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Posh 68

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DIRETTORE EDITORIALE

Enrico Cammarota enrico.cammarota@uniquemedia.it DIRETTORE RESPONSABILE

Luisa Micaletti luisa.micaletti@uniquemedia.it

CORRISPONDENTI ESTERI New York Anna Casotti Zurigo Fausto Furio Colombo Berlino Andrea D’Addio Londra Michela Dappretto Parigi Alessandra Fanari Pechino Manuela Lietti FASHION EDITOR Marzia Bellotti GRAPHIC DESIGN Stefania Di Bello In cover: Jacket: MONCLER, dress vintage Photographer: MEKA mekaphotographer.com Photographer Agency: Art Talents Digital Assistant: Lisa Micali@Diggy Style Photographer Assistant: Andrea Lilliu@Diggy Style Make Up Artist: Ornella Riverditi Hair Stylist: Mauro Zorba@Face To Face Agency Studio: Diggy Studios Model: Dasha Maletina@Monster Same team for page 64, page 96 and page 154

POSH È DISTRIBUITO IN ITALIA E NEI SEGUENTI PAESI: Australia, Belgio, Brasile, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Giappone, Gran Bretagna, Hong Kong, Israele, Lituania, Malta, Olanda, Portogallo, Singapore, Taiwan, Turchia, Ungheria

POSH è una pubblicazione bimestrale di Unique Media srl, Via Cadolini 34 - 20137 Milano. Ph. +39 02.49542850 advertising: adv@uniquemedia.it mail: segreteria@uniquemedia.it www.uniquemedia.it Stampa Arti Grafiche Boccia Spa Distribuzione SO.DI.P. “Angelo Patuzzi Spa” Via Bettola, 18 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) International Distribution: AIE - agenzia italiana di esportazione srl Ph. +39 02 5753911 www.aie-mag.com


24 Lo sguardo poetico di Gastel 28 New York: the future is now

Fashion show Fall/Winter 2016/2017 Elisabetta Franchi. Ph. Arianna Bonucci

32 Unexpected Synchrony 34 The Japanese Art Touch: intervista a Vicente TodolĂ­ 46 Posh Fashion 48 Culture Chanel 56 Jimmy Choo: multifaceted jewels 66 A modern princess story 74 Broken Girls


100 Catuma Eyewear 104 God is in the details: intervista a Sarantis Tsimilimis

Fashion show Fall/Winter 2016/2017 Piccione.Piccione. Ph. Arianna Bonucci

118 Posh Unique Life 120 Sublime a prima vista 124 Las Ventanas al Paraiso 128 Esotic Wilderness 132 St. Moritz Gourmet Festival: intervista a Reto Mathis 142 Posh Toys: Jaguar, Audi, Bmw, Mercedes, Porsche, Land Rover


POSH art

Lo sguardo poetico

Fashion e design ,

still life e ritrattistica: gi scatti di Giovanni Gastel diventano il riflesso delle parole in una nuova letteratura dell’immagine. In scena a Milano... di Anna Casotti

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Donna, Milano, 1984

È un ritratto di Giovanni Gastel, un’antologica del suo percorso nella lente dell’obbiettivo, dagli esordi – gli anni Settanta – a oggi, curata da Germano Celant e in scena a Milano al Palazzo della Ragione, l’esposizione è un viaggio nelle immagini ritratte da Gastel, nella sua ricerca nel mondo della moda e della sperimentazione visiva. Uno sguardo attento su uno dei grandi protagonisti della fotografia in 25


Angeli caduti_2015

POSH art

una lettura inedita, narrativa, poetica, dove l’immagine diviene il riflesso delle parole. Immerse nel “dedalo” ideato dallo studio Lissoni Architettura che amplifica, attraverso un display labirintico, la creatività di Gastel e i suoi molteplici racconti visivi. Giovanni Gastel A cura di Germano Celant Palazzo della Ragione, Milano, 23 settembre -13 novembre 2016 26


POSH icon city

The future is now Rinasce Lower Manhattan

sotto il segno dell’avanguardia, dopo 15 anni da quel 9/11 che lo colpì al cuore: ecco il nuovo volto di Downtown, tra lufur opening, destination gourmand, new hotel e boutique esclusive avvolte nel sublime organicismo irmato Calatrava di Anna Casotti

WTC

È uno dei progetti più innovativi dell’architettura contemporanea, Oculus a Lower Manhattan, uno spazio total white in cui l’architettura organica di Santiago Calatrava celebra il futuro di New York. E reinventa la piazza di matrice europea su cui si affacciano le boutique dei brand più celebri tra cui Dior, Caudalie, Aesop, Kiehl's, Stuart Weitzman, Lacoste, in un luxury mall che ha il sapore della rinascita. Un simbolo di libertà che Santiago Calatrava ridefinisce attraverso la figura di un uccello che si libra in volo: è questa visione di purezza formale che Oculus - il 28

nuovo hub del WTC - narra attraverso il tratto di un maestro dell'architettura. «Grazie alla sua struttura e alla luminosità, Oculus è una piazza per New York, allo stesso modo in cui le piazze erano tradizionalmente intese in Europa: come luogo per la visita e la raccolta in cui l'accesso ai principali luoghi della città sono articolati». Una struttura total white destinata alla shopping experience che appare come una cattedrale sospesa: «la visione che abbiamo è quella di una "piazza vivente" ovvero un luogo di incontro in cui le persone possono sedersi a bere un caffè...» Uno spazio di ritrovo per

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acquadiparma.com


POSH icon city

Four Seasons

i newyorkesi, un nuovo omaggio al WTC Transportation Hub e alla tradizione americana di creare e celebrare grandi spazi all'interno di stazioni ferroviarie. Un edificio sostenuto da “colonne di luce”, come Calatrava ama definire il suo Oculus, perché è proprio nell’illuminazione naturale che la struttura trova la sua origine creativa. «Gli elementi strutturali in acciaio sono unici al mondo e qualcosa di completamente nuovo. Credo che la stazione stia per seguire le orme di altre icone della città, come ad esempio i ponti sul Hudson e l’East River. E all'interno della tradizione dell'architettura civile di New York, e anche all’interno Osteria della Pace della tradizione americana di andare oltre i limiti». Un Rinascimento creativo che investe fashion, design, architettura, gourmet, hotellerie come la leggendaria ospitalità firmata Four Seasons (opening 26 settembre) che reinterpreta l’eleganza del quartiere affacciato su Wall street con le sue 189 stanze e suite, un’urban spa e un nuovo ristorante, il CUT by Wolfgang Puck; o l’esclusività che si assapora all'interno della magnifica cupola vetrata che accoglie il luxury Brookfield 30

Place, sulle rive dell’Hudson, con le più importanti case di moda contemporanea - da Diane von Furstenberg a Bottega Veneta a Michael Kors; o ancora il nuovo Saks Fifth Avenue di Downtown, quasi 8mila mq di pura eccellenza; il Westfield World Trade Center con 60 negozi e 40 in apertura entro la fine dell’anno; la destination gourmand Eataly e il suo ristorante Osteria della Pace, guidato dallo chef Riccardo Orfino, aperto all'interno del 4 World Trade Center… Un fermento che ha affascinato anche John-Georges Vongerichten, il cuoco delle celebrity, che entro il prossimo aprile 2017 ha scelto per il suo ristorante in stile fish market uno dei luoghi più affascinanti di Lower Manhattan: il Pier 17 di South Street Seaport accanto al molo che Tommy Hilfiger, in occasione della fashion week, ha trasformato in un eccentrico pop-up Carnival, dal nome evocativo, Tommy Pier. E tra un percorso sospeso in stile High Line, affacciato sulla Freedom Tower, e le candide ali dell’Oculus, lo scenario di Lower Manhattan si svela in tutta la sua imponente avanguardia. Lasciando all’immaginario ciò che il futuro ha oggi riscritto...


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POSH exhibition

Unexpected

synchrony

La genialità sartoriale di Gianfranco Ferré

e l’arte fotografica di Michel Comte per due mostre che si inseriscono nell’ambito delle molteplici iniziative per il bicentenario dell’arrivo di Maria Luigia d’Asburgo-Lorena a Parma. Un percorso emozionale in un gioco di assonanze estetiche tra abiti e fotografie in un trionfo artistico senza tempo di Marco Torcasio

“Ferrée Comte DETTAGLI. Grandi interpreti tra moda e arte”, progetto ideato da Alberto Nodolini e prodotto da Ankamoki, si snoda nelle sale del primo e secondo piano di Palazzo del Governatore di Parma dal 30 settembre 2016 al 15 gennaio 2017. La mostra, realizzata grazie al fondamentale contributo della Fondazione Gianfranco Ferré, propone un’ampia selezione di capi delle collezioni Alta Moda e Prêt-à-Porter, frutto di un lavoro di ricerca finalizzato all’individuazione di “inattese assonanze” tra alcune declinazioni dello stile di Ferré e le passioni, il gusto e i tempi della “Buona Duchessa”. Una mostra giocata tutta sui dettagli della storia del costume reinterpretati in moda dal genio di Ferré. È questo che evidenziano i 60 splendidi capi esposti, accompagnati dai bozzetti preparatori. La mostra intende creare un percorso emozionale e filologico al contempo. Articolata in ambienti tra loro ben distinti, si 32

dipana una vicenda, non solo e non tanto connotata in termini storico-temporali, quanto concepita ponendo l’accento sui gusti, le passioni, le fascinazioni dell’epoca e dunque della protagonista Maria Luigia. Da sempre affascinato dalle grandi donne della storia, Gianfranco Ferré nelle sue collezioni vive come costante il richiamo alle mode del passato. In un gioco di assonanze estetiche, gli abiti esposti mostrano chiaramente come Ferré dialoghi con la cultura neoclassica cogliendo l’essenza del vestire, da Giuseppina di Beauharnais, prima moglie di Napoleone, alla “Buona Duchessa” Maria Luigia, consorte in seconde nozze di Napoleone. Nel suo guardare al passato Ferré non lavora sull’insieme, ma sui particolari che, destoricizzati, vengono esaltati e resi contemporanei.

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Neoclassical Cross, Michel Comte

POSH exhibition

Nella mostra Michel Comte “Neoclassic”, situata al secondo piano di Palazzo del Governatore, curata da Jens Remes in collaborazione con Alberto Nodolini e Anna Tavani, le emozioni di un antico passato sono reinterpretate con rigorosa poesia da uno fra i più prestigiosi fotografi contemporanei. Nella visione di Michel Comte il Neoclassicismo, da sempre, prima ispira e poi porta alla distruzione. Ma ancora oggi il fascino dell’arte Neoclassica rimane immutato nella storia, nella moda e nel design. In NEOCLASSIC Comte racconta il suo modo di interpretare la parabola neoclassica attraverso un percorso di sculture, installazioni di luce e immagini fotografiche. «La mostra di Parma èla mia analisi personale dello stile e del tempo neoclassico» spiega Michel Comte «Una riflessione ideologica attraverso l’espressione artistica consapevole del fatto che sì, possono andare in frantumi i simboli e gli uomini, ma non la bellezza artistica che rimane al di là di ogni ideologia. Dai primi cenni classici riconoscibili nella cittàdi Olimpia fino al 34

XX secolo, il Neoclassicismo è sopravvissuto. Imperi sono stati costruiti e poi si sono sbriciolati, ma lo stile rimane ancora oggi nella moda e nel design. Con questa mostra vorrei coniugare l’essenza della mia visione che rappresenta il Neoclassicismo. Con la creazione di sculture di luce e di oggetti che ci collegano alla storia dell’arte neoclassica. Dai tempi di Roma al Fascismo, imperi e immagini in gran parte sono stati distrutti. I restanti frammenti e le restanti ideologie dovrebbero ricordarci che ogni frammento e ogni ideologia èstata un tempo ricerca di perfezione. Olympia di Albert Speer, lo stadio di Berlino che ospitò l’XI edizione dei Giochi Olimpici, è un’esplicita dedica alla perfezione Neoclassica e al sogno che andò poco dopo sbriciolandosi. Le sculture di variazione, le opere d’arte e le sculture di luce create appositamente per questa mostra, sono la mia analisi personale dello stile e del tempo neoclassico. La bellezza dei pezzi sopravvissuti che mi ricordano il Pantheon e l’Acropoli greca mi evocano il riposo di una perfetta armonia. La bellezza rimane».


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POSH art

The japanese art touch Leggerezza e incombenza,

linearità e tensione, solidità e immaterialità hnter.enti site1specific nello spa0io e nel tempo 9 elli di Kishio Suga, fig ra cvia.e dell2arte contemporanea giapponese, in mostra presso Pirelli HangarBicocca fino al uD gennaio uq7A ’ccasione d2incontro con il c ratore e Oirettore Irtistico Vicente Todolí di Marco Torcasio

Con una struttura architettonica tipicamente industriale (qui si costruivano componenti di treni) e una superficie di 15.000 metri quadrati, Pirelli HangarBicocca è uno degli spazi espositivi più grandi d’Europa, un luogo flessibile di conoscenza e di approfondimento dei temi dell’arte e della cultura contemporanei. Dal 30 settembre 2016 al 29 gennaio 2017 sarà sede privilegiata del progetto espositivo “Situations”, mostra personale di Kishio Suga. Protagonista dell’arte giapponese dagli anni ‘60 a oggi e figura centrale del movimento Mono-ha, letteralmente “scuola delle cose”, è una personalità di spicco dell’arte contemporanea e comunica attraverso un lin-

guaggio che unisce una relazione profonda con la natura a una ricerca sui materiali e sullo spazio. I lavori di Suga si presentano, anche in questa occasione, e in continuità con la sua pratica, come interventi temporanei volti a mettere in luce aspetti di coerenza e di sperimentazione. Nel caso specifico di “Situations” prefigurano un paesaggio costituito da elementi quali ferro, zinco, legno, pietre e paraffina. La curatela è di Yuko Hasegawa e Vicente Todolí, ex direttore della Tate Modern e attuale Direttore Artistico di HangarBicocca. L’abbiamo incontrato per scoprire insieme le caratteristiche del percorso espositivo in funzione delle specificità degli spazi di Pirelli Han-

garBicocca, l’intensa programmazione della Fondazione e l’animo eclettico di un uomo che ha fatto dell’arte la propria ragione di vita. Pirelli HangarBicocca presenta Situation di Kishio Suga. Che cosa significa questo evento per lo spazio milanese e in che modo si sviluppa il percorso espositivo? Questa è la prima retrospettiva importante, al di fuori dal territorio giapponese, dedicata da un’stituzione europea a Kishio Suga, tra i principali esponenti del movimento Mono-ha. Il suo linguaggio artistico mette in relazione la natura con elementi

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Kishio Suga Law of Multitude (Tabunritsu), 1975/2012


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POSH art

post-industriali e la sperimentazione materica e dimensionale che contraddistingue la sua visione si adatta di volta in volta alle caratteristiche del luogo che l’accoglie. HangarBicocca si presta ad ospitarlo nel migliore dei modi perché la temporaneità delle esposizioni di Kishio e il modo che egli ha di reinterpretare lo spazio in ogni sua mostra sono variabili che incarnano propriamente anche l’assetto strutturale di Hangar. L’interazione tra gli spazi rinnovati e l’opera di Kishio dà vita a un percorso espositivo mai visto prima. La mostra si compone di venti installazioni molto diverse l’una dall'altra? A lei il piacere di raccontarcene in anteprima qualcuna per comprendere meglio la visione dell’artista. Lo spazio del Cubo è reso inaccessibile al pubblico con Left-Behind Situation, 1972/2016. L’opera, ricostruita nella versione più grande mai realizzata fino a ora, è composta da un unico cavo metallico di tipo industriale che è teso nello spazio su due livelli, congiungendo diversi punti delle quattro pareti e creando orizzontalmente intersezioni diagonali su cui sono poggiati in precario equilibrio blocchi di pietra e di legno. Un’altra opera concepita come indagine sui materiali e sulle loro caratteristiche fisiche è Soft Concrete, 1969/2016. Su un grande magma di cemento sono inseriti pezzi rettangolari metallici a rievocare la tensione tra l’aspetto molle del cemento quando è ancora fresco e la rigidità del metallo. Materiali che pur essendo molto diversi si incontrano cromaticamente nel colore grigio. Si tratta di un’esposizione a carattere temporaneo o ci sarà un lascito permanente da parte dell’artista allo spazio? L’arte di Suga presenta di volta in volta caratteristiche che rendono ogni sua retrospettiva diversa da qualsiasi precedente installazione per questo verrà tutto rimosso. Gli elementi organici e quelli industriali hanno un legame molto forte con il luogo in cui la mostra prende forma, non a caso i materiali impiegati in questo allestimento specifico sono stati recuperati a Milano e

dintorni. Ma se l’opera svanisce, l’artista al contrario le sopravvive. A ottobre Edimburgo e a novembre New York vedranno infatti altre due mostre molto importanti dedicate al pioniere della Mono-ha. Sembra proprio che questo sarà l’anno di Suga. Il suo lavoro curatoriale dal 2012 a oggi ha trasformato Pirelli HangarBicocca... Quando ci si prefigura un programma è come se si giocasse una partita con la mente. Nel dialogo continuo che c’è stra spazio e arte può capitare che uno superi l’altro e viceversa, ma il mio obiettivo da raggiungere è sempre stata l’idea della simbiosi. La possibilità di ospitare all’Hangar mostre che non potrebbero essere allestitein nessun’altra galleria mi rende soddisfatto del mio lavoro. Una prerogativa dell’Hangar all’interno del sistema dell’arte italiano?

Vicente Todolí © Lorenzo Palmieri

Abbiamo la fortuna di lavorare con Pirelli che dedica molte energie all’arte. Un vero e proprio lusso oggi. Realizzare una programmazione indipendente è molto difficile perché i musei a differenza delle fondazioni per sopravvivere devono tener conto di molti altri elementi: fundraising, management, etc. HangarBicocca invece vanta quest’invidiata possibilità. La scelta di non lavorare in Paesi in cui permangono forti diseguaglianze o esistono regimi totalitari rappresenta una chiara presa di posizione. Cosa comporta tutto questo a livello curatoriale? Questa è una mia posizione molto personale che non necessariamente deve essere condivisa. Per me l’arte è libertà e non accetterei di lavorare dove questa libertà non abbia modo d’esistere o sia severamente

limitata. È un’istanza etico-politica prima ancora che artistica. La precedente direzione del Tate di Londra è considerata da molti un modello museale. Cosa le è rimasto di quell’esperienza e in che cosa l’ha cambiata? Dal 1996 al 2003 ho diretto il Museu Serralves di Porto. Dal 2003 al 2010 la Tate Modern. È stato come passare da una barca a vela a una portaerei. Sulle portaerei a volte si tende a stare immobili, a non percepire il movimento delle onde. Per me le onde simboleggiano l’arte e le sue oscillazioni. Per questo ho voluto tornare ad occuparmi di barche a vela come l’Hangar, con le quali viaggiare in capo al mondo. La programmazione di Hangar prosegue dopo Suga con nuove mostre sempre nell’ottica della promozione dell’arte contemporanea. Può anticiparci qualche nome? Da febbraio a maggio 2017 toccherà a Miroslaw Balka, con una una mostra dedicata allo scultore attivo fin dagli anni Ottanta che nel 2009 ha realizzato il progetto How It Is per “The Unilever Series” alla Tate Modern di Londra. Da giugno a novembre 2017 sarà il momento di Lucio Fontana, per celebrare l’opera di uno dei più influenti e riconosciuti artisti italiani in una mostra dedicata agli Ambienti Spaziali. Quali i luoghi di Milano a lei più cari, dopo HangarBicocca naturalmente? Le Fondazioni Trussardi e Prada, per il duro lavoro svolto negli ultimi anni e il Museo del 900 per l’importanza delle collezioni. Sono molto attento anche alle diverse Gallerie d’Arte Contemporanea che negli ultimi anni hanno sopperito ad alcune mancanze museali. Ma prima di andar via da Milano vorrò visitarla anche al di fuori dei luoghi d’arte a me tanto cari perché la creatività in questa città si respira ovunque.

“Situations” - Kishio Suga A cura di Yuko Hasegawa e Vicente Todolí Milano, Pirelli HangarBicocca 30 settembre 2016 – 29 gennaio 2016 n English text pag. 155

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POSH design

y Design revolution p

La classicità del divano chester e la contemporaneità della sua dimensione gravitazionale: una nuova concezione rivoluzionaria e innovativa ideata dal visionario Marcel Wanders per Moooi dà vita a Charleston Chair, una seduta realizzata attraverso l’idea di porre in verticale il sofa e trasformarlo in una poltrona dal carattere regale. Un oggetto la cui teatralità scenica esprime una visione ribelle del design, mantenendo intatto quel dialogo tra forma e funzione, per reinventare una nuova estetica. Scandendo il ritmo di un’armonia declinata nel capovolgimento dei canoni abituali attraverso la tradizione stessa. moooi.com 40


POSH event

z In Cartier love with

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Passeggiando per le strade newyorkesi e fermandosi all’angolo tra la Fifth Avenue e la 52esima strada si giunge in un luogo dove il lusso si sposa con l’eleganza e la ricercatezza con lo stile. Dopo un restauro durato quattro anni la Mansion Cartier di Manhattan ha riaperto le porte con un evento in grande stile che ha coinvolto gli ospiti in una serata densa di storia e meraviglia. Numerose le celebrities presenti tra le quali Katie Holmes, Edward Norton, Ellie Goulding, Sofia Coppola, Olivia Palermo, Patti Smith, Sienna Miller, Bianca Brandolini e Lewis Hamilton. Il leggendario indirizzo che ospita la Maison dal 1917 è tornato così a risplendere, aggiungendo una nuova suggestiva dimensione al già celebre paesaggio urbano dell’Upper East Side. Il nuovo salotto conserva il patrimonio architettonico originale e nel contempo migliora l’esperienza dei clienti che possono usufruire anche di zone private dove trattare acquisti speciali. Progettato 42

come una grande dimora e acquistato quasi un secolo fa in cambio di una costosissima collana di perle, è composto da numerose sale in cui è possibile ammirare e scoprire gioielli, orologi, accessori e molte altre creazioni Cartier. Lo spazio è più del doppio rispetto al passato e si snoda su quattro piani che grazie alla visione dell’architetto Thierry Despont presentano uno stile mai lasciato al caso. A farla da padrone trenta nuovi lampadari riprendenti le linee originali. Un omaggio alla tradizione che ritorna anche nell’utilizzo di legno di rovere e nell’inserimento di numerosi oggetti di antiquariato. Se, varcandone la soglia, si avrà la sensazione di trovarsi all’interno di una boutique di inizio Novecento, a riportare subito i clienti nella contemporaneità saranno i numerosi servizi tecnologici del ventunesimo secolo messi a disposizione. La perfezione senza tempo, dunque, che sposta il calendario indietro di un secolo, quando ebbe inizio la fiaba Cartier.


POSH watch

Enchantment Time Dodici luoghi, ambientazioni poco conosciute, talora inaccessibili, catturati dall’obiettivo del fotografo Steve McCurry che condivide il suo sguardo unico sul mondo per illustrare la nuova collezione di Vacheron Constantin: incarnazione autentica dello spirito del viaggio. La Maison rivela i primi sei capitoli di questo Overseas Tour di Enrico Cammarota

Eleganza casual e praticità senza tempo. I nuovi orologi Overseas incarnano alla perfezione lo spirito del viaggio e l’heritage Vacheron Constantin in tutta la sua magnificenza, alla stregua di un globetrotter che mediante nuove scoperte affina e arricchisce senza sosta la sua visione del mondo. Attraverso l’Overseas Tour, il celebre fotografo americano Steve McCurry trasmette e rafforza questa tradizione, immortalando per l’eternità i luoghi del suo viaggio. L’Acquedotto di Padre Tembleque in Messico, la Stazione di Grand Central a New York, il Pozzo di Chand Baori in India, il Buddha gigante di Leshan in Cina, l’Onsen di Tsurunoyu in Giappone e la Manifattura Vacheron Constantin a Ginevra, catturati dall’obiettivo, si armonizzano con i valori fondamentali insiti nel patrimonio e nella filosofia di Vacheron Constantin per rappresentare in maniera perfetta l’unione tra bellezza e precisione. 44


recarlo.it


Fashion Fashion Show Moschino Fall/Winter 2016/2017

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Photo by Arianna Bonucci


Zaha Hadid, Hafenstrasse Hamburg

POSH culture

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z In love with

Venice j

a città delle meraviglie architettoniche che si specchiano nel Canal érande e dei dùcor opulenti che incorniciano edifici sublimi si rinnova all’insegna del lusso e torna come un tempo al centro del mondo. Misplendono di nuova luce alcuni dei suoi tesori piV preziosi come il eone della Basilica di San Larco e i mosaici del frontone restaurati da Chanel, in un sottile fil rouge che evoca la passione e il fascino di Lademoiselle per la città dei Dogi. R oggi tra location esclusive, esposizioni inedite e festival del et set internazionale, sotto lo sguardo imponente dei simboli di Eenezia, inaugura accanto al :onte di Mialto un vero e proprio hub dedicato all’eccellenza il T Fondaco dei Tedeschi by DFS, per una luxury experience sospesa sull’acqua

di Luisa Micaletti


Culture

Chanel z

Nel fascino veneziano Mademoiselle Coco esprime la sua estetica sensoriale nel settimo episodio di Culture Chanel, una collezione di mostre ideate da Jean-Louis Froment che da Mosca a Shanghai, da Pechino a Parigi hanno raccontato i molteplici universi artistici di Gabrielle Chanel. Un itinerario che attraverso segni, immagini e linguaggi definisce la vision della couturier, la sua passione per le arti, il dialogo con gli artisti del tempo, gli emblemi e la simbolica che in ogni sua creazione appare traslitterata in minuziosi dettagli. Mademoiselle Coco e il suo amore per la lettura: dai classici greci ai poeti moderni, le opere che hanno fatto parte della sua immensa biblioteca sono oggi protagoniste della mostra “La donna che legge” un’esposizione che si snoda nelle sale di Ca’ Pesaro a Venezia, la città che fu per Gabrielle Chanel un’importante fonte di ispirazione. Un luogo che oggi svela per la prima volta la biblioteca di Mademoiselle, la relazione inedita con i libri e la scrittura, in un caleidoscopio immaginifico tra le opere di Omero e

Platone, Virgilio, Sofocle, Lucrezio, Dante... E ancora Montaigne, Cervantes, Mallarmé, in un legame imprescindibile con l’universo Chanel attraverso analogie e relazioni con il suo vocabolario estetico e la sua concezione creativa: dediche, fotografie, opere pittoriche, disegni si alternano alle creazioni di moda, al gusto per il classicismo e il barocco, alla passione per la Russia e per gli ori veneziani. In un gioco di specchi in cui gli oggetti dell’appartamento al 31 di rue de Cambon dialogano con gioielli e profumi, scandendo il ritmo di una creatività ancestrale che trova nella storicità la sua modernità senza tempo. In un ritratto intimista che ne rivela la sua leggenda.

Culture Chanel La donna che legge 17 settembre 2016 - 8 gennaio 2017 Fondazione Musei Civici di Venezia Ca’ Pesaro-Galleria Internazionale d’Arte Moderna


Gabrielle Chanel Douglas Kirkland


POSH culture

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NEW LUXURY HUB

BEAUTY BOUTIQUE

Crocevia tra Oriente e Occidente, tra commercio, arte e cultura, fascino e magia, decadenza e sfavillante raffinatezza... Venezia ritorna a essere il fulcro del mondo in una connessione di espressioni creative che reinventano le sue epoche, tra new opening e inediti concept mall. Rinasce il Fondaco dei Tedeschi, l’edificio veneziano dal 1222 al servizio del commercio e della cultura: la sapiente ristrutturazione dell’architetto olandese Rem Koolhaas trasforma il palazzo in una destination luxury che il 1° ottobre porterà a Venezia una nuova dimensione dell’unicità grazie al Gruppo DFS che ha scelto la città lagunare per la sua prima Galleria in Europa: T Fondaco dei Tedeschi. Con un interior design firmato dal designer Jamie Fobert (tra i suoi progetti i concept store di Versace e Givenchy) atto a valorizzare una shop expertise all’interno di un antico edificio, all’ultimo piano l’Events Pavilion è concepito con una suggestiva terrazza da cui osservare Venezia nella sua totalità e nella sua sublime perfezione. Districandosi con lo sguardo tra i ponti e i canali, nell’incanto che questa città sprigiona da ogni “campo”, il T Fondaco dei Tedeschi è il nuovo emblema dell’eccellenza veneziana tra haute beauté con marchi come Estée Lauder, Givenchy, Guerlain, Jo Malone, Kiehl’s, La Mer, Lancôme, Sisley, Acqua Di Parma; joaillerie e horlogerie deluxe - Bulgari, Chopard, Hermès, Hublot, Montblanc; fashion brand - Aquazzura, Bottega Veneta, Fendi, Gucci, Jimmy Choo, Lanvin, Proenza Schouler, Valentino e in esclusiva Bing Xu, Lagooneyes, Roberta Rossi Venezia; tasting e destination gourmet... Ma T Fondaco dei Tedeschi è anche una nuova meta per le arti e la cultura: in occasione della sua apertura il progetto site-specific firmato Fabrizio Plessi “Under Water” trasforma l’Events Pavillon in un autentico viaggio nel tempo in cui si svelano i legami tra la Serenissima e l’Impero Bizantino, immersi nelle immagini proiettate da 60 schermi sospesi, tra frammenti di mosaico sommersi dall’acqua. Evocazioni fluide, mutevoli, oniriche. Il Fondaco dei Tedeschi by DFS Group Fontego dei Tedeschi, Calle del Fontego dfsgroup.com

Il mondo della bellezza secondo Chanel diviene una narrazione raffinata nel nuovo concept store dedicato alla haute beauté che la Maison inaugura nel cuore di Venezia, tra esperienze esclusive e personalizzate in cui l’universo di Mademoiselle Coco si stempera tra linee essenziali, materiali high-tech, arredi laccati e cromie iconiche. Beige, nero e rouge noir delineano l’interior design delle diverse aree - Make up, Soin, Parfum e uno spazio riservato alla consultazione - tra percorsi emozionali e rituali high end. E per l’opening un percorso alla scoperta della nuova fragranza N°5 L’Eau. Chanel Fragrance & Beauty Boutique Sestriere San Marco 1254/A, Venezia

ART DÉCO EMOTION Era il 1837 quando a New York inaugurò il suo primo negozio, intramontabile icona grazie alla delicatezza di Audrey Hepburn e della sua “colazione da Tiffany”, che nelle sue Blu Box del Pantone 1837 rivela i gioielli più emozionanti... Oggi è a Venezia, a due passi da Piazza San Marco, che il marchio ha scelto di inaugurare la sua boutique di 238 mq tra i motivi d’archivio che rivelano la sua storia come la facciata Art Déco decorata con foglie di grano inciso su vetro color Tiffany Blue, pareti di velluto nella nuance crema per le sale dedicate ai gioielli e per la private sales, pannelli con glicine in oro bianco e magnolie in fiore che sbocciano su candelabri creati dall’artista newyorkese Michele Oka Doner, motivi ispirati ai capolavori in vetro di Louis Comfort Tiffany (1848–1932). Immersi nei diamanti Tiffany che illuminano tutte le collezioni, dagli anelli di fidanzamento alle creazioni di Elsa Peretti ai coloratissimi preziosi di Paloma Picasso. Un luogo che è pura emozione. Tiffany&Co. - Calle Vallaresso

EXPOSITION È alla Fondazione Berengo che durante la Biennale di Architettura un’inedita retrospettiva sui lavori del Pritzker Prize Dame Zaha Hadid invade il suggestivo spazio di 500 mq: un viaggio nelle sue creazioni


CHANEL – Photo Karl Lagerfeld


Photograph by Delfino Sisto Legnani and Marco Cappelletti, Courtesy of OMA

Boutique Tiffany&Co.

attraverso quadri, disegni, maquette e installazioni video, e nella visione creativa di un genio dell’architettura che ha rivoluzionato la geometria. Scandendo una nuova concezione del progetto in un vertiginoso splendore. Fino a novembre 2016. fondazioneberengo.it A cura di Marino Barovier Paolo Venini e la sua Fornace è un percorso attraverso 300 opere che raccontano la visione creativa di Paolo Venini e di alcuni degli artisti che lo hanno affiancato: da Tyra Lundgren a Gio Ponti, Riccardo Licata, Ken Scott, Massimo Vignelli, Tobia Scarpa. Isola di San Giorgio Maggiore, fino all’8 gennaio 2017

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T Fondaco dei Tedeschi by DFS

FIVE STARS È un nuovo hotel deluxe affacciato sul Canal Grande, Palazzo Venart sorto nel cinquecentesco Ca’ Bacchin delle Palme trasformato da LDCgroup (gruppo alberghiero di Taiwan) in un intimo cinque stelle: 18 camere e suite sono immerse in opulenti arredi ed eleganza rétro, tra wallpaper floreali e preziosi chandelier, ognuna simbolo e racconto di un aspetto della storia e della cultura veneziana. Palazzo Venart - Santa Croce 1961 palazzovenart.com


Fragrance & Beauty Boutique Chanel

SOTTO IL SEGNO DEL LEONE Il simbolo di San Marco, il Leone, si erge con fierezza immerso in un cielo stellato di splendidi mosaici che evocano l’Impero Bizantino, icona della magia di Venezia. Un emblema ricorrente nei codici di Mademoiselle Coco che con il fascino della laguna aveva un particolare legame, una passione per la sua eleganza e un amore per la sua bellezza. «Era una città al di là del tempo che sembrava fluttuare tra cielo e mare. Una città che portava a un senso di oblio e di sogno. Soprattutto la sera quando il sole tramontava e la ricopriva d’oro» scriveva Mademoiselle. Un universo di meraviglia e incanto in cui Gabrielle Chanel si sentì rinascere e dove scoprì il suo splendore: i musei, i palazzi, le calli e la Pala d’Oro di San Marco, un capolavoro di alta oreficeria dell’arte bizantina, un tesoro unico al mondo. Ed è per questo intrinseco legame con la città dei Dogi che la Maison Chanel, mecenate del Comitato Francese per la salvaguardia di Venezia, ha restaurato alcuni dei suoi tesori più preziosi, il Leone della Basilica e i mosaici del frontone di San Marco, per far risplendere i simboli di una città unica al mondo.

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Multifaceted

Jewels

Sinonimo di sensualitĂ e irrinunciabile must per le shoes addicted di tutto il mondo, Jimmy Choo seduce attraverso la minuziosa cura dei dettagli e la perfezione artigianale che contraddistingue il brand sin dagli esordi. La nuova esclusiva boutique milanese, limited edition celebrative e situazioni da red carpet sono i capitoli di una narrazione stilistica che colpisce per design e accenti glamour come racconta il Direttore Creativo Sandra Choi

Photographer: Meka mekaphotographer.com Photographer Agency: Art Talents Digital Assistant: Lisa Micali@Diggy Style Photographer Assistant: Andrea Lilliu@Diggy Style Make Up Artist: Ornella Riverditi Studio: Diggy Studios Model: Martina Martone@Diggy Models

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JC ha inaugurato il primo store per uomo a Milano e riaperto, dopo un importante restyling, la boutique donna. Verso quali nuove prospettive si proiettano? Milano è una realtà molto importante sia da un punto di vista commerciale che strettamente fashion. È stato prioritario aggiornare lo store, affinché fosse in linea con il nuovo concetto di design globale, ampliandone la superficie e introducendo la collezione uomo in uno spazio adiacente alla boutique donna, per consentire ai nostri clienti di sperimentare a pieno tutto l’universo Jimmy Choo. L’intera collezione di scarpe, borse, accessori, occhiali da sole e profumi impegna due piani. Il nostro esclusivo servizio “Made-toOrder” e la vip room ad uso della collezione nuziale sono situate al piano terra inferiore. Cromie delicate e texture raffinate, stratificate attraverso sottili superfici luminose, conferiscono profondità ai dettagli e riflettono il dinamismo e la creatività dell’intero progetto. Oro satinato, pavimenti in marmo, velluti, tessuti mesh, finiture metalliche e lampadari in vetro enfatizzano l’allure dell’ambiance mentre i capi scorrono su lussuosi display. In che modo le ambientazioni, l'interior e i servizi dei due store comunicano tra loro e declinano la personalità maschile e femminile del brand? I negozi hanno ingressi separati, ma un passaggio di collegamento interno fa sì che i due mondi siedano fianco a fianco mantenendo la propria identità, pur mettendo in evidenza i tratti condivisi della personalità. L’estetica degli interni è raffinata e moderna, con accenti d’epoca e riferimenti d’interior design d’ispirazione contemporanea. La celebrazione della griffe passa anche attraverso una limited edition esclusiva. A lei il piacere di raccontarcela.

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È composta da tre modelli, uno stivale alto fino al ginocchio, un sandalo che combina il pitone con dettagli in pelle nera e un plateau con paillettes rosa pallido che rappresentano un tributo alla sofisticata personalità della moda milanese. Memento. Un termine dal sapore evocativo svela una capsule che rende omaggio ai primi 20 anni di storia del brand. Come si sviluppa? In occasione del nostro 20° anniversario, ho progettato Memento, un omaggio ai momenti che hanno definito nel tempo lo stile di Jimmy Choo. Le venti scarpe e borse che compongono la collezione onorano l’heritage glamour del brand costruito nel tempo anche grazie a situazioni da red carpet. La capsule appassiona e diverte in egual misura. Continuare a interpretare il glamour in un’ottica sempre moderna è prerogativa di pochi. Come ci riesce JC? Jimmy Choo è come un gioiello con molte sfaccettature. Dal glamour delle situazioni più patinate alle collezioni che ambiscono a innovare, sperimentare e sorprendere. Sempre in equilibrio per soddisfare le esigenze di una donna moderna, che ama interpretare molti ruoli nella vita e non ha bisogno semplicemente di una scarpa, ma di più stili che vestano la dinamicità che la contraddistingue. La sua passione per couture e design scaturisce dal profondo rapporto che la lega al padre fondatore del brand. Come lo descriverebbe? Mio zio mi ha insegnato i principi fondamentali dell’artigianalità. Ho profondo rispetto per il suo talento come calzolaio, era un esperto del mestiere. Aveva una meticolosa attenzione ai dettagli quando si trattava di forma e finiture di una scarpa. Ha instillato l’importanza di tutto questo in me fin dall’inizio. Gli sarò sempre grata per ciò che ho imparato e per le persone che ho incontrato


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Jimmyz Choo è come un gioiello con molte sfaccettature.

Dal glamour delle situazioni più patinate alle collezioni che ambiscono a innovare,

sperimentare e sorprendere

durante il tempo trascorso insieme. È stato un viaggio incredibile. Come si combina lo stile inglese all’artigianalità made in Italy che insieme rappresentano la chiave del successo del brand a livello internazionale? Abbiamo lavorato con i nostri stabilimenti in Italia fin dall’inizio, la qualità della lavorazione artigianale e i materiali impiegati in Italia sono di altissimo livello. E la tradizione si trasmette attraverso le generazioni. È affascinane contemplare il viaggio compiuto dal nostro prodotto che prende vita nelle fabbriche che si trovano in zone rurali delle campagne italiane per poi essere visualizzato nell’ambiance di lusso dei nostri negozi. Sandra Bullok, Cate Blanchett, Natalie Portman sono solo alcune delle celebrities che amano indossare Jimmy Choo. Perché siete così amati dallo star system? I personaggi famosi che scelgono di indossare JC sul red carpet o nella vita privata si basano sul nostro impegno per qualità e design che li fa sentire sicuri

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nei momenti più importanti. Nonostante la scarpa rimanga il core business produttivo, anche borse e accessori contribuiscono a declinare il lusso così come JG lo interpreta. Quanto sono importanti? Le calzature rappresenteranno sempre il cuore e l’anima del brand, ma l’importanza delle borse continuerà a crescere. Gli occhiali da sole, le sciarpe e profumi ci hanno permesso di espandere il mondo Jimmy Choo con incredibile successo. Quale paio di scarpe indossa più spesso e a quale non rinuncerebbe mai? Il modello Pascha SS05, un sandalo minimal con fibbiette, ne ho tre paia perché amo la semplicità dello stile. Anouk invece è la scarpa che preferisco vedere indossata dagli altri. Per l’autunno e l’inverno amo gli stivali in velluto come ad esempio i modelli Mari eDeon. Per quanto riguarda i tacchi, per sentirmi a mio agio non scendo mai sotto i dieci centimetri.


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Colorful

belle epoque Le contaminazioni del folklore gipsy

e la morbidezza di un fascino a tinte rétro sublimano il talento della giovane designer Anita Radovanovic, fondatrice, insieme al compagno Savid ilbermann dell’etichetta Mes DemoisellesD Mttesa a ilano l’apertura della prima boutiAue esclusiva, tra visioni adesso romantiche, adesso rock’n’roll

Il successo internazionale è stato ufficialmente decretato dalla SS07, troppo preziosa per non essere immediatamente apprezzata dal pubblico giovane, quello più esigente. Un sottile mix di eleganza, spirito gipsy e femminilità con tocchi glamour col tempo è riuscito ad affrancarsi dalle singole collezioni per diventare vero e proprio lifestyle. L’headquarter è Parigi, la più romantica delle capitali alla moda, ma nuove aperture tra Milano, Los Angeles, Londra e Barcelona preannunciano la diffusione worldwide del fenomeno Mes Demoiselles. Parla la fashion designer nonché fondatrice del brand Anita Radovanovic. Le tue origini balcaniche ti hanno permesso di trarre ispirazione dalla cultura gispy. Cos’altro costruisce lo stile Mes Demoiselles? L’altro in generale, i popoli, la cultura indiana e africana, la bellezza del mondo, gli incontri, i viaggi, la natura, il passato e il presente, il vintage e la mia infanzia. Il mondo è esso stesso una fonte di ispirazione. Eleganza e romanticismo come linee guida di uno storytelling a tratti glamour a tratti rock’n’roll. Come descrivi la tua cifra stilistica? Io sono me stessa sempre, una donna, con tutto ciò che ne consegue. Lo stile è carisma, 62

personalità, temperamento. La femminilità raccontata da Mes Demoiselles non è soltanto moda ma anche lifestyle oltre il guardaroba. Quali sono i valori di questo modern living tutto al femminile? Rispetto, pace e amore. Spose sognatrici, total white, dettagli ricercati, ma anche pura semplicità. Cosa lascia in eredità la wedding capsule al futuro? Ciò che essa consacra già nel nome: “Forever Love”, un amore che durerà in eterno. Come è stata concepita la boutique parigina e che genere di shopping experience regala ai suoi clienti? Come una scoperta, un’immersione, un viaggio attraverso l’universo Mes Demoiselles. Attualmente a Milano Mes Deimoselles è acquistabile presso il multibrand Store Excelsior. È prevista l’apertura di un monomarca? Sì, siamo molto felici di annunciare la nuova sede Mes Demoiselles al 9 di via Solferino, la cui apertura è attesa per la fine di dicembre. Abbiamo scelto Milano come uno dei nostri primi indirizzi internazionali. Quali saranno le tendenze della FW17? Aspettatevi un neo-romanticismo da ventunesimo secolo con tocchi couture.


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POSH fashion

Rich in wool Tartan jacket: Fall Winter Collection WOOLRICH 62


A modern princess story

Photographer: MASSIMO PISATI


Dress: EMPORIO ARMANI


Dress and tank top: BOTTEGA VENETA Bra: ERES Stole: ZADIG&VOLTAIRE Shoes: LOUIS VUITTON


Shearling: EMILIO PUCCI Dress: BURBERRY Bracelet: CHANEL


Turtleneck and skirt: EMILIO PUCCI Bracelet: LEITMOTIV Shoes: LONGCHAMP


Coat: MISSONI Dress: VIVIENNE WESTWOOD Bra: ERES Shoes: SERGIO ROSSI


Stylist: MARTINA FRASCARI Assistant photographer: MAURIZIO ANNESE Assistant stylist: SABRINA ZOTTA Mua: SERENA CONGIU Model: SHANI ZIGRON @IMG Location: GRAZIA BORELLI HOUSE

Left Fur: MAXMARA Turtleneck: CIVIDINI Dress: LEITMOTIV Shoes: MAX&CO Right Coat: BLUMARINE Sweater and skirt: LES COPAINS


Susan Dress and jumper: PAROSH Denim: ALYSI Ankle boots: VIC MATIE Eloizia Vest: DASSIOS Dress: MES DEMOISELLES Boots: BALDININI


Futuring Susan and Eloizia

Girls photographer: DANIELE BOTALLO

Susan Fake fur: ONE TEA SPOON Cropped jumper: JOVONNA Flare trousers: ONE TEA SPOON Bag: PAULA CADEMARTORI Sunglasses: WEB BY MARCOLIN Foulard: FALIERO SARTI  Ankle boots: VIC MATIE

Eloizia Jumper: ALESSIA XOCCATO Multicolor jumper and long skirt: ULTRACHIC Belt: FAUSTO COLATO Sunglasses: ALAIN MIKLI BY LUXOTTICA


Susan Jacket: GOLDEN GOOSE Long skirt: ULTRACHIC Tank top: AMERICAN VINTAGE Bra: FOR LOVE AND LEMONS  Eloizia Jacket: ottod’Ame Shirt: SPACE STYLE CONCEPT Demin: REIKO Cropped jumper: FOR LOVE AND LEMONS Crocodile bag: PARMEGGIANI


Susan Leather dress: DROME Sunglasses: SPEKTRE


Susan Total look: FOR LOVE AND LEMONS Sunglasses: VERSACE BY LUXOTTICA Eloizia Total look: FOR LOVE AND LEMONS


Eloizia Dress: AN ITALIAN THEORY Pullover: BALLANTYNE

Susan Dress with knot: ottod’Ame Jumper: AN ITALIAN THEORY Skirt: ALESSANDRO DELL’ACQUA


Eloizia Biker Jacket: TWIIN SET Studded Denim: GOLDEN GOOSE Poncho used as skirt: SVEVA Lace top: VERDISSIMA


Ph. Assistant: CHIARA ANTILLE, VITO FINOCCHIARO Digital/Post production: UMANO TEODORI Make up: ALICE FAYRE @MKS Make up assistant: SARA BEDARIDA Grooming: ROSARIO GUALTIERI. Models: ELOIZIA MELO & SUSAN STORCK @NEXT MANAGEMENT

Susan Blue paillettes jacket: TAGLIATORE DONNA Shirt and skirt: KITON Eloizia Leather dress: TOMMY HILFIGER Shirt: DEPARTMENT 5 Hat: PASSION BLANCHE Shoulder bag: BADURA


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Coat: ISSEY MIYAKE Dress: JUST CAVALLI Shoes: CHURCH´S Clutch: BURBERRY

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Photographer: TASSILI CALATRONI

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o Vilma


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Coat: PORTS 1961 Vest: LUCIO VANOTTI Skirt: BOTTEGA VENETA Bag: VERO

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Sweater: MOSCHINO Turtleneck: ALBERTA FERRETTI


Dress and Boot: EMILIO PUCCI Bag: FENDI


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Coat: BLUMARINE Dress: ANTONIO MARRAS Boots: FENDI


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f Dress: MILA SCHON


Coat: EMILIO PUCCI Dress, Sunglasses and Shoes: CHANEL


Turtleneck: MALO Vest: BURBERRY Skirt: ARTHUR ARBESSER Shoes: EMILIO PUCCI


Dress: FENDI Vest and Pants: MISSONI Shoes: PEDRO GARCIA Fur: ROSSIGNOL


Vest: FAY Fur Skirt: ALBERTA FERRETTI Clutch: BERTONI


Fashion Editor: MARZIA BELLOTTI Art Director: LUCA IMBIMBO Stylist: DANIELE PELLEGRINETTI Set Coordinator: SIMONE RUTIGLIANO Grooming: ELISA RAMPI Ph. Assistant: THOMAS CARLÀ Fashion Assistant: MARTINA AMATO, ILARIA MARCONI Make up Assistant: GIULIA SULIS Model: VILMA @NEXT Maxi Gilet: BYBLOS Dress: ELISABETTA FRANCHI Shoes: STEVE MADDEN


POSH fashion

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new ride Jacket: Fall Winter Collection COLMAR 94


NEXT ISSUE

ASSOLUTO2 LUXURY INSPIRATION

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Colors, like no other:

Fontana Couture

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Forme, colori, tessuti differenti si mixano nei patchwork oltremodo ricercati, precisi e al contempo camaleontici, per la donna c.e desidera distinguersi senza mai ostentareq ecco lvastrazione e la figurazione farsi tessuto, ecco classicità e contemporaneità fondersi nella ricerca c.e tende ad un prèt à porter perfetto e sublimeA Fontana Couture, oggi emblema del lusso raffinato e Cuantomai personale, affida ai profumi e ai colori della Vosta -zzurra lvispirazione per la realizzazione della collezione SS6:A - raccontarcene la genesi 1 ’ania Sommariha, direttrice creatiha del brand di Giuditta Nidiaci

Ci può descrivere la brand identity di Fontana Couture in tre parole chiave che ne racchiudano l’essenza e lo spirito? Sartorialità, eleganza, femminilità. Queste le tre parole chiave per identificare Fontana Couture, dedicato a una donna indipendente e sicura di sé. Come intende e interpreta il lusso contemporaneo? Oggi il concetto di lusso è legato soprattutto all'idea di unicità e originalità. Da sempre Fontana Couture offre alla propria clientela la possibilità di personalizzare i capi. Perché lusso è carattere, è capacità di mixare e di scegliere. È osare un cappotto in cachemire maculato o una mantella double rosa blossom, ricamata a farfalle. Quali sono i luoghi che abitualmente frequenta e dai quali trae ispirazione per la realizzazione delle collezioni? Mi piace curiosare, cambiare, scoprire sempre posti nuovi, ma ho due appuntamenti a cui non posso mancare: un salto a Parigi da Colette, nel periodo delle sfilate e un tuffo nel mercatino di St. Tropez, a inizio estate. Troppo bello perdersi tra le bancarelle che profumano di lavanda e scoprire che le idee nascono proprio qui! Ci sono designer o artisti che hanno influenzato in modo significativo il suo lavoro? Ho sempre avuto profonda ammirazione per tre grandi maestri dello stile del novecento: YSL, Dior e Coco Chanel. Ho cercato di imparare da ognuno di loro: l’intuizione del colore da YSL, la pulizia delle linee da Dior, la grazia del movimento e delle proporzioni da Chanel. Qual è stato il primo capo che ha disegnato nella sua carriera? È passato parecchio tempo. Ho però un ricordo molto nitido della prima volta in cui incontrai per caso una bellissima donna

che indossava un mio abito: uno chemisier in shantung azzurro. La incrociai in via della Spiga e fu per me una grande emozione. Come crede che si possano coniugare alla perfezione design innovativo e tradizione sartoriale? È proprio la tradizione sartoriale che permette al design più innovativo di esprimersi al meglio. Senza passato non esiste futuro. Ci può raccontare brevemente la genesi del marchio Fontana Couture? Fontana nasce nel 1928 come maglificio. Durante gli anni ‘60 Alessandra, moglie di Roberto Fontana, dà un nuovo impulso alla collezione attraverso il suo amore per la perfezione e la tradizione sartoriale, facendola divenire una linea completa di capi prêt-à-porter. Negli anni ‘80, appena terminati i miei studi presso l’Istituto Marangoni, inizio a lavorare al fianco di Alessandra Fontana. Da lei ho imparato tutto: la cura dei dettagli, la ricerca del tono perfetto di colore, la passione per le stampe e per i tessuti raffinati. Fu così che la collezione Fontana diventò couture, ovvero un mondo a sé, dove si può osare senza porre limiti alla creatività. Cosa significa per il marchio aver spesso vestito personalità di spicco del mondo diplomatico e politico? Vestire donne che, con la loro personalità, si impongono nel mondo è la conferma che le collezioni di Fontana Couture vengono scelte per la loro unicità, eleganza e raffinatezza. Quali novità ci attendono? La collezione del prossimo autunno-inverno gioca con le geometrie. Che siano quelle colorate di Sonia Delauney per le stampe o quelle black and white del gioco della dama per i tessuti, la collezione di Fontana Couture sarà il risultato di un mix di forme e colori dall’effetto decisamente contemporaneo.

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POSH interview Vincenzo Pastore, fondatore del marchio Catuma, ha portato nel mondo la “follia” creativa che guida ogni espressione del brand made in Puglia. Design, storia, identità, spazialità sono i temi che si riassumono nei codici Catuma attraverso una sintesi di contrasti in cui materiali forti si combinano a morfologie armoniose e minimal, scandite da minuziosi inserti pregiati quali ebano, noce, teak... Come nasce il brand Catuma? Il marchio nasce dall’incessante ricerca di perfezione e dalla voglia di sperimentare materiali solitamente non declinati al mondo dell’occhialeria. Da una sfida, dal desiderio di mettersi in gioco e di dare libero sfogo alla nostra “follia” creativa. E la scelta del nome? Qual è il suo significato? È mutuato dal nome dalla piazza principale della città di Andria, Catuma appunto. Secondo la filosofia Catuma infatti, le idee sono come piccole strade che conducono in un’unica piazza.

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Cosa caratterizza il marchio? Catuma è una storia di grande passione, grande studio di materiali e del design applicato. Vogliamo rappresentare quello che rende unico il nostro Paese, l’eccellenza, lo stile, la storia e l’artigianalità, ma soprattutto l’esclusività e lo facciamo coniugando la maestria artigianale alla commistione tra stili, materiali made in Italy e colori. Quale invece il fil rouge che sottende le collezioni? I componenti dello staff creativo provengono tutti da settori diversi: dal mondo degli accessori e del fashion, dal mondo dell’ingegneria meccanica e, naturalmente, da quello dell’ottica. Questo mix di competenze ha dato vita a pezzi unici, ossimorici: l’iper tecnologia mescolata ai simboli dell’artigianalità. Inoltre ogni collezione è stata preceduta da una capsule dedicata a una donna che, con il suo essere, la sua arte, il suo oltrepassare i confini dell’usuale, ha modificato la storia. Come le special edition dedicate a Frida Kahlo, Elsa Schiaparelli e Eileen Gray.


Le ispirazioni per la collezione Fall Winter 16/17? In occasione del SILMO 2016, verrà presentato l’ampliamento della collezione “Surrealist”, che si arricchisce di sei nuovi modelli di occhiali da sole e da vista. “Surrealist” riunisce materiali inconciliabili come acciaio, vernici, pietra, legno e acetato, fondendoli in veri e propri esercizi di stile. Montature in acciaio, dritte, squadrate o dalle forme inusitate come il rombo, si affiancano a morbidi modelli rotondi o semisferici, dall’effetto trompe-l’oeil dato da una bordura in legno che taglia nettamente la lente nella parte inferiore. Dettagli di mosaici impiallacciati o legni multicolori dall’effetto ricamo impreziosiscono le montature, rifacendosi alla tecnica del collage utilizzata dagli artisti del periodo surrealista. Le aste vengono decorate con smalti ad acqua, mentre i terminali sono in acetato, per adattarsi alla perfezione a qualsiasi forma di viso. Nell’arco di due anni avete ottenuto un grande riscontro a livello internazionale. Qual è il segreto di questo successo? Catuma ha scelto un modello di business ben diverso rispetto alle multinazionali dell’occhialeria che hanno voluto mettere la qualità

dei loro prodotti a disposizione delle più blasonate griffe della moda. Per noi il prodotto è protagonista molto prima del marchio, come il design dei modelli, i materiali utilizzati, lo stile delle collezioni, che hanno un’identità ben definita. Grazie a queste caratteristiche siamo riusciti conquistare i mercati esteri. Inoltre il cliente viene accompagnato in un’esperienza d’acquisto di lusso. Si sente coccolato grazie a dettagli come il packaging: una pochette in pelle vintage con un bottone in pietra, contenente una matita e un blocchetto per annotare i propri pensieri. Il cliente Catuma? Chi sceglie Catuma sceglie un modo di essere, fatto di trasformismo, incapacità di fermarsi, istintività con una punta di sano narcisismo. Quali i progetti per il futuro? Catuma cresce grazie al lavoro di uno staff visionario, stiamo già lavorando al piano marketing 2017 e auspichiamo di raggiungere i 500 punti vendita nel mondo, diffusi in sempre più nazioni. Dopo il SILMO, ci attendono l’OPTI di Monaco e il100%Optical a Londra. A settembre, lanceremo un nuovo marchio, Dadà, ispirato alla corrente del Dadaismo. Stay tuned! n English text pag. 156

La lente j dell’arte

Dettagli che narrano il design e l’architettura, materiali inediti e forme ricercate: l’essenza del brand di eyewear Catuma e la visione del suo fondatore Vincenzo Pastore narrano della sapienza artigianale made in Italy. E di un’innovazione che reinventa lo sguardo... di Anna Casotti


Beauty A cura di Luisa Micaletti

Photographer: Meka Photographer.com Make Up: Katja Wilhelmus@Close Up Hair: Mamrez Abbasi Model: Ania@Elite Model

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is God in the details

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Con uno sguardo che va oltre il comune senso della bellezza e ispirata da una nuova potente micro-tecnologia, La Mer anticipa il futuro dello skincare con le texture inaspettate e le elevate prestazioni della rivoluzionaria Moisturizing Soft Lotion Di Luisa Micaletti

L’ottavo piano di Palazzo Parigi regala la migliore vista su Milano: dalle guglie del Duomo, alla cupola della Galleria Vittorio Emanuele, procedendo verso il Castello Sforzesco e la Chiesa di San Marco. Qui, negli spazi della Suite Presidenziale, contraddistinta da uno stile Classico Milano, miscela di eleganza d’altri tempi e estrema raffinatezza, abbiamo incontrato Sarantis Tsimilimis per introdurre la nuova Moisturizing Soft Lotion. Skincare connoisseur nonché Direttore della Comunicazione La Mer, ben comprende l’importanza dei dettagli nella realizzazione di un prodotto finale che possa anticipare le aspettative del cliente connotandosi come iconico. Mezzo secolo di storia incontra la potenza della micro-tecnologia in un’inedita “super-lotion” per una fluida trasformazione della pelle. Qual è stata l’evoluzione del brand durante i suoi primi cinquant’anni di storia? Si tratta di un’evoluzione molto significativa se si tiene conto del fatto che il brand non venne creato con finalità

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commerciali, bensì per dare luogo a una nuova concezione visionaria della bellezza, che seguisse le linee guida dettate dalla sobrietà e dall’eleganza. Oggi La Mer è un fenomeno dal successo globale e l’evoluzione passa soprattutto attraverso l’ambito scientifico con l’impiego di tecnologie e modalità di approccio al mondo dei consumatori sempre nuove. Lavorando a contatto con donne di tutte le età e le nazionalità hai potuto confrontarti con le richieste più differenti. Quali le più abituali? Fino a cinque anni fa la richiesta più ricorrente era l’eliminazione di una certa ruga piuttosto che un altro segno d’espressione. Adesso è tutto radicalmente cambiato perché i segni del tempo iniziano a risultare potenzialmente attraenti grazie a un nuovo di modo di considerare l’età. L’obiettivo più stringente diventa allora migliorare la qualità della pelle, conferirle lucentezza, ma soprattuto voler apparire risposati e pieni d’energia. È qualcosa che va oltre il mero sistema della bellezza per interessare quello più trasversale del lifestyle, senza


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POSH interview

distinzioni tra donne e uomini. Una richiesta sorprendente è quella di voler apparire come se si stesse vivendo a pieno la vita. Il modo in cui ci si prende cura della propria pelle diventa quindi un’estensione del proprio successo e del proprio modus vivendi. Come si differenzia la routine di bellezza per le donne tra i trenta e quarant’anni? In realtà possiamo finalmente smettere di pensare solo alle donne perché La Mer inizia ad avere un appeal che potremmo definire universale: ugualmente attraente per uomini e donne. I trent’anni sono quell’età in cui iniziano a comparire i primi segni dell’invecchiamento, intensificati oggi anche da fattori esterni quali inquinamento, vita stressata e alimentazione non propriamente sana. Non c’è un regime cosmetico adatto a ogni circostanza e a ogni persona perché infiniti sono gli stili e gli ambienti di vita. In una città come Milano, con un clima ostile sia d’inverno che d’estate e un inquinamento notevole, suggerirei di preoccuparsi di una corretta idratazione dissetando la pelle con la Moisturizing Soft Lotion associata al Renewal Oil e a un SPF per rafforzarne le difese. Dopo i quaranta, quando i processi di rinnovazione cellulare subiscono un considerevole rallentamento, la pelle ha bisogno di un’infusione constante di energia. Il Lifting Eye Serum e la Liftng and Firm Mask rappresentano un indispensabile rinforzo esterno. L’importanza della natura e del mare caratterizzano da sempre la filosofia La Mer. Perché? L’amore per l’ambiente che ci accoglie è il DNA del brand nonché una delle ragioni per cui amo così profondamene La Mer. La protezione degli ecosistemi oceanici ha rappresentato all’inizio una fonte d’ispirazione per

l’azienda e oggi continua a tracciarne il profilo etico attraverso svariate collaborazioni con National Geographic e investimenti in ambito scientifico perché è assurdo pensare che siamo già stati sulla Luna, ma abbiamo esplorato appena il 7% degli oceani presenti sul globo. L’approccio della marca può definirsi attraverso una chiara equazione: proteggere, sostenere e mantenere l’ecosistema affinché il mare si respiri in ogni singolo prodotto La Mer. Moisturizing Soft Lotion trova ispirazione nel cosiddetto “power of small”. Puoi spiegarci meglio? La Mer ha compiuto cospicui investimenti nell’avanzamento delle tecnologie e l’idea di realizzare, attraverso la cosiddetta “nanotecnologia” qualcosa di molto più grande ha esercitato un grande fascino sullo sviluppo del prodotto. Ecco che allora le particelle idratanti sono state ulteriormente rimpicciolite così che potessero scorrere agilmente come acqua. Con una tecnologica capsula poi il nucleo di ogni singola sfera idratante è racchiuso in un gel super fresco. Con l’utilizzo del prodotoo la trasformazione della pelle inizia al primo tocco: milioni di microsfere scorrono come goccioline d’acqua “inondando” la pelle di un’idratazione che nasce dall’interno. In che modo l’essenza di un un luxury brand come La Mer ha influenzato la tua personale interpretazione del luxury living? Ho imparato che sta tutto nel saper combinare tra loro i dettagli. Un comune modo di affermare in cui io credo profondamene recita “God is in the details”. Il lusso credo si sostanzi nella possibilità di esprimere quegli intimi dettagli di noi stessi che, considerati nel loro insieme, costruiscono la nostra personalità. n English text pag. 157

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Photographer: MEKA Studio: DIGGY STUDIOS

LA FEMME PRADA  Hair and Make Up: Paola Rinaldi using MAC Model: Alba@Brave Models


ACQUA DI PARMA, PEONIA NOBILE Hair: La Mary Gatto@New Total Look Make Up: Mamrez Abbasi Model: Terra@Joy Models


CHANEL, N°5 L’EAU Hair and Make Up: Paola Rinaldi using MAC Model: Andjela@Elite Models


MISS DIOR ABSOLUTELY BLOOMING Hair: Mamrez Abbasi Make Up: Katja Wilhelmus@Close Up Model: Ania@Elite Models


JO MALONE LONDON, BASIL & NEROLI COLOGNE Hair and Make Up: Paola Rinaldi using MAC Model: Bella@The Fabbrica Model


ARMANI, SÌ LE PARFUM Hair: Francesco Ficara@Mks Milano Using Kerastase Boucles D’Art Make Up: Paola Rinaldi using MAC Model: Mariane@The Fabbrica Models


this is the

POSH beauty

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fragrance

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Zadig, nato dalla penna di Voltaire, è l’incarnazione di uno stile vivo e brillante che ironizza sui pregiudizi del tempo, portatore di quel destino rock e fatale che ha ispirato Thierry Giller nella creazione della maison Zadig & Voltaire. Chic e disinvolta, giovane e modaiola celebra lo stile come una dichiarazione, Parigi come un’eredità e l’arte contemporanea come un’ispirazione. Infrangendo con disinvoltura ogni codice olfattivo conosciuto, oggi crea due profumi, uno maschile e uno femminile, scaturiti dall’incontro con l’esperienza internazionale della Maison de Parfums Beauté Prestige International. Dichiarazioni olfattive dello spirito audace del brand, le fragranze This is for him e This is for her sono rispettivi alter ego che ne incapsulano il dna creando ciò che è più inaspettato: l’incontro.

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Lei e lui si attraggono e si respingono, liberi nella Ville Lumière, disseminando per la città la scia elegante del legno di sandalo, firma dei profumi del marchio. Un amore passionale in bianco e nero li travolge, immortalato anche nella campagna del fotografo Fred Meylan. Lei è una bellezza vagabonda e spensierata che vaga libera per la città dell’amore. In mano un bouquet floreale di gelsomino sambac illuminato dalla bacca rossa le cui note si diffondono per le strade. This is for her è una femminilità allegra e mai sfrontata, esaltata da un profumo dal cuore rock metà castagna e metà vaniglia che sfocia in un fondo caratterizzato dall’intensità del sandalo. Specchio della variante femminile, This is for him è invece una dichiarazione a fior di pelle che solletica i sensi. Gentleman rock dal carattere di cuoio, l’avventuriero urbano interpreta se stesso attraverso un incenso speziato di pompelmo e pepe nero, arricchito da vaniglia e sandalo. Lo stile è emancipato, moderno e dinamico, in costante equilibrio tra bianco e nero, essere e apparire. Due fragranze atemporali, alchimia di una coppia eternamente giovane. 117


Lost paradise A cura di Enrico Cammarota

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Las Ventanas al Paraiso - Baja California


POSH destination

Amanpuri - The Terrace

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Sublime y a prima vista

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Location remote, benessere autentico, ingredienti naturali

e una concezione del wellness che reinventa una mise en scène fatta di magia e perfezioneA man o la visione innovativa del bien.-tre

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POSH destination

Amanbagh - Swimming Poo

Quando la sofisticata visione della remise en forme si unisce all’esclusività firmata Aman non può che scaturirne un’autenticità che dalla natura e dalla sua meraviglia coglie i beni più preziosi, che siano erbe medicinali colte nella suggestiva cornice del Montenegro o le acque termali che sgorgano dal Giappone. Ed è mantenendo intatta questa dimensione di unicità che il marchio inaugura Aman Wellness ovvero una nuova visione del benessere narrata da Individual Wellness Immersions e da Group Reatreat experiences all’interno delle spa dei suoi resort. L’antichità e le forme ancestrali 122

dedicate alla cura di se stessi divengono il fulcro su cui ruota l’avanguardia del benessere, per una remise en forme che affonda le sue radici nella cultura e nella tradizione. “Il wellnes – afferma Vladislav Doronin, Chairman di Aman – non è soltanto legato alla dimensione fisica, ma anche alla forza della connessione tra corpo e mente. Aman Wellness è stato così studiato per apportare una trasformazione dall’esterno all’interno ed è ispirato ed esaltato dalle pacifiche ambientazioni naturali dei nostri resort. Aman Wellness ruota intorno al cambiamento…”. Ambience ideali, destination olistiche come Amanbagh in Rajasthan e


Aman Sveti Stefan Aman Spa - Indoor Pool.

Amanpuri a Phuket, mettono in scena trattamenti quotidiani e diete per la purificazione, in un percorso a 360° verso il benessere, immersi in giardini incantati e in una natura rigogliosa, incastonata in luoghi di intima meraviglia. In una riconnessione tra corpo e mente, circondati da un’atmosfera autentica e sacra come nell’allure di Amankora in Bhutan dove tra le varietà di Group Retreat Experiences spicca la “Spiritual Immersion” condotta dal Dott. Karma Phuntsho (13-21 settembre 2016), lo studioso buddhista che porterà gli ospiti in un percorso letterario e spirituale tra i cinque

lodge di Amankora, tra yoga, meditazione, trattamenti spa. A Bali sono invece i resort Amandari, Amankali e Amanusa a ospitare ritiri su Alignment&Awareness con un particolare focus su mindful living per ritrovare l’energia e risolvere i problemi di insonnia, mentre dall’1 al 15 novembre ad Hangzhou in Cina l’incantevole Amanfayun ospiterà un ritiro di 5 giorni dedicato all’equilibrio tra corpo e mente, all’insegna di una nuova concezione della propria interiorità. Aman.com n English text pag. 158 123


POSH destination

Exclusive z

dream

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È tra i resort più spettacolari al mondo Las Ventanas al Paraiso

immerso nel fascino di Baja California, un’oasi simbolo dell’eccellenza che oggi, in occasione del suo 19 anniversario, inaugura il suo ultimo diamante dell’ospitalità: Ty Warner Mansion

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Una villa spettacolare sorge all’interno di Las Ventanas al Paraiso, voluta da Mr. Ty Warner - proprietario del Resort - in cui ogni dettaglio narra un’unicità fatta di stile, servizi haute gamme e una ricercata visione del lusso. Affacciata sulla spiaggia e con un orizzonte che appare in tutta la sua magia, la creatività del rinomato architetto Jorge Torres e del celebre interior designer Robert Couturier mette in scena l’essenza della bellezza di Ty Warner Mansion incastonata tra infinity pool, un bar nell’acqua, un grande patio a palapa, private spa, putting green, tra panorami mozzafiato sulle acque del Mar di Cortez. Un giardino verticale accoglie gli ospiti all’interno di questa perla del resort, tra soffitti a volta e una lunga piscina circondata da vetrate, mentre due opulenti suite che si stagliano sui lati esprimono una sofisticata magnificenza tra wallpaper in seta indiana, pièce unique di arte messicana, sauna, bagno turco, private fitness e una piscina pensata con un fondo vetrato. E ancora una sala cinema, rare etichette di tequila tra le più inedite e prestigiose, un ascensore privato che conduce al Rooftop 126

Terrace di 836mq in cui si apre una piscina olimpionica. Una perfetta combinazione di servizi esclusivi - tra cui sette persone a disposizione degli ospiti, uno chef privato, due maggiordomi - e l’alto artigianato locale narrato da sculture di pregio, finiture in tessuto, opere handmade create dalla famosa manifattura di Jalisco, Michoacàn, Chaipas e Oaxaca... Il prezzo? Si parte da US$ 35.000 a notte per immergersi in una dimensione di ricercata magia. LAS VENTANAS AL PARAISO TY WARNER MANSION rosewoodhotels.com/en/las-ventanas-los-cabos

Info: G.E.T. Grace Executive Tourism Via L.B. Alberti, 5 - 20149 Milano – Italy - ph. +39 02 33105477 - fax +39 02 33104534; email: get@graceexecutive.com


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www.moviemedia.it


POSH voyage

Esotic wilderness j

Il Mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico, le spiagge cangianti, la natura selvaggia e i panorami mozzafiato, tra boutique resort e campi da Golf tra i più ambiti al mondo. Alla scoperta dei segreti di una terra autentica: la Repubblica Dominicana di Francesco Cammarota

Avvolta nella sua natura incantevole, in una luce intensa enfatizzata dal candore delle distese di sabbia bianca impalpabile, nel suo mare tra i più limpidi al mondo, nella sua ricca cultura e una storia piena di fascino, la Repubblica Dominicana che si staglia su oltre 1600 km di costa, nei suoi famosi campi da golf, in resort da Mille e una Notte e un gourmand ricercato è il simbolo di una destination luxury che coniuga i differenti volti del bien vivre. L’isola tropicale scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492 tra l’Oceano Atlantico e il Mar dei Caraibi, la musica, l’arte, il suo celebre rum e l’ambra, è la prima destinazione al mondo per il golf con oltre 25 campi immersi tra panorami mozzafiato e scenografie naturali. Puerto Plata, Sosua, Cabarete, Santo Domingo e la sua vivacità cosmopolita, La Romana e Punta Cana conosciuta per l’incanto delle spiagge, Samanà, la più selvaggia tra cascate, baie, insenature e montagne. 126

E ancora Puerto Plata e le sue case affascinanti in stile vittoriano risalenti al XIX sec, in una fervida renaissance, tra resort e boutique hotel, il 18 buche di Playa Grande in cui giocare il miglior golf o il 9 buche di Los Mangos nella zona residenziale di Costambar, i ristoranti più raffinati come La Parrillada, uno dei più antichi della città di Puerto Plata, Cariatides, Mares, La Tarappa e Lucia di Casa Colonial Beach & Spa Resort, uno dei più lussuosi boutique hotel. Un resort che esprime il fascino dell’epoca coloniale nella sua maestosa architettura, affacciato sulle acque cristalline dell’Atlantico e sulla private beach incontaminata. Meticolosamente restaurato mantenendo intatto lo stile originario, coniuga il fascino del “vecchio mondo” con una moderna e raffinata eleganza, in un’allure che si pone tra antico e contemporaneo. Un rifugio five stars, intimo e sofisticato, con una piscina a sfioro sul roof top, l’ocean front


Cayo Arena Š Ente del Turismo della Rep. Dominicana

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Santo Domingo Cathedral © Ente del Turismo della Rep. Dominicana

Bagua Spa e il ristorante Lucia, con la sua cucina francesecaraibica, una delle destination gourmand più ricercate (casacolonialhotel.com). È situato in cima a una scogliera che domina l’Oceano Atlantico e la spiaggia di Playa Grande uno dei resort più esclusivi dell’isola: Amanera (del Gruppo Aman), circondato dalla foresta e dallo spettacolo della catena montuosa della Cordillera settentrionale, con un campo da golf integrato, l’acqua è l’elemento che traslittera il suo significato originario - “Aman” in sanscrito “pace” ed “Era” ovvero “acqua” in Taino, lingua indigena dei Caraibi omnipresente in ogni sua espressione. Progettato da John Heah, tra giardini panoramici, una Spa con un approccio olistico al bien être e 25 Casitas che coniugano l’essenza dei Caraibi a un’eleganza contemporanea, i colori della tradizione e i materiali naturali creano una dimensione onirica in cui la pietra delle cave locali, le piastrelle realizzate a mano dagli indigeni di Aguayo e gli oggetti d’arte dominicani danno vita a un’estetica suggestiva, tra giardini privati e il sapore dell’Oceano, piscine a sfioro e cene su strapiombi di rocce... (aman.com) Ma la Repubblica Dominicana e la sua autentica essenza sono da scoprire perdendosi tra i gioielli architettonici del XVI sec. nella Ciudad Colonial di Santo Domingo, Patrimonio dell’Unesco, percorrendo a piedi la sua rete di piccole vie

pedonali, tra stradine acciottolate e lampioni d’acciaio, alla scoperta di locali intimi e nascosti. È uno dei luoghi più vivaci e cosmopoliti la capitale della Repubblica Dominicana, in cui assaporare la vera cultura dell’isola, la sua ricca storia e le sue opulenti architetture, il giardino botanico, i numerosi ristoranti tradizionali e gourmet, gli hotel tra cui il Barcelo (barcelo.com), lo shopping esclusivo tra casette colorate in cui si aprono piccole gallerie, musei, negozi, ristoranti. Un volto bohemien della città che confluisce in uno dei suoi luoghi simbolo, la Cafetera, il ritrovo per gli artisti dove assaggiare il vero caffè dominicano. E per chi è appassionato di artigianato locale, nella Ciudad Colonial l’atelier della nota stilista dominicana Jenny Polanco, le espadrillas da La Alpargateria, la Galeria Toledo dedicata al design, le ceramiche a Casa Alfarera, i gioielli e i tessuti di Casa Quien. Per gli amanti del gourmet nel prestigioso Travesías - “Alta Cucina d’Autore” si possono gustare specialità esotiche reinterpretate dalla chef Tita, assaporare le delizie di Jalao, immergersi in una expertise culinaria unica da Lulù Tasting Bar e cenare all'interno di una grotta da El Meson De La Cava, tra suggestione, emozione e incanto. Alla scoperta della cultura dominicana, fra tradizioni, teatri naturali, spettacolari scenografie e paesaggi che racchiudono un’inedita bellezza ancestrale. n English text pag. 159

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Casa Colonial Š Ente del Turismo della Rep. Dominicana

Amanera/Aman Š aman.com


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Fascinating y Cuisine

F più grandi chef internazionali conquistano l’8ngadina che diventa inedita Mecca della scena gourmet contemporanea. 5ene pluristellate, workshop e show cooking d’alto profilo stilistico si avvicendano nello squisito cerimoniale che ogni anno trasforma St. Moritz nella capitale del gusto worldwide. Oeto Mathis, Iresidente dell’Grganizzazione St. Moritz Eourmet Cestival, racconta l’eccellenza che respira a 1.400 m d’altezza di Enrico Cammarota

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Sullo sfondo la magnificenza delle montagne dell’alta Engadina, in tavola il non plus ultra del gusto internazionale magistralmente interpretato dalla creatività dei migliori chef al mondo. La prestigiosa kermesse che ogni anno riunisce stellati, giornalisti enogastronomici e appassionati del buon cibo e del buon bere, quest’anno celebra la cucina gourmet del Nord America, caratterizzata dalle più svariate suggestioni culturali. Come di consueto l’inaugurazione si terrà al Julius Baer presso il Kempinski Grand Hotel seguita da Dîners Gourmet, i Gourmet Safari, il leggendario Kitchen Party del Badrutt’s Palace Hotel, nonché degustazioni, eventi wine e molti altri speciali happening che si svolgeranno presso gli hotel partner. Tutti i top chef saranno ospiti dell’executive chef resident dell’hotel di referenza. La filosofia dell’essenziale domina la cifra stilistica del Presidente dell’Organizzazione St. Moritz Gourmet Festival, Reto Mathis, che si racconta tra intuizioni gourmand e capolavori del buon gusto. Il “St. Moritz Gourmet Festival” quest’anno ospita la cucina gourmet del Nord America, influenzata e contaminata dalle più svariate culture. Che genere di “esperienza degustativa” si prefigura? L’America contempla infinite tipologie culinarie, dalle tendenze generali a quelle più autentiche. Saranno tenute molto in considerazione tipicità regionali e stagionalità. Il claim dell’edizione 2017 è “Discover The Best From The 13

West” per alludere appunto alle eccellenze regionali e stilistiche di questo territorio. Tra i momenti più attesi del festival ci sono le Gourmet Dîners, in grado di regalare emozioni fuori dal comune. Come sono state concepite? Le cosiddette Cene Gourmet sono piatti d’autore e menù realizzati appositamente da ciascuno chef partecipante per esprimere al meglio le proprie preferenze in cucina. Come di consueto l’inaugurazione si terrà al Julius Baer presso il Kempinski Grand Hotel e il gran finale al Kulm Hotel. Cosa rende queste location perfette? Si tratta di luoghi particolarmente adatti a ospitare cerimonie come quella inaugurale o conclusiva in virtù di caratteristiche tradizionali e storiche che li rendono i più belli ed eleganti di St. Moritz. L’ambiente qui riesce ad essere perfettamente simbiotico con le creazioni degli chef coinvolti. Con l’apertura del suo primo ristorante ha voluto dimostrare come fosse possibile trasformare la cucina di montagna in eccellenza alpina contemporanea. Come ci è riuscito? Una sola regola: essere il primo al mattino ad entrare in cucina e l’ultimo alla sera ad andare via. Come costruisce esperienze culinarie dalle componenti esotiche basate però sulle tipicità dell’Engadina? È una predilezione stilistica declinata secondo combinazioni


di ingredienti locali e sapori esotici ottenuti per lo più tramite l’impiego di spezie raccolte durante i molti viaggi in giro per il mondo. Cenare a La Marmite offre la possibilità di sperimentare piatti iconici come la tarte flambé al tartufo o il carpaccio di manzo con tartufi Robespierre. Quali le ispirazioni alla genesi di simili capolavori? L’ispirazione scaturisce dall’amore per il buon cibo. I piatti a base di tartufo e caviale prevalgono perché sono tra i prodotti più importanti dei nostri fornitori e perché hanno fatto grande la nostra reputazione. Dopo il grande successo su scala internazionale della maestria culinaria nipponica, quali sono le tecniche orientali che l’affascinano maggiormente e offrono gli spunti più interessanti? Il purismo che li contraddistingue e le tecniche minimaliste impiegate: mai più di tre ingredienti alla volta e una presentazione il più semplice possibile. Infine la sua linea di specialità gastronomiche come sigillo ulteriore di ricerca e qualità. Come ha preso vita questa decisione? Il popolo degli appassionati gourmet di tutto il mondo, ma anche dei semplici affezionati, ama cimentarsi in cucina anche a casa. Per la preparazione di alcuni piatti mancavano degli ingredienti importanti che ho deciso di suggellare nella mia selezione. n English text pag. 159 132


POSH best restaurants

Hot kitchen y in

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Sotto la Madonnina: diciassette.

Roma è sempre piE vicina e nella prossima uida Rossa ci potrebbe essere il clamoroso sorpasso. Gcco i migliori stellati che per la Michelin sono ai vertici di Milano e cosa preparano per i menu autunnali. Ma altri locali inseguono il primato di Maurizio Bertera

L’intramontabile Cracco, in attesa della Galleria In attesa dello “sbarco” in Galleria con il nuovo concept - su più piani e a tutto design - il cuoco più amato dalle italiane continua a regalare alta cucina, creativa e raffinata, affiancato da un grande sous-chef: Luca Sacchi. Nel menu venti piatti d’autore, molti da applausi come il Piccione avvolto in crosta di caffè, accompagnato da patata fondente, mascarpone e vaniglia o il Risotto mantecato con acciughe essiccate, topinambur e melassa di peperone. Per i neofiti del divin Carlo, la degustazione da quindici assaggi (classici e inediti) resta la scelta migliore. 136


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POSH best restaurants

Il Luogo di Aimo e Nadia: vetrina d’Italia Sia lode ad Aimo e Nadia Moroni che dopo aver fatto di questo luogo – dove l’arte ha un ruolo importante in sala – un tempio della cucina italiana, sono riusciti a trasmettere la passione a due allievi quali Alessandro Negrini e Fabio Pisani. Qui si gusta la “summa” delle regionalità italiane, interpretate con classe e soprattutto con le migliori materie prime da ogni angolo del Paese. Non è un caso che uno dei menu degustazione si chiami Grand Tour d’Italie. I piatti? In parte quelli storici della coppia toscana più famosa di Milano, in parte quelli della nuova era.

Le Innocenti Evasioni davanti al giardino zen In una zona popolare che sta cambiando, un piccolo miracolo: un locale arredato tra classico e Art Nouveau che si affaccia su un giardino autenticamente zen. Ma il posto merita anche per la cucina di Eros Picco e Tommaso Arrigoni: leggera, curata e ben presentata. Si va dal Carpaccio di tacchino al miele, insalata russa al foie gras e datteri cristallizzati al Filetto di rombo, senape speziata, asparagi e riso nero passando per gli Gnocchetti di patate, salsa inglese al prosciutto, asparagi e pan di spezie. Per i patiti del genere, imperdibile il “rudo matto”.

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Alice, il gioiello di Eataly Smeraldo

Tokuyoshi: parola d’ordine: contaminare

Viviana Varese e Sandra Ciciriello si erano già fatte apprezzare nel primo locale di Via Adige ma il passaggio all’interno di Eataly Smeraldo – in una location elegante, di design e con vista totale sulla piazza – ha consentito il salto di qualità. Qui si viene per mangiare il pesce – ma anche gli altri piatti sono buoni – preparato con grandi personalità e topping senza frontiere, vedi il Risotto al plancton con brodo di seppie, seppia fritta e aioli al latte o la Ceviche con lime, menta e rum. I dolci sono di alto livello, basati su rivisitazioni dei classici campani.

Un cuoco giapponese bravo non fa notizia, tanto più se è stato braccio destro per tanti anni di Massimo Bottura. Ma cambia tutto se fa “cucina italiana contaminata” dove sostanzialmente i nostri prodotti vengono interpretati con tecniche orientali, anche se la ricetta è classica. Yoji Tokuyoshi è cuoco-patron che rischia, ma quasi sempre trova, la quadratura del piatto e i suoi menu degustazione (Italia incontra il Giappone e Contaminazioni) sorprendono. C’è non poco del maestro modenese, ma anche tante idee. Prenotate al bancone per vederne la rifinitura.


Vun, la “bomboniera” dell’Hyatt Nel momento felice della cucina meridionale e dei cuochi napoletani, Andrea Aprea è uno dei maggiori interpreti, grazie a importanti esperienze internazionali e a un talento espresso nel più centrale degli hotel cittadini. Piatti storici della sua terra (la Caprese, gli Ziti con il ragù di genovese, i dolci) sono rivisti con il giusto tocco di contemporaneità, accompagnati da altri più tecnici che spaziano dalla Lombardia alla Sicilia: Riso di semola, zafferano, liquirizia e semola d’acqua come il Pollo ficatum alla cacciatora. Posto di classe, servizio di alta scuola.

Joia: l’alta cucina naturale firmata Pietro Leeman Qui si fa cucina naturale (che non vuol dire “solo” vegetariana o vegana, ma anche) da quando gli integralisti di oggi manco erano nati. Pietro Leeman, l’allievo più colto e “religioso” di Marchesi, è un maestro nelle combinazioni di elementi e nelle tecniche di preparazione. I suoi piatti sembrano quadri e portano nomi divertenti: L’Ombelico del mondo (un risotto), Non di solo pane vive l’uomo (una panzanella), Relazione previlegiata (asparagi verdi in terracorta). L’ambiente, silenzioso ed elegante, segue la cucina e regala un momento di pace interiore.

Sadler: passato (rivisitato) e presente (creativo)

I “brodi primordiali”di Berton

Una certezza sul Naviglio, un simbolo della cucina milanese. Claudio Sadler, stellato già nel ‘91 e bistellato nel 2002, ha realizzato decine di “signature dish” e sta rivedendo i migliori piatti degli anni ‘80 e ‘90 perché ha scoperto “che con un tocco diverso sono ancora buoni e attuali’. Cucina a 360° - dal crudo di pesce alle grandi carni - senza dimenticare le ricette del territorio: il risotto giallo e la costoletta alla milanese sono sempre ai vertici del gradimento. A fianco del ristorante c’è il suo bistrot - Chic’n Quick - pioniere del genere ma ancora validissimo.

Nel cuore di Porta Nuova, la “bomboniera” di Andrea Berton è una delle migliori espressioni di cucina contemporanea: basi impeccabili, tante idee, eleganza nel gusto e nel piatto. L’offerta culinaria ha nel menu Tutto Brodo la peculiarità: otto portate servite in accompagnamento ad altrettanti brodi, ora da versare sopra il piatto e ora da bere a parte. Poi sempre impeccabili i signature dish storici dello chef friulano. Curiosità: oltre a un tavolo per due in cucina, in sala c’è un originale tavolo-carrozza dove è possibile seguire i cuochi dietro un vetro retinato. 139


POSH best restaurants

Iyo, il miglior etnico del paese Basterebbe il fatto che il locale di Claudio Liu sia stato il primo etnico nella storia ad aver conquistato la Stella in Italia per capire il livello di cucina e sala, dove lavora un team internazionale. La cucina è una raffinata all around the world, che utilizza bene il merluzzo dell’Alaska come le spezie di Ceylon e ancora molti ingredienti di casa nostra Il meglio? I sushi (classici e innovativi) e i piatti creativi di pesce, ma anche quelli di carne, tengono il passo. I dolci e i vini sono al top per un ristorante etnico in Italia. Che tra l’altro è pure suggestivo.

Il fascino orientale del Seta Il bar dell’hotel di via Andegari è amatissimo, il bistrot merita sempre una sosta, ma è al ristorante gourmet che si apprezza totalmente il concept ispiratore del debutto Mandarin Oriental in Italia. Grande regista della cucina è Antonio Guida, perfetto nel seguire la raffinatezza dell’ambiente: piatti avvolgenti di alta scuola, realizzati in gran parte con materie prime di casa e che prediligono l’equilibrio e non il contrasto. Un esempio? Il Piccione con scaloppa di foie gras e crumble al caffè. Cantina e servizio sono al vertice della città.

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Milano vista dall’Unico

Tano, la tradizione del grande olio

Prima che aprisse Piano 35° a Torino, questo era il ristorante più alto d’Italia. Ma resta un posto unico, considerando il panorama vertiginoso e l’ambiente di design. Il nuovo chef, reduce da Terrazza Triennale, è Fabrizio Ferrari che trae ispirazione dalla cucina lombarda, anche dei tempi che furono, e la affianca a ingredienti originali, vedi il Sandwich di culatello, emulsione di olio e frutto della passione, fondant di patata e foie gras lamellato con tartufo bianchetto. Ma c’è anche tanto pesce. Il brunch della domenica richiama il pranzo in famiglia.

A due passi del Naviglio, uno dei locali più originali della città: Tano passami l’olio richiama il nome del vulcanico chef-patron (Tano Simonato) e la storica passione per l’olio extravergine di tutte le regioni italiane di cui tiene “scorta” adeguata La cucina è creativa-mediterranea, con piatti di grande impatto e ricchi di idee: tra i più recenti il Baccalà alla milanese con chips di astice e verdure disidratate oppure gli Gnocchi di patata viola ripieni di crema di bisque liquida, scampi, gamberi e astice. Le sale sono quelle di una casa accogliente ed elegante.


Tutto il fascino dell’Armani Style È stata la sorpresa dell’ultima edizione della Rossa: il posto è perfettamente inserito nell’hotel di via Manzoni, all’ultimo piano, con suggestiva vista sui tetti del centro. Prima e dopo ci si può fermare al Bamboo, lounge bar tra i più amati di Milano. La cucina è affidata a Filippo Gozzoli, chef di lungo corso, con la passione dell’umami – il quinto gusto – maturata nella sua lunga esperienza newyokese. Da qui piatti complessi, ma sorprendenti per equilibrio quale Scampo, burrata, pesca, ‘nduja, patanegra, coriandolo. Il pubblico è decisamente internazionale.

New opening: La filosofia di Lume

I predestinati Se è vero che nella Rossa Michelin le sorprese sono sempre in agguato, difficile non pensare che al prossimo giro tre nuovi locali non portino a casa una Stella. Forse persino due nel caso del ristorante di Enrico Bartolini in via Tortona: lo chef toscano è uscito bistellato dal Devero e ha aperto un posto di grande eleganza, all’interno del museo di via Tortona. In carta i suoi signature dish e i nuovi piatti della degustazione Be Contemporary, realizzata su misura. Non è a Milano, ma da San Siro si arriva comunque in venti minuti, il nuovo D’O di Davide Oldani: completamente diverso nel design – nordico e trendy, niente a che fare con la precedente trattoria – e affacciato sulla piazza di San Pietro all’Olmo. Applausi al “tinello” davanti alla modernissima cucina: un tocco di classe.

«Riparto da me - afferma lo Chef Taglienti - la cucina avrà una solida base ancorata alla tecnica, all’esperienza e alla mia storia professionale. Una cucina chiaramente leggibile, che possa parlare anche a una clientela straniera abituata ad alti standard di ristorazione, ma che al tempo stesso ricerca la grammatica e gli archetipi della cucina italiana». Inaugurato a Milano in uno dei luoghi simbolo della storia della città, la fabbrica della celebre Richard Ginori, il ristorante Lume, guidato dalla stella Michelin Luigi Taglienti con una cucina che coniuga classico e contemporaneo mantenendo il suo forte legame con il territorio e una ricerca costante sulla materia prima, nasce dalla volontà di Emanuela Verlicchi Marazzi, imprenditrice e Presidente della Fondazione Filippo Marazzi, da sempre attenta al sostegno di giovani talenti. Un luogo racchiuso in un interior design sofisticato, dove un cubo di vetro rivestito da decori ricamati avvolge lo spazio della cucina, il cuore di Lume, un imponente elemento architettonico di grande impatto visivo. 40 coperti, due sale e un’area che può essere riservata come spazio privato per circa 12 ospiti sono immersi nella luce naturale delle ampie vetrate che si affacciano sul giardino interno, avvolti da un’atmosfera intima. 141


POSH interview

City Jaguar L’azienda britannica lancia il suo primo crossover, F-Pace che coniuga anima sportiva, esigenze metropolitane e prestazioni di primo livello. Un debutto destinato a entrare nella storia, raccontato dal Creative Designer Jaguar Exteriors, Dominic Najafi di Enrico Cammarota

1945 - 2016. A legare a filo doppio queste due date è il rombo chiaro e inconfondibile del motore di auto dal fascino senza tempo. Perfette nelle prestazioni e dal design elegante come la silhouette di un felino che avanza nella savana. Così i modelli Jaguar si fanno largo nella giungla metropolitana con incedere fiero e regale. Adesso, per la prima volta nella sua storia, la casa costruttrice inglese si cala nella contemporaneità urbana e lancia sul mercato il primo crossover: F-Pace, ideato e progettato per offrire agilità, reattività e raffinatezza, fondendole con dinamicità di guida e fruibilità quotidiana senza pari. Sviluppata utilizzando la Jaguar Lightweight Aluminium Architecture, una struttura rigida e leggera composta per l’80% da alluminio, è disponibile nelle versioni F-Pace Pure, FPace Prestige, F-Pace Portfolio, F-Pace R-Sport, FPace S, F-Pace First Edition, può ospitare cinque passeggeri ed è dotata di infotainment e tecnologia di connessione di assoluto livello. La gamma delle motorizzazioni comprende: 2,0 litri diesel 180 CV con cambio manuale (disponibile con trazione posteriore e integrale) e cambio automatico (solo trazione integrale); 3,0 litri diesel da 300 CV con cambio automatico e trazione integrale; 3,0 litri benzina da 340 e 380 CV con cambio automatico e trazione integrale. Il modello è stato presentato all’interno di un evento che ha visto come protagoniste tre versioni futuristiche del crossover interpretate dagli studenti dello IED di Torino attraverso la tecnica del light wrapping. Tecnologia, dimensioni e

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orizzonti i temi scelti, rappresentativi delle caratteristiche distintive di F-Pace. In quell’occasione abbiamo avvicinato Dominic Najafi, Chief Creative Designer Jaguar Exteriors, che ci ha parlato della nuova nata in casa Jaguar. F-Pace è il primo crossover Jaguar. Osservandolo l’intenzione sembra essere stata quella di creare un’auto che se pur a vocazione urbana mantenesse un’anima sportiva... Sì, questo modello esprime l’essenza di Jaguar pur diversificandosi totalmente da ogni proposta precedente. Jaguar rappresenta l’eccellenza del design e F-Pace non fa eccezioni. Le sue forme sono curvy, quasi femminili e simili a quelle di Evoque di Land Rover... I due modelli appartengono alla stessa casa automobilistica e pur avendo sostanziali differenze presentano alcune similitudini. La più grande novità è proprio la sua linea sporty chic decisamente femminile con molte curve dolci e poche spigolature. Altri punti di forza, sono le dimensioni, grandi ma visivamente leggere. La lieve curva verso il basso in direzione della coda e quella dei finestrini nella direzione opposta, infatti, permettono di snellire una vettura di consistenti dimensioni e darle un’aria più sportiva. L’interno è spazioso, perfetto per le esigenze di tutti, comprese le famiglie con figli che si destreggiano tra mille impegni e necessità. Il nuovo crossover è stato inoltre progettato per soddisfare le più severe normative di sicurezza


POSH interview

internazionali e offrire eccezionali livelli di protezione a occupanti e pedoni. Altrettanto elevato è lo standard della sicurezza attiva, grazie ad avanzati sistemi di assistenza alla guida. F-Pace, inoltre, porta al debutto mondiale Jaguar Activity Key: un bracciale impermeabile e resistente agli urti, con un transponder integrato che supporta gli stili di vita più attivi. Come racconterebbe il lavoro che ha svolto su questa nuova auto? Questo progetto ha permesso di esprimere al massimo la mia creatività. Personalmente mi sono dedicato alla progettazione dell’esterno lavorando a stretto contatto con il team di interior designer per creare un tutto armonico. Il risultato è un’auto che rappresenta il meglio di Jaguar in questo momento che fonde diverse anime in una. Una giuria tecnica composta dai designer Jaguar, da Daniele Maver e da Riccardo Balbo, ha decretato il wrapping design Dimensioni di Andrea Caffieri e Ilaria Minischetti quello che ha interpretato al meglio gli elementi distintivi del nuovo crossover. È d’accordo con la scelta? Sì completamente. Osservandolo si percepisce un senso di movimento perpetuo e rivoluzionario, di novità, ossigeno nei polmoni e linfa vitale. È una realizzazione artistica che descrive perfettamente la nuova chiave di lettura attraverso la quale codificare il mondo Jaguar. Qual è il prossimo progetto dietro l’angolo di Dominic Najafi e Jaguar? La carne al fuoco è tanta ma sicuramente quello di oggi rappresenta un nuovo e importante capitolo nella storia delle city car e il fatto che porti la nostra firma mi rende molto orgoglioso. L’intento di Jaguar è quello di proseguire verso questa strada, creando sempre nuovi modelli in grado di coniugare il classicismo senza tempo che ha caratterizzato la sua storia e la modernità smart attraverso cui andare incontro alle nuove sfide di ogni giorno. www.jaguar.it n English text pag. 160 144


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Power sustainability Tecnologie sostenibili e prestazioni impeccabili. Un connubio vincente, cifra distintiva del presente e futuro di Audi che dopo aver presentato la nuova Q7 e-tron quattro schiaccia il piede sull’acceleratore. Di questo e molto altro abbiamo parlato con Fabrizio Longo, Direttore Audi Italia di Enrico Cammarota

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POSH interview In principio furono i sogni e quella visione futuristica del mondo che il fondatore August Horch portò avanti con convinzione, determinando la nascita di Audi, che dal lontano 1909 è giunta fino ad oggi, spinta dall’assoluta convinzione che volgere lo sguardo sempre oltre i propri limiti non sia solo auspicabile, ma essenziale. Intercettare le ultime tendenze e qualche volta anticiparle è sempre stato nel DNA dell’azienda, a partire da quel nomen omen più che mai profetico, nato dalla trasposizione in latino del cognome del capostipite che diventa Audire, ovvero ascoltare. Una tendenza all’innovazione che ha generato un cammino costellato di successi, come la nascita del reparto corse Audi Sport nel 1980, e che adesso si prepara a una nuova sfida: mantenere gli alti standard qualitativi Audi associandoli alle nuove tecnologie sostenibili. Quanto, attualmente, gli sforzi di Audi sono finalizzati allo sviluppo di tecnologie sostenibili? Tantissimo. L’utilizzo del diesel elettrico e di materiali innovativi si muove indubbiamente in questa direzione. Non è una dichiarazione d’intenti, ma la sintesi di quattro elementi per noi imprescindibili: tecnologia vincente, prestazionalità, modernità e rientro in termini di consumi sostenibili. L’azienda fra un anno e mezzo entrerà nell’era dell’elettronico puro garantendo grandi prestazioni e altrettanta autonomia in termini di km e l’immissione sul mercato di un modello elettrico all’anno. A conferma di questo avete appena presentato la nuova Audi Q7 e-tron quattro... Sì, è la prima ibrida plug-in con propulsore TDI e trazione integrale quattro, un modello che concilia i vantaggi del diesel con quelli di un motore elettrico. La batteria agli ioni di litio ha un'autonomia record di 56 km. L’auto dispone inoltre di diversi sistemi per il controllo della velocità in discesa e una modalità fuoristrada per il controllo elettronico di stabilizzazione ESC, oltre ai più avanzati sistemi di assistenza alla guida come il turn assist o Cruise Control. Il luogo del lancio è stato la Sardegna, perchè questa scelta? La Costa Smeralda con paesaggi mozzafiato, curve e pendenze adrenaliniche è un territorio naturale talmente selvaggio che ci è sembrata fin da subito il luogo ideale. Ma la sinergia tra Audi e la Sardegna non si è esaurita lì visto che all’aeroporto Geasar di Olbia per tutto il mese

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di agosto è stata attiva l’Audi e-tron Hub, un’infrastruttura al servizio della mobilità sostenibile che rappresenta un’interpretazione avanguardistica di una possibile stazione di ricarica elettrica urbana composta da quattro colonnine di ricarica a 380 volt per vetture elettriche. In quest’ambito quali saranno le possibili evoluzioni del mercato? Per la mobilità l’elettrificazione rappresenta un punto di non ritorno. In tal senso Audi ha impresso una grande accelerazione in un settore che si svilupperà in modo più o meno rilevante a seconda di diversi fattori, primo tra tutti la capacità delle case automobilistiche di generare offerte convincenti. Per lo sviluppo del settore è necessaria, inoltre, una miglioria delle infrastrutture da parte delle istituzioni che hanno anche il compito di cementare la sensibilità nei potenziali clienti e creare le condizioni perché tale tecnologia diventi sempre più fruibile e percepita come facile, non problematica. Quella sportiva è da sempre la vocazione naturale di Audi, quanto incide l’attività di Motorsport sui modelli poi realizzati per il cliente finale? Per un brand che fin dalla propria nascita, gli anni Ottanta, ha nel proprio DNA una forte componente prestazionale e tecnologica l’accostamento al mondo sportivo è assolutamente imprescindibile e riconosciuto in primo luogo dai clienti che da noi si aspettano auto che rispecchino determinati codici. La riconoscibilità di un marchio deve essere legata a un aspetto fondante e per noi quello sportivo lo è stato fin da subito. Gli investimenti effettuati dall’azienda nel segmento sono la punta dell’iceberg delle risorse destinate alla ricerca e allo sviluppo di nuove soluzioni per una mobilità più sicura ed efficiente e per un’esperienza di guida più soddisfacente ed emozionante. Imprescindibile anche la trazione quattro, un’innovazione sperimentata in prima battuta in gara e divenuta poi il punto di riferimento per tutti i modelli di auto da strada. Una tecnologia che ha rappresentato il nostro punto di non ritorno, un trampolino di lancio per tutto ciò che è avvenuto dopo, soprattutto in pista, con le numerose vittorie conquistate a Le Mans. Cosa dobbiamo aspettarci dai nuovi modelli Rs Audi? Tutti i concessionari Audi vendono i modelli Rs, ma diciassette di loro sparsi sul territorio nazionale


offriranno presto qualcosa in più grazie alla presenza di personale altamente qualificato in grado di catturare il più possibile le inclinazioni di clienti emozionali, abituati a cimentarsi in gara e mossi dallo spirito della passione. Entrando in questi speciali store si respirerà il clima dei box fino a sentire il profumo della gomma bruciata e sarà possibile provare immediatamente le auto. Inoltre stiamo organizzando Motorsport experience nei più suggestivi circuiti italiani, alla presenza di collaudatori e piloti di Le Mans che permetteranno ai clienti di vivere l’esperienza in pista. Quale sarà il ruolo del digital nelle auto del futuro? La connettività tra mail, social network e messaggistica istantanea può trasformare l’auto in ufficio, casa o in un luogo nel quale continuare a vivere in soluzione di continuità col resto del mondo. Un optional che restituisce al cliente quel tempo in più che le auto degli ultimi anni probabilmente hanno eroso, la cosiddetta 25esima ora. Ma innovazione digital significa anche

aiuto in fase di parcheggio o assistenza alla guida. Abbiamo capito che siamo all’indomani di una nuova rivoluzione, per questo alla fine del prossimo anno presenteremo la nuova A8, un’auto completamente dotata di guida autonoma che, tuttavia, potrà offrire il massimo delle proprie potenzialità solo quando le reti stradali si doteranno di strumenti per interagire con essa, come semafori o corsie di marcia intelligenti. La guida autonoma quindi è destinata a spodestare quella tradizionale? Le nuove tecnologie rappresenteranno un felice complemento ma non sostituiranno mai il momento della guida, perché siamo certi che chi compra un’Audi voglia assicurarsi un piacere di guida che nessuna tecnologia potrà mai eguagliare. Ci piace pensare che i sistemi automatici rappresentino un angelo custode a disposizione del guidatore solo quando è lui a volerlo, senza sostituirlo. In questo modo la guida sarà solo più sicura, consapevole e matura. n English text pag. 161 149


POSH auto

il fascino dell’ibrido

Dai primi modelli, con scarso appeal, a veri gioielli che abbinano motore elettrico e tradizionale per un mix di grande efficacia. Per le Case una scelta quasi obbligata, per l’appassionato il piacere di guidare un modello esclusivo, all’avanguardia e attento all’ambiente di Maurizio Bertera

Ibrido è bello: scontato in tempi con sempre maggiore attenzione all’ambiente. Ma regge benissimo anche ibrido e bello, senza l’accento sulla seconda parola. Sì perché, dalle prime concept-car che lasciavano perplessi per la parte estetica, siamo arrivati a modelli premium con linee splendide e abitacoli lussuosi. Le vetture ibride presentano uno o più motori elettrici, abbinati a un propulsore termico tradizionale. “Lavorano” con il motore termico che ricarica le batterie dell’elettrico, consentendo di ridurre notevolmente il consumo di carburante, anche se il propulsore classico resta fondamentale nel trasferimento di coppia motrice alle ruote. Un’interessante evoluzione è rappresentata dalle ibride plug-in con batterie elettriche ricaricabili anche tramite fonte esterna, il normale cavo di alimentazione. Tutto questo da qualche anno è rivestito da un abito impeccabile quando i costruttori si chiamano Lexus, Bmw, Audi, Mercedes, Porsche, Land Rover. E siamo solo all’inizio, visto che la febbre dell’ibrido ha contagiato quasi tutte le case generaliste. 150


151


BMW i8 Aspetto e prestazioni da sportiva, guidabilità e consumi da city car. La i8 sembra una concept car fuori e dentro, in realtà è un gioiello che richiede 139mila euro per acquistarla. Il punto di forza resta l’unità propulsiva che quest’anno ha bissato il successo nel premio Engine of the Year: il 3 clilindri TwinPower Turbo da un litro e mezzo. Eroga 231 Cv nella massima fluidità e, abbinato a un motore elettrico da 131 Cv, vanta un’efficienza incredibile; 2,1 litri ogni 100 km nel ciclo misto ed emissioni di CO2 ridotte a 49 g/km. Con le diverse modalità di guida si arriva a un’autonomia puramente elettrica di 37 km, viaggiando sino a 65 km/h. Tra l’altro Bmw fornisce una mini-stazione di ricarica per accelerare l’operazione a casa. La vettura che ha le porte ad ala di gabbiano - tocca i 250 km/h e impiega solo 4,4 secondi per passare da 0 a 100 km/h. Per la i8, la Casa tedesca ha pensato a una special edition di soli cinque esemplari: la Protonic Red Edition con un look incredibile - da GT - e interni hi-tech dove il mix di pelle e carbonio è suggestivo. 152

MERCEDES BENZ CLASSE S 500 HYBRID La Stella a tre punte non ha trascurato l’ibrido: nella gamma dell’ammiraglia, ci sono versioni con doppia propulsione per la 300, la 400 e la 500 - anche nella carrozzeria “lunga” - che hanno sviluppato una serie di inedite soluzioni tecnologiche. La S 500, per esempio, ha il pedale dell’acceleratore in grado di emettere impulsi che segnalano al piede del guidatore quando gas rilasciare così da utilizzare la funzione Sailing o recuperare l’energia ricaricando le batterie. Ma c’è anche un sistema di navigazione che interagisce direttamente con il sistema ibrido. Ai 333 Cv di potenza del tre litri biturbo diesel si aggiungono i circa 115 Cv del motore elettrico posto all’interno del cambio automatico a sette rapporti. Ciò permette di fermare il consumo sotto la soglia dei tre litri di gasolio ogni 100 km pur toccando i 250 km/h e scattare da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi. Grazie al plug-in la S 500 si ricarica in quattro ore con una presa di corrente normale e due con la colonnina. Costa 120mila euro nell’allestimento Premium e 128mila in quello Maximum.


PORSCHE CAYENNE 3.0 S E-HYBRID La Casa di Zuffenhausen crede fortemente nell’ibrido plug-in tanto da averne tre nelle rispettive gamme: Panamera, 918 Spyder e Cayenne. Nell’ultimo caso, la 3.0 S E-Hybrid esprime bene il DNA sportivo Porsche in un abito di grande impatto stilistico e la tecnologia disponibile sulle altre versioni, a partire dal Tiptronic a otto rapporti e dalla trazione integrale permanente. Il V6 da 2995 cc della Cayenne base viene incrementato da una batteria di 382 Volt, che porta la potenza totale a 416 Cv. Per lo 0-100 km/h bastano 5,9 secondi, mentre lo spunto massimo è di 243 km/h. La possibilità di viaggiare sino a 36 km/h in modalità elettrica, fa scendere il consumo medio dagli 8,2 litri/100 km ai soli 3,4 ottenibili grazie all’uso ibrido parallelo. Per la ricarica delle batterie, oltre alle apposite colonnine, si può utilizzare la normale presa domestica a patto di avere pazienza... Il tocco in più? La colorazione giallo-fluo di alcune finiture vedi i caratteri E-Hybrid sulla carrozzeria nero lucido, in tinta con le grandi pinze freno. Il prezzo è di 89mila euro.

RANGE ROVER HYBRID Visto il successo intramontabile del modello, il brand inglese non poteva esimersi dal proporre la sua Hybrid che aggiunge un giusto tocco di regalità, oltre ovviamente alla leggerezza dei consumi: 6,3 litri ogni 100 km su strade veloci, 6,7 nel traffico urbano. Non male pensando alla mole della Range Rover, due tonnellate e mezzo… Partendo dal corredo tecnologico di assoluto livello - basti pensare alle sospensioni pneumatiche e al sistema di trazione a controllo elettronico - si è deciso di potenziare il V6 da tre litri SD (340 Cv di potenza) con un motore elettrico così da arrivare a prestazioni valide - 218 km/h di velocità massima - garantite anche dalle quattro modalità di guida. Hybrid vuol dire anche un logo esclusivo sulle prese d’aria e il portellone posteriore, oltre a cerchi in lega dedicati e super aerodinamici. Sei le versioni in gamma, con prezzi che oscillano tra i 132.800 euro della Vogue SE e i 194.800 euro della SV Autobiography LWB, ossia la più lussuosa Range Rover di sempre, nella configurazione a passo lungo. 153


Jacket: BURBERRY Cropped jumper and underwear vintage


THE JAPANESE ART TOUCH

related also to the structure of Hangar. The

independent planning, as museums differently

P.36

interaction between renovated spaces and the

from foundations must consider many other

LIGHTNESS AND GRAVITY, linearity and tension, solidity

and

elements to survive: fundraising, management,

never seen before.

etc. Hangar Bicocca instead is proud of this

Site-specific

Is the exhibition made of twenty installations

envied possibility.

interventions in space and time, the ones by

very different from each other? I let you tell

The choice of not working in Countries with

Kishio

Suga,

immateriality.

work by Kishio generates an exhibition route

key

figure

of

Japanese

us something about it before, to better

strong disparities or totalitarian regimes

contemporary art, in exhibition at Pirelli Hangar

understand the artist's view.

represents a clear stance. How does it affect

Bicocca until the 29th January 2017. Occasion

The Cubo's space is made inaccessible to

the work as curator?

for a meeting with the curator and artistic

public with Left-Behind situation, 1972/2016.

This is my personal position and it does not

director Vicente Todolì.

The work, made in the biggest version never

need to be shared. To me art is freedom and I

With an architectonic structure which is typically

realized till now, is composed by a unique

would never accept to work where there is no

industrial (here components of trains were built)

metallic cave of industrial kind, which is tight in

freedom or where it is strictly limited. It's an

and a surface of 15.000 squared meters,

the space on two levels, unifying different points

ethical-political instance rather than an artistic

HangarBicocca is one of the biggest exhibition

of the four walls and creating horizontally

one.

space in Europe, a flexible place to deepen the

diagonal intersections, on which blocks of rock

The previous direction of the Tate of London

knowledge of themes of contemporary art and

and

precarious

is considered by many a museum model.

culture. From the 30th September 2016 to the

balance.Another work, conceived as study on

What did this experience leave you and how

29th January 2017 it will be the favourite seat of

materials and their physical aspects, is Soft

did it change you?

the exhibition project “Situations”, personal

Concrete, 1969/2016. Big rectangular metallic

Since 1996 to 2003 I directed the Museu

exhibition by Kishio Suga. Protagonist of

blocks are inserted on a large magma of

Serralves of Porto. Since 2003 to 2010 the Tate

Japanese art from the 60's till now and central

cement, to evoke the tension between the soft

Modern. It was like passing from a sailing boat

figure of the Mono-ha movement, literary

consistence of cement, when it is still fresh, and

to an aircraft carrier. On the aircraft carriers

“school of things”, he is a high personality of

rigidity of metal. Materials which, even if very

sometimes we are still, without feeling the

contemporary art and he communicates through

different, meet chromatically in grey.

movements of waves. To me waves symbolize

a language combining a deep relationship with

Situation will be open to public till the 29th

art and its oscillation. For that I wanted to deal

nature and a research on materials and space.

January 2017. Is it a temporary or permanent

again with sailing boats such as Hangar, with

Suga's works are, also in this occasion and in

exhibition?

which to travel around the world.

relation to his practice, temporary interventions

Suga's art presents time by time features

The planning of Hangar after Suga goes on

to highlight coherence and experimentation, and

making each of his retrospectives different from

with new exhibitions always promoting

in the specific case of “Situations” they prefigure

any previous installation, that's why everything

contemporary art. Con you mention any

a landscape made by elements such as iron,

will be removed. The organic elements and the

name?

zinc, wood, stones and paraffin. The curators

industrial ones have a very strong tie with the

Since February to May 2017 Miroslaw Balka will

are Yuko Hasegawa and Vicente Todolì, ex

place where the exhibition takes form, so the

dedicate an exhibition to the sculptor, active till

wood

are

placed

in

director of Tate Modern and current Artistic

material used in this specific context were taken

the 80's, who in 2009 realized the project How It

Advisor of Hangar Bicocca. We met him to

back to Milan and nearby. But if the work

Is for “The Unilever Series” at the Tate Modern

discover together the aspects of the exhibition

vanishes, the artist survives. In October

of London. Since June to November 2017 Lucio

route

Pirelli

Edinburgh and in November New York in fact

Fontana will celebrate the work of one of the

in

the

specific

areas

of

HangarBicocca, the intensive planning of the

will see other two important exhibitions,

most important and famous Italian artist in an

Foundation and the eclectic soul of a man who

dedicated to the pioneer of Mono-ha. This just

exhibition

made the art his reason of life.

seems Suga's year.

Environments.

dedicated

to

the

the

Space

Pirelli Hangar Bicocca presents Situation by

Your work as curator since 2012 till now

Which are the places of Milan most loved by

Kishio Suga. What does this event mean for

changed Pirelli Hangar Bicocca...

you, after Hangar Bicocca naturally?

the Milanese space and what is the

Planning something is like playing a game with

The Foundations Trussardi and Prada, for the

development of the exhibition?

the mind. In the continuous dialogue between

hard work made in the late years and the

This is the first important retrospective, outside

space and art, one may overcome the other and

Museum of Novecento for the importance of

the Japanese territory, dedicated from an

vice versa, but my aim has always been the idea

collections. I consider also the different Galleries

European institution to Kishio Suga, among the

of symbiosis. The possibility to welcome at the

of Contemporary Art which in the last years

main members of the movement Mon-ha. His

Hangar exhibitions which could never be

supplied to museums. But before going away

artistic language combines nature with post-

organized at any other gallery, makes me feel

from Milan, I should visit it also outside the art

industrial elements, and the matter and

satisfied of my work.

places very loved by me, as creativity in this city

dimensional experimentation of his vision is

What about a prerogative of Hangar in the

can be breathed everywhere.

adapted time by time to the features of the place

Italian art system?

“Situations” - Kishio Suga

welcoming it. Hangar Bicocca welcomes it in the

We are lucky to work with Pirelli, which

By Yuko Hasegawa e Vicente Todolí

best way, as temporariness of his exhibitions

dedicates the 100% of energy to art. A real

Milan, Pirelli HangarBicocca

and the way to re-interpret space are variables

luxury today. It is very hard to realize an

30th September 2016 – 29th January 2016

155


COLORS LIKE NO OTHER FONTANA COUTURE P.98 DIFFERENT FORMS, COLORS, textures are mixed

in

the

researched

patchworks,

accurate and at the same time chameleonic, for the lady who desires to be noticed without showing off: so abstraction and figuration become

texture,

classicism

and

contemporaneity are fused in the research for a perfect and sublime pret a porter. Fontana Couture, today emblem of refined and personal luxury, takes inspiration from scents and colors of the Cote d'Azur, to realize the collection SS'16. Vania Sommariva, creative director of the brand, tell us about the genesis. How can you describe the brand identity of Fontana Couture in three key words, enclosing the essence and spirit of the brand? Couture, elegance, femininity. These are the three words to identify the brand of Fontana Couture, dedicated to an independent and self-confident lady. How

do

you

intend

and

interpret

contemporary luxury? Today the concept of luxury is related most of all to the idea of uniqueness and originality. Fontana Couture has always offered to customers the chance to personalize their clothes. As luxury is personality, is ability to mix and choose. It's wearing a coat in spotted cashmere or a blossom rose double cloak, embroidered with butterflies. Which places do you usually go to, for example your restaurants or stores most loved by you, from which you take inspiration

for

the

realization

of

collections? I like to be curious, to change, to always discover new places, but I have two appointments I can't miss: going to Colette in Paris, in the time of fashion shows, and to the market of St. Tropez, at the beginning of the summer. It's so nice to pass through stalls with scent of lavender and to discover that ideas come just form here! Are there any designers or artists who affected in relevant way your work? I have always admired three great masters of

156

the style of the twentieth century: YSL, Dior

What shall we expect for next fall/winter?

and Coco Chanel. I tried to learn from each of

The collection of next fall/winter plays with

them: the intuition of color from YSL, the

geometries. Whether the colored ones by

cleanness of lines from Dior, the grace of

Sonia Delauney for prints, or the black and

movement and proportions from Chanel.

white ones of the checkers game for textures,

Which was the first piece your designed in

the collection by Fontana Couture will be the

your career?

result of a mix of forms and color with a surely

It's not easy to remember the first dress

contemporary effect.

designed...It was a long time ago! I have anyway a very clear memory of the first time I met by chance a very beautiful woman wearing a dress of mine: a chemisier in

THE ART’S LENT P.100

shantung in peach and light blue color. I met her in via della Spiga and it was a great

DETAILS ABOUT DESIGN AND ARCHITECTURE,

emotion to me.

unusual materials and sophisticated forms:

How do you think it is possible to combine

the essence of the eyewear brand Catuma

perfection with innovative design and

and the vision of its founder Vincent Pastore

sartorial tradition?

tell of craftsmanship made in Italy. And an

Sartorial tradition just allows the most

innovation reinvents the gaze...

innovative design to be expressed in the best way. With no past there is no future.

Vincent Pastore, founder of Catuma, has

Can you briefly tell us about the genesis of

brought to the world the creative “madness”

Fontana Couture brand?

that drives every expression of the brand

Fontana was created in 1928 as knitwear

made in Puglia. Design, history, identity,

factory. During the 60's Alessandra, wife of

spatiality are the issues that are summarized

Roberto Fontana, gave a new impulse to the

in Catuma codes, through a synthesis of the

collection through her love for sartorial

contrasts in which heavy materials are

perfection and tradition, making it become a

combined in harmonious and minimal

complete line of pret a porter clothes. In the

morphologies, with a strong aesthetic impact

80's, after my training at the Marangoni

punctuated by meticulous inserts of materials

Institute, I start working with Alessandra

such as precious woods, ebony, burl, walnut,

Fontana. I learnt everything from her: the

teak ...

care of details, the research for the perfect

How Catuma was born?

tone of color, the passion for prints and

The brand was founded by the incessant

refined textures. So the Fontana collection

search for perfection and desire for novelty

became couture, which is a world where you

and experiment with materials usually not

can dare without limits to creativity.

intended for the world of eyewear. It comes

Fontana Couture has often dressed up

from a challenge, the desire to get involved

important personalities of diplomatic and

and to give free rein to our creative

political world. What is the meaning of this

"madness".

goal to the brand?

And the choice of the name? What about

To dress women, who with their personality

the meaning?

impose themselves in the world, is the

The name of the brand was born in Andria,

confirmation that the collections by Fontana

Puglia, and borrows the name from the city's

Couture are chosen for their uniqueness,

main square, Catuma precisely. According to

elegance and refinement.

the Catuma philosophy, ideas are expressed

Which are the features of the woman

in so many roads that lead to a single square.

wearing Fontana Couture?

Can you mention some features of the

The woman wearing Fontana Couture loves

brand?

to be elegant without showing off. She

Catuma is a story of great passion, great

doesn't dress up to appear but to reflect her

study of materials and the design applied. We

personality.

want to represent what is unique about our


country, excellence, style, history and above

experience. Feeling pampered thanks to

follow the guide line of elegance and sobriety.

all the exclusivity and we do it combining

details like packaging: a clutch vintage

Today La Mer has a global success and the

craftsmanship with the admixture of styles,

leather button with a stone containing a pencil

evolution comes mostly through the scientific

materials made in Italy and colors.

and a notepad to jot down their thoughts.

field by the usage of new technologies and

And what are the common thread that

What about the customers?

approaches to the world of customers.

underlies the collections?

Those who wear Catuma chooses a way of

Working with women of all ages and

The members of the creative staff come all

being, the fact of transformation, inability to

nationalities, you could compare with

from different sectors: from the world of

stop, instinct with a bit of healthy narcissism.

different requests. Which were the most

accessories

What are the plans for the future?

usual?

mechanical engineering world and, of course,

Catuma grows with the work of a visionary

Until five years ago the most recurrent

from the optics. This mix of skills has created

team, we are already working on the

request was the elimination of a certain

unique

and

collections,

fashion,

from

oxymoronic:

the

hyper-

marketing plan in 2017 and we hope to reach

wrinkle than other expression marks. Now all

of

500 stores worldwide, spread in more and

changed, as the marks of time are getting

craftsmanship. Each collection was preceded

more nations. After the SILMO, we await the

more attractive through a new way to

by a capsule dedicated to a woman who -

OPTI of Monaco and IL100% Optical Londra.

consider age. The most pressing aim is so to

with her being, her art, her overstep the

technology

mixed

with

symbols

In September we will launch a new brand,

improve

boundaries of the usual - changed history.

Dada, inspired by the current of Dadaism.

brightness, but most of all to appear relaxed

Like the special edition dedicated to Frida

Stay tuned!

and full of energy. It's something going

Kahlo, Elsa Schiaparelli and Eileen Gray. The inspirations for the Fall Winter 20162017 collection? At the SILMO 2016, we’re going to present

the

quality

of

skin,

gaining

beyond the mere system of beauty to involve

GOD IS IN THE DETAILS

the more transversal one of lifestyle, without difference between women and men. To look

P.104

like who is fully living life is an amazing

the expansion of the "Surrealist" collection,

request. So the way people take care of skin

which is enriched with six new models of

LOOKING BEYOND THE COMMON SENSE OF

glasses.

together

BEAUTY and inspired by a new powerful

incompatible materials such as paint, stone,

micro-technology, LaMer foresees the future

How is the beauty routine for women

wood and acetate, fusing them into real style

of skincare with unexpected textures and

between thirty and forty?

exercises. Steel frames, straight, square or

high performances of the revolutionary

In practice we can stop considering only

the unusual shapes such as turbot, are

Moisturizing Soft Lotion

women, as La Mer is getting an appeal which

"Surrealist"

brings

complemented by soft round models or semi-

becomes an extension of the personal success and style of life.

can be defined universal: in the same way

spherical, with a trompe-l'oeil given by a

The eighth floor of Palazzo Parigi offers the

attractive for men and women. When you are

wooden border that cuts through the lens at

best view on Milan: from the spires of the

thirty the first marks of time can appear,

the bottom. Details of veneered wood or

Duomo, to the dome of Vittorio Emanuele

enhanced today by external matters such as

multi-colored mosaic effect embroidery,

Gallery, up to Castello Sforzesco and San

pollution, distressing life and not healthy

embellish frames, drawing on and inspired by

Marco Church. Here, in the halls of the

feeding. There is not a cosmetic system

the collage technique used by artists of the

Presidential Suite, with a Classical Milan

suitable for each situation and each person,

Surrealist period. The rods are decorated with

style, mixture of elegance of other times and

as

water-enamels, while the terminals are in

extreme

Sarantis

infinite. In a city like Milan, with an adverse

acetate, to fit perfectly to any shape of face.

Tsimilimis to introduce the new Moisturizing

climate, both in winter and in summer, and

Within two years you got a great response

Soft Lotion. Skincare conoisseur and Director

high pollution, I would suggest providing for a

at the international level. What is the

of

well

right moisturizing, by refreshing skin with

secret of this success?

understands the importance of details in the

Moisturizing Soft Lotion, together with the

Catuma has chosen a business model

realization of a final product, which could

Renewal Oil and a SPF to strengthen

different from multinationals eyewear who

anticipate the customer's expectations, as

defense. After forty, when the process of

wanted to put the quality of their products

iconic product. Half a century of history meets

cellular renovation gets slow, skin needs a

available to the most renowned fashion

the powerful of micro-technology in a new

steady source of energy. Lifting Eye Serum

designers. For us the product is the star long

“super-lotion” for a fluid changing of skin.

and Lifting and Firm Mask represent an

before the brand, such as the design of the

Which was the brand's evolution during

essential external resource.

models, the materials used, the style of the

its first fifty years of history?

The philosophy of La Mer has always been

collections, which have well-defined identity.

Its a very important evolution, if we consider

focused of the importance of nature and

Thanks to these features, we were able to

that the brand was not created with

sea. Why?

conquer foreign markets. In addition, the

commercial aims, but to introduce a new

The love for environment around us is the

client is accompanied in luxury shopping

visionary conception of beauty, which would

brand's DNA, and one of the reason for which

La

refinement,

Mer

we

met

Communication,

he

styles and environments of life are

157


I love so such La Mer. The protection of

Voltaire. Chic and easy, young and trendy, it

uniqueness the brand opens Aman Wellness,

oceanic ecosystems represented at first a

celebrates style as a declaration, Paris as

which is a new vision of wellness, represented

source of inspiration for the concern and now

heritage and contemporary art as inspiration.

by Individual Wellness Immersions and Group

still defines its ethical profile through different

Breaking freely each olfactory known code,

Reatreat experiences inside the spa of its

collaborations with National Geographic and

today it creates two perfumes, a male and a

resorts. Antiquity and ancestral forms dedicated

investments in scientific field. It is absurd to

feminine one, through the international

to personal care become the focus of the avant-

think that we have already been on the Moon,

experience of the Maison de Parfums Beauté

garde wellness, for a remise en forme rooted in

but we explored just the 7% of the oceans

Prestige

culture and tradition. “Wellness – Vladislav

presents on the globe. The brand's approach

declarations of the brand's daring spirit, the

International.

As

olfactory

can be defined through a clear equation: to

fragrances This is for him and This is for her

protect, to support and keep the ecosystem,

are respective alter ego with its genes,

so that sea can be breathed in each La Mer

creating what is most unexpected: the

product.

meeting. He and she attract and reject each

Moisturizing Soft Lotion was inspired by

other, free in the Ville Lumière, spreading

the so called “power of small”. Can you

through the city an elegant scent of sandal

explain it better?

wood, typical of the brand's perfumes. A

La Mer made relevant investments in

passionate love in black and white involve

advanced technologies and the idea to

them, as it is caught by the photographer

realize, through the so called “micro-

Fred Meylan. She is a gypsy and carefree

into enchanting gardens and a rich nature in

technology” something much bigger, had a

beauty, going through the city of love. In the

places of intimate wonder. In a connection

great impact on the development of product.

hand a flower bouquet of sambac jasmine, lit

between body and mind, surrounded by a real

The moisturizing particles were made even

by the red berry whose notes spread in the

and sacred atmosphere like in the allure of

smaller, so that they could easily move like

streets. This is for her is a lively, but never

Amankora in Bhutan where, among the varieties

water. With a technological capsule then the

excessive, femininity, exalted by a rock

of Group Retreat Experiences, “Spiritual

centre of each moisturizing sphere is

perfume, a half vanilla and a half chestnut,

Immersion” is led by Dr. Karma Phuntsho (13-21

enclosed in a super refreshing gel. By the

ending in an intense sandal.

September 2016), the Buddhist researcher who

strength of connection between body and mind. Aman Wellness was so studied to make changes from outside to inside, and it is inspired and exalted by natural peaceful settings of our resorts.

Aman

Wellness

focuses

on

change...”.Ideal settings, holistic destinations such as Amanbagh in Rajasthan and Amanpuri in Phuket, provide for daily treatments and purity diets, in a complete route of wellness, plunged

usage of this product, skin starts changing

As a reflection of the feminine version, This is

will take the guests to a literary and spiritual

from the first touch: millions micro-spheres

for him is instead a delicate declaration

route through the five lodges of Amankora,

move like little drops of water “inundating”

stimulating

rock

between yoga, meditation, spa treatments.

skin with a moisturizing coming from inside.

personality, the urban adventurer interprets

Instead in Bali the resorts Amandari, Amankali

Which La Mer products are essential to

itself through a spicy incense of grapefruit

and

you?

and black pepper, enriched by vanilla and

Alignment&Awareness with a particular focus on

Lifting Eye Serum, Moisturizing Soft Cream

sandal. The style is advanced, modern and

mindful living, to find back energy and solve

and Lifting and Firming mask are always with

dynamic, in steady balance between black

troubles of insomnia, while from the 1st to the

me. These are products which best match to

and white, to be and to appear. Two timeless

15th November in Hangzhou in China, the

fragrances, alchemy of an evergreen couple.

enchanting Amanfayun will organize a stay of 5

different lifestyles during my steady transfers.

senses.

Gentleman

I learnt that it's important to combine details together. I believe in the statement: “God is in

welcome

guests

on

and mind, for a new conception of personal

such as la Mer affect your personal interpretation of luxury living?

Amanusa

days dedicated to the balance between body

How did the essence of a luxury brand

SUBLIME AT FIRST SIGHT P.120

intimacy.

ESOTIC WILDERNESS P.128

the details”. I think luxury is in the ability to express those intimate details of ourselves,

FAR

which together make our personality.

ingredients and a conception of wellness

THE CARIBBEAN SEA AND THE ATLANTIC OCEAN,

reinventing a mise en scène made of magic and

shot beaches, wild nature and stunning

perfection. Aman or the innovative view of bien

landscapes, between boutique resorts and Golf

etre.The sophisticate view of the remise en

courses among the most researched ones in the

forme together with the exclusivity by Aman can

world. At the discovery of the secrets of a real

be so natural and catch the most precious

land: The Dominican Republic.

THIS IS THE FRAGRANCES P.114 ZADIG, BY VOLTAIRE, is the embodiment of a

158

Doronin,Chairman of Aman, claims – is not only based on physical dimension, but also on the

LOCATIONS,

real

wellness,

natural

goods of nature and its wonders, either

Enveloped in its enchanting nature, in a deep

live and brilliant style, with irony on the

medicinal herbs picked in the suggestive frame

light exalted by the white fine sand, in its sea

prejudices of time, which inspired Thierry

of Montenegro or the thermal waters from

among the most clear ones in the world, in its

Giller in the creation of the maison Zadig &

Japan. And by keeping this dimension of

rich culture and a history full of charm, the


Dominican Republic in a Caribbean charm going

materials create a dream dimension where the

Organization St. Moritz Gourmet Festival, tells

over 1600 km of coast, in its famous Golf

stone of local caves, the tiles made by the hand

about the excellence at 1800 meters in height. On

courses, in dream resorts and a researched

of native people of Aguayo and the Dominican

the

gourmand, is the symbol of a destination luxury

art objects realize an accurate and suggestive

mountains of the high Engadina, at table the non

combining different features of the bien vivre.

aesthetics, between private gardens and the

plus ultra of international taste, well interpreted by

The tropical island discovered by Cristoforo

taste of the Ocean, swimming-pools and dinners

the creativity of the best chefs in the world. The

Colombo in 1492 between the Atlantic Ocean

on rock cliffs (aman.com). But the Dominican

prestigious kermis gathering every year star

and the Caribbean Sea, music, art, its famous

Republic and its authentic essence should be

restaurateurs, gourmet journalists and all the

rum and amber, is the first destination in the

discovered

the

food and wine lovers, this year is celebrating the

by

getting

lost

through

background

we

find

the

magnificent

world for the Golf and its 25 courses placed

architectonic jewels of the sixteenth century in

gourmet cooking of North America, characterized

between stunning landscapes and unique

the Colonial Santo Domingo, Patrimony of the

by the most various cultural suggestions. As

natural

Sosua,

Unesco, by crossing on foot its net of small

usual the opening will take place at the Julius

Cabarete, Santo Domingo and its cosmopolitan

pedestrian ways and small cobbles streets with

Baer of the Kempinski GrandHotel, followed by

vitality, the Romana and Punta Cana known for

steel lamps, at the discovery of intimate and

the single Diners Gourmet, the Gourmet Safari,

the enchanting beaches, Samanà, the wildest

hidden locals. It's one of the most lively and

the legendary Kitchen Party of the Badrutt's

one with waterfalls, bays, mountains and creeks.

cosmopolitan places, capital of the Dominican

Palace Hotel, and tastings, wine events and

And still Puerto Plata and it charming houses in

Republic, where to find the real culture of the

many other special appointments taking place at

Victorian style of the nineteenth century, in lively

island, its rich history and architecture, the

the partner hotels. All the top chefs will be guests

renaissance, between resorts and boutique

unique botanic garden in the world, the many

of the executive chef resident of the reference

hotels, 18 holes of Playa Grande where to play

traditional and gourmet restaurants, hotels such

hotel. The philosophy of essential dominates the

the best golf or the 9 holes of Los Mangos in the

as

style of the President of the Organization St.

residential area of Costambar, the most refined

shopping, between colored houses with small

restaurants such as Parrilada, one of the oldest

galleries, museums, stores, restaurants. A

ones in the city of Puerto Plata, Cariatides,

bohemien face of the city taking to one of its

Mares, La Tarappa and Lucia of Casa Colonial

symbol places, the Cafetera, the meeting place

Beach & Spa Resort, one the most luxurious

for artists where to taste the real Dominican

boutique hotel. A resort expressing the charm of

coffee. And for who is fond of local crafts, in the

a Victorian age in its majestic architecture,

Ciudad Colonial there is the atelier of the famous

overlooking the crystal waters of the Atlantic and

Dominican stylist Jenny Polanco, the espadrillas

the pure private beach. Restored in details by

da La Alpargateria, the Galeria Toledo dedicated

keeping intact the original style, it matches the

to design, the ceramics at Casa Alfarera, the

charm of the “old world” with a modern and

jewels and textures of Casa Quien. For the

refined elegance, in a style between antique and

lovers of gourmet in the prestigious Travesias -

contemporary. A five stars refuge, intimate and

“High Cuisine of Author” you can taste exotic

sophisticate, considered as one of the most

specialties reinterpreted by the chef Tita,

luxurious hotels of the Dominican Republic for its

delicious dishes by Jalao, to plunge into a unique

suites, swimming-pools on the roof top, the

expertise cooking at Lulù Tasting Bar and have

ocean front Bagua Spa and the restaurant Lucia,

dinner inside a cave at El Meson De La Cava,

with its French-Caribbean cuisine, one of the

between suggestion, emotion and enchantment.

most

gourmands

At the discovery of Dominican culture, between

(casacolonialhotel.com). It is placed on the top of

history, traditions, natural theaters and stunning

a reef dominating the Atlantic Ocean and its

scenery, landscapes enclosing an ancestral

beach of Playa Grande, one of the most

beauty.

sceneries.

researched

Puerto

Plata,

destination

Barcelo

(barcelo.com),

the

exclusive

exclusive resorts of the island: at Amanera, surrounded by the forest and the scenery mountains of the Northen Cordillera, with an

FASCINATING CUISINE

Moritz Gourmet Festival, Reto Mathis, who tells about gourmand intuitions and good taste masterpieces. The “St. Moritz Gourmet Festival” this year welcomes the gourmet cuisine of North America, affected and contaminated by different cultures. What kind of “tasting experience” is it? America admires infinitive cuisine typologies. From the general to the most authentic trends, regional and seasonal typicality. The claim of the edition 2017 is “Discover The Best From The West”, to intend indeed the regional and stylistic excellence of this territory. Among the most expected moments of the festival, the Gourmet Diners can give extraordinary emotions. How were they created? The so called Gourmet Dinners are author dishes and

menus

realized

appositely

by

each

participant chef, to best express his preference in cuisine. As usual the opening will take place at the Julius Baer of Kempinski Grand Hotel and the great final at Kulm Hotel. Why are these

P.132

locations so perfect?

THE GREATEST INTERNATIONAL CHEFS CONQUER

such as the opening or final ones, for the

Sanskrit “peace” and “Era” which is “water” in the native Carribean language – always present in

THE ENGADINA, which becomes the new mecca of

each expression. Projected by John Heah,

the international gourmet scenery. From the 30th

between scenic gardens, a spa with an olistic

January to the 3rd February 2017 there will be no

approach to bien etre and 25 Casitas combining

stop top dinners, workshops and show cooking of

the essence of Caribbean to a contemporary

high style, which change St. Moritz in the capital

elegance, the colors of tradition and natural

of worldwide taste. Reto Mathis, President of the

included golf course, water is the element transliterating its original meaning - “Aman” in

They are particularly suitable for ceremonies traditional and historical features which make them the most beautiful and elegant ones of St. Moritz. The environment here can be perfectly symbiotic with the creations of

the involved

chefs. With the opening of your first restaurant, you wanted to show how it was possible to

159


into

jungle with a proud and royal step. British

are similar in some way. They are extremely

contemporary alpine excellence. How could

change

the

mountain

cuisine

elegance chosen purposely by many members

authentic cars, must of the category. The newest

you do it?

of the Windsor royal house, synonym of prestige

quality of this crossover is just its sporty chic line

Just a rule: by being the first one in the morning to

and refinement. Now for the first time in its

which is absolutely feminine, for the presence of

enter the kitchen and the last one in the evening

history, the English producer house copes with

many soft curves and few angles. Other points

to go away.

the urban contemporaneity of every day and is

of strength are the dimensions, big but visibly

How do you create cooking experiences from

launching its first crossover in the market, F-

light. The soft curve towards the back and the

exotic components based on the typicality of

Pace. Ideated and projected to offer agility,

one of the windows in the opposite direction, in

Engadina?

reactivity and the refinement for which the

fact, allow to reduce the dimension of a big car

with

jaguar models are univocally famous, by

and to make it more sporty. The interior is very

combinations of local ingredients and exotic

unifying them with dynamicity of driving and

wide, perfect for the requests of everybody,

tastes, through the usage of spices gathered

incomparable daily utility. Purity in lines,

included the families with children which are

during many trips around the world.

surfaces and proportions, and stylistic traits

very busy every day. The new crossover was

To have dinner at La Marmite gives the

evocating the iconic two-seats sport F-Type.

also projected to satisfy the most strict rules of

chance to try iconic dishes such as the tarte

Developed by using the Jaguar Lightweight

international security and to offer exceptional

Aluminum Architecture, a rigid and light

levels

structure, composed in the 80% by aluminum,

pedestrians. Even the standard of active

It's

a

stylistic

predilection

changing

flambè with truffle or the beef carpaccio with Roberspierre

truffles.

Which

are

the

inspirations for similar masterpieces? The inspiration comes from the love for good food. Truffle and caviar dishes are dominant as they are among the most important products of our providers and as they gave us a great reputation. After the great international success of Japanese cooking mastery, which are the most captivating and interesting techniques to you? The purism and the minimalist techniques used: never more than three ingredients at once and a presentation which is as simple as possible. In the end, your line of gastronomic

protection

to

passengers

and

the new one is available in the version F-Pace

security is high, thanks to a series of advanced

Pure, F-Pace Prestige, F-Pace Portfolio, F-Pace

systems

R-Sport, F-Pace S, F-Pace First Edition, it can

moreover, takes

take in five passengers and it’s provided with

Activity Key: a wearable technology which

infotainment and technology of connection of

consists in a waterproof bracelet, resistant to

of

driving

with

assistance.

F-Pace,

to world debut the Jaguar

absolute level. The range of motorizations

crash,

includes: 2,0 liters diesel 180 CV with manual

supporting the most active styles of life.

an

integrated

transponder

gear (available with posterior and integral

How would you describe the work you are

traction) and automatic gear (only integral

doing on this new car?

traction); 3,0 liters diesel of 300 CV with

It was surely a project which allowed me to

automatic gear and integral traction; 3,0 liters

completely express all my creativity. Personally I

gasoline of 340 and 380 CV with automatic gear

focused on the external planning, but I worked in

and integral traction.

strict contact with the team of interior designers

The model was presented during the Design

dealing with the interior refinements. In this way

Week 2016 at an event with three futuristic

we were in harmony. The result is a car

specialties as further seal of research and

versions of the crossover as protagonists,

representing the best of Jaguar at the moment,

quality. How did you take this decision?

interpreted by students of the IED of Turin

as it joins different souls in a unique one: it’s

The gourmet lovers of all the world want to try to

through the technique of light wrapping.

sporty, but elegant and urban, not complicated

work in kitchen even at home, but the preparation

Technology, dimensions and horizons are the

but right for the life of families.

of some dishes did not include some important

three themes chosen by young talents,

During

ingredients which I decided to take in my

representing the peculiar traits of F-Pace. In that

composed by Jaguar designers, Daniele

selection.

the

evening

a

technical

jury

occasion we met Dominic Najafi, Chief Creative

Maver and Riccardo Balbo, nominated the

Designer Jaguar Exteriors, who talked about the

wrapping design Dimensions, realized by

CITY JAGUAR

new creation in Jaguar house.

Andrea Caffieri and Ilaria Minischetti, as the

F-Pace is the first Jaguar crossover. It seems

graphics which interpreted best the values

P.142

to be a car with a urban vocation but a sport

and features of the new crossover. Do you

soul, is it right?

agree with this choice?

THE BRITISH COMPANY IS LAUNCHING ITS FIRST

Yes, this model expresses the essence of

Yes, as I think that interpretation is the closest

Jaguar, even if it is wholly different from any

one to the mood jaguar. By observing it, we can

previous proposal. Jaguar represents the

recognize

excellence of design and F-Pace is not an

revolutionary movement, newness, fresh air,

exception, but it’s elegant and sophisticate

oxygen in the lungs and vital lymph. It’s a very

exactly like all the precedent cars. The essence

intense artistic realization which perfectly

of brand is just this one and we are trying to

describes what should be the new key to codify

follow it in each initiative, by taking it to all our

the Jaguar world.

models which are for this timeless.

Which is next project for Dominic Najafi and

CROSSOVER,

F-Pace

mixing

sport

soul,

metropolitan needs and performance of first level. A debut bound to be in the history, as told by the Creative Designer Jaguar Exteriors, Dominic Najafi. 1945-2016. These dates are joined by the clear and recognizable roar of the engine of an always charming car. Perfect in the performance and elegant in the design, just like the silhouette of a feline moving through the savage. So the Jaguar models take place into the metropolitan

160

of

the

sense

of

perpetual

and

Their forms are curvy, almost feminine and

Jaguar?

similar to the ones of Evoque by Land Rover.

We have a lot to do, but surely this of today is a

The two models are part of the same car brand

new and important chapter in the story of the city

and, even if they present different features, they

cars, and I am very proud that it has our sign.


The intent of Jaguar is to go on this way,

guide such as the turn assist or Cruise Control.

many victories at Le Mans.

creating always new models which can match

The place of launch was Sardina, why this

What should we expect from the new models

timeless classicism, characterizing its story, and

choise?

Rs Audi?

the smart modernity to cope with the challenges

The Costa Smeralda with stunning landscapes,

For the lovers of these vehicles with incredible

of every day.

curves and shivery slopes is a natural territory so

performance, where the sport heritage is well

wild that it seemed soon the ideal place. But the

recognizable in the combination of power,

synergy between Audi and Sardinia is not only

aesthetics and control, we have some news. All

POWER SUSTAINABILITY

there, as the Geasar Airport of Olbia for all the

the Audi concessionaries sell Rs models, but

month of August was the active Audi e-tron Hub,

seventeen of them spread on national territory

P.146

an infrastructure for the sustainable mobility,

will son offer something more, thanks to the

which represents an avant-garde interpretation of

presence of highly qualified staff which can catch

a possible station of urban electric recharge,

the tendency of emotional customers, used to

composed by four small columns of recharge at

being in race and moved by the spirit of passion.

380 volts for electric vehicles.

By entering these special stores, the climate of

In this field which will be the possible

boxes can be breathed, so to smell the scent of

evolution of the market?

burnt gum, and it will be possible to try

For mobility, electrification represents a point of

immediately cars. Moreover we are organizing

not return. In that meaning Audi impressed a

Motorsport experience in the most suggestive

great acceleration in a field which will develop in

Italian tracks with testers and pilots of Le Mans,

more or less relevant way, on the base of different

who will allow the customers to live the

factors, first of all the ability of car brands to make

experience on the tracks.

Sustainable

technologies

and

perfect

performance. A winning union, distinctive mark of present and future for Audi, which after presenting the new Q7 e-tron four, steps on the accelerator. We talked of this and much other with Fabrizio Longo, Audi Italy directo.r At the beginning the founder August Horch followed the dreams and that futuristic view of world which brought to the creation of Audi. This since the far 1909 has been based on the idea that to go over one's limits is not only desirable but essential. Catching the last trends and sometimes anticipating them has always been in the DNA of the concern, starting from that prophetic nomen omen, from the transposition in Latin of the father's surname becoming Audire, which is to listen. A trend to innovation which brought to success, such as the race section Audi Sport in 1980, and which now is getting ready to a new challenge: to keep high the qualitative Audi standards,

by

associating

them

to

new

sustainable technologies. How much is Audi aiming now to the development of sustainable technologies? Very much. The usage of electric diesel or innovative materials moves surely in this direction. Electric diesel in Audi is not a declaration of intents but the synthesis of four elements not to be ignored by us: winning technology,

performance,

modernity

and

sustainable cost. The concern in a year and half will enter the age of pure electronic, providing for great performance and autonomy in terms of km, and introducing in the market an electric model every year. To confirm that, you have just presented the new Audi Q7 e-tron four Yes, it's the first plug-in hybrid with TDI propeller and integral traction four, a model which combines the vantages of diesel with the ones of an electric engine. The battery with lithium ions has a record of autonomy of 56 km. The car has also different systems for the control of speed downhill and an off-road modality for the electronic control of ESC stabilization, beyond the most advanced systems of assistance to

persuasive offers. For the development of this

What about the role of digital in future cars?

field it is necessary, moreover, an improvement of

To Audi this represents another point of not

infrastructures by institutions which have also the

return, based on two essential items: comfort and

task to enhance sensibility in eventual customers

security, from which to develop different

and to create the conditions to make that

solutions. The connection between mail, social

technology

not

network and instant message, for example, can

problematic. A persuasive mission even for the

change the car into office, house or a place where

media which will have to spread an important

to live in solution of continuity with the rest of the

message: surely the new challenge in terms of

world. An optional giving back to the customer

mobility will change our habits, but the result in

that time more, probably used by the cars of the

collective terms will be extraordinary.

late years, the so called 25th hour. But digital

Audi has always had a sport natural vocation,

innovation means also to help in phase of parking

how much is Motorsport affecting models

or guide assistance, which is the anticipation of

then realized for the final customer?

autonomous guide of the next years. Also in this

For a brand which since the 80's has had in its

sense Audi can proudly be precursory, as it has

DNA a strong performance and technological

worked on this for times, not only on cars but in

component, the sport world is absolutely

contact with landscape and system specialists

dominant and recognized in first place by

and technicians who could encourage a more

more

usable

and

easy,

customers who expect from us cars reflecting

open view. We understood that we are close to a

determined codes. A recognizable brand should

new revolution, for this for the end of next year we

be based on a central factor, and to us it has been

will present the new A8, a car completely

the

The

provided with autonomous guide which, anyway,

investments made by the concern on the

can offer the best of its potentiality only when the

segment are the iceberg's top with resources for

street nets have means to interact with it, such as

the research and development of new solutions,

traffic lights and intelligent traffic lanes.

to ensure a safer and efficient mobility and a

Is autonomous guide bound to overcome the

more satisfying and emotional guide experience.

traditional one?

Many features, now characterizing the street

New technologies represent a happy and right

sport

one

from

the

beginning.

cars, come from there, such as the usage of light

complement, but they will never replace the

materials, essential for races, but not so granted

moment of guide, even because we are sure that

in less competitive cars. Also the traction four is

who acquires an Audi wants to keep the pleasure

important,

in

of guide, which no technology could ever match.

competitions and become than the refer to all the

We like to think that automatic systems represent

model of street car. A technology which

a car driver and an angel protecting the driver

represented our point of not return, a launch for

only when he wants, without replacing him. In this

what happened after, mostly on the track, with

way guide will be safer, conscious and careful.

an

innovation

experimented

161


I

NCONTRA I SUOI LETTORI IN TANTI LUOGHI, IN EDICOLA CERTO, MA ANCHE

SUL

WEB,

NELLE

SUITES

DEGLI

ALBERGHI

PIÙ

PRESTIGIOSI, NELLE LOUNGE DI AEROPORTI DOVE IL PASSAGGIO INTERNAZIONALE È SEMPRE PIÙ DENSO. PERSONE CHE VIVONO PER GRAN PARTE DELL’ANNO FRA CITTÀ RICCHE DI STIMOLI, DOVE INNOVARE È UN CREDO PERPETUO.

Noi da sempre raccontiamo NELLA MODA, NEL DESIGN, NELL’ARTE LE ECCELLENZE, LE PROPONIAMO CON VOCE SOFFUSA PERCHÉ L’ELEGANZA RESTA, MA CON LA PASSIONE DI SEMPRE E CHE DA SEMPRE CI DISTINGUE.

Da questo numero

innoviamo anche il linguaggio con cui parliamo.

LA NOSTRA GRAFICA PER L’AUTUNNO È GOTICA COME LA TENDENZA MODA. OGNI NUMERO AVRÀ UNA GRAFICA DIVERSA, PER INNOVARCI, PER INCURIOSIRE, MA ANCHE PER ESSERE UNA GUIDA PIÙ CONTEMPORANEA CAPACE DI DIALOGARE CON PIÙ GENERAZIONI. UN LOOK INASPETTATO PER DIMOSTRARE COME IL COLORE E LA RICERCA SIANO IN GRADO DI DARE NUOVA VITALITÀ AD UN VOLTO CAMBIANDONE QUASI LA FISIONOMIA.

Buona lettura, Enrico Cammarota


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