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Uomini e Trasporti n. 333 Dicembre/Gennaio

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mensile

333

anno XXXVI dicembre 2017 gennaio 2018

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EDITORIALE

Mensile di informazione politica e tecnica Pubblicazione dell’Associazione professionale di categoria Organo del Gruppo Federtrasporti

333

Anno XXXVI dicembre 2017 / gennaio 2018 Direttore responsabile Daniele Di Ubaldo (d.diubaldo@uominietrasporti.it)

Vice direttore Patrizia Amaducci (p.amaducci@uominietrasporti.it)

Comitato editoriale Lucia Bergonzoni, Mario Cortelazzi, Roberto Grechi, Paolo Morea, Fabrizio Ossani, Claudio Villa

Foto Alfonso Santolero, Francesco Vignali

Hanno collaborato Deborah Appolloni (d.appolloni@uominietrasporti.it) Gabriele Bolognini (g.bolognini@uominietrasporti.it) Umberto Cutolo (u.cutolo@uominietrasporti.it) Anna De Rosa (a.derosa@uominietrasporti.it) Luca Regazzi (l.regazzi@uominietrasporti.it) Francesco Stazi (f.stazi@uominietrasporti.it)

Editore Federservice Soc. Coop.

Direzione, redazione, amministrazione Via G. Di Vittorio, 21/b1 - 40013 Castelmaggiore - BO Tel. 0517093831 | Fax 0517093861 redazione@uominietrasporti.it

PubblicitĂ Matteo Carretti (m.carretti@uominietrasporti.it) Tel. 051 7093831 | inserzioni@uominietrasporti.it

(SBm DB Ldart.it - Bologna

Stampa Casma Tipolito Srl - Via B.Provaglia, 3 - Bologna (MJ BSUJDPMJ m SNBUJ QPTTPOP OPO SJTQFDDIJBSF MB MJOFB del giornale, il quale tuttavia, come contributo all’informazione, ritiene utile pubblicare anche le opinioni da cui dissente. Ăˆ vietata la riproduzione anche parziale senza l’autoSJ[[B[JPOF EFMM FEJUPSF .BOPTDSJUUJ F GPUPHSBm F OPO richiesti, anche se non pubblicati, non si restituiscono. UNA COPIA EURO 3,50

Autorizzazione del Tribunale di Bologna n. 4993 del 15-6-1982

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I PERICOLI DEL PREGIUDIZIO

Daniele Di Ubaldo

Ho sempre pensato che il pregiudizio, la convinzione basata su un’idea preconcetta e priva di conoscenza diretta, sia il male del nostro tempo. Adesso comincio a ritenere che possa essere dannoso a maggior ragione per l’autotrasporto, in quanto settore esposto di per sÊ a giudizi preconcetti. D’altra parte tutti coloro che non vi lavorano all’interno, OPO BWFOEPOF DPOPTDFO[B EJSFUUB TJ BGm EBOP per giudicarlo a fattori deduttivi ed emotivi elementari. Vi faccio un esempio di fattore deduttivo. Se chiedete in giro di RVBOUJm DBSF J DPTUJ EFM USBTQPSUP OPWF WPMUF TV EJFDJ WJ SJTQPOEFSBOOP nulla, deducendolo da un’esperienza di commercio elettronico: chi BDRVJTUB PO MJOF VO RVBMVORVF QSPEPUUP IB WFSJm DBUP DIF JM QJà EFMMF WPMUF la spedizione è inclusa. Quindi, non costa. Per rendersi conto di cosa sia un fattore emotivo, invece, chiedete alle TUFTTF QFSTPOF RVBMF TJB TFDPOEP MPSP JM WFJDPMP JO DJSDPMB[JPOF QJà inquinante. Anche qui nove volte su dieci la risposta sarà il camion. - FNPUJWJUÉ JO RVFTUP DBTP � OFMMB HJVTUJm DB[JPOF EFMMB SJTQPTUB SJGFSJUB JM QJà EFMMF WPMUF BMMF EJNFOTJPOJ j1FSDIÑ � HSPTTPx Il danno ovviamente non si manifesta laddove questi giudizi preconcetti vengono espressi, quando piuttosto qualcuno li strumentalizza. Quando, per esempio, le associazioni di consumatori lanciano campagne reiterate per aumentare i divieti di circolazione dei camion, consapevoli del fatto che l’opinione pubblica non guarderà mai a questi veicoli come a strumenti di lavoro o di posizionamento sul mercato dei frutti della produzione. 0 RVBOEP JO BMUSP BNCJUP VO TFOBUPSF DPNF "OESFB $JPGm VTDFOEP da palazzo Madama lo scorso 8 novembre dopo che la Commissione Trasporti aveva approvato una norma contro l’autotrasporto, si è vantato dicendo: L’emendamento sposta 50 milioni di euro dall’inquinante trasporto su gomma a quello meno impattante delle vie del mare e EFMMF BDRVF JOUFSOF n VWJBMJ 6OB NJTVSB y QFS GSPOUFHHJBSF J TFNQSF QJà allarmanti dati sui cambiamenti climatici e l’emergenza sanitaria dovuta all’inquinamento che colpisce particolarmente la pianura padana. Quell’emendamento poi, come accade nelle migliori favole, è stato ritirato MBTDJBOEP TQB[JP BM QJà DMBTTJDP EFJ MJFUP m OF .B IB GBUUP JOUFOEFSF QVSF come gli agguati contro l’autotrasporto, fuori e dentro al parlamento, in questa morente legislatura come nella prossima, diventeranno TFNQSF EJ QJà BMM PSEJOF EFM HJPSOP "HHVBUJ DPTUSVJUJ F BMJNFOUBUJ BE BSUF proprio sfruttando il pregiudizio dilagante. D’altra parte se qualcuno è DPOTJEFSBUP EB UVUUJ JOFTJTUFOUF F JORVJOBOUF F BODIF MB QPMJUJDB m OJTDF per regolamentarlo di conseguenza, chi ha interesse a comprimerlo e a ridurne le pretese ha gioco facile per raggiungere il suo scopo. E di soggetti motivati da tali intenti sono piene le strade. Provate a contarli.

dicembre2017 / gennaio 2018 Associato all'Unione Stampa Periodica Italiana USPI

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DOPOLAVORO PRODOTTO PROFESSIONE SOMMARIO

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EDITORIALE POLITICA Manca da maggio una delega di governo per l’autotrasporto. 6OB QPMUSPOB QFS OFTTVOP POLITICA Nuove norme sui distacchi in Europa: valide per tutti, tranne l’autotrasporto. No, tu no! INCHIESTA L’estenuante trattativa di rinnovo del Ccnl. Trattare con cura INTERVISTA Andrea Manfron, nuovo segretario generale Fai. «Cominciare dalla competitività»

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SGUARDI DALL’ESTERNO Il Truck Art Project. Arte mobile

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TEST PESANTI Scania S500. Il mediano di punta

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NOVITÀ PESANTI l’attesissimo camion Tesla. 800 km con un pieno di corrente

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PREMI Assegnati il Truck, Van e Pick up del 2018. Daf, Iveco e Volkswagen, i migliori del 2018 MANIFESTAZIONI Quando la sfida diventa specchio di un mercato. L’Optifuel Challenge guarda a Est: Italia ottava

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ALLESTIMENTI Trasporto frigorifero. Lamberet, il futuro è ibrido

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AZIENDE IN MOVIMENTO Rimorchi. Bartoletti e Saf Holland, binomio vincente

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TEST LEGGERI MAN TGE. Leoni da ultimo miglio

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TEST LEGGERI Mercedes Classe X. Il pick-up in abito scuro

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TEST LEGGERI Amarok Highline 3.0 Tdi 4Motion 224 Cv. Il lusso al lavoro

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NON DI SOLO TRASPORTO 3FDFOTJPOJ EJ NVTJDB MJCSJ F m MN

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NON DI SOLO TRASPORTO Trattoria Sant’Andrea

LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI

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ministeri & co

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legalmente parlando

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sicuri e certificati

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l’importante è la salute

ALL'INTERNO L'AGENDA DEL MESE


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LA CURA LOGISTICA

DA SOMMINISTRARE

ALL’ E-COMMERCE

Ho letto con interesse quanto ha scritto sullo scorso numero e torno nuovamente sull’argomento dell’e-commerce per chiederle due cose: oltre agli studi di privati, esiste anche un’iniziativa pubblica per affrontare le problematiche del commercio elettronico? Quali soluzioni andrebbero adottate in questa sede? Marino D._Udine

A

bbiamo già visto come il mondo dell’autotrasporto non possa ignorare l’esplosione dell’e-Commerce in tutti i comparti dell’economia, tanto da condizionare l’intera supply chain, con un forte impatto anche sul settore del conto terzi, dall’avvio fino al termine del servizio di trasporto e di distribuzione delle merci: infatti, i veicoli utilizzati per l’e-Commerce vanno da quelli pesanti, per il trasporto a lungo raggio dei prodotti e per l’approvvigionamento degli hub logistici dei grandi player come Amazon, ai furgoni, siano essi piccoli o intermedi, impiegati per lo più dai corrieri per le consegne a domicilio e la distribuzione nei punti di ritiro. Certo, va valutato positivamente il fatto che, anche in Italia, la quota percentuale

con un click non corrisponde un’efficiente distribuzione dei prodotti ordinati. Sono cifre che hanno fatto emergere l’importanza e l’urgenza di analizzare gli aspetti principali e le criticità di questo fenomeno nel campo della logistica, per poter presentare soluzioni non solo alle amministrazioni pubbliche, ma anche al mondo delle imprese, a vario titolo coinvolte nell’e-Commerce, e al settore della ricerca scientifica, in grado di fronteggiare la prevista, ulteriore crescita del commercio elettronico senza incorrere in diminuzione della qualità del servizio e in sostanziale anarchia nel traffico urbano. A questo obiettivo ha inteso rispondere il Quaderno 26 del Freight Leaders Council, intitolato «La logistica ai tempi

Il ministero dei Trasporti ha in programma un tavolo di lavoro che vede presenti tutte le città metropolitane, i player coinvolti in progetti europei, i corrieri e i rappresentanti di categoria, con l’obiettivo di individuare le migliori politiche a livello nazionale con cui superare le perduranti difficoltà legate all’adozione dei Piani urbani della mobilità sostenibile del commercio elettronico sul mercato cresca di anno in anno a due cifre: nel 2016, rappresentava il 19,6%, avvicinandosi ai 20 miliardi di euro, e presumibilmente supererà i 35 miliardi di euro nel 2020, con un aumento intorno 100%. Sempre con riferimento al 2016, i pacchi consegnati ascendono a circa 120 milioni, pari ad almeno due per ogni abitante, comunque ancora di gran lunga inferiori alla Gran Bretagna (1.500 milioni), alla Germania (851 milioni) e alla Francia (685 milioni). D’altro canto, le inefficienze logistiche prodotte in Italia sul traffico in ambito urbano sono stimate nell’ordine di 9 miliardi di euro annui, pari a 0,7 punti di PIL: ciò vuol dire che alla “comodità” dell’acquisto

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dell’E-commerce», che ha indagato sul passaggio dal commercio tradizionale a quello on line, studiando l’organizzazione dei corrieri per far fronte a richieste sempre più esigenti e analizzando i risvolti legali e fiscali, le trasformazioni di marketing, magazzini e mezzi di trasporto. Ma soprattutto ha fondato le sue proposte conclusive sull’esigenza di attuare uno sforzo culturale, tecnologico e di regolazione, che aiuti a trovare nuovi modelli di business, più sostenibili per l’ambiente, per le imprese e per i lavoratori impiegati nel settore. Per far ciò, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha in programma la ripresa del tavolo di lavoro che vede presenti

tutte le città metropolitane, i player coinvolti in progetti europei, i corrieri e i rappresentanti di categoria, con l’obiettivo di individuare le migliori politiche a livello nazionale con cui superare le perduranti difficoltà legate all’adozione dei PUMS Piani urbani della mobilità sostenibile. Fra le dieci misure proposte dal Quaderno, quelle di maggiore impatto per le imprese di autotrasporto e di logistica, riguardano, oltre all’e-Commerce nei PUMS: • la sostenibilità ambientale dei veicoli, per i quali si ipotizza un piano ad hoc di incentivazione del rinnovo del parco dei mezzi per la consegna dell’ultimo miglio; a questo riguardo, va salutato positivamente il chiarimento ministeriale sull’accesso dei veicoli ibridi agli incentivi per il ricambio del parco (che vale 4.000 euro per quelli da 3,5 a 7 ton), ma occorrerebbe una misura strutturale destinata a durare nel tempo, possibilmente estesa anche ai furgoni al di sotto delle 3,5 ton; • l’aumento delle piazzole di sosta nei centri urbani, finalizzate alle consegne nelle abitazioni e nei lockers (punti di ritiro posizionati per lo più nei centri della GDO), con sistemi di prenotazione telematica; • l’obbligo di tracciabilità dei trasporti di prodotti alimentari e farmaceutici. Tenuto conto infatti del forte aumento del commercio elettronico sul settore alimentare e della complessità di quello farmaceutico, occorre tutelare l’utente finale dai rischi connessi ad alterazioni nella fase del trasporto, consentendo controlli mirati. In definitiva, la logistica non deve rappresentare un problema, o peggio una palla al piede per il commercio elettronico, ma deve diventare una risorsa in più per il suo sviluppo, e per la crescita delle imprese del settore.


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IL SUB NOLEGGIO

NEL TRASPORTO TERRESTRE

La normativa attuale consente l’utilizzo di automezzi detenuti in forza di contratti di sub-locazione, anche in presenza di clausole contrattuali che prevedono una tale modalità di disponibilità del parco veicolare, da parte di un’impresa che svolge servizi di trasporto per conto terzi e che già opera con veicoli in locazione? Tommaso F._Siena

P

er poter rispondere a un quesito così specifico e puntuale è necessario svolgere una sintetica descrizione della normativa vigente. La disciplina posta dal Codice della Strada (D.lgs. 285/1992) fa riferimento ad alcuni titoli giuridici con cui poter ottenere la disponibilità dei veicoli, vale a dire proprietà, usufrutto, acquisito con patto di riservato dominio e leasing (artt. 91 e 94 CdS). Sono, inoltre, previste o comunque delineate le fattispecie della locazione senza conducente (art. 84) e del comodato senza conducente (art. 94, comma 4-bis). Sia nel Codice della Strada che nell’ambito delle ulteriori fonti normative che assumono rilievo nel settore dell’autotrasporto (L. 298/1974, D.Lgs. 286/2005, ecc.), risulta assente ogni riferimento esplicito a ulteriori forme di disponibilità temporanea dei veicoli, quali appunto la sub-locazione o il sub-comodato. In mancanza di una diretta ed esplicita previsione normativa, la risposta al quesito potrebbe comunque essere ricavata dall’esame della disciplina posta in materia di locazione senza conducente dall’art. 84 CdS, secondo cui, fatta eccezione dei veicoli a uso speciale e dei veicoli destinati al trasporto di cose la cui massa complessiva a pieno carico non sia superiore a 6 t, la locazione dei veicoli commerciali immatricolati a uso terzi è ammessa solo tra imprese iscritte all’albo degli autotrasportatori e titolari di autorizzazione. In particolare, lo stesso art. 84 prevede che «l’impresa italiana iscritta all’albo degli autotrasportatori di cose per conto terzi e titolare di autorizzazioni può utilizzare autocarri, rimorchi e semirimorchi, autotreni ed autoarticolati muniti di autorizzazione, acquisiti in disponibilità mediante contratto di locazione ed in proprietà di altra impresa italiana iscritta all’albo degli autotrasportatori e titolare di autorizzazioni». Alla luce del tenore letterale di tale disposizione, l’interpretazione apparentemente più lineare della norma conduce

8 dicembre2017 / gennaio 2018

a ritenere come la stessa, sia pur implicitamente, ponga un divieto alla sub-locazione dei veicoli utilizzabili ai fini dell’esercizio dell’attività di autotrasporto di cose per conto terzi. In particolare, il suddetto richiamo al requisito della proprietà in capo alla impresa locatrice del mezzo concesso in locazione, sembrerebbe comportare necessariamente la legittimità di un unico contratto di locazione relativo allo stesso mezzo e la conseguente illegittimità di ogni eventuale ulteriore “passaggio” di sub-locazione. Infatti, l’ipotesi di una sub-locazione presupporrebbe logicamente che il soggetto che concede il bene al sub-conduttore non sia proprietario dello stesso; in assenza di tale presupposto di base, non potrà che escludersi la stessa configurabilità di ogni ipotesi di sub-locazione, la quale contrasterebbe per ciò stesso con il tenore letterale della norma. In senso contrario, si potrebbe osservare che sovente il legislatore, nei casi in cui ritiene di censurare una prassi illegittima, interviene con esplicite previsioni normative: per esempio, l’art. 6-ter, comma 3, del D.Lgs. 286/2005, prevede la nullità dei contratti di subvezione successivi al primo, disponendo che «il sub-vettore non può a sua volta affidare ad altro vettore lo svolgimento della prestazione di trasporto. In caso di violazione di tale divieto il relativo contratto è nullo […]». Peraltro, occorre naturalmente considerare le possibili conseguenze sanzionatorie che potrebbero derivare dall’eventuale accertamento dell’indebito ricorso allo strumento contrattuale della sublocazione. A tale riguardo, le disposizioni di cui ai commi 7 e 8 dell’art. 84 Cds, prevedono che «chiunque adibisce a locazione senza conducente un veicolo non destinato a tale uso è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422 ad euro 1.697 se trattasi di autoveicoli o rimorchi ovvero da euro 41 ad euro 169 se trattasi di altri

L’ipotesi di una sub-locazione presupporrebbe che il soggetto che concede il bene al sub-conduttore non sia proprietario dello stesso; in assenza di tale presupposto di base, non potrà che escludersi la stessa configurabilità di ogni ipotesi di sublocazione, la quale contrasterebbe con il tenore letterale della normativa vigente veicoli» (comma 7) e che «alla suddetta violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione per un periodo da due a otto mesi […]» (comma 8). Ne consegue che, pur in presenza di un accordo contrattuale che contempli il sub noleggio, tale modalità operativa di disponibilità temporanea dei mezzi deve ritenersi contraria alle disposizioni di legge.


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TRE MODI

PER RISPETTARE IL RIPOSO SETTIMANALE Si parla spesso oggi del riposo settimanale, anche perché in molti paesi obbligano a consumarlo all’interno della cabina. Purtroppo, però, spesso troppe parole finiscono per creare confusione. Ho sentito cioè delle interpretazioni che mi lasciano molti dubbi sul recupero delle ore mancanti rispetto alle 45 richieste. Mi aiuta a fare chiarezza? Giovanni B._Brindisi

L

e attuali regole sui periodi di guida e riposo continuano a essere oggetto di discussione sia per il crescente numero di controlli da parte delle Autorità preposte, sia per le diverse interpretazioni fornite in modo spesso arbitrario dai soggetti coinvolti così da creare confusione su una materia rimasta identica da anni ma che, per alcuni aspetti, non ha ottenuto dal Legislatore sufficienti chiarimenti. È anche opportuno evidenziare che l’espansione del tachigrafo digitale e delle strumentazioni elettroniche per la verifica delle attività, ha permesso di effettuare controlli sempre più precisi e di far emergere violazioni che, con il “vecchio disco”, erano più difficili da trovare richiedendo anche molto più tempo. Per quanto riguarda il riposo settimanale, la prima regola da conoscere è che tale periodo deve cominciare dopo massimo 6 periodi di 24 ore dal termine del precedente riposo di settimanale (Reg. CE 561/06 art. 8 comma 6). Nella pratica quotidiana, tale definizione può essere tradotta nel senso che il conducente può svolgere attività di guida per 6 giorni consecutivi, per esempio da lunedì a sabato rispettando ovviamente le «ore di guida» massime (56 in una settimana, 90 in 2 settimane consecutive), ma trascorso questo periodo è obbligato a iniziare un riposo settimanale. La seconda regola riguarda la durata. Il riposo settimanale regolare deve essere di almeno 45 ore consecutive (e per questo chiamato “riposo settimanale regolare”), che può essere ridotto a un minimo di 24 ore (e detto “ridotto” proprio perché inferiore alle 45 ore) con l’obbligo, in questo caso, di recuperare le ore mancanti (rispetto alle 45) entro la fine della terza settimana successiva alla settimana in questione. Va però tenuto presente che in 2 settimane consecutive il conducente non può effettuare 2 riposi ridotti (inferiori alle 45 ore), ma potrà effettuare 2 riposi

10 dicembre2017 / gennaio 2018

settimanali regolari (di almeno 45 ore) oppure uno regolare e uno ridotto (inferiore alle 45 ore) o viceversa (Reg. CE 561 art. 8 comma 6). Pertanto se, nell’esempio più comune, un conducente svolge un riposo di 36 ore consecutive perché guida al sabato, il fine settimana successivo dovrà effettuare obbligatoriamente un «riposo regolare di almeno 45 ore», ricordandosi anche di recuperare le ore fatte in meno (45 ore – 36 ore = 9 ore) entro la fine della terza settimana successiva. Ciò non vuole assolutamente dire che un autista non può lavorare 2 sabati consecutivi: può farlo, ma deve poi tenere conto che il secondo lunedì successivo potrà iniziare l’attività solo dopo aver effettuato un riposo di almeno 45 ore consecutive. Tale regola dell’alternanza vige anche se, durante la settimana, il conducente recupera subito il debito di ore frutto del riposo ridotto. La terza regola riguarda le modalità del recupero delle ore fatte in meno a seguito di un riposo settimanale ridotto. Queste ore devono essere prese in un’unica soluzione aggiungendole a un riposo giornaliero di almeno 9 ore (Reg. Ce 561/06 art. 8 comma 7 e confermato anche dalla circolare del ministero del Lavoro del 29

aprile 2015) oppure a uno settimanale. Ricordandosi che se aspetta la fine della terza settimana, il debito di ore unite al nuovo riposo settimanale deve esaurirsi entro le ore 24 della domenica. Infatti, solo in questo caso non potranno essere conteggiate le ore del lunedì mattina, in quanto parte della quarta settimana. L’art. 174 comma 7 prevede la sanzione di 372 euro e la decurtazione di 3 punti dalla CQC se la riduzione del riposo è superiore al 10% ma inferiore al 20% e di 425 euro e 5 punti di decurtazione per una riduzione superiore al 20%. Pertanto per una riduzione fino al 10% rispetto alle 45 ore, pari a 4h e 30 minuti, non è prevista alcuna sanzione. Il consiglio è di attenersi scrupolosamente a queste regole, anche perché gli attuali software per l’analisi dei dati impiegano pochi secondi per analizzare 2 o più settimane di attività.


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POLITICA

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di Umberto Cutolo

Dalle dimissioni della sottosegretaria Simona Vicari la delega per l’autotrasporto non è stata ancora assegnata. Difficilmente lo sarà prima delle prossime politiche e, data l’incertezza, c’è il rischio che il settore resti privo di un interlocutore politico diretto fino alla prossima estate

P

Sono passati sei mesi e non solo quella poltrona è ancora vacante, ma l’ampia delega conferita alla Vicari non è stata riassegnata. Eppure l’attribuzione alla parlamentare siciliana della gestione delle attività inerenti l’«attuazione delle riforme dell’autotrasporto di persone di competenza statale e del settore dell’autotrasporto merci», della «realizzazione della piattaforma logistica nazionale» e degli «interporti», oltre al trasporto marittimo e alle piste ciclabili, era stata salutata – per

usare le parole di una pubblicazione governativa – come «una chiara attenzione nei confronti della categoria». Peccato che quella delega fosse arrivata soltanto l’11 marzo del 2016, tre mesi dopo l’inizio del mandato di governo della Vicari e che, in seguito all’anticipata uscita di scena della sottosegretaria sia durata soltanto poco più di un anno. Dopo di che quelle competenze sono rimaste per aria, facendo dubitare di quella «chiara attenzione» rivendicata al momento dell’assegnazione.

aprile

27.04.2017 Ultimo incontro delle associazioni dell’autotrasporto con un rappresentante politico del governo

2017

12.12.2016 Entra in carica il governo Gentiloni

dicembre

11.03.2016 Il ministro Delrio assegna la delega per l’autotrasporto al sottosegretario Simona Vicari

marzo

2016

uò sembrare insolito, di questi tempi, lamentarsi di una poltrona vuota. Eppure l’autotrasporto ha tutti i titoli per farlo. Quella del sottosegretario ai Trasporti con delega al settore è vacante dal 19 maggio 2017, quando Simona Vicari rassegnò le dimissioni dopo le reazioni suscitate dall’accusa di aver ricevuto in regalo un Rolex dall’armatore Ettore Morace in cambio dell’approvazione di un emendamento, approvato dal Parlamento, a favore dell’intero settore marittimo.

420 GIORNI SENZA UN GOVERNO DELL’AUTOTRASPORTO: IL CALENDARIO DELL’ASSENZA


Pensano davvero di trattare l’autotrasporto con scarsa attenzione? Il risultato sarebbe uno solo: si beccheranno il fermo Paolo Uggè, presidente di FAI-Conftrasporto

L’IRRITAZIONE DELLE RAPPRESENTANZE

04.03.2018 Probabile data delle elezioni politiche

marzo

07.09.2017 Cambio al vertice della DG trasporto stradale: a Enrico Fnocchi succede Antonio Parente

2018

19.05.2017 Il sottosegretario Vicari si dimette dall’incarico

settembre

Evidentemente questo governo ritiene che il settore possa essere governato da funzionari. Ma se consideriamo l’importanza dell’autotrasporto uno straccio di sottosegretario ce lo meritiamo Claudio Donati, segretario generale di Assotir

maggio

Non che i rapporti tra governo e associazioni dell’autotrasporto si siano interrotti, ma l’assenza di un interlocutore istituzionale di governo – la cosiddetta autoritĂ politica – è sentita con irritazione dalle associazioni le quali, anche per protestare contro l’Authority sui trasporti per l’ennesima richiesta di pagamento del contributo, nonostante i pronunciamenti contrari di TAR e Consulta, IBOOP EPWVUP BGm EBSTJ BMMB TPMJUB MFU tera, questa volta indirizzata al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. ÂŤĂˆ un vulnus negativoÂť, sintetizza Paolo Uggè, presidente di FAI-Conftrasporto,, ÂŤl’autotrasporto ha problemi che vanno seguiti non dico quotidianamente, ma certamente con molta attenzione, perchĂŠ riguardano il sistema economico nazionale. Ma pensano davvero di trattare l’autotrasporto con scarsa attenzione? Il risultato sarebbe uno solo: si beccheranno il fermoÂť. ÂŤĂˆ grave politicamenteÂť, conferma, perplesso, Claudio Donati, segretario generale di Assotir, ÂŤevidentemente questo governo ritiene che il settore possa essere governato da funzionari. Ma se consideriamo l’importanza dell’autotrasportoÂť, conclude ironicamente, ÂŤuno straccio di sottosegretario ce lo meritiamoÂť. Amedeo Genedani, presidente di Confartigianato Trasporti e di Unatras, se la

prende direttamente con Graziano Delrio: ÂŤSiamo bistrattati da questo governo e da questo ministro: in tre anni lo abbiamo visto solo due volte. Per lui esiste solo la cura del ferro, non quella della gommaÂť. E anche lui conclude con ironia, ricordando un altro ministro, quell’Alessandro Bianchi che fu titolare del dicastero nell’ultimo governo di Romano Prodi (2006-2008): ÂŤPer noi i ministri con la barba non vanno beneÂť. Anche Patrizio Ricci, presidente di CNA-Fita, lamenta la mancanza di un confronto diretto con il ministro, ma allarga l’orizzonte delle assenze: ÂŤĂˆ la politica che latita, non solo un sottosegretario con EFMFHB & DPOUJOVFSÉ DPTĂ” m OP B DIF non andremo a votareÂť. E, a proposito della “cura del ferroâ€? di Delrio, aggiunge, con amarezza: ÂŤLa ferrovia? Va bene. Potrebbe essere utile anche a noi. Io faccio il trasportatore, mica ho sposato l’autocarro: potrei fare l’ultimo miglio, organizzare la catena logistica‌ Ma come si fa se non c’è un confronto?Âť. A gettare acqua sul fuoco è, invece, Giuseppina Della Pepa, segretario generale di Anita. ÂŤNon è una diminutio: è il gabinetto del ministro che


POLITICA

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ÂŤSiamo bistrattati da questo governo e da questo ministro: in tre anni lo abbiamo visto solo due volte. Per lui esiste solo la cura del ferro, non quella della gommaÂť Amedeo Genedani, presidente di Confartigianato Trasporti e di Unatras

garantisce la continuità del rapporto con il governo. E in questa fase il dialogo è stato sempre continuo e produttivo.

dell’autotrasporto. Certo non è il nodo del problema. Della Pepa ricorda che Finocchi prima di lasciare ha chiuso le prinDJQBMJ QBSUJUF JO TPTQFTP m SNBOEP J decreti su investimenti, formazione e ferrobonus e Parente ha subito convocato una riunione con le associazioni per affrontare i temi del pacchetto mobilità europeo. Ma per accumulare l’esperienza che aveva Finocchi, osserva Genedani, ci vogliono anni. E del nuovo dirigente SJDPOPTDF DIF � QFSTPOB RVBMJm DBUB intelligente e per bene ma, scuote il capo, mettere uno che viene dalla Ferrovie a gestire il mondo della gomma‌. Eppure quella che sta vivendo il mondo dell’autotrasporto è una sorta di parabola. Uggè ne ricorda il punto piÚ alto: Quando chiedeva-

LA SUPPLENZA DEI FUNZIONARI Ma è un fatto che dal 27 aprile di quest’anno, data dell’ultima riunione con Simona Vicari, le associazioni di categoria non hanno piÚ incontraUP JO GPSNB VGm DJBMF VO SBQQSFTFO tante del governo. Una sorta di supplenza forte, effettivamente, l’ha esercitata Mauro Bonaretti, capo di gabinetto di Delrio. Bonaretti, del resto, partecipava spesso agli incontri insieme alla Vicari e, addirittura, il sottosegretario fece saltare una di queste riunioni – quella convocata per il 30 maggio 2016 – a causa di impegni istituzionali del funzionario, mentre fu proprio Bonaretti, il 1° giugno 2016, scavalcando in qualche modo il sottosegretario, a comunicare agli autotrasportatori il taglio dei rimborsi per le deduzioni forfettarie. La situazione è, tuttavia, peggiorata dopo l’estate, con il giro di nomine che ha investito l’intero ministero dei Trasporti. Probabilmente un’operazione di svecchiamento era necessaria, ma la promozione del direttore generale Enrico Finocchi alla guida del personale e degli affari generali, ha privato dallo scorso 7 settembre la direzione generale per il trasporto stradale e l’intermodalità , di un interlocutore prezioso e competente. Al suo sostituto, Antonio Parente, ex direttore generale per trasporto e infrastrutture ferroviarie, tutti riconoscono capacità e impegno, ma anche la necessità di avere il tempo di impadronirsi dei meccanismi di un settore complesso come quello

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ÂŤĂˆ la politica che latita, non solo un sottosegretario con delega. E continuerĂ cosĂŹ fino a che non andremo a votareÂť Patrizio Ricci, presidente di CNA-Fita

mo un Dipartimento, presso la presidenza del Consiglio, che gestisse e coordinasse tutto il settore dei trasporti e della logistica. E adesso‌. Insomma c’è solo da fare buon viso a cattivo gioco. Nel convulso clima politico di questi tempi, l’avvicinarsi EFMMF FMF[JPOJ SFOEF EJGm DJMF QFOTB re che sia assegnata una delega solo per qualche mese. In un veloce scambio di battute tra associazioni e gabinetto del ministro Delrio, all’ennesima richiesta di un sottosegretario con delega, sarebbe arrivata una risposta sferzante: Scordatevelo. Adesso ci siamo noi‌. UNA PROSPETTIVA INCERTA Del resto, approvata la legge elettorale, tutti gli occhi sono puntati sulla probabile data delle elezioni che lo stesso presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, vuole ravvicinata, probabilmente il 4 marzo. Se

cosÏ fosse, aggiungendoci un altro mese, la vacatio della poltrona che gestisce, a livello politico, i rapporti con l’autotrasporto (mondo che, ricordiamolo, produce circa 3 punti di PIL e 45 miliardi di euro) resterà vuota per altri quattro mesi. Complessivamente, quasi un anno a partire da quel fatidico 19 maggio 2017, il giorno del Rolex. E non è detto che TJB m OJUB RVJ Massimo Franco, uno dei piÚ attenti osservatori delle nostre vicende politiche, ha scritto sul Corriere della Sera del 31 ottobre, che un voto entro la prima metà di marzo sarebbe l’unico che permetterebbe, VOB WPMUB DFSUJm DBUB M JOHPWFSOBCJMJ tà , di sciogliere di nuovo le Camere e rimandare l’Italia alle urne entro il mese di giugno: dunque, prima dell’estate. Se queste fosche, ma non improbabili previsioni dovessero realizzarsi, l’autotrasporto resterebbe senza interlocutori politici m OP B EPQP MF GFSJF FTUJWF JO UVUUP piÚ o meno 14 mesi, circa 420 giorni. Che sono, è vero, meno dei 535 giorni trascorsi dal Belgio senza governo all’inizio di questo decennio, ma piÚ dei 314 degli ultimi esecutivi spagnoli di Mariano Rajoy. Certo l’autotrasporto è un solo un segmento del governo di un Paese, ma si può sempre augurare che anche per questo settore avvenga quanto accaduto durante la vacatio spagnola: una crescita del PIL di quel Paese del 3,2 per cento rispetto a quando l’esecutivo godeva di pieni poteri.

Il gabinetto del ministro garantisce la continuità del rapporto con il governo. E in questa fase il dialogo è stato sempre continuo e produttivo Giuseppina Della Pepa, segretaria generale di Anita


POLITICA

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NO, TU NO!

C

he differenza c’è fra un lavoratore distaccato A, che in tutto il territorio dell’Unione europea godrà , oltre al salario, di tutte le indennità (e della 13a) in vigore nel Paese in cui si troverà e potrà restarvi non piÚ di 12 mesi (con proroga di altri sei, se è d’accordo il Paese ospitante), dopo di che sarà equiparato in tutto e per tutto ai suoi colleghi di quel Paese e un lavoratore distaccato B, che nella stessa area, continuerà a essere pagato solo con il minimo salariale e dovrà comunque restare in queste condizioni almeno due anni? Semplice: il secondo è un lavoratore dell’autotrasporto, un conducente di camion.

16 dicembre2017 / gennaio 2018

Questo vistoso squilibrio che viola il principio, fatto proprio dall’Ue, della parità di retribuzione a parità di lavoro, è il frutto dell’ennesimo compromesso (ancora una volta a danno dell’autotrasporto) raggiunto dagli Stati membri nella loro sempre piÚ lunga marcia verso l’armonizzazione normativa. Eppure il nuovo presidente francese, Emmanuel Macron, si era speso per condurre in porto quello che era stato uno dei principali impegni assunti nella sua campagna elettorale: applicare le stesse condizioni del Paese in cui operano a tutti i lavoratori dell’Unione distaccati al di là dello stato di cittadinanza; si tratta di

circa 2 milioni di lavoratori, di tutti i settori, in crescente aumento.

IL BLITZ DI MACRON Il Consiglio dei Ministri europei degli Affari sociali, nella notte tra il 23 e il 24 ottobre scorso, ha infatti sottoscritto, a Lussemburgo, un accordo che a partire dal 2022 (secondo i calcoli della stampa francese) abbatterà le differenze salariali di tutti i lavoratori salvo quelli dell’autotrasporto che dovranno attenersi alle disposizioni (peraltro poco applicate) della precedente direttiva sui distacchi risalente al 1996, prima cioè dell’ingresso nell’Unione dei Paesi dell’Est europeo con i loro lavoratori


3"410350 eranno elli del etto Bulc. orto

NESSUNO PARLA DI DISTACCO. FORSE PERCHÉ A TROPPI CONVIENE‌

Accade da tanto, troppo tempo, eppure ogni volta mi stupisce: l’autotrasporto merci non interessa a nessuno. Commenta cosÏ Claudio Villa, presidente del Gruppo Federtrasporti, la notizia dell’accordo europeo per migliorare la disciplina del distacco internazionale, che però taglia fuori l’autotrasporto, rimasta del tutto sotto traccia nel nostro paese. Stiamo parlando di un istituto, come il distacco dei lavoratori all’interno dell’Europa – continua Villa – che all’atto pratico serve ad abbattere il costo del lavoro. Ma va a vantaggio soltanto delle aziende di alcune aree e danneggia fortemente quelle di altre. Eppure, fatta eccezione per la presa di posizione della presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, in Italia di questo tema non si parla. Contrariamente a quanto

a basso costo. Per il trasporto merci su gomma, tuttavia, non si tratta EJ VO FTQMJDJUP SJm VUP EBM NPNFOUP che ogni decisione è stata rinviata e delegata al pacchetto L’Europa in movimento presentato dalla Commissaria ai Trasporti, la slovena Violeta Bulc, al momento in discussione tra gli Stati membri, già vistosamente spaccati tra i Paesi di prima adesione, riuniti nell’accordo detto Road Alliance, e quelli dell’Est che hanno stretto il Patto di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia). La rinuncia all’autotrasporto ha consentito, tuttavia, a Macron di spaccare il fronte di resistenza dei Paesi

accade in altri paesi. ÂŤLa Francia, anche tramite iniziative personali del presidente Macron – ha ricordato il presidente di Federtrasporti – si è molto spesa sull’argomento, mentre in Italia il tema non riesce a trovare posto nĂŠ nell’agenda politica, nĂŠ sulle pagine dei giornaliÂť. Eppure si tratta di un tema di grande impatto sociale ed economico. L’autotrasporto, anche a causa di questa concorrenza, ha visto non soltanto scomparire quasi 17.000 imprese in sei anni (fonte: ÂŤUn ritratto in cifre. 100 numeri per capire l’autotrasportoÂť, Federservice), ma nello stesso lasso di tempo ha ceduto a imprese straniere il 69,5% delle ton/ km gestite in precedenza (fonte: Centro Studi Confcommercio su dati Eurostat). Tutti numeri che, calcolando gli indotti, hanno creato non soltanto vuoti occupazionali, ma anche una considerevole perdita di ricchezza per lo Stato. Fin qui la “faccia pulitaâ€? del fenomeno. Ma lo stesso Villa ha aggiunto che, ÂŤcome avviene inevitabilmente quando si ingaggia una gara al ribasso, la fantasia di chi non riesce a trovare un equilibrio nei bilanci si mette subito alla ricerca di sotterfugi ed escamotageÂť. ÂŤNon a caso – ha ricordato il numero uno di Federtrasporti – soltanto tra il 2015 e il 2016, stando ai dati dell’Ispettorato del Lavoro, le forme irregolari di distacco nel solo autotrasporto sono cresciute del 116%. CosĂŹ alla fine sommando regolaritĂ a irregolaritĂ si determina una conseguenza evidente: il costo del trasporto scende in maniera decisa e preoccupante. E di questo, forse, in molti saranno contentiÂť. ÂŤMa non sarĂ proprio questo contenimento delle tariffe da pagare per movimentare le merci – ha concluso provocatoriamente Villa – a indurre tanti a restare in silenzio sull’argomento?Âť.

dell’Est, conquistando – accanto ai Paesi storici – i voti di Romania, Bulgaria, Slovacchia e Repubblica ceca, lasciando all’opposizione Polonia, Ungheria, Lituania e Lettonia e convincendo all’astensione la Croazia (oltre a quella, scontata per via della Brexit, di Gran Bretagna e Scozia). Ma l’opposizione piÚ aspra che Parigi ha dovuto superare è stata quella di Madrid, schieratasi inizialmente con i Paesi orientali proprio per tutelare i propri autotrasportatori, costretti comunque ad attraversare i Pirenei (e quindi la Francia) per i loro trasporti internazionali e decisi a far fruttare al massimo le loro trasferte. Cedere sull’autotrasporto, dunque,

ha consentito a Macron di ottenere comunque un risultato, senza pregiudicare l’estensione delle norme egualitarie al trasporto su gomma attraverso il pacchetto trasporti, denominato L’Europa in movimento. C’è però da dire che la Direttiva del 1996 – alla quale l’autotrasporto si EPWSFCCF BUUFOFSF m OP BMM BQQSPWB zione delle nuove norme – non solo era stata varata prima dell’ampliamento dell’Unione, ma era stata costruita sulla misura di attività stanziali (come, per esempio, l’edilizia) DPO NJTVSF EJGm DJMNFOUF BQQMJDBCJMJ a un settore in movimento come l’autotrasporto. Dunque quella nordicembre2017 / gennaio 2018

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ma è largamente disattesa e l’autotrasporto continuerà a operare in Europa di fatto senza una disciplina DPNVOJUBSJB TVM TBMBSJP NJOJNP m OFOEP DPNF IB GBUUP m OP B PHHJ per far prevalere quello del Paese di provenienza. D’altra parte i Paesi dell’Europa occidentale – Francia e Germania in testa – hanno già adottato da tempo, BODIF Tm EBOEP MF BVUPSJUÉ DPNVOJ tarie, misure di contrasto al dumping sociale. La stessa ministra dei Trasporti francese, Elisabeth Borne, si è premurata di far sapere subito dopo l’accordo che per ora nulla cambia sull’applicazione del salario minimo per gli autisti stranieri, ben consapevole che, al di là degli aspetti sociali, obbligare un’impresa straniera a pagare stipendi francesi è un modo per tutelare gli autotrasportatori della Francia.

REAZIONI DURISSIME Durissime le reazioni delle rappresentanze europee di settore. Frank Moreels, presidente del l ’ Euro p ea n Transport Workers (ETW) ha EFm OJUP M BDDPSEP di Lussemburgo un passo verso la legalizzazione dell’esclusione

lontano da casa con miseri salari di poche centinaia di euro, e il segretario generale dell’organizzazione, Eduardo Chagas, ha avviato dal 20 novembre una mobilitazione europea del settore. Anche l’Organisation des Transporteurs Routiers EuropÊeens (OTRE), che raccoglie le piccole e medie imprese del setUPSF IB EFOVODJBUP M BDDPSEP EFm nendolo scandaloso, mentre le francesi FÊdèration Nationale des Transportuers Routiers (FNTR) e Unione des Entreprises Transqport et Logistique (TLF), evidentemente rassicurati dalla Borne, si sono MJNJUBUJ B EFm OJSF jJNQFSBUJWP DIF JM HPWFSOP GSBODFTF WFSJm DIJ DIF HMJ autisti stranieri siano pagati come quelli francesi. Ma neanche le proteste dell’autotrasporto italiano si sono fatte at-

ANCHE LA SERRACCHIANI In Italia, però, l’intervento che ha fatto piÚ rumore, per il peso di chi ha assunto l’iniziativa, è la lettera che la presidente del Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, esponente di peso del PD renziano, ha inviato al suo compagno di partito, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, per

ÂŤA differenza dei lavoratori degli altri settori che operano in regime di distacco internazionale, gli autisti dell’autotrasporto internazionale continueranno a operare con l’attuale Direttiva del 1996, ossia senza una disciplina comunitaria sul salario minimo, e lavoreranno cosĂŹ con quello del Paese di provenienza. In sostanza, con l’esclusione degli autotrasportatori dal principio “per lavoro uguale, salario ugualeâ€?, alte rimangono le barriere che impediscono alle nostre imprese di competere con successo sul nostro stesso territorioÂť

chiedergli che siano recepite le necessità di una categoria che rappresenta uno dei pilastri EFMMB m MJFSB EFMMB logistica in Italia, oggi in grave difm DPMUÉx -B QSFTJ dente del Friuli non è voluta entrare nel merito delle logiche internazionali che hanno portato a una decisione dalla lettera della presidente del FVG, Debora Serracchiani, che vede ancora al ministro dei Trasporti, Graziano Delrio una volta soddisfatte in primo luogo le richietendere. Paolo Uggè, presidente di ste dei Paesi che FAI-Conftrasporto ha espresso la cripraticano piÚ assiduamente il cabotica della sua associazione per una taggio e da cui viene attinto persodecisione che lascia impregiudi- nale remunerato a basso costo, DBUB MB TJUVB[JPOF JO BUUP OPO EFm ma ha evidenziato le conseguenze nendo un aspetto importante e de- negative che il mantenimento di licato. Non è un semplice rinvio, tali prerogative genera sul tessuto spiega Claudio Donati, segretario imprenditoriale della mia regione, e generale di Assotir, è un modo non solo. Che l’effetto del dumping sociale dell’autotrasporto dalle norme sul per lasciare le cose cosÏ come sono. – di cui i distacchi piÚ o meno regodistacco, ricordando che attual- Ma poi la situazione si consolida ed lari sono uno dei principali aspetti, mente strade, autostrade e aree � QJà EJGm DJMF NPEJm DBSMBx 1FS "NF insieme al cabotaggio, anche quedi parcheggio europee sono piene deo Genedani, presidente di Con- sto piÚ o meno legittimo – si faccia di autisti che dormono in cabine fartigianato Trasporti è l’ennesima sentire sempre piÚ pesantemente di due metri per due, cucinano e presa in giro per l’autotrasporto. sui Paesi dell’Europa occidentale è, mangiano nel camion e lavorano E intanto le aziende chiudono. appunto, un dato di fatto sempre

18 dicembre2017 / gennaio 2018


3"410350 Thomas Baumgartner, presidente Anita ÂŤLA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE SUL DISTACCO Ăˆ INAPPLICABILEÂť

D’accordo sull’applicazione piÚ ampia delle tecnologie si è detto anche Thomas Baumgartner, presidente di Anita, facendo riferimento proprio al distacco. La proposta avanzata dalla Commissione e inserita nel Pacchetto parla chiaro: un autista dovrà avere una remunerazione maggiore quando lavora per piÚ di tre giorni al mese in un Paese comunitario estero in cui si applica un salario minimo superiore a quello dove è stato assunto. In pratica se parte dalla Romania e per piÚ di 72 ore lavora in Germania, per quel tempo dovrà ricevere un salario tedesco. Fanno eccezioni le operazioni di cabotaggio per le

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quali l’obbligo di adeguamento della retribuzione scatta m O EBMMB QSJNB PQFSB[JPOF 1FS DBQJSF TF JM WFJDPMP QBTTB da un paese all’altro bisognerà che l’autista registri il passaggio di frontiera sul tachigrafo, cosa che avverrà automaticamente soltanto quando entrerà in vigore la versione intelligente, dotata di GPS. Per Baumgartner tutto questo è inapplicabile, perchÊ un autista polacco che trasporta delle merci tutti i mesi dalla Polonia alla SpaHOB PHOJ WPMUB BUUSBWFSTFSÉ QJà QBFTJ F RVJOEJ BMMB m OF del mese, avrà lavorato per piÚ di tre giorni in Germania, in Francia, in Spagna ecc. A quel punto cosa bisognerebbe fare? Retribuirlo in piccola parte rispetto ai parametri tedeschi, per un’altra parte rispetto a quelli francesi e cosÏ di seguito? Sarebbe veramente inconcepibile, oltre DIF EJGm DJMF EB DPOUSPMMBSF & QSPQSJP SJTQFUUP BJ DPOUSPMMJ lo stesso Baumgartner ha sottolineato come sarebbe urgente anticipare l’introduzione del tachigrafo intelligente, prima cioè della data prevista del 2034. La questione interessa da vicino anche i trasporti di cabotaggio, per i quali esiste un lasso temporale di tempo entro il quale è possibile effettuarli. PerchÊ se l’autista, contrariamente a quanto gli chiede la normativa – ha spiegato il presidente di Anita – non registra sul tachigrafo il dato relativo al suo ingresso in un paese, potrà tranquillamente lavorare per giorni se non per settimane e poi, quando eventualmente dovesse essere fermato dagli organi di polizia, potrà dichiarare di essere entrato il giorno prima e cavarsela pagando semplicemente 50 euro di sanzione.


piÚ documentato. L’ultimo sconcertante dato lo ha diffuso la BGL, associazione delle imprese di trasporto tedesche aderente all’IRU che ha calcolato una riduzione nei chilometri percorsi dalle imprese germaniche, scesi dal 67,7% al 57,7%, a fronte di un incremento dei vettori dei paesi emergenti cresciuti dal 18,4% al 33,2%. L’Austria – uno dei Paesi dove la crisi del settore a causa dei lavoratori dell’Est è maggiormente sentita ed è segnata da venatura di xenofobia – denuncia a riprova di ciò che i posti di lavoro sono aumentati, ma la disoccupazione nazionale è rimasta uguale. E la francese Karima Delli, presidente della commissione Trasporti del Parlamento europeo, ha ricordato che in 15 anni in Francia sono andati perduti 21 mila posti di lavoro nel settore, aggiungendo che fermare questa emorragia non è piÚ un’opzione, ma una necessità .

IL PACCHETTO MOBILITÀ Il Parlamento europeo, del resto, sembra da sempre piÚ incline a riconoscere gli squilibri nel settore (a proposito perchÊ il de minimis per tutti i settori è di 200 mila euro, mentre per i trasporti è dimezzato a soli 100 mila?). Lo hanno constatato anche i rappresentanti dell’UETR (Unione europÊenne des transportuers routiers) che il 16 ottobre scorso sono andati in audizione alla stessa commissione Trasporti presieduta dalla Delli a portare le richieste del settore sul pacchetto Bulc. Nel frattempo la Commissione ha presentato la seconda parte di proposte del Pacchetto Mobilità . Si tratta di una serie di misure per abbattere l’inquinamento, favorendo la diffusione di veicoli puliti, ma si occupa principalmente dell’auto privata. Per quanto riguarda i mezzi adibiti al trasporto delle merci, c’è solo un rinvio generico all’inizio

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del 2018 per una proposta sulle FNJTTJPOJ F MB EFm OJ[JPOF EFJ jDB mion verdi. Ma la Commissione è tornata a parlare di questioni sociali (dunque i distacchi) per annunciare DIF TBSÉ QSPQPTUB VOB NPEJm DB EFM la Direttiva attualmente in vigore sul DPNCJOBUP QFS JEFOUJm DBSF MF NFSDJ da trasportare, ma soprattutto per la corretta applicazione delle norme sociali anche a questo comparto. E per concludere, secondo una nota diffusa dall’UETR, che il Commissario è ben con-

TBQFWPMF EFMMF Tm EF MFHBUF BM QSJNP pacchetto di mobilitĂ e farĂ del suo meglio per affrontarle nell’attuale termine della CommissioneÂť, che TDBEF BMMB m OF EFM Ăˆ sul primo pacchetto della commissaria slovena, dunque, che si trasferirĂ la discussione sul problema dei distacchi – insieme a quello sul cabotaggio – con l’intento di trovare un accordo nei prossimi due anni. ÂŤSu questo tema, l’aspetto positivoÂť, spiega Marco Digioia, l’italiano che da pochi giorni ha assunto l’incarico di segretario generale, è DIF D Ă? m OBMNFOUF VOB EFm OJ[JPOF precisa del distacco, per il resto c’è da lavorare, a cominciare da un chiarimento del concetto di salario minimo. E da un uso maggiore delle tecnologie: abbiamo chiesto una piattaforma di registrazione di tutti i lavoratori in distacco e la digitalizzazione di tutta la documentazione di bordoÂť. Sono 13, infatti, i documenti che – continuamente aggiornati – si devono trovare sul veicolo che circola all’estero. E sulle tecnologie punta anche l’eurodeputata italiana Isabella De Monte (PD), relatrice ombra VOB m HVSB EJ TVQQPSUP all’elaborazione delle leggi, prevista dal regolamento) per il gruppo parlamentare Socialisti e Democratici, del dossier sui tempi di guida e sull’utilizzo del tachigrafo. ÂŤA chi pensa che consentire il riposo in cabina contribuirĂ a mantenere il problema delle aree di sosta piene di autisti e camion dell’EstÂť, ha affermato lo scorso 10 novembre a Verona, intervenendo al convegno Anita dedicato al Pacchetto MobilitĂ , ÂŤrispondo che il vero modo per controllare il ritorno a casa e, conseguentemente, anche il cabotaggio, è quello di implementare le norme sul tachigrafo digitale. Sono a favore di un utilizzo piĂš ampio di tale strumento, che può essere collegato costantemente a un satellite e dal quale possiamo trarre molte informazioni: dal tempo di guida ai riposi, dall’inizio del cabotaggio alle operazioni effettuateÂť. Ăˆ solo un primo passo, ma forse la guerra contro il dumping sociale può cominciare proprio da una batUBHMJB DPOUSP MF TDBSUPGm F


INCHIESTA

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TRATTARE CON CURA di Deborah Appolloni

A 23 mesi dalla scadenza, il contratto collettivo dell’autotrasporto e della logistica è stato finalmente rinnovato.Ma cos’è che per tanto tempo ha impedito alle parti sociali di trovare un accordo? Abbiamo passato in rassegna i punti di maggiore conflitto. Quelli che, anche dopo la firma, continueranno a creare qualche grattacapo

A

rriva il picco natalizio delle consegne e arrivano i “natalini”. Sono gli ultimi nati tra le figure professionali del trasporto: ragazzi, uomini e spesso anche donne che noleggiano un furgone e per un mese si reinventano autotrasportatori e corrieri, scardinando ogni regola e tutela sociale. Di fatto già sfilacciate in molti altri passaggi. L’e-Commerce, che sta crescendo a ritmi interessanti, porta con sé, per esempio, una lunga schiera di “omini”, come vengono irrispettosamente chiamati nel gergo della logistica, per indicare la consegna dell’ultimissimo miglio: dalla spesa del supermercato al cibo pronto, fino a qualsiasi oggetto acquistato online. Personale che spesso si deve accontentare di 35 centesimi a consegna (senza contratto) e correre in mezzo al traffico 10 ore al giorno. Non c’è bisogno però di scomodare la new economy per vedere come sta cam-

22 dicembre2017 / gennaio 2018

biando il mondo del lavoro nel trasporto delle merci e nella logistica. Appalti e sub-appalti, margini sempre più ridotti, dumping sociale stanno facendo il resto. Lavoratori licenziati e riassunti con tutele inferiori (grazie all’ultima versione del Jobs Act) cominciano a diventare ostaggi di faide tra sigle e siglette sindacali. Scioperi selvaggi bloccano per giorni interi hub innescando ricatti, ritorsioni e gravi perdite economiche. Nemmeno Amazon, il gigante dell’e-Commerce che in Italia opera da Castel Giovanni e Vercelli (ma presto aprirà un altro hub in provincia di Rieti), ne è rimasto immune, dovendo far fronte a una protesta proprio il giorno più caldo dell’anno in termini di acquisti elettronici, vale a dire il Black Friday (vedi box a p.26). Picchetti, comunicati stampa e fake news sono entrati nelle dinamiche del confronto per il rinnovo del CCNL dell’autotrasporto e della lo-

gistica che interessa circa un milione di lavoratori. Un rinnovo difficile proprio perché avviene in un momento di grande trasformazione – con alle spalle già 23 mesi di trattative (è scaduto il 31 dicembre 2015) – e con i fronti nettamente contrapposti: la parte datoriale che ha l’imperativo di ridurre il costo del lavoro, assolutamente non competitivo se confrontato con quello di altri paesi europei (si veda anche l’infografica), e ottenere maggiore flessibilità per gestire i ritmi di crescita tornati positivi; i sindacati confederali decisi a non mollare i lavoratori in mano delle mille sigle nate dalla base un po’ ovunque.

IL BRACCIO DI FERRO SUL COSTO DEL LAVORO Quasi due anni di trattative su tre tavoli distinti. Uno per l’autotrasporto dove per la parte datoriale siedono Anita,


LE NOVITĂ€ DEL CONTRATTO • Nuova definizione del personale viaggiante. Sono state riviste le qualifiche degli autisti che nel nuovo Ccnl si suddividono in 8 livelli. In particolare il 3° livello super è stato diviso in 3 qualifiche (A,B,C) che prendono in considerazione non solo il mezzo guidato e la patente posseduta, ma anche la mansione svolta, come per esempio i bisarchisti, gli autisti di merci pericolose, eccetera. • I rider. Entrano nel contratto per la prima volta i lavoratori che fanno consegne in motorino o in bicicletta. Nella versione finale del Ccnl (ancora in evoluzione) sarĂ definita la retribuzione (non inferiore al 5° livello) e l’orario di lavoro. • Lotta all’assenteismo. Retribuzione decurtata dopo il quarto lunedĂŹ di assenza dal lavoro. Dopo 3 eventi di malattia che iniziano di lunedĂŹ (per la durata massima di 7 giorni), la retribuzione del lavoratore sarĂ decurtata, fatte salve alcune patologie che il contratto riconosce ed esonera da questo meccanismo. • Abolizione del divieto del lavoro a chiamata. Introdotte le novitĂ del Jobs Act che disciplina il job on call per i lavoratori con meno di 24 anni e con piĂš di 55 anni. • Maggiore flessibilitĂ . Maggiore elasticitĂ d’orario per il personale non viaggiante. Cade il vincolo giornaliero di 9 ore. Il datore di lavoro potrĂ programmare l’attivitĂ con un mimino di 6 fino a un massimo di 9 ore lavorative giornaliere, previa comunicazione alle associazioni sindacali. La misura supporta l’organizzazione per far fronte ai picchi di lavoro. • Freno ai sub-appalti. SarĂ possibile un solo passaggio nei sub appalti. Ăˆ previsto un passaggio in piĂš in caso di consorzi. • Clausola sociale. E’ stata introdotta come istituto di protezione nei continui cambiamenti di appalto che si verificano lungo tutta la supply chain. • Partita economica. L’aumento medio è di 108 euro e un’una tantum di 300 euro. La trattativa è stata legata alla valorizzazione professionale, l’incremento delle indennitĂ a partire dalla trasferta e la disponibilitĂ di risorse aziendali per la contrattazione di secondo livello. Unatras e Fedit, l’altro per la logistica con Confetra e Fedit e l’ultimo per la cooperazione con Legacoop e Confcooperative. Uno sciopero di tre giorni a fine ottobre, un altro programmato (e poi revocato) per l’11 e 12 dicembre, in mezzo una trattativa non stop che ha portato alla chiusura dell’accordo per il rinnovo del Ccnl il 3 dicembre scorso, mentre questo giornale stava andando in stampa: aumento medio di 108 euro e una ‘una tantum’ di 300 euro con elementi definiti innovativi dai sindacati (Cgil-Cisl e Uil) e dalle associazioni datoriali. Tra le novitĂ , una nuova definizione della mansione del personale viaggiante, condizioni per favorire l’occupazione giovanile, per contrastare il distacco e la somministrazione transnazionale (si veda anche l’infografica a p. 24). Introdotta anche la nuova figura professionale del “riderâ€? che verrĂ definita entro la stesura dei testi e la clausola sociale a garanzia delle tutele prima del Jobs Act nel caso di cambi di appalto. Inoltre, sono presenti una piĂš precisa selezione dei cambi di appalto, vietando i subappalti e prevedendo requisiti trasparenti per la scelta dei fornitori, un moderno orario di lavoro che

• Riduzione costo del lavoro. Ăˆ fallito il tentativo del fronte datoriale di riportare alla contrattazione di secondo livello una serie di voci della retribuzione economica come la quattordicesima, le ex-festivitĂ e il Rol (riduzione orario di lavoro) e farle confluire nel premio di risultato. • Contratto della logistica cooperativa. Il fronte delle cooperative non ha firmato l’accordo. Chiede un contratto ad hoc per le coop della logistica. • Tabelle ministeriali delle tariffe. Una richiesta che arriva dal mondo delle cooperative come punto di riferimento per le gare d’appalto. La voce di una lavoratrice della logistica FIGLI DI UNA COOP MINORE ÂŤLa cooperativa per la quale lavoravo è fallita e siamo andati tutti in mobilitĂ . Il committente, una Srl, ci ha assunti tutti con il contratto del nuovo Jobs Act senza riconoscere alcuna anzianitĂ e con meno tuteleÂť. La voce dell’addetta al confezionamento di componentistica auto per la spedizione è quella di una donna forte, che mi risponde al telefono per questa intervista (anonima per forza di cose) con il piglio di chi non si arrende alle tutele decrescenti e ai tagli in busta paga. ÂŤIn questo passaggio il mio stipendio è sceso del 15%, mentre quello di DPMMFHIJ QJĂ BO[JBOJ DPO m HMJ B DBSJDP è diminuito ancora di piڝ. Duecento dipendenti passati da una coopera-

tiva al suo committente, a sua volta fornitore di un grande player dell’automotive che si muove sullo sfondo di questa vicenda. Una storia molto comune nel mondo della logistica, a volte avviata di proposito per limare MF SFUSJCV[JPOJ F DPORVJTUBSF n FTTJ bilità di orario. Si gioca sul timore di perdere il posto di lavoro per ottenere dai lavoratori di piÚ a minor costo. Il contratto di lavoro viene applicato a loro piacimento – conclude con un accenno alla ripresa del mercato dell’auto – gli straordinari dovrebbero essere retribuiti, ma spesso non lo sono. Ora siamo sempre in alto picco di lavoro e per questo dobbiamo accettare continuamente orari lunghi.

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La voce di un autista italiano di trasporto internazionale GUIDARE FINCHÉ SI PUÒ CON IL RICATTO DI COSTARE TROPPO Sette giorni, cinque paesi europei. Sul camion a guidare, sul camion a riposare. La storia non è originale, ma è quella di tanti autisti e camionisti che lavorano nell’internazionale. Quando lo chiamo al telefono, Pino (nome di fantasia) è al volante in Francia diretto in Olanda. «L’Europa non ci è venuta incontro – dice subito per spiegarmi le sue condizioni di lavoro – siamo spesso al limite della legalità con il rischio continuo di andare fuori. Dobbiamo lavorare 15 ore? Le sfruttiamo tutte. Siamo sempre tirati a mille, anche se sei stanco devi andare avanti». Sentire queste parole da un autista italiano assunto regolarmente da un’azienda italiana di medie dimensioni (60 mezzi) fa

accapponare la pelle: ti chiedi subito come stanno quelli che pur di lavorare, accettano contratti interinali rumeni o bulgari, che dormono mesi in cabina e che tornano a casa solo per le vacanze estive, pur guidando ogni giorno un mezzo che a pieno carico (e oltre) può arrivare a pesare anche 50 quintali. «Il controllo satellitare, che è nato per la sicurezza – continua Pino – oggi serve essenzialmente a controllare il lavoro dell’autista. Dopo lo sciopero di fine ottobre sono girate lettere firmate dalle parti datoriali che ricordavano che noi autisti italiani costiamo 15-20 mila euro in più rispetto ai colleghi dei paesi dell’Est. Se continuiamo a pensarla così questo mestiere è finito».

Fonte: «Un ritratto in cifre. 100 numeri per capire l’autotrasporto» Fedeservice, 2017

tiene conto delle nuove esigenze di flessibilità nell’organizzazione (rispettando i picchi di domanda). L’accordo, che non è stato firmato dal mondo delle cooperative, sarà sottoposto entro il 1° febbraio alle assemblee dei lavoratori, dopo quella data sarà sciolta la riserva e, se confermato, sarà definitivo. Rimangono invece intatte le dinamiche che sono state alla base di questo scenario che hanno portato elementi di novità interessanti: trattative a colpi di comunicati, accuse di fake news alle cronache dei picchetti (reali e documentate per i sindacati, false e demagogiche per la parte datoriale) e guerra di numeri sulle percentuali di adesione alla protesta. Il tentativo del fronte datoriale è quello di abbassare il costo del lavoro, condizione necessaria

per rimanere competitivi senza ricorrere a pratiche al confine con l’illegalità (delocalizzazione, esterovestizione, distacco internazionale e assunzioni interinali). «Il contratto – avverte però Giulia Guida, segretario nazionale Filt Cgil – non deve essere lo strumento per abbattere il dumping sociale. Non è possibile livellare al ribasso. Bisogna lavorare su questi temi in Europa e facendo più controlli sulle strade, più mirati a intercettare la concorrenza sleale».

LA GIUNGLA DELLE COOPERATIVE Il mondo delle cooperative della logistica vorrebbe un contratto nazionale ad hoc. È questa la maggiore richiesta avanzata al tavolo delle trattative insieme all’istituzione di tabelle per il

IL COSTO DEL LAVORO

1.642,37 g è l’ammontare mensile del minimo salariale di un autista secondo il contratto collettivo in vigore in Italia per 39 ore settimanali. In Francia è di 1.467 euro per 35 ore a settimana, mentre in Germania di 1.473 euro con 40 ore a settimana.

450 g è il costo complessivo di un autista “distaccato” in Italia proposto da agenzie 24 dicembre2017 / gennaio 2018 interinali bulgare o romene.

0,43 g/km è il costo di un’autista italiano impiegato sull’internazionale, come in Francia, superiore solo in Belgio (0,48 euro). 0,11 euro è il costo in Bulgaria, 0,13 in Romania, 0,19 in Slovenia.

costo del lavoro redatte dal ministero del Lavoro come punto di riferimento per gare e appalti. Il discorso è lineare: le cooperative della logistica si vedono come l’ultimo anello della catena, sul quale si scaricano i maggiori pesi. Un contratto ad hoc andrebbe – secondo le associazioni di rappresentanza – a normare gli aspetti più tipici di queste organizzazioni. «Dobbiamo combattere le cooperative che nascono in una notte nello studio di un commercialista – dice una fonte vicina alle associazioni – che pagano in moneta rumena, lavorano a prezzi da Bangladesh, non applicano il CCNL e scaricano i lavoratori senza tutele appena possibile». La proposta di tabelle di costo ministeriali va in questa direzione. «Servirebbero come punto di riferimento in caso di gare o appalti, per valutare le offerte». Rendere più trasparenti gli appalti nella logistica sta a cuore anche a Confetra e Fedit che siedono al terzo tavolo e che chiedono anche una maggiore flessibilità degli orari per il personale non viaggiante, ovvero quello impiegato nei magazzini.

LA FAIDA DELLE SIGLE SINDACALI Gli hub logistici stanno diventando il vero fulcro del sistema, presi d’assalto da appalti aggiudicati al massimo ribasso, passaggi di consegna e pratiche al limite della legalità. E si vedono le prime reazioni. Gli scioperi selvaggi negli impianti di Carpiano e Sala Bolognese di Sda non sono un caso isolato, anche se hanno fatto notizia più di altri. Si tratta di uno schema che si sta ripetendo in molti altri siti. La società controllata da Poste Italiane ha disdetto un appalto con una cooperativa che gestiva l’hub di Milano, imputando la rescissione a inadempimenti della controparte. Temendo esuberi, sono iniziate le proteste dei Cobas che non si sono fermate nemmeno quando il nuovo fornitore (un’altra cooperativa) ha assicurato che avrebbe assunto tutti i vecchi dipendenti. In realtà, il fronte sindacale si è spaccato su questa proposta: Sol Cobas si è tirata

280 g è il minimo salariale di un autista in Romania (per 40 ore settimanali), quasi sei volte più basso di quello italiano. In Bulgaria è di 214 euro, in Polonia di 434 euro, mentre in Slovenia di 791 euro.

35,9% è il peso dei contributi sul totale del costo del lavoro per un autista italiano impiegato nell’internazionale nel 2016. Superiore all’Italia solo la Spagna (36,6%) e il Belgio (51,6%). In Slovenia è del 16,1%, in Romania del 22,8%.


INCHIESTA

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fuori, dicendosi soddisfatta, mentre Si Cobas ha indetto lo sciopero a oltranza, con picchetti all’entrata degli stabilimenti bolognesi e meneghini. La sigla sindacale ha lamentato infatti il venir meno di altri diritti e garanzie, relative all’anzianità di servizio e alla tutela del posto di lavoro stesso, dicendo chiaramente che il licenziamento, in realtà, era un escamotage finalizzato alla riassunzione secondo le nuove regole del Jobs Act alla cui applicazione sfuggivano invece tutti i contratti stipulati in precedenza. Alla protesta hanno aderito in massa sopratutto i facchini, in massima parte di origine extracomunitaria, che temono di perdere il posto di lavoro e la possibilità di restare in Italia. Con il risultato di bloccare lo stabilimento: centomila pacchi in giacenza, molti clienti già orientati a società concorrenti e molte penali per il corriere fornitore anche di Amazon. In tutto questo, la Sda ha incassato anche uno sciopero indetto dai Confederali nello stabilimento di Trinità nel Cuneese per protestare contro i danni alla posizione economica della società provocati dalle altre proteste. I giochi di forza negli hub logistici sono all’ordine del giorno. «Basta una controversia che riguarda anche un solo lavoratore – spiega un sindacalista della Cisl – per far scattare proteste ricattatorie in grado di bloccare l’hub. In questi casi il committente costringe il fornitore a pagare pur di riattivare il lavoro. Le vertenze si risolvono in questo modo, non c’è più il confronto. È tutto fuori dalle regole».

La voce di un autista del mondo dei corrieri PROFESSIONE: DRIVER DA CORSA… PER L’ULTIMO MIGLIO 100 servizi in 10 ore. Sei minuti per una consegna o un ritiro. Una vita di corsa quella di Filippo che di professione fa il driver da ultimo miglio, consegna cioè tutto quello che si ordina con un click fino sull’uscio di casa. «Pedane, lavatrici, buste e anche i pacchi che arrivano dal Sud», racconta questo 31enne entusiasta del proprio lavoro. Per fortuna da un paio di anni lavora in regola. «Ora ho un contratto a tempo indeterminato con l’applicazione del Ccnl – dice – grazie al sindacato che si è battuto per tutelarci. Siamo dipendenti di una Srl che gestisce le consegne per un grande courier. All’inizio ero stato assunto da una cooperativa che non applicava il contratto nazionale, ci pagava 55 euro al giorno, senza ferie e se

non andavi a lavorare perché stavi male, la giornata veniva decurtata dallo stipendio. Queste realtà vengono tutelate anche dalle multinazionali che riescono a ottenere prezzi più bassi». La giornata di Filippo e dei suoi colleghi inizia alle 8 del mattino con le operazioni di carico in magazzino, prosegue nel traffico per 70-80 consegne al giorno e 20 ritiri, finisce verso le 19 in magazzino per lo scarico della merce non consegnata. Sono sufficienti 6 minuti per parcheggiare, scendere, consegnare e ripartire? «Parcheggiare? È impossibile, il furgone lo lasciamo dove capita, in doppia fila, sulle strisce o davanti a un portone». Si taglia dove si può.

Lo sciopero dei lavoratori inquadrati nel CCNL del terziario QUEL VENERDÌ NERO PER AMAZON I nastri trasportatori dei pacchi non si sono fermati nel giorno del Black Friday (il 24 novembre scorso), ma la protesta dei 1.600 lavoratori dipendenti di Amazon nello stabilimento di Castel San Giovanni (PC) è stato il primo grande sciopero della logistica 4.0. Lo è stato perché ha toccato direttamente il colosso dell’e-Commerce mondiale, perché ha avuto (anche grazie al Black Friday) un’eco mediatica incredibile e perché ha coinvolto anche i colleghi tedeschi che hanno incrociato le braccia per gli stessi motivi: salari troppo bassi e condizioni di lavoro al limite delle regole. Si è trattato di uno sciopero sostenuto dalle sigle confederali (Cgil, Cisl e Uil) nel quale, come sempre, i dati dell’adesione sono terreno di battaglia tra sindacati e azienda che non si è persa d’animo rimpiazzando gli scioperanti con i 2.000 (un numero più alto dei titolari) interinali assunti per far fronte al picco di ordini dovuti al venerdì nero e al periodo natalizio. I pacchi quindi sono arrivati, i disagi

per gli e-shopper ridotti al minimo, ma l’Italia ha conosciuto meglio la realtà che si anima dopo l’ultimo click per l’acquisto online. In primis abbiamo saputo che nel magazzino logistico di Castel San Giovanni si applica il contratto del terziario e del commercio, e non quello del trasporto e della logistica. Qualcuno ha fatto i conti sui minimi tabellari arrivando al risultato che, seppur di pochi spiccioli, quello del terziario garantirebbe un salario medio di base più alto. Come tra l’altro sostiene l’azienda quando dice che «i salari dei dipendenti di Amazon sono i più alti del settore della logistica». Ma come ci ha spiegato qualche sindacalista attento, nel Ccnl della logistica ci sarebbero strumenti e indennità più consone al lavoro svolto in un magazzino. Tra l’altro Amazon starebbe trattando per le assunzioni a tempo indeterminato del personale oggi impiegato nel nuovo stabilimento di Passo Correse (Rieti) prendendo in considerazione proprio il Ccnl logistica e autotrasporto. Se si dovesse procedere verso questa direzione, si verrebbe a creare una situazione paradossale con due contratti per lavoratori impiegati nelle stesse mansioni.


Antonio Malvestio, presidente Freight Leaders Council LA MODERNITĂ€ DELL’E-COMMERCE MOSSA DALLA FORZA DEI MUSCOLI La catena degli appalti sempre piĂš lunga in un mercato stressato dai tempi di consegna con tariffe sempre piĂš contratte. La guerra tra i colossi dell’ultimo miglio per accaparrarsi la consegna del pacco ordinato online sta incidendo anche sul mondo del lavoro, trasformando pesantemente e a volte facendolo tornare a situazioni e scelte che la rivoluzione industriale aveva fatto dimenticare. Ăˆ in sintesi l’analisi contenuta nel Quaderno 26 del Freight Leaders Council sulla logistica ai tempi dell’e-Commerce che indica anche possibili azioni mitigative, come spiega il presidente Antonio Malvestio. Il Freight Leaders Council ha appena pubblicato il Quaderno 26 che indaga sull’impatto dell’e-Commerce sulla logistica. Cosa avete riscontrato sul fronte sociale? L’e-Commerce ha portato con sĂŠ un grande aumento del numero di colli spediti e consegnati. Dietro questo effetto esiste un mondo intero cresciuto rapidamente. Si tratta dei lavoratori che devono preparare i pacchi prelevando la merce dagli scaffali (picking), di quelli che gestiscono i colli nei centri di TNJTUBNFOUP NBHB[[JOJFSJ F JOm OF EJ DPMPSP DIF FGGFUUVBOP MF DPOTFHOF Il sistema piĂš moderno di trading ha incredibilmente creato una forza lavoro che deve avere i muscoli, come non succedeva dalla rivoluzione dell’auUPNB[JPOF 6OB GPS[B MBWPSP EFm OJUB EJ CBTTP MJWFMMP OFDFTTBSJBNFOUF B basso costo. Il crollo dell’occupazione dovuto alla crisi economica ha fatto accettare paghe basse e situazioni di impiego non sempre regolari. Spesso le distorsioni sono dovute ai molti passaggi di appalti che avvengono lungo la supply chain. Che soluzione suggerite? I lavoratori non godono di difese: hanno bisogno di occupazione e non si curano di dover passare da una cooperativa all’altra, purchĂŠ mantengano il posto e una retribuzione accettabile. Purtroppo, nella sarabanda di cooperative che chiudono, falliscono e rinascono ci si dimentica spesso dei contributi sociali, i primi a non essere versati in situazioni di crisi. Purtroppo si prescrivono in

cinque anni e non sempre i lavoratori sanno di dover controllare il versamento effettivo. Dunque è assolutamente necessario che queste forze lavoro TJBOP QSPUFUUF EBMM *OQT DPO VOB DFSUJm DB[JPOF UFNQFTUJWB EJ SJUPSOP DJSDB i contributi effettivamente versati cosĂŹ da consentire, meglio se con l’appoggio fattivo del sindacato, l’eventuale addebito al committente. Âł QPTTJCJMF QSPQPSSF VOB TPSUB EJ DFSUJm DB[JPOF DIF EJTUJOHVB MB DPOTF gna in regola da quella improvvisata? Sarebbe utile? Nel mondo dell’e-Commerce sono saltati molti sistemi di controllo nel trading. Chi compra via web deve anticipare il pagamento senza poter conosceSF JM WFOEJUPSF F MB TVB BGm EBCJMJUÉ Âł OBUP VO DPNQMFTTP TJTUFNB EJ TUFMMFUUF F CMPH DIF DPOTFOUF B DIJ DPNQSB F QBHB JO BOUJDJQP EJ QPUFSTJ m EBSF "ODIF chi compra viene valutato e il venditore ha modo di sapere se il cliente è un QPUFO[JBMF iSPNQJTDBUPMFw -B NFSDF QPJ Ă? SJDDB EJ DFSUJm DB[JPOJ BMDVOF DMBT TJDIF DPNF M BTTFO[B EJ MBWPSP NJOPSJMF .B DF OF TPOP JOm OJUF BODIF QFS J TBDDIFUUJ EFJ TBMJ BOUJ VNJEJUÉ 2VFMMP DIF NBODB Ă? MB DFSUJm DB[JPOF EFMMB logistica. Per come si è detto e per la velocitĂ in cui i volumi spediti sono aumentati, il sistema logistico non è perfetto. Il Freight Leaders Council si aspetta che chi spedisce inizi a dare informazioni sulla propria catena logiTUJDB m OP BM SBHHJVOHJNFOUP EFM DMJFOUF JO NPEP EB OPO SJTDIJBSF EJ EPWFSTJ “scusareâ€? per aver utilizzato personale non gestito correttamente. Nel dibattito per il rinnovo del Ccnl dei trasporti e della logistica le parUJ EBUPSJBMJ DIJFEPOP NBHHJPSF n FTTJCJMJUÉ EFHMJ PSBSJ F SJEV[JPOF EFM costo del lavoro. Cosa ne pensa? Gli attori della logistica di e-Commerce sono in fondo pochi e lottano tra loro per accaparrarsi i contratti. Non è giusto colpire la parte debole, pagando meno ciò che è giĂ pagato poco, in modo da spuntare un contratto, ottenere un aumento di volume, migliorare la redditivitĂ . Chi trasporta i pacchi EFWF DFSUJm DBSF JM QBHBNFOUP HJVTUP EFJ MBWPSBUPSJ DPOUSJCVUJ DPNQSFTJ BO che se non dipendenti diretti. Occorre lavorare sull’organizzazione del lavoro, sull’automazione, ridurre i costi attraverso le consegne ai punti di ritiro. Nel quaderno raccomandiamo di educare il consumatore al costo della logistica: i corrieri devono farsi parte attiva in quest’opera di avvicinamento dei consumatori a questi temi. Se la consegna a domicilio costasse all’acquirenUF m OBMF QJĂ EFMMB DPOTFHOB BJ MPDLFST F BJ QVOUJ EJ SJUJSP MB MPHJTUJDB QPUSFCCF abbassare i propri costi, essere remunerata per quello che fa, consentendo una negoziazione contrattuale meno rapace.


INTERVISTA "/%3&" ."/'30/ /6070 4&(3&5"3*0 (&/&3"-& %&--" '"*

«COMINCIARE DALLA COMPETITIVITÀ»

di Umberto Cutolo

Ha 44 anni, una laurea in ingegneria dei trasporti e fino all’estate era, letteralmente, dall’altra parte della strada (in Aiscat). Da luglio è diventato segretario generale della FAI. Così Andrea Manfron è entrato nell’autotrasporto proprio quando il settore sta imboccando una strada nuova. Gli abbiamo chiesto di spiegarci dove immagina potrà portare

L’

BVUPUSBTQPSUP m OP B QPDIJ mesi fa, lo vedeva dall’altra parte della strada. Letteralmente. Andrea Manfron, 44 anni, origine venete, ingegnere dei traTQPSUJ m OP BMMB TDPSTB FTUBUF FSB amministratore delegato di Aiscat servizi e direttore dell’area tecnica di Aiscat. Come dire, pienamente insediato nell’associazione dei gestori delle autostrade nazionali. Poi, il 14 luglio, il consiglio direttivo della Federazione autotrasportatori italiani (FAI) lo ha eletto segretario generale dell’associazione che aderisce a Conftrasporto-Confcommercio e, con le sue 8.600 imprese associate, per un totale di 70 mila veicoli, costituisce una delle principali rappresentanze del settore. Che sia una rivoluzione nella sua vita lo sottolinea anche la data dell’elezione, la stessa della presa della Bastiglia. Che sia giovane lo ammette lui per primo, pur aggiun-

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gendo un sommesso «relativamente». Che l’impresa non lo spaventi lo rivela, sotto i capelli ricci e sopra VO m MP EJ CBSCB BQQFOB BDDFOOBUP uno sguardo arguto sottolineato da un baffetto da moschettiere che dà un retrogusto birichino alle sue parole. «Provengo da un altro mondo associativo che sembra simile, invece è profondamente differente. È vero che l’ambito è simile: si parla sempre di trasporto. Quel che è diverso, però, è proprio la struttura delle rappresentanza: in Aiscat c’erano pochi associati di dimensioni importanti. Qui, invece, le imprese sono numerose e di varie grandezze e sono distribuite in 42 sedi territoriali. Ma questo per me è uno stimolo: avere tanti soggetti con cui rapportarmi è un’esperienza nuova. Per questo, d’intesa con il nostro presidente, Paolo Uggè, sto compiendo un giro d’Italia: andare a conoscere diret-

tamente le persone è una chiave determinante per capire criticità ed esigenze di imprese e associazioni territoriali. E già ho cominciato a stilare l’elenco della spesa, con la consapevolezza che a ogni domanda bisognerà dare una risposta». Ecco, la lista della spesa. Cosa c’è in cima? Quello dell’autotrasporto è un settore estremamente competitivo e chi vi partecipa ha bisogno di condizioni che gli permettano di stare sul mercato sul piano di parità. Questo si avverte fortissimamente soprattutto al Nord, dove la concorrenza è internazionale. Quindi, secondo me, è di qui – dalla competitività – che bisogna partire per ridisegnare il sistema. Da questa premessa devono discendere le richieste dell’autotrasporto, a cominciare dalla conferma delle risorse strutturali.


lla dignità dell’autotrano cancellati gli stereongono questo mondo ntato da soggetti brutcattivi: ci presentano in F DJ SFOEPOP EJGm DJMF n i nostri interlocutori . L’Albo si sta muovendi qui: il progetto di dei nuovi conducenti successo enorme. Le no state oltre 2.500, 0 stanno già andando m OBO[JBNFOUP TJ BMMBS PMUSF B DPQSJSF e domande. Ma questa ma fase.

luzione che la FAI è consapevole di dover in qualche maniera cavalcare, a cominciare dal rafforzamento dell’identità associativa. In che modo? Il giro d’Italia che sto facendo rientra in questa logica, proprio per creare una sorta di collante per il territorio. Poi abbiamo l’intenzione di rinvigorire comunicazione e immagine dell’associazione, a livello centrale e territoriale. Stiamo partendo con un progetto che dovrebbe iniziare dalla rivisitazione del logo per sfociare in una campagna TQFDJm DB "O[J B NF QJBDFSFCCF SF alizzare una campagna da condividere anche con le altre associazioni per diffondere l’immagine di questo nuovo imprenditore dell’autotrasporto e, parallelamente, del nuovo conducente, cioè dei protagonisti di questo nuovo mondo dell’autotrasporto costituito da società che fanno impresa, sia che si tratti di aziende medio-piccole sia di piÚ grandi e strutturate. Campagne di comunicazione ne sono state fatte negli anni scorsi: le organizzava l’Albo degli autotrasportatori. Ritiene che si dovrebbero riprendere quelle iniziative? Il tema su cui battere è quello dell’i-

a? are in modo che il percluda. Di fatto il progetDPSTJ QFS QBUFOUJ $ mo presto anche a giovani autisti ch re nel mondo del erò dobbiamo po Soprattutto in al rd Italia c’è un gr carenza di autisti, far incontrare il m n quello delle imp a che, con un me che sta riprendendo a tirare, dobbiamo lasciare senza rispo

Paese, fanno a gara per non perderli. Però il grande tema del momento è questo: il dumping sociale, che ha come punto di forza il costo del lavoro piÚ basso dei conducenti dell’Est. Come si risolve questo problema? Oggettivamente è un tema fortissimo, perchÊ al fondo c’è una distonia tra mercato unico – promosso dalla Commissione, perchÊ considerato parte del bene comune – e i meccanismi protezionistici degli Stati membri. L’esempio piÚ pregnante è il dumping sociale sul caCPUBHHJP ³ FWJEFOUF DIF m ODIÑ DJ sono imprese estere che possono permettersi costi operativi (assicurazioni, compravendita, costo del lavoro) che sono la metà se non un terzo di quelli di altri Paesi, il mercato unico è una cosa ridicola. >>>

E in quale modo intendete pr cedere? Se l’Albo dovesse replicare progetto del genere, io part al contrario: dalle imprese. M non voglio essere frainteso, no penso a dare soldi alle aziende penso a un meccanismo che lavori al contrario, creando un procedimento inverso: l’assunzione, il tirocinio, la patente che è il momento EJ QBSUFO[B DIF WJFOF m OBO ziato. Quindi, manteniamo JM m OBO[JBNFOUP TVJ DPSTJ per la patente, ma vincolandolo all’assunzione da parte dell’impresa. E perchÊ l’impresa dovrebbe assumere il conducente italiano formato dall’Albo, anzichÊ prenderne uno straniero a piÚ basso costo, per esempio, dalle società di somministrazione? PerchÊ la carenza di autisti è strutturale. L’ho toccato girando l’Italia. Le aziende hanno bisogno di conEVDFOUJ m EFMJ[[BUJ 6O BVUJTUB JUBMJB no formato a dovere lo tieni per una vita perchÊ è un valore aggiunto per l’azienda. Siamo arrivati al punto che molte imprese, in certe aree del

A me piacerebbe realizzare una campagna da condividere anche con le altre associazioni per diffondere l’immagine di questo nuovo imprenditore dell’autotrasporto e, parallelamente, del nuovo conducente, cioè dei protagonisti di questo nuovo mondo dell’autotrasporto costituito da società che fanno impresa

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INTERVISTA "/%3&" ."/'30/ /6070 4&(3&5"3*0 (&/&3"-& %&--" '"* Se l’Albo dovesse replicare un progetto del genere, io partirei al contrario: dalle imprese. Ma non voglio essere frainteso, non penso a dare soldi alle aziende; penso a un meccanismo che lavori al contrario, creando un procedimento inverso: l’assunzione, il tirocinio, la patente che è il momento di partenza che viene finanziato. Quindi, manteniamo il finanziamento sui corsi per la patente, ma vincolandolo all’assunzione da parte dell’impresa.

Quindi c’è bisogno di meccanismi di livellamento. Perciò ben vengano la liberalizzazione e il mercato unico, ma a parità di condizioni. Insomma, prima armonizzare, poi liberalizzare. Come si concluderà lo scontro tra la Road Alliance, con i Paesi di piÚ antica adesione all’Unione europea, e i quattro Paesi dell’Est raccolti nel Patto di Visegrad? Non lo so. Ma poche settimane fa i ministri europei del Lavoro hanno m SNBUP VO BDDPSEP TVM EJTUBDDP JO ternazionale dei lavoratori che esclude dalla parità di trattamento quelli dell’autotrasporto. Questa, secondo me, per il nostro settore è stata una TDPOm UUB NPMUP HSBWF - BQQMJDB[JP ne del sacrosanto principio per cui la retribuzione deve essere correlata all’attività e al luogo in cui questa si svolge vale per tutti, ma non per l’autotrasporto che sarà regolamentato nell’ambito del pacchetto preparato dalla commissaria – slovena – ai Trasporti, Violeta Bulc, sul quale si è aperta una discussione accesissima. Il che vuol dire che si deciderà fra qualche anno, nel frattempo restano in vigore le norme attuali. Sul pacchetto Bulc, almeno, godete di un sostegno del governo

30 dicembre2017 / gennaio 2018

abbastanza insolito. PerchĂŠ per tutto il resto c’è un atteggiamento – come dire – piĂš distaccato. Riassumo: non c’è piĂš un sottosegretario, non c’è piĂš una delega, la nuova dirigenza ministeriale, per quando stimata, ha bisogno di tempo per approfondire temi cosĂŹ complessi‌ Ăˆ una situazione transitoria, determinata da un giro di nomine che ha toccato a 360 gradi la struttura amministrativa del ministero dei Trasporti. Ci vorrĂ tempo, insomma. Però è chiaro che avere un interlocutore politico istituzionale – con i poteri necessari – è fondamentale, per ovvie ragioni. Se ci fosse ancora la Consulta per la logistica e l’autotrasporto non avremmo tali problemi, perchĂŠ indipendentemente dalle questioni politiche o dal turnover dei funzionari, verrebbe mantenuta una camera di compensazione che garantirebbe la continuitĂ . Quella fu, certamente, un’ottima iniziativa politica segnata dal pragmatismo. Eliminare la Consulta fu un errore. Occorre, ribadisco, uno strumento di confronto istituzionale per gli operatori che sia strutturale e che potrebbe anche risiedere presso la Presidenza del Consiglio.

In conclusione, come si sta comportando il governo con l’autotrasporto? In questi miei primi tre mesi devo riconoscere che, almeno su tre o quattro dossier importanti, ho trovato molta rispondenza da parte del ministro e EFWP EBSHMJFOF BUUP "MNFOP m OP B prova contraria. Vedremo se la legge di Bilancio confermerĂ questa prima impressione, ma devo ribadire che su alcune questioni che ci interessano, anche tutta l’amministrazione mi è sembrata sul pezzo. Dove, invece, secondo me, siamo un po’ carenti a livello istituzionale è l’Europa. LĂŹ siamo deboli. Che sia la rappresentanza, che sia la complessitĂ dei meccanismi europei, qualunque cosa sia, su quei temi mi piacerebbe avere dal nostro governo risposte molto piĂš forti e piĂš chiare. Mi faccia però aprire una brevissima parentesi sul tema delle revisioni. Ăˆ indispensabile che il governo supporti il ministro dei Trasporti nel dare risposte immediate. La proposta di Delrio di 280 assunzioni per i controlli, giĂ non completamente risoluUJWB Ă? TUBUB EFSVCSJDBUB JO m OBO[JBSJB a solo 100 assunzioni in tre anni. Ciò non è coerente con la necessitĂ di chi fa impresa nĂŠ, piĂš importante, con la necessitĂ di garantire adeguati livelli di sicurezza lungo le strade.


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L’ADBLUE?

IN “SINTESIâ€? LO VOGLIONO TUTTI Era partito qualche anno fa come prodotto esclusivo per gli autocarri pesanti di nuova generazione, ma oggi è utilizzato anche per i commerciali leggeri e per le auto. Un successo frutto della scelta delle aziende di trasporto di affidarsi sempre piĂš all’AdBlue sintetico a marchio Air1, prodotto dalla norvegese Yara negli impianti di Ferrara

L

a soluzione di urea purissima al 32,5% e acqua demineralizzata, BMMB m OF IB TGPOEBUP & RVFTUP nonostante continui la brutta abitudine di utilizzare soluzioni per discioglimento a base di urea non sempre DPTÔ JO TQFDJm DB PQQVSF EJ BGm EBSTJ a emulatori fuorilegge (dovrebbero essere utilizzati solo in quei Paesi extraeuropei in cui l’additivo non è reperibile), che disabilitano il sistema di iniezione, bypassando il modulo elettronico, ma senza interferire con gli analoghi dispositivi del veicolo.Parliamo ovviamente dell’AdBlue, non un additivo qualunque, ma la soluzione piÚ semplice ed economica scelta da tutti i costruttori di veicoli pesanti (e sempre di piÚ di veicoli leggeri e autovetture) per rispettare i limiti di legge per l’abbattimento delle emissioni dei gas di scarico (ossidi di azoto – NOx). Una crescita che è collegata all’affermarsi della sua forma piÚ pura F SBGm OBUB RVFMMB EJ TJOUFTJ *O *UBMJB com’è noto, esiste un solo produttore dell’AdBlue sintetico (eccellendo gli standard ISO 22241): la multinazionale norvegese Yara, leader in molti prodotti chimici e maggior produttore mondiale di ammoniaca. Yara per la Penisola si avvale di un impianto dediDBUP B 'FSSBSB BGm EBOEPTJ RVJOEJ B VO

network di selezionati Rivenditori Ufm DJBMJ QFS MB EJTUSJCV[JPOF EFM QSPQSJP AdBlue a marchio Air1. Il fatto nuovo è che, dopo quasi 10 anni di utilizzo sui veicoli pesanti, l’additivo è ora disponibile anche per auto e per furgoni commerciali. Questa scelta ha comportato nei van un aumento delle potenze nominali e una diminuzione dei consumi dichiarati, dovuta all’ottimizzazione della combustione in camera di scoppio, attraverso la catalizzazione SCR che permette di raggiungere temperature piÚ elevate. L’SCR fa sÏ che l’AdBlue, contenuto in un serbatoio dedicato, sia nebulizzato tramite un iniettore nei gas di scarico caldi, scomponendosi in acqua e urea e in

seguito (a una temperatura di circa 170°) in ammoniaca (NH3). L’ammoniaca trasforma poi gli ossidi di azoto (NOx) in vapore acqueo e azoto, due sostanze innocue e non inquinanti per l’atmosfera. Proprio pensando ai nuovi clienti, Yara ha aggiornato i formati con cui commercializza l’Air1, dalle classiche taniche alla bottiglia da quasi 2 litri. Esiste inoltre l’utilissima QPVDI VOB TBDDB NPSCJEB F n FTTJCJMF che può contenere 3,5 litri di liquido, bastevoli a percorrere circa 2.500 km. La sacca occupa poco posto e si adatta agli spazi disponibili in cabina, evitando cosÏ il rischio di rimanere senza additivo e quindi bloccati. L’Adblue di Sintesi – commenta Lorenzo Cravino, business manager per il mercato italiano – si sta confermando prodotto di levatura e resa superiore. La produzione di Sintesi del nostro AdBlue a marchio Air1 è garanzia di qualità assoluta, riconosciuta in maniera indiscutibile dal mercato che è disposto a spendere qualche centesimo in piÚ per tutelare i propri veicoli. La linea di produzione parte da urea liquida purissima e si conclude con Adblue liquido, nella giusta percentuale e in modo del tutto automatizzato.

dicembre2017 / gennaio 2018

37


0,3720

0,3250

0,2600

80.000

100.000

0,0250

0,3480

0,4000

0,3200

80.000

100.000

0,0770

0,0770

0,0380

0,0380

0,0380

0,0380

0,0080

0,0110

0,0140

0,0210

0,1310

0,1630

0,2170

0,3260

Assicurazioni

0,1230

0,1230

0,1230

0,1230

Autostrade

0,4730 0,3790

1,1340 1,0340

0,6310

0,9470

1,2990

1,6320

Autista

0,0900

0,1130

0,1500

0,2250

Straord Trasf.

Costi personale (₏/km)

1,5030

1,7200

2,0800

2,8040

Totale

0,0250

0,0250

0,0250

0,0250

0,0770

0,0770

0,0770

0,0770

Lubrificanti Pneumatici

0,0570

0,0570

0,0570

0,0570

Manutenzione

Costi di Gestione (₏/km)

0,0240

0,0290

0,0390

0,0590

Collaudi/ tassa di possesso

0,1650

0,2060

0,2750

0,4130

Assicurazioni

0,4460

0,5570

1,1480

1,2740

1,1140 0,7430

1,4860

1,9110

Autista

0,0900

0,1130

0,1500

0,2250

Straord Trasf.

Costi personale (₏/km)

1,6840

1,9440

2,3790

3,2500

Totale

'POUF 6Gm DJP 4UVEJ 'FEFSUSBTQPSUJ

0,1320

0,1320

0,1320

0,1320

Autostrade

Totale

1.STACCA

2.PIEGA

3.TAGLIA

4.LEGGI

L'AGENDA DEL MESE SI STACCA, SI PIEGA, SI LEGGE E SI CONSERVA

5.CONSERVA

OTTOBRE 2017 Nel mese di competenza è proseguita la dinamica ascendente del costo del gasolio che è stata registrata sia in termini assoluti che ponderati; tale incremento è comunque avvenuto in uno scenario di costi totali che non hanno subito grosse variazioni negli ultimi tempi come attestato dalla stabilità delle altre voci prese a riferimento. Le tensioni politiche internazionali attualmente presenti QPUSFCCFSP EFUFSNJOBSF VMUFSJPSJ SJBM[J EFM HSFHHJP m OP BMMB m OF EFMM BOOP

0,3480

0,5330

0,3480

0,3480

0,8000

Gasolio (+IVA)

40.000

Ammortamento

60.000

Km/ Anno

0,0770

0,0770

Collaudi/ tassa di possesso

Totale

Trattore + semirimorchio P.T.T. 44 T, prezzo di acquisto ₏ 192.000; consumo 3,1 km/litro.

0,0250

0,0250

0,0250

Manutenzione

Costi di Gestione (₏/km)

Trattore + semirimorchio P.T.T. 44 t, prezzo di acquisto ₏ 130.000; consumo 2,9 km/litro.

Lubrificanti Pneumatici

CISTERNATO |

0,3720

0,4330

0,3720

0,3720

0,6500

Gasolio (+IVA)

40.000

Ammortamento

60.000

Km/ Anno

CASSONATO |

COSTI DI GESTIONE

SGRAVIO CONTRIBUTIVO NEI TRASPORTI INTERNAZIONALI Inps circolare n. 167 del 10/11 /2017 L’L’Inps, con questa circolare, ha dato indicazioni su come usufruire dell’esonero contributivo alle imprese che impiegano autisti in trasporti internazionali. La Legge di stabilità 2016 ha infatti previsto che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, a titolo sperimentale per un periodo di 3 anni, le imprese godano di uno sgravio dell’80% dei contributi previdenziali, con esclusione di premi e contributi Inail, relativamente ai conducenti impiegati per almeno 100 giorni all’anno in trasporti internazionali, con veicoli (a cui si applica il Regolamento CE n. 561/2006) ed equipaggiati con tachigrafo digitale. La legge ha stabilito che lo sgravio contributivo per gli autisti sia riconosciuto solo entro i limiti de minimis e ha previsto che le risorse destinate alla misura siano di 65,5 milioni di euro per il 2016, mentre risultino ridotte a 500.000 euro per il 2017 e per il 2018. L’agevolazione è riconosciuta dall’Inps in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze, a partire dal raggiungimento delle 100 giornate di trasporto internazionale da parte del singolo conducente. Possono usufruire dello sgravio non solo le imprese di autotrasporto, ma anche tutte le imprese private, a prescindere dal settore economico o produtti-

• Sgravio contributivo nei trasporti internazionali • Proroga procedura JOGPSNBUJDB DFSUJm DBUJ "51 • Chiarimenti su superammortamento e leasing • Veicoli ibridi e incentivi • Sgravi contributivi per misure di conciliazione tempi di vita e lavoro • Istruzioni Inps per lo sgravio contributivo • 3FDVQFSP EFJ CFOFm DJ normativi e contributivi • Contributi alle PMI per la digitalizzazione e l’ammodernamento • Operazione Warehouse nel settore della logistica • Sezione speciale per l’autotrasporto del fondo di garanzia • Cessione temporanea di veicoli tra imprese iscritte all’Albo Gestori Ambientali per l’esercizio del trasporto USBOTGSPOUBMJFSP EJ SJm VUJ • Piattaforma informatica gestionale TEWEB dell’ANAS • INAIL: premi ridotti per artigiani sicuri • Contratti di Solidarietà : decontribuzione per imprese in CIGS • Austria: nuovi pedaggi dal 2018

SOMMARIO

vo in cui operano, quindi anche le imprese di trasporto di persone o che effettuano trasporti in conto proprio. PoichÊ la misura costituisce aiuto di Stato, l’Inps precisa e ribadisce che l’agevolazione può essere fruita solo entro i limiti de minimis e inoltre non è cumulabile con altre agevolazioni contributive eventualmente spettanti in forza della normativa vigente. Per quanto riguarda l’operatività dello sgravio, vediamo sinteticamente i principali punti da considerare per una corretta presentazione delle domande: • Calcolo delle 100 giornate: va effettuato a partire dal 1° gennaio 2016, considerando anche le giornate impiegate interamente in tratte nazionali di un trasporto internazionale, nonchÊ quelle impiegate in viaggi internazionali tra Stati diversi dall’Italia; • Autisti plurimi: se lo stesso trasporto internazionale è effettuato da piÚ autisti, che si succedono alla guida dello stesso veicolo, lo sgravio spetta per tutti i conducenti impegnati nel trasporto internazionale; • Tempi: lo sgravio spetta a partire dal mese di paga successivo rispetto alla data di raggiungimento della soglia dei 100 giorni annui, fino al periodo di paga di novembre 2018; • Istanza: il datore di lavoro deve presentare la richiesta di sgravio attraverso l’apposita pro

del mese di dicembre/gennaio 2018

L'Agenda

A cura di Anna De Rosa


• cedura telematica “TRAS.INT.â€?, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di ResponsabilitĂ del Contribuenteâ€? disponibile sul sito internet Inps; Nella domanda va indicato il lavoratore per il quale il datore intende fruire dell’agevolazione, la data in cui è stata raggiunta la condizione dei 100 giorni di trasporto internazionale, l’importo della retribuzione mensile media e l’aliquota contributiva datoriale applicata; • Procedura di approvazione: entro 48 ore dalla trasmissione del modulo telematico, l’Inps calcola l’importo dell’esonero spettante e verifica la disponibilitĂ di risorse; in caso di copertura, l’istituto accetta la richiesta, autorizzando l’impresa a fruire dell’esonero. L’incentivo potrĂ essere fruito mediante conguaglio operato sulle denunce contributive. porale di applicazione del super e dell’iper-ammortamento, con particolare riguardo all’investimento tramite leasing. L’Agenzia precisa che, in caso di compensazione dell’acconto versato al fornitore con il maxicanone iniziale da corrispondere alla societĂ di leasing, l’investitore può fruire della maggiorazione se, entro il 31 dicembre 2017, abbia effettuato un ordine accettato dal fornitore e gli abbia versato un acconto almeno del 20%. Il super-ammortamento e l’iper-ammortamento sono quindi fruibili per i beni ordinati entro il 31 dicembre 2017, anche se l’investimento sarĂ realizzato successivamente attraverso un contratto di leasing. A tal fine è infatti sufficiente che entro la fine dell’anno sia pagato al fornitore un anticipo almeno pari al 20% del valore del bene, che poi potrĂ essere commutato nel maxicanone iniziale del leasing.

soperative indicate nell’apposita sezione del sito internet www.lavoro.gov.it . Contestualmente, al fine di permettere un primo monitoraggio, l’istanza deve essere inoltrata all’INPS sempre in via telematica; • nell’istanza, a pena di inammissibilitĂ , l’impresa deve dichiarare la propria previsione del quantum della riduzione contributiva richiesta, oltre al codice pratica relativo alla domanda di integrazione salariale per contratto di solidarietĂ presentata nel sistema denominato “Cigs on-line; il provvedimento di ammissione o di diniego del beneficio per difetto dei presupposti essenziali, va adottato entro 30 giorni dalla data di ricezione dell’istanza.

AGOSTO

AUSTRIA: NUOVI PEDAGGI DAL 2018 Regolamento n. 328 della Repubblica Austriaca pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 novembre 2017 Con il nuovo anno cambiano i pedaggi per gli autocarri con massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 ton che utilizzano autostrade e superstrade in Austria. Dal 1° gennaio 2018, la tariffa base viene aumentata mediamente dell’1%, mentre la componente per i costi esterni (inquinamento acustico ed atmosferico) non subisce variazioni. In ogni caso bisogna anche considerare che il pedaggio notturno (dalle 22 alle 5) e quello relativo ad alcune tratte autostradali (A/9, A/10, A/11, A/12, A/13, S/16) sono a pedaggio maggiorato.

SETTEMBRE

OTTOBRE

ANDAMENTO PETROLIO BRENT A 3 MESI

55

60

45

50

tendenza

max

1053

min

1074

max

1062

min

1090

max

SUD E ISOLE

min

1066

CENTRO

1054

NORD

PREZZI EXTRARETE

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modo indipendente e trasmettono energia allo stesso albero. Il ministero ha cosÏ chiarito che l’attestazione tecnica del costruttore deve certificare che il veicolo sia munito, per la propulsione, di almeno due diversi convertitori di energia e di due diversi sistemi di immagazzinamento dell’energia (a bordo del veicolo). SGRAVI CONTRIBUTIVI PER MISURE CONCILIATIVE VITA-LAVORO Decreto interministeriale 12/9/2017 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 248 del 23/10/2017 Con la pubblicazione nella GazzetUB 6Gm DJBMF EFM EFDSFUP DIF SJDPOP sce sgravi contributivi ai datori di lavoro che abbiano previsto, nei contratti collettivi aziendali, istituti di conciliazione tra vita professionale e vita privata dei lavoratori, si è data attuazione al Jobs Act (art. 25 del decreto legislativo n. 80/2015). Per accedere agli sgravi, i datori di lavoro, devono aver sottoscritto e depositato contratti collettivi aziendali che prevedano l’introduzione di almeno due misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata innovative e migliorative rispetto a quanto già previsto dai contratti collettivi nazionali di riferimento o dalle disposizioni vigenti. Tali misure sono state indicate in tre categorie denominate rispettivamente: • genitorialità : comprendente il congedo di paternità e gli asili nido; • n FTTJCJMJUÉ PSHBOJ[[BUJWB DPN prendente tra altri, il lavoro agiMF MB n FTTJCJMJUÉ PSBSJB JO FOUSBUB e uscita, il part time e la banca ore; • welfare aziendale. Per accedere allo sgravio è nece-

%QP &-8 'WTQ 5GTXKEG CN VWQ Ę? CPEQ RWQK Âť fare rifornimento senza utilizzo del denaro contante in oltre 60.000 punti di accettazione in tutta Europa e circa 6.000 stazioni in Italia Âť pagare i pedaggi autostradali, trafori, ponti, traghetti, anticipo contanti, assistenza 24h e molti altri servizi Âť scaricare gratuitamente DKV APP per smartphone e tablet e trovare tutte le stazioni convenzionate DKV Âť &-8 KN UKUVGOC RKĂ• UGORNKEG GF GHĘ? EKGPVG RGT TKURCTOKCTG UWK EQUVK del carburante

L'Agenda del mese

PROROGA PROCEDURA INFORMATICA CERTIFICATI ATP Ministero dei Trasporti, Circolare MIT 3/11/2017 Con questa circolare, la Direzione generale per la Motorizzazione, ha disposto una nuova proroga al 10 febbraio 2018 della scadenza dell’utilizzo in casi eccezionali della vecchia modalità di rilascio degli attestati ATP. Ciò per consentire di apportare ulteriori adeguamenti al nuovo sistema informatizzato di gestione degli attestati.

VEICOLI IBRIDI E INCENTIVI Ministero dei Trasporti, nota del 9/11/2017 Con questa nota, il ministero riconosce anche ai veicoli ibridi la facoltà di accedere agli incentivi all’autotrasporto. In particolare possono beneficiarvi i veicoli da 3,5 a 7 tonnellate per un contributo di 4.000 euro e quelli che vanno oltre le 7 tonnellate per un incentivo di 20.000 euro. In realtà i veicoli equipaggiati con alimentazione termica ed elettrica figuravano già nell’elenco previsto dalla normativa, ma erano poco chiari i requisiti tecnici richiesti dalla legge (art. 4 comma 2 del decreto 17 luglio 2017) per godere dei benefici in particolare se servisse un’attestazione tecnica del costruttore secondo cui i due motori sono alimentati in

CHIARIMENTI SU SUPERAMMORTAMENTO E LEASING Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 132/E del 24/10/2017 L’Agenzia delle Entrate con questa risoluzione chiarisce i tanti dubbi su quale sia l’ambito tem-

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CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ: DECONTRIBUZIONE PER IMPRESE IN CIGS Circolari del ministero del Lavoro nn. 18 e 19 del 22 novembre Fino al prossimo 10 dicembre, le imprese in CIGS che hanno stipulato nell’anno in corso un contratto di solidarietà difensiva (o che, nel 2016, abbiano avuto in corso un contratto di solidarietà ), possono richiedere la decontribuzione disciplinata dal d.lgs 510/96 con le modalità indicate nel decreto interministeriale (lavoro/economia) del 27 settembre 2017. PiÚ precisamente la riduzione contributiva è pari al 35% della contribuzione a carico del datore di lavoro e, da quest’anno, è ammessa anche per quei contratti di solidarietà che non indichino strumenti per migliorare la produttività dell’azienda,

regolarmente iscritte alla gestione artigianato e autocertificatesi nell’ambito della dichiarazione delle retribuzioni 2016 presentata entro il 28 febbraio 2017 barrando la casella Certifico di essere in possesso dei requisiti ex lege 296/2006, art. 1, commi 780 e 781�, soddisfino anche due condizioni: • l’essere in regola con gli adempimenti contributivi e con tutti gli obblighi previsti dal decreto legislativo 81/2008 (T.U. sicurezza); • non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla data di richiesta di ammissione al beneficio (2015/2016).

in misura almeno pari allo sgravio. Alla vigilia della presentazione delle domande di ammissione, il ministero del Lavoro ha pubblicato due circolari esplicative in cui si chiarisce che: • la riduzione contributiva è riconosciuta per periodi non anteriori al 21 marzo 2014, per l’intera durata del contratto di solidarietĂ , nella misura del 35% della contribuzione a carico del datore di lavoro, dovuta per i lavoratori interessati alla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%; • lo sgravio contributivo è riconosciuto per l’intero periodo di solidarietĂ previsto nell’accordo e, comunque, per un periodo non superiore a 24 mesi nel quinquennio mobile, in relazione alla singola unitĂ produttiva aziendale interessata dal contratto di solidarietĂ . A questo proposito, la circolare n. 19 ha previsto che in presenza di piĂš accordi di solidarietĂ benchĂŠ consecutivi, con o senza soluzione di continuitĂ , il beneficio va richiesto con domande distinte, ciascuna riferita al periodo di riduzione oraria previsto nel singolo accordo; • l’istanza, firmata digitalmente e in bollo, è inviata a mezzo PEC al Ministero del lavoro e delle politiche sociali - Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e delle formazione- utilizzando la modulistica e nel rispetto delle modalitĂ

panoramica delle

ISTRUZIONI INPS PER SGRAVIO CONTRIBUTI PER MISURE CONCILIATIVE VITA-LAVORO Inps. Circolare n. 163 del 3/9/2017 L’Inps, con questa circolare, ha fornito istruzioni sulle modalità di accesso allo sgravio contributivo riconosciuto ai datori di lavoro che abbiano previsto, nei contratti collettivi aziendali, istituti di conciliazione tra vita professionale e vita privata dei lavoratori, previsti nel decreto sopra argomentato. Vediamo in dettaglio i principali punti chiariti dall’Istituto. • Definizione istituti. Gli istituti di conciliazione previsti nel contratto aziendale devono essere almeno due, tra quelli elencati nel decreto, di cui uno deve rientrare nelle aree di intervento genitorialità o di flessibilità organizzativa. • Caratteristiche del contratto aziendale. Il contratto aziendale deve riguardare almeno il 70% dei dipendenti. I contratti collettivi aziendali devono essere sottoscritti e depositati telematicamente presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro tra il 1° gennaio 2017 e il 31 agosto 2018. • Sgravio contributivo. Il beneficio non è legato alla retribuzione dei lavoratori ma consiste in una riduzione contributiva, per il datore di lavoro, nella misura

sario adottare almeno una delle misure di conciliazione rientrante nelle prime due categorie. Il beneficio può essere riconosciuto ai contratti collettivi aziendali sottoscritti e depositati a decorrere dal 1° gennaio 2017 e non oltre il 31 agosto 2018, nei limiti e con le modalità stabilite nel decreto.

determinata in base al numero dei datori di lavoro complessivamente ammessi allo sgravio e alla loro dimensione aziendale. In particolare il beneficio attribuito a ciascun datore di lavoro è cosÏ ripartito: • Quota A: ottenuta dividendo il 20% delle risorse finanziarie per il numero dei datori di lavoro ammessi nell’anno; • Quota B: ottenuta ripartendo l’80% delle risorse finanziarie di ciascun anno in base alla media dei dipendenti occupati dagli stessi datori di lavoro nell’anno precedente la domanda. Lo sgravio fruibile sarà dato dalla somma data dalla QuotaA+QuotaB, associata al datore di lavoro. • Domanda e calcolo sgravio: l’istanza andava presentata online all’Inps entro il 15 novembre scorso, dal datore di lavoro inteso sempre come soggetto unitario, identificato dal codice fiscale. Lo sgravio non può superare un importo pari al 5% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali dell’anno precedente la domanda. -F SJTPSTF m OBO[JBSJF DPNQMFTTJWB mente disponibili sono pari a 55 e 54 milioni di euro, rispettivamente per il 2017 e il 2018. L’ammissione BM CFOFm DJP BWWJFOF B EFDPSSFSF dal trentesimo giorno successivo al termine ultimo per la presentazione delle istanze. La fruizione dello sgravio è subordinata al possesso della regolarità contributiva attestata tramite il DURC e al rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonchÊ di quelli regionali, territoriali o aziendali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori piÚ rappresentative sul piano nazionale.

novitĂ normative RECUPERO DEI BENEFICI CONTRIBUTIVI NON DOVUTI Ispettorato Nazionale del Lavoro nota n. 255/2017/RIS del 17/10/2017 L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito, in questa nota, ulteriori indicazioni operative in merito al recupero dei “benefici normativi e contributiviâ€? se indebitamente incamerati. Una precedente circolare (n. 3 del 18 luglio 2017 ) aveva giĂ chiarito che i benefici normativi e contributivi sono subordinati al possesso del DURC, la cui assenza determina il venir meno di tali benefici. Con questa nuova nota si chiarisce che il permanere della situazione di irregolaritĂ impedisce la fruizione degli stessi benefici – normativi e contributivi – per l’intera compagine aziendale fino all’intervenuta certificazione di regolaritĂ che deve attestarsi mediante il DURC on line. L’accertamento delle omissioni contributive opera anche nell’ipotesi in cui le stesse omissioni siano accertate in sede ispettiva in relazione ad uno o piĂš lavoratori. Pertanto un’eventuale omissione contributiva, impedisce il rilascio del DURC on line se a seguito della notifica dell’invito a regolarizzare non risulti intervenuto il pagamento delle somme richieste ovvero la sanatoria delle omissioni contestate. Il recupero dei benefici fruiti opera limitatamente al lavoratore cui le stesse violazioni si riferiscono e per tutto il periodo in cui si siano protratte, anche a fronte di successive regolarizzazioni. Il versamento della contribuzione addebitata per il lavoratore a seguito dell’ispezione incide positivamente solo sul successivo rilascio del DURC.


CONTRIBUTI ALLE PMI PER OPERAZIONE WAREHOUSE NEL SETTORE DELLA LOGISTICA Ispettorato Nazionale del Lavoro, circolare n. 8777/2017/ RIS del 5/10/2017 L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha lanciato un’operazione di vigilanza straordinaria denominata “Warehouse” per contrastare le irregolarità lavoristiche nel settore della logistica. Obiettivo dell’intervento è infatti verificare la regolarità dei rapporti di lavoro del personale

istanze, il Ministero adotterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del voucher, su base regionale, contenente l’indicazione delle imprese e dell’importo dell’agevolazione prenotata. Se l’importo complessivo dei voucher concedibili dovesse poi risultare superiore all’ammontare delle risorse disponibili, cioè ai 100 milioni di euro, il Ministero procederà al riparto proporzionale delle risorse, a prescindere dal momento di presentazione della domanda. La data del primo titolo di spesa deve essere comunque successiva alla prenotazione del voucher e l’investimento complessivo deve essere ultimato non oltre 6 mesi dalla data di pubblicazione del provvedimento cumulativo di prenotazione del voucher da parte del Ministero. Ai fini dell’assegnazione definitiva e dell’erogazione del voucher, l’impresa iscritta nel provvedimento cumulativo di prenotazione deve presentare, entro 30 giorni dalla data di ultimazione delle spese e sempre tramite l’apposita procedura informatica, la richiesta di erogazione, allegando – tra gli altri documenti – i titoli di spesa. RIPARTE IL FONDO DI GARANZIA PER L’AUTOTRASPORTO Banca del Mezzogiorno-MedioCredito Centrale, circolare n. 12 del 10/10/2017 Con questa circolare, la Banca del Mezzogiorno-MedioCredito Centrale, ha comunicato che è stata ripristinata l’operatività della Sezione speciale per l’autotrasporto del Fondo di garanzia, finora sospesa a causa dell’esaurimento delle risorse. Pertanto, le imprese di autotrasporto possono ora accedere alla Sezione speciale del Fondo di garanzia per: • la copertura della garanzia all’80% prevista per le imprese di autotrasporto indipendentemente dall’ubicazione del beneficiario finale e dalla durata dell’operazione (di cui ai par. D della Parte II e III delle Disposizioni operative); • i modelli di valutazione per le imprese di autotrasporto (di cui alla lettera I della parte VI delle Disposizioni operative.

impiegato nell’attività di movimentazione e stoccaggio delle merci, con particolare riferimento all’utilizzo dell’istituto della società cooperativa. L’operazione di vigilanza straordinaria si svolge attraverso controlli ispettivi, già in atto dal 9 ottobre scorso e eseguibili fino al 31 dicembre, articolati in circa 4 interventi mensili per ogni direzione interregionale, volti a verificare se la forma cooperativistica sia utilizzata correttamente o a fini elusivi della normativa. Se gli Ispettorati dovessero rilevare irregolarità dovranno segnalare le cooperative al Ministero dello Sviluppo Economico, cui compete per legge la vigilanza sul sistema cooperativo.

L'Agenda del mese panoramica CONTRIBUTI ALLE PMI PER LA DIGITALIZZAZIONE E L’AMMODERNAMENTO Ministero dello Sviluppo Economico, decreto del 24/10/2017 si Il Ministero dello Sviluppo Economico con questo decreto ha indicato le modalità operative per la concessione del contributo per la digitalizzazione delle PMI, introdotto dal decreto chiamato Destinazione Italia (D.L. n. 145/2013). Le risorse messe a disposizione si attestano sui 100 milioni di euro. La misura consiste in un contributo, tramite “voucher”, di importo non superiore a 10.000 euro, finalizzato all’adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili. Il voucher è utilizzabile per l’acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici che, tra gli altri obiettivi, consentano di migliorare l’efficienza aziendale; modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro; realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT. Le domande vanno presentate dalle imprese esclusivamente tramite la procedura informatica – che sarà resa disponibile nella sezione del sito internet MISE dedicata agli incentivi – a partire dalle ore 10:00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17:00 del 9 febbraio 2018. Dal 15 gennaio sarà possibile accedere alla procedura informatica e compilare la domanda. Entro 30 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle

PIATTAFORMA INFORMATICA GESTIONALE TEWEB DELL’ANAS ANAS nota del 6/11/2017 L’ANAS dal 15 novembre scorso ha reso operativo il portale dei trasporti eccezionali (TEWEB), con una versione aggiornata della piattaforma. Si potranno dunque rilasciare autorizzazioni per T.E., sottoscritte con firma digitale, direttamente tramite PEC, con un risparmio in termini di tempi e di costi di spedizione dei documenti cartacei. La dematerializzazione dei titoli autorizzativi ha comportato l’adozione di uno strumento che consente l’annotazione digitale della data/ora dei viaggi sulle autorizzazioni, vale a dire l’applicazione TEWEB APP, disponibile

rizzazione dell’impresa cedente sia in quella dell’impresa utilizzatrice. La delibera prevede, inoltre, che le imprese iscritte nelle categorie 1, 4 o 5 che esercitano attività di trasporto transfrontaliero di rifiuti, possano utilizzare i veicoli ceduti esclusivamente nell’ambito di tale attività. Per questo, nel provvedimento d’iscrizione sarà riportata l’indicazione della targa del veicolo con la dicitura «veicolo utilizzabile esclusivamente per i trasporti effettuati in ambito delle spedizioni dei rifiuti all’interno della Comunità di cui al Reg.1013/2006». Se la cessione dei veicoli comporta per l’impresa cedente la perdita dei requisiti minimi di idoneità, relativamente alla dotazione dei veicoli, la Sezione regionale dell’Albo Gestori Ambientali competente provvederà alla cancellazione dell’ impresa secondo quanto previsto dal Regolamento Albo Gestori Ambientali.

delle novità normative

CESSIONE DI VEICOLI PER L’ESERCIZIO DEL TRASPORTO TRANSFRONTALIERO DI RIFIUTI Albo Gestori Ambientali. Deliberazione n. 9 del 9/10/2017 Il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali, con questa delibera, ha disciplinato la procedura per effettuare la cessione temporanea dei veicoli tra imprese che esercitano l’attività di autotrasporto merci e iscritte all’Albo Gestori. La procedura è limitata al trasporto transfrontaliero di rifiuti ed è subordinata alla sussistenza dei seguenti requisiti: • entrambe le imprese – cedente e utilizzatrice del veicolo – devono essere stabilite in uno Stato membro dell’Unione europea e iscritte all’Albo Gestori Ambientali alla categoria 6 o devono aver richiesto l’aggiornamento della propria iscrizione (ai sensi della deliberazione n 3 del 13 luglio 2016) oppure essere iscritte nelle categorie 1, 4 o 5 e svolgere trasporti transfrontalieri di rifiuti nel rispetto del Reg. 1072/09, degli accordi internazionali e delle norme che disciplinano il trasporto internazionale di merci; • il veicolo temporaneamente ceduto non deve essere oggetto di ulteriori procedimenti d’iscrizione o di variazione dell’iscrizione non conclusi presso l’Albo Gestori; • l’impresa cedente non deve essere sospesa dall’Albo al momento della presentazione della domanda di variazione; • il veicolo oggetto della cessione deve avere i requisiti per trasportare i rifiuti con i codici dell’Elenco Europeo Rifiuti (EER), registrati sia nell’auto-

in versione IOS e Android. L’autorizzazione originale in versione digitale – che contiene anche un QR Code – deve essere esibita agli organi di controllo su idoneo dispositivo. In una prima fase attuativa le modalità di comunicazione dei viaggi è limitata alle autorizzazioni singole e multiple rilasciate dal 15 novembre, poi viene estesa alle autorizzazioni periodiche per massa. Le autorizzazioni cartacee già rilasciate saranno valide fino a scadenza e le annotazioni dei viaggi effettuate su modulistica cartacea. Gli oneri di istruttoria sono applicati a decorrere dal 30 novembre 2017, con pagamento tramite carte di credito/debito. In caso di difficoltà nelle nuove procedure sui trasporti eccezionali, ci si può rivolgere al numero verde ANAS 800 841 148.

INAIL: PREMI RIDOTTI PER ARTIGIANI SICURI Decreto Interministeriale (Lavoro ed Economia) del 10 ottobre, registrato dalla Corte dei Conti il 4 novembre Il ministero del Lavoro ha fissato come ogni anno la percentuale di riduzione dei premi Inail di cui possono godere le imprese artigiane in regola con le disposizioni sulla sicurezza sul lavoro, nel biennio 2015/2016. Per quanto riguarda l’anno 2017 questa percentuale è del 7,22 per cento, quindi qualche frazione di punto in meno rispetto al 7,61 per cento stabilito per il 2016. Tale riduzione potrebbe essere applicata dalle imprese già con la prossima autoliquidazione, vale a dire in occasione della regolazione del premio 2017 che scadrà il 16 febbraio 2018. È però necessario che le imprese in questione,


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SGUARDI DALL’ESTERNO

IL TRUCK ART PROJECT

ARTE MOBILE

Il museo? Concetto superato, statico, quasi asfittico. Tanto meglio fare uscire le espressioni pittoriche all’aria aperta, farle muovere aggrappate a un camion, per folgorare, nello spazio di un incro-

I

n Spagna l’arte viaggia su gomma. Una flotta di camion porta sulle strade iberiche imponenti opere dipinte da artisti provenienti da ogni dove. Badate bene, non stiamo parlando del carico: sono i teloni dei Tir a essere trasformati in gigantesche tele, pezzi unici di una grande, enorme, galleria viaggiante. È questo uno degli obiettivi del progetto chiamato Truck Art Project (TAP) che, nato nel 2013, si propone di arrivare fino a 100 camion “ambasciatori” di graffiti, urban art e arte contemporanea.

Una sfida per gli artisti, ma anche per le aziende di trasporto. Jaime Colsa, quarantacinquenne alla guida di una delle più grandi aziende di trasporto pallettizzato della Spagna, la Palibex di Madrid, ha unito in questa impresa le sue due grandi passioni: l’arte, che lo vede collezionista da quando aveva 16 anni, e il trasporto. «L’obiettivo – dice a Uomini e Trasporti – è quello di avere il TAP replicato da altre compagnie di trasporto in tutto il mondo per rendere questo concetto di movimento artistico

cio stradale, gli occhi di chi passa. Nasce così il progetto di Jaime Colsa, titolare di un’azienda di autotrasporto madrilena con una flotta – pardon, una galleria – di 500 camion rigorosamente “originali” 38 dicembre2017 / gennaio 2018

Okuda San Miguel


Suso33

una nuova tendenza nel mondo dell’arte riconosciuto dal grande pubblico». Per Colsa, che sul progetto ha già investito più di 300mila euro, l’inizio è stato come un’illuminazione. Nel 2013 aveva commissionato all’artista spagnolo, Okuda San Miguel, un murales nel suo ufficio a Madrid. «La reazione al dipinto è stata così buona – racconta – che ho avuto l’idea di avere anche un camion dipinto dall’artista ed è così che è nato Truck Art Project». C’è da dire che non è la prima volta che

i 12 metri di un Tir vengono usati per dipingere. La campagna dell’Albo degli autotrasportatori italiano “TrasporTiAmo” nel 2012 ha dato la possibilità a molti artisti di raffigurare sui teloni la loro idea di sicurezza stradale. Ma qui la sfida è diversa. Il camion viene utilizzato per la normale attività della Palibex (500 camion, 650 dipendenti, 35 milioni di fatturato nel 2016) portando con sé la propria opera d’arte che non necessariamente ha a che fare con il trasporto. È semplicemente un’arte che ha scelto il camion per arrivare ai fruitori. Un progetto che strizza l’occhio ai murales, all’arte di strada fino alle decorazioni dei van e dei treni a New York una trentina di anni fa. Quindi un’arte in movimento che, grazie ai camion, è in grado di formare una galleria viaggiante e di folgorare, nel breve tempo dell’incontro in movimento, l’utente della strada. Un’arte che abbandona la staticità dei musei, delle gallerie e del confronto immobile tra opera e spettatore per arrivare al colpo d’occhio del camion che sfreccia in autostrada o che consegna veloce le merci in città. Un colpo d’occhio che gratifica anche gli autisti. «All’inizio molti non erano contenti – racconta Colsa – pensavano che i Tir fossero stati vandalizzati, poi con il tempo si sono accorti che la gente li guarda interessata mentre passano e

spesso li fotografa. E questo li ha resi molto fieri». I due curatori del progetto, Fer Francés e Óscar Sanz (che si occupano rispettivamente di arte contemporanea e street art) selezionano gli artisti, la maggior parte spagnoli, già noti come “street artist” oppure con esposizioni nei musei e nelle maggiori gallerie del Paese. Sono già 23 gli artisti della scuderia del Truck: si va da Okuda San Miguel, il primo, a Felipe Pantore (argentino) fino a Suso33, Javier Arce, Andi Rivas (la lista completa su truck-art-project.com). «Le opere d’arte mostrate sui camion – spiega Colsa – hanno un valore enorme in quanto tutti gli artisti che partecipano ai progetti hanno una lunga carriera internazionale con esposizioni molto importanti». Allora com’è possibile preservarle dal deterioramento? Nessun problema, sono i rischi del mestiere: andando in giro in camion le opere sono esposte alle intemperie e, nonostante una speciale pellicola usata per preservarle, vanno ritoccate ogni 10-12 anni. Ma è il prezzo da pagare per poter tornare libere, per raggiungere la gente in un momento normale della vita di tutti giorni, al volante in autostrada, alla finestra o semplicemente durante una passeggiata.

Okuda San Miguel

Suso33

dicembre2017 / gennaio 2018

39


TEST PESANTI

SCANIA S500

IL MEDIANO VINCENTE D

alla presentazione della nuova generazione di veicoli pesanti stradali Scania, li abbiamo provati su strada in configurazioni diverse, dal possente S730 con motore a otto cilindri adatto ai lavori più gravosi al più umile R450, decisamente meno potente e spettacolare, ma efficiente per le grandi flotte che non devono affrontare quotidianamente forti dislivelli.

IL VEICOLO DI MEZZO Questa volta vi proponiamo la prova di una versione per così dire intermedia: la S500, che possiamo inquadrare come veicolo per la flotta esigente o per il

40 dicembre2017 / gennaio 2018

padroncino alla ricerca di un abitacolo spazioso e di buone prestazioni, ma senza esagerare con i cavalli. La sigla S indica la cabina con pavimento completamente piatto, quindi adatta ai lunghi viaggi che richiedono numerosi pernottamenti e spazio per l’autista e i suoi effetti personali. L’abitacolo dell’esemplare provato è effettivamente molto spazioso, con tetto alto e un solo lettino per consentire la disposizione di numerosi contenitori. Tra questi ci sono due frigoriferi a scomparsa e altrettanti gavoni sotto il lettino e una mensola con altri contenitori nella parte superiore. L’abitacolo ha un completa dota-

Eccolo il protagonista del nostro test: Daniele Prendin, trentacinquenne vicentino che gestisce un’impresa di quattro camion associata al Consorzio Cam di Mestre.


I CONSUMI DI GASOLIO DEL TEST

zione di equipaggiamenti, compresa la finitura Exclusive del cruscotto. Il numero della sigla indica invece la potenza del motore: 500 CV, erogati da sei cilindri in linea con cilindrata totale di tredici litri. Abbiamo messo alla prova lo Scania S500 in due modi. Il primo lasciandolo alla guida di un collaudatore della Casa svedese, ma scegliendo un percorso autostradale impegnativo per valutarne i consumi, il secondo offrendo il volante a un socio del consorzio veneziano Cam per farci raccontare pregi e difetti del veicolo dal punto di vista di un autista professionista.

Ora

Consumo

Km

PARTENZA Assago Ovest

08:24

0,00

0,00

Barriera A7 Milano

08:27

1,02

2,17

Tratta 1 (non considerata in media finale)

00:03

1,02

2,17

Barriera A7 Milano

08:27

1,02

2,17

Serravalle Scrivia

09:24

22,40

82,00

Tratta 2

00:57

21,38

79,83

Serravalle Scrivia

09:24

22,40

82,00

Imbocco Galleria Giovi

09:52

32,45

110,50

Tratta 3

00:28

10,05

28,50

Imbocco Galleria Giovi

09:52

32,45

110,50

Innesto A10

10:10

34,17

126,50

Tratta 4

00:18

1,72

16,00

Innesto A10

10:10

34,17

126,50

Uscita Prà

10:24

38,49

140,00

Tratta 5

00:14

4,32

13,50

Uscita Prà

10:24

38,49

140,00

Ingresso Prà

10:29

39,73

143,50

Tratta 6

00:05

1,24

3,50

Ingresso Prà

10:29

39,73

143,50

Masone

10:46

53,49

159,50

Velocità Consumo media medio (km/h) (km/l)

43

2,1

84

3,7

61

2,8

53

9,3

58

3,1

42

2,8

56

1,2

85

8,4

76

4,5

87

5,3

Tratta 7

00:17

13,76

16,00

Masone

10:46

53,49

159,50

Diramazione Novi Ligure

11:08

57,16

190,50

Tratta 8

00:22

3,67

31,00

Diramazione Novi Ligure

11:08

57,16

190,50

Innesto A7

11:21

60,79

207

Tratta 9

00:13

3,63

16,50

Innesto A7

11:21

60,79

207

Barriera A7 Milano

12:09

73,93

276,20

Tratta 10

00:48

13,14

69,20

Barriera A7 Milano

12:09

73,93

276,20

Assago Ovest

12:16

75,77

279,51

Tratta 11 (non considerata in media finale)

00:07

1,84

3,31

28

1,8

TOTALE

03:52

75,77

279,51

72

3,7

TOTALE Barriera/Barriera

03:42

74,75

274,03

74

3,7

>>>

dicembre2017 / gennaio 2018

41


TEST PESANTI

SCANIA S500 Un consorzio storico DA 1 A 4 CAMION: ECCO IL VANTAGGIO DELL’AGGREGAZIONE Nel 2007, Daniele Prendin si è associato al Consorzio Autocisternisti Mestre, dopo un periodo di attivitĂ come “indipendenteâ€? nel trasporto di tank container. E proprio questa sua esperienza fuori da un’aggregazione gli offre una visione chiara dei vantaggi dell’essere consorziati: ÂŤIl fatto che sia entrato monoveicolare e che oggi ho quattro camion dimostra la convenienza dell’aggregazione. Grazie al numero, il consorzio può compiere lavori impossibili per un padroncino. E poi il consorzio ti aiuta nel momento del bisogno e ti rendi conto di quanto ciò sia importante solo quando devi affrontare un grave problema o un serio inconveniente. Nel Cam posso sempre contare su qualcuno che mi segueÂť. Il Cam è uno dei consorzi storici dell’autotrasporto JUBMJBOP OBUP B .FTUSF BMMB m OF EFHMJ BOOJ $JORVBOUB 0HHJ BTTPDJB TFTTBOUB imprese di autotrasporto ed è specializzato nel trasporto nazionale e interOB[JPOBMF EJ NFSDF QFSJDPMPTB JO SFHJNF "ES DIF TWPMHF DPO VOB n PUUB EJ autocisterne e semirimorchi portacontainer.

IL PERCORSO DEL TEST Il percorso parte da Milano e percorre M " m OP B (FOPWB DPNQSFOEFOUF MB salita di Serravalle e la tortuosa discesa. Quest’ultimo percorso è breve (28 km da Serravalle Scrivia all’imbocco della galleria dei Giovi e 16 da questa a Genova), ma mette alla prova il motore nella salita e l’intero impianto di rallentamento e frenata nella discesa. Il tratto successivo, che si dipana sull’A10 tra lo svincolo con l’A7 e quello con l’A26, non presenta dislivelli NB IB VO USBGm DP JOUFOTP 1PJ D � JM valico del Turchino, con la sua salita

pressochÊ rettilinea, ma che tira per una decina di chilometri, seguita da un’altrettanto lunga discesa che dà respiro al motore. Il resto è pianura... Per leggere correttamente i dati bisogna precisare che l’intero autoarticolato è fornito dal costruttore in DPOm HVSB[JPOF JEFBMF QFS DPOUFOFSF J consumi. Il semirimorchio è carenato, JO VO BMMFTUJNFOUP EJGm DJMF EB WFEFSF TV TUSBEB *Om OF JM WFJDPMP � HVJEBUP da un collaudatore della Casa, formato nella guida economica. Insomma, siamo di fronte a tutte le condizioni favorevoli per una prova di consumo.

I CONSUMI DEL TEST Se consideriamo l’intero percorso di 274 km, svolto in 3 ore e 42 minuti alla velocità media di 74 km/h, lo Scania R500 ha consumato 74,75 litri, con una media di 3,7 km/litro (con una massa complessiva di 44 ton). Tenendo conto che ha superato i valichi dei Giovi e del Turchino è un ottimo risultato. Se consideriamo solo i tratti pianeggianti, la media ovviamente sale: dalla barriera di Milano dell’A7 allo svincolo di Serravalle Scrivia si mantiene nel valore di 3,7 km/ litro (perchÊ sconta l’inizio della salita di Serravalle), ma cresce a 5,3 km/litro

La curiosità UNA FAMIGLIA DI MUSONI Luigi Prendin emigrò nel Brasile meridionale nel 1947, dove iniziò a lavorare come operaio nella locale fabbrica di montaggio dei motori Alfa Romeo. Poi decise di mettersi in proprio guidando un camion, naturalmente Alfa. L’allestimento era di quelli tipici di quel Paese: una cisterna che all’andata trasportava carburante e al ritorno sacchi di caffè ben legati sulla parte superiore, che FSB QJBUUB 4VP m HMJP (JBODBSMP UPSOÚ JO *UBMJB BMM FUÉ EJ 23 anni e proseguÏ l’attività di famiglia, prima come autista dipendente, poi come imprenditore. Il suo primo camion fu uno Scania 141 e da allora la famiglia Prendin ha avuto una predilezione per la marca svedese. Nel 1999 Giancarlo acquistò un 530 a otto cilindri con cabina arretrata, per ricordare il periodo brasiliano. E RVBOEP JM m HMJP %BOJFMF QSFTF JM WPMBOUF EFMM B[JFOEB BD quistò anche lui il suo musone Scania, un 144 Top Line (a otto cilindri, ovviamente), che usa tuttora. In realtà , pure lo Scania 530 di mio padre sta lavorando, anche se per un’altra azienda, precisa. Mi piace la cabina arretrata non solo perchÊ ricorda l’epopea di mio nonno, ma perchÊ offre piÚ sicurezza e comodità , grazie al posto di guida tra gli assi. Il motore avanzato riduce il rumore e il calore d’estate. E non dimentichiamo che permette anche VO QBWJNFOUP QJBUUP DIF m OP B RVBMDIF BOOP GB FSB SBSP OFJ WFJDPMJ B DBCJOB BWBO[BUBx $ � QFSÚ JM MJNJUF EFMMF EJNFOTJPOJ Ovviamente non posso agganciare un semirimorchio di massima lunghezza, ma nel trasporto chimico usiamo agganci da 12 metri, compatibili con il musone, cosÏ come le vasche e i portacontainer da 20 piedi, risponde Daniele.

42 dicembre2017 / gennaio 2018


nel tratto tra Tortona e Milano, percorso alla media di 87 km/h, mostrando che è proprio nella pianura che lo Scania R500 offre il migliore equilibrio tra consumi e prestazioni. Nella salita dei Giovi (tra Serravalle Scrivia e l’imbocco dell’omonima galleria) il consumo aumenta a 2,8 km/litro con una velocità media di 61 km/h. Bisogna precisare che su que-

sto tratto il camion ha incontrato un paio di cantieri che restringevano le corsie ed era preceduto da una fila di autocisterne che lo hanno rallentato. Nella successiva discesa, fino all’innesto con l’A10, il motore ha lavorato soprattutto per rallentare l’articolato, che è sceso con una media di 53 km/h e un consumo di 1,72 litri per 16 chilometri. Nel trat-

to che possiamo definire di autostrada urbana, ossia l’A10 tra l’innesto con l’A7 e quello con l’A26, lo Scania ha viaggiato in un traffico intenso, percorrendo una media di 3 km/litro a una velocità media di 50 km/h. Il valico autostradale del Turchino ha caratteristiche diverse da quello dei Giovi: la strada è piÚ ampia e rettilinea, ma la salita è continua

SPAZIO ALLO SPAZIO All’interno delle cabine della Serie S domina lo spazio, grazie al pavimento piatto, all’altezza del tetto che arriva ai 207 cm, alla larghezza aumentata di 5 cm. Tanti poi sono gli spazi di stivaggio come si vedono in queste foto. E tra questi vanno inclusi anche quelli riservati al doppio frigo (uno anche freezer) da 37 litri sistemati sotto alla cuccetta

e nei 16 chilometri che vanno da Prà a Masone lo Scania ha bevuto 13,76 litri, viaggiando a una velocità media di 56 km/h. Ha iniziato la salita in 12° marcia a 1300-1400 giri per poi stabilizzarsi in 13° a 1000 giri. Il gasolio consumato nella salita è stato ampiamente recuperato nella lunga discesa tra lo svincolo di Masone e la diramazione per Novi Ligure: solo 3,67 litri per percorrere 31 chilometri, prestazione ottenuta grazie anche al cambio automatizzato predittivo, che si mette in folle nelle discese che lo consentono.

CAMBIO AL VOLANTE Nella seconda parte della prova ha preso il volante Daniele Prendin, trentacinquenne vicentino che gestisce un’impresa di autotrasporto associata al Consorzio Cam di Mestre, dove guida uno dei suoi quattro articolati per trasportare prodotti chimici liquidi. Daniele è uno scanista certificato: al nostro appuntamento è arrivato con

uno spettacolare 164 L580 8V Top Line rosso a cabina arretrata del 2002, che lavora ancora a scapito del suo milione e seicentomila chilometri, ma guida anche il nuovo Scania 450 Streamline acquistato lo scorso giugno, anche se è un modello della generazione precedente a quello della prova. Finora, Daniele ha visto i nuovi Scania dall’esterno: ÂŤConfesso che la prima volta che ho visto le foto sui giornali mi sono detto ‘ma che cosa ha combinato Scania?’, poi vedendolo dal vero mi sono ricreduto e ho apprezzato anche la sua lineaÂť. Ora è il momento di entrare e accendere il motore. Daniele scorrazza liberamente con lo Scania S500 lungo la superstrada che collega l’A4 con Malpensa. Quando scende, gli chiediamo quali sono le principali differenze con la generazione precedente: ÂŤRispetto alla Streamline, questa cabina mostra subito piĂš spazio e la differenza si nota anche sedendosi al posto di guida piĂš spazioso e che offre una migliore vi-

sibilitĂ anteriore e laterale. I comandi hanno una disposizione diversa e la strumentazione elettronica è ben visibileÂť. Daniele sottolinea diversi miglioramenti anche nella marcia: ÂŤIl motore è brillante e francamente non percepisco differenza con il mio otto cilindri. Ăˆ elastico e nella ripresa è aiutato dal cambio. Ho provato quest’ultimo in modo manuale e automatico e in entrambi i casi cambia rapporto in modo molto n VJEP 4DBOJB IB m OBMNFOUF FMJNJOB to la rigiditĂ dei modelli precedente e questo ha la morbidezza di un pullmanÂť. Un difetto, però, il nostro driver lo trova: ÂŤQuando abbassi la leva del retarder, resta in posizione bassa anche quando il rallentamento è terminato e premi l’acceleratore. Poi, se rilasci l’acceleratore, automaticamente entra in funzione il retarder, anche se non vuoi. Insomma, bisogna sempre ricordarsi di riportare in alto la leva, cosa non necessaria in altri modelliÂť.

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NOVITÀ PESANTI

L’ATTESISSIMO CAMION TESLA

800 KM CON UN PIENO DI CORRENTE TUTTI I NUMERI PER INTERPRETARE UN SOGNO entro il 2018 l’inizio della commercializzazione entro il 2019 inizio produzione in serie 5.000 dollari la cifra richiesta per la prenotazione 5” accelerazione 0-100 km/h 200-250 mila dollari prezzo stimato secondo fonti non ufficiali 88 km/h velocità con cui supera pendenze del 5% 0,36 il cx aerodinamico 800 km autonomia complessiva 30’ per 640 km tempo e resa della ricarica parziale 200 mila dollari risparmio garantito in un anno

E

lon Musk, il patron di Tesla, irrompe con decisione anche nel mercato dei truck dopo aver, in qualche modo, rivoluzionato quello delle auto con le sue creature elettriche. All’ultimo keynote, una presentazione convocata in gran segreto e allestita in perfetto «stile Tesla» (vale a dire, come uno spettacolo) ha svelato il prototipo funzionante di Semi, il trattore stradale elettrico che di fatto mira a riscrivere la storia del trasporto a lungo raggio, almeno negli USA. Secondo i piani del Costruttore californiano, il Semi sarà pronto per la commercializzazione entro il 2018 e, oltre alla trazione elettrica, presenta anche tutta la tecnologia di guida assistita delle auto Tesla, racchiuse sotto la denominazione di Autopilot, compresa la marcia autonoma in convoglio, il platooning. Secondo il piano di Musk, il Semi dovrebbe entrare in produzione entro il 2019 ed è già pre-

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notatile con 5.000 dollari di anticipo. Il costo finale non è stato ufficializzato, anche se voci di corridoio – per quanto credibili – parlano di una cifra tra i 200 e i 250 mila dollari.

camente nulla. La trazione elettrica e quindi l’autonomia beneficiano, oltre che dell’alta capacità di rigenerazione delle batterie in frenata, anche di un’aerodinamica che fa invidia a una super sportiva: 0,36 (la Bugatti Chi-

ACCELERAZIONE DA SPORTIVA PREMIUM Fra le caratteristiche peculiari di Semi ci sono senza dubbio le prestazioni, che sono assolutamente imparagonabili a quelle di un camion diesel. Un esempio? Pensate che Semi, senza semirimorchio, accelera da 0 a 100 km/h in 5’’, contro una media di 15’’ per i camion diesel. Per quanto riguarda i dislivelli (e questo è interessante anche per noi europei) riesce a superare pendenze del 5% a una velocità massima di 88 km/h. Ovviamente, non ha cambio e con la frenata rigenerativa riesce a recuperare fino al 98% dell’energia cinetica per ricaricare la batteria. In questo modo l’usura dei freni è prati-

A Elon Musk piacciono le sorprese. E quando il 16 novembre ha organizzato una presentazione in gran segreto, nessuno pensava che potesse riguardare anche il Semi Truck. Invece, con uno stile decisamente spettacolare, tutta l’attenzione è caduta proprio su questo camion elettrico, destinato a riscrivere la storia del trasporto a lungo raggio.


La filosofia Tesla SOGNO, TRUFFA O FUTURO? Si chiama Semi ed è il primo trattore stradale completamente elettrico pensato per il lungo raggio. Lo ha presentato a sorpresa Elon Musk all’ultimo keynote della casa californiana annunciandone la commercializzazione entro il 2018. Ma con 5.000 dollari si può già prenotare

Un sogno, una truffa o un possibile futuro. Elon Musk ci ha abituato a tutto questo. Il dato di fatto è che l’imprenditore californiano (sudafricano di nascita) rapporta tutto al panorama statunitense dove, l’energia elettrica ha un costo molto basso, non ci sono molti problemi a creare le infrastrutture e mettere su un’azienda è relativamente alla portata di tutti. La realtà europea è ben diversa, tuttavia il Semi è reale e marciante e anche se la produzione in serie non dovesse mai iniziare o non dovesse essere conveniente, la strada è tracciata. Finora nessuno aveva mai ipotizzato la trazione elettrica per il lungo raggio: Tesla ha dimostrato che è possibile, a determinate condizioni ovviamente, ma tecnicamente attuabile. Il rovescio della medaglia è che, purtroppo per lui, Musk non sembra navigare in buone acque finanziare: la produzione della Model 3, l’auto elettrica che avrebbe dovuto consacrare Tesla nell’olimpo dell’automotive, stenta a decollare. È forse il primo sintomo che annuncia il fallimento del modello Musk? Staremo a vedere. Intanto nessuno ci vieta di sognare… alla guida di un truck elettrico.

DUE VERSIONI DA 150 E DA 200 MILA DOLLARI Stando a quanto è apparso sul sito di Tesla qualche giorno dopo la presentazione del 16 novembre, il Semi Truck costerà da 150mila a 200mila dollari, in base alle due versioni (Base o Founders) differenziate dalla dimensione del pacco batterie e di conseguenza dalla differente autonomia, che parte dai 450 km per arrivare a 800 con massa complessiva di si diceva inizialmente. Anche se soltanto le batterie di cui avrebbe bisogno 36 ton. Un prezzo quindi inferiore a quanto q attualmente 4.500 kg) arriverebbero a costare attualmente intorno ai 100.000 dollari. il camion (che peraltro pesano attua Potrebbe anche essere, però, che da qui al 2019, vale a dire quando Tesla pensa di iniziare la produzione del camion, la tecnologia rispetto alle batterie avrà fatto passi in avanti, sia in termini di pesi che di prezzi.

ron ha 0,38). Va menzionato anche il parabrezza che dire antiproiettile è riduttivo, visto che è capace di resistere a un’esplosione nucleare. Come se puntualmente si verificassero sulle high-way…

TUTTA LA TECNOLOGIA DEL MONDO Innovazione anche in cabina dove, apparentemente, non esistono barriere: il pavimento è piatto ma, di contro, c’è solo il posto per l’autista sistemato peraltro in posizione centrale. Due display touchscreen sistemati simmetricamente su entrambi i lati del driver forniscono tutti i dati di navigazione e assolvono a numerose funzioni fra cui il monitoraggio degli angoli ciechi e la registrazione elettronica dei dati. La connettività integrata lavora direttamente con il sistema di gestione di flotta per supportare la gestione delle rotte, la pianificazione e il monitoraggio remoto, interagendo quindi con gli amministratori aziendali. Il tallone d’Achille dei veicoli elettrici, e a maggior ragione quelli pesanti, è sicuramente l’autonomia. Una debolezza che in Tesla, invece, diventa un punto di forza visto che, più di tutte le altre case, ha puntato la sua ricerca riguardo

la capacità delle batterie e soprattutto sulla velocità di ricarica. Attraverso delle nuove stazioni denominate «Megachargers», una nuova soluzione di ricarica a corrente continua e alta velocità, si potranno avere circa 640 km di autonomia in 30 minuti. Questi super caricatori, secondo i piani di Tesla, potranno essere installati nelle aree di partenza o di destinazione e lungo percorsi molto trafficati, consentendo la ricarica durante le operazioni di carico-scarico o di pausa obbligatoria dalla guida. In condizioni normali l’autonomia complessiva è di 500 miglia, vale a dire 800 km.

ELETTRONICA PER LA GUIDA SEMI AUTONOMA Come detto, dal punto di vista della sicurezza e dell’elettronica la base del Semi è quella delle auto Tesla, vale a dire il cosiddetto Enhanced Autopilot che racchiude tutta un serie di funzioni, nuove forse per i camion made in USA, dicembre2017 / gennaio 2018

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NOVITÀ PESANTI

L’ATTESISSIMO CAMION TESLA Dall’esterno il Semi Truck non mostra i gradini utili a salire in cabina. Questi appaiono, corti e ripidi, soltanto quando si apre la porta, lunga e bassa. Conquistato l’interno, ci si rende subito conto che lo spazio è distinto in due aree. Quella anteriore, dedicata alla guida, presenta un solo sedile per il passeggero, dotato di sospensioni pneumatiche, posto in posizione centrale con due schermi sistemati sui lati. Tutt’intorno si notano moltissimi porta bicchieri e spazi per riporre oggetti. Quella posteriore, dedicata al relax, da consumare su un altro sedile con seduta ribaltabile, così da non limitare movimenti interni. Per lo stesso motivo i due armadietti per riporre oggetti personali sono sospesi, in modo da aumentare la sensazione di spazio.

ma già viste qui in Europa. Interessante è, invece, come il baricentro e la posizione di guida più bassi migliorino la sicurezza passiva, il rischio di ribaltamento e di jacknife, rischio abbattuto anche dalle caratteristiche della trazione che prevede un motore elettrico su ogni ruota e quindi una gestione immediata della coppia, una specie di ESP evoluto.

Sulla carta e secondo quanto dichiarato da Elon Musk, il più grande vantaggio in termini immediati deriva dal risparmio dei costi energetici. Visto e considerato che la maggior parte delle merci negli USA viene spostata nel raggio di 250 km. Facendo i conti con i costi dell’energia nel Paese americano che è di circa 0,12 dollari/kWh, il guadagno è di quasi

200.000 dollari l’anno o se vogliamo un milione e 600mila km, solo parlando di carburante. A questo vanno aggiunti i risparmi in termini di costi di gestione e manutenzione considerando che sia le batterie sia i motori elettrici sono testati per oltre un milione e 600mila km. Quanto basta per ammortizzare anche il più caro dei prezzi di acquisto.

La corsa verso il Semi FERCAM ORDINA IL PRIMO CAMION TESLA IN EUROPA Il primo camion di Tesla a essere ordinato dal vecchio continente europeo è destinato a Fercam. L’azienda altoatesina, per aggirare il limite alle prenotazioni fissato dal costruttore californiano al territorio statunitense e canadese, si è avvalsa del suo partner storico negli Stati Uniti, la MAO Inc e quindi la consegna del veicolo è prevista nel New Jersey con successiva esportazione in Italia, dove sarà reimmatricolato. Hannes Baumgartner, AD di Fercam, vi ripone non poche aspettative: «Se il Tesla Semi sarà in grado di mantenere ciò che è stato promesso alla sua presentazione ufficiale – ha dichiarato – possiamo attenderci una vera rivoluzione per il traffico pesante». Una rivoluzione che secondo lo stesso manager potrebbe smuovere molte acque. «È da tempo che attendavamo questo camion elettrico – ha sottolineato – che per noi costituisce la combinazione ideale con i nostri servizi intermodali. Siamo in contatto anche con Daimler, nostro maggiore fornitore del parco automezzi, per il loro camion elettrico ma non siamo ancora riusciti ad avere un impegno concreto, come pure non è stato possibile averlo dal produttore svedese Einride, il cui prodotto è per noi molto interessante per la distribuzione. Siamo fiduciosi che l’entrata sul mercato da parte di Tesla comporti un’accelerazione in tutto questo sviluppo». Nelle stesse ore sono giunti altri ordini da Usa e Canada. Tra i primi ricordiamo quelli di Wal-Mart, principale operatore statunitense della grande distribuzione con una flotta di 6.000 mezzi, che ha chiesto 15 veicoli con cui effettuare test su strada, quelli non quantificati della società di autotrasporto dell’Arkansas J. B. Hunt Transport Services e i 15 richiesti da un’altra catena di supermercati del Michigan, la Meijer.

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PREMI

ASSEGNATI IL TRUCK, VAN E PICK UP DEL 2018

Al Solutrans sono stati assegnati i premi a DAF, per le serie CF e XF, come miglior Camion dell’anno, all’Iveco Daily Blue Power per la categoria Van e al Volkswagen Amarok V6 per i pick up

DAF, IVECO E VOLKSWAGEN, I MIGLIORI DEL 2018 C on 104 voti i DAF delle serie CF e XF hanno conquistato il titolo di International Truck of the Year 2018. Al Solutrans di Lione gli innovativi veicoli della casa olandese, consociata della statunitense Paccar, sono stati premiati da una giuria di giornalisti specializzati, rappresentanti 23 paesi europei. I DAF CF/XF si sono imposti sull’Iveco Stralis NP da 460 cv, alimentato a gas liquido (LNG) e sullo Scania XT da costruzioni. Ricevuto il trofeo, il presidente di DAF Trucks, Preston Feight ha sottolineato che il «premio appartiene a ogni membro dell’organizzazione DAF. Abbiamo lavorato con grande impegno per migliorare ulteriormente i migliori veicoli oggi sul mercato. Il risultato sono i nuovi veicoli CF e XF che rappresentano l’eccellenza allo stato puro. È fantastico vedere il proprio lavoro riconosciuto con un premio così prestigioso». I DAF CF e XF sono stati premiati, come ha spiegato Gianenrico Griffini, presidente della giuria, «per i nuovi standard di efficienza della trasmissione e in generale delle prestazioni», innovazioni che offrono un incremento in termini di risparmio carburante, una riduzione

da sinistra: Jarlath Sweeney, presidente della giuria International Van of the Year e Pierre Lahutte, Iveco Brand President.

Preston Feight, presidente di DAF Trucks, riceve il premio di International Truck of the Year 2018 dal presidente della giuria dei giornalisti Gianenrico Griffini.

fino al 7% delle emissioni di CO2 e una diminuzione della tara fino a 300 kg. È la quinta volta che la Casa olandese si aggiudica il premio, istituito nel 1977 (nel 1988 con il DAF 95; 1998 con il 95XF; 2002 con l’LF; 2007 con l’XF 105). Nella categoria van, vittoria italiana con l’Iveco Daily Blue Power, (113 punti) che ha battuto il Transit Custom di Ford e il Caddy TGI a metano (CNG) di Volkswagen. Alla nuova gamma di Iveco è stata riconosciuta «una scelta altamente sostenibile di soluzioni efficaci e reali, volte a ridurre gli impatti ambientali degli operatori». Il Daily Blue Power si è inoltre distinto per il livello di innovazione tecnica, l’orientamento all’ecocompatibilità e gli efficienti costi di esercizio. Pierre Lahutte, Iveco brand president, ha tenuto a ricordare come nell’anno del suo 40° anniversario, il Daily abbia ricevuto il premio per la terza volta e che «riconosce gli incredibili sforzi di Iveco per contribuire in maniera decisiva a rendere più pulita l’aria delle città nelle quali viviamo e ridurre le emissioni di CO2. I veicoli Daily Blue Power in versione elettrica, a gas naturale e nella configurazione diesel più avanzata attualmente disponibile sono i primi e gli unici a offrire ben tre possibilità di scelta che anticipano

le normative sempre più stringenti sull’accesso ai centri urbani». Infine per il settore pick-up ha prevalso l’Amarok V6 di Volkswagen, che ha vinto di misura su Mercedes-Benz X-Class e Toyota Hilux. È l’unico pick-up a vincere questo riconoscimento due volte (la prima fu nel 2010). Nel giudizio della giuria hanno pesato i motori V6 TDI da 3 litri, a coppia elevata, da 120 a 190 kW («la raffinatezza e l’elasticità del motore hanno fissato un nuovo standard all’interno del segmento»); le ampie dimensioni e il moderno design della cabina doppia, con spazio per cinque persone; i sedili ergonomici e confortevoli per conducente e passeggero anteriore; l’esclusiva trasmissione automatica a otto rapporti.

A destra Eckhard Scholz, presidente di Volkswagen Commercial Vehicles riceve l’ International Pick-up Award 2018 da Jarlath Sweeney, presidente della giuria YVotY.


MANIFESTAZIONI

QUANDO LA SFIDA DIVENTA SPECCHIO DI UN MERCATO

L’OPTIFUEL CHALLENGE GUARDA A EST: ITALIA OTTAVA P

rimo un conducente bulgaro, Plamen Ivanov, e secondo uno rumeno, Adrian Tintea. È questo l’esito dell’Optifuel Challenge, la manifestazione voluta da Renault Trucks per eleggere il migliore eco-driver 2017. Alle loro spalle il lussemburghese Jochen Karl-Heinz Becker della Tri Kipper, mentre Daniele Lucertini, il vincitore della finale italiana, si piazza ottavo a non troppa distanza dai migliori. Ora è vero che ogni gara ha una storia a sé e che in competizioni come queste, organizzate su strade pubbliche, anche la fortuna può avere un ruolo importante. Però, se dopo 80 tappe in cui si sono misurati circa 3.000 autisti in rappresentanza di 2.300 aziende e di 29 nazioni, a vincere sono due conducenti provenienti da Bulgaria e Romania, vale a dire i paesi entrati da ultimi nell’Unione europea, quelli in cui hanno sede le aziende (spesso frutto di delocalizzazione) ac-

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cusate di approfittare dei ridotti costi del lavoro per praticare concorrenza sleale, forse ci sarà una motivazione.

UNA STRADA VERSO LA CRESCITA Così, abbiamo provato a rintracciarla seguendo delle piste il più possibile vicine alla manifestazione. La prima, in modo inconsapevole, la esprimeva proprio Daniele Lucertini volando verso Toledo, città teatro dell’ultimo atto della manifestazione, il pomeriggio precedente alla finale: «Ho notato che negli ultimi tempi diversi trasportatori bulgari e rumeni hanno alzato la testa e spesso chiedono tariffe di trasporto più alte che in passato». E dietro questa tendenza nascente, c’è un’acquisizione di consapevolezza da parte di alcune aziende dell’Est di essere cresciute in competenza e professionalità e quindi di poter alzare l’asticella delle pretese.

Perché soltanto il neofita e l’insicuro si accontentano di tutto; chi capisce di valere scambia il proprio valore a un prezzo il più caro possibile. Plamen Ivanov e Adrian Tintea hanno dimostrato di valere, di saper guidare in modo razionale, di mettere in equilibrio consumi e velocità, di saper rispondere a quiz sulla sicurezza e sulle dotazioni del veicolo, ma soprattutto hanno dato prova che questo valore è qualcosa di più e di diverso rispetto a quello generato dal ridotto costo del lavoro. Qui, il piede leggero, quello che taglia i costi del trasporto, è il frutto di una capacità, quantificata con precisione dal rumeno Adrian: guidando, così come ha imparato anche grazie all’Optifuel Challenge, riesce a risparmiare un pieno di gasolio ogni 11.000 km. E allora, se il primo e il secondo della classifica arrivano entrambi dalla stesDaniele Lucertini, portabandiera sadell’Italia area geografica è il sintomo che all’Optifuel Challenge,

un attimo prima di salire sul Renault T480 e di affrontare la prova che lo vedrà giungere ottavo.


ha messo in condizione di conoscere e apprezzare la serie T, sia nella taratura da 480 cv che in quella da 520.

LA STORIA PROFESSIONALE DEI LUCERTINI

Eccoli i volti di Plamen Ivanov e Adrian Tintea, rispettivamente primo e secondo classificato all’Optifuel Challenge 2017. Il primo, bulgaro, lavora per la Sunny Co. e si occupa in prima persona anche della formazione degli autisti; il secondo, rumeno, è al servizio della Tintar Spedition.

q conducenti, ma onore anche al nostro Daniele Lucertini. Nei 35 chilometri di percorso disegnato dai giudici della Losanga ha ottenuto punteggi a lo dei primi: ha consumato poco 38 l/100 km), ha viaggiato nella f verde del contachilometri per l’8 del tempo, ha sfruttato l’Optiroll a te del possibile, ha tenuto quasi pre distante il suo piede dal peda freno. Il valore che lo ha fatto sciv all’ottavo posto è stato quello re vo alla velocità media: 54,5 km/ quando i migliori sono andati oltre i 60 km/h. Daniele ci ha spiegato che questa andatura era una scelta. Per non accumulare le penalità assegnate dalla giuria in caso di infrazioni al codice della strada, cioè, aveva deciso procedere non al limite consenti ma qualche chilometro all’ora al sotto. E poi, c’è stata anche un p di sfortuna visto che, uscendo d parcheggio da cui partiva la gara

rientrandovi a fine percorso, si è trovato imbottigliato su una rotonda, costretto a dare la precedenza a una serie di veicoli in arrivo. In tutto è rimasto fermo una ventina di secondi, ma sulla velocità media questi attimi hanno pesato come macigni. In più bisogna considerare che Daniele, contrariamente al vincitore, non guida normalmente un veicolo Renault Trucks, anche se proprio questa competizione lo

L’azienda di Daniele è una piccola realtà del comune di Fano associata alla Carp di Pesaro e, tramite questa, a Federtrasporti, in cui ognuno dà il massimo di sé. E questo le ha consentito negli ultimi anni di crescere in modo deciso. A fondarla è stato il padre Vincenzo, oggi dedicato a gestire un’officina che presta cure anche ai veicoli aziendali, ma nato come autista della Carp. Quando arrivò la crisi gestiva già sei veicoli anche grazie al supporto dei due figli: oltre a Daniele, infatti, c’è anche Mirko, altro eccellente pilota, come ha dimostrato nella tappa di Ravenna dell’Optifuel Challenge in cui è giunto primo. Purtroppo, però, tre aziende per le quali i Lucertini lavoravano in esclusiva e che generavano buona parte del fatturato sono state costrette a chiudere. Daniele ricorda quel momento come il tempo in cui bisogna rimboccarsi le maniche: «Prendevamo viaggi sull’internazionale da fare a giorni fissi: sabato, domenica e lunedì. Tanta fatica e pochissimi, se non inesistenti guadagni. Lì mi resi conto che sull’internazionale non eravamo competitivi con i trasportatori dell’Est, che viaggiavano a tariffe inferiori alle nostre e riuscivano comunque a starci dentro». Eppure, il colpo incassato serve alla ditta per capire come sia necessario diversificare i servizi, individuare nicchie di lavoro

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QUANDO LA SFIDA DIVENTA SPECCHIO DI UN MERCATO Luciano Barattini, presidente Carp e Portavoce Autotrasporto merci CNA-Fita L’AGGREGAZIONE, UNA CULLA PER LE PASSIONI Oggi molte differenze un tempo clamorose, si stanno livel- perchÊ Barattini ribadisce il suo gradimento per l’aggreMBOEP ³ TFNQSF QJà EJGm DJMF DJP� USPWBSF BVUJTUJ EFJ QBFTJ gazione, giudicata capace di coinvolgere gli individui ed è dell’Est che percepiscono in busta paga meno di 2.000 euro proprio tale coinvolgimento a garantire il raggiungimento al mese: La differenza sta tutta nel fatto che le aziende per di migliori risultati laddove bisogna prendere decisioni imcui lavorano versano per loro 8-900 euro di contributi in QSFOEJUPSJBMJx -B $BSQ DPTUJUVJTDF VO FTFNQMJm DB[JPOF EJ meno. Luciano Barattini, presidente della Carp di Pesa- questi concetti. I suoi risultati economici, infatti, sono deciro, è convinto che il mercato stia cambiando, che ci siano samente positivi e mostrano un andamento in crescita pure FWPMV[JPOJ JNQPSUBOUJ NB TJ SJm VUB EJ SJEVSSF UVUUP B VOB OFHMJ BOOJ QJà CVJ EFMMB DSJTJ m OP BE BSSJWBSF BJ NJMJPOJ logica economica. Per lui, cioè, la capacità di competere sul di fatturato del 2016 (25 dei quali generati dai trasporti) e mercato non passa esclusivamente dalla riduzione dei co- all’incremento di 600mila euro registrato nel 2017 rispetto sti, ma anche e soprattutto da fattori umani: La capacità all’anno precedente già al 30 settembre. Ma tali performandi vendere servizi – sostiene convinto – spesso, come dimo- ce vengono coniugate e spalmate anche guardando alle esistra anche la vittoria degli autisti dell’Est alla competizione HFO[F EFJ TPDJ &TJHFO[F m OBO[JBSJF JOOBO[J UVUUP WJTUP DIF di Toledo, è direttamente progli investimenti in semirimorchi, porzionale alla passione. Poi, SFTJ OFDFTTBSJ QFS EJWFSTJm DBSF vestendo i panni di portavoce l’attività , sono sostenuti direttanazionale dell’autotrasporto mente dall’ente associativo. Ma merci di CNA-Fita, aggiunge di anche esigenze personali, visto interrogarsi spesso su quale che in questo ringiovanimento siano oggi gli interessi da tutedel parco dei veicoli allestiti si lare e quale la forma organizè preferito mettere da parte i zativa migliore per valorizzare ribaltabili privilegiando invece queste passioni. PerchÊ – agi mezzi con piano mobile, giugiunge – non è detto che la EJDBUJ QJà FGm DJFOUJ EBM QVOUP crescita dimensionale porti in della sicurezza. Insomma, da ogni caso al successo, proprio VOB QBSUF MF m OBO[F EBMM BMUSB MB La squadra CARP, da sinistra: I fratelli perchÊ spesso aumenta le disicurezza delle persone, tenute Mirko e Daniele Lucertini, Luciano e Ivan stanze tra le persone. Ecco in equilibrio mettendo l’uomo al Barattini (padre e figlio) e Oliva Stefano.

I VANTAGGI DI STARE IN COOPERATIVA

a piÚ basso tasso di concorrenza e a piÚ gratificante margine di guadagno e dotarsi delle attrezzature necessarie per potervi accedere. CosÏ, mentre la crisi costringe tanti ad affondare, i Lucertini prendono un abbrivio di crescita, che li porta a moltiplicare per tre il proprio parco veicolare, che oggi conta su 18 mezzi di diverse tipologie e su 36 semirimorchi. Certo, il loro ambito di attività , variamente legato all’alimentare, da quello liquido da trasportare in cisterna a quello da gestire a temperatura controllata, rimane un settore meno esposto ad oscillazioni. Ma per loro il fattore vincente, come ricorda papà Vincenzo, è stata

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soprattutto la disponibilità finanziaria conservata scrupolosamente, perchÊ nel momento in cui la crisi ha morso di piÚ e l’accesso al credito è stato drasticamente ristretto, chi aveva soldi li vedeva moltiplicati di valore. Proprio questo ha consentito ai trasportatori di Fano di investire in quegli strumenti e in quei processi necessari per accrescere la qualità del servizio. PerchÊ è questo, prima o poi, che paga veramente: Daniele ricorda soddisfatto di clienti che qualche anno fa avevano tagliato fuori la nostra ditta giudicandola troppo cara e che adesso, dopo aver toccato con mano il maggior costo del disservizio, tornano a chiedere trasporti.

Una patente di qualità conquistata sul mercato e coltivata anche grazie al sostegno della Carp. Daniele definisce questa cooperativa pesarese, forte di 54 soci e 140 veicoli, una perfetta dimostrazione di come gli equilibri migliori si trovino negli opposti, di come l’efficienza scaturisca dalla capacità di mettere insieme anime diverse. Un compromesso vincente ottenuto mixando l’inclinazione umana e misurata dello storico direttore Emilio Pietrelli, con quella passionale e diretta del presidente Luciano Barattini. Un cocktail di sobria gradazione che negli anni critici ha seguito una traiettoria analoga a quella della ditta Lucertini, registrando una crescita costante del fatturato fino ai 31 milioni di euro del 2016 e riuscendo a trovare nella filiale specializzata di Gambettola (FC) una modalità per competere sul mercato internazionale dei trasporti alimentari. A dimostrazione che chi sa lavorare, chi riesce a trovare la modalità per farlo con passione ed efficienza, nella provincia marchigiana come in Bulgaria, alla fine viene premiato.


ALLESTIMENTI

TRASPORTO FRIGORIFERO

NUMERI PER CAPIRE 400 km di autonomia del furgone 8 ore di autonomia del frigorifero Meno di 5 minuti per ricaricare il serbatoio dell’idrogeno

LAMBERET, IL FUTURO Ăˆ IBRIDO Tra le numerose novitĂ dell’azienda francese presentate al Solutrans di Lione spiccano il Frigovan H2, prima coibentazione su un furgone alimentato idrogeno/elettrico, e il concept AeroSR2, sul mercato dal 2019

F

orte della sua ascesa di mercato (dove ha addirittura raddoppiato le quote dal 2010 a oggi), Lamberet si è presentata al Solutrans di Lione con anteprime assolute che fanno da spartiacque con i prodotti passati del costruttore francese. La novità piÚ interessante è il Frigovan H2 Zero Emission, primo allestimento frigorifero specifico per commerciali con cella a combustibile di idrogeno. Si tratta, in sintesi, del primo furgone refrigerato ibrido (elettrico/idrogeno) nel mondo, basato su un Renault Kangoo ZE H2. Il Frigovan combina insieme la pila a combustile H2 Symbio, il kit di coibentazione integrato Easyfit, l’innovativa unità di raffreddamento multimodale Lamberet Kerstner

e un nuovo sistema telematico di gestione. La cella a combustibile di idrogeno produce energia elettrica sia per le batterie dedicate al movimento che per l’unità di raffreddamento, in modo indipendente. La refrigerazione funziona su strada, in standby e anche a motore spento o con le porte aperte. Molto interessante l’autonomia del veicolo (fino a 400 km) e della refrigerazione (8 ore, senza inquinamento o rumore). Il tutto accompagnato da un tempo sorprendente di ricarica del serbatoio a idrogeno inferiore ai 5 minuti. Completamento inedito anche il concept AeroSR2, che anticipa il nuovissimo veicolo che arriverà sul mercato nel 2019. Si tratta di un semifrigo con diffusori ad aria ae-

rodinamici integrati a livello di telaio e porte, per ridurre i consumi di carburante. Sul retro: illuminazione inedita sul dispositivo anti-rottura, moduli LED ad alta visibilitĂ , rampa Safelight superiore e fari da lavoro dinamici. Un nuovo marciapiede di accesso posteriore, con rampe di supporto automatiche, previene le cadute. La zona di carico multitemperatura presenta infine un cassone sollevabile e scorrevole, con ottima resistenza alle scosse. Per quanto riguarda i nuovi accessori vanno segnalati il cassone multitemperatura ergonomico Ergowall, la serranda automatica senza maniglia di blocco Distri+ Evo 2 e il marciapiede di accesso con rampe di supporto integrate Safestair.

Accordo con Opel E IN ITALIA NASCONO I NUOVI LCV Italia in primo piano nel recente accordo di collaborazione tra Lamberet e Opel. Un’ampia gamma di furgoni medi e grandi del costruttore tedesco – oltre a celle frigo su telaio cabinato, su base Opel Combo, Vivaro e Movano o WFSSBOOP BMMFTUJUJ OFMMB m MJBMF JUBMJBOB EFMMB TPDJFUÉ GSBODFTF B -BJOBUF (MJ isotermici transalpini saranno assemblati sui furgonati Vivaro e Movano, con lunghezze di carrozzeria da L1 a L4 e telaio cabinato a lunghezze L2, L3 e L4. Una gamma indirizzata al trasporto di merci deperibili a tempeSBUVSB DPOUSPMMBUB DPO DBSJDIJ EB B N F UFNQFSBUVSB BNCJFOUF m OP a -20°C. Lamberet ha scelto come unità refrigeranti i gruppi a /marca Webasto. dicembre2017 gennaio 2018 51


BARTOLETTI E SAF HOLLAND,

di Luca Regazzi

R

BINOMIO VINCENTE

iemersa da un periodo buio in cui aveva rischiato anche la chiusura, la Bartoletti Rimorchi è oggi una piccola, ma combattiva azienda all’interno del Gruppo Cangialeoni, che l’ha rilevata dai vecchi proprietari nel 2005. Marchio storico presente nel mondo dei rimorchi italiani da oltre 130 anni, l’azienda forlivese si è rilanciata negli ultimi anni valorizzando la sua dimensione di impresa artigianale e familiare. In questo processo di rinascita Mauro Cangialeoni, amministratore unico di Bartoletti, ha cercato collaborazioni con società che garantissero ai suoi rimorchi componenti robusti e qualitativamente

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validi. E qui è spuntato il nome di Saf Holland. «Fino a 18 mesi fa eravamo un fornitore minoritario – spiega Cristiano Sturaro, direttore generale di Saf Holland Italia – ma poi si è creato un ottimo rapporto. Bartoletti è un’azienda giovane che, pur con poco personale (14 addetti più il direttore e una dirigente del Gruppo - ndR) e una struttura contenuta, ottiene ottimi risultati». «Montiamo gli assali di Saf sui telai dei nostri semirimorchi e rimorchi – aggiunge Cangialeoni – dopo aver ottenuto da poco l’omologazione per questi ultimi, e poi li vendiamo ai vari allestitori. I trailer sono l’M22, un due assi gemellato da 22 ton, e l’R22, rimorchio singolo a due

assi da 18 o 20 ton. Per i semitrailer vengono invece installati sul 3 assi a 6 ruote della serie FD, con PTT da 38-39 ton». Ad oggi circa il 30% degli assali della Bartoletti sono di Saf, in numeri 50-60 semirimorchi per circa 180 assali nel solo 2017. Un risultato notevole se si pensa i tempi brevi in cui è stato raggiunto. «Il motivo per cui ci stiamo orientando verso Saf – precisa il responsabile di Bartoletti – è la grande convenienza del rapporto qualità/prezzo. Sono assali leggeri, ma performanti e resistenti». «Abbiamo prodotti che vanno bene per telai da centinato o cisternato – conferma Sturaro – e altri adatti invece a piani mobili, a un veicolo bilaterale o a rimorchi


La storica azienda italiana di trailer e uno dei leader europei nella produzione di assali hanno deciso di intensificare la loro collaborazione. Risultato: oggi oltre il 30% degli assali da semirimorchio dell’azienda di Forlì hanno il marchio della società tedesca

Gli assali Saf Holland depositati nel magazzino Bartoletti,in attesa di essere montati sui semirimorchi.

con peso per asse da 11 o 12 ton». Questa versatilità si combina con una logistica efficiente: la consegna degli assali Uno dei semirimorchi Bartoletti a viene effettuata direttatre assi equipaggiato con gli assali mente nella sede del costrutdell’azienda tedesca. tore da Saf stessa, con minori costi e ottimizzazione delle consegne. Il risultato è che Saf Holland oggi lavora non solo con Bartoletti, ma anche con suoi clienti – come TMT – e distributori. Un rapporto cresciuto sotto i migliori auspici, tanto che Saf Holland ha voluto premiare la Bartoletti come cliente modello con una targa apposita. Eppure non sono sempre state rose e fiori. «Ho preso in mano la situazione nel 2007 – ricorda Cangialeoni – e ho portato in pareggio l’azienda, che era in perdita, producendo 450-460 veicoli. Ma poi la crisi iniziata nell’autunno del 2008 ci ha dato una bella mazzata. Visto che, nel mese di marzo dello stesso anno, avevo comprato la Bartoletti, è stata dura e non poco, ma pian piano abbiamo risalito la china». Adesso la Bartoletti è parte integrante della “Cangialeoni Group Holding”, nata nel 2001, che comprende più di 300 addetti e della quale fanno parte altre 7 aziende: Artigianferro Srl, Babbini Spa, GPS Engineering Srl, Italproget Srl, San Mauro Cangialeoni e Cristiano Sturaro Giorgio Lamiere Srl, Stock Market mostrano con soddisfazione il premio Srl, Termoidraulica Soniastil Srl. SAF assegnato a Bartoletti come miglior Tutte imprese piccole, tutte del cliente. settore metalmeccanico e tutte di-

mensionate a misura d’uomo. L’inserimento in una struttura dove è possibile poter sfruttare le sinergie del Gruppo Cangialeoni è stata una delle strategie che ha permesso la ripresa della Bartoletti: «Nel Gruppo ogni realtà coopera e sostiene quelle più in crisi – afferma l’amministratore unico – come nel caso della Babbini, specializzata nella produzione delle macchine per la pressatura di polpe della barbabietola da zucchero. Una realtà da 30 milioni di fatturato che ha dato una mano notevole nel periodo no». La Bartoletti si è oggi ritagliata una produzione significativa di circa 200 veicoli/anno, rimorchi di tutti i tipi costruiti utilizzando una parte dei 48 carroponti da 4,0 a 6,3 ton, su una superficie complessiva di oltre 20 mila mq. Il fatturato è intorno ai 5 milioni di euro, con un utile importante e in crescita sia nel 2016 che nel 2017: «Se il mercato italiano dovesse in futuro richiederci una maggiore produzione – sottolinea Cangialeoni – potremmo arrivare a 250/300 veicoli, appoggiandoci ad aziende del Gruppo. Tipo Artigianferro e San Giorgio Lamiere, che producono componenti per rimorchi con una cinquantina di addetti e che mi potrebbe fornire laminati e quant’altro per incrementare in brevissimo tempo la produzione». È il Gruppo, insomma, che è continuo riferimento di Bartoletti, in una politica di reciproco aiuto, specializzazione settoriale ed efficaci collaborazioni esterne, come quella con Saf Holland. Un modello che sarebbe utile imitare per risanare un settore che si sta rialzando dalla crisi. dicembre2017 / gennaio 2018

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TEST LEGGERI

IL MAN TGE

LEONI DA ULTIMO MIGLIO Con l’arrivo del large van in gamma la Casa bavarese copre tutte le esigenze di trasporto e, con le tre trazioni, anche tutte quelle degli autisti. Le abbiamo passate in rassegna

M

AN debutta nel segmento dei veicoli commerciali con il TGE. Un large van derivato strettamente dal cugino Volkswagen Crafter con cui condivide anche lo stabilimento di produzione. Un’operazione senza dubbio dettata dai tempi che vedono i due marchi ora strettamente collegati sotto l’unica bandiera di Volkswagen Commercial Vehicles e che mira ad andare a colmare quelle particolari esigenze, all’interno delle aziende di trasporti soprattutto, per cui un van si adatta maggiormente rispetto a un camion più grande. MAN, dunque, cresce e diventa fornitore full range di soluzioni di trasporto, visto che ora può coprire l’intera gamma da 3 a 44 t di MTT. E per quanto riguarda il TGE identifica come target principale il settore edilizio e quello logistico, con la consapevolezza che il futuro del trasporto merci passerà sempre di più attraverso la distribuzione urbana e sub urbana. Per il TGE sono disponibili due interassi, tre altezze e tre lunghezze. Le lunghezze della versione furgonata vanno da 5.983 mm a 6.833 mm fino al MAN

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TGE da 7.388 mm con grande sbalzo posteriore. Le altezze del veicolo possono essere di 2.340 mm, 2.575 mm e 2.800 mm. In combinazione si può raggiungere un volume massimo utile di 18,3 mc. Il modello base del MAN TGE ha una massa totale a terra di 3,0 ton, mentre il più pesante raggiunge le 5,5 ton; si possono inoltre trainare altre 3,5 ton. Il carico utile massimo della versione da 3,5 ton arriva fino a 1,5 ton. Importante anche il dispiegamento di forze per quanto riguarda la catena cinematica: tre trazioni (anteriore, posteriore e integrale) e quattro motorizzazioni derivate dall’unico 2.0 turbodiesel da 102 a 177 CV, abbinate a cambi automatici o manuali.

L’IMBARAZZO DELLA SCELTA Una varietà così ampia di possibilità di configurazione necessita giocoforza di due approcci differenti anche in un test. Trazione anteriore, posteriore o Integrale non sono davvero la stessa cosa e come tali vanno considerate. Prima di capire come vanno i rispettivi TGE vale la pena soffermarsi sulla

destinazione d’uso di questi differenti tipi di trasferimento della coppia. Se fate parecchie strade urbane o extra urbane, magari su percorso misto e la vostra priorità è il volume di carico piuttosto che trasportare peso o, ancora, se avete bisogno di maneggevolezza e semplicità e di un approccio intuitivo alla guida, la trazione anteriore è quella che fa per voi. Di contro, se le tratte autostradali, magari lunghe, sono per voi i percorsi principali e la vostra attività vi porta a trasportare quasi a pieno carico, allora potete orientarvi sulla trazione posteriore, che diventa un obbligo in caso di traino di rimorchi. Rispetto all’integrale, ricordiamo che il TGE utilizza un sistema permanente con ripartitore centrale Haldex, combinazione che ottimizza l’utilizzo del 4x4 ai momenti di vera necessità. Quindi se il lavoro vi porta di frequente a percorrere tragitti in cui l’aderenza non è sempre garantita al massimo (strade di montagna, tratti di sterrato, luoghi soggetti a improvvise nevicate o anche pendenze importanti), il 4x4 potrebbe essere una scelta vantaggiosa, senza dimenticare mai di regolarvi


5 6

4 7

L’APPARENZA

Davanti sul frontale predominano le linee orizzontali 1 che affusolano il muso e la linea. Molto accattivante anche il gruppo fari che integra tutte le “luci” 2 , compresi gli indicatori di direzione e i led diurni. Il concetto di orizzontalità prosegue anche all’interno dove non mancano i vani per la sistemazione di oggetti 3 e dove vince l’ergonomia. Ottima la posizione di guida con il volante quasi verticale e il cambio in plancia 4 . “Teutonica” l’interfaccia uomo/macchina grazie anche al sistema di infotainment 5 made in Volkswagen, nettamente più funzionale rispetto al passato. In linea con il trend che vede l’abitacolo dei veicoli commerciali sempre più un luogo di lavoro, più che un semplice abitacolo di guida, anche nel TGE sono numerosi gli scomparti 6 , ben studiati, che agevolano gli impegni quotidiani dell’autista. Imbottitura e profili dei sedili di guida 7 , disponibili in quattro versioni, convincono sia per la comodità nei lunghi tragitti che per la tenuta laterale. I rivestimenti resistenti e sperimentati provenienti del programma truck garantiscono, infine, la giusta durata.

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con le gomme giuste: le invernali per la brutta stagione, le classiche o le 4 season per quella bella.

COME VA Fatta la doverosa premessa vediamo il comportamento del TGE su strada. Il cuore del veicolo e la sua forza stanno nel nuovo sistema di sterzata elettromeccanico che lo predispone già per una guida autonoma o semi autonoma, ma che, nel frattempo,

rende quella manuale molto piacevole e precisa. Brillanti le motorizzazioni, tutte 2.0 l. Testando sia la 177 sia la 140 CV, rispettivamente biturbo e mono turbo, sulla trazione anteriore abbiamo preferito la seconda anche se, con 177 CV, la potenza, specie a pieno carico e sui saliscendi, diventa un gran comfort. La trasmissione automatica a convertitore di coppia a otto marce, invece, che abbiamo provato sul 177 CV, è davvero un esempio di

praticità. Su un veicolo con dimensioni e pesi importanti come questo la consigliamo vivamente anche se i puristi della frizione storceranno il naso. Una menzione particolare meritano, come detto, i sistemi di assistenza alla guida; su tutti, quello di mantenimento della corsia con correzione automatica della traiettoria (utilissimo), l’adaptive cruise control con sistema stop-andgo (una benedizione nel traffico) e, da ultimo, il sistema automatico di dicembre2017 / gennaio 2018

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LA SOSTANZA

TEST LEGGERI

IL MAN TGE

Il MAN TGE è un vero concentrato di elettronica e tecnologia: sono ben 16, infatti, i dispositivi di sicurezza, comfort e assistenza alla guida disponibili. Alcuni abbiamo già imparato a conoscerli e apprezzarli su un veicolo commerciale, altri fanno il loro debutto assoluto e sono componenti fondamentali per lo sviluppo futuro in chiave guida autonoma o semi autonoma come Lane Assist, Park Assist e Trailer Assist. Tra gli altri assistenti disponibili: Cruise Control Adattivo (ACC) “follow-to-stop”, frenata di emergenza Front Assist con funzione City sotto i 30 km/h, sistema frenante post-collisione automatico di serie, sistema di compensazione delle raffiche di vento laterali, telecamera per la retromarcia, controllo della distanza di parcheggio e Rear Traffic Alert, a cui si aggiunge anche un sistema di protezione laterale basato su sensori, chiamato “side assist”. controllo del rimorchio che consente di effettuare manovre impeccabili sfruttando il Park Pilot, i sensori di impatto laterali e il joystick di aggiustamento degli specchi laterali. Sulle trazioni posteriori i 170 CV non sono ancora disponibili così come deve ancora arrivare il cambio automatico. 144 CV, però, sono più che sufficienti. Il motore longitudinale e il cambio praticamente sotto la cabina modificano leggermente l’assetto, alleggerendo un po’ l’anteriore. Ma donando quella bella sensazione di spinta che con la trazione anteriore non si aveva. A veicolo poco carico o scarico, il comportamento è quindi un po’ da tenere a bada, anche perché tutto avviene dietro l’autista. Man mano che si comincia a salire con il peso si apprezza certamente di più la coppia nel posto giusto. In ogni caso la precisione dello sterzo è quasi imbarazzante e la facilità di mantenere la traiettoria sempre con assoluta semplicità offre una sicurezza difficilmente riscontrabile su altri van del segmento. Discorso a parte merita l’integrale: qui meccanica ed elettronica gestiscono il trasferimento di coppia in maniera automatica. Il passaggio da dietro a davanti fino a una percentuale del 50% avviene all’insaputa dell’autista che si limita a beneficiarne. Una trazione intelligente, non estrema (niente a che vedere per esempio con il vecchio Volkswagen Crafter 4x4) semplice da gestire anche nel comportamento, visto che eventuali perdite di aderenza del retrotreno vengono subito compensate da un alleggerimento della coppia e con l’anteriore che comincia a tirare.

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COSA HANNO IN COMUNE QUESTI TRE

VOLUMI?

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TEST LEGGERI

MERCEDES CLASSE X

Debutta sul mercato europeo l’atteso fuoristrada cassonato della Stella, con l’intento di sdoganare anche in Europa il segmento come veicolo per tutti gli utilizzi

IL PICK-UP

IN ABITO SCURO D

ifficile pensare a un veicolo da lavoro se la parola “premiumâ€? è collegata alla definizione di pick-up. Ma la Classe X, il fuoristrada cassonato di Mercedes-Benz, vuole fare esattamente quanto promesso sin dall’ottobre 2016, quando svelò il Concept dal quale sarebbe derivato il veicolo che oggi arriva nei concessionari. Mercedes debutta quindi in un segmento importante a livello mondiale e lo fa a modo suo, dando vita a un pick-up che

riesce a conciliare i punti di forza dei modelli midsize (quelli fino a una tonnellata di portata) alle tipiche caratteristiche delle vetture Mercedes-Benz: dinamica di marcia, comfort, design, sicurezza, connettivitĂ e ampie possibilitĂ di personalizzazione. La gamma permette di scegliere, dunque, fra tre livelli di equipaggiamento, motori a quattro e sei cilindri, trazione posteriore e integrale permanente o inseribile, cambio manuale a 6 marce e cambio automatico a

IL MERCATO Il segmento dei pick-up in Italia nel 2016 pesava piĂš o meno 8.000 pezzi, mentre nel 2017, stando alle previsioni si dovrebbero raggiungere le 10.000 unitĂ . Sono numeri piccoli che rispecchiano una realtĂ abbastanza simile a livello europeo. Di certo niente di paragonabile a quello che avviene nel resto del mondo e soprattutto negli USA, dove questo tipo di veicolo

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è assolutamente trasversale. I numeri tuttavia sono in crescita e questo giuTUJm DB EB VO MBUP M JOHSFTTP OFM TFH mento di un marchio premium come Mercedes-Benz e, dall’altro, il fatto che per entrarci la Stella si sia appoggiata a un partner come l’Alleanza Renault-Nissan, che fornisce la base telaistica e cinematica della Classe X.

7 marce. Il lancio in Europa è già iniziato a un prezzo di partenza di circa 30.310 euro (Iva esclusa). Nel corso del 2018 si aggiungeranno i mercati di buona parte del mondo.

IL DESIGN Pur conservando le linee classiche del pick-up, la Classe X si presenta insolitamente slanciata e dalle linee pulite, merito anche del passo lungo di 3.150 mm, del corto sbalzo anteriore (contrariamente a quello posteriore, estremamente allun-


PREZZO Classe X parte da un listino IVA esclusa di 30.310 euro per la versione X 220d da 162 CV e livello di equipaggiamento Pure. Il top di gamma, per ora, è rappresentata dalla versione Power da 190 CV e cambio automatico a 7 rapporti che costa 38.686 euro iva inclusa. Ricordiamo che per la legislazione italiana J QJDL VQ TPOP JNNBUSJDPMBCJMJ TPMP DPNF BVUPDBSSJ / F EVORVF TPOP TPUUPQPTUJ B UVUUJ J WJODPMJ m TDBMJ e del codice della strada che interessano tale categoria. In occasione del lancio Mercedes-Benz Italia offre Classe X Progressive 250d in leasing, con una rata mensile di 250 euro e un anticipo di 4.600 euro. Il periodo di leasing dura 48 mesi e al termine è possibile riscattare il veicolo o restituirlo. Inoltre, grazie a un accordo con l’assicurazione con un prezzo aggiuntivo di 30 euro al mese è possibile eliminare la clausola di rivalsa della compagnia in caso di sinistro che coinvolga occupanti non autorizzati e mantenere la propria classe di merito. Offerta decisamente aggressiva.

SCHEDA TECNICA Mercedes Classe X Classe Classe X 250d 4MATIC e Automatico Dimensioni Lunghezza: 5.340 mm Larghezza: 1.920 mm Altezza: 1.819 mm Passo: 3.150 mm Vano Carico Lunghezza Larghezza Altezza Portata:

1.587 mm 1.560 mm 474 mm 1.042 kg

Massa Rimorchiabile 1.650–3.500 kg Motore Cilindrata: 2.298 cc, 4 cil. in linea Potenza: 190 CV Coppia max: Consumo medio (ciclo NEDC): 7,9 l/100km Emissioni CO2: 207 g/km Accelerazione 0-100 km/h: 11,8’’ Velocità max: 176 km/h

gato) e della cellula dell’abitacolo arretrata. Discorso a parte merita il frontale che mostra il tipico volto dei SUV del marchio, con stella centrale, mascherina del radiatore a due lamelle, cofano motore alto con powerdome e fari incassati nei parafanghi. L’ampia grembialatura anteriore presenta un carattere originale a seconda della versione di equipaggiamento. Il modello di base è la Classe X Pure, ideale per impieghi che richiedono robustezza e funzionalità ; l’allestimento Progressive si rivolge a coloro che desiderano un pick-up robusto con piÚ stile e funzioni comfort; quello Power è la versione top di gamma. Da vero lavoratore i numeri che riguardano le prestazioni: poco piÚ di 5,30 m la lunghezza complessiva, 1,1 ton la portata e 3,5 ton il carico massimo trainabile. Unica la configurazione doppia cabina con una conformazione del cassone pressochÊ quadrata di circa 1,6 metri di lato (1.587x1560 mm).

IN MARCIA La versione provata, la 250d 4MATIC, offre di serie la trazione integrale inseribile e il regolatore di velocità in discesa. L’abbiamo testata nella configurazione con cambio automatico a 7 rapporti e bloccaggio del differenziale

posteriore (che è optional). La meccanica della Classe X punta, come detto, a coniugare doti fuoristradistiche tipiche di un pick-up al piacere di guida dei SUV con la particolarità che, sia dietro sia sull’anteriore, sono utilizzate molle elicoidali per le sospensioni. L’assetto Comfort prevede invece un asse anteriore a doppi bracci trasversali e uno posteriore multilink con elemento rigido ed elevata capacità torsionale. Questo tipo di assetto è di serie su tutti i mercati europei e offre un’altezza libera dal suolo di 202 mm. Insomma, per essere un veicolo professionale è fin troppo confortevole, per essere un SUV un po’ meno. Ma il 2.3 da 190 CV non lascia spazio a interpretazioni, soprattutto in fuoristrada: dalla pietra al fango, non ti abbandona mai. Il resto lo fa il sistema di trasmissione che permette di scegliere fra trazione posteriore, trazione 4x4 e integrale con marce ridotte, oltre a integrare i sistemi di blocco manuale del differenziale posteriore e di controllo automatico della discesa. Nella modalità 4x4 con marce lunghe l’elettronica, fino a 100 km orari, ripartisce la coppia fra anteriore e posteriore a seconda della necessità . Su asfalto, come detto, il comfort è dato soprattutto dal

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TEST LEGGERI

MERCEDES CLASSE X

LA GAMMA DELLE TRASMISSIONI A spingere la Classe X ci pensano, per ora, due propulsori a 4 cilindri da 2.3 litri diesel common-rail da 165 e 190 CV e identificati dalle sigle 220d e 250d. In Italia il 250d è disponibile sia con trazione posteriore sia con integrale inseribile. Per i modelli da 190 CV X 250d e X 250d 4MATIC è disponibile (a richiesta) il cambio automatico a 7 marce. A metà 2018 sarà introdotto un V6 diesel da 258 CV e una coppia massima di 550 Nm, denominato X 350d, che si posizionerà al vertice del segmento. Il modello di punta sarà equipaggiato,

di serie, con la trazione integrale permanente 4MATIC e il cambio automatico a 7 marce 7G-Tronic Plus. Disponibile, inoltre, il sistema Dynamic Select che consente di personalizzare la guida scegliendo fra cinque programmi di marcia: Comfort, ECO, Sport, Manuale e Offroad. Entrambe le varianti 4MATIC offrono le ridotte e il bloccaggio del differenziale sull’asse posteriore (a richiesta). Inoltre, sono equipaggiate, di serie con l’ausilio alla marcia in discesa DSR.

retrotreno non troppo rigido o saltellante anche se oggettivamente il baricentro alto implica qualche attenzione sul misto, ma il rollio è molto inferiore a quanto ci si aspetterebbe. Un piccolo appunto va fatto allo sterzo, un po’ pesante e non sempre precisissimo. Una caratteristica, la prima, che aiuta molto nel fuoristrada, quando si

ELETTRONICA E CONNETTIVITĂ€ Anche su un veicolo rude come un pick-up, Mercedes non lesina le dotazioni di sicurezza: sette airbag e una lunga serie di sistemi, EBM m TTBHHJP J 4J[F QFS EVF TFHHJPMJOJ BODIF se in Italia non servirebbero), all’assistenza alla frenata attivo, dall’anti-sbandamento al riconoscimento automatico dei segnali stradali, ai quali si aggiungono la stabilizzazione del rimorchio, il controllo della pressione pneumatici, la chiamata di emergenza, il Tempomat e i fari a LED. A richiesta, oltre alla telecamera per la retromarcia assistita, è disponibile una telecamera a 360°. La Classe X, inoltre, è il primo midsize pick-up dotato di un modulo di comunicazione con SIM Card m TTB B CPSEP DIF DPOTFOUF EJ VTVGSVJSF EFJ servizi “Mercedes me connectâ€? e di accedere al veicolo tramite smartphone. Grazie al modulo di comunicazione a bordo, è possibile anche la trasmissione delle informazioni sulla viabilitĂ stradale in tempo reale.

60 dicembre2017 / gennaio 2018

tratta di mantenere dritte le ruote, mentre nel misto stradale affatica un pochino. La risposta del motore è anche condizionata da una taratura del cambio automatico non proprio impeccabile, ma c’è da dire anche che stavamo testando una pre-serie e che la stessa meccanica sui cugini Navara e Alaskan aveva dato altre sensazioni.


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TEST LEGGERI

AMAROK HIGHLINE 3.0 TDI 4MOTION 224 CV

In prova il pick-up Volkswagen più potente ed elegante della gamma, con cambio automatico a 8 rapporti, doppia cabina e allestimento Highline

di Gabriele Bolognini

IL LUSSO AL LAVORO S ZONA CARICO L’Amarok ha una portata massima di una tonnellata e una capacità di traino fino a 3,5 ton. Il cassone è tra i più grandi della sua classe (1.555 mm di lunghezza per 1.620 di larghezza) con una superficie complessiva di ben 2,52 m2. Inoltre, grazie alla distanza di 1.222 mm tra i passaruota, è possibile caricare un europallet (1,2x0,8 m) anche di traverso. La soglia di carico, considerate le caratteristiche da fuoristrada del veicolo, è piuttosto bassa: 78 cm. Il pianale di carico è rivestito in materiale plastico antiurto e antisdrucciolo. In ogni angolo è presente un occhiello utile ad assicurare il carico. La sponda posteriore si può abbassare di 90°, costituendo, una volta aperta, una superficie di carico orizzontale continua con il cassone.

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e è vero che, come dice il detto «anche l’occhio vuole la sua parte», bisogna ammettere che l’Amarok agli organi visivi concede non poca soddisfazione, soprattutto in questo speciale allestimento. Il frontale è caratterizzato da gruppi ottici, dotati di fari bi-xenon con luci diurne a LED, allineati alla calandra in perfetto stile Volkswagen. Il paraurti anteriore, in tinta con la carrozzeria, ingloba proiettori fendinebbia con luce direzionale. I larghi passaruota di tono sportivo accolgono cerchi in lega da 18” che montano pneumatici di generose dimensioni: 255/60. Il paraurti posteriore, composto da due elementi, alloggia nel mezzo una pratica pedana per accedere al piano di carico. Elegantissimo, nella sua livrea Beige Mojawe metallizzato, il veicolo in prova è impreziosito poi dal pacchetto «stile cromo II look acciaio» composto da roll bar in acciaio e sottoporta tubolari in acciaio con LED integrati per illuminare l’area d’accesso.

ALL’INTERNO Saliti a bordo, si ha subito la sensazione di stare alla guida di un SUV di lusso. I sedili anteriori di tipo ergoComfort, rivestiti in nappa goffrata di colore nero con cuciture in contrasto Ceramique, dispongono di 14 regolazioni in senso longitudinale e in altezza. Anche il volante, multifunzione, con leve che consentono di cambiare marcia senza mai staccare le mani, è regolabile sia come angolo di inclinazione che come profondità. Il quadro strumenti ingloba ai lati contachilometri e contagiri, rotondi di tipo analogico e retroilluminati; al centro trova posto il display digitale del computer di bordo. Tramite lo schermo touchscreen, a centro plancia da 6,33 pollici, si gestiscono tutti i sistemi di infotainment a disposizione: navigatore satellitare, caricatore CD, radio e bluetooth, questi ultimi anche dal volante multifunzione. Lo stesso schermo trasmette le immagini rimandate dalla telecamera posteriore in fase di manovra, mentre i sensori di parcheggio anteriori e posteriori del sistema avvisano, tramite


SICUREZZA SENZA FRENI L’Amarok viene offerto di serie con sistema elettronico di controllo della stabilità (ESP). In modalità “Off-road” tutti i sistemi di sicurezza (ESP, bloccaggio elettronico del differenziale EDL, controllo della trazione ASR e ABS) sono automaticamente adattati per affrontare la guida in fuoristrada. L’ABS può ridurre lo spazio di arresto sia on-road che off-road intervenendo in funzione della composizione del manto stradale. L’ESP dell’Amarok ingloba anche la funzione Hill Holder che agevola le partenza in salita. Di serie l’Amarok monta airbag anteriori per conducente e passeggero. Sono presenti anche airbag per testa e torace. Poggiatesta regolabili in altezza e cinture di sicurezza a tre punti per tutti i sedili completano la dotazione relativa alla sicurezza passiva.

bip, della presenza di eventuali ostacoli. Il climatizzatore è regolabile sia manualmente che automaticamente e a comparti separati (sinistra, destra). Gli schienali della panchina posteriore si possono ripiegare in avanti tutti insieme o separatamente (1 su 3 o 2 su 3) per aumentare la capacità di carico a seconda delle esigenze. ON THE ROAD Equipaggiato con il poderoso V6 di 3 litri da 224 CV e 550 Nm di coppia, sovralimentato mediante turbocompressore a geometria variabile (VTG), l’Amarok in prova, non appena si schiaccia il pedale dell’acceleratore, ti inchioda letteralmente al sedile, passando da 0 a 100 in 7,9 secondi! Prestazioni da auto sportiva più che da veicolo da lavoro, ma che, d’altro canto, rientrano perfettamente nella personalità “bipolare” dei pick-up di ultima generazione. La trasmissione è affidata a un cambio automatico a 8 marce. Il primo rapporto, cortissimo, funziona come una ridotta

per l’impiego in fuoristrada e per il traino. L’ottava marcia si può considerare come un overdrive per i percorsi autostradali. La trazione integrale permanente, 4MOTION, distribuisce la coppia motrice su tutte le quattro ruote a seconda delle esigenze. Abbiamo verificato le prestazioni dell’Amarok su vari percorsi: autostrada, strade statali e fuoristrada. Partiti da Roma con il pieno di gasolio (80 litri) ci siamo diretti verso Sud sulla A1. Guidando con “piede leggero” siamo riusciti a ottenere una media di 9,9 litri ogni 100 km. Si può fare sicuramente meglio, ma risulta difficile però riuscire a raggiungere la soglia dei 7,6 litri ogni 100 km indicati dalla Casa. Apprezzabile il comfort dato dalle sospensioni del pick-up. L’avantreno è equipaggiato con doppie sospensioni a braccio trasversale con supporti orientabili. Mentre il retrotreno monta il pacchetto opzionale Heavy Duty, costituito da sospensioni trapezoidali 3+2

con tre blocchi di molle principali e due aggiuntivi, progettato appositamente per un utilizzo professionale. Va da sé, quindi, che con il cassone vuoto ci sia una normale tendenza al “saltello”, ma nonostante ciò il comportamento su strada è veramente ottimo. OFF ROAD Per saggiare le doti fuoristradistiche dell’Amarok siamo andati fuori Roma sui sentieri della Via Francigena, nel parco di Veio, dopo un violento acquazzone. Premendo un piccolo pulsante situato alla sinistra della leva del cambio si inserisce la trazione integrale. Il telaio in acciaio ad alta resistenza, a longheroni e traverse, regala al veicolo un’ottima rigidità strutturale. In situazioni particolarmente insidiose, come il fango morbido, basta inserire il blocco del differenziale posteriore per avere la massima trazione. Con un filo di gas diventa facile viaggiare su ogni tipo di fondo. Inoltre quando la modalità Off-road è attiva, a una velocità inferiore ai 30 km/h si attiva anche il sistema Hill Descent Assist, che consente di mantenere costante la velocità del veicolo anche su pendenze del 100% (45°). Giunti in piano, ci riteniamo soddisfatti dei riscontri ottenuti e così decidiamo di raggiungere con l’Amarok il tanto agognato nastro d’asfalto.

International Pick-Up Award E L’AMAROK CONCEDE IL BIS La prima volta era il 2010. Adesso a sette anni di distanza e con un V6 in più l’Amarok concede il bis aggiudicandosi l’International pick-up award 2018, assegnato ogni due o tre anni da una selezione dei membri della giuria che assegna il Van dell’anno. Le motivazioni del premio fanno riferimento alla capacità del veicolo di coniugare caratteristiche di lavoratore estremo con comfort e praticità superiori alla media. A convincere i giurati sono stati anche il design, la qualità delle finiture di esterni e interni, i sedili ergoComfort e il comportamento del motore V6 con cambio automatico a 8 rapporti. Eckhard Scholz, presidente del consiglio di amministrazione di Volkswagen Veicoli Commerciali, ha sottolineato che «con il nuovo Amarok abbiamo, ancora una volta, ascoltato i desideri della clientela e siamo stati in grado di ottenere più potenza, più coppia e / gennaio 2018 63 anche migliori capacità di impiego su qualsiasi terreno. Questo è qualcosa in più di dicembre2017 puro lusso e lifestyle».


NON DI SOLO TRASPORTO

RECENSIONI, SVAGHI, CONSIGLI

As you were

Brighton

Borg McEnroe

Liam Gallagher

di Michael Harvey

di Janus Metz

₏ 16,29 (Audio CD – Amazon.it)

₏ 18,00 Ed. Nutrimenti

Un film sul peso del successo, sul confronto tra l’estro spontaneo e la regola autoimposta, sui fantasmi di un passato persistente, sulla paura di perdere, sulla indispensabilità di vincere. Siamo alla finale di Wimbledon del 1980 tra BjÜrn Borg e il suo rivale McEnroe, due personalità diversissime e con storie personali distanti: Borg ossessivo e cupo fin dall’infanzia, McEnroe sfrenato ed eccessivo. Per il danese Metz non conta far entrare lo spettatore nella partita, ma piuttosto nella vita intima dei protagonisti, nella loro difficoltà a stringere legami, nei loro patemi e rimpianti. Per lui, cioè, ciò che conta è mettere a fuoco luci e ombre che divorano i due campioni, che li conducono a derive estreme, a equilibri forzosi spesso incompiuti. Film intelligente, dal montaggio millimetrico arricchito con flashback di forte intensità e dalla colonna sonora perfettamente ritmata con la narrazione. CosÏ, seguendo questo intreccio di sensazioni, lo spettatore viene assorbito. Piacevolmente.

Warner Bros Records UK

Primo disco solista per l’ex Oasis Liam Gallagher, orfano dei poco esaltanti Beady Eye e sempre in rotta col fratello Noel. Una prova accolta con una certa perplessitĂ dalla critica, ma che il pubblico ha premiato con record di vendite. Il nostro giudizio? Sta nel mezzo. Dai tempi gloriosi degli Oasis Liam è sempre passato per quello bello, meno talentuoso del duo di Manchester e qui fa vedere che non è esattamente cosĂŹ. “As you wereâ€? ha uno stile ben preciso, mischia rock anni ’70-’80 e ballate, omaggia come sempre i Beatles e presenta anche qualche pezzo notevole (“Paper Crownâ€? e la melanconica “For what it’s worthâ€?). L’altra faccia della medaglia è che il suono è un po’ datato e i testi non troppo memorabili. Ma la leggenda è comunque salva.

Brighton è piÚ di un semplice thriller: è un romanzo di intenso spessore psicologico e di straordinaria finezza letteraria. Siamo verso la fine degli anni 70 e Kevin è ragazzo promettente nato a Brighton, quartiere ad alta criminalità di Boston. Quando incontra Bob, divengono amici, ma un omicidio porta Kevin quindicenne lontano dal suo quartiere. Lo ritroviamo oltre 20 anni dopo, è un affermato giornalista del Globe in attesa del Premio Pulitzer. Kevin viene reinghiottito dal passato, si imbatte nel rimosso di una famiglia perversa, in incontri e reincontri. Harvey ci attanaglia in uno spaccato di realtà dove la violenza non si dimentica mai, in personaggi in bilico tra riscatto e autodistruzione, in relazioni e destini senza via d’uscita .Il tutto raccontato in uno stile efficace, duro e fluido al contempo. Libro da non perdere assolutamente!

The Spark

Il sapore del freddo

L’ordine delle cose

Enter Shikari

di Fabio Basilico

di Daniele Segre

₏ 10,99 (MP3 online – Itunes) - Ambush Reality

₏ 15,60 Jaborandi Publishing Italia

6OB CBOE EJGm DJMF EB FUJDIFUUBSF HMJ Enter Shikari. Nata con il nu metal, passata all’hardcore, poi improvvisamente convertitasi all’elettronica e a sonoritĂ un po’ Joy Division, un po’ Queen di ‘A night at the opera’. Dopo dieci anni di attivitĂ il gruppo britannico QPSUB UVUUF RVFTUF JOn VFO[F OFM OVP vo lavoro ‘The Spark’, aggiungendoci in piĂš un po’ di rap e una base sostanzialmente melodica. Troppa roba, a nostro giudizio, e infatti il disco ha alti e bassi persino all’interno degli stessi brani, che cambiano improvvisamente registro senza un motivo apparente. Poi magari vengono fuori perle come “An ode to the jigsaw piecesâ€? o “Live outsideâ€? e il giudizio cresce di conseguenza. Album spiazzante, quindi, che in ogni caso vale un ascolto approfondito.

Ăˆ il freddo il collante di questo giallo brianzolo. Ăˆ fredda la mattina di gennaio in cui a Monza viene rinvenuto il cadavere di una studentessa, trovata nuda e con le mani amputate. Fredde le relazioni che intrattengono i vari personaggi. E freddo il contesto sociale, la provincia lombarda intrisa di vizi da coprire, di passioni inconfessabili, di illegalitĂ sotto traccia. Su tutto questo fa luce il testardo commissario Crespi, ruvido poliziotto mosso non soltanto da logiche professionali, ma anche da solidi principi etici. Affiancato dall’arguto giornalista Corti, indaga contro un assassino, ma in fondo anche in quanto alter ego della meschinitĂ che trasuda tutt’intorno. La scrittura asseconda il ritmo dei suoi pensieri, veloce come se descrivesse, con le parole, immagini giĂ viste nella mente dell’autore. PerchĂŠ Basilico tradisce spesso, nel periodare, la sua inclinazione cinematografica, soprattutto quando, con naturalezza, piomba in profonditĂ nel passato tramite flashback progressivamente illuminanti. Da leggere d’un fiato, magari davanti a un camino acceso.

Segre ci racconta in maniera inedita la questione “immigrazioneâ€? dal punto di vista del suo protagonista, un alto funzionario ministeriale incaricato di trattare per conto dell’Italia l’afflusso di profughi dalla Libia. Il poliziotto entra cosĂŹ in contatto con soggetti discutibili, reperisce fondi europei, si muove con abilitĂ in un sistema corrotto e disumano. In un centro di accoglienza incrocia una profuga che chiede il suo aiuto e per un attimo, per un solo istante, si chiede se incrinare l’ordine delle cose. Un grandissimo film, un inedito modo di raccontare l’immigrazione concentrando l’attenzione sulle losche trattative tra Libia e Italia per fermare le navi e uno sguardo unico sulla disumanitĂ degli hot spot e sulla distonia eclatante tra esigenze delle persone e procedure finalizzate a costruire statistiche buone per la propaganda politica. Segre, grazie a straordinarie capacitĂ registiche e singolari doti da documentarista, confeziona un film asciutto, intenso, senza retorica e dal ritmo scandito e dettagliato. Un’opera di straordinario valore e intensitĂ da vedere assolutamente.

64 dicembre2017 / gennaio 2018


TRATTORIA SANT’ANDREA Via Granarolo 269 - Faenza (RA) Tel: 0546 / 667539 Fascia di prezzo: 13 - 1 5 euro Parcheggio: 10 - 12 autocarri Giorno di chiusura: sempre aperto (h 6 - 22) Tipo cucina: tradizionale, romagnola Piatti forti: tortelli zucca e patate a burro e salvia, tomino speck e melanzane

Giudizio: Sant’Andrea è stato apostolo di GesĂš Cristo e discepolo di San Giovanni Battista, conosciuto come il “Primo chiamatoâ€? (addirittura il Vangelo annota l’ora, le quattro del pomeriggio, del suo primo incontro con GesĂš). Attualmente è patrono di Romania, Ucraina e Russia, territori dove ha predicato durante la sua vita, e pure di Scozia e Grecia. Ăˆ protettore di cantanti, marinai e pescatori. “Ok - direte voi, parafrasando Rovazzi – tutto molto interessante. Ma che c’entra con la recensione di oggi?â€?. A parte che un po’ di cultura generale non fa mai male, la citazione non è casuale. Oggi parliamo infatti della Trattoria Sant’Andrea, una locanda di Faenza, in provincia di Ravenna, punto di ritrovo noto ai lavoratori su autocarro. E visto che abbiamo cominciato coi santi, non lasciamoli stare e proseguiamo con alcuni celebri aforismi a loro attribuiti. ÂŤ Meglio illuminare gli altri che brillare solo per se stessiÂť. (San Tommaso d’Aquino) – Per trovare la trattoria del “Primo chiamatoâ€? si deve percorrere la A14 – Autostrada Adriatica e uscire al casello di Faenza. Alla prima rotonda si prende in direzione Ravenna, poi si supera il ponte sopra l’autostrada e una seconda rotonda, proseguendo diSJUUP m OP B TDPSHFSF la trattoria sulla

sinistra. Dall’uscita sono circa 2 km. Il ristorante mostra lateralmente un parcheggio interno abbastanza largo, dentro cui possono alloggiare comodamente circa 10-12 camion. ÂŤIl rumore non fa bene e il bene non fa rumoreÂť. (San Francesco di Sales) – Esternamente il locale è piuttosto scarno e tradizionale; l’interno presenta circa 60 coperti, con tavoli in simil-legno e tovagliette di carta con il menĂš scritto sopra. Subito mi portano la lista del giorno a QSF[[P m TTP DPO DVJ TJ QVĂš NBOHJBSF VO primo, un secondo e, a scelta, un contorno o un dolce. ÂŤIo sono incapace di virtĂš; la mia virtĂš è Gesڝ. (Santa Teresa di Lisieux) – Come primo ordino tortelli di zucca e patate al burro e salvia: è un piatto delicato, il mix del ripieno attenua la vivacitĂ della zucca e la sfoglia è fatta in casa. Fuori menu ci sarebbero anche altre proposte stuzzicanti e quindi chiedo ai miei vicini di tavolo cosa stiano mangiando, non riconoscendo la pasta. Si tratta dei curzul al ragĂš piccante di salsiccia e scalogno, una specialitĂ della Romagna, dove “curzulâ€? è il termine dialettale per indicare i lacci delle scarpe che hanno forma squadrata. Un veloce assaggio mi restituisce un sapore forte e deciso. Da consumare – vista la prevalenza della cipolla – con moderazione.

ÂŤLa santitĂ non è un lusso, ma un dovereÂť. (San Massimiliano Maria Kolbe) – Andiamo di secondo, ma il tomino speck e melanzane che avevo scelto è terminato. Peccato, perchĂŠ, i quattro amici del tavolo in fondo al locale se lo stanno divorando e quindi desumo che fosse eccellente. Ripiego sul misto di carne ai ferri, composto da una salsiccia (gustosa), una spuntatura (un po’ grassa, ma tenera) e una bistecchina di maiale (bruciacchiata e bocciata). Si poteva fare di meglio. Le patate al forno sono ben cotte, anche se tagliate troppo grosse. ÂŤCercare Dio è essere cercato da luiÂť. (San Bernardo di Chiaravalle) – Siamo al caffè, che rientra nella media, cioè si riesce a ingerire. Il servizio è stato abbastanza rapido, considerato anche che non ci sono tavoli liberi, e comunque cordiale. *M DPOUP Ă? m TTP FVSP in cui vanno compresi anche acqua e “il succo che risvegliaâ€?. Di questi tempi è un’ottima notizia e quindi, complessivamente, la trattoria si merita un’ampia TVGm DJFO[B "MMB m OF EFM QSBO[P NJ QSVEF MB curiositĂ di fare una ricerca Internet su Sant’Andrea e incappo per caso in un proverbio toscano: ÂŤPer Sant’Andrea – 30 novembre, ndR - piglia il porco per la sèa (setola); se UV OPO MP WVPJ QJHMJBSF m OP B /BUB le lascialo andareÂť. Secondo l’antica TBHHF[[B QPQPMBSF RVFM HJPSOP EJ m OF mese sarebbe infatti il momento piĂš adatto per uccidere il maiale. Forse ho capito perchĂŠ la braciola mi sembrava ipercotta, sarĂ stata l’arrabbiatura del suino per la prematura dipartita ;-). Luca Regazzi

dicembre2017 / gennaio 2018

65


L’IMPORTANTE È LA SALUTE

CONSIGLI PRATICI DI PREVENZIONE

OCCHIO AL CENTROCAMPO A un mio familiare hanno diagnosticato una maculopatia degenerativa. Un problema che si è manifestato senza dolore ma che gli sta causando non pochi problemi non solo agli occhi. E per fortuna che non deve guidare… Mi chiedevo se è una patologia con familiarità, anche perché io sono un fumatore e mi hanno detto che è un fattore di rischio. Mi può dare qualche informazione in più? Giuseppe R._Matera

Il

termine maculopatia comprende tutte le patologie che interessano la macula, piccola e preziosa area centrale della retina deputata alla visione nitida, distinta, particolareggiata e dunque fondamentale per leggere, scrivere, riconoscere i volti e anche per guidare. La forma più comune di maculopatia è la degenerazione maculare senile considerata la principale causa di perdita progressiva della capacità visiva nella popolazione occidentale di età supe-

(molto più frequente e ad andamento lento) o della forma essudativa (più rara, ma aggressiva e rapida), una gran parte delle cellule della macula muoia o venga gravemente danneggiata. Si tratta purtroppo di un processo irreversibile perché tali cellule, una volta distrutte, non si rigenerano più. Nonostante l’elevata prevalenza, pochi conoscono i sintomi della degenerazione maculare senile come evidenziato da un recente sondaggio. Senza considerare che nelle forme monolaterali

È consigliabile effettuare periodiche visite oculistiche di controllo soprattutto dopo i 50 anni. Altro consiglio è quello di lavorare sui “soliti noti”: smettere di fumare e mantenere sotto controllo peso, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo riore ai 65 anni. In Italia interessa più di un milione di persone in prevalenza donne. La causa è da ricondurre al naturale processo di invecchiamento dell’occhio con lo “zampino” dei “soliti noti” fattori di rischio cardiovascolare: ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia, fumo. È stata inoltre dimostrata un’associazione con l’esposizione prolungata ai raggi UV. La malattia si manifesta in genere dopo i 55 anni e ha un andamento ingravescente con progressiva diminuzione dell’acuità visiva. È di fondamentale importanza la diagnosi precoce per evitare che, in un tempo più o meno lungo, a seconda che si tratti della forma atrofica

66 dicembre2017 / gennaio 2018

– almeno inizialmente – l’occhio sano supplisce a quello malato rendendo più difficile la diagnosi precoce. In ogni caso, se si cominciano a vedere immagini distorte e/o macchie scure è importante non perdere tempo. In particolare, qualora si percepiscano come storte o ondulate linee che dovrebbero invece essere diritte quali ad esempio quelle della carreggiata, ma anche i pali della luce o le fughe delle piastrelle o se leggendo le lettere appaiono confuse, distorte e non allineate, bisogna parlare subito con un medico e fare una visita oculistica. Sono le cosiddette “metamorfopsie”, percezioni alterate e distorte delle im-

magini che nelle fasi iniziali della degenerazione maculare senile ostacolano solo la visione di piccoli dettagli. Con il progredire della malattia però diminuisce la sensibilità al contrasto e ai colori e compare lo “scotoma centrale”, cioè una macchia fissa grossolanamente circolare al centro del campo visivo di colore grigio o nero che si sovrappone fino a nascondere ciò che si guarda (volti, oggetti, strada). Sebbene non si arrivi mai alla totale cecità giacché la parte periferica della retina (quella per intenderci che permette di spostarsi in casa e di svolgere delle attività meno precise) è sempre risparmiata, si tratta comunque di una condizione particolarmente invalidante dal momento che impedisce di fatto di vedere tutto ciò su cui si punta lo sguardo. Chi ne soffre fa fatica a leggere l’ora sull’orologio, a riconoscere un volto, a vedere la destinazione di un autobus, a decifrare un cartello stradale, e dunque non riesce più a svolgere le normali attività della vita quotidiana e lavorativa soprattutto quelle che richiedono una buona capacità di risoluzione come ad esempio la guida. Oggi, nell’era digitale ci sono alcune applicazioni facilmente “scaricabili” su smartphone che attraverso semplici test visivi, consentono di intercettare i primi sintomi della malattia e di accelerare la diagnosi. È consigliabile comunque effettuare periodiche visite oculistiche di controllo soprattutto dopo i 50 anni. Altro consiglio è quello di lavorare sui “soliti noti”: smettere di fumare e mantenere sotto controllo peso, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo. Buon viaggio!


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