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Posh
INTERVIEW
FRANCESCA CHILLEMI
“HO CAMBIATO IL MIO LIFESTYLE” In perfetta forma grazie ai benefici dello yoga, sempre bellissima e motivata da un nuovo cammino olistico, Francesca Chillemi è un condensato di esperienze che uniscono recitazione, moda, studio ed esperimenti social. L’abbiamo incontrata come madrina di un progetto speciale targato Filorga. E qui si racconta a partire da una ritrovata convinzione: la bellezza non è un privilegio per pochi, ma un bene diffuso, democratico e in continua evoluzione
Dopo aver mosso i primi passi come modella e aver indossato la corona della più bella d’Italia, Francesca Chillemi ritorna sulle orme della bellezza con il suo nuovo progetto digitale 752 Wellstar, un portale di benessere che guarda al beauty in una prospettiva olistica. Per i successi televisivi, come attrice e conduttrice, c’è ancora posto nella sua vita ma, dopo un’esperienza a New York che definisce #lifechanging, è tornata in Italia per intraprendere un nuovo cammino. Gli occhi grandi e neri non sono mai cambiati, ma oggi, oltre a essere una madre orgogliosa, è soprattutto una donna che investe sulle proprie risorse e vive seguendo le proprie intuizioni. Come racconta rispondendo alle nostre domande… con la grinta e il calore che da sempre la contraddistinguono. Nata sotto il segno del Leone, sei una donna forte ed entusiasta della vita. Quanto sono importanti per te umorismo e determinazione? Lo humor è l’antidoto per tutti i mali. Ci consente di alleggerire i momenti più difficili e ci salva dall’infelicità. L’umorismo mi ha consentito di non prendere troppo di petto alcune situazioni problematiche quindi credo che la vita vada edulcorata con qualche sana battuta divertente. La determinazione è una componente fondamentale del successo. Se prendiamo in considerazione ad esempio i grandi idoli del cinema o della musica, possiamo renderci facilmente conto
di Luisa Micaletti
di quanta importanza abbia avuto la determinazione nel loro percorso. Certo, bisogna lavorarci, ma credo che più grande sia la passione più forte sia la determinazione. Hai viaggiato molto scoprendo anche culture internazionali. Cosa ti hanno lasciato le città in cui hai vissuto? Sono nata e cresciuta in Sicilia fino ai diciotto anni. A Barcellona Pozzo di Gotto, per l’esattezza, un piccolo paese che ho molto amato ma che ha iniziato a starmi stretto già a quattordici anni. Amo le grandi città, dinamiche, iperattive persino, e piene di opportunità. Mossa da una grande curiosità e da un forte desiderio di scoperta, ho vissuto a New York per frequentare una scuola d’inglese e di recitazione. È stato un bel salto a livello personale perché NYC non è una città facile, ma mi ha dato la spinta necessaria a uscire dalla mia comfort zone e a rischiare. Mi è dispiaciuto poi andar via, ma tornare in Italia mi ha conferito quella giusta dose di concretezza che, mentre vivevo il sogno americano, forse mi mancava. Tre le attrici americane che più ami hai menzionato le iconiche Cate Blanchett e Meryl Streep. Quali sono invece i registi con cui ti piacerebbe lavorare? Sogno da sempre di poter lavorare con Quentin Tarantino. L’ho conosciuto proprio a New York e mi è sembrato timido e sensibile, quasi come se non sentisse l’onere della sua grandezza. Credo sia un genio, ermetico e naïf. In Italia invece amerei collaborare con Giuseppe Tornatore. Sono cresciuta con i suoi film e guardarli mi porta indietro nel tempo, alle mie origini, per via del particolare vincolo affettivo che mi lega al suo modo di raccontare la mia terra.