Skip to main content

Quaderno di disciplina (Bernardi, Gabos)

Page 1

Un’opera inedita di Luigi Bernardi disegnata da Otto Gabos.

Un potentissimo boss della criminalità organizzata vive segregato in un bunker per sfuggire ai nemici, che aumentano di giorno in giorno. Nella reclusione indotta, stila un amaro bilancio della sua esistenza. Dove vanno a finire le colpe dei padri? Luigi Bernardi Ha creato e diretto case editrici, riviste e collane di libri. Ha scritto moltissimo tra saggi, romanzi, racconti, graphic novel e traduzioni. È stato uno dei nomi più importanti per lo sviluppo del fumetto in Italia.

Otto Gabos Ha fatto parte dei principali movimenti del fumetto, ha collaborato con svariate riviste, quotidiani nazionali e pubblicato decine di romanzi grafici. Attualmente insegna Arte del fumetto e Scrittura creativa al corso di fumetto e illustrazione dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

tunué ISBN 978-88-6790-223-1

9 788867 902231

€ 14,90

tunué


7


8


MI HANNO CHIESTO SE ANDAVO A UNA FESTA.

l’Unità del 21 gennaio 1977


1

«A me se uscivo a farmi una birretta». «Detesto la parola birretta». «Anch’io». «Ci vai?». «Ho detto che avevo un impegno». «Anch’io». «È sempre più difficile mentire. Si dà nell’occhio». «Nessuno si fa i cazzi propri in questa città». «Non biasimarli, è così dappertutto. Siamo noi a essere diversi». «Hai ragione, scusa». «Non è con me che ti devi scusare». «Con chi allora?». «Con nessuno. È il destino che ci ha fatti nascere così». «Di’ pure nostro padre».

11


2

L’unica differenza con una tomba è che sono vivo e c’è uno sportello di lato che posso aprire per sgattaiolare fuori con le mie gambe. Per il resto è uguale. Sto sdraiato sulla schiena, gli occhi li potrei tenere aperti e invece li chiudo, mai capito perché, forse un riflesso condizionato, la preparazione per quando qualcuno me li chiuderà per davvero. Oppure più semplicemente per una questione di risparmio organico, perché non ha senso tenere gli occhi aperti sul buio. È una fetenzia questo nascondiglio. Lo dico sempre, ma nessuno mi dà ascolto. Come se fossi l’ultimo e il mio parere non contasse nulla. È proprio il contrario, invece: il mio parere conta come dio in terra. Tranne, evidentemente, che sulla questione del nascondiglio. Per una questione di sicurezza, dicono. Per preservarmi, ribadiscono. Perché senza di me non saprebbero che fare, concludono. Quest’ultima risposta è sicuramente vera. Escluso qualcuno che ancora sa come cavarsela in ogni circostanza, i miei uomini sono il ritratto dell’incapacità, soprattutto i più giovani, quelli che si credono di sapere tutto e invece non hanno neppure imparato a muoversi in città senza dare nell’occhio. Li vorrei vedere loro, dentro questa tomba. Si prenderebbero una strizza che salterebbero fuori dopo neanche un minuto, tutti 15


sudati, la faccia bianca come un drappo votivo alla Madonna. La prossima volta che me ne fanno una sbagliata, li ficco davvero qui dentro, così ci divertiamo un po’. Forse è l’unico modo per farli rigare dritto, oltre il solito colpo in testa che non risolve il problema perché porrebbe l’incognita della sostituzione. Tanti siamo e tanti dobbiamo rimanere. Se gli sbirri riescono ad arrivare fin qui, a dieci metri sottoterra, figuriamoci se si lasciano scappare l’opportunità di rovistare dappertutto, cercare i doppifondi, smontare qualsiasi impalcatura, fino a trovare la mia tomba fasulla, che potrebbe diventare anche vera se a un agente, vedendomi, gli prendesse un mezzo colpo e mi scaricasse addosso l’intero caricatore, o anche solo una misera pallottola solitaria. Non mi danno ascolto e, ogni volta che scatta la sirena dell’allarme, si precipitano a infilarmi qua dentro, a farmi fare il morto che non è morto ma potrebbe esserlo nel tempo di pochi minuti. Grandezza delle tradizioni da rispettare. I nascondigli della famiglia questi sono stati, questi sono e questi saranno. Non si sfugge alle tradizioni, noi che di tradizioni viviamo. C’è anche poca aria, si respira male e non mi è neppure permesso di fumare. Per fortuna gli allarmi finiscono sempre alla svelta e io posso uscire subito. La prima cosa che faccio è proprio accendermi una sigaretta. Me la fumo in pace e con gusto, un tiro dopo l’altro, fino ad arrivare al filtro. È questo che mi rilassa, non il pericolo cessato. Primo perché non credo a questo tipo di allarmi, secondo perché per uno come me i pericoli non finiscono mai. Io, uno degli uomini più potenti del paese, al primo posto dei latitanti più ricercati, obbligato ad annidarmi sottoterra, come una talpa costretta a giocare a nascondino, mentre fuori tutti se la godono grazie ai miei soldi, alla mia protezione e al mio lavoro. Non mi lamento per l’ingiustizia della mia condizione. Non è nel mio stile lamentarmi. Mi chiedo solo se la situazione non potrebbe 18


cambiare, se non sono già troppo stanco di vivere così. Chissà quanto un magistrato sarebbe disposto a concedere in cambio di tutti i nomi e ogni fatto? Appunti da sviluppare: chi cazzo è che lancia gli allarmi e in base a cosa?

19


3

«Esco». «Aspettami, vengo con te». «Non importa, faccio solo due passi qui intorno». «Va bene. Io intanto controllo i movimenti di oggi». «Se vedi qualcosa che non torna, evidenziali così poi li riguardo». «Fai attenzione». «Sto sempre molto attenta». «Lo so, perdonami, facevo per dire».

20


Un’opera inedita di Luigi Bernardi disegnata da Otto Gabos.

Un potentissimo boss della criminalità organizzata vive segregato in un bunker per sfuggire ai nemici, che aumentano di giorno in giorno. Nella reclusione indotta, stila un amaro bilancio della sua esistenza. Dove vanno a finire le colpe dei padri? Luigi Bernardi Ha creato e diretto case editrici, riviste e collane di libri. Ha scritto moltissimo tra saggi, romanzi, racconti, graphic novel e traduzioni. È stato uno dei nomi più importanti per lo sviluppo del fumetto in Italia.

Otto Gabos Ha fatto parte dei principali movimenti del fumetto, ha collaborato con svariate riviste, quotidiani nazionali e pubblicato decine di romanzi grafici. Attualmente insegna Arte del fumetto e Scrittura creativa al corso di fumetto e illustrazione dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

tunué ISBN 978-88-6790-223-1

9 788867 902231

€ 14,90

tunué


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Quaderno di disciplina (Bernardi, Gabos) by Tunué - Issuu