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Il sistema Bergamo e l'economia del sapere

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GIOVEDÌ 4 FEBBRAIO 2016 • SANTA GIOVANNA DI VALOIS • EURO 1,30

FONDATO NEL 1880. NUMERO 34 • www.ecodibergamo.it

DOPO IL SALVATAGGIO DELL’AIRBUS

Oggi Bonaldi torna a casa «Adesso voglio staccare» esteticamedica servizi per il benessere di Pasta Veronica

estetica medica

IL SISTEMA BERGAMO E L’ECONOMIA DEL SAPERE di REMO MORZENTI PELLEGRINI

gni territorio cerca sempre di valorizzare la propria specificità, il proprio genius loci. Sarebbe piuttosto grave se non lo facesse o, peggio ancora, se non ne avvertisse la necessità. E questa necessità è incessante data la continuità del cambiamento. Avere una «specificità» è l’unico modo che un territorio ha per essere riconosciuto in quanto tale, senza venir confuso con altre realtà. Un valore appunto, da alimentare di continuo e di cui avere consapevolezza. Ci sono vari modi in cui i territori tentano di raggiungere questo obiettivo: puntando per esempio sull’accesso al mercato,

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MALE LE BANCHE POPOLARI

BORSE IN PICCHIATA MILANO PERDE 2,85%

Riccardo Bonaldi dovrebbe raggiungere Bergamo in tarda serata. Ora chiede il totale riserbo su quanto è successo martedì mattina a bordo dell’Airbus A321 diretto da Mogadiscio a Gibuti

VERDURA A PAGINA 3

TINAGLIA A PAGINA 18

Emilio Zanetti, uomo simbolo della Popolare, è da mercoledì scorso presidente del Patto dei Mille, il patto di sindacato che ha riunito attorno a Ubi i big del-

l’imprenditoria bergamasca azionisti della banca. «Nei momenti chiave - spiega - la città è sempre stata coesa perché sa bene che le grandi sfide si vincono solo in ma-

niera unitaria». Sui contatti con altri azionisti, in primis i bresciani, annuncia: «I contatti sono avviati. Diamo alle comunità il tempo per condividere un percorso

I

Con volume «Instant English» € 14,20 Con volume «La cura del succo di limone» € 5,20 Con volume «Perché gli altri dimenticano» € 9,20 Con volume «Mario, un cuore grande» € 11 (offerte valide solo per Bergamo e provincia)

GALIZZI A PAGINA 12

Ci sono anche otto medici, un primario e la caposala tra gli indagati nell’inchiesta sulle morti sospette all’ospedale di Piario; inchiesta che vede come principale indagata l’infermiera Anna Rinelli. Com’è possibile che i colleghi di lavoro non si fossero mai accorti che alcuni pazienti della Medicina stavano male e che – soprattutto la mattina dopo che l’infermiera accusata di omicidio preterintenzionale termi-

nava il suo turno di notte – i loro parametri clinici erano ben più gravi della sera prima? È l’interrogativo chiave al quale la Procura e i carabinieri vogliono dare una risposta. Ed è per questo che ieri mattina i dieci colleghi dell’infermiera quarantatreenne di Piario sono stati a loro volta iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di concorso colposo in omicidio preterintenzionale.

Lite fra cuochi con coltellata Condannato

Christo Visite alla passerella Stessa società di Expo

La cucina di un ristorante

Sconfitta 2-1 L’Atalanta si è persa Ko a Verona

Brutta sconfitta per l’Atalanta che a Verona, sul campo dell’ultima in classifica, non riesce a uscire dal momento di difficoltà. E sì che la partita sembrava essersi incanalata nella giusta direzione con il primo gol in serie A del giovane Conti che aveva portato in vantaggio i nerazzurri al 30’ del primo tempo. Prima dell’intervallo il pareggio del Verona con Siligardi, poi l’Atalanta resta in dieci al 9’ della ripresa (espulso Dramé) e incassa il gol dell’ex Pazzini (nella foto) al 38’ st DA PAGINA 46 A PAGINA 49 FOTO MAGNI

Otto anni per il pizzaiolo che in un ristorante di Villa d’Almè, un anno fa, aveva ferito il cuoco. Diverbio nato per una melanzana. La condanna è a piede libero, e il giovane si è stupito di poter tornare a casa: sconterà la pena a sentenza definitiva. A PAGINA 26

Lezione di web alle nonne, in cattedra i nipoti di SUSANNA PESENTI

nformatica roba per ragazzi? Macché, le nuove tecnologie non appassionano solo i giovani: al corso base di computer per over 60 promosso dal Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo su un’idea della decana Adriana Zavattaro, 82 anni, sono arrivate 150 iscrizioni. Il boom è stato tale che l’Istituto Natta ha messo a disposizione gratuitamente i laboratori di informatica, mentre alcune classi quarte e quinte si sono offerte come tutor.

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di essere tale per tutti gli azionisti costituisca una buona scelta». E serve anche una squadra competente.

F. CONTI ALLE PAGINE 30 E 31

ARRIGHETTI A PAGINA 42

La rassegna «Tierra!», 36 incontri su ecologia e dintorni GUERCIO A PAGINA 43

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IDROBEN srl | Via Vogno 18 - Rovetta (Bg)

unitario». E in vista dell’assemblea elettiva del 2 aprile, Zanetti lancia la conferma di Andrea Moltrasio: «Credo sia nelle cose che un presidente che ha dimostrato

Piario, 8 medici indagati con primario e caposala

di FRANCO CATTANEO

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Bergamo - Via G. d’Alzano, 2/d Tel. 035.4284348

Parla Emilio Zanetti: «Aggregare 20 milioni di azioni Ubi è positivo. Ora serve la squadra»

QUANDO L’EX TERRORISTA SALE IN CATTEDRA

IMPIANTI D’ECCELLENZA PER L’IDRAULICA CIVILE E INDUSTRIALE

servizi per il benessere

«Il patto, segno d’una città unita»

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nopportuno è il termine più corretto per definire la decisione di invitare ex brigatisti ad un corso di formazione per toghe in programma alla Scuola della magistratura e dedicato alla «giustizia riparativa», a quei percorsi di reinserimento dei condannati con il coinvolgimento del reo, della vittima e della comunità. Inopportuno sia per la scelta specifica degli ex terroristi (in particolare Adriana Faranda, postina del sequestro di Aldo Moro e poi dissociata), sia per il luogo e sia per non aver valutato in modo accurato l’impatto su quei magistrati che,

esteticamedica

A PAGINA 21

Dalmine Parco dell’ex scuola dedicato ai poliziotti uccisi nel 1977

Urgnano «Chiudetelo» Guerra all’aeroporto dei modellini

Il parco dell’ex scuola di Guzzanica di Dalmine sabato sarà dedicato ai due poliziotti uccisi in un conflitto a fuoco dalla banda di Vallanzasca A PAGINA 40

Stop al campo volo degli aeromodelli. Lo chiedono con una petizione alla Regione i residenti della frazione Basella: non ci sentiamo sicuri A PAGINA 41

L’ingresso alla scuola e al parco

Un aeromodello alla Basella

Ciclismo I pro tornano in sella Sei bergamaschi al via FOSSANI A PAGINA 51

Prosit I tatuaggi nel paniere Istat. Consumi quasi all’osso


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L’ECO DI BERGAMO GIOVEDÌ 4 FEBBRAIO 2016

Puntidivista

E dicembre mai così caldo da 215 anni

Dice il saggio

Dopo il mese dicembre con il 91% di precipitazioni in meno rispetto alla media, a gennaio in Italia sono caduti praticamente gli stessi millimetri di pioggia di agosto con pesanti effetti per lo smog in città e una storica siccità nelle campagne dove la natura è sconvolta da un inverno che sembra primavera. È quanto

Gennaio è stato «secco» come agosto

L’opinione pubblica è una miscela di follia, debolezza, pregiudizi, sentimenti sbagliati, sentimenti giusti, ostinazione, e paragrafi di giornale Robert Peel

SISTEMA BERGAMO ECONOMIA E SAPERE

emerge da un monitoraggio della Coldiretti sulla base dei dati Ucea fino ai primi venti giorni di gennaio. La punta dell’iceberg di un inverno del tutto anomalo iniziato con il dicembre meno piovoso e più bollente da 215 anni è il caldo record dei giorni della merla che chiudono il mese di gennaio.

IL COMMENTO

Se l’ex terrorista sale in cattedra E riapre le ferite di FRANCO CATTANEO

di REMO MORZENTI PELLEGRINI

Segue da pagina 1 sulla propria immagine, sull’abilità di attrarre menti creative e imprese, e sulla capacità di rinnovare la sua governance. Tutte cose dunque che oggi, ancor più di ieri, ci invitano a riflettere su quello che gli studiosi di varie discipline chiamano «capitale territoriale». E che possiamo definire in termini abbastanza semplici: l’insieme cioè delle risorse, materiali e immateriali, di cui il territorio stesso dispone, configurandosi, a seconda degli aspetti presi in considerazione, come punti di forza o come autentici vincoli. Il capitale territoriale è dato da tutti gli elementi che formano la ricchezza del territorio (attività industriali e commerciali, paesaggio, patrimonio artistico, musei, know-how, ecc.), ma dovrebbe servire anche per individuare specificità che meritano di essere potenziate. Si tratta di un tema su cui ha richiamato l’attenzione anche la Commissione Europea, suggerendo che «le politiche di sviluppo territoriale devono innanzitutto e soprattutto aiutare le singole regioni a costruire il loro capitale territoriale». Ma qual è il nostro «capitale territoriale»? Ecco, è proprio questo il punto. Negli ultimi tempi, il territorio bergamasco, da sempre a vocazione industriale, è stato testimone di continue metamorfosi, in un contesto peraltro non più congiunturale, ma segnato da cambiamenti radicali e irreversibili. Ed è stata proprio la capacità di essere al passo con le trasformazioni del sistema produttivo che ha consentito all’industria bergamasca di contenere gli effetti della crisi, arrivando pochi anni fa al primo posto nella graduatoria italiana per valore aggiunto per abitante generato dall’industria e dall’artigianato. Un primato che è frutto di coraggio e coesione, a cui hanno concorso in tanti, in primis gli imprenditori nel loro aprirsi al mondo e al sapere. Forti delle nuove infrastrutture, materiali e immateriali: l’aeroporto e la conoscenza. Sappiamo che questo non

Bergamo è alla ricerca di un modello per crescere

basta e non basterà, poiché ci sono debolezze e punti di criticità. Sappiamo però anche che il nostro territorio ha notevoli potenzialità e che può contare su realtà già consolidate per imboccare la direzione giusta. È indubbio che l’Università debba essere in grado di comprendere le esigenze del suo territorio, di avere un dialogo proficuo con i suoi attori, di adattare, almeno in parte, la propria offerta formativa e

l’attività di ricerca, in funzione delle necessità di breve e di lungo periodo. Anzi, l’Università deve fare di tutto per intercettare le linee degli sviluppi futuri, dischiudendo prospettive al momento anche impensabili. In ogni caso, deve essere considerata parte integrante in questa visione di «capitale territoriale». In una società che cambia in modo così rapido e dove le imprese si muovono su scala globale e il sistema bancario è al centro di continue riflessioni, diventa fondamentale puntare sul «radicamento della conoscenza». Quello non lo «trasferisce» nessuno, rimane una risorsa per tutti. È una forma di investimento per il futuro: è l’economia della conoscenza, la più preziosa di tutte, perché si rigenera di continuo. Per questo non può esistere una forte Università senza un forte e coeso territorio e, lasciatemelo dire, viceversa. Ma l’Università non è che uno degli attori in campo. Per pensare a una nuova crescita e rendere attrattivo il territorio, è auspicabile uno sforzo congiunto verso obiettivi comuni, forti e lungimiranti. Un fatto però è certo: senza un’adeguata preparazione delle nuove generazioni, che implica un equilibrio dei saperi e delle professioni, non si va da nessuna parte. Di qui la necessità di rilanciare la formazione tecnica e professionale da integrare con il mondo del lavoro, e di rivalutare il grande patrimonio artistico e culturale sia della città sia del territorio nel suo complesso. Solo così si diventa veramente attrattivi, creando le basi per lo sviluppo di nuove imprese. Sarà certamente utile conoscere i dati del Rapporto Ocse, che gli stessi attori territoriali hanno aiutato a stendere perché interpellati dagli esperti internazionali. Non solo per avere un quadro aggiornato degli scenari, ma in vista anche delle strategie più opportune da adottare. Con una sola certezza rispetto all’ultimo rapporto di 10 anni fa: che oggi il sistema Bergamo è più forte di allora. Per questo, tra le ricette future, non deve mancare ciò che ci ha portato fino a qui: il dire per fare. E non il dire per dire o il fare per disfare.

INIQUO CANONE di GIORGIO GANDOLA

E’

l’eterno ritorno del sempre uguale. Le case sono altre, ma il problema è sempre lo stesso: Affittopoli. Il termine fu coniato nell’agosto del 1995 nella redazione de Il Giornale, che scatenò un’inchiesta per smascherare politici, uomini delle istituzioni e grandi manager che vivevano in palazzi di proprietà dello Stato pagando canoni imbarazzanti. Massimo D’Alema diventò il simbolo di quello scoop: una casa a Trastevere a 633 mila lire al mese. Pressato dall’opinione pubblica,

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l’allora segretario del Pds si arrese e traslocò annunciandolo in Tv da Maurizio Costanzo. Vent’anni dopo, come direbbe Alexandre Dumas padre, non è cambiato niente. Lo dimostra il fatto che ieri il commissario straordinario di Roma, Francesco Paolo Tronca, ha scoperto che il Comune perde cento milioni l’anno per affitti non pagati o pagati cifre irrisorie. E se il canone molto leggero è del tutto comprensibile per appartamenti in zone disagiate o per nobili motivi sociali, diventa scandaloso se è frutto di sciatteria amministrativa o della formula

DIRETTORE RESPONSABILE GIORGIO GANDOLA

fondato nel 1880 www.ecodibergamo.it

VICEDIRETTORE ALBERTO CERESOLI CAPOREDATTORE ANDREA VALESINI VICECAPIREDATTORI BRUNO BONASSI (coordinatore cronache), MARCO DELL’ORO, DINO NIKPALJ (coordinatore web)

molto italiana «sei amico degli amici». I casi venuti alla luce sono 574, Tronca sembra voler andare fino in fondo anche perché l’amministrazione della capitale è in perenne deficit e solo un anno fa ha ottenuto un finanziamento a fondo perduto di 500 milioni dal governo. «Dobbiamo fare in fretta e dare un segnale molto forte», spiega il commissario, preoccupato da un evento all’orizzonte: le elezioni. Come a dire che, una volta tornata nelle mani dei politici, la pratica potrebbe finire come molte altre. In soffitta, a iniquo canone.

L’urlo

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20-02-2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Bergamo. TARIFFE: 7 numeri: Annuale € 299,00 - Semestrale € 179,00 - Trimestrale € 90,00. 6 numeri: Annuale € 274,00 - Semestrale € 152,00 Trimestrale € 77,00. Edizione del lunedì: Annuale € 52,00 Semestrale € 26,00. N° C.C.P. 327247 intestato a S.E.S.A.A.B. spa Viale Papa Giovanni XXIII, 118 - Bergamo. PUBBLICITÀ Sesaab Servizi srl - Divisione SPM - Viale Papa Giovanni XXIII, 124 - 24121 Bergamo - internet: http://www.spm.it e.mail: info@spm.it

Segue da pagina 1 per biografia di famiglia o dovere istituzionale, sono stati sulla barricata. Il terreno è delicato e complesso, ma il giudizio severo di giudici come Alessandra Galli (figlia di Guido, il magistrato bergamasco assassinato da Prima linea a Milano nel 1980), che ha parlato di scelta inopportuna e sbagliata, rivela non solo una sensibilità ferita, ma pone un problema che spersonalizza la questione: quali siano gli strumenti più idonei per superare definitivamente i guasti prodotti dagli anni di piombo e quali siano gli equilibri da rispettare in uno schema dove tutti non «pesano» alla stessa maniera. Il risentimento di Alessandra Galli dice che, quasi mezzo secolo dopo, quelle ferite non sono state sanate e che sulla «notte della Repubblica» ancora non sappiamo tutto: per reticenza dei terroristi. L’«attacco al cuore dello Stato», condotto dal brigatismo e dallo stragismo neofascista, non ha avuto – per intensità, durata e profondità – uguali in tutto l’Occidente: un fenomeno storico e politico e non la semplice somma di azioni delinquenziali, peraltro spesso contro intelligenze aperte al dialogo. Non si tratta di sminuire il ruolo positivo della «giustizia riparativa» per ricostruire i legami con la società, specie in tempi in cui la giustizia punitiva fa acqua da tutte le parti, e neppure di disconoscere i percorsi individuali di reinserimento. Tuttavia quando Alessandra Galli dice che l’invito a chi ha combattuto le istituzioni repubblicane «vorrebbe essere un passo in più, vorrebbe essere il coinvolgimento emotivo di entrambe le parti» tocca un nervo scoperto: se è vero, infatti, che all’incontro sono state invitate anche le vittime che hanno avuto un percorso di riconciliazione, è pur vero che ci sono altre vittime che questo itinerario non lo hanno voluto o potuto fare. Alcuni anni fa, intervistata da «L’Eco», la mamma di Alessandra e moglie del giudice ucciso, proprio su questi temi di confine, rispose che, in dialogo con il cardinal Martini, si affidava al «buon Dio». La riconciliazione trova un limite obiettivo nei tempi lunghi, nell’effetto sulle menti e sui cuori di chi ha sofferto, ma anche nei buchi neri della verità storica. Il discusso convegno ha sbagliato la scelta delle persone (la Faranda è una dissociata: né di qua né di là) trasformandole in personaggi pubblici con una visibilità che potrebbe suonare, anche se non fosse vero, come una rivalutazione di quel periodo e non solo la considerazione di chi ha riparato gli effetti distruttivi del crimine. Del tipo: non eravamo delinquenti perché avevamo un progetto politico, ma ne siamo venuti fuori. Se l’obiettivo della riconciliazione è da perseguire, la chiave di volta sta nel dire tutta la verità, per esempio sul sequestro e sull’omicidio dello statista democristiano: su Moro restano zone non illuminate nonostante i tanti processi e tocca ai brigatisti raccontare l’ultimo miglio, cosa non avvenuta. Il recupero della verità (verità storica a questo punto, non giudiziaria) è un elemento essenziale della riparazione del delitto.

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