Issuu on Google+

Due cuori

e una

capanna

L’amore tra uomo e donna è essenzialmente una questione “a due”. E’ un darsi continuo tra i partner in cui non si fa a gara a chi riceve di più, il “prodotto finale” - l’amore - è proprio “un’altra cosa” distinta dai due amanti. Non è infatti un caso se tale “prodotto” si materializza un altro essere umano: un figlio. Ogni coppia stabile e regolare (intendo uomo e donna), complice, affettuosa, matura, complementare, condividente e ben fondata, arriva prima o poi al traguardo del “non bastarsi più”. Anche la miglior sintonia, negli anni, porta con sé la noia: è come se i due, proprio perché si conoscono bene ed altrettanto bene vivono il quotidiano, prima o poi vanno in crisi. L’amore non è infatti statico, bensì dinamico, sono sempre ricercati il rischio e la fatica di rimettersi ogni tanto in gioco, ed è proprio ciò il pepe che tiene in vita ogni coppia. Ecco quindi che la nascita di un figlio rimette in gioco le energie di coppia a rischio crisi da routine quotidiana. Una bella rivoluzione, perché un figlio rivoluziona davvero tutto. Tante coppie vanno invece in crisi alla nascita di un figlio. Prima di tutto se il figlio non è voluto. Poi se la maternità/paternità è di per sé debole fin dall’inizio, e ciò dipende dalle storie personali. Anche quando un figlio è voluto e desiderato, il prezzo da pagare, in termini di sconvolgimento di vita, è alto: il genitore non esiste più, tutto è fatto e gestito in funzione del nuovo arrivato. Niente più sonno ristoratore, né pisolini pomeridiani, niente cinema, teatro o gite, niente discoteca, feste o serate con gli amici. Pure il sesso diventa un problema, vista la comparsa di un terzo amante che ci spodesta completamente col partner nel lettone. Ma è la regola da millenni: ogni capanna è abbastanza grande per ospitare più di due cuori!!!


Due cuori e una capanna