Primavera 2024
UNICAMILL UNI CAMILLUS Magazine
CONTENUTI SOMMARIO 4
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AL - NUOVA COLLABORAZIONE FONDAZIONE GIGLIO DI CEFALÙ E UNICAMILLUS INTERVISTA DEL RETTORE AL MINISTRO DELLO SPORT E DEI GIOVANI, ANDREA ABODI
10 AL - NEONATI IN TERAPIA INTENSIVA PER BRONCHIOLITE: LA PROFESSORESSA GUALANO RACCONTA LO STUDIO SUL PRIMO PROTOCOLLO SU GESTIONE CASI GRAVI di Giusi Condorelli
13 LO SPORT, LA DIETA E L’INTEGRAZIONE NECESSARIA di Marco Marchetti
EDITORIALE di Gianni Profita Rettore
Il numero di primavera del 2024 dedica la sua copertina allo straordinario Ospedale Giglio di Cefalù nella cui omonima Fondazione è appena entrata UniCamillus grazie ad una sperimentazione gestionale pubblico-privata proposta dall’Ateneo. La firma della convenzione consente alla nostra comunità accademica di allargare il campo delle sue attività all’attività assistenziale per realizzare nuovi obiettivi nella ricerca e nella qualità delle cure di cui la struttura siciliana è già leader in numerosi ambiti.
21 ATTIVITÀ FISICA COME STRUMENTO DI PREVENZIONE: ANALISI DEI PROGETTI DI RICERCA ITALIANI di Giovanni Galeoto
27 CARDIOPATIA E SPORT: COME I MEDICI POSSONO GUIDARE I PAZIENTI NELLA PRATICA DELLE ATTIVITÀ FISICHE di Sabina Ficili
33 INTERVISTA ALLA CALCIATRICE GIULIA MANCUSO: “CONCILIARE CALCIO, STUDIO E FAMIGLIA...” a cura di Claudia Romano
37 BENEFICI PSICOLOGICI, SOCIALI E COGNITIVI DELLO SPORT IN ATLETI DISABILI di Giorgio Scivoletto
43 DOPING, RISCHI PER LA SALUTE E ATTIVITÀ DI CONTRASTO. INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIDOPING FIGC a cura di Tommaso Fefè
48 AL - IN UNICAMILLUS SI GIOCA A CALCIO E PALLACANESTRO GRAZIE A UNISPORT di Ginevra Guidoni
53 TERZA MISSIONE - ORIZZONTI DELLA MEDICINA, DOVE LA SCIENZA INCONTRA LA SOCIETÀ di Donatella Padua
64 AL - C’ERA UNA VOLTA UNICAMILLUS A ROMA… MA ORA È ANCHE A VENEZIA di Giorgia Martino
68 UGHJ - BRIEF REFLECTIONS ON THE RELATIONSHIP BETWEEN ECONOMY AND HEALTHCARE
Campi di particolare interesse in cui si svilupperà il partenariato saranno tra gli altri la chirurgia oncologica innovativa e le neuroscienze. Verranno implementati programmi di formazione per promuovere la crescita professionale di nuovi medici e personale sanitario qualificato. La Fondazione, che punta così ad ottenere, anche grazie all’ingresso del nostro Ateneo, il riconoscimento di IRCCS, mette a disposizione della nostra Università una struttura ospedaliera all’avanguardia ubicata in una delle più belle città d’arte italiane che vanta il meraviglioso Duomo, patrimonio UNESCO dell’umanità. Una straordinaria meraviglia artistica e architettonica caratterizzata da due maestose torri gemelle. L'opera d'arte arabo-normanna è celebre per i suoi magnifici mosaici, notevoli per il loro sfondo dorato impeccabilmente mantenuto, tra cui si distingue particolarmente la splendida figura del Cristo Pantocratore Maria Rosaria Gualano, docente di Igiene Generale e Applicata presso il nostro Ateneo, ha dato il suo fondamentale contributo allo sviluppo del primo protocollo al mondo per la gestione dei neonati affetti da bronchiolite e ricoverati nei reparti di terapia intensiva. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Lancet con un grande e meritato risalto in ambito scientifico-accademico al livello mondiale. Un risultato che si somma alle già numerose pubblicazioni e riconoscimenti ottenuti dai ricercatori di UniCamillus e che galvanizza ulteriormente la nostra comunità accademica. In questo numero la prof.ssa Gualano illustra in modo semplice e chiaro i risultati della sua ricerca. UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024
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Viene poi trattato il tema dello sport dal punto di vista della salute individuale e collettiva alla luce dell importante innovazione normativa della Legge Costituzionale n°1/2023 che ha modificato l’articolo 33 della Costituzione introducendo l’attività sportiva tra i valori fondamentali tutelati e promossi dallo Stato. Il Magazine ne ha parlato con il Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili, Andrea Abodi, che ha spiegato perché questa riforma rappresenta una e vera propria rivoluzione culturale. Sul medesimo fronte della qualità della vita si pone poi la grave questione dell’obesità sempre più dilagante anche tra i più giovani. Dati Istat alla mano, quattro adulti su dieci sono in sovrappeso e uno su dieci è obeso. Dilagano di conseguenza le malattie dell’apparato metabolico, come il diabete, con conseguenze per l’intero sistema sanitario. È noto, tra l’altro, che l’inattività fisica tra i bambini e gli adolescenti comporti scompensi al livello muscolo-scheletrico, che si ripercuotono inevitabilmente sullo sviluppo corporale, generando problematiche difficilmente reversibili una volta adulti. L’attività sportiva assume quindi i contorni non solo di una cura, ma anche di una vera e propria terapia preventiva, per contrastare l’insorgere di patologie legate alla sedentarietà. Ed è anche strumento di inclusione sociale. O almeno lo dovrebbe diventare ancor di più, ora che il principio è sancito a chiare lettere nella Carta Costituzionale. La sfida successiva, infatti, adesso è quella di dare seguito agli intenti dichiarati e permettere davvero a tutti di praticare sport. Attraverso la sana competizione, tanto quella agonistica quanto quella amatoriale, si mette un freno all’emarginazione sociale, si favorisce la parità di genere e si azzerano le diversità. Lo sport può dunque, in questo senso, essere una medicina anche per altri malanni sociali. 2
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EDITORIAL by Gianni Profita Rector The Spring 2024 issue of our magazine dedicates its cover to the extraordinary Giglio di Cefalù Hospital, which has recently welcomed UniCamillus into its namesake Foundation, thanks to a public-private management trial proposed by our University. The signing of the agreement will allow our academic community to expand its horizons in patient care, with the aim of achieving new milestones in research and quality of care, areas in which the Sicilian institution already excels. Areas of particular interest in this partnership include innovative oncology surgery and neuroscience. Training programmes will be set up to promote the professional development of new doctors and skilled health professionals. The Foundation, which is seeking IRCCS accreditation also with the support of our University, offers us a state-of-the-art hospital in one of Italy's most stunning art cities, home to the magnificent Duomo—a UNESCO World Heritage Site, an artistic and architectural wonder characterised by two majestic twin towers. The Arab-Norman work of art is famous for its magnificent mosaics and their impeccably preserved golden background, where the magnificent figure of Christ Pantocrator stands out. Maria Rosaria Gualano, lecturer in General and Applied Hygiene at UniCamillus, has made a fundamental contribution to the development of the world's first protocol for the management of neonates suffering from bronchiolitis and admitted to intensive care units. The results of this research have been published in The Lancet and have received significant and well-deserved attention in the global scientific community. This achievement adds to the numerous awards already obtained by UniCamillus researchers, further stimulating our academic community. In this issue, Professor Gualano explains the results of her research in a simple and clear way. The issue then turns to the subject of sport, in its aspects specifically related to individual and collective health, in the light of an important legislative event. Constitutional Law No. 1/2023 amended Article 33 of the Constitution, thus including sporting activities among the fundamental values to be protected and promoted by the State. We discussed this with the Minister for Sport and Youth Policies, Andrea Abodi, who explained why this reform represents a real cultural revolution. On the same quality-of-life front, we address the serious problem of obesity, which is becoming increasingly widespread, even among the younger population. According to Istat, four out of ten adults are overweight and one out of ten is obese. As a result, metabolic diseases such as diabetes are on the rise, with implications for the entire healthcare system. Physical inactivity in children and adolescents is known to cause musculoskeletal imbalances that inevitably impair physical development, thus leading to issues which—once established—become difficult to reverse in adulthood. This is why sport serves not merely as treatment but as an essential preventive therapy, effectively combating the emergence of diseases associated with sedentary lifestyles. It also represents a tool for social integration— or at least it should become one now that the principle is formally enshrined in our Constitution. The next challenge is to follow through on the stated intentions and make sport accessible to all. Through healthy competition, both at competitive and amateur levels, the social exclusion of the weak and disadvantaged is curbed, gender equality is promoted, and differences are eliminated. In this sense, sport can be a remedy to heal the social ills of our community.
Cefalù
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ACADEMIC GIGLIO - UNICAMILLUS Nuova sperimentazione gestionale: LIFE l’eccellenza della ricerca in una delle città News
più belle del mediterraneo
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n partenariato strategico con vista sul Duomo di Cefalù. Il monumento, oggi patrimonio dell’Unesco, sotto le cui guglie edificate dal sovrano normanno Ruggero II nel 1131, farà da sfondo all’accordo accademico e assistenziale tra la Fondazione istituto G. Giglio di Cefalù, che gestisce l’omonimo ospedale, e la Saint Camillus International University of Health Sciences (UniCamillus) di Roma. La firma della convenzione tra i due enti per un progetto di sperimentazione gestionale pubblico–privato metterà insieme le peculiarità e la complementarietà di entrambi per traguardare molteplici obiettivi.
ma non solo, le neuroscienze e la chirurgia oncologica innovativa. Grazie alla collaborazione con l’Ateneo, la Fondazione Giglio punta a divenire un centro di eccellenza nella ricerca e nell’alta specializzazione per ottenere l’ambito riconoscimento nazionale di IRCCS. Infine ci si concentrerà anche sul management sanitario con l’assunzione di un ruolo sempre più centrale di Fondazione Giglio e UniCamillus nel panorama regionale siciliano tramite l’introduzione di modelli e modalità operative e di gestione che permettano di efficientare e massimizzare l’economicità dell’organizzazione, della qualità dei servizi erogati e della struttura nel suo complesso.
Il connubio punterà, di fatto, a migliorare la qualità dell’assistenza clinica e dei servizi sanitari di ricovero e cura erogati dalla Fondazione Giglio che beneficerà del trasferimento del know how dell’Università UniCamillus. Verranno realizzati programmi di formazione finalizzati sia a promuovere la crescita professionale delle risorse interne alla Fonazione, sia all’ingresso di nuovi medici e personale sanitario qualificato negli ambiti di neuroscienze, oncologia e chirurgia oncologica innovativa. L’altro obiettivo sarà la definizione e attuazione di progetti di ricerca integrati e strettamente interconnessi con l’avvio di una nuova offerta formativa universitaria, di cui torneremo presto a parlare. Ambiti della ricerca saranno in prima battuta,
Fondazione Giglio porta in dote a UniCamillus 21 anni di attività sanitaria in Sicilia, svolta ai massimi livelli, con il contributo, in fase di costituzione e start up, della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano e successivamente della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma. L’ospedale è ubicato in una delle zone più suggestive della cittadina turistica siciliana, con camere vista mare e il cui orizzonte consente di scrutare, nei giorni di cielo azzurro, le prime due isole dell’arcipelago eoliano (anch’esse patrimonio Unesco, peraltro), Alicudi e Filicudi, regalando tramonti mozzafiato. Fondazione Giglio gestiste 252 posti letto grazie ad uno staff medico, sanitario e amministrativo di 850 unità. Cinque sono le sale ope-
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ratorie, di cui una con piattaforma robotica, dove ogni anno vengono effettuati circa 4000 interventi chirurgici. Sono, invece, 8.605 i ricoveri per le varie branche, 22,5 mila gli accessi in Pronto Soccorso, 304 mila le prestazioni ambulatoriali e 1.663 day service. Nel 2023 gli interventi di alta complessità, così definiti da parametri ministeriali, sono stati 1.415 che hanno inciso anche nella riduzione della mobilità passiva e, di contro, attratto ben 288 pazienti da fuori regione. Un risultato frutto di tanti primati che la Fondazione siciliana si è conquistata nel corso degli anni. È il primo centro siciliano, secondo i dati Agenas, sia per numero di interventi di prostatectomia radicale (136) che per la cura della iperplasia benigna della prostata con 245 interventi. “Bollino rosa”, inoltre, per l’attenzione posta nei percorsi di cura delle donne con una breast unit dedicata alla cura della mammella, da qualche mese il centro di chirurgia della tiroide ha ricevuto l’accreditamento nazionale dalla Società Italiana Unitaria di Endocrinochirurgia ed è arrivato anche il marchio di certificazione “Ospedali di Eccellenza 2024” assegnato a urologia e ortopedia. Investimenti in tecnologia e risorse umane ne hanno fatto una destinazione di buona sanità. “L’arrivo di UniCamillus nel board del Giglio – afferma con orgoglio il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – ridisegna e ci porta ad aprire nuovi scenari non solo per la nostra Fondazione ma anche per il territorio che beneficerà di questo partenariato. Si realizzerà un sogno – sottolinea Albano - con l’apertura, a Cefalù, del primo Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Il connubio diretto tra Università e struttura ospedaliera ci consentirà di creare e alimentare una
cultura scientifica in grado di portare benefici nei percorsi di cura e presa in carico del paziente”. Di comune avviso il Rettore di UniCamillus, Gianni Profita: “La Comunità Accademica è particolarmente orgogliosa di realizzare, dopo Venezia, un polo didattico nella Medicina che si apre al Mediterraneo. Mettiamo la nostra competenza accademica e nella ricerca al servizio di un luogo e di una comunità meravigliosi, nella convinzione di poter dare un grande contributo all’affermazione di nuove eccellenze, di cui beneficerà l’intera Sicilia e si proietterà ben oltre”.
La sede dell’ospedale Giglio di Cefalù
L’individuazione di UniCamillus come partner privato di Fondazione Giglio arriva attraverso un percorso amministrativo complesso coordinato dal direttore amministrativo del Giglio, Gianluca Galati, che ha visto dapprima l’acquisizione di una manifestazione d’interesse divenuta poi oggetto di un successiva proposta di gara sino all’aggiudicazione che darà corso all’avvio della sperimentazione gestionale che è stata seguita da vicino, sul versante dell’Università, dal Direttore Generale Gero Nucera e dalla Manager strategica Antonia Pagliuca. UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024
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Andrea Abodi, Ministro dello Sport: “Voglio costituire un ‘modello Italia’ ispirato a una visione organica e sistemica dello Sport” Intervista del Rettore, G. Profita
Il Ministro dello Sport e i Giovani, Andrea Abodi
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a Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme. Con queste parole, aggiunte all’articolo 33 della Costituzione, è stato di fatto introdotto anche in Italia il diritto allo sport. La Legge Costituzionale 1/2023, approvata a settembre scorso, ha chiuso così un percorso di riforma durato anni e chiama ora le istituzioni a prendere atto di una realtà – quella dell’importanza socio-culturale per il nostro Paese dell’attività sportiva – che era di fatto preesistente all’avvento stesso della Repubblica italiana, ma che, per qualche motivo, non era mai stata presa adeguatamente in considerazione, né dai padri costituenti, né dalle diverse forze politiche che si sono succedute alla guida del Paese fino a oggi. Il governo attuale, in occasione dell’approvazione di questa Riforma Costituzionale, ha sottolineato che si tratta
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dell’inizio di un percorso di responsabilità che coinvolge tutti. E per questo non è casuale la decisione di collocare questa nuova disposizione nello stesso articolo che già esprimeva a chiare lettere la tutela del libero insegnamento e la promozione dell’arte e dell’educazione. Il Ministro dello sport e delle politiche giovanili, Andrea Abodi, ha descritto l’attività sportiva come “una difesa immunitaria sociale”. Signor Ministro, il Governo ha parlato di una piccola rivoluzione culturale per il nostro Paese: in che termini si svilupperà questo principio introdotto in Costituzione e, di conseguenza, quali cambiamenti può aspettarsi ora l’Italia nella diffusione della cultura e pratica dello sport? “Il 20 settembre 2023 rappresenta un punto di svolta per tutto il suo movimento sportivo italiano e per l’intera Nazione: la Camera dei deputati, dopo il Senato, in seconda
lettura, ha approvato all’unanimità l’inserimento dell’attività sportiva nella nostra Costituzione riconoscendone il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico. Ora, per sostanziare questo comma, dobbiamo garantire il “diritto allo sport per tutti e di tutti” con una crescente consapevolezza del lavoro da svolgere per migliorare l’offerta sportiva, renderla accessibile e contestualizzarla in luoghi di sport adeguati. L’impegno comune, quindi, ognuno nel proprio ruolo, è quello di dare, attraverso l’attività sportiva, gli adeguati supporti alle persone e alle comunità a partire dalle periferie urbane e sociali della Nazione, nelle quali si avverte maggior bisogno dello sport, della sua cultura e dei suoi Valori. Il diritto di fare sport si deve poter esercitare in un ambiente sano e sicuro, con un’offerta adeguata e accessibile a tutti, che possa garantire socializzazione e divertimento, inclusione e coesione, benessere e rispetto, in tutte le sue declinazioni. Alla base di questo diritto ci sono, senza dubbio, anche i “luoghi”: le infrastrutture sportive tradizionali, gli impianti naturali, ai quali si stanno sempre più aggiungendo i playground urbani e i percorsi, a partire da quelli ciclabili e dai cammini, che possono comporre un affascinante ecosistema nel quale devono poter coesistere, in modo “mappato” e coordinato, aree attrezzate con finalità comuni, destinate ad attività diverse, ognuna con le proprie specificità e le proprie caratteristiche. Il percorso è lungo, ma il mio obiettivo è costruire un “modello Italia”, ispirato da una visione organica e sistemica, per dare piena attuazione alla presenza dello Sport in Costituzione, perché non si esaurisca nella enunciazione dei principi, ma viva e si sviluppi, nobilitandosi, attraverso il miglioramento dell’offerta di opportunità, diffusa, diversificata, aperta e accessibile, che può essere perseguita solo con una sistematica e generosa collaborazione tra le istituzioni pubbliche, a livello nazionale e territoriale, e il mondo dello sport, in tutte le sue articolazioni, nel rispetto dei ruoli ma con obiettivi comuni e condivisi.” Lo sport è riconosciuto oggi come un indubbio strumento di riscatto sociale e inclusione. In una società come quella attuale, che sta attraversando epocali cambiamenti soprattutto nei rapporti interpersonali, può
essere l’attività sportiva uno dei mezzi attraverso cui tenere saldi i valori umani sui quali si fonda le comunità? “È un problema culturale che si contrasta con la formazione, con il rafforzamento dei presidi educativi a partire dalla scuola. Lo sport è un’agenzia educativa ancora pienamente efficace, un catalizzatore di valori, a partire dal rispetto in tutte le sue forme, che favorisce l’inclusione, la coesione e la solidarietà, e per tali ragioni è determinante nella formazione delle coscienze, a partire dai più piccoli che lo praticano. La scuola deve diventare il primo e principale luogo di allenamento, rendendo strutturali i programmi educativi e formativi per la promozione della cultura dei valori dello sport. Un esempio su tutti: in ogni classe delle nostre 25 mila scuole, come a livello universitario, abbiamo lavagne digitali per la didattica, che possiamo utilizzare anche per condividere l’enorme patrimonio di emozioni, testimonianze e racconti di donne e uomini di sport o di avvenimenti sportivi. Facciamo viaggiare i contenuti per dare un contributo formidabile in termini formativi e educativi, e anche di promozione del benessere psicofisico, attraverso le testimonianze e la narrazione dello sport. Sarà più facile e naturale orientare ragazze e ragazzi alla pratica sportiva, alla ricerca del benessere psicofisico del quale abbiamo sempre più bisogno.” Nella sua carriera Lei ha avuto molto a che fare con il mondo del calcio. A proposito di inclusione nello sport, pensa che il calcio femminile arriverà mai ad essere considerato di pari importanza a quello maschile? In generale, quando le donne nello sport riusciranno ad avere pari visibilità e considerazione degli uomini? “Dobbiamo portare il calcio femminile, anche nella sua versione a 5, nelle scuole, ovunque e a ogni livello. In Italia c’è una predisposizione a questa disciplina, ma dobbiamo rompere ancora limiti (anche infrastrutturali), tabù e resistenze culturali, soprattutto in alcune parti del Paese. Per quanto riguarda la Serie A femminile, dobbiamo proseguire nel rafforzamento del UNICAMILLUS ESTATE 2021
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Dal punto di vista della salute invece, quali iniziative sono in programma per incentivare la pratica sportiva, soprattutto tra i più giovani, per contrastare il diffondersi di patologie legate all’inattività fisica?
progettando l’organizzazione dei nuovi Giochi della Gioventù, una formidabile opportunità di socialità, di confronto sportivo tra ragazzi e ragazze della quarta e quinta elementare e delle scuole medie di tutta Italia, ma anche l’occasione per diffondere e condividere una serie di contenuti civici relativi alla sana alimentazione, la tutela della salute, il rispetto per l’ambiente e la promozione delle pari opportunità.”
“Le analisi dei dati, a partire da quelli dell’Istat e dell’Istituto Superiore di Sanità, associati a quelli contenuti nella seconda edizione del Report Sport presentato il mese scorso dall’Istituto per il Credito Sportivo e la società Sport e salute, ci offrono preziose indicazioni per elaborare una condivisa agenda delle priorità e pianificare adeguatamente la relativa operatività, in chiave interdisciplinare, iniziando dal miglioramento quali-quantitativo della presenza dello sport a scuola e l’attività fisico-motoria come strumento di contrasto alla sedentarietà e i suoi impatti. È fuori discussione che si debba partire dalla scuola, incrementando l’attività motoria, sin dalla primaria in tutte le sue classi. È necessaria la qualificazione del personale docente, il miglioramento delle infrastrutture sportive a disposizione degli istituti scolastici (una scuola su due non ha la palestra), la realizzazione di nuove ove possibile e l’utilizzazione delle palestre pubbliche di prossimità per le scuole che non dispongono di impiantistica sportiva. Ma alimentando al contempo anche una cultura del movimento, altrimenti limitiamo la possibilità di raggiungere l’obiettivo. Lo sport è una difesa immunitaria sociale, fondamentale per contrastare la sedentarietà. Una sedentarietà che crea un danno economico da 4 miliardi l’anno al nostro Paese, 10 volte il finanziamento pubblico allo sport. È poi fatto comprovato che dove c’è lo sport, in tutte le sue forme, c’è migliore qualità della vita. Per i più giovani, stiamo
“Non parlerei di sottovalutazione, ma di sbilanciamento nella valutazione e dell’attenzione, polarizzate sugli aspetti prestazionali e mediatizzati, partendo dal calcio, trascurando la formidabile e prioritaria funzione sociale dello sport. Non a caso lo definisco, come ho già detto, una difesa immunitaria sociale, uno dei pilastri sui quali si basa la società in tutte le sue articolazioni e, come tale, dovrebbe essere salvaguardato, tutelato e irrobustito. Se quasi il 60% delle scuole italiane non ha una palestra, evidentemente lo sport non è mai stato chiaramente, esplicitamente, politicamente, al centro del sistema Paese. Se siamo tra i Paesi OCSE più sedentari è evidente il deficit culturale e gli effetti sociali che produce. E ancora, se il 94,5% degli adolescenti non pratica attività sportiva secondo i criteri dell’OMS, vuol dire che la scuola non è in linea con gli standard europei. Qui c’è tutta l’agenda di Governo, un lavoro interdisciplinare dove è evidente che lo sport non possa trovare una sua soddisfazione, anche di carattere economico, soltanto sulla verticale, ma è la “matrice” che determina un risultato che si può diffondere negli effetti.”
professionismo, sviluppando le accademie, ma ormai la strada è tracciata ed è quella che hanno percorso con efficacia e soddisfazione tanti altri Paesi europei e del resto del mondo.”
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Come mai, secondo Lei, si è arrivato solo ora all’affermazione di tali principi al livello istituzionale in Italia? Eppure nella storia dell’occidente, la competizione sportiva e l’attività fisica in generale sono sempre state caratteristiche peculiari della civiltà e del suo benessere. C’è stata a suo avviso una sottovalutazione in passato dell’importanza dello sport nel nostro Paese?
MINISTER ABODI: “I WANT TO CREATE AN ‘ITALIAN MODEL’ BASED ON A HOLISTIC AND SYSTEMATIC VISION OF SPORT” Interview by Rector, G. Profita Andrea Abodi is the Italian Minister for Sport and Youth Policies
“The 20th of September 2023 marked a turning point for the entire Italian sporting movement and the country as a whole. The Italian Chamber of Deputies, following the lead of the Senate, unanimously approved in second reading the inclusion of sport in our Constitution, recognising its educational, social, psychological as well as physical health benefits. To give substance to this clause, we must now guarantee the “right for everyone to do sport”. Our collective commitment, each in its own role, is to provide adequate support to individuals and communities, starting from the urban and social margins of the country. The right to participate in sport should be exercised in a healthy and safe environment, with an offer that is appropriate and accessible to all, promoting socialisation and enjoyment, inclusion and cohesion, well-being and respect in all its forms. At the heart of this right are undoubtedly ‘places’: traditional sports infrastructure, natural facilities, to which urban playgrounds and paths are increasingly being added, including cycle paths and tracks, forming a fascinating ecosystem in which equipped areas with common purposes can coexist, catering for different activities— each with its own specific features and characteristics. The road is long, but my goal is to build an ‘Italian model’ inspired by a holistic and systemic vision, to fully implement sport as highlighted in the Constitution, to ensure that it goes beyond the proclamation of principles and gains nobility, by making the offer of opportunities as widespread, diverse, open, and accessible as possible. This can only be achieved through systematic and generous cooperation between public institutions, both national and local, and the world of sport in all its facets, respecting roles but with common and shared objectives. Sport remains a powerful educational tool, a catalyst of values, promoting inclusion, cohesion, and solidarity, especially among the young. Schools must become the primary and fundamental training ground, structuring educational and formative programmes to promote the culture of sporting values. Data analysis provides valuable insights for developing a common agenda of priorities and for planning appropriate actions in a multidisciplinary manner, based on the qualitative and quantitative promotion of sport in schools and physical exercise as a tool to combat sedentary lifestyles and their consequences. It is undeniable that we have to start with the school and promote physical exercise from primary school onwards in all classes. We need to train teachers and improve the sports infrastructure available. Sport is a social vaccine, essential in the fight against a sedentary life—which costs our country 4 billion euros a year, ten times the amount of public funding for sport. It is a proven fact that where there is sport, in all its forms, there is a better quality of life. In Italy, there has been an imbalance in evaluation and attention, focusing on performance and media aspects, starting with football, while neglecting the huge and primary social function of sport. When almost 60% of Italian schools do not have a gym, it appears obvious that sport has never been the central focus of our national system. If we are one of the most sedentary OECD countries, the cultural deficit and its social consequences are obvious. If 94.5% of young people do not participate in sports activities, according to WHO criteria, it’s because schools are not up to European standards”. Traduzione curata dal Centro Linguistico di Ateneo
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ACADEMIC NEONATI IN TERAPIA INTENSIVA per bronchiolite: la Professoressa Gualano LIFE racconta lo studio sul primo protocollo News
di gestione dei casi gravi di Giusi Condorelli
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nche grazie a UniCamillus la ricerca nel campo delle malattie respiratorie dei bambini è arrivata a un punto di svolta. Maria Rosaria Gualano, professoressa associata di Igiene presso l’Università Medica Internazionale, ha dato un fondamentale contributo allo sviluppo del primo protocollo al mondo per la gestione dei neonati affetti da bronchiolite e ricoverati nei reparti di terapia intensiva.
realizzarlo. Abbiamo voluto mettere insieme i dati clinici e gli impatti che essi hanno sull’economia sanitaria. La tematica è importante infatti non solo per l’ambito pediatrico, ma anche per far luce sui costi diretti e soprattutto indiretti che simili patologie hanno sulla società. Semplificando: il padre o la madre di un bambino che è costretto a stare a casa perché malato, hanno molte più difficoltà a lavorare”.
Anche per questo motivo, un simile lavoro Lo studio, promosso era particolarmente atdal Prof. Daniele De teso dalla comunità Luca, ordinario di Neoscientifica. È infatti natologia all’Università da tempo sentita l’urParis Saclay, insieme genza di mettere a ad altri ricercatori ed punto una strategia per esperti di varie univeraffrontare una situasità italiane e francesi, Maria Rosaria Gualano, ha avuto da subito una docente in UniCamillus di Igiene zione tanto complessa e delicata, stante angrande impatto in amGenerale e Applicata che il quadro epidebito scientifico-accademico e grande rilevanza anche al miologico della bronchiolite, piuttosto livello mediatico. La Prof.ssa Gualano preoccupante. E le linee guida elaborate in particolare ha ricoperto l’importante all’interno di questo studio rispondono ruolo di coordinator e seniorship or- proprio a ciò. I risultati di questo ganizzativa ed esecutiva: “Mi sono lavoro, pubblicati non a caso su The occupata del disegno dello studio. So- Lancet Clinical Medicine, hanno ristanzialmente ho organizzato e messo velato aspetti cruciali nel controllo efin ordine i diversi step necessari per ficace di un problema che porta alla 10 UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024
morte centinaia di migliaia di bambini ogni anno. La bronchiolite infatti è una temibile infezione respiratoria che aggredisce soprattutto i neonati. Nei casi più gravi può essere letale, in quanto può arrivare a causare un’insufficienza respiratoria molto critica. “Il protocollo proposto dal nostro studio diventa cruciale per la gestione dei piccoli pazienti che presentano fragilità e diventano casi più severi e complessi da gestire – commenta ancora la Prof.ssa Gualano – Coniugando la ricerca basata sui migliori studi di riferimento con i dati della nostra realtà quotidiana, siamo stati in grado di raggiungere questo importante traguardo, per cui ci aspettiamo ottimi risultati dalle applicazioni in tutti i contesti di questo tipo, sia dal punto di vista del miglioramento degli outcome clinici, sia da quello economico, visto il buon livello di costo-efficacia di questo approccio”. La stessa docente di UniCamillus ha poi spiegato che: “C’è sempre stata una certa tendenza a banalizzare le malattie respiratorie in generale. L’influenza di quest’anno e il Covid-19 nei recenti anni scorsi hanno invece dimostrato che è sempre sbagliato dire «è solo un’influenza». Le patologie respiratorie ci sono sempre state, è vero, ma oggi sono addirittura in aumento e si stanno diffondendo nella nostra società anche nuove tipologie di infezioni. Bisogna quindi riabituarsi ad affrontare le malattie respiratorie con maggior attenzione. Occorre un cambiamento culturale per orientarsi più sulla prevenzione che sulle cure”. L’obiettivo di ampio respiro posto da questa ricerca è quello di preparare medici e professionisti negli ospedali a riconoscere i casi più seri, da veicolare nei reparti di emergenza. Serve quindi individuare i criteri che per-
mettano di diagnosticare vari livelli di gravità del paziente pediatrico e gestire così l’assistito tramite diverse e appropriate modalità di nutrizione, idratazione, nonché terapie farmacologica. Vanno in sostanza implementate le modalità di assistenza respiratoria noninvasiva avanzata, evitando il più possibile di arrivare ad intubare i piccoli pazienti. Parallelamente bisogna poi continuare sulla strada del controllo della diffusione dei virus, grazie ad appropriati dispositivi di protezione individuale, forme di isolamento di sicurezza, filtri e tecniche apposite. “Se prevenire è meglio che curare – conclude la Professoressa Gualano – è proprio sulla preparazione delle persone e ancor più dei medici che bisogna insistere, per diffondere la cultura della prevenzione, oggi ancora troppo in secondo piano rispetto a quella della terapia. Se sto male prendo un farmaco, che ovviamente ha dei costi, è la filosofia prevalente; ma pochi riescono oggi a ragionare invece in termini di cosa fare per non stare male. Il che implicherebbe anche spendere di meno per le cure, ma è proprio questo uno dei paradossi principali in medicina”.
Neonato per il quale è stato necessario procedere subito all’intubazione per problematiche respiratore.
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LO SPORT, LA DIETA E L’INTEGRAZIONE NECESSARIA di Marco Marchetti Il Professor Marchetti è docente di Merceologia degli Alimenti e di Chimica Farmaceutica nel Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana di UniCamillus
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Gli integratori alimentari, stando soggetto. Fondamentale è eseguire un’anaalla loro definizione, sono: “[… lisi approfondita della composizione cor]prodotti alimentari destinati ad porea. integrare la comune dieta, e che LA COMPOSIZIONE CORPOREA costituiscono una fonte concentrata di soL’analisi della composizione corporea stanze nutritive[…]”. Dalla stessa definizione gioca, come detto, un ruolo fondamentale si può comprendere come essi siano proper determinare eventuali stati carenziali, dotti che, pur non potendo vantare proprietà specialmente in ambito terapeutiche, debbono essportivo. Normalmente la sere utilizzati esclusivavalutazione di peso e stamente in particolari situra, parametri utili al fine tuazioni le quali, sempre di determinare l’indice di citando la loro definizione massa corporea, sono il si riferiscono a “[…]stati primo step per classificare di eventuali carenze o di il paziente. Detto indice, aumentato fabbisogno[… però, presenta vantaggi e ]”. Purtroppo la società limiti. Tra i vantaggi si anmoderna, nella costante novera la semplicità nel ricerca di uno stato di suMarco Marchetti reperire le misurazioni, persalute, ci spinge a ritra i limiti appare imporcorrere sempre più spesso all’uso di intetante sottolineare che il B.M.I. (acronimo gratori, senza una reale necessità, specialinglese che identifica appunto l’indice di mente in ambito sportivo. Appare quindi massa corporea) non discrimina ne per doveroso un piccolo excursus chiarificatore sesso, ne per età e tantomeno per composul corretto uso di integratori alimentari. sizione corporea. Il B.M.I., infatti, viene Una dieta sana ed equilibrata, che garan- individuato attraverso il rapporto tra peso tisca l’assunzione di tutti i nutrienti nelle e statura espressa al quadrato e le classi in quantità necessarie ed adeguate al proprio cui cataloga i soggetti sono funzione di stato di vita e condizione di salute, rende questo rapporto. Più precisamente: soggetti l’uso di integrazione pressoché superfluo. con B.M.I. inferiore a 18.5 sono classificati Gli integratori alimentari, infatti, dovrebbero come sottopeso, soggetti con valori di essere utilizzati assecondando il senso B.M.I. compresi tra 18.5 e 24.9 come etimologico del loro nome, devono cioè normopeso, soggetti con valori di B.M.I. integrare eventuali carenze. Per determinare compresi tra 25 e 29.9 come sovrappeso correttamente l’effettiva carenza, e la con- mentre i soggetti con valori di B.M.I. magseguente necessità di integrazione, c’è giori di 30 vengono via via catalogati bisogno di rivolgersi ad un professionista come obesi di grado crescente, al crescere esperto e qualificato ed è sempre sconsi- del valore dell’indice stesso. Risulta semplice gliato il fai da te. In questa ottica, moltissimi comprendere come questo indice, valisono gli step da compiere e, al fine di de- dissimo all’interno di una popolazione, terminare eventuali carenze, è necessario perda di significato se declinato sul singolo partire dalla valutazione dello stato fisio- soggetto. Uno sportivo che pratica sport logico, patologico e nutrizionale di un di potenza, come ad esempio un centoUNICAMILLUS PRIMAVERA 2024 13
metrista, è tipicamente caratterizzato da soggetti obesi (perché percentualmente la una imponente massa muscolare e po- loro massa grassa supera determinati valori) trebbe, quindi, avere un indice di massa ma dal peso normale (poiché il loro peso, corporea tanto elevato da essere classificato se rapportato alla statura, li cataloga come tra gli obesi, con evidenti incongruenze normopeso). Molto spesso, questi pazienti, in termini di apporti nutrizionali. A dispetto sono caratterizzati da quadri clinici riferibili del peso, infatti, la differente composizione tipicamente all’obesità. Non bisogna infatti corporea di uno sprinter o di un obeso dimenticare che il tessuto adiposo risulta determina una richiesta energetica, proteica essere trigger di pressoché tutte le patologie e di micronutrienti estremamente differente. cronico degenerative in funzione, tra l’altro, La stessa definizione di obesità non può della sua capacità di comportarsi come prescindere, a nostro avviso, da una attenta un vero e proprio organo endocrino. Torvalutazione della composinando alle richieste nutrizione corporea. Un soggetto zionali, appare evidente La gestione obeso, infatti, non è colui come un soggetto N.W.O. che pesa molto, ovvero un dell’integrazione è una abbia delle necessità estresoggetto con valori di B.M.I. materia complessa che mamente differenti rispetto superiori a 30 ma, più cordeve essere gestita da ad un soggetto normopeso rettamente, è colui che ri- professionisti qualificati, ma con una massa grassa porta valori percentuali ele- specialmente in ambito percentuale all’interno dei vati di massa grassa. Un valori di riferimento. In parsportivo. obeso è un soggetto grasso, ticolare, poiché il peso rima non necessariamente sulta, di fatto, normale, ma pesante. Diversi studi pubblicati illustrano allo stesso tempo la massa grassa elevata, questo concetto e qui, vogliamo riportare è evidente che alcuni soggetti potranno a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, essere caratterizzati anche da una condila sindrome N.W.O. (cfr: New obesity zione di scarsa massa muscolare che potrà classificazione criteria as a tool for bariatric sfociare in sarcopenia. Anche in questo Surgery indication di De Lorenzo et All.) caso le richieste energetiche, e proteiche Partendo dalla definizione di obesità che in particolare, di due soggetti del medesimo si identifica come “Un eccesso di massa peso e statura ma caratterizzati da pergrassa tale da alterare lo stato di salute centuali differenti di massa grassa, risultano dell’individuo” è possibile ragionare sulla estremamente differenti. Specialmente in composizione corporea al fine di identificare ambito sportivo. Alle stesse considerazioni dei fenotipi di obesità che riescano, an- si arriva analizzando la composizione cordando oltre il semplice vaporea di soggetti lore di B.M.I., ad inquadrare sottopeso.Valutando il solo Uno sportivo che un soggetto in modo più B.M.I., all’interno di questo compiuto. Un soggetto con pratica sport di potenza cluster di pazienti, possono potrebbe avere una peso e statura che lo classitrovarsi soggetti che, in funmassa muscolare tale da zione della l’elevata perficherebbero all’interno della classificarlo come categoria normopeso centuale di massa grassa (B.M.I. compreso tra 18.5 e che caratterizza la loro comobeso (foto a destra): 24.9) potrebbe essere in reposizione corporea, necesl’incongruenza è altà già obeso. La quantità sitino comunque di dimaevidente. di massa grassa che concorre grimento a dispetto del peso. a determinare il suo peso Alcuni di questi pazienti potrebbe, infatti, superare quelli che sono possono, a titolo di mero esempio, essere i cut-off prefissati in funzione al sesso ed affetti da Lipedema, una particolare conetà, determinando, indipendentemente del dizione patologica in cui si ravvisa una peso, una più adeguata condizione di espansione della massa grassa percentuale obesità. Soggetti in questione possono es- dalla eziologia ancora incerta. Anche sere, come precedentemente accennato, questi pazienti necessitano di apporti enerdefiniti attraverso l’acronimo inglese N.W.O. getici e nutrizionali ben calibrati e proossia Normal Weight Obese che intende porzionati alle loro reali necessità pre14 UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024
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scindendo dal peso. Scorrendo queste poche righe appare chiaro quanto la valutazione della composizione corporea risulti uno step fondamentale per determinare i fabbisogni energetici e di nutrienti del singolo soggetto e di conseguenza la reale necessità di integrazione. Una volta indagata in modo appropriato la composizione corporea deve essere approfondito lo stato patologico del paziente e, giova ricordare, questo step è di esclusiva competenza medica.
stanza, un paziente, per ogni valore analizzato, dovrebbe più correttamente far riferimento ai propri, personali, range minimi e massimi oltreché ai range, ben più ampi, della popolazione di riferimento.
L’INTEGRAZIONE E LA DIETA Una volta accertato uno stato carenziale, non è sufficiente integrare il singolo nutriente in difetto, ma è indispensabile assumerlo all’interno di un piano alimentare ben definito e strutturato. Ossia la dieta deve essere intesa nel suo complesso perchè LE ANALISI EMATOCHIMICHE tantissime sono le possibili interazioni che Anche il quadro ematico gioca un ruolo potrebbero determinare carenze (e sovrafondamentale nel valutare le necessità dosaggi) specialmente in ambito sportivo. nutrizionali e quindi di eventuali integra- Una carenza di ferro, ad esempio, potrebbe tori. Molto spesso infatti la non essere risolta con la lettura e l’interpretazione semplice assunzione di comdel dato di laboratorio può L’obesità è un eccesso plessi ferrosi. Chiunque abessere fuorviante. I para- di massa grassa tale da bia assunto integratori a base metri che vengono identi- alterare lo stato di salute di ferro sa bene che, dopo dell’individuo. ficati come “normali” lo le prime compresse, le feci sono, come noto, sulla scordiventano irrimediabilmente ta di studi di popolazione. Ovvero, valu- più scure, a conferma del fatto che il protando una fetta di popolazione che può blema non risiede soltanto nell’introito di essere considerata “sana”, si identificano i ferro ma anche nella sua assimilazione. valori ematici che la caratterizzano e si Molto più utile, una volta riscontrata una prendono questi come riferimento deter- carenza, sarebbe indagare le abitudini aliminando i cuti-off di “normalità”. Ciò non mentari del soggetto per valutare, ad esemè sempre corretto, o meglio, il referto di pio, un possibile abuso di the, caffè, cacao laboratorio deve essere letto alla luce di o cioccolata. Questi alimenti infatti, grazie una ottica più approfondita. Ogni singolo all’elevata presenza di tannini, hanno la soggetto, infatti, è solo quota capacità di limitare l’assiparte di una popolazione, e Il quadro ematico gioca milazione intestinale del fersarà contraddistinto da suoi ro. Una integrazione di ferro, particolari valori ematici al- un ruolo fondamentale inoltre, andrebbe sempre l’interno di quelli, ben più nel valutare le necessità accompagnata da un comampi, che sono range di ri- nutrizionali e quindi di plesso riducente come l’acieventuali integratori. ferimento di una popolado ascorbico per aiutare zione. Valori ematici che si l’assimilazione lavorando discostano in modo importante dai valori sul numero di ossidazione. Un’altra carenza consueti, pur rimanendo all’interno dei che in modo semplicistico si tenta di sodvalori di normalità, devono far scattare disfare con l’uso di integrazione, e talvolta l’allarme. Un valore che si discosta sensi- di farmaci, è quella della vitamina D. bilmente dai valori storici risulta, infatti, Aldilà della considerazione che la vitamina non normale per quel paziente in partico- D, esattamente come le sue “sorelle” A, E lare, indipendentemente dal trovarsi, o e K, essendo vitamine liposolubili, può meno, all’interno dei parametri di normalità dare luogo a fenomeni di accumulo e riferiti ad una popolazione. È quindi buona quindi deve essere “integrata” con cautela, norma valutare le analisi non soltanto te- sembra giusto ricordare che prima di somnendo in considerazione i valori di riferi- ministrare alte dosi di questa vitamina bimento (validi, come dicevamo, per una sognerebbe indagare la composizione popolazione) ma, piuttosto, alla luce dei corporea del paziente oltreché la sua funvalori passati risultanti da prelievi effettuati zionalità epatica e renale. La vitamina D, alle medesime condizioni. In buona so- infatti, assume la sua forma attiva dopo 16 UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024
Chi soffre di obesità corre un rischio maggiore di sviluppare patologie articolari, che colpiscono in particolare l’articolazione del ginocchio, che deve sopportare la maggior parte del peso corporeo. Anche caviglie e bacino possono andare in sofferenza.
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Integratori di amminoacidi in pastiglie, comunemente utilizzati per l’attività sportiva, soprattutto nelle palestre.
una lunga e complessa serie di passaggi diramato una nota informativa riguardante chimici le cui tappe fondamentali sono proprio l’utilizzo di integratori di esteri due distinte idrossilazioni, che avvengono etilici degli acidi grassi omega tre raccoappunto a livello epatico e renale. Som- mandando una assunzione massima giorministrare dei precursori o somministrare naliera non superiore ai due grammi per la forma mono o diidrossilata della vitamina evitare l’insorgere di problematiche car(giova ricordare che la forma attiva è diache (cfr: https://www.aifa.gov.it/docula1,25 diidrossicolecalciferolo) è profon- ments/20142/1804929/2023.11.08_NII_om damente diverso e deve tener conto dello ega-3_IT.pdf ) Questa famiglia di acidi stato di salute dei due organi coinvolti nel grassi essenziali è contraddistinta dalla processo di sintesi. A margine di questo presenza di doppi legami che contribuinon va sottaciuto come la carenza gene- scono, tra l’altro, ad una maggiore fluidità ralizzata di vitamina D, che attualmente del sangue e modulano lo stato infiamsi riscontra nella popolazione Italiana, è matorio attraverso complicate vie metaimputabile non soltanto ad boliche. Proprio in funzione un suo scarso introito, quan- L’AIFA raccomanda di della presenza dei doppi leto alla dilagante obesità, ingami però, queste molecole assumere non più di tesa nella sua più corretta due grammi al giorno di sono particolarmente sogaccezione, ovvero eccesso integratori, per evitare gette ad ossidazione e, di di massa grassa. La vitamina conseguenza, un maggior l’insorgere di D, essendo liposolubile, si introito di omega tre doproblematiche deposita facilmente nella vrebbe essere bilanciato da cardiache massa grassa ed un semplice una adeguata assunzione di dimagrimento, ovvero perantiossidanti all’interno di dita di peso attraverso perdita di massa un pattern alimentare più completo. Gli grassa, la “libera” nel torrente ematico stessi composti antiossidanti, a loro volta, contribuendo, attraverso svariate vie, al- devono essere adeguatamente quantificati l’innalzamento dei suoi valori ematici. nel loro intake poiché alcuni di loro, in Parlando di grassi non possiamo non funzione della quantità assunta, possono parlare degli omega tre. Molto spesso, addirittura svolgere una azione pro-ossiinfatti, gli apporti nutrizionali riferiti agli dante determinando un importante effetto acidi grassi della serie omega tre vengono paradosso. L’esempio della vitamina C in soddisfatti attraverso l’utilizzo di integratori questo caso è emblematico. Pur avendo ma anche questa integrazione non è scevra scritto soltanto poche righe sulla gestione da problematiche. Di recente L’AIFA ha dell’integrazione, appare di tutta evidenza come, specialmente in ambito sportivo, la gestione della assunzione di integratori ad azione anti-ossidante, assuma un ruolo di primo piano e debba essere valutata con cura. Concludendo, possiamo affermare che, alla luce delle considerazioni appena effettuate, il ricorso all’uso di integratori alimentari, specialmente in ambito sportivo, è una pratica assolutamente sovradimensionata. Viceversa l’integrazione di nutrienti dovrebbe essere effettuata in funzione del riscontro di un effettivo stato carenziale determinato a seguito ad una attenta valutazione della composizione corporea e dello stato fisiologico, patologico e nutrizionale dell’individuo e non dovrebbe mai essere scissa dalla dieta, con la quale compone di fatto, un unico, complesso, pattern alimentare.
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SPORT, DIET AND ALL THE NECESSARY SUPPLEMENTS By Marco Marchetti Lecturer in Food Merceology and Pharmaceutical Chemistry on the UniCamillus MSc in Human Nutrition Sciences programme. Dietary supplement management is a complex subject that must be handled by qualified professionals. Especially in the sports field. A healthy and balanced diet, which ensures the intake of all nutrients in the necessary quantities according to one’s state of life and health makes the use of supplements almost superfluous. Dietary supplements should be used in accordance with the etymological meaning of their name, i.e. to make up for any deficiencies. In order to correctly determine the actual deficiency and consequent need for supplementation, it is necessary to consult an experienced and qualified professional, and DIY is always discouraged. With this in mind, there are many steps to be taken and in order to identify any deficiencies, it is necessary to start by assessing the physiological, pathological and nutritional state of the individual. A thorough body composition analysis is essential in identifying potential deficiencies, particularly in sports. Normally, the first step in classifying the patient is to assess weight and height, which are useful parameters for determining their body mass index (BMI). However, this index has both advantages and limitations. Among the advantages is the simplicity of obtaining measurements, and among the limitations it is important to emphasise that the BMI does not discriminate between sex, age or body composition. This index, which is very valid within a population, loses its meaning when applied to an individual. For example, an athlete who practises power sports is typically characterised by a large muscular mass and could therefore have a BMI high enough to be classified as obese, with obvious incongruities in terms of food intake. Despite their weight, the differences in body composition between a sprinter and an obese person mean that their energy, protein and micronutrient requirements are very different. We believe that the very definition of obesity cannot be separated from a careful assessment of body composition. An obese person is not someone who weighs a lot, i.e. someone with a BMI over 30, but rather someone with a high percentage of fat mass. An obese person is fat, but not necessarily heavy. The same considerations apply when analysing the body composition of underweight people. It is clear from these few lines that body composition assessment is a fundamental step in determining an individual’s energy and nutrient requirements and, therefore, the actual need for supplementation. Once the body composition has been properly assessed, the patient’s pathological state must be further investigated and, it must be remembered, this step is a doctor’s sole responsibility. The blood picture also plays a fundamental role in assessing nutritional needs and therefore possible supplementation. Reading and interpreting laboratory data can often be misleading. It is well known that parameters that are considered ‘normal’ are based on population studies. In other words, by studying a section of the population that can be considered ‘healthy’, the haematological values that characterise it are identified and used as a reference to determine the cutoffs of ‘normality’. This is not always correct, or rather, the laboratory report must be read in the light of a deeper perspective. Each individual subject is only part of a population and will be characterised by their own particular blood values within the much wider reference range of a population. Blood values that deviate significantly from the usual values, but are within the normal range, should set off alarm bells. Once a deficiency has been identified, it is not enough to supplement the individual deficient nutrient, but it is essential to take it as part of a well-defined and structured dietary plan. This means that the diet must be understood as a whole, as there are so many possible interactions that can lead to deficiencies (and overdoses), especially in sport. For example, iron deficiency may not be remedied simply by taking iron complexes. Anyone who has taken iron supplements knows that after the first few tablets, the stools become irreparably darker, confirming that the problem is not only with iron intake but also with iron absorption. Much more useful, once a deficiency has been identified, would be to examine the dietary habits of the person concerned to assess, for example, a possible abuse of tea, coffee, cocoa or chocolate. These foods, due to their high tannin content, may limit the intestinal absorption of iron. Another deficiency that is simplistically attempted to be addressed by supplementation, and sometimes by pharmaceuticals, is that related to vitamin D. Quite apart from the fact that vitamin D being fat-soluble vitamins, can lead to accumulation phenomena and must therefore be supplemented with caution, it seems only right to remember that before administering high doses of this vitamin, the patient’s body composition, liver and kidney function should be assessed. Vitamin D takes its active form after a long and complex series of chemical steps, the fundamental stages of which are two distinct hydroxylations that occur precisely in the liver and kidneys. The administration of precursors or the administration of the mono- or dihydroxylated form of the vitamin is very different and must take into account the state of health of the two organs involved in the synthesis process. As an aside, it should not be overlooked that the generalised vitamin D deficiency currently re-emerging in the Italian population is not only due to a low intake of vitamin D, but also to rampant obesity, understood in its most correct sense as excess fat mass. Vitamin D, being fatsoluble, is easily deposited in adipose tissue, and simple weight loss, by reducing adiposity, ‘releases’ it into the bloodstream, contributing in various ways to increasing its levels. Speaking of fats, we must not forget omega-3. Very often the dietary requirement for omega-3 fatty acids is met by supplementation, but even this is not without its problems. This family of essential fatty acids is characterised by the presence of double bonds which, among other things, contribute to increased blood fluidity and modulate the inflammatory state through specific metabolic pathways. However, it is precisely the presence of double bonds that makes these molecules particularly susceptible to oxidation, which is why an increased intake of omega-3 should be balanced by an adequate intake of antioxidants as part of a more complete diet. In conclusion, in light of the above, the use of dietary supplements, particularly in sport, is completely overrated. On the contrary, dietary supplementation should be carried out following detection of a real deficiency, determined after a careful assessment of the body composition and the physiological, pathological, as well as nutritional state of the individual, and should never be separated from the diet, with which it actually forms a single, complex pattern.
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ATTIVITÀ FISICA COME STRUMENTO DI PREVENZIONE: ANALISI DEI PROGETTI DI RICERCA ITALIANI di Giovanni Galeoto Il Professor Galeoto è docente UniCamillus di Scienze Infermieristiche e Tecniche Neuropsichiatriche e Riabilitative, nel Corso di Laurea in Fisioterapia
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onsiderando l’invecchiamento promissione delle funzioni motorie è della popolazione e la crescente stata spesso associata e correlate alla diprevalenza di disturbi musco- sabilità individuale e all’aumento del riloscheletrici cronici, i sistemi schio di mortalità. Questo può anche influenzare la capacità sanitari mondiali si trodegli individui di prenvano ad affrontare nuove dersi cura di se stessi e sfide demografiche. Per di vivere con alti livelli questo motivo, esiste la di autonomia. In Italia necessità globale di inla scarsa attività fisica vestire nel miglioramencontribuisce per il 3% to delle abilità motorie, allo sviluppo di Malattie sportive e del benessere Croniche non Trasmisdegli individui atte ad sibili (MCNT) a differenuna migliore gestione za di altri paesi europei delle cronicità. dove questa percentuale L’Attività fisica è stata è del 2%. Dai dati del definita, in uno studio rapporto ISTISAN deldel 2020 sulla relazione l’Istituto superiore di satra abitudini alimentari Giovanni Galeoto nità è possibile asserire e l’attività fisica, come che è indispensabile dil’integrazione e la traduzione degli stimoli fisiologici in azioni sporre di una strategia nazionale per la muscolari, come camminare, mantenere promozione dell’attività fisica contral’equilibrio e la stazione eretta. L’attività stando i comportamenti sedentari. L’obietfisica nella popolazione over 60 è un tivo è quello di prevenire i fattori di fattore determinante nel mantenimento rischio modificabili delle MCNT: tabae nel miglioramento della loro capacità gismo, consumo di alcol, alimentazione funzionale. Tuttavia, le abilità come forza scorretta, inattività fisica e sedentaria. muscolare, equilibrio posturale e la ca- Attualmente il Piano Nazionale della pacità aerobica continuano a diminuire Prevenzione (PNP) sottolinea che praticare negli individui con l’avanzare dell’età. attività fisica promuove il benessere psiMolti altri studi hanno dimostrato che la co-fisico della popolazione in ciascuna compromissione dell’Attività fisica quo- fase della vita, mentre la sedentarietà tidiana è diventata un problema di salute contribuisce all’insorgenza delle MCNT. comune tra gli individui. Inoltre, la com- L’OMS definisce setting per la salute “il UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024 21
luogo o il contesto sociale in cui le persone si impegnano in attività di vita quotidiane in cui i fattori ambientali, organizzativi e personali interagiscono tra di loro per influenzare la salute e il benessere”. Pertanto, il PNP pone la popolazione generale e specifici individui al centro di interventi differenziati di promozione di uno stile di vita attivo affidando un compito essenziale ai professionisti sanitari della riabilitazione che svolgono un ruolo strategico nel diffondere la cultura dell’attività fisica. Anche nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) l’attività fisica si configura come strumento di tutela sanitaria ribadendone la natura preventiva. Le linee di indirizzo sull’attività fisica del 2019 e successiva revisione del 2021 sottolineano la necessità che tutti gli individui pratichino regolarmente attività fisica, superando il carattere settoriale e frammentario che ha caratterizzato diverse azioni intraprese negli ultimi decenni. Il riconoscimento del ruolo dell’attività fisica come fattore determinante per il benessere psicofisico ha trovato anche riscontro nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che ha stanziato un miliardo di euro per due linee di investimento volte al potenziamento delle infrastrutture sportive nelle scuole, creazione di impianti sportivi e parchi attrezzati. I gravi danni causati dalla compromissione della sedentarietà hanno 22 UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024
comportato un enorme onere economico e sociale per la società ed è diventato un grave problema di salute pubblica.Numerosi sono gli studi scientifici che hanno dimostrato che l’attività fisica è un intervento efficace per prevenire l’instaurarsi di disturbi muscolo-scheletrici nella popolazione nazionale. Tuttavia, nonostante il diffuso interesse per l’efficacia dell’attività fisica nell’evitare o ritardare l’instaurarsi dei disturbi muscoloscheletrici, gli studi hanno proposto i setting adattati per le differenti tipologie di attività fisica. Molti studi si sono concentrati su livelli di attività fisica con intensità moderata o alta, e non hanno preso in considerazione l’attività fisica a bassa intensità. Alcuni altri hanno dimostrato che l’attività fisica a bassa intensità svolge anche un ruolo importante nel rallentare il decadimento fisico e cognitivo degli anziani. Pertanto, il ruolo dell’attività fisica a bassa intensità per la prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici nelle popolazioni colpite non dovrebbe essere ignorato. I risultati di un progetto del Ministero della Salute hanno mostrato dati non incoraggianti per quanto riguarda l’attività fisica svolta dalla popolazione. Il progetto “Okkio alla salute” ha rilevato che il 20,3% dei bambini intervistati non svolge attività fisica, solo il 18% pratica attività sportiva e 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta. Dall’indagine emerge inoltre che il 40,9%
Nelle foto anziani e bambini che praticano attività fisica di bassa intensità, ideale per prevenire sin da piccoli e rallentare negli adulti i disturbi muscoloscheletrici
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29,6% degli intervistati è costituito da individui sedentari che non praticano attività fisica nel tempo libero e non lavorano, oppure svolgono un lavoro sedentario.
Sopra: Riscaldamento prima di una corsa. A destra: bambini praticano esercizi all’aperto. Come evidenzia il Piano Nazionale della Prevenzione, praticare attività fisica promuove il benessere psico-fisico della popolazione in ciascuna fase della vita.
delle madri dei bambini fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga insufficiente attività motoria. Un altro studio condotto nel 2022 ha rilevato che meno di un adolescente su 10 svolge almeno 60 minuti al giorno di attività motoria moderata intensa e che questo diminuisce con l’aumentare dell’età. I dati di sistema di sorveglianza PASSI relativi al biennio 2021-2022 hanno mostrato che il 46,7% degli individui con un età compresa tra i 18 e i 69 anni può essere classificato come attivo secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con almeno 150 minuti di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa, il 23,7% come parzialmente attivo infatti svolge qualche attività fisica moderata o intensa nel tempo libero ma senza raggiungere i livelli di attività settimanali raccomandati. Spesso questi individui non praticano alcuna attività fisica nel tempo libero ma svolgono un lavoro regolare (attività lavorativa che prevede un moderato sforzo fisico). Infine, il
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La sedentarietà risulta quindi più presente negli individui di genere femminile con un’età avanzata ed i valori sono maggiori al sud, dove in Campania supera il 50% della popolazione. Ad oggi in Italia esiste uno strumento di valutazione in grado di quantificare i livelli di attività fisica considerando le attività comunemente svolte dagli individui con un’età superiore a 65 anni. La scala di valutazione PASE (Physical Activity Scale for Elderly) validata in lingua italiana dal gruppo di ricerca RES (Ricerca Evidenza e Sviluppo) Sapienza Università di Roma ha mostrato, attraverso l’indagine PASSI d’argento che la quota di individui sedentari è del 42,4% (65,7% negli over 85). Passeggiare, fare giardinaggio, curare l’orto, attività domestiche e prendersi cura di un’altra persona sono le attività usualmente svolte dagli individui con un’età superiore a 65 anni; questo dato è in linea con i risultati ottenuti dall’OMS. Risulta quindi necessario sostenere che l’attività fisica è un elemento chiave nel raggiungimento degli obiettivi di prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici preservando l’indipendenza funzionale in età avanzata garantendo la massima autonomia nelle attività di vita quotidiana. L’esercizio fisico aiuta a rallentare l’invecchiamento ed il decadimento cognitivo specialmente nella popolazione anziana. La strategia dell’OMS 2016-2025 raccomanda livelli di attività fisica ad ogni età divisa in: • attività di svago e attività fisica strutturata; • attività domestica e sociale; • attività lavorativa. In associazione all’attività fisica risulta inoltre indispensabile praticare esercizi di equilibrio volti al miglioramento della performance sociale e alla riduzione del rischio di cadute.
PHYSICAL EXERCISE AS A KEY PREVENTIVE MEASURE: A REVIEW OF ITALIAN RESEARCH PROJECTS By Giovanni Galeoto UniCamillus lecturer in Nursing Sciences and Neuropsychiatric Rehabilitation Techniques. Given the ageing population and the rising incidence of chronic musculoskeletal conditions, healthcare systems globally are facing new demographic challenges. There is an imperative to invest in enhancing motor, sports, and personal well-being capabilities to manage chronic diseases more effectively. Engaging in physical exercise is particularly crucial for the over-60s, as it plays a significant role in sustaining and enhancing their functional capacity. Nonetheless, ageing individuals often experience a decline in muscle strength, postural balance, and aerobic fitness. Numerous studies have indicated that a decline in daily physical exercise has become a prevalent health issue. Moreover, the impairment in motor functions frequently correlates with personal disability and an increased mortality risk. The current Italian National Prevention Plan (NPP) underscores the importance of physical exercise in promoting the psychophysical well-being of individuals across all life stages, whilst sedentary lifestyles contribute to the development of non-communicable diseases (NCDs). The World Health Organization (WHO) defines a health setting as “the place or social context in which people engage in activities of daily living in which environmental, organizational, and personal factors interact to affect health and wellbeing”. The newly revised Essential Levels of Care also recognise physical exercise as a crucial tool for health preservation, highlighting its preventive capacity. The 2019 physical activity guidelines, updated in 2021, stress the necessity for everyone to engage in regular physical exercise, moving beyond the sector-specific and fragmented approaches that have typified efforts in past decades. The acknowledgement of physical exercise as a fundamental element for psycho-physical well-being is further echoed in the National Recovery and Resilience Plan (NRRP), which has earmarked one billion euros across two investment avenues to enhance sports infrastructure in schools and to develop sports facilities and fully equipped parks. Numerous scientific studies have shown that physical exercise is an effective preventive measure against musculoskeletal disorders in the national population. However, a Ministry of Health survey has revealed disheartening statistics regarding the population’s engagement in physical exercise. 20.3% of children are inactive, with a mere 18% doing sport and only one in four children going to school on foot or on their bicycle. 40.9% of mothers with inactive children perceive their child’s level of physical exercise as inadequate. Only one in ten teenagers undertakes a minimum of 60 minutes of physical exercise daily, and just 23.7% are categorised as partially active, engaging in some moderate-to-intense physical activities during their leisure time, yet not meeting the WHO’s recommended weekly activity levels.
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CARDIOPATIA E SPORT: COME I MEDICI POSSONO GUIDARE I PAZIENTI NELLA PRATICA DELLE ATTIVITÀ FISICHE di Sabina Ficili La Professoressa Ficili è docente UniCamillus di Fisiologia, nel Corso di Laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico
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sportive ufficiali. Ma gli atleti coinvolti in competizioni sportive possono presentare età anagrafica molto differente, così come partecipare a manifestazioni sportive che vanno dalla gara zonale ai Giochi Olimpici.Occorre differenziare quindi l’atleta amatoriale, che gareggia per divertimento e passatempo, dal professionista, che invece è molto interessato alle prestazioni. Le ore di allenamento settimanale non sono peraltro direttaA CHI SI RIVOLGONO LE LINEE GUIDA mente correlate alla tipologia di atleta, in quanto, per esempio, PER LA CARDIOLOGIA ciclisti e corridori sulle SPORTIVA lunghe distanze praticaQueste linee guida sono no attività fisica a volumi formulate per aiutare il più elevati rispetto ad cardiologo nella gestione alcuni atleti professionisti dell’attività sportiva non che praticano sport di solo dell’atleta amatoabilità. La disciplina sporriale o professionista, tiva può essere classifima anche e soprattutto cata in base a diverse di persone a rischio e componenti (abilità, podelle persone anziane; tenza, resistenza e mista) valutano gli effetti e i rie in relazione all’intensità Sabina Ficili schi dell’attività fisica e dello sforzo. Sport di dell’esercizio regolare in abilità sono sia il golf pazienti con malattie cardiache concla- sia la vela, ma l’intensità è diversa, in mate. Già analizzando solo il tema dello quanto per il primo è bassa e per il sesport amatoriale o professionistico, la condo media; analogamente sono sport stessa definizione di atleta è poco chiara, di resistenza il jogging, definito a bassa in quanto, secondo le linee guida ESC, intensità, mentre la corsa su distanze possono essere definiti tali individui gio- medio-lunghe è a media intensità e il vani o adulti, amatori o professionisti, triathlon è ad elevata intensità. Per definire che effettuano allenamenti su base re- l’intensità di un esercizio è, per esempio, golare e partecipano a manifestazioni possibile utilizzare la percentuale della riconosciuto come l’esercizio fisico, soprattutto se regolare, sia di beneficio in numerose patologie cardiovascolari, così come nel diabete, nell’obesità e in numerose altre condizioni. Quando però il paziente chiede al cardiologo quale sia l’esercizio fisico che può svolgere e in quali modalità, il cardiologo deve rifarsi alle linee guida ESC 2020 su sport, esercizio fisico e cardiopatie.
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gli individui sani, le linee guida del 2020 indicano che l’esercizio aerobico a intensità moderata per almeno 150 minuti a settimana (o 75 minuti a settimana di esercizio a intensità elevata), se possibile tutti i giorni della settimana, dovrebbe essere promosso in tutti gli individui a rischio cardiovascolare.
Attività fisica moderata, che dovrebbe essere promossa un in tutti gli individui con malattie cardiovascolari.
Per le persone obese o con ipertensione ben controllata o diabete, le linee guida raccomandano esercizi di resistenza (ad esempio, sollevamento di pesi leggeri) almeno tre volte a settimana, più almeno 30 minuti di esercizio aerobico moderato o intenso, come andare in bicicletta, correre o nuotare, possibilmente tutti i giorni ma almeno 5 giorni alla settimana. L’obiettivo è ridurre il rischio cardiovamassima capacità aerobica o della fre- scolare, abbassare i livelli pressori nel quenza cardiaca massimale (HRmax), caso di ipertensione e aumentare la senmisurata durante un esercizio test. L’uti- sibilità all’insulina in caso di diabete lizzo della formula per calcolare la fre- mellito. Non sono invece raccomandati quenza cardiaca massimale (HRmax = esercizi di resistenza ad elevata intensità 220 – età) non è invece raccomandato. in pazienti con ipertensione ben conUn esercizio è a bassa intensità se com- trollata ma ad alto rischio e/o con danni porta una frequenza cardiaca inferiore d’organo e in caso di ipertensione non al 55% della HRmax, a controllata (pressione simoderata intensità se la stolica > 160 mmHg). Si raccomandano frequenza cardiaca è com- almeno 150 minuti di presa tra il 55 e il 74% attività fisica aerobica SPORT ED ESERCIZIO FISICO NELL’ANZIANO della massimale e a elevata moderata/intensa nel intensità se arriva al 90%; Si raccomandano almeno caso di anziani, in l’intensità è molto elevata 150 minuti di attività fisica buona salute e senza se supera il 90%. Nei primi condizioni di salute che aerobica moderata/intensa casi (bassa e media intennel caso di anziani, in buolimitino la mobilità. sità) l’esercizio è soprattutto na salute e senza condiaerobico, mentre si può zioni di salute che limitino avere produzione di lattato nel caso di la mobilità. Nel caso l’anziano sia a intensità elevata e arrivare all’esercizio rischio di cadute, si consigliano esercizi anaerobico in caso di intensità molto di potenziamento muscolare per miglioelevata. rare l’equilibrio e la coordinazione alIPERTENSIONE, OBESITÀ, DISLIPIDEMIA meno 2 giorni a settimana. E DIABETE: QUALE SPORT PRATICARE Occorre in ogni caso una valutazione clinica complessiva che comprende un E CON QUALE INTENSITÀ? test sotto sforzo, in caso di anziano seDobbiamo proporre una moderata attività dentario che decida di iniziare un’attività fisica in tutte le persone con malattie fisica di elevata intensità. È possibile cardiovascolari. È essenziale inoltre va- considerare la prosecuzione di attività lutare accuratamente la stratificazione fisica a intensità elevata o molto elevata del rischio e ottimizzare la terapia per in caso di atleti anziani asintomatici garantire un’attività fisica più intensa, in (atleti master) a rischio cardiovascolare condivisione con il paziente. Come per basso o moderato.
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zazione percutanea oppure assegnati ad un programma di attività fisica regolare della durata di 12 mesi. Nella fase seguente dello studio è stata osservata una minore incidenza di eventi cardiovascolari nei soggetti arruolati nel braccio del training fisico; angioplastica e attività fisica sono risultate ugualmente efficaci nel riL’ATTIVITÀ FISICA NEI PAZIENTI CON durre la sintomatologia anginosa, ma l’attività fisica ha favorito una più elevata PATOLOGIA CARDIOVASCOLARE tolleranza allo sforzo e un incremento In pazienti con cardiopatia coronarica del consumo massimo di ossigeno, ossia sono considerate condidella performance cardiozioni a rischio elevato di respiratoria globale. Gli sport a livello eventi cardiaci associati IMPATTO SUGLI EVENTI agonistico possono all’esercizio, le stenosi coCORONARICI essere presi in ronariche critiche, la frazione di eiezione ventri- considerazione solo in Durante gli ultimi decenni pazienti stabili, colare sinistra inferiore al è stato consistentemente 50%, l’induzione di ischedocumentato come una selezionati, che non mia cardiaca sotto sforzo, presentino anomalie a scarsa attività fisica preceda diverse aritmie ventricolari la manifestazione di corotest sotto sforzo e l’esecuzione di rivasco- massimali e in terapia naropatia, mentre una relarizzazione chirurgica o farmacologica ottimale. golare attività fisica riduce percutanea negli ultimi 12 di circa la metà il rischio mesi. È fondamentale una di eventi cardiovascolari. stratificazione del rischio, con follow- La metanalisi degli studi clinici di preup regolari per questi pazienti. L’attività venzione secondaria, in pazienti arruolati sportiva amatoriale o agonistica (con nel corso di riabilitazione dopo infarto l’eccezione dei pazienti anziani o per miocardio acuto o dopo rivascolarizzasport con richieste cardiovascolari estre- zione, ha dimostrato che l’esercizio fisico me) può essere presa in considerazione riduce la mortalità totale e cardiaca del in pazienti a basso rischio di eventi car- 27%. Nel caso di insufficienza cardiaca, diovascolari connessi all’esercizio fisico. L’attività sportiva amatoriale, al di sotto delle soglie ischemiche e di angina, può essere presa in considerazione in persone ad alto rischio, comprese quelle con ischemia persistente, mentre l’attività sportiva agonistica non è raccomandata in soggetti ad alto rischio di ischemia indotta dall’esercizio o con ischemia residua, ad eccezione di sport di abilità raccomandati su base individuale. I rischi connessi all’attività fisica negli anziani sono riconducibili a aritmie, aumento della pressione arteriosa e ischemia miocardica per quanto riguarda l’apparato cardiovascolare, ma anche a danni muscoloscheletrici, fratture, dolori muscolari e articolari, oltre all’aumentato rischio di cadute con i danni conseguenti.
Discipline sportive in relazione alla componente predominante.
TRAINING FISICO COME ALTERNATIVA ALLA RIVASCOLARIZZAZIONE NELL’ANGINA STABILE In un recente studio randomizzato, 101 pazienti con cardiopatia ischemica cronica, sono stati trattati con rivascolarizUNICAMILLUS PRIMAVERA 2024 29
l’esercizio deve essere individualizzato nel corso di più settimane, in relazione a segni e sintomi presenti durante l’esercizio fisico stesso, quali possono essere la capacità di esercizio massimale, la frequenza cardiaca o le aritmie. In generale, dobbiamo considerare che l’esercizio fisico deve essere intrapreso solo da persone stabili dal punto di vista cardiologico. È necessaria, oltre alla rivalutazione su base annuale, una rivalutazione clinica qualora venga aumentata l’intensità degli esercizi. Attività sportiva amatoriale di bassa-media intensità è possibile in pazienti stabili, mentre un’attività sportiva ad elevata intensità può essere presa in considerazioni in persone che desiderano tornare alle attività sportive aerobiche ad alta intensità precedentemente effettuate. Le attività sportive ad elevata intensità e gli sport di resistenza non sono raccomandati in pazienti con frazione di eiezione ventricolare sinistra ridotta indipendentemente dai sintomi, pazienti per i quali si consigliano solo sport a bassa intensità. Gli sport a livello agonistico possono essere presi in considerazione solo in pazienti stabili selezionati che non presentino anomalie a test sotto sforzo massimali e in terapia farmacologica ottimale. Nel caso di patologie alle valvole cardiache, si raccomanda che tutti i pazienti
eseguano attività fisica. La tipologia di esercizi e le eventuali restrizioni dipendono dalla patologia valvolare; per esempio, se non sono presenti restrizioni in caso di rigurgito aortico moderato, non è raccomandato l’esercizio fisico intenso in soggetti con grave stenosi aortica. La valutazione del singolo caso clinico è fondamentale nel caso di prolasso della valvola mitralica. Le linee guida si focalizzano anche in maniera approfondita sul problema delle aritmie. Per quanto riguarda la fibrillazione atriale, è stato osservato che l’esercizio fisico intenso per periodi prolungati, soprattutto negli uomini di mezza età, sembra favorire lo sviluppo di fibrillazione atriale. La fibrillazione atriale in assoluto non esclude la partecipazione a competizioni sportive, ma deve essere effettuata una ottimizzazione della terapia farmacologica, come indicato dalle linee guida stesse. Occorre evitare gli sport di contatto in alcune situazioni, come nel caso di pazienti con fibrillazione atriale e in terapia con anticoagulanti, per il rischio di emorragie, o nel caso di pazienti portatori di pace-maker per il rischio di colpire il device. In generale, per tutte le patologie, occorre una valutazione della malattia di base. Per alcune di queste condizioni, viene promosso attivamente l’esercizio di un’intensità specifica, ma per altre si raccomanda una valutazione iniziale completa, rivalutazioni regolari e un processo decisionale condiviso. LA PRESCRIZIONE DELL’ATTIVITÀ FISICA Il presidente dell’American Hearth Association, Robert Eckel, sostiene che un colloquio di soli tre minuti sullo stile di vita (esercizio fisico e alimentazione) è un investimento fruttifero che
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ogni medico dovrebbe fare ad ogni visita, in quanto la motivazione del paziente a fare esercizio e a perdere peso è maggiore se la sollecitazione viene dal personale sanitario. Dopo un evento ischemico, i pazienti sono spesso ansiosi riguardo alla ripresa dell’attività fisica, allarmati dal grado di affaticamento prodotto e, sebbene questa facile affaticabilità sia spesso il risultato della perdita o della mancanza di allenamento, essa è erroneamente interpretata come l’evidenza di un danno cardiaco permanente. Molto spesso è il personale sanitario ad essere eccessivamente restrittivo nel counseling relativo all’attività fisica, a causa di una errata valutazione della pericolosità dell’esercizio fisico
in pazienti con cardiopatia ischemica. Tuttavia, è stato ripetutamente dimostrato che il training fisico è sicuro ed ha una bassissima incidenza di eventi cardiaci avversi. L’intensità ideale, la frequenza e la durata dell’attività fisica nella prevenzione secondaria non sono ancora state determinate con precisione. Le raccomandazioni in soggetti noti per coronaropatia dovrebbero essere basate sulla clinica ed eventualmente sull’esito di un test ergometrico. In pazienti a più alto rischio, come quelli con disfunzione ventricolare sinistra o estese aree di ischemia inducibile, la fase iniziale di training deve avvenire sotto controllo medico, preferibilmente in Centro di Riabilitazione.
CARDIOVASCULAR DISEASE AND SPORT: HOW DOCTORS CAN GUIDE PATIENTS IN THE PRACTICE OF PHYSICAL EXERCISE by Sabina Ficili Lecturer in Phisiology, UniCamillus BSc Biomedical Laboratory Techniques Regular physical exercise is beneficial for combating numerous cardiovascular diseases, diabetes, obesity, and many other conditions. However, when a patient asks a cardiologist what type of and how much exercise they can do, the doctor must refer to the 2020 ESC Guidelines on sports cardiology and exercise in patients with cardiovascular disease. These guidelines are specifically designed to help cardiologists manage the sporting activities of at-risk and elderly people. All people with cardiovascular disease should be encouraged to engage in moderate physical activity. For people who are obese or have well-controlled hypertension or diabetes, the guidelines recommend resistance exercise at least three times a week, plus at least 30 minutes of moderate or vigorous aerobic exercise. In the case of an elderly person at risk of falls, muscle-strengthening exercises are generally recommended to improve balance and coordination. Risks associated with physical activity in elderly people include arrhythmias, increased arterial pressure and myocardial ischaemia, as well as musculoskeletal damage. Amateur or competitive sports should only be considered in patients with a low risk of exercise-related cardiovascular events. While amateur sports below the ischaemic and angina thresholds may be considered in high-risk individuals, including those with persistent ischaemia, competitive sports are not recommended in subjects at high risk of exercise-induced ischaemia or with residual ischaemia, except for skill-based sports recommended on an individual basis. In the case of heart failure, exercise should be individualised over several weeks in relation to the signs and symptoms experienced during physical exercise. In general, it is important to remember that physical activity should only be undertaken by people who are stable from a cardiological point of view. Low- to moderate-intensity amateur sports are possible in stable patients, whereas high-intensity and endurance sports are not recommended in patients with reduced left ventricular ejection fraction, regardless of symptoms. However, competitive sports should only be considered in selected stable patients who have no abnormalities on maximal exercise testing and are on optimal pharmacological therapy.Physical activity is recommended for all patients with heart valve disease, but the type of exercise or limitations depend on the valve pathology itself, and in the case of mitral valve prolapse, individual clinical assessment is essential. The guidelines also deal extensively with the issue of arrhythmias. In the case of atrial fibrillation, participation in sports is not excluded, but pharmacological therapy must be optimised. Contact sports should be avoided in patients with atrial fibrillation, on anticoagulant therapy or with a pacemaker. In general, an assessment of any underlying disease is required. For some of the conditions just mentioned, high-intensity exercise is actively promoted, but for others, an initial comprehensive evaluation, together with regular reassessments and a shared decisionmaking process are recommended. The president of the American Heart Association, Robert Eckel, argues that a three-minute discussion about lifestyle (exercise and diet) is a fruitful investment that every doctor should make every time they see a patient, as patients’ motivation to exercise and lose weight is greater when the encouragement comes from healthcare professionals. Traduzione curata dal Centro Linguistico di Ateneo.
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Giulia Mancuso in un’azione di gioco, durante una partita
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“CONCILIARE CALCIO, STUDIO E FAMIGLIA NON È FACILE, MA OGGI COME CALCIATRICI SIAMO PIÙ TUTELATE” Intervista a Giulia Mancuso, calciatrice della S.S.Lazio Women a cura di Claudia Romano
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un’oretta e studio prima di cena. Prima di andare a dormire spesso guardo qualche partita o qualche film o serie tv. La vita da atleta di una sportiva non è così semplice come sembra! Ogni allenamento e partita bisogna dare il massimo e questo ti porta a consumare tantissime energie sia fisiche che anche mentali. La routine settimanale prevede allenamenti dal martedì al sabato con sedute specifiche nei diversi giorni della settimana, sedute di video analisi per preparare le gare in base alle squadre avCiao Giulia. Ci parli un po’ di com’è la versarie e poi la partita la domenica vita da atleta? Dei calciatori infatti siamo dove ci viene richiesto di mettere in pratica ciò che abbiamo abituati a conoscere quasi provato durante la settitutto della loro vita dentro “Dedicarsi al calcio e mana. Questo per quanto e fuori dal campo. Solo di all’università nello riguarda il campo, fuori recente invece l’attenzione stesso momento non è faccio quella che fa una mediatica si è spostata anstato facile. Nell’anno classica ragazza della mia che sulle calciatrici, inidel Covid sono riuscita età! Studio, guardo serie ziando così a rompere dia recuperare tutte le tv, cene di squadra e giri versi stereotipi. Ci aiuti almaterie lasciate per Roma”. lora a scoprire meglio come si articola una gior- indietro, laureandomi Nei club più importanti in corso”. nata tipo di una calciatrice? ed economicamente più Qual è la routine settimasolidi, come quello di cui nale, in campo e fuori, per prepararsi tu fai parte, alle atlete sono messe a dialle partite? sposizione le stesse strutture e attrezzaiulia Mancuso è una calciatrice della Società Sportiva Lazio. Nasce a Rivoli, in provincia di Torino, il 18 febbraio 1999. Gioca come difensore. Ha mosso i primi passi nel calcio da bambina nella Bruinese, trasferendosi poi all’Alba Femminile e, successivamente al Luserna. Vanta esperienze all’Empoli, al Vittorio Veneto, all’Ivrea e anche alla Juventus. Nel 2021 passa quindi al Cesena, dove rimane fino all’estate scorsa, quando si trasferisce a Roma, nel club biancoceleste.
“Una giornata tipo di una calciatrice inizia molto presto con una colazione abbondante prima di andare al campo per l’allenamento. Fino a mezzogiorno siamo in campo e poi si ritorna a casa per il pranzo. Solitamente, mi riposo
ture che hanno anche gli uomini per potersi allenare in maniera adeguata. Purtroppo sappiamo che non è ancora così ovunque. In generale, quanto è importante per un’atleta poter contare su tali mezzi per preparare ottimamente UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024 33
la prestazione sportiva, ricevendo il necessario sostegno durante la propria carriera, per curare e preservare la forma fisica? “Poter contare sulle migliori strutture e attrezzature è uno degli aspetti fondamentali perché ti permettono di allenarti nel migliore dei modi, diminuendo sicuramente il rischio di infortuni, e permettendoti di avere una condizione fisica sempre al top”. Oltre al tuo percorso sportivo hai portato avanti anche quello negli studi e ti sei laureata in scienze motorie: è stato difficile dedicarsi ad entrambe le attività e ottenere risultati proficui? “Dedicarsi al calcio e all’università nello stesso momento non è stato facile soprattutto perché io ero fuori casa e l’università invece a Torino; la problematica principale era seguire le lezioni perché ancora non venivano registrate e la frequenza era obbligatoria. Nell’anno del Covid sono riuscita a recuperare tutte le materie lasciate indietro laureandomi in corso”. Come si recupera dallo stress fisico e mentale cui un’atleta è sottoposta quotidianamente? E quando si incappa in un infortunio quanto è difficile poi riprendere i ritmi sul campo? “Recuperare dallo stress fisico e mentale non è così semplice, perché in periodi pieni di impegni spesso si accumula troppo, ma l’unico modo per recuperare giorno per giorno è riposare tanto e staccare completamente la spina quando si ritorna a casa dall’ allenamento. Purtroppo gli infortuni fanno parte del gioco e quando succede bisogna lavorare tanto ma, se si è seguiti da uno staff medico, gradualmente è possibile rientrare con la squadra senza correre alcun rischio”. 34 UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024
Inutile girarci intorno: in Italia purtroppo per una donna è ancora difficile conciliare lavoro e figli; figuriamoci l’attività sportiva, per di più agonistica. Lo stesso non si può dire per i calciatori, per i quali di solito diventare genitore non ostacola affatto la loro carriera. È una problematica sentita questa nel mondo del calcio femminile? “Sì penso che sia una problematica molto sentita. Credo che sia un problema di tutte le atlete donne, indipendentemente dallo sport praticato. Non penso comunque che ad oggi vada ad intralciare la carriera di una calciatrice. A maggior ragione ora con i nuovi contratti entrati in vigore, grazie ai quali noi calciatrici siamo molto più tutelate anche sotto questo punto di vista”. Vuoi lasciare un messaggio alle bambine e alle ragazze che si approcciano al calcio (e non solo) per dir loro quanto è bello e importante portare avanti per tutta la vita la passione per lo sport? “Alle bambine e alle ragazze mi sento di dire di seguire i loro sogni e di non fermarsi davanti alle difficoltà perché oggi, finalmente, possiamo praticare lo sport che amiamo come lavoro”.
Bambini e bambine in una scuola calcio
“BALANCING FOOTBALL, STUDIES AND FAMILY IS NOT EASY BUT AS FEMALE FOOTBALL PLAYERS WE’RE BETTER PROTECTED TODAY” Interview with Giulia Mancuso, S.S. Lazio Women footballer By Claudia Romano Giulia Mancuso plays football for Società Sportiva Lazio. She was born on 18 February 1999 in Rivoli, near Turin, and plays as a defender. She started playing football as a child with Bruinese, later moving to Alba Femminile and then Luserna. She also played for Empoli, Vittorio Veneto, Ivrea and even Juventus. In 2021, she joined Cesena, where she stayed until last summer, when she moved to Rome with the S.S. Lazio. Giulia, can you tell us about life as a female athlete? We know almost everything about footballers’ lives, both on and off the pitch. Recently, the media has started to focus on female footballers, breaking down several stereotypes. Can you help us understand a typical day for a female footballer? What is the weekly routine, on and off the pitch, to prepare for matches? “A typical day for a female footballer starts early with a hearty breakfast before heading to the training ground. We train until midday and then go home for lunch. I usually rest for about an hour and study before dinner. Before going to bed, I often watch a match, a film or a TV series. The life of an athlete is not as easy as it seems! Every training session and match requires you to give your best, which takes a lot of physical and mental energy. The weekly routine includes training from Tuesday to Saturday with specific sessions on different days, video analysis to prepare for matches against opposing teams, and then the match on Sunday where we put into practice what we’ve worked on during the week. Off the pitch, I do what a typical girl my age does! I study, watch TV series, have team dinners and explore Rome!” In the most prestigious and economically stable clubs, like the one you’re in, female athletes have access to the same facilities and equipment as men do to train properly. Unfortunately, we know that this isn’t the case everywhere. Overall, how important is it for an athlete to have access to such resources in order to best prepare for sporting performance and to receive the necessary support to maintain physical fitness throughout their career? “Having access to the best facilities and equipment is crucial because it allows you to train in the best possible way, which undoubtedly reduces the risk of injury and ensures that you stay in top physical condition”. In addition to your sporting career, you also studied and graduated in Sports Science. Was it a challenge to combine both activities and achieve fruitful results? “Balancing football and university was not easy, especially as I was away from home and the university was in Turin, where I live. The main challenge was attending lectures, as they were not recorded and attendance was compulsory. During the Covid pandemic, I managed to catch up on all the subjects and graduated on time”. How does an athlete recover from the physical and mental stress they face on a daily basis? And if you have an injury, how difficult is it to get back into the rhythm of the game? “It’s not easy to recover from physical and mental stress, as it tends to build up during busy periods, but the only way to recover on a day-to-day basis is to get plenty of rest and to disconnect completely when you come home from training. Unfortunately, injuries are part of the game and when they happen you have to work hard. However, with the right medical advice, it’s possible to gradually return to play with the team without taking any risks”. Let’s not beat around the bush: in Italy, unfortunately, it is still difficult for women to balance work and children, let alone competitive sport. The same can’t be said for footballers, for who parenthood doesn’t usually affect their careers. Is this an important issue in the world of women’s football? “Yes, I think it’s a very important issue. I think it affects all female athletes, regardless of the sport they play. However, I don’t think it is currently holding back a female footballer’s career. Especially now, with the new contracts, we as female footballers are much more protected from that point of view”. Would you like to leave a message for young girls starting out in football (and beyond), telling them how wonderful and important it is to pursue a lifelong passion for sport? “I would tell young girls to follow their dreams and not to be deterred by difficulties, because today we can finally make a career out of the sport we love”. Traduzione curata dal Centro Linguistico di Ateneo
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BENEFICI PSICOLOGICI, SOCIALI E COGNITIVI DELLO SPORT IN ATLETI DISABILI di Giorgio Scivoletto Il Professor Scivoletto (in foto a destra) è docente UniCamillus di Medicina Fisica e Riabilitativa, nel Corso di Laurea in Infermieristica e nel Corso di Laurea in Fisioterapia. Lavora presso l’IRCCS Fondazione S. Lucia di Roma dove si occupa di neuroriabilitazione di alta intensità e di riabilitazione delle persone con lesione del midollo spinale.
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Nel 1945, Sir Ludvig Guttmann, il direttore dello Spinal Unit Center di Stoke Mandeville (G.B.), ha definito l’attività sportiva come “parte essenziale del trattamento medico della paraplegia”. Nel 1952, Guttmann ha avviato incontri sportivi annuali tra persone paraplegiche, segnando l’inizio di una diffusione sempre maggiore dello sport tra coloro che hanno disabilità, culminando nelle Paraolimpiadi che si tengono ogni quattro anni subito dopo le Olimpiadi per gli atleti normodotati. Nel frattempo, numerose ricerche cliniche hanno esplorato i benefici dello sport per le persone con disabilità sulla sfera fisica, psicologica, sociale e cognitiva. BENEFICI FISICI E PSICOLOGICI Gli individui con disabilità spesso trovano nei benefici fisici dello sport un sostegno significativo per il loro benessere complessivo. Lo sport adattato offre una vasta gamma di vantaggi fisici che possono migliorare la salute e la qualità della vita di coloro che affrontano sfide fisiche. Innanzitutto, lo sport nei disabili contribuisce a migliorare la forza muscolare e la resistenza cardiorespiratoria. Attraverso programmi di esercizio mirati e adattati alle loro capacità, gli individui con disabilità possono aumentare la forza muscolare nelle aree coinvolte e
migliorare la capacità polmonare e cardiaca. Inoltre, lo sport aiuta a migliorare la flessibilità e l’equilibrio. Gli esercizi di stretching e le attività che coinvolgono movimenti vari e complessi possono contribuire a mantenere o migliorare la flessibilità articolare e la coordinazione motoria, aiutando così a prevenire le cadute e le lesioni. Lo sport adattato può anche favorire la gestione del peso e migliorare la composizione corporea. L’attività fisica regolare aiuta a bruciare calorie in eccesso, mantenendo un peso corporeo sano e riducendo il rischio di obesità e le complicanze ad essa associate. Inoltre, lo sport può contribuire a migliorare la salute cardiovascolare. L’attività fisica regolare favorisce la circolazione sanguigna e il flusso di ossigeno nel corpo, riducendo il rischio di malattie cardiache e migliorando la salute del cuore e dei vasi sanguigni. In conclusione, l’esercizio regolare migliora la salute dei soggetti disabili, riducendo la mortalità, l’ipertensione e l’obesità. La maggiore fitness fisica correlata all’attività sportiva si traduce in una minore sedentarietà, un miglioramento delle funzioni corporee, una maggiore interazione sociale e una migliore qualità di vita). UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024 37
Non solo lo sport potrebbe offrire nuove opportunità di integrazione sociale per le persone con disabilità, ma le persone che praticano attività sportiva mostrano un miglior profilo psicologico rispetto a color che fanno vita più sedentaria. In uno studio condotto presso la Fondazione S. Lucia, 137 uomini con lesioni midollari sono stati suddivisi in due gruppi in base alla frequenza dell’attività sportiva. Lo studio ha esaminato l’associazione tra pratica sportiva e stato psicologico, considerando anche la gravità della lesione e variabili demografiche. L’analisi ha rilevato che i pazienti non praticanti sport presentavano livelli più elevati di ansia e depressione, e punteggi di estroversione inferiori rispetto agli sportivi. Inoltre, solo l’attività sportiva è emersa come fattore indipendente associato al livello di ansia, secondo l’analisi di regressione multipla condotta. Gli autori hanno concluso che lo sport è correlato a un miglioramento dello stato psicologico nei pazienti con lesioni midollari, indipendentemente dalla gravità della lesione e da variabili demografiche. I legami tra lo sport, l’integrazione sociale e la qualità della vita sono stati oggetto di diversi studi. L’integrazione nella comunità può essere definita come il proI benefici psicologici dericesso di “acquisizione/riacvanti dall’attività sportiva quisizione di ruoli approL’integrazione nella sono ampiamente riconopriati in base all’età, al sessciuti. Le disabilità portano comunità è il processo di so, allo stato culturale, ina un significativo cambia- “acquisizione/riacquisizi clusa l’indipendenza/intermento nella vita dei soggetti one di ruoli appropriati dipendenza nelle decisioni disabili, spesso accompa- in base a età, sesso, stato e nei comportamenti prognato da conseguenze psi- culturale, indipendenza duttivi, all’interno di relanelle decisioni, cologiche che possono zioni complesse con la facompromettere il processo all’interno di relazioni miglia, gli amici e altri riabilitativo e la reintegra- complesse con famiglia, membri della comunità”. zione sociale, lavorativa e amici e altri membri Tasiemski et al. (2000) ha familiare. In conseguenza della comunità”. esaminato i risultati edudi questo cambiamento, cativi e occupazionali in spesso i soggetti disabili manifestano relazione alla partecipazione a attività livelli più elevati di ansia e depressione sportive e ricreative dopo lesioni midollari rispetto alla popolazione non disabile. (SCI) e non ha trovato correlazioni signiNumerosi studi hanno dimostrato che ficative tra l’attività sportiva o ricreativa lo sport offre benefici psicologici signifi- e lo status educativo o occupazionale cativi per i pazienti disabili. dei soggetti con SCI. Nemunaitis (2003), 38 UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024
confrontando individui con lesioni mi- della vita. Inoltre, lo studio ha evidenziato dollari che praticavano il basket in car- che le persone che praticavano sport rozzina e un gruppo di controllo con la prima della lesione midollare avevano stessa lesione ma non coinvolto nello maggiori probabilità di continuare a praticare sport dopo la lesiosport, ha concluso che far ne. parte di una squadra di La mancanza di input basket in carrozzina è asRecenti dati scientifici disomato-sensoriali nel sociato a una migliore inmostrano come lo svolgitegrazione nella comunità, sistema nervoso centrale mento di attività sportiva può influenzare la come indicato da migliopossa avere un effetto poreattività corticale e ramenti nei punteggi del sitivo sulle funzioni cogniQuestionario sull’Integra- l’efficienza cognitiva in tive delle persone con diindividui con lesioni zione nella Comunità (CIQ) sabilità. Le abilità psicomidollari. tra i membri della squadra motorie sono spesso comdi basket in carrozzina. promesse nelle persone Più recentemente, McVeigh (2008) ha valutato se le persone con lesioni midollari croniche che praticavano sport mostrassero una maggiore integrazione nella comunità e/o una migliore qualità della vita rispetto a coloro che non praticavano sport. I partecipanti allo sport hanno ottenuto punteggi significativamente più alti in due test: il CIQ e l’Indice di Reinserimento nella Vita Normale (RNL). L’analisi di regressione logistica ha dimostrato che gli individui che praticavano sport avevano 4,75 e 7,00 volte più probabilità di ottenere punteggi elevati rispettivamente nel CIQ e nella qualità
con disabilità fisica, come quelle confinate su sedia a rotelle a causa di lesioni al midollo spinale, amputazioni o infezioni neurali come la poliomielite. Queste persone possono manifestare ritardi nei tempi di reazione semplici e di scelta di stimoli visivi in compiti che coinvolgono arti superiori funzionalmente integri rispetto alle persone sane. Studi sulla privazione sensoriale suggeriscono che la mancanza di input somato-sensoriali nel sistema nervoso centrale può influenzare la reattività corticale e l’efficienza cognitiva in individui con lesioni midollari. Inoltre, studi elettrofisiologici indicano che le ri-
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sposte cognitive del cervello a compiti tattili e uditive sono attenuate in individui con lesioni midollari e che i tempi di risposta agli stimoli visivi sono prolungati in individui amputati.
S. Lucia dimostrano che lo sport, oltre a mantenere la forma fisica, ha importanti implicazioni psicologiche, relazionali e cognitive per le persone con disabilità. OSTACOLI ALLO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ SPORTIVA PER LE PERSONE CON DISABILITÀ
Gli studi condotti su atleti sani indicano che l’attività fisica intensa può modificare l’attività corticale, portando a una mag- Nonostante tutti gli effetti benefici della giore efficienza neurale, ossia alla capacità pratica dell’attività sportiva per le persone di compiere un lavoro simile con meno con disabilità, non si deve sforzo corticale. Tuttavia, pensare che la partecipaaltri studi hanno dimostrato Lo sport, oltre a zione allo sport delle perun effetto opposto nei commantenere la forma sone con disabilità sia sempiti di elaborazione senfisica, ha importanti plice o garantita per tutti. soriale e quando sono riimplicazioni Una serie di barriere, di chieste l’attenzione e l’ini- psicologiche, relazionali natura fisica, economica e bizione motoria. Questi e cognitive per le sociale possono limitare dati suggeriscono che l’atpersone con disabilità. l’accesso allo sport e intività sportiva può portare fluenzare negativamente la a adattamenti nel cervello. partecipazione e il coinvolgimento degli Sebbene gli effetti dello sport sul cervello individui con disabilità. siano ben documentati negli atleti sani, non esistono dati disponibili sugli atleti Le barriere fisiche rappresentano uno dei principali ostacoli. Molti impianti disabili. sportivi e strutture ricreative non sono Presso la Fondazione S. Lucia, è stato progettati per essere accessibili alle percondotto uno studio per valutare gli sone con disabilità. La mancanza di effetti dell’attività sportiva sulle funzioni rampe, ascensori, spazi di parcheggio cognitive degli atleti disabili. Sono state accessibili e servizi igienici adatti può selezionate due attività sportive che rirendere difficile o imposchiedono abilità cognitive sibile per le persone con ed esecutive diverse: la Per promuovere una disabilità raggiungere gli pallacanestro e il nuoto. maggiore inclusione e impianti sportivi e parteciLo studio ha utilizzato un accessibilità nello sport, pare alle attività. Inoltre, compito “go/no-go” che è necessario affrontare spesso gli impianti sportivi richiede competenze tipi- queste sfide attraverso mancano di attrezzature e che degli sport “aperti” e l’implementazione di tecnologie per le persone simula alcune delle sfide politiche e programmi con disabilità, come, per del comportamento visuoinclusivi. esempio, le sedie a rotelle motorio dei giocatori di sportive, le protesi specifipallacanestro. I risultati dello studio in- che per lo sport e altre attrezzature spedicano che i tempi di reazione degli cializzate possono essere costose e non atleti disabili sono più lenti rispetto ai sempre accessibili a tutti. Le barriere ficontrolli non disabili in entrambi i compiti. nanziarie, infatti, rappresentano un ulteTuttavia, lo sport “aperto” come la pal- riore ostacolo significativo. Molte persone lacanestro sembra compensare in parte con disabilità possono trovarsi in condile alterazioni del controllo esecutivo, zioni economiche svantaggiate e pofavorendo la stabilità delle risposte motorie trebbero non essere in grado di permettersi e la flessibilità di risposta. le spese associate alla partecipazione In conclusione, sia la letteratura esistente allo sport, come le quote di iscrizione che le esperienze presso la Fondazione alle squadre, le attrezzature e i costi di 40 UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024
trasporto. Infine. le barriere sociali e culturali possono anche limitare la partecipazione allo sport per le persone con disabilità. Gli stereotipi e le discriminazioni possono scoraggiare le persone con disabilità dall’iscriversi a squadre sportive o partecipare ad eventi sportivi. Inoltre, la mancanza di modelli e di rappresentazione mediatica delle persone con disabilità nello sport può contribuire a perpetuare tali stereotipi e ad aumentare il senso di esclusione. In conclusione, gli ostacoli alla pratica dello sport per le persone con disabilità
sono molteplici e complessi. Per promuovere una maggiore inclusione e accessibilità nello sport, è necessario affrontare queste sfide attraverso l’implementazione di politiche e programmi inclusivi, la creazione di infrastrutture accessibili, la fornitura di attrezzature adattate e la sensibilizzazione pubblica sulle questioni legate alla disabilità e allo sport. Solo attraverso sforzi collettivi e un impegno continuo possiamo superare tali ostacoli e garantire che tutti abbiano l’opportunità di godere dei benefici dello sport.
PSYCHOLOGICAL, SOCIAL AND COGNITIVE BENEFITS OF SPORT IN DISABLED ATHLETES by Giorgio Scivoletto Spinal Centre, IRCCS Santa Lucia Foundation — Saint Camillus International University of Health and Medical Sciences In 1945, Sir Ludvig Guttmann, Director of the Spinal Injuries Centre at Stoke Mandeville Hospital, UK, defined exercise as “an essential part of the medical treatment of paraplegia”. In 1952, Guttmann started organising annual sports meetings among paraplegics, marking the beginning of an ever-increasing spread of sport among people with disabilities, culminating in the Paralympics. People with disabilities often find the physical benefits of sport to be an important part of their overall wellbeing. Sport helps to improve muscle strength in the affected areas and cardiorespiratory endurance, thus increasing lung and heart capacity. Exercise helps to improve flexibility and balance, helps with weight management, improves body composition, and increases blood circulation and oxygen flow, and in so doing reduces the risk of cardiovascular disease. In addition, the psychological benefits of exercise are widely recognised. A disability is a significant change in the lives of disabled people and the psychological impact can affect their rehabilitation process. Disabled people often have higher levels of anxiety and depression than the non-disabled population. Data shows that sport has significant psychological benefits and that people who do sport have a better psychological profile than those who lead more sedentary lives. In a study by the Santa Lucia Foundation, 137 men with spinal cord injuries were divided into two groups based on frequency of sports activity, severity of injury and demographic variables. Analysis showed that the non-sporting patients had higher levels of anxiety and depression and lower levels of extraversion. The links between sport, social integration and quality of life have also been the subject of several studies. For example, by comparing people with spinal cord injuries who played wheelchair basketball with a control group with the same injury but not involved in sport, it was concluded that being part of a wheelchair basketball team was associated with better community integration. Recent scientific data also showed how participation in sports can have a positive effect on the cognitive functioning of people with disabilities. Psychomotor skills are often impaired in people with physical disabilities, such as those confined to wheelchairs due to spinal cord injuries, amputations, or neural infections such as poliomyelitis. These individuals may show delays in simple reaction times and visual stimulus selection in tasks involving functionally intact upper limbs compared to healthy individuals. Sensory deprivation studies suggest that the lack of somatosensory input to the central nervous system may affect cortical reactivity and cognitive performance in individuals with spinal cord injury, whereas studies in healthy athletes indicate that intense physical activity can alter cortical activity, leading to greater neural efficiency, i.e. the ability to do similar work with less cortical effort. However, other studies have shown an opposite effect in tasks involving sensory processing, attention, and motor inhibition. This data illustrates that exercise may lead to adaptations in the brain. Although the effects of sport on the brain are well documented in healthy athletes, there is no data on disabled athletes. Unfortunately, participation in sport by people with disabilities is not always easy or guaranteed for everyone. Physical, architectural, economic, and social barriers limit access to sport and have a negative impact on the participation of people with disabilities. Many sports and leisure facilities are not designed to be accessible to people with disabilities. In addition, people with disabilities may be economically disadvantaged and unable to afford the costs associated with participating in sport. Social barriers, stereotypes and discrimination may also discourage people with disabilities from participating in sports events. In order to promote greater inclusion and accessibility, it is therefore necessary to address these challenges through inclusive policies and programmes and by raising public awareness. Traduzione curata dal Centro Linguistico di Ateneo
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DOPING, RISCHI PER LA SALUTE E ATTIVITÀ DI CONTRASTO. PROF. CAPUA: “EDUCARE E INFORMARE SU QUESTI TEMI È FONDAMENTALE” a cura di Tommaso Fefè
Intervista con il Professor Giuseppe Capua (in foto a centro pagina), Presidente della Commissione Antidoping della Federazione Italiana Giuoco Calcio
I
l Professor Capua, specializzato in Medicina Nucleare e Medicina dello Sport, nonché autore di numerose pubblicazioni su tali materie, è un volto noto della televisione, oltre che del mondo accademico-scientifico italiano. Professore Associato di Medicina e Traumatologia dello Sport presso la Facoltà di “Scienze Motorie” dell’Università degli Studi di Cassino, collabora con la RAI in qualità di consulente per la Medicina dello Sport con le trasmissioni In famiglia, Check Up e TG2 Salute. Dal 2001 presiede la Commissione Antidoping della FIGC, carica per la quale è stato riconfermato a novembre scorso.
Innanzitutto facciamo chiarezza: quando si parla genericamente di doping ci si riferisce in realtà a un fenomeno che ha tante caratteristiche e implicazioni diverse, tutte comunque illecitamente finalizzate al miglioramento dell’efficienza psico-fisica nella prestazione sportiva di un atleta. Ci aiuta a capire in cosa consiste tutto ciò?
“Il doping non è solo un problema etico; è anche e soprattutto un pericolo per la salute di uno sportivo. Si parla in ogni caso di farmaci e pratiche assolutamente vietate al livello internazionale dalla World Anti-Doping Agency (WADA)*. Io, grazie al cielo, mi occupo solo del mondo del calcio. E dico così perché si tratta di una materia davvero molto vasta e complicata. In generale il concetto di doping include non solo i farmaci e le sostanze, ma anche le pratiche adottate per l’assunzione di ormoni - l’Eritropoietina (EPO, ndr) è uno dei più famosi - e le metodologie di lavaggio del sangue; cioè, per fare un esempio e capirci, la cosiddetta autoemotrasfusione. L’attività dell’antidoping è dunque rivolta al contrasto di tutto questo, per il controllo e la tutela degli atleti”. Possiamo dire quindi che ci sono vari tipi di doping? “Certamente sì. Nel doping in forma farmacologica si distinguono le sostanze assunte in varie classi. Ci sono gli stiUNICAMILLUS PRIMAVERA 2024 43
molanti, i narcotici, gli anabolizzanti; sostanze, in funzione di una patologia anche i diuretici sono dei farmaci vietati, di cui soffre. La documentazione medica perché quando vengono rilevati nei che attesti tale situazione viene inviata campioni di urine possono essere a al CEFT che valuta la necessità effettiva loro volta un mezzo per mascherare la dell’utilizzo di un determinato farmaco presenza di altre sostanze. Poi ci sono – per esempio l’insulina per i diabetici o il cortisone per gli asmai metodi di doping, che tici – e, se ritiene opporsono appunto, come detto prima, le pratiche con le La nuova frontiera del tuno, dà l’autorizzazioquali si va a manipolare doping è quella di tipo ne”. il sangue dell’atleta. Ultigenetico. Una pratica Quali sono i rischi per la mamente inoltre si è agda scienziati pazzi, salute di chi assume sogiunta purtroppo una nuo- perché si va a interferire stanze dopanti? va frontiera di doping, di addirittura sulla “Ci sono due tipologie di tipo genetico. Una trovata genetica e sul DNA rischio. Una è quella cardi quelli che io reputo degli atleti. diovascolare, perché le scienziati pazzi, perché sostanze dopanti possono vanno a interferire addirittura sulla genetica e sul DNA degli essere causa di ipertensione arteriosa e, in generale, l’abuso aumenta consiatleti, con conseguenze mostruose.” derevolmente le probabilità di ictus e Come e da chi vengono classificate le infarti. E poi ci sono tutte le problemasostanze vietate? Ci sono comunque tiche di livello ormonale. L’influenza dei limiti e dei criteri entro cui è che un anabolizzante ha sulla normale possibile farne uso legalmente? presenza di ormoni nell’organismo può “Prima del 1999 ogni nazione aveva essere devastante e arrivare persino a la propria istituzione locale per il con- incidere sulla possibilità di avere figli. trasto alle pratiche di doping. Dalla In passato ci sono stati casi eclatanti fine degli anni ‘90 invece è attiva la quando ancora molti degli effetti del doping non erano conoWADA, sotto l’egida della Un atleta può essere sciuti o, peggio, venivano quale sono state fatte convergere quasi tutte le atti- esentato dal divieto di nascosti in determinati vità di controllo svolte assumere determinate contesti socio-politici - nei quali l’eccesso di sommidalle varie federazioni sostanze, in funzione nistrazione di ormoni ha sportive e le diverse ordi una patologia provocato un cambio di ganizzazioni che operano di cui soffre. sesso in alcuni atleti”. in questo ambito. La tutela degli atleti – perché combattere il Come vengono svolte le attività di condoping significa prima di tutto questo - trollo e di contrasto al doping? Trattanavviene dunque al livello mondiale di dosi di sostanze e pratiche illegali, oltre fatto attraverso questa unica istituzione. che contrarie all’etica dello sport, ci Tutti i farmaci e le sostanze vietate sono anche dei rischi dal punto di vista sono inseriti in una lista, aggiornata disciplinare o addirittura penale per annualmente dalla WADA e trasmessa chi ne fa uso? quindi a tutte le federazioni. Ci sono poi certamente delle esenzioni e casi- “Sì. Come noto le sanzioni, di varia stiche particolari, regolate comunque natura e gravità, ci sono e non riguarda norme specifiche in ciascun paese. dano solo gli atleti. Di questi aspetti In Italia a tal fine esiste il Comitato per però in realtà non me ne occupo io dil’Esenzione a Fini Terapeutici (CEFT). rettamente. La commissione antidoping Un atleta può dunque essere esentato della FIGC, che presiedo, si occupa dal divieto di assumere determinate principalmente di programmazione dei 44 UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024
controlli e dell’attuazione degli stessi. E poi si adopera anche per un’altra attività, alla quale io tengo invece particolarmente: la formazione e la divulgazione culturale dell’antidoping. Noi organizziamo dei veri e propri corsi per tutte le squadre nazionali dall’Under15 in su, ci riuniamo con gli atleti per spiegare loro quali siano i rischi e le possibili conseguenze dell’utilizzo delle sostanze dopanti. Lo facciamo anche per le squadre di club che partecipano ogni anno alle competizioni europee, in accordo con la UEFA. Coinvolgiamo non solo i giocatori, ma anche lo staff, l’allenatore, persino dirigenti e presidenti. In Serie A i controlli vengono svolti a tappeto su tutti i giocatori di tutte le squadre, mentre invece si va a “I casi che ci sono emergono tutti, scendere di percentuale negli altri cam- sempre. Non è che qualcuno viene pionati minori. Ma tutte le categorie reso pubblico e qualcun altro no. Il rivengono controllate. In più, gli atleti schio doping c’è sempre ed è proprio che vengono convocati in Nazionale per questo che bisogna essere particosono sottoposti a un ulteriore regime larmente attenti e attivi. Quando ci di controllo, che può essere effettuato sono le situazioni più inaspettate allora in qualsiasi momento della stagione, arriva poi il clamore mediatico, come secondo la disponibilità che gli stessi è accaduto anche per qualche recente caso. La mia idea comunatleti danno e che viene que rimane quella della registrata nel Register TeL’idea rimane quella protezione degli atleti, non sting Programme (RTP). In della protezione degli quella della sanzione. Chi Italia esiste un unico laatleti, non della pratica sport, il calcio nel boratorio di riferimento sanzione. Chi pratica mio caso, deve sentirsi per tutti i test antidoping: protetto dall’attività delle sport deve sentirsi si trova a Roma presso il istituzioni antidoping, non protetto dall’attività centro sportivo dell’Acqua perseguitato”. delle istituzioni Acetosa (in foto qui acantidoping, non canto, ndr). In occasione Il doping è diffuso anche perseguitato. delle Olimpiadi di Milanelle attività sportive non no-Cortina 2026 verrà agonistiche e amatoriali, però momentaneamente spostato in dove magari i controlli sono meno un’altra sede, più grande, sulla via Ca- diffusi e capillari. Come si interviene silina”. in questi casi per combattere tali pratiche Parliamo un attimo di quanto è diffuso illegali e pericolose? il fenomeno del doping nel mondo dello sport professionistico. Sui media si sente parlare di doping solo saltuariamente, quando c’è qualche grande nome ad essere coinvolto nelle notizie. È perché effettivamente i casi sono pochi o è perché in generale non si parla abbastanza di questo problema?
“I rischi per la salute sono gli stessi, solo che al livello dilettantistico e amatoriale manca spesso la cultura e la consapevolezza di quali pericoli si corrano, ben al di là delle questioni etiche. Chi assume sostanze dopanti per vincere il torneo aziendale di qualsivoglia disciplina o arrivare primo alla gara del UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024 45
palio del proprio paesino, spesso non sa affatto a cosa sta andando incontro. Per non parlare poi di ciò che orbita attorno al mondo del fitness e delle palestre. In tanti pensano di assumere solo qualche integratore e invece magari, avendo acquistato fuori dai canali regolamentati, stanno prendendo sostanze sulle quali non c’è alcuna garanzia di purezza. I prodotti legali e sicuri sono invece sempre garantiti dai controlli svolti a monte da enti preposti. In tutti questi contesti, sebbene ci sia anche qui una commissione ministeriale attiva nella regolamentazione e gestione di
tali situazioni, è chiaramente più difficile intervenire direttamente. Proprio per questo ritengo che la nostra attività educativa e informativa assuma un valore fondamentale. Con la Federcalcio abbiamo la possibilità comunque di parlare ad una popolazione numerosissima di atleti, anche molto giovani, essendo il calcio lo sport più praticato in assoluto. Ma non dimentichiamo che un grande lavoro educativo può essere fatto già a partire dalle scuole, con le quali infatti sono attive già da diversi anni alcune collaborazioni in tal senso”.
DOPING, HEALTH RISKS AND COUNTERMEASURES. PROFESSOR CAPUA: “EDUCATION AND INFORMATION ON THESE ISSUES ARE CRUCIAL”. interview by Tommaso Fefè Professor Giuseppe Capua is Anti-Doping Commission President of the Federazione Italiana Giuoco Calcio Doping is a phenomenon with many different characteristics and implications. Can you help us understand what these illegal practices are? Doping is not only an ethical problem–it is first and foremost a health risk. It involves the use of drugs and activities that are strictly prohibited internationally by the World Anti-Doping Agency (WADA)**. In general, doping includes not only substances but also practices related to the use of hormones and blood manipulation methods (so-called autologous blood transfusions). The fight against doping is aimed at combating all these practices in order to control and protect athletes. Can we say that there are different types of doping? Certainly. In pharmacological doping, substances are divided into different classes. There are stimulants, narcotics, and anabolic agents. Even diuretics are banned drugs because if they are found in urine samples, they can be used to hide the presence of other substances. Then there are the doping methods, which, as I just mentioned, are the practices used to manipulate an athlete’s blood. Unfortunately, a new frontier has recently been added: gene doping. This is the invention of what I consider to be mad scientists, as they are even interfering with the genetics and DNA of athletes, with monstrous consequences. How and by whom are banned substances classified? Are there any limits or criteria within which their legal use is possible? Before 1999, each nation had its own local institution to combat doping practices. Since the end of the 1990s, WADA has been active, bringing together under its umbrella almost all the control activities of the various sports federations. This unique institution, which periodically draws up a list of all banned drugs and substances, is responsible for the effective protection of athletes throughout the world. There are exceptions and special cases which are regulated by specific rules. For example, an athlete may be exempt from taking certain substances because of a specific condition or disease.
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*La WADA è l’Agenzia mondiale antidoping (in inglese World Anti-Doping Agency, da cui l’acronimo). Si tratta di una fondazione a partecipazione mista pubblico-privata, creata per volontà del Comitato Internazionale Olimpico (CIO) il 10 novembre 1999 a Losanna, con lo scopo di coordinare la lotta contro il doping nello sport. Nel 2002 il quartier generale è stato spostato a Montreal in Canada. La WADA è responsabile del Codice mondiale antidoping, adottato da più di 650 organizzazioni sportive, incluse federazioni sportive internazionali, organizzazioni nazionali antidoping, il CIO e il Comitato Internazionale Paralimpico. Giuridicamente la WADA resta comunque una fondazione di diritto privato, la cui regolamentazione è sottoposta al diritto civile svizzero. ** The World Anti-Doping Agency (WADA) was established in Lausanne on 10th November 1999 as a mixed publicprivate foundation by the International Olympic Committee (IOC) with the aim of coordinating the fight against doping in sport. In 2002, its headquarters were relocated to Montreal, Canada. WADA is responsible for the World Anti-Doping Code, adopted by over 650 sports organizations, including international sports federations, national anti-doping organisations, the IOC, and the International Paralympic Committee. Legally, WADA remains a private law foundation, regulated under Swiss civil law. What are the health risks for those who use doping substances? There are two types of risk. One is cardiovascular, because doping substances can cause high blood pressure, and we know that any abuse significantly increases the risk of stroke and heart attack. Then there are all the hormonal problems. The effect that anabolic steroids have on the normal presence of hormones in the body can be devastating, even affecting the ability to have children. In the past, there have been high-profile cases of excessive hormone use leading to gender reassignment in some athletes. How are doping controls and anti-doping measures carried out? The FIGC Anti-Doping Commission is primarily responsible for the planning and implementation of controls. We also carry out another activity to which I am particularly committed: education and cultural dissemination of anti-doping measures. We organise courses for all national teams, from the U-15s upwards, and meet with athletes to explain the risks and possible consequences of using doping substances. We do the same for club teams taking part in European competitions every year, in cooperation with UEFA. We involve not only players, but also staff, coaches, even executives and presidents. In Serie A, the controls are extensive, while in other smaller leagues the percentages decrease. But all categories are checked. In addition, players called up to the national team are subject to additional controls. They can be tested at any time of the year, depending on their availability, which is recorded in the Register Testing Programme (RTP). That said, my idea remains that of protecting athletes, not sanctioning them. Those involved in sport, in my case football, should feel protected by the anti-doping activities of their institutions, not persecuted by them. Doping is also widespread in non-competitive and amateur sports, where controls are less extensive. How do you approach these cases to combat such dangerous practices? In these contexts, direct intervention is clearly more difficult. That’s why I believe that our education and information activities are of fundamental value. With Federcalcio, we have the opportunity to reach a very large number of athletes, including many young people, as football is the most popular sport. But let’s not forget that a great deal of educational work can be done in schools, with which we’ve been working for several years now. Traduzione curata dal Centro Linguistico di Ateneo.
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ACADEMIC LIFE INFORMA STUDENTI
IN UNICAMILLUS SI GIOCA A CALCIO E PALLACANESTRO GRAZIE A UNISPORT di Ginevra Guidoni
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il calcio. Oggi la squadra di calcio a 11 partecipa proprio al campionato delle università di Roma insieme ad altri 11 atenei. Ci sono alcune delle principali università romane ma anche altre realtà meno conosciute. Persino l’associazione Erasmus, che raccoglie gli studenti stranieri che stanno studiano qui a Roma, ha una sua squadra rappresentativa. I campionati universitari esistono da 17 anni. UniCamillus partecipa da 2 al calcio a 11, ma quest’anno ci siamo iscritti anche a quello di pallacanestro. Vorremmo rappresentare UniCamillus in sempre più discipline e con quanti più Come è nata questa iniiscritti possibili. Al mo“Volevamo solo ziativa? mento abbiamo 28 tes“In realtà siamo partiti organizzare dei tornei serati per la squadra di tra i ragazzi solo con l’idea di orgacalcio e 16 per quella di dell’Università. Oggi nizzare tornei interni alpallacanestro. Gli studenti l’università, con altri ra- invece competiamo con che vogliono partecipare gazzi che partecipavano tutti gli Atenei di Roma. devono comunque pasRingraziamo a tornei amatoriali. Poi, sare una selezione a iniUniCamillus che ci ha zio stagione, con uno staff visto il grande numero pienamente di studenti che si presentecnico. Le richieste di supportato”. tato, abbiamo pensato: iscrizione infatti sono tan‘Perché non ci confrontissime e sarebbe impostiamo anche con altre università?’. sibile accontentare tutti”. L’idea è piaciuta subito a tutti. Così abbiamo costituito l’ASD (Associazione Quali sport pensate di aggiungere nei Sportiva Dilettantistica) e abbiamo prossimi anni? fatto l’iscrizione ai campionati uni- “L’anno prossimo ci piacerebbe amversitari, che si disputano tra vari pliare l’offerta di discipline inserendo atenei della città di Roma. UniCamillus anche la pallavolo perché abbiamo ci ha pienamente supportato in questo visto che c’è parecchia richiesta. Il progetto, che ormai portiamo avanti campionato di pallavolo universitario da due anni e che vorremmo far cre- peraltro è misto, con uomini e donne insieme, quindi questo favorisce nuscere” mericamente la raccolta di potenziali Quali sport vengono praticati? partecipanti. Per il momento sia a calInizialmente eravamo partiti solo con cio sia a pallacanestro abbiamo solo n un’università medica non poteva non essere osservato il vecchio detto Mens sana in corpore sano. Così, per iniziativa degli stessi studenti, da due anni è attiva in UniCamillus l’associazione UniSport: un progetto di promozione sportiva, che prende spunto dall’esigenza degli iscritti stessi dell’Ateneo di voler praticare attività sportive all’interno della comunità accademica. A curarne l’organizzazione sono due studenti, Gianluca Cappuccini e Michele Orefice, entrambi al sesto anno di studi nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia.
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Nelle foto, in alto e in basso la squadra di calcio a 11 di UniCamillus; al centro la squadra di Pallacanestro.
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ACADEMIC LIFE NEWS
Nella foto in alto la squadra esulta dopo una vittoria.
Nel riquadro Gianluca Cappuccini.
squadre maschili, ma esistono tornei universitari di calcio a 5 e di pallacanestro 3vs3 femminili. Noi di UniCamillus non partecipiamo perché non abbiamo abbastanza iscritte, per mettere su delle squadre, ma ci piacerebbe molto riuscirlo a fare in futuro, magari già dalla prossima stagione”.
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Dove si trovano i campi di allenamento e si disputano le partite? “Il campo di gioco per la squadra di calcio è in via Boemondo 7, presso il consorzio Artiglio, vicino la stazione Tiburtina. La pallacanestro invece gioca alla palestra Avila, vicino Villa Borghese”.
Michele Orefice (qui mentre riceve un premio nel Salone d’Onore del CONI).
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La platea in Auditorium durante l’evento del 12 dicembre. Tra gli ospiti in prima fila, da sinistra, Nicola Pietrangeli, Lorenzo Casini, Zibi Boniek, Daniele Masala e Vittoria Bussi 52 UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024
ORIZZONTI DELLA MEDICINA, UniCamillus Terza DOVE LA SCIENZA INCONTRA LA SOCIETÀ Missione Ciclo di conferenze del progetto didattico-culturale per approfondire l’impatto sociale delle scienze mediche e stimolare la curiosità del più ampio pubblico possibile, aprendo a un’autoformazione consapevole. di Donatella Padua Professoressa Associata di Sociologia Generale in UniCamillus Dottoressa di Ricerca in Scienze dell’Educazione Delegata UniCamillus per la Terza Missione dell’Università
La Professoressa Donatella Padua
Il 24 novembre, il 12 e il 15 dicembre 2023 si sono tenuti altri tre incontri del Ciclo di Conferenze di Terza Missione UniCamillus: “ORIZZONTI DELLA MEDICINA, DOVE LA SCIENZA INCONTRA LA SOCIETÀ. Una dimensione interdisciplinare per i professionisti sanitari del futuro”. Durtante gli eventi, tenutisi nell’Aula Magna di UniLabs e nel nuovissimo Auditorium dell’Ateneo, si è parlato rispettivamente di cura della salute nello spazio per gli astronauti, medicina e scienza dello sport, salute digitale e innovazioni nella cura dei pazienti. CULTURA E FORMAZIONE INTERDISCIPLINARE PER I PROFESSIONISTI SANITARI DEL FUTURO
Orizzonti della Medicina: dove la Scienza incontra la Società è il titolo di una serie di momenti di approfondimento e dibattito su temi scientifico-divulgativi promossi dalla Terza Missione UniCamillus. Attraverso la scelta di tematiche divulgative, comprensibili al pubblico più ampio, le conferenze e tavole rotonde rappresentano attività di Public Engagement e, nel contempo, presentano valore
curriculare per gli studenti, grazie ad una emergente funzione didattica innovativa che dimostra come la Terza Missione possa creare contesti idonei allo sviluppo di soft-skills per i medici e professionisti sanitari del futuro. Questo articolo concentra l’attenzione proprio su questo aspetto, attraverso una riflessione sulle tre Conferenze tenutesi tra novembre e dicembre 2023, all’interno di un Ciclo di incontri che terminerà entro l’anno corrente. Gli incontri hanno trattato i temi della ‘Medicina ed Astronautica’, ‘Medicina UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024 53
Nelle foto alcuni momenti delle conferenze sulla medicina nello spazio del 24 novembre (sopra) e sulla salute digitale e l’innovazione in medicina, del 15 dicembre (sotto)
e Scienza dello Sport’ e ‘Salute digitale ed innovazione in Medicina’. L’intento di questo articolo non è tanto narrativo quanto volto alla definizione del senso ultimo di quello che si sta delineando come un nuovo modello di integrazione tra Terza Missione e Didattica. UN APPROCCIO INTERDISCIPLINARE Perché parlare di ‘medicina ed astronautica’ e non ‘medicina spaziale’ o ‘medicina e sport’ e non medicina sportiva? Il motivo risiede nella volontà di evidenziare l’importanza di un passaggio culturale da porre al centro del
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percorso curriculare del futuro professionista della salute: l’apertura verso la multidisciplinarietà e l’interdisciplinarietà. In questi incontri non vogliamo trattare esclusivamente argomenti specialistici in campo medico, bensì, desideriamo che il pubblico ed, in particolare, gli studenti abbraccino, oltre alla dimensione puramente scientifica, mondi diversi nella loro totalità, nella loro ricchezza di aspetti, diversità e multidimensionalità. Sono in molti ad insegnarci questo principio, dal sociologo Vilfredo Pareto, agli psicologi Edward de Bono e Daniel Goleman all’imprenditore Steve Jobs. E’ la messa in connessione di aspetti diversi, di contesti apparentemente lontani che modella menti più agili, più creative, più innovative, stimolando l’intelligenza creativa, emotiva e sociale che completa quella cognitiva, basata su processi lineari e razionali. La capacità di mettere in connessione le conoscenze per estrarre una prospettiva ricca, inedita, flessibile per l’interpretazione dei diversi contesti e delle diverse persone, oggi, risulta un’abilità imprescindibile per il medico e professionista sanitario del futuro che opera in un contesto fortemente dinamico di trasformazione sociale, economica, organizzativa, ambientale accelerata dalla pervasività del digitale e dalle sue applicazioni. Nel settore della salute questo processo di trasformazione tecnologico-culturale è riflesso nella medicina sempre più “Personalizzata, Predittiva, Preventiva e Partecipativa” (Medicina delle 4P), nella nuova centralità dei dati sanitari e nei modelli di gestione dei dati, nell’evoluzione dei modelli di lavoro, sempre più in team, nella disintermediazione del rapporto medico-paziente, nelle applicazioni dell’IA nella diagnostica ed imaging, solo per citarne alcuni. La Conferenza dedicata a
La ciclista Vittoria Bussi, detentrice del record mondiale femminile dell’ora, e l’ex pentatleta Daniele Masala, campione olimpico a Los Angeles 1984.
Il momento della presentazione degli ospiti della conferenza su Salute Digitale in Medicina. Da sinistra, in piedi il FrancescoVaia, seduti Luca Weltert, Giada Bernardini, Alessandro Fazio e Massimo Giannessi.
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‘Medicina ed Astronauti: esplorare la salute nello spazio’ è stata partecipata da ricercatori, scienziati e docenti dell’Agenzia Spaziale Europea, dall’Istituto Italiano di Tecnologia, dall’Università degli Studi di Milano, che, utilizzando un linguaggio adatto anche al grande pubblico, hanno consentito agli studenti di mettere in connessione materie oggetto di studio quali biologia, chimica, biochimica, cardiologia, anatomia, fisica, otorinolaringoiatria ed audiologia attraverso contesti applicativi inediti. Questa modalità interdisciplinare è utilissima in quanto consente agli studenti di adottare un approccio interpretativo e personale, imparando a diventare autori della propria conoscenza e personalizzandola. Il tema dello spazio è un terreno ideale per questa ‘ginnastica mentale’. L’interdisciplinarietà è emersa anche nell’illustrazione del complesso contesto delle missioni spaziali, dove convergono conoscenze mediche, scientifiche e ingegneristiche in approccio sinergico per garantire la salute e il benessere delle donne e degli uomini che si avventurano nello spazio. Così, i team dello spazio hanno al loro interno ingegneri, fisici, tecnici, bioingegneri che lavorano insieme e che dialogano insieme. Pertanto, l’apertura verso l’acquisizione di linguaggi diversi, non solo intendendo la dimensione strettamente linguistica, ma anche quella simbolica, i codici, le modalità comunicative, i valori, le abitudini, sono fondamentali per poter comunicare con esperti che provengono da altre discipline. Si tratta, in altre parole, di acquisire la cultura necessaria per poter lavorare in squadra.
importante per i medici e professionisti sanitari del presente e del futuro. Il mondo della salute chiede questo tipo di ‘cultura’, oggi, più che mai. La Tavola Rotonda ‘Salute Digitale ed Innovazione in Medicina: Rivoluzionare la cura del Paziente’, moderata dal Prof. Francesco Vaia, Docente di Economia Aziendale UniCamillus, Direttore Generale della Prevenzione, Ministero della Salute ha disegnato, attraverso gli interventi di rappresentanti di istituzioni pubbliche come Comune di Roma, aziende private, come Siemens Healthneers ed Accurate, startup come Dr. Feel, medici professionisti e docenti come il Prof. Luca Weltert, un contesto estremamente complesso alla base di questa esigenza. In un ambiente sensibile per eccellenza, dove l’innovazione è messa alla prova sulla vita delle persone, generando nuove opportunità ma anche nuovi rischi e responsabilità, dove nuovi paradigmi si affacciano grazie all’IA, dove si inizia a parlare di ‘patient journey’, misurando l’esperienza del paziente, dove il profilo socio-culturale e le istanze dei pazienti stanno cambiando, dove cresce la disintermediazione medico-paziente; in un mondo ‘augmentato’ e virtuale dove il medico e professionista sanitario devono interagire con le macchine, dove il ‘mismatch’ o la ‘profonda asimmetria’ tra la disponibilità, l’accesso, l’introduzione delle tecnologie digitali nei processi è estremamente variabile, spesso parziale e disomogenea, in questo complesso ambiente, c’è bisogno di un riposizionamento del concetto di cultura entro confini più ampi e multidimensionali, evidenziandone tutto il ricco ecosistema di implicazioni e PERCHÉ LA ‘CULTURA INTERPRETAsignificati. Di quale cultura stiamo TIVA’ È IMPORTANTE PER IL MEDICO parlando? La cultura non possiede ED IL PROFESSIONISTA SANITARIO? solo il significato di istruzione, eduEsiste un’accezione del concetto di cazione, bensì, nell’accezione tedesca cultura che ha un ruolo particolarmente di Kultur, essa esprime ‘valori distintivi
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superiori’. Questo concetto si collega strettamente con un aspetto determinante, soprattutto quando guardiamo all’ambiente digitale, con tutte le sue caratteristiche: la necessità di analisi critica. La radice etimologica del termine ‘critica’ viene dal greco ed è ‘krìno’, ossia, giudico, valuto, interpreto. Ecco la dimensione ‘interpretativa’ della cultura che consente alla Persona di crescere continuamente. Il filosofo Umberto Galimberti evidenzia come la capacità di giudicare significa mettere in crisi le proprie idee che fino a quel momento hanno regolato la propria vita e che forse non sono più idonee ad accompagnarci nella comprensione del mondo che ci trasforma anche
senza la nostra collaborazione. In altre parole, solo da una crisi di idee, solo mettendo in discussione un’idea, può nascere un proprio giudizio personale. E l’Università vuole formare non solo medici abili nelle competenze tecniche, ma vuole formare anche Persone, capaci di giudizio personale e di capacità interpretative individuali. Perché non può fornire più una cassetta degli attrezzi statica. Il mondo ormai cambia molto rapidamente. L’Università deve fornire conoscenze, capacità di applicazione delle medesime e abilità di giudizio, lo sappiamo dai Descrittori di Dublino*. Le abilità di giudizio sono strumenti flessibili, dinamici, che crescono con la Persona.
I capitani di Coppa Davis, Volandri e Pietrangeli, con i rispettivi trofei vinti nel 2023 e nel 1976. In mezzo il giornalista Rai Alberto Rimedio, che ha moderato la tavola rotonda durante l’evento del 12 dicembre in Auditorium.
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Foto di gruppo dopo la conferenza sulla medicina e lo sport, con il Rettore, gli ospiti dell’evento e alcuni degli studenti di UniCamillus.
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Il Prof. Vaia ha moderato la tavola rotonda dell’evento su salute e sanità digitale.
L’intervento della dott.ssa Bernardini durante l’evento del 15 dicembre.
Essa aiuta ad accrescere quella sensibilità che apre le porte della relazione con il paziente e genera una relazione di fiducia. Non solo: la cultura, come senso critico, capacità di interpretazione e di giudizio, influenza la percezione della salute e della malattia, la consapevolezza di come la cultura del paziente possa modellare le sue decisioni in materia di salute e aiuta ad adattare la comunicazione e le strategie di trattamento di conseguenza; essa può migliorare la qualità della cura e ridurre le disparità nella salute.La dimensione culturale ed il corrispondente ‘mindset’ del medico e del professionista sanitario sostiene la comunicazione interculturale ed il teamwork, favorendo un ambiente di lavoro collaborativo. Ciò realizza anche il quinto Esse sono alla base della capacità di descrittore di Dublino, la ‘Capacità di apprendere, preziosi corredi personali comunicare’. Queste considerazioni che lo studente porta con sé e servono ci portano a comprendere il senso più ad individuare e selezionare risorse profondo di questo nuovo modello di giuste per l’autoformazione, per ag- integrazione tra Terza Missione e Digiornare le competenze e conoscenze dattica di cui abbiamo sopra accennato, ossia, la dimostrazione di apprese in Università. Ma poter creare contesti utili ciò non basta a spiegare *I Descrittori di Dublino all’acquisizione di softl’importanza della cultura skills. sono enunciazioni per un professionista della generali dei tipici salute. La cultura fornisce TERZA MISSIONE PER una sensibilità ed una risultati conseguiti dagli L’ A P P R E N D I M E N TO studenti che hanno propensione all’umano DELLE SOFT-SKILLS indispensabile per gover- ottenuto un titolo dopo Come abbiamo sopra eviaver completato con nare l’ibridazione della denziato, l’intersezione successo un ciclo di professione medica e sadi temi del mondo della studio e sono: nitaria con le tecnologie, ponendo al centro il pa- Conoscenza e capacità Medicina e salute a domini scientifici diversi, ziente e comprendendo di comprendere; come l’Astronautica, lo le sue specifiche istanze. Capacità applicativa; Inoltre, in un ambiente Autonomia di giudizio; Sport, il Digitale, si è concretizzata in un momento sociale sempre più diverAbilità nella formativo differente risificato, multiculturale, comunicazione; l’apertura culturale del Capacità di apprendere. spetto alla didattica volta all’apprendimento delle medico aiuta a riconoabilità cognitive (abilità scere e rispettare le differenze culturali, personalizzare la logiche, di calcolo…), legate al ragiocura a seconda delle diverse credenze namento e basate sulle conoscenze culturali e delle preferenze individuali. tecniche, già ampiamente presenti al-
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l’interno dei percorsi curriculari dei monianza di una campionessa o camfuturi professionisti della salute. Quan- pione sportivo le trasmettono appieno. do nella Tavola Rotonda ‘Medicina e Le parole che sono state espresse dai Scienza dello Sport’, moderata da Al- campioni dello sport hanno integrato berto Rimedio, Telecronista RAI Na- aspetti medici ad aspetti psicologici, zionale Calcio, la campionessa mon- sociali, valoriali realizzando diale Vittoria Bussi detentrice del Re- una vera e propria lezione cord Mondiale ciclistico dell’ora fem- su quelle che oggi si minile in pista 2023 ha raccontato chiamano soft-skills, agli oltre 300 presenti come, dopo un ovvero le compeDottorato in Matematica ad Oxford tenze trasversali, ha abbandonato il suo percorso per le competenze dedicarsi anima e corpo ad un tra- chiave, quelle guardo che appariva a tutti irraggiun- che l’OMS gibile per una ciclista non professio- nel 1994 ha nista, raggiungendolo, si è compresa definito le tutta l’importanza di un modello di ri- life-skills, le ferimento per i giovani presenti in sala competenze e non solo. Il racconto, poi, di come del ‘saper vila campionessa ha applicato le sue vere’ del cittaconoscenze matematiche per ottimiz- dino globale. Gli zare in maniera tutta personale la per- ospiti hanno parformance tecnica su pista è stato un lato anche di questo: caso simbolico ed esemplare sull’im- di quanto lo sport li abportanza dell’abilità di applicazione bia cambiati in meglio, abdelle conoscenze interdisciplinari. At- bia fatto crescere queste soft-skills traverso gli interventi di campioni del e come i nostri studenti possano, pratennis come Nicola Pietrangeli e Filippo ticandolo, avendo a riferimento questi Volandri, del calcio come Zibi Boniek, modelli di vita, migliorare le loro codell’atletica, come Daniele Masala, noscenze e competenze per diventare sono stati trasmessi valori ed abilità professionisti e cittadini più completi come l’autonomia, la fiducia in se e pronti ad affrontare le difficoltà della vita. Nella letteratura stessi, la flessibilità, la resistenza allo stress, l’im- Le parole che sono state scientifica, esse sono riasprenditorialità, la capacità espresse dai campioni sunte in cinque assi. Prendiamo ad esempio lo comunicativa, il problem dello sport hanno sport: Energia: pensate a solving, il team work e integrato gli aspetti come lo sport insegna la leadership, e molti altri. medici con aspetti l’entusiasmo, socievolezSi tratta di abilità non copsicologici, sociali za, influenza sugli altri; gnitive, bensì di compee valoriali. Amicalità: saper capire e tenze emotive, relazionali, psicologiche e competenze legate venire incontro alle necessità degli ai comportamenti. Queste ultime sono altri e capacità di cooperare; Affidabidifficilissime da insegnare! Nessuna lità: stabilire relazioni, empatia; Codelle materie tradizionali le insegna, scienziosità: pensate all’attività agoesse prescindono dai curricula acca- nistica quanto insegna la cautela, ridemici, eppure sono fondamentali per flessività, metodicità, ordine e cura raggiungere i propri obiettivi di studio, dei dettagli; Stabilità emotiva: pensate professionali e nella vita. Ma la testi- una gara sportiva quanto insegna il
La tavola rotonda dell’evento del 12 dicembre. Da sinistra, Alberto Rimedio, Vittoria Bussi, Daniele Masala, Zibi Boniek, Lorenzo Casini e Cosimo Tudisco.
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Alberto Rimedio intervista Vittroria Bussi durante la conferenza del 12 dicembre
e l’Università è Vita, è crescita per ogni Studente che si forma ad affrontarla. Lo sport è il terreno ideale per entrare dentro modelli, esempi di vita che dimostrano come sfide impossibili possono essere affrontate e vinte; il coraggio degli astronauti, che affrontano rischi anche personali ne è un esempio: nello spazio, essi affrontano rischi di radiazioni, di isolamento e confinamento negli ambienti ostili delle basi spaziali. In altre parole, contro il mondo delle apparenze, del successo facile, testimonial di forte credibilità e valore hanno spiegato ai giovani che il successo ha i suoi costi e le sue responsabilità e richiede le sue competenze: gli astronauti sono responsabili di molti esperimenti nel campo della biologia e biotecnologia, scienze fisiche, nello sviluppo di tecnologie e molto altro, che richiede anche molte competenze organizzative controllo degli stati di tensione connessi e sociali. Tutti e tre gli appuntamenti alle esperienze emotive; o il controllo sono stati un incontro diretto con del comportamento, anche in situazioni grandi personaggi, con modelli di vita, di disagio, conflitto, attraverso la ge- con storie di vita, con la curiosità delstione delle emozioni, dello stress; l’ignoto per stimolare la curiosità e il l’Apertura mentale: pensate a quanto desiderio di esplorare nuove frontiere, esso insegni la pluralità di prospettive, che ci auguriamo possano essere di di apertura e stili, modi di vita e culture grande ispirazione per i nostri studenti. diverse. In conclusione, L’università deve fare anla scelta estrema di di- Contro il mondo delle che questo, in un moventare astronauta o di mento in cui altre agenzie apparenze e del esplorare il mondo del educative come i social successo facile, digitale e dominarlo o lo media o certe fonti metestimonial di forte sport, tutti e tre gli apdiatiche non trasmettono credibilità e valore puntamenti, hanno evialcun messaggio valoriale hanno spiegato ai denziato l’importanza di giovani che il successo univoco, piuttosto, conporsi sfide personali, fisha i suoi costi e le sue fondono le persone, sarsi obiettivi che paiono l’Università deve fare rete responsabilità. irraggiungibili, laddove il e creare partnership con loro raggiungimento imla società per svolgere il plica trovare il metodo o il proprio suo ruolo educativo nella maniera più metodo per realizzarli. I modelli di efficace e senza soluzione di continuità, vita presentati hanno insegnato ai gio- per rappresentare un punto di riferivani che la vita è non accontentarsi mento solido ed importante per la somai, è misurarsi, è superare ostacoli e cietà del futuro, per i medici ed i proproblematiche personali e relazionali, fessionisti sanitari del futuro.
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ACADEMIC LIFE NEWS
C’ERA UNA VOLTA UNICAMILLUS A ROMA… MA ORA È ANCHE A VENEZIA: L’UNIVERSITÀ DI SCIENZE MEDICHE RADDOPPIA
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di Giorgia Martino
niCamillus, l’Ateneo Medico Internazionale, ha raddoppiato la propria presenza in Italia: oltre alla ormai collaudata sede romana, infatti, da dicembre 2023 si è esteso anche presso il Lido di Venezia, con il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Le lezioni si terranno presso l’IRCCS San Camillo, mentre per il momento i tirocini saranno svolti a Mestre, a Villa Salus. Una novità a “doppia corsia”, considerando che, insieme ad UniCamillus, è sbarcato a Venezia per la prima volta anche un corso di laurea in Medicina, grande assente nella pur variegata offerta accademica della città.
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UN’ATTESA LUNGA UN ANNO, AMPIAMENTE RIPAGATA Un attesa lunga un anno: già il 22 novembre 2022, infatti, la Regione Veneto aveva espresso il proprio parere positivo alla realizzazione di questo nuovo percorso accademico. Tuttavia, mancava il nullaosta della Ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, giunto proprio a novembre 2023: la Ministra, infatti, ha firmato il Decreto di Accreditamento per il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, consentendo l’inizio delle lezioni già a dicembre 2023. In questo modo, gli stu-
CINQUE NOTIZIE COVID-19 A distanza di quasi quattro anni il Covid allarma ancora l’OMS. Oltre 10mila i morti in tutto il mondo a dicembre 2023 secondo i dati ufficiali dell’Organizzazione mondiale della sanità, che punta il dito contro chi prende sotto gamba questa situazione
NUMERO CHIUSO Nelle foto, a sinistra in alto l’ingresso dell’IRCCS San Camillo dove si tengono le lezioni; in basso gli studenti in aula il giorno dell’inizio delle lezioni; qui sopra il Lido di Venezia.
denti non hanno perso l’anno accademico in corso, ossia il 2023-2024. Dato l’esiguo arco temporale tra l’assenso della Bernini e l’inizio del semestre, il work in progress è stato serrato e incessante: un bando ha subito dato il via alle iscrizioni al test d’ingresso, con scadenza del 4 dicembre. La prova, sostenuta in modalità online il 7 dicembre, ha visto la partecipazione di 221 ragazze e ragazzi, ma solo 80 erano i posti a disposizione. Tutti coperti, tra l’altro. Il 12 dicembre sono stati pubblicati i risultati e il 18 sono iniziate le lezioni, con una breve pausa nel periodo natalizio. Un tour de force estenuante ma ricco di soddisfazioni, sostenuto dallo spirito pionieristico e dalla determinazione del Rettore di UnICamillus, Gianni Profita, e dell’Amministratore Delegato del San Camillo e di Villa Salus, Mario Bassano, seguiti dall’impegno profuso dai rispettivi staff.
UN TRAGUARDO RAGGIUNTO, MA ANCHE UN NUOVO PERCORSO DA PLASMARE Un piano riuscito, un obiettivo raggiunto, un punto di partenza: si potrebbe sintetizzare così questo incipit accademico di UniCamillus presso il Lido. Perché Medicina a Venezia è stato uno scopo conseguito, ma anche l’avvio di un percorso non solo accademico, bensì pure strutturale, organizzativo e lungimirante. Il 18 dicembre è stato “il primo giorno” un po’ per tutti: il primo giorno per UniCamillus nella sua nuova sede veneziana, il primo giorno di un Corso di Laurea in Medicina a Venezia, il primo giorno di lezioni per le nuove 80 matricole. Matricole “piene di sorriso ed entusiasmo”, come le ha definite la Professoressa Barbara Tavazzi, Preside del Corso di Laurea in Medicina – nonché delegata dal Rettore Profita all’apertura dell’anno accademico
LaFnomCeo (Federazione nazionale degli ordini dei medici) è contraria all’abolizione del numero chiuso nelle facoltà universitarie di Medicina. “Non si può prescindere da una corretta programmazione del fabbisogno dei medici”, il messaggio alla ministra della salute, Anna Maria Bernini.
SINDROME DI LYNCH Nato a Roma, presso il Centro fertilità di Villa Mafalda a Roma, lo scorso gennaio, un bambino sano da donna con sindrome di Lynch (una grave forma ereditaria di cancro del colon e dell’endometrio) È il primo caso a mondo, possibile grazie alla fecondazione in vitro e alla diagnosi genetica pre-impianto. Il caso è stato documentato sulla rivista scientifica International journal of Molecular Sciences (IjMS).
IA Approfondire i contenuti delle lezioni e stimolare l’interattività con i professori: nasce il primo chatbot di IA Generativa di assistenza all’apprendimento, realizzato da Multiversity, con tecnologia OpenAI e con il supporto della società di consulenza strategica Bain&Company.
PARKINSON Tommaso Caligari, studente di Novara di 17 anni, ha creato un progetto sperimentale per la diagnosi precoce del Parkinson. Si chiama Parkinson Detector e analizza le eventuali alterazioni, anche impercettibili, nei movimenti, partendo dall’osservazione del cammino del paziente, tramite due telecamere poste una difronte all’altra. UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024 65
2023-2024 – che non ha potuto non apprezzare lo zelo e lo slancio di cui si sono piacevolmente armati i nuovi studenti UniCamillus. Il sorriso si è rivelato il modo giusto per cominciare un semestre che un po’ più complicato: essendo iniziato più tardi, infatti, è stato un po’ più concentrato e ‘compatto’, con lezioni dal lunedì al venerdì, dalle 8.50 alle 17.50. Ma ne è valsa la pena, con la certezza di poter procedere con un po’ più di calma da marzo, tornando a regime con i normali ritmi universitari. E non solo studio. Nulla, infatti, è stato lasciato al caso, grazie anche alla capacità logistica e organizzativa di UniCamillus e del San Camillo: sono stati messi a disposizione degli studenti un servizio mensa, buoni pasto e convenzioni su trasporti e parcheggio. Elementi, questi, assolutamente non opzionali per ottimizzare la vita non facile di uno studente fuori sede: infatti, tra i discenti, la maggior parte proviene dal Veneto, ma sono presenti anche ragazzi dal Sud e dal Centro. 66 UNICAMILLUS PRIMAVERA 2024
UN PREZIOSO CONTESTO SOCIO-CULTURALE DA VALORIZZARE Quella di UniCamillus al Lido è un’esperienza che soddisfa più esigenze: oltre alla presenza per la prima volta di un corso di laurea in Medicina a Venezia, infatti, ha degli interessanti risvolti socio-economici. Con l’arrivo degli studenti, molti potrebbero optare per alloggi presso gli hotel locali, favorendo così un impatto significativo sull’economia del luogo, oltre che sulla sua vitalità tutto l’anno e non solo in periodi prettamente turistici. Un altro elemento di primaria importanza è la carenza di medici che si soffre in Italia, e anche nel Veneto. A tal proposito, il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Venezia, Giovanni Leoni, ha sottolineato con entusiasmo come questa iniziativa possa anche attrarre nuovi medici nella regione. Per questo, l’apertura della nuova sede di UniCamillus a Venezia non solo realizza una nuova offerta accademica per gli aspiranti medici, ma favorisce anche
una stretta connessione con il contesto socio-sanitario della regione. L’Ateneo Medico si configura come un agente chiave per stimolare la crescita e l’innovazione nel settore medico veneziano, offrendo un contributo sostanziale alla formazione di professionisti sanitari altamente competenti. E la competenza di un futuro medico, si sa, parte anche e soprattutto dai suoi docenti che, nel caso di UniCamillus, sono professionisti esperti da anni nella loro branca medica, nonché ricercatori a livello internazionale. Il I anno i professori universitari a Venezia saranno gli stessi della sede romana ma, in futuro, si conta di indire concorsi pubblici per allargare il ventaglio dei docenti più meritevoli. Interesse e ottimismo hanno segnato l’incipit dell’esperienza di UniCamillus a Venezia per più di un motivo, come si evince dai vari contesti evidenziati poc’anzi. In un quadro piacevolmente complesso e interessante, qual è il background economico e culturale della Serenissima, l’Ateneo Medico Internazionale si appresta
ad incastrarsi e a fare la sua parte con impegno e gratitudine: un arricchimento reciproco, dunque, sia per l’Università di Scienze Mediche che per il territorio che le ha spalancato le porte con fiducia. Fiducia accolta dal nostro Ateneo con immensa gratitudine, con la promessa di preservare con cura la solidità di questo legame.
Nelle foto, le prime lezioni del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia nella sede di UniCamillus a Venezia.
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ACADEMIC LIFE GLOBAL HEALTH JOURNAL
BRIEF REFLECTIONS ON THE RELATIONSHIP BETWEEN ECONOMY AND HEALTHCARE Summary of the article published on UGHJ n°5 on December 2023, by Federico Spandonaro (University of Rome Tor Vergata - C.R.E.A. Sanità.) Abstract: The paper proposes some reflections on the relationship between Health (and Healthcare) and Economy: after a brief historical examination of the development of institutional and academic attention to economic problems related to Health, it points out the aspects on which the clinical and economic approaches are assonant (e.g. for the decision-making criteria adopted) and those on which they are dissonant (e.g. interms of paternalism of the approach).The paper then addresses the issue of the conflict between increasing scarce resources and growing needs, underlining the problems of equity that it implies, as well as providing an indication of the ethics used by economics to solve this trade-off.
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wareness that Health and Healthcare are issues that also involve economic problems seems widespread today, but it is a relatively recentphenomenon. In a very conventional way, one can place the origin of an interest of the social sciences towards Health in the first postwar period. An “evocative” date is represented by 1948, date which marks the establishment of the WHO (World Health Organization), but also the birth, in the United Kingdom, of the first universal health service: the NHS (National Health Service).We must wait a few more years to see Health Economics recognized as an “autonomous” and “specialized” branch of the Economy: it is equally conventional to trace the birth of Health Economics to the publication, in 1963, of the paper “Uncertainty and the Welfare Economics of Medical Care” by K.J. Arrow. [...] Traduzione in italiano curata dal Centro Linguistico di Ateneo.
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A
ppare oggi largamente diffusa la consapevolezza che la salute e l’assistenza sanitaria siano questioni che coinvolgono anche problemi economici. Tuttavia, tale fenomeno è relativamente recente. In modo del tutto convenzionale, si può collocare l’origine dell’interesse delle scienze sociali per la salute nel primo dopoguerra. Un esempio significativo è il 1948, anno che non solo segna la fondazione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ma che testimonia anche, nel Regno Unito, l’istituzione del primo servizio sanitario universale: l’NHS (National Health Service). Sarà necessario attendere ancora alcuni anni prima di assistere al riconoscimento dell’Economia Sanitaria come branca “autonoma” e “specializzata” dell’Economia. È altrettanto comunemente accettato che l’origine dell’Economia Sanitaria possa essere attribuita alla pubblicazione, nel 1963, dell’articolo “Uncertainty and the Welfare Economics of Medical Care” di K.J. Arrow.
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RICERCHE//AABSTRACT Una selezione delle ricerche più recenti e interessanti condotte dai ricercatori UniCamillus. A disposizione, l’abstract del lavoro. Per consultare il testo completo è necessario in nquadrare il relativo QR Code. %03(6(-,$ #$**$ 0("$0"'$ 8 13!-0#(, 2 # !!-, +$,2( - %9*( 6(-,( 1.$"(9"'$ **$ .( 22 %-0+$ che contengono il lavoro esteso.
Hydrocortisone in very preterm neonates for BPD prevention: meta, *51(1 ,# $%%$"2 1(6$ +-#(9$01 $ 3" $$00 (-*( 22$0!$0& 3# 3 * ,- 5#0-"-02(1-,$ (, 4$05 .0$2$0+ ,$-, 2$1 %-0 .0$4$,2(-, +$2 , *51(1 ,# $%%$"2 1(6$ +-#(9$01 Archives of Disease in Childhood Feetal and Neonatal Edition Published Online First: 17 January 2024. doi: 10.1136/ archdischild-2023-326254
Inositols in treating polycystic ovary syndrome and non-insulin dependent diabetes mellitus: now and the future & ,7 5$01 -02$ $+ 0$,2$* ** '/-*( *) 2-32 ,%$0 Inositols in treating polycystic ovary syndrome and non-insulin dependent diabetes mellitus: now and the future, Expert Opinion on Drug Metabolism & Toxicology o DOI: 10.1080/17425255.2024.2306851
Critical care of severe bronchiolitis during shortage of ICU resources $ 3" $66 (4 *# ( 0#- $. (,2$30 0 *#( ( 120 (""( 0#( -,2( G, Gualano M R, (2024) EClinicalMedicine - Elsevier https://doi.org/10.1016/j.eclinm.2024.102450.
$5-,# ,: ++ &(,& '$ +. "2 -% ++3,$ 512$+ &(,& -, &$ $* ted Muscle Decline, Results From the InCHIANTI Study Pellegrino R, Paganelli a R, Di Iorio A, Bandinelli S, Moretti A, Iolascon G, Sparvieri E, Tar a antino D, , ) $003""( The Journals of Gerontology: Series A, Volume 79, Issue 2, February 2024, glad238. h https://doi.org/10.1093/gerona/glad238 //d / / / l d
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Assessment of hemodynamic dysfunction in septic newborns by functional echocardiography: a systematic review * $ "%$ %( & #* "" ' ) " %$ )) %)) %" $ Capolupo I, Auriti C (2024) Assessment of hemodynamic dysfunction in septic newborns by functional echocardiography: a systematic review Pediatr Res. 2024 Jan 20. doi: 10.1038/s41390-024-03045-2. Epub ahead of print. PMID: 38245631.
Impact of TRAF3IP2, IL10 and HCP5 Genetic Polymorphisms in the Response to TNF-i Treatment in Patients a with Psoriatic Arthritis De Benedittis G, Latini A, Ciccacci C, Conigliaro P , Triggianese P , Fatica a M, Novelli M, Chimenti MS, Borgiani P, J. Pers. Med. 2022, 12, 1094. https://doi.org/10.3390/jpm12071094
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Direttore Responsabile: Gianni Profita Redazione a cura di: Tommaso Fefè Immagini: UniCamillus Media, AdobeStock, Kanva, ANSA, Uff. Stampa SS Lazio, Uff. Stampa Ministero dello sport e politiche giovanili, ESC Traduzioni a cura del Centro Linguistico d’Ateneo UniCamillus: Federica Alota, Damiano Giani, Ginevra Guidoni, Giorgia Martino, Claudia Romano Stampa: Tipografia Miligraf Srl Chiuso in redazione: marzo 2024 Copia Gratuita www.unicamillus.org