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Dorando Pietri (Recupero-Ferrara)

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Antonio Recupero

Luca Ferrara

DORANDO PIETRI UNA STORIA DI CUORE E DI GAMBE

tunué


Antonio Recupero

Luca Ferrara

DORANDO PIETRI UNA STORIA DI CUORE E DI GAMBE

tunué


Ringrazio tutte le persone che mi hanno sostenuto nella realizzazione di questo libro, fosse anche con un sorriso, una battuta o una birra. Ringrazio Luca perché ha avuto una pazienza certosina e ha superato ogni aspettativa con la sua arte. Antonio

Grazie a chi ha corso insieme a me, nelle corsie più vicine e in quelle più distanti. Grazie ad Antonio per avermi fatto andare a briglie sciolte e a Tunué per avermi aspettato al traguardo. Grazie ai miei allenatori Giuseppe, Luciano, Elena e Christian. «La corsa è lunga, e alla fine è solo con te stesso» (Mary T. Schmich) Luca

Dorando Pietri. Una storia di cuore e di gambe Collana «Traguardi» n. 2 I edizione: ottobre 2016 Soggetto e sceneggiatura: Antonio Recupero Disegni: Luca Ferrara Illustrazioni di copertina: Luca Ferrara Impaginazione: Diego Fiocco Ringraziamo Simonetta Ceccarelli e Gianni Ressi per l’aiuto Per l’edizione italiana Copyright © 2016 Recupero/Ferrara/Tunué S.r.l. Direzione editoriale: Massimiliano Clemente Tunué S.r.l. Via degli Ernici 30 – 04100 Latina – Italy tel. 0773 661760 | fax 0773 1875156 info@tunue.com | www.tunue.com ISBN

978-88-6790-187-6

Finito di stampare nel mese di ottobre 2016 presso: Peruzzo Industrie Grafiche S.r.l. Via Marco Polo 10 35035 Mestrino (PD) – Italy Carta: Fedrigoni Symbol FreeLife Satin 150 g/m2 (copertina) Fedrigoni ArcoSet WW 170 g/m2 (interni) Dorando Pietri è stampato su carta «amica delle foreste» certificata FSC


PREFAZIONE

Dorando Pietri, uno dei primi personaggi ad entrare nella mitografia sportiva del Novecento. L’uomo che vinse la Maratona olimpica di Londra nel 1908, ma perse la medaglia. Fu squalificato, anche se l’immagine di lui che taglia il traguardo fece il giro del mondo e i giornali dell’epoca si appassionarono al dramma sportivo dell’atleta di Carpi. L’epica di Pietri racconta di passione, di caparbietà, di fatica, di difficoltà economico-sociali e soprattutto di tenacia nel voler realizzare il proprio sogno. Lo sport come simbolo della nostra ricerca di appagamento e successo, metafora delle nostre speranze e aspirazioni nella vita comune. Antonio Recupero e Luca Ferrara riescono a fornire uno spaccato dell’intensità della vita sportiva di Pietri attraverso la narrazione, il disegno, il tratto e lo stesso uso del colore. Le tavole che avete tra le mani trattano ogni inquadratura con la cura e l’attenzione necessarie per esaltare la sceneggiatura. Come diceva Hugo Pratt, è un bell’esempio di letteratura disegnata che rappresenta, se vogliamo, la forza popolare dello sport e del fumetto al tempo stesso. Apprezzabile la spinta evocativa della rappresentazione di una comunità che partecipa alle imprese sportive di un atleta e che lo accompagna anche dopo la fine della propria carriera. Il significato profondo della pratica sportiva non è forse quello di veicolare la cultura e contribuire a migliorare la qualità della vita di una comunità? Non solo la medaglia, quindi, o l’esaltazione del gesto tecnico, bensì il riconoscimento del valore sociale dello sport, che riesce a farci stare meglio ogni giorno, da soli e insieme agli altri. Vincenzo Manco, presidente nazionale UISP


INTRODUZIONE E NOTE PRELIMINARI ALLA LETTURA

A molti di voi sarà capitato, quando da giovani virgulti annunciavate fieramente al mondo le vostre aspirazioni per il futuro, di avere tra le proprie conoscenze qualcuno che tentava seccamente di tenervi con i piedi per terra e smontare i vostri sogni, utilizzando argomentazioni fin troppo razionali. Vi dicevano: «ma trovati un lavoro serio» o peggio «un lavoro vero». Vi dicevano, se avevate ambizioni sportive, «ma non ce la farai mai» oppure «e se a vent’anni ti infortuni» oppure (con una certa cattiveria) «ma non vedi che non hai il fisico?!». Quando io, da adolescente con poche idee ma ben confuse, dissi che volevo scrivere e raccontare storie, una mia professoressa di italiano mi disse che avrei dovuto pensare a studiare meglio la letteratura piuttosto che a cercare di produrne. Ad oggi ho pubblicato quattro libri a fumetti, oltre a varie altre storie e produzioni letterarie varie. Più di quanto molti professori di letteratura abbiano fatto. Quando Dorando Pietri, da bambino, disse che voleva diventare un corridore, gli risposero «ma hai le gambe storte!», o anche «ma sembri rachitico», oppure altri, tra cui suo padre, «correndo non si porta mica il mangiare in tavola». Fu così che Dorando, un garzone di pasticceria, figlio di contadini, col suo cuore e le sue gambe, nella sua semplicità, diventò un simbolo della tenacia nello sport e un campione di dimensioni leggendarie. Questa storia su Dorando è un omaggio allo sport, ma anche alla testardaggine, all’andare contro tutte le previsioni e contro tutte le routine sociali, fino a diventare, da reietti che si era considerati, eroi degni di un poema epico. Ma come per ogni eroe epico, la storia ufficiale e quella apocrifa spesso si confondono. Raccontare la vita di un personaggio che non si può considerare semplicemente un atleta, nel bene e nel male, non richiede di parlare soltanto delle sue imprese sportive, ben documentate e facilmente esaminabili, ma costringe a indagare sulla sua vita privata, sulla sua umanità. E, al riguardo, l’unica cosa peggiore che non trovare fonti, è trovarne troppe, varie e discordanti, alcune palesemente «romanzate», per usare un termine dal valore spesso diplomatico. Ricostruendo la storia di Dorando Pietri, molte sono le discordanze tra le fonti italiane e quelle in lingua inglese, in particolare. Queste ultime infatti mostrano Dorando in maniera spesso più epica, seppur sempre con un alone di mistero relativo al presunto (e mai provato o ammesso) doping durante le Olimpiadi. Proprio relativamente al doping, per quanto non ampiamente condivisa dagli esperti di sport, ho scelto di abbracciare la tesi innocentista, più vicina alla percezione che, personalmente, ho del personaggio. Alcune discordanze poi le ho trovate riguardo ai suoi spostamenti tra l’Italia e altri paesi, America in primis, negli anni successivi alle Olimpiadi. Nel dubbio, e visto lo scarso rilievo che la cosa aveva nel senso della storia, ho fatto delle scelte che mi rendessero più efficace la drammatizzazione delle vicende. Ho preferito tralasciare i suoi esordi giovanili da ciclista, poco documentati e poco illustri, e anche questi alquanto irrilevanti nel definire poi il personaggio adulto. Tra le varie versioni romanzate della vita di Dorando, molte, soprattutto recenti, cercano, senza fondamento alcuno, di indagare sulla vita sentimentale del maratoneta carpigiano, in maniera poco lusinghiera, puntando il dito su presunti tradimenti e relazioni extraconiugali di cui non vi sono documentazioni affidabili, con uno stile che ricorda troppo quello che alcune riviste di gossip riservano ai calciatori più di moda del momento. Anche in questo caso, nel rispetto anche dell’immagine morale di Dorando, che traspare invece dalle fonti reali, ho preferito tralasciare queste cose, concentrandomi solo, e nei limiti del necessario, sulla sua vita coniugale. Su questa, confesso di aver ceduto ad una versione romanzata della vicenda, che fa coincidere il suo primo allenatore con il futuro suocero, Ottavio Dondi. Sembra che Ottavio fosse comunque un appassionato di corsa, e che avesse a sua volta lavorato presso la società sportiva La Patria, anche se non è mai stato ben chiaro con quale ruolo. Ho quindi scelto di raccontare questa parte della storia nella sua chiave più romantica. Alla fine di tutto, ogni scelta narrativa che ho fatto, nella speranza che il lettore la condivida, o almeno la apprezzi, è volta a comunicare la mia ammirazione per Dorando Pietri, l’uomo che tutti dicevano inadatto a correre, e che ha corso meglio di tutti quelli che glielo dicevano. Perché solo i «non adatti» sanno diventare veri eroi. Antonio Recupero


PARTE PRIMA


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Ci sono persone ritenute non adatte a grandi imprese; a volte, però, donne e uomini le compiono lo stesso, grazie a un cuore indomito e a una salda determinazione. Un ragazzo con le gambe troppo magre e un po’ storte, trasformato in un campione. Una medaglia strappata via, diventata le ali su cui il sogno di un uomo si è librato fra le leggende. Tra biografia e romanzo, Dorando Pietri. Una storia di cuore e di gambe racconta la vita di un atleta, di due sovrani che lo hanno acclamato, di coloro che lo hanno sfidato, amato e provato a sfruttarlo, e di chi, pur avendolo scoraggiato, ne ha dovuto ammettere la grandezza.

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ISBN 978-88-6790-187-6

9 788867 901876

Euro 16,90


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