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UniCamillus Magazine Autunno 2023

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Autunno 2023 Primavera 2022

UNI UNICAMILL UNICAMILLUS CAMILLUS Magazine


CONTENUTI SOMMARIO 2 AL - INFORMA STUDENTI ACCORDO TRA UNICAMILLUS E EMSC LIBICO PER IL MASTER IN MEDICINA DI GUERRA. IL PROFESSOR MUNGO RACCONTA LA SUA ATTIVITÀ DAL 2011 E COME SI È ARRIVATI ALLA COLLABORAZIONE CON UNICAMILLUS

16 A.L. - NEWS/NOTES “STUDENTI PER LA RICERCA” 21 NANOTECNOLOGIE, CHE COS’È LA MEDICINA SU SCALA NANOMETRICA di Gianfranco Peluso e Pino Donghi

27 TERAPIE GENICHE E EDITING DEL GENOMA: COME FUNZIONANO E QUALI BENEFICI COMPORTANO di Carmen Martellaro

39 INFORMATICA E IA IN MEDICINA, INTERVISTA AL PROF. DEL GRECO: “QUALUNQUE SISTEMA TECNOLOGICO HA SEMPRE BISOGNO DI UNA SUPERVISIONE UMANA”. a cura di Tommaso Fefè

43 L’IMPATTO DELLE TECNOLOGIE INFORMATICHE SU MEDICINA E FISIOTERAPIA: IL PUNTO DI VISTA DI UN RICERCATORE INFORMATICO di Franco Arcieri e Maurizio Talamo

51 LE APPLICAZIONI DEGLI STRUMENTI INFORMATICI NELLA MEDICINA DEL LAVORO di Paolo Montanari

56 GHJ INTERVISTA AL PROF. BOCCANELLI: “SOLTANTO PARTENDO DA UNA BASE DI CONOSCENZA DELLA REALTÀ SI PIÙ PENSARE DI CAMBIARE IN POSITIVO LE COSE” 61 UMA TERZA MISSIONE E SALUTE: IMPATTO SOCIALE E MEDICINA INCLUSIVA di Donatella Padua e Mario D’Ambrosio 70 RICERCHE/ABSTRACT

EDITORIALE

EDITORIAL

di Gianni Profita Rettore

by Gianni Profita Rector

Paul R. Ehrlich è un biologo americano e ha da poco compiuto 91 anni. Di lui non si sente più tanto parlare. Ma mezzo secolo fa assurse a una certa notorietà per le sue teorie catastrofiste, tutte poi rivelatesi infondate. La previsione che lo rese famoso negli anni 60’ riguardava la crescita demografica: a suo dire, negli anni ’70 ci sarebbero stati centinaia di milioni di morti per carenza di risorse alimentari. Il giornalista americano Jonathan V. Last che di recente ha pubblicato un libro sull’argomento ha trovato l’espressione più appropriata per definire “The Population Bomb”, il libro che Ehrlich scrisse insieme alla moglie e dove, tra le altre amenità, indicava ricette quali far morire di fame l’India che era un paese “senza speranza”: "uno dei libri più spettacolarmente sciocchi mai pubblicati". Ma Ehrlich era certamente un tipo interessante e le sue affermazioni apocalittiche avevano il dono di essere chiare e colpire l’immaginazione della gente. Tra queste ce n’era una particolarmente spassosa che, a sentirla oggi, si presta a qualche riflessione in occasione di questo numero del Magazine in buona parte dedicato all’Intelligenza Artificiale: “errare è umano, ma per fare veramente un macello serve un computer”. Una battuta che spiega bene quanto sia cambiata profondamente rispetto alla metà del ‘900 la fiducia nell’impiego delle nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale non è più il futuro, ma il presente nel quale si sta sviluppando la ricerca scientifica, con risvolti in ambito medico inimmaginabili fino a pochi anni fa. Possiamo aspettarci applicazioni sempre più innovative a beneficio di tutti gli operatori sanitari, ma soprattutto dei pazienti. Gli specialisti stanno scoprendo giorno dopo giorno le grandi potenzialità dell’AI. Se si parla di curare sindromi o malformazioni, intervenendo direttamente sui geni dell’individuo e sugli agenti patogeni o utilizzando nanoparticelle per veicolare le cure e riducendo gli effetti collaterali, si pongono comunque problemi anche etici che raramente si dovevano affrontare quando le cure si basavano tradizionalmente o sulla somministrazione di farmaci o sugli interventi chirurgici. Nella comunità scientifica nessuno mette più in dubbio che il futuro della medicina è indissolubilmente legato all’evoluzione delle pratiche applicative dell’AI, ma è altrettanto forte la consapevolezza che incombe ancora di più il rischio di una società sempre meno uguale nelle opportunità. A questi temi sono dedicati vari contributi con i quali il Magazine di UniCamillus inaugura un dibattito sull’intelligenza artificiale nella Medicina che con tutta probabilità durerà molto a lungo.

Paul R. Ehrlich is an American biologist who recently turned 91. Even if he hasn’t been heard of much lately, half a century ago he rose to some notoriety for his doomsday theories, all of which were later disproved. The prediction that made him famous in the 1960s had to do with population growth: according to him, in the 1970s there would have been hundreds of millions of deaths caused by food shortage. “The Population Bomb”, a book written by Ehrlich and his wife, where, among other things, he suggested solutions such as starving India to death, as it was in his opinion a “hopeless country”, was found by American journalist Jonathan V. Last to be “one of the most spectacularly foolish books ever published”. But Ehrlich was certainly an interesting character, and his apocalyptic claims had the gift of being clear and capturing people’s imagination. Among these there was a particularly funny one which echoes the topic of this issue, largely dedicated to Artificial Intelligence (AI): “to err is human, but to really make a mess, you need a computer”. This sentence shows us how much the feeling of trust we put in technology has changed since the mid-20th century. AI is no longer the future but the present, in which scientific research is developing, with medical advances unthinkable only a few years ago. We can expect increasingly innovative applications of AI for the benefit of all healthcare professionals, but above all, patients. Specialists are discovering the great potential within AI day after day, for example when it comes to treating syndromes or malformations by directly intervening on a patient’s genes and pathogens or when using nanoparticles to provide treatment or reduce side effects. That said, there are still ethical issues that were rarely addressed when treatments were traditionally based on medication or surgical procedures. In the scientific community nowadays no one doubts that the future of medicine is strictly bound up with the evolution of AI’s practical applications, but there is also a strong awareness of the risks society may run with having increasingly unequal opportunities. In this issue you will find several contributions dedicated to AI in medicine, a topic which will no doubt be explored further in years to come. Traduzione curata dal Centro Linguistico di Ateneo in data 22/09/2023.

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ACADEMIC Accordo tra UniCamillus e EMSC libico per Master in medicina di Guerra. LIFE ilIl Professor Mungo racconta la sua attività dal Informa Studenti

2011 e come si è arrivati alla collaborazione con UniCamillus Il Professor Massimiliano Iannuzzi Mungo è direttore del dipartimento di chirurgia del Policlinico Luigi di Liegro di Roma. Il 16 luglio scorso è stato protagonista insieme al Rettore di UniCamillus, Gianni Profita, della firma dell’accordo tra l’Ateneo e il Centro di Medicina e Sostegno d’Emergenza libico, per la formazione di eccellenza di medici libici per prepararli ad intervenire in casi di estrema criticità. Dottore come è iniziata la sua esperienza sanitaria in Libia? “Grazie per l’opportunità di poter raccontare la mia attività, iniziata molti anni fa per i malati provenienti dalla Libia. Tutto ebbe inizio nel settembre 2011, quando era in corso ancora la rivoluzione in Libia e con un accordo con il governo italiano cominciarono a giungere in Italia i feriti di guerra. Io fui interpellato per valutare un caso disperato di un giovane rivoluzionario che era stato ferito all’addome e torturato, giunto a Roma in condizioni gravissime. Decisi di operarlo e dopo tre interventi il paziente fortunatamente si salvò. Nei mesi successivi continuarono ad arrivare a Roma centinaia di feriti che dovevano essere curati ed iniziò per i medici italiani un intenso lavoro chirurgico. Per mesi operammo tantissimi feriti. Quando operai il primo paziente proveniente dalla Libia non avrei mai immaginato che sarebbe stato l’inizio di un percorso impegnativo, ma di grande interesse professionale e latore di eccezionali rapporti di amicizia,con una popolazione dai grandi valori umani. Il nuovo governo

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rivoluzionario inviò in Italia anche molti medici per accompagnare i feriti ed assisterli, anche per le complicate differenze linguistiche. Nel dicembre 2011 giunse a Roma un giovane collega chirurgo, che mi colpì subito per le doti professionali ed umane: il Dr. Nassraddin Azetuni. Da questo incontro iniziò un rapporto di reciproca stima e collaborazione professionale, oltre che di sincera amicizia personale. Il Dr. Azetuni fu incaricato dal governo libico di dedicarsi ad organizzare l’attività sanitaria a Roma e a controllare le attività economiche sanitarie per i pazienti che si curavano a Roma”. Nel periodo della rivoluzione quanti pazienti avete operato? “Nella struttura sanitaria dove ero all’epoca il primario chirurgo aprimmo un reparto di chirurgia dedicata ai feriti di guerra che rimase in attività per oltre due anni assistendo oltre trecento pazienti. Nel tempo il flusso dei feriti di guerra che giungeva dalla Libia è sempre continuato con maggiori arrivi in occasione degli eventi bellici che in questi anni si sono susseguiti”.


Quando si è recato per la prima volta in Libia? “Nel luglio 2012 il Dr. Azetuni mi propose di visitare la Libia e avviare una attività sanitaria in Libia per la popolazione colpita dalla guerra. Organizzammo rapidamente una missione medica invitati dal Dr. Alghouj Presidente del Libyan Medical Council. Nel nostro primo viaggio visitammo gli ospedali di Tripoli, Misurata e Zintan, ancora con gli esiti della guerra, città distrutte dai bombardamenti con delle conflittualità ancora in corso e tanti feriti da curare. Io rimasi subito affascinato da questo Paese meraviglioso ricco di storia, tradizioni e grandi valori umani, ho avuto l’occasione di apprezzare la grande ospitalità libica e le bellezze e la storia archeologica visitando le città di Leptis Magna e Sabrata”. Successivamente è tornato in Libia? “Negli anni a seguire ho avuto l’occasione di recarmi in Libia molte volte operando malati affetti da traumi di guerra, ma anche da patologie oncologiche, come nel 2015, quando operai un raro tumore neuroendocrino del pancreas a Misurata, aiutato da una equipe libica. L’intervento fu il primo per la collaborazione ItaliaLibia per la chirurgia di alta complessità ed ebbe anche una importante risonanza sui media libici e autorevoli testate giornalistiche italiane. Negli anni a seguire la collaborazione sanitaria in Italia ed in Libia non si è mai fermata, in Italia per necessità logistiche e cliniche sono stati coinvolti molti ospedali specialistici in particolare a Milano e Roma cercando di offrire la migliore assistenza sanitaria per i cittadini libici sotto il coordinamento della Ambasciata di Libia in Italia e del Consolato generale di Libia a Milano. Per dare un ulteriore incremento alla attività scientifica tra i nostri due Paesi nel 2014 con il Dr. Azetuni - nel frattempo

diventato consigliere sanitario diplomatico - ed il Dr. Algouj, Presidente del Libya Medical Council, abbiamo fondato AMIL Associazione Medica Italo Libica, al fine di promuovere gli sviluppi culturali e scientifici nel campo della medicina e chirurgia. Nel corso degli anni la associazione è stata presente in molti congressi di chirurgia ed ha intrattenuto rapporti con le società scientifiche italiane”. Nei tempi più recenti come è continuata l’attività sanitaria per la Libia? “Nel 2019, io avevo appena preso l’incarico di direttore del dipartimento di chirurgia del Policlinico Di Liegro, im-

Il Rettore Profita (a sinistra) e il Professor Mungo (a destra), insieme a una studentessa del Master in traumatologia.

Il Rettore a colloquio con il Vice Primo Ministro libico e Ministro ad interim della Salute Ramadan Abu Janah.

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Il Senatore Guido Viceconte (a sinistra) e il Professor Massimiliano Mungo (a destra).

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portante struttura ospedaliera in Roma, quando il Dr. Azetuni mi chiese di poter rapidamente aprire un reparto per la chirurgia di guerra per la cura dei feriti provenienti dalla guerra in corso. Sottoposta la problematica alla Dottoressa Simonetta Garofalo, Presidente del grande gruppo sanitario italiano Sanigest, di cui fa parte il Policlinico Di Liegro, fu aperto con un grande sforzo organizzativo in sole 48 ore, un reparto dedicato ai feriti di guerra. In un anno e mezzo ne ricoverammo oltre 200. I pazienti giungevano con voli speciali agli aeroporti di Roma e un nostro servizio ambulanze li andava a prendere per trasportarli al Policlinico Di Liegro, spesso i feriti giungevano intubati ed in condizioni critiche. Ci siamo organizzati per ricevere i feriti utilizzando tutte le nostre risorse, con la sala operatoria sempre aperta h24 con tutti i servizi diagnostici, abbiamo utilizzato la eco fast, ecografia di emergenza eseguita direttamente durante il trasporto in ambulanza per fare una prima valutazione del ferito già durante il trasferimento in ospedale. In questo periodo abbiamo trattato molti casi complessi di poli trauma, ferite, ustioni utilizzando le più moderne tecnologie. Molte volte ci sono giunti pazienti che erano stati sottoposti alle prime cure in altri Paesi come Turchia e Tunisia e poi inviati da noi in Italia per cure più specialistiche. La nostra esperienza già maturata negli anni per la traumatologica bellica è stata applicata a tantissimi casi complessi. Abbiamo utilizzato le tecniche più moderne per la chirurgia epatica, peritoniti trattate con medicazione VAC ad addome aperto, tecniche ortopediche avanzate di ricostruzione ossea. Uno dei casi più complessi è stato quello di una paziente giunto con politrauma da scoppio, per un proiettile esplosivo che era entrato nell’automezzo blindato. Il paziente presentava lacerazioni multiple dei tessuti ed ustioni estese. Abbiamo trattato il paziente per mesi con lavaggi per rimuovere i detriti di carbone e le necrosi, poi abbiamo utilizzato la VAC therapy (medicazione in aspirazione continua applicata direttamente sui tessuti o in cavità addominale) e successivamente, per coprire le estese ferite agli arti inferiori, abbiamo utilizzato degli innesti biologici di derma rigenerato che ci è stato inviato dalla Università di Pisa, ottenendo un ottimo risultato con la guarigione completa del paziente”.

Alcuni scatti della visita al sito archeologico di Leptis Magna

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da subito molti interventi estremamente complicati, come asportare con tecniche microchirurgiche un proiettile dalla colonna vertebrale senza danneggiare i nervi”.

Sopra: il Dott. Iannuzzi Mungo, insieme al Dott. Alghouj, presidente del Libyan Medical Council e al Dott. Azetuni.

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Queste missioni sanitarie si sono ripetute? “Sì, la nostra attività nel corso dei mesi si è ampliata a diverse branche specialistiche. Nel marzo 2022 ci siamo recati nella città di Misurata e con noi è venuto per la prima volta il Dr. Concetto Battiato, ortopedico traumatologo priRecentemente lei ha organizzato una mario dell’ospedale di Ascoli Piceno missione medica italiana in Libia? assieme al suo aiuto, Dr. Dimitri Mar“Nell’ ottobre 2021 il Dr. Azetuni mi seglia. La patologia ortopedica riguarda chiese di poter tornare in Libia per or- un gran numero di pazienti in particolare ganizzare degli interventi chirurgici con i feriti di guerra e da subito il nostro il coordinamento della EMSC, Emer- team ortopedico si è messo a lavoro efgency Medicine and Support Center, fettuando un gran numero di interventi. organizzazione sanitaria per l’emergenza In questa occasione fummo ricevuti dal medica del Ministero della Salute Libico, Dr. Ramadan Abu Jannah, ministro della presieduta dal Dr. Tareg Abdulsalam salute e vice primo ministo, che assieme Alhamshri. Per me è stata una bellissima al Presidente della EMSC ci ha invitato notizia, perché io mana proseguire nella nostra cavo dalla Libia da due attività sanitaria in Libia. La nostra attività anni. Da subito abbiamo Nei mesi successivi la nonel corso dei mesi fatto un programma di la- si è ampliata a diverse stra missione si è arricchita voro sia per iniziare ad branche specialistiche. di ulteriori specialità chieseguire gli interventi chirurgiche. Il Prof. Fiore Iorio, rurgici, sia per organizzare una equipe cardio chirurgo pediatra di fama monmulti-specialistica di medici italiani per diale, e il Dr. Ugo Vairo, primario carsuccessive missioni sanitarie. Abbiamo diologo pediatra, hanno accolto il nostro incontrato personalità del mondo ac- invito ad avviare la cardiochirurgia pecademico e sanitario, ho cominciato a diatrica. Il team cardio chirurgico pelavorare con i bravissimi medici dell’ diatrico ha eseguito in meno di un EMSC con un eccezionale rapporto di anno oltre 250 interventi cardiochirurgici stima e collaborazione. Il secondo viag- sui bambini e moltissime procedure gio è avvenuto nel gennaio 2022, venne endovascolari diventando in pochi mesi con me il Dr. Alessandro Rustia neuro- un punto di riferimento per la cura carchirurgo. Iniziammo subito a trattare diochirurgica e cardiologica per i bamcasi particolari. Fortunatamente abbiamo bini di tutta la Libia. Altri illustri medici avuto la possibilità di avere con noi si sono uniti al programma sanitario, materiali tecnici sofisticati per poter come il Prof. Giovanni Viceconte, che operare a dovere, che ci erano stati fu tra i primi medici a recarsi con me in consegnati dalla azienda italiana High Libia nel 2012, per l’endoscopia digestiva Thec Screw. Il Dr. Rustia ha eseguito operativa delle vie biliari, il Dr. Stefano

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Astolfi, chirurgo vertebrale che ha ef- do in occasione di una delle nostre fettuato complicatissimi interventi per missioni fui chiamato di notte per opela scoliosi, assieme al neurochirurgo rare, assieme a un team libico in un Prof. Luigi Berra. E poi il Dr. Maurizio ospedale pubblico di Tripoli, dei giovani Foresti, primario chirurgo maxillo fac- militari che erano saltati su una mina. ciale, che ha svolto molti interventi sia Il caso che mi sta particolarmente a cuore è un nostro successo a Tripoli che a Bengasi. chirurgico, che riguarda Nel mese di novembre Dal 2021 a metà un paziente di 27 anni 2022 il Dr. Guido Lanzara, del 2023 sono stati ferito all’addome due anni Direttore Sanitario del Povisitati dal team fa, durante un evento belliclinico Di Liegro è venuto italiano oltre 2520 in Libia ed ha visitato dipazienti ed eseguiti 758 lico riportando una grave lesione del lobo di sinistra verse strutture sanitarie per interventi chirurgici” del fegato. Il paziente era cominciare a considerare stato operato in urgenza gli aspetti della sicurezza clinica e management sanitario. Dal in zona di guerra con una procedura 2023, il Dr. Carlo De Biase, primario poco chiara. Nei mesi successivi aveva ortopedico del Policlinico Di Liegro iniziato a presentare una fuoriuscita di con ampia esperienza in traumatologia, bile dalla cute della parete addominale, ha partecipato a tutte le nostre missioni andando incontro numerosi episodi di chirurgiche ed ha dato un grande ulte- colangite (infezione delle vie biliari). riore contributo professionale effettuando Nel corso dei mesi le condizioni del molti interventi ortopedici di alta com- paziente peggioravano, con un quadro plessità. Nel mese di luglio 2023 la infettivo cronico ed il progressivo inpresenza del Prof. Giorgio De Toma, nalzamento dei valori della bilirubina. past president della Società Italiana di Il paziente è giunto alla nostra osservaChirurgia, ha dato un ulteriore valore zione nel mese di dicembre 2022 in condizioni critiche, itterico e con un alla chirurgia italiana in Libia. quadro di grave insufficienza epatica. In questo periodo di vostra presenza Eseguimmo una serie di esami diagnoin Libia, quindi, sono stati assistiti molti stici, che evidenziavano la presenza di una endoprotesi biliare dislocata, la pazienti? non dilatazione delle vie “Dal 2021 a metà del biliari intra epatiche. La 2023 sono stati visitati La nostra esperienza prima procedura è stata dal team italiano oltre già maturata negli anni per la quella di eseguire una en2520 pazienti ed eseguiti traumatologica doscopia retrograda bilia758 interventi chirurgibellica è stata re, effettuata dal Prof. Gioci”. applicata a tantissimi vanni Viceconte, nel corso casi complessi. della quale veniva rimossa Nell’ambito della sua spela protesi biliare che aveva cialità di chirurgia generale, può indicare qualche episodio provocato una fistola tra via biliare e duodeno e una completa ostruzione particolare? “Nel corso degli anni abbiamo visto della via biliare principale, nel tratto tanti casi interessanti patologie oncolo- superiore e della biforcazione dei dotti giche e traumi di guerra. In alcuni casi epatici. Nonostante le ripetute manovre abbiamo affrontato delle emergenze endoscopiche non fu possibile introdurre chirurgiche, come lo scorso anno, quan- una guida nelle vie biliari per poter efUNICAMILLUS AUTUNNO 2023

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ACADEMIC LIFE fettuare una dilatazione e l’inserimento del fegato ed il progressivo calo della di una nuova endo protesi. Abbiamo bilirubina, fino ai valori normali dopo allora deciso di operare il paziente in un mese, anche se permaneva la fuourgenza. Ci siamo trovati di fronte ad riuscita di circa 800 ml di bile al gioruna situazione estremamente critica. no”. Abbiamo distaccato la fistola tra la via biliare ed il duodeno. Il tentativo di su- Quindi il paziente non si è ripreso perare la chiusura delle vie biliari non completamente? andò a buon fine, per la tenacia del “Non da subito. La bile continuava a tessuto cicatriziale che non permetteva uscire dal drenaggio, ma questo ha peralcuna procedura. Pertanto, vista la cri- messo al fegato di riprendersi. Rimaneticità della situazione, optammo per un vano aperte le fistole del parenchima estremo tentativo di salvare il fegato, epatico, ma la situazione richiedeva utilizzando le due fistole che erano una nuova risoluzione chirurgica. Nel presenti. Le allargammo per consentire marzo 2023, a tre mesi dal primo intervento, il paziente viene rioperato un maggiore deflusso della bile, e troviamo le due fistole posizionando dei drenaggi del parenchima epatico in prossimità dei tramiti funzionanti, con un fistolosi, per sicurezza buon drenaggio della abbiamo lasciato albile ed una buona l’interno della via struttura del fegato, biliare principale un che si era ripreso tubo a T, nella spegrazie alla fuoriuranza che successcita della bile stessivamente fuoriusa. La superfice del scisse della bile atfegato era ricoperta traverso le normali da uno strato fibroso vie di deflusso. Fortureattivo di consistenza natamente il decorso è aumentata rispetto alla norstato buono. Per uno dei drenaggi abbiamo utilizzato una Un edificio distrutto male superfice del fegato. a Misurata Non potendo fare alcune tecnica particolare, cosìddetta procedure sulle vie biliari, drenaggio tipo Sump, che consiste nel posizionare un tubo all’in- l’unica possibilità era di poter far defluire terno un catetere più sottile, al quale è la bile nell’intestino direttamente dalle collegato un aspiratore ad azione con- fistole. L’unica possibilità era di isolare tinua, che consente l’aspirazione dei un’ansa intestinale e suturarla alle due fluidi senza danneggiare gli organi in- fistole facendo in modo che la bile poterni. La ferita addominale presentava tesse defluire nell’intestino. Pertanto ho un cedimento con fuoriuscita di modesta sezionato un tratto di intestino tenue quantità di materiale biliare, pertanto, secondo la tecnica Roux en Y, portando si applicava successivamente una me- l’ansa digiunale in prossimità del mardicazione tipo VAC therapy per circa gine del fegato, a questo punto ho ef20 giorni. Mentre il drenaggio del tubo fettuato due anastomosi separate per a T nella via biliare principale non ha ognuna delle fistole tra la superfice del mai prodotto bile. Le condizioni generali fegato e l’ansa digiunale. La sutura al del paziente miglioravano di giorno in fegato di sinistra è stata effettuata diretgiorno con la ripresa della funzionalità tamente tra ansa digiunale e superfice 8

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del fegato, mentre per l’anastomosi al Quindi è stato pubblicato? lobo destro si è reso necessario inglobare “Sì, certamente. Abbiamo inviato lo nella sutura anche un tratto del coledoco scorso maggio il case report alla prestiove era presente il tubo a T che veniva giosa rivista internazionale americana rimosso rimanendo una apertura del Journal of Surgery che lo ha sottoposto coledoco non suturabile. A questo punto al comitato editoriale internazionale. per maggiore sicurezza abbiamo chiesto Nel mese di giugno è uscita la pubblial Prof. Viceconte di introdurre una cazione”. protesi biliare nel coledoco facendola passare nella anastomosi come ulteriore Ma dopo tutta questa attività come è drenaggio di sicurezza. Il decorso post- nata la collaborazione al progetto saoperatorio ha presentato una modesta nitario in Libica con UniCamillus? perdita biliare in uno dei drenaggi che “La collaborazione scientifico formativa con UniCamillus rappresi è arrestata spontaneasenta uno degli aspetti più mente dopo una settimana. Nel corso degli importanti del programma Il paziente è tornato a casa anni abbiamo sanitario per la Libia. Nel dopo 26 giorni in condivisto tanti casi 2019 io ed il Dr. Azetuni zioni generali molto buointeressanti patologie ne. Lo scorso luglio il Prof. oncologiche e traumi , abbiamo avuto l’onore di essere ricevuti dal maViceconte ha rimosso l’endi guerra. gnifico Rettore Prof. G. doprotesi biliare, tutti i controlli strumentali e radiologici di- Profita, in quel primo incontro furono mostrano la completa ripresa funzionale buttate le basi per iniziare una collabodel fegato ed il paziente ha ripreso una razione formativa per i medici libici, organizzando dei master specialistici. vita assolutamente normale. Purtroppo, gli eventi bellici verificatisi Un intervento sicuramente molto par- tra il 2019 ed il 2021 non hanno perticolare, ma capita frequentemente di messo di proseguire nei nostri programmi. Nel frattempo, è stata avviata una effettuare questi interventi? “Il caso che abbiamo trattato è estre- convenzione tra il Policlinico Luigi Di mamente raro, le fistole del parenchima Liegro e l’UniCamillus per consentire agli studenti di UniCamilepatico sono una rara conlus provenienti da tutto il seguenza dei traumi epaLa collaborazione mondo di svolgere i tirotici e la tecnica che abscientifico formativa cini specialistici pre laura. biamo utilizzato è stata con Unicamillus Al termine del conflitto la descritta per la prima volta rappresenta uno necessità di offrire una da un chirurgo russo negli degli aspetti più formazione specialistica anni Sessanta. Successiimportanti del ai medici libici con master vamente sono stati riportati programma sanitario dedicati era di nuovo molin letteratura meno di dito sentita. L’EMSC ha riciotto casi in cinquanta anni. Da una revisione della letteratura chiesto specificatamente di poter avviare nessun caso in precedenza ha trattato un master biennale per approfondire due fistole epatiche con doppia ana- tutti gli aspetti medici e chirurgici del stomosi su un’ansa intestinale. Pertanto, trauma. Il Magnifico Rettore ha dato la il nostro intervento è il primo caso al disponibilità per avviare il master che è stato inaugurato nella città di Tripoli mondo descritto in letteratura. UNICAMILLUS AUTUNNO 2023

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Veduta del teatro romano e delle rovine di Leptis Magna.

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ACADEMIC LIFE

Il Policlinico Di Liegro.

dal Prof. Profita stesso il 15 luglio 2023. La grande disponibilità da parte del Rettore a recarsi in Libia ha dato particolare risalto ed importanza al progetto formativo. Nel corso della cerimonia inaugurale che si è tenuta nella sala congressi dell’Hotel Radisson Blu di Tripoli alla presenza di oltre trecento persone, il Ministro della Salute Libico ha ringraziato il rettore e la Università UniCamillus per aver avviato il primo master universitario in Libia in lingua inglese con titolo accademico europeo. Il presidente dell’EMSC, Dr. Tareg Alhamshri, ha evidenziato quando è importante per i medici che si occupano di emergenza per la loro organizzazione poter avere una preparazione secondo gli standard e linee guida internazionali. Alla cerimonia inaugurale erano presenti anche i rappresentanti dell’Ambasciata d’Italia in Libia. Il Dr. Guido Lanzara, Direttore Sanitario del Policlinico Di Liegro, ha evidenziato come il Policlinico

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da lui diretto sia lieto di contribuire a questo percorso formativo dei medici libici, come partner clinico dell’Università UniCamillus”. Il master in traumatologia come è stato strutturato? “Il master ha una durata biennale, una parte delle lezioni saranno effettuate in presenza, mensilmente, dai medici italiani che si recano in Libia per le missioni sanitarie. In parte le lezioni saranno effettuate on line dal Policlinico Di Liegro, per una settimana ogni mese. I docenti del master saranno tra i maggiori esperti di traumatologia nel campo chirurgico, ortopedico, clinico ed anestesiologico. Il master è presieduto dal Prof. Giorgio De Toma, mentre il direttore scientifico è il Prof. Giovanni Viceconte. Già dalle prime lezione del master abbiamo avuto la possibilità di apprezzare l’interesse e la puntuale partecipazione dei medici libici”.


Lei pensa che ci saranno ulteriori possibilità di ampliare l’offerta formativa di Unicamillus per la Libia? “I medici libici sono ottimi professionisti e sicuramente hanno grande interesse nel poter ampliare le loro conoscenze, grazie all’offerta formativa che può dare una importante università come UniCamillus. Nel corso della visita del Rettore in Libia vi è stato, a latere della cerimonia inaugurale, un incontro con il Ministro della Salute, che ha esplicitamente invitato UniCamillus a proseguire nei programmi di formazione medica in Libia. Il giorno successivo si è svolta una tavola rotonda con la commissione per la formazione sanitaria nazionale per avviare un programma per master futuri e collaborazioni ac-

cademiche. Auspichiamo quindi che nei programmi futuri l’Università Medica Internazionale di Roma possa aprire una sede in Libia, al fine di consentire anche agli studenti di medicina di avvalersi della formazione medica offerta da UniCamillus. Mi auguro che questa visita del Rettore in Libia sia la prima di ulteriori presenze future finalizzate a rinforzare i rapporti di studio ed accademici tra l’Italia e la Libia. Avere il Rettore in Libia per tutto il team italiano è stato un grande onore e con grande piacere abbiamo potuto mostrare al Rettore alcuni aspetti storici della Libia come la visita alla città archeologica di Leptis Magna dove nacque l’imperatore romano Settimio Severo e l’arco di Marco Aurelio a Tripoli.

L’equipe del Professor Mungo.

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Foto di gruppo, dopo la firma del protocollo d’intesa. Da sinistra: il Sen. Viceconte; il Prof. Mungo; l’addetto commerciale economico dell’ambasciata italiana in Libia, Giacomo Grandesso; il Dott. Guido Lanzara, Direttore Sanitario del Policlinico Di Liegro; Il Professor Giorgio De Toma, presidente del master in traumatologia; il Presidente di EMSC, Tareg Abdulsalam Alhamshri; il Rettore di UniCamillus, G. Profita.

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ACADEMIC “Studenti per la Ricerca”: così i docenti avvicinano gli studenti LIFE didi UniCamillus Medicina alla ricerca scientifica Informa Studenti

La Professoressa Tavazzi è docente di Biochimica nei Corsi di Laurea di UniCamillus in Medicina e Chirurgia, Scienze della Nutrizione Umana e Infermieristica. Il Professor Piero Cascone è Medico Chirurgo, Specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale e Direttore del Master di Primo livello di UniCamillus in Riabilitazione Maxillo-Facciale. Insieme sono promotori del progetto dell’Università Medica Internazionale di Roma “Studenti per la Ricerca”.

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hi ha detto che la ricerca debba essere presa in considerazione da un medico solo dopo la specializzazione? InUniCamillus è partito a giugno 2023 un nuovo progetto per introdurre gli studenti di medicina ai progetti di ricerca, cominciando già dal secondo e terzo anno del ciclo di studi. L’iniziativa si chiama proprio “Studenti per la ricerca” ed è nata grazie all’idea del Professor Piero Cascone, Ordinario di Chirurgia Maxillo-Facciale presso l’Università Medica Internazionale di Roma, che ha coinvolto la Professoressa Barbara Tavazzi, docente di Biochimica presso lo stesso Ateneo romano. “Un progetto importante - ha spiegato proprio la Professoressa Tavazzi, in una recente intervista pubblicata su informazione.it - soprattutto perché per molto tempo l’ambito della ricerca è stato pensato solo per i laureati in campo come Scienze Biologiche, Biotecnologie o Scienze Chimiche. Per l’ambito medico invece la ricerca generalmente è presa in considerazione solo dopo la specializzazione postlaurea. Grazie a questo progetto vogliamo invertire la tendenza e introdurre sempre più studenti di Medicina,

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già dal secondo e terzo anno universitario, verso progetti di ricerca. Puntiamo a far capire prima di tutto cosa voglia dire fare una ricerca scientifica attraverso una frequentazione attiva e guidata dei laboratori. Il tutto compatibilmente con quelli che sono i loro impegni primari, con le lezioni e lo svolgimento dei tirocini clinici diventati oramai professionalizzanti”. “Studenti per la Ricerca” promuove il coinvolgimento degli studenti in tutte le forme della ricerca. Per questo nel realizzare questa iniziativa è stato creato anche un network nel quale studenti e docenti possono mantenersi in stretto contatto tra loro e collaborare per arrivare a pubblicare insieme articoli scientifici. UniCamillus è un apripista in Italia riguardo questo approccio. All’estero invece non è raro trovare neo-medici che vantino nel proprio curriculum non solo una preparazione tecnica e pratica, ma anche pubblicazioni in altre materie collaterali e collegate all’arte medica. Con questo progetto si punta allora a colmare tale gap, a vantaggio sia di chi, una volta terminati gli studi, intenda proseguire la propria carriera fuori dall’Italia, sia di chi in-


vece, pur rimanendo nel nostro paese, voglia sviluppare la propria professione anche al di fuori delle corsie di ospedale. Il primo obiettivo delle attività che svolgono gli studenti che partecipano a questo progetto è quello di apprendere le basi in termini di ricerca, su come utilizzare le banche dati e scrivere quindi un articolo scientifico di ricerca o come impostare nuovi protocolli. “Tutto ciò - prosegue ancora la Professoressa Tavazzi - consente agli studenti di avvicinarsi all’interpretazione critica delle applicazioni della ricerca e dei concetti teorici che crofoni di informazione.it, che “[...] attraverso questo progetto ci viene spiegato il significato della ricerca scientifica, come essa si realizza, dove è corretto cercare le fonti, come assicurarsi che esse siano veritiere, come riportare i dati, come scrivere un articolo scientifico e molto altro. Per me è un’esperienza bellissima, oltre che utile e di fondamentale importanza. Ringrazio il Professor Cascone e gli altri docenti per questa importante iniziativa per noi giovani”.

Nelle foto: in alto, la Professoressa Barbara Tavazzi,; al centro, la studentessa di Medicina Martina Longo; in basso, il Professor Piero Cascone.

si affrontano durante i corsi di insegnamento, aumentando così l’efficienza del profilo di preparazione da loro ricevuta”. E da parte dei diretti interessati ci sono già i primi feedback positivi sulle attività svolte. Martina Longo, studentessa di UniCamillus al secondo anno del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, vuole diventare un medico con esperienze e competenze multidisciplinari. Grazie al Progetto “Studenti per la ricerca”, guidata dal Professor Cascone, presenterà quest’anno un importante progetto all’università di Vancouver. Lei stessa ha raccontato, sempre ai miUNICAMILLUS AUTUNNO 2023 17


I nuovi laboratori di UniCamillus, presso la sede UniLabs, dotati di tecnologie ed attrezzature di ultima generazione in cui gli studenti possono affinare le proprie abilità pratiche e apprendere metodologie di ricerca avanzate, guidati da docenti e professionisti esperti.

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NANOTECNOLOGIE: CHE COS’È LA MEDICINA SU SCALA NANOMETRICA di Pino Donghi e Gianfranco Peluso Il Dottor Donghi è semiologo, si occupa di Comunicazione della Scienza e Progettazione Culturale Il Professor Peluso è docente di Alimentazione e Promozione della Salute presso UniCamillus, nel Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana

L’

acronimo è KET, key enabling technology. La Commissione europea definisce le tecnologie abilitanti come tecnologie “ad alta intensità di conoscenza e associate ad elevata intensità di Ricerca & Sviluppo, a cicli d’innovazione rapidi, a consistenti spese di investimento e a posti di lavoro altamente qualificati. Rendono possibile l’innovazione nei processi, nei beni e nei servizi in tutti i settori e hanno quindi rilevanza sistemica. Sono multidisciplinari, interessano tecnologie tra le più varie e tendono a convergere e a integrarsi.”. E nel mondo della KET, le scienze che studiano l’infinitamente piccolo, le cosiddette nanotecnologie, sono tra le più innovative e interessanti, promettendo sviluppi di cui solo oggi cominciamo a comprendere il valore. Ma andiamo per ordine, diamo un nome alle cose. Chi ha posto le premesse teoriche sulle nanotecnologie è stato il premio Nobel Richard P. Feynman nel corso della sua famosa conferenza “There’s Plenty of Room at the Bottom “, presso il California Institute of Technology nel 1959 in cui prendendo spunto dalla materia vivente descrisse l’infinitamente piccolo: “A biological system can be exceedingly small. Many of the cells are very tiny, but they are very active; they maPino Donghi nufacture various substances;

they walk around; they wiggle; and they do all kinds of marvellous things – all on the very small scale. Also they store information”. Il termine “nanotecnologia” venne però coniato negli anni ‘80 dall’ingegnere Kim Eric Drexler, ricercatore presso l’Institute for Molecular Manufacturing a Gianfranco Peluso Palo Alto, che ipotizzò come l’utilizzo della nano-dimensione avrebbe permesso applicazioni rivoluzionarie in molti ambiti, dalla chimica alla medicina, fino all’informatica. Per nanotecnologia si deve quindi intendere quel settore scientifico devoto alla comprensione, osservazione e controllo della materia su scala nanometrica. Potremmo anche definire le nanotecnologie come l’insieme di metodi e tecniche per la manipolazione della materia su scala atomica e molecolare, con l’obiettivo di sintetizzare prodotti con speciali e superiori caratteristiche chimico-fisiche. Il mondo “nano” è quello dell’estremamente piccolo. Quanto? 10 -9, se si parla tra matematici: per noi che non lo siamo, servono metafore e proporzioni. Già dire “un miliardesimo di metro” aiuta a capire: prendere un metro da sartoria e dividerlo in un miliardo di parti uguali… viene piccolo! Tanto quanto prendere un millimetro, che a occhio nudo si vede, e dividerlo “solo” un milione di volte: più difficile da vedere, in effetti. UNICAMILLUS AUTUNNO 2023 21


Nanoparticelle lipidiche.

Un nano metro è la milionesima parte di stessa e non dalla struttura del solido. un millimetro: chi è abituato a spaccare il Con l’avvento delle nanotecnologie, duncapello in quattro, per dire, è un rozzo que, hanno fatto la loro comparsa materiali grossolano che ama i compiti facili. Un dalle proprietà ottiche, meccaniche, eletesercizio che potrebbe più facilmente far triche, magnetiche, catalitiche e idrofobe comprendere questo mondo dell’infinita- inedite (non presenti nelle loro forme namente piccolo, considerando il rapporto turali), che hanno aperto nuovi scenari tra un nanometro e un metro, è prendere nei settori della chimica e della medicina il diametro della terra e moltiplicarlo per per le possibili applicazioni che ne deriil fattore 10 alla -9. Et voilà! L’orbe terrac- vano. Dove? Dopo il quanto, ecco un’altra queo ha ora un ordine di grandezza pari legittima domanda, un’altra necessaria finestra cui affacciarsi, così a quello di una pallina da da capire di più e meglio i tennis. Non è solo una queIl comportamento campi di applicazione delle stione di dimensioni: il mone le proprietà dei nanotecnologie. Prendiamo do nanotech, nel ridurre la nanomateriali non un esempio che sembregrandezza è in grado di dipendono solo dalla rebbe al margine, periferico cambiare le caratteristiche dei materiali tanto da creare loro composizione, ma rispetto ai grandi avanzamateriali dalle proprietà ine- anche da dimensione, menti della ricerca scientidite. Tutto cambia perché a forma stato e rapporto fica. Prendiamo l’oro. L’oro, superficie/volume. nella sua forma originaria, quella dimensione i matepresenta il classico colore riali cambiano radicalmente le loro caratteristiche fisico-chimiche. Ma giallo, mentre, in base alla loro dimensione, perché la semplice riduzione di dimensione le nanoparticelle d’oro possono apparire può portare modifiche così significative? rosse (10-20 nm) o viola (>20 nm). Ebbene Le proprietà dei nanomateriali differiscono queste peculiarità che sembrano poter drammaticamente rispetto allo stesso ma- essere applicabili solo conoscendo i principi teriale da cui derivano perché il compor- delle nanotecnologie erano invece ben tamento e le proprietà dei nanomateriali note agli artigiani di epoca romana nella non dipendono esclusivamente dalla loro produzione di vetri dicroici. Gli scienziati composizione ma anche dalla loro di- hanno impiegato quasi mezzo secolo per mensione, forma (cilindrica, sferica, ecc.), scoprire l’enigma che permetteva alla stato (particelle libere, o aggregate) e rap- coppa di Licurgo, un manufatto in vetro porto superficie/volume. Ad esempio, nei risalente al IV secolo e conservato al nanomateriali la ratio tra area delle super- British Museum di Londra, di apparire di ficie e volume della nanoparticella è mag- colore verde se illuminato frontalmente, giore rispetto all’equivalente particella di e di colore rosso se illuminato posteriordimensioni non nanometriche per cui le mente. Era proprio la presenza di nanoproprietà fisiche e chimiche sono deter- particelle d’oro disperse nel vetro quello minate dalle caratteristiche della superficie che permetteva alla coppa, illuminata

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adeguatamente, di mostrare un colore di- di alcuni materiali (specialmente polimeri verso. Questo fenomeno prende il nome di sintesi nanostrutturati). L’idrofobia di di “dicroismo”(dal greco δίχροος «di un materiale è definita in base all’angolo due colori») ed è dovuto ad un effetto di che una goccia d’acqua forma sulla sua risonanza dato dall’interazione tra la strut- superficie che deve essere superiore a tura elettronica esterna della nanoparticella 90°. Alcuni nanomateriali naturali o di e una determinata lunghezza d’onda della sintesi hanno qualità superidrofobe per luce (la cosiddetta risonanza plasmonica cui una goccia d’acqua forma un angolo di superficie). Queste peculiari interazioni di oltre 150°. I materiali superidrofobi, luce-materia sono alla base delle numerose che si ispirano alle proprietà idrorepellenti delle foglie di loto, sono applicazioni delle nanoparutilizzati per le loro proprietà ticelle di oro in diversi campi I materiali antivegetative, autopulenti, quali quello astronautico, superidrofobi, sono anticorrosione e antimicrodove la NASA, prendendosi utilizzati per le loro biche nelle piattaforme miarbitrariamente il merito proprietà crofluidiche per applicazioni dell’invenzione, ha prodotto antimicrobiche nelle biomediche. E pensare che vetri dicroici come filtro piattaforme questi materiali erano stati contro le radiazioni nocive microfluidiche per concepiti inizialmente per della luce solare, sia per applicazioni la fabbricazione di costumi preservare la vista dei cobiomediche. da bagno in grado di ridurre smonauti che per proteggere l’attrito dell’acqua del 24% i sensori delle navicelle spaziali. Laddove le nanoparticelle d’oro rispetto ai costumi tradizionali, permettendo stanno dimostrando la maggiore poten- nel solo 2008 (anno di commercializzazialità di applicazione è nel campo della zione di questi supercostumi) che fossero medicina (nanomedicina), considerati i infranti ben 18 record mondiali durante il promettenti risultati sul loro utilizzo come Campionato Mondiale in vasca corta di agenti di contrasto per imaging (es. tomo- Manchester. Un miracolo! E infatti, i grafia assiale computerizzata, TAC), come risultati erano miracolosi. Troppo. Morale: trasportatori di farmaci, e come prodotti in questo caso, fine dell’esperimento, coanticancro. Nella terapia fototermica l’im- stumi ritirati, poi successivamente riammessi piego delle nanoparticelle d’oro è parti- ma con significative modifiche per evitare colarmente vantaggioso perché sfrutta la che incidessero troppo sulla performance capacità delle nanoparticelle di accumularsi dell’atleta. Il doping può essere anche in modo preferenziale nel sito tumorale e tecnologico. E che dire delle straordinarie di determinare ipertermia se sottoposte a proprietà meccaniche dei nanotubi di stimoli fisici quali laser o ultrasuoni. Ma carbonio che proprio per queste proprietà non c’è solo l’oro o le nanoparticelle sono tra i materiali più forti esistenti in nainorganiche, ovviamente. Guardiamo, ad tura. Di questo se ne erano accorti i esempio, alle proprietà iper-idrofobiche Crociati durante le guerre sante contro i

Gara di nuoto dove i nuotatori indossano i cosiddetti “supercostumi”.

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Nanoparticelle polimeriche trasportano principi attivi di un farmaco nel sangue.

Musulmani quando ebbero a che fare fronte di un peso 6 volte inferiore), è abbicon le sciabole utilizzate dagli infedeli. nata ad una resilienza unica: i nanotubi si L’acciaio delle lame di Damasco aveva piegano reversibilmente piuttosto che dicaratteristiche non riscontrabili negli acciai storcersi o rompersi. Queste caratteristiche europei che conferiva proprietà meccaniche dipendono dai legami covalenti che si ineccezionali abbinate ad un filo estrema- staurano tra i vari atomi di carbonio che mente tagliente e ad una leggerezza leg- compongono il nanotubo che risultano gendaria. Di recente è stato pubblicato essere tra i più forti in natura. È ovvio che sulla prestigiosa rivista Nature che era la i nanotubi siano stati utilizzati per diverse applicazioni in campo biopresenza di nanotubi di carbonio e nanofilamenti di Le nanoparticelle solide medico, come vettori di molecole bioattive, o di mezzo cementite nell’acciaio utilipidiche e quelle lizzato per la produzione polimeriche sono state di contrasto o come sensori biologici, proprio grazie alle delle sciabole che conferiva proposte come sistemi loro peculiari caratteristiche insolite proprietà meccaninanotecnologici ottiche, meccaniche ed eletche a queste armi di guerra. biocompatibili per la troniche. Nell’ambito delI nanotubi sono strutture tubolari aventi un diametro veicolazione di un gran l’ingegneria dei tessuti la rinumero di molecole cerca attuale si muove verso compreso tra pochi nanobioattive. l’utilizzo dei nanotubi di metri a qualche decina di carbonio per la ricostruzione nanometri, caratterizzati da forme estremamente eterogenee come ad di interconnessioni neurali, muscolari ed esempio le nanocorde, i nanofili, le nano- ossee. Le nanoparticelle solide lipidiche e molle. Sebbene i nanotubi possano essere le nanoparticelle polimeriche sono state prodotti utilizzando materiali differenti per recentemente proposte come sistemi nacaratteristiche chimico-fisiche, come ad notecnologici biocompatibili e biodegraesempio il carbonio, il molibdeno, o il dabili per la veicolazione di un gran solfuro di tungsteno, i nanotubi più studiati numero di molecole bioattive. Vero è che sono quelli di carbonio, in quanto questo siamo ancora ai primordi, ma con i nanoelemento è caratterizzato, fra l’altro, da cargo che possiamo progettare e che, vale elevata biocompatibilità. I nanotubi di la pena sottolineare, sono strutture assolucarbonio consistono unicamente di atomi tamente compatibili con la vita dell’uomo, di carbonio disposti su di un singolo foglio possiamo risolvere uno dei più grandi di grafite avvolto attorno ad un asse cilin- problemi che si è presentato a livello teradrico. I nanotubi possono essere a parete peutico: quante molecole innovative, assingola e a parte multipla, in cui sono pre- solutamente attive e potenzialmente assai senti tubi di diametro minore all’interno efficaci, abbiamo dovuto abbandonare di nanotubi di maggiori dimensioni. L’ec- perché non erano assorbibili? Attraverso cezionale resistenza alla trazione per i le nano-strutture, oggi, e nel futuro sempre singoli nanotubi, (più di cento volte il di più, saranno invece rese biodisponibili. valore che caratterizza l’acciaio ma a Abbiamo lo shuttle, l’equipaggio lo ave-

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vamo già ma era rimasto a terra: ora può viaggiare indisturbato nel corpo umano. Inoltre, al fine di ottenere nanoparticelle polimeriche adatte per la veicolazione a un determinato organo è possibile modificarne la superficie, (la cosiddetta funzionalizzazione delle nanoparticelle), alterandone la biodistribuzione e permettendo che si accumulino nel tessuto bersaglio. Grazie all’inclusione di fluorofori nelle nanoparticelle, è possibile valutarne la biodistribuzione, attraverso la tomografia molecolare (imaging) in fluorescenza. Ma si possono fare anche cose che prima non erano concepibili. Oggi - e, ribadiamo, sempre di più d’ora in poi - potremo utilizzare delle “pillole nano-sensori” in grado

di veicolare e ricevere messaggi, di “interrogare” un distretto biologico ottenendo risposta: risposte - al plurale - informazioni, avvertimenti, “warnings”! Tramite i nanosensori si potrà mappare un’area del nostro organismo, condensare informazioni, e capire cosa c’è che non va e che deve essere “curato”. Che ad alcuni grandi problemi della medicina, oggi si possa rispondere con infinitamente piccole risposte tecnologicamente super avanzate, è una di quelle “rime” invertite che solo la straordinaria immaginazione della ricerca scientifica può concepire. Quando diciamo di sentirci infinitamente piccoli di fronte all’immensità dell’Universo…chissà che non sia per il nostro bene!

NANOTECHNOLOGIES: WHAT IS NANOMEDICINE By Pino Donghi and Gianfranco Peluso Pino Donghi is a semioticist specialised in Science Communication and Cultural Design. Professor Gianfranco Peluso is a UniCamillus lecturer in Nutrition and Health Promotion

Nanotechnologies are part of Key Enabling Technology (KET). The European Commission defines enabling technologies as “high-knowledge intensity technologies associated with high research and development intensity, fast innovation cycles, substantial investment expenditures and highly qualified job positions. They make possible the innovation of processes, goods and services across all sectors and for this reason they have systemic relevance. They have a multidisciplinary connotation while involving a wide range of technologies and tending to converge and integrate”. In this context, nanotechnologies are among the most innovative and exciting showing advances which we are only now beginning to understand. Nanotechnology can be seen as the scientific field dedicated to studying matter at the nanoscopic level. We could also define nanotechnologies as that set of methods and techniques for manipulating matter at the atomic and molecular level, with the goal of synthesising products with special superior chemical and physical characteristics. The nano world is the realm of the extremely small (something like 10-9 in mathematical jargon). A nanometre is one millionth of a millimeter. By reducing size so significantly, the characteristics of materials can be altered to the extent of creating new materials with unprecedented properties. With the rise of nanotechnologies, new materials have emerged and opened up to new possibilities in medicine. Gold nanoparticles, for example, have shown great potential as contrast agents in imaging (such as CT scans) and as anticancer agents. In photothermal therapy, the use of gold nanoparticles is particularly useful as it exploits their ability to preferentially accumulate at the tumour site and induce hyperthermia when exposed to physical stimuli such as laser or ultrasound. However, it is not just gold or inorganic nanoparticles. Superhydrophobic materials are also under study, inspired by the water-repellent properties of lotus leaves which are used for their anti-fouling, self-cleaning, anticorrosive and antimicrobial properties in microfluidic platforms for biomedical applications. Regarding tissue engineering, current research is moving towards the use of carbon nanotubes for the reconstruction of neural muscular and osseous interconnections. Nanotubes are tubular structures with a diameter ranging between a few nanometres to several tens of nanometres, characterised by extremely heterogenous shapes. They have exceptional tensile strength (more than a hundred times that of steel but six times lighter) and unique resilience. There are also solid lipid nanoparticles and polymeric nanoparticles used as biocompatible and biodegradable systems for the delivery of a large number of bioactive molecules. It is important to stress the fact that these structures are completely compatible with human life. For this reason, thanks to nanotechnologies, we can solve one of the biggest therapeutic challenges: how many innovative, highly active and potentially very effective molecules have we had to abandon so far because they were not absorbable? Through nanostructures, starting today and increasingly in the future, they will become bioavailable. UNICAMILLUS AUTUNNO 2023 25


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TERAPIE GENICHE E EDITING DEL GENOMA: COME FUNZIONANO E QUALI BENEFICI COMPORTANO di Carmen Mortellaro Professoressa di UniCamillus, Responsabile dell’Unità di Medicina Rigenerativa e Ingegneria dei Tessuti

L

a terapia genica, campo in cui a livello internazionale l’Italia occupa una posizione di assoluto rilievo, è considerata la più rivoluzionaria tra le terapie innovative e di precisione. Si fonda sull’idea visionaria di sconfiggere la malattia minando le sue basi genetiche, attraverso la possibilità di fornire alla cellula la copia corretta e funzionante di un gene difettoso. Entriamo nell’area della biomedicina, caratterizzata dalle terapie avanzate, riconosciute come ATMP (Advanced Therapy Medicinal Product), trattamenti o farmaci di nuova generazione che non si basano su molecole prodotte tradizionalmente per sintesi chimica, ma su DNA o RNA, cellule e tessuti, e che utilizzano tecnologie assai promettenti, messe in campo per contrastare gravi patologie che hanno possibilità di cura limitate o assenti. I geni vengono così usati in clinica come veri e propri farmaci e vengono introdotti all’interno della cellula umana per trattare alcune malattie rare e numerose altre patologie, dai tumori alle malattie infettive e alcune malattie cardiovascolari. Molti studi hanno dimostrato che la terapia genica funziona meglio quando è coinvolto un solo gene , ma le malattie monogeniche sono rare. Le malattie poligeniche sono invece soggette all’influenza di molte varianti genetiche e fattori ambientali e per questo, pur essendo più comuni, risultano più difficili da trattare e richiedono ulteriori sperimentazioni. La terapia genica è inoltre molto articolata e necessita di tempi lunghi per la sua realizzazione. I vari passaggi richiedono in sintesi: l’identificazione del difetto genico, l’applicazione di tecniche di ingegneria genetica per produrre il gene sano, il trasferimento della copia corretta del gene, la validazione della procedura in fase preclinica (laboratorio e modello animale)

ed infine studi clinici controllati sui pazienti. Grazie alle tecniche sviluppate a partire dal Progetto Genoma Umano, completato nel 2003, l’identificazione del difetto è il passaggio su cui, nel tempo, abbiamo acquisito maggiore esperienza ed il più accessibile dal punto di vista economico. Il passaggio tecnologicamente più difficile e impegnativo della terapia genica, riguarda invece il trasferimento della copia corretta del gene all’interno della cellula del paziente, per l’avvio del processo di trascrizione e traduzione. La terapia genica può essere somministrata: in vivo, cioè con il gene terapeutico che viene iniettato direttamente nell’organismo del paziente per via locale nell’organo bersaglio o per via sistemica nel torrente ematico; ex vivo, con la correzione del difetto che avviene quindi fuori dall’organismo del paziente, prelevando le cellule bersaglio che vengono modificate geneticamente e reintrodotte nello stesso. I VETTORI Per veicolare il gene terapeutico all’interno delle cellule o dell’organismo serve un mezzo di trasporto sicuro ed efficace. In molti casi si tratta di virus, che vengono manipolati ad arte, ingegnerizzati, spogliati del loro contenuto e resi innocui, incapaci di replicarsi, ma capaci di ospitare e trasportare il DNA di scopo fino alla cellula bersaglio, per la consegna delle informazioni genetiche acquisite. Alcuni virus utilizzati per la terapia genica, per esempio i retrovirus, integrano il proprio materiale genetico in quello della cellula umana. Altri, come gli adenovirus, si comportano da meri traghettatori, consegnando il proprio DNA nel nucleo della cellula, ma senza integrarlo con quello umano e senza obbligare la cellula acquisita alla produzione di nuovi UNICAMILLUS AUTUNNO 2023 27


virus. Tra i virus più impiegati per costruire B e il linfoma diffuso a grandi cellule B, vettori sono i lentivirus e gli adeno- Zynteglo per la beta talassemia, Skysona associati (AAV), ci sono i vettori lentivirali per l’adrenoleucodistrofia e Abecma per il (VL), che derivano da virus provenienti mieloma multiplo. dalla famiglia dei lentivirus (virus a lenta replicazione) derivati da HIV-1, retrovirus I VIRUS ADENOASSOCIATI (AAV): LIMITI o virus della dell’immunoQuesta strategia vettoriale non deficienza umana, responsaè particolarmente efficace perbile dell’AIDS. Del virus oriché il sistema immunitario può ginale i vettori lentivirali mandistruggere gli AAV riconoscentengono la predisposizione doli come virus patogeni. Si ad integrarsi in modo efficace stima, infatti, che circa il 50nel genoma dell’ospite, ga70% della popolazione porantendo sia un’espressione trebbe essere già entrato in conduratura del gene terapeutico, tatto con varianti di AVV o sia la trasmissione alle evenadenovirus presenti in natura e tuali cellule figlie nel caso di avere così sviluppato gli antiun organismo o un tessuto in corpi e una forma di immunità. crescita. Altrettanto rilevante Può succedere che la risposta è anche l’impiego dei vettori immunitaria distrugga il virus, Carmen Mortellaro virali adeno-associati (AAV), rendendo inefficace la terapia, che derivano invece da piccoli virus non ma può causare anche gravi effetti collaterali. patogeni per l’uomo (parvovirus), partico- Il genetista George Church, dell’Università larmente sicuri, che raramente provocano di Harvard, ha messo a punto nuove tecniche infiammazione. Ne esistono camuffando il genoma virale: molte varianti, sia naturali per nasconderlo alla vista del sia artificiali, ognuna delle La terapia genica può sistema immunitario ha atquali con un tropismo pre- comportare dei rischi. I taccato al genoma dei framferenziale verso un particomenti di DNA umano. Lo dubbi sulla sicurezza lare organo: è possibile quinstesso Church ha poi perfedei trattamenti sono di indirizzarli dove si vuole zionato un sistema di intellisempre presi in far esprimere al meglio la genza artificiale per generare considerazione dai loro capacità terapeutica varianti di AAV che non pro(fegato, cuore, muscolo, comitati di esperti che vocano la tanto temuta risposta ne autorizzano l’uso. ecc). È su questo tipo di vetimmunitaria. Gli studi sono tori che si basa la prima testati pubblicati rispettivamente rapia genica approvata per la distrofia ere- sulle riviste Science of Translational Medicine ditaria della vista. A differenza dei vettori e Nature Biotechnology. lentivirali, una volta entrati in una cellula, di rado si integrano nel DNA, rimanendo RISCHI CLINICI E APPLICAZIONI nel nucleo come elementi genetici indi- Come tutti i trattamenti anche la terapia pendenti. genica può comportare dei rischi. Può succedere infatti che il sistema immunitario riconosca come estranea la particella virale FARMACI E VETTORI DERIVATI DA HIV I vettori virali utilizzati per il trasferimento introdotta, rendendola inefficace; oppure di geni terapeutici derivati dal virus HIV, che il vettore virale, quindi anche il gene sono al secondo posto dopo quelli di tipo traghettatore, si inserisca nella cellula o AAV (adeno-associati) e rappresentano circa nella posizione sbagliata causando camun terzo del totale. Dai dati forniti dall’Os- biamenti potenzialmente pericolosi. Per servatorio Terapie Avanzate, delle 12 terapie questo motivo la ricerca punta a sviluppare geniche che hanno finora ottenuto l’auto- nuovi sistemi di veicolazione genica più rizzazione in Europa, cinque si basano su sicuri ed efficaci nanoparticellari non virali. questo tipo di vettori: Libmeldy, indicato Questi dubbi legati alle tante questioni tecper il trattamento di bambini affetti da leu- niche che determinano la sicurezza dei codistrofia metacromatica (MLD), Kymriah trattamenti, sono sempre presi in consideper la leucemia linfoblastica acuta a cellule razione dai comitati di esperti incaricati di 28 UNICAMILLUS AUTUNNO 2023


approvare o respingere l’uso di una nuova del comitato del Nobel, “grazie a tale struterapia genica. Oggi la terapia genica è es- mento è stato possibile sviluppare colture senzialmente centrata su immunodeficienze resistenti alle muffe, ai pesticidi e alla siccità. primarie, malattie neurodegenerative (incluso In medicina sono in corso sperimentazioni Parkinson, Huntington e Alzheimer), malattie con nuove terapie contro i tumori e il sogno metaboliche, tumori solidi ed ematologici, di poter curare malattie genetiche ereditarie malattie autoimmuni e patologie del sistema sta diventando sempre più reale”. A CRISPR neuromuscolare. Hanno ricevuto, tra gli sono associati i geni Cas (CRISPR associated), altri, il parere positivo all’immissione in da cui deriva la dicitura Crispr-Cas9, che codificano enzimi capaci di commercio dell’EMA in base tagliare il DNA non in modo al Regolamento CE In medicina sono in casuale, ma in un punto pren.1394/2007 Abecma (idecabtagene vicleucel), farmaco corso sperimentazioni ciso, grazie alla presenza di con nuove terapie un RNA guida. Il sistema genico per il trattamento di contro i tumori e il CRISPR si basa sulla combiadulti con mieloma multiplo sogno di poter curare nazione di due elementi: un recidivante e refrattario, e enzima Cas, che agisce come Skysona (elivaldogene automalattie genetiche un super coltellino molecolare temcel), per il trattamento ereditarie sta ad altissima precisione, e un dell’adrenoleucodistrofia cediventando sempre RNA guida, che si appaia al rebrale precoce. più reale. DNA del virus per indicare a Cas il punto in cui tagliare. IL GENOME EDITING Nel 2012 la scoperta del sistema Crispr Come nel caso della terapia genica, anche (acronimo di “Clustered Regularly Interspaced la strategia di editing basata su CRISPR può Short Palindromic Repeats”, ovvero sequenze essere somministrata in vivo o ex vivo. Ad geniche che si ripetono a intervalli regolari), oggi la ricerca nell’ambito dell’editing geoltre a creare una vera rivoluzione, ha nomico spazia dalle malattie genetiche, in messo in secondo piano i sistemi di editing particolar modo quelle rare (come la distrofia denominati nucleasi a dita zinco (zinc- muscolare di Duchenne, la beta-talassemia finger nucleases), meganucleasi e TALEN, e la fibrosi cistica), ai tumori, alle malattie che erano stati utilizzati fino ad allora dai neurologiche (Alzheimer e Parkinson), fino ricercatori di tutto il mondo. CRISPR rende alle malattie infettive (HIV). Il già citato gepossibile riscrivere il DNA di cui è costituito netista di Harvard George Church, prevede il genoma di tutti gli organismi viventi, di- addirittura la possibilità, con questa tecnica, mostrando potenzialità e una versatilità di riportare in vita animali estinti. Si sta cerfino a quel momento inimmaginabili. Con cando anche di contrastare la malaria, moquesta tecnica facile da utilizzare, veloce dificando geneticamente le zanzare che ed economica, qualunque tipo di cellula veicolano l’infezione. La scoperta della tecvegetale, animale, inclusa quella umana, nica CRISPR-CAS, chiamata del taglia e può essere modificata geneticamente. La cuci, deriva dallo studio dello Streptococcus pyogenes, e dall’uso del batcorrezione può avvenire anterio per difendersi dai virus. che per un singolo errore, e Il team dell’Ospedale Replicando, riprogrammando ovunque nel genoma. Una pediatrico Bambin e semplificando, il sistema rivoluzione che ha portato le sue scopritrici, nonché au- Gesù, guidato dal Prof. nel 2012 si è affermato come trici del famoso studio pub- Locatelli, ha contribuito il più promettente in grado blicato su Science nel 2012, in maniera consistente di modificare il DNA. Emmanuelle Charpentier, Diallo sviluppo di questa CRISPR-Cas9 si è rivelato utile per correggere la talasrettrice del Max Planck Unit tecnica. semia dipendente da trasfufor the Science of Pathogens sione, come si evince dalla a Berlino, e Jennifer A. Doudna, Professoressa all’University of California sperimentazione internazionale a cui par(Berkeley), a vincere il Premio Nobel per la tecipa come capofila l’Ospedale Pediatrico Chimica 2020 per lo “sviluppo di un metodo Bambino Gesù di Roma e come illustrato di editing genomico” basato su CRISPR. anche sul New England Journal of Medicine Come ha affermato Claes Gustafsson, capo già due anni fa, oltre che dal Congresso anUNICAMILLUS AUTUNNO 2023 29


Una mutazione genetica nel campione di DNA indotta mediante la tecnologia Crispr

matopoietic stem cells, HSC) trasdotte con un vettore lentivirale (LVV). La sperimentazione partita nel 2016, è stata condotta con successo in nove centri tra Italia, Francia, Germania, Tailandia, Regno Unito e Usa e ha coinvolto 23 pazienti con beta talassemia trasfusione /dipendenti: 8 bambini con meno di 12 anni e 15 soggetti dai 12 ai 50 anni. Il team dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù, guidato dal Prof. Franco Locatelli, ha contribuito in maniera consistente, trattando un terzo dei pazienti arruolati. La tecnica si è basata sull’ingegnerizzazione delle cellule staminali emopoietiche, trasferendo al loro interno una copia corretta del gene della betaglobina attraverso un vettore retrovirale. I risultati del follow-up, pubblicati lo scorso nuale dell’American Society of Hematology anno sul New England Journal of Medicine, nel 2022. Al Congresso ASH sono stati pre- hanno evidenziato che oltre 9 pazienti su sentati i dati di tre studi clinici di fase 3 10 erano diventati indipendenti dalla trasfu(Climb-111, Climb-121 e 131), che hanno sione, registrando quindi un traguardo ecvalutato l’efficacia e la sicurezza della terapia cezionale. A causa dell’insostenibilità ecocellulare exa-cel (dall’abbreviazione di exa- nomica degli accordi con i regolatori europei gamglogene e autotemcel) in pazienti con , purtroppo, però, a ottobre 2021 l’azienda beta-talassemia e anemia falciforme. I dati biotecnologica Bluebird bio ha comunicato condivisi riguardano 83 pazienti (48 con l’intenzione di ritirare l’autorizzazione alla beta-talassemia e 35 con anemia falciforme), commercializzazione di 2 farmaci dall’Unione ai quali è stato somministrato exa-cel con Europea e dal Regno Unito entro l’inizio del un controllo fino a tre anni e mezzo dopo. 2022. Trattasi di elivaldogene autotemcel (eli-cel, nome commerciale Exa-cel rappresenta il primo Skysona), terapia genica ex potenziale trattamento emerso dal programma di ricerca Con il sistema CRISPR- vivo basata sull’uso di un vetcongiunto tra Vertex e Crispr Cas9 Il taglio nel DNA tore lentivirale per veicolare Therapeutics. Si tratta di una può essere riparato dai le copie funzionali del gene ABCD1 difettoso nelle cellule terapia cellulare autologa, ex meccanismi naturali staminali ematopoietiche del vivo, geneticamente modifidella cellula paziente e approvata per il cata con Crispr-Cas9, in fase di valutazione presso l’EMA, provocando mutazione trattamento dell’adrenoleuoppure introducendo codistrofia cerebrale, e della per i pazienti affetti da betatalassemia o anemia falcifor- nella cellula un nuovo suddetta terapia genica per la beta-talassemia betibeglome, in cui le cellule staminali pezzo di DNA. gene autotemcel (beti-cel, ematopoietiche del paziente nome commerciale Zynteglo). stesso vengono modificate per produrre alti livelli di emoglobina fetale La stessa aveva ottenuto l’autorizzazione nei globuli rossi. L’editing genetico spegne condizionale all’immissione in commercio il gene BCL11A - uno dei principali repressori in Europa a giugno 2019 per il trattamento dell’espressione dell’emoglobina fetale nei di pazienti di età pari o superiore a 12 anni precursori dei globuli rossi maturi, con il con beta-talassemia trasfusione-dipendente maggiore impatto sui sintomi clinici - per (TDT) con genotipo non β0/β0, per i quali il far ripartire la produzione di emoglobina trapianto di cellule staminali ematopoietiche fetale e liberare i pazienti dalla dipendenza (CSE) è appropriato, ma non è disponibile dalle trasfusioni. Il nome del farmaco è un donatore familiare di CSE con antigene Zynteglo: si tratta di una popolazione leucocitario (HLA) compatibile. Il target del cellulare arricchita di cellule autologhe trattamento è la causa genetica all’origine CD34+ geneticamente modificate, che con- della TDT, ovvero il gene della beta-globina tiene cellule staminali ematopoietiche (hae- A-T87Q che nei pazienti affetti dalla malattia

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è mutato e porta a una riduzione o assenza una terapia genica a base di cellule staminali di una componente dell’emoglobina. La te- è stata l’ADA-SCID (immunodeficienza rapia consiste nell’aggiungere copie funzionali combinata da deficit di adenosina deaminasi). Il farmaco si chiama Strimvelis di una forma modificata del e, grazie a un’unica sommigene della beta-globina (gene Per alcune malattie nistrazione, ha permesso, di della βA-T87Q globina) nelle genetiche rare, la correggere le cellule staminali cellule staminali ematopoieterapia genica è del midollo osseo del patiche (CSE) del paziente stesso, tramite vettore lentivirale. Una diventata un farmaco a ziente, introducendo una vervolta introdotto il gene, il pa- tutti gli effetti, approvato sione corretta e funzionante ziente è potenzialmente in nell’Unione europea. del gene difettoso. A metterla a punto sono stati i ricercatori grado di produrre emoglobina in quantità tali da ridurre notevolmente o dell’SR-Tiget, così come quella per la leucodistrofia metacromatica, un’altra grave eliminare la necessità di trasfusioni. malattia neurodegenerativa. Per entrambe queste malattie, la terapia genica è diventata LA TECNOLOGIA CRISPR Il sistema CRISPR-Cas9 consta, come già un farmaco a tutti gli effetti, approvato neldetto, di due componenti: la proteina Cas9 l’Unione europea. Altre terapie geniche rie un RNA guida (gRNA), una molecola di guardano il deficit ereditario lipoproteinRNA sintetico progettata per corrispondere lipasi trattato con Glybera (alipogene tiparad una specifica sequenza di DNA che, in- vovec), e le distrofie retiniche ereditarie, trodotta in una cellula, forma un complesso causate da mutazione del gene RPE65, per in grado di portarsi nel punto preciso del le quali viene proposto il farmaco Luxturna DNA o indicato dal gRNA per tagliarlo. Il (voretigene neparvovec). Per la leucodistrofia taglio nel DNA può essere riparato dai mec- metacromatica (anche questa una malattia canismi naturali della cellula provocando neurodegenerativa rara)il farmaco disponibile mutazione oppure si può introdurre nella ha il nome di Libmeldy (atidarsagene autocellula un nuovo pezzo di DNA, che può temcel). Nel 2021 è stata approvata la essere integrato nel genoma dagli stessi terapia genica per il trattamento di pazienti con la atrofia muscolare spimeccanismi di riparazione. nale (SMA). Il farmaco si chiaAltre tecniche CRISPR includono l’attivazione CRISPR Un gruppo di ricercatori ma Zolgensma (onasemnodella Johns Hopkins gene abeparvovec) e porta a (CRISPRa), dove la proteina Medicine ha sostituire la funzione del gene Cas9 è fusa con un attivatore individuato un nuovo SMN1 mancante o non funtrascrizionale, che può essere zionante. Sono circa 10mila utilizzato per attivare geni metodo di trasporto le malattie rare note e poco specifici nel genoma e l’ingenico,he potrebbe più di un centinaio quelle terferenza CRISPR (CRISPRi), rivelarsi utile nelle che hanno una terapia spedove la proteina Cas9 è fusa terapie delle malattie cifica. Attualmente, sono 8 invece con un repressore traneurodegenerative. le terapie geniche che hanno scrizionale, in grado di siricevuto autorizzazione nellenziare specifici geni. Ulteriori variazioni del sistema CRISPR-Cas9, l’Unione Europea e che sono sul mercato come l’editing delle basi e l’editing dei con indicazioni per malattie rara: Imlygic primi, consentono un editing più preciso per melanoma inoperabile; Strimvelis per della sequenza del DNA senza la necessità la già ricordata ADA- SCID ; Luxturna per distrofia retinica ereditaria; Zolgensma per di una rottura del filamento. SMA, l’Atrofia Muscolare Spinale; Libmeldy per leucodistrofia metacromatica; Upstaza LA TERAPIA GENICA APPLICATA ALLE per AADC; Roctavian per emofilia A grave; MALATTIE GENETICHE RARE Fin dai primi tentativi in laboratorio, che ri- Hemgenix per emofilia B grave e moderasalgono agli anni Settanta, le malattie gene- tamente grave. Nel panorama delle malattie tiche rare hanno rappresentato il banco di rare la Stargardt ha una prevalenza di uno prova ideale per studiare la fattibilità di su 10mila, la Usher1B uno su 60mila a tequesto approccio di cura così innovativo. stimonianza delle diverse e relative rarità. La prima malattia rara trattata e curata con Queste due patologie, oltre a essere delle UNICAMILLUS AUTUNNO 2023 31


forme di cecità ereditaria, hanno in comune unico ‘pacchetto’ da spedire nelle cellule. quello di avere il gene mutato di grosse di- Così il team americano ha individuato un mensioni. L’avvio della sperimentazione 20% di pattern che potrebbero essere ospitati clinica per la cecità ereditaria di fase 1/2 è da sezioni di introni di DNA abbastanza prevista prima della fine dell’anno ma, in piccole da poter essere a loro volta contenute prospettiva, le piattaforme a due vettori nei sistemi di trasporto. Il sistema testato, virali potranno essere impiegate anche in SLED, si apre quando entra nella cellule e altri tessuti e altre terapie. È atteso un parere non essendo integrato nel genoma il team di EMA su 3 terapie geniche: eladocagene ha aggiunto promotori che aumentano la exuparvovec, contro il deficit di L-ammi- produzione di proteine. I ricercatori hanno noacido decarbossilasi aromatica; lenadogene testato il sistema negli animali da laboratorio nolparvovec, contro la perdita della vista con fotorecettori della retina in cui manca il provocata dalla neuropatia ottica ereditaria gene funzionale PRPH2, che causa la retinite di Leber (LHON) e valoctocogene roxapar- pigmentosa: lo SLED ha aiutato cosi a provovec, contro l’emofilia A. Purtroppo non durre le proteine PRPH2. Il sistema, rivelatosi promettente, potrebbe essere sono pochi i casi temuti di usato in combinazione con ritiro dal mercato di terapie La malattia di Fabry è altri sistemi di trasporto gegeniche efficaci e di deficlassificata come una nico. Altro progresso registrato nanziamento in ricerca a caupatologia da accumulo proviene dal farmaco ST-920 sa della poca redditività. lisosomiale ed è causata per la malattia di Fabryì, già da un aumento in stadio avanzato di sviluppo RECENTI PROGRESSI clinico: entro quest’anno inUn gruppo di ricercatori della anomalo di lipidi a fatti potrebbe iniziare la speJohns Hopkins Medicine ha livello dei lisosomi rimentazione di Fase III. La individuato un nuovo metodo cellulari. malattia di Fabry è classificata di trasporto genico, denomicome una patologia da acnato SLED, splicing-linked expression design, descritto su Nature Com- cumulo lisosomiale ed è causata da un aumunications, che potrebbe rivelarsi utile mento anomalo di lipidi a livello dei lisosomi nelle terapie delle malattie neurodegenerative cellulari, specialmente nei tessuti viscerali e di alcune forme di cecità e di tumori. Tra i nell’endotelio vascolare di tutto l’organismo. diversi metodi per veicolare materiale ge- Attualmente è disponibile la terapia di sonetico nelle cellule, uno coinvolge mini stituzione enzimatica o un farmaco a sompromotori per dirigere i processi che formano ministrazione orale, indicato per pazienti le proteine da determinati pezzi di DNA; con specifiche mutazioni genetiche, ma si un altro metodo, chiamato espressione prospetta lo sviluppo di una terapia genica genica sierotipo-mediata, coinvolge strumenti specifica in grado di trattare efficacemente questa patologia e di migliodi trasporto che si legano a rare la qualità della vita di proteine sulla superficie di alcuni tipi di cellule. Tuttavia, A fine marzo 2023 negli chi ne è affetto. È infatti di secondo gli autori, questi me- USA la Food and Drug fine marzo 2023 la notizia Administration ha che negli Stati Uniti la Food todi agiscono su un solo tipo concesso la and Drug Administration cellulare e possono fallire nell’uomo. Il nuovo studio è designazione Fast Track (FDA) ha concesso la designazione Fast Track a STstato condotto a partire da a ST-920: la terapia 920 (isaralgagene civaparmappe che raffigurano come genica sperimentale vovec), una terapia genica diverse tipologie di cellule contro la malattia sperimentale sviluppata da usano l’mRNA per produrre di Fabry. Sangamo Therapeutics per un set di proteine. Le mappe la malattia di Fabry. Si tratta raccolgono i pattern con cui le cellule tagliano gli introni, sezioni estranee di un riconoscimento che l’Ente regolatore dell’mRNA, e lasciano solo le parti che for- statunitense conferisce a nuovi potenziali niscono informazioni per la sintesi delle farmaci per patologie molto gravi o pericolose proteine, dette esoni. Gli introni possono per la vita, per rendere più rapida la procedura essere molto lunghi, a volte con milioni di per l’eventuale approvazione. Oltre agli basi, per cui sono difficili da inserire in un Stati Uniti, nell’attuale trial clinico di Fase II 32 UNICAMILLUS AUTUNNO 2023


su ST-920 sono coinvolti anche Australia, LE FASI DELLA PROCEDURA Canada, Taiwan, Regno Unito, Germania e 1. Prelievo: i linfociti T vengono prelevati Italia (con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria dal sangue del paziente in un centro trasfuCareggi di Firenze). In Europa la terapia ha sionale autorizzato, mediante un processo già ottenuto la designazione di farmaco che consente di isolarli dal sangue periferico orfano per il trattamento della malattia di (leucaferesi), rimettendo in circolo i restanti Fabry. ST-920 basa il suo funzionamento su elementi ematici. I linfociti T vengono sucun vettore virale che trasporta cessivamente congelati e inalle cellule del fegato , una viati alla struttura che si ocLe terapie CAR-T versione sana del gene GLA. cuperà dell’ingegnerizzazione Se la terapia genica dovesse rappresentano la prima genetica. funzionare come previsto, le forma di terapia genica 2. Ingegnerizzazione genetica: cellule inizierebbero a proi linfociti T del paziente venapprovata per il durre una versione funzionale gono geneticamente modifitrattamento della dell’enzima alfa-galattosidasi leucemia linfoblastica B cati, in strutture competenti. (GLA), che entrerebbe in cirUtilizzando un virus inattivato e di alcune forme colo e ridurrebbe i livelli di (vettore virale), viene aggiunto aggressive di linfoma lipidi che si accumulano proal DNA dei linfociti un gene non-Hodgkin. gressivamente nei tessuti dei ricombinante che permette pazienti. Lo studio di Fase I, di esprimere sulla superficie attualmente in corso, ha come scopo prin- dei linfociti T una proteina, nota come Recipale la valutazione di efficacia e sicurezza cettore dell’Antigene Chimerico (CAR).I lindi dosi crescenti della terapia ST-920 e pre- fociti T modificati (CAR-T cells) sono a vede di coinvolgere 48 pazienti: i dati delle questo punto in grado di riconoscere un prime 13 somministrazioni sono stati pre- antigene specifico presente sulla superficie sentati a febbraio. Sangamo Therapeutics delle cellule tumorali e legarsi ad esse. Le inoltre si sta preparando per l’allestimento cellule CAR-T vengono moltiplicate in ladi un ulteriore studio di Fase III sul farmaco, boratorio, congelate e successivamente il cui inizio è previsto per la fine del 2023. inviate al centro che dovrà somministrare il trattamento. LE TERAPIE GENICHE CAR-T 3. Chemioterapia pre-trattamento (linfodeLe CAR-T (acronimo dell’inglese Chimeric pletiva): prima dell’infusione, il paziente è Antigen Receptor T cell therapies ovvero sottoposto a una chemioterapia di preparaTerapie a base di cellule T esprimenti un zione per permettere ai linfociti T modificati Recettore Chimerico per antigene) sono di espandersi e attivarsi nell’organismo. nuove terapie personalizzate contro il cancro, 4. Infusione: dopo la chemioterapia, le che agiscono direttamente sul sistema immunitario del paziente per renderlo in grado di riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Le CAR-T utilizzano i linfociti T, che vengono estratte da un campione di sangue del paziente,ingegnerizzate e coltivate in laboratorio per essere poi re-infuse allo scopo di attivare la risposta immunitaria contro la malattia. Si distinguono da altre terapie immunitarie note come inibitori dei checkpoint immunologici (come ad esempio gli anticorpi monoclonali), che mirano a togliere il freno alla risposta immunitaria. Il primo trattamento è stato somministrato nel 2012 negli Stati Uniti a una bambina di 7 anni che non rispondeva alle terapie classiche. Si è rivelata particolarmente efficace per alcuni tumori ematologici, al punto che in tutto il mondo sono in corso sperimentazioni per altre indicazioni terapeutiche.

Un esempio di come agisce il vettore nel procedimento di Editing a RNA.

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Una grafica realizzata dall’IA sulle terapie geniche Car-t, che possono rappresentare le immunoterapia del futuro

Yescarta) / linfoma primitivo del mediastino a cellule B o PMBCL (Yescarta) già sottoposti ad almeno 2 linee di terapia sistemica. Oggi la sperimentazione clinica è estesa anche ai tumori solidi. Messa a punto in Italia dal team di clinici e ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, guidati dal prof. Locatelli , la prima terapia genica con cellule CART in grado di curare con buona probabilità di successo le forme più gravi di neuroblastoma, il tumore solido più frequente dell’età pediatrica. Il nuovo trattamento è stato sperimentato su 27 bambini con neuroblastoma recidivato e/o resistente alle terapie convenzionali. La risposta al trattamento ha superato il 60% e la probabilità di sopravvivere senza malattia è significativamente aumentata rispetto all’attesa di vita, in assenza di altre cure. I risultati dello studio, realizzato anche grazie ai ficellule CAR-T vengono infuse nel paziente, nanziamenti ricevuti da AIRC, Ministero con un procedimento simile a una trasfusione della Salute, AIFA e Fondazione Italiana per di sangue in centri ad alta specializzazione la Lotta al Neuroblastoma, sono stati pubper il trattamento delle leucemie e dei blicati sulla rivista New England Journal of linfomi, con disponibilità di accesso alla teMedicine. Il neuroblastoma è il tumore rapia intensiva. solido extracranico più fre5. Monitoraggio: dopo l’inquente dell’età pediatrica e Grazie all’Editing a fusione, il paziente resta in rappresenta circa il 7-10% RNA, anziché regime di ricovero per alcuni dei tumori nei bambini tra 0 giorni e viene costantemente correggere il DNA, gli e 5 anni. Ha una prognosi monitorato per reazioni avscienziati possono significativamente meno buoverse al trattamento. Nelle riscrivere direttamente il na di altre neoplasie dell’età quattro settimane successive frammento di pediatrica, essendo responalla dimissione, il paziente informazione destinato sabile dell’11% delle morti viene sottoposto a controlli per cancro in età pediatrica: ai ribosomi. in una struttura clinica quanelle forme metastatiche o lificata. ad alto rischio di ricaduta la probabilità di Le terapie CAR-T rappresentano la prima guarigione definitiva è del 45-50%; in caso forma di terapia genica approvata per il di ricaduta o di malattia refrattaria alle cure trattamento della leucemia linfoblastica B e convenzionali (chemio e radioterapia), la di alcune forme aggressive di linfoma nonpossibilità di sopravvivere a 2 anni non Hodgkin. Le CART che hanno ottenuto supera il 5-10%. l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) nell’Unione Europea sono: EDITING A RNA Kymriah (tisagenlecleucel), autorizzato il Alcuni enzimi hanno la capacità di “riscri22 agosto 2018 e Yescarta (axicabtagene vere” le istruzioni per la sintesi delle proteine ciloleucel), autorizzato il 23 agosto 2018. contenute nelle molecole di RNA, senza Sono indicate per il trattamento di pazienti modificare in modo permanente il genoma. pediatrici e giovani adulti fino a 25 anni di I ricercatori dell’Università di Newcastle età affetti da leucemia linfoblastica acuta a hanno scoperto che in caso di lesioni ischecellule B, che non abbiano mai risposto miche, uno di questi enzimi chiamato alla chemioterapia o che siano in recidiva, ADAR2 è in grado di reclutare le cellule dopo trapianto di cellule staminali emopoimmunitarie dal torrente ematico e attivare ietiche allogeniche o dopo almeno 2 linee dei meccanismi infiammatori che possono di chemioterapia (Kymriah). Sono applicabili cronicizzare e danneggiare i tessuti. I risultati, anche a pazienti con linfoma diffuso a pubblicati su Immunity, propongono ADAR2 grandi cellule B o DLBCL (Kymriah e

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come un potenziale bersaglio terapeutico ischemica del cuore, la principale causa di per varie malattie infiammatorie, come l’in- morte nei paesi sviluppati, compresa l’Italia, farto, il cancro o le malattie autoimmuni. dove la cardiomiopatia ischemica è responGli studiosi hanno quindi riportato in auge sabile di circa il 10% di tutti i decessi. un altro tipo di editing, descritto per la Durante un’ischemia, il tessuto cardiaco prima volta negli anni ‘80, ma riscoperto subisce la riduzione del flusso di ossigeno solo alcuni decenni più tardi: il suo bersaglio e si attiva la secrezione di citochine infiamnon è il DNA, ma l’RNA, il messaggero che matorie. Il rischio è che degeneri in uno trasporta fuori dal nucleo le istruzioni per stato di infiammazione cronica che predispone il paziente a una seformare le proteine. Anziché conda ischemia o ad altre correggere il DNA, gli scienQuando il tessuto complicazioni. I ricercatori, ziati possono riscrivere disubisce un danno, le mimando un’ischemia, hanno rettamente il frammento di cellule immunitarie osservato un aumento delinformazione destinato ai ririlasciano citochine l’enzima ADAR2 e parallebosomi, gli organelli deputati lamente anche di GP300, il alla sintesi delle proteine. infiammatorie, che recettore dell’interleuchinaPoiché le molecole di RNA attivano le cellule 6 (IL-6), che è una nota citomessaggero hanno vita breve, endoteliali che china infiammatoria e attiva la modifica è solo transitoria rivestono i vasi una cascata di reazioni e di e non rimane alcuna traccia sanguigni. altre molecole aumentate. nel genoma dell’individuo. Abolendo l’espressione delGli enzimi ADAR (adenosina deamminasi che agisce sull’RNA), natural- l’enzima, i livelli di cellule immunitarie che mente presenti nel corpo umano, sostitui- raggiungono la lesione crollano. Un’assoscono una lettera dell’alfabeto dell’RNA, ciazione che i ricercatori hanno confermato l’adenosina (A), con un’altra chiamata inosina anche su campioni umani, con biopsie di (I). I ricercatori stimano che ADAR sia in cuore prelevate post-mortem nelle quali grado di modificare milioni di posizioni l’espressione di ADAR-2 correla con una lungo le molecole di RNA messaggero, ma maggiore percentuale di cellule immunitarie le conseguenze biologiche sono ancora in nel tessuto. I meccanismi infiammatori sono buona parte sconosciute. Si è scoperto comuni a molte patologie e la scoperta del tuttavia che i tessuti con il maggior numero ruolo di ADAR2 potrebbe aprire la strada a nuove strategie terapeutiche di lettere modificate sono il contro varie malattie infiamcervello e i vasi sanguigni e Questo sistema di matorie, anche molto diverse finora gli studi si sono contra loro. Ma ADAR2 oltre ad centrati solo sul primo. In editing genetico questo studio invece i ricerpermette di cambiare essere un potenziale bersaglio terapeutico, può diventare catori hanno preso in esame singole basi azotate il tessuto vascolare, ipotiz- grazie a un meccanismo un nuovo promettente strumento di editing, perché ,conzando un ruolo di ADAR detto di deaminazione. trariamente al CRISPR/Cas9 nel reclutamento delle cellule non modifica il genoma in immunitarie in caso di lesione. Quando il tessuto subisce un danno, le maniera permanente. Inoltre mentre CRISPR cellule immunitarie residenti nell’area le- è un sistema preso in prestito dai batteri, sionata rilasciano citochine infiammatorie, ADAR è naturalmente presente nel corpo che attivano le cellule endoteliali che rive- umano: lo scopo degli scienziati, nei prossimi stono i vasi sanguigni. Queste iniziano a anni, sarà quello di trasformare questi enzimi esprimere molecole adesive che catturano umani in “macchine” programmabili, con altre cellule immunitarie dal circolo sanguigno una strategia simile a quella usata per e le dirottano verso la ferita per riparare il CRISPR. danno o combattere l’infezione. Ma questo processo può sfuggire al controllo e attivarsi IL BASE EDITING A RNA PER LA FIBROSI in maniera cronica: un’infiammazione che CISTICA perdura nel tempo può danneggiare infatti i Un articolo recentemente pubblicato su tessuti e persino causare un cancro. L’esempio Molecular Therapy illustra una nuova strastudiato dai ricercatori è quello della malattia tegia di correzione di una mutazione geUNICAMILLUS AUTUNNO 2023 35


netica alla base della fibrosi cistica sperimentata presso il laboratorio di virologia molecolare presso il CIBIO di Trento. La fibrosi cistica è una rara malattia genetica ereditaria che colpisce circa un individuo ogni 2.500 nuovi nati. Questa patologia provoca effetti dannosi sull’apparato respiratorio oltre che in molti altri organi e strutture, tra cui l’apparato digerente e quello riproduttivo, a causa della sua caratteristica produzione di secrezioni disidratate. Il team del CIBIO di Trento, guidato dalla professoressa Anna Cereseto, in collaborazione con il Tigem di Napoli e con il laboratorio di Virologia Molecolare e Terapia Genica della Katholieke Universiteit Leuven (Belgio), ha messo a punto una nuova strategia di correzione di una mutazione genetica alla base della fibrosi cistica causata da alterazioni del gene che codifica per la proteina CTFR (regolatore della conduttanza transmembrana della fibrosi cistica), responsabile del malfunzionamento negli scambi elettrolitici. Questo nuovo sistema unisce da un lato la precisione allele-specifica del base editing (editing genetico di seconda generazione), dall’altro la rapidità e transitorietà del trasporto di un RNA. Tra le molte alterazioni alla base della patologia, si conoscono circa 2mila mutazioni differenti, quella denominata 2789+5G>A CFTR è un difetto abbastanza frequente (tra i 15 più comuni) e causa un processo di maturazione dell’mRNA aberrante e la produzione di una proteina CTFR anomala che la cellula non è in grado di utilizzare. Questo sistema di editing genetico permette di cambiare singole basi azotate grazie a un meccanismo detto di deaminazione ingrado di correggere, grazie a particolari enzimi, le deaminasi appunto, singole lettere (basi azotate). Per ora le modifiche fattibili sono citosina in timina (CȾT) e adenina in guanina (AȾG), ma queste possono coprire oltre il 60% delle mutazioni patogene note, come illustrato nell’articolo pubblicato lo scorso anno su Nature. Il procedimento, testato sia su alcuni modelli cellulari sia su organoidi intestinali ottenuti a partire da cellule di pazienti, ha dato risultati entusiasmanti: i ricercatori sono riusciti infatti a ripristinare la funzionalità della proteina CFTR e la correzione ha permesso agli organoidi di aumentare notevolmente le secrezioni. Purtroppo questo sistema di base editing a DNA presentava un limite: oltre ad agire 36 UNICAMILLUS AUTUNNO 2023

sull’adenina in posizione +5 modificava anche altre adenine vicine, in particolare A4, A7 e A12” perché destinato a permanere abbastanza a lungo nella cellula. Per questa ragione il gruppo di ricerca ha cercato di abbreviare l’intero procedimento costruendo un base editor a RNA. I ricercatori hanno valutato l’efficacia immediata attraverso il ripristino della funzionalità di CFTR, misurando un incremento nelle proprietà elettrofisiologiche di conduttanza delle cellule epiteliali bronchiali, ottenute in coltura a partire da un campione donato da un individuo portatore della mutazione. Dopo l’editing, la differenza di potenziale è aumentata di circa quattro volte, mentre gli effetti indesiderati sono stati ridotti al minimo. Per quanto riguarda il trasporto all’interno delle cellule polmonari, essendo le cellule differenziate dell’epitelio polmonare estremamente resistenti agli attacchi esterni, specialmente in situazione di compromissione, per non rendere i vettori virali inefficaci, i ricercatori si sono ispirati ai vaccini contro la Sars-CoV-2, il cui sistema di delivery è basato sulle nanoparticelle lipidiche. Il sistema potrebbe funzionare anche sul polmone e a questo si sta lavorando al CIBIO di Trento. UNA MEDICINA SEMPRE PIÙ PERSONALIZZATA Assistenza sanitaria, ricerca e pratica medica stanno beneficiando enormemente dei progressi scientifici e tecnologici della genomica. Procediamo verso una medicina di precisione personalizzata, in grado di identificare la base genetica della malattia di una persona e di indurre un trattamento più accurato. I laboratori molecolari per l’analisi e la diagnosi genetica stanno aumentando di numero e si stanno riducendo per dimensioni e costi, rendendo possibile un’ampia diffusione a livello di ospedali e cliniche. Un video del Genomics Education Programme (GEP) di Health Education England mostra un impressionante laboratorio molecolare delle dimensioni di una scatola di scarpe, in grado di rilevare cambiamenti genetici in circa 15 minuti. Attendiamo con fiducia ed entusiasmo ulteriori sviluppi, consapevoli che la scienza ha bisogno di tempo e pazienza, ma ricordando convintamente che, come disse Andrew Grove, ex CEO di Intel, “Nella tecnologia, tutto ciò che può essere fatto, sarà fatto”.


GENETIC THERAPY AND GENOME EDITING: HOW THEY WORK AND WHAT BENEFITS THEY CAN BRING by Carmen Mortellaro UniCamillus International University of Health and Medical Science Professor, Head of the Regenerative Medicine and Tissue Engineering Unit Genetic therapy is considered the most revolutionary among innovative and precision therapies. It is based on the idea of combating a disease by attacking its genetic foundations, through the possibility of providing the cell with a correct and functioning copy of a defective gene. This is the field of biomedicine, characterised by advanced therapies recognised as Advanced Therapy Medicinal Products (ATMPs), in which treatments and drugs are not based on molecules traditionally produced by chemical synthesis, but on DNA, RNA, cells and tissues. These are higly promising technologies which can fight serious diseases that have either limited or no cure. Genes are used in clinical practice as actual drugs introduced into human cells to treat rare illnesses and many other conditions, ranging from cancer to infectious and cardiovascular diseases. Several studies have proved that genetic therapy works better when only one gene is involved, despite monogenic diseases not being so common. Polygenic diseases are characterised by many genetic variants and environmental factors, making them more common but more challenging to treat and needing further experimentation. For this reason, genetic therapy is complex and requires a long time for its realisation. All the necessary steps can be summarised as follows: identifying the genetic defect; applying genetic engineering techniques to create a “healthy” gene; transferring the correct copy of the gene; validating the procedure in the preclinical phase (laboratory tests and animal models); and conducting controlled clinical trials on patients. The step about which we have more information is identifying the defect – which is also the most economically accessible step –, while the most difficult one, from a technological point of view, is transferring the correct copy of the gene into the patient’s cell in order to start the transcription and translation process. Vectors In order to pass on the “therapeutic gene” to the organism or cells, we need a safe and effective way to transport it. In many cases, we use viruses that are manipulated and rendered harmless but which are still capable of hosting and transporting DNA to the target cell. The most commonly used viruses for constructing vectors are lentiviruses and adeno-associated viruses (AAVs). Lentiviral vectors retain the ability to integrate effectively into the host’s genome, ensuring a long-lasting expression of the therapeutic gene as well as transmission to any daughter cells in the case of growing organisms or tissues. There exists a great deal of variants of adeno-associated viral vectors, and it is possible to direct them so they can express their therapeutic capacity in the best possible way. Genome editing and CRISPR technology In 2012, the discovery of the CRISPR (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats) system created a true revolution, substituting the previous genome editing systems known as zinc-finger nucleases, mega nucleases and TALEN that researchers worldwide had been using up until then. CRISPR makes it possible to rewrite the DNA that makes up the genome of all living organisms, showing potential and versatility previously unimaginable. Thanks to this easy-to-use, fast and cost-effective technique, any type of plant and animal – humans included – can be genetically modified and corrected even for a single error anywhere in the genome. CRISPR is associated with Cas genes (hence “Crispr-Cas9”), which encode enzymes capable of cutting DNA not randomly but in a specific part, thanks to the presence of a guide RNA, a synthetic RNA molecule designed to match a specific DNA sequence. Once introduced into a cell, it starts forming a complex capable of targeting the specific DNA point that needs to be cut. This cutting can be repaired by the cell’s natural mechanisms, thus causing a mutation. CAR-T gene therapies CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) therapies are new cancer therapies that can be modified according to the patient’s needs and directly target the patient’s immune system to recognise and destroy cancer cells. CAR-T therapies use T-cells which are extracted from a patient’s blood sample, engineered and cultivated in a lab, and then reintroduced into the patient to generate an immune response against the disease. Applications, clinical risks and control activities The first gene therapy lab tests date back to the 1970s. Rare genetic diseases have provided an ideal testing ground for studying the effectiveness of this approach. The first rare disease treated and cured with genetic therapy based on stem cells was ADA-SCID (severe combined immunodeficiency due to adenosine deaminase deficiency). Nowadays, genetic therapy is primarily focused on primary immunodeficiencies, neurodegenerative diseases, metabolic diseases, solid tumours and haematologic malignancies, autoimmune diseases and neuromuscular disorders. Like all treatments, genetic therapy can entail risks. For example, the immune system might recognise the introduced viral particle as “foreign” making it ineffective, or the viral vector and consequently the therapeutic gene may attach to the wrong cell, causing potentially dangerous changes. Research aims to develop safer and more effective gene delivery systems, with concerns related to the technical aspects determining treatment safety always taken into account by expert committees responsible for approving or rejecting the use of a new genetic therapy.

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ALLUVIONE INFORMATICA IN EMILIA-ROMAGNA: E IA IN MEDICINA, GRECO: “QUALUNQUE LEDEL IMMAGINI DEL DISASTRO SISTEMA TECNOLOGICO HA SEMPRE BISOGNO DI UNA SUPERVISIONE UMANA” Intervista al Professor Luca Del Greco, docente UniCamillus nel Corso di Laurea in Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia. A cura di Tommaso Fefè

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portando a una diffusione informatica e l’inrapida e capillare dell’astelligenza artificiasistenza sanitaria digitale e le sono ormai pardella telemedicina. te del quotidiano Se prima tali aspetti, pur anche in ambito medico. essendo già in crescita, Specialisti e professionisti riguardavano specifici amdel settore stanno impabiti di applicazione, le rando a comprendere le esigenze dettate dalle regrandi potenzialità che le strizioni, hanno catalizinnovazioni cibernetiche zato la digitalizzazione possono esprimere nel mirendendola sempre più gliorare la gestione della protagonista della gestiocura delle persone. E a loro Luca Del Greco ne dei dati dei pazienti volta, l’esperienza sul camcon la documentazione po fa evolvere le stesse strumentazioni per renderle sempre più elettronica delle cartelle cliniche, la a misura delle esigenze nei singoli campi prescrizione elettronica dei farmaci e facilitando la comunicazione tra prodi applicazione. fessionisti sanitari e consulti online. Professor Del Greco, quali sono le Accanto a questo sviluppo processuale, branche della medicina dove negli possiamo individuarne anche uno struultimi anni si è registrato un maggior mentale. La forte spinta della ricerca, incremento dell’impiego di questi stru- insieme agli investimenti sempre maggiori in ambito tecnico, stanno portando menti? “Negli ultimi anni, l’impiego dell’infor- in questi ultimi anni a un’evoluzione matica e dell’intelligenza artificiale si è degli strumenti tecnologici utilizzati diffuso in diverse branche della medicina, in ambito medico”. consentendo significativi avanzamenti e miglioramenti. A mio avviso possiamo Tra le recenti innovazioni in ambito distinguere due modalità di innovazione tecnico-informatico, quali secondo lei introdotte dall’informatica in ambito sa- hanno apportato i cambiamenti più imnitario. La prima potremmo chiamarla portanti nella medicina? di processo, in quanto l’informatica, so- “Sono stati fatti tanti passi in avanti su prattutto nel periodo pandemico, è entrata diversi aspetti. Il miglioramento della fortemente nell’organizzazione sanitaria, qualità degli strumenti di diagnostica UNICAMILLUS AUTUNNO 2023 39


per immagini e l’utilizzo della robotica o eseguire compiti in modo autonomo. fanno parte di questo insieme, ma sicu- Oggi in ambito medico abbiamo una ramente occorre fare un particolare rife- grande mole di dati a disposizione, ma rimento all’intelligenza artificiale. Questo è necessario fare uno sforzo affinché strumento ha delle potenzialità enormi, questi possano essere storicizzati e gestiti in grado di rivoluzionare paradigmi con- in maniera utile per consentire le diverse applicazioni dell’Intellisolidati in molteplici ambiti. Ci si aspetta infatti che lo In ambito medico, l’IA genza Artificiale”. sviluppo dell’intelligenza può essere utilizzata Ad esempio? artificiale e l’applicazione anche per la “Ad esempio, ogni cittadidelle sue capacità di appianificazione delle no nel corso della propria prendimento automatico risorse oppure vita esegue una serie di porteranno grandi novità l’automazione di analisi e esami diagnostici. in molti settori, cambiando processi amministrativi. Vengono elaborati molti drasticamente il modo di dati, ma spesso manca una vivere, lavorare e ovviastoricizzazione di questi dati che possa mente di assistere i pazienti. In ambito medico, l’IA può essere utiliz- permettere una correlazione tra i diversi zata non solo per l’analisi dei dati sanitari risultati emersi a distanza di tempo. e l’ottimizzazione delle cure, ma anche Questi confronti possono essere fatti in per la pianificazione delle risorse oppure una maniera sorprendente dall’intellil’automazione di processi amministrativi. genza artificiale, che può monitorare Ci sono già esperienze di applicazione l’evoluzione, notare dei trend anomali e dell’IA in ambito diagnostico, dove sistemi accendere eventuali alert. L’IA potrebbe di intelligenza artificiale vengono utilizzati dunque affiancare le attività di un medico per l’interpretazione di immagini mediche, di famiglia, che non sempre riesce a quali radiografie, tomografie compute- tener conto dell’intera storia di tutti i rizzate, risonanze magnetiche e scansioni suoi assistiti, e potrebbe suggerire ulteriori ecografiche e gli algoritmi di apprendi- controlli o attenzioni da porre”. mento automatico possono aiutare a identificare e diagnosticare anomalie o Accanto a queste grandi potenzialità lesioni, migliorando l’accuratezza e la delle tecnologie, ci sono delle limitazioni o comunque dei punti a velocità delle diagnosi”. cui porre attenzione? Oggi in ambito medico “Ovviamente questa granSecondo lei quale aspetto disponiamo di una de potenzialità dell’IA ha è fondamentale per il pieno sviluppo di questi stru- grande mole di dati, ma delle limitazioni. Così serve uno sforzo per come per tutti gli strumenti menti? poterli usare nelle tecnologici è indispensabile “Quando si parla di intelche ci sia sempre un eleligenza artificiale, sentiamo diverse applicazioni mento di accompagnaspesso parlare anche di Big dell’IA. mento maturo della tecData. In effetti non si può parlare di IA senza parlare di dati. I dati nologia da parte dei professionisti che sono estremamente importanti per lo ne progettano i diversi aspetti e che la sviluppo dell’intelligenza artificiale, in utilizzano. quanto essa si basa su modelli di ap- Questo essenzialmente per due motivi: prendimento automatico, che richiedono qualunque sistema tecnologico ha sempre una quantità significativa di dati per al- bisogno di una supervisione umana e, lenare e migliorare i modelli. I dati in particolare in ambito medico, è fonsono quindi il carburante che alimenta damentale che ci sia un intervento del l’IA, che le consentono di imparare dai medico o professionista. L’IA può fornire modelli esistenti e di prendere decisioni raccomandazioni diagnostiche o tera40 UNICAMILLUS AUTUNNO 2023


peutiche, ma è fondamentale che un professionista medico valuti e convalidi tali raccomandazioni. Gli esperti umani possono considerare fattori aggiuntivi, come i sintomi specifici, le risposte emotive e altri elementi che potrebbero influenzare le decisioni cliniche. Anche l’interpretazione dei risultati richiede competenze mediche specializzate, per questo motivo l’IA non può funzionare in autonomia ma ha bisogno di una mediazione professionale. L’IA può dunque fungere da strumento di supporto per i professionisti medici, ma la presenza e l’input degli esperti umani sono indispensabili per prendere decisioni informate e di valore per i pazienti”. E il secondo motivo? “Il secondo è un motivo legato alla cosiddetta etica della cura. L’etica della cura è un approccio che pone l’enfasi sulla responsabilità, sull’attenzione e sull’impegno nei confronti dell’altro.Tale approccio si applica in molti contesti, inclusi quelli medici e sanitari. Nell’ambito specifico della cura medica, l’etica della

cura richiede che i professionisti sanitari si impegnino a relazionarsi con rispetto, empatia e compassione, guardando anche all’aspetto emotivo del paziente. L’apporto umano, in tal senso, è condizione imprescindibile per promuovere e garantire la giusta attenzione verso i bisogni e il benessere del paziente. Dunque accanto a qualsiasi strumento tecnologico e in particolare, accanto alle innovazioni che porterà l’intelligenza artificiale, è indispensabile che ci sia questa presenza umana in grado di costruire una relazione di fiducia, coinvolgere attivamente il paziente dandogli anche il giusto supporto umano”.

Il laboratorio di UniCamillus, con alcuni sosfisticati strumenti a disposizione di studenti e docenti per le attività di studio e di ricerca.

COMPUTER SCIENCE AND AI IN MEDICINE. PROFESSOR DEL GRECO: “EVERY TECHNOLOGY ALWAYS NEEDS HUMAN SUPERVISION” Interview by Tommaso Fefè Professor Luca Del Greco, Degree in Radiology, Diagnostic Imaging and Radiotherapy Techniques

Computer science and artificial intelligence (AI) are now part of our daily life, even in the medical field. Specialists and professionals in the industry are learning to understand the great potential that cybernetic innovations can express in improving patient care management. According to Professor Del Greco, lecturer at UniCamillus on the BSc in Radiology, Diagnostic Imaging, and Radiotherapy Techniques, in recent years, the widespread use of computer science and AI in medicine has led to significant advances. Especially during the pandemic period, computer science has strongly integrated into healthcare organisation, leading to a rapid and widespread diffusion of digital healthcare assistance and telemedicine. Simultaneously, the strong push from research, driven by increasing investments in the technical field, has led to an evolution of technological tools used in the medical sector. Many steps forward have been taken in improving the quality of diagnostic imaging tools and the use of robotics. However, AI deserves a special mention since it has the potential to completely change established paradigms in multiple areas. In the medical field, for example, AI can be used not only for the analysis of health data and optimisation of treatments but also for resource planning and making administrative processes automatic. Data is extremely important for the development of AI since it relies on machine learning models which require a significant amount of data to train and improve the models. Data is, therefore, the fuel that powers AI, enabling it to learn from existing models and make decisions or perform tasks autonomously. AI could support the activities of GPs, who may not always be able to consider the entire medical history of all patients, and suggest additional check-ups be carried out. As with all technological tools, it is essential that there is always a mature element of guidance from professionals. The human contribution is an essential condition to promote and ensure the right attention to patients’ needs and well-being. UNICAMILLUS AUTUNNO 2023 41


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L’IMPATTO DELLE TECNOLOGIE INFORMATICHE SU MEDICINA E FISIOTERAPIA: IL PUNTO DI VISTA DI UN RICERCATORE INFORMATICO di Franco Arcieri e Maurizio Talamo Il Professor Arcieri è docente di Informatica presso UniCamillus dove insegna Sistemi di Elaborazione delle Informazioni. Il Professor Talamo è docente di Informatica presso la Facoltà di Ingegneria all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

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e scienze mediche sono da sempre LE FRONTIERE DELLA RICERCA state un settore in cui le nuove tecno- L’avvento dell’intelligenza artificiale ha logie hanno avuto modo di trovare le aperto nuove prospettive nel campo delle loro sperimentazioni e di essere profi- scienze mediche. L’IA è stata integrata in cuamente utilizzate per migliorare la salute vari contesti del settore medico e medicale, e il benessere dei pazienti.Nel corso degli fornendo un notevole contributo alla diaanni, importanti innovazioni gnosi e al trattamento delle tecnologiche, spesso direttamalattie. Grazie all’analisi mente guidate dagli stessi medi grandi moli di dati, l’IA, dici, hanno rivoluzionato il supportata dalle soluzioni settore portando a progressi tecnologiche del ML, può significativi nella cura della individuare pattern e corresalute umana. Microscopia, lazioni al di là delle capacità anestesia, raggi X, tecniche umane, consentendo diadi produzione dei vaccini, gnosi precoci e personalizFranco Arcieri tecnologie a supporto dei trazate. Inoltre, i robot chirurgici pianti d’organo, soluzioni guidati dall’IA hanno rivoMaurizio Talamo avanzate di diagnostica per luzionato l’approccio alle immagini, monitoraggio reoperazioni, rendendo posmoto dei pazienti sono solo sibili interventi più precisi e alcune di queste, ma tanta e minimamente invasivi. Oltre ancora più promettente strada all’IA, anche la realtà virtuale è ancora da percorrere, in (VR) e la realtà aumentata particolar modo con riferi(AR) stanno facendo la loro mento alle tecnologie inforcomparsa consentendo ai matiche di ultimissima genemedici di esplorare il corpo razione quali l’intelligenza artificiale (IA), il umano in modo interattivo e realistico, machine learning (ML), le blockchain aiutandoli nella pianificazione di procedure (BCHAIN), le tecnologie di Realtà Virtuale complesse e nell’addestramento degli stu(VR) e di Realtà Aumentata (AR), l’Internet denti di medicina in ambienti simulati. La delle Cose (IoT). Con questo breve saggio telemedicina è un ulteriore settore che intendiamo illustrare quelle che ad oggi, al dopo anni di molti tentativi e pochissimi ricercatore informatico, sembrano le linee fatti salienti, è ora in grande crescita. L’uso evolutive più promettenti in questo settore, delle comunicazioni digitali tramite tablet senza però accettare acriticamente le tec- o cellulare, per fornire assistenza medica nologie ma evidenziandone pregi e criticità. a distanza, è sempre più una realtà e, UNICAMILLUS AUTUNNO 2023 43


quando accompagnata dall’utilizzo di di- — that was an important discovery. What spositivi intelligenti di misura (peso, pres- if matching a cancer cure to our genetic sione arteriosa, glicemia, frequenza car- code was just as easy, just as standard? diaca, frequenza respiratoria, sensori di- What if figuring out the right dose of megeribili, …) e dispositivi intelligenti di som- dicine was as simple as taking our tempeministrazione di medicinali (somministratori rature?” di insulina, inalatori per pazienti asmatici, sistemi di È grazie alle tecnologie Ultime linee di innovazione, ma non per questo meno coagulazione del sangue, …), è particolarmente van- informatiche che nasce significative, sono rapprela medicina di sentate dall’ingegneria getaggiosa per le persone che precisione, ovvero la netica che ha compiuto vivono in zone remote o persone con difficoltà di medicina personalizzata. passi da gigante permettendo la terapia genica e la accesso a strutture mediche, migliorando l’efficienza e riducendo i costi modifica dei geni per affrontare malattie genetiche ereditarie e la cosiddetta “stampa sanitari. 3D” che ha già sperimentato la produzione in tempo reale, direttamente durante l’inLA MEDICINA DI PRECISIONE È inoltre grazie alle tecnologie, in particolar tervento chirurgico, di parti “anatomiche” modo alle tecnologie informatiche (IA, in sostituzione di quelle biologiche malriML, BCHAIN) che nasce la medicina di dotte. precisione ovvero la medicina personalizzata, che, ove possibile, tende ad ab- UNO SGUARDO bandonare l’approccio statistico (questa ALLA STAMPA 3D malattia nel 99% dei casi si cura con la La stampa 3D, nota anche come manifattura seguente terapia) per andare verso un ap- additiva, ha rivoluzionato il modo in cui proccio individualizzato (per le tue speci- vengono creati e utilizzati dispositivi medici, ficità, caro paziente, questa malattia di protesi, modelli anatomici e persino organi, cura con la seguente terapia). Finora, la e sta avendo un importante impatto nelle maggior parte dei trattamenti medici è tecniche e nelle pratiche della fisioterapia. stata progettata per il paziente medio. La stampa 3D consente di produrre diCome risultato di questo approccio i trat- spositivi medici su misura per i singoli patamenti possono avere successo per alcuni zienti. Si tratta di impianti ortopedici, pazienti ma non per altri. La medicina di corone dentali, apparecchi acustici e precisione, invece, è un approccio inno- protesi. Utilizzando dati specifici del pavativo che tiene conto delle differenze in- ziente, la stampa 3D può creare dispositivi dividuali nei geni, nei dati precisi e personalizzati che anamnestici, negli ambienti migliorano i risultati e il I chirurghi possono e negli stili di vita delle percomfort del paziente. Consone; fornisce ai professio- esercitarsi in procedure sente inoltre di creare monisti del settore medico le complesse su modelli delli anatomici dettagliati e risorse necessarie per indiprecisi basati su dati di ima3D ottenendo poi rizzare i trattamenti specifici ging medico come TAC e risultati chirurgici delle malattie che inconrisonanze magnetiche. Quemigliori. triamo, sviluppa ulteriorsti modelli sono particolarmente la ricerca scientifica mente preziosi per la pianie medica e mantiene le nostre famiglie ficazione chirurgica, la formazione medica più sane. A tal proposito, il Presidente e la comunicazione con i pazienti. I chiObama , a suo tempo, dichiarò a fine rurghi possono esercitarsi in procedure gennaio 2015: complesse su questi modelli prima di eseguirle sui pazienti, ottenendo risultati chi“Doctors have always recognized that rurgici migliori. Questo facilita la produevery patient is unique, and doctors have zione di guide chirurgiche per fornire asalways tried to tailor their treatments as sistenza ai chirurghi durante interventi best they can to individuals. You can complessi. Queste guide sono progettate match a blood transfusion to a blood type sulla base di informazioni anatomiche 44 UNICAMILLUS AUTUNNO 2023


specifiche del paziente, consentendo ai deve essere pronta a sfruttarne il potenziale chirurghi di eseguire interventi con maggiore per il bene dell’umanità. Ciò non toglie precisione e rischi ridotti. Nel settore far- che nella recente storia delle tecnologie a maceutico, la stampa 3D viene utilizzata supporto della medicina, con specifico rie studiata per la produzione di farmaci ferimento alle tecnologie informatiche, ci personalizzati. Permette di fabbricare pillole siano state promesse non mantenute, in con dosaggi e formulazioni personalizzate, tutto o in parte. Un esempio su tutti è che possono essere adattate alle esigenze quello dei cosiddetti Sistemi Esperti per la dei singoli pazienti. Questo approccio ha Medicina che tanto hanno promesso e il potenziale per migliorare l’aderenza ai tanto poco hanno effettivamente conseguito farmaci e i risultati del trattamento. La come reale avanzamento nei settori della stampa 3D è stata inoltre utilizzata per diagnostica e della cura. Agli albori delle creare materiali biocompatibili per la cura applicazioni mediche dell’intelligenza artificiale c’è stato il solito delle ferite e degli innesti grande fermento intorno ai cutanei. Questi materiali possono essere progettati Il bioprinting comporta sistemi di IA che potrebbero la stampa di cellule nel breve periodo essere in per promuovere la rigenerazione dei tessuti e acceviventi, biomateriali e grado di sostituire il medico lerare il processo di guari- strutture di supporto per o il fisioterapista durante gione. Il campo dentale è creare tessuti e organi una diagnosi. Sebbene l’IA abbia dimostrato di essere forse uno dei campi dove funzionali. promettente nella diagnosi la stampa 3D troverà le sue di alcune malattie, è, allo più importanti applicazioni per abbattere i costi e migliorare la vita stato attuale, senz’altro poco efficace nel dei pazienti: con il supporto di telecamere riconoscere condizioni mediche rare, e 3D è possibile ottenere in tempo reale questo è dovuto alle caratteristiche peculiari modelli estremamente dettagliati del cavo delle reti neurali, alla base dell’IA, poiché orale per creare modelli dentali, allineatori, il loro training richiede un’ampia quantità corone e ponti. Gli studenti di medicina di dati e la disponibilità limitata di casi di possono acquisire esperienza pratica eser- malattie rare, può portare a inesattezze e citandosi su modelli realizzati tramite stam- a criticità nelle diagnosi. Alcuni sistemi di pa 3D e i ricercatori possono utilizzarli supporto decisionale clinico, che forniscono per studiare le malattie e testare i dispositivi raccomandazioni di trattamento ai medici, medici. Infine il bioprinting è un’area della possono soffrire di bias nei dati di addestampa 3D in medicina entusiasmante e stramento, che possono influenzare negain rapida evoluzione. Comporta la stampa tivamente le decisioni cliniche. Ad esempio, di cellule viventi, biomateriali e strutture un sistema potrebbe suggerire trattamenti di supporto per creare tessuti e organi fun- basati su modelli precedenti che non tenzionali. Sebbene la tecnologia sia ancora gono conto delle caratteristiche individuali nelle sue fasi iniziali, i ricercatori sperano che il bioprinting possa un giorno contribuire ad affrontare la carenza di trapianti d’organo e a fornire organi sostitutivi specifici per il paziente.

Esempio di bioprinting: stampante 3D in un laboratorio ospedaliero che crea ossa personalizzate.

NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO In conclusione, le nuove tecnologie continuano a plasmare il futuro delle scienze mediche, aprendo prospettive entusiasmanti per il trattamento delle malattie e il miglioramento della qualità della vita dei pazienti. Il costante sviluppo e l’applicazione responsabile di queste tecnologie rappresentano una sfida e una grande opportunità per la comunità medica, che UNICAMILLUS AUTUNNO 2023 45


del paziente. Quanto detto evidenzia che resta un dubbio sulla completezza dei le tecnologie mediche, compresi i sistemi test: ci potrebbero essere delle combinazioni esperti e l’IA, non sono prive di sfide e po- di dati di reali non coperte dallo schema tenziali fallimenti. È importante compren- di apprendimento del motore di IA che è dere i limiti e le vulnerabilità di tali tecno- stato utilizzato. Infine la difficoltà strutturale logie e lavorare continuamente per mi- da parte di un motore AI nello spiegare il gliorare la loro precisione, affidabilità e si- perché di una determinata valutazione curezza. La collaborazione tra esperti me- porta a rendere efficace il suo utilizzo dici, scienziati informatici e professionisti solo se l’esperto è in grado di riconoscere dell’etica è fondamentale per garantire la validità intrinseca della valutazione. Ad che le nuove tecnologie in campo medico esempio questo è vero quando si parla di siano sviluppate in modo responsabile e valutazione di immagini diagnostiche o offrano un reale valore ai pazienti e al si- quando esiste nella medicina predittiva un quadro epidemiologico stema sanitario. Non è badi riferimento che consenta nale l’affermazione che per Alcuni sistemi di all’esperto di interpretare poter utilizzare al meglio le supporto decisionale correttamente la vautazione soluzioni e le tecnologie dell’intelligenza artificiale clinico, che forniscono fornita dal motore AI. siano necessari almeno due raccomandazioni di elementi: trattamento ai medici, LA BLOCKCHAIN: PRIVA• Conoscenza, intesa come possono soffrire di bias CY, CERTIFICAZIONE, SICUREZZA NELLA GESTIOla profonda e accurata conei dati di NE DEI DATI E DELLE COnoscenza del problema che addestramento. MUNICAZIONI NEI SISTEsi intende trattare e la relativa MI SANITARI consapevolezza delle sue criticità. La tecnologia blockchain offre diverse • Intelligenza, intesa come la capacità di possibilità nel campo della sanità. La definire i vincoli, i parametri, i casi di blockchain costituisce un registro sicuro e studio e le regole d‘uso degli strumenti e decentralizzato che consente di registrare delle soluzioni di IA per applicarle consa- le transazioni in maniera trasparente e resistente alle alterazioni. Di seguito sono pevolmente al problema da trattare. Questi due elementi sono sempre più ne- riportate alcune potenziali applicazioni cessari in un mondo scientifico che sembra della blockchain nell’ambito della gestione sanitaria: sempre più trainato e non spinto dal ML e dalla IA. 1. Scambio di dati sanitari Non dimentichiamo infatti e interoperabilità: la blockÈ importante che i processi alla base del- comprendere i limiti e chain agevola lo scambio l’apprendimento umano non affidabile di dati sanitari tra le vulnerabilità di tali ci sono ancora chiari e che vari operatori sanitari, gatecnologie e lavorare quello che stiamo facendo rantendo l’integrità e la ricontinuamente per con le applicazioni di IA ha servatezza dei dati. I pazienti migliorare la loro ancora degli aspetti non possono mantenere un magcompletamente formalizzati precisione, affidabilità e giore controllo sui propri sicurezza. e presenta delle instabilità dati e concedere accesso che sono usualmente risolte solo a professionisti specifiutilizzando un approccio euristico (aumenta ci. questo parametro, riduci quest’altro, esegui 2. Sicurezza e privacy dei dati: grazie alla un’ulteriore training randomizzato, introduci crittografia della blockchain, i dati dei padisturbi nella backpropagation al fine di zienti possono essere conservati in modo ammortizzare e attenuare bias, spike, e sicuro e resi accessibili solo a personale quant’altro possa portare a modelli non autorizzato. Ciò minimizza il rischio di convergenti). È invalso l’approccio, quando violazioni dei dati e rafforza la riservatezza si realizzano applicazioni di IA, di predi- delle informazioni sensibili. sporre dei dati di training e dei dati di 3. Sperimentazioni cliniche e ricerca: la testing per verificare la correttezza e la blockchain accelera le sperimentazioni compiutezza del training effettuato. Ma cliniche, fornendo una registrazione tra46 UNICAMILLUS AUTUNNO 2023


sparente e verificabile dei dati sperimentali. Inoltre, agevola la condivisione dei risultati di ricerca, garantendone l’autenticità e impedendo manipolazioni. 4. Gestione della catena di fornitura medica: la blockchain può tracciare e autenticare farmaci e dispositivi medici lungo l’intera catena di fornitura, contrastando i prodotti falsificati e garantendo la sicurezza dei pazienti. 5. Pagamenti e fatturazione sanitaria: le soluzioni basate su blockchain semplificano la fatturazione sanitaria, riducendo i costi amministrativi e prevenendo le frodi nelle pratiche di fatturazione. 6. Sicurezza dell’IoT (Internet of Things) nel settore sanitario: poiché cresce l’uso di dispositivi IoT in ambito sanitario, la blockchain fornisce un sistema sicuro e decentralizzato per gestire e autenticare i dati generati da questi dispositivi. 7. Credenziali e licenze degli operatori: la blockchain semplifica la verifica delle credenziali e delle licenze del personale medico, migliorando l’efficienza e riducendo gli oneri amministrativi. 8. Condivisione dei dati di ricerca medica: i ricercatori possono condividere in sicurezza i dati di ricerca con la comunità scientifica, promuovendo la collaborazione e accelerando i progressi nella medicina. 9. Monitoraggio della salute pubblica: la blockchain agevola il monitoraggio in tempo reale dei dati sulla salute pubblica, tracciando la diffusione di malattie e agevolando risposte rapide a potenziali epidemie. Tuttavia, l’implementazione della blockchain nel settore sanitario comporta sfide come la scalabilità, il rispetto delle normative e l’interoperabilità con i sistemi esistenti. Inoltre, occorre affrontare questioni legali ed etiche per garantire un utilizzo responsabile ed etico della tecnologia blockchain nella gestione della salute. ALCUNE APPLICAZIONI DELLE NUOVE TECNOLOGIE ALLA FISIOTERAPIA Nella letteratura di genere, sono presenti molte applicazioni delle nuove tecnologia ai diversi settore della fisioterapia. Di seguito sono riportati alcuni dei progetti o degli esperimenti che si ritengono più significativi e paradigmatici per le nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale sta trasformando il campo della fisioterapia in

molti modi. Ecco alcune delle applicazioni più promettenti dell’IA in fisioterapia: • Realtà virtuale (VR): la VR può essere utilizzata per creare ambienti realistici e coinvolgenti per gli esercizi di fisioterapia. Questo può essere utile per i pazienti che non possono recarsi nello studio di un fisioterapista o che hanno bisogno di praticare gli esercizi a casa. La VR può anche essere utilizzata per fornire un feedback sulle prestazioni del paziente e per monitorare i suoi progressi nel tempo. • Apprendimento automatico: gli algoritmi di apprendimento automatico possono essere utilizzati per analizzare grandi insiemi di dati dei pazienti. Questo può aiutare i fisioterapisti a identificare modelli e tendenze e a prendere decisioni migliori sui piani di trattamento. L’apprendimento automatico può anche essere utilizzato per sviluppare nuovi strumenti e dispositivi di riabilitazione. • Robotica: i robot possono essere utilizzati per fornire assistenza fisica ai pazienti durante gli esercizi di fisioterapia. Questo può essere utile per i pazienti che hanno difficoltà a muoversi da soli o che devono praticare esercizi troppo faticosi per un terapista umano. I robot possono anche essere utilizzati per raccogliere dati sui movimenti del paziente, che possono essere utilizzati per migliorare l’efficacia del trattamento. • Elaborazione del linguaggio naturale: l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) può essere utilizzata per analizzare i dati testuali dei pazienti, come le cartelle cliniche e i registri sanitari elettronici. Questo può aiutare i fisioterapisti a identificare potenziali problemi e a fornire un’assistenza più personalizzata. L’NLP può essere utilizzato anche per sviluppare chatbot in grado di rispondere alle domande dei pazienti e fornire assistenza.

Realta virtuale per la fisioterapia.

Algoritmo di apprendimento automatico.

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Nelle foto: apparecchiature robotiche impiegate in fisioterapia per gli esercizi di riabilitazione dei pazienti.

Questi sono solo alcuni dei modi in cui l’IA sta trasformando la fisioterapia. Con il continuo sviluppo della tecnologia IA, possiamo aspettarci di vedere applicazioni ancora più innovative in questo campo: 1. Piani di trattamento personalizzati: gli algoritmi di intelligenza artificiale possono analizzare i dati del paziente, tra cui l’anamnesi, gli esami diagnostici e le valutazioni fisiche, per creare piani di trattamento personalizzati. Questi piani possono essere personalizzati per rispondere a condizioni ed esigenze specifiche del paziente, ottimizzando l’efficacia della terapia. 2. Analisi del movimento e valutazione dell’andatura: i sistemi di analisi del movimento alimentati dall’intelligenza artificiale possono tracciare i movimenti del paziente e analizzarne i modelli di andatura. Questo può aiutare i fisioterapisti a identificare anomalie o squilibri e a progettare esercizi mirati per migliorare la mobilità e la postura. 3. Monitoraggio remoto e tele-riabilitazione: gli strumenti di monitoraggio remoto abilitati dall’intelligenza artificiale possono con-

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sentire ai fisioterapisti di seguire i progressi dei pazienti al di fuori degli ambulatori tradizionali. Le piattaforme di tele-riabilitazione possono facilitare le consultazioni a distanza, la guida agli esercizi e la valutazione dei progressi, aumentando l’accessibilità alle cure, soprattutto per i pazienti con problemi di mobilità. 4. Analisi predittiva: l’intelligenza artificiale può aiutare a prevedere le traiettorie di recupero dei pazienti sulla base dei dati storici di casi simili. Questo può aiutare i fisioterapisti ad anticipare potenziali problemi e ad adattare i piani di trattamento di conseguenza. 5. Gestione dei dati e delle cartelle cliniche: l’intelligenza artificiale può automatizzare le attività amministrative, come la programmazione dei pazienti, la fatturazione e la gestione delle cartelle cliniche, consentendo ai fisioterapisti di dedicare più tempo alla cura dei pazienti. È essenziale notare che, sebbene l’IA sia molto promettente per la fisioterapia, non è destinata a sostituire i fisioterapisti umani. Al contrario, le tecnologie AI sono progettate per aumentare le competenze degli operatori sanitari, migliorando la qualità e l’efficienza delle cure fornite ai pazienti. Con la continua evoluzione del campo dell’IA, possiamo aspettarci applicazioni sempre più innovative a beneficio sia dei fisioterapisti che dei loro pazienti.


THE IMPACT OF IT ON MEDICINE AND PHYSIOTHERAPY By Franco Arcieri and Maurizio Talamo Professor Arcieri is professor of Computer Science at UniCamillus, International Medical University of Rome Professor Talamo is professor of Computer Science, at Faculty of Engineering, at University of Rome Tor Vergata.

Medical sciences have always been a sector in which new technologies have found their experimentation and have been profitably used to improve the health and well-being of patients. Over the years, significant technological innovations, often directly guided by doctor themselves, have revolutionised this field, leading to significant advances in human health care. Microscopy, anaesthesia, X-rays, vaccine production techniques, organ transplant support technologies, advanced diagnostic imaging solutions, remote planet monitoring are just a few of these innovations. However, there are still many more promising areas to cover, especially regarding the latest-generation areas of IT such as artificial intelligence (AI), machine learning (ML), blockchain (BCHAIN), virtual reality (VR), augmented reality (AR) and the Internet of Things (IoT). Frontiers of Research The advent of artificial intelligence has opened up new perspectives in the field of medical sciences. AI has been integrated into various medical and healthcare contexts, providing a significant contribution to disease diagnosis and treatment. Through the analysis of large amount of data, AI, supported by ML technological solutions, is able to identify patterns and correlations beyond human capabilities, allowing for early and personalised diagnosis. In addition, AI-guided surgical robots have revolutionised surgical procedures, enabling more precise and minimally invasive interventions. Besides AI, virtual reality and augmented reality are also making their appearance, allowing doctors to explore the human body in an interactive and realistic way, helping them in planning complex procedures and in training medical students in simulated environments. Telemedicine is another field that is now experiencing significant growth after many attempts and few important achievements over the years. The use of digital communications via tablets or mobile phones to provide remote medical assistance is increasingly becoming reality in addition to the use of intelligent measurement devices (weight, blood pressure, blood sugar, heart rate, respiratory rate, digestible sensors, etc.) and intelligent medication administrations devices (insulin injectors, inhalers for asthma patients, blood coagulation systems, etc.). All those reasons are making telemedicine particularly useful for those people living in remote areas or to those with limited access to medical facilities, improving efficiency and reducing healthcare costs. Precision Medicine It is also thanks to technology, specifically IT (AI, ML, BCHAIN) that precision medicine i.e., personalised medicine, is emerging. Where possible, precision medicine tends to move away from a statistical approach (“this disease is curable in 99% of cases with the following therapy”) and towards an individual approach (“for your specific condition, dear patient, this disease can be treated with the following therapy”). So far, most medical treatments have been designed for the “average patient” and as a result of this approach treatments may work for some patients but not for others. Precision medicine on the other hand, is an innovative approach which takes into account individual differences in genes, medical history, environments and lifestyles, providing healthcare professionals with the resources they need to address specific conditions while also allowing for further advances in scientific and medical research and keeping our families healthier. On this topic, President Obama stated at the end of January 2015: “Doctors have always recognized that every patient is unique, and doctors have always tried to tailor their treatments as best they can to individuals. You can match a blood transfusion to a blood type — that was an important discovery. What if matching a cancer cure to our genetic code was just as easy, just as standard? What if figuring out the right dose of medicine was as simple as taking our temperature?” The last kind of innovation, but by no means less significant, is represented by genetic engineering, which has made giant strides allowing for gene therapy and gene modification to address inherited genetic diseases, and the socalled “3D Printing” which has already experimented with real-time production, directly during surgery of “anatomical” parts to replace biologically “deficient ones”. UNICAMILLUS AUTUNNO 2023 49


ALLUVIONE LE APPLICAZIONI IN EMILIA-ROMAGNA: DEGLI LE IMMAGINI STRUMENTI DELINFORMATICI DISASTRO NELLA MEDICINA DEL LAVORO di Paolo Montanari Il Professor Montanari è docente di UniCamillus nel Corso di Laurea triennale in Tecniche di Laboratorio Biomedico e nel Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana

L

contribuiscono in modo soa riduzione del fenostanziale gli strumenti informeno infortunistico, la matici, raggruppabili in due tutela della salute dei macrocategorie: strumenti lavoratori e il reinsedi acquisizione dei dati, ririmento nella vita lavorativa servati ad utenti accreditati, degli infortunati rientrano e strumenti di diffusione delle tra gli obiettivi fondanti delconoscenze, aperti a tutti. l’Inail. Per il loro perseguiSulla base dimodelli condimento l’Istituto si avvale di visi a livello nazionale, sono metodologie e tecnologie Paolo Montanari stati realizzati gli strumenti sempre aggiornate alla conweb OLTP (On-Line Trantinua evoluzione scientifica e normativa. Un ruolo fondamentale è ri- saction Processing) per l’alimentazione vestito dall’attività di ricerca, nelle due di- degli archivi nazionali. Ciascun applicativo rettrici di competenza dell’Inail: ambito ha funzionalità che, oltre a consentire protesico-riabilitativo e ambito di tutela l’immissione guidata dei dati, permettono della salute e della sicurezza nei luoghi di all’utente di esportare in locale i dati di lavoro. Dalla consapevolezza che l’ap- propria competenza.Inoltre per l’applicativo profondita conoscenza dei fenomeni in relativo al Sistema “Informo” è stato reaambito infortunistico e della salute dei la- lizzato un ambiente grafico interattivo voratori è elemento preliminare ed essen- per la ricostruzione della dinamica inziale per la realizzazione di adeguate fortunistica. Attraverso processi di misure di prevenzione e protezione in estrazione, trasformazione e caritutti i contesti lavorativi, sono nati i Sistemi camento (ETL) Extract, Transform, nazionali di sorveglianza Informo (per la Load) i dati vengono trasferiti dai rilevazione degli Infortuni mortali e gravi database relazionali sottostanti sul lavoro) e Malprof (per la raccolta dei gli applicativi OLTP al Data casi di malattie di sospetta origine profes- Warehouse su cui si fondano sionale). Entrambi i sistemi sono basati su gli applicativi OLAP (Onmodelli condivisi a livello nazionale e Line Analytical Processing) sono alimentati da operatori dei per la diffusione via InterServizi di prevenzione del- net delle conoscenze atle ASL. Alla “vita” dei traverso output interatSistemi sopracitati tivi e personalizzabili


dall’utente. La sempre più differenziata e produrre copie identiche all’originale, con imponente quantità di dati disponibile, da conseguente riduzione dei tempi di sviluppo un lato arricchisce le possibilità di analisi, e dei costi. ma dall’altro rende ardua l’individuazione EDATS (Data Aacquisition and Training delle informazioni veramente importanti Software) - sistema di controllo protesico per il passaggio dai dati alla conoscenza. basato su machine learning: l’obiettivo è Lo scopo dei sistemi OLAP è quello di la realizzazione di un sistema di controllo offrire in tempo reale le informazioni ri- per protesi attive di arto superiore al livello chieste, con modalità idonee a far sì che transradiale basato su algoritmi di intellil’attenzione venga preferenzialmente in- genza artificiale (Machine Learning) che, dirizzata sugli elementi essenziali, evitando a partire dai segnali elettromiografici di dispersioni su argomenti secondari. Tali superficie corrispondenti alle contrazioni sistemi permettono all’utente di costruire i della muscolatura residua, sia in grado di classificare in real-time le report di proprio interesse, attività riferite all’arto fantamettendo a fuoco l’ambito Il Sistema “Informo” sma e conseguentemente e scegliendo il livello di detconsente la consenta alla persona di taglio e le modalità rapprericostruzione della azionare una protesi in sentative (tabelle, cruscotti, grafici). Tali strumenti pos- dinamica infortunistica modo corrispondente. Si è sono essere usati a più fini, in maniera interattiva. individuato l’algoritmo di Pattern Recognition più anche in funzione della tipologia dell’utente: dalla pianificazione adatto in campo protesico, che bilanciasse degli interventi all’individuazione di si- buone capacità di classificazione e ridotto tuazioni anomale che richiedono appro- onere computazionale, dovendo girare su fondimenti con studi e ricerche, fino al- microcontrollori con ridotta velocità e cal’individuazione di modalità di accadimento pacità di calcolo. Al termine del training ricorrenti che suggeriscono la predisposi- dei parametri dell’algoritmo, si è passati al zione di linee guida e di attività specifiche test, con l’ausilio della realtà virtuale, e, di formazione. Le banche dati interattive infine, si è proceduto al design del firmware appartengono alla classe dei Sistemi di su microcontrollore per trasformare le riSupporto alle Decisioni (SSD) che, al con- sultanze della classificazione effettuata trario dei Sistemi Esperti progettati per dall’algoritmo in movimenti reali di una prendere decisioni autonomamente, non protesi di mano. Rip@rto (in collaborazione si sostituiscono al decisore con l’Istituto di Sistemi e ma gli forniscono un fonTecnologie Industriali e Indamentale ausilio. Gli algoritmi di Machine Learning sono telligenti del CNR) - ci si propone di realizzare un siALGORITMI DI MACHINE stati sviluppati in LEARNING collaborazione con il mulatore di guida evoluto per valutare le capacità delD-Pulp - sistema parametrico Dipartimento di l’utente e gli ausili necessari per la fabbricazione digitale Ingegneria per ripristinare il massimo di protesi mioelettriche di arto superiore: l’obiettivo dell’Informazione della livello di autonomia. Al paSapienza. ziente verrà proposta del progetto è la realizzaun’esperienza di guida reazione della struttura delle protesi di arto superiore al livello transradiale listica in un ambiente virtuale, che riproduce partendo dalla scansione 3D del calco in scenari stradali, elementi di distrazione e gesso del moncone, realizzato dal tecnico imprevisti. In questo contesto, sarà possibile ortopedico, e utilizzando l’additive ma- valutare in modo più completo sia le canufacturing quale tecnologia costruttiva. pacità fisiche sia quelle psichiche e cognitive Il progetto prevede la possibilità di perso- dell’utente che richiede una patente speciale. nalizzazione estetica della struttura, lo svi- iHannes - Tecniche e tecnologie innovative luppo in digitale di fasi del processo a per il controllo di sistemi protesici avanzati basso valore aggiunto, e la creazione di di arto superiore (in collaborazione con un database con lo storico delle protesi di l’Istituto Italiano di Tecnologia): a partire ogni paziente, e quindi la possibilità di ri- dai risultati raggiunti con la mano protesica 52 UNICAMILLUS AUTUNNO 2023


Hannes (premio internazionale “Compasso d’oro”. Adi Design - Associazione design industriale), si vogliono implementarne i sistemi di controllo e di feedback sensoriale, per consentire ai pazienti un utilizzo della protesi più naturale e meno impegnativo. Nell’ambito del progetto europeo IntelliMan, che ha preso avvio a settembre 2022, basato sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per lo sviluppo di servizi robotici, il sistema protesico di arto superiore HannesArm rappresenta la base per lo sviluppo di un innovativo sistema di intelligenza artificiale. HyperLEG - Tecniche e tecnologie innovative per il controllo di sistemi protesici avanzati di arto inferiore (in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia): il progetto si propone di sviluppare una protesi di arto inferiore che, grazie a innovativi sistemi di controllo e sensoristica, alleggerisca il carico cognitivo del paziente e consenta un utilizzo più fisiologico del dispositivo. TwinMED - Ampliamento delle funzionalità dell’esoscheletro Twin nel contesto clinico/riabilitativo (in collaborazione con

l’Istituto Italiano di Tecnologia): il progetto si propone di implementare le funzionalità del prototipo TWIN, a cui Il Chicago Athenaeum ha conferito il premio Good Design Award 2021. L’obiettivo principale è ottenere un dispositivo per uso clinico che, tramite l’utilizzo di nuove strategie di controllo e di sensoristica specifica, possa fornire dati utili (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, attività elettromiografica, etc.) per monitorare l’attività del paziente e personalizzare il percorso riabilitativo. OLIMPIA (in collaborazione con l’Università di Padova) - il progetto ha l’obiettivo di sviluppare soluzioni tecnologiche innovative per migliorare la performance dell’atleta paralimpico e la sua sicurezza durante la pratica sportiva. La ricerca è focalizzata, in particolare, sulle protesi e le ortesi per la corsa ed il salto e sulle protesi e sui monosci per lo sci alpino. Parallelamente lo studio si dedicherà allo sviluppo di un nuovo processo digitale per semplificare e ottimizzare i processi produttivi utilizzati nella costruzione di protesi ed ortesi.

THE USE OF COMPUTER TOOLS IN OCCUPATIONAL MEDICINE AND IN THE PREVENTION AND PROTECTION OF WORK-RELATED INJURIES By Paolo Montanari UniCamillus Professor - BSc Biomedical Laboratory Techniques and MSc Human Nutrition Sciences The reduction of accidents in the workplace, the protection of workers' health, and the reintegration of injured individuals into the workforce are among the fundamental objectives of INAIL (National Institute for Insurance against Accidents at Work). To achieve these goals, the Institute relies on methodologies and technologies that are constantly updated to keep pace with scientific and regulatory advancements. Recognizing that in-depth knowledge of workplace injury phenomena and worker health is a preliminary and essential element for the implementation of adequate prevention and protection measures in all work contexts, the national surveillance systems Informo (for the detection of fatal and serious work-related injuries) and Malprof (for the collection of cases of suspected occupational diseases) have been established. Both systems are based on nationally shared models and are fuelled by operators from the Prevention Services of Local Health Authorities. Information technology tools play a substantial role in these systems and can be grouped into two main categories: data acquisition tools, reserved for accredited users, and knowledge dissemination tools, open to everyone. Based on nationally shared models, OLTP (On-Line Transaction Processing) web tools have been developed for populating national archives. Each application has features that not only allow guided data entry but also enable users to export their relevant data locally. For the Informo system application, an interactive graphical environment has also been developed for reconstructing the dynamics of workplace accidents. Through the processes of extraction, transformation, and loading (ETL), data is transferred from the underlying relational databases of OLTP applications to the Data Warehouse. OLAP applications rely on it for the internet-based dissemination of knowledge through interactive and customizable outputs for users. The increasingly diverse and substantial amount of available data enriches analytical possibilities but also makes it challenging to identify truly important information for the transition from data to knowledge. The purpose of OLAP systems is to provide requested information in real time, with methods suitable for directing attention to essential elements. These systems allow users to build reports of their interest, focusing on the scope, choosing the level of detail, and representational methods. These tools can be used for various purposes, depending on the type of user: from intervention planning to the identification of abnormal situations requiring in-depth studies and research, to the identification of recurring occurrence patterns, suggesting the development of guidelines and specific training activities. Interactive databases belong to the class of Decision Support Systems (DSSs). Unlike Expert Systems designed to make autonomous decisions, DSSs do not replace decision-makers but provide them with essential assistance.

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ACADEMIC Il Prof. Boccanelli presenta LIFE l’UniCamillus Global Health Journal:

“Uno strumento per far luce su aspetti GLOBAL HEALTH sottovalutati in medicina” Il Professor Alessandro Boccanelli è docente di UniCamillus, Professore di Medicina Narrativa all’interno del corso di Filosofia morale. Dal 2021 cura la pubblicazione del UniCamillus Global Health Journal a cui, a partire da questo numero, dedichiamo questo spazio per raccontare gli aspetti più complessi che la medicina moderna si trova a dover affrontare.

“Soltanto partendo da una base di conoscenza della realtà si più pensare di cambiare in positivo le cose”

L

a salute di ogni persona va intesa in senso globale. Per vivere bene bisogna stare bene non solo dal punti di vista clinico, ma anche da quello ambientale, nel contesto in cui ci si trova ad esistere. Nel prendersi cura delle persone non si possono quindi ignorare aspetti fondamentali della vita come il retaggio culturale, i legami familiari, le estrazioni sociali di provenienza e tutti i condizionamenti comportamentali legati a tali tematiche. E di conseguenza senza tener conto delle relative problematiche che ne possono derivare.

Fare luce su tutto ciò, e su molti altri aspetti troppo spesso sottovalutati nel contesto della medicina, è l’obiettivo principale del Global Health Journal di UniCamillus. Questa rivista quadrimestrale, fruibile liberamente nella versione on line sul sito ufficiale dell’Università Medica Internazionale di Roma, è curata dal Professor Alessandro Boccanelli e dalla Professoressa Laura Elena Pacifici Noja. Da loro è nata l’iniziativa di creare uno strumento specifico per raccontare le realtà più nascoste dell’attività medicoscientifica.

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“È giusto che un’Università come la nostra abbia a disposizione uno strumento come questa rivista per mettere bene a fuoco il concetto di salute a tutto tondo”, sostiene il Professor Boccanelli (in foto, ndr). “Le cose per poterle affrontare occorre conoscerle.

Il Prof. Alessandro Boccanelli


Bisogna studiarle e bisogna parlarne. Va aumentata la consapevolezza non solo dell’opinione pubblica, ma anche degli stessi addetti ai lavori, perché spesso la stessa classe medica non è preparata ad affrontare questo tipo di problematica. Soltanto partendo da una base di conoscenza della realtà si più pensare di cambiare in positivo le cose”. Professore, nell’ultimo numero della rivista avete trattato il tema drammatico della mutilazione degli organi genitali femminili. È stata una scelta mirata per portare alla luce un problema molto più ampio e diffuso di quanto si creda? “Assolutamente sì. È sempre sorprendente rendersi conto quasi quotidianamente che moltissime persone comuni non sappiano nemmeno che esista o cosa sia l’infibulazione. Non c’è quindi un’idea precisa di quanto sia in realtà presente qui in occidente tale problematica, legata inevitabilmente anche ai flussi migratori dai quei paesi dove la pratica è più diffusa. Parlando con qualunque ginecologo, non necessariamente operante presso ambulatori situati in zone più problematiche delle città, ci si rende invece conto della realtà. Ci sono tantissimi esempi, che si legano a una serie di problemi di cui non si tiene affatto conto, ma che sono in realtà gravi. E non si parla solo di problemi di coppia, problemi durante il parto o problemi psicologici. Una donna che abbia subito una mutilazione genitale e che magari affronta una gravidanza in Italia, deve necessariamente essere pretrattata chirurgicamente. Poi la sua cultura originaria richiederebbe che tornasse allo stato preparto. C’è quindi anche una questione di discriminazione e di rischio di emarginazione. Il paradosso infatti è che la mutilazione dei genitali è materialmente il problema minore da affrontate per un medico. C’è tutto il contorno che non può essere sottovalutato e che deve essere reso noto. Discutere

del significato che tale situazione comporta, rispettare le tradizioni e le decisioni di ciascuna persona, entrare nelle dinamiche familiari o coniugali, sono tutti aspetti che vanno al di là del semplice atto chirurgico. In ambito medico e accademico c’è dunque una questione culturale da affrontare prima di tutto, dal punto di vista dello scambio di conoscenze in merito a questa problematica come altre similmente sottovalutate”. In pratica, l’approccio di un medico verso i pazienti deve cambiare da caso a caso, a seconda di chi si ha difronte? “Certamente. Anche considerando i paesi di provenienza dei nostri studenti, ci rendiamo conto che se ci limitassimo ad insegnare paradigmi secondo la cultura occidentale metteremmo in realtà in grosse difficoltà queste persone. Molti principi della medicina che noi qui diamo per scontati, non sono applicabili nei paesi di origine degli studenti. Lo scopo della rivista è proprio far conoscere queste realtà, le diseguaglianze economiche, sociali, organizzative, che possono condizionare il risultato finale della salute globale della persona. Non è un caso che qui in UniCamillus fin dal primo anno abbiamo istituito il corso di moral philosophy, cioè insegnare fin dall’inizio che ‘la persona è nuda’ sia essa un re o un clochard. Agli studenti faccio sempre l’esempio della foresta. Noi stiamo entrando in una fitta vegetazione che si chiama medicina e dentro incontriamo tanti animali diversi: i pazienti, ciascuno con le proprie caratteristiche. Non si possono trattare gli animali della foresta tutti allo stesso modo e lo stesso vale per i pazienti. Se non si ha la curiosità di capire chi sia la persona che si ha difronte durante una visita, non si riuscirà mai ad ottenere il miglior risultato nelle cure. Applicare gli standard di cura solo seguendo le linee guida non è possibile. Bisogna rendersi conto che

CINQUE NOTIZIE UN FARMACO ANTI OBESITÀ FA VOLARE IL PIL DANESE L’azienda farmaceutica Novo Nordisk ha causato da sola il 90% dell’espansione del PIL della Danimartca grazie all’esportazione, soprattutto negli USA, di farmaci a base di semaglutide. La molecola, impiegata nella cura del diabete, si è rivelata molto efficace anche nel favorire la perdita di peso. Il boom di vendite ha fruttato 14 miliardi di ricavi all’azienda in tre anni.

RICOSTRUITA UNA TRACHEA PER LA PRIMA VOLTA AL MONDO All’ospedale Sant’Andrea di Roma l’équipe del dott. Erino Angelo Rendina ha portato a termine a settembre scorso per la prima volta al mondo una ricostruzione di una trachea, su un paziente di 23 anni.

PANDEMIA E PARTITI: IL CASO U.S.A. Uno studio dell’Univeristà di Yale, pubblicato su Jama International Medicine ha dimostrato che l’orientamento dei due principali partiti americani verso le politiche vaccinali anti-Covid e le misure di protezione hanno influenzato i comportamenti e concorso a determinare mortalità diverse tra gli elettori.

LOTTA AI TUMORI: IDENTIFICATE CELLULE STAMINALI NEL TIMO Un studio del Francis Cric Institute di Londra, guidato dalla dott.ssa Roberta Ragazzini ha identificato per la prima volta la presenza di cellule staminali nella ghiandola del Timo. I risultati della ricerca lasciano ipotizzare nuovi possibili bersagli nella lotta contro malattie immunitarie e tumori,

DEPRESSIONE POST ESTATE NEGLI ANZIANI La Società Italiana di Medicina interna mette in guardia le famiglie: dopo le settimane estive passate in compagnia di figli e nipoti, gli anziani che tornano soli e vivono lontani dagli affetti familiari rischiano più di tutti di cadere in depressione.

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ACADEMIC LIFE GLOBAL HEALTH

questi principi non possono essere sempre applicabili alla perfezione”.

situazione, se viene messa a disposizione degli operatori sanitari”.

Più in generale, possiamo dire che, nella cura della salute globale delle persone, l’accesso alle informazioni è un fattore fondamentale per i medici, ma anche per i pazienti stessi?

Proprio a tal proposito, secondo lei, telemedicina, social network e strumenti telematici in generale possono contribuire a mettere a conoscenza sempre più persone e professionisti di tutti questi aspetti correlati al concetto di salute?

“Senza dubbio, sì. Se parliamo infatti di fattori di rischio per la salute, sappiamo ad esempio che il basso livello socio-economico è uno degli indicatori principali correlato ai maggiori tassi di mortalità. Esistono lavori fatti, anche in tempi relativamente recenti, lungo la metropolitana di Londra. In essi si dimostra inequivocabilmente come allontanandosi man mano dalla City la mortalità aumenta ad ogni singola stazione più periferica, in maniera proporzionale. Questo dipende dalla possibilità di accesso alle informazioni, alle cure, che è diverso nei luoghi suburbani rispetto al centro. Se prendiamo in considerazione invece situazioni in cui i medici non ci sono proprio nel raggio di chilometri, l’accesso alle cure diventa pressoché nullo. Ad esempio in Nigeria, della cui realtà abbiamo parlato nell’ultimo numero della rivista, soprattutto nelle zone più lontane dai grandi centri abitati, è sostanzialmente inesistente qualunque forma di assistenza alla salute delle persone. In questi casi si può però andare a capire in che misura un possibile accesso a strumenti come la telemedicina possa aiutare a migliorare la

“Sicuramente i social possono essere veicolo per rendere note situazioni sottovalutate e poco conosciute. Anche la telemedicina, pur se spesso viene enfatizzata fin troppo, per motivi meramente commericali, può in realtà dare una grossa mano soprattutto laddove è necessaria una comunicazione facile, saltando vari passaggi. Quello che ritengo più interessante però è il contributo che potrebbe dare l’intelligenza artificiale in medicina, se usata con criterio. Se interrogo chatGPT su alcuni sintomi, l’IA mi da subito una risposta per la quale io ho studiato 40 anni. Ci ho messo pazienza, impegno e tanta esperienza sul campo per arrivare a dare la stessa risposta con certezza e dimestichezza. Questi strumenti cambierà il modo di lavorare anche per i medici, è inevitabile. Ma non devono assolutamente farci mettere il cervello a riposo. Parlare di cosa sta cambiando nelle pratiche mediche è un altro degli obiettivi di questa rivista. Ma bisogna sempre trovare un punto d’incontro tra ciò che è on line e quello che invece è on life”.

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L’immagine di copertina dell’ultimo numero dell’UniCamillus Global Health Journal


La Tavola rotonda con gli ospiti dell’evento. Da sinistra: la Professoressa Romagnosi, la Professoressa Padua, il Prorettore alle relazioni istituzionali di UniCamillus Paolo Miccoli e il Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Nathan Levialdi Ghiron 60 UNICAMILLUS AUTUNNO 2023


UniCamillus Mangement Academy

TERZA MISSIONE E SALUTE: IMPATTO SOCIALE E MEDICINA INCLUSIVA di Donatella Padua e Mario D’Ambrosio La Professoressa Padua (foto sopra) è docente di Sociologia Generale e Sociologia dei Processi Culturali e Delegata alla Terza Missione per UniCamillus. Il Professor D’Ambrosio (foto sotto) è direttore dell’UniCamillus Managemente Academy e del Master in Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane.

T

erza Missione e Salute. Impatto sociale e medicina inclusiva. Questo è stato il titolo di un momento di confronto ed approfondimento che si è svolto in UniCamillus a luglio scorso, promosso dalla Terza Missione dell’Ateneo, a cui hanno partecipato il Prof. Gianni Profita, Rettore di UniCamillus International Medical University, il Prof. Antonio Felice Uricchio Presidente ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), il Prof. Nathan Levialdi Ghiron, Rettore Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, la Dott.ssa Mariella Mainolfi, Direttore Generale Professioni Sanitarie e Risorse Umane Servizio Sanitario Nazionale, Ministero della Salute, il Prof. Paolo Miccoli, Prorettore alle Relazioni Istituzionali UniCamillus, la Prof.ssa Donatella Padua, Delegato Terza Missione/Impatto Sociale UniCamillus e la Dott.ssa Sandra Romagnosi, Unità Organizzativa Terza Missione/Impatto Sociale – ANVUR. Ha moderato la tavola rotonda il noto conduttore televisivo Michele Mirabella, intervenendo per approfondire il tema del ruolo delle università mediche nella crescita

del benessere delle comunità e dei territori. Il significato dell’impatto sociale delle attività legate al mondo della salute è stato, nell’occasione della tavola rotonda, approfondito sotto diversi aspetti e molti sono stati gli argomenti trattati, dalla valutazione ANVUR agli spunti storici del Prof. Mirabella. Il celebre conduttore televisivo della più longeva trasmissione della RAI, ‘Elisir’, due Lauree Honoris causa di cui una in Medicina e Chirurgia, assegnata dall’Università di Bari, ha richiamato la dimensione etica e valoriale della Medicina attraverso i secoli ed i suoi illustri rappresentanti. Da Ippocrate e la Techné degli antichi greci a Dante Alighieri, anche lui ‘medico’ in quanto iscritto alla Corporazione dei Medici e Speziali, la medicina inclusiva trova la sua radice nel greco ‘pathos’, collegandosi al latino ‘Pietas’. Questa connessione storico-etimologica mostra tutta l’unicità del rapporto tra medico e paziente, fondato su valori di condivisione, premessa centrale al tema della tavola rotonda. La Terza Missione proiettata nell’ambito della salute riguarda non solo le attività di sperimentazione clinica ma anche l’insieme delle attività di UNICAMILLUS AUTUNNO 2023 61


Da sinistra, la Professoressa Donatella Padua, la Direttrice Generale Professioni Sanitarie e Risorse Umane SSN del Ministero della Salute Mariella Mainolfi e il Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Nathan Levialdi Ghiron

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Michele Mirabella, ospite di UniCamillus, ha moderato la tavola rotonda dell’evento del 5 luglio.

promozione e tutela della salute, legati al territorio specifico di attività dell’Ateneo. UniCamillus è un’istituzione legata, nella sua missione, al territorio internazionale, grazie all’accoglienza di studenti provenienti da 67 diversi paesi del mondo e al territorio locale. In particolare, i quartieri limitrofi l’Ateneo, quali San Basilio, Casal Monastero, sin dalla nascita di UniCamillus, hanno beneficiato di un processo di rigenerazione determinato dallo stimolo sociale, economico e culturale che l’Ateneo ha realizzato attraverso l’opera di recupero urbano e di generazione di indotto nel settore alloggi e commerciale. Per UniCamillus, la Terza Missione, sin dagli inizi, come per molte università, ha rappresentato un ambito piuttosto sconosciuto rispetto alla nota Didattica e Ricerca che si pensava si potesse assolvere principalmente attraverso l’attività di accoglienza e formazione di studenti stranieri. Anche nel caso dell’Università di Tor Vergata, in principio, la Terza missione è stata principalmente identificata con il trasferimento tecnologico verso terzi come spin off, imprese, e via dicendo. Poi si è compreso che il contesto poteva offrire un perimetro molto più vasto, i cui confini si sono via via ampliati, andando verso i settori del public engagement. Le facoltà di medicina hanno avuto la possibilità di cimentarsi con molteplici attività che venivano svolte sia dal punto di vista didattico che da quello della ricerca, ma anche e soprattutto dal punto di vista assistenziale. Si è iniziato a pensare a come le attività di Terza Missione in ambito medico potessero avere una ricaduta sul territorio e sul contesto sociale, connesse alla missione specifica

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dell’assistenza sanitaria. Numerose sono le iniziative dell’Ateneo in questo ambito, quale il progetto ‘Le notti della solidarietà, rivolto a fornire un’assistenza sanitaria ai senzatetto o il progetto ‘Adotta un anziano’, sempre rivolto alle categorie carenti in termini di assistenza medica e con difficoltà di accesso perché spesso in luoghi non coperti da adeguata assistenza. Il tema della medicina inclusiva e della terza missione è stimolante in quanto costituisce un ambito ancora da esplorare ed anche da approfondire nelle tante dimensioni che assume. La Terza missione per lungo tempo è stata considerata in senso ‘residuale’ rispetto alla didattica e ricerca. Questa espressione è riduttiva in quanto la vocazione profonda delle istituzioni universitarie è quella di creare e sviluppare il rapporto con la società. Essa misura tutto ciò che si produce attraverso l’attività di sviluppo, di valorizzazione della conoscenza e l’impatto sulla società. Nei dieci campi di interesse individuati dall’ANVUR vengono misurate azioni che spaziano dall’inclusione alla riduzione dei divari sociali, oltre agli ambiti più tradizionali quali il trasferimento tecnologico. L’ANVUR ha aperto la strada verso un modello di università rivolta alla società, al territorio. Attraverso il processo della qualità e della valutazione, ANVUR stimola le università a conoscersi meglio e anche a comprendere quali siano le proprie potenzialità nel rapporto con la società stessa. Il tema della medicina inclusiva è particolarmente stimolante e sfidante perché includere significa abbracciare, ma anche comprendere e condividere. Prima di soffermarci sulla definizione di Terza missione e sull’evoluzione della valutazione della terza missione in ANVUR, occorre evidenziare anche il ruolo delle istituzioni governative sul tema della Terza Missione e medicina inclusiva. Il Ministero della salute è particolarmente attivo su questi temi grazie alla Direzione Generale delle Professioni Sanitarie, in primis, sul piano formativo della medicina di genere, non solo per quanto riguarda lo studio, ma anche per la parte applicativa della stessa, oltre che delle terapie. Il concetto di medicina di genere indica che la salute è determinata anche da differenze


fisiche e biologiche. È fondamentale, dunque, che ne tengano conto la medicina generale, i corsi di formazione regionali, i percorsi di laurea in medicina, tutte le scuole di specializzazione e tutti i corsi che riguardano le professioni sanitarie, partendo proprio dalla sintomatologia delle malattie. La medicina di genere è una componente della medicina inclusiva. Il momento attuale è abbastanza critico per quanto riguarda la medicina territoriale e il mondo dei professionisti sanitari: è un momento di riforma, in cui si vuole portare la medicina più vicino alle persone, andando anche a rafforzare la rete dei medici di famiglia e delle farmacie. La Terza Missione regola l’impatto delle attività rivolte alla società, al territorio ed all’ambiente attraverso due coordinate: la ‘propensione’ e l’ ‘apertura’. La ‘propensione’ è un concetto profondo in quanto implica che esistano istituzioni più propense ed altre meno propense, pertanto, evidenziando la dimensione della misurazione e della valutazione: ‘apertura’ implica il processo di responsabilità sociale delle università. Esse non sono solo dedicate alla creazione della conoscenza ed al trasferimento della medesima verso i propri studenti ma hanno la responsabilità di trasferirla anche all’esterno, nella società. Vi è anche un altro aspetto della Terza Missione, non trattato ma egualmente importante, ossia, l’impatto organizzativo interno ad un Ateneo che la Terza Missione esercita: il lavoro che essa genera in termini di sforzo di censimento e rendicontazione, di progettualità, di cambiamento di processi può essere intenso. E siccome il cambiamento viene realizzato dalle persone all’interno di una organizzazione, i docenti e il personale Tecnico Amministrativo devono comprenderlo in profondità per agire con motivazione ed efficacia. Ecco che è importante, allora, attivare una cultura interna di Terza Missione, che si fonda su sensibilizzazione, su valori e collaborazione. La valutazione della Terza Missione Conoscere il processo di valutazione della terza missione è rilevante al fine di comprendere cosa si intenda per impatto sociale. Pertanto, partiamo dal ciclo di valutazione

della Qualità della Ricerca VQR 2015-19 in termini di metodologia, di casi di studio, di follow up1. Aprendo con un excursus storico della Terza missione, in relazione all’evoluzione dell’ANVUR, forniamo qui di seguito una panoramica generale della definizione della Terza missione, spiegando i Campi di Azione, fornendo la definizione di ‘Impatto’, nell’ambito della Valutazione VQR, soffermandoci sul ruolo dei GEV (Gruppi di Esperti Valutatori), sulla documentazione a supporto e sui Casi di Studio nell’ambito della ricerca sanitaria. Tra i compiti dell’agenzia rientra la valutazione de «la qualità dei processi, i risultati e i prodotti delle attività di gestione, formazione, ricerca, ivi compreso il trasferimento tecnologico», come specificato all’art. 3 c. 1 del Regolamento istitutivo dell’ANVUR D.P.R. 76/2010. Con l’avvio della prima VQR (2004-2010), ANVUR ha introdotto il concetto di Terza Missione come “apertura verso il contesto socio-economico mediante la valorizzazione e il trasferimento delle conoscenze”, in una concezione più attuale che include oltre alle attività di valorizzazione economica della ricerca, anche iniziative dal valore socio-culturale ed educativo. In quell’occasione sono stati definiti alcuni indicatori, inerenti non solo il trasferimento tecnologico ma anche le attività delle scienze umane che hanno un impatto sulla società, come i musei scientifici e gli scavi archeologici. Con l’introduzione del sistema di Autovalutazione, Valutazione Periodica e Accreditamento (AVA), la Terza Missione è stata riconosciuta a tutti gli effetti come una missione istituzionale delle università, accanto all’insegnamento e alla ricerca. Vengono identificati specifici indicatori e parametri di valutazione della Terza Missione e la qualità della Terza Missione viene considerata tra i requisiti

Da sinistra, in primo piano: Il Professor Mario D’Ambrosio, il Rettore Gianni Profita e il Presidente ANVUR Antonio Felice Uricchio.

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di qualità delle Sedi e dei Corsi di Studio. Questo processo di istituzionalizzazione della Terza Missione ha avuto come primo effetto la necessità di creare un sistema informativo solido su cui fondare la valutazione. ANVUR ha dunque contribuito di concerto con Con l’introduzione del il MIUR, alla creazione del sistema di sistema informativo Autovalutazione, la TM della SUA-Terza Missione, è stata riconosciuta a all’interno della SUA-RD tutti gli effetti come una (Scheda Unica Annuale della missione istituzionale Ricerca Dipartimentale). Con la pubblicazione del Madelle università. nuale ANVUR per la valutazione della Terza Missione nel 2015, l’agenzia si è posta l’obiettivo di guidare la valutazione soprattutto dal punto di vista dei criteri e delle domande valutative. Il documento metodologico è stato discusso in un workshop internazionale e ha beneficiato dei riscontri raccolti mediante una consultazione pubblica. Anche nel secondo esercizio di valutazione della ricerca VQR 2011-2014, sono stati inclusi il monitoraggio e la valutazione della Terza Missione, ma rispetto all’esperienza precedente, Con il Manuale l’agenzia ha potuto contare ANVUR per la valutazione della Terza su una base di dati standardizzati e comparabili di tutti Missione l’agenzia si è gli atenei italiani, raccolti posta l’obiettivo di mediante la SUA-TM e sulle guidare la valutazione indicazioni contenute nel dal punto di vista dei Manuale ANVUR. Si è fatto, criteri e delle domande dunque, ricorso al metodo valutative. della peer review informata, ovvero all’analisi dei dati attraverso il giudizio esperto ed è stata istituita una apposita Commissione di Esperti di valutazione della Terza Missione (CETM). I risultati dell’esercizio valutativo VQR 2011-2014 sono stati pubblicati nel 2017 nel Rapporto Terza Missione redatto dalla CETM e sintetizzati in un’apposita sezione del Rapporto Finale VQR 20112014. Nel 2018 ANVUR ha pubblicato una proposta di revisione della scheda SUA-TM, per supportare il processo di monitoraggio e raccolta dei dati delle Istituzioni valutate. ANVUR ha anche svolto una mappatura delle fonti statistiche e le banche dati esistenti che possono essere 66 UNICAMILLUS AUTUNNO 2023

utili per la raccolta dati sulle attività di terza missione e del loro impatto sulla società. Tutte le attività svolte in questi anni sono state caratterizzate da un approccio valutativo imperniato sul confronto con le esperienze internazionali, la consultazione delle comunità accademiche e degli stakeholder della Terza Missione, la conduzione di studi pilota e sperimentazioni. La VQR 2015-2019 rappresenta il terzo esercizio di valutazione della ricerca e la Terza Missione, che negli esercizi precedenti era stata valutata in via sperimentale, attraverso un censimento delle attività di TM svolte da università e istituti di ricerca, adesso entra a pieno titolo nella valutazione attraverso lo strumento dei casi studio. Le università e gli istituti di ricerca sono stati, infatti, invitati a sottoporre alla valutazione una selezione di casi studio relativi ad attività di Terza Missione, svolte in uno o più tra i campi d’azione, il cui impatto è stato verificato nel periodo 2015-2019. La definizione di impatto è volutamente ampia e mira a dare alle singole Istituzioni l’opportunità di far emergere le iniziative di Terza Missione più rilevanti dal punto di vista economico, sociale e culturale: • L’impatto deve verificarsi nel periodo di riferimento della valutazione e deve emergere come differenza tra la situazione precedente e successiva alle attività considerate. • Può essere misurato attraverso indicatori pertinenti e significativi (proposti dalle istituzioni). • È interpretabile come la trasformazione o il miglioramento che (eventualmente in relazione con i risultati della ricerca scientifica prodotti dall’Istituzione) si sono generati per l’economia, la società, la cultura, la salute, l’ambiente o, più in generale, il contrasto alle disuguaglianze economiche, sociali e territoriali per incrementare la qualità della vita in un ambito territoriale (locale, regionale, nazionale, europeo o internazionale). • È inteso, altresì, come la riduzione o la prevenzione di danni, rischi, o altre esternalità negative; si valuterà prioritariamente l’impatto generato all’esterno (anche le eventuali ricadute all’interno delle Istituzioni).


I casi studio si riferiscono ad interventi il cui impatto è stato verificato nei seguenti campi d’azione: • Valorizzazione della proprietà intellettuale o industriale (brevetti, privative vegetali e ogni altro prodotto di cui all’articolo 2, comma 1, del Decreto Legislativo n. 30/2005). • Imprenditorialità accademica (es. spin off, start up). • Strutture di intermediazione e trasferimento tecnologico (es. uffici di trasferimento tecnologico, incubatori, parchi scientifici e tecnologici, consorzi e associazioni per la Terza Missione). • Produzione e gestione di beni artistici e culturali (es. poli museali, scavi archeologici, attività musicali, immobili e archivi storici, biblioteche e emeroteche storiche, teatri e impianti sportivi). • Sperimentazione clinica e iniziative di tutela della salute (es. trial clinici, studi su dispositivi medici, studi non interventistici, biobanche, empowerment dei pazienti, cliniche veterinarie, giornate informative e di prevenzione, campagne di screening e di sensibilizzazione). • Formazione permanente e didattica aperta (es. corsi di formazione continua, Educazione Continua in Medicina, MOOC). • Attività di Public Engagement. • Produzione di beni pubblici di natura sociale, educativa e politiche per l’inclusione (es. formulazione di programmi di pubblico interesse, partecipazione a progetti di sviluppo urbano o valorizzazione del territorio e a iniziative di democrazia partecipativa, consensus conferences, citizen panel). • Strumenti innovativi a sostegno dell’Open Science. • Attività collegate all’Agenda ONU 2030 e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Questa tipologia di campi di azione rimanda, in parte, alle Linee guida per la compilazione SUA-TM 2018, a loro volta eredità dell’impostazione adottata dal Manuale di Valutazione della TM e utilizzata nel secondo esercizio VQR 2011-2014. In continuità quindi con l’impostazione

precedente, viene confermata la definizione ampia di TM, cambia però radicalmente la metodologia valutativa, completamente nuova. La valutazione dei casi studio è stata svolta da un Gruppo di 30 Esperti di Terza Missione (GEV TM), scelti dal Consiglio Direttivo dell’ANVUR, composto per metà da docenti e ricercatori e per metà Serve una interazione dagli stakeholder esterni alle equilibrata tra docenti di istituzioni valutate. Questa elevata qualificazione, combinazione è stata pencomprovata expertise e sata per avere una interapersonalità. zione equilibrata tra docenti di elevata qualificazione e comprovata expertise e personalità provenienti dalla dirigenza pubblica, dal mondo produttivo e finanziario, dalle istituzioni culturali e dai territori. Il GEV TM ha valutato i casi studio attraverso i quattro criteri previsti dal Bando VQR e assegnato a ciascun caso studio uno dei cinque livelli di giudizio, sulla base delle indicazioni contenute nel Documento Modalità di Valutazione dei casi studio VQR 2015-19. I risultati della valutazione sono stati pubblicati nel Rapporto finale del GEV TM, disponibile sul sito dell’ANVUR. Nel campo della salute, ossia, il campo della sperimentazione clinica e iniziative di tutela della salute, l’impatto sociale deriva dall’integrazione tra ricerca e cura della salute, anche nelle attività, in collaborazione con il paziente stesso, per incontrare i bisogni del paziente non solo dalla prospettiva strettamente medica, L’impatto sociale deriva dall’integrazione tra ma anche umana (salute e ricerca e cura cura centrata sulla persona). della salute. I due versanti di tali attività sono rappresentati, da una parte, dai decisori politicoistituzionali che ricevono indicazioni dalle attività di ricerca e, dall’altra, dal mondo aziendale della salute, dai partner industriali e di sviluppo prodotto, che interagiscono con il mondo della sanità e della salute, per creare soluzioni di prodotto, tecnologiche e processi sempre più avanzati, a favore di una medicina inclusiva dei bisogni sociali, di qualità della vita, oltre a quelli biologici, strettamente legati agli aspetti della salute. UNICAMILLUS AUTUNNO 2023 67


L’intervento del Rettore di UniCamillus che ha preceduto la tavola rotonda sull’impatto sociale della Terza Missione e la medicina inclusiva


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Direttore Responsabile: Gianni Profita Redazione a cura di: Tommaso Fefè Immagini: UniCamillus Media, AdobeStock, OTA Osservatorio Terapie Avanzate, O.Ma.R Osservatorio Malattie Rare,ISS Istituto Superiore di Sanità, CIBio Trento, Oncoematologia Terapia Cellulare e Genica Osp. Bambino Gesù, SR-Tiget Milano, Tigem Pozzuoli, Chartered Society of Physiotherapy, OdishaPlus Traduzioni a cura di: Alessandro Rotatori (Centro Linguistico d’Ateneo) UniCamillus: Federica Alota, Giulia Francini, Damiano Giani, Ginevra Guidoni, Giorgia Martino, Andrea Pisani, Claudia Romano Stampa: Tipografia Miligraf Srl Chiuso in redazione: settembre 2023 Copia Gratuita www.unicamillus.org


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