. Ciò ha da dove si proseguirà con messaggi di stampo qualunquistideterminato la concentrazione della ricchezza per piazza San Giovanni co firmati da Della nelle mani di pochi che, invece di inve- Valle e l'imminente nascita del partito stire le proprie risorse nel sistema pro- trasversale di Montezemolo, non sono duttivo (in Italia neppure nelle proprie che i tasselli di una strategia dei poteri aziende), hanno investito nella finanza, forti coalizzati per peggiorare ulteriorper conseguire facili e rapidi guadagni. mente le condizioni e i diritti dei lavoraUna situazione che ha portato alla crisi tori. Gli obiettivi tutt'altro che reconditi del 2008, dalla quale non si riesce a vanno dalla cancellazione dei servizi venir fuori perché le decisioni sono con- pubblici e dei contratti di lavoro, alla dizionate proprio dagli investitori finan- drastica riduzione dei salari e delle pen-

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sioni. Coloro che senza pudore si ergono a paladini dell'interesse collettivo, in realtà non vogliono far altro che rimpinguare i propri già cospicui patrimoni. Una situazione pericolosa per la democrazia, che rischia di riportarci indietro di cento anni. Ed è proprio per scongiurare tale incombente pericolo che occorre mobilitarsi ed opporsi, cominciando col partecipare sabato prossimo alla giornata di mobilitazione internazionale “United for Global Change”, che vedrà iniziative di lotta in tutto il mondo. A Roma l'appuntamento è alle ore 14 in piazza della Repubblica, per dare corpo a un grande corteo di “indignati”, che raggiungerà Piazza San Giovanni. Sarà la prima tappa di un percorso di mobilitazione che non dovrà arrestarsi, se si vogliono difendere democraticamente i diritti dei lavoratori, che stanno per essere spazzati via, e, soprattutto, se vi vuole dare un futuro di lavoro ai giovani precari, disoccupati o sottoccupati.

Sapete che...

CENTRALE

Barletta, tragedia figlia di deregulation e speculazione di Adriana Spera Nei giorni scorsi, dopo la morte delle operaie del maglificio Cinquepalmi di Barletta, abbiamo assistito alla solita liturgia, con raffiche di dichiarazioni indignate. Appena 24 ore dopo, quasi un'ulteriore beffa per quelle giovani vittime: Moody's ha declassato l'Italia perché la sua economia è vulnerabile in quanto presenta "debolezze economiche strutturali … principalmente la bassa produttività e rilevanti rigidità sul mercato del lavoro e dei prodotti", che le impediscono di crescere. Eppure, proprio flessibilità, concorrenza e deregulation sono le cause principali di quelle morti. Quelle donne lavoravano senza contratto da 8 a 14 ore al giorno per meno di 4 euro l'ora. Il titolare dell'impresa era a sua volta strangolato da grandi imprese, che commissionano a prezzi da rapina capi che poi sul mercato vengono rivenduti con ricarichi da capogiro. L'edificio che ospitava il maglificio era ubicato accanto ad un altro, demolito per far posto a F OGLIETTINO

chissà quale speculazione. La costante di tutta la vicenda è l'assenza di controlli che permea ormai tutto il sistema Italia e che fa sì che non si paghino tasse, non si versino contributi, si devasti il territorio, tanto poi a pagare saranno i più deboli, che non avranno servizi né pensioni, ma che pagheranno un conto economico, fiscale e sociale sempre più salato. Infatti, la Bce e Draghi chiedono, tra l'altro: "accordi a livello di impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende…revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento.. ulteriori interventi sul sistema pensionistico". Richieste ribadite dal recente "Manifesto" di Confindustria. Peccato che, stando al libro di Salvatore Cannavò "Altre sanguisughe" (Aliberti ed.), Draghi dall'età di 59 anni percepisca una pensione netta mensile di 8.614,68 euro, oltre ai 757mila che riceve annualmente da Bankitalia.

Se la nomina da parte della Gelmini di tre dei cinque componenti del nuovo board del Cnr (Profumo, Messa e Saccani) aveva ottenuto consensi bipartisan, cui era seguito un rassegnato silenzio per la conferma di Vico Valassi, ben visto dalla Lega Nord, il possibile arrivo di Gennaro Ferrara, vice presidente Udc della Provincia di Napoli e ex rettore dell’Università Partenope, ha fatto gridare a una nuova ingerenza politica a piazzale Aldo Moro. La nomina di Ferrara sarebbe un bel “presente” per il partito di Casini in vista di possibili alleanze di governo, ma lascerebbe fuori dal cda Confindustria, che aveva designato per il prestigioso incarico la scienziataimprenditrice Catia Bastioli. Ma, come noto, oggi i rapporti tra Confindustria e governo sono tutt’altro che idilliaci.

Misteriosi involucri nella sede Istat di Ancona

Area della ricerca di Pisa, caos viabilità e parcheggi

Da mesi un fitto mistero avvolge l’Ufficio Istat di Ancona. Diversi scatoloni, ben sigillati, fanno bella mostra dallo scorso febbraio al centro del corridoio. Cosa contengono? Non è dato saperlo. C’è chi giura che racchiudano apparecchiature informatiche formato cm. 80X80, da montare in armadi i cui ripiani però sarebbero 60X60. Ma è solo una ipotesi. Sta di fatto che la circolazione pedonale all’interno dell’Ufficio, già difficile per la presenza degli ingombranti involucri, è ulteriormente peggiorata nei giorni scorsi, dopo il montaggio, al centro della stanza riunioni, di un maxi schermo da 165 cm. (modello pub irlandese), che ha preso il posto del sistema di video conferenza. Quest'ultimo è stato "posteggiato", manco a dirlo, accanto ai “misteriosi scatoloni”. Una, se pur tardiva, soluzione del problema non sembra all’orizzonte, ora che l’Ufficio, non si sa bene perché, ha perso autonomia, diventando una sorta di protettorato dell’Ufficio Istat di Bologna. Degli scatoloni, comunque, gli impiegati han piene le scatole.

Con Gennaro Ferrara al Cnr torna la politica

All’Area della Ricerca di Pisa, al già serio problema dei rapporti tra Cnr e Fondazione Monasterio, se ne è aggiunto un altro. La viabilità all’interno dell’Area continua a essere oggetto di polemiche, al pari della cronica mancanza di parcheggi. Una proposta unitaria delle sigle sindacali era sembrata risolutiva, ma così non è stato. A segnalarlo una nota di Franco Dinelli, responsabile locale di Usi/RdB.


Mentre altri danno la notizia, Il Foglietto entra nella notizia. L’unico settimanale dal mondo della ricerca pubblica che non riverisce i potenti di turno.

www.usirdbricerca.info Il sito internet del sindacato di base del comparto ricerca. Notizie, informazioni, consulenza e assistenza on line per tutti. In tempo reale. martedì 11 ottobre 2011

L’Ispra è vicino al collasso finanziario Presentato il consuntivo 2010, in forte aumento i debiti nonostante i tagli di spesa di Paolo Vita L'Ispra rischia il tracollo, strangolato dalla mancanza di risorse e dall'aumento dei debiti. Il patrimonio netto scende da 89,8 milioni a 73 milioni. Il rendiconto 2010, trasmesso nei giorni scorsi ai sindacati, mette nero su bianco una condizione insostenibile, con entrate complessive per 142,5 milioni a fronte di uscite per 156,6 e debiti in crescita per 3,1 milioni (nel 2009 quest'ultima voce pesava per 9,1 milioni mentre nel 2010 è arrivata a quota 12,2 milioni). Nonostante l'attività di riduzione delle spese abbia colpito quasi tutte le voci, ad eccezione delle uscite per gli organi dell'ente che sono passate dai 447mila euro del 2009 ai 497mila del 2010 (in aumento di 107mila euro rispetto alle previsioni iniziali), l'Ispra non può reggere ancora a lungo visto che il risultato di esercizio dello scorso anno è stato negativo per 16,5 milioni, mentre nel 2009 era stato ugualmente negativo per 12,3 milioni. Le spese per il personale sono scese dagli 81,7 milioni del 2009 ai 72,4 del

2010 mentre le uscite per l'acquisto di materie prime, beni di consumo, servizi e per il godimento di beni di terzi sono passati dai 39,8 milioni del 2009 ai 38,9 milioni del 2009. Per quanto riguarda l'avanzo di amministrazione, anche questo ha subito una riduzione pari a 23,7 milioni rispetto all'anno precedente quando si attestò a 38,6 milioni. Non vanno meglio le cose per i resi-

Invito alla lettura Il Foglietto della Ricerca è un supplemento settimanale de Il Foglietto, quotidiano on line che ti può raggiungere sul tuo personal computer, gratis e senza pubblicità, sia alle ore 13 che alle ore 18, con le ultimissime notizie dall’Italia e dal mondo. Ricco di numerosi supplementi (Finanza, Tecnologia, Libri, Sport & Business, Fatti incredibili, Scienze, Musica, Cinema, Energia, Cibo), puoi riceverlo nella tua mailbox.

RICALCOLO PENSIONE REVERSIBILITA REVERSIBILITA’ SE SI RIDUCE NUMERO BENEFICIARI

Alla cessazione del regime di contitolarità tra beneficiari del trattamento di reversibilità, la pensione del titolare residuo deve essere rideterminata come se vi fosse stato sempre un unico titolare. Ne consegue che la quota di pensione spettante al contitolare superstite deve essere ricalcolata applicando ad essa tutti gli aumenti e le perequazioni fissati dalle leggi succedutesi nel tempo, tra i quali vanno compresi anche gli aumenti previsti dall'articolo 4 della legge 140/85, a prescindere dal fatto che la pensione medesima non godesse della integrazione al minimo durante il regime di contitolarità, essendo necessario accertare se, al momento in cui maturavano i detti aumenti, la pensione stessa, ricalcolata appunto con riguardo alla sua spettanza teorica, fosse o meno passibile di integrazione al minimo. A stabilirlo è stata la Cassazione con sentenza depositata il 30 settembre scorso.

I L FATT O

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Basta chiederlo a www.ilfoglietto.it

dui passivi (le spese impegnate ma non pagate), che nel 2010 hanno subito rettifiche in aumento per 8,2 milioni, cioè sono aumentati i soldi che l'Ispra si è impegnato a pagare a soggetti terzi. Mentre i residui attivi (entrate accertate ma non incassate), cioè i denari che l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha diritto a ricevere, ma di cui non ha ancora la disponibilità sono diminuiti di quasi 14 milioni. A questo punto il redde rationem si avrà con la chiusura dei conti del 2011, dal momento che già in sede di redazione del bilancio preventivo per l’anno in corso veniva sottolineato come l'Istituto si fosse retto fino a quel momento anche grazie all'utilizzo dell'avanzo di amministrazione (proveniente dalle gestioni separate di Apat, Icram e Infs), ma che il meccanismo stava per incepparsi visto che tale voce "si è ridotta dai circa 21 milioni di fine 2008 ai circa 3 mln (previsti, ndr) per fine 2011". Ma la riduzione da 23 milioni di euro operata con la chiusura del bilancio 2010 peggiora nettamente la situazione.

giurisprudenza Le dimissione accettate non sono più revocabili Le dimissioni volontarie dal servizio del dipendente pubblico si perfezionano con l'accettazione delle stesse da parte dell'Amministrazione e non possono più essere revocate quando quest'ultimo provvedimento sia stato ormai assunto, anche se il dipendente non ne abbia ancora avuto formale comunicazione, attesa la natura non ricettizia dell'accettazione medesima. Infatti, il provvedimento di accettazione delle dimissioni (rispetto al quale la volontà del dipendente rappresenta soltanto il presupposto) ha carattere costitutivo, con conseguente effetto estintivo del rapporto di pubblico impiego al momento della sua adozione (Cons. St., Sez. V - sent. 27 settembre 2011 n. 5384 - Pres. Trovato, Est. Bianchi).

Modalità di interruzione della prescrizione Perché un atto abbia efficacia interrut-

L A LETTERA tiva della prescrizione ai sensi dell'art. SVEVA AVVEDUTO SMENTISCE PER CONTO DI DE NARDIS? 2943 cod. civ. è necessario che lo In relazione alla notizia diffusa dal periodico Il Foglietto del 3 maggio 2011 relativamente alle dimissioni della Commissione di concorso per un posto di dirigente di ricerca, Area Scientifica "Scienze e metodologie politologiche", bando n. 364.86 del 3 agosto 2009 si precisa che il Prof. De Nardis non ha rassegnato le dimissioni da detta Commissione. Si prega di voler provvedere alla dovuta rettifica. Con i migliori saluti Dott.ssa Sveva Avveduto Direttore IRPPS-CNR A distanza di cinque mesi dall’articolo “Al Cnr c'è una commissione che scotta, dal 2009 i componenti fanno bye bye”, ci è pervenuta la lettera della d.ssa Sveva Avveduto, direttrice dell’Irpps-Cnr, che non si sa bene a quale titolo ci chiede una rettifica. Secondo la dottoressa, Il Foglietto avrebbe scritto che il prof. De Nardis ha rassegnato le dimissioni da presidente della commissione del concorso n. 364.86. Nulla di più inesatto. Se avesse letto con più attenzione l’articolo - e di tempo ne ha avuto parecchio - la direttrice si sarebbe resa conto che Il Foglietto ha scritto testualmente: “Anche il consesso presieduto da De Nardis ha gettato la spugna”. Se poi avesse letto anche le delibere Cnr n.0064843 del 20 settembre 2010 e n. 0026980 del 28 marzo 2011, avrebbe rilevato che il presidente Maiani ebbe a decretare la decadenza della commissione presieduta dal De Nardis, perdurando l’impossibilità di riunirsi “a causa di dimissioni o improrogabili impegni istituzionali” dei commissari. (B.G.)

stesso contenga l'esplicazione di una precisa pretesa e l'intimazione o richiesta di adempimento, rivolta al soggetto che si ritiene obbligato, idonea a manifestare l'inequivocabile volontà del titolare di far valere il proprio diritto nei confronti del destinatario, con l'effetto sostanziale di costituirlo in mora. L'accertamento di tale requisito spetta al giudice di merito. Ove un lavoratore, nel ricorso diretto ad ottenere l'annullamento del licenziamento, formuli la riserva di far valere, in separato giudizio, il diritto a differenze di retribuzione, tale riserva può essere ritenuta atto interruttivo della prescrizione (Cass. Lav. sent. n. 18773 del 14 settembre 2011 - Pres. Lamorgese, Rel. Tricomi).

C ODA

Sul calcolo Istat degli affitti il governo tace da tre anni di Antonio Del Gatto Dopo tre anni, il Governo non ha ancora trovato il tempo, o il modo, per rispondere all’interrogazione n. 4-00531 presentata il 17 settembre 2008 dal senatore Lannutti dell'Idv. Eppure la domanda era tutt'altro che complessa e partiva da una semplice constatazione. Dall'indagine Istat sui consumi delle famiglie risultava che il canone medio di locazione nel 2007 era di 351

euro al mese con un aumento del 14% rispetto al 2005. Nello stesso biennio, l'Istat ha conteggiato per l'inflazione solo un aumento del 4,8% dell'affitto delle abitazioni, comprensivo anche della rivalutazione automatica prevista ex lege. Una anomalia che non era sfuggita all'occhio attento di Lannutti il quale ipotizzava che, prendendo per buono il dato dell'indagine campionaria condotta presso le famiglie, l'inflazione sarebbe stata ben superiore a quella comunicata dall'Istat. E se il Presidente del Consiglio in questi tre anni

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è stato troppo indaffarato per rispondere L OGLIETTO all'interrogazione - lo strumento attraverDELLA RICERCA so cui il Parlamento svolge la sua attività di ispezione e controllo - poteva certa- Supplemento a IlFoglietto mente farlo in sua vece il ministro Renato Agenzia di informazione on line Brunetta, che ha tra i suoi compiti anche Reg.Trib. Roma 136 dell’8/4/2004 quello di vigilare sull'operato dell'Istat. Editrice: Nameless Line Inc Anno VIII numero 33 L'assenza di risposte fa sorgere più di • Direttore responsabile: Maurizio Sgroi qualche ragionevole dubbio sulla traspa- Redazione Vicolo del Buon Consiglio, 31 renza delle modalità con le quali sono 00184 - Roma - tel 064819930-fax 0662204550 condotte le indagini statistiche da parte e-mail: redazione.ilfoglietto@usirdbricerca.it dell'Istat. Che meglio farebbe, dunque, a • Progetto grafico : Bios chiarire la vicenda.

Il Foglietto n. 33/2011  

Il settimanale on line degli enti di ricerca

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